Seduta n.296 del 09/12/1993
CCXCVI SEDUTA
GIOVEDI'9 DICEMBRE 1993
Presidenza della Vicepresidente SERRI
INDICE
Disegni di legge "Finanziamenti a favore di diversi settori e disposizioni varie" (444) e "Ulteriori variazioni al bilancio di previsione della Regione per l'anno finanziario 1993" (445). (Discussione generale congiunta)
SELIS, relatore ........................
Disegno di legge: "Finanziamenti a favore di diversi settori e disposizioni varie" (444). (Discussione dell'articolato):
SELIS, relatore ........................
COGODI .................................
(Votazione per appello nominale)
(Risultato della votazione) .......
Disegno di legge: "Ulteriori variazioni al bilancio di previsione della Regione per l'anno finanziario 1993" (445). (Discussione dell'articolato):
COGODI .................................
OPPI ........................................
DADEA ..................................
MANNONI .............................
PULIGHEDDU.......................
BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio
(Votazione per appello nominale)
(Risultato della votazione) ......
Fissazione di termine per l'esame in Commissione:
TAMPONI ..............................
Proposte di legge (Rinvio in Commissione):
DADEA ..................................
BAROSCHI.............................
Sull'ordine del giorno:
OPPI ........................................
La seduta è aperta alle ore 10 e 08.
PORCU, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 10 novembre 1993, che è approvato.
Rinvio in Commissione di proposte di legge
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Dadea. Ne ha facoltà.
DADEA (P.D.S.). Presidente, per chiedere una sospensione dei lavori del Consiglio, per consentirci di esaminare il documento che è pervenuto in Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Baroschi. Ne ha facoltà.
BAROSCHI (P.S.I.). Sono d'accordo sulla sospensione se questa può essere utile. Chiedo inoltre il rinvio in Commissione delle proposte di legge numero 297 e numero 298 concernenti: "Disciplina sulla propaganda elettorale".
PRESIDENTE. Se non ci sono osservazioni, la richiesta dell'onorevole Baroschi è accolta.
Pere quanto riguarda la sospensione dei lavori richiesta dall'onorevole Dadea, se non ci sono opposizioni, sospendo i lavori del Consiglio per venti minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 10, viene ripresa alle ore 10 e 43.)
Discussione congiunta dei disegni di legge: "Finanziamenti a favore di diversi settori e disposizioni varie" (444) e "Ulteriori variazioni al bilancio di previsione della Regione per l'anno finanziario 1993" (445)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione congiunta dei disegni di legge numero 444 e 445. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare l'onorevole Selis, relatore.
SELIS (D.C.), relatore. Mi rimetto alla relazione scritta.
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, dichiaro chiusa la discussione generale. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
BARRANU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta si rimette alla relazione scritta.
Discussione dell'articolato del disegno di legge: "Finanziamenti a favore di diversi settori e disposizioni varie"(444)
PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge numero 444. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
L'articolo 1 è soppresso.
Si dia lettura dell'articolo 2.
MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria:
Art. 2
Fondo edilizia abitativa
1. E' autorizzata, nell'anno 1993, l'ulteriore spesa di lire 13.400.000.000, per la prosecuzione degli interventi previsti dalla legge regionale 30 dicembre 1985, n. 32, e successive modificazioni e integrazioni (cap. 08112).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 3.
MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria:
Art. 3
Smaltimento rifiuti
1. Ad integrazione di quanto previsto dall'articolo 18 della legge regionale 20 aprile 1993, n. 17, è autorizzata, nell'anno finanziario 1993, l'ulteriore spesa di lire 5.000.000.000, per la realizzazione degli interventi previsti dal piano regionale per lo smaltimento dei rifiuti (cap. 05012/03).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 4.
MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria:
Art. 4
Integrazione interventi - Legge n. 268 del 1974
1. Sono autorizzati, nell'anno 1993, i seguenti stanziamenti integrativi a favore del programma d'intervento per gli anni 1986/1987, approvato dal CIPE il 21 gennaio 1988, di cui alla legge 24 giugno 1974, n. 268:
a) lire 4.000.000.000, ad integrazione di quanto previsto dall'articolo 29, comma 1, lettera b), punto 2), della legge regionale 20 aprile 1993, n. 27;
b) lire 7.500.000.000, per i fini di cui alla legge regionale 5 maggio 1984, n. 28.
2. Gli stanziamenti di cui al comma 1 sono iscritti nel bilancio regionale, rispettivamente, in conto dei capitoli 03034/01 e 06214/03, per essere trasferiti alla contabilità speciale di cui all'articolo 2 della legge 24 giugno 1974, n. 268 ed essere attribuiti, rispettivamente, ai titoli di spesa 11.3.01/I, lettera b), e 11.1.03/I del medesimo programma d'intervento.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 5.
MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria:
Art. 5
Promozione e commercializzazione dei prodotti agricoli
1. E' autorizzata, nell'anno 1993, la spesa di lire 3.000.000.000, al fine di incrementare il fondo per l'attuazione del piano d'intervento nelle zone interne a prevalente economia pastorale, di cui alla legge regionale 10 dicembre 1973, n. 39, e successive modificazioni e integrazioni (cap. 06285).
2. Tale somma è destinata ad integrare le disponibilità del titolo di spesa P/1.06 per le iniziative previste dal paragrafo 6.6. del medesimo piano.
3. Il programma per la spesa di cui al comma 1 è approvato dalla Giunta regionale a' termini dell'articolo 153 della legge regionale 4 giugno 1988, n. 11.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 6.
MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria:
Art. 6
Programmi comunitari
1. In attuazione della decisione della Commissione delle Comunità Europee n. C (93) 2556/6 del 22 settembre 1993, concernente, tra l'altro, la modifica del contributo del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) al programma operativo plurifondo riguardante la Regione Sardegna, sono approvate le conseguenti variazioni al bilancio della Regione per l'anno finanziario 1993 indicate nella tabella A, allegata alla presente legge.
2. Gli impegni assunti in conto dei capitoli relativi alle quote comunitarie sono attributi ai capitoli relativi alle quote regionali, secondo la seguente corrispondenza:
Quota CEE Quota FR
Cap. 05014/14 05014/13
Cap. 08042/05 08042/04
Cap. 08043/08 08043/07
Cap. 08215/08 08215/07
3. Le modalità di erogazione dei finanziamenti previste dall'articolo 32, comma 5, della legge regionale 20 aprile 1993, n. 17, a favore dell'Amministrazione provinciale di Sassari, per la realizzazione delle misure del programma d'iniziativa comunitaria - INTERREG - alla medesima delegate ai sensi del comma 3 del precitato articolo 32, sono estese agli altri soggetti attuatori dello stesso programma.
4. In deroga a quanto disposto dall'articolo 62 della legge regionale 5 maggio 1993, n. 11, e successive modificazioni e integrazioni, le disponibilità sussistenti nei capitoli di spesa del bilancio regionale per l'anno 1993 relative all'attuazione dei programmi comunitari PIM, PNIC, POP-FEOGA ed INTERREG, sia in conto competenza che in conto residui, sono rispettivamente conservate e mantenute nel conto dei residui per essere impegnate nell'anno finanziario successivo.
5. Per effetto dell'aumento del valore dell'ECU, le dotazioni finanziarie del Programma Integrato Mediterraneo (PIM), autorizzato dall'articolo 55 della legge regionale 30 maggio 1989, n. 18, e successive modificazioni ed integrazioni - quanto ai fondi FESR e Linea 551 - , e del Programma d'Interesse Comunitario (PNIC), autorizzato dall'articolo 26 della legge regionale 22 gennaio 1990, n. 1 e successive modificazioni ed integrazioni, sono incrementare, nell'anno 1993, complessivamente, di lire 120.861.000.000 e attribuite alle misure indicate nell'allegata tabella B.
6. Alle quote di propria competenza, la Regione fa fronte con gli stanziamenti già disposti da precedenti norme di legge, come indicato nella stessa tabella b.
7. Le quote di competenza della Comunità europea fanno carico;
- quanto a lire 41.595.000.000 ai capitoli 07028/02 e 07028/03;
- quanto a lire 18.835.000.000 agli stanziamenti, anticipati dalla Regione con proprie risorse, già disposti da precedenti norme di legge, come indicato nella stessa tabella B.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 6 bis.
MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria:
Art. 6 bis
Contributi alle imprese artigiane
1. L'Amministrazione regionale è autorizzata ad erogare, per l'anno 1993, la somma di lire 60.160.000.000 per la concessione di contributi in conto capitale alle imprese artigiane (cap. 07028).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 7.
MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria:
Art. 7
Integrazione spesa sanitaria
1. E' autorizzato, nell'anno 1993, l'ulteriore stanziamento complessivo di lire 115.000.0000 quale integrazione della Regione per il finanziamento della spesa di parte corrente riguardante il fondo sanitario nazionale (cap. 12133/02).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 8.
MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria:
Art. 8
Pesca
1. Per le finalità previste dall'articolo 58, comma 2, della legge regionale 28 aprile 1992, n. 6, è autorizzata, nell'anno 1993, l'ulteriore spesa di lire 600.000.000 (cap. 05098).
2. L'Assessore della difesa dell'ambiente propone alla Giunta regionale, ai sensi dell'articolo 6 della legge regionale 28 aprile 1992, n. 6, i relativi indirizzi politico-amministrativi.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Gli articoli 9 e 10 sono soppressi.
Si dia lettura dell'articolo 10 bis.
MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria:
Art. 10 bis
Disposizioni varie
1. E' autorizzata, nell'anno 1993, la concessione di un contributo di lire 700.000.000 a favore della Società a prevalente capitale pubblico, costituita ai sensi del paragrafo 2.2. del programma d'intervento per gli anni 1986-1987 di cui alla legge 24 giugno 1974, n. 268, approvato dal CIPE il 21 gennaio 1988, per l'attività dell'osservatorio industriale" (cap. 09008).
2. Le provvidenze di cui alla legge regionale 23 febbraio 1968, n. 14 sono estese ad enti della stessa categoria operanti in Sardegna aventi identica natura giuridica e per le stesse finalità richieste ai soggetti beneficiari della stessa legge; a tal fine lo stanziamento recato dal capitolo 10021 è attribuito a detti enti nella misura del 30 per cento, con le modalità previste nella citata legge regionale.
3. E' autorizzata, nell'anno 1993, la spesa di lire 500.000.000 per il finanziamento di progetti speciali di animazione culturale di cui all'articolo 5 della legge regionale 8 luglio 1993, n. 30 (cap. 11099).
4. L'Amministrazione regionale è autorizzata ad erogare per il 1993 ai Comuni sede di Musei civici, aperti al pubblico, un contributo straordinario, di lire 500.000.000 per gli oneri di gestione sostenuti dagli stessi Comuni; tale stanziamento è ripartito in ragione del numero dei visitatori paganti registrati negli ultimi cinque anni (cap. 11105/02).
5. Nell'articolo 4 della legge regionale 23 gennaio 1986, n. 19, modificato dall'articolo 23 della legge regionale 4 giugno 1988, n. 11, dopo le parole "dei soci effettivamente iscritti" aggiungere "ed opportunamente certificati".
6. Negli articoli 5 e 6 della legge regionale 23 gennaio 1986, n. 20, le parole "del Presidente della Giunta regionale" sono sostituite con quelle "dell'Assessore competente per materia".
7. Sono abrogati il 1° e il 2° comma dell'articolo 110 e l'articolo 111 della legge regionale 30 maggio 1989, n. 18.
8. Con l'espressione indicata nel secondo comma dell'articolo 30 della legge regionale 1° agosto 1975, n. 33 "pubblicazione di monografie e di altro materiale riguardante l'attività di programmazione" si intende anche la redazione e la pubblicazione di notiziari o riviste, comprese le spese relative alla stampa ed alla distribuzione, nonché alla eventuale convenzione con giornalisti addetti alla redazione.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 11.
MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria:
Art. 11
Riduzione di autorizzazioni di spesa
1. L'autorizzazione di spesa di lire 10.000.000.000 disposta nell'anno 1993 per l'aumento del capitale sociale della Società Finanziaria Industriale Rinascita Sardegna (SFIRS), dall'articolo 37 della legge regionale 30 aprile 1991, n. 13, così come modificato dall'articolo 44, comma 6, della legge regionale 28 aprile 1992, n. 6, è soppressa (cap. 09040).
2. L'autorizzazione di spesa di lire 3.000.000.000 disposta nell'anno 1993 per la realizzazione degli interventi da effettuare sulla diga del Monte Crispu, sul fiume Temo dalla legge regionale 18 gennaio 1993, n. 4, è rideterminata per lo stesso anno, in lire 2.000.000.000 (cap. 08264).
3. Il limite d'impegno di lire 16.165.000.000 autorizzato dall'articolo 15 della legge regionale 31 maggio 1984, n. 26, e successive modificazioni, per l'incremento del fondo per l'edilizia economica e popolare è rideterminato, per l'anno 1993, in lire 10.165.000.000 (cap. 08109).
4. L'autorizzazione di spesa di lire 7.000.000.000 disposta, per l'anno 1993, dall'articolo 6, comma 1, della legge regionale 1° ottobre 1993, n. 50, per la concessione di finanziamenti straordinari con cui attuare la permuta col demanio dello Stato di alloggi da destinare a famiglie senza tetto, è rideterminata, per lo stesso anno, in lire 6.000.000.000 (cap. 14179/08).
5. Le annualità del limite d'impegno di lire 17.000.000.000, autorizzato dal 2° comma dell'articolo 37 della legge regionale 20 aprile 1993, n. 17 sono rideterminate per gli anni dal 1994 al 2003 (cap. 07055).
6. L'autorizzazione di spesa, di lire 9.000.000.000, disposta dal 3° comma dell'articolo 37 della legge regionale 20 aprile 1993, n. 17, per l'anno 1993, è soppressa (cap. 07055).
7. Le annualità dei limiti d'impegno di lire 12.500.000.000 autorizzati dal 4° comma, lettere a) e b) dell'articolo 18, della legge regionale 19 ottobre 1993, n. 51, sono rideterminate, rispettivamente, per gli anni dal 1994 al 2011 e per gli anni dal 1994 al 1997 (cap. 07026/01); le ulteriori autorizzazioni di spesa disposte dalla stessa legge per l'anno 1993 ed ammontanti a complessive lire 42.855.000.000 sono soppresse (cap. 07026/01/P, 07026/02, 07026/03, 07026/04, 07064/01 e 07064/02).
8 Le annualità del limite d'impegno di lire 10.000.000.000 autorizzato dal 4° comma dell'articolo 16 della legge regionale 14 settembre 1993, n. 40 sono rideterminate per gli anni dal 1994 al 2009 (cap. 07021); l'ulteriore autorizzazione di spesa di lire 5.300.000.000 disposta dal 5° comma dello stesso articolo, per l'anno 1993, è soppressa (cap. 07021).
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria:
Emendamento aggiuntivo Giunta regionale
Dopo l'articolo 11 è aggiunto il seguente:
Art. 11 bis
Progetti speciali per l'occupazione
1. Il quinto comma dell'articolo 17 della legge regionale 30 giugno 1993, n. 27, è sostituito dal seguente:
"5. Gli interventi si articolano secondo i criteri stabiliti dal Piano generale di sviluppo, approvato dal Consiglio regionale il 22 marzo 1991, e sono attuati dall'Amministrazione regionale mediante:
- convenzioni stipulate con soggetti privati;
- delega ai soggetti attuatori pubblici i quali, con possibile esclusione dell'Università, dovranno avvalersi, per l'esecuzione, di soggetti privati attraverso la stipula di apposita convenzione.
I trasferimenti dei fondi a favore degli enti pubblici avverranno in ragione dell'importo corrispondente a ciascuna annualità del progetto. Le disposizioni di cui sopra si applicano anche ai progetti speciali finalizzati a favorire l'occupazione di cui agli articoli 92 e 93 della legge regionale 5 giugno 1988, n. 11. Sulle somme trasferite i soggetti attuatori dovranno rendere, per semestri, il conto amministrativo ai sensi e per gli effetti di cui all'articolo 4 della legge regionale 7 gennaio 1975, n. 1."
2. Il quarto comma dell'articolo 19 della legge regionale 30 giugno 1993, n. 27, è sostituito dal seguente:
"4. La procedura di cui sopra si applica con criteri di priorità ai progetti già rivalutati positivamente dagli Assessori competenti e approvati dal Comitato interassessoriale di cui ai commi 13 e 14 dell'articolo 92 della legge regionale n. 11 del 1988 e deliberati dalla Giunta regionale alla data del 14 maggio 1993 per la trasmissione alle Commissioni consiliari competenti al fine dell'espressione del parere di competenza. Detti progetti qualora istruiti in conformità alla precedente istruttoria sono immediatamente trasmessi alla Giunta regionale per la definitiva approvazione". (1)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione ha facoltà di parlare l'onorevole Selis, relatore.
SELIS (D.C.), relatore. Presidente, non intendo rubare molto temo, dico che questo è lo sforzo che il Consiglio regionale e la Giunta regionale stanno compiendo per mandare in attuazione i progetti speciali sull'occupazione. Ci sono stati dei rilievi della Corte dei Conti; da tempo si cerca con la legge numero 27 e adesso con questo emendamento, di superare questi rilievi. Va detto, e lo dico solo incidentalmente, che le Commissioni congiunte programmazione e lavoro a suo tempo avevano osservato, formulato e approvato a maggioranza un parere propositivo. Non era un tentativo da parte delle Commissioni di ostacolare l'attuazione dei progetti speciali ma di dare un contributo alla loro rigorosa attuazione. Sono passati anni, quel parere è stato processato in piazza e in questa Aula, come un tentativo di ostacolare l'attuazione delle politiche per il lavoro. Non lo era, i tempi che sono passati dimostrano che quelle osservazioni, quelle critiche non erano un tentativo di ostruzionismo ma di mandare in attuazione e di dare dei suggerimenti per il migliore svolgimento. Se la Giunta, se le forze politiche e lo stesso Consiglio avessero valutato quel parere con la serenità necessaria e senza strumentalizzazioni o artificiose argomentazioni politiche, e avessero adottato i provvedimenti che in quel parere si suggerivano, penso che adesso i progetti sarebbero stati in attuazione da tempo. Lo dico perché rimanga agli atti e perché, pur non avendo replicato alle polemiche artificiose che ci sono state spesso dentro e fuori da quest'Aula, credo che vada detto e ripetuto. Questo per fare giustizia sia alla volontà dei colleghi commissari e delle parti politiche che avevano espresso quel parere serio e meritato, sia per ribadire che non c'era e non c'è alcuna volontà di ostruzionismo. Abbiamo varato a giugno una legge, la legge non è stata ancora attuata, ci sono delle osservazioni e stiamo ancora cercando con aggiustamenti complessivi di mandare in attuazione questi progetti. Questo emendamento risponde a questa esigenza e credo che il Consiglio, chiamato a valutare, voterà questo tentativo di apportare ulteriori modifiche alla legge in modo da consentire l'attuazione di questi progetti. Va detto e ritengo che debba essere un impegno di tutte le forze politiche che, approvando oggi questo emendamento e sperando di mandare in attuazione i progetti, rimane ancora un punto che deve essere chiaro alla Giunta, al Consiglio, a tutti noi. Dobbiamo trovare un metodo, una normativa perché le assunzioni che verranno fatte ai sensi dei progetti speciali, siano assunzioni rigorose. Troviamo un criterio per far assumere le persone in maniera rigorosa, non so in che modo, credo che i colleghi più esperti in materia avessero delle proposte e che in sede di bilancio dovremo lavorare anche su questo. Se non facciamo questo questi progetti speciali, dietro l'esigenza giusta e drammatica di una grave crisi occupativa, possono diventare uno strumento non per risolvere o alleviare la crisi occupativa ma per creare delle sacche di assistenzialismo - e questo non lo vuole nessuno, perché lo sforzo è di rendere invece i progetti momenti di produzione - per creare delle occasioni di conflittualità sociale. Se non troviamo un criterio rigoroso per le assunzioni rischiamo di rendere questo sforzo complessivo del Consiglio regionale e della Giunta a favore dell'occupazione, per alleviare una situazione drammatica che ognuno di noi ha presente, un programma di corruzione di intere generazioni anziché un contributo positivo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Io ritengo che abbia fatto bene il collega Selis a voler anticipare alcuni argomenti che, si era detto, dovranno più propriamente essere oggetto di discussione ampia e approfondita in occasione della discussione generale del bilancio della Regione per il 1994 e anni seguenti. Ritengo che abbia fatto bene ad anticipare alcuni elementi di questa discussione pur ritenendo io, diversamente da Selis, che questo emendamento non c'entra proprio nulla con gli impedimenti che hanno reso difficoltosa l'attuazione del piano per il lavoro. Questo emendamento dice semplicemente che si possono stipulare convenzioni con soggetti privati e che qualora vi sia l'intervento del soggetto pubblico, deve essere data delega dalla Regione al soggetto pubblico perché ciò faccia, eccezion fatta per l'università, perché alcune attività non può che svolgerle l'università stessa. Il piano per i talassemici, per esempio, non può essere dall'università delegata ad altri; il soggetto attuatore non può che essere l'università stessa. Mentre si vuole evitare e si deve continuare ad evitare, e questo era già in legge, che vi sia una possibilità di convenzionamento con soggetti pubblici attuatori, proprio perché non si creino aree di precariato presso gli enti pubblici con tutto quello che inevitabilmente consegue. Ciò detto, io credo che non si possa dire che questa è la norma che sblocca la situazione; è una norma che può agevolare un cammino difficile che è stato reso tale dall'inerzia totale, in questi cinque anni, da parte delle diverse Giunte regionali che tutte, dalla prima all'ultima, sono state espresse da maggioranze, di cui faceva parte anche il caro, carissimo collega Selis. Non è che a governare qui sono chiamati gli spiriti, qui a governare sono chiamate le Giunte e le Giunte sono sorrette dalle maggioranze. Nessuno obbliga alcuno a sorreggere le maggioranze quando compiono atti di una tale gravità, come il boicottaggio del piano per il lavoro. Torneremo su questi argomenti, torneremo perché sarà il bilancio della Regione quest'anno che dovrà affrontare non più come una delle tante questioni ma come la prima ed essenziale questione, quella del lavoro in questa Regione. Non sarà facile quest'anno approvare il bilancio in quest'Aula se non vi sarà questa priorità assoluta e se risorse, leggi, attenzioni e decisioni del Consiglio regionale non si orienteranno verso la soluzione almeno parziale del dramma sociale del lavoro.
Avete usato tante parole nei discorsi di fine anno e ancora si useranno, nelle interviste a pagamento che ogni anno i Presidenti di Giunta e di Consiglio rilasciano. Anche quest'anno diranno, come hanno detto gli anni precedenti, che è uno scandalo, che è una vergogna la non attuazione del piano per il lavoro, che si sono avuti cinque anni per migliorare le regole, le leggi, se non sono proprio del tutto adatte, che ci sono risorse ingenti perché in partenza sono stati stanziati 1500 miliardi in tre anni, ma la gran parte di quelle risorse sono inutilizzate e in parte anche distratte verso altre finalità. Non è solo vergogna, non è solo uno scandalo ma una vera e propria infamia, una infamia che bolla questa cosiddetta classe politica incapace in tanti anni di attuare leggi della Regione, leggi dello Stato. Ognuno deve chiedersi perché e che cosa ha fatto davvero in questi anni. Altro che la critica all'ordine del giorno della Commissione! Ma quale critica! Ben altri strumenti e ben più duri e forse contundenti, in senso non materiale ma politico, avrebbero dovuto essere e dovranno essere utilizzati perché questa inerzia cessi, perché questo stato di sonno non massonico ma politico cessi, perché questa questione si affronti. Ma questo è solo un anticipo. Ho detto che ha fatto bene Selis; io non avrei detto nulla se non vi fosse stato questo tipo di intervento, io credo che dovremo di sicuro tornare su questo. Era già stato detto e in Commissione stavamo già discutendo di questo. Non è che con quattro parole in Consiglio abbiamo liquidato la questione. Fra mezz'ora, un'ora, quando finiranno i lavori del Consiglio, torneremo in Commissione e torneremo su questo, perché ritengo che questa Regione non abbia diritto di approvare nessun bilancio nel prevedere le spese e le risorse che sono di tutti, questa volta non adegua la normativa, riservando delle risorse davvero consistenti, compiendo sacrifici, scegliendo, dividendo, solidarizzando perché si affronti davvero questa questione.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
BARRANU (P.D.S.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta è favorevole.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 11. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 12.
MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria:
Art. 12
Copertura finanziaria
1. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge sono determinati, per l'anno 1993, in lire 229.817.000.000; agli stessi oneri si fa fronte:
- quanto a lire 79.126.000.000 mediante utilizzo delle disponibilità dei fondi per nuovi oneri legislativi di cui ai capitoli 03016 e 03017, con riduzione delle riserve di cui alle voci delle tabelle A e B, allegate alla legge regionale 20 aprile 1993, n. 17, elencate nel successivo comma;
- quanto a lire 127.463.000.000 con le autorizzazioni di spesa soppresse o ridotte nei precedenti articoli 6 e 11;
- quanto a lire 23.228.000.000 mediante le riduzioni di stanziamenti recati da capitoli vari, indicati nel successivo comma.
2. Nel bilancio della Regione per l'anno finanziario 1993 sono introdotte le seguenti variazioni:
In diminuzione
ENTRATA
Cap. 23415 - Contributi del fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) per la realizzazione del programma operativo nell'ambito del quadro comunitario di sostegno - obiettivo n. 1 (regolamenti CEE nn. 2052/88 del 24 giugno 1988 e 4254/88 del 19 dicembre 1988, decisioni della Commissione delle comunità europee n. 89/638 del 31 ottobre 1989 e 90/2889 del 20 dicembre 1990, art. 52, L.R. 30 aprile 1991, n. 13 e art. 7 della presente legge)
L. 10.866.000.000
03 - PROGRAMMAZIONE
Cap. 03016 - Fondo speciale per fronteggiare spese correnti dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11 e art. 3 della legge finanziaria)
L. 22.476.000.000
mediante riduzione delle riserve di cui alle sotto indicate voci della Tab. A allegata alla presente legge finanziaria:
voce 5 L. 15.845.000.000
voce 6 L. 3.000.000.000
voce 8 L. 1.334.000.000
voce 10 L. 147.000.000
voce 15 L. 600.000.000
voce 16 L. 900.000.000
voce 17 L. 650.000.000
Cap. 03017 - Fondo speciale per fronteggiare spese in conto capitale dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11 e art. 3 della legge finanziaria)
L. 56.650.000.000
mediante riduzione delle riserve di cui alle sotto indicate voci della Tab. B allegata alla legge finanziaria:
voce 2 L. 3.000.000.000
voce 4 L. 5.000.000.000
voce 5 L. 1.650.000.000
voce 8 L. 3.000.000.000
voce 9 L. 20.000.000.000
voce 11 L. 20.000.000.000
voce 13 L. 2.000.000.000
voce 14 L. 2.000.000.000
Cap. 03204 - Spese per l'attuazione del programma operativo nell'ambito del quadro comunitario di sostegno - Obiettivo n. 1 (FESR) - quota regionale (regolamenti CEE nn. 2052/88 del 24 giugno 1988 e dicembre 1988 decisioni della Commissione delle Comunità europee nn. 89/638 del 31 ottobre 1989 e 90/2939 del 20 dicembre 1990, art. 52, L.R. 30 aprile 1991, n. 13 e art. 6 della presente legge)
L. 734.000.000
Cap. 03025 (AS) - Spese per l'attuazione del programma operativo nell'ambito del quadro comunitario di sostegno - obiettivo n. 1 (FERS) - quota CEE (regolamenti CEE nn. 2052/88 del 24 giugno 1988 e 4254/88 del 19 dicembre 1988 decisioni della Commissione delle comunità europee nn. 89/638 del 31 ottobre 1989 e 90/2939 del 20 dicembre 1990, art. 52, L.R. 30 aprile 1991, n. 13 e art. 6 della presente legge)
L. 335.000.00004
04 - ENTI LOCALI
Cap. 04161/02 - Finanziamenti ai comuni per il recupero al patrimonio pubblico di superfici di interesse turistico e sociale (art. 107 L.R. 4 giugno 1988, n. 11, art. 54, L.R. 28 aprile 1992, n. 6, art. 10, L.R. 6 novembre 1992, n. 20 e art. 4, 1° comma, L.R. 20 aprile 1993, n. 17)
L. 3.228.000.000
Cap. 04179/08 - Finanziamenti straordinari per la permuta col demanio dello Stato di alloggi da destinare a famiglie senza tetto (art. 39, 2° comma, L.R. 28 aprile 1992, n. 6, art. 6, comma 1, L.R. 1 ottobre 1993, n. 50 e art. 11, 4° comma, della presente legge)
L. 1.000.000.000
05 - DIFESA AMBIENTE
Cap. 05014/12 (AS) - Programmi operativi nell'ambito del quadro comunitario di sostegno - obiettivo n. 1 (FESR): spese per interventi di depurazione delle acque reflue gravitanti nei bacini idrici utilizzati per la distribuzione a fini potabili - quota CEE (regolamenti CEE nn. 2052/88 del 24 giugno 1988 e 4254/88 del 19 dicembre 1988 decisioni della Commissione delle comunità europee nn. 89/638 del 31 ottobre 1989 e 90/2989 del 20 dicembre 1990, art. 52, L.R. 30 aprile 1991, n. 13 e art. 6 della presente legge)
L. 5.837.000.000
Cap. 05014/13 - Programmi operativi nell'ambito del quadro comunitario di sostegno - obiettivo n. 1 - (FESR) spese per l'esecuzione di opere di risanamento ambientale - quota regionale (regolamenti CEE nn. 2052/88 del 24 giugno 1988 e 4254/88 del 19 dicembre 1988 decisioni della Commissione delle comunità europee nn. 89/638 del 31 ottobre 1989 e 90/2939 del 20 dicembre 1990, art. 52, L.R. 30 aprile 1991, n. 13 e art. 6 della presente legge)
L. 574.000.000
07 - TURISMO
Cap. 07021 - Versamenti ai fondi istituti presso gli istituti di credito per la concessione di concorsi in conto interessi ed in conto canoni alle imprese turistiche (art. 3, L.R. 14 settembre 1993, n. 40 e art. 11 della presente legge)
L. 15.300.000.000
Cap. 07026/01 - Versamenti ai fondi istituiti presso gli Istituti di credito per la concessione del concorso interessi sui prestiti concessi alle imprese artigiane (articolo 7, lettere a), c) e d) L.R. 19 ottobre 1993, n. 51 e art 11 della presente legge)
L. 29.860.000.000
Cap. 07026/02 - Versamenti al fondo istituito presso la cassa per il credito alle imprese artigiane di cui alla legge 8 agosto 1971, n. 685 (art. 7, lettera b) L.R. 19 ottobre 1993, n. 51 e art. 11 della presente legge)
L. 10.000.000.000
Cap. 07026/03 - Versamenti ai fondi di garanzia sussidiaria concessa sui finanziamenti agevolati erogati alle imprese artigiane (art. 11 L.R. 19 ottobre 1993, n. 51 e art. 11 della presente legge)
L. 15.000.000.000
Cap. 07026/04 - Compensi agli enti creditizi convenzionati per l'amministrazione e la gestione dei fondi destinati alle incentivazioni creditizie alle imprese artigiane (art. 4, L.R. 19 ottobre 1993, n. 51 e art. 11 della presente legge)
L. 2.000,000.000
Cap. 07030 - Concorsi nel pagamento degli interessi gravanti sui finanziamenti concessi ad aziende artigiane da istituti o aziende di credito con fondi propri o con altri fondi disposti con leggi dello Stato e sui prestiti garantiti da cooperative artigiane di garanzia, conferimenti al fondo per il concorso nel pagamento degli interessi istituiti presso la Cassa per il credito alle imprese artigiane (artt. 5, 24, 38 lett. b), art. 40, L.R. 21 luglio 1976, n. 40, artt. 52 e 58, L.R. 28 maggio 1985, n. 12, art. 85, L.R. 4 giugno 1988, n. 11 e art. 11, L.R. 26 gennaio 1989, n. 5)
L. 9.000.000.000
Cap. 07055 - Somma da versare al fondo speciale istituito per la concessione delle agevolazioni previste a favore delle imprese commerciali; oneri per la gestione dello stesso fondo speciale (artt. 49, 50, 52, 55, 57, 58 e 59, L.R. 31 ottobre 1991, n. 35, art. 42, L.R. 28 aprile 1992, n. 6, art. 14, secondo comma, L.R. 6 novembre 1992, n. 20, art. 37, L.R. 20 aprile 1993, n. 17, L.R. 14 settembre 1993, n. 42 e art. 11 della presente legge)
L. 26.000.000.000
Cap. 07064/01 - Versamenti al fondo costituito per la concessione di concorsi interessi su prestiti concessi alle imprese artigiane con la fidejussione delle cooperative artigiane di garanzia e dei consorzi fidi (art. 12, L.R. 19 ottobre 1993, n. 51 e art. 11 della presente legge)
L. 9.700.000.000
Cap. 07064/02 - Contributi in conto gestione alle cooperative artigiane di garanzia e di concorsi fidi (art. 12, comma 3, L.R. 19 ottobre 1993, n. 51 e art. 11 della presente legge)
L. 295.000.000
08 - LAVORI PUBBLICI
Cap. 08043/08 (AS) - Programmi operativi nell'ambito del quadro comunitario di sostegno - obiettivo n. 1 (FESR): spese per interventi volti a migliorare l'adduzione idrica secondaria e al risparmio idrico - quota CEE (regolamenti CEE nn. 2052/88 del 24 giugno 1988 e 4254/88 del 19 dicembre 1988 decisioni della Commissione delle comunità europee nn. 89/638 del 31 ottobre 1989 e 90/2939 del 20 dicembre 1990, art. 52, L.R. 30 aprile 1991, n. 13 e art. 6 della presente legge)
L. 1.766.000.000
Cap. 08109 - Somme da versare al fondo per l'edilizia economica e popolare di cui alla L.R. 18 aprile 1975, n. 22 e per un programma straordinario integrativo per il biennio 1984-1985 della legge 5 agosto 1978, n. 457 (art. 15, L.R. 31 maggio 1984, n. 26, art. 6, L.R. 31 dicembre 1984, n. 36, artt. 23 e 25, L.R. 28 maggio 1985, n. 12, art. 22, L.R. 24 febbraio 1987, n. 6 e artt. 29 e 31, L.R. 4 giugno 1988, n. 11, art. 18, L.R. 22 gennaio 1990, n. 1, art. 6, L.R. 13 aprile 1990, n. 6, art. 22, L.R. 30 aprile 1991, n. 13 e art. 39, 4° , 5° 10° comma, L.R. 28 aprile l992, n. 6, art. 14, 2° comma, L.R. 20 aprile 1993, n. 17 e art. 11, 3° comma, della presente legge)
L. 6.000.000.000
Cap. 08215/08 (AS) - Programmi operativi nell'ambito del quadro comunitario di sostegno - obiettivo n. 1 (FESR): spese per la realizzazione di itinerari turistici nell'Iglesiente, quota CEE (regolamenti CEE nn. 2052/88 del 24 giugno 1988 e 4254/88 del 19 dicembre 1988 decisioni della Commissione delle comunità europee nn. 89/638 del 31 ottobre 1989 e 90/2939 del 20 dicembre 1990, art. 52, L.R. 30 aprile 1991, n. 13 e art. 6 della presente legge)
L. 2.928.000.000
Cap. 08264 - Spese per gli interventi da effettuare sulla diga di Monte Crispu sul fiume Temo (L.R. 18 gennaio 1993, n. 4 e art. 11, 2° comma, della presente legge)
L. 1.000.000.000
09 - INDUSTRIA
Cap. 09040 - Finanziamento alla SFIRS per l'aumento del capitale sociale (art. 66, L.R. 27 giugno 1986, n. 44 art. 95, L.R. 4 giugno 1988, n. 11 e artt. 68 e 117, 3° comma, L.R. 30 maggio 1989 n. 18 art. 29, L.R. 22 gennaio 1990, n. 1, art. 37, L.R. 30 aprile 1991, n. 13 e art. 44, 6° comma, L.R. 28 aprile 1992, n. 6 e art. 11, 1° comma, della presente legge)
L. 10.000.000.000
12 - SANITÀ'
Cap. 12001/01 - Fondo regionale per i servizi socio-assistenziali e per il finanziamento dei progetti obiettivo - quota risorse regionali (artt. 46 e 20, L.R. 25 gennaio 1988, n. 4, art. 104, L.R. 30 maggio 1989, n. 18 art. 65, L.R. 22 gennaio 1990, n. 1, art. 2, L.R. 28 settembre 1990, n. 43, L.R. 27 agosto 1992, n. 15, L.R. 1 giugno 1993, n. 25 e L.R. 14 settembre 1993, n. 43)
L. 6.000.000.000
Cap. 12191 - Sussidi ai comuni per i servizi veterinari e contributi per le condotte veterinarie disagiate, di cui al D.P.R. 11 febbraio 1961, n. 264 (art. 20, D.P.R. 22 maggio 1975, n. 480)
L. 5.000.000.000
In aumento
ENTRATA
Cap. 23411 - Contributi del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) per la realizzazione del programma integrato mediterraneo (PIM); centri di formazione professionale, finanziamenti partecipativi, centri innovazioni imprese (BIC), costruzione centri pilota, sistema informatico turismo, promozione turismo, infrastrutture, strutture ricettive ed itinerari nel parco di Baunei, circuiti Trenino verde e Termalismo (regolamento CEE n. 2088/85 del 23 luglio 1985, decreto presidente Consiglio Ministri 1° febbraio 1986, deliberazione CIPE 17 dicembre 1986 e art. 6 della presente legge)
L. 10.737.000.000
Cap. 23412 - Contributo della linea di bilancio speciale (linea 551) di cui all'articolo 11, par. 2, del regolamento CEE n. 2088/85, per la realizzazione del Programma integrato mediterraneo (PIM); studi di mercato: filiera ovina e vini di qualità, miglioramento genetico e sanitario degli ovini, valorizzazione piante aromatiche e officinali, misure di accompagnamento nella sughericoltura, ricerca nei settori della pesca ed acquacoltura, gestione e tutela dell'ambiente, leasing, ricerca applicata e sportelli tecnologici, diffusione marchio, commercializzazione e ricerca nell'artigianato studio Corsica-Sardegna e attuazione e monitoraggio (regolamento CEE n. 291088/85 del 23 luglio 1985, Decreto Presidente Consiglio Ministri 1° febbraio 1986, deliberazione CIPE 17 dicembre 1986 e art. 6 della presente legge)
L. 5.661.000.000
Cap. 23413 - Contributi della Comunità Economica europea per la realizzazione del Programma nazionale di interesse comunitario (PNIC) (Regolamenti CEE nn. 1787/84 del 19 giugno 1984 e 3741/85 del 20 dicembre 1985, decisione della Commissione delle Comunità europee del 30 novembre 1988, art. 26, L.R. 22 gennaio 1990, n. 1, art. 52, L.R. 30 aprile 1991, n. 13, e art. 6 della presente legge)
L. 25.197.000.000
03 - PROGRAMMAZIONE
Cap. 03034/01 - Versamento alla contabilità speciale di cui alla legge 24 giugno 1974, n. 268, di finanziamenti aggiunti per l'esecuzione di iniziative previste dai relativi programmi esecutivi (art. 6, commi 6°, 7°, 8° e 9°, L.R. 24 dicembre 1991, n. 39, artt. 29, 7° comma, e 56, L.R. 28 aprile 1992, n. 6, artt. 1 e 11, 9° comma, L.R. 6 novembre 1992, n. 20 e art. 29, L.R. 20 aprile 1993, n. 17 e art. 4 della presente legge)
L. 4.000.000.000
05 - DIFESA AMBIENTE
Cap. 05012/03 - Spese per la realizzazione di interventi previsti dal piano regionale per lo smaltimento dei rifiuti (art. 18, L.R. 20 aprile 1993, n. 17 e art. 3, 1° comma, della presente legge)
L. 5.000.000.000
Cap. 05014/11 - Programmi operativi nell'ambito del quadro comunitario di sostegno - obiettivo n. 1 - (FESR); spese per interventi di depurazione delle acque reflue gravitanti nei bacini idrici utilizzati per la distribuzione a fini potabili - quota regionale (regolamenti CEE nn. 2052/88 del 24 giugno 1988 e 4254/88 del 19 dicembre 1988 decisioni della Commissione delle comunità europee nn. 89/638 del 31 ottobre 1989 e 90/2989 del 20 dicembre 1990 e 91/1504/4 del 25 luglio 1991, art. 52, L.R. 30 aprile 1991, n. 13, art. 3, L.R. 1 ottobre 1993, n. 50 e art. 6 della presente legge)
L. 13.545.000.000
Cap. 05098 - Contributi alle cooperative di pescatori e dalle società che esercitano la pesca del tonno (art. 3, L.R. 10 dicembre 1986, n. 67, art. 83, L.R. 24 febbraio 1987, n. 6, art. 103, L.R. 4 giugno 1988, n. 11, art. 46, terzo comma, L.R. 30 maggio 1989, n. 18, art. 44, L.R. 22 gennaio 1990, n. 1, art. 54, L.R. 30 aprile 1991, n. 13, art. 58, 2° comma, L.R. 28 aprile 1992, n. 6 e art. 8 della presente legge)
L. 600.000.000
06 - AGRICOLTURA
Cap. 06214/03 (N.I.) 2.1.2.4.3.3. 10.10. (02.01) - Somme da versare alla contabilità speciale di cui all'articolo 2 della legge 24 giugno 1974, n. 268 per i fini di cui alla legge regionale 5 maggio 1984, n. 28 (art. 4 della presente legge)
L. 7.500.000.000
Cap. 06285 - Somme da versare al fondo per l'attuazione del piano di intervento nelle zone interne a prevalente economia pastorale (L.R. 10 dicembre 1973, n. 39 e successive modificazioni ed integrazioni, e art. 55, L.R. 30 maggio 1989, n. 18, art. 22, L.R. 22 gennaio 1990, n. 1, art. 11 sesto comma, L.R. 28 settembre e!990, n. 43, art. 18, L.R. 15 gennaio 1991, n. 4, art. 27, L.R. 30 aprile 1991, n. 13, art. 1, L.R. 24 dicembre 1991, n. 39 e artt. 18 e 55, 4° comma, L.R. 28 aprile 1992, n. 6 e art. 11, quinto comma, L.R. 6 novembre 1992, n. 20 e artt. 4, 3° comma, e 33, 1° comma, L.R. 20 aprile 1993, n. 17 e art. 5 della presente legge)
L. 3.000.000.000
07 - TURISMO
Cap. 07028 - Contributi in conto capitale per l'acquisto, la costruzione, l'ampliamento e l'ammodernamento dei locali necessari alle aziende artigiane, ivi comprese le aree occorrenti, e per l'acquisto di macchinari ed attrezzature (artt. 5, 8, 10 e 44, L.R. 21 luglio 1976, n. 40, artt. 85 e 98, L.R. 4 giugno 1988, n. 11, art. 11, L.R. 26 gennaio 1989, n. 5, art. 26, L.R. 22 gennaio 1990, n. 1, art. 52, L.R. 30 aprile 1991, n. 13, art. 33,1° comma, L.R. 20 aprile 1993, n. 17 e art. 6 bis della presente legge)
L. 60.160.000.000
Cap. 07028/02 (AS) - Programma nazionale di interesse comunitario (PNIC); contributi in conto capitale per l'acquisto, la costruzione l'ampliamento e l'ammodernamento dei locali necessari alle aziende artigiane, ivi comprese le aree occorrenti, e per l'acquisto di macchinali ed attrezzature - quota CEE - (Regolamenti CEE nn. 1787/84 del 19 giugno 1984 e 3741/85 del 20 dicembre 1985, decisione della Commissione delle Comunità europee del 30 novembre 1988, art. 26, L.R. 22 gennaio 1990, n. 1, art. 52, L.R. 30 aprile 1991, n. 13, art. 33,1° comma, L.R. 20 aprile 1993, n. 17 e art. 6 della presente legge)
L. 25.197.000.000
Cap. 07028/03 (AS) - Programma integrato mediterraneo; contributi in conto capitale per l'acquisto, la costruzione, l'ampliamento e l'ammodernamento dei locali necessari alle aziende artigiane ivi comprese le aree occorrenti, e per l'acquisto di macchinari ed attrezzature - quota CEE - (Regolamento CEE n. 2088/85 del 23 luglio 1985, art. 33, 1° comma, L.R. 20 aprile 1993, n. 17 e art. 6 della presente legge)
L. 16.398.000.000
08 - LAVORI PUBBLICI
Cap 08042/04 - Programmi operativi nell'ambito del quadro comunitario di sostegno - obiettivo n. 1 (FESR): spese per la realizzazione della rete viaria minore - quota regionale (regolamenti CEE nn. 2052/88 del 24 giugno 1988 e 4254/88 del 19 dicembre 1988 decisioni della Commissione delle comunità europee nn. 89/638 del 31 ottobre 1989 e 90/2989 del 20 dicembre 1990, art. 52, L.R. 30 aprile 1991, n. 13 e art. 6 della presente legge)
L. 1.218.000.000
Cap. 08043/07 - Programmi operativi nell'ambito del quadro comunitario di sostegno - obiettivo n. 1 (FESR); spese per interventi volti a migliorare l'adduzione idrica secondaria e al risparmio idrico - quota regionale (regolamenti CEE nn. 2052/88 del 24 giugno 1988 e 4254/88 del 19 dicembre 1988 decisioni della Commissione delle comunità europee nn. 89/638 del 31 ottobre 1989 e 90/2989 del 20 dicembre 1990 e 91/1504/4 del 25 luglio 1991 e art. 52, L.R. 30 aprile 1991, n. 13 e art. 6 della presente legge)
L. 1.766.000.000
Cap. 08112 - Fondo regionale per l'edilizia abitativa ( L.R. 30 dicembre 1985, n. 32, art. 24, L.R. 24 febbraio 1987, n. 6, art. 27, del 4 giugno 1988, n. 11, art. 117, 1° comma, L.R. 30 maggio 1989, n. 18, art. 4, 2° comma, L.R. 22 gennaio 1990, n. 1, art. 22, L.R. 30 aprile 1991, n. 13, art. 6, quarto comma, L.R. 24 dicembre 1991, n. 39 e art. 39, 1° e 11° comma, L.R. 28 aprile 192, n. 6, art. 14, 1° comma, L.R. 20 aprile 1993, n. 17, art. 10, L.R. 8 luglio 1993, n. 29 e art. 2 della presente legge)
L. 13.400.000.000
Cap. 08215/07 - Programmi operativi nell'ambito del quadro comunitario di sostegno - obiettivo n. 1 (FESR); spese per la realizzazione di itinerari turistici nell'Iglesiente - quota regionale (regolamenti CEE nn. 2052/88 del 24 giugno 1988 e 4254/88 del 19 dicembre 1988 decisioni della Commissione delle comunità europee nn. 89/638 del 31 ottobre 1989 e 90/2989 del 20 dicembre 1990, art. 52, L.R. 30 aprile 1991, n. 13 e art. 6 della presente legge)
L. 2.928.000.000
09 - INDUSTRIA
Cap. 09008 - Contributo alla Società costituita ai sensi del paragrafo 2.2. del programma d'intervento per gli anni 1986-1987 di cui alla legge 24 giugno 1974, n. 268 per la creazione e la gestione di un osservatorio industriale (art. 44, 4° comma, L.R. 28 aprile 1992, n. 6 e art. 1 bis della presente legge)
L. 700.000.000
10 - LAVORO
Cap. 10021 - (Denominazione variata) - Contributo annuo alle sezioni provinciali dell'Unione Italiana dei ciechi, operanti in Sardegna, per il conseguimento degli scopi previsti dallo statuto della Unione stessa (L.R. 23 febbraio 1968, n. 14) e contributi ad altri enti operanti in Sardegna (art. 10 bis, 3° comma, della presente legge)
11 - PUBBLICA ISTRUZIONE
Cap. 11099 - Finanziamento per l'attività istituzionale di Enti ed organismi con finalità didattiche e socio-culturali (art. 60, L.R. 22 gennaio 1990, n. 1, art. 81, L.R. 30 aprile 1991, n. 13, art. 25, quinto comma, L.R. 24 dicembre 1991, n. 39, art. 83, 1° comma, L.R. 28 aprile 1992, n. 6, art. 5, L.R. 8 luglio 1993, n. 30 e art. 10 bis della presente legge)
L. 500.000.000
Cap. 11105/02 - (N.I.) Cat. progr. 2.1.1.5.2.2.06.06 (05.04) - Contributo straordinario ai Comuni per gli oneri di gestione dei Musei (4° comma, articolo 10 bis della presente legge)
L. 500.000.000
12 - IGIENE E SANITA'
Cap. 12133/02 - Somma da attribuire alle Unità sanitarie locali della Sardegna ad integrazione della quota del Fondo sanitario nazionale destinata al finanziamento della spesa di parte corrente (art. 1, L.R. 28 settembre 1990, n. 43, art. 65, L.R. 30 aprile 1991, n. 13, artt. 15, 16 e 17, L.R. 24 dicembre 1991, n. 39, artt. 39, 62 e 64, L.R. 28 aprile 1992, n. 6, L.R. 27 agosto 1992, n. 15, art, 19, 1° comma della L.R. 1 ottobre 1993, n. 50 e art. 7 della presente legge)
L. 115.000.000.000.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 13.
MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria:
Art. 13
Urgenza
1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi e per gli effetti dell'articolo 33 dello Statuto Speciale della Sardegna ed entra in vigore il giorno della sua pubblicazione.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura della tabella A.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questa Tabella, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della Tabella B.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questa tabella, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
La votazione per appello nominale avrà luogo congiuntamente a quella dell'altro disegno di legge.
Discussione dell'articolato del disegno di legge: "Ulteriori variazioni al bilancio di previsione della Regione per l'anno finanziario 1993" (445)
PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge numero 445. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 1.
MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria:
Art. 1
1. Nello stato di previsione dell'entrata ed in quelli della spesa del bilancio della Regione per l'anno finanziario 1993 sono introdotte le variazioni indicate, rispettivamente, nelle tabelle A e B.
2. Nell'elenco n. 3 annesso alla legge regionale 20 aprile 1993, n. 18, è inserito il capitolo 08096.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 2.
MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria:
Art. 2
1. Nella tabella B annessa alla legge 25 settembre 1993, n. 49, nello stato di previsione degli affari generali, il numero del capitolo 02017 inserito tra le variazioni in aumento è sostituito dal numero 02017/01.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 3.
MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria:
Art. 3
1. Dopo l'articolo 30 della legge regionale 20 aprile 1993, n. 18, è istituito il seguente:
Art. 30 bis
1. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 13, lettera f), della legge 5 agosto 1978, n. 457, l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio è autorizzato a disporre, con propri decreti da registrarsi alla Corte dei Conti, in corrispondenza con gli accertamenti effettuati in conto del capitolo d'entrata 36126, l'iscrizione al capitolo di spesa 08096 delle somme da versare alla Cassa depositi e prestiti, a seguito dei rimborsi dei contributi erogati per interventi di edilizia agevolata.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 4.
MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria:
Art. 4
1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi e per gli effetti dell'articolo 33 dello Statuto speciale della Sardegna ed entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Poche parole, in relazione all'articolo conclusivo della seconda legge, che vale come dichiarazione di voto sull'insieme della manovra che è stata definita una manovrina di assestamento del bilancio della Regione per il 1993. Il fatto che si tratti di una manovrina, come è stato detto, dall'esito peraltro incerto, sperando che possa essere legge della Regione entro il corrente anno, nulla toglie alla qualità negativa del provvedimento stesso, ben si sa che le cose da assestare anche finanziariamente in questa Regione sono ben più consistenti e complesse di quelle che figurano nel provvedimento chiamato assestamento, tant'è che si è scelta la strada di fare una cosetta e di lasciare le grandi cose regolabili invece attraverso il bilancio ordinario per il 1994. Spero anch'io che sia possibile, nonostante i ritardi della Giunta nel presentarlo e nel sorreggere l'iniziativa del Consiglio con la documentazione necessaria e puntuale. Si è lasciato che sia il bilancio di previsione per il 1994 ad operare ben altre sistemazioni e assestamenti. Questo provvedimento però contiene alcuni interventi che non mi pare giusto che passino del tutto sotto silenzio, in particolare quello dell'articolo 7, l'integrazione della spesa sanitaria; cioè con l'assestamento la Regione sta decidendo per intanto di aggiungere a quanto aveva già previsto per l'esercizio 1993 ben 115 miliardi a integrazione del finanziamento di spesa di parte corrente riguardante la sanità in Sardegna. 115 miliardi aggiuntivi che sono, ben si sa, parte, e mi pare di capire minoritaria, di un così detto "buco" che sarebbe di alcune centinaia di miliardi che il sistema sanitario in Sardegna manifesta, così si dice. Ora non è che il buco finanziario di centinaia di miliardi nelle sanità in Sardegna sia una manifestazione, è un risultato di gestione. La disorganizzazione, l'imprevidenza, lo spreco, producono disavanzi di questa natura che peraltro, ben si sa, non sono neppure distribuiti in tutto il territorio regionale, ma principalmente si riferiscono ad alcune situazioni. Si dirà: sono le USL più grandi - ci mancherebbe - cioè la 20 e la 21 a Cagliari, e quella di Sassari. Il buco di centinaia di miliardi, in gran parte, deriva da come è organizzata alla sanità in alcune delle USL della Sardegna, principalmente quelle che organizzano il servizio nei centri urbani, dove c'è la maggiore concentrazione di popolazione e quindi si può facilmente intendere, anche di utenza. Quindi in parte questo è spiegabile. Quello che non è spiegabile è perché la Regione non riesca, in materia di sanità, a vedere chiaro come devono essere organizzati i servizi, a vedere chiaro, almeno in modo approssimato, quale deve essere la spesa che deve essere utilizzata a tal fine, come non riesca a prevedere cose che si avvicinino almeno all'obiettivo. Dico questo perché, nel corso di questo anno, la Regione ha avuto anche altri assestamenti, non ha avuto solo quello finanziario, di cui stiamo discutendo, ha avuto anche un assestamento politico in materia sanitaria; un Assessore tecnico di questa Regione si è dimesso dicendo cose molto precise e pesanti sul modo come la stessa Giunta regionale e la maggioranza trattavano la questione sanità, denunciando, per esempio, le autorizzazioni e le deroghe senza copertura finanziaria e quindi lo stato di disastro e anche di sostanziale illegittimità e ingovernabilità del sistema. Si è detto che quell'Assessore, l'assessore Marrosu, era umorale che non aveva capito, che il suo compito era solo quello di fare quel che riusciva a fare e di star zitta, che la politica sanitaria risiedeva altrove e non nella Giunta e nell'Assessorato regionale. E così si è andati ad un assestamento politico, sostituendo anche l'Assessore alla sanità e liquidando le ragioni politiche e le denunce forti che quell'Assessore tecnico aveva fatto di fronte alla società sarda, al Consiglio regionale, alle forze politiche, come frutto di incomprensioni. Adesso, dopo alcuni mesi, la Regione interviene con un primo provvedimento, aggiungendo 117 miliardi a copertura di spese effettuate ed evidentemente non coperte finanziariamente, a copertura ben s'intende allora di quelle deroghe che sono state concesse e che non avevano copertura finanziaria - forse, anzi senza forse, aveva ragione l'assessore Marrosu - e che adesso invece hanno una copertura finanziaria. E pare che deroghe ulteriori si stiano aggiungendo ogni giorno e quindi quel buco che dà l'idea di una cosa misteriosa non è più tanto misterioso, cioè è un allargamento della spesa sanitaria che non è governata attraverso una programmazione, ma puramente e semplicemente è rimessa alle sfere di influenza, ai potentati ed ai gruppi o alle sollecitazioni di diversa natura che evidentemente continuano a imperversare in questa Regione. Non è un fatto contabile dover aggiungere oggi 115 miliardi come anticipo per ripianare un cosiddetto buco di centinaia di miliardi, perché questi sono i danari della Regione, quelli che la Regione aveva pensato di destinare ad altro e avrebbe, oggi, non dico mille, ma forse dieci valide ragioni per destinare anche ad altra emergenza sociale.
E allora è possibile, prima che si discuta il bilancio della Regione per il 1994, prima non il giorno della sua discussione in Aula, che nell'universo sanità si riesca a leggere, che si riesca a capire, che il Consiglio regionale sappia quali sono le più gravi disfunzioni e che cosa è possibile che la Regione faccia o che cosa è impossibile? Non si può assistere impotenti a questo stato di cose; una legge sbagliata della Regione degli anni precedenti, mal gestita e troppo tardi corretta, la legge "44", ha prodotto un altro buco, anche quello di 160, 180 miliardi, e adesso, a titolo di arretrati, si devono immettere altri 50 miliardi nel bilancio della Regione, per dare sussidi a gente che certamente ha bisogno, quei malati di mente che, quando si fece quella legge, furono censiti in due o tre mila unità e che nel giorno di tre anni sono diventati 12, 13 mila una moltiplicazione cioè della qualificazione - almeno speriamo - non proprio della malattia, ma della qualificazione della malattia di sette od otto volte, che ha portato la spesa prevista iniziale di 7, 8 miliardi a 70, 80 miliardi con un debito pregresso, così lo chiamano. Io non ho mai creduto che fosse un vero e proprio debito, perché le leggi sportello credo che ormai le faccia solo questa Regione. Un articolo di legge in cui si prevede un contributo e lo sportello è aperto e chiunque chiede e a titolo formale matura automaticamente un credito nei confronti della Regione. Questo è un modo folle di fare le leggi. Pare che si sia attivato un altro di questi sportelli, attraverso la legge per i nefropatici, una legge che il Consiglio aveva pensato di fare per dare un sussidio e un sostegno giusto, giustissimo a quanti erano in trattamento specifico e avevano bisogno di un aiuto. Pare che anche questa legge si stia interpretando in senso lato, per cui ne potrebbe derivare un'altra sorta di pensione aggiuntiva per categorie di cittadini che di sicuro in gran parte ne hanno bisogno. Se il bilancio della Regione, però, si dovesse ridurre a dare pensioni aggiuntive o vitalizi ad alcune categorie, anche bisognose, di cittadini, la Regione non potrebbe fare nient'altro, avrebbe finito il suo scopo.
Quindi queste leggi vanno riordinate, vanno rivisitate, vanno interpretate come leggi di intervento vero per chi ne ha più bisogno; quindi si deve dire quanto la Regione è in condizioni di stanziare per una data finalità sociale e stabilire i criteri di priorità: si dia prima a chi ha più bisogno, per cui se qualcuno dovesse rimanere indietro non rimanga il più bisognoso. Questa questione politica di carattere generale è contenuta sostanzialmente in via di anticipo, nel provvedimento di assestamento; per questo la mia dichiarazione di voto, che è di carattere negativo sull'insieme del provvedimento e che vale per il Gruppo Rinascita e Sardismo, vuole però anche nel contesto richiamare la necessità che sull'universo sanità la Giunta regionale dia tutti i chiarimenti che deve dare al Consiglio perché possa essere approntata una manovra non solo finanziaria ma di riordino che sia tale da migliorare la qualità del servizio innanzitutto e sia possibilmente in grado, se non di eliminare totalmente, almeno di ridurre considerevolmente la spesa, in crescente dilatazione, che è a totale carico della Regione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (D.C.). Non sarei intervenuto se non ci fosse stato quest'intervento dell'onorevole Cogodi. Sostanzialmente ne condivido alcune parti, ma ci sono una serie di imprecisioni e di contraddizioni che ho il dovere di evidenziare, perché ciò che si dice resta agli atti e così può capitare che affermazioni gratuite vengano poi portate di bocca in bocca e vengano date per certe cose che sono il frutto di una fervida fantasia.
Va ricordato che alcuni mesi fa è stato chiesto in Commissione bilancio - e questo assestamento si impernia tutto di fatto su questa scelta politica voluta da tutti - di coprire il disavanzo della sanità in Sardegna. E' una strada obbligata. Va precisato subito innanzitutto che lo Stato, a suo tempo, ha stabilito che le Regioni a Statuto speciale dovevano corrispondere una quota che prima invece era a carico dello Stato. E si è passati da una percentuale del 7 per cento, ad una percentuale per la Sardegna del 10,50 per cento. Ebbene, nel bilancio 1993 la Sardegna non ha stanziato le risorse di sua competenza, e doveva quindi sanare questa situazione. Una parte delle risorse stanziate in questo provvedimento serve quindi alla copertura della quota di competenza della Regione sarda. E' pur vero che nel bilancio per il 1994 è stata stanziata una cifra inferiore nella speranza - ma ormai la finanziaria dice esattamente il contrario - che lo Stato potesse accettare di riabbassare la quota della Regione al 7 per cento e a questa si è fatto riferimento nella predisposizione del bilancio. Sei mesi fa si disse che i dati che ci venivano forniti erano frutto di una fervida fantasia e che non erano obiettivamente validi a copertura del bilancio 1993. Puntualmente tutti i calcoli si sono rivelati infondati. Gli ultimi dati dicono che la Sardegna deve integrare una cifra diversa dai 70 miliardi richiesti a suo tempo, ed alcune operazioni sono errori di impostazione e di valutazione dello stesso assessore Barranu, per esempio, allorquando riteneva che 20 miliardi dell'addestramento professionale all'interno delle Unità sanitarie locali potessero essere scaricati sulla sanità. Così non è avvenuto e quindi quei 20 miliardi li si sta recuperando in questa fase. La Regione ha altre scelte, può anche tassare i cittadini come ha fatto la Lombardia, però io voglio citare dei dati importanti, ci sono stati errori di impostazione, errori di previsione. Lo dico perché si possano non commettere errori nel momento in cui si imposta la legge di riforma. Quest'anno, nel 1993, cinque USL chiudono in pareggio e quattro USL medio alte chiudono chiedendo una cifra inferiore a quella del 1992. Il vero sbilancio in Sardegna è determinato dalle tre Unità sanitarie locali più grosse, la 1, la 20 e la 21. Dobbiamo analizzare i dati sul mancato risparmio in Sardegna sulla farmaceutica. Inoltre voglio dire all'onorevole Cogodi che quando si parla di deroghe non si prendono per certi dati che sono soltanto, come ho detto prima, fervida fantasia. In questa Regione c'è stata sempre la copertura finanziaria. Nel 1992 - approfitto di questa occasione per ricordarlo - c'è stato il decreto Amato che ha bloccato tutte le assunzioni a decorrere dall'11 luglio 1992. La Regione autonoma della Sardegna ha bloccato in quel momento le deroghe, non aveva copertura finanziaria perché non si poteva assumere nessuno. Nel bilancio 1993 sono stati inseriti 59 miliardi per le deroghe che, nei primi sei mesi non sono stati praticamente spesi o sono stati spesi male. Recentemente, una parte di queste risorse è stata spesa sulla base di un criterio di ripartizione approvato dalla Giunta. Una parte di queste risorse era finalizzata all'applicazione degli articoli 7, 8 e 78 della legge che erano praticamente vincolanti per il personale delle Unità sanitarie locali. Dico questo per precisare che non è mai mancata la copertura, c'è stato anzi un eccesso di copertura nel 1993. Quindi questo è un dato non obiettivo. Condivido invece l'affermazione che nel 1994 le risorse saranno inferiori. E' importante, assessore Collu, che finalmente ci si doti di quelle figure di cui non ci siamo potuti dotare in questi anni; le strutture non possono funzionare se non ci sono i settori e i servizi; di fatto molte strutture sono paralizzate da quattro anni e mezzo, non si può spostare un caposettore, non si può nominare un responsabile di servizio perché chiunque può ricorre al TAR e chiedere la sospensiva. Bisogna accelerare la creazione di una struttura che funzioni, se no siamo impossibilitati a fare le verifiche e i controlli. Detto questo, è evidente che è necessario rivedere alcune leggi. Con molta disattenzione, per esempio, per il 1993, dimentichiamo di stanziare mezzo miliardo a copertura di una legge che approviamo, come quella per i donatori di midollo osseo, mentre per fare populismo gratuito inventiamo leggi modificative per l'assistenza ai nefropatici che anziché costare 2 miliardi ne costano 16, o incrementiamo alcuni parametri per i talassemici. Va fatta una revisione di queste leggi in modo tale che si sappia quanto incidono in termini di risorse finanziarie. Questa razionalizzazione certamente è tra gli obiettivi della Giunta e della Commissione che in questi giorni si è riunita ed ha discusso sulla necessità di investire ingenti risorse nello sviluppo e ridurre le risorse per la sanità nel 1994, in attesa di una revisione puntuale e precisa che porti a un risparmio e al rispetto dei parametri nazionali - incidenza della farmaceutica per il 30 per cento, non superamento del 10 per cento di beni e servizi - agganciandoci quindi a quelle Unità sanitarie locali piccole e medie che nell'anno 1993 (sono nove) sono riuscite a contenere notevolmente la spesa e a razionalizzare il tutto.
Io credo sia necessaria molta buona volontà per razionalizzare settori come quello del personale, assessore Collu, per mettere le strutture in condizioni di operare, assumendovi le vostre responsabilità. La questione delle verifiche e dei controlli è un pasticciaccio, perché la Presidenza della Giunta non ha saputo istituire un organismo di verifica e controllo che era previsto in legge, all'interno di un Assessorato già carico di competenze, ed impossibilitato a farlo. Molte volte si esaminano con superficialità le delibere che si portano all'ordine del giorno della Giunta, perché non avete una struttura all'intero della Regione, che possa assolvere queste funzioni. Se si faranno controlli più rigorosi, se si riuscirà a razionalizzare la spesa, io sono convinto che, nel 1994, alla luce anche della riforma, ci possano essere le condizioni perché le Unità sanitarie locali, soprattutto la 1, la 20 e la 21, non continuino ad incidere sul fondo sanitario come è avvenuto finora (80-100 miliardi di incremento annuo) e quindi si possa rientrare nella compatibilità finanziaria e spendere queste risorse, che la Regione, in ogni caso, dovrà pur sempre portare a pareggio. Del resto è una scelta obbligata: o si ripiana o si tassano i cittadini. Attraverso questi rigorosi controlli si può giungere a una razionalizzazione della spesa e quindi ovviare ad inconvenienti come quello di dover fare un assestamento di bilancio finalizzato soltanto alla copertura di spese a cui lo Stato non contribuisce più, a salvaguardia degli interessi della collettività nel settore sanitario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Dadea. Ne ha facoltà.
DADEA (P.D.S.). Signori Presidente, colleghi consiglieri, io penso che sarebbe stato più corretto definire i provvedimenti numero 444 e 445 più che una piccola manovra di assestamento di bilancio, provvedimenti tesi a ripianare il disavanzo accumulato dalle 22 Unità sanitarie della Sardegna nell'anno 1993. Quasi l'intero assestamento di bilancio è destinato a coprire la spesa sanitaria per il 1993. Io penso che però dobbiamo cogliere questa occasione per iniziare una riflessione che si svilupperà naturalmente anche durante la discussione sul bilancio, perché si ripropone la necessità ineludibile di un contenimento e di una razionalizzazione della spesa sanitaria. Il problema non è tanto quello dei 115 miliardi che sono contenuti all'interno del provvedimento numero 444, il problema è che questi 115 miliardi vanno a sommarsi alla restante parte di risorse regionali che sono state destinate nel 1993 al contenimento del disavanzo della spesa sanitaria. Questo vuol dire che nel 1993 la spesa sanitaria, per la parte di risorse riguardante la Regione sarda, è di 385 miliardi, a cui dobbiamo sommare la quota derivante dai debiti accumulati dalla Regione per l'attuazione della legge numero 44, per cui nel 1993 la quota di risorse regionali assomma a ben 435 miliardi. Se poi allunghiamo lo sguardo al 1994 possiamo vedere che la quota di risorse regionali destinate alla spesa sanitaria sarà di 415 miliardi per il 1994, a cui dovremo sommare la restante parte del debito contratto per l'attuazione della legge "44", la legge per i malati psichici, per cui nel 1994 la quota di risorse regionali sarà di ben di 465 miliardi. Io penso che queste cifre devono farci riflettere sulla necessità di andare a una razionalizzazione e a un contenimento della spesa sanitaria. Noi abbiamo raggiunto già un risultato positivo nel 1993 con l'assestamento di bilancio, il primo risultato è stato quello di monitorare la spesa sanitaria nel senso che oggi abbiamo una conoscenza analitica degli elementi che incidono sulla spesa sanitaria, abbiamo una conoscenza analitica di quella che è la spesa sanitaria, finalmente dopo gli errori che sono stati commessi nei mesi passati nella valutazione dell'incremento della spesa sanitaria. Ma il monitoraggio della spesa sanitaria non è sufficiente, dobbiamo andare ad un contenimento e ad una razionalizzazione della spesa, anche alla luce dei nuovi provvedimenti legislativi che la Regione sarda sarà chiamata ad intraprendere in attuazione del decreto legislativo numero 502 che, se attuato in maniera corretta, comporterà un incremento della spesa. Basta pensare a quello che si determinerà con l'aziendalizzazione degli ospedali e con l'individuazione dei centri di riferimento per il dipartimento di emergenza. Ci dobbiamo quindi porre con grande forza e con grande determinazione l'esigenza di un contenimento della spesa sanitaria. Come lo si può attuare questo contenimento? Per quanto riguarda le Unità sanitarie locali 20 e 21 di Cagliari e la 1 di Sassari - che continuano a superare le percentuali di incremento della spesa previste, differenziandosi fortemente rispetto alle restanti USL e individuando così pesantemente sull'intera spesa sanitaria - dobbiamo chiedere che sia posto sotto controllo l'incremento della loro spesa sanitaria. Ma non dobbiamo fare soltanto questo: dobbiamo utilizzare gli strumenti della programmazione sanitaria che sono gli unici che ci possano consentire di intervenire sulla parte strutturale della spesa sanitaria. Dispiace che l'Assessore non sia presente, ma penso che in occasione del bilancio questi importanti argomenti saranno ripresi e speriamo che l'Assessore sarà presente in quell'occasione.
Dobbiamo fare in modo che si intervenga sugli aspetti strutturali della spesa sanitaria; all'interno della spesa sanitaria ci sono dei settori, per esempio la spesa ospedaliera, che impongono una profonda riorganizzazione del sistema in Sardegna, altrimenti non avremo la possibilità di incidere sulla componente strutturale della spesa sanitaria. Vi sono Regioni che, attraverso la razionalizzazione del sistema ospedaliero, hanno ottenuto un decremento della spesa sanitaria abbastanza sensibile. Noi dobbiamo, quindi, utilizzare gli strumenti della programmazione sanitaria per incidere fortemente su questi indicatori di spesa perché se poi non vi mettiamo mano con grande determinazione e con grande coerenza, saremo costretti ad andare al di là dei 465 miliardi ipotizzati per il 1994, per la parte di risorse regionali che devono andare a sommarsi alle risorse trasferite da parte dello Stato.
L'ultima osservazione riguarda tre provvedimenti di legge. Si è fatto riferimento attraverso i debiti contratti attraverso la legge "44" per i malati psichici. Ebbene, oltre agli interventi contenuti nell'assestamento di bilancio per il 1993, e a quelli relativi alla restante parte del debito, che assomma a circa 50 miliardi per i prossimi anni, noi dobbiamo fare in modo che la legge numero 15 che è stata approvata dal Consiglio regionale modificativa della legge "44", possa finalmente essere attuata, perché solo attraverso controlli più severi e più razionali si potrà contenere la spesa per i malati psichici.
L'ultima osservazione riguarda la necessità che nella finanziaria che arriverà in Consiglio - noi ci auguriamo - entro la fine dell'anno la Giunta regionale, l'Assessore alla sanità, introducano delle norme che in qualche modo possano modificare alcuni provvedimenti di legge approvati dal Consiglio regionale che rischiano di diventare dei moltiplicatori di spesa e quindi riproporsi come nuove leggi "44". Quindi nella finanziaria questi provvedimenti devono essere contenuti. Mi riferisco ai provvedimenti di modifica della legge per i nefropatici e talassemici. Sono tutti interventi che non possono assolutamente sostituire i necessari provvedimenti strutturali sulla spesa sanitaria, a incominciare da quelli che devono modificare profondamente il sistema ospedaliero nella nostra Regione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Mannoni. Ne ha facoltà.
MANNONI (P.S.I.). Signor Presidente, è chiaro che l'incidenza che la spesa sanitaria ha su questi provvedimenti è così ampia da indurre i colleghi intervenuti nel dibattito a occuparsi di quel settore. Mi pare che abbiano giustamente sottolineato questa problematica coloro che sono intervenuti prima di me. Io non sono un esperto di problemi sanitari, non sono fra quei consiglieri che più di altri si sono soffermati su queste questioni in questi anni, tuttavia intendo proporre alcune osservazioni, non di carattere specifico ma riguardanti l'orientamento della spesa regionale. D'altro canto, se pure fossi versato sul problema della sanità e dell'organizzazione sanitaria, più di quanto io non lo sia, non saprei con chi interloquire; certo, per carità, la presenza degli Assessori che assistono a questo dibattito è del tutto qualificata, però, forse, sarebbe opportuno che l'interlocuzione avvenisse con chi si occupa di questi problemi, con chi deve proporre provvedimenti.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Con chi se ne dovrebbe occupare!
MANNONI (P.S.I.). O perlomeno se ne dovrebbe occupare. E invece questo rapporto è reso precario e difficile chissà da quali altri problemi o da quali incombenze, superiori certamente alle determinazioni di questo Consiglio in ordine alla spesa sanitaria che sta esplodendo, che sta diventando un macigno sulla capacità di disporre della spesa pubblica. Questo assestamento di bilancio - lo confermava l'assessore Barranu in varie occasioni - sta in piedi soprattutto per la necessità di far fronte all'emergenza della spesa sanitaria, perché probabilmente altri interventi che sono in esso contenuti non avrebbero da soli determinato l'esigenza di un assestamento. Questo è il terzo provvedimento finanziario che affrontiamo quest'anno e nasce proprio dall'urgenza di cercare di porre un tampone alla falla della sanità e non è forse di poco conto il fatto che il Consiglio regionale sia chiamato a più riprese a occuparsi di bilancio. Vengono meno una serie di caratteristiche del bilancio quali la sua visione globale complessiva e la sua capacità di mettere in equilibrio le diverse situazioni settoriali e territoriali, di essere insomma atto di programmazione. Oggi, invece, siamo costretti, proprio dallo sfondamento della spesa sanitaria, ad affrontare un terzo provvedimento di modifica della legge di bilancio e della legge finanziaria. Dobbiamo fare uno sforzo però - dovrà esser fatto da chi se ne occuperà l'anno prossimo perché io non sarò fra quelli - per riportare a regime il bilancio della Regione, nel senso che sia unico il documento e straordinario l'assestamento, in modo che il controllo sulla spesa e sulle entrate possa essere esercitato e possa essere razionalmente disposto in merito, perché con questo sistema si allentano i vincoli e il bilancio è un vincolo che orienta la pubblica amministrazione. Con questo sistema delle approvazioni a rate successive ogni Assessore si sente portato a disporre delle proprie disponibilità e anche delle proprie indisponibilità, cioè a disporre anche oltre, andando in giro a promettere e ad assicurare che tanto ci sarà un altro assestamento di bilancio e se non è sufficiente quello ci sarà un terzo assestamento. Questo finisce per travolgere anche la correttezza dell'azione politica e gestionale della Giunta. Gli Assessori orientano provvedimenti e programmi assicurando che, comunque, con l'assestamento a ratifica, il Consiglio sarà chiamato a mettere una toppa sulle parti consumate del bilancio regionale. In questa maniera si crea una condizione di depotenziamento del ruolo del Consiglio; il Consiglio diventa sede di ratifica di decisioni obbligate che sono state assunte altrove. Questo non è poco rispetto alla funzione consiliare. Io quindi esprimerò riserve, non in questa sede ma soprattutto in sede di discussione del bilancio, su tutte le parti dei provvedimenti finanziari nei quali è trasparente l'aspetto di ratifica, di presa d'atto di decisioni assunte altrove.
Qualche annotazione sulla spesa sanitaria; il provvedimento che noi esaminiamo oggi si giustifica per la necessità di provvedere alla copertura del disavanzo della sanità. Lo si enuncia come se fosse una cosa normale. Il collega Billia Pes, che si intende di queste cose, poc'anzi mi diceva: "l'anno venuto faremo i conti e lo sbilancio sarà di 500 miliardi". Ma ci rendiamo conto che la Regine si sta avviando a un disastro dal punto di vista finanziario, proprio perché la crescita di questo settore non è sotto controllo? La sanità è una malattia - è un gioco di parole - la sanità è una malattia incontrollabile che rischia di portare la Regione a una fase finale della sua vita. E' un disastro dal punto di vista finanziario e politico. E' un disastro dal punto di vista finanziario perché l'incidenza della spesa sanitaria è cresciuta enormemente negli ultimi anni rispetto al volume globale della spesa regionale. Io spero che in sede di esame del bilancio gli Assessori competenti ci daranno dati precisi sulla incidenza crescente della spesa regionale sanitaria rispetto al volume complessivo della spesa regionale. Ci sono valori assoluti e relativi da mettere a confronto. Il problema non è solo il passaggio a carico della Regione della fattura sanitaria prima pagata dal fondo sanitario nazionale; in questa maniera l'incidenza sulle risorse della Regione aumenta e diminuisce la sua capacità di programmare. Insomma il Titolo III dello Statuto è strumento per realizzare la competenza speciale della Regione sarda che viene praticamente resa inutile attraverso questo spostamento e soprattutto dalla incontrollabilità della spesa.
Noi siamo consapevoli di ciò che avviene nel Paese, c'è un'evoluzione, per alcuni versi anche positiva legata alla necessità di mettere sotto controllo la spesa pubblica, però si sono chiusi i cordoni e con i trasferimenti alle Regioni ci sono stati i primi blocchi. Questo era inevitabile. C'è chi dice che un altro tipo di politica economica poteva ottenere risultati migliori ma probabilmente nel breve periodo era inevitabile. Ma se questo è vero, se siamo tutti quanti in mezzo al guado e abbiamo interesse anche noi a uscirne, la nostra non può essere una mera operazione contabile, per cui ciò che prima pagava il fondo sanitario nazionale lo paga il fondo sanitario regionale. Nell'emergenza occorre adottare una cultura nuova sull'uso delle risorse in termini di selezione della spesa. In pratica, sia nella sostanza che nella forma, dobbiamo arrivare a una utilizzazione molto più rigorosa delle risorse proprie della Regione. Da questo punto di vista ci sono delle incongruenze anche nelle proposte avanzate in questi giorni. Mi si consenta di osservare, onorevoli Assessori, che mi pare incongrua, in questo contesto di scarsa disponibilità e di ricerca di rigore nella spesa pubblica, l'idea della Giunta di accollare al bilancio della Regione le agevolazioni sulle tariffe di viaggio dei sardi. Forse la misura può incontrare un consenso effimero, immediato perché si traduce in una diminuzione del costo dei biglietti, ma il consenso a una seria politica di risanamento e di rilancio degli investimenti produttivi e dei servizi sociali utili deve essere più ragionato, e non epidermico come quello che si può ottenere con questo tipo di interventi. A me non piacciono gli slogan. Questo della continuità territoriale era ed è uno slogan anzi direi che per fortuna è stato cancellato dal vocabolario di questo Consiglio; permane solo nel giornalistichese approssimativo di casa nostra. Sostanzialmente il compito in termini di rendere la possibilità di comunicazione dei sardi raffrontabile a quella dei cittadini di altre parti d'Italia, è un compito che integra il diritto di cittadinanza, che dà gambe al principio di eguaglianza, non capisco perché noi Regione dobbiamo in questo settore esercitare un ruolo di supplenza rispetto alla vacanza dello Stato, quando lo Stato ha la possibilità, se il bilancio dell'ATI deve chiudere in pareggio, di ricorrere ad altri strumenti dalla agevolazione fiscale ad altri sconti, che non devono gravare sul bilancio della Regione. Ci sono varie possibilità, la Regione ha svolto un ruolo di supplenza di diverso tipo anche rispetto all'intervento straordinario che è andato cadendo, però non si può, in un periodo come questo, con molta fantasia ma con poca considerazione del quadro complessivo della spesa pubblica, allentare i cordoni della borsa per un provvedimento che mi sembra abbia grande valore populistico ma poco valore dal punto di vista dell'efficienza e soprattutto dal punto di vista del confronto col potere centrale per l'attuazione dei diritti della cittadinanza.
Io volevo concludere, e concludo signor Presidente, dicendo che probabilmente questo discorso lo prenderemo in esame più chiaramente in sede di discussione del bilancio; vorremmo capire però subito quali iniziative concrete sono state assunte per portare sotto controllo la spesa sanitaria, quali cambiamenti sono stati introdotti recentemente per uscire dalla logica delle deroghe nelle assunzioni, quali direttive di modificazioni profonde nel sistema di gestione delle Unità sanitaria locali sono state impartite agli amministratori straordinari. L'Assessore ce lo deve dire una volta per tutte; gli Assessori non sono messi in capo agli Assessorati per essere dei super funzionari, hanno un ruolo politico di indirizzo che deve essere reso chiaro e leggibile al Consiglio regionale quando il Consiglio regionale è chiamato a pagare il conto di un disavanzo spaventoso come quello della sanità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Puligheddu. Ne ha facoltà.
PULIGHEDDU (P.S.d'Az.). Rapidamente, per denunciare il fatto che i furbi aumentano quando aumentano i fessi. I fessi siamo noi della Regione. La disattenzione della Giunta e del Consiglio - faccio l'esempio della "44" e di altre leggi che non sono state prontamente modificate pur essendone state denunciate le conseguenze - portano a situazione come quella odierna.
In questi giorni abbiamo letto sui giornali di medici che inviano i malati dagli ospedali pubblici alle strutture private. Chiedo alla Giunta quali provvedimenti ha assunto per accertare questa vicenda che riguarda un singolo ospedale, ma non rappresenta un caso isolato. E frequente cioè che i medici trasferiscano i pazienti dalle strutture pubbliche alle cliniche private per operarli. Questo è uno dei sistemi per aumentare la spesa sanitaria. Noi denunciamo le cose in quest'Aula ma la Giunta non sempre ascolta, come in questo momento. Si giustifica con l'assenza dell'Assessore della sanità la non assunzione di un provvedimento, che deve essere della Giunta e non del singolo Assessore che ponga rimedio a fenomeni che stanno aumentando anziché diminuire. Tutto questo naturalmente lo diremo ancora citando anche casi specifici, nella discussione del bilancio. Signori della Giunta, stiamo attenti, siamo tutti un po' colpevoli. Evitiamo di esserlo anche per il futuro.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
BARRANU (P.D.S.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Brevissime considerazioni perché il Consiglio su questo tema potrà ritornare con la discussione della finanziaria e del bilancio. E' vero che questo assestamento lo si è dovuto presentare per porre rimedio ad una situazione di emergenza nel settore della sanità. Sulla base delle valutazioni che la Commissione bilancio e la Commissione competente hanno potuto fare si è evidenziata un'esigenza di cassa di questo settore nettamente superiore a quella preventivata e comunicata alla Giunta e alla Commissione nel mese di giugno e luglio, che era stata quantificata in 72 miliardi. E' evidente che se non ci fosse stata questa emergenza l'assestamento in questione non si sarebbe presentato, perché quattro manovre di bilancio in un anno sono davvero troppe. Noi abbiamo approvato il bilancio del 1993 nel mese di aprile, la manovra integrativa di circa 1000 miliardi a luglio, questo assestamento e fra due settimane andranno in discussione la legge finanziaria e il bilancio del 1994, 1995 e 1996. Devo aggiungere che la Giunta, e anche l'Assessore che non è qui presente ma che ha portato alla discussione in Giunta questi argomenti, sono consapevoli del fatto che la spesa sanitaria va riportata sotto controllo, nel senso che lo Stato ha introdotto dei meccanismi di certezza alcuni anni fa, prevedendo di stanziare determinate risorse, ponendo a carico della Regione e delle Unità sanitarie locali le maggiori spese. Occorre che la Regione, d'ora innanzi, assuma un identico atteggiamento, come in pratica sta avvenendo in questi ultimi mesi. Occorre cioè che la spesa sanitaria, preventivata nel bilancio regionale, costituisca dei plafond per le USL evitando che vi siano possibilità di "splafonamento" che devono essere coperti dalla Regione. Questo evidentemente è difficile e complicato. Questo atteggiamento, da parte della Giunta regionale e dell'Assessore alla sanità, è stato assunto già in questi ultimi mesi, perché, per esempio, le ultime deroghe sono state accordate sulla base di plafond attribuiti a ogni USL e richiedendo preventivamente alle stesse l'indicazione di priorità rispetto al piano deroghe che ogni USL si era approvata. Quindi si è già su questa strada; si pensa anche, avvalendosi della legge di contabilità regionale che questo consente, di procedere ad una articolazione del capitolo della spesa corrente sanitaria, cioè in sostanza di assumere una delibera di Giunta, e quindi un atto amministrativo, che ripartisca le risorse, fissando le quote per ogni categoria di spesa interna al fondo sanitario. Si potrebbe fare questo anche per legge, ma facendolo per legge saremmo costretti a venire in Consiglio, a fare un atto legislativo di modifica, per ogni variazione che si rendesse necessaria, per esempio nella previsione di spesa per il personale rispetto a quella per la convenzionata esterna e così via. L'atto amministrativo invece può consentire di fare ugualmente questa ripartizione, di sapere con esattezza da un lato quanto è il plafond generale che si attribuisce a ogni USL, dall'altro quanto della spesa sanitaria corrente va ad agni categoria di spesa. Questo è un elemento di certezza. Se, in un determinato anno, si vuole potenziare la dotazione di personale, la spesa va finalizzata in quella direzione e si devono tagliare, per esempio, fondi destinati all'acquisto di attrezzature oppure alla convenzionata esterna e viceversa.
Ovviamente noi, come veniva ricordato anche nel dibattito, scontiamo, sia nel 1993, sia nel 1994 - e per il 1994 non era prevedibile - il fatto che il Governo ha incrementato dal 7 al 10 e mezzo per cento, o meglio ha reiterato l'incremento dal 7 al 10 e mezzo per cento della quota regionale, sulla parte corrente della spesa sanitaria, e questo di per sé provoca un aggravio rilevante. L'orientamento che la Giunta regionale ha assunto, ovviamente, adesso è quello di farci carico della quota che ci spetta, e quindi questo provvedimento è inevitabile perché si tratta a tutti gli effetti di spese che noi dobbiamo sostenere, ma dal 1994 occorre - e in questa direzione ci si sta muovendo - che nel momento in cui si quantifica la spesa regionale, questo costituisce un parametro di riferimento non superabile per la Giunta e per le USL. E' evidente che se questo non facesse, il bilancio della Regione verrebbe travolto. Già oggi l'ammontare complessivo della spesa sanitaria supera il totale dei restanti fondi del bilancio regionale. Questo dà l'idea delle dimensioni assunte dalla spesa sanitaria, che deve essere portata assolutamente sotto controllo. Mi pare che l'orientamento assunto dalla Giunta regionale sia un orientamento corretto. Devo dire che, tra l'altro, nel reperire i 115 miliardi necessari per completare il finanziamento della spesa sanitaria per il 1993, si sono dovuti fare dei tagli rilevanti, che sono andati tutti o in gran parte a quasi certe economie di spesa, di quest'anno. Si tratta di soldi che erano stanziati per altri Assessorati, in gran parte il turismo, l'artigianato e il commercio, e che non si sarebbero spesi entro l'anno, ma è evidente che questa operazione non può essere ripetuta, perché per tutti quegli Assessorati per i quali quest'anno si è provveduto a fare dei tagli rilevanti, per coprire la spesa sanitaria del 1993, si devono trovare maggiori risorse nel 1994, perché sarebbe paradossale tagliare la spesa nei settori più direttamente produttivi - industria, artigianato, commercio e turismo - a favore della parte della spesa sanitaria corrente. E' evidente che tutti quanti dobbiamo essere consapevoli di questo. Per quanto ci riguarda il nostro atteggiamento nella discussione della finanziaria per il 1994 e del bilancio 1994-1995-1996 sarà conseguente.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura della Tabella A.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questa Tabella, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della Tabella B.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questa Tabella, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Votazione per appello nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale dei disegni di legge numero 444 e numero 445. Le votazioni si svolgeranno in un'unica chiama. Prego i signori consiglieri che intendessero votare in modo diverso per ciascuno dei provvedimenti di dichiararlo all'atto della risposta.
Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì; coloro i quali sono contrari risponderanno no. Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello nominale. (E' estratto il numero 72, corrispondente al nome della consigliera Serri.)
Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello iniziando dalla consigliera Serri.
MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria, procede all'appello:
Rispondono sì per entrambi i disegni di legge la vicepresidente Serri ed i consiglieri: Soro - Tamponi - Tarquini - Tidu - Usai Sandro - Zucca - Amadu - Atzeni - Atzori - Baghino - Baroschi - Casu - Cuccu - Dadea - Degortes - Desini - Erittu - Fadda Paolo - Fantola - Ferrari - Giagu - Ladu Leonardo - Lombardo - Lorelli - Lorettu - Manchinu - Mannoni - Manunza - Marteddu - Merella - Mereu Salvatorangelo - Mulas Franco Mariano - Mulas Maria Giovanna - Muledda - Onida - Onnis - Oppi - Pes - Pili - Piras - Pubusa - Pusceddu - Ruggeri - Sanna - Sardu - Satta Antonio - Satta Gabriele - Scano - Sechi - Selis - Serra - Serra Pintus.
Rispondono no per entrambi i disegni di legge i consiglieri: Urraci - Usai Edoardo - Cadoni - Cogodi - Demontis - Ladu Giorgio - Meloni - Morittu - Murgia - Ortu - Porcu - Puligheddu - Salis.
Si è astenuto per entrambi i disegni di legge: il consigliere Pau.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato delle votazioni identico per entrambi i disegni di legge:
presenti 68
votanti 67
astenuti 1
maggioranza 34
favorevoli 54
contrari 13
(Il Consiglio approva).
Fissazione di termine per l'esame in Commissione
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Tamponi. Ne ha facoltà.
TAMPONI (D.C.). Onorevole Presidente, onorevoli consiglieri, ai sensi dell'articolo 100 del Regolamento per chiedere la fissazione del termine per l'esame da parte della Commissione competente del progetto di legge numero 443 che riguarda le politiche attive del lavoro. E' una proposta di legge presentata dal nostro Gruppo che pone l'Agenzia del lavoro nelle condizioni di lavorare, escludendo la rappresentanza politica espressa dal Consiglio regionale. Siccome questo progetto di legge potrebbe essere approvato nella prossima seduta del Consiglio, dando la possibilità all'Agenzia di operare immediatamente, proporrei all'Assemblea di dare tempo alla Commissione competente fino al giorno 13 - è un progetto estremamente semplice - in maniera tale che, se la Commissione non delibera, la si può portare all'esame diretto dell'Aula. Credo ci sia anche la volontà unanime di altre forze politiche e questa potrebbe essere una prima risposta concreta all'esigenza di far decollare l'Agenzia del lavoro.
PRESIDENTE. Onorevole Tamponi, può specificare meglio il termine da lei indicato?
TAMPONI (D.C.). Chiaramente il giorno 13 di questo mese.
PRESIDENTE. Onorevole Tamponi, la proposta è inammissibile non essendo ancora trascorsi i 60 giorni dalla data di presentazione previsti dal Regolamento. Questo provvedimento è stato presentato il 24 novembre 1993.
TAMPONI (D.C.). Ci appelliamo allora alla sensibilità del Presidente e dei commissari della Commissione competente perché licenzino subito il provvedimento e lo inoltrino immediatamente all'Aula.
PRESIDENTE. Non potendo assumere decisioni formali facciamo appello alla sensibilità del Presidente e dei commissari componenti la Commissione.
Sull'ordine del giorno
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (D.C.). Per chiedere l'iscrizione all'ordine del giorno della modifica dell'articolo unico della legge numero 15 - mi riferisco alla legge per i malati psichici - perché ogni giorno di ritardo comporta ulteriori oneri per la Regione. Si tratta di un articolo unico modificativo, è stato già approvato alla Commissione quindi non ci sono ostacoli all'iscrizione all'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Se non ci sono osservazioni, la richiesta dell'onorevole Oppi si intende accordata. La seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore 12 e 13.
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