Seduta n.239 del 09/05/2002
CCXXXIX Seduta
(Antimeridiana)
Giovedì 9 maggio 2002
Presidenza del Presidente Serrenti
indi
del Vicepresidente Biggio
La seduta è aperta alle ore 10 e 23.
oRtu, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 10 aprile 2002, che è approvato.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che la consigliera regionale Maria Giuseppina Pilo ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo per la seduta antimeridiana del 9 marzo 2002, e che il consigliere regionale Pasquale Onida ha chiesto di poter usufruire di due giorni di congedo a far data dal 9 maggio 2002.
Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
Assenze per motivi istituzionali
PRESIDENTE. Comunico, ai sensi del comma 5 dell'articolo 58 del Regolamento, che i consiglieri Tunis, Businco e Morittu sono stati assenti nelle sedute del 9 e 10 maggio 2002 in quanto fuori sede per incarico avuto dal Consiglio.
PRESIDENTE. Comunico che, a far data dal 2 maggio del 2002, l'onorevole Ettore Businco ha revocato la propria adesione al Partito del Popolo Sardo - CDU Sardi ed è confluito nel Gruppo dei Riformatori Sardi - UDR.
Comunico inoltre che il Presidente della Regione, in applicazione dell'articolo 24 della legge regionale 7 gennaio 77 numero 1, ha trasmesso l'elenco delle deliberazioni adottate dalla Giunta regionale nelle sedute del 27 marzo e 8 aprile 2002.
Risposta scritta a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
"Interrogazione AMADU sulla necessità di ripristinare l'alveo originario del fiume Rio Mannu in località 'Bidolzu' SS". (51)
(Risposta scritta in data 19 aprile 2002.)
"Interrogazione FOIS sullo stato dei lavori per il collegamento veloce tra Sassari-Alghero e l'aeroporto di Fertilia-S.S.291. (191)
(Risposta scritta in data 19 aprile 2002.)
"Interrogazione FRAU sulla pericolosità della strada statale 131 'Carlo Felice'". (303)
(Risposta scritta in data 19 aprile 2002.)
"Interrogazione PILO sul grave disservizio dell'ANAS e di ulteriori pericoli per la circolazione stradale nel primo tratto della S.S.195". (418)
(Risposta scritta in data 19 aprile 2002.)
"Interrogazione CALLEDDA - MORITTU - SANNA Alberto sulla applicazione in Sardegna dei benefici a favore degli inquilini privati previsti dalla Legge 9 dicembre 1998, n. 431". (424)
(Risposta scritta in data 19 aprile 2002.)
"Interrogazione MASIA sulla situazione di disastro ecologico della spiaggia della Pelosa nel Comune di Stintino". (425)
(Risposta scritta in data 19 aprile 2002.)
"Interrogazione CASSANO sulla precaria situazione dei lavoratori della MULTISS S.p.A. di Sassari". (427)
(Risposta scritta in data 19 aprile 2002.)
"Interrogazione LAI - MORITTU - SPISSU sul corretto utilizzo dei locali della Regione sarda". (433)
(Risposta scritta in data 19 aprile 2002.)
"Interrogazione IBBA - BALIA - MASIA sullo stato di attuazione dei lavori di salvaguardia e ripristino dell'arenile del Poetto di Cagliari". (435)
(Risposta scritta in data 19 aprile 2002.)
"Interrogazione FRAU sulla necessità di immediato ripristino della stazione forestale di Alà dei Sardi". (437)
(Risposta scritta in data 19 aprile 2002.)
"Interrogazione FADDA - SANNA Emanuele - BALIA - DETTORI - PACIFICO - FALCONI - PIRISI - IBBA sulla necessità di svolgere adeguate indagini sui casi di leucemia che hanno provocato la morte di almeno dieci persone abitanti di Quirra". (438)
(Risposta scritta in data 19 aprile 2002.)
Annunzio di presentazione di proposta di legge
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente proposta di legge:
Dai consiglieri SANNA Gian Valerio - PIRISI - BIANCU - DEMURU - SANNA Salvatore: "Istituzione del Comitato per la legislazione" (321)
(Pervenuta il 30 aprile 2002 ed assegnata alla prima Commissione.)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
ORTU, Segretario:
"Interrogazione GIAGU, con richiesta di risposta scritta, sul degrado generale delle spiagge della Sardegna". (470)
"Interrogazione GIAGU, con richiesta di risposta scritta, sul paventato inizio delle attività estrattive di sabbie a Muros". (471)
"Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sull'assenza di un medico di base nel Comune di Laerru (SS)". (472)
"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla costituzione dell'Azienda mista Ospedale-Università di Sassari". (473)
"Interrogazione RASSU, con richiesta di risposta scritta, sulla insufficienza degli stanziamenti previsti nel bilancio regionale per il funzionamento dell'Ente Foreste per l'anno 2002". (474)
"Interrogazione RANDAZZO, con richiesta di risposta scritta, sui paventati gravi disagi provocati dalla riorganizzazione dei servizi ENEL sul territorio regionale". (475)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.
ORTU, Segretario:
"Interpellanza SANNA Giacomo - MANCA sulle inopportune iniziative intraprese dal Commissario straordinario del Comune di Oristano". (234)
"Interpellanza MASIA - BALIA - IBBA sulla ventilata ipotesi di chiusura degli ospedali di Ittiri, Thiesi e del Marino di Alghero". (235)
"Interpellanza DORE - BIANCU - DEIANA - GRANELLA sulla vicenda dello Stadio Comunale S. Elia di Cagliari ed in particolare sul proposito della Giunta comunale e della maggioranza di darlo in concessione trentennale ai privati con facoltà di modificarlo sostanzialmente trasformandolo in un impianto per il solo calcio e per il tempo libero". (236)
"Interpellanza DORE - BIANCU - DEIANA - GRANELLA sul grave fenomeno dell'abusivismo edilizio nel territorio del Parco naturale regionale di Molentargius-Saline e sulla colpevole inerzia dell'Assessorato regionale urbanistica e dell'Ufficio regionale tutela del paesaggio e del Servizio di vigilanza in materia edilizia". (237)
PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenute alla Presidenza.
ORTU, Segretario:
"Mozione FALCONI - SPISSU - FADDA - DORE - BALIA - SANNA Giacomo sulla situazione industriale in Sardegna ed in particolare del settore chimico". (65)
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Signor Presidente, vorrei, se lei fosse d'accordo, che venisse convocata una breve Conferenza dei Presidenti di Gruppo per organizzare i lavori della giornata odierna e di quella di domani, ed anche per decidere l'inserimento all'ordine del giorno, così come avevamo previsto nell'ultima Conferenza dei Presidenti di Gruppo, delle mozioni sulla situazione nel settore industriale, nel settore chimico in particolare, i cui tempi di esame sono scaduti.
PRESIDENTE. Le faccio notare che l'argomento da lei richiesto è inserito al punto 7 dell'ordine del giorno, tuttavia reputo anch'io utile una breve Conferenza dei Presidenti di Gruppo.Pertanto sospendo la seduta e chiedo ai colleghi Presidenti di seguirmi.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 32, viene ripresa alle ore 11 e 01.)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge numero 213.
Si dia lettura dell'articolo 5.
ORTU, Segretario:
Art. 5
Iniziative ammesse
1. Le agevolazioni di cui all'articolo 2 possono essere concesse per la realizzazione dei seguenti programmi di spesa:
a) costruzione, ammodernamento, ristrutturazione, trasformazione, ampliamento, acquisizione di immobili adibiti o da adibire ad attività commerciali di cui all'articolo 3, incluse le opere murarie necessarie all'adattamento dei locali, nonché l'acquisto delle aree indispensabili per lo svolgimento dell'attività commerciale;
b) dotazione e rinnovo delle attrezzature fisse, mobili, strettamente inerenti all'attività commerciale svolta, degli impianti e degli arredi delle strutture commerciali;
c) investimenti specificamente finalizzati all'acquisizione della certificazione di qualità;
d) per i beneficiari di cui all'art. 3, lett. d), le agevolazioni possono essere concesse anche per i programmi di investimento rivolti allo sviluppo ed al miglioramento qualitativo del commercio elettronico, all'introduzione di innovazioni nelle metodologie operative, nelle procedure gestionali e nelle tecnologie. La concessione dei contributi dovrà essere subordinata all'effettivo esercizio dell'attività di commercio elettronico;
e) credito d'esercizio.
2. Le istanze rivolte all'ottenimento dei benefici contributivi devono essere presentate prima che inizi l'esecuzione dei progetti di investimento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Più che parlare, signor Presidente, ho necessità di comprendere dagli Uffici che cosa è rimasto del comma 3 dell'articolo 3, perché è conseguente all'esame dell'articolo 5.
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, dell'articolo 3 è stato cassato solamente il comma 4, quindi i commi 1, 2, 3 e 5 sono rimasti integri.
FADDA (Popolari-P.S.). Chiedo la votazione per commi dell'articolo 5.
PRESIDENTE. E' stata chiesta la votazione per parti dell'articolo 5, quindi due votazioni, una per il comma 1 e per il comma 2.
FADDA (Popolari-P.S.). Sul comma 1chiedo il voto a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balletto. Ne ha facoltà. Ricordo che è stata chiesta la votazione a scrutinio segreto, quindi è consentito parlare solo per dichiarare l'astensione.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Naturalmente la mia dichiarazione di voto sarà una dichiarazione di astensione e come tale non può e non vuole entrare nel merito del contenuto del primo comma dell'articolo 5 che stiamo per votare. In quest'Aula è emersa frequentemente la richiesta di votazione a scrutinio segreto, richiesta dovuta, il più delle volte, non a contrasti sul contenuto della parte normativa posta in discussione, ma a strategie politiche poste in essere per fini evidentemente dilatori, volti a far emergere le eventuali difficoltà esistenti in quei momenti nell'Aula da parte delle forze di maggioranza.
Questi, naturalmente, sono comportamenti e atteggiamenti che tutto sommato non fanno male alla maggioranza, fanno male, però, ai destinatari della norma. La domanda che allora mi pongo è questa: come è possibile in concomitanza con l'esame di un provvedimento sul quale è stata manifestata una larga convergenza da parte delle forze politiche per arrivare a una rapida votazione e approvazione, che si assumono atteggiamenti e comportamenti che vadano in direzione completamente opposta e che quindi negano quel risultato per conseguire il quale tutti quanti si sono dichiarati invece disposti a lavorare?
Questa è una contraddizione in termini che sorprende, perché le vere battaglie politiche si conducono sugli argomenti per i quali c'è dissenso, legittimo dissenso o non condivisione della proposta che viene avanzata dalla maggioranza. E' un non senso, un atteggiamento contraddittorio che attiene solamente a quella sterile attività di opposizione che nulla produce, che nulla dà e che tutto sommato arreca danno ai soggetti destinatari delle norme. Del resto, entrando nel merito del primo comma dell'articolo 5, tutti quanti ci rendiamo conto della sua utilità, in quanto attraverso l'informatizzazione di tutti i sistemi tesi all'acquisizione dei dati, si realizza uno snellimento delle procedure che consentirà di arrivare a quei risultati che la legge stessa si propone di conseguire. E' infatti proprio attraverso l'inefficienza e la burocratizzazione di tutti gli aspetti e gli iter procedurali che si arriva a ottenere quei ritardi da tutti considerati inaccettabili nel godimento delle agevolazioni da parte dei beneficiari.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, del comma 1 dell'articolo 5 del disegno di legge numero 213.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 39
Votanti 36
Astenuti 3
Maggioranza 19
Favorevoli 34
Contrari 1
Voti nulli 1
Il Consiglio approva.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - DIANA - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - OPPI - PIANA - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - USAI - VARGIU.
Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - BALLETTO - FADDA.)
Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-P.S.). Chiedo la votazione nominale sul secondo comma dell'articolo 5.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri Emanuele SANNA, PIRISI, SCANO, DETTORI, SELIS, GIAGU, BALIA.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del comma 2 dell'articolo 5 del disegno di legge numero 213.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CUGINI - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MURGIA - OPPI - ORRU' - PIANA - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SECCI -S ELIS - SPISSU - USAI - VARGIU.
Risponde no il consigliere: ORTU.
Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - SATTA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 66
Votanti 64
Astenuti 2
Maggioranza 32
Favorevoli 63
Contrari 1
(Il Consiglio approva)
Si dia lettura dell'articolo 6.
PIANA, Segretario:
Art. 6
Vincoli di destinazione
1. Le opere agevolate ai sensi della presente legge sono vincolate alla specifica destinazione dichiarata. Il beneficiario di cui all'articolo 3 è tenuto a non distogliere dall'uso previsto i beni acquisiti per un periodo di cinque anni dalla data di concessione del contributo.
2. Gli eventuali importi indebitamente erogati a causa di inadempienza delle imprese beneficiarie alle disposizioni di cui alla presente legge ed alle direttive di attuazione, devono essere rimborsati all'Amministrazione regionale, maggiorati degli interessi computati ad un tasso annuo pari al tasso ufficiale di sconto vigente alla data del recupero delle somme dovute, maggiorato di quattro punti.
PRESIDENTE. All'articolo 6 sono stati otto emendamenti. Si danno per letti.
Emendamento aggiuntivo Cogodi - Ortu - Vassallo
Art. 6
Dopo l'art. 6 è aggiunto il seguente:
Art. 7
Agevolazioni
1. Le agevolazioni consistono in un contributo in conto capitale. La misura, i criteri e le modalità di concessione sono determinati mediante la deliberazione di cui all'articolo 14. Tale deliberazione può prevedere una diversa misura del contributo a seconda del tipo di intervento individuato all'articolo 8. (7)
Emendamento aggiuntivo Cogodi - Ortu - Vassallo
Art. 6
Dopo l'art. 6 è aggiunto il seguente:
Art. 8
Iniziative
1. Le agevolazioni sono concesse per i seguenti interventi:
a) copertura delle spese amministrative necessarie per creare e mantenere in funzione l'organismo associativo di cui all'articolo 7;
b) iniziative dirette alla rivitalizzazione dei centri urbani, anche mediante la realizzazione di infrastrutture urbanistiche quali parcheggi, illuminazione, gallerie, zone attrezzate e verde, azioni promozionali e pubblicitarie;
c) iniziative dirette ad una migliore accoglienza dell'utenza, quali servizi di vigilanza, assistenza baby-parking, ricovero e sosta di animali domestici;
d) predisposizione di studi e ricerche atti alla realizzazione di servizi reali a favore delle imprese partecipanti, riferiti alle seguenti funzioni d'impresa:
1) individuazione dei fabbisogni finanziari, delle fonti di finanziamento e delle tecniche per la gestione delle risorse finanziarie;
2) accesso in condizioni di efficienza ai mercati approvvigionamento;
3) introduzione di moderne tecnologie di conservazione , presentazione e consegna delle merci vendute;
4) programmazione e controllo della gestione;
5) informatizzazione della gestione;
e) spese per studi e ricerche necessari per la predisposizione di progetti speciali che vengano concretamente realizzati. (8)
Emendamento aggiuntivo Cogodi - Ortu - Vassallo
Art. 6
Dopo l'art. 6 è aggiunto il seguente:
Art. 9
Beneficiari
1. Possono beneficiare delle agevolazioni previste all'articolo 7, per le iniziative di cui all'articolo 8: consorzi, società consortili, consorzi di cooperative, unioni volontarie, gruppi d'acquisto.
2. Tutte le categorie di beneficiari sopra indicati devono essere costituiti da piccole imprese del comparto del commercio e del turismo. (9)
Emendamento aggiuntivo Spissu - Pinna - Falconi - Pirisi - Calledda
Dopo l'art. 6 è aggiunto il seguente:
Art. 6 bis
(Contributo per fiere, mostre ed esposizioni)
1. Al fine di dare sostegno e valorizzazione ai prodotti locali possono essere concessi contributi in conto capitale per la partecipazione a fiere, mostre ed esposizioni a favore di enti e di imprese commerciali, singole o cnsorziate anche tramite associazioni di categoria o enti pubblici che presentino produzioni locali delle imprese agricole, artigianali ed industriali a mostre, fiere ed esposizioni regionali, nazionali ed estere.
2. La misura del contributo, i criteri e le modalità di concessione sono determinati dalla Giunta Regionale mediante la deliberazione di cui all'articolo 14.
3. La Regione, inoltre, può svolgere direttamente interventi a sostegno della commercializzazione per i prodotti della Sardegna o che, comunque, siano attinenti a scambi di rilevante interesse regionale; a tal fine, può partecipare a manifestazioni nazionali ed internazionali, può provvedere a campagne pubblicitarie, alla stampa di materiali ed all'assunzione di iniziative similari. (18)
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
Art. 6
Dopo l'art. 6 è aggiunto il seguente capo:
CAPO III
COMMERCIO SU AREE PUBBLICHE
Art. 6 bis - Rilascio delle autorizzazioni
1. L'autorizzazione all'esercizio dell'attività di vendita sulle aree pubbliche mediante l'utilizzo di un posteggio è rilasciata dal comune sede del posteggio ed adibita anche all'esercizio in forma itinerante nell'ambito del territorio regionale.
2. L'autorizzazione per l'esercizio dell'attività di vendita sulle aree pubbliche in forma itinerante dal comune nel quale il richiedente ha residenza, se persona fisica, o la sede legale.
3. L'autorizzazione di cui al presente comma 2 abilita il richiedente anche alla vendita al domicilio del consumatore nonché nei locali ove questi si trovi per motivi di lavoro, di studio, di cura, di intrattenimento o svago.
4. Sino all'approvazione della nuova legge regionale di disciplina generale dell'attività commerciale, i comuni nel rilascio delle autorizzazioni osservano quanto previsto dalla legge regionale 31 ottobre 1991, n. 35, e dal relativo regolamento di esecuzione approvato con Decreto del Presidente della Giunta 15 marzo 1995, n. 60, e successive modifiche ed integrazioni.
5. E' abrogata la legge regionale 16 giugno 1994, n. 32. (12)
Emendamento aggiuntivo Spissu - Orrù - Falconi - Sanna Salvatore - Pinna - Calledda
Art. 6
Dopo l'art. 6 è aggiunto il seguente capo:
CAPO III
COMMERCIO SU AREE PUBBLICHE
Art. 6 bis - Definizione. Esercizio dell'attività. Sanzioni.
"1. Sino all'approvazione della nuova legge regionale di disciplina generale dell'attività commerciale, si applicano le norme previste dagli articoli 27, 28 e 29 del D. Lgs 31 marzo 1998, n. 114.
2. Per quanto attiene alle norme di emanazione regionale previste dall'articolo 28 del suddetto Decreto legislativo, si osserveranno le disposizioni previste dalla L.R. 31 ottobre 1991, n. 35 e del relativo Regolamento di esecuzione approvato con D.P.G.R. 15 marzo 1995, n. 60, e successive modifiche ed integrazioni.
3. E' abrogata la legge regionale 16 giugno 1994, n. 32." (14)
Emendamento aggiuntivo Spissu - Orrù - Falconi - Sanna Salvatore - Pinna - Calledda
Art. 6
Dopo l'art. 6 è aggiunto il seguente:
Art. 6/ter
Norma transitoria
"1. In attesa dell'approvazione della legge regionale che disciplina il comparto commerciale, per quanto non previsto dalla presente legge, nonché dal Decreto Giunta regionale n. 55/108 del 29.12.2000, si attuano le norme previste dal D.Lgs 31 marzo 1998, n. 114." (15)
Emendamento aggiuntivo Sanna Gian Valerio - Fadda - Selis - Secci - Giagu
Articolo 6
Dopo l'articolo 6 è aggiunto il seguente articolo 6 bis:
1. A valere sui fondi previsti dalla presente legge è costituita riserva pari a 2.000.000 di euro annui, per il finanziamento dei centri di assistenza tecnica di cui alla delibera della Giunta Regionale 29/12/2000 n. 55/108. (17)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per illustrare gli emendamenti numero 7, 8 e 9.
COGODI (R.C.). Le chiedo scusa, lei è molto rapido quando ritiene di esserlo, in realtà c'è stato un attimo di incertezza perché gli emendamenti numero 7, 8 e seguenti si riferivano originariamente all'articolo 7, successivamente soppresso dalla Commissione, quindi vanno considerati aggiuntivi dell'articolo 6. Il loro obiettivo è quello di ripristinare il contenuto dell'articolo 7 perché la Commissione consiliare, inopinatamente, ha ritenuto che le provvidenze alle forme associate del commercio non debbano essere contenute in questa legge.
Con questi emendamenti, quindi, tra cui appunto il numero 8, si vogliono ripristinare in legge le agevolazioni alle forme associate del commercio. Non si comprende perché, volendo agevolare la rete distributiva in funzione degli imprenditori commerciali del settore, in particolare della categoria dei commercianti piccoli e medi, l'agevolazione debba consistere solo ed esclusivamente nell'erogazione di danaro al singolo. Non c'è cittadino che non sia fruitore del sistema commerciale, quindi una rete commerciale ordinata, equilibrata, ben distribuita, moderna, è una rete commerciale che fa bene all'economia in generale e quindi agli imprenditori ma anche ai fruitori del servizio, cioè i cittadini consumatori. Ma oltre a rinnovare i locali, oltre a rinnovare le attrezzature, un beneficio può provenire al sistema commerciale anche dell'ammodernamento dei sistemi di approvvigionamento e conservazione delle merci. Ben si comprende, infatti, che se ogni singolo operatore - pensiamo ai piccoli - deve compiere tutte le operazioni, è chiaro che queste avranno un costo unitario piuttosto alto che poi o si scarica sul consumatore o erode il vantaggio economico dell'operatore commerciale. Col sistema del gruppo d'acquisto, invece, cioè con la costituzione di associazioni di piccoli commercianti che effettuano gli acquisti per tutti, non solo si spuntano prezzi migliori rispetto all'approvvigionamento individuale, ma si abbattono anche i costi di esercizio; perché anziché utilizzare, per esempio, dieci mezzi per prelevare la merce da consegnare a dieci negozietti, si può utilizzare un unico mezzo e poi distribuire la merce ai dieci negozietti. In questo modo l'operatore economico spende di meno o guadagna di più e può anche rendere un servizio migliore al consumatore.
Le agevolazioni economiche alle forme associative moltiplicano gli effetti positivi dell'intervento soprattutto se inserite in una legge come questa, dove molto si dice sulle finalità e pochissimo si dà in quanto a mezzi economici. Io l'ho già detto alcune volte e lo dovrò ripetere in ragione di ogni articolo, perché sia chiaro: voi maggioranza, e soprattutto voi Giunta regionale, state facendo molta demagogia e propaganda su questa legge. Avete ipotizzato in tre anni, di attribuire a questa legge un sostegno finanziario di 30 miliardi di lire. Prevedendo interventi di cento milioni l'uno si potrebbero finanziare in tre anni trecento interventi. Considerato che i comuni della Sardegna sono 377, è evidente che non ci sono in questa legge neppure le provviste finanziarie per consentire il finanziamento di un negozietto in ogni paese, uno in ogni comune, intendendo dire uno anche a Cagliari, Sassari, Oristano e Nuoro. E' ridicola la dotazione finanziaria di questa legge. Con meno di cento milioni di lire per ogni comune della Sardegna in tre anni voi vorreste che i commercianti comprassero i locali, ristrutturassero locali, informatizzassero la contabilità? E' chiaramente un inganno, è chiaramente un imbroglio; lo vede ognuno.
Voi dite qualche volta che non si dovrebbero usare parole forti. Ma che parole bisogna usare quando rappresentate una cosa e invece la realtà è un'altra? E non continui l'Assessore, la Giunta o chi per lui, a sostenere che per ora i finanziamenti bastano e forse anche avanzano, e che poi interverranno chissà quali provvidenze. Ma lo capite che basta una domanda in ogni comune perché questi stanziamenti risultino insufficienti? Una domanda! E a Cagliari, nella città e nei quartieri, ci sarà più di un operatore commerciale desideroso di ammodernare il suo negozietto. Come potete pensare di parare il colpo mortale inferto dalla grande distribuzione aiutando in questo modo la piccola rete commerciale? Per aiutare la piccola rete commerciale bisogna effettuare grandi investimenti, sufficienti ad ammodernare se non tutta, almeno una parte considerevole della rete distributiva, tanto nelle strutture quanto nelle modalità di esercizio.
Occorre, come ho già affermato, introdurre quei sistemi di agevolazione all'imprenditorialità associata, alle forme associative, che voi invece avete proposto di togliere, perché nella proposta originaria del disegno di legge queste provvidenze erano presenti ed in Commissione sono state cancellate. Noi proponiamo, il nostro Gruppo lo propone a tutto il Consiglio, che venga reintrodotto il sistema di agevolazione anche alle forme associate del commercio, perché consente anche con le poche risorse a distanziare una ricaduta positiva superiore a quella dell'intervento rivolto all'operatore singolo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Pinna per illustrare l'emendamento numero 18.
PINNA (D.S.). Signor Presidente, anche questo emendamento tende a recuperare alcuni interventi previsti in forme diverse nel testo originario, e successivamente trascurati dalla Commissione. Con questo emendamento, in sostanza, si tende a favorire i piccoli commercianti, singoli o associati, nella partecipazione alle fiere, alle esposizioni, alle mostre dei prodotti locali della Sardegna derivanti dai diversi settori delle imprese agricole, artigianali e agroindustriali in particolare.
Ora questo è un fatto estremamente importante perché con questa legge si è cercato di porre almeno una pezza ai gravi ritardi della Giunta regionale. Vorrei ricordare che la Regione Sardegna è una delle poche che non ha ancora provveduto a approvare una propria legge generale sul commercio. Per questo abbiamo un po' tutti tentato di far camminare questo provvedimento, seppure parziale, e alcuni interventi sono stati, come dicevo, trascurati, ma è indispensabile che anche in questa fase, si cerchi di recuperare il ruolo dell'associazionismo, anche con la partecipazione alle fiere.
Non si tratta di prevedere finanziamenti per chi organizza le fiere perché queste organizzazioni riescono comunque a portare avanti la loro attività; il problema è la partecipazione dei piccoli commercianti che non riescono, molte volte, a destinare neanche cento mila lire per poter esporre i loro prodotti; lo stesso vale per i commercianti che commercializzano prodotti dalle imprese locali. Quindi, questo è il significato dell'emendamento che abbiamo presentato; vogliamo recuperare una norma che, a nostro avviso, è importantissima per consentire ai piccoli commercianti, anche attraverso le loro associazioni, di poter commercializzare i prodotti locali.
PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti numero 14 e 15 ha facoltà di parlare il consigliere Orrù.
ORRU' (d.s.). Si danno per illustrati.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per illustrare l'emendamento numero 17.
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Signor Presidente, l'emendamento numero 17 propone la continuazione di una riserva finanziaria a favore dei centri di assistenza tecnica previsti dall'articolo 23 del decreto legislativo numero 114 del 1998. Noi, infatti, non abbiamo inteso quali erano le ragioni per le quali le forme associative, che sono quelle espressamente previste dal decreto legislativo numero 114, e che fanno parte integrante di una valutazione complessiva di questo settore, con riguardo alla sua capacità di dinamismo interno, alle opportunità di sviluppo, alla creazione di una rete distributiva moderna e quindi anche di nuovo valore aggiunto, siano state trascurate dalla Commissione durante l'impegnativo lavoro di preparazione di una legge che avesse i crismi dell'attualità e anche un po' di lungimiranza. Quando si prepara una legge si guarda, infatti, più il futuro che il contingente e si cerca di modellare la forma legislativa alle esigenze che maturano. Invece la Commissione ha ritenuto che questa parte non fosse rilevante rispetto alla mera questione dei contributi agevolativi. Badate, è tutto importante; sarebbe stato ancora più importante (lo vedremo poi in sede di esame delle norme finanziarie) che le coperture finanziarie fossero adeguate all'entità delle esigenze. Ma se limitiamo la funzione della legge a comprendere solo elementi di carattere finanziario, e per di più con norme finanziarie sono ampiamente insufficienti rispetto alla domanda attuale (non parlo di quella futura) ho qualche dubbio sul fatto che si possa dire che abbiamo svolto un lavoro serio e onnicomprensivo.
L'emendamento ripropone la questione dei centri di assistenza tecnica. Centri di assistenza tecnica che sono previsti al punto 8 della deliberazione della Giunta regionale 55/108 del 29 dicembre 2000 che lei, Assessore, conosce bene la delibera individua questi strumenti come fondamentali della normativa provvisoria, in attesa della legge regionale che disciplini l'intero comparto commerciale. Bene, noi riteniamo che quell'impegno assunto con atto della Giunta non possa rappresentare una bandiera ammainata, inattiva rispetto alle funzioni che dovrebbe disimpegnare.
I centri di assistenza tecnica vanno finanziati perché sono strumenti fondamentali e importanti per una serie di ragioni, soprattutto relative ai processi di ammodernamento della rete distributiva, nonché al rapporto, che ha sempre costituito un grande bubbone nel sistema regionale, tra la rete del commercio e la pubblica amministrazione intesa in senso generale, nella sua funzione di tramite di tutte le opportunità offerte dalla normativa comunitaria sull'incentivazione. Difficilmente infatti noi riusciamo a sfruttare interamente tutte queste opportunità, e ciò è dovuto alla mancanza di un tramite essenziale verso questo obiettivo.
Credo assessore che anche lei concorderà che la legge che oggi stiamo discutendo potrà arricchirsi piuttosto che depotenziarsi. Nella delibera che ho citato, lei ha indicato le modalità, gli strumenti e i requisiti e i presupposti statutari che questi centri devono avere per poter esplicare le loro funzioni. Ma badate bene, se questo disegno non verrà attuato, resterà in capo al centralismo regionale tutta la politica e la lettura delle dinamiche di sviluppo di questo sistema. Ed è un centralismo che, a nostro giudizio, non aiuta lo sviluppo e l'adeguamento di questa rete distributiva.
Noi, con questo emendamento, Assessore, chiediamo che a valere sui fondi previsti in questa legge, sia costituita una riserva finanziaria di 2 milioni di Euro annui per finanziare i centri di assistenza. Poi sarà cura della Giunta e del suo assessorato determinare e verificare come queste risorse debbano allocarsi nelle diverse iniziative. Iniziative, del resto, che non sono obbligatorie, sono facoltative, dobbiamo offrire pertanto la possibilità al tessuto organizzativo di dotarsi di questi strumenti. Sarà lei, Assessore, a valutare le priorità, se dovesse esserci un eccesso di domande rispetto alle disponibilità finanziarie. Proprio per questo abbiamo previsto una riserva annua.
Mi rendo conto che il finanziamento già limitato potrebbe fare apparire contraddittoria questa iniziativa, ma io la annuncio già da adesso: noi stiamo per presentare un ordine del giorno col quale vogliamo impegnare la Giunta a far sì che nella prossima manovra di assestamento, o comunque in qualunque altra manovra finanziaria aggiuntiva, possa essere integrata la copertura finanziaria di questa legge a salvaguardia del reale fabbisogno; fabbisogno che lei conosce, che noi conosciamo e che riteniamo debba essere commisurato alla reale funzione e prospettiva che noi stessi, unitariamente, abbiamo dato a questa legge.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti numero 7, 8, 9, 18, 14, 15 e 17 ha facoltà di parlare il consigliere Rassu, relatore.
RASSU (F.I.-Sardegna), relatore. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.
FRONGIA, Assessore del turismo, artigianato e commercio. La Giunta si rimette all'Aula, tranne che per l'emendamento numero 15 sul quale la Giunta esprime parere contrario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Signor Presidente, l'opinione espressa dalla maggioranza attraverso la figura del relatore o Presidente di Commissione e anche attraverso l'Assessore competente è una manifestazione reticente di volontà politica.
Rimettersi all'Aula apparentemente è una formula, come dire, democratica, ma l'Aula è sempre sovrana di decidere. Quindi rimettersi all'Aula vuol dire: "Io non ho un'opinione". La maggioranza, in materia di sostegno delle forme associate nel commercio non ha quindi un'opinione, non esplicita un'opinione. La Giunta regionale se ne lava le mani, è come se lasciasse al corso la decisione. Ma in questa materia non si può decidere casualmente, parliamo di cose importanti!
Noi abbiamo posto un quesito: qual è la ragione per cui la norma di agevolazione delle forme associate nel commercio, che era prevista originariamente nella proposta di legge, è stata bocciata in Commissione? Il Presidente di Commissione non può dire: "Mi rimetto all'Aula", perché in Commissione non si è rimesso alla Commissione. In Commissione l'ha bocciata. Quindi l'Aula deve fare l'esatto contrario di quello che ha fatto la Commissione presieduta dall'onorevole Rassu. E la Giunta non si è opposta alla bocciatura in Commissione, perché se la Giunta si fosse opposta, l'emendamento che abbiamo presentato noi lo avrebbe presentato la Giunta.
Allora, per favore, siamo poco poco più onesti - intellettualmente, si intende, e politicamente - e dite il perché. Voi potete anche bocciare il sostegno alle forme associate nel commercio, però dovete spiegare il perché. La realtà è che voi volete bocciare il sostegno alle forme associate, perché ancora una volta volete sostenere non solo l'impresa individuale e basta, ma volete ancora sostenere la grande distribuzione. E' un palliativo quello che proponete con questa leggina; e non è vero che adesso sostenete anche la piccola e media impresa commerciale. La riduzione dell'intervento alla piccola e media impresa commerciale l'ha deliberata infatti questo Consiglio approvando alcuni emendamenti proposti da noi, dal Gruppo della Rifondazione Comunista e fatti propri dalla sinistra, e ai quali avete aderito anche voi. Ma siamo stati noi a prendere l'iniziativa di escludere almeno da queste provvidenze la grande distribuzione. La quale grande distribuzione non è un'altra cosa rispetto alla rete commerciale, ma è la rete commerciale maggiore che ha ucciso la rete commerciale minore, che aveva un valore economico e che aveva un valore sociale. La bottega nel quartiere, non consente solo di avere la possibilità di acquistare le derrate sotto casa, ma costituisce anche un luogo di incontro, un luogo nel quale le persone si conoscono, hanno punti di riferimento economici, diciamo così. Un tempo, quando c'erano i cortili, vi era l'economia curtense, oggi c'è l'economia di quartiere, che presenta non solo aspetti economici ma anche sociali. La bottega nel quartiere è un centro di vitalità economica, ma anche di vitalità sociale e culturale.
Quando è entrata in crisi la bottega nel quartiere? Quando le città e anche i paesi si sono riempiti dei grandi centri commerciali, massificati e massificanti, apparentemente più utili, in realtà "disutili", perché si spendono le stesse somme e si compra della merce che non è sempre la migliore. Com'è che sono nati questi centri commerciali? Sono piovuti dal cielo? No, li avete autorizzati. E se è stata distruttra la rete del piccolo commercio è perché voi avete favorito la grande distribuzione, come ancora, surrettiziamente, a quanto pare, volete fare.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIO
(Segue COGODI.) Pensiamo ai grandi empori delle città, ai loro nomi suggestivi: le città mercato vicino a Cagliari si chiamano I Fenicotteri; in realtà hanno cacciato via i fenicotteri perché sono state costruite a ridosso degli stagni, delle zone umide, dove nessuno poteva costruire nulla e niente. Di chi sono quei centri commerciali? Sono vostri e dei vostri affini!
Per consentire la costruzione di un centro commerciale, a Cagliari, alle falde del colle di San Michele, che era vincolato e supervincolato da vincoli paesistici di ogni natura venne inventata una formula, io la ricordo, fu scritta in una delibera addirittura: "Il manufatto non impedirà la visione del colle". Ma visione di chi e di che cosa? Certo che dal cucuzzolo del colle di San Michele, possibilmente dal muro più alto del castello, qualche cosa si vede ancora! Certo che da lontano il colle si vede ancora, ma dai piedi del colle non si vede il colle, ma si vede L'Iperstanda, che fu costruita grazie a questa deroga.
Le reti della grande distribuzione hanno una forza e una prepotenza prevaricante che travolge tutto: le regole esistenti, le leggi esistenti, la pianificazione paesistica, le regole della buona economia; travolgono tutto. E quando si affaccia la possibilità di sostenere la piccola e media impresa commerciale promuovendo la costituzione di forme associate, voi in un primo momento, in Commissione, cancellate la norma relativa e poi, in Aula dite: "Mi rimetto all'Aula". E' come dire: "Mi disinteresso, fate quel che vi pare". Ma siccome noi sappiamo quello che vi pare (l'abbiamo già visto in Commissione) non penserete di aver trovato un modo elegante per mantenere sempre il conto in favore della grande distribuzione e togliere un possibile vantaggio alla rete commerciale minore attraverso questa formula da Ponzio Pilato? No, non si può.
Uno si rimette all'Aula quando non ha un'opinione definita. Ma se l'opinione definita ce l'ha, tant'è che è intervenuto attivamente per sopprimere questa norma, o deve dire per quale ragione ha sooppresso la norma o per quali ragioni deve essere reintrodotta. Capito caro Presidente Rassu e caro Assessore del commercio?
Questa è sostanzialmente la ragione per cui noi abbiamo tentato, con lo strumento dell'emendamento, di restituire qualche equilibrio a questa legge che rimane tuttavia debole per la ristrettezza della dotazione finanziaria. Ma è importante che almeno la normativa ci sia, perché se domani, in Consiglio regionale, un'altra maggioranza vorrà sostenere di più questa legge, possa farlo.
Quindi l'aiuto principale che può essere dato alla rete distribuiva credo che sia proprio quello del sostegno, dell'ammodernamento e della migliore efficienza, anche interna del sistema. Voi invece la volete colpire offrendo qualche piccolo contributo all'operatore singolo ma omettendo di intervenire per migliorare il sistema.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (P.P.S.-C.D.U. Sardi). Grazie Presidente, io credo che...
RASSU (F.I.-Sardegna). Presidente, ho chiesto di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Rassu, per cosa chiede di intervenire?
RASSU (F.I.-Sardegna). Ho chiesto di intervenire sull'argomento.
PRESIDENTE. Onorevole Rassu, lei è in calendario, il suo intervento è prenotato.
(Interruzione del consigliere Rassu)
PRESIDENTE. Onorevole Rassu, lei dovrebbe stare attento anche alle prenotazioni degli altri colleghi.
Prego onorevole Capelli.
CAPELLI (P.P.S.-C.D.U. Sardi). Presidente, essendo l'onorevole Rassu Presidente della Commissione....
(Interruzione del consigliere Rassu)
CAPELLI (P.P.S.-C.D.U. Sardi). Presidente, se ritiene io cedo il posto...
RASSU (F.I.-Sardegna) Io rinuncio ad intervenire per tutta la mattina.
PRESIDENTE. Onorevole Rassu, la prego di consentire l'intervento del collega Capelli.
Scusi, onorevole Capelli, semmai in qualità di Presidente sarebbe il caso di rispondere in sintesi, non su particolari in corso d'opera.
Prego onorevole Capelli.
CAPELLI (P.P.S.-C.D.U. Sardi). Va bene, io sarò brevissimo e lascerò ovviamente replica a quanto detto sui pareri espressi dal Presidente della Commissione allo stesso Presidente.
Mi limiterò a discutere su alcune affermazioni inerenti il sostegno a questi emendamenti, preannunciando la non condivisione di neanche uno di questi. Nello stesso tempo, cercherò anche, per quanto mi consta, di rispondere in merito ad alcune responsabilità condivise con la Commissione relativamente alla soppressione di alcuni articoli del disegno di legge. Mi sembra comunque che in quest'Aula, negli interventi che ho sentito poc'anzi, soprattutto l'ultimo, si stia ripetendo tutto quello che è avvenuto la scorsa settimana. Probabilmente la presenza del pubblico sulle tribune ha invogliato l'onorevole Cogodi a ripetere, con la solita demagogia, concetti già espressi e quanto meno inesatti.
Inesatti, perché? Perché si fa continuo riferimento ad un presunto favoritismo, da parte nostra, nei confronti della grande distribuzione; grande distribuzione che noi già negli articoli precedenti abbiamo estromesso dai benefici di questa legge.Si utilizza l'Aula per fare continui comizi, distrarre l'attenzione e rinviare a un momento successivo la discussione specifica degli articoli, in modo da attirare l'attenzione della stampa o colpire l'attenzione dei presenti senza entrare nel merito. Si continua a richiamare la grande distribuzione dimenticando le grandi strutture della Coop, dimenticando le grandi strutture della Conad, che comunque, mi risulta, non siano estranee a quel mondo. Addirittura si arriva a dire che questa Giunta e questa maggioranza sono responsabili dell'attribuzione delle tabelle ottave alla grande distribuzione, quando c'è stata una elargizione nella passata legislatura, a volte anche ai limiti della legalità, di autorizzazioni alla grande distribuzione.
Mi riferisco esattamente alla Giunta Palomba, che ha consentito un'apertura indiscriminata di grandi centri commerciali nell'area di Cagliari, ripetendo i danni già provocati nell'area di Sassari, senza una politica di razionalizzazione delle presenze della grande distribuzione nel territorio della Sardegna. Ora, a me risulta che dal '99 ad oggi, cioè da quando questa maggioranza è in essere, non ci sia stata nessuna autorizzazione all'apertura di nuovi di centri commerciali, di complessi della grande distribuzione. Le nuove aperture erano già state autorizzate o preventivate dalle Giunte precedenti. Per cui ritenere questa maggioranza e questa Giunta nemica dei piccoli centri, nemica del negozio di quartiere, nemica dei piccoli commercianti, mi sembra quanto meno inesatto. Tanto più che la Commissione e lo stesso estensore del testo di legge credo non avesse idea di dettare una disciplina del settore commerciale, ma di determinare finalmente una legge di sostegno al commercio. E` questo il fine della legge.
Condivido le affermazioni pronunciate dall'onorevole Gian Valerio Sanna, la cui veridicità è dimostrata anche dalla presenza di emendamenti, tra i quali ce n'è uno di cui sono presentatore, volti ad incrementare la copertura finanziaria di questa legge. Questo intervento è un intervento sicuramente insufficiente, è un intervento che non offre risposta al mondo del commercio, forse anche perché il mondo del commercio non si è fatto sentire per le piazze e per le strade, così come hanno fatto altre categorie e quindi sarà costretto ad accontentarsi di quello che sarà disponibile in questa tornata per la copertura del disegno di legge numero 213. E' chiaro che non condivido questa soluzione. Se una maggiore copertura fosse stata disponibile (ed auspico che ci sia fin da ora, senza aspettare assestamenti o quanto altro), allora sì, avremmo potuto (o potremmo valutare) valutare l'inserimento dei Centri di assistenza tecnica.Anche se concettualmente, per quanto mi riguarda, non condivido la formazione dei CAT, in quanto per l'assistenza tecnica, giuridica, fiscale e quant'altro ci sono ben altre strutture deputate.
Comunque, prima di intervenire finanziariamente è opportuno approvare una legge generale sul commercio, che normi anche l'istituzione dei CAT. Ma, aggiungo anche che vincolare 2 milioni di euro annui costituisce un danno ulteriore per il mondo dei commercianti. purtroppo credo non essere stato convincente, quando ho detto che ritenevo non opportuno inserire alcune categorie commerciali, o cosiddette tali o definite tali, (mi riferisco ovviamente a farmacie e quant'altro) che invece sono state inserite in questa legge, aggiungendo protezionismo a protezionismo e sbagliando concettualmente, ampliando ancora di più il mondo di chi avrà diritto di usufruire di questi pochi spiccioli.
Allo stesso modo la penso sull'associazionismo, in modo particolare sull'articolo 7; nel comma 2 si vorrebbero reinserire, infatti, le piccole e medie imprese del comparto del commercio e del turismo, allargando ancora di più il numero di coloro che potranno affacciarsi alle agevolazioni previste dal disegno di legge numero 213.
Per quanto riguarda i gruppi di acquisto, le unioni volontarie, e quindi la Coop, la Conad e le altre grandi strutture organizzate che si mascherano da unioni di consumatori, ma che effettivamente sono grande distribuzione, esse non avrebbero accesso sia per il regime de minimis introdotto dalla disciplina comunitaria, continuo a dire io, sia per il fatto che abbiamo vincolato queste agevolazioni alle imprese al di sotto di un certo numero di dipendenti.Aggiungo però che se si tratta di consorzi di imprese, e se i fini sono quelli illustrati poc'anzi, possono sicuramente rientrare dalla finestra, perché sono strutture all'ingrosso, quindi organizzazioni d'acquisto merci per loro affiliati o per loro utenti. Esiste infatti sempre una movimentazione merci dall'unione volontaria alle centrali di acquisto, che acquistano insieme, costituiscono un magazzino e quindi destinano le proprie merci ai propri affiliati.
E` una maschera che viene posta per continuare a non essere etichettati come grande distribuzione. Ma possono comunque rientrare in ogni caso nel settore ingrosso e quindi potrebbero, se avranno i requisiti di fatturato e di personale richiesti, Presentare domanda per accedere ai benefici.
Per quanto concerne infine, fiere, mostre ed esposizioni ci sono una miriade di enti nella nostra Regione che operano anche in questo campo. Ora vogliamo veramente sottrarre altri fondi destinati ai commercianti per pagare i biglietti aerei per partecipazioni a fiere, mostre e mercati? E'un'eresia! Lasciamo i soldi al commercio, al piccolo commercio sotto casa e lasciamo i soldi ai commercianti. ERSAT, ISOLA e quant'altro pensino a organizzare le manifestazioni per portare i prodotti all'esterno e magari ci pensino in modo oculato e produttivo.
Ecco perché negli interventi in Commissione si è deciso di non inserire, a gravare su questi pochi fondi, ulteriori spese aggiuntive che possono essere ben coperte da altre strutture, che godono di dotazioni finanziarie a volte superiori alla dotazione finanziaria di questa legge. Ne ho elencato alcuni, ma potrei elencarne degli altri.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.
FALCONI (D.S.). Signor Presidente, intervengo brevemente sull'articolo e sugli emendamenti, ma voglio prima di entrare nel merito, soprattutto degli emendamenti da noi presentati, esprimere qualche breve considerazione di carattere generale, per tornare - ha cercato di farlo anche il collega Capelli - alle finalità che la Commissione sesta ha inteso perseguire con questo disegno di legge, altrimenti rischiamo davvero di perdere il senso di ciò che si sta facendo.
Vi sono diverse proposte e disegni di legge in discussione in Commissione che riguardano il commercio e più in generale le imprese. Nonostante ciò si è voluto offrire una risposta parziale a una situazione di emergenza diffusa nella piccola distribuzione presente in tutti i paesi della Sardegna. Quindi, diciamo che questa è una legge per interventi, piccoli ed urgenti di tutto il comparto commerciale.
Del resto dobbiamo avere tutti quanti la piena consapevolezza che la legge regionale numero 35 del 1991 non è più operativa perché non è stata notificata; il "decreto Bersani" numero 114 del 1998 non è stato recepito, e quindi siamo di fronte ad un "non governo" del commercio in Sardegna. La risposta quale può essere? E' chiaro che deve essere quella di un progetto, un disegno di legge organico che offra risposte a tutti, ma questo non significa che il Consiglio regionale della Sardegna non possa e non debba dare risposta immediata, come sta cercando di fare da alcune settimane, al piccolo commercio in Sardegna. Anche perché deve dare risposta non solo alla piccola distribuzione, ma anche ai giovani che desiderano intraprendere un'attività commerciale, che sono molti, e che fino a ieri ottenevano risposta da una legge dello Stato sulla imprenditoria giovanile con il prestito d'onore.
Oggi invece il Governo nazionale ci comunica che non ci sono più fondi e che quindi il prestito d'onore non è più operativo. Ci sta inn pratica invitando ad organizzarci come Regione, e come Regione dovremo attivarci in tal senso, perché era un tipo di intervento particolarmente utilizzato dai giovani nel commercio, e per il commercio elettronico in particolare si stava rivelando veramente efficace.Oggi però non c'è più nulla. Lo Stato nazionale si ritira, soprattutto si ritira dal Meridione e ci dice che non ci sono più fondi per il prestito d'onore.
Tutto questo succede quando la realtà sarda nel commercio, nell'agroalimentare, nella partecipazione anche a fiere nazionali ed internazionali, sta crescendo. E' notizia dell'altro ieri, infatti, che il settore agroalimentare in Sardegna, e con esso la commercializzazione dei relativi prodotti sta crescendo, e tra le prime cinque aziende in quanto a fatturato tre sono agroalimentari. Queste aziende, in questi giorni, stanno partecipando a Parma alla fiera più importante del settore grazie all'impegno (quando c'è bisogna riconoscerlo), anche di questa Regione. Però partecipano le imprese di produzione, non le imprese commerciali. Badate, se le imprese di produzione non sono accompagnate da una moderna attività di comemrcializzazione dei loro prodotti non andremo da nessuna parte; e non solo non andremo da nessuna parte con questo modo di fare, ma finiremo per perdere anche quel poco di buono che avevamo.
Ecco perché noi abbiamo presentato l'emendamento numero 18 all'articolo 6, ed è di questo che voglio parlare nel merito, anche cercando di emendarlo oralmente, perché le argomentazioni di poc'anzi non mi hanno convinto. Io ho sempre sostenuto che non bisogna continuare ad elargire agli enti ciò che dobbiamo dare direttamente all'impresa. Quindi nell'emendamento numero 18 quando si parla di contributi "per la partecipazione a fiere, mostre ed esposizioni a favore di enti e di imprese commerciali", casserei le parole "di enti e" lasciando quindi solo le imprese commerciali.
L'emendamento numero 18 quindi che senso ha? Ha proprio questo senso; di colmare il vuoto lasciato dalla mancata operatività della legge numero 35 che all'articolo 63 prevedeva, per le imprese commerciali e le imprese produttive che partecipassero ad enti o fiere nazionali, un contributo in conto capitale per abbattere fortemente le spese da essi sostenute. Oggi di questo non c'è più nulla. Non c'è neanche traccia. Per questo è importante ripristinare l'intervento.
Per quanto riguarda gli emendamenti numero 14 e 15, con questi si cerca di offrire parziale risposta al non governo del commercio in Sardegna, introducendo alcune norme contenute nel decreto Bersani, almeno in forma transitoria, e rinviando il tutto alla cosiddetta legge organica, che ancora sa da fare.
In ultimo, sull'articolo 6 c'è poco da dire; stabilisce un vincolo di destinazione per le opere agevolate, nel senso che non bisogna distorcere la natura del finanziamento e bisogna restituire le somme quando non si rispetta la destinazione d'uso dei beni acquistati con i finanziamenti. Ma questo vale e deve valere per tutte le leggi regionali. Quindi bisognerà trovare il sistema perché operi automaticamente senza dover inserire in ogni legge un articolo apposito.
Voglio concludere che ha ragione il collega Cogodi (anche se molte volte non andiamo d'accordo, soprattutto quando parliamo di impresa) quando chiede cosa vogliamo fare con una dotazione finanziaria che non offre risposta neanche alle esigenze di un piccolo negozietto per ogni piccolo o grande paese. Non ci facciamo nulla. La cosa che possiamo fare è monitorare questa legge per alcuni mesi, vedere se va bene per poi, se non è possibile intervenire adesso, Assessore Masala, almeno intervenire massicciamente in sede di assestamento di bilancio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il conssigliere Orrù. Ne ha facoltà.
ORRU` (D.S.). Signor Presidente, oggi a dire il vero rispetto ad una quindicina di giorni fa, quando è iniziata la discussione su questo disegno di legge, i toni si sono alquanto abbassati, insomma non c'è l'enfasi alla quale abbiamo assistito, appunto, in quell'occasione. Forse ci si è resi conto che non si aveva a che fare con una manovra, come dire, straordinaria, urgente sì, ma non certamente di carattere straordinario, innovativo e così via.
Innanzitutto bisogna ricordare che questo disegno di legge nasce come collegato alla finanziaria 2001, e il fatto stesso che approdi in Aula a maggio 2002 sminuisce alquanto le affermazioni di inderogabilità e di urgenza. Se c'era tutta questa urgenza e inderogabilità è chiaro che si doveva intervenire molto prima. Ora io penso che in un periodo di tempo così ampio, se si fosse manifestata la volontà politica, da parte della maggioranza in modo particolare, il settore del commercio avrebbe oggi una legge operativa, una legge organica, o ancora meglio questa legge sarebbe parte costitutiva di una legge di incentivazione per le imprese, il famoso testo unico a cui a quanto pare un po' tutti adesso si stanno convertendo.
Non si predica più nel deserto, almeno da parte di alcuni colleghi (non mi sto riferendo a me), però si addebitano i ritardi alla congiuntura politica, forse al destino imponderabile o a qualcos'altro, mai che si riconoscano più semplicemente limiti, incoerenze e indecisioni.Ora la maggioranza e la Giunta hanno operato questa scelta. Hanno operato una scelta di basso profilo, rispondendo alle esigenze di un settore produttivo che conta più di 37 mila imprese in Sardegna con una "leggina", avente il carattere di una "legge tampone". Ma una legge tampone per evitare che cosa? Per evitare il nulla, perché per il settore del commercio non c'è nulla.
Si tratta di un intervento molto limitato, sia per quanto riguarda le risorse finanziarie (occorre quindi ridefinire la dotazione finanziaria quanto prima, anche sulla base di un check-up della situazione reale e del fabbisogno, delle richieste), sia per quanto riguarda l'assenza di norme volte alla modernizzazione di tutto il settore commerciale in Sardegna. Infatti il decreto Bersani, il numero 114 del 1998, ha già cominciato a produrre i suoi effetti su tutto il territorio nazionale tranne che nella nostra Isola. Non dobbiamo dimenticarci che la Sardegna è una delle pochissime regioni che è stata commissariata.
Ora noi non abbiamo condiviso questa scelta, ma non solo non abbiamo innalzato barricate (eppure potevamo farlo, all'insegna un po' del tanto peggio, tanto meglio), ma proprio perché coscienti, partecipi dei gravi problemi e delle gravi discriminazioni nei confronti di questo importante comparto produttivo isolano, abbiamo offerto il nostro contributo fattivo, in Commissione innanzitutto, consentendo che la legge, pur con tutti i limiti di una "leggina", venisse licenziata. Lo stesso stiamo facendo in Aula, suggerendo anche soluzioni correttive, per esempio sulla copertura finanziaria.
La proposta che ha avanzato poc'anzi di emendamento orale il collega Falconi è condivisa anche da me. Esistono altri strumenti per sostenere gli enti nelle promozioni fieristiche; uno strumento di sostegno di questo genere, limitato nelle risorse, andrebbe riferito solo ed esclusivamente a quelle piccole imprese commerciali a cui è mirato l'intervento legislativo.
Per questo abbiamo presentato gli emendamenti numero 14 e 15. Era ed è sbagliato introdurre in una "leggina", che ha quel carattere che ho cercato di sottolineare prima, quindi una "leggina" di sostegno delle piccole attività commerciali, elementi normativi di riordino generale complessivo ancorché riferiti ad un solo settore, ad una parte del settore commerciale. E` sbagliato perché si tagliano fuori gli altri settori, o gli altri pezzi di comparti, si fanno figli e figliastri, ed è sbagliato perché si interviene in una materia - anche qui in maniera intrusiva - senza tenere conto dell'inserimento anche di questo settore in una normativa di carattere generale.
Tant'è che noi con l'emendamento numero 15 volevamo, almeno questo era il nostro obiettivo, se si proseguiva su quella strada, garantire almeno a tutto il settore di usufruire delle stesse condizioni di cui gode il settore del commercio in tutte le parti d'Italia. Prendiamo atto del buon senso dimostrato alla Giunta regionale nel ritirare l'emendamento numero 12, per cui noi ritiriamo, a nostra volta, l'emendamento numero 14.
Avevamo e abbiamo qualche dubbio sul ritiro del numero 15, perché appunto l'intento era quello di garantire per lo meno condizioni di parità. Mi rendo conto e ci rendiamo conto altresì che questo significava intervenire in maniera intrusiva, perché comunque voleva dire mettere a soqquadro l'attuale normativa e gli indirizzi ai quali la struttura assessoriale si è finora uniformata. Qui c'è sul serio un rischio di blocco in itinere di tutta l'attività e della stessa attuazione di questo ancorché limitato intervento di sostegno. Noi ritiriamo gli emendamenti numero 14 e 15 però, nel contempo, chiediamo in maniera ferma che si ponga mano finalmente e immediatamente a uno strumento di legge appropriato.
Come ricordava il collega Falconi, ci sono diversi progetti di legge in discussione; si possono coordinare, unificare anche in tempi brevi, per offrire finalmente la risposta da tanto tempo attesa.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.-Sardegna). Grazie, signor Presidente, mi scusi innanzitutto per la reazione estemporanea di poc'anzi in quanto avevo frainteso e non ero a conoscenza dell'organizzazione dei lavori in Aula. Il mio impulso è stato motivato dall'invito del collega Cogodi, dalle sue dichiarazioni rivolte al sottoscritto come Presidente di Commissione.
Quando ho rimandato all'Aula il parere su alcuni emendamenti (e l'Aula ha una sovranità che pur sempre sovrasta la Commissione) non ho assunto una posizione pilatesca. Questo l'ho sentito dire decine di volte dal collega Cogodi. Sull'emendamento numero 9, che permette l'accesso dei consorzi, società consortili, unioni volontarie, ecc. alle agevolazioni, la Commissione appunto ha espresso durante l'istruttoria della legge parere negativo, ma non perché contraria all'associazionismo, alle cooperative e ai consorzi delle piccole e medie imprese, bensì per tutte quelle motivazioni che anche poc'anzi sia il collega Orrù, sia il collega Falconi, sia il collega Capelli hanno tenuto a rimarcare.
Questo disegno di legge è un disegno di legge che è volto solo ed esclusivamente all'incentivazione della piccola e media impresa. Anzi, grazie all'accoglimento, da parte di quest'Aula, degli emendamenti presentati dal Gruppo di Rifondazione Comunista, possiamo e dobbiamo parlare solo e esclusivamente di piccola impresa. E non dimentichiamo un particolare importantissimo, cioè che tutti gli interventi consentiti da questa legge sono contenuti nella quota de minimis, cioè in quella famigerata fascia di intervento che non può superare, come incentivazione, una quota di contributo, sia esso in conto capitale, sia esso in conto interessi, appena superiore a 200 milioni di lire. Quindi stiamo parlando di interventi che per il contenuto e la limitatezza possono solo ed esclusivamente riguardare quella categoria di imprese. Come giustamente ha tenuto a precisare e a emendare, con l'emendamento accolto, il Gruppo di Rifondazione Comunista. Allora siamo in contraddizione palese.
La Commissione ha discusso su questo tema e dibattuto a lungo, rimandando la normativa sull'associazionismo, sui consorzi di impresa, sulle cooperative di commercio alla legge generale che era in discussione in Commissione, quindi, al recepimento del decreto Bersani. Quando poi è intervenuta la modifica del titolo quinto della Costituzione i lavori in Commissione (eravamo già alla svolta finale) sono stati sospesi sulla base della considerazione che, essendo la Sardegna Regione a Statuto speciale non poteva recepire un bel niente, bensì doveva legiferare autonomamente in materia.
Dico anche che è indispensabile e necessario dotarci al più presto della normativa generale sul commercio. A tal proposito, ho apprezzato moltissimo il gesto del collega Orrù e del collega Falconi di ritirare gli emendamenti numero 14 e 15, proprio perché in questo disegno di legge che incentiva - lo ripeto per l'ennesima volta - solo le piccole e medie imprese con contributi fino a 200 milioni, non è giusto inserire norme che riguardino la disciplina generale dell'attività commerciale in Sardegna. Ecco perché, collega Cogodi, è stato soppresso nell'articolo 6 il comma che prevedeva l'incentivazione anche dei consorzi e delle cooperative di commercio; solo e esclusivamente per questo.
Concordo che i fondi possano essere insufficienti, comunque sia non bisogna dire assolutamente che sono irrisori, perché una dotazione di 20 miliardi per il 2002 (teniamo presente che la legge col regolamento di attuazione potrà essere operativa, al più presto, a luglio), se noi ipotizziamo che ogni domanda ottenga il massimo di incentivazione, cioè 200 milioni a testa, permetterebbe già a cento imprese, nell'arco del semestre del 2002, di ottenere i finanziamenti.
Comunque invito anch'io la Giunta a far sì che ancor prima dell'assestamento, e possibilmente anche durante la discussione della legge, si adoperi per rimpinguare i fondi, che senz'altro non sono sufficienti. Quindi, non è vero che ci si voglia lavare la mani, bensì, democraticamente, così come è successo nella scorsa riunione di Consiglio, ci si rimette all'Aula, perché c'è spazio per discutere e per apportare modifiche, e questa maggioranza è pronta anche a fare questo.
Si è dimostrato che probabilmente qualcosa è sfuggita in Commissione anche sui primi articoli, e l'Aula è intervenuta e ha corretto; è solo questo il senso di rimettersi al parere dell'Aula. Restano chiaramente ferme le ragioni che hanno indotto ad espungere dall'articolo 6 il comma che finanziava i consorzi e le associazioni. Ma , ripeto ancora, è una volontà che è stata espressa in Aula ed accolta proprio dal Gruppo di Rifondazione Comunista. Pare che questo si voglia dimenticare! In sede di Commissione addirittura si è stati un po' previdenti sotto questo aspetto.
Non mi dilungo su che cosa voglia dire associazionismo, sulle Coop, sulla Conad e quant'altro, perché ritengo che non sia giusto che in questa legge possano ricevere spazio e accoglimento altri tipi di incentivazione. E' una legge concepita per le piccole e piccolissime imprese, lasciamola dentro questi binari, diamo invece una svolta decisiva all'esame della legge quadro sul commercio in Sardegna, e colmiamo quei vuoti che possono esserci - e giustamente ci sono - in questo disegno di legge.
Ma questo disegno di legge - ripeto ancora una volta - è volto a incentivare la piccola e media impresa. E non si può comunque solo parlare di contributo in conto capitale, così come prevede l'emendamento numero 7, prevedendo inoltre la possibilità di una diversa misura del contributo a seconda del tipo di intervento. Il commerciante deve avere la possibilità di accedere al mutuo a tasso agevolato, se non vuole accedere direttamente alla contribuzione. Per quanto mi riguarda, ritengo che l'intervento mediante abbattimento dei tassi sia la forma di incentivazione più corretta e meno assistenziale; è la maniera più consona, più trasparente e corretta per incentivare l'attività. Quindi, non credo che possa essere proposto un emendamento del genere, non fosse per altro perché limita la scelta imprenditoriale dell'operatore economico.
Quindi, ripeto, questo è stato il senso del mio intervento quando mi sono rimesso al parere dell'Aula, ma non certamente per lavarmene le mani.Sono qui, come ho dimostrato, per specificare e spiegare quali sono state le motivazioni del mio gesto.
Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Signor Presidente, io non ho nessuna intenzione, in un'Aula disattenta e davanti ad una Giunta altrettanto disincantata rispetto a questo problema, di aprire delle polemiche sulle considerazioni pronunciate da alcuni colleghi. Però, se il collega Rassu mi presta attenzione, volevo spiegare che è molto diffusa qui dentro, rispetto alla nostra funzione legislativa, una strana concezione minimalista che ci porta a trincerarci dietro alcuni paraventi. Dobbiamo approvare la legge quadro? Quindi limitiamo questa legge a interventi secondari, magari ne faremmo nel frattempo qualche altra che colmerà qualche esigenza.
Comprendo che con il contributo in conto interessi si possa fare molto, collega Rassu, ma affrontare i problemi, rispetto a comparti così rilevanti, rispetto al sistema economico, giocando solo sui tassi mi sembra riduttivo. Inoltre non mi sembra accettabile che, siccome questa legge vuole operare solo un intervento di agevolazione alle piccole imprese commerciali, noi ci sentiamo la coscienza a posto rispetto alle gravi carenze e lacune che esistono, considerato - collega Rassu - che siamo in quest'Aula per approvare leggi, e che il significato delle parole, nelle leggi, non è diverso da quello che comunemente si intende.
Non accetto questa concezione minimalista esposta da lei ed avvallata da molti altri colleghi, altrimenti quando noi, Assessore, credo con la sua condivisione, scriviamo in legge che tra le finalità di questo intervento c'è quella di favorire la nascita e lo sviluppo armonico delle diverse tipologie distributive, o stiamo prendendo in giro noi stessi e i nostri interlocutori esterni, oppure stiamo scrivendo delle menzogne.
Io chiedo sempre a me stesso, quando vengo a confrontarmi in Aula, di misurarmi con i fini che mi propongo di perseguire, e non accetto perciò questa cultura minimalista nell'azione legislativa. Chiedo pertanto a me stesso, così come dovremmo fare tutti quanti, un approfondimento che sia il più possibile esaustivo rispetto ai problemi che il legislatore si pone. Badate, non ha assolutamente fondamento questa timida, quanto strana, paura del decreto legislativo numero 114 del '98. Io noto una certa titubanza. Noi in Sardegna ci troviamo in una condizione molto chiara, siamo una Regione a Statuto speciale, e sulla materia del commercio siamo sostanzialmente in quarantena perché siamo commissariati e non abbiamo nessuna intenzione di guardare in maniera cogente al problema della legge quadro.
Stiamo approvando una legge oggi! Quanti problemi avremmo potuto risolvere se si fosse affrontato il problema nella sua complessità! Lo dico perché il decreto legislativo numero 114 fornisce a noi degli indirizzi sui quali abbiamo l'obbligo, con gli strumenti di cui disponiamo (e questo che stiamo esaminando è uno di quegli strumenti, è una legge che riguarda quel settore), di esplicare e dare attuazione a quegli indirizzi.
Badate, stiamo penalizzando due volte la nostra autonomia, primo perché introduciamo questo concetto minimalista; secondo, perché questa legge nasce all'interno del regime di principi del decreto legislativo numero 114, che all'articolo 2 richiama il principio costituzionale della libertà di iniziativa economica, una libertà che si può potenziare e limitare in tanti modi; ed anche la carenza di dotazione finanziaria, per essere chiari, è un vincolo e un limite al potenziamento di quel principio di libertà.
Voi che dovreste essere i paladini di questa concezione, la fate propria ponendovi invece dei vincoli serissimi, perché anche l'inadeguatezza finanziaria e la concezione minimalista di cui avete permeato questa legge, è un vincolo a quella libertà che invece noi in quest'Aula, con responsabilità e con una diversa partecipazione costruttiva, avremmo potuto pronunciare in una occasione come questa che probabilmente non ci ricapiterà nei prossimi mesi, forse neanche nei prossimi anni, perché sappiamo bene che cosa incombe sull'ultima parte di questa legislatura, per essere chiari e franchi.
E' vero che possiamo fare, dovevamo fare, è stata fatta la programmazione regionale ai sensi dell'articolo 6 del decreto legislativo 114, però c'è un altro articolo importantissimo in questo decreto che sembra quasi essere stato scritto attagliandolo esattamente alla nostra condizione; mi riferisco all'articolo 10, dove si prevede che la Regione detti norme per favorire lo sviluppo della rete commerciale nelle aree montane, rurali e insulari, per riqualificare la rete distributiva e rivitalizzare il tessuto economico, sociale e culturale dei centri storici, nonché per consentire un'equilibrata e graduale evoluzione delle imprese esistenti nelle aree urbane e non urbane.
Sembra che sia stato scritto proprio guardando alla nostra condizione, a una condizione del sistema della rete distributiva e commerciale che a causa della insularità si trova già in una situazione di enorme svantaggio.
Lo dico senza spirito polemico, ma a differenza di quanto è avvenuto in occasione della discussione di tante altre leggi, quando diamo stati assediati dai rappresentanti dei diversi interessi - anche legittimi, per carità - in campo, in occasione dell'esame di questa legge non siamo stati assediati da nessuno, e sapete perché? Non che manchino gli interessi su quel terreno, è che purtroppo la partita del settore commerciale si gioca sostanzialmente sul terreno della competitività. La competitività ha due aspetti: uno interno al sistema che obbilga il settore a misurarsi, a guardarsi, a contarsi, a cimentarsi ogni giorno per stare sul mercato, e l'altro è quello che si evince dall'articolo 10 e che spetta a noi esplicitare offrendo un quadro, una piattaforma, rispetto al contesto più generale della competizione commerciale, alla rete distributiva della Sardegna, armonizzando i diversi settori ma offrendo anche condizioni particolari al nostro sistema.
E quando faremo questo? Lo faremo quando questa insularità ci condurrà ancora più lontano rispetto agli standard degli altri paesi? O quando la modernizzazione del sistema commerciale - modernizzazione che stiamo cercando di perseguire anche noi con questa legge, introducendo il commercio elettronico - farà si tutti gli acquisti si potranno effettuare tramite Internet utilizzando come mercato di approvvigionamento le agenzie e i negozi collocati nella rete distributiva nazionale perché resi più convenienti da condizioni più vantaggiose?
E` questo il modo con il quale intendiamo sfidare in termini positivi il sistema commerciale?
Io credo di no. Lo dico con serenità, in quanto ritengo che ogni qualvolta - collega Rassu - in quest'Aula ciascuno di noi concepisce in termini riduttivi le potenzialità della propria funzione, realizza una sostanziale abdicazione dei propri doveri. Io non accetto di trattare una materia di questo genere rinunciando a tutte le opportunità di intervento che la nostra potestà legislativa ci consente. E` una condizione che noi non potremo accettare né oggi né mai, in qualunque situazione istituzionale ci verremo a trovare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, voglio intervenire brevemente per rilevare alcuni aspetti dell'articolo in discussione e degli emendamenti che sono stati presentati. Condivido, ovviamente, le affermazioni che sono state pronunciate in ordine alla limitatezza delle somme messe a disposizione di questa legge, considerato che, tra l'altro, il settore da diversi anni non beneficiava di un intervento esterno da parte della Regione a sostegno di quelle attività che le imprese commerciali rappresentano, però è anche vero che la situazione contingente delle finanze regionali - per altro più volte rilevata, talvolta anche con enfasi ma forse anche con fini strumentali - non consente di destinare somme superiori a quelle che sicuramente, e con grossa fatica, sono state individuate dalla Giunta nel predisporre il disegno di legge.
Allora è facile - colleghi - da una parte criticare la maggioranza e l'Esecutivo per l'indebitamento al quale si perviene, dall'altra sostenere, con altrettanta enfasi, e forse altrettanto strumentalmente, che le risorse stanziate siano inadeguate. Io mi rendo conto che le risorse non sono sufficienti, ma mi rendo anche conto che ci sono difficoltà a trovare somme più cospicue che pure sarebbero utili.
In questo quadro, visto che la dotazione della legge è di 20 milioni di euro, riesce difficile capire - come è stato tra l'altro sottolineato dal collega Capelli in un intervento che mi ha preceduto come si possa destinare il 10 per cento di questo esiguo stanziamento per finanziare l'attività dei centri tecnici di assistenza, i cosiddetti Cat.
Per quanto mi riguarda non ho nulla contro l'istituzione dei Cat prevista dal decreto legislativo numero 114, perché trattandosi di uno strumento che nasce all'interno di una categoria è preposto a tutelare le esigenze di quella categoria e quindi ha tutto il diritto di esistere, di svolgere quelle funzioni per il quale quella categoria l'ha voluto.
Difficile è però capire e credere che sia corretto che il Cat debba nascere e debba essere finanziato con risorse pubbliche per erogare ai soggetti che appartengono alla categoria prestazioni di tipo tecnico e specifico come consulenza legale, consulenza finanziaria, consulenza fiscale, consulenza aziendale e, probabilmente, anche consulenza tecnica per progettazioni di ristrutturazioni di locali e via dicendo.
Tutte considerazioni giuste, ma è anche vero che nel nostro ordinamento, nel nostro sistema, nella nostra società esistono soggetti che sono deputati a svolgere questo tipo di attività, che si troverebbero, proprio nell'ambito del rispetto del principio della libera concorrenza, fortemente penalizzati dalla presenza di un soggetto associativo che svolgesse analoghe attività (e tanto di cappello per la legittimazione alla sua sussistenza che ancora non voglio mettere in discussione) a prezzi esageratamente ridotti rispetto alle tariffe di mercato, perché svolge un'attività finanziata dal settore pubblico.
Quindi, niente in contrario ai Cat, ben vengano, perché svolgeranno una attività utilissima per la categoria che rappresentano, ma certamente le loro prestazioni non devono essere erogate a prezzi totalmente fuori mercato, perché a monte c'e il contributo della Regione che consente di poterle erogare a quei prezzi. Non bisogna dimenticare, ripeto, che esistono altri soggetti altrettanto legittimati ad esistere, che devono misurarsi secondo le regole di un mercato che non deve essere alterato dall'intervento pubblico che da una parte diminuisce e riduce i costi e dall'altra rende meno competitive le loro prestazioni.
Concludo facendo presente e ribadendo il fatto che le somme che sono state stanziate sono certamente inadeguate. Ho visto che è già stato presentato un ordine del giorno con il quale si invita la Giunta a intervenire in tempi rapidi, in sede di assestamento del bilancio o in qualunque altra circostanza possibile, per individuare ulteriori risorse. Io non condivido, di questo ordine del giorno, il modo con cui è stato formato, né tanto meno l'indicazione perentoria della somma, perché la somma che dovrà essere - se potrà essere - stanziata sarà oggetto di valutazione della Giunta Che terrà conto delle compatibilità finanziarie.
Sotto questo aspetto, anticipo che la maggioranza presenterà un ordine del giorno analogo, nel quale ci si rimetterà però alla Giunta per l'individuazione del momento in cui effettuare questo ulteriore stanziamento e per la determinazione dell'ammontare delle somme che, obiettivamente, necessitano a questo comparto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.
PINNA (D.S.). Voglio ricordare a quest'Aula ed ai colleghi che sono intervenuti - sopratutto a quelli di maggioranza - che c'è stato un concorso di tutti per accelerare l'iter di questo provvedimento in Commissione, velocizzando le procedure e riducendo le discussioni. Voglio ricordare che gli stessi componenti di maggioranza, quando il provvedimento ritornò dopo il parere di conformità espresso dalla Terza Commissione, chiesero di inserire delle modifiche, nonostante fosse stato approvato 15 - 20 giorni prima, poi all'unanimità si decise di mandarlo in Aula con la riserva di effettuare in quella sede le modifiche opportune.Chi ha iniziato ad indicare delle modifiche insieme ad alcuni Gruppi di opposizione è stata la stessa Giunta regionale.
Allora, qui è indispensabile ricordare che si è deciso di far camminare il provvedimento solo e semplicemente perché non si era riusciti a far fare un passo avanti alla legge organica di recepimento del decreto legislativo numero 114 del 1998. Occorre pertanto uscire dall'equivoco, perché nelle Commissioni si sta riproponendo, in questi giorni, lo stesso problema. Questa Giunta regionale, infatti, questa maggioranza in particolare, non sono in grado di far esaminare i provvedimenti, non sono in grado di garantire il numero legale delle Commissioni.
Si vuole impedire che anche alcune norme, pur non esaustive inserite in questo provvedimento, possano essere cancellate, in totale contraddizione con le stesse proposte avanzate dalla Giunta regionale. Perché, badate, gli emendamenti relativi all'associazionismo e alla partecipazione alle fiere, se pure possono essere in qualche modo aggiustati, costituiscono comunque il recepimento delle proposte avanzate ed approvate dalla Giunta regionale. Quindi non è che ci stiamo inventando nulla.
Ma quello che è maggiormente preoccupante è che la legge organica di recepimento del "decreto Bersani", a questo punto, dopo tanti rinvii, dopo un balletto infinito di disegni di legge, di proposte, di emendamenti presentati dalla Giunta, non si è riusciti a discuterla. Ai primi di dicembre finalmente la presidenza della Commissione sesta decide di riprendere con la discussione di quel disegno di legge. In quell'occasione sono presenti in Commissione lo stesso Assessore con i suoi funzionari i quali mettono in evidenza, come alcuni di noi avevano fatto in precedenza, che quel disegno di legge non poteva essere approvato così com'era, e che la Giunta regionale, proprio a difesa della nostra potestà (con la modifica del titolo quinto della Costituzione) di legiferare in materia di Commercio, avrebbe provveduto, nelle settimane successive, a presentare un disegno di legge che recepisse quanto disposto dal titolo quinto della Costituzione anche in materia di commercio.
Ebbene, questo disegno di legge che l'Assessore e la Giunta regionale si erano impegnati a presentare, si sta trasformando - stando a quanto dice l'Assessore - in una serie di emendamenti presentati dall'Esecutivo. Questo è un po' singolare, Presidente Rassu, perché ricordo che l'Assessore chiese qualche settimana di tempo per presentarci un disegno di legge rivisto e in linea con quanto previsto dal titolo quinto della Costituzione.
Ora di settimane ne sono passate 24, cioè 6 mesi, e il disegno di legge è ancora in Commissione, in Consiglio non è approdato. Per cui di fronte a questa totale incapacità di procedere, da una parte perché manca la maggioranza e non c'è il numero legale in Commissione, dall'altra perché la Giunta assume gli impegni e poi non presenta i provvedimenti, è naturale che si vogliano inserire nel disegno di legge in esame norme come l'incentivo all'associazionismo, l'incentivo per la partecipazione dei singoli commercianti alle fiere, alle mostre, i comitati di assistenza tecnicae così via. Voi dite di essere d'accordo nel merito degli emendamenti però ritenete più opportuno rinviare questi interventi alla legge quadro sul commercio.Io dico che se decidiamo di rinviali alla legge quadro, ho dei dubbi, per i motivi prima esposti, che possono diventare rapidamente esplosivi. Allora, credo che lo stesso ordine del giorno a cui faceva riferimento il collega Balletto, in relazione alle risorse finanziarie, sia da inquadrare in questa stessa logica. La legge quadro sul commercio, la legge organica di recepimento, siamo infatti pronti a discuterla, ad approvarla e a attribuirle una dotazione finanziaria adeguata, però è anche vero che la Giunta regionale non riesce neppure a farla arrivare in Consiglio. Io credo che la Giunta già in questa sessione debba operare una riflessione attenta sulla disponibilità finanziaria e sulla dotazione finanziaria di questo provvedimento, perché può darsi che almeno sino all'approvazione dell'assestamento di bilancio si possa arrivare.
Noi ci presentiamo comunque con un atto importantissimo che focalizza l'attenzione ed i sostegni sulla piccola impresa commerciale, approvando ed attuando una parte delle disposizioni previste e inserite nel "decreto Bersani" in relazione proprio alla rivitalizzazione del piccolo commercio. E se non è piccolo commercio quello che si trova nei centri storici che cos'è? Quel commercio che assieme al tessuto economico è capace di rianimare i rapporti tra i cittadini; sono previste addirittura le associazione dei negozi di strada per favorire questo. Allora credo che il Consiglio, inserendo queste norme - anche grazie all'emendamento presentato da Rifondazione Comunista, che prevede di limitare alle imprese, con al massimo 15 dipendenti, gli incentivi di questa legge - farà una cosa importante.
In relazione alla partecipazione a fiere e mostre, voglio comunicare, Presidente, che essendo firmatario anch'io dell'emendamento, mi associo alla precisazione del collega Falconi, quando evidenzia dal primo comma dell'emendamento l'eliminazione dei benefici a favore degli enti lasciandone il godimento alle imprese commerciali singole o consorziate. E sono anch'io del parere, com'è stato precisato dal collega Capelli, che dall'emendamento numero 9 i firmatari dovrebbero stralciare le imprese turistiche che, per altro, sono state previste nel disegno di legge proposto dalla Giunta regionale.
Mi auguro che oggi la Giunta Regionale, visto che non siamo stati in grado di approvare la legge quadro, non cada in grosse contraddizioni votando contro quello che ha approvato in sede di predisposizione del disegno di legge.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, credo che lei possa concordare con me che questa riflessione, questo dibattito si svolge in un clima abbastanza desolante, con un'aula non solo semivuota o vuota del tutto, ma anche ampiamente distratta. Questo spiega perché ogni tanto l'opposizione chieda la votazione a scrutinio segreto; non per chissà quale straordinario motivo, ma perché è l'unico modo per far confluire, una volta tanto, un po' di colleghi in aula, quanto meno per votare. Poi magari quando entrano non sanno come votare, si rivolgono all'Assessore per capire se si deve votare a favore o contro.
Ragazzi - lo dico al collega Balletto che ogni tanto si preoccupa di questi voti a scrutinio segreto - dietro queste richieste non c'è nessun motivo recondito se non il piacere ogni tanto, di vedere entrare un po' di colleghi in aula, magari storditi, disorientati, ignari di cosa si sta parlando, però per lo meno fisicamente presenti. Credo che faccia piacere anche al collega Balletto, e a coloro che normalmente sono presenti in aula, vederli affluire.
Lo dico con una punta di amarezza perché questo è un provvedimento su cui in gran parte concordiamo, non c'è un conflitto, non c'è una frattura. C'è un clima positivo sulla materia che io credo avrebbe dovuto o dovrebbe ancora portarci a nutrire un po' più di ambizione. Ha ragione il collega Gian Valerio Sanna quando dice:" Ma perché ci siamo attestati su questa soglia così minimalista?" Perché - lo dico anche al collega Rassu che apprezzo e lui lo sa - non facciamo uno sforzo, visto che siamo d'accordo, per affrontare davvero la materia in tutta la sua portata, sapendo che poi non sarà facilissimo tornare sugli argomenti?
I temi che sono sul tappeto, il problema del commercio che è sul tappeto potrebbe essere affrontato con un po' più di slancio e con un po' più di consapevolezza. Purtroppo, in questi anni, noi abbiamo - dico noi, tutti quanti, a cominciare da me - forse sottovalutato (e le associazioni dei commercianti si sono spesso lamentati di questo) l'importanza del commercio e dei servizi nella dinamica dello sviluppo. Diciamolo chiaramente: abbiamo sempre avuto una concezione - se mi consentite l'espressione - un po' fisiocratica. Fisiocrati, come voi sapete, erano quegli economisti che ritenevano che l'unico settore produttivo fosse costituito dall'agricoltura e dalle miniere, perché producevano beni concreti senza trasformarli; ma è una corrente di pensiero di duecento anni fa. Abbiamo fatto dei passi avanti e forse adesso più di allora ci rendiamo conto che la dinamica dello sviluppo è legata più che alla produzione di beni, alla trasformazione degli stessi e all'elaborazione di servizi.
Sembra una sciocchezza, però noi nelle legislature scorse, negli anni scorsi, di questa concezione abbiamo subìto il peso e l'influenza negativa, e neanche noi eravamo convinti di dover approvare una legislazione a favore del commercio e dei servizi, perché, si diceva, il commercio ha un ruolo di mera intermediazione. Adesso che abbiamo maturato più consapevolezza, al di là della retorica, e abbiamo una concezione diversa dello sviluppo che è legato non alla produzione di materia, ma alla produzione di valore, di cultura, di utilità, e siccome lo sviluppo è una produzione di utilità e il commercio e i servizi producono utilità, visto che siamo arrivati a questa consapevolezza, dovremmo, secondo me, essere più attenti a lavorare per sviluppare questo settore.
Il rischio che corriamo - lo dico forse per dovere di testimonianza - non è infatti tanto quello di perdere la consapevolezza dell'utilità del commercio, bensì quello (adesso che scopriamo che la Sardegna e quindi anche il piccolo commercio sono inseriti in un'economia globale, in un sistema internazionale o mondiale di scambi) di venir tagliati fuori e essere penalizzati per la nostra incapacità di sostenere il nostro sistema commerciale.
Cogliamo pertanto questa occasione per fare il massimo possibile. Non attestiamoci, come diceva il collega Sanna, su una visione minimalista; cerchiamo di fare con questa legge quanto più è possibile, e poi se qualcosa non riusciremo a farla la rinvieremo ad altre leggi, a testi unici, ecc., ma sarebbe un peccato non cogliere questa occasione di concordia, di sintonia tra maggioranza e opposizione, tra Consiglio e Giunta, per dare il massimo.
Purtroppo, però, sarà difficile conseguire questo obiettivo ambizioso, perché l'Aula è distratta, perché ci troviamo tutti quanti in una strana situazione e questa, me ne dispiace sinceramente, credo sia una responsabilità grave che ci stiamo assumendo. Invece, dovremmo capire meglio che cosa stiamo facendo, dovremmo comprendere la funzione della legge e la funzione del settore sul quale stiamo intervenendo, sia per quanto riguarda la creazione di imprenditorialità, di occupazione, di valorizzazione delle risorse, sia per quanto riguarda la funzione di trascinamento, di stimolo che il settore ha nello sviluppo dell'offerta e quindi anche nello sviluppo della produzione propriamente detta.
Credo che sarebbe opportuno qualche minuto di riflessione per capire come questa legge, questa occasione possa essere valorizzata al meglio e quale ulteriore emendamento, quale ulteriore suggerimento, quale ulteriore proposta possa essere recepita ed integrata. Poi se qualcosa non si dovesse riuscire a fare, coglieremo un'altra occasione. Ma pensare di dire: "Facciamo tutto quello che è possibile, poi tutto il resto lo rinviamo", mi sembra davvero perdere una grande occasione.
Lo dico sapendo che, per il consenso che si registra su questa materia, non ci sono strumentalizzazioni, c'è solo l'esigenza di fare il meglio possibile, a cominciare dalla dotazione delle risorse, perché è vero che noi siamo preoccupati per un indebitamente alto, ma l'indebitamento che ci preoccupa non è quello destinato a finanziare i settori produttivi. Ciò che ci preoccupa sono le spese improduttive, è l'incapacità dimostrata dalla Giunta di bonificare il bilancio e di farci conoscere lo stato di attuazione delle spese per decidere dove si può tagliare, per risparmiare e concentrare risorse sui settori produttivi. Perché le risorse indirizzate ai settori produttivi producono reddito e quindi producono nuove entrate.
Quindi, destinare risorse ai settori produttivi non non vuol dire investire; un investimento produttivo che dovrebbe stimolare il sistema delle entrate. Allora, se questo è vero, facciamo uno sforzo per concentrare risorse sul sistema delle imprese, nella fattispecie sul sistema del commercio; credo che queste risorse non costituiscano una mera spendita ma investimenti davvero produttivi che produrranno per il sistema delle entrate regionali un ritorno positivo.
Affrontiamo allora il problema delle risorse. E' inutile approvare una legge di grandi propositi, di grandi obiettivi, se poi le risorse sono del tutto insufficienti rispetto a questi ultimi obiettivi, rispetto alle esigenze del settore o alle necessità di crescita del comparto affinché diventi competitivo in un'economia globale, in un'economia mondiale. Affrontiamo il problema dell'associazionismo, perché affrontare questo problema significa affrontare il problema delle piccole e medie imprese. Le grandi imprese i servizi li gestiscono per conto proprio, ma i servizi comuni sono legati alla capacità di stimolare il sistema delle piccole imprese.
Affrontiamo anche il problema della semplificazione legislativa; è opportuno che si vada in direzione della predisposizione di un testo unico, ma se non siamo in grado di farlo adesso, per lo meno indichiamo quali norme vanno cancellate perché rese da questa legge superate, obsolete. Io credo che questo sia un modo corretto di procedere. Affrontiamo il problema dei tempi, delle responsabilità, delle semplificazioni. Ho concluso, gli altri argomenti potranno essere affrontati nei prossimi interventi, ma lo dico proprio all'Assessore: troviamo il momento per rendere questa legge la migliore possibile, e per recepire in norme quanto di meglio possa derivare dai suggerimenti e dagli emendamenti proposti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio. Ne ha facoltà.
FRONGIA, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Signor Presidente, intervengo solo per puntualizzare alcuni aspetti, anche perché l'intervento dell'onorevole Selis, particolarmente pacato e ricco di autocritica, soprattutto quando ricordava che non c'era stata consapevolezza del ruolo strategico che il commercio ed i servizi potevano svolgere per la nostra economia, in qualche modo mi consente di intervenire con molta più serenità. L'intervento del consigliere Pinna, invece, mi è sembrato ricco di imprecisioni.
Ma non voglio polemizzare; viceversa voglio ricordare e precisare alcuni aspetti che abbiamo già esaminato nella precedente seduta del Consiglio, quando tutto sommato sui primi 4 articoli votati dal Consiglio regionale si era instaurato un certo dialogo che ha migliorato il testo della legge. Credo pertanto che una certa disponibilità da parte della Giunta, da parte della maggioranza, ci sia stata e abbia prodotto anche risultati concreti.
Per quanto riguarda la dotazione finanziaria, io l'ho già detto più volte, è stata di fatto concertata anche con le associazioni di categoria, e si è cercato di capire che cosa potesse essere utile per far partire questa legge, inserendo eventualmente i necessari correttivi in una fase successiva, quale potrebbe essere, per esempio, quella di assestamento di bilancio. Comunque io vi ricordo che la legge si rivolge alle piccole imprese commerciali; stiamo parlando infatti di microcredito. Microcredito significa pertanto non la richiesta dell'importo massimo del regime de minimis, cioè i 200 milioni, ma prevalentemente, così come avviene per l'artigianato, di piccole somme di denaro, 20-30 milioni di lire, 15-20 mila euro. Quindi, non saranno necessari grandi stanziamenti. Comunque, cercheremo di valutare, di verificare in questi primi mesi di operatività della norma, che cosa succede.
Per quanto riguarda la grande distribuzione, è già stato detto e credo sia stato ricordato nei precedenti interventi, questa Giunta ne ha bloccato l'espansione, ha cristallizzato le grandi superfici, e non credo possano essere sicuramente ascritti alla responsabilità di questo Esecutivo, i volumi e le superfici esistenti sino a questo momento. E' stato già detto, ma lo ricordo ancora, non è stata rilasciata una sola autorizzazione per la grande distribuzione se non quelle pochissime relative a domande pregresse.
Porto solo l'esempio di Sassari che tutti conosciamo, ma ribadisco che questa Giunta regionale non ha rilasciato una sola autorizzazione, anzi ne ha respinto molte. Non è peraltro vero che non esista una disciplina in materia di commercio, voi sapete che esiste una delibera della Giunta regionale, quella del 29 dicembre 2000, che ha ottemperato al D.P.C.M. relativo al "commissariamento". La delibera di Giunta prevede una disciplina di dettaglio per quanto riguarda anche la grande distribuzione dove sono stabiliti anche i limiti che devono essere osservati. Dovrei leggere l'indice per ricordare l'intero arco di intervento della delibera, ma non credo che adesso sia il caso.
Per quanto concerne viceversa gli emendamenti numero 14 e 15, vi ricordo che mi era stato chiesto di ritirare la norma che disciplinava, il commercio ambulante, quindi mi è sembrato corretto che venissero ritirati anche gli emendamenti. Vi devo dire che ci sono diverse ragioni che militano a favore della necessità di ritirare questi due emendamenti, anche perché fanno riferimento a leggi non notificate all'Unione Europea, e pertanto il rischio che si possa aprire la procedura di infrazione nei confronti della Regione Sardegna diventa altissimo. Se io dovessi comunicare all'Unione Europea che esiste la legge regionale numero 35 del 1991, alla quale fanno riferimento i predetti emendamenti, l'Unione Europea sicuramente chiederebbe perché questa legge non è stata notificata e che cosa prevede, con tutto ciò che ne conseguirebbe.
Un'ultima considerazione, altrettanto veloce, voglio esprimere per rispondere alle osservazioni pronunciate dal consigliere Pinna. Ricordo che il 21 dicembre 1999 la Giunta regionale ha presentato la disciplina relativa al recepimento del cosiddetto decreto Bersani; il 21 dicembre 1999 il disegno di legge relativo è stato iscritto ai lavori della Sesta commissione. Dopo due anni è intervenuta la modifica del Titolo V della Costituzione, ed è stato chiesto alla Giunta di presentare una modifica di quel disegno di legge. Noi abbiamo assunto l'impegno, io ho chiesto quale era l'iter più veloce per poterlo discutere in Commissione e mi è stato risposto che l'iter più veloce poteva essere quello di presentare un emendamento sostitutivo totale durante i lavori della Commissione.
Così è stato fatto, nel senso che la Giunta regionale ha preparato un emendamento sostitutivo totale da portare all'attenzione della Commissione non appena iniziassero i lavori relativi alla disciplina in materia di commercio e venisse sentita la Giunta. Quindi non vi è nessun ritardo, non vi è alcuna responsabilità da parte dell'Esecutivo che ha sempre fatto nei tempi e in tempi brevissimi ciò che doveva fare. Vi ricordo che il D.P.C.M., consigliere Pinna, assegnava solo 30 giorni di tempo alla Giunta regionale, in 25 giorni noi abbiamo preparato la delibera, quindi la Giunta regionale non ha mai ritardato di un solo giorno, non c'è mai stato ritardo da parte nostra.
PRESIDENTE. I lavori riprenderanno questo pomeriggio alle ore 16.
La seduta è tolta alle ore 13 e 20.
Allegati seduta
Risposta scritta a interrogazioni
Risposta scritta dell'Assessore dei lavori pubblici all'interrogazione Amadu sulla necessità di ripristinare l'alveo originario del fiume Rio Mannu in località "Bidolzu".(219)
Si trasmette la nota S.A.P. n. 19129 del 14.11.2000, con cui si è risposto alla interrogazione n. 219/A - Amadu sulla necessità di risolvere i problemi relativi al Rio Mannu in località Bidalzu a Buddusò, avente il emdesimo oggetto dell'interrogazione n. 51/A citata in oggetto.
Si riscontra la nota di codesto Ufficio di Gabinetto n. 559/GAB. del 4.10.2000 relativa all'Interrogazione di cui all'oggetto, per comunicare che questo Assessorato, attraverso i suoi uffici periferici (Servizio del Genio Civile di Sassari) ha effettuato diversi sopralluoghi nel tratto del Rio Mannu oggetto dell'interrogazione in argomento.
Detti sopralluoghi (in ultimo 20.06.2000) hanno messo in evidenza che per un tratto di circa km 1,500 le aree golenali del Rio Mannu sono state utilizzate da diverso tempo come discarica di materiali di qualsiasi genere (massi di granito anche di grosse dimensioni, carcasse di automobili, materiali di risulta da scavi e demolizioni, elettrodomestici, copertoni di ogni tipo e dimensioni) che, in concomitanza di afflussi meteorici cospicui, portano le acque del Rio Mannu ad invadere i campi circostanti fino a raggiungere la S.S. 189 ed il ponticello della strada che collega la località "Su Adu Biralò" alla regione "sa Conchedda".
A seguito del suddetto sopralluogo il Servizio del Genio Civile di Sassari ha invitato l'Amministrazione comunale di Buddusò ad adottare provvedimenti nel rispetto degli articoli 7,8,9,10,11 e 12 del R.D. 523/1904.
Si porta inoltre a conoscenza che questo Assessorato con nota n. 10916 del 29.06.2000 (allegata in copia), ha interessato i Servizi del Genio Civile competenti per territorio affinchè individuassero prioritariamente gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria da svolgere nei corsi d'acqua interessanti tutto il territorio provinciale di pertinenza, con particolare riguardo alla pulizia e risagomatura degli alvei, atte a consentire il regolare deflusso delle acque.
Con nota n. 9887 del 18.10.2000 il Servizio del Genio Civile di Sassari ha trasmesso a questo Assessorato le risultanze degli accertamenti effettuati nei corsi d'acqua del reticolo idrografico di competenza, nell'ambito degli adempimenti richiesti.
Nell'elenco di interventi prioritari segnalati è inserito, per un'esigenza finanziaria di lire 70.000.000, quello relativo al Rio Mannu di Buddusò.
L'attuazione dell'opera in argomento, essendo classificata di competenza dell'Ente, sarà attuata in regime di delega e le relative somme verranno pertanto trasferite al Comune di Buddusò per l'esecuzione dei lavori.
Risposta scritta dell'Assessore dei lavori pubblici all'interrogazione Fois sullo stato dei lavori per il collegamento veloce tra Sassari - Alghero e l'aeroporto di Fertlia - S.S. 291. (191)
Con riferimento alla Presidenziale 3168/Gab. del 12.12.2001, relativamente all'interrogazione in oggetto che ad ogni buon fine si restituisce in copia, si ritrasmette copia della nota ANAS - Ente Nazionale per le Strade - Compartimento della Viabilità per la Sardegna con la quale si comunica formalmente l'avvenuta apertura al traffico dell'arteria di cui trattasi.
In riferimento alla nota n. 15114 del 13.09.2000, con la quale codesto Assessorato in indirizzo chiedeva di conoscere lo stato attuale dei lavori della Statale di cu all'oggetto, si fa presente che in data 25.07.2000 la succitata Statale è stat aperta al traffico per tutto l'intero tratto.
Si resta in attesa per ogni altro eventuale chiarimento.
Risposta scritta dell'Assessore dei lavori pubblici all'interrogazione Calledda - Morittu - Sanna Alberto sull'applicazione in Sardegna dei benefici a favore degli inquilini privati previsti dalla legge 9 dicembre 1998, n. 431. (424)
Con riferimento all'interrogazione in oggetto si forniscono di seguito elementi di risposta richiesti.
L'art. 11 della legge 431/98 ha istituito il Fondo nazionale per il sostegno alla locazione.
La gestione del Fondo è disciplinata da norme statali e regionali (in ultimo Avviso Pubblico dell'Assessore LL.PP. in BURAS del 19 aprile 2001).
Nei decorsi anni 1999 e 2000 la Regione ha ripartito tra i comuni le rispettive somme di l. 6.059.877.000 e 5.635.000.000, ad essa assegnate dallo Stato a valere sul Fondo in questione.
Per quanto riguarda l'anno 2001, con Decreto ministeriale pubblicato in G.U. del 28 novembre 2001 è stata assegnata a questa Regione la somma di L. 5.232.500.000. Con deliberazione della Giunta Regionale in data 31.1.2002, tale somma è stata ripartita tra quei comuni che hanno definito le graduatorie dei richiedenti entro il termine perentorio del 15 settembre 2000. La determinazione di impegno e pagamento a favore dei comuni è stata già emessa. Da quanto testè illustrato emerge che non vi è stato ritardo alcuno nel procedimento di erogazione dei fondi in parola.
Relativamente all'anno 2002, non appena il Ministero competente avrà assegnato alla Regione lo stanziamento ad essa spettante, si procederà senza indugio alla ripartizione dei fondi.
Risposta scritta dell'Assessore dei lavori pubblici all'interrogazione Frau sulla pericolosità della strada 131 "Carlo Felice". (303)
Con riferimento alla nota n. 84/GAB datata 15/02/2001 di richiesta di notizie in merito all'interrogazione in oggetto, si riferisce quanto comunicato in data 28/01/2002 dall'ANAS - Ente Nazionale per le strade - Compartimento della Viabilità per la Sardegna.
Negli ultimi anni sono state investite notevoli risorse per la sicurezza della S.S. 131 con particolare attenzione alla sovrastruttura stradale.
Sono stati effettuati lavori di bitumatura per 8 Mld. Utilizzati per la sistemazione del piano viabile nel tratto stradale ricadente nella Provincia di Sassari e Nuoro; mentre per gli esercizi finanziari 2000/2001 sono stati effettuati i seguenti interventi sulla sovrastruttura stradale:
- tratto tra i km. 160+000 e 163+400 (Bonorva);
- tratto tra i km. 165+000 e 166+400 (Bivio Cossoine);
- tratto tra i km. 202+400 e 203+800 (Muros);
- tratto tra i km. 203+800 e 205+000 (Muros - Cementificio);
I seguenti ulteriori tratti stradali saranno sistemati a breve in quanto già consegnati e sospesi a causa delle avverse condizioni atmosferiche:
- tratto tra i km. 144+500 e 145+800 (Macomer);
- tratto tra i km. 187+300 e 189+400 (Siligo).
Risultano ancora in fase di gara i lavori di sistemazione del piano viabile nel tratto stradale compreso tra i km. 163+800 e 165+000 (Bonorva), nonché i lavori di sistemazione del piano viabile lungo l'intero tronco della Statale, ovvero tra i km. 142+500 e 226+470, tutti lavori atti all'eliminazione dei pericoli nei tratti particolarmente deteriorati. Sono peraltro in corso di predisposizione le perizie degli interventi per la sistemazione del piano viabile per l'esercizio finanziario 2002.
L'ANAS evidenzia infine che la causa principale del deterioramento del piano viabile e la conseguente apertura di buche è da addebitarsi alle inclementi e pesanti condizioni metereologiche dei luoghi con forti precipitazioni e forti escursioni termiche, nonché il notevole traffico, anche pesante, che giornalmente impegna l'arteria.
Lo stesso Ente assicura comunque un pronto intervento delle squadre di manutenzione, per l'eliminazione dei pericoli che si manifestano lungo il tratto stradale in oggetto.
Risposta scritta dell'Assessore dei lavori pubblici all'interrogazione Pilo sul grave disservizio dell'Anas e di ulteriori pericoli per la circolazione stradale nel primo tratto della SS 195. (418)
Con riferimento alla nota n. 20/GAB. del 7/01/2002, relativa all'interrogazione in oggetto, si segnala che per quanto riguarda i punti 1) e 2), i Capitolati Speciali per la realizzazione di opere stradali a cura dell'ANAS, non prevedono l'esecuzione dei lavori nelle ore notturne o pomeridiane e quindi di minor traffico, se non nei casi di straordinaria emergenza, riconducibili a interventi urgenti di ripristini successivi a incidenti gravi o frane causate da alluvioni ecc. I normali lavori di manutenzione stradale quali quelli chi si riferisce l'Interpellante, avrebbero costi ingentissimi se realizzati con le suddette motivazioni e di notevole aggravio per l'intera collettività.
Circa la richiesta di cui ai punti 3) e 4) si conferma quanto codesto Ufficio già conosce circa i contenuti espressi nella Conferenza dei Servizi del 23 gennaio scorso, nella quale è stat rimandata la scelta del tracciato da realizzare fra tre proposte progettuali discusse anche pubblicamente. Si ribadisce che i progettisti sono stati incaricati di contattare i Sindaci interessati per giungere alla soluzione più razionale e realizzabile, e cioè l'arteria che percorrendo il bordo delle Saline di Santa Gilla, si allaccia alla dorsale del CASIC e poi alla S.S. 195 verso Sarroch.
Tale soluzione peraltro è stat già confortata dal parere favorevole vincolante del Ministero dei BB.AA.
Risposta scritta dell'Assessore dei lavori pubblici all'interrogazione Masia sulla situazione di dissesto ecologico della spiaggia della Pelosa nel Comune di Stintino. (425)
Nel campo delal difesa del suolo, la cui normativa quadro è la Legge 183/89, sono stati adottati dalla Giunta regionale, in qualità di Autorità di Bacino unico, i seguenti provevdimenti:
- D.G.R. n. 45/37 in data 30.10.1990 con la quale, oltre la individuazione dell'intero territorio regionale in un unico bacino idrografico, suddiviso a sua volta in sette sub-bacini, sono stati approvati gli "Schemi previsionali e programmatici" riguardanti la definizione delle aree fondamentali dell'assetto del territorio con riferimento alla difesa del suolo e alla predisposizione del Piano di Bacino;
- la D.G.R. n. 16/1 in data 10.04.1998 che ha provveduto tra l'altro all'aggiornamento dei sopracitati "Schemi previsionali e programmatici" con il nuovo dettaglio delle aree che necessitano di prioritarie sistemazioni e dei relativi interventi.
Dette priorità sono state individuate nel campo specifico della difesa del territorio dal rischio idraulico e di frana nonché per la sistemazione idrogeologica e idraulico-forestale dei bacini montani;
- nell'arco temporale dell'emanazione della legge succitata ad oggi i finanziamenti trasferiti dallo Stato alla Regione Sardegna sono stati utilizzati per la mitigazione del rischio nelle aree individuate all'interno dei succitati "Schemi previsionali e programmatici";
- per la predisposizione dei programmi di intervento sul territorio a valere sui fondi del bilancio regionale si è fatto riferimento alle richieste di intervento segnalati dagli Enti interessati sia agli Uffici centrali dell'Assessorato che agli Uffici periferici dei Servizi del Genio Civile competenti per territorio.
Relativamente al caso in argomento della situazione di dissesto ecologico della spiaggia della Pelosa in Comune di Stintino si comunica che nessuna richiesta di finanziamento è intervenuta nel tempo presso gli uffici di questo Assessorato, a valere su detti fondi sia statali che regionali.
Giova altresì segnalare che il D.P.R. n. 331/2001 ha tra l'altro individuato in 234 M.di (80 M.di per l'anno 2002 e 134 M.di per l'anno 2003) le somme da destinare al finanziamento di interventi inseriti in programmi (elaborati dall'Organo regionale) che rilevino le criticità del bacino idrografico nell'ambito dei settori della difesa delle coste, del dissesto idrogeologico o della rete idrografica (progetti strategici) che interessano centri urbani.
In particolare il programma e le relative proposte di intervento formulate sotto forma di scheda - progetto, di importo non inferiore a 5 M.di, dovevano essere trasmesse al Ministero dell'Ambiente ai fini dell'eventuale finanziamento.
Detto programma con le relative schede progetto è stato approvato dalla Giunta regionale con D.G.R. n. 45/24 in data 17.12.2001 e quindi trasmesso al Ministero dell'Ambiente.
Si segnala in particolare che da parte del Comune di Stintino, ai fini del suo inserimento in tale programma, non è pervenuta a questo Assessorato nessuna segnalazione di finanziamento relativa alla problematica in oggetto né alcuna scheda - progetto da sottoporre all'esame del competente Organo ministeriale.
Risposta scritta dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio all'interrogazione Cassano sulla precaria situazione dei lavoratori della MULTISS S.p.A. di Sassari. (427)
In relazione alla nota in oggetto l'Assessore al Bilancio e Soc. Partecipate della Provincia di Sassari ha comunicato la seguente situazione:
- La Multiss S.p.A. è una società mista e il socio INSAR, che detiene il 49% del capitale della Multiss, intende procedere, attraverso bando ad evidenza pubblica, alla totale alienazione delle quote azionarie entro il compimento del 5° anno della costituzione della Società (4 giugno 2002);
- l'Ente Provincia non intende avviare alcun processo di modifica all'attuale assetto societario, almeno fino alla conclusione di tale iter, anche al fine di garantire la giusta supervisione istituzionale;
- esiste l'unanime impegno del Consiglio Provinciale per il rinnovo biennale dei contratti in essere, riferiti alla manutenzione di tutti gli istituti di istruzione superiore, insieme a 186 Km di strade nel territorio della Nurra.
Premesso ciò, l'Assessore al Bilancio della Provincia afferma che non sussiste alcun motivo di preoccupazione né per le commesse Multiss, né per la salvaguardia degli attuali livelli occupazionali.
Risposta scritta dell'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport all'interrogazione Lai - Morittu - Spissu sul corretto utilizzo dei locali della Regione sarda. (433)
Con riferimento all'interrogazione in oggetto si comunica quanto segue:
- con nota n. 17620 del 24.09.2001 lo scrivente Assessorato richiedeva l'assegnazione in Sassari di idonei locali per allocarvi gli uffici del nuovo settore dei Beni Culturali di Sassari;
- in riscontro, l'Assessorato degli EE.LL., con nota n. 728 del 19.10.2001, comunicava l'assegnazione dei locali ubicati nell'immobile sito in Sassari, viale Umberto n. 72, piano primo, allegando una planimetria che delimitava la parte assegnata;
- in data 23.10.2001 lo scrivente Assessorato, nella persona del Direttore del Servizio degli AA.GG., veniva immesso nel possesso dell'immobile assegnato, limitatamente alla parte come sopra definita, verificandone la situazione generale e di funzionamento dei vari impianti (elettrico, telefonico, idraulico, etc.);
- nessuna indicazione è stata data, all'atto della consegna, sull'utilizzo della parte dell'immobile non assegnata;
- si precisa che già in sede di consegna è stata segnalata la necessità di intervenire con urgenza, eventualmente anche con tramezzature leggere, al fine di garantire l'indipendenza e la sicurezza della parte dell'immobile assegnata; è stata altresì sollecitata l'assegnazione dell'intero immobile per consentire al nuovo Settore dei BB.CC. di Sassari di dispiegare in pieno la propria funzionalità.
Risposta scritta dell'Assessore della difesa dell'Ambiente all'interrogazione Ibba - Balia - Masia sullo stato di attuazione dei lavori di salvaguardia e ripristino dell'arenile del Poetto di Cagliari. (435)
In relazione all'interrogazione in oggetto, sulla scorta di quanto rappresentato dagli uffici, si fa presente che con DDS 1893/v del 21.07.2001, pubblicata nel BURAS n. 33 del 6.11.2001, è stata rilasciata l'approvazione ai sensi dell'art. 5 del DPR 357/97 al <<Progetto di salvaguardia del litorale Poetto>>.
La procedura di valutazione di incidenza ai sensi del citato DPR è stata esperita nell'ambito della procedura di verifica di cui all'art. 10 del DPR 12.04.1996, conclusa con la prescritta determinazione del servizio competente in materia di valutazione di impatto ambientale.
Risposta scritta dell'Assessore della difesa dell'Ambiente all'interrogazione Frau sulla necessità di immediato ripristino della stazione forestale in Alà dei Sardi. (437)
In riferimento all'interrogazione in oggetto si trasmette la nota prot. n. 2000 in data 12 marzo 2002 inviata a questo Ufficio di Gabinetto dal Comandante del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale.
Riscontrando la nota n. 524/Gab. del 22.02.u.s., pari oggetto, si comunica quanto segue:
- in data 02 settembre 2000, previ accordi tra il comandante la stazione ed il sindaco del comune, è stato aperto ad Alà dei Sardi uno sportello di servizio, tuttora funzionante;
- il servizio di sportello viene svolto da personale del Corpo Forestale nei locali messi a disposizione dell'amministrazione comunale di Alà dei Sardi nei giorni e con gli orari di seguito elencati: inizialmente martedì dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e giovedì dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 16.00 alle ore 18.30; successivamente il martedì dalle ore 11.00 alle ore 13.00 ed il venerdì dalle ore 11.00 alle ore 13.00 e dalle ore 15.00 alle ore 17.00;
- la riduzione di orario è stata concordata in seguito alla segnalazione da parte del comandante della stazione di una scarsa affluenza di utenti allo sportello. In proposito, va segnalato che nel periodo ottobre - dicembre 2000 a fronte di 66 ore lavorative sono state presentate n. 52 istanze, mentre nel periodo gennaio - febbraio 2001, a fronte di n. 28 ore lavorative sono state presentate n. 11 istanze. Pertanto, considerata la scarsa affluenza di pubblico, si è preferito impiegare il personale nello svolgimento dell'ordinaria attività di istituto;
- con riferimento ai locali messi a disposizione per lo svolgimento dell'attività, si precisa che la ricezione del pubblico avviene nella stessa stanza dell'Ufficio dell'assistenza sociale, con pregiudizio per la tranquillità e la riservatezza degli operatori costretti, sempre più frequentemente, durante la ricezione dell'utenza dell'uno o dell'altro operatore, ad uscire dalla stanza e a sostare nel corridoio.
Tutto ciò premesso, considerata la scarsa affluenza di pubblico e la precarietà dei locali messi a disposizione, appare opportuno procedere, d'intesa con l'Amministrazione comunale, alla soppressione del suddetto sportello.
Per quanto riguarda, più in generale, la riapertura della Stazione Forestale e di V.A. di Alà dei Sardi, si fa presente che la medesima potrà essere presa in considerazione soltanto dopo che, a seguito dell'espletamento dei concorsi, i cui bandi sono in corso di predisposizione da parte del competente Assessorato AA.GG., Personale e Riforma della Regione, si addivenga ad un ripianamento dell'organico degli assistenti del Corpo Forestale.
Risposta scritta dell'Assessore della difesa dell'Ambiente all'interrogazione Fadda - Sanna Emanuele - Balia - Dettori - Pacifico - Falconi - Pirisi - Ibba sulla necessità di svolgere adeguate indagini sui casi di leucemia che hanno provocato la morte di almeno dieci persone abitanti di Quirra. (438)
La Giunta regionale ha affrontato la questione posta dagli interroganti nella seduta del 14.3.2002. In questa sede sono state approvate le linee di azione necessarie ed è stato istituito il coordinamento delle strutture maggiormente interessate.
Si allega a ogni buon fine il testo della deliberazione approvata dalla Giunta.
Oggetto: Compromissione ambientale nell'area del Salto di Quirra-Villaputzu evidenziata dalle indagini preliminari eseguite dal Presidio Multizonale di Prevenzione (PMP) ASL n. 8 di Cagliari. Definizione delle azioni e dei programmi da attuare.
Il Presidente della Giunta Regionale, riferisce che il PMP di Cagliari nell'ambito di un'indagine preliminare per l'accertamento della presunta contaminazione di uranio impoverito nella zona delle basi militari di Perdasdefogu e Capo San Lorenzo e zone limitrofe, ha effettuato una serie di prelievi dei sedimenti negli alvei dei fiumi "Rio Corr'e Cerbu" e Rio Quirra. Sui Campioni prelevati sono state rilevate quantità elevate di metalli pesanti ed in particolar modo di arsenico.
Si rende indispensabile dunque attivare una serie di iniziative che prevedano la completa definizione dell'entità della contaminazione con molta probabilità legata all'attività mineraria condotta nel secolo appena trascorso nell'area in esame e che accertino, anche per fornire sicurezza e tranquillità alle popolazioni locali, l'area interessata dall'accumulo di metalli pesanti e dalla presenza di arsenico, in grado di compromissione delle acque superficiali e delle falde acquifere sotterranee e l'eventuale presenza dei suddetti elementi nella catena alimentare e nella catena trofica in generale.
In prima analisi si ritiene debba essere creato un coordinamento interassessoriale per la realizzazione delle iniziative ed interventi necessari che sarà composto dai Direttori generali della Presidenza, degli Assessorati della Difesa dell'Ambiente, della Sanità e dell'Industria in relazione alle diverse competenze.
Compito del Coordinamento sarà quello di definire in tempi ristrettissimi coinvolgendo le rispettive Strutture operative (enti strumentali, aziende sanitarie, Istituto zooprofilattico, Corpo forestale, etc), nonché il soggetto responsabile delle aree minerarie dismesse, le seguenti azioni di breve e di medio periodo:
Breve periodo:
- raccolta sistematica di tutte le indagini, studi, ricerche effettuate sull'area in esame al fine di definire una prima perimetrazione dell'area interessata dalla dispersione di metalli pesanti e arsenico;
- individuazione del rischio sanitario e delle misure di salvaguarida da adottare nell'immediato anche a titolo precauzionale per garantire la salute pubblica;
Il Coordinamento dei Direttori Generali, avvalendosi delle rispettive competenti strutture, provvederà a stilare il programma di dettaglio di breve periodo entro 30 giorni e a definire la relativa tempistica e modalità di attuazione, nonché l'individuazione dei soggetti a cui competeranno le singole attività. Il programma di medio periodo verrà definito successivamente anche sulla base degli esiti delle ricerche ed approfondimenti conseguiti.
La Giunta Regionale, su proposta del Presidente, di concerto con gli Assessori della Sanità, della Difesa dell'Ambiente e dell'Industria,
Delibera
- che venga attivato nell'immediato il Coordinamento dei Direttori Generali della Presidenza della Giunta, degli Assessorati della Difesa dell'Ambiente, della Sanità, dell'Industria per le finalità di cui in premessa;
- di approvare le linee di azione definite in premessa e di impegnare il Coordinamento dei Direttori Generali alla presentazione alla Giunta regionale del programma di interventi di dettaglio entro i termini previsti;
- di dare mandato all'Assessorato della Sanità perché individui le opportune immediate iniziative tese alla tutela e salvaguardia della salute pubblica volte all'eventuale assunzione di ordinanze comunali o presidenziali ai termini delle norme sanitarie vigenti.
Testo delle interpellanze, interrogazioni e mozione annunziate in apertura di seduta
INTERPELLANZA SANNA Giacomo - MANCA sulle inopportune iniziative intraprese dal Commissario straordinario del comune di Oristano.
I sottoscritti, premesso che:
- con decreto del Presidente della Repubblica italiana, in data 30 luglio 2001, il dott. Bruno Sbordone è stato nominato commissario per la straordinaria amministrazione del Comune di Oristano, ai sensi dell'articolo 42 del TUEL in sostituzione del Consiglio comunale;
- il commissario straordinario, chiamato temporaneamente e per l'ordinaria amministrazione alla guida del Comune di Oristano, ha assunto di recente iniziative e decisioni di discutibile opportunità e che condizioneranno il futuro e le scelte della comunità oristanese;
- i cittadini di Oristano, fra poco più di 60 giorni saranno chiamati alle urne per l'elezione del sindaco e del Consiglio comunale e dovranno dunque scegliere amministratori e programmi, perché si compiano, con la legittimazione del voto popolare, le scelte più opportune in materia di sviluppo e di crescita sociale ed economica, ad iniziare da quelle in materia di urbanistica e gestione del territorio;
- il commissario straordinario ha adottato di recente alcuni schemi di accordo di programma, con annesse varianti al piano regolatore generale, l'ultimo dei quali riguarda il trasferimento dell'impianto di smaltimento dei rifiuti speciali della Sipsa, sito nella frazione di Torregrande e la realizzazione di un centro vacanziero su un'area di 134 mila metri quadrati, per una volumetria complessiva di circa 100 mila metri cubi ed una capacità ricettiva di circa 800 posti letto;
- in data 21 marzo 2002, con deliberazione n. 024, il commissario straordinario ha adottato l'accordo di programma con la ditta Guido Bertolusso, per la realizzazione nella frazione di Donigala Fenugheddu, di un complesso turistico alberghiero, su un'area di circa 54.000 mq., per un volume edilizio di oltre 51.000 mc. ed una capacità ricettiva di circa 900 posti letto;
- i terreni sui quali dovrà sorgere tale impianto ricadono interamente in "zona agricola" del vigente piano regolatore e saranno modificati, per decisione del commissario prefettizio, in zona "G" per consentire la realizzazione dell'opera,
chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore generale degli enti locali, finanze ed urbanistica per sapere:
- se intendano accertare la legittimità e la correttezza degli atti amministrativi posti in essere dal Commissario straordinario per la realizzazione degli interventi contenuti negli accordi di programma adottati, in particolare quelli relativi alle varianti del vigente piano regolatore generale ed alle relative concessioni edilizie;
- se, alla luce del dibattito in corso nel Consiglio regionale, proprio in materia di urbanistica, non ritengano opportuno far conoscere la propria opinione riguardo alle discutibili iniziative assunte dal commissario Sbordone;
- se non giudichino le intempestive deliberazioni del commissario Sbordone lesive dei diritti dei sardi in materia di autogoverno del territorio;
- quali azioni intendano intraprendere, per scongiurare nuove intraprese straordinarie di ordinario privilegio, verso imprenditori che acquistano terreni ad uso agricolo per realizzarvi imponenti strutture turistiche, con evidenti conseguenze ed immaginabili considerazioni. (234)
INTERPELLANZA MASIA - BALIA - IBBA sulla ventilata ipotesi di chiusura degli ospedali di Ittiri, Thiesi e del Marino di Alghero.
I sottoscritti,
rilevato che il Piano sanitario regionale, in via di elaborazione da parte dell'Assessore della sanità, ipotizza la riconversione o la chiusura delle strutture sanitarie con meno di cento posti letto;
constatato che una tale eventuale scelta metterebbe a rischio, tra gli altri, anche gli ospedali di Ittiri, Thiesi e lo stesso ospedale Marino di Alghero;
considerato che la non più prorogabile esigenza di una proposta organica di razionalizzazione delle strutture ospedaliere esistenti non può avere solo la funzione di ottimizzare la spesa sanitaria regionale, ma deve garantire livelli di assistenza sempre più adeguati e qualificati alla nostra popolazione;
rilevato altresì che nel caso dell'ospedale Marino di Alghero una ipotesi di chiusura sarebbe in palese contraddizione con gli interventi in atto, che prevedono ingenti investimenti sia strutturali che per quanto riguarda la dotazione di nuove e moderne attrezzature per la sala operatoria della divisione di traumatologia;
ritenuto che un intervento organico legislativo, perché possa finalmente dare una risposta adeguata alle aspettative dei cittadini sulla qualità della prestazioni sanitarie e sulla adeguatezza delle strutture ospedaliere, non possa prescindere da un confronto con i rappresentanti istituzionali delle popolazioni sui cui territori operano i vari presidi ospedalieri ed in particolare quelli per i quali esista un rischio di chiusura,
chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e assistenza sociale per sapere:
- quali garanzie ritenga di poter dare alle popolazioni interessate sulle possibilità di evitare la chiusura degli ospedali di Ittiri, Thiesi e del Marino di Alghero;
- quali misure intenda assumere per avviare l'ormai improrogabile confronto con i rappresentanti istituzionali dei territori interessati. (235)
INTERPELLANZA DORE - BIANCU - DEIANA - GRANELLA sulla vicenda dello Stadio Comunale S. Elia di Cagliari ed in particolare sul proposito della Giunta Comunale e della maggioranza di darlo in concessione trentennale ai privati con facoltà di modificarlo sostanzialmente trasformandolo in un impianto per il solo calcio e per il tempo libero.
I sottoscritti,
premesso che:
- in questi giorni il Consiglio Comunale di Cagliari sta decidendo le sorti dello Stadio Comunale S. Elia, a seguito della presentazione, avvenuta nell'estate del 2000 da parte della Società Cagliari Calcio S.p.a. di un progetto che ne prevedeva la demolizione e la ricostruzione come impianto della capienza di 20-25.000 posti per la pratica del solo calcio, con strutture collaterali per la pratica dello sport e del tempo libero, sale giochi, palestra, piscina, sauna, etc.. il tutto sulla base di una concessione esclusiva di durata trentennale;
- lo stadio in questione è stato realizzato nel 1970 con finanziamenti pubblici come struttura polivalente tipo "stadio olimpico", comprendente non solo il campo di calcio, ma anche la pista per le corse e le pedane per salti e lanci e la capienza di 50.000 spettatori, poi ridotti a 39.000 per ragioni di sicurezza in occasione della ristrutturazione effettuata in vista dei campionati mondiali di calcio svoltisi nel 1990, con la spesa di altri ingenti fondi pubblici (pare circa 29 miliardi di lire);
- lo Stadio S. Elia è l'unica struttura sportiva esistente nell'intera Sardegna in grado di ospitare manifestazioni sportive di carattere internazionale, com'è avvenuto in occasione delle partite di Coppa dei campioni, di Coppa UEFA e dei mondiali di "Italia '90", nonché di "meeting" internazionali di atletica leggera ed infine dei giochi della gioventù del 1999, alle cui finali assistettero ben 32.000 spettatori e come dovrebbe avvenire nel caso in cui alla Sardegna venisse affidata l'organizzazione dei Giochi delle Isole e dei Giochi del Mediterraneo;
- lo stadio S. Elia, essendo stato costruito con le predette caratteristiche e per il soddisfacimento delle suindicate finalità, rientra indubbiamente nella categoria dei beni patrimoniali indisponibili, quali disciplinati dagli artt. 826 e ss. c.p.c., e non può, di conseguenza, essere legittimamente sottratto alla sua destinazione; cosa che invece si verificherebbe qualora si effettuassero o la demolizione o anche solo il ridimensionamento per la pratica del solo calcio. In tal caso, infatti, lo stadio non potrebbe più ospitare grandi eventi sportivi ed, in particolare, ne verrebbe definitivamente precluso qualunque utilizzo per la disciplina dell'atletica leggera, che ne costituiva una precipua finalità;
- ciò determinerebbe un gravissimo danno non solo per le decine di società di atletica leggera che operano in Sardegna attraverso migliaia di praticanti, ma per l'intero mondo sportivo regionale che verrebbe definitivamente espropriato di un bene indispensabile ed irripetibile,
tutto ciò premesso chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, spettacolo e sport per sapere quali iniziative intendano adottare per scongiurare il pericolo della demolizione, stravolgimento e ridimensionamento dello Stadio S. Elia e della conseguente sottrazione del medesimo alle finalità per le quali fu realizzato ed in particolare quella di unica struttura esistente in Sardegna idonea ad ospitare grandi eventi sportivi di carattere internazionale di calcio e atletica leggera. (236)
INTERPELLANZA DORE - BIANCU - DEIANA - GRANELLA sul grave fenomeno dell'abusivismo edilizio nel territorio del Parco naturale regionale di Molentargius - Saline e sulla colpevole inerzia dell'Assessorato regionale urbanistica e dell'Ufficio regionale tutela del paesaggio e del Servizio di vigilanza in materia edilizia.
I sottoscritti, premesso che:
a) la zona di Medau su Cramu - Is Arenas fa parte del Parco naturale regionale Molentargius-Saline istituito con legge regionale n.5 del 1999;
b) l'area in argomento è classificata "zona umida di importanza internazionale" in seguito alla convenzione internazionale di RAMSAR (2 febbraio 1971), resa esecutiva con D.P.R. n. 448/1976 (individuata con D.M. 17 giugno 1977) e tutelata con vincolo paesaggistico (art. 146, comma 1, lett. i), del decreto legislativo n. 490 /99), con vincolo di conservazione integrale (art. 2, comma 1, lett. b), della legge regionale n. 23/93) e con specifico Piano Territoriale Paesistico "Molentargius - Monte Urpino", reso esecutivo con decreto dell'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport 12 gennaio 1979 (G.U., Serie generale, 4 dicembre 1992, n. 286) che individua l'area predetta quale "zona C1 - conservativa naturale e sistema";
c) l'area rientra, inoltre, nel Sito di Importanza Comunitario (SIC) "Stagno di Molentargius e territori limitrofi" (codice ITB000022) ai sensi della direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi - naturali, resa esecutiva con D.P.R. n. 357/97, e nel Parco naturale regionale "Molentargius - Saline" ai sensi della legge regionale n. 5/99;
d) in tutta la zona predetta, ivi compresa quella citata di Medau Su Cramu - Is Arenas è assolutamente vietata l'edificazione ad esclusione della realizzazione del depuratore consortile e del Piano di zona 167 "Costa Bentu";
e) secondo quanto riconosciuto dalle Amministrazioni comunali di Cagliari e Quartu S. Elena, nell'area citata di Medau su Cramu - Is Arenas sussistono complessivamente ben 185 edifici abusivi, di cui 138 nel territorio comunale di Cagliari e 47 nel territorio comunale di Quartu S. Elena;
f) come risulta da alcuni articoli apparsi sul quotidiano "La Nuova Sardegna" nei giorni 19 e 20 gennaio, nella zona di Medau Su Cramu è in funzione una impresa edile che starebbe realizzando addirittura le fondazioni di un nuovo edificio;
g) degli edifici abusivi citati dodici edifici sono già stati dichiarati dalle competenti Amministrazioni comunali "non condonabili" ai sensi delle Leggi nn. 47/85 e 724/94 e successive modifiche ed integrazioni (8 nel territorio comunale di Cagliari, 4 nel territorio comunale di Quartu S. Elena); i restanti 173 casi di abusivismo edilizio sono in attesa del pronunciamento dell'Assessorato regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport - Ufficio tutela del paesaggio di Cagliari riguardo la eventuale compatibilità paesaggistico - ambientale (art. 151, Legge n. 1497 /1939 e 164 del decreto legislativo n. 490/99);
h) con nota n. 1601 del 22 febbraio 2001 il predetto Ufficio tutela del paesaggio di Cagliari ha reso noto di non aver mai emanato in merito provvedimenti sanzionatori in materia di tutela paesaggistica (artt. 15 della Legge n. 1497/1939 e 164 del decreto legislativo n. 490/99);
i) va aggiunto che le Amministrazioni competenti in materia di tutela paesaggistica (Assessorato regionale P.I e BB. CC. - Ufficio Tutela del Paesaggio di Cagliari e Soprintendenza BB. AA. AA. AA. SS. di Cagliari), per giurisprudenza dominante (vds. per tutti Cons. Stato, 6 giugno 2000, n.3199) devono esprimere il loro parere vincolante ex art. 32 della legge n. 47/85, richiamato dall'art. 39 della legge n. 724/94 e successive modifiche ed integrazioni, alla luce dell'attuale vincolo paesaggistico, del relativo atto di pianificazione e degli altri vincoli ambientali.
Tutto ciò premesso, i sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale, l'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione , spettacolo e sport e l'Assessore regionale degli enti locali, finanze ed urbanistica per sapere:
1) se siano a conoscenza della situazione sopra descritta;
2) quali iniziative intendano prendere:
a) per porre fine all'immobilismo dell'Ufficio tutela del paesaggio di Cagliari, al fine di esaminare le richieste di parere sopra descritte e dell'irrogazione delle misure sanzionatorie di legge;
b) per garantire lo svolgimento in merito dei compiti di accertamento, controllo e di intervento del proprio servizio di vigilanza in materia edilizia, con riferimento alle irregolarità evidenziate. (237)
INTERROGAZIONE GIAGU, con richiesta di risposta scritta, sul degrado generale delle spiagge della Sardegna.
Il sottoscritto,
preso atto che l'interesse che in questi giorni sta suscitando, presso l'opinione pubblica, la vicenda del Poetto di Cagliari rappresenta un segnale forte di preoccupazione ambientale e nel contempo mostra la particolare sensibilità delle nostre popolazioni in materia di salvaguardia ambientale;
riscontrato che diverse spiagge sarde, una fra tutte la Pelosa di Stintino, rischiano l'inaridimento se non si interviene con urgenza e con perizia,
chiede di interrogare l'Assessore dell'ambiente per sapere:
a) se è a conoscenza del degrado naturale di numerose spiagge della Sardegna;
b) se è stato predisposto un piano di intervento per arginare questo fenomeno che rischia di produrre un danno paesaggistico e ambientale di proporzioni incalcolabili;
c) se non ritiene di portare a conoscenza del Consiglio regionale i criteri e le scelte con cui vengono affidati gli studi inerenti la materia ambientale con particolare riguardo a quelli che afferiscono le coste della nostra Isola. (470)
INTERROGAZIONE GIAGU, con richiesta di risposta scritta, sul paventato inizio delle attività estrattive di sabbie a Muros.
Il sottoscritto,
avuta notizia della mobilitazione della popolazione di Muros, contraria all'attività estrattiva di sabbie che riguarderebbe il territorio in località San Leonardo;
constatato che sono condivisibili le preoccupazioni manifestate dalla popolazione circa il degrado permanente ambientale e paesaggistico che il territorio subirebbe a causa di questa attività;
rilevato che nonostante sia pendente al TAR un ricorso del Comune di Muros con il quale si chiede l'annullamento della concessione ottenuta, la società Caolino Panciera ha annunciato che è imminente l'inizio dell'estrazione delle sabbie;
constatato che esistono impegni precisi delle Commissioni regionali dell'agricoltura e dell'ambiente per la sospensione della concessione in attesa di una revisione della normativa che regola l'attività mineraria,
chiede di interrogare l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente per conoscere:
- se corrisponda al vero la notizia di un imminente inizio dell'attività estrattiva;
- quali atti intenda adottare per far sì che sia rispettata la volontà della popolazione di Muros e per evitare che venga supinamente accettato un nuovo degrado ambientale e paesaggistico;
- se non ritenga doveroso determinare la sospensione di eventuali concessioni in attesa della decisione del TAR e soprattutto in attesa della nuova normativa regionale in materia di cave. (471)
INTERROGAZIONE CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sull'assenza di un medico di base nel Comune di Laerru (SS).
Il sottoscritto,
premesso che il Comune di Laerru, che conta oltre 1200 abitanti, non ha un medico di base titolare, capace di far fronte alle esigenze della comunità;
ritenuto che sia un fatto vergognoso che la ASL n. 1 di Sassari non abbia ancora predisposto gli adempimenti necessari per garantire un'assistenza continua agli abitanti del Comune suindicato;
avendo appreso che l'attuale medico (provvisoriamente assegnato) svolge l'attività ambulatoriale per solo tre giorni alla settimana e per solo due ore al giorno, in quanto, nonostante gli sforzi, deve svolgere la sua attività anche presso il Comune di Bulzi e pertanto non è garantita la piena efficienza del servizio;
chiede di interrogare l'Assessore regionale della sanità per sapere:
- quali provvedimenti intenda adottare per rimediare, nel più breve tempo possibile, a questa grave carenza;
- se non ritenga, a tal fine, di dover intervenire presso la ASL n. 1, così da garantire a tutti i cittadini il diritto all'assistenza medica continuata. (472)
INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla costituzione dell'Azienda mista Ospedale - Università di Sassari.
Il sottoscritto, premesso che:
a) si parla sempre più di applicare sulla realtà ospedaliera sassarese l'articolo 2, comma 2, lettera b), del decreto legislativo 21 dicembre 1999, n. 517, con l'accorpamento dell'Ospedale "Santissima Annunziata" con l'Università di Sassari, creando una Azienda mista che di fatto porterebbe alla scomparsa dell'Ospedale civile;
b) questa soluzione sembrerebbe impraticabile sul piano della legittimità, in quanto sulla realtà ospedaliera sassarese non può essere applicato il succitato decreto legislativo, poiché l'Ospedale civile non può rientrare tra i presìdi ospedalieri nei quali insiste la prevalenza del corso di laurea in medicina e chirurgia;
c) con questa ipotesi di azienda mista - avversata in modo quasi unanime dai lavoratori dell'Ospedale civile a tutti i livelli - si verrebbe a creare un mastodonte con il monopolio dell'assistenza sanitaria, sicuramente a discapito - tipico di qualunque sistema monopolistico - della assistenza medesima, col rischio poi che i piccoli ospedali del territorio siano ulteriormente ridimensionati dal nuovo gigante,
chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere:
1) se siano vere le notizie che danno per certa l'istituzione dell'Azienda mista fra Ospedale civile "Santissima Annunziata" e Università di Sassari nonostante, come è stato puntualmente denunciato dalle organizzazioni dei medici, nel contesto ospedaliero sassarese non possa essere applicato il decreto legislativo n. 517 del 1999;
2) se non sia invece opportuno studiare strategie alternative che portino ad una sana integrazione funzionale delle due strutture, coinvolgendo in tute le decisioni il personale medico e paramedico, le organizzazioni sindacali e le amministrazioni locali. (473)
INTERROGAZIONE RASSU, con richiesta di risposta scritta, sulla insufficienza degli stanziamenti previsti nel bilancio regionale per il funzionamento dell'Ente Foreste per l'anno 2002.
Il sottoscritto, appurato che:
- la consistenza dei fondi destinati al funzionamento dell'Ente Foreste non appare sufficiente neanche a garantire gli emolumenti al personale dipendente per l'intero anno (lire 204 miliardi a fronte di esigenze di 236 miliardi);
- l'ente non può procedere all'adeguamento della propria pianta organica, largamente carente soprattutto nei livelli di personale impiegatizio qualificato e di quadri, con gravi ripercussioni sul funzionamento degli uffici centrali e dei servizi territoriali;
- l'ente non può assicurare il regolare svolgimento di alcuni importanti compiti istituzionali, previsti dall'articolo 3 della legge n. 249 del 1999, in particolare la collaborazione alla campagna antincendi, la difesa fitosanitaria, l'adeguamento professionale dei dipendenti;
- l'ente non può procedere all'acquisizione dei terreni offerti da numerose amministrazioni comunali, in base alle indicazioni scaturite dalle conferenze di servizi svoltesi per presentare ai Comuni i programmi di attività nei cantieri;
- l'ente trova notevoli difficoltà a far fronte alle ordinarie spese di funzionamento,
chiede di interrogare il Presidente della Regione, l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente e l'Assessore regionale della programmazione e bilancio al fine di conoscere quali azioni ed interventi intendano intraprendere per dotare l'Ente Foreste delle necessarie risorse finanziarie per garantirne la funzionalità. (474)
INTERROGAZIONE RANDAZZO, con richiesta di risposta scritta, sui paventati gravi disagi provocati dalla riorganizzazione dei servizi ENEL sul territorio regionale.
Il sottoscritto,
appreso che l'ENEL sta portando avanti un progetto di ristrutturazione aziendale sul territorio regionale attualmente oggetto di confronto sindacale;
considerato che dalla proposta di ristrutturazione della società di distribuzione in Sardegna si evince che ci saranno dei tagli che riguarderanno soprattutto le strutture presenti nei comuni periferici (si parla di 30 comuni su 40) limitandone la presenza ai soli capoluoghi di provincia; in particolare l'ENEL avrebbe deciso lo smantellamento del reparto di manutenzione nel comune di Carloforte che da anni assicura un capillare e tempestivo servizio nel territorio;
rilevato che tale decisione accentuerebbe la condizione di emarginazione già avviata con la chiusura degli uffici commerciali zonali in quei territori, come l'Isola di San Pietro e il comune di Carloforte, che per la loro insularità vivono realtà di particolare disagio, con un conseguente peggioramento dello standard qualitativo dei servizi agli utenti;
ritenuto che l'ENEL, nell'ambito del piano di ristrutturazione debba aumentare gli investimenti e conservare, se non potenziare, il presidio nel nostro territorio dove il numero e la frequenza delle interruzioni sembra essere il doppio rispetto alla media nazionale a causa della rete di distribuzione fatiscente e della insufficienza di interventi manutentivi,
chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore dell'industria per sapere:
1) se corrispondano al vero le notizie apprese secondo cui l'ENEL, nel proprio piano di ristrutturazione, avrebbe deciso la chiusura delle sue strutture attualmente presenti in 30 comuni della Sardegna;
2) se intendano intervenire tempestivamente con autorevolezza presso la società ENEL affinché, nell'ambito della riorganizzazione dei servizi, tenga conto delle esigenze e delle necessità soprattutto di quei territori, come le isole minori e le zone interne, che già si trovano in particolari condizioni di disagio;
3) se intendano altresì intervenire presso il Ministero dell'industria e del lavoro affinché vengano rispettati gli impegni assunti con la Regione sarda, le amministrazioni locali e le organizzazioni sindacali che prevedevano nell'ambito della riorganizzazione della società di distribuzione in Sardegna impianti più moderni e nuovi posti di lavoro. (475)
MOZIONE FALCONI - SPISSU - FADDA - DORE - BALIA - SANNA Giacomo sulla situazione industriale in Sardegna ed in particolare del settore chimico.
IL CONSIGLIO REGIONALE
PREMESSO che l'apparato industriale in Sardegna versa in uno stato di degrado e abbandono, che prosegue anche con la politica delle privatizzazioni che hanno interessato massicciamente gli stabilimenti parastatali esistenti in Sardegna;
CONSIDERATO che la politica delle privatizzazioni fu a suo tempo ritenuta indispensabile nell'ambito di un sistema economico produttivo che collocandosi nel privato accoglieva la sfida della globalizzazione per migliorare la competitività e l'efficienza delle aziende in settori strategici;
SOTTOLINEATO che la Sardegna entrava in questo grande processo, difficile ma pieno di speranze, con il suo patrimonio industriale chimico, metallurgico e minerario, avendo come punto di forza e vantaggio l'integrazione e la complementarità che la rendevano estremamente competitiva con altre produzioni sul mercato internazionale;
RILEVATO che la politica delle privatizzazioni è comunque costata alla Sardegna in termini occupazionali più che altre regioni d'Italia; che questo processo è stato condotto mediante una politica industriale di ottimizzazione delle produzioni, di taglio dei cosiddetti rami secchi e riduzioni occupazionali che hanno visto la partecipazione attiva delle organizzazioni sindacali e delle Istituzioni impegnate alla contemporanea ricerca della diversificazione produttiva con l'utilizzo di tutti gli strumenti della programmazione negoziata;
EVIDENZIATO come oggi si assista al completo abbandono dell'Isola da parte di tutte le Partecipazioni Statali ed in particolare dell'Enichem nel comparto chimico;
RIBADITO che l'avvenuta costituzione di un Osservatorio regionale per il settore chimico in Sardegna doveva essere accompagnata da un progetto industriale dei diversi comparti produttivi per favorire un processo complessivo di reindustrializzazione;
SOTTOLINEATO:
- che il recente Accordo di programma stipulato tra le diverse parti pubbliche e private non è stato "sottoscritto dal Governo nazionale";
- che l'Accordo di programma già disatteso in fase di sua prima applicazione, prevede diverse azioni volte al risanamento e bonifica industriale, investimenti per la salvaguardia dell'occupazione nei processi di trasformazione produttiva;
VISTI gli ultimi sviluppi che hanno visto la chiusura del reparto per la produzione del cloro-soda nello stabilimento di Porto Torres;
PREOCCUPATI per l'ultimo incontro tra le parti sarde interessate e il Governo nazionale rappresentato dal sottosegretario alle attività produttive (Valducci) che propone una proroga di tre mesi ed ipotizza lo studio di massicci interventi attraverso gli ammortizzatori sociali,
impegna la Giunta regionale
1) ad elaborare con urgenza un programma di rilancio e di reindustrializzazione della Sardegna volto al mantenimento e all'ampliamento della base produttiva;
2) a salvaguardare i livelli occupazionali, di competitività e produzione, in particolare nel comparto chimico;
impegna, altresì la Giunta regionale
a) a rivendicare presso il Governo nazionale un tavolo permanente di concertazione con le diverse rappresentanze sociali;
b) a riferire, entro tre mesi, in Consiglio regionale sulle questioni inerenti il comparto chimico e, più in generale, sulla strategia industriale in Sardegna. (65)
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