Seduta n.219 del 01/10/1997
CCXIX Seduta
(Antimeridiana)
Mercoledì 1 Ottobre 1997
Presidenza del Vicepresidente Zucca
indi
del Vicepresidente Milia
La seduta è aperta alle ore 10 e 05.
FRAU, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana dell'11 settembre 1997 (215), che è approvato.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenuti alla Presidenza i seguenti disegni di legge:
"Modifiche ed integrazioni alle leggi regionali 13 dicembre 1994, n. 38 e 13 gennaio 1995, n. 4 (Nuove norme sul controllo sugli atti degli enti locali)". (353)
(Pervenuto il 18 settembre 1997 ed assegnato alla prima Commissione.)
"Riforma dei controlli sugli atti degli enti locali, controllo sugli organi e ordinamento degli enti locali". (354)
(Pervenuto il 23 settembre 1997 ed assegnato alla prima Commissione.)
Annunzio di presentazione di proposte di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza le seguenti proposte di legge:
dai consiglieri Sanna Salvatore - Lippi - Macciotta - Murgia - Bonesu - Busonera - Cugini - Manunza - Marteddu - Masala - Pittalis:
"Modifiche alla legge regionale 13 dicembre 1994, n. 38 (Nuove norme sul controllo sugli atti degli enti locali) modificata con legge regionale 13 gennaio 1995, n. 4". (352)
(Pervenuta il 18 settembre 1997 ed assegnata alla prima Commissione.)
dal consigliere Bonesu:
"Modifiche alla normativa sull'elezione del Consiglio regionale della Sardegna". (355)
(Pervenuta il 24 settembre 1997 ed assegnata alla prima Commissione.)
dal consigliere Fantola:
"Incompatibilità fra gli uffici di consigliere e di assessore regionale". (356)
(Pervenuta il 24 settembre 1997 ed assegnata alla prima Commissione.)
dal consigliere Lorenzoni:
"Modifiche alle norme per l'elezione del Consiglio regionale della Sardegna". (357)
(Pervenuta il 29 settembre 1997 ed assegnata alla prima Commissione.)
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
FRAU, Segretario f.f.:
"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sul carbondotto di Porto Torres". (831)
"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sul ridimensionamento della sezione decentrata per l'impiego ed il collocamento agricolo di Bono". (832)
"Interrogazione VASSALLO - CONCAS - MONTIS, con richiesta di risposta scritta, sul fallimento del Consorzio Cooperativo CONSACORI". (833)
"Interrogazione USAI Pietro - SANNA Salvatore - ZUCCA, con richiesta di risposta scritta, sulle proteste conseguenti all'autorizzazione della pesca 'a sciabica'". (834)
"Interrogazione CADONI, con richiesta di risposta scritta, sugli incidenti stradali all'altezza del Centro regionale di formazione professionale di Bosa". (835)
"Interrogazione LOCCI, con richiesta di risposta scritta, sulla gestione della residenza sanitaria assistita di Santadi". (836)
"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sui disagi economici subiti dagli studenti universitari sardi che viaggiano in aereo per motivi di studio". (837)
"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di immediata sospensione della pesca a sciabica". (838)
"Interrogazione SASSU - DIANA - DETTORI Ivana - ZUCCA, con richiesta di risposta scritta, sulla soppressione del tempo pieno in alcune scuole dell'Isola". (839)
"Interrogazione MONTIS - VASSALLO - CONCAS sulla decisione aziendale della Vitrociset di mettere in mobilitazione i lavoratori". (840)
"Interrogazione VASSALLO - MONTIS - CONCAS, con richiesta di risposta scritta, sul deliberato della Commissione paritetica per l'istituzione dei punti franchi". (841)
"Interrogazione FANTOLA, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata regolamentazione regionale delle tariffe per i trattamenti ordinari di emodialisi". (842)
"Interrogazione PITTALIS - NIZZI - BALLETTO - MARRACINI - TUNIS Marco Fabrizio, con richiesta di risposta scritta, sulla decisione della Giunta regionale di procedere all'emissione di un floating rate in collaborazione solo con istituti di credito stranieri". (843)
"Interrogazione CUCCA, con richiesta di risposta scritta, sulla chiusura della farmacia nel Comune di Noragugume". (844)
"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla soppressione di due classi del liceo classico di Bonorva". (845)
"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla soppressione di due classi del liceo classico di Bonorva e sull'urgenza di procedere alla revoca del provvedimento". (846)
"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sull'indagine ispettiva sull'ISOLA". (847)
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.
FRAU, Segretario f.f.:
"Interpellanza VASSALLO - MONTIS - CONCAS sul decreto dell'Assessore della difesa dell'ambiente che disciplina la pesca sciabica". (380)
"Interpellanza CASU - PITTALIS - OPPIA - NIZZI - MARRACINI sulla società GREENSAR S.p.A. di Oristano". (381)
"Interpellanza VASSALLO - CONCAS - MONTIS sulla mancata presentazione da parte della Giunta regionale del disegno di legge collegato alla finanziaria '97 atto ad attuare quanto sottoscritto nel protocollo d'intesa del 30 settembre 1996". (382)
"Interpellanza MONTIS sulla chiusura dell'impianto di distribuzione di carburanti di Ovodda". (383)
"Interpellanza CASU - PITTALIS sulla mancata messa in funzione della diga sul Tirso". (384)
"Interpellanza SASSU - BALIA - BERRIA - CHERCHI - DETTORI Ivana - FALCONI - GHIRRA - CUCCA - USAI Pietro sulla situazione della Cooperativa Cooptex 84 di Ottana". (385)
"Interpellanza VASSALLO - MONTIS - CONCAS sulla soppressione di due classi del Liceo Ginnasio di Bonorva". (386)
"Interpellanza FOIS Paolo - OBINO - SASSU sulla soppressione di alcune classi nel Liceo classico di Bonorva". (387)
"Interpellanza BONESU sulla dismissione delle strutture carcerarie nell'isola dell'Asinara". (388)
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.
FRAU, Segretario f.f.:
"Mozione BALLETTO - PITTALIS - LOMBARDO sulla necessità di fare chiarezza sui termini economici dell'operazione di cessione della Island Marble S.R.L., e di accertare l'esistenza di eventuali danni patrimoniali a carico delle casse regionali nonché sulla necessità di revocare dall'incarico il presidente dell'EMSA dott. Giampiero Pinna". (134)
"Mozione DETTORI Ivana - SASSU - ZUCCA - SCANO - GHIRRA - CUGINI - BERRIA - BUSONERA - CHERCHI - CUCCA - DIANA - FALCONI - FOIS Paolo - MARROCU - OBINO - SANNA Salvatore - USAI Pietro sulla riorganizzazione della rete scolastica in Sardegna". (135)
Confronto consiglieri-Giunta regionale ex articolo 121 del Regolamento
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento del confronto fra consiglieri e Giunta regionale ai sensi dell'articolo 121 del Regolamento. Ricordo che in base al terzo comma del predetto articolo "ogni domanda di ciascun consigliere ed ogni risposta della Giunta non devono superare rispettivamente i due minuti".
Ricordo inoltre che la Conferenza dei Capigruppo, nel definire le modalità di svolgimento del confronto, ha stabilito, sempre a norma dell'articolo 121 del Regolamento, che devono essere effettuate 38 domande di cui 19 riservate ai Gruppi di maggioranza e 19 ai Gruppi dell'opposizione.
Per quanto riguarda la maggioranza, potranno essere rivolte otto domande dai componenti del Gruppo Progressista federativo, cinque dai componenti del Gruppo dei Popolari, tre dai componenti del Gruppo Misto, due dai componenti del Gruppo Progressista Sardegna-Federazione Democratica e una dal Gruppo sardista.
Per l'opposizione potranno rivolgere nove domande i componenti del Gruppo Forza Italia, cinque i componenti del Gruppo di Alleanza nazionale, tre i componenti del Gruppo Misto e due i componenti del Gruppo Rifondazione comunista.
Ha facoltà di formulare la domanda il consigliere Frau..
FRAU (A.N.). Onorevole Presidente, la domanda è rivolta all'Assessore del lavoro. Si è parlato molto, in questo periodo, delle borse di studio, delle borse del lavoro come mezzo, come volano per l'occupazione in Sardegna. Non metto in dubbio queste cose, però voglio ricordare che la stessa cosa fu detta al momento dell'istituzione dei cosiddetti prestiti d'onore che avrebbero dovuto smuovere la situazione economica sarda e quindi l'occupazione. Io non so esattamente, onorevole Assessore, cosa sia successo, ma io vorrei sapere da lei, con certezza, quanti prestiti d'onore siano stati assegnati ai giovani sardi e se sia vero che la società che gestiva il tutto abbia eliminato buona parte di queste domande, per puri vizi formali.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.
DEIANA (Popolari), Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Quanti sono i prestiti d'onore già approvati, chiedeva il collega Frau. Lei sa, collega, che la competenza sia a ricevere le domande sia dell'istruttoria non sono in capo alla competenza assessoriale, ma sono in capo alla competenza per l'istruttoria all'imprenditorialità giovanile, e anche per l'erogazione dei sussidi noi, purtroppo, non abbiamo nessuna competenza. Le notizie che noi abbiamo ad oggi, 15-20 giorni fa, erano soltanto di 28 prestiti d'onore e, per quanto riguarda l'imperfezione nella compilazione della domanda, effettivamente c'erano degli errori marginali, anche minimi, tanto è vero che in un incontro avuto col responsabile nazionale dell'IG nazionale chiedemmo di poter riaprire la correzione e quindi il perfezionamento della pratica stessa. Ci fu una risposta data a Cagliari in un incontro che facemmo al CIS, addirittura pubblico, dove io consegnai una lettera ufficiale a Borghini di persona e quindi ci fu questa risposta. Non sappiamo se poi l'IG, cioè l'imprenditorialità giovanile, ha corretto queste imperfezioni e se nei 28 ci sono anche le correzioni.
Sicuramente bisogna aprire un tavolo (e di questo abbiamo fatto carico anche al Sottosegretario competente, la Rossi Gasparini) in modo che ci possa essere un incontro tra il momento nazionale e quello regionale. Perché c'è sicuramente qualcosa che non va e che deve essere ricondotta a una coscienza e a una conoscenza, oltre che conoscenza, delle esigenze territoriali dell'imprenditorialità sarda giovanile.
PRESIDENTE. Ha facoltà di porre la sua domanda il consigliere Pietro Usai.
PIETRO USAI (Prog. Fed.) Vorrei rivolgere una domanda all'assessore Manchinu. Assessore, in tre comuni galluresi (Arzachena, Palau ed Olbia) vi sono delle porzioni di terreno piuttosto rilevanti che, per essere pianificate, necessitano di una legge regionale (il cosiddetto accordo di programma praticando il 28 bis). Nelle cartografie questi terreni sono definiti 2D asteriscati. Ora noi siamo in assenza di questi accordi di programma e, anche essendo ottimisti, è probabile che questi accordi di programmi non si faranno nelle prossime settimane, mentre i PUC dovrebbero essere fatti entro novembre. Questi comuni possono pianificare anche su questi terreni oppure la pianificazione arriva ai confini di questi pezzi importanti del territorio sardo e si ferma lì?
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.
MANCHINU (Progr. S.F.D.), Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Onorevole Usai, come lei sa e come ha detto, entro novembre i comuni che sono interessati ai piani territoriali paesistici devono affrontare gli strumenti urbanistici in adeguamento ai piani territoriali paesistici. Come lei sa, con la legge numero 13 è stata attivata la procedura sostitutiva per i comuni inadempienti, per cui entro l'anno tutti quei comuni interessati ai piani in adeguamento al PTP devono avere gli strumenti urbanistici. Qualora questo non avvenisse il commissario nominato dal Comitato di controllo agirà per loro conto. Per quanto riguarda la pianificazione è chiaro che i comuni interessati che lei ha richiamato, dal cosiddetto 2 asteriscato, hanno la possibilità di pianificare, di indicare la trasformabilità di quel territorio, però è chiaro che data la delicatezza di quegli ambiti territoriali gli interventi devono essere dopo fatti con l'accordo di programma. Per cui il pianificatore locale dovrà tener conto di questo fatto: prevedere la loro trasformabilità, però così come prevede la norma, qualsiasi intervento deve essere soggetto ad accordo di programma, in queste determinate zone che sono zone delicate.
PRESIDENTE. Ha facoltà di porre la domanda il consigliere Lippi.
LIPPI (F.I.). Nel voler sottolineare ancora una volta l'inadeguatezza di questa procedura del question time che a più riprese abbiamo chiesto che venisse quanto meno rivista, perché sta veramente perdendo nel tempo di significato e di interesse generale, la domanda che voglio rivolgere la rivolgo esplicitamente all'assessore Sassu, in relazione alla polemica scaturita nei giorni scorsi sul palazzo congressi di Cagliari. Avevo già avuto maniera di intervenire nei mesi precedenti sul problema del palazzo dei congressi di Cagliari, struttura determinante e rilevante per sviluppare il turismo nel sud della Sardegna, soprattutto quel turismo congressuale che d'altre parti sta producendo un indotto notevole. Apprendiamo dalla stampa la mancata volontà, o quanto meno parrebbe che non ci sia più la volontà da parte della Giunta regionale di procedere ad un finanziamento per la realizzazione e l'ampliamento della struttura, finanziamento che era stato peraltro già promesso, fra virgolette, dalla passata Giunta Palomba, per voce dell'assessore Lai.
Mi piace sottolineare che ci sia, anche da parte credo del Consiglio regionale, la volontà di voler procedere, per le aree di interesse turistico, a trovare delle soluzioni che possano essere adattabili e confortabili per quelle zone che possono veramente creare un indotto positivo per tutto l'arco dell'anno. E mi piace anche ricordare, perché l'ho sentito e l'ho appreso ieri sera per televisione, che un collega della maggioranza, l'onorevole Tore Sanna, che ieri a RAI 3 ha sottolineato come importanza strategica per il rilancio turistico del sud Sardegna un accordo tra le aree di Villasimius, Cagliari e Santa Margherita di Pula. Credo che quindi il Palazzo dei Congressi di Cagliari sia estremamente strategico per sviluppare il turismo in questa nostra area della Sardegna e chiedo all'assessore Sassu il perché e il per come non ci sia più la volontà di finanziare l'ampliamento di questa struttura.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Procederò per affermazioni estremamente sintetiche. Primo: non so chi abbia promesso il finanziamento del centro congressi; certamente non c'è nessun atto formale della Giunta regionale. Secondo, il centro congressi è certamente un investimento di grande rilevanza per l'economia isolana, in particolare per il turismo, anche ai fini dell'allungamento della stagione turistica. Terzo, l'ente fiera è un ente privato e in quest'ottica bisogna ragionare, così come, peraltro, ha ragionato la Costa Smeralda che si è costruita totalmente e interamente un centro congressi a sue spese, così come altri imprenditori, anche nel sud dell'Isola hanno fatto, investendo totalmente proprie risorse in centri congressi. Allora la rilevanza del Centro congressi di Cagliari è di gran lunga più ampia di quella di altri centri congressi nel sud dell'Isola, e quindi io credo che sia necessario un intervento da parte dell'ente pubblico. Tuttavia, essendo l'Ente fiera un ente privato, la disponibilità dell'amministrazione regionale è quella di partecipare a un cofinanziamento, ma non a un totale finanziamento, perché i benefici sono a favore del territorio dell'amministrazione provinciale di Cagliari, in particolare del comune di Cagliari. Pertanto l'offerta che il sottoscritto, in particolare, ha fatto al presidente dell'Ente fiera è stata quella di partecipare a circa la metà del cofinanziamento, mentre risorse dovrebbero essere messe a disposizione anche da parte dell'amministrazione provinciale di Cagliari, da parte del comune di Cagliari, e da parte degli albergatori che godrebbero, gran parte, dei vantaggi derivanti dalla presenza di un centro congressi e - perché no? - importante e non all'ultimo posto un contributo dell'Ente fiera che godrebbe dei benefici.
Questo è ragionare in termini di economia di mercato, non di assistenza, come lei certamente crede.
PRESIDENTE. Ha facoltà di porre la domanda il consigliere Salvatore Sanna.
SANNA SALVATORE (Progr. Fed.). Vorrei rivolgere una domanda all'assessore Manchinu. In questi giorni si sono verificati in Sardegna, l'ultimo è avvenuto avantieri notti, attentati contro amministratori comunali. L'ultimo, quello di avantieri notte, è una lettera con dentro un candelotto di dinamite che ha ricevuto il sindaco di Silius, Salvatore Melis, con delle intimidazioni. Siccome, purtroppo, assistiamo da anni al ripetersi di questi episodi, chiedo all'assessore Manchinu se non ritenga, anche per dimostrare una solidarietà al di là delle parole, di studiare o di approntare dei provvedimenti, che poi possano essere discussi e approvati eventualmente dal Consiglio regionale, in relazione a qualche misura a favore o a sostegno degli amministratori locali che, ripeto, sono oggetto continuo di attentati o di minacce. Dico questo in relazione a interventi che possono essere sicuramente studiati e approvati concernenti lo stato giuridico degli amministratori o provvidenze legate a forme di assicurazione nei confronti degli stessi o delle famiglie in relazione ai danni che subiscono durante l'esercizio delle loro funzioni. Personalmente ritengo che il Consiglio regionale dovrebbe intervenire in questo settore, tenuto conto anche del fatto che gli amministratori locali e in particolar modo i sindaci svolgono anche fondamentali e importanti funzioni delegate dalla Regione, quindi in nome e per conto della Regione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica.
MANCHINU (Progr. S.F.D.), Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Io comprendo la domanda dell'onorevole Sanna, però voglio significarle che questo è un problema che non riguarda tanto la gestione che riguarda gli enti locali da parte dell'Assessorato, quanto piuttosto problemi di ordine pubblico, quindi è un problema che deve essere posto al Ministero degli interni per assicurare maggiore sicurezza a chi svolge questa delicata attività. Per cui credo che più che questo l'amministrazione regionale non possa fare: sollecitare una maggiore presenza dello Stato in questi che sono indubbiamente comuni a rischio. Quindi io credo che la Giunta, in questo caso il Presidente, si farà carico di muoversi verso lo Stato per chiedere una maggiore garanzia, una maggiore sicurezza per chi svolge questa importante attività.
PRESIDENTE. Ha facoltà di formulare la domanda il consigliere Liori.
LIORI (A.N.). Vorrei rivolgere la domanda all'Assessore dell'agricoltura, Paba. Vorrei sapere se corrisponde al vero e per quale motivo le banche stiano chiedendo i pagamenti dei prestiti di conduzione degli anni precedenti e i famosi debiti che si possono inquadrare in quel gruppo di interventi della legge 44, nota come legge Muledda, per il quale c'era stato il noto intervento dell'Unione europea. Questi debiti pare che vengano chiesti indietro dalle banche a tasso pieno, non a tasso agevolato, e ciò nonostante un accordo che lei stesso, Assessore, aveva riferito essere già intercorso tra le banche e l'Assessorato, alla presenza del presidente Palomba e del signor prefetto della città di Cagliari. Vorrei sapere se la notizia corrisponde al vero, cosa che mi è stata riferita da conoscenti, i quali mi hanno detto che è stata inviata anche a loro, e che pare non sia limitata a singoli casi, ma sia diffusa nel mondo agricolo regionale, vorrei sapere per quale motivi si siano verificate queste richieste della banche e se l'amministrazione regionale ha delle responsabilità in questo episodio, e, se la Regione non avesse delle responsabilità, come viene giudicato dall'amministrazione regionale l'operato delle banche e come intende l'amministrazione stessa procedere per tutelare gli interessi dei lavoratori agricoli. Grazie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
PABA, Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Grazie, onorevole Liori. In effetti ci fu un accordo tra la presidenza della Giunta, l'assessore dell'agricoltura e rappresentanti del sistema bancario regionale, alla presenza del prefetto di Cagliari e del direttore della Banca d'Italia in Sardegna, con il quale le banche rinunciavano a chiedere il pagamento degli interessi pieni sulle rate di assestamento sulla base della legge 44, che nella primavera di quest'anno è stata definitivamente cassata dall'Unione europea.
Questo accordo prevedeva che il concorso degli interessi attraverso provvedimenti di carattere amministrativo pervenisse alle banche non appena fossero state completate le procedure per recuperare gli effetti della legge 44, con modalità di intervento diverse, principalmente rivolte a favore delle aziende che avessero subito nel passato danni da calamità naturali. So bene che alcune banche, o meglio gli sportelli di alcune banche continuano a chiedere il pagamento delle rate a tasso pieno. Questo comportamento non è ovviamente condiviso dalla Giunta regionale e rappresenta una violazione di un accordo a suo tempo stabilito e tutte le volte che segnalazioni di questi comportamenti sono pervenuti all'Assessorato o alle associazioni, sia l'Assessorato sia le associazioni sono intervenute per richiamare il sistema bancario al rispetto degli accordi. Per quanto riguarda il futuro, sono in atto le procedure per recuperare, ripeto, con un provvedimento amministrativo compatibile con una normativa comunitaria gli effetti della legge numero 44, questo consentirà di riportare questo tipo di intervento in un binario più ordinato e soprattutto di non lasciar spazio al sistema bancario per comportamenti non in linea con gli accordi a suo tempo stabiliti.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rivolgere la domanda il consigliere Montis.
MONTIS (R.C.-Progr.). Signor Presidente, rivolgo all'Assessore dell'industria la seguente questione per aver delle risposte. Terre Cotte, un'industria ceramica costruita da impresari emiliani, finanziata con la legge numero 221, legge nazionale per il riequilibrio occupativo delle zone ex minerarie, se e quanti sono i fondi ricevuti dalla Regione, i lavoratori sono in ferie, con la legge numero 115 nel mese di luglio del corrente anno sono state finanziate un'impresa che si chiama Mediterranea S.p.A. per 8 miliardi e 600 milioni e questi soldi servirebbero ad acquistare questa industria di Terre Cotte, cioè si sarebbero avuti finanziamenti per costruire questa industria e finanziamenti per venderla e non nell'ordine di poche centinaia di milioni di molti miliardi, come è a tutti evidente; questa è la semplice domanda, volete spiegarci com'è questa situazione di cui nessuno capisce niente, sottolineando tra l'altro che in quella zona che non fa parte integrante dell'accordo di programma del Sulcis Iglesiente che è una zona diversa dal Sulcis Iglesiente, l'omogeneità derivava solo dai giacimenti di piombo e zinco e anticamente di argento, è tutt'altra cosa del Sulcis Iglesiente, volete spiegarci in quale modo la Regione si preoccupa anche del riequilibrio occupativo anche di questa zona che ha perduto nel corso di dieci o quindici anni molte migliaia di lavoratori direttamente impiegati nelle industrie estrattive e nelle attività indotte?
PRESIDENTE. Per rispondere ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.
PINNA, Assessore dell'industria. Presidente la ringrazio, le domande che pone l'onorevole Montis sono più di una e credo che nel tempo di due minuti sia molto difficile dare risposte esaurienti. Le iniziative relative a Terre Cotte rientrano nel tentativo a suo tempo esperito di realizzare un polo ceramico in Sardegna in un'intesa con gli imprenditori emiliani considerato che la Sardegna dispone di risorse primarie di grande valore per sviluppare un'attività nel settore appunto delle ceramiche. In questo quadro si è convocata appunto un'iniziativa quale quella che veniva richiamata dall'onorevole Montis, questa iniziativa, mi riferisco evidentemente alla Terre Cotte, ha incontrato delle difficoltà che l'imprenditore collega in modo specifico alle diseconomie presenti nella nostra Regione e in particolare all'assenza di energia a basso costo quale quella che può essere garantita dal metano, differenza notevole rispetto ad altri poli ceramici nazionali e in particolare a quello appunto emiliano. Questo ha fatto sì che questa impresa si trovi attualmente in difficoltà, è in corso un confronto anche con l'Assessorato, teniamo conto che una parte di Terre Cotte, il 30 per cento fa capo all'Emsa o ad una delle controllate Emsa e quindi la Regione sia pure con un ruolo di minoranza è presente nella compagine di questa società, evidentemente è interesse della Giunta regionale raggiungere due obiettivi, salvare i livelli occupativi e possibilmente svilupparli e salvare anche il tentativo di realizzare un polo ceramico in Sardegna considerate anche le risorse di cui si dispone. Su questa base è in corso una trattativa, sono stati individuati nuovi imprenditori che potrebbero subentrare all'attuale proprietario di Terre Cotte e a un tempo l'obiettivo al quale stiamo puntando, onorevole Montis, è quello di uscire come Regione anche da quel 30 per cento, quindi salvare l'occupazione e insieme fare un passo in avanti sulla piano delle privatizzazioni. Per quanto riguarda le risorse trasferite a Terre Cotte in questo momento io non sono in grado di fornire i dati minutamente debbo dire che evidentemente tutti i finanziamenti, sia quelli della "221" che altre incentivazioni eventuali sulle leggi regionali sono fatte attraverso istruttoria da parte degli istituti addetti con assoluta regolarità.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rivolgere la domanda il consigliere Cucca. CUCCA (Progr. Fed.). Grazie signor Presidente, la domanda è per l'Assessore dei lavori pubblici Fadda. In seguito a una mia interrogazione del luglio 1997, per la quale ho avuto una immediata risposta a differenza delle diverse centinaia di interrogazioni per le quali non si danno risposte, voglio precisare all'Assessore che la precedente interrogazione sulla operatività dei piani di vendita degli alloggi per l'edilizia residenziale pubblica la risposta non è stata molto soddisfacente perché l'Assessore minimizza un reale e diffuso disagio degli assegnatari, in quanto la classificazione degli alloggi superiori ad A3 non è così limitata, ma non solo, blocca di fatto i piani di vendita, due esempi per tutto, a Cagliari, al quartiere S.Elia, la classificazione è A2, nella stessa zona però a Bonaria, in via Milano la classificazione è A3, questo per quanto riguarda Cagliari, per quanto riguarda Nuoro dicasi la stessa cosa per quanto riguarda le case popolari che sono in via Olbia dove sono A2 e in via S.Antioco a differenza di 200 metri sono A3, case con 20-25 anni di anzianità. La domanda, Assessore, è questa, quale iniziativa lei intende assumere in qualità di Assessore per consentire una reale vendita di tali alloggi che se non vengono acquistati da questi che già ci abitano non verranno mai acquistati da nessuno, ma non solo, continuerà l'Istituto Autonomo Case Popolari a gestire un patrimonio vecchio e obsoleto che dovrà sempre spendere per poter ristrutturare e intervenire per tutte le riparazioni necessarie? Quindi la domanda più concreta, visto che l'interrogazione non è stata molto soddisfacente è quella di sapere quali sono i tempi ipotizzabili per una generale riforma della legge numero 13 del 1989 che disciplina l'assegnazione e la gestione degli alloggi dell'edilizia residenziale pubblica. Grazie.
PRESIDENTE. Per rispondere ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.
FADDA, Assessore dei lavori pubblici. In merito alla domanda e ai contenuti della risposta alla precedente interrogazione sono ovviamente disponibile a dare tutte le ulteriori informazioni che sono necessarie, vorrei però rispondere al quesito sostanziale della domanda posta dall'onorevole consigliere e cioè quella quale iniziative sono state intraprese per procedere alla riforma della legge numero 13. Noi, prima dell'apertura dell'ultima crisi avevamo portato in Giunta un nuovo dispositivo di legge di riforma della problematica relativa all'assegnazione degli alloggi, ai canoni e ai piani di dismissione, perché questi oggi sono regolati soltanto da una direttiva quindi da una delibera CIPE che in realtà dice poco e poco aiuta per predisporre questi piani soprattutto estremamente difficili quando si è in assenza di una normativa che consenta di individuare nuovi canoni per gli alloggi. E' evidente che un affittuario programma il suo acquisto anche in funzione del canone che sarà chiamato a pagare nel prossimo futuro. Quindi questo processo non potrà essere completato se non quando noi avremo il nuovo dispositivo di legge, che è stato predisposto e sarà in discussione in Giunta nella prossima seduta; ma che comunque è stato mandato per conoscenza in Consiglio già prima dell'ultima crisi, ed è un dispositivo di legge sul quale noi abbiamo avuto un largo consenso perché è stato discusso con le forze sociali e sindacali.
PRESIDENTE. Ha facoltà di porre la domanda il consigliere Balletto.
BALLETTO (F.I.). Signor Presidente, la domanda è rivolta all'Assessore dell'industria, Pinna. Come lei sa, Assessore, in data 20 agosto, il Consiglio di amministrazione dell'EMSA con la delibera numero 86 ha disposto l'aumento degli emolumenti di taluni dirigenti di quell'ente, motivando che i livelli retributivi dei dirigenti, direttori del servizio, sono da ritenersi del tutto inadeguati rispetto al ruolo, all'impegno, alla responsabilità che caratterizza le loro prestazioni. Onorevole, lei sa, perché queste notizie sono apparse sulla stampa, che dei venticinque miliardi stanziati a favore dell'EMSA, in data 7 agosto di quest'anno, sono residuati solamente sei miliardi. E la Commissione industria non ha ancora avuto la rendicontazione di quelle spese che lei si era impegnato ad adempiere. Ora, in una economia privata, quella alla quale faceva riferimento poc'anzi l'Assessore della programmazione, le retribuzioni si misurano in relazione a quella che è la produttività. E' così, Assessore Sassu, vero? E naturalmente sono anche regolamentate dalle contrattazioni nazionali, laddove nella giusta contrapposizione tra lavoratori e datori di lavoro si cercano di ottenere miglioramenti che vadano anche al di là di quella che è la produttività del lavoro. E fin qua tutto a posto. Ma, Assessore Pinna, lei ritiene che in un ente così disastrato il Consiglio di amministrazione possa impunemente deliberare l'aumento delle retribuzioni annue di quattro dei suoi dirigenti quando mille dipendenti rischiano ogni giorno il posto di lavoro. Mi risulta anche che per poter fare questo l'ente, e non subire il controllo della Regione, abbia ottenuto anche un parere pro veritate, da un professionista molto vicino evidentemente alla fazione politica che sostiene l'EMSA, per ottenere una sorta di nulla osta per poter effettuare operazioni di questo genere in barba a tutti i controlli che la Regione può esercitare. Che cosa ne pensa, Assessore Pinna, e qual è l'atteggiamento del Governo regionale di fronte ancora alla persistenza di atti di mala gestione che interessano tutto il settore della economia privata gestita dalla mano pubblica.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere alla domanda l'Assessore dell'industria.
PINNA, Assessore dell'industria. Signor Presidente, io ho una particolare stima e apprezzamento per l'onorevole Balletto per l'assiduità con cui segue i problemi connessi all'ente minerario e per gli stimoli che fornisce sia alla mia persona, direttamente come Assessore dell'industria, sia all'intera Giunta e al Consiglio regionale. Inviterei soltanto l'onorevole Balletto sempre a storicizzare, perché le questioni che riguardano il sistema degli enti regionali, non solo l'EMSA, hanno una loro storia che affonda le radici in alcuni decenni e quindi non vanno soltanto attualizzate, ma vanno considerate in tutta la loro vicenda. E la loro vicenda fa sì che vi sia un fenomeno inerziale talvolta che produce effetti anche quando si vorrebbe farli cessare, e produce effetti per le spinte che ha ricevuto nel passato. Anche da parte mia, che sono fermamente convinto sul processo delle privatizzazioni dell'EMSA, queste resistenze le incontro quotidianamente perché è evidente che occorre fare i conti con una situazione complessa dove non vi sono solamente macchine dismesse o gallerie improduttive, ma vi sono uomini in carne ed ossa. Io credo talvolta che nei confronti dell'ente minerario in alcuni settori di questo Consiglio vi sia un atteggiamento poco generoso, e tendenzialmente rivolto a dire che è tutto un sfascio, tutto negativo: così non è. Ad esempio il sistema dell'ente minerario ha individuato nuove possibilità produttive in Sardegna, ha localizzato nuovi imprenditori, abbiamo visto per esempio gli australiani che sono localizzati a Furtei. Sono in corso ricerche di grande interesse che valorizzano le materie prime presenti nella nostra Regione che fino a qualche anno fa non erano conosciute con potenzialità di sviluppo ulteriori. Io credo che questo sistema non si possa reggere, e debba essere - sono d'accordo con lei - superato, ma il modo di superarlo non può essere come dire affidato ad una sorta di arrembaggio continuo. Adesso è in carico al Consiglio un disegno di legge, quindi è anche nella responsabilità del Consiglio, certamente e prioritariamente della maggioranza, ma credo dell'intero Consiglio accelerare al massimo l'approvazione di quel disegno di legge. Per quanto riguarda l'aspetto stipendi al quale lei faceva riferimento, io su questo mi riservo di dare delle risposte puntuali al Consiglio perché stamattina non potrei dare che delle risposte molto approssimative che sono connesse a quello che lei diceva e ad alcune, a mio giudizio, insinuazioni che ho potuto leggere sulla stampa. Relativamente invece ai 25 miliardi puntualmente il Consiglio e le commissioni competenti avranno un resoconto dell'impiego di quelle risorse stesse. Tenga conto che il trasferimento di quelle risorse in concreto è di qualche settimana forse, adesso non voglio dire una cosa inesatta, è soltanto di qualche settimana. Poi ci sono stati questi passaggi, l'approvazione e il visto del governo, le procedure successive perché l'EMSA disponesse materialmente e concretamente di quelle risorse. Ma l'impegno che io ho assunto a rendicontare in Commissione quelle risorse è un impegno che intendo puntualmente mantenere. Non condivido un giudizio liquidatorio sulla attività svolta dai dirigenti dell'EMSA, non so se vi siano meccanismi interni che consentano adeguamenti e mi riservo su questo di essere più puntuale.
PRESIDENTE. Ha facoltà di porre la domanda il consigliere Amadu.
AMADU (Gruppo Misto). Signor Presidente, intendo rivolgere la mia domanda all'Assessore della sanità. Con la legge finanziaria del 1996 è stato consentito lo sblocco delle assunzioni nel settore pubblico, e in particolare nelle aziende sanitarie locali, per quanto riguarda la copertura dei posti vacanti riferiti alle cosiddette categorie protette. Il blocco delle assunzioni però di fatto sussiste, sono centinaia i posti di lavoro destinati ai lavoratori disoccupati iscritti nelle liste delle cosiddette categorie protette; ancora non si intravede un minimo di procedura che consenta la soluzione di questo problema. Non solo con l'assunzione obbligatoria delle categorie protette si dà risposta a centinaia di lavoratori e lavoratrici sardi iscritti nelle liste di collocamento, ma si consentirebbe in particolare alle aziende sanitarie di poter beneficiare degli apporti di personale nuovo, che può essere utile in un momento di grande difficoltà della sanità e in un momento in cui gli organici continuano ancora ad essere bloccati a diversi anni fa, salvo qualche assunzione temporanea legata a particolari insorgenze. In modo particolare risultano vacanti più di settanta posti nella azienda sanitaria di Sassari, una trentina nella azienda sanitaria numero 2, tutte nella la provincia di Sassari, e credo che questa situazione debba indurre ad una accelerazione delle procedure. Che cosa l'Assessorato sta facendo perché finalmente si sblocchi questa situazione e si dia risposta a queste esigenze.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
FADDA PAOLO (Popolari), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Sì sarò velocissimo e non impiegherò nemmeno i due minuti che sono consentiti per la risposta. Finalmente sono state fatte dalle aziende, anche l'azienda di Sassari ha consegnato o sta per consegnare nella giornata di oggi, la rideterminazione delle piante organiche in seguito ai carichi di lavoro. Quindi diciamo che entro l'anno dovrebbero essere banditi, quindi sono sbloccati tutti i concorsi per le assunzioni all'interno delle aziende. La Giunta regionale ha già approvato, per sette aziende, le nuove piante organiche di tutte le aziende. Quindi ecco finalmente anche questo problema che scaturisce dalla legge numero 29 sul pubblico impiego è stato superato e ci saranno, mi auguro, nel più breve tempo possibile, però le aziende sono già pronte, centinaia di posti di lavoro che potranno essere occupati e fra questi, naturalmente, in base alla legge sull'occupazione obbligatoria anche per queste categorie non certamente fortunate.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rivolgere una domanda il consigliere Ghirra.
GHIRRA (Progr. Fed.). Rivolgo la mia domanda all'assessore Manchinu. Come le sa, da oltre vent'anni si discute del cosiddetto piano Malgarise, cioè del progetto della trasformazione dell'area dell'ex aeroporto di Monserrato in un grande centro di servizi sportivi, ambientali e turistici. La Regione sarda è intervenuta stanziando 8 miliardi dei fondi del piano di rinascita che dovrebbero consentire al Comune di Monserrato di intervenire. Però esiste un problema: esiste il problema che le aree dell'ex aeroporto sono di proprietà del demanio regionale. Ora, il Comune di Monserrato, ma anche 2700 cittadini che hanno firmato una petizione, perché c'è un comitato spontaneo molto attivo, chiedono da qualche mese, alla Regione, di procedere a questo trasferimento delle aree al Comune, perché altrimenti il piano Malgarise, che già il Comune di Cagliari ha in gran parte abbandonato e non se ne capisce il perché, perché era nato poi, il cervello dell'operazione era Cagliari in origine, ecco non vorremmo che per i ritardi della Regione il piano possa subire ulteriori intoppi.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.
MANCHINU (Progr. S.F.D.), Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Onorevole Ghirra, per quanto riguarda questo problema l'Amministrazione regionale lo segue con particolare attenzione, e in questi giorni ci sono stati degli incontri con l'amministrazione comunale di Monserrato, e si è stabilito che il Comune a breve formalizzerà in una delibera, la richiesta delle aree necessarie per realizzare questi impianti sportivi che sono stati finanziati dalla Regione. Questa delibera è necessaria perché l'area necessaria per realizzare questi impianti possa essere ceduta gratuitamente al Comune di Monserrato. Qualora non ci fosse una delibera che vincola queste aree per quella determinata attività, è chiaro che dovrebbero essere le aree messe sul mercato e quindi il Comune si dovrebbe trovare nella condizione di dover acquistare a costo di mercato quell'area, mentre l'amministrazione regionale, in questo caso, poiché c'è un contributo pubblico di 8 miliardi, è disponibile a fare in tempi rapidi questa cessione a prezzo simbolico, quindi, voglio assicurare che l'amministrazione regionale farà a breve la delibera, a seguito della delibera del Consiglio comunale, di cessione di quelle aree.
PRESIDENTE. Ha facoltà di porre la domanda il consigliere Floris.
FLORIS (F.I.). Grandi perplessità avevo sul question time, continuo ad averne ancora adesso. L'unico dato obiettivo, reale, è che ci si trova davanti tutta la Giunta ed è anche un piacere vederla così riunita nel suo aspetto collegiale. Io chiedo di interrogare il Presidente della Regione. Caro Presidente, partecipando a diversi convegni posso apprezzare sempre il suo tono trionfalistico su quello che si sta facendo di nuovo e di meglio rispetto agli anni precedenti durante il corso, appunto, di quest'anno. Mi riferisco naturalmente ai convegni, quale quello dell'associazione industriali, mi riferisco agli articoli sui giornali, mi riferisco alle sue innumerevoli comparizioni davanti alle televisioni locali. E allora anch'io sono portato a credere a quello che lei dice, però poi mi trovo per strada davanti a tutta una serie di realtà diverse: imprenditori che si lamentano, popolazione che si lamenta, amici che si lamentano. E allora ho voluto vedere i dati reali, i dati della spesa della Regione, per capire se veramente qualcosa di più e di meglio quest'anno la sua Giunta stesse facendo. Mi limiterò, per una questione di question time, solamente ad elencare i dati della spesa della Regione, sperando che lei poi, in un tempo successivo o in un'occasione successiva, li voglia commentare con me. E allora i numeri, quelli crudi, quelli veri,: 14 ottobre '96 (naturalmente i dati), 2 settembre '97. Per non andare oltre il tempo mi limito solamente ai dati riassuntivi. Impegnato al 14 ottobre 1996 del bilancio della Regione: 41 per cento; al 2 settembre 1997: 34 per cento. Speso, al 14 ottobre del '96 il 33 per cento; speso al 2 settembre di quest'anno il 23 per cento. Sul conto dei residui più o meno la stessa cosa. L'anno scorso residui spesi per il 34 per cento ad ottobre e quest'anno 28 per cento a settembre. E allora non mi pare che veramente i dati siano da essere così riportati in maniera trionfalistica; mi pare veramente che lei, signor Presidente e la sua Giunta, siano ancora in enorme difetto. E la realtà, quella vera, va detta alla gente: c'è un'incapacità di spesa, c'è un'incapacità di mettere in moto meccanismi burocratici della Regione, c'è un'incapacità di gestire la Regione; non voglio dire di programmare perché quella è sotto gli occhi di tutti. Per quanto riguarda poi i lavori pubblici, che lei sempre dice come fiore all'occhiello, i dati li conosce meglio di me. Forse la Giunta si basa sugli intenti? Io mi baso invece solamente sui dati e i dati non sono contestabili. La prego di darmi una giustificazione in merito.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere il presidente Palomba.
PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. Se avessi conosciuto l'argomento della sua questione avrei potuto risponderle compiutamente.
USAI Edoardo (A.N.). Che question time sarebbe?
PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. No, aspetti, siccome si tratta di dati estremamente tecnici, e lo stesso interrogante ritiene che se ne possa parlare successivamente, io non mi sottrarrò, lo farò con piacere. Voglio soltanto sottolineare che il fatto che l'onorevole Floris, costantemente, sia aggiornato sulla spesa regionale prima ancora del Presidente, significa che la trasparenza dell'attività amministrativa funziona alla perfezione e che il diritto all'informazione di ogni consigliere è assolutamente salvaguardato. Naturalmente il Presidente in qualunque momento ha la possibilità di acquisire i dati, lo dico soltanto perché avrei potuto rispondere con maggiore compiutezza alla sua domanda, ma non mancherà l'occasione. I dati che io ho riferito in diverse occasioni e che se è il caso riferirò anche al Consiglio, se verrà richiesto, sono tutti dati tratti da elementi ufficiali, a cominciare dalla relazione della Corte dei Conti, i dati ISTAT, l'ultimo dei quali, per esempio, dimostra che nel luglio di quest'anno è stata raggiunta la vetta di 504.000 occupati, un numero mai raggiunto nei tre anni precedenti, così come dimostra che la disoccupazione, sempre sui dati ISTAT, si è ridotta da oltre il 21 per cento al 20,4 per cento. Non c'è niente di trionfalistico in questo, caro Assessore, abbiamo poco tutti quanti su cui fare trionfalismi, però i dati sono dati, come sono dati quelli relativi all'aumento del numero degli appalti, così come dati quelli che riguardano una crescita continua e costante, sia pure lenta, ma noi siamo nel Sud dell'Europa, della nostra economia. I dati riguardano quelli scritti nella relazione della Corte dei conti, in sede di parificazione di bilancio, per cui il PIL della Sardegna è aumentato dello 0,9-1 per cento nel '96 contro lo 0,9 della media nazionale, riguardano le proiezioni sull'aumento del prodotto interno lordo, riguardano l'aumento dell'agricoltura, che è arrivata per la prima volta alla produzione lorda vendibile di 2.000 miliardi, cosa mai raggiunta, e quest'anno le proiezioni dimostrano che sarà ancora maggiore, riguardano la crescita del turismo, riguardano l'aumento di 2.000 addetti nel settore del commercio, riguardano il costante saldo attivo delle imprese, così come è registrato nel Cerved (?). Questi sono dati obiettivi che io non mi sono inventato, che farò avere, tutto certificato relativamente ai dati oggettivi, è una disamina severa, non trionfalistica, del fatto che l'economia della Sardegna si sta mettendo in movimento. C'è moltissimo da fare, naturalmente non abbiamo risolto tutti i problemi, però il fatto che il Presidente dia dei dati effettivi credo che non possa essere contestato. Comunque, onorevole Floris, poiché lei pone sempre questioni di estrema serietà, io sono a disposizione sua e del Consiglio per esaminarli più approfonditamente, in modo particolare quelli che lei ha posto sulla spesa.
PRESIDENTE. Ha facoltà di formulare la domanda il consigliere Loddo.
LODDO (P.D.). Intendo rivolgere la mia domanda all'assessore Manchinu. Circa un anno fa il Consiglio regionale ha approvato una legge sul riordino delle circoscrizioni amministrative provinciali. La stessa legge stabiliva anche un itinerario, un percorso da seguire per portare avanti le innovazioni che erano previste all'interno di tale legge. Per la prima parte devo riconoscere che la procedura è stata svolta, infatti si sono tenute le varie conferenze provinciali, che sono state seguite, mi pare, anche abbastanza con interesse da parte dei territori interessati. Sono passati già quattro mesi e oltre dall'ultima conferenza provinciale; è vero che in questo periodo c'è stata una crisi di Giunta, c'è stata l'estate, quindi capisco benissimo anche le difficoltà che sono sopravvenute in questo periodo, però la legge prevedeva anche che subito dopo le conferenze provinciali avvenisse una conferenza regionale che doveva chiudere questa procedura e portare a delle proposte, non dico definitive, ma quanto meno conclusive. Questa conferenza regionale non si è ancora tenuta, allora chiedo all'assessore Manchinu quando è che intende riavviare questa macchina che in questi mesi si è praticamente fermata e che tempi ragionevoli prevede per chiudere la procedura che è stata già attivata. Grazie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'assessore degli enti locali, finanze e urbanistica.
MANCHINU (Progr. S.F.D.), Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. L'onorevole Loddo ha fatto una richiesta su un problema molto importante. Come lei sa noi abbiamo avviato la procedura per la costituzione, o meglio ridisegnare il sistema delle province in Sardegna. La crisi regionale ha bloccato questa procedura che è molto avanti.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE MILIA
(Segue MANCHINU) Fa riferimento alla conferenza regionale: la legge non prevede la conferenza regionale, io avevo portato avanti questo discorso della conferenza regionale per vedere di portare il frutto delle conferenze di servizio e degli studi fatti all'attenzione di un'assemblea più vasta, però i tempi che ormai sono abbastanza andati oltre quanto previsto dalla legge non consentono di fare questa conferenza regionale. L'argomento è stato portato in Giunta, si è iniziata una discussione all'interno della Giunta e credo che la prossima settimana è probabile che verrà messa in discussione per la definizione e quindi verrà deliberata. L'iter è quello di portare all'attenzione dei consigli provinciali il nuovo disegno delle province in Sardegna e quindi di trasmettere il tutto al Consiglio regionale per la delibera definitiva. Quindi voglio assicurarla che i tempi saranno molto ristretti e quindi a breve affronteremo credo in Consiglio la discussione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di formulare la domanda il consigliere La Rosa.
LA ROSA (R.C.-Progr.). Signor Presidente, la mia domanda fa riferimento alla prevista disposizione di una legge regionale, la legge numero 7 del 1997, nella quale si parla della stipula di una convenzione tra la Gepi e la Regione Sardegna, per alcuni obiettivi molto importanti, che non richiamo ovviamente, in termini di sviluppo e di occupazione. L'autorizzazione alla stipula di questa convenzione poneva necessariamente come precondizione che vi fosse il passaggio, il trasferimento alla GEPI delle azioni detenute da soggetti pubblici nell'INSAR. Questo passaggio, come è noto, è avvenuto: oggi la GEPI è azionista dell'INSAR, per cui l'INSAR è già soggetto operativo della GEPI in Sardegna, cioè vi sono quindi i presupposti che già erano stati richiamati nella legge perché si possa procedere alla stipula della convenzione. Non se ne sa però niente, almeno io non ho sentito alcuna voce, per lo meno in ambito regionale; ho invece avuto qualche voce proveniente da Roma che mi dice di contatti e di ipotesi di convenzione. Devo dire che però si tratta di voci di carattere molto generico e ufficioso, evidentemente, alle quali non voglio dare molta importanza, anche perché se quelle voci fossero, invece, non ufficiose, dovrei dire che il contenuto della convenzione non rispecchia gli obiettivi della legge regionale. Però, a questo punto, io mi fermo perché non conosco minimamente né se c'è in atto un confronto per la stipula della convenzione, né se questa convenzione è stata già sottoscritta o per lo meno elaborata. La domanda alla Giunta ovviamente è proprio questa. Grazie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.
DEIANA (Popolari), Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Signor Presidente, io ringrazio il collega La Rosa che ha messo all'attenzione della Giunta questo problema. Lei saprà, collega La Rosa, che la Giunta, nelle persone del presidente Palomba e degli Assessori della programmazione, dell'industria e del lavoro, incontrò i vertici nazionali a suo tempo, dove ci furono delle definizioni e dei principi formulati che portava alla sottoscrizione, poi, di una convenzione. Questa convenzione fu ipotizzata come schema iniziale e poi fu spedita agli assessori e alla presidenza per vedere di integrarla, di correggerla e di proporla al meglio possibile. Furono date delle risposte dalla Giunta stessa e ricordo che si entrò nello specifico in riferimento alla legge regionale già esistente, tanto è vero che in una nota che io feci a Roma accennai a delle correzioni, o meglio a delle integrazioni che si potessero trovare comodamente nella norma che il Consiglio regionale aveva già approvato. Lei sa anche, collega La Rosa, che nel frattempo c'è stata una serie di assestamenti all'interno dei rapporti tra GEPI e INSAR, e penso che sarà immediatamente ripresa, visto che anche gli assetti societari di quei momenti sono stati definiti e sarà subitamente ripresa da parte della Giunta per arrivare alla definizione finale e anche alla firma.
PRESIDENTE. Ha facoltà di formulare la domanda il consigliere Paolo Fois.
FOIS PAOLO (Progr. Fed.). Io vorrei interrogare il Presidente della Giunta sui tempi di emanazione delle norme di attuazione dell'articolo 52 primo comma dello Statuto, in sede di discussione circa la formulazione del parere riguardante le norme di attuazione sulla zona franca e sulla Corte dei Conti, avevo avuto modo di sottolineare la particolare urgenza della definizione delle norme di attuazione dell'articolo 52 che riguarda l'elaborazione dei progetti trattati di commercio con stati esteri per quanto riguardino scambi di specifico interesse per la Sardegna, avevo detto in particolare che ci sono almeno due ragioni che ci spingono ad adottare con urgenza le norme di attuazione cioè i riflessi sul piano economico, basti considerare i negoziati in sede Gap(?) o alla questione di libero scambio del Mediterraneo e poi ai risvolti sul piano politico perché è molto importante che la Regione Sardegna nel momento in cui si discute alla Bicamerale dei poteri della Regione in campo internazionale e comunitario si presenti avendo già delle norme di attuazione e non con una situazione assolutamente insostenibile di un articolo molto innovativo dello Statuto che non trova ancora applicazione. Allora volevo chiedere al Presidente della Giunta se la questione figura già all'ordine del giorno della Commissione paritetica o qualora non figuri all'ordine del giorno se ci possa indicare la data precisa entro la quale la questione su impulso della Regione sarà posta all'ordine del giorno. Grazie.
PRESIDENTE. Per rispondere ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta
PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. Grazie al collega Fois per questa domanda, come ho avuto occasione di dire presentando lo schema di DPR che è stato approvato in Commissione paritetica in relazione alle zone franche e al sistema dei controlli, il lavoro della Commissione paritetica è ripreso relativamente da poco, c'è stata una seduta prima della interruzione estiva e su sollecitazione della Giunta c'è stata poi la seduta del 4 settembre dove sono state definite queste due questioni che erano quelle più mature. Per quanto riguarda lo specifico problema posto dal collega Fois voglio ricordare e rassicurarlo che la questione è già incardinata presso la commissione paritetica su iniziativa della Giunta. Sarà cura del Presidente della Giunta dare indicazioni ai rappresentati della Regione perché questo tema abbia la priorità che merita fra le diverse questioni che devono essere esaminate, io credo che già nella prossima seduta che avrà luogo ai primi di ottobre possa essere discusso questo tema non so se anche già definito e approvato ma comunque discusso nella prossima seduta insieme a quello che riguarda la questione dei beni culturali e ambientali che sono tra le questioni più urgenti e più mature.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rivolgere la domanda il consigliere Marteddu.
MARTEDDU (Popolari). All'Assessore della difesa dell'ambiente, abbiamo preso atto con soddisfazione in queste settimane scorse che l'iter per la costituzione dei parchi nazionali ha subito un'accelerazione molto forte e credo che sia da giudicare positivamente anche il fatto che si sia scorporato, non so se il termine tecnico sia giusto, dal parco nazionale del Gennargentu il parco dell'Asinara. Abbiamo anche appreso che è stato nominato presidente del comitato per il parco dell'Asinara, il professor Ignazio Camarda, valente scienziato nella materia, nuorese tra l'altro, quindi che si è impegnato molto negli anni scorsi per la costituzione e la ricerca a sostegno della pubblica amministrazione e delle istituzioni per la costituzione del parco del Gennargentu. Io chiedo all'Assessore se l'iter della costituzione del parco del Gennargentu subirà nelle prossime settimane intanto un'accelerazione altrettanto spedita come quella della costituzione del parco dell'Asinara o se ci sono ostacoli talmente forti che ne impediscono o ne rallentano l'iter stesso e poi chiederei di conoscere quali sono state le modalità e le procedure che hanno portato alla nomina del professor Camarda a presidente del parco dell'Asinara, se esiste per questi ruoli, conoscendo le procedure nel senso che la nomina è ministeriale ma mi pare che occorra l'intesa della Regione e dalla Regione in capo al Presidente della Giunta o all'Assessore della difesa dell'ambiente se per questi ruoli esiste un graduatoria, se si è inteso attingere a una graduatoria regionale, se esiste un bando, se la Giunta ha nei suoi obiettivi quella di stilare un bando perché eminenti scienziati possano concorrere per questi ruoli così importanti per il futuro della Sardegna, se sono meriti scientifici oppure se si è semplicemente e felicemente coniugato scienza e politica o scienza e partito, grazie.
PRESIDENTE. Per rispondere ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.
ONIDA (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente. Cercherò di rispondere ma mi pare che la domanda dell'onorevole Marteddu abbia due aspetti, uno che riguarda in generale e in particolare il Gennargentu e in ordine a questo problema l'onorevole Marteddu chiede se all'interno di questa filosofia, di questa sollecitazione generale che mette in moto i meccanismi di approvazione e di decisione sui parchi, anche se per quanto riguarda il Gennargentu siamo sulla dirittura di arrivo o dove siamo, non siamo sulla dirittura di arrivo, per quanto riguarda il Gennargentu c'è una difficoltà oggettiva a velocizzare il processo che dovrà portare alla realizzazione del parco nazionale e la difficoltà oggettiva è data da una forte opposizione ancora esistente delle comunità e di una difficoltà e di una diffidenza che attorno a questa forma di parco definita all'interno della "344", la legge quadro, viene visto il parco come un momento di accentramento del Governo, del Ministero dell'ambiente, con nemmeno una gestione diretta del territorio da parte delle popolazioni e questo porta a una reale difficoltà, comunque una volta che è stato istituito il comitato civico, il comitato di coordinamento istituzionale il processo continua, avviene a passi lenti ma avviene, fra qualche giorno a Nuoro avremo un ulteriore incontro nel quale credo che si proporrà perlomeno ai comuni che concordano, con quelle comunità che concordano con la perimetrazione legata apunto alle decisioni di quei comuni che sono d'accordo, mantenendo aperto il dialogo e il confronto con le comunità che ancora non hanno maturato questa decisione ma anche con quelle forze culturali e ambientaliste, ce ne sono anche ambientaliste, che vogliono la gestione di quel territorio in termini di diretta presenza del Governo nelle stesse comunità che incontravano invece l'assenso del parco nazionale, anche con queste io credo che dobbiamo mantenere il confronto e il dialogo e io sono convinto che piano piano arriveremo anche ad individuare di più le cose che uniscono e a lasciare da parte quelle che dividono. E' una domanda, nessuno mi dà risposta neanche quelli dell'anti-parco, qual è il danno che può fare il parco a quelle comunità? Certamente danni non ne possono fare, i principi non sono di ordine autonomistico. Sono di valenza più culturale, più legate alle radici, al senso che abbiamo di sovranità che quelle comunità hanno in ordine al proprio territorio e sono certamente temi nobilissimi che dobbiamo rispettare e con queste sensibilità dobbiamo camminare. Per quanto riguarda il problema della nomina del presidente del parco de La Maddalena, debbo dire che c'è un lungo periodo di confronto con il ministro Ronchi al quale abbiamo posto un problema assieme al Presidente Palomba e alla Giunta. Abbiamo pensato che nell'avviamento dei parchi anche nazionali il ruolo di coordinamento, quindi la presidenza, dovesse essere in capo all'autonomia regionale, alla massima istituzione autonomistica, quindi alla Regione, quindi al Presidente della Regione o a un suo delegato. Come un fatto emblematico. Questo avrebbe anche consentito di accelerare di più il processo di realizzazione del parco del Gennargentu, perché questo è uno dei motivi che ne impedisce la velocizzazione. Il ministro Ronchi sostiene che non gli va bene questo tipo di scelta e quindi ha proposto originariamente il professor Bruno Paba, non c'è stata l'intesa, il professor Paba ha rifiutato la proposta. Ronchi in seguito ha proposto ancora il professor Torre e il professor Ruju; noi abbiamo sempre significato che stavamo sulle posizioni autonomistiche quindi chiedevamo che fosse il Presidente della Giunta regionale o un suo delegato a gestire, nella fase dell'avvio, la presidenza della autorità del parco. Improvvisamente è venuta fuori oggettivamente la nomina di Camarda, e questo io l'ho appreso dalla stampa. Anche qui devo dire che non c'è stato un coinvolgimento personale dell'Assessore e ho fatto rimostranze al Presidente in ordine a questa questione; e il Presidente con molta sensibilità ha immediatamente chiesto al Ministro di fermare la nomina del professor Camarda e noi, non in alternativa ma insieme a questo nome, abbiamo proposto il preside della facoltà di agraria di Sassari, il professor Livoira(?), tra parentesi il professor Camarda è professore all'interno di quel sistema; il professor Sechi della facoltà di veterinaria e il dottor Angiolino coordinatore generale dell'assessorato dell'ambiente. In questi giorni il ministro togliendo gli indugi ripropone Camarda, in maniera secca, e in tutta questa questione l'Assessore non è stato certamente sentito né ha gradito questa nomina. Io stimo molto Camarda che ha lavorato però per il Gennargentu, cioè per un parco di terra e invece è stato proposto a presidente di un parco geo marino. Ho delle perplessità, d'altra parte credo che questo sia un argomento che con il ministro dovremo riprendere perché i parchi stanno arrivando e di presidenti ce ne saranno altri. Vorremmo quindi capire di più all'interno di una trasparenza che fino ad adesso non c'è stata; è il primo caso, mi auguro che sia anche l'ultimo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di porre la domanda il consigliere Sanna Nivoli.
SANNA NIVOLI (A.N.). Signor Presidente, a proposito di lavori pubblici e a proposito, in particolare, della annosa questione della tratta Sassari-Alghero, la cui validità tutti riconosciamo dal punto di vista dei vantaggi socio economici e dal punto di vista della sicurezza; una validità, Assessore Fadda, che lei stesso recentemente ha richiamato quando riferiva le sue ottimistiche previsioni sui termini della fattibilità della strada. Allora quello che le chiedo, come rappresentante modesta della zona, le chiedo di fare chiarezza finalmente sulle reali intenzioni che l'assessorato ha nei confronti di questo tratto di strada. E i miei dubbi nascono dalla lettura del prospetto riassuntivo delle opere pubbliche da appaltare; documento che è stato redatto a cura del suo Assessorato in data 30 giugno 1997, nel quale documento per ciò che riguarda la tratta Sassari-Alghero, lei afferma, cito letteralmente: "occorre uno studio di valutazione di impatto ambientale, che l'ANAS dovrebbe affidare" e questa è una prima cosa sulla quale le chiederò in seguito dei chiarimenti; in seguito c'è un'altra frase che dice testualmente: "è opportuna una modifica delle tratte interessate". Allora, è chiaro che fra le sue ottimistiche previsioni di appaltabilità e quello che c'è scritto nel documento c'è poca chiarezza. Per cui io le chiedo in concreto che cosa significa "dovrebbe affidare", sembra quasi Assessore che lei non sia a conoscenza delle procedure tecnico amministrative per l'affidamento dell'incarico; procedure che fra l'altro sono stabilite per legge, si tratta delle legge numero 109 del 1994. Quindi la prego di rispondermi con chiarezza a questa mia richiesta. Le chiedo inoltre se non le sembra di essere in notevole ritardo rispetto alle ottimistiche dichiarazioni da lei formulate in considerazione del fatto che occorre non solo uno studio di impatto ambientale, ma come lei dice nel suo documento anche modifica delle tratte interessate. Quindi direi che siamo un po' indietro ancora rispetto al progetto. E infine vorrei che lei mi rispondesse se lei è in grado di valutare il danno erariale per le ulteriori progettazioni necessarie per rendere l'opera realmente cantierabile secondo i dettami della circolare 4488 dell'ex ministro Di Pietro.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore dei lavori pubblici. FADDA PAOLO, Assessore dei lavori pubblici. Signor Presidente, onorevole Sanna io ho inteso dalla sua domanda una serie di questioni che risalgono la prima quanto meno al giugno scorso, in cui l'assessorato fece una sintesi delle problematiche relative alle infrastrutture. Da quella data posso aggiornare la situazione facendo però prima una breve premessa. La procedura di infrazione che il Governo europeo ha aperto con il Governo italiano è stata appunto sulla Sassari-Alghero. Una procedura di infrazione che ha reso obbligatoria la valutazione di impatto ambientale che viceversa gli uffici allora regionali, e lo stesso Governo nazionale e, conseguentemente, l'ANAS avevano inteso non fosse necessaria. La necessità della valutazione di impatto ambientale ha determinato la revisione del progetto e le conseguenti richieste da parte del ministero dell'ambiente di modifiche dei tracciati e ovviamente la predisposizione della valutazione di impatto ambientale. Le conseguenze di un eventuale danno erariale, a seguito di questa nuova incombenza nata nel 1994, non sono in questo momento ancora valutabili in quanto la revisione del progetto è in corso ed è effettuata a carico dell'ANAS, attraverso i propri uffici e con una consulenza esterna e la valutazione di impatto ambientale è ugualmente in corso. Noi recentemente, le parlo di quindici giorni fa, abbiamo già richiesto la visita da parte del ministero dell'ambiente per il primo sopralluogo previsto nella procedura di valutazione di impatto ambientale. Abbiamo già le modifiche dei progetti stese, ma naturalmente non possiamo fare l'esecutivo fintanto che non abbiamo ottenuto il parere favorevole del ministero dell'ambiente. Io ritengo che la visita del ministero dell'ambiente potrebbe essere a giorni, la procedura di valutazione di impatto ambientale, o più specificatamente lo studio di impatto ambientale è pronto, ma occorre il parere del ministero dell'ambiente in merito; e ripeto, è subordinato a questo parere il completamento del progetto del quale abbiamo già revisionato tutta la parte definitiva. Che stime posso fare? Sono le stime relative ai tempi della procedura, la procedura di valutazione di impatto ambientale prevede 60 giorni per il ministero, altri 60 giorni a seguito di eventuali richieste di modifiche e poi un tempo non precisato per l'espressione del parere. Perché un tempo non precisato? Perché in realtà su questo tempo, che è di 30 giorni, nelle esperienze passate non è stato mai rispettato da parte del ministero dell'ambiente, nonostante noi seguiamo queste procedure con molta precisione. Io ritengo, come ho già avuto modo di dire in due conferenze, tenute nel nord della Sardegna, che questa infrastruttura potrà essere pronta per l'appalto per la fine dell'anno, i primi mesi, al massimo febbraio dell'anno prossimo. Questo significa che avremo valutazioni di impatto ambientali, progetti e procedure di appalto in corso per quella data.
PRESIDENTE. Ha facoltà di porre la domanda il consigliere Vassallo.
VASSALLO (R.C.-Progr.). Si chiede di conoscere quali azioni e quali direttive la Giunta abbia posto in essere al fine di dare attuazione all'articolo 3 del decreto legislativo numero 28 del 7 agosto 1997, attuativo della legge 196 del 24 giugno 1997, articolo 26, in quanto dalle note stampa abbiamo visto che parecchi inviti, parecchie sollecitazioni sono state fatte nei confronti di altri enti locali, però non si capisce bene cosa abbia fatto la Regione e gli enti da essa controllati.
PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. Vuole illustrare l'oggetto affinché anche la Giunta possa meglio...
VASSALLO (R.C.-Progr.). Si tratta della così detta legge Treu.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.
DEIANA (Popolari), Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Signor Presidente, il collega Vassallo mi sembra che leggendo i giornali e ascoltando le televisioni si può anche conoscere le attività che la Giunta sta svolgendo a tale proposito. Il collega Vassallo, se non ho capito male, si riferisce alle borse lavoro e ai lavori di pubblica utilità, in particolar modo che riguardano tutti gli enti locali, e sa anche qual è la procedura perché, da questo punto di vista, la Regione ha un compito istituzionale che è quello di promuovere e di attivare tutte le forme di conoscenza immaginabile e possibile affinché si possa avere, da parte dei titolari, di quelli che hanno diritto per presentare i progetti o per presentare le domande, sia alla Commissione regionale per l'impiego sia all'INPS, ci possa essere la partecipazione più grossa possibile. E da questo punto di vista la Giunta, per quanto riguarda le risorse che verranno destinate poi a tutto il Mezzogiorno, la Giunta ha preso una posizione ben precisa, cioè di cercare di aprire un confronto, sul tavolo nazionale, al momento della ripartizione delle risorse stesse, affinché in Sardegna possa arrivare denaro il più possibile per dare sufficiente risposta a quelle che possono essere le domande, sia per le borse lavoro, sia per i lavori di pubblica utilità. Si può visionare, anche dalla documentazione, dove ci sono state anche delle riunioni fatte a tutti i livelli, anche degli avvisi che la Regione ha messo in campo tramite i maggiori giornali della Sardegna, cioè La Nuova Sardegna e L'Unione Sarda dove, dal primo momento, informava tutti quelli che avevano la titolarità a presentare progetti e domande, che lo facessero nei termini entro i quali la legge prevede, che è quello del 27 ottobre, e che le domande potessero arrivare nel maggior numero possibile, invitando o perlomeno anche prendendo una posizione, la quale si possa prevedere il così detto principio dei vasi comunicanti, cioè per avere più risorse, le risorse possono essere utilizzate al massimo dell'utilità, sia per le borse lavoro, sia per i lavori di pubblica utilità.
PRESIDENTE. Ha facoltà di porre la domanda il consigliere Bruno Dettori.
DETTORI BRUNO (Gruppo Misto). Una questione all'Assessore dei lavori pubblici sull'inadeguatezza del sistema viario in Sardegna, senza percorrere ovviamente le ragioni diverse, una in particolare, che in questo momento mi sta a cuore: quella della sicurezza. I dati relativi agli incidenti stradali, mortali e non, pongono la Sardegna sicuramente fra i primi posti in campo nazionale. Io credo che si possa parlare, ormai, di emergenza sicurezza sulle strade. E' un S.O.S. che si può lanciare anche da quest'Aula per vedere se è possibile che la Giunta faccia qualcosa per migliorare la qualità della vita anche sulle strade. In particolare si rilevano incidenti soprattutto a carico delle due ruote. E' totale, è inesistente in Sardegna l'idea di poter pensare, per esempio, a delle piste ciclabili. E' c'è una forte necessità, io credo, che, da questo punto di vista, io ritengo che con dei programmi si possa pensare di valorizzare la Sardegna in questa direzione. Credo che in questa maniera si possa anche meglio entrare in Europa, visto che in Europa questo è un argomento già da molto tempo presente. La mia interrogazione all'Assessore è se c'è, in qualche misura, se l'Assessorato ha previsto un programma che preveda, in questa direzione, qualcosa che possa rendere più sicure le strade della Sardegna.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere dei lavori pubblici.
FADDA PAOLO, Assessore dei lavori pubblici. Per rispondere alla sicurezza, complessivamente, per dare una risposta ai problemi della sicurezza bisogna ammodernare le infrastrutture. Il programma di ammodernamento delle infrastrutture deve partire avendo soprattutto un programma di priorità che consenta proprio di accelerare l'iter di intervento su quelle infrastrutture maggiormente colpite da eventi calamitosi e lesivi. In Sardegna, è vero, abbiamo da molti anni il triste primato, in Italia, di avere le strade sempre tra il primo e il secondo posto nella classifica delle strade statali maggiormente pericolose, in Italia. Ne ricordo tre in particolare che sono: la 131, la 554 e la 130. Non hanno, in questi ultimi anni, mai abbandonato la classifica delle prime dieci strade più pericolose d'Italia. Queste tre strade, insieme ad altre, fanno parte dei programmi di ammodernamento che l'Assessore dei lavori pubblici sta cercando di portare avanti in questi anni, soprattutto interventi che, per queste strade, sono stati per troppo tempo dimenticati. Abbiamo in corso i primi appalti sulla 131; abbiamo la nuova strada 125; stiamo lavorando per la 130. Proprio oggi avevamo in corso una riunione perché la zona dei semafori di Elmas, Assemini, Decimomannu, delle discoteche, è probabilmente oggi il punto più pericoloso della Sardegna. Per quanto riguarda, viceversa, l'aspetto relativo alle piste ciclabili, è un problema che ha maggiore valenza soprattutto per le strade interquartieri urbani o le strade di accesso alle aree urbane. Per quanto riguarda i programmi dell'Assessorato, almeno per quelli che sono stati condotti in questi recenti anni, e in particolare per Cagliari, dove abbiamo finanziato due infrastrutture, abbiamo chiesto e abbiamo ottenuto la pista ciclabile, proprio come risposta a queste emergenze, e soprattutto a un'esigenza di poter utilizzare un mezzo alternativo molto efficiente e molto efficace nelle aree urbane. Anch'io auspico, come lei, onorevole consigliere, che questa sensibilità, soprattutto da parte dei Comuni, sia generalizzata nel prossimo futuro perché effettivamente abbiamo bisogno di reti di piste ciclabili efficienti proprio per la salvaguardia della incolumità dei cittadini.
PRESIDENTE. Ha facoltà di formulare la domanda il consigliere Casu. CASU (F.I.). Signor Presidente, rivolgo la domanda all'assessore Pinna e forse coinvolge la valutazione anche del Presidente della Giunta regionale. Io ho due delibere della Giunta: una è la numero 14/56 del 15 aprile 1997, l'altra è la 21/33 del 10 maggio 1997. Non hanno lo stesso oggetto, ma è affine l'oggetto. La prima riguarda il consolidamento dei debiti del gruppo SIPAS, nella quale risulta che la Regione si impegna, per il 1997, a pagare - forse li ha già pagati - 35 miliardi, 30 aprile 1997; 31 dicembre 1997, 36.650.000.000; 31 dicembre 1998, 36.640.000.000; 31 dicembre 1999, 34.629.000.000, per un totale di 144 miliardi e rotti. Mentre la delibera del 10 maggio 1997, numero 21/33, elenca tutta una serie di società con le correlative perdite subite nel 1996. Il totale delle perdite ammonta a 84.770.703.995, quindi io vedo una certa attività tra le due delibere, in quanto l'una e l'altra comportano impegni per la Regione per una notevole quantità di miliardi. Nella delibera relativa al ripianamento delle perdite del Gruppo EMSA si dice: in relazione a tale...cioè, in effetti, la delibera della Giunta prende in esame la delibera numero 39 del Consiglio di amministrazione dell'EMSA, ed evidentemente la Giunta ha rivolto, l'Assessore in particolare, qualche domanda all'EMSA, così dice: "In relazione a tale deliberazione l'Assessore referente ha ritenuto di richiedere all'EMSA elementi di valutazione ulteriori rispetto a quelli desumibili dalla delibera di cui trattasi.". gli elementi evidentemente non ci sono stati, perché in effetti la risposta dell'EMSA è questa: gli articoli 2447, 2448, 2449 del Codice civile, dove altro non si dice che in queste condizioni la società deve arrivare allo scioglimento. Io mi sarei aspettato una qualche causa sulle perdite che sono notevoli e sono in più società, ve ne elenco per brevità qualcuna: Bariosarda, 14 miliardi; Progemisa, 11 miliardi; Sardabauxiti, 12 miliardi; Miniere Iglesiente S.p.A., 27 miliardi.
Allora, il quesito che io pongo è questo: di fronte a un ripianamento di perdite per 84.770.000.000 non vi pare che sia indispensabile che si faccia un dibattito in questo Consiglio? Si tratta di società, tenete presente, nelle quali la Regione è impegnata al cento per cento, perché non si tratta di partecipazioni al capitale, si tratta dell'intera sottoscrizione del capitale di tutte queste società. Quindi io ritengo che l'organo sovrano che deve esprimere in qualche modo il suo giudizio, la sua valutazione relativamente a questa situazione catastrofica nei conti economici di questa società debba essere il Consiglio.
In appendice mi consenta, assessore Pinna, di fronte a tutti questi miliardi, diventano centinaia di miliardi, non si riesce a trovare qualche piccola briciola per salvare l'agroalimentare oristanese? Grazie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore dell'industria.
PINNA, Assessore dell'industria. La questione che pone l'onorevole Casu in sede di question time meriterebbe un ampio dibattito, che probabilmente impegnerebbe almeno un'intera seduta del Consiglio per poter essere adeguatamente, approfonditamente, come merita, affrontata. Tuttavia io ringrazio l'onorevole Casu per le questioni che ha posto e cercherò, nei tempi strettissimi che mi sono consentiti di dare qualche brevissima risposta.
Ho già detto prima che il sistema regionale delle imprese, le partecipazioni regionali, le chiamo così per brevità, per intenderci sul concetto, producono, sono un fatto storico, un effetto di trascinamento, hanno duemila dipendenti e oltre, nessuna forza di questo Consiglio ha mai proposto con una risoluzione, con una mozione, di sciogliere queste società e di mandare a casa i duemila; ci siamo invece dati un percorso diverso, questo percorso richiede qualche tempo in più se non vogliamo contribuire come Consiglio regionale e come Giunta a incrementare il tasso dei disoccupati in Sardegna. La difficoltà, il nodo, sta tutto qui. Io aggiungo un dato a quello che richiamava l'onorevole Casu: il sistema regionale, grosso modo, porta - in questo settore, ci sono altri settori - a una perdita annua di cento miliardi. Io questi cento miliardi li vorrei riversare sul sistema di incentivazione alle imprese, di sostegno allo sviluppo, e la Giunta in questo agisce. Allora, abbiamo presentato, almeno nella mia responsabilità e poi responsabilità collegiale come Giunta, un disegno di legge di riforma complessiva dell'EMSA che tende a rimuovere questo sistema e a conferire al futuro soggetto compiti essenzialmente di servizio e non più di attività imprenditoriale. Su tutto il resto del sistema SIPAS, SIGMA e INTEX sono stati fatti i bandi di manifestazione di interesse, pubblicati su quotidiani nazionali; la scadenza è stata ieri, in particolare per il sistema SIPAS, ma le altre hanno compiuto la stessa operazione. Sono state incaricate società di valutazione di livello internazionale di valutare i vari rami di azienda e le varie società. Anche questa operazione è stata compiuta; stanno pervenendo le offerte da parte degli imprenditori che sono interessati alle singole imprese del sistema regionale.
Io credo che questo sia il percorso concreto, realistico che può essere affrontato, e su questo piano stiamo procedendo speditamente. Aggiungo, e chiudo, perché credo che il mio tempo sia esaurito, che senza attendere la riforma dell'EMSA, e senza indugiare ulteriormente, alcune privatizzazioni sono già in essere. Potrei citare per esempio per la INTEX praticamente la conclusione della privatizzazione dell'Eur Fashion (?), sono in corso trattative per la privatizzazione della Sardamag e ugualmente si può dire per Tessilrama, sono già in corso trattative, quindi si sta addirittura precedendo il processo nelle forme possibili. Alcune scelte ulteriori verosimilmente la Giunta le compirà nei prossimi giorni nel portare avanti il processo, ma siccome l'EMSA è la realtà più consistente, e ripeto non è l'effetto delle scelte degli ultimi dieci mesi; sono, onorevole Casu, l'effetto di scelte fatte nei decenni, che non possiamo cancellare con un tratto di penna. L'EMSA è la questione più consistente, occorre che si acceleri al massimo. Io mi invoco anche in questa occasione al Consiglio perché si acceleri al massimo la discussione e l'approvazione del disegno di legge.
CASU (F.I.). Sull'appendice non mi dà nessuna risposta?
PINNA, Assessore dell'industria. Mi scusi qual è l'appendice? Sulla Greensar (?)? Sulla Greensar la risposta, siccome c'è una serie, mi pare, di interpellanze, interrogazioni e così via, mi riserverei di farlo allora, ma se lei ritiene sono in grado di anticipare anche ora, le posso dire solo questo, che anche ieri sia io sia l'assessore Paba con me hanno avuto un incontro al livello ministeriale con la Rims(?) e con il direttore generale del Ministero per esaminare con molta attenzione una soluzione positiva di quella vicenda. Più avanti le darò risposte più compiute e di dettaglio.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rivolgere la domanda il consigliere Bonesu. BONESU (P.S.d'Az.). La domanda è all'Assessore della programmazione. Per l'ennesima volta con la legge finanziaria nazionale, almeno per le anticipazioni che ne abbiamo avuto, le finanze della Regione sono in grave pericolo, perché oltre i tagli palesi come per esempio credo un'ulteriore diminuzione del finanziamento per il fondo sanitario, c'è il pericolo di tagli occulti per esempio nell'abolizione di alcune imposte su cui la Regione ha partecipazione, per esempio è stato anticipato che verrà abolita l'imposta di successione, imposta su cui la Regione prende i 5 decimi e sostituita con l'ICI imposta su cui la Regione non prende assolutamente niente. Così probabilmente per l'abolizione di alcune tasse di concessione governativa su cui la Regione prende relativi decimi che verranno sostituite da tributi su cui chiaramente la Regione non prenderà niente; a parte il fatto che in questa manovra finanziaria è chiaro che lo Stato intende avere il maggiore gettito dall'IVA su cui non c'è nessuna garanzia di un ritorno alla Regione. Io chiedo se non sia il caso, prima che diventi legge la finanziaria, intraprendere con tutti gli strumenti possibili, dalla commissione paritetica a un eventuale conflitto davanti alla Corte Costituzionale tutte le misure per evitare che le finanze regionali continuino complessivamente a svuotarsi e la Regione non sia in grado di provvedere ai propri compiti, ciò anche in relazione all'articolo di oggi su "L'Unione Sarda" perché se i consiglieri regionali incassano quanto viene scritto c'è il pericolo che poi le finanze regionali non siano in grado di provvedere a nessun'altra necessità.
PRESIDENTE. Per rispondere ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io credo che il problema da lei sollevato possa essere diviso in due parti, da una parte il nuovo corso della finanza pubblica e dall'altro il ruolo specifico che deve avere la Regione, in particolare la nostra Regione nei confronti del Governo. Per quanto riguarda la nuova conduzione della finanza pubblica, non c'è dubbio alcuno che sia per una nuova concezione del ruolo dell'ente pubblico, sia per la fase particolare che noi oggi stiamo attraversando oggi, soprattutto in vista del grande traguardo dell'entrata nell'Unione Europea, la manovra della finanza pubblica deve sempre più pensare a fonti alternative diverse anche da quelle delle entrate fiscali. Da questo punto di vista la strada, già imboccata da parte dell'Amministrazione regionale di emissione di prestito e di collocarsi sempre di più nel mercato nazionale e internazionale utilizzando questa fonte finanziaria, deve essere coltivata ulteriormente. E' importante essere presenti costantemente nel mercato, e questo certamente aiuta soprattutto nel senso di una maggiore autonomia della finanza pubblica regionale. Ma questo, mentre va perseguito, sono convinto, adeguatamente non deve assolutamente intaccare le risorse che derivano dalle entrate fiscali. Lei ha perfettamente ragione di dire che, attraverso artifici, il Governo va progressivamente sostituendo imposte che rendono in qualche modo l'Amministrazione regionale, con altre imposte, con un allargamento o una modifica del prelievo fiscale, che rende certamente di meno alle entrate regionali. Io colgo con particolare interesse anche il suo suggerimento di fare ricorso, non saprei adesso quale sia la nostra controparte, e se sia il ricorso alla Corte Costituzionale lo strumento più adatto. Questo merita certamente un'adeguata riflessione, tuttavia ritengo che sia importante che il Governo regionale rifletta adeguatamente per aprire una vertenza nei confronti del Governo nazionale, ne terremo certamente conto.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rivolgere la domanda il consigliere Pittalis.
PITTALIS (F.I.). La Giunta ha presentato un documento, il numero 28, che riguarda la costituzione di un gruppo di lavoro con l'allegato elenco dei beni immobili del patrimonio disponibile regionale per l'avvio delle procedure di alienazione. Ora, sulla consistenza del patrimonio immobiliare della Regione già altre volte siamo intervenuti per interrogare l'Assessore competente e darci lumi, ammesso che anche ella, Assessore, abbia il quadro esatto della situazione, perché vogliamo renderci conto che cosa ha la Regione, che cosa la Regione deve necessariamente dismettere, perché antieconomico, e soprattutto sapere quanto la Regione paga perché a noi ci risulta, e lo rileviamo anche dai mezzi di informazione, di una spasmodica ricerca di locali per affitto, per certamente usi che sono necessari per l'espletamento di pubbliche attività e pubblici servizi. Però ci preoccupa molto questo fatto perché ancora chiarezza non se n'è fatta, mi pare, e voglio portare l'argomento su due aspetti, mi pare che questa prima alienazione, se veri sono i dati contenuti in questo documento, non parta con il piede giusto perché vedo che alcuni beni, tra l'altro di particolare pregio, soprattutto immobili anche del centro urbano della città di Cagliari, il valore è determinato con riferimento a una valutazione fatta o dall'UTE(?) o dall'istituto CRESME(?)... Chiedo scusa ai colleghi, mi dà fastidio. Presidente, richiami i colleghi, non mi interessa che sentano me, mi interessa che mi senta l'Assessore, però è fastidioso proseguire.
Per esempio il palazzo ex Assessorato igiene e sanità di piazza Tristani valutato un miliardo e ottocento milioni, però la valutazione è del 1986, così come altri immobili la cui valutazione risale al 1990. Io voglio sapere se il valore rimane quello di allora, se l'Assessore ha provveduto ad aggiornare, perché questo è un documento della Giunta e in esso sono contenuti questi dati. Questo il primo aspetto.
Siccome, Presidente, il Gruppo di Forza Italia ha diritto a formulare nove domane, approfitto per formularne un'altra, sempre all'Assessore Manchinu, che è la seconda, per una questione di economia anche di tempo. E' una questione all'apparenza minore, ma che certamente pone anche qui seri problemi e riguarda gli immobili che dal 1982 sono destinati a foresteria per gli autisti in servizio presso la Giunta e presso il Consiglio regionale. Ecco, lei Assessore, sicuramente saprà che molti degli autisti sono già andati in pensione. Ciò nonostante risulta, e questo sulla base di una verifica, le assicuro non tanto sommaria, anche da me personalmente effettuata, che alcuni di questi ex autisti detengano addirittura questi immobili e, in alcuni casi, si sarebbe verificata anche l'ipotesi della sub locazione. Ora le chiedo se lei è a conoscenza della situazione, se le pare giusto anche in termini di buona amministrazione, soprattutto tenendo conto che nel frattempo sono stati assunti altri autisti che vengono dalle diverse parti della Sardegna e che quindi ben potrebbero usufruire di questi immobili, se su questa situazione la Giunta sia intervenuta. Non mi riferisco solo a una delibera di Giunta del 1995, Assessore, io le pongo il problema se per attuare lo sgombero materiale, concreto siano state prese iniziative di altra natura, sempre nell'ambito della legalità. Perché ho paura che si verifichino tre situazioni; che qui si ponga un problema anche di rilevanza penale perché configurerebbe estremi di reato, una responsabilità sicuramente anche di natura contabile e dal punto di vista politico la vicenda si commenta da sé.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.
MANCHINU (Progr. S.F.D.), Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Onorevole Pittalis, per rispondere alle domande che mi ha posto lei ci vorrebbe molto tempo; cercherò di essere sintetico e di dare non tutte le risposte, ma quante è possibile e mi riservo di fornirgliene altre più documentate. Per quanto riguarda il problema che pone lei della consistenza patrimoniale, noi abbiamo fatto gli elenchi di tutto il patrimonio che ha la Regione e la valutazione è data dall'UTE e dal CRESME, però chiaramente non è attualizzata. Noi, nel momento in cui facciamo il piano quinquennale(?) di dismissione di questi beni stiamo riportando quel valore, però quando si fanno le gare pubbliche la valutazione viene fatta da una apposita Commissione, istituita con legge regionale, che stabilisce il valore attuale del bene. Lei ha fatto un esempio, quello del palazzo di piazza Tristani che è stato valutato, mi sembra, un miliardo e mezzo e che in realtà nella valutazione ultima è stato valutato sui sei miliardi. Quindi i beni che vengono messi in vendita hanno una valutazione attuale, cioè viene riformulata la valutazione da una Commissione apposita. In questo momento la Regione, per quanto riguarda l'utilizzo di locali non propri, quindi in affitto, paga oltre 20, 25 miliardi all'anno, che è una cifra spropositata. Per cui noi riteniamo di muoverci per acquisire locali che siano utili ai fini istituzionali, vendendo tutti gli altri che non sono utili. Per cui risparmieremo grosse cifre nel momento in cui ci dovessimo disfare di questi locali non utili, e allo stesso tempo incamereremo risorse che sono utili per questo programma di acquisizione di locali che siano utili ai fini istituzionali. Il problema che poi pone per quanto riguarda la foresteria, noi abbiamo iniziato una azione legale nei confronti di coloro che occupano abusivamente questi locali. Risulta anche a noi, da una indagine che è stata fatta, che alcuni di questi locatari abusivi a loro volta hanno dato in sub locazione ad altri questi locali. Abbiamo iniziato una azione legale in questo senso, siamo riusciti dopo tanto tempo a sfrattare, a rendere libero un solo appartamento, però l'azione legale sta continuando nei confronti degli altri che si oppongono a lasciare liberi i locali e noi con azioni legali ci stiamo muovendo per rientrare in possesso di questi locali che o metteremo in vendita oppure cercheremo di riattarli per darli a chi ha necessità, cioè a quegli autisti che lavorano fuori sede e hanno necessità di avere dei locali a Cagliari per potersi riposare. Quindi stiamo andando in questa direzione. Sappiamo bene che se non dovessimo fare queste cose potremmo incorrere anche in una responsabilità di natura penale. Quindi voglio assicurare l'onorevole Pittalis che ci stiamo muovendo anche in questa direzione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di porre la domanda il consigliere Carloni
CARLONI (A.N.). Rivolgo la domanda all'Assessore dell'agricoltura perché saprà che la Sardegna ha subito una siccità notevole con incendi nell'estate del 1994, e dopo lunghe e anche contestate vicende andò in porto la legge del marzo 1995 con la quale si stabilì di risarcire coloro che furono costretti ad acquistare i foraggi per ovviare alla siccità del 1994; e quindi in un capo di questa legge furono stabiliti diversi miliardi per il risarcimento di queste anticipazioni fatte dai contadini. Per erogare questi miliardi è stato necessario istruire le pratiche. Lei sa, perché ne abbiamo parlato diverse volte, che il suo Assessorato eroga in tempi reali come si suol dire, ciò che viene istruito e quindi successivamente pagato. L'assessorato si era detto sorpreso alla fine dell'anno 1995 che vi fossero circa dieci mila domande di richieste di risarcimento. Gli fu risposto che il competente a istruire le pratiche era un funzionario della SIPAS, e che nel mese di febbraio 1996 si ritenne adeguato un solo funzionario e che con grande sforzo si ottenne il distacco di un secondo funzionario dalla SIPAS per istruire dieci mila domande per il risarcimento. Questa è la premessa su quanto ho saputo in parte da lei e in parte dai funzionari dell'assessorato dell'agricoltura. Ora se i danni sono del 1994, se è vero che ci troviamo nell'ottobre del 1997, se è vero come dicono che su dieci mila domande tre mila attualmente siano state istruite, sto concludendo, la domanda è precisa e voglio una risposta adeguata, se tutto questo è vero, se è vero che ci sono agricoltori in attesa che hanno attinto da fondi loro, se tutto questo è vero ed è vero che i soldi ci sono, cosa osti o se è esclusiva competenza dei funzionari della SIPAS istruire le domande, e se è vero che si è portato da uno a due il numero dei funzionari addetti, quali sono i motivi per cui il numero dei funzionari addetti non possa salire da due a tre, a quattro o a cinque, perché queste domande, coloro che hanno anticipato i soldi per acquistare sin dall'estero, perché all'estero sono andati a comprare il foraggio per ovviare alla siccità del 1994, se è vero tutto questo che cosa intende fare l'Assessore o l'assessorato perché non in tempi storici o biblici, perché se questi sono i tempi, tre mila su dieci mila domande nel '97 a fronte di danni del '94 presumibilmente sfioriamo il duemila, se a fronte di questa prevedibile conclusione l'assessorato voglia porre rimedio e non tanto, ripeto, in capo ai suoi funzionari perché mi dicono, e non ho motivo di dubitarne, che le liquidazioni avvengono in tempo reale, ma è inutile che le liquidazioni avvengano in tempo reale se in tempi storici o biblici vengono istruite le domande. Questa è la richiesta: che cosa intenda fare, se è nelle sue possibilità reperire altrove. Io a mo' di boutade avevo detto che avremmo mandato noi del personale a istruire le pratiche; mi dicono che questo non è possibile, se questo non è possibile dica l'Assessore che cosa intende fare.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
PABA, Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Ringrazio l'onorevole Carloni di questa segnalazione. In effetti i tempi di attuazione dei provvedimenti riguardanti la siccità 1994-1995 non procedono secondo necessità, non solo dell'assessorato e dell'Assessore che avrebbe tutto l'interesse, anche politico, se si vuole, non solo amministrativo, perché l'attuazione di questo e di tutti gli altri provvedimenti fosse la più rapida possibile, ma soprattutto degli operatori che, come l'onorevole Carloni ha ricordato, hanno anticipato delle somme in alcuni casi non irrilevanti. Noi, a suo tempo, pensammo che l'affidamento remunerato ad una società esterna in qualche modo alla pubblica amministrazione, come la SIPAS, consentisse un'accelerazione delle procedure. In realtà c'è stata un'accelerazione delle procedure rispetto ai restanti standard della pubblica amministrazione, ma l'accelerazione non ha corrisposto alle aspettative. C'è una difficoltà oggettiva, in una situazione di carenza complessiva del personale dell'Assessorato, a spostare funzionari da un servizio ad un altro. Credo che anche in seguito a questa accelerazione, a questa sollecitazione, possa essere attivato un nuovo rapporto con la SIPAS, non nel senso di fare un nuovo rapporto con la SIPAS ma nel chiedere alla SIPAS che all'esplicazione di questo incarico vengano destinate più persone di quanto attualmente accada. Naturalmente questo però risolve soltanto un aspetto della procedura, perché poi la decretazione effettiva è compito dell'amministrazione. Chiederò al coordinatore generale un'ulteriore verifica della disponibilità di personale perché in questa particolare emergenza possa conseguirsi un'accelerazione delle procedure.
PRESIDENTE. Seguirebbero le domande dei consiglieri Randaccio e Tunis Marco che però non sono in Aula. Ha facoltà di porre la domanda il consigliere Salvatore Sanna.
SANNA SALVATORE (Progr. Fed.). Una domanda all'assessore Costantino sulla polemica di questi giorni in relazione al non funzionamento degli enti provinciali per il turismo, in particolare io mi riferisco a quello di Cagliari; non so dire e quindi non dico degli altri enti provinciali per il turismo. Partendo dalla considerazione che non è ammissibile che, a fine stagione turistica, tutti quanti parlino di dati relativi alla stessa stagione turistica, compreso l'Assessore regionale al turismo, senza avere sottomano i dati ufficiali dell'andamento della stagione turistica, almeno quelli relativi al ricettivo classificato. Credo che tutti capiscano, e per primo lo capisca l'Assessore regionale del turismo, quanto sia difficile per gli amministratori comunali, e per i comuni in modo particolare, che sono sostanzialmente gli unici soggetti che in Sardegna facciano turismo, almeno nel settore pubblico, programmare qualsiasi tipo di intervento o fare piani, o prendere iniziative senza che abbiano a disposizione i dati elementari sui quali ragionare. Peraltro, informalmente, quindi chiaramente e mi assumo tutta la responsabilità, pare che l'Ente provinciale per il turismo di Cagliari, non abbia potuto elaborare di dati perché, nonostante i ripetuti solleciti, la Regione, e credo quindi, nel caso specifico, l'Assessorato regionale del turismo, non ha messo il sistema informativo regionale nelle condizioni di poter funzionare. Questa credo sia la motivazione, ma non è questo che mi interessa in modo particolare; quello che mi interessa è sapere se non sia davvero arrivato il momento di definire, una volta per tutte, il destino di questi anacronistici enti provinciali per il turismo, tenuto conto, però, che le funzioni e i compiti che essi svolgono sono importantissimi e quindi andrebbero riorganizzati e ridistribuiti meglio.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.
COSTANTINO, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Io ho già raccolto le lamentele dell'onorevole Sanna riguardante l'Ente provinciale del turismo di Cagliari già da ieri, e ho provveduto a dare una direttiva all'Ente provinciale per il turismo di Cagliari perché, in assenza di funzionamento del sistema Sirt (?) che effettivamente in questo momento non va al meglio; il sistema Sirt è un sistema telematico, di raccolta dati, di cui si occupa l'Esit, in questo momento ha delle difficoltà operative, mancano dei pezzi negli impianti, per cui non può essere utilizzato in alcuni casi come questo. Questo non significa che i dati non si possono raccogliere, perché si faceva in precedenza e quindi si può fare anche adesso. In questo senso mi sono già attivato presso l'Ente provinciale perché vengano forniti i dati nella maniera più tempestiva possibile. Per quanto riguarda il secondo aspetto della riforma, credo che tutti quanti noi siamo consapevoli di questo, consapevoli anche del fatto, dell'utilità del ruolo che possono svolgere, ma siamo altrettanto consapevoli che le riforme vengano attuate. L'Assessorato del turismo ha già predisposto un disegno di legge di riforma che presenterà alla Giunta regionale non appena sarà valutato dalla Commissione istituita dall'Assessorato degli affari generali, penso in tempi relativamente brevi, se la Commissione non lo terrà moltissimo, penso che entro un mese la Giunta potrebbe già conoscere il testo di questo disegno di legge.
PRESIDENTE. Ha facoltà di porre la domanda il consigliere Locci.
LOCCI (A.N.). Volevo proporre una domanda al Presidente della Giunta regionale. Secondo l'ultimo ordine del giorno che abbiamo approvato qui in Consiglio regionale, la Giunta si è impegnata a rappresentare al Consiglio entro il 31 di questo mese una proposta di delimitazione delle zone franche. Sulla base del fatto che il protocollo d'intesa Stato-Regione ha individuato le aree dei porti franchi o dei punti franchi nei porti di Cagliari, Olbia, Oristano, Porto Torres, Portovesme ed Arbatax e dice testualmente: in altri porti e aree industriali ad essi funzionalmente collegati o collegabili, vorrei conoscere qual è l'intenzione della Giunta in merito sostanzialmente all'unico porto commerciale che è rimasto escluso da questa prima individuazione, cioè il porto commerciale di Sant'Antioco. Cioè se questo porto possa essere ritenuto funzionalmente collegato o collegabile al porto di Portovesme e quindi in ambito di delimitazione se anche il porto di Sant'Antioco possa essere ricompreso fra i punti franchi.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere il Presidente della Giunta.
PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. Ringrazio l'interrogante, il collega Locci, per questa domanda che è assai pertinente. La Commissione paritetica, su indicazione dei componenti della Giunta, ha inteso dare l'accezione più ampia possibile alla concezione e alla localizzazione delle zone franche; non per niente giustamente il collega ha ricordato che si fa l'ipotesi anche di altri porti e di aree industriali collegate o collegabili. E' stata fatta una polarizzazione più o meno rispondente alle diverse aree di programma in alcuni porti, ma con il presupposto che territorialmente si sarebbe studiato quali realtà industriali, quali realtà produttive possano essere funzionalmente collegate e collegabili ai porti già individuati. Ora è teoricamente possibile secondo la formulazione della bozza di decreto legislativo che Sant'Antioco possa essere individuato come porto autonomo, ma più verosimilmente può essere economico pensare, può essere positivo e produttivo pensare a un unico polo franco, costituito dal porto di Portoscuso, dall'area di Sant'Antioco, dalla zona industriale di Villacidro e le altre realtà industriali e produttive, in modo che possa esserci una delimitazione complessiva che riguardi l'assetto produttivo di un determinato territorio. Naturalmente è chiaro che quando parliamo di delimitazione non intendiamo alludere a una perimetrazione anche fisica, con muri e altre cose, ma si intende alludere soltanto alla individuazione di quelle attività e località produttive che sono funzionalmente collegate. Quindi, ritengo che la sollecitazione dell'onorevole Locci possa trovare risposta in questa procedura (?).
PRESIDENTE. Ha facoltà di formulare la domanda il consigliere Marco Tunis.
TUNIS MARCO (F.I.). Signor Presidente, contrariamente ai colleghi che mi hanno preceduto io credo nella istituzione del question time, della botta e risposta. Preferisco una risposta, uno straccio di risposta piuttosto che niente, come quando presentiamo le interpellanze e le interrogazioni che si hanno in tempi molto ritardati che perdono di attualità. Quindi gradisco una risposta, però puntuale e in faccia.
Mi rivolgo all'Assessore degli enti locali e ai componenti la Giunta che siano in grado di rispondere, perché il tema è piuttosto complesso e riguarda aspetti dei vari assessorati. Il 30 luglio di quest'anno l'assessore Manchinu ha illustrato alla Giunta che la Giunta stessa ha attivato un tavolo tecnico di lavoro per una disamina e valutazione attenta del piano strategico di sviluppo turistico riguardante il comune di Buggerru e Flumini Maggiore presentato dalla Propert Service (?). Ora, poiché trattasi di una iniziativa di tipo turistico, ma che ha risvolti di sviluppo socioeconomico e riguardano una zona del Sulcis, per poi arrivare anche ad altre che sono in itinere, come quella di Teulada ed altre ancora, tutto ciò premesso, dopo aver rilevato che per una iniziativa molto più grossa presentata dall'Aga Khan in Costa Smeralda, che si chiamava Master Plan, ha avuto esito negativo, e con un'azione negativa da parte della Giunta, cioè di completa inattività, lo ha fatto scappare, cioè di fatto noi abbiamo perso 4.000 posti di lavoro, e abbiamo negato un'autodeterminazione a una zona che aveva scelto quella vocazione, un'altra, come quella di Buggerru e Flumini maggiore si convoca per questa. Noi siamo preoccupati che si abbia un altro Master Plan negativo e non vorremmo che, con questa inattività della Giunta, se non facilita la messa in moto del comitato che al più presto debba riunirsi per esaminare puntualizzare, sviscerare, correggere questo piano, si potrebbe avere la consacrazione amministrativa di quello che gli spagnoli chiamano desarrollo, cioè netta sconfitta sul piano amministrativo.
PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. Desarrollo vuol dire sviluppo.
TUNIS MARCO (F.I.). No, desarrollo vuol dire ritirata.
(Interruzioni)
TUNIS MARCO (F.I.). Allora dico l'inverso, Presidente, vuol dire che lo spagnolo l'ho studiato a scuola e non ho avuto tempo di perfezionarlo, allora lo trasformo in un dialetto sardo: non eus a bolli unu arretramentu totali.
PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. Ecco, non si espanda, onorevole Tunis, non superi...
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.
MANCHINU (Progr. S.F.D.), Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. L'onorevole Tunis fa riferimento a un accordo di programma in itinere, che riguarda Buggerru e che dovrebbe essere siglato ai sensi dell'articolo 28, quindi con atto amministrativo. Gli uffici del mio Assessorato hanno portato in Giunta una proposta che la Giunta ha esaminato e allo stesso tempo si è convenuto, poiché il problema riguarda vari Assessorati, di mettere in piedi un gruppo di lavoro interassessoriale, coordinato dalla Presidenza, che dovrebbe in tempi brevi perfezionare l'accordo di programma con gli investitori, che sono investitori privati svedesi, il comune di Buggerru, e quindi esitare entro l'anno il provvedimento. Quindi ritengo, poiché la Commissione sta lavorando alacremente intorno a questo progetto, che entro l'anno il progetto stesso, l'accordo di programma verrà perfezionato e quindi deliberato dalla Giunta. Ci stiamo muovendo in questa direzione, non solo per quanto riguarda l'accordo di programma che vede interessato il comune di Buggerru, ma vi è un altro accordo di programma che interessa la zona di Arbus e un altro ancora che interessa la zona di Palau, Palau- (?). Quindi ci sono questi tre progetti che sono avviati e che questa Commissione interassessoriale sta valutando e crediamo che entro l'anno verranno esitati, noi ci auguriamo, e siamo certi che non faranno la fine alla quale si riferiva l'onorevole Tunis.
PRESIDENTE. Ha facoltà di formulare la domanda il consigliere Petrini.
PETRINI (Gruppo Misto). Signor Presidente, rivolgo la mia domanda all'Assessore della sanità. Considerata la grave situazione sanitaria in cui versano alcuni ospedali della Sardegna a causa della insufficiente o talvolta addirittura mancante struttura dell'impianto di climatizzazione. Su questo argomento è apparsa anche ultimamente una notizia sulla stampa relativa al reparto di rianimazione del Brotzu.
Ecco, il clima in Sardegna, signor Assessore, è particolarmente mite, direi mite in inverno, ma d'estate siamo sottoposti, viviamo in un clima particolarmente torrido, e vi sono alcune categorie di pazienti - bambini, anziani, cardiopazienti - che hanno dei gravi problemi senza la climatizzazione. Cerco di spiegarmi meglio: la sudorazione profusa porta dei gravi disturbi, tra l'altro l'epistassi (?), gli squilibri elettrolitici, con il caldo torrido si moltiplicano i processi infiammatori, infettivi, inoltre il sudore rende molto difficile la cicatrizzazione delle ferite chirurgiche.
Dato questo grave problema, chiedo all'Assessore della sanità se è a conoscenza di questa situazione e se non ritenga opportuno adottare dei provvedimenti necessari affinché queste strutture nel futuro vengano dotate di impianti idonei che certamente contribuirebbero ad alleviare di molto le sofferenze dei nostri pazienti ricoverati. Grazie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
FADDA PAOLO (Popolari), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Credo che nella domanda sia implicita la risposta da parte dell'Assessore, nel senso che figuriamoci se un Assessore regionale, una Giunta regionale, non desidera creare tutti quei comfort che ormai sono anche nelle case normali, figuriamoci se non devono essere, come la climatizzazione, presenti negli ospedali. Ci sono alcuni progetti, alcune aziende stanno già procedendo, purtroppo la situazione di sicurezza di tutti gli ospedali era talmente scarsa che si è dovuto investire molto per dare applicazione alla legge numero 626 sulla sicurezza, perché altrimenti il rischio era della chiusura degli ospedali perché non erano rispettate le norme di sicurezza.
In questi ulteriori programmi che sono stati fatti e che si stanno predisponendo in questi giorni altri fondi sono stati dedicati anche per la climatizzazione, l'Assessore, la Giunta ha fatto una scelta che le priorità vanno scelte dalla base cioè dai direttori generali, perché ci possono essere situazioni locali dove il problema della climatizzazione che è un grossissimo problema, ma che se dovessimo intervenire in tutti gli ospedali soltanto per la climatizzazione, immaginiamo qual è, io sono d'accordissimo se il Consiglio regionale naturalmente mette i soldi all'interno del bilancio perché si provveda su questo. Ci auguriamo che i fondi che sono previsti nel secondo triennio del piano decennale del Governo siano davvero tali da poter dare una risposta definitiva a un dramma che tantissimi pazienti, in modo particolare in alcuni reparti a rischio, stanno correndo e continuano a correre.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rivolgere la domanda il consigliere Randaccio.
RANDACCIO (Gruppo Misto). Rinuncio.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rivolgere la domanda il consigliere Nizzi.
NIZZI (F.I.). Presidente, volevo richiamare l'attenzione e chiedere alcune notizie all'Assessore dei lavori pubblici, l'ingegner Fadda, per sapere a che punto è la situazione delle disastrate strade della Sardegna e in particolare vorrei riferirmi alla 131 bis, il cosiddetto tappo di San Teodoro, per quanto riguarda la strada Sassari-Alghero e la Cagliari-Tortolì. Per la prima ci sono 18 chilometri di strada ultimata, manca la segnaletica, mancano un po' di barriere e poi lettera morta da più di 3 anni; la Sassari-Alghero, ugualmente, lotti che sembrerebbero dovessero essere stati già appaltati, ma si vede ben poco di movimento operativo anche lì; e poi, per ultima, una strada che noi tutti i sardi reputiamo di vitale importanza per tutta quella costa sud orientale, vorrei che l'Assessore ci dicesse in merito risposte chiare alla data odierna, come stanno in effetti le cose alla data odierna. Grazie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore dei lavori pubblici.
FADDA, Assessore dei lavori pubblici. Grazie, onorevole Nizzi. San Teodoro-Olbia era stata già appaltata, è entrata in procedura di infrazione perché era una quattro corsie che era stata appaltata dall'ANAS senza valutazioni di impatto ambientale, in più con dei difetti sul progetto, è stato sospeso quell'appalto fortunatamente prima ancora di essere aggiudicato. E' stato messo a posto il progetto e avviata la procedura di impatto ambientale, fatti tutti gli studi, la procedura è praticamente in fase di definizione, abbiamo avuto un parere del Ministero dei beni culturali e ambientali, l'ANAS ha avuto un parere dai beni culturali e ambientali, che esprime la valutazione di impatto ambientale di concerto con il Ministero dell'ambiente, negativa. Negativa però sottovalutando alcuni aspetti fondamentali. Abbiamo ritenuto che quel parere fosse viziato dalla non conoscenza delle problematiche, siamo in fase di definizione e di completamento dell'informazione per i funzionari del Ministero dei beni culturali e ambientali e ritengo che credo che nel giro di brevissimo tempo dovrebbero cambiare la loro posizione. Io questo me lo auguro, anche perché hanno sottovalutato un problema essenziale che è quello che si tratta di un lotto mancante in mezzo a due lotti già realizzati. Per cui vincolato da precisi punti di partenza e di arrivo della infrastruttura che manca. Purtroppo spesso queste valutazioni vengono fatte dai funzionari dei Ministeri competenti senza conoscere le problematiche sul territorio.
In merito alla Sassari-Alghero, il lotto che è avviato è il lotto che lei conosce, che tutti conoscono perché è in fase di cantiere da anni, e ha l'ANAS un contenzioso con un'attività produttiva della zona, per via di un problema di espropri, che è in via di risoluzione. Per il resto dell'infrastruttura ho già risposto a una precedente interrogazione dell'onorevole Sanna circa i tempi di avvio delle procedure di appalto per tutta la restante infrastruttura.
Per la Cagliari-Tortolì avrà appreso dai giornali che sono stati già avviati in appalto due dei cinque lotti dell'intera infrastruttura, per la parte del terzo lotto che riguarda Cagliari, la zona della circonvallazione di Cagliari fino a Terra Mala, abbiamo completato le procedure di valutazione di impatto ambientale recentemente e sono in fase di pubblicazione gli atti per le gare. Per il quarto lotto, che riguarda l'arrivo a Tortolì vi sono ancora degli adempimenti progettuali in corso, riteniamo che entro il corso dell'anno anche questo lotto sarà appaltato. Rimane il quinto, per il quale i tempi sono leggermente più lunghi per via di una difficoltà da parte dell'ANAS, recentemente, di definire con precisione quelli che dovevano essere i requisiti da dare all'infrastruttura, che sono stati superati recentemente, ma che hanno determinato in tutti questi anni un rallentamento delle iniziative progettuali. Io mi auguro in ogni caso che anche per questo quinto lotto gli appalti non vadano oltre i primi due mesi dell'anno prossimo.
Discussione e approvazione della proposta di regolamento della Giunta regionale: "Disposizioni relative all'applicazione dell'articolo 138 del Codice della strada, regolamentante l'immatricolazione, il rilascio dei certificati di guida dei veicoli posti a disposizione del Corpo Forestale e di Vigilanza ambientale della Regione sarda" (12)
PRESIDENTE. Grazie. Con questo intervento si esaurisce il question time odierno. L'ordine dei lavori al punto quarto prevede la discussione del Regolamento numero 12 della Giunta regionale concernente: Disposizioni relative all'applicazione dell'articolo 138 del Codice della strada, regolamentante l'immatricolazione e il rilascio dei certificati di guida dei veicoli posti a disposizione del corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione sarda; relatore il consigliere Ferrari.
Dichiaro aperta la discussione generale, ha facoltà di parlare il relatore Ferrari.
FERRARI (Progr. S.F.D.), relatore. Molto brevemente. Nel 1995 il nuovo Codice della strada è stato modificato all'articolo, mi pare, 138, comma 11. Questa modifica comporta l'inclusione dei Corpi forestali delle Aziende autonome, come la Sardegna, tra le forze di polizia. La conseguenza è che, in buona sostanza, possono essere attivate una serie di iniziative quali, per esempio, non più l'immatricolazione presso il Pubblico Registro Automobilistico dei propri mezzi da parte del Corpo forestale di vigilanza ambientale e anche la possibilità di concedere proprie patenti di guida per gli automezzi del Corpo stesso, in particolare degli automezzi di tipo speciale. Quindi si tratta di un provvedimento che la Giunta propone, che è stato esaminato dalla Commissione per attuare questa possibilità, la Commissione lo ha approvato interamente il provvedimento, e avendo io dato una scorsa agli emendamenti presentati dalla Giunta, li ho trovati tutti, diciamo, per un aspetto di carattere correttivo, per un altro di carattere migliorativo e quindi il provvedimento è da approvare sia nel testo diciamo approvato dalla Commissione e sia negli emendamenti.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.
ONIDA (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente. La Giunta si rimette alla relazione scritta.
PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio alla discussione degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 1.
PIRAS, Segretario:
Art. 1
Competenze
1. Il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Regione sarda provvede, in applicazione dell'articolo 138 del D.P.R. 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo Codice della Strada) e successive integrazioni e modificazioni, nei riguardi dei conducenti dei veicoli in dotazione al suddetto Corpo, all'accertamento dei requisiti necessari per la guida, all'approvazione dei programmi e ai piani di studio, all'esame di idoneità, al rilascio, alla sospensione ed alla revoca della patente di servizio, nonché all'adozione di tutti gli altri provvedimenti previsti dagli articoli successivi.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 2.
PIRAS, Segretario:
Art. 2
Patente di guida
1. La patente di guida rilasciata dal Servizio Generale di Programmazione e Controllo degli Interventi del Corpo Forestale e di V.A , conforme al modello F.V.A./71 allegato al presente regolamento, è articolata nelle seguenti categorie:
u I - Motoveicoli di massa a vuoto sino a 400 Kg. di massa complessiva non superiore sino a 1.300 Kg. ;
u II - Motoveicoli, esclusi motocicli, autoveicoli di massa complessiva non superiore a T. 3,5 ed il cui numero di posti a sedere, escluso quello del conducente, non è superiore ad otto anche se trainanti un rimorchio leggero ovvero un rimorchio che non eccede la massa a vuoto del veicolo trainante e non comporti una massa complessiva totale a pieno carico per i due veicoli superiore a 3,5 tonnellate;
u III - Autoveicoli, esclusi quelli della IV ctg., di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t., anche se trainanti un rimorchio leggero ;
u IV - Autobus ed altri autoveicoli destinati al trasporto di persone il cui numero di posti a sedere, escluso quello del conducente, è superiore a otto, anche se trainanti un rimorchio leggero ;
- V - Autoveicoli appartenenti alle categorie II, III, IV, per ciascuna delle quali il conducente sia abilitato, quando trainano un rimorchio che non rientra in quelli indicati in ciascuna delle precedenti categorie, autoarticolati e autosnodati destinati al trasporto di persone purché il conducente sia abilitato per autoveicoli della IV ctg., altri autosnodati purché il conducente sia abilitato per autoveicoli della III ctg.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
PIRAS, Segretario:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente per illustrare l'emendamento.
ONIDA (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Ferrari , relatore.
FERRARI (Progr. S.F.D.), relatore. Il relatore è favorevole. Semplicemente per segnalare un errore alla riga ottava dell'articolo 2, dove è detto "non superiore sino a". O "non superiore" o "sino a".
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 3.
PIRAS, Segretario:
Art. 3
Rilascio della patente di guida
1. La patente di servizio per la conduzione dei veicoli indicati all'articolo 1 viene rilasciata al personale del Corpo forestale e di Vigilanza ambientale in possesso di patente civile della categoria corrispondente o superiore a quella di servizio richiesta, secondo la tabella di cui all'art. 13, comma 1, oppure dopo aver sostenuto l'esame di abilitazione così come previsto dall'art. 7 del presente regolamento.
2. Per ottenere il passaggio dalla patente civile alla corrispondente patente di servizio occorre:
a) domanda in carta semplice dei Coordinatori di Servizio del Corpo Forestale e di V.A competenti per le rispettive giurisdizioni territoriali, con le generalità del richiedente e dichiarazione dello stato di servizio;
b) fotocopia autentica della patente civile di guida in corso di validità.
3. Per il conseguimento della patente di servizio per il personale non provvisto di patente civile corrispondente è necessario:
a) iscrizione e partecipazione all'apposito corso di cui all'articolo 6;
b) superamento dell'esame di cui all'articolo 7.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
PIRAS, Segretario:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente per illustrare l'emendamento numero 2.
ONIDA (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Ferrari , relatore.
FERRARI (Progr. S.F.D.), relatore. Il relatore esprime parere favorevole.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 2, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 3. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 4.
PIRAS, Segretario:
Art. 4
Condizioni per la guida dei veicoli di servizio
1. La patente di servizio III, IV e V ctg. è rilasciata al personale forestale dopo il compimento del 21° anno di età e su espressa richiesta del responsabile del Servizio cui il dipendente appartiene.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 5.
PIRAS, Segretario:
Art. 5
Accertamento requisiti fisici e psichici
1. Per il rilascio della patente di servizio è ritenuto valido l'accertamento medico svolto all'atto del rilascio della patente civile dalle strutture competenti previste dal Codice della strada. Alla scadenza di queste ultime patenti il personale forestale interessato dovrà presentare entro 15 giorni copia autentica della propria patente civile rinnovata così da poter procedere al rinnovo anche di quella di servizio senza ulteriori visite mediche. Per il rilascio della patente a seguito di esame, l'accertamento del possesso dei requisiti fisici e psichici previsti dalla normativa per la corrispondente civile, viene effettuato dalla Unità Sanitaria Locale della residenza del candidato ovvero da Ufficiale Militare medico o altra struttura sanitaria abilitata al rilascio di siffatto documento.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 6.
PIRAS, Segretario:
Art. 6
Insegnamento teorico ed esercitazioni di guida
1. L'insegnamento teorico e le esercitazioni di guida, formanti programma di specifico corso, devono essere tenute da insegnanti e da istruttori di provata capacità nominati dal Servizio Generale di Programmazione, Coordinamento e controllo degli Interventi del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale. Il programma verrà stabilito dallo stesso servizio in armonia con quelli adottati dal Ministero dei Trasporti, Direzione Generale della Motorizzazione Civile. I veicoli impiegati nelle esercitazioni di guida devono essere muniti di apposito contrassegno recante la scritta "Scuola Guida" come stabilito all'articolo 122 del D.L. 30 aprile 1992, n. 285 (Codice della strada) secondo le modalità di cui al comma 2 dell'articolo 334 del D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495 (Regolamento di esercitazione ed attuazione C.S.). L'allievo, nel periodo in cui risulta iscritto al corso per il conseguimento della patente di servizio, è autorizzato, durante le esercitazioni, a guidare veicoli appartenenti alla categoria per cui si presenta all'esame, purché munito di autorizzazione da parte del Servizio Ispettorato Ripartimentale C.F.V.A. da cui dipende ed abbia al suo fianco un collega con patente della categoria richiesta per la guida del veicolo, conseguita da almeno 10 anni, ovvero in possesso di patente di categoria superiore.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 7.
PIRAS, Segretario:
Art. 7
Esame per il conseguimento
della patente di servizio
1. Agli esami è ammesso il personale che ha frequentato l'apposito corso secondo quanto stabilito all'articolo 6. L'esame comprende le seguenti prove:
u prova teorica ;
u prova pratica di guida su un veicolo della categoria di patente che deve essere rilasciata. I mezzi su cui viene effettuata la prova pratica sono esenti dal doppio comando;
u prova pratica di manutenzione ordinaria del veicolo;
u prova pratica d'uso sulle attrezzature sul veicolo.
I voti, per ciascuna delle prove previste al precedente comma 1, sono espressi in decimi. Il candidato risulta idoneo alla guida, per la patente richiesta, qualora abbia conseguito una votazione media complessivamente non inferiore a sette decimi e, per ogni singola prova, non abbia conseguito votazioni inferiori a sei decimi.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 8.
PIRAS, Segretario:
Art. 8
Commissione esaminatrice
1. La Commissione esaminatrice per il conseguimento della patente di guida di servizio è composta dal Coordinatore del Servizio Generale di Programmazione, Coordinamento e Controllo degli interventi del C.F.V.A., con funzioni di Presidente, da un funzionario dell'Ufficio Provinciale della Motorizzazione Civile e un Funzionario dell'assessorato della Difesa dell'ambiente.
2. Le funzioni di segretario sono svolte da un dipendente del Servizio Generale di Coordinamento e Controllo degli interventi del C.F.V.A..
3. Per ogni membro della Commissione è previsto almeno un membro supplente.
4. La Commissione esaminatrice ed il segretario sono nominati con decreto dell'Assessore della difesa dell'ambiente.
5. La Commissione è validamente costituita con la presenza di almeno tre membri.
6. Il Presidente della Commissione provvede alla convocazione dei membri ogni qualvolta ne ravvisi la necessità.
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 3 e 4. Se ne dia lettura.
PIRAS, Segretario:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente per illustrare gli emendamenti numero 3 e 4.
ONIDA (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente. Si danno per illustrati.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Ferrari , relatore.
FERRARI (Progr. S.F.D.), relatore. Il relatore esprime parere favorevole.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo e sugli emendamenti, metto prima in votazione l'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto ora in votazione l'articolo 8. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 4. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell' articolo 9.
PIRAS, Segretario:
Art. 9
Ripetizione dell'esame
1. I candidati che non hanno superato le prove d'esame e che sono dichiarati "non idonei" alla guida dei veicoli di servizio, possono ripetere le prove, trascorsi 30 giorni dall'esame negativo.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
PIRAS, Segretario:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente per illustrare l'emendamento numero 5.
ONIDA (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Ferrari , relatore.
FERRARI (Progr. S.F.D.), relatore. Il relatore esprime parere favorevole.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo e sull'emendamento metto in votazione l'articolo 9. Chi lo approva alzi la mano
(E' approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 5. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 10.
PIRAS, Segretario:
Art. 10
Processo verbale
1. Per ciascun candidato dichiarato idoneo deve essere redatto un processo verbale come da modello allegato al presente regolamento Mod. F.V.A./2. Detta documentazione deve essere inviata all'Ufficio automezzi del Servizio Generale di Programmazione, Coordinamento e Controllo degli Interventi del Corpo Forestale e di V.A. corredata dal certificato di idoneità psico-fisica e 2 fotografie in bianco e nero, formato tessera, in divisa e a capo scoperto.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
PIRAS, Segretario:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore della difesa dell'ambiente per illustrare l'emendamento numero 6.
ONIDA (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Ferrari, relatore.
FERRARI (Progr. S.F.D.), relatore. Il relatore esprime parere favorevole.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione l'emendamento numero 6. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 10. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 11.
PIRAS, Segretario:
Art. 11
Sospensione della patente di guida
1. La sospensione può essere disposta dal Coordinatore del Servizio di Programmazione, Coordinamento e di Controllo degli interventi del Corpo Forestale e di V.A., a seguito di accertamenti di competenza su segnalazione dei coordinatori di servizio degli Ispettori Ripartimentali del C.F.V.A. o dalle autorità di Pubblica sicurezza , quando il conducente, nell'impiego dei veicoli di servizio, abbia cagionato danni a persone o cose per imprudenza, negligenza o inosservanza delle norme di gestione o di impiego di automezzi di servizio.
2 La patente di guida è sospesa quando il titolare, non in servizio di emergenza, incorre nella violazione di una delle norme di comportamento indicate o richiamate nel titolo V del decreto legge n. 285 del 1992 e del D.P.R. n. 495 del 1992 per il periodo di tempo da ciascuna di tali norme stabilito.
3. La sospensione della patente di servizio, per i casi previsti al capoverso che precede, può avere la durata massima di un anno.
4. La sospensione dà luogo al materiale ritiro della patente che sarà custodita dal Coordinatore di Servizio di Programmazione, Coordinamento e Controllo degli interventi del Corpo Forestale e di V.A..
5. Decorso il periodo di sospensione il titolare potrà essere sottoposto ad accertamenti tecnico -pscicofisici su disposizioni del dirigente sopracitato.
6. La patente di guida di servizio è altresì sospesa dal dirigente suddetto qualora sia stata sospesa la patente di guida civile secondo quanto stabilito dall'art. 222 del decreto legge n. 285 del 1992.
7. Il titolare della patente di servizio è tenuto a segnalare immediatamente la sospensione della patente di guida civile al Coordinatore del Corpo Forestale e di V.A. per i provvedimenti conseguenti.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 12.
PIRAS, Segretario:
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
PIRAS, Segretario:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare L'Assessore della difesa dell'ambiente per illustrare l'emendamento numero 7.
ONIDA (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Ferrari , relatore.
FERRARI (Progr. S.F.D.), relatore. Il relatore esprime parere favorevole.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione l'emendamento numero 7. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 12. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 13.
PIRAS, Segretario:
Art. 13
Conversione della patente di guida e viabilità
1. I titolari di patenti civili previste dal vigente Codice della strada possono ottenere le corrispondenti patenti di servizio secondo il seguente schema:
PATENTE CIVILE PATENTE DI SERVIZIO
PATENTE A = PATENTE I a ctg.
PATENTE B = PATENTE II a ctg.
PATENTE C = PATENTE III a ctg.
PATENTE D = PATENTE IV a ctg.
PATENTE E = PATENTE V a ctg.
2. La patente di guida di servizio ha la validità prevista per le corrispondenti patenti civili.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 14.
PIRAS, Segretario:
DISPOSIZIONI TRANSITORIE
Norme per l'accertamento dei requisiti dei veicoli in dotazione al Corpo Forestale e di Vigilanza ambientale della Regione sarda
Art. 14
Competenza
1. La Regione Autonoma della Sardegna - Assessorato della difesa dell'ambiente - Coordinamento Generale del Corpo Forestale e di V.A., mediante il Servizio Generale di Programmazione, Coordinamento e Controllo degli interventi del C.F.V.A., provvede direttamente nei riguardi dei veicoli di servizio in dotazione al Corpo Forestale e di V.A. :
u agli accertamenti tecnici ;
u all'immatricolazione ;
u al rilascio dei documenti di circolazione ;
u al rilascio delle targhe di riconoscimento.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 15.
PIRAS, Segretario:
Art. 15
Immatricolazione
1. Ai fini dell'immatricolazione dei veicoli di servizio assegnati al Corpo, i Coordinatori dei Servizi Ispettorati Ripartimentali del Corpo Forestale e di V.A. inoltreranno domanda al Coordinamento del Servizio Generale superiore, allegando la seguente documentazione tecnica :
a) foglio matricolare contenente tutti i dati caratteristici dell'automezzo in conformità al mod. F.V.A./3 allegato al presente regolamento ;
b) certificato di omologazione oppure, in alternativa, certificato di omologazione-approvazione tecnica locale ;
c) dichiarazione di conformità (a veicoli del tipo omologato) : solo nel caso di autotelai successivamente allestiti ;
d) copia fotostatica del modello "D.G.M.C." di approvazione del tipo omologato dal Ministero dei trasporti - Direzione Generale Motorizzazione Civile e Trasporti in concessione ;
e) libretto di omologazione I.S.P.E.S.L. (nel caso di autogrù ecc.).
2. I documenti di cui alle lettere a), b), c), d) ed e) debbono essere prodotti in originale. Detti atti vengono conservati dall'ufficio automezzi per essere resi disponibili qualora, nell'ipotesi di alienazione del mezzo al termine del suo ciclo operativo, questo dovesse essere reimmatricolato presso il P.R.A. con targa civile.
3. Il Coordinatore del Servizio Generale di Programmazione, Coordinamento e Controllo degli interventi del Corpo Forestale e di V.A., Ufficio Automezzi, verifica la correttezza e la congruità dei valori riportati precedentemente illustrati, con i dati contenuti nella documentazione di cui alle lettere b), c) e d) e procede all'attribuzione agli automezzi e ai rimorchi della targa C.F. e di V.A., associandole al numero di telaio. Non è prevista l'apposizione della targa ripetitrice sui rimorchi.
4. Per i veicoli già immatricolati con targa civile, ai fini dell'immatricolazione di servizio, la documentazione di cui al comma 1, è sostituita dalla copia conforme della carta di circolazione. Le targhe civili sostituite saranno successivamente riconsegnate all'Ufficio del Pubblico Registro Automobilistico per la cancellazione dei veicoli in quei registri.
5. Conseguentemente il Settore Economato dell'Assessorato degli enti locali finanze ed urbanistica, trasmetterà al Corpo Forestale e di V.A. tutti gli atti relativi ai veicoli assegnati al C.F.V.A. per l'espletamento dei compiti d'istituto di cui all'allegato n. 6 per i quali si dovrà procedere alla nuova immatricolazione e targazione secondo le disposizioni del presente regolamento.
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 8, 9 e 10. Se ne dia lettura.
PIRAS, Segretario:
PRESIDENTE. Uno dei presentatori degli emendamenti ha facoltà di illustrarli.
ONIDA (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente. Si danno per illustrati.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione ha facoltà di parlare il consigliere Ferrari.
FERRARI (Progr. S.F.D.), relatore. Il relatore è favorevole.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione l'emendamento numero 10. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 8. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 9. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 15. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 16.
PIRAS, Segretario:
Art. 16
Registro automobilistico
1. Le targhe utilizzate sono registrate nell'apposito registro automobilistico del Coordinamento Generale del Corpo Forestale e di V.A. tenuto dall'Ufficio automezzi del Servizio Generale di Programmazione, Coordinamento e Controllo degli atti del C.F.V.A.. In detto registro è trascritta la totalità degli automezzi immatricolati C.F.V.A. in dotazione al Corpo Forestale e di V.A.
2. Il registro automobilistico riporta per ogni veicolo trascritto tutti i dati contenuti nel foglio matricolare, il numero di targa e la data di immatricolazione.
3. L'Ufficio Automezzi provvede al rilascio della carta di circolazione che dovrà essere esibita agli organi preposti al controllo ogni qualvolta richiesto.
4. Unitamente alla carta di circolazione e delle targhe di riconoscimento, viene consegnato il tagliando di assicurazione R.C..
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati tre emendamenti, di cui uno, il numero 11 è stato ritirato. Se dia lettura dei restanti emendamenti.
PIRAS, Segretario:
PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.
ONIDA (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente. Si danno per illustrati.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della commissione ha facoltà di parlare il consigliere Ferrari.
FERRARI (Progr. S.F.D.), relatore. Il relatore è favorevole.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione l'emendamento numero 16. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 12. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 16. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 17.
PIRAS, Segretario:
Art. 17
Verifiche periodiche
1. Il medesimo Servizio Generale provvede alle verifiche periodiche di idoneità dei veicoli in dotazione al Corpo Forestale e di V.A..
2. I veicoli di cui al comma 1 sono soggetti a verifica tecnica periodica secondo le seguenti modalità :
a) veicoli con peso totale a terra superiore alle 3,5 tonnellate : ogni anno ;
b) veicoli con peso totale a terra inferiore alle 3,5 tonnellate : ogni 5 anni. A tal fine potranno essere organizzati collaudi presso sedi dei Coordinamento del Servizio Ispettorati Ripartimentali del Corpo Forestale e di V.A. previa richiesta scritta all'Ufficio Automezzi del Coordinamento di Servizio Generale suddetto.
2. Le verifiche tecniche di cui al presente articolo possono essere effettuate sia dal personale dipendente dall'Amministrazione regionale - Autoreparto, sia tramite personale esterno tecnico.
3. Di ogni veicolo verificato dovrà essere redatto apposito verbale di collaudo o relazione sostitutiva con indicazione dei controlli effettuati.
4. L'inosservanza delle scadenze previste per le revisioni periodiche comporta il ritiro della carta di circolazione.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
PIRAS, Segretario:
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento ha facoltà di illustrarlo.
ONIDA (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione ha facoltà di parlare il consigliere Ferrari.
FERRARI (Progr. S.F.D.), relatore. Il relatore è favorevole.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 13. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 17. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura della pagina esterna del modello FVA./1
PIRAS, Segretario:
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione la pagina esterna del modello FVA/1. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura delle pagine interne 1 e 2 del modello FVA/1.
PIRAS, Segretario:
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione le pagine interne 1 e 2 del modello FVA/1. Chi le approva alzi la mano.
(Sono approvate)
Si dia lettura delle pagine interne 3 e 4 del modello FVA/1.
PIRAS, Segretario:
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione le pagine interne 3 e 4 del modello FVA/1. Chi le approva alzi la mano.
(Sono approvate)
Si dia lettura delle pagine interne 5, 6 e 7 del modello FVA/1.
PIRAS, Segretario:
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione le pagine interne 5, 6 e 7 del modello FVA/1. Chi le approva alzi la mano.
(Sono approvate)
Si dia lettura del modello FVA/2.
PIRAS, Segretario:
(Segue lettura)
Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione il modello FVA/2, Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura del modello FVA/3.
PIRAS, Segretario:
(Segue lettura)
Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione il modello FVA/3. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura del modello FVA/5.
PIRAS, Segretario:
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Al modello FVA/5 è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
PIRAS, Segretario:
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento ha facoltà di illustrarlo.
ONIDA (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione ha facoltà di parlare il consigliere Ferrari.
FERRARI (Progr. S.F.D.), relatore. Il relatore è favorevole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az:). Io non riesco a capire, considerato che sembrano identiche, quelle della proposta originaria e quella dell'emendamento. Quindi vorrei capire dove sta la differenza.
ONIDA (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente. Gli uffici mi dicono che sono state sostituite le targhe di riconoscimento che costituiscono l'allegato FVA/5 del regolamento, perché mancanti delle didascalie esplicative dei diversi tipi di targhe che devono essere adottate.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare metto in votazione l'emendamento numero 14. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione il modello FVA/5. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura del modello FVA/6.
PIRAS, Segretario:
(Segue lettura)
PRESIDENTE. A questo modello è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
PIRAS, Segretario:
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento ha facoltà di illustrarlo.
ONIDA (Popolari), Assessore della difesa dell'ambiente. E' stato eliminato l'allegato in oggetto perché contiene un'inutile, errato e obsoleto elenco dei mezzi in dotazione.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione ha facoltà di parlare il consigliere Ferrari.
FERRARI (Progr. S.F.D.), relatore. Il relatore è favorevole.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di regolamento numero 12.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CARLONI - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - LADU - LIORI - LOCCI - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - NIZZI - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Marco Fabrizio - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Si sono astenuti i consiglieri: BIANCAREDDU - FANTOLA.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 60
votanti 58
astenuti 2
maggioranza 30
favorevoli 58
(Il Consiglio approva)
Convoco una brevissima Conferenza dei Capigruppo. La seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 13 e 07, viene ripresa alle ore 13 e 16.)
PRESIDENTE. Comunico che la Conferenza dei Capigruppo ha deciso di riprendere i lavori alle ore 16 e 30 con l'esame della proposta di legge numero 178, Falconi e più, relativa alle comunità montane.
La seduta è tolta alle ore 13 e 17.
Allegati seduta
Testo delle interpellanze, interrogazioni e mozioni annunziate in apertura di seduta
Interpellanza Vassallo - Montis - Concas sul decreto dell'Assessore della difesa dell'ambiente che disciplina la pesca sciabica.
I sottoscritti,
PRESO ATTO della dilagante protesta di una grande parte della marineria isolana contro il decreto assessoriale che disciplina la pesca a sciabica, in quanto ritenuta fortemente lesiva per gli interessi generali della categoria;
CONSIDERATE legittime le preoccupazioni espresse, soprattutto in riferimento all'impoverimento del patrimonio ittico che tale pratica comporterebbe;
ACCERTATO che tale pratica, se non sospesa, può generare ancora più forti tensioni tra chi opera tale tipo di pesca e chi difende il patrimonio ittico, questi ultimi giustamente preoccupati delle carenze future che la pesca sciabica produrrebbe,
chiede di interpellare l'Assessore della difesa dell'Ambiente per sapere se non ritenga opportuno sospendere il decreto incriminato ed attivare un immediato incontro con le marinerie interessate, al fine di individuare soluzioni più idonee alle esigenze generali del settore pesca. (380)
Interpellanza Casu - Pittalis - Oppia - Nizzi - Marracini sulla Società GREENSAR S.p.A. di Oristano.
I sottoscritti,
CONSIDERATA la grave situazione di disagio dei dipendenti della GREENSAR S.p.A. - società dell'agro - alimentare operante ad Oristano - a causa della mancata corresponsione dei salari per un periodo abbastanza lungo (circa 10 mensilità);
TENUTO CONTO che gli stessi dipendenti rischiano tutti di perdere il posto di lavoro a causa dell'inattività della società;
CONSTATATO che la società costituisce la prima pietra della costruzione dell'agro - alimentare - industriale dell'oristanese, attività economica di cui il territorio non può fare a meno in quanto l'economia locale è fortemente caratterizzata dalle produzioni agricole;
RILEVATO, pertanto, che la chiusura di questa attività produrrebbe un enorme danno ai dipendenti, alle loro famiglie e a tutta la produzione ortofrutticola della zona;
PRESO ATTO che questa serrata costituirebbe, inoltre, il tradimento dell'impegno assunto dalla Regione per la creazione del polo agro - alimentare oristanese;
OSSERVATO che la Regione è, tramite la SIPAS, partecipe del capitale azionario della GREENSAR S.p.A.,
chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e gli Assessori competenti per conoscere:
1) quali sono le iniziative che intendano adottare per salvare e potenziare l'industria agro - alimentare;
2) qual è la posizione finanziaria della SIPAS, che oltre ad essere socia della GREENSAR S.p.A. è anche creditore della stessa e forse anche dei soci privati;
3) quali sono i provvedimenti che l'Assessore dell'industria e l'Assessore dell'agricoltura intendano adottare al fine di rendere operativa l'industria del settore in parola, che è l'unica attività di trasformazione e conservazione (unita alla lavorazione del riso che sta per realizzarsi). (381)
INTERPELLANZA VASSALLO - CONCAS - MONTIS sulla mancata presentazione da parte della Giunta regionale del disegno di legge collegato alla finanziaria '97 atto ad attuare quanto sottoscritto nel protocollo d'intesa del 30 settembre 1996.
I sottoscritti,
CONSIDERATO CHE:
u il 1° febbraio 1997 il Consiglio regionale della Sardegna ha approvato l'ordine del giorno firmato VASSALLO, SCANO, PITTALIS, GIAGU, MASALA, DETTORI Bruno BALIA, AMADU, MONTIS, BONESU, ARESU, CONCAS, CUGINI, DIANA, FEDERICI,FRAU, FOIS Paolo, FOIS Pietro, LA ROSA, LORENZONI, MILIA NIZZI, OBINO, OPPIA, SANNA NIVOLI, SANNA Salvatore, SASSU, USAI Pietro sull'attuazione del protocollo d'intesa per la reindustrializzazione dell'area di crisi del sassarese;
u il Consiglio regionale ha impegnato la Giunta regionale a presentare entro sessanta giorni un apposito disegno di legge collegato alla finanziaria 1997 atto ad attuare quanto sottoscritto nel protocollo d'intesa del 30 settembre 1996 e a destinare, per la parte di competenza regionale, gli strumenti finanziari corrispondenti al processo di reindustrializzazione dell'area in questione;
PRESO ATTO che i 60 giorni sono scaduti e a tutt'oggi la Giunta regionale non ha provveduto in merito come previsto dall'ordine del giorno succitato,
chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale per conoscere quali ragioni gli abbiano impedito di rispettare tali impegni e se intenda presentare in tempi brevi il disegno di legge annunciato per favorire il processo di reindustrializzazione dell'area di crisi del sassarese. (382)
Interpellanza Montis sulla chiusura dell'impianto di distribuzione di carburanti di Ovodda.
Il sottoscritto,
PREMESSO che nel momento in cui si registra in Sardegna la più grave crisi economica e sociale dal dopoguerra soprattutto per le popolazioni dei comuni dell'interno, colpite dalla disoccupazione, dalla riduzione dei redditi in settori una volta produttivi e remunerativi quali quelli agricoli e pastorali, dallo spopolamento al quale si aggiunge la soppressione di una parte del servizio scolastico, dei trasporti e quant'altro rappresenti fattore di civile assetto comunale;
APPRESO CHE:
- il 13 ottobre 1977 il Comune di Ovodda otteneva con decreto del Prefetto di Nuoro, l'autorizzazione ad installare un impianto per la distribuzione di carburanti per un periodo di 18 anni;
- lo stesso impianto venne assegnato in qualità di gestore comodatario al Sig. Antonio Mattu, proprietario dell'area sulla quale è situato l'impianto;
- il diritto di superficie e di sottosuolo di tale area è stato ceduto al Comune di Ovodda con la presupposizione che la gestione sarebbe stata affidata al gestore di cui sopra;
- nel 1997 il Comune di Ovodda (divenuto proprietario dell'impianto) non ha provveduto a rinnovare la concessione e a causa di questo in data 8 gennaio 1997 è stata intimata la chiusura, senza neanche il preavviso prescritto dal contratto, nonostante poi la concessione sia stata rinnovata dal Commissario prefettizio, a tutt'oggi l'impianto è ancora chiuso e la gestione spettante al Sig. Mattu non è stata ancora rinnovata,
chiede di interpellare gli Assessori regionali dell'industria e del turismo per sapere come intendano intervenire al fine di ripristinare la funzionalità di un servizio pubblico di rilevante importanza non solo per il comune interessato ma anche per i comuni limitrofi con le conseguenti ricadute negative per la popolazione e per le attività economiche del territorio interessato. (383)
Interpellanza Casu - Pittalis sulla mancata messa in funzione della diga sul Tirso.
I sottoscritti,
PREMESSO che la nuova diga sul Tirso è stata già da tempo inaugurata alla presenza del Capo dello Stato, del Presidente del Consiglio regionale e del Presidente della Giunta regionale, ma non si parla - anzi le autorità regionali evitano qualsiasi pronunciamento - della messa in funzione della stessa diga;
CONSIDERATO che, con l'entrata in funzione della nuova diga sul Tirso si giuoca una carta molto importante, decisiva circa lo sviluppo economico di tutto il Campidano di Oristano al quale è interessata la maggior parte della popolazione della Provincia;
RILEVATO che detta diga costituisce il più grande investimento operato dal potere pubblico, nella provincia di Oristano: sono state spese, per la costruzione, svariate centinaia di miliardi;
RITENUTO che non si debba dimostrare, tutti i sardi lo sanno, il fatto che la siccità costituisce una gravissima piaga per la terra sarda per cui la raccolta delle acque nella diga, considerata la grave precarietà dell'attuale sbarramento, costituisce un fatto non più procrastinabile;
CONSTATATO che anche quest'anno, nonostante le abbondantissime piogge cadute nell'autunno 1996, la siccità ha fatto tremare le imprese agricole e di allevamento della provincia;
OSSERVATO che, ogni cittadino un po' attento lo sa, senza la raccolta delle acque, la piana di Oristano appare come un grande corpo senza polmoni. Per i cittadini di tutta la provincia di Oristano, la diga ed il lago che essa consentirà di formare, costituiranno il primo presupposto per parlare di sviluppo economico serio e programmato;
PRESO ATTO che non si può parlare razionalmente di polo dell'industria agroalimentare senza la sicurezza di poter fornire agli agricoltori l'acqua necessaria per portare a maturazione le loro colture e, altresì, non si può programmare seriamente una produzione risicola capace di soddisfare le esigenze di mercato; non si dimentichi che il riso prodotto nell'oristanese è da annoverare tra i migliori risi da seme prodotti in Italia che le rese unitarie raggiungono in media 60-70 quintali per ettaro con delle punte che superano i 100 quintali;
CONSTATATO altresì che è veramente cosa triste sapere che i produttori di riso, di carciofi, di ortaggi in genere e gli allevatori non possano programmare proficuamente l'attività aziendale perché non sanno se avranno o no l'acqua a disposizione;
chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dei lavori pubblici per sapere:
1) per quale motivo l'inaugurazione della diga sia rimasto un fatto puramente simbolico al quale non è stato dato un seguito mediante la reale utilizzazione attraverso la raccolta delle acque nel momento in cui le piogge sono abbondanti per redistribuirle quando non piove;
2) come mai 1'ENEL non rimuove i vecchi impianti esistenti nel vecchio sbarramento in modo da consentire in tempi rapidissimi il completamento dei lavori preparatori per la raccolta delle acque:
3) quale azione l'Assessore dei lavori pubblici ha esercitato allo scopo di rendere disponibile la diga per la raccolta delle acque;
4) quale azione l'Assessore dei lavori pubblici di concerto col Presidente della Giunta regionale, e se è necessario con l'intera Giunta, intendano intraprendere per consentire l'utilizzazione effettiva della diga essendo a conoscenza del fatto che la raccolta delle acque è un fatto cosi vitale per l'oristanese che non può ammettere altri ritardi. (384)
Interpellanza Sassu - Balia - Berria - Cherchi - Dettori Ivana - Falconi - Ghirra - Cucca - Usai Pietro sulla situazione della Cooperativa Cooptex 84 di Ottana.
I sottoscritti,
PREMESSO CHE:
1) in attuazione di un accordo ENICHEM e organizzazioni sindacali relativo ad un piano di risanamento dello stabilimento ENICHEM - fibre di Ottana, un nucleo di 32 operai specializzati, per i quali non si poneva il problema del licenziamento, costituirono, con atto del 6 aprile 1984, la Società Cooperativa Cooptex 84 per operare nel campo della trasformazione della fibra acrilica;
2) tale accordo prevedeva la creazione di attività aziendali autonome ed economicamente valide ed impegnava l'ENICHEM - fibre a trasmettere gli ordini di lavorazione trasferendo la materia prima, che proveniva dagli stabilimenti di Ottana, e in seguito di Portotorres, determinandone quantità e caratteristiche;
3) su sollecitazione e sotto il controllo dell'ENICHEM, che prospettava un continuo sviluppo nel settore delle fibre, nel corso degli anni la Cooperativa ha provveduto a migliorare le proprie potenzialità tecniche, provvedendo a riorganizzare e a rendere più adeguati i propri sistemi di trasformazione ed assumendo al lavoro altri 15 giovani;
CONSIDERATO che tali previsioni e tali accordi sono stati clamorosamente disattesi dall'ENICHEM tanto da far cadere la Cooperativa Cooptex 84, a partire dal 1993, in una crisi economica e finanziaria gravissima e senza offrire alcuna garanzia per il futuro occupativo dei lavoratori;
ACCERTATO, con preoccupazione, che:
1) la Cooperativa Cooptex 84 si trova oggi gravemente esposta con il sistema bancario, a causa degli investimenti, anche recenti, fatti per migliorare le capacità produttive e a causa delle mancate commesse da parte dell'ENICHEM;
2) pur in assenza di attività, per la Cooperativa rimane l'onere di 120 milioni annui, dovuti all'ENICHEM come canone di locazione;
3) dall'insolvenza della società deriverà, per la Cooperativa, il fallimento e, per i singoli soci, oltre alla perdita dell'occupazione, la perdita finanziaria del capitale sociale (comprendente le liquidazioni maturate dai lavoratori presso l'ENICHEM) e di ulteriori 80 milioni dovuti per le fideiussioni personali prestate;
4) alla copertura di tali esposizioni bancarie non si potrà provvedere con la vendita dei macchinari, acquistati recentemente con investimenti di circa 3.500.000.000 e valutati dall'ENICHEM per soli 400.000.000;
VENUTI a conoscenzadel fatto che i soci della Cooperativa hanno deciso di denunciare l'ENICHEM per le responsabilità oggettive di questa grave situazione,
chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dell'industria per sapere se, considerando che la via giudiziaria porterà a soluzioni molto lontane nel tempo che non potranno evitare quindi il fallimento della società, non ritengano indispensabile e urgente adoperarsi:
1) perché si realizzi una soluzione concordata che eviti alla ENICHEM di essere chiamata in giudizio e alla società cooperativa il fallimento;
2) perché si mettano in campo tutte quelle iniziative ritenute utili per aiutare i lavoratori a superare le difficoltà segnalate ed in particolare per sostenerli nella difficile battaglia per la conservazione del posto di lavoro. (385)
Interpellanza Vassallo - Montis - Concas sulla soppressione di due classi del Liceo Ginnasio di Bonorva.
I sottoscritti
VISTO CHE:
u è stato posto in essere il provvedimento di soppressione della IV Ginnasio e della I Liceo del Liceo Classico di Bonorva;
u il Liceo Classico di Bonorva è una sede staccata di Ozieri e comprende un solo corso per ciascuna classe, rappresenta l'unica opportunità, dei diversi Comuni del Meilogu, di poter frequentare un istituto superiore ad indirizzo classico;
CONSIDERATO CHE:
u le amministrazioni comunali cercano da anni di costruire occasioni di sviluppo, che consentano un'inversione di tendenza allo spopolamento dei paesi;
u la soppressione del servizio scolastico, localizzato in un Comune che è anche sede di Comunità Montana, incrementerebbe invece tale fenomeno;
u l'Amministrazione Comunale di Bonorva non è mai stata informata del rischio di chiusura della I Liceo, mentre per la IV Ginnasio era stato assicurato che il numero di alunni iscritti avrebbe consentito la regolare istituzione della classe;
u la soppressione delle due classi è stata effettuata dieci giorni prima dell'inizio regolare delle lezioni;
chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore della pubblica istruzione per sapere:
1) se intendano accettare la soppressione delle classi suindicate, negando casi un diritto inviolabile sancito dalla stessa Costituzione, quale appunto l'istruzione;
2) se intendano avviare delle iniziative, in deroga ad una legge che è applicata con le sole regole dei numeri, ignorando l'influenza che questa avrebbe sulle problematiche territoriali che in questo caso sono già in una crisi economica e sociale gravissima. (386)
Interpellanza Fois Paolo - Obino - Sassu sulla soppressione di alcune classi nel Liceo classico di Bonorva.
I sottoscritti,
PRESO ATTO con viva preoccupazione dell'improvviso provvedimento con cui i competenti organi scolastici hanno dato notizia della soppressione, nel Liceo classico di Bonorva, della IV Ginnasio e della I^ Liceo;
OSSERVATO che tale provvedimento è stato adottato nel quadro delle "misure di riorganizzazione" previste dal Decreto ministeriale del 15 marzo 1997, che in Sardegna si sono tradotte in una serie di intollerabili tagli in una rete scolastica già poco idonea, per le particolari caratteristiche dell'Isola, ad assicurare un pieno e reale esercizio del diritto allo studio;
RILEVATO peraltro che molti dei provvedimenti di soppressione adottati nelle diverse province dell'Isola sono stati successivamente revocati o modificati, a seguito della ferma protesta delle amministrazioni locali e delle popolazioni interessate;
CONSTATATO al riguardo che di regola la revoca della soppressione è maturata sulla base di una corretta applicazione del Decreto, che espressamente riconosce come nella riorganizzazione della rete scolastica si debba tener conto, oltreché delle specifiche caratteristiche del bacino d'utenza di ciascuna sede scolastica, della distanza dalle scuole più vicine, delle comunicazioni, dei tempi di percorrenza e dell'età degli alunni;
SOTTOLINEATE le evidenti particolarità che la soppressione delle due classi nel Liceo di Bonorva presenta, essendo stato il contestato provvedimento adottato quando l'anno scolastico anche in quelle classi aveva avuto regolare inizio, con un conseguente ben maggiore disagio per gli alunni e le loro famiglie;
RICHIAMATA l'attenzione sulla circostanza che, stante tale peculiarità, i competenti organi scolastici avrebbero dovuto assicurare con particolare cura la necessaria concertazione con gli enti locali competenti per territorio, così come il Decreto espressamente prevede;
RIBADITA, alla luce di queste considerazioni, la più totale solidarietà con la giustificata e ferma opposizione delle amministrazioni locali e delle popolazioni del Meilogu al provvedimento di soppressione, esplicitata con determinazione dall'ordine del giorno approvato all'unanimità del Consiglio comunale di Bonorva il 22 settembre scorso,
chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport al fine di conoscere:
1) quali passi abbiano già compiuto, e quali ulteriori iniziative intendano intraprendere presso le competenti autorità scolastiche ai fini di una applicazione del Decreto ministeriale 15 marzo 1997 da assicurare non soltanto sulla base di numeri e di tabelle, ma anche, e soprattutto, alla luce delle specifiche esigenze dei diversi ambiti territoriali;
2) se siano già intervenuti presso il Ministero della pubblica istruzione per sollecitare da quest'ultimo opportune e urgenti direttive alle competenti autorità scolastiche, ai fini di una più corretta interpretazione del Decreto ministeriale in questione,
3) se abbiano già provveduto a richiedere ai Provveditori agli studi delle province sarde un quadro di insieme dello stato di attuazione del Decreto del 15 marzo, con particolare riferimento sia alle misure di soppressione di classi o istituti scolastici, si ai successivi provvedimenti di revoca o di modifica delle misure suddette. (387)
Interpellanza Bonesu sulla dismissione delle strutture carcerarie nell'isola dell'Asinara
Il sottoscritto,
PREMESSO CHE:
u il decreto legge 23 ottobre 1996 n. 553 (Disposizione in tema di incompatibilità dei magistrati e di proroga dell'utilizzazione per finalità di detenzione degli istituti penitenziari di Pianosa e dell'Asinara), convertito con Legge 23 dicembre 1996 n. 652, modificando il D.L. 1° settembre 1992 n. 369, all'art. 6 afferma: "L'utilizzazione per finalità di detenzione, degli istituti penitenziari di Pianosa e dell'Asinara, ristrutturati in esecuzione del presente decreto, ha carattere provvisorio, e cessa, anche gradualmente in relazione alla realizzazione del Parco Nazionale dell'Asinara, improrogabilmente non oltre il 31 ottobre 1997";
u si è appreso che durante la Conferenza di servizio del 9 settembre u.s. sarebbe emersa, su proposta della Regione " di condividere con il Ministero di Grazia e Giustizia, seppur con diverse funzioni, la nuova fase di vita e di utilizzo dell'Isola dell'Asinara"; dovrebbe cioè convivere col Parco una struttura carceraria "leggera";
u la proposta afferma che ciò dovrebbe avvenire nell'interesse generale non solo di tutela di un patrimonio naturalistico, e che tale patrimonio si è preservato grazie alla presenza delle finalità carcerarie nell'Isola"; sono affermazioni gravi. Se per tutelare il patrimonio naturalistico occorrono carceri perché non istituirne qualcuno, più o meno leggero, anche nel Gennargentu o sui Sette Fratelli? E occorre valutare se altre strutture "leggere" possano contribuire a tutelare la natura come fa la base nucleare nel Parco della Maddalena;
u sta di fatto che le strutture carcerarie, unico intervento antropico sull'isola dell'Asinara, sono interamente responsabili dello stato di grave degrado e desertificazione in cui versa l'Isola;
u la presenza di discariche abusive e di scarichi non autorizzati, il ridursi progressivo del mantello di vegetazione evoluta, il dilagare di specie faunistiche distruttive degli equilibri biologici come i cinghiali, fra l'altro incrociati con suini domestici, l'assenza di qualsiasi intervento atto a spegnere gli incendi che si sono ripetutamente verificati negli ultimi anni, sono il frutto di una gestione caratterizzata dal cattivo uso del territorio;
u l'unico intervento per il ripristino ambientale è stato il cantiere di forestazione dell'Amministrazione regionale, che deve spendere proprie risorse per riparare i danni causati dallo Stato;
u non si venga a dire che la presenza di un carcere assicura la vigilanza dell'Isola. Solo se si ha la visione dei parchi come di qualcosa di chiuso, simili appunto a carceri, dove sia vietato a chi sta dentro di uscire e a chi sta fuori di entrare, si può sostenere simile tesi. Non si vede come la Polizia Penitenziaria, che ha compiti non propriamente naturalistici, possa svolgere il compiti di tutela del Parco meglio di un corpo specializzato come il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale;
u se poi la vigilanza consiste nel mandare qualche motovedetta lungo le coste dell'Isola riteniamo che la Guardia Costiera, la Guardia di Finanza, la Polizia di Stato e i Carabinieri abbiano la professionalità e la capacità operativa per svolgere tale compito nel quadro dei loro servizi di istituto, ovviamente ove la Giunta non voglia porre rimedio alle deficienze nel servizio marittimo del Corpo Forestale, più volte segnalate da consiglieri regionali;
u non si vede poi perché, se si ritiene che non siano fattibili altre soluzioni, non si pensi di acquisire al Corpo Forestale, o all'Ente Parco, i mezzi e gli uomini della Polizia Penitenziaria attualmente in servizio all'Asinara;
u ciò considerato non si capisce quale sia "l'interesse generale" a perseguire soluzioni contrarie alla lettera ed allo spirito della legge, buttando al vento il duro lavoro dei parlamentari sardi, a meno che si ritenga interesse generale" la volontà del Ministero di Grazia e Giustizia di eludere il dettato dell'art. 14 dello Statuto regionale. La chiusura del carcere porterebbe al trasferimento della proprietà dell'isola dallo Stato alla Regione. Forse è proprio quello che non si vuole. Se la proprietà resta allo Stato sarà sempre possibile nel futuro una utilizzazione per esigenze carcerarie, militari, ecc., senza che costituisca ostacolo la normativa del Parco e soprattutto la presenza delle istituzioni regionali e dei cittadini sardi, che da oltre un secolo sono stati esclusi da una parte del loro territorio;
TUTTO CIÒ PREMESSO il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente della Giunta regionale per sapere se tali elementi siano stati valutati e se intenda svolgere attività nel, e per, il rispetto delle leggi e la tutela degli interessi della Sardegna. (388)
Interrogazione Frau, con richiesta di risposta scritta, sul carbondotto di Porto Torres.
Il sottoscritto,
PREMESSO CHE:
I. alcuni giorni or sono il Sindaco di Porto Torres ha dichiarato decaduta la licenza dell'ENEL per la costruzione del carbondotto;
II. l'ENEL a sua volta ha dichiarato che i lavori a Fiume Santo sono stati autorizzati con decreto del Governo nazionale e pertanto senza bisogno di alcuna concessione da parte del Comune;
III. il decreto governativo va a cozzare con gli impegni assunti per la metanizzazione della Sardegna e con le richieste delle popolazioni del territorio che - a stragrande maggioranza - hanno detto no al carbone da bruciare a Fiume Santo,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dell'industria per sapere:
1) se siano a conoscenza del decreto governativo con il quale l'ENEL è stato autorizzato al completamento del carbondotto finalizzato all'uso del carbone;
2) se questo non sia un passo indietro sia rispetto alle richieste delle popolazioni interessate, non più disponibili affinché si bruci carbone nei gruppi 3 e 4 della termocentrale di Fiume Santo, che alle promesse sulla metanizzazione della Sardegna e sulla necessità dell'uso del metano anche a Fiume Santo;
3) se in tutto questo rimpallarsi di responsabilità e nonostante le assicurazioni del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri secondo il quale "non c'è stato nessun passo indietro e che le intese per la metanizzazione della Sardegna sono tutte confermate", alla fin fine non abbia ragione il Presidente dell'ENI Guglielmo Moscato secondo il quale "è ancora alla fase di studio di fattibilità il progetto per portare il metano in Sardegna";
4) se, pertanto, la tanto reclamizzata metanizzazione della Sardegna non sia solamente una delle tante promesse elettorali che ciclicamente vengono propinate ai sardi. (831)
Interrogazione Frau, con richiesta di risposta scritta, sul ridimensionamento della sezione decentrata per l'impiego ed il collocamento agricolo di Bono.
Il sottoscritto,
PREMESSO CHE:
a) con decreto n. 17/89 del Direttore provinciale del lavoro e della massima occupazione di Sassari veniva istituita - nel rispetto del D.M. 22 marzo 1988,pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n°133 dell'8 giugno 1988 e della delibera della commissione regionale per l'impiego e per il collocamento in agricoltura di Ozieri - la sezione decentrata e recapito periodico di Bono, il cui ambito territoriale comprende i comuni di Bono, Anela, Benetutti, Burgos, Bottida, Esporlatu, Illorai e Nule;
b) la sezione decentrata per l'impiego e collocamento agricolo di Bono ha svolto e svolge un servizio fondamentale nei confronti dei lavoratori del territorio rappresentando perciò un riferimento importante per i non occupati del Goceano,il cui tasso di disoccupazione è tra i più elevati della provincia di Sassari;
c) i collegamenti ed i trasporti con la sede circoscrizionale di Ozieri risultano essere carenti, difficoltosi e precari;
d) con decisione del 5 agosto 1997 la Direzione provinciale del lavoro e della massima occupazione di Sassari ha disposto il trasferimento degli impiegati della sezione decentrata di Bono a quella circoscrizionale di Ozieri,con le conseguenti gravi ripercussioni sul funzionamento della sede di Bono e quindi di tutto il Goceano;
e) tale decisione è stata assunta nonostante la Commissione Regionale per l'impiego della Sardegna, nella seduta del 24 luglio 1997, avesse chiesto alla unanimità alla direzione provinciale del lavoro di non procedere a modifiche dell'assetto funzionale e territoriale,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore del lavoro per conoscere quali urgenti provvedimenti intendano adottare per la difesa di un servizio di primaria importanza per le popolazioni del Goceano, al fine di scongiurare il grave ridimensionamento della sezione decentrata del comune di Bono. (832)
Interrogazione Vassallo - Concas - Montis, con richiesta di risposta scritta, sul fallimento del Consorzio Cooperativo CONSACORI.
I sottoscritti,
VERIFICATO che a causa della procedura fallimentare che coinvolge il Consorzio Cooperativo CONSACORI gli agricoltori della Nurra sono impossibilitati ad essiccare e stoccare migliaia di quintali di mais;
ACCERTATO che tale fatto, se non risolto, può pregiudicare irrimediabilmente le sorti di diverse aziende, già fortemente penalizzate dalla insufficiente capacità irrigua e dalle pesanti esposizioni con le banche;
CONSIDERATA l'importanza fondamentale, per l'economia agricola di questa parte del territorio isolano, della possibilità di utilizzare gli impianti di stoccaggio ed essiccazione dell'ex CONSACORI,
chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessora dell'agricoltura e riforma agro - pastorale per conoscere se non ritengano opportuno:
1) intervenire con urgenza presso il curatore fallimentare al fine di richiedere l'utilizzo degli impianti succitati;
2) convocare un incontro con gli operatori del settore e delle loro organizzazioni per individuare la forma ottimale di gestione dell'impianto di stoccaggio. (833)
Interrogazione Usai Pietro - Sanna Salvatore - Zucca, con richiesta di risposta scritta, sulle proteste conseguenti all'autorizzazione della pesca "a sciabica".
I sottoscritti,
PREMESSO che l'esercizio della pesca a sciabica sta creando tensioni sociali in diverse località e tra le diverse marinerie, chiedono di interrogare l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente per sapere:
u se non intenda revocare immediatamente i decreti autorizzativi per la suddetta modalità di pesca;
u se non ritenga utile e opportuno verificare se tale modalità di pesca sia stata attuata anche nel tratto di mare tra Caprera e Cannigione, nelle acque, cioè, di un parco nazionale. (834)
Interrogazione Cadoni, con richiesta di risposta scritta, sugli incidenti stradali all'altezza del Centro regionale di formazione professionale di Bosa.
Il sottoscritto,
RICHIAMATA l'interrogazione n. 793 dell'8 luglio 1997;
CONSTATATO che l'impresa, nel transennamento del cantiere all'altezza dell'incrocio della via Lamarmora angolo via Azuni, ha incorporato all'interno dello stesso parte del marciapiede pubblico nascondendo di fatto la presenza di un segnale di STOP;
CONSIDERATO che, a seguito di questo evento, lo stesso incrocio è teatro giornaliero di incidenti stradali con ulteriore aggravamento degli altri inconvenienti denunciati nell'interrogazione richiamata,
chiede di interrogare l'Assessore regionale del lavoro per sapere quale grave evento debba verificarsi affinché vengano presi nella giusta considerazione i fatti denunciati nella presente e nella precedente interrogazione. (835)
Interrogazione Locci, con richiesta di risposta scritta, sulla gestione della residenza sanitaria assistita di Santadi.
Il sottoscritto,
PREMESSO CHE:
u il Comune di Santadi ha dichiarato la propria disponibilità a mettere a disposizione della ASL 7 di Carbonia in comodato d'uso gratuito una struttura al fine di realizzare una residenza sanitaria assistita per l'assistenza sanitaria agli anziani in stato di grave difficoltà fisica e psichica;
u successivamente, in seguito ai rilievi mossi dal Cocico di Iglesias, il medesimo Comune ha confermato la sua volontà di mettere a disposizione della ASL n. 7 una struttura, non più in comodato ma in locazione, senza determinare l'entità del canone;
u la ASL n.7 ha altresì proposto all'AIAS di Cagliari il coinvolgimento di quest'ultima nella realizzazione della RSA di Santadi, includendo nella stessa anche i malati di mente dimessi dagli ex ospedali psichiatrici di Cagliari e Sassari;
u le motivazioni di tale scelta risiederebbero "sia nelle garanzie che 1'AIAS può mettere in campo in un settore di attività tradizionalmente e positivamente legato alla sua attività di istituto e sia nelle difficoltà dell'ASL di far fronte in termini di totale autonomia";
RILEVATO che nei compiti di istituto dell'AIAS, ad avviso dell'interrogante, non rientra specificamente l'assistenza sanitaria degli anziani nè dei malati di mente dimessi dagli ex ospedali psichiatrici;
RILEVATO ancora che esistono in Sardegna diverse organizzazioni anche cooperativistiche provviste di ottime professionalità idonee a prestare adeguata assistenza ai degenti della RSA;
chiede di interrogare l'Assessore della sanità per sapere:
u se non ritenga di predisporre urgentemente direttive specifiche in ordine alla costituzione delle RSA in Sardegna;
u se, nelle more, abbia comunque verificato la presenza in Sardegna di organizzazioni, strutture, presidii specializzati nella accoglienza, nella cura e nella assistenza dei malati dimessi dagli ex ospedali psichiatrici;
u quali provvedimenti abbia predisposto od intenda predisporre l'Assessore per rimuovere la condizione di "non autosufficienza" della ASL n. 7 di Carbonia, condizione determinata da gravi carenze nel fornire risposta assistenziale "in luogo";
u se non ritenga di dover richiedere al comune di Santadi chiarimenti in ordine ai criteri con i quali dovrà essere determinato l'ammontare del canone di locazione dei locali destinati alla costituenda RSA;
u se non ritenga comunque opportuno attivare tutte le procedure per affidare tramite gara il servizio di assistenza nelle costituende RSA della Sardegna. (836)
Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sui disagi economici subiti dagli studenti universitari sardi che viaggiano in aereo per motivi di studio.
Il sottoscritto,
PREMESSO che molti studenti universitari sardi che frequentano corsi di laurea non organizzati in Sardegna, per poter accedere a tali corsi e sostenere gli esami, utilizzano prevalentemente il mezzo aereo per spostarsi nella penisola;
CONSIDERATO che, nonostante gli studenti siano una fra le categorie che beneficiano di uno sconto che va dal 40 al 50 per cento del prezzo del biglietto aereo, per usufruire di queste facilitazioni è necessario programmare con largo anticipo le date degli spostamenti al fine di rientrare nei limiti numerici consentiti dagli sconti;
RILEVATO che, spesso, a causa del mutare delle date relative a lezioni e a sessioni d'esame, è impossibile per gli studenti programmare con certezza tali date, con il risultato di trovare quasi sempre indisponibili i posti a tariffa agevolata e di essere costretti a viaggiare pagando l'intera tariffa;
RITENUTO opportuno da parte della Regione cercare di agevolare il già pesante onere delle famiglie che consentono ai propri figli di studiare nella Penisola, studiando una convenzione con le Compagnie aeree che estenda il numero e le possibilità degli sconti sul biglietto,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per sapere se intendano proporre e predisporre una convenzione con le Compagnie aeree, che renda possibile l'estensione del numero delle possibilità di agevolazioni sulle tariffe dei biglietti aerei per la categoria degli studenti universitari che seguono corsi di laurea nella penisola, in modo da sollevare gli studenti e le loro famiglie almeno da una piccola parte del pesante onere economico che già sostengono. (837)
Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di immediata sospensione della pesca a sciabica.
Il sottoscritto,
VISTE le forti proteste, soprattutto nel nord della Sardegna, suscitate dalla concessione di pesca a sciabica
TENUTO CONTO che questo tipo di attività di pesca, oltre ad incalcolabili danni ambientali, determina situazioni di tensione sociale, quali quelle verificatesi ad Arzachena, con conseguenze di ordine pubblico di difficile controllo;
RITENUTO che occorra un immediato intervento al fine di bloccare le citate attività di pesca;
chiede di interrogare l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente per sapere quali iniziative urgenti intende proporre affinchè la Giunta regionale assuma le decisioni più idonee, compresa la sospensione della pesca a sciabica, per evitare ulteriori conseguenze negative. (838)
Interrogazione Sassu - Diana - Dettori Ivana - Zucca, con richiesta di risposta scritta, sulla soppressione del tempo pieno in alcune scuole dell'Isola.
I sottoscritti,
ATTESO che il documento tecnico di supporto e di orientamento sulla gestione degli organici funzionali dei Circoli didattici delle scuole elementari, emanato dal Ministero della pubblica istruzione, prevedeva il mantenimento delle classi a tempo pieno esistenti negli anni precedenti;
ACCERTATO che, a causa di una interpretazione non corretta di tale documento, la sua applicazione da parte di Provveditorati, Direzioni e Amministrazioni comunali ha determinato in alcuni casi la soppressione del tempo pieno e il conseguente trasferimento degli insegnanti;
CONSIDERATO che tutto ciò ha determinato, da un lato, un grave impoverimento degli stimoli culturali in alcune realtà della Sardegna e, dall'altro lato, con il trasferimento di alcuni insegnanti, l'impossibilità di attuare il "modulo", come previsto dalla Legge n. 148 del 1990,
chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per conoscere quali iniziative intendano intraprendere affinché si eliminino le situazioni di disagio sopraddette. (839)
Interrogazione Montis - Vassallo - Concas sulla decisione aziendale della Vitrociset di mettere in mobilitazione i lavoratori.
I sottoscritti,
APPRESO che nel giugno '97 l'azienda elettronica Vitrociset garantiva ancora i posti di lavoro ma al rientro dalla chiusura estiva, il 24 agosto, la direzione ha annunciato la messa in mobilità di 145 lavoratori a livello nazionale, di cui 9 a Macchiareddu e 7 al poligono interforze del Salto di Quirra;
Rilevato che:
u i lavoratori della Vitrocised di Macchiareddu hanno proclamato lo stato di agitazione annunciando diverse ore di sciopero e manifestazioni;
u si ritiene inaccettabile la decisione aziendale e comunque necessaria la presentazione in tempi brevi di un progetto sulle prospettive industriali ed occupazionali per i prossimi anni;
u per l'attività lavorativa dell'azienda succitata non appare accettabile il ridimensionamento in quanto trattasi di un settore che occupa maestranze specializzate che trovano vasto impiego nell'esistenza di numerose basi militari per le quali il Governo sembra persino prevedere l'espansione in zone dell'Isola finora escluse;
chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dell'industria per sollecitare con urgenza un incontro con i lavoratori e le organizzazioni della Vitrociset per illustrare prospettive valide al fine di garantire la continuità lavorativa ed evitare l'indebolimento della struttura produttiva degli stabilimenti di questa importante azienda. (840)
Interrogazione Vassallo - Montis - Concas, con richiesta di risposta scritta, sul deliberato della Commissione Paritetica per l'istituzione dei punti franchi.
I sottoscritti,
PRESA VISIONE del deliberato della Commissione Paritetica sull'istituzione dei punti franchi nella seduta del 4 settembre 1997, ai sensi dell'articolo 56 della Statuto Speciale per la Sardegna approvato con Legge Costituzionale 28 febbraio 1948, n. 3, con il quale si propone al Consiglio regionale di esprimere il proprio assenso approvando il contenuto del testo normativo;
RILEVATO CHE:
- la norma di attuazione dell'articolo 12 dello Statuto Speciale della Regione Sarda, concernente l'istituzione dei punti franchi, appare ambigua e in contrasto con i regolamenti CEE n. 2913/92 e n. 2454/93 in quanto la stessa deve essere preceduta dalla delimitazione territoriale;
- pur considerando un passo in avanti il lavoro della Commissione Paritetica, si ritiene pregiudizievole l'approvazione del testo per un equilibrato sviluppo della nostra Isola, in quanto al punto 1 del deliberato, pur indicando i sei porti, si rileva che solo uno abbia i requisiti previsti dal cap. 3, sezione 1, articolo 162 (delimitazione);
CONSIDERATO CHE:
- non si ravvisano particolari problemi nell'attuazione di tale delimitazione anche per gli altri porti,
- nell'ultima intesa Stato - Regione del 21 aprile 1997 la Giunta regionale si è impegnata, entro tempi ristretti, a produrre le necessarie proposte progettuali corredate di tutti nullaosta ed autorizzazioni di propria competenza,
chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale allo scopo di attivare un immediato intervento al fine di presentare in tempi brevi al Consiglio regionale un testo rielaborato dalla Commissione Paritetica nel quale siano ricomprese le delimitazioni succitate per i porti di Cagliari, Olbia, Oristano, Porto Torres, Portovesme, Arbatax ed in altri porti ed aree industriali ad essi funzionalmente collegate o collegabili. (841)
Interrogazione Fantola, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata regolamentazione regionale delle tariffe per i trattamenti ordinari di emodialisi.
Il sottoscritto,
VISTA la deliberazione della G.R. n. 24/1 del 10 Giugno 1997 con la quale è stato prorogato il tariffario regionale per le prestazioni ospedaliere e sono state emanate disposizioni transitorie per l'esercizio 1996 per il comparto dell'ospedalità privata;
RILEVATO che nella parte motiva della deliberazione è detto che "nella attività di day hospital non sono ricompresi i trattamenti ordinari di emodialisi, ai quali si applicano provvisoriamente le tariffe di cui al D.M. 22 luglio 1996";
RILEVATO ancora che nella parte dispositiva dei "deliberata" viene omessa ogni statuizione sulla remunerazione dei trattamenti ordinari di emodialisi indicata nella parte motiva;
VALUTATO che tale omissione determina confusione e incertezze negli operatori, i quali a distanza di oltre un anno dalla pubblicazione del D.M. 22.07.1996 erogano prestazioni nella indeterminazione delle tariffe per le quali ricevono insufficienti acconti dalle A.S.L. e si trovano, pertanto, costretti a ricorrere al credito bancario con gravosi oneri;
CONSIDERATO che non risulta al sottoscritto che l'Assessore regionale della sanità, nonostante l'esplicito mandato della Giunta, abbia adottato alcun provvedimento attuativo della deliberazione sopra calendata, al fine di consentire alle A.S.L di pagare per intero e con chiarezza le prestazioni ordinarie di emodialisi;
chiede di interrogare l'Assessore regionale della sanità per:
u sapere quale sia, allo stato, il tariffario in vigore per i trattamenti ordinari di emodialisi nelle varie strutture operanti nell'isola, ed in particolare di quanto e per quali motivi i tariffari in vigore si discostino in più o in meno dalla remunerazione prevista per ogni prestazione dal D.M. 22.07.1996;
u conoscere per quali motivi non sono state ancora emanate le disposizioni per l'attuazione, da parte delle A.S.L. della Regione, di quanto contenuto nella deliberazione della Giunta Regionale n. 24/1 del 10.06.97 in relazione ai trattamenti ordinari di emodialisi;
u sapere se, costringendo di fatto strutture operanti nel settore a ricorrere al credito bancario, si sia a conoscenza di come ciò causi una inevitabile lievitazione di costi e quindi un grave danno nella erogazione del servizio di emodialisi. (842)
Interrogazione Pittalis - Nizzi - Balletto - Marracini - Tunis Marco Fabrizio, con richiesta di risposta scritta, sulla decisione della Giunta regionale di procedere all'emissione di un floating rate in collaborazione solo con istituti di credito stranieri.
I sottoscritti,
CONSIDERATO che si ha notizia che la Giunta regionale sia orientata ad avvalersi di una emissione di titoli per una cifra di 800 miliardi di lire;
CONSIDERATO che la Giunta regionale si sarebbe rivolta solo ad istituti finanziari stranieri, senza curarsi di chiedere le condizioni di collaborazione agli istituti bancari italiani;
CONSIDERATO che il meccanismo dell'asta competitiva tra banche italiane ed estere pare in grado di portare i costi ai minimi termini;
CONSIDERATO che non si comprenda, tra 1'altro, per quale motivo non si intenda avvalersi delle alte professionalità italiane;
CONSIDERATO, altresì, che le stese modalità frettolose ed inconsuete della richiesta della Regione suscitano il sospetto che si sia voluto procedere con lo scopo di escludere altri soggetti interessati,
chiedono di interrogare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito, e assetto del territorio per sapere.
1) se corrispondano al vero le notizie di cui sopra;
2) in caso affermativo, per quale motivo si sia inteso procedere all'esclusione degli istituti di credito italiani e quale aggravio di costi comporti tale scelta per le finanze regionali. (843)
Interrogazione Cucca, con richiesta di risposta scritta, sulla chiusura della farmacia nel Comune di Noragugume.
Il sottoscritto,
ACCERTATO che dai primi del mese di luglio nel Comune di Noragugume è stata chiusa la farmacia, in quanto la titolare si è trasferita nel Comune di Sadali;
CONSIDERATO che nonostante l'Assessore regionale della Sanità abbia fatto richiesta ai farmacisti dei comuni viciniori di riaprire la farmacia, a distanza di qualche mese il servizio farmaceutico è ancora chiuso;
VISTO che la popolazione del centro nuorese è composta soprattutto di anziani che attualmente sono costretti a recarsi a Borore e Macomer, con grandi difficoltà dovute alla mancanza di mezzi e dei collegamenti necessari, e che, inoltre, alcuni medicinali non sono immediatamente disponibili per cui è necessario ordinarli e poi ritornare per ritirarli;
chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'igiene e sanità per sapere se non ritenga opportuno un intervento urgente e immediato per sollecitare la definizione in tempi rapidi della nomina del titolare per la sede vacante del comune di Noragugume. (844)
INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla soppressione di due classi del liceo classico di Bonorva.
Il sottoscritto,
PREMESSO CHE:
I. a decorrere dal 20 settembre 1997 sono state soppresse la quarta ginnasio e la prima liceo del Liceo Classico di Bonorva, istituto frequentato da studenti di tutto il Meilogu;
II. questa chiusura del tutto inattesa è avvenuta dopo dieci giorni di lezioni regolari e con l'organico degli insegnanti al completo;
III. molti studenti avevano scelto l'indirizzo di studi "classico" anche perché certi di poter frequentare una scuola presente nel territorio;
IV. tale soppressione ad anno scolastico iniziato non tiene conto che buona parte degli studenti avevano già acquistato i libri di testo, con spese non indifferenti per le loro famiglie;
V. certamente il Provveditore agli Studi di Sassari ha agito in conformità alle tante circolari (spesso fra loro contrastanti) emanate dal Ministero della pubblica istruzione,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per sapere:
1) se siano a conoscenza della soppressione delle due classi del Liceo Classico di Bonorva, la cui chiusura è un danno per tutto il territorio, che verrà impoverito culturalmente;
2) quali passi intendano intraprendere presso il Ministro Berlinguer, affinché la decisione del Provveditore di Sassari venga rivista ridando così agli studenti di Bonorva e di tutto il Meilogu la possibilità di frequentare un corso di studi consono alle loro esigenze culturali.
E' opportuno rimarcare che - se il Ministero dovesse ratificare la soppressione delle due classi - con molta probabilità il Liceo Classico di Bonorva rischia di essere chiuso nel giro di due anni. (845)
Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sulla soppressione di due classi del liceo classico di Bonorva e sull'urgenza di procedere alla revoca del provvedimento.
Il sottoscritto,
PREMESSO che, a dieci giorni di distanza dall'inizio del corrente anno scolastico, il Provveditore agli Studi di Sassari ha deciso la soppressione di due classi (IV ginnasio e I liceo) del liceo classico di Bonorva, sezione staccata di Ozieri;
CONSIDERATO che questa decisione è inaccettabile per le gravi conseguenze che da essa derivano ai tantissimi studenti provenienti da diversi Comuni del Meilogu;
RILEVATO che questo atto negativo rispetto al diritto allo studio e all'istruzione tante volte sbandierato, inquadrato nell'ambito di analoghi provvedimenti che precludono a tanti studenti di altri territori della Provincia di Sassari un preciso diritto costituzionale, è la dimostrazione delle contraddizioni della politica scolastica del Governo cui il Ministro della Pubblica Istruzione Berlinguer non ha posto tempestivamente riparo, dato che le sue direttive sono state ritenute applicabili dal Provveditorato in termini esclusivamente restrittivi e, quindi, penalizzanti rispetto alle reali esigenze della popolazione studentesca;
TENUTO CONTO, altresì, della forte motivazione delle Istituzioni locali in favore del mantenimento delle due classi del liceo classico di Bonorva;
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore della pubblica istruzione per sapere quali provvedimenti urgenti intendono assumere, con iniziative immediate, presso il Ministro della Pubblica Istruzione e il Provveditore agli studi di Sassari al fine di ottenere la revoca della soppressione delle citate classi del liceo classico di Bonorva, interessanti l'intero territorio del Meilogu, nonché la revisione dei tagli operati in altre scuole della Provincia di Sassari. (846)
Interrogazione Frau, con richiesta di risposta scritta, sull'indagine ispettiva sull'ISOLA.
Il sottoscritto,
PREMESSO CHE:
I. si è conclusa l'indagine ispettiva sull'ISOLA(Istituto Sardo Organizzazione Lavoro Artigiano), che ha interessato l'esame delle deliberazioni adottate dal 6 dicembre 1996 al 30 aprile1997;
II. dalla lettura della relazione - sottoscritta dai due ispettori - si evince che l'attività programmatoria e di gestione dell'Istituto è stata troppo spesso avvolta da molte ombre e che, con troppa faciloneria ed inutilità ,vengono affidati incarichi di consulenza per svariate centinaia di milioni;
III. in detta relazione si fa menzione di alcune consulenze oggetto di una interrogazione dello scrivente in data 28 gennaio 1997, alla quale fu data risposta il 3 marzo 1997 in modo troppo "burocratese" e pertanto insoddisfacente;
IV. "il limitato periodo (5 mesi) preso in esame non è sufficiente a delineare un quadro esaustivo dell'attività globale dell'ente e della sua efficacia nel perseguimento degli obiettivi" e che "le disfunzioni rilevate sono da attribuire non tanto al consiglio di amministrazione preso in esame, ma anche a quelli che l'hanno preceduto" (come hanno scritto testualmente gli ispettori);
V. "i tempi ristretti assegnati dall'onorevole Giunta regionale per l'indagine ispettiva, in rapporto alle dimensioni e varietà delle situazioni da sottoporre a valutazione, hanno consentito il solo esame documentale senza più approfondite verifiche in loco in merito alle varie iniziative adottate dal consiglio di amministrazione" (sempre dalle affermazioni degli ispettori);
VI. da queste dichiarazioni si evince la necessità urgente di prorogare l'azione ispettiva, al fine di controllare anche le gestioni precedenti e di approfondire le verifiche iniziate,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore del turismo, artigianato e commercio per sapere quali valutazioni abbiano dato della relazione degli ispettori e se non sia necessario prorogare la loro azione ispettiva - estendendola ai consigli di amministrazione che si sono susseguiti nel tempo - affinché una volta per tutte venga fatta chiarezza su un istituto da troppo tempo chiacchierato, al fine di rimettere in carreggiata la gestione, che deve essere tesa solamente alla ricerca del bene degli artigiani. (847)
N. 134
MozioneBalletto - Pittalis - Lombardo sulla necessita' di fare chiarezza sui termini economici dell'operazione di cessione della Island Marble S.R.L., e di accertare l'esistenza di eventuali danni patrimoniali a carico delle casse regionali nonché sulla necessita' di revocare dall'incarico il presidente dell'EMSA dott. Giampiero Pinna.
IL CONSIGLIO REGIONALE
PREMESSO:
u che, sebbene con imperdonabile ritardo, è stato presentato il D.L. n..328 con il quale la Giunta regionale tenta di dare corpo all'importante obiettivo delle "Privatizzazioni" di enti e società detenuti dagli enti strumentali o, in ogni caso, controllati attraverso il sistema delle partecipazioni regionali;
u che i presupposti su cui fondano i processi di privatizzazione risiedono nella comprovata ed improcrastinabile esigenza di liberare i settori economici nei quali la presenza e l'ingerenza del potere pubblico hanno creato sconquassi irrimediabili originando, nel tempo, migliaia di miliardi di perdite;
CONSIDERATO che il processo di privatizzazione deve essere realizzato nel superiore interesse della Sardegna e che quindi deve tendere, da una parte, ad eliminare dal mercato tutte le situazioni anomale che originano da una diffusa politica di tipo assistenziale totalmente avulsa dai principi della libera concorrenza in un libero mercato, e dall'altra a rendere disponibili risorse pubbliche finalmente svincolate "dal sistema degli sprechi ed inefficienze" finora fortemente voluto dalle forze uliviste al potere per il consolidamento del processo di "occupazione", attraverso il quale elargire per l'acquisizione del consenso - laute prebende a parenti, amici o, comunque, ai vari "clienti" di turno, per essere destinate, come di dovere, alla realizzazione di un disegno che veda, come punto centrale, il rilancio dello sviluppo e la crescita socioeconomica della popolazione;
RILEVATO:
u che, al contrario, attraverso il processo di privatizzazione ancora una volta si profitta dell'esercizio del potere per procurare ingiusto vantaggio, a danno della comunità sarda, agli amici di chi detiene le leve del comando;
u che caso emblematico di tanta arroganza e sfacciataggine, è rappresentato dalla privatizzazione della Island Marble S.r.1., posto che con detta operazione la Regione si spoglia, regalandola al fortunato imprenditore (di chiara vicinanza alle forze pidiessine), di un'azienda senza passività essendo i suoi debiti nei confronti del gruppo EMSA non esigibili in dipendenza di un'operazione di compensazione con crediti, che essa vanta nei confronti di clienti, di pressoché pari importo;
u che la privatizzanda società risulta essere proprietaria di immobili rappresentati da un terreno e da una importante concessione per l'estrazione del marmo;
u che detta operazione, tra l'altro e per espressa pattuizione tra le parti, obbligherà la Bariosarda alla costituzione di un fondo di riserva di lire 450.000.000 a fronte di attività iscritte in bilancio di cui l'acquirente non riconosce l'entità e/o l'utilità;
u che, inoltre, la Island Marble S.r.1. è beneficiaria di un finanziamento di lire 2.568.724.000, ottenuto con decreto del Ministero dell'Industria n. 6813/93 a valere sulla L. 221/90, per la realizzazione di un progetto industriale per l'estrazione, la lavorazione e la commercializzazione di materiali lapidei;
CONSIDERATO ALTRESI':
u che la cessione avviene al prezzo simbolico di una lira (e, quindi gratuitamente);
u che l'operazione, nella motivazione dell'EMSA a giustificazione della sua supposta (ma non comprovata) convenienza ed utilità, realizza lo scopo di consentire l'assunzione entro un anno dalla privatizzazione di n. 30 unità lavorative ritenute in esubero nel gruppo EMSA;
u che, all'impegno contrattuale in tal senso da parte del subentrante acquirente, non fa riscontro, in concreto, alcuna garanzia in ordine ad un eventuale inadempimento a detto obbligo, che, si badi bene, rappresenta il punto centrale dell'accordo e degli interessi della collettività;
u che le pattuizioni prevedono ulteriori benefici a favore del nuovo imprenditore che si concreteranno nella concessione di un contributo per ogni unità assunta, di lire 30.000.000; e così in totale lire 900.000.000 per l'ipotesi in cui siano assunte tutte le unità;
u che il gruppo EMSA dovrà inoltre accollarsi i costi per la riqualificazione professionale delle unità in esubero da trasferire alla Island Marble S.r.1.;
PRESO ATTO INFINE:
u che l'assoluta mancanza di garanzie fa si che l'operazione di privatizzazione, sommariamente sopra descritta, all'atto pratico non assolva e non soddisfi alcuna delle diverse esigenze su cui si fonda la necessità delle "privatizzazioni";
u che questa operazione - così come congegnata - rappresenta l'ennesimo esempio di atti di mal governo e di gestione della cosa pubblica di cui sono capaci i vertici EMSA rivolti - come sempre è accaduto in passato quando la politica si intreccia con gli affari - al soddisfacimento di miserevoli interessi personali;
u che le responsabilità di tale sconcio non possono che ricadere sul presidente dell'EMSA, cui spettano i poteri di indirizzo e di controllo della partecipata Bariosarda,
impegna la Giunta regionale
accertata la responsabilità dei vertici EMSA e Bariosarda e le conseguenti ragioni di danno patrimoniale a carico della Regione, a revocare il Dott. Giampiero Pinna dall'incarico ricoperto nell'Ente Minerario Sardo ed ad assumere tutte le iniziative del caso per l'esercizio dell'azione di risarcimento nei suoi confronti. (134)
Mozione Dettori Ivana - Sassu - Zucca - Scano - Ghirra - Cugini - Berria - Busonera - Cherchi - Cucca - Diana - Falconi - Fois Paolo - marrocu - obino -. Sanna Salvatore - Usai Pietro sulla riorganizzazione della rete scolastica in Sardegna.
IL CONSIGLIO REGIONALE
PREMESSO CHE:
1) l'attuazione del Piano pluriennale di riorganizzazione della rete scolastica, prevista dalla Legge n. 662 del 1996 (legge finanziaria del 1997) e dai relativi decreti attuativi di ottimizzazione delle diverse scuole in vista dell'autonomia scolastica e tenendo conto della diminuzione della popolazione scolastica, determina per quest'anno la soppressione in Sardegna di 13 direzioni didattiche, di 17 presidenze di scuola media e di circa 40 classi e sezioni staccate;
2) le pur necessarie misure di razionalizzazione della rete scolastica hanno avuto in Sardegna effetti particolarmente gravi a causa della debolezza del tessuto sociale, economico e culturale;
3) l'introduzione delle pluriclassi da parte dei Provveditori agli studi delle province di Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano, è un'operazione giustificata solo sotto il profilo ragionieristico, non sperimentata dal punto di vista pedagogico e didattico, non adeguatamente motivata da esigenze educative reali, con tutti i rischi che ciò comporta per l'utenza dell'obbligo dell'Isola;
4) il sistema scolastico, l'istruzione, la ricerca, la cultura, i saperi possono e devono diventare uno dei fattori fondamentali per permettere il superamento dell'impoverimento produttivo, dei pericoli di aggravamento della situazione sociale e dell'emarginazione scolastica di un'alta percentuale di ragazzi che si estrinseca nel fenomeno della dispersione molto alta (+8% rispetto alla media nazionale), soprattutto nei piccoli paesi dell'interno e nelle periferie urbane;
RILEVATO che la chiusura delle istituzione scolastiche costituisce per alcune piccole comunità la premessa di una vera e propria desertificazione culturale e comunitaria
impegna la Giunta regionale
I. a dotarsi di un piano regionale di riordino della rete scolastica, di concerto con gli enti locali, le competenti autorità scolastiche, gli organi di rappresentanza scolastica (onde evitare di trovarsi di fronte a scelte già compiute dai Provveditori senza un accordo preventivo tra le istituzioni interessate) che tenga conto dei reali bisogni di formazione delle comunità locali di qualsiasi dimensione, anche attraverso accordi tra gli enti locali, alle quali deve essere garantita la presenza positiva dello Stato;
II. a negoziare, in tempi utili col Governo nazionale, il piano di riordino della rete scolastica della Sardegna;
impegna, altresì, la Giunta regionale
a predisporre un progetto complessivo al fine di garantire ai giovani sardi un reale diritto ad una formazione capace insieme di valorizzare la lingua, la cultura e l'identità del nostro popolo e di consentire il dialogo e l'interscambio con le altre culture e l'accesso alle correnti più avanzate del sapere. (135)
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