Seduta n.212 del 25/07/2006
CCXII SEDUTA
(ANTIMERIDIANA)
MARTEDI' 25 LUGLIO 2006
Presidenza della Vicepresidente LOMBARDO
indi
del Presidente SPISSU
INDICE
La seduta è aperta alle ore 10 e 25.
CASSANO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 18 luglio 2006 (206), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Siro Marrocu, Marco Meloni e Nazareno Pacifico hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 25 luglio 2006.
Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
Risposta scritta a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
"Interrogazione BALIA - MASIA sui nuovi focolai di listeriosi e su eventuali rischi conseguenti al vaccino anti blue tongue". (136)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione CUCCU Giuseppe sull'inquadramento del personale ESAF nell'Amministrazione regionale". (480)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione SANCIU in merito all'inaspettato ridimensionamento delle corse giornaliere della Società Saremar nel collegamento La Maddalena-Palau e agli aumenti delle tariffe dei traghetti da e per le isole minori". (495)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione CASSANO sulla soppressione da parte delle Ferrovie della Sardegna della prima corsa Sassari-Cagliari". (518)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione PISU - LANZI - URAS - FADDA Giuseppe - DAVOLI - LICHERI sulla proposta di istituzione dell'Ispettorato ripartimentale del Corpo forestale e di vigilanza ambientale nella Provincia del Medio Campidano". (537)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione PISANO sulla urgente necessità di prorogare la scadenza per le domande di partecipazione ai Progetti integrati per lo sviluppo regionale e territoriale". (530)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione DEDONI sul controllo delle acque territoriali della Sardegna". (521)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione FLORIS Mario sulla proroga del termine per presentare le domande relative al bando "Progetti di qualità"". (486)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione CASSANO sull'entrata in vigore del Piano per l'Assetto Idrogeologico (PAI) al Comune di Ossi". (326)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione PISANO - CAPPAI sulla gravità dei provvedimenti adottati dal Banco di Sardegna inerenti la soppressione delle piccole agenzie comunali che vengono trasformate in micro-sportelli di filiale". (316)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione BALIA - MASIA sul mancato trasferimento dei fondi dalla Regione ai comuni". (175)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione DEDONI sulla grave crisi del settore agricolo con particolare riferimento alle spese che gli operatori agricoli sostengono nei confronti dei Consorzi di bonifica". (317)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione BALIA - MASIA sull'impossibilità per gli agricoltori di Oliena di ottenere il risarcimento dei gravissimi danni provocati dall'alluvione del dicembre scorso". (163)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione PORCU - BRUNO sul "Progetto sistema di raccolta e depurazione dei reflui" in comune di Stintino". (123)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione VARGIU sul drammatico allungamento delle liste d'attesa per interventi di cardiochirurgia presso l'Azienda ospedaliera Brotzu". (533)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione CONTU - LA SPISA - LIORI sull'organizzazione del convegno "Le giornate della salute" in corso di svolgimento a Trieste dal 21 al 27 maggio 2006, promosso dalla Regione autonoma della Sardegna, Assessorato dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale". (511)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione AMADU sull'erogazione delle provvidenze previste in favore delle persone affette da tumori e sulle iniziative in materia assunte dal Comune di Sassari". (387)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione LA SPISA sulla gestione degli interventi a favore degli anziani nel Comune di Samatzai". (479)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione PISANO sulla illegittimità della delibera n. 414 del 28 febbraio 2006 adottata dal dottor Mario Selis, direttore generale dell'Azienda ospedaliera G. Brotzu, con la quale assume ad interim le funzioni di direttore amministrativo". (484)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione CONTU - LICANDRO - PETRINI - LIORI - GALLUS sulla situazione dell'Ospedale civile di Cagliari San Giovanni di Dio e del Santissima Trinità". (507)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione VARGIU sull'episodio di violenza che si è svolto presso la divisione di neurochirurgia dell'Ospedale Brotzu". (466)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione SANCIU in merito al rispetto dei criteri di trasferimento del personale e dei beni delle otto aziende USL di cui al comma 13 dell'articolo 13 della legge regionale 21 aprile 2005, n. 7". (435)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione CASSANO in ordine all'installazione delle antenne per telefonia mobile all'interno dei centri urbani". (429)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione LOMBARDO - LA SPISA sul trasferimento dei reparti di chirurgia pediatrica e di otorinolaringoiatria situati nell'ospedale "Crobu" di Iglesias". (410)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione CASSANO sugli innumerevoli ritardi negli accertamenti sanitari per il riconoscimento dell'invalidità civile presso la ASL n. 1 di Sassari". (383)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione Vargiu sulle possibili integrazioni della convenzione Regione-INPS per l'esercizio delle funzioni di concessione dei trattamenti di invalidità civile". (203)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione DEDONI sulla disuniformità nella distribuzione degli insegnanti di sostegno tra le province sarde". (292)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione RASSU sulla chiusura della sala operatoria e sul degrado funzionale del presidio ospedaliero di Thiesi". (320)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione VARGIU sulla velocità delle pratiche di accertamento di invalidità civile". (344)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione CALIGARIS sulla sospensione degli agenti tecnici dei piani peste suina africana e classica". (347)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione VARGIU sul rischio da elettrosmog conseguente all'installazione di un nuovo impianto ad onde elettromagnetiche nella città di Cagliari". (354)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione CASSANO sul reparto di radioterapia presso la ASL n. 1 di Sassari". (359)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione RASSU sul rischio di chiusura del reparto di pneumologia e laboratorio analisi del presidio ospedaliero di Ittiri e sulla inattività della sala operatoria dello stesso ospedale". (360)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione LIORI - DIANA - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo sui nuovi criteri adottati dall'Assessore regionale dell'igiene, sanità e assistenza sociale sulle procedure per l'accertamento dell'invalidità civile". (363)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione VARGIU sulla situazione della comunità alloggio di Samatzai". (482)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione FADDA Paolo - ADDIS - COCCO sulla esclusione dei soggetti con deficit anche parziale di G6PDH, meglio conosciuta come "favismo", dalla carriera militare". (52)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione RASSU sul problema del Centro trapianti di fegato di Sassari". (7)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione CHERCHI Oscar - FLORIS Mario sull'applicazione dei ticket sui medicinali". (55)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione FLORIS Vincenzo - PIRISI - BARRACCIU sulla situazione degli agenti tecnici veterinari in Sardegna". (56)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione VARGIU sul decentramento delle farmacie della città di Cagliari". (61)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione MANCA - BIANCU - ADDIS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - COCCO - FADDA Paolo - GIAGU - SABATINI - SANNA Francesco - SANNA Simonetta - SECCI sul disagio da parte dei malati di diabete per il reperimento dei presidi sanitari (siringhe e test diagnostici) nel territorio della provincia di Sassari". (69)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione DEDONI sui ritardi nelle procedure delle pratiche di invalidità civile nella provincia di Oristano (legge regionale n. 12 del 2003)". (79)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione CASSANO sui ritardi nelle procedure delle pratiche di invalidità civile nella provincia di Sassari (legge regionale n. 12 del 2003)". (80)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione VARGIU sul ruolo delle residenze sanitarie assistite in Sardegna". (99)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta, sulla revoca della deliberazione della Giunta regionale che istituiva le strutture complesse presso gli ospedali di Sassari e Alghero della ASL n. 1". (134)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione CALLEDDA - PACIFICO sulla mancata regolarità della corresponsione degli stipendi ai dipendenti dei centri AIAS della Sardegna". (148)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione FLORIS Vincenzo sulle modalità per la verifica del diritto alla pensione di invalidità civile e di guerra nella provincia di Nuoro". (200)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione CAPPAI sul ventilato smembramento posto in atto dal direttore generale dell'Azienda sanitaria locale n. 6 di Sanluri dei servizi territoriali presenti nel distretto di Senorbì". (404)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione SANNA Matteo sul nuovo ospedale di Olbia". (388)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione DAVOLI - URAS - PISU sullo strano fenomeno delle cosiddette "scie chimiche" che appaiono sui cieli della Sardegna centrale". (514)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione DEDONI sulla carenza in Sardegna di impianti di smaltimento degli scarti di macellazione". (318)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione CACHIA sulla situazione di emergenza nel reparto di radiologia dell'ospedale Dettori di Tempio". (261)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione PISANO sui provvedimenti adottati dal direttore generale dell'Azienda sanitaria locale n. 6 di Sanluri di spostamento del personale dal distretto sanitario di Senorbì al distretto sanitario di Sanluri". (406)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione CASSANO sulla mancata apertura delle cosiddette basi estive dei vigili del fuoco". (529)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione PORCU - BRUNO sul danno subito dalla società sarda Ales srl in merito alla sperimentazione di procedure di voto elettronico". (485)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione AMADU sulle conseguenze economiche dovute al rincaro del petrolio e sull'urgenza di adottare provvedimenti per limitarne gli effetti negativi in Sardegna". (497)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione DEDONI sull'illegale serrata dell'azienda IBS Design spa di Ottana". (504)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione CHERCHI Oscar sulla necessità di spostare l'autostazione ARST di Oristano". (522)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione FADDA Paolo - BIANCU - COCCO - CUCCA - CUCCU Giuseppe - GIAGU - MANCA - SABATINI - SANNA Francesco - SANNA Simonetta - SECCI - UGGIAS sui gravissimi danni che le persistenti piogge di questi ultimi giorni stanno determinando nei territori e alle popolazioni dei Comuni di Capoterra, Sarroch, Villa S. Pietro, Pula e Domus de Maria". (198)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione LIORI sui criteri di nomina di alcuni dirigenti regionali". (236)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione DAVOLI - URAS - PISU sulla grave situazione di crisi della Sardegna centrale". (423)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione CUCCU Franco Ignazio sulla perdurante chiusura del reparto di ostetricia dell'ospedale Delogu di Ghilarza". (35)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione BIANCU sulla grave situazione di penalizzazione dei pazienti che si è verificata dopo l'improvvisa sospensione del servizio di analisi nel poliambulatorio di Terralba". (58)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione BIANCU sul danno erariale e funzionale derivante dal sottoutilizzo del personale medico presso l'ospedale di Ghilarza". (59)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione ONIDA - LADU - MURGIONI sul reparto ostetricia e ginecologia dell'ospedale di Ghilarza". (89)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione CHERCHI Oscar sulla mancata accettazione da parte della ASL n. 5 di Oristano della donazione di pulsossimetri e altra strumentazione". (237)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione DEDONI sull'attivazione di una unità operativa di ematologia presso la ASL n. 5 di Oristano". (355)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione ATZERI sulla convenzione tra la Regione Sardegna e la Regione Piemonte sul rafforzamento del sistema delle emergenze sanitarie". (365)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione CHERCHI Oscar sulla riduzione del servizio di assistenza domiciliare integrata (ADI) nella ASL n. 5 di Oristano". (430)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione PISU sulla grave situazione creatasi, con grave danno per i pazienti assistiti, presso l'Azienda sanitaria locale (ASL) di Oristano a seguito dei mutamenti introdotti nel servizio di assistenza domiciliare integrata". (441)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione CONTU - LICANDRO - PETRINI - LIORI - GALLUS - DEDONI sul trasferimento del reparto di psichiatria dall'ospedale civile di Oristano a quello di Ghilarza e altri disservizi". (527)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione DIANA - LIORI sull'inadeguatezza del servizio di dialisi per i pazienti affetti da insufficienza renale cronica terminale nella Provincia di Oristano". (528)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
"Interrogazione DAVOLI - URAS - PISU sull'intendimento di realizzare un nuovo impianto di termovalorizzazione dei rifiuti ad Ottana". (510)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2006.)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.
Cassano, Segretario:
"Interpellanza Balia - Maninchedda - Masia - Salis - Serra sui possibili danni che deriverebbero ai produttori di vino anche della nostra Isola dall'annunciata autorizzazione da parte dell'Unione europea all'uso dei trucioli di legno per la vinificazione." (178)
"Interpellanza Balia - Maninchedda - Masia - Salis - Serra sulla ventilata intenzione del Ministero di grazia e giustizia di sopprimere il Tribunale di Lanusei." (179)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del testo unificato numero 151-237/A.
Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Chiedo la verifica del numero legale, Presidente.
PRESIDENTE. Per poter procedere alla prima votazione devono essere trascorsi, ai sensi del comma 3 dell'articolo 91 del Regolamento, dieci minuti dall'inizio della seduta. Sospendo quindi la seduta sino alle ore 10 e 35.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 30, viene ripresa alle ore 10 e 35.)
PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta di verifica del numero legale, avanzata dall'onorevole Artizzu?
(Appoggia la richiesta il consigliere Capelli.)
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
PRESIDENTE. Sono presenti 31 consiglieri.
(Risultano presenti i consiglieri: Atzeri - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Calledda - Cocco - Contu - Cuccu Giuseppe - Fadda - Frau - Gessa - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Mattana - Murgioni - Petrini - Pinna - Pisu - Rassu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Secci - Serra - Uras.)
Poiché non siamo in numero legale, sospendo la seduta. I lavori riprenderanno alle ore 11 e 06.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 36, viene ripresa alle ore 11 e 08.)
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo la discussione del testo unificato numero 151- 237/A.
Ha domandato di parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggia la richiesta il consigliere La Spisa.)
Seconda verifica del numero legale
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
Prendo atto che i consiglieri Davoli, Uras e Giagu sono presenti.
PRESIDENTE. Sono presenti 39 consiglieri.
(Risultano Presenti I consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cherchi Silvio - Cocco - Corrias - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Giagu - Lai - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marracini - Mattana - Orrù - Pinna - Pisu - Pittalis - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras.)
Poiché non siamo in numero legale, la seduta è sospesa per 30 minuti. I lavori riprenderanno alle ore 11 e 40.
(La seduta, sospesa alle ore 11 e 10, viene ripresa alle ore 11 e 41.)
PRESIDENTE. Colleghi, la seduta riprende, vi prego di prendere posto. Riprendiamo la discussione del testo unificato numero 151- 237/A.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggia la richiesta il consigliere Ladu.)
Terza verifica del numero legale
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
PRESIDENTE. Sono presenti 56 consiglieri.
(Risultano presenti i consiglieri: Amadu - Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cassano - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda - Farigu - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - La Spisa - Ladu - Lai - Lanzi - Licandro - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Mattana - Milia - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Porcu - Randazzo - Sabatini - Salis - Sanciu - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uggias - Uras.)
Poiché siamo in numero legale, riprendiamo i lavori.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli, sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Registrando l'ennesimo ritardo nell'inizio dei lavori, a causa della costante mancanza del numero legale, che la maggioranza non garantisce, vorrei richiamare la sua attenzione, signor Presidente, sulla difficoltà di diversi consiglieri per aver potuto prendere visione dell'ordine del giorno solo dodici ore prima dell'inizio della seduta, essendo rimasto aperto l'ordine del giorno precedente, che prevedeva l'esame del disegno di legge sul riordino delle professioni turistiche. Ci siamo ritrovati solo ieri pomeriggio a essere informati del nuovo ordine del giorno, il che ci costringe a delle corse e anche a improvvisati aggiornamenti per essere sufficientemente edotti e soprattutto preparati per la discussione. Questo per quanto riguarda me, ovviamente; i colleghi probabilmente hanno più capacità di me. Lo dico soprattutto per i colleghi che non partecipano direttamente ai lavori delle Commissioni competenti per materia e che hanno preso in esame adesso i provvedimenti di legge all'ordine del giorno.
Tra l'altro, mi sarei aspettato, in apertura di seduta, che fosse presente il Presidente della Regione, o quanto meno il Presidente del Consiglio (è prevista anche una sua comunicazione), per essere resi edotti sulla conclusione dell'incontro che si è tenuto ieri col sottosegretario Letta in merito alla nuova intesa istituzionale Stato-Regione. Credo che sarebbe stato opportuno informare tempestivamente anche l'Aula sull'andamento dell'incontro di ieri.
Abbiamo preso visione delle comunicazioni e dell'esito dei lavori dalla stampa - tra l'altro comunicazioni in gran parte unilaterali -, per cui riteniamo opportuno che il Presidente della Regione, quanto prima, chieda di poter informare il Consiglio su questo incontro.
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, sul piano della comunicazione formale ha perfettamente ragione, perché il Regolamento prevede che l'ordine del giorno venga comunicato ai consiglieri almeno cinque giorni prima della data fissata per la riunione, però già da alcune settimane la Conferenza dei Presidenti di Gruppo aveva deciso, all'unanimità, di inserire all'ordine del giorno i progetti di legge già perfezionati, il cui iter istruttorio fosse stato quindi completato nelle Commissioni anche con la presentazione delle previste relazioni. Per cui tutti i Capigruppo erano al corrente di questa intesa e avevano il compito di informarne i consiglieri.
Ci sono provvedimenti di legge, le cui relazioni di maggioranza e minoranza devono ancora pervenire, che verranno iscritti all'ordine del giorno secondo la priorità individuata dalla Conferenza, e cioè: testo unificato sulla riforma degli enti agricoli, disegno di legge concernente la disciplina di riordino per gli Istituti autonomi delle case popolari, testo unificato in materia di beni culturali, proposta di legge sullo sviluppo del cinema in Sardegna e disegno di legge sul riordino delle professioni turistiche. Non essendo scaduti i termini, questi progetti di legge non possono ancora essere iscritti all'ordine del giorno, per cui, in questi giorni, è in discussione la modifica della legge di contabilità. Se nel frattempo perverranno le rispettive relazioni, così come concordato in Conferenza dei Presidenti di Gruppo, i progetti di legge che ho citato saranno inseriti all'ordine del giorno del Consiglio.
Le comunicazioni del Presidente del Consiglio non erano all'ordine del giorno di questa seduta. Come primo punto oggi ci sono, sì, comunicazioni del Presidente, ma si tratta delle rituali comunicazioni relative a congedi e annunci di interpellanze e interrogazioni. Provvederò a trasmettere la sua richiesta, onorevole Capelli, sia al Presidente della Regione sia al Presidente del Consiglio, poi la Conferenza dei Presidenti di Gruppo valuterà come definire tali comunicazioni.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo anch'io sull'ordine del giorno, perché ho notato che da più settimane è ascritta l'elezione del difensore civico. Siccome ho avuto notizia dell'esistenza di tutta una serie di istanze dei cittadini depositate presso l'Ufficio del difensore civico, e siccome era stato preso un impegno per il quale ci sarebbe dovuto essere un accordo tra i Capigruppo per procedere all'elezione del difensore civico, vorrei che il presidente Spissu ci facesse sapere se sono avvenute le previste interlocuzioni e se è già stata fissata la data in cui si provvederà a tale elezione. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Caligaris, trasferirò la sua richiesta al presidente Spissu, però lei sa che già altre volte abbiamo provveduto alla votazione per l'elezione del difensore civico, che non si è potuto eleggere proprio perché non c'era un accordo, che mi risulta non sia stato ancora raggiunto. Per cui, non appena si raggiungeranno le opportune intese, si procederà all'elezione del difensore civico.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale del testo unificato numero 151-237/A. Ha facoltà di parlare il consigliere Licheri, relatore di maggioranza.
LICHERI (R.C.), relatore di maggioranza. Signor Presidente, signor Assessore, onorevoli colleghi, il disegno di legge numero 237, concernente " Norme in materia di bilancio e contabilità della Regione autonoma della Sardegna", arriva in Aula dopo un profondo quanto proficuo lavoro della terza Commissione consiliare, che ha visto maggioranza e opposizione confrontarsi apertamente sul testo proposto dall'assessore Pigliaru, che sostituisce quello del 1983, divenuto nel frattempo obsoleto e di freno all'attività finanziaria della Regione.
Prima di entrare nel merito del disegno di legge, ritengo doveroso, e non atto di piaggeria cortigiana, congratularmi con l'assessore Pigliaru e il Presidente della terza Commissione, Eliseo Secci, per la competenza e la puntualità dimostrata in corso d'opera, che hanno creato le condizioni di lavoro ideali per l'esitazione rapida del testo di legge. Vanno ringraziati anche i colleghi della opposizione per aver garantito più volte il numero legale in terza Commissione.
Il risultato di questo lavoro è una legge fondamentale per introdurre nella Regione sarda quegli elementi di novità e modernità in materia di programmazione e contabilità che ci consentono di andare oltre l'inadeguatezza degli strumenti legislativi con cui venivano affrontate le questioni di bilancio e che impediva di predisporre interventi incisivi e di ampio respiro. Per essere ancora più chiari, questa legge agevolerà enormemente il lavoro di Giunta e Consiglio in materia, evitando i conflitti di competenze e di attribuzioni che abbiamo vissuto durante l'ultima discussione relativa alla legge di bilancio.
Il disegno di legge numero 237 introduce il Programma regionale di sviluppo (PRS), in linea con quanto previsto nelle dichiarazioni programmatiche del presidente Soru, a inizio legislatura, e col Documento di programmazione economica e finanziaria del 2006. Dunque, anche da questo punto di vista, esso si pone come un fondamentale tassello nella realizzazione di quella riforma di sistema contenuta nel programma di governo che ha ottenuto il positivo responso elettorale da parte dei cittadini sardi nel giugno 2004.
Il PRS è lo strumento idoneo per avanzare proposte progettuali supportate da adeguate risorse finanziarie, definendo sin dall'inizio della legislatura strategie e funzioni direttive che consentano al Governo regionale di avviare politiche coerenti con il programma presentato agli elettori sardi. Con la creazione del PRS non si dà semplicemente corso a un adempimento tecnico-giuridico importante; più concretamente si sgombra il campo da quelle carenze di strumentazione denunciate in apertura, che hanno fino ad oggi limitato fortemente la capacità di programmazione e attuazione delle politiche economiche e finanziarie regionali, portando spesso a discrasie tra il primo e il secondo momento, tali da comprometterne la coerenza e dunque il risultato.
Il Programma regionale di sviluppo costituisce il terreno per la realizzazione di una politica concertata tra forze politiche e sociali per la definizione delle opzioni nell'utilizzo delle risorse, nella costruzione del modello di sviluppo, nel coordinamento degli investimenti pubblici e privati e nella gestione del territorio, nella pianificazione degli interventi sociali, formativi e scolastici. Per essere ancora più chiari, il PRS è quella pietra angolare che può finalmente consentire la costruzione reale e piena dell'autogoverno regionale, attraverso forme nuove e sempre più ampie, ma non per questo meno produttive, di democrazia partecipata.
E' chiaro che, in questo nuovo quadro, il DPEF muta completamente fisionomia, poiché diventa uno strumento in mano al Consiglio regionale atto a un aggiornamento annuale del PRS, che faccia riferimento al periodo del bilancio pluriennale e all'esigenza di coordinamento dei flussi finanziari pubblici, determinando, come ben evidenziato dall'articolo 2, l'ammontare delle risorse disponibili comprensivo delle entrate proprie.
Inoltre, il nuovo Documento annuale di programmazione economica e finanziaria (DAPEF) è strutturato attraverso un'articolazione di strumenti che contiene: un esame del grado di realizzazione dei programmi e degli interventi; l'aggiornamento degli indirizzi e delle priorità politiche individuate dal PRS; le previsioni delle entrate, i criteri e i parametri per l'elaborazione dei bilanci annuali e pluriennali e l'indicazione dei programmi da finanziare con il bilancio pluriennale. Questa specificazione del DAPEF (così sarà chiamato il DPEF, in base a questo testo di legge) costringerà - e in ciò risiede una novità importante - il Governo regionale alla realizzazione di politiche che siano coerenti con il PRS e con le dichiarazioni programmatiche del Presidente e della maggioranza di governo.
Una delle discussioni che ha maggiormente caratterizzato e animato il lavoro della terza Commissione ha riguardato la preoccupazione che una simile impostazione avrebbe potuto comportare un impoverimento dell'attività del Consiglio e un pregiudizio della sua autonomia decisionale. A mio modo di vedere, questa preoccupazione è destituita di fondamento, perché il sistema disegnato da questa riforma realizza un quadro ampio e articolato nel quale le funzioni di elaborazione, controllo e direzione dei processi di programmazione e aggiornamento delle politiche economiche e finanziarie, da parte del Consiglio, si rafforzano e assumono carattere unitario.
Per limitarci alle sole funzioni di controllo, possiamo rilevare come il ruolo del Consiglio risulti rafforzato, sia nel momento dell'approvazione del Programma regionale di sviluppo e dei rapporti contenuti negli allegati tecnici, sia nella fase di aggiornamento e verifica annuale attraverso la redazione del DAPEF, che consentirà ai consiglieri di verificarne la coerenza e di approvare le modifiche nell'impostazione tecnica, progettuale e finanziaria. In definitiva, dunque, il ruolo del Consiglio viene rafforzato da questa riforma, non attenuato. Va da sé il fatto che il DAPEF, come previsto dall'articolo 4 e più in dettaglio dall'articolo 11, verrà trasmesso dalla Giunta regionale al Consiglio contestualmente alla finanziaria e ai disegni di legge di bilancio annuale e pluriennale.
Un altro elemento che consentirà ai consiglieri di entrare nel merito delle proposte avanzate è dato dal fatto che insieme a questo provvedimento verrà presentato un allegato tecnico, strutturato per capitoli e finalizzato alla gestione e rendicontazione, che renderà chiari ed evidenti i centri di responsabilità cui è affidata la gestione dei medesimi capitoli. Inoltre, il bilancio che verrà presentato per ottenere l'approvazione dell'Aula sarà arricchito dal sistema di contabilità economico-analitica, fondamentale per una seria e ponderata valutazione delle informazioni relative alle risorse utilizzate nell'allestimento dei processi produttivi, dunque estremamente utile come strumento atto a definire il budget economico e operare un puntuale controllo della gestione.
Le modifiche sostanziali rispetto al vecchio testo sono contenute nei primi undici articoli, per il resto la riforma apporta semplici aggiustamenti tecnici capaci di garantire una maggiore praticità normativa e dunque uno snellimento delle procedure contabili della Regione sarda. Alcune di queste modifiche meritano comunque di essere sottolineate. Tra queste c'è sicuramente l'articolo 25 sui fondi speciali (FNOL), il quale rende possibile l'utilizzo delle riserve accantonate anche per progetti di legge diversi da quelli elencati. Negli articoli 37, 38 e 39, che si occupano di recupero crediti e impegno di spesa, si hanno delle precisazioni essenziali per fare chiarezza sul concetto di impegno e sulla cosiddetta prenotazione d'impegno, grazie alla quale l'efficienza nel rispetto dei termini di esercizio è rafforzata e posta in relazione alle disponibilità dell'economia di spesa.
Rispetto all'articolo 59 è da sottolineare il proficuo confronto, sviluppatosi in Commissione, che ha reso possibile l'interazione tra competenze ed esperienze amministrative di maggioranza e opposizione, di estrema utilità al fine di ridefinire i compiti di uno degli strumenti più importanti per le politiche economiche e finanziarie della Regione, la Ragioneria generale. Grazie alla riforma, attraverso la riorganizzazione in forma decentrata dei relativi uffici, è possibile una razionalizzazione di alcune delle sue funzioni che consente di provvedere: alla tenuta delle scritture contabili per le operazioni relative alla gestione delle entrate e delle spese di bilancio; alla formulazione e compilazione del Rendiconto generale della Regione; alla verifica contabile sulla gestione dei beni e dei fondi, da chiunque detenuti o amministrati, di pertinenza della Regione; alla registrazione, entro quindici giorni dal ricevimento, degli impegni di spesa assunti sotto la responsabilità dei relativi centri competenti e alla verifica del regolare andamento del servizio di tesoreria.
Tutto il testo, con i suoi settantadue articoli, rappresenta seriamente una innovazione nel funzionamento della macchina regionale, che si pone in piena coerenza con le aspirazioni di efficienza e razionalizzazione nella spesa che tutto, dalle esigenze interne al quadro nazionale ed europeo, induce a un'attenzione nuova. Questa riforma e la sua efficace attuazione possono divenire un importante tassello per snellire i percorsi tortuosi, spesso inutili, della struttura amministrativa. Già mi è capitato di sottolinearlo proprio in occasione della discussione sull'ultimo DPEF, il vischioso terreno della riforma burocratica e amministrativa ha assunto spesso la fisionomia della trama di un'infinita tela di Penelope. Noi non dobbiamo limitarci a disfare quella trama per poi rifarla identica. Noi oggi abbiamo un compito ben più complesso e ben più grande: cambiare il telaio stesso e attraverso questo innescare una nuova stagione di rinascita. Questo disegno di legge ci dà un'occasione storica in tal senso.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Diana, relatore di minoranza.
DIANA (A.N.), relatore di minoranza. Signor Presidente, credo che questa materia non appassionerà molto i colleghi del Consiglio, almeno per quella parte che riguarda la modifica che si è voluta introdurre, ma che di modifica, secondo me, non trattasi. Pertanto il tecnicismo di questo testo di legge, ovviamente, non permette un'affezione particolare a questa materia.
Questa legge è nata come modifica della legge di contabilità, ma intanto bisogna dire che non modifica assolutamente niente. Infatti, per quanto riguarda la contabilità, questa legge sottoscrive, codifica per una buona parte la prassi consolidata, con argomentazioni che già avevano un loro utilizzo, ma che comunque non erano state codificate. Per altro questo testo non fa chiarezza - e per il momento affronto la parte relativa alla legge di contabilità - su due aspetti fondamentali che ci riguardano: gli impegni di spesa e i residui. Non è cambiato nulla, nonostante tutti noi sappiamo che sono i due argomenti più importanti, soprattutto quello dei residui, che comunque ricadono anche sugli impegni di spesa o ne sono una derivazione. Di questo particolare aspetto, che è determinante per capire di quali risorse dispone questa Regione - tante volte ne abbiamo parlato, è materia effettivamente molto complicata e difficile - ne abbiamo già discusso non solo in Commissione, ma anche nel corso dell'esame dell'ultima legge finanziaria.
Si dice che l'ammontare dei residui passivi sia superiore all'indebitamento della Regione Sardegna, e questo ci fa capire che abbiamo una marea di risorse, pari forse a 2 miliardi di euro, che non possono essere utilizzate. E nonostante il grande impegno profuso dall'assessore Pigliaru nella finanziaria e nel bilancio dell'anno scorso, la mole ingente di residui non permette l'utilizzo di queste risorse.
Ora, se dovessimo discuterne politicamente, anche dopo la venuta del "vice[s1] ré", ieri, in Sardegna, legata a questo particolare aspetto dei residui, è bene ribadire che per quanto riguarda l'indebitamento della Regione Sardegna, se ci fosse stata da sempre un'analisi dei residui e se il Governo nazionale avesse trasferito, anche a seguito dell'Intesa istituzionale di programma del '99, tutte le risorse che erano dovute alla Regione Sardegna, probabilmente il quadro del Consiglio regionale non sarebbe oggi lo stesso, perché nessuno avrebbe potuto fare, in campagna elettorale, proclami spaventosamente gravi per le casse della Regione, non imputabili al fatto che una mole notevole di risorse era parcheggiata nei residui, e non per il mancato trasferimento di risorse erariali da parte dello Stato, ma per la mala amministrazione. Quindi questo è l'aspetto politico. Mi pare di capire che lo stesso presidente Soru abbia messo via questa analisi così riduttiva dell'operato non solo del Governo di centrodestra, ma anche dei Governi di centrosinistra che ci hanno preceduto. E credo che così si debba ragionare.
Per tornare alla nostra legge, il relatore di maggioranza l'ha dipinta come la novità assoluta nel panorama regionale, nazionale e forse anche internazionale. Le assicuro, onorevole Licheri, che di nuovo non c'è nulla sotto il sole, non c'è assolutamente nulla. I problemi che abbiamo avuto l'anno scorso e gli anni precedenti nell'approvazione delle finanziarie e dei bilanci le assicuro che li avremo anche l'anno prossimo, perché rimango del parere che questa legge non dia garanzie al Consiglio, non dia maggiori poteri alla Giunta, se non per quanto riguarda una certa parte, e in particolare all'Assessore della programmazione e bilancio, e non risolva quegli annosi problemi che noi abbiamo sugli impegni di spesa. E' la storia della Regione Sardegna, è la burocrazia della Regione Sardegna; siamo troppo abituati e sono troppo abituati, gli Assessorati regionali, a impegnare delle risorse sulle quali non hanno però certezza di spesa. E' un fatto che avviene ormai da cinquant'anni, forse più, e che è avvenuto anche nei due anni della gestione Soru. In questa legge non c'è un segnale, non c'è una norma che preveda un impegno particolare; tutto è limitato al controllo di gestione, non vedo provvedimenti che possano essere assunti dalla Giunta regionale, o da chi è preposto a questo, per far capire alla dirigenza come deve funzionare una macchina burocratica come questa. Insomma, questa legge è un adeguamento ad alcune norme dello Stato, è il recepimento, come ho detto, di consuetudini, di cose che si sono sempre fatte e che non erano codificate.
In che cosa noi ci discostiamo nettamente da questa legge? Ho affrontato, non a caso, la parte che riguarda la legge di contabilità. Noi siamo fortemente contrariati, e lo abbiamo detto in Commissione, dalla prima parte di questa legge, perché, cari colleghi, lo dico per chi non avesse avuto modo di leggere con attenzione questo provvedimento legislativo, non stiamo affrontando una legge, ma ne stiamo affrontando due: una riguarda il riordino della programmazione, l'altra riguarda le norme di contabilità. E' una scelta che la Giunta e la maggioranza hanno deciso in maniera difforme, credo, da tutte le Regioni d'Italia, o comunque da tante di esse. Le più innovative prevedono una legge sulla programmazione, e quindi anche sul Programma regionale di sviluppo e non solo, e una legge che invece concerne solo la contabilità. Qui si è ritenuto di dover provvedere contestualmente alle due cose, e io credo che a venirne fuori con le ossa rotte - scusate l'espressione - sia proprio la parte che invece, secondo me, era predominante e più importante, cioè la programmazione.
Per rivisitare contestualmente e complessivamente tutto il sistema della programmazione regionale bisogna avere le idee molto chiare. Con questo non voglio dire che l'assessore Pigliaru non abbia le idee chiare; le ha chiarissime, però le sue idee, benché chiarissime, possono essere un'ottima scelta per la maggioranza, ma per noi dell'opposizione certamente non sono la scelta migliore. Di questo ci siamo lagnati in Commissione ripromettendoci di riportare il discorso in Aula. Siamo ancora in tempo perché la Giunta predisponga un disegno di legge sulla programmazione, stralciandola dalle modifiche e dalle integrazioni che sono sopravvenute alla legge di contabilità. Siamo ancora in tempo, perché non si può ridurre tutta la programmazione regionale, Assessore, a tre, quattro o cinque articoli abbastanza scarni, che non chiariscono assolutamente quale dev'essere il ruolo della Giunta e il ruolo del Consiglio regionale, ma soprattutto non garantiscono le autonomie locali in quanto non recepiscono la normativa nazionale che prevede, invece, il loro pieno coinvolgimento. Se c'è una cosa della quale la Regione in generale è stata sempre accusata è proprio il fatto di calare dall'alto la programmazione regionale. Quindi le scelte avvengono al vertice e questa è una cosa che verifichiamo tutti i giorni. C'è però un forte senso di responsabilità da parte delle autonomie locali, comuni, province, comunità montane, che chiedono di essere coinvolte nelle scelte strategiche della Regione.
Ho voluto ricordare all'Assessore e ai colleghi della maggioranza ciò che dice la legge nazionale numero 142 del 1990, concernente l'ordinamento delle autonomie locali. Non sto parlando di una legge del 2004 o del 2005, ma di una legge del 1990 che è stata recepita in tutta Italia e che dice: "La legge regionale indica i principi della cooperazione dei comuni e delle province tra loro e con la Regione, al fine di realizzare un efficiente sistema delle autonomie locali al servizio dello sviluppo economico, sociale e civile", quindi la legge regionale deve dire come ciò avviene. La legge dello Stato dice anche che la legge regionale stabilisce forme e modi della partecipazione degli enti locali alla stesura dei programmi della Regione, e io vi sfido a trovare nelle pieghe del testo di legge in discussione un solo capoverso che dica con quali modalità gli enti locali sono coinvolti in questo processo. Perché, vedete, nell'ambito dei compiti della programmazione degli enti locali la legge dello Stato chiarisce che le province debbono coordinare lo sviluppo del loro territorio. Ma come? Questo testo unificato doveva prevedere questo particolare coinvolgimento con gli enti locali e con il CREL, e con tutti gli altri organismi che si intendeva coinvolgere in scelte importanti come quella del Programma regionale di sviluppo. E qui mi collego a una considerazione che è scritta nella sua relazione, onorevole Licheri, la pregherei di stare attento, perché lei era in Commissione insieme a noi. Lei dice che il disegno di legge numero 237 introduce il Programma regionale di sviluppo, in linea con quanto previsto nelle dichiarazioni programmatiche. Il PRS non è assolutamente in linea con le dichiarazioni programmatiche, perché voi avete bocciato l'emendamento della Giunta che prevedeva proprio questo, e che era stato da me personalmente accolto.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
(Segue DIANA.) Non si può scrivere una cosa che non corrisponde al vero: voi non volete un Programma regionale di sviluppo in sintonia con il programma elettorale e con le dichiarazioni rese dal Presidente della Regione all'atto del suo insediamento. Non siete in sintonia con questo, perché se lo foste avreste dovuto accogliere l'emendamento presentato dalla Giunta, che era anche sollecitato dalla opposizione, perché io credo che così debba essere. Dopo che un Presidente della Regione e la sua coalizione proclamano e fanno in campagna elettorale tutto quello che avete proclamato e fatto voi, e che avrebbe fatto chiunque altro, ci si aspetta che essi siano conseguenti con quei proclami. Il Presidente della Regione fa le sue dichiarazioni programmatiche ed entro centottanta giorni - un tempo lunghissimo, colleghi, ma questo è un aspetto che vedremo dopo - presenta al Consiglio il Programma regionale di sviluppo. Chi di voi può sostenere che questo Programma non debba essere coerente con i principi ispiratori delle cose dette in campagna elettorale e delle dichiarazioni rese dal Presidente della Regione all'atto del suo insediamento? Bene, questo non è previsto benché, ripeto, ci fosse un emendamento della Giunta che è stato bocciato dalla Commissione. Qualcuno dirà che non è stato bocciato dalla Commissione ma è stato ritirato, a me pare di ricordare che sia stato bocciato.
E allora, per andare avanti nelle considerazioni, perché presentare due progetti di legge, che poi di fatto fanno un unico progetto di legge? Ecco, questo non l'ho capito, sinceramente. In materia di programmazione, caro Assessore, credo che, al di là della Commissione, fosse necessaria una particolare attenzione da parte del Consiglio su come normare il Programma regionale di sviluppo, verificando quali sono gli intendimenti della maggioranza e quali quelli della opposizione, se sono recepiti, ma certamente stabilire che, una volta approvato, questo Programma non arrivi più in Aula, che non ne sappiano nulla le Commissioni e che sia tutto demandato all'opera della Giunta, significa svilire il ruolo del Consiglio regionale. E allora, a poco servono gli ordini del giorno, in particolare l'ultimo, che abbiamo sottoscritto all'unanimità e che riguarda i rapporti tra maggioranza e opposizione. Con questo non voglio dire che il Programma regionale di sviluppo debba essere approvato all'unanimità, dico solo che bisogna stabilire le modalità per poter fare un ragionamento comune che valga per oggi e per domani, perché qui non stiamo scrivendo una legge finalizzata alla gestione Soru, ma stiamo scrivendo una legge che vale per oggi e per domani. Parlare di Programma regionale di sviluppo e non accogliere nessuna delle istanze che sono state presentate in Commissione significa voler sfuggire al proprio lavoro - ma non credo che si tratti di questo, anzi penso che i colleghi siano tutti animati da buoni propositi - oppure avere cieca fiducia nella propria rappresentanza in Giunta, in questo caso nel Presidente e nell'assessore Pigliaru.
Facendo un'analisi di ciò che hanno fatto le altre Regioni d'Italia, soprattutto quelle che secondo voi sono più avanti nella programmazione, ci si rende conto, cari colleghi, che il problema della programmazione è stato affrontato, in certi casi, con leggi che hanno codificato tutto, anche le modalità di concertazione e di partecipazione, e hanno anche modificato la struttura del CREL, che è un organismo importante. Hanno affrontato tutto, stabilendo chi deve partecipare, quali sono i soggetti più interessati. Ma soprattutto, la programmazione regionale può vedere l'assenza delle rappresentanze dei territori? Di quei territori, badate bene, per i quali questo Consiglio regionale e il precedente si sono impegnati tanto, con l'istituzione di quattro nuove province, alle quali però non diamo neanche la possibilità di partecipare alla scrittura del PRS. Le province cioè devono condividere questo programma senza che vi sia da parte loro una partecipazione a monte, quindi lo devono subire. Credo che questo non sia un fatto positivo e probabilmente né le forze sindacali né il Consiglio delle autonomie locali hanno ancora avuto modo di considerare gli effetti di questa legge, se la stessa sarà approvata con questa formulazione. Il giorno che se ne accorgeranno, ovviamente, solleveranno i toni, ed è normale che lo facciano, perché sono totalmente esclusi dalla programmazione regionale.
Allora, vedete, il disegno del Programma regionale di sviluppo è quello di mettere in piedi, poi, tutta una serie di interventi importanti che possono anche essere settoriali e certamente lo saranno, ma che non debbono avere necessariamente la caratterizzazione dell'universo mondo della Regione Sardegna, perché non può essere così, dato che il territorio della nostra regione, così come quello delle altre regioni d'Italia, ha peculiarità e caratteristiche completamente diverse tra loro, per cui ciò che può andare bene per l'hinterland di Cagliari o per il Sulcis può non andare bene per la Gallura, per il Sassarese o per l'Oristanese. Non sto parlando del Piano sanitario regionale, che interessa e uniforma tutti, sto parlando di importanti interventi di settore.
Ho fatto un esempio in Commissione, nell'eventualità che - chissà quando - all'Assessore dell'agricoltura venga in mente di scrivere le nuove regole dell'agricoltura in Sardegna. Stiamo ancora aspettando questa grande innovazione. L'Assessore dell'agricoltura è un tecnico prestato alla politica, che bene ha fatto nel suo lavoro, ma nel suo lavoro da privato, la politica è un'altra cosa! Allora, il giorno in cui dovremo discutere di problemi dell'agricoltura in Sardegna - ripeto, non succederà mai -, la fase attuativa del Programma regionale di sviluppo con chi la dobbiamo concordare? Immagino con le organizzazioni degli agricoltori, ma anche con i rappresentanti dei territori, perché ciò che vale per Oristano può non valere per l'Ogliastra e, viceversa, ciò che vale per l'Ogliastra non può valere per il Sassarese. Allora, tutte queste scelte a chi sono demandate?
L'Assessore dice in Commissione, e lo dicono anche i colleghi della maggioranza: "Nessun problema, perché prima di fare tutto chiamiamo le organizzazioni, chiamiamo i sindacati, chiamiamo il Consiglio delle autonomie locali". No, non si fa così. Si deve precisare in legge che cosa si vuole fare e quali sono i soggetti preposti a ragionare su questa materia. Tutti questi argomenti ci portano non a polemizzare, ma a sollevare dei problemi, che continueranno a essere sollevati, presumo, dai colleghi nel corso della discussione generale. Vorrei sottolineare, Assessore, che ci sono ancora le condizioni per prendere l'impegno di stralciare la parte che riguarda la programmazione rinviandola a modalità e fasi attuative successive, perché credo che questa legge così com'è sia destinata a non avere quella dignità che ogni legge deve invece avere.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, cercherò di limitare il mio intervento al problema relativo alla modifica dell'articolo 13 della legge regionale numero 11 del 1983, perché entrare nei meandri della programmazione economica e finanziaria significherebbe, a mio avviso, non far rilevare al Consiglio quello che noi stiamo facendo, e anche perché siamo nel mese di agosto, non so se la Giunta regionale presenterà adesso il Documento di programmazione economica e finanziaria, ma avremo modo, in occasione del dibattito sul DPEF e anche sulla finanziaria del 2006, di ritornare su questi argomenti.
Mi preme, però, rilevare che il DPEF che sarà presentato potrebbe non essere in linea con questo nuovo provvedimento legislativo, che non muta ma cambia completamente la fisionomia della legge finanziaria e fa arretrare la Sardegna di trent'anni, anziché farla progredire verso moderni strumenti di programmazione economica e finanziaria, in quanto va a ripescare tutti quegli strumenti che noi avevamo bollato, condannato ed eliminato dalla legislazione regionale. Ora, la legge che noi avevamo presentato nella precedente legislatura, e che abbiamo riproposto in questa legislatura, teneva conto dell'esperienza maturata in tanti anni, in quest'Aula e non solo, come forze politiche e come Gruppi istituzionali. Eravamo arrivati alla conclusione che la legge finanziaria, che tutti abbiamo presentato e che avete presentato anche voi in questi tre anni, non aveva raggiunto i risultati che ci eravamo prefissi con la sua istituzione. Anzi, eravamo convinti, e lo siamo tuttora, che la legge finanziaria presentata in questi anni, che voi state riproponendo in salsa verde, sia servita a scardinare il sistema legislativo e la procedura di approvazione delle leggi.
Gli ideatori della legge finanziaria avevano ritenuto di proporla e portarla avanti per cercare di eliminare la rigidità delle norme in occasione, magari, della previsione di maggiori entrate, di maggiori tributi e quindi di una maggiore spesa. Purtroppo, però, quando l'abbiamo applicata, queste attese sono andate completamente deluse e la legge finanziaria è diventata lo strumento del contingente, la scorciatoia legislativa per nuovi interventi e sempre maggiori spese, e quindi anche per un mancato controllo delle stesse spese. Le assemblee legislative, l'abbiamo detto tante volte in quest'Aula, si sono trasformate in enti di gestione. Ed è qui il conflitto di interessi, qui l'Esecutivo dovrebbe rivendicare questo ruolo e questa funzione che è tipica del Governo regionale. La legge finanziaria, invece, ha inciso negativamente su tutto il quadro legislativo; abbiamo avuto sovente leggi contraddittorie e ormai individuare le norme vigenti è diventata un'impresa. Io credo che neppure l'assessore Pigliaru - non me ne voglia - se gli chiedessi, in un question time, che cosa prevedono le leggi regionali in relazione ai diversi settori, mi saprebbe rispondere.
A quanto detto, si deve anche aggiungere che la legge finanziaria si è trasformata in un mezzo di surroga dell'iter legislativo. Grazie, infatti, alla certezza dell'approvazione annuale della finanziaria e ai tempi obbligatori di discussione, questa legge viene utilizzata per modificare leggi estremamente importanti, con procedure e istruttorie che sono, colleghi del Consiglio, assolutamente inesistenti! Io non so come possa il Consiglio, oggi, approvare una legge di contabilità. Io non riuscirei a capirci nulla, ma che cosa ne può capire un consigliere regionale, pur dotato della più ampia intelligenza, di una legge di questo genere in dodici ore, senza fare i necessari riferimenti, senza fare un'analisi e un excursus storico su tutto quello che è avvenuto sino ad oggi? E' impossibile capirne qualcosa!
Allora, noi avevamo ritenuto, e riteniamo tuttora, che proporre una drastica limitazione della possibilità operativa della legge finanziaria fosse - e non lo diciamo certamente per noi che non siamo in maggioranza - un atto congruo e positivo per la Regione. Quindi la legge finanziaria deve limitarsi a indicare la massa delle risorse disponibili, a regolamentare esclusivamente le spese di investimento e a stabilire le modalità per la copertura dei disavanzi e la contrazione dei mutui. Punto e basta! Questa è la funzione della legge finanziaria, se è vero com'è vero che lo Stato si accinge ad abolirla. Che cosa ha fatto la Giunta regionale con il disegno di legge numero 237? Ha ancora una volta confermato la linea da essa stessa adottata per poter inserire nella legge finanziaria interventi di ogni e qualsiasi tipo. Nessuna limitazione regolamentare! Questo provvedimento consente alla Giunta regionale di inserire nella legge finanziaria interventi di qualsiasi tipo. Si intende, anzi, superare legislativamente l'ostacolo delle norme intruse, come quelle estrapolate dal Presidente del Consiglio in occasione della finanziaria 2006, e riaprire la finanziaria a qualsiasi tipo di intervento. Dobbiamo anche ricordare che le norme intruse, o quelle che erano state considerate tali, escluse dal disegno di legge finanziaria, sono state riproposte, non si capisce a che titolo, nel cosiddetto maxicollegato, del quale non si riesce ancora oggi - e prego l'Assessore di rispondermi - a individuare la categoria legislativa di appartenenza.
Il disegno di legge numero 237 denota, invece, la tendenza della Giunta in carica a modificare sbrigativamente e contemporaneamente tutto e il contrario di tutto, prescindendo quindi dall'applicazione del disposto dello Statuto. Il potere legislativo del Consiglio è degradato. D'altra parte, se ce ne fosse bisogno, l'impugnazione da parte del Governo nazionale di quasi tutte le leggi della Regione è, al riguardo, significativa. Con questo disegno di legge si riconosce alla legge finanziaria il dubbio potere di prevedere modifiche annuali a tutte le leggi regionali. Cioè con la legge finanziaria noi modifichiamo tutte le leggi regionali! Sarebbe più corretto, allora, Assessore, trasformare il titolo della legge finanziaria in: "Modifiche annuali al codice delle leggi della Sardegna", sarebbe una definizione più realistica e meno ipocrita!
Ma la scelta della nuova struttura della legge finanziaria proposta, colleghi, pedissequamente dalla Giunta regionale (non capisco perché chi mi ha preceduto abbia parlato di grande lavoro della Commissione), confermata dalla Commissione consiliare, pone necessariamente delle domande: chi deve tutelare il sistema legislativo regionale da attacchi devastanti come quello previsto nel disegno di legge numero 237 o da quelli del maxicollegato? Chi deve evitare che lo stesso sistema legislativo diventi sempre più confuso, inaccessibile e incomprensibile ai cittadini e agli stessi addetti ai lavori? Io credo che tale dovere di tutela competa, innanzitutto, al Presidente del Consiglio, in qualità di garante della delicata funzione istituzionale dell'Assemblea, e all'intera Assemblea, che, prescindendo dai diversi ruoli della maggioranza e dell'opposizione, dovrebbe riappropriarsi del suo ruolo e del suo esclusivo potere legislativo, respingendo proposte come quelle contenute nel disegno di legge numero 237 o nel maxicollegato e approvando leggi chiare ed esaustive, e non zibaldoni confusi e illeggibili.
Con il sistema delle modifiche annuali alle leggi si raggiungono vari risultati negativi: non si ha certezza della continuità normativa nel tempo, non si ha certezza delle regole contenute nelle leggi, che ogni anno possono essere pesantemente cambiate nei contenuti. Le norme, cambiate per una logica esigenza di sintesi delle leggi finanziarie e dei maxicollegati, non possono regolare tutti gli aspetti delle leggi modificate. Dal che derivano i ben noti problemi di interpretazione delle stesse. Viene ancora meno la funzione delle Commissioni consiliari (non so perché continuiamo ad avere le Commissioni consiliari), a cui vengono sottratte, e senza valide motivazioni, materie di esclusiva competenza. Non si può, infatti, non riconoscere - e lo dico al Presidente del Consiglio - che i pareri espressi sulle parti di competenza della legge finanziaria o le sedute congiunte con la Commissione bilancio per il maxicollegato non derivano da nessuna procedura, né regolamentare né legislativa. Sono tutte invenzioni per approvare i provvedimenti della Giunta. Ma è pensabile che io possa sottrarre alla Commissione di merito l'istruttoria delle leggi? Io mi sono sentito dire dal Presidente della prima Commissione, chiamata a esprimere un parere sulla modifica degli enti agricoli, che la Commissione, competente per materia, doveva esprimere un parere unicamente sulla parte relativa al personale e non sull'intero disegno di legge. Questo non può assolutamente, in alcun modo, sostituire l'esame dettagliato dei singoli argomenti, che solo le Commissioni di merito possono fare. Ci si chiede, perciò, perché le proposte di modifica delle singole leggi non debbano essere oggetto di specifici disegni di legge. In tal modo, le Commissioni potrebbero non solo esaminare le proposte stesse, ma anche valutare - ed è questo l'aspetto più importante - la loro compatibilità con il quadro legislativo di riferimento, apportando i necessari adeguamenti.
Con il nuovo sistema di legge finanziaria proposto dalla Giunta si continua a demolire la funzione legislativa del Consiglio regionale, che, non potendo più esaminare in maniera adeguata i disegni di legge finanziaria e le modifiche alla legislazione vigente in essi contenute, rischia di diventare un inutile e pletorico organo di ratifica delle decisioni della Giunta regionale. Guardate, qui si è codificato il maxicollegato, ma ampliandolo! Quando io affermo che con la legge finanziaria che stiamo prevedendo potrò modificare persino importanti leggi di settore, sto dicendo che stiamo facendo un grande minestrone e un grande casotto!
Non è oggi importante, quindi, per la maggioranza e anche per gli organi che dovrebbero difendere questo Consiglio, fare buone leggi che incidano positivamente sulla vita della comunità regionale; è evidentemente importante approvare rapidamente, a colpi di maggioranza, provvedimenti che, per il bene di tutti e per la stessa dignità delle istituzioni, dovrebbero essere esaminati con maggiore attenzione e ponderatezza. Questo, naturalmente, se si volessero evitare le scontate impugnazioni da parte del Governo delle leggi regionali; impugnazioni che stanno aumentando sempre di più e che, ne sono convinto, continueranno ad aumentare, perché anche su questa legge ci dovrebbe essere, e ci sarà da parte nostra, una richiesta di impugnativa da parte del Governo.
PRESIDENTE. Continuano ad arrivare iscrizioni a parlare, ma i colleghi sanno che sono fuori tempo, poiché andavano fatte entro la conclusione del primo intervento.
SABATINI (La Margherita-D.L.). Il primo intervento era quello dell'onorevole Floris.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, consideravo come primo intervento quello dell'onorevole Diana, che invece ha svolto la relazione di minoranza.
E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Mi aspettavo di intervenire in un altro momento, ma lasciamo perdere. Sottoporre all'attenzione dell'Aula determinate questioni mi sembra sufficientemente opportuno.
E' stata rimarcata, in più occasioni, in questi anni, la necessità di procedere a una modifica delle norme di programmazione, soprattutto di quelle relative alla definizione del bilancio e della legge finanziaria, cioè le norme di contabilità, in ragione dell'esigenza manifestata dalla Giunta di poter intervenire, già in sede di predisposizione della legge finanziaria e del bilancio, su normative che riguardano aspetti diversi da quelli attinenti alla spesa. E si è anche grandemente polemizzato, attorno a questo tema, sulla tollerabilità delle norme intruse nelle leggi finanziaria e di bilancio. Questo è stato un argomento, secondo me, assolutamente rilevante in questi due anni di legislatura, ma anche nelle legislature precedenti, che richiamava il bisogno vero degli operatori della pubblica amministrazione di capire, per meglio attuarle, le disposizioni di legge, e quindi di avere una trattazione delle norme la più sistematica possibile, la più leggibile e correttamente interpretabile possibile. Ma questo bisogno è anche della comunità dei cittadini, delle istituzioni, del sistema delle imprese, cioè degli utenti della normazione legislativa, i quali, per adattare i loro comportamenti nel modo più efficace possibile agli obiettivi più complessivi della nostra società, hanno bisogno di conoscere le norme, di acquisire con esse una certa familiarità. Hanno bisogno, quindi, non di processi turbinosi di sistematica modificazione dell'esistente, ma di norme le più generali, le più concise, le più comprensibili e quindi le più facilmente rispettabili, perché altrimenti si perde l'efficacia della disposizione.
Noi, invece, abbiamo vissuto, in questi anni, una stagione all'insegna dell'esatto contrario, cioè tutto deve essere, di volta in volta, per una sorta di parola d'ordine politica, improntato alla discontinuità, che non è un valore, ma è un vezzo, è una moda dannosa per il cittadino, assolutamente dannosa. L'esigenza di discontinuità spesso è collegata all'esigenza di questo o di quell'uomo di governo, di questo o di quell'esponente politico, di questo o di quella figura istituzionale, di marchiare la propria presenza, di acquisire protagonismo, perché viviamo in un'epoca nella quale ciò che appare vale più di ciò che è. Negli ultimi anni, abbiamo visto di tutto, abbiamo visto cambiare il sistema della programmazione all'arrivo di ogni nuovo Assessore della programmazione; qualsiasi maggioranza fosse al governo, di centrodestra o di centrosinistra, bisognava modificare, intervenire, definire meglio, cambiare, rinominare. C'è anche nel linguaggio non informatico l'uso di questo termine bruttissimo, rinominare. E siamo andati avanti o siamo tornati indietro, ripescando, di volta in volta, strumenti che erano già stati in qualche misura sperimentati. Io ritengo che sia sempre più complicato inventare modalità nuove per la programmazione economica e finanziaria dello Stato e delle Regioni e che sia, invece, sempre più difficile attuarne bene una per un'intera legislatura, in modo da poterne verificare i risultati. Noi siamo in un processo inesauribile di modificazioni di tipo formale che impediscono ai cittadini - io credo ad arte - di valutare chi li governa, di valutare i risultati che chi governa raggiunge rispetto agli interessi della popolazione, di avere strumenti che siano certificati dai fatti. Per cui, ecco che arriviamo, anche in questa legislatura, a prevedere una legge di questo tipo. Sarà la migliore? Non lo so, io ho sempre detto che le buone leggi si vedono al traguardo non alla partenza. Se dovessi giudicare tutte quelle che abbiamo fatto prima, direi che sono pessime leggi, perché ogni due o tre anni le dobbiamo cambiare. E se i PIA pensati dall'onorevole Ballero, in accordo con l'onorevole Scano, e i termini della programmazione pensati alla fine della legislatura Palomba sono stati poi modificati dall'onorevole Pittalis e da altri, successivamente, nella legislatura Pili, se oggi, nella legislatura Soru, noi riprendiamo questo sistema e lo riorganizziamo, evidentemente in questi ultimi quindici anni non abbiamo fatto niente di buono. Abbiamo fatto cose pessime che probabilmente saranno giudicate così anche nella prossima legislatura, a guida di qualcun altro che dovesse, per avventura, sostituire l'onorevole Soru nella funzione di Presidente della Regione.
Si parla di Programma regionale di sviluppo, e in questo mi concentro, per la conclusione del mio intervento. Il Documento di programmazione economica e finanziaria è diventato il Documento annuale di programmazione economica e finanziaria, perché non è irrilevante dire che il DPEF si trasforma in DAPEF. E' assolutamente rilevante, cioè rispetto al contenuto è tutta un'altra cosa! Questo Documento annuale è un'articolazione del Programma regionale di sviluppo, che altro non è che il programma elettorale della coalizione vincente; dopo centottanta giorni il PRS deve essere presentato al Consiglio per ottenerne l'approvazione. Approvazione ovvia, sarebbe assurdo che venisse bocciato sei mesi dopo che è stato prospettato all'elettore e che questo l'ha votato, perché quello è il programma vero della legislatura, che è già stato sottoposto - ai sensi della normativa vigente, no? - all'elettore, il quale ha votato quel programma e la coalizione che lo ha presentato. E il programma è distinto in due parti: la prima è quella della filosofia, e compete al Consiglio regionale, l'altra riguarda le risorse per finanziare gli interventi e i soggetti preposti alla realizzazione degli stessi, che invece è demandata alla Giunta regionale. Quello è il nocciolo di cinque anni di legislatura, da cui discende tutta la legislazione specifica di intervento che passa attraverso i collegati. Cioè c'è un accentramento sull'organo esecutivo di quasi tutte le funzioni legislative di cinque anni di legislatura. E' la morte di questo Consiglio regionale! E' il suo funerale! E non è fatto, questo funerale, in pompa magna, la camera mortuaria non sta in questa sala, almeno potremmo piangere tutti. No, la camera mortuaria sta in viale Trento, dove si recita il funerale di questo Consiglio regionale, che quindi è tagliato fuori anche da ogni possibilità di iniziativa legislativa. Mi piacerebbe ricordare al Presidente che, per esempio, io ho presentato, due anni fa, all'inizio della legislatura, una legge sulla povertà, che non ho ancora avuto l'onore di vedere discussa in Commissione, non ho ancora potuto assistere a un pizzico di dibattito su questo tema, come se non ci fosse un problema povertà, come se questo tema non interessasse tanti cittadini, che vivono una condizione di forte disagio. Perché? Perché i meccanismi di governo di questa legislatura in quest'Aula sono stati tutti funzionali alla volontà di ridurre il dibattito, di non affrontare i problemi veri, di non rendere protagonisti i cittadini e le loro rappresentanze democratiche. Questa è una legislatura nella quale la discussione è considerata un fastidio, un impedimento, e bisogna governare attraverso onnipotenti Capigruppo in funzione di un contenimento della dialettica democratica.
Il funerale del Consiglio si esercita, dicevo, in viale Trento, attraverso un allegato tecnico. E anche le valutazioni sugli obiettivi, raggiunti o meno, sulle spese effettivamente sostenute, avvengono attraverso allegati tecnici, tutti sottoposti al vaglio esclusivo della Giunta e dai quali è invece escluso il Consiglio. Io ritengo che ci siano anche limiti di costituzionalità in questa disposizione di legge, perché la pianificazione tutta, quella vera, quella che contiene le poste di bilancio, che definisce le risorse e individua i soggetti attuatori e che rappresenta quanto meno un metodo di regolamentazione anche formale dell'iniziativa istituzionale della Regione, è un compito del Consiglio regionale. Ed è un compito al quale il Consiglio regionale non può rinunciare! Il Consiglio regionale non può rinunciare all'esercizio effettivo della sua funzione, perché la Costituzione dice che questa rinuncia non è possibile.
Non è una difesa del Consiglio, ma basterebbe questo anche sul terreno della politica. Io non ho un'idea presidenzialista della vita delle istituzioni, per cui basta votare un sindaco una volta per cinque anni e poi questo faccia quello che vuole, tanto il cittadino, dopo cinque anni, può anche decidere di non rieleggerlo. Io non ho questa visione della democrazia! Ho una visione diversa, che è fatta di discussione permanente, di attenzione continua, di dialettica, non solo tra maggioranza e minoranza, ma anche all'interno della maggioranza e all'interno della minoranza. Penso a un sistema in cui ci sia l'effettiva affermazione delle relazioni umane, oltre che di quelle politiche e istituzionali; un sistema in cui i cittadini parlano tra loro, comunicano e non devono solo essere destinatari di messaggi più o meno informatizzati, continui, sistematici, che rendono confusione e non consentono neppure la percezione!
Io ho tentato, in questi due anni, di capire la natura del disegno che si sta delineando, e più la capisco più mi rendo conto di non condividerla, perché mira al restringimento delle funzioni di responsabilità e di conduzione. E' il contrario di quello che noi abbiamo sostenuto e proposto ai cittadine e su cui poi abbiamo votato. E non basta dire che è necessario fare in fretta. E' l'idea della modernizzazione che io non condivido, la fretta continua verso quale baratro, verso quale burrone, verso quale annullamento? Io ritengo invece che ci debba essere anche uno spazio per la riflessione e la condivisione.
Oggi, 25 luglio, in piena estate, abbiamo da discutere settantadue articoli contenenti norme di contabilità e di bilancio, che sono quelle che reggono l'intervento pubblico regionale e che decidono del destino delle nostre comunità, dei nostri enti locali, delle nostre imprese, dei nostri cittadini. Questo testo di legge arriva fuori da ogni discussione. Io non ricordo una riunione di Gruppo, non ricordo una riunione di partito, non ricordo una riunione di coalizione, non ricordo una riunione di nulla attorno a questo tema! La Commissione avrà lavorato sicuramente benissimo rispetto agli obiettivi che le sono stati prefissati dalla Giunta. Io credo che abbia ottenuto anche dei risultati commisurati a quanto l'Esecutivo le ha chiesto, però il mondo non inizia e non finisce con la Giunta e con la Commissione bilancio. Il mondo è molto più complesso! E la procedura di emarginazione e di esclusione finirà per mettere in crisi gli stessi soggetti che l'hanno promossa. E' una procedura che non ha futuro, che non può percorrere ancora molto spazio, che non è affatto a lungo termine!
Si è detto più volte, e io concordo, che le leggi non possono essere tali se sono orientate esclusivamente - e questa è la filosofia di questo provvedimento - all'attuazione di un programma di governo. L'onorevole Mario Diana è certamente il consigliere più lontano da me, ritengo che ci siano molte differenze tra me e lui, ma non posso pensare che molte norme non possano essere condivise da tutti qua, da me e da Mario Diana insieme. E allora la legislazione che stiamo definendo non può essere tutta costretta a essere mera attuazione delle funzioni e degli obiettivi di governo! Deve essere anche una legislazione rivolta al popolo e ai suoi bisogni, che regola funzioni e relazioni che permangono a prescindere dai governi che si susseguono, perché ci sono condizioni di comune condivisione in funzione della convivenza civile e pacifica di questo popolo, che si riconosce nella Costituzione e nello Statuto di autonomia.
LADU (Fortza Paris). Presidente, chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu.)
Badate che questa modalità di procedere non va bene. Mi farò io stesso promotore di una modifica regolamentare.
CAPELLI (U.D.C.). Però, finché c'è questo Regolamento lo rispetti!
BIANCU (La Margherita-D.L.). Infatti lo stiamo rispettando.
PRESIDENTE. E infatti lo stiamo adottando. Dico che non va bene!
CAPELLI (U.D.C.). Annunci quello che vuole in altra sede…
PRESIDENTE. Si rivolga alla Presidenza come si deve, onorevole Capelli.
CAPELLI (U.D.C.). Anche lei.
PRESIDENTE. Io le do sempre del lei, infatti.
Quarta verifica del numero legale
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
Prendo atto che i consiglieri Biancu, Pinna e Frau sono presenti.
PRESIDENTE. Sono presenti 47 consiglieri.
(Risultano presenti i consiglieri: Atzeri - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Diana - Fadda -Floris Vincenzo - Frau - Gallus - Giagu - Ibba - Ladu - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Mattana - Moro - Murgioni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Francesco - Sanna Franco - Scarpa - Serra - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.)
Poiché siamo in numero legale, proseguiamo i lavori.
E' iscritto a parlare il consigliere Moro. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Signor Presidente, come esponente della opposizione faccio i complimenti all'onorevole Uras, perché sottoscriverei in pieno il suo intervento. Anzi, consiglierei al collega Uras di traslocare e chiederei alla maggioranza di esprimersi sulla sua attuale consistenza numerica. Ma avevamo detto all'inizio della legislatura che questo era un cartello elettorale fatto solo ed esclusivamente per andare contro, ma non per costruire. Questi interventi sono emblematici delle grandi divisioni che esistono all'interno della maggioranza. Così è!
Per quanto riguarda il problema che stiamo affrontando oggi, dovendo usare un'espressione sintetica per definire questo provvedimento verrebbe da dire: tutto ciò che è nuovo non è buono e tutto ciò che è buono non è nuovo. La novità che viene declamata con tanta enfasi dai sostenitori di questa legge sta tutta, o principalmente, nell'introduzione del Programma regionale di sviluppo, che però, così com'è concepito, rimescola o al massimo riordina dati, cifre e contenuti già presenti in vario modo sia nel DPEF sia nella finanziaria e nel bilancio. Niente, insomma, avrebbe impedito all'Assessore della programmazione o alla Giunta, a legislazione vigente, di elaborare e fornire al Consiglio, proprio in occasione della sessione di bilancio, un aggiornamento annuale sull'andamento complessivo dell'amministrazione, con particolare riferimento alle proposte progettuali e alle risorse finanziarie con cui si intende farvi fronte.
Uno strumento del genere, del resto, lo si può individuare nello stesso Documento annuale di programmazione economica e finanziaria, previsto da questa legge, a cui si assegna il compito di precisare il grado di realizzazione degli interventi, ridefinire le priorità politiche dell'Esecutivo, aggiornare le previsioni di entrata e indicare i programmi della finanziaria. Ne risulta, alla fine, un ulteriore appesantimento degli adempimenti consiliari legati alla sessione di bilancio che, combinato con la disposizione del Regolamento che consente il contingentamento dei tempi per la discussione, renderà più opachi e meno trasparenti tutti gli atti della Regione attraverso i quali si decide di orientare lo sviluppo e la spesa delle risorse disponibili in questa o in quella direzione. In altre parole, si produrrà un'altra montagna di carte accanto a una minore chiarezza delle scelte, impegnando, oltretutto, gli uffici in un surplus di lavoro carico di sovrapposizione, ripetizione, scomposizione e ricomposizione degli stessi dati. Qualcuno ha opportunamente osservato, infatti, che di questo spacchettamento della documentazione finanziaria non si trova traccia nella legislazione delle altre Regioni, né di quelle più avanzate dal punto di vista della produzione legislativa, né di quelle più omologhe o amiche, come adesso si usa dire, rispetto all'attuale maggioranza. Ma forse era proprio questo il vero obiettivo politico che si voleva conseguire: da un lato dare l'impressione di una forte innovazione, di un cambiamento nel modo di governare, dall'altro creare, attraverso queste nuove sovrastrutture, uno schermo opaco per rendere poco leggibili e oggettivamente pesanti certe operazioni legate alle convenienze politiche del momento. Operazioni che si possono riassumere nella solita logica del "non disturbare il manovratore", perché è evidente che il maggior disturbo arriva proprio nei momenti in cui si devono prendere decisioni importanti che comportano la spesa di risorse importanti.
Nel nostro caso, inoltre, come dimostrano numerosissimi precedenti in tal senso, anche il Consiglio, maggioranza compresa, non potrà disturbare troppo. Da questa legge esce, infatti, una finanziaria blindata, che l'Esecutivo confezionerà attraverso una pluralità di atti e il continuo richiamo alla coerenza del Programma regionale di sviluppo con il DAPEF, con la legge finanziaria e con quella di bilancio, come un pacchetto chiuso che lascerà poco spazio anche allo stesso confronto interno della maggioranza. Lo ha avvertito il collega Uras nel suo intervento, non vorremmo essere facili profeti, ma abbiamo l'impressione che già dalla prossima sessione di bilancio avremo modo di verificare, purtroppo, la fondatezza di questi dati. Inoltre, ed è un passaggio per noi fondamentale, questa legge è di fatto un colpo di spugna sulla democrazia partecipata, sul ruolo istituzionale che la Costituzione vigente assegna a comuni e province, sul ruolo che il nostro stesso ordinamento prevede per gli enti locali. Essa infatti riporta pericolosamente indietro l'orologio del sistema delle autonomie, che in questo nuovo processo di accentramento non ha peso, non ha voce, non ha riconoscimento e non viene nemmeno citato per sbaglio. Così come viene bypassato ogni momento di concertazione con le forze sociali, le organizzazioni sindacali, le categorie produttive, le professioni, un mondo, scusate se è poco, che contribuisce in maniera rilevantissima al nostro prodotto interno lordo.
Ma allora, cosa resta di questa impostazione così moderna se il Consiglio regionale è imbrigliato nel suo ruolo istituzionale di programmazione, se le autonomie locali non hanno strumenti concreti per rappresentare le loro istanze e se il mondo della produzione e del lavoro è tenuto ai margini delle scelte che contano? Eppure, i sostenitori del provvedimento affermano, con la solita enfasi nuovista, nella relazione introduttiva, che la legge contiene forme nuove e più ampie di democrazia partecipata. Il collega Uras, col suo ragionamento, ha dimostrato che avviene tutto il contrario, che c'è incomunicabilità fra le istituzioni e la gente e prevedeva, praticamente, che ci potesse essere un cambiamento radicale di questa impostazione data da questa nuova maggioranza, o meglio da questo Presidente. Quindi non è vero che ci siano nuove forme di democrazia partecipata, come si afferma, salvo poi rimangiarsi tutto - impresa in cui questa maggioranza è molto capace - negli articoli che seguono.
Ma c'è un altro aspetto che fa capire quale sia il reale disegno del Governo regionale e la vera portata di questa presunta innovazione: nella prossima sessione di bilancio, che sarà pilotata da queste nuove regole e che, appunto, come sostenevamo in precedenza, sarà assolutamente blindata, troveremo sicuramente un numero abnorme di collegati che potranno disciplinare le materie più diverse e disparate. Potremo trovarci dentro nuove tasse, come è già accaduto, operazioni di vendita del patrimonio pubblico poco trasparenti, insomma quanto potrà essere utile ad accelerare certe operazioni che, seguendo la strada della legge ordinaria, avrebbero richiesto tempi, riflessioni, approfondimenti, confronti, tutto quello che invece si vuole accuratamente e scientificamente evitare. La nuova sessione di bilancio, in altri termini, rappresenterà il vero snodo politico dell'attività regionale e con queste nuove regole diventerà non una corsia preferenziale, ma un'autentica autostrada per l'Esecutivo, con tanti saluti, in questo caso sì, alla coerenza con il programma elettorale presentato ai sardi nel 2004, che, ripeto, più che un programma era un cartello elettorale! Questo, infatti, è l'unico tipo di coerenza che il Governo regionale sarà autorizzato ad aggirare per legge. Ne abbiamo avuto prove assai evidenti in questo scorcio di legislatura; ora abbiamo la certificazione degli strappi che diventano metodo, degli aggiustamenti che diventano prassi, delle fughe in avanti che assumono la forma sistematica. Il programma elettorale, in definitiva, è figlio del cartello elettorale, roba buona per vincere le elezioni, per il resto vige la regola del "lasciateci lavorare". Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, il provvedimento normativo che oggi esaminiamo non è solo una norma fine a se stessa, atta a regolamentare un processo che è importante per qualunque ente, ma riassume in sé il significato di programmazione, di gestione finanziaria e anche, come ha fatto rilevare in maniera eccellente l'onorevole Floris, la capacità di innovare la normativa esistente.
Soffermandomi un attimo su questo punto, mi domando: se delle cosiddette norme intruse si è tanto discusso in quest'Aula, ma ancor di più in una commissione particolare del Consiglio, che si chiama Giunta per il Regolamento, e che ha modificato il Regolamento consiliare affinché fosse chiaro che non poteva essere inserita nessuna norma che non avesse attinenza con il contenuto della finanziaria, perché oggi ci troviamo a decidere su un provvedimento che consente invece che tutto e di più possa far parte di questa legge? Se questo è, mi domando se effettivamente questa Giunta sia in sintonia con se stessa e soprattutto se lo sia questa maggioranza, non tanto perché l'onorevole Uras ha detto che le condizioni sono tali da determinare il funerale di questo Consiglio regionale, quanto perché nello stesso programma elettorale la maggioranza, significativamente, affermava di voler regolamentare in maniera diversa, più articolata e certamente più affine ai risultati che si dovevano ottenere, quindi selezionando e ponendo in chiaro i numeri del DPEF e della finanziaria. Quindi è una contradictio in terminis all'interno del programma elettorale fatto da questa maggioranza e da lei stessa negato anche nella recente esperienza di legge omnibus, cioè dell'ultima legge finanziaria. Questo è grave, perché si sta martellando da sinistra quello che era il programma di sinistra, ma ancor di più si sta dissimulando, nell'interesse di una parte, nell'interesse magari della Giunta - e non è detto che sia l'interesse vero della Sardegna -, che ci siano corsie preferenziali, che ci siano interessi particolari, che si difendano interessi particolari, al di là e al di sopra del legittimo interesse di tutto il popolo sardo e dei suoi rappresentanti che siedono in quest'Aula. E se, come affermava l'onorevole Uras, la discussione è un fastidio, un impedimento, giova dire che il Presidente del Consiglio è eletto dalla maggioranza, ma accettato da tutto il Consiglio regionale e considerato primo difensore di questa istituzione autonomistica. Quindi è sconveniente, anche quando questo Consesso difetta in qualche comportamento, che ci siano motti minacciosi da parte della Presidenza invocanti una modifica del Regolamento che andrebbe esclusivamente a vantaggio di una parte del Consiglio regionale, perché così facendo non si fa la difesa dell'intera istituzione autonomistica! Perché la massima istituzione autonomistica la si difende tutelando anche quella parte che può essere peccatrice solo perché è minoritaria e invoca il diritto di espressione! Ed è grave che si persegua questo limite. Mi viene in mente l'espressione latina: "Ubi solitudinem faciunt, pacem appellant".
Ma dove sono i morti? Per tornare a ciò che diceva l'onorevole Uras, non c'è un'istituzione viva che dia specificità vera a questa Sardegna! Non c'è la volontà di servire un popolo, e allora si giustificano anche certi processi. Mi è piaciuto l'editoriale de "L'Unione Sarda" di oggi, in cui si afferma che se alcuni militanti di A Manca pro s'Indipendentzia sono finiti in galera magari perché si è fatta della dietrologia o perché non si sono compresi i fatti, l'accertamento dei quali lo lasciamo tutto alla magistratura, evidentemente per quei militanti il carcere cagliaritano rappresenta ciò che lo Spielberg rappresentava per coloro i quali nell'Ottocento cercavano una nuova patria.
Ma se esistono condizioni tali da causare frustrazione e grave nocumento al popolo sardo è perché voi del centrosinistra oggi lo state appiattendo, lo state ponendo in una condizione di disgrazia assoluta. Se questo è vero, state dando spazio a fenomeni che sono gravi, perché non danno sbocco democratico, perché non danno la reale possibilità a tutti i consiglieri di svolgere il proprio ruolo all'interno di questa massima istituzione autonomistica. Non sono parole al vento, lontane dal provvedimento oggi in discussione, ma sono parole che esprimono l'esigenza di ripercorrere un cammino di democrazia pieno e totale. E allora dico che non c'è possibilità di espressione perché non si vuole consentire al popolo sardo di votare per un'Assemblea costituente che, nel riscrivere la nostra legge fondamentale, ossia lo Statuto sardo, rivendichi la pienezza dei poteri della Sardegna, anziché prenderla in giro, a volte, con finte interlocuzioni con Governi centrali che veramente, di qualunque colore essi siano, poche soddisfazioni hanno dato alla nostra Isola. E attenzione a usare la clava dello scoop elettorale o dello scoop giornalistico tout court, perché poi i conti tornano salati e vengono pagati da quella parte della società che è più sensibile e meno difesa, e che non trova rimedio alla sua condizione in ciò che offre la dialettica democratica. Questo è pericoloso e siete responsabili voi del centrosinistra della condizione in cui state ponendo il popolo sardo. Per questo spesso e volentieri io dico che non si può in quest'Aula legiferare con rapidità, e parlo di leggi a cottimo. Il collega Floris, poco fa, lo sottolineava: come si può legiferare seriamente, interpretando i reali bisogni di un popolo, le sue aspettative, senza conoscere quello che è il portato di una norma, senza sapere come questa norma va modificata, integrata o risistemata? Vi rendete conto che stiamo perdendo una delle nozioni fondamentali della partecipazione alla formazione delle leggi?
Qual è la ratio che sottende l'attività legislativa, intesa come volontà di interpretare le esigenze di un popolo e portarle a norma? Io qui non la vedo, non credo che il popolo sardo voglia un omnibus infilato dentro un progetto di legge finanziaria qualunque; non credo che voglia questo, perché non vi ha votato per questo, anzi il vostro programma diceva il contrario! E allora io mi domando se il mancato sviluppo della nostra Isola derivi da questi due anni di peccati mortali. Basti vedere quello che sta avvenendo nel sistema turistico, nonostante, come ho letto qualche giorno fa sulla stampa, l'ultimo mohicano, l'onorevole Chicco Porcu, resti in difesa della nuova tassazione e di non so quale marchingegno pur di allontanare il turista dalla Sardegna. Se non sbaglio, è un decalogo ormai puntuale su tutti giornali e da parte di tutte le associazioni di destra o di sinistra, passando per il centro, che lamentano un calo netto delle presenze turistiche, ma soprattutto di quelle legate agli yacht,o comunque alle imbarcazioni dai dodici o quattordici metri in su, e ai piccoli aerei, fino a dodici posti. Tra l'altro, quando si parlava di questa nuova imposizione fiscale, io dissi: " Ebbene, Presidente, lei vuole realizzare nella Valle di Isalle e a Villanovaforru dei campi da golf, al di là della scarsa disponibilità d'acqua, e poi proibisce proprio a coloro che usufruiscono dei campi da golf e che grazie alla loro disponibilità finanziaria si spostano con piccoli aerei, di venire in Sardegna, perché pur di non pagare delle imposte aberranti, come i dati e i risultati dimostrano, questi turisti preferiscono andare altrove.
Vogliamo utilizzare ancora questa finanziaria o il DPEF annuale per rimediare a queste storture che ormai da due anni stanno caratterizzando la nostra legislazione regionale? Caro Presidente, vogliamo consentire ancora che si legiferi in questa maniera e misura, perché bisogna per forza procedere velocemente? Io capisco il fastidio che si può provare per i ritardi causati dall'utilizzazione, da parte della minoranza, di alcuni strumenti che forse rasentano l'illiceità, sotto certi aspetti, ma mi domando se non sia più importante concedere i tempi giusti per fare una legislazione corretta, onesta, responsabile, che abbia attinenza con quelli che sono gli interessi veri del popolo sardo. Io credo fermamente di sì, e l'utilizzo dello strumento della coercizione e dell'incanalamento forzato all'interno di un processo cosiddetto decisionista non credo possa sovvertire quello che è l'interesse principale, cioè che ci sia uno sviluppo serio, corretto e funzionale alle esigenze della Sardegna, né dare in tempi brevi un risultato efficace. Come abbiamo efficacemente dimostrato, in due anni voi non siete stati capaci di garantire uno sviluppo corretto alla nostra Isola. Certo, dovremmo cominciare a ragionare anche sulla legge elettorale, anziché continuare a lamentarci del fatto che questo Consesso non ha una sua forte caratterizzazione, cioè non ha difese immunitarie contro la persistenza e pervadenza dell'Esecutivo.
Credo sia ora di prendere decisioni che vadano al di là dei Gruppi e degli schieramenti, che possano dare una caratterizzazione diversa e puntuale alla centralità istituzionale di questo Consesso. Guai se non affrontiamo nei giusti tempi i problemi, aspettando il momento elettorale, perché ancora una volta avremo eluso i veri interessi di quest'Aula e del popolo sardo. Non sto dicendo cose lontane dall'oggetto della discussione odierna, perché se non ci fosse questa pervadenza da parte della Presidenza della Giunta regionale, forse non avremmo neanche occasione di dire che ci sono dei momenti di dibattito interno, forzato e subordinato esclusivamente a prevedere una corsia preferenziale per la Giunta, che per altro non c'è, ancorché la si accordi. In sede di Giunta per il Regolamento, io proposi al Presidente di prevedere una corsia preferenziale per la Giunta. Questa proposta non fu accettata, ma almeno era stata avanzata nella chiarezza, non con la pervasione, con l'intolleranza, con la forza che condiziona sia la maggioranza sia l'opposizione, quindi l'intero Consiglio. Ma dico di più, le iniziative legislative andrebbero assecondate con maggiore attenzione. L'onorevole Uras ha detto che ci sono proposte di legge depositate già da due anni presso le diverse Commissioni e mai discusse, perché non vi interessano, mentre è stato fatto un elenco dei progetti di legge di interesse della maggioranza e dell'Esecutivo che potevano essere discussi nelle Commissioni e in Aula. Amici cari, volete mortificare la minoranza, volete mortificare una parte del popolo sardo? Fatelo, continuate su questa strada, la china non vi porterà certo un futuro radioso! Io sono convinto che ci sarà, prima o poi, uno scontro sociale forte che vi indurrà a capire; passeranno anche gli esiti elettorali, il governatorato, e ci sarà un grande dibattito in Sardegna. Si vedrà allora se ci sarà stato uno sviluppo serio o se oggi si stanno soltanto spendendo parole, ma nei fatti resteranno i disoccupati, le macerie delle industrie, le difficoltà oggettive di quei giovani laureati, a cui tanti fanno continuo riferimento, che dovrebbero essere inseriti nei posti di lavoro creati da questa nuova maggioranza.
Io credo che ci sia da prestare molta attenzione. E se si vuole un dialogo serio e fruttuoso, se si vuole creare un sistema di discussione diverso in quest'Aula, bisognerà prestare molta più attenzione a quello che proviene dalla minoranza. Non ci dovranno essere barriere né ostacoli, perché la verità non ce l'ha nessuno in tasca. Capisco le difficoltà e le sofferenze di questa maggioranza composita e articolata, che deve accontentare l'estrema sinistra e La Margherita, ma se arriverete a una sintesi all'interno della maggioranza cercate una sintesi anche in quest'Aula, altrimenti dimostrerete, ancora una volta, di voler prendere in tutta solitudine decisioni che saranno forse le meno opportune per il popolo sardo e per il vostro stesso avvenire.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Oscar Cherchi. Poiché non è in aula, decade. E' iscritto a parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (Gruppo Federalista-Autonomista Sardo). La ringrazio, Presidente, anche se non le nascondo che mi coglie del tutto impreparato, perché sapevo di dover intervenire in un momento successivo.
Se qualcuno si aspettava che il lavoro svolto dalla Giunta regionale e dalla competente Commissione introducesse una qualche rivoluzione nelle procedure, nei percorsi e nella semplificazione dei contenuti, si è sbagliato, perché sotto questo profilo questo testo unificato non rappresenta affatto una rivoluzione. Certo, persegue degli obiettivi che sono chiaramente leggibili e visibili. Sono obiettivi anche di aggiornamento di una normativa che, per certi versi, era considerata vetusta, parzialmente superata. Qualcuno diceva: "Si intende rivoluzionare non solo i percorsi e le procedure in Regione, ma anche il panorama politico italiano e internazionale". Sinceramente, credo che questo non rientri nei propositi della Giunta regionale. Le modifiche previste, alcune sostanziali altre ascrivibili solo ad aggiustamenti di tipo tecnico, in linea generale sono tese a garantire una razionalizzazione delle procedure.
Prima di addentrarmi nel merito del testo dell'articolato, sul quale non nascondo che nutro almeno qualche perplessità per cui gradirei qualche chiarimento da parte dell'Assessore, vorrei soffermarmi sul riferimento fatto da un collega - chiedo scusa se non ricordo più chi sia - alle leggi impugnate dal Governo o, comunque, secondo quanto è apparso sulla stampa, alla probabile determinazione del Governo di impugnare, oltre a quelle parti per le quali ha già provveduto, anche altre parti della normativa regionale. Mi sto riferendo nello specifico, colleghi, alla legge istitutiva della Consulta per la riscrittura dello Statuto. Ecco, io non me la sentirei al riguardo di esultare, di fare grandi proclami, di dire che la legislazione regionale è sempre incongruente e pertanto il Governo, anche quello "amico", è nell'ordine d'idee di impugnare ogni nostra legge. Che io sappia, ma mi auguro che il Governo ci ripensi, i motivi dell'impugnativa della legge istitutiva della Consulta sono dovuti all'uso, nell'articolato, del termine "sovranità". Ho letto, devo dire con piacere, l'intervento di un ministro sardo, l'onorevole Parisi, il quale dà ddi questo termine un'interpretazione che personalmente condivido. Dice il ministro Parisi che non obbligatoriamente l'affermazione della sovranità di un popolo confligge con l'espressione della sovranità di un altro livello istituzionale. Io credo che l'onorevole Parisi abbia dato un'interpretazione autentica, che riserva al popolo sardo la potestà di richiamare una propria ed esclusiva sovranità, senza che questo confligga obbligatoriamente con l'esplicazione della sovranità da parte dello Stato italiano o anche di livelli ancora superiori, per esempio l'Europa. Io credo che la sovranità possa viaggiare su linee parallele, e quella espressa da un livello istituzionale, anziché confliggere, serve a potenziare, a tradurre positivamente anche la sovranità a cui ha titolo un altro livello istituzionale. Per cui mi auguro, relativamente a questo aspetto, che da parte di quel Governo - Governo amico, si diceva, perché composto da forze politiche che anche qui da noi costituiscono la maggioranza di governo - ci sia un'opportuna riflessione e un forte ripensamento. Colleghi, se ciò non dovesse avvenire, allora, davvero sarebbe a rischio l'autonomia di questa Assemblea. E strumentalmente quel potere che oggi viene esercitato per rinviare alla Corte costituzionale una legge approvata da questo Consiglio regionale potrebbe, in futuro, essere utilizzato ogni qual volta lo si ritenga opportuno. Ma questa opportunità deve trovare un riscontro obiettivo e deve tradursi in un danno per lo Stato italiano. Mentre l'interpretazione nostra è quella di un viaggio parallelo e comune nell'esercizio di questo potere.
Tornando strettamente all'ordine del giorno, alcune delle innovazioni che vengono introdotte, per certi versi, in maniera specifica e abbastanza puntuale nel testo unificato non possono che essere accolte favorevolmente. Provo a riassumere un concetto espresso dal collega Licheri, che in me desta qualche perplessità: "Il PRS assume una funzione strategica, utile a creare l'humus necessario per una politica di concertazione". Questo ho colto e mi auguro che il PRS, di fatto, abbia questo obiettivo. Però, assessore Pigliare, richiami, impegni concreti all'interno dell'articolato su questa politica di concertazione, sinceramente, non ve ne sono. Quello del collega Licheri è probabilmente un auspicio, una libera interpretazione. Sicuramente rientrerà negli intendimenti, nei propositi della Giunta regionale, però un qualche richiamo a quella esigenza, in un articolato di questo tipo e di questa portata, credo che dovrebbe essere previsto. Troviamo assieme i modi e le forme perché non dobbiamo affidarci alle interpretazioni benevole di questo o di quell'Assessore, di questa o di quella Giunta regionale. Badate, di questa Giunta regionale e di questo Assessore io mi fido; non mi fido di ciò che potrà accadere un domani, se la Giunta regionale sarà un'altra. Siccome la politica è continuamente in divenire, accadrà pure, prima o poi, e magari nel frattempo non avremo fatto queste precisazioni all'interno della legge, che al governo della Regione ci siano forze che hanno una storia, un percorso politico e radici differenti dalle mie e che quindi mi danno minore affidabilità culturale e politica. E allora, siccome tutto ciò che è scritto resta, mentre verba volant e tutto ciò che non è scritto può essere lasciato alla libera interpretazione e alla disponibilità di chi al momento governa, è preferibile che un richiamo e un impegno in questa direzione sia in ogni caso contenuto in questo testo. Non mi si guardi con sorpresa e sgomento, non m'attardo sulle parti che condivido proprio in quanto le condivido. Mi preoccupo, invece, nel poco tempo a disposizione, di mettere in chiaro gli aspetti che in me destano, invece, qualche perplessità. Per esempio, al comma 2 dell'articolo 2, laddove si parla del Programma regionale di sviluppo, che è uno strumento innovativo sicuramente utile e opportuno, credo ci sia un eccesso di libertà, un eccesso di discrezionalità da parte della Giunta regionale. Si dice infatti: "In un apposito allegato tecnico, non soggetto ad approvazione consiliare, sono elencati i progetti di intervento, correlati agli obiettivi del PRS". Certo, il PRS delinea gli obiettivi, poi, però, suona quanto meno strano che, in accompagnamento, vi sia un allegato tecnico e che questo allegato venga sottratto al dibattito consiliare. Credo che le parole "non soggetto ad approvazione consiliare", in riferimento all'allegato tecnico, debbano essere cassate. Vedo che l'Assessore non condivide, capisco anche le sue ragioni, però mi sia consentito dire che vi sono anche le ragioni dell'Assemblea, che in questo caso non debbono obbligatoriamente confliggere, ma debbono tendere il più possibile alla comune costruzione. E perché vi sia una comune costruzione bisogna che l'Assemblea venga messa nelle condizioni di entrare nella disponibilità di tutti i documenti e di esprimersi su di essi. Sottrarre questa potestà significa, a mio avviso, diminuire il potere assembleare, diminuire il potere di intervento e, se mi consentite, anche il potere di controllo del Consiglio. Certamente, assessore Pigliaru, questo non rientra nei suoi propositi, però il rischio è che la funzione dell'Assemblea risulti non dico svilita, ma attenuata. Mentre la funzione dell'Assemblea non solo non deve risultare attenuata, perché questo è un documento importante, ma deve bensì risultare potenziata!
Lo stesso concetto espresso nel comma 2 dell'articolo 2 è parimenti riportato al punto 3 dell'articolo 4, laddove si dice: "Con apposito allegato tecnico al DAPEF, non soggetto ad approvazione consiliare…". E' una conseguenza che discende dal fatto che se non è soggetto ad approvazione consiliare l'allegato tecnico previsto nel Programma regionale di sviluppo, non è soggetto ad approvazione consiliare, dal punto di vista della Giunta regionale, nemmeno l'allegato tecnico al Documento annuale di programmazione economica e finanziaria. Io credo che il Consiglio, relativamente a questi due punti, debba essere rimesso nella sua piena potestà decisionale, cioè che la Giunta possa presentare tutti gli allegati tecnici che ritiene necessari, ma che il Consiglio debba avere la potestà di effettuare una disamina e di esprimere un parere. Sarà un parere riflettuto, un parere di congruità, ma in ogni caso è un parere che il Consiglio non può vedersi sottratto.
Assessore, mi consenta di fare ancora qualche osservazione relativamente agli articoli 5 e 6. L'articolo 5, che tratta specificamente della legge finanziaria, alla lettera l) recita: "fissare autorizzazioni di spesa per nuovi interventi, anche in materia di organizzazione, che non richiedano una disciplina organica della materia…". Qualcuno di voi, per cortesia, è in grado di dirmi che cosa significa "disciplina organica"? Sinceramente, credo che la lettera l) debba essere cassata.
La lettera m) invece recita: "introdurre modifiche ed integrazioni di disposizioni legislative vigenti, finalizzate a interventi di contenimento,…". Assessore, va assolutamente bene, non va più bene il concetto che viene espresso immediatamente dopo: "di razionalizzazione e riqualificazione della spesa…". Perché non va bene? Perché si introduce l'interpretazione della razionalizzazione e della riqualificazione della spesa, il che è un fatto politico, e su un fatto politico credo che qualche riflessione ulteriore sia necessaria.
L'articolo 6 parla di leggi collegate alla manovra finanziaria, ma badate che se non si specifica meglio che cosa si intende si potrà modificare persino la legge urbanistica attraverso la finanziaria! Le leggi collegate alla finanziaria devono dunque essere strettamente connesse alla manovra di bilancio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà. Prego, onorevole Porcu.
PORCU (Progetto Sardegna). Ho visto che lei discuteva, Presidente, con l'onorevole Cappai.
PRESIDENTE. No, io non discuto. Abbiamo ancora del tempo a disposizione.
PORCU (Progetto Sardegna). Vi ascoltavo volentieri, non volevo interrompervi.
PRESIDENTE. Il tema era il tempo, usiamolo bene.
PORCU (Progetto Sardegna). Se ho il conforto che il mio intervento non viene interrotto alle ore 14, evidentemente lo inizio. Una volta iniziato, avrò venti minuti a disposizione, ma credo che ne utilizzerò di meno.
Per ragionare su molte delle osservazioni che sono state fatte in quest'Aula, sia da parte della opposizione sia, come nel caso dell'onorevole Balia, da parte della maggioranza, credo sia utile ricordare brevemente il significato, la filosofia del provvedimento che oggi stiamo analizzando, per capire se qualcuna delle obiezioni che sono state fatte meriti di essere approfondita o se invece lo spirito di questo provvedimento non sia stato colto.
La prima considerazione su cui dobbiamo riflettere è che, per la prima volta, tramite questo provvedimento si stabilisce un collegamento con il programma della coalizione e con le dichiarazioni programmatiche. Bene ha fatto l'onorevole Diana a ricordarci, nel suo intervento, che questa coerenza che egli aveva colto e richiamato è poi, in qualche modo sfuggita nella elaborazione finale del testo. Personalmente sono pronto ad accogliere questa sua osservazione attraverso appositi emendamenti, cioè a chiarire che uno dei principi della legge è che dal programma della coalizione vincitrice discende il Programma regionale di sviluppo, che determina le strategie e gli obiettivi generali specifici dell'intera legislatura. Quindi abbiamo il programma della coalizione, le dichiarazioni programmatiche e il Programma regionale di sviluppo.
Cosa discende da questa scelta? Questo Programma regionale di sviluppo contiene degli obiettivi, dei sotto-obiettivi, e individua le principali linee progettuali attraverso le quali questi obiettivi si realizzano. Posso, per esempio, voler intervenire nell'ambito delle politiche della conoscenza, pormi il problema di aumentare il numero di diplomati e laureati, che era uno dei temi di cui avevamo discusso. Mi pongo questo obiettivo, lo articolo per fasce, appunto diplomati e laureati, e individuo i progetti attraverso i quali lo voglio raggiungere: per esempio interventi nelle scuole, interventi di monitoraggio. Individuo le principali coperture finanziarie, quindi non faccio solo un'enunciazione di principio generica, ma faccio una prima analisi, un primo sforzo per chiarire se ho le risorse che mi servono e quali risorse intendo mettere a correre rispetto a quell'obiettivo. Quindi do una prima opportunità di capire se a quell'intendimento consegua un'assegnazione di risorse coerente con ciò che effettivamente voglio fare.
C'è poi una novità fondamentale, che credo non sia stata colta nel dibattito odierno. All'articolo 2, comma 1, lettera c), stabilisco le funzioni obiettivo su cui trova riscontro nel bilancio regionale l'azione strategica dell'amministrazione regionale, cioè per la prima volta ipotizzo un bilancio regionale che non sarà strutturato attraverso i soliti Assessorati, le solite UPB, capitoli, servizi e così via, quindi difficilissimo da leggere e da collegare a obiettivi specifici di legislatura, ma che sarà possibile leggere anche per funzioni obiettivo. Cioè posso vedere che nel campo delle politiche della conoscenza c'è l'obiettivo di incrementare la conoscenza in tutti i suoi ambiti e, nell'insieme, partendo dai progetti, capisco quali sono i capitoli di spesa che vengono mossi in direzione di quell'obiettivo. Sappiamo infatti che i capitoli di spesa relativi ad alcuni obiettivi particolari, come per esempio quelli legati al settore ambientale o all'urbanistica, fanno capo a diversi Assessorati.
Quindi per la prima volta, attraverso questa legge, si offre al Consiglio e a chi deve occuparsi di programmazione una chiave di lettura del tutto nuova. Cioè il bilancio non è più costituito da un insieme di capitoli disarticolati, rispetto ai quali si doveva fare lo sforzo di riassumere, per esempio, tutte le politiche per la casa o per il sociale e recuperare le voci di spesa fra tutti gli Assessorati, facendo un lavoro improprio. Per la prima volta, con questo provvedimento, viene dato al Consiglio uno strumento di controllo, se non altro per capire quali sono obiettivi e le risorse complessive che vengono messe a correre per conseguirli.
Quindi questo è uno strumento straordinario, che esalta e amplifica la funzione del Consiglio, perché per la prima volta il Consiglio si trova di fronte a una dichiarazione di intenti, a un obiettivo, a dei sotto-obiettivi, a delle linee progettuali, alla copertura delle spese, e può più facilmente - lo si poteva fare anche prima naturalmente, ma a costo di una fatica improba - approvare sapendo che cosa approva e sapendo che le risorse ci sono, e può anche fare delle osservazioni: "Quelle linee progettuali mi vanno bene", oppure "Non mi vanno bene"; "Quelle cose non sono state fatte, perché non le hai fatte?" Quindi si esalta la funzione di controllo del Consiglio e il suo contributo alla programmazione, come mai era avvenuto prima, ma come avviene normalmente in un'azienda. In un'impresa privata, non esiste che qualcuno ti porti un bilancio senza spiegarti come esso si inquadra nelle politiche di sviluppo di quell'azienda, senza aver prima approvato un piano triennale, senza aver capito quali obiettivi di crescita e di sviluppo quel piano triennale si pone, senza far discendere da quel piano e da quegli obiettivi di sviluppo degli investimenti, delle attività, delle spese, degli obiettivi di crescita, e senza ricollegare ad esso il bilancio che viene approvato.
Stiamo facendo, per la prima volta, delle cose normali, che sono proprie di organizzazioni evolute; cose normali che esaltano la nostra funzione di consiglieri regionali, che ci consentono di dare il nostro contributo incidendo non su singoli capitoli, magari perché siamo stati sollecitati in tal senso da Tizio o Caio, ma sulle grandi linee guida dello sviluppo. Ecco perché trovo un po' sconcertante l'affermazione, che è emersa non soltanto dalla minoranza, e questo lo capisco, ma anche dalla maggioranza, secondo cui questa legge non esalterebbe il ruolo del Consiglio. Lo esalta eccome! Tra l'altro, per la prima volta - altro elemento che forse è sfuggito - si parla di bilancio, cari colleghi! Io vengo dal mondo del privato, ammetto di essermi occupato di gestione aziendale, di bilanci di aziende private, di aver studiato questa materia perché nella mia vita ho fatto per oltre dieci anni l'amministratore delegato di società, mi sono occupato di bilanci civilistici, ma sinceramente sul bilancio della Regione avevo difficoltà a capirci qualcosa! Pur avendo fatto nella mia vita qualche modesto studio, qualche modesto approfondimento! Per la prima volta introduciamo nel bilancio di previsione il criterio della competenza, perché mi sembra che in passato la Regione facesse prevalentemente bilanci di cassa, per cui non si sapeva bene se una determinata voce derivava da un impegno preso tre o cinque anni prima, se vi era un residuo passivo o attivo, cioè non si capiva quale fosse l'insieme delle attività e degli impegni legati all'anno preso in esame, né come si chiudeva il bilancio in termini di competenza. Si ragionava, diciamo, più che altro in termini di cassa. Per la prima volta, con questa legge, la Regione adotta strumenti più moderni, quindi si dota di una strumentazione che ci consente di inquadrare le entrate e le uscite, indipendentemente dal fatto che poi quelle entrate e quelle spese si concretizzino nell'esercizio di riferimento.
Quindi credo che questa legge sia assolutamente straordinaria da questo punto di vista, e credo anche, per entrare nel merito, avendo inquadrato questo tema nel suo insieme, che da questo punto di vista, per esempio l'allegato tecnico di cui al comma 2 dell'articolo 2 non possa essere oggetto di approvazione consiliare. Forse quel comma andrebbe cassato, perché un allegato tecnico riguarda una funzione tipicamente attuativa, di competenza dell'Esecutivo; il Consiglio esercita pienamente la sua funzione nel momento in cui stabilisce e approva gli indirizzi, gli obiettivi, i sotto-obiettivi, le linee progettuali, ma sarebbe assai anomalo che entrasse nel merito di uno strumento attuativo che definisce puntualmente chi, cosa, come, quando, perché, dove, a rate, in che tempi. Io non ci riuscirei, ammetto la mia difficoltà. Dovremmo trasferirci negli Assessorati per entrare nel merito di uno strumento che è tipicamente attuativo e che nello spirito di questa legge viene allegato semplicemente per farci capire che esiste un procedimento a cascata che dà l'indirizzo generale degli obiettivi e dei sotto-obiettivi e determina i singoli progetti, quindi per farci cogliere a livello, diciamo, generale la coerenza tra l'atto attuativo e l'atto di indirizzo. L'allegato tecnico ha soltanto questo scopo. Se crea confusione io sono favorevole alla soppressione di questo comma, perché non dimentichiamoci che, in base all'articolo 4, il DPEF, che si chiamerà DAPEF (forse si poteva trovare un nome più facilmente pronunciabile) e che diventa di fatto quella che nelle aziende private è la relazione allegata al bilancio, contiene non soltanto i criteri per la formazione del bilancio annuale e pluriennale e le indicazioni dei programmi da finanziarsi con il bilancio pluriennale, compresa l'attività degli enti e delle agenzie regionali, ma anche - e questo è un elemento di novità - un esame del grado di realizzazione dei programmi, l'aggiornamento degli indirizzi e delle priorità politiche, oltre alle previsioni delle entrate e del ricorso all'indebitamento. Quindi, diciamo, che di nuovo, a livello di Documento di programmazione economica e finanziaria, abbiamo la possibilità di entrare nel merito degli argomenti e anche di avere un aggiornamento degli obiettivi contenuti nel Programma regionale di sviluppo. Finalmente c'è linearità, si capisce anche a cosa serve il DPEF, perché sappiamo bene che, a distanza di due anni, tutti noi ancora ci chiediamo quale sia il collegamento tra il DPEF e il bilancio, un collegamento sconosciuto. Il DPEF smette, dunque, di essere un oggetto misterioso, slegato dall'effettiva programmazione regionale e dal quale non scaturisce uno strumento attuativo, una specie di libro in cui ci raccontavamo tante cose sullo scenario futuro della Sardegna, ma le cui conseguenze pratiche sugli strumenti di programmazione economica e finanziaria rimanevano incomprensibili. Finalmente ridiamo dignità a questo strumento.
Il collega Diana obiettava circa il fatto che questo strumento fosse presentato insieme al bilancio. Io dico finalmente, così smetterà di essere uno strumento campato per aria, per diventare uno strumento che ci spiega come si realizza il Programma regionale di sviluppo e cosa accidenti troviamo nel bilancio! Perché se no nel bilancio potremmo trovarci tutto e all'assessore Pigliaru potremmo dire: "Caro assessore Pigliaru, questo DAPEF, che tu hai scritto, non c'entra nulla col bilancio a cui è allegato". "Dov'è la coerenza" - domanderei all'assessore Pigliaru - "tra gli indirizzi e le priorità che stai mettendo in campo e le funzioni obiettivo che mi ritrovo nel bilancio?"
Ora posso avere insieme questi due documenti, collegati tra loro. Come qualsiasi bravo amministratore che legga la relazione tecnica allegata al bilancio di un'azienda privata, ora devo sforzarmi di ricordare che c'è un piano triennale, che a quel piano triennale sono legati degli obiettivi, che questi obiettivi hanno delle scadenze annuali che originano dei progetti, che quei progetti a loro volta originano delle funzioni aggregate che mi ricordano come realizzo gli obiettivi, e tutte queste cose me le ritrovo nel bilancio. Quindi vorrei sapere dov'è la diminuzione del ruolo del Consiglio? Ma finalmente! Io ho passato un anno, in Commissione bilancio, senza capire bene quale fosse il mio ruolo, oltre a quello di fare il conticino della spesa: quanto hai speso l'anno scorso, quanto hai speso quest'anno. Si apriva la negoziazione, si valutava se la richiesta era congrua o eccessiva, poi arrivava la data lobby a dire: "Devo spendere di più, devo spendere di meno", senza capire se vi era una coerenza complessiva. Oggi, abbiamo un documento in cui si prende l'impegno di fare delle dichiarazioni, di spiegare le allocazioni delle risorse in base agli obiettivi, uno strumento di trasparenza fondamentale, eppure qualche collega, autorevole per carità, come per esempio il presidente Floris, sente che il Consiglio con questo provvedimento viene esautorato! Credo sia esattamente il contrario! Per la prima volta questo Consiglio ha la dignità che gli spetta e il nostro ruolo di consiglieri viene effettivamente esaltato.
Ci sono state anche altre obiezioni, molti colleghi, per esempio, hanno richiamato l'attenzione sulle lettere l) e m) dell'articolo 5. Qui il dilemma è: torniamo alla finanziaria ingessata, torniamo alla finanziaria non ingessata o troviamo un punto intermedio di equilibrio? Credo che proprio perché oggi stiamo collegando fortemente la legge finanziaria con il Programma regionale di sviluppo e il Documento di programmazione economica e finanziaria, di cui verifichiamo la coerenza col Programma di sviluppo e con il bilancio, non possiamo determinare una legge finanziaria ingessata come quella che abbiamo approvato quest'anno. Forse la formulazione delle lettere l) e m) va precisata meglio, ma credo che sia fonddamentale, non per il Consiglio o per la Giunta, ma per il popolo sardo, per i cittadini, che aspettano da noi risposte in tempi brevi e non biblici, che nella finanziaria vi possano essere interventi di razionalizzazione e riqualificazione della spesa. Questo comporta una modifica marginale di una legge esistente, ma a mio avviso è fondamentale che ciò si faccia.
Io non so cosa sia "disciplina organica", immagino sia una legge che affronta tutti gli ambiti, ma ritengo che nel momento in cui si deve approvare una semplice norma, che non ha la pretesa di essere una disciplina organica, ma magari prevede un intervento urgente e importante nell'ottica del Programma regionale di sviluppo e del DPEF, questa possa essere approvata senza dover seguire percorsi esterni al di fuori della finanziaria. Quindi non trovo corretta la battuta "tutto in finanziaria". Se sarà utile, se arriveranno delle proposte al riguardo, le lettere l) e m) possono essere precisate meglio, ma comunque, anche nella formulazione attuale, trovo che queste lettere ben colgano lo spirito dell'insieme di questo provvedimento, che riporta tutte le azioni della Regione a un quadro unitario di raccordo, rispetto al quale tutti noi potremo richiamare l'effettiva coerenza.
Nell'insieme, credo che questa sia una legge estremamente innovativa, non solo nei primi dodici articoli, onorevole Diana. Sono d'accordo con lei che molti articoli recepiscono cose che già si facevano, ma non a caso l'articolo 69 abroga tantissime norme. Finalmente c'è una legge che delegifera e che accorpa in un'unica legge tante leggine che in materia di contabilità erano state fatte nel corso degli anni. Questa legge, ripeto, rappresenta uno strumento innovativo, che dà a noi nuovi poteri di controllo, di monitoraggio e di indirizzo, una legge che con maggiore trasparenza spiega al popolo sardo, a tutto il popolo sardo, che cosa intendiamo fare.
Per quanto riguarda la concertazione, non credo che per ogni norma si debba specificare nel dettaglio quale concertazione si deve fare. Si procederà come si è sempre fatto per la finanziaria e per la legge di bilancio fino a oggi. La vera concertazione è offrire uno strumento chiaro a chi ci deve giudicare su ciò che vogliamo fare, e questo credo che sia, da questo punto di vista, un notevole passo avanti.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Porcu, anche per aver fatto l'ultimo intervento superando l'orario previsto per la conclusione dei lavori antimeridiani.
PORCU (Progetto Sardegna). Non ho capito, scusi?
PRESIDENTE. Le ho detto grazie.
PORCU (Progetto Sardegna). Io avevo detto all'inizio che se dovevamo stare entro le ore 14 non sarei intervenuto. Trovo fuori luogo...
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Porcu, perché fa polemica? Grazie anche a tutti quelli che sono rimasti in aula dopo le ore 14. Non c'era nessun intento polemico nelle mie parole, onorevole Porcu, volevo solo ringraziarla.
PORCU (Progetto Sardegna). La ringrazio.
PRESIDENTE. I lavori del Consiglio riprenderanno questo pomeriggio alle ore 16.
La seduta è tolta alle ore 14 e 12.
[s1]Leggi: sottosegretario Letta
Allegati seduta
Risposta scritta a interrogazioni
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione BALIA - MASIA sui nuovi focolai di listeriosi e su eventuali rischi conseguenti al vaccino anti blue tongue. (136)
In riferimento alla interrogazione in oggetto, si allega copia della nota di risposta a suo tempo prodotta dal Servizio Prevenzione di questo Assessorato.
Con la presente si forniscono elementi di risposta alla interrogazione in oggetto, in cui si chiedono informazioni sulla recrudescenza di patologie infettive che determinano aborto e mortalità neonatale nelle greggi sarde.
Relativamente al primo punto si conferma che sia il servizio veterinario dell'Azienda U.S.L. n° 4 che l'associazione di categoria COLDIRETTI hanno inviato alcune note per evidenziare numerosi casi di aborto, mortalità e ritardo dei parti ed i relativi danni economici verificatisi presso allevamenti dell'Ogliastra.
Questi fenomeni sembrano circoscritti ad una cinquantina di allevamenti, dato che non sono pervenute notizie di questo tipo da altri distretti delusola né dall'Associazione Regionale Allevatori, che effettua un piano di assistenza tecnica su tutto il territorio regionale.
Relativamente al terzo punto si comunica che già il 16 dicembre 2004 è stato effettuato un sopralluogo congiuntamente all'Istituto Zooprofilattico ed all'azienda U.S.L., e fu verificato che:
a) questi allevamenti, come tutti gli altri allevamenti colpiti, non erano stati sottoposti alla profilassi vaccinale per la Blue Tongue;
b) nel corso dei mesi precedenti erano insorti i sintomi della malattia senza particolare gravità, con pochissimi capi morti.
L'esame congiunto della situazione ed i risultati di analisi di laboratorio portarono alla formulazione dell'ipotesi diagnostica che la causa principale dello stato patologico di quelle greggi risiedesse in una epizoozia di Blue Tongue da sierotipo 16, ceppo poco patogeno diffusosi per la prima volta nel 2004 nelle greggi sarde.
I referti di laboratorio comprovanti la presenza della listeria, di micoplasma, di salmonella e di clamidia potevano essere attribuiti, secondo questa ipotesi diagnostica, allo stato di depressione immunitaria in cui versavano gli animali affetti da Blue Tongue.
Allo stato attuale (28 marzo 2005), non è stato possibile confermare questa ipotesi, perché ancora non è pervenuta la relazione finale dell'Istituto Zooprofilattico, che doveva prendere in considerazione anche il risultato delle analisi effettuate sui campioni prelevati nel corso del sopralluogo del 16 dicembre 2004.
Relativamente al secondo punto, si informano le SS.LL. che in data 1 marzo 2005 l'Assessore dell'Igiene e Sanità ha presentato agli enti istituzionali interessati il piano di profilassi diretta ed indiretta per la Blue Tongue 2005, sinteticamente illustrato in allegato 1.
Relativamente al quarto punto è stato concordato con il Ministero della Salute, nelle riunioni di Cagliari del 4 marzo e di Roma dell'8 marzo 2005, l'utilizzo del vaccino spento Merial, monovalente per il sierotipo 2 e bivalente per il sierotipo 2 ed il sierotipo 4, presidio immunizzante che assicura sia efficacia che sicurezza.
PIANO DI PROFILASSI CONTRO LA BLUE TONGUE - 2005 -
DELLA REGIONE SARDEGNA.
La Regione Sardegna ha subìto forti perdite economiche in seguito alla diffusione della Blue Tongue. Le epidemie del 2000, del 2001 e del 2003 hanno determinato la morte di oltre 600.000 ovicaprini.
Le misure di controllo utilizzate sino al 2004 si sono rivelate non soddisfacenti dal punto di vista dell'efficacia nel prevenire l'insorgenza della malattia e non si sono dimostrate determinanti per l'eradicazione della malattia.
Nel 2004 gli effetti collaterali del vaccino trivalente vivo hanno provocato ingenti danni diretti ed indiretti, in misura non accettabile sia dagli allevatori che dal mondo scientifico.
L'Assessorato dell'Igiene e Sanità ha voluto approfondire questa tematica istituendo un tavolo scientifico, che comprende i maggiori esperti dell'Università, Istituto Zooprofilattico, Aziende U.S.L., dell'Associazione Regionale Allevatori e Osservatorio Epidemiologico Veterinario.
È stato predisposto un piano di profilassi che prevede azioni di natura diversa che hanno un'efficacia sinergica notevole, se sono avviate contemporaneamente sul territorio.
L'obiettivo principale di tale piano è di abbattere la diffusione del virus della Blue Tongue a livelli tali da considerare avviata l'eradicazione della Blue Tongue.
Si propongono le seguenti linee strategiche:
1) Profilassi diretta con lotta all'insetto vettore;
2) Sistemi di biosicurezza presso le aziende zootecniche;
3) Profilassi vaccinale immunizzante;
4) Sorveglianza sierologica.
PROFILASSI SANITARIA DIRETTA
Considerate le precedenti esperienze degli altri paesi che hanno affrontato la Blue Tongue, è stata scelta come prioritaria l'opera di bonifica e complementare la lotta larvicida, la sola in grado di controllare il pullulamento dei Ceratopogonidi.
La riduzione che si otterrebbe delle loro popolazioni, anche se non completa, potrebbe essere tale da consentire, comunque, l'interruzione della trasmissione di eventuali agenti eziologici di malattie.
Dopo aver individuato i focolai larvali, questi saranno trattati con interventi di bonifica con la fondamentale collaborazione degli allevatori.
Inoltre, in questi focolai saranno impiegate le seguenti sostanze naturali "biologiche":
1) Sale marino
2) Calce
3) Argille.
Dove le caratteristiche aziendali lo permettessero necessario si utilizzerà il Temephos, ad ulteriore copertura sarà comunque disponibile il Butox.
L'organizzazione di questo programma prevede la formazione di veterinari ed agronomi che operano sul territorio, che a loro volta terranno riunioni di aggiornamento e di formazione sino al destinatario finale deirinformazione, che è l'allevatore.
L'Assessorato dell'Ambiente ha espresso la volontà di considerare la lotta alla Blue Tongue una priorità per questa stagione.
SISTEMI DI BIOSICUREZZA
I sistemi di biosicurezza saranno potenziati attraverso l'adozione di accorgimenti comportamentali e strutturali al fine di proteggere gli ovini dal vettore.
L'Assessorato dell'Agricoltura ha previsto nei P.O.R. misure di finanziamento a favore degli allevatori che realizzeranno locali di stabulazione degli animali provvisti di dispositivi atti ad impedire il contatto con l'insetto vettore, abbeveratoi, canali di scolo e tutte le opere che eliminano le zone umide di ristagno di acqua e di colaticcio.
CONTROLLI INGRESSO ANIMALI
Per impedire l'introduzione di nuovi sierotipi del virus della Blue Tongue attraverso l'importazione di animali infetti in Sardegna, saranno rafforzati i controlli presso i porti e gli aeroporti e gli U.V.A.C. dovranno potenziare tutta l'attività di controllo.
PROFILASSI VACCINALE
La campagna vaccinale 2005 sarà svolta nel rispetto dell'Ordinanza Interministeriale del 2-3-2005.
Al fine di ottenere la massima efficacia con i minori effetti collaterali, come indicato nel protocollo vaccinale, saranno utilizzati i vaccini vivi monovalenti attualmente a disposizione separatamente.
Nello specifico sarà somministrato il sierotipo 4 monovalente e dopo almeno 21 giorni il sierotipo 2, entro il 30 aprile 2005.
Successivamente si procederà con l'utilizzo del vaccino spento secondo il seguente programma di sperimentazione.
SPERIMENTAZIONE DEL VACCINO SPENTO
Il programma di sperimentazione del vaccino spento prioritariamente dovrà interessare la Sardegna, come regione capofila, a motivo della particolare sensibilità della razza ovina sarda al virus selvaggio, nonché vaccinale, come le ripetute epidemie e la vicenda dei danni vaccinali hanno dimostrato.
Non è da sottovalutare che l'insularità costituisce un fattore importante per l'esecuzione di una rigorosa e attendibile sperimentazione, per la limitazione degli scambi, che determina stabilità della popolazione animale sul territorio.
Saranno identificate le Aziende ovicaprine e le zone territoriali dove avviare la sperimentazione del vaccino spento, sulla base della valutazione del rischio epidemiologico e della sensibilità al vaccino vivo delle sottopopolazioni animali.
A tal fine il Ministero della Salute ha assicurato la disponibilità da subito di 260.000 dosi di vaccino spento per il sierotipo 2 e successivamente (maggio 2005) di 3.000.000 di dosi di vaccino spento bivalente per i sierotipi 2 e 4.
SORVEGLIANZA SIEROLOGICA
Il sistema di verifica dell'efficacia del piano verterà sul potenziamento delle attuali attività di sorveglianza sierologica ed entomologica.
Ministero della Salute.
Assessorato dell'Igiene e Sanità.
Coldiretti.
Confagricoltura.
C.I.A.
Risposta scritta dell'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione all'interrogazione CUCCU Giuseppe sull'inquadramento del personale ESAF nell'Amministrazione regionale. (480)
In relazione all'interrogazione in oggetto, per gli aspetti di competenza di questo assessorato, si ritiene di dover evidenziare che i motivi ispiratori della disposizione della legge regionale n. 10 /2005, in merito al possibile assorbimento di personale del soppresso Esaf da parte dell'amministrazione regionale, non possono essere ricondotti a ragioni "sistematorie" del personale confluito nel soggetto gestore del servizio idrico con tutte le garanzie giuridiche ed economiche; ma all'opportunità di garantire i servizi essenziali dell'organizzazione regionale. Sotto questo aspetto, anche in relazione ai concorsi in atto, per la copertura degli organici regionali la deliberazione n. 12/12 del 28 marzo 2006 appare congruamente motivata.
Il problema della stabilizzazione del personale precario, va affrontato in sede di predisposizione del piano industriale del soggetto gestore non come fatto condizionante la definizione degli organici regionali. Peraltro, poiché la citata deliberazione non considera i fabbisogni degli enti regionali questo assessorato sta predisponendo gli atti per l'integrazione del contingente definito con la citata deliberazione.
Risposta scritta dell'Assessore dei trasporti all'interrogazione SANCIU in merito all'inaspettato ridimensionamento delle corse giornaliere della Società Saremar nel collegamento La Maddalena-Palau e agli aumenti delle tariffe dei traghetti da e per le isole minori. (495)
In riferimento alla nota di codesta Presidenza, Prot. n. 2919/gab del 5 maggio 2006, si forniscono, in allegato, gli elementi di risposta in merito all'interrogazione di cui all'oggetto.
Le problematiche esposte dall'On. Interrogante, riguardanti la Saremar, sono da valutare come conseguenze derivanti in primo luogo dalla pesante eredità lasciata dal Governo Berlusconi con il taglio di 50 milioni di euro a danno del Gruppo Tirrenia operato nella Finanziarla 2006.
In detto periodo, infatti, una fervida e inopportuna tempestività degli uffici ministeriali ha comportato che il 12 aprile 2006 il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti autorizzava Tirrenia ad effettuare addizionali tariffarie per rincaro carburanti e sicurezza portuale e poco più di un mese dopo, il 15 maggio, determinava tutta una serie di tagli nei servizi marittimi regionali che hanno interessato oltre alla Sardegna anche Campania, Lazio, Sicilia, Toscana, Liguria e Marche.
Gli Assessori Regionali interessati hanno scritto il giorno dopo un documento congiunto di contrarietà verso queste decisioni chiedendo, vista la delicata situazione anche in relazione all'avvio della stagione di grandi flussi turistici, "il mantenimento dell'assetto nautico per tutto il tempo necessario ad assicurare le condizioni essenziali per la garanzia della continuità territoriale delle isole".
L'Assessorato Regionale dei Trasporti, nello stesso giorno, ha scritto al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti esprimendo la più viva protesta verso provvedimenti iniqui e penalizzanti che non tengono in debito conto le grandi difficoltà di trasporto dei cittadini sardi, già penalizzati oltre misura dalla propria condizione naturale di isolamento territoriale.
Entrando nel merito delle questioni si rimarca che la decisione di ridurre da 28 a 21 il numero di corse giornaliere da La Maddalena a Palau è inaccettabile per due ordini di motivi: innanzitutto perché non rispetta le esigenze di continuità territoriale poste a fondamento dei collegamenti stessi e nello stesso tempo per le ricadute negative di ordine occupazionale che ciò comporta.
Inoltre i nuovi orari dei collegamenti, comunicati da Saremar con lettera del 16.05.2006, che configurano un servizio giornaliero che si interrompe alle 19.30, determinano il totale isolamento di La Maddalena nell'ultima parte della giornata.
Tale atto viene assunto a poche settimane da un aumento delle tariffe che varia dai 60% ai 100% assolutamente sproporzionato, inopportuno, privo dei necessari requisiti di condivisione con il Governo Regionale e intempestivo considerato il delicato momento di transizione del Governo Nazionale.
Per tutte queste ragioni l'Assessore dei Trasporti ha chiesto un urgente incontro con il nuovo Ministro dei Trasporti e, contestualmente, una sospensione del provvedimento in attesa della necessaria interlocuzione politica con il Ministro.
Il Ministro dei trasporti accettando le palesi contraddizioni di un provvedimento che penalizzava non solo la Sardegna ma anche le altre regioni interessate da collegamenti locali simili, ha sospeso il provvedimento fino al 30 settembre 2006.
Si è proposto, inoltre, l'istituzione di un tavolo che affronti tutti i problemi del settore marittimo privo, fino ad oggi, di un disegno certo e condiviso di riassetto complessivo del servizi marittimi di livello regionale, anche in vista della scadenza fondamentale dei 2008 che rappresenta, per i collegamenti marittimi interni a cui sono interessate sia Carloforte che La Maddalena, un punto di svolta che trasformerà detti collegamenti in trasporto pubblico locale a tutti gli effetti.
Si fa rilevare che l'Assessorato Regionale dei Trasporti è sempre in costante contatto con le Amministrazioni locali di Carloforte e La Maddalena nell'impostare un'azione sinergica e condivisa anche mediante l'intervento parallelo e prezioso dell'ANCIM (Associazione Nazionale Comuni Isole Minori) presso il Ministero.
Risposta scritta dell'Assessore dei trasporti all'interrogazione CASSANO sulla soppressione da parte delle Ferrovie della Sardegna della prima corsa Sassari-Cagliari. (518)
In riferimento alla nota di codesta Presidenza, Prot. n. 3579/gab del 7 giugno 2006, si forniscono, in allegato, gli elementi di risposta in merito all'interrogazione di cui all'oggetto.
Innanzitutto riteniamo utile fornire all'Interrogante alcune precisazioni che possono meglio inquadrare le affermazioni fatte nella lunga premessa dell'interrogazione:
"premesso che l'Assessore regionale dei trasporti, durante il dibattito in Consiglio regionale, sui trasporti, aveva garantito che il passaggio delle corse dalla Pani alle FdS non avrebbe comportato alcun taglio alle tratte esistenti" - "considerato che, nella stessa occasione, il rappresentante della Giunta regionale aveva garantito che il servizio sarebbe migliorato sia con l'aumento delle corse, sia con una migliore qualità del trasporto" - ritenuto che il comportamento dell'Assessore sia deplorevole, in quanto nonostante la assicurazioni esposte in Consiglio regionale ha, ancora una volta, completamente disatteso le aspettative dei sardi".
Parliamo di cifre e dati oggettivi, di cui evidentemente l'Interrogante non è in possesso.
I servizi sulla direttrice Cagliari-Sassari-Nuoro, prima effettuati dalla Pani e attualmente gestiti dalle Ferrovie della Sardegna, sono stati oggetto di una ripianificazione volta - a parità di risorse investite, circa 1,8 milioni di euro - a migliorare complessivamente il livello del servizio su queste linee interprovinciali. Il risultato è stato immediato: con le stesse risorse impegnate dalla Regione su quelle direttrici, fino al 31 dicembre 2005, si effettuavano circa 1.100.000 chilometri di servizi, oggi ne vengono effettuati quasi 1.500.000. In altre parole, per ogni euro speso dalla Regione si avevano - prima - 0,611 chilometri di servizi, oggi 0,833 con un incremento della produttività delle risorse investite del 36%. In questo senso concordiamo con l'Interrogante: abbiamo disatteso le aspettative di quei sardi che si attendevano che continuassimo a spendere denaro pubblico - dei sardi - senza farci delle domande su come fossero spesi e se ci fosse un modo più efficace di utilizzarli.
Continuiamo a parlare di cifre e dati oggettivi.
Al miglioramento quantitativo segue, inoltre, quello qualitativo in termini di tempi di percorrenza, non solo tra Cagliari, Sassari e Nuoro, ma anche tra Macomer e Sassari, tra Oristano e Sassari.
Qualche esempio:
sulla direttrice Sassari - Cagliari, Pani effettuava solo 2 collegamenti no-stop, oggi sono 3. Pani effettuava altri 4 collegamenti non diretti con un tempo di percorrenza di oltre 4 ore, oggi i collegamenti non diretti sono 8, tutti con tempi di percorrenza inferiori alle 4 ore, in media 3 ore e 34 minuti con un miglioramento medio dei tempi di percorrenza dei servizi non diretti del 10%.
Sulla direttrice Nuoro - Sassari, Pani effettuava 6 collegamenti con un tempo di percorrenza di 2 ore e 32 minuti, nessuno no-stop, oggi ci sono 3 collegamenti no-stop con un tempo di percorrenza di 1 ora e 50 minuti (un miglioramento di oltre il 25% e pari a 42 minuti), a cui si aggiungono altri 4 non diretti per un totale di 7 collegamenti complessivi.
I cittadini sardi della provincia di Nuoro che ci avevano chiesto di velocizzare il collegamento da Nuoro verso Sassari per favorire i loro figli studenti all'Università di Sassari, crediamo, non ritengano di aver visto disatteso le loro aspettative.
Si potrebbe continuare così, andando ad investigare le direttrici Nuoro-Cagliari, Oristano-Sassari (vogliamo dire che si può andare da Oristano a Sassari in 1 ora e 45 minuti o in 2 ore contro i precedenti 2 ore e 22 minuti del collegamento Pani), Oristano-Nuoro e Macomer-Sassari; tuttavia, ci sembrerebbe un inutile ribadire un metodo di lavoro, di cui gli esempi sopra riportati, possono considerarsi sufficientemente esaustivi.
In ogni caso e ad ogni buon conto si allega il prospetto riepilogativo dei principali collegamenti sulla direttrice Sassari - Cagliari.
"avendo appreso che le FdS, con decorrenza 1° giugno p.v., intendono modificare alcune corse, su richiesta proprio dell'Assessorato regionale dei Trasporti" - "evidenziati i forti disagi che ne deriveranno per i cittadini sardi, che saranno costretti ad interrompere il percorso a metà strada per traslocare dall'autobus al treno".
Naturalmente, considerato il non banale impegno di risorse economiche, l'Assessorato ha monitorato i dati di frequentazione giornaliera su queste direttrici al fine di apportare quelle modifiche che possano aumentare la "produttività" delle risorse impiegate, un obiettivo, quest'ultimo, che una buona amministrazione di soldi "altrui" - le tasse dei cittadini - riteniamo dovrebbe imporsi.
Parliamo di cifre e dati oggettivi che riguardano la prima corsa Sassari-Cagliari.
Sulla no-stop delle 6.30 da Sassari a Cagliari hanno viaggiato - da 1° gennaio al 27 maggio di quest'anno - una media di 6 viaggiatori al giorno, mentre sulla Cagliari - Sassari delle 6.00 - nello stesso periodo - una media inferiore ai 5 passeggeri al giorno.
Considerata l'esiguità della frequentazione abbiamo ritenuto di intervenire sfruttando:
- l'integrazione ferro-gomma da Sassari a Cagliari, si parte alle 6.00, si arriva ad Oristano alle 7.45, si sale sul treno con partenza alle 7.55 e si giunge a Cagliari alle 9.11: tempo totale di percorrenza 3 ore e 11 minuti, meglio della no-stop che ci mette 3 ore e 15 minuti. Chi non volesse fare la "levataccia" alle 6.00, può decidere di utilizzare il treno da Sassari alle 6.54 che arriva a Cagliari alle 10.16 con un tempo di percorrenza di 3 ore e 22 minuti, a meno che non si rimpianga il precedente collegamento Pani che ci metteva poco più di 4 ore (6.36 da Sassari e arrivo a Cagliari alle 10.45 perché l'imprenditore privato aveva autonomamente deciso di non effettuare più la diretta della mattina per scarsa frequentazione…… quando si dice che coincidenza!!);
- l'integrazione gomma-gomma da Cagliari per Sassari - Infatti, basta salire su un autobus della Ditta Turmotravel alle ore 5.40 per giungere ad Oristano alle ore 7.00, dove si può prendere l'autobus in coincidenza delle Ferrovie della Sardegna in partenza alle ore 7.10 per arrivo Sassari alle ore 9.15 con un tempo di percorrenza pari a 3 ore e 35' (si passa per Macomer), comunque sempre meglio del precedente collegamento Pani che impiegava 4 ore e 12 minuti (5.12 da Sassari e arrivo a Cagliari alle 9.24);
- è certamente vero che l'integrazione di vettori comporta a disagio per il viaggiatore di scendere da un mezzo e proseguire con un altro. D'altro canto il disagio per i 6 viaggiatori medi può essere in parte controbilanciato dal fatto che non c'è - per questo motivo - un peggioramento del tempi di percorrenza o, magari, se pur poco si spende meno (14,30€ del servizio integrato contro i 17,00€ della no-stop). In una ottica complessiva e di sistema, l'utilizzo del treno - che il contribuente ha già pagato con le sue tasse - sulla direttrice Oristano-Cagliari permette di recuperare risorse che possono essere utilizzate per potenziare servizi là dove la domanda richiede frequenze o volumi di offerta consistenti. Desideriamo, comunque, rassicurare l'Interrogante, preoccupato dei "traslochi" dall'autobus al treno: nella maggior parte delle regioni italiani ed in quelle europee - anche in quelle considerate le "best practices" del settore, i viaggiatori "traslocano" tutti i giorni da un vettore ad un altro.
Mettere mano al sistema del trasporto pubblico dopo decenni di non governo è davvero complicato ed impegnativo. Certamente in questi due anni l'Assessorato regionale può aver commesso errori e, quando lo si è riscontrato sulla base di dati oggettivi - e non di generiche opinioni o "populiste" affermazioni, magari, solo per comparire sulla stampa -, non ha mai avuto difficoltà a tornare sulle decisioni prese. In tal senso, l'Assessorato è sempre a disposizione di chi vuol dare un contributo, ancorché critico, corretto, propositivo e con argomentazioni di spessore tecnico o politico al progetto di rilancio del trasporto pubblico in Sardegna.
Risposta scritta dell'Assessore della difesa dell'ambiente all'interrogazione PISU - LANZI - URAS - FADDA Giuseppe - DAVOLI - LICHERI sulla proposta di istituzione dell'Ispettorato ripartimentale del Corpo forestale e di vigilanza ambientale nella Provincia del Medio Campidano. (537)
In riferimento all'Interrogazione in oggetto si trasmette la nota n. 10258 del 7 luglio 2006 della Direzione Generale del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale contenente elementi dì risposto.
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Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale Direzione generale
Il C.F.V.A. è attualmente articolato in una Direzione Generale e nove Servizi, dei quali due centrati e sette periferici coincidenti con le vecchie e nuove Province. Effettivamente l'unica provincia che risulta priva di un Servizio del Corpo forestale è quella del Medio Campidano, che attualmente afferisce al Servizio di Cagliari.
Indubbiamente l'istituzione di un nuovo Servizio sarebbe utile ed auspicabile, anche considerata la notevole estensione del Servizio di Cagliari (ben 16 stazioni e 2 basi navali) ma a ciò si oppongono all'attualità due motivazioni:
1) l'assoluta carenza di dirigenti che costringerebbe a designare come Direttore del Servizio un ulteriore funzionario facente funzioni. Si evidenzia che già all'attualità ben quattro Servizi sono retti da funzionari f.f. e che a brevissimo andranno in pensione altri due Dirigenti;
2) la necessità, da parte del competente Assessorato EE.LL e Finanze, di reperire in affitto o preferibilmente in concessione gratuita, idonei locali nel capoluogo provinciale, con garage e armeria, per la collocazione del Servizio.
Il Comandante
dr. Carlo Boni
Risposta scritta dell'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica all'interrogazione PISANO sulla urgente necessità di prorogare la scadenza per le domande di partecipazione ai Progetti integrati per lo sviluppo regionale e territoriale. (530)
Con riferimento alla nota prot. n. 3823/GAB del 19.6.2006, relativa all'interrogazione indicata in oggetto, si ritiene che l'argomento debba essere trattato dall'Assessorato della Programmazione, al quale risulta indirizzata l'Interrogazione medesima.
Risposta scritta dell'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica all'interrogazione DEDONI sul controllo delle acque territoriali della Sardegna. (521)
Con riferimento alla nota prot. n. 3629/GAB dell'8.6.2006, relativa all'interrogazione indicata in oggetto, si ritiene che l'argomento debba essere trattato dall'Assessorato della Difesa dell'Ambiente, al quale risulta indirizzata l'interrogazione medesima.
Risposta scritta dell'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica all'interrogazione FLORIS Mario sulla proroga del termine per presentare le domande relative al bando "Progetti di qualità". (486)
Con riferimento alla nota prot. n. 2521/GAB dell'11.4.2006, relativa all'interrogazione indicata in oggetto, si trasmette la relazione tecnica contenente elementi di risposta alla stessa, forniti dagli Uffici della Direzione generale della Pianificazione urbanistica e Vigilanza edilizia, cui compete la materia oggetto dell'interrogazione medesima.
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Direzione generale della pianificazione urbanistica territoriale
e della vigilanza edilizia
In risposta alla nota in data 13/04/2006, prot. 214/GAB, inerente all'interrogazione di cui in oggetto, si evidenzia quanto segue.
Nel punto 1) dell'interrogazione si chiede di conoscere le ragioni per le quali sia stata adottata la determinazione 8/03/2006 n°156/CS, pubblicata sul BURAS solo per estratto, omettendo le motivazioni oltre che la corretta informazione e la trasparenza delle decisioni.
In merito, si osserva che la determinazione n*156/CS del 8/03/2006 è stata pubblicata immediatamente ed integralmente nel sito internet della Regione Autonoma della Sardegna, nonché comunicata via fax a tutti i comuni interessati, nel giorno successivo alla formazione del documento, come per altro disposto nell'art.2 del provvedimento. Esso è stato anche inviato, sempre via fax, all'Autorità di Gestione del POR Sardegna. Gli uffici dell'Amministrazione hanno inoltre verificato, attraverso apposite telefonate ai comuni interessati, l'effettiva ricezione della comunicazione effettuata.
La pubblicazione sul BURAS della determinazione n°156/CS del 8/03/2006 è avvenuta, per estratto, nei primo giorno consentito dai tempi tecnici di stampa, ma si deve ricordare che alla data di pubblicazione sul BURAS, la stessa determinazione era già stata portata a conoscenza dei comuni interessati, nonché dell'Autorità dì Gestione del POR Sardegna, ed era già disponibile nella versione integrale nel sito internet della Regione Sardegna.
In merito alle motivazioni che hanno portato il Direttore del Servizio a determinare la proroga del termine di presentazione delle istanze di partecipazione, si evidenzia che sono esplicitate nello stesso provvedimento di cui trattasi e si possono riassumere nelle oggettive difficoltà incontrate dai comuni partecipanti nella predisposizione delle proposte di finanziamento e riscontrate dagli uffici del Servizio e dai tecnici dello Sportello Osservazione Progetti.
Infatti, parallelamente alla predisposizione e pubblicazione del bando, è stata istituita nell'Assessorato una struttura (denominata Sportello Osservazione Progetti) appositamente dedicata alla assistenza tecnica e al supporto progettuale ai comuni per la preparazione delle proposte di finanziamento. Nel corso delle riunioni tenute sia dai tecnici dello Sportello Osservazione Progetti, sia dal personale del Servizio, con i rappresentanti dei vari comuni interessati, sono state formulate, per iscritto e non, numerose richieste di chiarimenti sui contenuti innovativi del bando, al fine di migliorare le proposte progettuali in corso di elaborazione.
A seguito delle risposte e dei chiarimenti formulati dal Servizio, alcuni comuni dovevano modificare i loro progetti per adeguarli agli indirizzi dell'Amministrazione, allungare i tempi richiesti per la predisposizione delle proposte.
Tali difficoltà erano accentuate anche in virtù della precedente determinazione n°15/CS del 19/01/2006 con la quale veniva estesa la possibilità di partecipare al bando in oggetto ai comuni di Tortoli, Lanusei, Sanluri e Villacidro, prorogando appositamente il termine originariamente prestabilito. In particolare, il comune dì Tortoli ha mandato apposita richiesta scritta nella quale chiedeva la proroga del termine.
Sulla base di tale situazione al fine di garantire al comuni partecipanti la possibilità di adeguare la progettazione conformandola ai chiarimenti ricevuti da parte dell'amministrazione regionale, e, anche alla luce del fatto che una precedente modifica del bando aveva allargato il numero dei comuni partecipanti, il Direttore del Servizio ha ravvisato la necessità di concedere una proroga di dieci giorni del termine fissato per la presentazione delle istanze.
In merito al punto 2) dell'interrogazione in oggetto, nel quale si chiede di conoscere quanti e quali siano i progetti regolarmente pervenuti alla data di scadenza ordinaria del bando, ossia entro il 13 marzo 2006, si deve osservare che sono pervenuti entro tale data due progetti e precisamente il progetto presentato dal Comune di Porto Torres, intitolato "Spazio della cultura e delle attività ricreative", pervenuto in data 10 marzo 2006, e il progetto presentato dal Comune di Selargius, intitolato "Campus detta scienza, della tecnica e dell'ambiente - Cultura e scienza al servizio del territorio", pervenuto agli uffici in data 13 marzo 2006.
In merito al punto 3) dell'interrogazione in oggetto, nel quale si chiede di conoscere quanti e quali siano i progetti presentati e la data nella quale ciascuno è stato presentato nel periodo di proroga (tra il 14 e il 23 marzo 2006), si riporta nella seguente tabella, seguendo l'ordine di presentazione l'elenco dei comuni che hanno presentato i Progetti di Qualità, la denominazione del progetto presentato, nonché la data e l'ora di arrivo degli stessi presso gli uffici regionali.
Comune Denominazione del Progetto di Qualità Data e ora di arrivo
Olbia Progetto Urban Center, qualità del servizi 21/03/2006 ore 12.52
e tempi detta città
Sassari Il villaggio della cultura e della scienza 22/03/2006 ore 12.00
Quartu Sant'Elena Qua.R.T.U. - Qualità e riqualificazione 23/03/2006 ore 09.10
del territorio urbano
Sarroch Sistema integrato di riqualificazione culturale, 23/03/2006 ore 09.50
sociale e ambientale di parchi urbani
Stintino Stintino: le tradizioni popolari 23/03/2006 ore 09.50
nell'evoluzione dell'antico borgo
Villacidro Percorsi culturali del paese d'ombre 23/03/2006 ore 10.00
Assemini La città lineare attorno alla linea metropolitana 23/03/2006 ore 10.15
di superficie Decimomannu-Cagliari:
il polo di Assemini
Decimomannu La città lineare attorno atta linea metropolitana 23/03/2006 ore 10.15
di superficie Decimomannu-Cagliari:
il polo di Decimomannu
Elmas La città lineare attorno alla linea metropolitana 23/03/2006 ore 10.15
di superficie Decimomannu-Cagliari:
il polo di Elmas
Pula Il cammino tra le torri 23/03/2006 ore 10.40
Quartucciu 1 luoghi della memoria e della città 23/03/2006 ore 11.00
Settimo San Pietro Superhando - Centro sovracomunale 23/03/2006 ore 11.00
per il superamento dell'handicap
detto svantaggio sociale
Sennori Sennori: la terrazza sul golfo dell'Asinara. 23/03/2006 ore 11.10
Contenitore urbano riqualificato
Sorso La biodiversità delle specificità produttive 23/03/2006 ore 11.13
per la valorizzazione delle tradizioni colturali
di eccellenza nello sviluppo sociale,
ambientale e culturale sostenibile della città futura
Lanusei Lanusei: la strategia per i servizi, il centro 23/03/2006 ore 11.14
per la strategia -Porta 'e Argentu - TIMeS
di Lanusei - Terminali Intermodale Mobilità e Servizi
Sinnai Sinnai: strategie per la città del futuro 23/03/2006 ore 11.15
Sestu Disagio sociali e sistema delle 23/03/2006 ore 11.17
responsabilità condivise
Tempio Pausania La stazione Biasi: porta della città 23/03/2006 ore 11.20
Sanluri Sanluri: da Città murata giudicale 23/03/2006 ore 11.27
a Città-Territorio
Nuoro Gli itinerari della cultura - Pratzas de Janas 23/03/2006 ore 11.33
Oristano Parco fluviale fenicio - PHONIX 23/03/2006 ore 11.40
Iglesias Iglesias: centro della storia mineraria. 23/03/2006 ore 11.45
Città dei servizi, dell'accoglienza
e della cultura del territorio
Tortoli Tortoli porta dell'Ogliastra 23/03/2006 ore 11.45
Guspini La città ritrovata: la continuità fisica e 23/03/2006 ore 11.50
il recupero delle marginalità
Villa San Pietro Non toccare l'intatto e ricostruire l'intorno 23/03/2006 ore 11.54
Maracalagonis Valorizzazione del centro storico 23/03/2006 ore 12.00
………..
Il Direttore Generale
Paola Cannas
Risposta scritta dell'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica all'interrogazione CASSANO sull'entrata in vigore del Piano per l'Assetto Idrogeologico (PAI) al Comune di Ossi. (326)
Con riferimento alla nota prot. n. 6064/GAB del 28.9.2005, relativa all'interrogazione indicata in oggetto, questo Assessorato ritiene che l'argomento debba essere trattato dall'Assessorato dei Lavori Pubblici, competente in materia.
Risposta scritta dell'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica all'interrogazione PISANO - CAPPAI sulla gravità dei provvedimenti adottati dal Banco di Sardegna inerenti la soppressione delle piccole agenzie comunali che vengono trasformate in micro-sportelli di filiale. (316)
Con riferimento alla nota prot. n. 5644/GAB del 19.9.2005, relativa all'interrogazione indicata in oggetto, questo Assessorato ritiene che l'argomento debba essere trattato dall'Assessorato della Programmazione, al quale risulta già indirizzata l'interrogazione medesima.
Risposta scritta dell'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica all'interrogazione BALIA - MASIA sul mancato trasferimento dei fondi dalla Regione ai comuni. (175)
Con riferimento alla nota prot. n. 1962/GAB del 18.3.2005, relativa all'interrogazione indicata in oggetto, si comunica che il trasferimento dei finanziamenti a favore dei Comuni per il 2005 è stato regolarmente eseguito ed è in fase di completamento il trasferimento dei fondi 2006.
Risposta scritta dell'Assessore dei lavori pubblici all'interrogazione DEDONI sulla grave crisi del settore agricolo con particolare riferimento alle spese che gli operatori agricoli sostengono nei confronti dei Consorzi di bonifica. (317)
In riscontro all'interrogazione di cui all'oggetto, si rappresenta che l'intervento in oggetto non è di competenza dell'Assessorato dei Lavori Pubblici e non risultano elementi di risposta da segnalare.
Risposta scritta dell'Assessore dei lavori pubblici all'interrogazione BALIA - MASIA sull'impossibilità per gli agricoltori di Oliena di ottenere il risarcimento dei gravissimi danni provocati dall'alluvione del dicembre scorso. (163)
Con riferimento alla nota dell'Ufficio di Gabinetto della Presidenza della Giunta, prot. n. 1805/gab del 10.03.2005 ( Interrogazione n. 163/A ) nel seguito si forniscono - sulla scorta dei documenti agli atti del Servizio Difesa del Suolo - alcuni elementi di risposta.
Gli adempimenti prescritti dalla normativa regionale imponevano, come noto, che entro 10 gg. dalla data di entrata in vigore della L.R. 20.12.2004 n.10 ( entro il 30 dicembre 2004) si adottasse una Delibera di Giunta diretta ad individuare i Comuni interessati dagli eventi alluvionali del dicembre 2004.
Prontamente le strutture operative dell'Assessorato, sin dai primi giorni dell'evento, davano corso alla raccolta delle segnalazioni degli enti ed effettuavano le prime ricognizioni sul territorio per la valutazione dei danni.
Questo Assessorato, in ottemperanza a quanto disposto dalla succitata L.R. n. 10/2004, provvedeva a trasmettere alla Direzione Generale della Presidenza della Regione, con nota n.31588 del 30.12.2004, l'elenco dei comuni/enti che avevano subìto le conseguenze degli eventi alluvionali, riservandosi, in considerazione dei tempi ristretti per l'effettuazione di una stima puntuale dei danni riferiti ad infrastrutture pubbliche e all'individuazione degli interventi di sistemazione e di riassetto idrogeologico, di comunicare con successiva nota i programmi d'intervento strettamente correlati alla finalità di superamento dell'emergenza.
Detto elenco - predisposto sulla scorta delle segnalazioni pervenute dagli enti e dai Geni Civili territorialmente competenti - ricomprendeva n°28 comuni/enti della provincia di Nuoro (tra i quali i Comuni di Bitti, Oliena, Orgosolo, Lula), n°14 comuni/enti della provincia di Sassari e n°9 comuni/enti della provincia di Cagliari.
Nella seduta del 30 dicembre 2004, dopo ampia illustrazione delle prime verifiche effettuate - resa dagli Assessori Regionali dei Lavori Pubblici, della Difesa dell'Ambiente e dell'Agricoltura - la Giunta Regionale, con delibera n 54/79, ha ritenuto di individuare prioritariamente i soli comuni di Arzana, Dorgali, Gairo, Galtellì, Ierzu, Irgoli, Loculi, Onifai, Orosei, Osini, Posada, Talana, Torpè, Urzulei, Villagrande Strisaili (per un totale di 15 comuni ricadenti nella provincia di Nuoro) più direttamente colpiti dall'evento alluvionale, ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 1 della L.R.10/04.
Nel proseguire l'attività generale di verifica e di accertamento dei danni, estesa anche ai comuni non individuati nella succitata delibera, il Genio Civile di Nuoro effettuava la stima dei danni alle infrastrutture che, nello specifico, per le Amministrazioni indicate nelle interrogazioni in oggetto ammonta complessivamente a:
comune Art.1, c.2, lett.b L.R. 10/04
(€)
Bitti 765.466,00
Lula 1.793.100,00
Nuoro *
Oliena 545.000,00
Onanì *
Orgosolo 0,00
* (non è pervenuta alcuna segnalazione e/o stima di danni alle infrastrutture)
Infine, con delibera n.1/13 del 18 gennaio 2005, la Giunta Regionale - nell'approvare una prima ripartizione degli stanziamenti disponibili - ha assegnato a questo Assessorato la somma di 30 milioni di euro con la quale far fronte alle prime più urgenti esigenze di riparazione dei danni alle infrastrutture pubbliche, stanziamento successivamente ripartito tra i soli comuni individuati con la citata delibera di Giunta Regionale n. 54/79.
Risposta scritta dell'Assessore dei lavori pubblici all'interrogazione PORCU - BRUNO sul "Progetto sistema di raccolta e depurazione dei reflui" in comune di Stintino". (123)
In riscontro all'interrogazione di cui all'oggetto, si rappresenta che l'intervento in oggetto non è di competenza dell'Assessorato dei Lavori Pubblici e non risultano elementi di risposta da segnalare.
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione VARGIU sul drammatico allungamento delle liste d'attesa per interventi di cardiochirurgia presso l'Azienda ospedaliera Brotzu. (533)
In riscontro all'interrogazione in oggetto si trasmette in allegato, quale elemento utile alla risposta, la nota Prot n° 022671 dell'11 luglio 2006 predisposta dal Direttore Generate dell'Azienda Ospedaliera Brotzu di Cagliari.
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Al fine di poter dare risposta all'interrogazione in oggetto, Le comunico che dai dati aziendali emergono le seguenti risultanze:
- nel 2004 vennero effettuati 637 interventi;
- nel 2005 sono stati effettuati 614 interventi;
Al 31.12.2005 erano iscritti nella lista d'attesa circa 60 pazienti.
Nei primi tre mesi del 2006 sono stati effettuati n. 135 interventi mentre nei primi tre mesi del 2005 gli interventi effettuati furono 137. Nello stesso periodo la lista d'attesa era pressoché costante.
Contemporaneamente all'assenza di un medico cardiologo per motivi di salute, (fatto, questo, che impegna in un maggior numero di guardie tutto il personale compresi i medici cardiochirurghi) e con l'ulteriore concomitanza dell'assenza di personale per i turni di ferie, si è appalesato un allungamento dei tempi di attesa, talché risultano 100 pazienti in attesa di intervento.
A seguito dell'espletamento di una selezione per temporanea sostituzione verranno assunti dal 12 luglio p.v., a tempo determinato - salvo successive modifiche alla dotazione organica - due cardiologi da assegnare alla struttura di cardiochirurgia, mentre è in osservazione il! fenomeno delle liste d'attesa per verificare l'esigenza di ulteriori interventi organizzativi
Il Direttore Generale
Dott. Mario Selis
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione CONTU - LA SPISA - LIORI sull'organizzazione del convegno "Le giornate della salute" in corso di svolgimento a Trieste dal 21 al 27 maggio 2006, promosso dalla Regione autonoma della Sardegna, Assessorato dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. (511)
In riferimento alla interrogazione in oggetto, si forniscono gli elementi utili per la risposta.
Il Convegno "Le giornate della Salute", svoltosi a Trieste dal 21 al 27 maggio 2006, è stato organizzato dall'Azienda per i Sevizi Sanitari n.1 Triestina, che ha interamente sostenuto tutti i costi dell'iniziativa e la relativa promozione.
La presenza del logo della Regione Sardegna sul programma e sulle locandine del Convegno è motivata dalla convenzione in atto fra i due Assessorati regionali, convenzione che ha fra i propri impegni il coinvolgimento delle parti in iniziative nel campo della salute mentale e della programmazione sociale.
Tale iniziativa non ha alcuna relazione con la convenzione stipulata dalla ASL 8 con la dott.ssa Giovanna Del Giudice.
Il convegno, inoltre, non è inserito nell'ambito del corso di formazione per gli operatori dei Dipartimenti di Salute mentale; il finanziamento di tale corso, denominato "Lavorare per progetti: formazione degli operatori dei servizi psichiatrici della Sardegna" è stato deliberato dalla Giunta Regionale presieduta dall'on. Pili, con deliberazione n.37/31 del 19/11/2002.
Secondo quanto dichiarato dai Direttori Generali delle Aziende USL, cui è stata avanzata specifica richiesta, al Convegno hanno partecipato per una giornata tre Direttori generali, per due giornate 12 operatori.
Tutte le partecipazioni alle giornate di studio sono state effettuate nel pieno rispetto della legislazione vigente.
L'assenza del personale dalle sedi di appartenenza era stata ampiamente programmata e non ha causato alcun disservizio o inefficienza; al contrario, questo Assessorato ritiene che l'aggiornamento e lo scambio di esperienze contribuisca ad elevare la qualità e l'efficienza dei servizi delle Aziende USL.
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione AMADU sull'erogazione delle provvidenze previste in favore delle persone affette da tumori e sulle iniziative in materia assunte dal Comune di Sassari. (387)
In riferimento alla interrogazione in oggetto, si forniscono gli elementi utili per la risposta.
Ogni Comune della Sardegna è dotato di un ufficio di servizio sociale che ha, fra gli altri, il compito di informare i cittadini in merito ai propri diritti. L'esistenza delle provvidenze regionali a favore dei cittadini affetti da neoplasie maligne è ampiamente divulgata dai presidi sanitari competenti.
il Comune di Sassari, su specifica richiesta, ha dichiarato che sono state fornite ai cittadini le informazioni relative alla normativa in oggetto.
I tempi di erogazione delle provvidenze sono legati alle modalità individuate dalla legge per il riconoscimento della patologia, alla consegna da parte del cittadino della documentazione richiesta ed ai tempi tecnici necessari per il pagamento.
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione LA SPISA sulla gestione degli interventi a favore degli anziani nel Comune di Samatzai". (479)
In riscontro all'interrogazione in oggetto si trasmette in allegato, quale elemento utile alla risposta, la nota predisposta dalla Direzione Generale delle Politiche sociali.
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Servizio della programmazione sociale
Servizio dell'integrazione sociosanitaria
Con la Deliberazione n. 20/2 del 18.5.2006 la Giunta Regionale ha provveduto alla ripartizione del Fondo regionale per il sistema integrato dei servizi alla persona per un importo complessivo di € 111.000.000, incrementandolo del 2% circa rispetto all'anno precedente, nonostante nell'ultimo anno i trasferimenti statali siano stati dimezzati.
Nelle more dell'approvazione del Piano regionale per i servizi sociali che dovrà determinare i criteri di riparto del Fondo regionale per il sistema integrato, con la delibera sopra richiamata, la Giunta Regionale ha approvato, in via provvisoria per il 2006, i criteri di ripartizione del fondo:
- per l'80% sulla base degli importi trasferiti nel 2005;
- per il 20% in relazione alle aree di intervento e sulla base degli indicatori che misurano la domanda.
In relazione ai criteri indicati nella deliberazione, al Comune di Samatzai è stato assegnato per la gestione dei servizi sociali l'importo complessivo di € 224.014,13 pari ad una quota per abitante di € 128,52 contro una media regionale di € 67,27 per abitante.
In favore del Comune di Samatzai inoltre, con deliberazione 52/7 del 9.11.2005, è stata impegnata la somma di € 97.500 a titolo di progetto obiettivo per la gestione della comunità alloggio per anziani.
Si conferma a tale proposito la linea di indirizzo contenuta nella comunicazione dell'Assessore prot. 2364/gab del 15 dicembre 2005, nella quale si richiamava la necessità di riportare i progetti obiettivo alle caratteristiche originarie, cioè strumenti attraverso i quali perseguire gli obiettivi prioritari indicati dal Piano regionale.
Di conseguenza si preannunciava che non sarebbero stati ulteriormente finanziati progetti obiettivo finalizzati all'inserimento o alla permanenza di anziani o di minori in strutture residenziali, perché questo non può costituire un obiettivo da perseguire, anzi, l'obiettivo dovrebbe essere il rientro o la permanenza in famiglia o nel proprio contesto di vita del minore o dell'anziano.
Il Direttore Generale
- Remo Siza -
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione PISANO sulla illegittimità della delibera n. 414 del 28 febbraio 2006 adottata dal dottor Mario Selis, direttore generale dell'Azienda ospedaliera G. Brotzu, con la quale assume ad interim le funzioni di direttore amministrativo. (484)
In riscontro all'interrogazione in oggetto si trasmette in allegato, quale elemento utile alla risposta, la nota Prot. N° 022669 dell'11 luglio 2006 predisposta dal Direttore Generate dell'Azienda Ospedaliera Brotzu di Cagliari.
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In merito all'interrogazione in oggetto preciso che: l'erronea citazione nelle premesse della deliberazione 414 del 28.2.2006 della legge regionale di riferimento è non altro che un evidente errore materiale di battitura; peraltro il testo indica che la legge citata (seppure erroneamente) concerne inequivocabilmente "norme di riforma del Servizio Sanitario Regionale".
Nel merito:
Il fatto che il richiamato art. 14 della L.R. 26.01.95 n. 5 preveda al suo 4 comma che le funzioni del Direttore Amministrativo, in caso di sua assenza o impedimento, siano delegabili dal Direttore Generale non può che significare e rafforzare che le stesse funzioni, nel caso di assenza o impedimento del Direttore Amministrativo, siano in capo, proprio, al Direttore Generale.
Né del resto potrebbe essere altrimenti, dal momento che il termine "delegare" ha uno ed un solo significato: autorizzare qualcuno a compiere qualche atto in propria vece.
Nel caso specifico è, pertanto, ritenuto assolutamente naturale e legittimo assumere l'interim delle funzioni di Direttore Amministrativo, nella consapevolezza che dette funzioni, in assenza del Direttore Amministrativo, rientrassero nella sfera di competenza del Direttore Generale, proprio poiché da quest'ultimo delegabili, e che, in una situazione di temporaneità (quale quella verificatesi), esercitare le medesime funzioni in prima persona fosse la scelta più opportuna , anche in considerazione della particolare situazione delle presenze dirigenziali e degli atti da adottare con una oggettiva urgenza.
Il Collegio Sindacale, che, con il verbale n. 136 del 20.03.06, ha ingiustificatamente inteso denunciare tale operato, si espone ad analoga censura, dal momento che non risulta da alcuna norma attributiva di tale competenza che lo stesso Collegio abbia il potere di tacciare di inefficacia giuridica le delibere assunte dall'Azienda Ospedaliera.
A tal proposito, è sufficiente una semplice lettura delle quattro delibere assunte nel periodo di interim per comprendere che esse rappresentavano atti conseguenti a determinazioni già assunte o a situazioni già accertate.
Nel dettaglio:
1) con la delibera n. 415 del 28.02.06 si è provveduto a sospendere gli effetti dell'atto deliberativo inerente il trasferimento della dott.ssa Barracciu, a causa di sopraggiunti problemi di ordine personale della stessa; in caso contrario si sarebbero attivati i trasferimenti collegati creando una serie di disguidi e di sovrapposizioni di attività anche da parte di altre aziende.
2) con la delibera n. 416 del 28.02.06 si è conclusa la fase endoprocedimentale interamente gestita dalla direzione amministrativa e la delibera intende far sì che vengano tempestivamente resi disponibili i materiali richiesti per evitare una interruzione delle attività o per converso il ricorso ad acquisti extra contrattuali.
3) con la delibera n. 417 del 1.03.06 si è provveduto a dare mera esecuzione al verbale di conciliazione giudiziale del 14.02.06, sottoscritto dall'Azienda Brotzu; l'urgenza nasce dalla necessità di formalizzare la presenza e la partecipazione alle attività del dott. Arturo Bande altrimenti estraneo alla struttura di emodinamica, mentre avendo partecipato in rappresentanza dell'Azienda la persona del dott. Salvatore Marras unico dirigente in servizio rendeva obiettivamente non compatibile la sua identificazione come delegato;
4) con la delibera n. 418 del 1.03.06 si è provveduto a procedere alla risoluzione del rapporto di lavoro nei confronti di un soggetto che la Commissione Medica di Verifica del Dipartimento Provinciale di Cagliari, ai sensi della L. 335/95, aveva dichiarato essere inabile per infermità, in modo assoluto e permanente, a svolgere qualsiasi attività lavorativa.
Ad ogni buon fine e onde evitare ogni possibile questione sul regolare svolgimento delle attività in argomento, il Direttore Generale ha acquisito in data 6.4.06, il parere reso dal Direttore Amministrativo sulle deliberazioni in argomento.
Il Direttore Generale
Dott Mario Selis
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione CONTU - LICANDRO - PETRINI - LIORI - GALLUS sulla situazione dell'Ospedale civile di Cagliari San Giovanni di Dio e del Santissima Trinità. (507)
In riscontro all'interrogazione in oggetto si trasmette in allegato, quale elemento utile alla risposta, la nota Prot. N° 36554 del 7 luglio 2006 predisposta dalla Direzione Generale dell'Azienda ASL n. 8 di Cagliari.
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In riferimento alla Vostra nota prot n. 18883/2.1/1 del 29.05.06 con la quale sono stati richiesti a questa Azienda elementi di conoscenza rispetto a quanto in oggetto si comunica quanto segue.
Al momento dell'insediamento di questa Amministrazione la situazione di degrado in cui versavano i Presidi Ospedalieri S. Giovanni di Dio e SS.Trinità era imbarazzante.
Le strutture apparivano fatiscenti, disseminate di cumuli di spazzatura e ingombre di cataste di vecchi arredi e discariche del materiale più disparato in disuso accatastato talvolta al fianco dei letti di degenza, te zone di passaggio erano tappezzate da materiale informativo e tazebao, di natura spesso non attinente alla sanità, affisso senza la opportuna valutazione di chi di competenza e non inserito in bacheche autorizzate. I luoghi di attesa per i pazienti, che spesso per rigidità strutturali purtroppo sono localizzati negli anditi, erano costituiti da sedute indecorose, vecchie e visibilmente frutto di acquisti disseminati nel tempo senza una logica di comfort.
Le motivazioni di tale straordinario degrado sono facilmente motivabili: negli ultimi dieci anni non sono mai state predisposte gare uniche per 1) manutenzioni ordinarie e straordinarie degli immobili, 2) manutenzioni ordinarie e straordinarie degli ascensori, 3) manutenzioni programmate delle aree verdi, 4) manutenzioni ordinarie e straordinarie degli impianti tecnologici, 5) manutenzioni preventive e correttive delle attrezzature biomedicali, 6) acquisizione di arredi e sedute. Ogni piccolo intervento su questi temi è stato affrontato parzialmente, in maniera parcellizzata nelle 110 sedi aziendali, spesso con piccole e plurime "garette", spessissimo con interventi parcellizzati e straordinari e la giustificazione sempre addotta è stata la insufficienza dei fondi ci cui all'art 20 L. 67/88, come se nessuna opera di manutenzione o acquisto di arredi potesse essere effettuata se non con tali fondi statali.
L'unica parziale eccezione a tale situazione aziendale è rappresentata dall'Ospedale Is Mirrionis, per il quale nel passato è stato predisposto un cosiddetto "global service" operazione che non solo non ha dato i risultati sperati ma che è considerata inadeguata ed illegittima dall'attuale Amministrazione e per questo è stata denunciata alla Corte dei Conti con nota Prot. n. 17139 del 22 marzo 2006 ed alla Procura della Repubblica con nota Prot. n. 17140 del 22 marzo 2006.
Pur consapevoli di non poter far fronte a tale degrado, frutto di decenni di trascuratezza, in poco tempo è iniziato un processo di riordino che probabilmente non avrà compimento in tempi brevi ma che riteniamo debba poi trasformarsi in una costante opera di mantenimento.
La lotta al degrado può dare risultati accettabili se si compie contestualmente un'opera di sensibilizzazione degli operatori, medici e infermieri, che purtroppo con difficoltà si rendono conto dello stato di incuria e degrado e che poco credono nella possibilità di raggiungere un miglioramento delle condizioni di assistenza. I lavori di tinteggiatura sono iniziati da diverso tempo, procedono con regolarità e non hanno coinvolto, a tutt'oggi, solo l'ingresso ma tutti gli spazi comuni del P.O. S. Giovanni ad esclusione dell'ultimo piano che verrà realizzato solo dopo i lavori di impermeabilizzazione della copertura già programmati. Tutti gli interventi finora svolti sono stati effettuati da personale dipendente, formato di un'unica squadra operante oggi a livello aziendale ed a disposizione di tutti i plessi.
Gli interventi di ripristino proseguiranno con gli spazi comuni di altri Presidi e dopo si inizierà con il risanamento all'interno del singoli reparti.
La rigidità strutturale del P.O. S. Giovanni, costruito in tempi ormai lontani in cui le esigenze e le conoscenze erano molto diverse, è stata più volte evidenziata anche da questa Amministrazione che tuttavia se ne è fatta carico proponendo nei piano Strategico Aziendale alcune modifiche organizzative che risolveranno, per esempio, il trasporto dei pazienti del Pronto Soccorso alla Radiologia che verrà accorpata al piano terra dei presidio e sarà da questi raggiungibile con un montalettighe dedicato. Presso il Pronto Soccorso è inoltre in corso di predisposizione la "camera calda" per la sosta dei mezzi di soccorso o privati che trasportano i pazienti in urgenza.
Sempre in riferimento al Presidio S. Giovanni si informa che una trattativa privata espedita di recente (e che per la prima volta ha a riferimento la manutenzione delle aree verdi di tutti gli ospedali dell'Azienda), ha affidato alla ditta aggiudicataria l'intervento di ripristino delle aree verdi su cui si è già intervenuto.
I lavori di ristrutturazione della Clinica Otorino sono svolti a cura del Genio Civile e non a cura dell'azienda, e creano/creeranno comunque un disagio inevitabile se si vuole raggiungere l'obiettivo di strutture nuove e decorose.
Per quanto attiene il Presidio SS.Trinità si precisa che gli stabili in disuso adibiti un tempo a cucine sono indubbiamente fatiscenti ma non pericolanti e si è recentemente provveduto a recintare la zona onde evitare l'intrusione di personale non autorizzato. Le aree verdi sono invece seguite dalla ditta aggiudicataria del servizio di manutenzione ordinaria e straordinaria dello stabile che ci risulta operare correttamente.
Si è ritenuto opportuno accelerare la realizzazione del nuovo Pronto Soccorso che oltre alla opportuna presenza di una ampia "camera calda" offre spazi dedicati alla diagnostica tradizionale e TAC, all'osservazione breve e all'attività di sala operatoria. Pertanto non si intervenuto sul vecchio reparto che a breve cambierà destinazione d'uso.
Si è provveduto a dare avvio allo smaltimento di quanto impropriamente accumulato nei cortili interni ed esterni dei P.P.O.O. e a dare disposizioni affinché si vigili per impedire che si perpetui una antica usanza degli operatori.
Alcuni iniziali acquisti quali le sedute a barra per le sale d'attesa e i luoghi di sosta per parenti e pazienti o, ancora, le nuove bacheche per il materiale informativo hanno già ridato, a nostro avviso, decoro agli spazi generali.
Questa Amministrazione ha rilevato anch'essa lo stato di insufficiente decoro in cui versano tutte le camere mortuarie dei Presidi Ospedalieri la cui cura e riordino rientra in un programma di riorganizzazione complessivo.
Sul servizio di sorveglianza e di sicurezza nell'ospedale SS.Trinità di Cagliari, è opportuno effettuare alcune precisazioni in merito.
La scadenza della gara d'appalto del servizio di sorveglianza ha reso necessaria una revisione del servizio stesso. Per il futuro si prevede la presenza di un Servizio Portineria / Sorveglianza (dotato di sette operatori) ubicato presso lo stabile di Malattie Infettive operativo sulle 24 ore e già dotato di un sistema di vigilanza e controllo costituito da apparati TVCC (TV Circuito Chiuso), segnalata da cartelli monitori nel rispetto delle vigenti normative, che consentono la verifica costante e continua di tutti luoghi dove potenzialmente possono verificarsi situazioni critiche per la sicurezza collettiva.
Presso il Pronto Soccorso sarà presente urta unità di vigilanza armata sulle 24 ore.
Come appare evidente, il sistema consente, attraverso una dislocazione articolata delle risorse di vigilanza e portineria, supportate dalle risorse tecnologiche illustrate, di controllare in modo attivo, sia presso il Pronto Soccorso sia presso la Divisione di Malattie infettive, gli ingressi e le aree di attesa.
Relativamente aita tutela della privacy le immagini sono visionabili solo ed esclusivamente dal personale addetto alla sorveglianza e le registrazioni possono essere messe a disposizione solo ed esclusivamente dalle autorità competenti come previsto dalle norme vigenti.
in riferimento alla denuncia di possibile istituzione di un nuovo primariato di chirurgia vitreoretinica si desidera precisare qui di seguito quali ragionamenti hanno portato alla proposta di un reparto di tale specialità presso il P.O. Binaghi.
Con la futura costituzione dell'Azienda Mista, la Clinica Oculistica Universitaria del San Giovanni, che dispone di eccellenti professionalità, transiterebbe nella nuova Azienda, privando la ASL 8 della possibilità di assistere chirurgicamente i propri residenti: ecco perché, nell'ottica del superamento dei confini aziendali, in accordo con l'Azienda Ospedaliera G. Brotzu, si è ipotizzato di trasferire presso il presidio Binaghi la Struttura di "Oftalmologia Diabetologica che attualmente svolge un'attività clinica e chirurgica di primo piano. Si creerebbe cosi un reparto di chirurgia di eccellenza, con una dotazione di circa 12 pl., per eseguire una attività chirurgica ad elevata complessità, come la chirurgia vitreoretinica, per la quale esiste attualmente una elevata mobilità verso strutture del continente. Con un potenziamento di ridotta entità della struttura si potrebbe ragionevolmente raggiungere l'obiettivo di azzerare la mobilità passiva verso altre regioni per tali forme patologiche.
Nella proposta di trasferimento della Struttura dall'Azienda Brotzu alla ASL 8, non si richiede la sua trasformazione in Struttura Complessa, ma semplicemente la possibilità da parte della ASL 8 di disporre di un agile e moderno Reparto attrezzato per la chirurgia vitreoretinica, utilizzando personale già operante nel SSN. Inoltre, in tal modo, potrà essere utilizzato al meglio il blocco operatorio del Binaghi.
Nella speranza di aver dato esaustivo riscontro alla Vostra nota si rimane, in ogni modo, a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento.
Il Direttore Generale
Gino Gumirato
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione VARGIU sull'episodio di violenza che si è svolto presso la divisione di neurochirurgia dell'Ospedale Brotzu. (466)
In riscontro all'interrogazione in oggetto sì trasmette in allegato, quale elemento utile alla risposta, la nota Prot. N° 022694 dell'11 luglio 2006 predisposta dal Direttore Generate dell'Azienda Ospedaliera Brotzu di Cagliari.
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Ritengo doveroso fornire alcuni elementi in merito all'interrogazione riportata in oggetto.
Le considerazioni che seguono prescindono dal prendere in esame il fatto specifico, dal momento che il paziente in argomento non aveva avuto, al momento del triage al pronto soccorso, manifestazioni tali da far ritenere possibili, o ipotizzabili, reazioni di tale portata. Peraltro va altresì considerato che il pronto soccorso dell'Azienda Brotzu è già dotato di un posto di Polizia di Stato in grado di funzionare da deterrente per azioni violente.
Per quanto riguarda gli interventi di riorganizzazione gestionale del sistema di emergenza ed urgenza si formulano le seguenti considerazioni:
- deve premettersi che qualsiasi intervento non può prescindere da una ampia azione di coinvolgimento del territorio e delle strutture distrettuali che altrimenti affidare unicamente alle strutture ospedaliere tale compito non potrà in ogni caso determinare consistenti miglioramenti;
- nell'attuale situazione l'Azienda Brotzu attiverà dal 1.9.2006, una struttura di Osservazione Breve Intensiva, dotata di 10 posti letto monitorati, cui seguirà, nel tempo, una struttura di Medicina d'Urgenza;
- la nuova organizzazione avrà come obiettivo quello di dare risposte più rapide ai numerosi accessi al Pronto Soccorso (quelli con codice rosso e giallo hanno tempi congrui rispetto alle linee guida) e filtrare maggiormente i ricoveri in ospedale eliminando per contro i diversi casi di inappropriatezza;
- un' ulteriore azione organizzativa dovrà essere svolta garantendo una guardia radiologica sulle 24h per rendere operativamente possibili le misure indicate;
- complessivamente gli interventi attivati dovrebbero consentire un uso delle risorse maggiormente focalizzato in interventi di alta specializzazione che rappresentano la vera missione dell'Azienda Brotzu.
Il Direttore Generale
Dott. Mario Selis
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione SANCIU in merito al rispetto dei criteri di trasferimento del personale e dei beni delle otto aziende USL di cui al comma 13 dell'articolo 13 della legge regionale 21 aprile 2005, n. 7. (435)
In riscontro all'interrogazione in oggetto si trasmette in allegato, quale elemento utile alla risposta, la nota predisposta dal Servizio Programmazione - Settore Gestione del Personale delle Aziende Sanitarie, Programmazione della Formazione di Base e Continua del Personale del Sistema Sanitario Nazionale.
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In riferimento alla Interrogazione consiliare indicata in oggetto, si forniscono gli elementi utili alla risposta come sotto specificati.
La deliberazione n.926/2005, richiamata dall'interrogante, è stata adottata dall'Azienda Usl n. 1 di Sassari in applicazione della deliberazione della Giunta Regionale n. 51/10 del 4 novembre 2005 e a seguito di un preliminare accordo, sottoscritto dalle Aziende interessate in data 13.12.2005 ed allegato alla deliberazione n. 926/2005 sopra citata, nel quale vengono, fra l'altro, specificati:
a) il personale in servizio alla data di entrata in vigore della L.R. n. 7/2005 e operante in sede ubicata nel comune di Berchidda da trasferire alla Azienda Usl n.2 di Olbia ( n. 1 Dirigente medico, n.1 Dirigente veterinario).
b) Numero dei posti d'organico da trasferire all'Azienda Usl n. 2 di Olbia, in applicazione del punto 4) dell'allegato alla deliberazione della G.R. n. 51/10 sopra citata.
Da quanto sopra esposto si evince che le Aziende in argomento hanno operato in conformità alle disposizioni contenute nella più volte richiamata deliberazione della G.R. n.51/10 né risulta a questo Assessorato che sia stata operata alcuna discriminazione nel trattamento del personale, posto che nessuna lamentela è pervenuta al riguardo dal personale dipendente delle Usl di cui trattasi.
Il Direttore generale dell'Azienda Usl n. 2 di Olbia, nel precisare che nel Comune di Berchidda sono operanti due Dirigenti veterinari: n. 1 acquisito per trasferimento dalla Azienda Usl n.1 di Sassari - v.di punto a) sopra indicato, e n. 1 assegnato dall'Azienda in virtù della disponibilità d'organico realizzatasi a seguito dell'acquisizione dei posti d'organico di cui al sopra indicato punto b), ha comunicato, per le vie brevi, che l'operatività degli stessi è ritenuta congrua e soddisfacente dall'Azienda ed apprezzata dall'utenza e dal Comune interessato.
Il Direttore del Servizio
Dr. Antonio Ghiani
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione CASSANO in ordine all'installazione delle antenne per telefonia mobile all'interno dei centri urbani. (429)
In riferimento all'interrogazione in oggetto, si forniscono gli elementi ritenuti utili alla risposta.
Premesso che la valutazione dei rischi sanitari derivanti dall'inquinamento elettromagnetico è un processo molto complesso e che allo stato attuale si registra un unanime consenso internazionale sulla convinzione che non esiste un quadro coerente di indicazioni epidemiologiche che possa stabilire in modo incontrovertibile una relazione di causa-effetto tra nessun tipo di esposizione a radiazioni non ionizzanti e nessuna forma di tumore. Affermazioni contrarie a questa valutazione espresse da "ambienti non scientifici" hanno l'unico scopo di allarmare la popolazione.
L'esigenza di intraprendere azioni concrete, senza attendere i risultati della ricerca scientifica ha portato il nostro Paese, con la Legge Quadro 22 Febbraio 2001 n.36, all'adozione di misure cautelative ispirate al "principio di precauzione" di cui all'articolo 174, paragrafo 2 del trattato istitutivo dell'Unione Europea. Coerentemente a tali disposizioni l'Assessore della Difesa dell'Ambiente ha elaborato un Disegno di Legge concernente "Norme sulla protezione dall'esposizione ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici" la cui discussione è all'ordine del giorno della riunione di Giunta dell'11 Luglio 2006. Il DDL si propone di tutelare la salute della popolazione minacciata dall'inquinamento elettromagnetico anche attraverso il "governo del territorio" nel tentativo di raggiungere un punto di equilibrio fra l'esigenza di evitare l'impatto delle emissioni elettromagnetiche e di realizzare gli impianti necessari per io sviluppo sostenibile della nostra Regione nel rispetto delle esigenze della pianificazione nazionale.
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza socialeall'interrogazione LOMBARDO - LA SPISA sul trasferimento dei reparti di chirurgia pediatrica e di otorinolaringoiatria situati nell'ospedale "Crobu" di Iglesias. (410)
In riscontro all'interrogazione in oggetto si trasmette in allegato, quale elemento utile alla risposta, la nota Prot. n° 79/DG dell'11 luglio 2006 predisposta dalla Direzione Generale dell'Azienda U.S.L. n. 7 di Carbonia.
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AZIENDA U.S.L. n. 7 - Carbonia
In riferimento all'interrogazione di cui all'oggetto si precisa che l'orientamento della Direzione Generale di questa Azienda USL, formalmente illustrato anche al Consiglio Comunale di Iglesias e alle Organizzazioni Sindacali Territoriali e di Categoria, in attuazione peraltro del piano strategico di riorganizzazione ospedaliera consegnato alla Commissione Sanità del Consiglio Regionale della Sardegna nella primavera del 2005, prevede l'individuazione nel presidio ospedaliero CTO dell'Ospedale di riferimento per acuti del Distretto di Iglesias, la trasformazione del presidio ospedaliero Santa Barbara in struttura per Riabilitazione e Lungodegenti e del presidio ospedaliero F.lli Crobu in Centro Servizi Sanitari territoriali ambulatoriali e specialistici.
Il piano di investimenti finalizzato a tali obiettivi è in corso di realizzazione ed ha visto di recente una notevole accelerazione della fase operativa. Salvo imprevedibili ostacoli, è possibile affermare che entro la fine del 2007 tutti i Reparti di degenza di Iglesias attualmente ospitati in tre diverse strutture (CTO, S. Barbara e F.lli Crobu) verranno trasferiti al CTO. Le imprese affidatarie dei lavori che interessano il S. Barbara e, soprattutto, il CTO si sono contrattualmente impegnate con la Direzione della ASL a rispettare le seguenti scadenze per la consegna dei Reparti:
- Entro il mese di settembre 2006 - consegna dei Reparti di Oculistica e Otorinolaringoiatria al CTO e conseguente trasferimento della Riabilitazione al S. Barbara;
- Entro il mese di marzo 2007, ma con la possibilità di anticipo a dicembre 2006, consegna dei Reparti di Pediatria, Chirurgia Pediatrica e una nuova Sala Operatoria al CTO;
- Entro il mese di maggio 2007, consegna dei locali per la Medicina dello Sport e Cardiologia sempre al CTO;
- Entro il mese di luglio 2007 consegna delle altre tre sale operatorie, del Pronto Soccorso, della Chirurgia e della Traumatologia al CTO;
- Entro il mese di novembre 2007 consegna del Reparto di Medicina al CTO; al S. Barbara resterà il Reparto di Lungodegenza, attualmente operante in questa struttura come Modulo di Medicina.
Stanno anche andando avanti, sempre al S. Barbara, i lavori per realizzare la struttura per i malati terminali.
La Direzione Aziendale di questa Azienda USL intende anche realizzare all'interno del CTO il Reparto Dialisi, verificando con l'Assessorato alla Sanità le modalità d'intervento possibili.
E' intendimento della Direzione Aziendale procedere ai trasferimenti solo nel momento in cui i nuovi Reparti saranno concretamente fruibili e potranno garantire un reale miglioramento della qualità delle prestazioni sanitarie, evitando forzature che pure potrebbero essere suggerite dalle difficili condizioni logistiche e di sicurezza in cui si trova in particolare il F.lli Crobu.
La Direzione Aziendale sta, quindi, lavorando perché l'accelerazione dei lavori in corso al CTO e il rispetto delle scadenze contrattuali consentano di soddisfare l'esigenza di procedere con urgenza a trasferimenti assolutamente necessari per migliorare la qualità delle prestazioni sanitarie senza forzature, ma anche senza rinvii immotivati e dannosi.
In ogni caso di ogni atto continueranno come sempre ad essere doverosamente informate le Istituzioni Regionali e Locali e le Rappresentanze Sociali.
Rimanendo a disposizione per ogni ulteriore chiarimento in merito si porgono distinti saluti.
Il Direttore Generale
Dr. Benedetto Barranu
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza socialeall'interrogazione CASSANO sugli innumerevoli ritardi negli accertamenti sanitari per il riconoscimento dell'invalidità civile presso la ASL n. 1 di Sassari. (383)
Con riferimento all'oggetto, si fa presente quanto segue:
1. Gli uffici degli Invalidi Civili presso le Az.USL hanno evidenziato alcune criticità che richiedono un intervento di riordino vista la disomogeneità e variabilità delle prestazioni erogate. In merito, la Direzione Generale di questo Assessorato ha fornito indicazioni dettagliate ad ogni singola Azienda USL sull'organizzazione del lavoro e sulle procedure da adottare in materia, in particolare con nota del 27.05.2005, indirizzata ai Direttori Generali delle Az.USL, viene ribadita la necessità di adottare provvedimenti finalizzati alla razionalizzazione ed allo snellimento delle procedure di accertamento della invalidità civile.
2. I dati a disposizione dell'Assessorato sulla organizzazione degli uffici invalidi civili dell'Az.USL n.1 di Sassari (nota del 07/06/2006) evidenziano l'abbattimento dei tempi di Istruttoria/convocazione intorno ai 30/60 giorni.
3. L'esigenza di uniformare in tutto il territorio regionale la materia in argomento presuppone una rivisitazione delle procedure per l'accertamento dell'invalidità civile e dell'operatività delle commissioni perseguendo il fine di esitare le istanze con massima tempestività. I carichi di lavoro dei Servizi dei Dipartimenti di Prevenzione riflettono attualmente il cambiamento culturale introdotto dalla Medicina Basata sull'Evidenze (EBM) che ha determinato, anche in sanità pubblica, un processo di trasformazione degli interventi rivolti alla persona. La competenza in materia sanitaria delle Regioni, ha comportato l'abolizione di obblighi di non provata efficacia, derivanti da norme obsolete. Questo Assessorato ha individuato ambiti e settori nei quali è possibile modificare o abrogare prassi inefficaci, procedendo ad una revisione delle attività sanitarie svolte e delle prestazioni erogate dai servizi delle Aziende Unità Sanitarie Locali secondo princìpi di appropriatezza e di economicità. A tal proposito, sono in corso di predisposizione provvedimenti per l'abolizione di certificazioni obsolete e inutili per i quali non vi è dimostrazione scientifica di efficacia.
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione Vargiu sulle possibili integrazioni della convenzione Regione-INPS per l'esercizio delle funzioni di concessione dei trattamenti di invalidità civile. (203)
In riferimento all'interrogazione riportata in oggetto, si comunica che la richiesta nella medesima contenuta esula dalle competenze degli uffici.
Infatti, considerata la problematica in essa contenuta (stabilizzazione rapporto contrattuale delle 16 unita lavorative costituisce la "task torce" regionale), lo scrivente ufficio ritiene che la valutazione in ordine alla medesima debba essere affrontata dall'INPS, tenuto conto delle proprie dotazioni organiche e delle proprie volontà decisionali. Ciò in ragione del fatto che, ai sensi della Convenzione stipulata tra Regione Autonoma della Sardegna e l'INPS, le competenze amministrative concernenti la materia degli "Invalidi Civili" sono state attribuite in regime concessorio all'istituto previdenziale.
Posso, altresì, comunicarLe, a titolo meramente informativo, che nel mese di maggio u.s. l'INPS ha provveduto, tramite agenzia interinale, alla contrattualizzazione del personale di cui sopra, in riconoscimento dell'esperienza e delle professionalità maturate.
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza socialeall'interrogazione DEDONI sulla disuniformità nella distribuzione degli insegnanti di sostegno tra le province sarde. (292)
In riferimento alla interrogazione in oggetto, si precisa che il problema sollevato non è di stretta pertinenza dell'Assessorato dell'Igiene e Sanità e dell'Assistenza Sociale.
Si sottolinea comunque che lo scrivente Assessorato ha in corso un'intensa collaborazione con l'Ufficio Scolastico Regionale della Sardegna allo scopo di pervenire alle migliori soluzioni dei problemi dei bambini e gli adolescenti sardi. E' stata infatti istituita, con Decreto assessorile n. 4 del 9 marzo 2006, la Commissione per la salute neuropsichica di bambini e adolescenti di cui fa parte un componente designato dall'Ufficio Scolastico Regionale.
La Commissione ha lo scopo di definire un modello organizzativo di riferimento che conduca alla realizzazione di una rete regionale efficiente e che stabilisca - tra l'altro - il coordinamento delle attività del Servizio sanitario regionale con le agenzie extra sanitarie, quali le istituzioni scolastiche e gli enti locali. In tale sede potranno essere rappresentate anche le esigenze, sull'intero territorio regionale, dei bambini e degli adolescenti in tema di assegnazione degli insegnanti di sostegno.
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza socialeall'interrogazione RASSU sulla chiusura della sala operatoria e sul degrado funzionale del presidio ospedaliero di Thiesi. (320)
In riferimento alla interrogazione in oggetto, si forniscono gli elementi utili alla risposta contenuti nella nota dell'Azienda Usl 1 che si allega alla presente.
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Azienda Unità Sanitaria Locale n° l - Sassari -
In relaziono alla Interrogazione Consiliare 360/A formulata dal Consigliere Regionale Onorevole Nicola Rassu sulla chiusura della sala operatoria e sul degrado funzionale del presidio ospedaliero di Thiesi, si precisa quanto segue:
La popolazione del territorio su cui insiste l'Ospedale di Thiesi, di quasi 20.000 abitanti, è composta per oltre un quarto da persone che hanno superato i sessantacinque anni di età, e per il 10% da ultra settantacinquenni, con necessità e problematiche di assistenza assolutamente peculiari.
Tenendo conto di questo dato, e in considerazione del fatto che il tasso di occupazione dell'Ospedale è inferiore al 75% previsto dalla normativa vigente, in un'ottica di appropriatezza dei servizio erogato, si e preventivato, come per quanto riguarda l'Ospedale di Ittiri, di utilizzare le risorse finanziarie destinate alla realizzazione dell'RSA quale corpo separato dall'Ospedale di Thiesi, per una ristrutturazione complessiva dell'intero edificio, con contestuale adeguamento strutturale atto a realizzare al suo interno un reparto di lungodegenza post-acuzie.
Gli altri punti salienti del processo di riconversione dell'ospedale dì Thiesi, analogo in molti punti a quello previsto per l'Ospedale di Ittiri, sono:
1. Ottimizzazione dell' attività chirurgica attraverso l'istituzione di Day Surgery o di un Servizio di Chirurgia Ambulatoriale.
2. Attivazione di un punto di Primo Soccorso.
3. Attivazione di un Poliambulatorio Specialistico.
4. Razionalizzazione del Servizio di Radiologia.
5. Razionalizzazione del Laboratorio Analisi.
6. Attivazione di un Centro Dialisi ad Assistenza Limitata (CAL).
1. L'istituzione dei Day Surgery o di un Servizio di Chirurgia Ambulatoriale nell'Ospedale di Thiesi, oltre a decongestionare le strutture centrali con relativa diminuzione delle liste d'attesa per gli interventi meno complessi, potrà consentire anche qui di evitare i ricoveri in regime ordinario per i DRG chirurgici ad alto rischio di "inappropriatezza" individuati nel DPCM 29.11.2001 (LEA), "con identico beneficio per il paziente e con minor impiego di risorse".
2. Anche per Thiesi, è evidente l'esigenza di garantire un punto di primo intervento per l'Emergenza/Urgenza nella struttura ospedaliera, che risponda alle reali esigenze del bacino d'utenza, particolarmente distante in questo caso (anche 50m Km) dai centri principali, e che contribuisca al decongestionamento dei Pronto Soccorso dei centri principali di riferimento (Sassari e Alghero). Anche in questa realtà è importante la dislocazione periferica dell'Ospedale, la sua particolarità logistica e la consuetudine degli abitanti dei centri limitrofi di vedere nella Struttura il punto di riferimento per i propri bisogni di salute (Point of care).
3. L'attività specialistica ambulatoriale viene vista in un'ottica di integrazione e di rispetto delle strutture esistenti (Ittiri - Thiesi - Bonorva) cosi da garantire la copertura assistenziale nei punti nodali del territorio di riferimento, con una copertura proporzionale alle esigenze degli utenti del vari centri. Si prevede l'attivazione di altre branche specialistiche, oltre quelle presenti, che vadano a completare l'offerta di prestazioni fruibili in loco, senza dover ricorrere ai grossi centri.
4. Anche per il Servizio di radiologia dell'Ospedale di Thiesi si prevede la digitalizzazione mediante computed-radiography delle immagini analogiche ottenute con le apparecchiature tradizionali, e il conseguente invio telematico da parte del tecnico esecutore al Centro Radiologico di Riferimento (Sassari).
5. Laboratorio Analisi: nell'ottica di un progetto generale di riorganizzazione della medicina di Laboratorio della ASL n° 1, si ha l'intenzione di convertire il laboratorio dell'Ospedale di Thiesi in un Centro Prelievi, munito di apparecchiature POCT e in rete con altri centri prelievi istituiti nei centri limitrofi; viene garantito il coordinamento del servizio di trasporto dai centri prelievi al Laboratorio di riferimento.
6. Sono stati completati i lavori per l'allestimento di un Contro Dialisi ad Assistenza Limitata con sei posti rene, più uno contumaciale, destinato a rispondere alla domanda di assistenza dialitica per circa 15/20 pazienti, spesso anziani provenienti da vari paesi del circondario, che attualmente sono costretti al disagio di lunghi spostamenti per effettuare la dialisi, a volte anche in centri ubicati nei territorio di altre Aziende (Macomer).
Il Centro sarà operativo a tutti gli effetti entro brevissimo tempo, una volta espletati gli adempimenti necessari per ottenere il nulla-osta da parte del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco e l'Autorizzazione Sanitaria Regionale; contribuirà anch'esso, come l'analogo centro di Porto Torres, all'abbattimento delle liste d'attesa presso i principali Centri Dialisi, soprattutto nel periodo estivo, quando si verifica l'afflusso di turisti che possono avere necessità del trattamento dialitico.
Nella speranza che quanto esposto esprima chiaramente la volontà precisa dell'Azienda di non effettuare un "drastico ridimensionamento" dell'Ospedale di Thiesi, ma piuttosto di offrire strutture e servizi adeguati alle esigenze e ai bisogni dei cittadini, sempre nel rispetto delle condizioni di sicurezza previste per l pazienti e per gli operatori, si porgono i più cordiali saluti.
Il Direttore Generale
Dott. Bruno Zanardi
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza socialeall'interrogazione VARGIU sulla velocità delle pratiche di accertamento di invalidità civile. (344)
Con riferimento all'oggetto, si fa presente quanto segue:
1. Gli uffici degli Invalidi Civili presso le Az.USL hanno evidenziato alcune criticità che richiedono un intervento di riordino vista la disomogeneità e variabilità delle prestazioni erogate. In merito, la Direzione Generale di questo Assessorato ha fornito indicazioni dettagliate ad ogni singola Azienda USL sull'organizzazione del lavoro e sulle procedure da adottare in materia, in particolare con nota del 27.05.2005, indirizzata ai Direttori Generali delle Az.USL, viene ribadita la necessità di adottare provvedimenti finalizzati alla razionalizzazione ed allo snellimento delle procedure di accertamento della invalidità civile.
2. L'esigenza di uniformare in tutto il territorio regionale la materia in argomento presuppone una rivisitazione delle procedure per l'accertamento dell'invalidità civile e della operatività delle commissioni perseguendo il fine di esitare le istanze con massima tempestività. I carichi di lavoro dei Servizi dei Dipartimenti di Prevenzione riflettono attualmente il cambiamento culturale introdotto dalla Medicina Basata sull'Evidenze (EBM) che ha determinato, anche in sanità pubblica, un processo di trasformazione degli interventi rivolti alla persona. La competenza in materia sanitaria delle Regioni, ha comportato l'abolizione di obblighi di non provata efficacia, derivanti da norme obsolete. Questo Assessorato ha individuato ambiti e settori nei quali è possibile modificare o abrogare prassi inefficaci, procedendo a una revisione delle attività sanitarie svolte e delle prestazioni erogate dai servizi delle Aziende Unità Sanitarie Locali secondo principi di appropriatezza e di economicità. A tal proposito, sono in corso di predisposizione provvedimenti per l'abolizione di certificazioni obsolete e inutili per i quali non vi è dimostrazione scientifica di efficacia.
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza socialeall'interrogazione CALIGARIS sulla sospensione degli agenti tecnici dei piani peste suina africana e classica. (347)
In riferimento alla interrogazione in oggetto, si forniscono gli elementi utili alla risposta.
Il problema relativo alla cessazione dal servizio degli agenti tecnici che operano nell'ambito delle attività previste dal Piano di eradicazione delle pesti suine è stato affrontato e risolto con la loro stabilizzazione.
A ciò si è provveduto con l'inserimento al comma 4, dell'art. 20 della Legge Regionale n. 4 dell' 11 maggio 2006 dell'autorizzazione per l'I.Z.S. di Sassari a trasformare il rapporto di lavoro degli agenti da tempo determinato a tempo indeterminato.
Circa le iniziative che questo Assessorato ha intrapreso per rendere più efficienti ed efficaci i servizi veterinari nei confronti della lotta alla peste suina africana e classica, si comunica che nel DAIS n. 11 del 16 giugno è previsto lo stanziamento di 549.000,00 che verranno ripartiti alle aziende USL per l'assunzione di veterinari coadiutori da impegnare nel piano di eradicazione delle pesti suine.
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza socialeall'interrogazione VARGIU sul rischio da elettrosmog conseguente all'installazione di un nuovo impianto ad onde elettromagnetiche nella città di Cagliari. (354)
In riferimento alla interrogazione in oggetto, si forniscono gli elementi ritenuti utili alla risposta.
La valutazione dei rischi sanitari derivanti dall'inquinamento elettromagnetico è un processo molto complesso che necessita dell'analisi corretta di dati scientifici raccolti attraverso il monitoraggio e controllo delle fonti di emissione di onde elettromagnetiche.
A tal fine il 24 Gennaio 2005 l'Assessorato della Difesa dell'Ambiente ha firmato il protocollo d'intesa con la Fondazione Ugo Bordoni, ente morale incaricato dal Ministero delle Comunicazioni, finalizzato al monitoraggio dei campi elettromagnetici su tutto il territorio regionale. È stato inoltre istituito con Deliberazione della Giunta Regionale n. 25/26 del 3 Giugno 200, presso l'Assessorato della Difesa dell'Ambiente- Servizio Antinquinamento atmosferico ed acustico, il "catasto degli impianti fissi che generano campi elettromagnetici", ai sensi dell'articolo 8 della Legge Quadro 22 Febbraio 2001 n. 36.
Con la Legge Regionale n. 6 del 18 Maggio 2006, la Regione Sardegna ha istituito l'Agenzia Regionale per l'Ambiente ( ARPAS ) che tra le sue funzioni annovera, tra l'altro, lo studio l'analisi ed il controllo dei fattori fisici ai fini della prevenzione, della riduzione o della eliminazione dell'inquinamento elettromagnetico.
Coerentemente a tali disposizioni l'Assessore della Difesa dell'Ambiente ha elaborato un Disegno di Legge concernente "Norme sulla protezione dall'esposizione ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici" la cui discussione è all'ordine del giorno della riunione di Giunta dell'11 Luglio 2006, che si propone di tutelare la salute della popolazione minacciata dall'inquinamento elettromagnetico prima di tutto attraverso il "governo del territorio".
La pianificazione del territorio consentirà di verificare la distribuzione geografica degli impianti in relazione alla distribuzione degli insediamenti umani e la loro correlazione con l'incidenza nella popolazione di eventuali patologie tumorali, sarà inoltre possibile avviare una corretta e realistica informazione dei cittadini circa gli effetti sulla salute dei campi elettromagnetici.
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza socialeall'interrogazione CASSANO sul reparto di radioterapia presso la ASL n. 1 di Sassari. (359)
In riferimento alla interrogazione in oggetto, si forniscono gli elementi utili per la risposta.
Il problema sollevato dall'interrogante ha trovato parziale soluzione con l'adozione dei seguenti provvedimenti:
- Deliberazione della Giunta regionale n. 29/1 del 30/06/2005 con la quale è stato approvata la proposta di Piano dei servizi sanitari (integrata dalla deliberazione n. 51/9 del 30/06/2006) in cui è prevista espressamente la realizzazione di una rete di servizi di radioterapia, articolata in tre centri: il primo sito a Cagliari, con funzioni di centro di riferimento regionale; il secondo a Sassari, per l'area settentrionale e il terzo a Nuoro per l'area centrale dell'isola.
- Deliberazione della Giunta regionale n. 62/36 del 27/12/2005 nella quale è stato approvato il programma di investimenti in conto capitale per l'anno 2005. In particolare l'Assessore all'Igiene e Sanità e all'Assistenza Sociale ha rappresentato la necessità di rendere pienamente operativo il servizio di radioterapia dell'Azienda USL n. 1 di Sassari, attualmente non dotato di apparecchiature adeguate, attraverso l'acquisizione di un acceleratore lineare del costo presunto di € 1.450.000. L'intervento proposto contribuirà a dare risposta alla domanda di prestazioni di radioterapia del nord Sardegna, evitando gli spostamenti verso l'area di Cagliari o fuori del territorio regionale, con evidenti benefici sia per i pazienti che per il sistema sanitario regionale nel suo complesso.
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza socialeall'interrogazione RASSU sul rischio di chiusura del reparto di pneumologia e laboratorio analisi del presidio ospedaliero di Ittiri e sulla inattività della sala operatoria dello stesso ospedale. (360)
In riferimento alla interrogazione in oggetto, si forniscono gli elementi utili alla risposta contenuti nella nota dell'Azienda Usl 1 che si allega alla presente.
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Azienda Unità Sanitaria Locale n° l - Sassari -
In relazione alla Interrogazione Consiliare 360/A formulata dal Consigliere Regionale Onorevole Nicola Rassu sul rischio di chiusura del reparto di Pneumologia e Laboratorio Analisi dell'Ospedale di Ittiri e sulla inattività della sala operatoria dello stesso Ospedale, ai precisa quanto segue:
- Il Reparto di Pneumologia ha sempre fatto parte integrante, sia da un punto di vista amministrativo che funzionale, del Presidio Ospedaliero di Sassari; era stato in precedenza dislocato temporaneamente presso l'ospedale di Ittiri esclusivamente per esigenze di tipo logistico, per i lavori di ristrutturazione della struttura d'origine, l'Ospedale "Conti" di Sassari.
Si fa presente inoltre che l'attività di Pneumologia per il territorio di Sassari, ai sensi del Protocollo d'Intesa Regione-Università, farà capo alla Clinica Pneumologica dell'Azienda Universitaria.
- Per quanto riguarda il progetto di riconversione e riorganizzazione dei Reparti e dei Servizi presenti nell'Ospedale di Ittiri, si è partiti dalla considerazione che detto Ospedale (come del resto quello di Thiesi), presenta un tasso di occupazione molto inferiore al 75% previsto dalla normativa vigente; di contro, sul piano dei bisogni della popolazione, si registra una alta percentuale di anziani, con le patologie croniche spesso conseguenti all'età.
- Per questo motivo, facendo riferimento ai bisogni di salute effettivi della popolazione, in un'ottica di appropriatezza del servizio erogato, si ò preventivato di utilizzare le risorse finanziarie destinate alla realizzazione di una struttura adibita ad RSA quale corpo separato dall'Ospedale, per una ristrutturazione complessiva dell'intero edificio, con contestuale adeguamento strutturale atto a realizzare al suo interno un reparto di lungodegenza post-acuzie.
Gli altri punti salienti del processo di riconversione dell'ospedale di Ittiri sono:
1. Ottimizzazione dell'attività chirurgica attraverso l'istituzione di Day Surgery o di un Servizio di Chirurgia Ambulatoriale.
2. Attivazione di un punto di Primo Soccorso.
3. Attivazione di un Poliambulatorio Specialistico.
4. Razionalizzazione del Servizio di Radiologia.
5. Razionalizzazione del Laboratorio Analisi.
1. L'esigenza di adozione di modelli assistenziali alternativi quali il Day Surgery negli Ospedali periferici scaturisce anche dal congestionamento delle strutture chirurgiche centrali e il conseguente allungamento delle liste d'attesa. L'Istituzione del Day Surgery o di un Servizio di Chirurgia Ambulatoriale nei due Presidi di Thiesi od Ittiri, potrà consentire tra l'altro di evitare i ricoveri in regime ordinario per i DRG chirurgici ad alto rischio di "inappropriatezza" individuati nel DPCM 29.11.2001 (LEA), "con identico beneficio per il paziente e con minor impiego di risorse".
A questo proposito, è imminente la riapertura della Sala Operatoria dell'Ospedale di Ittiri: ultimati i lavori, si sta acquisendo una scala antincendio per l'uscita di emergenza, indispensabile per il nullaosta da parte del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco e dell'Autorizzazione Sanitaria Regionale.
2. L'esigenza di garantire un punto di primo intervento per l'Emergenza/Urgenza nella struttura ospedaliera di Ittiri, che risponda alle reali esigenze del bacino d'utenza, ed alle indicazioni della normativa in materia, nasce dalla dislocazione periferica dell'Ospedale, dalla sua particolarità logistica e dalla consuetudine degli abitanti dei centri limitrofi di vedere nella Struttura il punto di riferimento per i propri bisogni di salute (Point of care). Anche questa iniziativa è finalizzata, oltre che a garantire una immediata risposta al problema dell'emergenza, a contribuire al decongestionamento dei Pronto Soccorso principali di riferimento (Sassari e Alghero).
3. La tipologia della popolazione suggerisce la previsione di nuove Strutture Ambulatoriali ed il potenziamento di quelle già esistenti, nella duplice ottica di garantire un livello di intervento adeguato agli stati morbosi più diffusi e alla fattibilità della dislocazione nel territorio. L'attivazione od il potenziamento del servizio specialistico ambulatoriale sono attuati in un'ottica di integrazione e di rispetto delle strutture esistenti (Ittiri - Thiesi - Bonorva) cosi da garantire la copertura assistenziale nei punti nodali del territorio di riferimento, con una copertura proporzionale alle esigenze degli utenti dei vari centri. In particolar modo, per la sede di Ittiri sono previste, oltre alla diabetologia già presente, l'attivazione delle specialità di odontoiatria, fisiatria, cardiologia, oculistica e otorinolaringoiatria.
4. L'Azienda Sanitaria Locale di Sassari è impegnata attualmente in un programma di ammodernamento e di innovazione tecnologica degli apparecchi elettromedicali in generale e degli impianti radiologici in particolare, con la conseguente riorganizzazione e riprogrammazione delle prestazioni offerte all'utente. In questo contesto si sta prevedendo, per i centri tipo l'ospedale di Ittiri, dove l'attività sia limitata, in particolar modo dove non si facciano esami di tipo contrastografico, la digitalizzazione mediante c-r, computed-radiography, delle immagini analogiche ottenute con le apparecchiature tradizionali, e il conseguente invio telematico al Centro Radiologico di Riferimento (Sassari); qui il Medico Radiologo potrà eventualmente indirizzare il paziente al Centro di Riferimento o a un Centro di approfondimento più specifico (TC, RMN).
Per quanto riguarda il mammografo, e stato dichiarato fuori uso circa due anni or sono, in quanto la vetustà e gli inconvenienti riscontrati, quali la risoluzione inadeguata, i problemi al controllo automatico dell'esposizione e al sistema generatore dell'impianto, non rendevano possibile riparare l'impianto con le garanzie di sicurezza richieste. Giova tra l'altro ricordare che in tutti i comuni dell'Azienda partirà a breve il programma di Screening mammografico per il tumore al seno, quindi gli esami in questione saranno assicurati in breve tempo a tutte le donne che rientrano nella fascia di età prevista.
5. Per quanto riguarda il Servizio di Laboratorio Analisi, si ha l'intenzione, nell'ottica di un progetto generale di riorganizzazione della medicina di Laboratorio della ASL n° 1, di convertire i Laboratori Periferici in Centri Prelievi, muniti di apparecchiature POCT, con il coordinamento del servizio di trasporto dai centri prelievi ai Laboratori di riferimento. In questo modo si potrà innovare sul piano tecnologico-organizzativo e gestionale l'offerta delle prestazioni del servizio, facendo rientrare contestualmente l'attività del laboratorio come un processo completo, dal prelievo alla consegna del referto per tutti i cittadini e in tutto il territorio dell'Azienda.
Nella speranza che quanto esposto esprima chiaramente la volontà precisa dell'Azienda non certo di "rendere inattivo" l'Ospedale di Ittiri, ma piuttosto di offrire strutture e servizi adeguati alle esigenze e ai bisogni dei cittadini, nel rispetto peraltro delle condizioni di sicurezza previste per i pazienti e per gli operatori, si porgono i più cordiali saluti
Il Direttore Generale
Dott. Bruno Zanaroli
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza socialeall'interrogazione LIORI - DIANA - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo sui nuovi criteri adottati dall'Assessore regionale dell'igiene, sanità e assistenza sociale sulle procedure per l'accertamento dell'invalidità civile. (363)
Con riferimento all'oggetto, si fa presente quanto segue:
1. I Direttori Generali delle Aziende USL stabiliscono nella programmazione aziendale l'assegnazione dei carichi di lavoro di ciascun servizio, tenuto conto delle competenze istituzionali e dei budget assegnati. Le visite di invalidità civile sono comprese tra le prestazioni di Medicina Legale del Servizio di Igiene Pubblica e sono funzionalmente collocate all'interno di tale struttura. Il Servizio di Igiene Pubblica cura le funzioni di segreteria, l'assegnazione delle pratiche, il funzionamento delle singole commissioni ed in particolare il numero delle pratiche da esaminare per ciascuna seduta ed, altresì, il numero di sedute per settimana che devono essere adeguate al carico di lavoro derivante dall'arretrato e dalle pratiche da evadere a regime.
I presidenti, i componenti e i segretari delle commissioni devono essere individuati preferibilmente tra il personale dipendente delle Aziende USL sulla base dei carichi di lavoro assegnati a ciascun dipendente ed a ciascun servizio. Il personale deve essere individuato prioritariamente tra i dipendenti del Servizio di Igiene Pubblica o degli altri Servizi del Dipartimento di Prevenzione o, in subordine, tra il restante personale dipendente della Azienda USL.
2. I dati a disposizione dell'Assessorato evidenziano alcune criticità che richiedono un intervento di riordino vista la disomogeneità e variabilità delle prestazioni erogate. In merito, verranno fornite indicazioni dettagliate ad ogni singola Azienda sull'organizzazione del lavoro e sulle procedure da adottare in materia.
3. La legge n° 295/90, all'art. 1 comma 2, stabilisce quanto segue: "nell'ambito di ciascuna unità sanitaria locale operano una o più commissioni mediche incaricate di effettuare gli accertamenti. Esse sono composte da un medico specialista in medicina legale che assume le funzioni di presidente e da due medici di cui uno scelto prioritariamente tra i medici dipendenti o convenzionati della unità sanitaria locale territorialmente competente." La circolare del Ministero del Tesoro, n. 10, del 28/11/1990, Direzione Generale delle Pensioni di Guerra e dei Servizi vari , ribadisce che: "i sanitari vengono scelti tra i medici dipendenti o convenzionati delle Unità Sanitarie Locali".
La legge regionale n° 6 del 28/4/1992, all'art. 68, comma 1, stabilisce che ai componenti delle commissioni mediche istituite presso le unità sanitarie locali, ai sensi della legge n° 295 del 15/10/1990, spetti un gettone al lordo delle ritenute fiscali, per ogni giornata di seduta effettuata, indipendentemente dal numero delle sedute tenute nella stessa giornata. La legge regionale n° 3 del 18-01-1993, all'art. 1, comma 2, prevede che non siano dovuti i compensi ai dipendenti di pubbliche amministrazioni che, in qualità di presidente, componente o segretario, partecipino alle sedute delle Commissioni durante l'orario di servizio. Un razionale utilizzo del personale dipendente porterà ad un abbattimento dei costi per il funzionamento delle commissioni di invalidità civile. Il compenso a prestazione non è previsto dalla normativa vigente.
L'esigenza di uniformare in tutto il territorio regionale la materia in argomento presuppone una rivisitazione delle procedure per l'accertamento dell'invalidità civile e della operatività delle commissioni con il fine dell'evasione tempestiva delle istanze.
I carichi di lavoro dei Servizi dei Dipartimenti di Prevenzione riflettono attualmente il cambiamento culturale introdotto dalla Medicina Basata sull'Evidenze (EBM) che ha determinato, anche in sanità pubblica, un processo di trasformazione degli interventi rivolti alla persona. La competenza in materia sanitaria delle Regioni ha comportato l'abolizione di obblighi di non provata efficacia, derivanti da norme obsolete. Questo Assessorato ha individuato ambiti e settori nei quali è possibile modificare o abrogare prassi inefficaci, procedendo a una revisione delle attività sanitarie svolte e delle prestazioni erogate dai servizi delle Aziende Unità Sanitarie Locali secondo principi di appropriatezza e di economicità. A tal proposito, sono in corso di predisposizione provvedimenti per l'abolizione di certificazioni obsolete e inutili per i quali non vi è dimostrazione scientifica di efficacia.
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione VARGIU sulla situazione della comunità alloggio di Samatzai. (482)
In riscontro all'interrogazione in oggetto si trasmette in allegato, quale elemento utile alla risposta, la nota predisposta dalla Direzione Generale delle Politiche Sociali.
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Servizio della programmazione sociale
Servizio dell'integrazione sociosanitaria
La comunità alloggio per anziani di Samatzai è stata autorizzata ad ospitare anziani autosufficienti o parzialmente non autosufficienti in due moduli per complessivi 25 utenti.
Non risulta a questo ufficio alcuna richiesta da parte dell'Amministrazione comunale di variazione della tipologia di servizio autorizzato, né alcuna comunicazione di adeguamento del numero e delle professionalità del personale impiegato, né alcuna richiesta di riconversione della struttura ad altra tipologia di intervento.
Non esistono sull'argomento nuove norme regionali ad esclusione della L.R. 23/2005 che istituisce il "Sistema integrato dei servizi alla persona", la quale all'art. 40 trasferisce le competenze in materia di autorizzazioni al funzionamento e di vigilanza delle strutture residenziali e semiresidenziali alle amministrazioni comunali, previo parere di compatibilità riservato alla Regione, ma che nulla modifica in ordine ai requisiti strutturali e di personale, la cui materia sarà oggetto di specifica regolamentazione.
Per quanto riguarda le anomalie segnalate è intendimento procedere ad una verifica ispettiva al fine di accertare se quanto segnalato corrisponda al vero ed assumere i provvedimenti conseguenti.
Il Direttore Generale
- Remo Siza -
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione FADDA Paolo - ADDIS - COCCO sulla esclusione dei soggetti con deficit anche parziale di G6PDH, meglio conosciuta come "favismo", dalla carriera militare. (52)
In riferimento alla interrogazione in oggetto, si sottolinea che il problema sollevato non é di stretta pertinenza dell'Assessorato dell'Igiene e Sanità e dell'Assistenza Sociale.
Qualora il Presidente e la Giunta lo reputino opportuno la Regione Sardegna può intraprendere un'azione di sensibilizzazione, nei confronti del Ministero delle Difesa, volta a rimuovere l'ostacolo denunciato all'accesso alla carriera militare per molti giovani sardi.
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza socialeall'interrogazione RASSU sul problema del Centro trapianti di fegato di Sassari. (7)
In riferimento alla interrogazione in oggetto, si forniscono gli elementi utili alla risposta.
Il problema sollevato dall'interrogazione è stato superato dall'accordo siglato presso l'Assessorato dell'Igiene e Sanità che ha previsto l'istituzione del Centro trapianti di fegato a valenza regionale articolato su due poli localizzati a Sassari e a Cagliari. Hanno sottoscritto il documento, di attuazione di cui alle deliberazioni della Giunta regionale n. 23/35 del 20.05.2004 e n. 25/43 del 03.06.2004, l'Assessore Nerina Dirindin, il dr. Alessandro Ninni Costa (responsabile del Centro Nazionale Trapianti), il prof. Licinio Contu (responsabile del Centro Regionale Trapianti), il dr. Antonello Scano (direttore generale Azienda Usl di Sassari), dr. Nicola D'Ovidio (responsabile Divisione chirurgia P.O. SS. Annunziata di Sassari), dr. Franco Meloni (direttore generale Azienda "Brotzu"), dr. Ugo Storelli (responsabile Dipartimento trapianti Azienda "Brotzu"), dr. Fausto Zamponi (responsabile Divisione chirurgia Azienda "Brotzu"). A seguito dell'accordo si è unanimemente deciso:
- di avviare la procedura autorizzativa del Centro Trapianti di fegato presso il polo dell'Azienda Ospedaliera "Brotzu" anche attraverso la definizione di un equipe comprendente professionalità sanitarie individuate da entrambi i poli;
- di stabilire che il modello organizzativo di riferimento del Centro regionale è quello dipartimentale interaziendale che coinvolge il P.O. SS. Annunziata, la Clinica chirurgica dell'Università di Sassari e l'Azienda ospedaliera "Brotzu''.
A seguito delle decisioni assunte con l'accordo citato il Centro trapianti di fegato a valenza regionale ha finora operato con la piena armonizzazione dell'attività dei diversi soggetti coinvolti.
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza socialeall'interrogazione CHERCHI Oscar - FLORIS Mario sull'applicazione dei ticket sui medicinali. (55)
In riferimento alla interrogazione in oggetto, si forniscono gli elementi utili alla risposta.
Il ricorso all'applicazione di ticket sull'acquisto dei medicinali non è tuttora stato preso in considerazione quale misura di contenimento della spesa farmaceutica.
Si segnalano invece i seguenti provvedimenti che sono stati adottati dalla Giunta regionale allo scopo di contenere la spesa farmaceutica, componente importante della complessiva spesa sanitaria, ed evitare quindi l'adozione di provvedimenti regionali di compartecipazione alla spesa da parte dei cittadini.
Tra i provvedimenti adottati a tale scopo ricordiamo:
- la deliberazione della Giunta regionale n. 21/17 del 17/05/2005 riguardante l'istituzione della Commissione Tecnica per l'assistenza farmaceutica. Tale Commissione ha il compito di supportare l'Assessorato nella definizione di un insieme organico di interventi tesi a riqualificare la spesa e l'assistenza farmaceutica, al fine di favorire il buon uso del farmaco e di ricondurre la spesa nei limiti previsti dalla normativa nazionale e ripresi dall'intesa sottoscritta il 23 marzo 2005 in Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano (rep. n. 2271).
- La deliberazione della Giunta regionale n 40/4 del 26/08/2005 avente ad oggetto "Linee guida per la predisposizione dei piani strategici di riqualificazione dell'assistenza e di rientro del disavanzo" rivolta alle aziende sanitarie.
- La deliberazione della Giunta regionale n. 55/24 del 29/11/2005 avente ad oggetto "Indirizzi e direttive sull'attività di informazione medico - scientifica sul farmaco ai sensi dell'art 48 commi 21, 22, 23, 24 della L. 24.11.2003 n. 326."
- La deliberazione della Giunta regionale n. 61/49 del 20/12/2005 recante l'approvazione del Prontuario Terapeutico Regionale.
La deliberazione della Giunta regionale n. 5/18 del 8/2/2006 riguardante "Interventi per la riqualificazione dell'assistenza farmaceutica ed il contenimento della spesa ai sensi delle LL. 405/01 e 326/03. Acquisto ed erogazione dei farmaci del PHT (Prontuario della Distribuzione Diretta per la presa in carico e la continuità assistenziale ospedale H - territorio T), dei prodotti per diabetici, dei dietetici e dei dispositivi protesici. Accordo con Federfarma Sardegna e la distribuzione intermedia." In particolare con quest'ultimo provvedimento sono state poste le premesse perché le Aziende USL rafforzino le attività di distribuzione diretta dei farmaci, anche attraverso azioni che, nel rispetto dei criteri di appropriatezza della prescrizione e di corretta amministrazione delle risorse disponibili, garantiscano la massima capillarità per l'accesso dei cittadini al servizio utilizzando tutte le possibilità che il quadro normativo consente di attivare.
Proprio per i risparmi che si possono conseguire, è possibile porre in essere una politica regionale del farmaco indirizzata verso il potenziamento della distribuzione diretta dei medicinali da parte delle strutture pubbliche anche al fine di evitare l'adozione di provvedimenti regionali di introduzione dei ticket sull'acquisto dei medicinali.
Si è proceduto alla stipula di un accordo con la Federfarma Sardegna rappresentata dai Presidenti delle Associazioni Provinciali dei Titolari di Farmacia al fine di avviare, per due anni, con verifica e monitoraggio dopo il primo anno di applicazione, la distribuzione in nome e per conto delle Aziende USL dei farmaci del PHT (Prontuario della Distribuzione Diretta per la presa in carico e la continuità assistenziale ospedale H - territorio T).
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione FLORIS Vincenzo - PIRISI - BARRACCIU sulla situazione degli agenti tecnici veterinari in Sardegna. (56)
In riferimento alla interrogazione in oggetto, si forniscono gli elementi utili alla risposta.
Il problema relativo alla cessazione dai servizio degli agenti tecnici che operano nell'ambito delle attività previste dal Piano di eradicazione delle pesti suine è stato affrontato e risolto con la loro stabilizzazione.
A ciò si è provveduto dando mandato all'I.Z.S. di Sassari affinché provveda a trasformare il loro rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato con quanto disposto dal comma 4, dell'art. 20 della Legge Regionale n. 4 dell' 11 maggio 2006.
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza socialeall'interrogazione VARGIU sul decentramento delle farmacie della città di Cagliari. (61)
In riferimento alla interrogazione in oggetto, si forniscono gli elementi utili alla risposta.
Il problema sollevato dall'interrogazione è stato superato dal provvedimento adottata dalla Giunta regionale con deliberazione n. 39/21 del 5 agosto 2005 avente ad oggetto "Approvazione avviso pubblico per la presentazione delle domande per il decentramento di alcune farmacie del Comune di Cagliari dal centro storico alle zone di Genneruxi, La Palma, CEP e Baracca Manna - Definizione criteri per la predisposizione della graduatoria".
All'approvazione della delibera su richiamata ha fatto seguito la pubblicazione dell'avviso pubblico, la definizione della graduatoria delle domande pervenute, l'assegnazione delle sedi di cui sopra secondo l'ordine della graduatoria medesima.
Alla stato attuale risultano attivate tutte le sedi farmaceutiche assegnate ad eccezione di quella relativa alla zona la Palma, di prossima attivazione a causa di lavori inerenti la farmacia a cura dell'assegnatario.
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione MANCA - BIANCU - ADDIS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - COCCO - FADDA Paolo - GIAGU - SABATINI - SANNA Francesco - SANNA Simonetta - SECCI sul disagio da parte dei malati di diabete per il reperimento dei presidi sanitari (siringhe e test diagnostici) nel territorio della provincia di Sassari. (69)
In riferimento alla interrogazione in oggetto, si forniscono gli elementi utili alla risposta.
La deliberazione della Giunta regionale n. 5/18 del 8/2/2006 riguardante "Interventi per la riqualificazione dell'assistenza farmaceutica ed il contenimento della spesa ai sensi delle LL. 405/01 e 326/03. Acquisto ed erogazione dei farmaci del PHT (Prontuario della Distribuzione Diretta per la presa in carico e la continuità assistenziale ospedale H - territorio T), dei prodotti per diabetici, dei dietetici e dei dispositivi protesici. Accordo con Federfarma Sardegna e la distribuzione intermedia" ha posto le premesse per il superamento delle difficoltà segnalate dagli interroganti.
Il provvedimento prevede che tutte le Aziende USL rafforzino le attività di distribuzione diretta dei farmaci, anche attraverso azioni che, nel rispetto dei criteri di appropriatezza della prescrizione e di corretta amministrazione delle risorse disponibili, garantiscano la massima capillarità per l'accesso dei cittadini al servizio utilizzando tutte le possibilità che il quadro normativo consente di attivare.
Si è proceduto alla stipula di un accordo con Federfarma Sardegna rappresentata dai Presidenti delle Associazioni Provinciali dei Titolari di Farmacia al fine di avviare, per due anni, con verifica e monitoraggio dopo il primo anno di applicazione, la distribuzione in nome e per conto delle Aziende USL dei fermaci del PHT (Prontuario della Distribuzione Diretta per la presa in carico e la continuità assistenziale ospedale H - territorio T).
L'allegato C al provvedimento su richiamato riguarda in particolare la distribuzione di prodotti dietetici, materiali per diabetici e dispositivi protesici.
Sono attualmente in fase di definizione le modalità di distribuzione dei presidi per diabetici in tutte le farmacie convenzionate della regione.
Risposta scritta dell'Assessoredell'igiene e sanità e dell'assistenza socialeall'interrogazione DEDONIsui ritardi nelle procedure delle pratiche di invalidità civile nella provincia di Oristano (legge regionale n. 12 del 2003). (79)
Con riferimento all'oggetto, si fa presente quanto segue:
questo Assessorato, fin dal suo insediamento, ha affrontato con grande impegno la materia degli invalidi civili in considerazione dell'importanza che essa assume in un quadro di certezza dei diritti dei cittadini.
Come certamente a Lei noto, questa amministrazione ha ereditato un pesante cumulo di arretrati di pratiche inevase dalle prefetture, differenti sia per fasi d'istruttoria sia per tipologia di previdenza cui fare riferimento, che hanno reso particolarmente impegnativo l'assolvimento delle stesse.
È stata nostra cura, sin da subito, attivare ogni sforzo organizzativo per fronteggiare efficacemente la fase emergenziale che avevamo davanti.
Gli interventi posti in essere a riguardo hanno percorso i seguenti filoni d'impegno:
- rinforzare gli organici dei dipendenti regionali impegnati nel settore procedendo al trasferimento di personale da altri assessorati, nonché accelerando il trasferimento di n" 19 unità lavorative dal Dipartimento Nazionale di pubblica sicurezza alla Regione Sardegna, in attuazione della normativa nazionale che ha provveduto al passaggio, in capo alle regioni, sia delle competenze che del personale ;
- assumere una metodologia di lavoro improntata alla massima razionalità ed efficacia mediante la realizzazione di un'aggiornata banca dati e la sistemazione degli archivi;
- attivare contratti co.co.pro. con n° 16 unità lavorative che avevano maturato in precedenza importanti professionalità in materia di disbrigo pratiche d'invalidità civile;
- aprire un tavolo di confronto e di collaborazione con te associazioni degli invalidi civili ed i loro patronati per venire incontro alle necessità di un'utenza particolarmente meritevole di tutela;
- riavviare una linea di confronto con l'INPS al fine di rimuovere gli ostacoli che avevano impedito la stipula di una convenzione tra Regione Sardegna ed INPS.
A seguito di questi sforzi il giorno 28 febbraio u.s. si è addivenuti alla "Convenzione tra la Regione Autonoma della Sardegna e l'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale per l'esercizio delle funzioni di concessione dei trattamenti d'invalidità civile".
Attualmente non vi sono più pratiche arretrate da smaltire e tutte le competenze amministrative vengono svolte direttamente dall'INPS che opera in regime concessorio in virtù della convenzione sopra citata.
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione CASSANO sui ritardi nelle procedure delle pratiche di invalidità civile nella provincia di Sassari (legge regionale n. 12 del 2003). (80)
Con riferimento all'oggetto, si fa presente quanto segue:
questo Assessorato, fin dal suo insediamento, ha affrontato con grande impegno la materia degli invalidi civili in considerazione dell'importanza che essa assume in un quadro di certezza dei diritti dei cittadini.
Come certamente a Lei noto, questa amministrazione ha ereditato un pesante cumulo di arretrati di pratiche inevase dalle prefetture, differenti sia per fasi d'istruttoria sia per tipologia di previdenza cui fare riferimento, che hanno reso particolarmente impegnativo l'assolvimento delle stesse.
E' stata nostra cura, sin da subito, attivare ogni sforzo organizzativo per fronteggiare efficacemente la fase emergenziale che avevamo davanti.
Gli interventi posti in essere a riguardo hanno percorso i seguenti filoni d'impegno:
- rinforzare gli organici dei dipendenti regionali impegnati nel settore procedendo al trasferimento di personale da altri assessorati, nonché accelerando il trasferimento di n° 19 unità lavorative dal Dipartimento Nazionale di pubblica sicurezza alla Regione Sardegna, in attuazione della normativa nazionale che ha provveduto al passaggio, in capo alle regioni, sia delle competenze che del personale;
- assumere una metodologia di lavoro improntata alla massima razionalità ed efficacia mediante la realizzazione di un'aggiornata banca dati e la sistemazione degli archivi;
- attivare contratti co.co.pro. con n° 16 unità lavorative che avevano maturato in precedenza importanti professionalità in materia di disbrigo pratiche d'invalidità civile;
- aprire un tavolo di confronto e di collaborazione con le associazioni degli invalidi civili ed i loro patronati per venire incontro alle necessità di un'utenza particolarmente meritevole di tutela;
- riavviare una linea di confronto con l'INPS al fine di rimuovere gli ostacoli che avevano impedito la stipula di una convenzione tra Regione Sardegna ed INPS.
A seguito di questi sforzi il giorno 28 febbraio u.s. si è addivenuti alla "Convenzione tra la Regione Autonoma della Sardegna e l'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale per l'esercizio delle funzioni di concessione dei trattamenti d'invalidità civile''.
Attualmente non vi sono più pratiche arretrate da smaltire e tutte le competenze amministrative vengono svolte direttamente dall'INPS che opera in regime concessorio in virtù della convenzione sopra citata.
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione VARGIU sul ruolo delle residenze sanitarie assistite in Sardegna. (99)
In riferimento alla interrogazione in oggetto, si forniscono gli elementi utili alla risposta.
Il problema sollevato dall'interrogazione è stato superato dal provvedimento adottata dalla Giunta regionale con deliberazione n. 25/6 del 13 giugno 2006 avente ad oggetto "Linee di indirizzo in materia di Residenze sanitarie assistenziali e di Centri diurni integrati".
L'atto su richiamato fornisce indicazioni uniformi in materia di Residenze sanitarie assistenziali e di Centri diurni integrati, in attesa della complessiva riorganizzazione dell'offerta di servizi residenziali sanitari, socio-sanitari e socio-assistenziali che seguirà all'approvazione del Piano dei servizi sanitari attualmente in Consiglio regionale, alla revisione della normativa regionale in materia sanitaria, attualmente in Commissione Sanità, e all'adozione dei regolamenti di cui alla LR n. 23 del 23.12.2005 (Sistema integrato dei servizi alla persona).
La delibera propone un nuovo sistema di regolamentazione che, rispetto ai provvedimenti precedentemente adottati, introduce significativi elementi di novità: una puntuale individuazione delle caratteristiche strutturali e degli standard organizzativi delle RSA, una diversa regolamentazione dell'accesso e delle dimissioni in rapporto alle differenti tipologie di utenza, una graduazione dell'offerta in relazione ai distinti livelli di assistenza sanitaria e sociale con la specificazione delle tipologie di prestazioni da erogare, una definizione dei criteri sulla base dei quali verrà ridefinito il sistema tariffario, una attenta regolamentazione dell'inserimento per i malati terminali e ad alta intensità assistenziale.
L'obiettivo è quello di concorrere alla realizzazione di un sistema organico di servizi sociosanitari nel territorio regionale a favore delle persone anziane e di soggetti adulti non autosufficienti e delle loro famiglie, in grado di rispondere ai loro specifici bisogni e di contrastare il ricorso improprio alla ospedalizzazione.
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione AMADU, con richiesta di risposta, sulla revoca della deliberazione della Giunta regionale che istituiva le strutture complesse presso gli ospedali di Sassari e Alghero della ASL n. 1. (134)
In riferimento alla interrogazione in oggetto, si forniscono gli elementi utili per la risposta.
L'adozione dei provvedimenti citati nell'interrogazione si è resa necessaria, configurandosi quindi come atto dovuto, in considerazione del fatto che la precedente Giunta regionale ha adottato nel periodo 20 aprile 2004 - 16 giugno 2004 una serie di deliberazioni che hanno previsto l'istituzione, in diversi presidi ospedalieri pubblici, di 8 strutture semplici, 16 strutture complesse nonché la trasformazione di 8 strutture semplici in altrettante strutture complesse. Tali provvedimenti avrebbero comportato una notevole modifica dell'assetto organizzativo della rete ospedaliera pubblica, situazione questa che avrebbe potuto condizionare la riorganizzazione della rete nel suo complesso; come è noto la legge attribuisce ad un atto di programmazione, di competenza del Consiglio regionale, la definizione della riorganizzazione della rete ospedaliera da cui discenderà il nuovo assetto organizzativo dei singoli presidi.
Si ritiene inoltre che l'attuazione delle delibere oggetto di revoca non avrebbe in alcun modo interferito con la complessiva offerta di servizi riguardando piuttosto una proposta di organizzazione ospedaliera i cui risvolti positivi per i cittadini non sono dimostrati.
Si sottolinea che la proposta di Piano dei servizi sanitari, deliberata dalla Giunta regionale e contenente al suo interno un'ipotesi di razionalizzazione della rete ospedaliera, è attualmente all'attenzione della competente Commissione consiliare.
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione CALLEDDA - PACIFICO sulla mancata regolarità della corresponsione degli stipendi ai dipendenti dei centri AIAS della Sardegna. (148)
In riferimento alla interrogazione in oggetto, si forniscono gli elementi utili per la risposta.
Si sottolinea che il controllo sulla regolarità della corresponsione degli stipendi da parte dei centri AIAS della regione non rientra in una specifica competenza dell'Assessorato dell'Igiene e Sanità e dell'Assistenza Sociale.
Si tratta di erogatori di prestazioni socio sanitarie convenzionati in gran parte con le aziende sanitarie. É ipotizzabile che, nel periodo cui si riferisce l'episodio lamentato dagli interroganti, i Centri AIAS abbiano incontrato difficoltà finanziarie di cassa non ascrivibili comunque alla provvista di risorse da parte dell'Assessorato alle singole aziende Usl, con le quali i centri hanno stipulato convenzioni, in considerazione del fatto che le erogazioni della Regione alle aziende sanitarie sono regolari.
Per quanto riguarda il potere di controllo della Regione sui soggetti che rispondono ai requisiti per l'erogazione di prestazioni socio sanitarie si limita alla verifica del perdurare dei requisiti originariamente richiesti per l'autorizzazione all'esercizio delle attività.
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione FLORIS Vincenzo sulle modalità per la verifica del diritto alla pensione di invalidità civile e di guerra nella provincia di Nuoro. (200)
In riscontro alla nota n° 15361/6 del 26.04.2005 concernente l'interrogazione riportata in oggetto, si comunica come i temi sollevati siano all'attenzione di questa amministrazione.
L'ufficio Regionale per gli Invalidi Civili nella Provincia di Nuoro ha, da tempo, smaltito le pratiche arretrate concernenti gli invalidi civili provenienti dalla Prefettura a seguito del passaggio delle competenze da quest'ultimo Ente all'Assessorato dell'Igiene e Sanità e dell'Assistenza Sociale ex Art. 130, comma 2, del d.lgs 31 marzo 1998 n° 112 e d.lgs 17 aprile 2003, n° 234 e L.r. 12 dicembre 2003, n° 12.
Si informa che i ritardi ed i conseguenti disagi, determinati dalla sospensione dell'erogazione dell'assegna di accompagnamento, di cui si parla nell'interrogazione che sì riscontra, sono dovuti alla Commissione di Verifica del Ministero dell'Economia e delle Finanze, che non conclude l'iter procedurale di competenza entro il termine massimo di 60 giorni, spesso superandoli notevolmente.
Le comunico, altresì, la circostanza che questo ufficio ha ripetutamente promosso azioni di coordinamento con i preposti uffici ministeriali affinché si realizzino su tutto il territorio regionale comportamenti omogenei anche al fine di evitare i disagi da Lei ricordati.
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione CAPPAI sul ventilato smembramento posto in atto dal direttore generale dell'Azienda sanitaria locale n. 6 di Sanluri dei servizi territoriali presenti nel distretto di Senorbì. (404)
Si trasmette con la presente la nota inviata allo scrivente Assessorato dal Direttore generale dell'Azienda Usl 6, dott.sa Savina Ortu, in cui vengono forniti dettagliati elementi per la formulazione della risposta all'interrogazione in oggetto.
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AZIENDA SANITARIA LOCALE N° 6 - SANLURI
Con riferimento all'interrogazione in oggetto, si richiama preliminarmente l'attenzione sui contenuti della deliberazione della G.R. n. 51 del 4 novembre 2005 avente per oggetto: «modalità e procedura per il trasferimento del personale e dei beni in applicazione dell'art. 13 - comma 6 - della L.R. n. 7/2005 nella parte in cui viene precisato quanto segue»:
«….. Il trasferimento del personale e dei beni avrà luogo senza arrecare alcun pregiudizio all'assistenza sanitaria attualmente erogata alla popolazione interessata; la circostanza appare anzi propizia per razionalizzare e migliorare l'offerta dei servizi da parte delle aziende sanitarie coinvolte».
L'allegato a) alla citata deliberazione - «modalità e procedure per il trasferimento del personale e dei beni di cui all'art. 3 - comma 6) della L. n° 7/2005» - stabilisce al punto 4) che l'ASL interessata alla cessione del personale dovrà «detrarre dalla propria dotazione organica le parti corrispondenti ai dipendenti trasferiti nonché ove necessario, un numero di posti d'organico da quantificare secondo le misure definite dalla direttiva A.R.I.S. n. 10691 del 28 marzo 1997 al fine di perseguire un corretto adeguamento, in termini di percentuali, del numero dei posti istituiti a suo tempo per le attività inerenti l'assistenza collettiva e distrettuale a quelli oggi riferibili al territorio ed alla popolazione rimasta nel proprio ambito».
In definitiva il trasferimento del personale non deve avvenire sulla base del pedissequo rispetto della regola «in servizio alla data di entrata in vigore della L. n° 7 del 21 aprile 2005 nella struttura ricompresa nei nuovi ambiti territoriali» ma deve tenere conto anche di altri criteri quali:
- L'esigenza di non «arrecare alcun pregiudizio all'assistenza sanitaria attualmente erogata», evidenziando in tale contesto la razionalizzazione e miglioramento dell'offerta dei servizi da parte delle Aziende Sanitarie coinvolte;
- «Il corretto adeguamento, in termini di percentuali, del numero dei posti istituiti a suo tempo a quelli oggi riferibili al territorio ed alla popolazione rimasta nel proprio ambito».
L'analisi dei reali bisogni sanitari, a prescindere dalle modifiche amministrative ai confini, ha pertanto determinato la previsione nel protocollo di intesa, stipulato il 21/12/2005 ed allegato alla deliberazione n. 198 del 27/12/2005 che ad ogni buon fine si unisce alla presente, di quanto sotto specificato:
- art. 1: esplicitazione delle motivazioni poste a base dell'assegnazione a questa Azienda e non già della Azienda n° 8 del personale indicato fermo restando l'impegno di effettuare, in stretto accordo con la Regione «entro 90 giorni dal 01/01/2006, la verifica dei trasferimenti disposti al fine di una corretta distribuzione della dotazione organica tra le stesse».
- Art. 5: «Le parti si impegnano reciprocamente attraverso i rispettivi servizi a gestire il trasferimento del personale e dei beni in modo da non arrecare alcun pregiudizio sanitario erogato alla popolazione interessata».
Tutto ciò premesso, si fa presente che i sottoindicati servizi ed attività sono pienamente garantiti in termini quantitativi e qualitativi come in passato e comunque senza alcun pregiudizio alla popolazione interessata;
Servizio Radiologia e Mammografìa:
Un Dirigente Medico dell'Ospedale di San Gavino garantirà quattro ore settimanali nel presidio dì Senorbì.
La Tecnica di Radiologia, ancorché assegnata a questa Azienda, continuerà, in conformità alla esplicita richiesta dell'Azienda n. 8, ad assicurare n. 6 ore settimanali da intendersi aggiuntive rispetto alle 36 ore garantite da analoga figura professionale presente nel poliambulatorio di Senorbì.
Al riguardo si evidenzia la sproporzione della situazione esistente rispetto alle reali esigenze assistenziali: n° 2 tecnici di Radiologia operavano rispettivamente nei presidi Ambulatoriali di Senorbì e di Sanluri a fronte rispettivamente di 23.724 e 58.212 utenti; La soluzione operativa sopra indicata è quindi in grado di far fronte agli esami richiesti al Consultorio Familiare.
Centro Alcologico:
Il centro, garantisce, nell'ambito del Servizio Tossicodipendenze, prestazioni per l'intera Azienda del Medio Campidano come sotto specificato:
- Distretto di Guspini n° 19 utenti
- Distretto di Sanluri n° 53 utenti
- Distretto di Senorbì n° 39 utenti
Per evitare gravi carenze assistenziali e l'interruzione di un peculiare servizio con valenza non già distrettuale ma Aziendale è stato previsto il mantenimento dell'équipe alcologica di n° 3 unità, in capo a questa Azienda tenuto conto che l'azienda U.S.L. n° 8 già possiede un analogo Centro con buone ed adeguate risorse professionali.
Altrettanto non può dirsi per questa Amministrazione che, anche a causa delle ben note limitazioni imposte in materia di personale dalle Leggi c.d. «Finanziarie», non potrebbe erogare ai propri utenti, con le risorse restanti, una analoga assistenza.
Nelle more della definizione di un adeguato piano assistenziale per conferire ai Centri in parola la dimensione ed operatività di cui alla L. n. 152/2001 l'Azienda U.S.L. n° 8 ha richiesto il mantenimento nel Distretto di Senorbì un impegno dell'équipe in parola per sole 20 ore settimanali.
Consultorio Familiare:
E' stata mantenuta nell'organico dell'Azienda U.S.L. 6 n° 1 ostetrica per le attività consultoriali. Detta assegnazione non arreca alcun danno alla popolazione residente nell'area di Senorbì in quanto nell'organico del Distretto di Senorbì è inclusa un'ostetrica che potrà essere propriamente utilizzata per le attività consultoriali della zona.
L'allegato a) alla citata deliberazione - «modalità e procedure per il trasferimento del personale e dei beni di cui all'art. 3 - comma 6) della L. n° 7/2005» è agli atti del Consiglio.[s1]
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione SANNA Matteo sul nuovo ospedale di Olbia. (388)
In riferimento alla interrogazione in oggetto, si forniscono gli elementi utili alla risposta.
Il problema segnalato dall'interrogante è stato superato con l'adozione della Deliberazione della Giunta regionale n. 27/13 del 21.06.2006 recante "Completamento del secondo lotto funzionale del nuovo Ospedale Civile di Olbia. Stralcio al programma di investimenti in edilizia sanitaria e ammodernamento tecnologico 2006. UPB S12029 capitolo 12100 del Bilancio Regionale 2006." con cui la Giunta ha deliberato di assegnare all'Azienda USL n. 2 di Olbia - a stralcio del programma di investimenti in edilizia sanitaria e ammodernamento tecnologico autorizzato dall'articolo 9, comma 13, della Legge regionale n. 1 del 24 febbraio 2006 - la somma di € 25.991.000 per il completamento delle opere edili ed impiantistiche relative al secondo lotto del nuovo Ospedale Civile di Olbia.
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione DAVOLI - URAS - PISU sullo strano fenomeno delle cosiddette "scie chimiche" che appaiono sui cieli della Sardegna centrale. (514)
In riferimento alla interrogazione in oggetto, si comunica che l'Assessorato dell'Igiene e Sanità non dispone di elementi utili alla risposta.
Nessuna informazione sul punto è mai pervenuta allo scrivente Assessorato. Non esistono dati o ricerche epidemiologici che possano in alcun modo indicare l'esistenza di una relazione di causa effetto tra le cosiddette "scie chimiche" su - non ben precisate - zone interne della Sardegna e l'incidenza di particolari patologie umane o animali.
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione DEDONI sulla carenza in Sardegna di impianti di smaltimento degli scarti di macellazione. (318)
In riferimento alla interrogazione in oggetto, si forniscono i seguenti elementi utili alla risposta.
Questo Assessorato è perfettamente al corrente delle difficoltà oggettive che gli operatori del settore delle macellazioni devono affrontare in termini di costi per lo smaltimento degli scarti prodotti nei loro stabilimenti. I funzionari del Servizio Prevenzione, competente in materia, hanno più volte incontrato le parti imprenditoriali interessate.
Il problema è estremamente complesso e aggravato da una situazione di mercato nella quale la principale ditta, in grado di offrire il servizio di smaltimento, opera in condizioni di quasi monopolio.
La materia è normata dal Regolamento CE/1774/02 e successive modifiche, che è stato meglio esplicitato dalle linee guida della conferenza stato regioni del 1° luglio 2004, recepite dalla Regione con determinazione dirigenziale n. 2078/8 del 15 ottobre 2004 del Servizio Prevenzione.
La competenza dei nostri uffici è limitata al coordinamento dell'attività di controllo ufficiale svolta dalle aziende USL sugli stabilimenti sia di produzione degli scarti che di smaltimento degli stessi.
Inoltre, in questo assessorato transitano le istanze di autorizzazione degli stabilimenti, istruite dai servizi veterinari delle aziende USL, che vagliate e validate proseguono verso il Ministero della Salute che mantiene tuttora la competenza autorizzativa.
L'attività di questi Uffici sulla materia al momento è volta a valutare la possibilità di istituire con legge regionale un consorzio obbligatorio per lo smaltimento dei sottoprodotti di origine animale al quale dovranno aderire tutti gli operatori e che darebbe uniformità alle procedure e ai costi su tutto il territorio regionale. Sarebbe comunque auspicabile la nascita di altre imprese che operino nel settore dello smaltimento al fine di favorire la concorrenza.
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione CACHIA sulla situazione di emergenza nel reparto di radiologia dell'ospedale Dettori di Tempio. (261)
In riferimento alla interrogazione in oggetto, si forniscono gli elementi utili per la risposta.
Con riferimento alla situazione di emergenza del reparto di radiologia dell'ospedale di Tempio essa risulta superata secondo quanto risulta dalla relazione resa in data 10 luglio 2006 dal prof. Profili, responsabile della struttura complessa di radiologia, allo scrivente Assessorato.
Il prof. Profili sottolinea che al momento della sua presa di servizio, in data 22/08/2005, risultavano in servizio attivo soltanto tre dirigenti medici (due in ruolo e uno a tempo determinato) essendo altri due in congedo per malattia e il rimanente trasferito per inidoneità fisica ad altro reparto. Risultavano inoltre vacanti due posti di TSRM. La situazione è però notevolmente migliorata fino a normalizzarsi nel marzo 2006, con la sostituzione del medico trasferito ed il rientro dal congedo per malattia degli altri. L'attuale dotazione organica è sufficiente a garantire il servizio attivo dalle ore 8 alle 20 dei giorni feriali, dalle 8 alle 14 dei giorni prefestivi e la pronta disponibilità negli altri turni dei giorni prefestivi e festivi.
Con riferimento al quesito sul rafforzamento degli ospedali della Gallura si rinvia alle deliberazioni della Giunta regionale n. 51/9 del 4 novembre 2005 e n. 29/1 del 30/06/2006 con la quale è stata approvata la proposta dì Piano dei servizi sanitari, ora all'attenzione della competente Commissione consiliare. In tali provvedimenti sono - tra l'altro - previsti la riqualificazione e il potenziamento della rete ospedaliera della Gallura per rispondere in maniera più adeguata alle esigenze dei cittadini.
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione PISANO sui provvedimenti adottati dal direttore generale dell'Azienda sanitaria locale n. 6 di Sanluri di spostamento del personale dal distretto sanitario di Senorbì al distretto sanitario di Sanluri. (406)
Si trasmette con la presente la nota inviata allo scrivente Assessorato dal Direttore generale dell'Azienda Usl 6, dott.sa Savina Ortu, in cui vengono forniti dettagliati elementi per la formulazione della risposta all'interrogazione in oggetto.
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AZIENDA SANITARIA LOCALE N° 6 - SANLURI
Con riferimento all'interrogazione in oggetto, si richiama preliminarmente l'attenzione sui contenuti della deliberazione della G.R. n. 51 del 4 novembre 2005 avente per oggetto: «modalità e procedura per il trasferimento del personale e dei beni in applicazione dell'art. 13 - comma 6 - della L.R. n. 7/2005 nella parte in cui viene precisato quanto segue»:
«…Il trasferimento del personale e dei beni avrà luogo senza arrecare alcun pregiudizio all'assistenza sanitaria attualmente erogata alla popolazione interessata; la circostanza appare anzi propria per razionalizzare e migliorare l'offerta dei servizi da parte delle aziende sanitarie coinvolte».
L'allegato a) alla citata deliberazione - «modalità e procedure per il trasferimento del personale e dei beni di cui all'art. 13 - comma 6) della L. n° 7/2005» - stabilisce al punto 4) che l'ASL interessata alla cessione del personale dovrà «detrarre dalla propria dotazione organica le parti corrispondenti ai dipendenti trasferiti nonché ove necessario, un numero di posti d'organico da quantificare secondo le misure definite dalla direttiva A.R.I.S. n. 10691 del 28 marzo 1997 al fine di perseguire un corretto adeguamento, in termini di percentuali, del numero dei posti istituiti a suo tempo per le attività inerenti l'assistenza collettiva e distrettuale a quelli oggi riferibili al territorio ed alla popolazione rimasta nel proprio ambito».
In definitiva il trasferimento del personale non deve avvenire sulla base del pedissequo rispetto della regola «in servizio alla data di entrata in vigore della L. n° 7 del 21 aprile 2005 nella struttura ricompresa nei nuovi ambiti territoriali» ma deve tenere conto anche di altri criteri quali:
- L'esigenza di non «arrecare alcun pregiudizio all'assistenza sanitaria attualmente erogata», evidenziando in tale contesto «eventuali opportunità per razionalizzare e per migliorare l'offerta dei servizi da parte delle Aziende Sanitarie coinvolte»,
- «Il corretto adeguamento, in termini di percentuali, del numero dei posti istituiti a suo tempo a quelli oggi riferibili al territorio ed alla popolazione rimasta nel proprio ambito».
L'analisi dei reali bisogni sanitari, a prescindere dalle modifiche amministrative ai confini, ha pertanto determinato la previsione nel protocollo di intesa, stipulato il 21/12/2005 ed allegato alla deliberazione n. 198 del 27/12/2005 che ad ogni buon fine si unisce alla presente, di quanto sotto specificato:
- art. 1: esplicitazione delle motivazioni poste a base dell'assegnazione a questa Azienda e non già della Azienda n° 8 del personale indicato fermo restando l'impegno di effettuare, in stretto accordo con la Regione «entro 90 giorni dal 01/01/2006, la verifica dei trasferimenti disposti al fine di una corretta distribuzione della dotazione organica tra le stesse».
- art. 5: «Le parti si impegnano reciprocamente attraverso ì rispettivi servizi a gestire il trasferimento del personale e dei beni in modo da non arrecare alcun pregiudizio sanitario erogato alla popolazione interessata».
Tutto ciò premesso, si fa presente che i sotto indicati servizi ed attività sono pienamente, garantiti in termini quantitativi e qualitativi come in passato e comunque senza alcun pregiudizio alla popolazione interessata;
Centro Alcologico:
Il Centro, garantisce, nell'ambito del Servizio Tossicodipendenze, prestazioni per l'intera Azienda del Medio Campidano come sotto specificato:
- Distretto di Guspini n° 19 utenti
- Distretto di Sanluri n° 53 utenti
- Distretto di Senorbì n° 39 utenti
Per evitare gravi carenze assistenziali e l'interruzione di un peculiare servizio con valenza non già distrettuale ma Aziendale, è stato previsto il mantenimento in capo a questa Azienda dell 'equipe operante nel Centro alcologico che è composta di n° 3 unità. Dirigente Medico, Assistente Sociale ed Infermiere Professionale, con esclusione della Psicologa assegnata all'Azienda U.S.L. n° 8. Nel definire l'assegnazione si è tenuto conto che l'Azienda USL n.8 già possiede un analogo Centro con buone ed adeguate risorse professionali.
Altrettanto non può dirsi per questa Amministrazione che, anche a causa delle ben note limitazioni imposte in materia di personale dalle Leggi c.d. «Finanziarie», non potrebbe erogare ai propri utenti una analoga assistenza.
Nelle more della definizione di un adeguato piano assistenziale per conferire ai Centri la dimensione ed operatività di cui alla L. n. 152/2001, l'Azienda U.S.L. n° 8 ha richiesto e fruisce per gli utenti di Senorbì delle prestazioni dell'equipe in parola che è impegnata per n. 20 ore settimanali nella sede di Senorbì.
Personale Infermieristico CIM
Gli invocati «parametri che rapportano il numero degli infermieri impiegati nel servizio CIM alla popolazione» hanno fatto sì che, fino al 31.12.2005, un infermiere del CIM di Senorbì garantisse, a turno, n. 36 ore settimanali nell'analoga struttura ubicata a Sanluri senza che ciò generasse alcuna lamentela o pregiudizio agli utenti del Distretto di Senorbì.
Conseguentemente, al fine di non ridurre i livelli dì assistenza assicurati alla popolazione servita dal CIM di Sanluri, è stato disposto il trasferimento dell'infermiere Artizzu nell'osservanza delle procedure previste dell'art. 18 del C.C.N.L. - Comparto Sanità - del 19 aprile 2004 in materia di mobilità interna ed in particolare del 3° comma lett. C), per cui la mobilità d'ufficio è attivata in mancanza di domande per la mobilità volontaria peraltro preventivamente indetta e regolarmente comunicata agli interessati.
Neuropsichiatria infantile
L'assegnazione del dirigente Medico di Neuropsichiatria Infantile, dr.ssa Sabrina Trudu, a questa Azienda è stata prevista per non pregiudicare l'assistenza garantita nel passato dal predetto Dirigente anche agli utenti di Sanluri, stante l'assenza di una Unità Operativa distrettuale di Neuropsichiatria infantile.
Nelle more della definizione con l'Azienda U.S.L. n° 8 di adeguati e definitivi assetti, il citato sanitario garantisce, sempre per aderire ad analoga richiesta della subentrata Azienda N° 8, n° 23 ore settimanali al Distretto di Senorbì.
E'invece indubitabile che il trasferimento del sanitario in parola all'Azienda U.S.L. n° 8 avrebbe determinato l'interruzione delle prestazioni neuropsichiatriche in età evolutiva tenuto conto che nel distretto di Sanluri la popolazione in età evolutiva (0 - 18 anni) è pari a 10.289 unità, contro le 4.488 censite per il Distretto di Senorbì.
Tecnico di radiologia:
La necessità di adeguare il numero di posti a suo tempo previsti con quelli oggi riferibili alle reali esigenze della popolazione, ha indotto, sulla base dei reali bisogni sanitari, l'assegnazione del Tecnico di Radiologia signora Ornella Sanna, all'organico di questa Azienda.
Nel Distretto di Senorbì operavano infatti n° 2 tecnici di radiologia a fronte di un utenza di 23.724 abitanti, mentre nel poliambulatorio dì Sanluri erano presenti, a fronte di una popolazione di 58.212 abitanti, altrettanti tecnici.
L'Azienda U.S.L. n° 8, al fine di non ridurre il livello di assistenza ha richiesto per Senorbì l'impegno della signora Sanna per sole 6 ore settimanali che si sommano alle 36 ore settimanali assicurate dall'altra Tecnica operante nel Distretto ed assegnata alla Azienda USL 8 di Cagliari. Il provvedimento di assegnazione in parola non lede, peraltro, il diritto della signora Sanna ad usufruire dei benefìci di cui alla L. 104/92 dal momento che gli stessi afferiscono l'assistenza di un congiunto residente non a Senorbì, ma a Samatzai.
Consultorio familiare - Ostetrica
La presenza nel Distretto di Senorbì di ben 2 ostetriche ha determinato l'accoglimento della domanda di mantenimento dell'assegnazione sul Distretto di Sanluri presentata dall'ostetrica signora Rosalba Congiu che, peraltro, già operava abitualmente anche nel Presidio Ospedaliero di San Gavino.
Detta assegnazione non arreca alcun danno alla popolazione residente nell'area del Distretto di Senorbì in quanto nell'organico dì detto Distretto è inclusa un'ostetrica che potrà essere propriamente impiegata per le attività consultoriali della zona.
In conclusione nessuno «smantellamento di servizi sanitari in Trexenta» ma una razionalizzazione nell'offerta dei servizi in modo da non arrecare alcun pregiudizio ali 'assistenza erogata alla suddetta popolazione e nel contempo non interrompere i servizi assicurati all'utenza di Sanluri e quindi alla popolazione facente capo a questa Azienda.
Le obiettive motivazioni addotte escludono l'esistenza di «strumentalizzazioni e furberie di bassa» e in ogni caso consentono a codesto Assessorato l'adozione dei provvedimenti ed adempimenti di competenza in conformità a quanto stabilito nell'allegato A) punti 5), 7), ed 8), alla deliberazione della G.R. n. 51/10 del 04/11/2005.
L'impegno reciproco a gestire il trasferimento del personale senza interrompere l'attività assistenziale è attestato dagli interventi nel Distretto di Senorbì di dirigenti, appartenenti al presidio Ospedaliero di San Gavino e alla struttura distrettuale di Sanluri, che continuano ad assicurare alla popolazione di cui si tratta prestazioni di nefrologia, medicina sportiva, medicina legale, assistenza veterinaria e farmaceutica.
Il Direttore Generale
Dr.ssa Savina Ortu
L'allegato a) alla citata deliberazione - «modalità e procedure per il trasferimento del personale e dei beni di cui all'art. 3 - comma 6) della L. n° 7/2005» è agli atti del Consiglio. [s2]
Risposta scritta dell'Assessore della difesa dell'ambiente all'interrogazione CASSANO sulla mancata apertura delle cosiddette basi estive dei vigili del fuoco. (529)
In riferimento all'Interrogazione in oggetto si trasmette la nota n. 10360 del 10 luglio 2006 della Direzione Generale del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale contenente elementi di risposta.
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Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale Direzione generale
Relazione
L'Amministrazione regionale, in considerazione del persistente pericolo incendi e della elevata pressione turistica estiva lungo le coste, ha ovviamente interesse affinché il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco potenzi, specialmente durante il periodo di grave pericolosità incendi (luglio, agosto, settembre) la sua operatività, anche mediante l'apertura di basi stagionali nelle aree turistiche a maggior presenza umana e quindi ad elevato rischio di incendi, non necessariamente boschivi, ma prevalentemente urbani e periurbani. Pur tuttavia si ritiene che tale potenziamento dovrebbe rientrare nella programmazione ordinaria della attività del Corpo dei VV.FF. ed essere interamente finanziato dal competente Ministro degli interni.
Nell'anno 2005, l'attività delle suddette 11 basi stagionali, peraltro aperte solo per circa un mese, e non sempre h.24, è stata effettivamente cofinanziata dalla Regione sarda con un importo di € 600.000. Con tale somma i VV.FF. hanno provveduto al servizio mensa e a retribuire le prestazioni di lavoro straordinario dei pochi vigili dei fuoco permanenti destinati a coordinare tali basi mentre i vigili del fuoco precari, la maggior parte, sono stati retribuiti con fondi del Ministero. Nell'anno 2006, a causa delle ristrettezze del bilancio regionale, non è stato possibile erogare tale contributo, ma sono stati attivati appositi incontri, d'intesa con il Rappresentante del Governo presso la Regione, con il Ministero dell'Interno e il Dipartimento nazionale della Protezione Civile, affinché venissero messe a disposizione, da parte statale, le necessarie risorse finanziarie, da quantificarsi, da parte dei VV.FF., con dettagliati prospetti analitici, evidenzianti i periodi di apertura e la consistenza del personale impiegato per suddette basi.
Il Comandante
Carlo Boni
Risposta scritta dell'Assessore dell'industria all'interrogazione PORCU - BRUNO sul danno subito dalla società sarda Ales srl in merito alla sperimentazione di procedure di voto elettronico. (485)
Si fa seguito alla nota n° 2483/Gab-Presidenza, di pari oggetto, per significare che lo scrivente non dispone di utili elementi, al fine di fornire risposta all'interrogante, poiché l'argomento citato 'Sperimentazione di procedure di voto elettronico", non rientra tra le competenze di questo Assessorato.
Risposta scritta dell'Assessore dell'industria all'interrogazione AMADU sulle conseguenze economiche dovute al rincaro del petrolio e sull'urgenza di adottare provvedimenti per limitarne gli effetti negativi in Sardegna. (497)
In riferimento all'interrogazione in oggetto, si premette che in materia di definizione dei prezzi dei carburanti per autotrazione e riscaldamento la Regione Sardegna non ha alcuna competenza.
Tuttavia, per limitarne gli effetti negativi sui consumatori delle continue lievitazione dei gruppi di carburanti la Regione ha condiviso le decisioni assunte in sede ministeriale e contenute nel D.D.L. sull'Energia "Misure per la liberalizzazione del mercato dell'energia, per la razionalizzazione dell'approvvigionamento, per il risparmio energetico e misure immediate per il settore energetico", approvato dal Consiglio dei Ministri in data 9 giugno c.a.
Tali misure prevedono puntuali verifiche sulla consistenza di aumenti in relazione all'andamento dei gruppi delle materie prime, con contestuale richiesta di stabilizzare il sistema delle accise puntando a tarare le tasse di produzione ogni 90 giorni e rimodulando verso l'alto in caso di prezzi decrescenti e verso il basso in caso contrario. Ciò al fine di stabilizzare i prezzi dei carburanti.
Risposta scritta dell'Assessore dell'industria all'interrogazione DEDONI sull'illegale serrata dell'azienda IBS Design spa di Ottana. (504)
In riferimento all'interrogazione indicata in oggetto, per quanto di competenza dello scrivente Assessorato, si forniscono di seguito utili elementi di risposta.
Il contratto d' area di Ottana, strumento finanziato con risorse comunitarie, ha messo a disposizione della Sardegna Centrale per gli anni 1998-99 circa 168 Mil.ni di €, il cui responsabile unico dell'intero contratto è il Presidente della Provincia di Nuoro. Da informazioni assunte dai competenti uffici risulta che in data 30 marzo 2006 è stata aperta da parte del responsabile unico, la procedura di revoca del finanziamento erogato pari circa 7 Mil.ni di €, alla società IBS Design SpA per gravi inadempienze contrattuali riferite in particolare agli impegni occupazionali assunti, con la sottoscrizione del contratto di finanziamento. E' opportuno ricordare che la procedura di revoca viene poi chiusa dal competente Ministero. Inoltre la stessa impresa ha usufruito anche di incentivi regionali a valere sulla legge regionale n° 15 Aprile 1994 Bando anno 2000 per investimenti proposti pari a € 8.387,78 da realizzarsi nell'area industriale di Bolotana con contributi concedibili pari a € 2.438,21 come da decreto dell'Assessorato dell'Industria n° 262 del 15 febbraio 2001. Su questo progetto industriale il nostro Assessorato ha richiesto alla banca che effettua l'istruttoria i necessari approfondimenti tecnici e le ispezioni di cui siamo in attesa di riscontro. In particolare dai riscontri avuti, si evidenzia che la revoca citata, è stata determinata secondo il responsabile del contratto, dalle mancate assunzioni programmate. Infatti l'azienda in questione, si era impegnata in fase di sottoscrizione del contratto di finanziamento, ad assumere entro il 31 dicembre 2005, 52 lavoratori a tempo indeterminato (consistenza media), invece a novembre detta stima era pari ad appena 24 più 40 dipendenti in prova, successivamente non confermati in quanto ritenuti inidonei. Le motivazioni adotte dall'azienda per la mancata conferma dei dipendenti sono riconducibili:
1. all'alto tasso di assenteismo dei dipendenti;
2. alla bassa produttività dei dipendenti in termini di fatturato.
L' Assessorato dell'Industria unitamente al responsabile unico dell'intero contratto porrà in essere tutte quelle interlocuzioni e provvedimenti necessari a tutelare i diritti e gli interessi dei lavoratori, al fine di poter realizzare i previsti programmi occupativi.
Risposta scritta dell'Assessore dei trasporti all'interrogazione CHERCHI Oscar sulla necessità di spostare l'autostazione ARST di Oristano. (522)
In riferimento alla nota di codesta Presidenza, Prot. n. 3630/gab dell'8 giugno 2006, si forniscono, in allegato, gli elementi di risposta in merito all'interrogazione di cui all'oggetto.
Sin dall'inizio della legislatura il problema del Trasporto Pubblico Locale è stato al centro dell'attività politica ed amministrativa della Regione.
Il ridisegno complessivo del sistema trasportistico dell'isola su cui si sta lavorando ha come principio fondatore l'integrazione delle diverse modalità di trasporto su treno e su gomma.
L'individuazione dell'asse portante ferroviario come elemento ordinatore del trasporto pubblico offre, nella logica dell'intermodalità, la possibilità di ridefinire e razionalizzare i nodi fondamentali del trasporto realizzando il sistema regionale dell'intermodalità passeggeri.
Questo sistema si concretizza nella individuazione dei punti nodali di integrazione modale nelle stazioni ferroviarie assegnando alla ferrovia il ruolo fondamentale negli spostamenti nord-sud della Regione e alla gomma il ruolo di adduzione ai nodi intermodali.
Da questo punto di vista Oristano è sicuramente uno dei nodi fondamentali del sistema, sia per la sua posizione baricentrica, sia perché offre delle condizioni di contorno ottimali per l'integrazione modale.
Si porta a conoscenza dell'On.le interrogante che la delibera regionale n. 13/1 del 30 marzo 2006 ha individuato una serie di interventi sulla mobilità che riguardano il sopra accennato sistema regionale dei centri intermodali passeggeri, tra i quali si prevede la realizzazione del Centro Intermodale Passeggeri di Oristano con una somma pari a 4.000.000 Euro.
All'interno della logica di sede regionale, questo centro intermodale dovrà nascere nell'area FS della stazione ferroviaria di Oristano; non sfuggirà certo all'On.le Interrogante che dopo anni di dibattiti all'interno della città di Oristano questa è ormai una soluzione condivisa da tutte le parti politiche e sociali perché l'unica in grado di ottimizzare i flussi trasportistici da e per Oristano.
E' utile ricordare, a questo proposito, che negli ultimi anni sono state perse risorse regionali importanti pari a circa 2,5 M€ per il mancato accordo tra ARST e Comune di Oristano nell'individuazione dell'area di intervento.
La realizzazione dell'intervento previsto in delibera regionale permetterà di spostare nel Centro Intermodale tutti gli operatori di trasporto pubblico, sia pubblici che privati compresa naturalmente l'ARST, creando l'integrazione modale.
Entro l'estate verrà firmato l'aggiornamento dell'APQ mobilità che ci consentirà di essere immediatamente operativi e partire con la progettazione e la realizzazione del Centro Intermodale Passeggeri risolvendo cosi l'annosa questione della Stazione ARST, liberando un spazio importante per la città ed i suoi cittadini.
Risposta scritta dell'Assessore dell'industria all'interrogazione FADDA Paolo - BIANCU - COCCO - CUCCA - CUCCU Giuseppe - GIAGU - MANCA - SABATINI - SANNA Francesco - SANNA Simonetta - SECCI - UGGIAS sui gravissimi danni che le persistenti piogge di questi ultimi giorni stanno determinando nei territori e alle popolazioni dei Comuni di Capoterra, Sarroch, Villa S. Pietro, Pula e Domus de Maria. (198)
Si fa seguito alla nota n° 2483/Gab-Presidenza, di pari oggetto, per significare che lo scrivente non dispone di utili elementi, al fine di fornire risposta agli interroganti poiché l'argomento citato, non rientra tra le competenze di questo Assessorato.
Risposta scritta dell'Assessore dell'industria all'interrogazione LIORI sui criteri di nomina di alcuni dirigenti regionali. (236)
In riferimento all' interrogazione in oggetto, si forniscono i seguenti elementi di risposta.
Al momento dell'insediamento dell'attuale Governo regionale, l'Assessore ha preso atto che, dal 2 luglio 2004 la Nuova Mineraria Silius Spa era priva del Presidente in seguito alle dimissioni irrevocabili presentate dal Dott. Antonio Guzzonato, nominato nel febbraio 2004.
Sulle dimissioni ha, verosimilmente, influito il clima di accesa conflittualità alimentato dalle OO.SS., che hanno manifestato un vivace dissenso, culminato in una occupazione della Presidenza e degli uffici amministrativi della Società per la durata di 11 giorni, nei confronti degli amministratori ritenuti non adeguati ad attuare il piano di rilancio della miniera di fluorite.
La perdurante mancanza di un Presidente, cui per Statuto è delegata buona parte dell'attività di governo della Società, stava causando serio pregiudizio anche per quanto riguarda la gestione dell'ordinario programma operativo sia della miniera che della laveria di Assemini.
Da ciò la necessità di procedere tempestivamente alla nomina di un nuovo Presidente, impartendo le necessarie direttive al Consiglio di Amministrazione affinché provveda con la massima celerità alla cooptazione del componente dimissionario.
A questo riguardo l'Assessore ha ritenuto che, dovendo la Giunta regionale dar corso al progetto di rilancio della miniera con l'attuazione del Piano Industriale, redatto dal Dott. Piero Fois, quest'ultimo fosse il candidato più accreditato all'assunzione della carica di Presidente. La nomina, peraltro, recepiva la fortissima aspettativa ripetutamente rappresentata dal Sindacato sin dalla redazione del progetto industriale di rilancio.
Va evidenziato che il Dott. Fois ha in precedenza ricoperto la carica di Amministratore in Società a partecipazione regionale: in particolare, vanta una profonda conoscenza del settore minerario e della Nuova Mineraria Silius, nella quale aveva già assolto l'incarico di Presidente dalla costituzione della nuova Società (aprile 1992) sino al maggio 1997. E' da evidenziare che, durante la sua presidenza della Nuova Mineraria Silius, la Società ha conseguito - nel 1995 - l'unico risultato positivo di gestione sinora registrato.
Pertanto, l'Assessore dell'Industria ha impartito al Consiglio di Amministrazione della Nuova Mineraria Silius una direttiva volta alla cooptazione del Dott. Piero Fois e alla sua nomina a Presidente con lo specifico mandato di dare attuazione al Piano Industriale per il rilancio dell'attività mineraria. Ciò è avvenuto a seguito di apposita direttiva emanato in proposito nell'ottobre del 2004 e confermato in sede di Assemblea dei Soci nell'aprile del 2005.
Si precisa la riguardo che, l'attuazione del Piano Industriale rappresenta motivo essenziale della nomina proposta, di guisa che l'eventuale impossibilità sopravvenuta di tale attuazione - in conseguenza del diniego da parte della commissione Europea ovvero del verificarsi di altre circostanze oggettivamente impeditive del conseguimento dell'obiettivo del rilancio - comporterà la necessità di valutare la sussistenza delle condizioni per l'eventuale esercizio del potere di revoca dell'incarico.
Infine, quanto alla segnalata situazione dell'avviato procedimento della Procura della Repubblica di Cagliari nei confronti del Dott. Piero Fois - si fa presente che, con sentenza del Giudice delle udienze preliminari del Tribunale di Cagliari, assunta data 13 giugno c.a. il Dott. Piero Fois è stato assolto con la formula più ampia dal delitto ascritto "per non aver commesso il fatto".
Risposta scritta dell'Assessore dell'industria all'interrogazione DAVOLI - URAS - PISU sulla grave situazione di crisi della Sardegna centrale. (423)
In riferimento all'interrogazione indicata in oggetto, per quanto di competenza dello scrivente Assessorato, si forniscono di seguito utili elementi di risposta.
L'Assessorato rimarca ed evidenzia la perfetta conoscenza dei fenomeni di crisi industriale che la Sardegna Centrale sta attraversando da diverso tempo che si sono particolarmente aggravati a partire dalla chiusura dello stabilimento della società Montefibre, con contestuale avvio della situazione di crisi nel settore tessile, dovuta alla globalizzazione dei mercati, alla forte concorrenza dei paesi a basso costo di produzione.
La stragrande maggioranza delle attività industriali, concentrate nella Sardegna Centrale, sono attività che derivano dalla privatizzazione di società e vendita di impianti a seguito della dismissione del sistema delle partecipazioni statali ad aziende private che stanno vivendo delle situazioni particolarmente gravi e difficili in quanto attività concentrate nei settori a basso valore aggiunto e particolarmente sensibili alla concorrenza dei paesi a basso costo di produzione.
Punto 1:
Per far fronte a queste grosse difficoltà che l'intero settore della Sardegna Centrale sta attraversando l'Assessorato si sta muovendo in diverse direzioni e con diversi soggetti interessati che vanno dal Governo Centrale, agli Enti Locali, agli accordi di programma con diverse aziende nazionale finalizzati:
1. al consolidamento e sviluppo delle attività esistenti attraverso l'Accordo di programma per la Qualificazione dei Poli Chimici della Sardegna;
2. allo sviluppo di attività nuove e integrate secondo logiche di filiera produttiva con le risorse regionali (L.R. n° 15794 Bandi 2005 e 2006) con sostanziali cambiamenti degli indicatori di valutazione dei progetti;
3. alla diminuzione dei costi dei servizi dell'agglomerato industriale di Ottana attraverso la concentrazione di tutti i servizi erogati in capo all'ASI della Sardegna Centrale, che opererà come unico ente o società, erogatrice di servizi. L'Accordo da formalizzare a breve con tutti i soggetti interessati Nuoro Servizi Srl, Consorzio per l'Area di Sviluppo Industriale della Sardegna Centrale, Ministero dello Sviluppo Economico e la Provincia di Nuoro;
4. alla messa a bando per la costruzione del nuovo termovalorizzatore di Ottana, recentemente bandito dall'Assessorato dell'Ambiente che prevede investimenti per 160 Mil.ni di € finalizzato anche alla fornitura delle Utilities alle imprese insediate nell'agglomerato;
5. all'innovazione delle istituzioni pubbliche per i servizi alle imprese (SUAP).
Punto 2:
Il gruppo tessile Legler SpA, articolato nelle tre società Legler Siniscola SpA, Legler Macomer SpA e Legler Ottana SpA, dall'anno 2003 ha iniziato a risentire degli effetti negativi dell'involuzione delle economie dei paesi europei con un inversione del trend che progressivamente ha portato ad una diminuzione dei volumi di attività con il conseguente peggioramento dei risultati economici. I risultati negativi della gestione industriale determinati, anche da un mancato intervento di ristrutturazione e riqualificazione dell'attività produttiva, nonché a causa dell'eliminazione delle barriere all'importazione dai paesi in via di sviluppo, ha generato bilanci negativi, con perdite in crescita di anno in anno con conseguente impoverimento del patrimonio aziendale.
Tale situazione è peggiorata ulteriormente nel corso dell'anno 2005, a seguito dell'aggravarsi delle condizioni generali di mercato in cui opera il Gruppo Legler, in quanto si è confermato come strutturale il processo in corso di delocalizzazione delle produzioni. Contemporaneamente a tali fenomeni, si è verificata la debolezza del dollaro nei confronti dell'Euro, che ha peggiorato la competitività dell'offerta, ma soprattutto per quanto concerne l'affievolimento della spinta della moda per il tessuto demin. Per tutte queste concause negative, il Gruppo Legler, a partire dalla seconda metà dei 2005 a seguito di forti sollecitazioni, da parte del governo regionale che di parte sindacale ha, prospettato, l'esigenza di adeguati interventi di ristrutturazione sull'organizzazione produttiva, che senza penalizzare le attività dei siti produttivi nel centro Sardegna, consentano il riequilibrio dei risultati economici di gestione e della struttura patrimoniale e finanziaria. Il Gruppo Legler con l'intesa dei più importanti creditori, tra cui la SFIRS, ha presentato un progetto di salvataggio e successiva ristrutturazione in grado di rilanciare le prospettive future dell'intero gruppo. La proposta formulata dalla Legler prevede:
1. il consolidamento di un programma di salvataggio;
2. l'elaborazione e la realizzazione di un piano di ristrutturazione e rilancio.
Nell'ambito, del programma di salvataggio, il Gruppo ha fatto istanza per accedere al Fondo per il finanziamento degli interventi consentiti dagli orientamenti U.E. sugli aiuti di stato per il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in difficoltà previsto dall'art. 11 del D.L. 14 marzo 2005 n° 35 convertito con Legge 14 maggio 2005 n° 80 al fine di ottenere una garanzia statale a sostegno di un "finanziamento ponte" destinato alla copertura dei fabbisogni correnti per un periodo di sei mesi da utilizzarsi per l'elaborazione del piano di ristrutturazione. Il piano di ristrutturazione dovrà prevedere:
1. una ristrutturazione di tipo industriale, con l'individuazione di tutte le iniziative rivolte al riassetto dell'attività sia sotto il profilo commerciale che, soprattutto, sotto il profilo produttivo;
2. una ristrutturazione di tipo finanziario, con l'individuazione dei fabbisogni connessi alla realizzazione del progetto e della loro copertura;
3. una ristrutturazione di tipo patrimoniale, con l'individuazione degli eventuali interventi sulla struttura societaria del Gruppo.
Le linee guida di questo piano, soprattutto per quanto concerne la parte industriale, sono individuate nel Progetto di risanamento e rilancio già elaborato che è all'esame di tutti gli Enti e soggetti interessati (Regione, SFIRS, Ministero dello Sviluppo Economico e OO.SS).
La realizzazione del piano di ristrutturazione che presumibilmente, richiederà nuovamente il ricorso al sostegno finanziario dello Stato previsto dalla Legge n° 80 sopra richiamata, sarà dunque possibile solo se il piano riceverà l'approvazione del Ministero dello Sviluppo Economico e della Comunità Europea per il quale da tempo la Regione è impegnata a sostenere le iniziative di cui sopra.
Infine, per quanto riguarda i riflessi dell'attuale crisi produttiva sulla forza lavoro nei tre stabilimenti industriali, nel tempo sono stati perfezionati accordi ed adottati d'intesa con le organizzazioni sindacali e con l'intervento diretto dell'Assessorato del Lavoro, i seguenti provvedimenti:
1. in data 25 giugno 2006 -verbale di accordo finalizzato alla concessione del trattamento di CIGS in deroga a rotazione dal 01 gennaio 2006 al 31 dicembre 2007 fino ad un massimo di 230 lavoratori sui 330 in organico nella società Legler Macomer SpA;
2. in data 26 maggio 2006 con successivo verbale di accordo, tra l'Assessorato del Lavoro, OO.SS e Gruppo Legler Macomer SpA. La Regione si è impegnata a concedere per un numero di circa 100 lavoratori un voucher formativo dell'importo di 1.000 € cadauno per la formazione finalizzata a consentire la ricollocazione in diverse opportunità occupazionali;
3. in data 31 maggio 2006 presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, è stato sottoscritto un ulteriore verbale di accordo in cui n° 164 lavoratori su 330 in organico potranno passare al programma di reimpiego di cui all'art 1, 1° comma della Legge n° 27 del 24 marzo 2006, previa cessazione del rapporto di lavoro e collocazione in mobilità al 01 gennaio 2008;
4. in data 14 giugno 2006 presso l'Assessorato del Lavoro è stato sottoscritto un ulteriore verbale di accordo per la Legler di Ottana SpA che prevede con decorrenza 01 giugno 2006 la CIGS per un numero di 120 dipendenti su 317 in organico a zero ore a rotazione per la durata di 12 mesi con contestuale impegno entro il 31 maggio 2007 della chiusura del reparto di tessitura in Ponte S. Pietro e lo spostamento di n° 70 telai dallo stabilimento di Ponte San Pietro ad Ottana, in sostituzione di altrettanti telai ormai obsoleti in attuazione dei progetto di ristrutturazione presentato dal Legler SpA.
Punto 3:
A seguito della cessazione della società ex Enichem-Montefìbre, e delle pressanti sollecitazioni dell'Amministrazione Regionale, delle OO.SS, della Confindustria, degli Enti Locali, nel luglio 2003 fu sottoscritto tra i rappresentanti del Governo Centrale, della Regione, degli Enti Locali, delle Aziende direttamente interessate, l'Accordo di Programma per la Qualificazione dei Poli Chimici esistenti finalizzato a:
1. nuove iniziative o ad attività esistenti di verticalizzazione o di consolidamento degli impianti chimici esistenti con logiche di filiera produttiva;
2. nuove iniziative o ad attività che favoriscano la realizzazione di economie di scala e l'abbattimento dei costi delle imprese che operano nel sito;
3. iniziative che favoriscano la reindustrializzazione dei siti.
L'Accordo prevede impegni finanziari pari a circa 200 Mil.ni di € a carico dello Stato di cui 100 Mil.ni di € sul sito dì Ottana.
Lo stato di attuazione dell'Accordo al momento per il sito di Ottana, è il seguente: sono state presentate due proposte di contratto di programma, della società Equipolymers e del consorzio C.RE.O.
La proposta della Società Equipolymers è stata approvata con deliberazione CIPE n. 42/05 del 17 maggio 2005. Il progetto presentato prevede investimenti pari a 89,9 Mil.ni di € ed è stato formalizzato un contributo pari a 36,3 Mil.ni di €. Il programma di interventi previsto, a regime dovrà garantire il consolidamento e la salvaguardia di 122 addetti. Tale finanziamento risulta di particolare importanza per superare le difficoltà incontrate dall'azienda in questi anni e favorire il consolidamento e il rilancio delle attività produttive.
Il contratto di programma, presentato dal consorzio C.RE.O riguarda un'articolata proposta imprenditoriale.
Le aziende facenti parte del contratto sono: Mini-Tow, Antica Fornace, Sedem, Lorica Sud e Corstyrene.
Gli investimenti previsti nei piani aziendali prevedono a regime uno sviluppo occupazionale nel sito di Ottana di circa 103 nuovi occupati incrementali per un investimento totale di 36,6 Mil.ni di €.
Il contratto di programma è stato approvato dal CIPE nella seduta del 2 dicembre 2005.
Occorre però rilevare che in tale sede si è proceduto al finanziamento di un entità di risorse notevolmente inferiore rispetto a quella programmata dalle imprese in base alla disciplina vigente al momento della presentazione dei progetti (a fronte di circa 36,6 Mil.ni dì € di investimenti la quota prevista secondo l'allora normativa vigente prevedeva un finanziamento di 18,9 milioni di euro, ridotto in sede CIPE del 2 dicembre a 9,2 milioni di euro).
L'Assessore dell'Industria nel corso della stessa seduta ha contestato il metodo di attribuzione delle
risorse, sottolineando il rischio del venir meno della stessa realizzazione dei programmi di investimento deliberati, proprio in considerazione del torte scostamento che si è venuto a determinare rispetto agli originari piani finanziari delle imprese, e richiedendo formalmente un supplemento di deliberazione per il finanziamento di ulteriori agevolazioni a garanzia degli investimenti programmati.
Nella riunione del CIPE del 22 marzo 2006 è stato approvato l'ordine del giorno con l'integrazione richiesta (da parte dell'Assessore all'industria) di 6,1 Mil.ni di €.
Il contratto di programma C.RE.O rappresenta sicuramente una grossa opportunità per il consolidamento e lo sviluppo degli impianti chimici esistenti e per la reindustrializzazione del sito.
Inoltre per far fronte ai problemi non risolti da diversi anni, relativamente ai lavoratori ex Enichem-Montefìbre, in data 29 maggio 2006 presso il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale è stato sottoscritto un verbale di accordo tra lo stesso Ministero, la Regione Sardegna -Assessorato del Lavoro, la società Montefìbre, le OO.SS e Italia Lavoro in cui ai lavoratori aventi i requisiti previsti dal D.L. 6 marzo 2006 convertito in Legge n° 127 24 marzo 2006 e modificato dal D.L. 136 del 3 aprile 2006, individuati in 133 lavoratori, potranno accedere al programma di reimpiego di cui all'art. 1 comma 1° della medesima legge previa cessazione del rapporto di lavoro e collocazione in mobilità al 1 gennaio 2008.
Con decreto del Ministero del Lavoro del 12 giugno 2006 i 133 lavoratori della Montefìbre sono stati ammessi al Programma di reimpiego, di cui alla legge 24 marzo 2006, n° 127.
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza socialeall'interrogazione CUCCU Franco Ignazio sulla perdurante chiusura del reparto di ostetricia dell'ospedale Delogu di Ghilarza. (35)
Si forniscono gli elementi utili per la risposta all'interrogazione in oggetto.
Il confronto sul problema della chiusura del reparto di Ginecologia/Ostetricia è stato ampio e pubblico, come i resoconti di stampa testimoniano. La chiusura si giustifica solo parzialmente con la carenza di personale che comunque non era assolutamente in grado di garantire standard minimi di sicurezza (attualmente molto difficilmente incrementabile dati i limiti di spesa) ma anche per il numero di parti piuttosto limitato. L'Ospedale di Ghilarza è attualmente oggetto di interventi di ammodernamento ed è in programma l'apertura del Day Surgery polispecialistico e l'ampliamento dell'attività ambulatoriale. E' inoltre allo studio la possibilità di apertura di letti di lungodegenza.
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza socialeall'interrogazione BIANCU sulla grave situazione di penalizzazione dei pazienti che si è verificata dopo l'improvvisa sospensione del servizio di analisi nel poliambulatorio di Terralba. (58)
Si forniscono gli elementi utili per la risposta all'interrogazione in oggetto.
La direzione generale dell'Azienda Usl 5 di Oristano precisa che all'epoca a cui si riferisce l'interrogazione si è effettivamente verificato un guasto all'alimentazione dell'acqua, si è trattato di un guasto improvviso che ha, ovviamente, impedito il preavviso dell'utenza.
Dopo quell'episodio tuttavia non sono stati segnalati altri casi di interruzione del servizio.
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione BIANCU sul danno erariale e funzionale derivante dal sottoutilizzo del personale medico presso l'ospedale di Ghilarza. (59)
Si forniscono gli elementi utili alla risposta all'interrogazione in oggetto.
La direzione generale dell'Azienda Usl 5 di Oristano comunica che la situazione lamentata dall'interrogante, relativa alla fine del 2004, è da considerarsi totalmente superata in seguito alla definizione e all'adozione di una nuova organizzazione dell'attività lavorativa che ha consentito il pieno utilizzo del personale operante nell'ospedale di Ghilarza.
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza socialeall'interrogazione ONIDA - LADU - MURGIONI sul reparto ostetricia e ginecologia dell'ospedale di Ghilarza. (89)
Si forniscono gli elementi utili per la risposta all'interrogazione in oggetto.
Il confronto sul problema della chiusura del reparto di Ginecologia/Ostetricia è stato ampio e pubblico, come i resoconti di stampa testimoniano. La chiusura sì giustifica solo parzialmente con la carenza di personale che comunque non era assolutamente in grado di garantire standard minimi di sicurezza (attualmente molto difficilmente incrementabile dati i limiti di spesa) ma anche per il numero di parti piuttosto limitato. L'Ospedale di Ghilarza è attualmente oggetto di interventi di ammodernamento ed è in programma l'apertura del Day Surgery polispecialistico e l'ampliamento dell'attività ambulatoriale. E' inoltre allo studio la possibilità di apertura di letti di lungodegenza.
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza socialeall'interrogazione CHERCHI Oscar sulla mancata accettazione da parte della ASL n. 5 di Oristano della donazione di pulsossimetri e altra strumentazione. (237)
Si forniscono gli elementi utili per la risposta all'interrogazione in oggetto.
La direzione generale dell'Azienda Usl 5 di Oristano precisa che all'epoca dell'interrogazione la donazione è stata in un primo momento rifiutata, in seguito è stata accettata dall'Azienda e la strumentazione oggetto della donazione è oggi a disposizione dei reparti del P.O. San Martino di Oristano.
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza socialeall'interrogazione DEDONI sull'attivazione di una unità operativa di ematologia presso la ASL n. 5 di Oristano. (355)
Si forniscono gli elementi utili per la risposta all'interrogazione in oggetto.
L'Azienda Usl 5 di Oristano ritiene di perseguire il progetto di apertura di un Servizio di Oncoematologia, collegabile in una prima fase, all'attuale Day Hospital Oncologico.
La criticità è rappresentata dall'assenza di professionalità specifica medica, che dovrebbe comunque essere acquisita all'esterno, e dalle difficoltà di consentire sufficiente autonomia all'attuale personale con competenza oncologica incardinato in medicina, Unità Operativa con organico complessivo piuttosto esiguo.
Risposta scritta dell''Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza socialeall'interrogazione ATZERI sulla convenzione tra la Regione Sardegna e la Regione Piemonte sul rafforzamento del sistema delle emergenze sanitarie. (365)
In riferimento alla interrogazione in oggetto, si riportano di seguito gli elementi utili alla risposta.
La convenzione stipulata tra la Regione Sardegna e la Regione Piemonte, la cui bozza è stata approvata con la Deliberazione della Giunta regionale n. 48/2 del 12 ottobre 2005, costituisce solo uno degli atti che l'Assessorato dell'Igiene e Sanità e dell'Assistenza Sociale ha proposto e adottato per rafforzare il sistema sardo dell'emergenza urgenza.
Occorre infatti ricordare la proposta di Piano dei servizi sanitari, adottata con DGR n. 51/9 del 4 novembre 2004 e con DGR n. 29/1 del 30 giugno 2006, che dedica uno specifico capitolo al Sistema dell'Emergenza Urgenza e individua quale obiettivi di Piano quello di migliorare il sistema e di superare le criticità individuate con riferimento a:
- l'organizzazione generale del sistema,
- le centrali operative,
- il livello territoriale e il livello ospedaliero.
Con decreto assessoriale n. 32 del 20 ottobre 2005, è stato istituito il Comitato regionale per l'emergenza sanitaria composto da esperti dell'area dell'emergenza, dai responsabili delle centrali operative, da medici di medicina generale, da due rappresentanti del volontariato operante nel settore, da un rappresentante regionale della protezione civile. Il Comitato ha il compito di supportare l'Assessorato nella definizione del piano regionale per l'emergenza e quello delle maxi emergenze, di definire le tipologie e la dislocazione sul territorio dei mezzi di soccorso, di elaborare le linee guida sui protocolli operativi per il coordinamento degli interventi tra le strutture centrali e periferiche, la formulazione di proposte per la formazione e l'aggiornamento degli operatori, la promozione delle attività di verifica e valutazione del sistema regionale dell'emergenza-urgenza.
Il Comitato ha già provveduto alla redazione di una proposta progettuale che partendo da un'attenta analisi della situazione esistente ha evidenziato criticità, obiettivi prioritari, risorse finanziarie necessarie per portare il sistema a regime.
Nell'ambito di queste iniziative la convenzione con la Regione Piemonte ha lo scopo di attivare una collaborazione istituzionale con una realtà che risulta possedere, nel sistema dell'emergenza urgenza, uno standard qualitativo efficiente e collaudato e con la quale è possibile da subito avviare progetti di proficua cooperazione a titolo rigorosamente non oneroso.
La collaborazione con il Piemonte potrebbe inoltre facilitare l'accesso a finanziamenti, resi disponibili dalle fondazioni bancarie sarde e piemontesi, per specifiche iniziative di rafforzamento del livello territoriale del sistema, in particolare del sistema di soccorso di base e avanzato, sia attraverso la formazione dei volontari e del personale coinvolto nel sistema di soccorso avanzato che attraverso la sostituzione e la nuova dotazione di ambulanze e di auto medica per alcune postazioni.
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza socialeall'interrogazione CHERCHI Oscar sulla riduzione del servizio di assistenza domiciliare integrata (ADI) nella ASL n. 5 di Oristano. (430)
Si forniscono gli elementi utili alla risposta all'interrogazione in oggetto.
La direzione generale dell'Azienda Usl 5 di Oristano precisa che i volumi di attività del Servizio A.D.I. nell'anno 2005 risulta pari a 742 casi trattati di cui 488 sono riferiti a nuovi inserimenti. I pazienti deceduti risultano 284, dei quali 223 sono avvenuti a domicilio del paziente; 100 pazienti sono stati dimessi dall'A.D.I. per raggiungimento dell'obiettivo e 11 sono stati trasferiti in altra assistenza. Tale assistenza ha comportato un impegno annuale infermieristico pari a 47.918 ore delle quali 32.186 sono svolte da circa 75 dipendenti che prestano servizio in regime di lavoro straordinario e le restanti vengono garantite da 9.5 infermieri dipendenti dedicati a tempo pieno al servizio A.D.I.; l'effettiva assistenza assomma ad un monte ore netto di circa 33.000. La media annuale per paziente è di circa 42 ore e quella mensile di circa 4 ore. Per i pazienti ventilati la media giornaliera è di circa 6 ore. L'assistenza domiciliare ai ventilati ha avuto inizio il 4 giugno 1994 nei confronti di un paziente domiciliato in regime di ospedalizzazione domiciliare con regolare delibera del Commissario Straordinario dell'Unità Sanitaria Locale n. 13, non esistendo allora altre forme di assistenza domiciliare. A questo paziente furono allora assegnate 42 ore di assistenza infermieristica settimanali espletate da una infermiera del servizio di Anestesia e Rianimazione (a lui affidata per 21 ore settimanali) e le restanti a cura degli infermieri dello stesso servizio in regime di lavoro straordinario. Nell'anno 1999 l'Azienda (non potendo più garantire le ore di straordinario al personale dedicato) ha ritenuto di fare ricorso all'assistenza infermieristica dell' A.D.I. allora finanziata con i fondi del progetto sperimentale A.D.I.. Il 16 gennaio 1999 è stato domiciliato in A.D.I. il secondo paziente ventilato al quale il reparto di Anestesia e Rianimazione ha attribuito, sulla falsariga dell'assistenza concessa al primo paziente, un totale di 46 ore settimanali. Con lo stesso criterio sono stati domiciliati i successivi pazienti. Si è reso ad un certo punto evidente il fatto che tale modalità non rispondeva a criteri di appropriatezza, in quanto funzioni di assistenza non strettamente sanitarie venivano garantite da personale infermieristico invece che da altri soggetti titolati a contribuire al percorso di assistenza domiciliare integrata. Si è quindi proceduto ad una ricerca circa le modalità di assistenza riservata a questi pazienti sul territorio nazionale e nel resto della regione, individuando criteri definiti per determinare il bisogno infermieristico. Sia la valutazione dei bisogni che la ricerca effettuata consentano di affermare che, in media, il bisogno si attesta su tre ore di assistenza giornaliera. Le ore di assistenza infermieristica variano nell'ambito regione da ASL a ASL e da caso a caso ma non si discostano da questo dato medio. Dal mese di aprile 2005 il servizio A.D.I. ha avuto notevoli difficoltà a garantire le ore di assistenza precedentemente accordate, in gran parte per motivazioni legate all'aumento di richiesta e alla contemporanea impossibilità di trasferimento alle attività territoriali di ulteriori infermieri (il servizio è partito senza una dotazione di personale propria aggiuntiva e l'ospedale di Oristano presenta punte di acuta sofferenza infermieristica), tanto che per un caso non si è riusciti a reperire personale sufficiente (mobilità infermieristica rifiutata e orario in straordinario rifiutato dai dipendenti, considerata la distanza del domicilio dell'assistito) e ad oggi l'assistenza infermieristica è garantita per sole 6 ore settimanali. Nel mese di dicembre 2005 si è reso necessario domiciliare un ulteriore paziente. Prima di procedere alla sua domiciliazione, il servizio A.D.I. ha effettuato le ricognizioni necessarie e a quel punto si è reso indispensabile procedere al riequilibrio previsto, tenuto anche conto del fatto che nel nostro territorio non sono stati siglati accordi socio-sanitari per questo tipo di patologia. Per procedere alla domiciliazione, richiesta e sollecitata a più riprese dall'assistito e dai suoi familiari, si è giunti alla determinazione di concordare una forma di assistenza integrata con il servizio sociale, il volontariato e la famiglia, per cui è stato siglato un accordo nel quale viene stabilito che l'appropriatezza dell'assistenza infermieristica del caso in esame fosse pari a tre ore quotidiane per 7 giorni la settimana. Al fine di assicurare quanto concordato si è reso necessario riorganizzare e razionalizzare l'assistenza, procedendo, in alcuni casi, anche a ridurre le ore di assistenza assegnate agli altri pazienti attivando contemporaneamente azioni volte a sensibilizzare gli Enti locali, le Associazioni di volontariato, i familiari e Medici di medicina generale. Si sono, inoltre, attivati corsi di formazione mirati agli operatori non sanitari coinvolti nell'assistenza dei pazienti ventilati.
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione PISU sulla grave situazione creatasi, con grave danno per i pazienti assistiti, presso l'Azienda sanitaria locale (ASL) di Oristano a seguito dei mutamenti introdotti nel servizio di assistenza domiciliare integrata. (441)
Si forniscono gli elementi utili alla risposta all'interrogazione in oggetto.
La direzione generale dell'Azienda Usl 5 di Oristano precisa che i volumi di attività del Servizio A.D.I. nell'anno 2005 risulta pari a 742 casi trattati di cui 488 sono riferiti a nuovi inserimenti. I pazienti deceduti risultano 284, dei quali 223 sono avvenuti a domicilio del paziente; 100 pazienti sono stati dimessi dall'A.D.I. per raggiungimento dell'obiettivo e 11 sono stati trasferiti in altra assistenza. Tale assistenza ha comportato un impegno annuale infermieristico pari a 47.918 ore delle quali 32.186 sono svolte da circa 75 dipendenti che prestano servizio in regime di lavoro straordinario e le restanti vengono garantite da 9.5 infermieri dipendenti dedicati a tempo pieno al servizio A.D.I.; l'effettiva assistenza assomma ad un monte ore netto di circa 33.000. La media annuale per paziente è di circa 42 ore e quella mensile di circa 4 ore. Per i pazienti ventilati la media giornaliera è di circa 6 ore. L'assistenza domiciliare ai ventilati ha avuto inizio il 4 giugno 1994 nei confronti di un paziente domiciliato in regime di ospedalizzazione domiciliare con regolare delibera del Commissario Straordinario dell'Unità Sanitaria Locale n. 13, non esistendo allora altre forme di assistenza domiciliare. A questo paziente furono allora assegnate 42 ore di assistenza infermieristica settimanali espletate da una infermiera del servizio di Anestesia e Rianimazione (a lui affidata per 21 ore settimanali) e le restanti a cura degli infermieri dello stesso servizio in regime di lavoro straordinario. Nell'anno 1999 l'Azienda (non potendo più garantire le ore di straordinario al personale dedicato) ha ritenuto di fare ricorso all'assistenza infermieristica dell' A.D.I. allora finanziata con i fondi del progetto sperimentale A.D.I.. Il 16 gennaio 1999 è stato domiciliato in A.D.I. il secondo paziente ventilato al quale il reparto di Anestesia e Rianimazione ha attribuito, sulla falsariga dell'assistenza concessa al primo paziente, un totale di 46 ore settimanali. Con lo stesso criterio sono stati domiciliati i successivi pazienti. Si è reso ad un certo punto evidente il fatto che tale modalità non rispondeva a criteri di appropriatezza, in quanto funzioni di assistenza non strettamente sanitarie venivano garantite da personale infermieristico invece che da altri soggetti titolati a contribuire al percorso di assistenza domiciliare integrata. Si è quindi proceduto ad una ricerca circa le modalità di assistenza riservata a questi pazienti sul territorio nazionale e nel resto della regione, individuando criteri definiti per determinare il bisogno infermieristico. Sia la valutazione dei bisogni che la ricerca effettuata consentano di affermare che, in media, il bisogno si attesta su tre ore di assistenza giornaliera. Le ore di assistenza infermieristica variano nell'ambito regione da ASL a ASL e da caso a caso ma non si discostano da questo dato medio. Dal mese di aprile 2005 il servizio A.D.I. ha avuto notevoli difficoltà a garantire le ore di assistenza precedentemente accordate, in gran parte per motivazioni legate all'aumento di richiesta e alla contemporanea impossibilità di trasferimento alle attività territoriali di ulteriori infermieri (il servizio è partito senza una dotazione di personale propria aggiuntiva e l'ospedale di Oristano presenta punte di acuta sofferenza infermieristica), tanto che per un caso non si è riusciti a reperire personale sufficiente (mobilità infermieristica rifiutata e orario in straordinario rifiutato dai dipendenti, considerata la distanza del domicilio dell'assistito) e ad oggi l'assistenza infermieristica è garantita per sole 6 ore settimanali. Nel mese di dicembre 2005 si è reso necessario domiciliare un ulteriore paziente. Prima di procedere alla sua domiciliazione, il servizio A.D.I. ha effettuato le ricognizioni necessarie e a quel punto si è reso indispensabile procedere al riequilibrio previsto, tenuto anche conto del fatto che nel nostro territorio non sono stati siglati accordi socio-sanitari per questo tipo di patologia. Per procedere alla domiciliazione, richiesta e sollecitata a più riprese dall'assistito e dai suoi familiari, si è giunti alla determinazione di concordare una forma di assistenza integrata con il servizio sociale, il volontariato e la famiglia, per cui è stato siglato un accordo nel quale viene stabilito che l'appropriatezza dell'assistenza infermieristica del caso in esame fosse pari a tre ore quotidiane per 7 giorni la settimana. Al fine di assicurare quanto concordato si è reso necessario riorganizzare e razionalizzare l'assistenza, procedendo, in alcuni casi, anche a ridurre le ore di assistenza assegnate agli altri pazienti attivando contemporaneamente azioni volte a sensibilizzare gli Enti locali, le Associazioni di volontariato, i familiari e Medici di medicina generale. Si sono, inoltre, attivati corsi di formazione mirati agli operatori non sanitari coinvolti nell'assistenza dei pazienti ventilati.
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione CONTU - LICANDRO - PETRINI - LIORI - GALLUS - DEDONI sul trasferimento del reparto di psichiatria dall'ospedale civile di Oristano a quello di Ghilarza e altri disservizi. (527)
Si forniscono gli elementi utili per la risposta all'interrogazione in oggetto.
Il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura dovrà essere trasferito in tempi brevi presso il vecchio Ospedale San Martino, dove è stato individuato un padiglione idoneo e sul quale sono in atto i lavori di adattamento per la messa in sicurezza. L'Ospedale dista circa 200 metri dal nuovo Ospedale, determinando nei fatti, una situazione non dissimile da quella degli ospedali a padiglioni. Quel tipo di collocazione, peraltro, consente una serie di vantaggi per l'utente ospite, soprattutto in termini di spazi e di relazione con i congiunti. Alcune specifiche attività cliniche saranno garantite dal nuovo San Martino. La destinazione finale, secondo i progetti esistenti nella ristrutturazione del nuovo Ospedale San Martino è prevista nel "Corpo M" (corpo degenze mediche). Il completamento della struttura è previsto tra 24 mesi circa. Per quanto attiene la riabilitazione, i locali sono ampi ma effettivamente non idonei. E' previsto un trasferimento provvisorio per poi assegnare la destinazione definitiva nel citato corpo "M". Parte del personale rientrerà già dalla fine dell'anno nel nuovo P.O. San Martino in coincidenza con l'attivazione dei posti letto di riabilitazione intensiva intra ospedaliera.
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione DIANA - LIORI sull'inadeguatezza del servizio di dialisi per i pazienti affetti da insufficienza renale cronica terminale nella Provincia di Oristano. (528)
Si forniscono gli elementi utili per la risposta all'interrogazione in oggetto.
La direzione generale dell'Azienda Usl 5 di Oristano precisa che l'assistenza al paziente con insufficienza renale cronica da sottoporre a dialisi rappresenta certamente una criticità per il sistema sanitario oristanese.
Sono in corso di adozione alcune misure di adeguamento de. sistema volte a dare una risposta più idonea alle esigenze dei malati, misure che si sarebbe dovute adottare già qualche anno fa.
L'Azienda sta procedendo nel tentativo di reclutamento di personale infermieristico che consenta l'attivazione del 3° turno (stante però le note difficoltà connesse al reclutamento di tali professionalità); l'Azienda sta contestualmente completando la progettazione di un Centro Satellite da collegare all'attuale centro dialisi presso il P.O. San Martino di Oristano; sono invece in fase di conclusione i lavori del Centro Satellite di Ghilarza.
E' infine in fase di negoziazione la possibilità di attivazione di un terzo turno presso la Casa di Cura Madonna del Rimedio.
Risposta scritta dell'Assessore dell'industria e dell'Assessore della difesa dell'ambiente all'interrogazione DAVOLI - URAS - PISU sull'intendimento di realizzare un nuovo impianto di termovalorizzazione dei rifiuti ad Ottana. (510)
In riferimento all'interrogazione in oggetto, si trasmettono le note n.1831/gab del 13 luglio 2006 e n.1315/gab del 14 luglio 2006 inviate rispettivamente dall'Assessorato della Difesa dell'Ambiente e dall'Assessore dell'Industria.
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Assessorato dell'Industria
In riferimento all' interrogazione in oggetto, si forniscono i seguenti utili elementi di risposta. Premesso che, con deliberazione della Giunta regionale n° 50/23 del 25.10.2005 avente per oggetto: Piano Energetico Ambientale Regionale (PEARS) è stata prevista la realizzazione nell'area industriale di Ottana, un termovalorizzatore di secco residuo non riciclabile da rifiuti (CDR) per una potenza elettrica di 20 MWe comportante il conferimento di circa 200.000 ton/anno di secco non riciclabile, quantitativo che, secondo il Rapporto di gestione dei rifiuti urbani per l'anno 2004 redatto dall'Osservatorio regionale dei rifiuti, viene prodotto nelle province di Oristano, Ogliastra, Nuoro, Sassari e Olbia - Tempio, considerando una raccolta differenziata tale da intercettare il 50 % del totale dei rifiuti prodotti. Attualmente il centro Sardegna, e in particolare la Provincia di Nuoro, risultano servite dal termovalorizzatore di Macomer di cui è titolare il Consorzio per la Zona Industriale di Macomer, e che ha una potenzialità di trattamento tale da comportare l'applicazione di tariffe molto alte rispetto alla media regionale. Il Consorzio è da tempo assegnatario di un finanziamento, disponibile presso la Cassa Depositi e Prestiti, per la costruzione di una nuova linea di incenerimento, che possa sostituire quelle in esercizio, ormai obsolete, ma all'attualità non risulta essere avviata nessuna procedura tecnico amministrativa, che consenta di avere certezza né sulla tipologia d'impianto proposta dal titolare, né sui tempi di realizzazione.
Risulta peraltro indispensabile per l'Amministrazione regionale, come già previsto dal Piano Energetico Ambientale Regionale, prevedere la realizzazione della nuova centrale di Ottana per garantire maggior sicurezza all'approvvigionamento energetico e di vapore del sito industriale.
La realizzazione di un termovalorizzatore di tale potenza nell'area industriale di Ottana, costituisce l'occasione per integrare profondamente la pianificazione della gestione dei rifiuti con quella energetica.
Infatti il PEAR prevede, tra l'altro, la realizzazione nell'area di Ottana di una centrale termoelettrica alimentata a biomasse, derivate da colture no food e forestali, della potenza di 20 MWe.
L'Amministrazione regionale ha ritenuto opportuno proporre nell'agglomerato di Ottana di una Centrale Termica integrata della potenza di 40 MWe.
La C.T.I. sarà costituita da n. 2 linee di generazione integrate fra loro: la prima alimentata da frazione secca proveniente da rifiuti urbani (200.000 ton/anno), la seconda alimentata da biomasse (di cui almeno il 40% da colture no food), di provenienza regionale. Dovrà essere altresì contemplata l'ipotesi di un servizio continuo di produzione di vapore tecnologico, a favore degli impianti industriali del sito, dotando la CTI di una caldaia dedicata ad olio combustibile BTZ che fungerà da riserva calda, e per l'eventuale erogazione di altre Utilities (aria compressa, ossigeno, azoto, acqua industriale, acqua demineralizzata) erogate dalla centrale esistente.
La realizzazione di una centrale come quella sopra descritta, oltre agli evidenti vantaggi per quanto attiene la gestione dei rifiuti, risponde alle esigenze di garantire alle realtà industriali presenti nell'area una stabilità a lungo termine per ciò che attiene le forniture di energia e Utilities, con evidenti benefici in termini di conservazione dell'occupazione.
La Giunta regionale, ai sensi dell'art 22 del D.Lgs ha provveduto con deliberazione n° 6/5 del 14.02.2006 all'aggiornamento del piano regionale di gestione dei rifiuti con la conferma della realizzazione di una centrale termica integrata nell'area industriale di Ottana.
Pertanto, sulla base degli atti di programma più sopra citati, la Giunta regionale, con deliberazione n. 17/17 del 26.04.2006 ha avviato le procedure del bando ad evidenza pubblica, finalizzato alla progettazione di costruzione e gestione di una centrale termica integrata da realizzare con capitoli privati secondo le procedure di finanza al progetto di cui agli artt. 37 bis e seguenti della Legge 11.02.1994, n° 109 e successive modifiche ed integrazioni.
Allo stato attuale, essendo i termini del bando scaduti al 30 giugno c.a. sono state presentate n° 5 proposte da diversi gruppi industriali interessati alla realizzazione della programmata Centrale Termica Integrata.
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Assessorato dell'Ambiente
In riferimento all'Interrogazione in oggetto si trasmette la nota n. 23382 del 13 luglio 2006 del Direttore Generale contenente elementi di risposta.
In merito ai quesiti sollevati nell'interrogazione dai Consiglieri Regionali, Oavoli, Uras e Pisu, si fa presente quanto segue.
1) quesito: "se la Giunta non ritenga contraddittoria questa scelta con il forte accento, correttamente posto, sulla tutela delle coste e la valorizzazione dell'identità, dei saperi e delle culture locali, sulla necessità di progettare dal basso il modello dì sviluppo".
La realizzazione di una Centrale termica integrata per il trattamento dei rifiuti provenienti dal territorio del Nord Sardegna rappresenta una necessità per la Regione.
Il vecchio impianto di incenerimento sito a Macomer, oltre ad essere insufficiente rispetto ai bisogni della popolazione, è ormai vetusto ed ha dei costi di smaltimento elevati rispetto alla qualità del servizio reso.
L'ubicazione del sito ove realizzare l'opera è stata una scelta quasi obbligata, in forza dei criteri per l'ubicazione degli impianti di questo tipo che, per ovvie ragioni, devono insistere in aree industriali già attrezzate.
Il nuovo impianto si pone quindi in linea con le esigenze di salvaguardia dell'ambiente. Interesse preminente da tutelare.
La progettazione dal basso del modello di sviluppo, seppur condivisibile ed auspicabile, deve anche confrontarsi con la necessità del ruolo che la regione deve rivestire nella programmazione della materia e nell'individuazione del sito.
Al riguardo, si fa presente che la regione attiverà nel breve periodo procedure atte a coinvolgere le popolazioni locali interessate dall'intervento, affinché le stesse possano comprendere l'utilità e la necessità dell'opera in argomento.
2) quesito: "come la Giunta ritenga di conciliare la costruzione di un impianto da 180 mila tonn. Di rifiuti tal quali con una politica che incentivi ed investa nella raccolta differenziata".
La CTI sarà in grado di incenerire tutti i rifiuti residui dalla raccolta differenziata conferiti dal Centro-Nord della Sardegna. Ciò non è incompatibile con un ottimale livello di efficienza della raccolta differenziata che anzi si basa proprio su questo concetto. La CTI e le linee guida prevedono, infatti, che in prospettiva futura la raccolta differenziata sarà in grado di intercettare almeno il 50% dei rifiuti. Il concessionario dovrà basarsi anche su tale elemento per la predisposizione dell'offerta.
La raccolta differenziata è attualmente affidata a soggetti diversi rispetto al futuro concessionario e quindi non si verificherebbero situazioni di ipotetica incompatibilità tra le due fasi del processo di raccolta e smaltimento.
3) quesito: "come ritenga il funzionamento a pieno regime del nuovo impianto".
Il funzionamento dell'impianto sarà garantito dal concessionario in forza di specifica convenzione stipulata in tal senso. La regione si impegna al conferimento dei rifiuti nel quantitativo indicato dalle linee guida a disposizione sul sito internet regionale. Il Piano regionale dei rifiuti, che già tiene conto di questo intervento prevede che i comuni interessati dal conferimento, ubicati nelle 5 province del centro Nord della Sardegna, abbiano come recapito finale del processo la centrale di Ottana.
4) quesito, "quali garanzie ritenga ci siano e quali forme di controllo intenda attivare, rispetto alle eventualità che tra i RSU vi siano rifiuti tossici e sostanze ulteriormente inquinanti per l'ambiente e pericolose perla salute delle popolazioni locali".
I rifiuti che verranno termovalorizzati ad Ottana saranno selezionati presso gli appositi siti di pre-trattamento, ubicati in ciascuna delle province interessate. In questa fase di pre-trattamento verranno individuate le sostanze potenzialmente pericolose.
5) quesito: "quale futuro occupazionale abbia programmato e quali garanzie abbia ipotizzato per i lavoratori dell'impianto di Tossilo".
Dato il tipo di procedura prescelta (ex-art. 37 bis della legge n. 109/1994) una volta espletata la prima fase nella quale viene individuata la proposta progettuale ritenuta più idonea, questa, prima di essere posta in gara, sarà sottoposta ad una fase di concertazione dove saranno esaminati gli aspetti occupazionali.
Ciò posto, questa amministrazione ha previsto che l'impianto di Macomer prosegua comunque nelle sue funzioni e non sia definitivamente smantellato. Invero, è previsto che nel sito di Macomer si svolgano attività di pre-trattamento e compostaggio.
6) quesito: "se la Giunta abbia valutato reale fabbisogno di incenerimento dei rifiuti alla luce dell'avvio e del razionale funzionamento della raccolta differenziata".
Nel centro Nord della Sardegna, si producono ogni anno 400 mila tonnellate di rifiuti urbani. Da una raccolta differenziata ottimale si dovrebbe raggiungere la percentuale di differenziazione dei rifiuti pari al 50% degli stessi. Pertanto, rimarranno 200 mila tonn. di secco residuo indifferenziato da smaltire tramite incenerimento.
7) quesito, "se la Giunta regionale non ritenga opportuna una sospensiva del bando per la costruzione dell'impianto di termovalorizzazione di Ottana al fine di coinvolgere, in un dibattito più approfondito e documentato, il Consiglio regionale, gli enti locali del territorio, la popolazione, le forze politiche e la società civile e lasciare che su temi fondamentali come lo sviluppo locale e il modello economico di un territorio vi sia un percorso più partecipativo, informato e, perciò, maggiormente democratico nella formazioni delle decisioni".
Come già indicato nel precedente punto sub. 1, è imminente l'attivazione dei procedimenti atti a coinvolgere le popolazioni e gli enti locali interessati in ordine alla scelta effettuata, onde assicurare la concertazione con gli stessi. Si sottolinea inoltre che, prima dell'avvio del procedimento, è stato consultato il C.C. del Comune di Ottana. Ciò posto, si fa presente che la realizzazione della centrale è una scelta finalizzata al recupero occupazionale ed industriale del sito ove l'intervento ricadrà ed è previsto nei documenti programmatori in fase di approvazione.
Testo delle interpellanze annunziate in apertura di seduta
Interpellanza Balia - Maninchedda - Masia - Salis - Serra sui possibili danni che deriverebbero ai produttori di vino anche della nostra Isola dall'annunciata autorizzazione da parte dell'Unione europea all'uso dei trucioli di legno per la vinificazione.
I sottoscritti,
PREMESSO che la Commissione europea ha manifestato la propria volontà volta alla modifica della normativa comunitaria in materia di vinificazione, autorizzando l'utilizzo dei trucioli di legno (cosiddetti chips);
CONSIDERATO che l'Italia e con essa la Sardegna, dopo un itinerario di valorizzazione qualitativa del prodotto, conseguente alle note vicende del vino al metanolo, ha acquisito nuove quote di mercato con il 25 per cento delle esportazioni mondiali di vino di qualità;
ACCERTATO che il consumo dei vini Doc, Docg e Itg, come risulta dai dati forniti dal Comitato di gestione vini della Commissione europea, ha subito un incremento del 54,6 per cento in Italia, del 51,4 per cento in Francia e dell'82,4 per cento in Spagna;
VISTO che la probabile decisione della Commissione europea, di consentire acché i produttori di vino accelerino la fase della vinificazione con l'utilizzo di trucioli di legno, persegue l'obiettivo di far assumere al vino qualità organolettiche similari a quello invecchiato in barrique alterando le reali qualità intrinseche;
CONSIDERATO che verrebbero così a cadere i divieti e le imposizioni contenute nel regolamento CEE n. 1493/99;
EVIDENZIATO che il Governo italiano parrebbe avere dimostrato disponibilità ed interesse verso l'ipotizzata modifica del regolamento, esprimendo disappunto limitatamente all'uso dei trucioli per i vini Doc, Docg e Itg;
VISTO che la Commissione europea parrebbe orientata a non introdurre nemmeno l'obbligo che l'uso dei trucioli di legno venga riportato nell'etichetta, col conseguente rischio che il consumatore venga tratto in inganno e con evidente danno per quei produttori che continuano ad invecchiare il vino in barrique;
VERIFICATO che non risultano, allo stato, aggiornati tecnologicamente nemmeno i laboratori di analisi per verificare - sempre che permanga la volontà di escludere l'uso dei trucioli per i vini di qualità così come manifestato dal Governo italiano - che le "alterazioni" non vengano, da produttori disinvolti, estese ai vini Doc, Docg e Igt,
chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per sapere se:
1) abbiano assunto iniziative dirette nei confronti della competente Commissione della Comunità europea e nei confronti del Governo per impedire la vinificazione con l'aggiunta di trucioli di legno;
2) nonostante le auspicate manifestazioni di contrarietà da parte della Regione e del Governo italiano, qualora la competente Commissione dell'Unione europea dovesse acconsentire all'uso dei trucioli di legno, non ritengano comunque utile prevedere l'obbligo di indicazione nelle etichette;
3) non ritengano in ogni caso utile dotare i laboratori di analisi di strumentazioni in grado di rilevare l'uso dei trucioli di legno per l'invecchiamento. (178)
Interpellanza Balia - Maninchedda - Masia - Salis - Serra sulla ventilata intenzione del Ministero di grazia e giustizia di sopprimere il Tribunale di Lanusei.
I sottoscritti,
PREMESSO che:
- il Ministro di grazia e giustizia parrebbe intenzionato a sopprimere 38 sedi di tribunale su un totale di 165 attualmente operanti nel territorio nazionale e che fra queste rientrerebbe anche il Tribunale di Lanusei;
- questa ipotesi potrebbe maturare a seguito di un presunto piano di razionalizzazione che prevede la soppressione o l'accorpamento tra circoscrizioni limitrofe e con un organico limitato;
- le carenze di organico del Tribunale di Lanusei derivano da ataviche scelte effettuate dallo stesso Ministero e non certo dalla mancanza di pratiche processuali, per cui si verificherebbe l'assurda situazione che le inadempienze del Governo producano poi scelte distorcenti e vengano utilizzate dallo stesso per giustificare la chiusura degli uffici mascherata da esigenze di razionalizzazione territoriale;
- rammentato che la nuova Provincia d'Ogliastra trova fondamento proprio nella sua specificità e che fatica a decollare per responsabilità non proprie, ma per cause interamente ascrivibili a scelte del Governo nazionale e talvolta di quello regionale;
ACCERTATO che la chiusura del Tribunale di Lanusei costituirebbe un atto di grave irresponsabilità con riflessi ed effetti concreti e pesanti sull'amministrazione della giustizia;
APPURATO che nel primo semestre dell'anno in corso il Tribunale ha prodotto ben 210 sentenze civili e, nel corso dell'anno passato, circa 300 sentenze penali;
CONSIDERATA la legittima preoccupazione degli amministratori locali e la mobilitazione degli avvocati che, per segnalare il presunto pericolo, hanno deciso di astenersi dalle udienze sino alla fine del mese di luglio,
chiedono di interpellare il Presidente della Regione per sapere:
1) quali concrete iniziative abbia intrapreso o intenda intraprendere per tutelare un territorio ed una popolazione che ha visto riconosciuta la propria specificità da iniziative legislative della Regione col riconoscimento di nuova provincia;
2) se non ritenga che la ventilata chiusura del Tribunale rischi di appesantire le dinamiche sociali in un territorio povero e compromettere anche le possibilità di sviluppo che gli amministratori locali stanno perseguendo pur fra molte difficoltà;
3) se non costituisca di per sé un fatto grave che attenua anche il naturale rapporto di fiducia fra i cittadini di un territorio e le istituzioni che amministrano la giustizia;
4) alla luce delle precedenti considerazioni, qualora condivise, se non ritenga utile, giusto ed opportuno "guidare", assieme agli amministratori ogliastrini, la legittima protesta e "sensibilizzare" il Governo italiano per una positiva conclusione. (179)
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