Seduta n.148 del 06/12/2005
CXLVIII SEDUTA
Martedì 6 Dicembre 2005
Presidenza del Vicepresidente PAOLO FADDA
indi
del Presidente SPISSU
La seduta è aperta alle ore 10 e 05.
SERRA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 24 novembre 2005, che è approvato.
PRESIDENTE. Considerata la scarsa presenza in aula dei consiglieri, mi sembra opportuno sospendere la seduta sino alle ore 10 e 30.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 05, viene ripresa alle ore 10 e 31.)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Chiedo il rinvio dei lavori di un'ulteriore mezz'ora, in quanto diversi colleghi mi hanno avvertito di essere in ritardo a causa di due incidenti stradali, anzi addirittura tre, mi suggerisce il collega Diana, che si sono verificati nei pressi di Serrenti. Grazie.
PRESIDENTE. Se non ci sono opposizioni, la seduta è sospesa sino alle ore 11.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 32, viene ripresa alle ore 11 e 04.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori. Invito un Segretario a prendere posto al banco della Presidenza.
CongediPRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Mario Bruno e Franco Sabatini hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 6 dicembre 2005; il consigliere regionale Giommaria Uggias ha chiesto congedo per la giornata del 6 dicembre 2005; il consigliere regionale Renato Cugini ha chiesto congedo per le giornate del 6 e 7 dicembre 2005.
Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno di legge:
"Legge statutaria della Regione autonoma della Sardegna". (5/STAT)
(Pervenuto il 30 novembre 2005 ed assegnata alla prima Commissione)
Annunzio di presentazione di proposte di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge:
FLORIS Mario - CHERCHI Oscar: "Procedure per l'affidamento di consulenze a persone estranee all'Amministrazione regionale". (189)
(Pervenuta il 28 novembre 2005 ed assegnata alla prima Commissione)
VARGIU - PISANO: "Legge per Cagliari". (190)
(Pervenuta il 29 novembre 2005 ed assegnata alla prima Commissione)
Risposta scritta ad interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alla seguente interrogazione:
"Interrogazione PISANO - DEDONI - CASSANO sulle anomale modalità adottate dall'Istituto superiore regionale etnografico nell'organizzazione del convegno "Quale cinema in Sardegna: realtà e prospettive" che si terrà a Nuoro il 12 novembre 2005". (382)
Annunzio interrogazioniPRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
SERRA, Segretario:
"Interrogazione RASSU, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata inclusione nei programmi di finanziamento degli invasi Buttule-Calambru e Sa Contra Ruja". (391)
"Interrogazione DEDONI, con richiesta di risposta scritta, sull'istituzione delle zone franche in Sardegna e, in particolare, sulla zona franca di Oristano". (392)
"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, riguardo ai controlli sul latte per l'infanzia". (393)
Annunzio mozioniPRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza:
SERRA, Segretario:
"Mozione SANNA Matteo - DIANA - ARTIZZU - LIORI - MORO sul rilancio dell'economia e il recupero del patrimonio immobiliare di La Maddalena". (58)
"Mozione LA SPISA - OPPI - DIANA - LADU - VARGIU - AMADU - ARTIZZU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - GALLUS - LICANDRO - LOMBARDO - MILIA - MORO - MURGIONI - PETRINI - RANDAZZO - RASSU - SANJUST - SANCIU sulle tariffe idriche, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi del comma 3 dell'articolo 54 del Regolamento". (59)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione della proposta di legge numero 62/A.
E' iscritto a parlare il consigliere Vincenzo Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS VINCENZO (D.S.). Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli colleghi, la proposta di legge oggi in esame, nonostante la ristrettezza delle risorse disponibili, pone all'attenzione del Consiglio regionale un problema di grande interesse e notevolmente sentito non solo dal mondo del lavoro, ma anche dai cittadini in generale, a cui vanno garantite da parte dello Stato e della Regione la tutela della salute e la protezione ambientale.
Questa riflessione deve rappresentare per il Consiglio, a cui va riconosciuta una ritrovata capacità operativa, che ha permesso di licenziare in tempi celeri due importanti leggi, un preciso impegno e una priorità, assegnando al tema dell'amianto tutta l'attenzione occorrente. In questa proposta di legge sono previsti importanti interventi finalizzati innanzitutto ad avere, attraverso il censimento previsto nei piani provinciali, la mappatura esatta e la conoscenza dei luoghi in cui l'amianto è presente, al fine di promuovere le azioni necessarie per la sua rimozione e messa in sicurezza delle aree contaminate. La diffusa presenza dell'amianto negli ambienti di lavoro e di vita costituisce, come si sa, un rischio per la salute ormai ben conosciuto. L'esposizione a fibre di amianto è responsabile di gravi e irreversibili danni causati dal loro elevato potere fibrogeno e cancerogeno. Le patologie correlate si manifestano soprattutto a carico dell'apparato respiratorio e delle membrane sierose, principalmente la pleura, e insorgono dopo molti anni dalla cessazione dell'esposizione: da dieci a quindici per l'asbestosi e da venti a quaranta per il mesotelioma e il carcinoma polmonare. Dai dati pubblicati dall'Istituto Superiore di Sanità si evince come, analogamente a quanto sta avvenendo in altri paesi industrializzali, quali la Gran Bretagna e la Francia, sia in atto in Italia una marcata crescita del numero dei decessi per tumore maligno della pleura, così come descritto con accuratezza dal relatore. La Sardegna, nel periodo preso in esame, con i suoi 120 decessi, si attesta sulla media nazionale. Per questo è fondamentale che l'Osservatorio regionale, come previsto dall'articolo 8, tenga attentamente monitorate le patologie da amianto sul territorio della regione, raccogliendo le informazioni su tutti i casi incidenti di mesotelioma maligno
E' sulla base della pericolosità di tale sostanza per la salute dell'uomo e dell'ambiente che lo Stato italiano ha promulgato, come ha affermato il relatore, la legge 27 marzo 1992, numero 257, che detta norme per la cessazione dell'impiego dell'amianto e per il suo smaltimento controllato. Con l'emanazione di questa legge, che prevede il divieto di estrazione, importazione, esportazione, produzione e commercializzazione di prodotti contenenti amianto, è stato adottato uno strumento in grado di consentire un intervento deciso, indirizzato alla progressiva eliminazione di tale materiale dall'uso comune, nonché alla riduzione al minimo della esposizione a tale fattore di rischio sia per i lavoratori che per la popolazione in generale.
Con questa legge regionale, in coerenza con le direttive nazionali ed europee, vengono specificate azioni di intervento tese a completare la conoscenza complessiva del rischio, che vanno dalla formazione dei soggetti coinvolti dai pericoli derivanti dall'esposizione alle fibre di amianto, al controllo delle condizioni di salubrità ambientale e di sicurezza del lavoro, fino alla fase di smaltimento finale dei rifiuti prevista nei piani provinciali. L'obiettivo che si pone questa legge è, quindi, quello di individuare le realtà produttive nelle quali la presenza di questo materiale può costituire ancora oggi un rischio per i lavoratori, sia per quelli attualmente dipendenti dalle imprese, sia per quelli dipendenti da ditte esterne che intervengono nella manutenzione degli impianti e delle macchine, nonché per i lavoratori dipendenti da ditte che in futuro potranno essere chiamate alla demolizione o rimozione degli impianti e delle strutture in cui l'amianto è presente sottoforma di coibente, guarnizione, eccetera.
La conoscenza di tali situazioni consentirà di programmare le azioni successive, miranti a fornire le indicazioni e il supporto per adottare le opportune misure di tutela della salute degli addetti e, più in generale, della popolazione. Infatti, solo mettendo sotto controllo questo materiale e proseguendo nelle azioni di bonifica, siano esse di rimozione, che di inertizzazione, si potrà arrivare alla eliminazione o comunque alla riduzione al minimo dell'esposizione dei cittadini. In questo modo potranno essere eliminati i rischi per la salute connessi all'inalazione di fibre che si possono liberare nell'ambiente quando l'amianto è presente in forma friabile.
Questo testo di legge, all'articolo 15, coglie anche alcune recenti novità della ricerca, la quale ha accertato che ad arrecare danni irreparabili all'organismo non sono soltanto le fibre di amianto che vengono inalate, ma anche quelle rilasciate nell'acqua dai tubi di amianto che vengono ingerite dall'organismo. E' stato accertato che il sistema digerente non riesce a eliminare queste fibre, che vanno in circolo nel sangue causando danni irrimediabili al sistema cardiocircolatorio.
Il piano di protezione dall'amianto, che verrà avviato con questa legge, pone quindi al centro il problema della protezione della salute dei cittadini e dell'ambiente avviando una decisa campagna tesa alla bonifica degli ambienti di vita e di lavoro e alla eliminazione e riduzione al minimo possibile della esposizione a tale sostanza. Questo piano prevede un insieme di azioni che oltre a completare la conoscenza complessiva del rischio vanno dalla formazione dei soggetti coinvolti dai rischi derivanti dalla esposizione alle fibre di amianto al controllo delle condizioni di salubrità ambientale e di sicurezza nel lavoro, fino alle fasi, come dicevo prima, di smaltimento finale dei rifiuti e di sorveglianza sanitaria ed epidemiologica dei soggetti esposti.
La prima azione prevede la conoscenza complessiva del rischio amianto; i criteri e le modalità attraverso i quali i dipartimenti di sanità pubblica delle Aziende sanitarie locali, in collaborazione con l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente (ARPA), naturalmente una volta che questa verrà istituita, dovranno svolgere il compito loro affidato; il censimento delle ditte che utilizzano o abbiano utilizzato in passato amianto o materiali contenenti amianto e di quelle che svolgono l'attività di bonifica e di smaltimento; il censimento degli edifici, con riferimento a quelli pubblici e ai locali aperti al pubblico e di utilizzazione collettiva e ai blocchi di appartamenti nei quali tale materiale è presente in forma friabile; l'individuazione delle situazioni di pericolo, comprese cave o miniere con possibili affioramenti comunemente denominati "pietre verdi".
Ritengo molto interessante anche la seconda azione, perché sviluppa la formazione dei soggetti coinvolti dai rischi derivanti dall'esposizione alle fibre di amianto e prevede appunto la creazione, attraverso un percorso formativo, dei soggetti addetti alle operazioni di bonifica e di smaltimento, che dovranno partecipare a un corso che prevede, al termine, il rilascio di un attestato di abilitazione. Sarà compito, poi, della Regione procedere, in attuazione del piano regionale, a iniziative educative da organizzarsi in tutte le province del territorio regionale.
Importante è anche il punto che riguarda la sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti e di quelli ex esposti all'amianto. La sorveglianza epidemiologica sugli effetti neoplastici viene attuata sempre attraverso l'Osservatorio previsto all'articolo 8, che dovrà permettere di tenere attentamente monitorate le patologie su tutto il territorio regionale, attraverso gli studi di mortalità, e dovrà lavorare insieme all'INAIL per capire le dimensioni del fenomeno.
In riferimento al risanamento da effettuare, ma più in generale sulla completa attuazione di questa legge permane chiaramente, com'è stato sottolineato in Aula, il grosso problema di reperire risorse, oltre a quelle abbastanza esigue previste in questa proposta di legge, anche a livello statale e comunitario, per garantire gli interventi di bonifica e in particolar modo quelli urgenti, che richiederanno notevoli sforzi economici a carico di molteplici soggetti, sia pubblici (Regione, Province, Comuni, Aziende sanitarie locali, eccetera) sia privati. Se non ci sarà questo sforzo, questa ottima legge correrà il rischio di rimanere inapplicata.
Voglio ricordare, tra l'altro, che questa legge, come sanno bene gli onorevoli Mario Floris - che non è in aula in questo momento - e Giorgio La Spisa, si intreccia con il decreto ministeriale 25 ottobre 1999, numero 471, e con tutto il problema delle bonifiche dei siti di interesse nazionale (SIN), ma anche delle aree chimiche non riconosciute come tali. I siti riconosciuti di interesse nazionale in Sardegna sono due: quello del Sulcis-Iglesiente e quello di Porto Torres. Il sito di bonifica del Sulcis include molti comuni della zona, anche se l'area a rischio ne comprende solo cinque. Nonostante le diverse conferenze di servizi istruttorie e decisorie, e sebbene sia stato definito il piano di caratterizzazione, sono stati messi in atto soltanto alcuni interventi di messa in sicurezza d'emergenza (MISE). Mancano, allo stato attuale, i progetti definitivi di bonifica.
Anche a Porto Torres, area industriale delicata, dove sussistono, all'interno del polo chimico, depositi petroliferi e discariche della centrale termoelettrica nell'area marina antistante, sono state adottate soltanto le misure di MISE, ma mancano ancora i progetti definitivi di bonifica. Stesso discorso per le altre aree, come quella di Macchiareddu e Ottana. La Sardegna, attraverso le misure 1.4 e 1.7 del POR, ha destinato rispettivamente 74 e 28 milioni di euro, che dovevano servire, la prima, alla gestione integrata dei rifiuti, alla bonifica dei siti inquinati e alla tutela dall'inquinamento, la seconda, al monitoraggio con due linee di intervento che riguardavano: c) siti contaminati, con l'aggiornamento e il completamento del censimento dei siti potenzialmente contaminati, la realizzazione dell'anagrafe dei siti da bonificare e la caratterizzazione dei suoli dei corpi idrici; f) siti inquinati da amianto, con il censimento dei siti potenzialmente contaminati e l'anagrafe dei siti da bonificare o mettere in sicurezza. Per queste due linee d'intervento sono stati pubblicati anche i bandi. Le risorse impegnate ammontano a 46 milioni di euro, su 74 disponibili, per la prima, e di 2 milioni di euro, su 28 disponibili, per la seconda. In Sardegna sono stati rilevati, alla fine del 2002, complessivamente 691 siti contaminati, di cui 403 da discariche di rifiuti solidi urbani, 100 da attività mineraria dismessa, 77 da perdite di carburante, 104 da attività industriali e cinque da amianto. Questa legge permetterà, quindi, alla nostra Isola di recuperare un ritardo ormai inammissibile, che le darà facoltà di provvedere alla redazione del piano regionale di protezione dell'ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall'amianto. E' necessario, una volta approvata questa legge, creare una corsia agevolata per la nascita dell'ARPA, in modo da avere un soggetto in grado di coordinare tutta l'attività riguardante l'enorme partita delle bonifiche, che dovrà vedere come protagonisti, oltre alla Regione e al Governo, anche tutte le imprese private che dovranno essere chiamate in solido a finanziare diversi progetti di risanamento dei siti in cui hanno operato, inquinandoli, per tanti anni.
L'ENI aveva dato una prima disponibilità, quantificando il proprio impegno - se non ricordo male, su questo l'onorevole La Spisa sarà sicuramente più preciso - in 100 milioni di euro, nettamente insufficienti a coprire, come sappiamo, l'ampiezza delle bonifiche da portare avanti. Il presidente Floris, mi sembra, quantificò con una cifra differente l'impegno finanziario che lo Stato e le aziende private, a iniziare da ENI, dovevano garantire per attuare il piano delle bonifiche dei siti inquinati nell'Isola.
Vista la complessità, ma anche la stasi su tutta questa partita, io credo che questa legge ci dia oggi l'opportunità di riprendere in mano e con più convinzione il problema del risanamento ambientale, facendo diventare questa occasione una preziosa opportunità per creare nell'Isola nuove competenze e aprire nuovi scenari anche sul fronte occupazionale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà. Non essendo in aula, decade dal diritto di intervenire. E' iscritto a parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Come i colleghi ricorderanno, quattro mesi or sono dichiarai che non avrei più preso la parola in quest'Aula fino a quando il Presidente della Giunta non avesse ritirato le querele da lui presentate contro di me. Questo non è avvenuto, però il tema all'ordine del giorno mi impone comunque, per dovere verso i cittadini, di intervenire, stamani, intanto per fare una considerazione sul modo in cui si sta procedendo in quest'Aula.
Signor Presidente, noi abbiamo sospeso i lavori perché il Presidente della Commissione aveva dichiarato che non c'era più la disponibilità di 1 milione di euro, quindi questa proposta di legge non aveva copertura finanziaria. Stamattina, in apertura dei lavori, nessuno ha detto se questa copertura finanziaria è stata individuata, quindi non riesco a capire come si vada avanti in quest'Aula.
Il collega Amadu aveva chiesto dei chiarimenti, che fino a questo momento non sono arrivati, quindi io non svolgerò il mio intervento perché preferirei sapere prima se c'è la copertura finanziaria. Una volta avuto questo chiarimento, potrei anche intervenire su questa proposta di legge.
PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare i consiglieri Contu e Moro, che non essendo in aula decadono entrambi dal diritto di intervenire. E' iscritto a parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi consiglieri, la finanziaria, a proposito di una delle funzioni che dovrebbero essere più importanti dal punto di vista istituzionale, quella di produrre leggi, prevede per nuovi oneri legislativi zero euro. Zero periodico! Questo dato freddo, matematico e politico la dice tutta sulla considerazione che ha la Giunta del Consiglio regionale. Se non fosse tragica questa cifra, così come questa cultura, direi scherzosamente che si sta dimostrando la stessa ambizione di colui che vuole fare una zuppa di pesce senza il pesce, da un prodotto virtuale, scarno, offensivo. Quindi, se disponiamo di zero euro per legiferare, faremo una politica virtuale, perché va bene mettere l'ambiente al centro di tutte le attenzioni, va male però che la Sardegna, cenerentola d'Italia, recepisca dopo undici anni una legge così importante, che istituisce e obbliga alla rimozione di un elemento altamente inquinante, come è stato puntualmente detto, che addirittura causa tumori alla pleura.
La Sardegna, dunque, con fortissimo ritardo, dà alla luce questa proposta che io stesso, in Commissione, ho sostenuto, però oggi scopriamo che per dare gambe a questa tardiva e sacrosanta legge non ci sono risorse finanziarie. E allora si butta nel calderone della finanziaria la speranza che anche la Sardegna rimuova da un ambiente fortemente inquinato questo coinquilino scomodo che è l'amianto. Siamo di fronte a una contraddizione politica terribile, perché io ho sostenuto con sincerità la legge, ho dato i contributi e non vedo l'ora che la Sardegna, che mette l'ambiente al centro delle sue attenzioni programmatiche, allontani questo pericolosissimo e subdolo nemico, che addirittura rimane in incubazione per quindici o vent'anni per poi esplodere in modo letale. Oggi siamo di fronte alla possibilità di colmare un vuoto normativo che grida vendetta, però non abbiamo concretezza finanziaria, e questo è un dato che la dice tutta sull'esautoramento sistematico del Consiglio regionale, perché è un fatto culturale, ripeto, prevedere zero euro per rimuovere ingiustizie e risanare ambienti. Cioè, noi siamo impotenti.
Detto questo, la proposta di legge in discussione tende a tutelare la salute pubblica, a prevenire gravi danni irreversibili e a dare una risposta complessiva a questo problema. Non so come ciò potrà avvenire, perché, ripeto, non c'è una programmazione politica che dia priorità ai filoni più importanti. Io non sto qui a ricordare, colleghi, le risorse destinate all'effimero o a cose meno importanti del tema che stiamo affrontando, ma voglio sperare che la sensibilità politica non sia legata soltanto agli spot pubblicitari, alla propaganda preelettorale, ma trovi concretezza in risposte serie, iniziando da questa finanziaria. Ci rendiamo conto che questa legge è onerosa, che comporta impegni enormi, basti pensare a ciò che abbiamo disseminato nelle campagne, a quei rustici il cui tetto contiene questo elemento dannosissimo. Anche in una certa edilizia economica e popolare è presente l'amianto, come hanno testimoniato gli abitanti di Via Monte Grappa, sentiti in audizione, che vivono in alloggi costruiti dal Comune di Cagliari. Per non parlare di canalette, di contenitori d'acqua, di tutto ciò che è un continuo e quotidiano attentato alla salute pubblica.
Pertanto, cari colleghi, non possiamo esitare questa legge limitandoci ad approvare il piano regionale se poi non c'è possibilità di concretizzarlo. E' su questo che noi vogliamo risposte precise dall'Assessore dell'ambiente. Con senso di responsabilità, ripeto, ho votato a favore di una legge che è arrivata tardivamente, ma temo che poi i siti contaminati non saranno neanche censiti, per mancanza di risorse.
Anche l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Sardegna (ARPAS) nasce con undici anni di ritardo, e la Sardegna, accumulando questi ritardi inspiegabili, ha un primato non invidiabile, quello di essere l'ultima della classe! L'ARPAS, che dovrebbe essere preposta a monitorare, preservare e valorizzare l'ambiente, trova, a mio parere, forti ostacoli in seno alla Commissione. Ho l'impressione che anche lì ci siano degli interessi per non far decollare un'Agenzia indispensabile per noi sardi, per il nostro ambiente, che ci viene invidiato in tutto il mondo. Ma l'ARPAS, che dovrebbe monitorare, analizzare e certificare con autorevolezza indiscutibile l'ambiente, l'aria e l'acqua, deve avere una corsia preferenziale e anche questo comporterà ulteriori spese. Siamo ossessionati da questi parametri quantitativi, dalla logica ragionieristica, aziendalistica: l'euro, il dannato euro, ma che prezzo ha la salute dei nostri figli, la nostra stessa salute? Che prezzo può avere l'ambiente? Una politica seria, coerente con ciò che si è sostenuto in campagna elettorale, dovrebbe dare priorità a questi valori, a questi principi, a questa ricchezza. Non sto qui a ricordare testualmente ciò che recita l'articolo 32 della nostra Costituzione, che in sostanza afferma che prima di tutto e di tutti viene la salute, che è il bene primario, ma vorrei chiedere all'Esecutivo di soffermarsi a ragionare, di scremare ciò che si può scremare e di dare priorità finanziaria, in una scaletta di valori importantissimi, a leggi come questa, perché anche la Sardegna, oltre a colmare un vuoto normativo, possa di nuovo porsi al centro dell'attenzione col suo ambiente, che è la sua ricchezza inestimabile. Ed è per questo che il mio voto sarà favorevole.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, devo ammettere di essere un po' sconcertato dopo aver letto il testo di questa proposta di legge. Lo sconcerto deriva dal fatto che una proposta di legge così qualificata, essendo firmata da tutti i consiglieri della maggioranza, fa pensare che intorno a un problema che è serio sia stato fatto un lavoro altrettanto serio. Sicuramente il problema dello smaltimento dell'amianto è serio, come hanno sottolineato i colleghi, specificando quali problemi attinenti alla salute dei cittadini sono legati al degrado delle fibre di amianto contenute, per esempio, in materiali utilizzati normalmente come copertura. Non mi soffermo su questo aspetto, dico solo che essendo un problema serio si suppone che lo sforzo congiunto di tanti colleghi consiglieri abbia prodotto una risposta altrettanto seria.
Come ho anticipato in premessa, nel leggere questa proposta di legge il mio sconcerto è stato molto forte. Perché è stato forte lo sconcerto? Perché, tutto sommato, il problema, pur nella sua complessità, è semplice. Negli anni passati, in Sardegna, come dappertutto, sono state ampiamente utilizzate strutture contenenti amianto nel campo dell'edilizia, per la realizzazione di opere idrauliche e altre opere cantieristiche. Non si sapeva, o lo si sapeva in maniera certo meno chiara di quanto scientificamente non appaia oggi, che l'amianto comportava, soprattutto nel suo degrado strutturale, forti rischi di inquinamento ambientale, che hanno colpito i lavoratori dell'amianto, ma che colpiscono tutta la popolazione che è a contatto con questo materiale. Per cui si pone la necessità di provvedere alla riduzione della presenza dell'amianto, soprattutto nei siti dove il degrado è maggiore, o alla eliminazione completa dello stesso. Il problema, dicevo, è semplice: c'è in giro una quantità di amianto che non è tollerabile, cerchiamo di fare qualcosa perché i rischi sulla popolazione siano ridotti. Mi sembra che sia un'opzione assolutamente meritoria e che quindi sia assolutamente valido che questo Consiglio regionale si occupi di questo problema e si impegni a fare una legge che aiuti i cittadini che hanno coperture o altre strutture in amianto all'interno dei loro possedimenti a eliminarle, perché ad oggi l'eliminazione dell'amianto è un'operazione complessa e costosa: è complessa perché comunque i passaggi che sono necessari per smaltire anche pochi metri quadri di copertura di amianto non sono semplici, in quanto prevedono una serie di tappe burocratiche obbligatorie per il privato che smaltisce a spese sue l'amianto, a costi elevati. Lo smaltimento di pochi metri quadri di amianto comporta costi assai spesso insostenibili per il cittadino, il quale mantiene le strutture infischiandosene dell'inquinamento che esse possono determinare.
Quindi una legge regionale in questa materia a che cosa serve? Serve intanto, come giustamente è scritto in questa proposta di legge, a dire agli enti pubblici, cioè a quegli organismi che meno di altri possiamo accettare come soggetti inquinanti, che debbono pensare alla pronta eliminazione dell'amianto presente nelle loro strutture. Serve anche a prevedere degli incentivi e delle semplificazioni burocratiche per i privati, affinché una volta deciso il modo in cui deve avvenire lo smaltimento dell'amianto, questa operazione sia favorita dalla semplicità burocratica e anche da un basso costo complessivo, in virtù del fatto che la parte pubblica, avendo indicato una finalità superiore, che è quella dettata dall'interesse generale alla tutela della salute pubblica, interviene attraverso incentivi economici a favore dei privati.
Insomma, signori, se questi sono gli obiettivi io vi consiglierei di rileggere il testo di questa proposta di legge, perché è difficile trovare al suo interno la stessa semplicità di ragionamento che io ho evocato. Questa non è certamente una legge semplice, in quanto non indica con semplicità il modo in cui censire i siti e far sì che lo smaltimento dell'amianto avvenga in discariche controllate, da parte di strutture controllate e in maniera veloce. E' un fiorire di commissioni, sottocommissioni, concertazioni, è previsto addirittura un commissario ad acta qualora le Province non provvedano allo smaltimento. Anziché un metodo per smaltire dell'amianto, cosa importante quanto si vuole, ma comunque si tratta di smaltire delle coperture in eternit e di rifare delle tubature, questa proposta di legge sembra essere uno di quei piani strategici che trent'anni fa, nei paesi ad economia programmata, si riteneva potessero offrire soluzioni miracolistiche ai problemi! Credo che i dodici articoli di legge, complessivamente trenta commi, ognuno dei quali suddiviso in articolazioni differenti per dire come deve essere smaltito l'amianto, siano esattamente il contrario di quello che il cittadino si aspetta da noi. Il cittadino si aspetta da noi - lo abbiamo ripetuto mille volte in campagna elettorale, ce lo ripetiamo ancora sino alla nausea - una delegificazione, poche norme chiare e immediate, un'indicazione precisa su cosa deve fare. Dal legislatore regionale il cittadino si aspetta chiarezza e semplicità, non dodici articoli e trenta commi! E non si aspetta nemmeno un commissario ad acta! Stiamo parlando dell'amianto, non della rivoluzione che cambierà la faccia della Sardegna! Stiamo parlando del fatto che in Sardegna, come in tutte le altre parti d'Italia, c'è un eccesso di strutture contenenti una sostanza di cui conosciamo la tossicità ambientale. Sarebbe bastato un solo articolo di legge, sarebbero bastati pochi commi. Qui le competenze sono diversificate: dalla Provincia agli enti locali, al Consiglio delle autonomie locali, all'Osservatorio epidemiologico, alle A.A.S.S.L.L., alla coerenza con l'Assessorato regionale, al concerto con l'Assessorato della sanità, eccetera. Signori, è una cosa pazzesca, è una cosa veramente pazzesca!
Che questa legge possa funzionare dal punto di vista pratico è difficile da immaginare, per cui se i colleghi che hanno presentato questa proposta di legge hanno buon senso, e sono sicuro che ne hanno da vendere, condivideranno la necessità di fermarci un attimo per valutare se sia possibile potare la metà degli articoli, la metà delle sottocommissioni che si sono previste, in modo da creare qualcosa che sia dieci volte più semplice di quella che stiamo configurando. Ciò che in questa legge è articolato in tutti i minimi dettagli rischia, infatti, di non funzionare, di essere una specie di montagna, un carro armato con il quale si intendono schiacciare le formiche! Anziché essere funzionale all'obiettivo che si vuole raggiungere, questa legge rischia di essere qualcosa che lo intralcia e per anni comporterà discussioni in sedi diverse, nelle sottocommissioni più disparate e variopinte, alla ricerca del concerto più ampio possibile su un problema che non verrà risolto. Siccome credo che l'intendimento di questo Consiglio regionale sia davvero quello di promuovere lo smaltimento dell'amianto, obbligando gli enti pubblici e dando incentivi ai privati perché questo materiale possa essere levato da dove crea rischio per la salute della popolazione, questa legge deve essere riscritta in maniera semplice, perché gli strumenti che noi stiamo mettendo a disposizione dell'amministrazione e del cittadino siano semplici e consentano di raggiungere l'obiettivo e non di fare semplicemente un convegno sull'amianto, obiettivo finale che sembra trasparire da questa legge.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, aggiungo solo poche parole alle cose che ha detto il collega Vargiu. Innanzitutto voglio richiamare la posizione che noi avevamo assunto in occasione del parere espresso dalla seconda Commissione su questa particolare legge. Già in quella occasione io ebbi a votare contro e motivai questa mia posizione affermando che se si vuole dimostrare come non deve essere fatta una legge basta presentare questo schema di legge.
Ciò che serve è esattamente l'opposto: vengo adesso da un'assemblea di sindaci che si è tenuta all'Hotel Mediterraneo, in cui si è richiamata la necessità, per i comuni della Sardegna, di poter applicare norme semplici, che consentano di intervenire in tempi rapidi per la risoluzione dei problemi. All'onorevole Alberto Sanna bisogna dare atto di aver rappresentato questo problema, nella sua relazione, con le tinte che giustamente esso merita, ma già questo dimostra che la struttura di questa proposta di legge è totalmente sbagliata. Se vogliamo intervenire tempestivamente non possiamo assolutamente pensare che questa legge, una volta approvata, lo consentirà, perché al contrario essa ci regalerà tempi biblici, quelli che serviranno per elaborare il piano regionale e i piani provinciali e per stabilire, in funzione della segnalazione dei comuni, le priorità. Questo significa, cari colleghi, che se, così come capita, e chi fa il sindaco sa bene quanto spesso capiti, si deve intervenire tempestivamente, anche attraverso la cosiddetta via ordinatoria, per bonificare un sito nel quale ci sia amianto - altrimenti la responsabilità, come tutti sapete, ricade sul primo cittadino - non si può assolutamente legare il problema a un iter troppo lungo, perché nella migliore delle ipotesi se ne vedrebbe la soluzione dopo due anni.
In questi giorni, ho verificato qual è stata la risposta delle Regioni italiane a questo problema. Gran parte delle Regioni, circa l'80 per cento, si è comportata come ha riferito poco fa il collega Vargiu, cioè non ha previsto delle norme di applicazione della legge nazionale, ma ha semplicemente affidato all'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente o ad altro ente le competenze per effettuare interventi di bonifica immediati e tempestivi. Credo davvero che dobbiamo avere il coraggio di riconoscere che non abbiamo lavorato bene, che non possiamo assolutamente permettere che passi una legge così strutturata e che dobbiamo invece dare ai comuni la possibilità di intervenire tempestivamente, attraverso una sorta di apertura di credito.
Qui ci sono tanti Assessori, tra l'altro qualificati, che ci possono dare una mano d'aiuto in questo senso. Penso, per esempio, assessore Dirindin, a ciò che avviene nel campo del sociale, dove vi è la possibilità di intervenire tempestivamente se qualche problema sussiste localmente, perché basta inviare direttamente la comunicazione alla Regione, la quale autorizza l'intervento in una certa direzione. Non possiamo però pensare di inserire le priorità dell'intera Sardegna in un programma, per l'attuazione del quale, tra l'altro, non vi sono risorse. Voglio davvero capire come potrà essere realizzato questo programma.
Invito, pertanto, i colleghi a fare una piccola riflessione, a rinunciare a licenziare un obbrobrio normativo quale quello che nascerebbe da questa proposta di legge e ad andare nella direzione giusta, che è quella di una delegificazione di questa materia, affidando agli organi preposti, per esempio all'ARPAS, che fra poco dovrebbe entrare in funzione, il compito principale di dare ai cittadini, come è stato già detto, risposte congrue e nei tempi che giustamente essi pretendono da noi.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.
DESSI', Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Onorevole Presidente, onorevoli consiglieri, la Giunta regionale esprime una valutazione positiva sull'iniziativa consiliare che ha prodotto questo importante testo legislativo. Per ragioni diverse, non ultimo il fatto che si è trattato di un'iniziativa pressoché unanime della Commissione competente, la Giunta non ha ritenuto necessario proporre un proprio testo e, per dire la verità, l'andamento dei lavori non ha visto, per vari motivi, non imputabili a responsabilità di nessuno, una partecipazione permanente e diretta della Giunta, la quale, nell'apprendere del testo finale come modificato a seguito anche delle osservazioni della prima e della settima Commissione permanente, ha ritenuto di introdurre delle piccole modifiche che hanno tuttavia soltanto la caratteristica di perfezionamenti di natura tecnico-giuridica e non di sostanza.
Non farò un discorso lungo sulla questione dell'amianto. Come funzionario consiliare, già in diverse legislature ho visto il Consiglio cercare di adottare una normativa sull'amianto e sui pericoli da esso derivanti, ma non si è mai arrivati a questa conclusione. Il fatto che in questa legislatura finalmente vi si arrivi è da salutare positivamente. Naturalmente nessuno si illuda che il tema sia facile. Ho sentito oggi alcune semplificazioni che meriterebbero un approfondimento maggiore di quello che posso fare in questa situazione. Voi sapete che, tra gli anni sessanta e settanta, per l'economicità e la sicurezza, come allora si riteneva, delle coperture e delle condotte in cemento amianto la commercializzazione di questi materiali fu fortemente incentivata dal mercato e anche dalla mano pubblica, per cui ci siamo trovati con interi quartieri di città e interi paesi, ad esempio, con i tetti in eternit, e con tantissime condotte ugualmente in eternit. Tutta questa roba è rimasta anche dopo che è stata vietata la produzione e l'utilizzo di materiali contenenti amianto. La sostituzione di questi residui, per altro operanti, basta guardare le case, non è un lavoro facile che possa essere improvvisato.
Lo smaltimento dei rifiuti contenenti amianto ha subito recentemente una modifica legislativa nazionale, che restringe il campo delle discariche autorizzate a recepire e a stoccare questi rifiuti. In pratica, non sarà più possibile stoccarli nelle discariche per rifiuti speciali, ma bisognerà stoccarli in discariche per rifiuti tossici e nocivi. La procedura di smaltimento, ad esempio di smantellamento di un tetto in eternit, non è nemmeno sempre consigliata, perché si tratta, praticamente, di isolare un intero edificio, metterlo sottovuoto pneumatico e accertarsi che nella eliminazione della copertura tutto il materiale venga sigillato sottovuoto, il tutto con costi che sono notevoli. Si suggeriscono, talvolta, tecniche diverse dalla rimozione, anch'esse costose. La rimozione di una copertura contenente cemento amianto può costare praticamente quanto un'intera copertura nuova, bisogna poi aggiungere il costo della copertura sostitutiva. Quindi non sono cose da affidare all'improvvisazione.
Non solo, in questi anni, proprio a causa del pericolo e delle sensazioni di pericolo ingenerate nella popolazione dalle notizie circa la pericolosità delle fibre disperse di asbesto di amianto, abbiamo assistito a un'attività incontrollata di spargimento o occultamento di questo materiale in discariche o in luoghi non autorizzati. Questo ha comportato, mi spiace che non se ne sia accorto nessuno, un intenso sforzo di controllo del territorio negli anni passati, ma anche in questi anni. Già il piano attuale di gestione dei rifiuti contiene una sezione speciale per la bonifica dei siti inquinati. Si è operato vicino ad Arborea, si sono bonificate alcune scuole e così via. Non è che non si sia fatto niente, pur in carenza di una normativa regionale organica. Si tratta, a questo punto, di pianificare adeguatamente, censire e anche utilizzare metodologie appropriate.
E' in atto un fenomeno pericoloso, anche di disturbo del paesaggio urbano e rurale, perché tutta questa roba che viene ceduta dai privati spesso si trasforma in recinzioni di fondi o in coperture di porcilaie e di ovili, creando anche un problema di cambiamento in negativo persino delle nostre campagne, che sembrano sempre più delle brutte periferie urbane che non il paesaggio rurale che conoscevamo.
E' per questo che vengo al tema della copertura finanziaria: come voi sapete le leggi le fate voi e quindi la ricerca di una copertura finanziaria adeguata andrà individuata, io credo, nella prossima legge finanziaria regionale. Qualsiasi somma stanziata oggi, a dicembre, noi potremmo gonfiarla quanto ci pare, se ci fossero le risorse, ma sarebbe praticamente inspendibile per i tempi noti di attivazione dei meccanismi di spesa a seguito dell'approvazione di una legge. Quindi su questo tema sarei un po' più sereno, con l'impegno naturalmente da parte di tutti noi di reperire le risorse necessarie; impegno che non compete soltanto a noi, ma compete anche allo Stato, con il quale stiamo contrattando, in maniera anche molto franca, l'esigenza di un ulteriore intervento statale in questa materia.
Vorrei ricordare che quelle leggi nazionali inapplicate in Sardegna da tanto tempo sono anche leggi praticamente prive di copertura finanziaria, che impongono obblighi, ma non responsabilità a carico di chi ha favorito - il legislatore statale per tanti anni - l'utilizzo di questo materiale anche negli edifici pubblici.
Quindi la materia è complessa, ben venga una legge che la regola, certo io auspico che le procedure siano sempre più semplificate, però effettivamente abbiamo bisogno dell'impegno di tutte le istituzioni sul territorio e della loro collaborazione ai fini di predisporre dei piani che abbiano un senso, una logica, che non è quella dell'ordinanza contingibile e urgente del sindaco.
Concluderei questo mio intervento come replica della Giunta esprimendo un apprezzamento serio per il lavoro fatto dalla Commissione competente e auspicando che uno strumento che dovrebbe essere a supporto di questa attività, cioè l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Sardegna, veda finalmente la luce. Badate, io mi sto un po' vergognando di mettere piede sul territorio nazionale e di sentirmi dire dai colleghi: "Ma non avete ancora l'ARPA?" o di essere interrogato dalla Commissione parlamentare bicamerale per quanto riguarda il ciclo dei rifiuti prevalentemente sul fatto che non abbiamo ancora una legge sull'ARPA. Tra un po' non metterò più piede in continente se continua così, quindi pregherei la Commissione di ultimare i lavori che so essere ben avviati e di risolvere i nodi residui in tempi molto brevi.
Infine, ne parleremo un giorno quando mi chiamerete per riferire, in termini generali, sulla politica ambientale della Regione, vi inviterei a dare uno sguardo, qualche volta, al nostro sito Internet. Noi abbiamo fatto uno sforzo gigantesco, come mai in passato, e stiamo per varare il piano di tutela delle acque, che è un piano stralcio di bacino, il piano di risanamento dell'aria, il piano di risanamento acustico, piani tutti accompagnati da disegni di legge già depositati in Commissione. Stiamo per portare in Consiglio, finalmente, anche il piano forestale generale della Regione (l'ultimo era del 1978), che è un altro piano stralcio di bacino che disciplina l'uso del territorio regionale nel rispetto della morfologia, dell'idrogeologia e della storia anche forestale. Lo sforzo è notevole. Stiamo per rimettere mano al piano di gestione dei rifiuti, che non è vecchissimo (l'ultimo aggiornamento approvato dall'Unione Europea è del 2002) però necessita, soprattutto alla luce di nuove disposizioni legislative e anche di una nuova organizzazione amministrativa del territorio della Regione sarda, di una rivisitazione molto rigorosa. E' un lavoro costante, quotidiano, noi ce la stiamo mettendo tutta e ne sono prova gli atti depositati presso l'Assemblea legislativa della Regione autonoma della Sardegna. Così come stiamo facendo per i parchi, e proprio perché la Giunta ha una fortissima caratterizzazione ambientale, anche se non è questo forse il modo formale per farlo, chiedo che per tutte le leggi in materia ambientale o sanitaria ci sia davvero, almeno politicamente, salvo il fatto che la Conferenza dei Presidenti di Gruppo è libera e autonoma di decidere sovranamente, una corsia preferenziale. Siamo pronti, stiamo producendo, vorremmo vedere i risultati del nostro lavoro in tempi brevi.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Dovremmo adesso procedere alla votazione del passaggio all'esame degli articoli. Poiché ci sono problemi di funzionamento del sistema elettronico, per consentire di resettare il sistema sospendo la seduta per cinque minuti. I lavori del Consiglio riprenderanno alle ore 12 e 05.
(La seduta, sospesa alle ore 11 e 59, viene ripresa alle ore 12 e 10.)
PRESIDENTE. Poiché necessita ancora qualche minuto di sospensione, la seduta è sospesa sino alle ore 12 e 30.
(La seduta, sospesa alle ore 12 e 11, viene ripresa alle ore 12 e 30.)
PRESIDENTE. Invito i colleghi a prendere posto. Onorevole Oppi, su che cosa intende intervenire?
OPPI (U.D.C.). Sulla modalità di voto. Chiedo la votazione a scrutinio segreto.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.
(Segue la votazione)
Chiedo scusa, annullo la votazione.
(Interruzioni)
Se i colleghi della opposizione mi ascoltano, vorrei precisare che ho annullato la votazione proprio per tutelare un diritto della opposizione e per non tenere la votazione aperta per venti minuti, perché credo che nella scorsa legislatura...
(Interruzioni)
Non per quello, l'ho fatto semplicemente per il motivo che ho detto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 41
Votanti 40
Maggioranza 21
Favorevoli 38
Contrari 2
(Il Consiglio approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ATZERI - BALIA - BIANCU - CALIGARIS - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCU Giuseppe - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MILIA - OPPI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PORCU - RASSU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SCARPA - SECCI - SERRA - URAS.)
Essendo presente l'onorevole Oppi, che aveva chiesto la votazione segreta, la votazione stessa è valida.
Passiamo all'esame dell'articolo 1.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:
Art. 1Finalità
1. La Regione Sardegna, al fine di dare attuazione all'attività pianificatoria, di cui all'articolo 10 della Legge 27 marzo 1992, n. 257, disciplina le modalità e le procedure dell'adozione del Piano regionale, di protezione, decontaminazione, smaltimento e bonifica dell'ambiente ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall'amianto, di seguito denominato "Piano".)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, sul Regolamento, il consigliere Sanjust. Ne ha facoltà.
SANJUST (F.I.). Io mi scuso, ma vorrei invitare la Presidenza a una maggiore correttezza, perché dopo che è stata annullata la prima votazione sono entrati in aula tre colleghi che non erano prima presenti. La invito ad essere un po' più corretto, Presidente.
(Interruzioni)
MARROCU (D.S.). Chi sono i tre colleghi?
CAPPAI (U.D.C.). La consigliera Barracciu!
MARROCU (D.S.). Non ha votato!
PRESIDENTE. Onorevole Sanjust, io la ringrazio, accetto sempre i consigli dei colleghi, però mi creda ho annullato la votazione per non tenerla aperta per dieci minuti, sino a quando non fosse stato risolto il problema. Se lei mi avesse fatto notare che altre persone stavano entrando in aula, avrei impedito loro di votare. Le voglio ricordare, onorevole Sanjust, che questa era la prima votazione e che per questo motivo i colleghi avrebbero potuto chiedere una sospensione. Questo lo dico per sottolineare la correttezza da parte della Presidenza, quindi credo che il suo invito fosse ingiustificato.
bonifica, ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall'amianto" (62/A)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Calledda. Ne ha facoltà.
CALLEDDA (D.S.). Signor Presidente, signori Assessori, colleghi, ho ascoltato con molta attenzione gli interventi svolti stamattina e soprattutto la replica dell'assessore Dessì, e devo dire che due interventi mi hanno particolarmente colpito, quelli dei colleghi Pisano e Vargiu. A me non è mai capitato di intervenire in Aula dicendo di considerare un obbrobrio un lavoro collettivo, approvato da un'intera Commissione, perché credo che quando si lavora con serietà e determinazione si possa anche commettere qualche errore, però un giudizio così pesante mi sembra fuori luogo.
A me pare che la proposta di legge che è oggi in discussione, in particolare all'articolo 1, esprima in maniera molto chiara quale sia la finalità. E' una legge che questa Regione avrebbe dovuto approvare tanti anni fa. Cari colleghi, a ben vedere in questa legislatura non stiamo facendo altro che recuperare i ritardi rispetto a tutta una serie di leggi che si sarebbero dovute approvare nel passato. E questa legge per sua natura rappresenta una scommessa per il futuro della nostra Regione. Voglio dire che quando parliamo di amianto parliamo di un qualcosa che è presente nelle nostre case, negli uffici, nei luoghi di lavoro, e talvolta nel merito non tutti abbiamo svolto lo stesso ruolo. Ricordo, per esempio, che in molte realtà lavorative veniva quasi omesso il fatto che in molti reparti fosse presente dell'amianto. C'è chi ha fatto delle battaglie per far emergere questo problema. Questa proposta di legge intende, in modo particolare, sollevare la questione e dettare delle regole, e non è vero, cari colleghi, che le altre Regioni italiane non abbiano approvato leggi in merito. Altre Regioni italiane sono riuscite ad affrontare il problema dell'amianto in maniera diversa da come lo stiamo affrontando noi, anche se devo dire che anche in Sardegna non tutto può essere considerato negativo, perché molte cose sono state fatte, bisogna riconoscerlo. Oggi, con questa legge, a mio avviso, diamo una prima risposta.
La considerazione circa il fatto che l'aspetto finanziario comprometterà i contenuti e l'applicazione di questa legge è solo una giustificazione, perché in ogni caso, come diceva l'assessore Dessì, siamo a fine anno, quindi la posta finanziaria prevista è provvisoria e serve per avviare un lavoro, ma credo che con la prossima legge finanziaria si potranno creare le condizioni perché questa legge sia in grado di operare su tutto il territorio regionale.
Noi, oggi, affrontiamo la questione amianto cercando di porre rimedio a ciò che è avvenuto in questi anni in Sardegna. L'amianto, è stato detto in più interventi, è considerato un killer a piede libero, nel senso che dovunque volgiamo lo sguardo questo materiale è presente. A livello nazionale si sono fatte delle battaglie, in modo particolare nel Piemonte e nel Veneto, e oggi in quelle regioni c'è una coscienza diversa su questo problema rispetto a quella che ci può essere nella nostra Isola. Stamattina una scolaresca ha assistito ai lavori di quest'Aula, e io penso che dobbiamo cominciare a fare educazione e informazione sugli effetti dannosi di questo materiale sulla salute dei cittadini. Ciò significa fare prevenzione e soprattutto creare una coscienza diversa rispetto a questi problemi.
Signor Presidente, signor Assessore, credo che nel merito questa sia un'ottima legge, seppure sia arrivata in ritardo. Oggi, per come è organizzata la nostra Regione, con quattro nuove Province, possiamo creare i presupposti per predisporre i piani di intervento e definire le priorità rispetto agli interventi di bonifica, ma dobbiamo essere in grado di dare risposte precise a chi ce le chiede.
Signor Assessore, io penso che a questa questione sia legato anche il futuro del nostro programma di governo, perché, come abbiamo più volte affermato, il territorio della nostra Isola ce l'abbiamo in prestito e dobbiamo fare in modo di preservarlo affinché anche le future generazioni ne possano usufruire. Con questa legge dobbiamo creare i presupposti minimi per bonificare dall'amianto il nostro territorio e per fare in modo, ripeto, che la nostra terra sia fruibile dalle prossime generazioni.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
(Segue CALLEDDA.) Dico questo, badate, perché nei giorni scorsi c'è stato un convegno a Carbonia sulla situazione ambientale del Sulcis-Iglesiente, in cui si sono analizzati i dati elaborati dalle Università di Firenze e Cagliari e senza alcun estremismo si è ragionato in termini seri, affermando che occorre mettere tutte le comunità nelle condizioni di affrontare il problema della bonifica dell'ambiente. Ciò che diceva l'onorevole Pisano, e cioè che talvolta il sindaco è il responsabile diretto, è vero e proprio per questo noi dobbiamo mettere i sindaci nelle condizioni di non essere gli unici responsabili. In tutti questi anni nelle nostre comunità, nelle nostre aziende, in tutta la Sardegna si è fatto un uso indiscriminato di materiali contenenti amianto, e credo che questa legge crei le premesse per una bonifica efficiente e soprattutto metta le istituzioni nelle condizioni di informare i cittadini e di intervenire per risolvere in via definitiva il problema.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Signor Presidente, signori Assessori, quando sono arrivato in Commissione questa proposta di legge era già stata esitata all'unanimità. Non mi sottraggo al deliberato della Commissione, ma voglio esprimere qualche perplessità obiettiva non tanto sull'adozione della legge, quanto sulla sua efficacia, nel breve e nel medio periodo, e sulla sua applicabilità. Tra l'altro, credo che in alcune parti essa attribuisca delle responsabilità agli enti locali, alle A.A.S.S.L.L. e all'ARPAS, in quanto, il comma 5 dell'articolo 2, per esempio, recita testualmente che fino all'entrata in vigore del piano regionale è compito delle Aziende sanitarie e dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, se costituita, garantire la salubrità e quindi la sicurezza nei posti di lavoro. Se entrasse in vigore questa legge, le Aziende sanitarie dovrebbero chiudere la maggior parte dei siti industriali, dove appunto le coperture, gli impianti e quant'altro, e noi questo lo sappiamo bene, sono stati realizzati in amianto. Penso, per esempio, ai siti petrolchimici.
Ho voluto dire questo per evidenziare che ci sono delle contraddizioni insite nel testo di legge, forse perché si vuole, e questo lo ritengo un fatto positivo, dare sbocco a una legge che si sarebbe dovuta approvare tanti anni fa, però bisogna stare attenti, perché cercando di normare un aspetto così delicato si potrebbe ottenere l'effetto diametralmente opposto a quello che si vuole conseguire, in quanto la difficile applicazione della legge potrebbe, in determinate situazioni, creare problemi anche gravi e insormontabili.
Nessuno nega, chiaramente, che questa legge rappresenti un primo passo verso gli obiettivi che sono contenuti nella legge di riferimento nazionale, nessuno nega che la Regione Sardegna sia una delle ultime Regioni a dotarsi di questa normativa, nessuno nega che l'amianto sia, purtroppo, causa di patologie cancerogene, e il tasso di mortalità da mesotelioma che ha la Sardegna ne è una testimonianza, come ricordava poc'anzi un collega, di fatto però si corre il rischio a cui facevo riferimento.
La mancanza di una dotazione finanziaria adeguata è già di per sé un elemento condizionante, che fa segnare un passo a questa legge prima ancora che essa decolli. Senz'altro la realizzazione del piano regionale, che costituisce lo strumento attuativo del disposto della legge, richiederà risorse finanziare enormi, magari saranno necessarie delle intese con lo Stato, in particolare con i Ministeri delle attività produttive e del lavoro per le bonifiche dei siti petrolchimici di Porto Torres, Assemini e Macchiareddu. Principalmente penso a tutti quei comuni che ha citato poco fa l'Assessore dell'ambiente. A suo tempo, sono stato uno di quei sindaci che hanno vissuto l'evoluzione degli impianti idrici e fognari attraverso la sostituzione dei tubi in ghisa, perché troppo "sensibili", con tubi in cemento amianto. Siamo tutti responsabili della diffusione di questo materiale, oggi, chiaramente, condivido qualsiasi iniziativa vada in direzione del suo smaltimento, però è necessario che questa iniziativa non resti un semplice dettato legislativo che non si può attuare per mancanza di fondi. Comunque sia, questo è l'aspetto più determinante, ma non mi riferisco tanto alla mancanza di copertura finanziaria, quanto alla effettiva mancanza di fondi. L'attuazione di questa legge richiede, infatti, fondi veramente consistenti, perché si tratta di bonificare abitazioni private, strutture di enti locali, siti industriali, siti artigianali e così via, e un'azione di bonifica così imponente necessita che a monte vi sia veramente un piano di recupero delle risorse, se no, sinceramente, anche questa legge resterà sulla carta, così come tante altre leggi, e servirà solo per dire che la Regione Sarda si è dotata di una legge per la difesa dai pericoli derivanti dall'amianto, che di fatto, però, non è applicabile sia per mancanza di fondi, sia per mancanza di tempo, perché anche se sono previsti novanta giorni perché d'intesa Regione e Comuni mandino avanti il piano, sappiamo perfettamente che questo termine sarà rispettato, che è un termine aleatorio.
Oggi, di fatto, stiamo per istituire l'ARPAS, come ha detto il collega Pisano, allora perché non affidiamo come primo compito, a questa Agenzia, quello di fare una ricognizione generale in Sardegna, interessando e sensibilizzando i comuni, innanzitutto, e i cittadini affinché denuncino tutti i casi di presenza di amianto? Parlo di un censimento vero e proprio, di cui devono essere interessate anche le aziende che operano in siti industriali, affinché nell'arco di sei mesi si sappia effettivamente di quante risorse l'amministrazione regionale avrà necessità per mandare avanti il piano regionale di decontaminazione e bonifica integrale dei siti interessati dalla presenza di amianto.
Ripeto, pur condividendo l'esigenza di una normativa in questa materia, ci sono dei punti in questa proposta di legge che suscitano perplessità e sui quali ho voluto richiamare l'attenzione: dalla dotazione finanziaria alle contraddizioni e alle responsabilità che potrebbero essere addebitate, perché la legge lo dice esplicitamente, agli enti locali, alle AA.SS.LL. e all'ARPAS, che non avendo un soldo non potranno procedere all'applicazione della legge.
Il comma 5 dell'articolo 2 prevede che, sino all'entrata in vigore del Piano regionale, il controllo delle condizioni di salubrità ambientale e di sicurezza del lavoro e la rilevazione delle situazioni di pericolo derivanti dalla presenza dell'amianto siano affidati alle Aziende sanitarie locali, o all'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, se costituita. Cioè se la A.S.L., durante un sopralluogo in uno stabilimento, rileva una struttura in amianto pericolosa per la salute dei lavoratori, degli impiegati e del cittadino deve emettere un'ordinanza di chiusura di quello stabilimento. Stiamo dunque attenti a non incorrere, con l'intenzione di fare del bene e di recuperare giustamente il tempo perduto, in errori che possono compromettere definitivamente la finalità di questa legge.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, intervengo molto rapidamente sull'articolo 1, che in maniera abbastanza chiara dice delle cose sulle quali siamo tutti d'accordo, e cioè dice che le finalità di questa legge sarebbero legate alla protezione, decontaminazione, smaltimento e bonifica dell'ambiente ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall'amianto. Questo, che poi è anche il titolo della legge, sarebbe ciò sul quale siamo tutti d'accordo, quindi sarebbe l'obiettivo non soltanto dei proponenti, ma dell'intero Consiglio e della Giunta, come è stato ricordato dall'assessore Dessì.
Quindi il problema che noi abbiamo posto, e che ha sottolineato anche il collega Calledda, che ci ha ascoltato e di questo lo ringraziamo, è esattamente ciò di cui si sta discutendo, cioè mantenere gli articoli successivi in qualche maniera collegati alle finalità dell'articolo 1. Il collega Calledda diceva che forse i termini che noi abbiamo utilizzato per criticare il contenuto della legge sono eccessivi e poco rispettosi del lavoro della Commissione. Se così è, ce ne scusiamo, nel senso che non volevamo assolutamente irridere al lavoro della Commissione. Semplicemente, non essendo noi presenti in quella Commissione e avendo comunque il compito, come forza di minoranza, di effettuare un'azione di controllo su ciò che esce dalle Commissioni e poi arriva in Consiglio, ci permettiamo di rivolgere, ai colleghi che hanno lavorato in Commissione, e a quelli che pur non facendo parte della stessa hanno sottoscritto il testo di questa legge e si apprestano a votarlo, una domanda, che è sostanzialmente quella che anche il collega Rassu ha appena rivolto: se davvero vogliamo su questa materia una normativa in sintonia con gli obiettivi, non abbiamo la preoccupazione che dodici articoli e trenta commi siano sovrabbondanti? Non sarebbe più semplice che tutte le competenze in materia di smaltimento dell'amianto fossero poste in capo all'Agenzia regionale di protezione dell'ambiente, che ha articolazioni nelle otto province, dispone di un laboratorio e probabilmente può, in maniera assolutamente congrua e come unico interlocutore di tutta la serie di enti che sono comunque interessati al problema, supportare dal punto di vista tecnico-scientifico il lavoro di tutti gli enti che sono comunque punto di riferimento per le domande di smaltimento, per il censimento dei siti e così via dicendo? Se l'interlocutore è un soggetto unico, elastico e dinamico, che non ha la necessità di attivare le numerose procedure previste in questa legge, ci sarà probabilmente maggiore certezza sul fatto che le attività di smaltimento dell'amianto avverranno in tempi ragionevoli, che le risorse che stanzieremo saranno congrue e che l'esposizione al rischio sarà, tutto sommato, ragionevole.
Credetemi, come è stato sottolineato anche dall'Assessore dell'ambiente, l'esposizione al rischio è reale per tutti, non è necessario andare nei paesi e nelle campagne per vedere dell'eternit. Credo che se facessimo delle rilevazioni ambientali scopriremmo che noi stessi consiglieri regionali siamo a rischio. Basti vedere di che materiale è fatta la copertura del cineteatro Olimpia, che dista cento metri dal Consiglio regionale. Sto parlando di centinaia di metri quadrati di eternit, che durante i periodi piovosi, e ce ne sono stati, vengono dilavati con continue immissioni di fibre di asbesto nell'atmosfera. Nessuno verifica la quantità di fibre rilasciata nell'atmosfera; io non sono assolutamente in grado di dire se sia una quantità tossisca per chi vive in questo quartiere, però la sostanza è che non è necessario recarsi nelle campagne per trovare dei siti inquinati o potenzialmente inquinanti.
Credo quindi che l'esigenza di provvedere rapidamente sia un'esigenza di tutti, e, credetemi, colleghi, il nostro giudizio negativo sull'impianto della legge ovviamente non deriva da una pregiudiziale ideologica, nel senso che stiamo discutendo di come smaltire l'amianto, non di come gestire l'economia, se ispirandoci a principi liberali o socialisti. Allora la proposta che noi facciamo è questa: troviamo delle semplificazioni, fermiamoci un istante, ragioniamo un secondo, sforbiciamo tre, quattro o sei articoli di questa legge, la Conferenza annuale, tutta una serie di organismi pletorici che comunque in questo testo di legge sono previsti, e andiamo verso qualcosa di semplice che consenta di provvedere in tempi rapidi allo smaltimento dell'amianto, con certezza di diritto, con un obbligo cogente per le amministrazioni che hanno questo compito e con un incentivo reale ai privati, se non vogliamo semplicemente obbligarli a fare ciò che comunque per legge sono tenuti a fare.
Questo era il ragionamento che volevamo sottoporvi. Se poi avete fretta e decidete di mantenere questo testo di legge, che a noi sembra eccessivamente articolato e complesso, in quanto prevede una serie di passaggi burocratici assolutamente ingiustificati rispetto all'obiettivo che si vuole ottenere, avete il diritto di approvarlo. A noi spetta il diritto-dovere di farvi notare che probabilmente quello che avete scritto non è congruente agli obiettivi che vi state ponendo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, avevo chiesto, durante la presidenza Fadda, se c'era una copertura finanziaria e mi è stato risposto che è stato presentato un emendamento, di cui ho appena preso visione. Secondo me su questo emendamento, quindi sulla copertura che si sta dando a questa legge, dovrebbe esprimersi la Terza Commissione. Questa è la prima considerazione che faccio.
Entrando nel merito della discussione, vorrei far notare, a chi mi ha preceduto, che forse qualcuno ha la memoria corta, perché questa proposta di legge non è stata approvata all'unanimità, bensì con l'astensione del centrodestra. Voglio ricordare che anche il collega Rassu era presente e si è astenuto, sebbene anche lui abbia poi parlato di approvazione all'unanimità. Ma non è questo il discorso che va fatto su questa legge.
Io ho chiesto, anche stamattina, al Presidente della Commissione di ritirare questa proposta di legge e di presentarla magari a febbraio, dopo l'esame della finanziaria, perché non ha senso approvarla in questo momento i cui non le si può dare copertura finanziaria. Non si può discutere l'articolo 1 senza sapere cosa dice l'articolo 2. E l'articolo 2 dice che i Comuni, la Regione, gli enti strumentali della Regione e quant'altro potranno accedere ai contributi pubblici per fare tutto quanto è previsto nella legge, e cioè difendere la salute della cittadini, ma soprattutto provvedere allo smaltimento dell'amianto. Rivolgo una domanda al Presidente: con quali soldi finanzierete i Comuni e gli enti strumentali? Con quali soldi eliminerete il pericolo? A me sembra che dietro questi 600 mila euro, l'ho detto in Commissione, che avete recuperato all'ultimo momento, ci sia un altro interesse, quello di mascherare le consulenze per predisporre i piani.
Ecco perché ritengo che non cambi nulla se aspettiamo due mesi, avremo però tutto il tempo, sicuramente, per fare una legge migliore, più organica, veramente finalizzata alla tutela della salute dei cittadini. Vedete, l'ARPA o ARPAS, fra i suoi compiti ha anche quello di predisporre piani per la salvaguardia dell'ambiente, e cosa c'è di diverso tra il piano di decontaminazione e la bonifica dell'ambiente? E' un compito che potrebbe svolgere l'ARPAS, senza nominare altri soggetti per la predisposizione dei piani.
Siccome si tratta di denaro pubblico, invito nuovamente il Presidente della Commissione a ritirare questa proposta di legge e a ripresentarla tra due mesi, dopo averla migliorata in Commissione. Il centrodestra, pur condividendo il principio di questa proposta di legge, l'ha criticata passo per passo nella discussione in Commissione, che si è protratta da marzo sino a novembre, quando la proposta di legge è stata infine esitata, cioè dopo otto mesi. Abbiamo aspettato otto mesi prima di farla arrivare in Aula e non possiamo aspettare altri due mesi per vedere se riusciamo tutti insieme a fare una buona legge? Cosa diremo ai privati cittadini, ai pastori, agli allevatori che dieci anni fa hanno ottenuto i contributi per realizzare le stalle in eternit? Tutte queste strutture contengono amianto, sono esposte alle intemperie e quindi le fibre di amianto svolazzano su tutto il territorio della Sardegna. Cosa diremo loro? Che abbiamo fatto una legge che prevede solo ed esclusivamente 600 mila euro, che serviranno per pagare due tecnici per predisporre il piano? Diremo questo agli allevatori? Ecco perché è necessario riflettere un po' di più e vedere se non sia possibile inserire tra i compiti dell'ARPAS anche la predisposizione di questo piano.
Non capisco, Presidente, tutta la fretta su questa legge ma non sui provvedimenti per l'agricoltura. Vorrei ricordare a quest'Aula che l'agricoltura è il settore trainante dell'economia isolana, ciononostante neanche un provvedimento è arrivato in Aula, neanche un provvedimento è stato esitato dalla Commissione competente. Su questa legge, invece, stranamente, si deve correre. Mi è sembrato che anche la Giunta non condividesse appieno questo testo. Allora, riflettiamoci un attimo ed esaminiamo con più attenzione se non sia il caso di ritirarla. Prevediamo uno stanziamento di 600 mila euro per il 2005, ma che senso ha, cosa dobbiamo fare in questi venti giorni che ci separano dal 2006? Il Presidente della Commissione dovrebbe spiegare perché prevediamo 600 mila euro per il 2005, posto che la legge, se tutto va bene, sarà pubblicata nel 2006! Mi sfugge qualcosa e vorrei capire.
Ecco perché rinnovo l'invito al Presidente della Commissione a ritirare questa proposta di legge e a formularla meglio, dandole corpo e una sostanza che oggi non ha. E' vero che lei mi ha detto: "Se non abbiamo la legge non possiamo stanziare le risorse neanche nella prossima finanziaria". Quando sarà presentata la finanziaria in Aula, ci vedrete d'accordo sullo stanziamento delle risorse per questa legge, ma prevederle oggi non ha senso.
Votatevela pure questa legge, però non dite che vi è l'unanimità del Consiglio, così come non vi è stata in Commissione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, non sono intervenuto nella discussione generale perché il Presidente mi ha dichiarato decaduto, pertanto mi trovo costretto a intervenire nella discussione sull'articolo 1, ripartendo dall'intervento dell'Assessore dell'ambiente.
Ora, può darsi che io non abbia capito bene, ma secondo le considerazioni dell'Assessore, persona almeno intellettualmente onesta, questa era una proposta di legge da ritirare subito, anche perché, come egli stesso, tra le altre cose, ha lasciato intendere, vi è stata una certa improvvisazione. Non si tratta di "una certa improvvisazione", ma di improvvisazione e basta, perché questa legge non darà nessuna delle risposte che sono necessarie su un argomento così importante, così sentito. Certamente questo provvedimento giunge in ritardo; un ritardo che non si può imputare soltanto alle precedenti legislature, ma che bisogna imputare anche a questa legislatura.
Ora, non si capisce la fretta che l'onorevole Alberto Sanna ha avuto nel presentare questa proposta di legge, facendola persino accompagnare dalla claque, in alcuni momenti. Onorevole Sanna, questa materia io la conosco almeno quanto lei, so bene che cosa c'è sotto questa legge e dietro la sua volontà di dare a tutti i costi delle risposte, anche se qui non c'è nessuna risposta. Lo dimostra il fatto che la Giunta ha sentito il dovere, quasi l'obbligo, di prendere l'iniziativa di presentare, a fronte di una proposta di legge di dieci articoli, quindici emendamenti. Quanto meno questa proposta sarebbe dovuta tornare in Commissione, e chi ha letto con attenzione gli emendamenti presentati dalla Giunta, anche a naso avrà capito che la Giunta ha ritenuto che questo non fosse un testo di legge da approvare. La maggioranza si è preoccupata solo di presentare un emendamento che stanzia la somma irrisoria, che non risolve nessun problema, di 600 mila euro, per altro non spendibili - attenzione -, perché basta leggere l'articolato per rendersi subito conto che con i novanta giorni entro i quali l'Assessore dell'ambiente definisce gli indirizzi generali per la predisposizione dei piani provinciali, i centottanta giorni per l'approvazione degli stessi da parte delle Province e i sessanta giorni per eventuali modifiche, fate i conti, si arriva praticamente alla fine del 2006, se tutto va bene! E in tutto questo periodo noi che cosa facciamo? Quali risposte dà questa legge? Non c'è nessuna risposta!
Voglio ricordare a quest'Aula che molte amministrazioni provinciali, credo tutte le vecchie amministrazioni provinciali, avevano già predisposto un piano provinciale su questa materia, certo non supportato da risorse regionali, ma da risorse proprie, in ogni caso si era già provveduto a fare un'indagine, l'inventario, la caratterizzazione dei siti contaminati. Allora perché ripartire da zero, senza risorse, senza certezze? Per soddisfare una decina di esigenze, onorevole Sanna? Per cercare di dare risposte che lei non è in grado di dare? Non sarebbe stato molto meglio che questo provvedimento fosse stato esaminato prima dalla Giunta e successivamente dalla Commissione e dall'Aula? Si è voluto invece accelerare. So benissimo che nella maggioranza ci sono pareri discordi, perché tutti hanno delle eccezioni da sollevare su questa legge, ciononostante si è voluto andare avanti.
La richiesta di voto segreto, è chiaro, era strumentale, serviva per cercare di destare la vostra sensibilità, che mi pare non esista. Qualcuno ha chiesto anche che la proposta di legge ritornasse in Commissione per il parere finanziario. E' poca cosa il parere finanziario, sono i pareri su tutto il resto che contano. Veda, assessore Dessì, dal momento che la Giunta, la mattina del 6, ha presentato degli emendamenti, facendo riferimento a tre o quattro D.P.R., dei quali l'Aula può anche non conoscere il contenuto - perché questo è avvenuto -, come è possibile che non si ritenga che la proposta di legge debba tornare in Commissione o che si debba almeno informare l'Aula sui contenuti dei D.P.R. citati? Io non credo che tutti noi consiglieri abbiamo in mente il contenuto di quei decreti o che abbiamo la possibilità di esaminare in tempi così brevi che cosa dice, per esempio, il D.P.R. 8 agosto 1994. L'emendamento numero 3 all'articolo 2 dice che il Piano è "predisposto secondo i criteri stabiliti nel D.P.R. 8 agosto 1994", questo è uno dei riferimenti, ma nel comma 2 infine sono aggiunte le seguenti parole: "e dell'articolo 17 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22". Chi di voi, colleghi, mi sa spiegare di che cosa stiamo parlando? Non era forse più corretto ritornare in Commissione, anche sospendendo la seduta di stamattina - ammesso che siano solo questi i problemi, ma di problemi ce ne sono tanti altri -, visto che la Giunta, per cercare di sostenere una legge che, così com'è concepita, è assolutamente inutile, ha sentito la necessità di presentare 15 emendamenti a 10 articoli? E ci si lamentava quando si presentavano 300 o 400 emendamenti a un disegno di legge finanziaria! Sono poca cosa, facendo le debite proporzioni, 15 emendamenti a una legge che sembra piuttosto un ordine del giorno, perché non dà nessuna risposta, onorevole Sanna, e lei lo sa benissimo. Lei non sta dando risposte, né politicamente né dal punto di vista amministrativo, agli operai di Oristano che per anni hanno dovuto subire l'esposizione all'amianto, è giusto che essi lo sappiano. Non c'è nessuna risposta neanche per quanto riguarda un problema sollevato dalla Commissione, nel senso che si dice che saranno a totale carico dell'amministrazione regionale le spese necessarie per sottoporre gli ex esposti all'amianto alle visite medico-specialistiche per la prevenzione del mesotelioma, ma non si precisa con quali risorse si farà fronte a queste spese. Non si può illudere la gente. Una legge così concepita non può risolvere un problema così drammatico. Allora, non è più corretto che ognuno di noi ne riveda il testo con attenzione? Non è più corretto, anche alla luce degli emendamenti presentati dalla Giunta, che questa proposta di legge sia riportata in Commissione?
Approvare una legge come questa significa non dare alcuna risposta, e mi dispiace che anche l'onorevole Calledda si sia attardato in un tentativo di convincimento. Non ha convinto nessuno, onorevole Calledda, perché non si può essere convinti di una legge come questa. Tutte le nostre considerazioni le ripeto in questo momento per quanto riguarda l'articolo 1 che lei ha preso come emblema della legge. Benissimo, se avessimo fatto un ordine del giorno con questa dicitura l'avremmo votato all'unanimità, che scoperta! Non c'è altro in questa legge, è tutto concentrato sulle finalità, su cui siamo tutti d'accordo, ma alle finalità bisogna far seguire qualcosa di concreto. E in questo testo di legge di concreto non c'è assolutamente nulla, proprio questo è il nulla assoluto. Allora, per quale motivo una Giunta e un Consiglio regionale debbono essere così impegnati a esaminare una proposta di legge che non dà risposte? E' chiaro che poi i cittadini se la prendono col Consiglio regionale. Lo stesso Presidente della Regione ci ha detto che questo Consiglio non lavora perché non elabora leggi, e noi siamo stati fin troppo calmi, in Conferenza di Capigruppo, non rispondendo alla sua provocazione, in altri tempi sarebbe saltato il tavolo. L'onorevole Cogodi, tanto per fare un nome, avrebbe rovesciato il tavolo, la settimana scorsa, in Conferenza dei Capigruppo sentendo una cosa di questo genere. Ma non basta ciò che ha detto il Presidente, l'Assessore dell'ambiente vi ha invitato a visitare il sito della Regione Sardegna - e ha invitato voi, non me, che lo consulto tre volte al giorno - per verificare l'operato della Giunta, per avere contezza delle attività che sta mettendo in campo. Ma la maggioranza deve essere rimbrottata dall'Assessore dell'ambiente? Io accetto il rimbrotto, perché so che non era riferito a me, bensì a voi.
C'è l'ARPAS in ballottaggio, ma, santa pazienza, quanto tempo ancora deve passare prima che sia istituita? E poi perdiamo tempo su una leggina inutile che non dà nessuna risposta!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Signor Presidente, lei non presiedeva al momento della votazione del passaggio all'esame degli articoli, per cui non sa che nonostante il collega Sanjust abbia cercato di far rilevare che mancava il numero legale, perché in aula vi erano, compreso l'onorevole Oppi, quarantun consiglieri, si è andati avanti e probabilmente la discussione sulla proposta di legge numero 62/A si sta tenendo senza una congrua presenza di consiglieri. Detto questo e non potendo, ovviamente, addebitare a lei quanto era nella responsabilità di chi presiedeva l'Aula fino a poco fa, svolgo comunque il mio intervento, perché lo ritengo doveroso, nel rispetto di quella che è stata la posizione del mio Gruppo durante i lavori della Commissione.
Il problema dello smaltimento dell'amianto, è chiaro, arriva in Consiglio regionale con un ritardo che definirei pauroso, ma questo non giustifica la semplicità, forse anche la banalità con cui questo tema è stato trattato e portato all'attenzione del Consiglio. Poc'anzi, insieme a qualche collega medico, ho verificato la terminologia che è stata utilizzata per quanto riguarda l'esposizione alle fibre di asbesto, che appunto sono causa nell'uomo della asbestosi e di altre patologie, come il mesotelioma pleurico di cui si parla in relazione. Questa malattia non si incuba; il collega Dadea sa benissimo che incubazione è un termine che si usa per le malattie infettive, non per quelle derivanti dall'esposizione dei lavoratori a polveri e quant'altro. Detto questo, è chiaro, collega Alberto Sanna, che si è partiti senza avere tutti gli elementi di valutazione, cioè tutte quelle informazioni di natura legislativa e anche sanitaria che sono ed erano necessarie al Consiglio e ai singoli consiglieri per affrontare questo tema. Voglio dire che è necessario considerare non solo il mesotelioma pleurico, causa dei 120 decessi attribuibili, come è stato certificato, a un'esposizione lavorativa e non, ma prevalentemente lavorativa, alle fibre di asbesto, ma anche tutte le patologie che potrebbero essere allo stesso modo attribuite a questo tipo di esposizione, e sono tante. Vorrei capire perché, nella presentazione della legge, non si faccia riferimento a tutte le patologie a cui gli esposti alle fibre di amianto possono andare incontro. Non mi riferisco soltanto alle categorie a rischio, ma alla popolazione della Sardegna in generale, perché se il nostro Presidente, anziché sorvolare le coste a bordo di un elicottero, sorvolasse i centri abitati della Sardegna, si renderebbe conto che circa il 70 per cento delle coperture delle abitazioni è realizzato con lastre di eternit. Qualche collega ha fatto riferimento agli insediamenti agricoli presenti nelle nostre campagne, ma io potrei aggiungere gli insediamenti turistici, le strutture pubbliche alla pari di quelle private, perché la presenza dell'amianto è così diffusa che forse si sa dove inizia il problema, ma non in che termini lo si possa definire.
Si sono previsti sei mesi per predisporre il piano regionale definito in questa legge, ma credo che sei mesi siano appena sufficienti per fare un'indagine a campione sui nostri centri abitati. Se dovessimo fare un'indagine, assessore Dessì, per verificare quanti serbatoi d'acqua in amianto sono presenti in ristoranti, pizzerie, pasticcerie, insomma in tutta la rete commerciale che interessa la catena della distribuzione alimentare, molto probabilmente avremmo bisogno di un paio d'anni. Non parliamo poi di condotte idriche e di tante altre opere per le quali sono stati utilizzati manufatti contenenti amianto. Basterebbe questo per dimostrare quanta superficialità ci sia stata nel formulare questo testo di legge.
Quindi, al collega Alberto Sanna, Presidente della Commissione che ha esitato questa proposta di legge, vorrei dire che è molto più importante, a questo punto, viste anche le competenze che si vorrebbero attribuire alle Province e alle AA.SS.LL., sapere che le Aziende sanitarie sono intervenute, in questi anni, attraverso i servizi per il lavoro. Il mio posto di lavoro è a Sanluri, e come medico ritengo che non dobbiamo affidare all'Osservatorio epidemiologico, come è riportato all'articolo 8, il compito di definire gli indicatori riguardanti lo stato sanitario della popolazione, se questi indicatori sono stabiliti a livello nazionale già da diversi anni. Non dobbiamo, cioè, affidare all'Osservatorio epidemiologico compiti che, all'atto pratico, non può svolgere, perché non è dotato di personale, ma soprattutto di risorse adeguate. Molto probabilmente, se avessimo già approvato la legge istitutiva dell'ARPAS i percorsi sarebbero agevolati, perché questa agenzia svolgerebbe gli stessi compiti che sta svolgendo nelle altre regioni italiane già da diversi anni, forse da qualche decennio.
Per non parlare della formazione professionale, che non si sa bene come e attraverso quali percorsi dovrebbe essere attivata. Formazione professionale per chi? Per gli operatori della sanità, dell'ARPAS o dei comuni? A chi dovrebbe essere fornita questa formazione professionale?
Non entro nel merito dell'articolo che riguarda il laboratorio di riferimento regionale, perché si capisce benissimo che qualcuno dei proponenti ritiene che esso dovrebbe essere realizzato nel rispetto...
PRESIDENTE. Concluda, onorevole.
CONTU (F.I.). Lascio individuare a voi la posizione baricentrica di questo laboratorio, perché, comunque sia, io non so se esso sia già attrezzato o se si devono smantellare i laboratori esistenti per creare questo nuovo laboratorio.
Detto questo, sinceramente, per i problemi che questa legge dovrebbe affrontare, le risorse economiche sono ancora tutte da individuare. Non avendo una conoscenza esatta, secondo me, delle dimensioni del problema che dobbiamo affrontare forse c'è un giustificato motivo per non aver messo in campo le necessarie risorse. Grazie.
PRESIDENTE. Quello dell'onorevole Contu era l'ultimo intervento della mattinata. La seduta è sospesa, riprenderà questo pomeriggio alle ore 16 e 30. Ricordo che è convocata una riunione dei Capigruppo e dei Questori, al sesto piano. Grazie.
(La seduta, sospesa alle ore 13 e 32, viene ripresa alle ore 16 e 44.)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.
AMADU (U.D.C.). Signor Presidente, non intervengo per dovere formale, sebbene la presenza in aula dei colleghi sia francamente deludente. Qualche collega sostiene che siamo pochi ma buoni, e poiché siamo tutti buoni anche gli assenti sono buoni.
Intervengo, invece, per confermare quanto ebbi modo di sottolineare durante una seduta della scorsa settimana in riferimento alla bontà legislativa di questa proposta di legge, che tende a risolvere un problema naturalmente importante e sentito. D'altronde la questione ambientale, con particolare riferimento alla presenza dell'amianto, attiene alla salute di tutti e in primis dei lavoratori che, direttamente o indirettamente, hanno subito le conseguenze della esposizione a questo materiale. Credo che debba essere elogiata la volontà dei colleghi presentatori della presente proposta di legge di portare all'attenzione dell'Aula una problematica sicuramente di grande importanza.
Nonostante l'importanza di questa problematica e tenuto conto della sensibilità dimostrata dai presentatori, così come ebbi modo di sottolineare in sede di Seconda e Settima Commissione, al momento dell'espressione del parere su questa iniziativa legislativa, francamente la conclusione a cui ci accingiamo mi sembra deludente, direi estremamente deludente. E non mi riferisco solo all'improponibilità legislativa di questa iniziativa, quindi alla sua completezza in termini formali. Basti considerare la questione legata all'aspetto finanziario, che non è secondario, e i tentativi di porre rimedio alla mancanza di copertura finanziaria. Da una lettura pure superficiale degli emendamenti presentati si evince il tentativo di recuperare risorse. In qualche modo si sono scoperte le carte e si è confermato che questa legge, se fosse approvata, nei prossimi anni non potrebbe essere rifinanziata. Rimandando la definizione delle risorse alla legge finanziaria non si fa altro che proporre più che una legge una mozione o un ordine del giorno, come ebbi modo di qualificare questa proposta di legge nella scorsa seduta. Dato che un emendamento propone addirittura una consulenza su questa tematica, invito i presentatori a riflettere su questo, perché fare una legge che prevede una progettazione, una consulenza, rimandando ad altri momenti…Chiedo scusa ai colleghi, che probabilmente hanno ben altri problemi da trattare.
PRESIDENTE. Sono problemi logistici. Prego.
AMADU (U.D.C.). Credo che, nel momento in cui proponiamo un emendamento con una finalità ben precisa senza individuare, contemporaneamente, nella prospettiva attuativa di questa legge, il relativo percorso finanziario, rischiamo grosso, rischiamo una figuraccia dal punto di vista legislativo e anche a livello comunitario, perché questa legge, se sarà approvata, andrà al vaglio dell'Unione Europea, che si ritroverà ad esaminare una dichiarazione di principi, in quanto la parte finanziaria non prevede niente per la fase attuativa.
Ancora una volta richiamo l'attenzione dei colleghi su questo punto che credo sia importante, anche per non illudere, come ebbi modo di sottolineare nel precedente intervento, enti pubblici e lavoratori, sulla cui pelle spesso questa tematica ricade. Ritengo che ci siano tutte le condizioni per una riflessione e un riesame di questa proposta di legge che non può essere gettata alle ortiche, perché, lo ripeto ancora una volta, l'iniziativa dei colleghi dal punto di vista della sensibilità e dell'impegno dimostrati è lodevole, ma per il mancato rispetto dell'articolo 21 della Costituzione, che prevede che ci sia la copertura finanziaria, questa proposta di legge non poteva essere presentata, tanto meno può essere sottoposta al voto, per non illudere i cittadini e in particolare i lavoratori che si aspettano risposte concrete.
Io chiedo che, valutata la possibilità di sospendere questo provvedimento, si proceda al suo riesame e all'approvazione una volta che si avrà la certezza della disponibilità finanziaria e si potrà perciò proporre un programma operativo serio e concreto e non soltanto una consulenza, una progettazione o qualcosa di similare, perché ad altro non si approderebbe. E questo credo davvero che sarebbe un fatto deludente per tutti coloro che sono interessati, ma svilirebbe la nostra attività legislativa, il nostro ruolo, il nostro impegno, la nostra responsabilità. Quindi rivolgo un convinto appello ai presentatori affinché considerino la possibilità di riesaminare questo provvedimento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA GIUSEPPE (R.C.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori, credo che ci siano delle forti contraddizioni nelle affermazioni di alcuni colleghi che hanno accusato la Commissione competente di avere fretta di far approvare dall'Aula questa proposta di legge, ben sapendo che, in realtà, questa proposta di legge è stata esitata in Commissione otto mesi fa. Inoltre, considerato che la Regione Sardegna sta recependo le direttive della legge nazionale con undici anni di ritardo, l'accusa circa tutta questa fretta non mi pare giustificata.
Questa proposta di legge era già stata approvata nella passata legislatura dalla Commissione, ma non è mai stata discussa in Aula. Non si può ritenere che essa sia prolissa, essendo composta solo da dieci articoli, e per altro può essere migliorata attraverso gli emendamenti presentati dalla Giunta. Nonostante la consapevolezza che si tratta di una legge importante e necessaria, oggi che possiamo approvarla se ne richiede il ritiro. E' evidente che prevalgono interessi di schieramento, interessi di partito, a discapito della salute dei cittadini e dell'ambiente. Io ritengo, invece, che l'impegno di tutti noi debba essere rivolto al reperimento dei mezzi finanziari che sono necessari per dare attuazione a questa legge.
Si criticano i piani provinciali, con i quali si sono volute coinvolgere tutte le rappresentanze territoriali, a livello non solo pubblico, ma anche privato. Credo che la Giunta farà bene a cercare la copertura finanziaria per questa legge non solo tra le risorse proprie, ma anche nelle assegnazioni statali e nei fondi comunitari. Il problema di cui stiamo discutendo è molto grave, siamo in forte ritardo e l'approvazione di questa legge è un primo passo importante. Io ritengo che se nel prossimo bilancio si destinerà a questa legge un adeguato finanziamento il pericolo che la stessa resti inattuata sarà scongiurato. Naturalmente si dovrebbero privilegiare gli interventi nei siti pubblici, quali le scuole ad ogni livello, per poi provvedere al risanamento di tutti i siti a rischio. In questa fase è però importante approvare la legge e darle attuazione, anche se gli interventi dovranno essere programmati secondo un ordine prioritario, tenuto conto delle disponibilità finanziarie, che dovranno essere individuate nella predisposizione del prossimo bilancio e dei bilanci successivi.
PRESIDENTE. Su che cosa domanda di parlare, consigliere Biancu?
BIANCU (La Margherita-D.L.). Sull'ordine dei lavori, Presidente.
PRESIDENTE. Che sia sull'ordine dei lavori. Ha facoltà di parlare.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, credo che ogni consigliere abbia il diritto di disporre di spazi adeguati per poter svolgere il proprio lavoro, ed è una considerazione alla quale anche lei ha acceduto nella serata di mercoledì, allorché ha dato disposizioni per evitare che gli spazi che si stavano rendendo liberi venissero occupati. Questo però non è avvenuto in quanto, venerdì, operando un blitz...
PRESIDENTE. Deve parlare sull'ordine dei lavori, prego!
BIANCU (La Margherita-D.L.). Sì, parlo sull'ordine dei lavori, Presidente, e vorrei informarla che, contrariamente a quanto lei stamattina ha affermato, i locali che erano del Gruppo La Margherita sono stati occupati. Pertanto, i componenti del Gruppo La Margherita in segno di protesta abbandonano l'aula, finché non verrà stabilito anche il loro diritto ad avere dei locali adeguati all'esercizio della loro funzione.
PRESIDENTE. Onorevole Biancu, abbiamo discusso di questo argomento fino alle 2 e mezzo, quindi io sono fermo a quella discussione.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Anche noi siamo fermi. Lei ha fatto un'affermazione che non è corretta!
PRESIDENTE. Va bene, andiamo avanti.
(I componenti del Gruppo La Margherita-D.L. abbandonano l'aula in segno di protesta)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Presidente, chiedo una breve sospensione.
PRESIDENTE. Abbia pazienza, onorevole Marrocu, andiamo avanti perché le sospensioni non sono brevi, ma lunghe. Credo che i colleghi debbano farsi carico della complessità delle questioni. Di queste cose se ne occupano i Questori, ora procediamo con la discussione della proposta di legge numero 62/A. Invito i componenti del Gruppo La Margherita-D.L. a stare in aula e ad aiutarci nei lavori. Prego, onorevole Marrocu.
MARROCU (D.S.). Prima di fare alcune considerazioni sull'argomento in discussione, il mio Gruppo ed io ci uniamo all'invito da lei rivolto ai Questori di provvedere rapidamente a risolvere la situazione dei colleghi che sono ancora privi di un ufficio, perché non è dignitoso per un consigliere regionale, dopo un anno e mezzo di legislatura, avere come ufficio un tavolino del Transatlantico. Quindi anch'io invito i Questori ad affrontare rapidamente questo problema per mettere tutti i consiglieri regionali, in quanto rappresentanti del popolo sardo, nelle condizioni di poter adempiere il proprio dovere istituzionale, al quale sono stati delegati dai cittadini.
Rispetto, invece, alle questioni in discussione, devo dire che sinceramente non trovo motivate le osservazioni dei colleghi del centrodestra e anzi non capisco la ragione di questo atteggiamento così critico da parte loro. Prima questione: ci sono emendamenti presentati dalla Giunta, da questo se ne deduce che il lavoro che è stato fatto in Commissione è incompleto, negativo. Gli emendamenti che la Giunta ha presentato sono stati concordati con la maggioranza, quindi sono emendamenti nostri, benché firmati dalla Giunta, sono l'esito di un confronto che c'è stato tra noi e la Giunta. Potevamo firmarli come Capigruppo della maggioranza, li ha firmati la Giunta, ma su nostra indicazione.
Seconda questione: si dice che c'è scarsa disponibilità di risorse e che siccome siamo al 6 dicembre le risorse non saranno comunque impegnate. Anche questa è un'osservazione non pertinente, basterebbe leggere l'emendamento numero 2, firmato dai Capigruppo, per rendersi conto che stiamo mettendo a disposizione 600 mila euro per il piano regionale. Tra l'altro ci sembra abbastanza coperta la spesa del piano, nel senso che probabilmente si spenderà meno di quella cifra per predisporre un piano regionale articolato in piani provinciali di protezione, decontaminazione, smaltimento e bonifica dell'ambiente ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall'amianto e, come abbiamo scritto, sono risorse che si stanziano adesso ma che potranno essere impegnate nel 2006. Qual è il problema? Tutti noi siamo coscienti che queste risorse non possono essere impegnate nel 2005, per cui prevediamo in norma che rimangano a residuo, per essere impegnate nel 2006.
E' evidente che abbiamo privilegiato un'impostazione della legge che prevede l'avvio del piano regionale, da cui scaturirà l'entità delle risorse necessarie per intervenire nella gestione delle delicate problematiche legate all'amianto. Ma sostenere che questa legge sia superflua e inutile perché non ci sono ancora risorse per i contributi a favore dei comuni e dei privati cittadini attraverso i comuni, quindi sempre attraverso l'ente pubblico che elabora il piano e individua i siti su cui intervenire, secondo me significa andare oltre, perché noi oggi stiamo approvando un percorso di elaborazione di un piano regionale in grado di individuare, in Sardegna, le problematiche legate all'amianto. Prevediamo, cioè, il piano regionale e la sua articolazione in piani provinciali, coinvolgiamo i Comuni e le Province attraverso un'azione comune degli Assessorati interessati alla predisposizione del piano stesso, dal quale, ripeto, scaturirà l'entità delle risorse necessarie. Personalmente ritengo che ci debba essere un impegno circa la disponibilità di risorse non solo ordinarie, ma anche provenienti da fondi comunitari, magari utilizzando qualche misura del POR, però dire che oggi non possiamo approvare questa legge perché non sappiamo quante risorse dobbiamo destinare mi sembra pretestuoso. Noi oggi intanto ci dotiamo di una legge importante ed è giusto e corretto che il piano regionale in essa previsto sia predisposto e avviato. Tra l'altro, molto probabilmente, la predisposizione di questo piano richiederà dei mesi, intanto, però, stanziamo le risorse per questo fine, dopo di che il Consiglio deciderà quante risorse necessitano per la sua realizzazione.
Sinceramente le osservazioni e le critiche così eccessive da parte dei colleghi non le ritengo pertinenti. Non è sbagliato, secondo me, prevedere che i contributi a favore degli enti locali siano a carico della Regione al 100 per cento, così come non è sbagliato, anzi lo ritengo corretto, che i contributi ai privati siano al massimo del 60 per cento. Poi, si vedrà qual è la disponibilità di risorse, può darsi che il piano evidenzi che le risorse non sono sufficienti per tutti e si adeguerà il contributo in conto capitale nella misura che questa Regione è in grado di sostenere. In ogni caso, avviare uno studio, una riflessione, un percorso di gestione di queste problematiche mi sembra doveroso.
Io ritengo che la Commissione abbia lavorato bene e non è vero che l'astensione equivalga a un voto contrario. Non solo, il collega Diana, nella Conferenza dei Presidenti di Gruppo ha accettato di inserire all'ordine del giorno questa proposta di legge, anzi è stato lui a proporne la discussione prima di altri provvedimenti, perché comunque non vi erano grandi problemi intorno a questa legge. Improvvisamente è arrivato l'invito a ritirarla, quindi ad evitare di dotarci di una normativa in materia di bonifica dall'amianto.
Concludo dicendo che l'impostazione della legge mi pare correttissima, prima di stanziare 30, 40 o 50 milioni di euro è indispensabile avere un quadro completo della situazione, la fotografia delle problematiche del nostro territorio. E' pertanto indispensabile avviare prima il piano, le risorse che prevediamo adesso rimangono disponibili per il 2006 e non vanno in economia seppure non impegnate nel 2005. Attraverso la legge finanziaria, qualche misura del POR e altri strumenti finanziari che saranno decisi insieme dalla Giunta e dal Consiglio, questa legge potrà essere attuata e dunque concretizzata.
Per cui invito i colleghi, anche quelli del centrodestra, a valutare diversamente la presente proposta di legge, perché credo che la problematica relativa all'amianto meriti un'azione più unitaria rispetto a quella emersa sinora nella discussione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, intervengo solo per dire, richiamando l'attenzione del Presidente del Consiglio, che questa proposta di legge è arrivata il 17 novembre 2004, ha avuto una lunga gestazione e io stesso mi ero preparato a intervenire su un argomento così serio e importante. A distanza di un anno, ed esattamente oggi o ieri, sono stati presentati numerosi emendamenti che stravolgono completamente il testo di legge che era stato esitato dalla Commissione competente.
Gli emendamenti non sono sovrapponibili con il lavoro fatto dalla Commissione, perché sono due cose completamente diverse che si ispirano a due filosofie contrapposte. C'è una visione, in questi emendamenti, nuovamente oligarchica e centralista di una Regione che si vuole riappropriare delle funzioni che stavano per essere delegate alle Province e ai Comuni. Il piano regionale che si sta prevedendo non è più quel piano di cui avevamo parlato, perché è un piano costituito da linee generali di indirizzo, non più cogente e quindi non in grado di imporre la volontà delle province che l'avrebbero dovuto portare avanti e studiare. Peraltro è un piano che viene predisposto sulla base di una legge nazionale, che mi pare la Commissione avesse del tutto eliminato. Se andiamo a vedere, dopo le correzioni all'articolo 2, con l'introduzione delle linee di indirizzo generale, considerato che il piano pubblicato nella Gazzetta Ufficiale costituisce parte integrante del piano regionale non per lo smaltimento ma per la gestione, e tenuto conto dell'abrogazione delle lettere b), c) ed e) e della modifica della lettera h) dell'articolo 3, della modifica dell'articolo 4 e dell'emendamento sostitutivo parziale all'articolo 6, mi dovete dire che cosa rimane del piano originario. Non rimane assolutamente niente!
C'è poi un fatto anche grave: è inutile che il Presidente del Gruppo D.S. dica che gli emendamenti sono stati concertati con la maggioranza, perché di fatto, ancora una volta, la Giunta si è sostituita al Consiglio e sta determinando le norme in un settore delicato, di cui già altre volte avevamo discusso. Quindi anche in questa materia c'è lo zampino dell'Esecutivo che ha modificato, trasformandola, la proposta di legge del Consiglio che oggi propone all'approvazione del Consiglio stesso. Badate che questo è un fatto veramente grave, gravissimo, vuol dire che non c'è autonomia su niente, neanche sulle materie su cui il Consiglio è chiamato a legiferare, sulle materie sue proprie. Non c'entra niente qui il Presidente della Giunta o l'Assessore della sanità o dell'ambiente. Questa è una materia tutta nostra. Qui c'è stato uno stravolgimento totale, un travisamento anche di quelli che erano gli intendimenti del Consiglio durante il lavoro in Commissione.
Presidente, io non le nascondo, e non lo dico per fare polemica, che non sono in grado di capire come si possano comporre questi emendamenti, con i riferimenti legislativi in essi contenuti, col testo di legge esitato dalla Commissione, e credo che nessuno sia in grado di capirlo. Forse lo capisce soltanto la Giunta, che evidentemente ha studiato un nuovo modello di intervento, ma non il Consiglio regionale. Presidente, sfido chiunque, dopo aver letto questa proposta di legge così com'è stata esitata dalla Commissione e gli emendamenti della Giunta con i riferimenti legislativi in essi contenuti, a dire che ha capito che cosa si sta approvando. Non può capirne nulla. Io avrò pure perso molti colpi, ma non credo, perché anche la tecnica legislativa usata dalla Commissione e quella della Giunta sono completamente diverse, sono scollegate tra loro. Non ci si capisce nulla!
Noi stiamo approvando, Presidente, una legge della quale sono convinto che il 90 o 100 per cento di questo Consiglio non capisce nulla, perché è scollegata e non si capisce dove vogliamo andare a parare. Ecco perché credo che un momento di riflessione sia utile a tutti per chiarire alcuni punti che a me paiono completamente oscuri. E non credo di essere il solo in quest'Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Floris, ho inteso benissimo ciò che lei ha detto. Naturalmente il Presidente non ha i poteri per fare una modifica così profonda che spetta soltanto all'Aula, attraverso gli emendamenti. Sono stati fatti ripetuti inviti, nel corso di questa giornata, da parte della opposizione a sospendere la discussione di questa proposta di legge per valutare più approfonditamente la nuova situazione che si è determinata, però spetta ai Gruppi prendere una decisione in merito. Io penso che su questo la maggioranza debba esprimersi in Aula e dare delle risposte.
Ha domandato di parlare il consigliere Licheri sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
LICHERI (R.C.). Noi non possiamo far finta che non sia successo niente. Un Gruppo consiliare ha abbandonato l'aula e poiché stiamo discutendo una legge importante, che necessita della presenza di tutti, penso che sia opportuno sospendere i lavori per dieci minuti per vedere di far rientrare in aula questi colleghi.
PRESIDENTE. Onorevole Licheri, penso che si creerebbe un precedente non utile ai fini della discussione e comunque non deve essere questo il motivo della sospensione, anche perché io non ho condiviso le ragioni per cui un Gruppo consiliare ha abbandonato l'aula. Sono ragioni che attengono a una questione di cui si è discusso precedentemente e che non giustificano l'abbandono dell'aula. Però questa è la mia opinione. Se il motivo della sospensione è quello da lei indicato, onorevole Licheri, non posso accettare la sua richiesta; se, invece, c'è bisogno di valutare le ultime questioni, di cui ha parlato l'onorevole Floris, sul merito della proposta di legge in discussione e sulla qualità degli emendamenti che ne modificano sostanzialmente il testo, la richiesta di sospensione è accoglibile, però con questa motivazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Presidente, intervengo per dire che una semplice ed elementare lettura rende lapalissiano a quest'Aula che gli emendamenti presentati dalla Giunta, tranne quello che prevede incentivi ai privati, non modificano la sostanza del testo licenziato dalla Commissione competente.
PRESIDENTE. Propongo al Presidente della Commissione ambiente e al Presidente della Commissione sanità di discutere di questa obiezione insieme ai colleghi che l'hanno sollevata ma non in Aula, perché altrimenti...
SANNA ALBERTO (D.S.). Le obiezioni si sollevano in Aula, questioni come queste non si discutono fuori dell'Aula. Credo comunque che siano infondate e con la Giunta abbiamo trovato un accordo.
PRESIDENTE. Se intende parlare sull'ordine dei lavori le do la parola, se invece vuole intervenire sul merito non posso concederle di parlare, onorevole Sanna.
SANNA ALBERTO (D.S.). Chiedo scusa, signor Presidente, il mio intervento è certamente sull'ordine dei lavori, dato che è stata chiesta una sospensione.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 16, viene ripresa alle ore 17 e 41.)
PRESIDENTE. Abbiamo concluso la discussione dell'articolo 1. Prego i colleghi di prendere posto, siamo in fase di votazione dell'articolo 1. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggiano la richiesta i consiglieri VARGIU, CASSANO, PISANO, LA SPISA, SANJUST, SANCIU, LADU.)
Prego un Segretario di assistermi. Ricordo ai colleghi che siamo in prosecuzione di seduta, aspettiamo qualche secondo.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Franco Sanna e Giorico dichiarano di votare a favore e i consiglieri Capelli e Ladu dichiarano di votare contro.
Rispondono sì i consiglieri: ATZERI - BALIA - CALIGARIS - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIORICO - LAI - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MARRACINI - MASIA - MURGIONI - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Franco - SERRA.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CHERCHI Oscar - DEDONI - DIANA - LA SPISA - LADU - LIORI - MILIA - MORO - OPPI - PISANO - RANDAZZO - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo - VARGIU.
Si è astenuto: il Presidente SPISSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
Presenti 48
Votanti 47
Astenuti 1
Maggioranza 24
Favorevoli 27
Contrari 20
(Il Consiglio approva)
Passiamo all'esame dell'articolo 2, a cui sono stati presentati quattro emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2 e dei relativi emendamenti:
Art. 2Piano regionale
1. Il Piano è approvato dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, di concerto con l'Assessore regionale dell'igiene, sanità e assistenza sociale.
2. Il Piano coordina e contiene i Piani provinciali di protezione, decontaminazione, smaltimento e bonifica dell'ambiente ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall'amianto, in seguito denominati "Piani provinciali" e prevede:
a) l'assegnazione delle risorse finanziarie alle province, ai comuni, alle Aziende sanitarie locali e agli altri organi per assicurare la dotazione strumentale necessaria per lo svolgimento delle funzioni previste dalla presente legge e le attività di controllo e vigilanza previste dalla Legge n. 257 del 1992;
b) le modalità e i tempi attraverso i quali i soggetti, pubblici e privati, proprietari dei siti, locali o edifici contenenti amianto libero o in matrice friabile devono effettuare le operazioni di bonifica e smaltimento dei materiali suddetti, fermo restando l'obbligo della redazione del piano di lavoro e l'osservanza delle disposizioni contenute nel decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277;
c) la predisposizione di specifici corsi di formazione professionale, con rilascio di titolo di abilitazione, per gli addetti alle attività di rimozione e di smaltimento dell'amianto, di bonifica delle aree interessate, e per il personale degli enti pubblici competenti alla prevenzione, al controllo e alla vigilanza;
d) la realizzazione di una capillare campagna d'informazione permanente finalizzata alla sensibilizzazione dei cittadini sul problema amianto.
3. Il Piano ha vigore a tempo indeterminato ed è soggetto a revisione triennale; il Piano, inoltre, può essere soggetto a revisione quando la Regione o le province ne accertino la necessità. Per la revisione si applicano le procedure previste per l'approvazione.
4. Il Piano approvato è pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione e costituisce parte integrante del Piano regionale per lo smaltimento dei rifiuti.
5. Sino all'entrata in vigore del Piano regionale, il controllo delle condizioni di salubrità ambientale e di sicurezza del lavoro e la rilevazione delle situazioni di pericolo derivanti dalla presenza dell'amianto, sono affidati alle Aziende sanitarie locali, o all'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, se costituita.
EMENDAMENTO sostitutivo parziale GIUNTA
Art. 2
Nel comma 2 dell'articolo 2 le parole: "Il piano coordina e contiene i Piani provinciali di protezione, decontaminazione, smaltimento e bonifica dall'amianto, in seguito denominati "Piani provinciali" e prevede" sono sostituite dalle seguenti:
"Il Piano elabora le linee di indirizzo generale di protezione, decontaminazione, di smaltimento e di bonifica dell'ambiente ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall'amianto, e prevede:". (4)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale GIUNTA
Art. 2
Nel comma 4 dell'articolo 2 le parole di smaltimento sono sostituite dalle seguenti: "di gestione". (5)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale GIUNTA
Art. 2
Il comma 5 dell'articolo 2 è sostituito dal seguente:
5. Il controllo delle condizioni di salubrità ambientale e di sicurezza del lavoro e la rilevazione delle situazioni di pericolo derivanti dalla presenza dell'amianto, restano di competenza delle Aziende Sanitarie Locali, o dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, per quanto attribuito. (6)
EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA
Art. 2
Nel comma 1 dell'articolo 2 dopo la parola Piano è aggiunta la seguente frase: "predisposto secondo i criteri stabiliti nel DPR 8 agosto 1994". (3).)
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 4 ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.
DESSI', Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Sarò molto rapido, salvo una piccolissima precisazione di stile, onorevole Diana. Stamani io non ho rimbrottato nessuno, non mi azzarderei mai, ho troppo rispetto della sacralità di quest'Aula. Qualche volta nel linguaggio si può anche eccedere un po', ma in genere io faccio richieste di aiuto e non rimbrotti.
Detto questo, passo a illustrare gli emendamenti. Per quanto riguarda l'emendamento numero 4, essendoci un problema di coordinamento con l'articolo 2 bis, che prevede l'intesa fra Regione ed enti locali, noi proponiamo di sostituire le parole "Il Piano coordina e contiene i Piani provinciali di protezione, decontaminazione, smaltimento e bonifica dall'amianto, in seguito denominati 'Piani provinciali' e prevede:" con un più semplice comma: "Il Piano prevede le linee di indirizzo generale di protezione, decontaminazione, di smaltimento e di bonifica dell'ambiente ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall'amianto, e prevede:". Diciamo che il resto, nella sostanza, salvo alcune precisazioni di tipo meramente lessicale, rimane identico. Quindi, questo è l'emendamento numero 4. Illustro di seguito gli altri emendamenti, Presidente.
L'emendamento numero 5 elimina, al comma 4 dell'articolo 2, le parole "di smaltimento", che diciamo, in linea generale, è un termine abbastanza obsoleto e comunque riguarda soltanto una fase del trattamento dei rifiuti, e propone la dizione corretta "piano regionale per la gestione dei rifiuti". I rifiuti non sono semplicemente qualcosa che si smaltisce o si nasconde da qualche parte, i rifiuti sono qualcosa che si gestisce.
L'emendamento numero 6, invece, riporta alla normalità delle competenze previste dalle leggi dello Stato, nel senso che il controllo delle condizioni di salubrità ambientale e di sicurezza del lavoro e la rilevazione delle situazioni di pericolo derivanti dalla presenza dell'amianto restano di competenza delle Aziende sanitarie locali o dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente per quanto attribuito. In linea di principio sono competenze delle Aziende sanitarie locali; rimane un'attività che è prevalentemente di monitoraggio e che spetta all'Agenzia per la protezione dell'ambiente.
Infine, per quanto riguarda l'emendamento aggiuntivo numero 3, dobbiamo tornare un po' indietro. Al comma 1 dell'articolo 2, dopo la parola "piano" è aggiunta la frase "predisposto secondo i criteri stabiliti dal D.P.R. 8 agosto 1994", che è il D.P.R. già citato nella relazione della proposta di legge, che contiene l'atto di indirizzo governativo vincolante in relazione al contenuto e alla metodologia dei piani di gestione e controllo dell'amianto. Non mi pare che ci sia altro.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore. Esprimo parere favorevole.
Dimissioni dalla carica di Questore
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori per rassegnare le mie dimissioni da Questore del Consiglio e colgo l'occasione per ringraziare tutti i colleghi per avermi concesso, in questi diciotto mesi, di svolgere un lavoro ingrato, quale appunto quello del Questore.
PRESIDENTE. Questo non era un intervento sull'ordine dei lavori. Onorevole Cappai, la invito a pensarci.
CAPPAI (U.D.C.). Neanche l'intervento del rappresentante de La Margherita era sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Non ero d'accordo neanche su quello, naturalmente, altrimenti in quest'Aula si potrebbe parlare di tutto in qualsiasi momento.
Onorevole Cappai, affronteremo l'argomento che è stato sollevato senza esasperazioni, ci sono ben altri problemi!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Sulla modalità di votazione, signor Presidente. Chiedo il voto a scrutinio segreto.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 4.
(Segue la votazione)
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 31
Votanti 28
Astenuti 3
Maggioranza 15
Favorevoli 25
Contrari 3
(Hanno preso parte alla votazione: ATZERI - BIANCAREDDU - BRUNO - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - LAI - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MARRACINI - MASIA - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Franco - SERRA.
Si sono astenuti: DIANA - PETRINI - RASSU.)
Poiché manca il numero legale, la seduta è sospesa per trenta minuti. I lavori riprenderanno alle ore 18 e 23.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 53, viene ripresa alle ore 18 e 27.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Siamo in sede di votazione dell'emendamento numero 4, su cui era stato chiesto il voto a scrutinio segreto. Invito i colleghi a stare ai propri posti e prego i Presidenti di Gruppo di attivarsi perché i consiglieri rientrino in aula.
Seconda votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 4.
(Segue la votazione)
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 32
Votanti 29
Astenuti 3
Maggioranza 15
Favorevoli 28
Contrari 1
(Hanno preso parte alla votazione: BALIA - BARRACCIU - BRUNO - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FRAU - GESSA - GIORICO - LAI - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PITTALIS - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Franco - SCARPA.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - LA SPISA - LICANDRO.)
Poiché non è stato raggiunto il numero legale, la seduta è sospesa sino alle ore 19.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 32, viene ripresa alle ore 19 e 04.)
PRESIDENTE. Riprendiamo la votazione, l'onorevole Diana conferma la richiesta di voto segreto.
Terza votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 4.
(Segue la votazione)
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 30
Votanti 27
Astenuti 3
Maggioranza 14
Favorevoli 24
Contrari 2
Nulli 1
(Hanno preso parte alla votazione: AMADU - BALIA - BARRACCIU - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CORDA - CORRIAS - FADDA Giuseppe - FLORIS Vincenzo - GESSA - LAI - LANZI - LICHERI - LIORI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - VARGIU.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - DIANA - LICANDRO.)
Colleghi, poiché non è stato raggiunto il numero legale, il Consiglio è riconvocato per domani mattina, alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 19 e 06.
Allegati seduta
CXLVIII SEDUTA
Martedì 6 Dicembre 2005
Presidenza del Vicepresidente PAOLO FADDA
indi
del Presidente SPISSU
La seduta è aperta alle ore 10 e 05.
SERRA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 24 novembre 2005, che è approvato.
PRESIDENTE. Considerata la scarsa presenza in aula dei consiglieri, mi sembra opportuno sospendere la seduta sino alle ore 10 e 30.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 05, viene ripresa alle ore 10 e 31.)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Chiedo il rinvio dei lavori di un'ulteriore mezz'ora, in quanto diversi colleghi mi hanno avvertito di essere in ritardo a causa di due incidenti stradali, anzi addirittura tre, mi suggerisce il collega Diana, che si sono verificati nei pressi di Serrenti. Grazie.
PRESIDENTE. Se non ci sono opposizioni, la seduta è sospesa sino alle ore 11.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 32, viene ripresa alle ore 11 e 04.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori. Invito un Segretario a prendere posto al banco della Presidenza.
CongediPRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Mario Bruno e Franco Sabatini hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 6 dicembre 2005; il consigliere regionale Giommaria Uggias ha chiesto congedo per la giornata del 6 dicembre 2005; il consigliere regionale Renato Cugini ha chiesto congedo per le giornate del 6 e 7 dicembre 2005.
Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno di legge:
"Legge statutaria della Regione autonoma della Sardegna". (5/STAT)
(Pervenuto il 30 novembre 2005 ed assegnata alla prima Commissione)
Annunzio di presentazione di proposte di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge:
FLORIS Mario - CHERCHI Oscar: "Procedure per l'affidamento di consulenze a persone estranee all'Amministrazione regionale". (189)
(Pervenuta il 28 novembre 2005 ed assegnata alla prima Commissione)
VARGIU - PISANO: "Legge per Cagliari". (190)
(Pervenuta il 29 novembre 2005 ed assegnata alla prima Commissione)
Risposta scritta ad interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alla seguente interrogazione:
"Interrogazione PISANO - DEDONI - CASSANO sulle anomale modalità adottate dall'Istituto superiore regionale etnografico nell'organizzazione del convegno "Quale cinema in Sardegna: realtà e prospettive" che si terrà a Nuoro il 12 novembre 2005". (382)
Annunzio interrogazioniPRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
SERRA, Segretario:
"Interrogazione RASSU, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata inclusione nei programmi di finanziamento degli invasi Buttule-Calambru e Sa Contra Ruja". (391)
"Interrogazione DEDONI, con richiesta di risposta scritta, sull'istituzione delle zone franche in Sardegna e, in particolare, sulla zona franca di Oristano". (392)
"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, riguardo ai controlli sul latte per l'infanzia". (393)
Annunzio mozioniPRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza:
SERRA, Segretario:
"Mozione SANNA Matteo - DIANA - ARTIZZU - LIORI - MORO sul rilancio dell'economia e il recupero del patrimonio immobiliare di La Maddalena". (58)
"Mozione LA SPISA - OPPI - DIANA - LADU - VARGIU - AMADU - ARTIZZU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - GALLUS - LICANDRO - LOMBARDO - MILIA - MORO - MURGIONI - PETRINI - RANDAZZO - RASSU - SANJUST - SANCIU sulle tariffe idriche, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi del comma 3 dell'articolo 54 del Regolamento". (59)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione della proposta di legge numero 62/A.
E' iscritto a parlare il consigliere Vincenzo Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS VINCENZO (D.S.). Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli colleghi, la proposta di legge oggi in esame, nonostante la ristrettezza delle risorse disponibili, pone all'attenzione del Consiglio regionale un problema di grande interesse e notevolmente sentito non solo dal mondo del lavoro, ma anche dai cittadini in generale, a cui vanno garantite da parte dello Stato e della Regione la tutela della salute e la protezione ambientale.
Questa riflessione deve rappresentare per il Consiglio, a cui va riconosciuta una ritrovata capacità operativa, che ha permesso di licenziare in tempi celeri due importanti leggi, un preciso impegno e una priorità, assegnando al tema dell'amianto tutta l'attenzione occorrente. In questa proposta di legge sono previsti importanti interventi finalizzati innanzitutto ad avere, attraverso il censimento previsto nei piani provinciali, la mappatura esatta e la conoscenza dei luoghi in cui l'amianto è presente, al fine di promuovere le azioni necessarie per la sua rimozione e messa in sicurezza delle aree contaminate. La diffusa presenza dell'amianto negli ambienti di lavoro e di vita costituisce, come si sa, un rischio per la salute ormai ben conosciuto. L'esposizione a fibre di amianto è responsabile di gravi e irreversibili danni causati dal loro elevato potere fibrogeno e cancerogeno. Le patologie correlate si manifestano soprattutto a carico dell'apparato respiratorio e delle membrane sierose, principalmente la pleura, e insorgono dopo molti anni dalla cessazione dell'esposizione: da dieci a quindici per l'asbestosi e da venti a quaranta per il mesotelioma e il carcinoma polmonare. Dai dati pubblicati dall'Istituto Superiore di Sanità si evince come, analogamente a quanto sta avvenendo in altri paesi industrializzali, quali la Gran Bretagna e la Francia, sia in atto in Italia una marcata crescita del numero dei decessi per tumore maligno della pleura, così come descritto con accuratezza dal relatore. La Sardegna, nel periodo preso in esame, con i suoi 120 decessi, si attesta sulla media nazionale. Per questo è fondamentale che l'Osservatorio regionale, come previsto dall'articolo 8, tenga attentamente monitorate le patologie da amianto sul territorio della regione, raccogliendo le informazioni su tutti i casi incidenti di mesotelioma maligno
E' sulla base della pericolosità di tale sostanza per la salute dell'uomo e dell'ambiente che lo Stato italiano ha promulgato, come ha affermato il relatore, la legge 27 marzo 1992, numero 257, che detta norme per la cessazione dell'impiego dell'amianto e per il suo smaltimento controllato. Con l'emanazione di questa legge, che prevede il divieto di estrazione, importazione, esportazione, produzione e commercializzazione di prodotti contenenti amianto, è stato adottato uno strumento in grado di consentire un intervento deciso, indirizzato alla progressiva eliminazione di tale materiale dall'uso comune, nonché alla riduzione al minimo della esposizione a tale fattore di rischio sia per i lavoratori che per la popolazione in generale.
Con questa legge regionale, in coerenza con le direttive nazionali ed europee, vengono specificate azioni di intervento tese a completare la conoscenza complessiva del rischio, che vanno dalla formazione dei soggetti coinvolti dai pericoli derivanti dall'esposizione alle fibre di amianto, al controllo delle condizioni di salubrità ambientale e di sicurezza del lavoro, fino alla fase di smaltimento finale dei rifiuti prevista nei piani provinciali. L'obiettivo che si pone questa legge è, quindi, quello di individuare le realtà produttive nelle quali la presenza di questo materiale può costituire ancora oggi un rischio per i lavoratori, sia per quelli attualmente dipendenti dalle imprese, sia per quelli dipendenti da ditte esterne che intervengono nella manutenzione degli impianti e delle macchine, nonché per i lavoratori dipendenti da ditte che in futuro potranno essere chiamate alla demolizione o rimozione degli impianti e delle strutture in cui l'amianto è presente sottoforma di coibente, guarnizione, eccetera.
La conoscenza di tali situazioni consentirà di programmare le azioni successive, miranti a fornire le indicazioni e il supporto per adottare le opportune misure di tutela della salute degli addetti e, più in generale, della popolazione. Infatti, solo mettendo sotto controllo questo materiale e proseguendo nelle azioni di bonifica, siano esse di rimozione, che di inertizzazione, si potrà arrivare alla eliminazione o comunque alla riduzione al minimo dell'esposizione dei cittadini. In questo modo potranno essere eliminati i rischi per la salute connessi all'inalazione di fibre che si possono liberare nell'ambiente quando l'amianto è presente in forma friabile.
Questo testo di legge, all'articolo 15, coglie anche alcune recenti novità della ricerca, la quale ha accertato che ad arrecare danni irreparabili all'organismo non sono soltanto le fibre di amianto che vengono inalate, ma anche quelle rilasciate nell'acqua dai tubi di amianto che vengono ingerite dall'organismo. E' stato accertato che il sistema digerente non riesce a eliminare queste fibre, che vanno in circolo nel sangue causando danni irrimediabili al sistema cardiocircolatorio.
Il piano di protezione dall'amianto, che verrà avviato con questa legge, pone quindi al centro il problema della protezione della salute dei cittadini e dell'ambiente avviando una decisa campagna tesa alla bonifica degli ambienti di vita e di lavoro e alla eliminazione e riduzione al minimo possibile della esposizione a tale sostanza. Questo piano prevede un insieme di azioni che oltre a completare la conoscenza complessiva del rischio vanno dalla formazione dei soggetti coinvolti dai rischi derivanti dalla esposizione alle fibre di amianto al controllo delle condizioni di salubrità ambientale e di sicurezza nel lavoro, fino alle fasi, come dicevo prima, di smaltimento finale dei rifiuti e di sorveglianza sanitaria ed epidemiologica dei soggetti esposti.
La prima azione prevede la conoscenza complessiva del rischio amianto; i criteri e le modalità attraverso i quali i dipartimenti di sanità pubblica delle Aziende sanitarie locali, in collaborazione con l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente (ARPA), naturalmente una volta che questa verrà istituita, dovranno svolgere il compito loro affidato; il censimento delle ditte che utilizzano o abbiano utilizzato in passato amianto o materiali contenenti amianto e di quelle che svolgono l'attività di bonifica e di smaltimento; il censimento degli edifici, con riferimento a quelli pubblici e ai locali aperti al pubblico e di utilizzazione collettiva e ai blocchi di appartamenti nei quali tale materiale è presente in forma friabile; l'individuazione delle situazioni di pericolo, comprese cave o miniere con possibili affioramenti comunemente denominati "pietre verdi".
Ritengo molto interessante anche la seconda azione, perché sviluppa la formazione dei soggetti coinvolti dai rischi derivanti dall'esposizione alle fibre di amianto e prevede appunto la creazione, attraverso un percorso formativo, dei soggetti addetti alle operazioni di bonifica e di smaltimento, che dovranno partecipare a un corso che prevede, al termine, il rilascio di un attestato di abilitazione. Sarà compito, poi, della Regione procedere, in attuazione del piano regionale, a iniziative educative da organizzarsi in tutte le province del territorio regionale.
Importante è anche il punto che riguarda la sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti e di quelli ex esposti all'amianto. La sorveglianza epidemiologica sugli effetti neoplastici viene attuata sempre attraverso l'Osservatorio previsto all'articolo 8, che dovrà permettere di tenere attentamente monitorate le patologie su tutto il territorio regionale, attraverso gli studi di mortalità, e dovrà lavorare insieme all'INAIL per capire le dimensioni del fenomeno.
In riferimento al risanamento da effettuare, ma più in generale sulla completa attuazione di questa legge permane chiaramente, com'è stato sottolineato in Aula, il grosso problema di reperire risorse, oltre a quelle abbastanza esigue previste in questa proposta di legge, anche a livello statale e comunitario, per garantire gli interventi di bonifica e in particolar modo quelli urgenti, che richiederanno notevoli sforzi economici a carico di molteplici soggetti, sia pubblici (Regione, Province, Comuni, Aziende sanitarie locali, eccetera) sia privati. Se non ci sarà questo sforzo, questa ottima legge correrà il rischio di rimanere inapplicata.
Voglio ricordare, tra l'altro, che questa legge, come sanno bene gli onorevoli Mario Floris - che non è in aula in questo momento - e Giorgio La Spisa, si intreccia con il decreto ministeriale 25 ottobre 1999, numero 471, e con tutto il problema delle bonifiche dei siti di interesse nazionale (SIN), ma anche delle aree chimiche non riconosciute come tali. I siti riconosciuti di interesse nazionale in Sardegna sono due: quello del Sulcis-Iglesiente e quello di Porto Torres. Il sito di bonifica del Sulcis include molti comuni della zona, anche se l'area a rischio ne comprende solo cinque. Nonostante le diverse conferenze di servizi istruttorie e decisorie, e sebbene sia stato definito il piano di caratterizzazione, sono stati messi in atto soltanto alcuni interventi di messa in sicurezza d'emergenza (MISE). Mancano, allo stato attuale, i progetti definitivi di bonifica.
Anche a Porto Torres, area industriale delicata, dove sussistono, all'interno del polo chimico, depositi petroliferi e discariche della centrale termoelettrica nell'area marina antistante, sono state adottate soltanto le misure di MISE, ma mancano ancora i progetti definitivi di bonifica. Stesso discorso per le altre aree, come quella di Macchiareddu e Ottana. La Sardegna, attraverso le misure 1.4 e 1.7 del POR, ha destinato rispettivamente 74 e 28 milioni di euro, che dovevano servire, la prima, alla gestione integrata dei rifiuti, alla bonifica dei siti inquinati e alla tutela dall'inquinamento, la seconda, al monitoraggio con due linee di intervento che riguardavano: c) siti contaminati, con l'aggiornamento e il completamento del censimento dei siti potenzialmente contaminati, la realizzazione dell'anagrafe dei siti da bonificare e la caratterizzazione dei suoli dei corpi idrici; f) siti inquinati da amianto, con il censimento dei siti potenzialmente contaminati e l'anagrafe dei siti da bonificare o mettere in sicurezza. Per queste due linee d'intervento sono stati pubblicati anche i bandi. Le risorse impegnate ammontano a 46 milioni di euro, su 74 disponibili, per la prima, e di 2 milioni di euro, su 28 disponibili, per la seconda. In Sardegna sono stati rilevati, alla fine del 2002, complessivamente 691 siti contaminati, di cui 403 da discariche di rifiuti solidi urbani, 100 da attività mineraria dismessa, 77 da perdite di carburante, 104 da attività industriali e cinque da amianto. Questa legge permetterà, quindi, alla nostra Isola di recuperare un ritardo ormai inammissibile, che le darà facoltà di provvedere alla redazione del piano regionale di protezione dell'ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall'amianto. E' necessario, una volta approvata questa legge, creare una corsia agevolata per la nascita dell'ARPA, in modo da avere un soggetto in grado di coordinare tutta l'attività riguardante l'enorme partita delle bonifiche, che dovrà vedere come protagonisti, oltre alla Regione e al Governo, anche tutte le imprese private che dovranno essere chiamate in solido a finanziare diversi progetti di risanamento dei siti in cui hanno operato, inquinandoli, per tanti anni.
L'ENI aveva dato una prima disponibilità, quantificando il proprio impegno - se non ricordo male, su questo l'onorevole La Spisa sarà sicuramente più preciso - in 100 milioni di euro, nettamente insufficienti a coprire, come sappiamo, l'ampiezza delle bonifiche da portare avanti. Il presidente Floris, mi sembra, quantificò con una cifra differente l'impegno finanziario che lo Stato e le aziende private, a iniziare da ENI, dovevano garantire per attuare il piano delle bonifiche dei siti inquinati nell'Isola.
Vista la complessità, ma anche la stasi su tutta questa partita, io credo che questa legge ci dia oggi l'opportunità di riprendere in mano e con più convinzione il problema del risanamento ambientale, facendo diventare questa occasione una preziosa opportunità per creare nell'Isola nuove competenze e aprire nuovi scenari anche sul fronte occupazionale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà. Non essendo in aula, decade dal diritto di intervenire. E' iscritto a parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Come i colleghi ricorderanno, quattro mesi or sono dichiarai che non avrei più preso la parola in quest'Aula fino a quando il Presidente della Giunta non avesse ritirato le querele da lui presentate contro di me. Questo non è avvenuto, però il tema all'ordine del giorno mi impone comunque, per dovere verso i cittadini, di intervenire, stamani, intanto per fare una considerazione sul modo in cui si sta procedendo in quest'Aula.
Signor Presidente, noi abbiamo sospeso i lavori perché il Presidente della Commissione aveva dichiarato che non c'era più la disponibilità di 1 milione di euro, quindi questa proposta di legge non aveva copertura finanziaria. Stamattina, in apertura dei lavori, nessuno ha detto se questa copertura finanziaria è stata individuata, quindi non riesco a capire come si vada avanti in quest'Aula.
Il collega Amadu aveva chiesto dei chiarimenti, che fino a questo momento non sono arrivati, quindi io non svolgerò il mio intervento perché preferirei sapere prima se c'è la copertura finanziaria. Una volta avuto questo chiarimento, potrei anche intervenire su questa proposta di legge.
PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare i consiglieri Contu e Moro, che non essendo in aula decadono entrambi dal diritto di intervenire. E' iscritto a parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi consiglieri, la finanziaria, a proposito di una delle funzioni che dovrebbero essere più importanti dal punto di vista istituzionale, quella di produrre leggi, prevede per nuovi oneri legislativi zero euro. Zero periodico! Questo dato freddo, matematico e politico la dice tutta sulla considerazione che ha la Giunta del Consiglio regionale. Se non fosse tragica questa cifra, così come questa cultura, direi scherzosamente che si sta dimostrando la stessa ambizione di colui che vuole fare una zuppa di pesce senza il pesce, da un prodotto virtuale, scarno, offensivo. Quindi, se disponiamo di zero euro per legiferare, faremo una politica virtuale, perché va bene mettere l'ambiente al centro di tutte le attenzioni, va male però che la Sardegna, cenerentola d'Italia, recepisca dopo undici anni una legge così importante, che istituisce e obbliga alla rimozione di un elemento altamente inquinante, come è stato puntualmente detto, che addirittura causa tumori alla pleura.
La Sardegna, dunque, con fortissimo ritardo, dà alla luce questa proposta che io stesso, in Commissione, ho sostenuto, però oggi scopriamo che per dare gambe a questa tardiva e sacrosanta legge non ci sono risorse finanziarie. E allora si butta nel calderone della finanziaria la speranza che anche la Sardegna rimuova da un ambiente fortemente inquinato questo coinquilino scomodo che è l'amianto. Siamo di fronte a una contraddizione politica terribile, perché io ho sostenuto con sincerità la legge, ho dato i contributi e non vedo l'ora che la Sardegna, che mette l'ambiente al centro delle sue attenzioni programmatiche, allontani questo pericolosissimo e subdolo nemico, che addirittura rimane in incubazione per quindici o vent'anni per poi esplodere in modo letale. Oggi siamo di fronte alla possibilità di colmare un vuoto normativo che grida vendetta, però non abbiamo concretezza finanziaria, e questo è un dato che la dice tutta sull'esautoramento sistematico del Consiglio regionale, perché è un fatto culturale, ripeto, prevedere zero euro per rimuovere ingiustizie e risanare ambienti. Cioè, noi siamo impotenti.
Detto questo, la proposta di legge in discussione tende a tutelare la salute pubblica, a prevenire gravi danni irreversibili e a dare una risposta complessiva a questo problema. Non so come ciò potrà avvenire, perché, ripeto, non c'è una programmazione politica che dia priorità ai filoni più importanti. Io non sto qui a ricordare, colleghi, le risorse destinate all'effimero o a cose meno importanti del tema che stiamo affrontando, ma voglio sperare che la sensibilità politica non sia legata soltanto agli spot pubblicitari, alla propaganda preelettorale, ma trovi concretezza in risposte serie, iniziando da questa finanziaria. Ci rendiamo conto che questa legge è onerosa, che comporta impegni enormi, basti pensare a ciò che abbiamo disseminato nelle campagne, a quei rustici il cui tetto contiene questo elemento dannosissimo. Anche in una certa edilizia economica e popolare è presente l'amianto, come hanno testimoniato gli abitanti di Via Monte Grappa, sentiti in audizione, che vivono in alloggi costruiti dal Comune di Cagliari. Per non parlare di canalette, di contenitori d'acqua, di tutto ciò che è un continuo e quotidiano attentato alla salute pubblica.
Pertanto, cari colleghi, non possiamo esitare questa legge limitandoci ad approvare il piano regionale se poi non c'è possibilità di concretizzarlo. E' su questo che noi vogliamo risposte precise dall'Assessore dell'ambiente. Con senso di responsabilità, ripeto, ho votato a favore di una legge che è arrivata tardivamente, ma temo che poi i siti contaminati non saranno neanche censiti, per mancanza di risorse.
Anche l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Sardegna (ARPAS) nasce con undici anni di ritardo, e la Sardegna, accumulando questi ritardi inspiegabili, ha un primato non invidiabile, quello di essere l'ultima della classe! L'ARPAS, che dovrebbe essere preposta a monitorare, preservare e valorizzare l'ambiente, trova, a mio parere, forti ostacoli in seno alla Commissione. Ho l'impressione che anche lì ci siano degli interessi per non far decollare un'Agenzia indispensabile per noi sardi, per il nostro ambiente, che ci viene invidiato in tutto il mondo. Ma l'ARPAS, che dovrebbe monitorare, analizzare e certificare con autorevolezza indiscutibile l'ambiente, l'aria e l'acqua, deve avere una corsia preferenziale e anche questo comporterà ulteriori spese. Siamo ossessionati da questi parametri quantitativi, dalla logica ragionieristica, aziendalistica: l'euro, il dannato euro, ma che prezzo ha la salute dei nostri figli, la nostra stessa salute? Che prezzo può avere l'ambiente? Una politica seria, coerente con ciò che si è sostenuto in campagna elettorale, dovrebbe dare priorità a questi valori, a questi principi, a questa ricchezza. Non sto qui a ricordare testualmente ciò che recita l'articolo 32 della nostra Costituzione, che in sostanza afferma che prima di tutto e di tutti viene la salute, che è il bene primario, ma vorrei chiedere all'Esecutivo di soffermarsi a ragionare, di scremare ciò che si può scremare e di dare priorità finanziaria, in una scaletta di valori importantissimi, a leggi come questa, perché anche la Sardegna, oltre a colmare un vuoto normativo, possa di nuovo porsi al centro dell'attenzione col suo ambiente, che è la sua ricchezza inestimabile. Ed è per questo che il mio voto sarà favorevole.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, devo ammettere di essere un po' sconcertato dopo aver letto il testo di questa proposta di legge. Lo sconcerto deriva dal fatto che una proposta di legge così qualificata, essendo firmata da tutti i consiglieri della maggioranza, fa pensare che intorno a un problema che è serio sia stato fatto un lavoro altrettanto serio. Sicuramente il problema dello smaltimento dell'amianto è serio, come hanno sottolineato i colleghi, specificando quali problemi attinenti alla salute dei cittadini sono legati al degrado delle fibre di amianto contenute, per esempio, in materiali utilizzati normalmente come copertura. Non mi soffermo su questo aspetto, dico solo che essendo un problema serio si suppone che lo sforzo congiunto di tanti colleghi consiglieri abbia prodotto una risposta altrettanto seria.
Come ho anticipato in premessa, nel leggere questa proposta di legge il mio sconcerto è stato molto forte. Perché è stato forte lo sconcerto? Perché, tutto sommato, il problema, pur nella sua complessità, è semplice. Negli anni passati, in Sardegna, come dappertutto, sono state ampiamente utilizzate strutture contenenti amianto nel campo dell'edilizia, per la realizzazione di opere idrauliche e altre opere cantieristiche. Non si sapeva, o lo si sapeva in maniera certo meno chiara di quanto scientificamente non appaia oggi, che l'amianto comportava, soprattutto nel suo degrado strutturale, forti rischi di inquinamento ambientale, che hanno colpito i lavoratori dell'amianto, ma che colpiscono tutta la popolazione che è a contatto con questo materiale. Per cui si pone la necessità di provvedere alla riduzione della presenza dell'amianto, soprattutto nei siti dove il degrado è maggiore, o alla eliminazione completa dello stesso. Il problema, dicevo, è semplice: c'è in giro una quantità di amianto che non è tollerabile, cerchiamo di fare qualcosa perché i rischi sulla popolazione siano ridotti. Mi sembra che sia un'opzione assolutamente meritoria e che quindi sia assolutamente valido che questo Consiglio regionale si occupi di questo problema e si impegni a fare una legge che aiuti i cittadini che hanno coperture o altre strutture in amianto all'interno dei loro possedimenti a eliminarle, perché ad oggi l'eliminazione dell'amianto è un'operazione complessa e costosa: è complessa perché comunque i passaggi che sono necessari per smaltire anche pochi metri quadri di copertura di amianto non sono semplici, in quanto prevedono una serie di tappe burocratiche obbligatorie per il privato che smaltisce a spese sue l'amianto, a costi elevati. Lo smaltimento di pochi metri quadri di amianto comporta costi assai spesso insostenibili per il cittadino, il quale mantiene le strutture infischiandosene dell'inquinamento che esse possono determinare.
Quindi una legge regionale in questa materia a che cosa serve? Serve intanto, come giustamente è scritto in questa proposta di legge, a dire agli enti pubblici, cioè a quegli organismi che meno di altri possiamo accettare come soggetti inquinanti, che debbono pensare alla pronta eliminazione dell'amianto presente nelle loro strutture. Serve anche a prevedere degli incentivi e delle semplificazioni burocratiche per i privati, affinché una volta deciso il modo in cui deve avvenire lo smaltimento dell'amianto, questa operazione sia favorita dalla semplicità burocratica e anche da un basso costo complessivo, in virtù del fatto che la parte pubblica, avendo indicato una finalità superiore, che è quella dettata dall'interesse generale alla tutela della salute pubblica, interviene attraverso incentivi economici a favore dei privati.
Insomma, signori, se questi sono gli obiettivi io vi consiglierei di rileggere il testo di questa proposta di legge, perché è difficile trovare al suo interno la stessa semplicità di ragionamento che io ho evocato. Questa non è certamente una legge semplice, in quanto non indica con semplicità il modo in cui censire i siti e far sì che lo smaltimento dell'amianto avvenga in discariche controllate, da parte di strutture controllate e in maniera veloce. E' un fiorire di commissioni, sottocommissioni, concertazioni, è previsto addirittura un commissario ad acta qualora le Province non provvedano allo smaltimento. Anziché un metodo per smaltire dell'amianto, cosa importante quanto si vuole, ma comunque si tratta di smaltire delle coperture in eternit e di rifare delle tubature, questa proposta di legge sembra essere uno di quei piani strategici che trent'anni fa, nei paesi ad economia programmata, si riteneva potessero offrire soluzioni miracolistiche ai problemi! Credo che i dodici articoli di legge, complessivamente trenta commi, ognuno dei quali suddiviso in articolazioni differenti per dire come deve essere smaltito l'amianto, siano esattamente il contrario di quello che il cittadino si aspetta da noi. Il cittadino si aspetta da noi - lo abbiamo ripetuto mille volte in campagna elettorale, ce lo ripetiamo ancora sino alla nausea - una delegificazione, poche norme chiare e immediate, un'indicazione precisa su cosa deve fare. Dal legislatore regionale il cittadino si aspetta chiarezza e semplicità, non dodici articoli e trenta commi! E non si aspetta nemmeno un commissario ad acta! Stiamo parlando dell'amianto, non della rivoluzione che cambierà la faccia della Sardegna! Stiamo parlando del fatto che in Sardegna, come in tutte le altre parti d'Italia, c'è un eccesso di strutture contenenti una sostanza di cui conosciamo la tossicità ambientale. Sarebbe bastato un solo articolo di legge, sarebbero bastati pochi commi. Qui le competenze sono diversificate: dalla Provincia agli enti locali, al Consiglio delle autonomie locali, all'Osservatorio epidemiologico, alle A.A.S.S.L.L., alla coerenza con l'Assessorato regionale, al concerto con l'Assessorato della sanità, eccetera. Signori, è una cosa pazzesca, è una cosa veramente pazzesca!
Che questa legge possa funzionare dal punto di vista pratico è difficile da immaginare, per cui se i colleghi che hanno presentato questa proposta di legge hanno buon senso, e sono sicuro che ne hanno da vendere, condivideranno la necessità di fermarci un attimo per valutare se sia possibile potare la metà degli articoli, la metà delle sottocommissioni che si sono previste, in modo da creare qualcosa che sia dieci volte più semplice di quella che stiamo configurando. Ciò che in questa legge è articolato in tutti i minimi dettagli rischia, infatti, di non funzionare, di essere una specie di montagna, un carro armato con il quale si intendono schiacciare le formiche! Anziché essere funzionale all'obiettivo che si vuole raggiungere, questa legge rischia di essere qualcosa che lo intralcia e per anni comporterà discussioni in sedi diverse, nelle sottocommissioni più disparate e variopinte, alla ricerca del concerto più ampio possibile su un problema che non verrà risolto. Siccome credo che l'intendimento di questo Consiglio regionale sia davvero quello di promuovere lo smaltimento dell'amianto, obbligando gli enti pubblici e dando incentivi ai privati perché questo materiale possa essere levato da dove crea rischio per la salute della popolazione, questa legge deve essere riscritta in maniera semplice, perché gli strumenti che noi stiamo mettendo a disposizione dell'amministrazione e del cittadino siano semplici e consentano di raggiungere l'obiettivo e non di fare semplicemente un convegno sull'amianto, obiettivo finale che sembra trasparire da questa legge.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, aggiungo solo poche parole alle cose che ha detto il collega Vargiu. Innanzitutto voglio richiamare la posizione che noi avevamo assunto in occasione del parere espresso dalla seconda Commissione su questa particolare legge. Già in quella occasione io ebbi a votare contro e motivai questa mia posizione affermando che se si vuole dimostrare come non deve essere fatta una legge basta presentare questo schema di legge.
Ciò che serve è esattamente l'opposto: vengo adesso da un'assemblea di sindaci che si è tenuta all'Hotel Mediterraneo, in cui si è richiamata la necessità, per i comuni della Sardegna, di poter applicare norme semplici, che consentano di intervenire in tempi rapidi per la risoluzione dei problemi. All'onorevole Alberto Sanna bisogna dare atto di aver rappresentato questo problema, nella sua relazione, con le tinte che giustamente esso merita, ma già questo dimostra che la struttura di questa proposta di legge è totalmente sbagliata. Se vogliamo intervenire tempestivamente non possiamo assolutamente pensare che questa legge, una volta approvata, lo consentirà, perché al contrario essa ci regalerà tempi biblici, quelli che serviranno per elaborare il piano regionale e i piani provinciali e per stabilire, in funzione della segnalazione dei comuni, le priorità. Questo significa, cari colleghi, che se, così come capita, e chi fa il sindaco sa bene quanto spesso capiti, si deve intervenire tempestivamente, anche attraverso la cosiddetta via ordinatoria, per bonificare un sito nel quale ci sia amianto - altrimenti la responsabilità, come tutti sapete, ricade sul primo cittadino - non si può assolutamente legare il problema a un iter troppo lungo, perché nella migliore delle ipotesi se ne vedrebbe la soluzione dopo due anni.
In questi giorni, ho verificato qual è stata la risposta delle Regioni italiane a questo problema. Gran parte delle Regioni, circa l'80 per cento, si è comportata come ha riferito poco fa il collega Vargiu, cioè non ha previsto delle norme di applicazione della legge nazionale, ma ha semplicemente affidato all'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente o ad altro ente le competenze per effettuare interventi di bonifica immediati e tempestivi. Credo davvero che dobbiamo avere il coraggio di riconoscere che non abbiamo lavorato bene, che non possiamo assolutamente permettere che passi una legge così strutturata e che dobbiamo invece dare ai comuni la possibilità di intervenire tempestivamente, attraverso una sorta di apertura di credito.
Qui ci sono tanti Assessori, tra l'altro qualificati, che ci possono dare una mano d'aiuto in questo senso. Penso, per esempio, assessore Dirindin, a ciò che avviene nel campo del sociale, dove vi è la possibilità di intervenire tempestivamente se qualche problema sussiste localmente, perché basta inviare direttamente la comunicazione alla Regione, la quale autorizza l'intervento in una certa direzione. Non possiamo però pensare di inserire le priorità dell'intera Sardegna in un programma, per l'attuazione del quale, tra l'altro, non vi sono risorse. Voglio davvero capire come potrà essere realizzato questo programma.
Invito, pertanto, i colleghi a fare una piccola riflessione, a rinunciare a licenziare un obbrobrio normativo quale quello che nascerebbe da questa proposta di legge e ad andare nella direzione giusta, che è quella di una delegificazione di questa materia, affidando agli organi preposti, per esempio all'ARPAS, che fra poco dovrebbe entrare in funzione, il compito principale di dare ai cittadini, come è stato già detto, risposte congrue e nei tempi che giustamente essi pretendono da noi.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.
DESSI', Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Onorevole Presidente, onorevoli consiglieri, la Giunta regionale esprime una valutazione positiva sull'iniziativa consiliare che ha prodotto questo importante testo legislativo. Per ragioni diverse, non ultimo il fatto che si è trattato di un'iniziativa pressoché unanime della Commissione competente, la Giunta non ha ritenuto necessario proporre un proprio testo e, per dire la verità, l'andamento dei lavori non ha visto, per vari motivi, non imputabili a responsabilità di nessuno, una partecipazione permanente e diretta della Giunta, la quale, nell'apprendere del testo finale come modificato a seguito anche delle osservazioni della prima e della settima Commissione permanente, ha ritenuto di introdurre delle piccole modifiche che hanno tuttavia soltanto la caratteristica di perfezionamenti di natura tecnico-giuridica e non di sostanza.
Non farò un discorso lungo sulla questione dell'amianto. Come funzionario consiliare, già in diverse legislature ho visto il Consiglio cercare di adottare una normativa sull'amianto e sui pericoli da esso derivanti, ma non si è mai arrivati a questa conclusione. Il fatto che in questa legislatura finalmente vi si arrivi è da salutare positivamente. Naturalmente nessuno si illuda che il tema sia facile. Ho sentito oggi alcune semplificazioni che meriterebbero un approfondimento maggiore di quello che posso fare in questa situazione. Voi sapete che, tra gli anni sessanta e settanta, per l'economicità e la sicurezza, come allora si riteneva, delle coperture e delle condotte in cemento amianto la commercializzazione di questi materiali fu fortemente incentivata dal mercato e anche dalla mano pubblica, per cui ci siamo trovati con interi quartieri di città e interi paesi, ad esempio, con i tetti in eternit, e con tantissime condotte ugualmente in eternit. Tutta questa roba è rimasta anche dopo che è stata vietata la produzione e l'utilizzo di materiali contenenti amianto. La sostituzione di questi residui, per altro operanti, basta guardare le case, non è un lavoro facile che possa essere improvvisato.
Lo smaltimento dei rifiuti contenenti amianto ha subito recentemente una modifica legislativa nazionale, che restringe il campo delle discariche autorizzate a recepire e a stoccare questi rifiuti. In pratica, non sarà più possibile stoccarli nelle discariche per rifiuti speciali, ma bisognerà stoccarli in discariche per rifiuti tossici e nocivi. La procedura di smaltimento, ad esempio di smantellamento di un tetto in eternit, non è nemmeno sempre consigliata, perché si tratta, praticamente, di isolare un intero edificio, metterlo sottovuoto pneumatico e accertarsi che nella eliminazione della copertura tutto il materiale venga sigillato sottovuoto, il tutto con costi che sono notevoli. Si suggeriscono, talvolta, tecniche diverse dalla rimozione, anch'esse costose. La rimozione di una copertura contenente cemento amianto può costare praticamente quanto un'intera copertura nuova, bisogna poi aggiungere il costo della copertura sostitutiva. Quindi non sono cose da affidare all'improvvisazione.
Non solo, in questi anni, proprio a causa del pericolo e delle sensazioni di pericolo ingenerate nella popolazione dalle notizie circa la pericolosità delle fibre disperse di asbesto di amianto, abbiamo assistito a un'attività incontrollata di spargimento o occultamento di questo materiale in discariche o in luoghi non autorizzati. Questo ha comportato, mi spiace che non se ne sia accorto nessuno, un intenso sforzo di controllo del territorio negli anni passati, ma anche in questi anni. Già il piano attuale di gestione dei rifiuti contiene una sezione speciale per la bonifica dei siti inquinati. Si è operato vicino ad Arborea, si sono bonificate alcune scuole e così via. Non è che non si sia fatto niente, pur in carenza di una normativa regionale organica. Si tratta, a questo punto, di pianificare adeguatamente, censire e anche utilizzare metodologie appropriate.
E' in atto un fenomeno pericoloso, anche di disturbo del paesaggio urbano e rurale, perché tutta questa roba che viene ceduta dai privati spesso si trasforma in recinzioni di fondi o in coperture di porcilaie e di ovili, creando anche un problema di cambiamento in negativo persino delle nostre campagne, che sembrano sempre più delle brutte periferie urbane che non il paesaggio rurale che conoscevamo.
E' per questo che vengo al tema della copertura finanziaria: come voi sapete le leggi le fate voi e quindi la ricerca di una copertura finanziaria adeguata andrà individuata, io credo, nella prossima legge finanziaria regionale. Qualsiasi somma stanziata oggi, a dicembre, noi potremmo gonfiarla quanto ci pare, se ci fossero le risorse, ma sarebbe praticamente inspendibile per i tempi noti di attivazione dei meccanismi di spesa a seguito dell'approvazione di una legge. Quindi su questo tema sarei un po' più sereno, con l'impegno naturalmente da parte di tutti noi di reperire le risorse necessarie; impegno che non compete soltanto a noi, ma compete anche allo Stato, con il quale stiamo contrattando, in maniera anche molto franca, l'esigenza di un ulteriore intervento statale in questa materia.
Vorrei ricordare che quelle leggi nazionali inapplicate in Sardegna da tanto tempo sono anche leggi praticamente prive di copertura finanziaria, che impongono obblighi, ma non responsabilità a carico di chi ha favorito - il legislatore statale per tanti anni - l'utilizzo di questo materiale anche negli edifici pubblici.
Quindi la materia è complessa, ben venga una legge che la regola, certo io auspico che le procedure siano sempre più semplificate, però effettivamente abbiamo bisogno dell'impegno di tutte le istituzioni sul territorio e della loro collaborazione ai fini di predisporre dei piani che abbiano un senso, una logica, che non è quella dell'ordinanza contingibile e urgente del sindaco.
Concluderei questo mio intervento come replica della Giunta esprimendo un apprezzamento serio per il lavoro fatto dalla Commissione competente e auspicando che uno strumento che dovrebbe essere a supporto di questa attività, cioè l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Sardegna, veda finalmente la luce. Badate, io mi sto un po' vergognando di mettere piede sul territorio nazionale e di sentirmi dire dai colleghi: "Ma non avete ancora l'ARPA?" o di essere interrogato dalla Commissione parlamentare bicamerale per quanto riguarda il ciclo dei rifiuti prevalentemente sul fatto che non abbiamo ancora una legge sull'ARPA. Tra un po' non metterò più piede in continente se continua così, quindi pregherei la Commissione di ultimare i lavori che so essere ben avviati e di risolvere i nodi residui in tempi molto brevi.
Infine, ne parleremo un giorno quando mi chiamerete per riferire, in termini generali, sulla politica ambientale della Regione, vi inviterei a dare uno sguardo, qualche volta, al nostro sito Internet. Noi abbiamo fatto uno sforzo gigantesco, come mai in passato, e stiamo per varare il piano di tutela delle acque, che è un piano stralcio di bacino, il piano di risanamento dell'aria, il piano di risanamento acustico, piani tutti accompagnati da disegni di legge già depositati in Commissione. Stiamo per portare in Consiglio, finalmente, anche il piano forestale generale della Regione (l'ultimo era del 1978), che è un altro piano stralcio di bacino che disciplina l'uso del territorio regionale nel rispetto della morfologia, dell'idrogeologia e della storia anche forestale. Lo sforzo è notevole. Stiamo per rimettere mano al piano di gestione dei rifiuti, che non è vecchissimo (l'ultimo aggiornamento approvato dall'Unione Europea è del 2002) però necessita, soprattutto alla luce di nuove disposizioni legislative e anche di una nuova organizzazione amministrativa del territorio della Regione sarda, di una rivisitazione molto rigorosa. E' un lavoro costante, quotidiano, noi ce la stiamo mettendo tutta e ne sono prova gli atti depositati presso l'Assemblea legislativa della Regione autonoma della Sardegna. Così come stiamo facendo per i parchi, e proprio perché la Giunta ha una fortissima caratterizzazione ambientale, anche se non è questo forse il modo formale per farlo, chiedo che per tutte le leggi in materia ambientale o sanitaria ci sia davvero, almeno politicamente, salvo il fatto che la Conferenza dei Presidenti di Gruppo è libera e autonoma di decidere sovranamente, una corsia preferenziale. Siamo pronti, stiamo producendo, vorremmo vedere i risultati del nostro lavoro in tempi brevi.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Dovremmo adesso procedere alla votazione del passaggio all'esame degli articoli. Poiché ci sono problemi di funzionamento del sistema elettronico, per consentire di resettare il sistema sospendo la seduta per cinque minuti. I lavori del Consiglio riprenderanno alle ore 12 e 05.
(La seduta, sospesa alle ore 11 e 59, viene ripresa alle ore 12 e 10.)
PRESIDENTE. Poiché necessita ancora qualche minuto di sospensione, la seduta è sospesa sino alle ore 12 e 30.
(La seduta, sospesa alle ore 12 e 11, viene ripresa alle ore 12 e 30.)
PRESIDENTE. Invito i colleghi a prendere posto. Onorevole Oppi, su che cosa intende intervenire?
OPPI (U.D.C.). Sulla modalità di voto. Chiedo la votazione a scrutinio segreto.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.
(Segue la votazione)
Chiedo scusa, annullo la votazione.
(Interruzioni)
Se i colleghi della opposizione mi ascoltano, vorrei precisare che ho annullato la votazione proprio per tutelare un diritto della opposizione e per non tenere la votazione aperta per venti minuti, perché credo che nella scorsa legislatura...
(Interruzioni)
Non per quello, l'ho fatto semplicemente per il motivo che ho detto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 41
Votanti 40
Maggioranza 21
Favorevoli 38
Contrari 2
(Il Consiglio approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ATZERI - BALIA - BIANCU - CALIGARIS - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCU Giuseppe - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MILIA - OPPI - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PORCU - RASSU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SCARPA - SECCI - SERRA - URAS.)
Essendo presente l'onorevole Oppi, che aveva chiesto la votazione segreta, la votazione stessa è valida.
Passiamo all'esame dell'articolo 1.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:
Art. 1Finalità
1. La Regione Sardegna, al fine di dare attuazione all'attività pianificatoria, di cui all'articolo 10 della Legge 27 marzo 1992, n. 257, disciplina le modalità e le procedure dell'adozione del Piano regionale, di protezione, decontaminazione, smaltimento e bonifica dell'ambiente ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall'amianto, di seguito denominato "Piano".)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, sul Regolamento, il consigliere Sanjust. Ne ha facoltà.
SANJUST (F.I.). Io mi scuso, ma vorrei invitare la Presidenza a una maggiore correttezza, perché dopo che è stata annullata la prima votazione sono entrati in aula tre colleghi che non erano prima presenti. La invito ad essere un po' più corretto, Presidente.
(Interruzioni)
MARROCU (D.S.). Chi sono i tre colleghi?
CAPPAI (U.D.C.). La consigliera Barracciu!
MARROCU (D.S.). Non ha votato!
PRESIDENTE. Onorevole Sanjust, io la ringrazio, accetto sempre i consigli dei colleghi, però mi creda ho annullato la votazione per non tenerla aperta per dieci minuti, sino a quando non fosse stato risolto il problema. Se lei mi avesse fatto notare che altre persone stavano entrando in aula, avrei impedito loro di votare. Le voglio ricordare, onorevole Sanjust, che questa era la prima votazione e che per questo motivo i colleghi avrebbero potuto chiedere una sospensione. Questo lo dico per sottolineare la correttezza da parte della Presidenza, quindi credo che il suo invito fosse ingiustificato.
bonifica, ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall'amianto" (62/A)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Calledda. Ne ha facoltà.
CALLEDDA (D.S.). Signor Presidente, signori Assessori, colleghi, ho ascoltato con molta attenzione gli interventi svolti stamattina e soprattutto la replica dell'assessore Dessì, e devo dire che due interventi mi hanno particolarmente colpito, quelli dei colleghi Pisano e Vargiu. A me non è mai capitato di intervenire in Aula dicendo di considerare un obbrobrio un lavoro collettivo, approvato da un'intera Commissione, perché credo che quando si lavora con serietà e determinazione si possa anche commettere qualche errore, però un giudizio così pesante mi sembra fuori luogo.
A me pare che la proposta di legge che è oggi in discussione, in particolare all'articolo 1, esprima in maniera molto chiara quale sia la finalità. E' una legge che questa Regione avrebbe dovuto approvare tanti anni fa. Cari colleghi, a ben vedere in questa legislatura non stiamo facendo altro che recuperare i ritardi rispetto a tutta una serie di leggi che si sarebbero dovute approvare nel passato. E questa legge per sua natura rappresenta una scommessa per il futuro della nostra Regione. Voglio dire che quando parliamo di amianto parliamo di un qualcosa che è presente nelle nostre case, negli uffici, nei luoghi di lavoro, e talvolta nel merito non tutti abbiamo svolto lo stesso ruolo. Ricordo, per esempio, che in molte realtà lavorative veniva quasi omesso il fatto che in molti reparti fosse presente dell'amianto. C'è chi ha fatto delle battaglie per far emergere questo problema. Questa proposta di legge intende, in modo particolare, sollevare la questione e dettare delle regole, e non è vero, cari colleghi, che le altre Regioni italiane non abbiano approvato leggi in merito. Altre Regioni italiane sono riuscite ad affrontare il problema dell'amianto in maniera diversa da come lo stiamo affrontando noi, anche se devo dire che anche in Sardegna non tutto può essere considerato negativo, perché molte cose sono state fatte, bisogna riconoscerlo. Oggi, con questa legge, a mio avviso, diamo una prima risposta.
La considerazione circa il fatto che l'aspetto finanziario comprometterà i contenuti e l'applicazione di questa legge è solo una giustificazione, perché in ogni caso, come diceva l'assessore Dessì, siamo a fine anno, quindi la posta finanziaria prevista è provvisoria e serve per avviare un lavoro, ma credo che con la prossima legge finanziaria si potranno creare le condizioni perché questa legge sia in grado di operare su tutto il territorio regionale.
Noi, oggi, affrontiamo la questione amianto cercando di porre rimedio a ciò che è avvenuto in questi anni in Sardegna. L'amianto, è stato detto in più interventi, è considerato un killer a piede libero, nel senso che dovunque volgiamo lo sguardo questo materiale è presente. A livello nazionale si sono fatte delle battaglie, in modo particolare nel Piemonte e nel Veneto, e oggi in quelle regioni c'è una coscienza diversa su questo problema rispetto a quella che ci può essere nella nostra Isola. Stamattina una scolaresca ha assistito ai lavori di quest'Aula, e io penso che dobbiamo cominciare a fare educazione e informazione sugli effetti dannosi di questo materiale sulla salute dei cittadini. Ciò significa fare prevenzione e soprattutto creare una coscienza diversa rispetto a questi problemi.
Signor Presidente, signor Assessore, credo che nel merito questa sia un'ottima legge, seppure sia arrivata in ritardo. Oggi, per come è organizzata la nostra Regione, con quattro nuove Province, possiamo creare i presupposti per predisporre i piani di intervento e definire le priorità rispetto agli interventi di bonifica, ma dobbiamo essere in grado di dare risposte precise a chi ce le chiede.
Signor Assessore, io penso che a questa questione sia legato anche il futuro del nostro programma di governo, perché, come abbiamo più volte affermato, il territorio della nostra Isola ce l'abbiamo in prestito e dobbiamo fare in modo di preservarlo affinché anche le future generazioni ne possano usufruire. Con questa legge dobbiamo creare i presupposti minimi per bonificare dall'amianto il nostro territorio e per fare in modo, ripeto, che la nostra terra sia fruibile dalle prossime generazioni.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
(Segue CALLEDDA.) Dico questo, badate, perché nei giorni scorsi c'è stato un convegno a Carbonia sulla situazione ambientale del Sulcis-Iglesiente, in cui si sono analizzati i dati elaborati dalle Università di Firenze e Cagliari e senza alcun estremismo si è ragionato in termini seri, affermando che occorre mettere tutte le comunità nelle condizioni di affrontare il problema della bonifica dell'ambiente. Ciò che diceva l'onorevole Pisano, e cioè che talvolta il sindaco è il responsabile diretto, è vero e proprio per questo noi dobbiamo mettere i sindaci nelle condizioni di non essere gli unici responsabili. In tutti questi anni nelle nostre comunità, nelle nostre aziende, in tutta la Sardegna si è fatto un uso indiscriminato di materiali contenenti amianto, e credo che questa legge crei le premesse per una bonifica efficiente e soprattutto metta le istituzioni nelle condizioni di informare i cittadini e di intervenire per risolvere in via definitiva il problema.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Signor Presidente, signori Assessori, quando sono arrivato in Commissione questa proposta di legge era già stata esitata all'unanimità. Non mi sottraggo al deliberato della Commissione, ma voglio esprimere qualche perplessità obiettiva non tanto sull'adozione della legge, quanto sulla sua efficacia, nel breve e nel medio periodo, e sulla sua applicabilità. Tra l'altro, credo che in alcune parti essa attribuisca delle responsabilità agli enti locali, alle A.A.S.S.L.L. e all'ARPAS, in quanto, il comma 5 dell'articolo 2, per esempio, recita testualmente che fino all'entrata in vigore del piano regionale è compito delle Aziende sanitarie e dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, se costituita, garantire la salubrità e quindi la sicurezza nei posti di lavoro. Se entrasse in vigore questa legge, le Aziende sanitarie dovrebbero chiudere la maggior parte dei siti industriali, dove appunto le coperture, gli impianti e quant'altro, e noi questo lo sappiamo bene, sono stati realizzati in amianto. Penso, per esempio, ai siti petrolchimici.
Ho voluto dire questo per evidenziare che ci sono delle contraddizioni insite nel testo di legge, forse perché si vuole, e questo lo ritengo un fatto positivo, dare sbocco a una legge che si sarebbe dovuta approvare tanti anni fa, però bisogna stare attenti, perché cercando di normare un aspetto così delicato si potrebbe ottenere l'effetto diametralmente opposto a quello che si vuole conseguire, in quanto la difficile applicazione della legge potrebbe, in determinate situazioni, creare problemi anche gravi e insormontabili.
Nessuno nega, chiaramente, che questa legge rappresenti un primo passo verso gli obiettivi che sono contenuti nella legge di riferimento nazionale, nessuno nega che la Regione Sardegna sia una delle ultime Regioni a dotarsi di questa normativa, nessuno nega che l'amianto sia, purtroppo, causa di patologie cancerogene, e il tasso di mortalità da mesotelioma che ha la Sardegna ne è una testimonianza, come ricordava poc'anzi un collega, di fatto però si corre il rischio a cui facevo riferimento.
La mancanza di una dotazione finanziaria adeguata è già di per sé un elemento condizionante, che fa segnare un passo a questa legge prima ancora che essa decolli. Senz'altro la realizzazione del piano regionale, che costituisce lo strumento attuativo del disposto della legge, richiederà risorse finanziare enormi, magari saranno necessarie delle intese con lo Stato, in particolare con i Ministeri delle attività produttive e del lavoro per le bonifiche dei siti petrolchimici di Porto Torres, Assemini e Macchiareddu. Principalmente penso a tutti quei comuni che ha citato poco fa l'Assessore dell'ambiente. A suo tempo, sono stato uno di quei sindaci che hanno vissuto l'evoluzione degli impianti idrici e fognari attraverso la sostituzione dei tubi in ghisa, perché troppo "sensibili", con tubi in cemento amianto. Siamo tutti responsabili della diffusione di questo materiale, oggi, chiaramente, condivido qualsiasi iniziativa vada in direzione del suo smaltimento, però è necessario che questa iniziativa non resti un semplice dettato legislativo che non si può attuare per mancanza di fondi. Comunque sia, questo è l'aspetto più determinante, ma non mi riferisco tanto alla mancanza di copertura finanziaria, quanto alla effettiva mancanza di fondi. L'attuazione di questa legge richiede, infatti, fondi veramente consistenti, perché si tratta di bonificare abitazioni private, strutture di enti locali, siti industriali, siti artigianali e così via, e un'azione di bonifica così imponente necessita che a monte vi sia veramente un piano di recupero delle risorse, se no, sinceramente, anche questa legge resterà sulla carta, così come tante altre leggi, e servirà solo per dire che la Regione Sarda si è dotata di una legge per la difesa dai pericoli derivanti dall'amianto, che di fatto, però, non è applicabile sia per mancanza di fondi, sia per mancanza di tempo, perché anche se sono previsti novanta giorni perché d'intesa Regione e Comuni mandino avanti il piano, sappiamo perfettamente che questo termine sarà rispettato, che è un termine aleatorio.
Oggi, di fatto, stiamo per istituire l'ARPAS, come ha detto il collega Pisano, allora perché non affidiamo come primo compito, a questa Agenzia, quello di fare una ricognizione generale in Sardegna, interessando e sensibilizzando i comuni, innanzitutto, e i cittadini affinché denuncino tutti i casi di presenza di amianto? Parlo di un censimento vero e proprio, di cui devono essere interessate anche le aziende che operano in siti industriali, affinché nell'arco di sei mesi si sappia effettivamente di quante risorse l'amministrazione regionale avrà necessità per mandare avanti il piano regionale di decontaminazione e bonifica integrale dei siti interessati dalla presenza di amianto.
Ripeto, pur condividendo l'esigenza di una normativa in questa materia, ci sono dei punti in questa proposta di legge che suscitano perplessità e sui quali ho voluto richiamare l'attenzione: dalla dotazione finanziaria alle contraddizioni e alle responsabilità che potrebbero essere addebitate, perché la legge lo dice esplicitamente, agli enti locali, alle AA.SS.LL. e all'ARPAS, che non avendo un soldo non potranno procedere all'applicazione della legge.
Il comma 5 dell'articolo 2 prevede che, sino all'entrata in vigore del Piano regionale, il controllo delle condizioni di salubrità ambientale e di sicurezza del lavoro e la rilevazione delle situazioni di pericolo derivanti dalla presenza dell'amianto siano affidati alle Aziende sanitarie locali, o all'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, se costituita. Cioè se la A.S.L., durante un sopralluogo in uno stabilimento, rileva una struttura in amianto pericolosa per la salute dei lavoratori, degli impiegati e del cittadino deve emettere un'ordinanza di chiusura di quello stabilimento. Stiamo dunque attenti a non incorrere, con l'intenzione di fare del bene e di recuperare giustamente il tempo perduto, in errori che possono compromettere definitivamente la finalità di questa legge.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, intervengo molto rapidamente sull'articolo 1, che in maniera abbastanza chiara dice delle cose sulle quali siamo tutti d'accordo, e cioè dice che le finalità di questa legge sarebbero legate alla protezione, decontaminazione, smaltimento e bonifica dell'ambiente ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall'amianto. Questo, che poi è anche il titolo della legge, sarebbe ciò sul quale siamo tutti d'accordo, quindi sarebbe l'obiettivo non soltanto dei proponenti, ma dell'intero Consiglio e della Giunta, come è stato ricordato dall'assessore Dessì.
Quindi il problema che noi abbiamo posto, e che ha sottolineato anche il collega Calledda, che ci ha ascoltato e di questo lo ringraziamo, è esattamente ciò di cui si sta discutendo, cioè mantenere gli articoli successivi in qualche maniera collegati alle finalità dell'articolo 1. Il collega Calledda diceva che forse i termini che noi abbiamo utilizzato per criticare il contenuto della legge sono eccessivi e poco rispettosi del lavoro della Commissione. Se così è, ce ne scusiamo, nel senso che non volevamo assolutamente irridere al lavoro della Commissione. Semplicemente, non essendo noi presenti in quella Commissione e avendo comunque il compito, come forza di minoranza, di effettuare un'azione di controllo su ciò che esce dalle Commissioni e poi arriva in Consiglio, ci permettiamo di rivolgere, ai colleghi che hanno lavorato in Commissione, e a quelli che pur non facendo parte della stessa hanno sottoscritto il testo di questa legge e si apprestano a votarlo, una domanda, che è sostanzialmente quella che anche il collega Rassu ha appena rivolto: se davvero vogliamo su questa materia una normativa in sintonia con gli obiettivi, non abbiamo la preoccupazione che dodici articoli e trenta commi siano sovrabbondanti? Non sarebbe più semplice che tutte le competenze in materia di smaltimento dell'amianto fossero poste in capo all'Agenzia regionale di protezione dell'ambiente, che ha articolazioni nelle otto province, dispone di un laboratorio e probabilmente può, in maniera assolutamente congrua e come unico interlocutore di tutta la serie di enti che sono comunque interessati al problema, supportare dal punto di vista tecnico-scientifico il lavoro di tutti gli enti che sono comunque punto di riferimento per le domande di smaltimento, per il censimento dei siti e così via dicendo? Se l'interlocutore è un soggetto unico, elastico e dinamico, che non ha la necessità di attivare le numerose procedure previste in questa legge, ci sarà probabilmente maggiore certezza sul fatto che le attività di smaltimento dell'amianto avverranno in tempi ragionevoli, che le risorse che stanzieremo saranno congrue e che l'esposizione al rischio sarà, tutto sommato, ragionevole.
Credetemi, come è stato sottolineato anche dall'Assessore dell'ambiente, l'esposizione al rischio è reale per tutti, non è necessario andare nei paesi e nelle campagne per vedere dell'eternit. Credo che se facessimo delle rilevazioni ambientali scopriremmo che noi stessi consiglieri regionali siamo a rischio. Basti vedere di che materiale è fatta la copertura del cineteatro Olimpia, che dista cento metri dal Consiglio regionale. Sto parlando di centinaia di metri quadrati di eternit, che durante i periodi piovosi, e ce ne sono stati, vengono dilavati con continue immissioni di fibre di asbesto nell'atmosfera. Nessuno verifica la quantità di fibre rilasciata nell'atmosfera; io non sono assolutamente in grado di dire se sia una quantità tossisca per chi vive in questo quartiere, però la sostanza è che non è necessario recarsi nelle campagne per trovare dei siti inquinati o potenzialmente inquinanti.
Credo quindi che l'esigenza di provvedere rapidamente sia un'esigenza di tutti, e, credetemi, colleghi, il nostro giudizio negativo sull'impianto della legge ovviamente non deriva da una pregiudiziale ideologica, nel senso che stiamo discutendo di come smaltire l'amianto, non di come gestire l'economia, se ispirandoci a principi liberali o socialisti. Allora la proposta che noi facciamo è questa: troviamo delle semplificazioni, fermiamoci un istante, ragioniamo un secondo, sforbiciamo tre, quattro o sei articoli di questa legge, la Conferenza annuale, tutta una serie di organismi pletorici che comunque in questo testo di legge sono previsti, e andiamo verso qualcosa di semplice che consenta di provvedere in tempi rapidi allo smaltimento dell'amianto, con certezza di diritto, con un obbligo cogente per le amministrazioni che hanno questo compito e con un incentivo reale ai privati, se non vogliamo semplicemente obbligarli a fare ciò che comunque per legge sono tenuti a fare.
Questo era il ragionamento che volevamo sottoporvi. Se poi avete fretta e decidete di mantenere questo testo di legge, che a noi sembra eccessivamente articolato e complesso, in quanto prevede una serie di passaggi burocratici assolutamente ingiustificati rispetto all'obiettivo che si vuole ottenere, avete il diritto di approvarlo. A noi spetta il diritto-dovere di farvi notare che probabilmente quello che avete scritto non è congruente agli obiettivi che vi state ponendo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, avevo chiesto, durante la presidenza Fadda, se c'era una copertura finanziaria e mi è stato risposto che è stato presentato un emendamento, di cui ho appena preso visione. Secondo me su questo emendamento, quindi sulla copertura che si sta dando a questa legge, dovrebbe esprimersi la Terza Commissione. Questa è la prima considerazione che faccio.
Entrando nel merito della discussione, vorrei far notare, a chi mi ha preceduto, che forse qualcuno ha la memoria corta, perché questa proposta di legge non è stata approvata all'unanimità, bensì con l'astensione del centrodestra. Voglio ricordare che anche il collega Rassu era presente e si è astenuto, sebbene anche lui abbia poi parlato di approvazione all'unanimità. Ma non è questo il discorso che va fatto su questa legge.
Io ho chiesto, anche stamattina, al Presidente della Commissione di ritirare questa proposta di legge e di presentarla magari a febbraio, dopo l'esame della finanziaria, perché non ha senso approvarla in questo momento i cui non le si può dare copertura finanziaria. Non si può discutere l'articolo 1 senza sapere cosa dice l'articolo 2. E l'articolo 2 dice che i Comuni, la Regione, gli enti strumentali della Regione e quant'altro potranno accedere ai contributi pubblici per fare tutto quanto è previsto nella legge, e cioè difendere la salute della cittadini, ma soprattutto provvedere allo smaltimento dell'amianto. Rivolgo una domanda al Presidente: con quali soldi finanzierete i Comuni e gli enti strumentali? Con quali soldi eliminerete il pericolo? A me sembra che dietro questi 600 mila euro, l'ho detto in Commissione, che avete recuperato all'ultimo momento, ci sia un altro interesse, quello di mascherare le consulenze per predisporre i piani.
Ecco perché ritengo che non cambi nulla se aspettiamo due mesi, avremo però tutto il tempo, sicuramente, per fare una legge migliore, più organica, veramente finalizzata alla tutela della salute dei cittadini. Vedete, l'ARPA o ARPAS, fra i suoi compiti ha anche quello di predisporre piani per la salvaguardia dell'ambiente, e cosa c'è di diverso tra il piano di decontaminazione e la bonifica dell'ambiente? E' un compito che potrebbe svolgere l'ARPAS, senza nominare altri soggetti per la predisposizione dei piani.
Siccome si tratta di denaro pubblico, invito nuovamente il Presidente della Commissione a ritirare questa proposta di legge e a ripresentarla tra due mesi, dopo averla migliorata in Commissione. Il centrodestra, pur condividendo il principio di questa proposta di legge, l'ha criticata passo per passo nella discussione in Commissione, che si è protratta da marzo sino a novembre, quando la proposta di legge è stata infine esitata, cioè dopo otto mesi. Abbiamo aspettato otto mesi prima di farla arrivare in Aula e non possiamo aspettare altri due mesi per vedere se riusciamo tutti insieme a fare una buona legge? Cosa diremo ai privati cittadini, ai pastori, agli allevatori che dieci anni fa hanno ottenuto i contributi per realizzare le stalle in eternit? Tutte queste strutture contengono amianto, sono esposte alle intemperie e quindi le fibre di amianto svolazzano su tutto il territorio della Sardegna. Cosa diremo loro? Che abbiamo fatto una legge che prevede solo ed esclusivamente 600 mila euro, che serviranno per pagare due tecnici per predisporre il piano? Diremo questo agli allevatori? Ecco perché è necessario riflettere un po' di più e vedere se non sia possibile inserire tra i compiti dell'ARPAS anche la predisposizione di questo piano.
Non capisco, Presidente, tutta la fretta su questa legge ma non sui provvedimenti per l'agricoltura. Vorrei ricordare a quest'Aula che l'agricoltura è il settore trainante dell'economia isolana, ciononostante neanche un provvedimento è arrivato in Aula, neanche un provvedimento è stato esitato dalla Commissione competente. Su questa legge, invece, stranamente, si deve correre. Mi è sembrato che anche la Giunta non condividesse appieno questo testo. Allora, riflettiamoci un attimo ed esaminiamo con più attenzione se non sia il caso di ritirarla. Prevediamo uno stanziamento di 600 mila euro per il 2005, ma che senso ha, cosa dobbiamo fare in questi venti giorni che ci separano dal 2006? Il Presidente della Commissione dovrebbe spiegare perché prevediamo 600 mila euro per il 2005, posto che la legge, se tutto va bene, sarà pubblicata nel 2006! Mi sfugge qualcosa e vorrei capire.
Ecco perché rinnovo l'invito al Presidente della Commissione a ritirare questa proposta di legge e a formularla meglio, dandole corpo e una sostanza che oggi non ha. E' vero che lei mi ha detto: "Se non abbiamo la legge non possiamo stanziare le risorse neanche nella prossima finanziaria". Quando sarà presentata la finanziaria in Aula, ci vedrete d'accordo sullo stanziamento delle risorse per questa legge, ma prevederle oggi non ha senso.
Votatevela pure questa legge, però non dite che vi è l'unanimità del Consiglio, così come non vi è stata in Commissione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, non sono intervenuto nella discussione generale perché il Presidente mi ha dichiarato decaduto, pertanto mi trovo costretto a intervenire nella discussione sull'articolo 1, ripartendo dall'intervento dell'Assessore dell'ambiente.
Ora, può darsi che io non abbia capito bene, ma secondo le considerazioni dell'Assessore, persona almeno intellettualmente onesta, questa era una proposta di legge da ritirare subito, anche perché, come egli stesso, tra le altre cose, ha lasciato intendere, vi è stata una certa improvvisazione. Non si tratta di "una certa improvvisazione", ma di improvvisazione e basta, perché questa legge non darà nessuna delle risposte che sono necessarie su un argomento così importante, così sentito. Certamente questo provvedimento giunge in ritardo; un ritardo che non si può imputare soltanto alle precedenti legislature, ma che bisogna imputare anche a questa legislatura.
Ora, non si capisce la fretta che l'onorevole Alberto Sanna ha avuto nel presentare questa proposta di legge, facendola persino accompagnare dalla claque, in alcuni momenti. Onorevole Sanna, questa materia io la conosco almeno quanto lei, so bene che cosa c'è sotto questa legge e dietro la sua volontà di dare a tutti i costi delle risposte, anche se qui non c'è nessuna risposta. Lo dimostra il fatto che la Giunta ha sentito il dovere, quasi l'obbligo, di prendere l'iniziativa di presentare, a fronte di una proposta di legge di dieci articoli, quindici emendamenti. Quanto meno questa proposta sarebbe dovuta tornare in Commissione, e chi ha letto con attenzione gli emendamenti presentati dalla Giunta, anche a naso avrà capito che la Giunta ha ritenuto che questo non fosse un testo di legge da approvare. La maggioranza si è preoccupata solo di presentare un emendamento che stanzia la somma irrisoria, che non risolve nessun problema, di 600 mila euro, per altro non spendibili - attenzione -, perché basta leggere l'articolato per rendersi subito conto che con i novanta giorni entro i quali l'Assessore dell'ambiente definisce gli indirizzi generali per la predisposizione dei piani provinciali, i centottanta giorni per l'approvazione degli stessi da parte delle Province e i sessanta giorni per eventuali modifiche, fate i conti, si arriva praticamente alla fine del 2006, se tutto va bene! E in tutto questo periodo noi che cosa facciamo? Quali risposte dà questa legge? Non c'è nessuna risposta!
Voglio ricordare a quest'Aula che molte amministrazioni provinciali, credo tutte le vecchie amministrazioni provinciali, avevano già predisposto un piano provinciale su questa materia, certo non supportato da risorse regionali, ma da risorse proprie, in ogni caso si era già provveduto a fare un'indagine, l'inventario, la caratterizzazione dei siti contaminati. Allora perché ripartire da zero, senza risorse, senza certezze? Per soddisfare una decina di esigenze, onorevole Sanna? Per cercare di dare risposte che lei non è in grado di dare? Non sarebbe stato molto meglio che questo provvedimento fosse stato esaminato prima dalla Giunta e successivamente dalla Commissione e dall'Aula? Si è voluto invece accelerare. So benissimo che nella maggioranza ci sono pareri discordi, perché tutti hanno delle eccezioni da sollevare su questa legge, ciononostante si è voluto andare avanti.
La richiesta di voto segreto, è chiaro, era strumentale, serviva per cercare di destare la vostra sensibilità, che mi pare non esista. Qualcuno ha chiesto anche che la proposta di legge ritornasse in Commissione per il parere finanziario. E' poca cosa il parere finanziario, sono i pareri su tutto il resto che contano. Veda, assessore Dessì, dal momento che la Giunta, la mattina del 6, ha presentato degli emendamenti, facendo riferimento a tre o quattro D.P.R., dei quali l'Aula può anche non conoscere il contenuto - perché questo è avvenuto -, come è possibile che non si ritenga che la proposta di legge debba tornare in Commissione o che si debba almeno informare l'Aula sui contenuti dei D.P.R. citati? Io non credo che tutti noi consiglieri abbiamo in mente il contenuto di quei decreti o che abbiamo la possibilità di esaminare in tempi così brevi che cosa dice, per esempio, il D.P.R. 8 agosto 1994. L'emendamento numero 3 all'articolo 2 dice che il Piano è "predisposto secondo i criteri stabiliti nel D.P.R. 8 agosto 1994", questo è uno dei riferimenti, ma nel comma 2 infine sono aggiunte le seguenti parole: "e dell'articolo 17 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22". Chi di voi, colleghi, mi sa spiegare di che cosa stiamo parlando? Non era forse più corretto ritornare in Commissione, anche sospendendo la seduta di stamattina - ammesso che siano solo questi i problemi, ma di problemi ce ne sono tanti altri -, visto che la Giunta, per cercare di sostenere una legge che, così com'è concepita, è assolutamente inutile, ha sentito la necessità di presentare 15 emendamenti a 10 articoli? E ci si lamentava quando si presentavano 300 o 400 emendamenti a un disegno di legge finanziaria! Sono poca cosa, facendo le debite proporzioni, 15 emendamenti a una legge che sembra piuttosto un ordine del giorno, perché non dà nessuna risposta, onorevole Sanna, e lei lo sa benissimo. Lei non sta dando risposte, né politicamente né dal punto di vista amministrativo, agli operai di Oristano che per anni hanno dovuto subire l'esposizione all'amianto, è giusto che essi lo sappiano. Non c'è nessuna risposta neanche per quanto riguarda un problema sollevato dalla Commissione, nel senso che si dice che saranno a totale carico dell'amministrazione regionale le spese necessarie per sottoporre gli ex esposti all'amianto alle visite medico-specialistiche per la prevenzione del mesotelioma, ma non si precisa con quali risorse si farà fronte a queste spese. Non si può illudere la gente. Una legge così concepita non può risolvere un problema così drammatico. Allora, non è più corretto che ognuno di noi ne riveda il testo con attenzione? Non è più corretto, anche alla luce degli emendamenti presentati dalla Giunta, che questa proposta di legge sia riportata in Commissione?
Approvare una legge come questa significa non dare alcuna risposta, e mi dispiace che anche l'onorevole Calledda si sia attardato in un tentativo di convincimento. Non ha convinto nessuno, onorevole Calledda, perché non si può essere convinti di una legge come questa. Tutte le nostre considerazioni le ripeto in questo momento per quanto riguarda l'articolo 1 che lei ha preso come emblema della legge. Benissimo, se avessimo fatto un ordine del giorno con questa dicitura l'avremmo votato all'unanimità, che scoperta! Non c'è altro in questa legge, è tutto concentrato sulle finalità, su cui siamo tutti d'accordo, ma alle finalità bisogna far seguire qualcosa di concreto. E in questo testo di legge di concreto non c'è assolutamente nulla, proprio questo è il nulla assoluto. Allora, per quale motivo una Giunta e un Consiglio regionale debbono essere così impegnati a esaminare una proposta di legge che non dà risposte? E' chiaro che poi i cittadini se la prendono col Consiglio regionale. Lo stesso Presidente della Regione ci ha detto che questo Consiglio non lavora perché non elabora leggi, e noi siamo stati fin troppo calmi, in Conferenza di Capigruppo, non rispondendo alla sua provocazione, in altri tempi sarebbe saltato il tavolo. L'onorevole Cogodi, tanto per fare un nome, avrebbe rovesciato il tavolo, la settimana scorsa, in Conferenza dei Capigruppo sentendo una cosa di questo genere. Ma non basta ciò che ha detto il Presidente, l'Assessore dell'ambiente vi ha invitato a visitare il sito della Regione Sardegna - e ha invitato voi, non me, che lo consulto tre volte al giorno - per verificare l'operato della Giunta, per avere contezza delle attività che sta mettendo in campo. Ma la maggioranza deve essere rimbrottata dall'Assessore dell'ambiente? Io accetto il rimbrotto, perché so che non era riferito a me, bensì a voi.
C'è l'ARPAS in ballottaggio, ma, santa pazienza, quanto tempo ancora deve passare prima che sia istituita? E poi perdiamo tempo su una leggina inutile che non dà nessuna risposta!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Signor Presidente, lei non presiedeva al momento della votazione del passaggio all'esame degli articoli, per cui non sa che nonostante il collega Sanjust abbia cercato di far rilevare che mancava il numero legale, perché in aula vi erano, compreso l'onorevole Oppi, quarantun consiglieri, si è andati avanti e probabilmente la discussione sulla proposta di legge numero 62/A si sta tenendo senza una congrua presenza di consiglieri. Detto questo e non potendo, ovviamente, addebitare a lei quanto era nella responsabilità di chi presiedeva l'Aula fino a poco fa, svolgo comunque il mio intervento, perché lo ritengo doveroso, nel rispetto di quella che è stata la posizione del mio Gruppo durante i lavori della Commissione.
Il problema dello smaltimento dell'amianto, è chiaro, arriva in Consiglio regionale con un ritardo che definirei pauroso, ma questo non giustifica la semplicità, forse anche la banalità con cui questo tema è stato trattato e portato all'attenzione del Consiglio. Poc'anzi, insieme a qualche collega medico, ho verificato la terminologia che è stata utilizzata per quanto riguarda l'esposizione alle fibre di asbesto, che appunto sono causa nell'uomo della asbestosi e di altre patologie, come il mesotelioma pleurico di cui si parla in relazione. Questa malattia non si incuba; il collega Dadea sa benissimo che incubazione è un termine che si usa per le malattie infettive, non per quelle derivanti dall'esposizione dei lavoratori a polveri e quant'altro. Detto questo, è chiaro, collega Alberto Sanna, che si è partiti senza avere tutti gli elementi di valutazione, cioè tutte quelle informazioni di natura legislativa e anche sanitaria che sono ed erano necessarie al Consiglio e ai singoli consiglieri per affrontare questo tema. Voglio dire che è necessario considerare non solo il mesotelioma pleurico, causa dei 120 decessi attribuibili, come è stato certificato, a un'esposizione lavorativa e non, ma prevalentemente lavorativa, alle fibre di asbesto, ma anche tutte le patologie che potrebbero essere allo stesso modo attribuite a questo tipo di esposizione, e sono tante. Vorrei capire perché, nella presentazione della legge, non si faccia riferimento a tutte le patologie a cui gli esposti alle fibre di amianto possono andare incontro. Non mi riferisco soltanto alle categorie a rischio, ma alla popolazione della Sardegna in generale, perché se il nostro Presidente, anziché sorvolare le coste a bordo di un elicottero, sorvolasse i centri abitati della Sardegna, si renderebbe conto che circa il 70 per cento delle coperture delle abitazioni è realizzato con lastre di eternit. Qualche collega ha fatto riferimento agli insediamenti agricoli presenti nelle nostre campagne, ma io potrei aggiungere gli insediamenti turistici, le strutture pubbliche alla pari di quelle private, perché la presenza dell'amianto è così diffusa che forse si sa dove inizia il problema, ma non in che termini lo si possa definire.
Si sono previsti sei mesi per predisporre il piano regionale definito in questa legge, ma credo che sei mesi siano appena sufficienti per fare un'indagine a campione sui nostri centri abitati. Se dovessimo fare un'indagine, assessore Dessì, per verificare quanti serbatoi d'acqua in amianto sono presenti in ristoranti, pizzerie, pasticcerie, insomma in tutta la rete commerciale che interessa la catena della distribuzione alimentare, molto probabilmente avremmo bisogno di un paio d'anni. Non parliamo poi di condotte idriche e di tante altre opere per le quali sono stati utilizzati manufatti contenenti amianto. Basterebbe questo per dimostrare quanta superficialità ci sia stata nel formulare questo testo di legge.
Quindi, al collega Alberto Sanna, Presidente della Commissione che ha esitato questa proposta di legge, vorrei dire che è molto più importante, a questo punto, viste anche le competenze che si vorrebbero attribuire alle Province e alle AA.SS.LL., sapere che le Aziende sanitarie sono intervenute, in questi anni, attraverso i servizi per il lavoro. Il mio posto di lavoro è a Sanluri, e come medico ritengo che non dobbiamo affidare all'Osservatorio epidemiologico, come è riportato all'articolo 8, il compito di definire gli indicatori riguardanti lo stato sanitario della popolazione, se questi indicatori sono stabiliti a livello nazionale già da diversi anni. Non dobbiamo, cioè, affidare all'Osservatorio epidemiologico compiti che, all'atto pratico, non può svolgere, perché non è dotato di personale, ma soprattutto di risorse adeguate. Molto probabilmente, se avessimo già approvato la legge istitutiva dell'ARPAS i percorsi sarebbero agevolati, perché questa agenzia svolgerebbe gli stessi compiti che sta svolgendo nelle altre regioni italiane già da diversi anni, forse da qualche decennio.
Per non parlare della formazione professionale, che non si sa bene come e attraverso quali percorsi dovrebbe essere attivata. Formazione professionale per chi? Per gli operatori della sanità, dell'ARPAS o dei comuni? A chi dovrebbe essere fornita questa formazione professionale?
Non entro nel merito dell'articolo che riguarda il laboratorio di riferimento regionale, perché si capisce benissimo che qualcuno dei proponenti ritiene che esso dovrebbe essere realizzato nel rispetto...
PRESIDENTE. Concluda, onorevole.
CONTU (F.I.). Lascio individuare a voi la posizione baricentrica di questo laboratorio, perché, comunque sia, io non so se esso sia già attrezzato o se si devono smantellare i laboratori esistenti per creare questo nuovo laboratorio.
Detto questo, sinceramente, per i problemi che questa legge dovrebbe affrontare, le risorse economiche sono ancora tutte da individuare. Non avendo una conoscenza esatta, secondo me, delle dimensioni del problema che dobbiamo affrontare forse c'è un giustificato motivo per non aver messo in campo le necessarie risorse. Grazie.
PRESIDENTE. Quello dell'onorevole Contu era l'ultimo intervento della mattinata. La seduta è sospesa, riprenderà questo pomeriggio alle ore 16 e 30. Ricordo che è convocata una riunione dei Capigruppo e dei Questori, al sesto piano. Grazie.
(La seduta, sospesa alle ore 13 e 32, viene ripresa alle ore 16 e 44.)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.
AMADU (U.D.C.). Signor Presidente, non intervengo per dovere formale, sebbene la presenza in aula dei colleghi sia francamente deludente. Qualche collega sostiene che siamo pochi ma buoni, e poiché siamo tutti buoni anche gli assenti sono buoni.
Intervengo, invece, per confermare quanto ebbi modo di sottolineare durante una seduta della scorsa settimana in riferimento alla bontà legislativa di questa proposta di legge, che tende a risolvere un problema naturalmente importante e sentito. D'altronde la questione ambientale, con particolare riferimento alla presenza dell'amianto, attiene alla salute di tutti e in primis dei lavoratori che, direttamente o indirettamente, hanno subito le conseguenze della esposizione a questo materiale. Credo che debba essere elogiata la volontà dei colleghi presentatori della presente proposta di legge di portare all'attenzione dell'Aula una problematica sicuramente di grande importanza.
Nonostante l'importanza di questa problematica e tenuto conto della sensibilità dimostrata dai presentatori, così come ebbi modo di sottolineare in sede di Seconda e Settima Commissione, al momento dell'espressione del parere su questa iniziativa legislativa, francamente la conclusione a cui ci accingiamo mi sembra deludente, direi estremamente deludente. E non mi riferisco solo all'improponibilità legislativa di questa iniziativa, quindi alla sua completezza in termini formali. Basti considerare la questione legata all'aspetto finanziario, che non è secondario, e i tentativi di porre rimedio alla mancanza di copertura finanziaria. Da una lettura pure superficiale degli emendamenti presentati si evince il tentativo di recuperare risorse. In qualche modo si sono scoperte le carte e si è confermato che questa legge, se fosse approvata, nei prossimi anni non potrebbe essere rifinanziata. Rimandando la definizione delle risorse alla legge finanziaria non si fa altro che proporre più che una legge una mozione o un ordine del giorno, come ebbi modo di qualificare questa proposta di legge nella scorsa seduta. Dato che un emendamento propone addirittura una consulenza su questa tematica, invito i presentatori a riflettere su questo, perché fare una legge che prevede una progettazione, una consulenza, rimandando ad altri momenti…Chiedo scusa ai colleghi, che probabilmente hanno ben altri problemi da trattare.
PRESIDENTE. Sono problemi logistici. Prego.
AMADU (U.D.C.). Credo che, nel momento in cui proponiamo un emendamento con una finalità ben precisa senza individuare, contemporaneamente, nella prospettiva attuativa di questa legge, il relativo percorso finanziario, rischiamo grosso, rischiamo una figuraccia dal punto di vista legislativo e anche a livello comunitario, perché questa legge, se sarà approvata, andrà al vaglio dell'Unione Europea, che si ritroverà ad esaminare una dichiarazione di principi, in quanto la parte finanziaria non prevede niente per la fase attuativa.
Ancora una volta richiamo l'attenzione dei colleghi su questo punto che credo sia importante, anche per non illudere, come ebbi modo di sottolineare nel precedente intervento, enti pubblici e lavoratori, sulla cui pelle spesso questa tematica ricade. Ritengo che ci siano tutte le condizioni per una riflessione e un riesame di questa proposta di legge che non può essere gettata alle ortiche, perché, lo ripeto ancora una volta, l'iniziativa dei colleghi dal punto di vista della sensibilità e dell'impegno dimostrati è lodevole, ma per il mancato rispetto dell'articolo 21 della Costituzione, che prevede che ci sia la copertura finanziaria, questa proposta di legge non poteva essere presentata, tanto meno può essere sottoposta al voto, per non illudere i cittadini e in particolare i lavoratori che si aspettano risposte concrete.
Io chiedo che, valutata la possibilità di sospendere questo provvedimento, si proceda al suo riesame e all'approvazione una volta che si avrà la certezza della disponibilità finanziaria e si potrà perciò proporre un programma operativo serio e concreto e non soltanto una consulenza, una progettazione o qualcosa di similare, perché ad altro non si approderebbe. E questo credo davvero che sarebbe un fatto deludente per tutti coloro che sono interessati, ma svilirebbe la nostra attività legislativa, il nostro ruolo, il nostro impegno, la nostra responsabilità. Quindi rivolgo un convinto appello ai presentatori affinché considerino la possibilità di riesaminare questo provvedimento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA GIUSEPPE (R.C.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori, credo che ci siano delle forti contraddizioni nelle affermazioni di alcuni colleghi che hanno accusato la Commissione competente di avere fretta di far approvare dall'Aula questa proposta di legge, ben sapendo che, in realtà, questa proposta di legge è stata esitata in Commissione otto mesi fa. Inoltre, considerato che la Regione Sardegna sta recependo le direttive della legge nazionale con undici anni di ritardo, l'accusa circa tutta questa fretta non mi pare giustificata.
Questa proposta di legge era già stata approvata nella passata legislatura dalla Commissione, ma non è mai stata discussa in Aula. Non si può ritenere che essa sia prolissa, essendo composta solo da dieci articoli, e per altro può essere migliorata attraverso gli emendamenti presentati dalla Giunta. Nonostante la consapevolezza che si tratta di una legge importante e necessaria, oggi che possiamo approvarla se ne richiede il ritiro. E' evidente che prevalgono interessi di schieramento, interessi di partito, a discapito della salute dei cittadini e dell'ambiente. Io ritengo, invece, che l'impegno di tutti noi debba essere rivolto al reperimento dei mezzi finanziari che sono necessari per dare attuazione a questa legge.
Si criticano i piani provinciali, con i quali si sono volute coinvolgere tutte le rappresentanze territoriali, a livello non solo pubblico, ma anche privato. Credo che la Giunta farà bene a cercare la copertura finanziaria per questa legge non solo tra le risorse proprie, ma anche nelle assegnazioni statali e nei fondi comunitari. Il problema di cui stiamo discutendo è molto grave, siamo in forte ritardo e l'approvazione di questa legge è un primo passo importante. Io ritengo che se nel prossimo bilancio si destinerà a questa legge un adeguato finanziamento il pericolo che la stessa resti inattuata sarà scongiurato. Naturalmente si dovrebbero privilegiare gli interventi nei siti pubblici, quali le scuole ad ogni livello, per poi provvedere al risanamento di tutti i siti a rischio. In questa fase è però importante approvare la legge e darle attuazione, anche se gli interventi dovranno essere programmati secondo un ordine prioritario, tenuto conto delle disponibilità finanziarie, che dovranno essere individuate nella predisposizione del prossimo bilancio e dei bilanci successivi.
PRESIDENTE. Su che cosa domanda di parlare, consigliere Biancu?
BIANCU (La Margherita-D.L.). Sull'ordine dei lavori, Presidente.
PRESIDENTE. Che sia sull'ordine dei lavori. Ha facoltà di parlare.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, credo che ogni consigliere abbia il diritto di disporre di spazi adeguati per poter svolgere il proprio lavoro, ed è una considerazione alla quale anche lei ha acceduto nella serata di mercoledì, allorché ha dato disposizioni per evitare che gli spazi che si stavano rendendo liberi venissero occupati. Questo però non è avvenuto in quanto, venerdì, operando un blitz...
PRESIDENTE. Deve parlare sull'ordine dei lavori, prego!
BIANCU (La Margherita-D.L.). Sì, parlo sull'ordine dei lavori, Presidente, e vorrei informarla che, contrariamente a quanto lei stamattina ha affermato, i locali che erano del Gruppo La Margherita sono stati occupati. Pertanto, i componenti del Gruppo La Margherita in segno di protesta abbandonano l'aula, finché non verrà stabilito anche il loro diritto ad avere dei locali adeguati all'esercizio della loro funzione.
PRESIDENTE. Onorevole Biancu, abbiamo discusso di questo argomento fino alle 2 e mezzo, quindi io sono fermo a quella discussione.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Anche noi siamo fermi. Lei ha fatto un'affermazione che non è corretta!
PRESIDENTE. Va bene, andiamo avanti.
(I componenti del Gruppo La Margherita-D.L. abbandonano l'aula in segno di protesta)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Presidente, chiedo una breve sospensione.
PRESIDENTE. Abbia pazienza, onorevole Marrocu, andiamo avanti perché le sospensioni non sono brevi, ma lunghe. Credo che i colleghi debbano farsi carico della complessità delle questioni. Di queste cose se ne occupano i Questori, ora procediamo con la discussione della proposta di legge numero 62/A. Invito i componenti del Gruppo La Margherita-D.L. a stare in aula e ad aiutarci nei lavori. Prego, onorevole Marrocu.
MARROCU (D.S.). Prima di fare alcune considerazioni sull'argomento in discussione, il mio Gruppo ed io ci uniamo all'invito da lei rivolto ai Questori di provvedere rapidamente a risolvere la situazione dei colleghi che sono ancora privi di un ufficio, perché non è dignitoso per un consigliere regionale, dopo un anno e mezzo di legislatura, avere come ufficio un tavolino del Transatlantico. Quindi anch'io invito i Questori ad affrontare rapidamente questo problema per mettere tutti i consiglieri regionali, in quanto rappresentanti del popolo sardo, nelle condizioni di poter adempiere il proprio dovere istituzionale, al quale sono stati delegati dai cittadini.
Rispetto, invece, alle questioni in discussione, devo dire che sinceramente non trovo motivate le osservazioni dei colleghi del centrodestra e anzi non capisco la ragione di questo atteggiamento così critico da parte loro. Prima questione: ci sono emendamenti presentati dalla Giunta, da questo se ne deduce che il lavoro che è stato fatto in Commissione è incompleto, negativo. Gli emendamenti che la Giunta ha presentato sono stati concordati con la maggioranza, quindi sono emendamenti nostri, benché firmati dalla Giunta, sono l'esito di un confronto che c'è stato tra noi e la Giunta. Potevamo firmarli come Capigruppo della maggioranza, li ha firmati la Giunta, ma su nostra indicazione.
Seconda questione: si dice che c'è scarsa disponibilità di risorse e che siccome siamo al 6 dicembre le risorse non saranno comunque impegnate. Anche questa è un'osservazione non pertinente, basterebbe leggere l'emendamento numero 2, firmato dai Capigruppo, per rendersi conto che stiamo mettendo a disposizione 600 mila euro per il piano regionale. Tra l'altro ci sembra abbastanza coperta la spesa del piano, nel senso che probabilmente si spenderà meno di quella cifra per predisporre un piano regionale articolato in piani provinciali di protezione, decontaminazione, smaltimento e bonifica dell'ambiente ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall'amianto e, come abbiamo scritto, sono risorse che si stanziano adesso ma che potranno essere impegnate nel 2006. Qual è il problema? Tutti noi siamo coscienti che queste risorse non possono essere impegnate nel 2005, per cui prevediamo in norma che rimangano a residuo, per essere impegnate nel 2006.
E' evidente che abbiamo privilegiato un'impostazione della legge che prevede l'avvio del piano regionale, da cui scaturirà l'entità delle risorse necessarie per intervenire nella gestione delle delicate problematiche legate all'amianto. Ma sostenere che questa legge sia superflua e inutile perché non ci sono ancora risorse per i contributi a favore dei comuni e dei privati cittadini attraverso i comuni, quindi sempre attraverso l'ente pubblico che elabora il piano e individua i siti su cui intervenire, secondo me significa andare oltre, perché noi oggi stiamo approvando un percorso di elaborazione di un piano regionale in grado di individuare, in Sardegna, le problematiche legate all'amianto. Prevediamo, cioè, il piano regionale e la sua articolazione in piani provinciali, coinvolgiamo i Comuni e le Province attraverso un'azione comune degli Assessorati interessati alla predisposizione del piano stesso, dal quale, ripeto, scaturirà l'entità delle risorse necessarie. Personalmente ritengo che ci debba essere un impegno circa la disponibilità di risorse non solo ordinarie, ma anche provenienti da fondi comunitari, magari utilizzando qualche misura del POR, però dire che oggi non possiamo approvare questa legge perché non sappiamo quante risorse dobbiamo destinare mi sembra pretestuoso. Noi oggi intanto ci dotiamo di una legge importante ed è giusto e corretto che il piano regionale in essa previsto sia predisposto e avviato. Tra l'altro, molto probabilmente, la predisposizione di questo piano richiederà dei mesi, intanto, però, stanziamo le risorse per questo fine, dopo di che il Consiglio deciderà quante risorse necessitano per la sua realizzazione.
Sinceramente le osservazioni e le critiche così eccessive da parte dei colleghi non le ritengo pertinenti. Non è sbagliato, secondo me, prevedere che i contributi a favore degli enti locali siano a carico della Regione al 100 per cento, così come non è sbagliato, anzi lo ritengo corretto, che i contributi ai privati siano al massimo del 60 per cento. Poi, si vedrà qual è la disponibilità di risorse, può darsi che il piano evidenzi che le risorse non sono sufficienti per tutti e si adeguerà il contributo in conto capitale nella misura che questa Regione è in grado di sostenere. In ogni caso, avviare uno studio, una riflessione, un percorso di gestione di queste problematiche mi sembra doveroso.
Io ritengo che la Commissione abbia lavorato bene e non è vero che l'astensione equivalga a un voto contrario. Non solo, il collega Diana, nella Conferenza dei Presidenti di Gruppo ha accettato di inserire all'ordine del giorno questa proposta di legge, anzi è stato lui a proporne la discussione prima di altri provvedimenti, perché comunque non vi erano grandi problemi intorno a questa legge. Improvvisamente è arrivato l'invito a ritirarla, quindi ad evitare di dotarci di una normativa in materia di bonifica dall'amianto.
Concludo dicendo che l'impostazione della legge mi pare correttissima, prima di stanziare 30, 40 o 50 milioni di euro è indispensabile avere un quadro completo della situazione, la fotografia delle problematiche del nostro territorio. E' pertanto indispensabile avviare prima il piano, le risorse che prevediamo adesso rimangono disponibili per il 2006 e non vanno in economia seppure non impegnate nel 2005. Attraverso la legge finanziaria, qualche misura del POR e altri strumenti finanziari che saranno decisi insieme dalla Giunta e dal Consiglio, questa legge potrà essere attuata e dunque concretizzata.
Per cui invito i colleghi, anche quelli del centrodestra, a valutare diversamente la presente proposta di legge, perché credo che la problematica relativa all'amianto meriti un'azione più unitaria rispetto a quella emersa sinora nella discussione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, intervengo solo per dire, richiamando l'attenzione del Presidente del Consiglio, che questa proposta di legge è arrivata il 17 novembre 2004, ha avuto una lunga gestazione e io stesso mi ero preparato a intervenire su un argomento così serio e importante. A distanza di un anno, ed esattamente oggi o ieri, sono stati presentati numerosi emendamenti che stravolgono completamente il testo di legge che era stato esitato dalla Commissione competente.
Gli emendamenti non sono sovrapponibili con il lavoro fatto dalla Commissione, perché sono due cose completamente diverse che si ispirano a due filosofie contrapposte. C'è una visione, in questi emendamenti, nuovamente oligarchica e centralista di una Regione che si vuole riappropriare delle funzioni che stavano per essere delegate alle Province e ai Comuni. Il piano regionale che si sta prevedendo non è più quel piano di cui avevamo parlato, perché è un piano costituito da linee generali di indirizzo, non più cogente e quindi non in grado di imporre la volontà delle province che l'avrebbero dovuto portare avanti e studiare. Peraltro è un piano che viene predisposto sulla base di una legge nazionale, che mi pare la Commissione avesse del tutto eliminato. Se andiamo a vedere, dopo le correzioni all'articolo 2, con l'introduzione delle linee di indirizzo generale, considerato che il piano pubblicato nella Gazzetta Ufficiale costituisce parte integrante del piano regionale non per lo smaltimento ma per la gestione, e tenuto conto dell'abrogazione delle lettere b), c) ed e) e della modifica della lettera h) dell'articolo 3, della modifica dell'articolo 4 e dell'emendamento sostitutivo parziale all'articolo 6, mi dovete dire che cosa rimane del piano originario. Non rimane assolutamente niente!
C'è poi un fatto anche grave: è inutile che il Presidente del Gruppo D.S. dica che gli emendamenti sono stati concertati con la maggioranza, perché di fatto, ancora una volta, la Giunta si è sostituita al Consiglio e sta determinando le norme in un settore delicato, di cui già altre volte avevamo discusso. Quindi anche in questa materia c'è lo zampino dell'Esecutivo che ha modificato, trasformandola, la proposta di legge del Consiglio che oggi propone all'approvazione del Consiglio stesso. Badate che questo è un fatto veramente grave, gravissimo, vuol dire che non c'è autonomia su niente, neanche sulle materie su cui il Consiglio è chiamato a legiferare, sulle materie sue proprie. Non c'entra niente qui il Presidente della Giunta o l'Assessore della sanità o dell'ambiente. Questa è una materia tutta nostra. Qui c'è stato uno stravolgimento totale, un travisamento anche di quelli che erano gli intendimenti del Consiglio durante il lavoro in Commissione.
Presidente, io non le nascondo, e non lo dico per fare polemica, che non sono in grado di capire come si possano comporre questi emendamenti, con i riferimenti legislativi in essi contenuti, col testo di legge esitato dalla Commissione, e credo che nessuno sia in grado di capirlo. Forse lo capisce soltanto la Giunta, che evidentemente ha studiato un nuovo modello di intervento, ma non il Consiglio regionale. Presidente, sfido chiunque, dopo aver letto questa proposta di legge così com'è stata esitata dalla Commissione e gli emendamenti della Giunta con i riferimenti legislativi in essi contenuti, a dire che ha capito che cosa si sta approvando. Non può capirne nulla. Io avrò pure perso molti colpi, ma non credo, perché anche la tecnica legislativa usata dalla Commissione e quella della Giunta sono completamente diverse, sono scollegate tra loro. Non ci si capisce nulla!
Noi stiamo approvando, Presidente, una legge della quale sono convinto che il 90 o 100 per cento di questo Consiglio non capisce nulla, perché è scollegata e non si capisce dove vogliamo andare a parare. Ecco perché credo che un momento di riflessione sia utile a tutti per chiarire alcuni punti che a me paiono completamente oscuri. E non credo di essere il solo in quest'Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Floris, ho inteso benissimo ciò che lei ha detto. Naturalmente il Presidente non ha i poteri per fare una modifica così profonda che spetta soltanto all'Aula, attraverso gli emendamenti. Sono stati fatti ripetuti inviti, nel corso di questa giornata, da parte della opposizione a sospendere la discussione di questa proposta di legge per valutare più approfonditamente la nuova situazione che si è determinata, però spetta ai Gruppi prendere una decisione in merito. Io penso che su questo la maggioranza debba esprimersi in Aula e dare delle risposte.
Ha domandato di parlare il consigliere Licheri sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
LICHERI (R.C.). Noi non possiamo far finta che non sia successo niente. Un Gruppo consiliare ha abbandonato l'aula e poiché stiamo discutendo una legge importante, che necessita della presenza di tutti, penso che sia opportuno sospendere i lavori per dieci minuti per vedere di far rientrare in aula questi colleghi.
PRESIDENTE. Onorevole Licheri, penso che si creerebbe un precedente non utile ai fini della discussione e comunque non deve essere questo il motivo della sospensione, anche perché io non ho condiviso le ragioni per cui un Gruppo consiliare ha abbandonato l'aula. Sono ragioni che attengono a una questione di cui si è discusso precedentemente e che non giustificano l'abbandono dell'aula. Però questa è la mia opinione. Se il motivo della sospensione è quello da lei indicato, onorevole Licheri, non posso accettare la sua richiesta; se, invece, c'è bisogno di valutare le ultime questioni, di cui ha parlato l'onorevole Floris, sul merito della proposta di legge in discussione e sulla qualità degli emendamenti che ne modificano sostanzialmente il testo, la richiesta di sospensione è accoglibile, però con questa motivazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Presidente, intervengo per dire che una semplice ed elementare lettura rende lapalissiano a quest'Aula che gli emendamenti presentati dalla Giunta, tranne quello che prevede incentivi ai privati, non modificano la sostanza del testo licenziato dalla Commissione competente.
PRESIDENTE. Propongo al Presidente della Commissione ambiente e al Presidente della Commissione sanità di discutere di questa obiezione insieme ai colleghi che l'hanno sollevata ma non in Aula, perché altrimenti...
SANNA ALBERTO (D.S.). Le obiezioni si sollevano in Aula, questioni come queste non si discutono fuori dell'Aula. Credo comunque che siano infondate e con la Giunta abbiamo trovato un accordo.
PRESIDENTE. Se intende parlare sull'ordine dei lavori le do la parola, se invece vuole intervenire sul merito non posso concederle di parlare, onorevole Sanna.
SANNA ALBERTO (D.S.). Chiedo scusa, signor Presidente, il mio intervento è certamente sull'ordine dei lavori, dato che è stata chiesta una sospensione.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 16, viene ripresa alle ore 17 e 41.)
PRESIDENTE. Abbiamo concluso la discussione dell'articolo 1. Prego i colleghi di prendere posto, siamo in fase di votazione dell'articolo 1. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggiano la richiesta i consiglieri VARGIU, CASSANO, PISANO, LA SPISA, SANJUST, SANCIU, LADU.)
Prego un Segretario di assistermi. Ricordo ai colleghi che siamo in prosecuzione di seduta, aspettiamo qualche secondo.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Franco Sanna e Giorico dichiarano di votare a favore e i consiglieri Capelli e Ladu dichiarano di votare contro.
Rispondono sì i consiglieri: ATZERI - BALIA - CALIGARIS - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIORICO - LAI - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MARRACINI - MASIA - MURGIONI - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Franco - SERRA.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CHERCHI Oscar - DEDONI - DIANA - LA SPISA - LADU - LIORI - MILIA - MORO - OPPI - PISANO - RANDAZZO - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo - VARGIU.
Si è astenuto: il Presidente SPISSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
Presenti 48
Votanti 47
Astenuti 1
Maggioranza 24
Favorevoli 27
Contrari 20
(Il Consiglio approva)
Passiamo all'esame dell'articolo 2, a cui sono stati presentati quattro emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2 e dei relativi emendamenti:
Art. 2Piano regionale
1. Il Piano è approvato dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, di concerto con l'Assessore regionale dell'igiene, sanità e assistenza sociale.
2. Il Piano coordina e contiene i Piani provinciali di protezione, decontaminazione, smaltimento e bonifica dell'ambiente ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall'amianto, in seguito denominati "Piani provinciali" e prevede:
a) l'assegnazione delle risorse finanziarie alle province, ai comuni, alle Aziende sanitarie locali e agli altri organi per assicurare la dotazione strumentale necessaria per lo svolgimento delle funzioni previste dalla presente legge e le attività di controllo e vigilanza previste dalla Legge n. 257 del 1992;
b) le modalità e i tempi attraverso i quali i soggetti, pubblici e privati, proprietari dei siti, locali o edifici contenenti amianto libero o in matrice friabile devono effettuare le operazioni di bonifica e smaltimento dei materiali suddetti, fermo restando l'obbligo della redazione del piano di lavoro e l'osservanza delle disposizioni contenute nel decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277;
c) la predisposizione di specifici corsi di formazione professionale, con rilascio di titolo di abilitazione, per gli addetti alle attività di rimozione e di smaltimento dell'amianto, di bonifica delle aree interessate, e per il personale degli enti pubblici competenti alla prevenzione, al controllo e alla vigilanza;
d) la realizzazione di una capillare campagna d'informazione permanente finalizzata alla sensibilizzazione dei cittadini sul problema amianto.
3. Il Piano ha vigore a tempo indeterminato ed è soggetto a revisione triennale; il Piano, inoltre, può essere soggetto a revisione quando la Regione o le province ne accertino la necessità. Per la revisione si applicano le procedure previste per l'approvazione.
4. Il Piano approvato è pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione e costituisce parte integrante del Piano regionale per lo smaltimento dei rifiuti.
5. Sino all'entrata in vigore del Piano regionale, il controllo delle condizioni di salubrità ambientale e di sicurezza del lavoro e la rilevazione delle situazioni di pericolo derivanti dalla presenza dell'amianto, sono affidati alle Aziende sanitarie locali, o all'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, se costituita.
EMENDAMENTO sostitutivo parziale GIUNTA
Art. 2
Nel comma 2 dell'articolo 2 le parole: "Il piano coordina e contiene i Piani provinciali di protezione, decontaminazione, smaltimento e bonifica dall'amianto, in seguito denominati "Piani provinciali" e prevede" sono sostituite dalle seguenti:
"Il Piano elabora le linee di indirizzo generale di protezione, decontaminazione, di smaltimento e di bonifica dell'ambiente ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall'amianto, e prevede:". (4)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale GIUNTA
Art. 2
Nel comma 4 dell'articolo 2 le parole di smaltimento sono sostituite dalle seguenti: "di gestione". (5)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale GIUNTA
Art. 2
Il comma 5 dell'articolo 2 è sostituito dal seguente:
5. Il controllo delle condizioni di salubrità ambientale e di sicurezza del lavoro e la rilevazione delle situazioni di pericolo derivanti dalla presenza dell'amianto, restano di competenza delle Aziende Sanitarie Locali, o dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, per quanto attribuito. (6)
EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA
Art. 2
Nel comma 1 dell'articolo 2 dopo la parola Piano è aggiunta la seguente frase: "predisposto secondo i criteri stabiliti nel DPR 8 agosto 1994". (3).)
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 4 ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.
DESSI', Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Sarò molto rapido, salvo una piccolissima precisazione di stile, onorevole Diana. Stamani io non ho rimbrottato nessuno, non mi azzarderei mai, ho troppo rispetto della sacralità di quest'Aula. Qualche volta nel linguaggio si può anche eccedere un po', ma in genere io faccio richieste di aiuto e non rimbrotti.
Detto questo, passo a illustrare gli emendamenti. Per quanto riguarda l'emendamento numero 4, essendoci un problema di coordinamento con l'articolo 2 bis, che prevede l'intesa fra Regione ed enti locali, noi proponiamo di sostituire le parole "Il Piano coordina e contiene i Piani provinciali di protezione, decontaminazione, smaltimento e bonifica dall'amianto, in seguito denominati 'Piani provinciali' e prevede:" con un più semplice comma: "Il Piano prevede le linee di indirizzo generale di protezione, decontaminazione, di smaltimento e di bonifica dell'ambiente ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall'amianto, e prevede:". Diciamo che il resto, nella sostanza, salvo alcune precisazioni di tipo meramente lessicale, rimane identico. Quindi, questo è l'emendamento numero 4. Illustro di seguito gli altri emendamenti, Presidente.
L'emendamento numero 5 elimina, al comma 4 dell'articolo 2, le parole "di smaltimento", che diciamo, in linea generale, è un termine abbastanza obsoleto e comunque riguarda soltanto una fase del trattamento dei rifiuti, e propone la dizione corretta "piano regionale per la gestione dei rifiuti". I rifiuti non sono semplicemente qualcosa che si smaltisce o si nasconde da qualche parte, i rifiuti sono qualcosa che si gestisce.
L'emendamento numero 6, invece, riporta alla normalità delle competenze previste dalle leggi dello Stato, nel senso che il controllo delle condizioni di salubrità ambientale e di sicurezza del lavoro e la rilevazione delle situazioni di pericolo derivanti dalla presenza dell'amianto restano di competenza delle Aziende sanitarie locali o dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente per quanto attribuito. In linea di principio sono competenze delle Aziende sanitarie locali; rimane un'attività che è prevalentemente di monitoraggio e che spetta all'Agenzia per la protezione dell'ambiente.
Infine, per quanto riguarda l'emendamento aggiuntivo numero 3, dobbiamo tornare un po' indietro. Al comma 1 dell'articolo 2, dopo la parola "piano" è aggiunta la frase "predisposto secondo i criteri stabiliti dal D.P.R. 8 agosto 1994", che è il D.P.R. già citato nella relazione della proposta di legge, che contiene l'atto di indirizzo governativo vincolante in relazione al contenuto e alla metodologia dei piani di gestione e controllo dell'amianto. Non mi pare che ci sia altro.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore. Esprimo parere favorevole.
Dimissioni dalla carica di Questore
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori per rassegnare le mie dimissioni da Questore del Consiglio e colgo l'occasione per ringraziare tutti i colleghi per avermi concesso, in questi diciotto mesi, di svolgere un lavoro ingrato, quale appunto quello del Questore.
PRESIDENTE. Questo non era un intervento sull'ordine dei lavori. Onorevole Cappai, la invito a pensarci.
CAPPAI (U.D.C.). Neanche l'intervento del rappresentante de La Margherita era sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Non ero d'accordo neanche su quello, naturalmente, altrimenti in quest'Aula si potrebbe parlare di tutto in qualsiasi momento.
Onorevole Cappai, affronteremo l'argomento che è stato sollevato senza esasperazioni, ci sono ben altri problemi!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Sulla modalità di votazione, signor Presidente. Chiedo il voto a scrutinio segreto.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 4.
(Segue la votazione)
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 31
Votanti 28
Astenuti 3
Maggioranza 15
Favorevoli 25
Contrari 3
(Hanno preso parte alla votazione: ATZERI - BIANCAREDDU - BRUNO - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - LAI - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MARRACINI - MASIA - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Franco - SERRA.
Si sono astenuti: DIANA - PETRINI - RASSU.)
Poiché manca il numero legale, la seduta è sospesa per trenta minuti. I lavori riprenderanno alle ore 18 e 23.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 53, viene ripresa alle ore 18 e 27.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Siamo in sede di votazione dell'emendamento numero 4, su cui era stato chiesto il voto a scrutinio segreto. Invito i colleghi a stare ai propri posti e prego i Presidenti di Gruppo di attivarsi perché i consiglieri rientrino in aula.
Seconda votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 4.
(Segue la votazione)
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 32
Votanti 29
Astenuti 3
Maggioranza 15
Favorevoli 28
Contrari 1
(Hanno preso parte alla votazione: BALIA - BARRACCIU - BRUNO - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FRAU - GESSA - GIORICO - LAI - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PITTALIS - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Franco - SCARPA.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - LA SPISA - LICANDRO.)
Poiché non è stato raggiunto il numero legale, la seduta è sospesa sino alle ore 19.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 32, viene ripresa alle ore 19 e 04.)
PRESIDENTE. Riprendiamo la votazione, l'onorevole Diana conferma la richiesta di voto segreto.
Terza votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 4.
(Segue la votazione)
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 30
Votanti 27
Astenuti 3
Maggioranza 14
Favorevoli 24
Contrari 2
Nulli 1
(Hanno preso parte alla votazione: AMADU - BALIA - BARRACCIU - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CORDA - CORRIAS - FADDA Giuseppe - FLORIS Vincenzo - GESSA - LAI - LANZI - LICHERI - LIORI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - VARGIU.
Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - DIANA - LICANDRO.)
Colleghi, poiché non è stato raggiunto il numero legale, il Consiglio è riconvocato per domani mattina, alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 19 e 06.
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