Seduta n.356 del 16/12/1998
SEDUTA CCCLVI
(ANTIMERIDIANA)
Mercoledì 16 dicembre 1998
Presidenza del Presidente Selis
indi
del Vicepresidente Zucca
La seduta è aperta alle ore 10 e 12.
FRAU, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta del venerdì 11 dicembre 1998, che è approvato.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Nardino Degortes e Paolo Fois hanno chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 16 dicembre; che il consigliere Giancarlo Ferrari ha chiesto di poter usufruire di due giorni di congedo a far data dal 16 dicembre.
Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 1999)" (459)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge 459. Gli articoli 1 e 2 sono stati approvati ieri; sono stati sospesi il 3 e 4, che verranno votati alla fine, perché sono articoli di conclusione della manovra.
Si dia lettura dell'articolo 5.
FRAU, Segretario f.f.:
Art. 5
Modifiche alla L.R. n. 11 del 1983
- Norme di contabilità e alla L.R. n. 14 del 1995 - Controllo enti
strumentali
1. Nell'articolo 29 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, dopo il comma 4 è inserito il seguente comma:
"4 bis. Nel caso di esaurimento delle disponibilità del fondo di cui al precedente comma 3, l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, provvede con proprio decreto, ad integrarne le disponibilità mediante trasferimento dal proprio fondo.".
2. Nell'articolo 31 della legge regionale n. 11 del 1983, il termine "Assessore" è sostituito con "Coordinatore generale nell'ambito della competenza della propria struttura" ed è soppressa l'espressione "da registrarsi alla Corte dei Conti".
3. Nell'articolo 62 della legge regionale n. 11 del 1983 dopo il comma 2 sono introdotti i seguenti:
"2 bis. Le somme stanziate per spese in conto capitale derivanti da assegnazioni statali, non impegnate alla chiusura dell'esercizio, sono mantenute in bilancio quali residui nell'esercizio successivo a quello d'iscrizione.
2 ter. Le somme stanziate per la concessione di concorsi pluriennali negli interessi, non impegnate alla chiusura dell'esercizio, sono mantenute in bilancio quali residui nei due esercizi successivi a quello d'iscrizione.".
4 Nel medesimo articolo 62 dopo il comma 3 bis, istituito con l'articolo 5, comma 4, della legge regionale 29 gennaio 1994, n. 2, sono introdotti i seguenti:
"3 ter. Le somme stanziate per l'acquisizione di beni e servizi, nonché quelle destinate alla realizzazione di opere pubbliche in esecuzione diretta da parte dell'Amministrazione regionale, non impegnate alla chiusura dell'esercizio, sono mantenute in bilancio quali residui nell'esercizio successivo a quello d'iscrizione, limitatamente agli importi degli appalti, comprensivi delle somme a disposizione, per i quali i relativi bandi siano stati pubblicati prima della chiusura dell'esercizio stesso.
3 quater. Le somme stanziate per la realizzazione di programmi o iniziative comunitari, non impegnate alla chiusura dell'esercizio sono conservate nel conto dei residui sino al termine ultimo di impegnabilità stabilito dall'Unione Europea per la realizzazione dei medesimi.".
5. E' abrogato l'articolo 23, comma 1, della legge regionale 24 dicembre 1991, n. 39.
6. Il comma 3 dell'articolo 4 della legge regionale 15 maggio 1995, n. 14, è sostituito dal seguente:
"3. Prima della scadenza del termine per l'esercizio del controllo, l'Assessore competente può, per una sola volta, chiedere motivatamente all'ente elementi giustificativi, ovvero il riesame della deliberazione. In questo caso il termine di venti giorni entro cui deve essere sottoposta alla Giunta la proposta di annullamento decorre dalla data di ricevimento degli atti integrativi, ovvero della nuova deliberazione.".
PRESIDENTE. All'articolo 5 sono stati presentati due emendamenti. Se e ne dia lettura.
FRAU, Segretario f.f.:
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 48 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto dl territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Bonesu per illustrare l'emendamento numero 67.
BONESU (P.S. d'Az.). Presidente, un semplice adeguamento alla normativa della legge 31 del '98, il coordinatore generale non esiste più, esistono i dirigenti.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.
SASSU (Progr. Fed.), relatore di maggioranza. Si accoglie l'emendamento numero 48.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 67 si potrebbe concordare un testo che sostituisce, certo, il termine "coordinatore generale", con, al posto di "dirigente", il termine "direttore generale". In questo modo l'emendamento sarebbe accoglibile.
PRESIDENTE. Chiedo al consigliere Bonesu se concorda su questo.
BONESU (P.S. d'Az.). Sì. Presidente, è una specificazione del concetto che si voleva introdurre con l'emendamento, quindi non è in contrasto.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Nella riformulazione proposta ed accolta dal proponente, la Giunta lo accoglie.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 48 lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 67. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'articolo 5. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 5 bis.
FRAU, Segretario f.f.:
Art. 5 bis
Procedura delle assegnazioni di somme
conseguenti a provvedimenti esecutivi
promossi da creditori della Regione
1. La Ragioneria generale della Regione è autorizzata, ad istanza del Tesoriere regionale, a rimborsare le somme oggetto di pignoramento o di altra forma di riscossione coattiva presso il Tesoriere medesimo ed assegnate dall'Autorità giudiziaria o amministrativa a seguito di procedimenti promossi da creditori diretti dell'Amministrazione regionale.
2. La Ragioneria generale, disposto il rimborso di cui al comma 1, trasmette gli atti al Servizio legislativo per gli ulteriori adempimenti di competenza.
3. L'onere per l'attuazione del presente articolo è valutato in lire 200.000.000 annui (cap. 01032).
PRESIDENTE. All'articolo 5 bis sono stati presentati cinque emendamenti. Se ne dia lettura.
FRAU, Segretario f.f.:
PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 15, 16 e 17 si danno per illustrati.
Ha facoltà di parlare il consigliere Bonesu per illustrare l'emendamento numero 72.
BONESU (P.S. d'Az.). Presidente, il secondo comma ci sembra incongruente perché dice "trasmette gli atti al servizio legislativo per gli ulteriori adempimenti di competenza" dopo "disposto il rimborso". Siccome il rimborso viene disposto non solo dopo il pignoramento, ma addirittura dopo l'assegnazione delle somme, vorrebbe dire che la Regione in questi procedimenti non adotta difesa, se trasmette all'ufficio legislativo dopo l'assegnazione. E` chiaro che l'ufficio legislativo invece di questi atti deve conoscere immediatamente col pignoramento, per cui in effetti il secondo comma mi sembra estremamente pericoloso e lesivo degli interessi regionali, perché, appunto come dicevo, è opportuno, anzi è necessario, che di questi atti l'ufficio legislativo conosca nell'immediatezza. Esistono anche le fotocopiatrici, per cui l'atto può essere duplicato, andare sia al servizio legislativo sia alla ragioneria.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 135 proposto dal consigliere Masala, se siamo d'accordo, si dà per illustrato.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.
SASSU (Progr. Fed.), relatore di maggioranza. Non si accoglie l'emendamento numero 15, è un articolo soppressivo dall'articolo 5 bis. E` un articolo introdotto nei lavori della Commissione, quindi non si accoglie.
L'emendamento numero 16 si accoglie, si tratta di un emendamento semplificativo rispetto al testo dell'articolo.
Non si accoglie l'emendamento numero 17 perché tende a sopprimere l'onere finanziario, quindi non sarebbe attuabile la procedura prevista dall'articolo stesso.
L'emendamento numero 72, che prevede una procedura tecnica, quindi la soppressione, non si accoglie. Così come non si accoglie l'emendamento numero 135.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme al parere della Commissione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S. d'Az.). Presidente io resto stupito dalle dichiarazioni del relatore di non accoglimento dell'emendamento numero 72, perché il secondo comma sarebbe una procedura tecnica.
E` una procedura tecnica, ma è in contrasto con l'interesse della Regione, perché si manda all'ufficio legislativo quando l'autorità giudiziaria ha già adottato i provvedimenti, anziché quando si procede al pignoramento. Se questo è il modo di procedere, credo che questo sia legittimare il disinteresse per gli interessi regionali.
Chiaramente, siccome c'è la norma di legge, magari i funzionari e gli Assessori non finiranno davanti alla Corte dei Conti perché trascurano gli interessi regionali, ma questo significa legittimare per legge una situazione di carenza e difesa degli interessi regionali.
Resto veramente stupito da queste motivazioni tecniche che tecniche non mi sembrano affatto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Solo sul "72", perché Bonesu pone, come sempre fa una questione stimolante, però noi rimaniamo convinti della nostra posizione, cioè che l'invio al servizio legislativo sia indispensabile per concludere il procedimento, diciamo per ragioni di coordinamento. La ragioneria fa gli atti di propria competenza, ma dopodiché, se non avvenisse il trasferimento al servizio legislativo, mancherebbe, diciamo, l'elemento che tiene in mano l'intera procedura.
Ci sembra non positivo, non utile, fermare il procedimento all'adempimento da parte della ragioneria dei propri atti.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 15. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 16. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 17. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 72. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S. d'Az.). Chiedo il voto segreto sull'emendamento numero 72.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 72.
BALLETTO (F.I.). Trattandosi di prima votazione chiediamo i termini.
PRESIDENTE. Sono stati chiesti i termini essendo la prima votazione, venti minuti. Chiedo ai colleghi, chiedo all'onorevole Balletto e agli altri che hanno chiesto i termini, se siamo d'accordo, visto che è la prima votazione i termini sono concessi, se...scusate, state un attimo tranquilli che da qui a stasera facciamo in tempo ad agitarci tante volte, quindi non è il caso di farlo ora, chiedo allonorevole Balletto e al Gruppo che ha chiesto i termini, se sono stati chiesti solo per la votazione o se possiamo andare avanti sull'altro articolo.
BALLETTO (F.I.). Sì, Presidente, si può proseguire.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Balletto, sospendiamo l'emendamento numero 72, che era elettronico. Chiedo se possiamo votare, se non ci sono richieste di votazioni elettroniche...per chiarezza, scusate un attimo, la votazione sull'emendamento numero 72 io l'avevo dichiarata aperta, sono stati chiesti i termini, quindi la votazione è annullata e la rifacciamo dopo i minuti regolamentari, la dichiaro comunque chiusa ed annullata.
Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S. d'Az.). Chiedo il voto segreto anche sull'emendamento numero 135.
PRESIDENTE. Sospendiamo anche questo. Sospendiamo tutto l'articolo, quindi il "72", il "135", ed ovviamente l'articolo.
Si dia lettura dell'articolo 6.
FRAU, Segretario f.f.:
Art. 6
Riconduzione delle contabilità speciali
al sistema contabile ordinario
1. In applicazione dell'articolo 58 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, a decorrere dall'anno finanziario 2000 sono soppresse le seguenti contabilità speciali, istituite con le leggi appresso indicate:
I. fondo sociale della Regione sarda - legge regionale 7 aprile 1965, n. 10;
II. piano per le zone interne a prevalente economia pastorale - legge regionale 10 dicembre 1973, n. 39 e successive modificazioni ed integrazioni;
III. fondo di solidarietà regionale in agricoltura - legge regionale 10 giugno 1974, n. 12 e successive modificazioni ed integrazioni;
IV. fondo per la formazione professionale dei lavoratori in Sardegna - legge regionale 1° giugno 1979, n. 47;
V. fondo per l'attuazione degli interventi dell'Agenzia regionale del lavoro - legge regionale 24 ottobre 1988, n. 33 e successive modificazioni ed integrazioni.
2. Le disponibilità sussistenti in conto competenza ed in conto residui, ancorché formalmente impegnate, alla data del 31 dicembre 1999 nelle predette contabilità speciali, sono attribuite a corrispondenti capitoli d'entrata e di spesa del bilancio della Regione per l'anno 2000; all'istituzione dei capitoli nonché all'attribuzione dei relativi stanziamenti si provvede con decreto dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PRESIDENTE. All'articolo 6 è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 14, se ne dia lettura.
FRAU, Segretario f.f:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Murgia per illustrare l'emendamento numero 14.
MURGIA (F.D.). Si tratta di estendere alla Regione Sardegna la normativa innovativa contenuta nel decreto legge numero 97 del '79 che consente allo Stato di cartolarizzare, come si dice in termine tecnico, dei crediti che ormai non sono più esigibili da parte della Regione Sardegna.
Cioè succede che ci siano parecchi crediti per i quali sono già state esperite procedure giudiziarie, eccetera, e che la Regione ha scarsa possibilità di recuperare.
Con questa norma, che ricalca quella precedentemente adottata ed estesa addirittura ai crediti INPS nazionale, consente alla Regione, previe adeguate direttive dell'Assessore, di cedere a terzi questi crediti, recuperandoli in parte.
Sono parecchie decine di miliardi in questa situazione, che potrebbero rappresentare un'entrata per la Regione, e soprattutto l'attuale situazione rende difficile in qualche caso la soluzione di problemi aziendali in presenza di crediti non comprimibili.
C'è inoltre un problema funzionale, perché comunque l'Amministrazione regionale o le banche sono tenute periodicamente a degli atti giudiziari per il recupero di questi crediti che rappresentano alla fine un onere burocratico per la Regione stessa.
La norma, probabilmente, in sè non è sufficiente per realizzare questo recupero, però mi pare una condizione necessaria per poter predisporre poi gli strumenti amministrativi atti ad ottenere questo risultato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.
SASSU (Progr. Fed.), relatore di maggioranza. Lo spirito dell'emendamento è chiaro ed è anche condivisibile. Il decreto legislativo 79/97 prevede appunto queste forme di recupero di crediti, così come illustrava il collega Murgia. Si tratta di una materia complessa, la Commissione ha valutato la necessità che questa materia complessa richieda un disegno di legge specifico, per cui si invita il proponente al ritiro con la proposta di verificare i contenuti di questo emendamento in un prossimo disegno di legge.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il contenuto dell'emendamento numero 14 è assolutamente corretto e condivisibile, la Giunta ha pressoché pronto un disegno di legge sulla materia, più organico, in cui è ricompreso anche questo contenuto.
Chiedo al proponente se su questa base può essere ritirato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Murgia. Ne ha facoltà.
MURGIA (F.D.). Se ci sono ragionevoli speranze che questo processo si compia entro la legislatura lo ritiro. Lascio un po' alla valutazione della Giunta, perché può non essere sufficiente, però costituirebbe comunque un passo avanti.
Comunque lo ritiro.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 7.
FRAU, Segretario f.f.:
Art. 7
Disposizioni finanziarie diverse
1. La Regione attribuisce carattere prioritario e continuativo agli interventi relativi ai programmi integrati d'area, previsti dalla legge regionale 26 febbraio 1996, n. 14, e successive modificazioni ed integrazioni, ed al finanziamento ai Comuni per la realizzazione dei programmi di riqualificazione urbana e di recupero e valorizzazione dei centri storici, previsti dalla legge regionale 13 ottobre 1998, n. 29.
2. A tal fine sono autorizzati i seguenti stanziamenti:
I. Programmi Integrati d'Area - lire 220.000.000.000 per gli anni dal 1999 al 2009 (cap. 03056);
II. Centri storici e riqualificazione urbana - lire 50.000.000.000 per gli anni dal 1999 al 2009 (cap. 04157).
PRESIDENTE. All'articolo numero 7 sono stati presentati gli emendamenti numero 34, 35 e 131. Se ne dia lettura.
FRAU, Segretario f.f.:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Diana per illustrare l'emendamento numero 54.
DIANA (Progr. Fed.). Questo emendamento si rende necessario per introdurre nella recente legge sulla tutela e valorizzazione dei centri storici alcune precisazioni che evitino dubbi interpretativi sulla reale volontà del Consiglio regionale.
In particolare si tratta di modificare una parte dove si parla di parti comuni degli edifici, una parte che riguarda una procedura per l'approvazione dei programmi integrati e una parte che riguarda gli elaborati tecnici che devono essere allegati a questo programma.
Nell'emendamento che è stato depositato manca, e laddove ci fosse un accordo proporrei di integrare con un emendamento orale, un riferimento all'articolo 4 per rendere omogenea la dizione che si propone in questo emendamento nell'articolo 14. Laddove si parla, nell'articolo 4 della legge che intendiamo modificare, di interventi finalizzati al recupero delle parti comuni degli edifici si dovrebbe intendere "interventi finalizzati al recupero della funzionalità e del decoro degli edifici", così come per la proposta che facciamo per l'articolo 14.
Questo serve solamente per facilitare l'interpretazione da parte degli uffici della legge appena approvata.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 59 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento numero 59 contiene una norma di deroga che abbiamo ritenuto indispensabile per consentire l'operatività del relativo P.I.A., nel quale è inserito un progetto che è bloccato, perché nell'ordinamento regionale non c'è una norma che autorizzi la Regione a concorrere, con contributi in conto capitale, su misure di questo genere.
Stiamo facendo una deroga precisa per consentire l'avvio di quel progetto, non ci sono oneri aggiuntivi.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 131 ha facoltà di parlare il consigliere Amadu.
AMADU (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghe e colleghi, l'emendamento che ho presentato tende a modificare, ovviamente secondo il mio punto di vista in positivo, la legge regionale numero 32 che agevola l'acquisto, la costruzione, la ristrutturazione, il restauro della prima casa. Si tratta di una legge che ha interessato finora migliaia di famiglie, di cittadini sardi, e che ha non solo incentivato il diritto primario di una famiglia ad acquisire la prima casa, o comunque a migliorarla, ma soprattutto ha dato anche una risposta alla grave crisi dell'edilizia, che in questi anni ha subito una grave crisi occupazionale.
La proposta che formulo, e sulla quale chiedo, molto modestamente, con un appello a tutte le forze politiche, un'attenzione particolare, tende ad estendere la possibilità dell'agevolazione sugli interessi a tutta la durata del mutuo.
Questo perché da un lato si avrebbe una ulteriore spinta di tanti cittadini sardi, di tante famiglie sarde a ricorrere ancora una volta ai mutui regionali per la prima casa, e in secondo luogo si darebbe una ulteriore spinta alla necessità di una ripresa della edilizia, che sappiamo è un volano importante della nostra economia in tante città, in tanti centri della Sardegna.
In terzo luogo la riduzione dei tassi di interesse dei mutui ordinari operati dalla generalità delle banche metterebbe in moto una ulteriore massa di disponibilità e creerebbe le condizioni per una vera ripresa economica.
Quindi, faccio un appello ai colleghi perché, al di là della mia proposta (che può essere anche del Consiglio), si dia una risposta positiva a questa istanza. Preciso che non ci sono aggravi per l'Amministrazione regionale, perché si andrebbe sempre ad attingere da un fondo di rotazione che è stato programmato per questo triennio e che ancora è dotato di adeguare risorse finanziarie.
In prospettiva, la possibilità di reinserimento di capitale privato nel capitolo specifico consentirebbe di far fronte alle eventuali necessità di nuove risorse finanziarie. Per cui, sotto questo profilo non ci sono problemi; si tratta solo di fare una scelta importante, quella di dare una mano a tante famiglie sarde, a tante famiglie di pensionati e di impiegati che, avendo avuto il diritto ad accedere alla prima casa, avendo quindi un reddito medio basso, si vedrebbero nella possibilità di avere un ulteriore aiuto da parte della Regione.
Credo che in questo momento di crisi, anche questo possa essere un segnale positivo; se dovesse darlo anche il Consiglio regionale, tanto di guadagnato!
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.
SASSU (Progr. Fed.), relatore di maggioranza. Una breve considerazione sull'articolo e poi il parere sugli emendamenti. Per quanto riguarda l'articolo, mi piace sottolineare il valore straordinario che ha questo articolo 7 su due temi rilevanti che attengono uno, al piano integrato d'area, che prevede un consolidamento di finanziamenti che divengono uno strumento ordinario della programmazione dello sviluppo locale. Si tratta di circa 2.500 miliardi che possono rappresentare, per il decennio, una vera e propria stagione nuova dei piani integrati d'area; l'altro tema, dei centri storici, con circa 750 miliardi per il prossimo decennio, serve ugualmente a consolidare interventi a favore dei Comuni per il recupero dei centri storici. Va sottolineato il valore culturale ed economico che ha questa legge.
Per quanto riguarda gli emendamenti, l'emendamento numero 34 si accoglie, giacché ha un valore semplificativo rispetto alla legge stessa; si accoglie anche l'emendamento orale indicato dal consigliere Diana nell'illustrazione dell'emendamento stesso; si accoglie l'emendamento numero 59, perché non si tratta di un intervento nuovo (non ci sono risorse aggiuntive), ma si tratta di una norma (come diceva l'Assessore) che consente l'intervento già previsto in un piano integrato d'area; per quanto riguarda l'emendamento numero 131, si tratta di un argomento che deve essere oggetto di valutazione da parte della Commissione di merito; non è prevista la copertura finanziaria, ed è difficilmente prevedibile, per cui si chiede al presentatore di ritirarlo; in caso contrario si esprime parere negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. L'emendamento numero 34 si accoglie; l'emendamento numero 59 è della Giunta; per quanto riguarda l'emendamento numero 131, la Giunta non accoglie. Si comprende la ragione economica e sociale, tuttavia contribuire (in una fase in cui i tassi di interesse sono in forte calo) per tutto il periodo di durata del mutuo, espandendo notevolmente l'arco dell'intervento, in una fase in cui l'onere gravante tende a diminuire, ci sembra che faccia gravare sulla Regione un costo aggiuntivo piuttosto elevato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). La strana formula adottata dall'articolo 7, che dispone finanziamenti in legge finanziaria che dovrebbe riguardare il bilancio triennale anche per gli esercizi successivi, mi sembra una trovata meramente demagogica; ci sarà sempre una tabella C per poi rivedere gli importi.
Credo che operare in questo senso non sia fare delle leggi vere, ma semplicemente fare dei manifesti; considerata la situazione di grave indebitamento della Regione, non vedo come si possano garantire, dopo il 2001, questi finanziamenti e programmi integrati d'area per i centri storici. Questa norma travalica la legge finanziaria, diventa una norma di sostanza, ma noi abbiamo visto che con l'uso disinvolto della tabella C le norme, in sostanza, perdono qualunque valore di fronte alle avversità finanziarie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.), relatore di minoranza. L'articolo 7 è un articolo che in qualche modo qualifica la legge finanziaria perché stanzia delle risorse di notevole rilievo a proposito dei piani integrati d'area.
Più di una volta abbiamo detto che non siamo contrari ai piani integrati d'area, ma siamo contrari a destinare delle notevoli risorse, considerato il fatto che per i piani integrati d'aria abbiamo già speso alcune centinaia di miliardi e non hanno dato un ritorno tale da incidere sull'assetto dell'occupazione in Sardegna.
Quello di 220 miliardi è un impegno forte se si considera che i piani integrati d'area, oltre che con la legge finanziaria, sono stati alimentati anche attraverso il disegno di legge numero 447 "Provvedimenti in materia di sviluppo e di occupazione".
Mi meraviglia molto inoltre il fatto che si stanzino 200 miliardi per il periodo di tempo che va dal 1999 al 2009. Stiamo passando da un bilancio annuale e triennale ad un bilancio decennale, è come se la Giunta volesse bloccare questo finanziamento a favore dei piani integrati d'area anche per le future amministrazioni. Credo che questo avrà scarso valore per le future amministrazioni, trascorso il triennio; comunque sta di fatto che la Giunta proprio intende giocare le sue carte sulle società miste, previste dal disegno di legge (ormai legge perché approvata) numero 447 e dalla legge finanziaria; gioca ancora una volta sull'economia semipubblica.
Anche se questo discorso è stato fatto altre volte, d'altra parte non può essere diversamente perché i problemi che affrontiamo si ripetono, vorrei sapere come la Giunta ritiene che l'economia sarda potrà affrontare l'assetto che si creerà nell'Europa occidentale a partire dal 1° gennaio 1999; mancano 15 giorni al 1999, oggi ne abbiamo 16 dicembre.
Ecco, entrata in vigore della moneta unica, moneta unica che richiede delle omogeneizzazioni nell'assetto delle politiche economiche dei vari paesi che partecipano all'unione, nelle politiche tributarie dei vari paesi, e noi continuiamo a credere che la produzione possa essere realizzata attraverso la pubblica amministrazione che assume sempre una parte rilevante nei problemi dell'economia.
Sappiamo, e io credo che non lo sappiamo solo noi ma lo sa anche la maggioranza, che l'economia pubblica non raggiunge i risultati sperati; sappiamo che i costi sostenuti dalle aziende a capitale pubblico sono, normalmente, di gran lunga superiori ai costi vigenti sul mercato, però continuiamo a giocare sulle aziende pubbliche; non abbiamo eliminato le partecipazioni regionali, se non in modo marginale, e ne creiamo sempre delle nuove, destinando delle risorse notevoli a questo proposito.
Riteniamo che questo programma, formulato dalla Giunta, anche relativamente ai piani integrati d'area, non sia un programma accettabile da noi e dall'opinione pubblica e soprattutto è un programma che non porterà i risultati sperati; certo, non attraverso i piani integrati d'area noi riusciremo a ridurre il divario tra il prodotto interno lordo delle regioni del centro nord e il prodotto interno lordo dell'isola. Qui sono necessari altri interventi ed altri stimoli che favoriscano gli investimenti, ma gli investimenti non vengono favoriti in questo modo. Sarebbe interessante che ci venisse detto qual è il risultato che abbiamo già ottenuto sulla disoccupazione attraverso i piani integrati d'area e qual è il numero degli occupati che i piani integrati d'area, che stanno assorbendo molti miliardi, hanno creato.
Ho l'impressione (può darsi che mi sbagli) che si tratti di programmi che coinvolgono i Comuni, le Province, la Regione, ma gli enti pubblici vengono coinvolti ed esercitano un controllo su queste attività economiche.
Non sono d'accordo che l'attività economica produttrice di beni venga controllata dalla pubblica amministrazione; non dico che la pubblica amministrazione debba essere esclusa dalle cose economiche, dico solo che laddove l'attività svolta dai privati è più efficace dell'attività svolta dagli enti pubblici, si debba lasciare spazio al privato.
Tra non molto dovremo rifare i conti; come dicevo prima, il mese di gennaio del 1999 è alle porte e gli effetti della liberalizzazione più spinta dei mercati dell'Europa occidentale io credo che farà sentire i suoi effetti e noi ripenseremo, solo che sarà un po' tardino quando ripenseremo perché le risorse le abbiamo impegnate ed è stato un peccato perdere l'occasione per destinarle veramente allo sviluppo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Molto brevemente, per dire che uno degli elementi qualificanti di questa manovra è proprio rappresentato dall'articolo 7, perché con questo articolo si prevede che per 11 anni, a decorrere dal 1999 sino al 2009, l'Amministrazione regionale intervenga a rifinanziare i PIA per 220 miliardi all'anno.
Queste risorse possono essere rese disponibili, previa autorizzazione della Giunta regionale; e si riferisce ai capitoli che sono inclusi e presenti nella Tabella A allegata alla legge numero 14. Queste risorse sono indubbiamente notevoli perché i 220 miliardi vanno ad aggiungersi ad altre risorse stanziate per il 1999, pari a 188 miliardi, a 132 miliardi per il 2000 e 141 miliardi per il 2001; per cui, se si sommano le disponibilità già esistenti con quelle previste dall'articolo 7 di 220 miliardi all'anno, deriva una disponibilità complessiva di 408 miliardi per il 1999, di 352 miliardi per il 2000, di 361 miliardi nel 2001, per un totale, nell'arco del triennio, di 1.116 miliardi. Certamente alcune voci di spesa, se andassimo a vederle analiticamente, sono di dubbia utilità però nel complesso questa grande massa di risorse messe a disposizione, se fossero ben utilizzate e se fosse correttamente, funzionale ed operativa la legge 14 (di cui tutti sanno che non ha svolto completamente il suo compito perché si è rivelata di difficile operatività, per cui è già stata dichiarata l'esigenza e la necessità di intervenire per modificare la legge numero 14), dicevo se questa legge potesse funzionare perché snella, agile e quindi valido strumento per incidere, la bellezza di 1.116 miliardi nel corso del triennio potrebbe contribuire a dare risposte.
Quindi, come ha detto il collega Casu in precedenza, non siamo contrari ai PIA, siamo contrari a tutto ciò che tende a rallentare l'operatività di una legge per la quale l'amministrazione regionale ha inteso, per quanto detto in precedenza, riservare nel corso del triennio a venire oltre 1.100 miliardi di lire.
E` chiaro che, a questo punto, lo sforzo dovrà essere rivolto a sburocratizzare, a rendere snella ed operativa la legge, cosa per la quale, in questa legislatura, vi saranno dubbi che si possa pervenire.
Ma - se si vogliono dare risposte e si vuole che la misura e l'impegno non rimanga solo un impegno di carta, ma di risultati - ci si dovrà muovere in tempi molto rapidi.
PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi, ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Solo perché si tratta di un articolo che ha un contenuto forte, è uno degli articoli della finanziaria che giudichiamo più importanti.
Ho ascoltato le obiezioni e vorrei dire che non si tratta di economia pubblica, non si tratta di soviet, si tratta di Europa; se nell'economia c'è uno strumento di intervento che ha un'affinità profonda con l'approccio e con le metodologie di intervento dell'Unione europea, è questo: è il piano integrato d'area. Cos'è il Leader 2?
Chiederei una riflessione molto seria, ma anche un'attenzione alle argomentazioni che vengono portate da tutte le parti. In Europa e nel dibattito nazionale c'è molta fiducia sugli strumenti dello sviluppo locale: patti territoriali, accordi d'area e di programma, non visti come la panacea di tutti i mali ma come uno degli strumenti di intervento.
Ora, dobbiamo passare dalla prima alla seconda fase dei PIA. Mi poneva una domanda il collega Desiderio Casu sull'occupazione; i dati che abbiamo illustrato altre volte, e dei quali confermo l'attendibilità (stiamo parlando di previsioni) sono per il primo pacchetto PIA, cioè i 38 PIA della prima fase, di 17.000 unità di cantiere e 7.000 unità stabili. Mi sembra sia qualcosa di apprezzabile, non mi sembra un fatto trascurabile.
Ora, si tratta di passare alla seconda fase con la revisione della "14", con un quadro di riferimento regionale (non di programmazione pesante) che eviti doppioni, ripetizioni e le sovrapposizioni, con la dotazione finanziaria prevista nell'articolo 7 della finanziaria medesima; credo che questo sia un punto sul quale come Consiglio dovremo tornare, cercando di realizzare un coordinamento effettivo tra i PIA da una parte, cioè gli strumenti regionali, e i patti territoriali dall'altro.
PRESIDENTE. Siamo in sede di votazione; ricordo ai colleghi che stiamo discutendo e votando l'articolo 7 e gli emendamenti numero 34, 59 e 131. Sono tutti aggiuntivi e quindi per primo si mette in votazione l'articolo 7. Chi lo approva alzi la mano.
Ha domandato di parlare il consigliere Casu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Ho ascoltato con la massima attenzione le risposte dell'Assessore. Sono d'accordo che questi sono strumenti individuati non solo in Sardegna e in Italia, ma anche in Europa, però credo che dovremo tener presenti le situazioni assolutamente diverse tra la nostra economia e quella dell'economia del centro nord e dell'Europa centro settentrionale, cioè per essere più precisi dei paesi che fanno parte della moneta unica.
Perché sono situazioni diverse? Noi abbiamo una disoccupazione che ha raggiunto dei livelli (di cui mille volte abbiamo indicato gli elementi in quest'Aula) ormai del ventotto per cento; loro hanno una disoccupazione che è intorno al sei, sette, massimo il dieci per cento.
Allora, in una disoccupazione del sette o dieci per cento, questi strumenti affrontano e, in certi casi, risolvono il problema, perché sono disoccupazioni non massicce come la nostra.
Noi abbiamo una disoccupazione per la quale non possiamo accontentarci di fare i PIA, noi dobbiamo stimolare la produzione, dobbiamo far crescere l'economia, non ci dobbiamo accontentare di risolvere una percentuale dell'uno o del due per cento di disoccupati.
Le situazioni sono completamente diverse! L'amministrazione regionale, la Giunta regionale doveva individuare i settori nei quali lo sviluppo economico, la produzione di beni e la produzione di occupazione è possibile. Non sono stati individuati!
Continuiamo a tentare queste soluzioni, ma mentre queste soluzioni sono buone dove la disoccupazione è marginale, non sono buone da noi perché da noi la disoccupazione ha raggiunto tali livelli che, credo, dovrebbero preoccupare non solo la Giunta regionale ma l'intero Consiglio regionale.
Non è un'economia gestita, così com'è stata gestita nell'Unione Sovietica dagli anni '20 agli anni '90, è diversa, ma è pur sempre un'economica dove la gestione viene affidata al potere pubblico, con la sua lentezza, con la sua incapacità di muoversi rapidamente, con la sua incapacità di adeguare le strutture e i finanziamenti alle esigenze di mercato.
In un'Europa dove esiste la globalizzazione non ci possiamo ancora cullare sui piani integrati d'area e sulle società miste; dobbiamo effettuare degli interventi molto più radicali, molto più decisivi, che facciamo crescere il prodotto interno lordo, che è pari al 55 per cento rispetto al prodotto interno lordo delle regioni più sviluppate dell'Italia.
Possiamo continuare così? Se siamo dei cittadini rassegnati, allora accolgo la tesi del Governo regionale, ma siccome non faccio parte dei cittadini rassegnati, ma faccio parte dei cittadini che intendono muoversi, che intendono portare sviluppo e che intendono utilizzare le molte risorse regionali per lo sviluppo economico dell'Isola. Noi continuiamo ad accontentarci di sopravvivere da oggi a domani. La Giunta sopravviverà da oggi a domani, speriamo che dopodomani no.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Nel mio intervento di prima, ho detto che la legge sui PIA, quindi, i piani integrati d'area, costituiscono - in questa manovra - uno dei punti qualificanti, soprattutto per l'impegno della spesa e, secondariamente, perché tutto sommato, quindi quando dico tutto sommato sto evidentemente ponendo limiti, interviene per dare una risposta alle nuove imprese e, quindi, ai problemi della disoccupazione. Però, è l'approccio che noi non condividiamo per la soluzione al problema che ne dà la maggioranza; perché se è vero che si incide nel momento è anche vero che si può dare una risposta di tipo occupazionale nel breve. Ma, se le condizioni per la creazione di nuova impresa sono artefatte, perché sono sostenute dall'intervento pubblico, quando il sostegno, quindi, quando il sussidio viene meno quelle iniziative sono o possono essere destinate ad avere seri e gravi problemi di sopravvivenza. Cosa dovrebbe fare la Regione?
Deve fare solamente quello che gli è consentito di fare, e non niente di più di quanto invece non possa. Anche perché se si agisce in una certa direzione, al di là dei benefici effetti del breve, nel medio e lungo periodo si rischiano di rivelarsi di dubbia utilità, se non addirittura fallimentari.
Ecco che noi diciamo che le risorse disponibili devono essere impegnate nella direzione degli investimenti strutturali, in infrastrutture che sono quelli che poi devono rimuovere in radice le condizioni che ostacolano lo sviluppo. Inutile dire che se fossimo noi a governare la Regione, la nostra iniziativa verso il Governo centrale sarebbe quella di un intervento per alleggerire la pressione fiscale; inutile dire che noi richiederemo, vorremo e cercheremo di ottenere provvedimenti per la maggiore flessibilità del lavoro nella nostra Isola; inutile dire che cercheremo e presseremo per ottenere la zona franca integrale, perché sono queste le direzioni verso le quali ci si deve muovere se si vuole incidere veramente, ma con la possibilità di dare risposte durature nel tempo, nel settore economico e nel settore della crescita sociale. Quindi, prendiamo l'intervento dei PIA per quelli che sono, una misura che interviene settorialmente a dare risposte e a dare stimoli ad iniziative che altrimenti non vi sarebbero, ma che vi sono solamente per effetto dell'intervento pubblico. In un'ottica di lunga durata i PIA non possono essere considerati favorevolmente; nelle miserie, nella disperazione che attualmente esiste in Sardegna, in assenza di misure più concrete e più incisive per la soluzione dei problemi, ben vengano anche questi!
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 34 con l'emendamento orale predisposto e proposto in Aula dal collega Diana.
Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 59. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 131. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Prima di passare all'articolo 8, avevamo sospeso, perché erano stati richiesti i termini, gli emendamenti 72, 135 e 5 Bis all'articolo 5 Bis e quindi, anche l'articolo 5 Bis. Ricordo ai colleghi che sugli emendamenti 72 e 135 era stato chiesto il voto segreto, e ricordo altresì che gli emendamenti 72 e 135 non sono stati accolti dal relatore.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 72.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 64
Votanti 63
Astenuti 1
Maggioranza 32
Favorevoli 31
Contrari 32
(Il Consiglio non approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BIANCAREDDU - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LADU - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SERRENTI - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Si è astenuto: il Presidente SELIS.)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 135.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 66
Votanti 65
Astenuti 1
Favorevoli 31
Contrari 34
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LADU - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SERRENTI - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Si è astenuto: il Presidente SELIS.)
Metto in votazione l'articolo 5 bis. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 8.
PIRAS, Segretario :
Art. 8
Rideterminazione di autorizzazioni di spesa
1. Il limite d'impegno di cui all'articolo 55 della legge regionale 29 gennaio 1994, n. 2, rideterminato dall'articolo 20, comma 1, della legge regionale 15 aprile 1998, n. 11, è ulteriormente rideterminato in lire 100.000.000, ferme restando le relative annualità (cap. 04019/01).
2. Il limite d'impegno di lire 8.700.000.000 autorizzato dall'articolo 20, comma 1, della legge regionale 7 aprile 1995, n. 6, è rideterminato in lire 3.700.000.000, ferme restando le relative annualità (cap. 06060).
3. Per la concessione del concorso negli interessi sui mutui per opere di miglioramento agrario e fondiario di cui all'articolo 22 della legge regionale 11 marzo 1998, n. 8, è autorizzato il limite d'impegno di lire 5.000.000.000 le cui annualità sono iscritte nel bilancio della Regione dall'anno 1999 all'anno 2015 (cap. 06029/01).
4. Per la concessione del concorso regionale negli interessi sui prestiti quinquennali di soccorso di cui agli articoli 6 e 26 della legge regionale 10 giugno 1974, n. 12, e dell'articolo 18 della legge regionale 29 dicembre 1983, n. 31, sono autorizzati gli ulteriori limiti d'impegno di lire 1.000.000.000 dall'anno 1999 al 2004 e di lire 1.000.000.000 dall'anno 2000 al 2005 (cap. 06121/01).
5. Il limite d'impegno autorizzato dall'articolo 71 della legge regionale 31 ottobre 1991, n. 35, e successive modificazioni ed integrazioni, è rideterminato in lire 9.000.000.000, ferme restando le relative annualità (cap. 07055).
6. Il limite d'impegno autorizzato dall'articolo 15 della legge regionale 31 maggio 1984, n. 26, e successive modificazioni ed integrazioni, è rideterminato per l'anno 1999 in lire 12.000.000.000 e per ciascuno degli anni 2000 e 2001 in lire 15.000.000.000 (cap. 08109).
7. Le autorizzazioni di spesa disposte dall'articolo 9 della legge regionale n. 11 del 1998, per la realizzazione di opere nelle zone termali, sono rideterminate in lire 8.000.000.000 per l'anno 1999, in lire 12.000.000.000 per l'anno 2000, in lire 5.000.000.000 per l'anno 2001 e in lire 10.000.000.000 per l'anno 2002 (cap. 08082).
8. Le autorizzazioni di opere per la prosecuzione degli interventi a favore delle strutture portuali previste dall'articolo 12 della legge regionale 29 gennaio 1994, n. 2, e successive modificazioni ed integrazioni sono rideterminate per l'anno 1999 in lire 6.000.000.000 ed incrementate per l'anno 2000 di lire 3.000.000.000 e per l'anno 2001 di lire 5.000.000.000 (cap.08180).
9. Il limite d'impegno autorizzato dall'articolo 21, comma 2, della legge regionale n. 11 del 1998, è rideterminato in lire 10.000.000.000, ferme restando le relative annualità; per le finalità richiamate nello stesso articolo 21, comma 2, è autorizzato l'ulteriore limite d'impegno di lire 10.000.000.000 le cui annualità sono iscritte nel bilancio regionale dall'anno 2000 all'anno 2011 (cap. 09045/16).
10. Per le finalità di cui all'articolo 33 della legge regionale n. 11 del 1998, è autorizzato l'ulteriore stanziamento di lire 20.000.000.000 per l'anno 2001 (cap. 13045).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 9.
PIRAS, Segretario:
CAPO II
DISPOSIZIONI IN MATERIA
DI ENTI LOCALI
Art. 9
Modifiche alla L.R. n. 25 del 1993
- Trasferimento fondi agli EE.LL.- e alla
L.R. n. 38 del 1994 - Comitati di controllo
1. Il comma 2 bis dell'articolo 6 della legge regionale 1° giugno 1993, n.25, introdotto dal comma 7 dell'articolo 75 della legge regionale 7 aprile 1995, n. 6, già modificato dal comma 1 dell'articolo 45 della legge regionale 8 marzo 1997, n. 8, é sostituito dal seguente:
"2 bis. Fino all'approvazione di nuovi criteri di riparto dei fondi di cui alle lettere a), b) e c) dell'articolo 1, vengono confermate, limitatamente all'anno 1999, a ciascun ente le assegnazioni, derivanti da finanziamenti di fondi regionali, effettuate nell'anno 1997, compresi i contributi per l'assunzione di operatori sociali, di cui all'articolo 42 della legge regionale 8 marzo 1997, n. 8, in ogni caso l'Amministrazione regionale garantisce il consolidamento delle risorse finanziarie proprie da trasferire al sistema delle autonomie locali.".
2. Nel comma 1 dell'articolo 21 della legge regionale 13 dicembre 1994, n. 38, modificata dall'articolo 15 della legge regionale 13 gennaio 1995, n. 4, le parole "almeno due volte" sono sostituite dalle parole "una volta".
3. A valere sullo stanziamento iscritto in conto del capitolo 04018, per l'anno 1999, una quota pari a lire 45.000.000.000 è destinata alle Province per le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici scolastici di propria competenza nonché per la gestione e la manutenzione della viabilità provinciale. La ripartizione è effettuata a' termini dell'articolo 3 della legge regionale 1° giugno 1993, n. 25, e successive modificazioni e integrazioni.
PRESIDENTE. All'articolo 9 sono stati presentati una serie di emendamenti, che sono tutti aggiuntivi. Emendamenti 62, 64, 85, 93, 95, 118, 128, 129 e 138. Se ne dia lettura.
PIRAS, Segretario:
PRESIDENTE. Gli emendamenti possono essere illustrati. Incominciano dall'emendamento numero 62. Faccio presente all'Assemblea ed anche ai proponenti che l'emendamento 62 è simile all'emendamento 10 proposto all'articolo 11, anche se i presentatori sono diversi; e così pure gli emendamenti 138 e 128 sono simili, cambia soltanto la cifra, quindi, poi li vediamo!
Ha facoltà di parlare il consigliere Falconi per illustrare l'emendamento 62.
FALCONI (Progr. Fed.). Molto brevemente, si tratta di ripristinare il mancato trasferimento statale della '97, dove in quella legge nazionale all'articolo 22, è prevista l'erogazione per le regioni a statuto ordinario; in questo modo le comunità montane e la montagna sarda non hanno avuto in questi anni alcun trasferimento finanziario da parte dello Stato e da parte della Regione. Solo l'anno scorso abbiamo istituito il fondo per la montagna e, quest'anno si chiede di rimpinguarlo, di portarlo quanto meno ai livelli del mancato trasferimento statale. Io so bene che i fondi previsti nel bilancio, nella proposta di bilancio che andremo a discutere nei prossimi giorni, sono di dieci miliardi, quindi, se questo mi è consentito, faccio un emendamento orale, cioè, i tredici miliardi proposti vanno intesi complessivi rispetto alla posta di bilancio già prevista peraltro. Quindi, questo emendamento propone un ulteriore stanziamento di tre miliardi che consente un recupero, seppure parziale, dei mancati trasferimenti da parte dello Stato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la consigliera Schirru per illustrare l'emendamento 64.
SCHIRRU (Progr. Fed.). La disponibilità di lire un miliardo per la concessione di contributi ai comuni, con una popolazione inferiore a cinque mila abitanti, per la predisposizione di piani particolareggiati. In particolar modo, dei piani particolareggiati per i centri storici, su cui vorrei chiedere la possibilità di emendare con questa specificazione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Lorenzoni per illustrare l'emendamento 85.
LORENZONI (Popolari). Brevemente, signor Presidente, il senso dell'emendamento (anche chiaro nella sua formulazione) è quello di autorizzare la Regione a rinegoziare con gli istituti di credito i mutui con la legge 32. Ovviamente questo perché nel frattempo, tra il 1995 ed oggi, sono cambiati fortemente i tassi di interesse, quindi, c'è qualcuno che sta restituendo mutui a tassi che oggi si possono classificare da usura. Quindi, è evidente che assolutamente è necessario procedere a questa rinegoziazione.
La nostra proposta è quella di utilizzare questi fondi che saranno risparmiati dalla rinegoziazione, per incentivare l'insediamento di giovani coppie nei centri storici. Questa determinazione nasce dal fatto che abbiamo notato nelle varie riunioni che si stanno facendo, di discussione in termini molto positivi sulla legge dei centri storici, che c'è grande attenzione verso questo problema, c'è anche attenzione ad un ritorno verso i centri storici, ovviamente siccome c'è una forte penalizzazione, riteniamo che le giovani coppie debbano avere una forma di incentivo; i fondi risparmiati si potrebbero destinare a questa bisogna.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Lippi per illustrare l'emendamento 93.
LIPPI (F.I.). L'emendamento tende ad autorizzazione il finanziamento per la città di Ozieri per la realizzazione di uno studio che prevede il riassetto urbano e l'adeguamento strutturale complessivo nella viabilità all'entrata della città.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Lippi per illustrare l'emendamento numero 95.
LIPPI (F.I.). Con l'emendamento 95 si cerca di introdurre, all'interno delle amministrazioni comunali, l'utilizzo di uno strumento multimediale nuovo che possa consentire ai Comuni da una parte di rendere un servizio utile alla cittadinanza, e quindi all'utenza diretta, nello stesso tempo lo strumento al quale ci rivolgiamo che è quello di Internet, consentirebbe anche di mettere in rete tutti i comuni della Sardegna senza attendere il fantomatico piano telematico e quanto altro possa essere predisposto da qui al prossimo futuro da parte della Regione, dando quindi nell'immediato la possibilità di poter usufruire di una divulgazione immediata di quelle che sono tutte le informazioni relative ai comuni.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per illustrare l'emendamento numero 118.
BALLETTO (F.I.). Questo emendamento ha una finalità estremamente sociale, e pertanto ritengo meritevole di accoglimento. Si tratta di concedere un contributo al comune di Elmas da destinare al recupero e alla ristrutturazione di immobili che si trovano all'interno del CASIC e che sono riferibili ad un vecchio deposito militare, ormai andato in disuso. Questo immobile dovrebbe essere ristrutturato, ed è in corso la ristrutturazione da parte di una associazione di volontariato, quindi da una comunità terapeutica, proprio per l'accoglimento di tossicodipendenti che, nella fase di prima accoglienza, necessitano di un particolare intervento di sostegno. La finalità è di chiara natura sociale, pertanto riteniamo che sia giusto averlo proposto e che sia opera meritoria del Consiglio approvarlo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Giagu per illustrare l'emendamento numero 128.
GIAGU (Popolari). Credo che sia evidente il significato, si vuole dare solo un segnale ad una zona che è stata colpita ultimamente da una calamità, è una zona che vorrei ricordare che non ha solo comuni ricchi o cosiddetti ricchi, ma anche dei comuni che soffrono determinate situazioni derivate da questi eventi; è un riferimento ad zona che viene sempre considerata in una determinata maniera. La cifra si può rivedere, ma quello che è importante è dare un segnale, un segnale effettivo e tangibile a questa zona che dovrebbe vedere la Regione più vicina e sensibile a determinate problematiche, che in passato mai sono state affrontate adeguatamente.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cugini per illustrare l'emendamento numero 129.
CUGINI (Progr. Fed.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Biancareddu per illustrare l'emendamento numero 138.
BIANCAREDDU (F.I.). Presidente e colleghi, ringrazio l'onorevole Giagu per la sensibilità dimostrata verso i territori dell'alta Gallura che sono stati effettivamente danneggiati da un nubifragio inusuale, infatti siamo passati da una situazione di siccità ad una situazione di alluvione, quindi quello che dovevate darci per la siccità adesso ce lo dovreste dare per riparare i danni dell'alluvione. Volevo però ricordare all'onorevole Giagu che ormai nell'alta Gallura comuni ricchi non ce n'è più, i comuni di Tempio, Agius, Monti, Lula e lo stesso Calangianus non sono sicuramente da considerarsi ricchi, anche perché il reddito procapite è solo la storia, una legenda, quindi c'è effettivamente necessità di dare un segnale a questi comuni per poter ripristinare strade, ponti e danni causati da queste inondazioni che addirittura sono entrate anche in certe abitazioni. L'unica cosa discordante tra gli emendamenti era la cifra, che possiamo concordare anche in una cifra che sia non dico più bassa, ma possibile che, compatibilmente con le esigenze di bilancio, possa essere corrisposta per far fronte ai danni del nubifragio. Quindi anche i tre miliardi vanno bene, comunque possiamo concordare successivamente una cifra.
PRESIDENTE. Chiederei, per un fatto di semplificazione, se i colleghi Ladu e Lorenzoni, che sono presentatori dell'emendamento numero 10, che praticamente è simile o identico all'emendamento numero 62 lo illustrino ora, perché se si riesce anche questi ad unificarli...
Ha facoltà di parlare il consigliere Ladu per illustrare l'emendamento numero 10.
LADU (Popolari). E` stato presentato l'emendamento numero 10 nel tentativo di rimpinguare il fondo regionale per la montagna, considerato che dal fondo nazionale per la montagna, previsto dalla legge numero 57, in pratica non vengono trasferiti i fondi alle regioni autonome a statuto speciale. Considerato che in pratica le comunità montane hanno sicuramente un finanziamento minore delle altre zone d'Italia, abbiamo pensato di rimpinguare il capitolo, inserendo 15 miliardi per il 1999, 15 miliardi per il 2000 ed altri 15 miliardi per il 2001, questo anche in considerazione del fatto che si tratta di zone che sono colpite da uno spopolamento molto preoccupante, si tratta di zone che stanno vivendo un momento sociale e economico particolarmente delicato, pertanto riteniamo che questo intervento sia un intervento giusto ed opportuno.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore .
Presidenza del Vicepresidente Zucca
SASSU (Progr. Fed.) relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 62, e quindi conseguentemente anche sull'emendamento numero 10 all'articolo 11, l'obiettivo dell'emendamento è chiaro, cioè quello di ripristinare il mancato finanziamento statale, e quindi di rimpinguare il capitolo di bilancio previsto. Questo è tema sul quale noi abbiamo già discusso in occasione della discussione sul disegno di legge 447, piano del lavoro, il fondo esiste già, è stato istituito l'anno scorso, e va ricordato che c'è già un incremento di oltre 5 miliardi rispetto alle somme dell'anno scorso, si passa da 5 miliardi a 10 miliardi. Credo che le compatibilità finanziarie non consentono di provvedere ad un ulteriore rimpinguamento, per cui chiederei ai presentatori sia dell'emendamento 62 che dell'emendamento 10 all'articolo 11 di ritirarli.
L'emendamento 64, a firma Schirru e più, avanza un tema serio ed importante, tra l'altro con la correzione orale è ancora più importante, si riferisce ai centri storici. Però, va detto che le vicende note e recenti richiamano un impegno prioritario sui piani territoriali paesaggistici, e su questo credo che sia la Giunta, ma immagino anche il Consiglio regionale, debbano rivolgere una assoluta priorità. Va detto che proprio per l'esiguità delle risorse a questo tema, a cui si vuole dare priorità, si assegnano solamente nel triennio 500 milioni, questo dimostra appunto che c'è una difficoltà ad operare con le risorse in questo settore. Per cui chiederei, proprio in relazione e in virtù a questa priorità che si assegna questa volta ai piani territoriali paesaggistici, di ritirare l'emendamento 64, diversamente il parere della Commissione è per il non accoglimento.
L'emendamento 85 a firma Lorenzoni. E' evidente che la proposta si riferisce alla legge 32, ma il tema della rinegoziazione con gli istituti di credito riguarda un po' vari settori che attengono alle leggi regionali di incentivazione e di sostegno. E' già in atto un forma di rinegoziazione da parte della Giunta regionale ed occorre appunto approfondire settore per settore non solo per quanto riguarda la legge regionale numero 32, quindi esiste la volontà di effettuare una più puntuale istruttoria nel settore della rinegoziazione con gli istituti di credito sui tassi di interesse per promuovere i dovuti provvedimenti. Quindi, credo che questo tema che è così importante, così giusto ed anche puntuale, possa essere ritirato in questa occasione per rientrare in quella iniziativa più vasta che sta assumendo la Giunta regionale sul tema della rinegoziazione. Quindi, l'invito al presentatore è di ritirare l'emendamento numero 85, diversamente il parere sarebbe contrario.
L'emendamento numero 93 a firma Pittalis, Milia e più attiene al finanziamento per la realizzazione di parcheggi e di viabilità nella città di Ozieri. Il tema in generale è un tema importante che riguarda la viabilità non solo della città di Ozieri ma di tutte le nostre città quindi la viabilità, la circolazione e i parcheggi, però non riguarda solo la città di Ozieri, quindi ritengo che a nome della Commissione possa dire che questo tema debba rientrare in un quadro generale che riguarda appunto la Sardegna che però, evidentemente, richiederà un impegno straordinario di risorse e quindi non potrà trovare accoglimento in questa legge finanziaria, per cui il parere è contrario.
L'emendamento numero 95 a firma Pittalis, Lippi e più, introduce un tema sicuramente attuale che è quello degli strumenti multimediali, quindi il parere della Commissione non è tanto un "no" al contenuto dell'emendamento stesso, ma si vuole solamente significare che i comuni già attraverso la legge di trasferimento della "25", per quanto riguarda spese correnti potrebbero, in qualche modo, intervenire in questo settore per attivare questo strumento nuovo e importante che viene proposto dall'emendamento stesso.
L'emendamento numero 118, così come è stato illustrato dal presentatore primo firmatario collega Balletto, introduce un tema di valore sociale altissimo. La Commissione ha apprezzato molto il contenuto di questo emendamento che d'altra parte non richiede risorse impegnative per le finanze e le casse regionali, per cui la Commissione accoglie l'emendamento numero 118.
L'emendamento numero 128 a firma dei consiglieri Giagu e più pone un tema vero nel senso che le calamità di questi ultimi tempi hanno determinato in quel territorio, ma io aggiungo anche in altri territori, dei problemi seri così come sono stati illustrati dal collega Giagu. Va detto che intanto esistono strumenti generali di intervento da parte della Regione su questo specifico tema, quindi la proposta deve riguardare non solo il territorio della Gallura, ma altri territori, il che impiegherebbe risorse straordinarie da parte della Regione, per cui si chiede il ritiro dell'emendamento, diversamente verrebbe espresso un parere contrario. La stessa opinione va ripetuta per l'emendamento numero 138 che ha gli stessi contenuti a firma del collega Biancareddu.
Si esprime parere favorevole per l'emendamento numero 129.
Parere contrario per l'emendamento numero 138 a firma Biancareddu sul quale ho già espresso l'opinione.
PRESIDENTE. Per esprime il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Rapidamente su questo pacchetto di emendamenti che pone anche questioni molto rilevanti. Sugli emendamenti "62" e "10", il "10" l'abbiamo abbinato perché ha lo stesso contenuto, la Giunta condivide finalità, argomentazioni e quindi dà una risposta. La risposta che diamo dicendo che non è necessaria norma in finanziaria, quindi operiamo sul bilancio, è di raddoppiare lo stanziamento rispetto alla proposta di bilancio portandolo da 5 a 10 nel 1999, nel 2000 e nel 2001. Non è tutto ciò che i presentatori chiedono, chiediamo però una certa comprensione rispetto ai vincoli di bilancio e mi pare che stiamo dando una risposta sostanziosa. Quindi chiederei, se i presentatori condividono, di ritirare gli emendamenti 62 e 10. Ove poi ci fossero occorrenze ulteriori nel corso dell'esercizio si può naturalmente vedere, la posizione della Giunta è di disponibilità.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 64, come ha detto il relatore, purtroppo qui abbiamo una emergenza non prevista, l'emergenza è quella dei piani territoriali paesistici, e quindi su proposta dell'Assessore competente abbiamo dovuto correre ai ripari e trovare una qualche disponibilità per i piani territoriali paesistici, e nonostante l'importanza che attribuiamo a questo argomento non siamo riusciti ad andare oltre i 500 milioni nel 1999, mentre prevediamo uno stanziamento nel 2000 e nel 2001. Naturalmente la questione dei piani particolareggiati è diversa (lo so bene) è una questione seria, la Giunta ritiene di avere anche il dovere di affrontarla, io chiedo ai presentatori se non possiamo, per evitare, perché le disponibilità sul 1999 sono davvero molto ristrette, di dover mettere una cifra simbolica che potremmo anche mettere, ma non mi pare che possa costituire in qualche modo una risposta, se non possiamo prevedere uno stanziamento nel 2000 - 2001, tenendo presente che io questo ragionamento lo faccio non solo in relazione a questo emendamento, ma anche su altri problemi che vengono posti, tenendo presente che noi nel corso di alcune settimane, ma proprio di alcune settimane, se manteniamo la scaletta di lavoro che ci siamo dati per la Commissione e conseguentemente per l'Aula, noi avremo operante la norma per cui il bilancio triennale diventa da programmatico autorizzatorio. Questo vorrà dire che possiamo con ragionevole affidabilità dire che nei primi mesi del 1999 noi potremo impegnare anche fondi del bilancio 2000, quindi chiederei un ritiro per prevedere invece una dotazione sul 2000 e 2001.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 85, il ragionamento dei proponenti è condivisibile, cioè si fa la rinegoziazione dei mutui vediamo di utilizzare i risparmi che però non siamo ancora in grado di quantificare e così via. Allora, mandiamo avanti la rinegoziazione - questo è il ragionamento che fa la Giunta - vediamo quanto sono i risparmi, utilizziamoli per la "32" che ha un fabbisogno e una efficacia, in questo quadro, sicuramente, saranno beneficiari anche questi soggetti. Quindi, ne chiederei un ritiro sulla base della possibile condivisione del ragionamento positivo che la Giunta sta facendo. Se venisse mantenuto il parere della Giunta è conforme a quello della Commissione.
Per quanto riguarda il 93 d'accordo con la Commissione; dovremmo farlo per Ozieri ma anche per tutte le altre città della Sardegna, per Nuoro, per Sassari, per San Gavino, per Villacidro, per Orotelli.
Il parere della Giunta è negativo anche per il 95 per le motivazioni dette dal relatore.
La Giunta accoglie l'emendamento Balletto numero 118.
Per quanto riguarda, questa, il problema posto dal 128 e dal 138 (questa è l'altra questione rilevante) che mi sembra analogo, ringrazio i presentatori perché hanno giustamente ricordato alla Giunta un problema per il quale, potrei sbagliare, ma ho l'impressione che nel bilancio non c'è alcuno stanziamento (adesso parlo un pò a memoria, non ho controllato il bilancio). Anche qui vorrei concordare, se c'è la disponibilità dei presentatori sia del 128 Giagu e più, sia del 138 Biancareddu, Pittalis e più, una risposta positiva nel chiedere il ritiro vedendo uno stanziamento sicuramente sul 2000 - 2001 con lo stesso ragionamento fatto prima, cioè che non saranno più, con l'approvazione del bilancio autorizzatorio, cose campate per aria ma cose che possono trasformarsi immediatamente in impegno. Sul '99 potrebbe esserci anche qui uno stanziamento simbolico, non so se serve, ma ragioniamo, simbolico vuol dire però che non ci sono poi le condizioni per affrontare questioni effettive.
Sul 129 la Giunta accoglie.
PRESIDENTE. Prima di aprire la discussione sull'articolo e sugli emendamenti chiedo ai presentatori degli emendamenti di cui la Giunta e il relatore hanno chiesto il ritiro cosa intendano fare per evitare che si apra la discussione su emendamenti che poi eventualmente vengono ritirati
Ha facoltà di parlare il consigliere Falconi sull'emendamento 62.
FALCONI (Progr. Fed.). L'emendamento 62 si intende ritirato.
PRESIDENTE. E` stato chiesto il ritiro anche dell'emendamento numero 85. Ha facoltà di parlare il consigliere Lorenzoni.
LORENZONI (Popolari). Sull'emendamento 85, stante l'intervento del relatore e dell'Assessore, considerato che mi pare sia una volontà chiara quella di rinegoziare i mutui della "32" faccio solamente, nel preannunciare il ritiro dell'emendamento 85, una raccomandazione, che in sede di ridistribuzione dei fondi anche sulla stessa "32" si tenga in evidente conto degli insediamenti in centro storico e per le giovani coppie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Schirru sull'emendamento 64.
SCHIRRU (Progr. Fed.). Si ritira.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 10 va di concerto col 62, però essendo diversi gli estensori chiedo il parere agli estensori dell'emendamento 10.
LADU (Popolari). L'emendamento è ritirato anche perché mi pare che l'Assessore sia stato chiaro, fermo restando che considerata l'esiguità dell'intervento magari si auspica che ci possano essere altri interventi raggiuntivi, comunque l'emendamento è ritirato.
PRESIDENTE. E` stato chiesto agli estensori dell'emendamento 128 a firma Giagu e più di ritirarlo sia dal relatore che dalla Giunta.
GIAGU (Popolari). Ci potrebbe essere anche una soluzione, io credo che sia importante dare una risposta immediata per certi versi. L'Assessore parla anche di una risposta dilazionata riguardante il 2000 - 2001. Credo che una risposta potrebbe essere un primo intervento per dare un segnale, infatti noi parlavamo di segnale di sensibilità per determinati territori. Si potrebbe fare 500 milioni per il 1999, un miliardo e mezzo per il 2000 e un miliardo e mezzo per il 2001 se vogliamo intervenire perché in bilancio vi sono queste poste, credo che sia importante anche dare un segnale sotto questo profilo, non so se l'Assessore possa essere d'accordo. Chiaramente ho concordato con il collega Biancareddu questo genere di intervento.
PRESIDENTE. La Giunta al riguardo cosa intende dire?
SCANO, (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Mi pare che in questi termini si possa dare una risposta. In una delle finanziarie precedenti questo problema era stato affrontato con una dicitura un pò più generale, nel senso che la Giunta preferirebbe che lo stanziamento sia anche superiore per il 2000 - 2001 con una dicitura però più ampia poi si fa il programma. Sto provando a concordare, credo che sia opera meritoria, una norma che sia generale, quindi potenzierei anche per il 2000 - 2001 portandolo a 2 miliardi rispetto alla proposta, mantenendo questo piccolo segnale simbolico per il 1999.
Naturalmente riformulo la nota, posso farlo anche verbalmente e poi la consegno.
PRESIDENTE. Faccia pure verbalmente questa proposta, poi c'è da sentire l'opinione degli estensori.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. E` la ripetizione della norma dell'articolo 19 della Finanziaria '95, autorizzata la spesa D) per la concessione di contributi in favore dei comuni finalizzati ai casi più urgenti di risanamento edilizio urbanistico derivanti da pubbliche calamità e da dissesti geologici.
Non stiamo più intervenendo con un intervento targato, stiamo facendo un intervento generale.
PRESIDENTE. La copertura è di 500 milioni per il '99, ho capito bene?
In tal caso mi pare che l'ultima richiesta dell'onorevole Giagu sia stata accolta, se sono 500 milioni per il '99.
BIANCAREDDU (F.I.). Presidente, è meglio che rimanga la dicitura dell'emendamento, cioè la destinazione dei fondi rimanga in un capitolo diviso.
Cioè, l'alluvione c'è stata in Gallura, se chiediamo soldi per l'alluvione e poi li mettete per le calamità naturali in genere, l'emendamento viene snaturato.
PRESIDENTE. La Presidenza chiede che ci sia una definizione di questo problema, perché giocare a rimpiattino non ha senso.
Le strade sono due, o si accettano le assicurazioni che sono state fornite dall'Assessore e si ritira l'emendamento con l'impegno che l'Assessore ha preso, oppure l'emendamento resta in piedi, viene sottoposto al voto con il parere negativo della Giunta e del relatore, non ci sono altre ipotesi.
Uno dei proponenti si pronunci al riguardo perché non possiamo rimanere nel limbo.
Ci fermiamo due minuti perché si trovi un accordo.
Riprendiamo i lavori perché i due minuti sono trascorsi.
Sono in attesa di una risposta, nel caso la risposta non arrivi proseguiamo e lasciamo impregiudicata questa decisione.
Ha domandato di parlare il consigliere Lippi. Ne ha facoltà.
LIPPI (F.I.). Vorrei intervenire sull'emendamento numero 95.
PRESIDENTE. Un attimo solo.
LIPPI (F.I.). Ha detto che l'ha sospeso.
PRESIDENTE. No, ho detto che nel caso non mi diano la risposta parliamo di altro. Un secondo, abbia pazienza.
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ci sono tre emendamenti che riguardano la stessa cosa, due più o meno le stesse finalità. Due sono a questo articolo, il 128 e il 138, poi c'è il 74 che è all'articolo 11 e recita "Calamità e dissesti geologici, risanamento edilizio, urbanistica", quindi stiamo parlando dello stesso intervento.
L'opinione della Giunta, che abbiamo recepito e perfino ringraziato i presentatori per aver posto all'attenzione una questione seria, è di dare una risposta, abbiamo detto, con uno stanziamento che non può essere più alto, sul '99, per i vincoli che ho ripetutamente richiamato, e invece una risposta più consistente per il 2000-2001 con la possibilità, cui ho fatto riferimento, col bilancio autorizzatorio di poter impegnare i fondi, una volta che il Consiglio regionale avrà - secondo gli accordi politici già intercorsi - approvato la legge che consente la trasformazione della valenza del bilancio triennale.
Io insisto, la Giunta insiste, sul fatto che è preferibile, piuttosto che fare una norma per la Gallura, una norma per un'altra area della Sardegna, è più serio fare una norma generale, come abbiamo fatto nelle finanziarie precedenti, o in qualche finanziaria precedente, con un titolo che dica "Calamità e dissesti geologici, risanamento edilizio urbanistico"; è chiaro che si farà un programma che terrà conto di tutte le realtà, ed è del tutto evidente che la priorità, siccome stiamo facendo una norma che ha valenza triennale, non può essere per le calamità che purtroppo avverranno, la priorità è, in modo del tutto solare, per le calamità che sono avvenute. Sono avvenute in Gallura? Sono avvenute a Belvì? Non lo so; dove sono avvenute è chiaro che avranno la priorità.
A me sembra che sia un modo serio, corretto e positivo di affrontare il problema.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giagu. Ne ha facoltà.
GIAGU (Popolari). E` chiara la posizione dell'Assessore, però qua si tratta di un emendamento, responsabile certamente, che fa seguito anche ad altre impostazioni seguite in anni precedenti.
Il problema è questo: qui si sta trattando di un qualcosa successo da poco, che ha investito una zona particolare della Sardegna, è stato fatto appositamente per quella zona, si intende intervenire in quella zona.
Per me va bene la soluzione dell'Assessore, però fermo restando che gli interventi prioritariamente andranno per quella zona, con gli stanziamenti previsti sia nel '99, 2000, 2001. Prioritariamente, perché se si può fare una norma di carattere generale, si potrà fare anche diversamente, se no non avrei impostato un determinato emendamento. Se rientrano anche altri casi ben vengano, perché è giusto che si debbano risolvere, però prioritariamente si dovrebbe intervenire per quella zona, anche perché vi sono grosse difficoltà che non vogliamo ripetere. Questo è l'impegno.
Io, per quanto mi riguarda - non so quello che potrà dire il collega Biancareddu - se vi è la garanzia che prioritariamente si interverrà per la Gallura.....
PRESIDENTE. Questa garanzia la deve dare la Giunta.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io naturalmente, siccome ho l'impressione che stiamo ragionando sulla base di un equivoco, non ho difficoltà a recepire la cosa che dice Giagu. E' del tutto evidente che la Giunta non è che potrà fare un programma in cui prioritariamente si interverrà per finalità di questo genere: calamità e dissesti geologici dove non sono avvenuti. Si interviene prioritariamente dove sono avvenuti, e ci mancherebbe altro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu. Ne ha facoltà.
BIANCAREDDU (F.I.). Presidente, a quanto pare le volontà sono univoche, non riesco però a capire, se è vero che la volontà è quella di destinare questi fondi per il ripristino ambientale in Gallura, perché non si possa scrivere in norma.
Perché dobbiamo sempre affidarci alla volontà di terzi o di chi ci sarà in Giunta in quel momento, che deciderà volta per volta a chi dare i soldi. Quale problema c'è a scriverlo direttamente? Se il problema è localizzato là e noi scriviamo che quei soldi servono per risolvere quel problema, non credo che facciamo qualcosa di anormale o di illegittimo o di illegale. Quindi non riesco a capire il problema.
Si vuole sempre evitare al Consiglio di indirizzare un intervento, una volta tanto, per eventi straordinari, e non ho capito perché.
L'Assessore Scano vuole imporre il suo modo di fare al Consiglio, quando noi gli abbiamo chiesto un intervento per la Gallura, se ce lo vuole dare, o se ce lo vuole votare ce lo voti, se no non ce lo voti. Non è che dobbiamo mettere soldi per le calamità naturali in tutta la Sardegna quando il disastro è là.
Quando ci saranno disastri, speriamo che non ve ne siano, interverremo là se ne avremo la possibilità. Che problemi ci sono a dire che vogliamo dare un miliardo e mezzo per risanare quei danni in Gallura, dato che sono avvenuti in Gallura.
C'è sempre questo sospetto della Gallura, io non riesco a capirlo, abbiate pazienza per il mio sfogo, ma stiamo chiedendo una cifra congrua, non credo eccessiva rispetto a quello che si spende e si spande. Ci sono i danni effettivi, abbiamo visto tutti la televisione, anche Canale 5 è venuto per vedere i disastri che ci sono, e per due miliardi o tre miliardi stiamo facendo tante storie.
Se lo vogliamo votare lo votiamo, se no bocciamo anche questo e ne prenderemo atto.
PRESIDENTE. A questo punto le posizioni sono state ampiamente chiarite, però continuiamo il dibattito sugli emendamenti.
Ha domandato di parlare consigliere Usai Pietro. Ne ha facoltà.
USAI Pietro (Progr. Fed.). Io mi fido della parola che da l'assessore Scano. Il motivo delle resistenze è semplice, già in passato per quanto riguarda questo territorio, voglio ricordare le gru del porto industriale di Olbia, la cosa fu sancita con un emendamento orale, e puntualmente quei quattrini andarono altrove.
Cioè, la Giunta se ne dimenticò, ci dissero che era opera dei funzionari, ma quei soldi andarono altrove. Io penso che si possa trovare un accordo con un impegno formale, non scritto della Giunta, che nei prossimi giorni veda la questione. Andiamo al voto in modo unitario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Berria. Ne ha facoltà.
BERRIA (Progr. Fed.). Noi possiamo governare un articolo della finanziaria, sicuramente non governiamo le alluvioni, che hanno riguardato nelle settimane scorse tutta la Sardegna. Tutta, la Barbagia, la Gallura, credo il Campidano, la Marmilla.
Allora, credo che non possa esistere in un articolo della legge finanziaria una priorità per un territorio. Sono dell'opinione che debba esistere una norma generale che affronti il problema nel '99 o nel 2000 in un programma, e sulla base delle aree programma e dei parametri che sono stabiliti nella legge numero 25 e in tutta la legislazione della Regione, si procede ad intervenire territorio per territorio, perché la situazione è grave ovunque. Quindi, accetto la proposta che viene avanzata senza introdurre nell'articolato ulteriori forzature.
PRESIDENTE. Onorevole Berria il suo intervento, non essendo lei firmatario dell'emendamento, non è influente sul problema irrisolto, se l'emendamento rimane in piedi o viene ritirato. Adesso continuiamo la discussione su tutti gli emendamenti.
Ha domandato di parlare il consigliere Lippi. Ne ha facoltà.
LIPPI (F.I.). Intervengo sull'emendamento numero 95, che è quello attraverso il quale si tenta di introdurre un pizzico di novità all'interno delle amministrazioni comunali per quanto riguarda l'innovazione tecnologica.
Devo dire la verità, assessore Scano, mi sarei accontentato anche se lei avesse preso un impegno rispetto a questo anche per il 2020, visto che ormai le date sugli impegni che vengono assunti dalla Giunta superano abbondantemente il 2000, e probabilmente mi sarei anche accontentato anche di 500 milioni. Però non ho capito, rispetto all'apprezzabile - e di questo lo ringrazio - giudizio che ha espresso il relatore, mi sembra che non ci sia stata continuità, o quanto meno che l'Assessore non abbia voluto accogliere quello che mi è sembrato di captare invece dall'intervento del relatore. Ovvero sia che non si contestava, o condannava, o bocciava il contenuto dell'emendamento, ma il relatore faceva presente alla Giunta nella sostanza un problema di natura economica. La Giunta ha, invece, nella sua replica liquidato con un "no" secco il contenuto dell'emendamento.
Credo che un miliardo non sia una cifra esorbitante per dare la possibilità, soprattutto a quei comuni che sono veramente distanti anche dalle grandi città, e che hanno all'interno della propria cittadinanza delle persone che il più delle volte non hanno i mezzi per potersi sentire vicini al mondo, attraverso l'utilizzo di questo strumento che potrebbe essere messo al servizio dell'utenza da parte del Comune attraverso uno sportello, nell'emendamento prevediamo anche che ci possano essere, diciamo, dei corsi di formazione finalizzati ai dipendenti dei comuni per poter svolgere anche questo compito.
Chiaro è, così mi diceva qualche collega consigliere oggi anche contestualmente sindaco, che alcuni comuni hanno provveduto in proprio ad attivare questo tipo di servizio, ma c'è anche da dire che non tutti i comuni possono avere le stesse possibilità, non tutti i comuni possono avere le stesse capacità intuitive nell'anticipare i tempi della comunicazione.
Mi preme anche sottolineare che l'esigenza di avere un unico quadro di riferimento, che in questo caso potrebbe diventare l'Assessorato degli Enti locali, per certi versi, sicuramente darebbe più sostanza e più vitalità a quello che è il servizio che si intende offrire, perché si creerebbe una uniformità tra tutti i comuni nella predisposizione delle pagine di apertura su Internet, e quindi questo consentirebbe - come ho detto nell'intervento precedente - da una parte di creare una sorta di rete tra le amministrazioni comunali, quindi facilitando anche di gran lunga il lavoro soprattutto tra comuni vicini, e dall'altra parte potremmo dare veramente un servizio a tutti i cittadini. Mi vengono in mente gli studenti che non avendo la possibilità di arrivare nella grande città per consultare libri, testi potrebbero, attraverso questo servizio messo a disposizione dal Comune in certe ore della giornata, avere la facilità di poter entrare nelle biblioteche virtuali e quindi poter accedere alle informazioni di qualsiasi tipo.
Credo che un miliardo potrebbe essere sicuramente una cifra con la quale poter incominciare ad avviare questo tipo di servizio finalizzato da una parte all'utenza e dall'altra alle amministrazioni.
Credo non sia una cifra elevatissima perché il Consiglio non la prenda in considerazione; poi mi preme anche sottolineare all'assessore Scano che non è scritto da nessuna parte che il capitolo 03016 debba essere totalmente a disposizione delle esigenze della maggioranza, ma laddove esistano emendamenti presentati dall'opposizione che possano avere un certo valore, un certo contenuto sociale, credo che la maggioranza debba avere il compito di prendere e tenere in considerazione anche questi emendamenti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.
AMADU (Gruppo Misto). Signor Presidente, molto brevemente per esprimere un mio contributo alla discussione che è nata poc'anzi in riferimento agli emendamenti illustrati dai colleghi Giagu e Biancareddu.
Mi pare che dalla discussione che è emersa, appaia che i due emendamenti in ogni caso siano importanti, nel senso che mettono a nudo una situazione di una realtà specifica, ma è anche emerso da altri interventi che quanto si è verificato, vale a dire i disastri, quindi i danni dovuti alla recente calamità, non riguardano solo una parte, seppure importante, della Sardegna, ma riguardano anche altre località, altre zone ed altre Province. Non mi appassiona molto il fatto di dire e di concordare che stanziamo oggi 500 milioni, o 200, o un miliardo, perché intanto non abbiamo un quadro esatto, la quantificazione esatta dei danni, e credo che faremmo francamente un cattivo servizio alla Gallura se dicessimo "diamo 500 milioni per realizzare qualche ponticello e poi tutti gli altri aspettano chissà quando". O si danno segnali concreti di vera testimonianza e di solidarietà generale, ed allora andiamo verso uno stanziamento consistente, adeguato a rispondere ai bisogni reali, immediati che giustamente i comuni della Gallura pongono, se non siamo in grado di rispondere in modo concreto a questa richiesta pressante, credo che neanche un miliardo possa essere sufficiente per dimostrare quale sensibilità? I comuni vogliono i fondi per realizzare le opere necessarie e francamente non sappiamo se per quelle opere che sono di stringente necessità e realizzazione occorra mezzo miliardo, un miliardo, due miliardi.
Chiedo ai due presentatori e chiedo anche al Consiglio se non sia il caso di sospendere a stasera o a domani l'esame di questi due emendamenti, ed anche eventualmente dell'articolo specifico, chiedendo agli uffici regionali se sono in grado di quantificare in linea di massima i danni della Gallura e di eventuali altre zone, così come è stato denunciato in quest'Aula, che hanno subito i danni e sulla base di questa ricognizione di massima credo sia possibile stanziare una cifra adeguata, consistente, in grado di rispondere ai bisogni che si pongono. Allora si può assumere un impegno generale, magari anche con un ordine del giorno, perché quanto noi chiediamo sia effettivamente realizzato, ma non limitiamoci a 500 milioni, a 200, a 600, credo che questa diventi una diatriba poco interessante per chi, come i comuni della Gallura, attendono risposte concrete, non certamente pannicelli appena scaldati.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sassu. Ne ha facoltà
SASSU (Progr. Fed.). relatore di maggioranza. Sì, Presidente per una richiesta di sospensione degli emendamenti 128 e 138 anche perché si tratta di emendamenti aggiuntivi, quindi ci consente di poter votare tutto il resto, articoli e altri emendamenti.
Sospensione alla luce anche della discussione che è avvenuta oggi in Aula per un'esigenza obiettiva di riscrittura. L'argomento potrà essere ripreso all'articolo 11, quando discuteremo, Presidente, l'emendamento numero 74 a firma di Cherchi e più che ha lo stesso contenuto, quindi in quella occasione penso potremmo votare la riformulazione dei contenuti di questi stessi emendamenti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cadoni. Ne ha facoltà.
CADONI (A.N.). Volevo solo chiarire un fatto analogo della scorsa legislatura per Alghero ed anche di Bosa, ma non c'entra niente, quello che voglio dire è un'altra cosa. In effetti dovrebbe già esistere, da parte dei comuni, la domanda dei danni verificatisi a causa delle alluvioni, dunque in base a quelle domande dovrebbe esserci già una cifra quantificabile per poter inserire nel bilancio e darla direttamente ai comuni. L'emendamento è un po' generico, anche perché era successo la scorsa legislatura che c'era stata l'alluvione ad Alghero ed era stata quantificata in cinque miliardi, io stesso avevo fatto domanda per Bosa, non era stata accolta in quanto il comune di Bosa non si era preoccupato di inoltrare una domanda per i danni causati dall'alluvione per quell'anno.
Dunque credo che gli uffici siano in grado di poter quantificare e mettere nell'emendamento o in finanziaria l'esatta cifra che necessita per ripristinare i danni causati dall'alluvione in Gallura.
Non è come dice Berria, non si può mettere genericamente "nel territorio" oppure mettere nome e cognome. Nome e cognome si devono mettere perché l'alluvione non va in tutta la Sardegna, l'alluvione va su un determinato territorio quando si verifica, perché se non si verifica non possiamo mettere "lire tot per danni eventuali derivabili da alluvioni o da siccità", quelli esistono in legge, però qua c'è una emergenza dove bisogna intervenire immediatamente. Diversamente è inutile, poiché bisogna anche ripristinare laddove sono - a causa dei danni già provocati - già soggetti ad eventuali danni ulteriori ed anche più gravi di quelli che si sono già verificati, se non si rimuovono le cause che hanno fatto verificare quel danno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giagu. Ne ha facoltà.
GIAGU (Popolari). Scusi Presidente, ma sono costretto, so che ha suscitato un vespaio. L'intendimento dell'emendamento e mio personale è chiarissimo, per cui non credo vi possano essere dubbi.
Ho sentito alcuni interventi da parte dei colleghi, certamente non si tratta di una norma di carattere generale, è riferita solo ed unicamente a quello. Però siamo d'accordo e sono d'accordo personalmente che possa essere un mix tra quello che è l'intervento specifico per la Gallura e quello che è l'intervento di carattere generale, per cui sotto questo profilo posso accogliere l'invito da parte del relatore di rinviare e sospendere.
Volevo rispondere anche all'amico Amadu, la sensibilità si ha quando si sollevano i problemi, intervenendo certamente. Lo ringrazio perché è intervenuto, forse non ha capito quale è la filosofia dell'emendamento, è quella di sensibilizzare la Giunta a problemi del genere. Non so quantificare i danni, e non so se siano in grado altri, però noi interveniamo perché siamo sensibili a questo genere di problemi.
PRESIDENTE. La situazione è la seguente: sospendiamo la votazione degli emendamenti numero 128, 138 e 74 quest'ultimo si riferisce un altro articolo, però avendo analoga materia cui riferirsi sono tutti sospesi.
Rimangono quindi da votare prima l'articolo 9 e poi gli emendamenti aggiuntivi 93, 95, 118 e 129.
Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione l'articolo 9. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 93.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto sull'emendamento.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento aggiuntivo numero 93.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
Presenti 57
Votanti 57
Maggioranza 29
Favorevoli 25
Contrari 31
Nulli 1
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FLORIS - FRAU - GHIRRA - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LADU - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MASALA - MILIA - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SECCI - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Passiamo alla votazione dell'emendamento aggiuntivo numero 95. Ha domandato di parlare il consigliere Lippi ne ha facoltà.
LIPPI (F.I.). A nome del Gruppo di Forza Italia vorrei chiedere la votazione a scrutinio segreto.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento aggiuntivo numero 95
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 62
Votanti 62
Maggioranza 32
Favorevoli 30
Contrari 32
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FLORIS - FRAU - GHIRRA - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LADU - LIORI - LIPPI - LODDO - LOMBARDO - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SERRENTI - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Metto in votazione l'emendamento numero 118. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 129. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SCANO. Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. C'è un problema di coordinamento perché il 64 è stato ritirato, ma sulla base della proposta della Giunta che rimodulava la copertura finanziaria. Quindi chiedo di poterla fornire agli uffici per iscritto.
PRESIDENTE. Rimane da riformulare la copertura finanziaria per il 2000, e poi rimangono sospesi gli emendamenti 128 e 138 e 74 che si riferisce all'articolo 14 ma tratta la stessa materia.
Si dia lettura dell'articolo 10.
CONCAS, Segretaria:
Art. 10
Destinazione proventi derivanti da vendita di beni regionali e
finanziamenti straordinari
alle Province
1. Il comma 3 bis dell'articolo 3 della legge regionale 5 dicembre 1995, n. 35, introdotto dal comma 4 dell'articolo 43 della legge regionale 8 marzo 1997, n. 8, é sostituito dal seguente:
"3 bis. I proventi derivanti dalla vendita dei beni sono destinati:
I. per il 50 per cento all'acquisto di locali per uffici delle sedi centrali e periferiche dell'Amministrazione regionale, nonché degli enti strumentali della Regione;
II. per il restante 50 per cento alla concessione di contributi a favore degli enti locali, da ripartire sulla base dei criteri previsti dall'articolo 3 della legge regionale n. 25 del 1993, per essere destinati all'acquisizione, realizzazione o adeguamento di locali per uffici degli enti medesimi; gli interventi devono essere finalizzati prioritariamente alla eliminazione delle spese di parte corrente per fitti passivi (cap. 04019/02).".
2. L'Assessorato degli enti locali, finanze ed urbanistica, in sede di predisposizione del programma di cui al comma 1 dell'articolo 1 della legge regionale n. 35 del 1995, propone alla Giunta regionale le direttive per la dismissione e la vendita dei beni degli enti strumentali della Regione, nonché per l'acquisizione dei locali da adibire a sede e servizi degli enti medesimi.
3. Il limite di valore di cui al comma 2 dell'articolo 43 della legge regionale 8 marzo 1997, n. 8, é incrementato fino all'importo di lire 200.000.000.
PRESIDENTE. All'articolo 10 sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 98, ha facoltà di parlare il consigliere Balletto.
BALLETTO (F.I.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 31, ha facoltà di parlare il consigliere Manchinu.
MANCHINU (F.D.S.- Progr. Sard.). Lo spirito di questo emendamento è quello di andare incontro ai piccoli Comuni, i quali si trovano in grande difficoltà nel momento in cui dovessero acquisire immobili che siano utili per i fini istituzionali, mentre così come è stato proposto l'articolo si dà la possibilità anche ai Comuni grandi, come può essere Cagliari, Sassari e Nuoro, che hanno la possibilità anche di contrarre mutui per poter acquisire immobili utili per i fini istituzionali, non altrettanto è dato ai piccoli Comuni.
Allora credo che questo correttivo, questo inciso, dà la possibilità ai Comuni, che sono al di sotto dei 15 mila abitanti, di poter usufruire di somme che dovessero provenire dalla vendita di immobili regionali, per poter acquisire i locali che sono utili ai fini istituzionali.
E` già un'anomalia che la Regione si faccia carico di acquisire immobili o dare contributi ai Comuni per acquisire immobili, però se si deve fare un intervento ritengo che lo si debba fare a favore dei piccoli Comuni, cioè dei Comuni al di sotto dei 15 mila abitanti.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.
SASSU (Progr. Fed.), relatore di maggioranza. Presidente, va detto che a proposito dei due emendamenti e dell'articolo, questa è materia che è oggetto di attenzione da parte della finanziaria nazionale, che disciplina in qualche modo questo argomento, e che una volta approvata se restasse votato il contenuto di quella proposta, renderebbe obbligatorio l'uso dei proventi per la diminuzione dei debiti da parte degli enti locali. Quindi questo articolo e gli emendamenti non avrebbero in qualche modo più senso, ma noi dobbiamo operare come se la finanziaria così com'è non fosse approvata.
Per cui il parere della Commissione sui due emendamenti è questo: sull'emendamento 98, che si propone di riportare il limite della trattativa privata dai 200 milioni, così come indica l'articolo, ai 100 milioni, come era la proposta originaria, il parere è contrario dell'emendamento 98, mentre si accoglie l'emendamento 31, che è finalizzato, come ricordava il collega Manchinu, a privilegiare e a favorire i piccoli Comuni. Quindi il parere è favorevole per l'emendamento 31.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti 98 e 31 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio..
SCANO. Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ha ragione il relatore Sassu , nel senso che abbiamo letto l'articolo della finanziaria dello Stato, ma è una finanziaria che, come tutti sanno, è al Senato, poi dovrà tornare alla Camera per le modifiche introdotte dal Senato, presumibilmente, e comunque lo auspico, verrà approvata dopo che il Consiglio avrà approvato la finanziaria regionale, quindi procediamo a legislazione vigente.
Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore, è negativo per il 98, si accoglie l'emendamento 31.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). La legge 35 del '95, che abbiamo approvato nel corso di questa legislatura, prevedeva la vendita, la dismissione del patrimonio disponibile della Regione con finalità che, nella lettera della legge, erano ben individuate, finalità di costituire fonti suppletive e aggiuntive di entrate, con quindi la destinazione di queste nuove risorse.
La legge disciplinava anche le modalità attraverso le quali si poteva accedere alle dismissioni, e in particolare si stabiliva, nel lontano 1995, che alla trattativa privata si potesse pervenire solamente per quegli immobili il cui valore non fosse stato superiore ai 100 milioni.
Con una modifica alla legge numero 35, intervenuta con una recente finanziaria, credo che fosse quella del 1997, perché per quella del '98 non si provvide, questo limite venne elevato da 100 a 150 milioni.
Il comma 3 dell'articolo in discussione eleva ulteriormente il limite portandolo a 200 milioni. Non riusciamo a capire il motivo di questo adeguamento, perché dal '95 al 1998, cioè nel corso di questo triennio, gli immobili non hanno avuto incremento di valore, non sono stati oggetto di lievitazioni di prezzo e ciò dipende, come tutti loro sanno, proprio dalle difficoltà che attraversa il mercato immobiliare. Ne consegue che addirittura con riferimento al 1995, anno in cui fu fissato il parametro di riferimento, gli immobili attualmente disponibili e sul mercato valgono meno, allora la considerazione è questa: o era fortemente inadeguato il valore di 100 milioni fissato nel 1995, oppure se quel valore era corretto teoricamente oggi dovrebbe essere ancora mantenuto, né d'altro canto appaiono evidenti, dal testo della legge, i motivi di ordine pratico o tecnico, né tanto meno, e quindi ancora meno, i motivi politici che spingono a elevare ulteriormente questo limite.
Quindi l'emendamento numero 98, che è soppressivo del terzo comma, ha proprio la finalità di ricondurre, non dico all'originaria misura, ma quanto meno a quella che era stata stabilita con la finanziaria del '97. Sull'emendamento numero 31 personalmente, e quindi qua sto parlando a titolo personale, non mi trovo affatto concorde perché se si vuole modificare l'articolo 3 bis della legge numero 35, stabilendo e individuando le nuove forme di utilizzazione del ricavato dalla vendita, perché ricordiamoci che alla lettera A viene detto che il 50 per cento del ricavato è destinato alla Regione, quindi è destinato all'amministrazione regionale per l'acquisto di uffici e sedi centrali.
Nella lettera B l'ulteriore 50 per cento è riservato invece agli enti locali, allora qui si potrebbe obiettare al collega Manchinu che nel motivare, nell'illustrare l'emendamento ha teso ad escludere gli enti locali, i Comuni con abitanti superiori ai 15 mila abitanti e segnatamente le grandi città, quali Cagliari, Quartu, Oristano, Sassari, Nuoro, Olbia e via dicendo, cioè tutti quei soggetti che avevano possibilità, o avrebbero possibilità di accedere all'acquisto di immobili in altre forme.
Allora se lo escludiamo a Cagliari, io dico che non lo condivido, se escludiamo le grandi città dal 50 per cento perché hanno la possibilità di farlo in proprio, dovremmo escludere anche la Regione per quell'altro 50 per cento che ha pure la possibilità evidentemente di comprarsi gli immobili con risorse proprie, cioè l'escludere le grandi città e riservare però il 50 per cento alla Regione non ha senso, perché se la logica del collega Manchinu fosse corretta e fosse condivisibile, dovremmo dire: "Riserviamo il 100 per cento del ricavato a tutti i Comuni che hanno una densità di popolazione inferiore al 15 per cento".
Quindi capisco che ci sia invece una ripartizione mirata al 50 per cento e al 50 per cento, però dico che ne devono beneficiare in misura eguale tutti quegli enti locali, grandi o piccoli che siano, che abbiano concretamente quel problema. Nell'ambito dei problemi concreti e della modestia delle risorse disponibili rivenienti(?) da questo tipo di approvvigionamento, evidentemente si stabiliranno, nel piano che verrà predisposto, le priorità in funzione delle necessità e delle difficoltà economiche cui soggiacciono gli enti locali.
Quindi si tratta solamente di un atto che è interno all'amministrazione, di stabilire quali sono gli enti locali che possono beneficiare, più di altri, di quella forma di finanziamento, con il ricavato della alienazione degli immobili in funzione delle loro necessità, non c'è bisogno che venga, a mio modo di vedere, indicato in legge.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). Vorrei solo far notare come sull'emendamento numero 31 in effetti si tratta, nell'ambito della tipologia dei nostri Comuni, di escluderne appena 14. Mi sembra un atto discriminatorio troppo mirato per dover trovare spazio nel nostro convincimento, anche perché di solito sono proprio i piccoli Comuni che hanno minori esigenze di spazi nell'ambito degli immobili, perché normalmente il Palazzo Civico in ogni Comune c'è, i servizi nei Comuni più piccoli sono normalmente di minor entità rispetto a quelli dei grossi Comuni, per cui l'emendamento numero 31 non mi trova d'accordo.
Ma volevo approfittarne per fare un piccolo commento sul meccanismo introdotto con l'articolo 10, che è in realtà un meccanismo che fa sì che possa essere utilizzato anche per altri settori; ricordo all'Aula che un meccanismo analogo era stato da me indicato nel provvedimento, cioè quello della dismissione dei beni della Regione per alimentare fondi poi di rotazione destinati all'agricoltura per il riordino fondiario, ripeto, era un meccanismo che rende agevolmente utilizzabili finanziamenti che portano anche finanziamenti da livello nazionale.
Era una breve considerazione per continuare a rimarcare come su alcune materie, in particolare quando si tratta di proposte che vengono dalla Giunta e dalla maggioranza quest'Aula trova accoglimento le soluzioni e le proposte, quando invece dall'opposizione, no, quindi per continuare a rimarcare come i provvedimenti non vengono esaminati per il contenuto che viene in essi inseriti, ma semplicemente per il marchio che riportano in calce nella firma di tali proposte.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 98. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Per chiedere la votazione a scrutinio segreto.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 98.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
Presenti 59
Votanti 59
Maggioranza 30
Favorevoli 26
Contrari 33
(Il Consiglio non approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SECCI - TUNIS Gianfranco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Metto in votazione l'articolo 10. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
(v.p.v.)PITTALIS (F.I.). Per chiedere la votazione a scrutinio segreto sull'emendamento numero 31.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 31.
E` stato appurato che risulta votante un collega che è non è presente in Aula, quindi questa votazione è nulla e va ripetuta, ci può essere un disguido di natura tecnica. In questi casi abbiamo sempre proceduto all'annullamento delle votazioni.
Ho il compito di presiedere e cerco di farlo nella misura in cui mi è consentito di fare. Mi è stato fatto notare dal Segretario che c'è una discrepanza tra i voti che risultano nella tabella e le presenze in Aula. Ho chiesto di verificare se eventualmente uno può anche votare e poi uscire, ma negano che questa sia la situazione, in tal caso questa votazione che non rispecchia la realtà delle presenze in Aula non può che essere considerata nulla, come è stato fatto in passato, non posso che deprecare questa situazione che non ha niente di positivo.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Presidente, proprio qualche giorno fa l'onorevole Marrocu votò con la tessera dell'onorevole Marracini che era assente, e nonostante ciò la votazione fu dichiarata valida, se il collega Marrocu ricorderà bene la circostanza lo potrà confermare.
Intanto Presidente, mi permetto di invitarla a chiarire chi è il consigliere che mancava nell'Aula, qual è il risultato della votazione e noi riteniamo che se ha votato qualcuno che non era presente in Aula, del voto di questi non se ne tenga conto. Io non conosco il risultato, lo dico però perché altrimenti viene vanificata la volontà invece dei presenti, di coloro che hanno votato. Quindi, se errore c'è stato, e presumo che sia sicuramente un errore la presenza di qualcuno, si dia atto di questo e informi soprattutto l'Aula, che è sovrana, di sapere chi è ha votato pur non essendo presente perché queste cose... mi auguro che sia soltanto un disguido, altrimenti dovremmo certamente porci anche qualche altro problema.
PRESIDENTE. Non è mai stato fatto che si leggano i nomi... non lo farò. Depreco che si verifichino questi fatti ma non leggerò i nomi.
(Interruzioni)
PITTALIS (F.I.). Le faccio una richiesta formale. E' un mio diritto.
PRESIDENTE. Non è la sede per dirimere problemi di questo genere, se si andasse a fondo su problemi di questo genere avrebbero un'altra sede, mi auguro che non arriviamo a tanto.
PITTALIS (F.I.). Presidente, non si può annullare in questo modo una votazione, ma stiamo scherzando? Qui ne va veramente della prerogativa di ogni consigliere regionale e dell'intera Assemblea, altrimenti si sta parlando di imbroglio, Presidente, ha capito? Questa è l'immagine che va all'esterno, non voglio che vada all'esterno l'immagine di un Consiglio che imbroglia!
PRESIDENTE. Convochiamo una conferenza dei Capigruppo per chiarire queste cose, non sono disposto a coprire nessun imbroglio e non ne ho mai coperto, potremmo arrivare...
GRANARA (F.I.). Lei lo deve dire.
PRESIDENTE. Lo dirò quando riterrò opportuno io di dirlo, non quando ritiene opportuno l'onorevole Granara, quando riterrò opportuno io lo dirò, non quando lo ritiene opportuno l'onorevole Granara! E` una votazione nulla, come è stato fatto in diversi precedenti che sono a verbale. Adesso convochiamo una Conferenza dei Capigruppo; la votazione è comunque annullata.
(La seduta, sospesa alle ore 13 e 11, viene ripresa alle ore13 e 23.)
PRESIDENTE. La riunione dei Capigruppo è servita a chiarire i termini della situazione. Il primo punto: ai sensi dell'articolo 98 - che vi leggo - in ogni caso di irregolarità della votazione, il Presidente, apprezzate le circostanze, può annullarla e disporre che sia immediatamente ripetuta, cosa che io ho fatto attenendomi all'articolo 98 del Regolamento.
Riferire all'Aula il nome dell'assente è cosa che non serve assolutamente a niente, anche perché l'assente non è responsabile assolutamente di nulla, se non di essere stato assente, e nessuno glielo può rimproverare. Non siamo in grado di sapere chi invece ha votato con quella scheda al posto all'assente, questo non siamo in grado di dirlo assolutamente perché non lo sappiamo. Il fatto concreto e verificabile, solo che c'è un deprecabile situazione di discrepanza tra la realtà delle presenze in aula e il risultato della votazione, in questo caso al Presidente non rimane che condannare un comportamento che non è certamente apprezzabile.
Secondo: esortare i colleghi, quando si assentano, di portare via seco la scheda "omnia mea mecum porto", diceva il Vangelo.
(Interruzione)
Si, il Vangelo."Porto" è antico latino del linguaggio evangelico. Non mi corregga su questo che sbaglierebbe lei.
Prego i consiglieri, che intendono allontanarsi dall'aula o assentarsi, di portare con sé la scheda per evitare che questi incresciosi incidenti si ripetano, comunque adesso procediamo. Per completezza di informazione, a cui l'Aula ha diritto, i risultati della votazione indicavano che era ininfluente, in termini di risultato della votazione, però deprecabile rimane il fatto.
Ripetiamo la votazione sull'emendamento aggiuntivo numero 31.
Seconda votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento aggiuntivo numero 31.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
Presenti 64
Votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 30
Contrari 33
Voti nulli 1
(Il Consiglio non approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS Pietro - FRAU - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SECCI - TUNIS Gianfranco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
La Commissione bilancio è convocata per le ore 15, i lavori del Consiglio riprenderanno alle ore 17.
La seduta è tolta alle ore13 e 28.
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