Seduta n.236 del 24/04/2002
CCXXXVI SEDUTA
Mercoledì 24 aprile 2002
(Antimeridiana)
Presidenza del Presidente Serrenti
indi
del Vicepresidente Biggio
indi
del Presidente Serrenti
La seduta è aperta alle ore 10 e 17.
COGODI, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di martedì 9 aprile 2002 (230) che è approvato.
Assenza per motivi istituzionali
PRESIDENTE. Comunico all'Aula che, ai sensi del comma 5 dell'articolo 58 del Regolamento, l'assessore Italo Masala è assente nella seduta del 24 aprile 2002 in quanto fuori sede per motivi istituzionali.
Sull'ordine del giorno
PRESIDENTE. Adesso dobbiamo decidere come procedere. Onorevole Pittalis, mi faccia prima fare un brevissimo ragionamento e poi le do subito la parola. Ieri noi abbiamo interrotto i lavori per mancanza di numero legale nella votazione sul passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge riguardante il commercio. E` indubbio che stamattina dobbiamo riprendere da quella votazione, naturalmente fatta salva la volontà dell'Aula che può decidere in seguito o di continuare a lavorare su questa legge oppure di rispettare l'impegno, assunto nella Conferenza dei Capigruppo, di esaminare il documento successivo che è quello sul personale, per riprendere in un secondo momento la discussione sulla legge riguardante il commercio; questa è un'ipotesi.
Detto questo, ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Presidente, io chiedo, se l'Aula è d'accordo, una mezz'ora di sospensione, anche prima della Conferenza dei Capigruppo, per dare modo alle forze politiche presenti in Aula di valutare questioni di merito e non solo procedurali. Quindi, prima della Conferenza, chiederei una sospensione di mezz'ora per un'interlocuzione anche con le forze dell'opposizione.
PRESIDENTE. Io non ritengo neanche utile fare una Conferenza dei Presidente di Gruppo, ma se c'è l'accordo possiamo procedere.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Io voglio ricordare quello che sicuramente già tutti ricordano, cioè che ieri abbiamo discusso, ed anche un pochino motivato, l'opportunità che, su questa legge del commercio, ci fosse una fase breve di approfondimento per un miglioramento della proposta. Abbiamo discusso in Aula, pareva anche che ci fosse un largo accordo, diversi esponenti della maggioranza ci avevano addirittura sollecitato a proporre questa riflessione e poi un consigliere della maggioranza, mi pare il collega Capelli, parlando a nome della maggioranza, si è opposto e ha preteso il voto, voto che la maggioranza ha dato perché si proseguisse.
Allora, non mi pare serio che, prima si neghi quello che si propone e poi si affermi quello che si è negato, e si perda una mezza giornata, come ieri, con quel procedimento a strappi, con la mancanza del numero legale, rinviando di mezz'ora in mezz'ora, con la proposta di oggi del Gruppo di Forza Italia di fare con un giorno di ritardo quello che avremmo potuto fare ieri come richiesto e motivato. Che qualcuno almeno chieda scusa.
Noi siamo disponibili a sospendere mezz'ora e ad approfondire, non siamo disponibili però ad un giochino in base al quale qua dentro c'è sempre chi ha ragione perché presume di essere maggioranza; non è maggioranza perché, come dimostrato dal computo dei voti, al momento della votazione, non c'è una maggioranza per il passaggio all'esame degli articoli. Allora pare che qualcuno qui debba stare in balia degli altri, ci si chieda scusa, si chieda scusa al Consiglio, si dica che si è sbagliato e si proceda, anche con la sospensione; se non ci sono le scuse e non si riconosce di aver sbagliato, per favore si proceda così come il Consiglio ieri ha voluto decidere e si passi al voto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, io comprendo anche il disagio del collega Pittalis nel chiedere di sospendere per mezz'ora. Noi non abbiamo niente in contrario quando un Capogruppo, tra l'altro del Gruppo di maggioranza relativa, chiede mezz'ora di sospensione. Vorrei però far presente due cose. Primo: signor Presidente, credo che lei abbia ricevuto l'invito per partecipare alla cerimonia di inaugurazione della Fiera, l'abbiamo ricevuto anche noi, ma siamo presenti qui perché, essendo in atto una seduta del Consiglio regionale, riteniamo che il dovere di consigliere regionale ci porti innanzitutto ad assolvere i compiti che oggi abbiamo nel discutere una legge importante.
Secondo: vorrei ricordarle un altro piccolo particolare, cioè che ieri abbiamo già votato, signor Presidente, perché noi avevamo chiesto una sospensione del provvedimento; quindi il Consiglio regionale si è già pronunciato. Dobbiamo perciò andare avanti nell'esame di questo provvedimento, ma non perché noi vogliamo andare avanti, perché anzi noi non volevamo andare avanti per verificare il contenuto, ma perché il Consiglio regionale ha già votato e quindi si è proceduto alla votazione per il passaggio all'esame degli articoli. Comunque, se i colleghi della maggioranza chiedono mezz'ora di sospensione non abbiamo niente in contrario perché questo possa avvenire.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (P.P.S.-C.D.U. Sardi). Io comprendo le motivazioni, che ci inducono ad accettare la sospensione, dovute ad assenze importanti in Aula ma, viste le osservazioni fatte dai colleghi Cogodi e Fadda (che condivido), devo anche rimarcare un'altra cosa, Presidente, cioè che inviti alla Fiera, inviti alle visite al Parco di Pula, durante i lavori del Consiglio, li abbiamo ricevuti tutti…
COGODI (R.C.). Mere passeggiate.
CAPELLI (P.P.S.-C.D.U.Sardi). …e che l'intero Gruppo dell'U.D.C., …
CONTU (C.C.D.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Che esiste!
CAPELLI (P.P.S.-C.D.U.Sardi). … Unione Democratici Cristiani e Unione Democratici di Centro, è interamente presente in Aula, lo era ieri, nonostante gli inviti ricevuti, lo è oggi, e ha sempre cercato di garantire la presenza in Aula, una presenza numerica ma anche una presenza dettata dalla necessità e dalla voglia di essere propositivi in quest'Aula. Per cui si è preferito sempre il lavoro dell'Aula, come oggi, a manifestazioni esterne che poco danno alle necessità dei sardi in questo momento. Tant'è che alcune visite sarebbe opportuno metterle fuori dal calendario dei lavori dell'Aula, poi ad ognuno di noi la scelta sulle priorità da seguire.
Detto questo accediamo ovviamente alla richiesta di sospensione anche perché non si potrebbe andare avanti con altri provvedimenti, visto che comunque dobbiamo votare il passaggio all'esame degli articoli. Saremo presenti anche subito dopo la ripresa dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, solo per ragioni meramente tecniche, senza evidentemente nessuna valutazione di ordine politico, lei ha parlato del Gruppo dell'U.D.C., io leggo il giornale come tutti e so di che cosa stava parlando, però...
OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Il Ministro del nulla ha detto che non esiste.
PRESIDENTE. Non sto sollevando nessuna polemica, per carità, voglio solo dire che anche dal punto di vista delle richieste, ad esempio, c'è bisogno di una comunicazione ufficiale. E' solo un chiarimento sul piano tecnico.
CAPELLI (P.P.S.-C.D.U.Sardi). Ho parlato del Partito non del Gruppo.
PRESIDENTE. Detto questo, colleghi, poiché è stata chiesta una sospensione, io sospendo i lavori per mezz'ora. I lavori del Consiglio riprenderanno alle ore 11.
COGODI (R.C.). A che titolo è stata chiesta?
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, è stata anche argomentata, adesso i Capigruppo parleranno tra loro suppongo, anche con leiche è un autorevole Capogruppo di un altrettanto autorevole Gruppo.
COGODI (R.C.). Questo è vero. Non siamo per niente accontentati. Qui si sta rinviando perché loro non ci sono.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 28, viene ripresa alle ore 11 e 08.)
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIO
PRESIDENTE. Vengono ripresi i lavori consiliari. Colleghi, siamo al voto sempre per il passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge numero 213/A, c'è una richiesta di voto segreto con il sistema elettronico. Quindi, preparatevi a votare.
Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Corda. Ne ha facoltà.
CORDA (A.N.). Vorrei dichiarare il voto, anche se mi rendo conto che dichiarare il voto significa astenersi, però siccome il problema è che quest'Aula riuscirà ad esitare favorevolmente il passaggio all'esame degli articoli di questo provvedimento importante finalmente solo alla terza o alla quarta votazione, allora prendo tempo, utilizzo i miei cinque minuti di tempo per cercare di far arrivare in Aula persone che siano in grado di garantirci il numero legale, perché questa è l'unica ragione.
Questo provvedimento era ed è atteso da molti imprenditori, da molti piccoli commercianti, da molti negozianti, da molti ambulanti, i quali tutti ne hanno assoluto bisogno; su di esso peraltro anche l'opposizione era d'accordo, pur con qualche modifica da effettuare non condividendo interamente l'impianto legislativo. Io credo che noi tutti oggi, davanti a un'esigenza reale, dobbiamo cercare di far arrivare in porto questa legge in tempi brevi.
Ora, l'onorevole Fadda prima ha fatto un richiamo, e me ne compiaccio, ai doveri dei consiglieri regionali, mi fa piacere che abbia ricordato in modo particolare il dovere che ogni consigliere regionale, ripeto, ogni consigliere regionale ha nei confronti dei lavori dell'Aula, e che deve essere manifestato con la presenza, con l'impegno teso a produrre, in questa Assemblea, provvedimenti, che siano utili a migliorare la qualità di vita dei sardi, che siano utili alle nostre imprese e che siano utili a tutti coloro che da essi ne possano trarre vantaggio.
Noi sappiamo che il settore del commercio è un settore disastrato da quando in questa Regione, non ad opera di questa Giunta, ma delle Giunte precedenti, sono state date autorizzazioni e nulla osta per innumerevoli città mercato; in provincia di Cagliari esiste la più grande concentrazione di città mercato, rispetto al numero di abitanti, d'Europa. Esse hanno prodotto quasi la desertificazione nelle città, perché nella realtà noi oggi ci troviamo davanti ad un fenomeno di cessazione di attività di migliaia e migliaia di piccoli commercianti costretti a chiudere perché le grandi potenze della distribuzione e della vendita, non solo dei prodotti alimentari ma di altre migliaia di prodotti vari, hanno attratto a sé tutta la gente che normalmente occupava le vie del centro delle città la quale consentiva la vita di questi negozi e dei loro proprietari.
PRESIDENTE. Onorevole Pinna, l'onorevole Corda, così come spesso accade dai vostri banchi, sta intervenendo - e ne ha diritto - per dichiarazione di voto, deve poter intervenire, come ciascuno di voi è sempre intervenuto, quindi consenta all'onorevole Corda di terminare il suo intervento, anche se tinge questa sua dichiarazione con qualche altro condimento, trasgressione della norma relativa che peraltro avviene regolarmente in quest'Aula.
CORDA (A.N.). Grazie Presidente, naturalmente spero di poter recuperare questo tempo, vorrei dire ancora però che quando si fa una dichiarazione di voto, si ha anche il diritto di motivarla, ed essendo questa una dichiarazione di astensione, si ha il diritto di dire la ragione per cui si è costretti ad astenersi.
Amici dell'opposizione, al di là di queste cose, io credo che chiedere il voto segreto per la quarta volta su un provvedimento che rischia di cadere per la quarta volta, non sia un bel servizio ai commercianti, agli artigiani, alla gente che attende che venga varato. Allora, mi domando francamente la ragione per la quale anche l'opposizione non consenta che si voti il passaggio all'esame degli articoli, nel corso della discussione sugli articoli si potrebbero fare delle modifiche, dei miglioramenti, ma voi impedendo il passaggio agli articoli rendete praticamente impossibile il lavoro…
FADDA (Popolari-P.S.). Siete voi! E smettila!
CORDA (A.N.). Ma non è "siete voi"; siamo tutti così. Vede, onorevole Fadda, non si alteri, stia tranquillo; lei stesso prima ha richiamato i consiglieri al loro dovere di consiglieri regionali. Io le vorrei ricordare che lei è un consigliere regionale, anche di opposizione, e non per merito nostro, forse per merito suo, ma nella realtà lei è un consigliere regionale regolarmente accreditato presso questo Consiglio, percepisce regolarmente uno stipendio. Quando lei si alza in piedi e chiede il voto segreto per impedire che si inizi la discussione, vuol dire che lei sta facendo un ostruzionismo che certamente non è utile alla causa dei commercianti, anzi è di grave danno per tutti coloro che, ripeto, aspettano questo provvedimento.
Allora, lei può chiedere il voto segreto sugli articoli perché non li condivide, ma non credo che lei non condivida il fatto che si debba andare avanti a discutere su questa legge. Io non lo credo. Credo che lei - come d'altronde il Regolamento le consente - voglia impedire di andare avanti facendo un ostruzionismo che è negativo, non è propositivo. E` un ostruzionismo che impedisce il lavoro. Allora, io la inviterei a ripensarci e a ritirare questa richiesta di voto segreto, non solo, ma addirittura a votare per come lei deciderà di votare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Grazie signor Presidente, per dichiarazione di voto...
SELIS (Popolari-P.S.). L'ha già fatta ieri.
PRESIDENTE. Era un'altra votazione.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Presidente, intanto chiedo di poter recuperare il tempo che una sinistra intollerante sta cercando di carpirmi e di impedirmi di utilizzare per rendere la mia dichiarazione.
(Interruzioni)
Una sinistra intollerante, sissignore! Un'opposizione intollerante che si dimostra poco democratica perché vuole occupare l'Aula, la occupa violando...
PRESIDENTE. Onorevole Balletto, per cortesia, lei si rivolga alla Presidenza, faccia il suo intervento, mi raccomando breve, è una richiesta che mi permetto di rivolgerle, lei ha il diritto di parlare e, la prego, parli. Da adesso come inizierà il suo intervento, partirà il contaminuti.
COGODI (R.C.). Ieri ha già dichiarato il suo voto.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Posso ricominciare?! Presidente, se la Sinistra si dimostra appena appena tollerante e democratica e consente ad un esponente della maggioranza di intervenire per dichiarazione di voto, gradirei pronunciare la mia dichiarazione. Facendo anche presente...
COGODI (R.C.). Ha già dichiarato ieri il voto.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Vede, collega Cogodi, io la stimo per la sua grande capacità politica, la sua grande capacità di mantenere l'Aula, però lei non può impedirmi di parlare, proprio lei che si rifa' sempre al Regolamento, il quale consente al consigliere di parlare in ogni occasione, in ogni momento, e più volte sullo stesso argomento. Io le voglio dire che, dal mio punto di vista, questa è una nuova votazione perché è una... E` una nuova votazione!
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Onorevole Balletto, se lei interloquisce con i colleghi il tempo scorre ugualmente nel contaminuti ed io sono costretto poi a togliere la parola; lei faccia il suo intervento, ignori i disturbi dell'onorevole Cogodi al quale rivolgo l'invito a consentire l'intervento dell'onorevole Balletto; diversamente occorre provvedere nei modi previsti dal Regolamento.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Non chiedo di meglio che poter fare la mia dichiarazione senza essere interrotto.
COGODI (R.C.). La votazione è la stessa, ripetuta, per cui non si può riproporre la dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Non è lei il Regolamento, così come non lo interpreta soltanto lei onorevole Cogodi, per cortesia! Io la ringrazio, ma consenta l'intervento del suo collega.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Grazie Presidente, io riprendo le argomentazioni che ha poc'anzi sottoposto all'attenzione dell'Aula il collega Corda per rammentare a noi tutti, a me per primo, che in quest'Aula noi ci ritroviamo per fare leggi nell'interesse della popolazione che rappresentiamo e che forse, per quello che è l'esito dei lavori dell'Aula in questi due anni e mezzo, è stata tradita nella fiducia che a tutti quanti noi ha concesso, dal momento che non si riesce ad andare avanti nel produrre quelle leggi di cui dicevo prima.
Ma, colleghi, il problema si pone in maniera cruda dal momento che quest'Aula non riesce ad andare avanti neanche relativamente ai provvedimenti per i quali c'è la convergenza, la condivisione e il riconoscimento unanime di essere necessari, provvedimenti che sono fortemente attesi e che, nella misura in cui si potrà intervenire, daranno risposta parziale o totale e comunque concorreranno ad avviare a soluzione problemi di cui tutti quanti conosciamo l'esistenza e per i quali tutti quanti abbiamo interesse a provvedere.
Allora io dico: è mai possibile che nel momento in cui si debba passare alla votazione relativa al passaggio all'esame degli articoli, per una questione di mera contrapposizione tra opposizione e maggioranza che non ha nulla a che vedere con il merito della norma che è condivisa, oggi l'opposizione si accanisca sul fatto che la maggioranza, per motivi vari, non riesce a garantire il numero legale? E così facendo impedire l'approvazione di una legge che tutti vogliamo, per la quale - nonostante esistano divergenze solo nel merito, che possono essere appianate - si voglia, solamente per partito preso, con un esasperato fare masochistico, dire: "No, siccome la maggioranza non è in grado di garantire il numero legale, noi non diamo alla Sardegna, alla categoria dei commercianti, questa legge che invece è importante.".
Senza voler nascondere le responsabilità di una maggioranza che, per la terza volta, si paventa non in grado di garantire il numero legale, io dico all'opposizione, in un sussulto, non dico di serietà, ma di necessità di fare cose ben fatte, si dia finalmente la possibilità di discutere questa legge.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Liori. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Anch'io Presidente, onorevoli colleghi, mi associo alla richiesta dell'onorevole Corda e dell'onorevole Balletto, che mi sembra accolta con un'aria di sufficienza da alcuni colleghi, mentre a me pare proprio che non sia da sottovalutare riguardo alle argomentazioni che la sottintendono e che la giustificano. Noi abbiamo il dovere di portare a compimento l'iter legislativo di una legge che è attesa dalla Sardegna, perché ricordiamoci sempre che il nostro dovere è di governare, maggioranza e opposizione, perché anche l'opposizione in una democrazia svolge una funzione propositiva e non distruttiva, che ha pari valore, dal punto di vista della dignità del consenso e dell'impegno democratico della partecipazione al conseguimento della finalità di queste leggi, a quello della maggioranza. Quindi, un atteggiamento distruttivo non porta nessun vantaggio alla Sardegna ma, a mio modo di vedere, se ci si pensa bene, non dà vantaggi neanche all'opposizione.
Del resto io voglio ricordare, a testimonianza di questo atteggiamento, quello che succedeva nella legislatura scorsa, nella quale noi non facevamo mancare sistematicamente il numero legale nelle Commissioni, e se qualche volta è capitato - ricordo per esempio l'impegno a boicottare una legge ritenuta ingiusta, come quella per l'istituzione del parco del Gennargentu - sono stati episodi sporadici, giustificati proprio da una totale avversione a una legge che assolutamente non condividevamo. Ma oggi, dentro quest'Aula, continua a tenersi un atteggiamento di palese ostruzione verso tutte le leggi, finalizzata soltanto a far emergere una mancanza di presenza della maggioranza; io voglio richiamare che cosa facevamo noi nella passata legislatura, ricordando in Aula appunto che le leggi passavano grazie all'atteggiamento costruttivo dell'opposizione, chiamo come testimoni tutti i colleghi che qui possono riportare garanzia di questo atteggiamento.
Noi non siamo mai scesi a questi livelli di atteggiamento palesemente ostruzionistico,e di questo credo ne possa essere grata la Sardegna, e soprattutto la categoria interessata a questa legge; anch'io mi associo all'invito rivolto al collega Fadda e agli altri colleghi di ritirare la richiesta di voto segreto, che non ha altra finalità se non l'impedimento della nascita di una legge che è attesa da tutti. Le leggi non possono cadere perché qualche collega si è dovuto assentare oppure ha avuto necessità di andare in bagno o di uscire per iniettarsi una dose di insulina, badate, qualcuno può anche essere malato, e allora non è giusto che noi continuiamo a svolgere i lavori in questo clima e in questa disorganizzazione.
Più volte si è richiesto che le votazioni siano effettuate ad orario, in modo che tutti i colleghi abbiano la possibilità di essere presenti, credo che sia assolutamente necessario rivedere il Regolamento del Consiglio. A questo riguardo mi associo nuovamente alla richiesta sempre più cogente dell'onorevole Corda, che ha sollevato un problema importantissimo per la vita di questa Assemblea, perché abbiamo visto che anche maggioranze più solide, almeno come numeri sulla carta, qual era quella della passata legislatura, messe alla prova delle esigenze e della vita dell'Aula non reggevano. Quindi noi, che abbiamo una maggioranza risicata, ci troviamo oggi ad affrontare questo problema, ma non è detto che domani non si trovi nella necessità di dover far fronte a questa realtà dell'Aula una maggioranza uguale a questa o diversa da questa, anche con numeri superiori.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Granella. Ne ha facoltà.
GRANELLA (I DEMOCRATICI). Signor Presidente, mi pare di aver capito che siamo in fase di dichiarazione di voto. Finora dagli interventi non ho sentito nessuna dichiarazione di astensione, unica possibile perché è stato chiesto il voto segreto. Mi pare che non siamo....
PRESIDENTE. Sì, sono stati avvertiti, è dato per scontato che la dichiarazione sia una dichiarazione di astensione, in ogni caso coloro i quali intervengono sono considerati astenuti, in qualunque modo si esprimano, infatti gli Uffici riterranno il loro voto un voto di astensione.
GRANELLA (I DEMOCRATICI). Sì, ma se mi consente, mi richiamo al Regolamento, il quale non permette di rendere dichiarazioni diverse da quelle di astensione. Quindi chiederei al Presidente di usare la sua autorevolezza perché riporti i consiglieri ad un rispetto più vicino e più prossimo del Regolamento, se non a quello esatto.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Granella. Il Regolamento, come dicevo prima ai colleghi, all'articolo 95 recita: "I Consiglieri, prima di ogni votazione, possono dichiarare di astenersi o dare una succinta spiegazione del proprio voto, per un tempo non superiore a cinque minuti".
Come consolidata abitudine di quest'Aula, abbiamo trascorso mesi e mesi, in occasione della manovra di bilancio, interpretando il Regolamento per quello che dice, così come stiamo facendo adesso, e ogni consigliere, quando l'ha ritenuto opportuno, si è preso i suoi cinque minuti per la dichiarazione di voto, ripeto, guarnendo la dichiarazione dei suoi commenti, delle sue valutazioni, anche oltre, talvolta, la mera valutazione dell'argomento sul quale occorreva esprimere un parere in maniera anche succinta, come il Regolamento stesso dice. Questa è la situazione consolidata in quest'Aula. Occorrerà, come è stato ricordato, e io lo condivido, rivedere il Regolamento.
Prego, onorevole Granella, le concedo la parola solo per una piccola replica.
GRANELLA (I DEMOCRATICI). Presidente, se mi consente, questo comportamento non dev'essere permesso per offendere e per accusare l'opposizione di ostruzionismo, perché l'unico ostruzionismo è compiuto dalla maggioranza che non ha i numeri in questo momento, sta facendo ostruzionismo per arrivare al numero legale, basta!
PRESIDENTE. Onorevole Granella, io sostengo che talvolta a qualcuno sfugge il senso dell'Aula. Non arriverà più nessuno qui dentro, anche se parliamo per un'ora, colleghi che sono intervenuti lo sanno bene, quindi, non giriamo intorno agli argomenti. I colleghi che hanno ritenuto di dover intervenire, sono intervenuti.
Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.
OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Io intervengo ovviamente per dichiarare la mia astensione, ma voglio rivolgere un invito, a chi ha chiesto il voto segreto per verificare il numero legale, di insistere su questa posizione, perché è corretta. Ognuno deve fare la sua parte in questo Consiglio regionale, per cui è corretto quel comportamento da parte dell'opposizione. Questa battaglia di ping-pong non serve a nessuno perché alla fine anche stamattina, come sempre, finiamo per disperdere energie, ore, in termini improduttivi, con la responsabilità maggiore da parte della maggioranza.
Detto questo, dopo aver precisato che noi siamo presenti, voglio aggiungere che sarebbe stato corretto - questo sì non è stato detto - che le due massime figure istituzionali avessero chiesto, con senso di responsabilità, all'opposizione, il rinvio della seduta di due ore per avere il tempo sufficiente per essere presenti.
In queste condizioni, io ritengo che se non ci sono queste presenze, anche molti di noi finiranno per andarsene; è molto più corretto nei confronti di tutti, anche e soprattutto nei confronti dei nostri elettori, non chiedere quasi in termini petulanti che l'opposizione abbia senso di responsabilità, non è così che si fa politica. L'ho fatta per trent'anni, e mi hanno insegnato come si agisce all'opposizione e come in maggioranza. Mi asterrò, ma ho voluto invitare prima di tutto chi ha avanzato la richiesta di voto segreto a continuare su questa posizione che è corretta e democratica, e poi tutti quanti ad eseguire compiutamente il proprio dovere.
PRESIDENTE. Onorevole Oppi, io condivido gran parte del suo intervento, ma ripeto anche a lei ciò che ho già avuto modo di chiarire all'onorevole Granella; non accetto e non ho gradito il suo richiamo alle massime istituzioni dell'Aula, perché lei sa benissimo che, se anche aspettassimo tre ore, il numero legale della maggioranza non si raggiungerebbe, quindi non accetto questa sua osservazione.
Purtroppo dobbiamo registrare, e lasciare a verbale, agli atti, che questa situazione perdura da ieri, siamo ormai alla terza votazione sul passaggio all'esame degli articoli di questa legge sul commercio, con amarezza purtroppo dobbiamo constatare che non c'è "barba" di intervento, chiedo scusa per l'espressione, non c'è intervento della Presidenza che possa rimediare a questo fenomeno che sta devastando l'attività consiliare.
Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.-Sardegna). Rinuncio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Tunis. Ne ha facoltà.
TUNIS (Rif.Sardi-U.D.R.). Signor Presidente, io la ringrazio per avermi concesso la parola, però dopo attenta riflessione, e sulla scorta dell'ultimo intervento, quello del collega Oppi, ho deciso di rinunciare per obiettive ragioni di fondo. La ringrazio, Presidente.
PRESIDENTE. Se tutti sono pronti per il voto, passiamo alla votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, per il passaggio all'esame degli articoli.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 40
votanti 36
astenuti 4
maggioranza 19
favorevoli 35
contrari 1
(Il Consiglio approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORONA - DIANA - FADDA - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LOCCI - LOMBARDO - MILIA - MURGIA - ONIDA - PIANA - PILO - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI -SATTA - SCARPA - TUNIS - USAI -VARGIU.
Si sono astenuti: BALLETTO - CORDA - LIORI - OPPI.)
Si dia lettura dell'articolo 1.
CAPPAI, Segretario:
CAPO I
Agevolazioni per il settore commerciale
Art. 1
Finalità
1. La Regione Sardegna contribuisce alla modernizzazione, allo sviluppo ed all'aumento dell'efficienza della rete distributiva. A tal fine la presente legge prevede specifiche agevolazioni al fine di perseguire i seguenti obiettivi:
a) favorire la nascita e lo sviluppo armonico delle diverse tipologie distributive;
b) stimolare la ristrutturazione, l'ammodernamento, la riqualificazione e l'aggiornamento tecnologico delle strutture distributive;
c) promuovere l'introduzione e l'uso del commercio elettronico.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Ma è sicuramente un fatto positivo...
PRESIDENTE. Un attimo, onorevole Cogodi. Ha domandato di parlare prima il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Prima dell'articolo, siccome cambia il Titolo del Capo I, bisogna votarlo.
PRESIDENTE. Onorevole Selis, può ripetere perché non ho capito.
SELIS (Popolari-P.S.). Chiedo al Presidente se non sia il caso di votare il Titolo del Capo I perché cambia. Mi sono posto questo problema e volevo segnalarlo.
PRESIDENTE. Possiamo anche metterlo in votazione, ma in genere non è mai stato fatto, anche quando è stato cambiato. Metto in votazione il Titolo del Capo I.
Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, sul Titolo del Capo I chiedo il voto segreto a nome del Gruppo dei Popolari.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Intervengo per dichiarazione di voto ed ovviamente preannuncio l'astensione così come Regolamento vuole in occasione delle votazioni a scrutinio segreto. La modifica del Titolo del Capo I è una cosa importantissima, perché è ovvio che coinvolge tutte le forze politiche oltre che, rischiando di comprometterli, tutti gli scenari possibili e futuri della nostra Regione per ciò che riguarda la programmazione, lo sviluppo economico, la crescita sociale, l'occupazione, la cultura, il regime delle entrate e delle uscite, i vari stati previsionali della spesa e così via discorrendo; potremmo anche aggiungere altro perché veramente è una cosa di notevole importanza.
Si deve risolvere l'indicazione nominativa del Capo, in quanto c'è una modifica tra la titolazione del Capo I nel testo del proponente che indicava solamente "Finalità" (mentre invece adesso nel testo licenziato dalla Commissione le finalità sono riportate solamente all'articolo 1), e la titolazione della Commissione che al Capo I porta "Agevolazioni per il settore commerciale".
Questa modifica è di fondamentale importanza per le sorti e per gli esiti della Regione Sardegna ed è chiaro che se noi non risolviamo questo problema non riusciremo, maggioranza ed opposizione, ad adempiere in maniera puntuale e formale a quello che è il mandato datoci dagli elettori. Io ringrazio il collega Selis per aver sottoposto all'attenzione dell'Aula questo problema, perché stava passando inosservato; se non ci fosse stato il garbato, cortese e acuto intervento del collega Selis, noi avremmo commesso il madornale errore probabilmente di approvare l'articolo 1 della legge solamente con l'intestazione "Finalità" anziché "Agevolazioni per il settore commerciale".
E` evidente che, dal testo del provvedimento, così come della relazione della Commissione, non si capisca e non si afferri che questa legge così importante rechi agevolazioni per il settore commerciale. Io ancora dico che ringrazio il collega Selis per l'intervento, ben conscio che la richiesta non ha nulla a che fare con l'attività di ostruzionismo perché cosa c'entra, che rischio corre quest'Aula nel verificare ancora una volta l'assenza del numero legale rispetto alla catastrofe per la Sardegna che si sarebbe avuta se noi avessimo discusso sull'articolo 1 e al limite, sciaguratamente, l'avessimo approvato, con il testo "Finalità" senza l'introduzione della modifica "Agevolazioni per il settore commerciale"?
Quindi, chiaramente nessun intento ostruzionistico, ringrazio ancora il collega Selis per l'acuta osservazione e per l'opportunità che ha dato finalmente a quest'Aula di togliersi tutti quanti, maggioranza ed opposizione, quel dito di lardo che fino adesso aveva ottenebrato la nostra vista, non solo la nostra vista, ma anche l'attività politica, perché finalmente con questa modifica potremo veramente, in modo compiuto, rendere un grande servizio alla Sardegna.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, sul Titolo del Capo I.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 38
votanti 35
astenuti 3
maggioranza 18
favorevoli 35
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BIANCAREDDU - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LOCCI - LOMBARDO - MILIA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PILO - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.
Si sono astenuti: il vicepresidente BIGGIO - BALLETTO - FADDA.)
Constatata la mancanza del numero legale, la votazione non è valida per cui la riunione è sospesa mezz'ora. I lavori riprenderanno alle ore 12 e 25.
Ha domandato di parlare il consigliere Corda. Ne ha facoltà.
CORDA (A.N.). Solo per chiedere che il Presidente consegni alla stampa l'elenco dei consiglieri votanti affinché si possa vedere quali sono gli assenti.
(Proteste dai banchi del centrosinistra)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Penso che sia interesse di tutti, maggioranza ed opposizione, di tutto il Consiglio, proprio perché ormai si sta accreditando anche una sua immagine improduttiva, prendere atto a questo punto - soprattutto da parte della maggioranza - che, non essendoci le condizioni per poter esitare provvedimenti anche importanti e per non far perdere tempo né a chi è presente né a nessuno, direi che i lavori possono essere aggiornati ad altra data. Faremmo meno arlecchinate di quelle che si sono viste nella giornata di oggi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Non so se possiamo definire questa riunione un'arlecchinata; io credo che il dato che si registra, in questo Consiglio, ripetutamente da ieri, è che la maggioranza non c'è su un provvedimento così pur importante per essa stessa. Noi siamo qui per discutere di questo provvedimento, per approvarlo, però chiediamo che la maggioranza sia presente; la maggioranza deve garantire, per l'approvazione di questi provvedimenti così decisivi per la Sardegna, la presenza in Aula, dove i provvedimenti si formano e non soltanto una presenza attraverso le dichiarazioni televisive.
Detto questo, noi siamo perché, a termine di Regolamento, si proceda alla sospensione; qualora la maggioranza ci dica che oggi non ci sono le condizioni (ma non nel modo così inutile per il Consiglio regionale come è stato fatto) perché si vada avanti, ne prenderemo atto ed aggiorneremo insieme il Consiglio a una data prossima nella quale - ci auguriamo - che ci siano condizioni tali da consentirci di lavorare, con l'impegno della maggioranza prioritariamente ad essere presente in Aula e a lavorare insieme a noi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Ci associamo alla richiesta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). L'opinione nostra, del Gruppo della Rifondazione Comunista, è che nel modo più assoluto si deve trovare la possibilità perché il Consiglio prosegua i suoi lavori affrontando nel merito questo provvedimento ed anche i successivi per i quali si era deciso di lavorare nella giornata odierna.
Comprendo l'aria prefestiva, comprendiamo le scampagnate a Piscina Manna, dove non c'era nulla da fare ieri se non accompagnare Ministri (dice un autorevole esponente della maggioranza: "Ministri del nulla"), comprendiamo le cerimonie e le inaugurazioni delle fiere, che possono essere benissimo inaugurate senza che ci sia un accompagnamento dei consiglieri regionali della maggioranza attorno al loro "Ministro del nulla" (intendo "del nulla" riferendomi sempre a un'espressione di un autorevole esponente della maggioranza), ma noi siamo perché si prosegua e perché la legge sul commercio, e successivamente la legge sul personale, vengano esaminate nel merito dal Consiglio regionale.
Aggiungiamo che non basta dire "commercio, commercio, commercio", il Gruppo della Rifondazione Comunista è l'unico Gruppo consiliare che non ha condiviso interamente, nel merito, la legge ed ha presentato proposte emendative. Noi abbiamo il diritto che il Consiglio valuti le nostre proposte emendative. Noi abbiamo ritenuto e riteniamo che un intervento per il settore commerciale deve partire pensando innanzitutto e prioritariamente alle piccole imprese commerciali, alle medie e poi, se ne resta, alle altre. Questa è la differenza tra il solo Gruppo della Rifondazione e gli altri, i quali dicono di aver approvato in Commissione unanimemente la proposta che è arrivata in Aula, mentre noi, fin dall'esame in Commissione e poi qui in Aula, abbiamo avanzato una proposta diversa. Tra la nobiltà dei propositi e la miseria dei mezzi che si propongono e dei modi attraverso cui si procede, noi diciamo alla maggioranza di lasciar stare la nobiltà dei propositi, anche la miseria dei modi con i quali si fa la politica, e si stia alle regole; la maggioranza è maggioranza e deve esserlo sempre! Il Presidente della Giunta non può tenere quattro conferenze stampa al giorno per dire: "Non mi dimetto! Non mi dimetto! Non mi dimetto!". Non si dimetta, però venga in Aula perché è qui in quest'Aula che è stato eletto Presidente, è qui in quest'Aula che si deve esercitare la funzione istituzionale ed anche parlamentare.
Una maggioranza che continua a dire che è maggioranza, dimostri per favore di esserlo, lo sia, perché si può essere esperti di ribaltoni quanto si vuole, come lo siete voi della maggioranza, ma non si può ribaltare la verità. La verità è che voi non siete maggioranza e, quindi, sarà catastrofe, come dice ironicamente il collega Balletto, sarà catastrofe! La Sardegna ha sopportato altre catastrofi, sopporta anche voi come ultima catastrofe, però noi non accediamo all'idea, ho concluso, di un rinvio, a dopo i ponti festivi, dell'esame dei provvedimenti che si era deciso invece di discutere, di esaminare oggi; vogliamo che le nostre proposte emendative siano discusse ugualmente, com'è nostro diritto e com'è dovere del Consiglio esaminarle, condividerle e non condividerle.
All'opinione pubblica, agli interessi sociali che rappresentiamo, come immagine, badate, diamo quella che corrisponde alla verità, è la realtà, è quello che siamo. Noi abbiamo una nostra proposta su questo e su altro, vogliamo dare la nostra immagine giusta di gente che è qui, che c'è tutti i giorni, che vuole discutere le leggi e le vuole anche migliorare e quindi, per favore, maggioranza, se siete tale, rimanete qui ed esaminate le leggi, se non siete maggioranza, come non lo siete, onestamente ditelo, e andatevene, ma non oggi, anche domani e dopodomani.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (D.S.). Signor Presidente, ho chiesto la parola per una questione delicata di ordine tecnico, la pongo ora in spirito costruttivo proprio per evitare che, quando si arriverà all'articolo 15, ci si accorga che occorre fermarsi perché non c'è la copertura finanziaria corretta, ok? Allora, preferisco dirlo adesso, in modo tutt'altro che ostruzionistico, anzi con uno spirito estremamente positivo.
Io ho argomentato, ieri mattina, dicendo alla Giunta e alla maggioranza che l'obiezione non è sul merito della legge, non è sulle incentivazioni alle attività commerciali, il che va benissimo, l'obiezione è sulla correttezza della copertura, non ripeto le argomentazioni svolte ieri, ma non si può prevedere una copertura scorretta, come dalle risposte dell'assessore Masala; la Giunta un po' testardamente insiste su posizioni che non sono corrette e lo dimostro in poche battute.
La copertura relativa al 2002 è assicurata, nell'emendamento numero 10, facendo ricorso all'articolo 30, comma 4; si dice che in realtà sarà il comma 6 - credo che sia un errore materiale - della legge numero 11. Al di là dell'obiezione, che io ho già puntualizzato, relativa alla copertura per gli anni successivi 2003-2004, in quanto non è rispettato il vincolo previsto nell'articolo 11 dello Statuto, ora pongo un problema diverso, che è relativo proprio all'articolo 30 della legge 11. Il comma 6 dice che la copertura finanziaria relativa a progetti di legge non perfezionati entro il termine dell'anno finanziario - di quello precedente, quindi 2001 - resta valida per l'anno successivo purché le leggi corrispondenti entrino in vigore entro il termine di detto anno, eccetera. Questo comma 6 è subordinato al dettato del comma 8 che dice: "Al fine di dare attuazione a quanto previsto dal comma 7" - il quale a sua volta fa riferimento al comma 6 - "il Consiglio regionale trasmette alla Presidenza della Giunta - Ragioneria Generale - e all'Assessorato del bilancio, entro il 15 gennaio di ogni anno, i progetti di legge in carico al Consiglio alla data del precedente 31 dicembre per i quali sia prevista la copertura finanziaria attraverso l'utilizzazione dei fondi speciali di cui al comma 1". Io spero che questo passaggio previsto obbligatoriamente dal penultimo comma dell'articolo 30 della legge 11 sia stato effettuato, ma ho molti dubbi. Se è stato effettuato, la copertura relativa al 2002 potrebbe essere corretta; se invece non è stato effettuato, l'articolo 30, comma 6, della legge 11 non può essere utilizzato, per cui la copertura relativa al 2002 non sarebbe assolutamente accettabile.
Oltre a questo rimane, io la ribadisco, naturalmente l'obiezione relativa alla copertura prevista per il 2003 e per il 2004. Credo che l'interpretazione del vincolo contenuto nell'articolo 11 dello Statuto sia eccessivamente larga;peraltro l'attuale maggioranza, quando era opposizione, ripetutamente richiamò, al rispetto di questa, la Giunta precedente, che in qualche occasione cambiò le coperture finanziarie proprio per tener conto di quanto diceva l'opposizione. Al di là, però, del problema relativo alla copertura 2003 - 2004, rimane la questione relativa alla copertura 2002, sulla quale io pongo una precisa domanda: il comma 7 è stato rispettato oppure no?
Voglio precisare, in conclusione, che sono così intervenuto non per rendere più difficile l'approvazione di una legge che io voterò, ma perché non si possono approvare leggi che hanno una copertura finanziaria scorretta; credo che il buon senso e il senso delle istituzioni portino tutti quanti, a partire dalla Giunta, ad accettare questa impostazione. Inoltre, debbo dire, mi dispiace che non sia…
PRESIDENTE. Qualche secondo per concludere.
SCANO (D.S.). Probabilmente non sarei stato così puntiglioso se ieri l'assessore Masala non avesse avuto l'aria di impartire la lezione a qualcuno. Prima di fare la lezione, bisogna studiare bene!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
FANTOLA (Riformatori Sardi-U.D.R.). Ma non aveva sospeso?
PRESIDENTE. Non avevo definitivamente sospeso, comunque chi non volesse stare in Aula può anche uscire.
CAPELLI (P.P.S.-C.D.U. Sardi). Sarò velocissimo, questa legge sul commercio sta a cuore a tutti, ma così non si può andare avanti, io credo che quest'Aula...
spissu (d.s.). Su che cosa è aperta la discussione?
PRESIDENTE. E' aperta sul Regolamento e sul caso che si sta verificando.
spissu (d.s.). Sul Regolamento, quindi.
PRESIDENTE. Sulla sospensione, sul Regolamento, su quello che lei gradisce.
CAPELLI (P.P.S.-C.D.U. Sardi). Credo che quest'Aula si fosse data un'impostazione per recuperare, come in vari interventi è emerso, un po' di rispetto istituzionale, di rispetto del ruolo che noi ricopriamo. Certo in questi ultimi due giorni non abbiamo contribuito, ognuno per sé, a quest'azione. Chiedo una Conferenza dei Presidenti di Gruppo perché si decida definitivamente se andare avanti nell'esame del testo di legge oppure se, con molta serietà e ognuno facendo le riflessioni opportune, sia opportuno rinviarlo a data da destinarsi, già in calendario tra l'altro per i lavori di questo Consiglio.
spissu (d.s.). Fate una riunione di maggioranza e diteci.
CAPELLI (P.P.S.-C.D.U. Sardi). Noi utilizzeremo magari questa sospensione anche per una riunione di maggioranza. Certo è che, essendo un film già visto, ripeto per l'ennesima volta che io non credo di accedere all'ipotesi di stare in quest'Aula perché il centrosinistra legittimamente emendi e faccia questa legge, così come è già successo per la finanziaria. Starò in quest'Aula se il centrodestra, cioè questa maggioranza, sarà in grado di garantire i numeri affinché una legge di questa parte del Consiglio, con tutte le aggiunte che saranno accolte o meno dai colleghi del centrosinistra, potrà avere la firma del centrodestra.
PRESIDENTE. Poiché è stata chiesta, convoco la Conferenza dei Capigruppo.
COGODI (R.C.). Prima si riunisce la presunta maggioranza.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa, riprenderà alle ore 12 e 36.
(La seduta, sospesa alle ore 12 e 09, viene ripresa alle ore 12 e 54.)
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. La Conferenza dei Presidenti di Gruppo ha deciso, col parere contrario dei Gruppi della Rifondazione Comunista e D.S., di sospendere i lavori data la situazione che si è verificata; prima però votiamo il Titolo del Capo I. I lavori riprenderanno il 9 maggio, con l'inserimento nell'ordine del giorno della discussione delle mozioni sulla chimica. Il Consiglio resta convocato naturalmente il giorno 26 aprile per la celebrazione de "Sa die de sa Sardinia".
Onorevole Fadda, che cosa vuole dichiarare? Abbiamo chiarito tutto, siamo stati riuniti per mezz'ora in Conferenza dei Capigruppo, perché non si è avvicinato?
Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-P.S.). Presidente, molto brevemente, voglio dichiarare che noi, da Rifondazione Comunista ai D.S., e a tutto il centrosinistra presente alla Conferenza dei Capigruppo, abbiamo preso atto della richiesta che è stata avanzata dalla maggioranza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (C.C.D). Presidente, per amore di chiarezza anche il Gruppo da me presieduto non si è dichiarato favorevole alla sospensione; il mio Gruppo si è dichiarato favorevole alla prosecuzione se i Gruppi di maggioranza sono nelle condizioni di garantire in Aula la presenza dei propri rappresentanti. Perché dire che solo Rifondazione Comunista e i D.S. erano contrari?
C'è stato un dibattito anche acceso, ognuno ha espresso la propria posizione, siccome la legge è urgente e siccome la gente è fuori che aspetta, io non me la sento di essere definito un buffone, il mio Gruppo non se la sente, pur capendo le difficoltà che vi sono in questo momento all'interno della maggioranza, non vogliamo però che questa responsabilità ricada sul nostro Gruppo, per cui noi siamo per andare avanti.
PRESIDENTE. Allora, credo di interpretare il pensiero di tutti, non è decisione di nessuno dei Gruppi, lo decide il Presidente, constatata la situazione, i lavori dopo questo voto saranno sospesi e riprenderanno il 9 e il 10 maggio. Va bene? Mi assumo tutte le responsabilità. I lavori saranno sospesi. L'argomento è chiuso.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (P.P.S.-C.D.U. Sardi). Presidente, non entro nel merito della discussione, voglio soltanto ribadire quanto rimarcato prima dell'interruzione dei lavori, cioè il nostro Gruppo è qui presente in Aula e intende andare avanti; poi lei giustamente assumerà le sue decisioni, decisioni che le competono, quelle di fissare la convocazione di un'altra seduta, di sciogliere questa e di andare avanti con lo stesso ordine del giorno per date che sono già in programma.
Mi dispiace che lei non abbia la possibilità di sciogliere questo Consiglio definitivamente, visto l'andamento dei lavori.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Murgia. Ne ha facoltà.
MURGIA (A.N.). Presidente, poiché la Conferenza dei Capigruppo evidentemente non ha deciso con precisione le questioni da porre all'attenzione dell'Aula, ora io a nome del Gruppo dico che dobbiamo andare avanti; vi risparmio la solita retorica del popolo fuori dall'Aula che aspetta le nostre leggi, voglio però dire che qualora dovesse mancare il numero legale continuamente, allora noi cominceremo anche a denunciarlo, poiché esponenti della maggioranza, talvolta esponenti dell'opposizione, lanciano sempre alcuni ultimatum e poiché vi sono esponenti soprattutto del centrodestra e della maggioranza che sono dentro l'Aula, mentre qualcun altro è fuori dall'Aula a farsi i fatti propri, a inaugurare, a portare avanti altri programmi, bene allora noi diciamo che possiamo andare. Ci sono sindaci, ci sono liste da predisporre, qualcuno di noi ha importanti ruoli dentro il Partito, noi possiamo andare tranquillamente avanti, però è chiaro che io, a nome di Alleanza Nazionale, voglio sottolineare questo malessere dentro la maggioranza e vorrei che non ci nascondessimo dietro un dito. Continuiamo tranquillamente, però è chiaro, io lo dico e spero che i miei colleghi di Gruppo siano d'accordo, non voglio continuare a fare avanti e indietro con il voto segreto dentro quest'Aula. A quel punto spiegheremo anche ai commercianti quello che sta succedendo, anche noi lanceremo un ultimatum.
PRESIDENTE. Quindi, la decisione scaturita dalla Conferenza dei Capigruppo, a questo punto viene annullata dagli interventi svolti in Aula.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Rif.Sardi-U.D.R.). Presidente e colleghi, non ruberò troppo tempo a quest'Aula. Semplicemente voglio sottolineare che la Conferenza dei Capigruppoè stata richiesta dal collega Capelli in un momento in cui un autorevole esponente della maggioranza ha preso la parola in quest'Aula e, riteniamo a nome del suo Gruppo politico, ha sostenuto che non c'erano le condizioni per andare avanti. Allora, nella Conferenza dei Capigruppo, il Gruppo politico dei Riformatori ha fatto rilevare come i Riformatori sono stati presenti in Aula, sono stati presenti costantemente al voto e continueranno ad essere presenti costantemente al voto anche durante il proseguo eventuale dei lavori di questo Consiglio.
Quindi, i Riformatori sono in grado di far fronte - per quanto riguarda le responsabilità che sono in capo loro per la quota parte di maggioranza che rappresentano - sia alla legge sul commercio, sia alle successive leggi iscritte all'ordine del giorno, compresa quella sul personale. Siamo qui e intendiamo rimanere qui.
Se poi esistono delle condizioni di malessere, all'interno di questa maggioranza (che non riguardano certo i Riformatori), che non consentono di andare avanti nei lavori consiliari che rischiano di essere un martirio di voti ai quali manca il numero legale, coloro i quali sono responsabili della mancanza di questo numero legale, devono spiegare all'intero Consiglio quali sono le ragioni, e noi ne prenderemo atto perché altro non possiamo fare. Siccome siamo sempre stati leali nei confronti di questa maggioranza, intendiamo rispettare anche le sofferenze che qualche parte politica della maggioranza dovesse avere, ma che - ripeto - non riguardano i Riformatori.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (S.D.I.-S.U.). Da più parti si riconfermano le sofferenze, sono sofferenze permanenti, sofferenze perpetue, non sofferenze temporanee; tutti i tipi di giustificazione che sono venuti dentro quest'Aula da parte della maggioranza sono giustificazioni di tipo assolutamente personale che riguardano ogni singolo consigliere o ogni Gruppo. Quello che manca è il cemento collettivo di questa maggioranza e, quindi, manca la politica.
Onorevole Capelli, siamo stanchi di assistere, di volta in volta, in ogni seduta a richieste di scioglimento del Consiglio regionale, intanto si sciolga una maggioranza che non c'è, se ne prenda atto una volta per tutte. Ci appaiono a questo punto assurdi, e rasentano persino il ridicolo, i "penultimatum", perché non sono mai ultimatum, sono "penultimatum" dati da parte dei singoli Gruppi della maggioranza gli uni nei confronti degli altri, cioè ciascuno parla contro l'altro.
La realtà è che la maggioranza in Aula non c'è, palesemente, l'abbiamo dimostrato con più votazioni, non c'è la maggioranza, continua anche ad essere assente per tutta la mattina il Presidente della Giunta regionale, che sarà certamente impegnato in manifestazioni importanti, ma vogliamo rammentare una volta in più che più importante e assolutamente necessario è garantire la presenza all'interno del Consiglio regionale.
Quindi, se la maggioranza è questa, ne tragga pure le conclusioni; prima di tutto vada a casa essa stessa, prima di tutto rassegni le dimissioni la Giunta, e poi tutto il resto si vedrà.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Intervengo brevemente per richiamare un po' tutti noi ad un senso di responsabilità. Probabilmente c'è stato un vizio nell'organizzazione dei lavori, essi sono stati previsti in concomitanza ad alcune circostanze che purtroppo hanno reso possibile l'assenza di alcuni colleghi dall'Aula. Ora, da questo, farne derivare conseguenze come quelle che ho sentito dire, legittimamente, anche da parte dell'opposizione, mi pare davvero troppo. Ritengo che, con un atto di buona volontà, si possa affrontare nella giornata odierna il carico di lavoro previsto - salvo le determinazioni che la Presidenza riterrà di assumere, ma per quanto ci riguarda, il Gruppo di Forza Italia assicura la presenza dei consiglieri del suo Gruppo - quindi siamo disposti ad andare avanti per esitare i provvedimenti fino al completo esaurimento dell'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Io la metterei un pochino sul ridere, cogliendo anche l'aspetto comico e buffo di questa situazione; ho partecipato per oltre trenta minuti a una Conferenza dei Capigruppo nella quale il più importante Gruppo della maggioranza presente in Aula e qualche altro Gruppo sempre della maggioranza hanno detto che era necessario sospendere la discussione sulla legge per il commercio, non essendoci le condizioni per continuare il nostro lavoro, prendendo così atto che siamo qui una giornata e mezza a registrare defezioni, assenze e paurosi vuoti nella maggioranza.
Registriamo, sentendo le dichiarazioni sulla stampa ed anche quelle rilasciate qui, che ci sono mal di pancia e mal di testa, adesso vediamo se la patologia si estenderà anche ad altre parti del corpo, comunque ci pare di capire che esiste una fenomenologia piuttosto complessa, una patologia che andrebbe messa accuratamente sotto controllo. Noi ripetiamo che siamo qui dalle ore 10 di ieri mattina per l'esame di questa legge, che siamo in condizioni ddi procedere, la maggioranza si è rimangiata adesso l'ipotesi che ci ha proposto in Conferenza dei Capigruppo, noi continuiamo a essere qui, ma vi chiederemo il numero legale su tutte le votazioni che noi faremo. Senza minacciare, onorevole Murgia, perché noi non siamo abituati a fare minacce. Se voi ci siete tanto meglio, noi abbiamo un grande senso di responsabilità, non presentiamo emendamenti alla legge, andiamo avanti fino ad approvarla, chiedendovi per piacere, anche all'onorevole Corda - che adesso è in Aula - di essere presenti per votare. Noi siamo qui e siamo responsabili.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Prendo atto di questa volontà dell'Aula di proseguire nei lavori, si vede che il senso di responsabilità sta emergendo, va detto che nella misura in cui la maggioranza non fosse in grado di garantire il numero legale se ne assumerà la responsabilità, però se questa volontà di andare avanti c'è, io l'accetto, ne prendo atto con piacere ed andiamo avanti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Presidente Biggio, le chiedo scusa anticipatamente, la testimonianza di quella mezz'ora in cui si è svolta la Conferenza dei Capigruppo, da lei presieduta, la ritroviamo all'interno di quest'Aula in termini di contraddizione assoluta; ciò che si è deciso nella Conferenza dei Capigruppo viene stravolto normalmente appena si rientra in Aula. Diverse volte ho rimarcato questa situazione, l'inutilità delle Conferenze dei Capigruppo, l'inutilità delle decisioni prese in quanto vengono sconfessate volta per volta appena si riprendono i lavori dell'Aula. Allora mi chiedo il motivo per cui si voglia impiegare il tempo in modo improduttivo, mettendo il Presidente di turno prima nella condizione di riportare in Aula decisioni prese dalla Conferenza dei Capigruppo e poi di vederle sconfessare alla ripresa dei lavori; così come oggi, infatti quella decisione presa non è più decisione, perché ho visto che si sono modificati subito gli scenari, chi era favorevole alla sospensione, motivandola, rientra in Aula e dice che va bene, che si può andare avanti.
La Conferenza dei Capigruppo aveva anche deciso che si potesse utilizzare il lasso di tempo da qui alla prossima tornata per procedere ad alcune modifiche sostanziali di questa legge, a iniziare dalla copertura finanziaria che non è cosa di poco conto, in modo che alla ripresa dei lavori in Aula si procedesse speditamente sino all'approvazione della stessa.
Adesso vedo che ognuno cerca di apparire, al di fuori di quest'Aula, come quello al di sopra di qualsiasi sospetto, che intende lavorare necessariamente per approvare ciò che in tutti questi mesi, per non parlare di anni, non si è approvato.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI
(Segue SANNA GIACOMO.) Non ci si nasconde dietro queste strategie. La verità vera è che il malessere è un malessere persistente, non è solo un mal di testa momentaneo, è qualcosa di più grave che questa maggioranza sta vivendo. Ed allora vogliamo andare avanti? Si vada avanti. Ma nessuno può pensare poi di fare annunci alla stampa addossando responsabilità all'opposizione perché riveste appieno il proprio ruolo in quest'Aula. Se siete in Aula, dovete starci; ho appreso con piacere all'inizio di questa legislatura che, ad esempio, quando si è parlato di sottogoverno eravate tutti al tavolo, per quella spartizione che altri prima di voi hanno fatto, quindi niente di eccezionale, ma eravate tutti al tavolo, allineati e coperti.
Quando si tratta invece di partecipare ai lavori dell'Aula e di garantire, come deve essere fatto dalla maggioranza, il numero legale, si trovano mille giustificazioni; oggi è una fiera, ma non è una fiera, è sempre una fiera, che si tratti della sagra di paese o di qualsiasi altra cosa, si trovano - come dicevo - motivi, certamente non validi, per non dare il proprio contributo in quest'Aula come dovrebbe essere invece da parte di ognuno di noi per il livello di responsabilità che ci compete.
Smettiamola anche di utilizzare le persone, perché purtroppo le stiamo utilizzando. Ritorno a quella frase iniziale che ho detto, non è tanto corretto, non è generoso e non è anche produttivo perdere tempo, in riunioni dei Capigruppo piuttosto lunghe, per decidere il nulla, come è successo oggi quando il Presidente Biggio, entrato in quest'Aula alla ripresa dei lavori, chiaramente ha riportato le decisioni della Conferenza appena tenutasi, annunciando la sospensione odierna dei lavori e la loro ripresa già stabilita, per il mese di maggio, in modo da utilizzare produttivamente i dieci, quindici giorni rimanenti a disposizione. Così non vogliamo fare; avete cambiato idea, siete i salvatori della patria, ne prendiamo atto, vediamo quanto dura questa serenità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Signor Presidente, colleghi, credo che occorra riflettere un attimino tutti insieme, come stiamo facendo, per evitare di imbarcarci... cos'è successo? Eri iscritto tu, Cogodi?
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Prego, onorevole Cugini, continui, mi pare di capire che l'onorevole Cogodi si fosse iscritto ma non risultava. Se è iscritto a parlare, è iscritto a parlare e gli darò la parola.
(Interruzioni)
Onorevole Cogodi, io sto arrivando adesso, non ho trovato il suo nome scritto, ma non...
(Interruzione del consigliere Cogodi)
PRESIDENTE. Questo non glielo permetto però, abbia pazienza! Lei si è iscritto a parlare e le darò la parola quando le toccherà; adesso stia comodo e per cortesia faccia parlare. Ho dato la parola ad un suo collega. Faccia parlare per gentilezza!
CUGINI (D.S.). Rinuncio.
(Interruzione del consigliere Cogodi)
PRESIDENTE. Ma lo decide il Presidente il turno, si legga il Regolamento! L'ordine a parlare, lo decide il Presidente!
Ha domandato di parlare il consigliere Corona. Ne ha facoltà.
CORONA (F.I.-Sardegna). Per chiarire quello che il Gruppo di Forza Italia ha rappresentato nella Conferenza dei Capigruppo, cioè la nostra sensazione è che l'attenzione dell'Aula non fosse appropriata all'importanza di questa legge sul commercio che è attesa da tanto tempo e dell'altra legge, quella sul personale, che ugualmente, come ho detto, fa da paradigma per altre leggi, quindi necessita, ripeto, di un'attenzione diversa. Attenzione diversa che mi pare, al ritorno dalla Conferenza, sia già in Aula e, quindi, penso che in questa maniera si possa andare avanti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Io avrei voluto la parola prima - lo dico con totale chiarezza - quando era il turno, avendola precedentemente chiesta; non consento che mi si possa dire in quest'Aula che c'è qualcuno che può decidere se dare o non dare la parola ad un Capogruppo che la chiede. Non lo consento perché nessun Regolamento lo prevede, e nessuna illegalità sarà consentita, per quanto ci riguarda!
Avrei voluto dire prima, lo dico invece adesso, che veramente non comprendiamo cosa sta accadendo in questo Consiglio.
RASSU (F.I.-Sardegna). Stiamo approvando la legge.
COGODI (R.C.). Per approvare la legge, per voler approvare la legge, bisogna stare in Aula, bisogna partecipare al confronto politico e discutere il provvedimento. Ricordo che ieri, durante la discussione generale (è agli atti del Consiglio) per tutta la gran parte della sua durata, noi abbiamo annotato che erano presenti 30 consiglieri regionali, dei quali 20 di opposizione e 10 di maggioranza; Rassu vuol discutere la legge, ma quando manca il numero legale, vuol dire semplicemente, per il colto e per l'inclita, che la maggioranza non c'è. E se la maggioranza non c'è, per sostenere la discussione e la possibile approvazione di queste e di altre leggi, che ci sta a fare una presunta maggioranza? Meno male che le riunioni di Consiglio, per legge, sono pubbliche. Meno male!
Invece le Conferenze dei Presidenti di Gruppo non sono pubbliche, e io voglio dare atto della correttezza del Presidente di turno, onorevole Biggio, il quale ha esattamente riferito all'Aula le risultanze della Conferenza, poc'anzi svoltasi. Voi state adesso smentendo il vostro Presidente, perché l'onorevole Biggio ha riferito che l'opinione largamente maggioritaria in quella Conferenza, a partire dalle voci della maggioranza, era per comunicare all'Aula la sospensione dei lavori, eccezion fatta - correttamente l'ha detto - per la contrarietà espressa dal Gruppo della Rifondazione Comunista e di altri Gruppi che hanno fatto dei distinguo.
Perché, da un minuto all'altro, da un passaggio all'altro, voi, "maggioranza non maggioranza", cambiate continuamente opinione, confondete le carte e vorreste anche confondere le idee? Ci siete? Proseguiamo, siamo qui da ieri per questo! Noi abbiamo avanzato proposte migliorative di merito a questa legge, le avanzeremo anche per le altre leggi e, prima di sospendere, abbiamo anche detto che noi siamo contrari ad andare ad altra data. Perché? Perché ieri, quando c'era la possibilità di un approfondimento, voi avete voluto votare per proseguire ed allora proseguite! Che c'è? Si dice: "C'è malessere nella maggioranza!". Caro Vargiu, tu sei persona notoriamente corretta sul piano personale ed anche politico, per i Riformatori, dici: "Noi ci siamo". D'accordo, ma non basta che ci siano i Riformatori, ci dev'essere una maggioranza; ci devono essere i Riformatori ed anche i riformati, perché altrimenti qui ognuno dice che c'è, poi quando si fa la somma, la somma non torna. Com'è questa storia? Cos'è, un giochino? Tutti ci siete, poi si vota, e non ci siete più!
Si dice che c'è malessere e, aggiunge il collega Vargiu, sofferenza. E` una sofferenza grande, comincia a far male un po' a troppa gente questa vostra condizione! Qualcuno ha detto che la sofferenza è il mal di testa. Ma no! Mal di testa perché si pensa troppo da quelle parti? Neanche per idea! Ieri un esponente autorevole della maggioranza ha detto al popolo sardo, per televisione, che la vostra sofferenza si chiama mal di pancia, un mal di pancia che, dite voi, vi colpisce. Il mal di pancia è una sofferenza particolare, che obbliga qualche volta anche a doversi assentare frequentemente. Questo è il vostro malessere.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà
spissu (d.s.). Chiedo il voto segreto sul Titolo del Capo I.
Seconda votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la seconda votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, sul Titolo del Capo I.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 45
votanti 41
astenuti 4
maggioranza 21
favorevoli 40
contrari 1
(Il Consiglio approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MILIA - MURGIA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SATTA - SCANO - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.
Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - DEMURU - DETTORI - SPISSU.)
Si dia lettura dell'articolo 1.
CAPPAI, Segretario:
CAPO I
Agevolazioni per il settore commerciale
Art. 1
Finalità
1. La Regione Sardegna contribuisce alla modernizzazione, allo sviluppo ed all'aumento dell'efficienza della rete distributiva. A tal fine la presente legge prevede specifiche agevolazioni al fine di perseguire i seguenti obiettivi:
a) favorire la nascita e lo sviluppo armonico delle diverse tipologie distributive;
b) stimolare la ristrutturazione, l'ammodernamento, la riqualificazione e l'aggiornamento tecnologico delle strutture distributive;
c) promuovere l'introduzione e l'uso del commercio elettronico.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Prima di tutto per far notare una questione che può essere apparentemente tecnica, ma non lo è. Laddove è detto "Regione Sardegna" va ovviamente integrato con "Regione Autonoma della Sardegna", perché la denominazione ufficiale di questa Regione è "Regione Autonoma della Sardegna". O si dice "Regione" e ben si intende che è questa, altrimenti la denominazione è "Regione Autonoma della Sardegna", perché l'autonomia non è solo nei gagliardetti e nei distintivi, ma è soprattutto nel suo riconoscimento costituzionale. Questa è la denominazione ufficiale.
Nel merito dell'articolo 1, che contiene le finalità di questa legge, noi - pur avendone già fatto cenno nella discussione generale - abbiamo l'esigenza di riproporre alcune riflessioni per rappresentare al Consiglio l'opportunità di migliorare, cambiandone alcuni aspetti, la legge che viene proposta. Intanto facciamo notare una contraddizione, che è sostanziale, ma anche formale, fra l'articolo 1 e l'articolo 3, che va sicuramente eliminata nel corso dell'esame della legge. L'articolo 1, nel prevedere le finalità, indica la nascita e lo sviluppo armonico… E' troppo chiedere la cortesia…
PRESIDENTE. Posso chiedere ai colleghi di fare un po' di silenzio? Onorevole Marrocu, vuole prendere posto per gentilezza? Onorevole Cogodi, la prego, continui, non la stanno disturbando, sono in piedi, non stanno parlando.
COGODI (R.C.). Presidente, interloquiva lei, io rispettosamente aspettavo un suo cenno di assenso, non è così difficile.
PRESIDENTE. La prego, grazie.
COGODI (R.C.). Dicevo che intanto c'è da notare una contraddizione che è sostanziale, quindi sarebbe sufficiente il fatto che sia sostanziale, ma è anche formale e quindi va necessariamente corretta. A tal fine noi proponiamo di correggerla con un emendamento successivo presentato all'articolo 3, altrimenti la contraddizione va eliminata all'articolo 1; quest'ultimo, alla lettera a), indica la nascita e lo sviluppo delle imprese commerciali, mentre l'articolo 3 esclude la categoria dell'impresa nascente, perché fra i beneficiari contempla solo le imprese che esercitano attività.
Questa non è una sottigliezza e non è neppure una dimenticanza perché alcune associazioni costituite intendono che le provvidenze debbano essere rivolte alle imprese esistenti e non invece anche alla possibilità di averle per la costituzione di nuova impresa nel settore. Quindi fra la finalità e la concreta attuazione vi è questa contraddizione che dev'essere necessariamente eliminata.
Noi siamo d'accordo per eliminarla prevedendo la provvidenza e il contributo anche in favore dell'impresa nascente, della nuova impresa commerciale, perché sappiamo che vi è la possibilità di innovare nel comparto economico anche del commercio, così come tutti gli altri comparti, non solo migliorando quel che c'è, non solo sostenendo chi esiste, ma anche chi imprenditorialmente ha diritto di esistere, quindi chi ha un progetto, un'idea imprenditoriale; in poche parole, le provvidenze devono sostenere non solo il progetto innovativo, ma anche il progetto nuovo. Questo è un atto necessario, soprattutto di fiducia nei confronti dei giovani che sicuramente, affacciandosi alle attività produttive e alle attività economiche, non escludono la possibilità di intervento e di attività anche nel settore commerciale.
L'articolo 1, da ultimo, si presta a un'ulteriore riflessione. E' indicata una serie di finalità, tutte importanti, tutte valide: la nascita di nuova impresa commerciale, lo sviluppo armonico, la ristrutturazione, l'ammodernamento, la riqualificazione e l'aggiornamento tecnologico delle imprese commerciali, e anche il sostegno e l'uso del commercio elettronico; quindi una vasta gamma di interventi, tutti validi e tutti sostenibili. Però riproponiamo fin d'ora il collegamento fra l'articolo 1, le finalità, e quindi la nobiltà dei propositi, e l'articolo conclusivo del sostegno finanziario; questo, non per dire, perché è già stato detto, dell'anomalia tecnica della posta finanziaria che va pure meglio esaminata e, se è sbagliata, va corretta, ma per dire della totale insufficienza del sostegno finanziario ad una legge di comparto di questo genere che si rivolge a 37 mila 746 imprese commerciali in Sardegna e stanzia 30 miliardi in tre anni, 30 miliardi in tre anni! Dico questo perché si capisca che non è vero che tutti sono d'accordo su questa legge, da come è stata esitata in Commissione, Rifondazione non ha espresso assenso neppure in Commissione, meno che mai l'esprime adesso in Aula dove presenta proposte emendative. 30 miliardi in tre anni! Se voi utilizzaste solo il contributo de minimis di cento milioni ad impresa, significa 300 imprese in tre anni, cento milioni ad impresa commerciale per ammodernarla.
Vi abbiamo detto ieri - ma non dobbiamo dirlo noi, lo sappiamo - che i comuni della Sardegna sono 377, ivi compreso il Comune di Cagliari, cioè la posta finanziaria non è sufficiente a garantire neppure cento milioni in tre anni per ogni comune della Sardegna; tra l'altro, nei comuni piccoli, le imprese commerciali sono poche, nelle città migliaia e nei comuni medi sono decine. Come fate a dire: "Questa legge sostiene l'impresa commerciale", se in tre anni voi vi proponete di sostenere le imprese commerciali, ma senza sostenerne neppure una per ogni comune della Sardegna? Non vi sembra una cosa, come dire?, ardita la pretesa di sostenere il comparto commerciale in questo modo? Non c'è bisogno, invece, di una sistemazione non solo tecnica della norma finanziaria, ma di un'adeguata rispondenza fra le finalità che sono indicate all'articolo 1 e la necessaria provvista finanziaria che dev'essere quanto la Regione mette a disposizione? Io non voglio usare espressioni tipo "presa in giro", no, non uso espressioni che possono apparire... però è niente, non è credibile! Ora, non serve a nulla stracciarsi le vesti, tutti in difesa dell'impresa, quindi anche dell'impresa commerciale, non serve a nulla gareggiare a chi è più liberal, no, qui serve invece fare un pochino, se non tutto, nella stessa direzione, di quelle cose che si dicono volersi fare, non bastano le parole grosse per annunciare e poi le cifre piccole, piccolissime per realizzare. Questa Regione deve operare alcune scelte, deve sostenere anche il comparto commerciale, ma lo deve sostenere con gradualità e con equità.
Ecco l'altro punto che abbiamo enunciato e che vogliamo riproporre fin dall'articolo 1: le imprese non sono tutte uguali e non sono abbisognevoli dello stesso intervento; le imprese commerciali sono grandi, medie, piccole e micro imprese, la micro impresa, negli standard europei, è quella che ha fino a dieci dipendenti e vi abbiamo detto fin da ieri che, di quelle 37 mila e più imprese commerciali in Sardegna, la gran parte sono addirittura imprese familiari, dove spesso i componenti anziani della famiglia ancora lavorano, tengono le botteghe, fanno economia ed anche socialità. Nei nostri paesi e nei nostri quartieri delle città spesso sono le persone anziane che, con un ammodernamento di quell'attività, potrebbero invogliare le persone più giovani a subentrare nell'attività di impresa.
Se voi lasciate tutto indistinto e se non accedete all'idea che vi proponiamo di dare una priorità alla piccola impresa, alla piccolissima impresa....
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Presidente, mi deve concedere almeno di finire la frase.
PRESIDENTE. Guardi, io lo concedo sempre quando posso, onorevole Cogodi, adesso ci faccia andare avanti.
COGODI (R.C.). Lei non può presiedere dispettosamente, lei ha sempre consentito di finire la frase e adesso…
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, lei sa bene che da quando abbiamo messo il meccanismo a tempo…
COGODI (R.C.). Lei però ha sempre consentito di finire la frase.
PRESIDENTE. Questo quando ci sono le condizioni.
COGODI (R.C.). Lei non può presiedere questo Consiglio dispettosamente!
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, la prego, io sono rispettoso, la invito ad essere altrettanto rispettoso, ad avere rispetto anche del ruolo del Presidente. Sia cortese, si accomodi.
COGODI (R.C.). Sia cortese anche lei. Io sono comodo, lei è più comodo di me.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.-Sardegna). Grazie Presidente, spero che questi due minuti, vengano tolti dal tempo a mia disposizione che comunque come al solito non utilizzerò tutto perché credo che, la maggior parte delle volte, ognuno di noi, per esprimere compiutamente il proprio concetto e le proprie determinazioni, abbia la capacità e la possibilità di farlo anche in pochi minuti.
Io credo che, malgrado tutto, l'inizio dell'esame dell'articolato di questa legge stia dando, più che una speranza, una certezza - sia a questa Assemblea che principalmente alle imprese commerciali in Sardegna, piccole e medie - che il provvedimento stesso abbia imboccato la dirittura d'arrivo. Questo è un provvedimento che la Sesta Commissione ha esitato fin dal mese di luglio del 2001 e la Terza Commissione, la Commissione bilancio, sin dal 18 dicembre del 2001; è necessario anche ricordare che le imprese commerciali in Sardegna, da oltre due anni e mezzo, non hanno nessuna norma di incentivazione che consenta loro di poter ampliare la propria attività, di poter avere disponibilità di circolante ad un tasso accettabile, né tanto meno hanno avuto un'incentivazione per poter ristrutturare le loro attività, fatto questo che senz'altro ha creato molta sofferenza economica nelle imprese stesse e ha causato non pochi disagi al bilancio delle stesse.
Malgrado ciò, la nostra piccola e media impresa commerciale, pur avendo registrato nel '99 un primo rallentamento, nel 2000 ma anche nel 2001 ha dato qualche segnale di ripresa; ciò vuol dire che le nostre imprese commerciali (37 mila 500 imprese la maggior parte delle quali costituite da piccole e micro imprese, quindi imprese poco capitalizzate ed imprese che non hanno a disposizione grossi flussi finanziari, o un certo cash flow), hanno resistito ad un impatto economico negativo, hanno potuto e voluto, malgrado tutto, superare quel gap negativo che la strutturazione del sistema economico isolano, in questi tre anni, ha imposto alle stesse. Ciò vuol dire che c'è una forte determinazione ed una forte volontà di resistere, che c'è una forte determinazione ed una forte volontà di andare avanti nell'iniziativa privata.
Questa legge darà ossigeno perché io credo che di fatto le finalità contenute nell'articolo 1 abbracciano tutti gli obiettivi che la piccola e media impresa può prefiggersi per accedere alle incentivazioni, al di là di quelli che possono essere i correttivi tecnici (su questo non entro in merito, credo che il collega che mi ha preceduto, il quale ha una vastissima esperienza, di gran lunga superiore alla mia, possa pur aver ragione).
Badate, questo è un passo storico. E` un passo storico, perché? Perché questa legge, pur rientrando nella quota de minimis, è una legge che non viene trasmessa all'Unione Europea per cui ha un immediato utilizzo sul mercato da parte delle stesse imprese. Altro vantaggio è che le stesse provvidenze possono essere utilizzate anche accumulandole a provvidenze di altre leggi statali e comunitarie, per cui quella quota de minimis (che rappresenta i duecento milioni pressappoco di vecchie lire come incentivazione di contributi in conto capitale o come incentivazione di contributo in conto interessi), proprio perché la maggior parte delle nostre imprese è costituita da piccole o piccolissime imprese, rappresenta un impulso determinante, un impulso vitale non solo per il consolidamento dell'attuale settore commerciale e produttivo, ma anche per la nascita di nuove imprese.
E` probabile che abbia ragione il collega che mi ha preceduto, però c'è un equivoco di fondo; a differenza delle imprese artigianali, l'impresa commerciale, per poter accedere a provvedimenti, dev'essere già nata. Mi spiego: l'impresa commerciale per nascere ha necessità di una licenza che viene rilasciata in seguito alla presentazione di una richiesta, la quale viene esaminata da una commissione paritetica della Camera di Commercio. Quindi l'impresa, per accedere alle incentivazioni di legge, dev'essere impresa già costituita anche dal punto di vista fiscale; è una nuova impresa, anche se non ha ancora volume d'affari, anche se di fatto ancora non ha esercitato, comunque sia, è un'impresa iscritta al registro degli esercenti.
Ecco dov'è l'equivoco. Quando l'articolo 3 dice "imprese esercenti il commercio", si intendonole imprese che hanno l'iscrizione e il rilascio della certificazione di impresa commerciale, quindi la licenza, detto in gergo normale di commercio, altrimenti non si può accedere all'incentivazione. Su questo equivoco non ce n'è. Quindi questa legge, di fatto, non favorisce solo le imprese già esistenti, ma anche le imprese che stanno nascendo, le cosiddette nuove iniziative.
Mi trovo d'accordo sul fatto che è necessario e indispensabile (ma anche la Commissione in questo senso si è espressa) che le incentivazioni debbano riguardare principalmente le piccole e medie imprese, ma è necessario determinare che cosa si intende, almeno per noi in Sardegna, piccola e media impresa. In un emendamento presentato si parla di dieci dipendenti, su questo si può discutere, magari trovando un numero rispondente alle nostre realtà, che debbono tener conto non solo della microimpresa ma anche di quell'impresa che ha capacità di evolversi, di andare avanti, di ampliare il proprio mercato, senza superare però un determinato numero, affinché non diventi, per le nostre realtà economiche, una grande struttura. Perché se è vero che, a livello europeo, una struttura commerciale si trasforma da media a grande struttura quando supera i 250 dipendenti, è chiaro che, per la nostra realtà economica e per un sistema economico ristretto, quale quello sardo, una media impresa è un'impresa che può variare dai 25 ai 30 dipendenti come numero massimo. Bisogna allora certamente fare una riflessione affinché le provvidenze non vadano a riguardare anche la grande struttura che, in Sardegna, può avere 200 dipendenti, mentre è inclusa come media impresa nella normativa europea.
Meno male e finalmente, si sta iniziando a parlare concretamente della legge, meno male e finalmente si sta iniziando oggi a far politica in quest'Aula, discutendo, meno male e finalmente, su una legge, malgrado tutti quei diversivi che sino a questo momento hanno impedito all'Aula di poter funzionare; questo è un fatto positivo. Spero che il confronto continui serenamente, così come è iniziato, e che al più presto possa essere esitata la normativa.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Io utilizzo lo spazio che ho - non me ne vorranno i colleghi - per fare delle osservazioni di carattere tecnico, evitando di comportarmi come fa spesso il collega Rassu il quale fa l'elogio di se stesso con l'ambizione solitaria di costruire storia quando dobbiamo invece osservare che le leggi non sono, come spesso avviene in quest'Aula, una sorta di cambiale di scambio, ma le leggi sono per noi strumento di servizio e determinazione di nuove opportunità per tutti i potenziali interlocutori, quindi dobbiamo stare attenti, non solo ad essere credibili nelle cose che facciamo, ma ad essere concreti e precisi senza ingenerare false aspettative.
Lo dico con riferimento al fatto sottolineato già ieri nella discussione generale, e ribadito oggi, cioè che affrontare per la prima volta, finalmente, il problema di un delicatissimo ed importantissimo settore come il commercio, con l'incertezza delle coperture finanziarie e con l'inconsistenza della copertura finanziaria rispetto al fabbisogno, è procedere con un passo sbagliato.
L'altra questione che emerge dall'articolo 1 sulle finalità è che, quando rimettiamo mano agli articoli, dobbiamo tenere conto di tutto il percorso che la legge ha sviluppato nella Commissione, e quando facciamo riferimento allo sviluppo armonico delle diverse tipologie distributive, stiamo trattando una questione che non ha riscontro nel contesto della legge. Primo, perché noi all'articolo 4 produciamo delle esclusioni dal beneficio e quindi le diverse tipologie non sono; secondo, perché all'articolo 3 continuiamo, al comma 2, a precisare quale tipo di interlocutore e di beneficiario noi abbiamo.
Noi osserviamo quindi che soprattutto nelle finalità non dobbiamo addivenire solo alla precisazione dei termini, perché lo sviluppo armonico non esiste in questo contesto, forse esisteva nel momento in cui la parte che riguardava l'associazionismo, in qualche modo, interveniva nel tentativo di armonizzare, nei suoi vari ambiti, questo settore, ma la parte sull'associazionismo è stata cassata. Quindi, qual è l'elemento che dovrebbe intervenire, oltre alle agevolazioni alle singole imprese, nel rapporto fra le diverse categorie della distribuzione? Dov'è, dove rinveniamo questa ambizione allo sviluppo armonico?
Riflettiamoci, perché io credo che questo potrebbe ingenerare, già nella ristrettezza delle disponibilità finanziarie che si realizzeranno, degli equivoci interpretativi e delle false aspettative che non lavorano certo nella direzione di un settore concreto e fattivo come il settore del commercio, al quale dobbiamo delle risposte non nel tempo, non mediate, non equivoche, ma precise, certe e puntuali. Quindi, credo che noi dobbiamo, in qualche modo, fornire delle precisazioni.
Non sarebbe male, Assessore, che in una legge che riguarda un comparto così articolato e così composito, si addivenisse finalmente ad una sorta di classificazione delle diverse tipologie, che possa farle chiamare per nome, identificandole e creando una univocità di interlocuzione del legislatore rispetto alle cose che fa. Noi siamo mossi in questo, sinceramente, da una volontà migliorativa, proprio perché ci assiste la consapevolezza che non abbiamo a che fare con una cambiale di scambio, ma con uno strumento che vogliamo essere fattivo e concreto nei confronti di questo settore. Chiedo scusa a tutti voi, il nostro Gruppo non ha avuto modo di partecipare ai lavori della Commissione, per le note questioni sulla composizione delle Commissioni, avremmo avanzato i nostri rilievi in quella sede, ma credo sia utile comunque, in questo lavoro dell'Aula, adoperarsi per migliorare, per precisare e per dare gambe a questo provvedimento.
In questo senso sottopongo la revisione di questa terminologia, che è prima molto ampia e poi immediatamente dopo ristretta, addivenendo magari ad una soluzione di maggiore classificazione degli interlocutori che creerebbe una precisione ed una operatività diversa dello stesso provvedimento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Signor Presidente, colleghi, soltanto per richiamare alcuni principi che a noi sembrano fondamentali e perché questo articolo 1, che reca il termine "Finalità", sia veramente finalizzato alle cose che intendiamo fare concretamente con l'approvazione dei diversi articoli.
Ho ascoltato con attenzione il collega Rassu (mi dispiace, ogni volta interviene e poi se ne va), rispetto ad un'argomentazione non convince assolutamente, per cui è necessario far chiarezza subito per evitare di perdere tempo più tardi, quando arriveremo all'esame dell'articolo 3.
Collega Rassu, lei ha argomentato il nostro fraintendimento sull'articolo 3, ritenendo che l'articolo 3 dia risposta anche a quanto previsto dalla lettera a) dell'articolo 1, in favore della nascita di nuove imprese. Lei si riferiva a licenze.
Abbiamo approfondito la materia in Commissione, l'abbiamo sviscerata più volte, possiamo dire che il problema non è legato tanto alle licenze e al fatto che l'imprenditore ossia il soggetto, sia abilitato ad esercitare; l'abilitazione in quanto tale non è condizione di impresa, nel senso che l'abilitazione non significa essere impresa. Potremmo essere di fronte a soggetti che sono abilitati, che hanno i locali, che intendono esercitare impresa, ma ancora non l'esercitano; mentre l'articolo 3 parla chiaramente di imprese che esercitano, che già svolgono quella attività.
Ribadiamo la nostra obiezione, richiamata prima dal collega Cogodi, perché assolutamente l'articolo 3 non risolve il problema, così come da lei esposto, proponendo una diversa formulazione. Io mi rendo conto che sto parlando di una questione che riguarda un altro articolo, ma dico questo perché se c'è necessità di far chiarezza subito sulle terminologie, è bene che la si faccia subito, cominciando dall'articolo 1.
Per quanto riguarda la questione delle finalità e dello sviluppo armonico, è vero che è stata cassata la parte della normativa che riguardava l'associazionismo ed altre forme di commercio non classificate strettamente come imprese, però è pur vero che noi riproponiamo quel testo che è stato cassato, per cui l'armonizzazione, a nostro avviso, sta bene in questo articolo 1, in queste finalità, anche perché riteniamo che l'Aula debba approvare quelle parti che la Commissione ha cassato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (P.P.S.-C.D.U. Sardi). Io cercherò di attenermi a quanto stiamo esaminando, cioè all'articolo 1, pur avendo ascoltato le motivazioni di diversi colleghi che, partendo dall'articolo 1, si rifanno ad articoli successivi. Una breve parentesi sul "15", cioè sulla copertura finanziaria, domandando per l'ennesima volta all'Assessore competente o agli Uffici un chiarimento sulla copertura finanziaria, a tutt'oggi, rispetto alla mia richiesta di ieri, non ho avuto risposta sulla corretta o meno copertura finanziaria espressa dall'emendamento numero 5, che continuo a ritenere congruo, rivedendo così le dotazioni finanziarie in aumento e dando copertura alle annualità 2002, 2003 e 2004, stante l'incentivazione alle attività commerciali, quanto al credito di esercizio delle attività stesse.
Nell'esame del provvedimento, l'articolo 1, come si evince, è stato ridotto, nella sua articolazione, in quanto si ritiene che i commi a), b) e c) riepiloghino correttamente quanto ulteriormente specificato nei commi cassati: sviluppo armonico delle diverse tipologie distributive. Per tipologie distributive si intendono le tipologie distributive al dettaglio e all'ingrosso, senza distinguo nel merito, riportato invece nell'articolo 3 e nell'articolo 4 dove si enunciano i beneficiari e le esclusioni.
Perché questo? Perché non bisogna confondere i tipi e la strutturazione del commercio con le tipologie distributive, ma semplicemente dichiarando, nel primo articolato sviluppo armonico, la distribuzione commerciale al dettaglio e la distribuzione commerciale all'ingrosso. E` vero poi che nell'articolo 4 con delle esclusioni, ma queste riguardano, a maggior chiarimento, particolari.
Entreremo nel merito, articolo per articolo, perciò dovremo riprendere questa discussione che già era iniziata col riesame dell'articolo 1; non riprenderemo invece, a meno che non ci siano degli emendamenti che possano riproporre l'inclusione degli articoli soppressi, la discussione sull'articolo 7, cioè i beneficiari dell'associazionismo. Può essere inteso in vari modi l'attenzione all'associazionismo o meno, lo spirito è che ciò che è indicato nell'articolo 7 non fa parte, sicuramente oggi, del mondo distributivo commerciale; a mio avviso, umilmente, propongo queste osservazioni, perché quando parliamo di unioni volontarie, di gruppi di acquisto, di società consortili e quant'altro, nel mondo distributivo oggi tutto questo fa riferimento alla distribuzione organizzata o grande distribuzione, proprio quella che invece in questo momento non si vuole favorire; le unioni volontarie e i gruppi d'acquisto sono anche le grandi insegne che sono state indicate proprio ieri nella discussione generale da alcuni colleghi e perciò, reinserendole dalla finestra, perché sono uscite dalla porta, essendo state cassate all'articolo 7, le si vuole riproporre.
Quando parliamo di associazionismo, parliamo per esempio di spacci privati, che non possono entrare nelle agevolazioni per il commercio, ma stiamo parlando di altro argomento; così come quando si sottolinea che non è corretta l'enunciazione quando si parla di imprese "esercenti il commercio" e non che "eserciteranno il commercio". E' una interlocuzione che, a mio avviso, è stato meglio specificare, ma ovviamente con la dizione "esercenti del commercio" si comprende chi esercita allo stato attuale e chi eserciterà, iscrivendosi regolarmente, secondo le procedure che sono dettate dalla legge per esercitare il commercio. Se io oggi, non avendo un'attività commerciale indicata, seguo la prassi delle abilitazioni all'esercizio del commercio, sia esso alimentare o no, io in quel momento che ho il titolo per esercitare, sono un esercente del commercio, solo in quel momento, in quel momento inizierò la mia attività, in quel momento deciderò , per esercitare se essere impresa o se essere società individuale.
Perciò io, giovane che intendo usufruire di queste agevolazioni, una volta che avrò titolo burocratico, legale, amministrativo per poter esercitare, ho tutti i diritti di fare richiesta per le agevolazioni previste dal "213" che abbiamo in esame; così come per le agevolazioni previste per una forma commerciale, che sempre di più prende piede nel nostro territorio, essendo già una realtà al di là del Tirreno, in Italia, in Europa e nel mondo, cioè l'introduzione di agevolazioni per l'uso del commercio elettronico.
Io credo che questo sia lo spirito della legge, che siano queste le motivazioni che hanno indotto, in alcuni casi, a sopprimere degli articoli, in altri casi a semplificarne l'enunciazione, come nel caso specifico dell'articolo 1.
PRESIDENTE. Ho ancora altri consiglieri iscritti a parlare, ma poiché sono passate le ore 14, proporrei di sospendere adesso i lavori e di riprenderli alle ore 16 e 30.
CUGINI (D.S.). Chieda ai colleghi se vengono.
MURGIA (A.N.). Stai tranquillo che rimaniamo qua.
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