Seduta n.364 del 24/10/2007 

CCCLXIV SEDUTA

(POMERIDIANA)

Mercoledì 24 ottobre 2007

Presidenza del Presidente SPISSU

INDICE

La seduta è aperta alle ore 17 e 37.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di mercoledì 1° agosto 2007 (357), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Antonio Calledda, Paola Lanzi e Siro Marrocu hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana di mercoledì 24 ottobre 2007.

Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione, in applicazione dell'articolo 24 della legge regionale 7 gennaio 1977, numero 1, ha trasmesso l'elenco delle deliberazioni adottate dalla Giunta regionale nelle sedute del 17, 26 e 27 luglio 2007, del 2, 22 e 29 agosto 2007, del 5, 11, 12, 18 e 25 settembre 2007.

Risposta scritta a interrogazione

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alla seguente interrogazione:

"Interrogazione Marracini - Pittalis - Lai Renato sui bandi di gara per progettazioni." (1005)

(Risposta scritta in data 23 ottobre 2007.)

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dello Schema di norma di attuazione numero 1/XIII/A.

Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Presidente, non essendo stato ancora perfezionato l'ordine del giorno relativo alla norma di attuazione sul trasporto pubblico, chiederei di passare - in attesa che possa essere perfezionato -a discutere il disegno di legge numero 299, così come abbiamo definito nella Conferenza dei Capigruppo, per poi discutere immediatamente dopo le mozioni relative alle emergenze nel settore del comparto agricolo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Presidente, io, intanto, vorrei prendere spunto da questa nuova moquette che abbiamo nell'aula per domandare se sia stato chiesto, essendo quest'aula un bene identitario, un parere agli istituti competenti, agli uffici competenti, per questo cambio che è stato fatto. In particolare mi domando quando arriverà il Presidente, questo Presidente perennemente assente, che ha dichiarato...

PRESIDENTE. Sull'ordine dei lavori, onorevole Liori.

LIORI (A.N.). Sull'ordine dei lavori, sull'ordine dei lavori...

PRESIDENTE. Abbia la cortesia.

LIORI (A.N.). Siccome questo Presidente che ha dichiarato ai sardi che avrebbe tutelato anche il panino sardo, mentre invece mi risulta che questa moquette, in un momento in cui le industrie tessili della Sardegna...

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Liori.

LIORI (A.N.). No, Presidente, io voglio parlare, voglio motivare la mia richiesta di avere qui presente in aula il Presidente della Giunta regionale, perché non si può andare avanti in eterno su argomenti così importanti in assenza del Presidente della Giunta!

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Liori.

LIORI (A.N.). Ringrazio anch'io lei per la sua sensibilità.

PRESIDENTE. C'è una proposta di sospensione dell'esame dello Schema di norma di attuazione numero 1, domando se ci sono opposizioni o se possiamo sospenderlo ed esaminare le mozioni, intanto che si presenta l'ordine del giorno. Non ci sono opposizioni, quindi sospendiamo l'esame dello Schema di norma di attuazione numero 1

Discussione e approvazione del disegno di legge: "Modifica dell'articolo 21, comma 18, della legge regionale 29 maggio 2007, n. 2, sull'anticipazione del pagamento dei premi previsti dal Piano di sviluppo rurale per gli anni 2000/2006" (299)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 299.

Questo provvedimento arriva senza l'esame preliminare in Commissione, quindi non ha un relatore. Il provvedimento consiste, come voi sapete, in un articolo 1 che implementa l'articolo 21, comma 18, della legge finanziaria del 2007.

Dichiaro aperta la discussione generale.

CAPELLI (U.D.C.). Almeno l'illustrazione della Giunta, non c'è il relatore, almeno la Giunta!

PRESIDENTE. Ho capito, onorevole Capelli.

Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Buonasera a tutti. La proposta che viene fatta con questo disegno di legge tende a dare la risposta finanziaria a quegli allevatori e a quegli agricoltori che sono in attesa di veder pagate a saldo le misure sul Piano di sviluppo rurale del periodo 2000-2006, ma che rientrano nella programmazione finanziaria 2007-2013, la quale deve trovare copertura in risorse provenienti dal Ministero dell'economia, che a tutt'oggi non ha anticipato ad AGEA, che è l'organismo pagatore, le somme necessarie nella loro totalità, ha anticipato soltanto 24 milioni di euro, mentre 20 milioni li ha già anticipati la Regione Sardegna, dunque mancano, per portare a saldo tutti i pagamenti, 19 milioni di euro. Ecco che si propone quindi di modificare l'articolo della precedente finanziaria e portare lo stanziamento fino a 39 milioni di euro, onde consentire ad AGEA l'immediato pagamento delle competenze spettanti agli agricoltori per il PSR 2000-2006, per il trascinamento che va nella partita finanziaria 2007-2013.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Io voglio rimarcare e riportare l'attenzione di questo Consiglio proprio su questo fatto; oggi, al 24 settembre, giustamente la Giunta presenta un provvedimento di legge che anticipa i fondi AGEA. Il Ministero dell'economia, cioè il Governo "amico", malgrado sollecitazioni e quant'altro, sino ad oggi non ha fatto niente, se non erogare solo una parte dei fondi necessari, lasciando quindi in sospeso quasi 20 milioni di euro e costringendo la nostra Regione ad intervenire. Ora, non è possibile che questo venga sottaciuto, non è possibile che fatti talmente gravi vengano lasciati passare così, con superficialità, senza che nessuno li evidenzi nella loro gravità.

Innanzitutto, stante i ritardi che si prolungano sin dall'anno scorso, dal 2006 (poiché moltissimi allevatori, più del 50 per cento, hanno incassato gli emolumenti per indennità compensativa e il benessere animale già da oltre un anno), ci si domanda se già allora erano insufficienti i fondi e perché, malgrado la situazione gravissima in cui versa il settore agricolo ed agro-pastorale, la Regione e il Governo centrale hanno aspettato sino ad oggi per riconoscere un diritto che agli allevatori spetta anche in virtù del cofinanziamento dell'Unione europea. Perché il Governo amico non ha provveduto sin da allora a sopperire a questa carenza finanziaria? Perché la Giunta regionale, se il Governo centrale non ha sopperito in tempo, non ha pensato doverosamente, sin da allora, a sopperire a sua volta a questa distrazione, chiamiamola così, del Ministero dell'economia? Questo occorre domandarsi. Tutto ciò, se è vero come è vero che tra qualche giorno verranno erogati questi fondi, ha portato ad un ritardo di oltre un anno dell'incasso di questi spiccioli per gli allevatori, ma sono spiccioli che, in quest'anno di gravissima crisi, una crisi che si protrae ormai da vari anni, per loro erano indispensabili come un goccio d'acqua per chi è nel deserto a morire di sete.

Ci si domanda proprio questo, cosa abbia comportato questo gravissimo ritardo da parte e del Governo regionale e del Governo centrale, poiché a Roma ci si è andati altre volte, si è venuti sempre con delle promesse, mai comunque sia si è parlato dei fondi sull'indennità compensativa, né tanto meno sul benessere animale. Detto questo, oggi si dice anche che c'è un interesse del Governo, o perlomeno si presentano degli emendamenti di maggioranza e di minoranza, a sopperire alla grave situazione debitoria delle nostre aziende agricole, ma non si vuole provvedere ancora con una azione concreta, una azione concreta da parte del Governo regionale, affinché si intervenga strutturalmente, strutturalmente, e qui si arriva giustamente, e dico meno male, meglio tardi che mai, a dire: "Bene, abbiamo fatto una leggina dopo aver sentito il Governo, e noi anticiperemo 19 milioni di euro". Ma questi 19 milioni di euro, credo, ritengo, suppongo, con una contrattazione adeguata, portata avanti sin dall'anno scorso, probabilmente sarebbero potuti essere disponibili, se non durante la primavera, almeno subito dopo l'approvazione della finanziaria.

Ciò che mi domando è questo: "Era possibile farlo, sì o no?" E se era possibile, perché non è stato fatto? Si doveva aspettare che il mondo agricolo, già per la seconda volta in un anno, scendesse in piazza a mostrare la propria disperazione, quella disperazione che ormai tutti conosciamo, a mostrare qualcosa di cui addirittura parlano anche i giornali inglesi, a evidenziare una situazione che rischia di portare allo sfacelo l'intera economia regionale? Perché ancora non si è capito quale sia la vera politica del Governo regionale per il settore agro-pastorale.

Una cosa è certa, in questi ultimi due, tre anni, noi abbiamo avuto una diminuzione del patrimonio ovi-caprino in Sardegna pari quasi a 600.000 capi, io sono ancora convinto di ciò che dissi un anno e mezzo fa all'Assessore, e cioè che la politica che porta avanti il Governo regionale mira a far sparire la piccola e micro impresa agro-pastorale, perché in un piano economico così concepito, potrebbe, secondo determinate concezioni e secondo determinate idee, essere di intralcio allo sviluppo economico della Sardegna, dimenticando che è proprio quel piccolo tessuto tenuto insieme dalle piccole e micro imprese a far andare ancora avanti le famiglie nei nostri centri dell'interno. Questa è la vera carenza. Quello che voglio sapere, posto che per quanto mi riguarda sono perfettamente d'accordo sull'approvazione di questo provvedimento urgente, è perché sia arrivato solo a novembre sui tavoli del Consiglio regionale. Allora ci dica l'Assessore se da parte del Ministero, da parte del Governo centrale, c'è scarso interesse verso i nostri problemi e la nostra economia, o se il ritardo è invece imputabile alla Giunta, anche se io credo che le cose siano compatibili, perché di questo stiamo parlando.

Ma se sino ad oggi si è ritardato, domandiamo ancora all'Assessore: "Quali sono le misure concrete che la Giunta vuole prendere per sopperire a questa gravissima situazione, senza regalare niente a nessuno, perché di regali il mondo agro-pastorale e la nostra economia agricola non hanno bisogno, né l'Unione europea consente se ne facciano?". Cosa intendono fare l'Assessore e la Giunta affinché venga data attuazione alla legge numero 4 del '98 che prevede la presentazione di un piano regionale per intervenire sulle aziende in difficoltà, per intervenire sulle cooperative agroalimentari, sulle quattro, cinque, seimila aziende che sono attualmente ostaggio delle banche? Ha fatto qualcosa la Regione per consentire agli allevatori di riprogrammare i loro debiti, di poter presentare un piano di ristrutturazione finanziaria delle loro aziende? Non mi risulta che ciò sia stato fatto, e allora con la Comunità europea e col Governo centrale, di cosa si sta parlando? Di cosa stiamo parlando? Perché questa situazione di fatto mette non la nostra economia in regime di concorrenza sleale, ma mette gli altri in regime di concorrenza sleale nei confronti della Regione autonoma della Sardegna, che ha dignità pari alle altre nazioni nelle trattative con la Comunità europea.

Non possiamo e non dobbiamo assolutamente, obbligatoriamente, passare tramite il Governo centrale, sta qui il problema, a mio parere e per quanto ho potuto constatare anche sentendo la Commissione europea, giustamente, tramite i funzionari e tramite la Commissione agricoltura. Allora ci si domanda questo, se veramente si vuole intervenire, che si intervenga, ma sino ad oggi perché non si è intervenuto? Malgrado i solleciti la nostra economia sappiamo che subisce il gap negativo del costo di produzione, come lei giustamente fa notare almeno stando a quanto ho appreso da un articolo apparso sui quotidiani locali. Bene, per calmierare questo costo di produzione, cosa intende fare la Giunta? Spero che l'unico esito non risulti essere la garanzia della Giunta dell'intesa fra la filiera mangimistica e la filiera zootecnica, ché equivarrebbe a niente, dato che chi vende mangimi ha tutto l'interesse a venderli a un prezzo sempre più alto, la verità è questa, così come gli industriali hanno tutto l'interesse a pagare sempre di meno il prezzo del latte. Ma basterebbe confrontare il prezzo del latte di 10 anni fa col prezzo del formaggio di 10 anni fa: allora il latte stava a 1600 lire e il formaggio costava 12.000 lire il chilo, oggi un litro di latte costa, cioè verrà probabilmente pagato, 1.200 delle vecchie lire, quando però il costo di un chilo di formaggio è pari a 24.000 lire il chilo.

Bene, qualcosa che non funziona c'è, questo lo sappiamo, e sappiamo anche un'altra cosa importante, cioè che per arrivare a quello 0,60 il nostro allevatore spende quasi 0,70. Il vero nodo, e lo sappiamo tutti, sono i costi di produzione, non abbiamo ancora continuità territoriale, soffriamo della nostra insularità, il nostro nodo è quel gap negativo del 30, 35 per cento, sta qui il nocciolo della questione. Bene, su questo fronte cosa si sta facendo? L'Unione europea ci ha dato una chance con la legge numero 4 per ristrutturare le aziende in difficoltà, purché queste aziende presentino chiaramente margini di ripresa, e possano ancora stare sul mercato. Moltissime aziende, tre anni fa, di quelle migliaia che oggi sono ostaggio delle banche, si trovavano in queste condizioni, e lo sono tutt'oggi. Cosa è stato fatto di concreto per aiutarle? Il problema sta qui, Assessore, il problema è che il mondo delle campagne non crede più alle dichiarazioni dell'Assessore dell'agricoltura e ha ragione, perché malgrado tutte le buone intenzioni, malgrado tutti i buoni programmi, malgrado tutti i buoni auspici, oggigiorno la situazione sta costantemente peggiorando, e certamente non la salverà, né la risolleverà quando arriverà, dopo un anno, un anno e mezzo, a coloro i quali l'hanno percepita, l'indennità compensativa che si intende ridurre del 30 per cento, né tanto meno l'indennità del benessere degli animali, dico, competenze che a loro erano dovute di diritto, in quanto l'Agea viene cofinanziata dal nostro Ministero e dalla Comunità europea. Cioè noi stiamo oggi anticipando, giustamente, ma in enorme ritardo, un diritto, un contributo che lo Stato per legge avrebbe dovuto dare agli agricoltori. Non so se il ritardo sia imputabile, come ho detto, al Governo centrale o al Governo regionale. Ma il problema grosso è questo: in questi tre anni, Assessore, le piccole e le piccolissime aziende pastorali specialmente, e non solo le sericolture, hanno chiuso, sono andate via. Si è creata nuova disoccupazione. E questo secondo me è uno scopo a cui si vuole arrivare, perché quando c'è noncuranza, quando c'è distrazione, quando non ci sono interventi concreti sul settore e si consente che muoiano le piccole e micro imprese, vuol dire che c'è una politica che vuole andare in quel senso.

E' probabile che l'offerta sia anche superiore, è probabile, ma non credo, perché lei dice oggi: "A fronte di una domanda abbastanza consistente, non c'è un'offerta organizzata dei nostri prodotti a livello regionale". Bene, se è vero questo allora, a parte l'organizzazione di produzione, che poi è decollata in ritardo, qual è l'intervento concreto che vuole fare affinché il latte - perché il vero problema è questo - abbia un'offerta unica, affinché il latte abbia un prezzo remunerativo, affinché gli allevatori possano sopravvivere senza essere ostaggio delle banche? Cosa ha fatto la Regione per quanto riguarda la politica che hanno portato avanti le banche in questi ultimi tre anni, in cui l'anatocismo si è rivelato una pratica consolidata, in cui ci sono stati dei casi di vera e propria usura? Perché questa è la situazione reale. E si è lasciato che ancora le banche continuassero ad espropriare le aziende agricole. Questo è il vero problema. Poi, andiamo a vedere chi sta acquistando: stanno venendo ad acquistare società continentali; e qui bisogna stare attenti che in alcuni casi non sia in atto - non voluto da noi chiaramente, né tantomeno dal Governo regionale - un progetto di acquisizione da parte di elementi esterni, con pochi soldi, di un enorme patrimonio agricolo regionale. Perché scattano questi fenomeni quando si è lasciati a se stessi, Assessore, sta qui il problema. Tutte le buone intenzioni, mi creda, di poter portare avanti l'iniziativa dell'organizzazione delle produzioni e di quant'altro, non sono sufficienti se in questo momento non si trova, o non si vuole trovare, un'immediata soluzione. Sta qui il problema.

La Comunità europea interviene, deve intervenire, perché la legge numero 28, la vecchia legge sull'occupazione giovanile dell'86, è stata sopperita dalla numero 1, certo con molta buona volontà da parte della Comunità europea, però proprio in base a questo ragionamento. Perché la Regione autonoma della Sardegna, era presente il collega Floris allora, dimostrò che le 100 lire date ai sardi corrispondevano alle 60 lire date alle imprese continentali. E abbiamo potuto superare l'ostacolo del rientro di quasi 1.100 miliardi di vecchie lire della Comunità europea con questo ragionamento. Oggi la nostra economia paga quasi il 40 per cento in più sul costo di produzione, tra costi energetici, costo del danaro, mancanza di infrastrutture, costi di trasporto e quant'altro. Come può la nostra azienda agro-pastorale competere con un'azienda agro-pastorale toscana, con un'azienda agro-pastorale laziale e via discorrendo? In questa linea, in questo settore, in questa direzione, cosa è stato fatto di concreto? Sta qui il problema. Si è trattato con la Comunità europea? Si è presentato il problema alla Comunità europea dimostrando questo gap negativo che rischia di trascinare tutti gli altri settori? Perché la realtà è questa. Perché all'interno non esiste solo la crisi dell'industria, che è latente e interessa certamente miliardi di lavoratori, qui stiamo parlando di 50-100 mila addetti che stanno per saltare in aria.

Secondo me sino ad oggi ci si è occupati troppo superficialmente della questione, non ci si è curati adeguatamente del problema reale, che riguarda certamente la mancanza di interventi strutturali pregressi sulla nostra agricoltura e sulla nostra pastorizia, ma oggigiorno, come ieri, anzi più di ieri, non si vogliono attuare politiche concrete di intervento che possano sopperire a questa situazione.

Quindi va bene questo provvedimento, ma non illudiamoci, questo è un provvedimento di costrizione, dovuto, positivo senz'altro, ma non fa altro che sopperire ad una mancanza del Governo centrale, e su un contributo che gli allevatori aspettano da oltre un anno, ma non dimentichiamo che quest'anno, a causa della mancanza di questi fondi, molti di loro si sono ritrovati in ginocchio. Ciò che si chiede, Assessore, appunto, è un'attenzione più mirata, e non solo promesse. Un'attenzione più mirata e un intervento concreto, perché credo che il mondo delle campagne abbia smesso di gridare. La situazione sta prendendo una piega molto, molto brutta. La gente quando è disperata è capace di tutto, e allora stiamo attenti, va benissimo il provvedimento, ma occorrono molta più attenzione al settore, e molta più concretezza negli interventi.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Giuseppe Cuccu. Ne ha facoltà.

CUCCU GIUSEPPE (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, non è la prima volta che il Consiglio affronta queste problematiche, che sono complesse e multiformi. Però, ecco, stravolgendo l'ordine del giorno del Consiglio oggi abbiamo dato dimostrazione di sensibilità alla sofferenza che sta vivendo oggi il mondo della campagna. Io colgo anche l'occasione, per quello che mi compete, di ringraziare un po' tutti i Gruppi che hanno consentito che questo avvenisse. Io penso che quello che noi oggi stiamo facendo possa avere un significato importante. Insomma, più di una volta ci siamo soffermati a sottolineare anche la valenza strategica, in quest'Aula, del settore, ma non passa mese che non ci ritroviamo ad affrontare problematiche ed emergenze che sono conseguenti a fenomeni straordinari, ma che purtroppo sono anche drammaticamente ordinari nella loro sequenza temporale. Abbiamo siccità, alluvioni, blue tongue, virosi; ecco che la loro sequenza ci dà anche il termine della ordinarietà di questi problemi, per arrivare poi a problemi che sono di natura infrastrutturale. Ne ha parlato anche Rassu prima: dimensione aziendale, approvvigionamento idrico, fino ad arrivare a quello che è il dramma che sta emergendo in questi mesi e che stanno vivendo oltre 5000 aziende agricole di tutta la Sardegna. Aziende che alla fine degli anni '80 si sono indebitate per fronteggiare danni frequenti, come abbiamo visto, causati dalle condizioni atmosferiche avverse; infatti, alla fine degli anni '80 il sistema creditizio praticava sul mercato sardo tassi che erano superiori al 15 e anche vicini al 25 per cento. In quel momento lì la Regione fu attenta, con la legge numero 44 nel 1988, a consentire la contrazione di mutui di durata massima quindicennale col concorso della Regione nel pagamento degli interessi.

Bene, per alcuni anni questa legge ha permesso alla Regione di sostenere i bilanci delle imprese agricole in difficoltà, ma purtroppo le vicende ben note dal 1997 a oggi, che hanno interessato la legge 44, stanno mettendo in ginocchio un intero settore; una delle cause è stata, e qui purtroppo non possiamo nasconderlo, il ruolo determinante che ha svolto il sistema creditizio isolano. Non possiamo far finta che non esista un problema del credito in questa Regione, se n'è parlato in Commissione agricoltura, ne abbiamo parlato spesso in quest'Aula, però mai abbiamo trovato dei rimedi ad un problema di questo tipo. Oggi rimbomba in quest'Aula il grido d'allarme che viene lanciato dai Sindaci di quei comuni in cui la situazione è più drammatica, quello degli imprenditori agricoli che non sono più in grado di far fronte agli impegni con le banche e, fatto ancora più drammatico, non sono in grado spesso di mandare avanti le proprie famiglie.

In questa realtà il dramma, oltre che economico, è anche sociale e sta rischiando di sfociare in problemi di ordine pubblico. Ecco perché il Consiglio, e anche la Giunta ovviamente, non debbono e non possono restare indifferenti rispetto ad una tale situazione. Occorre prenderne atto, al di là dell'individuazione delle responsabilità. Sì, possiamo fare un'analisi delle cause, però oggi non è il momento di individuare responsabilità, dobbiamo solamente prendere atto di quello che esiste, non possiamo restare indifferenti all'effetto che è stato innescato da questo meccanismo. Ecco perché oggi, di fronte ad una situazione così drammatica, questa che potremmo definire leggina, dato che l'esiguità degli articoli (si tratta solo di uno o due), tale la farebbe considerare, io penso che in questo preciso momento, per il significato politico che può assumere, per l'effetto che può avere, sia una legge molto importante per il settore, che vada nella giusta direzione e cioè quella di dare una giusta liquidità ad aziende che sono ormai al collasso, perché questo è il significato. In questo modo non risolviamo il problema delle aziende, ma interveniamo con un atto politico importantissimo, urgente, straordinario, dall'oggi al domani, con iniezioni di liquidità; ecco una risposta concreta che il Consiglio regionale dà ad un settore che ormai è prossimo al punto di non ritorno.

Non possiamo permettere, il Consiglio regionale non può permettere che a causa di ritardi di natura burocratica gli agricoltori siano costretti a indebitarsi ancora di più; questo sta succedendo perché per far fronte ad un indebitamento così pressante si accede ad un ulteriore indebitamento. Con queste risorse 1500 domande, ancora prive di copertura finanziaria, possono trovare una risposta.

Altro capitolo è quello dell'indebitamento. Oggi è chiaro che diamo un segnale, ma sull'indebitamento dobbiamo tornarci, dobbiamo intervenire, dobbiamo richiamare il sistema creditizio isolano intorno ad un tavolo tecnico perché si faccia carico di un programma serio di rientro dall'indebitamento, non si può fare spallucce nascondendosi dietro le norme del mercato, bisogna chiamarlo intorno ad un tavolo per pianificare un programma serio di rientro, quale che sia, e su questo ci torneremo, il Consiglio regionale deve tornarci, ci sono delle mozioni, quindi dovremo anche dedicare una sessione apposita a parlare di queste cose. Oggi stiamo facendo un primo passo, diamo un segnale forte al settore, immettiamo liquidità, ci impegniamo in questo dibattito a tornare sulle questioni più scottanti, che sono quelle dell'indebitamento e del problema creditizio, perché se non interveniamo con proposte serie, concrete, chiedendo anche l'intervento del Governo nazionale su questa materia, non abbiamo concluso nulla, abbiamo solamente messo un pannicello caldo sul malato che comunque rimane malato, la febbre scende temporaneamente, ma comunque non abbiamo risolto il problema. Ecco perché oggi io penso che il Consiglio regionale possa dare un segnale fortissimo all'intero comparto, è solo un segnale, un segnale di attenzione, molto importante, ma è l'inizio di un percorso che deve partire da oggi per arrivare poi ad affrontare quello che è il problema più serio in questo momento: quello dell'indebitamento dell'intero settore.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Presidente, nell'accedere alla proposta di discussione del disegno di legge numero 299, abbiamo riflettuto molto sul fatto che, ovviamente condividendo l'iniziativa e soprattutto l'urgenza di intervenire, contavamo di poter entrare nel merito dell'iniziativa, ma anche ampliarla, nel senso che si apre in questo momento in Aula una sessione sull'agricoltura, settore strategico sotto gli occhi dell'opinione pubblica ed oggetto delle attenzioni della politica, che però indubbiamente, negli anni, e non solo negli ultimi anni, non è stato adeguatamente curato. Chiedo a lei quindi, Presidente, quali sono i tempi e le modalità per proporre gli eventuali emendamenti al testo e in che tempi e in che modi possono essere proposti, vista l'urgenza della discussione, perché a nostro avviso sono necessari alcuni chiarimenti. In particolare vorrei capire da dove provengano le risorse a copertura dei 19 milioni aggiuntivi, cioè dell'UPB S04.11004, e del capitolo SC04.2931, se siano state individuate, e sicuramente sarà così, le fonti finanziarie e la loro unica ascrivibilità a fondi regionali. Presumo che sia così, almeno da una lettura superficiale, non avendo i dati, non avendo il bilancio a disposizione.

Il problema che ovviamente noi stiamo affrontando, per le anticipazioni ulteriori da trasferire alla AGEA, per le indennità compensative, è un problema che va affrontato nell'immediatezza e quindi se ne condivide l'urgenza e l'importanza.

Con altrettanta immediatezza, perciò presumo che se i colleghi siano d'accordo si potrà aprire, o considerare già aperta, una discussione più generale sui problemi dell'agricoltura, occorre individuare, anche nel testo di legge che stiamo discutendo, quali azioni possano andare incontro all'altro gravoso problema dell'agricoltura, e più precisamente alle cambiali che vengono escusse in questo momento dagli istituti di credito mettendo in crisi un numero di aziende decisamente importante. Allora, come intervenire su questo? In questa sede vogliamo porre il problema, ma anche contribuire a risolverlo. Si può, a nostro avviso, e quindi dello stesso avviso sarà la Giunta, intervenire, così come siamo intervenuti, in senso inverso, nella cessione di crediti inesigibili da parte della Regione verso gli istituti di credito. Per intenderci, noi avevamo una quota, e l'abbiamo visto in finanziaria, di crediti inesigibili che abbiamo offerto agli istituti di credito, i quali li hanno acquistati con un decremento di valore pari al 60 per cento, quindi pagando alla Regione, fornendo alla Regione risorse per il 40 per cento e curandosi essi dell'eventuale riscossione.

Facciamo il ragionamento inverso, cioè far intervenire la SFIRS, ovviamente adeguatamente capitalizzata per l'intervento, affinché si faccia promotrice di un tavolo, di un incontro immediato con gli istituti di credito che vantano i crediti nei confronti degli agricoltori, affinché tali crediti vengano acquisiti dalla SFIRS, così come hanno fatto gli istituti di credito quando hanno acquisito crediti inesigibili della Regione. Credo che il discorso sia lineare, che non sia necessario ripetersi; la SFIRS convocherà gli istituti di credito, in particolare il Banco di Sardegna, a cui dirà: acquisto io i crediti da voi vantati nei confronti di questi allevatori, li acquisto scontandoli del 60 per cento per poi ritrasferirli (portando la scadenza dal breve al medio-lungo termine) agli stessi allevatori alleggerendoli così dal debito, e facilitandone la restituzione. Io credo che sarebbero due atti positivi, quello che stiamo già compiendo nel "299" e quello che potremmo compiere con altrettanta celerità, sempre nel "299", ovviamente studiando e verificando l'opportuno emendamento, e dandogli anche qui copertura finanziaria, e fare così del bene o, meglio, parzialmente del bene, perché poi sarà veramente necessario aprire un tavolo di confronto sulla programmazione dell'agricoltura in Sardegna e delle attività, legata anche, mi dispiace dirlo, assessore Foddis, agli insuccessi che purtroppo si evidenziano nell'ultimo periodo da parte della programmazione regionale in generale.

Ho qui, e ho avuto da poco, non avendo avuto l'opportunità di trovarle nel sito della Regione in maniera integrale, le osservazioni fatte dalla Commissione europea in merito alla misura 5.3, per intenderci stiamo parlando di circa 1.250 milioni di euro destinati nel quinquennio 2007-2013 agli interventi per l'agricoltura, quindi per il momento stiamo parlando della frazione di questo quinquennio che scade entro il 31-12-2007, e della programmazione delle azioni proposte appunto dalla Regione sarda, di circa 5-600 milioni di euro per l'annualità 2007. Io manifesto una preoccupazione, non una certezza, ma una preoccupazione e cioè che questi 5-600 milioni di euro, nonostante si dica che potranno essere riprogrammati e trasferiti sull'annualità 2008, cosa che a me non consta, possano rientrare lì dove ci sono stati assegnati, e cioè che sia necessario, e ci potremmo trovare in quella condizione, di doverli restituire a Bruxelles, cosa purtroppo, ahimè, non nuova per l'agricoltura sarda. E' vero anche che il 10 ottobre era in programma un incontro con la competente Commissione di Bruxelles al quale la Regione Sardegna, risulta dal verbale, non si è presentata; se poi la riunione fosse stata invece rinviata ad altra data sarebbe una bella notizia. Comunque la presenza della Regione non risulta, perciò pongo il problema come questione.

In tutto questo, in questa serie di osservazioni che sono esattamente 39, che vengono fatte da parte della Comunità europea, ce ne sono di molto significative che riguardano la strategia. Potrei soltanto fare un cenno, perché sarebbe troppo lungo leggerle tutte, ma, soprattutto per i colleghi che di agricoltura si interessano più di me, credo che possa essere oggetto di buona lettura e non di distrazione, come ora per esempio succede in quest'Aula, perché si è più pronti a rispondere ai problemi dell'agricoltura sulla stampa che, invece, dando il proprio contributo con atti concreti in quest'Aula.

Leggo il punto 4 della strategia, capitolo 3.2, pagina 9 della proposta regionale e leggo le osservazioni della Commissione; per quanto riguarda l'asse 1, la strategia non è sufficientemente differenziata in funzione delle necessità territoriali e settoriali specifiche, la strategia presenta un certo numero di priorità tematiche, il ruolo delle quali non è chiaro, alcune sembrano limitarsi a riprendere gli obiettivi prioritari; è necessario concentrare gli interventi dell'asse 1 nei settori e nelle zone più deboli e con precisi bisogni di ristrutturazione. A tale riguardo la strategia non identifica obiettivi operativi da raggiungere differenziati in relazione alle necessità territoriali, agli handicap strutturali di ogni settore. Relativamente all'asse 2, non vi leggo tutto ma il tono delle osservazioni che la Comunità fa alla Regione sarda è di pari livello, come di pari livello sono gli altri 38 punti di osservazione.

Allora, perché tutto questo è importante? Prima di tutto perché sono in gioco 600 milioni di euro che devono essere e sono destinati alla Sardegna, in secondo luogo perché purtroppo questa nota, alquanto perentoria e anche analitica, richiama un lavoro più di proposizione, di programmazione, molto più approfondito e, permettetemi il termine, più professionale, più degno di una proposta di Piano di sviluppo rurale che la Comunità richiede. Ci sono anche vari riferimenti alle incongruenze con il Piano di sviluppo nazionale o, meglio, richiami alla non coerenza con le indicazioni di Piano di sviluppo regionale. Ecco perché noi dobbiamo approcciarci al problema dell'agricoltura in Sardegna in modo molto più ampio, non con i soliti interventi ai quali siamo costretti obbligatoriamente, dobbiamo assumerci la responsabilità di portarli a termine nell'immediatezza per non far piombare le aziende in un ulteriore stato di crisi che già è evidente, per ragioni di mercato, ambientali, territoriali e infrastrutturali. Perciò, i tanto declamati interventi spot, i tanto declamati interventi a pioggia, che in quest'Aula sono a volte stati oggetto di osservazioni, come vedete ci ritroviamo a rifarli, purtroppo, con una certa costanza.

Questo indica la mancanza di una seria, opportuna e produttiva programmazione da parte dell'organismo regionale. Sia ben chiaro che queste osservazioni non possono, per onestà intellettuale, essere rivolte soltanto alla gestione degli ultimi anni, è una storia vecchia questa dell'agricoltura, ma niente di nuovo mi sembra di poter intravvedere nelle azioni proposte. Questo niente di nuovo si spiega con la mancanza di una seria azione di programmazione e di sviluppo dell'agricoltura sarda.

Io chiedo che venga presa quantomeno in considerazione l'opportunità che ci viene data dalla contingenza di discutere questo disegno di legge, quindi di affrontare subito in questa sede, in senso legislativo, cercando di essere di sostegno alla Giunta stessa, quanto di opportuno possiamo fare per risolvere anche la questione del credito e la questione dell'indebitamento delle aziende. Non era necessario che altri si occupassero della Sardegna per tirarci le orecchie, e parlo in questo caso del noto Grillo, che ha già avuto modo di richiamare e anche di annunciare la sua presenza in Sardegna a difesa degli agricoltori, perché prima di lui altri, anche alcuni di noi e di voi, si sono preoccupati di trovare soluzioni efficienti ed efficaci soprattutto per risolvere questo problema. Credo che potremmo essere in dirittura d'arrivo.

L'intervento della SFIRS, le cui modalità ho illustrato all'Aula, per chi ha avuto la pazienza di ascoltare, credo che sia una soluzione che potrebbe garantire gli agricoltori. Analogo discorso andrebbe fatto anche per la Legler, sulla quale peraltro torneremo anche durante le audizioni del presidente della SFIRS in sede di esame della finanziaria, ricordando quali sono state le sue dichiarazioni nel corso delle audizioni per la finanziaria 2007. Nulla di tutto quello che è stato detto in quella sede è stato portato a termine, a nulla è servito e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Ecco perché noi, quanto meno gli appartenenti al Gruppo U.D.C., intendiamo chiedere al momento opportuno anche la dovuta sospensione della discussione per valutare la presentazione di un emendamento, che possa trovare accoglimento in questa Aula, accoglimento da parte dell'Esecutivo per introdurre anche il problema dell'indebitamento delle aziende agricole. E questo intendiamo farlo con celerità, se fosse possibile esitare il disegno di legge e quindi la discussione anche degli emendamenti, che chi vorrà potrà presentare, entro la serata odierna. Perché noi dobbiamo dare risposte agli agricoltori, ma dobbiamo dare risposte, per quanto celeri, anche efficaci, e che diano garanzia di soluzione del problema, e che non siano in qualche modo macchiate dalla necessità di accelerare il procedimento e quindi non supportate delle opportune valutazioni. Se non sarà possibile stasera lo faremo domani mattina, ma in ogni caso una volta che il disegno di legge sarà stato esitato da questa Aula, speriamo possa essere portatore di soluzioni per il settore agricolo.

Io credo, e spero, di aver illustrato nel modo dovuto quali sono, più che le nostre critiche, le nostre proposte, perché insieme si possano trovare soluzioni immediatamente perseguibili per dare sostegno ad un settore che non può essere abbandonato a se stesso. Un settore che ovviamente è in crisi da tempo, da troppo tempo; è un settore, sì, assistito, come d'altronde in tutto il resto d'Europa, è un settore che forse nella nostra Isola ha bisogno di attenzioni ancora maggiori di quelle che gli sono state riservate nell'ultimo decennio, e anche prima.

In ultimo vorrei conoscere, prima del prosieguo della discussione, o perlomeno dei nostri interventi, e della eventuale presentazione degli emendamenti, le indicazioni della Giunta sulla copertura finanziaria come richiesto in premessa.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Intervengo brevemente, Presidente, per fare alcune considerazioni. Ci troviamo di fronte a dei ritardi dovuti, sostanzialmente, al passaggio dalla vecchia programmazione alla nuova. Con la vecchia programmazione dei fondi, fondi comunitari, nazionali e regionali 2000-2006, c'erano due programmi di spendita, c'era il POR e c'era il Piano di sviluppo rurale. A questi si aggiungono la misura E e la misura F, che sono le misure che riguardano l'indennità compensativa a favore delle aziende agricole e il benessere animale, misura F che è stata completamente creata da questa Giunta, da questa maggioranza. Ecco, queste due misure hanno avuto dei ritardi nel completamento dei pagamenti, perché in buona parte i pagamenti sono avvenuti proprio perché si è passati da una programmazione ad un'altra, cioè si è chiusa quella 2000-2006 e si è aperta quella 2007-2013, dunque sono cambiati gli strumenti, perché adesso noi non parliamo più di POR ma parliamo unicamente e semplicemente di Piano di sviluppo rurale, che è un programma unico che comprende tutti gli interventi nel settore agricolo.

Ecco, nel passaggio tra il primo e il secondo programma ci troviamo in una situazione nella quale la Regione Sardegna riesce addirittura, perché ha speso bene i fondi, e nei tempi dovuti, ad avere 46 milioni di euro in più rispetto a quelli che erano stati assegnati dall'Unione Europea e dallo Stato. Non dimentichiamoci che la cifra assegnata era di 403 milioni e ne abbiamo spesi 449, cioè 46 milioni in più che, proprio perché abbiamo speso bene e nei tempi dovuti, abbiamo preso dalle Regioni che non sono state brave come noi. Questo va ricordato, questo è un punto molto importante, e anche per questo c'è bisogno di ulteriori risorse. AGEA, che è l'organismo nazionale pagatore che si occupa esclusivamente di queste funzioni, avrebbe dovuto avere dal Ministero dell'economia le risorse necessarie per far fronte a questi ulteriori pagamenti, cosa che, nella misura giusta, non è avvenuta; il problema non riguarda soltanto la Regione Sardegna, riguarda diverse altre Regioni italiane.

Quindi questa è la situazione, situazione che vede la Sardegna, relativamente alla indennità compensativa, aver già liquidato 12.036 domande, per un importo di 52 milioni di euro, e per il benessere animale, la famosa misura F, 10.978 domande, già liquidate per un importo di 53 milioni di euro. Cioè abbiamo già liquidato circa 106 milioni di euro, mancano ancora 19 milioni di euro, questa è la situazione, e stiamo anticipando per conto del Ministero per mettere AGEA nelle condizioni di poter spendere, poi queste risorse verranno per intero reintegrate nel bilancio della Regione.

Io voglio anche ricordare ai colleghi che questa Amministrazione regionale, rispetto all'indennità compensativa, ha quasi quadruplicato le risorse che erano state messe a disposizione per il 2000-2006, per cui c'erano 73 milioni di euro che sono stati portati a 263 milioni di euro nella programmazione 2007-2013, e che è stata prevista ex novo una misura, la misura F sul benessere degli animali, che non esiste in nessun'altra Regione italiana. E' stata una proposta geniale di questa Amministrazione regionale, e che sta andando avanti e rispetto alla quale abbiamo questo ritardo nei pagamenti. Ritardo che non dipende dall'Amministrazione regionale, dipende da questo passaggio da una programmazione all'altra.

Queste sono le cose di cui io penso sia giusto discutere, analizzare certamente le questioni che riguardano la crisi profonda che attraversa l'agricoltura sarda, però bisogna anche riconoscere che da parte dell'Amministrazione regionale c'è un impegno serio che sta dando risposte concrete a queste difficoltà, difficoltà che non nascono ieri ma che ci trasciniamo da tanti anni e che attengono alla necessità di una riconversione, di una riorganizzazione complessiva di buona parte dell'agricoltura sarda, però non possiamo non rilevare con soddisfazione che c'è da parte della Giunta, e di tutta l'amministrazione regionale della nostra Isola, un impegno adeguato per far fronte a questi problemi.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, Assessore, colleghi, noi voteremo naturalmente a favore di questo disegno di legge, vista la grave situazione di emergenza che sta attraversando oggi il mondo agro pastorale; però io credo che una valutazione politica, collega Sanna, e Assessore, sia opportuno farla su questi ritardi. E non si capisce perché questa Giunta regionale, il governo della Regione, abbia aspettato che la situazione diventasse così drammaticamente insostenibile. Si è voluto aspettare che gli agricoltori, i pastori di Decimomannu praticassero lo sciopero della fame, si è dovuto aspettare che le associazioni di categoria scendessero in piazza con i trattori per sollecitare un intervento sacrosanto, un intervento che sarebbe dovuto essere fatto già molto tempo prima. Queste cose bisogna dirle. Bisogna dire che, oggi, questo disegno di legge arriva immediatamente in Aula, senza essere passato in Commissione. Noi, con grande senso di responsabilità, faremo passare questo provvedimento, però bisognerebbe anche spiegare, in quest'Aula, perché questo disegno di legge non sia stato approvato dalle Commissioni competenti, e non si dice che per mesi le Commissioni non hanno lavorato, che soprattutto la Commissione agricoltura…

CUCCU GIUSEPPE (La Margherita-D.L.). Ma se lo hanno approvato il 24 settembre!

LADU (Fortza Paris). E' ancora peggio. La Commissione agricoltura è da mesi che non si riunisce perché non c'è il numero legale. Perché non c'è il numero legale? Perché la guerra all'interno della maggioranza, soprattutto per la nascita del Partito Democratico, ha portato anche a questo, a dei ritardi che sono veramente insostenibili. Questi sono i motivi per cui la Commissione non è riuscita ad approvare il provvedimento per portarlo in Aula, e quindi io credo che su questo si debba fare un altro ragionamento. E' giusto che la Regione anticipi le risorse che dovrebbero essere di competenza dello Stato, l'abbiamo fatto mille altre volte, anche in passato, si fa anche adesso. Anzi, se vogliamo, in passato, soprattutto per quanto riguarda la "lingua blu", la Giunta regionale aveva anticipato addirittura 500 miliardi di vecchie lire, perché il Governo nazionale e l'Unione Europea ancora non avevano provveduto a finanziare le risorse dovute. Però, io credo che, per una cifra così irrisoria, sia incredibile che il Governo nazionale non abbia ancora impegnato queste risorse, e quello che è ancora più incredibile è che questa Giunta regionale, questa maggioranza, non abbia assunto una posizione forte nei confronti del Governo nazionale che, di fatto, non sta facendo nulla per salvare il mondo agricolo e pastorale della Sardegna.

Se vogliamo essere sinceri fino in fondo credo che neanche la Regione stia facendo un granché. Perché? Perché dal bilancio della Regione poche risorse stanno "uscendo" per il mondo agricolo e pastorale. Le risorse che noi stiamo impegnando in questo settore sono tutti i fondi dell'Unione Europea e basta, mentre in passato questo Governo regionale aveva impegnato delle risorse importanti non per assistere - certe volte anche per assistere, purtroppo - ma per sostenere l'agricoltura così come stanno facendo altre regioni d'Italia e d'Europa per tenere in piedi un settore che è in difficoltà, che ha bisogno di essere sostenuto per poter essere competitivo nei confronti delle altre regioni. Allora, io credo che la crisi del mondo agro-pastorale sia veramente drammatica; sono d'accordo con chi dice che non è una crisi che è iniziata oggi, la crisi del mondo agro-pastorale parte da lontano. Se dovessimo adesso attribuire tutte le responsabilità a questo Governo della Regione non sarebbe certamente corretto.

La legge numero 44 dell''88 non è di questo Governo, la numero 17 non è di questo Governo, comunque è una serie di situazioni che si sono incancrenite e che, adesso, stanno arrivando al culmine, nel senso che oggi c'è una situazione che vede circa 7 mila aziende agricole soffrire, molte delle quali sono già fallite.

Questo Governo della Regione, e così tutto il Consiglio regionale, perché noi per primi dovremmo essere impegnati per trovare soluzioni, deve essere in grado di dare risposte ad una crisi che è veramente gravissima, e che coinvolge uno dei settori più importanti della nostra economia, forse il settore portante. E' chiaro che ci vuole un impegno forte, ci vuole la volontà di risolvere il problema, e quindi bisogna trovare delle soluzioni immediate per quanto riguarda questo settore.

Allora, diciamo subito che questo intervento che stiamo facendo si sarebbe dovuto fare molto prima; noi stiamo parlando, infatti, di risorse che riguardano i POR 2000-2006, quindi che sarebbero dovute essere erogate molto tempo prima. E devo dire che se noi l'avessimo appunto fatto molto tempo prima, sicuramente la crisi non sarebbe stata così grave, perché io le posso dire, Assessore, che non solo oggi c'è circa il 3 per cento del mondo agricolo e pastorale che ha abbandonato le campagne, e che non sa dove andare, ma il vero problema è che quelli che sono rimasti non è che stiano meglio, sono in grave difficoltà e stanno per abbandonare anche loro.

Un tempo si diceva che quando c'è stata l'emigrazione, negli anni '60 e '70, di pastori verso la Toscana, il Lazio e altre regioni d'Italia, ci fosse in quella fase un sovraccarico di bestiame nelle campagne della Sardegna, e che questo sia servito come valvola di sfogo per favorire, allora, le aziende agricole. Ma oggi non è così: più sono quelli che se ne vanno dalla campagna, peggio stanno quelli che rimangono. Quindi c'è una situazione che è veramente drammatica. Oggi ci sono molti allevatori (io ho partecipato alla manifestazione di due giorni fa), e molti pastori non riescono più a dare il mangime al bestiame perché non hanno i soldi, perché i consorzi agrari non danno neanche una lira se non pagano anticipatamente, perché sanno che non sono solvibili, perché non pagheranno sicuramente, perché anche loro si pongono il problema di come chiudere il proprio bilancio; gente che coltiva e non ha i soldi per comprare il concime per fare in modo che ci sia un raccolto decente.

Quindi, c'è una situazione veramente drammatica in cui non ci sono risorse. Allora, queste piccole risorse non risolveranno certamente il problema. Queste saranno come un brodino ad un malato grave, per usare un termine che è stato usato in questi giorni a livello nazionale, ma i problemi dell'agricoltura rimangono, rimangono fortissimamente. Serviranno queste risorse, devo riconoscere che sono molto importanti perché ci sono molte aziende che hanno davvero bisogno anche dei 1000 euro per potere andare avanti, perché questo è un periodo brutto. In autunno non entra nulla e si tratta di spendere giorno dopo giorno per mandare avanti l'azienda. Però sussistono, oggi, ancora i problemi drammatici dell'indebitamento delle aziende, che ne vedono impegnate, come dicevo prima, 7 mila, che sono un'enormità, e noi dobbiamo trovare delle soluzioni, ma non soltanto come Regione; nei confronti di queste aziende noi dobbiamo impegnare il Governo nazionale amico, che deve dimostrare effettivamente di avere una sensibilità nei confronti del mondo agricolo, che sta attraversando una crisi come mai ne ha affrontato in Sardegna. Quindi, questo dell'indebitamento è un problema che deve coinvolgere il Governo della Regione, ma credo anche il Consiglio regionale. Anch'io propongo che ci sia in tempi rapidissimi una sessione per parlare esclusivamente di questo, per affrontare il problema una volta per tutte e per impedire che queste imprese falliscano, che le aziende falliscano, e che questi terreni vengano comprati per due lire, come di fatto sta succedendo in questi tempi. Allora, io credo che di questo si debba discutere, così come anche del problema del prezzo del latte. Mi rendo conto che non è semplice oggi, in una situazione di libero mercato, parlare di questo, però qualcosa bisogna fare, noi dobbiamo uscire da questa situazione perché, in un momento in cui le spese di produzione sono aumentate, sono duplicate, triplicate, il prezzo del latte è rimasto fermo, anzi è sceso.

Io credo che qualcosa noi la dobbiamo fare, non possiamo lasciare che il mondo agricolo muoia in questo modo. Perlomeno, per quanto riguarda le spese di produzione, noi dobbiamo ridurre i costi, dobbiamo intervenire per fare in modo che qualcosa si possa fare, e qualcosa, Assessore, noi la possiamo fare, perché ci sono i costi dell'energia elettrica che sono costi altissimi, più alti delle altre regioni d'Italia, ci sono i costi che devono affrontare le aziende per quanto riguarda i trasporti, c'è una serie di costi che riguardano l'insularità della Sardegna. Ecco, su questo noi potremmo fare un'azione politica intelligente che consenta effettivamente agli operatori agricoli sardi di essere competitivi nei confronti dell'agricoltura fuori dalla Sardegna, perché se noi non riusciremo a fare questo il mondo agricolo sarà purtroppo destinato a soccombere, perché non ci sono le reali condizioni per andare avanti.

Oggi, grandi aziende che registravano bilanci importanti negli anni scorsi sono in gravissima difficoltà, appena riescono a pagare le spese: la gente non ha più una lira. Io credo che noi ci dovremmo porre questo problema, pur sapendo che non è semplice, però una soluzione dobbiamo trovarla, e dobbiamo trovarla tutti insieme e celermente prima che effettivamente la situazione diventi ingovernabile. Assessore, in questi giorni ho visto persone disperate, persone disperate che volevano risposte, e in questo caso forse un po' di ossigeno per quanto riguarda queste competenze che spettavano loro già da diverso tempo. Queste risorse possono dare un po' di sollievo, però non dimentichiamo che i problemi veri dell'agricoltura sono ancora lì, sul tappeto, non sono risolti, e bisogna trovare in tempi rapidi una soluzione.

Per quanto ci riguarda noi siamo disponibili, ci sediamo in questo Consiglio regionale, analizziamo le situazioni e le soluzioni che possono essere trovate, però di questo passo, ripeto, non si può assolutamente andare avanti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione, per un chiarimento tecnico.

DADEA, Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Grazie, signor Presidente, intervengo per poter correggere un errore materiale che è contenuto nel disegno di legge; nella parte che riguarda la norma finanziaria dove c'è scritto "in diminuzione", si deve intende "in aumento". E' un mero errore materiale e quindi mi sembra giusto doverlo segnalare prima del passaggio agli articoli.

PRESIDENTE. Per la Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Presidente, vorrei soltanto fare qualche osservazione in relazione al fatto che il Ministero del tesoro non ha trasferito per intero le risorse necessarie per poter soddisfare le richieste non soltanto della Regione Sardegna, ma di tutte quelle Regioni che hanno presentato elenchi di liquidazione che vanno oltre la data del 15 di ottobre, data entro la quale si chiude l'esercizio finanziario e quindi rimane la spesa di competenza del Programma di sviluppo rurale 2000-2006. Le spese di 63 milioni, per i quali noi oggi chiediamo al Consiglio l'autorizzazione all'anticipazione di 19, si riferisce al Piano di sviluppo rurale del 2000-2006, ma per effetto del trascinamento va a ricadere nel Piano finanziario 2007-2013, e poiché le risorse sono relative ad interventi riconducibili all'Asse due, cioè l'Asse nel quale non c'è cofinanziamento regionale ma, esclusivamente, cofinanziamento nazionale e risorse comunitarie. Quindi il Ministro del Tesoro deve prima avere l'approvazione del Piano di sviluppo rurale delle varie Regioni per poter iniziare ad anticipare quote finanziarie relative alla programmazione 2007-2013. Questo è il motivo per il quale si è avuto questo ritardo, proprio per l'accavallarsi di due programmi finanziari.

Per quanto riguarda invece l'aspetto relativo alle risorse sull'agricoltura, io vorrei richiamare l'attenzione sul fatto che l'agricoltura ha ricevuto nel 2006, contando solo quelli di provenienza comunitaria e nazionale, trasferimenti e risorse per circa 270 milioni di euro. Quindi non è che non arrivino delle risorse, evidentemente cerchiamo, prima di tutto, di utilizzare le risorse provenienti dall'Unione Europea e dallo Stato, prima di utilizzare quelle del nostro bilancio regionale. Per quanto riguarda la partita dell'indebitamento, sulla quale già i signori consiglieri si sono intrattenuti, è evidente che è una partita sulla quale con molta determinazione abbiamo operato e stiamo operando, ancorché non si sia riusciti a concludere in maniera pratica le nostre intenzioni, che non si discostano evidentemente da quanto la Commissione agricoltura a suo tempo aveva suggerito alla Giunta, non si discostano neanche da qualche suggerimento che oggi è venuto da questo tavolo. Comunico però che il Ministro ha già convocato per il giorno 30, alle ore 14, presso il Ministero, un incontro con i vertici dell'istituto bancario più impegnato in questa partita, al quale ci presenteremo con delle proposte operative, naturalmente anche rispettose dei vincoli dell'Unione Europea.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Siamo al passaggio all'esame dell'articolo unico e, eventualmente, alla presentazione entro questo termine degli eventuali emendamenti. Ne sono già stati presentati due, se c'è la necessità di presentazione di ulteriori emendamenti possiamo sospendere per 10 minuti per consentirne la presentazione. Credo vada considerato il fatto che si tratta di una variazione di bilancio, e non di un articolato completo, perché se diventasse un articolato più completo naturalmente avrebbe necessità di un'istruttoria più appropriata in Commissione, e non nell'Aula. Comunque possiamo fare una sospensione di 10 minuti per consentire l'eventuale presentazione di emendamenti. Sospendo la seduta.

(La seduta, sospesa alle ore 18 e 53, viene ripresa alle ore 19 e 06.)

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo la seduta. Chiedo scusa ai colleghi, vi prego di prendere posto e di recuperare un po' di attenzione sul lavoro che dobbiamo fare. Dobbiamo votare il passaggio all'esame dell'articolo sul disegno di legge numero 299.

Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Io vorrei suggerire ai colleghi che hanno presentato l'emendamento di ritirarlo, oppure di consentire agli altri colleghi di presentare degli emendamenti concreti affinché si possa presentare una legge organica sull'argomento, poiché così rischiamo di presentare 2, 3, 4, 5 emendamenti, che peraltro possono anche essere oggetto di impugnazione da parte della Commissione europea, e così verrebbe vanificato anche lo scopo di questa legge. Dobbiamo stare attenti. Oppure ci diano il tempo di presentare gli emendamenti.

PRESIDENTE. Onorevole Rassu, io ho proposto una sospensione dei lavori dell'Aula di un quarto d'ora per l'eventuale presentazione degli emendamenti, ricordando a tutti i Gruppi che gli emendamenti in un disegno di legge che viene ammesso in Aula con una procedura di urgenza, e che in buona sostanza è costituito di un unico articolo che impingua un capitolo del bilancio, non possono introdurre altri argomenti se non previo rinvio del loro esame alla Commissione di merito. In questo quarto d'ora non sono stati presentati emendamenti, ovviamente quelli che sono stati presentati restano, e li affronteremo nella discussione successiva. Per quanto mi riguarda vale l'opinione che ho rappresentato, quindi l'eventuale invito al ritiro di emendamenti che non siano conformi alla ratio di questo provvedimento, perché il rischio sarebbe quello di non raggiungere il fine che il provvedimento stesso si prefigge.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame dell'articolo unico.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Barracciu, Farigu, Silvio Lai e Manca hanno votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Capelli - Cappai - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda - Farigu - Floris Mario - Floris Vincenzo - Gallus - Giagu - Ibba - Ladu - Lai Renato - Lai Silvio - Licandro - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marracini - Masia - Mattana - Meloni - Milia - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Uggias - Uras.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Vargiu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 71

votanti 69

astenuti 2

maggioranza 35

favorevoli 69

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 1. All'articolo 1 sono stati presentati due emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1 e dei relativi emendamenti:

Art. 1

Modifica dell'articolo 21, comma 18, della legge regionale 29 maggio 2007, n. 2

1. L'autorizzazione di spesa di euro 20.000.000, di cui all'articolo 21, comma 18, della legge regionale 29 maggio 2007, n. 2 (legge finanziaria 2007), è rideterminata in euro 39.000.000.

2. Nel bilancio della Regione per l'anno 2007, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 33, comma 4, della legge regionale 2 agosto 2006, n. 11, sono introdotte le seguenti variazioni:

in aumento

UPB E361.006

Recuperi e rimborsi in capo all'Assessorato dell'agricoltura e riforma agro-pastorale

(Cap. EC361.071)

2007 euro 19.000.000

in diminuzione

UPB S04.11.004

Piano di sviluppo rurale e azioni di supporto per l'informazione e la formazione in agricoltura

(Cap. SC04.2931)

2007 euro 19.000.000

Emendamento aggiuntivo Giunta Regionale

Articolo 1

Dopo l'articolo 1 è aggiunto il seguente:

Art. 1 bis

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione autonoma della Sardegna. (1)

Emendamento aggiuntivo Uras - Serra - Licheri - Davoli - Pisu - Cugini - Fadda - Balia - Masia - Ibba

Articolo 1

Dopo l'articolo 1 è aggiunto il seguente articolo 2:

"Al fine di consentire la organica trattazione e di assumere provvedimenti finanziari atti al superamento della situazione debitoria delle aziende agricole sarde, creatasi in relazione alla concessione ai titolari delle predette aziende di mutui da parte del sistema creditizio, anche in forza di disposizioni regionali in materia di aiuti, e in relazione a procedure di infrazione attivate dalla competente autorità comunitaria, è istituito, nelle forme consentite dalla legge, dalla Giunta Regionale, previo parere favorevole della Commissione consiliare competente in ambiente e agricoltura, uno specifico organismo con funzioni di arbitrato. Tale organismo opera d'intesa con le competenti autorità statali e comunitarie al fine di concordare, in modo vincolante per le parti, con gli Istituti di credito, gli agricoltori interessati e l'Amministrazione regionale, l'entità del debito e le modalità di rientro da parte delle aziende. Lo stesso organismo è autorizzato a convenire, nei limiti disposti dalle leggi della Repubblica, adeguate azioni atte a sospendere le procedure di pignoramento delle proprietà delle predette aziende." (2).)

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, colleghe, colleghi, Assessori, io non ripercorrerò le tappe che hanno determinato l'ormai insostenibile crisi delle aziende agricole e zootecniche di Sardegna. E' evidente che ci sono problemi storici, così come è indiscutibile che è molto difficile invertire la rotta senza una scelta strutturale. L'unico modo per ridare fiducia agli agricoltori e ai pastori è quello di considerare questo settore economico strategico per lo sviluppo della Sardegna. Occorre superare la fase mitica del mondo agro-pastorale con le sue tradizioni interpretate spesso in chiave folklorica o attinenti agli studi demologici per avviare la vera fase economica e produttiva utile per dare lavoro stabile e un futuro meno incerto ai giovani sardi. Non si comprende perché i pastori e gli agricoltori della Sardegna possano avere un ruolo positivo e propositivo in altre regioni italiane e non abbiano la dignità che meritano nella loro terra. Partecipando ad una recente iniziativa tenutasi a Decimoputzu, alla presenza dell'onorevole Amalia Schirru, ho avuto modo di verificare, se ne avessi avuto bisogno, la misura della disperazione di diverse centinaia di famiglie quasi rassegnate alla loro scomparsa.

Come socialista non posso accettare che ci sia una continua umiliazione di chi, lavorando onestamente, si trova per errore di altri a dover pagare pesantemente di persona. Si tratta di situazioni drammatiche e che avranno ripercussioni sociali devastanti, lo ricordava anche l'onorevole Cuccu poco fa.

In questo quadro allarmante penso che la Regione debba agire con determinazione. Si tratta non solo di intervenire per salvare il patrimonio di molte famiglie, come prevede appunto l'articolo 1 del disegno di legge, ma soprattutto di agire sull'intero sistema economico e finanziario. La prima riflessione riguarda le banche, la progressiva scomparsa dal panorama regionale di istituti di credito sardi ha ulteriormente complicato la vita delle aziende. Diventa quindi necessario rivedere a livello regionale la questione degli interessi sui finanziamenti alle aziende agricole. E' assurdo che gli imprenditori, 5000 aziende in difficoltà, come ha ricordato l'onorevole Cuccu, possano arrivare a questa condizione per l'atteggiamento vessatorio degli istituti di credito. Da circa due anni, inascoltata, ho chiesto - anche con lettere - ai Presidenti della Commissione bilancio che si sono succeduti, lo svolgimento di un'indagine sul credito e alla Giunta - con ripetute dichiarazioni e un'interrogazione - l'organizzazione di una Conferenza sul credito, peraltro sollecitata anche dai sindacati. La situazione deve essere affrontata dalla Giunta in maniera organica e complessiva, tenendo presente il ruolo svolto, fin dalla sua nascita, nel settore agrario dal Banco di Sardegna. E' noto che se gli agricoltori e gli allevatori non dovessero salvare le loro aziende, anche il sistema del credito ne avrebbe un grave contraccolpo. Sono quindi d'accordo sull'apertura, sempre sollecitata e avviata, ma mai conclusa, di una trattativa tra la Giunta regionale, gli istituti di credito del settore e le associazioni dei produttori, per definire in modo esaustivo l'entità del debito e concordare le modalità di rientro, creando i presupposti affinché l'attuale situazione non abbia a ripetersi, e soprattutto non abbia a riprodursi all'infinito. Ecco perché mi lascia perplessa l'emendamento numero 2 che prevede un percorso, a mio avviso, molto complesso e di difficile attuazione con la crescita del contenzioso.

Le procedure di pignoramento delle proprietà delle aziende agricole possono essere bloccate dall'intervento diretto della Giunta regionale nei confronti degli istituti di credito, a garanzia dei debitori. Ecco perché concordo per una specifica sessione dei lavori dell'Aula su questi temi, anche perché, pur accogliendo positivamente le considerazioni dell'onorevole Alberto Sanna, è evidente che gli scenari della globalizzazione impongono una particolare attenzione a un settore dove la competizione si gioca soprattutto sulla qualità delle produzioni, sulla tutela dell'ambiente, sull'identità delle colture e della popolazione che vive e lavora nelle campagne. Lo dice la nuova Politica agricola comunitaria e non possiamo certo trascurare questo orizzonte.

Infine, ritengo che mentre alcune iniziative dal sapore promozionale, che ogni tanto vengono proposte nel panorama locale, possano forse essere rimandate a un periodo diverso da questo, non si possa che sostenere le imprese in difficoltà, nel campo agricolo, innanzitutto, ma anche negli altri settori dove la sofferenza si fa sentire e richiede interventi urgenti e significativi, e mi auguro che la finanziaria che ci apprestiamo a vedere possa in qualche modo sopperire anche a tutte quelle necessità che si palesano in modo sempre più evidente come difetti e problemi gravi dell'intera società sarda. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Presidente, intervengo sulla norma, ma anche per ragionare sull'emendamento che abbiamo proposto noi di Rifondazione Comunista, insieme ai compagni della Sinistra autonomista, del PDCI e dello SDI. Perché abbiamo proposto questo emendamento? C'è una ragione che è di ordine politico, innanzitutto di ordine politico. Noi non possiamo citare le aziende in crisi, siamo non tre anni che parliamo di indebitamento, magari fossero soltanto tre anni, siamo almeno dieci anni che parliamo insistentemente di indebitamento delle aziende agricole, e siamo almeno dieci anni che conosciamo quali sono le cause di questo indebitamento: che cosa ha colpito l'ortofrutta, la serricoltura, che cosa ha colpito le nostre aziende zootecniche, lo sappiamo!

Da una parte le ha colpite, certo, l'inclemenza del tempo, certo le diverse patologie che hanno colpito il bestiame e le diverse patologie che hanno colpito le piante, però le ha colpite anche un altro soggetto, hanno colpito gli istituti di credito, quindi il credito, e le hanno colpite, insieme al credito, anche la stessa Amministrazione regionale, la sua inadeguatezza a gestire, ad organizzare al meglio il sistema degli aiuti e a non rischiare. Poi le procedure di infrazione, poi gli interventi della Commissione europea. Quindi, le ha colpite la burocrazia del credito e le ha colpite anche la burocrazia pubblica, le ha colpite la burocrazia regionale e le ha colpite la burocrazia statale, con i ritardi negli indennizzi e così via. Quindi, lo sappiamo benissimo dove stanno le ragioni e abbiamo affrontato il tema in questa legislatura, personalmente e non solo, con tanti altri compagni, tanti consiglieri regionali di questo schieramento e anche dell'altro, le abbiamo fatte insieme molte cose, unitariamente, e siamo andati - io lo dico al collega Cappai - mentre stavano sfrattando con le forze dell'ordine, in modo coatto, gli agricoltori, le loro famiglie, i loro figli, siamo andati insieme a sostenere quelle famiglie e le abbiamo difese, e abbiamo difeso anche le loro case in quella circostanza! Però il problema è rimasto, e non è rimasto perché la Giunta sia incapace, non è così, perché sennò dovremo dire che tutte le Giunte di questa terra negli ultimi dieci anni sono state incapaci, e non ci credo, non è vero! C'è un problema di metodo, c'è un problema di organizzazione dell'intervento, non si riesce a pensare aldilà delle procedure che noi conosciamo, per inventarsi una soluzione, questo è il problema! Ed è per questo che io ho presentato - onorevole Rassu, carissimo Nicola, posso? - questo emendamento insieme agli altri compagni, l'abbiamo presentato per questa ragione! Ci si chiede di ritirarlo? Parliamone! Vogliamo trovare insieme una soluzione e un percorso che ci porti unitariamente a dare una risposta definitiva a questo problema? D'accordo! Però non troviamoci tra tre mesi, quattro mesi, cinque mesi, sei mesi, con altre mozioni delle opposizioni, a domandarci che cosa dobbiamo fare, perché lo dobbiamo decidere adesso cosa dobbiamo fare! Se non lo decidiamo oggi, c'è la finanziaria, c'è la possibilità di istruire in Commissione una legge, c'è la possibilità di intervenire, nelle nostre mani stanno gli strumenti per risolvere il problema. Quindi, da parte nostra c'è la massima apertura a questo tipo di soluzione. Fermiamoci cinque minuti, noi siamo disposti a discutere.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Presidente, sarò breve. Io credo che le considerazioni che faceva il collega Uras poc'anzi siano tutte condivisibili, ivi compresa la responsabilità dell'Amministrazione regionale, e quando parliamo di Amministrazione regionale non ci riferiamo, nel fatto specifico, a questa Giunta in carica, ma ci riferiamo a quella che è stata la gestione negli ultimi 10-15 anni delle politiche agricole nella nostra Regione. Lamentava anche il fatto che una delle responsabilità dell'indebitamento delle aziende agricole nella nostra Regione è il problema dei ritardi negli indennizzi. Io credo che questa norma di oggi, che di fatto non è altro che una variazione di bilancio con una norma specifica che aumenta la dotazione di anticipazione per poter saldare gli indennizzi per quanto riguarda l'indennità compensativa e il benessere degli animali, dia una risposta in questa direzione cercando di rendere anche noi corresponsabili in questi ritardi che gravano poi sul comparto agricolo. Per cui io direi che oggi noi faremmo una cosa positiva se approvassimo velocemente questo provvedimento e assumessimo l'impegno (visto che peraltro andremo subito dopo a discutere le quattro mozioni che riguardano appunto la crisi del comparto agricolo) ad approvare un ordine del giorno. Io mi auguro che questo ordine del giorno possa trovare il consenso unanime di questo Consiglio, perché i problemi che vengono sollevati per quanto riguarda il comparto dell'agricoltura sono molto sentiti sia dal centrosinistra sia dal centrodestra.

Ritengo, pertanto, che le istanze che l'emendamento numero 2 porta avanti possano trovare posto all'interno dell'ordine del giorno che seguirà le mozioni che andremo a discutere, assumendoci anche l'impegno di trovare una soluzione per quanto riguarda l'indebitamento delle aziende agricole, o in un provvedimento di legge specifico o nella prossima legge finanziaria. Pertanto io chiederei ai colleghi di Rifondazione, ai colleghi dello S.D.I., e ai colleghi della Sinistra Autonomista di ritirare questo emendamento, l'emendamento numero 2, con l'impegno di includere nell'ordine del giorno le istanze contenute all'interno dell'emendamento stesso a corredo delle mozioni che andremo a discutere.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Il problema dell'indebitamento, come giustamente ha detto qualcuno che mi ha preceduto, certamente non è nato oggi. Per quanto mi riguarda, e comunque senza avere il sostegno che probabilmente a suo tempo sarebbe stato necessario, anzi dovuto, il sottoscritto il problema l'ha portato avanti in ogni finanziaria negli ultimi tre anni. Esiste una legge con me primo firmatario in Commissione dal 2005, la legge sulla ristrutturazione finanziaria delle aziende agricole e agropastorali. Ancora è lì.

Quindi, tutti riconosciamo l'importanza di questo problema, benissimo, ma per risolverlo bisogna mirare al cuore dello stesso. E il cuore del problema è: perchè le banche non sono tornate indietro di un millimetro? Perché le banche i soldi li hanno prestati allora a quel tasso, e per ottenere quelle risorse hanno dovuto a loro volta corrispondere un certo interesse, pertanto devono recuperare il loro capitale se non altro al tasso che hanno dovuto a loro volta corrispondere per la provvista. Per cui tutto possono fare fuorché regalare i soldi che l'agricoltore gli deve. Certamente ci sono fenomeni di anatocismo, come è stato detto, ci sono fenomeni di usura, ci sono fenomeni, fenomeni e fenomeni. E certamente le banche stesse non hanno sopperito a quel ruolo di sviluppo economico da loro molte volte rivendicato, riempiendosi la bocca nei convegni pubblici, ma hanno operato una vera e propria persecuzione nei confronti delle imprese, e non solo delle imprese agricole. Per essere più concreti, nella scorsa finanziaria il sottoscritto, richiamando proprio quel progetto di legge, ha presentato due emendamenti, in uno dei quali chiedeva di destinare 20 milioni di euro per intervenire sul consolidamento dei debiti. Leggo testualmente: "è autorizzata per l'anno 2007 la spesa di euro 20 milioni finalizzata al sostegno temporaneo del settore agricolo, agro-pastorale e delle filiere ad esso connesse ed integrate secondo quanto previsto dalla legge regionale numero 4 del '98 'Interventi a favore delle aziende agricole tramite interventi mirati alla ristrutturazione finanziaria e al ripristino della redditività delle imprese operanti nel settore che presentino margini strutturali atti a consentire l'intervento stesso sottoponendo la proposta dell'intervento all'esame della Commissione europea'".

La Commissione europea, come ho detto poc'anzi, obbliga la Regione a presentare un Piano generale di recupero, e conseguentemente le singole aziende ad adeguarvisi per presentare il loro piano di ristrutturazione finanziaria, ma è previsto anche che qualora manchi il Piano generale, le singole aziende possano presentare il piano di ristrutturazione e alla Giunta regionale e direttamente alla Comunità Europea. Ci siamo? E allora il comitato proposto, e che potrebbe essere senz'altro una cosa positiva, come ha detto la collega Caligaris, non è altro che un aggravamento ulteriore di burocrazia che alla fine non risolve niente.

Il problema è urgente, è attuale, e il problema si risolve partendo dalla legge numero 4, partendo dalla legge quadro, dalla legge base che dà l'input per poter intervenire sulla ristrutturazione delle aziende in difficoltà, trattando con l'Unione Europea e proponendo un disegno di legge concordato, stante l'attuale situazione, poiché il settore agricolo è un settore strategico che con la sua caduta si tirerà dietro gli altri settori. Il problema sta qui, e se viene posto in questi termini, e se viene fatta un'analisi giusta, concreta, attuale, così come è, la Comunità Europea non può non tenerne conto poiché la nostra agricoltura non ha dei livelli di specializzazione paragonabili a quelli dell'agricoltura olandese, o di quella francese, per fare giusto due esempi: parlo dell'agricoltura non italiana, e parlo dell'agricoltura della Sardegna, dell'isola di Sardegna che con la trattazione della Comunità Europea ha dignità nazionale in quanto è Regione a Statuto speciale. E abbiamo motivazioni storiche, motivazioni geografiche, motivazioni economiche, motivazioni strutturali che possono consentire di dimostrare che le nostre imprese, e non solo, non possono fare concorrenza sleale alle imprese agricole della Nazione o europee, ma purtroppo attualmente sono in situazioni deficitarie perché non possono stare al passo col mercato in quanto subiscono, così come ho detto poc'anzi, e l'Assessore di questo ne è convinto comunque sia, il gap negativo che ha il costo della nostra produzione, un gap negativo che va dal 30 al 35 per cento, ed è qui che bisogna intervenire nell'immediato, convincere la Comunità Europea che le nostre aziende, malgrado si sforzino, riescono, sì, in qualche modo a sopravvivere, ma non stanno più nel mercato, in questo mercato globalizzato, per cui sono destinate a morire, sono destinate a recedere.

Questo perché? Perché pagano i costi di produzione del 40 per cento in più. In parole povere un litro di latte prodotto in Toscana costa 0,48 centesimi, un litro di latte prodotto in Sardegna costa 0,72 centesimi e il prezzo del latte in Sardegna è a 0,60 se lo spuntano, in continente a 0,80, quindi mentre lì hanno un gap positivo di 0,40 qui abbiamo un gap negativo addirittura di 10 centesimi in meno sui costi della produzione. Come fa a competere il nostro pastore a livello nazionale ed europeo? E' questo che bisogna dimostrare alla Comunità Europea e questo non è colpa nostra, sarà colpa di tante altre cose, ma è colpa della mancanza di una strutturazione dell'agricoltura che esiste non certamente per colpa di questa Giunta, ma che viene da molto, molto lontano. A tutto questo è collegato l'indebitamento, anche a questo oltre che alla legge numero 44, oltre che, ripeto ancora, ai fenomeni di anatocismo e di usura che le banche hanno utilizzato con i nostri agricoltori e con i nostri allevatori. Probabilmente questo emendamento metterà in difficoltà questo disegno di legge che mira nell'urgenza ad erogare immediatamente questi fondi sotto forma di anticipazioni. Allora impegniamoci, ci sono le mozioni che discuteremo stasera o domani, basta impegnarsi; il Consiglio imponga alla Commissione agricoltura, immediatamente, di lavorare e produrre.

Io non dico che questo intervento debba essere assolutamente inserito in questa legge, possiamo presentare un'altra proposta e firmarla tutti, emendarla, trasformarla, possiamo presentare un progetto di legge assieme alla Giunta, o la Giunta fare suo il nostro progetto di legge sull'indebitamento, l'importante è che si vada a trattare in sede europea, cosi come abbiamo fatto con la legge numero 28. In quella sede abbiamo esposto le nostre ragioni, presentando, così come ci era stato richiesto, delle relazioni analitiche dal punto di vista economico e finanziario sullo stato della nostra economia e, grazie a queste, siamo riusciti a farci abbuonare 1.200 miliardi stanziati a favore delle cooperative giovanili di cui l'Unione europea ci aveva chiesto il rientro. Questo bisogna fare.

Nel contempo, ecco, non so con quale norma, senz'altro è necessario interdire le azioni legali, cioè chiedere una pausa, un congelamento per dieci mesi, per dodici mesi, delle azioni legali. Intanto non è che succeda niente. Sono lì, i terreni non scappano, le aziende non scappano, e nel mentre la Regione studia un provvedimento. Un provvedimento serio però, che non serva a illudere nessuno, se no restano parole vane, e di parole ne sono state dette tante, e gli agricoltori e i pastori non vogliono più sentire parole. Ormai la situazione, come stava dicendo Cucca, come ha detto poc'anzi Cucca, sta degenerando, perché c'è la disperazione nelle campagne, e sappiamo perfettamente che i nostri agricoltori e i nostri pastori non sono sindacalizzati e agiscono di testa loro.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (Sinistra Autonomista). Presidente, dichiaro, essendo anch'io firmatario dell'emendamento, di essere d'accordo con il compagno Uras che propone… prego?

MORO (A.N.). Eh, compagno! Allora io dovrei chiamare "camerata" Artizzu?

CUGINI (Sinistra Autonomista). Che Artizzu sia camerata è una cosa riconosciuta, a lei ancora questo non è stato riconosciuto.

Mi dichiaro d'accordo con il compagno Uras sul fatto che questo emendamento, prima di essere ritirato, dovrebbe essere minimamente discusso, valutato. Perché, collega Rassu, non c'è bisogno di essere grandi esperti in agricoltura o in pastorizia per capire la difficoltà delle aziende, basta essere cercatori di funghi per comprendere che il sistema regionale del comparto agricolo non solo è in una situazione di difficoltà, con debiti notevoli per l'insieme delle aziende, ma in questi giorni si stanno facendo altri debiti, perché le campagne non producono mangimi, non producono fieno, non producono più nemmeno erba. Per alimentare il bestiame, il collega Moro è esperto, si sa che in questa fase ci vogliono risorse, ci vuole denaro contante, e il nostro sistema non è in grado di farvi fronte. Quindi, figuriamoci se noi non siamo consapevoli del fatto che occorre un provvedimento rapido, che tenga conto di questa situazione.

Il nostro emendamento non vuole appesantire nessuna discussione, e soprattutto non vuole appesantire la procedura. Però, siccome tra di noi c'è un'attenzione in più ai provvedimenti che vengono proposti all'Aula, e questa deriva dalla situazione più generale nella quale viviamo, non è sufficiente un emendamento, anche quando viene approvato, o anche quando viene bocciato, non è sufficiente un ordine del giorno, non è sufficiente una mozione, c'è bisogno di una maggiore attenzione del Consiglio per poter dare risposte, in questo caso al mondo agricolo e pastorale. Perché sulla materia che stiamo trattando la Regione, questa Giunta, è vero che non ha tutte le responsabilità che il settore denuncia, sono mali vecchi, e siccome sono antichi meritano un'attenzione particolare, visto che non siamo stati in grado di risolverli prima di oggi. Prima dell'assessore Foddis c'era un altro Assessore, è stato sostituito, e io ero tra quelli che riteneva che una maggiore competenza, forse, avrebbe aiutato il settore. Devo dire, a distanza di mesi, che forse non era così, o comunque non era solo così. Non era solo così, perché mi rendo conto che c'è bisogno di un'attenzione più ravvicinata del Consiglio, per evitare che deleghiamo troppo in materie complesse come questa che stiamo trattando. Ed è per questo che era nato quell'emendamento, per fare in modo che ci fosse una partecipazione maggiore rispetto a quella che si realizza anche attraverso la Commissione agricoltura, che recentemente è stata abbondantemente boicottata nel proprio lavoro, abbondantemente boicottata…

(Interruzione)

E' stata boicottata abbondantemente, poi sono disposto anche a verificarne la responsabilità in percentuale. Lo dico per fare emergere un problema. Siccome poi c'è nella maggioranza una parte che ha una speciale attenzione rivolta a questi problemi, può essere che quella parte, che si sente boicottata nel proprio impegno, voglia avere maggiori risposte, così come chiede lei e come chiedono gli agricoltori. Da qui nasce l'emendamento. Perché c'è bisogno di questa partecipazione.

Una variazione al bilancio è meglio se è rapida, se non è appesantita, ne riparleremo quando esamineremo le mozioni. Però era giusto ribadirlo. Peraltro in sede di esame della legge sulla ricerca scientifica, quest'Aula aveva affrontato un punto riferito alla nomina di nuovi direttori e di nuove organizzazioni degli Assessorati. Questo Consiglio si era pronunciato e poi invece non si è fatto nulla. Non penseranno i colleghi che sono qui presenti che una parte di noi abbia perso la memoria? Che non ricordi quello che succede dall'oggi al domani? Non è così! E lo dico perché non sarà così neanche nei prossimi giorni, quando tratteremo gli altri argomenti.

Allora, collega Uras, d'accordo con l'impostazione, perché mi pare che sia un'impostazione responsabile, però anche attenti a tutti i passaggi che facciamo sulla materia, perché questo argomento ci pone tante difficoltà di fronte, non solo quelle di natura europea, che derivano da quelle direttive, da quei provvedimenti, ma anche difficoltà locali, riferite alle risorse, per cui è bene che nei confronti di questo comparto ci sia maggiore attenzione e disponibilità all'ascolto. A volte basta ricevere delle delegazioni di imprenditori, a volte basta un poco di attenzione in più per evitare che si determini un attrito che non coinvolgerebbe solo chi ha responsabilità nell'esecutivo, ma anche chi è eletto in questo Consiglio regionale, poi di maggioranza, di minoranza, quello è un altro aspetto ancora. Questo lo sto dicendo per dire: procediamo sulla linea del ritiro, accogliendo anche la proposta dell'amico Biancu, però sottolineando che c'è un salto di attenzione che vorremmo che il costituito Partito Democratico tenesse presente per adesso e anche per le prossime ore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione.Presidente, l'intervento dell'onorevole Cugini naturalmente facilita molto l'intervento della Giunta, nel senso che, come già anticipato nell'intervento dell'assessore all'agricoltura Foddis, da parte della Giunta c'è tutta la disponibilità ad affrontare il tema contenuto nell'emendamento, soprattutto per quanto riguarda la situazione debitoria delle aziende agricole sarde. Quindi c'è tutta questa disponibilità, questa disponibilità naturalmente la ribadiamo e pensiamo che nel corso degli ulteriori lavori del Consiglio, nel momento in cui si affronteranno le questioni legate alle mozioni, i contenuti delle mozioni, questo problema potrà essere affrontato e potrà essere approfondito, e io sono sicuro che anche da parte della Giunta regionale verranno delle proposte in merito alla soluzione di questo annoso problema.

Quindi associandomi sia all'invito dell'onorevole Biancu, ma anche alla disponibilità dimostrata dall'onorevole Cugini, penso che anche la Giunta si senta in dovere di chiedere il ritiro, da parte dei proponenti, dell'emendamento numero 2.

PRESIDENTE. Assumiamo le cose dette dall'Assessore Dadea, come anche il parere della Giunta sugli emendamenti, procediamo alla votazione dell'articolo 1.

CAPELLI (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale.

(Appoggia la richiesta il consigliere Ladu.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Marracini ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Atzeri - Balia - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Diana - Fadda - Floris Vincenzo - Gessa - Giagu - Giorico - Ladu - Lai Renato - Lai Silvio - Licheri - Lombardo - Maninchedda - Marracini - Masia - Mattana - Meloni - Moro - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Matteo - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Vargiu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 56

votanti 54

astenuti 2

maggioranza 28

favorevoli 54

(Il Consiglio approva).

Abbiamo votato l'articolo numero 1 con la correzione dell'errore formale: l' UPB S04.11004 è "in aumento".

Metto ora in votazione l'emendamento numero 1 della Giunta regionale. Chi lo approva alzi la mano

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 2.

Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Chiedo una sospensione dei lavori di un paio di minuti.

PRESIDENTE. Poichè non ci sono opposizioni sospendo la seduta.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 48, viene ripresa alle ore 19 e 57.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Presidente, accogliendo anche l'invito che è stato avanzato dall'onorevole Biancu, cioè di raccogliere i contenuti del problema prima, e i contenuti anche dell'emendamento poi, in un apposito progetto di legge da presentare prima della finanziaria, o della finanziaria regionale, noi riteniamo di poter ritirare l'emendamento e proporre questi contenuti nell'ambito del documento che noi ci auguriamo sia unitario al termine della discussione sulle mozioni.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione finale della legge.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 299.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Sabatini ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Caligaris - Capelli - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Diana - Fadda - Floris Mario - Floris Vincenzo - Gessa - Giagu - Giorico - Ladu - Lai Renato - Lai Silvio - Licheri - Maninchedda - Marracini - Masia - Mattana - Meloni - Moro - Murgioni - Orrù - Pacifico - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Porcu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Uggias - Uras.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Vargiu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 58

votanti 56

astenuti 2

maggioranza 29

favorevoli 56

(Il Consiglio approva).

I lavori del Consiglio riprenderanno domani, 25 ottobre, alle ore 10.

La seduta è tolta alle ore 20 e 01.



Allegati seduta

Risposta scritta a interrogazione

Risposta scrittadell'Assessore dei lavori pubblici all'interrogazione Marracini - Pittalis - Lai Renato sui bandi di gara per progettazioni (nn. 7, 8, 9, 10, 11, 12/2007 - Sistemazioni idrogeologiche Villagrande Strisaili). (1005)

In riscontro alla nota prot. n. 1005 del 28 settembre u.s. si forniscono i seguenti elementi di risposta assunti mediante specifica nota del Servizio albi regionali e contratti.

Il secondo decreto correttivo al codice dei contratti, d.lgs. n. 113/2007, pubblicato il 31 luglio u.s. sulla Gazzetta Ufficiale ed entrato in vigore 1° agosto u.s., sopprime gli ultimi due periodi del comma 2 dell'articolo 92 (recante "Corrispettivi e incentivi per la progettazione"), così abrogando espressamente la disciplina sulla inderogabilità dei minimi tariffari e, tuttavia, conferma in vigore il comma 4 del medesimo articolo, pur modificandone il testo nella seguente formulazione:

i corrispettivi sono determinati ai sensi del comma 3 (trattasi dell'applicazione del DM 4.4.2001), fatto salvo quanto previsto dal comma 12 bis dell'articolo 4 del dl 2.03.1989, n. 65, convertito, con modificazioni, dalla legge 26.04.1989, n. 155.

L'intervento correttivo del legislatore conferma, nella sostanza, l'obbligatorietà dell'applicazione delle tariffe, aggiornate con il DM 4/4/2001, nella determinazione della base d'asta ma, contestualmente, conferma il limite del 20 per cento al ribasso massimo praticabile alle suddette tariffe professionali.

Il Servizio albi regionali e contratti dell'Assessorato dei lavori pubblici - Servizio, pertanto, in ossequio alla normativa vigente alla data di pubblicazione dei bandi, ha inserito il limite massimo del 20 per cento alla ribassabilità del corrispettivo stimato posto a base di gara.