Seduta n.265 del 10/03/1998
SEDUTA CCLXV
Martedì 10 marzo 1998
(Antimeridiana)
Presidenza del Presidente Selis
indi
del Vicepresidente Zucca
La seduta è aperta alle ore 10 e 08 .
FRAU, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di domenica 8 marzo 1998, che è approvato.
Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 1998)" (382)
PRESIDENTE. Riprendiamo un'altra giornata di lavoro e io mi auguro che, nel rispetto dei ruoli di ciascuno, l'Assemblea riesca a trovare l'intensità di impegno e la serenità di confronto che sono utili per valorizzare il lavoro che facciamo. Credo che questo Consiglio abbia in sé qualità professionali, culturali e di tensione certamente non dissimili e non minori di altri. Probabilmente dobbiamo trovare una sintonia di lavoro, che in qualche modo ancora ci sfugge, per valorizzare l'impegno di tutti e di ciascuno in quest'aula.
Si dia lettura dell'articolo 22.
FRAU, Segretario f.f.
Art. 22
Consorzio di bonifica
della Sardegna meridionale
1. E' autorizzato lo stanziamento annuo di lire 460.000.000 quale contributo a favore del Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale per il rimborso delle spese dallo stesso sostenute per il personale distaccato presso l'ufficio speciale dell'Assessorato regionale dell'agricoltura, ai sensi dell'articolo 2 della legge regionale 7 giugno 1984, n. 29 (cap.06011/03).
PRESIDENTE. All'articolo 22 sono stati presentati gli emendamenti 120, 9, 10, 161 e 24. Se ne dia lettura.
FRAU, Segretario:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per un chiarimento sul testo dell'articolo.
SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Per un chiarimento, Presidente, di natura tecnica perché la formulazione corretta, non so se possa essere corretto in sede tecnica, o di coordinamento o con un emendamento verbale; la formulazione corretta non è "è autorizzato lo stanziamento annuo di lire 460 milioni", ma "è autorizzato per l'anno 98 lo stanziamento di lire 460 milioni".
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per illustrare l'emendamento numero 120.
BALLETTO (F.I.). Con questo articolo per il 1998 si stanzia la somma di lire 460 milioni, a titolo di contributo, a favore del Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale, per il rimborso delle spese dallo stesso sostenute per il personale distaccato presso l'ufficio speciale dell'assessorato regionale dell'agricoltura, ai sensi dell'articolo 2 della legge regionale 7 giugno 1984, numero 29. Per capire di che cosa si tratta si è dovuto consultare la legge numero 29 dell'84 e si è così potuto appurare che con questa legge fu istituito, nel lontano 1984, presso l'Assessorato dell'agricoltura, un Ufficio speciale avente quale compito quello di istruttoria, alta sorveglianza e il collaudo delle opere necessarie al ripristino delle strutture e infrastrutture agrarie danneggiate dall'alluvione del 7 novembre 1983. Ci si chiede: è mai possibile che a distanza di 14 anni da quell'evento dannoso quest'Ufficio speciale non abbia esaurito i compiti e le funzioni assegnategli dalla legge istitutiva? Nel dubbio le ragioni di quest'emendamento.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci.
SECCI (Popolari), relatore. Il relatore non accoglie l'emendamento numero 120.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si conforma al parere del relatore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Nivoli. Ne ha facoltà.
SANNA NIVOLI (A.N.). E' solo per ribadire e per aggiungere forza alla voce del collega Balletto, il quale ha fatto l'emendamento per manifestare questa situazione paradossale, nella quale si continua ad elargire, a questo punto penso si possano chiamare col loro vero nome, provvidenze, a coloro i quali, 14 anni fa, avrebbero dovuto già definire l'istruttoria di pratiche per un evento calamitoso che opportunamente avrebbe dovuto essere sicuramente corretto nei suoi effetti dannosi per la popolazione da questa Regione, ma che adesso sicuramente ha esaurito il suo compito.
Uno dei motivi per cui intervengo è anche per riportare l'attenzione di quest'Aula alle problematiche legate ai consorzi di bonifica. Nel corso della finanziaria vedremo che i consorzi di bonifica saranno ancora oggetto di discussione e saranno oggetto di discussione anche per quanto riguarda la loro costituzione. Quindi una ridefinizione di queste entità, soprattutto alla luce della nuova programmazione regionale e delle nuova riforma io credo che quest'Aula dovrà affrontarla.
Soprattutto comunque per affermare che riteniamo questi 460 milioni praticamente buttati dalla finestra, secondo un sistema che continua ad elargire provvidenze senza produrre assolutamente niente dal punto di vista dell'economia.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Mi pare che le osservazioni fatte dai colleghi Balletto e Sanna colgano nel segno. E' assurdo che noi continuiamo a tenere in regime di comando queste persone che vengono pagate dalla Regione. Si tratta di problemi nati nell'84 e avevano il compito di fare l'istruttoria, la sorveglianza, il collaudo delle opere necessarie al ripristino delle strutture e infrastrutture agrarie danneggiate dall'alluvione del 7 novembre 1983. Dal 1983 al 1998 sono passati 15 anni. Ma, insomma, allora è veramente tutto provvisorio, non riusciamo a dare un assetto definitivo. Io credo che queste storture nell'amministrazione regionale debbano essere corrette; una soluzione definitiva deve essere data, diversamente rientriamo veramente in quell'ipotesi di cui spesso si parla: non c'è niente di più definitivo di quello che è provvisorio.
Se il signor Presidente me lo consente io vorrei fare una piccola, non premessa ormai, perché ho parlato già del... relativamente ai lavori dell'Aula. Innanzitutto ritengo doveroso ringraziare la Presidenza del Consiglio, nella persona del Presidente Gian Mario Selis e nelle persone dei due Vicepresidenti, l'onorevole Zucca e l'onorevole Milia. Troppe cose si sono dette molto probabilmente senza riflessione per quanto riguarda lo svolgimento dei lavori dell'Aula. Io che sono uno che si è rivolto alla finanziaria con attenzione, e che ha fatto degli interventi, più di uno, in quest'Aula, però io ritengo di poter affermare che tutti gli interventi che io ho fatto nell'Aula sono sempre scaturiti dagli articoli di legge o dagli emendamenti. Mai c'è stato in me l'intento di voler boicottare i lavori dell'Aula. Ecco, io credo di poterlo dire con franchezza. Questo lavoro, correttamente da parte delle opposizioni, è avvenuto fino a giovedì della settimana scorsa, fino a giovedì alle 10 e 30 della settimana scorsa. La maggioranza dovrebbe avere un po' più di pazienza perché per loro la finanziaria è un atto dovuto, si può dire. E cioè lo vediamo dal dibattito in Aula; difficilmente c'è un intervento da parte di consiglieri della maggioranza. Noi non critichiamo quest'atteggiamento, per carità, però devono anche comprendere l'atteggiamento assunto dalle opposizioni. Mentre per loro la finanziaria è un atto dovuto, per noi non è un atto dovuto. Noi intendiamo affrontare quei problemi, dibattere quei problemi che, a nostro avviso, meritano il dibattito, perché si tratta di scelte che noi non condividiamo. Non ci si può impedire di affrontare, anche con un'analisi approfondita, questi problemi. Io credo che di questo noi abbiamo diritto. Io sono convinto di una cosa, la dico con estrema franchezza, perché la franchezza caratterizza sempre i miei interventi: noi giovedì scorso abbiamo lavorato dalle 8 e mezza in Commissione fino alle 10 e mezzo. Io credo che la giornata fosse già completa; la maggioranza ha voluto fare un atto di forza, molto probabilmente, dico anche questo con estrema sincerità, riteneva che le opposizioni abbandonassero l'aula. Ma le opposizioni non hanno abbandonato l'aula, ma da quel momento effettivamente si è in qualche modo fatto ostruzionismo, e non si poteva pensare diversamente, non si poteva aspettare un atteggiamento diverso da parte della maggioranza. Era una risposta al loro atto di forza, perché quando questo Consiglio lavora per 12 ore, signor Presidente, io credo che ce ne sia abbastanza, anche perché si tratta di problemi delicati. La finanziaria noi l'abbiamo oggi e il popolo sardo se la deve tenere per un anno. Allora è compito nostro di vedere tutti quegli aspetti che a nostro avviso non corrispondono agli interessi del popolo sardo. Questo è l'intento.
Io ritengo di poter dire, anche a nome del Gruppo, che se si lavora serenamente noi siamo qui per questo. Ma lavorare serenamente significa che noi dobbiamo avere la possibilità di intervenire per ogni articolo e per ogni emendamento e dire la nostra. Io credo di poter fare mia l'affermazione del mio Presidente di Gruppo quando dice: volete che lavoriamo alla luce del sole? Chiamate pure la televisione, chiamate la stampa in modo tale che veda il comportamento della maggioranza e quello dell'opposizione. Non è che la maggioranza spesse volte lascia l'Aula, non c'è il numero legale e allora ci deve essere l'interruzione, così come prescrive il Regolamento. Comunque io ritengo che possiamo lavorare serenamente senza atti di forza né da parte dell'opposizione, né da parte della maggioranza. Non è che la maggioranza perché ha i numeri possa dire: noi vi imponiamo il lavoro ad oltranza. Io credo che non faccia bene perché la finanziaria con il bilancio costituiscono il documento più importante relativamente alla vita economica e finanziaria dell'Isola, per questo noi lo dobbiamo esaminare con molta serenità. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tunis. Ne ha facoltà.
TUNIS MARCO (F.I.). Signor Presidente, colleghi consiglieri, anch'io voglio esprimere alcune note di dissenso su questo articolo, in quanto disciplina un aspetto paradossale della vita amministrativa della Regione e dei suoi enti. Abbiamo assistito con questa norma alla previsione di un rimborso di somme per il personale distaccato negli uffici dell'Assessorato dell'agricoltura per competenze che gli erano state affidate diciotto anni fa. Questa è la punta dell'iceberg, però di episodi di questo genere sono piene le pagine dei quotidiani regionali, cioè del fatto di voler utilizzare del personale distaccato, che originariamente deve servire a risolvere problemi contingenti che scoppiano alla Regione presso determinati assessorati, per altri invece sono finalità ben precise che servono a scardinare l'apparato burocratico esistente negli assessorati stessi. Io ho cercato di affrontare questo tema presentando una interrogazione esattamente il 16 giugno del 1997, a mia firma, diretta al Presidente e all'Assessore dell'agricoltura, con la preghiera di una risposta scritta, perché quando mi sono accorto che ho superato le 250 interrogazioni e interpellanze, e di queste ne sono state date risposte per tre, mi sono accorto che probabilmente occorre farsi dare una risposta scritta perché almeno può essere più celere e si può avere qualche straccio di opinione da poter confortare qualche categoria. Invece neanche a questa con richiesta di risposta scritta è stata data risposta. Il caso era simile, cioè io chiedevo una risposta scritta sul trasferimento del personale ERSAT presso gli uffici dell'Assessorato dell'agricoltura. Premesso che nel corso del 1996 circa 20 unità lavorative, appartenenti a diverse qualifiche funzionali, sono state trasferite in varie forme dall'ERSAT agli uffici dell'Assessorato regionale dell'agricoltura. Rilevato che tale trasferimento potrebbe riguardare personale che a somiglianza di una prassi instaurata con le giunte precedenti andrebbe a occupare ruoli e uffici non di nomina politica, osservato che nella ipotesi positiva si creerebbe una mortificazione della dignità di chi già riveste e ha rivestito questi ruoli o incarichi, chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore dell'agricoltura - di quel periodo naturalmente - per sapere quali siano le ragioni da ricollegare a questo procedimento anomalo. Il sottoscritto chiede inoltre di avere copia, ai sensi dell'articolo 105, comma 2, del Regolamento del Consiglio regionale, di tutti gli atti preparatori del provvedimento assessoriale e dell'atto definitivo. Signori, non ho avuto neanche queste copie degli atti preparatori. Io non lo so, ho degli atti protocollati, se esistono norme a tutela della maggioranza dovrebbero esistere norme di più ampia tutela della opposizione, la quale chiede di conoscere, di sapere se per caso con i distacchi non si vengano ad adottare delle politiche di duplice funzione, cioè del doppio binario, sapendo che la struttura della Regione è un apparato che ha un vertice, ha una struttura ben articolata e hanno delle competenze precise, tramite gli ordinamenti dei servizi, adesso con queste forme di distacco si nascondono molto spesso, ed è un mio dubbio, delle insinuazioni di uomini di apparato che presi da altri uffici vengono distaccati in modo da affiancare impiegati e funzionari che già trattano le pratiche per doverli poi sostituire. Questa si chiama forma strisciante burocratica di prevaricazione nei confronti di chi fa il proprio dovere, e lo si fa solitamente quando si cambia gestione. Cioè nella Regione, poiché probabilmente avevamo una riforma da fare e occorreva trovare soluzioni idonee si cercavano forme sostitutive, cioè ci sono dei funzionari o impiegati sgraditi che assolvono malvolentieri il loro ruolo in quanto probabilmente non sono affini per ideologia all'assessore di turno, il quale dà disposizioni ben precise e vorrebbe che i dipendenti si adeguassero a questi indirizzi, allora si adotta la politica del distacco, cioè che anziché essere vietata, come era anche qui al Consiglio regionale, assistiamo per l'ennesima volta a personale che viene preso da altre strutture che sono più vicine e più consone al modo di vedere della maggioranza di turno, in questo caso dell'Ulivo, e si schiaffano benissimo in queste strutture, umiliando il personale che vi lavora, addirittura facendo il capo. Cioè non si sa bene, strutturalmente la Regione ha determinati organi, che sono il caposervizio, un capo settore, un capo degli uffici per determinate branche di attività, or bene questi "scienziati" portati da fuori affiancano queste strutture perché non potrebbero prendere violentemente in mano la pratica però dopo gli dicono che l'indirizzo dell'assessore è quello e si devono adeguare. Questa è una situazione aberrante che io denuncio nelle strutture della Regione. La Regione è una cosa seria, probabilmente si è anche rovinata quando si cambiano le Giunta, e più si cambiano le giunte più si fanno questi provvedimenti e più si utilizza personale di fiducia che vada a scardinare le attività burocratiche e le attività ben definite. Orbene, ritornando a questo articolo 22 si stanno prevedendo 18 anni per 480 milioni per assolvere a compiti che potevano essere dignitosamente assolti dal personale del consorzio di bonifica, che nonostante le critiche fin qui assunte, solitamente si dice che negli enti il personale viene scelto come persone di fiducia dell'amministrazione di turno, nonostante questo io ho avuto modo di vedere anche in questi enti non sono tutti contaminati, vi sono persone serie che fanno il proprio dovere, però ad ogni occasione l'Assessorato deve trovare il modo, in questo caso l'Assessorato dell'agricoltura, in altri casi l'Assessorato dei trasporti, in altri ancora tutti gli altri, cioè devono essere lottizzate anche le branche burocratiche dei vari assessorati. Io intravedo in questa situazione una forma di questo tipo, cioè è ora di farla finita, è ora di utilizzare dei marchingegni di questo tipo, il personale regionale ha una sua dignità e un suo lavoro e se fosse trattato con uguale attenzione e merito forse non si sarebbe visto affiancare da cellule di organismi estranei che danno gli ordini e si sostituiscono nelle funzioni a questi impiegati, umiliandoli, costringendoli ad andarsene in pensione, creando caos nelle strutture e contrapposizioni. Qui noi abbiamo una previsione che non va bene, dopo 18 anni penso che quella finalità che era stata giustificata con una alluvione potesse venire a mancare, ma poi i consorzi di bonifica hanno anche altri compiti, hanno anche quello di dover recuperare non soltanto i danni per l'alluvione, ma anche quelli di poter trovare soluzioni quando ci siano problemi siccitosi. Questo non è stato, stiamo ancora a parlare di alluvioni dopo 18 anni e abbiamo avuto nel 1994 e 1995 problemi di siccità tremendi che ci hanno portato qui in aula a discutere per ore per trovare delle soluzioni. Abbiamo un commissario nominato dal governo per questo e noi ci troviamo ancora a dover pagare del personale per problemi di alluvioni. Signor Presidente, incaricato dal Governo nazionale per i problemi della siccità, se assolve queste unità probabilmente potrebbe contribuire a risolvere i problemi suoi, cioè ci sono delle manovre paradossali, da un lato si tiene personale per risolvere i problemi delle alluvioni e dall'altro lato noi abbiamo una struttura o un commissario per l'acqua per risolvere i problemi della siccità che potrebbe avere anche lui bisogno di personale, perché non prevedere che sia lei, signor commissario, a trovare una soluzione al riguardo per evitare queste umiliazioni di parlare delle alluvioni quando invece stiamo affrontando problemi di siccità che si prevede anche quest'anno la stessa situazione, non so se lei si sia accorto, signor Presidente, ho visto la freccia e mi accorgo che probabilmente il mio pensiero non può esprimersi compiutamente comunque conto successivamente di ritornare sull'argomento per perfezionarlo, signor Presidente non può prevedere che tenuto conto di questa incipiente primavera, del fatto che ormai non piove più da mesi ci troviamo nella stessa situazione siccitosa del 1994-'95 si può già prevedere se siamo previdenti di adottare tutte quelle procedure per risolvere il problema, magari utilizzando questo personale che è addetto alle alluvioni e che ci porterà anche fortuna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Come ho anticipato in sede di illustrazione dell'emendamento, e come è stato ribadito dai colleghi che mi hanno preceduto, si tratta di uno stanziamento di 460 milioni per far fronte alle spese occorrenti al personale distaccato dal Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale per far fronte alla istruttoria delle pratiche relative all'individuazione dei danni che le imprese agricole avevano subito nel lontano 1983 per effetto di un'alluvione che in quell'anno c'era stata. La legge istitutiva di questo ufficio speciale è la legge regionale 7 giugno 1984 numero 29, è interessante proprio per capire e per inquadrare nei suoi termini esatti questa paradossale vicenda dare una lettura all'articolo 2 di quella legge. Per l'istruttoria, l'alta sorveglianza, il collaudo delle opere necessarie al ripristino delle strutture o infrastrutture agrarie e il coordinamento tecnico e amministrativo di tutti gli interventi di cui all'articolo 1 ricadenti nel settore agricolo è costituito presso l'Assessorato dell'agricoltura e riforma agropastorale un ufficio speciale del quale faranno parte funzionari dell'Assessorato e dei suoi uffici periferici, dell'Ersat e dei Consorzi di bonifica operanti nei comprensori nei quali si sono verificati danni in seguito al nubifragio del 7 novembre 1983. Il distacco del personale necessario all'ufficio speciale è disposto dall'Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale d'intesa con l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Quindi è appurato che si tratta di un'alluvione di 15 anni fa, che il personale che costituiva questo ufficio speciale avente quelle finalità alle quali ho fatto riferimento prima era costituito da personale dello stesso Assessorato dell'agricoltura e dei suoi uffici periferici, da personale dell'Ersat e da personale dei consorzi di bonifica, nella fattispecie il Consorzio di bonifica individuato dalla legge finanziaria è il Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale. 460 milioni, 460 milioni se individuiamo per ciascun dipendente un costo medio di 50 milioni all'anno, significa che ci sono circa dieci persone distaccate in questo ufficio. Allora la prima domanda: questo ufficio è ancora esistente e operativo? L'Assessore degli anni precedenti, l'Assessore in carica quando è stata predisposta questa manovra, quindi l'assessore Saba, allora ritengo, Paba, chiedo scusa, allora ha fatto verifiche sull'esistenza di questo ufficio speciale e della sua funzionalità? E se questo ufficio speciale ancora esiste ed è composto oltre che dai dipendenti distaccati dal consorzio di bonifica anche da funzionari della stessa amministrazione e da funzionari dell'Ersat? Se tanto mi da tanto evidentemente in questo ufficio stanno lavorando ancora 30, 40, 50 persone; per che fare? Il sospetto purtroppo, qualcuno ha detto che si parla di cultura di sospetto, la cultura del sospetto è la cosa più dannosa che in assoluto possa esistere perché mancando la fiducia evidentemente in qualsiasi atto e atteggiamento si va alla ricerca delle streghe e si è portati a demonizzare tutto quanto. Però io penso che per rimuovere la cultura del sospetto e della sfiducia dilagante bisogna che una amministrazione responsabile e seria che si vuole liberare da questo fardello che si porta addosso da un numero di anni elevato proprio che dipende da anni e anni di cattiva gestione debba dare dei segnali, dei segnali molto forti e certamente questo non è un segnale, perché a una lettura appena appena attenta ci si accorge che ci si imbatte in decine e decine di situazioni di questo genere, noi durante questa manovra nella nostra attività di controllo e di opposizione e di denuncia ne abbiamo individuato diverse situazioni di questo genere, parliamo dei dipendenti ex CRAAI, parliamo dell'articolo con il qual sono passati in pianta stabile, perché ormai è così, alla Progemisa i dipendenti assunti a titolo precario quindi con contratto a tempo determinato, perché funzionale a un determinato progetto che doveva esaurirsi in tempi brevi ma sono passati definitivamente a carico della Progemisa con quel particolare marchingegno di operazioni che sono state poste in essere in relazione alle quali è stato possibile aggirare una legge dello Stato, la legge Bassanini, che evitava la proroga di contratti per un altro anno. Quindi siamo addirittura in presenza di atti contrari alla legge, il primo principio del nostro Statuto, nel quale ci vengono assegnate le funzioni legislative recita che la potestà legislativa della Regione non può essere in contrapposizione contraria con quella dello Stato. Ebbene qui, con quella particolare disposizione abbiamo assistito ad una indicazione nella nostra legge di un sotterfugio per evitare una disposizione tassativa che vieta determinate operazioni da parte di una legge dello Stato. Allora la cultura del sospetto, la cultura del sospetto è legittima, ma come si può chiedere ad un'opposizione di fronte ad atti, io non voglio usare parole forti perché non voglio contribuire a creare climi di contrapposizione violenta, ma dico di fronte a contrapposizioni di questo genere come si può dire alle opposizioni di tacere, cime si può dire alle opposizioni di sorvolare sulla propria attività di controllo e appiattirsi alla maggioranza nel senso che tutto va bene e la maggioranza è una maggioranza qualificata nel momento che non si oppone e non controlla, signori noi di questa vicenda di questa finanziaria ne stiamo facendo, o meglio ne state facendo, una questione più grande di se stessa, perché se ben ricorderete lo scorso anno nella sessione di bilancio abbiamo impiegato 14 giorni, oggi siamo appena alla sesta giornata o settima giornata di lavoro, l'anno scorso ne abbiamo impiegato 14 e nessuno ha detto alcunché, e ricordatevi, signori della maggioranza, che mezza legge di bilancio ve la siete approvata in venti minuti quando ci avete negato il diritto a una sospensione per partecipare ad una conferenza stampa che avevamo indetto. In mezz'ora vi siete fatti mezza legge di bilancio. Non si può dire che l'opposizione sta facendo ostruzionismo, e che l'opposizione cerca un clima di rissa. No, l'opposizione sta facendo il suo lavoro. Questo, come tanti altri esempi sinora denunciati e altri che ne incontreremo nella prosecuzione del nostro esame, sono la prova lampante della cattiva amministrazione di una amministrazione superficiale, di una amministrazione che evidentemente o deriva da una classe politica-amministrativa distratta e disattenta oppure da una classe politica molto acuta che ama e si adopera per mantenere in piedi situazioni di questo genere; quindi sono l'espressione deliberata del mantenimento di una situazione che lungi dal creare utilità alla collettività procura ingiusti vantaggi a chi è destinatario dell'intervento finanziario, perché questo è un intervento finanziario di sostegno e limita fortemente i diritti di chi opera consapevolmente per cercare di utilizzare il denaro nel modo più corretto possibile a sostegno delle iniziative produttive che in questa Regione evidentemente fanno difetto. Quindi concludo chiedendo all'attuale Assessore dell'agricoltura che cosa ha fatto e che cosa farà per verificare se questa situazione è ancora esistente, se questa situazione deve essere rimossa perché l'ufficio speciale ha esaurito da tempo il suo compito, capire che cosa ha fatto l'Assessore precedente in relazione a questa vicenda, e quindi prima di poterci pronunciare con una espressione consapevole di voto avere le idee chiare su che cosa c'è sotto a questa vicenda, che cosa nasconde e perché si mantiene o si è mantenuta così per tanto tempo nel tempo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cadoni. Ne ha facoltà.
CADONI (A.N.). Signor Presidente, vista la precisazione dell'Assessore, sembrerebbe che questi 460 milioni dovrebbero essere gli ultimi denari che la Regione eroga per mantenere in piedi questo ufficio distaccato presso l'Assessorato per istruire queste pratiche. Quattordici anni per chi si intende di alluvioni mi sembrano un po' troppi. Ci sarebbe anche da chiedersi se a tutt'oggi, visto che è in piedi questo ufficio, se esistano ancora delle aziende che non hanno ricevuto quelle provvidenze che prevede la legge all'articolo 1. Perché diversamente non avrebbe senso distaccare queste persone, a meno che non si vogliano tenere queste persone nel sottobosco a fare cose che non esistono più. Istruttoria, sorveglianza, collaudo e via dicendo non credo che ci fossero dighe abbattute e altri paesi distrutti e serre buttate a mare. Un'alluvione per chi le conosce, se effettivamente si interviene, in un anno o due anni si va a ripristinare tutto il danno che è stato provocato dall'alluvione, diversamente sarebbe stata a terra tutta l'economia di questo consorzio. Visto che questo consorzio sta ancora sopravvivendo, visto che tutte le famiglie che sono state danneggiate sono sopravvissute a tutti questi danni, vuol dire che il danno è stato ripristinato. Che senso ha a distanza di quattordici anni tenere queste persone distaccate, ci sarà un altro senso. Quindi la mia domanda è volta a sapere che cosa hanno fatto queste persone distaccate, avere cioè la sommatoria di tutte le istruttorie che sono state portate a termine, sapere se effettivamente i soldi che sono stati finanziati a suo tempo per sostenere queste famiglie per i danni causati dalla alluvione hanno ricevuto i soldi oppure se ancora oggi ci sono pratiche inevase. Tutte queste cose, cioè sapere se effettivamente il distacco di tutte queste persone ha portato a qualcosa di positivo oppure se esistono ancora situazioni reali di inadempienze da parte di questo ufficio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Locci. Ne ha facoltà.
LOCCI (A.N.). Presidente, è autorizzato lo stanziamento annuo di lire 460 milioni quale contributo a favore del Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale, per il rimborso delle spese dallo stesso sostenute per il personale distaccato presso l'ufficio speciale dell'assessorato regionale dell'agricoltura ai sensi dell'articolo 2, eccetera, eccetera. Mi pare che da questo articolo possano emergere alcune considerazioni di tipo diverso; la prima considerazione è che la Giunta, quando richiede correttezza ai colleghi consiglieri nel predisporre emendamenti, nel fatto che gli emendamenti e tutta l'attività legislativa debba avere prima di tutto carattere di generalità per poter essere contenuta all'interno di una norma legislativa, la predisposizione di questa norma ci dice che questa regola vale forse per i consiglieri, ma non vale per la Giunta che vara un documento legislativo nel quale troviamo inseriti provvedimenti ultra particolari, individuati benissimo nel beneficiario degli stanziamenti delle somme, localizzati benissimo in un dato territorio, in una persona giuridica quale è il consorzio. Ditemi qual è il requisito della generalità che ha questa norma; questa non è una norma di legge, questa al massimo sarebbe potuta essere contenuta all'interno di un atto amministrativo, ma non di un provvedimento legislativo. Questa è la prima critica, di forma, perché si sarebbe potuto anche intitolare e formulare in maniera diversa, si sarebbe poi potuto in sede di atti amministrativi raggiungere lo stesso risultato, ma chi ha scritto questa norma è uno che di leggi ne mastica pochissime, sicuramente meno di noi. Su questo naturalmente l'invito quale sarebbe, perché generalmente noi quando ci viene richiesta correttezza ci sforziamo anche di usare la correttezza. Io stesso insieme ad altri colleghi sono stato autore di un emendamento che non corrispondeva a quei caratteri di generalità a cui prima facevo cenno e debbo dire che, una volta che l'Assessore della programmazione ci ha fatto osservare che questo emendamento conteneva questi limiti, ci ha invitato a ritirarlo e noi correttamente l'abbiamo ritirato. Quindi la prima richiesta che si fa di fronte a questo articolo è che venga quanto meno ritirato questo articolo e si trovino altri strumenti, adatti e corretti, per poter raggiungere eventualmente lo scopo. Ma io credo che sia proprio sintomatico questo articolo perché ci dice alcune altre cose. Ci dice, per esempio, che questa Regione è oramai totalmente incapace di svolgere i compiti e di esercitare i poteri che le sono attribuiti; ci dice che ancora per una alluvione del 7 novembre 1983 si stanno spendendo a distanza di più di un decennio ancora 460 milioni, e li si stanno spendendo così al buio, o quanto meno senza che l'aula rispetto ad una situazione che credo possa definirsi quanto meno singolare, perché se è vero, come è vero, che dopo quell'alluvione abbiamo conosciuto anche varie siccità, e anzi più recentemente e più spesso siccità, vorremmo sapere se l'entità di quei danni che si verificarono nel 1983 abbiano ancora necessità di mantenere un ufficio per l'istruttoria, l'alta sorveglianza, il collaudo delle opere necessarie al ripristino delle strutture e infrastrutture agrarie per il coordinamento tecnico amministrativo di tutti gli interventi, e quindi si costituisce quest'ufficio. Insomma, quest'ufficio dopo tanti anni cosa sta facendo ancora? Quali sono i suoi compiti? Ha finito le istruttorie? Stanno facendo l'alta sorveglianza e di che cosa? Stanno ancora collaudando le opere? Sono almeno state realizzate le opere? Ecco, rispetto a tutto questo, emerge oramai un problema chiaro di mancanza, di incapacità di funzionamento di questa Regione, delle norme come queste ci dicono che non abbiamo neanche più strutture all'interno degli Assessorati che siano capaci di fare ciò che dovrebbero fare. Quindi continuiamo a mantenere in piedi uffici speciali. La domanda è, Presidente, quando è che questa Regione, invece che uffici speciali, come direbbe D'Alema, ha uffici normali, ha uffici che funzionano, ha uffici dotati degli organici, ha uffici dotati di organici competenti, ha, in buona sostanza, una struttura che sia capace di rispondere? Quando questa struttura potrà avere le riforme che semplifichino tutte le operazioni di carattere amministrativo e burocratiche e che consentano, dopo 13, 14, 15 anni, di poter mettere un punto fermo rispetto a situazioni che costano poi alla collettività. Cioè il costo di questa inefficienza, che per l'anno 1998, a mio modo di vedere, è costituito in 460 milioni per il solo 98, secondo me questo è un prezzo col quale si acquista, e da qualche parte si vende, inefficienza. Allora io credo che se questa Regione, ma per meglio dire questa maggioranza, ha fallito, e ormai ha già fallito, è perché è stata incapace di riformarsi. Questo è il vero problema.
Oggi noi abbiamo ancora norme, in finanziaria, di questo livello, ma neanche nel terzo mondo io credo che una norma legislativa possa essere fatta in questa maniera. Questa è la riprova del fatto che questa maggioranza ha fallito, ha fallito nelle riforme. Non si sa ancora se abbiamo uffici speciali, che cosa fanno e costano però quasi mezzo miliardo. Allora, i costi di questa inefficienza, di questa incapacità noi li stiamo scaricando sulla collettività. Io non credo che questa sia un'operazione intelligente, un'operazione corretta, non credo che si stiano facendo gli interessi della collettività. E allora perché non avete un sussulto di coraggio e questa norma provate a ritirarla? Perché se no qui non è la cultura del sospetto che viene a galla, perché diceva giustamente il collega Balletto, ci preoccupiamo se ci accusano della cultura del sospetto; la cultura del sospetto non ci appartiene, e però se il sospetto non ci appartiene il dubbio, il legittimo dubbio che si stiano mantenendo in maniera distaccata circa 10 dipendenti, a giudicare dalle somme, e se queste somme dovessero andare tutte in oneri relativi allo stipendio, 10 persone distaccate in un ufficio speciale, quasi una task force che dovrebbe occuparsi di cose che non sono ordinarie perché io credo che un ufficio speciale nasca per fronteggiare delle situazioni speciali. Se quest'ufficio deve occuparsi ancora di cose speciali dopo 15 anni, allora la questione sarebbe veramente molto grave. Non vorrei che quest'ufficio abbia esaurito la specialità del proprio compito e che questo ormai non sia più neanche più un ufficio, e questo è un dubbio che a noi rimane; non il sospetto, perché il sospetto deve essere quanto meno accompagnato da indizi. Noi qui ci troviamo davanti a una norma, non abbiamo alcun tipo, non di indizio, di informazione, perché l'informazione è l'elemento che ci occorre per poter fare valutazioni concrete, valutazioni con cognizioni di causa. Così, in queste condizioni non possiamo far altro, invece, che esprimere ipotesi di lavoro.
Per cui, Presidente, io ritengo che quest'articolo dovrebbe essere quanto meno ritirato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS (F.I.). Signor Presidente, quanto diceva precedentemente il collega Locci e, ancora prima, il collega Balletto, rendono conto della mancanza di quella innovazione nella nostra Regione, di quella capacità di riforme che ci proiettino verso il terzo millennio. E l'articolo 22 è la dimostrazione che siamo ancora in piena continuità con una vecchia maniera di fare politica, dove si inseriscono norme per salvaguardare alcune situazioni che datano ormai da tempo inveterato. Io sarò rapidissimo in questo intervento, dimostrando di non voler fare nessuna ostruzione, ma vorrei che si affermasse il principio che una cosa è la Commissione, altra cosa è l'Aula. E se è vero che quest'articolo è stato illustrato e dibattuto in Commissione io chiedo per la stessa ragione e per quel rispetto, non per il sospetto che possano avere i commissari e per i consiglieri regionali, ma per quel rispetto che gli si deve che venga illustrato dall'Assessore della programmazione o dall'Assessore dell'agricoltura qui presente qual è la ratio per cui ancora oggi quest'ufficio speciale sia tenuto in essere, ancora oggi ci siano questi distacchi in questo e in altri articoli, come abbiamo visto, ma siccome parliamo dell'articolo 22, voglio sapere qual è la ratio per cui questo personale è ancora oggi distaccato. Certamente rifiuto di pensare che sia per lavori di istruttoria, lo rifiuto veramente, sarebbe assurdo e paradossale solamente pensarlo. Certamente non è in essere ancora quest'articolo per l'alta sorveglianza, questo personale non può essere distaccato per l'alta sorveglianza e ugualmente mi auguro, non naturalmente per noi, ma mi auguro per le popolazioni che sono state soggette all'alluvione, che questo personale non sia ancora in essere per i collaudi e il ripristino delle infrastrutture agrarie. E allora vorrei solamente sapere la ratio per la quale quest'articolo è stato inserito nella finanziaria e, secondariamente, vorrei sapere perché questo personale è ancora distaccato. Perché se veramente il personale è utile e necessario all'Assessorato dell'agricoltura, bene, allora in una Regione che va a riformarsi, in una Regione che deve essere innovata, in una Regione che richiede snellezza nelle procedure mi pare che un atto di trasparenza sia anche quello di assumere direttamente il personale, anziché distaccarlo negli Assessorati dove servono per i compiti che essi devono svolgere, certamente non ricorrendo ulteriormente, nel terzo millennio, a sotterfugi della legge o delle procedure attivate con i distacchi.
Questa è una situazione che riguarda la finanziaria, ma riguarda anche la pubblica amministrazione, in cui gli atti e le trasparenze devono essere assicurati non di fronte al Consiglio, ma di fronte a tutto il popolo sardo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Molto rapidamente e spero chiaramente. Il consigliere Locci invita la Giunta a un sussulto di coraggio: io voglio dire, siccome il coraggio non serve su questa materia, riserviamocelo per cose che lo richiedono sul serio. Quando ho preso la parola per una correzione di tipo tecnico, subito dopo la lettura dell'articolo 22, ho detto che si doveva sostituire la parola "annuo" con "per l'anno '98", che è una correzione tecnica, ma si capisce che è anche qualche altra cosa, cioè che questa vicenda va chiusa nel '98. Però, detto che va chiusa perché è una anomalia, occorre anche avere chiari i termini della questione. Noi stiamo semplicemente operando un rimborso dovuto, nel senso che stiamo parlando di personale che è stato assunto dai Consorzi di bonifica, che ha il trattamento dei Consorzi di bonifica, io ho ascoltato con umiltà e attenzione la dissertazione di Tunis che ha una vera competenza professionale in materia - sto parlando di Marco; Gianfranco, mi dispiace, ma l'elogio non era rivolto a te in questo caso - quindi personale assunto dal Consorzio di bonifica, che ha il trattamento del consorzio di bonifica, che è pagato dal consorzio di bonifica, cioè dall'ente di appartenenza o di provenienza, a seconda dei punti di vista, perché questo poi è il regime del comando.
E' personale che presta servizio presso la Regione, gli oneri sono a carico del Consorzio di bonifica, la Regione deve rimborsare l'ente di appartenenza o di provenienza dal quale dipendono. Questo è il punto.
Chiariti i termini della questione è chiaro che la Regione non ha interesse al protrarsi di questa situazione. Io immagino, ho sentito l'Assessore dell'agricoltura, che questo personale non stia lavorando alle alluvioni del secolo scorso; credo che stia lavorando sulle analoghe problematiche di oggi. Purtroppo, nonostante i nostri problemi di siccità, non abbiamo solo il male della siccità, ma abbiamo anche spesso, sovente, penso per esempio a Muravera, a Castiadas e a San Vito, il problema delle alluvioni. Quindi è personale che è applicato a queste problematiche, però, ripeto, la Regione non ha interesse al protrarsi di questa situazione, peraltro non è una anomalia recente, dobbiamo però porvi riparo. Allora, 1): noi non possiamo non rimborsare l'ente di appartenenza, quindi non posso ritirare l'articolo, Locci, per questo motivo, noi dobbiamo rimborsare il personale; 2) sono invece d'accordo che noi dobbiamo definire la questione, e la questione può essere definita nei due sensi: o nel ritorno alla situazione di partenza, se non si ha necessità nei ruoli regionali e nell'attività regionale di questo personale, oppure nell'altra direzione, qualora queste unità fossero indispensabili, come diceva il collega Floris, in via ipotetica, diciamo, come qualcosa da accertare, oppure avendo il coraggio di prendere atto di quello che è. Quindi, o in una direzione o nell'altra, nel corso del '98 è chiaro che la situazione va risolta. Tuttavia io insisto che noi abbiamo il dovere di rimborsare i consorzi di bonifica; certo, abbiamo l'obbligo di rimborsarli perché questo personale che ha prestato servizio presso la Regione lo ha fatto a carico dei Consorzi di bonifica.
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 9, che è stato già letto. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrarlo.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Molto rapidamente per dire semplicemente che l'emendamento propone una modifica normativa della legge 32 in relazione alla determinazione dell'importo del mutuo concedibile. Attualmente è noto che è pari a 100 milioni, così come previsto a suo tempo dalla delibera CIPE del '91. L'emendamento ha due contenuti: il primo è che l'aggiornamento viene agganciato a parametri oggettivi, quale quello delle variazioni del costo della vita accertate dall'ISTAT e delle variazioni del costo di costruzione di un fabbricato di edilizia residenziale; il secondo contenuto è la modifica della procedura, infatti si fa riferimento al primo comma dell'articolo 8 della legge 32, cioè in sostanza si delegifica e si pone in capo all'Assessore competente la determinazione dell'importo medesimo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (Popolari), relatore.Lo accoglie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cadoni. Ne ha facoltà.
CADONI (A.N.). Solo una precisazione perché si è parlato di case di edilizia economica popolare, questo per quanto riguarda la costruzione della prima casa. Là si può anche arrivare a determinare quanto viene a costare una casa di edilizia economica e popolare, in quanto ci sono i parametri per quanto riguarda la superficie abitabile, la cucina rustica, il garage e i servizi, però rimane libero comunque il prezzo per l'acquisto di una casa, cioè al di là del prezzo della casa uno può chiedere una cifra tot, può comprare anche una casa di 300 milioni, ma non per questo ha il mutuo di 300 milioni. Dunque bisognerebbe determinare comunque un tetto massimo di tot milioni, 130 milioni, che siano destinati alla costruzione o all'acquisto, perché per la costruzione si può determinare, perché sappiamo che una casa di edilizia economica e popolare può costare 110, 120 milioni, però comunque uno può anche acquistare la casa o nuova oppure di un determinato numero di anni, e là rimane libera l'offerta, oppure il prezzo d'acquisto. Uno può anche spendere 300 milioni, però deve sapere qual è il tetto massimo che la Regione può dare per l'acquisto e non solo per la costruzione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Montis. Ne ha facoltà.
MONTIS (R.C.-Progr.). Per dire che noi siamo sostanzialmente d'accordo su questo emendamento, anche se avremmo preferito un riferimento più esplicito, come quello che noi proponemmo sia con un emendamento, nella scorsa finanziaria, sia con una proposta di legge. Ma questo lo capisco, noi non abbiamo mai suscitato grande interesse con le nostre proposte, né quando eravamo all'opposizione, né oggi che siamo in maggioranza. Tuttavia vorrei dire che questa proposta probabilmente nel corso della sua attuazione occorrerà presentarla meglio. Noi chiedevamo, data la lievitazione dei prezzi, del costo della costruzione, della ristrutturazione e dell'acquisto delle case, di portare a 150 milioni l'abbattimento degli interessi per le case. C'è una situazione di fatto che non è più ignorabile da parte dell'amministrazione provinciale. Direi che questo coincide esattamente con un incremento dell'occupazione, di una occupazione diretta e di una occupazione indotta, soprattutto per quanto riguarda l'artigianato, i trasporti e quant'altro, ma vorrei fare anche un'osservazione, in corso di attuazione probabilmente sarebbe meglio precisare anche eventuali percentuali per dare questa possibilità di abbattimento degli interessi, perché se la maggior parte di queste risorse finanziarie venissero destinate soltanto e unicamente all'acquisto di appartamenti che sono stati costruiti da anni e sono chiusi, probabilmente faremo un favore non completamente utile, sia per le popolazioni, per quelli che intendono usufruire di questo provvedimento per la prima casa sia anche ai fini dell'occupazione come dicevo e dell'attività indotta, risulta che Cagliari, come molte altre città del resto della Sardegna e dell'isola e del paese, hanno moltissimi appartamenti che sono stati costruiti nel corso degli anni e sono chiusi in attesa di tempi migliori, probabilmente per provvedimenti di questo genere, mentre invece assegnare una percentuale certa per la costruzione, ricostruzione e adattamento di tanti appartamenti che possono essere acquistati con questi benefici di legge, credo che sarebbe quanto mai opportuno ai fini sia di assegnare la casa soprattutto alle giovani coppie, ma anche ai nuclei familiari già consolidati e avere quindi in proprio la casa sia perché in questo modo credo che potremmo spendere più utilmente le risorse finanziarie messe a disposizione della Regione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tunis. Ne ha facoltà.
TUNIS MARCO (F.I.). Sì, signor Presidente, colleghi consiglieri, per aggiungere delle parole di consenso e parzialmente di dissenso su questo provvedimento che si vuole portare all'attenzione. Le parole di consenso sono per il fatto che si vuole dare un contributo di celerità e di adattamento a delle procedure di istruzione delle pratiche, cioè prevedere che quel valore di concessione dell'acquisto della prima casa possa essere adattato con procedura automatica è un fatto positivo e ancora di più che sia stato affidato non più per legge ma delegificato e portato con decreto successivo dell'Assessore stesso. Questo indubbiamente agevole e semplifica le procedure perché se noi avessimo lasciato che tra dieci anni si fosse trattata la legge, noi ci saremmo accorti che alcuni giovani sposi o persone anziane o chiunque chieda il contributo per la casa, si accorge che il contributo stesso non è adattato ai valori reali del costo della vita, né al valore del costo di costruzione. Questo è un fatto positivo perché può contribuire sia pure in maniera minima ad accelerare le procedure di costruzione, perché noi dobbiamo avere in mente l'idea di trovare soluzioni per accelerare qualsiasi settore, il settore delle costruzioni è quello che è paralizzato, se noi potessimo dovremmo trovare il modo anche di trovare una legge che semplifichi e vada in aiuto anche e faciliti la questione del tasso di interesse che va dal nono anno al quindicesimo anno. So che non è materia di finanziaria questa, di inserimento, probabilmente occorrerà un'iniziativa dell'Assessore competente che porti all'attenzione del Consiglio la possibilità di agevolare ulteriormente questi desideri della gente di poter avere la casa. Perché poi porta indirettamente ad una accelerazione della spesa in quel settore e conseguentemente e indirettamente a altri settori come quello dell'artigianato e via dicendo. Quindi è un fatto positivo questo, il fatto negativo è che sia portato in una finanziaria perché sono argomenti che io riesco a istruire, l'Assessore deve cercare, tenuto conto della tempestività dell'azione, di infilarli il più possibile nella finanziaria stessa, oggettivamente però non è materia di finanziaria questa è un provvedimento che deve riguardare un aspetto legislativo, stiamo sostituendoci ad una iniziativa che doveva essere dell'Assessore competente. Riconosco comunque che le ragioni positive prevalgono su quelle negative per il fatto che probabilmente occorre evitare di dovere infilare nella finanziaria qualsiasi normativa che regoli la nostra vita, perché altrimenti è vero che diventa un omnibus terrificante in cui è difficile poterci vedere chiaro, in conclusione riteniamo, e interpreto anche gli orientamenti della nostra parte politica, che ciò che si propone è uno dei pochi aspetti postivi nelle norme contenute nella finanziaria.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Anche io, Presidente, per esprimere parere favorevole a questo emendamento, non senza però fare qualche piccola considerazione che deriva dal fatto che oggi i tassi ordinari delle banche sono calati di molto e quindi succede che noi interveniamo per abbattere veramente di poco per i cento milioni massimi previsti e quindi il recupero dei soldi che il cittadino sardo versa in conto interessi alle banche e quindi io credo che sarebbe il caso di intervenire formulando una nuova convenzione con le banche in modo da permetterci o di elevare la cifra massima raggiungibile anche perché oggi un cittadino che voglia comprarsi un terreno e costruirsi una prima casa, cento milioni anche se sommati ai risparmi che normalmente si riescono a racimolare, considerato anche l'alto tasso di prelievi che lo Stato opera sui risparmi del cittadino, io credo che dovremmo veramente impegnarci a intervenire dando una cifra più elevata in modo che la somma che mettiamo a disposizione del cittadino sia superiore o almeno se interveniamo in conto interessi una volta che gli diamo un capitale maggiore su cui intervenire. Comunque bisognerebbe ristudiare in modo da riformulare in modo migliore attualizzando la legge che è una legge giusta anche se non ha mancato di aspetti negativi perché quando questa legge si è presentata sul mercato, dopo che c'era il mercato stagnante l'ha fatto nuovamente rimettere in movimento però ha anche sollevato e di parecchio i prezzi delle case. Quindi tutto sommato il principio è giusto, il cittadino deve essere favorito nel partecipare, nell'aver il possesso della prima abitazione, ed è anche giusto e sono soddisfatto anche del fatto che in Italia ci sia uno dei più alti indici di proprietà della casa in tutto il mondo per i cittadini italiani perché è un fatto anche educativo che favorisce il risparmio, che fa un'economia, credo che l'edilizia sia uno dei settori dell'economia che procura un indotto maggiore e quindi ben fa la Regione sarda se favorisce il movimento almeno di questo settore dell'economia. Credo che comunque non potremo fare a meno d'ora in avanti di intervenire per difendere la legge, comunque plaudo all'iniziativa e preannuncio il voto favorevole almeno a titolo personale ma credo che non mancherà quello di tutto il Gruppo. Grazie.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare su questo emendamento, passiamo all'emendamento numero 10. Ricordo che a questo emendamento è stato presentato un emendamento all'emendamento quindi i due emendamenti sono strettamente connessi e possono essere illustrati e discussi assieme. L'emendamento numero10 è della Giunta regionale, l'emendamento 161 presentato all'emendamento 10 è dei colleghi Masala e più.
Per illustrare l'emendamento numero 10 ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale.
FERRARI (F.D.S.-Progr.Sar.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. L'emendamento numero 10 si illustra da sé. Ciò che io voglio aggiungere è che allo stato è l'unico strumento necessario e sufficiente per accelerare al massimo le elezioni nei consorzi di bonifica che si stanno fondendo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Tunis Marco per illustrare l'emendamento numero 161.
TUNIS MARCO (F.I.). Signor Presidente, colleghi consiglieri, signor Assessore, questo emendamento tende ad essere un emendamento a quello da lei presentato, perché lei ha voluto prevedere una accelerazione delle procedure delle elezioni in quei consorzi che siano stati fusi. L'Assessore, in maniera così rapida, ha voluto dire che poiché c'è stata una decisione della Giunta, sulla scorta anche delle indicazioni delle commissioni, di arrivare ad accorpare alcuni consorzi di bonifica, allora poiché hanno commissariato, e questo commissariamento dura da tempo, hanno deciso di ridare una voce agli iscritti ai consorzi e poter procedere con questi rinnovi. Orbene, tutto va bene laddove non esiste una nota di dissenso, in cui questi consorzi che sono stati fusi con atto autoritativo da parte della Regione non ha dato adito a proteste da parte dei contadini, dei proprietari che aderiscono ai vari consorzi, perché c'è una legge molto precisa che disciplina le modalità di fusione. Cioè dice che questo vale quando appartengono alla stessa comunità montana, a una stessa provincia, a una stessa unità orografica e corografica. Per il consorzio del basso Sulcis che funzionava da sé e che aveva un Consiglio di amministrazione a sè stante, non vale perché hanno un bacino che è Monte Pranu, una comunità montana che è Teulada e una provincia unica che è Cagliari, l'hanno accorpato al consorzio di bonifica del Cixerri che è quello vasto che a sua volta se ne va addirittura non solo per l'iglesiente ma anche a coprire parte del medio Campidano per sboccare al mare nei pressi del pontile della Rumianca. Quindi un bacino diverso perché riguarda altre dighe, lì ci sono le dighe del rio Coccodi, del Cixerri, di quello che è una fogna a cielo aperto di Iglesias, Domusnovas, eccetera, eccetera, cioè è di un'altra comunità montana che è la 22, diversa dalla precedente. Ora c'è un articolo di legge che prevedeva questo e che ha dato origine agli addetti ai lavori a contestarla; si sono fatte delle riunioni degli amministratori anche comunali della zona, il sindaco Pili ha fatto in modo di avanzare al TAR un ricorso per poter annullare questo accorpamento in quanto ritenuto illegittimo forse frutto di un procedimento frettoloso da parte della Regione Sardegna. Il TAR ha dato ragione, cioè ha stabilito che quei due consorzi non possono riunirsi perché sono illegittimi, e cioè violano quelle norme lì. Però la Regione, che a volte è testarda ed è alimentata da un vento nuovo di restaurazione, ha pensato che il TAR può essere un organo che decide però ce n'è un altro che lo sovrasta, quando serve lo si utilizza, facciamo ricorso al Consiglio di Stato così nel frattempo rendiamo vano il giudizio del TAR che doveva ripristinare di fatto due consigli di amministrazione. Abbiamo presentato io e altri colleghi di Forza Italia, e anche quelli del Polo, richiesta di interrogazione per discussione in Commissione, ma non abbiamo avuto il piacere di vedere l'Assessore che ci potesse dare conforto nella materia, l'Assessore del periodo naturalmente. Vedendo che non applicavano la sentenza del TAR, abbiamo presentato sempre il Polo riunito, io come primo firmatario, una mozione per sapere perché esiste ancora il commissario, perché deve ancora legiferare su materia in cui la giurisdizione ha stabilito che dovevano essere ripristinati i vecchi consigli di amministrazione. Questa si chiama violenza burocratica esercitata sulle zone depresse che anche se hanno come nome Sulcis Iglesiente hanno due caratteristiche: una è Sulcis e l'altra Iglesiente, e ne è questa la dimostrazione. Due bacini diversi, due comunità montane diverse, e purtroppo anche qualche cultura che ci distingue. Quindi le vocazioni del basso Sulcis sono state da noi rivendicate e le rivendicazioni dell'iglesiente altrettanto. Non si è fatto nulla; l'Assessore testardamente ha lasciato il commissario e non ha consentito l'anelito di democrazia dei vecchi consigli, non sono stati ripristinati né i vecchi presidente, né i vecchi consigli di amministrazione. Signori, perché sono così lungo, solo per dimostrare che questo emendamento presentato dall'Assessore vuole essere un atto di forza nei confronti dei consorzi di bonifica che hanno avuto contestazioni. Certo, laddove ci sono consorzi di bonifica che non hanno avuto contrasti, che hanno accettato quella decisione della Regione tutto va bene, ma lei cosa andava a dire se non intervenivo io e la mia parte politica a dire: ma che cosa state combinando, dopo che a un certo punto c'è una ribellione degli aventi diritto al voto, degli imprenditori, dei coltivatori che pagano le tasse, che avevano un loro presidente nel consorzio di bonifica del basso Sulcis, che avevano altrettanto quelli del Cixerri, che cosa vado a dire io "scusate è arrivato un emendamento, ero distratto, e così ho consentito che si arrivasse subito a delle elezioni". Io mi sono fermato all'emendamento presentato dalla Giunta, poi l'Assessore mi ha presentato un altro emendamento, c'è una integrazione che giustamente l'Assessore mi ha puntualizzato, ma probabilmente sono integrazioni di fine serata da valutare attentamente. Orbene, dopo una rapida lettura dell'emendamento questo è un testo corretto, diverso, che magari è stato espresso in maniera più consona per far capire quello che io ho detto. Rimango fermo nelle osservazioni fin qui portate e invito il collega firmatario del presente emendamento eventualmente a voler dare, ove volesse farlo, ulteriori specificazioni. Comunque, a mio modo di vedere, si sta commettendo un'illeicità rispetto ad un altro fatto che si era verificato. Cioè e ribadisco che se c'è stata una sentenza favorevole in primo grado, noi di fatto la stiamo rendendo vana con un atto amministrativo, e mi sembra anche questo discutibile.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione sugli emendamenti numero 10 e 161, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (Popolari), relatore. Sull'emendamento numero 10 la Commissione lo accoglie. Mi sembra che la sostanza dell'emendamento proposto riporti al Governo democratico ne stabilisca tempi certi e procedure certe dei consorzi di bonifica fusi. Per quanto riguarda l'emendamento numero 161, pur in assenza di un esame compiuto dalla Commissione, quindi di un parere che può essere espresso in questo contesto, devo far osservare che mi sembra che l'emendamento numero 161 muova un problema che in pratica è complementare all'emendamento numero 10, nel senso che ci pone il problema di quei consorzi che non sono stati fusi perché c'è stato un giudizio di sospensione del provvedimento di fusione, e che sono retti da un sistema di governo commissariale. Mi sembra che si tratti, se non sono informazioni sbagliate quelle che ho io, comunque mi sembra che si sia in presenza di consigli di amministrazione che comunque sarebbero scaduti o comunque erano scaduti al momento in cui è stato fatto il commissariamento. Per cui, se fosse possibile che l'emendamento venisse trasformato, nel senso di un rinnovo anche per questi organismi degli organi di governo democratico, l'emendamento, corretto in questa direzione, potrebbe essere accolto. Altrimenti mi sembra che non sia accoglibile.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta accoglie l'emendamento numero 161, con l'integrazione proposta dal Presidente della Commissione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, il senso di quanto detto nell'illustrazione dell'emendamento dall'onorevole Tunis è condivisibile, in quanto il Consiglio regionale bene avrebbe fatto a prendere atto della sospensiva chiesta dal Tribunale amministrativo sulla fusione dei due consorzi. Anche se io condivido pienamente l'orientamento della Giunta tendente a razionalizzare la presenza, la geografia di questi consorzi di bonifica nel territorio della Sardegna. Eravamo arrivati a dei limiti intollerabili di avere consorzi che effettivamente potrebbero colpire il territorio di qualche grosso proprietario terriero per estensione. Questi consorzi poi, che si limitavano anche ad un solo comune della Sardegna, avevano un presidente, un consiglio di amministrazione, una sede, impiegati e quant'altro per fornire di acqua territori veramente limitati della Sardegna. La legge che regolamentava la fusione tra consorzi è, a mio modesto parere, una legge superata, obsoleta e anch'essa da rivedere, perché la Regione, per superare i limiti che giustificavano con l'orografia la delimitazione dei consorzi, non sono più attuali, tant'è che la Regione ha speso fior di miliardi per collegare le varie dighe della Sardegna e quindi anche i vari bacini orografici. Quindi credo che sia giusto, anche nell'ottica proprio della razionalizzazione e anche nell'interesse dei consorziati, degli utenti dei vari consorzi, poter usufruire in un periodo di magra e di siccità, come purtroppo pare si stia verificando di nuovo in Sardegna, anche di risorse che possono essere contigue per territorio, proprio perché questo è reso possibile dalla comunicazione tra i vari bacini di raccolta.
Allora anch'io mi associo, proprio perché sono rispettoso della legge, nella richiesta di sostenere e di mantenere in piedi i consorzi del Sulcis e dell'Iglesiente e del Cixerri, però con la raccomandazione che si proceda comunque ad una razionalizzazione; se non sarà ritenuto a livello di programmazione competente e quindi della Commissione, se non sarà ritenuto opportuno i consorzi rimangano pure separati, ma se viene ritenuto opportuno nell'interesse della Sardegna anch'essi devono essere accorpati. In ogni caso credo che si debba comunque continuare a mantenere in piedi l'attuale organizzazione, indire le nuove elezioni col vecchio sistema, sia nel basso Sulcis e sia nel Consorzio del Cixerri e provvedere successivamente ad una eventuale razionalizzazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Coloro che mi hanno preceduto in questo dibattito, relativamente all'emendamento numero 10 e all'emendamento numero 161 hanno sostanzialmente detto tutto o quasi tutto. Però chiedo ugualmente di parlare e intervengo per due ordini di motivi: il primo è questo, come risulterà chiaro da qualche considerazione, la più breve possibile che farò in ordine all'emendamento numero 161, che a sua volta cerca di emendare l'emendamento numero 10 proposto dalla Giunta, è la dimostrazione del fatto che quando si esamina con attenzione una legge, chiunque, anche dai banchi dell'opposizione, può svolgere un ruolo propositivo. Il che ci porta a concludere che il ruolo dell'opposizione è ugualmente nobile come quello della maggioranza. E allora, proprio perché, sia pure da parti opposte, tendono allo stesso risultato, al bene della comunità, vanno posti sullo stesso piano e hanno pari dignità e come tali vanno riconosciuti.
E infatti l'emendamento numero 10 della Giunta, che veniva determinato da un'esigenza di riportare alla normalità democratica il governo dei consorzi di bonifica, aveva o conteneva, a giudizio dell'opposizione una lacuna: e cioè il fatto che le fusioni o alcune delle fusioni dei vecchi consorzi di bonifica, fusione alla quale si è giunti in attuazione della legge del 1984, numero 21, erano stati contestati di fronte agli organi giurisdizionali e amministrativi. Il TAR accolse il ricorso di alcuni consorzi; l'amministrazione, invece di aderire alla sentenza del Tribunale regionale amministrativo, con atto amministrativo, con provvedimento amministrativo ha di fatto disatteso la sentenza e, per il pretesto che aveva ricorso al Consiglio di Stato, ha provveduto in via amministrativa ad attribuire una gestione commissariale. Le motivazioni che hanno indotto l'amministrazione sono dettate dal fatto che i vecchi consigli di amministrazione sarebbero scaduti. Ora si dà il caso che anche quando un organo scade, fino al rinnovo dello stesso c'è la prorogatio, quindi a rigore di logica, non a rigore di logica, a rigore di diritto, e poi dico perché - non a rigore di logica, a rigore di diritto - i vecchi organi di amministrazione, per quanto scaduti, avrebbero dovuto essere rimessi nelle proprie funzioni in regime di prorogatio fino alle nuove elezioni.
Dico questo perché il ricorso al Consiglio di Stato non fa venir meno l'esecutività della sentenza del giudice di primo grado, perché le sentenze del TAR sono esecutive e possono essere rese non esecutive soltanto attraverso una ordinanza del Consiglio di Stato che eventualmente dichiara la sospensione della esecutività della sentenza di primo grado. Quindi, nell'attuale situazione noi ci troviamo di fronte a una sentenza del TAR che è esecutiva, che non è stata sospesa dal Consiglio di Stato e quindi, a rigore di logica, noi avremmo dovuto a suo tempo mantenere in vita i vecchi consigli di amministrazione, i quali avrebbero dovuto procedere al proprio rinnovo attraverso le elezioni. Tutto ciò non è avvenuto, e quindi sentendo anche l'Assessore evidentemente la proposta di ripristinare i vecchi consiglieri di amministrazione che erano scaduti, ma che in ogni caso questo non era un motivo, ho detto prima, perché non avessero titolo per essere ripristinati, però obiettivamente la situazione che si è venuta a creare a seguito della nomina di una amministrazione straordinaria per tanto tempo evidentemente non è o non sarebbe buona amministrazione insistere in questa soluzione. Pertanto l'emendamento all'emendamento numero 161 si ha necessità di proporre un emendamento orale integrativo dello stesso. L'emendamento orale viene proposto nel modo che segue, la parte che va dal punto a partire da "in questo caso" fino alla fine "fusione", andrebbe totalmente soppressa; come pure va soppresso il riferimento al terzo comma nel capoverso del quarto comma citato. Ovviamente "1,2 e" diventa "1 e 2 del presente articolo". La parte finale verrebbe sostituita dalla seguente frase: "in questo caso l'organo di amministrazione straordinaria provvede alle operazioni elettorali per il rinnovo del consiglio dei delegati del singolo Consorzio entro lo stesso termine di cui al precedente terzo comma". Questa è la proposta che viene fatta di integrazione dell'emendamento numero 161.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ZUCCA
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). grazie, signor Presidente. L'emendamento numero 10 della Giunta, con il quale si impone una certa soluzione per gli enti che devono essere fusi, mi pare una procedura un po' affrettata. Io ritengo che meglio avrebbe fatto la Giunta a procedere con un disegno di legge e ad approfondire tutti gli argomenti connessi alla fusione. Io mi riferisco ai Consorzi di bonifica della provincia di Oristano che sono quelli che conosco. Noi abbiamo tre Consorzi di bonifica, due di primo grado e uno di secondo grado. I Consorzi di primo grado chiaramente sono due entità autonome, enti pubblici certamente tutti quanti, ma ciascuno ha un suo patrimonio, ha una sua organizzazione autonoma. Ora, io ritengo di poter esprimere in linea generale un parere positivo sulla fusione per gli effetti che può determinare sui costi che vengono affrontati dai Consorzi di bonifica, però ritengo anche che gli atti di fusione bene avrebbero fatto ad adottarli i singoli Consorzi di bonifica. E' ciascun Consorzio che deve deliberare la fusione, mentre invece noi abbiamo avuto, in sostituzione delle tre deputazioni amministrative, tre commissari, tre commissari imposti, mi pare, in condizioni anche di normale funzionamento di qualcuno degli enti. Questa gestione commissariale non doveva avvenire in questo modo, anche perché non so fino a quale punto abbia realizzato una migliore amministrazione nei singoli Consorzi. I Consorzi hanno compiti notevoli, oggi, in modo particolare compiti di irrigazione, ma non solo questi, però affrontare il problema della irrigazione con le annate siccitose che purtroppo si susseguono una appresso all'altra richiede la presenza in loco continuativa, senza interruzione, del Presidente o del commissario, mentre invece la presenza dei commissari è limitata a qualche giorno alla settimana. Quindi, io non voglio assolutamente esprimere giudizi sui commissari, per carità, è ben lontano dalle mie intenzioni, però è un fatto oggettivo quello che io sto indicando, cioè la necessità che i commissari siano presenti in sede tutti i giorni della settimana, perché i problemi che devono affrontare si susseguono tutti i giorni.
Io dico che meglio sarebbe stato presentare un disegno di legge in modo da approfondire anche l'aspetto relativo alla fusione, strettamente fusione, dei patrimoni dei singoli enti. Per quanto io conosca i due Consorzi di bonifica di primo grado, quello di Oristano e quello di Terralba, sono due Consorzi che hanno caratteristiche particolari l'uno e l'altro, per cui è necessario che nell'atto di fusione di queste particolarità si tenga conto. In effetti è un atto amministrativo che viene compiuto e dovrebbe essere compiuto nell'interesse degli associati, dei soci del Consorzio; non esiste un interesse superiore della Regione se non quello del regolare funzionamento, questo sì, però chiaramente il funzionamento dei vari enti deve essere fatto nell'interesse dei soci, nell'interesse della produzione e anche della collettività, perché i Consorzi hanno anche compiti che riguardano la collettività.
Dicevo che il Consorzio di bonifica di Oristano ha delle particolarità rispetto a quello di Terralba, Arborea, Marrubiu, eccetera. Perché questo? Un fatto che mi viene in mente immediatamente è che anche la contribuzione nei due Consorzi viene stabilita in modo diverso. Nel Consorzio di Bonifica di Terralba e Arborea la contribuzione è commisurata direttamente alle superfici, a prescindere dall'utilizzazione dell'acqua. Nel Consorzio di Oristano, invece, la contribuzione è commisurata non all'uso come quantità di acqua, ma all'uso come coltura, le diverse colture, per ogni coltura viene stabilito un determinato indice, in virtù del quale si determina la contribuzione a carico. Quale è il migliore dei due sistemi? Non lo so, non sono certamente in grado di poter stabilire qui se sia migliore il modo di determinare la contribuzione del Consorzio di Arborea o quello degli altri. Dico solo che sono diverse, pertanto sarebbe stato necessario l'intervento degli organi normali dei due Consorzi, non del commissario, in modo da poter arrivare ad un atto di fusione equo. Diversamente noi rischiamo con un'imposizione dall'alto di far litigare gli associati di due consorzi e far litigare il consorzio di Oristano con quello di Arborea, tralascio quello di secondo grado perché non ha compiti che riguardino l'esercizio diretto di irrigazione eccetera, ecco perché io avrei preferito un disegno di legge con una maggiore attenzione, una maggiore analisi dei problemi connessi alla fusione perché se è vero che la fusione comporta dei benefici di carattere generale per quanto riguarda le spese generali, certamente si ha la possibilità di una certa riduzione ma bisogna tener conto anche di quelle particolarità di cui poc'anzi ha parlato. Quindi non mi pare che possa esprimere un parere favorevole, un voto favorevole a questo emendamento così come è stato congegnato. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Io non mi voglio addentrare su questioni specifiche perché l'ha già fatto in maniera molto significativa il collega Casu, io vorrei fare solamente delle osservazioni di carattere pratico che poi sono anche considerazioni che possono avere una valenza giuridica e allora io mi chiedo: si tratta di consorzi di bonifica fusi ai sensi dell'articolo 30 della legge regionale 14 marzo 1984 numero 21 che disciplina appunto i consorzi di bonifica. Se i consorzi sono stati già fusi e questo mi sembra di aver capito che sia, i consorzi stessi devono essere regolamentati e disciplinati dai loro statuti, quindi i consorzi fusi operano e vigono, sono cioè ad esistenza in funzione del proprio Statuto che ne disciplina la vita, l'esistenza e la modalità di costituzione e di istituzione degli organi collegiali e allora non riesco a capire perché si cerchi di disciplinare con una legge e nel caso specifico la legge finanziaria, le modalità di votazione e di composizione del consiglio dei delegati quando a questo punto dovrebbero provvedere gli stessi Statuti che compongono il consorzio che poi è la risultante dei consorzi fusi. Mi sembra una cosa che non sta né in cielo né in terra, similmente a quanto succede in tutte le forme e associazioni, sia che hanno attività commerciale e produttiva al loro pari, siano associazioni di tipo culturale, di ricerca e via dicendo, ma gli statuti degli organismi, delle società, degli enti, dei consorzi, della stessa Regione sarda, a che cosa serve? Serve a disciplinare l'esistenza e il funzionamento. Che bisogno c'è se il consorzio è stato fuso ed esiste e quindi opera secondo uno statuto che prevede anche, ripeto, la composizione degli organi collegiali e le modalità di elezioni di complicarci la vita e l'esistenza disciplinando in legge e soprattutto- ripeto ancora una volta - in finanziaria, un problema che dovrebbe trovare la sua soluzione nello statuto degli enti che risultano fusi. Se questo significa delegificazione evidentemente andiamo verso la semplificazione, diversamente andiamo verso la complicazione. Complimenti.
FERRARI (F.D.S.-Progr. Sard.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Grazie!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tunis. Ne ha facoltà.
TUNIS MARCO (F.I.). Riprendo la parola, signor Presidente, colleghi consiglieri e signor Assessore, perché sulla prima probabilmente non sono stato completo, perché mancava appunto una formulazione che sanava di fatto tutta la materia, cioè probabilmente se noi avessimo discusso per tempo quella famosa mozione, se fossimo arrivati ad un tavolo di trattative, si sarebbe trovato subito un testo che sarebbe arrivato in Commissione e probabilmente approvato e non ci saremmo trovati a dover disquisire qui e addirittura a trovarci con posizioni leggermente differenti, tutti convergenti nella stessa materia però leggermente differenti. Io vorrei qui fare un tentativo per riuscire a dipanare la matassa in quanto sono presentatore di un emendamento e come tale mi rimane il coordinamento di queste proposte di modifiche, lasciando a ognuno però la possibilità che voti secondo coscienza. Io ribadisco che l'emendamento presentato dalla Giunta tendeva essenzialmente per quelle situazioni legittime a portare una funzionalità, ho voluto con il mio emendamento, e a firma anche di Masala, indicare che vi sono degli altri consorzi che avendo proceduto a dei rimborsi e avendo avuto un riconoscimento delle loro richieste, non si poteva adottare quella procedura. Mi è arrivata una proposta integrativa che di fatto è quella della Presidenza della Commissione, probabilmente anche suggerita dall'Assessore, che è contenuta nello stesso articolato che avevo presentato io. Allora io detto questo, riconosco che quelle parole contenute nell'emendamento numero 161 che emenda l'emendamento numero 10, ci sono alcune righe che sono state cancellate e alcune righe che sono state aggiunte le riconosco come mie, sono firmate da me e chiedo che vengano sottoposte a giudizio. Detto ciò mi dichiaro favorevole all'emendamento stesso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, è ben difficile per un consigliere di opposizione esprimere parere favorevole per una proposta della Giunta in sede di finanziaria, ma nel caso dell'emendamento numero 10 mi sento di condividerlo pienamente e nel testo proposto dalla Giunta senza ulteriori modifiche. Credo che l'emendamento numero 10 riporti nei consorzi la democrazia, riporti la possibilità di gestione da parte degli interessati, riporti in questi consorzi una situazione amministrativa normale e questo è ben difficile, perché per esempio per il Consorzio di bonifica di Oristano, anche prima della fusione e dello scioglimento, vi erano stati da parte dell'amministrazione regionale su ispirazione di alcune organizzazioni dei tentativi di porre nel nulla la normale amministrazione, gli organi normali erano già stati commissariati, salvo poi la Giunta di fronte alla reazione dover revocare il provvedimento adottato dall'Assessore dell'agricoltura. C'è stata quindi una prevaricazione della democrazia assessoriale ispirata però da forze che si muovono nel mondo agricolo contro la normale all'amministrazione per cui salutiamo l'emendamento numero 10 come una svolta, perché la Regione, la Giunta, finalmente va nella direzione del ripristino della correttezza amministrativa, nel ripristino della democrazia, nel ripristino dell'efficienza e della partecipazione. Per questi motivi, pur condividendo l'ispirazione, non ci sentiamo di condividere l'emendamento numero 161 perché se venisse approvato l'emendamento numero 161 praticamente l'emendamento numero 10 verrebbe svuotato perché credo che tutte le fusioni siano state oggetto di impugnativa davanti agli organi di giustizia amministrativa, quindi l'approvazione dell'emendamento numero 161 bloccherebbe l'attuazione di quanto previsto nell'emendamento numero 10. Credo poi che le preoccupazioni non abbiano motivo perché ove la magistratura amministrativa spendesse o annullasse i provvedimenti adottati dalla Giunta regionale, non c'è dubbio che vi è il dovere della Giunta regionale di adempiere ai giudicati da parte degli organi di giustizia amministrativa per cui l'approvazione dell'emendamento numero 10 non comprometterebbe per niente il ripristino dei vecchi consorzi e dei vecchi organi, ove questa sia la decisione del Consiglio di Stato. e per questi motivi io ritengo che anche dei consorzi sottoposti a giudizio sia urgente l'applicazione di quanto previsto nell'emendamento numero 10. Se poi questo sarà l'assetto definitivo verrà deciso nel Consiglio di Stato indipendentemente da quello che legifererà il Consiglio regionale. Per cui mi dichiaro a favore dell'emendamento numero 10 e contrario all'emendamento numero 161.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale.
FERRARI (F.D.S.-Progr.Sar.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. A me non rimane che ringraziare i componenti del Consiglio, di maggioranza e di minoranza, per il contributo che hanno dato al dibattito su questo problema che è molto sentito, soprattutto nell'ambito del settore agricolo. Io fino a questo punto ero favorevole all'emendamento numero 161, e nella sostanza continuo ad essere favorevole purché la parte in cui è detto, naturalmente con l'integrazione a firma sempre di Masala e Tunis Marco, però mi rimane una perplessità sul punto in cui si dice "la cui fusione è sottoposta al giudizio dell'organo costituzionale amministrativo". Io, nell'esprimere una valutazione favorevole sull'emendamento numero 161, davo a questa frase il significato di situazioni nelle quali c'è un pronunciamento di sospensiva da parte dell'organo giurisdizionale amministrativo; ed è il caso, lo dico qui perché sia chiaro alla Assemblea e quindi sia agli atti del Consiglio, mi riferisco per l'esattezza al caso del consorzio del Cixerri e del Basso Sulcis dove, come è stato più volte ripetuto, c'è una sentenza di sospensiva. Quindi se dal punto di vista tecnico c'è la necessità di sostituire "sottoposto al giudizio dell'organo costituzionale amministrativo" con "per le quali o per la quale vi è una sentenza di sospensiva", io fugherei i dubbi che mi sono sorti con l'intervento del collega Bonesu e chiederei in questo caso ai proponenti di formulare in modo inequivocabile questo aspetto. Altrimenti tutti i discorsi che abbiamo fatto che sono favorevoli alla fusione dalle varie parti del Consiglio potrebbero - come osservava il collega Bonesu - cadere nel nulla. Pertanto chiedo ai presentatori di poter esprimere in modo inequivocabile questo punto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tunis. Ne ha facoltà.
TUNIS MARCO (F.I.) Una puntualizzazione in quanto presentatore dell'emendamento e per contribuire a trovare una soluzione la più rapida possibile, anziché eventualmente sospendere i lavori del Consiglio e trovare degli accordi posso dire che ci troviamo, se è conforme, collega Masala, il pensiero e io trovo che le parole con cui si è espresso l'Assessore mi trovano favorevole. Cioè deve essere inteso che si applica la procedura dell'emendamento della Giunta regionale per tutti quei consorzi, eccetto quelli per i quali vi sia una sospensiva da parte degli organi giurisdizionali. Purtroppo non soddisferà il 100 per cento dei colleghi però è una posizione; e io mi dichiaro favorevole a quello che lei ha detto, Assessore, lei lo deve tradurre, deve correggere l'emendamento come fatto tecnico.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masala sullo stesso argomento. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Il mio intendimento nel proporre questo emendamento era quello non tanto di entrare nel merito della giustezza o meno della soluzione data dalla amministrazione, ma quello di rendere coerente, di rendere rispettosa delle pronunce degli organi giurisdizionali della attività amministrativa. Quindi per renderlo coerente, se è possibile, io propongo che la frase "sottoposta al giudizio dell'organo giurisdizionale amministrativo" venga sostituita dalle seguenti "la cui fusione sia stata sospesa con provvedimento dell'organo giurisdizionale amministrativo".
PRESIDENTE. Mi pare che ci sia accordo anche da parte della Giunta su questa ulteriore formulazione. Dichiaro quindi esaurita la discussione sugli emendamenti 10 e 161. Ha facoltà di illustrare l'emendamento numero 24 il consigliere Giagu.
GIAGU (Popolari). Brevemente, signor Presidente, per dire che come dice il testo "per il completamento della realizzazione del servizio agro meteorologico regionale"; questo perché non faccia parte del lungo elenco delle incompiute. Già buona parte del servizio è stato realizzato, questi fondi servirebbero come ultima tranche per la realizzazione di un radar. In questo senso viene (?) precedentemente un impegno da parte dell'Assessorato dell'agricoltura non mantenuto. Per questa semplice ragione si chiede un intervento per ulteriori due miliardi per il completamento definitivo di questo servizio.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci.
SECCI (Popolari), relatore. Il relatore lo accoglie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta lo accoglie.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sull'emendamento numero 24. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Più che un intervento di approvazione o di diniego all'emendamento numero 24, intervengo per fare qualche considerazione e soprattutto ottenere dei chiarimenti che né dalla illustrazione dell'emendamento né dai pareri della Commissione e della Giunta ho avuto. Guardando il bilancio vedo che è previsto il capitolo 0306339/00, che porta la voce "finanziamento al consorzio SAR, articolo c) 3 della legge finanziaria". E vedo che l'emendamento numero 24 propone la istituzione di un nuovo capitolo. Allora mi è sorto il dubbio che spero mi venga fugato. Se il capitolo previsto in bilancio, lo 06339/00, è già un capitolo storico del bilancio, istituito presumibilmente con la legge che aveva previsto anche la realizzazione del programma operativo plurifondo per la realizzazione del servizio agro meteorologico, poiché questo è un nuovo capitolo, mi è sorto il sospetto che in realtà non si tratti di un completamento di un'opera già iniziata, perché mi chiedo, a questo punto, se si tratta di completamento ovviamente l'opera è già iniziata e ovviamente l'inizio di quest'opera sarà stata finanziata da qualche capitolo; capitolo che stranamente io non trovo nel bilancio, e quindi rimane fondato o sembrerebbe fondato il sospetto che non di completamento si tratti, ma di inizio di un'opera. E allora se è l'inizio di un'opera io troverei nel testo dell'emendamento una contraddizione interna, perché non è compatibile o non sarebbe compatibile il sostantivo completamento con la richiesta di istituzione di un nuovo capitolo. Questo è quanto.
PRESIDENTE. Vorrei anch'io sapere se si tratta di un complemento dell'intervento in termini di finanziamento ovvero di completamento dell'opera. Ridarò poi la parola all'onorevole Giagu, estensore, per chiarire il significato terminologico.
GIAGU (Popolari). Completamento relativo al servizio agrometereologico regionale che è in corso da anni; questo nuovo finanziamento serve per finanziare, per definire il servizio agrometereologico. Credo che sia riferito ad un radar (...) alcuni impegni già assunti e in base a degli impegni riassunse l'Assessorato dell'agricoltura (...) e si va a definire con questo finanziamento.
PRESIDENTE. Grazie del chiarimento che consente di discutere con più cognizione di causa.
Ha domandato di parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS (F.I.). Nel dichiararmi a favore di questo emendamento per quella che è l'importanza che il servizio agrometereologico ricopre nella Regione Sardegna, anche nel prevedere alcune avversità metereologiche, così come per il collegamento stretto che esiste tra lo stesso e i problemi dell'agricoltura, faccio rilevare quanto ha precedentemente esposto il collega Masala. Trattandosi di un completamento non si capisce quale sia la ratio nell'istituire un nuovo capitolo nel bilancio. Bene avrebbe fatto il presentatore a chiedere che questo emendamento andasse sul capitolo 06339/00. Cioè non si capisce perché c'è questo 01, essendo già previsto il capitolo apposito per il servizio agrometereologico. Un altro aspetto direi che va visto in questo emendamento, che è un emendamento firmato dai consiglieri regionali, che però è presentato su carta della Giunta regionale, per cui sembrerebbe un emendamento della Giunta firmato dai consiglieri. E allora questi aspetti di forma bene sarebbe vederli presentati dai consiglieri regionali sulla carta del Consiglio regionale e la Giunta, se doveva presentarlo, così come facilmente l'ha accolto senza nessun rilievo, avrebbe potuto farlo come emendamento proprio.
PRESIDENTE. Onorevole Floris, onde procedere ad una discussione con migliore condizione di causa, per un chiarimento tecnico al riguardo, do la parola all'assessore Scano che me l'ha chiesta, anche violando l'ordine degli interventi, perché intervenire dopo aver chiarito gli aspetti tecnici è meglio che intervenire senza avere avuto questi chiarimenti.
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Intanto sul chiarimento in relazione al capitolo di nuova istituzione; c'è una differenza significativa dal punto di vista della lettura contabile, perché un capitolo è di parte corrente e l'altro invece per gli investimenti. Questo è il motivo, la ragione tecnica per cui procediamo all'istituzione di un nuovo capitolo.
PRESIDENTE. Ripeta, per favore, perché il consigliere Floris non ha sentito in quanto non funzionava bene l'audio.
SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non utilizziamo il capitolo 06339 perché, dal punto di vista della lettura contabile, si tratta di due capitoli che hanno una caratteristica diversa: uno è un capitolo di parte corrente, e l'altro, invece, è un capitolo per investimenti. Quindi questa è la ragione tecnica. Lo 06339, infatti, è finalizzato al censimento delle variazioni metereologiche, qui invece stiamo parlando di una finalità per quale c'era stato un finanziamento comunitario, era stato inserito, se ricordo, nel POP-FEOGA, questo finanziamento comunitario, per ragioni varie che si potrebbero anche vedere più nel dettaglio, ma se viene richiesto poi lo farò, è di fatto saltato, parzialmente saltato, e quindi stiamo provvedendo, questo è il senso dell'emendamento, si sta proponendo di provvedere con risorse regionali. La seconda cosa, così concludo questo supplemento di informazioni, e rispondo anche al problema che poneva il collega Floris, perché la Giunta ha immediatamente accolto l'emendamento? Perché un emendamento non perché sia della Giunta, ma perché è un emendamento sul quale c'è stata una lunga e approfondita discussione in Commissione. La Giunta, in Commissione, fece una dichiarazione dicendo che la finalità è sicuramente positiva, abbiamo necessità di capire bene che cosa è successo nell'iter del progetto e quindi per ora invitiamo i presentatori a non insistere, da qui all'Aula faremo un supplemento di istruttoria, a seconda di quale sarà l'esito di questo accertamento, vedremo. Quindi i presentatori correttamente lo ritirarono, l'hanno ripresentato in aula, la Giunta nel frattempo ha fatto un supplemento di istruttoria che ci ha consentito di avere gli elementi di valutazione per poter accogliere l'emendamento medesimo e per poter anche, come si capisce anche dal ragionamento che io ho fatto in qualche modo concordare anche la copertura finanziaria.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Nonostante il chiarimento dell'Assessore mi pare che qualche perplessità rimanga sempre. Rimane perché viene istituito un nuovo capitolo di bilancio, il 3006339-01 mentre esiste nel bilancio il 06339-00. Come ha messo in evidenza il collega Masala, se si tratta di un completamento evidentemente allora il capitolo 06339-01 doveva esistere in bilancio, perché evidentemente si trattava non di spesa corrente, ma di spese in conto capitale, cioè investimenti. E allora cosa si completa se non esiste il capitolo di bilancio, se non esisteva lo stanziamento? Comunque a me pare che noi, con le rilevazioni a favore di enti ed enticini non facciamo altro che stanziare dei fondi per rilevare che cosa? Un'agricoltura che non funziona? Ecco il sospetto che ci viene, credo legittimo. Se dovessimo analizzare tutto il bilancio, tutta la finanziaria, cosa che faremo, ci accorgiamo di quanti mezzi finanziari sono stanziati per queste rilevazioni a favore di decine di enti. Cosa che si moltiplica continuamente, quindi evidentemente non ha solo la funzione di rilevare, ha anche qualche altra funzione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Il maestro Casu mi ha portato via parte degli argomenti...
SECCI (Popolari). Può rinunciare.
BALLETTO (F.I.). No, non rinuncio perché voglio ribadirli i concetti; poi il collega Usai mi dice che non aveva sentito bene e quindi ha bisogno di capire meglio. No, non convincono affatto le spiegazioni che ha dato l'assessore Scano, non convincono perché se si tratta di un completamento significa completamento di un progetto che a suo tempo è stato evidentemente accolto e ritenuto finanziabile. Il capitolo di spesa relativo agli investimenti, e quindi in conto capitale, non può non esistere nel bilancio, perché la realizzazione della iniziativa nasce soprattutto per un investimento in conto capitale. Se si tratta di un completamento di un progetto che è iniziato è evidente che l'articolo deve già esistere perché nella fase iniziale realizzatoria gli investimenti in conto capitale devono necessariamente essere presenti. Quindi questo non può essere, per lo meno non è accettabile, o per lo meno la spiegazione che ne è stata data non è condivisibile perché non si basa su fondamenti logici. Si tratta quindi di una nuova opera, della quale si deve fare oggi la valutazione se sia utile, e pertanto condivisibile, oppure non utile e pertanto da cassare. Allora per capire se è utile bisogna vedere quali sono le funzioni del consorzio agrometeorologico, quale tipo di utilità dà realmente e se l'acquisizione di un radar, io non sono un esperto in meteorologia, ma mi sembra che i fenomeni meteorologici si devono accertare con sistemi diversi rispetto a quelli di un radar. Il radar mi sembra che funzioni emettendo determinati flussi di onde elettroniche, elettromagnetiche, queste rimbalzano e danno determinati segnali. Probabilmente si vorrà valutare la consistenza delle nuvole, ammesso che le nuvole possano dare segnali riflessi, per dare valutazioni e previsioni di natura meteorologica tali da soddisfare le esigenze dei nostri agricoltori, come se i nostri agricoltori aspettino il responso dalle nuvole per capire che cosa devono fare e che cosa non devono fare. Di nuvole si tratta, probabilmente, in questa operazione, e le nuvole rappresentano un aspetto non tangibile, non palpabile, ma solamente visivo. Come dire molto fumo e niente arrosto. Mi dispiace per il fatto che il collega Floris condivida questo emendamento, va detto che in Commissione bilancio e programmazione i commissari di Forza Italia si sono pronunciati contro questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'emendamento numero 24 l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sull'emendamento 24 perché naturalmente la Giunta ha ascoltato le richieste, le domande, le obiezioni che sono state fatte, quindi non voglio dare la sensazione di liquidarle, perché sono osservazioni che hanno un fondamento. Hanno un fondamento, ma sono in grado di dimostrare di superare le obiezioni. Non è una nuova opera, perché se fosse una nuova opera non so quale sarebbe stato il parere della Giunta, non perché non sia una iniziativa valida, ma perché a seconda che sia una nuova opera o no si adottano parametri diversi. Il presentatore dell' emendamento ha parlato di non lasciare una incompiuta, e questa è l'ottica in cui anche la Giunta si è collocata. Allora, qui stiamo parlando di finanziamenti POP per l'istituzione del servizio agrometeorologico regionale, questo è l'oggetto, per un importo di circa, io ho le cifre precise, ma adesso cerco di dare l'idea rapidamente della cosa, per l'importo di 17 miliardi. Questo finanziamento concesso è stato suddiviso in due annualità, non solo non stiamo parlando di una nuova opera, ma non stiamo parlando nemmeno di un progetto recente: 1992 finanziamento per 8 miliardi, 9 miliardi, di cui una parte a gravare sul capitolo 06407/00, onorevole Balletto, quota Regione, e un'altra parte, 4,5 miliardi circa, a gravare sul capitolo 06407/01, quota CE. Questo per il '92, poi io sarei anche in grado di dire che cosa è stato erogato e il saldo che rimane da erogare. Seconda annualità 1993, anche qui per più di 8 miliardi, di cui la quota regione a gravare sullo 06407/00, e l'altra parte a gravare sul capitolo 06407/01 quota CE. Anche per quanto riguarda il '93 si tratta di somme in grandissima parte spese e rendicontate. Per dare l'idea, 4626 milioni su 4628 sono rendicontati, ecco perché si tratta in tutta evidenza non di una nuova opera. Allora che cosa è successo? E' successo che dal 1996, nonostante le richieste di accredito effettuate dal Consorzio, pressato dai solleciti di pagamento dei fornitori degli investimenti, non è stata effettuata alcuna erogazione. Dal 1996, 1997 e questa parte del 1998 nessuna erogazione. Mentre dobbiamo da una parte effettuare il saldo della prima annualità, per 200 milioni circa, e dall'altra c'è il problema ugualmente di un saldo sulla seconda annualità. Allora con questo emendamento che cosa si fa? Si fa questo: tenuto conto che il 50 per cento del POP era stato previsto a carico della Regione, l'emendamento riguarda la previsione dell'accollo da parte della Regione anche della quota dei finanziamenti scaduti di pertinenza CE - qui evidentemente c'è qualcosa che non è andato come sarebbe dovuto andare - per un importo complessivo di circa 2 miliardi, di cui una parte, un centinaio di milioni, è relativa all'annualità 1992, e la parte rimanente è relativa all'annualità 1993. Il capitolo di nuova istituzione è nuovo per il 1998, diciamo, ma c'erano i capitolo precedenti, sia quello quota regionale, sia quello relativo alla quota CE, in alcuni bilanci precedenti della Regione. Stiamo semplicemente completando un'opera che ove la Regione non si accollasse la parte scaduta di pertinenza CE, rimarrebbe appunto, come diceva l'onorevole Giagu, una incompiuta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). A nome del Gruppo per richiedere la votazione a scrutinio segreto dell'articolo 22, non vorrei sbagliarmi...
PRESIDENTE. Sì, è l'articolo 22, al quale è stato presentato l'emendamento soppressivo totale 120, e quindi significa che voteremo l'articolo, come abbiamo fatto in casi analoghi, e successivamente voteremo tutti gli emendamenti aggiuntivi. Prego, onorevole Balletto, chiede la votazione segreta?
BALLETTO (F.I.). Sì, per l'articolo 22 e per l'emendamento numero 24, e poi per l'emendamento...
PRESIDENTE. Gli altri emendamenti aggiuntivi sono, glielo ricordo io, il 9, il 10 e il 161. Insomma la chiede per tutti?
BALLETTO (F.I.). No, per l'emendamento numero 10 poi vorrò fare una dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Per il 161 la chiede o no? Non ho capito bene. La chiede per il 24...
BALLETTO (F.I.). Per il 10 e il 161 vorrei fare una dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Stiamo per votare a scrutinio segreto sul testo originario dell'articolo 22. Prego i colleghi di prepararsi alla votazione.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'articolo 22.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 70
votanti 70
maggioranza 36
favorevoli 39
contrari 31
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEMONTIS - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LADU - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 24.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 70
votanti 70
maggioranza 36
favorevoli 42
contrari 28
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEMONTIS - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LADU - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU -SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Metto ora in votazione, non è stato chiesto scrutinio segreto, l'emendamento numero 9. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione, dopo aver dato però la parola all'onorevole Balletto, che l'ha chiesta per dichiarazione di voto, l'emendamento aggiuntivo numero 161 e poi l'emendamento numero 10.
Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Mi esprimo per dichiarazione per questi due emendamenti, il numero 10 e il numero 161, perché in concomitanza, durante il mio intervento, ho fatto presente a quest'Aula che, a mio modo di vedere, non era necessario né indispensabile che si provvedesse a disciplinare un evento quale quello riportato negli emendamenti con apposito provvedimento di legge e, soprattutto, in occasione della finanziaria. Ho evidentemente sollevato un problema che va verso la direzione della semplificazione dei procedimenti amministrativi e non alla loro complicazione attraverso la formazione di un'apposita legge. Nell'emendamento si parla di consorzi fusi, quindi di un atto giuridico perfezionato, il che significa che il soggetto che sostituisce i consorzi è venuto a legale esistenza e il consorzio che è la risultante dei consorzi in precedenza esistenti e fusi, è un soggetto pienamente legittimato e quindi titolare di diritti e di doveri e la sua vita è disciplinata solo ed esclusivamente dallo statuto e dalle norme di carattere generale che disciplinano la materia dei consorzi. Quindi non v'è assolutamente bisogno che l'aspetto di cui si tratta sia disciplinato in legge, perché la disciplina dell'elezione degli organi istituzionali rappresentativi e quindi dell'organo di gestione quale è quello del consiglio dei delegati debba trovare legittimazione negli appositi articoli dello statuto che lo disciplinano. Siccome sull'argomento non ho avuto risposta né chiarificazione in seguito al dibattito né risposta e chiarificazione da parte dell'Assessore, pur condividendo che le finalità sono quelle di dare operatività e funzionalità ai consorzi fusi, non avendo avuto le opportune e dovute, ritengo, chiarificazioni, dichiaro di astenermi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Mi pare che la procedura adottata almeno sotto il profilo tecnico economico non sia stata corretta, perché si arriva alla fusione attraverso l'atto di fusione dei singoli consorzi. Il consorzio che ne scaturisce è un consorzio che avrà un patrimonio pari al patrimonio dei due singoli consorzi. Ecco perché era necessario, seppure in regime commissariale, meglio sarebbe stato con le amministrazioni normali, che ciascun consorzio doveva fare una delibera di fusione per arrivare al consorzio unitario. Non mi pare che questo sia stato fatto.
Ecco perché vi dicevo arriviamo ad un consorzio fuso, imposto dall'alto, e poi noi riusciremo certamente a far litigare gli associati dei due o tre consorzi perché non si è rispettata la volontà dei consorziati. Stante il fatto che il consorzio è fatto nell'interesse dei consorziati, logicamente, noi avremmo dovuto rispettare al massimo la volontà dei soci dei tre consorzi, mi riferisco ad Oristano. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Presidente, non è per dichiarazione di voto, ma sull'ordine dei lavori. Semplicemente per chiedere la lettura dell'emendamento numero 161 nel testo che va in votazione.
PRESIDENTE. Mi proverò, essendo la grafia...
Dopo il comma 3 inserire il seguente: "Le disposizioni contenute nei commi 1 e 2 del presente articolo non si applicano nei confronti di quei consorzi la cui fusione è stata sospesa con provvedimento dell'organo giurisdizionale amministrativo. In questo caso l'organo di amministrazione straordinario provvede alle operazioni elettorali per il rinnovo del Consiglio dei delegati per singolo consorzio entro lo stesso termine di cui al comma 3". Questo è il testo. Era giusta l'esigenza.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Presidente, sull'ordine dei lavori. Vorrei capire però a questo punto, dopo che lei ha dato lettura dell'emendamento integrato, se il comma 3 dell'emendamento numero 10 è compatibile oppure no. Nel senso che debba essere soppresso o meno. Mi sembra che ci sia una qualche attinenza e una qualche colleganza tra il comma 3 e le modifiche che sono state apportate.
PRESIDENTE. Comma 3 dell'emendamento numero 10? Non mi risulta che l'emendamento numero 10 abbia tre commi. Non li vedo numerati. Scusi, mi lasci controllare, perché tra emendamenti, emendamenti agli emendamenti, emendamenti agli emendamenti degli emendamenti... Sì, sì, il terzo comma dell'emendamento numero 10 recita "gli organi di amministrazione straordinaria provvedono alle conseguenti operazioni elettorali entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore di questa legge.". Invece... Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Su questi problemi, nessuno meglio dell'onorevole Masala può precisare. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Solo per precisare che il terzo comma dell'emendamento numero 10 è richiamato soltanto con riferimento al termine, il che vuol dire, detto in parole povere, che anche in questo caso si deve rieleggere entro trenta giorni dall'entrata in vigore della legge.
PRESIDENTE. Mi pare, da quel poco che capisco io di questa complicatissima materia, che la compatibilità risulti chiara dalle cose chiare dette dall'onorevole Masala.
Metto in votazione l'emendamento 161. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 10. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 23.
CASU (F.I.). Signor Presidente, chiedo che l'articolo venga letto per intero.
CONCAS, Segretaria:
Art. 23
Incrementi di fondi
destinati al settore industriale
1. E' autorizzato, nell'anno 1998, lo stanziamento di lire 2.000.000.000 per l'incremento del fondo destinato alla concessione di contributi per l'abbattimento del tasso d'interesse sulle anticipazioni bancarie per iniziative industriali di cui all'articolo 38 della legge regionale 30 aprile 1991, n. 13 (cap.09040/01).
2. E' autorizzato lo stanziamento complessivo di lire 20.000.000.000 in ragione di lire 10.000.000.000 nell'anno 1998 e di lire 5.000.000.000 per ciascuno degli anni 1999 e 2000 per l'incremento del fondo destinato al consolidamento finanziario delle piccole e medie imprese industriali di cui all'articolo 5 della legge regionale 20 giugno 1989, n. 44 (cap.09045/08).
3. E' autorizzato, nell'anno 1998, lo stanziamento di lire 10.000.000.000 per l'incremento del fondo di cui all'articolo 1 della legge regionale 18 novembre 1968, n. 47. L'Assessore della programmazione d'intesa con l'Assessore dell'industria é autorizzato, per la gestione del medesimo fondo, a stipulare apposita convenzione con la SFIRS Spa (cap.09025/01).
4. Nell'articolo 1 della legge regionale n. 47 del 1968 dopo la parola "integrazioni" sono aggiunte le parole: "ed ai Consorzi per le aree di sviluppo industriale e dei nuclei di industrializzazione".
5. L'articolo 2 della legge regionale n. 47 del 1968 è sostituito dal seguente:
"Art. 2 -
La concessione dei mutui é disposta con decreto dell'Assessore dell'industria, su conforme deliberazione della Giunta regionale.".
6. L'importo di lire 1.000.000.000 previsto dall'articolo 18 della legge regionale 8 marzo 1997, n. 8, a favore dell'Osservatorio industriale è rideterminato, a decorrere dall'anno 1998, in lire 1.800.000.000 (cap. 09008).
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 69, 11, 121, 87, 123 e 159. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Gli emendamenti possono essere illustrati a partire dal numero 69. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Prima che vengano illustrati gli emendamenti vorrei intervenire, se fosse possibile, sull'articolo.
PRESIDENTE. Si procederà come abbiamo sempre fatto prima illustrando gli emendamenti e poi aprendo la discussione sull'articolo e sugli emendamenti. All'emendamento numero 69 sono strettamente connessi gli emendamenti 123 e 159.
PRESIDENTE. Il 123 sostitutivo parziale e il 159 anch'esso sostitutivo parziale. Procediamo allora all'illustrazione nell'ordine del numero 69, del numero 123 e del numero 159.
Ha facoltà di parlare il consigliere Masala per illustrare l'emendamento.
MASALA (A.N.). L'emendamento è molto semplice, trae origine da una considerazione che è contenuta nello stesso terzo comma, il quale recita: "E' autorizzato nell'anno 1998 lo stanziamento di lire 10 miliardi per l'incremento del fondo di cui all'articolo 1 della legge regionale 18 novembre 1968, numero 47". Cioè la considerazione che io ho fatto è questa: esiste una legge, la numero 47 del '68, la quale disciplina una determinata materia. Presumo che la legge disciplini questa materia anche relativamente alle modalità di erogazione dei fondi, per cui non ho colto, se non nel senso della modifica sostanziale di una norma vigente, la seconda parte dell'articolo, per il quale l'Assessore della programmazione dovrebbe stipulare delle convenzioni con la SFIRS, e non ho capito perché allora o la SFIRS era tra le finanziarie precedentemente escluse da queste convenzioni, e quindi non era chiamata all'attuazione delle norme previste dalla procedurae di cui all'articolo 1 della legge numero 47 del '68 e si vuole creare un rapporto privilegiato con la SFIRS, e mi chiedo perché non con il CIS, perché non con altri istituti di credito. E quindi è volto a mantenere la procedura, così come disciplinata dalla legge vigente. Poi se posso saltare al 159, che mi pare sostanzialmente quasi simile al 123, che ovviamente non mi compete, in realtà se l'emendamento numero 69, testé illustrato, venisse accompagnato da una certezza, e cioè che le convenzioni stipulate con la SFIRS sono di migliore trattamento rispetto a tutte le altre, lo avrei anche potuto capire. E allora se questo è il risultato o l'obiettivo che si vuole conseguire, io intervengo con l'emendamento numero 159 suggerendo che le convenzioni vengano stipulate o con istituti di credito o con finanziarie che però applichino il trattamento migliore, perché non ci devono essere sacche di privilegio per nessuno, fosse anche per le finanziarie della Regione, perché non voglio più sentire, cioè l'accetterò se verrà detto, evidentemente, ma le frasi sentite in precedenza negli anni scorsi, durante la discussione della finanziaria dall'assessore Sassu che la SFIRS è una finanziaria della Regione e quindi ce la dobbiamo tenere, o la teniamo e allora bisogna foraggiarla, bisogna assisterla, oppure la dobbiamo sopprimere. Questa non è una ragione, la vera ragione è di natura economica e quindi le convenzioni si fanno sempre a favore di chi pratica il trattamento migliore.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per illustrare l'emendamento numero 123.
BALLETTO (F.I.). Col terzo comma dell'articolo 23 si autorizza, per l'anno 1998, lo stanziamento di 10 miliardi per l'incremento del fondo di cui all'articolo 1 della legge regionale 18 novembre 1968, numero 47, col quale articolo si prevedeva la concessione a favore dei consorzi delle zone industriali riconosciute in Sardegna ai sensi della legge regionale 7 maggio 1953 numero 22, di mutui per la copertura delle spese o quote di spese a carico dei consorzi stessi, relativi all'acquisizione di aree destinate agli insediamenti industriali e alle relative infrastrutture. In proposito va detto che il fondo di rotazione indicato nella norma non è mai stato istituito, e che pertanto, a distanza di appena trent'anni, quella disposizione trova finalmente attuazione. Non si vuole entrare in questo momento nel merito del contenuto di quella disposizione, ovvero sia sull'utilità o meno dello stanziamento in relazione a corretti e utili provvedimenti di programmazione, in quanto non si possiedono sufficienti elementi di valutazione, ma si vuole osservare quale sia l'atteggiamento preferenziale che la Giunta riserva alla SFIRS, indicandola come l'unico soggetto beneficiario a seguito di apposita convenzione per la gestione dell'istituendo fondo di rotazione. Noi riteniamo che nel nome della libera concorrenza, alla quale, evidentemente, la sinistra progressiva oggi dichiara di ispirarsi e di rivolgersi ma che, all'atto pratico evidentemente non fa, rivolgendosi con preferenza alla SFIRS con l'esclusione di tutti gli altri soggetti che pure esistono, operano nelle piazze isolane e che si sono distinti nel tempo per capacità e professionalità nel settore del medio e del lungo credito, e comunque nella gestione degli incentivi alle imprese. L'emendamento quindi vuole significare la posizione del nostro Gruppo sull'apertura delle possibilità ad altri istituti di credito che esistono, non ultimi la Banca CIS, il Banco di Sardegna, perché ha un'apposita sezione per il credito a medio e lungo termine e anche della Banca Nazionale del Lavoro. Riteniamo che questo sia un privilegio che viene concesso ad un istituto a discapito degli altri, e questo sicuramente ledendo il principio della competizione, perché è la competizione che porta ai migliori risultati.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare l'emendamento numero 11, anch'esso relativo al comma 3, e così apriamo la discussione su questo blocco di emendamenti che hanno come elemento di omogeneità il riferirsi tutti al comma 3.
SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Due parole perché mi sembra abbastanza chiaro. E' semplicemente uno spostamento interno allo stato di previsione dell'industria, stiamo levando 8 miliardi proprio dal fondo della legge numero 47, quindi andando un po' nella direzione che veniva ora sollecita dagli interventi del Polo, e stiamo invece incrementando lo 09054 che prevede interventi che hanno una notevole analogia ma che tuttavia non hanno il meccanismo del fondo, né quindi vengono gestiti dalla SFIRS, sono investimenti per infrastrutture negli agglomerati industriali.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci , relatore.
SECCI (Popolari), relatore. Sull'emendamento numero 11 della Giunta, la Commissione accoglie; sull'emendamento numero 123, Pittalis, Casu e più, non lo accoglie; l'emendamento numero 59, che la Commissione non ha avuto modo di vedere essendo stato presentato in data successiva alla riunione, essendo una estensione del 123, siccome la Commissione ha discusso sull'affidare o non affidare alla SFIRS o all'istituto di … (?) il fondo di cui si tratta penso che sia possibile esprimere il parere di non accoglimento. L'emendamento 69 ugualmente la Commissione non lo accoglie. Se non ho fatto errori mi sembra che sono questi tutti gli emendamenti.
PRESIDENTE. Ha risposto al quesito in pieno. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello della Commissione per il 123, il 59 e il 69, mi pare che ci siano tutti.
PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti numero 69, 123, 59 e 11.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). L'articolo 23 lascia qualche perplessità intanto per la preferenza che la maggioranza dimostra di accordare a un istituto finanziario che opera in Sardegna, la SFIRS, e a mio modo di vedere neanche poi tanto tanto bene, tanto tanto bene solo ed esclusivamente per il fatto che l'incidenza in termini positivi che essa dimostra sul nostro tessuto economico sembra abbastanza scadente, se non del tutto irrilevante. E' una società, la SFIRS, che a mio modo di vedere esalta i propri conti sostenendo, in occasione dell'approvazione dei propri bilanci annuali, che il proprio bilancio passi, vado a memoria, quindi le cifre non sono certamente indicative di quello che sto dicendo, ma sono comunque significative per esprimere il concetto, esaltare il fatto che l'esercizio 1997 rispetto a quello precedente ha esposto un utile in più di circa 500 milioni, e quindi passare da un miliardo a un miliardo e mezzo. Solo che se si va a vedere qual è la composizione del conto economico di questa società ci si accorge che quell'utile si consegue solo ed esclusivamente per la rendita finanziaria che ottiene sui fondi messi a disposizione per il sostegno delle attività economiche, ma che non trovano impiego e che invece impiegate in CCI, BOT e titoli a reddito fisso procurano interessi per svariati miliardi, quindi 7, 8, 9, 10, 5, quelli che saranno, e così quell'utile di esercizio nasce solamente da rendite finanziarie proprio quelle rendite finanziarie che una certa cultura di sinistra vorrebbe colpire, ma che invece in questo organismo che è retto da un esponente di sinistra si perseguono. E l'utile di questa società, guarda caso, nasce solo ed esclusivamente per il fatto che vengono trasferiti fondi regionali, non vengono impiegati per intero e al meglio, contribuiscono a formare interessi passivi che poi danno risultati positivi. Quindi con riferimento a questo aspetto siamo evidentemente contrari a quello che è l'impianto e l'articolazione dell'intero articolo.
Leggendo con attenzione l'articolo si vede che al comma primo è previsto un rifinanziamento della legge regionale 13/91, dell'articolo 38. Questa legge prevedeva contributi per l'abbattimento del tasso di interesse in favore delle aziende che realizzavano iniziative industriali in Sardegna, ai sensi della legge nazionale 64/86, con lo stanziamento di un contributo di 2 miliardi per l'abbattimento del tasso d'interesse sulle anticipazioni bancarie. Per il 1997 però, se andiamo a vedere il capitolo 09041/01, non era previsto alcuno stanziamento. Non si capisce, quindi, la vera esigenza di istituire questo stanziamento dal momento che la legge 64/86 ha cessato di essere operativa da parecchi anni, se non ricordo male, intorno al 1990-91 con l'istituzione dell'Agenzia per il Mezzogiorno in sostituzione della Cassa per il Mezzogiorno, e per quanto mi risulta tutte le pratiche che erano rimaste da definire per ciò che riguardava la legge 64 avevano ottenuto soddisfazione negli anni 92, 93 e forse anche 94. Quindi non si riesce a capire il riferimento normativo all'articolo 38 della legge 13/91, che fa riferimento alle società che avevano beneficiato degli incentivi della legge 64. Quindi non si capisce l'esigenza anche perché nel 97 in questo capitolo non c'era nulla. Nel 1998 all'improvviso sorge la necessità di uno stanziamento di 2 miliardi.
Il mio collega e amico Gianni Locci dice che non è nostra la cultura del sospetto, gli posso anche dare atto, però la cultura del dubbio sì, come ha detto egli stesso, quindi parliamo di dubbi. Si vorrebbe capire quali sono le reali finalità della disposizione e quali sono i reali beneficiari di una disposizione di sostegno che all'apparenza non ha motivo di essere. Dico all'apparenza perché siamo nel sistema codificato dei dubbi.
Il comma secondo ha analoga fattispecie: si procede in questo comma al rifinanziamento del fondo di rotazione per 20 miliardi complessivi, di cui 10 miliardi per il 98 e 5 miliardi per ciascuno degli anni 99 e 2000, istituito con l'articolo 5 della legge regionale numero 44/89, la quale, la ricorderete, trattava anche del consolidamento dei debiti delle imprese aventi difficoltà finanziarie. Quindi la legge 44/89, o meglio l'articolo 5 disciplinava la concessione di anticipazioni su contributi in conto capitale alle imprese industriali beneficiarie, queste, delle provvidenze riportate dall'articolo 69 della legge 218 del '78. E' però opportuno ricordare che l'articolo 5 della legge regionale 44/89 prevede l'anticipazione da parte della Regione del contributo in conto capitale spettante ex articolo 69 della citata legge 218/78 sino a un massimo di un miliardo e mezzo, e pertanto il riferimento normativo con le finalità indicate nel secondo comma dell'articolo 23 del presente disegno di legge mal si conciliano. Non si capisce perché le finalità dell'articolo 5 della legge 44 parlano della possibilità per le imprese di ottenere un'anticipazione su una provvidenza già concessa in base all'articolo 69 della legge 218 sino a un miliardo e mezzo. Vorrei sapere che cosa ci si propone e qual è il costrutto di una legge così mal fatta e che evidentemente non ha significato sulla base di quello che è scritto, o per lo meno con i riferimenti normativi che risultano indicati. Sarebbe quindi opportuno, se non indispensabile, che la Giunta esplicitasse chiaramente quali sono le finalità che si intendono perseguire. Il consolidamento finanziario delle piccole e medie imprese industriali o la corresponsione delle anticipazioni a valere sui contributi in conto capitale. Va infine detto che nell'esercizio finanziario '97, sul capitolo 09045/08 non era previsto alcuno stanziamento, e quindi analogamente a quanto si è già avuto occasione di dire nel commento al comma 1, ci si chiede come mai ciò possa essere avvenuto se le esigenze alle quali oggi si intende dare risposta erano pure esistenti negli anni precedenti. Ma come? Negli anni precedenti avevamo maggiori risorse e non provvediamo, oggi che non abbiamo più risorse provvediamo. E come mai allora, dicevo, non si è provveduto per tempo quando le risorse non erano così scarse? Perché solo ora sorge la necessità di un siffatto intervento, quali sono le vere esigenze che, con detta disposizione, si vogliono soddisfare e chi sono gli effettivi beneficiari delle agevolazioni. Ad una convincente risposta, ma convincente, è rimesso un giudizio su un possibile ritiro dell'emendamento soppressivo che Forza Italia ha proposto, quindi ad una esauriente risposta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). Signor Presidente, per alcune brevi considerazioni in merito alla politica che si sta seguendo nel campo del credito e finanziario. A proposito, che fine ha fatto la Conferenza sul credito? Qui è un altro dei punti qualificanti di questa manovra finanziaria, ci si riempie la bocca della parola Europa, dobbiamo arrivare in Europa e poi anziché operare secondo quelle che sono le regole che dominano in Europa che tengono conto prima di tutto della libera concorrenza a base della maggiore funzionalità dei servizi prestati, ecco che anziché allargare il campo e mettere in concorrenza gli istituti di credito, riserviamo ad un istituto di credito regionale la destinazione di fondi e l'utilizzo di questi fondi. Non solo, ma questo è un altro elemento caratterizzante se guardiamo anche, se diamo lettura anche di quello che è il progetto presentato dalla Giunta a completamento di questa manovra finanziaria, disegno di legge delegato che non prendiamo in esame in quest'occasione, ma sarà sicuramente discusso in futuro. Appare chiara la politica riservata da questo governo regionale nel campo del credito e della finanza regionale. E cioè quella di concentrare completamente ampliando da una parte i poteri e i settori di applicazione della SFIRS e dall'altra tendendo a riportare tutto alla politica regionale e a una tesoreria unica, concentrare dicevo tutto il settore finanziario su due centri di interesse, su due centri di potere, se vogliamo meglio specificare che, guarda caso, sono appannaggio dello stesso partito, creando di fatto una sorta di monopolio finanziario. Io non so, qua, purtroppo nei momenti cruciali i partiti di centro, i cosiddetti alleati del centro sinistra scompaiono sempre, forse si nascondono per la vergogna di dover poi giustificare ai loro elettori determinate scelte o aver accondisceso a certe scelte, ma qui si tratta, si sta mettendo in atto una politica che porterà poi tutti gli istituti di credito a dover dipendere esclusivamente da due centri di interesse: l'Assessorato della programmazione e la SFIRS regionale che, ripeto, sono controllati dal PDS.
Per cui anche tutte le polemiche che si faranno sui posti nei consigli di amministrazione, nella Fondazione del Banco di Sardegna non avranno più alcun senso, saranno soltanto fuochi di paglia, magari dopo grandi battaglie si arriverà a dire, ah, te lo concedo, al PPI, a Federazione Democratica, chissà che fine farà il CIS, dopo di che se questi istituti vorranno andare avanti, se vorranno avere l'ossigeno per poter camminare, dovranno chinare la testa e obbedire agli ordini del sovrano padrone di questo governo. Questo non può essere il futuro della Sardegna, questo non può essere il futuro del settore del credito in Sardegna, questi non sono i risultati della famosa Conferenza. Perché anche qua bisogna mettersi d'accordo, è inutile sprecare i soldi per fare queste grandi manifestazioni in cui fare le passerelle, in cui creare le grandi idee, le grandi iniziative se poi le conseguenti politiche non sono di attuazione delle grandi idee, ma sono semplicemente quelle di riportare la politica a qualcosa di un po' troppo concreto e di meno generale. Per questo motivo abbiamo presentato l'emendamento numero 123, ritenendo che sia in linea, questo sì, con quello che vogliamo fare, cioè di portare la Sardegna in Europa, col creare situazioni che evitino i monopoli, che evitino le disfunzioni degli apparati pubblici protetti perché nessuno gli va a chiedere i conti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Mi colpisce molto di quest'articolo 23 il terzo comma. Intanto per essere preciso lo leggo "è autorizzato nell'anno 1998 lo stanziamento di lire 10 miliardi per l'incremento del fondo di cui all'articolo 1 della legge regionale 18 novembre 1968, numero 47, l'Assessore della programmazione, d'intesa con l'Assessore dell'industria, è autorizzato per la gestione del medesimo fondo a stipulare apposita convenzione con la SFIRS", capitolo 09025. Intanto per essere preciso vado a leggere il capitolo di bilancio 09025/01: "Fondo per la concessione di mutui a favore di consorzi per le aree di sviluppo industriale e dei nuclei di industrializzazione per l'acquisizione di aree destinate ad insediamenti industriali". Cioè fondo per la concessione di mutui. Ma allora evidentemente noi continuiamo a destinare risorse regionali per la concessione di mutui, ma se i consorzi, se le aree di sviluppo industriale devono contrarre dei mutui perché non li contraggono direttamente con gli istituti di credito, perché dobbiamo mettere noi fondi a disposizione per 10 miliardi? Allora l'intervento che noi stiamo facendo, lo stiamo facendo per il consorzio o lo stiamo facendo per la SFIRS, visto e considerato che queste convenzioni da stipulare da parte dell'Assessore della programmazione e dell'Assessore dell'industria devono essere stipulate solo... no, Presidente, io ritengo che non ci sia più nessuno che segue l'intervento, se questo discorso è fatto perché...
PRESIDENTE. Per cortesia.
CASU (F.I.). Se questo discorso è fatto perché chiudiamo l'intervento, io lo chiudo.
PRESIDENTE. Prego i colleghi di evitare i piccoli assembramenti e comunque di ascoltare in silenzio l'intervento dell'onorevole Casu.
CASU (F.I.). Il riferimento, signor Presidente, è puramente casuale, lei è stato insegnante come me, io ricordo che quando si parlava a scuola e vedevo dai visi degli alunni che erano assenti, interrompevo per qualche minuto in modo tale da consentire ai ragazzi... ho detto il riferimento è puramente casuale, onorevole Assessore mi perdoni la battuta, era semplicemente un richiamo perché noi gli interventi li facciamo perché abbiano una certa attenzione. Dicevo, Assessore, mi rivolgo a lei così mi deve ascoltare, nel comma tre vedo la costituzione di un fondo per la concessione dei mutui ai consorzi e alle aree di industrializzazione. Ecco, io mi chiedo immediatamente, noi dobbiamo mettere a disposizione dieci miliardi, ma se i consorzi debbono chiedere i mutui ovviamente i mutui saranno a loro carico, dovranno pagare un interesse per questi mutui, dovranno ammortizzare il capitale richiesto, e lo ammortizzeranno perché loro contraggono i mutui per acquistare delle aree, le aree le acquistano e poi le vendono; di conseguenza ci sarà un piano di ammortamento per l'estinzione del prestito e il pagamento degli interessi. Ora, io mi chiedo, e lo chiedo al Consiglio visto che la Giunta si è ridotta ai minimi termini, ma non è il caso che i consorzi contraggano i mutui con gli istituti di credito che sono abilitati a fare questo? Perché la Regione deve fare questi finanziamenti? Difficilmente io riesco a comprenderlo.
(Brusio in Aula)
(Segue CASU.) Non c'è gusto, che gusto parlare così, signor Presidente, perché non chiude la seduta e riprendiamo i lavori alle quattro. Chiedo di intervenire a questo punto sull'ordine dei lavori. Se noi dobbiamo discutere la finanziaria e vediamo in aula venti, trenta persone, sui banchi della Giunta c'è l'Assessore dei trasporti che sta seguendo il mio intervento, gliene do atto. E' un discorso semplice semplice quello che io sto facendo. Assessore Loddo non si metta a leggere adesso, mi ascolti. E' una domanda che mi sto ponendo a voce alta relativamente a questo comma terzo. Noi immobilizziamo dieci miliardi presso la SFIRS, questa è la richiesta della Giunta, perché la SFIRS conceda mutui. Adesso se ne va un altro della Giunta, non si può più parlare così, i miei discorsi sono rivolti alla Giunta e in modo particolare all'Assessore della programmazione, onorevole Presidente della Commissione terza. Sto ripetendo per la terza volta lo stesso discorso, io voglio una risposta e sono convinto che l'Assessore non ha sentito nulla di quello che ho detto.
SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Se vuole glielo ripeto, ma mi stavo consultando su quel punto con il Presidente della terza Commissione.
CASU (F.I.). E' un problema vero quello che sto ponendo, caro Presidente della Commissione terza, io sto dicendo anziché immobilizzare noi dieci miliardi, siccome esistono tanti istituti di credito a medio, lungo, breve termine, così come noi vogliamo, perché gli enti a favore dei quali ci devono essere finanziamenti, non si rivolgono direttamente agli istituti di credito? Se noi dovessimo fare un regalo, perché tanti ne abbiamo fatto, ai consorzi e alle aree di industrializzazione lo capirei, ma se noi vogliamo creare un fondo presso la SFIRS, perché la SFIRS faccia i finanziamenti, io dico che si devono rivolgere direttamente agli istituti di credito e noi non immobilizziamo i dieci miliardi. Posso anche comprendere che il tasso praticato dalla SFIRS sia minore di quello eventualmente praticato dagli altri istituti di credito, ma allora interveniamo per abbattere gli interessi. A me risuona sempre nelle orecchie e nella vista, perché vedo il foglio, quei mille e trenta miliardi che noi abbiamo fermi presso gli istituti di credito. Mentre noi abbiamo fermi presso gli istituti di credito mille e trenta miliardi, nel 1997 l'amministrazione regionale ha contratto un prestito di mille miliardi. E certamente non conosco l'entità, perché si confonde gli altri mutui, con gli interessi degli altri mutui in bilancio, ma certamente noi su questo finanziamento paghiamo gli interessi. Mentre i fondi che abbiamo depositati nei fondi di rotazione presso tutta una serie di istituti di credito non producono nulla. Ho detto già un'altra volta, mi pare, può darsi più di un'altra volta, perdonatemi se l'ho fatto, mentre questi fondi producono ventisette miliardi, così risulta dall'allegato al bilancio, a fronte di ventiquattro miliardi di spese per l'istruttoria delle domande. Ma è modo questo di utilizzare i fondi della Regione autonoma della Sardegna? Vogliamo entrare o no in quel famoso mercato aperto, perché così certamente il mercato non è aperto e tanto meno aperto appare dal comma tre in quanto la convenzione da stipulare da parte dell'Assessore della programmazione e dell'Assessore dell'industria deve essere fatta necessariamente con la SFIRS. Che viva la SFIRS a me interessa molto, però mi interessa ancora di più che il costo che sostiene la Regione sia il più basso possibile. Io dico che non possiamo continuare ad operare in questo modo, se no la modernizzazione della amministrazione regionale certamente non l'abbiamo neanche affrontata, non aspettiamo a domani.
PRESIDENTE. Procederei alla illustrazione degli emendamenti 121 e 87 che hanno lo stesso oggetto, il comma due, soltanto che uno ne propone la soppressione e uno la modifica parziale. Ha facoltà di illustrare l'emendamento 121 il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Presidente, non mi dilungherò, lo prometto, anche perché nella discussione dell'articolo ho già detto del secondo comma. Nel dire questo rilevavo l'esistenza di una incongruenza tra il riferimento all'articolo 5 della legge numero 44 dell'89, che stabilisce la concessione di anticipazioni su contributi a favore di imprese che avevano beneficiato delle agevolazioni della legge numero 218 del 1978, per l'esattezza all'articolo 69. Quindi l'incongruenza sta proprio nel fatto che l'articolo 5 della legge 44 del 1989 prevede l'anticipazione fino alla somma di un miliardo e mezzo delle provvidenze e degli incentivi già concessi con la legge numero 218. Però, se andiamo a guardare il testo della disposizione, si parla di consolidamento finanziario. Il consolidamento finanziario, che pure è previsto dalla legge numero 44 dell'89, è disciplinato in un altro articolo e ha tutt'altre funzioni. Quindi qua occorre capire che cosa intende effettivamente, qual è lo scopo che si intende effettivamente raggiungere se l'anticipazione su provvidenze già concesse oppure sostenere il processo di consolidamento dei debiti per spese correnti che le imprese hanno conseguito nel tempo e per effetto della loro attività nei confronti del sistema creditizio. Quindi qua è necessaria una chiarificazione, nel senso indicato, e poi valgono sempre le considerazioni che se si vuole favorire l'anticipazione di un miliardo e mezzo, la norma dovrebbe non avere scarsa applicazione in relazione al fatto che gli effetti di questa legge sono già cessati da tempo, e quindi non si capisce perché ormai le provvidenze originarie dovrebbero essere già state tutte elargite. Se invece si tratta di sostenere il consolidamento allora bisogna modificare la norma.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Bertolotti per illustrare l'emendamento numero 87.
BERTOLOTTI (F.I.). Con questo emendamento ci riproponiamo di modificare la destinazione dei fondi previsti dal comma 2, dalla legge 44 alla legge regionale numero 15. Quali motivazioni hanno addotto a questa indicazione? Innanzitutto quella che la legge numero 44 è di scarsissima funzionalità, testimoniata dal fatto che nel corso dell'anno scorso, quando si è trattato di fare i famosi prelievi sui fondi di rotazione, quelli ad intervento massiccio, è stata una delle leggi da cui è stata tratta la maggiore quantità di risorse finanziarie. E' una legge di difficilissima applicazione, la 44, una legge che interviene in un settore in cui esistono altre leggi nazionali che sono di più facile utilizzo, e allora perché non individuare invece interventi che sono richiesti dal territorio e dal settore produttivo. Sulla legge regionale numero 15 abbiamo delle gravissime carenze di risorse finanziarie. La legge regionale numero 15 ha dimostrato di avere una sua validità in termini di operatività di intervento, ha dimostrato di introdurre elementi nuovi nella politica di incentivazione, perché si introduce finalmente la logica del premio ai migliori progetti, cioè si ha una selezione che tende a valorizzare le capacità imprenditoriali dei soggetti proponenti. Questo rappresenta invece, il fatto di aver previsto uno stanziamento sull'articolo 23, comma 2, sulla 44, diventa una delle incongruenze della politica di questa maggioranza. Fino a qualche mese fa diceva che questa legge non produceva effetti, adesso invece ricomincia ad introdurre nuovi finanziamenti. Crediamo che si faccia molto più miglior servizio per la Sardegna e per le attività produttive per quella tanto auspicata creazione di nuova occupazione, tanto sbandierata nei convegni e così tanto poco presente in questo bilancio, andando ad incentivare leggi più funzionali che propongono interventi nuovi, che propongono investimenti nuovi e che servono, tra l'altro, a far sì che assieme a finanziamenti regionali ci siano anche interventi di capitali privati. Per cui rendendo un servizio doppio all'Isola perché consentono l'impiego di maggiori risorse finanziarie.
PRESIDENTE. I lavori del Consiglio riprenderanno questo pomeriggio alle ore 16.
La seduta è tolta alle ore 13 e 40.
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