Seduta n.427 del 16/07/2008
CDXXVII Seduta
Mercoledì 16 luglio 2008
(POMERIDIANA)
Presidenza del Presidente SPISSU
INDICE
La seduta è aperta alle ore 16 e 53.
CALLEDDA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di mercoledì 28 maggio 2008 (418), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri Farigu, Cerina, Frau e Simonetta Sanna hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana di mercoledì 16 luglio 2008.
Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.
Annunzio di presentazione di proposta di legge
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente proposta di legge:
Cuccu Giuseppe - Licheri - Calledda - Corda - Floris Vincenzo - Sanna Alberto:
"Norme in materia di riordino fondiario". (329)
(Pervenuta il 15 luglio 2008 e assegnata alla quinta Commissione.)
materia di aree industriali"(305)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione dell'articolato del testo unificato numero 162-163-305/A .
Passiamo all'esame del titolo.
(Si riporta di seguito il testo del titolo:
Riordino delle funzioni in materia di aree industriali.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 1. All'articolo 1 sono stati presentati gli emendamenti soppressivo parziale numero 17 e il sostitutivo parziale numero 16, entrambi a firma degli onorevoli Biancu, Balia e Uras.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1 e dei relativi emendamenti:
Art. 1Programmazione dello sviluppo economico territoriale
1. La Regione, nell'esercizio delle proprie funzioni in materia di programmazione dello sviluppo economico territoriale, provvede, con deliberazione della Giunta regionale, previo parere della Commissione consiliare competente, su proposta dell'Assessore regionale dell'industria, a:
a) individuare le aree industriali e le aree ecologicamente attrezzate sul territorio regionale, assicurando la partecipazione degli enti locali e dei soggetti interessati;
b) assicurare il coordinamento degli interventi per la realizzazione, l'ampliamento e il completamento delle aree ecologicamente attrezzate;
c) promuovere piani e progetti di sviluppo generale, con particolare riguardo alla riqualificazione ambientale e al riutilizzo delle aree produttive eventualmente dismesse;
d) promuovere l'attuazione delle disposizioni di cui agli articoli 1 e 2 del decreto legislativo 10 marzo 1998, n. 75 (Norme di attuazione dello statuto speciale della regione Sardegna concernenti l'istituzione di zone franche), mediante l'istituzione di una zona franca in ciascuna delle aree industriali sovracomunali di competenza dei consorzi industriali provinciali di cui al successivo articolo 3.
2. La Giunta regionale esercita il potere sostitutivo in caso di inadempienze e di inerzie degli enti locali e dei consorzi, relative agli adempimenti di cui alla presente legge, dalle quali possa derivare un grave pregiudizio agli interessi affidati alla cura della Regione. Il potere sostitutivo regionale è esercitato secondo i principi e con le modalità di cui all'articolo 9 della legge regionale 12 giugno 2006, n. 9 (Conferimento di funzioni e compiti agli enti locali), e alla presente legge.
3. Spettano alle province le funzioni di programmazione e di pianificazione per gli ambiti sovracomunali.
4. Le province esercitano le competenze loro spettanti in coerenza con gli indirizzi emanati dalla Regione e d'intesa con i comuni competenti per territorio, nel quadro degli strumenti di programmazione economica e di politica industriale provinciale.
Emendamento soppressivo parziale Biancu - Balia - Uras
Al comma 1, la lettera d) è soppressa. (17)
Emendamento sostitutivo parziale Biancu - Balia - Uras
Al comma 1, lettera a), la parola "individuare" è sostituita dalle parole: "rideterminare, attraverso la riduzione o l'ampliamento,". (16) ).
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti.
E' iscritto a parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto).Grazie, Presidente. Intervengo sull'articolo 1 perché è certamente, insieme all'articolo 2, il cuore della legge e anche perché la presentazione degli emendamenti rende più chiaro qual è l'intendimento del governo regionale e della maggioranza. Io ebbi modo di dire in Commissione alla presenza, lo dico anche all'onorevole Cugini, che l'altro giorno, ieri, ci ha sollecitato una discussione cui oggi non è interessato. Ebbi modo di dire in Commissione alla presenza dell'Assessore che una riforma dei Consorzi aveva senso se si lavorava ad assimilare le aree industriali e artigianali della Sardegna alle zone franche urbane previste dalla finanziaria nazionale. L'indicazione venne recepita un po' maldestramente, cioè facendo riferimento alla previsione dello statuto e non anche alla previsione della finanziaria nazionale nella redazione originale dell'articolo 1 cassato dall'emendamento presentato dalla maggioranza, e indicazione che necessitava di essere declinata nell'articolato. Non è accaduto ed ora anche la previsione iniziale viene cassata, non è più in discussione in questa legge la previsione che le zone attrezzate della Sardegna possano essere zone franche. Io resto convinto che le aree attrezzate della Sardegna vadano trasformate in aree di vantaggio fiscale in modo da capillarizzare e diffondere e rendere partecipate le politiche di promozione territoriale. Ancora, avevo avuto modo di dire in Commissione e di rilevare che o la valenza di enti gestori delle zone di vantaggio fiscale andava in capo alle aree industriali o si rischiava una sovrapposizione di funzioni tra i consorzi e l'Agenzia Sardegna promozione. Anche questa segnalazione in Commissione non è stata apprezzata, o meglio è stata declinata nell'articolato così come oggi è stato presentato che segue largamente le indicazioni del parere della prima Commissione, è stata risolta in che modo? E cioè è stata evitata la sovrapposizione tra le funzioni dell'Agenzia Sardegna promozione e i consorzi, riducendo i consorzi a enti che assegnano lotti e oltre a questo gestiscono i servizi strettamente connessi all'assegnazione dei lotti come d'altra parte l'Assessore ha ripetuto in quest'Aula.
E allora forse è il caso di dirlo con molta chiarezza, una gestione provinciale e non comunale dell'assegnazione dei lotti, quanto conviene ai comuni non contermini al comune capoluogo. La previsione attuale impone ai comuni che aderiscono al consorzio provinciale di vedere la assegnazione dei lotti che è l'unica funzione residua, l'unica rimasta a questi enti, gestita provincialmente. Non mi pare un grande risultato né mi pare che produca vantaggi ai comuni e d'altra parte il parere della prima Commissione in questo senso è esplicito. Questo è tanto più vero se alla luce degli emendamenti presentati, i consorzi vengono assimilati ai consorzi dei comuni, cioè perdono la caratteristica di essere enti pubblici economici su cui io francamente sono anche d'accordo, ma questo comporta un grave problema per i comuni perché aderendo, perché l'obbligo che hanno ad aderire ad un solo consorzio provinciale, unito all'obbligo previsto dalla finanziaria che riduce la possibilità per i comuni di aderire a più consorzi per la gestione di più servizi, mette i comuni di fronte ad una scelta decisiva, cioè se aderiscono al consorzio provinciale non possono aderire ad altri consorzi per la gestione di servizi. E allora, a me non pare che la legge sia una buona legge, mi pare che sia una legge rischiosa che ha dei tratti di confusione e che sia essenzialmente mossa dal rischio dell'arrivo dei commissari, dalla pedagogia della paura e ha anche al suo interno, proprio perché dominata dalla paura, qualche aspetto che segnalo ai colleghi moralizzatori che ho sentito intervenire in discussione generale, i quali osannavano la funzione moralizzatrice di questa legge. Allora, voi spiegatemi, dopo la discussione che si è svolta in Commissione a tutela dei lavoratori, perché nell'articolo 7, anche nella versione novellata, si tutela la pianta organica dei consorzi alla data del 20 dicembre 2007...
BIANCU (P.D.). In Commissione l'avete deciso?
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). ...Io so bene quello che abbiamo deciso in Commissione a tal punto che lo posso ripetere parola per parola. Nel primo comma della norma sul personale si prevede che la pianta organica sia quella del 20 dicembre 2007, quando invece andiamo nelle società controllate tale termine diventa: "alla entrata in vigore della legge". Ma non solo, ma non riguarda, perché io per esempio sarei d'accordo, ma non riguarda i contratti a tempo determinato, cioè il precariato che potrebbe essersi determinato nel frattempo nelle società controllate, dice che vengono definitivamente stabilizzati i lavoratori assunti a tempo indeterminato prima dell'entrata in vigore di questa legge. Allora, nello stesso articolo per alcuni la pianta organica è quella correttamente stabilita in ragione, in genere si mette la data in cui la legge entra in discussione in Commissione, questo era stato l'intendimento in Commissione. Nello stesso articolo, nella parte finale si legittima tutto quello che può essere stato fatto nelle società controllate, ricordo ai colleghi che io commisi l'ingenuità di accettare sulla legge sull'ESAF di mettere la stabilizzazione all'entrata in vigore della legge, noi sappiamo tutti che cosa è accaduto negli enti, poi confluiti in ABBANOA. Lo sappiamo tutti! Non mi pare una grande esperienza di moralizzazione. Lo dico perché io non la posso emendare una legge, ma magari se voi condividete questa banale osservazione, quello è un testo secondo me che va regolarizzato, cioè i dipendenti devono essere nella pianta organica, devono essere al 20 dicembre 2007 se no è un'assoluta disparità. E poi è una legge che a mio avviso non ha niente, niente veramente a che fare con le politiche industriali, Assessore, io l'ho ascoltata con molto interesse. Per ragionare di politiche industriali noi dobbiamo ragionare di che cosa serva alle politiche industriali, io penso che per le politiche industriali servono alcune cose, sono convinto che per le politiche industriali serve una politica fiscale che non è solo quella delle entrate. Noi, pur avendo tentato di indurre a ragionare su questo argomento, siamo stati messi in un angolo a trasformare una legge che sarebbe, lo dico all'onorevole Bruno che ha fatto una grande legge di riforma, questa è una legge amministrativa, ma non riforma nulla delle politiche industriali, nulla! Perde una grandissima occasione a ragionare di fiscalità di vantaggio, ha bisogno di una politica della ricerca non orientata solo sulla farmacologia come accade adesso, ma anche sulla tecnologia e non c'è una politica di questo tipo. Ha bisogno di una profonda riforma dell'istruzione, e non c'è, ha bisogno di strumenti finanziari e di agenzie diverse da quelle della SFIRS, apro una parentesi, Assessore, lei ha parlato di LEGLER, io sono convinto che il governo regionale stia facendo molto e ho sempre detto che ha fatto molto e moltissimo fuorché quando si è servito di strumenti assolutamente inadeguati alla realtà e alla complessità delle cose. Do atto alla Regione che ha sempre trattato con cortesia e attenzione tutti gli imprenditori che hanno fatto proposte, ma le assicuro che gli strumenti di cui si serve la Regione e in testa la SFIRS, non sono adeguati alla complessità delle cose. Noi stiamo facendo una riforma che elimina due consorzi industriali della Provincia di Nuoro, ma vorrei ricordare che le politiche industriali...
PRESIDENTE. Sì, prego.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). ...le politiche industriali in provincia di Nuoro, in questi quattro anni, non hanno all'attivo un posto di lavoro, e che in questo senso il mio rammarico non è sul suo lavoro, o sulla sua buona volontà, ma è sull'inadeguatezza delle persone e delle società messe in atto, di cui continuò ad esprimere un giudizio profondamente negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Giagu, relatore.
GIAGU (P.D.), relatore. Sull'emendamento numero 17… il 17 all'Aula! Sull'emendamento numero 16, positivo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria
RAU, Assessore tecnicodell'industria. Sull'emendamento numero 17 contraria. Sono contraria perché in materia fiscale la competenza regionale non c'è. E quindi anche noi riteniamo, come dice l'onorevole Maninchedda, che sarebbe una leva, scusate, sarebbe una leva…
SCARPA (P.D.). Quindi è favorevole all'emendamento?
RAU, Assessore tecnicodell'industria. No, perché non è attuabile attraverso una legge regionale.
PRESIDENTE. E'soppresso! Soppressione della lettera d).
RAU, Assessore tecnicodell'industria. Ah, eh, favorevole, scusate!
PRESIDENTE. Sull'emendamento numero 16 invece il relatore ha espresso parere favorevole. Conforme?
RAU, Assessore tecnicodell'industria. Conforme!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Sull'ordine dei lavori. In quanto componente della Commissione che si è occupata dell'esame del disegno di legge, i pareri che esprime il relatore, ma li esprime a titolo individuale e personale?
PRESIDENTE. Li esprime, come sempre, in quanto relatore.
PITTALIS (F.I.). No, la Commissione però non è stata mai convocata. Quindi sono pareri espressi a titolo personale dal relatore; questo sia chiaro perché non esprime l'indirizzo di una Commissione, che non si è riunita per esaminare questi emendamenti. Era solo per puntualizzare questo aspetto!
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pittalis. Come succede in ogni provvedimento di legge che viene esaminato in Aula, poiché la Commissione non viene riunita per l'esame degli emendamenti, nessun provvedimento, tranne forse che in occasione della finanziaria, il relatore si esprime in quanto relatore, dopodiché è l'Aula che decide conclusivamente se accogliere o respingere anche in difformità dal parere espresso dal relatore.
materia di aree industriali"(305)
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, la ringrazio Presidente. Siccome io ripongo molta fiducia nei lavori che vengono svolti in Commissione, e siccome la Commissione, nel testo che viene portato in Aula, propone questo comma chiarificatore, per il quale io esprimo una valutazione positiva perché mi sembra che le norme di attuazione dello Statuto speciale della Regione prevedano l'istituzione di zone franche, io voterò contro l'emendamento numero 17, perché mi sembra che si contravvenga ad un proposito e ad un principio che è forse uno dei pochi che possa portare dei vantaggi… chiedo ai colleghi, scusate eh… sia una delle poche opportunità e possibilità di avere dei vantaggi proprio doganali. Quindi io voterò contro l'emendamento numero 17, e francamente esprimo anche un po' di meraviglia perché sia stato presentato in questi termini, anche perché quanto ha detto l'Assessore, forse perché l'ha detto in termini molto sintetici, francamente non mi convince. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Io voterò contro l'emendamento numero 17, e intervengo per ciò che ha detto l'Assessore. Il testo della lettera d) non disciplina argomenti di materia fiscale, infatti si dice: "promuovere l'attuazione delle disposizioni statutarie", credo che sia assolutamente nella disponibilità della Regione. E mediante l'istituzione attuativa di una disposizione statutaria di zone franche. Originariamente, poi non so cosa accade in Commissione, si parlava anche di zone franche urbane, con riferimento alla finanziaria nazionale. Quindi se l'intendimento è di cassare un orientamento della legge a dire: "le aree attrezzate della Sardegna, sono aree di vantaggio fiscale", è un conto ed è da politica, ma non c'è nessun ostacolo di tipo normativo ad inserire una norma programmatica, che si rifà ad una disciplina statutaria, in una legge che riordina la disciplina delle aree industriali. State decidendo di non dire, nella legge di riordino delle aree attrezzate, che la Regione autonoma della Sardegna si riserva di orientare in quelle aree, perché solo questo voleva dire, una politica di vantaggio fiscale. E se mi permetterete io non ne capisco la ratio di una rinuncia di questo tipo. Per cui voterò contro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Sì, per gli stessi motivi io voterò contro l'emendamento numero 17, perché credo che qui, proprio in questo punto, ci sia l'opportunità per l'attuazione di un vantaggio anche fiscale, che può servire per lo sviluppo economico. Certo, se penso che nella loro differenza e differenziazione di area questo beneficio sia riservato ad una sola area per provincia, e parliamo di aree completamente diverse, da zone interne ad area costiera per intenderci, qualche perplessità nasce. Però è un punto di inizio, un punto d'inizio che è opportuno porre in essere. Mi permetto di sottolineare una cosa. Ho letto molto velocemente gli emendamenti per il momento, una sola puntualizzazione, per dire e riconfermare quanto detto da me nell'intervento sulla discussione generale. Ci sono solo tre emendamenti della minoranza, su 39 emendamenti, 36 di questi sono della maggioranza. Io credo che la riflessione sia automatica: che quanto da noi sostenuto in fase di discussione generale trova la sua conferma in questa situazione, devo dire, che sta causando anche, e che ha dei riflessi anche sulla situazione economica e sociale della Sardegna, questa instabilità della maggioranza, confermata se non fosse altro dalle dimissioni del segretario del P.D., che sono giunte a tutti noi in forma scritta. Un'altra osservazione Presidente, mi permetta. Anche in sede di discussione di altri disegni di legge, o di altri regolamenti, vedasi per esempio il piano sanitario regionale, vedasi la legge sui servizi socioassistenziali, siamo tornati in Commissione, pur rapidamente, il tempo di 30 minuti, massimo un'ora, per rivedere tutti insieme, i componenti della Commissione, gli emendamenti. Sarebbe stato utile conservare questa che è la prassi, e non è questa invece, attuata su questo disegno di legge, la prassi consolidata.
PRESIDENTE. Mi permetto di contraddirla. La prassi è esattamente quella che ho richiamato io, tranne alcune eccezioni.
(Interruzione del consigliere Capelli)
Mai, e non è prevista dal regolamento. Comunque può informarsi presso gli uffici dell'Assemblea, perché è inutile che facciamo una discussione in questo modo.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Per sostenere semplicemente questo. Non credo che ci sia nessuno in questo Consiglio, io credo neppure in questa Regione, che possa sostenere che non si debba rivendicare, e al più presto anche organizzare un sistema di vantaggi fiscali che servono allo sviluppo economico e industriale di questa Regione. Non credo che non ci sia nessuno in questo Consiglio, e in questa Regione che non si trovi accordo con la battaglia che bisogna fare nei confronti dello Stato, e ormai anche nei confronti dell'Unione Europea, anzi sempre più nei confronti nell'Unione Europea per ottenere questo tipo di risultato. Ciò detto, qua si sta definendo una modalità, non si sta definendo una finalità, la Giunta regionale si dice con propria deliberazione istituisce le zone franche, fatemi la cortesia, almeno sotto questo profilo, voi che siete nei banchi dell'opposizione, sempre molto attenti sullo strapotere che esercita la Giunta regionale, sulla mortificazione del Consiglio regionale, sulle violazioni di tutte le norme statutarie e costituzionali tanto che noi alla fine ci ritroviamo sempre a discutere con ogni tribunale della Repubblica a raccomandarci sempre di stare attenti. Questo è uno dei casi in cui bisognava stare attenti, questo è uno dei casi in cui bisognava stare attenti, io condivido pertanto l'emendamento, che peraltro ho sottoscritto, lo voterò, e sono disponibile da oggi, anche in questo testo, e fuori da questo testo, ad andare avanti nella battaglia perché in Sardegna si ottengano quei benefici di natura fiscale, a cominciare dall'istituzione delle zone franche, e soprattutto nelle aree portuali di cui abbiamo bisogno e che mi trovano solidale con le altre forze politiche.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SALIS (Gruppo Misto). Io ho letto, con qualche perplessità, questo emendamento, nonostante sia sottoscritto da autorevoli colleghi che hanno la mia stima e il mio rispetto, però, sinceramente, non riesco a capire e vorrei che o il relatore o l'Assessore mi dessero qualche elemento in più di comprensione per capire perché noi stiamo rinunciando alla possibilità di istituire negli otto consorzi industriali che stiamo definendo per la Sardegna la possibilità di richiedere fiscalità di vantaggio che possono essere utili alle attività industriali che chiediamo di poter insegnare in queste aree. È vero che noi abbiamo a disposizione il decreto legislativo che dà la possibilità di individuare zone franche che, colpevolmente, non abbiamo ancora richiesto nelle aree portuali. Ma non capisco perché, non capisco la ratio, per quale ragione rinunciamo ad individuare, e io ritenevo che il comma d) dell'articolo 1 fosse un elemento importante, anche di proposta programmatica e politica per il Consiglio regionale, per aprire questa vecchia questione che non è mai stata affrontata con la determinazione necessaria. Io sinceramente mi trovo in difficoltà a dover sopprimere il comma d), lo dico con estrema... io chiedo una riflessione su questo elemento. Mi trovo in notevole difficoltà perché non ne capisco la ratio, e mi sembra un elemento di indebolimento della nostra capacità di riuscire ad aprire una breccia su questa potenzialità di carattere fiscale ed economica che potrebbe essere utilissima allo sviluppo della nostra Isola. Ecco, a questi elementi chiedo all'Assessore che possano essere evitati perché senza questi elementi io sarei costretto a votare contro questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Io ovviamente esprimo, anzi non ovviamente, convintamente esprimo il voto sfavorevole all'emendamento ma anch'io cerco innanzitutto di capire il perché di questa proposta, cercando anche, tentando anche di ridimensionare la portata di questa norma. Siamo credo tutti convinti che la lettera d) sia che ci sia una disposizione come quella contenuta nella lettera d), in questa legge, sia che ci sia, sia che non ci sia, non determinerà l'istituzione o la mancata istituzione di zone franche Sardegna. E certamente non vengono promosse con un compito assegnato ai consorzi industriali o agli enti che nasceranno. Certamente però, poiché qui si parla della promozione dell'attuazione di disposizioni legislative di livello nazionale o eventualmente a cascata, di livello regionale, non si capisce perché togliere ai consorzi la possibilità o comunque l'indicazione di uno dei compiti che è quello di favorire, per quanto possibile, e per quanto consentono le norme e le autorizzazioni anche che l'Unione Europea rispetto a queste norme deve dare, la promozione e l'attuazione di tutte le disposizioni che consentano l'istituzione di zone franche.
Le zone franche, istituite per legge, e poi con altri provvedimenti regolamentari o amministrativi, sicuramente costituiscono un obiettivo importante a cui tutti riconosciamo una grande valenza per cui, io credo si possa chiedere ancora ai proponenti, ai firmatari di questo emendamento di ritirarlo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Anche io penso che questo emendamento debba essere ritirato e lo spiego in 30 secondi. Questo Consiglio regionale, a suo tempo, non chiedetemi la data perché non si in grado di dirla, aveva stabilito per l'area industriale di Cagliari la istituzione della zona franca e, aggiungo, che in quella l'occasione, con un ordine del giorno, sempre il Consiglio regionale, si era previsto di lavorare per fare in modo che, l'area industriale di Sassari e quella di Olbia diventasse, anche quella parte, zona franca, ma aggiungo anche un'altra cosa, sul tema dei punti franchi, dei punti franchi… c'è stato in Sardegna una grande discussione, fra zona franca generale che sostenevano allora gli amici sardisti, i punti franchi che sosteneva l'allora partito socialista italiano, tutto questo, l'argomento, è previsto dallo Statuto nostro, nello statuto della nostra Regione. Quindi io invito i colleghi a ritirare l'emendamento e a prevedere perle a otto aree industriali, zona franca alla produzione. Vediamo cosa succede per quanto riguarda che ci sono altre opinioni che si dice: ma l'Unione Europea non lo permette, ma non è così, perché in Italia ci sono tante zone franche alla trasformazione e anche alla commercializzazione, io ne ho visitate alcune e allora io invito i colleghi che hanno presentato questo emendamento a ritirarlo e a prevedere in questa legge che ci siano appunto le zone franche e i punti franchi come diciamo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
UGGIAS (Gruppo Misto). Voterò contro l'emendamento, perché mi sembra un gigantesco autogol. Nel momento in cui diciamo che per lo sviluppo dell'industria occorre porre in essere, attuare delle politiche fiscali, di vantaggio fiscale, abbiamo una legge che ce lo consente, si tratta di attuarla, di promuoverla. Per quale ragione questo Consiglio regionale non dovrebbe dare il via libera a questo tipo di politica? Sinceramente, sfugge completamente la ratio di questa abolizione. Ora, se vogliamo essere il Consiglio regionale che va contro le politiche di vantaggio, politiche fiscali alle imprese, votiamo quest'emendamento. Io non lo voterò.
PRESIDENTE. Grazie.
Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Anche io devo dire che sono molto sorpreso per la presentazione di questo emendamento e consiglio subito il ritiro, naturalmente. Ma sono sorpreso soprattutto per le firme che sono contenute nell'emendamento che pensavo insomma che fossero quelle persone che sicuramente erano più interessate a tenere in piedi la lettera d) dell'articolo 1. Perché, io credo che il discorso dei punti e delle zone franche sia un discorso importante, se vogliamo, dove questa Giunta regionale ma, per essere onesti, non solo questa Giunta regionale, ma anche passate Giunte, hanno fallito negli anni passati, nel senso che non hanno sfruttato una grande opportunità che poteva essere determinata dal decollo dei punti franchi. Io devo dire che noi non riusciamo neanche a valorizzare… c'è già in Sardegna con un decreto del Presidente della Repubblica sono istituiti sei porti franchi, devono essere semplicemente delimitati e bisogna farli decollare. Quindi, collegando i porti franchi, che sono sei in Sardegna, con le aree industriali si può completare effettivamente un ragionamento che è già in essere. Perché il Presidente della Repubblica con proprio decreto aveva a suo tempo già istituito. Quindi, non comprende effettivamente questa volontà oggi di togliere alle zone industriali questa grande opportunità, che ritengo la Giunta regionale dovrebbe far propria perché dopo il fallimento di tutti gli strumenti della programmazione in Italia, che sono la programmazione negoziata, i piani di rinascita e altro. Io credo che uno dei punti fondamentali sul quale puntare lo sviluppo della Sardegna, sia quello di valorizzare i porti franchi, le zone franche ma io parlerei di zona franca integrale per tutta la Sardegna, facciamo veramente un certo tipo di politica nuova che valorizzi un settore che sicuramente può essere determinante per la crescita e lo sviluppo della Sardegna. Pertanto, io invito veramente i firmatari di questo emendamento a ritirarlo perché non ha veramente alcun senso che questo venga approvato. E naturalmente se non fosse ritirato noi voteremo contro, perché riteniamo che è un emendamento non senso veramente. E chiedo il voto elettronico palese se non viene ritirato.
PRESIDENTE. Grazie.
Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Grazie, Presidente molto velocemente. Per dire che intanto si tranquillizzino coloro che hanno visto quella firma, la firma dell'onorevole Balia, le informazioni che erano state date all'onorevole Balia erano quelle che questo è un comma che all'interno di questa legge non poteva esserci, in quanto non avremmo titolo. A me pare, da quelli che sono i ragionamenti, ma anche un po' dalle giustificazioni dell'Assessore che non sia così, per cui la firma dell'onorevole Balia è ritirata.
Secondo, devo dire, che, secondo me, l'emendamento dovrebbe essere ritirato anche perché l'istituzione delle zone franche, fino a prova contraria, è stato uno degli argomenti che spesso ci è capitato di prendere in esame e che credo che sia la valorizzazione per la Sardegna, in particolare anche per quelle zone che in questo momento sono all'attenzione nostra, nel momento in cui si parla di consorzi, di consorzi industriali. Credo di poter dire che nel ritiro di questo emendamento c'è la valorizzazione proprio di questo aspetto e per cui se questo non dovesse essere, il voto nostro sarà un voto contrario a questo emendamento, perché condividiamo molte di quelle ragioni che vedono, per queste particolari zone, la possibilità e l'opportunità appunto di poter, promuovendo le zone franche di valorizzare l'aspetto proprio oltre che sinergico, per il semplice fatto che non è possibile che questo avvenga per un consorzio, quale per esempio quello di Cagliari e non per altri, ci siamo, e allo stesso tempo per dare l'opportunità appunto attraverso queste norme fiscali, che nello Statuto speciale della Sardegna sono previste, appunto di poterne valorizzare anche i contenuti e l'operatività. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'industria. Ne ha facoltà.
RAU, Assessore tecnico dell'industria. Avere espresso un parere positivo rispetto all'emendamento, è dovuto al fatto che questo emendamento… in materia fiscale noi non possiamo legiferare e non possiamo approvare e dare dei vantaggi fiscali a delle aree e industriali, se non è approvato e notificato un aiuto di Stato a livello nazionale. La Commissione europea ha già, e credo che in Commissione anche portato questo documento, ha dato una sentenza negativa a Madera per un vantaggio fiscale, riconoscendo questo come aiuti di Stato. Quando nella finanziaria nazionale… lo strumento che è stato notificato a Bruxelles sulle zone franche urbane prevedono infatti dei parametri di svantaggio che le zone urbane devono avere rispetto agli altri territori. Quindi, non è possibile inserire un vantaggio a delle imprese e non a delle altre, se non a dimostrazione che quelle aree di cui stiamo parlando hanno maggiori svantaggi rispetto ad altre aree. In materia fiscale poi è il governo nazionale che legifera, tant'è vero che non c'è un caso in Italia di un provvedimento di questa natura, l'unico provvedimento sono le zone franche urbane che erano state pensate prima per le otto regioni in convergenza, quindi le sei regioni dell'Obiettivo 1, più Abruzzo e Sardegna, e la Commissione l'ha fatto estendere anche alle aree del centro-nord, perché vedeva questo in una discriminazione. Allora, io credo che necessariamente noi in una legge non dobbiamo dare delle aspettative alle imprese che poi non possiamo mantenere, allora come dicevate voi c'è già uno statuto, se il regolamento comunitario cambia, dubito perché gli orientamenti sono stati, a finalità regionale, sono stati approvati dal 2007 al 2013, quindi se fosse possibile si mette dentro il quadro degli incentivi. Allora, in quell'area là si deve contenere un intervento a supporto delle imprese dove si parla di incentivazione in un quadro più generale. Ma questa crea aspettative alle imprese non potendola attuare, perché la Commissione non ti notificherà mai uno strumento di questo genere.
PRESIDENTE. Grazie Assessore. Chiedo scusa ai colleghi se intervengo in una discussione che a me pare una discussione che sta esulando dal contenuto della lettera d) dell'articolo 1. Nel senso che la lettera d) dell'articolo 1 richiama il decreto legislativo numero 75 del 1998 relativamente alla possibilità, che è stata data alla Sardegna, appunto con questo decreto legislativo, di istituzione di zone franche. Il decreto legislativo dice che sono istituite delle zone franche in tutti i porti industriali ed elenca i porti industriali nei quali sono istituiti. La determinazione e la delimitazione delle zone franche viene effettuata su proposta della Regione con separati decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, che naturalmente starà attento all'osservanza di tutte le norme comunitarie relativamente, soprattutto ai vantaggi fiscali di cui adesso parlava l'Assessore. Però, la lettera d) non dice che noi istituiamo zone franche con vantaggi fiscali, richiama la norma di attuazione dello Statuto che consente appunto alla Sardegna di avanzare richieste, perché in quelle zone franche possano essere istituite delle situazioni, inclusi vantaggi fiscali, qualora consentiti dalle normative più generali comunitarie di andare avanti. L'unica obiezione che io farei il rispetto al testo che è scritto, che il testo dice che possono essere istituite zone franche in tutti gli otto, in tutte le otto province, in tutti gli otto consorzi provinciali, questa non è consentito dalla norma di attuazione perché ovviamente il consorzio industriale del medio Campidano, piuttosto che quello di Ottana non sono funzionalmente collegati ad un porto, perché la norma di attuazione dello Statuto aveva questa finalità.
Quindi, insomma, questo può essere un motivo di impugnazione da parte del Governo, allora se possiamo evitare questa impugnazione il concetto è chiaro e non stiamo facendo altro che ripetere una norma di attuazione del nostro Statuto, che appare neutra e che mette in carico alla Regione, cioè a noi, la possibilità di avanzare al Consiglio dei Ministri una proposta di regolamentazione della zona franca. Quindi, insomma, lo dico per evitare che continuiamo a fare una discussione su una questione che non dovrebbe essere una questione, che divide noi tra chi è a favore e chi è contro, perché mi pare che siamo difficilmente contrari ad una norma di attuazione dello statuto che noi stessi abbiamo rivendicato ancorché non attuata. Peraltro nel 2001 con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sono state emanate delle norme di attuazione per la zona franca di Cagliari, anche qui io non ho memoria insomma di come sia articolato però c'è già anche un precedente di regolamentazione di una delle zone franche che era stata da noi richiesta. Quindi se lo ripetiamo in una legge, una cosa che comunque è già nelle nostre conquiste, non fa male, nel senso che è neutra e richiede procedimenti successivi.
Va bene questo, chiedo scusa perché forse insomma molti colleghi non hanno avuto modo di guardarsi la normativa di riferimento e si orientano sulla base della discussione, stiamo parlando di agevolazioni fiscali di cui nessuno ha parlato né il testo della legge contiene un'indicazione in questa direzione. Quindi, insomma, io inviterei, conclusivamente, i presentatori dell'emendamento al ritiro, così concludiamo questa discussione, ed eventualmente ad una scrittura che non ci sottoponga ad un'impugnazione da parte del Governo limitandosi appunto al richiamo del decreto legislativo numero 75. E' rientrata l'onorevole Cirina. Onorevole Uras chiederei... ah lei è uno dei presentatori, prego.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Mi pare che la proposta da lei fatta, soprattutto la seconda quella relativa ad una formulazione più idonea di questo contenuto, che poi è stato anche l'oggetto dell'emendamento, possa essere accolta e se si può rinviare l'approvazione della lettera D. ad una fase successiva della discussione nel frattempo insieme al relatore e all'Assessore potremo e ai colleghi di diversi Gruppi potremo convenire su una versione di sintesi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Per condividere totalmente la sua giusta puntualizzazione, per suggerire, se si accede al ritiro dell'emendamento, una votazione per parti della lettera D. e fermarci quindi a "zone franche" ed escludere nella seconda votazione, per chi vorrà escluderla, le ultime tre righe da "mediante" fino "ad articolo 3".
GIAGU (P.D.), relatore. Sì, sì.
PRESIDENTE. Se i colleghi sono d'accordo, magari così. onorevole Capelli. potete vedere bene, se poi la lettera D. si tiene, e come si tiene, possiamo votare l'articolo 1, escludendo la lettera D., e rinviando il voto della lettera D., guardate come meglio scriverlo, insomma. Quindi la sospendiamo per qualche minuto. Superiamo anche il soppressivo numero 17, a questo punto, mi sembra che con queste precisazioni di fatto lo stiamo congelando insieme alla lettera D., è evidente che se troviamo una scrittura della lettera D. corrispondente al decreto legislativo numero 75 non ha senso di esistere l'emendamento. Il sostitutivo parziale numero 16, invece, prego i colleghi di guardare l'emendamento sostitutivo parziale numero 16 perché dobbiamo votare questo prima dell'articolo. Va bene colleghi, mettiamo in votazione quindi l'emendamento numero 16, ho qualche iscritto a parlare per dichiarazione di voto ma probabilmente era sulla discussione precedente. L'onorevole Caligaris sull'emendamento numero 16.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì grazie. Presidente. Io voterò contro anche l'emendamento numero 16 perché mentre nel caso precedente con la deliberazione la Giunta si limitava, secondo il mio punto di vista, appunto, a promuovere l'attuazione delle disposizioni, come lei ben ha chiarito, delle norme di attuazione dello statuto speciale relativo alle zone franche, con questo emendamento, invece, si definisce la rideterminazione attraverso la riduzione o l'ampliamento, cioè la Giunta può rideterminare, attraverso la riduzione, le aree industriali, ciò può significare anche la cancellazione, quindi, io credo che considerando che il parere della Commissione non è vincolante, per quanto sia richiesto, così come si precisa nella parte predispositiva del comma 1, beh ritengo che questo aspetto determini una grande differenza tra individuare le aree industriali e le aree ecologicamente attrezzate nel territorio piuttosto che rideterminare attraverso la riduzione o l'ampliamento. Quindi, siccome non corrisponde a quella che è l'intenzione profonda di rinnovamento della norma, io voterò contro questo emendamento numero 16. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris, votiamo l'emendamento numero 16.
Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
CAPELLI (U.D.C.). Voto elettronico!?
PRESIDENTE. Era stato chiesto sull'emendamento numero 17, adesso però votiamo l'articolo, quindi qualora voleste richiedere la votazione elettronica palese si può fare sull'articolo, esclusa la lettera D., abbiamo detto che votiamo successivamente.
CAPELLI (U.D.C.). Voto elettronico!?
PRESIDENTE. E' stata richiesta la votazione elettronica
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1 con esclusione della lettera D.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Tocco ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Agus - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Giagu - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Scarpa - Tocco - Uggias.
Risponde no il consigliere: Sanjust.
Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Artizzu - Atzeri - Capelli - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Floris Mario - Gallus - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Licandro - Lombardo - Maninchedda - Marracini - Moro - Murgioni - Pittalis - Rassu - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 63
Votanti 40
Astenuti 23
Maggioranza 21
Favorevoli 39
Contrari 1
(Il Consiglio approva).
Abbiamo approvato l'articolo 1, tranne la lettera D.
Passiamo all'esame dell'articolo 2. All'articolo 2 sono stati presentati gli emendamenti sostitutivo parziale numero 19, sostitutivo parziale numero 21, gli emendamenti aggiuntivi numero 18, numero 20, numero 38 e numero 22. L'emendamento numero 38 è un emendamento all'emendamento.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2 e dei relativi emendamenti:
Art. 2Trasferimento di funzioni agli enti locali
1. In coerenza con la programmazione regionale e provinciale, nelle aree industriali di dimensione comunale, spettano ai comuni le funzioni amministrative relative a:
a) la progettazione e la realizzazione di opere di urbanizzazione, infrastrutture e servizi, nonché di spazi pubblici destinati ad attività collettive;
b) la vendita, l'assegnazione e la concessione alle imprese di aree attrezzate per insediamenti produttivi;
c) la realizzazione e la gestione di impianti comuni per la fornitura di servizi;
d) la determinazione e la riscossione dei corrispettivi dovuti per i servizi di manutenzione delle opere e di gestione degli impianti;
e) il recupero dei rustici e immobili industriali per nuove destinazioni a fini produttivi e per l'attuazione dei programmi di reindustrializzazione.
2. I comuni, dalla data di entrata in vigore della presente legge, esercitano le competenze loro spettanti ai sensi del presente articolo nel quadro degli strumenti di programmazione economica e di politica industriale regionale e provinciale e in coerenza con i rispettivi piani urbanistici comunali.
3. Le funzioni di cui al presente articolo, nelle aree a dimensione sovra comunale, sono esercitate dai consorzi industriali di cui all'articolo 3.
4. I comuni possono deliberare che le funzioni loro conferite dal comma 1 siano svolte dal consorzio industriale di cui all'articolo 3.
Emendamento sostitutivo parziale Biancu - Balia - Uras
Al comma 1, la lettera e) è così sostituita:
e) la realizzazione e il recupero dei rustici e immobili industriali, la retrocessione di aree non utilizzate per nuove destinazioni a fini produttivi e per l'attuazione dei programmi di deindustrializzazione. (19)
Emendamento sostitutivo parziale Biancu - Balia - Uras
Il comma 4 è così sostituito:
1. I comuni facenti parte degli enti soppressi di cui alla Tabella B possono entro sessanta giorni deliberare che le funzioni loro conferite dal primo comma siano svolte dal consorzio industriale di cui al successivo articolo 3
2. Il consorzio provinciale di Nuoro, di cui all'articolo 5, comma 1, previsto nella tabella A, subentra entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi e nel patrimonio del consorzio di Macomer, le cui aree insistono sul territorio di più comuni, e inquadra il relativo personale all'interno del proprio organico. (21)
Emendamento aggiuntivo Biancu - Balia - Uras
Al comma 1, lettera b), prima delle parole "la vendita" sono aggiunte le parole: "l'acquisizione di aree anche mediante procedure espropriative,". (18)
Emendamento aggiuntivo Biancu - Balia - Uras
Al comma 1, dopo la lettera e), è aggiunta la seguente lettera:
"f) il riacquisto delle aree e degli stabilimenti industriali o artigianali anche utilizzando le procedure e le agevolazioni previste dall'articolo 63 della Legge 23 dicembre 1998, n. 448." (20)
Emendamento all'emendamento numero 20 aggiuntivo Giunta Regionale
Nell'emendamento numero 20, alla lettera f) è aggiunta la seguente frase: "nel rispetto dei tempi previsti dalla legge, o per i tempi inferiori, allorquando non si possono realizzare i progetti per i quali sono state assegnate le aree". (38)
Emendamento aggiuntivo Biancu - Balia - Uras
Dopo il comma 4 è aggiunto il seguente comma:
4 bis. Dalla data di approvazione della presente legge i Comuni di Isili e Suni non fanno più parte del Consorzio per l'area industriale della Sardigna centrale di Nuoro. Gli stessi, entro i termini di cui al comma 4, possono deliberare che le funzioni loro conferite dal primo comma siano svolte dai consorzi industriali provinciali competenti per territorio." (22).)
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti. Non ho iscritti a parlare.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Giagu, relatore.
GIAGU (P.D.), relatore. Parere favorevole.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giagu. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.
RAU, Assessore tecnicodell'industria. Conforme.
PRESIDENTE. Al microfono, Assessore, perché poi va registrato.
RAU, Assessore tecnicodell'industria. Conforme.
PRESIDENTE. Conforme, grazie.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento sostitutivo parziale numero 21. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Mettiamo in votazione l'articolo 2. Votazione elettronica. L'onorevole Capelli l'ha richiesta, nessun sostegno.
Dichiaro aperta la votazione. Prego un segretario della maggioranza di venire ai banchi della Presidenza.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 2.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Colleghi, non si può mica far finta di votare, poi in dieci dichiarate il voto. Si vota sulla postazione, abbiate pazienza. Stiamo finendo la legislatura, quindi magari un pochino di attenzione. Rifacciamo la votazione, colleghi. Annullata, sono troppi quelli che non hanno votato. Onorevole Artizzu, magari questa volta se riesce a farselo registrare ci fa una cortesia.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 2.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Tocco ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Agus - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Giagu - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Scarpa - Tocco - Uggias.
Rispondono no i consiglieri: Atzeri - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Dedoni - La Spisa - Lombardo - Maninchedda - Murgioni - Pittalis - Sanjust - Vargiu.
Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Artizzu - Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Floris Mario - Ladu - Lai Renato - Marracini - Moro - Rassu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 61
Votanti 50
Astenuti 11
Maggioranza 26
Favorevoli 38
Contrari 12
(Il Consiglio approva).
Emendamento aggiuntivo numero 18.
Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Sì, Presidente, io mi sono iscritto perché sul "21" rientravo dalla passeggiata per discutere sulla lettera d) dell'articolo 1, e utilizzo questo tempo, dichiaro il voto di astensione sul "18", ma vorrei segnalare alla Giunta che l'emendamento numero 21 testé approvato a mio avviso presenta un errore, istituisce una doppia procedura, perché il Consorzio di Macomer è stato messo in liquidazione nella finanziaria, e ha il processo di liquidazione in atto. Avete nominato il commissario liquidatore, entro il 19, 20 il commissario liquidatore, lei ci ha detto stamattina, deposita il programma di liquidazione, e ha uno scadenziario che è disciplinato dalla finanziaria. Adesso voi state istituendo una procedura differente, ve lo dico perché dovete comunque disciplinare quali dei due percorsi ritenete in atto, diversamente essi si sovrappongono e poi la cosa più probabile è che non raggiungano il loro scopo. Chiedo scusa al Presidente dell'Assemblea, ho chiesto di parlare quando c'è stato l'annullamento della cosa, ma mi pare una classica svista fosse presente nella legge quando il Consorzio di Macomer, essendo sovracomunale, non era compreso in quelli che avete commissariato con la finanziaria. Poi lo avete incluso, è rimasto un relitto nella legge, lo avete reinserito nell'emendamento, ma adesso dovete decidere quale dei due percorsi è quello che intendete obbligare il Comune di Macomer a seguire, anche il Comune di Borore, il Comune di Dualchi e di altri.
PRESIDENTE. Sì, grazie. Grazie, onorevole Maninchedda. Io non l'avevo letto, ma mi sembra che lei abbia ragione. Un attimo solo, facciamo una verifica.
Colleghi, il Consorzio ZIR di Macomer era compreso nella tabella... c'è una procedura liquidatoria in atto, quindi, siccome ci sono questioni relative anche al diritto civilistico che sono già state accese dalla finanziaria, dalle procedure che, in osservanza della finanziaria, l'Assessorato ha messo in essere, credo che adesso stiamo facendo un'operazione che rischia di compromettere il buon andamento di tutta questa azione. Quindi, mi dispiace che lo abbiamo votato, vediamo se possiamo tornare indietro, non siamo andati troppo avanti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Sì, Presidente, effettivamente, ha ragione il collega Maninchedda, questo emendamento presenta delle contraddizioni rispetto alla procedura già in atto. Per cui, la mia proposta sarebbe di ritornare sull'emendamento numero 21 cassando la seconda parte del comma 4 che è stato sostituito, quindi cassando interamente la seconda parte e facendo diventare la prima parte come segue: "i comuni facenti parte degli enti soppressi di cui alla tabella B compreso ai comuni di Macomer e Borore...", e ha un senso, perché è l'unico Consorzio che è stato sciolto che è sovracomunale, e continua... "possono entro 60 giorni deliberare che le funzioni loro conferite dal primo comma siano svolte dal Consorzio industriale di cui al successivo articolo 3". Quindi lo riportiamo al concetto generale che i comuni che si sono visti sciogliere i relativi Consorzi possono, entro 60 giorni, chiedere di far parte del Consorzio provinciale. Quindi con l'aggiunta: "compreso ai comuni di Macomer e Borore".
PRESIDENTE. Grazie onorevole Biancu.
Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Presidente, io sono un po' in imbarazzo per lo svolgersi della discussione, però, vorrei intanto accogliere l'apertura e la disponibilità alla correzione, però, vorrei ricordare ai colleghi della maggioranza, o che sospendiamo per mezz'ora e ci mettiamo d'accordo su questa cosa, o per un quarto d'ora, sospendiamo all'articolo, ecco, Presidente, non so se si possa fare, però, la possibilità di scegliere per i comuni era già disciplinata, come io ricordavo, dalla finanziaria regionale. Cioè, la possibilità di scelta era già presente nella finanziaria regionale, perché la finanziaria regionale diceva che: qualora i singoli comuni destinatari delle competenze trasferite dai Consorzi ritengano che le funzioni possano essere svolte più efficacemente a livello sovracomunale, entro 30 giorni dall'approvazione della legge di riforma di cui al comma 40 possono chiedere che le competenze siano attribuite all'organo sovracomunale. Quindi era già previsto in finanziaria. Ciò che non è regolato dalla finanziaria, per cui io chiedo cortesemente ai colleghi di ragionare un attimo insieme ad altri rappresentanti del territorio, è la tutela del personale, che nei passaggi attuali non è tutelata, ma la possibilità di scegliere che volete recuperare nel comma uno è già prevista in finanziaria. Allora io vi chiedo cortesemente se possiamo sospendere per un quarto d'ora l'esame dell'emendamento e verificare gli aspetti complessivamente per poi approvarlo. Vedete voi.
PRESIDENTE. Grazie. Facciamo 10 minuti di sospensione. Prego i colleghi di lavorare. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 18, viene ripresa alle ore 18 e 24.)
materia di aree industriali"(305)
PRESIDENTE. Bene colleghi, riprendiamo il lavoro. Comunico che intanto l'onorevole Farigu è rientrato in Aula.
Onorevole Biancu, abbiamo sospeso il lavoro sull'emendamento sostitutivo parziale numero 21 ancorché votato.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Sì, prima di intervenire con la rettifica all'emendamento numero 21, chiederei la possibilità di tornare indietro un attimo sul "19" per un refuso che è contenuto nel "19", non si tratta di deindustrializzazione ma di reindustrializzazione.
PRESIDENTE. Sì, certo certo.
BIANCU (P.D.). Il "21" si dovrebbe comporre così: dopo la prima parte che rimane identica con il testo, c'è un'ulteriore parte che recita: "i comuni di Macomer e Borore fanno parte del consorzio industriale provinciale di Nuoro dalla data della sua attivazione".
PRESIDENTE. Dunque onorevole Biancu e i colleghi che hanno lavorato a questa cosa. Allora, nel comma 4 che stiamo sostituendo c'era scritto che "tutti i comuni possono deliberare che le funzioni loro conferite al comma 1 siano svolte dal consorzio industriale di cui all'articolo 3". Invece nell'emendamento: "soltanto quelli soppressi dalla tabella B, cioè è limitativo". Va bene. Allora rivotiamo l'emendamento sostitutivo parziale numero 21, quindi annulliamo la votazione precedente. Il sostitutivo parziale numero 21 è composto dal comma 1 che resta tal quale e il comma 2 che viene sostituito nel modo seguente: "comune di Macomer e Borore fanno parte dei consorzi industriali di Nuoro dalla data della sua attivazione".
Onorevole Cappai ci aiuti, no perché ce la facciamo anche da soli un po' a ingarbugliarci, quindi lei forse si è distratto quando c'è stata la discussione sollevata da un'obiezione che è stata fatta all'emendamento numero 21. Onorevole Ladu, ho una sua iscrizione a parlare ma forse è un'iscrizione precedente. Allora, rivotiamo così come detto nella formulazione che ho richiamato, l'emendamento sostitutivo parziale numero 21.
CAPPAI (U.D.C.). Voto elettronico, Presidente.
PRESIDENTE. Sì colleghi, però non è che vi indignate, uno lo chiede, se lo chiedete si fa l'elettronica palese. Bene, votazione elettronica palese.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento sostitutivo parziale numero 21.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Agus - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Diana - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Gessa - Giagu - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Liori - Manca - Maninchedda - Mattana - Meloni - Moro - Murgioni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Sanna Franco - Scarpa - Serra - Tocco - Uggias - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Amadu - Contu - Milia - Petrini - Pileri - Randazzo Alberto - Sanjust.
Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Artizzu - Cherchi Oscar - Farigu - Giorico - La Spisa - Ladu - Lombardo.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 61
votanti 53
astenuti 8
maggioranza 27
favorevoli 46
contrari 7
(Il Consiglio approva).
Metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Emendamento aggiuntivo numero 18. Lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Emendamento numero 38 che è aggiuntivo del numero 20.
Lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Emendamento numero 20. Lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Emendamento aggiuntivo numero 22. Lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'articolo 3. All'articolo 3 sono stati presentati l'emendamento sostitutivo parziale numero 39 e l'aggiuntivo numero 36 che sono emendamenti all'emendamento sostitutivo totale numero 23.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3 e dei relativi emendamenti:
Art. 3Funzioni dei consorzi industriali provinciali
1. I consorzi industriali provinciali sono enti pubblici economici responsabili, in ciascun ambito provinciale, della gestione delle aree industriali aventi dimensione sovracomunale, in attuazione dei principi di differenziazione e di adeguatezza di cui all'articolo 118 della Costituzione.
2. I consorzi industriali provinciali hanno il compito di esercitare azioni di sviluppo e di valorizzazione imprenditoriale e svolgono sulle aree industriali sovracomunali le medesime funzioni amministrative attribuite ai comuni ai sensi dell'articolo 2.
3. I consorzi industriali provinciali esercitano le proprie funzioni e compiti in coerenza con la programmazione regionale e in armonia con gli indirizzi dell'agenzia regionale Sardegna Promozione.
4. I consorzi industriali provinciali, in particolare, sviluppano la propria azione in piena coerenza con il piano provinciale di programmazione economica nell'ambito dei piani urbanistici comunali. Essi costituiscono i principali strumenti operativi di attuazione delle politiche di sviluppo economico e industriale regionali in ambito provinciale.
Emendamento sostitutivo totale Biancu - Balia - Uras
L'articolo 3 è così sostituito:
Funzioni dei consorzi industriali provinciali
1. In ciascun ambito provinciale, la gestione delle aree industriali aventi dimensione sovracomunale, di cui alla tabella A, è affidata ad un consorzio costituito ai sensi dell'art. 31 del D. Lgs 267/2000 fra la provincia, i comuni nel cui territorio insistono le aree interessate.
2. I consorzi di cui al comma 1 vengono denominati "Consorzi Industriali Provinciali".
3. I consorzi industriali provinciali esercitano nelle aree ad essi affidate le funzioni di cui all'articolo 2 e tutte le altre funzioni previste dalla legge finalizzate a favorire lo sviluppo e la valorizzazione delle imprese industriali.
4. I consorzi industriali esercitano le proprie funzioni in coerenza con la programmazione regionale e in un rapporto di collaborazione con gli organismi operativi regionali per le politiche industriali.
5. Nelle aree gestite dai consorzi i singoli comuni che fanno parte del consorzio ai sensi del comma 1 e quelli eventualmente ammessi ai sensi dell'articolo 2, comma 4 e 5, continuano ad esercitare le funzioni di pianificazione urbanistica ciascuno per il proprio territorio. Gli statuti disciplinano le modalità con cui il consorzio propone ai singoli comuni adeguamenti degli strumenti urbanistici ai fini di coordinarli e renderli coerenti con le finalità del consorzio.
6. Ai sensi dell'art. 172, comma 6, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n° 152, gli impianti acquedottistici, fognari e di depurazione gestiti dagli enti soppressi, ovvero da altri consorzi o enti pubblici, sono trasferiti in concessione d'uso al gestore del servizio idrico integrato dell'Ambito territoriale ottimale unico della Sardegna.
7. Con Decreto del Presidente della Regione Sardegna, previa deliberazione della Giunta regionale su proposta dell'Assessore dell'Industria d'intesa con l'Assessore della Difesa dell'Ambiente, è approvato il piano dei trasferimenti di cui al comma 6
8. La conduzione degli impianti per la gestione dei rifiuti ed i servizi relativi saranno disciplinati dalla normativa regionale da emanare in attuazione dell'articolo 199 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n° 152.
9. Nella fase transitoria e sino alla emanazione della specifica normativa regionale le
funzioni di conduzione degli impianti per la gestione dei rifiuti ed i servizi relativi sono assegnate ai
nuovi consorzi industriali provinciali." (23)
Emendamento all'emendamento numero 23 aggiuntivo Cuccu Giuseppe - Giagu - Cocco - Tocco
Nel comma 1 dell'articolo 3, dopo le parole "aree interessate" sono aggiunte le parole: "e la camera di commercio competente per territorio". (36)
Emendamento all'emendamento numero 23 sostitutivo parziale Giunta Regionale
Nell'emendamento numero 23 il comma 7 è sostituito:
7. Con Decreto del Presidente della Regione Sardegna, previa deliberazione della Giunta regionale su proposta congiunta dell'Assessore dell'Industria, dei Lavori Pubblici e della Difesa dell'Ambiente, è approvato il piano dei trasferimenti di cui al comma 6. (39).)
PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Giagu, relatore.
GIAGU (P.D.), relatore. Favorevole sul numero 36 e sul numero 39.
PRESIDENTE. E il numero 23 onorevole Giagu? E' la mamma di tutti gli emendamenti.
GIAGU (P.D.). Chiaramente favorevole per la parte rispetto al comma primo che è un emendamento che lo modifica che è il "36".
PRESIDENTE. Mi scusi, non ho capito onorevole Giagu.
GIAGU (P.D.). Favorevole comunque.
PRESIDENTE. Va bene. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.
RAU, Assessore tecnico dell'industria. Conforme.
PRESIDENTE. Mettiamo in votazione l'emendamento sostitutivo parziale dell'emendamento numero 23, il numero 39.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Presidente, non ce l'abbiamo.
PRESIDENTE. Sono qui dall'inizio della seduta, colleghi.
CONTU (F.I.). Non è vero.
PRESIDENTE. Ma come non è vero, ma insomma abbiate pazienza non è che stiamo giocando, si può dire che uno non si è spostato dal banco per andare a vedere, e aspettiamo un secondo, ma insomma non è che si dice non è vero.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Solo per avere un attimo di tempo per collegare, perché alcuni effettivamente non hanno potuto vedere.
PRESIDENTE. Va bene, colleghi, gli emendamenti sono tutti nel banco, anche gli emendamenti agli emendamenti, che sono stati presentati dopo e che i colleghi continuano a presentare. Non sono fascicolati ma sono tutti lì man mano che… quindi magari vi prego ogni tanto di andare a vedere che succede.
Allora, sull'emendamento numero 39, 36 e 23 c'è il parere favorevole del relatore, la Giunta invece esprime parere favorevole sul "39" e sul "23" e negativo sul "36". Possiamo andare avanti?
Onorevole Giuseppe Cuccu, ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto sul "39"?
CUCCU GIUSEPPE (P.D.). No, sul "36".
PRESIDENTE. No, il "36" è dopo, perché siamo in sede di dichiarazione di voto. Adesso stiamo votando l'emendamento numero 39, che è un sostitutivo parziale del "23".
Però, colleghi, io sto facendo… guardo in giro, avverto, aspetto che mi arrivino segnalazioni… onorevole Contu, deve parlare sull'emendamento numero 39, deve fare una dichiarazione di voto?
CONTU (F.I.). No.
(E' approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 36.
Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Cuccu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUCCU GIUSEPPE (P.D.). Sì, grazie Presidente. Per dire che sull'emendamento numero 36 il mio voto sarà favorevole e per spiegare anche il senso di questo emendamento. Noi con l'articolo 3 stiamo definendo una veste nuova ai consorzi rispetto a quella che era stata definita nel testo della Commissione, un consorzio che viene costituito ai sensi dell'articolo 31 della "267", quindi ai sensi della normativa sugli enti locali tra comuni e provincia, ma la "267" all'articolo 31 prevede anche l'ipotesi che questi consorzi possono essere costituiti anche con la presenza di altri enti pubblici. Già nella proposta scaturita dalla Commissione partecipavano ai consorzi, così costituiti, anche le Camere di commercio. Io penso, e quindi il senso di questo emendamento è questo che bene avesse fatto la Commissione a prevedere la presenza delle Camere di commercio, non in quanto ente ma in quanto rappresentante delle imprese. Non è pensabile, a mio avviso, che la politica si chiuda in se stessa nella gestione dei consorzi industriali è bene che ci sia una rappresentanza anche degli interessi che sono interessati dall'attività dei consorzi industriali. Noi abbiamo detto che stiamo facendo dei consorzi di tipo provinciale che sono finalizzati a favorire lo sviluppo e la valorizzazione delle imprese industriali e nell'ambito provinciale, non è pensabile che le imprese non partecipino a questo processo. Lo strumento che noi abbiamo pensato presentando questo emendamento, perché le imprese partecipassero al processo di gestione delle aree industriali, c'è sembrato quello di un ente che già attualmente svolge servizi alle imprese, che opera con le imprese, che è costituito dalle imprese, ci sembra che la Camera di commercio sia lo strumento più idoneo a rappresentare gli imprenditori della provincia nei consorzi. Tant'è vero che poi, con gli emendamenti successivi, si specificherà, abbiamo provato a specificare le modalità con le quali la Camera di commercio dovrebbe selezionare la propria rappresentanza, non una rappresentanza generica ma una rappresentanza degli imprenditori che operano in quell'ambito provinciale. Anche perché abbiamo alcuni territori dove la Camera di commercio non è presente, mi riferisco alle due Province nuove del sud Sardegna ma anche la provincia di Olbia Tempio e la provincia dell'Ogliastra, in questo caso le Camere di commercio dovrebbero attenersi a delle regole precise, di individuazione degli imprenditori che hanno una presenza su quel territorio, che è interessato dalle politiche di sviluppo industriale del consorzio, che insiste su quel territorio.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Sì, grazie Presidente. Per esprimere un voto di non condivisione dell'emendamento numero 36 e per rivolgere un appello ai colleghi Cuccu, Giagu, Cocco e Tocco, per il ritiro di questo emendamento. Io credo che il modello che noi abbiamo proposto, quello del consorzio di enti locali, cioè tra provincia e comune, è una previsione che è lineare rispetto alle responsabilità in capo alle istituzioni locali. Quindi, io ritengo che potrebbero esserci altri momenti dove il sistema delle imprese possa partecipare…
PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Biancu, le chiedo scusa. Colleghi, è impossibile lavorare, io vi prego di stare al posto, intanto, non siamo troppe ore al lavoro, così ascoltiamo anche chi parla. Prego.
BIANCU (P.D.). Dicevo appunto che la previsione del consorzio di enti locali è una previsione lineare, e quindi io credo che sia opportuno che l'emendamento numero 36 venga ritirato, in quanto non coerente rispetto al modello che ci siamo dati. Io non credo che sia un richiudersi della politica in se stessa, ma sia un dare la responsabilità a coloro che i cittadini eleggono, sia sul livello provinciale sia sul livello locale. Per cui, la mia proposta è di un invito al ritiro di questo emendamento da parte dei colleghi, qualora non venisse ritirato il voto è contrario.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, grazie Presidente. Io ho ascoltato con molta attenzione le considerazioni svolte dall'onorevole Biancu, però io credo che le Camere di commercio rappresentino nel territorio un aspetto importante, perché sono espressione di quel pluralismo a più voci che può veramente dare un contributo nelle diverse aree territoriali. Ricordo, peraltro, che sono enti che rispondono a ben specifiche esigenze, ma anche a specifiche norme dello Stato. Quindi, ritengo che per il ruolo che hanno, relativamente alla vita del territorio e per quanto rappresentano nel tessuto dell'industria e dell'impresa locale, debbano essere inserite. Pertanto, voterò a favore dell'emendamento all'emendamento numero 23, cioè il numero 36. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris.
Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Sì, grazie Presidente, intanto per esprimere il nostro voto favorevole all'emendamento numero 36, ma più che altro per chiedere il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Grazie, poi chiediamo in quanti altri lo chiedete. Sì, lo facciamo poi.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). In sede di discussione generale abbiamo già detto a più voci che nella gestione dei consorzi industriali è importante la presenza del mondo dell'impresa, l'esclusione di questa presenza, che fossero le camere di commercio, che fossero le rappresentanze degli industriali, come era negli statuti, com'è negli statuti attuali. Poteva essere discutibile nell'una e nell'altra forma ma escludere totalmente il sistema delle imprese mi sembra veramente un grave errore e per questo che noi votiamo a favore dell'emendamento numero 36.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giagu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GIAGU (P.D.). Solo per confermare ed essere coerente con quanto detto in inizio seduta con la relazione, tanto più per essere coerente con quanto fatto nei lavori della Commissione, io credo che sia un punto centrale questo, per me potrebbe essere un incidente, probabilmente non è stato ben riflettuto quello che è stato fatto, io credo che sia utile e indispensabile quando si tratta di materia come quella che stiamo trattando, coinvolgere, un coinvolgimento serio degli imprenditori e delle parti sociali, credo che le parti sociali, a mio avviso, per quanto mi riguarda, coerentemente debbano avere un'investitura comunque e sempre quando si tratta di temi così importanti, soprattutto con le camere di commercio, quando si tratta di un tema così importante, credendo e credo soprattutto che non ci si debba dare l'impressione di rinchiudersi, l'ho già detto in apertura dei lavori, questo arroccarsi certamente nuoce al sistema politico, fa sì che ci vedano sempre più distanti fa sì che la società cosiddetta civile si chiami in causa, quando fa piacere, e quando non fa piacere la si inviti a rimanere a casa, per cui, sostengo questo emendamento che è in coerenza con i lavori della Commissione, soprattutto con la relazione iniziale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Prima di tutto per esprimere il voto favorevole all'emendamento numero 36 e in secondo luogo perché mi sembra che sia così fuori luogo, volere eliminare i protagonisti dal loro terreno cioè gli industriali, io sono convinto, è vero, che la politica debba essere presente perché è appunto un punto di riferimento delle popolazioni ma voler arroccarsi il suo una opposizione che effettivamente mi sembra sia fuori dalle righe, il fatto di voler far fuori gli industriali oppure le camere di commercio che rappresentano il mondo dell'impresa mi sembra che sia rafforzare qualche cosa che non deve essere forzato però bisogna portare anche quando si fanno queste leggi, questa norme, bisogna cercare di ragionare sulle cose e vedere di avere quel buon senso necessario per cercare di mettere in piedi delle norme che non stridano con la realtà ecco per quale motivo io personalmente, e penso anche il gruppo di alleanza nazionale, voti a favore dell'emendamento 36.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUGINI (Sinistra Autonomista).Io nella discussione generale avevo trattato questo argomento e avevo suggerito una ipotesi di lavoro che non è questo emendamento che hanno presentato i colleghi Cuccu eccetera però l'argomento che portano a sostanza mi sembra che sia giusto, lo dico per la Giunta, se non è la Camera di Commercio, per le cose che abbiamo detto anche nella discussione generale, per l'esperienza che abbiamo fatto, ma perché noi non dobbiamo prevedere che nella responsabilità della gestione di quell'area non sia presente un rappresentante del mondo delle imprese che lavorano la dentro. Perché?
CAPPAI (U.D.C.). Così vuole Soru.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Se tu mi dici così è chiaro che io non ti seguirò mai, io sto facendo un altro ragionamento, la verità non è un fatto rivoluzionario, le verità sono verità. I
Io credo che si possa riflettere, si sta parlando di passare da due componenti a tre componenti, se non è la Camera di Commercio e dice Biancu la … del sistema delle autonomie, io sono totalmente d'accordo, però diciamo che la provincia che è un ente sovra comunale, che risponde all'insieme del territorio, indica nel Consiglio d'amministrazione, l'ente di gestione, come lo chiamiamo, un rappresentante del mondo delle imprese che operano nel consorzio, lo indichi la provincia, si faccia carico la provincia di rappresentarlo però è politicamente sbagliato evitare che ci sia un rappresentante del mondo delle imprese, parlo poi al Partito Democratico che, nelle ultime elezioni, è andato alla ricerca di imprenditori per ottenere il consenso che poi non ha ottenuto, io penso, e lo dico anche per la maggioranza dell'Aula, c'è bisogno di equilibrio in questo momento, anche per altri fatti politici presenti, io vi invito a fare un ulteriore sforzo, senza la rottura, per trovare un punto di incontro che possa essere anche quello che sto suggerendo io, che prevede una funzione attiva della provincia con una indicazione precisa per quanto riguarda il mondo delle imprese che hanno bisogno di svolgere una funzione nel condominio nel quale operano, penso che si possa fare, con equilibrio, senza vinti né vincitori. Questa è la verità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Per annunciare il voto a favore dell'emendamento numero 36, che va incontro a quello che era stato un suggerimento, in discussione generale, che avevo portato. Vado con motivazioni diverse rispetto a quelle del collega Cugini nell'esprimere il voto perché io parto da un presupposto che quando andiamo a parlare dei consorzi industriali credo che i primi attori dell'impresa o del mondo dell'impresa non siano né gli enti locali e né tanto meno bisogna dimenticare che i primi attori sono appunto gli imprenditori. Bene, i colleghi Biancu, Balia, e Uras hanno elaborato tre emendamenti su un totale di sette articoli che ridisegnano per intero questa legge. Io credo che in questo si possa ravvisare anche in questa posizione rappresentata dal collega Biancu si possa rappresentare quello che è il momento politico che il P.D. sta vivendo in questo momento: un grande scontro politico dove il segretario regionale del P.D. addirittura si dimette, allora volevo dire ai colleghi della maggioranza, ma volevo dire ai colleghi del P.D., ma vi rendete conto che state facendo nascere una legge che avrebbe dovuto essere nelle intenzioni una riforma invece sta nascendo un aborto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Meloni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
Invito ancora una volta i colleghi a stare seduti e ad evitare di stare in giro con i telefonini, io penso che schermeremo l'Aula perché non è possibile.
MELONI (P.D.). Io intervengo per esprimere nel merito una valutazione di non condivisione del contenuto di questo emendamento perché non credo che sia in linea, non solo con il modello che stiamo scegliendo, ma anche con i compiti e con le funzioni che devono andare a svolgere i consorzi tra comuni e province chiamate a gestire queste aree, devono esercitare in maniera associata delle funzioni magari è possibile individuare delle forme di coinvolgimento e consultazione del mondo imprenditoriale, ma lo fanno in quanto rappresentanti dei cittadini compresi le imprese. Però vorrei anche sottolineare, ancora una volta, un invito ai colleghi a tener conto della opportunità di ritirare questo emendamento, a tener conto dell'opportunità che la maggioranza, il gruppo del Partito Democratico e la maggioranza manifestino la propria coesione, a tener conto della gravità non solo della presentazione di un emendamento di questo genere, questo no, perché può essere presentato, ma della gravità che sarebbe costituita dal votare in dissenso rispetto anche all'opinione della Giunta. Credo che in questo senso sarebbe opportuna…
(Interruzione)
Io quando il collega Cuccu interverrà non lo interromperò, per cui.
Vorrei appunto invitarli a soffermarsi sull'opportunità di una valutazione relativa al fatto che quanto il Capogruppo ha espresso è la posizione del Partito Democratico, e su una norma così fondamentale, che rappresenta l'impianto costitutivo di questi soggetti, è necessario mantenere una linea coerente. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Silvio Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CHERCHI SILVIO (P.D.). Ma, io sono stato un sostenitore della presenza della Camera di Commercio nella ipotesi integrale che è uscita dalla Commissione. Devo rilevare che insieme abbiamo modificato qualcosa, spostandoci sull'articolo 31 della "267", e quindi trovando tutti una posizione che diceva: trasferiamo agli enti locali, in quella forma lì. E da questo punto di vista, nonostante sia convinto non tanto e soltanto per la rappresentanza degli imprenditori, ma quanto perché la Camera di Commercio, pensando a consorzi che non fanno più le cose del passato ma ne fanno diverse, i servizi e così via, ci potesse essere quindi anche un momento anche sinergico tra consorzi industriali e le camere di commercio - anche le camere di commercio danno servizi alle imprese -, è chiaro che una rapporto è auspicabile. Credo che noi abbiamo fatto una scelta, per questo invito i colleghi Cuccu, Giagu, Cocco e Tocco ad una riflessione su questo. Noi non stiamo facendo la scelta di escludere le camere di commercio, stiamo facendo la scelta di fare i consorzi sulla base di un articolo che consente loro di poter, territorio per territorio, fare le scelte che riterranno più opportune, all'interno naturalmente di quello che è previsto dall'articolo 31. Quindi, forse di quel senso di autonomia, di coerenza, con il trasferimento delle funzioni, e quindi anche delle scelte che devono essere fatte nei diversi territori, forse non metterlo per legge è una cosa migliore, che metterlo per legge, quindi costringendo tutti ad osservarlo pedissequamente. Cosa diversa è il problema che ha sollevato l'onorevole Cugini, sul quale io concordo. Io non credo, e c'è stata discussione altre volte, che nel consiglio di amministrazione di un ente, che ha tra gli altri compiti di vendere delle cose a dei clienti, ci debba essere anche il rappresentante degli acquirenti. Cosa diversa è che per le funzioni, proprio di condominio - per usare una frase, un termine che è stato detto -, di cioè tutti quelli che operano, di quella comunità che opera all'interno del Consorzio industriale, che vi sia un rappresentante degli operatori che sono presenti nel Consorzio industriale. Ma sono due cose diverse, sono due cose diverse. E questo io credo che, su quello, probabilmente dobbiamo trovare una soluzione, in quella forma che è stata…
PRESIDENTE. Sì, prego.
CHERCHI SILVIO (P.D.). …in quella forma che è stata detta, o in altra forma, di vedere come possiamo risolvere il problema di una rappresentanza degli operatori, che insistono in quel Consorzio industriale.
PRESIDENTE. Grazie. Onorevole Biancu, ha già fatto la sua dichiarazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Sì, Presidente, ho già fatto la dichiarazione, era soltanto per chiedere una sospensione di dieci minuti, per trovare… per provare a trovare una sintesi anche rispetto alle diverse proposte che sono emerse nel dibattito.
PRESIDENTE. Colleghi, abbiamo interesse ad andare avanti trovando le soluzioni, no? Quindi…
LA SPISA (F.I.). Siamo in fase di votazione!
PRESIDENTE. Sì, è vero che siamo in fase votazione, ha ragione lei onorevole La Spisa. Questo è un'obiezione fondata, e infatti io vi chiedo se possiamo sospendere per consentire di risolvere il nodo politico.
CAPELLI (U.D.C.). No, non va bene! Faccia finta che ci siamo anche noi!
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, sospendiamo cinque minuti. Sospendiamo cinque minuti, colleghi.
CAPELLI (U.D.C.). No, aspetti non va bene così!
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Colleghi, possiamo sospendere cinque minuti, per capire se ci sono le condizioni per scrivere diversamente l'emendamento?
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). No, mi scusi Presidente, io ho con piacere, devo dire, constatato i suoi continui richiami in questi mesi affinché il lavoro del Consiglio sia regolare, affinché il lavoro delle Commissioni sia regolare. Ho ricevuto le sue note e ho gradito questo richiamo, che aveva un preciso indirizzo, cioè la maggioranza. Noi siamo fermi cinque mesi, non cinque minuti. Qui ci sono dei nodi politici rilevanti, perciò se vogliono sospendere l'Aula lo si dica chiaramente. Perché, Presidente, mi scusi, lei sa benissimo, per esperienza, che ci troveremo a discutere su diverse sospensioni. Qui c'è un nodo politico, interno al partito di maggioranza, che va risolto. Io spero che lei li inviti a chiedere anche un'ora, noi accediamo, ma che tornino in Aula con i problemi risolti.
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, io non consentirei che ci fermassimo su questa legge, dopo aver atteso che entrasse in Aula. Quindi, accetto la proposta di sospensione per cinque minuti. Se il nodo politico, come lei lo chiama, viene risolto bene, altrimenti procediamo così come dobbiamo fare. E ringrazio la minoranza per consentirci, in sede di votazione, una sospensione di cinque minuti. Mi sembra anche questo doveroso.
CAPPAI (U.D.C.). E' una minoranza che è maggioranza in Aula!
PRESIDENTE. Va bene, colleghi. Cinque minuti di sospensione.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 02, viene ripresa alle ore 19 e 28.)
PRESIDENTE. Va bene colleghi riprendiamo il lavoro. Due segretari, onorevole Manca, grazie, un segretario di opposizione, grazie. Abbiamo novità d'interesse per l'Aula o procediamo con l'emendamento numero 36? Lo chiedo ai colleghi che avevano proposto di sospendere. Onorevole Porcu... onorevole Porcu... abbiamo ripreso l'Aula, onorevole Porcu, vuole accomodarsi? Vedrà che sente... onorevole Porcu vuole andare al suo posto, grazie. Sì, sì, abbiamo ripreso il lavoro dell'Aula. Onorevole Biancu, ha qualche novità da comunicare dopo la richiesta di sospensione? Onorevole Meloni, si accomodi, prego.
PORCU (P.D.). Stavo cercando di aiutare...
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Sì, Presidente. Possiamo riprendere i lavori anche perché sulla base anche di quelle che sono state le osservazioni e i contributi che sono emersi in Aula sulla opportunità di una rappresentanza del mondo delle imprese, però fermo restando che la composizione i soggetti componenti il Consorzio sono la provincia e i comuni, c'è l'opportunità e la possibilità che la provincia designi anziché un rappresentante ne designi due, di cui uno individuato sulla base di una terna tra gli imprenditori operanti nell'ambito provinciale. Per cui a questo punto, una terna proposta dalla Camera di Commercio e nominato dalla provincia. Per cui sulla base di questo, io credo che può essere ritirato l'emendamento numero 36 per mantenere ferma l'impostazione della costituzione del consorzio ai sensi della legge numero 31 della provincia e comuni.
PRESIDENTE. Ma quindi l'emendamento è ritirato?
Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Cuccu. Ne ha facoltà.
CUCCU GIUSEPPE (P.D.). Il senso dell'emendamento era quello di far partecipare il mondo delle imprese all'attività dei consorzi per tutte le ragioni che abbiamo esposto, l'emendamento all'emendamento, agli emendamenti numero 35 e numero 37 immagino, proposto dall'onorevole Biancu, soddisfa questa esigenza senza che sia necessaria la partecipazione della Camera di Commercio tra gli enti costituenti i consorzi. Quindi io penso che visto che il principio e l'esigenza è soddisfatta dell'emendamento proposto dall'onorevole Biancu, l'emendamento numero 36 possa essere ritirato.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cuccu, ma c'è un nuovo emendamento, non ho capito.
BIANCU (P.D.). All'articolo numero 4.
PRESIDENTE. Perfetto, va bene colleghi l'emendamento è stato ritirato dai presentatori, può vivere, se venisse fatto proprio da altri colleghi del Consiglio, onorevole Contu e poi ci sono le iscrizioni a parlare per dichiarazione di voto e proseguiamo se l'emendamento resta in vita.
Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie, Presidente. Credo a questo punto che l'emendamento numero 36 viene sottoscritto dal consigliere Contu, vista la proposta, e dall'intera minoranza. Credo, io avevo chiesto di intervenire per chiedere la votazione palese, per cui io chiedo a questo punto, Presidente, l'emendamento numero 36 rimane in vita.
PRESIDENTE. Va bene, onorevole Contu, l'emendamento numero 36 è fatto proprio da tutti i colleghi che ha indicato l'onorevole Contu, l'onorevole La Spisa sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Mi sembra che si stia procedendo in maniera molto confusa, soprattutto perché dal conciliabolo che è stato fatto qualche minuto fa, emerge una proposta che vorremmo capire in che cosa si concretizza, c'è un emendamento in tal senso, già scritto? Di quale emendamento si tratta? Qual è l'emendamento?
BIANCU (P.D.). All'articolo numero 4.
PRESIDENTE. C'è un emendamento all'articolo 4, che se non ho capito male è il numero 37, chiedo scusa, emendamento numero 35, adesso troviamo il 35. L'emendamento numero 35 all'articolo 4 firmato dagli onorevoli... è un emendamento all'emendamento numero 24: "L'assemblea generale è composta da sindaco di ciascun comune facente parte del consorzio o da un suo delegato, dal Presidente della Provincia nel cui territorio si trova il Consorzio con suo delegato e da un rappresentante delle Camere di Commercio competenti per territorio e individuato tra gli imprenditori operanti nell'ambito provinciale". Questo è il testo. Il punto è che la Camera di Commercio non è fra i soggetti componenti il consorzio, mentre invece si recupera la rappresentanza imprenditoriale nel CdA. No, c'è un emendamento numero 35 presentato all'articolo successivo.
SANJUST (F.I.). Quindi è un emendamento orale?
CAPPAI (U.D.C.). Noi riusciamo a capire quali sono...
PRESIDENTE. Ce l'avete in rubrica, onorevole Sanjust. Colleghi, è chiaro? Io mi sto sforzando di seguire il lavoro, onorevole Cappai. Allora, adesso riprendiamo. L'emendamento numero 36 è stato ritirato, ed è stato ritirato, un attimo, ed è stato ritirato perché all'articolo 4, all'articolo successivo c'è un emendamento che raccoglie l'opinione diffusa nell'Aula di una rappresentanza degli imprenditori nel CdA dei consorzi. E' l'emendamento all'emendamento numero 24 che ha il numero 35, è un emendamento di Cuccu, Giagu, Cocco e Tocco.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Grazie Presidente, sì perché mi sembra che sia utile, sia chiaro qual è la direzione dove andiamo. La composizione del consorzio è della provincia e del comune. All'articolo 4 poi andremo a vedere quando andremo a discutere della composizione dell'assemblea e della composizione del consiglio di amministrazione la rappresentanza dell'assemblea sarà così fatta e poi automaticamente si traspone anche per quanto riguarda la composizione del consiglio d'amministrazione. Per cui la dicitura della composizione dell'assemblea, anche per dare una giustificazione del motivo del ritiro del 36, reciterà come segue: "L'assemblea Generale è composta dal sindaco di ciascun comune facente parte del consorzio o da un suo delegato, dal Presidente della Provincia nel cui territorio si trova il consorzio o da un suo delegato e da un rappresentante individuato tra gli imprenditori operanti nell'ambito provinciale sulla base di una terna proposta dalla Camera di Commercio".
(Interruzione del consigliere Sanjust)
PRESIDENTE. Chiedo scusa, l'emendamento cui si appende l'ulteriore precisazione è l'emendamento numero 35 all'articolo 4. Che recupera la rappresentanza, allora si tratta, lo chiedo ai colleghi che hanno fatto proprio l'emendamento numero 36 se intendono votare l'emendamento numero 36, o se spostiamo questa discussione sulla rappresentanza all'articolo successivo e all'emendamento che stiamo richiamando.
materia di aree industriali"(305)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie, Presidente. Credo che l'emendamento numero 36 all'articolo 3 definisca la composizione dei consorzi. Quando si parla di assemblea, si sta parlando già dell'articolo 4, sul quale peraltro ci sono due emendamenti, oltre a quello citato, ovvero l'emendamento numero 35, c'è anche l'emendamento numero 24. Allora, siccome il collega Biancu ha fatto una sintesi, ovvero ha fatto un emendamento orale…
PRESIDENTE. L'emendamento numero 35 è un emendamento all'emendamento.
CONTU (F.I.). Perfetto, all'emendamento numero 24, per capirci, Presidente. Allora, siccome il collega Biancu ha fatto un emendamento orale sull'emendamento all'emendamento, bene, quando ci arriviamo, ne tratteremo. Quindi, chiedo che venga posto ai voti l'emendamento numero 36. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Contu, sempre per evitare poi di tornare su cose che abbiamo votato e sono state bocciate dall'Aula, se il problema è di vedere scritto bene ciò che voteremo nell'articolo successivo, chiediamo di scriverlo bene in modo che ognuno di voi possa vedere che cosa stiamo rinviando. Capito?
Magari ci pensi un attimo, si consulti.
Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Presidente, io non ci devo pensare, ho gli atti in mano. Il comma primo dell'articolo 3, nella nuova versione nell'emendamento numero 23, viene così enunciato: "in ciascun ambito provinciale, la gestione delle aree industriali aventi dimensione… eccetera, è affidata ad un consorzio costituito tra la provincia, i comuni, nel cui territorio insistono le aree interessate, e la Camera di commercio competente per territorio". E' la definizione della composizione del consorzio. Poi il comma e il perché eventualmente lo si evidenzia nell'articolo 4.
PRESIDENTE. Va bene, lei conferma che la Camera di commercio deve far parte del consorzio in quanto Camera di commercio, un ente pubblico economico altro rispetto agli enti locali, rispetto ai comuni e alle province. Perfetto, adesso è chiaro.
Io ho delle iscrizioni a parlare sull'emendamento numero 36, che è stato fatto proprio dagli onorevoli Contu e più.
Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (Gruppo Misto). Sì, grazie, Presidente. Non le nascondo che si sta procedendo con una certa difficoltà, e risulta abbastanza difficile orientarsi. Mi pare di comprendere che i firmatari dell'emendamento numero 36 ritirino l'emendamento fatto proprio da altri sulla base dell'impegno ad approvare un emendamento all'articolo 4, che, pure escludendo le Camera di commercio dal novero degli enti che partecipano alla costituzione dei consorzi, ricomprende però la possibilità che le Camere di commercio esprimano nelle assemblee tre nominativi, uno dei quali verrà scelto dall'amministrazione provinciale. E' così, onorevole Biancu?
BIANCU (P.D.). Sì.
BALIA (Gruppo Misto). Ecco, io voterò a favore dell'emendamento, in questo senso, quando verrà avanzato e sottoscritto,. Conservo però qualche perplessità sul percorso che mi pare un attimino ibrido, per cui rispetto all'emendamento numero 36 annuncio un voto - se dovesse essere fatto proprio, così come pare dall'opposizione - di astensione.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Prima di Biancu non c'è mai il mio nome?
PRESIDENTE. Onorevole Cappai, però lei non può… c'è un ordine, c'è un suo Segretario qui, quindi quando le toccherà, parlerà.
CAPPAI (U.D.C.). Ma se Contu ha parlato due volte!
PRESIDENTE. Perché ha fatto proprio un emendamento. Onorevole Cappai, stia sereno.
Pileri non c'è. Onorevole Cappai, le ho dato la parola perché l'onorevole Pileri non è in aula.
Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Vede, Presidente, ho chiesto la parola intanto per ripristinare un po' di legalità in quest'Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Cappai, su. Ci sono anche i Questori per la legalità nell'aula, abbia pazienza, faccia il suo intervento.
CAPPAI (U.D.C.). Scusi, eravamo in dichiarazione di voto, lei sa benissimo, perché conosce il Regolamento meglio di me, che quando si è in sede di votazione non ci possono essere sospensioni, a meno che non decida l'Aula. Lei non ha sottoposto all'attenzione la sospensione dei lavori. Certo è che in quel momento la maggioranza era in difficoltà. Poi comprendiamo l'attivismo dell'onorevole Cugini, che forse in cambio di qualche altra cosa ha lanciato la ciambella di salvataggio alla maggioranza, lo comprendiamo bene perché fa parte della politica, ma questo non significa che noi non possiamo intervenire sulla questione. Sappiamo benissimo che la maggioranza era spaccata sul problema, che Soru da una parte non voleva le Camere di commercio e il Presidente della Commissione voleva le Camere di commercio, ed è giusto che si sappia, che i cittadini sappiano dov'era il vero problema posto all'attenzione dell'Aula stasera. Il Presidente della Commissione voleva il rappresentante della Camera di commercio, non uno scelto fra i tre, che poi nominano la provincia e non più la Camera di commercio. Ecco perché io sono a favore dell'emendamento numero 36 fatto proprio dal collega Contu, perché sia la Camera di commercio a dire chi è che la deve rappresentare nel consiglio d'amministrazione. E' inutile girare attorno al tema, sapevamo tutti, non da oggi, da mesi dov'era il vero problema. Voi avete cercato di nasconderlo perché Soru vuole questo, non perché la maggioranza vuole questo, perché Soru vi ha detto che se non fate così andate a casa.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Giagu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GIAGU (P.D.). Voglio tranquillizzare il collega Cappai che difficilmente qualcuno, se non quelli che ci hanno letto, ci potrebbe mandare a casa, però ci rivolgeremo a loro quando sarà il momento. Io voglio precisare qual è il senso, e gradirei che fosse presentato, fosse scritto, fosse ben visibile per tutti, fosse comprensibile per tutti, e che rappresentasse quello che noi intendiamo, cioè entrerebbe un rappresentante della Camera di commercio nell'assemblea e nel consiglio di amministrazione. Questo perché? Per quello che abbiamo detto prima, perché riteniamo essenziale la presenza. Poi non so come ci possiamo arrivare, noi avevamo visto l'emendamento numero 36, poteva essere quella la strada, ma sicuramente la Camera di commercio che presenta una terna al Presidente della Provincia si garantisce un posto sia nell'assemblea che nel consiglio di amministrazione, e questo significa dare una risposta a quelle parti sociali che noi abbiamo richiamato, e a me interessa dare una risposta. E' quello che dovrebbe interessare anche l'Aula. Non vediamo poi come ci possiamo arrivare, ci stiamo arrivando ed è importante raggiungere questo obiettivo che io reputo indispensabile anche per il futuro di questi enti e di questi consorzi. E' giusto che partecipino alla vita di questi consorzi, è giusto che partecipino anche sotto diverse forme. Stiamo individuando la forma che potrebbe mettere d'accordo tutti, l'importante è l'obiettivo. Non perdiamoci, non perdiamoci in questo, dopodiché, le nostre fortune elettorali si decideranno per quello che faremo qui, ma sicuramente non dipenderanno da nessuno e da chicchessia, se non quelli che ci daranno il consenso.,
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Calledda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALLEDDA (P.D.). Presidente, io avrei votato contro l'emendamento numero 36 e mi convince la mediazione che c'è stata, e dico anche la motivazione del perché avrei votato contro. A me è capitato nel passato di occuparmi, appunto, dalla costituzione delle assemblee dei consorzi industriali, sia la ZIR sia del nucleo industriale di Portovesme, e come voi sapete, nel Sulcis, quasi sempre la sinistra o il centrosinistraaveva una maggioranza consistente. Nel modo con il quale si componeva l'Assemblea, tra nomine, Camera di Commercio, SFIRS, CIS e altre cose, mai gli enti locali, mai gli amministratori potevano svolgere una funzione dinamica in quell'ambito. Quindi, a me pare che l'elemento che ha posto il nostro Capogruppo, di trovare una mediazione con una terna, non si sta escludendo a priori la rappresentanza di quella categoria, anzi, però il tutto deve essere legato alla funzione e al ruolo che la legge attribuisce ai nuovi Consorzi, cioè che sono enti pubblici, è la provincia che decide nell'ambito della terna chi deve essere l'imprenditore che rappresenta il territorio nell'ambito di quel Consenso. Allora, io voglio capire, e mi scuso, a me è sembrato che stamattina, ho ascoltato con attenzione l'intervento dell'onorevole La Spisa, che mi è sembrato, come dire, richiamare l'Aula a svolgere una funzione e un ruolo di riprendere quella funzione legislativa tale per cui l'autonomia sia messa in risalto ed espressa ai massimi livelli. Però, ecco, non possiamo perderci in Aula con un emendamento presentato, poi ritirato e fatto proprio da qualche altro collega. Io ho grande rispetto per il collega Contu, però mi sembra che il problema, così com'è stato posto, sia un problema risolto, e che in qualche misura fa contare a tutti quanti rispetto anche alle questioni che erano aperte nell'ambito della trattativa politica di contenuto della legge. In questo senso io invito anche il collega Contu a ritirare quell'emendamento, perché mi pare che nell'insieme delle cose ci sia un qualcosa di consistente e che corrisponda alle esigenze che sono state poste in Aula dai vari colleghi.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Calledda. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Voterò contro l'emendamento fatto proprio dal collega Contu per una ragione molto semplice. Uno perché avrei votato contro comunque a quell'emendamento, e avrei votato contro comunque a quell'emendamento perché non corrispondeva all'obiettivo di riorganizzazione dei Consorzi industriali che la legge coerentemente persegue. Ho apprezzato, invece, e mi sono adoperato pur non avendo una particolare relazione con il sistema imprenditoriale, mi sono adoperato perché il sistema imprenditoriale fosse presente nell'ambito della gestione dei servizi e delle attività dei Consorzi, che un po' era la richiesta che proveniva anche da quei banchi. Allora, rispetto a una soluzione trovata, la questione quale è? Quella di dimostrare che questa maggioranza ha difficoltà? Non ne ha! Perché ha trovato una sintesi su cui si raccoglie tutta quanta interamente, da noi fino al collega Giagu, fino al collega Pinna, fino al collega Sabatini senza alcun problema e senza alcun tentennamento. Quindi, dimostrare attenzione nei confronti dell'impresa? No! Perché l'abbiamo già risolto qua; c'è stata una proposta, è stata avanzata dal collega Cugini, è stata fatta una riflessione comune e si è raccolta quella riflessione in modo positivo nell'emendamento che sarà presentato all'atto della votazione dell'articolo 4. Quindi l'operazione che fate è inutile, e, in qualche misura, insomma, anche un pochino, l'unica vera difficoltà la diamo a questa Aula, al procedere dei lavori. Solo questo.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Dice il collega Cappai che io mi sono adoperato in cambio di chissà che cosa. E secondo lei, in cambio di che cosa?
CAPPAI (U.D.C.). In questo momento non glielo so dire.
CUGINI (Sinistra Autonomista). E allora perché l'ha detto se non sa che cosa sta dicendo? Mi scusi, eh! Allora, io chiedo al collega Contu di stare alla sostanza dell'emendamento che ha illustrato il collega Biancu, perché è perfettamente coerente con la discussione che abbiamo fatto da ieri. Mariano, secondo me è sbagliato che noi sottoponiamo le camere di commercio a un voto in Aula attraverso il recupero di quell'emendamento. E' invece giusto votare l'emendamento di Biancu, perché ci facciamo carico della presenza e della funzione delle Camere di commercio con un'indicazione al lavoro che mi sembra positiva. Quindi, io chiedo al collega Contu, così come gli stava suggerendo prima il collega Rassu, che dalla sua saggezza vengono fuori sempre buoni suggerimenti, di ritirare l'emendamento, perché mi pare che siamo sulla strada giusta.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Farigu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FARIGU (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Francamente mi pare che si sta facendo del contorsionismo di tipo giuridico, posto che siamo tutti d'accordo che del Consorzio devono far parte rappresentanze degli imprenditori che non sono elemento indifferente agli scopi del Consorzio industriale, allo sviluppo che per quel Consorzio industriale nasce. Allora, perché andare a forme surrettizie; quella che deve indicare una terna alla provincia, e poi è la provincia che li deve formalmente nominare, queste sono vere e proprie contorsioni. L'emendamento numero 36 mi pare una forma diretta, immediata e chiara che vuol dare un ruolo a quella componente sociale dell'imprenditoria attraverso la Camera di commercio che li rappresenta. Io non riesco a capire perché si arriva a questa contorsione, per dire che i Consorzi sono composti dagli enti locali, cioè comuni e province; ma allora escludiamo anche i comuni, perché la provincia rappresenta anche i comuni. Diciamo che il Consorzio provinciale è nominato dall'amministrazione provinciale, posto che il consiglio dell'amministrazione provinciale rappresenta l'intero territorio; così non voleva essere, voleva darsi una voce ai comuni, vuole darsi una voce alla provincia come si vuole dare voce all'imprenditoria che è una componente importante nei programmi di sviluppo per cui nasce il Consorzio. Quindi io sono perché l'emendamento numero 36 rimanga, perché è una forma di legiferare chiara e lineare.
PRESIDENTE. Grazie. Stiamo votando con il sistema elettronico palese, perché così è stato richiesto, l'emendamento numero 36. Dichiaro aperta la votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 36.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Cappai - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Farigu - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Licandro - Liori - Lombardo - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Agus - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Gessa - Giagu - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Scarpa - Serra - Tocco - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Atzeri - Caligaris - Giorico - Ibba - Maninchedda - Masia.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 69
Votanti 62
Astenuti 7
Maggioranza 32
Favorevoli 22
Contrari 40
(Il Consiglio non approva).
Emendamento sostitutivo totale numero 23. E' in votazione.
Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Stiamo aspettando che arrivi l'emendamento di sintesi che poi distribuiamo in modo che tutti i colleghi lo possano leggere. Cinque minuti di sospensione in Aula.
(La seduta, sospesa alle ore 20, viene ripresa alle ore 20 e 20.)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 4. All'articolo 4 sono stati presentati 18 emendamenti.
Il testo degli emendamenti di sintesi presentati che sono il numero 40 e il numero 41. Chiedo scusa colleghi, un po' di attenzione, l'emendamento di sintesi numero 40 sostituisce gli emendamenti numero 10, numero 24 e numero 35. Il testo è sotto gli occhi di tutti, risolve il problema del rappresentante degli imprenditori sulla base di una terna proposta dalla Camera di Commercio competente per territorio.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4 e dei relativi emendamenti:
Art. 4
Organi dei consorzi industriali
1. Sono organi del consorzio industriale provinciale: l'assemblea generale, il consiglio di amministrazione, il presidente e il collegio dei revisori dei conti.
2. L'assemblea generale è composta dal sindaco di ciascun comune facente parte del consorzio o da un delegato, dal presidente della provincia nel cui territorio si trova il consorzio o da un delegato e da un massimo di due rappresentanti delle associazioni datoriali indicate dalle camere di commercio competenti per territorio.
3. Il consiglio di amministrazione di ciascun consorzio è composto da un massimo di cinque membri componenti dell'assemblea generale, tra cui il rappresentante della provincia, un componente indicato dalla camera di commercio e un massimo di tre componenti dei comuni le cui aree ricadono nel consorzio.
4. Il collegio dei revisori dei conti è composto da un rappresentante della Regione che svolge funzioni di presidente, da uno nominato dalla provincia e da uno eletto dai comuni in sede di assemblea.
5. I consorzi industriali provinciali deliberano alla chiusura dell'esercizio il pareggio di bilancio della gestione del consorzio stesso ponendo a carico dei consorziati il ripiano delle eventuali perdite.
6. I consorzi industriali provinciali non possono costituire nuove società o acquistare partecipazioni, anche di minoranza, in società di ogni tipo, se non come scopo esclusivo l'erogazione di utilità, e servizi comuni alle imprese insediate e previa autorizzazione della Giunta regionale.
7. Al Presidente del consorzio industriale provinciale è attribuita un'indennità non superiore al cinquanta per cento di quella prevista per il sindaco del comune capoluogo. Ai componenti il consiglio di amministrazione è attribuito un gettone di presenza di importo non superiore a quello riconosciuto ai componenti del consiglio provinciale. In nessun caso l'ammontare percepito nell'ambito di un mese da un componente del consiglio di amministrazione può superare un quarto dell'indennità massima prevista per il presidente del consorzio
Emendamento sostitutivo parziale Biancu - Uras
Il comma 2 è così sostituito:
2. L'assemblea generale è composta dal sindaco di ciascun comune facente parte del consorzio o da un suo delegato e dal presidente della provincia nel cui territorio si trova il consorzio o da un suo delegato. Nei consorzi costituiti da un solo comune l'Assemblea generale è formata da quattro componenti, di cui due indicati dal sindaco del comune facente parte del consorzio e due dal presidente della provincia. (24)
Emendamento all'emendamento numero 24 sostitutivo totale Cuccu Giuseppe - Giagu - Cocco - Tocco
L'emendamento numero 24 è sostituito da:
2. L'assemblea generale è composta dal sindaco di ciascun comune facente parte del consorzio o da un suo delegato, dal presidente della provincia nel cui territorio si trova il consorzio o da un suo delegato e da un rappresentante delle Camere di Commercio competenti per territorio individuato tra gli imprenditori operanti nell'ambito provinciale". (35)
Emendamento sostitutivo parziale Lanzi - Serra - Fadda - Licheri - Cugini
Il comma 2 dell'art. 4 è così sostituito:
2. L'assemblea generale è composta dal sindaco di ciascun comune facente parte del consorzio e dal presidente della provincia nel cui territorio si trova il consorzio. I sindaci e il presidente della provincia possono delegare l'assessore competente o altro componente delle rispettive Giunte." (10)
Emendamento di sintesi degli emendamenti numero 24 - 35 - 10; Biancu - Balia - Uras - Cugini
Il comma 2 è così sostituito:
2. L'assemblea generale è composta dal sindaco di ciascun comune facente parte del consorzio o da un suo delegato, dal presidente della provincia nel cui territorio si trova il consorzio o da un suo delegato e da un rappresentante individuato dalla provincia fra gli imprenditori operanti nell'ambito provinciale sulla base di una terna proposta dalla Camera di Commercio competenti per territorio. (40)
Emendamento sostitutivo parziale Balia - Masia - Ibba - Atzeri
Il comma 3 dell'art. 4 è così sostituito:
Il consiglio di amministrazione di ciascun consorzio è composto da un massimo di cinque componenti dell'assemblea generale, di cui uno rappresentante la Provincia, uno la Camera di Commercio e tre i comuni le cui aaree ricadono nel consorzio. (1)
Emendamento sostitutivo parziale Biancu - Uras
Il comma 3 è così sostituito:
3. Il consiglio di amministrazione di ciascun consorzio è composto dal presidente e da un massimo di quattro membri componenti dell'assemblea generale, tra cui il rappresentante della provincia e un massimo di quattro componenti dei comuni le cui aree ricadono nel consorzio. (25)
Emendamento all'emendamento numero 25 sostitutivo parziale Cuccu Giuseppe - Giagu - Cocco - Tocco
Nel comma 3 dell'articolo 4, le parole "un massimo di quattro componenti" sono sostituite dalle parole: "un componente indicato dalle Camere di Commercio e un massimo di tre componenti". (37)
Emendamento sostitutivo parziale Lanzi - Serra - Fadda - Licheri - Cugini
Il comma 3 dell'art. 4 è così sostituito:
3. Il consiglio di amministrazione di ciascun consorzio è composto da tre membri dell'assemblea generale, tra cui il rappresentante della provincia. (11)
Emendamento di sintesi degli emendamenti numero 25 - 37 - 1 - 11; Biancu - Balia - Uras - Cugini
Il comma 3 è così sostituito:
3. Il consiglio di amministrazione di ciascun consorzio è composto dal presidente e da un massimo di quattro membri componenti dell'assemblea generale, tra cui il rappresentante della provincia, il rappresentante degli imprenditori ed un massimo di tre componenti dei comuni le cui aree ricadono nel consorzio. (41)
Emendamento sostitutivo parziale Biancu - Balia - Uras
Il comma 4 è così sostituito:
4. Il collegio dei revisori dei conti è eletto dall'Assemblea". (28)
Emendamento sostitutivo parziale Biancu - Balia - Uras
Il comma 6 è così sostituito:
6. I consorzi industriali provinciali non possono costituire nuove società o acquistare partecipazioni, anche di minoranza, in società di ogni tipo, se non aventi come scopo esclusivo l'erogazione di utilità, e servizi comuni alle imprese insediate nei limiti previsti dalla legge. (29)
Emendamento sostitutivo parziale Lanzi - Serra - Fadda - Licheri - Cugini
Il comma 6 dell'art. 4 è così sostituito:
6. I consorzi industriali provinciali non possono costituire nuove società o acquisire partecipazioni in società di ogni tipo. (12)
Emendamento di sintesi degli emendamenti numero 29 - 12; Biancu - Uras - Balia - Lanzi
Il comma 6 è così sostituito:
6. I Consorzi industriali provinciali non possono costituire nuove società o acquistare partecipazioni, anche di minoranza, in società di ogni tipo, se non nei casi previsti dalla legge. (42)
Emendamento aggiuntivo Cuccu Franco Ignazio - Capelli - Milia - Cappai - Marracini - Lai Renato
Dopo le parole "associazioni datoriali" aggiungere le parole "… più rappresentative di quella specifica realtà…" (7)
Emendamento aggiuntivo Cuccu Franco Ignazio - Capelli - Milia - Cappai - Marracini - Lai Renato
Dopo il comma 2 viene aggiunto il seguente:
2 bis. Qualora gli imprenditori già insediati ed operanti all'interno della struttura consortile siano costituiti in Associazione, uno di loro è chiamato a far parte dell'Assemblea generale su indicazione dell'Associazione medesima. (9)
Emendamento aggiuntivo Biancu - Balia - Uras
Dopo il comma 3 è aggiunto il seguente comma:
3 bis. Il presidente dei consorzi industriali è eletto dall'Assemblea generale tra i suoi componenti, con le modalità previste dallo statuto. (26)
Emendamento aggiuntivo Biancu - Balia - Uras
Dopo il comma 3 è aggiunto il seguente comma:
3 bis. Il Consiglio di amministrazione dei consorzi costituiti sino a cinque soggetti coincide con l'assemblea generale. (27).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Presidente, vorrei dividere in due parti se è possibile il tempo iniziale e scontarlo perché credo che ci siano delle cose da correggere, e cioè quando si dice: "da un rappresentante individuato dalla provincia", credo che si debba dire: "nominato dalla provincia", individuato io credo che non voglia dire niente. In secondo luogo sul "41", quando si dice "i rappresentanti degli imprenditori" la dizione non rinvia a ciò che si dice nel comma precedente, perché nel comma precedente non si parla di rappresentanti degli imprenditori, si parla di un rappresentante nominato dalla provincia fra gli imprenditori operanti, quindi si deve riprendere quella dizione diversamente...
BIANCU (P.D.). E' già in Assemblea!
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). No, scusa sto dicendo non una mia opinione, infatti sto dicendo che secondo me dire "i rappresentanti degli imprenditori" non significa nulla, bisogna dire "il rappresentante degli imprenditori nominato dalla provincia".
(Interruzioni del consigliere Biancu)
Diversamente va beh, non ci stiamo capendo, non è una obiezione di tipo sostanziale, è che la dizione secondo me è sbagliata ma può darsi che si sia...
Sul piano sostanziale invece, Presidente, vorrei dire due cose: il primo è faccio due esempi che forse aiutano a capire qual è l'obiezione. Il consorzio di Pratosardo è stato dominato dallo scontro tra imprenditori e gestione del consorzio, gli imprenditori allocati lì dicevano: "voi non tenete conto delle nostre esigenze, in realtà vi occupate di problemi che non ci riguardano, non abbiamo voce nei luoghi dove decidete". Nel consorzio di Macomer gli imprenditori hanno bisogno di vapore, il vapore che produce l'inceneritore ritorna alle turbine. Gli imprenditori più volte hanno detto di voler la banda larga, non si riesce ad aver la banda larga, gli imprenditori dicono che hanno un problema di energia, non si riesce a far consorzio su un consumo di energia. Allora, se noi pensiamo che gli imprenditori allocati nelle aree devono avere voce, in questo modo non stiamo risolvendo il problema. Un momento, perché? Perché in realtà il rappresentante è scelto da un organo politico, scelto da un organo politico, non la provincia e quindi può essere anche revocato dalla provincia. Non solo, la provincia può anche non accettare la terna che viene proposta e dire: "Io non nomino, io non nomino!" In realtà c'è una prevalenza della politica sulle ragioni dell'impresa che è totale.
PRESIDENTE. Prego concluda.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Il potere di nomina comporta anche quello di revoca, non solo, non viene individuato, non viene precisato che gli imprenditori siano scelti fra quelli allocati nelle aree industriali, si parla di quelli operanti nella provincia, operanti nella provincia, non vuol dire che è nelle aree, questo è un primo livello di obiezione. In realtà si sta dicendo che è la politica che si sceglie l'imprenditore perché lo nomina la provincia. Secondo elemento e chiudo, vi faccio notare che mentre i comuni che partecipano ai consorzi e danno le aree, eleggono i loro tre rappresentanti su cinque, li eleggono, praticamente li nomina il sindaco nell'assemblea, ma poi loro se sono più di tre in assemblea eleggono. Quindi la presenza in assemblea dei comuni produce una rappresentanza nel consiglio di amministrazione con una elezione. I due rappresentanti nominati dalla provincia, entrano senza procedimento elettivo direttamente in consiglio di amministrazione.
Ragionate se questa è una cosa giusta oppure se non dobbiate sottoporre ad un procedimento elettivo, capisco i rappresentanti del Presidente della Provincia per le funzioni, ma che il rappresentante nominato in questa forma dalla provincia su indicazione della Camera di Commercio debba entrare de iure in consiglio di amministrazione, tener fuori senza procedimento elettivo, senza procedimento elettivo, beh non lo so, a me non pare una cosa equa. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Lanzi. Ne ha facoltà.
LANZI (Sinistra Autonomista). Sì, Presidente io intervengo perché lei ha detto che assorbe anche l'emendamento numero 10, gli emendamenti numero 40 e 41, per far notare e cercare di capire, quando si fa riferimento ad un delegato, sia del Comune se si riferisce all'Assessore competente in materia, e oppure anche a persona esterna all'ente, o che fa parte dell'amministrazione dell'ente; o se è opportuno invece precisare che debba essere l'Assessore competente, oppure un altro consigliere del Comune in questo caso.
PRESIDENTE. Sì certo, così è stato indicato, pensavo che ci fosse un accordo in questo senso, è evidente che se non c'è un accordo la seconda parte dell'emendamento numero 10 ha una sua vita indipendente dall'emendamento numero 40.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Allora Presidente, alcune osservazioni che venivano fatte prima… serve una precisazione, venivano fatte prima dal collega Maninchedda, secondo me sono chiaramente accoglibili. Noi qua scriviamo, nel comma 3: "il rappresentante degli imprenditori" stiamo omettendo di quale rappresentante degli imprenditori stiamo parlando, va precisato. Così come indicato nell'emendamento numero 40, ovvero, in un rappresentante degli imprenditori individuati dalla Provincia fra quelli operanti nell'ambito provinciale sulla base di terna proposta. Quindi, si faccia riferimento al comma 2 e così si supera la questione, perché non vorremmo poi che nell'attuazione questa legge trovasse maggiori difficoltà di quelle che trova oggi, per la sua approvazione. Mi corre però anche l'obbligo di fare un'altra riflessione, che è quella sugli operanti nell'ambito della Provincia. Io non avrei votato, lo devo dire, alcun emendamento che fosse dimensionato agli imprenditori, nella eccezione che dava prima Cugini del condominio, per una ragione molto semplice: perché nelle funzioni che sono indicate nell'articolo 2, sono anche quelle della vendita, assegnazione e concessione alle imprese di aree attrezzate per insediamenti produttivi. La mia preoccupazione è che qualcuno che avesse interesse a non avere imprenditori in quell'area industriale si opponesse a quell'insediamento, alla vendita e alla concessione, e quindi nascerebbe un conflitto, a proposito di conflitti di interesse. Per cui, la cosa che invece a me sembra utile è che ci sia l'impresa, che garantisca gli imprenditori, le esigenze di funzionamento dell'area industriale di infrastrutturazione, la più idonea e adeguata possibile, e così via. Ma che non fosse nella condizione di esprimere una posizione così decisiva rispetto ad una serie di servizi ivi compresa la concessione delle aree che sono di competenza del consorzio. Io suggerirei questa correzione all'emendamento numero 41, invece concordo sul contenuto del "40".
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo scusa onorevole Caligaris ma vorrei intervenire sull'ordine dei lavori perché è abbastanza evidente che stiamo trattando di emendamenti all'emendamento, su un testo non chiarissimo, con diverse osservazioni su alcune mancanze, o alcune espressioni terminologiche che possono non essere adeguate, credo che sia una cosa saggia fermarsi qui e proseguire domani mattina, si quindi io chiedo al Presidente di sospendere la seduta e di proseguire domani per riflettere bene, anche perché non credo sia utile, a fine serata, con una lucidità inferiore a quella che mediamente si può avere all'inizio della giornata, si possano affrontare tranquillamente e seriamente queste cose. Chiedo quindi che si aggiornino i lavori a domani mattina.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, c'è una richiesta di sospensione che viene avanzata dall'onorevole La Spisa.
Ha domandato di parlare il consigliere Giagu. Ne ha facoltà.
GIAGU (P.D.). Rispetto a quello che ha detto l'onorevole La Spisa, anche per ottimizzare i lavori dell'Aula, visto che abbiamo già fatto la discussione generale rispetto all'articolo 4, credo che sia anche per l'economia degli stessi lavori dell'Aula, concludere l'articolo 4; alcune cose sono state dette, è stata anche raggiunta un'intesa su alcuni problemi, su alcuni scogli che poi tra l'altro siamo riusciti a superare, spero nella maniera migliore, fatto l'articolo 4 poi si possono riordinare le idee per andare a domani mattina con gli altri articoli.
PRESIDENTE. Onorevole La Spisa io penso che se procediamo con un po' di calma in 10 minuti riusciamo a chiudere questo articolo e ci consente domani di non ricominciare tutto daccapo incluse le dichiarazioni di voto che stiamo facendo. Quindi, se avete qualche minuto ancora di pazienza penso che possiamo procedere, se non nascono problemi insormontabili.
LA SPISA (F.I.). Se non ci sono problemi, se il testo è questo, va bene.
PRESIDENTE. Se è questo il testo, ha ragione lei, se non ci sono problemi insormontabili.
materia di aree industriali"(305)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, grazie Presidente, io mi asterrò sull'emendamento numero 40 perché francamente esprimo delle perplessità, volevo però anche segnalare, Presidente, sull'emendamento numero 41, visto che si sta parlando di entrambi che viene indicato il consiglio di amministrazione di ciascun consorzio è composto dal presidente e da un massimo di quattro membri componenti dell'assemblea generale tra cui uno, il rappresentante della provincia, due il rappresentante degli imprenditori, poi un massimo di tre componenti dei comuni ma non diventano sei così?
PRESIDENTE. Sì, certo abbiamo
CALIGARIS (Gruppo Misto). Se sono cinque non possono essere sei quindi…
PRESIDENTE. Ha ragione. C'è una mia proposta di pulizia del testo perché così com'è scritto si può prestare, sono d'accordo con lei. Grazie, onorevole Caligaris.
Sull'emendamento numero 40, colleghi, su cui tutto sommato mi sembra che non ci siano grandi questioni, io accoglierei la proposta fatta dall'onorevole Maninchedda, un rappresentante nominato dalle Province, quindi "nominato" al posto di "individuato", tra gli imprenditori operanti nell'ambito provinciale sulla base di una terna proposta dalla Camera di Commercio competente per territorio. Possiamo votare l'emendamento numero 40.
(E' approvato)
C'era un problema sollevato dall'onorevole Lanzi, se l'emendamento numero 10 vive in parte, o se invece viene ritenuto assorbito.
Onorevole Lanzi lo chiedo a lei che è la prima firmataria.
Ha domandato di parlare la consigliera Lanzi. Ne ha facoltà.
LANZI (Sinistra Autonomista). No, io le ho chiesto un chiarimento, ripeto la mia intenzione che era quella di chiarire il riferimento al delegato, se si intende un altro rappresentante della Giunta o del Consiglio, oppure persona esterna all'amministrazione.
PRESIDENTE. Siccome non è precisato può essere sia un rappresentante della Giunta, sia un esterno.
LANZI (Sinistra Autonomista). Allora ribadisco quello che sostengo nell'emendamento: che noi riteniamo che sia necessario invece che il delegato sia un rappresentante dell'amministrazione e quindi o un rappresentante della Giunta o del Consiglio.
PRESIDENTE. Va bene, quindi resta in piedi la seconda parte dell'emendamento numero 10: "i Sindaci e il Presidente della Provincia possono delegare l'Assessore competente o altro componente delle Giunte". Va bene?
Questo è l'emendamento numero 10 che è sottoposto all'Aula e può essere, naturalmente, approvato oppure respinto. La collega Lanzi ha detto così, infatti conferma di voler mantenere in piedi questa parte dell'emendamento.
Ha domandato di parlare il consigliere Franco Ignazio Cuccu. Ne ha facoltà.
CUCCU FRANCO IGNAZIO (U.D.C.). Mi è parso di sentire, ma credo sia stato registrato, che l'onorevole Lanzi abbia detto che loro sono perché il rappresentante dell'amministrazione sia interno all'amministrazione stessa e sia un altro componente della Giunta o del Consiglio, nell'emendamento numero 10 nella seconda parte questo non è scritto, parla solo di un componente della Giunta, Assessore delegato oppure altro componente della Giunta, quindi è diverso…
PRESIDENTE. Questo è un emendamento all'emendamento, io leggo il testo dell'emendamento numero 10, che dice: "o altro componente delle rispettive Giunte"; se si vuol dire che invece può essere un componente dei rispettivi consigli comunali, se è questa l'opinione, e lo diciamo però si cambia l'emendamento, cioè è un emendamento orale; va bene?
Ha domandato di parlare la consigliera Lanzi. Ne ha facoltà.
LANZI (Sinistra Autonomista). E' vero, io nella dichiarazione ho detto, ma per trovare una mediazione, un aiuto, nel senso che è vero che nell'emendamento mi sono fermata alla Giunta, però è ovvio e chiaro che può essere anche un rappresentante del Consiglio comunale, per cui con un emendamento orale si può ovviamente aggiungere, se c'è l'accordo dell'Aula.
PRESIDENTE. Va bene.
Ha domandato di parlare il consigliere Giagu. Ne ha facoltà.
GIAGU (P.D.). Grazie Presidente. No, volevo spiegare alla collega Lanzi, volevo far sapere alla collega Lanzi, che aveva partecipato ai lavori della Commissione e non solo della Commissione, che su questo argomento si è discusso a fondo, e se si è ritenuto necessario porre questa dizione e scrivere in questa maniera il testo della legge, per far sì che non siano oberati, sia Assessori che Consiglieri, che si debba rendere una struttura anche snella, che potrebbe essere anche compito del Sindaco, o del Presidente della Provincia, delegare un esperto in materie industriali. E' solo questo, non altro, anche per evitare che si sovrappongano i ruoli tra amministratori e non, per far sì che possa cadere la scelta su una persona effettivamente competente, dare questa possibilità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Io voterò l'emendamento numero 10, l'avevo già detto in sede di inizio del dibattito su un testo che noi avremmo marcato alcune differenze, una delle differenze riguarda quest'aspetto, cioè la delega, E dico anche le ragioni. Intanto, sono ragioni di ordine funzionale, le amministrazioni o sono le amministrazioni locali, che governano i nostri consorzi, o sono i partiti che esprimono le amministrazioni locali; e siccome i partiti che esprimono le amministrazioni locali, in un sistema sempre più bipartitico, li conosciamo, non ci danno garanzie sotto il profilo del buona gestione. Diventa una modalità di instaurazione di meccanismi di potere che sono assolutamente inaccettabili, ecco perché, e c'è una regione politica. Dopodiché l'Aula faccia quello che ritiene, noi voteremo contro, voteremo cioè a favore dell'emendamento proposto dalla collega Lanzi. Le amministrazioni rappresentano i cittadini, i delegati del Sindaco non sempre rappresentano i cittadini, rappresentano esigenze interne, spesso di equilibri di componente, spesso comportamenti di natura politicista, qualche volta anche di natura clientelare. Noi non siamo d'accordo, ecco perché l'emendamento della collega Lanzi è opportuno e da noi verrà votato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Io devo dire che accolgo l'appassionata concione del collega Uras, però non ho capito bene quindi, Presidente, prima di votare, vorrei chiedere una sua interpretazione autentica. Nel senso che, mi sembra che l'emendamento dei colleghi della… l'emendamento che il collega Uras si accinge a votare, se fosse votato soltanto nella seconda parte e cioè dai "Sindaci e Presidente della Provincia" non aggiungerebbe niente alla dizione del comma 2. Nel senso che, il comma 2 dice che i sindaci possono delegare, e l'emendamento aggiunge: "possono delegare l'Assessore competente o altro componente delle rispettive Giunte", quindi niente aggiunge, nel senso che i Sindaci possono delegare l'Assessore competente, o componenti delle rispettive Giunte, o possono delegare esterni.
Quindi, votare l'emendamento numero 10, o quel pezzo dell'emendamento numero 10, niente aggiunge a quanto è già scritto all'interno del comma 2. Quindi, vorrei chiedere se per caso gli estensori dell'emendamento volevano invece scrivere: " i Sindaci e i Presidenti della Provincia possono delegare esclusivamente l'Assessore competente o altri componenti delle rispettive Giunte", oppure se volessero scrivere: "devono delegare l'Assessore competente o altro componente delle Giunte". Ma se questa era l'intenzione dei proponenti non l'hanno scritto e quindi votare l'emendamento numero 10 niente aggiunge rispetto al comma 2 dell'articolo che abbiamo in discussione, vorrei un chiarimento su questo in modo da poter esprimere il voto in maniera informata.
PRESIDENTE. Intanto il comma 2 lo abbiamo sostituito con l'emendamento numero 40; la discussione è se il delegato debba essere uno interno delle amministrazioni, dei rappresentanti delle amministrazioni - Sindaci o Presidenti di Provincia - o possa essere un esterno. L'emendamento numero 10 dice che possono essere solo esterni all'amministrazione. Possono delegare.
Uno ha la facoltà di delega e può delegare, e si specifica cosa può delegare? Non è previsto… poi ha ragione lei, siccome siamo in un Paese di gente che è cavillosa possiamo aggiungere "solo".
Siamo in votazione colleghi, adesso leggo, stiamo votando la seconda parte dell'emendamento numero 10 dell'onorevole Lanzi. Quello che recita: "I sindaci e il Presidente della Provincia possono delegare soltanto l'Assessore competente, o altro componente dei rispettivi Consigli".
Questo è il testo che stiamo votando. Va bene?
Ha domandato di parlare il consigliere Franco Ignazio Cuccu. Ne ha facoltà.
CUCCU FRANCO IGNAZIO (U.D.C.). Voto elettronico palese!
(Appoggia la richiesta il consigliere Capelli)
PRESIDENTE. Allora, rileggo il testo: "I Sindaci e il Presidente della Provincia possono delegare soltanto all'Assessore competente, o altro componente delle rispettive Giunte, o dei rispettivi Consigli".
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della seconda parte dell'emendamento numero 10.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Atzeri - Cugini - Davoli - Fadda - Gessa - La Spisa - Ladu - Lanzi - Licheri - Lombardo - Maninchedda - Murgioni - Petrini - Pinna - Salis - Sanjust - Serra - Uras - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Agus - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Diana - Espa - Farigu - Floris Vincenzo - Giagu - Lai Renato - Lai Silvio - Manca - Marracini - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pirisi - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Matteo - Scarpa - Tocco - Uggias.
Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Caligaris.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 58
Votanti 56
Astenuti 2
Maggioranza 29
Favorevoli 20
Contrari 36
(Il Consiglio non approva).
Passiamo all'esame dell'emendamento numero 41, quello di sintesi.
Chiedo scusa colleghi. Quello di sintesi, ci sono alcune imperfezioni che rischiano di renderlo l'ambiguo. Vi propongo questa scrittura, nel senso che si cancellano un paio di parole: "Il Consiglio di amministrazione di ciascun consorzio è composto da un massimo di cinque membri eletti fra i componenti dell'assemblea generale, compreso il Presidente: il rappresentante della Provincia, il rappresentante degli imprenditori e un massimo di tre componenti dei Comuni le cui aree ricadono nel consorzio". Va bene?
Metto ora in votazione l'emendamento numero 41. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Non mi faccia chiedere!
PRESIDENTE. Abbiamo… onorevole La Spisa.
LA SPISA (F.I.). No, sono emendamenti importanti!
PRESIDENTE. Su quale scusi? Non ho capito, non sento. Può parlare al microfono, le dispiace?
LA SPISA (F.I.). Sì, volevo evitare ancora di parlare al microfono. Mi sembra abbastanza evidente che abbiamo fatto un passaggio su un punto su cui si è discusso molto, si aprono adesso altri argomenti su cui non credo si possa discutere in pochi minuti con la necessaria…
PRESIDENTE. Chiudo scusa ai colleghi. Io non riesco a capire, insomma l'onorevole La Spisa sta parlando all'Aula. Onorevole Licheri, onorevole Masia, le dispiace accomodarsi? Grazie. Prego onorevole La Spisa.
LA SPISA (F.I.). Abbiamo di fronte, cioè, alcuni emendamenti che sono emendamenti di sintesi, per i quali tra l'altro, così come i precedenti, occorre l'unanimità perché entrino nella discussione mi sembra, e d'altra parte non mi sembra ci sia su argomenti che non sono di poco conto, perché stiamo parlando di costituzione di nuove società, acquisti di partecipazione, sono questioni su cui forse è meglio riflettere con un pochino di calma, credo quindi non a fine serata come adesso.
PRESIDENTE. No, colleghi, io capisco un po' anche le cose che dice l'onorevole La Spisa, nel senso che, insomma, l'ultimo emendamento di sintesi che naturalmente, onorevole La Spisa, può essere accolto fino al momento nel quale non si discutono gli emendamenti, quindi non è in discussione l'accoglibilità. E' in discussione altro, lei dice, siccome la questione è piuttosto importante, piuttosto delicata, è bene che…
~LOMBARDO (F.I.). Per essere accoglibile deve essere presentato prima della votazione dell'articolo, invece questo è stato presentato durante la votazione.
PRESIDENTE. No, ma non stiamo votando l'articolo, onorevole Lombardo, non stiamo votando l'articolo infatti. E poi il Presidente ha facoltà di accogliere, lo sa, emendamenti quindi…
Non mi pianti una questione regolamentare, perché non ne volevo fare una questione regolamentare! Invece chiedo alla maggioranza se, a questo punto, non interrompiamo? E riprendiamo dall'emendamento di sintesi numero 42, domani mattina. Va bene? Domani mattina alle ore 10.
La seduta è tolta. Grazie a tutti per la disponibilità.
La seduta è tolta alle ore 20 e 52.
Allegati seduta
CDXXVII Seduta
Mercoledì 16 luglio 2008
(POMERIDIANA)
Presidenza del Presidente SPISSU
INDICE
La seduta è aperta alle ore 16 e 53.
CALLEDDA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di mercoledì 28 maggio 2008 (418), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri Farigu, Cerina, Frau e Simonetta Sanna hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana di mercoledì 16 luglio 2008.
Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.
Annunzio di presentazione di proposta di legge
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente proposta di legge:
Cuccu Giuseppe - Licheri - Calledda - Corda - Floris Vincenzo - Sanna Alberto:
"Norme in materia di riordino fondiario". (329)
(Pervenuta il 15 luglio 2008 e assegnata alla quinta Commissione.)
materia di aree industriali"(305)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione dell'articolato del testo unificato numero 162-163-305/A .
Passiamo all'esame del titolo.
(Si riporta di seguito il testo del titolo:
Riordino delle funzioni in materia di aree industriali.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 1. All'articolo 1 sono stati presentati gli emendamenti soppressivo parziale numero 17 e il sostitutivo parziale numero 16, entrambi a firma degli onorevoli Biancu, Balia e Uras.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1 e dei relativi emendamenti:
Art. 1Programmazione dello sviluppo economico territoriale
1. La Regione, nell'esercizio delle proprie funzioni in materia di programmazione dello sviluppo economico territoriale, provvede, con deliberazione della Giunta regionale, previo parere della Commissione consiliare competente, su proposta dell'Assessore regionale dell'industria, a:
a) individuare le aree industriali e le aree ecologicamente attrezzate sul territorio regionale, assicurando la partecipazione degli enti locali e dei soggetti interessati;
b) assicurare il coordinamento degli interventi per la realizzazione, l'ampliamento e il completamento delle aree ecologicamente attrezzate;
c) promuovere piani e progetti di sviluppo generale, con particolare riguardo alla riqualificazione ambientale e al riutilizzo delle aree produttive eventualmente dismesse;
d) promuovere l'attuazione delle disposizioni di cui agli articoli 1 e 2 del decreto legislativo 10 marzo 1998, n. 75 (Norme di attuazione dello statuto speciale della regione Sardegna concernenti l'istituzione di zone franche), mediante l'istituzione di una zona franca in ciascuna delle aree industriali sovracomunali di competenza dei consorzi industriali provinciali di cui al successivo articolo 3.
2. La Giunta regionale esercita il potere sostitutivo in caso di inadempienze e di inerzie degli enti locali e dei consorzi, relative agli adempimenti di cui alla presente legge, dalle quali possa derivare un grave pregiudizio agli interessi affidati alla cura della Regione. Il potere sostitutivo regionale è esercitato secondo i principi e con le modalità di cui all'articolo 9 della legge regionale 12 giugno 2006, n. 9 (Conferimento di funzioni e compiti agli enti locali), e alla presente legge.
3. Spettano alle province le funzioni di programmazione e di pianificazione per gli ambiti sovracomunali.
4. Le province esercitano le competenze loro spettanti in coerenza con gli indirizzi emanati dalla Regione e d'intesa con i comuni competenti per territorio, nel quadro degli strumenti di programmazione economica e di politica industriale provinciale.
Emendamento soppressivo parziale Biancu - Balia - Uras
Al comma 1, la lettera d) è soppressa. (17)
Emendamento sostitutivo parziale Biancu - Balia - Uras
Al comma 1, lettera a), la parola "individuare" è sostituita dalle parole: "rideterminare, attraverso la riduzione o l'ampliamento,". (16) ).
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti.
E' iscritto a parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto).Grazie, Presidente. Intervengo sull'articolo 1 perché è certamente, insieme all'articolo 2, il cuore della legge e anche perché la presentazione degli emendamenti rende più chiaro qual è l'intendimento del governo regionale e della maggioranza. Io ebbi modo di dire in Commissione alla presenza, lo dico anche all'onorevole Cugini, che l'altro giorno, ieri, ci ha sollecitato una discussione cui oggi non è interessato. Ebbi modo di dire in Commissione alla presenza dell'Assessore che una riforma dei Consorzi aveva senso se si lavorava ad assimilare le aree industriali e artigianali della Sardegna alle zone franche urbane previste dalla finanziaria nazionale. L'indicazione venne recepita un po' maldestramente, cioè facendo riferimento alla previsione dello statuto e non anche alla previsione della finanziaria nazionale nella redazione originale dell'articolo 1 cassato dall'emendamento presentato dalla maggioranza, e indicazione che necessitava di essere declinata nell'articolato. Non è accaduto ed ora anche la previsione iniziale viene cassata, non è più in discussione in questa legge la previsione che le zone attrezzate della Sardegna possano essere zone franche. Io resto convinto che le aree attrezzate della Sardegna vadano trasformate in aree di vantaggio fiscale in modo da capillarizzare e diffondere e rendere partecipate le politiche di promozione territoriale. Ancora, avevo avuto modo di dire in Commissione e di rilevare che o la valenza di enti gestori delle zone di vantaggio fiscale andava in capo alle aree industriali o si rischiava una sovrapposizione di funzioni tra i consorzi e l'Agenzia Sardegna promozione. Anche questa segnalazione in Commissione non è stata apprezzata, o meglio è stata declinata nell'articolato così come oggi è stato presentato che segue largamente le indicazioni del parere della prima Commissione, è stata risolta in che modo? E cioè è stata evitata la sovrapposizione tra le funzioni dell'Agenzia Sardegna promozione e i consorzi, riducendo i consorzi a enti che assegnano lotti e oltre a questo gestiscono i servizi strettamente connessi all'assegnazione dei lotti come d'altra parte l'Assessore ha ripetuto in quest'Aula.
E allora forse è il caso di dirlo con molta chiarezza, una gestione provinciale e non comunale dell'assegnazione dei lotti, quanto conviene ai comuni non contermini al comune capoluogo. La previsione attuale impone ai comuni che aderiscono al consorzio provinciale di vedere la assegnazione dei lotti che è l'unica funzione residua, l'unica rimasta a questi enti, gestita provincialmente. Non mi pare un grande risultato né mi pare che produca vantaggi ai comuni e d'altra parte il parere della prima Commissione in questo senso è esplicito. Questo è tanto più vero se alla luce degli emendamenti presentati, i consorzi vengono assimilati ai consorzi dei comuni, cioè perdono la caratteristica di essere enti pubblici economici su cui io francamente sono anche d'accordo, ma questo comporta un grave problema per i comuni perché aderendo, perché l'obbligo che hanno ad aderire ad un solo consorzio provinciale, unito all'obbligo previsto dalla finanziaria che riduce la possibilità per i comuni di aderire a più consorzi per la gestione di più servizi, mette i comuni di fronte ad una scelta decisiva, cioè se aderiscono al consorzio provinciale non possono aderire ad altri consorzi per la gestione di servizi. E allora, a me non pare che la legge sia una buona legge, mi pare che sia una legge rischiosa che ha dei tratti di confusione e che sia essenzialmente mossa dal rischio dell'arrivo dei commissari, dalla pedagogia della paura e ha anche al suo interno, proprio perché dominata dalla paura, qualche aspetto che segnalo ai colleghi moralizzatori che ho sentito intervenire in discussione generale, i quali osannavano la funzione moralizzatrice di questa legge. Allora, voi spiegatemi, dopo la discussione che si è svolta in Commissione a tutela dei lavoratori, perché nell'articolo 7, anche nella versione novellata, si tutela la pianta organica dei consorzi alla data del 20 dicembre 2007...
BIANCU (P.D.). In Commissione l'avete deciso?
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). ...Io so bene quello che abbiamo deciso in Commissione a tal punto che lo posso ripetere parola per parola. Nel primo comma della norma sul personale si prevede che la pianta organica sia quella del 20 dicembre 2007, quando invece andiamo nelle società controllate tale termine diventa: "alla entrata in vigore della legge". Ma non solo, ma non riguarda, perché io per esempio sarei d'accordo, ma non riguarda i contratti a tempo determinato, cioè il precariato che potrebbe essersi determinato nel frattempo nelle società controllate, dice che vengono definitivamente stabilizzati i lavoratori assunti a tempo indeterminato prima dell'entrata in vigore di questa legge. Allora, nello stesso articolo per alcuni la pianta organica è quella correttamente stabilita in ragione, in genere si mette la data in cui la legge entra in discussione in Commissione, questo era stato l'intendimento in Commissione. Nello stesso articolo, nella parte finale si legittima tutto quello che può essere stato fatto nelle società controllate, ricordo ai colleghi che io commisi l'ingenuità di accettare sulla legge sull'ESAF di mettere la stabilizzazione all'entrata in vigore della legge, noi sappiamo tutti che cosa è accaduto negli enti, poi confluiti in ABBANOA. Lo sappiamo tutti! Non mi pare una grande esperienza di moralizzazione. Lo dico perché io non la posso emendare una legge, ma magari se voi condividete questa banale osservazione, quello è un testo secondo me che va regolarizzato, cioè i dipendenti devono essere nella pianta organica, devono essere al 20 dicembre 2007 se no è un'assoluta disparità. E poi è una legge che a mio avviso non ha niente, niente veramente a che fare con le politiche industriali, Assessore, io l'ho ascoltata con molto interesse. Per ragionare di politiche industriali noi dobbiamo ragionare di che cosa serva alle politiche industriali, io penso che per le politiche industriali servono alcune cose, sono convinto che per le politiche industriali serve una politica fiscale che non è solo quella delle entrate. Noi, pur avendo tentato di indurre a ragionare su questo argomento, siamo stati messi in un angolo a trasformare una legge che sarebbe, lo dico all'onorevole Bruno che ha fatto una grande legge di riforma, questa è una legge amministrativa, ma non riforma nulla delle politiche industriali, nulla! Perde una grandissima occasione a ragionare di fiscalità di vantaggio, ha bisogno di una politica della ricerca non orientata solo sulla farmacologia come accade adesso, ma anche sulla tecnologia e non c'è una politica di questo tipo. Ha bisogno di una profonda riforma dell'istruzione, e non c'è, ha bisogno di strumenti finanziari e di agenzie diverse da quelle della SFIRS, apro una parentesi, Assessore, lei ha parlato di LEGLER, io sono convinto che il governo regionale stia facendo molto e ho sempre detto che ha fatto molto e moltissimo fuorché quando si è servito di strumenti assolutamente inadeguati alla realtà e alla complessità delle cose. Do atto alla Regione che ha sempre trattato con cortesia e attenzione tutti gli imprenditori che hanno fatto proposte, ma le assicuro che gli strumenti di cui si serve la Regione e in testa la SFIRS, non sono adeguati alla complessità delle cose. Noi stiamo facendo una riforma che elimina due consorzi industriali della Provincia di Nuoro, ma vorrei ricordare che le politiche industriali...
PRESIDENTE. Sì, prego.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). ...le politiche industriali in provincia di Nuoro, in questi quattro anni, non hanno all'attivo un posto di lavoro, e che in questo senso il mio rammarico non è sul suo lavoro, o sulla sua buona volontà, ma è sull'inadeguatezza delle persone e delle società messe in atto, di cui continuò ad esprimere un giudizio profondamente negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Giagu, relatore.
GIAGU (P.D.), relatore. Sull'emendamento numero 17… il 17 all'Aula! Sull'emendamento numero 16, positivo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria
RAU, Assessore tecnicodell'industria. Sull'emendamento numero 17 contraria. Sono contraria perché in materia fiscale la competenza regionale non c'è. E quindi anche noi riteniamo, come dice l'onorevole Maninchedda, che sarebbe una leva, scusate, sarebbe una leva…
SCARPA (P.D.). Quindi è favorevole all'emendamento?
RAU, Assessore tecnicodell'industria. No, perché non è attuabile attraverso una legge regionale.
PRESIDENTE. E'soppresso! Soppressione della lettera d).
RAU, Assessore tecnicodell'industria. Ah, eh, favorevole, scusate!
PRESIDENTE. Sull'emendamento numero 16 invece il relatore ha espresso parere favorevole. Conforme?
RAU, Assessore tecnicodell'industria. Conforme!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Sull'ordine dei lavori. In quanto componente della Commissione che si è occupata dell'esame del disegno di legge, i pareri che esprime il relatore, ma li esprime a titolo individuale e personale?
PRESIDENTE. Li esprime, come sempre, in quanto relatore.
PITTALIS (F.I.). No, la Commissione però non è stata mai convocata. Quindi sono pareri espressi a titolo personale dal relatore; questo sia chiaro perché non esprime l'indirizzo di una Commissione, che non si è riunita per esaminare questi emendamenti. Era solo per puntualizzare questo aspetto!
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pittalis. Come succede in ogni provvedimento di legge che viene esaminato in Aula, poiché la Commissione non viene riunita per l'esame degli emendamenti, nessun provvedimento, tranne forse che in occasione della finanziaria, il relatore si esprime in quanto relatore, dopodiché è l'Aula che decide conclusivamente se accogliere o respingere anche in difformità dal parere espresso dal relatore.
materia di aree industriali"(305)
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, la ringrazio Presidente. Siccome io ripongo molta fiducia nei lavori che vengono svolti in Commissione, e siccome la Commissione, nel testo che viene portato in Aula, propone questo comma chiarificatore, per il quale io esprimo una valutazione positiva perché mi sembra che le norme di attuazione dello Statuto speciale della Regione prevedano l'istituzione di zone franche, io voterò contro l'emendamento numero 17, perché mi sembra che si contravvenga ad un proposito e ad un principio che è forse uno dei pochi che possa portare dei vantaggi… chiedo ai colleghi, scusate eh… sia una delle poche opportunità e possibilità di avere dei vantaggi proprio doganali. Quindi io voterò contro l'emendamento numero 17, e francamente esprimo anche un po' di meraviglia perché sia stato presentato in questi termini, anche perché quanto ha detto l'Assessore, forse perché l'ha detto in termini molto sintetici, francamente non mi convince. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Io voterò contro l'emendamento numero 17, e intervengo per ciò che ha detto l'Assessore. Il testo della lettera d) non disciplina argomenti di materia fiscale, infatti si dice: "promuovere l'attuazione delle disposizioni statutarie", credo che sia assolutamente nella disponibilità della Regione. E mediante l'istituzione attuativa di una disposizione statutaria di zone franche. Originariamente, poi non so cosa accade in Commissione, si parlava anche di zone franche urbane, con riferimento alla finanziaria nazionale. Quindi se l'intendimento è di cassare un orientamento della legge a dire: "le aree attrezzate della Sardegna, sono aree di vantaggio fiscale", è un conto ed è da politica, ma non c'è nessun ostacolo di tipo normativo ad inserire una norma programmatica, che si rifà ad una disciplina statutaria, in una legge che riordina la disciplina delle aree industriali. State decidendo di non dire, nella legge di riordino delle aree attrezzate, che la Regione autonoma della Sardegna si riserva di orientare in quelle aree, perché solo questo voleva dire, una politica di vantaggio fiscale. E se mi permetterete io non ne capisco la ratio di una rinuncia di questo tipo. Per cui voterò contro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Sì, per gli stessi motivi io voterò contro l'emendamento numero 17, perché credo che qui, proprio in questo punto, ci sia l'opportunità per l'attuazione di un vantaggio anche fiscale, che può servire per lo sviluppo economico. Certo, se penso che nella loro differenza e differenziazione di area questo beneficio sia riservato ad una sola area per provincia, e parliamo di aree completamente diverse, da zone interne ad area costiera per intenderci, qualche perplessità nasce. Però è un punto di inizio, un punto d'inizio che è opportuno porre in essere. Mi permetto di sottolineare una cosa. Ho letto molto velocemente gli emendamenti per il momento, una sola puntualizzazione, per dire e riconfermare quanto detto da me nell'intervento sulla discussione generale. Ci sono solo tre emendamenti della minoranza, su 39 emendamenti, 36 di questi sono della maggioranza. Io credo che la riflessione sia automatica: che quanto da noi sostenuto in fase di discussione generale trova la sua conferma in questa situazione, devo dire, che sta causando anche, e che ha dei riflessi anche sulla situazione economica e sociale della Sardegna, questa instabilità della maggioranza, confermata se non fosse altro dalle dimissioni del segretario del P.D., che sono giunte a tutti noi in forma scritta. Un'altra osservazione Presidente, mi permetta. Anche in sede di discussione di altri disegni di legge, o di altri regolamenti, vedasi per esempio il piano sanitario regionale, vedasi la legge sui servizi socioassistenziali, siamo tornati in Commissione, pur rapidamente, il tempo di 30 minuti, massimo un'ora, per rivedere tutti insieme, i componenti della Commissione, gli emendamenti. Sarebbe stato utile conservare questa che è la prassi, e non è questa invece, attuata su questo disegno di legge, la prassi consolidata.
PRESIDENTE. Mi permetto di contraddirla. La prassi è esattamente quella che ho richiamato io, tranne alcune eccezioni.
(Interruzione del consigliere Capelli)
Mai, e non è prevista dal regolamento. Comunque può informarsi presso gli uffici dell'Assemblea, perché è inutile che facciamo una discussione in questo modo.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Per sostenere semplicemente questo. Non credo che ci sia nessuno in questo Consiglio, io credo neppure in questa Regione, che possa sostenere che non si debba rivendicare, e al più presto anche organizzare un sistema di vantaggi fiscali che servono allo sviluppo economico e industriale di questa Regione. Non credo che non ci sia nessuno in questo Consiglio, e in questa Regione che non si trovi accordo con la battaglia che bisogna fare nei confronti dello Stato, e ormai anche nei confronti dell'Unione Europea, anzi sempre più nei confronti nell'Unione Europea per ottenere questo tipo di risultato. Ciò detto, qua si sta definendo una modalità, non si sta definendo una finalità, la Giunta regionale si dice con propria deliberazione istituisce le zone franche, fatemi la cortesia, almeno sotto questo profilo, voi che siete nei banchi dell'opposizione, sempre molto attenti sullo strapotere che esercita la Giunta regionale, sulla mortificazione del Consiglio regionale, sulle violazioni di tutte le norme statutarie e costituzionali tanto che noi alla fine ci ritroviamo sempre a discutere con ogni tribunale della Repubblica a raccomandarci sempre di stare attenti. Questo è uno dei casi in cui bisognava stare attenti, questo è uno dei casi in cui bisognava stare attenti, io condivido pertanto l'emendamento, che peraltro ho sottoscritto, lo voterò, e sono disponibile da oggi, anche in questo testo, e fuori da questo testo, ad andare avanti nella battaglia perché in Sardegna si ottengano quei benefici di natura fiscale, a cominciare dall'istituzione delle zone franche, e soprattutto nelle aree portuali di cui abbiamo bisogno e che mi trovano solidale con le altre forze politiche.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SALIS (Gruppo Misto). Io ho letto, con qualche perplessità, questo emendamento, nonostante sia sottoscritto da autorevoli colleghi che hanno la mia stima e il mio rispetto, però, sinceramente, non riesco a capire e vorrei che o il relatore o l'Assessore mi dessero qualche elemento in più di comprensione per capire perché noi stiamo rinunciando alla possibilità di istituire negli otto consorzi industriali che stiamo definendo per la Sardegna la possibilità di richiedere fiscalità di vantaggio che possono essere utili alle attività industriali che chiediamo di poter insegnare in queste aree. È vero che noi abbiamo a disposizione il decreto legislativo che dà la possibilità di individuare zone franche che, colpevolmente, non abbiamo ancora richiesto nelle aree portuali. Ma non capisco perché, non capisco la ratio, per quale ragione rinunciamo ad individuare, e io ritenevo che il comma d) dell'articolo 1 fosse un elemento importante, anche di proposta programmatica e politica per il Consiglio regionale, per aprire questa vecchia questione che non è mai stata affrontata con la determinazione necessaria. Io sinceramente mi trovo in difficoltà a dover sopprimere il comma d), lo dico con estrema... io chiedo una riflessione su questo elemento. Mi trovo in notevole difficoltà perché non ne capisco la ratio, e mi sembra un elemento di indebolimento della nostra capacità di riuscire ad aprire una breccia su questa potenzialità di carattere fiscale ed economica che potrebbe essere utilissima allo sviluppo della nostra Isola. Ecco, a questi elementi chiedo all'Assessore che possano essere evitati perché senza questi elementi io sarei costretto a votare contro questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Io ovviamente esprimo, anzi non ovviamente, convintamente esprimo il voto sfavorevole all'emendamento ma anch'io cerco innanzitutto di capire il perché di questa proposta, cercando anche, tentando anche di ridimensionare la portata di questa norma. Siamo credo tutti convinti che la lettera d) sia che ci sia una disposizione come quella contenuta nella lettera d), in questa legge, sia che ci sia, sia che non ci sia, non determinerà l'istituzione o la mancata istituzione di zone franche Sardegna. E certamente non vengono promosse con un compito assegnato ai consorzi industriali o agli enti che nasceranno. Certamente però, poiché qui si parla della promozione dell'attuazione di disposizioni legislative di livello nazionale o eventualmente a cascata, di livello regionale, non si capisce perché togliere ai consorzi la possibilità o comunque l'indicazione di uno dei compiti che è quello di favorire, per quanto possibile, e per quanto consentono le norme e le autorizzazioni anche che l'Unione Europea rispetto a queste norme deve dare, la promozione e l'attuazione di tutte le disposizioni che consentano l'istituzione di zone franche.
Le zone franche, istituite per legge, e poi con altri provvedimenti regolamentari o amministrativi, sicuramente costituiscono un obiettivo importante a cui tutti riconosciamo una grande valenza per cui, io credo si possa chiedere ancora ai proponenti, ai firmatari di questo emendamento di ritirarlo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Anche io penso che questo emendamento debba essere ritirato e lo spiego in 30 secondi. Questo Consiglio regionale, a suo tempo, non chiedetemi la data perché non si in grado di dirla, aveva stabilito per l'area industriale di Cagliari la istituzione della zona franca e, aggiungo, che in quella l'occasione, con un ordine del giorno, sempre il Consiglio regionale, si era previsto di lavorare per fare in modo che, l'area industriale di Sassari e quella di Olbia diventasse, anche quella parte, zona franca, ma aggiungo anche un'altra cosa, sul tema dei punti franchi, dei punti franchi… c'è stato in Sardegna una grande discussione, fra zona franca generale che sostenevano allora gli amici sardisti, i punti franchi che sosteneva l'allora partito socialista italiano, tutto questo, l'argomento, è previsto dallo Statuto nostro, nello statuto della nostra Regione. Quindi io invito i colleghi a ritirare l'emendamento e a prevedere perle a otto aree industriali, zona franca alla produzione. Vediamo cosa succede per quanto riguarda che ci sono altre opinioni che si dice: ma l'Unione Europea non lo permette, ma non è così, perché in Italia ci sono tante zone franche alla trasformazione e anche alla commercializzazione, io ne ho visitate alcune e allora io invito i colleghi che hanno presentato questo emendamento a ritirarlo e a prevedere in questa legge che ci siano appunto le zone franche e i punti franchi come diciamo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
UGGIAS (Gruppo Misto). Voterò contro l'emendamento, perché mi sembra un gigantesco autogol. Nel momento in cui diciamo che per lo sviluppo dell'industria occorre porre in essere, attuare delle politiche fiscali, di vantaggio fiscale, abbiamo una legge che ce lo consente, si tratta di attuarla, di promuoverla. Per quale ragione questo Consiglio regionale non dovrebbe dare il via libera a questo tipo di politica? Sinceramente, sfugge completamente la ratio di questa abolizione. Ora, se vogliamo essere il Consiglio regionale che va contro le politiche di vantaggio, politiche fiscali alle imprese, votiamo quest'emendamento. Io non lo voterò.
PRESIDENTE. Grazie.
Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Anche io devo dire che sono molto sorpreso per la presentazione di questo emendamento e consiglio subito il ritiro, naturalmente. Ma sono sorpreso soprattutto per le firme che sono contenute nell'emendamento che pensavo insomma che fossero quelle persone che sicuramente erano più interessate a tenere in piedi la lettera d) dell'articolo 1. Perché, io credo che il discorso dei punti e delle zone franche sia un discorso importante, se vogliamo, dove questa Giunta regionale ma, per essere onesti, non solo questa Giunta regionale, ma anche passate Giunte, hanno fallito negli anni passati, nel senso che non hanno sfruttato una grande opportunità che poteva essere determinata dal decollo dei punti franchi. Io devo dire che noi non riusciamo neanche a valorizzare… c'è già in Sardegna con un decreto del Presidente della Repubblica sono istituiti sei porti franchi, devono essere semplicemente delimitati e bisogna farli decollare. Quindi, collegando i porti franchi, che sono sei in Sardegna, con le aree industriali si può completare effettivamente un ragionamento che è già in essere. Perché il Presidente della Repubblica con proprio decreto aveva a suo tempo già istituito. Quindi, non comprende effettivamente questa volontà oggi di togliere alle zone industriali questa grande opportunità, che ritengo la Giunta regionale dovrebbe far propria perché dopo il fallimento di tutti gli strumenti della programmazione in Italia, che sono la programmazione negoziata, i piani di rinascita e altro. Io credo che uno dei punti fondamentali sul quale puntare lo sviluppo della Sardegna, sia quello di valorizzare i porti franchi, le zone franche ma io parlerei di zona franca integrale per tutta la Sardegna, facciamo veramente un certo tipo di politica nuova che valorizzi un settore che sicuramente può essere determinante per la crescita e lo sviluppo della Sardegna. Pertanto, io invito veramente i firmatari di questo emendamento a ritirarlo perché non ha veramente alcun senso che questo venga approvato. E naturalmente se non fosse ritirato noi voteremo contro, perché riteniamo che è un emendamento non senso veramente. E chiedo il voto elettronico palese se non viene ritirato.
PRESIDENTE. Grazie.
Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Grazie, Presidente molto velocemente. Per dire che intanto si tranquillizzino coloro che hanno visto quella firma, la firma dell'onorevole Balia, le informazioni che erano state date all'onorevole Balia erano quelle che questo è un comma che all'interno di questa legge non poteva esserci, in quanto non avremmo titolo. A me pare, da quelli che sono i ragionamenti, ma anche un po' dalle giustificazioni dell'Assessore che non sia così, per cui la firma dell'onorevole Balia è ritirata.
Secondo, devo dire, che, secondo me, l'emendamento dovrebbe essere ritirato anche perché l'istituzione delle zone franche, fino a prova contraria, è stato uno degli argomenti che spesso ci è capitato di prendere in esame e che credo che sia la valorizzazione per la Sardegna, in particolare anche per quelle zone che in questo momento sono all'attenzione nostra, nel momento in cui si parla di consorzi, di consorzi industriali. Credo di poter dire che nel ritiro di questo emendamento c'è la valorizzazione proprio di questo aspetto e per cui se questo non dovesse essere, il voto nostro sarà un voto contrario a questo emendamento, perché condividiamo molte di quelle ragioni che vedono, per queste particolari zone, la possibilità e l'opportunità appunto di poter, promuovendo le zone franche di valorizzare l'aspetto proprio oltre che sinergico, per il semplice fatto che non è possibile che questo avvenga per un consorzio, quale per esempio quello di Cagliari e non per altri, ci siamo, e allo stesso tempo per dare l'opportunità appunto attraverso queste norme fiscali, che nello Statuto speciale della Sardegna sono previste, appunto di poterne valorizzare anche i contenuti e l'operatività. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'industria. Ne ha facoltà.
RAU, Assessore tecnico dell'industria. Avere espresso un parere positivo rispetto all'emendamento, è dovuto al fatto che questo emendamento… in materia fiscale noi non possiamo legiferare e non possiamo approvare e dare dei vantaggi fiscali a delle aree e industriali, se non è approvato e notificato un aiuto di Stato a livello nazionale. La Commissione europea ha già, e credo che in Commissione anche portato questo documento, ha dato una sentenza negativa a Madera per un vantaggio fiscale, riconoscendo questo come aiuti di Stato. Quando nella finanziaria nazionale… lo strumento che è stato notificato a Bruxelles sulle zone franche urbane prevedono infatti dei parametri di svantaggio che le zone urbane devono avere rispetto agli altri territori. Quindi, non è possibile inserire un vantaggio a delle imprese e non a delle altre, se non a dimostrazione che quelle aree di cui stiamo parlando hanno maggiori svantaggi rispetto ad altre aree. In materia fiscale poi è il governo nazionale che legifera, tant'è vero che non c'è un caso in Italia di un provvedimento di questa natura, l'unico provvedimento sono le zone franche urbane che erano state pensate prima per le otto regioni in convergenza, quindi le sei regioni dell'Obiettivo 1, più Abruzzo e Sardegna, e la Commissione l'ha fatto estendere anche alle aree del centro-nord, perché vedeva questo in una discriminazione. Allora, io credo che necessariamente noi in una legge non dobbiamo dare delle aspettative alle imprese che poi non possiamo mantenere, allora come dicevate voi c'è già uno statuto, se il regolamento comunitario cambia, dubito perché gli orientamenti sono stati, a finalità regionale, sono stati approvati dal 2007 al 2013, quindi se fosse possibile si mette dentro il quadro degli incentivi. Allora, in quell'area là si deve contenere un intervento a supporto delle imprese dove si parla di incentivazione in un quadro più generale. Ma questa crea aspettative alle imprese non potendola attuare, perché la Commissione non ti notificherà mai uno strumento di questo genere.
PRESIDENTE. Grazie Assessore. Chiedo scusa ai colleghi se intervengo in una discussione che a me pare una discussione che sta esulando dal contenuto della lettera d) dell'articolo 1. Nel senso che la lettera d) dell'articolo 1 richiama il decreto legislativo numero 75 del 1998 relativamente alla possibilità, che è stata data alla Sardegna, appunto con questo decreto legislativo, di istituzione di zone franche. Il decreto legislativo dice che sono istituite delle zone franche in tutti i porti industriali ed elenca i porti industriali nei quali sono istituiti. La determinazione e la delimitazione delle zone franche viene effettuata su proposta della Regione con separati decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, che naturalmente starà attento all'osservanza di tutte le norme comunitarie relativamente, soprattutto ai vantaggi fiscali di cui adesso parlava l'Assessore. Però, la lettera d) non dice che noi istituiamo zone franche con vantaggi fiscali, richiama la norma di attuazione dello Statuto che consente appunto alla Sardegna di avanzare richieste, perché in quelle zone franche possano essere istituite delle situazioni, inclusi vantaggi fiscali, qualora consentiti dalle normative più generali comunitarie di andare avanti. L'unica obiezione che io farei il rispetto al testo che è scritto, che il testo dice che possono essere istituite zone franche in tutti gli otto, in tutte le otto province, in tutti gli otto consorzi provinciali, questa non è consentito dalla norma di attuazione perché ovviamente il consorzio industriale del medio Campidano, piuttosto che quello di Ottana non sono funzionalmente collegati ad un porto, perché la norma di attuazione dello Statuto aveva questa finalità.
Quindi, insomma, questo può essere un motivo di impugnazione da parte del Governo, allora se possiamo evitare questa impugnazione il concetto è chiaro e non stiamo facendo altro che ripetere una norma di attuazione del nostro Statuto, che appare neutra e che mette in carico alla Regione, cioè a noi, la possibilità di avanzare al Consiglio dei Ministri una proposta di regolamentazione della zona franca. Quindi, insomma, lo dico per evitare che continuiamo a fare una discussione su una questione che non dovrebbe essere una questione, che divide noi tra chi è a favore e chi è contro, perché mi pare che siamo difficilmente contrari ad una norma di attuazione dello statuto che noi stessi abbiamo rivendicato ancorché non attuata. Peraltro nel 2001 con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sono state emanate delle norme di attuazione per la zona franca di Cagliari, anche qui io non ho memoria insomma di come sia articolato però c'è già anche un precedente di regolamentazione di una delle zone franche che era stata da noi richiesta. Quindi se lo ripetiamo in una legge, una cosa che comunque è già nelle nostre conquiste, non fa male, nel senso che è neutra e richiede procedimenti successivi.
Va bene questo, chiedo scusa perché forse insomma molti colleghi non hanno avuto modo di guardarsi la normativa di riferimento e si orientano sulla base della discussione, stiamo parlando di agevolazioni fiscali di cui nessuno ha parlato né il testo della legge contiene un'indicazione in questa direzione. Quindi, insomma, io inviterei, conclusivamente, i presentatori dell'emendamento al ritiro, così concludiamo questa discussione, ed eventualmente ad una scrittura che non ci sottoponga ad un'impugnazione da parte del Governo limitandosi appunto al richiamo del decreto legislativo numero 75. E' rientrata l'onorevole Cirina. Onorevole Uras chiederei... ah lei è uno dei presentatori, prego.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Mi pare che la proposta da lei fatta, soprattutto la seconda quella relativa ad una formulazione più idonea di questo contenuto, che poi è stato anche l'oggetto dell'emendamento, possa essere accolta e se si può rinviare l'approvazione della lettera D. ad una fase successiva della discussione nel frattempo insieme al relatore e all'Assessore potremo e ai colleghi di diversi Gruppi potremo convenire su una versione di sintesi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Per condividere totalmente la sua giusta puntualizzazione, per suggerire, se si accede al ritiro dell'emendamento, una votazione per parti della lettera D. e fermarci quindi a "zone franche" ed escludere nella seconda votazione, per chi vorrà escluderla, le ultime tre righe da "mediante" fino "ad articolo 3".
GIAGU (P.D.), relatore. Sì, sì.
PRESIDENTE. Se i colleghi sono d'accordo, magari così. onorevole Capelli. potete vedere bene, se poi la lettera D. si tiene, e come si tiene, possiamo votare l'articolo 1, escludendo la lettera D., e rinviando il voto della lettera D., guardate come meglio scriverlo, insomma. Quindi la sospendiamo per qualche minuto. Superiamo anche il soppressivo numero 17, a questo punto, mi sembra che con queste precisazioni di fatto lo stiamo congelando insieme alla lettera D., è evidente che se troviamo una scrittura della lettera D. corrispondente al decreto legislativo numero 75 non ha senso di esistere l'emendamento. Il sostitutivo parziale numero 16, invece, prego i colleghi di guardare l'emendamento sostitutivo parziale numero 16 perché dobbiamo votare questo prima dell'articolo. Va bene colleghi, mettiamo in votazione quindi l'emendamento numero 16, ho qualche iscritto a parlare per dichiarazione di voto ma probabilmente era sulla discussione precedente. L'onorevole Caligaris sull'emendamento numero 16.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì grazie. Presidente. Io voterò contro anche l'emendamento numero 16 perché mentre nel caso precedente con la deliberazione la Giunta si limitava, secondo il mio punto di vista, appunto, a promuovere l'attuazione delle disposizioni, come lei ben ha chiarito, delle norme di attuazione dello statuto speciale relativo alle zone franche, con questo emendamento, invece, si definisce la rideterminazione attraverso la riduzione o l'ampliamento, cioè la Giunta può rideterminare, attraverso la riduzione, le aree industriali, ciò può significare anche la cancellazione, quindi, io credo che considerando che il parere della Commissione non è vincolante, per quanto sia richiesto, così come si precisa nella parte predispositiva del comma 1, beh ritengo che questo aspetto determini una grande differenza tra individuare le aree industriali e le aree ecologicamente attrezzate nel territorio piuttosto che rideterminare attraverso la riduzione o l'ampliamento. Quindi, siccome non corrisponde a quella che è l'intenzione profonda di rinnovamento della norma, io voterò contro questo emendamento numero 16. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris, votiamo l'emendamento numero 16.
Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
CAPELLI (U.D.C.). Voto elettronico!?
PRESIDENTE. Era stato chiesto sull'emendamento numero 17, adesso però votiamo l'articolo, quindi qualora voleste richiedere la votazione elettronica palese si può fare sull'articolo, esclusa la lettera D., abbiamo detto che votiamo successivamente.
CAPELLI (U.D.C.). Voto elettronico!?
PRESIDENTE. E' stata richiesta la votazione elettronica
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1 con esclusione della lettera D.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Tocco ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Agus - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Giagu - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Scarpa - Tocco - Uggias.
Risponde no il consigliere: Sanjust.
Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Artizzu - Atzeri - Capelli - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Floris Mario - Gallus - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Licandro - Lombardo - Maninchedda - Marracini - Moro - Murgioni - Pittalis - Rassu - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 63
Votanti 40
Astenuti 23
Maggioranza 21
Favorevoli 39
Contrari 1
(Il Consiglio approva).
Abbiamo approvato l'articolo 1, tranne la lettera D.
Passiamo all'esame dell'articolo 2. All'articolo 2 sono stati presentati gli emendamenti sostitutivo parziale numero 19, sostitutivo parziale numero 21, gli emendamenti aggiuntivi numero 18, numero 20, numero 38 e numero 22. L'emendamento numero 38 è un emendamento all'emendamento.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2 e dei relativi emendamenti:
Art. 2Trasferimento di funzioni agli enti locali
1. In coerenza con la programmazione regionale e provinciale, nelle aree industriali di dimensione comunale, spettano ai comuni le funzioni amministrative relative a:
a) la progettazione e la realizzazione di opere di urbanizzazione, infrastrutture e servizi, nonché di spazi pubblici destinati ad attività collettive;
b) la vendita, l'assegnazione e la concessione alle imprese di aree attrezzate per insediamenti produttivi;
c) la realizzazione e la gestione di impianti comuni per la fornitura di servizi;
d) la determinazione e la riscossione dei corrispettivi dovuti per i servizi di manutenzione delle opere e di gestione degli impianti;
e) il recupero dei rustici e immobili industriali per nuove destinazioni a fini produttivi e per l'attuazione dei programmi di reindustrializzazione.
2. I comuni, dalla data di entrata in vigore della presente legge, esercitano le competenze loro spettanti ai sensi del presente articolo nel quadro degli strumenti di programmazione economica e di politica industriale regionale e provinciale e in coerenza con i rispettivi piani urbanistici comunali.
3. Le funzioni di cui al presente articolo, nelle aree a dimensione sovra comunale, sono esercitate dai consorzi industriali di cui all'articolo 3.
4. I comuni possono deliberare che le funzioni loro conferite dal comma 1 siano svolte dal consorzio industriale di cui all'articolo 3.
Emendamento sostitutivo parziale Biancu - Balia - Uras
Al comma 1, la lettera e) è così sostituita:
e) la realizzazione e il recupero dei rustici e immobili industriali, la retrocessione di aree non utilizzate per nuove destinazioni a fini produttivi e per l'attuazione dei programmi di deindustrializzazione. (19)
Emendamento sostitutivo parziale Biancu - Balia - Uras
Il comma 4 è così sostituito:
1. I comuni facenti parte degli enti soppressi di cui alla Tabella B possono entro sessanta giorni deliberare che le funzioni loro conferite dal primo comma siano svolte dal consorzio industriale di cui al successivo articolo 3
2. Il consorzio provinciale di Nuoro, di cui all'articolo 5, comma 1, previsto nella tabella A, subentra entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi e nel patrimonio del consorzio di Macomer, le cui aree insistono sul territorio di più comuni, e inquadra il relativo personale all'interno del proprio organico. (21)
Emendamento aggiuntivo Biancu - Balia - Uras
Al comma 1, lettera b), prima delle parole "la vendita" sono aggiunte le parole: "l'acquisizione di aree anche mediante procedure espropriative,". (18)
Emendamento aggiuntivo Biancu - Balia - Uras
Al comma 1, dopo la lettera e), è aggiunta la seguente lettera:
"f) il riacquisto delle aree e degli stabilimenti industriali o artigianali anche utilizzando le procedure e le agevolazioni previste dall'articolo 63 della Legge 23 dicembre 1998, n. 448." (20)
Emendamento all'emendamento numero 20 aggiuntivo Giunta Regionale
Nell'emendamento numero 20, alla lettera f) è aggiunta la seguente frase: "nel rispetto dei tempi previsti dalla legge, o per i tempi inferiori, allorquando non si possono realizzare i progetti per i quali sono state assegnate le aree". (38)
Emendamento aggiuntivo Biancu - Balia - Uras
Dopo il comma 4 è aggiunto il seguente comma:
4 bis. Dalla data di approvazione della presente legge i Comuni di Isili e Suni non fanno più parte del Consorzio per l'area industriale della Sardigna centrale di Nuoro. Gli stessi, entro i termini di cui al comma 4, possono deliberare che le funzioni loro conferite dal primo comma siano svolte dai consorzi industriali provinciali competenti per territorio." (22).)
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti. Non ho iscritti a parlare.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Giagu, relatore.
GIAGU (P.D.), relatore. Parere favorevole.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giagu. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.
RAU, Assessore tecnicodell'industria. Conforme.
PRESIDENTE. Al microfono, Assessore, perché poi va registrato.
RAU, Assessore tecnicodell'industria. Conforme.
PRESIDENTE. Conforme, grazie.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento sostitutivo parziale numero 21. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Mettiamo in votazione l'articolo 2. Votazione elettronica. L'onorevole Capelli l'ha richiesta, nessun sostegno.
Dichiaro aperta la votazione. Prego un segretario della maggioranza di venire ai banchi della Presidenza.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 2.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Colleghi, non si può mica far finta di votare, poi in dieci dichiarate il voto. Si vota sulla postazione, abbiate pazienza. Stiamo finendo la legislatura, quindi magari un pochino di attenzione. Rifacciamo la votazione, colleghi. Annullata, sono troppi quelli che non hanno votato. Onorevole Artizzu, magari questa volta se riesce a farselo registrare ci fa una cortesia.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 2.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Tocco ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Agus - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Giagu - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Scarpa - Tocco - Uggias.
Rispondono no i consiglieri: Atzeri - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Dedoni - La Spisa - Lombardo - Maninchedda - Murgioni - Pittalis - Sanjust - Vargiu.
Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Artizzu - Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Floris Mario - Ladu - Lai Renato - Marracini - Moro - Rassu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 61
Votanti 50
Astenuti 11
Maggioranza 26
Favorevoli 38
Contrari 12
(Il Consiglio approva).
Emendamento aggiuntivo numero 18.
Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Sì, Presidente, io mi sono iscritto perché sul "21" rientravo dalla passeggiata per discutere sulla lettera d) dell'articolo 1, e utilizzo questo tempo, dichiaro il voto di astensione sul "18", ma vorrei segnalare alla Giunta che l'emendamento numero 21 testé approvato a mio avviso presenta un errore, istituisce una doppia procedura, perché il Consorzio di Macomer è stato messo in liquidazione nella finanziaria, e ha il processo di liquidazione in atto. Avete nominato il commissario liquidatore, entro il 19, 20 il commissario liquidatore, lei ci ha detto stamattina, deposita il programma di liquidazione, e ha uno scadenziario che è disciplinato dalla finanziaria. Adesso voi state istituendo una procedura differente, ve lo dico perché dovete comunque disciplinare quali dei due percorsi ritenete in atto, diversamente essi si sovrappongono e poi la cosa più probabile è che non raggiungano il loro scopo. Chiedo scusa al Presidente dell'Assemblea, ho chiesto di parlare quando c'è stato l'annullamento della cosa, ma mi pare una classica svista fosse presente nella legge quando il Consorzio di Macomer, essendo sovracomunale, non era compreso in quelli che avete commissariato con la finanziaria. Poi lo avete incluso, è rimasto un relitto nella legge, lo avete reinserito nell'emendamento, ma adesso dovete decidere quale dei due percorsi è quello che intendete obbligare il Comune di Macomer a seguire, anche il Comune di Borore, il Comune di Dualchi e di altri.
PRESIDENTE. Sì, grazie. Grazie, onorevole Maninchedda. Io non l'avevo letto, ma mi sembra che lei abbia ragione. Un attimo solo, facciamo una verifica.
Colleghi, il Consorzio ZIR di Macomer era compreso nella tabella... c'è una procedura liquidatoria in atto, quindi, siccome ci sono questioni relative anche al diritto civilistico che sono già state accese dalla finanziaria, dalle procedure che, in osservanza della finanziaria, l'Assessorato ha messo in essere, credo che adesso stiamo facendo un'operazione che rischia di compromettere il buon andamento di tutta questa azione. Quindi, mi dispiace che lo abbiamo votato, vediamo se possiamo tornare indietro, non siamo andati troppo avanti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Sì, Presidente, effettivamente, ha ragione il collega Maninchedda, questo emendamento presenta delle contraddizioni rispetto alla procedura già in atto. Per cui, la mia proposta sarebbe di ritornare sull'emendamento numero 21 cassando la seconda parte del comma 4 che è stato sostituito, quindi cassando interamente la seconda parte e facendo diventare la prima parte come segue: "i comuni facenti parte degli enti soppressi di cui alla tabella B compreso ai comuni di Macomer e Borore...", e ha un senso, perché è l'unico Consorzio che è stato sciolto che è sovracomunale, e continua... "possono entro 60 giorni deliberare che le funzioni loro conferite dal primo comma siano svolte dal Consorzio industriale di cui al successivo articolo 3". Quindi lo riportiamo al concetto generale che i comuni che si sono visti sciogliere i relativi Consorzi possono, entro 60 giorni, chiedere di far parte del Consorzio provinciale. Quindi con l'aggiunta: "compreso ai comuni di Macomer e Borore".
PRESIDENTE. Grazie onorevole Biancu.
Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Presidente, io sono un po' in imbarazzo per lo svolgersi della discussione, però, vorrei intanto accogliere l'apertura e la disponibilità alla correzione, però, vorrei ricordare ai colleghi della maggioranza, o che sospendiamo per mezz'ora e ci mettiamo d'accordo su questa cosa, o per un quarto d'ora, sospendiamo all'articolo, ecco, Presidente, non so se si possa fare, però, la possibilità di scegliere per i comuni era già disciplinata, come io ricordavo, dalla finanziaria regionale. Cioè, la possibilità di scelta era già presente nella finanziaria regionale, perché la finanziaria regionale diceva che: qualora i singoli comuni destinatari delle competenze trasferite dai Consorzi ritengano che le funzioni possano essere svolte più efficacemente a livello sovracomunale, entro 30 giorni dall'approvazione della legge di riforma di cui al comma 40 possono chiedere che le competenze siano attribuite all'organo sovracomunale. Quindi era già previsto in finanziaria. Ciò che non è regolato dalla finanziaria, per cui io chiedo cortesemente ai colleghi di ragionare un attimo insieme ad altri rappresentanti del territorio, è la tutela del personale, che nei passaggi attuali non è tutelata, ma la possibilità di scegliere che volete recuperare nel comma uno è già prevista in finanziaria. Allora io vi chiedo cortesemente se possiamo sospendere per un quarto d'ora l'esame dell'emendamento e verificare gli aspetti complessivamente per poi approvarlo. Vedete voi.
PRESIDENTE. Grazie. Facciamo 10 minuti di sospensione. Prego i colleghi di lavorare. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 18, viene ripresa alle ore 18 e 24.)
materia di aree industriali"(305)
PRESIDENTE. Bene colleghi, riprendiamo il lavoro. Comunico che intanto l'onorevole Farigu è rientrato in Aula.
Onorevole Biancu, abbiamo sospeso il lavoro sull'emendamento sostitutivo parziale numero 21 ancorché votato.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Sì, prima di intervenire con la rettifica all'emendamento numero 21, chiederei la possibilità di tornare indietro un attimo sul "19" per un refuso che è contenuto nel "19", non si tratta di deindustrializzazione ma di reindustrializzazione.
PRESIDENTE. Sì, certo certo.
BIANCU (P.D.). Il "21" si dovrebbe comporre così: dopo la prima parte che rimane identica con il testo, c'è un'ulteriore parte che recita: "i comuni di Macomer e Borore fanno parte del consorzio industriale provinciale di Nuoro dalla data della sua attivazione".
PRESIDENTE. Dunque onorevole Biancu e i colleghi che hanno lavorato a questa cosa. Allora, nel comma 4 che stiamo sostituendo c'era scritto che "tutti i comuni possono deliberare che le funzioni loro conferite al comma 1 siano svolte dal consorzio industriale di cui all'articolo 3". Invece nell'emendamento: "soltanto quelli soppressi dalla tabella B, cioè è limitativo". Va bene. Allora rivotiamo l'emendamento sostitutivo parziale numero 21, quindi annulliamo la votazione precedente. Il sostitutivo parziale numero 21 è composto dal comma 1 che resta tal quale e il comma 2 che viene sostituito nel modo seguente: "comune di Macomer e Borore fanno parte dei consorzi industriali di Nuoro dalla data della sua attivazione".
Onorevole Cappai ci aiuti, no perché ce la facciamo anche da soli un po' a ingarbugliarci, quindi lei forse si è distratto quando c'è stata la discussione sollevata da un'obiezione che è stata fatta all'emendamento numero 21. Onorevole Ladu, ho una sua iscrizione a parlare ma forse è un'iscrizione precedente. Allora, rivotiamo così come detto nella formulazione che ho richiamato, l'emendamento sostitutivo parziale numero 21.
CAPPAI (U.D.C.). Voto elettronico, Presidente.
PRESIDENTE. Sì colleghi, però non è che vi indignate, uno lo chiede, se lo chiedete si fa l'elettronica palese. Bene, votazione elettronica palese.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento sostitutivo parziale numero 21.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Agus - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Diana - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Gessa - Giagu - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Liori - Manca - Maninchedda - Mattana - Meloni - Moro - Murgioni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Sanna Franco - Scarpa - Serra - Tocco - Uggias - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Amadu - Contu - Milia - Petrini - Pileri - Randazzo Alberto - Sanjust.
Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Artizzu - Cherchi Oscar - Farigu - Giorico - La Spisa - Ladu - Lombardo.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 61
votanti 53
astenuti 8
maggioranza 27
favorevoli 46
contrari 7
(Il Consiglio approva).
Metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Emendamento aggiuntivo numero 18. Lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Emendamento numero 38 che è aggiuntivo del numero 20.
Lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Emendamento numero 20. Lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Emendamento aggiuntivo numero 22. Lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'articolo 3. All'articolo 3 sono stati presentati l'emendamento sostitutivo parziale numero 39 e l'aggiuntivo numero 36 che sono emendamenti all'emendamento sostitutivo totale numero 23.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3 e dei relativi emendamenti:
Art. 3Funzioni dei consorzi industriali provinciali
1. I consorzi industriali provinciali sono enti pubblici economici responsabili, in ciascun ambito provinciale, della gestione delle aree industriali aventi dimensione sovracomunale, in attuazione dei principi di differenziazione e di adeguatezza di cui all'articolo 118 della Costituzione.
2. I consorzi industriali provinciali hanno il compito di esercitare azioni di sviluppo e di valorizzazione imprenditoriale e svolgono sulle aree industriali sovracomunali le medesime funzioni amministrative attribuite ai comuni ai sensi dell'articolo 2.
3. I consorzi industriali provinciali esercitano le proprie funzioni e compiti in coerenza con la programmazione regionale e in armonia con gli indirizzi dell'agenzia regionale Sardegna Promozione.
4. I consorzi industriali provinciali, in particolare, sviluppano la propria azione in piena coerenza con il piano provinciale di programmazione economica nell'ambito dei piani urbanistici comunali. Essi costituiscono i principali strumenti operativi di attuazione delle politiche di sviluppo economico e industriale regionali in ambito provinciale.
Emendamento sostitutivo totale Biancu - Balia - Uras
L'articolo 3 è così sostituito:
Funzioni dei consorzi industriali provinciali
1. In ciascun ambito provinciale, la gestione delle aree industriali aventi dimensione sovracomunale, di cui alla tabella A, è affidata ad un consorzio costituito ai sensi dell'art. 31 del D. Lgs 267/2000 fra la provincia, i comuni nel cui territorio insistono le aree interessate.
2. I consorzi di cui al comma 1 vengono denominati "Consorzi Industriali Provinciali".
3. I consorzi industriali provinciali esercitano nelle aree ad essi affidate le funzioni di cui all'articolo 2 e tutte le altre funzioni previste dalla legge finalizzate a favorire lo sviluppo e la valorizzazione delle imprese industriali.
4. I consorzi industriali esercitano le proprie funzioni in coerenza con la programmazione regionale e in un rapporto di collaborazione con gli organismi operativi regionali per le politiche industriali.
5. Nelle aree gestite dai consorzi i singoli comuni che fanno parte del consorzio ai sensi del comma 1 e quelli eventualmente ammessi ai sensi dell'articolo 2, comma 4 e 5, continuano ad esercitare le funzioni di pianificazione urbanistica ciascuno per il proprio territorio. Gli statuti disciplinano le modalità con cui il consorzio propone ai singoli comuni adeguamenti degli strumenti urbanistici ai fini di coordinarli e renderli coerenti con le finalità del consorzio.
6. Ai sensi dell'art. 172, comma 6, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n° 152, gli impianti acquedottistici, fognari e di depurazione gestiti dagli enti soppressi, ovvero da altri consorzi o enti pubblici, sono trasferiti in concessione d'uso al gestore del servizio idrico integrato dell'Ambito territoriale ottimale unico della Sardegna.
7. Con Decreto del Presidente della Regione Sardegna, previa deliberazione della Giunta regionale su proposta dell'Assessore dell'Industria d'intesa con l'Assessore della Difesa dell'Ambiente, è approvato il piano dei trasferimenti di cui al comma 6
8. La conduzione degli impianti per la gestione dei rifiuti ed i servizi relativi saranno disciplinati dalla normativa regionale da emanare in attuazione dell'articolo 199 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n° 152.
9. Nella fase transitoria e sino alla emanazione della specifica normativa regionale le
funzioni di conduzione degli impianti per la gestione dei rifiuti ed i servizi relativi sono assegnate ai
nuovi consorzi industriali provinciali." (23)
Emendamento all'emendamento numero 23 aggiuntivo Cuccu Giuseppe - Giagu - Cocco - Tocco
Nel comma 1 dell'articolo 3, dopo le parole "aree interessate" sono aggiunte le parole: "e la camera di commercio competente per territorio". (36)
Emendamento all'emendamento numero 23 sostitutivo parziale Giunta Regionale
Nell'emendamento numero 23 il comma 7 è sostituito:
7. Con Decreto del Presidente della Regione Sardegna, previa deliberazione della Giunta regionale su proposta congiunta dell'Assessore dell'Industria, dei Lavori Pubblici e della Difesa dell'Ambiente, è approvato il piano dei trasferimenti di cui al comma 6. (39).)
PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Giagu, relatore.
GIAGU (P.D.), relatore. Favorevole sul numero 36 e sul numero 39.
PRESIDENTE. E il numero 23 onorevole Giagu? E' la mamma di tutti gli emendamenti.
GIAGU (P.D.). Chiaramente favorevole per la parte rispetto al comma primo che è un emendamento che lo modifica che è il "36".
PRESIDENTE. Mi scusi, non ho capito onorevole Giagu.
GIAGU (P.D.). Favorevole comunque.
PRESIDENTE. Va bene. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.
RAU, Assessore tecnico dell'industria. Conforme.
PRESIDENTE. Mettiamo in votazione l'emendamento sostitutivo parziale dell'emendamento numero 23, il numero 39.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Presidente, non ce l'abbiamo.
PRESIDENTE. Sono qui dall'inizio della seduta, colleghi.
CONTU (F.I.). Non è vero.
PRESIDENTE. Ma come non è vero, ma insomma abbiate pazienza non è che stiamo giocando, si può dire che uno non si è spostato dal banco per andare a vedere, e aspettiamo un secondo, ma insomma non è che si dice non è vero.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Solo per avere un attimo di tempo per collegare, perché alcuni effettivamente non hanno potuto vedere.
PRESIDENTE. Va bene, colleghi, gli emendamenti sono tutti nel banco, anche gli emendamenti agli emendamenti, che sono stati presentati dopo e che i colleghi continuano a presentare. Non sono fascicolati ma sono tutti lì man mano che… quindi magari vi prego ogni tanto di andare a vedere che succede.
Allora, sull'emendamento numero 39, 36 e 23 c'è il parere favorevole del relatore, la Giunta invece esprime parere favorevole sul "39" e sul "23" e negativo sul "36". Possiamo andare avanti?
Onorevole Giuseppe Cuccu, ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto sul "39"?
CUCCU GIUSEPPE (P.D.). No, sul "36".
PRESIDENTE. No, il "36" è dopo, perché siamo in sede di dichiarazione di voto. Adesso stiamo votando l'emendamento numero 39, che è un sostitutivo parziale del "23".
Però, colleghi, io sto facendo… guardo in giro, avverto, aspetto che mi arrivino segnalazioni… onorevole Contu, deve parlare sull'emendamento numero 39, deve fare una dichiarazione di voto?
CONTU (F.I.). No.
(E' approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 36.
Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Cuccu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUCCU GIUSEPPE (P.D.). Sì, grazie Presidente. Per dire che sull'emendamento numero 36 il mio voto sarà favorevole e per spiegare anche il senso di questo emendamento. Noi con l'articolo 3 stiamo definendo una veste nuova ai consorzi rispetto a quella che era stata definita nel testo della Commissione, un consorzio che viene costituito ai sensi dell'articolo 31 della "267", quindi ai sensi della normativa sugli enti locali tra comuni e provincia, ma la "267" all'articolo 31 prevede anche l'ipotesi che questi consorzi possono essere costituiti anche con la presenza di altri enti pubblici. Già nella proposta scaturita dalla Commissione partecipavano ai consorzi, così costituiti, anche le Camere di commercio. Io penso, e quindi il senso di questo emendamento è questo che bene avesse fatto la Commissione a prevedere la presenza delle Camere di commercio, non in quanto ente ma in quanto rappresentante delle imprese. Non è pensabile, a mio avviso, che la politica si chiuda in se stessa nella gestione dei consorzi industriali è bene che ci sia una rappresentanza anche degli interessi che sono interessati dall'attività dei consorzi industriali. Noi abbiamo detto che stiamo facendo dei consorzi di tipo provinciale che sono finalizzati a favorire lo sviluppo e la valorizzazione delle imprese industriali e nell'ambito provinciale, non è pensabile che le imprese non partecipino a questo processo. Lo strumento che noi abbiamo pensato presentando questo emendamento, perché le imprese partecipassero al processo di gestione delle aree industriali, c'è sembrato quello di un ente che già attualmente svolge servizi alle imprese, che opera con le imprese, che è costituito dalle imprese, ci sembra che la Camera di commercio sia lo strumento più idoneo a rappresentare gli imprenditori della provincia nei consorzi. Tant'è vero che poi, con gli emendamenti successivi, si specificherà, abbiamo provato a specificare le modalità con le quali la Camera di commercio dovrebbe selezionare la propria rappresentanza, non una rappresentanza generica ma una rappresentanza degli imprenditori che operano in quell'ambito provinciale. Anche perché abbiamo alcuni territori dove la Camera di commercio non è presente, mi riferisco alle due Province nuove del sud Sardegna ma anche la provincia di Olbia Tempio e la provincia dell'Ogliastra, in questo caso le Camere di commercio dovrebbero attenersi a delle regole precise, di individuazione degli imprenditori che hanno una presenza su quel territorio, che è interessato dalle politiche di sviluppo industriale del consorzio, che insiste su quel territorio.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Sì, grazie Presidente. Per esprimere un voto di non condivisione dell'emendamento numero 36 e per rivolgere un appello ai colleghi Cuccu, Giagu, Cocco e Tocco, per il ritiro di questo emendamento. Io credo che il modello che noi abbiamo proposto, quello del consorzio di enti locali, cioè tra provincia e comune, è una previsione che è lineare rispetto alle responsabilità in capo alle istituzioni locali. Quindi, io ritengo che potrebbero esserci altri momenti dove il sistema delle imprese possa partecipare…
PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Biancu, le chiedo scusa. Colleghi, è impossibile lavorare, io vi prego di stare al posto, intanto, non siamo troppe ore al lavoro, così ascoltiamo anche chi parla. Prego.
BIANCU (P.D.). Dicevo appunto che la previsione del consorzio di enti locali è una previsione lineare, e quindi io credo che sia opportuno che l'emendamento numero 36 venga ritirato, in quanto non coerente rispetto al modello che ci siamo dati. Io non credo che sia un richiudersi della politica in se stessa, ma sia un dare la responsabilità a coloro che i cittadini eleggono, sia sul livello provinciale sia sul livello locale. Per cui, la mia proposta è di un invito al ritiro di questo emendamento da parte dei colleghi, qualora non venisse ritirato il voto è contrario.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, grazie Presidente. Io ho ascoltato con molta attenzione le considerazioni svolte dall'onorevole Biancu, però io credo che le Camere di commercio rappresentino nel territorio un aspetto importante, perché sono espressione di quel pluralismo a più voci che può veramente dare un contributo nelle diverse aree territoriali. Ricordo, peraltro, che sono enti che rispondono a ben specifiche esigenze, ma anche a specifiche norme dello Stato. Quindi, ritengo che per il ruolo che hanno, relativamente alla vita del territorio e per quanto rappresentano nel tessuto dell'industria e dell'impresa locale, debbano essere inserite. Pertanto, voterò a favore dell'emendamento all'emendamento numero 23, cioè il numero 36. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris.
Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Sì, grazie Presidente, intanto per esprimere il nostro voto favorevole all'emendamento numero 36, ma più che altro per chiedere il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Grazie, poi chiediamo in quanti altri lo chiedete. Sì, lo facciamo poi.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). In sede di discussione generale abbiamo già detto a più voci che nella gestione dei consorzi industriali è importante la presenza del mondo dell'impresa, l'esclusione di questa presenza, che fossero le camere di commercio, che fossero le rappresentanze degli industriali, come era negli statuti, com'è negli statuti attuali. Poteva essere discutibile nell'una e nell'altra forma ma escludere totalmente il sistema delle imprese mi sembra veramente un grave errore e per questo che noi votiamo a favore dell'emendamento numero 36.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giagu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GIAGU (P.D.). Solo per confermare ed essere coerente con quanto detto in inizio seduta con la relazione, tanto più per essere coerente con quanto fatto nei lavori della Commissione, io credo che sia un punto centrale questo, per me potrebbe essere un incidente, probabilmente non è stato ben riflettuto quello che è stato fatto, io credo che sia utile e indispensabile quando si tratta di materia come quella che stiamo trattando, coinvolgere, un coinvolgimento serio degli imprenditori e delle parti sociali, credo che le parti sociali, a mio avviso, per quanto mi riguarda, coerentemente debbano avere un'investitura comunque e sempre quando si tratta di temi così importanti, soprattutto con le camere di commercio, quando si tratta di un tema così importante, credendo e credo soprattutto che non ci si debba dare l'impressione di rinchiudersi, l'ho già detto in apertura dei lavori, questo arroccarsi certamente nuoce al sistema politico, fa sì che ci vedano sempre più distanti fa sì che la società cosiddetta civile si chiami in causa, quando fa piacere, e quando non fa piacere la si inviti a rimanere a casa, per cui, sostengo questo emendamento che è in coerenza con i lavori della Commissione, soprattutto con la relazione iniziale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Prima di tutto per esprimere il voto favorevole all'emendamento numero 36 e in secondo luogo perché mi sembra che sia così fuori luogo, volere eliminare i protagonisti dal loro terreno cioè gli industriali, io sono convinto, è vero, che la politica debba essere presente perché è appunto un punto di riferimento delle popolazioni ma voler arroccarsi il suo una opposizione che effettivamente mi sembra sia fuori dalle righe, il fatto di voler far fuori gli industriali oppure le camere di commercio che rappresentano il mondo dell'impresa mi sembra che sia rafforzare qualche cosa che non deve essere forzato però bisogna portare anche quando si fanno queste leggi, questa norme, bisogna cercare di ragionare sulle cose e vedere di avere quel buon senso necessario per cercare di mettere in piedi delle norme che non stridano con la realtà ecco per quale motivo io personalmente, e penso anche il gruppo di alleanza nazionale, voti a favore dell'emendamento 36.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUGINI (Sinistra Autonomista).Io nella discussione generale avevo trattato questo argomento e avevo suggerito una ipotesi di lavoro che non è questo emendamento che hanno presentato i colleghi Cuccu eccetera però l'argomento che portano a sostanza mi sembra che sia giusto, lo dico per la Giunta, se non è la Camera di Commercio, per le cose che abbiamo detto anche nella discussione generale, per l'esperienza che abbiamo fatto, ma perché noi non dobbiamo prevedere che nella responsabilità della gestione di quell'area non sia presente un rappresentante del mondo delle imprese che lavorano la dentro. Perché?
CAPPAI (U.D.C.). Così vuole Soru.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Se tu mi dici così è chiaro che io non ti seguirò mai, io sto facendo un altro ragionamento, la verità non è un fatto rivoluzionario, le verità sono verità. I
Io credo che si possa riflettere, si sta parlando di passare da due componenti a tre componenti, se non è la Camera di Commercio e dice Biancu la … del sistema delle autonomie, io sono totalmente d'accordo, però diciamo che la provincia che è un ente sovra comunale, che risponde all'insieme del territorio, indica nel Consiglio d'amministrazione, l'ente di gestione, come lo chiamiamo, un rappresentante del mondo delle imprese che operano nel consorzio, lo indichi la provincia, si faccia carico la provincia di rappresentarlo però è politicamente sbagliato evitare che ci sia un rappresentante del mondo delle imprese, parlo poi al Partito Democratico che, nelle ultime elezioni, è andato alla ricerca di imprenditori per ottenere il consenso che poi non ha ottenuto, io penso, e lo dico anche per la maggioranza dell'Aula, c'è bisogno di equilibrio in questo momento, anche per altri fatti politici presenti, io vi invito a fare un ulteriore sforzo, senza la rottura, per trovare un punto di incontro che possa essere anche quello che sto suggerendo io, che prevede una funzione attiva della provincia con una indicazione precisa per quanto riguarda il mondo delle imprese che hanno bisogno di svolgere una funzione nel condominio nel quale operano, penso che si possa fare, con equilibrio, senza vinti né vincitori. Questa è la verità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Per annunciare il voto a favore dell'emendamento numero 36, che va incontro a quello che era stato un suggerimento, in discussione generale, che avevo portato. Vado con motivazioni diverse rispetto a quelle del collega Cugini nell'esprimere il voto perché io parto da un presupposto che quando andiamo a parlare dei consorzi industriali credo che i primi attori dell'impresa o del mondo dell'impresa non siano né gli enti locali e né tanto meno bisogna dimenticare che i primi attori sono appunto gli imprenditori. Bene, i colleghi Biancu, Balia, e Uras hanno elaborato tre emendamenti su un totale di sette articoli che ridisegnano per intero questa legge. Io credo che in questo si possa ravvisare anche in questa posizione rappresentata dal collega Biancu si possa rappresentare quello che è il momento politico che il P.D. sta vivendo in questo momento: un grande scontro politico dove il segretario regionale del P.D. addirittura si dimette, allora volevo dire ai colleghi della maggioranza, ma volevo dire ai colleghi del P.D., ma vi rendete conto che state facendo nascere una legge che avrebbe dovuto essere nelle intenzioni una riforma invece sta nascendo un aborto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Meloni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
Invito ancora una volta i colleghi a stare seduti e ad evitare di stare in giro con i telefonini, io penso che schermeremo l'Aula perché non è possibile.
MELONI (P.D.). Io intervengo per esprimere nel merito una valutazione di non condivisione del contenuto di questo emendamento perché non credo che sia in linea, non solo con il modello che stiamo scegliendo, ma anche con i compiti e con le funzioni che devono andare a svolgere i consorzi tra comuni e province chiamate a gestire queste aree, devono esercitare in maniera associata delle funzioni magari è possibile individuare delle forme di coinvolgimento e consultazione del mondo imprenditoriale, ma lo fanno in quanto rappresentanti dei cittadini compresi le imprese. Però vorrei anche sottolineare, ancora una volta, un invito ai colleghi a tener conto della opportunità di ritirare questo emendamento, a tener conto dell'opportunità che la maggioranza, il gruppo del Partito Democratico e la maggioranza manifestino la propria coesione, a tener conto della gravità non solo della presentazione di un emendamento di questo genere, questo no, perché può essere presentato, ma della gravità che sarebbe costituita dal votare in dissenso rispetto anche all'opinione della Giunta. Credo che in questo senso sarebbe opportuna…
(Interruzione)
Io quando il collega Cuccu interverrà non lo interromperò, per cui.
Vorrei appunto invitarli a soffermarsi sull'opportunità di una valutazione relativa al fatto che quanto il Capogruppo ha espresso è la posizione del Partito Democratico, e su una norma così fondamentale, che rappresenta l'impianto costitutivo di questi soggetti, è necessario mantenere una linea coerente. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Silvio Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CHERCHI SILVIO (P.D.). Ma, io sono stato un sostenitore della presenza della Camera di Commercio nella ipotesi integrale che è uscita dalla Commissione. Devo rilevare che insieme abbiamo modificato qualcosa, spostandoci sull'articolo 31 della "267", e quindi trovando tutti una posizione che diceva: trasferiamo agli enti locali, in quella forma lì. E da questo punto di vista, nonostante sia convinto non tanto e soltanto per la rappresentanza degli imprenditori, ma quanto perché la Camera di Commercio, pensando a consorzi che non fanno più le cose del passato ma ne fanno diverse, i servizi e così via, ci potesse essere quindi anche un momento anche sinergico tra consorzi industriali e le camere di commercio - anche le camere di commercio danno servizi alle imprese -, è chiaro che una rapporto è auspicabile. Credo che noi abbiamo fatto una scelta, per questo invito i colleghi Cuccu, Giagu, Cocco e Tocco ad una riflessione su questo. Noi non stiamo facendo la scelta di escludere le camere di commercio, stiamo facendo la scelta di fare i consorzi sulla base di un articolo che consente loro di poter, territorio per territorio, fare le scelte che riterranno più opportune, all'interno naturalmente di quello che è previsto dall'articolo 31. Quindi, forse di quel senso di autonomia, di coerenza, con il trasferimento delle funzioni, e quindi anche delle scelte che devono essere fatte nei diversi territori, forse non metterlo per legge è una cosa migliore, che metterlo per legge, quindi costringendo tutti ad osservarlo pedissequamente. Cosa diversa è il problema che ha sollevato l'onorevole Cugini, sul quale io concordo. Io non credo, e c'è stata discussione altre volte, che nel consiglio di amministrazione di un ente, che ha tra gli altri compiti di vendere delle cose a dei clienti, ci debba essere anche il rappresentante degli acquirenti. Cosa diversa è che per le funzioni, proprio di condominio - per usare una frase, un termine che è stato detto -, di cioè tutti quelli che operano, di quella comunità che opera all'interno del Consorzio industriale, che vi sia un rappresentante degli operatori che sono presenti nel Consorzio industriale. Ma sono due cose diverse, sono due cose diverse. E questo io credo che, su quello, probabilmente dobbiamo trovare una soluzione, in quella forma che è stata…
PRESIDENTE. Sì, prego.
CHERCHI SILVIO (P.D.). …in quella forma che è stata detta, o in altra forma, di vedere come possiamo risolvere il problema di una rappresentanza degli operatori, che insistono in quel Consorzio industriale.
PRESIDENTE. Grazie. Onorevole Biancu, ha già fatto la sua dichiarazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Sì, Presidente, ho già fatto la dichiarazione, era soltanto per chiedere una sospensione di dieci minuti, per trovare… per provare a trovare una sintesi anche rispetto alle diverse proposte che sono emerse nel dibattito.
PRESIDENTE. Colleghi, abbiamo interesse ad andare avanti trovando le soluzioni, no? Quindi…
LA SPISA (F.I.). Siamo in fase di votazione!
PRESIDENTE. Sì, è vero che siamo in fase votazione, ha ragione lei onorevole La Spisa. Questo è un'obiezione fondata, e infatti io vi chiedo se possiamo sospendere per consentire di risolvere il nodo politico.
CAPELLI (U.D.C.). No, non va bene! Faccia finta che ci siamo anche noi!
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, sospendiamo cinque minuti. Sospendiamo cinque minuti, colleghi.
CAPELLI (U.D.C.). No, aspetti non va bene così!
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Colleghi, possiamo sospendere cinque minuti, per capire se ci sono le condizioni per scrivere diversamente l'emendamento?
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). No, mi scusi Presidente, io ho con piacere, devo dire, constatato i suoi continui richiami in questi mesi affinché il lavoro del Consiglio sia regolare, affinché il lavoro delle Commissioni sia regolare. Ho ricevuto le sue note e ho gradito questo richiamo, che aveva un preciso indirizzo, cioè la maggioranza. Noi siamo fermi cinque mesi, non cinque minuti. Qui ci sono dei nodi politici rilevanti, perciò se vogliono sospendere l'Aula lo si dica chiaramente. Perché, Presidente, mi scusi, lei sa benissimo, per esperienza, che ci troveremo a discutere su diverse sospensioni. Qui c'è un nodo politico, interno al partito di maggioranza, che va risolto. Io spero che lei li inviti a chiedere anche un'ora, noi accediamo, ma che tornino in Aula con i problemi risolti.
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, io non consentirei che ci fermassimo su questa legge, dopo aver atteso che entrasse in Aula. Quindi, accetto la proposta di sospensione per cinque minuti. Se il nodo politico, come lei lo chiama, viene risolto bene, altrimenti procediamo così come dobbiamo fare. E ringrazio la minoranza per consentirci, in sede di votazione, una sospensione di cinque minuti. Mi sembra anche questo doveroso.
CAPPAI (U.D.C.). E' una minoranza che è maggioranza in Aula!
PRESIDENTE. Va bene, colleghi. Cinque minuti di sospensione.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 02, viene ripresa alle ore 19 e 28.)
PRESIDENTE. Va bene colleghi riprendiamo il lavoro. Due segretari, onorevole Manca, grazie, un segretario di opposizione, grazie. Abbiamo novità d'interesse per l'Aula o procediamo con l'emendamento numero 36? Lo chiedo ai colleghi che avevano proposto di sospendere. Onorevole Porcu... onorevole Porcu... abbiamo ripreso l'Aula, onorevole Porcu, vuole accomodarsi? Vedrà che sente... onorevole Porcu vuole andare al suo posto, grazie. Sì, sì, abbiamo ripreso il lavoro dell'Aula. Onorevole Biancu, ha qualche novità da comunicare dopo la richiesta di sospensione? Onorevole Meloni, si accomodi, prego.
PORCU (P.D.). Stavo cercando di aiutare...
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Sì, Presidente. Possiamo riprendere i lavori anche perché sulla base anche di quelle che sono state le osservazioni e i contributi che sono emersi in Aula sulla opportunità di una rappresentanza del mondo delle imprese, però fermo restando che la composizione i soggetti componenti il Consorzio sono la provincia e i comuni, c'è l'opportunità e la possibilità che la provincia designi anziché un rappresentante ne designi due, di cui uno individuato sulla base di una terna tra gli imprenditori operanti nell'ambito provinciale. Per cui a questo punto, una terna proposta dalla Camera di Commercio e nominato dalla provincia. Per cui sulla base di questo, io credo che può essere ritirato l'emendamento numero 36 per mantenere ferma l'impostazione della costituzione del consorzio ai sensi della legge numero 31 della provincia e comuni.
PRESIDENTE. Ma quindi l'emendamento è ritirato?
Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Cuccu. Ne ha facoltà.
CUCCU GIUSEPPE (P.D.). Il senso dell'emendamento era quello di far partecipare il mondo delle imprese all'attività dei consorzi per tutte le ragioni che abbiamo esposto, l'emendamento all'emendamento, agli emendamenti numero 35 e numero 37 immagino, proposto dall'onorevole Biancu, soddisfa questa esigenza senza che sia necessaria la partecipazione della Camera di Commercio tra gli enti costituenti i consorzi. Quindi io penso che visto che il principio e l'esigenza è soddisfatta dell'emendamento proposto dall'onorevole Biancu, l'emendamento numero 36 possa essere ritirato.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cuccu, ma c'è un nuovo emendamento, non ho capito.
BIANCU (P.D.). All'articolo numero 4.
PRESIDENTE. Perfetto, va bene colleghi l'emendamento è stato ritirato dai presentatori, può vivere, se venisse fatto proprio da altri colleghi del Consiglio, onorevole Contu e poi ci sono le iscrizioni a parlare per dichiarazione di voto e proseguiamo se l'emendamento resta in vita.
Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie, Presidente. Credo a questo punto che l'emendamento numero 36 viene sottoscritto dal consigliere Contu, vista la proposta, e dall'intera minoranza. Credo, io avevo chiesto di intervenire per chiedere la votazione palese, per cui io chiedo a questo punto, Presidente, l'emendamento numero 36 rimane in vita.
PRESIDENTE. Va bene, onorevole Contu, l'emendamento numero 36 è fatto proprio da tutti i colleghi che ha indicato l'onorevole Contu, l'onorevole La Spisa sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Mi sembra che si stia procedendo in maniera molto confusa, soprattutto perché dal conciliabolo che è stato fatto qualche minuto fa, emerge una proposta che vorremmo capire in che cosa si concretizza, c'è un emendamento in tal senso, già scritto? Di quale emendamento si tratta? Qual è l'emendamento?
BIANCU (P.D.). All'articolo numero 4.
PRESIDENTE. C'è un emendamento all'articolo 4, che se non ho capito male è il numero 37, chiedo scusa, emendamento numero 35, adesso troviamo il 35. L'emendamento numero 35 all'articolo 4 firmato dagli onorevoli... è un emendamento all'emendamento numero 24: "L'assemblea generale è composta da sindaco di ciascun comune facente parte del consorzio o da un suo delegato, dal Presidente della Provincia nel cui territorio si trova il Consorzio con suo delegato e da un rappresentante delle Camere di Commercio competenti per territorio e individuato tra gli imprenditori operanti nell'ambito provinciale". Questo è il testo. Il punto è che la Camera di Commercio non è fra i soggetti componenti il consorzio, mentre invece si recupera la rappresentanza imprenditoriale nel CdA. No, c'è un emendamento numero 35 presentato all'articolo successivo.
SANJUST (F.I.). Quindi è un emendamento orale?
CAPPAI (U.D.C.). Noi riusciamo a capire quali sono...
PRESIDENTE. Ce l'avete in rubrica, onorevole Sanjust. Colleghi, è chiaro? Io mi sto sforzando di seguire il lavoro, onorevole Cappai. Allora, adesso riprendiamo. L'emendamento numero 36 è stato ritirato, ed è stato ritirato, un attimo, ed è stato ritirato perché all'articolo 4, all'articolo successivo c'è un emendamento che raccoglie l'opinione diffusa nell'Aula di una rappresentanza degli imprenditori nel CdA dei consorzi. E' l'emendamento all'emendamento numero 24 che ha il numero 35, è un emendamento di Cuccu, Giagu, Cocco e Tocco.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Grazie Presidente, sì perché mi sembra che sia utile, sia chiaro qual è la direzione dove andiamo. La composizione del consorzio è della provincia e del comune. All'articolo 4 poi andremo a vedere quando andremo a discutere della composizione dell'assemblea e della composizione del consiglio di amministrazione la rappresentanza dell'assemblea sarà così fatta e poi automaticamente si traspone anche per quanto riguarda la composizione del consiglio d'amministrazione. Per cui la dicitura della composizione dell'assemblea, anche per dare una giustificazione del motivo del ritiro del 36, reciterà come segue: "L'assemblea Generale è composta dal sindaco di ciascun comune facente parte del consorzio o da un suo delegato, dal Presidente della Provincia nel cui territorio si trova il consorzio o da un suo delegato e da un rappresentante individuato tra gli imprenditori operanti nell'ambito provinciale sulla base di una terna proposta dalla Camera di Commercio".
(Interruzione del consigliere Sanjust)
PRESIDENTE. Chiedo scusa, l'emendamento cui si appende l'ulteriore precisazione è l'emendamento numero 35 all'articolo 4. Che recupera la rappresentanza, allora si tratta, lo chiedo ai colleghi che hanno fatto proprio l'emendamento numero 36 se intendono votare l'emendamento numero 36, o se spostiamo questa discussione sulla rappresentanza all'articolo successivo e all'emendamento che stiamo richiamando.
materia di aree industriali"(305)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie, Presidente. Credo che l'emendamento numero 36 all'articolo 3 definisca la composizione dei consorzi. Quando si parla di assemblea, si sta parlando già dell'articolo 4, sul quale peraltro ci sono due emendamenti, oltre a quello citato, ovvero l'emendamento numero 35, c'è anche l'emendamento numero 24. Allora, siccome il collega Biancu ha fatto una sintesi, ovvero ha fatto un emendamento orale…
PRESIDENTE. L'emendamento numero 35 è un emendamento all'emendamento.
CONTU (F.I.). Perfetto, all'emendamento numero 24, per capirci, Presidente. Allora, siccome il collega Biancu ha fatto un emendamento orale sull'emendamento all'emendamento, bene, quando ci arriviamo, ne tratteremo. Quindi, chiedo che venga posto ai voti l'emendamento numero 36. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Contu, sempre per evitare poi di tornare su cose che abbiamo votato e sono state bocciate dall'Aula, se il problema è di vedere scritto bene ciò che voteremo nell'articolo successivo, chiediamo di scriverlo bene in modo che ognuno di voi possa vedere che cosa stiamo rinviando. Capito?
Magari ci pensi un attimo, si consulti.
Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Presidente, io non ci devo pensare, ho gli atti in mano. Il comma primo dell'articolo 3, nella nuova versione nell'emendamento numero 23, viene così enunciato: "in ciascun ambito provinciale, la gestione delle aree industriali aventi dimensione… eccetera, è affidata ad un consorzio costituito tra la provincia, i comuni, nel cui territorio insistono le aree interessate, e la Camera di commercio competente per territorio". E' la definizione della composizione del consorzio. Poi il comma e il perché eventualmente lo si evidenzia nell'articolo 4.
PRESIDENTE. Va bene, lei conferma che la Camera di commercio deve far parte del consorzio in quanto Camera di commercio, un ente pubblico economico altro rispetto agli enti locali, rispetto ai comuni e alle province. Perfetto, adesso è chiaro.
Io ho delle iscrizioni a parlare sull'emendamento numero 36, che è stato fatto proprio dagli onorevoli Contu e più.
Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (Gruppo Misto). Sì, grazie, Presidente. Non le nascondo che si sta procedendo con una certa difficoltà, e risulta abbastanza difficile orientarsi. Mi pare di comprendere che i firmatari dell'emendamento numero 36 ritirino l'emendamento fatto proprio da altri sulla base dell'impegno ad approvare un emendamento all'articolo 4, che, pure escludendo le Camera di commercio dal novero degli enti che partecipano alla costituzione dei consorzi, ricomprende però la possibilità che le Camere di commercio esprimano nelle assemblee tre nominativi, uno dei quali verrà scelto dall'amministrazione provinciale. E' così, onorevole Biancu?
BIANCU (P.D.). Sì.
BALIA (Gruppo Misto). Ecco, io voterò a favore dell'emendamento, in questo senso, quando verrà avanzato e sottoscritto,. Conservo però qualche perplessità sul percorso che mi pare un attimino ibrido, per cui rispetto all'emendamento numero 36 annuncio un voto - se dovesse essere fatto proprio, così come pare dall'opposizione - di astensione.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Prima di Biancu non c'è mai il mio nome?
PRESIDENTE. Onorevole Cappai, però lei non può… c'è un ordine, c'è un suo Segretario qui, quindi quando le toccherà, parlerà.
CAPPAI (U.D.C.). Ma se Contu ha parlato due volte!
PRESIDENTE. Perché ha fatto proprio un emendamento. Onorevole Cappai, stia sereno.
Pileri non c'è. Onorevole Cappai, le ho dato la parola perché l'onorevole Pileri non è in aula.
Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Vede, Presidente, ho chiesto la parola intanto per ripristinare un po' di legalità in quest'Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Cappai, su. Ci sono anche i Questori per la legalità nell'aula, abbia pazienza, faccia il suo intervento.
CAPPAI (U.D.C.). Scusi, eravamo in dichiarazione di voto, lei sa benissimo, perché conosce il Regolamento meglio di me, che quando si è in sede di votazione non ci possono essere sospensioni, a meno che non decida l'Aula. Lei non ha sottoposto all'attenzione la sospensione dei lavori. Certo è che in quel momento la maggioranza era in difficoltà. Poi comprendiamo l'attivismo dell'onorevole Cugini, che forse in cambio di qualche altra cosa ha lanciato la ciambella di salvataggio alla maggioranza, lo comprendiamo bene perché fa parte della politica, ma questo non significa che noi non possiamo intervenire sulla questione. Sappiamo benissimo che la maggioranza era spaccata sul problema, che Soru da una parte non voleva le Camere di commercio e il Presidente della Commissione voleva le Camere di commercio, ed è giusto che si sappia, che i cittadini sappiano dov'era il vero problema posto all'attenzione dell'Aula stasera. Il Presidente della Commissione voleva il rappresentante della Camera di commercio, non uno scelto fra i tre, che poi nominano la provincia e non più la Camera di commercio. Ecco perché io sono a favore dell'emendamento numero 36 fatto proprio dal collega Contu, perché sia la Camera di commercio a dire chi è che la deve rappresentare nel consiglio d'amministrazione. E' inutile girare attorno al tema, sapevamo tutti, non da oggi, da mesi dov'era il vero problema. Voi avete cercato di nasconderlo perché Soru vuole questo, non perché la maggioranza vuole questo, perché Soru vi ha detto che se non fate così andate a casa.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Giagu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GIAGU (P.D.). Voglio tranquillizzare il collega Cappai che difficilmente qualcuno, se non quelli che ci hanno letto, ci potrebbe mandare a casa, però ci rivolgeremo a loro quando sarà il momento. Io voglio precisare qual è il senso, e gradirei che fosse presentato, fosse scritto, fosse ben visibile per tutti, fosse comprensibile per tutti, e che rappresentasse quello che noi intendiamo, cioè entrerebbe un rappresentante della Camera di commercio nell'assemblea e nel consiglio di amministrazione. Questo perché? Per quello che abbiamo detto prima, perché riteniamo essenziale la presenza. Poi non so come ci possiamo arrivare, noi avevamo visto l'emendamento numero 36, poteva essere quella la strada, ma sicuramente la Camera di commercio che presenta una terna al Presidente della Provincia si garantisce un posto sia nell'assemblea che nel consiglio di amministrazione, e questo significa dare una risposta a quelle parti sociali che noi abbiamo richiamato, e a me interessa dare una risposta. E' quello che dovrebbe interessare anche l'Aula. Non vediamo poi come ci possiamo arrivare, ci stiamo arrivando ed è importante raggiungere questo obiettivo che io reputo indispensabile anche per il futuro di questi enti e di questi consorzi. E' giusto che partecipino alla vita di questi consorzi, è giusto che partecipino anche sotto diverse forme. Stiamo individuando la forma che potrebbe mettere d'accordo tutti, l'importante è l'obiettivo. Non perdiamoci, non perdiamoci in questo, dopodiché, le nostre fortune elettorali si decideranno per quello che faremo qui, ma sicuramente non dipenderanno da nessuno e da chicchessia, se non quelli che ci daranno il consenso.,
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Calledda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALLEDDA (P.D.). Presidente, io avrei votato contro l'emendamento numero 36 e mi convince la mediazione che c'è stata, e dico anche la motivazione del perché avrei votato contro. A me è capitato nel passato di occuparmi, appunto, dalla costituzione delle assemblee dei consorzi industriali, sia la ZIR sia del nucleo industriale di Portovesme, e come voi sapete, nel Sulcis, quasi sempre la sinistra o il centrosinistraaveva una maggioranza consistente. Nel modo con il quale si componeva l'Assemblea, tra nomine, Camera di Commercio, SFIRS, CIS e altre cose, mai gli enti locali, mai gli amministratori potevano svolgere una funzione dinamica in quell'ambito. Quindi, a me pare che l'elemento che ha posto il nostro Capogruppo, di trovare una mediazione con una terna, non si sta escludendo a priori la rappresentanza di quella categoria, anzi, però il tutto deve essere legato alla funzione e al ruolo che la legge attribuisce ai nuovi Consorzi, cioè che sono enti pubblici, è la provincia che decide nell'ambito della terna chi deve essere l'imprenditore che rappresenta il territorio nell'ambito di quel Consenso. Allora, io voglio capire, e mi scuso, a me è sembrato che stamattina, ho ascoltato con attenzione l'intervento dell'onorevole La Spisa, che mi è sembrato, come dire, richiamare l'Aula a svolgere una funzione e un ruolo di riprendere quella funzione legislativa tale per cui l'autonomia sia messa in risalto ed espressa ai massimi livelli. Però, ecco, non possiamo perderci in Aula con un emendamento presentato, poi ritirato e fatto proprio da qualche altro collega. Io ho grande rispetto per il collega Contu, però mi sembra che il problema, così com'è stato posto, sia un problema risolto, e che in qualche misura fa contare a tutti quanti rispetto anche alle questioni che erano aperte nell'ambito della trattativa politica di contenuto della legge. In questo senso io invito anche il collega Contu a ritirare quell'emendamento, perché mi pare che nell'insieme delle cose ci sia un qualcosa di consistente e che corrisponda alle esigenze che sono state poste in Aula dai vari colleghi.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Calledda. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Voterò contro l'emendamento fatto proprio dal collega Contu per una ragione molto semplice. Uno perché avrei votato contro comunque a quell'emendamento, e avrei votato contro comunque a quell'emendamento perché non corrispondeva all'obiettivo di riorganizzazione dei Consorzi industriali che la legge coerentemente persegue. Ho apprezzato, invece, e mi sono adoperato pur non avendo una particolare relazione con il sistema imprenditoriale, mi sono adoperato perché il sistema imprenditoriale fosse presente nell'ambito della gestione dei servizi e delle attività dei Consorzi, che un po' era la richiesta che proveniva anche da quei banchi. Allora, rispetto a una soluzione trovata, la questione quale è? Quella di dimostrare che questa maggioranza ha difficoltà? Non ne ha! Perché ha trovato una sintesi su cui si raccoglie tutta quanta interamente, da noi fino al collega Giagu, fino al collega Pinna, fino al collega Sabatini senza alcun problema e senza alcun tentennamento. Quindi, dimostrare attenzione nei confronti dell'impresa? No! Perché l'abbiamo già risolto qua; c'è stata una proposta, è stata avanzata dal collega Cugini, è stata fatta una riflessione comune e si è raccolta quella riflessione in modo positivo nell'emendamento che sarà presentato all'atto della votazione dell'articolo 4. Quindi l'operazione che fate è inutile, e, in qualche misura, insomma, anche un pochino, l'unica vera difficoltà la diamo a questa Aula, al procedere dei lavori. Solo questo.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Dice il collega Cappai che io mi sono adoperato in cambio di chissà che cosa. E secondo lei, in cambio di che cosa?
CAPPAI (U.D.C.). In questo momento non glielo so dire.
CUGINI (Sinistra Autonomista). E allora perché l'ha detto se non sa che cosa sta dicendo? Mi scusi, eh! Allora, io chiedo al collega Contu di stare alla sostanza dell'emendamento che ha illustrato il collega Biancu, perché è perfettamente coerente con la discussione che abbiamo fatto da ieri. Mariano, secondo me è sbagliato che noi sottoponiamo le camere di commercio a un voto in Aula attraverso il recupero di quell'emendamento. E' invece giusto votare l'emendamento di Biancu, perché ci facciamo carico della presenza e della funzione delle Camere di commercio con un'indicazione al lavoro che mi sembra positiva. Quindi, io chiedo al collega Contu, così come gli stava suggerendo prima il collega Rassu, che dalla sua saggezza vengono fuori sempre buoni suggerimenti, di ritirare l'emendamento, perché mi pare che siamo sulla strada giusta.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Farigu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FARIGU (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Francamente mi pare che si sta facendo del contorsionismo di tipo giuridico, posto che siamo tutti d'accordo che del Consorzio devono far parte rappresentanze degli imprenditori che non sono elemento indifferente agli scopi del Consorzio industriale, allo sviluppo che per quel Consorzio industriale nasce. Allora, perché andare a forme surrettizie; quella che deve indicare una terna alla provincia, e poi è la provincia che li deve formalmente nominare, queste sono vere e proprie contorsioni. L'emendamento numero 36 mi pare una forma diretta, immediata e chiara che vuol dare un ruolo a quella componente sociale dell'imprenditoria attraverso la Camera di commercio che li rappresenta. Io non riesco a capire perché si arriva a questa contorsione, per dire che i Consorzi sono composti dagli enti locali, cioè comuni e province; ma allora escludiamo anche i comuni, perché la provincia rappresenta anche i comuni. Diciamo che il Consorzio provinciale è nominato dall'amministrazione provinciale, posto che il consiglio dell'amministrazione provinciale rappresenta l'intero territorio; così non voleva essere, voleva darsi una voce ai comuni, vuole darsi una voce alla provincia come si vuole dare voce all'imprenditoria che è una componente importante nei programmi di sviluppo per cui nasce il Consorzio. Quindi io sono perché l'emendamento numero 36 rimanga, perché è una forma di legiferare chiara e lineare.
PRESIDENTE. Grazie. Stiamo votando con il sistema elettronico palese, perché così è stato richiesto, l'emendamento numero 36. Dichiaro aperta la votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 36.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Cappai - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Farigu - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Licandro - Liori - Lombardo - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Agus - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Gessa - Giagu - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Scarpa - Serra - Tocco - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Atzeri - Caligaris - Giorico - Ibba - Maninchedda - Masia.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 69
Votanti 62
Astenuti 7
Maggioranza 32
Favorevoli 22
Contrari 40
(Il Consiglio non approva).
Emendamento sostitutivo totale numero 23. E' in votazione.
Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Stiamo aspettando che arrivi l'emendamento di sintesi che poi distribuiamo in modo che tutti i colleghi lo possano leggere. Cinque minuti di sospensione in Aula.
(La seduta, sospesa alle ore 20, viene ripresa alle ore 20 e 20.)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 4. All'articolo 4 sono stati presentati 18 emendamenti.
Il testo degli emendamenti di sintesi presentati che sono il numero 40 e il numero 41. Chiedo scusa colleghi, un po' di attenzione, l'emendamento di sintesi numero 40 sostituisce gli emendamenti numero 10, numero 24 e numero 35. Il testo è sotto gli occhi di tutti, risolve il problema del rappresentante degli imprenditori sulla base di una terna proposta dalla Camera di Commercio competente per territorio.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4 e dei relativi emendamenti:
Art. 4
Organi dei consorzi industriali
1. Sono organi del consorzio industriale provinciale: l'assemblea generale, il consiglio di amministrazione, il presidente e il collegio dei revisori dei conti.
2. L'assemblea generale è composta dal sindaco di ciascun comune facente parte del consorzio o da un delegato, dal presidente della provincia nel cui territorio si trova il consorzio o da un delegato e da un massimo di due rappresentanti delle associazioni datoriali indicate dalle camere di commercio competenti per territorio.
3. Il consiglio di amministrazione di ciascun consorzio è composto da un massimo di cinque membri componenti dell'assemblea generale, tra cui il rappresentante della provincia, un componente indicato dalla camera di commercio e un massimo di tre componenti dei comuni le cui aree ricadono nel consorzio.
4. Il collegio dei revisori dei conti è composto da un rappresentante della Regione che svolge funzioni di presidente, da uno nominato dalla provincia e da uno eletto dai comuni in sede di assemblea.
5. I consorzi industriali provinciali deliberano alla chiusura dell'esercizio il pareggio di bilancio della gestione del consorzio stesso ponendo a carico dei consorziati il ripiano delle eventuali perdite.
6. I consorzi industriali provinciali non possono costituire nuove società o acquistare partecipazioni, anche di minoranza, in società di ogni tipo, se non come scopo esclusivo l'erogazione di utilità, e servizi comuni alle imprese insediate e previa autorizzazione della Giunta regionale.
7. Al Presidente del consorzio industriale provinciale è attribuita un'indennità non superiore al cinquanta per cento di quella prevista per il sindaco del comune capoluogo. Ai componenti il consiglio di amministrazione è attribuito un gettone di presenza di importo non superiore a quello riconosciuto ai componenti del consiglio provinciale. In nessun caso l'ammontare percepito nell'ambito di un mese da un componente del consiglio di amministrazione può superare un quarto dell'indennità massima prevista per il presidente del consorzio
Emendamento sostitutivo parziale Biancu - Uras
Il comma 2 è così sostituito:
2. L'assemblea generale è composta dal sindaco di ciascun comune facente parte del consorzio o da un suo delegato e dal presidente della provincia nel cui territorio si trova il consorzio o da un suo delegato. Nei consorzi costituiti da un solo comune l'Assemblea generale è formata da quattro componenti, di cui due indicati dal sindaco del comune facente parte del consorzio e due dal presidente della provincia. (24)
Emendamento all'emendamento numero 24 sostitutivo totale Cuccu Giuseppe - Giagu - Cocco - Tocco
L'emendamento numero 24 è sostituito da:
2. L'assemblea generale è composta dal sindaco di ciascun comune facente parte del consorzio o da un suo delegato, dal presidente della provincia nel cui territorio si trova il consorzio o da un suo delegato e da un rappresentante delle Camere di Commercio competenti per territorio individuato tra gli imprenditori operanti nell'ambito provinciale". (35)
Emendamento sostitutivo parziale Lanzi - Serra - Fadda - Licheri - Cugini
Il comma 2 dell'art. 4 è così sostituito:
2. L'assemblea generale è composta dal sindaco di ciascun comune facente parte del consorzio e dal presidente della provincia nel cui territorio si trova il consorzio. I sindaci e il presidente della provincia possono delegare l'assessore competente o altro componente delle rispettive Giunte." (10)
Emendamento di sintesi degli emendamenti numero 24 - 35 - 10; Biancu - Balia - Uras - Cugini
Il comma 2 è così sostituito:
2. L'assemblea generale è composta dal sindaco di ciascun comune facente parte del consorzio o da un suo delegato, dal presidente della provincia nel cui territorio si trova il consorzio o da un suo delegato e da un rappresentante individuato dalla provincia fra gli imprenditori operanti nell'ambito provinciale sulla base di una terna proposta dalla Camera di Commercio competenti per territorio. (40)
Emendamento sostitutivo parziale Balia - Masia - Ibba - Atzeri
Il comma 3 dell'art. 4 è così sostituito:
Il consiglio di amministrazione di ciascun consorzio è composto da un massimo di cinque componenti dell'assemblea generale, di cui uno rappresentante la Provincia, uno la Camera di Commercio e tre i comuni le cui aaree ricadono nel consorzio. (1)
Emendamento sostitutivo parziale Biancu - Uras
Il comma 3 è così sostituito:
3. Il consiglio di amministrazione di ciascun consorzio è composto dal presidente e da un massimo di quattro membri componenti dell'assemblea generale, tra cui il rappresentante della provincia e un massimo di quattro componenti dei comuni le cui aree ricadono nel consorzio. (25)
Emendamento all'emendamento numero 25 sostitutivo parziale Cuccu Giuseppe - Giagu - Cocco - Tocco
Nel comma 3 dell'articolo 4, le parole "un massimo di quattro componenti" sono sostituite dalle parole: "un componente indicato dalle Camere di Commercio e un massimo di tre componenti". (37)
Emendamento sostitutivo parziale Lanzi - Serra - Fadda - Licheri - Cugini
Il comma 3 dell'art. 4 è così sostituito:
3. Il consiglio di amministrazione di ciascun consorzio è composto da tre membri dell'assemblea generale, tra cui il rappresentante della provincia. (11)
Emendamento di sintesi degli emendamenti numero 25 - 37 - 1 - 11; Biancu - Balia - Uras - Cugini
Il comma 3 è così sostituito:
3. Il consiglio di amministrazione di ciascun consorzio è composto dal presidente e da un massimo di quattro membri componenti dell'assemblea generale, tra cui il rappresentante della provincia, il rappresentante degli imprenditori ed un massimo di tre componenti dei comuni le cui aree ricadono nel consorzio. (41)
Emendamento sostitutivo parziale Biancu - Balia - Uras
Il comma 4 è così sostituito:
4. Il collegio dei revisori dei conti è eletto dall'Assemblea". (28)
Emendamento sostitutivo parziale Biancu - Balia - Uras
Il comma 6 è così sostituito:
6. I consorzi industriali provinciali non possono costituire nuove società o acquistare partecipazioni, anche di minoranza, in società di ogni tipo, se non aventi come scopo esclusivo l'erogazione di utilità, e servizi comuni alle imprese insediate nei limiti previsti dalla legge. (29)
Emendamento sostitutivo parziale Lanzi - Serra - Fadda - Licheri - Cugini
Il comma 6 dell'art. 4 è così sostituito:
6. I consorzi industriali provinciali non possono costituire nuove società o acquisire partecipazioni in società di ogni tipo. (12)
Emendamento di sintesi degli emendamenti numero 29 - 12; Biancu - Uras - Balia - Lanzi
Il comma 6 è così sostituito:
6. I Consorzi industriali provinciali non possono costituire nuove società o acquistare partecipazioni, anche di minoranza, in società di ogni tipo, se non nei casi previsti dalla legge. (42)
Emendamento aggiuntivo Cuccu Franco Ignazio - Capelli - Milia - Cappai - Marracini - Lai Renato
Dopo le parole "associazioni datoriali" aggiungere le parole "… più rappresentative di quella specifica realtà…" (7)
Emendamento aggiuntivo Cuccu Franco Ignazio - Capelli - Milia - Cappai - Marracini - Lai Renato
Dopo il comma 2 viene aggiunto il seguente:
2 bis. Qualora gli imprenditori già insediati ed operanti all'interno della struttura consortile siano costituiti in Associazione, uno di loro è chiamato a far parte dell'Assemblea generale su indicazione dell'Associazione medesima. (9)
Emendamento aggiuntivo Biancu - Balia - Uras
Dopo il comma 3 è aggiunto il seguente comma:
3 bis. Il presidente dei consorzi industriali è eletto dall'Assemblea generale tra i suoi componenti, con le modalità previste dallo statuto. (26)
Emendamento aggiuntivo Biancu - Balia - Uras
Dopo il comma 3 è aggiunto il seguente comma:
3 bis. Il Consiglio di amministrazione dei consorzi costituiti sino a cinque soggetti coincide con l'assemblea generale. (27).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Presidente, vorrei dividere in due parti se è possibile il tempo iniziale e scontarlo perché credo che ci siano delle cose da correggere, e cioè quando si dice: "da un rappresentante individuato dalla provincia", credo che si debba dire: "nominato dalla provincia", individuato io credo che non voglia dire niente. In secondo luogo sul "41", quando si dice "i rappresentanti degli imprenditori" la dizione non rinvia a ciò che si dice nel comma precedente, perché nel comma precedente non si parla di rappresentanti degli imprenditori, si parla di un rappresentante nominato dalla provincia fra gli imprenditori operanti, quindi si deve riprendere quella dizione diversamente...
BIANCU (P.D.). E' già in Assemblea!
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). No, scusa sto dicendo non una mia opinione, infatti sto dicendo che secondo me dire "i rappresentanti degli imprenditori" non significa nulla, bisogna dire "il rappresentante degli imprenditori nominato dalla provincia".
(Interruzioni del consigliere Biancu)
Diversamente va beh, non ci stiamo capendo, non è una obiezione di tipo sostanziale, è che la dizione secondo me è sbagliata ma può darsi che si sia...
Sul piano sostanziale invece, Presidente, vorrei dire due cose: il primo è faccio due esempi che forse aiutano a capire qual è l'obiezione. Il consorzio di Pratosardo è stato dominato dallo scontro tra imprenditori e gestione del consorzio, gli imprenditori allocati lì dicevano: "voi non tenete conto delle nostre esigenze, in realtà vi occupate di problemi che non ci riguardano, non abbiamo voce nei luoghi dove decidete". Nel consorzio di Macomer gli imprenditori hanno bisogno di vapore, il vapore che produce l'inceneritore ritorna alle turbine. Gli imprenditori più volte hanno detto di voler la banda larga, non si riesce ad aver la banda larga, gli imprenditori dicono che hanno un problema di energia, non si riesce a far consorzio su un consumo di energia. Allora, se noi pensiamo che gli imprenditori allocati nelle aree devono avere voce, in questo modo non stiamo risolvendo il problema. Un momento, perché? Perché in realtà il rappresentante è scelto da un organo politico, scelto da un organo politico, non la provincia e quindi può essere anche revocato dalla provincia. Non solo, la provincia può anche non accettare la terna che viene proposta e dire: "Io non nomino, io non nomino!" In realtà c'è una prevalenza della politica sulle ragioni dell'impresa che è totale.
PRESIDENTE. Prego concluda.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Il potere di nomina comporta anche quello di revoca, non solo, non viene individuato, non viene precisato che gli imprenditori siano scelti fra quelli allocati nelle aree industriali, si parla di quelli operanti nella provincia, operanti nella provincia, non vuol dire che è nelle aree, questo è un primo livello di obiezione. In realtà si sta dicendo che è la politica che si sceglie l'imprenditore perché lo nomina la provincia. Secondo elemento e chiudo, vi faccio notare che mentre i comuni che partecipano ai consorzi e danno le aree, eleggono i loro tre rappresentanti su cinque, li eleggono, praticamente li nomina il sindaco nell'assemblea, ma poi loro se sono più di tre in assemblea eleggono. Quindi la presenza in assemblea dei comuni produce una rappresentanza nel consiglio di amministrazione con una elezione. I due rappresentanti nominati dalla provincia, entrano senza procedimento elettivo direttamente in consiglio di amministrazione.
Ragionate se questa è una cosa giusta oppure se non dobbiate sottoporre ad un procedimento elettivo, capisco i rappresentanti del Presidente della Provincia per le funzioni, ma che il rappresentante nominato in questa forma dalla provincia su indicazione della Camera di Commercio debba entrare de iure in consiglio di amministrazione, tener fuori senza procedimento elettivo, senza procedimento elettivo, beh non lo so, a me non pare una cosa equa. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Lanzi. Ne ha facoltà.
LANZI (Sinistra Autonomista). Sì, Presidente io intervengo perché lei ha detto che assorbe anche l'emendamento numero 10, gli emendamenti numero 40 e 41, per far notare e cercare di capire, quando si fa riferimento ad un delegato, sia del Comune se si riferisce all'Assessore competente in materia, e oppure anche a persona esterna all'ente, o che fa parte dell'amministrazione dell'ente; o se è opportuno invece precisare che debba essere l'Assessore competente, oppure un altro consigliere del Comune in questo caso.
PRESIDENTE. Sì certo, così è stato indicato, pensavo che ci fosse un accordo in questo senso, è evidente che se non c'è un accordo la seconda parte dell'emendamento numero 10 ha una sua vita indipendente dall'emendamento numero 40.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Allora Presidente, alcune osservazioni che venivano fatte prima… serve una precisazione, venivano fatte prima dal collega Maninchedda, secondo me sono chiaramente accoglibili. Noi qua scriviamo, nel comma 3: "il rappresentante degli imprenditori" stiamo omettendo di quale rappresentante degli imprenditori stiamo parlando, va precisato. Così come indicato nell'emendamento numero 40, ovvero, in un rappresentante degli imprenditori individuati dalla Provincia fra quelli operanti nell'ambito provinciale sulla base di terna proposta. Quindi, si faccia riferimento al comma 2 e così si supera la questione, perché non vorremmo poi che nell'attuazione questa legge trovasse maggiori difficoltà di quelle che trova oggi, per la sua approvazione. Mi corre però anche l'obbligo di fare un'altra riflessione, che è quella sugli operanti nell'ambito della Provincia. Io non avrei votato, lo devo dire, alcun emendamento che fosse dimensionato agli imprenditori, nella eccezione che dava prima Cugini del condominio, per una ragione molto semplice: perché nelle funzioni che sono indicate nell'articolo 2, sono anche quelle della vendita, assegnazione e concessione alle imprese di aree attrezzate per insediamenti produttivi. La mia preoccupazione è che qualcuno che avesse interesse a non avere imprenditori in quell'area industriale si opponesse a quell'insediamento, alla vendita e alla concessione, e quindi nascerebbe un conflitto, a proposito di conflitti di interesse. Per cui, la cosa che invece a me sembra utile è che ci sia l'impresa, che garantisca gli imprenditori, le esigenze di funzionamento dell'area industriale di infrastrutturazione, la più idonea e adeguata possibile, e così via. Ma che non fosse nella condizione di esprimere una posizione così decisiva rispetto ad una serie di servizi ivi compresa la concessione delle aree che sono di competenza del consorzio. Io suggerirei questa correzione all'emendamento numero 41, invece concordo sul contenuto del "40".
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo scusa onorevole Caligaris ma vorrei intervenire sull'ordine dei lavori perché è abbastanza evidente che stiamo trattando di emendamenti all'emendamento, su un testo non chiarissimo, con diverse osservazioni su alcune mancanze, o alcune espressioni terminologiche che possono non essere adeguate, credo che sia una cosa saggia fermarsi qui e proseguire domani mattina, si quindi io chiedo al Presidente di sospendere la seduta e di proseguire domani per riflettere bene, anche perché non credo sia utile, a fine serata, con una lucidità inferiore a quella che mediamente si può avere all'inizio della giornata, si possano affrontare tranquillamente e seriamente queste cose. Chiedo quindi che si aggiornino i lavori a domani mattina.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, c'è una richiesta di sospensione che viene avanzata dall'onorevole La Spisa.
Ha domandato di parlare il consigliere Giagu. Ne ha facoltà.
GIAGU (P.D.). Rispetto a quello che ha detto l'onorevole La Spisa, anche per ottimizzare i lavori dell'Aula, visto che abbiamo già fatto la discussione generale rispetto all'articolo 4, credo che sia anche per l'economia degli stessi lavori dell'Aula, concludere l'articolo 4; alcune cose sono state dette, è stata anche raggiunta un'intesa su alcuni problemi, su alcuni scogli che poi tra l'altro siamo riusciti a superare, spero nella maniera migliore, fatto l'articolo 4 poi si possono riordinare le idee per andare a domani mattina con gli altri articoli.
PRESIDENTE. Onorevole La Spisa io penso che se procediamo con un po' di calma in 10 minuti riusciamo a chiudere questo articolo e ci consente domani di non ricominciare tutto daccapo incluse le dichiarazioni di voto che stiamo facendo. Quindi, se avete qualche minuto ancora di pazienza penso che possiamo procedere, se non nascono problemi insormontabili.
LA SPISA (F.I.). Se non ci sono problemi, se il testo è questo, va bene.
PRESIDENTE. Se è questo il testo, ha ragione lei, se non ci sono problemi insormontabili.
materia di aree industriali"(305)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, grazie Presidente, io mi asterrò sull'emendamento numero 40 perché francamente esprimo delle perplessità, volevo però anche segnalare, Presidente, sull'emendamento numero 41, visto che si sta parlando di entrambi che viene indicato il consiglio di amministrazione di ciascun consorzio è composto dal presidente e da un massimo di quattro membri componenti dell'assemblea generale tra cui uno, il rappresentante della provincia, due il rappresentante degli imprenditori, poi un massimo di tre componenti dei comuni ma non diventano sei così?
PRESIDENTE. Sì, certo abbiamo
CALIGARIS (Gruppo Misto). Se sono cinque non possono essere sei quindi…
PRESIDENTE. Ha ragione. C'è una mia proposta di pulizia del testo perché così com'è scritto si può prestare, sono d'accordo con lei. Grazie, onorevole Caligaris.
Sull'emendamento numero 40, colleghi, su cui tutto sommato mi sembra che non ci siano grandi questioni, io accoglierei la proposta fatta dall'onorevole Maninchedda, un rappresentante nominato dalle Province, quindi "nominato" al posto di "individuato", tra gli imprenditori operanti nell'ambito provinciale sulla base di una terna proposta dalla Camera di Commercio competente per territorio. Possiamo votare l'emendamento numero 40.
(E' approvato)
C'era un problema sollevato dall'onorevole Lanzi, se l'emendamento numero 10 vive in parte, o se invece viene ritenuto assorbito.
Onorevole Lanzi lo chiedo a lei che è la prima firmataria.
Ha domandato di parlare la consigliera Lanzi. Ne ha facoltà.
LANZI (Sinistra Autonomista). No, io le ho chiesto un chiarimento, ripeto la mia intenzione che era quella di chiarire il riferimento al delegato, se si intende un altro rappresentante della Giunta o del Consiglio, oppure persona esterna all'amministrazione.
PRESIDENTE. Siccome non è precisato può essere sia un rappresentante della Giunta, sia un esterno.
LANZI (Sinistra Autonomista). Allora ribadisco quello che sostengo nell'emendamento: che noi riteniamo che sia necessario invece che il delegato sia un rappresentante dell'amministrazione e quindi o un rappresentante della Giunta o del Consiglio.
PRESIDENTE. Va bene, quindi resta in piedi la seconda parte dell'emendamento numero 10: "i Sindaci e il Presidente della Provincia possono delegare l'Assessore competente o altro componente delle Giunte". Va bene?
Questo è l'emendamento numero 10 che è sottoposto all'Aula e può essere, naturalmente, approvato oppure respinto. La collega Lanzi ha detto così, infatti conferma di voler mantenere in piedi questa parte dell'emendamento.
Ha domandato di parlare il consigliere Franco Ignazio Cuccu. Ne ha facoltà.
CUCCU FRANCO IGNAZIO (U.D.C.). Mi è parso di sentire, ma credo sia stato registrato, che l'onorevole Lanzi abbia detto che loro sono perché il rappresentante dell'amministrazione sia interno all'amministrazione stessa e sia un altro componente della Giunta o del Consiglio, nell'emendamento numero 10 nella seconda parte questo non è scritto, parla solo di un componente della Giunta, Assessore delegato oppure altro componente della Giunta, quindi è diverso…
PRESIDENTE. Questo è un emendamento all'emendamento, io leggo il testo dell'emendamento numero 10, che dice: "o altro componente delle rispettive Giunte"; se si vuol dire che invece può essere un componente dei rispettivi consigli comunali, se è questa l'opinione, e lo diciamo però si cambia l'emendamento, cioè è un emendamento orale; va bene?
Ha domandato di parlare la consigliera Lanzi. Ne ha facoltà.
LANZI (Sinistra Autonomista). E' vero, io nella dichiarazione ho detto, ma per trovare una mediazione, un aiuto, nel senso che è vero che nell'emendamento mi sono fermata alla Giunta, però è ovvio e chiaro che può essere anche un rappresentante del Consiglio comunale, per cui con un emendamento orale si può ovviamente aggiungere, se c'è l'accordo dell'Aula.
PRESIDENTE. Va bene.
Ha domandato di parlare il consigliere Giagu. Ne ha facoltà.
GIAGU (P.D.). Grazie Presidente. No, volevo spiegare alla collega Lanzi, volevo far sapere alla collega Lanzi, che aveva partecipato ai lavori della Commissione e non solo della Commissione, che su questo argomento si è discusso a fondo, e se si è ritenuto necessario porre questa dizione e scrivere in questa maniera il testo della legge, per far sì che non siano oberati, sia Assessori che Consiglieri, che si debba rendere una struttura anche snella, che potrebbe essere anche compito del Sindaco, o del Presidente della Provincia, delegare un esperto in materie industriali. E' solo questo, non altro, anche per evitare che si sovrappongano i ruoli tra amministratori e non, per far sì che possa cadere la scelta su una persona effettivamente competente, dare questa possibilità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Io voterò l'emendamento numero 10, l'avevo già detto in sede di inizio del dibattito su un testo che noi avremmo marcato alcune differenze, una delle differenze riguarda quest'aspetto, cioè la delega, E dico anche le ragioni. Intanto, sono ragioni di ordine funzionale, le amministrazioni o sono le amministrazioni locali, che governano i nostri consorzi, o sono i partiti che esprimono le amministrazioni locali; e siccome i partiti che esprimono le amministrazioni locali, in un sistema sempre più bipartitico, li conosciamo, non ci danno garanzie sotto il profilo del buona gestione. Diventa una modalità di instaurazione di meccanismi di potere che sono assolutamente inaccettabili, ecco perché, e c'è una regione politica. Dopodiché l'Aula faccia quello che ritiene, noi voteremo contro, voteremo cioè a favore dell'emendamento proposto dalla collega Lanzi. Le amministrazioni rappresentano i cittadini, i delegati del Sindaco non sempre rappresentano i cittadini, rappresentano esigenze interne, spesso di equilibri di componente, spesso comportamenti di natura politicista, qualche volta anche di natura clientelare. Noi non siamo d'accordo, ecco perché l'emendamento della collega Lanzi è opportuno e da noi verrà votato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Io devo dire che accolgo l'appassionata concione del collega Uras, però non ho capito bene quindi, Presidente, prima di votare, vorrei chiedere una sua interpretazione autentica. Nel senso che, mi sembra che l'emendamento dei colleghi della… l'emendamento che il collega Uras si accinge a votare, se fosse votato soltanto nella seconda parte e cioè dai "Sindaci e Presidente della Provincia" non aggiungerebbe niente alla dizione del comma 2. Nel senso che, il comma 2 dice che i sindaci possono delegare, e l'emendamento aggiunge: "possono delegare l'Assessore competente o altro componente delle rispettive Giunte", quindi niente aggiunge, nel senso che i Sindaci possono delegare l'Assessore competente, o componenti delle rispettive Giunte, o possono delegare esterni.
Quindi, votare l'emendamento numero 10, o quel pezzo dell'emendamento numero 10, niente aggiunge a quanto è già scritto all'interno del comma 2. Quindi, vorrei chiedere se per caso gli estensori dell'emendamento volevano invece scrivere: " i Sindaci e i Presidenti della Provincia possono delegare esclusivamente l'Assessore competente o altri componenti delle rispettive Giunte", oppure se volessero scrivere: "devono delegare l'Assessore competente o altro componente delle Giunte". Ma se questa era l'intenzione dei proponenti non l'hanno scritto e quindi votare l'emendamento numero 10 niente aggiunge rispetto al comma 2 dell'articolo che abbiamo in discussione, vorrei un chiarimento su questo in modo da poter esprimere il voto in maniera informata.
PRESIDENTE. Intanto il comma 2 lo abbiamo sostituito con l'emendamento numero 40; la discussione è se il delegato debba essere uno interno delle amministrazioni, dei rappresentanti delle amministrazioni - Sindaci o Presidenti di Provincia - o possa essere un esterno. L'emendamento numero 10 dice che possono essere solo esterni all'amministrazione. Possono delegare.
Uno ha la facoltà di delega e può delegare, e si specifica cosa può delegare? Non è previsto… poi ha ragione lei, siccome siamo in un Paese di gente che è cavillosa possiamo aggiungere "solo".
Siamo in votazione colleghi, adesso leggo, stiamo votando la seconda parte dell'emendamento numero 10 dell'onorevole Lanzi. Quello che recita: "I sindaci e il Presidente della Provincia possono delegare soltanto l'Assessore competente, o altro componente dei rispettivi Consigli".
Questo è il testo che stiamo votando. Va bene?
Ha domandato di parlare il consigliere Franco Ignazio Cuccu. Ne ha facoltà.
CUCCU FRANCO IGNAZIO (U.D.C.). Voto elettronico palese!
(Appoggia la richiesta il consigliere Capelli)
PRESIDENTE. Allora, rileggo il testo: "I Sindaci e il Presidente della Provincia possono delegare soltanto all'Assessore competente, o altro componente delle rispettive Giunte, o dei rispettivi Consigli".
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della seconda parte dell'emendamento numero 10.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Atzeri - Cugini - Davoli - Fadda - Gessa - La Spisa - Ladu - Lanzi - Licheri - Lombardo - Maninchedda - Murgioni - Petrini - Pinna - Salis - Sanjust - Serra - Uras - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Agus - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Diana - Espa - Farigu - Floris Vincenzo - Giagu - Lai Renato - Lai Silvio - Manca - Marracini - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pirisi - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Matteo - Scarpa - Tocco - Uggias.
Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Caligaris.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 58
Votanti 56
Astenuti 2
Maggioranza 29
Favorevoli 20
Contrari 36
(Il Consiglio non approva).
Passiamo all'esame dell'emendamento numero 41, quello di sintesi.
Chiedo scusa colleghi. Quello di sintesi, ci sono alcune imperfezioni che rischiano di renderlo l'ambiguo. Vi propongo questa scrittura, nel senso che si cancellano un paio di parole: "Il Consiglio di amministrazione di ciascun consorzio è composto da un massimo di cinque membri eletti fra i componenti dell'assemblea generale, compreso il Presidente: il rappresentante della Provincia, il rappresentante degli imprenditori e un massimo di tre componenti dei Comuni le cui aree ricadono nel consorzio". Va bene?
Metto ora in votazione l'emendamento numero 41. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Non mi faccia chiedere!
PRESIDENTE. Abbiamo… onorevole La Spisa.
LA SPISA (F.I.). No, sono emendamenti importanti!
PRESIDENTE. Su quale scusi? Non ho capito, non sento. Può parlare al microfono, le dispiace?
LA SPISA (F.I.). Sì, volevo evitare ancora di parlare al microfono. Mi sembra abbastanza evidente che abbiamo fatto un passaggio su un punto su cui si è discusso molto, si aprono adesso altri argomenti su cui non credo si possa discutere in pochi minuti con la necessaria…
PRESIDENTE. Chiudo scusa ai colleghi. Io non riesco a capire, insomma l'onorevole La Spisa sta parlando all'Aula. Onorevole Licheri, onorevole Masia, le dispiace accomodarsi? Grazie. Prego onorevole La Spisa.
LA SPISA (F.I.). Abbiamo di fronte, cioè, alcuni emendamenti che sono emendamenti di sintesi, per i quali tra l'altro, così come i precedenti, occorre l'unanimità perché entrino nella discussione mi sembra, e d'altra parte non mi sembra ci sia su argomenti che non sono di poco conto, perché stiamo parlando di costituzione di nuove società, acquisti di partecipazione, sono questioni su cui forse è meglio riflettere con un pochino di calma, credo quindi non a fine serata come adesso.
PRESIDENTE. No, colleghi, io capisco un po' anche le cose che dice l'onorevole La Spisa, nel senso che, insomma, l'ultimo emendamento di sintesi che naturalmente, onorevole La Spisa, può essere accolto fino al momento nel quale non si discutono gli emendamenti, quindi non è in discussione l'accoglibilità. E' in discussione altro, lei dice, siccome la questione è piuttosto importante, piuttosto delicata, è bene che…
~LOMBARDO (F.I.). Per essere accoglibile deve essere presentato prima della votazione dell'articolo, invece questo è stato presentato durante la votazione.
PRESIDENTE. No, ma non stiamo votando l'articolo, onorevole Lombardo, non stiamo votando l'articolo infatti. E poi il Presidente ha facoltà di accogliere, lo sa, emendamenti quindi…
Non mi pianti una questione regolamentare, perché non ne volevo fare una questione regolamentare! Invece chiedo alla maggioranza se, a questo punto, non interrompiamo? E riprendiamo dall'emendamento di sintesi numero 42, domani mattina. Va bene? Domani mattina alle ore 10.
La seduta è tolta. Grazie a tutti per la disponibilità.
La seduta è tolta alle ore 20 e 52.
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