Seduta n.300 del 22/12/1993
CCC SEDUTA
(POMERIDIANA)
MERCOLEDI'22 DICEMBRE 1993
Presidenza della Vicepresidente SERRI
indi
del Presidente FLORIS
INDICE
Disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 1994) (434). (Continuazione e fine della discussione degli articoli):
PILI ..........................................
PORCU.....................................
LADU LEONARDO ..............
SECHI .....................................
MORITTU................................
SELIS, relatore ........................
BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio
CANALIS, Assessore dei trasporti
USAI SANDRO .....................
MELONI .................................
ORTU ......................................
COGODI .................................
(Votazione per appello nominale)
(Risultato della votazione) .......
Disegno di legge: "Approvazione del bilancio di previsione per l'anno finanziario 1994 e del bilancio pluriennale per gli anni 1994-1995-1996" (435). (Discussione dell'articolato e approvazione).
SELIS, relatore ........................
COGODI ................................
BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio
(Votazione per appello nominale)
(Risultato della votazione) ......
Proposta di programma pluriennale 1994-1996 (Prog. n. 52). (Discussione, presentazione e approvazione di o.d.g.):
SELIS, relatore ........................
COGODI ................................
BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio
DEIANA..................................
DADEA ..................................
COCCO...................................
SARDU....................................
SCANO ..................................
TAMPONI ..............................
ORTU .....................................
USAI SANDRO .....................
SATTA GABRIELE ..............
USAI EDOARDO .................
SERRA PINTUS.....................
(Votazione per appello nominale)
(Risultato della votazione) ......
FADDA PAOLO .....................
PUBUSA .................................
Sulle risoluzioni trasmesse dalla terza Commissione permanente ai sensi dall'articolo 50, comma 1, del Regolamento. (Rinvio alla prima Commissione):
COGODI .................................
BAROSCHI..............................
SATTA GABRIELE ...............
SELIS .......................................
FADDA PAOLO ....................
Fissazione di termini ai sensi dell'articolo 100 del Regolamento:
SERRA PINTUS .....................
La seduta è aperta alle ore 15 e 24.
PORCU, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 9 dicembre 1993, che è approvato.
Continuazione e fine della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 1994)" (434)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 434.
Siamo all'articolo 24 bis, precedentemente sospeso.
Ha domandato di parlare l'onorevole Pili. Ne ha facoltà.
PILI (P.S.I.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, sono stato chiamato in causa dall'onorevole Cogodi con apprezzamenti degni della persona che li ha fatti, però voglio trattare il fatto personale alla coda di questo breve intervento, per cercare di ristabilire la verità rispetto alle bugie dell'onorevole Cogodi.
Il Consiglio regionale della Sardegna, nel 1968, aveva fatto un atto di grande civiltà stabilendo con la legge "14" di quell'anno, che l'Amministrazione regionale erogasse, a favore delle sezioni provinciali dell'Unione italiana ciechi, riconosciute e di fatto operanti in Sardegna, un contributo annuo per il conseguimento degli scopi previsti dallo statuto speciale dell'Unione italiana ciechi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica il 7 febbraio 1950. L'Unione italiana ciechi è in Italia la prima associazione, l'unica associazione dei ciechi, non per i ciechi, che si è fatta carico dei problemi di una categoria che ha difficoltà naturali, che però una società, che vuole definirsi civile, ha il dovere di affrontare creando condizioni che permettano ai non vedenti di vivere civilmente nella società. Io non credo che arriveremo mai, in Italia e anche in Sardegna - nonostante la nostra Regione sia stata meritoriamente la prima Regione d'Italia che ha voluto affrontare questo problema - ai livelli di civiltà che ho avuto modo di vedere per esempio a Sapporo, nella penisola di Hokkaidò in Giappone, dove oltre all'assistenza e alla creazione di condizioni di vita civile per i non vedenti, sono arrivati a qualcosa che, la prima volta che l'ho vista, mi ha commosso. A Hokkaidò i non vedenti possono circolare nella città senza bisogno di essere accompagnati, anche attraversando ai semafori, perché c'è un sistema di viabilità che è regolato dal cinguettio degli uccelli, per cui i non vedenti riescono a sapere in quale incrocio si trovano e la strada che devono percorrere, se devono svoltare a destra o a sinistra e quando il semaforo dà loro il via, attraverso questa segnaletica. E' un segno di grande civiltà. La Regione sarda non è arrivata certamente a questo, però è stata meritoria nel porsi, fin dal 1968, il problema di aiutare l'Unione italiana ciechi, nello sforzo che questa ha fatto, in Italia e anche in Sardegna, perché si creassero servizi e strutture per alleviare le difficoltà e il divario che vi è tra la categoria dei non vedenti e coloro che, grazie a Dio, invece questo problema non hanno. E così si è andati avanti. L'Unione italiana ciechi ha creato servizi e strutture per aiutare i non vedenti, si autogestisce questi servizi e strutture, è sottoposta a tutti i controlli previsti dalla legge. Poi arriva uno che si definisce un amico dell'Unione italiana ciechi,che è l'onorevole Cogodi, e in maniera surrettizia fa passare, in un articolo di un assestamento di bilancio, che ha visto il Consiglio distratto, in quanto inserito in mezzo a disposizioni varie, una norma che modifica sostanzialmente la legge del 1968 sottraendo al capitolo relativo l'Unione italiana ciechi il 30 per cento del contributo per destinarlo ad altri enti della stessa categoria aventi stessa natura giuridica e per le stesse finalità richieste. Questa è la verità. Su questo abbiamo discusso già in altra occasione e il Consiglio regionale stabilì allora di tenere ben ferma la distinzione delle associazioni dei ciechi dalle associazioni per i ciechi. Per essere chiaro, io non sono un non vedente, sono un vedente, posso essere socio di un'associazione per i ciechi, ma non posso fare parte dell'Unione italiana ciechi. Questa è una distinzione netta; io posso costituire un'associazione, posso anche, se c'è una norma di legge, avere dei contributi perché dedichi il mio tempo libero, magari guadagnando anche qualcosa, vendendo orologi o magliette, per darlo ai non vedenti, però, certamente, questa è una cosa diversa dalla creazione di servizi e strutture perché i non vedenti siano persone, per quanto possibile, alla pari degli altri. Anche in quella occasione, il Consiglio respinse la proposta dell'onorevole Cogodi, che tendeva ancora una volta a sottrarre fondi all'Unione italiana ciechi e a darli ad un'altra fantomatica associazione che non era un'associazione di non vedenti, ma per non vedenti per la quale io non avevo nulla in contrario, però ribadisco oggi l'impegno che il Consiglio diede alla Giunta, di predisporre una proposta che rivedesse totalmente i finanziamenti ad associazioni di questo tipo, all'interno delle quali poteva rientrare anche l'associazione dell'onorevole Cogodi. Io faccio un appello ai colleghi del Consiglio e ai cittadini perché vadano nelle sedi dell'Unione italiana ciechi a vedere per che cosa vengono utilizzate le strutture di questa associazione e quali servizi offre. E la Giunta, con i suoi servizi ispettivi, faccia le ispezioni anziché lasciare alla calunnia dell'onorevole Cogodi la distruzione di cose estremamente serie, estremamente civili che fanno onore alla Sardegna e a chi le sostiene. Vadano i colleghi a visitare le strutture dell'Unione italiana ciechi, le Commissioni competenti facciano le visite e si rendano conto se è utile fare una battaglia per sostenere queste cose oppure se è utile fare le battaglie per finanziare i teatri tenda degli amici dell'onorevole Cogodi. Ognuno fa le proprie battaglie: io faccio la battaglia per i non vedenti, pur non avendo nulla contro i teatri tenda, perché credo che sia più importante il problema dei non vedenti. E allora qui si tratta di ripristinare un torto che è stato fatto a questa associazione. Di ripristinare il capitolo dell'Unione italiana ciechi senza distogliere questo 30 per cento. Se poi, qua dentro, si vuole dare un contributo ad altre associazioni che abbiano finalità più o meno analoghe, si faccia una norma a parte e su quella si immettano, in aggiunta, le somme, senza sottrarle al capitolo dell'Unione italiana ciechi. Credo che nessuno si opporrà a una scelta di questo genere. Questo per ristabilire la verità rispetto alle bugie dell'onorevole Cogodi. Però, l'onorevole Cogodi, come è suo costume - e per fortuna i colleghi sanno bene chi è che organizza e attua le gazzarre di quest'Aula e anche fuori da quest'Aula - come è suo costume, quando vuole ottenere qualcosa, minaccia, ricatta, calunnia, commettendo autentiche mascalzonate, da quel mascalzone che è. E voglio affermarlo perché risulti a verbale, perché l'onorevole Cogodi è un autentico mascalzone, bugiardo, calunniatore e lo sfido...
PRESIDENTE. Lei si attinga a un linguaggio parlamentare, onorevole Pili.
PILI (P.S.I.). Mi sto attenendo a rispondere all'onorevole Cogodi che mi ha calunniato qua dentro, che ha detto bugie e quindi è un bugiardo, perché io non ho mai utilizzato né strutture dell'Unione italiana ciechi né di nessun altro per la mia campagna elettorale e non ho avuto uffici elettorali assieme all'onorevole Farigu. Quindi l'onorevole Cogodi è un bugiardo e ha detto queste cose per calunniare, e chi calunnia e dice bugie è un mascalzone. Queste sono le cose che volevo dire sul fatto personale e mi dispiace che sia avvenuto su un problema importante quale quello dei non vedenti, che non può essere trattato nel modo in cui l'ha trattato l'onorevole Cogodi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Porcu. Ne ha facoltà.
PORCU (M.S.I.-D.N.). Una volta tanto i banchi della Destra sono tutti quanti occupati. Buon motivo...
(Interruzioni)
E' un'anticipazione di quello che capiterà nel futuro.
Onorevoli colleghi, io sono firmatario di tutti e due gli emendamenti che sono in discussione in questo momento. Sono un po' preoccupato per la piega che ha preso stamattina e poco fa la discussione e ritengo che debba essere fatto ogni sforzo per riportare tutto su un piano di moderazione e di correttezza. Vi devo dire che, per quanto riguarda l'emendamento 30, quello firmato da un numero rilevante di consiglieri regionali, io personalmente - e quindi vorrei sollevare l'amico carissimo, onorevole Pili, dalle sue responsabilità - io personalmente sono stato promotore della presentazione di questo emendamento e lo rivendico in pieno, in tutta la sua portata. Perché è successo questo? Perché, in realtà, un consigliere regionale, che lavora in quest'Aula molto più di quanto i giornali non dicano in questi giorni, e che è entusiasta di lavorare in quest'Aula bene, come ritengo di farlo io, con entusiasmo, non con altre capacità ma con entusiasmo, è rimasto sconcertato dal fatto che per sua colpa indubbiamente, per sua gravissima disattenzione ha trovato, in un provvedimento di legge su cui non si era soffermato, cioè nella manovra finanziaria bis di un mese fa, una norma di legge che già il Consiglio dopo ampio dibattito aveva respinto l'anno scorso. La colpa è nostra che non abbiamo guardato, è mia che non ho guardato, onorevoli colleghi. Questo è vero, non ho guardato se in quelle norme, che sembravano di secondaria importanza, che non c'entravano certamente niente con l'Unione Italiana Ciechi, con i non vedenti, con i disabili è stato voluto un articolo che riesumava una vicenda sulla quale il Consiglio, pochi mesi prima, si era già pronunciato e aveva dato già delle direttive alla Giunta. La Giunta non doveva in quel momento inserire, perché l'ha inserita la Giunta, quella norma in quel disegno di legge, ma doveva adempiere fedelmente alle direttive del Consiglio che erano non di inserire norme che andavano a incidere su quanto doveva essere dato all'Unione italiana ciechi o ad altre associazioni, ma di presentare un disegno di legge complessivo sul riordino del finanziamento alle associazioni. Questo non è stato fatto. Il Consiglio aveva dato una direttiva e io, come consigliere, non potevo immaginare che, furbescamente, me lo permettete, si fosse inserita una norma sulla quale il Consiglio si era già solennemente e abbondantemente pronunciato. Questa è la sacrosanta verità e incontestabile verità. Detto questo, non mi soffermo sulle rivendicazioni di maggiori o minori potenzialità associative o di finanziamenti più consistenti a chi non ha altri finanziamenti. Sono questioni di lana caprina. La verità è che ci troviamo di fronte a una norma che ha cambiato una volontà espressa da parte del Consiglio. Per questo abbiamo provocatoriamente presentato questo emendamento; è una iniziativa provocatoria per sottolineare che non si devono scavalcare i deliberati del Consiglio e che i singoli consiglieri non devono essere presi in giro, che nessuno può fare il furbo in queste questioni, perché a fare i furbi potremmo essere buoni tutti. Io dico che sul piano del principio è giustissimo che tutte le associazioni abbiano quello che serve loro per mandare avanti le loro iniziative, per servire i loro iscritti e per rendere un servizio sociale. Chiediamo da molto tempo il riordino di questo settore. Non è giusto che alcune associazioni abbiano più di altre, però è altrettanto ingiusto che, quando si tratta di togliere ciò che la legge attribuisce ad una associazione non si ritenga opportuno avviare un dibattito che vada al di là di questo Consiglio, consultando - e questo è compito della Giunta - anche le associazioni e gli enti direttamente interessati. Non è facile, per una associazione che si programma determinati interventi, vedersi improvvisamente decurtati i contributi. Quindi io sono disponibilissimo, onorevoli colleghi e non mi sembra che sia il caso di fare una guerra tra poveri, come dicevo stamattina, per fare la fine dei polli di Renzo che si beccavano mentre andavano verso il loro destino in padella. Le guerre tra poveri non mi sono mai piaciute. E aggiungo un'altra cosa: io ringrazio per il loro accanimento i colleghi che sono intervenuti su questo problema, perché vuol dire che il problema è vivo, perché vuol dire che il problema delle associazioni dei disabili è al centro dell'attenzione. Vuol dire che c'è un problema reale e vuol dire che il problema della disabilita è veramente sotto gli occhi di tutti quanti. Però faccio un appello perché si trovi un accordo su questa questione. Non possiamo, onorevoli colleghi, arrivare ogni anno alla finanziaria e sbranarci su questa materia; non stiamo facendo un buon servizio alla Regione sarda e soprattutto alle persone che stanno male. Quindi la mia proposta, onorevoli colleghi, è che venga ripristinata la situazione precedente e che, in brevissimo tempo, la Giunta regionale presenti questo benedetto progetto di legge e dia al Consiglio la possibilità di discutere e approvare delle norme per il finanziamento delle associazioni. Lo faccia in fretta, perché è una cosa urgente e perché ne va anche dell'armonia del Consiglio e dell'agibilità dell'Assemblea regionale. Una cosa vorrei aggiungere, onorevoli colleghi, se mi permettete, ed è questa: io qualche volta, quando parla l'onorevole Cogodi su queste cose mi stento in disaccordo con lui, però parlando a quattrocchi mi sono accorto che, in fin dei conti, le distanze non sono poi così grandi perché anche lui è, in un centro senso ispirato da princìpi buoni e lodevoli. Noi glielo riconosciamo, ma vorrei tanto che l'onorevole Cogodi ci riconoscesse altrettanta buona fede. Noi, onorevole Cogodi, non abbiamo mai cercato di strumentalizzare le cose, semmai siamo stati strumentalizzati dalle cose e quindi stiamo particolarmente attenti a questo tipo di discorso.
Una breve chiosa, Presidente, e ho finito, sull'emendamento numero 23. Io credo che il Consiglio lo debba approvare perché si tratta di un intervento utile per le decine e decine di ragazzi tossicodipendenti o ex tossicodipendenti che sono stati ospitati a La Crucca. Non è necessario che io mi soffermi tanto sulle difficoltà che ci sono in questi settori. E' bene che i comuni abbiano la possibilità di un intervento diretto. Qui si tratta di un fatto che riguarda il territorio di Sassari, La Crucca, dove è stata permessa l'edificazione di una discoteca che è incompatibile con la permanenza della Comunità per la solidarietà umana di Don Pezzoli, che è un antesignano della lotta che il recupero dei ragazzi tossicodipendenti. Noi chiediamo che il comune di Sassari possa avere a disposizione dei fondi per l'acquisizione di questa struttura perché essa sia destinata al recupero dei ragazzi tossicodipendenti e soprattutto all'organizzazione dei servizi ad essi destinati. E' un appello, questi non sono soldi buttati, onorevoli colleghi, perché la struttura serve a tutta la città di Sassari e potrebbero questi fondi essere utilizzati anche per altri Comuni. Mi scuso per il disordine del mio intervento, ma l'emozione mi ha un po' disturbato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Leonardo Ladu. Ne ha facoltà.
LADU LEONARDO (P.D.S.). Avevo chiesto di parlare per presentare l'emendamento numero 23 che è stato ora presentato dal collega Porcu. Condividendo le sue considerazione e rinuncio al mio intervento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Sechi. Ne ha facoltà.
SECHI (D.C.). Signor Presidente, mi spiace che stasera due colleghi che io stimo, entrambi nell'intento di affermare le proprie ragioni, siano giunti ad una polemica sul piano personale. Anch'io sono tra i presentatori di questo emendamento e non l'ho firmato né per dispetto all'onorevole Cogodi né a questa nuova associazione di non vedenti che è stata costituita poco tempo fa. E' certo che però il fatto che un mese fa, con un emendamento, sia passata una variazione ad una legge che già il Consiglio regionale aveva votato nel 1968, a noi non è piaciuto. E' stata una nostra disattenzione; purtroppo, però noi consiglieri regionali non siamo tutti nella Commissione bilancio e può capitare che votiamo degli articoli senza coglierne a fondo la portata. Io ritengo che si possa rimediare anche perché, onorevole Barranu, a me dà l'impressione che il tutto è cambiato. C'è una riduzione del capitolo relativo a questa legge e una riduzione del 30 per cento a tutte le altre associazioni - a favore di chi non so - anche nella finanziaria. Ora, io capisco che le associazioni proliferano, però bisogna anche stare attenti e vedere quali sono le associazioni che effettivamente lavorano e operano nel territorio e quali sono invece associazioni fasulle. Facciamo veramente questo lavoro, cerchiamo di essere anche più chiari e di non sprecare le nostre poche risorse. In fin dei conti le associazioni che cosa fanno? Danno quell'aiuto morale che oggi lo Stato e la Regione non sono in grado di dare, nelle sedi periferiche, dando a persone che non riescono a deambulare da sole e che non hanno nessuna assistenza la possibilità di una vita migliore. D'altronde quello che noi spendiamo per queste associazioni non è che sia molto. Non è vero, onorevole Cogodi, che spendiamo decine di miliardi. Se facciamo i conti non arriviamo neppure ad un miliardo, forse arriviamo a due con il finanziamento che diamo all'Unione italiana ciechi. Però l'Unione italiana ciechi fa anche la scuola e si paga gli insegnanti, ha i locali, ha tutta una struttura sua particolare. Insomma, bisogna stare attenti; io non sono d'accordo che, per privilegiare uno, si debba danneggiare un altro. E allora se vogliamo intervenire cerchiamo di fare le cose per bene e preoccupiamoci di tutto quello che esiste nella nostra Regione in questo settore. D'altronde le associazioni storiche sono nate tutte nel momento in cui nel 1979 lo Stato aveva eliminato gli enti pubblici cosiddetti inutili, dai quali ricevevano sostegno diverse categorie. Contestualmente lo Stato ha dato alla Regione che ancora li incassa, i miliardi precedentemente destinati a questi enti. Guardate bene il bilancio e vedrete che il Ministero del tesoro continua a versare i famosi assegni. E allora cerchiamo di essere meno drastici e più realisti. Ora l'aver tolto il 30 per cento a tutte le associazioni - vivranno lo stesso, perché sono associazioni che vivono di volontariato - non è giusto perché, in fin dei conti, noi risparmieremo 3, 400 milioni, ma sono 3, 400 milioni che togliamo a quella che è la rete di assistenza che abbiamo in provincia.
SALIS (Rinascita e Sardismo). Ha il monopolio di questa cosa.
SECHI (D.C.). Il monopolio non ce l'ha nessuno. Io non sto dicendo questo. Noi cerchiamo di farlo bene però non togliendo agli altri. Il monopolio non ce l'ha nessuno.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Hanno preso 300 milioni.
SECHI (D.C.) Tu guarda bene la finanziaria e vedrai che è stato ridotto a tutti del 30 per cento. Si può anche ridurre del 50 per cento, però facciamo una cosa più chiara e verifichiamo...
(Interruzioni)
D'altronde a me risulta che tutte le associazioni che percepiscono un qualsiasi contributo sono sotto il controllo della Corte dei Conti, annualmente, perché altrimenti la Giunta non fa il decreto. Almeno questo controllo ce l'hanno. Io sono d'accordo che debba essere dato a tutti il riconoscimento, però stiamo attenti che queste associazioni non continuino a proliferare, perché non serve a niente. Certo oggi, in una situazione come quella in cui ci troviamo, con lo sfascio dei partiti, ognuno la mattina si alza e crea un movimento. Nasceranno dieci movimenti di invalidi civili, e dieci movimenti di invalidi di guerra, anche se di guerre ormai non ce ne sono più. Dovremmo cercare di dare una regola. Io chiedo che la Giunta, nel giro di due mesi, ci dia la possibilità di discutere in Consiglio una legge che regolamenti tutta questa materia.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Morittu. Ne ha facoltà.
MORITTU (Rinascita e Sardismo). Signor Presidente, per la verità sono un po' frastornato, perché mi pare che qui si sia sviluppata una discussione, in certi momenti anche molto aspra, tra i colleghi Cogodi e Pili, che a mio parere la Presidenza avrebbe dovuto evitare. Perché avrebbe dovuto evitarla? Lo ha accennato il collega Cogodi, all'inizio del suo intervento: questo emendamento, Presidente, è inammissibile perché propone una modifica a una legge che ancora non c'è. Si possono avere tutte le autorizzazioni del Governo che si vogliono, ma sul Bollettino Ufficiale della Regione questa legge non c'è. Io vorrei sapere, se dovesse essere approvato questo emendamento, come verrà chiamata questa legge nel testo che verrà mandato a Roma. Verrà chiamata legge 9 dicembre 1993?
Presidente, qui si è consentito un dibattito che ha assunto toni molto pesanti intorno ad una norma che non esiste. Riportiamo la discussione...
PRESIDENTE. Onorevole Morittu, mi consenta, lei forse stamani non c'era. Il Presidente ha già detto che il nullaosta governativo sulla legge 9 dicembre 1993 è arrivato stamattina. E' legge della Regione.
MORITTU (Rinascita e Sardismo). Però sul Bollettino ufficiale non c'è. Presidente, non cominciamo a confondere le carte in tavola; una legge è tale nel momento in cui viene pubblicata, il nullaosta non basta. La gente non sa che è arrivato il nullaosta, la gente non sa che c'è una legge dal Bollettino Ufficiale, questo lo dice lo Statuto, non lo diciamo né io né noi, questa legge no c'è ancora, per cui signor Presidente questo emendamento non deve essere accolto, deve essere respinto. Il Consiglio non può votare un emendamento a una legge che non c'è.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (D.C.), relatore. Brevissimamente, Presidente, io stamattina, nel prendere la parola, mi sono limitato ad esprimere il parere della Commissione contrario ai due emendamenti, parere che poi mi pare sia stato ribadito dalla Giunta regionale. Mi sembra però di dover aggiungere alcune brevi considerazioni sull'emendamento numero 30, lo dico per sottolineare che io sono tra quelli che ritengono che la Regione bene fa a sostenere le attività delle associazioni, delle categorie produttive, delle organizzazioni perché siamo in una regione depressa, in una regione che, senza il sostegno dell'amministrazione regionale, rischia di vedere dissolversi il tessuto delle piccole attività, il tessuto associativo, il tessuto che garantisce una dinamica sociale, una partecipazione sociale e civile. Tra queste associazioni naturalmente ci sono - come con passione ricordavano il collega Porcu prima e poi il collega Sechi - anche associazioni che svolgono attività di patronato, che sono meritorie e importanti; vi sono associazioni di categoria che svolgono interventi a favore delle imprese associate erogando servizi reali; ci sono organizzazioni sindacali, che sono state a fianco delle istituzioni in questi anni a sostegno dall'apparato produttivo e quindi a sostegno dell'autonomia. Cioè vi è tutto un tessuto di vitalità sociale che è giusto secondo me sostenere. Quindi io sono per sostegno di queste iniziative e sono per una attenzione da parte di tutti a queste iniziative. La seconda considerazione però è che, in quest'Aula, abbiamo tutti sostenuto e poi solennemente formalizzato l'esigenza che questa materia venisse sottratta alla precarietà della legislazione attuale, l'esigenza cioè di una legislazione tesa non a ridurre l'intervento a sostengo ma a disciplinarlo; l'esigenza di criteri, per evitare, che per esempio, in alcune categorie un paio di organizzazioni accedano ai contributi ad altre siano tagliate fuori. In termini congiunturali questo problema è stato proposto, per esempio per l'artigianato, e una qualche provvisoria soluzione è stata trovata e si estende ad altre associazioni l'intervento a favore dell'artigianato. Sottolineo che è una soluzione provvisoria perché abbiamo bisogno di una legislazione organica. Credo che, così come è stato fatto l'intervento a favore dell'artigianato, questo intervento provvisorio valesse la pena forse di farlo anche per altre categorie di intervento, ed è quello che l'anno scorso si tentò, nell'ambito del confronto tra le forze politiche, a favore delle associazioni che fanno una meritoria azione per i non vedenti. Quello che si sta facendo e che si vuole fare non è certo mortificare - lo dico per il collega Pili che ha fatto un intervento appassionato a tratti ed esasperato in altri tratti - né misconoscere l'intervento a favore dell'Unione italiana ciechi o delle altre organizzazioni. Se la Regione ha votato una legge, se eroghiamo delle risorse, se il Consiglio ogni anno accetta questo, è perché riconosce che questa organizzazione in particolare svolge una attività meritoria. Il problema è un altro, è chiedersi se in questo settore può esserci solo un soggetto che opera. La risposta che si diede l'anno scorso, e che si è riproposta quest'anno, è che se la Giunta verificasse, facendo i suoi accertamenti, che nel settore operano associazioni che danno la stessa prestazione, la stessa professionalità, la stessa qualità di attenzione, non si comprende perché anche queste non debbano essere sostenute. Il senso della legge che facemmo un anno fa e che cadde in Aula e il senso della norma ribadita il mese scorso è proprio questo: non di mortificare una meritoria organizzazione che già esiste, ma di dire alla Giunta che, se ci sono altre organizzazioni che hanno quella portata e quella qualificazione, si possono sostenere anche queste. Il Consiglio non può fare altro, non siamo noi che verifichiamo, è la Giunta che deve fare queste verifiche. Quindi, quando si è fatto questo intervento - lo dico per placare gli animi - non si è inteso in alcun modo mortificare l'associazione esistente; si è inteso, secondo questa linea di sostengo a favore di tutte le associazioni che svolgono questa attività meritoria, dire che se ci sono altre associazioni vanno sostenute. L'anno scorso venne fatto uno stanziamento per 300 milioni - e chiedo conferma alla Giunta di questo, perché posso ricordare male - cadde in Aula la norma e rimase lo stanziamento, e non essendoci più un soggetto al quale imputare lo stanziamento questo venne dirottato all'Unione italiana ciechi, ma quello non era in origine uno stanziamento orientato all'Unione italiana ciechi; quindi dire che adesso si fa uno stanziamento, che si mette a disposizione della Giunta per verificare se ci sono altre associazioni, non è togliere niente all'Unione italiana ciechi a cui si dà quello che si deve dare - se poi la Giunta vedesse altre esigenze le porgerebbe in quest'Aula - ma è stanziare le risorse per consentire - così come abbiamo fatto in altri settori, ho appena citato l'artigianato - ad altre organizzazioni di partecipare.
Dire queste cose significa, a mio avviso, da un lato fare una ricostruzione storica della vicenda, da un altro lato che, con una attenzione, con un rispetto al pluralismo delle istituzioni, che c'è, che ci deve essere, che stiamo codificando, si possono prendere in considerazione altre organizzazioni, anche nel settore della tutela dei non vedenti che siano diverse dall'Unione italiana ciechi. Questo è lo spirito dell'iniziativa.
Una battuta solamente per quanto riguarda l'emendamento numero 23. Dopo aver sottolineato che, così come abbiamo detto anche nella relazione di maggioranza, la Giunta debba, assieme alle forze politiche, pervenire ad una legge di regolamentazione di tutta la materia sull'emendamento numero 23 voglio dire, lo dico con una certa stanchezza che è comune a tutti, che abbiamo discusso il bilancio e tutte le forze politiche hanno fatto un serio tentativo - credo che vada ribadito e ci si debba dare atto di questo - di distinguere le spese ammissibili da quelle rinviabili o comunque non indispensabili. Io capisco che i colleghi consiglieri, vedendo un problema specifico, ne condividano l'importanza e lo sostengono con un emendamento, ma nella sintesi che la finanziaria deve rappresentare, spesso questi provvedimenti, questi bisogni, visti in un quadro complessivo, risultano non ammissibili.
Il parere contrario della Commissione e della Giunta sull'emendamento numero 23, non significa dire che il problema non è meritorio di attenzione, non è volto a negare l'importanza dell'intervento ma è volto a dire che questi problemi debbano essere visti in un quadro generale. La Commissione e la Giunta, in questo periodo, sono state tempestate da telegrammi o da telefonate di amministratori locali che proponevano una molteplicità di interventi di questa natura per tutta la Sardegna. Se noi diciamo sì ad un intervento, con che criterio poi respingiamo gli altri?
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE FLORIS
(Segue SELIS.) Io sono d'accordo con il collega Porcu e con gli altri. E' giustissimo nella sostanza, ma con quali criteri poi rifiutiamo gli altri? Ci vuole allora un criterio di carattere generale, di rigore ed è - devo dirlo ai colleghi - facilissimo dire sì anziché dire no e purtroppo mi trovo, in questi giorni, a dire troppi no ed a pagare anche, se mi consentite, il costo politico di una serie di no ripetuti e faccio appello alla comprensione di tutti. E' facilissimo dire di sì, è molto più difficile e doloroso dire di no, però credo, pur comprendendo la ragione e condividendo l'attenzione e la sensibilità di chi ha presentato l'emendamento, che in un quadro complessivo di razionalità e di equità anche nei confronti delle altre esigenze emerse tramite gli amministratori locali, neanche questo emendamento possa essere approvato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ho già espresso il parere della Giunta sugli emendamenti che è un no agli emendamenti numero 23 e 30 e un sì sull'11. Voglio dare qualche informazione sull'emendamento su cui si è discusso di più e cioè l'emendamento numero 30. Ora, valutando anche la discussione che è avvenuta su questo punto, ci sarebbe da tornare sul ritiro dell'emendamento numero 17 perché in realtà, già lo ricordava il Presidente della Commissione bilancio quando si discusse di questo problema nel corso della discussione della finanziaria del 1993, fu proposto un emendamento che dava sostanzialità a una modifica di denominazione del capitolo, che era già avvenuta nel bilancio, e si era proceduto a incrementare di 300 milioni circa quello stesso capitolo, prevedendo due enti beneficiari e non uno, poi la norma sostanziale non passò in Aula e quindi si procedette ad assegnare una cifra superiore con la normativa preesistente. La modifica che è stata introdotta con la legge che è stata approvata 20 giorni fa dal Consiglio regionale, l'ultimo assestamento, recita testualmente che le provvidenze, di cui alla legge 14 del 1968 sono estese ad enti della stessa categoria operanti in Sardegna aventi identica natura giuridica e per le stesse finalità richieste ai soggetti beneficiari della stessa legge. Quindi, praticamente, la norma è stata scritta in modo tale da evitare di creare disparità nella valutazione della natura giuridica dell'ente o delle associazioni in questione, non solo ma si è preferito, anche valutando la discussione che era intervenuta in Consiglio nel mese di marzo, non finalizzare per legge l'erogazione dell'ulteriore 30 per cento, ma stabilire dei criteri di ordine generale che quindi si applicano non a una società che ha già un nome e cognome, ma a eventuali enti o società che hanno questa natura giuridica e le stesse finalità e che fanno richiesta. E deve essere la Giunta regionale e l'Assessorato al lavoro a valutare la corrispondenza e l'esistenza di questi requisiti e di questi criteri, per evitare che sia il Consiglio regionale, perché questa era stata un'obiezione fatta nel mese di marzo scorso, che fosse il Consiglio regionale a inventare, si era detto, mi pare, un nome e cognome e altre associazioni, che magari non hanno la consistenza o i requisiti che invece devono essere richiesti, per cui si è voluto evitare con questa norma di ripetere quella finalizzazione e di stabilire unicamente dei requisiti. Però questa norma entra in vigore in fine d'anno e quindi l'Assessorato del lavoro ha applicato la norma vigente fino ad oggi, e cioè quella precedente, che assegnava la somma solo ad una associazione, perché non era passato l'altro emendamento. E per evitare, in sostanza, una difficoltà di carattere giuridico e amministrativo, che potrebbe insorgere con questa nuova norma che entra in vigore, poiché si è erogata la totalità della somma disponibile all'unica associazione esistente, cioè l'Unione italiana ciechi, l'emendamento numero 17, tendeva semplicemente a considerare in pratica che la norma della legge di assestamento che entrerà adesso in vigore, avrà operatività dall'anno prossimo, dal 1994 e per questo si proponeva di stanziare una somma di 330 milioni.
Infatti, l'emendamento 17 riprendeva al primo comma esattamente il secondo comma dell'articolo 9 approvato il 9 dicembre della legge di assestamento, però aggiungeva un comma che diceva: "sullo stanziamento del predetto capitolo 1.00.2.l del bilancio per l'anno 1994 - quindi quello che stiamo discutendo adesso - una quota pari a lire 330 milioni è destinata agli enti beneficiari di cui al primo comma, per l'attività svolta nel 1993 - in modo tale da evitare di dover richiamare indietro, diciamo così, soldi già erogati all'Unione ciechi nel 1993, mettendo agli eventuali enti nuovi beneficiari della norma di assestamento una somma in più nel 1994.
Questa era la logica dell'emendamento 17, proprio non creare delle disparità. Questo ho voluto dirlo perché mi sembrava giusto che il Consiglio regionale, dato che si è avuta una discussione così ampia su questo punto, ne avesse conoscenza. La Giunta per il resto conferma l'impegno, per quanto riguarda tutto il tema delle associazioni e degli enti - data anche la complessità della materia - di predisporre una normativa organica, che peraltro non è facile predisporre. Cioè, mentre per gli altri ordini del giorno si è proceduto a un rispetto all'interno della stessa legge finanziaria - infatti i fondi unici che abbiamo appena votato, per esempio per l'accorpamento dei capitoli per studi, progettazioni e così via o consulenze, sono stati fatti nella finanziaria - per la normativa invece relativa alle organizzazioni sociali, culturali in senso lato, cooperative eccetera, la questione è più complessa, perché si tratta di situazioni molto diverse, di procedure e anche di meccanismi di operatività molto diversi, per cui confermando quest'impegno, ma chiedendo un po' più di tempo per poter affrontare una normativa così complessa, in bilancio si è proposto il 70 per cento nei capitoli - ma questo vale per tutti - con un accantonamento nel fondo nuovi oneri del 30 per cento, in modo tale che la riserva rimanga, ma sia possibilmente utilizzata, in tutto o in parte o eventualmente in aggiunta, se la legge venisse fatta in tempi rapidissimi, con una nuova normativa omogenea.
Confermo le cose che ho detto prima, cioè il fatto che ritengo che l'intervento, pur importante, di questa portata, debba essere affrontato con un programma più organico e si possa prevedere...
(Interruzioni)
Probabilmente, se la cosa fosse stata affrontata anche tra la Giunta e la Commissione, in Commissione bilancio si sarebbe potuto predisporre uno stanziamento più ampio, come si è fatto per altre cose, in modo tale da prevedere per esempio un programma di intervento che potesse anche trovare una finalizzazione per risolvere il problema che è stato posto qui. Questo non significa che una cosa di questo genere non possa essere affrontata anche con altri strumenti, sia utilizzando le leggi vigenti, sia utilizzando piani che possono essere predisposti, per esempio in materia di interventi sulla sicurezza sociale.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 24 bis. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 11 su cui c'è il parere favorevole del relatore e della Giunta. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 23 su cui non c'è l'assenso né del relatore né della Giunta.
Ha domandato di parlare l'onorevole Leonardo Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU LEONARDO (P.D.S.). Per dichiarazione di voto, per dire, dopo aver sentito l'Assessore, che sono convinto, naturalmente, che l'Assessore e anche il Presidente avranno elementi di valutazione più ampi dei miei e degli altri colleghi che hanno sottoscritto l'emendamento, e anche, poiché qualcuno ne ha fatto cenno che il problema non è stato posto in Commissione perché forse non era matura la proposta rispetto a questa...
(Interruzione)
Voglio però sottolineare anche che, nei giorni scorsi, si è svolto un incontro tra i genitori, in rappresentanza della comunità dei tossicodipendenti di Sassari, e gli amministratori di quell'area con l'Assessorato alla programmazione, per dare gli elementi di valutazione. Ma ripeto, io sono rispettoso e direi persino convinto delle ragioni che spingono sia l'Assessore che il Presidente della Commissione a respingere questo emendamento. Voglio dire però che la proposta nasce da un fatto contingente che andrebbe comunque valutato, nasce dal fatto che una comunità di recupero vede venir meno le condizioni ambientali perché la sua attività possa continuare a svolgersi normalmente. Questa vicenda è determinata da responsabilità e da atti che vanno addebitati all'amministrazione comunale di Sassari. Questa comunità si trova in questa situazione e tutte le comunità della Sardegna insieme sottopongono, all'attenzione di questo Consiglio regionale, questa proposta, perché tra l'incudine della discoteca che deve suonare per forza e il martello della Giunta regionale che deve valutare il problema, questa comunità deve continuare a vivere e deve continuare ad operare. A valutazione di tutte le comunità, si propone al Consiglio regionale una soluzione: l'acquisizione di una struttura che sia al servizio di tutte le comunità e in questa struttura, dopo aver verificato naturalmente le condizioni ottimali per l'acquisizione in termini di prezzo e di quant'altro mai, in questa struttura tutte le comunità della Sardegna possano svolgere attività di formazione per gli operatori, possano presentare i lavori e i manufatti che svolgono i giovani che vivono nelle comunità, si possa svolgere una vera e propria azione di recupero sociale. La proposta quindi non riguarda più soltanto la comunità de La Crucca ma riguarda, perché quel problema contingente è stato fatto proprio da tutte le comunità sarde, questo problema specifico. Io, naturalmente, ripeto, non solo sono rispettoso ma persino convinto delle ragioni obiettive, serie, responsabili che la Giunta e la Commissione hanno assunto e tuttavia, rispetto a questo problema e a questa reimpostazione e alla dimensione della proposta che ha un significato non più locale, invito il Consiglio a dare un voto favorevole.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 23. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 30. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Passiamo adesso all'articolo 1 e all'emendamento sostitutivo totale numero 4.
Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare l'onorevole Selis, relatore.
SELIS (D.C.), relatore. Presidente, questo è il primo articolo. Naturalmente i primi sono gli articoli tecnici, quelli che servono a dare copertura a tutta la manovre. La Commissione esprime parere favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta lo accoglie.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 4. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 3.
PORCU, Segretario:
Art. 3
Fondi speciali
1. Nella tabella A) e B), allegate alla presente legge, sono indicate le voci da inscrivere nei fondi speciali per il finanziamento dei provvedimenti legislativi che si prevede possano essere approvati nel corso degli anni 1994, 1995 e 1996.
2. I rispettivi importi dei detti fondi restano determinati nel seguente modo:
a) fondo speciale per spese correnti (fondi regionali - cap. 03016)
anno 1994 lire 13.400.000.000
anno 1995 lire 12.080.000.000
anno 1996 lire 12.380.000.000
a) fondo speciale per spese in conto capitale (fondi regionali - cap. 03017)
anno 1994 lire 151.500.000.000
anno 1995 lire 155.700.000.000
anno 1996 lire 180.700.000.000.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato l'emendamento sostitutivo parziale numero 5. Se ne dia lettura.
Emendamento sostitutivo parziale Giunta regionale
Art. 3
Fondi speciali
Nel secondo comma, lettera b) gli importi relativi agli anni 1995 e 1996 sono sostituiti dai seguenti:
anno 1995 lire 135.700.000.000
anno 1996 lire 160.700.000.000. (5)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare l'onorevole Selis, relatore.
SELIS (D.C.), relatore. Vale lo stesso discorso di prima. Si tratta di articoli tecnici per la copertura e questo è l'adeguamento del fondo nuovi oneri. Il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta lo accoglie.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 5. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 3. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 4.
PORCU, Segretario:
Art. 4
Determinazione di spese
1. A' termini dell'articolo 13, primo comma, lettera f) della legge regionale n. 11 del 1983, come modificato dall'articolo 3 della legge regionale 3 novembre 1992, n. 18, le autorizzazioni di spesa indicate nella tabella C allegata alla presente legge, sono ridotte o differite per gli importi determinati nella medesima tabella.
2. A' termini dell'articolo 13, primo comma, lettera d) di cui alla predetta legge regionale n. 11 del 1983 gli importi da iscrivere negli stati di previsione della spesa nel bilancio per il 1993 e per il triennio 1994/1996, in relazione alle autorizzazioni di spesa recate da leggi a carattere pluriennale, restano determinati nelle misure indicate nella tabella D allegata alla presente legge.
3. A' termini dell'articolo 13, primo comma, lettera e) di cui alla predetta legge regionale n. 11 del 1983, gli importi da iscrivere negli stati di previsione della spesa del bilancio per l'anno 1994 e per il triennio 1994/1996, in relazione a leggi di spesa permanente la cui quantificazione è rinviata alla legge finanziaria, restano determinati nelle misure indicate nella tabella E allegata alla presente legge.
PRESIDENTE. Questo è l'ultimo degli articoli sospesi. L'emendamento aggiuntivo numero 34 è stato ritirato. Metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura della tabella A.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. A questa Tabella sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.
PORCU, Segretario:
Emendamento sostitutivo parziale Ladu Leonardo - Manchinu - Serra - Giagu - Zucca
Tabella A
Nella tabella A allegata alla legge finanziaria il punto 6 "Compensazioni tariffarie sui collegamenti aerei con il continente" è incrementato per il 1994 di lire 7.000.000.000. Alla relativa copertura si fa fronte mediante le seguenti riduzioni:
Tabella A
punto 1 lire 2.000.000.000
punto 5 lire 2.000.000.000
Tabella B
punto 1 lire 1.000.000.000
punto 9 lire 2.000.000.000. (25)
Emendamento aggiuntivo Giunta regionale
Tabella A
Alla tabella A è aggiunta la seguente voce:
7) interventi per i servizi qualificati e per l'incremento della produttività degli Enti locali
1994 lire 10.000.000.000
1995 lire 5.000.000.000
Di conseguenza nel DL 435 sono apportate le seguenti modifiche
Entrata
1994 cap. 71001 lire 10.000.000.000
1995 cap. 12106 lire 5.000.000.000
Spesa
cap. 03016
1994 lire 10.000.000.000
1995 lire 5.000.000.000. (33)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare l'onorevole Selis, relatore.
SELIS (D.C.), relatore. Sull'emendamento numero 25, Presidente. Questo emendamento incrementa i fondi nuovi oneri legislativi, portandoli da 1 miliardo a 7 miliardi per l'ipotizzata legge di intervento regionale a sostengo dell'abbattimento dei costi dei trasporti aerei. Questo è un problema abbastanza controverso, credo che lo sarà sia in sede di Commissione sia in sede di Consiglio. In questo momento, noi non stiamo naturalmente valutando l'opportunità dell'intervento che la Regione potrebbe fare per abbattere le tariffe aeree questo dibattito si farà in sede di Commissione competente e poi di Consiglio, perciò a me sembra che stanziare 1 miliardo è solo un atto simbolico ma è già sufficiente. Avendo una serie di problemi di carattere finanziario stanziare 7 miliardi è eccessivo. In ogni caso, sia che stanziamo 1 miliardo, sia che ne stanziarne due, io credo che vada detto che lo stanziamento non è in alcun modo un impegno di questo Consiglio a varare la norma che si intende varare, la quale va tutta discussa. Lo stanziamento - che io propongo di lasciare di 1 miliardo che poi può essere portato a tutta la copertura e non basteranno i 7 miliardi - è solamente uno stanziamento simbolico per ricordare al Consiglio e alla Giunta che c'è un problema aperto, ma non c'è impegno né della Giunta né del Consiglio di portare a compimento l'intervento, o di presentare la legge. Con questo intendimento, e viste le risorse di carattere finanziario, non dichiarandomi per ora contrario alla legge, che ancora non conosco, propongo se la Giunta è d'accordo, di lasciare lo stanziamento di 1 miliardo.
PRESIDENTE. Se ho ben capito chiede il ritiro dell'emendamento numero 25.
SELIS (D.C.), relatore. Sì.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dei trasporti.
CANALIS, Assessore dei trasporti. Signor Presidente, nell'esprimere parere positivo sull'emendamento, vorrei fare qualche breve considerazione. Io non so davvero cosa capiterà sul versante delle tariffe dei trasporti nei prossimi anni quando sarà completa la normativa CEE. Non lo so davvero, ma di certo so quello che capita oggi e quello che capiterà nell'immediato futuro, cioè nei prossimi due o tre anni. Capita già che, signor Presidente, signori consiglieri, i cittadini di questo Paese, della penisola, possono disporre, per spostarsi, di mezzi di trasporto che pagano molto meno del costo reale del trasporto medesimo. Questo capita prendendo il treno, questo capita prendendo gli autobus. Chi vive nella penisola può scegliere modalità di trasporto comunque già sovvenzionate. Per noi questa possibilità rimane soltanto per i trasporti sull'isola: sugli autobus dell'ARST paghiamo solamente il 30 per cento, nei biglietti delle ferrovie copriamo al massimo il 20 per cento del costo del trasporto. Per quanto riguarda i collegamenti con l'esterno, invece - la Tirrenia, cioè, e l'ATI - noi paghiamo il 100 per cento del trasporto aereo e marittimo, tanto che la Tirrenia, con i proventi del traffico, ha equilibrato il proprio bilancio, ha un bilancio positivo; l'ATI sta comportandosi di conseguenza, così ha fatto da sempre Meridiana. Dunque è proprio sulla questione della continuità territoriale, cioè sui collegamenti con l'esterno, che manca una possibilità di trasporto finanziata dallo Stato. Certamente è lo Stato che dovrebbe dare questi finanziamenti, non c'è dubbio, ne siamo convinti tutti, non c'è bisogno neppure di sottolinearlo. E tuttavia io mi chiedo che cosa dobbiamo fare nell'attesa; l'abbiamo ribadito poco tempo fa; nel decreto di finanziamento del Piano di rinascita è previsto un articolo che prevede il finanziamento da parte dello Stato per l'abbattimento del 30 per cento del costo del trasporto di merci e passeggeri. Dunque stiamo andando nella direzione giusta, ma cosa si è fatto fino a oggi? Non si è fatto assolutamente niente, si è soltanto atteso, si è protestato e basta; io invece credo che sia una posizione responsabile e non di leggerezza quella di farsi carico del problema, per quanto possibile e per quanto compatibile con le risorse finanziarie regionali. Ritengo che il finanziamento debba essere mantenuto, perché la Giunta ha già esitato un disegno di legge che tratta proprio la questione della riduzione del 30 per cento delle tariffe sul trasporto dei passeggeri dagli aeroporti sardi agli aeroporti di Roma e di Milano. Dunque la Giunta dichiara di essere favorevole all'emendamento numero 25.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Sandro Usai. Ne ha facoltà.
USAI SANDRO (D.C.). Io non contesto che il problema sollevato con l'emendamento numero 25 e le osservazioni formulate da parte dell'Assessore siano sicuramente delle questioni fondate sul problema dell'insularità della Sardegna e dei costi connessi con questa insularità. Io però trovo che non sia corretto, in questa sede, una volta che comunque sia la Commissione bilancio ha espresso parere positivo di orientamento, tant'è che a memoria ha messo 1 miliardo nella tabella A, che si faccia fronte allo stanziamento di questi 7 miliardi distraendo risorse da altri capitoli, non a futuri oneri o a future entrate, ma riducendo i 7 miliardi ad altri capitoli di bilancio, che sono invece capitoli già ristretti come finanziamento. Se viene mantenuta la riduzione prevista in questo emendamento, che fine fanno gli altri articoli che abbiamo votato e che trovano riscontro in questi capitoli che adesso stiamo riducendo?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Meloni. Ne ha facoltà.
MELONI (P.S.d'Az.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, ancora una volta rileviamo la grande confusione con la quale si arriva alla discussione delle leggi finanziarie e delle manovre di bilancio. La grande confusione è caratterizzata, nella fattispecie, da un emendamento firmato da alcuni colleghi, non condiviso dalla Commissione e sostenuto dalla Giunta, con delle motivazioni altrettanto semplici ma contraddittorie. L'Assessore dice cioè che nel frattempo non si è fatto niente per risolvere questo problema. Ma chi non ha fatto niente? Nel frattempo, in effetti, noi consiglieri, noi sardi abbiamo assistito all'aumento indiscriminato delle tariffe, abbiamo assistito alla politica tariffaria dell'ATI e della Tirrenia senza vedere una qualsiasi attività della Giunta per evitare che piombassero ancora sulla testa dei sardi ulteriori mazzate. Questo non si è fatto ma la responsabilità di chi non ha fatto niente si deve far ricadere oggi sulla Giunta, che non può rimediare a questa inadempienza, a questa assenza totale, pensando di risolvere il problema con uno stanziamento assolutamente fittizio, che non serve a nulla, rinunciando ancora una volta alla battaglia perché venga finalmente realizzato il principio della continuità territoriale, perché il famoso decreto che diventa come l'araba fenice che non vedremo mai, sull'attuazione della legge di rinascita possa comprendere anche l'abbattimento delle tariffe aeree nella misura almeno del 30 per cento, con le agevolazioni consentite in Italia a coloro che usano il treno o gli aerei stessi. Di fronte a questa inadempienza, di fronte alla mancanza di credibilità e di iniziativa da parte della Giunta, di fronte all'incapacità di ottenere un qualsiasi risultato e di risolvere questo problema nel senso più giusto ci si mette ancora una volta la coscienza in pace e si dice: "Iniziamo a pensare - perché questo stiamo dicendo - che forse il problema lo dobbiamo risolvere noi con le nostre finanze". Si è presentata una proposta di legge che probabilmente finirà con l'individuare quale forma unica di finanziamento l'erogazione dei fondi della Regione. E' quindi un'altra battaglia persa, un altro cedimento, un ulteriore segno di arrendevolezza e di sottomissione da parte della Giunta nei confronti del Governo, di mancanza di capacità contrattuale, di mancanza di una qualsiasi forza, di una qualsiasi dignità che porti a risolvere il problema nei modi giusti, nei modi corretti e non attraverso il rifugio in norme che possono solo servire - perché questa manovra di bilancio è l'ultima prima delle prossime elezioni - a rivendicare il fatto che, per abbattere le tariffe, la Giunta regionale ha previsto nel suo bilancio una spesa di ben 7 miliardi. Io dico che non è giusto fare queste cose e che bisogna fare altre battaglie. Se non si è in grado di vincere altre battaglie, signor Presidente, non si può venire qui a pretendere che, a fronte di battaglie perse, vengano giustificati i sacrifici che si vogliono imporre ancora a tutti i sardi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Sandro Usai. Ne ha facoltà.
USAI SANDRO (D.C.). Solo per un intervento integrativo, per chiedere ai proponenti che questi 7 miliardi vadano tutti a riduzione sul punto 9 della Tabella B.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Ortu. Ne ha facoltà.
ORTU (P.S.d'Az.). Ancora una volta si ha la sensazione che la Giunta abbia dichiarato una guerra, così, per scherzare, una guerra nei confronti dello Stato centrale, che noi difficilmente riusciamo a percepire, anzi diciamo che la Regione sarda non si mette neanche su un piano di parità ma su un piano di subordinazione, di subalternità, di passività e di appiattimento sulle posizioni del Governo, anche quando queste posizioni vanno in senso nettamente contrario agli interessi della Sardegna. Certamente noi ricordiamo il momento in cui il Ministero dei trasporti tagliò con i contributi alle aziende di trasporto interno, e la Regione immediatamente andò a coprire i disavanzi delle società - che prima, in parte, venivano coperti con i contributi statali - con larghi finanziamenti da parte della Regione. Non è da molto che abbiamo approvato in Consiglio una legge per l'assunzione, da parte della Regione, di un mutuo di 60 miliardi per coprire i disavanzi delle società per i trasporti interni in Sardegna. Invece che decidere di contestare lo Stato e di combattere e di usare tutti gli strumenti necessari e possibili per ottenere giustizia, si accettano le decisioni che il Governo centrale ha assunto. In materia di trasporti, certamente noi non siamo privilegiati - ce lo ricordava poc'anzi l'Assessore dei trasporti - noi abbiamo un sistema di trasporti penalizzante per quanto riguarda i cittadini, più che mai penalizzante per quanto riguarda i trasporti delle merci. Cioè il cittadino sardo non è posto in condizioni di uguaglianza con tutti gli altri cittadini della Repubblica, checché ne dica la Costituzione. In materia di trasporti noi subiamo uno stato di inferiorità, ce lo ricordava l'Assessore dei trasporti, il cittadino che da Torino si sposta a Roma o va a Catanzaro o a Reggio Calabria usufruisce di tariffe di cui il cittadino sardo non può beneficiare, perché giunto al porto di Cagliari o a Olbia si deve pagare la tariffa intera per raggiungere Civitavecchia o Napoli e viceversa e così avviene anche per quanto riguarda i trasporti aerei.
Abbiamo una qualità dei trasporti, e per cittadini e per merci, certamente non adeguata a quello che dovrebbe essere un sistema di vettori di un Paese civile, abbiamo velocità ferme a 100 anni fa, tutte le iniziative assunte nel passato sono state bloccate per lungo tempo e ancora molte lo sono (vedi dorsale sarda, elettrificazione e via dicendo) e oggi ancora una volta facciamo atto di supplenza con la miseria del nostro bilancio nei confronti di quelli che dovrebbero essere i doveri dello Stato. E questo certamente non è positivo. Questo ancora sta a dimostrare che questa Giunta, invece che essere un'armata che combatte contro i soprusi dello Stato centrale, è un'armata disarmata, un'armata Brancaleone che non riesce a difendere in nessun modo il diritto dei sardi.
Nel 1898, a Torino, il partito socialista, che era alle sue prime battaglie, chiamò una commissione di esperti per verificare il bilancio comunale e per suggerire agli amministratori socialisti che erano presenti nel Comune di Torino modi, sistemi e strumenti per correggerlo. Fu nominata una commissione e quella commissione, alla fine, diede alcune proposte al Gruppo socialista in Consiglio comunale a Torino che la "Critica sociale" di Filippo Turati giudicava inadeguate, inopportune, tali che una qualsiasi commissione di piccoli borghesi avrebbe potuto suggerire. Cosa suggeriva la "Critica sociale" di Turati? Diceva che bisogna trovare modi, strumenti e forme per forzare quelle che sono le leggi dello Stato, per combatterle e per cambiarle, non adeguarsi a quegli strumenti, a quella legislazione che è nemica, allora si diceva, della classe proletaria; noi diciamo oggi nemica invece del sistema autonomistico e delle fortune, dello sviluppo della Sardegna. Bene, la Giunta ha agito in questa direzione? Questa Giunta che si definisce autonomista e progressista mi pare proprio di no.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento numero 33 ha facoltà di parlare l'onorevole Selis, relatore.
SELIS (D.C.), relatore. Non abbiamo avuto modo di vedere questo emendamento in Commissione, però mi pare che sia in linea nel senso che non contiene una norma operativa, ma propone degli stanziamenti per nuovi oneri rinviando poi alla norma. Quindi credo che si possa esprimere un parere favorevole.
BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'onorevole Usai ha proposto che la riduzione, nell'emendamento 25, si a valere sulla Tabella B, punto 9.
PRESIDENTE. Era già così, onorevole Usai.
BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Era su quattro punti: sul punto 1 e punto 5 della Tabella A e sul punto 1 e 9 della Tabella B. Si propone che sia tutto sul punto 9 della Tabella B.
PRESIDENTE. Chiedo nuovamente al relatore se conferma il suo parere contrario sull'emendamento numero 25.
SELIS (D.C.), relatore. Sull'emendamento numero 25 io non sto esprimendo un giudizio contrario all'intervento eventuale che non conosco. Ne parleremo quando lo conosceremo. Sto esprimendo un giudizio di merito, se volete anche finanziario, di portata limitata perché vista la situazione di grave crisi finanziaria, continuare a rigonfiare le previsioni di nuovi oneri mi sembra un fatto non accettabile. Solo per questo esprimo parere negativo.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Io, quindi, onorevole Usai, devo mettere in votazione l'emendamento sostitutivo parziale numero 25 così come è stato proposto, con il parere contrario del Presidente della Commissione.
USAI SANDRO (D.C.). Io ho solo invitato i componenti a modificarlo tecnicamente.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 25 nel testo del proponente.
Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Per dichiarare il voto contrario all'emendamento, perché bloccare 7 miliardi in questo modo, nel bilancio della Regione, per destinarli allo sconto dei biglietti aerei a carico del bilancio della Regione e quindi di tante altre utilità, come hanno detto soprattutto il collega Meloni e il collega Ortu poco fa, è un po' una beffa. Che i sardi abbiano diritto ad avere almeno qualche agevolazione nel trasporto aereo, che poi è il mezzo di comunicazione vero, celere, tra la Sardegna e la restante parte di questo Stato, che ancora si vuol definire unitario, mi pare evidente. Che la disunità dello Stato, che la disarticolazione, che tutto quello che si fa per dividere i più forti dai più deboli, sia una costante della politica di questo Stato e di chi la regge, questo è egualmente di tutta evidenza, ma che debba essere chi è discriminato, chi è colpito, a volere mettere in mano a chi lo vuol colpire il bastone per essere colpito, mi sembra davvero eccessivo. Si provi ancora! Si tenti di fare quello che la Giunta regionale, che forse lo stesso Consiglio regionale ancora non ha fatto. La continuità territoriale è una filosofia, poteva essere anche una linea di azione politica, di contestazione politica, di rivendicazione politica; che si sia affievolita questa linea di contestazione va bene, ma questa Giunta regionale stanca, svogliata, politicamente inesistente e tecnicamente assente, nel senso che la tecnica dovrebbe almeno esprimersi in una attività, in una capacità di azione, di produzione di risultati che si possono anche minimamente raggiungere - ed invece è una Giunta che tecnica tanto non è, poco poco politica, sbiadita, confusionaria, arrendevole - provi ancora a fare una rivendicazione. La Regione metta pure qualcosa in un fondo nuovi oneri - si era detto di mettere 1 miliardo - per dire che vuole sopperire ad esigenze indispensabile della comunità sarda, che magari la parte più debole dovrà essere, fissando criteri, in certe situazioni soccorsa, quando avrà estremo bisogno di attraversare il mare senza stare mezza giornata o tutta la nottata dentro la nave. Si faccia qualcosa per sopperire ai bisogni. Ma 7 miliardi! Aggiungo che questi 7 miliardi se non tutti in parte andrebbero poi sottratti a questo punto 9: acquisto di strutture per l'attività di formazione professionale, tra parentesi FSE, che dovrebbero essere i fondi strutturali europei. Ma i fondi strutturali europei non sono dati per determinati obiettivi? Sono traducibili questi fondi strutturali in sconti su biglietti aerei? C'è un dubbio, io non so se lo siano. Quindi non sarebbe male fare degli accertamenti in questo senso. Però il problema fondamentale è quello di merito e per questa ragione il nostro voto è contrario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Leonardo Ladu. Ne ha facoltà.
LADU LEONARDO (P.D.S.). Presidente, per dire che se niente osta formalmente a che venga accolta la correzione proposta dal collega Usai all'emendamento 25, rispetto alla Tabella B perché i 7 miliardi vengano presi dal punto 9, io mi dichiaro d'accordo sulla proposta.
PRESIDENTE. Se non si oppone nessuno a questa modifica diciamo che questi 7 miliardi vengono presi dal punto 9; rimane comunque il dissenso della Commissione sull'emendamento 25 indipendentemente da questo aggiustamento.
Metto in votazione l'emendamento numero 25. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 33. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione la Tabella A. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della Tabella B.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questa tabella, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della tabella C.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questa tabella, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della Tabella D.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questa tabella, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della Tabella E.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questa tabella, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della Tabella F.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questa tabella, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della tabella G.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questa tabella, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della tabella H.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questa tabella, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della tabella I.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questa tabella, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
L'intera legge verrà votata insieme alle altre a fine tornata.
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Per una precisazione sull'emendamento numero 12 all'articolo 37 bis che, come è già stato detto durante la discussione, andrebbe letto in questo modo...
PRESIDENTE. Onorevole Barranu, è stato già riscritto.
BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. "Gli stanziamenti previsti dall'articolo 60 della legge regionale del 22 gennaio del 1990 numero 1, e quelli relativi all'articolo 5 della legge numero 30 del 1993".
PRESIDENTE. Onorevole Barranu, l'abbiamo già riscritto.
Discussione dell'articolato del disegno di legge: "Approvazione del bilancio di previsione per l'anno finanziario 1994 e del bilancio pluriennale per gli anni 1994-1995-1996" (435)
PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio alla discussione degli articoli del disegno di legge numero 435. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Ha domandato di parlare l'onorevole Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (D.C.), relatore. Presidente, prima di passare ad esaminare i singoli articoli della legge di bilancio, dieci minuti di sospensione per vedere gli emendamenti in Commissione.
PRESIDENTE. Se non vi sono opposizioni, sospendiamo la seduta per quindici minuti. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle 16 e 58, viene ripresa alle 18 e 44.)
PRESIDENTE. E' in discussione il disegno di legge numero 435. Abbiamo già votato il passaggio alla discussione degli articoli.
Si dia lettura dell'articolo 1.
PORCU, Segretario:
STATO DI PREVISIONE DELL'ENTRATA
Art. 1
1. Sono autorizzati l'accertamento, la riscossione e il versamento, secondo le leggi in vigore, delle entrate dovute alla Regione per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1994 giusta lo stato di previsione dell'entrata annesso alla presente legge (Tabella A).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 2.
PORCU, Segretario:
Art. 2
1. L'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, su conforme deliberazione della Giunta regionale, adottata su proposta dell'Assessore medesimo, è autorizzato, ove occorra, a disporre, con propri decreti da registrarsi alla Corte dei Conti, l'istituzione di nuovi capitoli nello stato di previsione dell'entrata.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 3.
PORCU, Segretario:
TOTALE GENERALE DELLA SPESA
Art. 3
1. E' approvato in lire 9.139.823.000.000 il totale della spesa della Regione per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1994.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 4.
PORCU, Segretario:
Art. 4
1. Ai sensi e per gli effetti dell'articolo 16, sesto comma, della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, i capitoli degli stati di previsione della spesa del bilancio regionale per l'anno 1994 appartenenti ai titoli I, II, III, e IV, sono classificati secondo le seguenti sezioni:
01 - Amministrazione generale;
04 - Sicurezza pubblica;
06 - Istruzione e cultura;
07 - Azioni ed interventi nel campo delle abitazioni;
08 - Azioni ed interventi nel campo sociale;
09 - Trasporti e comunicazioni;
10 - Azioni ed interventi nel campo economico;
11 - Interventi a favore della finanzia regionale e locale;
12 - Oneri non ripartibili;
2. Gli stessi capitoli sono, altresì, classificati secondo le seguenti categorie:
TITOLO I - SPESE CORRENTI
1) Servizi degli organi costituzionali della Regione;
2) Personale in attività di servizio;
3) Personale in quiescenza;
4) Acquisto di bene e servizi;
5)Trasferimenti correnti allo Stato ed ad altri enti pubblici;
6) Trasferimenti correnti ad altri settori;
7) Interessi;
8) Partite che si compensano nell'entrata;
9) Somme non attribuibili.
TITOLO II - SPESE D'INVESTIMENTO
1) Beni ed opere immobiliari a carico diretto della Regione;
2) Beni mobili, macchine ed attrezzature tecnico-scientifiche a carico diretto della Regione;
3) Trasferimenti in conto capitale allo Stato e ad altri enti pubblici;
4) Trasferimenti in conto capitale ad altri settori;
5) Partecipazioni azionarie e conferimenti;
6) Concessione di crediti ed anticipazioni per finalità produttive;
7) Concessione di crediti ed anticipazioni per finalità non produttive;
8) Somme non attribuibili.
TITOLO III - SPESE PER RIMBORSO DI MUTUI E PRESTITI
1) Mutui;
2) Obbligazioni;
3) Anticipazioni ed altre operazioni di credito a breve termine.
TITOLO IV - SPESE PER PARTITE DI GIRO
1) Partite di giro.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 5.
PORCU, Segretario:
STATO DI PREVISIONE DELLA PRESIDENZA DELLA GIUNTA
Art. 5
1. E' autorizzato il pagamento delle spese della Presidenza della Giunta per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1994 in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (Tabella B).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 6.
PORCU, Segretario:
Art. 6
1. L'impegno degli stanziamenti iscritti ai capitoli 01060 e 01061 sono subordinati all'accertamento della relativa entrata di cui al capitolo 61303.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 7.
PORCU, Segretario:
STATO DI PREVISIONE DELL'ASSESSORATO DEGLI AFFARI GENERALI, PERSONALE E RIFORMA DELLA REGIONE
Art. 7
1. E' autorizzato il pagamento delle spese dell'Assessorato degli affari generali, personale e riforma della Regione per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1994, in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (Tabella C).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 8.
PORCU, Segretario:
STATO DI PREVISIONE DELL'ASSESSORATO DELLA PROGRAMMAZIONE, BILANCIO, CREDITO E ASSETTO DEL TERRITORIO E DISPOSIZIONI RELATIVE
Art. 8
1. E' autorizzato il pagamento delle spese dell'assessorato della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1994 in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (Tabella D).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 9.
PORCU, Segretario:
Art. 9
1. Per gli effetti di cui all'articolo 23 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, sono considerate spese obbligatorie e d'ordine quelle iscritte nell'elenco n. 1 annesso alla presente legge.
2. Per i prelevamenti dal fondo di riserva per spese obbligatorie e d'ordine (cap. 03009) di cui al precitato articolo 23, si prescinde dalla deliberazione della Giunta regionale per prelevamenti inferiori a lire 500.000.000.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 10.
PORCU, Segretario:
Art. 10
1. I trasferimenti dai fondi di cui all'articolo 29 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, relativi alla revisione dei prezzi contrattuali, possono essere disposti a favore dei vari capitoli compresi nel titolo II, categoria 1, degli stati di previsione della spesa, nonché dei capitoli 08070/01 e 08070/02 dello stato di previsione della spesa dell'Assessorato dei lavori pubblici.
2. Nel caso in cui i capitoli di provenienza fossero stati nel frattempo soppressi, i loro corrispondenti possono essere restituiti, ai fini di cui al comma 1, con decreto dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, da registrarsi alla Corte dei Conti.
3. Si prescinde dalla deliberazione della Giunta regionale per i trasferimenti inferiori a lire 500.000.000.
4. Le somme trasferite ai capitoli 06260, 07062 e 08026, rispettivamente degli stati di previsione della spesa dell'Assessorato della agricoltura e riforma agro-pastorale, dell'Assessorato del turismo, artigianato e commercio e dell'Assessorato dei lavori pubblici, sono ulteriormente trasferite alla contabilità speciale di cui alla legge 11 giugno 1962, n. 588, in unica soluzione per essere erogate con imputazione al titolo di spesa 5.2.01 del V programma esecutivo.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 11.
PORCU, Segretario:
Art. 11
1. Al trasferimento dal fondo di cui al capitolo 03014, relativo agli oneri derivanti dall'applicazione delle norme contenute negli accordi sindacali a favore dei capitoli concernenti le spese per il personale dell'Amministrazione regionale e di quelli relativi ai contributi di funzionamento degli enti strumentali indicati nell'articolo 1 della legge regionale 25 giugno 1984, n. 33, si provvede con decreto dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, da registrarsi alla Corte dei Conti, emesso su conforme deliberazione della Giunta regionale, adottata su proposta dell'Assessore medesimo di concerto con l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 12.
PORCU, Segretario:
STATO DI PREVISIONE DELL'ASSESSORATO DEGLI ENTI LOCALI, FINANZE ED URBANISTICA
Art. 12
1. E' autorizzato il pagamento delle spese dell'Assessorato degli enti locali, finanze ed urbanistica, per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1994, in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (Tabella E).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 13.
PORCU, Segretario:
Art. 13
1. L'impegno degli stanziamenti iscritti al capitolo 04018/01 ed al capitolo 04020/01 è subordinato all'accertamento delle rispettive entrate di cui ai capitoli 24113/parte e 24112.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 14.
PORCU, Segretario:
STATO DI PREVISIONE DELL'ASSESSORATO DELLA DIFESA DELL'AMBIENTE E DISPOSIZIONI RELATIVE
Art. 14
1. E' autorizzato il pagamento delle spese dell'Assessorato della difesa dell'ambiente per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1994, in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (Tabella F).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 15.
PORCU, Segretario:
Art. 15
1. E' autorizzato sul capitolo 05100, in applicazione dell'articolo 75 della legge regionale 28 aprile 1978, n. 32, l'impegno delle somme necessarie al funzionamento dei Comitati provinciali della caccia, con esclusione di qualsiasi emolumento spettante al personale dell'Amministratore regionale.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 16.
PORCU, Segretario:
Art. 16
1. Nell'anno 1994 le spese per il funzionamento e per l'assolvimento dei compiti del Comitato regionale faunistico sono autorizzate, su conforme deliberazione del Comitato stesso, a valere sul capitolo 05104.
2. Nello stesso anno è autorizzato il finanziamento delle spese di competenza dei Comitati comunali faunistici e dei Comitati comprensoriali faunistici mediante aperture di credito disposte a favore dei presidenti degli stessi organi. Tali spese gravano sullo stanziamento disposto a favore del Comitato regionale faunistico.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 17.
PORCU, Segretario:
Art. 17
1. E' approvato il bilancio di previsione dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione sarda per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1994 annesso alla presente legge (allegato n. 1), a' termini dell'articolo 8 dello Statuto dell'Azienda stessa, facente parte integrante della legge regionale 29 febbraio 1956, n. 6, ed è stabilito nella somma di lire 7.050.000.000 il contributo da corrispondere all'Azienda medesima ai sensi dell'articolo 9, lettera f), del suo Statuto (capp. 05036 e 05036/01).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 18.
PORCU, Segretario:
STATO DI PREVISIONE DELL'ASSESSORATO DELL'AGRICOLTURA E RIFORMA AGRO-PASTORALE E DISPOSIZIONI RELATIVE
Art.18
1. E' autorizzato il pagamento delle spese dell'Assessorato dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1994, in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (Tabella G.).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 19.
PORCU, Segretario:
Art. 19
1. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, su conforme deliberazione della Giunta regionale adottata su proposta dell'Assessore medesimo, di concerto con l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, è autorizzato a disporre con propri decreti da registrarsi alla Corte dei Conti, l'iscrizione al capitolo 06110 dello stato di previsione della spesa, in corrispondenza con l'accertamento effettuato in conto del capitolo 36119 dello stato di previsione dell'entrata, delle somme previste dal secondo comma dell'articolo 3 della legge regionale 15 gennaio 1991, n. 4.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 20.
PORCU, Segretario:
STATO DI PREVISIONE DELL'ASSESSORATO DEL TURISMO, ARTIGIANATO E COMMERCIO E DISPOSIZIONI RELATIVE
Art. 20
1. E' autorizzato il pagamento delle spese dell'Assessorato del turismo, artigianato e commercio per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1994, in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (Tabella H).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 21.
PORCU, Segretario:
Art. 21
1. Nello stanziamento di lire 7.250.000.000 di cui al capitolo 07011 è ricompresa la quota di lire 1.400.000.000, assegnata alla Regione in sostituzione della soppressa imposta di soggiorno, da attribuire alle aziende di soggiorno ed agli enti provinciali di turismo aventi titolo.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 22.
PORCU, Segretario:
STATO DI PREVISIONE DELL'ASSESSORATO DEI LAVORI PUBBLICI E DISPOSIZIONI RELATIVE
Art. 22
1. E' autorizzato il pagamento delle spese dell'Assessorato dei lavori pubblici per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1994, in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (Tabella I).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 23.
PORCU, Segretario:
Art. 23
1. Ai termini dell'articolo 18, settimo comma, della legge regionale 21 luglio 1976, n. 39, gli interessi attivi maturati e le economie realizzate al 31 dicembre 1993 sono portati in aumento dal capitolo 08117 dello stato di previsione della spesa dell'Assessorato dei lavori pubblici e rispettivamente dei capitoli 32407 e 36204 dello stato di previsione dell'entrata del bilancio della Regione per l'anno 1993.
2. A tal fine l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, su conforme deliberazione della Giunta regionale, adottata su proposta dell'Assessore medesimo di concerto con l'Assessore dei lavori pubblici, è autorizzato a disporre, con propri decreti da registrarsi alla Corte dei conti, le conseguenti variazioni di bilancio.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 23 bis.
PORCU, Segretario:
Art. 23 bis
1. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 13, lettera f) della legge 5 agosto 1978, n. 457, l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, è autorizzato a disporre, con propri decreti da registrarsi alla Corte dei Conti, in corrispondenza con gli accertamenti effettuati in conto del capitolo d'entrata 36126, l'iscrizione al capitolo di spesa 08096 delle somme da versare alla Cassa depositi e prestiti, a seguito dei rimborsi dei contributi erogati per interventi di edilizia agevolata.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 24.
PORCU, Segretario:
STATO DI PREVISIONE DELL'ASSESSORATO DELL'INDUSTRIA
Art. 24
1. E' autorizzato il pagamento delle spese dell'Assessorato dell'industria per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1994, in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (Tabella L).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 25.
PORCU, Segretario:
STATO DI PREVISIONE DELL'ASSESSORATO DEL LAVORO, FORMAZIONE PROFESSIONALE, COOPERAZIONE E SICUREZZA SOCIALE E DISPOSIZIONI RELATIVE
Art. 25
1. E' autorizzato il pagamento delle spese dell'Assessorato del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1994, in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (Tabella M).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 26.
PORCU, Segretario:
STATO DI PREVISIONE DELL'ASSESSORATO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE, BENI CULTURALI, INFORMAZIONE, SPETTACOLO E SPORT E DISPOSIZIONI RELATIVE
Art. 26
1. E' autorizzato il pagamento delle spese dell'Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1994, in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (Tabella N).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 27.
PORCU, Segretario:
Art. 27
1. Nel caso in cui l'Amministrazione regionale contragga, nel corso del 1994 in tutto o in parte, i mutui previsti dall'articolo 6 della legge regionale 15 giugno 1978, n. 36, l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, su conforme deliberazione della Giunta regionale adottata su proposta dell'Assessore medesimo di concerto con l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, è autorizzato a disporre, con propri decreti da registrarsi alla Corte dei Conti, l'iscrizione al capitolo 51005 dello stato di previsione dell'entrata e al capitolo 11124/04 dello stato di previsione della spesa dell'Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, di somme pari all'ammontare delle quote dei mutui medesimi delle quali i contratti relativi prevedono la somministrazione alla Regione entro il 31 dicembre 1994.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 28.
PORCU, Segretario:
Art. 28
1. Le spese di cui ai capitoli 11108 e 11131/01 possono essere ordinate mediante ordini di accreditamento a favore di funzionari delegati ai sensi dell'articolo 43 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 29.
PORCU, Segretario:
STATO DI PREVISIONE DELL'ASSESSORATO DELL'IGIENE E SANITA' E DELL'ASSISTENZA SOCIALE E DISPOSIZIONI RELATIVE
Art. 29
1. E' autorizzato il pagamento delle spese dell'Assessorato dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1994, in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (Tabella O).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 30.
PORCU, Segretario:
Art. 30
1. L'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, su conforme deliberazione della Giunta regionale, adottata su proposta dell'Assessore medesimo di concerto con l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, è autorizzato a disporre, con propri decreti da registrarsi alla Corte dei conti, il trasferimento delle somme iscritte ai fondi da ripartire di cui ai capitoli 12113 e 12115, ai vari capitoli esistenti ed a quelli da istituire per l'applicazione della legge 23 dicembre 1978, n. 833.
2. Con le stesse modalità indicate al precedente comma ed in relazione alle qualificazioni definitive che verranno accertate nel corso dell'applicazione dei criteri di riparato del fondo sanitario nazionale previsti dall'articolo 17 della legge 22 dicembre 1984, n. 887, è autorizzato il ripristino - mediante opportuna riduzione agli stanziamenti portati dai vari capitoli di spesa alimentati dalla quota regionale del Fondo sanitario nazionale - delle disponibilità occorrenti nei fondi da ripartire di cui ai precitati capitoli 12113 e 12115.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 31.
PORCU, Segretario:
Art. 31
1. Gli impegni degli stanziamenti dei sotto indicati capitoli sono subordinati all'accertamento delle corrispondenti entrate sui capitoli accanto agli stessi indicati:
Capitolo 12032/03
Capitolo 23507
Capitolo 12104
Capitolo 12105
Capitolo 12113
Capitolo 12133
Capitolo 12134
Capitolo 12160 Capitolo 23501
Capitolo 12162/02
Capitolo l2193/01
Capitolo 12194
Capitolo 12196
Capitolo 12198
Capitolo 12203
Capitolo 12205 Capitolo 24112/parte
Capitolo 12001/03 Capitolo 23501/parte
Capitolo l2102
Capitolo 51008.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 32.
PORCU, Segretario:
STATO DI PREVISIONE DELL'ASSESSORATO DEI TRASPORTI
Art. 32
1. E' autorizzato il pagamento delle spese dell'Assessorato dei trasporti per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1994, in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (Tabella P).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 33.
PORCU, Segretario:
QUADRO GENERALE RIASSUNTIVO
Art. 33
1. E' approvato il quadro generale riassuntivo del bilancio della Regione per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1994.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 34.
PORCU, Segretario:
Art. 34
1. E' autorizzata l'applicazione al bilancio di previsione 1994 di una quota dell'avanzo presunto di amministrazione dell'esercizio finanziario 1993 per l'ammontare di lire 300.000.000.000.
2. La quota di cui al precedente comma è destinata alla copertura delle seguenti spese:
a) quanto a lire 100.000.000.000 per le spese relative ai residui perenti iscritte nei fondi di cui ai capitoli dell'allegata tabella 1, che costituisce parte integrante della presente legge;
b) quanto a lire 200.000.000.000 per la copertura di spese finanziate da fondi propri non specificatamente individuate.
PRESIDENTE. All'articolo 34 c'è un'errata corrige. Se ne dia lettura.
PORCU, Segretario:
Art. 34
1. L'importo di lire 300.000.000.000 deve intendersi di lire 617.000.000.000 e l'importo di lire 200.000.000.000 della lettera b) del comma 2 deve intendersi di lire 517.000.000.000.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Su questa errata corrige credo che in sede di coordinamento bisognerà prendere atto dei conti totali e adeguare la cifra conseguente.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 3 all'articolo 34 è stato ritirato dalla Giunta.
Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 35.
PORCU, Segretario:
Art. 35
1. Le articolazioni dei capitoli di spesa effettuate, ai sensi del primo comma dell'articolo 17 della legge regionale 30 maggio 1989, n. 18, nell'anno finanziario 1992, per l'utilizzazione degli stanziamenti, in conto competenza e in conto residui, relativi agli interventi straordinari affidati alla realizzazione della Regione, ai sensi dei piani annuali di attuazione di cui alla legge 1° marzo 1986, n. 64, sulla base delle singole iniziative finanziate restano valide anche nell'anno finanziario 1994.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 36.
URRACI, Segretaria:
Art. 36
1. Per gli effetti di cui all'articolo 24 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, sono considerate spese occorrenti per restituire tributi indebitamente riscossi, o tasse ed imposte su prodotti che si esportano, per integrare le assegnazioni relative a stipendi, pensioni ed altri assegni fissi, tassativamente autorizzati e regolati per legge e per integrare le dotazioni dei fondi speciali per la riassegnazione delle somme perenti agli effetti amministrativi, quelle iscritte nell'elenco n. 2 annesso alla presente legge.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 37.
URRACI, Segretaria:
Art. 37
1. Per gli effetti di cui all'articolo 25 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, sono considerate spese occorrenti per la restituzione di somme avute in deposito o per il pagamento di quote di entrata devolute ad enti ed istituti, o di somme comunque riscosse per conto di terzi, quelle iscritte nell'elenco n. 3 annesso alla presente legge.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 38.
URRACI, Segretaria:
Art. 38
1. L'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, su conforme deliberazione della Giunta regionale adottata su proposta dell'Assessore medesimo, di concerto con gli Assessori rispettivamente interessati, è autorizzato a disporre con propri decreti da registrarsi alla Corte dei Conti, l'iscrizione ai competenti capitoli di spesa, in corrispondenza con gli accertamenti effettuati in conto dei capitoli 32404, 32405 e 36203 dello stato di previsione dell'entrata del bilancio della Regione per l'anno 1994, degli importi corrispondenti o delle minori somme effettivamente occorrenti, agli interessi attivi maturati sui conti correnti di cui all'articolo 4, comma quinto, della legge regionale 7 gennaio 1975, n. 1, ed agli interessi attivi maturati sulle somme erogate agli enti locali con vincolo di destinazione specifica ed alle economie realizzate rispetto ai fondi messi a disposizione degli enti stessi, di cui all'articolo 9, comma terzo, della legge medesima, al 31 dicembre 1993.
2. Per capitoli competenti, ai sensi del comma precedente, si intendono quelli corrispondenti, negli stati di previsione della spesa annessi alla presente legge, ai capitoli degli esercizi anteriori ai quali sono stati imputati i versamenti e le erogazioni di cui, rispettivamente, all'articolo 4, primo comma, e all'articolo 9, primo comma, della legge regionale 7 gennaio 1975, n. 1.
3. Nel caso in cui gli enti gestori e gli enti lo cali interessati, abbiano chiesto - a' termini rispettivamente dell'articolo 4, sesto comma, e del l'articolo 9, terzo comma, della legge regionale 7 gennaio 1975, n. 1 - la riassegnazione degli importi, degli interessi e delle economie occorrenti per il pagamento della revisione dei prezzi contrattuali, e l'Amministrazione regionale disponga l'accoglimento di tali richieste prima che siano avvenuti i rispettivi versamenti, alle riassegnazioni stesse può farsi luogo - previa l'adozione di provvedimenti di variazione di bilancio di cui al primo comma e sulla base della dimostrazione dei correlativi accertamenti d'entrata - mediante l'emissione di ordinativi diretti da commutarsi in quietanze di entrata.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 39.
URRACI, Segretaria:
Art. 39
1. L'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, su conforme deliberazione della Giunta regionale adottata su proposta dell'Assessore medesimo di concerto con gli Assessori competenti, è autorizzato a disporre, con propri decreti da registrarsi alla Corte dei Conti, l'istituzione di appositi capitoli negli stati di previsione della spesa e l'iscrizione ad essi, in corrispondenza con gli accertamenti effettuati in conto dei correlativi capitoli dello stato di previsione dell'entrata, istituiti a' termini del precedente articolo 2, in conformità alla specifica destinazione data ai fondi assegnati alla Regione dallo Stato o da altri enti, in applicazione di apposite norme; si prescinde dalla deliberazione della Giunta regionale per le reiscrizioni di assegnazioni statali con vincolo di specifica destinazione di cui sia stata accertata l'economia di stanziamento nell'anno finanziario 1993 con contestuale minore accertamento della relativa entrata.
2. Con lo stesso procedimento è autorizzata l'iscrizione dei fondi medesimi a capitoli già esistenti.
3. Con la procedura di cui al primo comma è autorizzata l'iscrizione delle quote dei mutui contratti dalla Regione ed i cui oneri di ammorta mento siano assunti a carico del bilancio dello Stato.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 39 bis.
URRACI, Segretaria:
Art. 39 bis
1. Con riferimento agli articoli 1 e 3, terzo comma, del decreto legge 18 gennaio 1993, n. 9, convertito, con modificazioni, nella legge 18 marzo 1993, n. 67, relativi al ripiano delle maggiori occorrenze finanziarie delle Unità sanitarie locali per gli anni 1990 e 1991, l'Amministrazione regionale è autorizzata a contrarre nell'anno 1994 uno o più mutui per l'importo complessivo di lire 150.925.000.000, con le modalità e a condizioni non superiori a quelle previste dalle norme dello Stato per le quote a proprio carico.
2. L'onere relativo alla rata di ammortamento dei mutui di cui al comma 1 comprensivo dei corrispondenti oneri fiscali valutato in lire 31.508.000.000 per l'anno 1994, in lire 30.073.000.000 dall'anno 1995 all'anno 2009 grava sui capitoli 03148, 03148/01 e 03148/02 del bilancio pluriennale per gli anni 1994/1996 e sui capitoli corrispondenti dei bilanci per gli anni successivi.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
L'articolo 40 è stato soppresso. Si dia lettura dell'articolo 41.
URRACI, Segretaria:
Art. 41
1. Ai fini dell'applicazione di norme di leggi statali che prevedono la restituzione di quote di assegnazioni non utilizzate, si provvede mediante l'iscrizione delle somme necessarie al capitolo 03063 su proposta dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio secondo la procedura di cui all'articolo 2 della legge regionale 12 marzo 1976, n. 12.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 42.
URRACI, Segretaria:
Art. 42
1. A' termini dell'articolo 5, terzo comma, della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, è approvato il bilancio pluriennale della Regione per il triennio 1994-1995-1996 nel testo allegato alla presente legge.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 43.
URRACI, Segretaria:
Art. 43
1. E' approvato il bilancio pluriennale dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione sarda per il triennio 1994-1995-1996 nel testo allegato alla presente legge (allegato n. 1).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 44.
URRACI, Segretaria:
Art. 44
1. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura della Tabella 1.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. A questa Tabella è stato presentato l'emendamento sostitutivo totale numero 4. Se ne dia lettura.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento, ha facoltà di parlare l'onorevole Selis, relatore.
SELIS (D.C.), relatore. La Commissione lo accoglie.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 4. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura della Tabella A.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. A questa Tabella sono stati presentati gli emendamenti modificativi numero 12, 14 e 26. Se ne dia lettura.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si danno per illustrati.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'onorevole Selis, relatore
SELIS (D.C.), relatore. La Commissione li accoglie.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 12. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 14. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 26. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione la Tabella A. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura della Tabella B.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questa tabella, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della Tabella C.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questa Tabella, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della Tabella D.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. A questa Tabella sono stati presentati gli emendamenti modificativi numero 15, 16 e 24. L'emendamento numero 24 è stato ritirato.
Si dia lettura degli emendamenti numero 15 e 16.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si danno per illustrati.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'onorevole Selis, relatore.
SELIS (D.C.), relatore. La Commissione li accoglie.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 15. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 16. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione la Tabella D. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della Tabella E.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. A questa Tabella è stato presentato l'emendamento numero 7. Se ne dia lettura.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare l'onorevole Selis, relatore.
SELIS (D.C.), relatore. La Commissione lo accoglie.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 7. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione la Tabella E. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della Tabella F.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. A questa tabella sono stati presentati gli emendamenti modificativi numero 2 e 17. Se ne dia lettura.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si danno per illustrati.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'onorevole Selis, relatore.
SELIS (D.C.), relatore. Per l'emendamento numero 2 la Commissione si rimette all'Aula; accoglie l'emendamento numero 17.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 2 per il quale la Commissione si rimette all'Aula. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 17. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione la Tabella F. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della Tabella G.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Metto ora in votazione la Tabella G. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della Tabella H.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. A questa tabella sono stati presentati gli emendamenti modificativi numero 10 e 11. L'emendamento numero 10 è stato ritirato.
Si dia lettura dell'emendamento numero 11.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare l'onorevole Selis, relatore.
SELIS (D.C.), relatore. La Commissione lo accoglie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta lo accoglie.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 11. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione la Tabella H. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della Tabella I.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. A questa tabella sono stati presentati gli emendamenti modificativi numero 21, 27, 28 e 29. L'emendamento numero 21 è stato ritirato. Si dia lettura degli altri emendamenti.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'onorevole Selis, relatore.
SELIS (D.C.), relatore. La Commissione accoglie gli emendamenti numero 27 e numero 28. Accoglie altresì l'emendamento numero 29 ma chiede che l'assessore Barranu precisi la denominazione del capitolo.
BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Per quanto riguarda il primo emendamento si tratta dell'iscrizione di somme messe in più nel 1996 nel programma delle opere pubbliche, destinate rispettivamente alla sanità e alla forestazione, da cui erano state tolte. L'emendamento numero 28 è l'iscrizione di somme di assegnazioni statali; il 29 è in attuazione dell'ordine del giorno che verrà discusso dopo, relativo alle progettazioni per i lavori pubblici. Introduce un nuovo capitolo la cui denominazione è conforme alla previsione dell'articolo della legge numero 34 del 1952. E' una nuova denominazione che aggiunge a "Costruzione di edifici", eccetera "progettazione" per consentire l'attuazione dell'ordine del giorno che verrà discusso dopo.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 27. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 28. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 29. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione la Tabella I. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della Tabella L.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. A questa Tabella è stato presentato l'emendamento numero 5. Se ne dia lettura.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare l'onorevole Selis, relatore.
SELIS (D.C.), relatore. La Commissione lo accoglie.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 5. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione la Tabella L. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della Tabella M.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. A questa tabella sono stati presentati gli emendamenti numero 8, 13, 18 e 20. Il numero 8 è stato ritirato. Si dia lettura degli altri emendamenti.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'onorevole Selis, relatore.
SELIS (D.C.), relatore. La Commissione li accoglie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta li accoglie.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 13. Chi lo approva alzi la mano.
(E 'approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 18. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 20. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione la Tabella M. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della Tabella N.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. A questa tabella sono stati presentati gli emendamenti numero 1, 22, 23 e 25. Se ne dia lettura.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si danno per illustrati.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare l'onorevole Selis, relatore.
SELIS (D.C.), relatore. La Commissione li accoglie.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 22. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 23. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 25. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione la Tabella N. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della Tabella O.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. A questa Tabella sono stati presentati gli emendamenti modificativi numero 6, 9 e 19. Se ne dia lettura.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si danno per illustrati.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'onorevole Selis, relatore.
SELIS (D.C.), relatore. La Commissione li accoglie.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 6. Chi lo approva alzi lamano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 9. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 19. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione la Tabella O. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della Tabella P.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questa Tabella, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura dell'allegato 1, parte I (Entrate)
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sulla parte I (Entrate) dell'allegato 1, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura dell'allegato 1, parte II (Spese).
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sulla parte II (Spese), la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Metto in votazione l'allegato 1 nel suo complesso. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvato)
Discussione della "Proposta di programma pluriennale 1994-1996" (Prog. n. 52)
PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio alla discussione dei paragrafi del programma numero 52. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura del paragrafo 1.1, della parte I "Quadro generale di riferimento".
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo paragrafo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura del paragrafo 1.2.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo paragrafo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura del paragrafo 1.3.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo paragrafo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo ora alla parte II "Interventi nell'ambito dei sistemi". Si dia lettura del paragrafo 2.1.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo paragrafo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura del paragrafo 2.2.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo paragrafo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura del paragrafo 2.3.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo paragrafo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura del paragrafo 2.4.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo paragrafo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura del paragrafo 2.5.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo paragrafo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'Allegato.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'Allegato, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Sospendo la seduta per consentire la lettura dei tre ordini del giorno che sono stati presentati.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 17, viene ripresa alle ore 19 e 25.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori.
Ha domandato di parlare l'onorevole Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (D.C.), relatore. Vorrei capire lo stadio a cui siamo. Siccome ci sono delle risoluzioni della Commissione, vorrei chiedere alla Presidenza se si possono presentare in un momento successivo della seduta in corso.
PRESIDENTE. Ora discutiamo gli ordini de giorno. Le risoluzioni possono essere presentate dopo, perché gli ordini del giorno sono legati ai documenti mentre le risoluzioni sono autonome rispetto a questi.
Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Formalmente può essere che si possano presentare dopo, però sostanzialmente le risoluzioni, che sono state discusse e largamente concordate in Commissione, sono state viste in connessione con la legge finanziaria e con la legge di bilancio. Cioè non è indifferente, ai fini della valutazione complessiva della stessa legge finanziaria e di bilancio, la conclusione di questo lavoro che è stato complesso, difficile, molto faticoso, che la Commissione ha praticamente ultimato. Quindi è molto più congruo che si dia qualche minuto ancora. Si tratta di apporre le firme nelle risoluzioni e di presentarle alla Presidenza.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, voglio capire una cosa. Volete presentare un ordine del giorno? Perché le risoluzioni si approvano con un ordine del giorno successivo. L'Assemblea non approva le risoluzioni, approva gli ordini del giorno. Quindi se c'è l'esigenza di predisporre un ordine del giorno in relazione dalle risoluzioni...
COGODI (Rinascita e Sardismo). Presidente, lei era presente ai lavori della Commissione e quindi conosce bene la questione. La risoluzione è stata approvata dalla Commissione e si è definito di scinderla in due parti, una che attiene al complesso dell'amministrazione e una che attiene più specificamente al Consiglio. Questo è stato fatto. Si tratta di definire le modalità attraverso cui il Consiglio può prenderne conoscenza, valutarle, approvarle o respingerle.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, le risoluzioni vengono presentate e discusse in Consiglio e poi approvate con un ordine del giorno. Se c'è l'esigenza di sospendere ancora per cinque minuti per presentare l'ordine del giorno e la risoluzione, possiamo sospendere ancora la seduta.
Ha domandato di parlare l'onorevole Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (D.C.). Per chiedere dieci minuti di sospensione.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Metto in votazione la richiesta di sospensione. Chi è favorevole alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi è contrario alzi la mano.
(Non è approvata)
Andiamo avanti.
Si dia lettura degli ordini del giorno.
URRACI, Segretaria:
Ordine del giorno Deiana - Tamponi - Oppi - Satta Antonio - Serra - Giagu - Corda - Manchinu - Desini - Dettori - Fadda Fausto sul completamento del complesso clinico e sulla necessità di ristrutturazione e sistemazione della Clinica medica della Facoltà di medicina e chirurgia dell'Università di Sassari.
IL CONSIGLIO REGIONALE
a conclusione della discussione dei disegni di legge nn. 434/A e 435/A relativi alla legge finanziaria e al bilancio 1994 e del bilancio pluriennale 1994-1995-1996;
VISTO che nel disegno di legge n. 434/A, al comma 2 dell'articolo 5 si prevedono interventi per l'edilizia sanitaria;
PRESO ATTO dell'urgenza di completare e rendere agibili le strutture già costruite con fondi FIO 1986 del complesso clinico e della contestuale necessità di sistemazione e ristrutturazione della clinica medica siti in Viale San Pietro;
PREVEDENDO che col completamento e ristrutturazione possono essere realizzati gli idonei accorpamenti e la razionale collocazione di unità operative;
SAPENDO che con la realizzazione del nuovo complesso clinico si potranno ubicare in modo funzionale istituti e cliniche con la conseguente liberazione di spazi da utilizzare in modo adeguato per risolvere altre esigenze dell'ateneo,
impegna la Giunta regionale
a tenere nella dovuta considerazione l'esigenza nella programmazione di cui al comma 2 dell'articolo 5 del disegno di legge n. 434/A la necessità di dare prioritario riscontro alle esigenze di intervento per il completamento del complesso clinico e di ristrutturazione e sistemazione della Clinica medica della Facoltà di medicina e chirurgia dell'Università di Sassari. (1)
Ordine del giorno Tamponi - Dadea - Mannoni - Pusceddu - Pau sul riordino delle sedi e degli uffici dell'Amministrazione regionale in Cagliari.
IL CONSIGLIO REGIONALE
A conclusione della discussione sui disegni di legge concernenti la legge finanziaria ed il bilancio della Regione per gli anni 1994-1995-1996;
VALUTATA l'esigenza di attuare un sostanziale riordino delle sedi e degli uffici dell'Amministrazione regionale così come sono attualmente configurati nella città di Cagliari;
CONSIDERATO ancora attuale il perseguimento dell'obiettivo di concentrare gli stessi uffici nelle aree demaniali regionali prospicienti il complesso di edifici regionali in viale Trento comprese nella zona denominata San Paolo oltre viale Trieste,
impegna la Giunta regionale a predisporre un programma che comprenda:
a) un concorso di idee-progetto da confrontare con l'Amministrazione comunale di Cagliari per la realizzazione di nuovi edifici nell'ambito dell'area sopra richiamata dove trovino ubicazione prioritariamente gli uffici e i servizi della Presidenza e del dipartimento della programmazione, finalizzati all'obiettivo richiamato in premessa;
b) l'elenco degli immobili di proprietà della Regione da alienare a seguito del richiamato progetto di riordino anche per rendere realizzabile tale progetto;
e) la nuova configurazione degli uffici e dei servizi dell'Amministrazione regionale derivante dall'attuazione dei precedenti punti a) e b).
Il programma proposto dalla Giunta regionale sarà sottoposto per l'attuazione al parere della Commissione consiliare. (2)
Ordine del giorno Serra Pintus sulla necessità di una normativa che regoli l'erogazione dei finanziamenti regionali.
IL CONSIGLIO REGIONALE
A conclusione della discussione sui progetti di legge finanziaria 1994 e di bilancio e programma pluriennale per gli anni 1994-1996;
CONSIDERATA la necessità di una normativa che regoli l'erogazione dei finanziamenti regionali in tutti i settori di attività onde evitare interventi discrezionali, dispersivi e di parte;
VISTA l'esistenza di numerose leggi regionali che sostengono attività e iniziative private che appaiono ingiustificate e slegate dalla necessità di legiferare con equità, imparzialità, senza istituire privilegi, protezioni particolari o comunque permettere erogazioni la cui utilità sociale non sia adeguatamente verificata,
impegna la Giunta regionale
a predisporre entro un mese un disegno di legge che contenga:
a) princìpi generali a cui attenersi nella erogazione dei finanziamenti regionali in tutti i settori;
b) l'abrogazione di tutte le leggi regionali che prevedono interventi contributivi a singoli, associazioni, enti privati o simili. (3)
PRESIDENTE. Gli ordini del giorno non possono essere illustrati.
Per esprimere il parere della Giunta sugli ordini del giorno ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Per quanto riguarda l'ordine del giorno numero 1 già il Consiglio regionale ha approvato un ordine del giorno alla fine del mese di luglio, in occasione della discussione della manovra integrativa, con il quale si sollevava il problema dell'intervento per il completamento della clinica medica della facoltà di medicina e chirurgia dell'Università di Sassari. Vi è una norma approvata nella finanziaria, di cui ora non ricordo il numero - mi pare si tratti di un emendamento all'articolo 37 - che prevede uno stanziamento specifico per l'edilizia universitaria, che dev'essere ripartito sulla base di un programma che sarà presentato dalla Giunta regionale. Quindi la Giunta è in grado di assumere l'impegno di inserire la questione che è sollevata in questo ordine del giorno nel programma che poi verrà presentato, ovviamente valutando in relazione all'entità dei finanziamenti disponibili anche la quantificazione delle risorse per l'intervento stesso. Quindi inviterei i proponenti a ritirare l'ordine del giorno in considerazione dell'impegno che la Giunta è in grado di assumere. Per quanto riguarda l'ordine del giorno numero 2 la Giunta lo accoglie.
Per quanto riguarda l'ordine del giorno numero 3, si tratta di una questione che è stata sollevata dalla Giunta regionale nel corso della discussione e anche questa questione è contenuta in un ordine del giorno approvato dal Consiglio regionale a luglio che proponeva un riordino della materia sia in relazione ai fondi per studi, progettazioni e consulenze, sia in relazione ai fondi per convegni e seminari, sia in relazione ai fondi per interventi di carattere sociale e contribuzioni di carattere vario.
I primi due ordini del giorno hanno trovato già una normazione nella legge finanziaria che abbiamo approvato; sul terzo la Giunta riconferma l'impegno di presentare una norma organica, che non ha potuto allegare al bilancio in quanto la norma è abbastanza complessa. Riconfermando quindi questo impegno da parte della Giunta regionale chiedo, al proponente dell'ordine del giorno, di ritirarlo anche perché, ripeto, questa tematica è già inserita in un ordine del giorno più ampio approvato dal Consiglio regionale alcuni mesi fa.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Selis, relatore. Ne ha facoltà.
SELIS (D.C.), relatore. Il relatore condivide la posizione della Giunta. Per quanto riguarda il primo punto è già stato fatto lo stanziamento e può essere visto in sede programmatica. Per quanto riguarda il secondo punto, il Consiglio si è già espresso e quindi l'ordine del giorno sarebbe un doppione di quanto già il Consiglio ha deliberato. E' un impegno già esistente a cui credo che la Giunta intenda adempiere. Invito i presentatori a ritirare gli ordini del giorno.
PRESIDENTE. Tutti?
SELIS (D.C.), relatore. No. Il primo e il terzo. Il secondo lo accoglie.
PRESIDENTE. Quindi il primo e il terzo, il secondo viene accolto. Desidero chiedere ai presentatori dell'ordine del giorno numero 1 se intendono mantenerlo o ritirarlo.
DEIANA (D.C.). Prendo atto delle dichiarazioni della Giunta e ritiro l'ordine de giorno numero 1.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno numero 1 si intende ritirato. Sull'ordine del giorno numero 2 ha domandato di parlare l'onorevole Dadea. Ne ha facoltà.
DADEA (P.D.S.). Probabilmente, nella fase concitata che ha preceduto la presentazione dell'ordine del giorno numero 2, c'è stata un'incomprensione. In premessa, nella parte che recita: "Considerato ancora attuale il perseguimento dell'obiettivo di concentrare gli stessi uffici a partire dalle aree demaniali", le parole "a partire dalle" debbono essere sostituite dalla parola "nelle". Perché significa una cosa leggermente diversa.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COCCO (P.D.S.). Per quanto riguarda l'ordine del giorno numero 2, sono d'accordo con le considerazioni del collega Dadea. Voglio sottolineare che si è completata la zona direzionale sud della città col palazzo del CIS; naturalmente auspichiamo che venga completata e venga realizzata l'area direzionale nord; solo che su questo tema c'è un grande dibattito nella città di Cagliari, ci sono grossissimi problemi, non è che noi con un ordine del giorno possiamo risolvere problemi che, essenzialmente, devono essere risolti anche attraverso un dibattito democratico nella città di Cagliari. Quindi sono d'accordo per dare un contributo, per quanto riguarda l'utilizzazione delle aree demaniali già in possesso della Regione, ma limitandoci all'utilizzazione delle aree regionali e daremo un contributo anche per la soluzione e il completamento di un disegno urbanistico della città di Cagliari, che risale alla fine degli anni '50. Sono provvedimenti adottati nei primi anni '60.
Per quanto riguarda il terzo ordine del giorno, sui princìpi, vorrei ricordare alla collega Serra Pintus che questo Consiglio ha già deliberato non con un ordine del giorno, ha deliberato con una legge. Se la collega Serra non si fosse preoccupata, a suo tempo, di, in qualche modo, demonizzare quella legge, avrebbe visto che c'è un sacrosanto principio contenuto in quella legge ed è il principio che mira a creare princìpi e criteri per quanto riguarda la programmazione dei contributi. Perché la Commissione propose e il Consiglio accolse la proposta della Commissione, che si introducessero dei criteri nella spesa in questo settore, rimessa a una mera discrezionalità, ma il termine discrezionalità viene usato qui in senso atecnico, perché discrezionalità vuole dire comparazione di interessi, normalmente invece siamo in un settore in cui la spesa viene al libito dell'Assessore di turno. E' una pagina non molto gloriosa della vita regionale che deve essere superata. Ebbene, il Consiglio ha deciso di superarla con la legge sulla cultura. Ecco perché è superata...
(Interruzioni)
La legge per la cultura che contiene chiaramente il principio...
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Onorevole Cocco, la prego, siamo sull'ordine del giorno numero 2.
COCCO (P.D.S.). Chiedo scusa, Presidente, ma io sono intervenuto sull'ordine del giorno numero 3 perché sono in discussione tutti e tre.
PRESIDENTE. Il primo è stato ritirato e stiamo discutendo dell'ordine del giorno numero 2. Poi passeremo al numero al numero 3.
Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Intervengo sull'ordine del giorno numero 2. Dico subito che io ritengo che la scrittura abbia in qualche modo tradito l'intendimento, nel senso che forse si voleva significare altro, però quando si consegnano agli atti dei documenti vale quello che c'è scritto. E' vero, ne abbiamo discusso, abbiamo fatto delle osservazioni, era parso anche che quelle osservazioni venissero prese in dovuto conto, però la stesura non corrisponde alle osservazioni che sono state fatte. E allora io ne richiamo alcune.
Primo: qui si è detto che la Regione intende perseguire l'obiettivo di concentrare gli uffici a partire dalle aree demaniali prospicienti l'edificio regionale di viale Trento. Le aree demaniali prospicienti l'edificio di viale Trento sono il parcheggio di fronte a viale Trento. Il Consiglio regionale, qualche ora fa, ha respinto una norma di legge presentata dalla Giunta, nella quale sostanzialmente si dicevano le cose che sono dette in quest'ordine del giorno. Voglio sapere che cosa significa politicamente quel voto del Consiglio. Se il Consiglio regionale della Sardegna anche con un ordine del giorno, che è un atto di impegno politico, vuole riassumere così a caldo, dopo poche ore, la volontà che ha espresso poc'anzi deve almeno dire cose diverse da quelle che erano nella norma che è stata respinta, perché non può dire le stesse cose. Non è logico e non so neppure se è formalmente corretto in base al Regolamento. A me pare che sostanzialmente si stiano dicendo le stesse cose. E' giusto, secondo me, l'obiettivo, che la Regione deve confermare, di riordinare, riorganizzare, rendere funzionali le sue strutture. Io ho usato e continuo a usare un'espressione: è giusto che la Regione, che si pone il problema di fare case per tutti, dopo quasi 50 anni, decida di farsi una casa anche per sé, perché questa è una Regione in affitto, spesso sfrattata, comunque malandata. E non è che essere in affitto, non avere casa, non costi; perché attualmente mi pare che costi fra i 10 e i 15 miliardi all'anno. Non è che non costi il disordine, il disordine costa e, forse, con quei 10, 15 miliardi all'anno, con un progetto ordinato, la Regione sarebbe riuscita prima d'oggi - speriamo riesca da oggi in poi - ad avere uffici adeguati, funzionali, dove sia possibile anche esercitare bene il lavoro da parte dei dipendenti e sia possibile anche esercitare meglio il governo da parte della Giunta, avendo possibilità di controllo e di verifica. Ma è proprio necessario che ancora si preveda la sola possibilità di edificare una piazza? Perché quell'area demaniale prospiciente, che è adibita a parcheggio per chi va a lavorare alla Regione, ma anche a parcheggio pubblico in questa città disastrata, che è anche il capoluogo della Regione - suggerirei di dirlo che il problema che si pone è quello di costituire gli uffici in Cagliari capoluogo della Regione, capitale della Sardegna - insomma quella piazza che è comunque parcheggio per gran parte della giornata e della settimana, che però in altri momenti, in altre ore...
(Interruzione)
Qualcuno ironizza "la fruizione sociale è solo la notte"; non è solo la notte, è anche il giorno. Basta andare in quella piazzae vedere, il sabato, la domenica, è un viavai di bambini, di gente che gioca, che pattina. Insomma, in una città che non ha possibilità alcuna, si deve proprio pensare di edificare in una piazza? In questa città si sta edificando solo nelle piazze, ormai, e nei giardini e nelle scarpate. Si stanno edificando ormai la rocca di Tuvixeddu, la scarpata di via Is Mirrionis, i giardini condominiali dietro viale Merello e dietro viale Bonaria; si tagliano gli alberi e si fanno palazzi nei giardini condominiali. Questo già lo fanno i privati, conniventi le autorità pubbliche, e la Regione si propone di andare a costruire in una piazza -parcheggio? Sia detto chiaro che non può farlo, anche se la titolarità di quell'area è della Regione. E allora, dica che se pensa ad aree demaniali...
(Interruzioni)
Volendo migliorare le cose, il collega Dadea, diceva che le parole "a partire delle aree" vanno sostituite con le parole "nelle aree". Peggio che mai, perché se si costruisce nelle aree prospicienti è chiaro che è nell'area del parcheggio, nella piazza. Allora si dica almeno "oltre la piazza-parcheggio attuale", cioè che di quella piazza parcheggio per intanto si dica chiaro che può essere modificata la sua conformazione, migliorata, che può essere alberata, ma resa a piazza, restituita a una funzione d'insieme che vale per la Regione, vale per gli uffici, vale per i dipendenti, vale per la città, se no qui si fa un'operazione disastrosa. Dopo quindici anni, l'Azienda telefoni di Stato è riuscita a realizzare quella bruttura che si sta costruendo nell'unica altra piazza di Cagliari, in Piazza Giovanni XXIII. Quindici anni di contestazioni, di petizioni! Quante firme, quanti comitati contro i palazzoni Fonsarda! Andate a vedere che cosa sta facendo dopo quindici anni. Esattamente il progetto che voleva. Un'azienda di Stato, pubblica! E come si fa, in questo Consiglio regionale, a non rendersi conto che dobbiamo fare cose per la Regione, ma cose utili, che migliorino il vivere urbano e non, invece, lo peggiorino. Quindi bisogna stare attenti quando si fanno questi ordini del giorno, perché, al di là delle buone intenzioni di alcuni, vi possono essere altre intenzioni ugualmente buone ma rivolte ad altri fini. Qui non è chiaro il progetto: c'è un'insistenza che non mi convince. Così come nel punto successivo - e ho concluso - a dispetto dell'affermazione che l'idea-progetto - come a suo tempo fu detto, ed è certificato in atti deliberativi della Regione, che almeno per continuità istituzionale dovrebbero essere assunti - deve riguardare l'insieme dell'utilità regionale, perché si insiste a ripartire dalla norma che il Consiglio ha bocciato? Dalla Presidenza della Giunta e dal dipartimento della programmazione? Perché? Posto che sono quei pezzi di amministrazione che non stanno peggio rispetto al resto. Si pensi all'insieme, poi si realizzerà per lotti funzionali, per parti, può essere che nell'insieme, realizzando e facendo e spostando, capiti che si riordina anche la Presidenza. Io ho detto e insisto: la Regione, per allocare la Presidenza, ha già speso miliardi ed è ben sistemata. Se deve spendere alcuni miliardi parta da dove gli uffici sono più disastrati. Non sono quelli gli uffici più disastrati. Anche gli uffici della programmazione la Regione li ha comprati. Quindi si faccia uno studio d'insieme, e poi l'attuazione per parti. Io insisto nel dire: si chiarisca cosa si vuol fare davvero. Io sono contrario, contrarissimo; dico che si violano diritti istituzionali. Questa Regione così gelosa della sua autonomia, che fa leggi per valorizzare le autonomie locali, in questa vicenda non tiene conto dell'autonomia della città capoluogo di Regione. Pensa di fare quello che vuole, senza avere un'idea di come migliorare la città e non invece costruirne le parti ancora fruibili.
Io credo che serva una legge per questo progetto. Ci fu una legge a suo tempo per fare il palazzo del Consiglio, non vedo perché non serva una legge che regoli tutta questa materia. O, se si fa un programma, comunque io credo che un programma di questa natura debba venire in Consiglio, che non basti il parere della Commissione, che può essere dato in tanti momenti e in tanti modi. Questa questione è delicata sul piano procedurale e politico, perché il Consiglio ha già respinto con un voto una norma presentata dalla Giunta. Se la si vuole recuperare in qualche modo, è necessario che si chiarisca fino in fondo e bene che cosa può derivare da un impegno politico che si assume attraverso un ordine del giorno che, così com'è, non può che essere, secondo il mio modesto punto di vista, respinto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Sardu. Ne ha facoltà.
SARDU (P.D.S.). Signor Presidente, egregi colleghi, a me sembra che questo ordine del giorno abbia un errore di partenza. Mi sembra che vi sia una contraddizione in quest'ordine del giorno, nei lavori di questo Consiglio e nell'attività politica di questa Giunta. La Giunta regionale ha approvato da poco un disegno di legge per istituire l'area metropolitana o urbana, come meglio si vuole definire, cagliaritana e uno dei cardini della costituzione di questa nuova entità istituzionale è anche quello - auspicata da tutte le forze politiche e soprattutto dai cittadini dell'area cagliaritana - del decentramento di una serie di servizi di carattere regionale che attualmente, invece, gravitano su questa città. Basta frequentare la "130" e la "131" dalle 7 alle 10 del mattino oppure la sera per vedere che cosa significa la mobilità all'interno di questa città di veicoli e di persone. Questa è dovuta alla presenza di posti di lavoro e alla richiesta di qualsiasi tipo di servizio di carattere provinciale o regionale che gravita all'interno di questa città. Qui ci sono le servitù militari, rispetto al territorio più imponenti, dalla Sella del Diavolo a Calamosca, al compendio di Buoncammino, alle caserme di carabinieri, polizia e finanza che sono all'interno della città. Pensiamo poi all'università, alle scuole superiori più importanti, che comunque stanno in questa città; alla fiumana di ragazzi che arriva la mattina. Insomma, cari colleghi, questa sta diventando sempre di più una città dormitorio e una città di servizi; tra un po' non avrà più nessun aspetto di una città con un minimo di vivibilità. Questo è il problema. Io lo dico, mi scuserete, con questa passione essendo ancora consigliere comunale di Cagliari e svolgendo questo ruolo dall'80, quindi da parecchi anni e avendo visto l'evolversi urbanistico di questa città. Non mi si dica, come afferma qualche sostenitori di quest'ordine del giorno, che comunque questo deve essere concordato con l'amministrazione comunale di Cagliari. All'amministrazione comunale di Cagliari - tutti lo sappiamo - è stato imposto questo palazzo e se è stato imposto questo, vivaddio, sarà imposto il palazzo al posto del parcheggio, sarà imposto tutto quello che all'amministrazione regionale verrà in mente di realizzare all'interno di questa città. Allora il problema è un altro, il problema è sicuramente di concordare con tutti, però il problema è anche quello di dare un indirizzo politico complessivo, anche del Consiglio regionale, su questa città, perché insomma...
SECHI (D.C.). Se disturba Cagliari, ci riportiamo all'interno, ci riportiamo a Nuoro.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Onorevole Sechi, lasci continuare.
SARDU (P.D.S.). Io, signor Presidente, non pensavo di suscitare l'ira di qualcuno ma, se il territorio di riferimento dell'onorevole collega, lo si ritiene adatto alla sede del Consiglio regionale io la vedrei meglio là che qui. Per dire, signor Presidente, che l'indirizzo di carattere politico è quello di chiederci dove quindi collocare le volumetrie di servizio all'università. Credo anche, rispetto anche ad una possibile riorganizzazione dei servizi comunali e laddove c'è la necessità di mettere assieme la Presidenza e il Dipartimento della programmazione, che probabilmente ci convenga ragionare nel senso di trasferire alcuni servizi regionali nell'ambito dell'area urbana cagliaritana, e accentrare questi servizi in un unico punto della città, se si ritiene che debbano essere comunque all'interno della città di Cagliari. Quello che voglio dire è che noi non dovremmo incoraggiare la realizzazione di altre volumetrie per servizi regionali all'interno di questa città, ma semmai dovremmo dare un segnale contrario che è quello del decentramento all'interno appunto di questa dimensione più vasta, anche in coerenza con quello che stiamo andando ad approvare e quindi in coerenza con la legge sull'area urbana cagliaritana.
Chiudo dicendo, ai colleghi che pensano che qualcuno si è preso tutto e altri non hanno preso niente, che questa città la sto usando io come lo stiamo usando tutti qua dentro. Che sia bella o che sia brutta, bene o male la si sta usando e occorre definire il termine di uso per agire nell'ambito del significato di questo termine. Dobbiamo cioè usare la città e smettere, tutti quanti, di sfruttarla.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (P.D.S.). Molto brevemente, signor Presidente, sfidando l'ira simpatica del collega Sechi; io dichiaro il mio voto contrario su questo ordine del giorno per ragioni formali e sostanziali. Per ragioni formali, perché come è stato già ricordato, l'Assemblea stamattina ha respinto una norma presentata dalla Giunta che aveva un contenuto sostanzialmente identico al contenuto dell'ordine del giorno. Ora è ben vero che l'articolo 84 del Regolamento al comma 9 recita: "Non possono proporsi sotto qualsiasi forma articoli aggiuntivi o emendamenti contrastanti con precedenti deliberazioni adottata dal Consiglio" e quindi su questo si può probabilmente opinare in vari modi. A me sembra però chiara la ratio di questa disposizione regolamentare e mi sembra che, riproponendo quella materia nella forma dell'ordine del giorno, nella sostanza si ricorre ad un artificio per aggirare e rovesciare un pronunciamento del Consiglio sulla stessa materia. Per ragioni sostanziali, perché è vero che è oggettiva l'esigenza di procedere a un riordino delle sedi e degli uffici della Regione, ed è anche vero che la discussione sulla opportunità o meno di dislocare nel centro urbano o fuori dal centro urbano edifici di questa natura è una discussione lunga e si possono portare argomentazioni pro e contro l'una tesi e pro e contro l'altra. Tuttavia a me, e concludo, sembra chiara una cosa, che non spetta al Consiglio regionale, tanto più con un frettoloso ordine del giorno, discusso in coda ad una discussione che si è occupata di tutt'altro, decidere della localizzazione di interventi che sono fortemente modificativi dell'assetto urbanistico della città. E non mi convince nemmeno il dire "limitiamo solo alle aree demaniali" perché quando si costruisce un polo di uffici di questo genere è del tutto evidente che si precostituisce la situazione per andare ben oltre; si crea, come dire, il primo nucleo di un insediamento che poi tende a diventare qualcosa di più articolato e complesso.
Per chiuderla in breve, io dico, signor Presidente della Giunta, che questa non è la logica della programmazione, questa, mi dispiace dirlo, ove venisse confermata, è la logica dei colpi di mano.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Tamponi. Ne ha facoltà.
TAMPONI (D.C.). Presidente e colleghi, io credo che non ci sia nessun colpo di mano dietro questo ordine del giorno. Io credo che se lo leggiamo senza fare della dietrologia spesso superiore al normale immaginario, valutiamo innanzitutto che non si sta riproponendo surrettiziamente l'emendamento che stamani è stato bocciato dall'Aula e che quindi va prioritariamente rispettato, ma si sta dicendo una cosa diversa, si sta dando contenuto proprio alle preoccupazioni che hanno portato alla bocciatura di questo emendamento. Si sta proponendo, infatti, solo di definire un concorso di idee-progetto. Mi sembra che qua stiamo anche scambiando l'Aula del Consiglio regionale con l'Aula del consiglio Comunale di Cagliari, che già nell'ordine del giorno è rispettato estremamente perché si parla di predisporre un programma che comprenda un concorso di idee-progetto da confrontare con l'amministrazione comunale di Cagliari. Ciò vuol dire che il rispetto dell'autonomia comunale di Cagliari, che non sarebbe neanche necessario ribadire, è riaffermato proprio per dare forza al concetto che il Consiglio regionale non può minimamente pensare di spodestare, con propri atti, anche programmatici, una autonomia che spetta al livello locale, in questo caso al comune di Cagliari.
Abbiamo più volte valutato l'opportunità di dare una diversa configurazione non solo di carattere logistico, ma anche di carattere finanziario ed economico al complesso degli edifici regionali, perché è vero, come è stato ribadito anche qua, che il complesso degli edifici regionali è un complesso non interamente di proprietà della Regione, con alti canoni di locazione tali che con essi si potrebbero benissimo pagare le annualità di un mutuo per acquisire in proprio il patrimonio oggetto della locazione. Ecco perché questo ordine del giorno non va assolutamente sottovalutato e non va soprattutto confuso con l'emendamento che è stato bocciato stamane. Esso mira anzi a dare risposta alle preoccupazioni e alle esigenze di chiarezza di coloro che stamane hanno bocciato l'emendamento. Il problema è l'individuazione di una linea di partenza. Quando si parla di partire dalle aree prospicienti il complesso degli edifici regionali di viale Trento vuol dire "partire", poi non sappiamo se il concorso di idee-progetto ci dirà che si deve partire dall'area demaniale ove esiste il parcheggio, sulla quale io personalmente, se fossi chiamato a esprimermi, sarei contrario ad edificare qualsiasi sorta di complesso. Ma aree prospicienti sono anche quelle oltre viale Trieste, oltre la ferrovia e sul campo della via San Paolo dove credo che ora stiano gli zingari...
(Interruzioni)
Le aree sono di proprietà del demanio regionale. Di fatto, per costruire questi edifici, se fossero ubicati là, la Regione non spenderebbe niente per l'acquisto di aree.
Io credo che abbiamo essenziale bisogno di chiarezza, se qualcuno ha dei dubbi specifichiamo e mettiamo i paletti necessari perché, su questi indirizzo programmatici del Consiglio, non ci siano assolutamente delle illazioni o delle considerazioni diverse da quelle che hanno ispirato coloro che hanno steso questo ordine del giorno. Noi siamo convinti che questo ordine del giorno debba essere mantenuto, siamo disponibili se è necessario ad apportare qualche piccola modifica al testo, ma riteniamo che lo spirito sia in linea con gli indirizzi programmatici che attengono alla buona amministrazione, al risparmio e anche a una nuova prospettiva. Poco fa il collega Sechi si scagliava, benevolmente, contro il collega Sardu; era una scontro tra Nuoro e Cagliari, le cose che si sono dette, anche con toni accesi, probabilmente meriterebbero una riflessione. Noi, da tanto tempo, diciamo che il problema principale in Sardegna sarebbe quello di decentrare, perché la Regione non può essere un grande imbuto dove tutta l'attività amministrativa viene concentrata a Cagliari. Da non cagliaritano, ma che a Cagliari ha studiato e vive da tanti anni dico che, anche per lo sviluppo di questa città, ciò è controproducente. Come ci sono controindicazioni alla concentrazione esagerata delle attività industriali in unici poli, altrettanto è per i poli amministrativi. Quando noi concentriamo tutto su un polo amministrativo noi pensiamo di far bene alla comunità ma in prospettiva facciamo male. Quindi l'indirizzo di riorganizzazione del sistema degli uffici regionali ci può portare, in prospettiva, anche a considerare che molti uffici potrebbero uscire dal tessuto cittadino di Cagliari ed essere ubicati, in un processo che io definisco, col sistema amministrativo tedesco, nel resto del territorio della Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Ortu. Ne ha facoltà.
ORTU (P.S.d'Az.). Per esprimere le considerazioni e le riflessioni che ci portano a votare contro questo ordine del giorno, così come in questo momento è formulato. Si parte da una considerazione, a nostro parere giustissima, quella di razionalizzare, di mettere ordine nella distribuzione degli uffici, degli edifici pubblici regionali nell'ambito della città di Cagliari. L'abbiamo detto e ripetuto varie volte; la distribuzione attuale non è funzionale, non raggiunge certamente livelli di efficienza soddisfacenti; è necessario un riordino nella distribuzione e nella concentrazione degli uffici. Però tutto questo non è compatibile con la scelta che l'ordine del giorno avanza, cioè quella di utilizzare l'area prospiciente il palazzo della Regione in viale Trento; uno spazio che oggi è utile come spazio sociale di incontro dei cittadini, di gioco per i bambini, uno spazio che andrebbe valorizzato in questa direzione e non per costruirci sopra, per gettare ancora ulteriore cemento, per creare ancora dei palazzi. Se è vero che la civiltà di un popolo si misura anche in relazione agli spazi di verde, agli spazi riservati alla società, all'incontro sociale, ebbene Cagliari dovremmo dire che di tutto questo è molto povera. Una volta c'erano le aree dell'ex Ferrovia complementare e la città salutò con soddisfazione il proposito di destinare quelle aree a verde pubblico. Poi anche questo sogno è tramontato, sono cresciuti come funghi i palazzi in viale Bonaria, si sono costruiti i palazzi del Banco di Sardegna e del CIS e tutto quel verde che si era ipotizzato e che era stato salutato con soddisfazione dai cittadini di Cagliari invece è tramontato. Ora si insiste su questo argomento, io dico che è un'insistenza degna di miglior causa, perché il Consiglio già stamattina ha dato una sua risposta respingendo quell'articolo con il quale si prevedeva appunto la spesa di 40 miliardi per un concorso di idee-progetto per dare un agglomerato di uffici alla Regione. La Regione ha già i suoi uffici nella zona, però io penso questo: quando un cittadino chiede di lottizzare una superficie in zona di espansione, gli si chiedono strade, piazze, zone per i servizi pubblici, aree verdi; qui invece abbiamo le aree necessarie per creare del verde o spazi di incontro sociale, ebbene li si distrugge, cioè la mano pubblica fa tutto l'inverso di quello che chiede al cittadino con la legge urbanistica. E allora noi diciamo no a questo ordine del giorno, nell'attuale formulazione. Ci sono altri spazi, altre zone demaniali della città non lontane dal palazzo di viale Trento, che possono essere usate a questo fine. Si ritiri l'ordine del giorno e se ne presenti un altro modificato o si corregga questo e anche il nostro voto potrà essere diverso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Sandro Usai. Ne ha facoltà.
USAI SANDRO (D.C.). Solo per dire brevemente un paio di cose. Dal punto di vista formale, visto che si sono formulate delle eccezioni, ritengo che questo ordine del giorno sia ammissibile perché stamattina quando abbiamo votato contro - io almeno ho votato contro - l'emendamento numero 16, abbiamo votato contro perché appunto non conoscevamo un progetto concreto, operativo della Giunta regionale. Questo ordine del giorno impegna la Giunta stessa a presentare questo programma. Per cui questo ordine del giorno è coerente alla bocciatura dell'emendamento numero 16.
Per quanto riguarda la sostanza, io inviterei gli estensori, anche come forma di mediazione, a modificare la seconda parte della premessa. Perché? Premesso che sono d'accordo sul fatto che debba essere ormai definita l'organizzazione degli uffici concentrandoli tutti nella stessa area, quando si dice, nella parte dispositiva, che si tratta di un concorso di idee-progetto, quindi di un idea ancora da definire, e quando si dice che questo va fatto d'accordo con l'amministrazione comunale, questo contrasta con la premessa dove noi già vincoliamo l'area da utilizzare e nei confronti dell'amministrazione comunale e nei confronti degli stessi ideatori del progetto. E' inutile cioè che facciamo un concorso di idee-progetto se diciamo che il concorso riguarda la piazza prospiciente gli uffici di viale Trento; tanto vale dire: affidiamo un progetto esecutivo ad un ingegnere che faccia un palazzo di otto piani in quella piazza, per cui, secondo me, il paragrafo che inizia con la parola "Considerato" va ampliato, tenendo conto che esiste nel piano urbanistico della città di Cagliari un centro direzionale sud-ovest, che è una vasta area che ha due centri: uno a est dove c'è il centro bancario e uno a ovest, che riguarda appunto la concentrazione degli uffici regionali, e che esistono aree demaniali regionali nelle immediate adiacenze. Tutta la zona San Paolo, che sta oltre il passaggio a livello, è demanio regionale, sulla quale la Regione può addirittura predisporre, in quanto proprietaria, un suo piano particolareggiato che definisca indici, volumetrie e così via. Per cui io mi sentirei di suggerire ai proponenti, anche per consentire una mediazione, che si parli di aree demaniali regionali situate nelle vicinanze degli uffici regionali di viale Trento. Quindi ampliamo la dimensione, non vincoliamo la decisione all'utilizzazione della famosa piazza dei parcheggi e diamo così una maggiore possibilità a chi poi deve fare un progetto di portare addirittura nella città di Cagliari un'ideazione globale urbanistica che non riguardi soltanto quel pezzettino di area ma riguardi l'intera area del centro direzionale sud-ovest. Per cui o scriviamo: "l'obiettivo di concentrare nelle aree demaniali regionali, situate nelle vicinanze degli edifici regionali di viale Trento", oppure diciamo genericamente "nell'ambito del centro direzionale sud-ovest".
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Gabriele Satta. Ne ha facoltà.
SATTA GABRIELE (P.D.S.). Signor Presidente, molto brevemente, cercherò di non abusare della pazienza dei colleghi, ma sono stato molto colpito dal tono di alcuni interventi ed anche dalla minuzia delle considerazioni che mi sono parse più da Consiglio comunale che non da Consiglio regionale. Siccome ho la ventura, come altri colleghi, di essere anch'io consigliere comunale oltre che consigliere regionale, mi avvalgo della doppia facoltà di parlare in quest'Aula anche da consigliere comunale di Sassari. Poiché vedo che l'ordine del giorno crea problemi alla città di Cagliari, io, da consigliere comunale di Sassari, candido la mia città a recepire quanto più possibile degli uffici regionali. Può essere una provocazione, però è un'idea...
(Interruzioni)
Ma badate che la città di Cagliari non vive d'aria; essendo una città squisitamente terziaria e direzionale vive sul terziario e sul direzionale, se vogliamo parlare in termini economico-urbanistici, e chiaramente vive anche su questa porzione di direzionalità che è rappresentata dalle massime istituzioni della Regione. Siccome vedo che c'è un sostanziale rifiuto di questo ruolo che la città ricopre, io credo che altre città si possano candidare autorevolmente a farlo e pongano a disposizione anche proprie aree per poterlo fare, invece di concentrare in aree demaniali, come viene detto, proprie della Regione una possibilità di ben operare, perché si tratta di questo. Badate, c'è poco da ridere, perché io, che ho ormai un'esperienza tanto lunga che si ritiene che debba essere cacciato via e portato a casa (lasciatemelo dire con il tono che a quest'ora mi viene, se fosse mattino forse sarei un pochino più tranquillo), ho una lunga esperienza di quando per esempio si lavorava in Piazza Palazzo, quando, alla mia macchina con la quale facevo dai 30 ai 40 mila chilometri all'anno per venire qui, veniva apposta la contravvenzione perché parcheggiavo in Piazza Palazzo, perché il comune di Cagliari non ci usava neanche la cortesia di riservarci dei parcheggi. La cosa adesso è superata come Consiglio regionale, ma è indicativa della scarsa attenzione che il comune di Cagliari ha sempre dedicato a questo problema...
(Interruzioni)
Io non sto cercando colpe, sto dicendo che continua ad esserci un rifiuto di questo ruolo, che è un ruolo importante sul quale la città di Cagliari continua, parzialmente si intende, perché ci sono anche altre attività, a vivere. Siccome questo rifiuto c'è, io penso ce si possa ovviare anche in altro modo, sospendendo quest'ordine del giorno e facendone un altro per decentrare totalmente nelle altre città capoluogo tutti gli uffici che è possibile decentrare, ma da subito, carissimi colleghi, e non per scherzo, altrimenti si ragiona in termini seri e non si dicono le cose che ha detto il collega di Oristano, del quale mi meraviglio un po', che si usa un'area destinata a verde per non fare verde, perché non è neanche così esattamente. Se si fa confusione in questi termini, io credo che non raggiungiamo niente e credo che nessuno sia talmente prevaricatore da voler imporre volumetrie, comunque e a qualsiasi costo, in spregio degli strumenti urbanistici e delle leggi urbanistiche; questo sarebbe veramente folle. Questo purtroppo è consentito ad alcuni organi dello Stato, contro i quali sempre protestiamo perché questo fanno, e non vogliamo certo che questo sia. Pertanto o si sospende questo ordine del giorno, oppure io ritengo, da consigliere regionale e da consigliere comunale di Sassari, di essere stato due volte maltrattato in questa discussione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Edoardo Usai. Ne ha facoltà.
USAI EDOARDO (M.S.I.-D.N.). Presidente, io nel merito condivido la buona volontà degli estensori di questo ordine del giorno, cioè l'idea di riordinare le sedi della Giunta regionale e degli uffici così come sono zonizzati a Cagliari, non condivido, così come altri colleghi ma non per spirito lobbistico cagliaritano, ma perché si tratta in realtà di una sciocchezza, dal punto di vista della scelta, l'avere individuato l'area del parcheggio davanti al palazzo della Regione in viale Trento, come luogo sul quale deve essere costruito un altro megainsediamento. Non vale neppure il discorso, che mi pare facesse poco fa il collega Tamponi, che niente si potrebbe fare senza l'autorizzazione del Comune di Cagliari. In realtà un sacco di brutture sono state fatte anche se il Comune di Cagliari si è opposto; qualcuno ricordava il palazzo della Regione, qualcuno ricordava quella pessima cosa che hanno costruito nella piazza Giovanni XXIII, che è un grande insulto nei confronti degli abitanti di quella zona e della città. Quindi questo tipo di formulazione, io devo dire la verità, non sono in grado di condividerlo, ragione per cui io voterò contro questo ordine del giorno. Sono pronto a riesaminare la mia posizione, nell'ipotesi che venga modificato, nel senso che viene fatto salvo il parcheggio di fronte al palazzo della Giunta regionale; si individuano quelle aree che sono oltre il parcheggio del palazzo della Regione, oltre viale Trieste; si pensa a un riordino complessivo di tutto quanto il comparto al di là anche del concentrare tutti gli uffici della Regione in quell'area interessata. Quindi un riordino complessivo del comparto al di là del viale Trieste.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Tamponi. Ne ha facoltà.
TAMPONI (D.C.). Volevo dare un contributo specificando, visto che sono il primo firmatario, come potrebbe essere modificato l'ordine del giorno con qualche correzione che tenga conto di quanto è emerso nella discussione. Io credo che si potrebbe rivedere il testo dicendo al secondo punto: "Considerato ancora attuale il perseguimento e l'obiettivo di concentrare gli stessi uffici nelle aree demaniali regionali prospicienti il complesso degli edifici regionali di viale Trento, compreso nella zona denominata San Paolo, oltre viale Trieste". Di fatto abbiamo fatto salvo il parcheggio, stiamo dicendo che dobbiamo andare oltre viale Trieste, e dobbiamo insistere sulle aree demaniali. Credo che con questo indirizzo...
PRESIDENTE. Vuole ripetere?
TAMPONI (D.C.). "Nelle aree demaniali regionali prospicienti il complesso di edifici regionali di viale Trento comprese nella zona denominata San Paolo oltre viale Trieste". Io credo si possa proporre questa dizione perché mi è sembrato di capire...
PRESIDENTE. Quindi i presentatori dell'ordine del giorno propongono un emendamento all'ordine del giorno che suonerebbe così: "Considerato ancora attuale il perseguimento dell'obiettivo di concentrare gli stessi uffici nelle aree demaniali regionali prospicienti il complesso degli edifici regionali di viale Trento, comprese nella zona denominata San Paolo oltre viale Trieste".
Metto in votazione l'ordine del giorno numero 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Chiedo alla collega Serra Pintus se intende mantenere l'ordine del giorno numero 3.
SERRA PINTUS (D.C.). Ho preso atto della risposta dell'assessore Barranu nella quale mi è stato detto che esiste un altro ordine del giorno con il quale la Giunta si è impegnata più o meno a fare queste cose, però ricordo all'assessore Barranu che lui stesso ha detto che questo ordine del giorno data dal luglio 1993. Sono passati cinque mesi e quindi forse è bene che oggi, in quest'Aula, si riparli di questo impegno preso dalla Giunta. Vorrei che l'Assessore riprendesse qui l'impegno di luglio.
(Interruzioni)
Dicevo, Assessore, che appunto esiste quest'ordine del giorno ma è datato luglio, sono passati cinque mesi e non è arrivato in Consiglio su questa materia un D.L. da parte della Giunta. Allora forse è bene che oggi si sia ripreso in esame quest'argomento di revisione di tutta la normativa che riguarda i contributi e di una regolamentazione seria e ferrea di questo tipo di intervento. Io ritiro l'ordine del giorno, però a fine seduta, per mia sicurezza personale, chiederò, in base all'articolo 100 del Regolamento, che vengano fissati i termini per la discussione in Aula della proposta di legge numero 411 che riguarda la stessa materia; una revisione totale del sistema che riguarda l'elargizione dei contributi e una revisione completa di tutta la vecchia legislazione, che esiste ormai da più di quarantanni, in materia di contributi personalizzati, per non dire clientelari.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno numero 3 si intende ritirato. Procediamo ora alla votazione finale per appello nominale.
Ha domandato di parlare l'onorevole Selis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SELIS (D.C.). Noi avevamo assunto, anche se questo punto anche a me sfugge lo stadio dell'elaborazione cui siamo giunti, una serie di risoluzioni, perlomeno abbozzate e su cui c'era un confronto in corso che non è stato possibile definire, perché poc'anzi il Consiglio ha negato la sospensiva. Chiedo al Consiglio se adesso, prima di procedere alla votazione, è possibile sospendere, per qualche minuto, per capire a che punto è lo stadio di elaborazione di questi lavori.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Io credo che sia necessario, perché si è proceduto, lavorando anche abbastanza speditamente, tra ieri e oggi - se si approva il bilancio, credo sia un record nella storia della Regione approvare il bilancio in un giorno e mezzo - perché c'è stato un accordo almeno sul metodo. Il punto essenziale di questo accordo sul metodo era la definizione, attraverso una serie di risoluzioni e principalmente attraverso una risoluzione politica di impegno per atti di riforma immediatamente successivi...
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, se lei deve sostenere la stessa tesi dell'onorevole Selis, non c'è bisogno. Io credevo parlasse per esprimere parere contrario. Sospendiamo per dieci minuti i lavori del Consiglio, purché le risoluzioni arrivino, perché siamo due giorni con queste risoluzioni e le risoluzioni non arrivano.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Purché lei assuma la decisione di sospendere per dieci minuti.
PRESIDENTE. Io assumo la decisione purché le risoluzioni arrivino, perché di sospensiva in sospensiva i colleghi non possono rimanere qui seduti per tre ore in attesa delle risoluzioni.
Sospendo per dieci minuti i lavori del Consiglio, invitando i colleghi a presentare le risoluzioni.
(La seduta, sospesa alle ore 20 e 34, viene ripresa alle ore 21.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori. Sono state trasmesse al Consiglio dalla terza Commissione permanente, ai sensi dell'articolo 50, comma 1 del Regolamento, due risoluzioni ed è pervenuto un ordine del giorno concernente la loro approvazione. Se ne dia lettura.
PORCU, Segretario:
Risoluzione sulla riorganizzazione e armonizzazione normativa, retributiva e previdenziale del personale del comparto della pubblica amministrazione regionale.
La Commissione programmazione, economica e sociale, bilancio, contabilità, credito, finanze e tributi, demanio e patrimonio, partecipazioni finanziarie riunita per l'esame dei documenti di bilancio 1994/1996 e della legge finanziaria 1994,
- valutata prioritariamente l'esigenza di ridurre l'incidenza delle spese per il funzionamento della Regione sull'ammontare complessivo degli stanziamenti;
- ritenuto ormai non più rinviabile avviare una fase di armonizzazione normativa e retributiva del trattamento economico del personale del comparto della Regione (amministrazione, enti, consorzi, etc.) assumendo come base di riferimento il contratto degli EE.LL.;
- considerata l'esigenza di superare il trattamento di quiescenza così come regolato dalla legge 15/1965, tenuto conto anche delle nuove norme in materia di pubblico impiego emanate a livello nazionale;
- in previsione di una utilizzazione a favore degli investimenti e dell'occupazione delle risorse che si renderanno disponibili;
VISTA la natura dei progetti speciali ex articolo 92, legge regionale n. 11/88, e delle altre leggi di politica attiva del lavoro e le finalità degli stessi, volte a fronteggiare la drammatica situazione occupativa della Regione;
CONSIDERATO che gli stessi sono totalmente finanziati con risorse pubbliche e che i soggetti operativi sono esecutori di progetti pubblici,
impegna la Giunta regionale
1) a definire due disegni di legge da sottoporre all'esame del Consiglio regionale, previa consultazione sindacale, entro trenta giorni, che prevedano rispettivamente:
a) l'abrogazione della legge regionale n. 15 del 1965 relativa al FTQ, regolando le modalità di definizione dei diritti acquisiti;
b) norme che:
- avviino un processo di armonizzazione normativa e retributiva del trattamento economico del personale del comparto della Pubblica amministrazione regionale (amministrazione, enti, consorzi, etc.) assumendo come base di riferimento il contratto degli EE.LL.;
- determinino una migliore organizzazione e produttività dell'apparato amministrativo regionale;
- regolamentino il turn-over del personale dell'amministrazione regionale, degli enti, e delle amministrazioni controllate dalla Regione.
2) A non procedere per il 1994 a nuove assunzioni, fatti salvi i concorsi in corso di espletamento, e a non consentire distacchi o comandi dalle Unità sanitarie locali all'Amministrazione regionale;
3) A non sottoscrivere contratti di lavoro collettivi che comportino, anche a carico di esercizi successivi, impegni di spesa superiori alle previsioni di bilancio ed in ogni caso nei limiti stabiliti dalla relazione previsionale e programmatica dello Stato;
4) A ricorrere ai contratti di lavori convenzionali a tempo determinato, così come previsto dal D.P.C.M. 30 marzo 1989, n. 127, solo nei casi straordinari e in correlazione a specifici progetti, attenendosi in modo inderogabile alla temporaneità del rapporto;
5) A proporre nell'ambito della contrattazione tra le parti, l'introduzione di criteri di riequilibrio che possano prevedere anche l'eventuale applicazione del contratto di solidarietà;
6) A perfezionare e inserire nelle convenzioni con i soggetti esecutori dei progetti speciali di cui all'articolo 92 della legge regionale n. 11/88 e delle altre leggi di politica attiva del lavoro una clausola contrattuale che impegni gli stessi:
a) ad assumere i lavoratori con qualifica esecutiva, ove funzionalmente compatibile, tramite chiamata numerica presso gli uffici di collocamento;
b) per le altre qualifiche a prevedere un meccanismo di selezione basato su criteri di merito;
c) a vigilare sulla corretta applicazione delle clausole e ad assumere adeguate iniziative volte a verificare e promuovere il corretto funzionamento degli Uffici di collocamento anche stabilendo opportune iniziative presso gli organi statali competenti. (1)
Risoluzione sul trattamento del personale e sul contenimento delle spese generali e di funzionamento del Consiglio regionale.
La Commissione programmazione, a conclusione del dibattito del bilancio,
IN CONSIDERAZIONE della delicata situazione economica della Sardegna;
IN COERENZA con gli obiettivi di indirizzare il massimo delle risorse disponibili verso il settore dell'occupazione;
RIBADENDO l'esigenza di riconoscere la specificità istituzionale e giuridica delle funzioni dei dipendenti del Consiglio regionale, connesse con l'esercizio dell'attività legislativa,
invita l'Ufficio di Presidenza
- ad avviare, fatta salva la specificità di cui sopra, un processo di armonizzazione normativa, retributiva e previdenziale col personale dell'Amministrazione regionale;
- ad attuare una politica di austerità nella gestione del bilancio del Consiglio regionale che preveda un adeguato contenimento delle spese generali e di funzionamento. (2)
Ordine del giorno Selis - Cogodi sull'approvazione delle risoluzioni approvate dalla terza Commissione permanente.
Il Consiglio regionale, viste le risoluzioni del 22.12.1993 della Commissione IV, le approva. (2)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Paolo Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA PAOLO (D.C.). Signor Presidente, io credo che il numero dei consiglieri iscritti a parlare dimostri l'interesse di questo argomento, quindi chiedo alla Commissione programmazione, molto garbatamente, che questo argomento venga rimesso all'esame della Commissione competente, cioè che qualche volta anche le Commissioni si possano occupare dei problemi dell'Amministrazione regionale. Propongo che questo argomento, per l'ampiezza del dibattito, per l'importanza dei problemi, venga rinviato ad altra data e rimesso all'esame della Commissione competente.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, voglio formulare al Consiglio regionale una proposta. Possiamo decidere di discutere queste risoluzioni oggi o domani mattina. Dobbiamo invece adesso procedere alla votazione finale dei provvedimenti concernenti la manovra economica-finanziaria.
Ha domandato di parlare l'onorevole Pubusa. Ne ha facoltà.
PUBUSA (P.D.S.). Io concordo con la sua proposta, ma propongo che, invece di andare a domani mattina - vista la serietà della materia e visto che c'è una Commissione che ha usurpato, mi scusi il termine, il compito di un'altra Commissione che si occupa istituzionalmente di questi problemi - si rinvii a gennaio la discussione delle risoluzioni. E' una tematica seria e importante, che implica anche una meditazione su quanto si sta facendo a livello nazionale in materia, e sarebbe opportuno rinviare quanto meno a gennaio se ne vogliamo discutere bene. Se vogliamo fare le cose alla svelta per fare demagogia, possiamo anche discuterle domani mattina, io propongo che si rinvii a gennaio.
Votazione finale congiunta per appello nominale dei disegni di legge numero 434 e 435 e della proposta di programma numero 52
PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale dei disegni di legge numero 434, 435 e del programma 52, in unica soluzione.
Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì, coloro i quali sono contrari risponderanno no. Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello nominale. (E' estratto il numero 61, corrispondente al nome del consigliere Salis).
Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello iniziando dal consigliere Salis.
Rispondono sì per tutti i provvedimenti i consiglieri: Sanna - Sardu - Satta Antonio - Satta Gabriele - Scano - Sechi - Selis - Serra - Serra Pintus - Serri - Soro - Tamponi - Tarquini - Tidu - Usai Sandro - Zucca - Amadu - Atzeni - Atzori - Baroschi - Cabras - Carusillo - Casu - Cocco - Corda - Cuccu - Dadea - Deiana - Desini - Dettori - Erittu - Fadda Fausto - Fadda Paolo - Ferrari - Giagu - Ladu Leonardo - Lombardo - Lorelli - Lorettu - Manca - Manchinu - Mannoni - Manunza - Marteddu - Mereu Salvatorangelo - Mulas Franco Mariano - Mulas Maria Giovanna - Muledda - Onida - Onnis - Oppi - Pau - Pes - Pili - Piras - Pubusa - Pusceddu - Ruggeri.
Rispondono no per tutti i provvedimenti i consiglieri: Salis - Urraci - Usai Edoardo - Cadoni - Cogodi - Demontis - Fantola - Ladu Giorgio - Meloni - Morittu - Murgia - Ortu - Porcu - Puligheddu.
Si è astenuto dalle votazioni: il Presidente Floris.
Risultato della votazione:
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione del disegno di legge 434:
presenti 73
votanti 72
astenuti 1
maggioranza 37
favorevoli 58
contrari 14
(Il Consiglio approva).
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione del disegno di legge 435:
presenti 73
votanti 72
astenuti 1
maggioranza 37
favorevoli 58
contrari 14
(Il Consiglio approva).
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione del Programma numero 52:
presenti 73
votanti 72
astenuti 1
maggioranza 37
favorevoli 58
contrari 14
(Il Consiglio approva).
Sulle risoluzioni trasmesse dalla terza Commissione permanente ai sensi dell'articolo 50, comma 1, del Regolamento
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole Fadda ha proposto di rinviare le risoluzioni proposte dalla Commissione bilancio del Consiglio alla competente Commissione di merito, perché esprima il proprio parere e poi ritorni in Aula con questo parere. Ci sono obiezioni a questa richiesta?
Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Io sono portatore di una obiezione a questa proposta, perché mi pare che muova da una preoccupazione eccessiva. In realtà a ben leggere o a ben comprendere, il testo di queste risoluzioni non contiene niente altro che una serie di considerazioni che diffusamente si sono fatte e sulle quali pareva, e a me pare ancora, che ci sia una larghissima convergenza di vedute nel Consiglio regionale. Si parla di avviare un processo, di impegnare la Giunta a predisporre testi di legge in materie che devono essere regolate con urgenza da leggi e quant'altro. Possono essere alcune asserzioni aggiustate, ma la sostanza non cambia; non si tratta di un atto formale di ordine legislativo, è una risoluzione, cioè una dichiarazione di impegno che si propone al Consiglio e in Consiglio ci sono tutte le Commissioni. Questi sono documenti di indirizzi, documenti di carattere abbastanza generale peraltro, e i provvedimenti che la Giunta regionale per un verso e l'Ufficio di Presidenza per altro verso nella loro autonomia e responsabilità prenderanno, seguiranno il corso normale previsto per l'istruttoria dei provvedimenti legislativi. Si è creato secondo me un allarmismo eccessivo, anche molto ingiustificato. E' vero, ci sono molti iscritti a parlare, forse è sembrato che questa cosa dovesse capovolgere il mondo. A me pare che semplicemente si avvii un processo che raccolga delle riflessioni che sono comuni a gran parte delle forze politiche. Per cui direi che la cosa può essere meglio pensata da qui a domani mattina; si dice che qualche volta la notte porta consiglio, può darsi che porti consiglio al Consiglio e che domani mattina, con brevi dichiarazioni, si possa anche ritenere che queste dichiarazioni, che sono di carattere politico e generale di impegno, possano essere votate dal Consiglio stesso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Baroschi. Ne ha facoltà.
BAROSCHI (P.S.I.). Mi trovo casualmente a ricoprire il ruolo di Presidente della prima Commissione competente in materia e mi pare che, al di là dei toni suadenti del collega Cogodi, quello che la terza Commissione sta cercando di fare è semplicemente un atto di scorrettezza, perché qui si dice di impegnare la Giunta a predisporre determinati provvedimenti di legge su una materia che dovrebbe suggerire un maggiore approfondimento della questione. E' una materia sulla quale c'è già abbondanza di legislazione e sarebbe molto opportuno che ciascun consigliere riflettesse. E allora la proposta di rinvio alla Commissione competente non è soltanto un atto doveroso, e io credo che la terza Commissione, nella sua competenza, dovrebbe quanto meno prendere atto, se così vorrà l'Aula, che tentativi di questo genere non vanno neanche avviati. Doveva essere la stessa Commissione a sentire questo dovere, posto che si sia posto, come dire, l'obiettivo di esercitare pressioni perché in materia si legiferi.
Quindi, prima di proporre all'Aula una risoluzione di questa natura, la terza Commissione avrebbe dovuto avere questo tipo di sensibilità. Al di là degli aspetti formali, però, le questioni sollevate dalla risoluzione non sono cose di poco conto. Se vogliamo essere legislatori seri, anche quando sollecitiamo e impegniamo la Giunta con determinate direttive, dobbiamo avere la consapevolezza di ragionare in termini di legislatori che vogliono il bene della collettività, e non fare strafalcioni di queste natura. Perché nei riferimenti alle leggi in vigore - mi dispiace prendere cinque minuti più del necessario per dire queste cose - bisogna starci molto attenti, altrimenti si corre il rischio di essere ridicoli...
PRESIDENTE. Ci sono proposte e noi ci dobbiamo esprimere, c'è una pregiudiziale che è stata posta da alcuni consiglieri regionali di rinviare tutto alla Commissione. L'onorevole Cogodi ha detto: aspettiamo domani mattina e decidiamo domani mattina. E' su questo che dobbiamo decidere.
BAROSCHI (P.S.I.). Signor Presidente, io non voglio entrare nel merito di queste risoluzioni, me ne guardo bene perché non lo meritano, per come sono state scritte. Sto chiedendo che questa questione venga inviata immediatamente alla prima Commissione, perché ne esca una cosa seria - questo sto chiedendo - non domani, adesso, decidiamo di mandarla in Commissione per evitare ulteriori ridicolaggini.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Gabriele Satta. Ne ha facoltà.
SATTA GABRIELE (P.D.S.) Io voglio parlare sulla proposta Fadda perché l'ho capita in un certo modo e voglio riferirla all'Aula. Signor Presidente, lei poc'anzi l'ha riproposta all'Aula, in termini che probabilmente ritiene corretti, però a me è parso di capire che la proposta del collega Paolo Fadda non fosse esattamente questa e credo che anche il tenore delle cose che ha detto il Presidente della Commissione prima sia leggermente diverso. Lei ha proposto che venga rinviata alla Commissione prima per un parere; questo, a mio modo di vedere, per le cose che anche scherzosamente, interrompendo, ho detto, è assolutamente non proprio, come procedura. Se questa risoluzione fosse impugnabile in qualche sede sarebbe sicuramente annullata per eccesso di potere. Di questo siamo tutti consapevoli, credo che tutti, in quest'Aula, compresi coloro che l'hanno approvata, se così è stato, in Commissione programmazione, sappiano che si è esorbitato dalle competenze della Commissione. Pertanto, non voglio dire che questa risoluzione è nulla, però che addirittura essa venga trasmessa, per un parere alla Commissione competente in materia, francamente mi sembra eccessivo. Pertanto è la materia della quale deve essere investita la Commissione e non la risoluzione, perché altrimenti la risoluzione, se è stata approvata formalmente, ha già vita propria e può essere, con un ordine del giorno, approvata o respinta dal Consiglio. Se invece vogliamo rimediare, senza impugnative, a una cosa che avremmo sicuramente il dovere di impugnare in qualche sede, della questione deve essere investita al Commissione prima e io, per quello che rappresenta la carica che umilmente rivesto di Presidente di altra Commissione, chiederei che poi tutte le Commissioni si pronuncino nel merito perché è argomento che non può essere confinato in una discussione di ristretti margini. Pertanto credo che questo fosse lo spirito anche della proposta del collega Paolo Fadda, credo che dobbiamo pertanto votare se rinviare la discussione del Consiglio in attesa che della materia si interessi la Commissione competente e pervenga a una proposta che scaturisca dal posto giusto e che sia esaminata da tutte le Commissioni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (D.C.). Signor Presidente, solo due parole perché mi sembra doveroso intervenire in questo dibattito, per chiarire qual è la genesi della risoluzione, una risoluzione che non è stata facile, che non è stata estemporanea, che ci ha lacerato, sulla quale anche i componenti della Commissione avevano ed hanno notevoli perplessità e incertezze ed è una risoluzione che parte dalla considerazione del dissesto finanziario regionale, dell'esigenza di ricondurre a controllo una serie di costi di funzionamento, tra cui anche il personale, non solo, ma tutte le spese di funzionamento, alla luce di una tendenza nazionale. Quando questi problemi, i problemi finanziari, i problemi del rigore e della linea nazionale in materia di politica del personale, sono emersi e sono rimbalzati in Commissione, forse tutta la Commissione si è ritrovata nell'incertezza di affrontare l'argomento. Diversi colleghi, forse tutti i colleghi, e io stesso avevamo sollevato perplessità circa la competenza della Commissione e nel trattare l'argomento ci siamo posti il limite di stare entro gli aspetti finanziari. Forse non siamo stati entro questo limite e, discutendo un argomento importante, abbiamo travalicato le nostre competenze, per cui capisco che le perplessità che la Commissione stessa aveva nell'affrontare l'argomento possano essere condivise dal Consiglio e emerse nelle discussioni che sono state fatte. La cosa che io voglio dire è che queste perplessità non ci hanno distolto dal ragionare sui problemi finanziari, non ci hanno distolto dal sottolineare e richiamare l'attenzione del Consiglio sui problemi finanziari che avevamo e che abbiamo. Io credo che, forse, la risoluzione vada vista in questa prospettiva, più che come un testo definito come un grido d'allarme, se mi è consentita la brutta espressione, che la Commissione rivolge al Consiglio chiedendo che una serie di costi vengano posti sotto controllo. E questo non riguarda il personale, riguarda l'economato, riguarda la sanità, riguarda tutti i costi e questa risoluzione va vista nel contesto di una manovra di bilancio complessiva. Peraltro, il fatto che una serie di decisioni, come all'inizio qualcuno proponeva, non siano diventate norme finanziarie, dimostra proprio che la Commissione intendeva indicare una linea, una problematica al Consiglio. Ripeto, forse nel fare questo, nell'indicare la problematica finanziaria, nel richiamare l'attenzione del Consiglio sul fatto che una serie di costi, dalla sanità al personale, all'economato, alla forestazione, debbano essere posti sotto controllo, forse abbiamo travalicato il sistema delle competenze. Se qualche collega del Consiglio si sente offeso per questo, chiedo scusa ai colleghi da parte mia e forse anche da parte...
PUBUSA (P.D.S.). Le ritiri le due risoluzioni, è meglio.
SELIS (D.C.). Io non propongo il ritiro, io avevo, come tutti i colleghi della Commissione, una serie di perplessità sulla competenza degli argomenti e abbiamo proceduto, con molta fatica, a trovare una sintesi. Il senso della risoluzione è questo: ci sono problemi di carattere finanziario, di crisi economica, sottoponiamo a monitoraggio una serie di costi.
Chiedo scusa, ripeto, nel fare questo può darsi che abbiamo travalicato il sistema delle competenze. Il Consiglio probabilmente deciderà di affidare alla prima Commissione, non so se per un parere, per una riscrittura o per una abrogazione, se si vuole abrogare. E' chiaro che noi siamo totalmente rispettosi della volontà del Consiglio, le mie parole servivano e servono solamente a chiarire la genesi del provvedimento e l'obiettivo che la Commissione si poneva che non era quello di travalicare norme, ma quello di sottoporre all'attenzione dell'Assemblea una serie di problemi.
Nel fare questo, e mi preme dirlo perché vorrei...
SATTA GABRIELE (P.D.S.). La risoluzione è nulla perché contiene il termine "impegna la Giunta". Se facciamo i saccenti facciamo i saccenti. E' una risoluzione che è invalidata dal fatto che si usa il termine "impegna la Giunta regionale".
SELIS (D.C.). Io non sto cercando di fare il saccente, forse sto cercando di dare sia a me che a voi delle giustificazioni. Non sto cercando di fa re né l'arrogante, né il saccente, sto cercando di spiegare come è nata - perché tutti siano edotti di questo - e quali sono stati i problemi che hanno determinato questa risoluzione; sto cercando di ribadire che le perplessità c'erano da parte di tutti i commissari e c'erano anche da parte della Commissione sia sulla materia che sulle competenze. Sto cercando di dire che l'argomento nasce non per travalicare competenze, ma per cercare di richiamare l'attenzione, come oggi e anche ieri più volte, in quest'Aula, abbiamo fatto su una serie di gravi problemi finanziari che abbiamo, che non riguardano solo il personale, ma anche altri settori. Sto cercando quindi di considerare la risoluzione non come un tentativo di imporre né al Consiglio, né tanto meno alla Commissione, ma di sollevare un problema; poi al Consiglio secondo me giustamente viene posto il problema della competenza e il Consiglio deciderà la competenza. Volevo soltanto dare quest'indicazione, dicendovi che l'esigenza di chiudere un bilancio in situazioni finanziarie difficili porta certe volte la Commissione bilancio ad individuare in che settori si possono introdurre dei criteri di razionalizzazione. Questo non è fatto perfettamente, è un testo approssimativo, si può dire tutto, che ci sono - come diceva il collega Satta - delle scorrettezze di carattere procedurale, quello che non si può dire è che sia un testo superficiale. Abbiamo discusso di questo testo in Commissione, in Commissione sono presenti tutti i Capigruppo, abbiamo discusso in presenza del Presidente della Giunta e dell'Assessore della programmazione, nonché dell'Assessore degli affari generali, abbiamo mostrato le perplessità anche insieme sia per quanto riguarda le competenze sia per quanto riguarda la sostanza.
Concludo, signor Presidente, per ribadire che l'impegno e il tentativo della Commissione erano quelli non di travalicare le competenze o di imporre qualcosa al Consiglio, né di fare i saccenti o gli arroganti, ma di richiamare l'attenzione del Consiglio su una serie di problemi finanziari che abbiamo e che vanno affrontati con riforme su tutte le grandi categorie di spesa, compreso il personale. Questo per onere della cronaca e perché il Consiglio abbia davvero il senso del lavoro fatto, che non vuole né invadere le competenze né imporre niente a nessuno; il Consiglio decida le competenze e valuti questi problemi.
PRESIDENTE. Onorevole Fadda, vuole chiarire la sua posizione? Lei ha proposto di trasferire la risoluzione della Commissione bilancio alla competente Commissione del personale, che ne farà l'uso che ne riterrà opportuno. Prego, onorevole Fadda.
FADDA PAOLO (D.C.). Io credo che l'interpretazione data dall'onorevole Satta sia condivisibile e credo che questa materia debba essere trasferita alla Commissione competente che valuterà poi con quali strumenti...
(Interruzioni)
Può darsi anche che arrivi con una proposta, che arrivi già con quegli impegni che si voleva dare alla Giunta regionale. Io credo che il problema che è stato sollevato sia un grossissimo problema e che la materia debba essere trasferita alla Commissione competente.
PRESIDENTE. Allora pongo in votazione il trasferimento della risoluzione.
(Interruzioni)
La risoluzione è stata portata in discussione in Aula, stiamo discutendo in Aula, il Consiglio sta decidendo di non discutere in Aula ma di mandare la risoluzione alla Commissione competente per materia...
COGODI (Rinascita e Sardismo). Ma non c'è l'ordine del giorno?
PRESIDENTE. L'ordine del giorno è collegato all'approvazione. Siamo ancora in fase di discussione, non siamo ancora all'approvazione. Debbo mettere in votazione questa proposta. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
La proposta viene rinviata alla prima Commissione.
Fissazione di termini ai sensi dell'articolo 100 del Regolamento
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Serra Pintus. Ne ha facoltà.
SERRA PINTUS (D.C.). Chiedo la fissazione dei termini per la discussione in Aula della proposta di legge numero 411. Poiché la proposta è abbastanza semplice e snella, chiedo che entro trenta giorni la proposta venga messa in discussione. La proposta riguarda una regolamentazione sull'elargizione da parte della Regione dei contributi in tutti i settori.
PRESIDENTE. Ci sono obiezioni?
ORTU (P.S.d'Az.). Dal giorno in cui è stata presentata questa proposta sono già trascorsi i termini di cui all'articolo 100 del Regolamento?
PRESIDENTE. Sì, sono già trascorsi. Poiché non vi sono opposizioni, la proposta è accolta.
I lavori del Consiglio riprenderanno domani mattina alle ore 9.
La seduta è tolta alle ore 21 e 47.
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