Seduta n.62 del 14/06/2000 

LXII SEDUTA

Mercoledì 14 Giugno 2000

Presidenza del Vicepresidente CARLONI

La seduta è aperta alle ore 10 e 56.

Cappai Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di giovedì 1 giugno 2000, che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Pasqualino Federici ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 14 giugno 2000. Se non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dore sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

DORE (I DEMOCRATICI). Vorrei brevissimamente sottolineare che - fatto notorio per altro - questo Consiglio ormai da oltre un mese, per non dire da due o da tre, è bloccato dal problema delle nomine. Se ne dovrà parlare, ma quel che è certo è che, di giorno in giorno, si sta dando un'immagine veramente disastrosa e devastante soprattutto per le reazioni dell'opinione pubblica.

Il problema riguarda in teoria soltanto il centro-destra, ma è evidente che l'immagine negativa e devastante si ripercuote su tutta l'istituzione. C'è veramente da augurarsi che questo balletto termini, e che la Sardegna non sia ulteriormente sottoposta a questa vergogna.

Il secondo aspetto al quale voglio fare riferimento è il problema del funzionamento delle Commissioni, che non funzionano, soprattutto, se non esclusivamente, per il comportamento dei componenti della maggioranza.

A questo proposito desidero esprimere solidarietà alla collega Mariella Pilo per il gesto di estrema dignità che ha compiuto nel denunciare questo problema e nel rassegnare le sue dimissioni. Io spero che anche questa vicenda abbia finalmente termine, e che le Commissioni riprendano o meglio inizino a lavorare.

Discussione del disegno di legge: "Interventi volti ad assicurare la continuità territoriale con le isole minori della Sardegna" (31)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 31/A della Giunta Regionale "Interventi volti ad assicurare la continuità territoriale con le isole minori della Sardegna", relatore il consigliere Giacomo Sanna.

Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Giacomo Sanna, relatore.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto), relatore. Questo disegno di legge ha una natura transitoria. Voglio ricordare che il problema dei collegamenti notturni con le isole minori fu elemento di discussione nella passata legislatura, e nella legge finanziaria del 1997 si cercò di dargli risposta. Si tratta di un problema di carattere sociale per il quale da tempo le isole minori sollecitavano una risposta. Sapete che, sino ad allora, nelle ore notturne queste isole non erano collegate all'isola madre, perché la Saremar si era sempre rifiutata di operare in quelle ore, in quanto non produttive, però il problema di carattere sociale era reale e la Regione si adoperò in quella circostanza per istituire un servizio ormai più che necessario, in considerazione del fatto che in alcune realtà, soprattutto a Carloforte, non esiste un servizio sanitario adeguato, e quindi il problema di quest'isola era ancora più grave rispetto a quello di La Maddalena. In considerazione appunto del carattere sociale del problema, la Regione intervenne, anche tenendo conto del fatto che, nel periodo estivo, questo tipo di servizio viene utilizzato in modo massiccio dai numerosi turisti che visitano le due isole di Carloforte e di La Maddalena, che hanno in questo modo la possibilità di rientrare in orari accettabili, data la stagione estiva. Sapete che questo tipo di servizio è assicurato dallo Stato tramite la Saremar, ed è un servizio che ha causato sempre grossi problemi. Oggi siamo in una fase transitoria, in quanto il sistema dei trasporti pubblici nel suo insieme, sarà oggetto in quest'Aula, spero al più presto, di una riforma generale, che toccherà necessariamente sia il trasporto marittimo con le isole minori, sia il trasporto su rotaie, quindi su sede fissa, nonché il trasporto su gomma, che è già di competenza della Regione. Siamo in netto ritardo, e saremo, anche in questa occasione, l'ultima Regione ad iniziare ad operare con un sistema adeguato ai tempi.

Non vi tragga in inganno la relazione introduttiva, in quanto la Commissione ha modificato buona parte dell'articolato, e la relazione è riferita invece all'articolato iniziale, che è stato modificato. Nel testo presentato dalla Giunta si delegava ai comuni la competenza dell'intervento, ma questo non è stato accettato dai comuni interessati, e quindi la Commissione ha scelto di riconfermare l'attribuzione di questa competenza alla Regione, per valutare complessivamente il problema in occasione della discussione della riforma.

Presidente, siccome i disegni di legge che dobbiamo esaminare sono due, li illustro entrambi, perché, con l'introduzione della nuova normativa dobbiamo abrogare quella vigente cioè la legge numero 9. L'abrogazione della legge numero 9 è obbligatoria, in quanto le disposizioni comunitarie non ci consentono di mantenere una normativa nata a suo tempo per consentire la concessione di agevolazioni a compagnie di navigazione per l'acquisto di nuovi vettori. L'ultimo caso che si è verificato credo sia stato proprio quello di Onorato che ha acquistato la Moby Lines. Nella società è presente la stessa Sfirs. E' quindi un'iniziativa allora ritenuta valida, ma oggi non più praticabile per le motivazioni che l'Unione Europea ci ha notificato. Dopo quell'intervento, non è stata finanziata nessuna iniziativa quindi non siamo incorsi in nessuna infrazione, ma è pur vero che questa legge, che è finalizzata anche all'attivazione dei collegamenti notturni, deve essere abrogata, e per consentire il mantenimento del servizio, bene ha fatto l'Assessore a proporre, anche se in forma meramente transitoria, questo disegno di legge. Ritengo oltre tutto che le motivazioni date per l'abrogazione della legge siano più che valide; leggo solo un passaggio della relazione che dice: "Il regime di aiuto introdotto dalla suscritta legge, essendo strutturato in modo da conferire a una o più imprese un vantaggio economico con caratteristiche di selettività e idoneo a produrre effetti perturbatori del libero mercato è da valutare, nel suo insieme, non conforme al regime comunitario in materia di aiuti di Stato". Credo che sia un motivo più che valido, che ha portato un armatore privato a ricorrere all'Unione Europea, proprio per i finanziamenti che la Tirrenia ha sempre ricevuto e continua a ricevere dallo Stato. E` stata notificata l'infrazione, e credo che questo sarà motivo di apposito dibattito in quest'aula, perché è un argomento che ci tocca direttamente.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Tunis Marco Fabrizio. Ne ha facoltà.

TUNIS MARCO (F.I. Sardegna). Signor Presidente, colleghi consiglieri, colleghi della Giunta, signor Presidente della Giunta, voglio intervenire brevemente, in qualità di Presidente della Commissione lavori pubblici che ha evaso questo provvedimento. Brevemente, anche se ripeterò qualche concetto già espresso dal relatore, voglio mettere in evidenza l'unanimità nelle decisioni della Commissione. Abbiamo sentito il dovere di assicurare questa forma di continuità territoriale alle isole minori, in specie per i collegamenti notturni da La Maddalena e da Carloforte Come Presidente della Commissione ho sentito il dovere di convocare più volte i rappresentanti delle amministrazioni comunali, abbiamo rilevato che non erano favorevoli al decentramento ai comuni nell'espletamento della procedura concorsuale. Non avendo né gli strumenti né le capacità necessarie hanno voluto che questa competenza rimanesse in capo alla Regione Essendo necessario un bando di concorso internazionale, le amministrazioni comunali interessate non hanno ritenuto di essere in grado di portare avanti la procedura concorsuale. Il provvedimento esitato dalla Commissione quindi è rispettoso delle indicazioni che vengono dalle amministrazioni comunali.

Abbiamo cercato di superare qualche problema nato all'interno della Commissione, e devo dare atto che c'è stato un grande senso di responsabilità da parte dei componenti, che ci ha portato a mantenere questo tipo di servizio tanto auspicato per le esigenze primarie alle quali risponde. Sappiamo bene che forse gli interventi più urgenti non potranno essere assicurati, perché nelle isole minori mancano ancora gli eliporti, per potere anche assicurare, nel caso di emergenze gravi, un collegamento via elicottero. So che questo tipo di intervento è in corso di studio e probabilmente in futuro potrà essere realizzato.

Dovevamo risolvere anche, a monte, i contrasti con la Comunità Europea circa questo tipo di interventi, e questo provvedimento evita una diatriba tra la Regione e la Comunità Europea, e rappresenta, per l'avvenire, un esempio di intervento volto ad assicurare la continuità territoriale.

Prendiamo atto del senso di responsabilità e del contributo di tutti i componenti della Commissione e dichiariamo il nostro voto favorevole. Il fatto stesso che sia stato nominato relatore il consigliere Giacomo Sanna sta a indicare il clima che si è creato all'interno della Commissione, teso a raggiungere il migliore risultato.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi constatiamo per l'ennesima volta che stiamo varando un provvedimento di carattere provvisorio, così come prevede l'articolo 1, in quanto la normativa proposta resterà in vigore fino alla completa riforma del settore del trasporto pubblico locale in attuazione del decreto legislativo numero 422 del 1997. Stiamo quindi andando ad approvare un provvedimento che tampona una falla causata da una non chiara volontà di questa Regione di dare piena applicazione alla riforma del settore del trasporto pubblico locale. E` un fatto negativo che dovrebbe far riflettere tutti, e soprattutto l'Assessore competente, sulla necessità di dare concreta attuazione al progetto di riforma del trasporto pubblico. Sappiamo che non è cosa semplice, anche per come è strutturato questo settore nella nostra isola; però è un'esigenza non più rinviabile, perché dobbiamo prendere atto che, col passare del tempo, la situazione si aggraverà ulteriormente, perché se non affronteremo nella loro globalità i problemi, ci troveremo sempre a dover tappare i buchi e ad intervenire per rispondere a questa o a quell'esigenza, senza avere la capacità di dare una risposta complessiva alle esigenze di un settore strategico e fondamentale per l'economia isolana.

Rilevato lo stato delle cose, noi riteniamo che questo provvedimento abbia un grosso limite. Oltre al fatto che non si inquadra in un piano di riforma complessivo del trasporto pubblico, con il comma 2 dell'articolo 1 la Regione rinuncia alla podestà di garantire veramente la continuità territoriale con le isole minori. Infatti, nel comma 2, si precisa che le agevolazioni sono limitate ai soli collegamenti notturni, sia ordinari che di emergenza. E' un'incongruenza perché, nella relazione e in tutte le discussioni su questo tema, si dichiara che bisogna garantire la continuità territoriale tra l'isola madre e le isole minori, e poi si pone soltanto il problema del trasporto notturno. Io capisco che c'è un problema di trasporto notturno, relativo soprattutto alle emergenze, però una legge che si propone di garantire la continuità territoriale con le isole minori, non può non essere estesa anche al trasporto diurno, che è quello che assicura la reale continuità territoriale tra l'isola maggiore e le isole minori. Noi riteniamo che questo sia un fatto estremamente negativo, perché questa norma non soltanto non risponde a un'esigenza di carattere generale, ma, proprio in termini di principio, sancisce il fatto che, durante il giorno, la continuità territoriale potrebbe anche non essere assicurata. Probabilmente poiché i collegamenti ci sono già non si ritiene sia necessario agevolarli. Ma io vorrei ricordare in primo luogo che le leggi sono fatte per fissare dei principi, e in secondo luogo che ci sono ancora isole minori della Sardegna che non sono collegate all'isola madre, e tutti dobbiamo auspicare che lo siano. Per questo, dato che quando si sanciscono dei principi devono valere per tutti, dobbiamo dare a tutti le stesse opportunità, soprattutto alle isole minori che non sono ancora collegate, perché non ne hanno avuto la possibilità, anche per via del volume del traffico e del numero degli utenti.

È necessario che, quando variamo una legge, teniamo conto non soltanto delle esigenze presenti, ma anche di quelle future, quindi limitare questo intervento alle sole tratte notturne, non ci trova assolutamente consenzienti e non ci convince né dal punto di vista formale né sostanziale. Se poi ci sono problemi di carattere finanziario, si discuta di questo, e si discuta di come conciliare le esigenze di carattere finanziario con i principi che, nelle norme che stiamo varando, vengono affermati. Fare questo non è impossibile, anzi è da auspicare che chi svolge il servizio diurno possa svolgere in maniera articolata anche il servizio notturno, anche perché tutti sappiamo che la riduzione dei costi è possibile soprattutto quando il servizio, nei diversi orari, è garantito dallo stesso soggetto, che può così compensare i costi di gestione del servizio nel momento del massimo traffico, con quelli delle ore nelle quali c'è un traffico minimo e anche risibile. Ecco perché riteniamo che sia incongruente precisare che questa legge riguarda solamente i collegamenti notturni.

Ci auguriamo quindi che, quando si discuteranno gli articoli, questo elemento che noi abbiamo voluto porre all'attenzione dell'Aula, venga preso nella dovuta considerazione e porti tutti ad una più ampia riflessione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Presidente, colleghi, colleghe, io in parte concordo con le perplessità espresse dal collega Vassallo, e ricordo che, in materia di trasporti, l'unica competenza che ha la Regione Sardegna, dopo cinquant'anni di autonomia, è quella relativa ai trasporti interni e con le isole, perché non ha competenze in altri tipi di trasporto, per esempio sulla tratta Sardegna - continente. Certo sarebbe auspicabile che potessimo intervenire tout court almeno nei nostri trasporti interni, ma le risorse sono quelle che sono, il sistema è quello che è, ed allora si fa la politica dei piccoli passi. Questo è un piccolo passo che viene incontro alle esigenze di queste isole che, diversamente, rischierebbero di rimanere isolate dalle prime ore della notte fino all'alba dell'indomani, e questo è lo scopo di questa legge.

PRESIDENTE. Poiché non vi sono altri iscritti a parlare, per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dei trasporti.

MANUNZA, Assessore tecnico dei trasporti. Signor Presidente, intervengo molto brevemente perché è già stato detto tutto dai colleghi che mi hanno preceduto. Il disegno di legge in esame scaturisce dall'esigenza di garantire la continuità territoriale tra l'isola madre e le isole minori. Questo aspetto può rappresentare un grave problema, soprattutto in presenza di emergenze sanitarie che si dovessero verificare nelle ore notturne. Infatti tutti sappiamo che le due isole sono sprovviste di presidi sanitari accettabili. Comprendo anche che il presente disegno di legge non costituisce una soluzione definitiva ai problemi in questione, ma è solo un rimedio temporaneo, imposto dall'esigenza di dare un'accettabile risposta alle gravi esigenze dinanzi esposte. L'Assessorato regionale dei trasporti ha infatti in stato di avanzata elaborazione, il provvedimento di attuazione del decreto legislativo numero 422, che riguarda i trasporti interni, all'interno del quale, onorevole Vassallo, si individua una razionale collocazione anche per il settore in questione. Sappiamo tutti che attualmente il servizio giornaliero è svolto dalla SAREMAR ed è quindi a totale carico dello Stato, noi dobbiamo, invece, intervenire soltanto per garantire i collegamenti notturni, che abbiamo potuto realizzare grazie alla legge numero 9. Siccome quest'ultima è incompatibile con le norme CEE e dobbiamo abrogarla, è necessario approvare questo disegno di legge. Con le norme di attuazione del decreto legislativo numero 422 sarà disciplinato anche il servizio giornaliero.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

GIAGU (Popolari-P.S.). Chiedo la votazione nominale col sistema elettronico.

PRESIDENTE. Ricordo al capogruppo Giagu che la richiesta deve essere avanzata da otto consiglieri.

GIAGU (Popolari -P.S.) Chiedo la votazione a scrutinio segreto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Voglio fare un richiamo al Regolamento, vorrei sapere se...

PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione. E` stata chiesta la votazione nominale dal consigliere Giagu, ma non è stata appoggiata da otto consiglieri, come è richiesto dal Regolamento. E' stata chiesta quindi, dallo stesso consigliere Giagu, la votazione a scrutinio segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico del passaggio all'esame degli articoli.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 57

Votanti 56

Astenuto 1

Maggioranza 29

Favorevoli 56

Il Consiglio approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - FADDA - FANTOLA - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GIAGU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI.

Si è astenuta la consigliera: DETTORI IVANA.)

Si dia lettura dell'articolo 1.

CAPPAI, Segretario:

Art. 1

Finalità

1. Fino alla completa riforma del settore del trasporto pubblico locale in attuazione del decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422, la Regione, allo scopo di assicurare le condizioni socioeconomiche di continuità territoriale tra la Sardegna e le sue isole minori sedi di centri comunali o di periferici agglomerati residenziali, è autorizzata a garantire, mediante congrue agevolazioni tariffarie, l'esercizio del costituzionale diritto dei cittadini alla mobilità sulle tratte marittime tra tali isole e i prospicienti porti sardi.

2. L'agevolazione su tali tratte è limitata ai soli collegamenti notturni sia ordinari che di emergenza.

PRESIDENTE. All'articolo 1 sono stati presentati gli emendamenti numero 1 e 2. Se ne dia lettura.

CAPPAI, Segretario:

Emendamento sostitutivo Sanna Giacomo - Biggio - Calledda - Masia - Licandro - Giagu - Fantola - Granara - Dore

All'articolo 1, il comma 2 è soppresso e sostituito dal seguente:

2. L'agevolazione su tali tratte è limitata ai soli collegamenti notturni sia ordinari che di emergenza effettuati da imprese di navigazione a prevalente capitale privato. (1)

Emendamento soppressivo parziale Vassallo - Cogodi

Il comma 2 è soppresso. (2)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 1 ha facoltà di

illustrarlo.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Presidente, credo che l'emendamento rispecchi pienamente alcune osservazioni che sono contenute nella relazione. Nel quadro più complessivo della realtà, e quindi della situazione del mercato del trasporto marittimo in Italia, ne abbiamo gli esempi più concreti. Quando si va ad abrogare una legge, perché il tipo di intervento in essa previsto non è più consentito, perché incompatibile con le norme comunitarie, e quando si parla di libero mercato, credo che anche questa sia una osservazione di cui tenere conto, altrimenti l'espressione "libero mercato" non avrebbe significato alcuno. Soprattutto mi fa specie che si possa dire che chi gestisce il servizio diurno deve gestire anche il servizio notturno. Secondo questa affermazione, noi dovremmo affidare alla SAREMAR anche il servizio notturno.

Io credo che questo sia l'esempio più evidente di un'autonomia alla quale da tempo abbiamo rinunciato, e questa ne sarebbe la conferma, per il semplice motivo che chi da cinquant'anni assicura quel tipo di servizio, garantito dallo Stato, pagato dallo Stato, che ne copre anche i disavanzi, rifiuta negli anni di garantire un servizio di carattere sociale, cioè la continuità territoriale anche nelle ore notturne. Noi ci siamo fatti carico di garantire quel servizio durante le ore notturne, con denari della Regione, dopo aver bandito un'apposita gara, con un armatore privato che mi risulta che a volte offra lo stesso servizio anche nelle ore diurne, soprattutto nel periodo estivo quando la richiesta è piuttosto consistente e la SAREMAR non riesce a dare risposte a tutta l'utenza che in quel periodo si riversa nelle isole minori.

Mi chiedo anche se è giusto che un servizio che lo Stato non ci ha garantito e che è assicurato dalla Regione con fondi propri, possa essere oggi assegnato dalla Regione a una compagnia dello Stato che quel servizio non ha garantito. Ci stiamo sostituendo allo Stato in questo momento, perché non abbiamo ancora portato a compimento la riforma e lo Stato che doveva garantire totalmente questo servizio, non lo ha garantito, e dovremmo anche accettare che chi assicura il servizio durante il giorno(cioè lo Stato), lo faccia anche durante la notte, con il nostro denaro! Oltre il danno la beffa! Ecco perché ritengo sia giusto consentire, con questo emendamento, un ulteriore incentivo alle imprese armatoriali private. Abbiamo necessità di aprirci, non di chiudere al libero mercato.

Quando abbiamo discusso dei collegamenti da e per la Sardegna, in tutti questi anni, non solo noi, ma anche chi ci ha preceduto in quest'Aula, ci siamo lamentati continuamente dell'atteggiamento che la Tirrenia ha sempre avuto nei nostri confronti. Oggi, per un collegamento non meno importante, perché riguarda due realtà che appartengono alla nostra Isola, facciamo discorsi nettamente contrari.

Io ritengo che questo non sia coerente con la politica portata avanti sino a questo momento, che non sia coerente con la realtà che viviamo, e che non si possa consentire a chi ci ha rifiutato una completezza di servizio di continuare a gestire il servizio stesso, in un regime di monopolio, che sino ad oggi non siamo riusciti a controllare e che è stato una fabbrica di debiti, di quei debiti dei quali qualcuno con la riforma ci vorrebbe far carico.

Stiamo attenti anche a queste cose e valutiamo attentamente il livello delle imprese armatoriali presenti in Sardegna. Noi intendiamo avere servizi adeguati ai tempi, con standard qualitativamente validi, come ogni paese civile dovrebbe avere.

In altre realtà questo è già avvenuto, e io spero che possa avvenire anche in Sardegna, ed ecco perché questo emendamento precisa che l'agevolazione su tali tratte è limitata ai soli collegamenti notturni, sia ordinari che di emergenza, effettuati da imprese di navigazione a prevalente capitale privato. Infatti, se un armatore privato dovesse concorrere con lo Stato, che si ripiana i disavanzi col denaro pubblico, non ci sarebbe libero mercato alcuno, non ci sarebbe concorrenza, sarebbe una gara fasulla. Grazie.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 2 ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi.

COGODI (R.C). Il senso dell'emendamento numero 2 si comprende meglio se lo si raffronta all'emendamento numero 1. Noi proponiamo semplicemente di abrogare il secondo comma dell'articolo che, di fatto, restringe talmente l'ambito di una presunta e pretesa agevolazione dei collegamenti della Sardegna con le isole minori da farne una "cosetta" tanto striminzita da apparire quasi ridicola.

E' vero che tutta la legge è abbastanza striminzita e anche un pochino strampalata, perché parlare di trasporti, di collegamenti, di continuità territoriale in questo modo è davvero poca cosa. È un articoletto per dire che la Sardegna agevola i collegamenti con le isole minori. Poi come queste agevolazioni si debbano concretare, organizzare, quanto incidano, come concorrano con il dovere che ha lo Stato di garantire i trasporti in tutto il territorio nazionale, di cui è parte anche la Sardegna, isola grande, e di cui sono parte anche le isole minori, tutto questo sfugge al proponente Manunza e alla Giunta della "convergenza autonomistica sarda e catalana". Sfugge come lo Stato, territorializzando i propri servizi, e territorializzando i propri bilanci e le proprie risorse - parole che si ripetono e si rincorrono in tutte le dichiarazioni solenni - debba garantire uno standard di servizi tendenzialmente pari, in un tempo definito, per tutti i cittadini italiani.

Però la Giunta regionale della "convergenza autonomistica sarda e catalana" presenta un articolo di legge con il quale stabilisce che la Regione si sostituisce allo Stato facendosi carico di agevolare i trasporti in un pezzo di territorio nazionale, che poi è anche un pezzo di territorio regionale".

Ciò detto, se si vuole dare un'agevolazione per il trasporto dei cittadini, se si vuole l'agevolazione di un servizio alle persone, che senso ha poi restringerlo, col secondo comma, alle sole ore notturne e ai casi di emergenza? Le emergenze dovrebbero rientrare in un altro tipo di interventi: interventi di assistenza, interventi di sicurezza, di protezione civile. La continuità territoriale non c'entra nulla con l'emergenza; quando serve un aereo per un'emergenza si manda anche un aereo.

(Interruzione del consigliere Granara)

COGODI (R.C.). Ti faranno anche un aeroporto. Ti ho dato lo spunto, Granara, per proporre un aeroporto a Carloforte. Troverai il modo di fare anche questo, sarà una portaerei, te la farai regalare dai tuoi amici americani, troverai il modo di fare anche questo.

GRANARA (F.I.-Sardegna). Ci abbiamo già pensato.

COGODI (R.C.). Un elicottero può atterrare, come atterra, quando c'è un'emergenza, in ogni posto, o quasi.

Quindi sto dicendo una cosa che mi pare seria. Però, tolto il problema delle emergenze, tutta questa legge che voi volete raffigurare come diretta ad agevolare il trasporto dei cittadini, e quindi ad assicurare la continuità territoriale, si limita ad agevolare i collegamenti notturni; è la "continuità territoriale notturna", "per le civette", perché i cittadini che, di giorno, per le attività lavorative, per le attività economiche, per la vita di tutti i giorni, hanno bisogno dei collegamenti sono esclusi. Chi lavora di notte? Tu certo, sei un notturno...

MANUNZA, Assessore dei trasporti. Il servizio diurno c'è già.

COGODI (R.C.). Il servizio c'è. Allora io vi chiedo: se c'è, che cosa volete agevolare? Ecco la seconda cosa che voglio dire, ecco il senso dell'emendamento che va letto meglio raffrontandolo all'emendamento numero 1.

Badate, l'emendamento numero 1 è a dir poco eversivo. Con un'espressione non parlamentare, direi che è anche "maleducato", perché io comprendo le motivazioni nobili illustrate dal collega Giacomo Sanna, ma ritengo che contenga inflessioni e letture che sono inammissibili.

Cosa significa, in una legge che dovrebbe avere il carattere della generalità, dare un'agevolazione per un servizio ai cittadini, e restringere questa agevolazione alla sola armatoria privata, cioè, fare una sorta di discriminazione dispettosa, stabilendo che non si danno le agevolazioni alle società a partecipazione pubblica? Ma vi rendete conto della enormità, dell'impossibilità di sostenere un tale argomento sul piano logico prima ancora che giuridico? Io comprendo che ci sia, un'ansia, e da qualche parte anche una sorta di perversione che spinge verso ogni forma di privatizzazione assoluta. Voi parlate di "concorrenza", ma concorrenza fra chi? Se è concorrenza deve essere concorrenza fra tutti. Perché il pubblico non dovrebbe almeno concorrere con il privato?

(Interruzioni)

Certo che non può concorrere, Tunis, perché con questo emendamento stabilite che si agevola solo il privato. Ecco perché dico che è un emendamento anche "maleducato", perché induce a una cattiva educazione del cittadino, indotto a pensare che il privato di per sé debba essere meglio rispetto al pubblico, che quindi andrebbe punito anziché incoraggiato, rivendicando il miglioramento dei servizi pubblici.

A parte che una soluzione del genere è del tutto illegittima,e sul piano logico e politico è inammissibile, però fa parte di una corrente di pensiero che questa maggioranza, a più riprese, sta rappresentando.Adesso, lo fate per il collegamento notturno con le isole minori, prevedendo l'agevolazione del servizio privato contro l'eventuale presenza del servizio pubblico, ma l'avete rappresentata anche per gli istituti di credito.

Abbiamo letto da qualche parte che la Giunta, o pezzi di Giunta, si proporrebbero di escludere le banche sarde, chiamiamole così (Banco di Sardegna, CIS.), perché, siccome non sono stati nominati amministratori a loro graditi, penserebbero di ricorrere a non so quali marchingegni di gara internazionale per consentire che la provvista finanziaria, le attività bancarie e gli sportelli nella nostra Regione si possano costituire in capo ad altri soggetti bancari, a dispetto, in danno e contro gli istituti bancari a partecipazione regionale. Questo perché non sono stati nominati amministratori a voi graditi!

Tutto questo è follia pura, è un danno per la Regione, è un danno per i cittadini, è un danno anche economico, perché la partecipazione pubblica in queste banche, anche quella azionaria dev'essere salvaguardata, perché, nel momento in cui si aggredisce un istituto di credito a partecipazione regionale si diminuisce anche il valore della quota azionaria della Regione.

Voi state creando un danno enorme alla Regione, che non è solo un danno di immagine ma è anche un danno economico. Suggerirei quindi ai presentatori di ritirare l'emendamento numero 1, perché non ha senso alcuno.

(Interruzioni)

Possiamo anche pensare di ritirare l'emendamento numero 2, insieme anche al primo comma, se vuoi, dell'articolo 1.

Questa legge è così piccolina e così inutile proprio per come voi la state via via limitando. Sarà chiamata "la legge notturna", la ricorderemo come "la legge del trasporto delle civette".

MANUNZA, Assessore tecnico dei trasporti. C'era già.

COGODI (R.C.). L'assessore dice che c'era già, ma se c'era già, perché ne facciamo un'altra?

MANUNZA, Assessore tecnico dei trasporti. Perché la legge numero 9 è in contrasto con le norme dell'Unione europea.

COGODI (R.C.). In conclusione, noi condividiamo la finalità generale che è indicata nell'articolo 1, ma crediamo che debba essere eliminata la limitazione contenuta nel comma 2 che, di fatto, ne svuota quasi interamente la portata. Abbiamo presentato l'emendamento, perché il principio dell'agevolazione, nei modi che la Regione riterrà più opportuni,che si tratti di un'agevolazione finanziaria, o di altro tipo, o di una rivendicazione nei confronti dello Stato perché garantisca il suo intervento anche in materia di trasporti interni, sia confermato e questa sia non solo una norma di principio, ma sia attuabile concretamente. Eliminando il secondo comma dell'articolo 1, così come noi proponiamo, si dà dignità alla norma stessa.

Colgo l'occasione per dichiarare la nostra contrarietà, per i motivi che ho accennato, all'emendamento numero 1, che introduce elementi sicuramente illegittimi e censurabili sotto ogni profilo.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare per esprimere il parere sugli emendamenti il consigliere Sanna Giacomo, relatore.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto), relatore. Credo che ci siano delle incomprensioni, spero dovute alla mia poca chiarezza nell'illustrare le finalità di questa legge, anche perché non si tratta di una novità, come mi è parso che la definisse il collega Cogodi. Questa è una norma che risale al 1997, perché con la finanziaria di quell'anno si crearono i presupposti per soddisfare le esigenze delle isole di La Maddalena e di San Pietro, disattese dalla compagnia di bandiera, assicurando un servizio che la Regione, nel 1997, ma anche prima, pur non avendo precedentemente fatto atti concreti in questo senso, riteneva opportuno di dover garantire. Quindi nel 1997 si fece riferimento alla legge numero 9, che oggi siamo chiamati ad abrogare per il semplice motivo che è in contrasto con la normativa comunitaria. Abrogando la legge numero 9 abbiamo il problema di garantire il mantenimento dei servizi creati nel 1997, perché con questa abrogazione eliminiamo il problema dell'incompatibilità con le norme della Comunità, ma eliminiamo anche la possibilità garantire i collegamenti notturni con le isole minori. Quindi, quella presentata dalla Giunta è una legge di transizione vera e propria, perché la partita più importante si giocherà sulla legge di riforma del trasporto pubblico locale, che il collega Cogodi dovrebbe conoscere, perché l'altro giorno ha fatto una conferenza stampa per presentare una proposta di legge in materia. È quella la partita da giocare. La filosofia dell'intervento non può essere modificata perché i collegamenti diurni sono garantiti dallo Stato mentre quelli notturni non erano garantiti da nessuno, e noi ci siamo assunti l'onere di creare e di mantenere questo servizio di carattere sociale e, nel periodo estivo, non solo sociale.

Oggi mi si dice - e ci si scandalizza per questo - che, nel salvaguardare questo tipo di servizio, assicurando un'apertura vera verso il libero mercato, questo emendamento numero 1 crea chissà quali danni. Non crea alcun danno. Voi mi dovete spiegare che senso ha far partecipare la SAREMAR a una gara per garantire, con i soldi della Regione, un servizio che, ripeto, non ha mai voluto assicurare. Ribadisco ancora che noi non possiamo e non dobbiamo sostituirci allo Stato, e rimediare alle sue inadempienze, pagando con denaro nostro. Questo è un errore che la Regione ha commesso sempre e che non dobbiamo più fare. Questa mancanza di autorevolezza e di autonomia mi preoccupa fortemente. La gara sarebbe una gara truccata, falsa, perché nessun armatore privato può portare le sue navi a La Maddalena e a Carloforte, senza incorrere in un danno economico, poiché la compagnia di bandiera, che ha già le proprie navi in queste isole, parteciperebbe alla gara in una posizione di enorme vantaggio. Il suo più grosso vantaggio è che il suo disavanzo viene ripianato dallo Stato, mentre il privato deve ripianare il proprio disavanzo pagando di tasca propria.

Può darsi che questa norma sia incostituzionale, forse lo sarà anche per il Governo centrale, ma di cose incostituzionali questo Governo centrale, per adeguarsi alla normativa comunitaria, ne ha fatte tante e noi ne stiamo pagando il conto nei diversi settori, da quello dell'agricoltura a quello dell'industria, a quello dei trasporti.

Una volta per tutte, dunque, senza paura, affrontiamo la realtà, i nuovi scenari, i nuovi linguaggi che al di fuori di quest'aula si parlano, anche in un libero mercato, perché a questo ci dovremo riferire, non alle nostre paure. Chi vuole sopprimere il riferimento ai collegamenti notturni nell'articolo 1, non sa che cosa fa, perché lo stanziamento, anche nell'ultima finanziaria approvata, è limitato, ai collegamenti notturni. Se così non fosse ci sostituiremmo totalmente allo Stato anche nei collegamenti diurni, e il costo per la Regione sarebbe di ben altra entità.

Pensate che, sulla tratta di Carloforte, il disavanzo annuale è di ventitré miliardi che sono pagati, dallo Stato! Questo è solo il disavanzo.

Affrontiamo serenamente la realtà. Se c'è un cambiamento in atto, è necessario osservarlo con attenzione. Molte volte c'è disinformazione, o forse solo la volontà di intervenire per riportare le cose nel modo in cui sono sempre state perché i cambiamenti creano disturbo e, forse, anche fastidio.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore dei trasporti.

MANUNZA, Assessore tecnico dei trasporti. La Giunta condivide la sostanza dell'intervento del relatore e del presentatore dell'emendamento numero 1, però ha una perplessità. L'emendamento rasenta l'incostituzionalità, perché credo che il Consiglio non abbia il potere di escludere qualcuno dalla gara, perché gli appalti sono regolamentati dal Codice civile, per cui su questo emendamento mi rimetto all'Aula.

La Giunta non accoglie l'emendamento numero 2.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Granara. Ne ha facoltà.

GRANARA (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, intervengo brevemente sull'emendamento il cui primo firmatario è l'onorevole Sanna.

I collegamenti notturni con le isole minori hanno avuto inizio nel 1997, e credetemi - non sarei voluto intervenire da isolano - hanno risolto una serie di problemi notevoli con uno spreco di energie, mi sembra, particolarmente contenuto.

La compagnia di bandiera, che assicurava in regime di monopolio con altissima professionalità e con bellissime navi, i collegamenti con l'Isola di San Pietro e anche con La Maddalena, dal 1961, mi pare, cioè dalla costituzione della SAREMAR, non ha mai preso in considerazione il problema di assicurare collegamenti notturni certi.

Nelle isole minori, soprattutto in quella di San Pietro, purtroppo, non esiste alcun ospedale, non esiste una guardia medica attrezzata per intervenire anche davanti a problemi non particolarmente gravi, e sicuramente, mi creda l'onorevole Cogodi, in alcune giornate, sarebbe difficile fare atterrare un aereo o un elicottero, in particolare gli elicotteri, perché in caso di vento - e durante l'inverno capita spesso - non hanno la possibilità di viaggiare durante la notte.

E, se è vero che, in casi gravissimi, tante volte purtroppo senza riuscire a intervenire in tempo utile, la SAREMAR si è messa a disposizione, voi capite che dover chiamare uno ad uno i componenti di un equipaggio, metterli in procedura di partenza, per trasportare un malato, vuol dire perdere un paio d'ore, e questo significa a volte non riuscire a salvare una vita.

Io non so se l'emendamento Sanna sia costituzionale o meno, però so che con l'istituzione dei collegamenti notturni abbiamo realmente risolto un problema gravissimo.

Noi isolani siamo un poco fatalisti, non pensiamo che a noi possa capitare qualcosa, viviamo nella logica di chi naviga; in mare può capitare qualsiasi cosa e si può stare anche male, ma noi non pensiamo mai a queste cose. Però è un dato di fatto che non abbiamo alcuna assistenza. Questi collegamenti notturni hanno veramente risolto un grande problema dando agli abitanti delle isole minori la garanzia di potersi salvare in certi casi.

Infine voglio dire un'altra cosa: io penso che non sia giusto che la SAREMAR - che gode già di 23 miliardi di finanziamento - partecipi alla gara per l'attribuzione dei collegamenti notturni. Le società private riescono a malapena, con grandi sacrifici che solo i privati possono realizzare, ad assicurare, con 1 miliardo e 600 milioni, il servizio notturno su una tratta, con un equipaggio di nove persone, navigando tutta la notte.

Inoltre la presenza dei privati ha ingentilito anche il servizio pubblico, ha esasperato un poco la concorrenza dando servizi che l'azienda pubblica aveva completamente dimenticato: un bar, un bicchiere d'acqua, un sorriso, un atteggiamento che alla gente non può essere assolutamente negato.

Io capisco le ragioni dell'amico Cogodi, ma in attesa che sia costruito un ospedale - e non è giusto perché non ci sono i presupposti per farlo - o che il problema sia risolto in qualche altro modo, o con un elicottero che possa viaggiare anche quando il tempo è cattivo, o con un aereo che possa atterrare su un aeroporto di terzo livello - atterraggi che saranno consentiti solamente di giorno e mai di notte - io vorrei che l'Aula si pronunciasse in termini forti, per dare sostegno a queste piccole aziende che sono le uniche che possono svolgere questo servizio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.

MORITTU (D.S - F.D.). Signor Presidente, colleghe e colleghi, non sono d'accordo sull'emendamento numero 1 dell'onorevole Sanna, né sono d'accordo sull'emendamento numero 2 degli onorevoli Vassallo e Cogodi.

Io credo che si debba mantenere il comma 2, così come è stato licenziato dalla commissione. Ho espresso anche in commissione parere contrario all'emendamento a firma Sanna e più, perché lo ritengo illegittimo.

Non si può invocare il libero mercato e allo stesso tempo dire che alla gara per l'attribuzione di questo servizio possono partecipare soltanto le imprese che hanno prevalenza di capitale privato. Capisco i risentimenti nei confronti delle imprese a capitale pubblico, che garantiscono i collegamenti diurni, e che si sono rifiutate, per diversi decenni, di assicurare analogo servizio di notte, ma questo non giustifica, secondo me, una norma di questo Consiglio Regionale che vieti a una società per azioni, quindi a un'impresa di diritto privato, seppure a capitale pubblico, di partecipare alla gara. Ritengo, come diceva l'onorevole Cogodi, che sia una cosa davvero curiosa che il Consiglio entri nel merito delle questioni relative alla partecipazione alla gara, differenziando le imprese a capitale privato dalle imprese a capitale pubblico. Sembrerebbe un penalizzare l'impresa a capitale pubblico, che ha i suoi torti storici, lo sappiamo bene, ma noi non possiamo impedirle di partecipare alla gara perché non ci ha garantito il servizio notturno in passato. Facciamola partecipare, dopo di che la gara sarà sovrana.

Io credo che noi dobbiamo tutelare il diritto, non possiamo seguire argomentazioni di tipo ideologico che, secondo me, sconfinano nel ridicolo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S. - F.D.). Anch'io sono dell'opinione che il comma 2 dell'articolo 1 debba essere approvato così come è stato licenziato dalla commissione.

Nelle argomentazioni dell'onorevole Giacomo Sanna riconosco la fondatezza di un'impostazione che, in linea con le nuove direttive comunitarie, tende a creare condizioni reali di libero mercato anche nel settore dei trasporti. Da questo punto di vista ci sono problemi che vanno risolti in ambito nazionale e comunitario anche rispetto alla gestione delle linee di collegamento tra le isole maggiori del Mediterraneo e il continente italiano ed europeo, rispetto soprattutto alla TIRRENIA. Questi problemi sono all'esame dell'Unione europea e mi auguro che vengano risolti quanto prima.Quindi, le argomentazioni che portava l'onorevole Giacomo Sanna sono fondate e rientrano in una nuova visione, dettata dalle linee della politica comunitaria in quest'ambito.

Mi rendo conto, che in un provvedimento parziale come quello che stiamo andando ad approvare, la tentazione di escludere dalla partecipazione la SAREMAR è forte e potrebbe anche, su un piano puramente astratto, essere considerata giusta, se si pensa che questa società si è sempre rifiutata di garantire un servizio così importante come quello notturno. Però, credo che noi non possiamo impedire, proprio perché si parla di libero mercato, la partecipazione di un'azienda pubblica a una gara pubblica. I problemi che stanno a monte dovranno essere risolti dal Governo italiano e dall'Unione Europea.

Quindi, io credo che debba essere sottoposto all'esame dell'Aula il testo licenziato dalla Commissione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS MARCO (F.I.-Sardegna). La tematica è importante e ha coinvolto quasi tutti i componenti della Commissione. Abbiamo sentito il collega Granara invocare quello che, giustamente, il cittadino pretende nei servizi, cioè efficienza, un sorriso, un conforto.

Condivido le motivazioni che hanno spinto il collega Sanna a presentare l'emendamento in discussione. E' vero che siamo stanchi degli atteggiamenti vessatori da parte di queste società che succhiano denaro dalla Regione. Però, collega Sanna, c'è un altro disegno di legge, che dobbiamo discutere immediatamente dopo, ed è quello che abroga, in quanto incompatibile con la normativa dell'Unione Europea, la legge precedente che ci consentiva di garantire il servizio notturno. Noi abbiamo presentato questo provvedimento per superare questa difficoltà, ma, subito dopo la sua approvazione, abrogheremo la legge numero 9, per cui, se l'emendamento del collega Sanna dovesse essere approvato e il disegno di legge fosse rinviato dal Governo, noi non potremmo più garantire questo servizio. Dobbiamo ricordare che c'è questo grave pericolo per gli abitanti di La Maddalena e di Carloforte.

Se non abroghiamo la legge numero 9, non c'è questo rischio, perché il servizio notturno rimane, ma siccome le due leggi sono correlate, noi siamo tenuti ad abrogarlae, se il Governo dovesse rinviare la nuova legge causeremmo un danno ai cittadini. Tra l'abolizione del servizio e la presenza di un servizio, seppure non perfetto, preferirei quest'ultima situazione.

Collega Sanna, la invito a ritirare l'emendamento, nell'attesa di poter avere un servizio migliore per il futuro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Io propongo un emendamento orale all'emendamento Sanna, e desidero sapere se i presentatori sono d'accordo. Ho già parlato con alcuni di loro. Le considerazioni che sono state fatte da alcuni colleghi sulla impossibilità di escludere dalla gara le società a capitale pubblico mi suggeriscono di presentare un emendamento, perché comunque il problema esiste.

Io propongo all'Aula di lasciare identica la prima parte dell'emendamento Sanna: "L'agevolazione su tali tratte è limitata ai soli collegamenti notturni," - prego l'Assessore di stare attento perché deve esprimere un parere, anche perché ha definito illegittimo questo emendamento, quindi stiamo cercando di sanare questa illegittimità - "sia ordinari che di emergenza, effettuati da imprese di navigazione, che non beneficino già di agevolazioni o finanziamenti pubblici".

In questo modo non escludiamo nessuno, ma mettiamo tutti alla pari, perché è chiaro che se una società usufruisce già di un'agevolazione non ne deve avere un'altra. Con la modifica da me proposta si evita il cumulo delle agevolazioni. Anziché dire "a prevalente capitale privato", che non significa nulla, ed effettivamente potrebbecostituire un motivo di rinvio da parte del Governo, cerchiamo di dare una risposta positiva ai problemi che i colleghi Granara e Sanna hanno sollevato in aula.

Propongo quindi di sostituire le parole "a prevalente capitale privato" con "che non beneficino già di agevolazioni e finanziamenti pubblici".

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). La proposta del collega Fadda mi sta bene, però ritengo necessaria un'ultima precisazione, e cioè che va specificato "i finanziamenti su tali tratte".

FADDA (Popolari-P.S.). E' già specificato nella prima parte dell'emendamento.

PRESIDENTE. Certo, è implicito, e secondo me è superfluo precisarlo. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.-F.D.). Io credo che vada salvaguardato lo spirito dell'emendamento numero 1, che è quello di garantire condizioni di parità nella concorrenza. Quando i colleghi parlano di libero mercato, io comprendo che si riferiscono essenzialmente a questo, cioè alla possibilità, che dev'essere data a tutti, indipendentemente dalla qualità del capitale, di partecipare a una gara per garantire un servizio pubblico quale quello che noi vogliamo garantire con questa legge. E tuttavia la formulazione letterale dell'emendamento, nell'affermare la libera concorrenza e le condizioni paritarie di concorrenza, in realtà, introduce una disparità, quando limita alle sole imprese private la possibilità di partecipare a questo tipo di gara e quindi di fornire questo servizio.

Io credo che vada salvaguardato lo spirito dell'emendamento, nel senso che, se dobbiamo affermare la libera concorrenza, questa dev'essere garantita sotto tutti gli aspetti, quindi anche limitando le possibilità di partecipazione per le imprese che già godono di fortissime agevolazioni pubbliche, quali sono appunto le compagnie di bandiera, che quindi parteciperebbero alla gara in una posizione di assoluto vantaggio rispetto ai privati.

Credo che noi dobbiamo ripristinare o introdurre una parità nell'accesso alla gara, e credo che l'emendamento orale proposto dal collega Fadda vada in questa direzione e non introduca una forma di vantaggio a rovescio per i privati rispetto al pubblico. Credo che le imprese che usufruiscono di fortissime agevolazioni pubbliche, che siano imprese a prevalente capitale pubblico o a prevalente capitale privato, non possano introdurre degli elementi di turbativa nelle gare. E' a questo che noi dobbiamo tendere. Garantito questo, credo che la legge persegua i fini e gli obiettivi che noi intendiamo raggiungere. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Siccome l'emendamento proposto oralmente dal collega Fadda, incide sulla sostanza, necessita di un accordo del Consiglio. Noi non possiamo essere d'accordo sul testo proposto, perché non risolve il problema. Sembra che possa risolverlo, ma non lo risolve, perché dire che la gara è limitata alle imprese di navigazione che non godono di altre agevolazioni - ben si sa che le imprese a partecipazione pubblica hanno delle agevolazioni, e quindi sarebbero automaticamente escluse - apparentemente introduce una novità, sostanzialmente non cambia nulla. Ma va colto lo spirito delle proposte che si avanzano, e io credo che lo spirito della proposta del collega Fadda sia quello - come è stato sottolineato da diversi colleghi - di creare le condizione perché la gara avvenga su una base di parità. Parità di posizioni di partenza, ovviamente, poi chi è più capace, pubblico o privato che sia, avrà i passeggeri, quindi avrà il contributo. Io dico che questo va bene, però credo che sia necessario formulare meglio l'emendamento, nel senso che dovrebbe essere specificato che le imprese concorrenti non devono avere altre agevolazioni dello stesso genere, e sino alla medesima entità e per quelle tratte e per quelle ore.

Bisogna dire le cose con chiarezza, noi possiamo criticare mille volte le società di trasporto pubblica o a partecipazione pubblica, però le navi della TIRRENIA, colleghi cari, che devono essere ancora molto migliorate, viaggiano sempre, d'estate e d'inverno, e viaggiano quando ci sono molti passeggeri e quando ce ne sono pochi. Ed anche le navi per Carloforte viaggiano in estate quando sono strapiene, e viaggiano in inverno, quando sono vuote, in molte ore del giorno.

Credo sia capitato ad ognuno di noi di viaggiare su quella tratta , in stagione non turistica, e di vedere, in certi giorni dell'anno, più personale di equipaggio che passeggeri. E chi paga questo? I privati non viaggiano a navi vuote, i privati organizzano il servizio quando c'è un'utenza tale da consentire un profitto alto, un guadagno. Troppo comodo così!

PILI (F.I.-Sardegna). Se gli dessero 300 miliardi…

COGODI (R.C.). Come? Se gli dessero 300 miliardi! Hai detto che glieli dai tu, Perché non glieli hai ancora dati?

PILI (F.I.-Sardegna). Glieli date voi.

COGODI (R.C.). No, glieli devi dare tu ai privati 300 miliardi! Io sono ancora in attesa di vedere piena d'acqua la diga di Busachi!

(Interruzione)

Non c'è bisogno, ci sei tu che la devi riempire, hai detto che avresti riempito la diga di Busachi e aspettiamo di vedere piena d'acqua la diga di Busachi. Qui stiamo parlando di altre cose, anche abbastanza serie. Se è concorrenza dev'essere concorrenza. E la concorrenza non può essere che libera e paritaria, altrimenti sarebbe una falsa concorrenza. Va trovata una formulazione della norma che, nello spirito della proposta del collega Fadda, che è stato ripreso dal collega Spissu e da altri,corrisponda alla finalità che si vuole raggiungere. Dire solo che si esclude chi ha altre agevolazioni senza specificare in primo luogo che deve trattarsi di agevolazioni per le stesse tratte, come ha detto il collega Giacomo Sanna; e in secondo luogo, che devono essere relative allo stesso tipo di servizio e sino a raggiungere la medesima entità, non stabilirebbe condizioni di parità. Quindi, per una formulazione che rispetti la finalità che si è enunciata, siamo anche noi d'accordo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Voglio solo riproporre l'emendamento numero 2, perché non mi sembra che la discussione sia stata molto chiara, e io sinceramente non ho capito le ragioni di chi si è espresso contro.

Noi stiamo andando ad approvare una legge che stabilisce dei principi di carattere generale; noi sappiamo che ci sono altre isole minori, che devono essere collegate con l'isola madre e sappiamo però che questo collegamento, è necessario, prioritariamente, nelle ore diurne. Non si capisce dunque perché si voglia introdurre il comma 2 che elimina questa possibilità. Questo è un fatto negativo, caro Sanna, anche perché l'articolo 3 "Direttive generali" consente alla Regione di meglio intervenire per regolamentare il tipo di agevolazione, specificando tratte, orari, servizi.

(Interruzione del consigliere Sanna Giacomo)

L'argomentazione che viene portata per sostenere la necessità del mantenimento del comma 2 dell'articolo 1 è pretestuosa, anche perché è chiaro…

(Interruzione del consigliere Sanna Giacomo)

Sanna, io non voglio polemizzare con te, non ne ho nessuna intenzione voglio soltanto portare elementi di riflessione. Per altro, non mi sembra che questo Consiglio regionale debba deliberare su questioni di carattere particolare, noi siamo qua per approvare una legge che abbia una valenza di carattere generale, e serva anche di indirizzo rispetto alle norme che dovremo approvare in attuazione del decreto legislativo numero 422. Dobbiamo dare già un segno politico preciso circa la strada che vogliamo intraprendere, e non lasciare le questioni aperte, indefinite, non si capisce bene per quale motivo.

Un'altra questione che voglio sollevare è quella relativa alla partecipazione o meno delle società a capitale pubblico. Nessuno si è posto il problema dei soldi che spende la Regione. Se è vero, così come voi dite, che si crea una concorrenza sleale, perché alcune società possono fare prezzi più vantaggiosi, io mi chiedo: più vantaggiosi per chi? Probabilmente per la Regione, che è quella che deve pagare. Questo significa che…

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). I parametri li decide il Ministero.

VASSALLO (R.C.). Sanna, i criteri e le direttive generali le stabiliamo noi, il Ministero non c'entra niente. Dicevo che, in questo regime, chi si avvantaggerà in termini di risparmio, è la Regione che avrà la possibilità di trovare dei soggetti in grado di garantire il servizio per un prezzo inferiore. Probabilmente, così facendo, si potrebbero risparmiare alcuni dei miliardi che abbiamo stanziato, e reinvestirli per le stesse finalità.

Per queste ragioni le argomentazioni che sono state portate a sostegno dell'emendamento numero 1, non mi convincono; anzi sono d'accordo con il Presidente della Commissione, che l'emendamento così formulato, non soltanto non darebbe nessun risultato positivo, ma potrebbe avere l'effetto negativo di farci rinviare la legge creando un vuoto normativo che penalizzerebbe ulteriormente le popolazioni interessate. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Intervengo in ordine soprattutto alla proposta fatta dal collega Fadda, precisando che, intanto, essa aveva lo scopo di trovare una mediazione, non certo di dare risposta a posizioni integraliste su questo aspetto. Spiego subito il concetto, noi sappiamo che la libera concorrenza è impedita sostanzialmente da due fattori, onorevole Cogodi; può essere cioè impedita dall'esclusione e può essere impedita dal condizionamento. Noi vogliamo superare entrambe. Per impedire il condizionamento, noi, sostanzialmente, con questo emendamento proponiamo di eliminare il cumulo di agevolazioni, trattandosi di un servizio che tra, per le cose che diceva il collega Granara, può essere definito un servizio di interesse pubblico perché risponde all'esigenza di garantire ai cittadini dei diritti fondamentali, con riguardo anche alla qualità del servizio che noi vogliamo assicurare. Il cumulo delle agevolazioni interferisce direttamente non solo sulle modalità di affidamento del servizio, ma anche sulla qualità dei servizi stessi. Il problema è quello di trovare una mediazione rispetto alla questione della libera concorrenza, senza discriminare oesprimere un giudizio sul tipo di capitale, perché questo giudizio è relativo, ci sono infatti imprese pubbliche che operano in modo eccellente e ci sono imprese private che operano in modo altrettanto eccellente.

Il problema non è il tipo di capitale ma il servizio che noi dobbiamo rendere ottimale, rispettando il diritto dei cittadini ad avere assicurata la continuità territoriale, eliminando ogni impedimento alla libera concorrenza, come, con l'emendamento orale proposto dal collega Fadda, si propone.

E' indubbio che un cumulo è un cumulo, e quindi non va quantificato. Io comprendo il problema sollevato dall'onorevole Cogodi, che sostiene la necessità di precisare che il cumulo non deve superare il livello dell'agevolazione prevista; ma noi sosteniamo che il cumulo, comunque sia, anche inferiore a quel livello di agevolazione, crea un condizionamento nella libera concorrenza, che secondo noi va superato eliminando totalmente il cumulo, indipendentemente dal tipo di agevolazione, per arrivare a un servizio più favorevole ai cittadini.

Questo è il concetto; poi, l'emendamento orale si può ovviamente modificare anche in relazione alle precise proposte che vorrà fare l'onorevole Cogodi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Granara. Ne ha facoltà.

GRANARA (F.I. - Sardegna). Anch'io condivido l'emendamento dell'onorevole Fadda, perché con grande professionalità politica ha saputo temperare il problema della costituzionalità della norma con l'escamotage tecnico per superare il problema.

Condivido la precisazione che ha voluto fare l'onorevole Giacomo Sanna, quando ha detto che il divieto del cumulo va riferito alle agevolazioni per la stessa tratta, perché altrimenti si potrebbe creare grande confusione.

Infine, vorrei evitare che il Consiglio si avvitasse in un problema che non esiste, non è difficile comprendere che la SAREMAR non potrà mai assicurare il servizio notturno; pensate che la SAREMAR copre solo gli orari nei quali c'è traffico di automezzi, autocarri e persone e perde ogni anno su quella linea, 23 miliardi. Quindi, per 16 ore di trasporto perde 23 miliardi, viaggiando con le navi cariche. Immaginatevi, viaggiando con le navi vuote, in quelle otto ore notturne, quanto potrebbe costare il servizio della SAREMAR.

Quindi, mi pare che il problema si elimini da solo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S- F.D). Io non conoscevo il testo, però ho seguito la discussione, e quindi mi rivolgo proprio a lei, Presidente. Penso che ci sia l'esigenza di mettere per iscritto questo emendamento orale di Fadda, perché la dichiarazione orale non è sufficiente. Le parole scritte possono aiutare meglio.

Chiederei quindi al collega Fadda che l'ha presentato, e agli altri colleghi che nella sostanza poi hanno trovato un punto d'incontro con lui, di incontrarsi e di scrivere l'emendamento perché possa essere messo in votazione, perché il problema in questione non è marginale, nel contesto della legge che stiamo proponendo. Quindi, le chiedo, Presidente, di svolgere una funzione attiva in proposito.

PRESIDENTE. Mi sembra che la proposta sia accoglibile per definire questo punto; sospendo quindi la seduta per 10 minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 32,viene ripresa alle ore 13 e 12.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. Ricordo ai colleghi che i lavori sono stati sospesi per formalizzare una proposta di modifica dell'emendamento numero 1 presentata dal consigliere Fadda. A seguito della sospensione, sono stati presentati due emendamenti che nella sostanza integrano il testo dell'emendamento numero 1.

La Presidenza ha li ha ritenuti ammissibili entrambi perché consentirebbero una migliore lettura e applicazione della legge, qualora venisse approvata.

Si dia lettura degli emendamenti.

CAPPAI, Segretario.

Emendamento sostitutivo parziale Sanna Giacomo - Biggio - Granara - Fadda - Masia - Calledda

2. L'agevolazione su tali tratte è limitata ai soli collegamenti notturni sia ordinari che di emergenza effettuati da imprese di navigazione che non beneficino già per le tratte medesime di agevolazioni e finanziamenti pubblici. (3)

Emendamento sostitutivo parziale Vassallo - Cogodi - Ortu

L'agevolazione su tali tratte è limitata ai soli collegamenti notturni sia ordinari che di emergenza effettuati da imprese di navigazione che non beneficino già di agevolazioni e finanziamenti pubblici per le medesime tratte notturne e di emergenza. (4)

PRESIDENTE. Poiché entrambi gli emendamenti sono a firma degli stessi consiglieri che hanno proposto gli emendamenti numero 1 e 2, chiedo ai presentatori se intendono ritirare questi ultimi.

Ha domandato di parlare il Consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Vorrei sottoporre all'attenzione sua e del Consiglio una questione di carattere pregiudiziale: ritengo che gli emendamenti presentati in sede di discussione, sia quello prima enunciato dal collega Fadda, sia quello presentato dal mio Gruppo, siano inammissibili.

Perché abbiamo presentato anche noi un emendamento? Lo abbiamo fatto perché intendevamo sollevare questa questione. A norma del comma 11 dell'articolo 84 del nostro Regolamento, in questa fase si possono presentare solamente emendamenti che siano in correlazione con modifiche precedenti, e non è questo il caso, oppure emendamenti che siano finalizzati ad una migliore comprensione del testo.

Quindi, l'unico emendamento che il nostro Regolamento consente a questo punto, è un emendamento che potremmo definire di interpretazione autentica, che invece di essere fatta successivamente all'entrata in vigore della legge, si introduce nel corso della produzione legislativa e quindi sostituisce al testo originario, un altro testo, ai soli fini della migliore comprensione, cioè del chiarimento del significato della norma, mentre gli emendamenti presentati ora sostituiscono una norma ad un'altra. Nell'emendamento originario, si dice che sono escluse dalle agevolazioni le imprese a partecipazione pubblica, mentre nel nuovo emendamento si dice che si escludono le imprese che per quella tratta abbiano già altre agevolazioni, senza specificare, per altro, che per tratta si intende "la tratta di cui si tratta" cioè quella notturna. Questo mira a confondere, invece che ad aumentare la comprensione della norma, perché non si specifica che le "altre agevolazioni" devono riguardare la stessa tratta e lo stesso servizio cioè quello notturno, ma si dice solo che devono essere relative alle "tratte medesime", quindi, possono riguardare anche il servizio svolto in ore diurne.

Si esclude così dalla gara per l'assegnazione del servizio notturno, non chi ha altre agevolazioni per questo servizio, perché siccome quest'ultimo attualmente non c'è, nessuno può avere agevolazioni, e sarebbe anche del tutto superfluo dirlo. Allora, siccome il servizio notturno non c'è, che cosa si intende, in modo equivoco ed anche un pochino volpino? Si intende, in modo equivoco e per altro furbesco, riferirsi alla tratta diurna. E torniamo al punto, non più della par condicio o delle pari opportunità, o della concorrenza su basi paritarie, ma della lesione del principio paritario di concorrenza. Torniamo al punto di prima, però è un'altra cosa. Quindi, in via preliminare e pregiudiziale, io ritengo che gli emendamenti siano inammissibili.

Se però, il Presidente li vorrà ammettere (perché è a suo insindacabile giudizio che va valutata l'ammissibilità), ferma restando l'obiezione che noi avanziamo e che rimane agli atti, entreremo nel merito dei due emendamenti che sono sostanzialmente diversi.

PRESIDENTE. Alla Presidenza sembra che ci siano gli estremi per l'applicazione del comma 11 dell'articolo 84, ed è questo il motivo per cui, ritenendo gli emendamenti ammissibili, ho chiesto al Segretario di darne lettura. Ha domandato di parlare, per illustrare l'emendamento numero 3, il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Ritiriamo l'emendamento numero 1, in quanto il nuovo emendamento lo sostituisce pienamente, e per non perdere tempo, in quanto abbiamo spiegato più volte e condiviso in molti questo testo, lo do per illustrato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per illustrare l'emendamento numero 4.

COGODI (R.C.). Siccome lei, signor Presidente, ha ammesso l'emendamento, e questo può essere ammesso solo ed esclusivamente, in forza del comma 11 dell'articolo 84, se è utile ai fini di una migliore comprensione del testo, chiedo che il Consiglio regionale sia messo in condizione di comprendere il testo e quindi chiedo di sapere se la tratta alla quale si fa riferimento è la tratta che viene messa in gara o è un'altra.

Credo che il Consiglio regionale, per poter scegliere tra le due formulazioni, quella proposta da noi, che specifica che si tratta della stessa tratta, quindi del servizio notturno e di emergenza, rispetto all'altro testo che è generico e, quindi, equivoco, debba essere messo in grado di avere non una "migliore" comprensione, ma pura e semplice comprensione, che sappia cioè quello che sta votando.

Quindi, chiedo ai presentatori, perché credo che sia diritto di ogni consigliere regionale, di capire, posto che questo emendamento deve essere finalizzato solo alla migliore comprensione della legge, se la migliore comprensione che io ho, e che ogni consigliere regionale deve avere, nel momento in cui vota una legge, è che la tratta di cui si parla è quella che viene messa in gara.

Credo che il Presidente del Consiglio debba porre, doverosamente questo quesito ai presentatori dell'emendamento.

PRESIDENTE. I colleghi hanno ricevuto gli emendamenti e sono in grado di valutarli, sulla scorta di quello che hanno dichiarato i presentatori di entrambi. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'assessore dei trasporti.

MANUNZA, Assessore tecnico dei trasporti. Per l'emendamento numero 3 la Giunta si rimette all'Aula; non accoglie l'emendamento numero 4.

PRESIDENTE. Il primo emendamento che dobbiamo votare è il numero 2 che è soppressivo del comma 2 dell'articolo 1 della legge.

Ha domandato parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Credo che quella che abbiamo appreso questa mattina sia una buona lezione. Di fronte ad un'esplicita richiesta di chiarimento, rivolta al Presidente, ma rivolta sostanzialmente ai presentatori, afinché chiarissero il senso di un emendamento che contiene una norma, che vogliono introdurre nella legislazione regionale, perché l'emendamento è equivoco, c'è stato il più totale silenzio.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). L'hanno capito tutti e non l'hai capito tu?

COGODI (R.C.). No, mi dispiace, caro collega Sanna, non è che l'hanno capito tutti e non l'ho capito io. Alcuni di voi hanno capito una cosa, che è quella che vogliono, cioè realizzare un privilegio in favore di imprese private, escludendo altre imprese solo perché a partecipazione pubblica, fossero anche in condizioni di garantire lo stesso servizio e di partecipare alla gara; cosa che è illegittima, ingiusta e che una legge di una regione autonoma non dovrebbe consentire. Alcuni di voi hanno capito questo e non lo vogliono dire. Altri hanno capito il contrario, hanno capito cioè che questa norma introduce una concorrenza - come dite voi - vera e che quindi tutti, con questa norma, sono messi in condizioni di concorrere, tant'è che il collega Fadda ha motivato il suo emendamento all'emendamento, dicendo: "Propongo una modifica che corregga una possibile disparità di trattamento e che tenga conto del dibattito che c'è stato in aula". Cioè, voleva tener conto anche di quello che dicevamo noi. Invece, si è adottata una dizione generica ed equivoca che ci riporta esattamente al punto di partenza. Sia il primo emendamento, cioè quello che è stato ritirato, che quello a firma Fadda, sostanzialmente non sanano la lesione del diritto ad una concorrenza paritaria.

Non si vuole ascoltare, si vuole fare finta che tutti abbiano capito, mentre si sa che alcuni hanno capito una cosa e altri ne hanno capito un'altra. Io dico questo, anche se non credo che gli atti del Consiglio verranno letti da molte persone, perché rimanga certificato che, di fronte a una richiesta di chiarimento del senso preciso e del significato di una norma di legge, i presentatori non hanno voluto dare un'interpretazione univoca, perché si preferisce che rimanga una formulazione equivoca, che possa portare a privilegiare le aziende private, in danno di altre aziende, che, se fossero in grado di garantire il servizio, nessuna norma di legge ha il diritto e neppure il potere di punire e di discriminare per il solo fatto di essere a partecipazione pubblica. Questo è il punto. Si dirà che si tratta di una cosa di scarsa importanza, ma è una questione di principio, che sottintende e consentirà di sviluppare ben altri ragionamenti in altre circostanze. Se volete dare i soldi a qualcuno scrivete: "I soldi sono per Tizio".

PRESIDENTE. Ha domandato parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Voglio solo rilevare che la norma, che si sta votando, a mio avviso, se letta con attenzione, può provocare l'esatto contrario di quello che i presentatori si propongono e spiego perché: attualmente, in pratica, questo servizio notturno viene effettuato da aziende private...

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Vassallo, siamo in sede di votazione del vostro emendamento soppressivo totale.

Vassallo (R.C.). Sì, ma se mi permette, dato che è una questione a mio avviso rilevante, vorrei concludere la mia osservazione. Stavo dicendo che il servizio viene effettuato attualmente da aziende private.

Nell'emendamento numero 3 si dice che l'agevolazione su tali tratte è limitata ai soli collegamenti notturni effettuati da imprese di navigazione che non beneficino già per le tratte medesime di agevolazioni e finanziamenti pubblici. Cosa significa questo? Significa che la Regione vorrà continuare ad assicurare il servizio medesimo, senza interruzioni, le imprese che attualmente fanno questo servizio, che sono private, saranno in effetti escluse! Non potranno partecipare in quanto sono quelle che attualmente godono dei finanziamenti pubblici.

Io chiedo quindi ancora un attimo di riflessione sulle cose che stiamo votando. A prescindere dal fatto che io e il mio Gruppo siamo contrari a questo emendamento anche per altre ragioni, non vorrei che votando questa norma, gli stessi proponenti approvassero una norma che va contro gli interessi di coloro che vogliono tutelare, ma soprattutto va contro gli interessi delle popolazioni interessate, che non devono vedere interrotto un servizio da noi ritenuto fondamentale.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 2. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Dobbiamo votare ora gli emendamenti numero 3 e 4. Se il primo è approvato il secondo decade.

Metto in votazione l'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Poiché l'emendamento numero 4 era alternativo al numero 3, deve ritenersi decaduto.

Metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

L'articolo 2 è soppresso.

Si dia lettura dell'articolo 3.

CAPPAI, Segretario.

Art. 3

Direttive generali

1. La Regione, ai fini dell'affidamento del servizio con procedura concorsuale, definisce, sentiti i comuni interessati, con direttiva di programma:

a) le specifiche relazioni di traffico marittimo ammissibili alle agevolazioni ed i loro specifici approdi;

b) i requisiti delle imprese; esse devono essere proprietarie dei mezzi utilizzati, dare garanzia di capacità tecnica ed affidabilità in virtù di esperienza maturata nel settore;

c) la tipologia delle navi;

d) i criteri di fissazione delle tariffe;

e) il numero e gli orari delle corse;

f) la durata massima dei contratti;

g) la previsione dell'onere finanziario annuale da porre a carico del bilancio regionale.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

L'articolo 4 è soppresso.

Si dia lettura dell'articolo 5.

CAPPAI, Segretario.

Art. 5

Norme transitorie

1. Al fine di evitare l'interruzione dei collegamenti marittimi notturni da e per le isole di San Pietro e La Maddalena, sulle tratte Carloforte - Calasetta e La Maddalena - Palau, la Regione è autorizzata a prorogare, per l'anno 2000, i contratti d'appalto in essere alla data del 31 dicembre 1999.

2. L'articolo 49 della legge regionale 20 aprile 2000, n. 4, è abrogato.

Presidente. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 6.

CAPPAI, Segretario.

Art. 6

Norma finanziaria

1. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge sono valutati in lire 3.600.000.000 per l'anno 2000 e in lire 3.000.000.000 per gli anni successivi.

2. Agli stessi oneri si fa fronte con gli stanziamenti recati dal capitolo 13039 del bilancio della Regione per gli anni 2000-2002 e dal corrispondente capitolo del bilancio per gli anni successivi.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Procediamo ora alla votazione finale della legge

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Granara. Ne ha facoltà.

GRANARA (F.I.-Sardegna). Prendo la parola per preannunciare il voto favorevole di Forza Italia su questo provvedimento che è particolarmente atteso dalle popolazioni delle isole minori, ed è giusto che questa legge che andrà a regolamentare tali servizi inizi a trattare di qualità delle imprese di navigazione, di tipologia delle navi, di numero e di orario delle corse, di criteri di fissazione delle tariffe.

Per quanto riguarda le tariffe desidero rivolgere un appello al Presidente della Giunta e all'Assessore perché, nel fissare i criteri della tariffazione, si chiarisca finalmente cosa si intende per residente.

Bisogna parlare di residenti nel territorio della Sardegna e non solo nel territorio delle isole minori. Non è pensabile che si possa realizzare il principio della continuità territoriale all'interno del nostro territorio, della nostra Isola, con questa discriminazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S-F.D.). Intervengo per dire che il nostro Gruppo è favorevole a questa legge, con le precisazioni che sono state fatte nel dibattito, perché viene incontro a un'esigenza veramente importante di queste popolazioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

Vassallo (R.C.). Seppure brevemente, noi esprimiamo il nostro voto di astensione per due motivi. Il primo motivo è che il testo così formulato taglia fuori altre isole minori come l'Asinara che potevano essere servite e, in prospettiva, devono poter contare anche loro su questo servizio. Il secondo motivo è che, nella fretta di approvare un testo così formulato e volendo penalizzare il servizio pubblico che, invece, dovrebbe essere migliorato, perché anche noi non riteniamo che i servizi attualmente erogati siano rispondenti alle esigenze dell'utenza, si è approvato un testo che probabilmente penalizza ulteriormente le stesse aziende private che si volevano agevolare. Infatti, se non si interrompe il servizio, creando quindi un danno alle popolazioni, le aziende private che attualmente ricevono i contributi per assicurare questo servizio, non potranno partecipare alla gara, perché l'emendamento così approvato prevede espressamente che possano partecipare alla gara solamente quelle aziende che non ricevono, per quel servizio, delle agevolazioni pubbliche. Dato che le imprese che attualmente garantiscono il servizio già godono di queste agevolazioni, è chiaro che si crea un ulteriore problema di interpretazione e di applicazione della legge.

Mi sembra che abbiamo legiferato male, che abbiamo fatto un passo avanti e due indietro, per cui, mi auguro che quanto prima si vada ad una riforma complessiva del settore, così come previsto dal decreto legislativo numero 422 del 1997, e si risolvano quanto prima tutte le questioni che quest'Aula ha lasciato ancora aperte.

Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.

Sanna Giacomo (Gruppo Misto). Credo che con quest'ultimo intervento si siano chiarite molte cose. Per quanto riguarda il significato di agevolazione, io non credo che le gare d'appalto possono essere considerate un'agevolazione. Voler garantire un collegamento notturno e cioè assicurare, attraverso una gara pubblica, ciò che lo Stato non ha fatto, non può essere interpretato come agevolazione. Questo è il primo punto.

Il secondo punto riguarda una questione che non poteva rientrare in questo disegno di legge, e cioè il collegamento con l'Asinara. L'Asinara non è un'isola dove vive gente e dove c'è un quindi il problema di garantire un servizio di carattere sociale, l'Asinara è un parco nazionale. Qui abbiamo la cattiva abitudine di stravolgere la realtà delle cose.

Questa è una legge sui collegamenti notturni, se il collega Vassallo ha interesse ai collegamenti notturni con l'Asinara, dovrebbe spiegarcene il motivo, non capisco se il bestiame deve entrare ed uscire dall'isola durante la notte, questo lo sa solo lui.

E comunque, essendo l'isola un parco nazionale, dei collegamenti con il parco nazionale si deve far carico lo Stato, si deve far carico il Ministero competente, e cioè il Ministero dell'Ambiente e non, ancora una volta, la Regione. La Regione, secondo alcuni, dovrebbe continuare a farsi carico di tutto; credo che sia impossibile continuare a ragionare in questo modo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MASIA (F.S.D.). Grazie, signor Presidente; voglio esprimere il voto favorevole a questa legge da parte del Gruppo dei socialisti ed evidenziare la soddisfazione per essere riusciti a portare in porto una legge che, in qualche modo, cerca di garantire un diritto a coloro che hanno la sfortuna di abitare nelle isole minori. Credo che questo sia uno dei primi passi che dovevamo compiere, tenuto conto che sono molti altri i passi che devono essere fatti per rimediare un po' alle difficoltà che derivano da questa situazione.

Non sono intervenuto durante il dibattito perché ritengo che questa legge sia ovvia ed anche fortemente in ritardo. Naturalmente condivido gli interventi degli oratori che mi hanno preceduto che hanno evidenziato come sia necessaria ed urgente una legge di riforma di tutto il settore dei trasporti.

Molte sono infatti le questioni attinenti a questo tema, credo che non possiamo rinviare ulteriormente una discussione globale del problema per approvare una legge quadro che ci consenta di disciplinare nel modo migliore questo settore.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 31.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CARLONI - CONTU - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI Ivana - FADDA - FANTOLA - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU - GIAGU - GRANARA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - ORRU' - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PITTALIS - PUSCEDDU - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SCANO - SPISSU - TUNIS Marco - USAI.

Si sono astenuti i consiglieri: MORITTU - MURGIA - ORTU - SCARPA - VASSALLO.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 58

Votanti 53

Astenuti 5

Maggioranza 28

Favorevoli 53

Il Consiglio approva.

Discussione del disegno di legge: "Abrogazione della legge regionale 19 aprile 1985, n. 9, e successive modificazioni ed integrazioni, recante 'Contributi ad imprese di linea marittima con mezzi veloci per trasporti collettivi di carattere pubblico'" (38/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca ora l'esame del disegno di legge numero 38/A, che è conseguente a quello che abbiamo appena approvato.

Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Giacomo, relatore.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto), relatore. Ho già illustrato questo disegno di legge in precedenza.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta è favorevole.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Metto in votazione il passaggio all'esame dell'articolo.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 1.

CAPPAI, Segretario:

Art. 1

Abrogazione della legge regionale

19 aprile 1985, n. 9

1. La legge regionale 19 aprile 1985, n. 9, modificata dal comma 3 dell'articolo 29 della legge regionale 29 gennaio 1994, n. 2 (legge finanziaria 1994) e dall'articolo 23 della legge regionale 8 marzo 1997, n. 8 (legge finanziaria 1997), in materia di contributi ad imprese o enti operanti nell'Isola esercenti servizi di linea marittima con mezzi veloci per trasporti collettivi di carattere pubblico, è abrogata.

PRESIDENTE. Trattandosi di un unico articolo, non si vota l'articolo 1, ma si passa alla votazione finale della legge.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 38.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORONA - DEIANA - DEMURU - DETTORI Ivana - FADDA - FANTOLA - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU - GRANARA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - ORRU' - PIANA - PILI - PINNA - PIRASTU - PITTALIS - PUSCEDDU - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SCANO - SCARPA - SPISSU - TUNIS Marco - USAI.

Si sono astenuti i consiglieri: COGODI - ORTU - VASSALLO.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 60

Votanti 57

Astenuti 3

Maggioranza 29

Favorevoli 57

Il Consiglio approva.

PRESIDENTE. Convoco la Conferenza dei Capigruppo per decidere sull'ordine dei lavori.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 47, viene ripresa alle ore 14 e 08.)

PRESIDENTE. Comunico ai colleghi che la Conferenza dei Capigruppo ha deciso di sospendere ora i lavori del Consiglio che verranno ripresi martedì alle ore 17 e proseguiranno nei giorni di mercoledìe eventualmente giovedì, fino all'esaurimento dell'ordine del giorno. C'è anche una mozione per la cui discussione è stata richiesta la convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dell'articolo 54.

La seduta è tolta alle ore 14 e 09.