Seduta n.129 del 05/10/2005 

CXXIX SEDUTA

(POMERIDIANA)

Mercoledì 5 ottobre 2005

Presidenza del Presidente SPISSU

indi

del Vicepresidente PAOLO FADDA

indi

del Presidente SPISSU

La seduta è aperta alle ore 16 e 46.

CASSANO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 22 settembre 2005 (124), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri Gavino Manca, Antonio Calledda e Adriano Salis hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 5 ottobre.

Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

Annunzio interrogazione

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interrogazione pervenuta alla Presidenza.

CASSANO, Segretario:

"Interrogazione SANCIU, con richiesta di risposta scritta, in merito alla chiusura della stazione delle Ferrovie della Sardegna di Tempio Pausania". (342)

Annunzio di interpellanza

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interpellanza pervenuta alla Presidenza.

CASSANO, Segretario:

"Interpellanza LA SPISA - PILI - SANJUST - CONTU - RASSU - SANCIU sulla riforma degli enti agricoli". (123)

Discussione dell'articolato della proposta di legge Pisu - Amadu - Caligaris - Sanjust - Cassano - Cerina - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Sanna Franco - Sanna Simonetta: "Modifiche alle norme sul difensore civico regionale" (152/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione dell'articolato della proposta di legge numero 152/A. Essendo stato sospeso l'articolo 1 in sede di Commissione, passiamo all'esame dell'articolo 2, a cui sono stati presentati quattro emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2 e dei relativi emendamenti :

Art. 2

Modifica dell'articolo 6

della legge regionale n. 4 del 1989

1. La legge regionale 17 gennaio 1989, n. 4 (Istituzione dell'Ufficio del difensore civico in Sardegna), come modificata dalla legge regionale 21 maggio 1996, n. 20, è ulteriormente modificata secondo quanto disposto dal presente e dai successivi articoli.

2. Al termine del comma 4 dell'articolo 6 sono aggiunte le parole: "e richiede la nomina di un commissario ad acta, qualora ritenga che l'atto dovuto sia stato omesso illegittimamente".

EMENDAMENTO sostitutivo totale DIANA - LIORI - ARTIZZU

Art. 2

L'articolo 2 è sostituito dal seguente:

"Art. 2

1. La legge regionale 17 gennaio 1989, n. 4, come modificata dalla legge regionale 21 maggio 1996, n. 20 è abrogata.". (11)

EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - DEDONI - PISANO - CASSANO

Art. 2

Prima dell'art. 2 è inserito il seguente:

"Art. 02.

1. Nella legge regionale 17 gennaio 1989, n. 4, così come modificata dalla legge regionale 21 maggio 1996, n. 20, concernente l'istituzione del difensore civico in Sardegna, dopo il quarto comma dell'art. 2 è aggiunto il seguente quinto comma:

"5. La Regione Sardegna provvede a garantire all'Ufficio del Difensore Civico ogni visibilità, attraverso la stampa, le televisioni, gli strumenti informatici, anche attraverso la realizzazione di specifiche campagne di immagine tematiche e generali, con l'intendimento di far conoscere il ruolo e la potenzialità dell'istituto a tutti i cittadini sardi". (2)

EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - DEDONI - PISANO - CASSANO

Art. 2

Prima dell'art. 2 è inserito il seguente:

"Art. 02 bis

1. Nella legge regionale 17 gennaio 1989, n. 4, così come modificata dalla legge regionale 21 maggio 1996, n. 20, concernente l'istituzione del difensore civico in Sardegna, dopo l'articolo 2 è aggiunto il seguente 2 bis:

"La Regione Sardegna garantisce la massima accessibilità al cittadino dell'Ufficio del Difensore Civico, anche attraverso l'istituzione e la pubblicizzazione di una casella postale, di un numero verde telefonico e di un apposito sito web e cura il decentramento delle sedi fisiche di contatto tra il cittadino e l'Ufficio.". (3)

EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - DEDONI - PISANO

Art. 2

Prima dell'art 2 è aggiunto il seguente:

"Art. 02

Modifica dell'articolo 2 della legge regionale n. 4 del 1989

Dopo il comma 4 dell'art. 2 della legge regionale 4 del 1989 è aggiunto il seguente:

"E' facoltà del Difensore Civico, nella sua qualità di garante dell'imparzialità e del buon andamento, di presenziare senza diritto di voto o di intervento, alle sedute di commissioni concorsuali, pubblici incanti, licitazioni private, appalti concorso il cui bando sia stato emesso dalla Regione Sardegna o dagli Enti strumentali e controllati della Regione. A tal fine il Difensore Civico deve essere informato sulla data delle riunioni delle commissioni. Il Difensore Civico può delegare tale partecipazione ad un componente del proprio ufficio.". (12).)

PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 2 e 3 si danno per illustrati. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 11 ha facoltà di illustrarlo.

DIANA (A.N.). Presidente, siamo all'emendamento che, come ho detto già nel mio precedente intervento, non prevede l'abolizione della figura del difensore civico. Noi ci siamo preoccupati di verificare quali condizioni esistessero in quest'Aula, se fossimo tutti convinti della bontà di questa figura, e quindi il nostro intendimento era ed è quello di abrogare la legge regionale numero 4 del 1989, che istituiva il difensore civico con modalità, finalità, scopi che, secondo noi, non sono stati raggiunti. Pertanto ravvisiamo la necessità che soprattutto la futura caratterizzazione dell'Ufficio del difensore civico sia totalmente diversa da quella attuale.

Mi pare di poter affermare che tutti gli interventi della mattinata abbiano evidenziato delle carenze, delle negligenze e una certa incapacità da parte di questa figura di difensore civico di dare risposte ai cittadini. Noi di questo siamo preoccupati. Abbiamo anche detto che una moltitudine di soggetti, definiti difensori civici (non so quanti ce ne siano in tutta la Sardegna, immagino circa un centinaio, forse di più), non ha dato certamente prova di essere vicina ai cittadini e di poter dare le risposte che essi attendono.

Io credo che la figura del difensore civico debba essere totalmente diversa. L'Ufficio del difensore civico serve certamente per dare risposte ai cittadini, ma ritengo che debba costituire un sollecito per la pubblica amministrazione, perché se è vero come è vero che la Regione Sardegna è un soggetto "distante e arrogante", come lo ha definito il collega Pisu, a poco serve il difensore civico, che non avrà mai la forza di incidere su una istituzione regionale che è sorda e arrogante, e non da oggi, onorevole Pisu, ma da tanto tempo, forse da sempre. Può darsi che rientri nella fattispecie dell'ente pubblico essere silente, arrogante e sordo, allora non è assolutamente pensabile e possibile, a mio avviso, che il difensore civico possa mettere ordine in queste cose. Non è possibile con il TAR, non è possibile con i tribunali, non è possibile con i giudici di pace, non succede mai! Per quale motivo, quindi, il difensore civico, individuato con queste modalità e con queste competenze, che per altro non ha, dovrebbe essere in grado di risolvere i problemi dei cittadini? Perché questa figura dovrebbe assurgere a difensore dei deboli, strenuo difensore dei deboli? Credo che non sia possibile, ecco perché noi non abbiamo chiesto di abolire la figura del difensore civico, ma di abrogare la legge che l'ha istituita, impegnandoci tutti a individuare una figura di difensore civico che non intervenga solo nei rapporti tra i cittadini e la Regione, ma che si occupi di tutti i problemi che i cittadini hanno con la pubblica amministrazione. Questo è quello che noi chiediamo.

A questa richiesta mi pare che non ci sia stato riscontro, se non qualche marginale spiraglio, probabilmente ci sarà la possibilità, questo pomeriggio, di ascoltare gli autorevoli colleghi che vorranno prendere la parola per cercare di capire se stiamo sbagliando, se stiamo sostenendo qualcosa che è fuori da qualsiasi logica. Gradiremmo capire se è così o se invece stiamo toccando un tasto, che può essere dolente da un lato, ma può sollecitare le nostre coscienze per trovare veramente una soluzione a questo problema.

Noi abbiamo proposto, ripeto, non tanto l'abolizione della figura del difensore civico, quanto l'abrogazione della legge 4/89, perché abbiamo potuto capire e abbiamo avuto modo di verificare che dal 1989 a oggi, salvo qualche rarissima eccezione, che non mi risulta ci sia stata nell'ultimo decennio, il difensore civico regionale non ha risolto i problemi che gli sono stati sottoposti. Perché tenere in piedi una figura di questo genere, con queste modalità, con questi presupposti, nonostante tutte le cose di cui siamo venuti a conoscenza?

Facciamo un atto coraggioso e diciamo ai sardi: "Abbiamo abrogato questa legge", ma siamo pronti a predisporre un progetto di legge da portare in Aula e votare con il massimo consenso, nell'ottica di quel coinvolgimento generale che ci deve vedere tutti impegnati nelle riforme di questa nostra regione. Se invece di questo difensore civico ognuno di noi ne vuole fare una bandiera, ve lo dico molto chiaramente: se c'è una figura che probabilmente ai sardi non interessa affatto è proprio quella del difensore civico. E' un fatto che sta interessando questo Consiglio regionale e pochissimi altri attenti, attentissimi osservatori all'esterno. Solo loro sono interessati. Allora, ognuno di noi faccia le proprie valutazioni, noi le nostre le abbiamo fatte e non abbiamo paura dell'opinione pubblica. E' stato detto che l'opinione pubblica valuterebbe questa posizione come una scarsa propensione alla democrazia. Onorevole Uras - anche stasera assente -, non è assolutamente così. Noi ribadiamo i nostri concetti: se il difensore civico deve avere una funzione, il Consiglio regionale deve individuarne le caratteristiche, deve stabilire in quali casi può agire, quali sono le sue potestà. Se il difensore civico deve essere una figura virtuale può anche darsi che in astratto sia utile, ma se diventa un passacarte, un confessore, come è stato fino adesso, che prende atto dei litigi in famiglia, delle graduatorie sbagliate che includono anche chi non ha presentato regolare domanda, se deve essere il soggetto che interviene nelle liti familiari, nei problemi tra il terzo e il quarto piano di un condominio, allora non è un difensore civico. Tuttavia a questo si sta riducendo l'attuale figura del difensore civico e più noi la propagandiamo più diventerà così.

Il nostro emendamento sarà ovviamente mantenuto, perché vogliamo differenziarci su questo, l'abbiamo ribadito in quest'Aula e lo riaffermeremo all'esterno tutte le volte che qualche cittadino non otterrà risposte dal difensore civico, ma vi assicuro che i primi a rivolgerci al difensore civico saremo noi, per dimostrare, ancora una volta, l'incapacità, l'inconcludenza di questo ufficio, così come si è rivelato in questi anni.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 12 si dà per illustrato. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pisu, relatore.

PISU (R.C.), relatore. Sugli emendamenti numero 11 e 12 esprimo parere contrario, sul 2 e sul 3 il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo con particolare riferimento all'emendamento numero 11, che per la lealtà, la decisione e il modo con cui è stato proposto merita davvero rispetto. Cercherò tuttavia, onorevole Diana, con i miei modesti mezzi, di dimostrarle che l'abrogazione della legge non fa altro che delineare un presunto fantasma del difensore civico, perché non c'è impegno che possa essere mantenuto abrogando una norma che sancisce un ruolo.

Mi auguro, quindi, che su questo emendamento, proprio per il valore che ha, per il senso e il significato che assume, non venga chiesto il voto segreto. Si tratta, infatti, di un tema che è legato alla cultura, alla sensibilità e alla coscienza individuale, che prescinde, sono convinta di questo, dall'appartenenza politica, di partito e di area.

Volevo anche sottolineare, e mi riferisco all'onorevole Moro, che il difensore civico non può essere considerato l'alter ego del Presidente della Regione, non lo è e non può diventarlo. Ha funzioni di controllo sull'attività dell'amministrazione regionale e degli enti strumentali, proprio per assicurare il buon andamento e l'imparzialità dell'azione amministrativa; una presa di posizione, un intervento del difensore civico, solo per il peso che la figura ha nell'immaginario collettivo e nei confronti dell'opinione pubblica, rafforza il cittadino, costringendo, al contrario, il funzionario responsabile del procedimento a dare una risposta. E questo, onorevole Diana, non avviene oggi in modo compiuto, nonostante esistano la legge sul diritto di accesso ai documenti e quella che disciplina il tipo di rapporto che deve esserci tra i cittadini e l'amministrazione regionale.

Mi spiace che in questo momento non sia presente in aula l'onorevole Uggias, perché è vero che sono nate tante iniziative a sostegno dei cittadini, ma se queste iniziative sono così efficienti, e ci sono questi telefoni colorati che danno sicurezza, mi chiedo perché l'opinione pubblica sempre più spesso faccia ricorso a trasmissioni di servizio nazionali, come "Mi manda RAI TRE", o regionali, come "Bucce di banana" o addirittura "Zona franca", dove veramente si vedono gli ultimi degli ultimi? E queste trasmissioni spesso hanno dei riscontri clamorosi.

Allora qual è il motivo che spinge le persone a cercare dei varchi? E' la preoccupazione di non essere ascoltata. Quindi le persone meno attrezzate economicamente si rivolgono al difensore civico.

Poi, onorevole Diana, volevo tranquillizzarla: attualmente non c'è alcun comune della Sardegna che sia dotato di difensore civico. Questo per dirle, rispondendo anche all'onorevole Moro, che stamattina ci ha parlato dell'esperienza decennale di Sassari, che evidentemente il ruolo del difensore civico regionale è ritenuto di gran lunga più fondato offrendo maggiore sicurezza. Quindi un'autorità di coordinamento, come ci suggeriva l'onorevole Uggias, tra i soggetti di tutela dei cittadini, è una cosa del tutto diversa dal difensore civico, la cui funzione, a mio avviso, non è affatto superflua e non è affatto superata.

Ci sono poi esempi molto lontani da quelli che sono stati citati stamattina che ne testimoniano la validità. Grazie all'intervento del difensore civico una docente della scuola media, allontanata dal preside per ragioni del tutto infondate, è stata ripristinata nell'incarico grazie all'intervento del Centro servizi amministrativi. I temi di cui si è occupato il difensore civico in questi anni non sono state le assegnazioni delle case IACP, ma l'inquinamento ambientale, la sanità, richieste di informazioni su concorsi, controversie giudiziarie, pensioni e moltissimi problemi istituzionali. Quasi tutte questioni non risolvibili con il ricorso al TAR, che peraltro costa parecchio, né al giudice di pace, il cui intervento è tutt'altro che indolore, per le tasche dei cittadini.

Dei comportamenti scorretti tra maggioranza e opposizione se ne è parlato stamattina. Anche di questo aspetto, onorevole Uggias, è stato investito il difensore civico, il quale non si è tirato indietro. E' però molto difficile trovare chi indichi esattamente quando e come si può riunire la maggioranza, che ruolo e che numeri deve avere la minoranza, soprattutto quando si parla di argomenti delicati come i Piani Urbanistici Comunali, faccio per dire. Possono essersi verificate delle disfunzioni, non lo nego, rafforzare la legge non significa però individuare un uomo che deve fare il difensore civico o, se mi permettete, una donna; significa invece attribuirgli la responsabilità di un ufficio in grado di dare risposte sempre più adeguate ai temi che vengono trattati. Occorre, al di là delle persone, mettersi d'accordo se veramente vogliamo un ufficio in grado di risolvere le questioni. Le istanze del difensore civico non competono alla magistratura ordinaria e al TAR, mentre, checché se ne dica, il ricorso al patrocinio gratuito non riscuote la fiducia che dovrebbe avere, forse perché le esperienze finora maturate sono lontane da quelle che vengono solitamente citate.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Noi crediamo che sulla questione del difensore civico si possano fare molte valutazioni che puntino a trovare una via d'uscita realistica al problema, senza liquidare frettolosamente l'istituzione di un organo amministrativo che ha una funzione, almeno in teoria, astrattamente, nelle intenzioni del legislatore, buona e chiaramente al servizio del cittadino, ma riportando la disciplina legislativa alla base dell'elezione del difensore civico e anche dei suoi poteri operativi.

Il difensore civico, in un ordinamento giuridico come il nostro, in cui la pubblica amministrazione ha ancora delle caratteristiche di autoritarietà molto forti, che possono modificare la sfera giuridica soggettiva del cittadino, sia riguardo ai suoi interessi legittimi, sia riguardo ai suoi diritti soggettivi, ha una sua validità, almeno nella impostazione originaria, se è un punto di riferimento per il cittadino che si senta ingiustamente colpito da atti amministrativi che hanno nell'autoritarietà la loro caratteristica e che effettivamente incidono su situazioni soggettive che difficilmente possono essere tutelate attraverso il ricorso agli ordinari strumenti di tutela di diritti o interessi legittimi in sede giurisdizionale o di ricorso amministrativo. Funge quindi da punto di riferimento al servizio del cittadino nei confronti della pubblica amministrazione.

Purtroppo ci troviamo di fronte a una realtà di fatto nella storia dell'azione del difensore civico in Sardegna, cioè a un'attuazione della legge 4/89 che non gli ha consentito di agire. Questa proposta di legge offre alcuni spunti per migliorare quella legge, conferendo nuovi poteri al difensore civico, secondo quando disposto dall'articolo 2 ora in discussione, come la possibilità di richiedere la nomina di un commissario ad acta qualora ritenga che l'atto dovuto sia stato omesso illegittimamente. E' uno degli strumenti ulteriori che verrebbero dati al difensore civico. Noi però crediamo che questo non basti e ci rivolgiamo a tutte le forze politiche presenti in Consiglio per capire quali riflessioni siano state fatte nella pausa che è stata chiesta dai Gruppi di maggioranza.

In questo progetto di legge abbiamo notato una carenza vistosa, un errore, riteniamo, nella formulazione dell'articolato. Si prevede infatti, all'articolo 4, che è il nucleo di questa legge, che la procedura di elezione del difensore civico sia modificata rispetto alla legge originaria, introducendo la possibilità che dopo la seconda votazione in Consiglio regionale sia sufficiente la maggioranza assoluta. Questo è un dato normativo che, se approvato in questa legge, avrebbe un effetto semplicissimo, quello cioè di consegnare anche l'organo del difensore civico nelle mani della maggioranza di turno. Se una funzione il difensore civico ha e può avere, anche astrattamente per ora e magari concretamente nel futuro, è evidentemente una funzione collegata non a chi governa nel momento, ma a chi invece sta all'opposizione. Il difensore civico è quindi un punto di riferimento per chi non ha in mano le leve del potere amministrativo.

Crediamo che prevedere l'elezione del difensore civico a maggioranza assoluta sia un'aberrazione, contraria alla funzione per cui i Gruppi di opposizione oggi possono partecipare alla votazione contribuendo al varo di questa legge, che pure rafforzerebbe i poteri del difensore civico in alcuni punti. Ma se il rafforzamento dei poteri del difensore civico è controbilanciato dalla possibilità che questo organo amministrativo, per definizione imparziale, anzi a favore di chi non sta governando, di chi non è protagonista dell'azione amministrativa, venga eletto dalla maggioranza di turno, questo significa che noi consegneremo a chi governa una possibilità ulteriore di controllare ogni angolo dell'azione amministrativa.

Con questa riflessione direi che solleviamo quasi una pregiudiziale politica non tanto sull'articolo 2, ma sulla legge che si incentra sull'articolo 4. Noi potremmo essere disponibili a votare a favore di questa legge se accanto al potenziamento, sia pure parziale, dei poteri del difensore civico, si ripristinasse, correggendo un errore di questa proposta, il meccanismo di elezione prevedente, anziché la maggioranza assoluta, la maggioranza dei due terzi, che realisticamente riconsegnerebbe al difensore civico la sua funzione imparziale, o addirittura parziale ma a favore del cittadino e sicuramente distante dalla pubblica amministrazione, al fine di poter effettivamente svolgere un'azione di critica al sostegno dei cittadini più deboli come organo istituzionale che non è appannaggio della maggioranza di turno. E' una proposta concreta che avanziamo, sulla quale invitiamo tutti i Gruppi a prendere posizione, perché crediamo obbedisca a una semplicissima esigenza di razionalità e aderenza alle reali finalità per le quali è stato istituito l'organo del difensore civico.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lai. Ne ha facoltà.

LAI (D.S.). Signor Presidente, inizierei da quest'ultimo punto esposto dal collega La Spisa, Capogruppo di Forza Italia, perché mi pare utile sgombrare da subito ogni dubbio sulla posizione del mio partito in merito alla figura del difensore civico.

La soluzione della elezione a maggioranza dei due terzi nelle prime due votazioni e a maggioranza assoluta nella terza, noi non la riteniamo, al di là del fatto che rispettiamo il percorso unanimemente seguito dalla Commissione, un punto vincolante rispetto all'obiettivo che la legge si pone. Non lo riteniamo vincolante perché si tratta di una modalità proposta dalla Commissione per evitare il meccanismo del potere sostitutivo e arrivare comunque a una votazione per l'elezione di un difensore civico. Tant'è che riteniamo importante sperimentare, nelle more di una più evoluta legislazione, una modalità condivisa non solo sotto il profilo della normativa regolamentare, ma anche sotto il profilo politico, pensando alla possibilità che la maggioranza scelga, secondo criteri condivisi, all'interno di una rosa di candidati non proposti direttamente dalla maggioranza una figura che incarni le caratteristiche della nuova generazione di difensori civici che deve svolgere una funzione innovativa nell'ottica di un riequilibrio del sistema di poteri, argomento che cominceremo ad affrontare la prossima settimana. Lo dico perché noi pensiamo che non sia questa la soluzione definitiva, lo dice il relatore, lo dice anche la Commissione. Il sistema del difensore civico si introduce all'interno di un'organizzazione della società molto complessa, che a fronte di una normativa che elimina alcuni vincoli del potere di controllo che, per esempio, la Regione aveva sugli enti locali, necessita di nuove forme organizzate a cui cittadini ed enti locali si possano rivolgere per ottenere la tutela dei diritti, soprattutto se si tratta di figure più deboli rispetto all'interlocutore: la minoranza nei comuni rispetto alla maggioranza, i comuni rispetto alla Regione, il cittadino rispetto alla Regione. Esistono tante forme di debolezza, così come esiste una forma di debolezza economica, perché quando l'ultimo livello è soltanto quello giuridico di fronte al Tribunale Amministrativo Regionale è evidente che chi non ha le risorse si ferma. Quindi sono ampi i campi nei quali dobbiamo trovare le modalità di garanzia nei rapporti tra cittadini e istituzioni e tra istituzione e istituzione.

In questa direzione pensiamo che questa modifica della legge consenta di avviare la discussione, di fare un passo avanti, di sperimentare modalità nuove e innovative di elezione. Se poi dobbiamo fermarci alla già prevista maggioranza dei due terzi, penso che possiamo affrontare seriamente il tema, ma mettiamo prima di tutto la disponibilità politica per scegliere le modalità e soprattutto individuare criteri di elezione del difensore civico che non siano una replica del passato.

Sappiamo che di queste figure, di queste strutture, di queste istituzioni dovremo discuterne in sede di legge statutaria, in cui alcuni livelli di garanzia sono già stati introdotti, come la Consulta, e in quella sede o all'interno del Consiglio delle autonomie locali bisognerà pensare a forme ulteriori di difensore civico, per esempio singole o collettive, che noi valuteremo con criteri di equilibrio. Nel frattempo, però, riteniamo che sarebbe un passo indietro rinunciare a modificare la figura del difensore civico, rinunciare pertanto alla figura stessa, perché sia lasciandola così com'è sia eliminandola di fatto si rinuncia a una figura efficace. Solo modificandola siamo in grado di tenerla presente quando discuteremo di riforme e quindi ancora dell'assetto istituzionale. Non stiamo parlando di un dibattito di là da venire, ma di un dibattito che dovremo affrontare nelle prossime settimane.

Pensiamo, altresì, che proprio per l'organizzazione della società vi sia la necessità di non lasciare, per quanto ne sia un'articolazione, solo all'opinione pubblica o alla comunicazione la rappresentazione dei bisogni, che poi comunque si interrompono nella modifica delle regole degli uffici e nella verifica di ciò che i cittadini normalmente vorrebbero avere come diritti riconosciuti. Non bastano le associazioni, che sono comunque un elemento di grande maturazione della società civile, della società organizzata; servono figure istituzionalmente riconosciute, capaci di applicare le norme, di verificarle e di avere accesso agli atti in maniera rapida e diretta. Siamo convinti, quindi, che sia più moderno mantenere la figura del difensore civico, modificata, piuttosto che eliminarla rischiando che venga dimenticata dall'agenda politica. Pensiamo, ripeto, che in questo momento sia meglio mantenerla, rendendola però un po' più forte, un po' più snella, un po' più efficace di prima, piuttosto che cancellarla del tutto.

In questo senso la nostra posizione è contraria all'emendamento numero 11, che farebbe cadere la figura del difensore civico, mentre siamo molto disponibili a discutere nel merito delle garanzie necessarie perché non si configuri l'elezione di un difensore civico della maggioranza, che per altro sarebbe inefficace, anche sotto il profilo del diritto e dei principi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Non ripeterò assolutamente quello che ho detto stamattina in ragione della difesa dell'istituto del difensore civico, ma noi viviamo una fase nella quale c'è una preoccupazione eccessiva a cancellare l'esistente e una preoccupazione, secondo me, insufficiente a costruire il nuovo. In questa fase il passaggio tra il vecchio e il nuovo ha bisogno di percorsi più morbidi, meno cruenti.

Ci è capitato in quest'Aula, l'ho sentito anche dai banchi della opposizione, di sostenere, in molte circostanze, una posizione politica di questo tipo: tra a una cosa che esiste, sebbene insufficiente, limitata e che spesso non ha colto l'obiettivo per cui è nata, e il nulla noi preferiamo che venga conservata la prima e che ci si impegni tutti per migliorarla.

La preoccupazione che è stata avanzata dall'onorevole La Spisa, circa la costruzione, a tutti i livelli, di una protezione dell'amministrazione e soprattutto della direzione politica e amministrativa dei governi, e quindi l'utilizzo di queste forme di difesa del cittadino in funzione di protezione dei responsabili politici e amministrativi, è una preoccupazione che condivido anch'io. La condivido anche perché provengo da una storia politica e dalla militanza in un partito che spesso si trova nella condizione, non soltanto quando sta all'opposizione, qualche volta anche quando sta dentro maggioranze di governo, di pagare il prezzo di un isolamento o comunque di una difficoltà di accesso, in qualche misura anche di difesa delle proprie posizioni politiche e degli interessi sociali, dei bisogni, delle esigenze che ha rappresentato e che rappresenta. Per cui questa preoccupazione io la condivido; va trovato il meccanismo per garantire che chi nasce per difendere il cittadino lo faccia in modo effettivamente imparziale e non agisca per proteggere il potere, anzi, al contrario, sia una figura che al potere guarda con la necessaria diffidenza, perché per difendere concretamente i diritti bisogna avere una giusta diffidenza nei confronti di chi ha il potere. Questo, ovviamente, è risolvibile nella norma. Non è una grande soluzione proporre, in ragione di questa preoccupazione, la cancellazione di chi deve, invece, assolvere il compito di difesa di quei diritti. Sarebbe un paradosso se, per non consentire al potere di avere strumenti di difesa aggiuntivi a quelli che gli derivano dall'esercitare le funzioni di governo, si cancellassero tutti gli strumenti di controllo sociale nei confronti del Governo. Bisogna che questi strumenti vengano difesi da un'interpretazione, diciamo, distorta.

Per cui nel testo del provvedimento si può trovare, all'articolo 4, per esempio, la soluzione del problema, ma la legge deve andare avanti, cioè noi dobbiamo dare a questa nostra Sardegna il segnale che non siamo in una fase di smantellamento degli istituti di difesa e di tutela dei diritti dei cittadini sardi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, noi crediamo che la discussione su quello che era l'originario articolo 2 della legge vada nella direzione giusta e probabilmente consenta anche ai colleghi di Alleanza Nazionale, che hanno presentato un emendamento tendente alla soppressione dell'istituto del difensore civico, di approfondire il ragionamento.

Ho seguito, questa mattina, sia il ragionamento del collega Diana sia quello del collega Moro, e in entrambi i casi ho prestato estrema attenzione per cercare di capire se le perplessità erano sullo strumento o sul funzionamento dello strumento, cosa che ovviamente, anche stamattina ho avuto occasione di ripeterlo, è di grande importanza. Se il cittadino ha freddo lo si fornisce di un cappotto; se il cappotto non è sufficientemente pesante, non ci si pone in problema di toglierglielo, ma caso mai di fornirlo di una pelliccia. Quindi se il ragionamento, che mi sembra sia stato fatto anche dai colleghi di Alleanza Nazionale, è incentrato sul fatto che la copertura dal freddo che è stata garantita al cittadino dal vigente strumento del difensore civico è insufficiente, quest'Aula deve modificare il sistema di copertura, passando dal cappotto alla pelliccia. Quindi non ci dobbiamo porre il problema di affrontare a torso nudo i rigori dell'inverno, ma ci dobbiamo porre il problema di essere difesi il più possibile dai rigori dell'inverno.

Il ragionamento che ha fatto il collega La Spisa, che poi è stato ripreso da diversi altri colleghi della minoranza, sulla funzione di garante del difensore civico, che ovviamente va esplicata anche nel momento della elezione, che deve essere di garanzia e quindi deve avvenire a maggioranza dei due terzi, noi Riformatori abbiamo presentato un emendamento all'articolo 4, che è ancor più di garanzia, di garanzia in assoluto per chi crede nella democrazia e anche nelle deleghe della democrazia. Abbiamo cioè proposto che il difensore civico venga eletto direttamente dal corpo elettorale, quindi dai cittadini, che di quella figura si devono poi servire. E' evidente che i cittadini, in questo modo, sentirebbero più vicino il difensore civico, magistratura da loro direttamente eletta, ed è altrettanto evidente che si sceglierebbero un difensore civico in grado di tutelarne i diritti, non un difensore civico gradito ai partiti.

Devo dire che l'unica perplessità che ho sentito in Aula rispetto all'elezione diretta del difensore civico è giunta da un collega di Alleanza Nazionale, l'onorevole Moro, il quale ha detto: se noi legassimo a una campagna elettorale il difensore civico, egli verrebbe eletto dalla maggioranza e avrebbe in questo senso funzioni di garanzia della maggioranza. Che cosa c'è di peggio, collega Moro, di un'elezione a maggioranza in Consiglio regionale? Perché, per lo meno, l'elezione diretta da parte del corpo elettorale consente ai candidati alla carica di difensore civico di farsi vedere, di far conoscere la propria faccia, di spiegare il proprio programma, di far valere il proprio curriculum in azioni di difesa civica, quindi consente loro di raccogliere un consenso da parte dei cittadini che può anche darsi sia condizionato dagli schieramenti elettorali, può darsi di no, nel senso che potrebbero essere presenti nella competizione candidati non legati a schieramenti politici e non riconducibili a partiti politici. Anzi questo sarebbe ovviamente l'auspicio visto il tipo di incarico, però, un difensore civico eletto dal Consiglio è senz'altro più legato ai meccanismi curiali di quest'Aula. Per cui se quest'organo è eletto dalla maggioranza dei consiglieri regionali, se ha sede in una stanza di questo palazzo e ha come unico supporto alcuni funzionari del Consiglio, non raggiungerà quel grado di terzietà che tutti stanno auspicando. Mi sembra quindi che non saremmo sulla strada giusta.

Noi proponiamo all'Aula, non certo come elemento di discussione polemica, ma come arricchimento del dibattito, di ragionare realmente su che cosa può essere questo difensore civico, perché un difensore civico eletto dai cittadini può avere, come richiesto dai nostri emendamenti, un reale impatto sulla realtà esterna, cioè può essere veicolato con tutti gli strumenti possibili, può essere reso noto attraverso campagne istituzionali promosse dalla Regione sui mezzi di comunicazione, stampa televisione, e via dicendo. E' un difensore civico che dice la sua non certo in termini di controllo di polizia, ma in termini di partecipazione e quindi di trasparenza; dice la sua sulle tante problematiche legate ai concorsi, agli appalti, alle licitazioni private, a tutto quel sistema di atti che suscitano la pubblica attenzione, che sono comunque sottoposti a un controllo forte da parte dell'opinione pubblica e hanno attinenza con la Regione o con gli enti strumentali controllati e collegati alla Regione.

Quindi se noi vogliamo che il difensore civico non sia una figura a rischio di inutilità, dobbiamo riempire di contenuti questa figura, sin dal momento della sua elezione, affidandola al corpo elettorale. Quale metodo è più democratico di quello dell'elezione da parte del corpo elettorale? Qualcuno me lo dica. Un'elezione di secondo grado è sempre e comunque una forma elettiva che prevede un doppio meccanismo di delega, e ridurre i meccanismi di delega va nell'ottica di un avvicinamento della figura elettiva alla gente che la elegge, quindi si avvicina lo strumento a chi lo ha votato.

Dobbiamo poi dare dei poteri al difensore civico, quindi gli dobbiamo dare una struttura in grado davvero di rispondere alle esigenze della gente; gli dobbiamo dare la possibilità di attivare consulenze, quindi gli dobbiamo dare un budget; gli dobbiamo dare la possibilità di essere una figura di raccordo con tutti gli uffici per le relazioni con il pubblico e di avere sedi decentrate periferiche. Questa è la sostanza della figura del difensore civico. Come consiglieri regionali Dobbiamo accettare che il difensore civico sia un potere effettivo presente all'interno dell'Aula, non una protesi o un'appendice caudale del potere politico, il problema fondamentale è questo. Il difensore civico deve "rompere le scatole", come diceva il presidente Soru, che parlando di sé diceva di essere stato eletto per dare "fastidio". Bene, il difensore civico è eletto per dare fastidio e soprattutto per risolvere il fastidio, nel senso che la sua elezione non può essere in nessun modo legata o subornata al potere politico ed egli deve avere con il potere politico sempre, in ogni momento, un rapporto dialettico, essendo eletto apposta per difendere il cittadino e per intervenire in tutte le storture che la pubblica amministrazione purtroppo ha.

Quindi non nascondiamoci dietro un dito, se non vogliamo dare contenuti alla figura del difensore civico questo significa che tra due, tre o cinque anni, daremo fiato alla tromba di chi vorrà sostenere che il difensore civico non serve o serve a poco. In questo momento, in cui noi stiamo esercitando un'attività di tipo legislativo, abbiamo il dovere di fare in modo che fra due, tre o cinque anni, nessuno possa intervenire dicendo che il tredicesimo Consiglio regionale della Sardegna ha dato al difensore civico una connotazione e una caratterizzazione tali da renderlo inefficiente. L'organo legislativo siamo noi, tante volte richiamiamo la necessità e l'urgenza che questo Consiglio si riappropri delle sue competenze legislative, questa è un'occasione perché da quest'Aula esca una legge ben fatta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Cerina. Ne ha facoltà.

CERINA (Progetto Sardegna). Intervengo a nome del Gruppo Progetto Sardegna e come membro della Commissione che ha firmato questa proposta.

Le preoccupazioni che sono state espresse da più parti sulla efficacia pratica di questa funzione credo che non siano da sottovalutare, anzi debbano essere tenute ben presenti, perché diversamente si rischia di fare una legge inutile e soprattutto di svalutare una figura di alto profilo morale e di grande efficacia nella difesa dei diritti cittadini. Se è vero che carenze ci sono state negli anni passati, questo però non deve portarci ad azzerare una figura che ai nostri occhi, e agli occhi dei cittadini, ha un alto valore simbolico. Avere una presenza che dice al cittadino: "Puoi trovare ascolto e possibilmente una difesa dei tuoi diritti" credo che sia un valore non trascurabile. Dunque abolirla in questo momento non è un gesto neutro, è un gesto che ha un valore contrario, è la negazione di un diritto e di un valore.

Allora io penso che, forse, in questo caso è bene che noi votiamo unanimemente questo provvedimento, e questo voto dovrebbe essere un impegno per il Consiglio, perché l'efficacia di questo ruolo possa nel tempo migliorare. Una verifica, una discussione nel corso della legislatura potrebbe portare proprio a dare un incremento, a dare energia certamente a una figura che, a detta dei più, e credo che sia condiviso, non è stata finora pienamente efficace.

Credo che siano da condividere le posizioni espresse dagli onorevoli Vargiu e La Spisa. Diamo a queste leggi il conforto, il suffragio di un voto unanime, perché non solo diventa un momento di concordia di fronte a un diritto che è di tutti, ma certamente anche un impegno per tutti, perché non lasciamo perdere, come qualche volta ci accade. Allora, le responsabilità in casi di questo genere non sono dei singoli, sono di tutti, col voto unanime assumiamoci questo impegno. Dichiaro il voto favorevole a nome del Gruppo.

PRESIDENTE. Quello della onorevole Cirina era l'ultimo intervento. Siamo in sede di votazione dell'emendamento soppressivo totale numero 11. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (AN). Chiedo la votazione a scrutinio segreto, Presidente.

PRESIDENTE. Onorevole Rassu, lei voleva fare una dichiarazione di voto, ma dopo la richiesta dell'onorevole Diana può fare soltanto una dichiarazione di astensione.

RASSU (F.I.). Rinuncio all'intervento.

PRESIDENTE. Prego i colleghi di predisporsi alla votazione.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 11.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 61

Votanti 58

Astenuti 3

Maggioranza 30

Favorevoli 15

Contrari 43

(Il Consiglio non approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ATZERI - BARRACCIU - BIANCAREDDU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CERINA - CHERCHI OSCAR - CORDA - CORRIAS - CUCCA - DAVOLI - DEDONI - DIANA - FADDA Giuseppe - FLORIS Mario - FLORIS Vincenzo - FRAU - GALLUS - GIAGU - LA SPISA - LADU - LAI - LANZI - LICANDRO - LICHERI - LIORI - LOMBARDO - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MILIA - MORO - MURGIONI - OPPI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PISANO - PISU - RANDAZZO - RASSU - SABATINI - SANJUST - SANNA Francesco - SANNA Franco - SCARPA - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS - VARGIU.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - CONTU - PETRINI.)

Metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 2. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 12. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 3.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:

Art. 3

Modifica dell'articolo 8

della legge regionale n. 4 del 1989

1. Il comma 4 dell'articolo 8 è sostituito dal seguente:

"4. Nel caso in cui nell'esercizio delle sue funzioni il difensore civico venga a conoscenza di fatti che possono costituire reato, ovvero che possono comportare responsabilità contabile o amministrativa, è obbligato a darne immediata notizia alla magistratura competente." .)

PRESIDENTE. All'articolo 3 non sono stati presentati emendamenti. Poiché nessuno domanda di parlare, passiamo alla votazione. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Chi sostiene la sua richiesta, onorevole Dedoni?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri PISANO, VARGIU, GALLUS, AMADU, MURGIONI, CAPPAI, RANDAZZO.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 3.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ATZERI - BARRACCIU - BIANCAREDDU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CERINA - CHERCHI OSCAR - COCCO - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - DEDONI - FADDA Giuseppe - FLORIS Mario - FLORIS Vincenzo - FRAU - GALLUS - GIAGU - LA SPISA - LADU - LAI - LANZI - LICANDRO - LICHERI - LOMBARDO - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MILIA - MORO - MURGIONI - OPPI - ORRU' - PACIFICO - PETRINI - PINNA - PISANO - PISU - RANDAZZO - RASSU - SABATINI - SANJUST - SANNA Francesco - SANNA Franco - SCARPA - SERRA - UGGIAS - URAS - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 59

Votanti 58

Astenuti 1

Maggioranza 30

Favorevoli 58

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 4, a cui sono stati presentati sei emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4 e dei relativi emendamenti:

Art. 4

Modifica dell'articolo 12

della legge regionale n. 4 del 1989

1. Dopo il comma 2 dell'articolo 12 è inserito il:

"2 bis. Dopo la seconda votazione è sufficiente la maggioranza assoluta.".

EMENDAMENTO soppressivo totale VARGIU - DEDONI - PISANO

Art. 4

L'art. 4 è soppresso. (13)

EMENDAMENTO sostitutivo totale VARGIU - PISANO - DEDONI - CASSANO

Art. 4

L'art. 4 è sostituito dal seguente:

"Nella Legge Regionale 17 gennaio 1989, n. 4, così come modificata dalla legge regionale 21 maggio 1996, n. 20, concernente l'istituzione del Difensore Civico in Sardegna, gli articoli dal 13 al 15 sono abrogati.

L'art. 12 è sostituito dal seguente:

1. Il Difensore Civico viene eletto a suffragio universale, con voto libero, diretto, personale, eguale e segreto in concomitanza con le elezioni del Consiglio regionale della Sardegna.

2. Il Difensore Civico dura in carica per tutta la Legislatura consiliare concomitante con le elezioni in cui è stato eletto. Egli è rieleggibile una sola volta e decade dalla carica qualora il Consiglio Regionale si sciolga o venga sciolto anticipatamente.

3. Sono eleggibili i cittadini iscritti nelle liste elettorali di un Comune della Regione Autonoma della Sardegna.

4. La dichiarazione di presentazione della candidatura è effettuata presso la cancelleria della Corte d'Appello del Capoluogo di regione entro i quarantacinque giorni precedenti la data di convocazione dei comizi elettorali per l'elezione del Consiglio regionale. La candidatura deve essere sottoscritta da un numero di elettori non inferiore a millecinquecento.

5. La votazione per l'elezione del Difensore Civico avviene su apposita scheda. La scheda reca entro appositi rettangoli, disposti in successione mediante sorteggio, i nominativi dei candidati. L'elettore esprime il voto tracciando un segno nel rettangolo contenente il nominativo del candidato scelto. Alle procedure elettorali per la elezione del Difensore Civico si applica, per quanto compatibile, la normativa prevista per le elezioni del Consiglio regionale della Sardegna.

Conseguentemente l'art. 5 è soppresso." (4)

EMENDAMENTO sostitutivo totale SCARPA

Art. 4

L'Art. 12 della L.R. n. 4/2005 è sostituito con la seguente dizione:

"1. Il Difensore Civico, nominato con Decreto del Presidente della Giunta regionale, su designazione del Consiglio Regionale, è scelto tra i cittadini che hanno maturato qualificate esperienze professionali in materie giuridico-amministrative, e che diano garanzia di indipendenza e obiettività di giudizio.

2. La designazione deve ottenere il voto dei 2/3 dei consiglieri assegnati alla Regione. Dopo la seconda votazione è sufficiente la maggioranza assoluta.

3. Le votazioni avvengono a scrutinio segreto." (6)

EMENDAMENTO aggiuntivo CALIGARIS

Art. 4

Nell'articolo 4 "Modifica dell'articolo 12 della legge regionale n. 4 del 1989" inserire il comma 2: "nel comma 1 dell'articolo 12 sono soppresse le parole "competenza giuridico-amministrativa". (8)

EMENDAMENTO aggiuntivo OPPI - VARGIU - LA SPISA - LADU - DIANA

Art. 4

All'articolo 4 è aggiunto il seguente comma:

"Il comma 4 dell'articolo 12 della legge regionale 17 gennaio 1989 n° 4, è soppresso". (1)

EMENDAMENTO aggiuntivo CALIGARIS

Art. 4

Nell'articolo 4 "Modifica dell'articolo 12 della legge regionale n. 4 del 1989" inserire il comma 3: "il comma 4 dell'articolo 12 è soppresso". (9) .)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 13 ha facoltà di illustrarlo.

VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie. Intervengo molto rapidamente perché il ragionamento è stato già fatto. L'articolo 12 della legge regionale 4/1989 detta la norma per l'elezione del difensore civico. Su questo argomento - colgo così l'occasione per illustrare in unica soluzione anche gli altri emendamenti - noi abbiamo proposto un sistema elettivo assolutamente diverso e cioè a suffragio universale, nella prima tornata utile di votazioni, siano esse per elezioni politiche, amministrative o turno referendario. Ovviamente la modifica del sistema di elezione presuppone la sostituzione integrale dell'articolo 12 con quanto da noi previsto nell'emendamento numero 4.

In subordine, qualora questo emendamento non venisse accettato dalla maggioranza, e saremmo interessati a conoscerne i motivi, poniamo altre due condizioni fondamentali: la prima riguarda il comma 6 dell'articolo 12 della legge 4/89, per cui il difensore civico deve essere elettore in uno dei comuni della Sardegna ed è scelto tra i cittadini che siano professori ordinari di Università in materia giuridica, magistrati di grado non inferiore a consigliere di cassazione a riposo delle giurisdizioni ordinarie o avvocati patrocinanti in Cassazione che abbiano svolto per quindici anni la professione. Noi proponiamo la soppressione di questo comma, che sostanzialmente è autore, probabilmente involontario, di una serie di misfatti che hanno portato alla non piena funzionalità dell'istituto del difensore civico, nel senso che è evidente che se la ricerca di questa figura avviene in una fascia anagrafica avanzata, e comunque tra persone che sono in quiescenza e non hanno una specifica volontà di svolgere veramente e pienamente questo ruolo, il rischio di una scelta sbagliata si moltiplica.

E' altrettanto evidente che l'emendamento che propone l'elezione diretta del difensore civico sostanzialmente supera il problema che veniva posto anche dal collega La Spisa, e cioè quello della necessità della maggioranza dei due terzi, con il pieno coinvolgimento quindi della minoranza nel ruolo di garanzia che il difensore civico ha attraverso la sua elezione. E' evidente che se questo ruolo di garanzia viene ripreso in mano dal corpo elettorale, si ha la migliore garanzia che il difensore civico sia realmente scelto dai cittadini e sia realmente funzionale alle loro esigenze.

Se questo per disgrazia non avvenisse, il Consiglio regionale ci dica in quale maniera si intende garantire che il difensore civico non sia una protesi della maggioranza, ma uno strumento a disposizione dei cittadini che davvero difenda e garantisca i loro diritti.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 4 si dà per illustrato. Ha facoltà di parlare il consigliere Scarpa per illustrare l'emendamento numero 6.

Colleghi, posso chiedervi di consultarvi magari fuori dell'Aula? C'è un po' di confusione e questo non ci consente di lavorare bene, quindi vi chiedo eventualmente di uscire dall'Aula se dovete raggiungere accordi sulla riscrittura dell'articolo 4.

SCARPA (Gruppo Misto). Presidente, se è necessario sospendere la seduta, perché vedo che ci sono discussioni in corso, io non ho niente in contrario. Magari illustro l'emendamento alla ripresa dei lavori.

PRESIDENTE. Se è necessario sospendo la seduta, perché in queste condizioni non si può lavorare. Sospendo per dieci minuti la seduta, che riprenderà alle ore 18 e 05.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 55, viene ripresa alle ore 18 e 08.)

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FADDA PAOLO

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Scarpa per illustrare l'emendamento numero 6.

SCARPA (Gruppo Misto). Signor Presidente, l'emendamento numero 6 ha lo scopo di eliminare dall'articolo 12 della legge 4/89 una dicitura che restringe di molto il campo di scelta del possibile difensore civico. Tra l'altro questa norma restrittiva è presente quasi solo nel nostro ordinamento, mentre in quasi tutte le altre Regioni d'Italia non esiste una previsione di questo genere.

La dicitura "dopo la seconda votazione è sufficiente la maggioranza assoluta" era stata prevista in ossequio alla volontà unanime della seconda Commissione, che così prevedeva nella norma. Tuttavia lo scopo sarebbe raggiunto anche con la dicitura, forse più semplice, contenuta nel successivo emendamento numero 1. Per questa ragione l'emendamento numero 6 viene ritirato.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 6 è ritirato. Ha facoltà di parlare la consigliera Caligaris per illustrare l'emendamento numero 8.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Le cose più importanti relativamente al perché di questo emendamento le ho esplicitate questa mattina, credo però che effettivamente l'articolo 12 della legge vigente ponga una questione contraddittoria tra il primo e il quarto comma. Mi permetto quindi di illustrare, Presidente, anche l'emendamento successivo, che reca il numero 9 ed è relativo al quarto comma. C'è un aspetto, quello della competenza giuridica e amministrativa, di cui chiedo la soppressione, che effettivamente limita la possibilità dell'elezione. Insomma mi pare che si tenda a scambiare l'autorevolezza che il ruolo del difensore civico di per sé attribuisce a chi lo svolge con quello della persona che invece è chiamata a ricoprirla.

D'altra parte, rispetto a questo tipo di formulazione, sembra che sia sufficiente essere un professore universitario di ruolo o fuori ruolo in materie giuridiche, un avvocato o un magistrato in quiescenza per essere un ottimo cittadino e un bravo difensore civico. Non credo a questa equazione, non credo soprattutto che il fattore dell'età e la competenza in materia giuridica e amministrativa possa rendere una persona più capace e più fornita di strumenti, anche perché, come insegna la letteratura, abbiamo una figura che credo sia nella memoria di tutti, quella di Azzeccagarbugli, che sicuramente era competente nelle materie giuridico-amministrative, sicuramente aveva un'età che doveva essere garanzia sotto il profilo dell'immagine e che, ahimè, conosceva talmente bene le norme, da usarle anziché in difesa dei cittadini proprio contro di loro, e in più si accontentava veramente di quattro capponi.

Allora, al di là delle questioni immediate, credo che i diritti civili e politici, e il fatto che il difensore civico sia scelto tra i cittadini che hanno preparazione ed esperienza e, soprattutto, serenità di giudizio, siano più che sufficienti per svolgere un ruolo delicato, per il quale occorre essere equidistanti da tutti i poteri.

Non ritengo neppure che questo elemento di equidistanza e di distanza dal potere possa essere ricondotto alla allocazione del difensore civico. Non credo, infatti, che un difensore civico che abiti questo palazzo sia meno autorevole di uno che abita in una sede distante. Sarebbe, come dire, che anche questa istituzione è in qualche modo di parte. E ricordo, invece, che siamo qui siamo in rappresentanza di tutti i cittadini sardi.

Ecco perché da un certo punto di vista anche la proposta dell'onorevole Vargiu di un'elezione diretta, soprattutto quando parla di un programma del difensore civico legato a una maggioranza, mi sembra fuori luogo. Il difensore civico non può avere un programma, deve soltanto applicare una legge! Grazie.

PRESIDENTE. Mi sembra che abbia illustrato l'emendamento numero 9. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 1 ha facoltà illustrarlo.

OPPI (U.D.C.). Abbiamo chiesto che sia trasformato in sostitutivo totale. Lo diamo per illustrato.

PRESIDENTE. Va bene. Se non ci sono osservazioni, l'emendamento numero 1 diventa sostitutivo totale, insieme al 9. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pisu, relatore.

PISU (R.C.), relatore. Esprimo parere favorevole.

PRESIDENTE. Su tutti?

PISU (R.C.), relatore. Sull'emendamento numero 12, se si ritira o altrimenti...

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Pisu, l'emendamento numero 12 non c'è, c'è il 13.

PISU (R.C.), relatore. Se l'emendamento numero 13 non viene ritirato, il parere su di esso è contrario, così pure sul 4 e sul 6, se non lo si ritira.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 6 è stato ritirato. Esprima il suo parere onorevole Pisu, non dica "se non si ritira", perché lei deve esprimere solo il suo parere.

PISU (R.C.), relatore. Sull'emendamento numero 8 il parere è contrario, sugli emendamenti numero 1 e 9 è favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Io vorrei restringere, anche dal punto di vista del tempo, l'intervento al solo emendamento numero 4, che avevo sostanzialmente dato per illustrato, in quanto ne avevo enunciato esclusivamente il principio, cioè l'elezione diretta del difensore civico. Mi era sembrato che fosse sufficiente enunciarne il principio perché, purtroppo, nessuno si era espresso nel merito, tranne il collega Moro, la cui opinione aveva suscitato dei commenti. Si è poi espressa sul merito dell'emendamento numero 4 anche la collega Caligaris, il che merita una riflessione.

L'elezione diretta del difensore civico - l'abbiamo detto e non lo ripetiamo - serve a dare a questo organo la maggiore legittimazione possibile e ad avvicinarlo ai cittadini che deve rappresentare. Però, giustamente, la collega Caligaris, con perplessità, fa notare: "Ma se il difensore civico dovesse avere un programma elettorale e dovesse essere legato alla maggioranza, finirebbe col perdere proprio quel valore di terzietà e di garanzia che noi gli vogliamo dare". L'emendamento numero 4 va proprio in questa direzione, nel senso che il difensore civico non deve assolutamente essere legato a una maggioranza; sono eleggibili tutti i cittadini iscritti nelle liste elettorali della Sardegna e la dichiarazione di presentazione della candidatura è effettuata presso la Corte d'Appello e sottoscritta da un numero di elettori non inferiore a 1500. Si tratta di un numero di persone che sostengono la candidatura del difensore civico che non è né troppo basso da consentire che i candidati alla carica siano un'infinità, né troppo alto da impedire che persone o istituzioni che siano impegnate nella difesa del cittadino a pieno titolo non possano raggiungere il numero di firme necessario alla presentazione del candidato. Io non vedo alcuun legame tra il candidato e gli schieramenti che eventualmente fossero impegnati nella competizione elettorale. A maggior ragione questo legame non ci sarebbe se votassimo col sistema proporzionale o in un turno referendario, perché chiaramente la figura del difensore civico non sarebbe collegata in alcun modo agli schieramenti in campo. Ed è evidente che il cittadino è sufficientemente evoluto da comprendere che l'elezione di un difensore civico legato agli schieramenti politici sarebbe un autogol! Quindi noi Riformatori consideriamo il cittadino sufficientemente evoluto dal punto di vista culturale da saper fare le proprie scelte senza farsi condizionare in un caso di questo genere, cioè nell'elezione di un organo di garanzia, da valutazioni legate a problematiche di carattere politico.

Per quanto riguarda il programma elettorale, collega Caligaris, è evidente che il difensore civico deve applicare una legge e non attuare un suo programma elettorale, però è altrettanto evidente che il curriculum di un individuo, ciò che ha fatto nella sua esistenza, il suo impegno eventualmente nella difesa del più debole, rappresenta un programma elettorale. Se infatti ci astraiamo per un attimo dalla nostra funzione di politici e pensiamo di essere cittadini normali, come quelli che passeggiano nei mercati, che hanno qualche problema con il comune che non gli dà risposta su una pratica, che non riescono a prenotare una visita alla A.S.L. e via dicendo, è evidente che nello sceglierci un difensore civico non guardiamo a un programma elettorale, ma senz'altro alla persona che si candida a questa carica, a ciò che rappresenta per quello che ha fatto nella sua esistenza, e cose di questo genere che rappresentano sostanzialmente un programma elettorale.

Ci siamo posti il problema che un'elezione da parte del Consiglio regionale possa essere curiale, possa cioè individuare - non so se lo abbia fatto in passato - un difensore civico più adiacente alle esigenze del Consiglio che non a quelle della gente. Insomma io continuo a domandare a quest'Aula: che cosa c'è di più democratico di un'elezione diretta? Che cosa c'è di più democratico della possibilità di scelta dell'avvocato difensore da parte di chi si deve fare difendere? Perché vogliamo dare al cittadino un difensore d'ufficio, scelto da noi? Lasciamo che il cittadino sia libero di scegliere la persona a cui affidare il ruolo di garante! Mi sembra che negargli questo diritto significhi non considerarlo ancora sufficientemente evoluto da poter fare delle scelte, mentre noi riteniamo che sia assolutamente in grado di scegliere da solo, senza la mediazione del Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. So di rischiare di essere pedante, vi chiedo scusa. Questa questione del limite delle materie giuridico-amministrative si configura, ne sono più che convinta e chiedo pertanto una riflessione su questo aspetto, come una limitazione nella possibilità di scelta del difensore civico. Non capisco perché un sindacalista, un professore - lo dicevo questa mattina -, il professor Gessa o la professoressa Cerina non potrebbero ricoprire l'incarico semplicemente perché nel loro curriculum non ci sono gli esami che attengono alle competenze giuridico-amministrative. Ma vogliamo parlare di una persona impegnata nel volontariato, nell'associazionismo sociale? Che cosa impedisce a una personalità - l'ho citata in Commissione - come Zola di rappresentare un difensore civico, laddove esiste un ufficio che deve dare il supporto tecnico?

La presenza in legge del requisito della competenza giuridico-amministrativa è destinata ad eliminare numerose candidature valide e restringe di molto l'individuazione dei potenziali candidati a ricoprire l'incarico. Questo aspetto è quindi da considerare assolutamente secondario, mentre sono primari il ruolo del difensore civico e la consistenza di professionalità in dotazione all'Ufficio. Incentrare tutto ancora sulla figura del difensore civico, richiedendo tutte queste competenze, come se il mondo ruotasse esclusivamente intorno alle discipline economico-giuridiche e non avesse valore l'attività negli altri ranghi, è la riprova che il ruolo e la persona sono superiori all'ufficio e alla funzione!

Quando faremo il resoconto dell'attività, teniamo conto - scusate il gioco di parole - degli esiti, non ricadiamo nell'errore, se errore è stato, di considerare una semplice competenza elemento indispensabile per risolvere le questioni che vengono sottoposte a questo Ufficio, che, ricordo, ha un compito specifico definito dalla legge. Ci sono poi le ineleggibilità che rendono questo ruolo, con questa specificità, assai facilmente attribuibile a persone chiaramente individuabili. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro. Ne ha facoltà.

MORO (A.N.). Signor Presidente, intervengo molto, ma molto velocemente, perché ho sentito, in queste dichiarazioni di voto, dopo la presentazione degli emendamenti, attribuire a questa figura che verrà eletta diverse caratteristiche. Qualche collega ha parlato del peso del difensore civico nell'immaginario collettivo, io vorrei molto semplicemente comunicare ai colleghi che se si facesse un'indagine conoscitiva tra i cittadini che dovrebbero avere proprio come punto di riferimento questa figura, sono convinto che si scoprirebbe che in Sardegna forse lo 0,002 o lo 0,003 conosce l'istituto del difensore civico.

Comunque i più esperti hanno detto: "Creiamo una figura di nuova generazione". Sta a significare che quella di cui abbiamo avuto esperienza fino ad oggi ha fatto un buco nell'acqua. Noi non vogliamo eleggere difensori civici che abbiano alto valore simbolico se non hanno la concretezza per espletare il mandato per cui vengono eletti. La peculiarità, collega Caligaris, posto che vedo sul filo di lana la legge già approvata da questa maggioranza, credo che sia necessaria. Se devo palleggiare certo chiamo Zola e non il professor Gessa, ma se devo fare il dosaggio dei neurotrasmettitori in un laboratorio chiamo lui e non Zola. Per quanto riguarda il problema del difensore civico, mi si consenta almeno di dire che deve essere una persona in grado di dirimere dei contenziosi che generalmente sono di carattere giuridico o hanno un risvolto giuridico.

Una cosa però noto in questa proposta di legge che state per approvare: manca la revoca. Se vogliamo revocare il Presidente del Consiglio ci sono i metodi, se vogliamo revocare il Presidente della Giunta ci sono i metodi, per il difensore civico - per lo meno ditemi se sbaglio - non è prevista in questa proposta di legge la revoca. Non è che anche questo sia unto dal Signore e magari eleggerete un difensore civico che non ha i requisiti necessari per dirimere le questioni tra cittadini, istituto regionale e amministrazioni pubbliche?

Vorrei che meditaste su questo e se la revoca è prevista tra le righe vi chiedo scusa, però ho l'impressione, leggendo il testo di legge, che questo difensore civico non potrà essere revocato da nessuno. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Pochi secondi, semplicemente per segnalare che, ovviamente, l'accoglimento da parte del relatore degli emendamenti numero 1 e 9, intesi come sostituivi totali, va incontro a una delle richieste avanzate dai colleghi della minoranza, quella di sottrarre la designazione del difensore civico alla maggioranza. Se riflettiamo anche sulle cose che, a nome del nostro Gruppo, ha detto il collega Lai, circa la designazione del difensore civico, credo anch'io, al di là dell'ultimo intervento, che siano venuti meno i motivi principali della opposizione o almeno delle argomentazioni portate da Alleanza Nazionale. Mi sembra anche questa una piccola positiva riforma, se arriveremo a una sintesi che ci veda tutti coinvolti, quindi partecipi di questa operazione. Pertanto gli emendamenti numero 1 e 9, diventando sostitutivi totali, fanno cadere l'articolo 4 e anche la possibilità che il Consiglio elegga a maggioranza assoluta il difensore civico.

Ma veniamo alla proposta della minoranza di mantenere, per l'elezione del difensore civico, la maggioranza dei due terzi, il che richiede, ovviamente, un'intesa ampia su una figura realmente non di parte, ma super partes. Noi avevamo invitato i colleghi a ritirare gli altri emendamenti ritenendo che fosse quella l'intesa. Il collega Vargiu ha voluto illustrare comunque l'emendamento numero 4, che propone l'elezione diretta, sul quale noi voteremo contro perché non ci convincono le sue argomentazioni. Del resto con un'elezione diretta si finirebbe per fare quello che ha ipotizzato la collega Caligaris, si finirebbe cioè per fare campagna elettorale, il cui esito sarebbe in ogni caso determinato dagli schieramenti politici. Si verificherebbe dunque proprio quello che l'onorevole Vargiu vorrebbe evitare, ossia l'elezione di un difensore civico non realmente super partes.

Mi pare che una diversa valutazione potrebbe essere fatta sull'emendamento numero 8, che non inficia il contenuto dell'1 e del 9, ma lo estende, nel senso che in pratica consente di conseguire il risultato che prevedeva l'emendamento numero 6 presentato dall'onorevole Scarpa, cioè quello di allargare la sfera dei possibili candidati. A mio parere allargare la sfera dei possibili candidati non sarebbe un male per il Consiglio, che materialmente elegge il difensore civico, e non vedo perché il Consiglio dovrebbe limitarsi nella individuazione di una figura super partes; è proprio nel momento in cui l'Aula individua ed elegge una persona come difensore civico che determina la concretizzazione delle norme. Voglio dire che, a mio avviso, l'emendamento numero 8 può essere accolto, in quanto non inficia l'1 e il 9, anzi amplia la rosa dei candidati, perché elimina una competenza dai requisiti richiesti consentendo al Consiglio di valutare in maniera più ampia la scelta di un difensore civico che sia veramente super partes. Personalmente sarei favorevole all'emendamento numero 8.

PRESIDENTE. Aveva domandato di parlare il consigliere Pisu, che rinuncia.

Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu. Ne ha facoltà.

BIANCAREDDU (U.D.C.). Ho sentito vari interventi, ma volevo ricollegarmi a quello della collega Caligaris, perché, per certi versi, lo condivido. Infatti non sempre la laurea in discipline giuridico-amministrative determina una competenza in tali materie, e soprattutto per ricoprire la carica di difensore civico credo non basti la competenza, ma ci vogliano anche buon senso e buona volontà. In una cosa - mi consenta la battuta, collega Caligaris - dissento, cioè sul fatto che Gianfranco Zola possa fare il difensore civico: Zola è un attaccante, per cui lei avrebbe fatto meglio a citare Brugnera o Bergomi! Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). L'intervento del collega Biancareddu merita un attimo di riflessione, per cui cerco di riordinare le idee.

Intervengo per dire che non condivido una virgola dell'emendamento numero 8 e neanche delle argomentazioni portate - con tutto il rispetto per gli esempi fatti citando anche autorevoli colleghi - dalla collega Caligaris. Il difensore civico non può essere paragonato a quei giudici di pace che un tempo esistevano nei paesi, persone di buon senso che mettevano pace, che cercavano il compromesso in situazioni anche difficili ed erano apprezzate per il loro equilibrio. Il difensore civico, al di là della terminologia, deve essere un esperto in materie giuridiche e amministrative, perché è chiamato a esprimersi sulla legittimità, sulla legalità dell'attuazione di provvedimenti amministrativi o leggi di questa Regione. Qui non si tratta di dotare l'Ufficio del difensore civico di psicologi, persone di buon senso o quant'altro. E' chiaro che nel momento in cui si affidano determinati incarichi la scelta deve cadere su persone che abbiano una preparazione tecnica tale da consentire loro di applicare il buon senso. Direi che faremmo ridere l'Italia se accedessimo alle argomentazioni portate, con tutto il rispetto, dalla collega Caligaris e ampliassimo lo spettro delle possibilità per insignire un nostro concittadino o collega o chiunque altro del ruolo di difensore civico.

Chiederei, se è possibile, dopo la discussione che abbiamo fatto in Aula, di non votare l'emendamento numero 8, che sarebbe opportuno ritirare, oppure di accedere alle disquisizioni della stessa collega Caligaris sul fatto che questo Consiglio dovrà sicuramente cercare persone di grandissimo equilibrio, di grandissima preparazione e di grande buonsenso. Questo è un invito che tutto il Consiglio dovrà far suo, ma credo che la specializzazione, la conoscenza tecnico-giuridica degli aspetti che il difensore civico sarà chiamato a valutare sia un fattore basilare, determinante per poter ricoprire il ruolo che noi stiamo prevedendo in questa legge.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 13. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 4.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). L'emendamento numero 4, ripeto, è quello con cui noi proponiamo l'elezione diretta del difensore civico da parte del corpo elettorale. Devo dire che non è stato convincente neanche il collega Marrocu quando ha spiegato le motivazioni per cui non ritiene attuale questo emendamento. Credo che sia estremamente difficile concepire che un consigliere che proviene dalla stessa cultura politica del collega Marrocu possa essere contrario a un'elezione diretta, nel senso che, di norma, l'elezione di secondo grado, cioè quella con cui il Consiglio elegge o indica i propri rappresentanti in qualsiasi istituzione, avviene nei casi in cui si ritiene che il Consiglio possa scegliere meglio del cittadino, cioè quelle situazioni complesse che rientrano nell'ambito della delega data dal corpo elettorale ai consiglieri regionali.

Nel dichiarare il voto favorevole all'emendamento numero 4, sul quale chiedo la votazione nominale, vorrei anche domandare al collega Marrocu qual è il ragionamento che gli fa ritenere che il difensore del cittadino possa essere scelto meglio da noi che non dal cittadino stesso. Collega Marrocu, se lei dovesse scegliere un avvocato si affiderebbe al Consiglio comunale di Anela o lo sceglierebbe direttamente? Se concordiamo sul fatto che il difensore civico è un'istituzione che garantisce il cittadino, chi meglio del cittadino stesso lo può scegliere? Il cittadino saprà fare giustizia di eventuali difensori civici inadatti allo scopo, di difensori civici che non hanno la cultura di cui si è parlato, e saprà indicare la persona più adatta a difendere i suoi interessi molto meglio di quanto possiamo fare noi, collega Marrocu. Nel senso che noi ragioniamo secondo schemi e meccanismi mentali sostanzialmente diversi da quelli del cittadino comune, per cui noi, peggio del cittadino, faremmo un'elezione di secondo grado. Ed è stupefacente che a chiedere un'elezione di secondo grado, cioè più lontana dal diretto controllo del cittadino, sia proprio chi normalmente sostiene l'elezione di primo grado, la rappresentazione diretta e quindi l'indicazione diretta da parte del corpo elettorale.

PRESIDENTE. L'onorevole Vargiu ha chiesto la votazione nominale. Chi appoggia la richiesta?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri PISANO, LA SPISA, SCARPA, RASSU, SANCIU, SANJUST, MORO.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 4.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - CASSANO - MORO - MURGIONI - OPPI - PISANO - RANDAZZO - SECCI - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIAGU - GIORICO - LAI - LANZI - LICHERI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PINNA - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - UGGIAS - URAS.

Si sono astenuti i consiglieri: ATZERI - CAPELLI - CHERCHI Oscar - FLORIS Mario - LA SPISA - PETRINI - RASSU - SANCIU - SANJUST - SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 56

Votanti 46

Astenuti 10

Maggioranza 24

Favorevoli 9

Contrari 37

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione insieme gli emendamenti numero 1 e 9. Chi li approva alzi la mano.

(Sono approvati)

Emendamento numero 8. Ha domandato di parlare il consigliere Lai. Ne ha facoltà.

LAI (D.S.). Volevo proporre un emendamento orale all'emendamento numero 8, se l'Aula è d'accordo.

PRESIDENTE. Onorevole Lai, mi dispiace, gli uffici mi dicono che l'emendamento numero 8 è decaduto, quindi non può essere ad esso presentato nessun emendamento orale.

Passiamo all'esame dell'articolo 5, a cui è stato presentato un emendamento.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5 e del relativo emendamento :

Art. 5

Modifica dell'articolo 14

della legge regionale n. 4 del 1989

1. L'articolo 14 è sostituito dal seguente:

"Art. 14 - Durata in carica

1. Il difensore civico dura in carica tre anni e può essere riconfermato per una sola volta.

2. Il Consiglio regionale procede all'elezione del difensore civico entro il quindicesimo giorno precedente la scadenza ordinaria, ovvero, qualora il mandato del difensore civico venga a cessare per qualunque motivo diverso dalla scadenza ordinaria, entro il trentesimo giorno successivo alla cessazione.

3. Il difensore civico esercita le sue funzioni fino alla nomina del successore.

4. Ad esso non si applica la legge regionale 3 maggio 1995, n. 11 (Norme in materia di sca-denza, proroga, decadenza degli organi ammini-strativi della Regione Sardegna in materia di società partecipate dalla Regione e di rappresentanti della Regione)."

EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - DEDONI - PISANO

Art. 5

Prima dell'art. 5 è aggiunto il seguente:

"Art. 05

Modifica dell'articolo 12 della legge regionale n. 4 del 1989

1. Il comma 6 dell'art. 12 della legge regionale n. 4 del 1989 è abrogato." (14) .)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 14 ha facoltà di illustrarlo.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, l'emendamento è decaduto, ma sostanzialmente è già stato approvato, perché è identico all'emendamento numero 1. Per evitare la fastidiosa conseguenza della decadenza di articoli ed emendamenti che ha colpito l'emendamento numero 8 avevo deciso di presentarlo all'articolo 5 anziché al 4, che mi sembrava più soggetto agli umori dell'Aula, ma è già stato approvato. Quindi ovviamente non è in discussione.

PRESIDENTE. Grazie per la collaborazione, onorevole Vargiu. Quindi l'emendamento numero 14 è decaduto. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 5. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 6.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6:

Art. 6

Modifica dell'articolo 17

della legge regionale n. 4 del 1989

1. L'articolo 16 è sostituito dal seguente:

"Art. 16 - Trattamento economico

1. Al difensore civico compete una indennità di carica pari a quella spettante ai presidenti degli enti regionali del primo gruppo, ai sensi dell'articolo 6 comma 1 della legge regionale 23 agosto 1995, n. 20 (Semplificazione e razionalizzazione dell'ordinamento degli enti strumentali della Regione e di altri enti pubblici e di diritto pubblico operanti nell'ambito regionale), come interpretato dall'articolo 22 comma 1 della legge regionale 21 aprile 2005, n. 7.

2. Al medesimo compete inoltre il trattamento economico di missione ed il rimborso delle spese di viaggio nella stessa misura prevista per i presidenti degli enti regionali dall'articolo 6 comma 8 della legge regionale n. 20 del 1995, come modificato dall'articolo 54 della legge regionale 21 dicembre 1996, n. 37." .)

PRESIDENTE. Nel titolo dell'articolo 6 il riferimento deve intendersi all'articolo 16, in luogo dell'articolo 17.

Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 6. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 7, a cui sono stati presentati tre emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7 e dei relativi emendamenti :

Art. 7

Modifica dell'articolo 17

della legge regionale n. 4 del 1989

1. Nel comma 2 dell'articolo 17 sono abrogate le parole: "con sedi periferiche presso le città sedi di Comitati circoscrizionali di controllo sugli atti degli enti locali".

2. All'articolo 17, dopo il comma 3, è aggiunto il seguente:

"3 bis. Il difensore civico può stipulare convenzioni con le amministrazioni provinciali o comunali che prevedano l'utilizzazione di locali messi a disposizione da dette amministrazioni per incontri con i cittadini, anche in forma di teleconferenza.".

EMENDAMENTO aggiuntivo CALIGARIS

Art. 7

Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:

Nel comma 2 dell'articolo 17 della legge regionale n. 4 del 1989 dopo le parole "con il titolare dell'Ufficio." Aggiungere "Deve comunque prevedere almeno cinque figure professionali tra funzionari e personale tecnico-operativo.". (7)

EMENDAMENTO aggiuntivo CALIGARIS

Art. 7

All'articolo 7 della P.D.L. 152/A aggiungere il comma 2 bis "All'articolo 17 della legge regionale n. 4 del 1989 inserire il comma 3 bis:

"Il difensore civico, qualora ne ravvisi la necessità, previa autorizzazione dell'Ufficio di Presidenza, stipula convenzioni con esperti delle diverse discipline oggetto dei ricorsi". (10)

EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - DEDONI - PISANO

Art. 7

Dopo il comma 2 dell'art. 7 sono aggiunti i seguenti:

"3. All'art. 17, comma 2, l'ultimo capoverso è sostituito dal seguente:

La dotazione di personale del Difensore Civico è stabilita dall'Ufficio di Presidenza d'intesa con il Difensore Civico stesso e deve essere comunque congrua rispetto ai compiti di istituto.

4. Dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:

2 bis. Annualmente, l'Ufficio di Presidenza attribuisce al Difensore Civico un budget economico relativo a spese di consulenza tecnica e di pubblicità istituzionale.

5. Il comma 3 è soppresso e sostituito dal seguente:

3. Il personale necessario al funzionamento del Difensore Civico è tratto dal ruolo consiliare o acquisito in posizione di comando dal ruolo regionale. Esso opera alle dipendenze funzionali del Difensore Civico." (15) .)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la consigliera Caligaris per illustrare gli emendamenti numero 7 e 10.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Ritorniamo, con questo emendamento, che riguarda il comma 2 dell'articolo 17, alla questione relativa alla costituzione dell'Ufficio del difensore civico. Abbiamo finora parlato quasi esclusivamente della persona che deve interpretare e svolgere il ruolo, però è determinante, proprio alla luce di tutte le considerazioni espresse, che il difensore civico, per poter operare, abbia un ufficio funzionale e ricco di competenze. L'esperienza ha dimostrato finora che disponendo solo di un funzionario e di una persona che si occupa personalmente delle telefonate, di tutto ciò che riguarda la struttura, non è assolutamente pensabile che il difensore civico possa assicurare il servizio richiesto. Tra l'altro abbiamo approvato un emendamento in base al quale la legge garantisce anche la massima pubblicizzazione del ruolo e della funzione del difensore civico ed istituisce il numero verde. Mi domando come possa una persona sola svolgere questo compito di altissimo livello, di controllo delle attività, ricevere e parlare con le persone, possibilmente riferirsi all'intero territorio. Questo è accaduto in passato perché in realtà qualunque contrattazione sia avvenuta in merito all'ufficio non ha mai sortito effetto alcuno. Allora, sulla base delle esperienze di numerose regioni, come ho avuto modo di richiamare stamattina - e non mi voglio dilungare perché mi rendo conto che cominciamo ad avvertire un po' di stanchezza - ritengo opportuno fissare un numero definito di funzionari e personale tecnico-operativo che possa effettivamente garantire il servizio. Altrimenti, se lasciamo un solum a gestire una mole di lavoro immensa, stiamo già decretando, senza aspettare tre anni, che anche questa volta l'Ufficio del difensore civico non funzionerà e che saranno ben accolte tutte quelle iniziative tese a negargli il ruolo.

Mi permetto, Presidente, proprio per evitare di sottrarre ulteriore tempo, di illustrare anche l'emendamento numero 10, perché è legato strettamente a questo che reca il numero 7. Il difensore civico, proprio perché non istruisce personalmente le pratiche (ecco perché Zola, essendo un attaccante, forse non va bene, ma come esempio, se vogliamo anche limite, va più che bene) ha necessità di personale. Io ho fissato lo staff dell'ufficio in cinque figure professionali, deve poter stipulare anche delle convenzioni con esperti. Il motivo di questo emendamento era strettamente legato a quello che è decaduto, e me ne dispiace molto, perché se l'emendamento che prevedeva l'eliminazione del requisito della competenza giuridico-amministrativa fosse stato accolto avrebbe reso ancora più pregnante l'emendamento numero 7, nel senso che per la stipula di convezioni, sempre - attenzione - autorizzate dall'Ufficio di Presidenza, quindi non stiamo proponendo alcunché che possa essere fatto autonomamente da una persona, il difensore civico si sarebbe avvalso di esperti in materie giuridico-amministrative.

Rinforzare l'ufficio consentendo al difensore civico di sottoscrivere delle convenzioni con esperti credo sia un nostro dovere. Non vorrei che si verificasse quello che mi è stato riferito in Commissione, cioè che il difensore civico si sarebbe dovuto rivolgere al TAR per assicurare la funzionalità dell'ufficio. Arriviamo quindi al paradosso di dire che siccome il difensore civico non ottiene quello di cui ha necessità, un ufficio adeguato, deve ricorrere al TAR per ottenerlo! Mi sembra che abbia un significato veramente profondo questo. Grazie.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 15 ha facoltà di illustrarlo.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, ritengo che siamo arrivati al cuore della legge, nel senso che sino ad oggi abbiamo discusso di cose senz'altro importanti, però in questo momento stiamo valutando, per ripetere la metafora che ho voluto utilizzare prima, se il cittadino sardo, che è dotato di un maglione e ha ancora freddo, debba essere dotato anche di un cappotto o debba essere lasciato con il solo maglione a patire il freddo invernale.

Credo che il problema fondamentale di fronte al quale si trova adesso il Consiglio regionale - e quindi spero che ci sia attenzione da parte del relatore e di tutti i colleghi - sia questo: fra quattro anni ci sarà, se tutto va bene per noi, un Consiglio regionale diverso, che magari si porrà il problema di come starà funzionando l'Ufficio del difensore civico. Insomma, posso mettervi per iscritto che se noi lasciamo al difensore civico la struttura di cui dispone adesso, le considerazioni sul malfunzionamento di questo organo, che sia Zola o chiunque altro a ricoprire la carica, saranno identiche, perché senza un punto di appoggio non si solleva il mondo, quindi senza una struttura adeguata anche il miglior difensore civico del mondo non può fare niente.

Io vorrei vedere persone come il giornalista che conduce Bucce di banana, Antonello Lai, cioè quel giornalista che interpreta un difensore civico sui generis a Tele Costa Smeralda, Giorgio Pisano de L'Unione Sarda o Giorgio Melis, cioè persone abituate a fare giornalismo da difensori civici (poi come lo facciano sta al giudizio di ciascuno di voi, io non voglio entrarci), reggere da soli l'Ufficio del difensore civico. E' per questo che noi proponiamo che il difensore civico sia dotato di una struttura adeguata e chiediamo tre cose: intanto che l'Ufficio di Presidenza stabilisca quale dev'essere l'organizzazione strutturale dell'ufficio del difensore civico, tenendo conto delle considerazioni che sono state fatte in Aula, posto che tanti di noi hanno detto che sino ad oggi l'ufficio del difensore civico non ha funzionato perché non era strutturato in maniera adeguata agli obiettivi. Chiediamo quindi che gli venga affidato un organico in grazia di Dio! Inoltre chiediamo che l'Ufficio di Presidenza - quindi si mantiene la centralità del Consiglio - attribuisca al difensore civico un budget che gli consenta di porre in essere quelle iniziative di pubblicità istituzionale di cui abbiamo parlato prima, tese ad avvicinarlo al cittadino, e di acquisire competenza, attraverso le consulenze, in tutte quelle fattispecie che direttamente non può affrontare, dato che non esiste un difensore civico onnicompetente.

Infine, la legge prevede che l'organico del difensore civico provenga dal Consiglio regionale, il che significa che non potrà di fatto esistere un organico del difensore civico, perché sappiamo benissimo che le strutture del Consiglio sono addirittura carenti rispetto alle sue stesse necessità. Pertanto abbiamo introdotto la possibilità che il personale del difensore civico possa essere acquisito in posizione di comando dal ruolo regionale.

Credo dunque che l'emendamento numero 15, integrato con gli emendamenti presentati dalla collega Caligaris, sia improntato al buon senso e vada nella direzione indicata da tutti i colleghi che sono intervenuti. Sarei profondamente stupito se non ci fosse un'accettazione della sostanza di questo emendamento.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pisu, relatore.

PISU (R. C.), relatore. Il parere è contrario sull'emendamento numero 7 e favorevole sul 10. Sull'emendamento numero 15 è favorevole, però quanto previsto al punto 3, se è d'accordo il collega Vargiu, si potrebbe estendere a tutto il personale della pubblica amministrazione.

URAS (R.C.). Compresi comuni e province.

PISU (R.C.). Compresi comuni e province. Il parere sull'emendamento numero 15 è favorevole con questa specificazione. Collega Vargiu, è d'accordo?

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Siccome è in corso un'interlocuzione, perché su ogni cosa c'è necessità di un attimo di riflessione, io che mi sono inizialmente dichiarato d'accordo su quanto lei ha proposto, le pongo una domanda, che pongo anche a me stesso: il personale delle province e dei comuni non è lo stesso personale di quegli enti sui quali il difensore civico dovrebbe esercitare una funzione di controllo? Non c'è, alla fine, il problema del controllore-controllato?

PISU (R.C.). Vale anche per la Regione.

VARGIU (Riformatori Sardi). Vale anche per la Regione, però la Regione...

PRESIDENTE. Onorevole Vargiu, non dialoghiamo in questo modo. Voglio precisare che il ruolo del difensore civico è in modo particolare rivolto proprio all'amministrazione regionale.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Sugli emendamenti numero 7, 10 e 15 la Giunta si rimette all'Aula, per una serie di motivi. Il primo è che indirettamente questi emendamenti generano una spesa aggiuntiva che non è quantificata, per cui non siamo in condizioni di assumere nessun impegno in un regime di restrizioni finanziarie complessive e con i problemi gravi che la finanziaria nazionale ci porrà sul piano della risposta agli enti locali e dei servizi socioassistenziali per i cittadini.

In secondo luogo l'emendamento numero 15 interviene in materia già disciplinata, concernente i comandi nel ruolo regionale, che rende incompatibile una norma di questo genere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). A me pare di notare, tra l'altro anche nel parere della Commissione, delle contraddizioni. Per esempio, tra gli emendamenti numero 10 e 15 c'è una contraddizione palese e personalmente ho dei dubbi su questi due emendamenti. L'emendamento numero 10 prevede la possibilità che il difensore civico stipuli convenzioni con esperti e credo che la collega Caligaris avesse previsto questa possibilità ritenendo che sarebbe stato approvato l'emendamento numero 8, che non prevedeva competenze specifiche per il difensore civico, il quale quindi si sarebbe potuto rivolgere a degli esperti. Siccome l'emendamento numero 8 non è stato votato, questa delle convenzioni mi pare una forzatura e comunque mi domando come sia possibile approvare sia l'emendamento numero 10, che prevede l'autorizzazione dell'Ufficio di Presidenza, sia il 15, che prevede invece che il difensore civico abbia un budget per stipulare autonomamente delle convenzioni, senza quindi chiedere alcuna autorizzazione.

E' evidente che tra i due emendamenti vi è una contraddizione per quanto riguarda la possibilità di stipulare convenzioni, perché uno le vincola a un budget assegnato dal Consiglio, e per il quale la Giunta ha già fatto notare che le risorse non ci sono e non sono quantificabili, l'altro prevede l'autorizzazione dell'Ufficio di Presidenza. Sarebbe più opportuno accogliere la parte relativa alla dotazione di personale all'Ufficio del difensore civico e stralciare quella relativa alla stipula in autonomia di convenzioni con esperti, che forse rischia di snaturare la figura stessa del difensore civico. In tal modo si elimina la contraddizione tra i due emendamenti, che mi pare evidentissima.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). In modo conseguente al ragionamento che faceva adesso il collega Marrocu, di cui ho apprezzato alcuni passaggi, mi pare che l'emendamento numero 10 possa considerarsi, per i suoi contenuti, già compreso nell'emendamento numero 15, che è più articolato e risponde a maggiori esigenze.

Rispetto a quanto affermato prima dall'Assessore, non ne condivido alcune osservazioni e, anche come chiarimento per l'Aula, credo che vadano sottolineate alcune cose. Intanto, se si parla di personale dell'amministrazione regionale il relativo costo è ricompreso nell'ambito della dotazione finanziaria prevista in bilancio e la posizione di comando non svuota la dotazione organica, cioè non richiama l'esigenza di copertura di quei posti vacanti, che anzi rimangono coperti.

Per quanto riguarda il percorso che si va disegnando, l'ho visto anche in qualche importante progetto di legge che è circolato in questi giorni, si parla di sistema pubblico locale unico per Comuni, Province e Regione, e si ipotizza di riservare - ma questo è un percorso che in questo Consiglio è stato già in qualche misura delineato, evocato e auspicato - al personale di questi enti un unico trattamento economico e normativo, nell'ottica di favorire, così come avviene per il passaggio delle competenze, la mobilità del personale in ragione delle funzioni che noi riteniamo essere essenziali nella pubblica amministrazione. Ora stiamo discutendo della funzione di difesa dei diritti del cittadino e in questo ambito non c'è incremento di spesa, in quanto l'operazione è fatta con riferimento alle dotazioni organiche già esistenti (non si parla pertanto di nuove assunzioni) ed è a carico del sistema pubblico.

Seconda questione: in base al comma 2 bis, così come viene definito dopo il comma 2, l'Ufficio di Presidenza attribuisce annualmente al difensore civico un budget economico. Sulla base di che cosa? Sulla base della dotazione finanziaria del bilancio del Consiglio regionale, che è già definito e stiamo contenendo per quanto riguarda molte voci, nonostante tutto quello che è stato detto in alcuni articoli di stampa. Quindi anche quel budget è già compreso, non è un sopraccosto e non pone problemi. Noi dobbiamo solo decidere, lo dico per la Giunta, per noi stessi e per i Gruppi di maggioranza e minoranza, se ci crediamo, che i cittadini hanno dei diritti che vanno difesi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Io credo che sia stato molto opportuno l'intervento dell'assessore Sanna, allorquando ha richiamato l'aumento di spesa che questi emendamenti comporterebbero. Debbo aggiungere che il problema esiste anche per quanto riguarda l'articolo 7, comma 2, laddove si prevede che il difensore civico possa stipulare con le amministrazioni provinciali e comunali convenzioni - che evidentemente non sempre sono non onerose - che prevedano l'utilizzo di locali dalle stesse messi a disposizione per incontri con i cittadini, anche in forma di teleconferenza. Per cui o in questa norma si precisa che sono convenzioni non onerose, altrimenti c'è bisogno di una norma finanziaria. Proporrei quindi di stralciare questa parte, se non viene modificata, o di rimandare la proposta di legge in Commissione perché segua il suo iter ai fini dell'ottenimento del parere finanziario.

Lo stesso discorso vale per quanto riguarda gli emendamenti numero 7, 10 e 15. Sono tutti emendamenti che comporterebbero spese per le quali non è prevista un'apposita norma finanziaria, per cui, a nome del Gruppo La Margherita, dichiariamo di votare contro questi emendamenti, essendo già prevista la dotazione organica dell'Ufficio del difensore civico. Sappiamo quanto abbia prodotto questo ufficio con la dotazione organica di cui ha potuto disporre fino ad oggi e ci sembra veramente inopportuno, in questa fase, prevedere un allargamento della stessa.

Chiediamo quindi il ritiro degli emendamenti numero 7, 10 e 15 e la presentazione, eventualmente da parte del relatore, di un emendamento orale che modifichi il comma 2 dell'articolo 7. In caso contrario voteremo contro gli emendamenti numero 7, 10 e 15 e il comma 2 dell'articolo 7.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Ho chiesto la parola per proporre all'Aula una sospensione di cinque minuti, al fine di verificare la possibilità di concordare una sintesi di questi tre emendamenti che tenga conto delle obiezioni che sono state sollevate, comprese quelle della Giunta, la quale ha fatto delle considerazioni di cui è comunque necessario tener conto.

Devo dire che l'intervento del collega Biancu spiazza un po', nel senso che sapendo che ciò che ha avuto in dotazione fino a oggi il difensore civico è stato insufficiente a consentirne il pieno funzionamento, il ragionamento finale sull'articolo 7 di questa legge è incentrato su come fornire ai cittadini, attraverso il difensore civico, un servizio che sia all'altezza delle loro aspettative. Quindi in questo articolo dobbiamo comunque, nel rispetto degli impegni di spesa, degli equilibri di bilancio e di tutto ciò che noi riteniamo debba essere rispettato, introdurre degli elementi che consentano al difensore civico di essere un organo che funziona. Se questo non avvenisse sarebbe una tragedia, nel senso che avremmo discusso inutilmente per un'intera giornata, dopo aver rimandato di sei mesi la discussione sulla modifica sostanziale del ruolo del difensore civico in Sardegna, che otto mesi fa non abbiamo voluto rinominare perché non ci sembrava che questo ruolo fosse adeguato alle esigenze. Abbiamo enunciato una serie di principi, ci siamo confrontati tra noi su questi principi e alla fine non stiamo dando al difensore civico il minimo indispensabile perché possa esercitare la sua funzione in difesa dei diritti del cittadino.

Io chiederei alla Presidenza, se è possibile, cinque minuti di sospensione, per verificare se, d'accordo con la Giunta e con tutta l'Aula, riusciamo a dare costrutto e sostanza alla figura del difensore civico.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Volevo proporre di accogliere la proposta di sospensione avanzata dal collega Vargiu e precisare che in materia di bilancio del Consiglio la Giunta non ha competenza.

PRESIDENTE. Se non ci sono opposizioni, sospendo la seduta per dieci minuti. Riprenderemo i lavori alle ore 19 e 30.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 14 , viene ripresa alle ore 19 e 19.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Signor Presidente, intervengo solamente per fare una precisazione dovuta, nel senso che a seguito del parere della Commissione non è stato chiesto il parere della Giunta e, ovviamente, non essendo stato chiesto nemmeno in precedenza, la Giunta non l'ha espresso, nel rispetto del funzionamento del Consiglio. Mi preme, però, sottolineare che, nella stessa filosofia di ciò che ho dichiarato prima riguardo all'approvazione degli emendamenti numero 2 e 3, la Giunta ritiene che l'espressione "Regione Sardegna" sia sempre riferita al Consiglio regionale e non all'amministrazione regionale cosiddetta, perché qui sono scritte delle cose per le quali sono previsti dei costi e che sono prive, allo stato attuale, di qualunque copertura finanziaria, e quindi sarebbero inefficaci. Per ogni chiarimento, perché rimanga a verbale, per "Regione Sardegna" noi intendiamo il Consiglio regionale della Sardegna.

PRESIDENTE. Allora, in sede di coordinamento specificheremo che con l'espressione "Regione Sardegna" si intende il Consiglio regionale.

Onorevole Pisu, su che cosa intende intervenire?

PISU (R.C.). Sui pareri.

PRESIDENTE. I pareri erano già stati espressi. Possono essere cambiate soltanto le modalità di votazione. Quando arriveremo all'emendamento numero 15 le darò la parola, onorevole Pisu.

Metto in votazione l'articolo 7. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 7. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 10. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Ha domandato di parlare il consigliere Pisu. Ne ha facoltà.

PISU (R.C.). Proporrei di votare per parti l'emendamento numero 15, perché il parere della Commissione è favorevole sul comma 3, mentre sui commi 4 e 5 è contrario. Sicché propongo di votare prima il comma 3 e poi i commi 4 e 5.

PRESIDENTE. Metto in votazione il comma 3 dell'emendamento numero 15. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Onorevole Pisu, i commi 4 e 5 vengono votati insieme, visto che il suo parere è comunque contrario su entrambi. Metto in votazione i commi 4 e 5. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Passiamo all'esame dell'articolo 8, a cui è stato presentato un emendamento.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 8 e del relativo emendamento:

Art. 8

Prima applicazione

1. In sede di prima attuazione, il Consiglio regionale procede alla elezione del difensore civico entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge.

EMENDAMENTO sostitutivo totale VARGIU - DEDONI - PISANO - CASSANO

Art. 8

L'art. 8 è sostituito dal seguente:

Norma transitoria: in prima attuazione della presente legge, il difensore civico è eletto secondo la norma dettata dal presente articolo, alla prima chiamata elettorale generale per le elezioni amministrative, politiche o per le consultazioni referendarie. Egli decade comunque contestualmente al termine della XIII legislatura regionale. (5).)

PRESIDENTE. L'emendamento numero 5 è decaduto a seguito delle precedenti votazioni.

Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 8. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Colleghi, dopo attenta valutazione, la Presidenza riammette l'emendamento numero 8 all'articolo 4, di cui è prima firmataria l'onorevole Caligaris. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, per trovare una mediazione è stato proposto di utilizzare la stessa formulazione. Siccome l'onorevole Capelli ha sostenuto che l'esclusione delle competenze giuridico-amministrative fosse troppo restrittiva, per evitare che si proceda in modo specifico solo su una specifica disciplina, abbiamo avanzato la possibilità di estendere il ventaglio alle competenze di carattere sociale ed economico. Lo preciso meglio, Presidente: i candidati devono essere in possesso di adeguata esperienza in relazione alle funzioni e ai compiti nei settori giuridico o istituzionale o economico o sociale, anziché solo giuridico-amministrativo.

PRESIDENTE. Onorevole Caligaris, ricordo a lei e all'Aula che gli emendamenti orali possono essere accolti se sono condivisi dall'intera l'Assemblea. Non essendoci accordo unanime il suo emendamento orale non è ammissibile.

Per esprimere il parere sull'emendamento numero 8, ha facoltà di parlare il consigliere Pisu, relatore.

PISU (R.C.), relatore. Esprimo parere favorevole.

PRESIDENTE. Onorevole Pisu, vorrei ricordarle che l'emendamento orale non è stato accolto e che lei aveva già espresso un parere sull'emendamento numero 8.

PISU (R.C.). Va bene. Il parere è contrario.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 8. Chi lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo ora alla votazione finale della proposta di legge numero 152/A.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di legge numero 152/A.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ATZERI - BARRACCIU - BIANCU - CALIGARIS - CAPELLI - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - DEDONI - FADDA Giuseppe -- FADDA Paolo - FLORIS Mario - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIORICO - IBBA - LA SPISA - LAI - LICHERI - LOMBARDO - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MURGIONI - OPPI - ORRU' - PETRINI - PINNA - PISANO - PISU - PITTALIS - RASSU - SABATINI - SANCIU - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SCARPA - SPISSU - UGGIAS - URAS - VARGIU.

Risponde no il consigliere: DIANA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 52

Votanti 52

Maggioranza 27

Favorevoli 51

Contrari 1

(Il Consiglio approva).

Convoco la Conferenza dei Presidenti di Gruppo. Il Consiglio sarà riconvocato a domicilio.

La seduta è tolta alle ore 19 e 29.



Allegati seduta

CXXIX SEDUTA

(POMERIDIANA)

Mercoledì 5 ottobre 2005

Presidenza del Presidente SPISSU

indi

del Vicepresidente PAOLO FADDA

indi

del Presidente SPISSU

La seduta è aperta alle ore 16 e 46.

CASSANO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 22 settembre 2005 (124), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri Gavino Manca, Antonio Calledda e Adriano Salis hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 5 ottobre.

Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

Annunzio interrogazione

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interrogazione pervenuta alla Presidenza.

CASSANO, Segretario:

"Interrogazione SANCIU, con richiesta di risposta scritta, in merito alla chiusura della stazione delle Ferrovie della Sardegna di Tempio Pausania". (342)

Annunzio di interpellanza

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interpellanza pervenuta alla Presidenza.

CASSANO, Segretario:

"Interpellanza LA SPISA - PILI - SANJUST - CONTU - RASSU - SANCIU sulla riforma degli enti agricoli". (123)

Discussione dell'articolato della proposta di legge Pisu - Amadu - Caligaris - Sanjust - Cassano - Cerina - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Sanna Franco - Sanna Simonetta: "Modifiche alle norme sul difensore civico regionale" (152/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione dell'articolato della proposta di legge numero 152/A. Essendo stato sospeso l'articolo 1 in sede di Commissione, passiamo all'esame dell'articolo 2, a cui sono stati presentati quattro emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2 e dei relativi emendamenti :

Art. 2

Modifica dell'articolo 6

della legge regionale n. 4 del 1989

1. La legge regionale 17 gennaio 1989, n. 4 (Istituzione dell'Ufficio del difensore civico in Sardegna), come modificata dalla legge regionale 21 maggio 1996, n. 20, è ulteriormente modificata secondo quanto disposto dal presente e dai successivi articoli.

2. Al termine del comma 4 dell'articolo 6 sono aggiunte le parole: "e richiede la nomina di un commissario ad acta, qualora ritenga che l'atto dovuto sia stato omesso illegittimamente".

EMENDAMENTO sostitutivo totale DIANA - LIORI - ARTIZZU

Art. 2

L'articolo 2 è sostituito dal seguente:

"Art. 2

1. La legge regionale 17 gennaio 1989, n. 4, come modificata dalla legge regionale 21 maggio 1996, n. 20 è abrogata.". (11)

EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - DEDONI - PISANO - CASSANO

Art. 2

Prima dell'art. 2 è inserito il seguente:

"Art. 02.

1. Nella legge regionale 17 gennaio 1989, n. 4, così come modificata dalla legge regionale 21 maggio 1996, n. 20, concernente l'istituzione del difensore civico in Sardegna, dopo il quarto comma dell'art. 2 è aggiunto il seguente quinto comma:

"5. La Regione Sardegna provvede a garantire all'Ufficio del Difensore Civico ogni visibilità, attraverso la stampa, le televisioni, gli strumenti informatici, anche attraverso la realizzazione di specifiche campagne di immagine tematiche e generali, con l'intendimento di far conoscere il ruolo e la potenzialità dell'istituto a tutti i cittadini sardi". (2)

EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - DEDONI - PISANO - CASSANO

Art. 2

Prima dell'art. 2 è inserito il seguente:

"Art. 02 bis

1. Nella legge regionale 17 gennaio 1989, n. 4, così come modificata dalla legge regionale 21 maggio 1996, n. 20, concernente l'istituzione del difensore civico in Sardegna, dopo l'articolo 2 è aggiunto il seguente 2 bis:

"La Regione Sardegna garantisce la massima accessibilità al cittadino dell'Ufficio del Difensore Civico, anche attraverso l'istituzione e la pubblicizzazione di una casella postale, di un numero verde telefonico e di un apposito sito web e cura il decentramento delle sedi fisiche di contatto tra il cittadino e l'Ufficio.". (3)

EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - DEDONI - PISANO

Art. 2

Prima dell'art 2 è aggiunto il seguente:

"Art. 02

Modifica dell'articolo 2 della legge regionale n. 4 del 1989

Dopo il comma 4 dell'art. 2 della legge regionale 4 del 1989 è aggiunto il seguente:

"E' facoltà del Difensore Civico, nella sua qualità di garante dell'imparzialità e del buon andamento, di presenziare senza diritto di voto o di intervento, alle sedute di commissioni concorsuali, pubblici incanti, licitazioni private, appalti concorso il cui bando sia stato emesso dalla Regione Sardegna o dagli Enti strumentali e controllati della Regione. A tal fine il Difensore Civico deve essere informato sulla data delle riunioni delle commissioni. Il Difensore Civico può delegare tale partecipazione ad un componente del proprio ufficio.". (12).)

PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 2 e 3 si danno per illustrati. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 11 ha facoltà di illustrarlo.

DIANA (A.N.). Presidente, siamo all'emendamento che, come ho detto già nel mio precedente intervento, non prevede l'abolizione della figura del difensore civico. Noi ci siamo preoccupati di verificare quali condizioni esistessero in quest'Aula, se fossimo tutti convinti della bontà di questa figura, e quindi il nostro intendimento era ed è quello di abrogare la legge regionale numero 4 del 1989, che istituiva il difensore civico con modalità, finalità, scopi che, secondo noi, non sono stati raggiunti. Pertanto ravvisiamo la necessità che soprattutto la futura caratterizzazione dell'Ufficio del difensore civico sia totalmente diversa da quella attuale.

Mi pare di poter affermare che tutti gli interventi della mattinata abbiano evidenziato delle carenze, delle negligenze e una certa incapacità da parte di questa figura di difensore civico di dare risposte ai cittadini. Noi di questo siamo preoccupati. Abbiamo anche detto che una moltitudine di soggetti, definiti difensori civici (non so quanti ce ne siano in tutta la Sardegna, immagino circa un centinaio, forse di più), non ha dato certamente prova di essere vicina ai cittadini e di poter dare le risposte che essi attendono.

Io credo che la figura del difensore civico debba essere totalmente diversa. L'Ufficio del difensore civico serve certamente per dare risposte ai cittadini, ma ritengo che debba costituire un sollecito per la pubblica amministrazione, perché se è vero come è vero che la Regione Sardegna è un soggetto "distante e arrogante", come lo ha definito il collega Pisu, a poco serve il difensore civico, che non avrà mai la forza di incidere su una istituzione regionale che è sorda e arrogante, e non da oggi, onorevole Pisu, ma da tanto tempo, forse da sempre. Può darsi che rientri nella fattispecie dell'ente pubblico essere silente, arrogante e sordo, allora non è assolutamente pensabile e possibile, a mio avviso, che il difensore civico possa mettere ordine in queste cose. Non è possibile con il TAR, non è possibile con i tribunali, non è possibile con i giudici di pace, non succede mai! Per quale motivo, quindi, il difensore civico, individuato con queste modalità e con queste competenze, che per altro non ha, dovrebbe essere in grado di risolvere i problemi dei cittadini? Perché questa figura dovrebbe assurgere a difensore dei deboli, strenuo difensore dei deboli? Credo che non sia possibile, ecco perché noi non abbiamo chiesto di abolire la figura del difensore civico, ma di abrogare la legge che l'ha istituita, impegnandoci tutti a individuare una figura di difensore civico che non intervenga solo nei rapporti tra i cittadini e la Regione, ma che si occupi di tutti i problemi che i cittadini hanno con la pubblica amministrazione. Questo è quello che noi chiediamo.

A questa richiesta mi pare che non ci sia stato riscontro, se non qualche marginale spiraglio, probabilmente ci sarà la possibilità, questo pomeriggio, di ascoltare gli autorevoli colleghi che vorranno prendere la parola per cercare di capire se stiamo sbagliando, se stiamo sostenendo qualcosa che è fuori da qualsiasi logica. Gradiremmo capire se è così o se invece stiamo toccando un tasto, che può essere dolente da un lato, ma può sollecitare le nostre coscienze per trovare veramente una soluzione a questo problema.

Noi abbiamo proposto, ripeto, non tanto l'abolizione della figura del difensore civico, quanto l'abrogazione della legge 4/89, perché abbiamo potuto capire e abbiamo avuto modo di verificare che dal 1989 a oggi, salvo qualche rarissima eccezione, che non mi risulta ci sia stata nell'ultimo decennio, il difensore civico regionale non ha risolto i problemi che gli sono stati sottoposti. Perché tenere in piedi una figura di questo genere, con queste modalità, con questi presupposti, nonostante tutte le cose di cui siamo venuti a conoscenza?

Facciamo un atto coraggioso e diciamo ai sardi: "Abbiamo abrogato questa legge", ma siamo pronti a predisporre un progetto di legge da portare in Aula e votare con il massimo consenso, nell'ottica di quel coinvolgimento generale che ci deve vedere tutti impegnati nelle riforme di questa nostra regione. Se invece di questo difensore civico ognuno di noi ne vuole fare una bandiera, ve lo dico molto chiaramente: se c'è una figura che probabilmente ai sardi non interessa affatto è proprio quella del difensore civico. E' un fatto che sta interessando questo Consiglio regionale e pochissimi altri attenti, attentissimi osservatori all'esterno. Solo loro sono interessati. Allora, ognuno di noi faccia le proprie valutazioni, noi le nostre le abbiamo fatte e non abbiamo paura dell'opinione pubblica. E' stato detto che l'opinione pubblica valuterebbe questa posizione come una scarsa propensione alla democrazia. Onorevole Uras - anche stasera assente -, non è assolutamente così. Noi ribadiamo i nostri concetti: se il difensore civico deve avere una funzione, il Consiglio regionale deve individuarne le caratteristiche, deve stabilire in quali casi può agire, quali sono le sue potestà. Se il difensore civico deve essere una figura virtuale può anche darsi che in astratto sia utile, ma se diventa un passacarte, un confessore, come è stato fino adesso, che prende atto dei litigi in famiglia, delle graduatorie sbagliate che includono anche chi non ha presentato regolare domanda, se deve essere il soggetto che interviene nelle liti familiari, nei problemi tra il terzo e il quarto piano di un condominio, allora non è un difensore civico. Tuttavia a questo si sta riducendo l'attuale figura del difensore civico e più noi la propagandiamo più diventerà così.

Il nostro emendamento sarà ovviamente mantenuto, perché vogliamo differenziarci su questo, l'abbiamo ribadito in quest'Aula e lo riaffermeremo all'esterno tutte le volte che qualche cittadino non otterrà risposte dal difensore civico, ma vi assicuro che i primi a rivolgerci al difensore civico saremo noi, per dimostrare, ancora una volta, l'incapacità, l'inconcludenza di questo ufficio, così come si è rivelato in questi anni.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 12 si dà per illustrato. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pisu, relatore.

PISU (R.C.), relatore. Sugli emendamenti numero 11 e 12 esprimo parere contrario, sul 2 e sul 3 il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo con particolare riferimento all'emendamento numero 11, che per la lealtà, la decisione e il modo con cui è stato proposto merita davvero rispetto. Cercherò tuttavia, onorevole Diana, con i miei modesti mezzi, di dimostrarle che l'abrogazione della legge non fa altro che delineare un presunto fantasma del difensore civico, perché non c'è impegno che possa essere mantenuto abrogando una norma che sancisce un ruolo.

Mi auguro, quindi, che su questo emendamento, proprio per il valore che ha, per il senso e il significato che assume, non venga chiesto il voto segreto. Si tratta, infatti, di un tema che è legato alla cultura, alla sensibilità e alla coscienza individuale, che prescinde, sono convinta di questo, dall'appartenenza politica, di partito e di area.

Volevo anche sottolineare, e mi riferisco all'onorevole Moro, che il difensore civico non può essere considerato l'alter ego del Presidente della Regione, non lo è e non può diventarlo. Ha funzioni di controllo sull'attività dell'amministrazione regionale e degli enti strumentali, proprio per assicurare il buon andamento e l'imparzialità dell'azione amministrativa; una presa di posizione, un intervento del difensore civico, solo per il peso che la figura ha nell'immaginario collettivo e nei confronti dell'opinione pubblica, rafforza il cittadino, costringendo, al contrario, il funzionario responsabile del procedimento a dare una risposta. E questo, onorevole Diana, non avviene oggi in modo compiuto, nonostante esistano la legge sul diritto di accesso ai documenti e quella che disciplina il tipo di rapporto che deve esserci tra i cittadini e l'amministrazione regionale.

Mi spiace che in questo momento non sia presente in aula l'onorevole Uggias, perché è vero che sono nate tante iniziative a sostegno dei cittadini, ma se queste iniziative sono così efficienti, e ci sono questi telefoni colorati che danno sicurezza, mi chiedo perché l'opinione pubblica sempre più spesso faccia ricorso a trasmissioni di servizio nazionali, come "Mi manda RAI TRE", o regionali, come "Bucce di banana" o addirittura "Zona franca", dove veramente si vedono gli ultimi degli ultimi? E queste trasmissioni spesso hanno dei riscontri clamorosi.

Allora qual è il motivo che spinge le persone a cercare dei varchi? E' la preoccupazione di non essere ascoltata. Quindi le persone meno attrezzate economicamente si rivolgono al difensore civico.

Poi, onorevole Diana, volevo tranquillizzarla: attualmente non c'è alcun comune della Sardegna che sia dotato di difensore civico. Questo per dirle, rispondendo anche all'onorevole Moro, che stamattina ci ha parlato dell'esperienza decennale di Sassari, che evidentemente il ruolo del difensore civico regionale è ritenuto di gran lunga più fondato offrendo maggiore sicurezza. Quindi un'autorità di coordinamento, come ci suggeriva l'onorevole Uggias, tra i soggetti di tutela dei cittadini, è una cosa del tutto diversa dal difensore civico, la cui funzione, a mio avviso, non è affatto superflua e non è affatto superata.

Ci sono poi esempi molto lontani da quelli che sono stati citati stamattina che ne testimoniano la validità. Grazie all'intervento del difensore civico una docente della scuola media, allontanata dal preside per ragioni del tutto infondate, è stata ripristinata nell'incarico grazie all'intervento del Centro servizi amministrativi. I temi di cui si è occupato il difensore civico in questi anni non sono state le assegnazioni delle case IACP, ma l'inquinamento ambientale, la sanità, richieste di informazioni su concorsi, controversie giudiziarie, pensioni e moltissimi problemi istituzionali. Quasi tutte questioni non risolvibili con il ricorso al TAR, che peraltro costa parecchio, né al giudice di pace, il cui intervento è tutt'altro che indolore, per le tasche dei cittadini.

Dei comportamenti scorretti tra maggioranza e opposizione se ne è parlato stamattina. Anche di questo aspetto, onorevole Uggias, è stato investito il difensore civico, il quale non si è tirato indietro. E' però molto difficile trovare chi indichi esattamente quando e come si può riunire la maggioranza, che ruolo e che numeri deve avere la minoranza, soprattutto quando si parla di argomenti delicati come i Piani Urbanistici Comunali, faccio per dire. Possono essersi verificate delle disfunzioni, non lo nego, rafforzare la legge non significa però individuare un uomo che deve fare il difensore civico o, se mi permettete, una donna; significa invece attribuirgli la responsabilità di un ufficio in grado di dare risposte sempre più adeguate ai temi che vengono trattati. Occorre, al di là delle persone, mettersi d'accordo se veramente vogliamo un ufficio in grado di risolvere le questioni. Le istanze del difensore civico non competono alla magistratura ordinaria e al TAR, mentre, checché se ne dica, il ricorso al patrocinio gratuito non riscuote la fiducia che dovrebbe avere, forse perché le esperienze finora maturate sono lontane da quelle che vengono solitamente citate.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Noi crediamo che sulla questione del difensore civico si possano fare molte valutazioni che puntino a trovare una via d'uscita realistica al problema, senza liquidare frettolosamente l'istituzione di un organo amministrativo che ha una funzione, almeno in teoria, astrattamente, nelle intenzioni del legislatore, buona e chiaramente al servizio del cittadino, ma riportando la disciplina legislativa alla base dell'elezione del difensore civico e anche dei suoi poteri operativi.

Il difensore civico, in un ordinamento giuridico come il nostro, in cui la pubblica amministrazione ha ancora delle caratteristiche di autoritarietà molto forti, che possono modificare la sfera giuridica soggettiva del cittadino, sia riguardo ai suoi interessi legittimi, sia riguardo ai suoi diritti soggettivi, ha una sua validità, almeno nella impostazione originaria, se è un punto di riferimento per il cittadino che si senta ingiustamente colpito da atti amministrativi che hanno nell'autoritarietà la loro caratteristica e che effettivamente incidono su situazioni soggettive che difficilmente possono essere tutelate attraverso il ricorso agli ordinari strumenti di tutela di diritti o interessi legittimi in sede giurisdizionale o di ricorso amministrativo. Funge quindi da punto di riferimento al servizio del cittadino nei confronti della pubblica amministrazione.

Purtroppo ci troviamo di fronte a una realtà di fatto nella storia dell'azione del difensore civico in Sardegna, cioè a un'attuazione della legge 4/89 che non gli ha consentito di agire. Questa proposta di legge offre alcuni spunti per migliorare quella legge, conferendo nuovi poteri al difensore civico, secondo quando disposto dall'articolo 2 ora in discussione, come la possibilità di richiedere la nomina di un commissario ad acta qualora ritenga che l'atto dovuto sia stato omesso illegittimamente. E' uno degli strumenti ulteriori che verrebbero dati al difensore civico. Noi però crediamo che questo non basti e ci rivolgiamo a tutte le forze politiche presenti in Consiglio per capire quali riflessioni siano state fatte nella pausa che è stata chiesta dai Gruppi di maggioranza.

In questo progetto di legge abbiamo notato una carenza vistosa, un errore, riteniamo, nella formulazione dell'articolato. Si prevede infatti, all'articolo 4, che è il nucleo di questa legge, che la procedura di elezione del difensore civico sia modificata rispetto alla legge originaria, introducendo la possibilità che dopo la seconda votazione in Consiglio regionale sia sufficiente la maggioranza assoluta. Questo è un dato normativo che, se approvato in questa legge, avrebbe un effetto semplicissimo, quello cioè di consegnare anche l'organo del difensore civico nelle mani della maggioranza di turno. Se una funzione il difensore civico ha e può avere, anche astrattamente per ora e magari concretamente nel futuro, è evidentemente una funzione collegata non a chi governa nel momento, ma a chi invece sta all'opposizione. Il difensore civico è quindi un punto di riferimento per chi non ha in mano le leve del potere amministrativo.

Crediamo che prevedere l'elezione del difensore civico a maggioranza assoluta sia un'aberrazione, contraria alla funzione per cui i Gruppi di opposizione oggi possono partecipare alla votazione contribuendo al varo di questa legge, che pure rafforzerebbe i poteri del difensore civico in alcuni punti. Ma se il rafforzamento dei poteri del difensore civico è controbilanciato dalla possibilità che questo organo amministrativo, per definizione imparziale, anzi a favore di chi non sta governando, di chi non è protagonista dell'azione amministrativa, venga eletto dalla maggioranza di turno, questo significa che noi consegneremo a chi governa una possibilità ulteriore di controllare ogni angolo dell'azione amministrativa.

Con questa riflessione direi che solleviamo quasi una pregiudiziale politica non tanto sull'articolo 2, ma sulla legge che si incentra sull'articolo 4. Noi potremmo essere disponibili a votare a favore di questa legge se accanto al potenziamento, sia pure parziale, dei poteri del difensore civico, si ripristinasse, correggendo un errore di questa proposta, il meccanismo di elezione prevedente, anziché la maggioranza assoluta, la maggioranza dei due terzi, che realisticamente riconsegnerebbe al difensore civico la sua funzione imparziale, o addirittura parziale ma a favore del cittadino e sicuramente distante dalla pubblica amministrazione, al fine di poter effettivamente svolgere un'azione di critica al sostegno dei cittadini più deboli come organo istituzionale che non è appannaggio della maggioranza di turno. E' una proposta concreta che avanziamo, sulla quale invitiamo tutti i Gruppi a prendere posizione, perché crediamo obbedisca a una semplicissima esigenza di razionalità e aderenza alle reali finalità per le quali è stato istituito l'organo del difensore civico.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lai. Ne ha facoltà.

LAI (D.S.). Signor Presidente, inizierei da quest'ultimo punto esposto dal collega La Spisa, Capogruppo di Forza Italia, perché mi pare utile sgombrare da subito ogni dubbio sulla posizione del mio partito in merito alla figura del difensore civico.

La soluzione della elezione a maggioranza dei due terzi nelle prime due votazioni e a maggioranza assoluta nella terza, noi non la riteniamo, al di là del fatto che rispettiamo il percorso unanimemente seguito dalla Commissione, un punto vincolante rispetto all'obiettivo che la legge si pone. Non lo riteniamo vincolante perché si tratta di una modalità proposta dalla Commissione per evitare il meccanismo del potere sostitutivo e arrivare comunque a una votazione per l'elezione di un difensore civico. Tant'è che riteniamo importante sperimentare, nelle more di una più evoluta legislazione, una modalità condivisa non solo sotto il profilo della normativa regolamentare, ma anche sotto il profilo politico, pensando alla possibilità che la maggioranza scelga, secondo criteri condivisi, all'interno di una rosa di candidati non proposti direttamente dalla maggioranza una figura che incarni le caratteristiche della nuova generazione di difensori civici che deve svolgere una funzione innovativa nell'ottica di un riequilibrio del sistema di poteri, argomento che cominceremo ad affrontare la prossima settimana. Lo dico perché noi pensiamo che non sia questa la soluzione definitiva, lo dice il relatore, lo dice anche la Commissione. Il sistema del difensore civico si introduce all'interno di un'organizzazione della società molto complessa, che a fronte di una normativa che elimina alcuni vincoli del potere di controllo che, per esempio, la Regione aveva sugli enti locali, necessita di nuove forme organizzate a cui cittadini ed enti locali si possano rivolgere per ottenere la tutela dei diritti, soprattutto se si tratta di figure più deboli rispetto all'interlocutore: la minoranza nei comuni rispetto alla maggioranza, i comuni rispetto alla Regione, il cittadino rispetto alla Regione. Esistono tante forme di debolezza, così come esiste una forma di debolezza economica, perché quando l'ultimo livello è soltanto quello giuridico di fronte al Tribunale Amministrativo Regionale è evidente che chi non ha le risorse si ferma. Quindi sono ampi i campi nei quali dobbiamo trovare le modalità di garanzia nei rapporti tra cittadini e istituzioni e tra istituzione e istituzione.

In questa direzione pensiamo che questa modifica della legge consenta di avviare la discussione, di fare un passo avanti, di sperimentare modalità nuove e innovative di elezione. Se poi dobbiamo fermarci alla già prevista maggioranza dei due terzi, penso che possiamo affrontare seriamente il tema, ma mettiamo prima di tutto la disponibilità politica per scegliere le modalità e soprattutto individuare criteri di elezione del difensore civico che non siano una replica del passato.

Sappiamo che di queste figure, di queste strutture, di queste istituzioni dovremo discuterne in sede di legge statutaria, in cui alcuni livelli di garanzia sono già stati introdotti, come la Consulta, e in quella sede o all'interno del Consiglio delle autonomie locali bisognerà pensare a forme ulteriori di difensore civico, per esempio singole o collettive, che noi valuteremo con criteri di equilibrio. Nel frattempo, però, riteniamo che sarebbe un passo indietro rinunciare a modificare la figura del difensore civico, rinunciare pertanto alla figura stessa, perché sia lasciandola così com'è sia eliminandola di fatto si rinuncia a una figura efficace. Solo modificandola siamo in grado di tenerla presente quando discuteremo di riforme e quindi ancora dell'assetto istituzionale. Non stiamo parlando di un dibattito di là da venire, ma di un dibattito che dovremo affrontare nelle prossime settimane.

Pensiamo, altresì, che proprio per l'organizzazione della società vi sia la necessità di non lasciare, per quanto ne sia un'articolazione, solo all'opinione pubblica o alla comunicazione la rappresentazione dei bisogni, che poi comunque si interrompono nella modifica delle regole degli uffici e nella verifica di ciò che i cittadini normalmente vorrebbero avere come diritti riconosciuti. Non bastano le associazioni, che sono comunque un elemento di grande maturazione della società civile, della società organizzata; servono figure istituzionalmente riconosciute, capaci di applicare le norme, di verificarle e di avere accesso agli atti in maniera rapida e diretta. Siamo convinti, quindi, che sia più moderno mantenere la figura del difensore civico, modificata, piuttosto che eliminarla rischiando che venga dimenticata dall'agenda politica. Pensiamo, ripeto, che in questo momento sia meglio mantenerla, rendendola però un po' più forte, un po' più snella, un po' più efficace di prima, piuttosto che cancellarla del tutto.

In questo senso la nostra posizione è contraria all'emendamento numero 11, che farebbe cadere la figura del difensore civico, mentre siamo molto disponibili a discutere nel merito delle garanzie necessarie perché non si configuri l'elezione di un difensore civico della maggioranza, che per altro sarebbe inefficace, anche sotto il profilo del diritto e dei principi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Non ripeterò assolutamente quello che ho detto stamattina in ragione della difesa dell'istituto del difensore civico, ma noi viviamo una fase nella quale c'è una preoccupazione eccessiva a cancellare l'esistente e una preoccupazione, secondo me, insufficiente a costruire il nuovo. In questa fase il passaggio tra il vecchio e il nuovo ha bisogno di percorsi più morbidi, meno cruenti.

Ci è capitato in quest'Aula, l'ho sentito anche dai banchi della opposizione, di sostenere, in molte circostanze, una posizione politica di questo tipo: tra a una cosa che esiste, sebbene insufficiente, limitata e che spesso non ha colto l'obiettivo per cui è nata, e il nulla noi preferiamo che venga conservata la prima e che ci si impegni tutti per migliorarla.

La preoccupazione che è stata avanzata dall'onorevole La Spisa, circa la costruzione, a tutti i livelli, di una protezione dell'amministrazione e soprattutto della direzione politica e amministrativa dei governi, e quindi l'utilizzo di queste forme di difesa del cittadino in funzione di protezione dei responsabili politici e amministrativi, è una preoccupazione che condivido anch'io. La condivido anche perché provengo da una storia politica e dalla militanza in un partito che spesso si trova nella condizione, non soltanto quando sta all'opposizione, qualche volta anche quando sta dentro maggioranze di governo, di pagare il prezzo di un isolamento o comunque di una difficoltà di accesso, in qualche misura anche di difesa delle proprie posizioni politiche e degli interessi sociali, dei bisogni, delle esigenze che ha rappresentato e che rappresenta. Per cui questa preoccupazione io la condivido; va trovato il meccanismo per garantire che chi nasce per difendere il cittadino lo faccia in modo effettivamente imparziale e non agisca per proteggere il potere, anzi, al contrario, sia una figura che al potere guarda con la necessaria diffidenza, perché per difendere concretamente i diritti bisogna avere una giusta diffidenza nei confronti di chi ha il potere. Questo, ovviamente, è risolvibile nella norma. Non è una grande soluzione proporre, in ragione di questa preoccupazione, la cancellazione di chi deve, invece, assolvere il compito di difesa di quei diritti. Sarebbe un paradosso se, per non consentire al potere di avere strumenti di difesa aggiuntivi a quelli che gli derivano dall'esercitare le funzioni di governo, si cancellassero tutti gli strumenti di controllo sociale nei confronti del Governo. Bisogna che questi strumenti vengano difesi da un'interpretazione, diciamo, distorta.

Per cui nel testo del provvedimento si può trovare, all'articolo 4, per esempio, la soluzione del problema, ma la legge deve andare avanti, cioè noi dobbiamo dare a questa nostra Sardegna il segnale che non siamo in una fase di smantellamento degli istituti di difesa e di tutela dei diritti dei cittadini sardi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, noi crediamo che la discussione su quello che era l'originario articolo 2 della legge vada nella direzione giusta e probabilmente consenta anche ai colleghi di Alleanza Nazionale, che hanno presentato un emendamento tendente alla soppressione dell'istituto del difensore civico, di approfondire il ragionamento.

Ho seguito, questa mattina, sia il ragionamento del collega Diana sia quello del collega Moro, e in entrambi i casi ho prestato estrema attenzione per cercare di capire se le perplessità erano sullo strumento o sul funzionamento dello strumento, cosa che ovviamente, anche stamattina ho avuto occasione di ripeterlo, è di grande importanza. Se il cittadino ha freddo lo si fornisce di un cappotto; se il cappotto non è sufficientemente pesante, non ci si pone in problema di toglierglielo, ma caso mai di fornirlo di una pelliccia. Quindi se il ragionamento, che mi sembra sia stato fatto anche dai colleghi di Alleanza Nazionale, è incentrato sul fatto che la copertura dal freddo che è stata garantita al cittadino dal vigente strumento del difensore civico è insufficiente, quest'Aula deve modificare il sistema di copertura, passando dal cappotto alla pelliccia. Quindi non ci dobbiamo porre il problema di affrontare a torso nudo i rigori dell'inverno, ma ci dobbiamo porre il problema di essere difesi il più possibile dai rigori dell'inverno.

Il ragionamento che ha fatto il collega La Spisa, che poi è stato ripreso da diversi altri colleghi della minoranza, sulla funzione di garante del difensore civico, che ovviamente va esplicata anche nel momento della elezione, che deve essere di garanzia e quindi deve avvenire a maggioranza dei due terzi, noi Riformatori abbiamo presentato un emendamento all'articolo 4, che è ancor più di garanzia, di garanzia in assoluto per chi crede nella democrazia e anche nelle deleghe della democrazia. Abbiamo cioè proposto che il difensore civico venga eletto direttamente dal corpo elettorale, quindi dai cittadini, che di quella figura si devono poi servire. E' evidente che i cittadini, in questo modo, sentirebbero più vicino il difensore civico, magistratura da loro direttamente eletta, ed è altrettanto evidente che si sceglierebbero un difensore civico in grado di tutelarne i diritti, non un difensore civico gradito ai partiti.

Devo dire che l'unica perplessità che ho sentito in Aula rispetto all'elezione diretta del difensore civico è giunta da un collega di Alleanza Nazionale, l'onorevole Moro, il quale ha detto: se noi legassimo a una campagna elettorale il difensore civico, egli verrebbe eletto dalla maggioranza e avrebbe in questo senso funzioni di garanzia della maggioranza. Che cosa c'è di peggio, collega Moro, di un'elezione a maggioranza in Consiglio regionale? Perché, per lo meno, l'elezione diretta da parte del corpo elettorale consente ai candidati alla carica di difensore civico di farsi vedere, di far conoscere la propria faccia, di spiegare il proprio programma, di far valere il proprio curriculum in azioni di difesa civica, quindi consente loro di raccogliere un consenso da parte dei cittadini che può anche darsi sia condizionato dagli schieramenti elettorali, può darsi di no, nel senso che potrebbero essere presenti nella competizione candidati non legati a schieramenti politici e non riconducibili a partiti politici. Anzi questo sarebbe ovviamente l'auspicio visto il tipo di incarico, però, un difensore civico eletto dal Consiglio è senz'altro più legato ai meccanismi curiali di quest'Aula. Per cui se quest'organo è eletto dalla maggioranza dei consiglieri regionali, se ha sede in una stanza di questo palazzo e ha come unico supporto alcuni funzionari del Consiglio, non raggiungerà quel grado di terzietà che tutti stanno auspicando. Mi sembra quindi che non saremmo sulla strada giusta.

Noi proponiamo all'Aula, non certo come elemento di discussione polemica, ma come arricchimento del dibattito, di ragionare realmente su che cosa può essere questo difensore civico, perché un difensore civico eletto dai cittadini può avere, come richiesto dai nostri emendamenti, un reale impatto sulla realtà esterna, cioè può essere veicolato con tutti gli strumenti possibili, può essere reso noto attraverso campagne istituzionali promosse dalla Regione sui mezzi di comunicazione, stampa televisione, e via dicendo. E' un difensore civico che dice la sua non certo in termini di controllo di polizia, ma in termini di partecipazione e quindi di trasparenza; dice la sua sulle tante problematiche legate ai concorsi, agli appalti, alle licitazioni private, a tutto quel sistema di atti che suscitano la pubblica attenzione, che sono comunque sottoposti a un controllo forte da parte dell'opinione pubblica e hanno attinenza con la Regione o con gli enti strumentali controllati e collegati alla Regione.

Quindi se noi vogliamo che il difensore civico non sia una figura a rischio di inutilità, dobbiamo riempire di contenuti questa figura, sin dal momento della sua elezione, affidandola al corpo elettorale. Quale metodo è più democratico di quello dell'elezione da parte del corpo elettorale? Qualcuno me lo dica. Un'elezione di secondo grado è sempre e comunque una forma elettiva che prevede un doppio meccanismo di delega, e ridurre i meccanismi di delega va nell'ottica di un avvicinamento della figura elettiva alla gente che la elegge, quindi si avvicina lo strumento a chi lo ha votato.

Dobbiamo poi dare dei poteri al difensore civico, quindi gli dobbiamo dare una struttura in grado davvero di rispondere alle esigenze della gente; gli dobbiamo dare la possibilità di attivare consulenze, quindi gli dobbiamo dare un budget; gli dobbiamo dare la possibilità di essere una figura di raccordo con tutti gli uffici per le relazioni con il pubblico e di avere sedi decentrate periferiche. Questa è la sostanza della figura del difensore civico. Come consiglieri regionali Dobbiamo accettare che il difensore civico sia un potere effettivo presente all'interno dell'Aula, non una protesi o un'appendice caudale del potere politico, il problema fondamentale è questo. Il difensore civico deve "rompere le scatole", come diceva il presidente Soru, che parlando di sé diceva di essere stato eletto per dare "fastidio". Bene, il difensore civico è eletto per dare fastidio e soprattutto per risolvere il fastidio, nel senso che la sua elezione non può essere in nessun modo legata o subornata al potere politico ed egli deve avere con il potere politico sempre, in ogni momento, un rapporto dialettico, essendo eletto apposta per difendere il cittadino e per intervenire in tutte le storture che la pubblica amministrazione purtroppo ha.

Quindi non nascondiamoci dietro un dito, se non vogliamo dare contenuti alla figura del difensore civico questo significa che tra due, tre o cinque anni, daremo fiato alla tromba di chi vorrà sostenere che il difensore civico non serve o serve a poco. In questo momento, in cui noi stiamo esercitando un'attività di tipo legislativo, abbiamo il dovere di fare in modo che fra due, tre o cinque anni, nessuno possa intervenire dicendo che il tredicesimo Consiglio regionale della Sardegna ha dato al difensore civico una connotazione e una caratterizzazione tali da renderlo inefficiente. L'organo legislativo siamo noi, tante volte richiamiamo la necessità e l'urgenza che questo Consiglio si riappropri delle sue competenze legislative, questa è un'occasione perché da quest'Aula esca una legge ben fatta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Cerina. Ne ha facoltà.

CERINA (Progetto Sardegna). Intervengo a nome del Gruppo Progetto Sardegna e come membro della Commissione che ha firmato questa proposta.

Le preoccupazioni che sono state espresse da più parti sulla efficacia pratica di questa funzione credo che non siano da sottovalutare, anzi debbano essere tenute ben presenti, perché diversamente si rischia di fare una legge inutile e soprattutto di svalutare una figura di alto profilo morale e di grande efficacia nella difesa dei diritti cittadini. Se è vero che carenze ci sono state negli anni passati, questo però non deve portarci ad azzerare una figura che ai nostri occhi, e agli occhi dei cittadini, ha un alto valore simbolico. Avere una presenza che dice al cittadino: "Puoi trovare ascolto e possibilmente una difesa dei tuoi diritti" credo che sia un valore non trascurabile. Dunque abolirla in questo momento non è un gesto neutro, è un gesto che ha un valore contrario, è la negazione di un diritto e di un valore.

Allora io penso che, forse, in questo caso è bene che noi votiamo unanimemente questo provvedimento, e questo voto dovrebbe essere un impegno per il Consiglio, perché l'efficacia di questo ruolo possa nel tempo migliorare. Una verifica, una discussione nel corso della legislatura potrebbe portare proprio a dare un incremento, a dare energia certamente a una figura che, a detta dei più, e credo che sia condiviso, non è stata finora pienamente efficace.

Credo che siano da condividere le posizioni espresse dagli onorevoli Vargiu e La Spisa. Diamo a queste leggi il conforto, il suffragio di un voto unanime, perché non solo diventa un momento di concordia di fronte a un diritto che è di tutti, ma certamente anche un impegno per tutti, perché non lasciamo perdere, come qualche volta ci accade. Allora, le responsabilità in casi di questo genere non sono dei singoli, sono di tutti, col voto unanime assumiamoci questo impegno. Dichiaro il voto favorevole a nome del Gruppo.

PRESIDENTE. Quello della onorevole Cirina era l'ultimo intervento. Siamo in sede di votazione dell'emendamento soppressivo totale numero 11. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (AN). Chiedo la votazione a scrutinio segreto, Presidente.

PRESIDENTE. Onorevole Rassu, lei voleva fare una dichiarazione di voto, ma dopo la richiesta dell'onorevole Diana può fare soltanto una dichiarazione di astensione.

RASSU (F.I.). Rinuncio all'intervento.

PRESIDENTE. Prego i colleghi di predisporsi alla votazione.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 11.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 61

Votanti 58

Astenuti 3

Maggioranza 30

Favorevoli 15

Contrari 43

(Il Consiglio non approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ATZERI - BARRACCIU - BIANCAREDDU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CERINA - CHERCHI OSCAR - CORDA - CORRIAS - CUCCA - DAVOLI - DEDONI - DIANA - FADDA Giuseppe - FLORIS Mario - FLORIS Vincenzo - FRAU - GALLUS - GIAGU - LA SPISA - LADU - LAI - LANZI - LICANDRO - LICHERI - LIORI - LOMBARDO - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MILIA - MORO - MURGIONI - OPPI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PISANO - PISU - RANDAZZO - RASSU - SABATINI - SANJUST - SANNA Francesco - SANNA Franco - SCARPA - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS - VARGIU.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - CONTU - PETRINI.)

Metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 2. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 12. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 3.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:

Art. 3

Modifica dell'articolo 8

della legge regionale n. 4 del 1989

1. Il comma 4 dell'articolo 8 è sostituito dal seguente:

"4. Nel caso in cui nell'esercizio delle sue funzioni il difensore civico venga a conoscenza di fatti che possono costituire reato, ovvero che possono comportare responsabilità contabile o amministrativa, è obbligato a darne immediata notizia alla magistratura competente." .)

PRESIDENTE. All'articolo 3 non sono stati presentati emendamenti. Poiché nessuno domanda di parlare, passiamo alla votazione. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni sulla modalità di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Chi sostiene la sua richiesta, onorevole Dedoni?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri PISANO, VARGIU, GALLUS, AMADU, MURGIONI, CAPPAI, RANDAZZO.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 3.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ATZERI - BARRACCIU - BIANCAREDDU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CERINA - CHERCHI OSCAR - COCCO - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - DEDONI - FADDA Giuseppe - FLORIS Mario - FLORIS Vincenzo - FRAU - GALLUS - GIAGU - LA SPISA - LADU - LAI - LANZI - LICANDRO - LICHERI - LOMBARDO - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MILIA - MORO - MURGIONI - OPPI - ORRU' - PACIFICO - PETRINI - PINNA - PISANO - PISU - RANDAZZO - RASSU - SABATINI - SANJUST - SANNA Francesco - SANNA Franco - SCARPA - SERRA - UGGIAS - URAS - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 59

Votanti 58

Astenuti 1

Maggioranza 30

Favorevoli 58

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 4, a cui sono stati presentati sei emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4 e dei relativi emendamenti:

Art. 4

Modifica dell'articolo 12

della legge regionale n. 4 del 1989

1. Dopo il comma 2 dell'articolo 12 è inserito il:

"2 bis. Dopo la seconda votazione è sufficiente la maggioranza assoluta.".

EMENDAMENTO soppressivo totale VARGIU - DEDONI - PISANO

Art. 4

L'art. 4 è soppresso. (13)

EMENDAMENTO sostitutivo totale VARGIU - PISANO - DEDONI - CASSANO

Art. 4

L'art. 4 è sostituito dal seguente:

"Nella Legge Regionale 17 gennaio 1989, n. 4, così come modificata dalla legge regionale 21 maggio 1996, n. 20, concernente l'istituzione del Difensore Civico in Sardegna, gli articoli dal 13 al 15 sono abrogati.

L'art. 12 è sostituito dal seguente:

1. Il Difensore Civico viene eletto a suffragio universale, con voto libero, diretto, personale, eguale e segreto in concomitanza con le elezioni del Consiglio regionale della Sardegna.

2. Il Difensore Civico dura in carica per tutta la Legislatura consiliare concomitante con le elezioni in cui è stato eletto. Egli è rieleggibile una sola volta e decade dalla carica qualora il Consiglio Regionale si sciolga o venga sciolto anticipatamente.

3. Sono eleggibili i cittadini iscritti nelle liste elettorali di un Comune della Regione Autonoma della Sardegna.

4. La dichiarazione di presentazione della candidatura è effettuata presso la cancelleria della Corte d'Appello del Capoluogo di regione entro i quarantacinque giorni precedenti la data di convocazione dei comizi elettorali per l'elezione del Consiglio regionale. La candidatura deve essere sottoscritta da un numero di elettori non inferiore a millecinquecento.

5. La votazione per l'elezione del Difensore Civico avviene su apposita scheda. La scheda reca entro appositi rettangoli, disposti in successione mediante sorteggio, i nominativi dei candidati. L'elettore esprime il voto tracciando un segno nel rettangolo contenente il nominativo del candidato scelto. Alle procedure elettorali per la elezione del Difensore Civico si applica, per quanto compatibile, la normativa prevista per le elezioni del Consiglio regionale della Sardegna.

Conseguentemente l'art. 5 è soppresso." (4)

EMENDAMENTO sostitutivo totale SCARPA

Art. 4

L'Art. 12 della L.R. n. 4/2005 è sostituito con la seguente dizione:

"1. Il Difensore Civico, nominato con Decreto del Presidente della Giunta regionale, su designazione del Consiglio Regionale, è scelto tra i cittadini che hanno maturato qualificate esperienze professionali in materie giuridico-amministrative, e che diano garanzia di indipendenza e obiettività di giudizio.

2. La designazione deve ottenere il voto dei 2/3 dei consiglieri assegnati alla Regione. Dopo la seconda votazione è sufficiente la maggioranza assoluta.

3. Le votazioni avvengono a scrutinio segreto." (6)

EMENDAMENTO aggiuntivo CALIGARIS

Art. 4

Nell'articolo 4 "Modifica dell'articolo 12 della legge regionale n. 4 del 1989" inserire il comma 2: "nel comma 1 dell'articolo 12 sono soppresse le parole "competenza giuridico-amministrativa". (8)

EMENDAMENTO aggiuntivo OPPI - VARGIU - LA SPISA - LADU - DIANA

Art. 4

All'articolo 4 è aggiunto il seguente comma:

"Il comma 4 dell'articolo 12 della legge regionale 17 gennaio 1989 n° 4, è soppresso". (1)

EMENDAMENTO aggiuntivo CALIGARIS

Art. 4

Nell'articolo 4 "Modifica dell'articolo 12 della legge regionale n. 4 del 1989" inserire il comma 3: "il comma 4 dell'articolo 12 è soppresso". (9) .)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 13 ha facoltà di illustrarlo.

VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie. Intervengo molto rapidamente perché il ragionamento è stato già fatto. L'articolo 12 della legge regionale 4/1989 detta la norma per l'elezione del difensore civico. Su questo argomento - colgo così l'occasione per illustrare in unica soluzione anche gli altri emendamenti - noi abbiamo proposto un sistema elettivo assolutamente diverso e cioè a suffragio universale, nella prima tornata utile di votazioni, siano esse per elezioni politiche, amministrative o turno referendario. Ovviamente la modifica del sistema di elezione presuppone la sostituzione integrale dell'articolo 12 con quanto da noi previsto nell'emendamento numero 4.

In subordine, qualora questo emendamento non venisse accettato dalla maggioranza, e saremmo interessati a conoscerne i motivi, poniamo altre due condizioni fondamentali: la prima riguarda il comma 6 dell'articolo 12 della legge 4/89, per cui il difensore civico deve essere elettore in uno dei comuni della Sardegna ed è scelto tra i cittadini che siano professori ordinari di Università in materia giuridica, magistrati di grado non inferiore a consigliere di cassazione a riposo delle giurisdizioni ordinarie o avvocati patrocinanti in Cassazione che abbiano svolto per quindici anni la professione. Noi proponiamo la soppressione di questo comma, che sostanzialmente è autore, probabilmente involontario, di una serie di misfatti che hanno portato alla non piena funzionalità dell'istituto del difensore civico, nel senso che è evidente che se la ricerca di questa figura avviene in una fascia anagrafica avanzata, e comunque tra persone che sono in quiescenza e non hanno una specifica volontà di svolgere veramente e pienamente questo ruolo, il rischio di una scelta sbagliata si moltiplica.

E' altrettanto evidente che l'emendamento che propone l'elezione diretta del difensore civico sostanzialmente supera il problema che veniva posto anche dal collega La Spisa, e cioè quello della necessità della maggioranza dei due terzi, con il pieno coinvolgimento quindi della minoranza nel ruolo di garanzia che il difensore civico ha attraverso la sua elezione. E' evidente che se questo ruolo di garanzia viene ripreso in mano dal corpo elettorale, si ha la migliore garanzia che il difensore civico sia realmente scelto dai cittadini e sia realmente funzionale alle loro esigenze.

Se questo per disgrazia non avvenisse, il Consiglio regionale ci dica in quale maniera si intende garantire che il difensore civico non sia una protesi della maggioranza, ma uno strumento a disposizione dei cittadini che davvero difenda e garantisca i loro diritti.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 4 si dà per illustrato. Ha facoltà di parlare il consigliere Scarpa per illustrare l'emendamento numero 6.

Colleghi, posso chiedervi di consultarvi magari fuori dell'Aula? C'è un po' di confusione e questo non ci consente di lavorare bene, quindi vi chiedo eventualmente di uscire dall'Aula se dovete raggiungere accordi sulla riscrittura dell'articolo 4.

SCARPA (Gruppo Misto). Presidente, se è necessario sospendere la seduta, perché vedo che ci sono discussioni in corso, io non ho niente in contrario. Magari illustro l'emendamento alla ripresa dei lavori.

PRESIDENTE. Se è necessario sospendo la seduta, perché in queste condizioni non si può lavorare. Sospendo per dieci minuti la seduta, che riprenderà alle ore 18 e 05.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 55, viene ripresa alle ore 18 e 08.)

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FADDA PAOLO

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Scarpa per illustrare l'emendamento numero 6.

SCARPA (Gruppo Misto). Signor Presidente, l'emendamento numero 6 ha lo scopo di eliminare dall'articolo 12 della legge 4/89 una dicitura che restringe di molto il campo di scelta del possibile difensore civico. Tra l'altro questa norma restrittiva è presente quasi solo nel nostro ordinamento, mentre in quasi tutte le altre Regioni d'Italia non esiste una previsione di questo genere.

La dicitura "dopo la seconda votazione è sufficiente la maggioranza assoluta" era stata prevista in ossequio alla volontà unanime della seconda Commissione, che così prevedeva nella norma. Tuttavia lo scopo sarebbe raggiunto anche con la dicitura, forse più semplice, contenuta nel successivo emendamento numero 1. Per questa ragione l'emendamento numero 6 viene ritirato.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 6 è ritirato. Ha facoltà di parlare la consigliera Caligaris per illustrare l'emendamento numero 8.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Le cose più importanti relativamente al perché di questo emendamento le ho esplicitate questa mattina, credo però che effettivamente l'articolo 12 della legge vigente ponga una questione contraddittoria tra il primo e il quarto comma. Mi permetto quindi di illustrare, Presidente, anche l'emendamento successivo, che reca il numero 9 ed è relativo al quarto comma. C'è un aspetto, quello della competenza giuridica e amministrativa, di cui chiedo la soppressione, che effettivamente limita la possibilità dell'elezione. Insomma mi pare che si tenda a scambiare l'autorevolezza che il ruolo del difensore civico di per sé attribuisce a chi lo svolge con quello della persona che invece è chiamata a ricoprirla.

D'altra parte, rispetto a questo tipo di formulazione, sembra che sia sufficiente essere un professore universitario di ruolo o fuori ruolo in materie giuridiche, un avvocato o un magistrato in quiescenza per essere un ottimo cittadino e un bravo difensore civico. Non credo a questa equazione, non credo soprattutto che il fattore dell'età e la competenza in materia giuridica e amministrativa possa rendere una persona più capace e più fornita di strumenti, anche perché, come insegna la letteratura, abbiamo una figura che credo sia nella memoria di tutti, quella di Azzeccagarbugli, che sicuramente era competente nelle materie giuridico-amministrative, sicuramente aveva un'età che doveva essere garanzia sotto il profilo dell'immagine e che, ahimè, conosceva talmente bene le norme, da usarle anziché in difesa dei cittadini proprio contro di loro, e in più si accontentava veramente di quattro capponi.

Allora, al di là delle questioni immediate, credo che i diritti civili e politici, e il fatto che il difensore civico sia scelto tra i cittadini che hanno preparazione ed esperienza e, soprattutto, serenità di giudizio, siano più che sufficienti per svolgere un ruolo delicato, per il quale occorre essere equidistanti da tutti i poteri.

Non ritengo neppure che questo elemento di equidistanza e di distanza dal potere possa essere ricondotto alla allocazione del difensore civico. Non credo, infatti, che un difensore civico che abiti questo palazzo sia meno autorevole di uno che abita in una sede distante. Sarebbe, come dire, che anche questa istituzione è in qualche modo di parte. E ricordo, invece, che siamo qui siamo in rappresentanza di tutti i cittadini sardi.

Ecco perché da un certo punto di vista anche la proposta dell'onorevole Vargiu di un'elezione diretta, soprattutto quando parla di un programma del difensore civico legato a una maggioranza, mi sembra fuori luogo. Il difensore civico non può avere un programma, deve soltanto applicare una legge! Grazie.

PRESIDENTE. Mi sembra che abbia illustrato l'emendamento numero 9. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 1 ha facoltà illustrarlo.

OPPI (U.D.C.). Abbiamo chiesto che sia trasformato in sostitutivo totale. Lo diamo per illustrato.

PRESIDENTE. Va bene. Se non ci sono osservazioni, l'emendamento numero 1 diventa sostitutivo totale, insieme al 9. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pisu, relatore.

PISU (R.C.), relatore. Esprimo parere favorevole.

PRESIDENTE. Su tutti?

PISU (R.C.), relatore. Sull'emendamento numero 12, se si ritira o altrimenti...

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Pisu, l'emendamento numero 12 non c'è, c'è il 13.

PISU (R.C.), relatore. Se l'emendamento numero 13 non viene ritirato, il parere su di esso è contrario, così pure sul 4 e sul 6, se non lo si ritira.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 6 è stato ritirato. Esprima il suo parere onorevole Pisu, non dica "se non si ritira", perché lei deve esprimere solo il suo parere.

PISU (R.C.), relatore. Sull'emendamento numero 8 il parere è contrario, sugli emendamenti numero 1 e 9 è favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Io vorrei restringere, anche dal punto di vista del tempo, l'intervento al solo emendamento numero 4, che avevo sostanzialmente dato per illustrato, in quanto ne avevo enunciato esclusivamente il principio, cioè l'elezione diretta del difensore civico. Mi era sembrato che fosse sufficiente enunciarne il principio perché, purtroppo, nessuno si era espresso nel merito, tranne il collega Moro, la cui opinione aveva suscitato dei commenti. Si è poi espressa sul merito dell'emendamento numero 4 anche la collega Caligaris, il che merita una riflessione.

L'elezione diretta del difensore civico - l'abbiamo detto e non lo ripetiamo - serve a dare a questo organo la maggiore legittimazione possibile e ad avvicinarlo ai cittadini che deve rappresentare. Però, giustamente, la collega Caligaris, con perplessità, fa notare: "Ma se il difensore civico dovesse avere un programma elettorale e dovesse essere legato alla maggioranza, finirebbe col perdere proprio quel valore di terzietà e di garanzia che noi gli vogliamo dare". L'emendamento numero 4 va proprio in questa direzione, nel senso che il difensore civico non deve assolutamente essere legato a una maggioranza; sono eleggibili tutti i cittadini iscritti nelle liste elettorali della Sardegna e la dichiarazione di presentazione della candidatura è effettuata presso la Corte d'Appello e sottoscritta da un numero di elettori non inferiore a 1500. Si tratta di un numero di persone che sostengono la candidatura del difensore civico che non è né troppo basso da consentire che i candidati alla carica siano un'infinità, né troppo alto da impedire che persone o istituzioni che siano impegnate nella difesa del cittadino a pieno titolo non possano raggiungere il numero di firme necessario alla presentazione del candidato. Io non vedo alcuun legame tra il candidato e gli schieramenti che eventualmente fossero impegnati nella competizione elettorale. A maggior ragione questo legame non ci sarebbe se votassimo col sistema proporzionale o in un turno referendario, perché chiaramente la figura del difensore civico non sarebbe collegata in alcun modo agli schieramenti in campo. Ed è evidente che il cittadino è sufficientemente evoluto da comprendere che l'elezione di un difensore civico legato agli schieramenti politici sarebbe un autogol! Quindi noi Riformatori consideriamo il cittadino sufficientemente evoluto dal punto di vista culturale da saper fare le proprie scelte senza farsi condizionare in un caso di questo genere, cioè nell'elezione di un organo di garanzia, da valutazioni legate a problematiche di carattere politico.

Per quanto riguarda il programma elettorale, collega Caligaris, è evidente che il difensore civico deve applicare una legge e non attuare un suo programma elettorale, però è altrettanto evidente che il curriculum di un individuo, ciò che ha fatto nella sua esistenza, il suo impegno eventualmente nella difesa del più debole, rappresenta un programma elettorale. Se infatti ci astraiamo per un attimo dalla nostra funzione di politici e pensiamo di essere cittadini normali, come quelli che passeggiano nei mercati, che hanno qualche problema con il comune che non gli dà risposta su una pratica, che non riescono a prenotare una visita alla A.S.L. e via dicendo, è evidente che nello sceglierci un difensore civico non guardiamo a un programma elettorale, ma senz'altro alla persona che si candida a questa carica, a ciò che rappresenta per quello che ha fatto nella sua esistenza, e cose di questo genere che rappresentano sostanzialmente un programma elettorale.

Ci siamo posti il problema che un'elezione da parte del Consiglio regionale possa essere curiale, possa cioè individuare - non so se lo abbia fatto in passato - un difensore civico più adiacente alle esigenze del Consiglio che non a quelle della gente. Insomma io continuo a domandare a quest'Aula: che cosa c'è di più democratico di un'elezione diretta? Che cosa c'è di più democratico della possibilità di scelta dell'avvocato difensore da parte di chi si deve fare difendere? Perché vogliamo dare al cittadino un difensore d'ufficio, scelto da noi? Lasciamo che il cittadino sia libero di scegliere la persona a cui affidare il ruolo di garante! Mi sembra che negargli questo diritto significhi non considerarlo ancora sufficientemente evoluto da poter fare delle scelte, mentre noi riteniamo che sia assolutamente in grado di scegliere da solo, senza la mediazione del Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. So di rischiare di essere pedante, vi chiedo scusa. Questa questione del limite delle materie giuridico-amministrative si configura, ne sono più che convinta e chiedo pertanto una riflessione su questo aspetto, come una limitazione nella possibilità di scelta del difensore civico. Non capisco perché un sindacalista, un professore - lo dicevo questa mattina -, il professor Gessa o la professoressa Cerina non potrebbero ricoprire l'incarico semplicemente perché nel loro curriculum non ci sono gli esami che attengono alle competenze giuridico-amministrative. Ma vogliamo parlare di una persona impegnata nel volontariato, nell'associazionismo sociale? Che cosa impedisce a una personalità - l'ho citata in Commissione - come Zola di rappresentare un difensore civico, laddove esiste un ufficio che deve dare il supporto tecnico?

La presenza in legge del requisito della competenza giuridico-amministrativa è destinata ad eliminare numerose candidature valide e restringe di molto l'individuazione dei potenziali candidati a ricoprire l'incarico. Questo aspetto è quindi da considerare assolutamente secondario, mentre sono primari il ruolo del difensore civico e la consistenza di professionalità in dotazione all'Ufficio. Incentrare tutto ancora sulla figura del difensore civico, richiedendo tutte queste competenze, come se il mondo ruotasse esclusivamente intorno alle discipline economico-giuridiche e non avesse valore l'attività negli altri ranghi, è la riprova che il ruolo e la persona sono superiori all'ufficio e alla funzione!

Quando faremo il resoconto dell'attività, teniamo conto - scusate il gioco di parole - degli esiti, non ricadiamo nell'errore, se errore è stato, di considerare una semplice competenza elemento indispensabile per risolvere le questioni che vengono sottoposte a questo Ufficio, che, ricordo, ha un compito specifico definito dalla legge. Ci sono poi le ineleggibilità che rendono questo ruolo, con questa specificità, assai facilmente attribuibile a persone chiaramente individuabili. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro. Ne ha facoltà.

MORO (A.N.). Signor Presidente, intervengo molto, ma molto velocemente, perché ho sentito, in queste dichiarazioni di voto, dopo la presentazione degli emendamenti, attribuire a questa figura che verrà eletta diverse caratteristiche. Qualche collega ha parlato del peso del difensore civico nell'immaginario collettivo, io vorrei molto semplicemente comunicare ai colleghi che se si facesse un'indagine conoscitiva tra i cittadini che dovrebbero avere proprio come punto di riferimento questa figura, sono convinto che si scoprirebbe che in Sardegna forse lo 0,002 o lo 0,003 conosce l'istituto del difensore civico.

Comunque i più esperti hanno detto: "Creiamo una figura di nuova generazione". Sta a significare che quella di cui abbiamo avuto esperienza fino ad oggi ha fatto un buco nell'acqua. Noi non vogliamo eleggere difensori civici che abbiano alto valore simbolico se non hanno la concretezza per espletare il mandato per cui vengono eletti. La peculiarità, collega Caligaris, posto che vedo sul filo di lana la legge già approvata da questa maggioranza, credo che sia necessaria. Se devo palleggiare certo chiamo Zola e non il professor Gessa, ma se devo fare il dosaggio dei neurotrasmettitori in un laboratorio chiamo lui e non Zola. Per quanto riguarda il problema del difensore civico, mi si consenta almeno di dire che deve essere una persona in grado di dirimere dei contenziosi che generalmente sono di carattere giuridico o hanno un risvolto giuridico.

Una cosa però noto in questa proposta di legge che state per approvare: manca la revoca. Se vogliamo revocare il Presidente del Consiglio ci sono i metodi, se vogliamo revocare il Presidente della Giunta ci sono i metodi, per il difensore civico - per lo meno ditemi se sbaglio - non è prevista in questa proposta di legge la revoca. Non è che anche questo sia unto dal Signore e magari eleggerete un difensore civico che non ha i requisiti necessari per dirimere le questioni tra cittadini, istituto regionale e amministrazioni pubbliche?

Vorrei che meditaste su questo e se la revoca è prevista tra le righe vi chiedo scusa, però ho l'impressione, leggendo il testo di legge, che questo difensore civico non potrà essere revocato da nessuno. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Pochi secondi, semplicemente per segnalare che, ovviamente, l'accoglimento da parte del relatore degli emendamenti numero 1 e 9, intesi come sostituivi totali, va incontro a una delle richieste avanzate dai colleghi della minoranza, quella di sottrarre la designazione del difensore civico alla maggioranza. Se riflettiamo anche sulle cose che, a nome del nostro Gruppo, ha detto il collega Lai, circa la designazione del difensore civico, credo anch'io, al di là dell'ultimo intervento, che siano venuti meno i motivi principali della opposizione o almeno delle argomentazioni portate da Alleanza Nazionale. Mi sembra anche questa una piccola positiva riforma, se arriveremo a una sintesi che ci veda tutti coinvolti, quindi partecipi di questa operazione. Pertanto gli emendamenti numero 1 e 9, diventando sostitutivi totali, fanno cadere l'articolo 4 e anche la possibilità che il Consiglio elegga a maggioranza assoluta il difensore civico.

Ma veniamo alla proposta della minoranza di mantenere, per l'elezione del difensore civico, la maggioranza dei due terzi, il che richiede, ovviamente, un'intesa ampia su una figura realmente non di parte, ma super partes. Noi avevamo invitato i colleghi a ritirare gli altri emendamenti ritenendo che fosse quella l'intesa. Il collega Vargiu ha voluto illustrare comunque l'emendamento numero 4, che propone l'elezione diretta, sul quale noi voteremo contro perché non ci convincono le sue argomentazioni. Del resto con un'elezione diretta si finirebbe per fare quello che ha ipotizzato la collega Caligaris, si finirebbe cioè per fare campagna elettorale, il cui esito sarebbe in ogni caso determinato dagli schieramenti politici. Si verificherebbe dunque proprio quello che l'onorevole Vargiu vorrebbe evitare, ossia l'elezione di un difensore civico non realmente super partes.

Mi pare che una diversa valutazione potrebbe essere fatta sull'emendamento numero 8, che non inficia il contenuto dell'1 e del 9, ma lo estende, nel senso che in pratica consente di conseguire il risultato che prevedeva l'emendamento numero 6 presentato dall'onorevole Scarpa, cioè quello di allargare la sfera dei possibili candidati. A mio parere allargare la sfera dei possibili candidati non sarebbe un male per il Consiglio, che materialmente elegge il difensore civico, e non vedo perché il Consiglio dovrebbe limitarsi nella individuazione di una figura super partes; è proprio nel momento in cui l'Aula individua ed elegge una persona come difensore civico che determina la concretizzazione delle norme. Voglio dire che, a mio avviso, l'emendamento numero 8 può essere accolto, in quanto non inficia l'1 e il 9, anzi amplia la rosa dei candidati, perché elimina una competenza dai requisiti richiesti consentendo al Consiglio di valutare in maniera più ampia la scelta di un difensore civico che sia veramente super partes. Personalmente sarei favorevole all'emendamento numero 8.

PRESIDENTE. Aveva domandato di parlare il consigliere Pisu, che rinuncia.

Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu. Ne ha facoltà.

BIANCAREDDU (U.D.C.). Ho sentito vari interventi, ma volevo ricollegarmi a quello della collega Caligaris, perché, per certi versi, lo condivido. Infatti non sempre la laurea in discipline giuridico-amministrative determina una competenza in tali materie, e soprattutto per ricoprire la carica di difensore civico credo non basti la competenza, ma ci vogliano anche buon senso e buona volontà. In una cosa - mi consenta la battuta, collega Caligaris - dissento, cioè sul fatto che Gianfranco Zola possa fare il difensore civico: Zola è un attaccante, per cui lei avrebbe fatto meglio a citare Brugnera o Bergomi! Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). L'intervento del collega Biancareddu merita un attimo di riflessione, per cui cerco di riordinare le idee.

Intervengo per dire che non condivido una virgola dell'emendamento numero 8 e neanche delle argomentazioni portate - con tutto il rispetto per gli esempi fatti citando anche autorevoli colleghi - dalla collega Caligaris. Il difensore civico non può essere paragonato a quei giudici di pace che un tempo esistevano nei paesi, persone di buon senso che mettevano pace, che cercavano il compromesso in situazioni anche difficili ed erano apprezzate per il loro equilibrio. Il difensore civico, al di là della terminologia, deve essere un esperto in materie giuridiche e amministrative, perché è chiamato a esprimersi sulla legittimità, sulla legalità dell'attuazione di provvedimenti amministrativi o leggi di questa Regione. Qui non si tratta di dotare l'Ufficio del difensore civico di psicologi, persone di buon senso o quant'altro. E' chiaro che nel momento in cui si affidano determinati incarichi la scelta deve cadere su persone che abbiano una preparazione tecnica tale da consentire loro di applicare il buon senso. Direi che faremmo ridere l'Italia se accedessimo alle argomentazioni portate, con tutto il rispetto, dalla collega Caligaris e ampliassimo lo spettro delle possibilità per insignire un nostro concittadino o collega o chiunque altro del ruolo di difensore civico.

Chiederei, se è possibile, dopo la discussione che abbiamo fatto in Aula, di non votare l'emendamento numero 8, che sarebbe opportuno ritirare, oppure di accedere alle disquisizioni della stessa collega Caligaris sul fatto che questo Consiglio dovrà sicuramente cercare persone di grandissimo equilibrio, di grandissima preparazione e di grande buonsenso. Questo è un invito che tutto il Consiglio dovrà far suo, ma credo che la specializzazione, la conoscenza tecnico-giuridica degli aspetti che il difensore civico sarà chiamato a valutare sia un fattore basilare, determinante per poter ricoprire il ruolo che noi stiamo prevedendo in questa legge.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 13. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 4.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). L'emendamento numero 4, ripeto, è quello con cui noi proponiamo l'elezione diretta del difensore civico da parte del corpo elettorale. Devo dire che non è stato convincente neanche il collega Marrocu quando ha spiegato le motivazioni per cui non ritiene attuale questo emendamento. Credo che sia estremamente difficile concepire che un consigliere che proviene dalla stessa cultura politica del collega Marrocu possa essere contrario a un'elezione diretta, nel senso che, di norma, l'elezione di secondo grado, cioè quella con cui il Consiglio elegge o indica i propri rappresentanti in qualsiasi istituzione, avviene nei casi in cui si ritiene che il Consiglio possa scegliere meglio del cittadino, cioè quelle situazioni complesse che rientrano nell'ambito della delega data dal corpo elettorale ai consiglieri regionali.

Nel dichiarare il voto favorevole all'emendamento numero 4, sul quale chiedo la votazione nominale, vorrei anche domandare al collega Marrocu qual è il ragionamento che gli fa ritenere che il difensore del cittadino possa essere scelto meglio da noi che non dal cittadino stesso. Collega Marrocu, se lei dovesse scegliere un avvocato si affiderebbe al Consiglio comunale di Anela o lo sceglierebbe direttamente? Se concordiamo sul fatto che il difensore civico è un'istituzione che garantisce il cittadino, chi meglio del cittadino stesso lo può scegliere? Il cittadino saprà fare giustizia di eventuali difensori civici inadatti allo scopo, di difensori civici che non hanno la cultura di cui si è parlato, e saprà indicare la persona più adatta a difendere i suoi interessi molto meglio di quanto possiamo fare noi, collega Marrocu. Nel senso che noi ragioniamo secondo schemi e meccanismi mentali sostanzialmente diversi da quelli del cittadino comune, per cui noi, peggio del cittadino, faremmo un'elezione di secondo grado. Ed è stupefacente che a chiedere un'elezione di secondo grado, cioè più lontana dal diretto controllo del cittadino, sia proprio chi normalmente sostiene l'elezione di primo grado, la rappresentazione diretta e quindi l'indicazione diretta da parte del corpo elettorale.

PRESIDENTE. L'onorevole Vargiu ha chiesto la votazione nominale. Chi appoggia la richiesta?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri PISANO, LA SPISA, SCARPA, RASSU, SANCIU, SANJUST, MORO.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 4.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - CASSANO - MORO - MURGIONI - OPPI - PISANO - RANDAZZO - SECCI - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIAGU - GIORICO - LAI - LANZI - LICHERI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PINNA - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - UGGIAS - URAS.

Si sono astenuti i consiglieri: ATZERI - CAPELLI - CHERCHI Oscar - FLORIS Mario - LA SPISA - PETRINI - RASSU - SANCIU - SANJUST - SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 56

Votanti 46

Astenuti 10

Maggioranza 24

Favorevoli 9

Contrari 37

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione insieme gli emendamenti numero 1 e 9. Chi li approva alzi la mano.

(Sono approvati)

Emendamento numero 8. Ha domandato di parlare il consigliere Lai. Ne ha facoltà.

LAI (D.S.). Volevo proporre un emendamento orale all'emendamento numero 8, se l'Aula è d'accordo.

PRESIDENTE. Onorevole Lai, mi dispiace, gli uffici mi dicono che l'emendamento numero 8 è decaduto, quindi non può essere ad esso presentato nessun emendamento orale.

Passiamo all'esame dell'articolo 5, a cui è stato presentato un emendamento.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5 e del relativo emendamento :

Art. 5

Modifica dell'articolo 14

della legge regionale n. 4 del 1989

1. L'articolo 14 è sostituito dal seguente:

"Art. 14 - Durata in carica

1. Il difensore civico dura in carica tre anni e può essere riconfermato per una sola volta.

2. Il Consiglio regionale procede all'elezione del difensore civico entro il quindicesimo giorno precedente la scadenza ordinaria, ovvero, qualora il mandato del difensore civico venga a cessare per qualunque motivo diverso dalla scadenza ordinaria, entro il trentesimo giorno successivo alla cessazione.

3. Il difensore civico esercita le sue funzioni fino alla nomina del successore.

4. Ad esso non si applica la legge regionale 3 maggio 1995, n. 11 (Norme in materia di sca-denza, proroga, decadenza degli organi ammini-strativi della Regione Sardegna in materia di società partecipate dalla Regione e di rappresentanti della Regione)."

EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - DEDONI - PISANO

Art. 5

Prima dell'art. 5 è aggiunto il seguente:

"Art. 05

Modifica dell'articolo 12 della legge regionale n. 4 del 1989

1. Il comma 6 dell'art. 12 della legge regionale n. 4 del 1989 è abrogato." (14) .)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 14 ha facoltà di illustrarlo.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, l'emendamento è decaduto, ma sostanzialmente è già stato approvato, perché è identico all'emendamento numero 1. Per evitare la fastidiosa conseguenza della decadenza di articoli ed emendamenti che ha colpito l'emendamento numero 8 avevo deciso di presentarlo all'articolo 5 anziché al 4, che mi sembrava più soggetto agli umori dell'Aula, ma è già stato approvato. Quindi ovviamente non è in discussione.

PRESIDENTE. Grazie per la collaborazione, onorevole Vargiu. Quindi l'emendamento numero 14 è decaduto. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 5. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 6.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6:

Art. 6

Modifica dell'articolo 17

della legge regionale n. 4 del 1989

1. L'articolo 16 è sostituito dal seguente:

"Art. 16 - Trattamento economico

1. Al difensore civico compete una indennità di carica pari a quella spettante ai presidenti degli enti regionali del primo gruppo, ai sensi dell'articolo 6 comma 1 della legge regionale 23 agosto 1995, n. 20 (Semplificazione e razionalizzazione dell'ordinamento degli enti strumentali della Regione e di altri enti pubblici e di diritto pubblico operanti nell'ambito regionale), come interpretato dall'articolo 22 comma 1 della legge regionale 21 aprile 2005, n. 7.

2. Al medesimo compete inoltre il trattamento economico di missione ed il rimborso delle spese di viaggio nella stessa misura prevista per i presidenti degli enti regionali dall'articolo 6 comma 8 della legge regionale n. 20 del 1995, come modificato dall'articolo 54 della legge regionale 21 dicembre 1996, n. 37." .)

PRESIDENTE. Nel titolo dell'articolo 6 il riferimento deve intendersi all'articolo 16, in luogo dell'articolo 17.

Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 6. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 7, a cui sono stati presentati tre emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7 e dei relativi emendamenti :

Art. 7

Modifica dell'articolo 17

della legge regionale n. 4 del 1989

1. Nel comma 2 dell'articolo 17 sono abrogate le parole: "con sedi periferiche presso le città sedi di Comitati circoscrizionali di controllo sugli atti degli enti locali".

2. All'articolo 17, dopo il comma 3, è aggiunto il seguente:

"3 bis. Il difensore civico può stipulare convenzioni con le amministrazioni provinciali o comunali che prevedano l'utilizzazione di locali messi a disposizione da dette amministrazioni per incontri con i cittadini, anche in forma di teleconferenza.".

EMENDAMENTO aggiuntivo CALIGARIS

Art. 7

Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:

Nel comma 2 dell'articolo 17 della legge regionale n. 4 del 1989 dopo le parole "con il titolare dell'Ufficio." Aggiungere "Deve comunque prevedere almeno cinque figure professionali tra funzionari e personale tecnico-operativo.". (7)

EMENDAMENTO aggiuntivo CALIGARIS

Art. 7

All'articolo 7 della P.D.L. 152/A aggiungere il comma 2 bis "All'articolo 17 della legge regionale n. 4 del 1989 inserire il comma 3 bis:

"Il difensore civico, qualora ne ravvisi la necessità, previa autorizzazione dell'Ufficio di Presidenza, stipula convenzioni con esperti delle diverse discipline oggetto dei ricorsi". (10)

EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - DEDONI - PISANO

Art. 7

Dopo il comma 2 dell'art. 7 sono aggiunti i seguenti:

"3. All'art. 17, comma 2, l'ultimo capoverso è sostituito dal seguente:

La dotazione di personale del Difensore Civico è stabilita dall'Ufficio di Presidenza d'intesa con il Difensore Civico stesso e deve essere comunque congrua rispetto ai compiti di istituto.

4. Dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:

2 bis. Annualmente, l'Ufficio di Presidenza attribuisce al Difensore Civico un budget economico relativo a spese di consulenza tecnica e di pubblicità istituzionale.

5. Il comma 3 è soppresso e sostituito dal seguente:

3. Il personale necessario al funzionamento del Difensore Civico è tratto dal ruolo consiliare o acquisito in posizione di comando dal ruolo regionale. Esso opera alle dipendenze funzionali del Difensore Civico." (15) .)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la consigliera Caligaris per illustrare gli emendamenti numero 7 e 10.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Ritorniamo, con questo emendamento, che riguarda il comma 2 dell'articolo 17, alla questione relativa alla costituzione dell'Ufficio del difensore civico. Abbiamo finora parlato quasi esclusivamente della persona che deve interpretare e svolgere il ruolo, però è determinante, proprio alla luce di tutte le considerazioni espresse, che il difensore civico, per poter operare, abbia un ufficio funzionale e ricco di competenze. L'esperienza ha dimostrato finora che disponendo solo di un funzionario e di una persona che si occupa personalmente delle telefonate, di tutto ciò che riguarda la struttura, non è assolutamente pensabile che il difensore civico possa assicurare il servizio richiesto. Tra l'altro abbiamo approvato un emendamento in base al quale la legge garantisce anche la massima pubblicizzazione del ruolo e della funzione del difensore civico ed istituisce il numero verde. Mi domando come possa una persona sola svolgere questo compito di altissimo livello, di controllo delle attività, ricevere e parlare con le persone, possibilmente riferirsi all'intero territorio. Questo è accaduto in passato perché in realtà qualunque contrattazione sia avvenuta in merito all'ufficio non ha mai sortito effetto alcuno. Allora, sulla base delle esperienze di numerose regioni, come ho avuto modo di richiamare stamattina - e non mi voglio dilungare perché mi rendo conto che cominciamo ad avvertire un po' di stanchezza - ritengo opportuno fissare un numero definito di funzionari e personale tecnico-operativo che possa effettivamente garantire il servizio. Altrimenti, se lasciamo un solum a gestire una mole di lavoro immensa, stiamo già decretando, senza aspettare tre anni, che anche questa volta l'Ufficio del difensore civico non funzionerà e che saranno ben accolte tutte quelle iniziative tese a negargli il ruolo.

Mi permetto, Presidente, proprio per evitare di sottrarre ulteriore tempo, di illustrare anche l'emendamento numero 10, perché è legato strettamente a questo che reca il numero 7. Il difensore civico, proprio perché non istruisce personalmente le pratiche (ecco perché Zola, essendo un attaccante, forse non va bene, ma come esempio, se vogliamo anche limite, va più che bene) ha necessità di personale. Io ho fissato lo staff dell'ufficio in cinque figure professionali, deve poter stipulare anche delle convenzioni con esperti. Il motivo di questo emendamento era strettamente legato a quello che è decaduto, e me ne dispiace molto, perché se l'emendamento che prevedeva l'eliminazione del requisito della competenza giuridico-amministrativa fosse stato accolto avrebbe reso ancora più pregnante l'emendamento numero 7, nel senso che per la stipula di convezioni, sempre - attenzione - autorizzate dall'Ufficio di Presidenza, quindi non stiamo proponendo alcunché che possa essere fatto autonomamente da una persona, il difensore civico si sarebbe avvalso di esperti in materie giuridico-amministrative.

Rinforzare l'ufficio consentendo al difensore civico di sottoscrivere delle convenzioni con esperti credo sia un nostro dovere. Non vorrei che si verificasse quello che mi è stato riferito in Commissione, cioè che il difensore civico si sarebbe dovuto rivolgere al TAR per assicurare la funzionalità dell'ufficio. Arriviamo quindi al paradosso di dire che siccome il difensore civico non ottiene quello di cui ha necessità, un ufficio adeguato, deve ricorrere al TAR per ottenerlo! Mi sembra che abbia un significato veramente profondo questo. Grazie.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 15 ha facoltà di illustrarlo.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, ritengo che siamo arrivati al cuore della legge, nel senso che sino ad oggi abbiamo discusso di cose senz'altro importanti, però in questo momento stiamo valutando, per ripetere la metafora che ho voluto utilizzare prima, se il cittadino sardo, che è dotato di un maglione e ha ancora freddo, debba essere dotato anche di un cappotto o debba essere lasciato con il solo maglione a patire il freddo invernale.

Credo che il problema fondamentale di fronte al quale si trova adesso il Consiglio regionale - e quindi spero che ci sia attenzione da parte del relatore e di tutti i colleghi - sia questo: fra quattro anni ci sarà, se tutto va bene per noi, un Consiglio regionale diverso, che magari si porrà il problema di come starà funzionando l'Ufficio del difensore civico. Insomma, posso mettervi per iscritto che se noi lasciamo al difensore civico la struttura di cui dispone adesso, le considerazioni sul malfunzionamento di questo organo, che sia Zola o chiunque altro a ricoprire la carica, saranno identiche, perché senza un punto di appoggio non si solleva il mondo, quindi senza una struttura adeguata anche il miglior difensore civico del mondo non può fare niente.

Io vorrei vedere persone come il giornalista che conduce Bucce di banana, Antonello Lai, cioè quel giornalista che interpreta un difensore civico sui generis a Tele Costa Smeralda, Giorgio Pisano de L'Unione Sarda o Giorgio Melis, cioè persone abituate a fare giornalismo da difensori civici (poi come lo facciano sta al giudizio di ciascuno di voi, io non voglio entrarci), reggere da soli l'Ufficio del difensore civico. E' per questo che noi proponiamo che il difensore civico sia dotato di una struttura adeguata e chiediamo tre cose: intanto che l'Ufficio di Presidenza stabilisca quale dev'essere l'organizzazione strutturale dell'ufficio del difensore civico, tenendo conto delle considerazioni che sono state fatte in Aula, posto che tanti di noi hanno detto che sino ad oggi l'ufficio del difensore civico non ha funzionato perché non era strutturato in maniera adeguata agli obiettivi. Chiediamo quindi che gli venga affidato un organico in grazia di Dio! Inoltre chiediamo che l'Ufficio di Presidenza - quindi si mantiene la centralità del Consiglio - attribuisca al difensore civico un budget che gli consenta di porre in essere quelle iniziative di pubblicità istituzionale di cui abbiamo parlato prima, tese ad avvicinarlo al cittadino, e di acquisire competenza, attraverso le consulenze, in tutte quelle fattispecie che direttamente non può affrontare, dato che non esiste un difensore civico onnicompetente.

Infine, la legge prevede che l'organico del difensore civico provenga dal Consiglio regionale, il che significa che non potrà di fatto esistere un organico del difensore civico, perché sappiamo benissimo che le strutture del Consiglio sono addirittura carenti rispetto alle sue stesse necessità. Pertanto abbiamo introdotto la possibilità che il personale del difensore civico possa essere acquisito in posizione di comando dal ruolo regionale.

Credo dunque che l'emendamento numero 15, integrato con gli emendamenti presentati dalla collega Caligaris, sia improntato al buon senso e vada nella direzione indicata da tutti i colleghi che sono intervenuti. Sarei profondamente stupito se non ci fosse un'accettazione della sostanza di questo emendamento.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pisu, relatore.

PISU (R. C.), relatore. Il parere è contrario sull'emendamento numero 7 e favorevole sul 10. Sull'emendamento numero 15 è favorevole, però quanto previsto al punto 3, se è d'accordo il collega Vargiu, si potrebbe estendere a tutto il personale della pubblica amministrazione.

URAS (R.C.). Compresi comuni e province.

PISU (R.C.). Compresi comuni e province. Il parere sull'emendamento numero 15 è favorevole con questa specificazione. Collega Vargiu, è d'accordo?

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Siccome è in corso un'interlocuzione, perché su ogni cosa c'è necessità di un attimo di riflessione, io che mi sono inizialmente dichiarato d'accordo su quanto lei ha proposto, le pongo una domanda, che pongo anche a me stesso: il personale delle province e dei comuni non è lo stesso personale di quegli enti sui quali il difensore civico dovrebbe esercitare una funzione di controllo? Non c'è, alla fine, il problema del controllore-controllato?

PISU (R.C.). Vale anche per la Regione.

VARGIU (Riformatori Sardi). Vale anche per la Regione, però la Regione...

PRESIDENTE. Onorevole Vargiu, non dialoghiamo in questo modo. Voglio precisare che il ruolo del difensore civico è in modo particolare rivolto proprio all'amministrazione regionale.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Sugli emendamenti numero 7, 10 e 15 la Giunta si rimette all'Aula, per una serie di motivi. Il primo è che indirettamente questi emendamenti generano una spesa aggiuntiva che non è quantificata, per cui non siamo in condizioni di assumere nessun impegno in un regime di restrizioni finanziarie complessive e con i problemi gravi che la finanziaria nazionale ci porrà sul piano della risposta agli enti locali e dei servizi socioassistenziali per i cittadini.

In secondo luogo l'emendamento numero 15 interviene in materia già disciplinata, concernente i comandi nel ruolo regionale, che rende incompatibile una norma di questo genere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). A me pare di notare, tra l'altro anche nel parere della Commissione, delle contraddizioni. Per esempio, tra gli emendamenti numero 10 e 15 c'è una contraddizione palese e personalmente ho dei dubbi su questi due emendamenti. L'emendamento numero 10 prevede la possibilità che il difensore civico stipuli convenzioni con esperti e credo che la collega Caligaris avesse previsto questa possibilità ritenendo che sarebbe stato approvato l'emendamento numero 8, che non prevedeva competenze specifiche per il difensore civico, il quale quindi si sarebbe potuto rivolgere a degli esperti. Siccome l'emendamento numero 8 non è stato votato, questa delle convenzioni mi pare una forzatura e comunque mi domando come sia possibile approvare sia l'emendamento numero 10, che prevede l'autorizzazione dell'Ufficio di Presidenza, sia il 15, che prevede invece che il difensore civico abbia un budget per stipulare autonomamente delle convenzioni, senza quindi chiedere alcuna autorizzazione.

E' evidente che tra i due emendamenti vi è una contraddizione per quanto riguarda la possibilità di stipulare convenzioni, perché uno le vincola a un budget assegnato dal Consiglio, e per il quale la Giunta ha già fatto notare che le risorse non ci sono e non sono quantificabili, l'altro prevede l'autorizzazione dell'Ufficio di Presidenza. Sarebbe più opportuno accogliere la parte relativa alla dotazione di personale all'Ufficio del difensore civico e stralciare quella relativa alla stipula in autonomia di convenzioni con esperti, che forse rischia di snaturare la figura stessa del difensore civico. In tal modo si elimina la contraddizione tra i due emendamenti, che mi pare evidentissima.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). In modo conseguente al ragionamento che faceva adesso il collega Marrocu, di cui ho apprezzato alcuni passaggi, mi pare che l'emendamento numero 10 possa considerarsi, per i suoi contenuti, già compreso nell'emendamento numero 15, che è più articolato e risponde a maggiori esigenze.

Rispetto a quanto affermato prima dall'Assessore, non ne condivido alcune osservazioni e, anche come chiarimento per l'Aula, credo che vadano sottolineate alcune cose. Intanto, se si parla di personale dell'amministrazione regionale il relativo costo è ricompreso nell'ambito della dotazione finanziaria prevista in bilancio e la posizione di comando non svuota la dotazione organica, cioè non richiama l'esigenza di copertura di quei posti vacanti, che anzi rimangono coperti.

Per quanto riguarda il percorso che si va disegnando, l'ho visto anche in qualche importante progetto di legge che è circolato in questi giorni, si parla di sistema pubblico locale unico per Comuni, Province e Regione, e si ipotizza di riservare - ma questo è un percorso che in questo Consiglio è stato già in qualche misura delineato, evocato e auspicato - al personale di questi enti un unico trattamento economico e normativo, nell'ottica di favorire, così come avviene per il passaggio delle competenze, la mobilità del personale in ragione delle funzioni che noi riteniamo essere essenziali nella pubblica amministrazione. Ora stiamo discutendo della funzione di difesa dei diritti del cittadino e in questo ambito non c'è incremento di spesa, in quanto l'operazione è fatta con riferimento alle dotazioni organiche già esistenti (non si parla pertanto di nuove assunzioni) ed è a carico del sistema pubblico.

Seconda questione: in base al comma 2 bis, così come viene definito dopo il comma 2, l'Ufficio di Presidenza attribuisce annualmente al difensore civico un budget economico. Sulla base di che cosa? Sulla base della dotazione finanziaria del bilancio del Consiglio regionale, che è già definito e stiamo contenendo per quanto riguarda molte voci, nonostante tutto quello che è stato detto in alcuni articoli di stampa. Quindi anche quel budget è già compreso, non è un sopraccosto e non pone problemi. Noi dobbiamo solo decidere, lo dico per la Giunta, per noi stessi e per i Gruppi di maggioranza e minoranza, se ci crediamo, che i cittadini hanno dei diritti che vanno difesi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Io credo che sia stato molto opportuno l'intervento dell'assessore Sanna, allorquando ha richiamato l'aumento di spesa che questi emendamenti comporterebbero. Debbo aggiungere che il problema esiste anche per quanto riguarda l'articolo 7, comma 2, laddove si prevede che il difensore civico possa stipulare con le amministrazioni provinciali e comunali convenzioni - che evidentemente non sempre sono non onerose - che prevedano l'utilizzo di locali dalle stesse messi a disposizione per incontri con i cittadini, anche in forma di teleconferenza. Per cui o in questa norma si precisa che sono convenzioni non onerose, altrimenti c'è bisogno di una norma finanziaria. Proporrei quindi di stralciare questa parte, se non viene modificata, o di rimandare la proposta di legge in Commissione perché segua il suo iter ai fini dell'ottenimento del parere finanziario.

Lo stesso discorso vale per quanto riguarda gli emendamenti numero 7, 10 e 15. Sono tutti emendamenti che comporterebbero spese per le quali non è prevista un'apposita norma finanziaria, per cui, a nome del Gruppo La Margherita, dichiariamo di votare contro questi emendamenti, essendo già prevista la dotazione organica dell'Ufficio del difensore civico. Sappiamo quanto abbia prodotto questo ufficio con la dotazione organica di cui ha potuto disporre fino ad oggi e ci sembra veramente inopportuno, in questa fase, prevedere un allargamento della stessa.

Chiediamo quindi il ritiro degli emendamenti numero 7, 10 e 15 e la presentazione, eventualmente da parte del relatore, di un emendamento orale che modifichi il comma 2 dell'articolo 7. In caso contrario voteremo contro gli emendamenti numero 7, 10 e 15 e il comma 2 dell'articolo 7.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Ho chiesto la parola per proporre all'Aula una sospensione di cinque minuti, al fine di verificare la possibilità di concordare una sintesi di questi tre emendamenti che tenga conto delle obiezioni che sono state sollevate, comprese quelle della Giunta, la quale ha fatto delle considerazioni di cui è comunque necessario tener conto.

Devo dire che l'intervento del collega Biancu spiazza un po', nel senso che sapendo che ciò che ha avuto in dotazione fino a oggi il difensore civico è stato insufficiente a consentirne il pieno funzionamento, il ragionamento finale sull'articolo 7 di questa legge è incentrato su come fornire ai cittadini, attraverso il difensore civico, un servizio che sia all'altezza delle loro aspettative. Quindi in questo articolo dobbiamo comunque, nel rispetto degli impegni di spesa, degli equilibri di bilancio e di tutto ciò che noi riteniamo debba essere rispettato, introdurre degli elementi che consentano al difensore civico di essere un organo che funziona. Se questo non avvenisse sarebbe una tragedia, nel senso che avremmo discusso inutilmente per un'intera giornata, dopo aver rimandato di sei mesi la discussione sulla modifica sostanziale del ruolo del difensore civico in Sardegna, che otto mesi fa non abbiamo voluto rinominare perché non ci sembrava che questo ruolo fosse adeguato alle esigenze. Abbiamo enunciato una serie di principi, ci siamo confrontati tra noi su questi principi e alla fine non stiamo dando al difensore civico il minimo indispensabile perché possa esercitare la sua funzione in difesa dei diritti del cittadino.

Io chiederei alla Presidenza, se è possibile, cinque minuti di sospensione, per verificare se, d'accordo con la Giunta e con tutta l'Aula, riusciamo a dare costrutto e sostanza alla figura del difensore civico.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Volevo proporre di accogliere la proposta di sospensione avanzata dal collega Vargiu e precisare che in materia di bilancio del Consiglio la Giunta non ha competenza.

PRESIDENTE. Se non ci sono opposizioni, sospendo la seduta per dieci minuti. Riprenderemo i lavori alle ore 19 e 30.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 14 , viene ripresa alle ore 19 e 19.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Signor Presidente, intervengo solamente per fare una precisazione dovuta, nel senso che a seguito del parere della Commissione non è stato chiesto il parere della Giunta e, ovviamente, non essendo stato chiesto nemmeno in precedenza, la Giunta non l'ha espresso, nel rispetto del funzionamento del Consiglio. Mi preme, però, sottolineare che, nella stessa filosofia di ciò che ho dichiarato prima riguardo all'approvazione degli emendamenti numero 2 e 3, la Giunta ritiene che l'espressione "Regione Sardegna" sia sempre riferita al Consiglio regionale e non all'amministrazione regionale cosiddetta, perché qui sono scritte delle cose per le quali sono previsti dei costi e che sono prive, allo stato attuale, di qualunque copertura finanziaria, e quindi sarebbero inefficaci. Per ogni chiarimento, perché rimanga a verbale, per "Regione Sardegna" noi intendiamo il Consiglio regionale della Sardegna.

PRESIDENTE. Allora, in sede di coordinamento specificheremo che con l'espressione "Regione Sardegna" si intende il Consiglio regionale.

Onorevole Pisu, su che cosa intende intervenire?

PISU (R.C.). Sui pareri.

PRESIDENTE. I pareri erano già stati espressi. Possono essere cambiate soltanto le modalità di votazione. Quando arriveremo all'emendamento numero 15 le darò la parola, onorevole Pisu.

Metto in votazione l'articolo 7. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 7. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 10. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Ha domandato di parlare il consigliere Pisu. Ne ha facoltà.

PISU (R.C.). Proporrei di votare per parti l'emendamento numero 15, perché il parere della Commissione è favorevole sul comma 3, mentre sui commi 4 e 5 è contrario. Sicché propongo di votare prima il comma 3 e poi i commi 4 e 5.

PRESIDENTE. Metto in votazione il comma 3 dell'emendamento numero 15. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Onorevole Pisu, i commi 4 e 5 vengono votati insieme, visto che il suo parere è comunque contrario su entrambi. Metto in votazione i commi 4 e 5. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Passiamo all'esame dell'articolo 8, a cui è stato presentato un emendamento.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 8 e del relativo emendamento:

Art. 8

Prima applicazione

1. In sede di prima attuazione, il Consiglio regionale procede alla elezione del difensore civico entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge.

EMENDAMENTO sostitutivo totale VARGIU - DEDONI - PISANO - CASSANO

Art. 8

L'art. 8 è sostituito dal seguente:

Norma transitoria: in prima attuazione della presente legge, il difensore civico è eletto secondo la norma dettata dal presente articolo, alla prima chiamata elettorale generale per le elezioni amministrative, politiche o per le consultazioni referendarie. Egli decade comunque contestualmente al termine della XIII legislatura regionale. (5).)

PRESIDENTE. L'emendamento numero 5 è decaduto a seguito delle precedenti votazioni.

Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 8. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Colleghi, dopo attenta valutazione, la Presidenza riammette l'emendamento numero 8 all'articolo 4, di cui è prima firmataria l'onorevole Caligaris. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, per trovare una mediazione è stato proposto di utilizzare la stessa formulazione. Siccome l'onorevole Capelli ha sostenuto che l'esclusione delle competenze giuridico-amministrative fosse troppo restrittiva, per evitare che si proceda in modo specifico solo su una specifica disciplina, abbiamo avanzato la possibilità di estendere il ventaglio alle competenze di carattere sociale ed economico. Lo preciso meglio, Presidente: i candidati devono essere in possesso di adeguata esperienza in relazione alle funzioni e ai compiti nei settori giuridico o istituzionale o economico o sociale, anziché solo giuridico-amministrativo.

PRESIDENTE. Onorevole Caligaris, ricordo a lei e all'Aula che gli emendamenti orali possono essere accolti se sono condivisi dall'intera l'Assemblea. Non essendoci accordo unanime il suo emendamento orale non è ammissibile.

Per esprimere il parere sull'emendamento numero 8, ha facoltà di parlare il consigliere Pisu, relatore.

PISU (R.C.), relatore. Esprimo parere favorevole.

PRESIDENTE. Onorevole Pisu, vorrei ricordarle che l'emendamento orale non è stato accolto e che lei aveva già espresso un parere sull'emendamento numero 8.

PISU (R.C.). Va bene. Il parere è contrario.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 8. Chi lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo ora alla votazione finale della proposta di legge numero 152/A.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di legge numero 152/A.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ATZERI - BARRACCIU - BIANCU - CALIGARIS - CAPELLI - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - DEDONI - FADDA Giuseppe -- FADDA Paolo - FLORIS Mario - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIORICO - IBBA - LA SPISA - LAI - LICHERI - LOMBARDO - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MURGIONI - OPPI - ORRU' - PETRINI - PINNA - PISANO - PISU - PITTALIS - RASSU - SABATINI - SANCIU - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SCARPA - SPISSU - UGGIAS - URAS - VARGIU.

Risponde no il consigliere: DIANA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 52

Votanti 52

Maggioranza 27

Favorevoli 51

Contrari 1

(Il Consiglio approva).

Convoco la Conferenza dei Presidenti di Gruppo. Il Consiglio sarà riconvocato a domicilio.

La seduta è tolta alle ore 19 e 29.