Seduta n.296 del 26/05/1998
CCXCVI SEDUTA
(Pomeridiana)
Martedì 26 maggio 1998
Presidenza del Presidente Selis
indi
del Vicepresidente Milia
La seduta è aperta alle ore 17 e 09.
DEMONTIS, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 14 maggio 1998, che è approvato.
Continuazione della discussione degli articoli e approvazione del testo unificato della proposta di legge Masala - Frau - Cadoni - Biggio - Boero - Carloni - Liori - Locci - Sanna Nivoli - Usai Edoardo: "Norme sullo sviluppo della comunicazione di massa, sul pluralismo delle fonti di informazione e sulla innovazione tecnologica delle imprese del settore" (172) e Fois Paolo - Pittalis - Petrini - Cadoni - Boero - Cherchi - Lippi - Lorenzoni - Piras - Randaccio - Amadu - Concas - Demontis: "Interventi della Regione a sostegno della editoria locale e dell'informazione" (198)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione dell'esame degli articoli dei provvedimenti unificati numero 172 e 198 sulla editoria. Ricordo alla Assemblea che sono stati votati i primi 20 articoli; è stata data lettura dell'articolo 21 e dei relativi emendamenti che sono stati anche illustrati. Quindi siamo in fase di discussione dell'articolo 21 e degli emendamenti numero 26, 27, 33 e 34. Ricordo ancora che gli emendamenti 26 e 33 sono stati accolti dalla Commissione. Mentre per quanto riguarda il 27 e il 34 il relatore aveva invitato i proponenti a valutare l'ipotesi di un rinvio. Però sono stati confermati dai proponenti.
Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione l'emendamento numero 26. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 34 per il quale è stata chiesta la controprova. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Brevemente, per questo emendamento 34 mi sembrava che il relatore fosse disponibile a vedere di modificare anche eventualmente il testo dell'emendamento per trovare una forma che rispondesse meglio al problema che l'emendamento stesso affronta. Se mi sono sbagliato non ci sono problemi e andiamo a votare, però mi sembrava che così fosse.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ghirra. Ne ha facoltà.
GHIRRA (Progr. Fed.), relatore. Il collega Balletto poneva il problema che con il calo del costo del denaro questa ulteriore riduzione abbasserebbe in modo eccessivo il contributo. Io mi pongo il problema che il puro tasso garantito dai consorzi fidi esiste già. Dunque o si sopprime assolutamente la norma o si conferma un trattamento di maggiore favore, altrimenti non ha senso. Se poi si trovasse una forma meno puntuale, va bene, però l'inflazione potrebbe anche risalire.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Si potrebbe dire che i soggetti beneficiari della agevolazione anziché accedere al consorzio fidi per avere la riduzione del tasso, lo possono avere direttamente dalla Regione. Si tratta di un contributo, quindi di un incentivo.
GHIRRA (Progr. Fed.). Si può sospendere e valutare.
PRESIDENTE. Siccome siamo in sede di votazione dell'articolo e degli emendamenti una sospensione mi sembra... possiamo così, se c'è l'esigenza di un confronto fra i proponenti dell'emendamento e relatore, posso ottenere e chiedere la cortesia all'Assemblea di attendere qualche secondo, ma pregando voi di dialogare magari in un terreno intermedio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Volevo porre anche questo problema, perché penso che si tratti di una svista o di una dimenticanza: sottoporre all'Assemblea, e quindi al relatore, la questione relativa all'editoria libraria, di cui ci siamo già occupati. Però per quel che riguarda gli interventi di cui alle lettere b), d) ed e), così come per quel che riguarda il secondo comma, cioè l'estensione delle garanzie fideiussorie e dei contributi per l'abbassamento dei tassi ordinari sui fidi bancari di cui stiamo parlando, se sia possibile, con un emendamento orale, estenderlo anche all'editoria libraria. Siccome mi pare che sia un settore che vada tenuto nella dovuta considerazione, non abbiamo previsto interventi di questa natura, quindi se questa lacuna la possiamo colmare con un emendamento orale che proponiamo all'attenzione dell'Aula e del relatore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ghirra. Ne ha facoltà.
GHIRRA (Progr. Fed.), relatore. Io avevo addirittura presentato un emendamento scritto che ho ritirato, per non aggravare di costi la legge. Personalmente sono d'accordo. Quanto a questo punto voglio dire: affidiamoci all'Aula.
PRESIDENTE. Riepilogando un attimo: l'onorevole Pittalis formula un emendamento orale che chiede all'Assemblea che venga accolto. Onorevole Pittalis, lo vuole formulare più precisamente, così ne prendiamo nota.
PITTALIS (F.I.). Esattamente gli interventi di cui alle lettere b), c) ed e) dell'articolo 21 sono estesi all'editoria libraria.
PRESIDENTE. Sì, ma l'emendamento come verrebbe formulato? "La Regione, al fine di promuovere il sistema informativo locale della stampa periodica al suo adeguato sviluppo, sostiene iniziative di qualificazione e di ammodernamento del settore, favorendo gli investimenti relativi alla acquisizione e innovazione della struttura dei mezzi di produzione dell'informazione attraverso i seguenti interventi".
PITTALIS (F.I.). E' un altro comma, signor Presidente, in calce...
PRESIDENTE. Va bene, allora la proposta all'emendamento orale che l'onorevole Pittalis propone, e che può essere inserita e accolta solo ove ci fosse il consenso unanime dell'Aula, è l'aggiunta di un comma col quale si precisasse che gli interventi di cui alle lettere b), c) ed e) sono estesi all'editoria libraria. Su questo inserimento di questo comma ci sono osservazioni o controindicazioni? Allora consideriamo l'inserimento proposto, e però ricordo ai colleghi che sull'emendamento numero 26 abbiamo votato, stiamo votando l'emendamento numero 34. L'emendamento numero 34, in un primo momento, lo dico per riepilogare, proposto appunto dai colleghi Balletto, Pittalis, Oppia, Bertolotti, Lippi, Lombardo, il relatore aveva chiesto che venisse ritirato. Poi c'è stato un momento di confronto in Aula e il relatore si rimette all'Aula. Chiedo al relatore che poco fa aveva chiesto la controprova se la richiesta è ancora valida o no. Allora, non c'è richiesta di controprova, nessun altro ha chiesto la controprova, quindi metto in votazione l'emendamento numero 34. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 21, con l'aggiunta del comma 2 bis. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 33. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Sull'emendamento numero 27 il relatore aveva chiesto che venisse ritirato e non so che tipo di accordo si sia raggiunto. Vorrei che il relatore e i proponenti mi chiarissero la posizione sull'emendamento numero 27.
GHIRRA (Progr. Fed.), relatore. Io chiedo ancora che venga ritirato, perché non si capisce quali siano i periodici affiliati alla testata principale, questa testata principale non si capisce bene quale sia.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 27 è stato quindi ritirato.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Chiedo scusa, in quell'emendamento orale era logicamente ricompresa anche la parte del secondo comma, cioè l'estensione delle garanzie fideiussorie, ma mi pare che questo fosse stato già...
PITTALIS (F.I.). L'emendamento orale è stato considerato integrativo dell'articolo, quindi votato insieme all'articolo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Fois. Ne ha facoltà.
FOIS PAOLO (Progr. Fed.). Noi abbiamo votato la modifica dell'articolo 21, nel senso proposto dal collega Pittalis, però credo che in sede di coordinamento sarebbe preferibile trasferire la sostanza della disposizione nelle norme relative agli interventi a favore dell'editoria libraria, perché mi sembrerebbe poco elegante, dopo aver votato la legge nel suo complesso, far figurare in una parte che riguarda la stampa periodica, appunto una disposizione relativa all'editoria libraria.
PRESIDENTE. Ringrazio il consigliere Fois per la precisazione, mi pare che sia un fatto di stile redazionale, per cui verrà tenuto presente in sede di coordinamento.
Si dia lettura dell'articolo 22.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 22
Deposito dei periodici
ammessi a contributo
1. Due copie delle opere che beneficiano delle provvidenze previste dal presente capo sono depositate dall'editore presso le biblioteche dell'Amministrazione regionale e del Consiglio regionale, nonché presso le biblioteche universitarie della Sardegna.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 23.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 23
Registro regionale della stampa periodica
1. E' istituito presso l'Assessorato regionale della pubblica istruzione il Registro delle testate regionali di giornali, pubblicazioni, riviste e periodici registrati a norma di legge da almeno due anni e che siano state pubblicate nell'anno precedente alla richiesta di iscrizione con regolare periodicità e diffusione, da accertarsi a seguito di deposito delle pubblicazioni o loro copie autentiche. I dati di riferimento sono quelli delle registrazioni e delle autorizzazioni rilasciate dai tribunali della Sardegna per il territorio sardo.
2. L'istanza d'iscrizione va presentata all'Assessorato della pubblica istruzione dal legale rappresentante dell'impresa corredata di:
a) atto costitutivo per le società;
b) certificato d'iscrizione al registro delle imprese di cui alla Legge 29 dicembre 1993, n. 580;
c) dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà del rappresentante legale dell'impresa relativa all'applicazione al personale dipendente o comunque utilizzato, del contratto nazionale di lavoro della categoria di appartenenza;
d) certificato d'iscrizione della testata presso il tribunale della Sardegna;
e) dichiarazione del rappresentante legale dell'impresa comprovante le caratteristiche tecniche del prodotto editoriale: tiratura, diffusione, periodicità e modalità di distribuzione.
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 14, 15 e 32. Se ne dia lettura.
DEMONTIS, Segretario:
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 14 ha facoltà di parlare il consigliere Bonesu.
BONESU (P.S.d'Az.). E' una correzione di quello che ai presentatori è sembrato un errore in quanto in Sardegna vi sono 6 tribunali diversi e quindi l'iscrizione va fatta presso un tribunale e non presso il tribunale, che non si capirebbe qual è.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per illustrare l'emendamento numero 32.
BALLETTO (F.I.). Questo emendamento è stato posto per sopprimere dal comma che ci interessa la limitazione e il vincolo dell'esistenza della testata da almeno due anni, cioè la testata richiedente il beneficio deve essere iscritta nel registro delle testate regionali tenuto dal Ministero della pubblica istruzione. Ora ci si chiede se questo termine di due anni costituisce un vincolo e un limite per quei soggetti che nel momento in cui la legge entra in vigore non possiedono il requisito di non poter mai beneficiare del contributo, oppure significa che non avendo il requisito temporale per poter accedere al comunque devono aspettare che maturi il termine di due anni dalla data di iscrizione. E allora, se questa fosse l'interpretazione, l'emendamento potrebbe anche essere ritirato in quanto si ritiene che possa essere corretto che i destinatari degli interventi debbano quanto meno esistere e dare dimostrazione di aver operato. Se, però, invece significa, come potrebbe, dato il tenore non troppo chiaro della norma, che chi non è iscritto alla data di entrata in vigore della legge da almeno due anni in quel registro non può beneficiare sarebbe una preclusione assoluta. Quindi, o si modifica il testo in maniera tale che questo possibile equivoco di interpretazione e di lettura della norma possa essere rimosso, oppure l'emendamento rimane in quanto si vorrebbe appunto eliminare questa possibile difficoltà di interpretazione o differente interpretazione che arrecherebbe in questa eventualità notevoli danni ai destinatari del provvedimento.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Lippi per illustrare l'emendamento numero 15.
LIPPI (F.I.). Signor Presidente, in fase di stesura della legge in Commissione tra le testate che si sono prese in considerazione ci si era dimenticati dei notiziari di agenzia e di stampa che vengono in maniera periodica diffusi dalle agenzie, in particolare anche dalle agenzie nazionali Agi e Ansa che operano qui sul territorio regionale. Quindi per questo si è pensato di integrare la proposta di legge con questo emendamento per far sì che tutte le tipologie di testate venissero comprese all'interno di questa legge.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Ghirra , relatore.
GHIRRA (Progr.Fed.), relatore. Il 14 ovviamente è accolto perché si tratta di un errore materiale. Per quanto riguarda l'emendamento 15 non so se i colleghi presentatori siano d'accordo sul fatto che anche questo tipo di notiziari rientri nelle categorie di cui si parla, giornali, pubblicazioni, riviste, periodici. Tendenzialmente non c'è nessuna preclusione di principio, anche se è una specificazione così, non ha molto senso, per cui chiederei ai presentatori di riflettere su questo fatto. Sull'emendamento numero 32, che il collega Balletto si dichiarava disponibile a ritirare, il senso di questa precisazione di due anni era soltanto quello di garantire che le testate ammesse a contributi abbiano una certa solidità imprenditoriale; è vero nel contempo, anche questo si è detto in Commissione, che si rischia di evitare la nascita di nuove iniziative, però il senso di questa norma è soltanto quello di garantire che l'impresa esista e che non nasca soltanto in funzione dei contributi regionali. Se lei è d'accordo, quindi, e vuole ritirare l'emendamento valuti questo aspetto.
PRESIDENTE. Anche il 32 è accolto?
GHIRRA (Progr. Fed.). Ho chiesto al collega di ritirarlo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Avuti i chiarimenti, che riteniamo soddisfacenti, ritiriamo l'emendamento.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 32 è ritirato. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti numero 14 e 15 ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
BALLERO (F.D.S.-Progr. Sard.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. La Giunta concorda col parere espresso dalla Commissione.
PRESIDENTE. Chiedo ai presentatori dell'emendamento numero 15 se ritengono che il dibattito che c'è stato poc'anzi, cioè l'illustrazione dell'emendamento, il chiarimento dell'onorevole Ghirra come relatore, che sostiene che praticamente erano già incluse nella dizione di carattere generale e che quindi rimane agli atti come interpretazione di carattere estensivo possa essere sufficiente perché così non ci sono più contrasti, quindi viene ritirato?
LIPPI (F.I.). In linea di massima va bene, signor Presidente, vorrei chiederle se l'emendamento 33 all'articolo 21 è stato approvato prima. Ecco, quindi credo che già nell'emendamento 33 aggiungendo all'articolo 21 le parole "di stampa periodica non quotidiana" si sia in una certa qual maniera già provveduto a comprendere tutte le testate, quindi anche le agenzie di stampa.
PRESIDENTE. Comunque va bene anche questo chiarimento in aula che ha un significato di interpretazione.
LIPPI (F.I.). Perfetto, grazie.
PRESIDENTE. Quindi con questo chiarimento l'emendamento numero 15 viene ritirato
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 14. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 23. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Capo terzo. Interventi a sostegno delle emittenti televisive locali. Articolo 24, se ne dia lettura.
DEMONTIS, Segretario:
Capo III
Interventi a sostegno delle emittenti radiofoniche e televisive locali
Art. 24
Destinatari
1. Nell'ambito delle finalità di cui all'articolo 1, comma 2, della presente legge la Regione promuove interventi di sostegno destinati a:
a) emittenti televisive private locali che abbiano in Sardegna sede legale, diffondano prevalentemente in tale ambito e producano periodicamente trasmissioni sulla realtà sociale, economica e culturale della Sardegna;
b) emittenti radiofoniche locali private con caratteristiche analoghe a quelle descritte alla lettera a) che trasmettano quotidianamente informazioni di interesse regionale, oltre a quelle fornite dai notiziari giornalistici;
c) la concessionaria pubblica del servizio radiotelevisivo, sulla base di una convenzione tra la Regione e la stessa concessionaria, volta a specificare tipologie e modalità di detti interventi.
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati tre emendamenti. Se ne dia lettura.
DEMONTIS, Segretario:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Ghirra per illustrare l'emendamento numero 40.
GHIRRA (Progr. Fed.), relatore. Il problema è questo, che nel testo originale della Commissione si prevedevano per le televisioni trasmissioni periodiche e per le radio trasmissioni quotidiane. Allora, considerato ritirato l'emendamento numero 21 , con l'emendamento numero 40 si tende ad unificare la definizione dei destinatari del provvedimento che sono le televisioni e le radio che trasmettono informazione giornalistica e producano trasmissioni.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per illustrare l'emendamento numero 28.
BALLETTO (F.I.). Capo terzo. All'articolo 24 individua i destinatari degli interventi previsti dalla legge in tre distinti soggetti, emittenza televisiva locale, emittenza radiofonica privata da una parte, e concessionaria pubblica del servizio radiotelevisivo dall'altra. A mio modo di vedere questo articolo crea due problemi che devono essere esaminati e probabilmente anche risolti. Primo punto, mentre per le prime due categorie di soggetti si stabiliscono le caratteristiche e le attività di informazione e di diffusione con le puntualizzazioni e le precisazioni che sono state fatte attraverso gli emendamenti che sono stati testé illustrati, per il terzo soggetto invece ci si limita ad individuare nella concessionaria pubblica del servizio radiotelevisivo senza nulla stabilire e rimandando ad una apposita convenzione da stipularsi con la Regione quali sono le attività e le tipologie attraverso le quali queste attività informative culturali e via dicendo devono essere svolte. Quindi sotto questo aspetto c'è già una discrasia tra le due categorie di soggetti, emittenza radio televisiva e emittenza radiofonica da una parte e dall'altra il concessionario del pubblico servizio. Se stiamo un pochino attenti vediamo che anche le caratteristiche dei soggetti sono diverse, perché da una parte ci sono le emittenti, quindi soggetti imprenditoriali che gestiscono e producono, dall'altra parte invece il concessionario e quindi sotto questo aspetto si crea confusione perché diverso è il concetto di informazione radiotelevisiva ed emittenza e quindi se si considerino questi aspetti, fatte queste considerazioni rimane ancora da considerare l'altro aspetto che a nostro parere non è condivisibile e che è rappresentato dal fatto che la Regione debba corrispondere al concessionario di un pubblico servizio contributi diversi da quelli che rientrano nell'ambito dell'attività e che ovviamente possono essere rappresentati da relazione e transazione di natura commerciale. E' chiaro che se la Regione si rivolge al concessionario del servizio radiotelevisivo pubblico per ottenere pubblicità deve pagare, ma quello è il corrispettivo di una transazione. Diverso è che invece al concessionario pubblico si debbano dare contributi per fare quella attività che dovrebbe già svolgere istituzionalmente e per il quale esistono altre forme di finanziamento che sono rappresentate dai canoni radiotelevisivi, stiamo parlando della RAI evidentemente e che sono rappresentati da altre sovvenzioni e contributi di natura statale che vanno verso l'indirizzo del sostenimento dell'attività e del ripianamento dei loro bilanci. Quindi mi sembra che anche sotto questo aspetto si stia facendo confusione, quella confusione alla quale mi riferivo in sede di discussione generale e che dovrebbe, a mio modo di vedere, essere rimossa per dare appunto alla legge contenuti che siano chiaramente connessi e funzionali con quelle che sono le funzionalità proprie che la legge si propone.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 21, dell'onorevole Ghirra, è stato ritirato?
Per esprimere il parere del relatore della Commissione sull'emendamento numero 28, ha facoltà di parlare il consigliere Ghirra.
GHIRRA (Progr.Fed.), relatore. Io colgo e apprezzo alcune delle osservazioni del collega Balletto, perché anche io ritengo che il concessionario pubblico in un quadro di riforma federalista dello Stato e della stessa RAI, come dire, abbia comunque il dovere di garantire un diverso approccio con la realtà della nostra terra e questo quindi come fatto strutturale.
Presidenza del Vicepresidente MILIA
(Segue GHIRRA.) Ma l'ipotesi, e qui parlo a nome della Commissione, s'intende, e non soltanto mio personale, l'ipotesi di lasciare alla Regione la possibilità di stipulare una convenzione che, come dire, è uno strumento che si può utilizzare, non mi sembra in contraddizione con lo spirito complessivo della legge, per cui chiederei al Consiglio di confermare il testo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FERRARI (F.D.S.-Progr.Sar.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. La Giunta accoglie l'emendamento numero 40 e si rimette all'Aula per l'emendamento numero 28.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Signor Presidente, mi riferisco alla osservazione fatta poco fa dall'onorevole Balletto e illustrata con riferimento mi pare all'emendamento 28. In verità, dalla unificazione dei due testi legislativi il motivo conduttore sottostante alla legge può apparire un pochino anomalo; perché questa parte dell'articolo 24 fa parte della proposta di legge numero 172 che aveva come intitolazione "norme sullo sviluppo della comunicazione di massa, sul pluralismo delle fonti di informazione e sulla innovazione tecnologica delle imprese del settore". È chiaro che dovendo promuovere una attività di sostegno a favore della imprenditoria radiotelevisiva locale, e volendo nel contempo garantire il massimo di pluralismo possibile, è chiaro che non si potesse ignorare la concessionaria pubblica. Naturalmente a condizione che ci si riferisse, con riferimento ai programmi della concessionaria pubblica, alla medesima produzione caratterizzante la attenzione che la Regione avrebbe dedicato alle emittenti di cui alle lettere a) e b). È di tutta evidenza che nell'intento dei proponenti la convenzione tra Regione e concessionaria avrebbe dovuto recepire gli stessi principi e le stesse indicazioni di cui alle lettere a) e b), cioè soltanto nella ipotesi in cui si facesse una produzione di materiale riguardante la realtà economica, sociale e culturale della Sardegna, quindi volta esclusivamente a questo aspetto particolare. Quindi se la questione potesse essere risolta mediante la proposizione di un emendamento orale, la lettera c) potrebbe essere integrata, dopo la parola "interventi", si parla di convenzione, "nel rispetto delle indicazioni di cui alle lettere precedenti". Cioè l'ambito di applicazione è sempre quello, cioè l'ambito di applicazione è sempre quello, cioè tutta la produzione e la divulgazione di notizie che riguardano questo tipo particolare di produzione radiotelevisiva che è importante ed è peculiare per la Sardegna, non ha rilevanza per la programmazione generale della concessionaria su rete nazionale e anche su rete regionale, ma su programmi di loro produzione; ma quando si tratta di questioni di ordine culturale sardo, di interesse esclusivamente localistico della Sardegna è chiaro che la questione assume rilevanza. Questo era l'intento, e se può essere utile a eliminare questa anomalia che appare evidente, io ritengo che si potrebbe superare lo scoglio in quel modo. Se così non sarà non ne facciamo una questione di Stato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.
MARTEDDU (Popolari). Signor Presidente, io condivido sull'emendamento 28, direi abbastanza, le osservazioni che faceva adesso l'onorevole Masala, le precisazioni che proponeva l'onorevole Masala. Perché è evidente che il comma c) dell'articolo 24 sta in piedi insieme al comma 1 dello stesso articolo 24 e cioè l'ambito delle finalità dei destinatari e degli interventi della Regione, che sono collegati al comma 2 dell'articolo 1 e cioè la Regione promuove l'informazione sui programmi, le attività e i provvedimenti degli organi regionali e il loro processo formativo. Sono atti che servono a far comprendere ai cittadini sardi, ad informarli sulla attività della Regione, sulla democrazia stessa della Regione. Noi potremmo pretendere è chiaro, come dice l'onorevole Balletto, che in un quadro e in un orizzonte più vasto di federalismo radiotelevisivo la RAI queste cose le facesse comunque; perché contribuiamo anche noi con il canone a finanziare i servizi della RAI nel suo complesso. Intanto il federalismo non c'è e in qualche modo ce lo dobbiamo comprare. Io sono per privilegiare in questa fase l'acquisto almeno di uno spezzone, di una quota di federalismo perché è utile allo sviluppo della nostra democrazia regionale. Questa è la prima considerazione. La seconda considerazione è che non è detto che il comma c) si debba intendere solo ed esclusivamente come interventi di promozione e di sostegno alla RAI di tipo pubblico, interventi con finanziamenti regionali. Può essere che la Regione promuova il collegamento tra i programmi della RAI e tutta l'area della promozione e della sponsorizzazione dei privati. Io credo che sia importante questo comma c) perché apre una porta, apre una finestra diversa di rapporto tra la Regione e il servizio radiotelevisivo pubblico, la concessionaria; e attraverso l'apertura di questa finestra può essere possibile e immaginabile se abbiamo fantasia, Grauso ha chiesto di essere nominato all'assessorato alla fantasia dal sindaco Delogu. Noi non pretendiamo di avere un assessore alla fantasia, ma crediamo che aprire una finestra di un rapporto diretto tra la Regione e la RAI in questa finestra possano inserirsi anche le sponsorizzazioni private e che la Regione possa farsi garante di questo rapporto. Quindi io credo che l'emendamento 28 debba essere respinto, noi lo respingiamo e lasciamo il testo magari anche con le precisazioni verbali dell'onorevole Masala, però voteremo il testo integralmente così come proposto dalla Commissione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Signor Presidente, solo per aggiungere brevemente che l'onorevole Marteddu dovrà poi spiegare a quel vasto sistema di emittenti televisive private a carattere regionale o anche provinciale, locale, il criterio che viene seguito. Perché noi Regione Sardegna ci stiamo ponendo il problema di promuovere interventi a sostegno della emittenza locale sarda, già le risorse sono assai magre e qui si inserisce il colosso pubblico che già vive di lauti proventi statali e di quelli di tutti i cittadini attraverso il pagamento del canone televisivo. Mi pare che questo stia a indicare una forzatura all'interno di questa legge e noi riteniamo che altri debbano essere gli strumenti da utilizzare nel rapporto con il servizio pubblico radiotelevisivo, e mi pare addirittura scandaloso, scusatemi, che si inserisca una norma, una disposizione quale è quella di cui alla lettera c) dell'emendamento 28, mentre invece dovremmo inserire qualcosa per chiedere noi e non per dare. Questo mi pare effettivamente troppo e mi pare non tenere in considerazione i gravissimi problemi che la emittenza televisiva sarda, regionale e locale oggi attraversa, proprio in considerazione dei gravi problemi finanziari. Non lo so se attraverso la concessionaria pubblica del servizio radiotelevisivo noi risolveremo i loro problemi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ghirra. Ne ha facoltà.
GHIRRA (Progr. Fed.), relatore. Per dire che la Commissione accoglie l'emendamento orale dell'onorevole Masala, per cui ovviamente dopo la parola "interventi" va aggiunto "nel rispetto delle indicazioni di cui alle lettere precedenti" che forse diventa, se passa l'emendamento numero 40, della lettera precedente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Fois. Ne ha facoltà.
FOIS PAOLO (Progr. Fed.). Io penso che dobbiamo distinguere due cose: se sia opportuno che la Regione si faccia parte attiva nella definizione di un rapporto con la RAI, nel momento in cui più volte abbiamo sottolineato la necessità che la RAI abbia una sua attenzione per la dimensione regionale e si orienti in senso federalista, e se, altra questione, quello che dobbiamo, con urgenza, dire rispetto al tipo di organizzazione della RAI nella realtà regionale, se questo lo dobbiamo dire o meno in questa legge. Certo, da un lato, tenendo conto degli orientamenti e delle finalità di questa legge, io mi riferisco all'articolo 1, anche parlare del rapporto con la RAI è perfettamente coerente con le finalità stesse della legge. Detto questo noi abbiamo poi, nel seguito della legge, orientato i nostri interventi essenzialmente a favore dell'editoria locale, dell'informazione, della stampa periodica e delle reti radiofoniche e televisive. Anche se quindi c'è un problema di coordinamento tra la parte relativa al rapporto con la concessionaria pubblica del servizio radiotelevisivo, che gli emendamenti orali dell'onorevole Masala permettono di rendere meno in contrasto nell'inserimento di questa norma, io ritengo che sia opportuno, per l'urgenza, che la Regione chiarisca la necessità di una maggiore attenzione da parte della Rai nei confronti della diffusione di determinate informazioni e di organizzazione della stessa Rai in Sardegna, l'inserimento, in questa legge, che è quella che per il momento, noi possiamo emanare. La convenzione, d'altra parte, non è detto che sia centrata unicamente sulla questione degli interventi di natura finanziaria; la convenzione può avere un oggetto più ampio, e quindi noi ritengo che dobbiamo pretendere dalla Giunta che questa convenzione, se verrà elaborata, formi oggetto di esame preliminare da parte della Commissione competente per la questione dell'informazione, perché non ci sia questo riversarsi di fondi e di risorse finanziarie a scapito delle emittenti televisive e dei giornali periodici, della stampa locale che vogliamo essenzialmente privilegiare. Quindi sono per il mantenimento di questa lettera c) con le integrazioni che deriveranno dalle indicazioni che l'onorevole Masala ha già richiamato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Ne ha facoltà.
FERRARI (F.D.S.-Progr. Sard.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Anche la Giunta accoglie l'emendamento verbale dell'onorevole Masala e quindi non si rimette più all'Aula per l'emendamento numero 28 in quanto non lo accoglie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Signor Presidente, mi scusi, io vorrei ben sapere quale è la formulazione dell'emendamento, capirne esattamente il contenuto e poi capire anche quale è la sorte dell'emendamento in discussione.
PRESIDENTE. Onorevole Masala, vuol riformulare il suo emendamento orale?
MASALA (A.N.). L'emendamento orale recita: la concessionaria pubblica del servizio radiotelevisivo, sulla base di una convenzione tra la Regione e la stessa concessionaria, volta a specificare tipologia e modalità di detti interventi, nel rispetto delle indicazioni di cui alla lettera (se è una sola) o alle lettere precedenti. Cioè lo scopo, questa convenzione ha ragione di essere soltanto in quanto l'emittente radiotelevisiva nazionale, cioè Rai 3, produca periodicamente trasmissioni sulla realtà sociale, economica e culturale della Sardegna. Del resto non mi interessa. Era solo questo che, è in perfetta linea con l'articolo 1 che fa parte del testo base avente titolo "norme sullo sviluppo della comunicazione di massa, pluralismo delle fonti" presentato da Alleanza Nazionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Mi dispiace non condividere l'opinione del collega Masala, perché riteniamo che il servizio pubblico radiotelevisivo a diffusione regionale, lo debba già svolgere istituzionalmente questo tipo di servizio, altrimenti noi ci chiediamo che valenza abbia. Tanto più che in una ipotesi di riformato servizio radiotelevisivo, riteniamo che sia con altri strumenti e su altri piani che debba il sistema essere disciplinato nei rapporti con la Regione autonoma della Sardegna. Riteniamo che lasciare la previsione di cui al comma c) dell'articolo 24, sia un atto di grave ingiustizia nei confronti del settore dell'emittenza televisiva privata regionale, e quella logicamente a carattere propriamente locale. Quindi chiedo che il Gruppo di Forza Italia annuncia fin d'ora il vota contrario alla previsione di cui all'articolo 24, lettera c) anche nella forma, così come oralmente emendata dal collega Italo Masala.
PRESIDENTE. Poiché non c'è unanimità su questo emendamento orale, non può essere accolto nella sua formulazione. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Chiedo la votazione dell'articolo 24 per parti, e per quanto riguarda la lettera c) dello stesso articolo, chiediamo il voto segreto.
PRESIDENTE. Quindi l'emendamento numero 28 va votato a scrutinio segreto?
PITTALIS (F.I.). Sì.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 28.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 58
Votanti 58
Maggioranza 30
Favorevoli 25
Contrari 33
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLETTO - BERRIA - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CONCAS - CUCCA - DEMONTIS - DETTORI Ivana - DIANA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIPPI - LOCCI - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARRAS - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - OBINO - ONIDA - OPPIA - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SCHIRRU - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - ZUCCA.)
Metto in votazione l'emendamento numero 40. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 24. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 25.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 25
Requisiti
1. Sono richiesti i seguenti requisiti per la fruizione dei benefici di cui all'articolo 26:
a) iscrizione al registro di cui all'articolo 27;
b) presentazione del rendiconto o del bilancio aziendale relativo all'anno precedente a quello per il quale si chiede il contributo;
c) che le emittenti radiofoniche e/o televisive non siano collegate, ai sensi dell'articolo 37 della Legge 6 agosto 1990, n. 223, a network nazionali od internazionali;
d) che i titolari delle emittenti non rivestano, a livello locale, posizione dominante nell'ambito dei mezzi di comunicazione di massa, secondo i criteri dettati dall'articolo 15 della Legge 6 agosto 1990, n. 223;
e) utilizzazione di più giornalisti anche se pubblicisti.
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 2 e 3. Se ne dia lettura.
DEMONTIS, Segretario:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Ghirra per illustrare l'emendamento numero 2.
GHIRRA (Progr. Fed.). Si tratta di emendamenti sostanzialmente tecnici, nel senso che rimane immutata la sostanza ma cambia il riferimento, nel senso che il Parlamento ha approvato nel luglio dello scorso anno la legge 249 che è una legge comprensiva nel settore delle comunicazioni, e quindi ci riferiamo non più alla legge numero 223 del 1990 ma alla 249.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Fois Paolo per illustrare l'emendamento numero 2.
FOIS PAOLO (Progr. Fed.). Valgono le stesse considerazioni sviluppate poc'anzi dall'onorevole Ghirra. E' un problema di adattamento a una modifica operata da una legge regionale.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FERRARI (F.D.S.-Progr. Sard.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. La Giunta accoglie entrambi gli emendamenti.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 2, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 25. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 26.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 26
Tipologia degli interventi
1. La Regione, al fine di promuovere il sistema informativo locale del servizio radiotelevisivo privato e il suo adeguato sviluppo, sostiene le iniziative di qualificazione e di ammodernamento del settore, favorendo gli investimenti relativi all'acquisizione e all'innovazione delle strutture e dei mezzi di produzione dell'informazione attraverso i seguenti interventi:
a) contributi in conto interessi, ai sensi della legge n. 21 del 1993, per le imprese radiotelevisive che svolgono attività in Sardegna;
b) contributi per l'acquisto di servizi e tecnologie anche informatiche;
c) contributi per l'acquisto di locali, per la locazione di sedi in aree per insediamenti produttivi e per l'installazione di ripetitori;
d) contributi per le spese di collegamento con le agenzie di stampa e le banche dati;
e) contributi per programmi finalizzati all'integrazione europea.
2. All'attuazione degli interventi di cui alle lettere b) e c) si provvede con il disposto di cui al comma 2 dell'articolo 21.
3. Gli interventi di cui alle lettere d) ed e) sono disciplinati dal programma annuale di cui all'articolo 30.
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 18, 8, e 19. Se ne dia lettura.
DEMONTIS, Segretario:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Ghirra per illustrare l'emendamento numero 18 e 19.
GHIRRA (Progr. Fed.). Questo emendamento è frutto di un lavoro fatto quest'anno in quest'anno dal Comitato regionale radiotelevisivo, bisogna dargliene atto pubblicamente, che ha chiamato a due conferenze le radio e le tivù della Sardegna, e in quella sede sono emersi suggerimenti e indicazioni fra cui questa. La prima è quasi elementare: noi prevedevamo nel testo originario locazioni in aree per insediamenti produttivi. E' noto che le radio e le televisioni tendono a stare nelle città, soprattutto le piccole radio e non in aree per insediamenti produttivi. Nello stesso tempo con questo emendamento propongo un sostegno alle piccole emittenti per l'attivazione di linee elettriche e telefoniche in aree non urbanizzate, perché questa è la realtà che emerge dall'esperienza concreta.
Se il Presidente mi autorizza a illustrare l'emendamento numero 19 vorrei dire che la logica è sempre di una conoscenza della realtà. Uno degli oneri maggiori che hanno le piccole radio della Sardegna è quello del pagamento di canoni di concessione che sono altissimi, perché la legge non fa differenze fra la provincia di Milano e quella di Oristano. Cioè il costo di una radio che trasmette a Oristano è lo stesso, il canone concessorio, di una radio che trasmette a Milano. Si capisce che ben altro è il bacino d'utenza, ben altra è la potenzialità economica del territorio in termini di pubblicità. La seconda Commissione ha tra l'altro approvato una risoluzione in cui chiede alla Giunta di impegnarsi perché il Governo modifichi questo criterio, suggerendo che si assume il bacino regionale e non provinciale nel calcolo delle concessioni. E comunque, poiché le radio in particolare subiscono degli oneri altissimi per quanto riguarda i canoni concessori, io ho proposto alla Commissione che ha accettato, che siano previsti anche dei contributi per l'abbattimento dei costi di concessione.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 8 ha facoltà di parlare il consigliere Schirru.
SCHIRRU (Progr. Fed.). Si tratta di un emendamento aggiuntivo che prevede contributi per la produzione di notiziari regionali e locali con sistemi del linguaggio mimico gestuale dei sordi. Si parte da una considerazione, che il diritto all'informazione è un diritto fondamentale per tutti e purtroppo una fascia di cittadini che vivono un deficit uditivo non ha la possibilità di seguire i notiziari, in particolar modo i notiziari regionali, avere informazione sui fatti locali e regionali a causa della mancanza di udito. C'è la possibilità, invece, attraverso l'uso di interpreti, di strumenti e di persone che usano il linguaggio mimico gestuale, di dare la possibilità anche a questi cittadini di seguire tutti i fatti che succedono nella nostra Regione. Tutto questo al fine di offrire pari opportunità a tutti, e in particolar modo di aumentare la conoscenza delle persone. La legge prevede anche, così come è stato fatto per i ciechi, la possibilità di produzione di materiale di informazione, altrettanto va assicurato ai cittadini non vedenti. Quindi noi pensiamo che attraverso questi incentivi anche le televisioni locali possano essere incentivate a produrre queste notizie, attualmente nessuna tivù locale regionale produce questi notiziari che invece sono importanti non solo, ripeto, per la conoscenza e l'informazione dei cittadini sordi, ma soprattutto perché dà la possibilità di costruire relazioni interfamiliari e amicali. Grazie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Ghirra.
GHIRRA (Progr. Fed.), relatore. Pensavo fosse superfluo per l'emendamento numero 18 e 19, esprimo comunque il parere della Commissione che è favorevole per tutti e tre gli emendamenti.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FERRARI (F.D.S.-Progr.Sar.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme a quello della Commissione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.
AMADU (Gruppo Misto). Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Amadu, su che cosa intende intervenire, non siamo ancora in sede di votazione.
AMADU (Gruppo Misto). Mi riservo dopo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Sull'articolo e sull'emendamento numero 8. Io leggendo l'articolo 25 laddove si parla di requisiti, fa riferimento per la fruizione dei benefici di cui all'articolo 26, tra i beneficiari esiste anche la RAI, a questo punto, il concessionario del pubblico servizio radiotelevisivo. Vorrei che mi si spiegasse come è possibile allora che al concessionario venga imposto quale requisito per potere essere beneficiario del beneficio del requisito dell'iscrizione al registro di cui all'articolo 27. Come si possa chiedere al concessionario la presentazione del rendiconto o del bilancio aziendale relativo all'anno precedente. Come si possa imporre alla concessionaria gli altri requisiti che sono previsti poi per le altre emittenti quando per natura e caratteristiche e funzioni sono completamente distinte e quindi quando parlavo di confusione evidentemente che in taluni passi...
PRESIDENTE. Mi perdoni, onorevole Balletto, lei sta intervenendo su che articolo?
BALLETTO (F.I.). Sull'articolo 25.
PRESIDENTE. Siamo sull'articolo 26, onorevole Balletto.
BALLETTO (F.I.). Come non detto, allora ritiro tutto, però vale evidentemente come commento perché se abbiamo già approvato l'articolo 25 in questa forma, allora tutto ciò che stavo dicendo evidentemente rimane. Un bel modo di legiferare, leggi chiare, funzionali.
MANCHINU (F.D.S.-Progr.Sar.). Bisogna seguire il dibattito.
BALLETTO (F.I.). Per ciò che riguarda l'emendamento numero 8 all'articolo 26, mi sembra che aggiungendo la lettera f), e quindi con la previsione di contributi a favore di nuovi soggetti, nulla da dire per ciò che riguarda i nuovi soggetti, mi chiedo, la copertura finanziaria per questa estensione di intervento di spesa, dove è e in che misura viene prevista e stabilita? Mi sembra di ricordare che quando la norma preveda spese, quindi relativi stanziamenti, debbano essere indicate anche le fonti di copertura.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Se è vero che il settore di attività che noi stiamo esaminando è un settore delicato per cui evidentemente la Regione si deve porre il problema di dare la massima diffusione possibile all'informazione, ma mi pare che l'articolo 26 nelle lettere che io vi rileggo brevemente: a) contributi in conto interessi, e va bene, b) contributi per l'acquisto di servizi e tecnologie anche informatiche, contributi per l'acquisto di locali e la dotazione di sedi in aree per insediamenti produttivi e per l'installazione dei ripetitori, contributi per le spese di collegamento con l'agenzia di stampa e le banche dati, contributi per programmi finalizzati all'integrazione europea. Guardando nei banchi del Governo non vedo l'Assessore del bilancio e della programmazione economica il quale ha abbozzato il documento di programmazione economica e finanziaria per il prossimo triennio. Io dico che questi contributi elargiti evidentemente con la massima facilità mal si concilino con l'esigenza che viene posta nel documento di programmazione economica e finanziaria di taglio alle spese. Noi dovremmo fare degli interventi di carattere produttivo questo metterà in evidenza il documento di programmazione economica e finanziaria. Per fare questi interventi sono necessari dei mezzi finanziari e dei mezzi finanziari enormi. Mezzi finanziari richiesti dal documento di programmazione economica e finanziaria, mezzi finanziari richiesti dal problema del lavoro e dell'occupazione. Ma noi continuiamo ad elargire, cioè continuiamo una cosa che si mette in evidenza nel documento di programmazione economica è l'assistenzialismo vigente in materia di imprese in Sardegna, continuiamo imperterriti seguendo la stessa strada, quindi io porrei la domanda all'Assessore del bilancio e della programmazione economica o a chi per lui se la spesa prevista in questo provvedimento di legge si concilia con l'esigenza di stimolare la produzione con l'esigenza di stimolare l'occupazione in Sardegna, io ritengo che vada in tutt'altra direzione. Grazie.
PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.
AMADU (Gruppo Misto). La stessa richiesta di poc'anzi.
PRESIDENTE. Sull'articolo o sugli emendamenti?
AMADU (Gruppo Misto). Sugli emendamenti.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 18.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 55
Votanti 55
Maggioranza 28
Favorevoli 39
Contrari 16
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - LADU - LA ROSA - LIPPI - LOCCI - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANUNZA - MARRAS - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - OPPIA - PITTALIS - SANNA Salvatore - SCHIRRU - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - ZUCCA.)
Scusate, emendamento numero 19 ugualmente aggiuntivo, articolo 26. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà
BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, chiedo la votazione separata delle due parti dell'emendamento, perché riguardato oggetti completamente diversi.
PRESIDENTE. Perdoni, onorevole Bonesu, di quale emendamento sta parlando?
BONESU (P.S.d'Az.). L'emendamento 19, quello che lei ha chiamato.
PRESIDENTE. Siamo sull'articolo 26, prima dell'emendamento 19. Il voto segreto è stato chiesto solo sugli emendamenti dall'onorevole Amadu, quindi metto in votazione l'articolo 26. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 8.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 47
Votanti 47
Maggioranza 24
Favorevoli 39
Contrari 8
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - LIPPI - LOCCI - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRAS - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OPPIA - PITTALIS - SANNA Salvatore - SCHIRRU - SECCI - SERRENTI - TUNIS Marco - USAI Pietro.)
La richiesta dell'onorevole Bonesu in ordine all'emendamento numero 19 è di votarlo per parti. Poiché il richiedente lo scrutinio segreto, l'onorevole Amadu, non è presente in aula si considera decaduta la richiesta di votazione a scrutinio segreto.
Metto in votazione la prima parte dell'emendamento 19. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Per chiedere la votazione a scrutinio segreto sulla seconda parte dell'emendamento 19.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico della seconda parte dell'emendamento numero 19.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 52
Votanti 52
Maggioranza 27
Favorevoli 40
Contrari 12
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - LADU - LA ROSA - LIPPI - LOCCI - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRAS - MASALA - MILIA - MONTIS - OBINO - OPPIA - PETRINI - PITTALIS - SANNA Salvatore - SCHIRRU - SECCI - SERRENTI - TUNIS Marco - USAI Pietro - ZUCCA.)
Si dia lettura dell'articolo 27.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 27
Registro delle imprese radiotelevisive
1. E' istituito presso l'Assessorato regionale della pubblica istruzione il Registro delle imprese radiotelevisive che operano sul territorio regionale.
2. Sull'iscrizione al registro e sull'aggiornamento esprime parere il Comitato regionale sardo per il servizio radiotelevisivo di cui alla legge regionale 24 febbraio 1994, n. 7.
3. L'istanza d'iscrizione va presentata all'Assessorato della pubblica istruzione dal legale rappresentante dell'impresa corredata di:
a) atto costitutivo per le società;
b) attestato di iscrizione nel registro delle imprese di cui alla Legge n. 580 del 1993;
c) dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà del rappresentante legale dell'impresa relativa all'applicazione al personale dipendente, o comunque utilizzato, del contratto nazionale di lavoro della categoria di appartenenza;
d) dichiarazione autenticata comprovante le aree di copertura dell'emittente sul territorio regionale.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
DEMONTIS, Segretario:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare
il consigliere Fois Paolo per illustrare l'emendamento numero
4.
FOIS Paolo (Progr. Fed.). Ancora una volta si tratta di un emendamento che abbiamo presentato per adeguare la legge a quanto previsto dalla legge del luglio del 97 che istituisce l'autorità nazionale per le telecomunicazioni e prevede un registro delle imprese radiotelevisive. E questo registro nazionale è quello al quale noi ci rifacciamo per effetto di questa abrogazione di una norma che disciplinava un registro a livello regionale.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
BALLERO (S.F.D. Progr. Sard.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. La Giunta si associa al parere del relatore.-
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 4. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 28.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 28
Formazione professionale
1. La Regione, nell'ambito del piano di formazione professionale adottato ai sensi della vigente legislazione regionale, sentito il Comitato regionale per il servizio radiotelevisivo, di cui alla legge regionale n. 7 del 1994, che si pronuncia entro quindici giorni dalla richiesta di parere, promuove la realizzazione di appositi corsi sulle qualifiche professionali maggiormente necessarie per il personale tecnico del settore dell'editoria anche libraria, della stampa periodica e dell'informazione anche radiotelevisiva locale.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
DEMONTIS, Segretario:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per illustrare l'emendamento numero 29.
BALLETTO (F.I.). Signor Presidente, trattandosi di formazione professionale che riguarda proprio i settori della informazione, della editoria e quindi della qualificazione delle figure professionali che sono impegnate in questo settore, sembrerebbe corretto che la Regione nell'adottare il piano di formazione non debba limitarsi a sentire il parere del solo Comitato regionale per il servizio radiotelevisivo, ma debba anche sentire i soggetti che poi sono i fruitori e gli utilizzatori dei soggetti che poi vengono preparati dalla qualificazione professionale. E sotto questo aspetto, proprio per dare questo contributo che sicuramente può dare le sue utilità per far sì che la formazione professionale sia adeguata alle esigenze dei soggetti fruitori, dei soggetti qualificati, è stato previsto che ci si debba anche rivolgere ai soggetti che rappresentano i fruitori stessi, e quindi le federazioni unitarie della stampa periodica di informazione sarda, l'Unione nazionale periodica italiana e le associazioni italiane dei piccoli editori. Riteniamo che con questa inclusione, e quindi con questo ampliamento dei soggetti che debbano essere sentiti, la Regione possa avere un quadro più ampio e meglio definito delle esigenze della formazione professionale per produrre quei soggetti che abbiano le caratteristiche migliori, in relazione appunto alle prestazioni che dovranno essere loro richieste, una volta che saranno utilizzati in quei particolari settori.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Ghirra.
GHIRRA (Progr. Fed.), relatore. La Commissione non è favorevole a questo emendamento perché ritiene che il Comitato regionale per il servizio radiotelevisivo abbia in sé le potenzialità per svolgere questo compito, e nel caso, se il Consiglio dovesse avere questo orientamento, poiché si andrà presto a discutere del Comitato regionale radiotelevisivo perché, sulla base della legge numero 249 dovremmo trasformarlo in comitato regionale per la comunicazione, e assumerà dunque ben altri compiti di maggiore robustezza, allora si potrebbe pensare, in quella sede, eventualmente di ampliare il ruolo del Comitato regionale radiotelevisivo, di eleggere nel Comitato regionale radiotelevisivo esponenti di queste associazioni. Ma non si capisce perché noi dobbiamo allargare ulteriormente questa consultazione che, tra l'altro, allungherebbe ulteriormente i tempi. Ecco perché la Commissione non è favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
BALLERO (F.D.S.-Progr. Sard.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. La Giunta concorda col parere espresso dal relatore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Io mi permetto di resistere, e quindi di confermare l'utilità dell'ampliamento, o meglio dell'inclusione e quindi dell'obbligo e della necessità, da parte della Regione, di sentire questi organismi, che sono poi rappresentativi dei soggetti fruitori. Anche nell'ambito della formazione professionale generale della Regione, da più parti si sostiene e si dice che la formazione professionale debba essere rivolta e non possa non essere fatta con il coinvolgimento delle associazioni degli imprenditori, che sono i soggetti più qualificati per indicare quale tipo di professionalità occorre e per indicare modalità e modi con cui questa formazione debba avvenire. Addirittura si sostiene che in un processo di evoluzione e di riorganizzazione e di riforma della formazione professionale, si dice che la formazione professionale debba essere fatta dall'impresa e nell'impresa. Quindi questa posizione, che è conservatrice di un sistema più ampio di riferimento che deve essere rinnovato, non la si comprende. E non si ritiene neanche che il Comitato regionale radiotelevisivo, che ha funzioni specifiche, perché è preposto proprio a un tipo di attività che è di informazione televisiva, possa avere anche quelle competenze specifiche che invece sono tipiche delle altre associazioni che vanno dagli editori alla stampa e via dicendo. Quindi mi sembra che le argomentazioni che sono state proposte dal relatore, nel momento in cui si è detto contrario, siano deboli e fondano le motivazioni su un terreno molto instabile, per non dire sabbioso. Io penso che anche l'altro aspetto del quale si faceva riferimento, e che vi era appunto la necessità di non allungare i tempi, mi sembra che sia anche questo un argomento e un assunto debole, proprio perché se c'è una cosa che nella nostra regione assume dimensioni esasperate e tempi biblici, è proprio rappresentata dai ritardi, e non ultimo anche quello con cui questa legge arriva in quest'aula. Io dico che è molto meglio, ammesso e non concesso che ritardi ve ne possano essere, che questo si possa verificare, sempre che poi si possa pervenire a un risultato che sia utile e veramente utile per il fine cui si propone. Quindi è meglio ritardare qualche giorno o qualche settimana o anche un mese, ma che alla fine si cerchi di costruire qualche cosa che dia risulti e che invece, proprio in questa circostanza, per una eventuale fretta, un parere di un soggetto che non è completamente autonomo e che non può completamente sostituire le organizzazioni degli imprenditori, possa invece dare.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo 28, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 29. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). A nome del Gruppo di Forza Italia chiedo la votazione a scrutinio segreto.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 29.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 41
Votanti 41
Maggioranza 22
Favorevoli 13
Contrari 28
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - LIPPI - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - OBINO - OPPIA - PITTALIS - SANNA Salvatore - SCHIRRU - SECCI - TUNIS Marco - USAI Pietro - ZUCCA.)
Si dia lettura dell'articolo 29.
CONCAS, Segretaria:
Art. 29
Parere del Comitato regionale
per il servizio radiotelevisivo
1. Il Comitato regionale per il servizio radiotelevisivo, esprime il proprio parere sul programma annuale di cui all'articolo 30, sul piano annuale di cui all'articolo 32 e sul rendiconto analitico delle spese di pubblicità della Regione da inviare al Garante per la radiodiffusione e l'editoria ai sensi dell'articolo 32, comma 2, entro quindici giorni dalla data di ricevimento di tali atti.
2. Trascorso inutilmente il termine di cui al comma 1, i pareri si considerano positivi.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 30.
CONCAS, Segretaria:
Art. 30
Programma annuale di intervento
1. All'attuazione degli interventi indicati dai capi II e III si provvede sulla base di un programma annuale così articolato:
a) relazione sullo stato dell'informazione e della stampa periodica in Sardegna;
b) indicazione degli indirizzi e dei criteri assunti a base dell'elaborazione del programma per il perseguimento dalle finalità previste dalla presente legge;
c) specificazione dei singoli interventi che si intendano finanziare nel corso dell'esercizio, con l'indicazione del relativo ammontare della spesa.
2. Il programma, predisposto dall'Assessore della pubblica istruzione, sentito il Comitato regionale per il servizio radiotelevisivo, è approvato dalla Giunta regionale ed è trasmesso alla Commissione consiliare competente per materia, entro due mesi dalla data di pubblicazione della legge di bilancio.
3. Qualora la Commissione non esprima il proprio parere entro trenta giorni dalla data di ricevimento, esso si considera positivo.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato l'emendamento numero 22. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Ghirra per illustrare l'emendamento numero 22.
GHIRRA (Progr. Fed.), relatore. Si dà sostanzialmente per illustrato, nel senso che era prevista una relazione sullo stato dell'informazione, mentre è ovvio che sia sullo stato dell'informazione radiotelevisiva, perché è di quella che ci occupiamo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore alla pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
BALLERO (F.D.S.-Progr. Sard.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. La Giunta si associa al parere del relatore.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 22. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 30. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 31.
CONCAS, Segretaria:
Capo IV
Disciplina della comunicazione istituzionale a carattere pubblicitario
Art. 31
Comunicazione istituzionale a carattere pubblicitario
1. Nell'ambito della finalità di cui all'articolo 1, le iniziative di comunicazione istituzionale a carattere pubblicitario sono rivolte a:
1) promuovere l'immagine e le attività della Regione;
2) far conoscere ai cittadini il funzionamento e le modalità di accesso ai servizi pubblici;
3) sensibilizzare i cittadini su argomenti specifici di comportamento civico, sociale ed economico;
4) informare su atti di particolare importanza per i quali non siano sufficienti le forme ordinarie di pubblicazione.
2. Le iniziative pubblicitarie di qualsiasi genere non devono essere personalizzate.
3. Ai fini della presente legge si intende per comunicazione istituzionale a carattere pubblicitario quella diffusa attraverso i mezzi di comunicazione di massa mediante l'acquisto di spazi pubblicitari, escluse le comunicazioni effettuate in adempimento di obblighi di pubblicità legale e quelle finalizzate alla promozione e tutela delle attività produttive.
4. Per mezzi di comunicazione di massa si intendono la stampa quotidiana e periodica, compresa l'annuaristica, l'emittenza radiofonica e televisiva, qualunque sia la tecnologia utilizzata, il cinema, le affissioni ed altre pubblicazioni finalizzate a conseguire gli obiettivi di cui al comma 1 del presente articolo.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 32.
CONCAS, Segretaria:
Art. 32
Piano annuale per la comunicazione istituzionale
1. La Regione predispone annualmente uno specifico piano per la comunicazione istituzionale, comprensivo della spesa che gli enti regionali destinano alla propria pubblicità istituzionale, nell'ambito del programma di cui all'articolo 83 della legge regionale 7 aprile 1995, n. 6. Il piano indicherà i criteri seguiti nell'assegnazione della pubblicità alle varie aziende o testate iscritte nei registri di cui agli articoli 23 e 27 e nella scelta degli altri mezzi finalizzati a conseguire gli obiettivi di cui al comma 1 dell'articolo 31.
2. Il piano annuale di riparto delle spese pubblicitarie, predisposto dal Presidente della Giunta regionale, sentito il Comitato regionale per il servizio radiotelevisivo, con le modalità di cui all'articolo 29, è deliberato dalla Giunta regionale e trasmesso al Consiglio entro due mesi dalla pubblicazione della legge di bilancio, per l'approvazione finale.
3. Almeno il 25% della spesa pubblicitaria annuale è destinato alla pubblicità da diffondere attraverso la stampa periodica locale; almeno il 25% è destinato alla pubblicità da diffondere attraverso emittenti radiofoniche, almeno il 25% è destinato alla pubblicità da diffondere attraverso le emittenti televisive.
4. Tutte le spese afferenti alla pubblicità istituzionale dell'Amministrazione regionale sono imputate al capitolo del bilancio regionale già istituito nello stato di previsione della spesa della Presidenza della Giunta regionale, dall'articolo 83 della legge n. 6 del 1995.
5. Dell'attuazione del piano è data comunicazione al Garante per la radiodiffusione e l'editoria, mediante invio di un rendiconto analitico.
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 41 e 23. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Fois Paolo per illustrare l'emendamento numero 41.
FOIS PAOLO (Progr. Fed.). L'emendamento è stato presentato in previsione dell'accoglimento degli emendamenti tecnici che abbiamo illustrato poc'anzi, quindi ne propongo l'approvazione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Ghirra per illustrare l'emendamento numero 23.
GHIRRA (Progr. Fed.), relatore. Sulla stessa lunghezza d'onda di alcuni problemi sollevati poc'anzi dai colleghi del Gruppo di F.I., si vuole chiarire che si tratta di emittenti radiofoniche e televisive private locali.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Solo per far notare che nell'emendamento numero 41, per un evidente errore di scrittura, non è indicato dopo "comma 5" a quale articolo si riferisce.
PRESIDENTE. In sede di coordinamento verrà…
BONESU (P.S.d'Az.). No, qua occorre sapere quale è l'articolo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Fois. Ne ha facoltà.
FOIS PAOLO (Progr. Fed.). Si tratta del comma 5 dell'articolo 1 della legge 31 luglio 1997.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 41. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 32. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 23. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 33.
CONCAS, Segretaria:
Art. 33
Promozione e tutela delle attività produttive
1. Il programma degli interventi di promozione e tutela delle attività produttive di cui all'articolo 83 della Legge n. 6 del 1995 persegue, compatibilmente con le esigenze di mercato, le finalità di cui all'articolo 1, comma 1, della presente legge.
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 30 e 31. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per illustrare l'emendamento numero 30.
BALLETTO (F.I.). Mi sembra, se non ricordo male, che il punto 1, e quindi il comma 1, dovrebbe essere decaduto perché è stato soppresso in precedenza l'articolo al quale fa riferimento. Mi aiuti, Presidente, non vorrei sbagliarmi, no è l'articolo 27. Allora no, va bene. Questo emendamento si propone di evitare un inutile, si ritiene che possa essere tale, requisito per quelle testate che già esistono al momento in cui l'attuale legge entra in vigore. Il secondo comma si ricollega a quanto abbiamo detto in precedenza, quindi lo spirito è il medesimo quando si è parlato dell'integrazione del parere che la Regione deve ottenere dal Comitato radiotelevisivo in relazione alla formazione professionale. Le finalità sono perfettamente identiche quindi con questo spirito si propone che ogniqualvolta la Regione debba sentire il parere di quell'organismo, questo debba essere integrato dai componenti che rappresentano appunto le associazioni di categoria.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Ghirra.
GHIRRA (Progr.Fed.), relatore. La Commissione non accoglie i due emendamenti, non accoglie in particolare, intanto vorrei fare chiarezza su un punto, soprattutto il collega Balletto che fa parte della Commissione bilancio sa quanto me penso e quanto tutti gli altri colleghi che questa Regione con le sue leggi ha istituito negli ultimi anni prima di questa legislatura 75 comitati e 72 commissioni che praticamente non si riuniscono mai cioè spesso il fine delle leggi è istituire comitati. Allora noi, questo Consiglio regionale, invece, ha votato dopo anni un Comitato regionale radiotelevisivo che nei fatti si è dimostrato funzionale. Ora non è che noi, come dire, abbiamo una passione particolare per il Comitato regionale radiotelevisivo, è istituito per legge e piuttosto che istituire altri comitati o creare altri organismi che poi non funzionavano noi abbiamo pensato di affidare al CORERAT il compito di esprimersi anche su questi pareri. Questa idea che bisogna integrarlo con rappresentanti delle singole categorie mi sembra un'idea limitata anche perché tra l'altro si escludono altre categorie che probabilmente avrebbero pari titolo e non si capisce perché non devono essere rappresentati allora gli editori radiofonici e radiotelevisivi e i direttori televisivi, insomma sarebbero discriminati quindi io non capisco questa insistenza nel creare strutture farraginose che già in una Regione che si caratterizza storicamente, ahimè, anche oggi per una sostanziale difficoltà ad amministrare, cioè continuare col mettere su comitati, commissioni e allargare a nuove categorie non è un fatto di democrazia, è un fatto di blocco. Già sono convinto delle difficoltà di mettere in piedi questa legge visto che oggi gli uffici probabilmente non sono in grado di attuare la parte relativa all'informazione. Ora aggravare a priori con la creazione di nuovi apparati mi sembra utile magari per nominare in qualche commissione qualcuno che ritiene di avere una voce in capitolo, ma di fatto un nuovo strumento per rendere farraginosa la macchina amministrativa. Da qui il parere negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
BALLERO (F.D.S.-Progr.Sar.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. La Giunta concorda con il parere del relatore e in particolare sottolinea che il numero 2 degli emendamenti determinerebbe un appesantimento procedurale fortemente negativo per l'azione amministrativa.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 33. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 30. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 31. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Si dia lettura dell'articolo 34.
CONCAS, Segretaria:
Capo V
Norme finali
Art. 34
Abrogazione di norme
1. Sono abrogate, in particolare, le seguenti leggi e disposizioni:
a) legge regionale 24 ottobre 1952, n. 35;
b) legge regionale 27 maggio 1953, n. 11;
c) legge regionale 20 giugno 1977, n. 23;
d) articolo 80, commi 1 e 5, della legge regionale 30 aprile 1991, n. 13;
e) articolo 78, comma 1 e articolo 55, comma 1 della legge regionale 1989, n. 18;
f) articolo 100 della legge regionale 28 febbraio 1992, n. 6
g) articolo 44, legge regionale 21 dicembre 1996, n. 37.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Bonesu per illustrare l'emendamento numero 12.
BONESU (P.S.d'Az.). Non so se l'emendamento a questo punto va votato perché è una conseguenza dell'accoglimento all'articolo 4 dell'emendamento numero 10. Per cui in effetti il Consiglio ha già deciso sul punto.
PRESIDENTE. L'emendamento si considera ritirato.
BONESU (P.S.d'Az.). Presidente, io ritenevo che non sia votabile perché in sede di coordinamento va comunque soppressa quella lettera.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
BALLERO (F.D.S.-Progr.Sar.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Presidente io ritengo che invece sia conformabile perché con l'approvazione dell'emendamento a cui ha fatto riferimento Bonesu è stata sì soppressa un'indicazione di priorità, ma il mantenimento della legge numero 23/77 è indispensabile perché possa avvenire l'utilizzazione del materiale (?) senza le formalità a cui si è richiamato lo stesso onorevole Bonesu nell'illustrazione del precedente emendamento e quindi senza rubricazione, inventario e provvedimento di dismissione che sarebbe una complicazione non gestibile per l'amministrazione.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Ghirra.
GHIRRA (Progr.Fed.), relatore. La Commissione è favorevole.
PRESIDENTE. La Giunta ha già espresso...ha domandato di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
BALLERO (F.D.S.-Progr.Sar.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. In sede di coordinamento ovviamente, come diceva Bonesu, può essere risistemato ma credo che il principio vada affermato.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 12. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 34. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 35.
CONCAS, Segretaria:
Art. 35
Norma finanziaria
1. Le spese previste per l'attuazione della presente legge sono valutate in lire 4.500.000.000 annue a decorrere dall'anno 1998.
2. Nel bilancio pluriennale della Regione per gli anni 1997-1999 sono apportate le seguenti variazioni:
IN DIMINUZIONE
03 - STATO DI PREVISIONE DELL'ASSESSORATO DELLA PROGRAMMAZIONE, BILANCIO, CREDITO E ASSETTO DEL TERRITORIO
Cap. 03016 - Fondo speciale per fronteggiare spese correnti dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11, art. 2, L.R. 8 marzo 1993, n. 8 e art. 34, comma 2, L.R. 8 marzo 1997, n. 9)
1997 lire -------
1998 lire 2.000.000.000
1999 lire 2.000.000.000
mediante riduzione della voce 4 della tabella A allegata alla legge regionale 8 marzo 1997, n. 8.
11- STATO DI PREVISIONE DELL'ASSESSORATO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE, BENI CULTURALI, INFORMAZIONE, SPETTACOLO E SPORT
Cap. 11090 -
Contributi e sussidi, sotto forma di acquisto di esemplari di opere già pubblicate, per favorire lo sviluppo di attività editoriali (artt. 1 e 2, lett. a), L.R. 24 ottobre 1952, n. 35)
1997 lire --------
1998 lire 1.500.000.000
1999 lire 1.500.000.000
Cap. 11090-01 -
Spese per la partecipazione della Regione fiere annuali del libro (art. 78, 1° comma, L.R. 30 maggio 1989, n. 18, art. 55, L.R. 22 gennaio 1990, n. 1, art. 80, L.R. 30 aprile 1991, n. 13 e art. 4, comma 3, della legge finanziaria)
1997 lire -------
1998 lire 1.000.000.000
1999 lire 1.000.000.000
IN AUMENTO
01 - STATO DI PREVISIONE DELLA PRESIDENZA DELLA GIUNTA
Cap. 01090 (D.V.)
Fondo per gli interventi di pubblicità istituzionale, promozione e tutela delle attività produttive e sociali, nonchè dell'immagine della Sardegna (art. 83, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, art. 2, L.R. 10 novembre 1995, n. 28, artt. 59 e 65, L.R. 15 febbraio 1996, n. 9 e artt. 32 e 33 della presente legge)
02 - STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA DELL'ASSESSORATO DEGLI AFFARI GENERALI, PERSONALE E RIFORMA DELLA REGIONE
Cap. 02102 -
Medaglie fisse di presenza, indennità di trasferta, rimborsi di spese di viaggio e indennità per uso di auto proprie o di mezzi gratuiti ai componenti e ai segretari di commissioni, comitati e altri consessi, istituiti dagli organi dell'Amministrazione regionale (artt. 7 e 17 bis, L.R. 11 giugno 1974, n. 15, L.R. 19 maggio 1983, n. 14, L.R. 27 aprile 1984, n. 13 e L.R. 22 giugno 1987, n. 27)
1997 lire -------
1998 lire 20.000.000
1999 lire 20.000.000
07 - STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA DELL'ASSESSORATO DEL TURISMO, COMMERCIO E ARTIGIANATO
Cap. 07046 (D.V.)
Contributo agli enti promotori ed organizzatori di fiere, mostre, ed esposizioni nazionali e regionali e per agevolare la partecipazione di enti e privati a tali manifestazioni nazionali ed estere (L.R. 21 giugno 1950, n. 16); contributi per la partecipazione delle imprese commerciali, industriali e artigianali ad iniziative di promozione commerciali (art. 60, primo comma, L.R. 31 ottobre 1991, n. 35 e art. 83, L.R. 7 aprile 1995, n. 6 e art. 6 della presente legge)
1997 lire -------
1998 lire 350.000.000
1999 lire 350.000.000
11- STATO DI PREVISIONE DELL'ASSESSORATO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE, BENI CULTURALI, INFORMAZIONE, SPETTACOLO E SPORT
Cap. 11098- (N.I.) 2.1.1.4.1.2.06.06 (05.04)
Spese per l'acquisto di opere editoriali a scopo di sostegno (art. 4 della presente legge)
1997 lire -------
1998 lire 800.000.000
1999 lire 800.000.000
Cap. 11098-01 - (N.I.) 2.1.1.4.1.2.06.06 (05.04)
Contributi per l'acquisto di materie prime e di servizi (art. 5 della presente legge)
1997 lire -------
1998 lire 400.000.000
1999 lire 400.000.000
Cap. 11098-02- (N.I.) 2.1.1.4.1.2.06.06 (05.04)
Spese per le campagne pubblicitarie e commercializzazione di opere editoriali per la diffusione al di fuori del territorio regionale (art. 7 della presente legge); spese per la partecipazione e la realizzazione di fiere e mostre editoriali (art. 8, comma 1 della presente legge); spese per la promozione del libro edito in Sardegna (art. 8, comma 2 della presente legge
1997 lire -------
1998 lire 1.300.000.000
1999 lire 1.300.000.000
Cap. 11098-03 - (N.I.) 2.1.1.6.3.2.06.06 (05.04)
Contributi per il pagamento dei diritti d'autore alle case editrici (art. 10 della presente legge)
1997 lire -------
1998 lire 50.000.000
1999 lire 50.000.000
Cap. 11098-04 - (N.I.) 2.1.1.4.1.2.06.06 (05.04)
Spese per la pubblicazione di opere di particolare valore (art. 12 della presente legge)
1997 lire -------
1998 lire 150.000.000
1999 lire 150.000.000
Cap. 11098-05 (N.I.) 2.1.1.6.3.2.06.06 (05.04)
Contributi alle aziende editoriali per l'abbattimento dei costi di prestampa e stampa, e per il miglioramento dei servizi di distribuzione dei giornali (art. 21, lett. c) ed f) della presente legge)
1997 lire -------
1998 lire 130.000.000
1999 lire 130.000.000
Cap. 11098-06 (N.I.) 2.1.2.4.3.4.06.06 (05.04)
Fondo per la concessione di garanzia fidejussoria e per la concessione di contributi in conto interessi per acquisto di servizi e tecnologie, per l'acquisto e la locazione di locali e per il sostegno di iniziative di collaborazione ed integrazione tra testate (art. 21, comma 2 e art. 26, comma 2 della presente legge)
1997 lire -------
1998 lire 1.000.000.000
1999 lire 1.000.000.000
Cap. 11098-7 (N.I.) 2.1.1.6.3.2.06.06 (05.04)
Contributi alle imprese radiotelevisive per le spese di collegamento con le agenzie di stampa e banche dati e per la realizzazione di programmi finalizzati all'integrazione europea (art. 26, lett. d) ed e) della presente legge)
1997 lire -------
1998 lire 300.000.000
1999 lire 300.000.000
2. Le spese relative agli interventi previsti dal comma 1, lett. a) dell'articolo 21 e dal comma 1, lett. a) dell'articolo 26 fanno carico alle disponibilità del capitolo 09042/03.
3. Agli oneri per gli anni successivi al 1999 si provvede con la legge di bilancio.
4. Le spese per l'attuazione della presente legge gravano sui citati capitoli del bilancio della Regione per il triennio 1997-1999 e sui corrispondenti capitoli dei bilanci per gli anni successivi.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato l'emendamento numero 1 sostitutivo totale e l'emendamento numero 42, all'emendamento numero 1, sostitutivo parziale. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Paolo Fois.
FOIS PAOLO (Progr. Fed.). L'emendamento numero 1 ha la sua giustificazione nel fatto che, a seguito dell'approvazione della legge finanziaria, le risorse di cui si poteva disporre per il 1999 si erano ridotte e quindi occorreva procedere ad una ridistribuzione delle risorse stesse all'interno dei diversi capitoli. Per quanto riguarda l'emendamento numero 42 che rettifica quanto previsto nell'emendamento numero 1 si tratta appunto di una rettifica perché originariamente il rinvio era operato ad una sola legge, la numero 21, quella più conosciuta perché istituisce appunto il Consorzio 21 mentre ad un più attento esame è risultato chiaro che una cosa sono gli interventi di cui all'articolo 9 della legge che riguardano appunto gli interventi, i servizi per la formazione e lo sviluppo di forme associative e altra cosa invece sono quegli interventi di cui all'articolo 3 e all'articolo 26 che ricadono sull'applicazione di un'altra legge numero 21, quella del 28 aprile 1993, che riguarda appunto gli interventi a favore delle imprese industriali. Era una correzione di un errore che avevamo commesso nella prima formulazione del testo dell'emendamento.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Ghirra.
GHIRRA (Progr. Fed.), relatore. Il relatore lo accoglie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
BALLERO (S.F.D. Progr. Sard.). La Giunta lo accoglie.
PRESIDENTE. Sono in discussione l'articolo e gli emendamenti. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, già in sede di discussione generale avevo detto che questo era uno dei problemi della legge. L'emendamento numero 1 è un qualche cosa di obbligato credo di fronte al bilancio triennale e alla previsione per il 99. Però se nel 99 queste diventano le cifre effettive io credo che alla editoria stiamo dando ben poco e anzi alla editoria libraria stiamo levando molto. Per cui se lo intendiamo come una copertura tecnica della legge posso essere anche d'accordo. Nella sostanza non sono minimamente d'accordo e credo che questo sarà il problema che discuteremo in sede di bilancio del 1999.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Sono assolutamente d'accordo con il collega Bonesu. E al riguardo propongo all'aula e soprattutto al relatore, che deve esprimere al riguardo il parere, se sia possibile proprio per venire incontro alla editoria libraria di prevedere all'interno dello stanziamento già previsto e quindi all'interno dei capitoli che hanno già risorse ben definite la possibilità di spostare, di trasferire alcune somme. Per esempio ci pare eccessiva la previsione di un miliardo e trecento milioni del capitolo 11098/02, spese per le campagne pubblicitarie e per la commercializzazione di opere editoriali per la diffusione al di fuori del territorio regionale. Si potrebbe una parte del miliardo e trecento milioni previsto per questo capitolo trasferirlo al capitolo 11098, capitolo di nuova istituzione, quello relativo alle spese per l'acquisto di opere editoriali a scopo di sostegno. Mi pare che in questo modo possa trovare giustificazione l'azione positiva della Regione. E propongo, ma questo sarà eventualmente oggetto di valutazione, il trasferimento di almeno un miliardo del miliardo e trecento milioni previsti dal capitolo 11098/02 al capitolo 11098. Un altro breve ma significativo per gli operatori del settore, soprattutto, di prevedere un aumento da lire 50 milioni a lire 100 milioni del capitolo 11098/03, contributi per il pagamento dei diritti di autore, e la corrispondente riduzione di 50 milioni del capitolo 11098/04, capitolo spese per la pubblicazione di opere di particolare valore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ghirra. Ne ha facoltà.
GHIRRA (Progr. Fed.), relatore. Io sono ammirato dalla serenità con cui l'onorevole Pittalis propone questi spostamenti. Gli devo dire che ne abbiamo discusso a lungo degli stessi temi in commissione. Debbo dire che la sede per questo tipo di analisi è proprio la Commissione in sostanza. Quindi il relatore in quanto riferisce a nome della Commissione non può ovviamente farsi dominare dal suo istinto personale, perché io stesso ho suggerito alcune di queste proposte, non questa sul diritto d'autore, perché la informo che questa mattina è stata cassata la norma sul diritto di autore, quindi è complicato raddoppiarla; per cui direi che se non c'è una formalizzazione, una discussione del Consiglio, il relatore non può accogliere personalmente queste proposte. Semmai mi sembra più seria e più laboriosa e anche più utile per l'editoria libraria ma anche per l'editoria in generale, perché la legge è assolutamente gracile sul piano finanziario, che in sede di formazione del bilancio si trovino delle somme per questo settore. Perché se si vuole davvero investire nella cultura, nei libri, nella informazione, nel racconto di sé di questa terra al mondo, quella è la sede in cui si dimostra che lo si vuol fare.
PRESIDENTE. Faccio presente che l'articolo 10 della legge è stato soppresso; quindi questi 50 milioni del capitolo 11098/03 dobbiamo sapere dove vanno.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.): Io propongo che la questione possa tornare ma proprio brevemente in Commissione per questo aggiustamento di bilancio e così consentire anche la rapida approvazione dell'intero testo entro questa sera. Se si ritenesse di sospendere anche dieci minuti per convocare la Commissione così da fare una valutazione sulla questione che ho prima sottoposto alla attenzione dell'aula.
GHIRRA (Progr. Fed.). Appunto al capitolo 11098, all'acquisto dei libri, che potrebbe risolvere il problema.
PRESIDENTE. Riepilogando, il capitolo 11098 acquisisce i 50 milioni di cui al capitolo soppresso 11098/03 e chiedo se la proposta dell'onorevole Pittalis è accolta per una breve sospensione oppure se si può procedere, perché chiaramente se nn c'è l'unanimità non la accolgo.
Ha domandato di parlare il consigliere Fois Paolo. Ne ha facoltà.
FOIS Paolo (Progr. Fed.). Per decidere, se siamo d'accordo non c'è bisogno di tornare in Commissione, come utilizzare i 50 milioni. Credo che inserirli nel capitolo 11098 sia una proposta accettabile.
PRESIDENTE. Onorevole Fois sui 50 milioni pare che ci sia l'accordo, è il resto della proposta dell'onorevole Pittalis che deve essere discussa se c'è questa volontà.
FOIS Paolo (Progr. Fed.). Mi sembra di capire che si tratta di prevedere modifiche per il prossimo anno.
PITTALIS (F.I.). Dal momento della entrata in vigore della legge.
FOIS Paolo (Progr. Fed.). Il momento della entrata in vigore della legge, intanto discutiamo quell'articolo. Poi se sorgessero delle perplessità sulla data di entrata in vigore della legge, se la legge non troverà applicazione in questo esercizio finanziario mi sembra inutile prevedere un passaggio in Commissione. Se invece si ritiene che debba trovare applicazione sin da quest'anno allora una riunione della Commissione sarebbe opportuna.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento 42. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
L'articolo 35, così com'era è soppresso.
Si dia lettura dell'articolo 36.
CONCAS, Segretaria:
Art. 36
Entrata in vigore
1. La presente legge entra in vigore il 1° gennaio 1998
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Paolo Fois per illustrare gli emendamenti
FOIS PAOLO (Progr. Fed.). Illustro brevemente i due emendamenti. Il primo, che è il numero 5, che viene ovviamente sostituito dal numero 43, si limitava a prevedere un rinvio dell'entrata in vigore della legge al 1° gennaio del 1999, tenendo conto del fatto che, appunto, era prevedibile che da un lato la legge non sarebbe stata approvata e pubblicata sul BURAS prima del giugno di quest'anno e che comunque si poneva il problema del reperimento delle risorse finanziarie per quanto riguarda le parti "altre", diverse dall'editoria libraria, che non erano state finanziate per il 1998. Il secondo emendamento, il numero 43, nasce da una riflessione cui ho fatto riferimento stamane, sul problema più generale del rapporto tra questa legge e gli obblighi comunitari in tema di aiuti di Stato. Poiché questa legge in larga misura è una legge incentrata su incentivi e interventi a favore delle imprese editoriali, è verosimile che la legge stessa possa formare oggetto di rilievi da parte del Governo, se noi la trasmettiamo al Governo senza avere prima ottenuto l'assenso da parte della Commissione europea, ai sensi dell'articolo 92 del Trattato istitutivo della Comunità europea. Parleremo di questo punto più nel dettaglio, quando affronteremo l'esame della proposta di legge numero 323, però voglio brevemente dire che, appunto, la notifica può avvenire sia quando ci troviamo a livello di proposta o di disegno di legge esitato dalla Commissione, sia una volta che la legge viene approvata dal Consiglio, ma con un rinvio dell'efficacia della legge nella sua entrata in vigore una volta che la Commissione abbia espresso parere favorevole. Poiché ci troviamo allo stadio dell'esame della legge da parte del Consiglio, e poiché è verosimile che il Consiglio si pronunci per l'approvazione di questa legge, è sembrato opportuno introdurre una norma che, tenendo ferma la data del 1° gennaio 1999, specifichi che l'entrata in vigore è in relazione al fatto che la Commissione abbia dato il parere favorevole.
Poiché il parere favorevole da parte della Commissione non interverrà prima di un paio di mesi, vi sono delle ragioni ulteriori per prevedere questo rinvio dell'entrata in vigore della legge al 1° gennaio del 1999, dato che un'entrata in vigore di questa legge, subito dopo il parere favorevole, supponiamo ad ottobre del 1998, creerebbe dei problemi di finanziamento. Quindi è una norma, questa, che opportunamente fa rinvio alle norme comunitarie, al cui rispetto noi ci siamo già richiamati all'articolo 1, e stima che la sua entrata in vigore, verosimilmente, sarà quella del 1° gennaio 1999.
Qualora per ipotesi, ma si tratta di un'ipotesi di scuola, questo non dovesse verificarsi, abbiamo previsto che l'entrata in vigore sarà successiva alla pubblicazione dell'avviso dell'avventura approvazione sul BURAS, e quindi, appunto, agli inizi dell'anno. Comunque ritengo che la previsione dell'entrata in vigore dal 1° gennaio del 1999 sia realistica e quindi da accettare.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Ghirra.
GHIRRA (Progr. Fed.), relatore. E' favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
BALLERO (F.D.S.-Progr. Sard.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Il parere della Giunta è favorevole. Però mi pare opportuno sottolineare che forse in sede di coordinamento bisognerebbe apportare un leggero correttivo alla formulazione dell'articolo, su cui richiamo l'attenzione anche del proponente, perché mi pare che non sia considerata l'ipotesi della pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione della decisione eventualmente favorevole della Commissione europea che avvenga entro il corrente anno, perché senza questo non c'è poi certezza che la legge possa diventare operativa dal 1° gennaio 1999, e rimarrebbe una situazione di indeterminatezza. Direi che la pubblicazione sul BURAS va comunque fatta anche se avviene durante il corrente anno, in modo che si abbia certezza che con il 1° gennaio 1999 siano rimossi gli ostacoli, però non c'è un obbligo. Quindi potrebbe non avvenire, e quindi rimanere in una situazione di incertezza.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 43. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS (F.I.). Signor Presidente, cari colleghi, questa legge ha sicuramente luci ed ombre; indubbiamente interviene in un settore in cui la necessità di agevolazioni, da un punto di vista economico, sono notevoli. Mi sia permesso però di fare un piccolo inciso, per cui questa legge veramente non mi piace, in un articolo, che è l'articolo 24, nella lettera c). Non possiamo noi sostituirci ai cittadini che pagano il canone televisivo e le cui somme che arrivano alla RAI poi non vengono distribuite nel territorio. RAI 3 è parte integrante del servizio della concessionaria pubblica televisiva, e noi non possiamo sostituirci né ai cittadini, né dovremo farlo, almeno sin tanto che la RAI non riprende quello che era il lavoro di programmazione all'interno della rete 3 della Sardegna. La sospensione della programmazione in Sardegna ha portato al licenziamento, anzi il termine licenziamento non è giusto, all'allontanamento di almeno 50 persone che lavoravano per il servizio pubblico televisivo. Io non accetto che la Regione Sardegna contribuisca al finanziamento di una rete pubblica, fintanto che la stessa rete, primo non ha avviato il federalismo che deve avviare, ovvero rendere indipendente la terza rete; secondo, fin tanto che la stessa rete non si interessi solo ed esclusivamente di programmi regionali. Fin quando ci saranno i programmi nazionali sulla Rete 3, fin tanto che si pagherà il canone anche per la Rete 3 io trovo ingiustificato l'intervento che fa la Regione Sardegna, su cui quest'Aula ha votato a favore, per un ente la cui concessione televisiva pubblica viene finanziata già abbondantemente con i soldi dei cittadini sardi. Pertanto, signor Presidente, questa per me è una formale protesta su quello che si sta facendo in quest'aula. Non ci possiamo sostituire a quello che è già il pagamento che viene fatto tramite i canoni, soprattutto laddove la concessionaria televisiva pubblica destina alla Rai 3 regionale veramente degli spazi di intervento molto modesti ed è soprattutto quasi assolutamente assente la programmazione regionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Fois. Ne ha facoltà.
FOIS PAOLO (Progr. Fed.). Signor Presidente, per sottolineare che con questa legge noi non abbiamo previsto una lira a favore della Rai.
FLORIS (F.I.). Non l'abbiamo esclusa, Fois.
FOIS PAOLO (Progr. Fed.). Abbiamo previsto la conclusione di una convenzione in cui non soltanto gli aspetti finanziari verranno regolati, ma verranno regolati e incentivati i rapporti che finora la Rai non stabilisce con la Regione, non considerandola un interlocutore. Quindi l'idea della convenzione è uno dei modi possibili per costringere la RAI a venire a discutere il problema più generale del ruolo che la RAI, RAI 3 deve svolgere nel territorio regionale, nella previsione naturalmente di altri interventi che tendano a fare di RAI 3 uno strumento della informazione in un ordinamento di tipo federale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, voterò a favore della approvazione della legge, ma solo in base al principio che è meglio fare la legge che non farla, perché effettivamente su questa legge ci sono delle ombre. In primo luogo è una legge a futura memoria, perché chiaramente, anche andando tutto bene, il primo programma operativo di questa legge diverrà esecutivo nell'aprile del 1999, il che vuol dire che praticamente è una legge che entrerà in vigore quando scadrà questo Consiglio. Il che è un fattore negativo, perché il settore della informazione e della editoria chiaramente aveva bisogno di interventi urgenti che questa legge non prevede, ma può essere anche un fattore positivo. Per esempio il problema del rapporto con la RAI è rinviato a una convenzione che opererà anche in una situazione della RAI penso diversa da quella attuale, per cui il discorso eventualmente potrà essere riaffrontato. Come credo che vada riaffrontato non solo il problema dei finanziamenti, e avremo l'opportunità nel bilancio 1999 di ridiscuterne, ma anche il problema delle agevolazioni finanziarie e dell'inquadramento delle imprese. Effettivamente è saltata fuori la questione dei benefici finanziari, decidendosi alla fine di dare gli stessi benefici delle aziende industriali che utilizzano i consorzi fidi. Credo che vada risolto un problema a monte, che era quello dell'emendamento che abbiamo proposto e che non è stato accolto, dell'inquadramento delle piccole aziende del settore nel settore artigiano. Siccome il non accoglimento è stato motivato da questioni formali vuol dire che presenteremo una proposta di legge per il riordino delle aziende artigiane, dei criteri per la classificazione delle aziende artigiane, al fine di includere settori come questo, ma anche settori come quello per esempio della produzione di hardware e software da parte di piccole aziende che lo stesso sono escluse dal settore artigiano, mentre anche per quelle aziende l'inquadramento nel settore artigiano sarebbe estremamente opportuno. Fatte queste riserve, voterò a favore della legge, appunto, meglio la legge che nessuna legge.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (A.N.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, la Regione sarda credo che aveva e ha necessità di una legge sulla editoria, al fine di disciplinare in modo organico gli interventi nei diversi settori della informazione scritta e parlata, colmando una grave lacuna, sempre causa di lamentele.
Come ho detto durante la discussione generale, Alleanza Nazionale si è fatta carico di questa esigenza, recependo le istanze che da sempre provenivano sia dall'opinione pubblica che dal vasto mondo della informazione, interpretando specialmente le grida di dolore provenienti dagli anelli più deboli della catena della informazione stessa, e presentando all'uopo una proposta di legge che oggi, finalmente, sta per essere esitata mi auguro in modo favorevole da quest'Aula.
Finalmente e con chiarezza vengono disciplinati gli interventi a sostegno della editoria libraria, della stampa regionale locale, delle emittenti radiofoniche e televisive locali, dando una possibilità a tutti di potersi proporre, avendone le capacità, in un mercato non sempre facile. A tutti noi è noto quante case editrici, quante testate giornalistiche e radiotelevisive sono comparse negli anni e quante di queste, principalmente per motivi economici, sono poi scomparse, rendendo più povera culturalmente la nostra società e gettando sul lastrico tanti lavoratori del settore. Ma una causa primaria della moria delle piccole testate e delle radio e televisioni a carattere principalmente locale è stata la ripartizione delle risorse pubblicitarie, di cui ci siamo interessati tante volte. Come ben sappiamo le piccole intraprese imprenditoriali, quelle che sicuramente avrebbero dovuto essere privilegiate e protette sono state spessissimo penalizzate in questa ripartizione. Lo dice il capo IV della legge, agli articoli 31 e 32, la Regione è portata a predisporre annualmente uno specifico piano per la comunicazione istituzionale, comprensivo della spesa che anche gli enti regionali destinano alla propria pubblicità istituzionale, dando la possibilità a chi ha i requisiti, e non più solamente a chi aveva santi in Paradiso, di poter avanzare richiesta in merito. Il piano predisposto dal Presidente della Giunta e ottenuto il parere del Comitato regionale radiotelevisivo passa poi al controllo ispettivo di ognuno di noi e infine alla approvazione dell'Aula proprio in nome della trasparenza. Si dovrebbe cioè cancellare, con questa legge, uno dei capitoli più scuri, più bui della nostra autonomia, che faceva della suddivisione della pubblicità istituzionale, sia della Regione che degli enti regionali, un mezzo per foraggiare in modo surrettizio chi era allineato col potere e che al momento opportuno avrebbe supportato chi munificamente aveva aperto i cordoni della borsa pubblica. Il Consiglio regionale, approvando questa legge, si fa interprete della volontà dei nostri conterranei di essere informati in modo completo, mediante un ventaglio di mezzi informativi di varia provenienza, favorendo per questo anche gli investimenti relativi alla acquisizione e alla innovazione tecnologica dei mezzi di produzione. Pertanto, pluralismo della informazione, trasparenza dei finanziamenti regionali, ammodernamento del settore e attivazione di linee di credito agevolato credo che siano i cardini di questa legge che mi portano a dare il voto favorevole alla legge. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Ghirra. Ne ha facoltà.
GHIRRA (Progr. Fed.), relatore. Mi pare, signor Presidente, colleghi, che il Consiglio abbia fatto un buon lavoro. E' un buon lavoro di una Regione povera di strumenti operativi nel settore della informazione, è un buon lavoro soltanto se sarà seguito da atti politici concreti a forti, in sede di Commissione bilancio, in sede di formazione del bilancio, cioè se dimostreremo di volere davvero investire nella cultura, che viene spesso evocata, ma che non viene considerata dalla classe dirigente isolana uno strumento di crescita civile prima di tutto, ma persino economica e sociale, a mio parere. E' un buon lavoro perché comunque cerchiamo di dare razionalità a settori importanti della nostra vita. Come diceva il collega Frau, e mi fa piacere che al di là delle nostre collocazioni consiliari possiamo dire parole simili. Sulla pubblicità istituzionale si sono fatte spessissimo delle polemiche, questo a mio parere fondatamente, ora, come dire, ci sono dei criteri di trasparenza su cui tutti, che rasserenano tutti noi. L'obiettivo vero della legge nelle difficoltà degli strumenti è quello di dare pari opportunità a chi è capace imprenditorialmente e quello di dar forza a quei piccoli imprenditori che rischiano anche il proprio danaro, che è una categoria molto rara in quest'isola perché l'assistenza domina, di dar forza e di tentare di aiutarli a stare sul mercato perché poi non basta l'assistenza pubblica, è il mercato che dice la parola decisiva sulla qualità e la quantità delle imprese, voglio dire che raccolgo anche alcune polemiche dei colleghi di Forza Italia per quanto riguarda la questione RAI, perché secondo me questa Regione ha il dovere di ingaggiare una vera e propria campagna perché la RAI, che è pagata dal canone che è un servizio pubblico, dia realmente alla Sardegna la voce per esprimere le sue potenzialità, se ne ha, talvolta dalla politica non vengono delle voci molto nitide e molto interessanti da recepire, ma la società e il mondo dell'impresa produce dei fatti che andrebbero conosciuti anche al di là della Sardegna, dunque la RAI ha il dovere di dare più spazio alla Sardegna. La convenzione non esclude quindi, l'idea della convenzione è uno degli strumenti che noi mettiamo in campo, ma non esclude una campagna di contestazione e di rivendicazione perché i gruppi dirigenti della RAI diano alla Sardegna il ruolo che merita, però mi rivolgo e non polemicamente ma (?) ai colleghi di Forza Italia perché questa tematica della presenza della Sardegna sull'informazione nazionale venga sviluppata anche verso i grandi network privati che sono è vero delle grandi aziende commerciali e politiche, ma sono anche degli strumenti di informazione. Quindi è giusto che chiediamo anche a loro di dare la voce e presenza alla nostra isola. Dimenticavo, io trovo molto importante quanto diceva prima il collega Bonesu e come dire do appuntamento a quella discussione perché mi pare giusto che si possa porre il problema di estendere anche a questo settore alcune delle norme previste per il settore dell'artigianato perché soprattutto le piccole realtà possano trovare in quelle norme uno strumento per la loro crescita.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Come ha detto il collega Frau, meglio questa legge che niente. L'ha detto Bonesu, chiedo scusa al collega Frau. Meglio questa legge che niente. Nell'intervento iniziale ho detto che in questa legge vi sono luci e ombre, vi sono infatti aspetti confusionari, vi è una certa espressione e una certa quantità di affermazioni di stampo demagogico, vi è una grossa parcellizzazione e polverizzazione degli interventi, non è stato forse nel dovuto modo tenuto conto dell'aspetto meritocratico ma ancora è molto presente e molto diffuso l'aspetto assistenziale del provvedimento. Tuttavia si riconosce il merito alla legge di essere intervenuta in un settore abbandonato a se stesso, in un settore dove il caos imperava e in una certa misura, anche se non in maniera del tutto soddisfacente, gli utenti avranno modo di inquadrarsi in un sistema. Sistema che, a mio modo di vedere, non funzionerà al meglio proprio perché talune indicazioni che Forza Italia ha voluto dare con la proposizione degli emendamenti non sono stati recepiti dalla maggioranza come è fatto che per altro avviene anche in altre circostanze quando si esaminano delle leggi, non vorrei dire per il bene della pluralità dell'informazione, per la incentivazione agli aspetti culturali della nostra isola che, ahinoi, si trovano ancora in situazioni penalizzanti, non vorrei concludere dicendo che in questa stanza c'è molta luce ma c'è molta oscurità nelle leggi che invece vengono prodotte.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Presidente, molto brevemente per preannunciare il voto favorevole del Gruppo di Forza Italia anche se sono state già opportunamente evidenziate alcune fondate perplessità che su questo testo abbiamo, un po' per le forzature perché si è voluto prevedere, e per noi questo è una vera e propria forzatura, tra i destinatari soggetti che istituzionalmente dovrebbero assumere l'esercizio del servizio pubblico radiotelevisivo e quindi non si comprende con quali finalità se non quella di creare, questo sì, un problema alle emittenti radiotelevisive private locali che dovranno concorrere con la concessionaria pubblica a ripartire le già esigue risorse previste dalla legge. Noi su questo preannuncio che saremo attenti e vigili e che la battaglia non si fermerà in questa occasione e in questa Aula, perché faremo di tutto perché la legge se approvata venga emendata di quella parte appunto che con dovizia di particolari ha già illustrato il collega Emilio Floris. Vi è un altro aspetto, e questo è l'ulteriore limite di questa legge, la poca attenzione verso la editoria libraria, scarsa attenzione per quello che riguarda la previsione delle risorse, o se si vuole la non adeguata, non corretta allocazione delle risorse, perché prevedere un miliardo e 700 milioni per spese per le campagne pubblicitarie e le partecipazione alle fiere, signori, si riduce spesso, non sempre, ma spesso più per una sorta di trasferta in massa di funzionari e di politici di questa Regione con ricadute davvero scarse per gli imprenditori del settore. L'editoria libraria ha necessità di sostegno, non di assistenza, di sostegno e quindi ben avrebbe fatto questo Consiglio, quest'Aula a destinare risorse adeguate al capitolo proprio previsto al riguardo. Su questo noi faremo come Gruppo le nostre proposte emendative nel corso della finanziaria prossima, ma speriamo che siano questi banchi a governare questa Regione perché avremmo sicuramente migliore attenzione di quanto purtroppo ne ha avuto oggi il centro sinistra.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
BALLERO (F.D.S.-Progr.Sar.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Presidente, volevo richiamare l'esigenza che la formulazione letterale di quest'ultima disposizione dell'emendamento sostitutivo dell'articolo 36 va in sede di coordinamento precisata al fine di chiarire che esiste un obbligo di pubblicazione della decisione favorevole della Comunità e che questo obbligo della pubblicazione deve essere adempiuto anche se interviene nel corrente anno, perché si dia certezza ai terzi che la clausola che sospende l'efficacia della applicazione degli aiuti è rimossa e che quindi la legge trova piena applicazione.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per cinque minuti e convoco una brevissima Conferenza dei Capigruppo.
(La seduta sospesa alle ore 19 e 46 viene ripresa alle ore 20.)
PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto. Prima di procedere alla votazione do la parola all'assessore Ballero per la formulazione del testo relativo alla approvazione di questa legge.
BALLERO (S.F.D. Progr. Sard.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Può essere aggiunto infine nel comma, così come è stato formulato "tale pubblicazione dovrà essere disposta anche nella eventualità che l'approvazione da parte della Commissione europea intervenga anteriormente al 1° gennaio 1999".
Votazione nominale
PRESIDENTE. Procediamo alla votazione con procedimento elettronico delle proposte di legge abbinate numero 172 e 198.
Rispondono sì i consiglieri: BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LIPPI - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SECCI - SERRENTI - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 55
Votanti 55
Maggioranza 28
Favorevoli 55
(Il Consiglio approva).
Sull'ordine del giorno
PRESIDENTE. Comunico che c'è una richiesta da parte della Giunta regionale in ordine alla proposta di legge numero 323 perché la proposta medesima, ai sensi dell'articolo 86, secondo comma, del Regolamento, torni in Commissione per delle piccole limature di carattere procedurale, formale. Se non vi sono obiezioni convoco la seconda Commissione per le ore nove. Il Consiglio riprenderà alle ore 10 di domani mattina.
La seduta è tolta alle ore 20 e 04.
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