Seduta n.455 del 03/03/2004
CDLV Seduta
Mercoledì 3 Marzo 2004
Presidenza del Vicepresidente Biggio
indi
del Vicepresidente Salvatore Sanna
La seduta è aperta alle ore 10 e 11.
GIOVANNELLI, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del giovedì 19 Febbraio 2004 (449), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico all'Assemblea che i consiglieri regionali Antonio Cappai e Salvatore Piana hanno chiesto congedo per la seduta del 3 marzo 2004. Se non vi sono osservazioni i congedi si intendono accordati. Non ci sono opposizioni, il congedo si intende approvato.
Colleghi, vista l'affluenza numerosa sugli scanni, io sospenderei i lavori per mezz'ora con questa intesa, che se alla mezzora prossima non si fosse il numero legale chiudiamo l'Assemblea, attendendo un segnale almeno dai Capigruppo, serio, se l'Aula ha ancora voglia e volontà di andare avanti con i lavori o se dobbiamo sospenderli definitivamente. Io non riesco più a trovare., a dare spiegazioni. La seduta è sospesa per mezz'ora.
(La seduta sospesa alle ore 10 e 13 , viene ripresa alle ore 10 e 57.)
PRESIDENTE. Colleghi sono le 11.00, riprendiamo i lavori. Ha domandato di parlare il consigliere Manca. Ne ha facoltà.
MANCA (GRUPPO MISTO). Sì, Presidente sull'ordine dei lavori, per chiedere a norma dell'articolo 114 del Regolamento la discussione della mozione numero 136.
PRESIDENTE. La 136?
MANCA (GRUPPO MISTO). Sì, a norma dell'articolo 114, comma secondo del Regolamento, che venga discussa immediatamente.
PRESIDENTE. Onorevole Manca è stata presentata oggi questa mozione, occorre il parere della Giunta, riguarda la sanità, l'Assessore non l'avrà neanche vista ancora. A norma del Regolamento deve essere autorizzata, nel caso, dalla Giunta. Quindi chiede un'inversione anche dell'ordine del giorno? Non inversione, una modifica dell'ordine del giorno. Noi siamo in corso di esame già di un provvedimento, dovremmo sospendere l'ordine del giorno ed inserire...
(Interruzione)
PRESIDENTE. Addirittura, ma stiamo iniziando l'esame già di una legge, quindi c'è una modifica dell'ordine del giorno. Diamo tempo perché la Giunta si renda conto di cosa si tratta. Colleghi, la Giunta si è dichiarata d'accordo per fare la discussione anche immediatamente; a norma del Regolamento sulla proposta Manca possono parlare due a favore, se lo ritengono, e due contro. E' stata chiesta, lo ripeto, la discussione immediata della mozione 136 presentata questa mattina che riguarda la sospensione immediata della campagna vaccinale contro la blue tongue in Sardegna, dall'argomento si comprende l'esigenza di discutere immediatamente questa mozione.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). A favore. Chiedo di intervenire a favore della proposta che è stata avanzata perché è evidente a tutti l'urgenza assoluta che ha questa materia e questa vicenda perchè per quanto ci è dato da apprendere, da capire, un altro disastro forse dalle conseguenze incalcolabili, ma anche forse non rimediabili, si potrebbe abbattere sul patrimonio, non solo sul patrimonio materiale della Regione ma anche su gran parte del suo patrimonio produttivo e culturale. Quindi è di tutta evidenza l'urgenza che il Consiglio regionale dia indicazioni precise e, su questo tema, si ponga un punto fermo e si scongiuri un disastro annunciato; a meno che non vi siano elementi probanti di altra natura ma che siano davvero probanti per cui il Consiglio regionale possa, conoscendo ed essendone convinto, adottare diverse determinazioni. Ma, allo stato delle cose, delle conoscenze per quanto è dato comprendere non dico ai profani ma a chi si deve occupare con diligenza di queste cose e deve assumere la responsabilità di decidere, allo stato delle cose è di tutta evidenza che ci troviamo di fronte ad un rischio grandissimo di disastro.
Nel dire che concordiamo con la proposta del collega Manca, io vorrei anche aggiungere però ancora una parola per dire che a maggior ragione concordiamo con la proposta del collega Manca, che ha avanzato oggi, in quanto concordiamo anche con la richiesta che è già stata avanzata reiteratamente in questo Consiglio, e che ieri è stata ripresa e riproposta formalmente dal collega Paolo Fadda, e che altri colleghi hanno in diverse circostanze rappresentato, compresi noi, e che ritengo debba essere ancora riproposta formalmente in questo Consiglio. Non ha più senso, una volta che avremo esaminato la mozione in via d'urgenza, che si propone di esaminare, traccheggiare in questa Assemblea legislativa, improvvisando leggi rispetto alle quali non si conosce esattamente la paternità e non si intravede esattamente la natura. Questa Regione è senza bilancio ormai nel mese del marzo ma non senza bilancio approvato e basta, è senza bilancio neppure annunciato, neppure partito dalla Giunta regionale per arrivare presso il Consiglio che lo deve prima istruire e poi esaminare, e poi approvare, e questo è un Consiglio che ha poche settimane di vita. Vi è una corresponsabilità ormai in capo a tutto il Consiglio che non può essere sottaciuta oltre.
Per cui rinnovo al Presidente di questa Assemblea l'invito che in più di una circostanza gli è stato rivolto, che interpelli la Giunta regionale perché abbiamo conoscenza dei tempi, che debbono essere immediati, entro cui il Consiglio può disporre della proposta di bilancio o dei tempi, in alternativa, che debbono essere ugualmente immediati, entro cui questa Giunta regionale sgombri il campo e dichiari di accettare il fallimento plateale che è già certificato dalla sua condotta omissiva, gravemente dannosa per l'intera regione.
Non è che si può da una parte marciare appellandosi al popolo dei nuraghi per le vie della Sardegna e dell'altra parte nel Consiglio regionale, dove si deve esercitare la funzione per la quale si è chiesto ed ottenuto un mandato, tutto questo non valga.
Il Presidente della Giunta, riunito il Consiglio, se ne va a chiudersi nei municipi della Sardegna a dire che non c'è pericolo di contaminazione nucleare, escludendo chi vuole interloquire nelle sedi pubbliche che dovrebbero essere aperte a tutti; un altro Presidente della Regione fino a ieri se ne va ad incitare contro le istituzioni pubbliche, candidandosi pure alle istituzioni pubbliche e non si...
PRESIDENTE. Prego, concluda onorevole.
COGODI (R.C.). Ho concluso. Non si capisce.
PRESIDENTE. Grazie. Chi altro chiede di intervenire? Uno contro? Non ci sono interventi. La Giunta ha dato parere favorevole.
A norma di Regolamento si vota per alzata di mano. Metto in votazione l'inversione dell'ordine del giorno. Chi la approva alzi la mano.
(È approvata)
PRESIDENTE. Poiché la richiesta è pervenuta prima ancora di dare notizia della mozione, si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.
RANDAZZO, Segretario:
"MOZIONE MANCA - SANNA Giacomo - SCARPA sulla sospensione immediata della campagna vaccinale contro la Blue Tongue in Sardegna". (136)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 136. Se ne dia lettura.
RANDAZZO, Segretario:
MOZIONE MANCA - SANNA Giacomo - SCARPA sulla sospensione immediata della campagna vaccinale contro la blue tongue in Sardegna.
IL CONSIGLIO REGIONALE
PREMESSO che dall'agosto del 2000 fino ad oggi la zootecnia sarda è ostaggio di una grave epidemia di febbre catarrale degli ovini (blue tongue) che ha causato direttamente ed indirettamente la crisi dell'allevamento isolano;
RICORDATO che la direttiva 2000/75/CE del Consiglio Europeo del 20 novembre 2000, peraltro non ancora recepita dall'ordinamento giuridico italiano, stabilisce disposizioni specifiche relative alle misure di lotta e di eradicazione della febbre catarrale degli ovini che prevedono la vaccinazione preventiva e che la stessa direttiva, all'allegato I, individua il laboratorio nazionale di competenza per la blue tongue nel CESME (Centro Nazionale di Referenza per le Malattie Esotiche) presso l'IZS di Teramo;
CONSIDERATO che il direttore generale della sanità pubblica veterinaria del Ministero della Salute, il dott. Marabelli, in accordo con il direttore del CESME il dott. Caporale, hanno imposto anche per il 2004 la vaccinazione obbligatoria sul territorio isolano di tutti i ruminanti domestici con un vaccino vivo attenuato e che solo a seguito di formale richiesta al Ministero (nota 5310/8 dell'11 febbraio 2004 della RAS) questo vaccino, in un primo momento tetravalente (sierotipi 2, 4, 9 e 16), è poi diventato trivalente (sierotipi 2, 4 e 16);
RILEVATO che l'articolo 3, comma b, del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 119, modificato dal decreto legislativo 24 febbraio 1997, n. 47, stabilisce "…in caso di malattie epidemiche gravi il Ministero della Sanità consente temporaneamente l'impiego di medicinali veterinari ad azione immunologica, senza preventiva autorizzazione di immissione sul mercato, in mancanza di medicinali appropriati e dopo aver informato la Commissione della Comunità Europea delle condizioni di impiego particolareggiato…"; e che nessun vaccino contro la febbre catarrale degli ovini è prodotto da industrie farmaceutiche situate in Stati membri dell'U.E. o che rispondono agli standard di sicurezza comunitari;
CONSTATATA la conseguente ordinanza dell'11 maggio 2001 con cui il Ministero della Sanità italiano ha disposto per l'utilizzo, in caso di blue tongue, di un vaccino vivo attenuato prodotto dal Veterinary Institute di Ondersterpoort (Sud Africa), e che la stessa ordinanza è stata preceduta dal parere positivo espresso dal Consiglio Superiore di Sanità in data 24 aprile 2001, parere condizionato e vincolato al fatto che "…vengano avviati immediatamente i controlli in grado di garantire i requisiti di validità del prodotto in conformità ai minimi standard stabiliti dalla normativa vigente…" e che a questo stesso riguardo la Commissione Europea, con la decisione 2001/75/CE del 18. gennaio 2001 premette che "…i vaccini contro la febbre catarrale acquistati all'estero per casi di emergenza devono essere testati per ottenere informazioni significative sulla loro utilizzazione in condizioni epidemiologiche diverse…";
DENUNCIATO che il vaccino trivalente che si intende utilizzare in Sardegna nel 2004 non è mai stato testato per le prove di innocuità e per le prove di immunogenicità stabilite per legge e che la formulazione è una novità assoluta, anche per gli stessi produttori sudafricani che non hanno mai utilizzato i sierotipi 2, 4 e 16 in combinazione fra loro e quindi non si conoscono le interazioni che possono intervenire dall'inoculazione contemporanea dei tre sierotipi;
PREMESSE le ulteriori raccomandazioni del Consiglio Superiore di Sanità:a) la supervisione dell'impiego del vaccino ai fini della valutazione delle sue caratteristiche di qualità ed innocuità sia affidata all'Istituto Superiore di Sanità (ISS);
b) siano definiti i livelli di responsabilità in caso di incidenti legati alla somministrazione del vaccino;
c) siano avviate sperimentazioni con altri vaccini alternativi;
d) e che al contrario:
- non è stato eseguito alcun controllo sull'innocuità e sull'efficacia del vaccino da parte dell'Istituto Superiore di Sanità;
- al momento gli unici livelli di responsabilità resi noti dal Ministero in caso di "incidenti vaccinali" sono quelli sanciti dal nuovo "protocollo per la vaccinazione nei confronti della febbre catarrale degli ovini" datato gennaio 2004, stilato dalla Direzione Generale servizi veterinari, in collaborazione con il CESME di Teramo che individuano nel medico veterinario che materialmente eseguirà l'inoculo l'unico responsabile del buon esito della vaccinazione, mentre niente risulta sui livelli di responsabilità relativi alla direzione e gestione dell'emergenza;
- non sono note le risultanze delle sperimentazioni condotte con vaccini alternativi, né di vecchia né di nuova ideazione;
STIGMATIZZATO l'incredibile ritardo nell'avvio della vaccinazione, pratica che dovrebbe essere eseguita il più lontano possibile dalla stagione riproduttiva e dal periodo di massima presenza degli insetti vettori e quindi conclusa, al più tardi, ad aprile, mentre ancora oggi, a meno di due mesi dal termine ultimo, materialmente la vaccinazione non è ancora iniziata;
EVIDENZIATO il fatto che si riscontrano al momento, in Sardegna, ben 620 focolai attivi di malattia e una sieroconversione degli animali sentinella come mai si era osservata nello stesso periodo dell'anno, nonostante le basse temperature registrate questo inverno, condizione che stando al CESME di Teramo avrebbe dovuto scongiurare la possibilità di circolazione virale e quindi nuovi focolai e che questa nuova situazione rappresenta un ulteriore rischio oggettivo per il manifestarsi di effetti collaterali indesiderati nell'utilizzo del vaccino;
DENUNCIATA la totale assenza di una analisi del rischio aggiornata, conseguente all'uso del vaccino in queste nuove condizioni epidemiologiche, nonché la contemporanea assenza di una valutazione costi/benefici sulla campagna obbligatoria che si intende perpetuare e che questi compiti inevasi rientrano fra quelli istituzionali del CESME ;
STIGMATIZZATO il fatto che a pochi giorni dall'inizio della campagna vaccinale, i veterinari vaccinatori isolani, riunitisi in assemblea a Tramatza il 27 febbraio 2004, benché incolpevoli, si sono visti prima insultare da una delegazione di allevatori, poi confondere da una Circolare del Ministero del 18 febbraio 2004 sulle modalità di ricostituzione del vaccino con la quale hanno scoperto che la dose con cui si dovevano originariamente vaccinare 10 capi ora deve essere utilizzata per immunizzarne 100 (per cui possiamo affermare di avere acquistato in Sardegna dosi vaccinali per i prossimi 10 anni); e che ancora non si comprende bene se è necessario vaccinare con i tre sierotipi contemporaneamente o separatamente, e se separatamente, dopo quanti giorni uno dall'altro;
DEPLORATA la gestione dispotica e monopolistica dell'emergenza blue tongue da parte del dott. Marabelli e del dott. Caporale che hanno proibito (circolari n. 1434/2003 e 1150/2001) la manipolazione del virus e soprattutto la libertà di ricerca scientifica: agli IZS, alle Università e all'ISS, impedendo di fatto importanti collaborazioni scientifiche che avrebbero consentito di evitare, tutti o in parte, i ritardi e gli inevitabili errori commessi dalla gestione isolata del CESME, gestione che ha determinato una frattura nel mondo sanitario veterinario come mai se ne erano registrate prima, a livello nazionale ed internazionale;
BIASIMATA l'assenza di una qualsiasi copertura finanziaria prevista a livello nazionale e tendente a rifondere gli eventuali danni provocati dagli effetti indesiderati determinati dallo scriteriato uso del nuovo vaccino sudafricano; assenza di copertura che potrebbe anche ritorcersi contro le casse della stessa RAS che potrebbe essere chiamata ad un imprevisto intervento finanziario atto a salvaguardare il sistema agro-pastorale della Sardegna, sistema-risorsa di importanza fondamentale, peraltro già fortemente penalizzato da anni di crisi;
CONSTATATO che è in essere una rivolta, pubblica e nutrita, degli allevatori contro la vaccinazione obbligatoria, non soltanto per gli innumerevoli effetti indesiderati conseguenti alle scorse campagne vaccinali, peraltro mai correttamente censiti vista l'assenza di un adeguato protocollo di rilevamento, ma anche per la mancanza di garanzie sui risarcimenti per i danni patiti in passato e per quelli futuri;
CONSIDERATO che anche in questa circostanza le competenti autorità della nostra Regione autonoma non hanno svolto per tempo un'efficace azione di controllo, coordinamento, programmazione ed informazione che avrebbe consentito, se non proprio di evitare, sicuramente di limitare il malcontento degli allevatori e così l'incrinarsi dell'indispensabile rapporto di fiducia con i servizi veterinari che è alla base della riuscita di ogni piano di profilassi e di risanamento sanitario, compreso quello per la blue tongue;
DENUNCIATO che questa campagna vaccinale 2004 nasce perdente: per lo scarso tempo utile rimasto per vaccinare, per l'inapplicabilità in tempi brevi del nuovo protocollo di vaccinazione e per l'opposizione dichiarata di gran parte degli allevatori, tanto che, anche nelle ipotesi più ottimistiche si vaccineranno un numero di animali di molto inferiore alla quota dell'80%, quota ipoteticamente necessaria a garantire un buon livello di immunizzazione di massa ed indispensabile, in assenza di nuovi effetti indesiderati, per usufruire delle disposizioni in materia di movimentazione del bestiame;
CONSTATATA in fine, l'inadeguatezza dei provvedimenti adottati dal 2000 ad oggi per contrastare l'epidemia, la pericolosità potenziale e le inesistenti garanzie sul vaccino trivalente di prossimo impiego in Sardegna, nonché l'incapacità di gestione delle risorse umane e finanziarie da parte della Direzione Generale della sanità pubblica veterinaria e della direzione del CESME,
impegna la Giunta regionale
- a sospendere, in Sardegna, con efficacia immediata la campagna vaccinale 2004 contro la blue tongue;
- a richiedere formalmente le dimissioni del direttore generale dei servizi veterinari del Ministero della salute e del direttore del centro di referenza nazionale per le malattie esotiche, l'IZS di Teramo;
- a procedere nella rimozione del dott. Romano Marabelli dal consiglio di amministrazione dell'IZS della Sardegna;
- ad intraprendere le opportune iniziative per accertare le loro gravi responsabilità;
- ad adottare le necessarie procedure per favorire la sperimentazione di vaccini alternativi contro la blue tongue. (136)
PRESIDENTE.. Ha facoltà di parlare il consigliere Manca per illustrare la mozione.
MANCA (GRUPPO MISTO). Grazie, Presidente. Gli avvenimenti che in questi ultimi giorni si stanno verificando in alcune comunità, ma soprattutto nel modo agro-pastorale ci hanno portato a riflettere, come partito che sin dall'inizio ha espresso alcune riflessioni sulla campagna di vaccinazione, ci hanno portato alla presentazione di questa mozione, in quanto è dall'agosto del 2000 fino a oggi che secondo noi la zootecnia sarda è ostaggio di una grave epidemia, dell'epidemia della febbre catarrale degli ovini, che ha causato tra danni diretti ed indiretti una notevole crisi all'allevamento isolano.
C'è da ricordare che esistono delle direttive, quella del novembre del 2000 del Consiglio Europeo, che ancora non è stata recepita dall'ordinamento giuridico italiano e che in pratica stabilisce disposizioni specifiche relative alle misure di lotta di eradicazione della febbre catarrale degli ovili che prevedono la vaccinazione preventiva e che la stessa direttiva individua nel laboratorio nazionale di referenza della blue tongue nel centro nazionale appunto delle malattie esotiche presso l'istituto zooprofilattico di Teramo.
Vi è da dire, da considerare che il direttore generale della sanità pubblica veterinaria, il dottor Romano Marabelli, in accordo totale con il direttore del CESME, dottor Caporal,e hanno imposto per quest'anno, per il 2004, la vaccinazione sul tutto territorio isolano di tutti i ruminanti domestici con il vaccino vivo attenuato e che, solo a seguito di formale richiesta del Ministero, questo vaccino in un primo momento tetravalente, cioè con i sierotipi 2, 4, 9, 16 è diventato in seguito trivalente quindi con i soli sierotipi 2, 4 e 16.
La nostra prima denuncia è quella che questo vaccino, il vaccino trivalente che dicevo poc'anzi, e composto dai sierotipi 2, 4 e 16 che si vuole utilizzare in Sardegna, non è stato mai testato per le prove di innocuità e per le prove di immunogenicità stabilite per legge. Inoltre vi è da dire che questa formulazione è una novità assoluta; è una novità assoluta anche per i produttori sudafricani che non hanno mai utilizzato i sierotipi 2, 4 e 16 in combinazione fra di loro e che quindi non si conoscono, non conosciamo assolutamente le interazioni che possono intervenire dalla inoculazione contemporanea di questi tre sierotipi.
Sappiamo benissimo che le direttive comunitarie prevedono per tutti i vaccini, per tutti i prodotti farmacologici prodotti fuori dal territorio comunitario delle prove che sono prove così dette di innocuità ed efficacia; queste prove sono state fatte in maniera molto superficiale per le prime due campagne di vaccinazione che comprendevano il solo sierotipo 2, vi ricordo che furono effettuate su cinque pecore e su sei ratti, quindi del tutto superficiali secondo il nostro modestissimo parere, e quindi non ha permesso una sua reale, diciamo così, consistenza nella risposta anticorpale.
Vi è da rimarcare inoltre che vi è un ritardo incredibile sull'avvio della vaccinazione, pratica che come ben sapete deve essere eseguita il più lontano possibile dalla stagione riproduttiva e dal periodo di massima presenza degli insetti vettori e quindi conclusa, come dice chiaramente la direttiva del Ministero della salute, entro e non oltre il 30 aprile del 2004. Mentre oggi, a circa 57 giorni dalla fine di questo periodo indicato dalla direttiva del Ministero, a tutt'oggi questa campagna di vaccinazione non è materialmente iniziata. Vi è da dire, a questo riguardo, anche per far notare all'Assemblea, che in Sardegna in questo momento è fino ad oggi si riscontrano ben 600 focolai attivi di malattia e una sieroconversione degli animali sentinella come mai si era osservata nello stesso periodo dell'anno, nonostante le basse temperature registrate in questo inverno, condizione che secondo il CESME, quindi l'istituito zooprofilattico di Teramo, avrebbe dovuto scongiurare la possibilità di circolazione virale e quindi nuovi focolai, e che quindi questa nuova situazione rappresenta un ulteriore rischio aggiuntivo per il manifestarsi di effetti collaterali indesiderati nell'utilizzo di questo prodotto farmacologico. La posizione del nostro partito, del partito al quale mi onoro di appartenere è sempre stata chiara, noi non abbiamo mai detto di essere contro il vaccino, contro i vaccini, noi abbiamo sempre rimarcato una posizione netta e chiara, quella che prevedeva che l'utilizzo di qualsiasi prodotto, di qualsiasi strategia per affrontare la malattia dovesse essere fatta dopo una accurata analisi, quindi tutte le prove di laboratorio previste dalle norme internazionali e una così presenza di un'analisi di rischio aggiornata all'uso di questo vaccino. Inoltre noi tendiamo a stigmatizzare la gestione dispotica, quasi monopolistica nell'emergenza blue tongue da parte delle due persone che ho poc'anzi nominato, il dottor Marabelli e il dottor Caporale che hanno proibito con circolari, la 1434 del 2003 e la 1150 del 2001, la manipolazione del virus, quindi in pratica bloccando la libertà scientifica, la libertà di ricerca scientifica da parte degli istituti zooprofilattici, da parte dell'università, da parte dell'Istituto superiore di sanità, impedendo quindi di fatto quella che era fondamentale nello studio di una malattia nuova, di una malattia esotica, quindi impedendo, dicevo, importanti collaborazioni scientifiche che avrebbero consentito, se non del tutto in parte, di evitare i ritardi, gli inevitabili errori commessi in questa gestione da parte del CESME che ha condotto, ripeto in maniera totalmente isolata. Gestione che ha determinato una frattura tra mondo sanitario e veterinario a livello sia nazionale che internazionale e che mai prima d'ora si era registrato.
Io credo che sarebbe stato molto più opportuno, se mi è permesso, chiedere anche il parare di un terzo centro di referenza; il centro di referenza europeo, secondo me, era quello più adatto a farlo. Quindi un parere anche non solo sull'utilizzo del vaccino, ma soprattutto un parere sullo sviluppo di altre possibilità diagnostiche che a Teramo sono oltretutto limitate; infatti, per chi non lo sapesse, Teramo effettua diagnosi sierologiche, quindi con un notevole ritardo, quindi sono diagnosi indirette e non diagnosi dirette che permettono anche di identificare immediatamente e stabilire se l'animale è ammalato, morto o quant'altro, morto per la presenza del virus di campo così detto circolante, oppure per effetto di virus vaccinale. Inoltre, un'altra parte molto importante, che anche l'Assessore ha rimarcato in diverse occasioni, in diversi interventi pubblici e sulla stampa, l'assenza di una qualsiasi copertura finanziaria prevista a livello nazionale tendente a rifondere eventuali danni provocati dagli effetti indesiderati, determinati dallo, così se mi si passa il termine, scriteriato uso del vaccino sudafricano. Quindi un'assenza di copertura finanziaria che potrebbe ritorcersi contro le casse della stessa Regione e che potrebbe essere chiamata quindi ad un imprevisto intervento finanziario atto a salvaguardare il sistema agropastorale sardo, quindi al nostro sistema risorsa di importanza fondamentale già fortemente penalizzato in questi ultimi anni di crisi. Inoltre vi è da rimarcare la presenza di una rivolta, se così possiamo chiamare, pubblica molto partecipata degli allevatori contro la vaccinazione obbligatoria, non soltanto verso gli effetti innumerevoli indesiderati conseguenti alla scorsa campagna vaccinale che è stata, diciamo così, mai censita, vista l'assenza di un adeguato protocollo di rilevamento, ma anche per la mancanza di risarcimenti sui danni patiti in passato e su quelli futuri. Inoltre, per quanto riguarda la campagna vaccinale 2004, secondo noi nasce già perdente. Lo scarso tempo utile, dicevo poc'anzi, rimasto per vaccinare, per l'inapplicabilità in tempi brevi del nuovo protocollo di vaccinazione e per la opposizione dichiarata da gran parte degli allevatori, tanto che nelle ipotesi più ottimistiche, partendo anche da oggi, da domani, potrebbero vaccinarsi un numero molto inferiore a quello che è l'ottanta per cento che è la quota necessaria, come ben sappiamo, a garantire un buon livello di immunizzazione di massa ed è indispensabile, ripeto, sempre in assenza di danni e di effetti indesiderati, per usufruire delle disposizioni in materia di movimentazione del bestiame; protocollo di vaccinazione che io ho letto attentamente, come d'altronde mi pare di aver capire che abbia fatto forse anche prima di me l'Assessore, e nei suoi interventi io riconosco la sua perplessità, sono totalmente al suo fianco, alcuni punti vanno rimarcati, caro Assessore, cioè quando io leggo che non necessariamente il vaccino, in un "nota bene", svilupperà anticorpi proteggenti, sufficienti per la totalità degli animali trattati, è chiaro che perplessità ne hanno anche loro probabilmente, misure aggiuntive dovranno essere prese per assicurare la protezione degli animali della blue tongue, in quei periodi dell'anno il cui rischio di trasmissione dell'infezione da parte degli insetti è maggiore. Gli animali dovrebbero essere tenuti isolati dalle aree vicine ai fiumi, dighe, bacini; gli animali di maggior valore dovrebbero essere tenuti in stalla durante il tardo pomeriggio, la notte, le prime ore del mattino. La vaccinazione degli animali delle specie sensibili alla blue tongue deve essere ripetuta annualmente. E' chiaro che io credo che sia in atto un tentativo di scaricare così la responsabilità di tutto questo protocollo sulla componente meno chiaramente o più interessata agli effetti di questo protocollo vaccinale, cioè sull'allevatore e sul veterinario vaccinatore, che è da escludere totalmente. Io credo che questo protocollo sia totalmente inapplicabile, come lei giustamente ha detto. Pensare che tutte le precauzioni previste dal protocollo possano essere attuate è impensabile; pensare che si possono evitare accoppiamenti quello è possibile, però nell'indicare nell'esame coprologico uno dei probabili eventi che sono quelli delle malattie intercorrenti qui segnalate è impensabile. La pecora senza parassiti non è stata ancora inventata. Quindi sottoporre questi animali a esame coprologico, ad una somministrazione farmacologica di un antielmintico, cioè di un prodotto contro i parassiti, determina chiaramente dei tempi di sospensione anche nella somministrazione del latte nelle centrali di riferimento. E' chiaro: chi paga la mancata o il mancato conferimento di questo latte che l'allevatore deve distruggere perchè deve rispettare i tempi di sospensione? Inoltre, dobbiamo sperare ed augurarci che in questo periodo, nei trenta giorni antecedenti la somministrazione non succeda niente, non si ammali di qualsiasi altro tipo di patologia, e lo faccia anche per i susseguenti trenta giorni dopo, tre o quattro settimane mi pare che è indicato nel protocollo, dopo la vaccinazione, successive alla vaccinazione.
Ripeto, tutta questa macchinosità ha fatto sì che si arrivi ad oggi senza che sia percorso il trattamento, che si sia effettuato il trattamento, quindi ritenendo che vi sia una inadeguatezza nei provvedimenti adottati dal 2000 ad oggi per contrastare questa epidemia, quindi constatata la pericolosità potenziale e le totali e inesistenti garanzie sul vaccino trivalente che si vuole utilizzare, di prossimo impiego in Sardegna, notata anche l'incapacità di gestione delle risorse umane e finanziarie da parte della direzione generale della sanità pubblica veterinaria e della direzione del CESME, chiediamo appunto, come indicato nella mozione, di impegnare, che la Giunta si impegni a sospendere, con efficacia immediata, la campagna vaccinale 2004 contro la blue tongue. Secondo noi è necessario anche fare un po' di chiarezza e quindi è chiaro contro si è reso responsabile di tutti questi protocolli che poc'anzi indicavo, quindi tutti i provvedimenti che dal 18 agosto 2000 si sono susseguiti, chiedere anche le dimissione formali del direttore generale dei servizi veterinari del Ministero della Salute e del direttore del centro di referenza nazionale delle malattie esotiche di Teramo che, come poc'anzi indicavo, in maniera alquanto dispotica e monopolistica, hanno gestito tutta la situazione relativa alla blue tongue dal 2000 a oggi. Inoltre, a procedere alla immediata rimozione del dottor Marabelli e del consiglio di amministrazione dell'istituito zooprofilattico della Sardegna che, come anche da precedenti interpellanze, avevo chiesto di ritenere totalmente incompatibile con la carica che ricopre, da controllore a controllato, ad intraprendere quindi tutte le opportune iniziative per accertare le loro gravi responsabilità e soprattutto ad adottare tutte le necessarie procedure per favorire la sperimentazione di vaccini alternativi contro la blue tongue che agli inizi dell'agosto del 2000, anche da alcuni incontri avuti con scienziati anche di altre nazioni si era cercato di fare e poi non si riesce a capire per quale motivo sia stata bloccata.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Signor Presidente, torna l'argomento in Aula; torna in Aula perchè il problema è grosso ed è di grande attualità; io ho partecipato qualche giorno fa, assieme al collega Pasqualino Manca, ad una affollatissima e molto preoccupata assemblea di allevatori che si è tenuta a Ghilarza, dove questi temi sono stati ampiamente trattati ed approfonditi e dove, insomma, i due aspetti emergevano su tutto. La grande preoccupazione per gli effetti che le campagne vaccinali hanno prodotto da un lato non sono riusciti a bloccare la stessa malattia e dall'altro hanno prodotto effetti collaterali e danni consistenti agli allevamenti e poi, per quanto riguarda la prospettiva, la grande incertezza nella quale ci si trova. Era stato chiesto a più riprese, già da quando era Assessore l'onorevole Oppi, avevamo chiesto come gruppi di centro sinistra in Commissione e in Aula che venisse approvato un piano complessivo per combattere questa malattia e a tutt'oggi questo piano nessuno di noi nessuno lo conosce, nessuno lo ha visto, perchè non è mai stato definito e quindi si sta andando avanti, di fatto, soltanto attraverso la profilassi vaccinale, come se questa fosse sufficiente per combattere una malattia che invece va combattuta con un intervento complessivo di prevenzione e con una battaglia mirata soprattutto a ridurre il numero di insetti, che sono insetti vettori, che sono quelli che poi fanno da tramite nella diffusione della malattia. E avevo posto come questione fondamentale la necessità di avviare una seria sperimentazione prima che si procedesse alla vaccinazione a tappeto di tutte le greggi, di tutti gli animali, di tutto il patrimonio zootecnico sardo, ma insomma le nostre preoccupazioni sono cadute nel vuoto, oggi noi ci troviamo di fronte a una situazione di grande incertezza. E' stata presentata al Senato, e dovrebbe andare in discussione in questi giorni, una mozione firmata da un centinaio di parlamentari, una mozione dove su questo problema si chiede un attimo di riflessione, si chiede di sospendere la vaccinazione, di fare un po' il punto della situazione perchè pare che questi vaccini creino più problemi di quelli che risolvano, che insomma alimentino e favoriscano la stessa diffusione della malattia. Io mi auguro che anche il ministro Sirchia affronti seriamente il problema, insomma, e che si renda conto che non può essere soltanto la vaccinazione il modo per affrontare e risolvere questo problema.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE Salvatore SANNA
(Segue SANNA ALBERTO.) L'onorevole Oppi aveva a suo tempo dichiarato di aver debellato la lingua blu in Sardegna, poi dopo qualche mese si era visto che quelle erano dichiarazioni del tutto fuori luogo ed irresponsabili; ancora oggi quindi si insiste nel portare avanti questa campagna di vaccinazione che trova una grandissima opposizione tra gli allevatori, allevatori che non vengono sistematicamente ascoltati. C'è un punto che voglio richiamare all'attenzione dell'assessore Capelli, ed è il punto che riguarda la responsabilità. E' un punto molto importate, Assessore, perchè da un lato si stabilisce che l'allevatore è obbligato a vaccinare, pena una serie di conseguenze, dall'altro però le responsabilità, se ci fossero effetti collaterali, sono unicamente degli allevatori, come se fossero loro che avessero deciso liberamente di vaccinare e come se fossero loro i responsabili del tutto. Questa impostazione di totale mancanza di assunzione di responsabilità, da parte dell'autorità sanitaria nazionale, da parte del Ministero della Salute ma anche da parte dell'Assessorato della Sanità della Regione Autonoma della Sardegna che su questo punto ha sempre dimostrato la sua totale non assunzione di responsabilità, visto che stiamo parlando di questo, perchè noi abbiamo posto questa questione in diverse occasioni, abbiamo detto: da un lato non si riconoscono gli effetti collaterali che ci sono, che sono innegabili, e dall'altro si vuole insistere, anzi si fa firmare una dichiarazione all'allevatore dove l'allevatore è responsabile degli effetti prodotti da un vaccino che non vuole o da un vaccino che in tutti i casi non ha deciso lui che deve essere portato avanti. Quindi, non è previsto, da questo punto di vista, nessun risarcimento dei danni, l'abbiamo previsto nella legge che abbiamo approvato ma che ancora non è in attuazione, i danni che ci sono stati non verranno risarciti e si continua ad andare in questa direzione senza un serio supporto scientifico, senza una conoscenza, una sperimentazione degna di questo nome e stiamo mettendo a rischio il patrimonio più importante che l'economia della Sardegna ha a disposizione. Non dimentichiamoci che la zootecnica, che il comparto zootecnico da solo fattura il 52 per cento del prodotto lordo vendibile dell'agricoltura sarda, quindi, insomma, stiamo parlando del comparto di gran lunga più importante dell'agricoltura sarda e della zootecnia nazionale, perché il patrimonio ovino isolano rappresenta da solo quasi il 50 per cento di quello nazionale. Quindi chiediamo che l'assessore Capelli, anziché esercitarsi in polemiche sterili con il Ministero della Salute, accusato in anche giustamente di non mettere a disposizione le risorse, io ricordo le polemiche che da questo punto di vista aveva sollevato l'allora assessore Usai, Assessore dell'agricoltura, che polemizzava con il Governo di centrosinistra dicendo che non metteva a disposizione le risorse, nonostante quel Governo avesse messo a disposizione le risorse in base ai capi abbattuti, in base a quello che prevedeva la normativa nazionale. Questo Governo non si assume la responsabilità, non mette da disposizione le risorse, però l'onorevole Capelli non può limitarsi a polemizzare col Ministro, con gli alti funzionari del Ministero, non può, lui è Assessore, lui rappresenta la Regione autonoma della Sardegna su questa questione specifica, deve avere anche un atteggiamento propositivo, non può fare il Governo e anche l'opposizione, oltretutto stiamo parlando di Governi, nazionale e regionale, della stessa maggioranza.
Quindi noi condividiamo il senso e la proposta della mozione presentata dai colleghi del Partito Sardo d'Azione, la condividiamo perché abbiamo con loro, in questi anni, lavorato seriamente per fare in modo che ci fosse un approccio più scientifico e più responsabile, complessivo rispetto ad un problema di questo genere, questa Giunta ha per un verso sottovalutato il problema e per un altro non ha portato avanti il piano, che è indispensabile, e un aspetto fondamentale del piano non può che essere quello della sperimentazione, quello cioè di avere quelle conoscenze e quegli strumenti scientifici necessari per combattere una malattia di questo genere. Quindi chiediamo anche noi all'assessore Capelli che sospenda la campagna vaccinale e che porti avanti un programma serio di sperimentazione in modo tale che si sappia e si capisca quali effettivamente sono i risultati, gli effetti di questa vaccinazione tri o tetravalente, quello che si vuole fare, o pentavalente, insomma noi non possiamo andare avanti in questo modo all'insegna dell'incertezza con i rischi, dicevo prima, di creare problemi più gravi di quelli che si vogliano risolvere e col fatto estremamente negativo che il potere pubblico, cioè che lo Stato e la Regione scaricano sugli allevatori l'intera responsabilità e i danni che da questa azione ne derivano. Quindi chiediamo di sospendere la campagna di vaccinazione e di mettere in campo i dovuti atti di sperimentazione perché si sappia effettivamente quello che bisogna fare.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sanna. E' iscritto a parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (A.N.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, più di una volta abbiamo trattato in quest'Aula il problema della blue tongue, ma io ricordo ai colleghi che questo argomento è stato trattato spessissimo anche in Commissione agricoltura e ambiente. Ultimamente, dopo che si è ripresentata questa epidemia abbiamo audito l'assessore Capelli; io lo ringrazio per questo, è venuto da noi con dati alla mano illustrandoci quella che era stata la sua posizione in merito, e di questo bisogna dargliene atto. Io credo che in questo momento, al di là delle divisioni di parte per quello che è stato fatto e che non è stato, noi dobbiamo essere vicini all'assessore Capelli per quello che sta facendo, perché io credo che la posizione dell'assessore Capelli sia molto ma molto difficile, come sarebbe stata la posizione di qualsiasi Assessore della sanità. Il problema era vaccinare e non vaccinare, vaccinare come e quando, quando noi sappiamo che per quanto riguarda questa vaccinazione noi siamo, così, collegati a quelle che sono le direttive che provengono dal Ministero della sanità secondo quelle che sono le direttive comunitarie. E' stato detto più di una volta che probabilmente non era opportuno in Sardegna vaccinare, perché la Sardegna non doveva diventare terra di sperimentazione dal momento in cui il così detto vaccino sudafricano, in quel caso monovalente, non era stato assolutamente sperimentato in Sardegna e in Italia e quindi non si sapeva quali potevano essere gli effetti collaterali, se è vero come è vero che un vaccino può avere effetti diversi da zona a zona. Oggi, invece, ci troviamo a dover coabitare, convivere con un virus che è diventato virus 2, virus 4, quindi sierotipi 2, 4 e 16 e probabilmente anche il sierotipo 9. Quindi questo virus è cambiato, è mutato e siamo costretti a dover intervenire, dopo aver vaccinato col vaccino del sierotipo 2, con altri tipi di vaccino in cui ci siano anche questi sierotipi e di cui in questo caso non sappiamo assolutamente niente, non sappiamo che cosa può succedere domani con la ricombinazione di queste cose, e credo che in questo si trovi in difficoltà l'Assessore. Giustamente ci troviamo in difficoltà noi, ma si trova in anche il modo scientifico sardo, se è vero come è vero che gli stessi veterinari si trovano in grossa difficoltà.
Che cosa ci ha detto l'Assessore quando è venuto? Ci ha fatto conoscere quali sono state le sue prese di posizione in relazione a quelle che erano le circolari che arrivano del Ministero della salute e dall'Istituto di referenza di Teramo, ma ci ha detto anche questo: signori belli, noi siamo messi nelle condizioni di dover far vaccinare il nostro patrimonio ovino e bovino, però nell'eventualità che ci debbano essere danni non si capisce più chi paga, se è vero come è vero che nella finanziaria nazionale non c'è niente. Teramo ci ha nascosto la presenza in Sardegna sino ad ultimamente della presenza anche del sierotipo 16. Teramo continua a fare il bello e il cattivo tempo impedendo anche all'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna di poter manipolare il virus per sapere quindi in tempo reale, direi, quella che è la situazione in Sardegna.
Dico, tutte queste cose sicuramente ci hanno messo nelle condizioni di poter chiedere un attimino, così, di poter soprassedere, di poter approfondire il problema della vaccinazione. Dopo quell'incontro credo che le cose siano ancora precipitate perché non è cambiato niente se non un'unica cosa, che avremmo dovuto vaccinare in Sardegna. Però da quel momento c'è stata la presa di posizione delle associazioni di categoria che dicono: "Noi non siamo contro la vaccinazione," - ed è lo stesso argomento che giustamente dice l'Assessore - "però noi vogliamo sapere a che cosa andiamo incontro se noi dovessimo vaccinare con questo vaccino che non è stato sperimentato" C'è stata la presa di posizione da tutte le parti, io ho preso parte ultimamente ad una riunione di agricoltori e il problema non erano le provvidenze, ma: "Che cosa succede, che cosa succederà, siamo costretti a vaccinare?" Ecco, tutte queste cose, quindi c'è stata anche questa presa di posizione del mondo della campagna che dice: "Alto là, perché da danni ne abbiamo avuto e non ne vogliamo avere degli altri".
E allora io credo che questa mozione possa essere utile perché può dare delle frecce all'Assessore per poter, con un voto del Consiglio regionale, dire al Ministero della sanità, dire all'Istituto di Teramo, dire ai responsabili di questo istituto: "Noi in questo momento probabilmente non ce la sentiamo di far vaccinare, perché non sappiamo qual è, cioè quali sono gli effetti collaterali di questo nuovo vaccino e poi, se dovessero esserci dei danni, come sicuramente ci saranno, anche se non sappiamo in che percentuale, che cosa fare".
E allora io credo che noi non dobbiamo lasciare solo l'Assessore in questo momento; l'Assessore deve avere al suo fianco tutto il Consiglio regionale della Sardegna; Consiglio regionale della Sardegna che sa quanto sia importante il comparto dell'allevamento in Sardegna, quale sia il reddito, essendo questo un pilastro che dà all'economia della Sardegna. Però io dico dopo questo bisogna anche ricordare che cosa questo Consiglio regionale ha fatto per quanto riguarda la blue tongue. Gli amici e colleghi ricorderanno che noi a fine dicembre abbiamo approvato un'altra legge, sempre per quanto riguarda principalmente la blue tongue dove però abbiamo messo in legge alcune novità, cioè abbiamo preso in considerazione all'interno della legge che probabilmente la vaccinazione comporta effetti collaterali, comporta dei danni: aborti, sterilità, diminuzione della produzione di latte e quant'altro. Quindi abbiamo tenuto presente questo e la Regione Sardegna si sta facendo carico di tutte queste cose, però la Regione Sardegna non si può fare carico di tutto questo nel momento in cui alla Regione Sardegna, quindi al suo Assessorato, all'Assessorato della Sanità si impone di dover vaccinare. E allora se la Regione Sardegna ha fatto il proprio dovere io credo che anche il Governo nazionale debba tenere conto di tutte queste cose, nell'eventualità, è questo che vuole il mondo dell'allevamento, cioè se dovessero essere costretti a vaccinare, se da questa vaccinazione si dovessero avere dei danni che questi danni vengano pagati.
Quindi io credo in questo momento, signor Assessore, che la mozione direi complessivamente, probabilmente potrà essere limata da qualche parte, possa essere accettata, anche per far comprendere a chi di dovere che: primo, noi non ce la sentiamo di andare alla cieca, probabilmente l'abbiamo fatto già un'altra volta; noi dobbiamo dire, sempre a chi di dovere, che noi in Sardegna abbiamo l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale, che è un istituto di primo piano, che potrebbe fare, lei ha fatto bene in quella lettera a dire che l'Istituto avrebbe dovuto fare la manipolazione di virus, nonostante le due circolari del dottor Marabelli e del dottor Caporale, perché noi abbiamo un istituto e quindi potremmo avere in tempo reale quella che è la situazione. Quindi, dicevo, questo Consiglio regionale della Sardegna ha fatto più di una volta il proprio dovere, ha speso direi fiumi di miliardi per quanto riguarda la blue tongue, ma non può continuare ad elargire quattrini per responsabilità che non sono solo della Regione Sardegna. Dicevo, per finire, che abbiamo approvato quella legge, abbiamo pensato a queste cose, ma abbiamo pensato anche in quella legge, al di là dei quattrini che sono stati stanziati, a quelle che sono le stalle di ingresso per quanto concerne il controllo degli animali vivi che arrivano in Sardegna. La blue tongue, questo moscerino non è arrivato col vento, non è arrivato così; sicuramente è arrivato tramite qualche animale, oppure è arrivato qualche animale infetto che è passato tranquillamente nelle maglie troppo larghe, perché non c'è assolutamente controllo, ecco in quella legge noi abbiamo pensato anche a questo, affinché non si ripetano queste epidemie; epidemie, ripeto, che costano alle casse della Sardegna, ma costano anche a quella che è l'economia sarda. Quindi io, per quanto mi riguarda, onorevole Assessore, sono vicino a lei, non solo come Presidente della Commissione, ma credo che la Commissione stessa sia stata sempre vicino perché ha ascoltato con interesse quello che lei ci ha detto l'ultima volta, siamo vicino a lei per le battaglie che lei farà, supportato da quello che sarà oggi il voto del Consiglio regionale della Sardegna. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Frau. E' iscritto a parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, ammesso e non concesso che questo possa rappresentarsi come un Consiglio validamente costituito, nonostante la declaratoria di regolarità di elezione, avvenuta quasi cinque anni fa, pronunciata ieri. Ma, ammesso e non concesso, qui siamo e qui navighiamo.
Io vorrei dire alcune cose che in questa materia premetto che vorrò dire con tutta l'umiltà di chi non ha sufficienti conoscenze sul piano scientifico, per cui si astiene dall'addentrarsi in considerazioni di ordine tecnico tali per cui possa dirsi che le diverse scuole di pensiero, di ricerca e di orientamento scientifico possano l'una contraddire l'altra e quindi non aversi ragioni valide e sufficienti. Seguirò, invece, una linea di ragionamento che sul piano logico, sul piano della consequenzialità dei fatti e degli argomenti comunque possono guidare la convinzione del legislatore per addivenire a soluzioni che a me paiono essere incontrovertibili, e cioè che nella condizione data, avute queste considerazioni, alcune considerazioni fondate in via di fatto, la conseguenza non può che essere quella di una sospensione immediata, quanto meno cautelare, della campagna di vaccinazione obbligatoria del patrimonio ovino della Sardegna. Seguo un ragionamento logico e contro la logica bisogna usare altri argomenti di pari grado e forza logica per poterli smontare. Intanto la mozione che è stata presentata è una mozione particolareggiata, che si riferisce a dati e a fatti incontrovertibili; è pure redatta da colleghi che hanno specifica competenza tecnica in materia e rispetto ai fatti enunciati non vale dire "accordo" o "disaccordo", bisognerebbe solo dire se è vero o non è vero, se quei fatti sono fondati o infondati.
Intanto le autorizzazioni di livello tecnico scientifico che parrebbe che abbiano sostenuto nel passato e che dovrebbero ancora sostenere nel presente la campagna vaccinazione sono delle considerazioni condizionate, condizionate al verificarsi di determinati eventi che non si sono verificati. Per cui c'è da restare come minimo perplessi come un'autorità, non dico sanitaria, ma un'autorità politica e di governo possa a cuor leggero consentire - qui è il caso di dirlo - sulla pelle del patrimonio, del grande patrimonio animale della Sardegna si possa procedere, come si è proceduto anche nel passato, a questo tipo di interventi. Se le prescrizioni anche dell'autorità sanitaria, per ora chiamiamoli così, dei signori dell'autorità sanitaria nazionale, fatti propri o comunque, se non condivisi, accettati dall'autorità sanitaria regionale parlano di un uso condizionato del vaccino e condizionato al fatto che il vaccino venga testato, e invece non risulta testato, perché l'avete usato e consentito che si usi? Seconda considerazione: sono o no evidenti, descritti e pure certificati i danni grandi che comunque sono derivati dalla precedente campagna di vaccinazione? La risposta è sì, sono evidenti e certificati tant'è che la Regione stessa si è posta il problema in precedenti leggi di risarcire i pastori, gli allevatori, anche dei danni conseguenti alla vaccinazione. Ma se la vaccinazione doveva essere un beneficio e invece produce danni che devono essere addirittura risarciti si porrà o no un problema di serietà e di prudenza? E i danni o cosiddetti effetti collaterali non è che sono di gran lunga minori rispetto al danno che sarebbe derivato da un'epidemia in assenza di questo vaccino, i danni che sono stati rappresentati sono maggiori, lo hanno detto i pastori, cioè i diretti interessati nelle grandi assemblee e diffuse assemblee, articolate assemblee che hanno fatto nell'arco di mesi e mesi e nessuno ha smentito. La diminuzione della produzione del latte, nella qualità del latte, gli aborti, le malattie stesse che sono intervenute sui capi animali, chi è che ha detto: "Non è vero?". Nessuno. Quindi, stante questa realtà di distruzione progressiva del grande patrimonio ovino della Sardegna, come si fa ancora a tentennare, ad annaspare, a fare finta di protestare? E` necessario intervenire, per intanto bloccare il disastro. Quelli che hanno inventato questo vaccino e che lo vendono nel mondo in casa loro non lo usano, i sudafricani. Ma sarà pure che anche questo è un argomento che può essere oggetto di riflessione? Se in casa loro chi ha inventato un vaccino e propina agli altri nelle analoghe condizioni in cui dovrebbero pur essi intervenire usano altro, aspettano di usare altro e lo propongono ad altri che l'acquistano, qui non è che si può dire "ma non sarà che", "è di sicuro", che si vuole utilizzare il grande patrimonio ovino della Sardegna come cavia, come sperimentazione di un medicinale che può essere che abbia buoni effetti successivamente in altre condizioni, ma di sicuro qui non ce le ha. Dice la mozione, ci riproponeva l'argomento il collega Manca, questo vaccino sarebbe stato sperimentato su cinque pecore e su sei topi. Ma è possibile che una cosa che è sperimentata su cinque pecore e su sei topi possa ritenersi...
(Interruzione del consigliere Sanna Giacomo)
COGODI (R.C.). Cinque pecore e sei topi. Uguale. La successione logica è quella che ha detto il collega Manca, non quella che dici tu, Giacomo. Prima le pecore e poi i topi, perché hanno visto che sulle pecore non era efficace e quindi evidentemente "passiamo ai topi", e le pecore erano cinque e i topi sei. Sul latte delle pecore si sono visti gli effetti disastrosi, andiamo a vedere che effetti fa sul latte dei topi! Posto che c'è stato questo tipo di grande sperimentazione preventiva, ma il patrimonio ovino della Sardegna è fatto di milioni di capi animali, di un patrimonio enorme, possono bastare quelle sei pecore non so di dove e quei sei topi ugualmente non sappiamo di dove? E con questa leggerezza si riterrebbe questo vaccino utilizzabile per una campagna di intervento sanitario massivo sul patrimonio ovino della Sardegna? Terzo argomento, uso argomenti - come vedete - di ordine logico perché gli argomenti di carattere scientifico sono gli scienziati che devono dare, ma devono dare argomenti convincenti che l'intervento sanitario proposto dia dei benefici non che faccia registrare sicuramente, come è già stato registrato, dei danni e dei malefici. Terzo argomento logico è la modalità attraverso la quale si sta operando tutto questo intervento, quello che la mozione descrive come una gestione dispotica. Qui la gestione dispotica in questa materia non attiene solo ad un tratto di autoritarismo, diciamo così, politico, qui la gestione dispotica intervene in una condizione nella quale chi dispone in modo assoluto e arbitrario dispone delle cose, dei beni e della prospettiva di sviluppo altrui. Non è solo una questione come dire riprovevole sul piano morale, qui c'è un atto imposto che produce effetti materiali di grande rilevanza e allora c'è da dire: questo signor, dottor, direttore della sanità veterinaria italiana Mirabelli, Marabelli e quant'altro, è una singola persona che fa il despota o è l'articolazione di un potere politico? Il direttore di un istituto nazionale di sanità veterinaria è una singola persona che ha preso il potere non si sa quando e non si da dove, o è uno che deriva il potere da chi lo fa direttore, lo tiene direttore, gli consente di fare così il direttore? E il Governo dello Stato c'entra nulla con un direttore generale della sanità veterinaria che in tal modo dispoticamente dispone, obbliga o parrebbe che possa obbligare? Quindi c'è una questione che attiene anche alla responsabilità politica, alla responsabilità politica generale, del Governo nazionale che non vale qui nascondere, sennò il dottor Marabelli chi è? Il cavalier Berlusconi che è il Capo del Governo sappiamo chi è, ci sarà pure una relazione tra il Governo che ha il potere di decidere anche dei direttori generali dell'istituto di sanità e coi direttori che in tal modo usano il loro potere che deriva dall'intervento politico. In sede locale, regionale, la sede dell'autonomia, del potere, delle prerogative, la politica, il potere politico e anche l'organizzazione tecnica, operativa, gestionale che deriva dall'esercizio del potere politico è immune da responsabilità? Sicuramente no, perché se centralmente si esercita un potere dispotico regionalmente si esercita un potere remissivo, subalterno, imbelle, esisteva un tempo il "Re Tentenna", adesso esiste una Giunta tentenna, anzi tentennata, anzi caduta, di foglie morte che fa finta di respirare, ma dove respira questa Giunta? Ma chi è l'autorità politica in questa Regione che è capace di dire una parola che è valida e di fronte a questa prospettazione, a questo intervento dispotico, a questo danno sicuro e progressivo balbetta? Ha voglia di dire il collega Frau "non lasciamo l'Assessore solo", per carità collega Frau, non lasciatelo solo, accompagnatelo bene, insieme a lui buttatevi tutti a mare, perché quando si ha un potere politico regionale, locale nostro che non ha la capacità se non di dire che protesta, si riserva di protestare contro un'imposizione così malefica, che ha da dire più il potere autonomistico? Non può essere lasciato solo l'Assessore regionale perché nelle conseguenze gravissime che ne debbono derivare deve andare insieme al suo collega Oppi che dichiarava solennemente qualche mese fa che con il vaccino aveva debellato la Blue Tongue in Sardegna e non era vero? Al suo collega precedente, Usai, che è tuttora capo delle guarnigioni veterinarie e che dovrebbe avere oltre che competenza politica anche tecnica per dire parole ed esercitare atti e fatti che scongiurino il disastro, quindi non è solo l'assessore Capelli, è in buona compagnia, così come è in buona compagnia di una Giunta fantasma e di una maggioranza fantasma per balbettare e per non risolvere nessuna questione in concreto. E se questo dottor, signor, importante che dispoticamente dirige l'istituto, la direzione generale veterinaria italiana, questo signore dottore così importante nel contempo è pure pars magna nel consiglio di amministrazione dell'istituto zooprofilattico della Sardegna e quindi è in una condizione di bloccare anche quello che qui potenzialmente l'istituto scientifico della Sardegna potrebbe fare o in ipotesi potesse o fosse capace di fare, chi ce l'ha messo questo signore, è nato lì? L'ha nominato la Giunta regionale, questa Giunta regionale, dico questa politicamente parlando, se poi Capelli si chiamava Oppi o Oppi si chiamava Usai sono fatti anagrafici, ma il dato politico quello è e quello rimane, voi ce l'avete messo e voi lo tenete e lo tenete perché possa diramare, come è documentato, delle direttive, delle circolari con le quali viene proibita in Sardegna la manipolazione del virus, e quindi viene proibita la ricerca scientifica! Proibita la ricerca scientifica dei nostri istituti scientifici perché l'istituto zooprofilattico anche questo dovrebbe fare e forse potrebbe anche fare come tante altre cose egregie ha saputo fare. Ma come si permette un dottor signor Marabelli di diramare quelle circolari, a chi? Alla Regione Sarda? Dove pure voi lo tenete essere parte decidente del nostro istituto scientifico al quale viene proibito di studiare? Ma dove siete, ma chi siete, ma come si può continuare a pensare di discuterne distrattamente di queste cose in un Consiglio regionale ridotto nei ranghi nei quali oggi si rappresenta e di non dire che i pastori, i produttori, gli allevatori avevano e hanno ragione quando vi dicono: "tenetevelo voi e vaccinate le vostre cose con quel vaccino e non le nostre pecore". Conclusione, mi pare di tutta evidenza, deve essere approvata questa risoluzione, data questa indicazione che produca per intanto l'effetto di non...
PRESIDENTE. Concluda onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Ho concluso, Presidente, grazie. Di non consentire almeno il rischio di un ulteriore grande disastro, nel frattempo però oltre che del vaccino improduttivo e dannoso è chiaro e evidente che deve essere fatta piazza pulita di quanta autorità politica o ritenuta tecnica per palese incapacità ha già prodotto tanti danni e si accinge a cuor leggero anche a consentire e ad agire perché se ne producano ancora di peggiori.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cogodi. È iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.-Sardegna). Grazie signor Presidente. Io dico che bisogna stare attenti di non scivolare, anche in questo caso, nella solita strumentalizzazione perché questo? Perché siamo di fronte effettivamente ad una calamità, la Blue Tongue, che può determinare irreversibilmente la perdita dell'importantissimo nostro patrimonio ovino che da solo produce il 30 per cento del nostro prodotto lordo vendibile. Questo ci deve solo far riflettere un po' affinché non vengano richiamate come al solito responsabilità politiche, personali, contingenti, nazionali, regionali e quant'altro, ma affinché come in altre occasioni è successo anche questa volta il Consiglio regionale possa prendere una unanime posizione perché si tratta della sopravvivenza della economia agropastorale in Sardegna e cioè per quanto mi riguarda dal punto di vista storico, economico, sociale e politico della sopravvivenza stessa dell'identità non solo economica della Sardegna.
Detto questo, nel leggere la mozione che ha per primo firmatario il collega Manca che è un tecnico, c'è da allarmarsi e c'è da riflettere. Io mi ricordo che, all'inizio dello svilupparsi di questa gravissima epidemia, l'istituto zooprofilattico di Sassari sconsigliò l'adottamento e l'uso immediato di un vaccino che ancora non era stato sperimentato. Non mi ricordo il nome di questa dottoressa che è venuta a parlare in Commissione, anzi in Commissioni congiunte, se non erro, questo perché? Perché trattandosi di un vaccino tenue poteva in quel momento far sviluppare e rinforzare il virus e poteva quindi determinare negli anni a venire una recrudescenza e un ancor più danno del virus medesimo.
Quantitativamente questo non si è verificato, ma qualitativamente parrebbe di sì, dal momento che questi nuovi virus sierotipo 2, 4, 16 a quanto mi è dato sapere sono dei virus ormai rafforzati al vaccino medesimo, ma veniamo al motivo del contendere. Quando si chiede di non lasciare solo l'Assessore si intende dire proprio questo, si intende dire che in Consiglio regionale su questo grave problema deve prendere posizione unanime. L'Assessore ha su di sé una grave responsabilità, non può decidere dall'oggi al domani da solo, fare vaccinare o non fare vaccinare i tre milioni e mezzo di capi ovini che abbiamo in Sardegna, perché in un modo o nell'altro potrebbe determinare, come ho detto prima, la perdita se non di tutto di una parte del nostro patrimonio ovicaprino isolano e quando parlo di perdita, non sto parlando, guardate, solo di perdita numerica, ma bensì di una perdita qualitativa poichè il nostro patrimonio genetico ovicaprino è unico al mondo, è adattato ambientalmente alla nostra regione, al nostro clima ed alla nostra quotidiana storia, per cui la perdita di questo nostro patrimonio comporterebbe una perdita irreversibile genetica di una razza ovicaprina irripetibile.
Detto questo io concordo con quanto altri colleghi hanno detto, non è possibile accettare le imposizioni che rivengono, seppur dettate senz'altro da professionisti tecnicamente validi, imposizioni che provengono da un istituto altamente qualificato come quello di Teramo, poiché in Sardegna il nostro istituto zooprofilattico e le nostre università credo che abbiano ben poco da imparare anche dagli stessi.
Mi è venuta voce che l'istituto zooprofilattico di Sassari è in grado di testare preventivamente da un prelievo salivale se in quel gregge o in quel territorio sta per svilupparsi o meno il virus. Non mi risulta, da quanto ho letto dalla mozione, che questo possa essere autorizzato. Anch'io mi domando: ma allora a cosa esistono gli istituti, le università, i centri di ricerca se non, regione per regione, non solo nazione per nazione, ad esercitare il diritto - dovere di ricerca affinché si possa, come in questo caso, tentare di debellare un'epidemia che ormai io ritengo da profano, comunque è una mia opinione personale, non potrà essere più essere debellata, poiché per quanto mi è dato sapere in nazioni come il Sud Africa, in nazioni come l'America e in altre ormai convive da oltre cinquant'anni e quindi credo che ormai sia difficilmente estirpabile come epidemia. Ma ciò non toglie che possa e debba essere fatto tutto ciò che è necessario fare affinchè anche a livello regionale sia data la possibilità e il diritto - dovere ai nostri istituti di ricerca, come l'istituto zooprofilattico di poter esercitare, così come credo stia facendo, seppure non in maniera ufficiale, la ricerca poiché credo dal momento che in Sardegna esistono i due terzi del patrimonio ovicaprino nazionale, credo che nessun altro più dei nostri istituti e più delle nostre università possa essere autorizzato e abbia diritto a far ciò.
Quindi il richiamo di non lasciare solo l'Assessore è volto in questo senso, affinché non si riduca giustamente questa discussione e l'esame di questa giusta mozione, che se non altro se viene - nel caso rivista sotto certi aspetti - approvata all'unanimità possa servire se non altro alle autorità sanitarie nazionali, a richiamarle ad una sensibilità che probabilmente sino ad oggi non hanno voluto mostrare, ma probabilmente per la normativa vigente non possono mostrare.
Io credo che l'istituto zooprofilattico sardo, essendo una diramazione del Ministero della sanità, a mio parere errata, debba per forza tener conto di quanto ne riviene tecnicamente dall'alto. Lo ritengo errato, lo ritengo sbagliato, sono del parere che i centri di ricerca isolani nel loro diritto dovere di fare ricerca e proposizione quindi delle soluzioni dopo la ricerca debbano essere autonomi. È di poco tempo fa il risultato ottenuto da alcuni ricercatori dell'università di Sassari, dell'istituto di anatomia patologica, quindi non vedo perchè ciò non possa succedere anche a livello veterinario.
Come non ritengo sia possibile, leggendo la mozione attentamente, poter autorizzare in questo caso la vaccinazione, se è vero come è vero che questa nuova combinazione del sierotipo non è stata preventivamente testata, così come prescrive la norma vigente europea e nazionale. Ed allora si può incorrere in un rischio ancora più superiore, e i nostri allevatori che sono disperati dalle precedenti esperienze della blue tongue, e non solo, ma dalle precedenti e recentissime calamità, si rivoltano forse a torto, ma a ragione in quanto hanno la paura di perdere quel patrimonio qualitativo che è nato da decine e decine di anni di selezionamento naturale in Sardegna, a favore un domani di una ricostituzione di un capitale agrario che può avere completamente caratteristiche naturali e zootecniche diverse, genetiche, da quelle che oggi in Sardegna abbiamo.
Ecco, quindi, il richiamo di non strumentalizzare più di tanto l'argomento, ma di cercare l'unanimità, poiché l'utilità di questa mozione io credo serva proprio a richiamare questo dispotismo e a far cessare questo dispotismo da parte di alcuni organi tecnici dello Stato che credo, pur nella loro competenza e professionalità, niente hanno da insegnare ai nostri istituti e ricercatori. Come è pur vero che non è possibile far ricadere sui professionisti, sui veterinari, eventuali responsabilità o danno che possano rivenire da un vaccino non testato.
E così come hanno richiamato tutti i colleghi non è possibile ancora che in caso di danni apportati dal probabile o dall'eventuale uso di questo vaccino lo Stato se ne scarichi, addebitando tutto alla Regione; la Regione, il Consiglio regionale che da poco ha adottato un provvedimento di legge che in parte, in qualche misura, interviene anche per gli effetti collaterali causati dall'uso del vaccino.
Quindi, a me sotto certi aspetti la mozione mi trova d'accordo, è chiaro che bisogna in qualche maniera, se deve essere passata all'unanimità, trovare un'unità di intenti affinchè sia uno strumento che non solo possa servire di richiamo alla struttura sanitaria centrale dello Stato per porre più attenzione, probabilmente, ai nostri istituti, ma possa servire per dare uno strumento in mano all'Assessore, affinché possa con lo strumento, con la volontà unanime del Consiglio fare se non un invito, la voce più grossa, caro collega Cogodi, cioè uso un eufemismo, poter intercedere, non intercedere ma intervenire pesantemente con la voce del Consiglio presso il Ministero della Sanità, presso l'istituto zooprofilattico di Teramo, presso questo dottor Marabelli e questo dottor Caporale affinché si possa trovare all'unisono finalmente una via di sperimentazione in loco che possa per gli anni a venire debellare, se è possibile, questo virus o trovare la maniera per lenirlo e comunque sia trovare subito la soluzione affinché non possa essere compromesso il prodotto non solo di rimonta e di ricambio generazionale, che sono gli agnelli, ma bensì non possa essere compromesso il prodotto e la produzione del latte, ecco perchè i pastori si stanno ribellando al provvedimento.
Quindi massima solidarietà all'Assessore ma, attenzione, un richiamo al Consiglio affinché all'unanimità possa estrapolare una mozione e questa sotto certi aspetti va bene.
Non sono penoso, perchè non è possibile, caro collega, scaricarsi sempre su chi ha purtroppo il dovere di decidere e su chi ha purtroppo sulla sua responsabilità il dovere di accollarsele. Se siamo d'accordo diciamoci la verità e non strumentalizziamo niente, perchè la blue tongue non l'ha inventata Oppi, non l'ha inventata Capelli, non l'ha inventata Cogodi, non l'ha inventata Manca né Rassu, è una calamità che è in Sardegna e che nessuno purtroppo, e questo il collega Manca lo sa, riuscirà a debellare perchè in altre parti del mondo da cinquant'anni a questa parte non sono riusciti a debellarla.
COGODI (R.C.). E Marabelli chi l'ha inventato? L'avete inventato voi!
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, delle brevi parole dettate da considerazioni che mi fanno molto riflettere, che devo fare perchè io sono uno di quelli che ha sostenuto a spada tratta la necessità di vaccinare tutti i capi ovini presenti in Sardegna posto che, partendo da considerazioni scientifiche che mi derivano dai miei studi, so che l'unico baluardo che deriva le malattie virali gravemente dannose per la salute degli esseri viventi può essere data soltanto a tutt'oggi dai vaccini.
E però, signor Presidente, io ragionavo in termini di normalità, in termini di farmaci che fossero sottoposti ai normali controlli cui vengono sottoposti tutti i farmaci normalmente, in tutte le parti del mondo, prima di entrare nel circuito della distribuzione farmaceutica, fosse anche quella veterinaria. Io credo che qui il discorso sia soltanto, in parte, politico perchè certamente la politica ha delle colpe, me ne assumo la responsabilità per quello che possono essere attribuite a me, però voglio dire che qui siamo nell'ambito del delinquenziale, se è vero quello che si dice che questo farmaco non sia stato mai, non testato, che è un termine brutto in campo farmaceutico, ma mai sottoposto ad una sperimentazione adeguata come tutti i farmaci del mondo prima di essere immessi nel circuito della distribuzione farmaceutica, della dispensazione sanitaria, io credo che ci siano delle colpe, non solo politiche, ma delle colpe di ordine penale. Perchè qui si sono prodotti dei gravi danni al patrimonio ovino regionale sardo e non solo, qui si sono prodotti dei disastri che vanno anche alla diffusione delle malattie, e anche questo costituisce un reato di non poco conto.
Certo, in altre regioni del mondo si sono avuti dei casi di disattenzione da parte dei controlli politici nella diffusione di farmaci, voglio ricordare anche i ben più gravi casi che hanno riguardato l'uomo quando in Francia si distribuiva il sangue che ha infettato tantissime persone creando disastri ben superiori, però voglio dire, le colpe erano anche di ignoranza scientifica in certi casi, ma qui è proprio una negligenza, perchè l'ignoranza scientifica può anche essere scusata, quando uno scienziato non si accorge di un effetto collaterale, delle ripercussioni che possono verificarsi con la dispensazione di un farmaco, purtroppo si va incontro a conseguenze imprevedibili anche dal punto di vista scientifico, la scienza medica non è esatta, ma in questo caso c'è stata una negligenza totale, una negligenza di sperimentazione, una negligenza che riguarda i controlli che spettano non alla Regione sarda, ma spettano al Governo nazionale.
E arrivati a questo punto io credo che noi dobbiamo veramente contrapporci con forza chiedendo al Governo nazionale che chi ha da pagare paghi per le colpe che ha, perchè non è pensabile che la Sardegna sia usata come campo di sperimentazione di farmaci che non sono stati sperimentati in nessun'altra parte del mondo, così non con casi controllo, non con numeri ristretti, ma qui in massa è stato vaccinato tutto un patrimonio ovino, bovino e quant'altro.
Io credo che noi siamo nelle condizioni di poter chiedere le dimissioni di questi signori di Teramo, siamo nelle condizioni di chiedere che risponda gravemente anche il Ministro che deve tutelare la salute degli uomini, ma anche del patrimonio zootecnico italiano, perchè questi vaccini sono stati dispensati anche oltre Tirreno. Sembra una scena kafkiana, non sembra neanche di vivere la realtà, signor Presidente e signor Assessore, che ha la bontà di ascoltare, e signori colleghi. Io certamente ho dato l'assenso quando si decideva se vaccinare o meno, ma credevo di dare l'assenso ad un farmaco che avesse tutti i requisiti di legge per essere dispensato.
Se è vero quello che sostiene il collega Manca ci troviamo di fronte ad un caso politico di gravità inaudita, della quale il popolo sardo, e per esso il Consiglio regionale, ha il dovere di chiedere conto ai responsabili d'oltre Tirreno che debbono essere messi di fronte alle proprie responsabilità e che debbono pagare in sede politica e in sede penale, perchè di questa faccenda, arrivati a questo punto, credo non possa non interessarsi anche la normale giustizia penale.
PRESIDENTE. Non vi sono altre richieste di intervento, quindi possiamo dare la parola alla Giunta per la replica. Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale.
CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale. Grazie Presidente, grazie colleghi. Io ho apprezzato molto l'onestà intellettuale e la correttezza nella illustrazione della mozione da parte dell'onorevole Manca. Credo che sia stata una puntuale elencazione di fatti, una puntuale osservazione sugli atti compiuti sia da questa Giunta regionale, sia dalla parte ministeriale, in questa situazione kafkiana, da qualcuno è stata definita, che si è venuta a creare dal settembre del 2003 ad oggi nella gestione di questo ennesimo caso di epidemia della lingua blu.
Ho accettato di buon grado di esaminare subito questa mozione perciò mi perdonerete se non sarò sicuramente precisissimo sulle date o sui numeri, ma spero di essere preciso sui concetti e sulle azioni.
L'onorevole Manca bene ha fatto ad illustrare quali sono le responsabilità. Fin dal settembre mi sono trovato con questo nuovo caso di gestione dell'epidemia di lingua blu, sierotipo quattro, dopo i casi precedenti che avevano interessato la Sardegna con il sierotipo due. Dal 10 settembre la Giunta e l'Assessorato, e tutta la struttura, si è mossa a seguito della prima segnalazione di caso sospetto di lingua blu ed esattamente l'infezione da sierotipo quattro. Subito dopo sono state attivate tutte le azioni di controllo, di verifica, di protezione previste dalla normativa per quanto attiene nuovi casi di epidemia di lingua blu.
Già dal primo momento si è dovuti intervenire con la determinazione della zona di protezione, chiedendo in questo caso al Ministero che la zona di protezione prevista nell'arco di cento chilometri fosse, nel caso specifico della Sardegna, ridotta a venti chilometri. Subito dopo il Ministero rispose e accettò la delimitazione a venti chilometri. Da lì è iniziata la storia infinita sulla lingua blu.
Vengo agli ultimi fatti in quanto sarebbe inutile tornare su quanto già puntualmente elencato nella mozione e illustrato negli interventi dei colleghi, la gran parte dei quali fa parte della stessa Commissione agricoltura o sanità, a cui ho chiesto di essere audito quando si è avuto il sospetto della presenza di un nuovo sierotipo, il sierotipo 16, in Sardegna con notevole ritardo rispetto ai prelievi. Da lì si è evidenziato che l'istituto centrale, il centro di riferimento di Teramo, trasmetteva gli esiti delle analisi a volte con un ritardo minimo da due mesi a tre mesi dal momento del prelievo e da lì è iniziato un contenzioso con il Ministero. Un contenzioso che è arrivato al culmine nel momento in cui la Sardegna, così come le altre regioni interessate da questa ennesima ondata di epidemia, sono state obbligate, o sarebbero obbligate alla vaccinazione a seguito di decreto ministeriale.
Da quel momento e col conforto, o meglio sicuramente non il conforto unanime delle Commissioni, mi sono attivato presso il Ministero perchè le perplessità su un'ennesima campagna vaccinale erano giorno dopo giorno sempre in aumento, a seguito della mancanza di coperture finanziarie in caso di danni derivati dalla vaccinazione. Era in quel momento in discussione anche la finanziaria nazionale, ci siamo preoccupati di presentare un emendamento attraverso i nostri rappresentanti in Parlamento per chiedere le dovute coperture finanziarie. Tale emendamento è stato votato in Commissione, ma è stato respinto dall'Aula, perciò ci trovavamo nella situazione di subire un obbligo, ma dalla stessa istituzione da cui subiamo un obbligo, non abbiamo l'assunzione di responsabilità per eventuali danni. Perchè si parla di eventuali danni? Perchè siamo in presenza di un vaccino prodotto in Sud Africa sul quale non è stata effettuata nessun tipo di sperimentazione e, soprattutto non è stata effettuata la sperimentazione nella composizione tri, tetra, pentavalente, per cui non siamo in grado in questo momento di dire quali possono essere che controindicazioni per questa nuova campagna di vaccinazione. Nel contempo la Regione Sardegna attraverso il suo istituto, l'Istituto zooprofilattico di Sassari, riconosciuto a livello nazionale per la sua professionalità e le sue capacità scientifiche, ha avviato alla Regione Sardegna, purtroppo con ritardo, in quanto abbiamo appreso che non eravamo in presenza di sperimentazione soltanto a fine dicembre, ai primi di gennaio ha dato corso ad una sperimentazione del vaccino nella forma mono, tri, tetravalente. Ovviamente un programma di vaccinazione non si esaurisce in pochi giorni, ma nell'arco di circa 60 o 90 giorni, per poi verificare nei successivi trenta giorni gli effetti derivanti dalla vaccinazione, sono in corso attualmente gli studi per la sperimentazione nella forma trivalente. Tutto questo è stato fatto presente nella conferenza Stato - regioni, dove non si è andati a lamentarci, a porre delle questioni senza essere propositivi, ma si è cercato di attirare l'attenzione delle altre regioni d'Italia su un fatto grave per tutte, gravissimo per la Sardegna, rimarcando anche che tale fatto riveste non solo problemi di tipo scientifico - sanitario, ma economico e sociale, per l'importanza del comparto zootecnico nella nostra regione.
Devo dire che in quella sede la Regione Sardegna ha ottenuto all'unanimità delle regioni d'Italia, il completo appoggio e sostegno e, scrive il Presidente Ghigo, Presidente della Conferenza dei Presidenti delle regioni, al Ministro Sirchia, ricopiando praticamente quella che è stata l'istanza portata dalla Regione Sardegna in sede di conferenza Stato - regioni, dove si chiedeva di prevedere che il costo delle operazioni vaccinali, e stiamo parlando del 5 febbraio, quando verranno effettuate dovrà essere coperto da finanziamento specifico nazionale; prevedere che il costo dei danni diretti, morte o abbattimento degli animali, spese per la distruzione del focolaio e indiretti susseguenti alla vaccinazione, compreso il ritardo o mancato spostamento degli animali per motivi sanitari, deve essere rimborsato agli allevatori e coperto da finanziamento nazionale anche con la modifica del legge 218/88, modifica che l'allora ministro Rosi Bindi fece in un caso di epidemia avicola nel nord d'Italia, ma che stranamente, interessando la Sardegna e il Mezzogiorno, non si può più fare con atto amministrativo. Ritengo che se questo tipo di epidemia avesse colpito altra economia del nostro Paese, altre regioni del nostro Paese, si sarebbe provveduto immediatamente a dare copertura finanziaria. E tutto questo l'ho manifestato, anche se non è presente, ma probabilmente mi sta ascoltando, mi riferisco all'onorevole Cogodi, non con piaggeria, ma l'ho manifestato in difesa degli interessi della Sardegna, in difesa degli interessi degli allevatori, in difesa dei diritti della Sardegna e della nostra Regione.
Perciò cosa ha fatto la regione Sardegna? Ha promosso la sperimentazione a sue spese, è intervenuta per un piano di disinfestazione a proprie spese, con 630 milioni di euro destinati alle province, un piano condiviso con le province fin dal dicembre del 2003. Si è ulteriormente proposta al Ministero con diverse note che non sto qui ad elencarvi ma che sono a vostra disposizione, però sono due fascicoli di note che ho consegnato puntualmente alle Commissioni consiliari, dove reitera la richiesta al Ministero della Salute e alla direzione generale della sanità perchè si sia autorizzati all'utilizzo di prodotti già in uso in altre nazioni appartenenti alla Comunità Europea, prodotti ed insetticidi, che si possano usare anche sugli animali con la collaborazione degli stessi allevatori. Ancora ad oggi il Ministero non ha dato risposte e autorizzazione, non avendo dato autorizzazione lo scrivente Assessorato oltre ad attuare le profilassi vaccinali, acquisterà e distribuirà prodotti insetticidi il cui uso sugli animali è consentito da altri paesi comunitari. Il Governo non risponde, la Regione si assume le responsabilità e comunque pone in essere le azioni che ritiene scientificamente valide a protezione del nostro patrimonio zootecnico. Così come la Regione, in assenza di autorizzazione da parte del Ministero e della direzione generale del Ministero della Sanità, ha autorizzato l'istituto zooprofilattico di Sassari a svolgere tutte le analisi utili e tempestive perchè si possa in Sardegna direttamente combattere i sierotipi presenti. Così come ancora non siamo stati autorizzati per la sieroneutralizzazione, autonomamente l'Assessorato ha comunque condiviso con l'Istituto zooprofilattico di Sassari e ha autorizzato l'Istituto zooprofilattico. Ma voi tutti sapete, per non prenderci in giro, che questo tipo di autorizzazioni devono essere date dal Ministero perchè noi non abbiamo nessuna competenza primaria. Perciò io credo che l'Assessore qui presente, questa Giunta, ma devo dire l'intero Consiglio, si è attivato attraverso le Commissioni, in prima persona assumendosi anche responsabilità non sue e non avendo ancora adeguata copertura finanziaria da parte dello Stato, che ha stanziato 25 milioni di euro per l'Italia tutta, contro i 250 miliardi di lire spesi a tutt'oggi dalla Sardegna nel contrastare queste forme epidemiologiche. Per cui credo che sia inopportuna la demagogia e la strumentalizzazione, sarei tentato di rispondere anche ad alcune parole di accusa, di offesa e di ingiuria, onorevole Cogodi, che lei lancia per attirare l'attenzione, le lancia perchè in quanto non ha argomenti cerca di colpire personalmente i colleghi, e io sono un suo collega, per cercare comunque di ottenere audizione dall'Aula, perchè ha lanciato delle accuse sulle quali preferirei non approfondire e lasciare da parte. Io ritengo di aver fatto seriamente tutti gli interventi utili e necessari; ritengo di non utilizzare queste argomentazioni in campagna elettorale perchè vede, io ho sottolineato l'aspetto sociale di quest'ennesima forma epidemiologica, apprezzo molto il tono e, ripeto, l'onestà intellettuale dell'onorevole Manca nell'aver esposto nella mozione e nell'esposizione stessa della mozione qui in Aula. Non facciamone un caso di strumentalizzazione politica, di demagogia, perchè l'aspetto sociale di questa vicenda è molto superiore all'aspetto economico. Sotto l'aspetto economico devo dire che mi preoccupa il futuro, non il presente, perchè 98 mila capi interessati dall'epidemia sono sì e no il 2 per cento, 1,80 dell'intero patrimonio zootecnico. Non è il fatto in sé che preoccupa, ma quel che potrebbe avvenire nel futuro. Se noi utilizziamo argomentazioni come quelle poste dall'onorevole Alberto Sanna non solo qui in Aula, ma anche in Commissione, che cerca di fare la propria campagna elettorale ai danni degli altri, non sta facendo l'interesse degli allevatori e della Sardegna e tanto meno presumo i suoi, perchè lei ha riferito delle cose di cui ha già risposta e sa non rispondere al vero, ma le utilizza in quest'Aula semplicemente per creare attenzione o per creare problemi a questa maggioranza. Io non sto qui a discutere se c'è o non c'è una maggioranza, se questa Giunta è una Giunta fantasma o meno, sono qui soltanto a rispondere delle azioni che l'Assessorato ha compiuto, le ha compiute con serietà, nel pieno rispetto e a tutela del mondo degli allevatori e dei veterinari che in quel protocollo citato dall'onorevole Manca sono gli unici a cui viene scaricata la responsabilità della vaccinazione. Noi non possiamo, e credo che su questo condivida l'onorevole Manca, primo firmatario di questa mozione, non possiamo sospendere con efficacia immediata la campagna vaccinale 2004, perchè non siamo noi che determiniamo, non abbiamo noi competenza sulla vaccinazione, rispondiamo, e come ho sempre risposto, manifestando, a mio avviso l'inopportunità, la superficialità e la impraticabilità della vaccinazione 2004, tant'è che i veterinari sono in azione in questo momento, hanno contrastato e contestano il protocollo vaccinale, non lo renderanno attuabile, non raggiungeremo neanche il dieci per cento della copertura vaccinale, non dell'ottanta, questa può essere la risposta, perchè? Perchè rifiutandoci noi come altre regioni che non si sono attivate in merito per il momento, rifiutandoci di portare avanti la campagna vaccinale avremmo dei danni riflessi sulla movimentazione, sui rimborsi provenienti dalla Comunità Europea e penalizzeremo due volte gli allevatori. Ufficialmente non si può dire che noi non risponderemo alla vaccinazione, ma credo che il protocollo stesso, emanato dalla direzione generale della sanità, consenta di non portare a termine la vaccinazione. Una vaccinazione iniziata in ritardo, prima decretata dal 1° dicembre fino al 30 aprile in assenza di vaccini, in assenza di protocolli, in assenza di direttive, perciò da una settimana si è iniziata la campagna di vaccinazione, o meglio tutte quelle attività propedeutiche per la vaccinazione che, a mio avviso, non potrà essere portata termine e non potrà di fatto essere conclusa.
Così come richiedere formalmente le dimissioni, pur essendo d'accordo nella sostanza, pur essendo d'accordo sul fatto personale, ma istituzionalmente non possiamo noi bloccare la vaccinazione, ci penseranno i veterinari a bloccare la vaccinazione; richiedere formalmente le dimissioni del direttore generale dei servizi veterinari del Ministero è un'altra di quelle cose che sottoscriverei e che avrei sottoscritto già da diversi mesi, così come il quarto punto che impegna la Giunta ad intraprendere le opportune iniziative, accertare le loro gravi responsabilità, dotare le necessarie procedure eccetera.
Su una cosa mi permetto di dissentire di tutta la mozione, in modo particolare, questa non è sostanziale onorevole Manca, ma io ero presente alla riunione tenutasi a Tramatza il 27 febbraio 2004, non credo che nessun allevatore abbia insultato nessun veterinario, c'è stato soltanto un momento in cui è stato sottolineato che essendo una riunione tecnica non era una riunione pubblica, per cui molto cortesemente e con molta educazione alcuni allevatori presenti hanno preferito attendere fuori la conclusione dei lavori. Non ci sono stati né insulti, né ingiurie, niente di tutto questo.
Nel merito invece, nella parte in cui sottolinea che le competenti autorità della nostra Regione Autonoma non hanno svolto per tempo un'efficace azione di controllo, coordinamento, programmazione e informazione, che tra l'altro è stata delegata con un milione di euro per la campagna di informazione alle associazioni di categoria già da diversi mesi, che avrebbe consentito se non proprio di evitare, sicuramente di limitare il malcontento degli allevatori e così l'incrinarsi dell'indispensabile rapporto di fiducia con i servizi veterinari che è alla base della riuscita del piano di profilassi e risanamento sanitario, compreso quello…
PRESIDENTE. Concluda, Assessore.
CAPELLI (U.D.C.). Assessore dell'igiene, sanità e dell'assistenza sociale. Su questa parte, mi consenta di non condividere, perchè non risponde assolutamente al vero, anzi è in contraddizione con quanto le ho elencato poc'anzi e posso comunque dargliene copia e formale prova di tutte le azioni che sono state fatte e compiute dalla Regione Autonoma per un efficace controllo, coordinamento, programmazione ed informazione. Così come, nella parte finale, constatata infine l'inadeguatezza dei provvedimenti adottati dal 2000 ad oggi per contrastare l'epidemia, credo che anche su questo siano due storie diverse. Sia diversa la vaccinazione sul sierotipo due compiuta dal 2001 in poi, dalla situazione che stiamo vivendo ora, perchè sul sierotipo due, la prima vaccinazione, esisteva una sperimentazione, e tra l'altro in presenza di una moria per oltre 500 mila capi la situazione era ben diversa da quella che stiamo vivendo oggi, perciò l'azione vaccinale del 2000, sperimentata con il sierotipo due ed anche il monitoraggio degli eventi successivi che a oggi, in quella fase di vaccinazione non hanno dato esiti negativi, credo che non sia corretta. Perciò approvandola in gran parte la mozione, chiederò due minuti di sospensione per poter discutere questi due punti per poter poi andare direttamente al voto della mozione stessa.
PRESIDENTE. Colleghi, è stata chiesta da parte dell'Assessore una brevissima sospensione per poter approfondire qualche punto del dispositivo della mozione. Annuncio all'Aula, comunque, che è stato presentato un ordine del giorno e prima della sospensione vorrei far dare lettura dell'ordine del giorno presentato. Quindi invito un collega Segretario a prendere posto in Presidenza.
Comunico che è pervenuto alla Presidenza un ordine del giorno. Se ne dia lettura.
LICANDRO, Segretario:
Ordine del giorno MANCA - SANNA Giacomo - SCARPA - GRANELLA - COGODI - SANNA Alberto - SCANO - DETTORI - MASIA sulla sospensione immediata della campagna vaccinale contro la blue tongue in Sardegna.
IL CONSIGLIO REGIONALE
PREMESSO che dall'agosto del 2000 fino ad oggi la zootecnia sarda è ostaggio di una grave epidemia di febbre catarrale degli ovini (blue tongue) che ha causato direttamente ed indirettamente la crisi dell'allevamento isolano;
RICORDATO che la direttiva 2000/75/CE del Consiglio Europeo del 20 novembre 2000, peraltro non ancora recepita dall'ordinamento giuridico italiano, stabilisce disposizioni specifiche relative alle misure di lotta e di eradicazione della febbre catarrale degli ovini che prevedono la vaccinazione preventiva e che la stessa direttiva, all'allegato I, individua il laboratorio nazionale di competenza per la blue tongue nel CESME (Centro Nazionale di Referenza per le Malattie Esotiche) presso l'IZS di Teramo;
CONSIDERATO che il direttore generale della sanità pubblica veterinaria del Ministero della Salute, il dott. Marabelli, in accordo con il direttore del CESME il dott. Caporale, hanno imposto anche per il 2004 la vaccinazione obbligatoria sul territorio isolano di tutti i ruminanti domestici con un vaccino vivo attenuato e che solo a seguito di formale richiesta al Ministero (nota 5310/8 dell'11 febbraio 2004 della RAS) questo vaccino, in un primo momento tetravalente (sierotipi 2, 4, 9 e 16), è poi diventato trivalente (sierotipi 2, 4 e 16);
RILEVATO che l'articolo 3, comma b, del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 119, modificato dal decreto legislativo 24 febbraio 1997, n. 47, stabilisce "…in caso di malattie epidemiche gravi il Ministero della Sanità consente temporaneamente l'impiego di medicinali veterinari ad azione immunologica, senza preventiva autorizzazione di immissione sul mercato, in mancanza di medicinali appropriati e dopo aver informato la Commissione della Comunità Europea delle condizioni di impiego particolareggiato…"; e che nessun vaccino contro la febbre catarrale degli ovini è prodotto da industrie farmaceutiche situate in Stati membri dell'U.E. o che rispondono agli standard di sicurezza comunitari;
CONSTATATA la conseguente ordinanza dell'11 maggio 2001 con cui il Ministero della Sanità italiano ha disposto per l'utilizzo, in caso di blue tongue, di un vaccino vivo attenuato prodotto dal Veterinary Institute di Ondersterpoort (Sud Africa), e che la stessa ordinanza è stata preceduta dal parere positivo espresso dal Consiglio Superiore di Sanità in data 24 aprile 2001, parere condizionato e vincolato al fatto che "…vengano avviati immediatamente i controlli in grado di garantire i requisiti di validità del prodotto in conformità ai minimi standard stabiliti dalla normativa vigente…" e che a questo stesso riguardo la Commissione Europea, con la decisione 2001/75/CE del 18. gennaio 2001 premette che "…i vaccini contro la febbre catarrale acquistati all'estero per casi di emergenza devono essere testati per ottenere informazioni significative sulla loro utilizzazione in condizioni epidemiologiche diverse…";
DENUNCIATO che il vaccino trivalente che si intende utilizzare in Sardegna nel 2004 non è mai stato testato per le prove di innocuità e per le prove di immunogenicità stabilite per legge e che la formulazione è una novità assoluta, anche per gli stessi produttori sudafricani che non hanno mai utilizzato i sierotipi 2, 4 e 16 in combinazione fra loro e quindi non si conoscono le interazioni che possono intervenire dall'inoculazione contemporanea dei tre sierotipi;
PREMESSE le ulteriori raccomandazioni del Consiglio Superiore di Sanità:e) la supervisione dell'impiego del vaccino ai fini della valutazione delle sue caratteristiche di qualità ed innocuità sia affidata all'Istituto Superiore di Sanità (ISS);
f) siano definiti i livelli di responsabilità in caso di incidenti legati alla somministrazione del vaccino;
g) siano avviate sperimentazioni con altri vaccini alternativi;
h) e che al contrario:
- non è stato eseguito alcun controllo sull'innocuità e sull'efficacia del vaccino da parte dell'Istituto Superiore di Sanità;
- al momento gli unici livelli di responsabilità resi noti dal Ministero in caso di "incidenti vaccinali" sono quelli sanciti dal nuovo "protocollo per la vaccinazione nei confronti della febbre catarrale degli ovini" datato gennaio 2004, stilato dalla Direzione Generale servizi veterinari, in collaborazione con il CESME di Teramo che individuano nel medico veterinario che materialmente eseguirà l'inoculo l'unico responsabile del buon esito della vaccinazione, mentre niente risulta sui livelli di responsabilità relativi alla direzione e gestione dell'emergenza;
- non sono note le risultanze delle sperimentazioni condotte con vaccini alternativi, né di vecchia né di nuova ideazione;
STIGMATIZZATO l'incredibile ritardo nell'avvio della vaccinazione, pratica che dovrebbe essere eseguita il più lontano possibile dalla stagione riproduttiva e dal periodo di massima presenza degli insetti vettori e quindi conclusa, al più tardi, ad aprile, mentre ancora oggi, a meno di due mesi dal termine ultimo, materialmente la vaccinazione non è ancora iniziata;
EVIDENZIATO il fatto che si riscontrano al momento, in Sardegna, ben 620 focolai attivi di malattia e una sieroconversione degli animali sentinella come mai si era osservata nello stesso periodo dell'anno, nonostante le basse temperature registrate questo inverno, condizione che stando al CESME di Teramo avrebbe dovuto scongiurare la possibilità di circolazione virale e quindi nuovi focolai e che questa nuova situazione rappresenta un ulteriore rischio oggettivo per il manifestarsi di effetti collaterali indesiderati nell'utilizzo del vaccino;
DENUNCIATA la totale assenza di una analisi del rischio aggiornata, conseguente all'uso del vaccino in queste nuove condizioni epidemiologiche, nonché la contemporanea assenza di una valutazione costi/benefici sulla campagna obbligatoria che si intende perpetuare e che questi compiti inevasi rientrano fra quelli istituzionali del CESME ;
STIGMATIZZATO il fatto che a pochi giorni dall'inizio della campagna vaccinale, i veterinari vaccinatori isolani, riunitisi in assemblea a Tramatza il 27 febbraio 2004, benché incolpevoli, si sono visti prima insultare da una delegazione di allevatori, poi confondere da una Circolare del Ministero del 18 febbraio 2004 sulle modalità di ricostituzione del vaccino con la quale hanno scoperto che la dose con cui si dovevano originariamente vaccinare 10 capi ora deve essere utilizzata per immunizzarne 100 (per cui possiamo affermare di avere acquistato in Sardegna dosi vaccinali per i prossimi 10 anni); e che ancora non si comprende bene se è necessario vaccinare con i tre sierotipi contemporaneamente o separatamente, e se separatamente, dopo quanti giorni uno dall'altro;
DEPLORATA la gestione dispotica e monopolistica dell'emergenza blue tongue da parte del dott. Marabelli e del dott. Caporale che hanno proibito (circolari n. 1434/2003 e 1150/2001) la manipolazione del virus e soprattutto la libertà di ricerca scientifica: agli IZS, alle Università e all'ISS, impedendo di fatto importanti collaborazioni scientifiche che avrebbero consentito di evitare, tutti o in parte, i ritardi e gli inevitabili errori commessi dalla gestione isolata del CESME, gestione che ha determinato una frattura nel mondo sanitario veterinario come mai se ne erano registrate prima, a livello nazionale ed internazionale;
BIASIMATA l'assenza di una qualsiasi copertura finanziaria prevista a livello nazionale e tendente a rifondere gli eventuali danni provocati dagli effetti indesiderati determinati dallo scriteriato uso del nuovo vaccino sudafricano; assenza di copertura che potrebbe anche ritorcersi contro le casse della stessa RAS che potrebbe essere chiamata ad un imprevisto intervento finanziario atto a salvaguardare il sistema agro-pastorale della Sardegna, sistema-risorsa di importanza fondamentale, peraltro già fortemente penalizzato da anni di crisi;
CONSTATATO che è in essere una rivolta, pubblica e nutrita, degli allevatori contro la vaccinazione obbligatoria, non soltanto per gli innumerevoli effetti indesiderati conseguenti alle scorse campagne vaccinali, peraltro mai correttamente censiti vista l'assenza di un adeguato protocollo di rilevamento, ma anche per la mancanza di garanzie sui risarcimenti per i danni patiti in passato e per quelli futuri;
CONSIDERATO che anche in questa circostanza le competenti autorità della nostra Regione autonoma non hanno svolto per tempo un'efficace azione di controllo, coordinamento, programmazione ed informazione che avrebbe consentito, se non proprio di evitare, sicuramente di limitare il malcontento degli allevatori e così l'incrinarsi dell'indispensabile rapporto di fiducia con i servizi veterinari che è alla base della riuscita di ogni piano di profilassi e di risanamento sanitario, compreso quello per la blue tongue;
DENUNCIATO che questa campagna vaccinale 2004 nasce perdente: per lo scarso tempo utile rimasto per vaccinare, per l'inapplicabilità in tempi brevi del nuovo protocollo di vaccinazione e per l'opposizione dichiarata di gran parte degli allevatori, tanto che, anche nelle ipotesi più ottimistiche si vaccineranno un numero di animali di molto inferiore alla quota dell'80%, quota ipoteticamente necessaria a garantire un buon livello di immunizzazione di massa ed indispensabile, in assenza di nuovi effetti indesiderati, per usufruire delle disposizioni in materia di movimentazione del bestiame;
CONSTATATA in fine, l'inadeguatezza dei provvedimenti adottati dal 2000 ad oggi per contrastare l'epidemia, la pericolosità potenziale e le inesistenti garanzie sul vaccino trivalente di prossimo impiego in Sardegna, nonché l'incapacità di gestione delle risorse umane e finanziarie da parte della Direzione Generale della sanità pubblica veterinaria e della direzione del CESME,
impegna la Giunta regionale
- a sospendere, in Sardegna, con efficacia immediata la campagna vaccinale 2004 contro la blue tongue;
- a richiedere formalmente le dimissioni del direttore generale dei servizi veterinari del Ministero della salute e del direttore del centro di referenza nazionale per le malattie esotiche, l'IZS di Teramo;
- a procedere nella rimozione del dott. Romano Marabelli dal consiglio di amministrazione dell'IZS della Sardegna;
- ad intraprendere le opportune iniziative per accertare le loro gravi responsabilità;
- ad adottare le necessarie procedure per favorire la sperimentazione di vaccini alternativi contro la blue tongue. (1)
PRESIDENTE. Sospendiamo i lavori per dieci minuti, riprendiamo alle ore 13 con l'illustrazione dell'ordine del giorno che è stato presentato e poi, naturalmente, con la votazione dell'ordine del giorno. La Seduta è sospesa.
(La seduta, sospese alla ore 12 e 50, viene ripresa alle ore 13 e 21.)
PRESIDENTE. Colleghi riprendiamo i lavori, chiedendo scusa all'Aula per il ritardo rispetto all'orario previsto per la ripresa. E' stato presentato un ordine del giorno che naturalmente non può essere illustrato, però deve essere letto, quindi se un collega Segretario... L'ordine del giorno, primo firmatario Manca Pasqualino è in distribuzione. Se ne dia lettura, pregando i colleghi di osservare un po' di silenzio, per cortesia, e di stare seduti al proprio posto.
RANDAZZO, Segretario:
ORDINE DEL GIORNO MANCA - SANNA Giacomo - SCARPA - GRANELLA - COGODI - SANNA Alberto - SCANO - DETTORI - MASIA sulla sospensione immediata della campagna vaccinale contro la blue tongue in Sardegna
IL CONSIGLIO REGIONALE
a conclusione del dibattito sulla mozione n. 136;
PREMESSO che dall'agosto del 2000 fino ad oggi, la zootecnia sarda è ostaggio di una grave epidemia di febbre catarrale degli ovini (blue tongue) che ha causato direttamente ed indirettamente la crisi dell'allevamento isolano;
RICORDATO che la direttiva 2000/75/CE del Consiglio Europeo del 20 novembre 2000, peraltro non ancora recepita dall'ordinamento giuridico italiano, stabilisce disposizioni specifiche relative alle misure di lotta e di eradicazione della febbre catarrale degli ovini che prevedono la vaccinazione preventiva e che la stessa direttiva, all'allegato I, individua il laboratorio nazionale di competenza per la blue tongue nel CESME (Centro Nazionale di Referenza per le Malattie Esotiche) presso l'IZS di Teramo;
CONSIDERATO che il direttore generale della sanità pubblica veterinaria del Ministero della Salute, il dott. Marabelli, in accordo con il direttore del CESME il dott. Caporale, hanno imposto anche per il 2004 la vaccinazione obbligatoria sul territorio isolano di tutti i ruminanti domestici con un vaccino vivo attenuato e che solo a seguito di formale richiesta al Ministero (nota 5310/8 dell'11 febbraio 2004 della RAS) questo vaccino, in un primo momento tetravalente (sierotipi 2, 4, 9 e 16), è poi diventato trivalente (sierotipi 2, 4 e 16);
RILEVATO che l'articolo 3, comma b, del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 119, modificato dal decreto legislativo 24 febbraio 1997, n. 47, stabilisce "…in caso di malattie epidemiche gravi il Ministero della Sanità consente temporaneamente l'impiego di medicinali veterinari ad azione immunologica, senza preventiva autorizzazione di immissione sul mercato, in mancanza di medicinali appropriati e dopo aver informato la Commissione della Comunità Europea delle condizioni di impiego particolareggiato…"; e che nessun vaccino contro la febbre catarrale degli ovini è prodotto da industrie farmaceutiche situate in Stati membri dell'U.E. o che rispondono agli standard di sicurezza comunitari;
CONSTATATA la conseguente ordinanza dell'11 maggio 2001 con cui il Ministero della Sanità italiano ha disposto per l'utilizzo, in caso di blue tongue, di un vaccino vivo attenuato prodotto dal Veterinary Institute di Ondersterpoort (Sud Africa), e che la stessa ordinanza è stata preceduta dal parere positivo espresso dal Consiglio Superiore di Sanità in data 24 aprile 2001, parere condizionato e vincolato al fatto che "…vengano avviati immediatamente i controlli in grado di garantire i requisiti di validità del prodotto in conformità ai minimi standard stabiliti dalla normativa vigente…" e che a questo stesso riguardo la Commissione Europea, con la decisione 2001/75/CE del 18. gennaio 2001 premette che "…i vaccini contro la febbre catarrale acquistati all'estero per casi di emergenza devono essere testati per ottenere informazioni significative sulla loro utilizzazione in condizioni epidemiologiche diverse…";
DENUNCIATO che il vaccino trivalente che si intende utilizzare in Sardegna nel 2004 non è mai stato testato per le prove di innocuità e per le prove di immunogenicità stabilite per legge e che la formulazione è una novità assoluta, anche per gli stessi produttori sudafricani che non hanno mai utilizzato i sierotipi 2, 4 e 16 in combinazione fra loro e quindi non si conoscono le interazioni che possono intervenire dall'inoculazione contemporanea dei tre sierotipi;
PREMESSE le ulteriori raccomandazioni del Consiglio Superiore di Sanità:i) la supervisione dell'impiego del vaccino ai fini della valutazione delle sue caratteristiche di qualità ed innocuità sia affidata all'Istituto Superiore di Sanità (ISS);
j) siano definiti i livelli di responsabilità in caso di incidenti legati alla somministrazione del vaccino;
k) siano avviate sperimentazioni con altri vaccini alternativi;
l) e che al contrario:
- non è stato eseguito alcun controllo sull'innocuità e sull'efficacia del vaccino da parte dell'Istituto Superiore di Sanità;
- al momento gli unici livelli di responsabilità resi noti dal Ministero in caso di "incidenti vaccinali" sono quelli sanciti dal nuovo "protocollo per la vaccinazione nei confronti della febbre catarrale degli ovini" datato gennaio 2004, stilato dalla Direzione Generale servizi veterinari, in collaborazione con il CESME di Teramo che individuano nel medico veterinario che materialmente eseguirà l'inoculo l'unico responsabile del buon esito della vaccinazione, mentre niente risulta sui livelli di responsabilità relativi alla direzione e gestione dell'emergenza;
- non sono note le risultanze delle sperimentazioni condotte con vaccini alternativi, né di vecchia né di nuova ideazione;
STIGMATIZZATO l'incredibile ritardo nell'avvio della vaccinazione, pratica che dovrebbe essere eseguita il più lontano possibile dalla stagione riproduttiva e dal periodo di massima presenza degli insetti vettori e quindi conclusa, al più tardi, ad aprile, mentre ancora oggi, a meno di due mesi dal termine ultimo, materialmente la vaccinazione non è ancora iniziata;
EVIDENZIATO il fatto che si riscontrano al momento, in Sardegna, ben 620 focolai attivi di malattia e una sieroconversione degli animali sentinella come mai si era osservata nello stesso periodo dell'anno, nonostante le basse temperature registrate questo inverno, condizione che stando al CESME di Teramo avrebbe dovuto scongiurare la possibilità di circolazione virale e quindi nuovi focolai e che questa nuova situazione rappresenta un ulteriore rischio oggettivo per il manifestarsi di effetti collaterali indesiderati nell'utilizzo del vaccino;
DENUNCIATA la totale assenza di una analisi del rischio aggiornata, conseguente all'uso del vaccino in queste nuove condizioni epidemiologiche, nonché la contemporanea assenza di una valutazione costi/benefici sulla campagna obbligatoria che si intende perpetuare e che questi compiti inevasi rientrano fra quelli istituzionali del CESME ;
STIGMATIZZATO il fatto che a pochi giorni dall'inizio della campagna vaccinale, i veterinari vaccinatori isolani, riunitisi in assemblea a Tramatza il 27 febbraio 2004, benché incolpevoli, si sono visti prima insultare da una delegazione di allevatori, poi confondere da una Circolare del Ministero del 18 febbraio 2004 sulle modalità di ricostituzione del vaccino con la quale hanno scoperto che la dose con cui si dovevano originariamente vaccinare 10 capi ora deve essere utilizzata per immunizzarne 100 (per cui possiamo affermare di avere acquistato in Sardegna dosi vaccinali per i prossimi 10 anni); e che ancora non si comprende bene se è necessario vaccinare con i tre sierotipi contemporaneamente o separatamente, e se separatamente, dopo quanti giorni uno dall'altro;
DEPLORATA la gestione dispotica e monopolistica dell'emergenza blue tongue da parte del dott. Marabelli e del dott. Caporale che hanno proibito (circolari n. 1434/2003 e 1150/2001) la manipolazione del virus e soprattutto la libertà di ricerca scientifica: agli IZS, alle Università e all'ISS, impedendo di fatto importanti collaborazioni scientifiche che avrebbero consentito di evitare, tutti o in parte, i ritardi e gli inevitabili errori commessi dalla gestione isolata del CESME, gestione che ha determinato una frattura nel mondo sanitario veterinario come mai se ne erano registrate prima, a livello nazionale ed internazionale;
BIASIMATA l'assenza di una qualsiasi copertura finanziaria prevista a livello nazionale e tendente a rifondere gli eventuali danni provocati dagli effetti indesiderati determinati dallo scriteriato uso del nuovo vaccino sudafricano; assenza di copertura che potrebbe anche ritorcersi contro le casse della stessa RAS che potrebbe essere chiamata ad un imprevisto intervento finanziario atto a salvaguardare il sistema agro-pastorale della Sardegna, sistema-risorsa di importanza fondamentale, peraltro già fortemente penalizzato da anni di crisi;
CONSTATATO che è in essere una rivolta, pubblica e nutrita, degli allevatori contro la vaccinazione obbligatoria, non soltanto per gli innumerevoli effetti indesiderati conseguenti alle scorse campagne vaccinali, peraltro mai correttamente censiti vista l'assenza di un adeguato protocollo di rilevamento, ma anche per la mancanza di garanzie sui risarcimenti per i danni patiti in passato e per quelli futuri;
CONSIDERATO che anche in questa circostanza le competenti autorità della nostra Regione autonoma non hanno svolto per tempo un'efficace azione di controllo, coordinamento, programmazione ed informazione che avrebbe consentito, se non proprio di evitare, sicuramente di limitare il malcontento degli allevatori e così l'incrinarsi dell'indispensabile rapporto di fiducia con i servizi veterinari che è alla base della riuscita di ogni piano di profilassi e di risanamento sanitario, compreso quello per la blue tongue;
DENUNCIATO che questa campagna vaccinale 2004 nasce perdente: per lo scarso tempo utile rimasto per vaccinare, per l'inapplicabilità in tempi brevi del nuovo protocollo di vaccinazione e per l'opposizione dichiarata di gran parte degli allevatori, tanto che, anche nelle ipotesi più ottimistiche si vaccineranno un numero di animali di molto inferiore alla quota dell'80%, quota ipoteticamente necessaria a garantire un buon livello di immunizzazione di massa ed indispensabile, in assenza di nuovi effetti indesiderati, per usufruire delle disposizioni in materia di movimentazione del bestiame;
CONSTATATE le inesistenti garanzie sul vaccino trivalente di prossimo impiego in Sardegna, nonché l'incapacità di gestione delle risorse umane e finanziarie da parte della Direzione Generale della sanità pubblica veterinaria e della direzione del CESME,
impegna la Giunta regionale
- a ricercare tutti gli strumenti ed intraprendere tutte le azioni che portino alla sospensione, in Sardegna, con efficacia immediata della campagna vaccinale 2004 contro la blue tongue;
- a richiedere formalmente le dimissioni del direttore generale dei servizi veterinari del Ministero della salute e del direttore del centro di referenza nazionale per le malattie esotiche, l'IZS di Teramo;
- a verificare che sussistano le condizioni per la immediata rimozione del dott. Romano Marabelli dal consiglio di amministrazione dell'IZS della Sardegna;
- ad intraprendere le opportune iniziative per accertare le loro gravi responsabilità;
- ad adottare le necessarie procedure per favorire la sperimentazione di vaccini alternativi contro la blue tongue. (2)
PRESIDENTE. Su questo ordine del giorno, che non può essere illustrato, è necessario acquisire i pareri. Il parere del relatore è superfluo perché è primo firmatario, quindi non credo che ci sia... Onorevole Manca, il suo parere è sicuramente favorevole, lei non può intervenire per illustrarlo. Quindi dobbiamo chiedere il parere all'Assessore.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Favorevole.
PRESIDENTE. L'Assessore ha espresso parere favorevole. Informiamo l'Aula che alle tre firme presenti nell'ordine del giorno numero 2 sono da aggiungere tutte le firme che sono presenti anche nell'ordine del giorno numero 1. Questa è l'intesa che è stata raggiunta tra le parti. Quindi l'ordine del giorno numero 2, sul quale è stato acquisito il parere favorevole della Giunta, reca anche le firme, oltre alle tre dei presentatori, contenute nell'ordine del giorno numero 1. L'ordine del giorno numero 2 va messo in votazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Corda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CORDA (Gruppo Misto). Presidente e colleghi, l'argomento blue tongue purtroppo non è argomento nuovo; in questo Consiglio lo abbiamo trattato addirittura in una seduta, in una riunione straordinaria del Consiglio, se non ricordo male nel 2001. Già allora scienziati, studiosi, persone che si occupano nelle nostre Università di settori come la virologia, come la parassitologia, raccomandavano quanto meno prudenza nel decidere di fare la vaccinazione. Tutti i risultati fino ad allora acquisiti dicevano che questa vaccinazione avrebbe potuto scatenare un'epidemia ancora più difficile da combattere, e laddove è stata fatta la vaccinazione in presenza di due sierotipi, dopo un anno questi sierotipi erano diventati quattro, per non dire anche cinque, anche sei. Si conoscono fino ad oggi 24 sierotipi, non vi è dubbio che quindi c'è una controversa interpretazione dei risultati, c'è la necessità di approfondire l'argomento vaccinazione e non si può non tener conto del parere espresso da centinaia di allevatori che denunciano i danni che sono stati causati, a loro dire, dalle vaccinazioni effettuate. Si parla di animali diventati sterili, si parla di animali che sono stati indotti ad abortire sempre a causa di questi vaccini. Anche recentemente i responsabili delle Facoltà di parassitologia e di virologia delle Università sia di Cagliari che di Sassari si sono pronunciati in modo assolutamente deciso contro il vaccino. Hanno detto, hanno spiegato che il vaccino avrebbe creato gravi danni al nostro patrimonio zootecnico e così pare che sia stato perché, a meno che gli allevatori nostri non siano diventati all'improvviso pazzi, che vogliono distruggere le loro greggi, ma se gli allevatori, se i pastori dicono che stanno subendo un danno non vi è dubbio che bisogna dar loro credito.
Quindi noi voteremo a favore di questa risoluzione, di questo ordine del giorno, perché crediamo che vada fatta una seria riflessione, un serio approfondimento prima di continuare in una pratica che, a dire di chi l'ha subita, ha creato già troppi danni.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'ordine del giorno numero 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Informiamo i colleghi che la votazione è già avvenuta, quindi i colleghi possono rientrare al loro posto. Credo sia necessario decidere come si debba proseguire nei lavori.
Ha domandato di parlare il consigliere Corda sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
CORDA (Gruppo Misto). Presidente, sull'ordine dei lavori, mi perdoni, siccome io temo che si profili all'orizzonte un'altra richiesta di riunione dei Capigruppo per decidere chissà cosa, l'ordine del giorno è già presente, è già stabilito, che si vada avanti a lavorare. Punto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu sempre su questo argomento. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Sì, Presidente, noi abbiamo già comunicato ieri in Consiglio regionale, lo ha fatto il collega Fadda, la nostra indisponibilità come centrosinistra a proseguire nell'esame di un ordine del giorno facendo finta che tutto proceda regolarmente mentre un consigliere regionale fa finta di fare una marcia per la Sardegna, per affrontare i suoi problemi; mentre il Presidente della Giunta fa spot pubblicitari nell'isola di La Maddalena, a porte chiuse, per presentare dati parziali e non conclusivi e rassicurare la popolazione; mentre, chiedo scusa ai colleghi, al 3 di marzo non si ha notizia, né traccia della legge finanziaria; mentre sono scaduti i termini dell'esercizio provvisorio. Noi ci rifiutiamo di proseguire l'esame dell'ordine del giorno, quindi di esaminare il consiglio delle autonomie fino a che non viene presentata in questo Consiglio regionale la legge finanziaria, della quale, ripeto, nessuno di noi ha traccia, nonostante il Presidente e l'Assessore competente si fossero impegnati in quest'Aula a presentare il documento contabile tre settimane fa. Questo non è avvenuto, non ne abbiamo notizia, noi torneremo in Consiglio regionale quando avremo notizie precise di questo. Presenteremo una mozione con richiesta urgente di discussione su questa materia, la presenteremo oggi e vorremmo tornare in Consiglio per discutere di questo e della legge finanziaria che non c'è, per dare risposte serie e concrete ai problemi che invece si agitano lungo le strade dell'Isola facendo finta di dare risposte ai problemi e ai bisogni della gente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Sull'ordine del giorno per confermare brevemente nel dire, ma in modo convinto quanto già da diversi giorni annunciato e anche stamani ripreso in diversi interventi, ivi compreso il nostro, che sul piano formale se ne rendono conto tutti i colleghi e tutti i Gruppi, sul piano formale si potrebbe procedere secondo un ordine del giorno che è stato a suo tempo definito, però sul piano sostanziale, sul piano politico, sul piano anche della utilità non si può procedere.
In ogni caso confermiamo anche noi lo totale indisponibilità ad esaminare argomenti altri e diversi rispetto a quello che a questo punto deve essere necessariamente esaminato dal Consiglio regionale, la legge finanziaria e la legge di bilancio, perché la Regione sia restituita almeno alla sua ordinaria e normale correttezza amministrativa. Almeno!
Non riprendo i temi della dialettica o se volete della polemica o della denuncia politica, li abbiamo già anche noi rappresentati e sono sotto gli occhi di tutti. Di sicuro tutto il Consiglio ha l'obbligo, avendo di fronte a sé poche settimane di vita e sapendolo per legge, tutto il Consiglio ha l'obbligo di chiedere di avere una proposta di bilancio e di legge finanziaria. Quindi confermiamo la nostra indisponibilità a procedere su qualsiasi altra inutile cosa, a questo punto anche con rischio di fare danni ulteriori, non noi, ma una condizione così confusa sul piano politico potrebbe anche produrre ulteriori danni, e di stringere i tempi e se si vuole stringere qualche altra cosa non sarebbe male, perché il Consiglio regionale abbia la possibilità, com'è suo dovere, com'è nell'esercizio delle sue prerogative, di poter almeno consegnare alla Regione amministrazione, ma soprattutto alla regione comunità una legge di bilancio per l'esercizio in corso, una legge finanziaria che garantisca almeno i diritti e i bisogni essenziali.
PRESIDENTE. Allora, vi è una proposta - io non posso che registrarla in questo modo - di non procedere all'esame degli altri punti o dei punti che sono iscritti all'ordine del giorno sino a quando non perviene all'Aula il testo del documento finanziario. Se non vi sono opinioni contrarie rispetto a questa proposta che è stata avanzata dall'onorevole Spissu e ribadita dall'onorevole Cogodi, io prendo atto di questa proposta e quindi conseguentemente assumo le decisioni.
Quindi, ripeto, c'è una proposta di sospendere i lavori, di non procedere all'esame di nessun altro provvedimento sino a quando non perverranno all'Aula i testi dei documenti finanziari per l'anno in corso.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). L'opposizione da parte di Forza Italia è netta e decisa, intanto perché nelle affermazioni del collega Spissu si rivelano tracce di inesattezza, perché non è affatto vero che l'esercizio provvisorio è scaduto, perché l'esercizio provvisorio quest'Aula l'ha deliberato sino al 31 marzo e non è affatto vero che l'Assessore della programmazione ha dicchiarato che avrebbe portato la manovra finanziaria in Aula in tempi brevi.
spissu (d.s.). Come non è vero? L'ha dichiarato qua in Consiglio!
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Non è affatto vero perché l'Assessore della programmazione ha dichiarato in quest'Aula che avrebbe sottoposto alla Giunta, cosa che è stata fatta, il disegno di legge finanziaria e di bilancio.
Per i noti problemi che esistono e che sono collegati alla legge finanziaria nazionale, che ha previsto che a partire dal 2004 l'indebitamento delle Regioni debba essere possibile solo e limitatamente ad investimenti che riguardano opere a carattere permanente, ci sono notevoli problemi per il reperimento delle risorse per consentire una manovra finanziaria adeguata ai livelli degli anni precedenti. E' in atto una trattativa che, fra l'altro, riguarda altre Regioni d'Italia nella Conferenza Stato- Regioni, perché si veda cosa è possibile definire in ordine alla rivisitazione della norma della finanziaria che prevede, appunto, l'indebitamento solamente per opere a carattere permanente.
Quindi, all'interno della Giunta sono in corso le valutazioni e le riflessioni, ma al di là di quello che avviene all'interno della Giunta sono in corso con lo Stato le trattative per poter dotare la Regione sarda di risorse superiori a quelle che altrimenti sarebbero disponibili. Quindi la maggioranza, la Giunta sta lavorando in questa direzione, la legge finanziaria, nella stesura che sarebbe possibile con le risorse a disposizione, è bella che pronta, ma non è certamente quella la finanziaria che vuole la Sardegna, non è quella la finanziaria che vuole la maggioranza, non credo neanche che sia quella la finanziaria che vuole l'opposizione. Si sta lavorando nell'interesse della regione, sospendere i lavori si tratterebbe di attuare quell'attività ostruzionistica che peraltro noi conosciamo da tempo quale è stata posta in essere dall'opposizione, che non porta a niente perché non si tratta di proposte alternative a quelle della maggioranza per migliorare in qualche modo la legislazione e quindi nell'interesse dei sardi.
Quindi denunciano questo tipo di attività che non è né produttiva, non è utile, ma che è completamente allineata all'attività ostruzionistica ed inqualificabile, sotto certi aspetti, da parte dell'opposizione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Presidente, io desidero innanzitutto da lei una dichiarazione che smentisca quanto ha detto il collega Balletto. La Giunta regionale ha dichiarato in quest'Aula che il venerdì successivo avrebbe approvato in Giunta il provvedimento sulla manovra finanziaria.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Legga i resoconti!
FADDA (La Margherita-D.L.). Non spetta a noi smentire, le bugie le sta raccontando il collega Balletto. Ha detto che la manovra finanziaria sarebbe stata approvata, collega Balletto. Ecco, Presidente...
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Legga i resoconti, io li ho letti.
PRESIDENTE. Colleghi per cortesia, prego. Onorevole Balletto, per cortesia.
FADDA (La Margherita-D.L.). Allora, non solo, ma per ricordare all'onorevole Balletto le cose che lui ha dichiarato oggi le aveva già dette l'Assessore e aveva concluso dicendo: "Nonostante le trattative con il Governo non portano a nessun risultato positivo, noi comunque la manovra finanziaria l'approveremo venerdì prossimo". Queste sono state le dichiarazioni dell'Assessore dopo essersi consultato col Presidente della Regione. Ma quello che è più grave è che il Presidente della Commissione, che dovrebbe tutelare l'Aula, i consiglieri, la sua Commissione difenda in questo modo chi è colpevole. Ma non lo diciamo noi che la Giunta è colpevole, noi stiamo cercando di dire soltanto che le parti sociali, le organizzazioni sindacali, gli imprenditori, gli enti locali protestano perché non esiste la manovra finanziaria, ci volete anche impedire di poter portare in quest'Aula la voce dei sardi? Io credo, onorevole Balletto, che da lei queste cose non me le sarei aspettato, mi sarei aspettato che lei dicesse, onorevole Balletto, che è vero che abbiamo necessità del quarto mese di esercizio provvisorio e che quindi quanto dichiarato dal collega Spissu e lei lo sa che i tre mesi di esercizio provvisorio non sono sufficienti e che noi dovremo... si ricordi queste cose...
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Spissu ha detto che era già scaduto.
FADDA (La Margherita-D.L.). Le sto dicendo, si ricordi. Si ricordi, onorevole Balletto, quando lei porterà come Presidente di Commissione il quarto mese di esercizio provvisorio le cose che ha dichiarato oggi. Quindi, credo che per un'altra ragione non sia possibile procedere, Presidente, noi abbiamo già detto venti giorni fa che non avremmo permesso che altri provvedimenti venissero approvati, però siamo anche opposizione, sappiamo che esiste una maggioranza che è sempre assente, che non partecipa ai lavori, che il Presidente del Consiglio anche su questo tema è dovuto intervenire e dire tre volte "se non ci sono opposizioni io ne traggo le conseguenze", tre volte l'ha dovuto dire perché si alzasse poi l'onorevole Balletto, non si è degnata neanche la Giunta di alzarsi per dire che in qualche modo la manovra finanziaria sarebbe stata presentata domani, dopodomani, ma è mai possibile che abbiamo...
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Presentata in Giunta, ed è in Giunta!
PRESIDENTE. Onorevole Fadda, però per cortesia non interloquisca con i suoi colleghi.
FADDA (La Margherita-D.L.). Visto che c'è questa netta opposizione del collega Balletto noi ne prendiamo atto, credo che bisogni convocare il Consiglio per stasera perché sappiamo quanto si lavorerà, che la maggioranza sarà presente, che si lavorerà con profitto, non ho dubbi, vista questa dura opposizione, netta opposizione.
Onorevole Balletto, la prego, cerchi un po' i suoi colleghi e richiami anche quelli che stanno inutilmente girando a piedi la Sardegna, deve essere qui a lavorare per portare la manovra finanziaria, non girare per le strade della Sardegna a piedi con elicotteri, macchine, televisioni, macchine dei Carabinieri, che venga qui a presentare la proposta finanziaria, che venga qui a discutere delle leggi; fin quando non ci sarà Pili in quest'Aula, in quest'Aula, perché ne ha dovere anche lui, anche per questo non approveremo nessun altro provvedimento. È una vergogna!
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Perché non l'ha detto a Pinna quando è rimasto assente un anno e mezzo!
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia! Per cortesia! Onorevole Fadda. Onorevole Oppi. Per cortesia! Scusi un attimo, onorevole Oppi, le darò subito la parola, però c'è stata una proposta, adesso stiamo aprendo un dibattito; io non ho intenzione davvero di ripartire con una discussione dove intervengono tutti i colleghi. Cerchiamo di fare le cose in maniera tranquilla. Se non c'è accordo sulla proposta di sospendere i lavori è del tutto evidente che andiamo, anche se daremo un grande dispiacere all'onorevole Corda, in Conferenza dei Capigruppo per organizzare i lavori, non per decidere la sospensione, per organizzare i lavori. È chiaro? Quindi adesso dò la parola all'onorevole Oppi e poi all'onorevole Pittalis.
Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Io credo, pur essendo uno non molto calmo per natura, che un po' di serenità bisogna riportarla in quest'Aula.
Non sono molto calmo, ho detto. Primo, non possiamo impedire a uno che si vuole allenare, un bravo ragazzo, probabilmente si vuole allenare per la maratona di New York, di camminare a piedi o correre, così come non possiamo impedire che un collega geologo, lui geologo e io soltanto laureato in geologia, abbia voluto fare la sua esperienza e abbia voluto fare una battaglia in miniera, sono scelte che uno fa e che vanno rispettate, però per amore della verità, rientrando in tema, è vero quello che ha detto Paolo Fadda.
A una precisa domanda dell'onorevole Fadda: quando sarebbe stato approvato il bilancio, l'assessore Cappellacci ha risposto che sarebbe stato approvato il venerdì successivo; questa è la verità, è agli atti di questo Consiglio, quindi cercare di fare giochi non serve. È pur vero che in questo Consiglio non si sta producendo niente, io non ho votato quest'ordine del giorno, non ho fatto in tempo a leggerlo, non lo avrei votato lo stesso perché dice tante imprecisioni e poi disonora l'onorabilità di alcune persone sulle quali possiamo essere d'accordo o meno. Detto questo, oltre a tante imprecisioni, peccato non aver seguito l'intervento dell'onorevole Cogodi, sennò gli avrei risposto così come avrei dovuto fare; siccome non si capiscono i lavori del Consiglio, siccome siamo molto improduttivi, nell'ultima riunione della Conferenza dei Capigruppo, a cui io ho partecipato, si è detto che avremmo lavorato il martedì sera e parzialmente il mercoledì per poi chiudere i lavori. Per quello che stiamo producendo, se si sospendono i lavori non perdiamo niente, così come, non me ne voglia Giorgio eccetera, credo che ormai siamo in dirittura di arrivo e che sia giusto, con la massima sollecitudine, fatte tutte le verifiche, che il bilancio venga approvato; non che venga portato in Aula, Paolo, perché quello può non significare niente, sono i tempi tecnici, ma perlomeno fino a quando il bilancio viene approvato dalla Giunta. Detto questo, siccome di solito non si lavora tre settimane consecutive, io credo e sono d'accordo sulla proposta di sospendere i lavori in modo tale da programmare i lavori questa settimana attraverso le Commissioni, in sede opportuna, e dare un'accelerata alla Giunta perché approvi il bilancio. È una condicio sine qua non e per le quali ognuno di noi ha preso impegni precisi, però ribadisco che quello che ha detto Paolo Fadda, che ci sono stati una serie di intoppi che hanno impedito una serie di riscontri, di verifica a livello romano per fare un bilancio serio, è una verità, quindi in funzione di questo mi associo alla proposta che andare a lavorare stasera per non produrre nulla è preferibile invece rinviare il Consiglio a data da destinarsi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F. I.-SARDEGNA). Signor Presidente, mi pare che sia saggia la sua proposta di convocare una Conferenza dei Capigruppo per organizzare i lavori, quindi io vorrei soltanto intervenire qui per mettere in evidenza un aspetto politico però che non va sottaciuto, e cioè si assume la responsabilità il centrosinistra, che mi pare unanimemente avanza una proposta di bloccare i lavori e quindi anche la possibilità di esame di un provvedimento importante…
FADDA (La Margherita-D.L.). Ha ascoltato l'onorevole Oppi?
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, facciamo parlare l'onorevole Pittalis!
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Di un provvedimento importante come quello faticosamente, anche direi, che ha potuto trovare approdo in Aula che interessa il sistema delle autonomie locali.
COGODI (R.C.). State togliendo i soldi ai comuni!
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, per cortesia! Prego onorevole Pittalis!
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Se appunto vi è un'esigenza, perché il centrosinistra o una parte del centrosinistra che accusa chi marcia a piedi per la Sardegna,
(Interruzioni da parte dei consiglieri del centrosinistra)
deve consultare chi in maniera vergognosa e ignobile sta mandando ai sardi 390.000 messaggi con i telefonini per farsi la campagna elettorale, quella sì vergognosa e che denuncia l'esistenza di un conflitto d'interessi vergognoso e se ha la necessità qualcuno di concordare come attaccare i mezzi di informazione in Sardegna, i mezzi liberi di informazione, perché ha già in sé l'idea di diventare il Napoleone Bonaparte della Sardegna, se il centrosinistra o una parte di esso ha la necessità dunque di avere questi giorni a disposizione di sospensione o per arginare e respingere questo pericolo o per riflettere su questa evenienza che noi definiamo davvero pericolosa per la democrazia, beh, è libero di farlo e allora non si richiami qui il ritardo sulla presentazione della manovra finanziaria, perché il ritardo...
(Interruzioni da parte dei consiglieri del centrosinistra)
Onorevole Selis, lei da Presidente che è stato anche del Consiglio regionale, io ho sempre apprezzato il suo moderatismo, ma evidentemente la vicinanza ad alcuni candidati novelli le sta facendo perdere anche questo suo moderatismo!
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, anche lei per cortesia concluda.
PITTALIS (F.I.-SARDEGNA). Lasciate parlare anche chi non la pensa come voi; non lo so!
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, per cortesia si rivolga al Presidente.
PITTALIS (F.I.-SARDEGNA). Ha ragione Presidente. Allora ecco perché si può discutere, dissentire sui ritardi della manovra, l'opposizione legittimamente pone anche questo problema, ma non si può certamente prendere a pretesto una questione di questa natura con il blocco, la paralisi dei lavori del Consiglio.
SPISSU (D.S.). Non ci siete! Sei arrivato adesso. Vi abbiamo aspettato tutta la mattina. Ben arrivato!
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Allora si chieda, appunto in maniera molto più corretta, una sospensione sulla quale si potranno fare le opportune valutazioni nel luogo deputato che è la Conferenza dei Capigruppo, ma veramente si finisca questa commedia di cui abbiamo capito il senso e che secondo noi veramente rischia di ritorcersi anche a danno del candidato che state promuovendo.
SPISSU (D.S.). Davvero!
PRESIDENTE. Onorevole Corda, lei è già intervenuto, ci ha già detto che cosa lei pensa e che cosa propone e l'abbiamo registrato con molta chiarezza. Lei propone che i lavori continuino senza interruzioni. Onorevole Sanna, mi dica.
(Interruzione del consigliere Corda))
PRESIDENTE. Onorevole Corda, lei comprenda anche una situazione. Onorevole Sanna Gian Valerio e poi non ci sono più interventi, si convoca la Conferenza dei Capigruppo. No, onorevole Pinna, non le dò la parola.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, io credo che…
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, se non osserviamo il silenzio indispensabile perché altri possano intervenire, noi continuiamo a stare qui!
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita D.L.). Signor Presidente, io dico poche cose, c'è un onere morale in quest'Aula, quanto meno quando si prende la parola, il clima scherzoso non può lasciare il passo all'esercizio della bugia o della mistificazione. Né io oso competere con il collega Pittalis in ordine al trasformismo eccellente che ha appreso(?)preso(?) nelle prime fasi e anche nelle ultime fasi della Prima Repubblica, ma mi interessa poco gettare discredito sulla Giunta quanto osservare, assieme a lui, alcune cose. E' normale che alla fine di febbraio, primi di marzo la manovra finanziaria non sia nella disponibilità della Commissione? E' normale che gli enti locali si apprestino a dover fare i loro bilanci senza avere certezza di quello che le politiche regionali prevederanno. E' normale che le imprese e i lavoratori possano sperare nei prossimi mesi di avere un ruolo nell'economia, nel loro stesso futuro, nella vita delle loro famiglie senza parlare di bilancio? E' normale, questo sì, nella logica un po' strana della Giunta regionale, pensare che portare il Consiglio agli ultimi giorni disponibili per poter agire, possa consentire da parte delle opposizioni degli sconti che è meglio si sappia fin da ora non ci saranno. Sconti per tempo scaduto in politica non se ne fanno e noi non vogliamo trascinare il ragionamento, collega Pittalis, sul primato dei conflitti d'interesse perché su questo non avete avversari, siete i primi in assoluto e non abbiamo necessità di camminare su questo terreno. A noi quello che interessa è altra cosa, noi vogliamo discutere della manovra finanziaria perché la manovra finanziaria, come le altre cose di quest'Aula, interessano la pelle dei cittadini, e sarebbe stato saggio da parte vostra avvicinarsi e fare insieme un coro di sollecito alla Giunta perché questi doveri fondamentali dell'Aula venissero assunti pienamente, anche tenendo conto che questa opposizione ha avuto anche un atteggiamento di comprensione di fronte all'Assessore quando ha fatto le sue dichiarazioni, accedendo all'idea che ci fossero delle difficoltà, ma accedendo anche all'idea che le parole che lui diceva, i termini che aveva posto all'Aula fossero dei termini sinceri. Tutto possiamo fare fuorché scherzare su queste cose e usare le bugie per illudere il futuro dei cittadini sardi, questo non lo vogliamo fare e non ci presteremo a farlo e siccome anche nella vostra maggioranza ci sono parti sagge che queste cose le sanno recepire, non abbiamo nessuna difficoltà, Presidente, a che la Conferenza dei Capigruppo sia conseguente a questa decisione, che è quella di prendere atto che c'è oggi un'impraticabilità istituzionale dell'Aula generata da un ritardo pericoloso, preoccupante, da parte della Giunta sulla manovra finanziaria.
PRESIDENTE. I lavori dell'Aula sono sospesi per poter effettuare una Conferenza dei Capigruppo. In tutti i casi inviterei i colleghi a non andare via perché l'organizzazione dei lavori verrà definita in sede di Conferenza e quindi si potrebbero decidere anche questioni riguardanti la prosecuzione dei lavori.
(La seduta, sospesa alle ore 13 e 58, viene ripresa alle ore 14 e 05.)
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori. La Conferenza dei Capigruppo ha deciso all'unanimità di convocare il Consiglio a domicilio, per cui la seduta è tolta e il Consiglio verrà riconvocato a domicilio.
La seduta è tolta alle ore 14 e 06.
Allegati seduta
CDLV Seduta
Mercoledì 3 Marzo 2004
Presidenza del Vicepresidente Biggio
indi
del Vicepresidente Salvatore Sanna
La seduta è aperta alle ore 10 e 11.
GIOVANNELLI, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del giovedì 19 Febbraio 2004 (449), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico all'Assemblea che i consiglieri regionali Antonio Cappai e Salvatore Piana hanno chiesto congedo per la seduta del 3 marzo 2004. Se non vi sono osservazioni i congedi si intendono accordati. Non ci sono opposizioni, il congedo si intende approvato.
Colleghi, vista l'affluenza numerosa sugli scanni, io sospenderei i lavori per mezz'ora con questa intesa, che se alla mezzora prossima non si fosse il numero legale chiudiamo l'Assemblea, attendendo un segnale almeno dai Capigruppo, serio, se l'Aula ha ancora voglia e volontà di andare avanti con i lavori o se dobbiamo sospenderli definitivamente. Io non riesco più a trovare., a dare spiegazioni. La seduta è sospesa per mezz'ora.
(La seduta sospesa alle ore 10 e 13 , viene ripresa alle ore 10 e 57.)
PRESIDENTE. Colleghi sono le 11.00, riprendiamo i lavori. Ha domandato di parlare il consigliere Manca. Ne ha facoltà.
MANCA (GRUPPO MISTO). Sì, Presidente sull'ordine dei lavori, per chiedere a norma dell'articolo 114 del Regolamento la discussione della mozione numero 136.
PRESIDENTE. La 136?
MANCA (GRUPPO MISTO). Sì, a norma dell'articolo 114, comma secondo del Regolamento, che venga discussa immediatamente.
PRESIDENTE. Onorevole Manca è stata presentata oggi questa mozione, occorre il parere della Giunta, riguarda la sanità, l'Assessore non l'avrà neanche vista ancora. A norma del Regolamento deve essere autorizzata, nel caso, dalla Giunta. Quindi chiede un'inversione anche dell'ordine del giorno? Non inversione, una modifica dell'ordine del giorno. Noi siamo in corso di esame già di un provvedimento, dovremmo sospendere l'ordine del giorno ed inserire...
(Interruzione)
PRESIDENTE. Addirittura, ma stiamo iniziando l'esame già di una legge, quindi c'è una modifica dell'ordine del giorno. Diamo tempo perché la Giunta si renda conto di cosa si tratta. Colleghi, la Giunta si è dichiarata d'accordo per fare la discussione anche immediatamente; a norma del Regolamento sulla proposta Manca possono parlare due a favore, se lo ritengono, e due contro. E' stata chiesta, lo ripeto, la discussione immediata della mozione 136 presentata questa mattina che riguarda la sospensione immediata della campagna vaccinale contro la blue tongue in Sardegna, dall'argomento si comprende l'esigenza di discutere immediatamente questa mozione.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). A favore. Chiedo di intervenire a favore della proposta che è stata avanzata perché è evidente a tutti l'urgenza assoluta che ha questa materia e questa vicenda perchè per quanto ci è dato da apprendere, da capire, un altro disastro forse dalle conseguenze incalcolabili, ma anche forse non rimediabili, si potrebbe abbattere sul patrimonio, non solo sul patrimonio materiale della Regione ma anche su gran parte del suo patrimonio produttivo e culturale. Quindi è di tutta evidenza l'urgenza che il Consiglio regionale dia indicazioni precise e, su questo tema, si ponga un punto fermo e si scongiuri un disastro annunciato; a meno che non vi siano elementi probanti di altra natura ma che siano davvero probanti per cui il Consiglio regionale possa, conoscendo ed essendone convinto, adottare diverse determinazioni. Ma, allo stato delle cose, delle conoscenze per quanto è dato comprendere non dico ai profani ma a chi si deve occupare con diligenza di queste cose e deve assumere la responsabilità di decidere, allo stato delle cose è di tutta evidenza che ci troviamo di fronte ad un rischio grandissimo di disastro.
Nel dire che concordiamo con la proposta del collega Manca, io vorrei anche aggiungere però ancora una parola per dire che a maggior ragione concordiamo con la proposta del collega Manca, che ha avanzato oggi, in quanto concordiamo anche con la richiesta che è già stata avanzata reiteratamente in questo Consiglio, e che ieri è stata ripresa e riproposta formalmente dal collega Paolo Fadda, e che altri colleghi hanno in diverse circostanze rappresentato, compresi noi, e che ritengo debba essere ancora riproposta formalmente in questo Consiglio. Non ha più senso, una volta che avremo esaminato la mozione in via d'urgenza, che si propone di esaminare, traccheggiare in questa Assemblea legislativa, improvvisando leggi rispetto alle quali non si conosce esattamente la paternità e non si intravede esattamente la natura. Questa Regione è senza bilancio ormai nel mese del marzo ma non senza bilancio approvato e basta, è senza bilancio neppure annunciato, neppure partito dalla Giunta regionale per arrivare presso il Consiglio che lo deve prima istruire e poi esaminare, e poi approvare, e questo è un Consiglio che ha poche settimane di vita. Vi è una corresponsabilità ormai in capo a tutto il Consiglio che non può essere sottaciuta oltre.
Per cui rinnovo al Presidente di questa Assemblea l'invito che in più di una circostanza gli è stato rivolto, che interpelli la Giunta regionale perché abbiamo conoscenza dei tempi, che debbono essere immediati, entro cui il Consiglio può disporre della proposta di bilancio o dei tempi, in alternativa, che debbono essere ugualmente immediati, entro cui questa Giunta regionale sgombri il campo e dichiari di accettare il fallimento plateale che è già certificato dalla sua condotta omissiva, gravemente dannosa per l'intera regione.
Non è che si può da una parte marciare appellandosi al popolo dei nuraghi per le vie della Sardegna e dell'altra parte nel Consiglio regionale, dove si deve esercitare la funzione per la quale si è chiesto ed ottenuto un mandato, tutto questo non valga.
Il Presidente della Giunta, riunito il Consiglio, se ne va a chiudersi nei municipi della Sardegna a dire che non c'è pericolo di contaminazione nucleare, escludendo chi vuole interloquire nelle sedi pubbliche che dovrebbero essere aperte a tutti; un altro Presidente della Regione fino a ieri se ne va ad incitare contro le istituzioni pubbliche, candidandosi pure alle istituzioni pubbliche e non si...
PRESIDENTE. Prego, concluda onorevole.
COGODI (R.C.). Ho concluso. Non si capisce.
PRESIDENTE. Grazie. Chi altro chiede di intervenire? Uno contro? Non ci sono interventi. La Giunta ha dato parere favorevole.
A norma di Regolamento si vota per alzata di mano. Metto in votazione l'inversione dell'ordine del giorno. Chi la approva alzi la mano.
(È approvata)
PRESIDENTE. Poiché la richiesta è pervenuta prima ancora di dare notizia della mozione, si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.
RANDAZZO, Segretario:
"MOZIONE MANCA - SANNA Giacomo - SCARPA sulla sospensione immediata della campagna vaccinale contro la Blue Tongue in Sardegna". (136)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 136. Se ne dia lettura.
RANDAZZO, Segretario:
MOZIONE MANCA - SANNA Giacomo - SCARPA sulla sospensione immediata della campagna vaccinale contro la blue tongue in Sardegna.
IL CONSIGLIO REGIONALE
PREMESSO che dall'agosto del 2000 fino ad oggi la zootecnia sarda è ostaggio di una grave epidemia di febbre catarrale degli ovini (blue tongue) che ha causato direttamente ed indirettamente la crisi dell'allevamento isolano;
RICORDATO che la direttiva 2000/75/CE del Consiglio Europeo del 20 novembre 2000, peraltro non ancora recepita dall'ordinamento giuridico italiano, stabilisce disposizioni specifiche relative alle misure di lotta e di eradicazione della febbre catarrale degli ovini che prevedono la vaccinazione preventiva e che la stessa direttiva, all'allegato I, individua il laboratorio nazionale di competenza per la blue tongue nel CESME (Centro Nazionale di Referenza per le Malattie Esotiche) presso l'IZS di Teramo;
CONSIDERATO che il direttore generale della sanità pubblica veterinaria del Ministero della Salute, il dott. Marabelli, in accordo con il direttore del CESME il dott. Caporale, hanno imposto anche per il 2004 la vaccinazione obbligatoria sul territorio isolano di tutti i ruminanti domestici con un vaccino vivo attenuato e che solo a seguito di formale richiesta al Ministero (nota 5310/8 dell'11 febbraio 2004 della RAS) questo vaccino, in un primo momento tetravalente (sierotipi 2, 4, 9 e 16), è poi diventato trivalente (sierotipi 2, 4 e 16);
RILEVATO che l'articolo 3, comma b, del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 119, modificato dal decreto legislativo 24 febbraio 1997, n. 47, stabilisce "…in caso di malattie epidemiche gravi il Ministero della Sanità consente temporaneamente l'impiego di medicinali veterinari ad azione immunologica, senza preventiva autorizzazione di immissione sul mercato, in mancanza di medicinali appropriati e dopo aver informato la Commissione della Comunità Europea delle condizioni di impiego particolareggiato…"; e che nessun vaccino contro la febbre catarrale degli ovini è prodotto da industrie farmaceutiche situate in Stati membri dell'U.E. o che rispondono agli standard di sicurezza comunitari;
CONSTATATA la conseguente ordinanza dell'11 maggio 2001 con cui il Ministero della Sanità italiano ha disposto per l'utilizzo, in caso di blue tongue, di un vaccino vivo attenuato prodotto dal Veterinary Institute di Ondersterpoort (Sud Africa), e che la stessa ordinanza è stata preceduta dal parere positivo espresso dal Consiglio Superiore di Sanità in data 24 aprile 2001, parere condizionato e vincolato al fatto che "…vengano avviati immediatamente i controlli in grado di garantire i requisiti di validità del prodotto in conformità ai minimi standard stabiliti dalla normativa vigente…" e che a questo stesso riguardo la Commissione Europea, con la decisione 2001/75/CE del 18. gennaio 2001 premette che "…i vaccini contro la febbre catarrale acquistati all'estero per casi di emergenza devono essere testati per ottenere informazioni significative sulla loro utilizzazione in condizioni epidemiologiche diverse…";
DENUNCIATO che il vaccino trivalente che si intende utilizzare in Sardegna nel 2004 non è mai stato testato per le prove di innocuità e per le prove di immunogenicità stabilite per legge e che la formulazione è una novità assoluta, anche per gli stessi produttori sudafricani che non hanno mai utilizzato i sierotipi 2, 4 e 16 in combinazione fra loro e quindi non si conoscono le interazioni che possono intervenire dall'inoculazione contemporanea dei tre sierotipi;
PREMESSE le ulteriori raccomandazioni del Consiglio Superiore di Sanità:a) la supervisione dell'impiego del vaccino ai fini della valutazione delle sue caratteristiche di qualità ed innocuità sia affidata all'Istituto Superiore di Sanità (ISS);
b) siano definiti i livelli di responsabilità in caso di incidenti legati alla somministrazione del vaccino;
c) siano avviate sperimentazioni con altri vaccini alternativi;
d) e che al contrario:
- non è stato eseguito alcun controllo sull'innocuità e sull'efficacia del vaccino da parte dell'Istituto Superiore di Sanità;
- al momento gli unici livelli di responsabilità resi noti dal Ministero in caso di "incidenti vaccinali" sono quelli sanciti dal nuovo "protocollo per la vaccinazione nei confronti della febbre catarrale degli ovini" datato gennaio 2004, stilato dalla Direzione Generale servizi veterinari, in collaborazione con il CESME di Teramo che individuano nel medico veterinario che materialmente eseguirà l'inoculo l'unico responsabile del buon esito della vaccinazione, mentre niente risulta sui livelli di responsabilità relativi alla direzione e gestione dell'emergenza;
- non sono note le risultanze delle sperimentazioni condotte con vaccini alternativi, né di vecchia né di nuova ideazione;
STIGMATIZZATO l'incredibile ritardo nell'avvio della vaccinazione, pratica che dovrebbe essere eseguita il più lontano possibile dalla stagione riproduttiva e dal periodo di massima presenza degli insetti vettori e quindi conclusa, al più tardi, ad aprile, mentre ancora oggi, a meno di due mesi dal termine ultimo, materialmente la vaccinazione non è ancora iniziata;
EVIDENZIATO il fatto che si riscontrano al momento, in Sardegna, ben 620 focolai attivi di malattia e una sieroconversione degli animali sentinella come mai si era osservata nello stesso periodo dell'anno, nonostante le basse temperature registrate questo inverno, condizione che stando al CESME di Teramo avrebbe dovuto scongiurare la possibilità di circolazione virale e quindi nuovi focolai e che questa nuova situazione rappresenta un ulteriore rischio oggettivo per il manifestarsi di effetti collaterali indesiderati nell'utilizzo del vaccino;
DENUNCIATA la totale assenza di una analisi del rischio aggiornata, conseguente all'uso del vaccino in queste nuove condizioni epidemiologiche, nonché la contemporanea assenza di una valutazione costi/benefici sulla campagna obbligatoria che si intende perpetuare e che questi compiti inevasi rientrano fra quelli istituzionali del CESME ;
STIGMATIZZATO il fatto che a pochi giorni dall'inizio della campagna vaccinale, i veterinari vaccinatori isolani, riunitisi in assemblea a Tramatza il 27 febbraio 2004, benché incolpevoli, si sono visti prima insultare da una delegazione di allevatori, poi confondere da una Circolare del Ministero del 18 febbraio 2004 sulle modalità di ricostituzione del vaccino con la quale hanno scoperto che la dose con cui si dovevano originariamente vaccinare 10 capi ora deve essere utilizzata per immunizzarne 100 (per cui possiamo affermare di avere acquistato in Sardegna dosi vaccinali per i prossimi 10 anni); e che ancora non si comprende bene se è necessario vaccinare con i tre sierotipi contemporaneamente o separatamente, e se separatamente, dopo quanti giorni uno dall'altro;
DEPLORATA la gestione dispotica e monopolistica dell'emergenza blue tongue da parte del dott. Marabelli e del dott. Caporale che hanno proibito (circolari n. 1434/2003 e 1150/2001) la manipolazione del virus e soprattutto la libertà di ricerca scientifica: agli IZS, alle Università e all'ISS, impedendo di fatto importanti collaborazioni scientifiche che avrebbero consentito di evitare, tutti o in parte, i ritardi e gli inevitabili errori commessi dalla gestione isolata del CESME, gestione che ha determinato una frattura nel mondo sanitario veterinario come mai se ne erano registrate prima, a livello nazionale ed internazionale;
BIASIMATA l'assenza di una qualsiasi copertura finanziaria prevista a livello nazionale e tendente a rifondere gli eventuali danni provocati dagli effetti indesiderati determinati dallo scriteriato uso del nuovo vaccino sudafricano; assenza di copertura che potrebbe anche ritorcersi contro le casse della stessa RAS che potrebbe essere chiamata ad un imprevisto intervento finanziario atto a salvaguardare il sistema agro-pastorale della Sardegna, sistema-risorsa di importanza fondamentale, peraltro già fortemente penalizzato da anni di crisi;
CONSTATATO che è in essere una rivolta, pubblica e nutrita, degli allevatori contro la vaccinazione obbligatoria, non soltanto per gli innumerevoli effetti indesiderati conseguenti alle scorse campagne vaccinali, peraltro mai correttamente censiti vista l'assenza di un adeguato protocollo di rilevamento, ma anche per la mancanza di garanzie sui risarcimenti per i danni patiti in passato e per quelli futuri;
CONSIDERATO che anche in questa circostanza le competenti autorità della nostra Regione autonoma non hanno svolto per tempo un'efficace azione di controllo, coordinamento, programmazione ed informazione che avrebbe consentito, se non proprio di evitare, sicuramente di limitare il malcontento degli allevatori e così l'incrinarsi dell'indispensabile rapporto di fiducia con i servizi veterinari che è alla base della riuscita di ogni piano di profilassi e di risanamento sanitario, compreso quello per la blue tongue;
DENUNCIATO che questa campagna vaccinale 2004 nasce perdente: per lo scarso tempo utile rimasto per vaccinare, per l'inapplicabilità in tempi brevi del nuovo protocollo di vaccinazione e per l'opposizione dichiarata di gran parte degli allevatori, tanto che, anche nelle ipotesi più ottimistiche si vaccineranno un numero di animali di molto inferiore alla quota dell'80%, quota ipoteticamente necessaria a garantire un buon livello di immunizzazione di massa ed indispensabile, in assenza di nuovi effetti indesiderati, per usufruire delle disposizioni in materia di movimentazione del bestiame;
CONSTATATA in fine, l'inadeguatezza dei provvedimenti adottati dal 2000 ad oggi per contrastare l'epidemia, la pericolosità potenziale e le inesistenti garanzie sul vaccino trivalente di prossimo impiego in Sardegna, nonché l'incapacità di gestione delle risorse umane e finanziarie da parte della Direzione Generale della sanità pubblica veterinaria e della direzione del CESME,
impegna la Giunta regionale
- a sospendere, in Sardegna, con efficacia immediata la campagna vaccinale 2004 contro la blue tongue;
- a richiedere formalmente le dimissioni del direttore generale dei servizi veterinari del Ministero della salute e del direttore del centro di referenza nazionale per le malattie esotiche, l'IZS di Teramo;
- a procedere nella rimozione del dott. Romano Marabelli dal consiglio di amministrazione dell'IZS della Sardegna;
- ad intraprendere le opportune iniziative per accertare le loro gravi responsabilità;
- ad adottare le necessarie procedure per favorire la sperimentazione di vaccini alternativi contro la blue tongue. (136)
PRESIDENTE.. Ha facoltà di parlare il consigliere Manca per illustrare la mozione.
MANCA (GRUPPO MISTO). Grazie, Presidente. Gli avvenimenti che in questi ultimi giorni si stanno verificando in alcune comunità, ma soprattutto nel modo agro-pastorale ci hanno portato a riflettere, come partito che sin dall'inizio ha espresso alcune riflessioni sulla campagna di vaccinazione, ci hanno portato alla presentazione di questa mozione, in quanto è dall'agosto del 2000 fino a oggi che secondo noi la zootecnia sarda è ostaggio di una grave epidemia, dell'epidemia della febbre catarrale degli ovini, che ha causato tra danni diretti ed indiretti una notevole crisi all'allevamento isolano.
C'è da ricordare che esistono delle direttive, quella del novembre del 2000 del Consiglio Europeo, che ancora non è stata recepita dall'ordinamento giuridico italiano e che in pratica stabilisce disposizioni specifiche relative alle misure di lotta di eradicazione della febbre catarrale degli ovili che prevedono la vaccinazione preventiva e che la stessa direttiva individua nel laboratorio nazionale di referenza della blue tongue nel centro nazionale appunto delle malattie esotiche presso l'istituto zooprofilattico di Teramo.
Vi è da dire, da considerare che il direttore generale della sanità pubblica veterinaria, il dottor Romano Marabelli, in accordo totale con il direttore del CESME, dottor Caporal,e hanno imposto per quest'anno, per il 2004, la vaccinazione sul tutto territorio isolano di tutti i ruminanti domestici con il vaccino vivo attenuato e che, solo a seguito di formale richiesta del Ministero, questo vaccino in un primo momento tetravalente, cioè con i sierotipi 2, 4, 9, 16 è diventato in seguito trivalente quindi con i soli sierotipi 2, 4 e 16.
La nostra prima denuncia è quella che questo vaccino, il vaccino trivalente che dicevo poc'anzi, e composto dai sierotipi 2, 4 e 16 che si vuole utilizzare in Sardegna, non è stato mai testato per le prove di innocuità e per le prove di immunogenicità stabilite per legge. Inoltre vi è da dire che questa formulazione è una novità assoluta; è una novità assoluta anche per i produttori sudafricani che non hanno mai utilizzato i sierotipi 2, 4 e 16 in combinazione fra di loro e che quindi non si conoscono, non conosciamo assolutamente le interazioni che possono intervenire dalla inoculazione contemporanea di questi tre sierotipi.
Sappiamo benissimo che le direttive comunitarie prevedono per tutti i vaccini, per tutti i prodotti farmacologici prodotti fuori dal territorio comunitario delle prove che sono prove così dette di innocuità ed efficacia; queste prove sono state fatte in maniera molto superficiale per le prime due campagne di vaccinazione che comprendevano il solo sierotipo 2, vi ricordo che furono effettuate su cinque pecore e su sei ratti, quindi del tutto superficiali secondo il nostro modestissimo parere, e quindi non ha permesso una sua reale, diciamo così, consistenza nella risposta anticorpale.
Vi è da rimarcare inoltre che vi è un ritardo incredibile sull'avvio della vaccinazione, pratica che come ben sapete deve essere eseguita il più lontano possibile dalla stagione riproduttiva e dal periodo di massima presenza degli insetti vettori e quindi conclusa, come dice chiaramente la direttiva del Ministero della salute, entro e non oltre il 30 aprile del 2004. Mentre oggi, a circa 57 giorni dalla fine di questo periodo indicato dalla direttiva del Ministero, a tutt'oggi questa campagna di vaccinazione non è materialmente iniziata. Vi è da dire, a questo riguardo, anche per far notare all'Assemblea, che in Sardegna in questo momento è fino ad oggi si riscontrano ben 600 focolai attivi di malattia e una sieroconversione degli animali sentinella come mai si era osservata nello stesso periodo dell'anno, nonostante le basse temperature registrate in questo inverno, condizione che secondo il CESME, quindi l'istituito zooprofilattico di Teramo, avrebbe dovuto scongiurare la possibilità di circolazione virale e quindi nuovi focolai, e che quindi questa nuova situazione rappresenta un ulteriore rischio aggiuntivo per il manifestarsi di effetti collaterali indesiderati nell'utilizzo di questo prodotto farmacologico. La posizione del nostro partito, del partito al quale mi onoro di appartenere è sempre stata chiara, noi non abbiamo mai detto di essere contro il vaccino, contro i vaccini, noi abbiamo sempre rimarcato una posizione netta e chiara, quella che prevedeva che l'utilizzo di qualsiasi prodotto, di qualsiasi strategia per affrontare la malattia dovesse essere fatta dopo una accurata analisi, quindi tutte le prove di laboratorio previste dalle norme internazionali e una così presenza di un'analisi di rischio aggiornata all'uso di questo vaccino. Inoltre noi tendiamo a stigmatizzare la gestione dispotica, quasi monopolistica nell'emergenza blue tongue da parte delle due persone che ho poc'anzi nominato, il dottor Marabelli e il dottor Caporale che hanno proibito con circolari, la 1434 del 2003 e la 1150 del 2001, la manipolazione del virus, quindi in pratica bloccando la libertà scientifica, la libertà di ricerca scientifica da parte degli istituti zooprofilattici, da parte dell'università, da parte dell'Istituto superiore di sanità, impedendo quindi di fatto quella che era fondamentale nello studio di una malattia nuova, di una malattia esotica, quindi impedendo, dicevo, importanti collaborazioni scientifiche che avrebbero consentito, se non del tutto in parte, di evitare i ritardi, gli inevitabili errori commessi in questa gestione da parte del CESME che ha condotto, ripeto in maniera totalmente isolata. Gestione che ha determinato una frattura tra mondo sanitario e veterinario a livello sia nazionale che internazionale e che mai prima d'ora si era registrato.
Io credo che sarebbe stato molto più opportuno, se mi è permesso, chiedere anche il parare di un terzo centro di referenza; il centro di referenza europeo, secondo me, era quello più adatto a farlo. Quindi un parere anche non solo sull'utilizzo del vaccino, ma soprattutto un parere sullo sviluppo di altre possibilità diagnostiche che a Teramo sono oltretutto limitate; infatti, per chi non lo sapesse, Teramo effettua diagnosi sierologiche, quindi con un notevole ritardo, quindi sono diagnosi indirette e non diagnosi dirette che permettono anche di identificare immediatamente e stabilire se l'animale è ammalato, morto o quant'altro, morto per la presenza del virus di campo così detto circolante, oppure per effetto di virus vaccinale. Inoltre, un'altra parte molto importante, che anche l'Assessore ha rimarcato in diverse occasioni, in diversi interventi pubblici e sulla stampa, l'assenza di una qualsiasi copertura finanziaria prevista a livello nazionale tendente a rifondere eventuali danni provocati dagli effetti indesiderati, determinati dallo, così se mi si passa il termine, scriteriato uso del vaccino sudafricano. Quindi un'assenza di copertura finanziaria che potrebbe ritorcersi contro le casse della stessa Regione e che potrebbe essere chiamata quindi ad un imprevisto intervento finanziario atto a salvaguardare il sistema agropastorale sardo, quindi al nostro sistema risorsa di importanza fondamentale già fortemente penalizzato in questi ultimi anni di crisi. Inoltre vi è da rimarcare la presenza di una rivolta, se così possiamo chiamare, pubblica molto partecipata degli allevatori contro la vaccinazione obbligatoria, non soltanto verso gli effetti innumerevoli indesiderati conseguenti alla scorsa campagna vaccinale che è stata, diciamo così, mai censita, vista l'assenza di un adeguato protocollo di rilevamento, ma anche per la mancanza di risarcimenti sui danni patiti in passato e su quelli futuri. Inoltre, per quanto riguarda la campagna vaccinale 2004, secondo noi nasce già perdente. Lo scarso tempo utile, dicevo poc'anzi, rimasto per vaccinare, per l'inapplicabilità in tempi brevi del nuovo protocollo di vaccinazione e per la opposizione dichiarata da gran parte degli allevatori, tanto che nelle ipotesi più ottimistiche, partendo anche da oggi, da domani, potrebbero vaccinarsi un numero molto inferiore a quello che è l'ottanta per cento che è la quota necessaria, come ben sappiamo, a garantire un buon livello di immunizzazione di massa ed è indispensabile, ripeto, sempre in assenza di danni e di effetti indesiderati, per usufruire delle disposizioni in materia di movimentazione del bestiame; protocollo di vaccinazione che io ho letto attentamente, come d'altronde mi pare di aver capire che abbia fatto forse anche prima di me l'Assessore, e nei suoi interventi io riconosco la sua perplessità, sono totalmente al suo fianco, alcuni punti vanno rimarcati, caro Assessore, cioè quando io leggo che non necessariamente il vaccino, in un "nota bene", svilupperà anticorpi proteggenti, sufficienti per la totalità degli animali trattati, è chiaro che perplessità ne hanno anche loro probabilmente, misure aggiuntive dovranno essere prese per assicurare la protezione degli animali della blue tongue, in quei periodi dell'anno il cui rischio di trasmissione dell'infezione da parte degli insetti è maggiore. Gli animali dovrebbero essere tenuti isolati dalle aree vicine ai fiumi, dighe, bacini; gli animali di maggior valore dovrebbero essere tenuti in stalla durante il tardo pomeriggio, la notte, le prime ore del mattino. La vaccinazione degli animali delle specie sensibili alla blue tongue deve essere ripetuta annualmente. E' chiaro che io credo che sia in atto un tentativo di scaricare così la responsabilità di tutto questo protocollo sulla componente meno chiaramente o più interessata agli effetti di questo protocollo vaccinale, cioè sull'allevatore e sul veterinario vaccinatore, che è da escludere totalmente. Io credo che questo protocollo sia totalmente inapplicabile, come lei giustamente ha detto. Pensare che tutte le precauzioni previste dal protocollo possano essere attuate è impensabile; pensare che si possono evitare accoppiamenti quello è possibile, però nell'indicare nell'esame coprologico uno dei probabili eventi che sono quelli delle malattie intercorrenti qui segnalate è impensabile. La pecora senza parassiti non è stata ancora inventata. Quindi sottoporre questi animali a esame coprologico, ad una somministrazione farmacologica di un antielmintico, cioè di un prodotto contro i parassiti, determina chiaramente dei tempi di sospensione anche nella somministrazione del latte nelle centrali di riferimento. E' chiaro: chi paga la mancata o il mancato conferimento di questo latte che l'allevatore deve distruggere perchè deve rispettare i tempi di sospensione? Inoltre, dobbiamo sperare ed augurarci che in questo periodo, nei trenta giorni antecedenti la somministrazione non succeda niente, non si ammali di qualsiasi altro tipo di patologia, e lo faccia anche per i susseguenti trenta giorni dopo, tre o quattro settimane mi pare che è indicato nel protocollo, dopo la vaccinazione, successive alla vaccinazione.
Ripeto, tutta questa macchinosità ha fatto sì che si arrivi ad oggi senza che sia percorso il trattamento, che si sia effettuato il trattamento, quindi ritenendo che vi sia una inadeguatezza nei provvedimenti adottati dal 2000 ad oggi per contrastare questa epidemia, quindi constatata la pericolosità potenziale e le totali e inesistenti garanzie sul vaccino trivalente che si vuole utilizzare, di prossimo impiego in Sardegna, notata anche l'incapacità di gestione delle risorse umane e finanziarie da parte della direzione generale della sanità pubblica veterinaria e della direzione del CESME, chiediamo appunto, come indicato nella mozione, di impegnare, che la Giunta si impegni a sospendere, con efficacia immediata, la campagna vaccinale 2004 contro la blue tongue. Secondo noi è necessario anche fare un po' di chiarezza e quindi è chiaro contro si è reso responsabile di tutti questi protocolli che poc'anzi indicavo, quindi tutti i provvedimenti che dal 18 agosto 2000 si sono susseguiti, chiedere anche le dimissione formali del direttore generale dei servizi veterinari del Ministero della Salute e del direttore del centro di referenza nazionale delle malattie esotiche di Teramo che, come poc'anzi indicavo, in maniera alquanto dispotica e monopolistica, hanno gestito tutta la situazione relativa alla blue tongue dal 2000 a oggi. Inoltre, a procedere alla immediata rimozione del dottor Marabelli e del consiglio di amministrazione dell'istituito zooprofilattico della Sardegna che, come anche da precedenti interpellanze, avevo chiesto di ritenere totalmente incompatibile con la carica che ricopre, da controllore a controllato, ad intraprendere quindi tutte le opportune iniziative per accertare le loro gravi responsabilità e soprattutto ad adottare tutte le necessarie procedure per favorire la sperimentazione di vaccini alternativi contro la blue tongue che agli inizi dell'agosto del 2000, anche da alcuni incontri avuti con scienziati anche di altre nazioni si era cercato di fare e poi non si riesce a capire per quale motivo sia stata bloccata.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Signor Presidente, torna l'argomento in Aula; torna in Aula perchè il problema è grosso ed è di grande attualità; io ho partecipato qualche giorno fa, assieme al collega Pasqualino Manca, ad una affollatissima e molto preoccupata assemblea di allevatori che si è tenuta a Ghilarza, dove questi temi sono stati ampiamente trattati ed approfonditi e dove, insomma, i due aspetti emergevano su tutto. La grande preoccupazione per gli effetti che le campagne vaccinali hanno prodotto da un lato non sono riusciti a bloccare la stessa malattia e dall'altro hanno prodotto effetti collaterali e danni consistenti agli allevamenti e poi, per quanto riguarda la prospettiva, la grande incertezza nella quale ci si trova. Era stato chiesto a più riprese, già da quando era Assessore l'onorevole Oppi, avevamo chiesto come gruppi di centro sinistra in Commissione e in Aula che venisse approvato un piano complessivo per combattere questa malattia e a tutt'oggi questo piano nessuno di noi nessuno lo conosce, nessuno lo ha visto, perchè non è mai stato definito e quindi si sta andando avanti, di fatto, soltanto attraverso la profilassi vaccinale, come se questa fosse sufficiente per combattere una malattia che invece va combattuta con un intervento complessivo di prevenzione e con una battaglia mirata soprattutto a ridurre il numero di insetti, che sono insetti vettori, che sono quelli che poi fanno da tramite nella diffusione della malattia. E avevo posto come questione fondamentale la necessità di avviare una seria sperimentazione prima che si procedesse alla vaccinazione a tappeto di tutte le greggi, di tutti gli animali, di tutto il patrimonio zootecnico sardo, ma insomma le nostre preoccupazioni sono cadute nel vuoto, oggi noi ci troviamo di fronte a una situazione di grande incertezza. E' stata presentata al Senato, e dovrebbe andare in discussione in questi giorni, una mozione firmata da un centinaio di parlamentari, una mozione dove su questo problema si chiede un attimo di riflessione, si chiede di sospendere la vaccinazione, di fare un po' il punto della situazione perchè pare che questi vaccini creino più problemi di quelli che risolvano, che insomma alimentino e favoriscano la stessa diffusione della malattia. Io mi auguro che anche il ministro Sirchia affronti seriamente il problema, insomma, e che si renda conto che non può essere soltanto la vaccinazione il modo per affrontare e risolvere questo problema.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE Salvatore SANNA
(Segue SANNA ALBERTO.) L'onorevole Oppi aveva a suo tempo dichiarato di aver debellato la lingua blu in Sardegna, poi dopo qualche mese si era visto che quelle erano dichiarazioni del tutto fuori luogo ed irresponsabili; ancora oggi quindi si insiste nel portare avanti questa campagna di vaccinazione che trova una grandissima opposizione tra gli allevatori, allevatori che non vengono sistematicamente ascoltati. C'è un punto che voglio richiamare all'attenzione dell'assessore Capelli, ed è il punto che riguarda la responsabilità. E' un punto molto importate, Assessore, perchè da un lato si stabilisce che l'allevatore è obbligato a vaccinare, pena una serie di conseguenze, dall'altro però le responsabilità, se ci fossero effetti collaterali, sono unicamente degli allevatori, come se fossero loro che avessero deciso liberamente di vaccinare e come se fossero loro i responsabili del tutto. Questa impostazione di totale mancanza di assunzione di responsabilità, da parte dell'autorità sanitaria nazionale, da parte del Ministero della Salute ma anche da parte dell'Assessorato della Sanità della Regione Autonoma della Sardegna che su questo punto ha sempre dimostrato la sua totale non assunzione di responsabilità, visto che stiamo parlando di questo, perchè noi abbiamo posto questa questione in diverse occasioni, abbiamo detto: da un lato non si riconoscono gli effetti collaterali che ci sono, che sono innegabili, e dall'altro si vuole insistere, anzi si fa firmare una dichiarazione all'allevatore dove l'allevatore è responsabile degli effetti prodotti da un vaccino che non vuole o da un vaccino che in tutti i casi non ha deciso lui che deve essere portato avanti. Quindi, non è previsto, da questo punto di vista, nessun risarcimento dei danni, l'abbiamo previsto nella legge che abbiamo approvato ma che ancora non è in attuazione, i danni che ci sono stati non verranno risarciti e si continua ad andare in questa direzione senza un serio supporto scientifico, senza una conoscenza, una sperimentazione degna di questo nome e stiamo mettendo a rischio il patrimonio più importante che l'economia della Sardegna ha a disposizione. Non dimentichiamoci che la zootecnica, che il comparto zootecnico da solo fattura il 52 per cento del prodotto lordo vendibile dell'agricoltura sarda, quindi, insomma, stiamo parlando del comparto di gran lunga più importante dell'agricoltura sarda e della zootecnia nazionale, perché il patrimonio ovino isolano rappresenta da solo quasi il 50 per cento di quello nazionale. Quindi chiediamo che l'assessore Capelli, anziché esercitarsi in polemiche sterili con il Ministero della Salute, accusato in anche giustamente di non mettere a disposizione le risorse, io ricordo le polemiche che da questo punto di vista aveva sollevato l'allora assessore Usai, Assessore dell'agricoltura, che polemizzava con il Governo di centrosinistra dicendo che non metteva a disposizione le risorse, nonostante quel Governo avesse messo a disposizione le risorse in base ai capi abbattuti, in base a quello che prevedeva la normativa nazionale. Questo Governo non si assume la responsabilità, non mette da disposizione le risorse, però l'onorevole Capelli non può limitarsi a polemizzare col Ministro, con gli alti funzionari del Ministero, non può, lui è Assessore, lui rappresenta la Regione autonoma della Sardegna su questa questione specifica, deve avere anche un atteggiamento propositivo, non può fare il Governo e anche l'opposizione, oltretutto stiamo parlando di Governi, nazionale e regionale, della stessa maggioranza.
Quindi noi condividiamo il senso e la proposta della mozione presentata dai colleghi del Partito Sardo d'Azione, la condividiamo perché abbiamo con loro, in questi anni, lavorato seriamente per fare in modo che ci fosse un approccio più scientifico e più responsabile, complessivo rispetto ad un problema di questo genere, questa Giunta ha per un verso sottovalutato il problema e per un altro non ha portato avanti il piano, che è indispensabile, e un aspetto fondamentale del piano non può che essere quello della sperimentazione, quello cioè di avere quelle conoscenze e quegli strumenti scientifici necessari per combattere una malattia di questo genere. Quindi chiediamo anche noi all'assessore Capelli che sospenda la campagna vaccinale e che porti avanti un programma serio di sperimentazione in modo tale che si sappia e si capisca quali effettivamente sono i risultati, gli effetti di questa vaccinazione tri o tetravalente, quello che si vuole fare, o pentavalente, insomma noi non possiamo andare avanti in questo modo all'insegna dell'incertezza con i rischi, dicevo prima, di creare problemi più gravi di quelli che si vogliano risolvere e col fatto estremamente negativo che il potere pubblico, cioè che lo Stato e la Regione scaricano sugli allevatori l'intera responsabilità e i danni che da questa azione ne derivano. Quindi chiediamo di sospendere la campagna di vaccinazione e di mettere in campo i dovuti atti di sperimentazione perché si sappia effettivamente quello che bisogna fare.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sanna. E' iscritto a parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (A.N.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, più di una volta abbiamo trattato in quest'Aula il problema della blue tongue, ma io ricordo ai colleghi che questo argomento è stato trattato spessissimo anche in Commissione agricoltura e ambiente. Ultimamente, dopo che si è ripresentata questa epidemia abbiamo audito l'assessore Capelli; io lo ringrazio per questo, è venuto da noi con dati alla mano illustrandoci quella che era stata la sua posizione in merito, e di questo bisogna dargliene atto. Io credo che in questo momento, al di là delle divisioni di parte per quello che è stato fatto e che non è stato, noi dobbiamo essere vicini all'assessore Capelli per quello che sta facendo, perché io credo che la posizione dell'assessore Capelli sia molto ma molto difficile, come sarebbe stata la posizione di qualsiasi Assessore della sanità. Il problema era vaccinare e non vaccinare, vaccinare come e quando, quando noi sappiamo che per quanto riguarda questa vaccinazione noi siamo, così, collegati a quelle che sono le direttive che provengono dal Ministero della sanità secondo quelle che sono le direttive comunitarie. E' stato detto più di una volta che probabilmente non era opportuno in Sardegna vaccinare, perché la Sardegna non doveva diventare terra di sperimentazione dal momento in cui il così detto vaccino sudafricano, in quel caso monovalente, non era stato assolutamente sperimentato in Sardegna e in Italia e quindi non si sapeva quali potevano essere gli effetti collaterali, se è vero come è vero che un vaccino può avere effetti diversi da zona a zona. Oggi, invece, ci troviamo a dover coabitare, convivere con un virus che è diventato virus 2, virus 4, quindi sierotipi 2, 4 e 16 e probabilmente anche il sierotipo 9. Quindi questo virus è cambiato, è mutato e siamo costretti a dover intervenire, dopo aver vaccinato col vaccino del sierotipo 2, con altri tipi di vaccino in cui ci siano anche questi sierotipi e di cui in questo caso non sappiamo assolutamente niente, non sappiamo che cosa può succedere domani con la ricombinazione di queste cose, e credo che in questo si trovi in difficoltà l'Assessore. Giustamente ci troviamo in difficoltà noi, ma si trova in anche il modo scientifico sardo, se è vero come è vero che gli stessi veterinari si trovano in grossa difficoltà.
Che cosa ci ha detto l'Assessore quando è venuto? Ci ha fatto conoscere quali sono state le sue prese di posizione in relazione a quelle che erano le circolari che arrivano del Ministero della salute e dall'Istituto di referenza di Teramo, ma ci ha detto anche questo: signori belli, noi siamo messi nelle condizioni di dover far vaccinare il nostro patrimonio ovino e bovino, però nell'eventualità che ci debbano essere danni non si capisce più chi paga, se è vero come è vero che nella finanziaria nazionale non c'è niente. Teramo ci ha nascosto la presenza in Sardegna sino ad ultimamente della presenza anche del sierotipo 16. Teramo continua a fare il bello e il cattivo tempo impedendo anche all'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna di poter manipolare il virus per sapere quindi in tempo reale, direi, quella che è la situazione in Sardegna.
Dico, tutte queste cose sicuramente ci hanno messo nelle condizioni di poter chiedere un attimino, così, di poter soprassedere, di poter approfondire il problema della vaccinazione. Dopo quell'incontro credo che le cose siano ancora precipitate perché non è cambiato niente se non un'unica cosa, che avremmo dovuto vaccinare in Sardegna. Però da quel momento c'è stata la presa di posizione delle associazioni di categoria che dicono: "Noi non siamo contro la vaccinazione," - ed è lo stesso argomento che giustamente dice l'Assessore - "però noi vogliamo sapere a che cosa andiamo incontro se noi dovessimo vaccinare con questo vaccino che non è stato sperimentato" C'è stata la presa di posizione da tutte le parti, io ho preso parte ultimamente ad una riunione di agricoltori e il problema non erano le provvidenze, ma: "Che cosa succede, che cosa succederà, siamo costretti a vaccinare?" Ecco, tutte queste cose, quindi c'è stata anche questa presa di posizione del mondo della campagna che dice: "Alto là, perché da danni ne abbiamo avuto e non ne vogliamo avere degli altri".
E allora io credo che questa mozione possa essere utile perché può dare delle frecce all'Assessore per poter, con un voto del Consiglio regionale, dire al Ministero della sanità, dire all'Istituto di Teramo, dire ai responsabili di questo istituto: "Noi in questo momento probabilmente non ce la sentiamo di far vaccinare, perché non sappiamo qual è, cioè quali sono gli effetti collaterali di questo nuovo vaccino e poi, se dovessero esserci dei danni, come sicuramente ci saranno, anche se non sappiamo in che percentuale, che cosa fare".
E allora io credo che noi non dobbiamo lasciare solo l'Assessore in questo momento; l'Assessore deve avere al suo fianco tutto il Consiglio regionale della Sardegna; Consiglio regionale della Sardegna che sa quanto sia importante il comparto dell'allevamento in Sardegna, quale sia il reddito, essendo questo un pilastro che dà all'economia della Sardegna. Però io dico dopo questo bisogna anche ricordare che cosa questo Consiglio regionale ha fatto per quanto riguarda la blue tongue. Gli amici e colleghi ricorderanno che noi a fine dicembre abbiamo approvato un'altra legge, sempre per quanto riguarda principalmente la blue tongue dove però abbiamo messo in legge alcune novità, cioè abbiamo preso in considerazione all'interno della legge che probabilmente la vaccinazione comporta effetti collaterali, comporta dei danni: aborti, sterilità, diminuzione della produzione di latte e quant'altro. Quindi abbiamo tenuto presente questo e la Regione Sardegna si sta facendo carico di tutte queste cose, però la Regione Sardegna non si può fare carico di tutto questo nel momento in cui alla Regione Sardegna, quindi al suo Assessorato, all'Assessorato della Sanità si impone di dover vaccinare. E allora se la Regione Sardegna ha fatto il proprio dovere io credo che anche il Governo nazionale debba tenere conto di tutte queste cose, nell'eventualità, è questo che vuole il mondo dell'allevamento, cioè se dovessero essere costretti a vaccinare, se da questa vaccinazione si dovessero avere dei danni che questi danni vengano pagati.
Quindi io credo in questo momento, signor Assessore, che la mozione direi complessivamente, probabilmente potrà essere limata da qualche parte, possa essere accettata, anche per far comprendere a chi di dovere che: primo, noi non ce la sentiamo di andare alla cieca, probabilmente l'abbiamo fatto già un'altra volta; noi dobbiamo dire, sempre a chi di dovere, che noi in Sardegna abbiamo l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale, che è un istituto di primo piano, che potrebbe fare, lei ha fatto bene in quella lettera a dire che l'Istituto avrebbe dovuto fare la manipolazione di virus, nonostante le due circolari del dottor Marabelli e del dottor Caporale, perché noi abbiamo un istituto e quindi potremmo avere in tempo reale quella che è la situazione. Quindi, dicevo, questo Consiglio regionale della Sardegna ha fatto più di una volta il proprio dovere, ha speso direi fiumi di miliardi per quanto riguarda la blue tongue, ma non può continuare ad elargire quattrini per responsabilità che non sono solo della Regione Sardegna. Dicevo, per finire, che abbiamo approvato quella legge, abbiamo pensato a queste cose, ma abbiamo pensato anche in quella legge, al di là dei quattrini che sono stati stanziati, a quelle che sono le stalle di ingresso per quanto concerne il controllo degli animali vivi che arrivano in Sardegna. La blue tongue, questo moscerino non è arrivato col vento, non è arrivato così; sicuramente è arrivato tramite qualche animale, oppure è arrivato qualche animale infetto che è passato tranquillamente nelle maglie troppo larghe, perché non c'è assolutamente controllo, ecco in quella legge noi abbiamo pensato anche a questo, affinché non si ripetano queste epidemie; epidemie, ripeto, che costano alle casse della Sardegna, ma costano anche a quella che è l'economia sarda. Quindi io, per quanto mi riguarda, onorevole Assessore, sono vicino a lei, non solo come Presidente della Commissione, ma credo che la Commissione stessa sia stata sempre vicino perché ha ascoltato con interesse quello che lei ci ha detto l'ultima volta, siamo vicino a lei per le battaglie che lei farà, supportato da quello che sarà oggi il voto del Consiglio regionale della Sardegna. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Frau. E' iscritto a parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, ammesso e non concesso che questo possa rappresentarsi come un Consiglio validamente costituito, nonostante la declaratoria di regolarità di elezione, avvenuta quasi cinque anni fa, pronunciata ieri. Ma, ammesso e non concesso, qui siamo e qui navighiamo.
Io vorrei dire alcune cose che in questa materia premetto che vorrò dire con tutta l'umiltà di chi non ha sufficienti conoscenze sul piano scientifico, per cui si astiene dall'addentrarsi in considerazioni di ordine tecnico tali per cui possa dirsi che le diverse scuole di pensiero, di ricerca e di orientamento scientifico possano l'una contraddire l'altra e quindi non aversi ragioni valide e sufficienti. Seguirò, invece, una linea di ragionamento che sul piano logico, sul piano della consequenzialità dei fatti e degli argomenti comunque possono guidare la convinzione del legislatore per addivenire a soluzioni che a me paiono essere incontrovertibili, e cioè che nella condizione data, avute queste considerazioni, alcune considerazioni fondate in via di fatto, la conseguenza non può che essere quella di una sospensione immediata, quanto meno cautelare, della campagna di vaccinazione obbligatoria del patrimonio ovino della Sardegna. Seguo un ragionamento logico e contro la logica bisogna usare altri argomenti di pari grado e forza logica per poterli smontare. Intanto la mozione che è stata presentata è una mozione particolareggiata, che si riferisce a dati e a fatti incontrovertibili; è pure redatta da colleghi che hanno specifica competenza tecnica in materia e rispetto ai fatti enunciati non vale dire "accordo" o "disaccordo", bisognerebbe solo dire se è vero o non è vero, se quei fatti sono fondati o infondati.
Intanto le autorizzazioni di livello tecnico scientifico che parrebbe che abbiano sostenuto nel passato e che dovrebbero ancora sostenere nel presente la campagna vaccinazione sono delle considerazioni condizionate, condizionate al verificarsi di determinati eventi che non si sono verificati. Per cui c'è da restare come minimo perplessi come un'autorità, non dico sanitaria, ma un'autorità politica e di governo possa a cuor leggero consentire - qui è il caso di dirlo - sulla pelle del patrimonio, del grande patrimonio animale della Sardegna si possa procedere, come si è proceduto anche nel passato, a questo tipo di interventi. Se le prescrizioni anche dell'autorità sanitaria, per ora chiamiamoli così, dei signori dell'autorità sanitaria nazionale, fatti propri o comunque, se non condivisi, accettati dall'autorità sanitaria regionale parlano di un uso condizionato del vaccino e condizionato al fatto che il vaccino venga testato, e invece non risulta testato, perché l'avete usato e consentito che si usi? Seconda considerazione: sono o no evidenti, descritti e pure certificati i danni grandi che comunque sono derivati dalla precedente campagna di vaccinazione? La risposta è sì, sono evidenti e certificati tant'è che la Regione stessa si è posta il problema in precedenti leggi di risarcire i pastori, gli allevatori, anche dei danni conseguenti alla vaccinazione. Ma se la vaccinazione doveva essere un beneficio e invece produce danni che devono essere addirittura risarciti si porrà o no un problema di serietà e di prudenza? E i danni o cosiddetti effetti collaterali non è che sono di gran lunga minori rispetto al danno che sarebbe derivato da un'epidemia in assenza di questo vaccino, i danni che sono stati rappresentati sono maggiori, lo hanno detto i pastori, cioè i diretti interessati nelle grandi assemblee e diffuse assemblee, articolate assemblee che hanno fatto nell'arco di mesi e mesi e nessuno ha smentito. La diminuzione della produzione del latte, nella qualità del latte, gli aborti, le malattie stesse che sono intervenute sui capi animali, chi è che ha detto: "Non è vero?". Nessuno. Quindi, stante questa realtà di distruzione progressiva del grande patrimonio ovino della Sardegna, come si fa ancora a tentennare, ad annaspare, a fare finta di protestare? E` necessario intervenire, per intanto bloccare il disastro. Quelli che hanno inventato questo vaccino e che lo vendono nel mondo in casa loro non lo usano, i sudafricani. Ma sarà pure che anche questo è un argomento che può essere oggetto di riflessione? Se in casa loro chi ha inventato un vaccino e propina agli altri nelle analoghe condizioni in cui dovrebbero pur essi intervenire usano altro, aspettano di usare altro e lo propongono ad altri che l'acquistano, qui non è che si può dire "ma non sarà che", "è di sicuro", che si vuole utilizzare il grande patrimonio ovino della Sardegna come cavia, come sperimentazione di un medicinale che può essere che abbia buoni effetti successivamente in altre condizioni, ma di sicuro qui non ce le ha. Dice la mozione, ci riproponeva l'argomento il collega Manca, questo vaccino sarebbe stato sperimentato su cinque pecore e su sei topi. Ma è possibile che una cosa che è sperimentata su cinque pecore e su sei topi possa ritenersi...
(Interruzione del consigliere Sanna Giacomo)
COGODI (R.C.). Cinque pecore e sei topi. Uguale. La successione logica è quella che ha detto il collega Manca, non quella che dici tu, Giacomo. Prima le pecore e poi i topi, perché hanno visto che sulle pecore non era efficace e quindi evidentemente "passiamo ai topi", e le pecore erano cinque e i topi sei. Sul latte delle pecore si sono visti gli effetti disastrosi, andiamo a vedere che effetti fa sul latte dei topi! Posto che c'è stato questo tipo di grande sperimentazione preventiva, ma il patrimonio ovino della Sardegna è fatto di milioni di capi animali, di un patrimonio enorme, possono bastare quelle sei pecore non so di dove e quei sei topi ugualmente non sappiamo di dove? E con questa leggerezza si riterrebbe questo vaccino utilizzabile per una campagna di intervento sanitario massivo sul patrimonio ovino della Sardegna? Terzo argomento, uso argomenti - come vedete - di ordine logico perché gli argomenti di carattere scientifico sono gli scienziati che devono dare, ma devono dare argomenti convincenti che l'intervento sanitario proposto dia dei benefici non che faccia registrare sicuramente, come è già stato registrato, dei danni e dei malefici. Terzo argomento logico è la modalità attraverso la quale si sta operando tutto questo intervento, quello che la mozione descrive come una gestione dispotica. Qui la gestione dispotica in questa materia non attiene solo ad un tratto di autoritarismo, diciamo così, politico, qui la gestione dispotica intervene in una condizione nella quale chi dispone in modo assoluto e arbitrario dispone delle cose, dei beni e della prospettiva di sviluppo altrui. Non è solo una questione come dire riprovevole sul piano morale, qui c'è un atto imposto che produce effetti materiali di grande rilevanza e allora c'è da dire: questo signor, dottor, direttore della sanità veterinaria italiana Mirabelli, Marabelli e quant'altro, è una singola persona che fa il despota o è l'articolazione di un potere politico? Il direttore di un istituto nazionale di sanità veterinaria è una singola persona che ha preso il potere non si sa quando e non si da dove, o è uno che deriva il potere da chi lo fa direttore, lo tiene direttore, gli consente di fare così il direttore? E il Governo dello Stato c'entra nulla con un direttore generale della sanità veterinaria che in tal modo dispoticamente dispone, obbliga o parrebbe che possa obbligare? Quindi c'è una questione che attiene anche alla responsabilità politica, alla responsabilità politica generale, del Governo nazionale che non vale qui nascondere, sennò il dottor Marabelli chi è? Il cavalier Berlusconi che è il Capo del Governo sappiamo chi è, ci sarà pure una relazione tra il Governo che ha il potere di decidere anche dei direttori generali dell'istituto di sanità e coi direttori che in tal modo usano il loro potere che deriva dall'intervento politico. In sede locale, regionale, la sede dell'autonomia, del potere, delle prerogative, la politica, il potere politico e anche l'organizzazione tecnica, operativa, gestionale che deriva dall'esercizio del potere politico è immune da responsabilità? Sicuramente no, perché se centralmente si esercita un potere dispotico regionalmente si esercita un potere remissivo, subalterno, imbelle, esisteva un tempo il "Re Tentenna", adesso esiste una Giunta tentenna, anzi tentennata, anzi caduta, di foglie morte che fa finta di respirare, ma dove respira questa Giunta? Ma chi è l'autorità politica in questa Regione che è capace di dire una parola che è valida e di fronte a questa prospettazione, a questo intervento dispotico, a questo danno sicuro e progressivo balbetta? Ha voglia di dire il collega Frau "non lasciamo l'Assessore solo", per carità collega Frau, non lasciatelo solo, accompagnatelo bene, insieme a lui buttatevi tutti a mare, perché quando si ha un potere politico regionale, locale nostro che non ha la capacità se non di dire che protesta, si riserva di protestare contro un'imposizione così malefica, che ha da dire più il potere autonomistico? Non può essere lasciato solo l'Assessore regionale perché nelle conseguenze gravissime che ne debbono derivare deve andare insieme al suo collega Oppi che dichiarava solennemente qualche mese fa che con il vaccino aveva debellato la Blue Tongue in Sardegna e non era vero? Al suo collega precedente, Usai, che è tuttora capo delle guarnigioni veterinarie e che dovrebbe avere oltre che competenza politica anche tecnica per dire parole ed esercitare atti e fatti che scongiurino il disastro, quindi non è solo l'assessore Capelli, è in buona compagnia, così come è in buona compagnia di una Giunta fantasma e di una maggioranza fantasma per balbettare e per non risolvere nessuna questione in concreto. E se questo dottor, signor, importante che dispoticamente dirige l'istituto, la direzione generale veterinaria italiana, questo signore dottore così importante nel contempo è pure pars magna nel consiglio di amministrazione dell'istituto zooprofilattico della Sardegna e quindi è in una condizione di bloccare anche quello che qui potenzialmente l'istituto scientifico della Sardegna potrebbe fare o in ipotesi potesse o fosse capace di fare, chi ce l'ha messo questo signore, è nato lì? L'ha nominato la Giunta regionale, questa Giunta regionale, dico questa politicamente parlando, se poi Capelli si chiamava Oppi o Oppi si chiamava Usai sono fatti anagrafici, ma il dato politico quello è e quello rimane, voi ce l'avete messo e voi lo tenete e lo tenete perché possa diramare, come è documentato, delle direttive, delle circolari con le quali viene proibita in Sardegna la manipolazione del virus, e quindi viene proibita la ricerca scientifica! Proibita la ricerca scientifica dei nostri istituti scientifici perché l'istituto zooprofilattico anche questo dovrebbe fare e forse potrebbe anche fare come tante altre cose egregie ha saputo fare. Ma come si permette un dottor signor Marabelli di diramare quelle circolari, a chi? Alla Regione Sarda? Dove pure voi lo tenete essere parte decidente del nostro istituto scientifico al quale viene proibito di studiare? Ma dove siete, ma chi siete, ma come si può continuare a pensare di discuterne distrattamente di queste cose in un Consiglio regionale ridotto nei ranghi nei quali oggi si rappresenta e di non dire che i pastori, i produttori, gli allevatori avevano e hanno ragione quando vi dicono: "tenetevelo voi e vaccinate le vostre cose con quel vaccino e non le nostre pecore". Conclusione, mi pare di tutta evidenza, deve essere approvata questa risoluzione, data questa indicazione che produca per intanto l'effetto di non...
PRESIDENTE. Concluda onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Ho concluso, Presidente, grazie. Di non consentire almeno il rischio di un ulteriore grande disastro, nel frattempo però oltre che del vaccino improduttivo e dannoso è chiaro e evidente che deve essere fatta piazza pulita di quanta autorità politica o ritenuta tecnica per palese incapacità ha già prodotto tanti danni e si accinge a cuor leggero anche a consentire e ad agire perché se ne producano ancora di peggiori.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cogodi. È iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.-Sardegna). Grazie signor Presidente. Io dico che bisogna stare attenti di non scivolare, anche in questo caso, nella solita strumentalizzazione perché questo? Perché siamo di fronte effettivamente ad una calamità, la Blue Tongue, che può determinare irreversibilmente la perdita dell'importantissimo nostro patrimonio ovino che da solo produce il 30 per cento del nostro prodotto lordo vendibile. Questo ci deve solo far riflettere un po' affinché non vengano richiamate come al solito responsabilità politiche, personali, contingenti, nazionali, regionali e quant'altro, ma affinché come in altre occasioni è successo anche questa volta il Consiglio regionale possa prendere una unanime posizione perché si tratta della sopravvivenza della economia agropastorale in Sardegna e cioè per quanto mi riguarda dal punto di vista storico, economico, sociale e politico della sopravvivenza stessa dell'identità non solo economica della Sardegna.
Detto questo, nel leggere la mozione che ha per primo firmatario il collega Manca che è un tecnico, c'è da allarmarsi e c'è da riflettere. Io mi ricordo che, all'inizio dello svilupparsi di questa gravissima epidemia, l'istituto zooprofilattico di Sassari sconsigliò l'adottamento e l'uso immediato di un vaccino che ancora non era stato sperimentato. Non mi ricordo il nome di questa dottoressa che è venuta a parlare in Commissione, anzi in Commissioni congiunte, se non erro, questo perché? Perché trattandosi di un vaccino tenue poteva in quel momento far sviluppare e rinforzare il virus e poteva quindi determinare negli anni a venire una recrudescenza e un ancor più danno del virus medesimo.
Quantitativamente questo non si è verificato, ma qualitativamente parrebbe di sì, dal momento che questi nuovi virus sierotipo 2, 4, 16 a quanto mi è dato sapere sono dei virus ormai rafforzati al vaccino medesimo, ma veniamo al motivo del contendere. Quando si chiede di non lasciare solo l'Assessore si intende dire proprio questo, si intende dire che in Consiglio regionale su questo grave problema deve prendere posizione unanime. L'Assessore ha su di sé una grave responsabilità, non può decidere dall'oggi al domani da solo, fare vaccinare o non fare vaccinare i tre milioni e mezzo di capi ovini che abbiamo in Sardegna, perché in un modo o nell'altro potrebbe determinare, come ho detto prima, la perdita se non di tutto di una parte del nostro patrimonio ovicaprino isolano e quando parlo di perdita, non sto parlando, guardate, solo di perdita numerica, ma bensì di una perdita qualitativa poichè il nostro patrimonio genetico ovicaprino è unico al mondo, è adattato ambientalmente alla nostra regione, al nostro clima ed alla nostra quotidiana storia, per cui la perdita di questo nostro patrimonio comporterebbe una perdita irreversibile genetica di una razza ovicaprina irripetibile.
Detto questo io concordo con quanto altri colleghi hanno detto, non è possibile accettare le imposizioni che rivengono, seppur dettate senz'altro da professionisti tecnicamente validi, imposizioni che provengono da un istituto altamente qualificato come quello di Teramo, poiché in Sardegna il nostro istituto zooprofilattico e le nostre università credo che abbiano ben poco da imparare anche dagli stessi.
Mi è venuta voce che l'istituto zooprofilattico di Sassari è in grado di testare preventivamente da un prelievo salivale se in quel gregge o in quel territorio sta per svilupparsi o meno il virus. Non mi risulta, da quanto ho letto dalla mozione, che questo possa essere autorizzato. Anch'io mi domando: ma allora a cosa esistono gli istituti, le università, i centri di ricerca se non, regione per regione, non solo nazione per nazione, ad esercitare il diritto - dovere di ricerca affinché si possa, come in questo caso, tentare di debellare un'epidemia che ormai io ritengo da profano, comunque è una mia opinione personale, non potrà essere più essere debellata, poiché per quanto mi è dato sapere in nazioni come il Sud Africa, in nazioni come l'America e in altre ormai convive da oltre cinquant'anni e quindi credo che ormai sia difficilmente estirpabile come epidemia. Ma ciò non toglie che possa e debba essere fatto tutto ciò che è necessario fare affinchè anche a livello regionale sia data la possibilità e il diritto - dovere ai nostri istituti di ricerca, come l'istituto zooprofilattico di poter esercitare, così come credo stia facendo, seppure non in maniera ufficiale, la ricerca poiché credo dal momento che in Sardegna esistono i due terzi del patrimonio ovicaprino nazionale, credo che nessun altro più dei nostri istituti e più delle nostre università possa essere autorizzato e abbia diritto a far ciò.
Quindi il richiamo di non lasciare solo l'Assessore è volto in questo senso, affinché non si riduca giustamente questa discussione e l'esame di questa giusta mozione, che se non altro se viene - nel caso rivista sotto certi aspetti - approvata all'unanimità possa servire se non altro alle autorità sanitarie nazionali, a richiamarle ad una sensibilità che probabilmente sino ad oggi non hanno voluto mostrare, ma probabilmente per la normativa vigente non possono mostrare.
Io credo che l'istituto zooprofilattico sardo, essendo una diramazione del Ministero della sanità, a mio parere errata, debba per forza tener conto di quanto ne riviene tecnicamente dall'alto. Lo ritengo errato, lo ritengo sbagliato, sono del parere che i centri di ricerca isolani nel loro diritto dovere di fare ricerca e proposizione quindi delle soluzioni dopo la ricerca debbano essere autonomi. È di poco tempo fa il risultato ottenuto da alcuni ricercatori dell'università di Sassari, dell'istituto di anatomia patologica, quindi non vedo perchè ciò non possa succedere anche a livello veterinario.
Come non ritengo sia possibile, leggendo la mozione attentamente, poter autorizzare in questo caso la vaccinazione, se è vero come è vero che questa nuova combinazione del sierotipo non è stata preventivamente testata, così come prescrive la norma vigente europea e nazionale. Ed allora si può incorrere in un rischio ancora più superiore, e i nostri allevatori che sono disperati dalle precedenti esperienze della blue tongue, e non solo, ma dalle precedenti e recentissime calamità, si rivoltano forse a torto, ma a ragione in quanto hanno la paura di perdere quel patrimonio qualitativo che è nato da decine e decine di anni di selezionamento naturale in Sardegna, a favore un domani di una ricostituzione di un capitale agrario che può avere completamente caratteristiche naturali e zootecniche diverse, genetiche, da quelle che oggi in Sardegna abbiamo.
Ecco, quindi, il richiamo di non strumentalizzare più di tanto l'argomento, ma di cercare l'unanimità, poiché l'utilità di questa mozione io credo serva proprio a richiamare questo dispotismo e a far cessare questo dispotismo da parte di alcuni organi tecnici dello Stato che credo, pur nella loro competenza e professionalità, niente hanno da insegnare ai nostri istituti e ricercatori. Come è pur vero che non è possibile far ricadere sui professionisti, sui veterinari, eventuali responsabilità o danno che possano rivenire da un vaccino non testato.
E così come hanno richiamato tutti i colleghi non è possibile ancora che in caso di danni apportati dal probabile o dall'eventuale uso di questo vaccino lo Stato se ne scarichi, addebitando tutto alla Regione; la Regione, il Consiglio regionale che da poco ha adottato un provvedimento di legge che in parte, in qualche misura, interviene anche per gli effetti collaterali causati dall'uso del vaccino.
Quindi, a me sotto certi aspetti la mozione mi trova d'accordo, è chiaro che bisogna in qualche maniera, se deve essere passata all'unanimità, trovare un'unità di intenti affinchè sia uno strumento che non solo possa servire di richiamo alla struttura sanitaria centrale dello Stato per porre più attenzione, probabilmente, ai nostri istituti, ma possa servire per dare uno strumento in mano all'Assessore, affinché possa con lo strumento, con la volontà unanime del Consiglio fare se non un invito, la voce più grossa, caro collega Cogodi, cioè uso un eufemismo, poter intercedere, non intercedere ma intervenire pesantemente con la voce del Consiglio presso il Ministero della Sanità, presso l'istituto zooprofilattico di Teramo, presso questo dottor Marabelli e questo dottor Caporale affinché si possa trovare all'unisono finalmente una via di sperimentazione in loco che possa per gli anni a venire debellare, se è possibile, questo virus o trovare la maniera per lenirlo e comunque sia trovare subito la soluzione affinché non possa essere compromesso il prodotto non solo di rimonta e di ricambio generazionale, che sono gli agnelli, ma bensì non possa essere compromesso il prodotto e la produzione del latte, ecco perchè i pastori si stanno ribellando al provvedimento.
Quindi massima solidarietà all'Assessore ma, attenzione, un richiamo al Consiglio affinché all'unanimità possa estrapolare una mozione e questa sotto certi aspetti va bene.
Non sono penoso, perchè non è possibile, caro collega, scaricarsi sempre su chi ha purtroppo il dovere di decidere e su chi ha purtroppo sulla sua responsabilità il dovere di accollarsele. Se siamo d'accordo diciamoci la verità e non strumentalizziamo niente, perchè la blue tongue non l'ha inventata Oppi, non l'ha inventata Capelli, non l'ha inventata Cogodi, non l'ha inventata Manca né Rassu, è una calamità che è in Sardegna e che nessuno purtroppo, e questo il collega Manca lo sa, riuscirà a debellare perchè in altre parti del mondo da cinquant'anni a questa parte non sono riusciti a debellarla.
COGODI (R.C.). E Marabelli chi l'ha inventato? L'avete inventato voi!
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, delle brevi parole dettate da considerazioni che mi fanno molto riflettere, che devo fare perchè io sono uno di quelli che ha sostenuto a spada tratta la necessità di vaccinare tutti i capi ovini presenti in Sardegna posto che, partendo da considerazioni scientifiche che mi derivano dai miei studi, so che l'unico baluardo che deriva le malattie virali gravemente dannose per la salute degli esseri viventi può essere data soltanto a tutt'oggi dai vaccini.
E però, signor Presidente, io ragionavo in termini di normalità, in termini di farmaci che fossero sottoposti ai normali controlli cui vengono sottoposti tutti i farmaci normalmente, in tutte le parti del mondo, prima di entrare nel circuito della distribuzione farmaceutica, fosse anche quella veterinaria. Io credo che qui il discorso sia soltanto, in parte, politico perchè certamente la politica ha delle colpe, me ne assumo la responsabilità per quello che possono essere attribuite a me, però voglio dire che qui siamo nell'ambito del delinquenziale, se è vero quello che si dice che questo farmaco non sia stato mai, non testato, che è un termine brutto in campo farmaceutico, ma mai sottoposto ad una sperimentazione adeguata come tutti i farmaci del mondo prima di essere immessi nel circuito della distribuzione farmaceutica, della dispensazione sanitaria, io credo che ci siano delle colpe, non solo politiche, ma delle colpe di ordine penale. Perchè qui si sono prodotti dei gravi danni al patrimonio ovino regionale sardo e non solo, qui si sono prodotti dei disastri che vanno anche alla diffusione delle malattie, e anche questo costituisce un reato di non poco conto.
Certo, in altre regioni del mondo si sono avuti dei casi di disattenzione da parte dei controlli politici nella diffusione di farmaci, voglio ricordare anche i ben più gravi casi che hanno riguardato l'uomo quando in Francia si distribuiva il sangue che ha infettato tantissime persone creando disastri ben superiori, però voglio dire, le colpe erano anche di ignoranza scientifica in certi casi, ma qui è proprio una negligenza, perchè l'ignoranza scientifica può anche essere scusata, quando uno scienziato non si accorge di un effetto collaterale, delle ripercussioni che possono verificarsi con la dispensazione di un farmaco, purtroppo si va incontro a conseguenze imprevedibili anche dal punto di vista scientifico, la scienza medica non è esatta, ma in questo caso c'è stata una negligenza totale, una negligenza di sperimentazione, una negligenza che riguarda i controlli che spettano non alla Regione sarda, ma spettano al Governo nazionale.
E arrivati a questo punto io credo che noi dobbiamo veramente contrapporci con forza chiedendo al Governo nazionale che chi ha da pagare paghi per le colpe che ha, perchè non è pensabile che la Sardegna sia usata come campo di sperimentazione di farmaci che non sono stati sperimentati in nessun'altra parte del mondo, così non con casi controllo, non con numeri ristretti, ma qui in massa è stato vaccinato tutto un patrimonio ovino, bovino e quant'altro.
Io credo che noi siamo nelle condizioni di poter chiedere le dimissioni di questi signori di Teramo, siamo nelle condizioni di chiedere che risponda gravemente anche il Ministro che deve tutelare la salute degli uomini, ma anche del patrimonio zootecnico italiano, perchè questi vaccini sono stati dispensati anche oltre Tirreno. Sembra una scena kafkiana, non sembra neanche di vivere la realtà, signor Presidente e signor Assessore, che ha la bontà di ascoltare, e signori colleghi. Io certamente ho dato l'assenso quando si decideva se vaccinare o meno, ma credevo di dare l'assenso ad un farmaco che avesse tutti i requisiti di legge per essere dispensato.
Se è vero quello che sostiene il collega Manca ci troviamo di fronte ad un caso politico di gravità inaudita, della quale il popolo sardo, e per esso il Consiglio regionale, ha il dovere di chiedere conto ai responsabili d'oltre Tirreno che debbono essere messi di fronte alle proprie responsabilità e che debbono pagare in sede politica e in sede penale, perchè di questa faccenda, arrivati a questo punto, credo non possa non interessarsi anche la normale giustizia penale.
PRESIDENTE. Non vi sono altre richieste di intervento, quindi possiamo dare la parola alla Giunta per la replica. Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale.
CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale. Grazie Presidente, grazie colleghi. Io ho apprezzato molto l'onestà intellettuale e la correttezza nella illustrazione della mozione da parte dell'onorevole Manca. Credo che sia stata una puntuale elencazione di fatti, una puntuale osservazione sugli atti compiuti sia da questa Giunta regionale, sia dalla parte ministeriale, in questa situazione kafkiana, da qualcuno è stata definita, che si è venuta a creare dal settembre del 2003 ad oggi nella gestione di questo ennesimo caso di epidemia della lingua blu.
Ho accettato di buon grado di esaminare subito questa mozione perciò mi perdonerete se non sarò sicuramente precisissimo sulle date o sui numeri, ma spero di essere preciso sui concetti e sulle azioni.
L'onorevole Manca bene ha fatto ad illustrare quali sono le responsabilità. Fin dal settembre mi sono trovato con questo nuovo caso di gestione dell'epidemia di lingua blu, sierotipo quattro, dopo i casi precedenti che avevano interessato la Sardegna con il sierotipo due. Dal 10 settembre la Giunta e l'Assessorato, e tutta la struttura, si è mossa a seguito della prima segnalazione di caso sospetto di lingua blu ed esattamente l'infezione da sierotipo quattro. Subito dopo sono state attivate tutte le azioni di controllo, di verifica, di protezione previste dalla normativa per quanto attiene nuovi casi di epidemia di lingua blu.
Già dal primo momento si è dovuti intervenire con la determinazione della zona di protezione, chiedendo in questo caso al Ministero che la zona di protezione prevista nell'arco di cento chilometri fosse, nel caso specifico della Sardegna, ridotta a venti chilometri. Subito dopo il Ministero rispose e accettò la delimitazione a venti chilometri. Da lì è iniziata la storia infinita sulla lingua blu.
Vengo agli ultimi fatti in quanto sarebbe inutile tornare su quanto già puntualmente elencato nella mozione e illustrato negli interventi dei colleghi, la gran parte dei quali fa parte della stessa Commissione agricoltura o sanità, a cui ho chiesto di essere audito quando si è avuto il sospetto della presenza di un nuovo sierotipo, il sierotipo 16, in Sardegna con notevole ritardo rispetto ai prelievi. Da lì si è evidenziato che l'istituto centrale, il centro di riferimento di Teramo, trasmetteva gli esiti delle analisi a volte con un ritardo minimo da due mesi a tre mesi dal momento del prelievo e da lì è iniziato un contenzioso con il Ministero. Un contenzioso che è arrivato al culmine nel momento in cui la Sardegna, così come le altre regioni interessate da questa ennesima ondata di epidemia, sono state obbligate, o sarebbero obbligate alla vaccinazione a seguito di decreto ministeriale.
Da quel momento e col conforto, o meglio sicuramente non il conforto unanime delle Commissioni, mi sono attivato presso il Ministero perchè le perplessità su un'ennesima campagna vaccinale erano giorno dopo giorno sempre in aumento, a seguito della mancanza di coperture finanziarie in caso di danni derivati dalla vaccinazione. Era in quel momento in discussione anche la finanziaria nazionale, ci siamo preoccupati di presentare un emendamento attraverso i nostri rappresentanti in Parlamento per chiedere le dovute coperture finanziarie. Tale emendamento è stato votato in Commissione, ma è stato respinto dall'Aula, perciò ci trovavamo nella situazione di subire un obbligo, ma dalla stessa istituzione da cui subiamo un obbligo, non abbiamo l'assunzione di responsabilità per eventuali danni. Perchè si parla di eventuali danni? Perchè siamo in presenza di un vaccino prodotto in Sud Africa sul quale non è stata effettuata nessun tipo di sperimentazione e, soprattutto non è stata effettuata la sperimentazione nella composizione tri, tetra, pentavalente, per cui non siamo in grado in questo momento di dire quali possono essere che controindicazioni per questa nuova campagna di vaccinazione. Nel contempo la Regione Sardegna attraverso il suo istituto, l'Istituto zooprofilattico di Sassari, riconosciuto a livello nazionale per la sua professionalità e le sue capacità scientifiche, ha avviato alla Regione Sardegna, purtroppo con ritardo, in quanto abbiamo appreso che non eravamo in presenza di sperimentazione soltanto a fine dicembre, ai primi di gennaio ha dato corso ad una sperimentazione del vaccino nella forma mono, tri, tetravalente. Ovviamente un programma di vaccinazione non si esaurisce in pochi giorni, ma nell'arco di circa 60 o 90 giorni, per poi verificare nei successivi trenta giorni gli effetti derivanti dalla vaccinazione, sono in corso attualmente gli studi per la sperimentazione nella forma trivalente. Tutto questo è stato fatto presente nella conferenza Stato - regioni, dove non si è andati a lamentarci, a porre delle questioni senza essere propositivi, ma si è cercato di attirare l'attenzione delle altre regioni d'Italia su un fatto grave per tutte, gravissimo per la Sardegna, rimarcando anche che tale fatto riveste non solo problemi di tipo scientifico - sanitario, ma economico e sociale, per l'importanza del comparto zootecnico nella nostra regione.
Devo dire che in quella sede la Regione Sardegna ha ottenuto all'unanimità delle regioni d'Italia, il completo appoggio e sostegno e, scrive il Presidente Ghigo, Presidente della Conferenza dei Presidenti delle regioni, al Ministro Sirchia, ricopiando praticamente quella che è stata l'istanza portata dalla Regione Sardegna in sede di conferenza Stato - regioni, dove si chiedeva di prevedere che il costo delle operazioni vaccinali, e stiamo parlando del 5 febbraio, quando verranno effettuate dovrà essere coperto da finanziamento specifico nazionale; prevedere che il costo dei danni diretti, morte o abbattimento degli animali, spese per la distruzione del focolaio e indiretti susseguenti alla vaccinazione, compreso il ritardo o mancato spostamento degli animali per motivi sanitari, deve essere rimborsato agli allevatori e coperto da finanziamento nazionale anche con la modifica del legge 218/88, modifica che l'allora ministro Rosi Bindi fece in un caso di epidemia avicola nel nord d'Italia, ma che stranamente, interessando la Sardegna e il Mezzogiorno, non si può più fare con atto amministrativo. Ritengo che se questo tipo di epidemia avesse colpito altra economia del nostro Paese, altre regioni del nostro Paese, si sarebbe provveduto immediatamente a dare copertura finanziaria. E tutto questo l'ho manifestato, anche se non è presente, ma probabilmente mi sta ascoltando, mi riferisco all'onorevole Cogodi, non con piaggeria, ma l'ho manifestato in difesa degli interessi della Sardegna, in difesa degli interessi degli allevatori, in difesa dei diritti della Sardegna e della nostra Regione.
Perciò cosa ha fatto la regione Sardegna? Ha promosso la sperimentazione a sue spese, è intervenuta per un piano di disinfestazione a proprie spese, con 630 milioni di euro destinati alle province, un piano condiviso con le province fin dal dicembre del 2003. Si è ulteriormente proposta al Ministero con diverse note che non sto qui ad elencarvi ma che sono a vostra disposizione, però sono due fascicoli di note che ho consegnato puntualmente alle Commissioni consiliari, dove reitera la richiesta al Ministero della Salute e alla direzione generale della sanità perchè si sia autorizzati all'utilizzo di prodotti già in uso in altre nazioni appartenenti alla Comunità Europea, prodotti ed insetticidi, che si possano usare anche sugli animali con la collaborazione degli stessi allevatori. Ancora ad oggi il Ministero non ha dato risposte e autorizzazione, non avendo dato autorizzazione lo scrivente Assessorato oltre ad attuare le profilassi vaccinali, acquisterà e distribuirà prodotti insetticidi il cui uso sugli animali è consentito da altri paesi comunitari. Il Governo non risponde, la Regione si assume le responsabilità e comunque pone in essere le azioni che ritiene scientificamente valide a protezione del nostro patrimonio zootecnico. Così come la Regione, in assenza di autorizzazione da parte del Ministero e della direzione generale del Ministero della Sanità, ha autorizzato l'istituto zooprofilattico di Sassari a svolgere tutte le analisi utili e tempestive perchè si possa in Sardegna direttamente combattere i sierotipi presenti. Così come ancora non siamo stati autorizzati per la sieroneutralizzazione, autonomamente l'Assessorato ha comunque condiviso con l'Istituto zooprofilattico di Sassari e ha autorizzato l'Istituto zooprofilattico. Ma voi tutti sapete, per non prenderci in giro, che questo tipo di autorizzazioni devono essere date dal Ministero perchè noi non abbiamo nessuna competenza primaria. Perciò io credo che l'Assessore qui presente, questa Giunta, ma devo dire l'intero Consiglio, si è attivato attraverso le Commissioni, in prima persona assumendosi anche responsabilità non sue e non avendo ancora adeguata copertura finanziaria da parte dello Stato, che ha stanziato 25 milioni di euro per l'Italia tutta, contro i 250 miliardi di lire spesi a tutt'oggi dalla Sardegna nel contrastare queste forme epidemiologiche. Per cui credo che sia inopportuna la demagogia e la strumentalizzazione, sarei tentato di rispondere anche ad alcune parole di accusa, di offesa e di ingiuria, onorevole Cogodi, che lei lancia per attirare l'attenzione, le lancia perchè in quanto non ha argomenti cerca di colpire personalmente i colleghi, e io sono un suo collega, per cercare comunque di ottenere audizione dall'Aula, perchè ha lanciato delle accuse sulle quali preferirei non approfondire e lasciare da parte. Io ritengo di aver fatto seriamente tutti gli interventi utili e necessari; ritengo di non utilizzare queste argomentazioni in campagna elettorale perchè vede, io ho sottolineato l'aspetto sociale di quest'ennesima forma epidemiologica, apprezzo molto il tono e, ripeto, l'onestà intellettuale dell'onorevole Manca nell'aver esposto nella mozione e nell'esposizione stessa della mozione qui in Aula. Non facciamone un caso di strumentalizzazione politica, di demagogia, perchè l'aspetto sociale di questa vicenda è molto superiore all'aspetto economico. Sotto l'aspetto economico devo dire che mi preoccupa il futuro, non il presente, perchè 98 mila capi interessati dall'epidemia sono sì e no il 2 per cento, 1,80 dell'intero patrimonio zootecnico. Non è il fatto in sé che preoccupa, ma quel che potrebbe avvenire nel futuro. Se noi utilizziamo argomentazioni come quelle poste dall'onorevole Alberto Sanna non solo qui in Aula, ma anche in Commissione, che cerca di fare la propria campagna elettorale ai danni degli altri, non sta facendo l'interesse degli allevatori e della Sardegna e tanto meno presumo i suoi, perchè lei ha riferito delle cose di cui ha già risposta e sa non rispondere al vero, ma le utilizza in quest'Aula semplicemente per creare attenzione o per creare problemi a questa maggioranza. Io non sto qui a discutere se c'è o non c'è una maggioranza, se questa Giunta è una Giunta fantasma o meno, sono qui soltanto a rispondere delle azioni che l'Assessorato ha compiuto, le ha compiute con serietà, nel pieno rispetto e a tutela del mondo degli allevatori e dei veterinari che in quel protocollo citato dall'onorevole Manca sono gli unici a cui viene scaricata la responsabilità della vaccinazione. Noi non possiamo, e credo che su questo condivida l'onorevole Manca, primo firmatario di questa mozione, non possiamo sospendere con efficacia immediata la campagna vaccinale 2004, perchè non siamo noi che determiniamo, non abbiamo noi competenza sulla vaccinazione, rispondiamo, e come ho sempre risposto, manifestando, a mio avviso l'inopportunità, la superficialità e la impraticabilità della vaccinazione 2004, tant'è che i veterinari sono in azione in questo momento, hanno contrastato e contestano il protocollo vaccinale, non lo renderanno attuabile, non raggiungeremo neanche il dieci per cento della copertura vaccinale, non dell'ottanta, questa può essere la risposta, perchè? Perchè rifiutandoci noi come altre regioni che non si sono attivate in merito per il momento, rifiutandoci di portare avanti la campagna vaccinale avremmo dei danni riflessi sulla movimentazione, sui rimborsi provenienti dalla Comunità Europea e penalizzeremo due volte gli allevatori. Ufficialmente non si può dire che noi non risponderemo alla vaccinazione, ma credo che il protocollo stesso, emanato dalla direzione generale della sanità, consenta di non portare a termine la vaccinazione. Una vaccinazione iniziata in ritardo, prima decretata dal 1° dicembre fino al 30 aprile in assenza di vaccini, in assenza di protocolli, in assenza di direttive, perciò da una settimana si è iniziata la campagna di vaccinazione, o meglio tutte quelle attività propedeutiche per la vaccinazione che, a mio avviso, non potrà essere portata termine e non potrà di fatto essere conclusa.
Così come richiedere formalmente le dimissioni, pur essendo d'accordo nella sostanza, pur essendo d'accordo sul fatto personale, ma istituzionalmente non possiamo noi bloccare la vaccinazione, ci penseranno i veterinari a bloccare la vaccinazione; richiedere formalmente le dimissioni del direttore generale dei servizi veterinari del Ministero è un'altra di quelle cose che sottoscriverei e che avrei sottoscritto già da diversi mesi, così come il quarto punto che impegna la Giunta ad intraprendere le opportune iniziative, accertare le loro gravi responsabilità, dotare le necessarie procedure eccetera.
Su una cosa mi permetto di dissentire di tutta la mozione, in modo particolare, questa non è sostanziale onorevole Manca, ma io ero presente alla riunione tenutasi a Tramatza il 27 febbraio 2004, non credo che nessun allevatore abbia insultato nessun veterinario, c'è stato soltanto un momento in cui è stato sottolineato che essendo una riunione tecnica non era una riunione pubblica, per cui molto cortesemente e con molta educazione alcuni allevatori presenti hanno preferito attendere fuori la conclusione dei lavori. Non ci sono stati né insulti, né ingiurie, niente di tutto questo.
Nel merito invece, nella parte in cui sottolinea che le competenti autorità della nostra Regione Autonoma non hanno svolto per tempo un'efficace azione di controllo, coordinamento, programmazione e informazione, che tra l'altro è stata delegata con un milione di euro per la campagna di informazione alle associazioni di categoria già da diversi mesi, che avrebbe consentito se non proprio di evitare, sicuramente di limitare il malcontento degli allevatori e così l'incrinarsi dell'indispensabile rapporto di fiducia con i servizi veterinari che è alla base della riuscita del piano di profilassi e risanamento sanitario, compreso quello…
PRESIDENTE. Concluda, Assessore.
CAPELLI (U.D.C.). Assessore dell'igiene, sanità e dell'assistenza sociale. Su questa parte, mi consenta di non condividere, perchè non risponde assolutamente al vero, anzi è in contraddizione con quanto le ho elencato poc'anzi e posso comunque dargliene copia e formale prova di tutte le azioni che sono state fatte e compiute dalla Regione Autonoma per un efficace controllo, coordinamento, programmazione ed informazione. Così come, nella parte finale, constatata infine l'inadeguatezza dei provvedimenti adottati dal 2000 ad oggi per contrastare l'epidemia, credo che anche su questo siano due storie diverse. Sia diversa la vaccinazione sul sierotipo due compiuta dal 2001 in poi, dalla situazione che stiamo vivendo ora, perchè sul sierotipo due, la prima vaccinazione, esisteva una sperimentazione, e tra l'altro in presenza di una moria per oltre 500 mila capi la situazione era ben diversa da quella che stiamo vivendo oggi, perciò l'azione vaccinale del 2000, sperimentata con il sierotipo due ed anche il monitoraggio degli eventi successivi che a oggi, in quella fase di vaccinazione non hanno dato esiti negativi, credo che non sia corretta. Perciò approvandola in gran parte la mozione, chiederò due minuti di sospensione per poter discutere questi due punti per poter poi andare direttamente al voto della mozione stessa.
PRESIDENTE. Colleghi, è stata chiesta da parte dell'Assessore una brevissima sospensione per poter approfondire qualche punto del dispositivo della mozione. Annuncio all'Aula, comunque, che è stato presentato un ordine del giorno e prima della sospensione vorrei far dare lettura dell'ordine del giorno presentato. Quindi invito un collega Segretario a prendere posto in Presidenza.
Comunico che è pervenuto alla Presidenza un ordine del giorno. Se ne dia lettura.
LICANDRO, Segretario:
Ordine del giorno MANCA - SANNA Giacomo - SCARPA - GRANELLA - COGODI - SANNA Alberto - SCANO - DETTORI - MASIA sulla sospensione immediata della campagna vaccinale contro la blue tongue in Sardegna.
IL CONSIGLIO REGIONALE
PREMESSO che dall'agosto del 2000 fino ad oggi la zootecnia sarda è ostaggio di una grave epidemia di febbre catarrale degli ovini (blue tongue) che ha causato direttamente ed indirettamente la crisi dell'allevamento isolano;
RICORDATO che la direttiva 2000/75/CE del Consiglio Europeo del 20 novembre 2000, peraltro non ancora recepita dall'ordinamento giuridico italiano, stabilisce disposizioni specifiche relative alle misure di lotta e di eradicazione della febbre catarrale degli ovini che prevedono la vaccinazione preventiva e che la stessa direttiva, all'allegato I, individua il laboratorio nazionale di competenza per la blue tongue nel CESME (Centro Nazionale di Referenza per le Malattie Esotiche) presso l'IZS di Teramo;
CONSIDERATO che il direttore generale della sanità pubblica veterinaria del Ministero della Salute, il dott. Marabelli, in accordo con il direttore del CESME il dott. Caporale, hanno imposto anche per il 2004 la vaccinazione obbligatoria sul territorio isolano di tutti i ruminanti domestici con un vaccino vivo attenuato e che solo a seguito di formale richiesta al Ministero (nota 5310/8 dell'11 febbraio 2004 della RAS) questo vaccino, in un primo momento tetravalente (sierotipi 2, 4, 9 e 16), è poi diventato trivalente (sierotipi 2, 4 e 16);
RILEVATO che l'articolo 3, comma b, del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 119, modificato dal decreto legislativo 24 febbraio 1997, n. 47, stabilisce "…in caso di malattie epidemiche gravi il Ministero della Sanità consente temporaneamente l'impiego di medicinali veterinari ad azione immunologica, senza preventiva autorizzazione di immissione sul mercato, in mancanza di medicinali appropriati e dopo aver informato la Commissione della Comunità Europea delle condizioni di impiego particolareggiato…"; e che nessun vaccino contro la febbre catarrale degli ovini è prodotto da industrie farmaceutiche situate in Stati membri dell'U.E. o che rispondono agli standard di sicurezza comunitari;
CONSTATATA la conseguente ordinanza dell'11 maggio 2001 con cui il Ministero della Sanità italiano ha disposto per l'utilizzo, in caso di blue tongue, di un vaccino vivo attenuato prodotto dal Veterinary Institute di Ondersterpoort (Sud Africa), e che la stessa ordinanza è stata preceduta dal parere positivo espresso dal Consiglio Superiore di Sanità in data 24 aprile 2001, parere condizionato e vincolato al fatto che "…vengano avviati immediatamente i controlli in grado di garantire i requisiti di validità del prodotto in conformità ai minimi standard stabiliti dalla normativa vigente…" e che a questo stesso riguardo la Commissione Europea, con la decisione 2001/75/CE del 18. gennaio 2001 premette che "…i vaccini contro la febbre catarrale acquistati all'estero per casi di emergenza devono essere testati per ottenere informazioni significative sulla loro utilizzazione in condizioni epidemiologiche diverse…";
DENUNCIATO che il vaccino trivalente che si intende utilizzare in Sardegna nel 2004 non è mai stato testato per le prove di innocuità e per le prove di immunogenicità stabilite per legge e che la formulazione è una novità assoluta, anche per gli stessi produttori sudafricani che non hanno mai utilizzato i sierotipi 2, 4 e 16 in combinazione fra loro e quindi non si conoscono le interazioni che possono intervenire dall'inoculazione contemporanea dei tre sierotipi;
PREMESSE le ulteriori raccomandazioni del Consiglio Superiore di Sanità:e) la supervisione dell'impiego del vaccino ai fini della valutazione delle sue caratteristiche di qualità ed innocuità sia affidata all'Istituto Superiore di Sanità (ISS);
f) siano definiti i livelli di responsabilità in caso di incidenti legati alla somministrazione del vaccino;
g) siano avviate sperimentazioni con altri vaccini alternativi;
h) e che al contrario:
- non è stato eseguito alcun controllo sull'innocuità e sull'efficacia del vaccino da parte dell'Istituto Superiore di Sanità;
- al momento gli unici livelli di responsabilità resi noti dal Ministero in caso di "incidenti vaccinali" sono quelli sanciti dal nuovo "protocollo per la vaccinazione nei confronti della febbre catarrale degli ovini" datato gennaio 2004, stilato dalla Direzione Generale servizi veterinari, in collaborazione con il CESME di Teramo che individuano nel medico veterinario che materialmente eseguirà l'inoculo l'unico responsabile del buon esito della vaccinazione, mentre niente risulta sui livelli di responsabilità relativi alla direzione e gestione dell'emergenza;
- non sono note le risultanze delle sperimentazioni condotte con vaccini alternativi, né di vecchia né di nuova ideazione;
STIGMATIZZATO l'incredibile ritardo nell'avvio della vaccinazione, pratica che dovrebbe essere eseguita il più lontano possibile dalla stagione riproduttiva e dal periodo di massima presenza degli insetti vettori e quindi conclusa, al più tardi, ad aprile, mentre ancora oggi, a meno di due mesi dal termine ultimo, materialmente la vaccinazione non è ancora iniziata;
EVIDENZIATO il fatto che si riscontrano al momento, in Sardegna, ben 620 focolai attivi di malattia e una sieroconversione degli animali sentinella come mai si era osservata nello stesso periodo dell'anno, nonostante le basse temperature registrate questo inverno, condizione che stando al CESME di Teramo avrebbe dovuto scongiurare la possibilità di circolazione virale e quindi nuovi focolai e che questa nuova situazione rappresenta un ulteriore rischio oggettivo per il manifestarsi di effetti collaterali indesiderati nell'utilizzo del vaccino;
DENUNCIATA la totale assenza di una analisi del rischio aggiornata, conseguente all'uso del vaccino in queste nuove condizioni epidemiologiche, nonché la contemporanea assenza di una valutazione costi/benefici sulla campagna obbligatoria che si intende perpetuare e che questi compiti inevasi rientrano fra quelli istituzionali del CESME ;
STIGMATIZZATO il fatto che a pochi giorni dall'inizio della campagna vaccinale, i veterinari vaccinatori isolani, riunitisi in assemblea a Tramatza il 27 febbraio 2004, benché incolpevoli, si sono visti prima insultare da una delegazione di allevatori, poi confondere da una Circolare del Ministero del 18 febbraio 2004 sulle modalità di ricostituzione del vaccino con la quale hanno scoperto che la dose con cui si dovevano originariamente vaccinare 10 capi ora deve essere utilizzata per immunizzarne 100 (per cui possiamo affermare di avere acquistato in Sardegna dosi vaccinali per i prossimi 10 anni); e che ancora non si comprende bene se è necessario vaccinare con i tre sierotipi contemporaneamente o separatamente, e se separatamente, dopo quanti giorni uno dall'altro;
DEPLORATA la gestione dispotica e monopolistica dell'emergenza blue tongue da parte del dott. Marabelli e del dott. Caporale che hanno proibito (circolari n. 1434/2003 e 1150/2001) la manipolazione del virus e soprattutto la libertà di ricerca scientifica: agli IZS, alle Università e all'ISS, impedendo di fatto importanti collaborazioni scientifiche che avrebbero consentito di evitare, tutti o in parte, i ritardi e gli inevitabili errori commessi dalla gestione isolata del CESME, gestione che ha determinato una frattura nel mondo sanitario veterinario come mai se ne erano registrate prima, a livello nazionale ed internazionale;
BIASIMATA l'assenza di una qualsiasi copertura finanziaria prevista a livello nazionale e tendente a rifondere gli eventuali danni provocati dagli effetti indesiderati determinati dallo scriteriato uso del nuovo vaccino sudafricano; assenza di copertura che potrebbe anche ritorcersi contro le casse della stessa RAS che potrebbe essere chiamata ad un imprevisto intervento finanziario atto a salvaguardare il sistema agro-pastorale della Sardegna, sistema-risorsa di importanza fondamentale, peraltro già fortemente penalizzato da anni di crisi;
CONSTATATO che è in essere una rivolta, pubblica e nutrita, degli allevatori contro la vaccinazione obbligatoria, non soltanto per gli innumerevoli effetti indesiderati conseguenti alle scorse campagne vaccinali, peraltro mai correttamente censiti vista l'assenza di un adeguato protocollo di rilevamento, ma anche per la mancanza di garanzie sui risarcimenti per i danni patiti in passato e per quelli futuri;
CONSIDERATO che anche in questa circostanza le competenti autorità della nostra Regione autonoma non hanno svolto per tempo un'efficace azione di controllo, coordinamento, programmazione ed informazione che avrebbe consentito, se non proprio di evitare, sicuramente di limitare il malcontento degli allevatori e così l'incrinarsi dell'indispensabile rapporto di fiducia con i servizi veterinari che è alla base della riuscita di ogni piano di profilassi e di risanamento sanitario, compreso quello per la blue tongue;
DENUNCIATO che questa campagna vaccinale 2004 nasce perdente: per lo scarso tempo utile rimasto per vaccinare, per l'inapplicabilità in tempi brevi del nuovo protocollo di vaccinazione e per l'opposizione dichiarata di gran parte degli allevatori, tanto che, anche nelle ipotesi più ottimistiche si vaccineranno un numero di animali di molto inferiore alla quota dell'80%, quota ipoteticamente necessaria a garantire un buon livello di immunizzazione di massa ed indispensabile, in assenza di nuovi effetti indesiderati, per usufruire delle disposizioni in materia di movimentazione del bestiame;
CONSTATATA in fine, l'inadeguatezza dei provvedimenti adottati dal 2000 ad oggi per contrastare l'epidemia, la pericolosità potenziale e le inesistenti garanzie sul vaccino trivalente di prossimo impiego in Sardegna, nonché l'incapacità di gestione delle risorse umane e finanziarie da parte della Direzione Generale della sanità pubblica veterinaria e della direzione del CESME,
impegna la Giunta regionale
- a sospendere, in Sardegna, con efficacia immediata la campagna vaccinale 2004 contro la blue tongue;
- a richiedere formalmente le dimissioni del direttore generale dei servizi veterinari del Ministero della salute e del direttore del centro di referenza nazionale per le malattie esotiche, l'IZS di Teramo;
- a procedere nella rimozione del dott. Romano Marabelli dal consiglio di amministrazione dell'IZS della Sardegna;
- ad intraprendere le opportune iniziative per accertare le loro gravi responsabilità;
- ad adottare le necessarie procedure per favorire la sperimentazione di vaccini alternativi contro la blue tongue. (1)
PRESIDENTE. Sospendiamo i lavori per dieci minuti, riprendiamo alle ore 13 con l'illustrazione dell'ordine del giorno che è stato presentato e poi, naturalmente, con la votazione dell'ordine del giorno. La Seduta è sospesa.
(La seduta, sospese alla ore 12 e 50, viene ripresa alle ore 13 e 21.)
PRESIDENTE. Colleghi riprendiamo i lavori, chiedendo scusa all'Aula per il ritardo rispetto all'orario previsto per la ripresa. E' stato presentato un ordine del giorno che naturalmente non può essere illustrato, però deve essere letto, quindi se un collega Segretario... L'ordine del giorno, primo firmatario Manca Pasqualino è in distribuzione. Se ne dia lettura, pregando i colleghi di osservare un po' di silenzio, per cortesia, e di stare seduti al proprio posto.
RANDAZZO, Segretario:
ORDINE DEL GIORNO MANCA - SANNA Giacomo - SCARPA - GRANELLA - COGODI - SANNA Alberto - SCANO - DETTORI - MASIA sulla sospensione immediata della campagna vaccinale contro la blue tongue in Sardegna
IL CONSIGLIO REGIONALE
a conclusione del dibattito sulla mozione n. 136;
PREMESSO che dall'agosto del 2000 fino ad oggi, la zootecnia sarda è ostaggio di una grave epidemia di febbre catarrale degli ovini (blue tongue) che ha causato direttamente ed indirettamente la crisi dell'allevamento isolano;
RICORDATO che la direttiva 2000/75/CE del Consiglio Europeo del 20 novembre 2000, peraltro non ancora recepita dall'ordinamento giuridico italiano, stabilisce disposizioni specifiche relative alle misure di lotta e di eradicazione della febbre catarrale degli ovini che prevedono la vaccinazione preventiva e che la stessa direttiva, all'allegato I, individua il laboratorio nazionale di competenza per la blue tongue nel CESME (Centro Nazionale di Referenza per le Malattie Esotiche) presso l'IZS di Teramo;
CONSIDERATO che il direttore generale della sanità pubblica veterinaria del Ministero della Salute, il dott. Marabelli, in accordo con il direttore del CESME il dott. Caporale, hanno imposto anche per il 2004 la vaccinazione obbligatoria sul territorio isolano di tutti i ruminanti domestici con un vaccino vivo attenuato e che solo a seguito di formale richiesta al Ministero (nota 5310/8 dell'11 febbraio 2004 della RAS) questo vaccino, in un primo momento tetravalente (sierotipi 2, 4, 9 e 16), è poi diventato trivalente (sierotipi 2, 4 e 16);
RILEVATO che l'articolo 3, comma b, del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 119, modificato dal decreto legislativo 24 febbraio 1997, n. 47, stabilisce "…in caso di malattie epidemiche gravi il Ministero della Sanità consente temporaneamente l'impiego di medicinali veterinari ad azione immunologica, senza preventiva autorizzazione di immissione sul mercato, in mancanza di medicinali appropriati e dopo aver informato la Commissione della Comunità Europea delle condizioni di impiego particolareggiato…"; e che nessun vaccino contro la febbre catarrale degli ovini è prodotto da industrie farmaceutiche situate in Stati membri dell'U.E. o che rispondono agli standard di sicurezza comunitari;
CONSTATATA la conseguente ordinanza dell'11 maggio 2001 con cui il Ministero della Sanità italiano ha disposto per l'utilizzo, in caso di blue tongue, di un vaccino vivo attenuato prodotto dal Veterinary Institute di Ondersterpoort (Sud Africa), e che la stessa ordinanza è stata preceduta dal parere positivo espresso dal Consiglio Superiore di Sanità in data 24 aprile 2001, parere condizionato e vincolato al fatto che "…vengano avviati immediatamente i controlli in grado di garantire i requisiti di validità del prodotto in conformità ai minimi standard stabiliti dalla normativa vigente…" e che a questo stesso riguardo la Commissione Europea, con la decisione 2001/75/CE del 18. gennaio 2001 premette che "…i vaccini contro la febbre catarrale acquistati all'estero per casi di emergenza devono essere testati per ottenere informazioni significative sulla loro utilizzazione in condizioni epidemiologiche diverse…";
DENUNCIATO che il vaccino trivalente che si intende utilizzare in Sardegna nel 2004 non è mai stato testato per le prove di innocuità e per le prove di immunogenicità stabilite per legge e che la formulazione è una novità assoluta, anche per gli stessi produttori sudafricani che non hanno mai utilizzato i sierotipi 2, 4 e 16 in combinazione fra loro e quindi non si conoscono le interazioni che possono intervenire dall'inoculazione contemporanea dei tre sierotipi;
PREMESSE le ulteriori raccomandazioni del Consiglio Superiore di Sanità:i) la supervisione dell'impiego del vaccino ai fini della valutazione delle sue caratteristiche di qualità ed innocuità sia affidata all'Istituto Superiore di Sanità (ISS);
j) siano definiti i livelli di responsabilità in caso di incidenti legati alla somministrazione del vaccino;
k) siano avviate sperimentazioni con altri vaccini alternativi;
l) e che al contrario:
- non è stato eseguito alcun controllo sull'innocuità e sull'efficacia del vaccino da parte dell'Istituto Superiore di Sanità;
- al momento gli unici livelli di responsabilità resi noti dal Ministero in caso di "incidenti vaccinali" sono quelli sanciti dal nuovo "protocollo per la vaccinazione nei confronti della febbre catarrale degli ovini" datato gennaio 2004, stilato dalla Direzione Generale servizi veterinari, in collaborazione con il CESME di Teramo che individuano nel medico veterinario che materialmente eseguirà l'inoculo l'unico responsabile del buon esito della vaccinazione, mentre niente risulta sui livelli di responsabilità relativi alla direzione e gestione dell'emergenza;
- non sono note le risultanze delle sperimentazioni condotte con vaccini alternativi, né di vecchia né di nuova ideazione;
STIGMATIZZATO l'incredibile ritardo nell'avvio della vaccinazione, pratica che dovrebbe essere eseguita il più lontano possibile dalla stagione riproduttiva e dal periodo di massima presenza degli insetti vettori e quindi conclusa, al più tardi, ad aprile, mentre ancora oggi, a meno di due mesi dal termine ultimo, materialmente la vaccinazione non è ancora iniziata;
EVIDENZIATO il fatto che si riscontrano al momento, in Sardegna, ben 620 focolai attivi di malattia e una sieroconversione degli animali sentinella come mai si era osservata nello stesso periodo dell'anno, nonostante le basse temperature registrate questo inverno, condizione che stando al CESME di Teramo avrebbe dovuto scongiurare la possibilità di circolazione virale e quindi nuovi focolai e che questa nuova situazione rappresenta un ulteriore rischio oggettivo per il manifestarsi di effetti collaterali indesiderati nell'utilizzo del vaccino;
DENUNCIATA la totale assenza di una analisi del rischio aggiornata, conseguente all'uso del vaccino in queste nuove condizioni epidemiologiche, nonché la contemporanea assenza di una valutazione costi/benefici sulla campagna obbligatoria che si intende perpetuare e che questi compiti inevasi rientrano fra quelli istituzionali del CESME ;
STIGMATIZZATO il fatto che a pochi giorni dall'inizio della campagna vaccinale, i veterinari vaccinatori isolani, riunitisi in assemblea a Tramatza il 27 febbraio 2004, benché incolpevoli, si sono visti prima insultare da una delegazione di allevatori, poi confondere da una Circolare del Ministero del 18 febbraio 2004 sulle modalità di ricostituzione del vaccino con la quale hanno scoperto che la dose con cui si dovevano originariamente vaccinare 10 capi ora deve essere utilizzata per immunizzarne 100 (per cui possiamo affermare di avere acquistato in Sardegna dosi vaccinali per i prossimi 10 anni); e che ancora non si comprende bene se è necessario vaccinare con i tre sierotipi contemporaneamente o separatamente, e se separatamente, dopo quanti giorni uno dall'altro;
DEPLORATA la gestione dispotica e monopolistica dell'emergenza blue tongue da parte del dott. Marabelli e del dott. Caporale che hanno proibito (circolari n. 1434/2003 e 1150/2001) la manipolazione del virus e soprattutto la libertà di ricerca scientifica: agli IZS, alle Università e all'ISS, impedendo di fatto importanti collaborazioni scientifiche che avrebbero consentito di evitare, tutti o in parte, i ritardi e gli inevitabili errori commessi dalla gestione isolata del CESME, gestione che ha determinato una frattura nel mondo sanitario veterinario come mai se ne erano registrate prima, a livello nazionale ed internazionale;
BIASIMATA l'assenza di una qualsiasi copertura finanziaria prevista a livello nazionale e tendente a rifondere gli eventuali danni provocati dagli effetti indesiderati determinati dallo scriteriato uso del nuovo vaccino sudafricano; assenza di copertura che potrebbe anche ritorcersi contro le casse della stessa RAS che potrebbe essere chiamata ad un imprevisto intervento finanziario atto a salvaguardare il sistema agro-pastorale della Sardegna, sistema-risorsa di importanza fondamentale, peraltro già fortemente penalizzato da anni di crisi;
CONSTATATO che è in essere una rivolta, pubblica e nutrita, degli allevatori contro la vaccinazione obbligatoria, non soltanto per gli innumerevoli effetti indesiderati conseguenti alle scorse campagne vaccinali, peraltro mai correttamente censiti vista l'assenza di un adeguato protocollo di rilevamento, ma anche per la mancanza di garanzie sui risarcimenti per i danni patiti in passato e per quelli futuri;
CONSIDERATO che anche in questa circostanza le competenti autorità della nostra Regione autonoma non hanno svolto per tempo un'efficace azione di controllo, coordinamento, programmazione ed informazione che avrebbe consentito, se non proprio di evitare, sicuramente di limitare il malcontento degli allevatori e così l'incrinarsi dell'indispensabile rapporto di fiducia con i servizi veterinari che è alla base della riuscita di ogni piano di profilassi e di risanamento sanitario, compreso quello per la blue tongue;
DENUNCIATO che questa campagna vaccinale 2004 nasce perdente: per lo scarso tempo utile rimasto per vaccinare, per l'inapplicabilità in tempi brevi del nuovo protocollo di vaccinazione e per l'opposizione dichiarata di gran parte degli allevatori, tanto che, anche nelle ipotesi più ottimistiche si vaccineranno un numero di animali di molto inferiore alla quota dell'80%, quota ipoteticamente necessaria a garantire un buon livello di immunizzazione di massa ed indispensabile, in assenza di nuovi effetti indesiderati, per usufruire delle disposizioni in materia di movimentazione del bestiame;
CONSTATATE le inesistenti garanzie sul vaccino trivalente di prossimo impiego in Sardegna, nonché l'incapacità di gestione delle risorse umane e finanziarie da parte della Direzione Generale della sanità pubblica veterinaria e della direzione del CESME,
impegna la Giunta regionale
- a ricercare tutti gli strumenti ed intraprendere tutte le azioni che portino alla sospensione, in Sardegna, con efficacia immediata della campagna vaccinale 2004 contro la blue tongue;
- a richiedere formalmente le dimissioni del direttore generale dei servizi veterinari del Ministero della salute e del direttore del centro di referenza nazionale per le malattie esotiche, l'IZS di Teramo;
- a verificare che sussistano le condizioni per la immediata rimozione del dott. Romano Marabelli dal consiglio di amministrazione dell'IZS della Sardegna;
- ad intraprendere le opportune iniziative per accertare le loro gravi responsabilità;
- ad adottare le necessarie procedure per favorire la sperimentazione di vaccini alternativi contro la blue tongue. (2)
PRESIDENTE. Su questo ordine del giorno, che non può essere illustrato, è necessario acquisire i pareri. Il parere del relatore è superfluo perché è primo firmatario, quindi non credo che ci sia... Onorevole Manca, il suo parere è sicuramente favorevole, lei non può intervenire per illustrarlo. Quindi dobbiamo chiedere il parere all'Assessore.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
CAPELLI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Favorevole.
PRESIDENTE. L'Assessore ha espresso parere favorevole. Informiamo l'Aula che alle tre firme presenti nell'ordine del giorno numero 2 sono da aggiungere tutte le firme che sono presenti anche nell'ordine del giorno numero 1. Questa è l'intesa che è stata raggiunta tra le parti. Quindi l'ordine del giorno numero 2, sul quale è stato acquisito il parere favorevole della Giunta, reca anche le firme, oltre alle tre dei presentatori, contenute nell'ordine del giorno numero 1. L'ordine del giorno numero 2 va messo in votazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Corda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CORDA (Gruppo Misto). Presidente e colleghi, l'argomento blue tongue purtroppo non è argomento nuovo; in questo Consiglio lo abbiamo trattato addirittura in una seduta, in una riunione straordinaria del Consiglio, se non ricordo male nel 2001. Già allora scienziati, studiosi, persone che si occupano nelle nostre Università di settori come la virologia, come la parassitologia, raccomandavano quanto meno prudenza nel decidere di fare la vaccinazione. Tutti i risultati fino ad allora acquisiti dicevano che questa vaccinazione avrebbe potuto scatenare un'epidemia ancora più difficile da combattere, e laddove è stata fatta la vaccinazione in presenza di due sierotipi, dopo un anno questi sierotipi erano diventati quattro, per non dire anche cinque, anche sei. Si conoscono fino ad oggi 24 sierotipi, non vi è dubbio che quindi c'è una controversa interpretazione dei risultati, c'è la necessità di approfondire l'argomento vaccinazione e non si può non tener conto del parere espresso da centinaia di allevatori che denunciano i danni che sono stati causati, a loro dire, dalle vaccinazioni effettuate. Si parla di animali diventati sterili, si parla di animali che sono stati indotti ad abortire sempre a causa di questi vaccini. Anche recentemente i responsabili delle Facoltà di parassitologia e di virologia delle Università sia di Cagliari che di Sassari si sono pronunciati in modo assolutamente deciso contro il vaccino. Hanno detto, hanno spiegato che il vaccino avrebbe creato gravi danni al nostro patrimonio zootecnico e così pare che sia stato perché, a meno che gli allevatori nostri non siano diventati all'improvviso pazzi, che vogliono distruggere le loro greggi, ma se gli allevatori, se i pastori dicono che stanno subendo un danno non vi è dubbio che bisogna dar loro credito.
Quindi noi voteremo a favore di questa risoluzione, di questo ordine del giorno, perché crediamo che vada fatta una seria riflessione, un serio approfondimento prima di continuare in una pratica che, a dire di chi l'ha subita, ha creato già troppi danni.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'ordine del giorno numero 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Informiamo i colleghi che la votazione è già avvenuta, quindi i colleghi possono rientrare al loro posto. Credo sia necessario decidere come si debba proseguire nei lavori.
Ha domandato di parlare il consigliere Corda sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
CORDA (Gruppo Misto). Presidente, sull'ordine dei lavori, mi perdoni, siccome io temo che si profili all'orizzonte un'altra richiesta di riunione dei Capigruppo per decidere chissà cosa, l'ordine del giorno è già presente, è già stabilito, che si vada avanti a lavorare. Punto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu sempre su questo argomento. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Sì, Presidente, noi abbiamo già comunicato ieri in Consiglio regionale, lo ha fatto il collega Fadda, la nostra indisponibilità come centrosinistra a proseguire nell'esame di un ordine del giorno facendo finta che tutto proceda regolarmente mentre un consigliere regionale fa finta di fare una marcia per la Sardegna, per affrontare i suoi problemi; mentre il Presidente della Giunta fa spot pubblicitari nell'isola di La Maddalena, a porte chiuse, per presentare dati parziali e non conclusivi e rassicurare la popolazione; mentre, chiedo scusa ai colleghi, al 3 di marzo non si ha notizia, né traccia della legge finanziaria; mentre sono scaduti i termini dell'esercizio provvisorio. Noi ci rifiutiamo di proseguire l'esame dell'ordine del giorno, quindi di esaminare il consiglio delle autonomie fino a che non viene presentata in questo Consiglio regionale la legge finanziaria, della quale, ripeto, nessuno di noi ha traccia, nonostante il Presidente e l'Assessore competente si fossero impegnati in quest'Aula a presentare il documento contabile tre settimane fa. Questo non è avvenuto, non ne abbiamo notizia, noi torneremo in Consiglio regionale quando avremo notizie precise di questo. Presenteremo una mozione con richiesta urgente di discussione su questa materia, la presenteremo oggi e vorremmo tornare in Consiglio per discutere di questo e della legge finanziaria che non c'è, per dare risposte serie e concrete ai problemi che invece si agitano lungo le strade dell'Isola facendo finta di dare risposte ai problemi e ai bisogni della gente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Sull'ordine del giorno per confermare brevemente nel dire, ma in modo convinto quanto già da diversi giorni annunciato e anche stamani ripreso in diversi interventi, ivi compreso il nostro, che sul piano formale se ne rendono conto tutti i colleghi e tutti i Gruppi, sul piano formale si potrebbe procedere secondo un ordine del giorno che è stato a suo tempo definito, però sul piano sostanziale, sul piano politico, sul piano anche della utilità non si può procedere.
In ogni caso confermiamo anche noi lo totale indisponibilità ad esaminare argomenti altri e diversi rispetto a quello che a questo punto deve essere necessariamente esaminato dal Consiglio regionale, la legge finanziaria e la legge di bilancio, perché la Regione sia restituita almeno alla sua ordinaria e normale correttezza amministrativa. Almeno!
Non riprendo i temi della dialettica o se volete della polemica o della denuncia politica, li abbiamo già anche noi rappresentati e sono sotto gli occhi di tutti. Di sicuro tutto il Consiglio ha l'obbligo, avendo di fronte a sé poche settimane di vita e sapendolo per legge, tutto il Consiglio ha l'obbligo di chiedere di avere una proposta di bilancio e di legge finanziaria. Quindi confermiamo la nostra indisponibilità a procedere su qualsiasi altra inutile cosa, a questo punto anche con rischio di fare danni ulteriori, non noi, ma una condizione così confusa sul piano politico potrebbe anche produrre ulteriori danni, e di stringere i tempi e se si vuole stringere qualche altra cosa non sarebbe male, perché il Consiglio regionale abbia la possibilità, com'è suo dovere, com'è nell'esercizio delle sue prerogative, di poter almeno consegnare alla Regione amministrazione, ma soprattutto alla regione comunità una legge di bilancio per l'esercizio in corso, una legge finanziaria che garantisca almeno i diritti e i bisogni essenziali.
PRESIDENTE. Allora, vi è una proposta - io non posso che registrarla in questo modo - di non procedere all'esame degli altri punti o dei punti che sono iscritti all'ordine del giorno sino a quando non perviene all'Aula il testo del documento finanziario. Se non vi sono opinioni contrarie rispetto a questa proposta che è stata avanzata dall'onorevole Spissu e ribadita dall'onorevole Cogodi, io prendo atto di questa proposta e quindi conseguentemente assumo le decisioni.
Quindi, ripeto, c'è una proposta di sospendere i lavori, di non procedere all'esame di nessun altro provvedimento sino a quando non perverranno all'Aula i testi dei documenti finanziari per l'anno in corso.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). L'opposizione da parte di Forza Italia è netta e decisa, intanto perché nelle affermazioni del collega Spissu si rivelano tracce di inesattezza, perché non è affatto vero che l'esercizio provvisorio è scaduto, perché l'esercizio provvisorio quest'Aula l'ha deliberato sino al 31 marzo e non è affatto vero che l'Assessore della programmazione ha dicchiarato che avrebbe portato la manovra finanziaria in Aula in tempi brevi.
spissu (d.s.). Come non è vero? L'ha dichiarato qua in Consiglio!
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Non è affatto vero perché l'Assessore della programmazione ha dichiarato in quest'Aula che avrebbe sottoposto alla Giunta, cosa che è stata fatta, il disegno di legge finanziaria e di bilancio.
Per i noti problemi che esistono e che sono collegati alla legge finanziaria nazionale, che ha previsto che a partire dal 2004 l'indebitamento delle Regioni debba essere possibile solo e limitatamente ad investimenti che riguardano opere a carattere permanente, ci sono notevoli problemi per il reperimento delle risorse per consentire una manovra finanziaria adeguata ai livelli degli anni precedenti. E' in atto una trattativa che, fra l'altro, riguarda altre Regioni d'Italia nella Conferenza Stato- Regioni, perché si veda cosa è possibile definire in ordine alla rivisitazione della norma della finanziaria che prevede, appunto, l'indebitamento solamente per opere a carattere permanente.
Quindi, all'interno della Giunta sono in corso le valutazioni e le riflessioni, ma al di là di quello che avviene all'interno della Giunta sono in corso con lo Stato le trattative per poter dotare la Regione sarda di risorse superiori a quelle che altrimenti sarebbero disponibili. Quindi la maggioranza, la Giunta sta lavorando in questa direzione, la legge finanziaria, nella stesura che sarebbe possibile con le risorse a disposizione, è bella che pronta, ma non è certamente quella la finanziaria che vuole la Sardegna, non è quella la finanziaria che vuole la maggioranza, non credo neanche che sia quella la finanziaria che vuole l'opposizione. Si sta lavorando nell'interesse della regione, sospendere i lavori si tratterebbe di attuare quell'attività ostruzionistica che peraltro noi conosciamo da tempo quale è stata posta in essere dall'opposizione, che non porta a niente perché non si tratta di proposte alternative a quelle della maggioranza per migliorare in qualche modo la legislazione e quindi nell'interesse dei sardi.
Quindi denunciano questo tipo di attività che non è né produttiva, non è utile, ma che è completamente allineata all'attività ostruzionistica ed inqualificabile, sotto certi aspetti, da parte dell'opposizione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Presidente, io desidero innanzitutto da lei una dichiarazione che smentisca quanto ha detto il collega Balletto. La Giunta regionale ha dichiarato in quest'Aula che il venerdì successivo avrebbe approvato in Giunta il provvedimento sulla manovra finanziaria.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Legga i resoconti!
FADDA (La Margherita-D.L.). Non spetta a noi smentire, le bugie le sta raccontando il collega Balletto. Ha detto che la manovra finanziaria sarebbe stata approvata, collega Balletto. Ecco, Presidente...
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Legga i resoconti, io li ho letti.
PRESIDENTE. Colleghi per cortesia, prego. Onorevole Balletto, per cortesia.
FADDA (La Margherita-D.L.). Allora, non solo, ma per ricordare all'onorevole Balletto le cose che lui ha dichiarato oggi le aveva già dette l'Assessore e aveva concluso dicendo: "Nonostante le trattative con il Governo non portano a nessun risultato positivo, noi comunque la manovra finanziaria l'approveremo venerdì prossimo". Queste sono state le dichiarazioni dell'Assessore dopo essersi consultato col Presidente della Regione. Ma quello che è più grave è che il Presidente della Commissione, che dovrebbe tutelare l'Aula, i consiglieri, la sua Commissione difenda in questo modo chi è colpevole. Ma non lo diciamo noi che la Giunta è colpevole, noi stiamo cercando di dire soltanto che le parti sociali, le organizzazioni sindacali, gli imprenditori, gli enti locali protestano perché non esiste la manovra finanziaria, ci volete anche impedire di poter portare in quest'Aula la voce dei sardi? Io credo, onorevole Balletto, che da lei queste cose non me le sarei aspettato, mi sarei aspettato che lei dicesse, onorevole Balletto, che è vero che abbiamo necessità del quarto mese di esercizio provvisorio e che quindi quanto dichiarato dal collega Spissu e lei lo sa che i tre mesi di esercizio provvisorio non sono sufficienti e che noi dovremo... si ricordi queste cose...
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Spissu ha detto che era già scaduto.
FADDA (La Margherita-D.L.). Le sto dicendo, si ricordi. Si ricordi, onorevole Balletto, quando lei porterà come Presidente di Commissione il quarto mese di esercizio provvisorio le cose che ha dichiarato oggi. Quindi, credo che per un'altra ragione non sia possibile procedere, Presidente, noi abbiamo già detto venti giorni fa che non avremmo permesso che altri provvedimenti venissero approvati, però siamo anche opposizione, sappiamo che esiste una maggioranza che è sempre assente, che non partecipa ai lavori, che il Presidente del Consiglio anche su questo tema è dovuto intervenire e dire tre volte "se non ci sono opposizioni io ne traggo le conseguenze", tre volte l'ha dovuto dire perché si alzasse poi l'onorevole Balletto, non si è degnata neanche la Giunta di alzarsi per dire che in qualche modo la manovra finanziaria sarebbe stata presentata domani, dopodomani, ma è mai possibile che abbiamo...
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Presentata in Giunta, ed è in Giunta!
PRESIDENTE. Onorevole Fadda, però per cortesia non interloquisca con i suoi colleghi.
FADDA (La Margherita-D.L.). Visto che c'è questa netta opposizione del collega Balletto noi ne prendiamo atto, credo che bisogni convocare il Consiglio per stasera perché sappiamo quanto si lavorerà, che la maggioranza sarà presente, che si lavorerà con profitto, non ho dubbi, vista questa dura opposizione, netta opposizione.
Onorevole Balletto, la prego, cerchi un po' i suoi colleghi e richiami anche quelli che stanno inutilmente girando a piedi la Sardegna, deve essere qui a lavorare per portare la manovra finanziaria, non girare per le strade della Sardegna a piedi con elicotteri, macchine, televisioni, macchine dei Carabinieri, che venga qui a presentare la proposta finanziaria, che venga qui a discutere delle leggi; fin quando non ci sarà Pili in quest'Aula, in quest'Aula, perché ne ha dovere anche lui, anche per questo non approveremo nessun altro provvedimento. È una vergogna!
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Perché non l'ha detto a Pinna quando è rimasto assente un anno e mezzo!
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia! Per cortesia! Onorevole Fadda. Onorevole Oppi. Per cortesia! Scusi un attimo, onorevole Oppi, le darò subito la parola, però c'è stata una proposta, adesso stiamo aprendo un dibattito; io non ho intenzione davvero di ripartire con una discussione dove intervengono tutti i colleghi. Cerchiamo di fare le cose in maniera tranquilla. Se non c'è accordo sulla proposta di sospendere i lavori è del tutto evidente che andiamo, anche se daremo un grande dispiacere all'onorevole Corda, in Conferenza dei Capigruppo per organizzare i lavori, non per decidere la sospensione, per organizzare i lavori. È chiaro? Quindi adesso dò la parola all'onorevole Oppi e poi all'onorevole Pittalis.
Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Io credo, pur essendo uno non molto calmo per natura, che un po' di serenità bisogna riportarla in quest'Aula.
Non sono molto calmo, ho detto. Primo, non possiamo impedire a uno che si vuole allenare, un bravo ragazzo, probabilmente si vuole allenare per la maratona di New York, di camminare a piedi o correre, così come non possiamo impedire che un collega geologo, lui geologo e io soltanto laureato in geologia, abbia voluto fare la sua esperienza e abbia voluto fare una battaglia in miniera, sono scelte che uno fa e che vanno rispettate, però per amore della verità, rientrando in tema, è vero quello che ha detto Paolo Fadda.
A una precisa domanda dell'onorevole Fadda: quando sarebbe stato approvato il bilancio, l'assessore Cappellacci ha risposto che sarebbe stato approvato il venerdì successivo; questa è la verità, è agli atti di questo Consiglio, quindi cercare di fare giochi non serve. È pur vero che in questo Consiglio non si sta producendo niente, io non ho votato quest'ordine del giorno, non ho fatto in tempo a leggerlo, non lo avrei votato lo stesso perché dice tante imprecisioni e poi disonora l'onorabilità di alcune persone sulle quali possiamo essere d'accordo o meno. Detto questo, oltre a tante imprecisioni, peccato non aver seguito l'intervento dell'onorevole Cogodi, sennò gli avrei risposto così come avrei dovuto fare; siccome non si capiscono i lavori del Consiglio, siccome siamo molto improduttivi, nell'ultima riunione della Conferenza dei Capigruppo, a cui io ho partecipato, si è detto che avremmo lavorato il martedì sera e parzialmente il mercoledì per poi chiudere i lavori. Per quello che stiamo producendo, se si sospendono i lavori non perdiamo niente, così come, non me ne voglia Giorgio eccetera, credo che ormai siamo in dirittura di arrivo e che sia giusto, con la massima sollecitudine, fatte tutte le verifiche, che il bilancio venga approvato; non che venga portato in Aula, Paolo, perché quello può non significare niente, sono i tempi tecnici, ma perlomeno fino a quando il bilancio viene approvato dalla Giunta. Detto questo, siccome di solito non si lavora tre settimane consecutive, io credo e sono d'accordo sulla proposta di sospendere i lavori in modo tale da programmare i lavori questa settimana attraverso le Commissioni, in sede opportuna, e dare un'accelerata alla Giunta perché approvi il bilancio. È una condicio sine qua non e per le quali ognuno di noi ha preso impegni precisi, però ribadisco che quello che ha detto Paolo Fadda, che ci sono stati una serie di intoppi che hanno impedito una serie di riscontri, di verifica a livello romano per fare un bilancio serio, è una verità, quindi in funzione di questo mi associo alla proposta che andare a lavorare stasera per non produrre nulla è preferibile invece rinviare il Consiglio a data da destinarsi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F. I.-SARDEGNA). Signor Presidente, mi pare che sia saggia la sua proposta di convocare una Conferenza dei Capigruppo per organizzare i lavori, quindi io vorrei soltanto intervenire qui per mettere in evidenza un aspetto politico però che non va sottaciuto, e cioè si assume la responsabilità il centrosinistra, che mi pare unanimemente avanza una proposta di bloccare i lavori e quindi anche la possibilità di esame di un provvedimento importante…
FADDA (La Margherita-D.L.). Ha ascoltato l'onorevole Oppi?
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, facciamo parlare l'onorevole Pittalis!
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Di un provvedimento importante come quello faticosamente, anche direi, che ha potuto trovare approdo in Aula che interessa il sistema delle autonomie locali.
COGODI (R.C.). State togliendo i soldi ai comuni!
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, per cortesia! Prego onorevole Pittalis!
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Se appunto vi è un'esigenza, perché il centrosinistra o una parte del centrosinistra che accusa chi marcia a piedi per la Sardegna,
(Interruzioni da parte dei consiglieri del centrosinistra)
deve consultare chi in maniera vergognosa e ignobile sta mandando ai sardi 390.000 messaggi con i telefonini per farsi la campagna elettorale, quella sì vergognosa e che denuncia l'esistenza di un conflitto d'interessi vergognoso e se ha la necessità qualcuno di concordare come attaccare i mezzi di informazione in Sardegna, i mezzi liberi di informazione, perché ha già in sé l'idea di diventare il Napoleone Bonaparte della Sardegna, se il centrosinistra o una parte di esso ha la necessità dunque di avere questi giorni a disposizione di sospensione o per arginare e respingere questo pericolo o per riflettere su questa evenienza che noi definiamo davvero pericolosa per la democrazia, beh, è libero di farlo e allora non si richiami qui il ritardo sulla presentazione della manovra finanziaria, perché il ritardo...
(Interruzioni da parte dei consiglieri del centrosinistra)
Onorevole Selis, lei da Presidente che è stato anche del Consiglio regionale, io ho sempre apprezzato il suo moderatismo, ma evidentemente la vicinanza ad alcuni candidati novelli le sta facendo perdere anche questo suo moderatismo!
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, anche lei per cortesia concluda.
PITTALIS (F.I.-SARDEGNA). Lasciate parlare anche chi non la pensa come voi; non lo so!
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, per cortesia si rivolga al Presidente.
PITTALIS (F.I.-SARDEGNA). Ha ragione Presidente. Allora ecco perché si può discutere, dissentire sui ritardi della manovra, l'opposizione legittimamente pone anche questo problema, ma non si può certamente prendere a pretesto una questione di questa natura con il blocco, la paralisi dei lavori del Consiglio.
SPISSU (D.S.). Non ci siete! Sei arrivato adesso. Vi abbiamo aspettato tutta la mattina. Ben arrivato!
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Allora si chieda, appunto in maniera molto più corretta, una sospensione sulla quale si potranno fare le opportune valutazioni nel luogo deputato che è la Conferenza dei Capigruppo, ma veramente si finisca questa commedia di cui abbiamo capito il senso e che secondo noi veramente rischia di ritorcersi anche a danno del candidato che state promuovendo.
SPISSU (D.S.). Davvero!
PRESIDENTE. Onorevole Corda, lei è già intervenuto, ci ha già detto che cosa lei pensa e che cosa propone e l'abbiamo registrato con molta chiarezza. Lei propone che i lavori continuino senza interruzioni. Onorevole Sanna, mi dica.
(Interruzione del consigliere Corda))
PRESIDENTE. Onorevole Corda, lei comprenda anche una situazione. Onorevole Sanna Gian Valerio e poi non ci sono più interventi, si convoca la Conferenza dei Capigruppo. No, onorevole Pinna, non le dò la parola.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, io credo che…
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, se non osserviamo il silenzio indispensabile perché altri possano intervenire, noi continuiamo a stare qui!
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita D.L.). Signor Presidente, io dico poche cose, c'è un onere morale in quest'Aula, quanto meno quando si prende la parola, il clima scherzoso non può lasciare il passo all'esercizio della bugia o della mistificazione. Né io oso competere con il collega Pittalis in ordine al trasformismo eccellente che ha appreso(?)preso(?) nelle prime fasi e anche nelle ultime fasi della Prima Repubblica, ma mi interessa poco gettare discredito sulla Giunta quanto osservare, assieme a lui, alcune cose. E' normale che alla fine di febbraio, primi di marzo la manovra finanziaria non sia nella disponibilità della Commissione? E' normale che gli enti locali si apprestino a dover fare i loro bilanci senza avere certezza di quello che le politiche regionali prevederanno. E' normale che le imprese e i lavoratori possano sperare nei prossimi mesi di avere un ruolo nell'economia, nel loro stesso futuro, nella vita delle loro famiglie senza parlare di bilancio? E' normale, questo sì, nella logica un po' strana della Giunta regionale, pensare che portare il Consiglio agli ultimi giorni disponibili per poter agire, possa consentire da parte delle opposizioni degli sconti che è meglio si sappia fin da ora non ci saranno. Sconti per tempo scaduto in politica non se ne fanno e noi non vogliamo trascinare il ragionamento, collega Pittalis, sul primato dei conflitti d'interesse perché su questo non avete avversari, siete i primi in assoluto e non abbiamo necessità di camminare su questo terreno. A noi quello che interessa è altra cosa, noi vogliamo discutere della manovra finanziaria perché la manovra finanziaria, come le altre cose di quest'Aula, interessano la pelle dei cittadini, e sarebbe stato saggio da parte vostra avvicinarsi e fare insieme un coro di sollecito alla Giunta perché questi doveri fondamentali dell'Aula venissero assunti pienamente, anche tenendo conto che questa opposizione ha avuto anche un atteggiamento di comprensione di fronte all'Assessore quando ha fatto le sue dichiarazioni, accedendo all'idea che ci fossero delle difficoltà, ma accedendo anche all'idea che le parole che lui diceva, i termini che aveva posto all'Aula fossero dei termini sinceri. Tutto possiamo fare fuorché scherzare su queste cose e usare le bugie per illudere il futuro dei cittadini sardi, questo non lo vogliamo fare e non ci presteremo a farlo e siccome anche nella vostra maggioranza ci sono parti sagge che queste cose le sanno recepire, non abbiamo nessuna difficoltà, Presidente, a che la Conferenza dei Capigruppo sia conseguente a questa decisione, che è quella di prendere atto che c'è oggi un'impraticabilità istituzionale dell'Aula generata da un ritardo pericoloso, preoccupante, da parte della Giunta sulla manovra finanziaria.
PRESIDENTE. I lavori dell'Aula sono sospesi per poter effettuare una Conferenza dei Capigruppo. In tutti i casi inviterei i colleghi a non andare via perché l'organizzazione dei lavori verrà definita in sede di Conferenza e quindi si potrebbero decidere anche questioni riguardanti la prosecuzione dei lavori.
(La seduta, sospesa alle ore 13 e 58, viene ripresa alle ore 14 e 05.)
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori. La Conferenza dei Capigruppo ha deciso all'unanimità di convocare il Consiglio a domicilio, per cui la seduta è tolta e il Consiglio verrà riconvocato a domicilio.
La seduta è tolta alle ore 14 e 06.
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