Seduta n.195 del 17/01/2002
Seduta CXCV
(Antimeridiana)
Giovedì, 17 Gennaio 2002
Presidenza del Presidente Serrenti
indi
del Vicepresidente Spissu
La seduta è aperta alle ore 10 e 08.
ORTU, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del venerdì 11 gennaio 2002 (190), che è approvato.
Annunzio di proposta di legge
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta alla Presidenza la seguente proposta di legge:
dai Consiglieri CORDA - CORONA - CUGINI - MURGIA - FADDA - VARGIU - CAPPAI - SANNA GIACOMO - DORE - SCANO - PITTALIS - SANNA EMANUELE - PIRASTU - LOCCI - BALLETTO - LOMBARDO - DETTORI - PILO - CARLONI - LIORI - SATTA - BUSINCO - SANNA NIVOLI - BIGGIO - DIANA - LICANDRO - PISANO - CAPELLI - PACIFICO - MARROCU - MORITTU - ORRU' - FALCONI - CALLEDDA - CASSANO - DEIANA - SPISSU - IBBA - FRAU:
" Sul diritto all'informazione del consigliere regionale". (288)
(Pervenuta il 14 gennaio 2002 ed assegnata alla prima Commissione.)
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Annunzio che sono pervenute alla Presidenza le seguenti interrogazioni. Se ne dia lettura.
ORTU, Segretario
"Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sul provvedimento di revoca delle agevolazioni in favore degli ufficiali e sottufficiali di Polizia giudiziaria (Carabinieri, Polstrada, Polizia di Stato e Guardia di finanza) (decreto n. 439/6663 del 5 ottobre 1998)". (420)
"Interrogazione VASSALLO, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione dei lavoratori marittimi della Compagnia di navigazione TRIS". (421)
"Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sul mancato collegamento tra i paesi dell'hinterland ed i nuovi uffici finanziari in località Piandanna (Sassari)". (422)
PRESIDENTE. Considerato che siamo pochi, veramente pochi, quattro o cinque persone, è opportuno che sospendiamo i lavori per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 11, viene ripresa alle ore 10 e 26.)
Continuazione della discussione degli articoli del testo unificato delle proposte di legge Selis - Scano - Cugini - Spissu - Pusceddu - Balia - Sanna Giacomo - Cogodi: "Definizione transitoria delle procedure di incentivazione delle iniziative delle cooperative e società giovanili" (59/A); Rassu: "Interventi a favore dell'imprenditoria giovanile" (168/A); Fadda - Cugini - Balia - Dettori Bruno - Sanna Giacomo: "Interventi regionali per lo sviluppo dell'imprenditoria giovanile della Sardegna" (192/A) e del disegno di legge "Imprenditoria giovanile: provvedimenti urgenti per favorire l'occupazione" (201/A)
PRESIDENTE. Ricordo che è all'ordine del giorno il testo unificato 59-168-192-201/A e che siamo in sede di discussione dell'articolo 8.
Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Presidente, noi stiamo conducendo una battaglia che non solo riteniamo giusta, ma rispondente agli interessi complessivi della Sardegna e dei disoccupati sardi. Abbiamo ribadito ieri con chiarezza che noi ponevamo un'esigenza di discutere nel merito del provvedimento. E abbiamo chiesto, anche rispetto alle diverse proposte che abbiamo avanzato con gli emendamenti, e alle questioni sollevate nel corso degli interventi, non solo delle risposte chiare, ma anche degli impegni chiari. Noi pensiamo che questo non significhi affatto, come qualcuno vorrebbe dire, o come qualcuno vorrebbe attribuirci, fare ostruzionismo. L'ostruzionismo in quest'Aula lo stanno compiendo altri. Per esempio chi chiacchiera continuamente, nonostante in Aula siamo pochissimi, e non consente a me di svolgere l'intervento.
Facciamo parlare l'onorevole Contu; anzi se parla al microfono è meglio, così sentiamo anche i ragionamenti che fa al telefono.
CORDA (A.N.). Non ha sentito!
ORTU (R.C.). Penso che sia più che corretto che sia rispettato il mio diritto di parlare senza sentire la telefonata dell'onorevole Contu.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Anche Biancu sta telefonando. Senti Contu che è lontano due chilometri e non senti Biancu che è vicino?
ORTU (R.C.). No, no, sento Contu e sento anche Biancu, e sento anche te.
PRESIDENTE. Vogliamo continuare così, colleghi? Onorevole Balletto, la prego, mantenere l'ordine in Aula spetta al Presidente ed ai questori, per cui evitiamo i commenti e quant'altro. L'onorevole Ortu ha ragione, ha diritto di parlare. Adesso c'è silenzio, la prego, continui.
ORTU (R.C.). Presidente, tra l'altro io mi sono presentato in quest'Aula puntualmente alle dieci, e eravamo in pochissimi, e quindi pretendo, anche se con mezzora di ritardo, di poter parlare, anche a pochissimi; chi non volesse ascoltare è pregato di fare come faceva prima, di non essere presente in Aula, se ne stia dove vuole, insomma.
Dicevo, noi abbiamo condotto una battaglia per modificare la legge in positivo, siamo orgogliosi di aver condotto questa battaglia, continueremo anche stamattina a dire la nostra; continueremo a perseguire l'obiettivo di migliorare questo provvedimento. Continueremo a dire che noi vogliamo approvare il provvedimento, così come abbiamo dimostrato ieri quando si è votato; non vogliamo fare ostruzionismo, vogliamo che si esamini e si concluda la discussione su questo provvedimento, così come vogliamo che si affronti la discussione sugli altri provvedimenti che sono iscritti all'ordine del giorno.
Riteniamo che il Consiglio debba lavorare, e possa lavorare se c'è la volontà. Debba poter esaminare tutti i provvedimenti e dare le risposte anche a chi le attende da mesi, e senz'altro non siamo stati noi in questi lunghi mesi ad essere latitanti rispetto a questa esigenza, perché ci siamo presentati sempre con puntualità in Aula, abbiamo chiesto di discutere, ma abbiamo anche chiesto di non perdere tempo. Chi ha voluto perdere tempo è chi, in realtà, finisce per assumere un ruolo che rallenta la discussione, ritarda l'approvazione dei provvedimenti; è chi non ha consentito stamattina all'Aula di iniziare con puntualità, e certo questo non riguarda il Gruppo della Rifondazione comunista; è chi nella serata di ieri e nella mattinata di ieri ha perso altrettanto tempo, tempo che avremmo potuto dedicare all'esame del provvedimento, che ci avrebbe consentito magari anche di giungere alla fine della discussione ed alla votazione dell'articolato.
Allora, chi pensa di poterci intimidire utilizzando alcuni argomenti, o chi pensa di poterlo fare consigliando in modo sbagliato alcuni ad assumere, anche in quest'aula, atteggiamenti poco corretti, si sbaglia, perché siamo convinti di dover condurre una battaglia che riteniamo giusta, siamo convinti di dover rappresentare in quest'aula gli interessi di tutti, e non gli interessi di pochi. Noi rispettiamo anche gli interessi di quei pochi, come abbiamo avuto modo di sottolineare ieri, affermando che i problemi che si sono posti debbono essere affrontati. Abbiamo chiesto alla Giunta le informazioni per poterli affrontare, ma queste informazioni non ci sono pervenute; continueremo a chiederle anche in futuro, anche dopo l'approvazione della legge, perché, a maggior ragione, dopo quello che è successo ieri sera in quest'Aula, e forse anche dopo i consigli sbagliati di qualcuno, vorremmo davvero capire cosa c'è sotto, quale è l'operazione che si vuole compiere stanziando 600 miliardi, quale l'operazione che si vuole compiere dando copertura alle richieste pregresse, che noi non neghiamo che debbano essere soddisfatte, ma di cui vogliamo con grande trasparenza e chiarezza capire il contenuto. Ed allora il ruolo istituzionale che noi ricopriamo ci dà gli strumenti per poter fare questo, quindi anche se le informazioni non ci sono pervenute da parte della Giunta noi continueremo a chiederle in quest'Aula. Ed utilizzando anche il provvedimento dell'onorevole Corda, se verrà approvato, tenteremo di capire, di ottenere quella trasparenza negli atti amministrativi, e quindi quelle informazioni che sono necessarie per capire cosa c'è dietro il pregresso. Cosa hanno prodotto le istruttorie, quali effetti produrranno anche i provvedimenti che verranno adottati, i decreti di finanziamenti di ogni singolo provvedimento.
Allora, nessuno pensi che il Gruppo di Rifondazione comunista possa essere intimidito, anzi, al contrario, quando vengono sollevate questioni di questo tipo ci viene messa la pulce nell'orecchio, a quel punto abbiamo l'esigenza anche di approfondire meglio le questioni che stiamo affrontando in Aula, per capirne la vera natura e per verificare anche concretamente se viene davvero fino in fondo rispettata la normativa che questo Consiglio si è dato con l'approvazione della prima legge 28.
Noi abbiamo chiesto - lo ribadisco - un provvedimento che fosse capace di fare giustizia, di sanare il pregresso, ma che consentisse anche di dare prospettive, quindi di dare anche risposte a chi ha presentato le domande dopo il dicembre 1999, e a chi, dopo approvata la legge, avrà una proposta e un progetto da presentare per chiederne il finanziamento all'Amministrazione regionale, per essere sostenuto nella realizzazione di una ipotesi che possa dare un contributo allo sviluppo e all'occupazione di quest'Isola.
Per questo noi abbiamo chiesto che la legge fosse con certezza posta in condizioni di poter operare concretamente anche nel corso del 2002, nel corso del 2003, nel corso degli anni nei quali la Comunità economica europea ha riconosciuto che possiamo effettuare interventi straordinari, così come consente la legge. Abbiamo chiesto, e concludo, che si tenesse conto anche di criteri di ripartizione territoriale che favorissero le zone interne, di cui tutti qui parlano, ma che poi spesso dimenticano. E abbiamo chiesto, ripeto, che il provvedimento non fosse un provvedimento per pochi, ma fosse invece un provvedimento per tutti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Signor Presidente, il collega Ortu stamattina ha giustamente, ed anche penso molto responsabilmente, richiamato l'esigenza di procedere rapidamente all'approvazione del testo, e di farlo consapevoli di quello che stiamo facendo, e ha proposto - cosa su cui io concordo - che ci sia una puntuale verifica, un accertamento che ci permetta di non commettere errori. E questo intervento, che io considero positivo, perché responsabile e perché pone come premessa l'esigenza di approvare rapidamente la legge, ci dà la possibilità di riaprire per un attimo tra di noi, quei pochi che siamo qui, un minimo di verifica su quello che stiamo facendo; ed io sono convinto, per le informazioni che ho e che mi sono state date, che è possibile trovare quel punto di incontro che da ieri, da quando abbiamo cominciato la discussione stiamo proponendo, e che, trovato quel punto di incontro, sarà facile procedere speditamente per approvare la legge.
E giustamente, però, il collega Ortu lamenta un fatto, che rischia di diventare odioso tra di noi, che si vuole attribuire ad una parte del Consiglio un intento ostruzionistico che mai è stato espresso al momento del voto e nel confronto in aula. Badate, non è così, lo dico per i colleghi della maggioranza. Ci conosciamo ormai da anni, e sappiamo come si fa l'ostruzionismo. Non c'è questa volontà, c'è la volontà opposta, della formulazione corretta del provvedimento -adesso ne possiamo parlare un po' meglio - e anche l'utilizzazione impropria di aspiranti ed aventi diritto alle risorse non aiuta il confronto tra di noi, perché sappiamo che i testi possono essere approvati a maggioranza o all'unanimità, ma comunque la gestione dell'iter di approvazione in aula deve essere corretta e condivisa da parte di tutto il Consiglio.
Io penso che dietro le considerazioni che sono state fatte dal collega Ortu ci siano tutte le condizioni per mettere a fuoco la risposta definitiva, che noi opposizione abbiamo già proposto negli emendamenti, che a mio giudizio possono essere anche ripresi, corretti, affinati per attuare quello che stiamo dicendo. Quindi io chiedo all'assessore Masala di dichiararsi disponibile a un brevissimo colloquio - non confronto - con i Capigruppo per vedere come, usando le competenze tecniche che hanno permesso di concordare con l'Unione Europea una soluzione che va confermata, si possa rafforzare quell'impostazione per rispondere rapidamente e positivamente a chi ha presentato le domande entro il 31 dicembre '99 e assieme rispondere positivamente a chi vorrà utilizzare le risorse e le leggi della Regione per fare impresa e incrementare l'occupazione. Niente egoismi, ma uso giusto e corretto delle risorse per chi ha diritto oggi e per chi vorremmo potesse avere diritto anche domani.
Allora, io concordo con la sottolineatura del collega Ortu, sto proponendo sul piano tecnico una iniziativa che ci può permettere di usare gli argomenti che sono stati portati a conoscenza di tutti e rapidamente procedere alla definizione del testo.
Diversamente su ogni articolo si riproporrà la medesima questione, non riusciremo a concludere rapidamente e rischieremo anche di provocare ulteriori divaricazioni peraltro inutilmente, perché mi pare che sia la maggioranza che l'opposizione siano concordi sui principi, quelli sin qui espressi, confermando l'accordo che in Commissione unanimemente era stato raggiunto nell'esitare il provvedimento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare consigliere Murgia. Ne ha facoltà.
MURGIA (A.N.). Presidente, i toni suadenti di stamattina dei colleghi della sinistra credo che siano da considerare positivamente. La mia opinione è la seguente: sono, collega Cugini, assolutamente favorevole a una interlocuzione con la Giunta, se questo significa che poi rispettiamo l'autorevole parere della Giunta, poiché mi pare che anche ieri alcune interlocuzioni siano già avvenute. Quindi, noi possiamo riunire anche una breve Conferenza dei Capigruppo o riunirci informalmente, però se l'assessore Masala riterrà di fare alcune scelte, allora a quel punto anche voi e in particolare anche tu collega Cugini, dovrete rispettarle. Se faremo questo, poiché comunque nessuno di noi vuole escludere qualcuno, a quel punto potremo procedere speditamente, altrimenti saremo costretti a stare in aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Presidente, io vorrei intervenire sull'articolo, perché non mi sembra che si stia riaprendo la discussione generale. Quindi io vorrei intervenire sull'articolo se è possibile. Pregherei anche i colleghi di attenersi spontaneamente al Regolamento, perché siamo in fase di discussione dell'articolo 8, ma io non ho sentito nessun intervento su questo argomento.
PRESIDENTE. Onorevole Balletto, le chiedo scusa, ma è necessario andare avanti ordinatamente. E' stata sollevata una questione pregiudiziale, io ritengo che prima si debba dare risposta a questa questione, poi riprendiamo l'esame dell'articolo 8 la cui discussione non è conclusa, quindi sentiamo prima se é accolta da parte della Giunta questa richiesta di una breve sospensione dei lavori. Io non ritengo di dover convocare la Conferenza dei Capigruppo; sospendiamo i lavori, i Capigruppo incontrino la Giunta se questa è d'accordo, e ci siano le interlocuzioni del caso. Le chiedo scusa onorevole Balletto, un momento solo.
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta è d'accordo ad incontrare i Capigruppo ad una sola condizione: che io non senta più in quest'aula parlare né di 570 miliardi, né di 600 miliardi con riferimento a questa legge, perché la legge prevede una copertura finanziaria di 970 miliardi, quindi occorre leggere il complesso della legge. Cioè, se noi facciamo finta di ignorare che questa legge prevede uno stanziamento assolutamente straordinario, di circa 1.000 miliardi, ai quali vanno aggiunti i 100, o 200, o 300 miliardi già stanziati precedentemente su questa stessa materia, allora non possiamo dialogare; il comportamento anche dialettico che è necessario va impostato su cifre reali, quelle che sono scritte nella legge, diversamente, scusate, cosa vado a discutere? Se poi qui mi si dice che la somma di 600 miliardi è insufficiente sono d'accordo,infatti se la Giunta stessa ne ha aggiunto altri 400 vuol dire che effettivamente è così. Però dobbiamo parlare di 970 miliardi. Se l'incontro avviene sul presupposto che noi stiamo stanziando 970 miliardi, io sono pronto a parlare con chiunque.
PRESIDENTE. C'è bisogno di questa interruzione e andiamo avanti? Onorevole Cogodi, sta chiedendo di parlare sulla questione pregiudiziale?
COGODI (R.C.). E su che cosa vuole che le chieda di parlare?
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, lei può parlare solo sulla questione pregiudiziale.
COGODI (R.C.). Certo, ma se non mi fa parlare non può sapere su che cosa voglio parlare.
PRESIDENTE. Se io ho cinque iscritti a parlare e lei si iscrive per ultimo, onorevole Cogodi, io le do parola quando è il suo turno, non è che non voglia darle la parola. Prego.
COGODI (R.C.). Intervengo sulla questione pregiudiziale per dire, l'ha detto prima il collega Ortu nel corso dell'intervento che ha potuto svolgere alla ripresa dei lavori, che noi siamo la parte politica che si sente attaccata ingiustamente in questa vicenda -poi avremo modo di tornare sul punto e di chiarire meglio questa affermazione - perché noi abbiamo tentato di difendere una prerogativa del Consiglio regionale, quella di discutere le leggi. Noi non abbiamo mai pensato di ritardare l'approvazione della legge; è evidente che non abbiamo praticato nessuna forma di ostruzionismo e non è né giusto né serio attribuire tale posizione al Gruppo della Rifondazione Comunista, che non fa ostruzionismo alla legge in esame, ma dice di essere favorevole ad essa, e ha annunciato preventivamente che l'avrebbe votata; come si fa a diramare all'opinione pubblica una notizia esattamente contraria a quello che qui sta accadendo!
Noi non rinunceremo mai a questo diritto, per quanto è nostro diritto, dei singoli e dei gruppi...
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Sta parlando d'altro!
COGODI (R.C.). Non stiamo parlando d'altro.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, mi scusi, c'è stata una richiesta di incontro, l'Assessore ha già dato una risposta, mi pare, forse non è necessario interrompere i lavori, quindi sentiamo cosa ne pensa lei.
COGODI (R.C.). Guardate, i lavori se volete interromperli, interrompeteli, se volete continuare continuate. Io sto interloquendo per dire che si può procedere utilmente a un confronto fra opposizione e maggioranza, fra Consiglio e Giunta, però qui vengono poste delle condizioni, e allora queste condizioni devono essere chiarite.
Noi siamo favorevoli a ricercare una soluzione equilibrata. Noi, gli estremisti, voi, i moderati, e siamo noi che vogliamo una soluzione equilibrata, perché in questa vicenda gli estremisti siete voi, perché vedete solo un estremo, non vedete l'insieme di questa vicenda. Noi stiamo parlando di 600 miliardi per intanto, quelli che verrebbero anticipati a oggi, con un'operazione che è in questa legge; 600 miliardi sono l'equivalente di un piano di rinascita. Stiamo parlando di tempi, questa legge doveva essere adeguata nell'autunno del '99, siamo in ritardo di due anni e mezzo, e non dovremmo impiegare un minuto o un giorno per discutere di 600 miliardi e dell'impatto che hanno nell'economia e nella società sarda?
Dice la Giunta - ho finito - che è disponibile a incontrarci a condizione che si parli di 980 miliardi anziché di 600 miliardi. D'accordo, ma noi stiamo parlando dei 600 miliardi che la legge attualizza ad oggi, ma che costituisco la dotazione finanziaria di questa legge fino al 2005. L'altra parte, i 200 miliardi sono per gli anni 2005-2006. Quindi parliamo di 800 miliardi, però chiarendo, assessore Masala lei pone condizioni e poi non ascolta se si è d'accordo o no sulle sue condizioni, che i 600 miliardi sono quelli stanziati per gli anni da qui al 2005, gli altri 200 ed eventualmente 400 sono previsti per gli anni successivi, non ho capito però perché comprendete anche il 2007, perché se la legge ha vigenza fino al 2006 non ho capito perché poi si arrivi al 2007, ma va bene, quello si chiarirà. Però rimanga chiarito che la copertura finanziaria di questa legge fino al 2005 è di 600 miliardi, anzi di 560, e che questi 560, se non si chiariscono alcune cose, andrebbero interamente assorbiti per la copertura delle richieste precedenti. Per cui per quelle attuali, quelle presentate dal 1° gennaio 2001 fino al 2005, non c'è una lira. Ed allora se questa è la condizione di partenza vediamo come ovviare a questa stortura, tutto qui.
Secondo - ho finito, Presidente - l'accertamento che deve essere fatto, io propongo che sia un accertamento meramente tecnico. E` stato affermato in questa sede che non si potrebbe tecnicamente aumentare lo stanziamento per questa legge, perché la Comunità Europea non lo consentirebbe. Allora, su questo dato io non chiedo più quale sia l'opinione dell'Assessore, che è politica e deriva dal fatto che si abbia o no volontà di stanziare altre risorse della Regione, ma chiedo un accertamento tecnico per verificare se tecnicamente è possibile incrementare lo stanziamento previsto a copertura della legge. Questo chiedo preventivamente, così cominciamo a fare qualche passo avanti, se no dietro il paravento dei pareri tecnici si nascondono le reali volontà politiche, perché è sulle volontà politiche che divergiamo non sulle cose tecniche. Quindi chiedo un incontro e che eventualmente partecipino ad esso anche i funzionari responsabili convocati dalla Giunta, funzionari che ci rendano edotti sulle motivazioni di carattere tecnico che non consentirebbero di apportare alcuna modifica, alla quale valutazione tecnica noi fin d'ora dichiariamo che ci atterremo. E` chiaro? Sotto il profilo della valutazione tecnica noi fin d'ora dichiariamo che ci atterremo a quelle indicazioni che daranno i responsabili degli uffici. Spero che tutti facciano altrettanto.
PRESIDENTE. Assessore Masala, dalle cose che ha detto lei e dalle cose che ha detto anche l'opposizione, a me pare che ci siano le condizioni perché possiate procedere a questa verifica.
(Interruzione dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio)
L'onorevole Cogodi voleva una risposta se fosse possibile sul piano tecnico risolvere questo problema. Se ci sono le condizioni facciamo questa breve interruzione. Mi pare che non ci siano le condizioni, Onorevole Cogodi, proseguiamo.
Onorevole Balletto, le devo dare la parola scusandomi per averla interrotta prima.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Grazie Presidente.
Io, Presidente, vorrei preliminarmente, se fosse possibile, richiamare i colleghi...
(Interruzioni)
Presidente, ho avuto la parola e vorrei poter parlare, i colleghi stanno disturbando.
PRESIDENTE. Onorevole Balletto parlerà senz'altro.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Dopo?
PRESIDENTE. L'onorevole Cugini aveva posto un problema al quale bisognava dare una risposta; l'Assessore ha risposto positivamente, allora io proporrei - perché non vorrei interrompere ancora una volta l'onorevole Balletto - di far concludere l'onorevole Balletto, e poi sospendere i lavori. Prego onorevole Balletto.
CUGINI (D.S.). Così va bene!
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Grazie Presidente. Io ho sentito parlare qui di ostruzionismo; ostruzionismo che non viene fatto da parti politiche, ma che viene fatto da parte della maggioranza perché non partecipa al dialogo, come parti della opposizione vorrebbero che facesse per forza.
ORTU (R.C.). Perché la maggioranza arriva in ritardo!
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Colleghi, abbiate pazienza, non è questo il modo di discutere.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Vede onorevole Ortu, lei si lamenta quando sente in una stanza silenziosa un telefono che squilla a trenta metri e si preoccupa, ed io invece dovrei essere tranquillo quando addirittura dopo che il Presidente mi ha dato la parola, alcuni consiglieri continuano a parlare con lo stesso Presidente. Caro collega Ortu, lei è piacevole solamente per una caratteristica, che è quella di saper fare bene ostruzionismo; lo sa fare veramente bene.
ORTU (R.C.). Si? E lei mi sta aiutando.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Certamente, certamente. Presidente io vorrei, se fosse possibile, nell'esame e nella discussione delle leggi, soprattutto una volta che si è passati all'esame dell'articolato, e si deve intervenire sugli articoli, che l'esame fosse realmente condotto ed effettuato sul contenuto di ciascun articolo. Siamo all'esame dell'articolo 8, non c'è stato un intervento che sia stato correlato al contenuto dell'articolo in discussione. Così, mentre adesso parliamo dell'articolo 8, gli interventi sull'articolo dei colleghi che hanno preso la parola ieri, precisamente i colleghi Cogodi, Vassallo e stamattina il collega Ortu, non si riferivano minimamente al contenuto dell'articolo. Allora, quando si interviene su un articolo e sui suoi emendamenti e si parla di tutt'altro, che cosa significa se non che si vuole fare ostruzionismo?
Sulla questione dei fondi si è dibattuto e si è detto a dismisura; la maggioranza, che sia giusta, che sia sbagliata, che piaccia o non piaccia, ha assunto una posizione, che io ritengo peraltro corretta, sulla quale hanno fornito, sia la maggioranza e sia l'Assessore della programmazione, tutte le delucidazioni del caso, sia di natura tecnica, per ciò che riguarda la modificazione del contenuto della legge in riferimento alla proposta di inserire una norma programmatica che avrebbe potuto creare problemi di notifica e quindi di approvazione dell'Unione Europea, e anche in relazione alla sufficienza dei fondi per la copertura sia delle domande pregresse - per la quale questa maggioranza pone in questo preciso momento priorità e preferenza assoluta, perché in questa circostanza si tratta di dare finalmente soddisfazione a diritti che sono acquisiti, cosa ben diversa rispetto alle legittime aspettative che avranno coloro i quali vorranno accedere alle opportunità ed agli incentivi di questa legge, una volta che sarà approvata - sia in riferimento alle richieste future. Diritti acquisiti e aspettative legittime, sono due posizioni sul piano giuridico nettamente distinte, e questa maggioranza responsabilmente le tutela in modo differenziato, tenendo presente che, così come è stato poc'anzi ribadito per la decima volta dall'Assessore, le disponibilità finanziarie messe a disposizione per la legge sono esattamente 970 miliardi, quasi mille miliardi.
Quindi, se si vuole ancora insistere su questo argomento, intervenendo nella discussione di ciascun articolo per riproporre sempre la stessa questione, io vorrei che la gente sapesse e capisse in che cosa consiste il confronto che in questa evenienza vuole essere imposizione di una ristretta minoranza, perché non è tutta l'opposizione che sta facendo questa battaglia; vorrei sapere se questo modo di agire possa considerarsi confronto democratico, o se non si tratti di imposizione violenta nei confronti di una maggioranza che, invece, dimostra di voler fare scelte diverse.
E, comunque, non sta a noi darci patenti di soggetti che si comportano nell'osservanza delle regole democratiche oppure no. Il pubblico che presenzia ai lavori, ma addirittura le notizie o le immagini che vengono trasmesse da parte dei mezzi di informazione, danno una chiara visione all'elettorato e ai cittadini di chi fa l'opposizione, di chi lavora, e di chi vuole produrre seriamente e portare a casa risultati utili per tutta la gente che ci guarda.
PRESIDENTE. Avevamo detto che dopo l'intervento dell'onorevole Balletto, in accoglimento della richiesta fatta dall'onorevole Cugini, avremmo sospeso i lavori per dieci minuti, pertanto sospendiamo la seduta per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 11 e 02, viene ripresa alle ore 11 e 20.)
PRESIDENTE. Colleghi riprendiamo i lavori.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Grazie Presidente. Vorrei capire, se può riferire anche l'Assessore, qual è l'esito dell'incontro informale con i Capigruppo.
COGODI (R.C.). I dieci minuti di sospensione se li è presi la maggioranza! Non c'è stata nessuna interlocuzione!
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis io ho fatto un'interruzione, avevo detto: interrompiamo dieci minuti perché si possa svolgere questo incontro. Se ciò non si è verificato non ne conosco le ragioni; se non sono stati sufficienti dieci minuti sospendiamo per altri dieci minuti.
Onorevole Cugini, mi perdoni, siccome è lei che ha chiesto la sospensione ci riferisca se l'incontro si è svolto.
CUGINI (D.S.). L'onorevole Pittalis l'ha riproposto, dicendo che è d'accordo.
PRESIDENTE. Quindi, avete bisogno di altri dieci minuti, va bene. Sospendiamo i lavori per altri dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 11 e 21, viene ripresa alle ore 12 e 14.)
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SPISSU
PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto, ricominciano i nostri lavori. Siamo all'articolo 8; ci siamo un po' bloccati su questioni preliminari, e sulla verifica di una ipotesi di accordo.
Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, è stato chiesto dal centrosinistra un incontro con la Giunta regionale per cercare di trovare assieme, unitariamente, una soluzione ad un problema da noi sollevato. Noi ribadiamo qui che vogliamo dare certezze a tutti i giovani imprenditori che hanno presentato domanda di finanziamento entro il dicembre del 1999, però vogliamo dare anche una speranza ai tantissimi giovani imprenditori che dal 1° gennaio del 2000 sono in attesa che questa legge venga approvata. Abbiamo cercato in questo incontro di capire anche quali erano le ragioni della Giunta regionale.
Voi sapete che è stato presentato un emendamento, da parte delle opposizioni, che prevede un ulteriore stanziamento di 100 miliardi che farà carico sulla manovra finanziaria del 2002. Tenendo conto delle osservazioni, delle difficoltà, perché credo che l'opposizione debba anche farsi carico delle difficoltà che l'esecutivo ha, abbiamo affermato che, avendo la Giunta regionale già licenziato la manovra finanziaria, siamo disponibili a modificare il nostro emendamento inserendo tale stanziamento, ridotto a 50 miliardi, nella manovra del 2003 e del 2004, per dare questa speranza ai giovani imprenditori, mantenendo naturalmente la stessa norma che esiste di anticipazione per gli anni 2003 e 2004.Infatti i 600 miliardi che sono previsti nel triennio 2002, 2003 e 2004, a detta della Giunta regionale, sulla base dei dati che sono oggi in suo possesso, sono sufficienti soltanto per dare una risposta ai giovani imprenditori che hanno presentato la domanda entro il dicembre 1999.
La Giunta ci ha risposto che saranno valutate queste richieste nella manovra finanziaria, noi diciamo che la Giunta regionale è in condizioni, visto che ha approvato la manovra finanziaria, di dare una risposta oggi e non quando verrà approvata la manovra finanziaria. Ma questo lo diciamo, Assessore, non perché non abbiamo fiducia nella Giunta regionale - noi abbiamo grande fiducia in lei, ma non nella Giunta regionale, questo credo che sia noto - ma perché riteniamo opportuno anticipare i tempi di finanziamento delle eventuali domande che saranno presentate dai giovani imprenditori. Non è pensabile che non possiamo dare loro una risposta oggi approvando questa legge, e che ci venga detto che forse si stanzieranno queste risorse nella manovra finanziaria che verrà approvata molto probabilmente ad aprile, poi dovranno essere emanati i nuovo bandi, se di nuovi bandi si tratta perché c'è anche questa ipotesi; noi riteniamo invece che i soldi debbano essere spesi al più presto perché se c'è una legge che ha funzionato bene, questa è la legge 28.
Quindi ribadiamo ancora una volta le nostre richieste; e non diffondete neanche la notizia che noi stiamo facendo ostruzionismo, stiamo cercando semplicemente di dare una speranza ai futuri giovani imprenditori. Noi vogliamo questo, chiediamo che la maggioranza in modo particolare, così come è avvenuto in Commissione nella quale abbiamo approvato questo provvedimento all'unanimità, tenga conto non soltanto del pregresso, ma anche delle domande nuove che saranno presentate. Credo che un'opposizione che va incontro alle difficoltà che l'esecutivo ci presenta sia ragionevole; non comprendiamo, né da un punto di vista tecnico, né da un punto di vista politico, quali possono essere le ragioni che impediscono di inserire in questa legge un ulteriore stanziamento, visto che state prendendo l'impegno di prevederlo nella finanziaria, perché se non potete o non volete farlo oggi, non verrà fatto neanche nella manovra finanziaria. Quindi noi ci appelliamo di nuovo alla vostra sensibilità, è una legge che può essere approvata in pochissimi minuti, cercate, così come è avvenuto in Commissione, di non distruggere, come spesso vi capita, il clima unitario che si instaura quando si cerca di affrontare problemi importanti come questo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Murgia. Ne ha facoltà.
MURGIA (A.N.). Collega Fadda, clima unitario quando vi conviene. Noi abbiamo accolto la vostra proposta, la proposta in particolare del collega Cugini, ponendo una semplice condizione, cioè quella di accettare le posizioni della Giunta, in particolare quelle espresse dal collega Assessore della programmazione Masala. Questa è una buona legge che deve essere approvata in fretta, è una legge che ha grandissima dotazione finanziaria; in ordine alla vostra richiesta vorrei anche ricordarle che la legge 28 è sicuramente una buona legge, ma il 30 per cento delle risorse normalmente vanno perdute per mille motivi, tanto è vero che noi pensiamo che circa 100 miliardi di questa dotazione finanziaria non verranno stanziati e poi dovranno essere recuperati.
L'assessore Masala ha assunto l'impegno di lavorare per inserire un ulteriore stanziamento nella legge finanziaria, con un'altra postilla: tutti quanti, soprattutto le associazioni degli industriali, sanno benissimo che si deve procedere con molta attenzione anche con bandi mirati, in modo che venga effettivamente finanziata l'imprenditoria giovanile e non si proceda alla spendita inopportuna di denaro pubblico. Se voi continuate ad avanzare proposte sul merito della legge, ovviamente, questo centro destra seriamente rimarrà a discutere sulle questioni di merito, ma rimarrà anche in Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
Ricordo che siamo in sede di discussione dell'articolo 8.
BALLETTO (F.I. - Sardegna). Presidente, si tratta solamente di confrontare le posizioni, a questo punto. C'è stata una sospensione, ovviamente gli esiti dell'incontro che si è tenuto nel corso di essa devono essere resi noti a tutti i colleghi, in maniera tale che si sappia tutti quanti come ci si deve comportare.
L'assessore alla programmazione Masala ha più volte, su richiesta dei colleghi dell'opposizione, espresso il proprio punto di vista, e sono emerse considerazioni di fondo che possono ricondursi a due ordini di motivi: il primo, non è possibile inserire la norma programmatica, su cui anche la maggioranza è d'accordo, perché si corrono seri rischi, così riferiscono gli uffici a sostegno e supporto dell'attività dell'assessore, perché è probabile che si debba notificare la legge nuovamente...
FADDA (Popolari-P.S.). C'è già; è quella licenziata dalla Commissione.
BALLETTO (F.I. - Sardegna). Benissimo, quindi questo aspetto è superato. Comunque è stato ribadito che nella legge sono previsti stanziamenti per 975 miliardi circa, pertanto si tratta di una dotazione adeguata in funzione delle risposte che si devono dare a tutte le richieste pregresse e anche a quelle che verranno presentate in futuro. La maggioranza ritiene che in questa fase sia essenziale e prioritario dare risposta alle domande che sono già state presentate, ed essendo stato stimato che a tal fine sono sufficienti 600 miliardi la copertura finanziaria di 975 miliardi risulta essere adeguata. Siccome le risorse confluiscono in un fondo unico, esse verranno opportunamente destinate a soddisfare sia le richieste pregresse sia le future.
Si è anche detto che, nel momento in cui si dovessero acquisire maggiori elementi di informazione sia in ordine alla effettiva necessità di risorse per dare soddisfazione al pregresso, sia per le domande che verranno presentate, l'assessore, ed anche la maggioranza, così come è emerso dai diversi interventi che si sono susseguiti e dagli incontri che si sono svolti anche con le forze di opposizione, hanno assunto l'impegno di intervenire quanto prima, e questo non può che avvenire in occasione della discussione della prossima manovra finanziaria, e se questo non fosse ancora possibile nella successiva manovra di assestamento. Infatti, anche se stanziassimo le risorse finanziarie oggi non è detto che possano essere utilizzate, soprattutto per le prossime richieste, nel corso di brevissimo tempo; quindi si è detto che si provvederà con gli strumenti normativi a contenuto finanziario, il primo dei quali di prossima scadenza, la legge finanziaria, e poi eventualmente, nella misura in cui potesse occorrere anche in veste di correttivo, con la manovra di assestamento che l'Esecutivo ha già ipotizzato di dover presentare entro il mese di giugno del corrente anno. Pertanto, attraverso questi strumenti la maggioranza ritiene di poter dare totale e completa soddisfazione all'esigenza di dar corso agli interventi per l'imprenditoria giovanile. Questa posizione è stata ribadita, questa posizione oggi si conferma; noi chiediamo che, così come opportunamente e in maniera responsabile la Commissione industria ha licenziato il provvedimento in discussione, altrettanto responsabilmente possa fare quest'Aula, lasciando perdere chi sostiene di svolgere la propria attività solo ed esclusivamente nella direzione dell'interesse dei sardi, lasciando perdere chi invece fa o si sostiene che faccia attività ostruzionistica; mi auguro che in un sussulto di responsabilità tutti quanti licenziamo questa legge perché, come ha richiamato il collega Murgia poc'anzi, è una buona legge, è una legge che dà risposte, è una legge sulla quale c'è l'impegno della maggioranza di intervenire in tempi brevi qualora le esigenze finanziarie si dimostrassero superiori a quelle che la legge invece, a mio modo di vedere, correttamente ed adeguatamente prevede.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Rilevo che abbiamo impiegato la mattinata ancora nell'esame dell'articolo 8, gli articoli da esaminare sono complessivamente 14, quindi mi pare che l'iter di approvazione sia ancora lungo e travagliato, e non nascondo che sempre più mi pare che le discussioni rievochino i fasti di Bisanzio, perché in certi momenti mi riesce davvero difficile comprendere di cosa si sta parlando; l'assessore Masala ha infatti detto chiaramente, da ultimo l'ha ribadito il collega Giorgio Balletto, che questa legge ha già adeguate risorse non solo per soddisfare le richieste pregresse, ma anche per farsi carico delle domande che verranno proposte e di tutte quelle presentate dopo il 31 dicembre 1999. Noi della maggioranza abbiamo dato atto del fatto che questo è un provvedimento frutto di un intelligente lavoro che ha visto tutte le forze politiche, quindi anche quelle dell'opposizione, convergere; è frutto di un lavoro di cui abbiamo dato tutti atto alla Commissione, e non riusciamo a capire perché oggi, in aula, si voglia costruire un percorso che non è quello indicato dai Commissari di entrambe le parti politiche, di opposizione e di maggioranza, ma si voglia quasi sminuire quel lavoro introducendo elementi di turbativa. Allora noi intendiamo continuare a ricercare il dialogo sulle cose fattibili, sulle cose che si possono fare, l'ha detto chiaramente l'assessore Masala, l'hanno ripetuto i colleghi della maggioranza, ma se così non fosse, questo sia chiaro, noi, signor Presidente, chiediamo sin da ora che i lavori dell'Aula proseguano anche di notte, perché noi vogliamo che questo provvedimento veda la sua positiva definizione nella giornata di oggi. Non è assolutamente possibile che su questioni che non hanno alcuna rilevanza o questioni che comunque sono superate dai fatti, si continui a insistere. Noi vogliamo dialogare con quella parte dell'opposizione che ha già dato modo di comprendere i problemi e di dare un grande contributo all'approvazione di questa legge. Con i sordi evidentemente il dialogo diventa molto difficile.
CUGINI (D.S.). Vuoi che i lavori proseguano con una seduta notturna e non ci siete neanche di giorno!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Rapidamente, signor Presidente, voglio dire che in una certa fase di questo confronto è parso a qualcuno che vi fosse una sorta di impuntatura, quasi di bizzarria, di una parte politica - Rifondazione Comunista - che voleva o pretendeva di rendere più difficile il cammino di questa legge. I fatti dimostrano e dimostreranno ancora meglio, penso, che la nostra preoccupazione era fondata e che l'esercizio legittimo della funzione parlamentare così come noi abbiamo fatto, continuiamo a fare e faremo in futuro, è servito almeno a rendere chiaro il senso delle cose che sono in discussione. Poi si formeranno maggioranze, e il Consiglio regionale voterà, e il suo voto costituirà diritto, costituirà diritti. Si faranno leggi e regole, però prima di avere quei diritti costituiti, prima di avere quelle regole è giusto che ognuno sappia e renda chiaro quello che pensa di sapere su cosa sta facendo.
In discussione non c'è una leggina, in discussione c'è una partita grande, enorme, di carattere finanziario, economico e sociale. Lo ripeto, 600 miliardi equivalgono all'intera dotazione finanziaria dell'ultimo piano di rinascita per questa regione, e noi stiamo discutendo di una dotazione finanziaria che si aggira intorno ai 600 miliardi per fare quella che si ritiene una sanatoria. E questa così qualificata sanatoria è possibile unicamente se si fa una nuova legge in materia di incentivi alle imprese giovanili piccole e medie in Sardegna, in linea con il nuovo regime di aiuti dell'Unione Europea. Cioè senza la nuova legge non si può fare la sanatoria; la sanatoria deve essere contenuta nella nuova legge, se non c'è la nuova legge non c'è neppure la sanatoria, è chiaro questo concetto? Però, questo Consiglio regionale approva una nuova legge che è una finzione, finzione non nel senso della volontà di qualcuno di fingere, ma come fictio iuris, cioè una mera forma, che non ha efficacia e non ha sostanza, non ha prospettiva perché non ha dotazione finanziaria, almeno da qui al 2005, questo è il contenuto sia del testo approvato dalla Commissione sia dell'emendamento proposto dalla Giunta.
Quindi chi l'ha detto, Pittalis, che non sappiamo di cosa stiamo discutendo? Stiamo discutendo della possibilità di salvare la legge, ivi compresa la sanatoria. Stiamo cercando di dirlo noi, con una qualche fatica, perché non abbiamo nessun interesse a dire cose che non abbiano un significato, un senso e una utilità sociale. Qui la verità è questa, che in questo Consiglio ci sono due maggioranze, due, non una maggioranza e un'opposizione; quando si interrompono i lavori e si parla informalmente, e ritengo anche in modo più sincero, c'è una maggioranza del buon senso, che quindi comprende anche una parte del centrodestra che governa la Regione, che dice: "Avete ragione". Ci dite che abbiamo ragione, perché se la nuova legge non c'è e non può entrare a regime - una legge sul sostegno e l'aiuto alle imprese giovanili in questa regione che sia conforme alla disciplina comunitaria, una legge circoscritta nel tempo, valevole per gli anni 2002-2006, cioè il periodo di vigenza del Quadro comunitario di sostegno, una legge a termine quindi, quel termine entro cui è possibile quell'incentivazione che è minore di quella prevista prima, ma è comunque superiore al regime ordinario di incentivazione - se non c'è l'albero come si fa a ritenere che ci sia un frutto di quell'albero o che si possa produrre quel frutto?
Allora bisognerebbe che tutti capissero - non dico chi non vuole capire, chi non vuole capire è impossibile che capisca, perché non vuole capire, dentro e fuori di qui, e chi dà informazione all'opinione pubblica dovrebbe riferire quello che davvero qui si dice, condiviso o non condiviso, può anche non darsi informazione all'opinione pubblica, però noi all'opinione pubblica, ai sardi dobbiamo rendere conto di quello che facciamo e che diciamo realmente, non delle interpretazioni che chiunque dà, a modo suo, del nostro operato, noi di quello che diciamo e facciamo assumiamo la responsabilità - che noi non abbiamo presentato 200 emendamenti; noi non intendiamo fare ostruzionismo; noi abbiamo cercato di dire una sola cosa nell'arco dei minuti che sono consentiti dal Regolamento per intervenire sui pochi articoli della legge, cioè che è necessario dare sostanza, consistenza, certezza, futuro, prospettiva anche alla sanatoria.
Pongo una domanda e concludo per ora, poi riprenderemo questo ragionamento: se la Regione, invece di fare questa legge di 14 articoli, facesse una legge di un solo articolo, che prevedesse la sanatoria, l'Unione Europea lo approverebbe? No, lo sapete che non lo farebbe. Se la Regione facesse una sola legge e dicesse "le domande presentate a dicembre 1999, e istruite," come poi vedremo "sono finanziate; ecco i soldi, 600, 800 miliardi, quelli che occorrono", l'Unione Europea direbbe di no. Perché l'Unione Europea possa dire sì dobbiamo inserire questa sanatoria come norma particolare entro la normativa più generale che disciplina il nuovo regime di aiuti, ma il nuovo regime di aiuti deve funzionare, perché se non funziona il nuove regime non ci può essere neppure la sanatoria, tant'è che la mettiamo necessariamente, e così è stato concordato, dentro questa legge, e badate, è concordata in modo tale che la Commissione Europea non veda neppure interamente il tutto, perché abbiamo previsto la costituzione di un fondo indistinto, che proprio in quanto indistinto può lasciar credere, in via interpretativa, non in via di inganno, di contenere quanto serve per la sanatoria e quanto serve per i finanziamenti da erogare con il nuovo regime che stiamo approvando, sennò perché emanare una legge se deve entrare in funzione nel 2005? Lasciamo che la facciano quelli che ci saranno da qui al 2005, noi o altri. E` tutto qui il punto. Quindi abbiamo chiesto di rendere giustizia ai giovani imprenditori sardi che pure esistono e qualche diritto l'avranno pure, dal primo gennaio 2000 in poi, non togliendo a quelli che hanno presentato richiesta prima, in modo da creare una condizione di equilibro. Altrimenti si crea una condizione per cui la nuova legge che stiamo discutendo non servirebbe a nulla, però se non servirà a nulla la nuova legge, qualcuno lo dirà pure a Bruxelles che la Regione sarda ha approvato una legge che per quattro anni non servirà a nulla, che è solo una sanatoria mascherata; è vero che siamo alla vigilia di carnevale, ma insomma il carnevale si fa fuori di qui. Se qualcuno dirà alle comunità economiche europee che è una legge mascherata, è chiaro che chi ha trattato questa legge ha fatto una pessima figura. Allora le proposte che sono intervenute, di una mediazione possibile, cioè di procedere…..
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, concluda.
COGODI (R.C.). Concludo, la proposta che è stata avanzata a fronte di una dotazione nel sessennio di 800 miliardi, 800 o mille, è che si aumenti la dotazione finanziaria in modo da garantire la parità fra la quota destinata a soddisfare le richieste pregresse e quella destinata a soddisfare le richieste che saranno avanzate nei cinque anni del nuovo regime. La Giunta dice che ha difficoltà a provvedere nella manovra finanziaria prossima, lo faccia fra un anno, fra due anni, fra tre anni, anche fra tre anni è stato detto, però con il meccanismo dell'anticipazione si anticipi per chi ha diritto avendo presentato domanda fino al 31 dicembre, o avrebbe diritto dopo la legge, perché prima della legge diritto non ce n'è, e per chi avrebbe diritto in base a bandi, e quindi anche attraverso una selezione più rigorosa e con incentivazioni inferiori dopo il 1° gennaio 2000; si farebbe una operazione equilibrata, garbata, rispettosa, che non offenderebbe la sensibilità e l'interesse pubblico e questo Consiglio regionale avrebbe interamente assolto la sua funzione; tutta qui la mediazione che abbiamo chiesto. Però c'è chi a destra, mentre fuori dall'Aula ci dice che abbiamo ragione, che certamente quanto proponiamo si può approvare, poi qua dentro dice che ci sono difficoltà di natura politica, allora si crea un'altra maggioranza, quella dell'arroganza politica che vuole bloccare una cosa che è fattibilissima, non tocca il bilancio di quest'anno, non incide su niente, rappresenta una possibile soluzione a tutti i problemi, risponde ai bisogni reali, salva la legge per le prospettive ed anche per il pregresso; però su questo punto dovremmo tornare necessariamente perché solo questa proposta rappresenta la soluzione del problema.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (I DEMOCRATICI). Intervengo molto brevemente, soprattutto per riprendere il ragionamento circa l'adeguatezza della dotazione finanziaria che sarebbe prevista nel disegno di legge. Come abbiamo già avuto modo di dire non ci risulta, e qui non concordo con quanto diceva il collega Murgia, che addirittura questa sarebbe sufficiente a soddisfare le aspettative di coloro che hanno già presentato le proprie domande per avviare una nuova impresa, cioè che essa riesca a soddisfare interamente le richieste pregresse. Infatti se noi vogliamo dare risposta, come io ritengo che dobbiamo fare, alle domande che sono state presentate utilmente entro il 31 dicembre 1999, e a quelle per iniziative comprese all'interno degli accordi di programma che la Giunta regionale ha sottoscritto a valere sui piani integrati d'area, io ritengo che le risorse finanziarie previste per il prossimo triennio non siano neanche sufficienti.
Per cui se noi partiamo da questo assunto, non possiamo non rilevare che non si può, nel dare risposte, giustamente alle attese di tanti giovani sardi per i quali io credo che già si è perso abbastanza tempo, non possiamo non tenere presente anche le legittime aspettative dei tanti giovani sardi che sono in attesa di vedere approvata la nuova legge per poter anche loro cimentarsi nel costituire impresa. Per cui noi abbiamo già avuto modo di dire all'Assessore che non è pensabile che si possa approvare una nuova legge senza prevedere di dare risposte anche a queste nuove aspettative che esistono tra i giovani sardi.
L'Assessore dice che la manovra finanziaria ormai è già stata varata. Noi ci rendiamo conto che probabilmente a questo punto è difficile incidere sulla manovra di quest'anno - e a questo proposito vorremmo ricordare che ormai il 2002 è iniziato e marcare il notevole ritardo che c'è nella predisposizione della manovra finanziaria anche per questo esercizio, così come si è verificato per lo scorso esercizio -; ci rendiamo conto di questo e rispettiamo la difficoltà che l'Assessore ci ha segnalato; però niente osta, Assessore, che questo intervento possa essere realizzato a valere sulla manovra finanziaria 2003-2004. Lei dice: "Non inseriamo questo emendamento nella legge in esame ma nella finanziaria. Ma che difficoltà si ha, Assessore, in questo momento ad accedere a questa richiesta che viene formulata dai banchi del centrosinistra? Noi non abbiamo motivo di dubitare della sua buona volontà e della sua parola, ma non vediamo alcuna difficoltà tecnica a che questa modifica possa essere già recepita all'interno della legge, a meno che, e questo atteggiamento ce lo fa dubitare, non vi sia la determinazione di non accedere alla nostra richiesta che è finalizzata a dare risposte a quelle che sono le legittime aspettative non solo di chi ha già presentato domanda, e vedrà soddisfatta la propria richiesta, a valere sulla vecchia legge 28, ma anche ai giovani, e sono tanti, Assessore, che stanno premendo e sollecitano tutti noi, tutti voi, per poter anche loro avviare una propria iniziativa. A questa domanda noi vogliamo dare risposta, e credo che il Consiglio regionale abbia il dovere di dare delle risposte anche a questi giovani, abbia il dovere di dare risposte a quelli che hanno presentato le loro domande, hanno già investito e speso, così come ai tanti altri giovani che ci stanno chiedendo di definire questo nuovo strumento legislativo per potersi anche loro cimentare in una nuova impresa.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.
FALCONI (D.S.). Anch'io intervengo brevemente perché condivido totalmente l'intervento del collega Biancu. Anch'io volevo ribadire che ciò che sta apparendo, e che voleva far apparire in particolare l'intervento del collega Balletto, ci preoccupa abbastanza. Questa non è una leggina, è stato ricordato anche questo, noi stiamo parlando di una legge che ha risorse finanziarie come nessun'altra legge di sostegno mai fatta da quest'Aula nella storia dell'autonomia della Sardegna; cioè stiamo parlando di una legge che ha già una dotazione finanziaria di 600 miliardi che si ipotizza di incrementare di ulteriori 400 o 600 miliardi; questa è l'entità delle risorse messe in campo. Quindi non stiamo parlando di una cosina, ma stiamo parlando di una legge che alla cui elaborazione hanno partecipato quasi tutti i Gruppi, che è frutto della unificazione di tre proposte di legge e un disegno di legge, di un lavoro difficile e complesso fatto dalla Commissione sesta, dove sicuramente le opposizioni non hanno avuto un ruolo marginale - non lo dico io, l'hanno detto gli stessi colleghi della maggioranza - sia nella elaborazione, perché hanno rivisto, corretto, rifatto tutte le proposte di legge presentate, tant'è che in alcune parti il testo unificato non ha alcuna somiglianza in particolare al disegno di legge presentato a suo tempo dalla Giunta, perché quello sì, soprattutto quello, non era presentabile agli uffici comunitari, questa legge l'abbiamo rifatta in Commissione, è frutto di quel lavoro.
Quindi, collega Balletto, noi vogliamo difendere il nostro lavoro, perché è anche nostro il lavoro di elaborazione di questa legge, solamente non riusciamo a capirci sul nuovo, sul pregresso e su come va gestita questa partita. Sul pregresso anche qui non voglio che appaia, ma non a chi ci sta ascoltando qui dentro, ma soprattutto agli occhi dell'opinione pubblica, che il centrosinistra o la sinistra più in generale non vuole salvare il pregresso; se così fosse non avremmo fatto tutto quello sforzo a monte che già abbiamo fatto, in proposito non abbiamo bisogno di testimoniare assolutamente nulla. Noi siamo d'accordo che questa legge vada in porto, venga votata così come è, e vada resa operativa nei prossimi mesi.
Ciò su cui non siamo d'accordo è l'allocazione delle risorse finanziarie complessive tra sanatoria delle richieste pregresse e funzionamento a regime delle nuove norme, cioè noi siamo convinti che questa legge debba anche guardare avanti. Sull'entità delle risorse, sui 570 miliardi più volte abbiamo manifestato la nostra convinzione che non siano sufficienti; non abbiamo detto che tale cifra è esigua, perché una cifra del genere non si può definire esigua, ma bisogna fare un ulteriore sforzo perché è vero ciò a cui accennava rapidamente, quasi in modo incomprensibile il collega Murgia, che ci saranno ulteriori griglie, ma è altrettanto vero che a questa partita vanno aggiunte in alcuni casi quelle dei PIA, degli accordi di programma che sono stati sottoscritti dalla precedente Giunta i quali contengono richieste presentate ai sensi della legge 28 in tempo utile e che hanno ugualmente diritto ad ottenere i relativi finanziamenti, e quelle bisogna ugualmente sommarle agli elenchi che ci avete fornito ieri, nei quali non compaiono, per cui bisogna ulteriormente approfondire questo aspetto.
A proposito della sanatoria delle richieste pregresse e del finanziamento di quelle nuove, è stato già detto anche questo, io lo rimarco e lo sottolineo: badate che a se a Bruxelles si viene a sapere che legge notificata contiene solo una sanatoria delle richieste pregresse, ciò darebbe l'avvio ad una procedura di infrazione; se invece noi adottiamo una soluzione equa così come veniva proposto, stanziando quanto meno lo stesso tanto per il pregresso e per il nuovo è una cosa accettabile presumo non solo da noi, ma anche dai giovani sardi, perché è giusto sanare il pregresso - e siamo tutti quanti d'accordo, perché si tratta di soddisfare le richieste di giovani sardi che hanno avuto la tenacia di aspettare e di lottare ulteriormente per questi lunghi due anni, durante i quali la Giunta regionale di centrodestra, e la maggioranza che la sorregge, non hanno voluto prendere in considerazione due fondamentali progetti di legge presentati dal centrosinistra che avrebbero sanato la situazione non oggi nel 2002, ma a febbraio o a marzo del 2000, cioè dopo due mesi, per cui questi giovani hanno con tenacia sopportato i ritardi creati dal centrodestra - però, sanata questa parte pregressa, dobbiamo prendere in considerazione tanti e molti di più giovani sardi che nel frattempo hanno l'aspettativa di poter creare impresa, hanno coltivato una speranza; e cosa facciamo, ne accontentiamo 2000 e a 200 mila non diamo risposta? Ma anche loro hanno aspettato, non hanno fatto domanda perché domanda non se ne poteva fare in questi due anni. Allora se stiamo creando questa legge creiamo le condizioni per fare concretamente, assessore Masala, un bando il 2002-2003, ma non un "bandino", un bando che non può essere inferiore ai 100 miliardi.
Si sta chiedendo questo, la forma la ricordava il collega Biancu poc'anzi, bisogna capirsi, intendersi, prevederlo in legge, qui non si tratta di affidamenti reciproci. Noi, collega Masala, non solo la consideriamo per il titolo, e ci attribuiamo tutti quello di onorevole, noi la consideriamo onorevole e persona d'onore e galantuomo, non è su questo piano la discussione, la discussione riguarda il fatto che queste risorse finanziarie concretamente vanno previste in legge, perché è possibile questo; noi come centrosinistra abbiamo presentato un emendamento, sul quale neanche ci impicchiamo nel senso che andiamo avanti, votiamo l'emendamento, ognuno si assumerà le proprie responsabilità. Se verrà votato anche da voi ve le assumete dando risposta ai giovani sardi che hanno aspettato due anni senza presentare domanda, se voterete contro vi assumerete ugualmente le vostre responsabilità; si tratta però di proseguire nell'esame della legge, proseguire ed andare avanti assumendosi ognuno la propria responsabilità alla luce del sole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Piana. Ne ha facoltà.
PIANA (P.P.S.-C.D.U Sardi). Gli interventi su questa legge importante stanno andando avanti da oltre due giorni, quindi sicuramente i lavori necessitano di una accelerazione proprio perché moltissimi giovani, che avevano già presentato le domande, stanno aspettando. Noi siamo convinti che questa legge debba essere approvata immediatamente perché risolve una emergenza, in quanto opera una sanatoria finanziando tutte le domande pervenute al 30 dicembre 1999. Nella stessa legge un articolo, che poi vedremo, prevede l'emanazione delle direttive per la sua applicazione, quindi ci sembra più opportuno oggi approvare una legge con questa dotazione finanziaria, successivamente adottare ed approvare le direttive, per poi inserire in finanziaria o nelle prossime finanziarie gli stanziamenti per soddisfare le domande presentate in base a questa legge. Quindi siamo convinti che la legge si debba al più presto approvare così com'è, con l'impegno, di approvare immediatamente dopo, in tempi in brevissimi, le direttive di attuazione. Non ha nessun senso oggi inserire ulteriori finanziamenti quando ancora non abbiamo approvato le direttive di attuazione; questa legge serve per dare risposta immediatamente a quelle domande che sono state presentate entro il 31.12.1999.
Ma in modo particolare mi voglio soffermare su un aspetto: poiché la legge regionale che stiamo approvando prosegue gli interventi già previsti dalla legge 28, così come avevo detto nel precedente intervento, esclusi quelli per i settori agricolo e della pesca e al 31.12.1999 avevamo diverse domande di finanziamento a valere sui fondi della legge 28, presentate per il settore agricolo, e siccome in questa legge non è prevista la possibilità di una sanatoria per le richieste riguardanti questo settore, chiedo sia all'assessore Masala come assessore del bilancio, sia alla Giunta, che i soldi che vengono recuperati, essendo escluso il settore agricolo, vengano destinati alla legge regionale 21 del 2000, che è la legge quadro in materia di aiuti per questo settore. Chiedo in sostanza che i finanziamenti che vengono presi dai capitoli dell'agricoltura vengano poi ridistribuiti sempre per lo stesso settore, attraverso la legge regionale numero 21. E` una cosa fattibile, è un impegno, credo, che la Giunta e l'Assessore possono prendere.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Io invito l'assessore Masala a non accogliere questo suggerimento del collega Piana; sappiamo che il settore agricolo non rientra nella sanatoria prevista, se dovessimo inserire questo settore, sia chiaro che noi voteremo contro questa legge. Le leggi di settore nel comparto agricolo, ma anche i provvedimenti che si discuteranno nei prossimi giorni, rispondono ai bisogni di quel settore. Attenti, non facciamo confusione, quanto è stato richiesto non si può e non si deve fare, non c'entra nulla con la legge che stiamo discutendo.
Noi dobbiamo difendere, Presidente del Consiglio, lo dico per i colleghi, la legge 28; questo Consiglio regionale ha il dovere di difendere la legge 28, così come modificata dal testo in esame che il Consiglio ha anche il compito di approvare rapidamente perché c'è l'attesa, e la maggioranza dei Consiglieri, non la maggioranza di centro destra che non c'entra nulla, ma la maggioranza dei Consiglieri che ha lavorato nella Commissione unitariamente, ha il dovere di procedere nell'esame per introdurre quei correttivi che non alterano quanto concordato con l'Unione europea e che rispondono nel contempo alle aspettative che ci sono.
Ho sentito dire che ormai la questione è diventata politica; ma lasciano perdere la politica, la questione io la mantengo ancora sul piano tecnico. Non abbiamo, Pietro, valutazioni politiche contrapposte, non esiste contrapposizione; gli articoli sin qui votati sono stati approvati all'unanimità: Ma quale contrapposizione politica! Qui stiamo discutendo di un ragionamento di tipo tecnico che ci permetta di contribuire positivamente alla soluzione.
Allora, assessore Masala, io sono dell'opinione che politicamente noi non ci troveremo mai d'accordo, e non lo pretendo, è bene che ci sia la differenza, è bene che lei rimanga di destra ed io del centro sinistra, ma tecnicamente, siccome siamo prevalentemente persone ragionevoli, il punto d'incontro lo dobbiamo trovare, e lei lo deve trovare perché nell'intimo lei la pensa esattamente come la penso io. Siccome poi lei non si offende, io sostengo che anche politicamente la pensiamo allo stesso modo. Allora noi siamo all'articolo 8, stiamo anticipando la discussione che dobbiamo fare sulla norma relativa alla copertura finanziaria, lo comprendo, ma lei dovrebbe facilitare una soluzione voluta dalla Commissione che unitariamente ha approvato il provvedimento.
Allora sono convinto che tecnicamente si possa rispondere positivamente a quanto è stato chiesto, non ripeto le altre cose: la legge va salvata, tecnicamente siamo in grado di rispondere alle indicazioni che sono state date, lavoriamo per risolvere questo problema, che si può risolvere, perché diversamente stiamo dicendo che non è ammissibile il ragionamento che faremo fra un po'. Siccome non è così, e sappiamo che non è così, allora facciamo in modo di concludere .
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu, il quale aveva già parlato. Su che cosa intende intervenire?
ORTU (R.C.). Presidente, brevemente, posso anche rinunciare, però vorrei intervenire nel merito delle questioni che ha posto l'onorevole Balletto con il suo secondo intervento, io rinuncio anche...
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Io non sono intervenuto.
ORTU (R.C.). No, è intervenuto due volte sull'articolo 8, lei ha parlato due volte sull'articolo 8.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Sull'articolo 8 non è intervenuto nessuno.
PRESIDENTE. Io faccio rilevare come stiamo procedendo in modo troppo disordinato.
ORTU (R.C.). Sì, voglio solo fare una battuta e poi rinuncio anche. Siccome l'onorevole Balletto ha parlato due volte, aprendo una seconda fase di discussione su argomenti diversi dall'articolo 8, ma addirittura su questioni già affrontate nel corso della discussione generale già chiusa ieri, a questo punto io, con una semplice battuta, voglio dire che si prenda atto in quest'Aula di chi davvero vuol discutere e di chi invece fa ostruzionismo.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Bell'intervento. Complimenti!
PRESIDENTE. Poiché siamo costantemente in fase di votazione, invito i colleghi a munirsi della scheda necessaria qualora venissero richieste votazioni con il sistema elettronico, per evitare poi che teniamo aperta la votazione per cinque minuti, come spesso accade in quest'aula.
Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 8. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 9.
MANCA, Segretario:
Art. 9
Modalità istruttorie
1. I benefici erogati dalla presente legge sono adottati con procedura valutativa a sportello o a bando ai sensi del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123.
2. In caso di procedura valutativa a sportello, le domande di ammissione alle agevolazioni sono istruite secondo l'ordine cronologico di presentazione nei limiti degli stanziamenti annuali iscritti nei corrispondenti capitoli di bilancio.
3. L'istruttoria è demandata ad istituti di credito e a finanziarie sulla base di apposita gara ad evidenza pubblica. L'istruttoria deve essere conclusa entro novanta giorni dalla data di presentazione della domanda.
4. L'erogazione delle provvidenze deve avvenire con atto del competente Assessorato entro sessanta giorni dal ricevimento delle conclusioni istruttorie.
5. I beni agevolati sono vincolati all'esercizio dell'impresa beneficiaria per almeno dieci anni dalla data di avvio dell'attività e comunque sino alla estinzione del mutuo.
PRESIDENTE. All'articolo 9 è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
MANCA, Segretario:
Emendamento soppressivo parziale Cogodi - Ortu - Vassallo
Art. 9
Nell'art. 9, comma 1, sono soppresse le seguenti parole: "a sportello o". (11)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per illustrare l'emendamento.
VASSALLO (R.C.). L'emendamento numero 11, nella sostanza, si propone di eliminare le parole "a sportello". Lo abbiamo presentato perché vogliamo che non si verifichi quello che si è verificato nel passato, per dare certezza che nell'ambito degli stanziamenti disponibili siano finanziate le proposte migliori.
A noi questo sembra un elemento fondamentale, per eliminare la possibilità che la Giunta scelga se optare per la procedura valutativa a sportello o per il bando, a noi sembra opportuno che quando si fanno le leggi si definiscano anche i le modalità istruttorie per l'esame delle domande e i criteri che si usano per prendere in carico le domande, anche quelle che dovranno essere successivamente finanziate. E' un sistema che peraltro ha già dato buona prova in altre leggi nelle quali è stato adottato, nel senso che le domande che vengono esaminate vengono comparate tra loro, viene stilata una graduatoria, per cui vengono sostanzialmente scelte le migliori. E' un emendamento molto semplice, e con la soppressione di una parola si riesce a ottenere un risultato che altrimenti non riusciremmo a ottenere qualora lasciassimo aperta la possibilità di scegliere tra lo sportello e il bando per l'istruttoria delle domande. Siamo convinti che su questo emendamento ci possa essere il parere favorevole della Giunta, almeno lo auspichiamo, perché veramente si tratta soltanto di un'azione di puro buon senso.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Rassu, relatore.
RASSU (F.I.-Sardegna), relatore. Io esprimo parere favorevole sull'emendamento numero 11 e spiego anche il perché: una motivazione l'ha fornita uno dei presentatori, il collega Vassallo, in quanto è vero che quando la procedura valutativa delle domande avviene tramite bando vengono premiati i migliori progetti, quei progetti che dimostrano di avere un piano di impresa che ha sbocchi sul mercato e che quindi danno concrete prospettive di sviluppo e concrete prospettive occupazionali. Quindi è una procedura di selezione doverosa affinché non vengano erogati i fondi per iniziative fallimentari, iniziative che tutto sono fuorché iniziative di impresa. La seconda motivazione per cui esprimo parere favorevole, e spero che ciò faccia anche la Giunta, è che se effettivamente, così come spero, si stabilisce che le domande verranno valutate sulla base di un bando, ciò costituisce già un impegno non più generico, ma formale per la Giunta, se è vero che non possono essere sufficienti i fondi attualmente stanziati, a prevedere in finanziaria i nuovi fondi affinché possano andare a bando le nuove domande presentate sulla base di questa legge. Se è vero che le domande presentate al 31.12.1999 avranno accoglimento con la vecchia normativa, e quindi tramite procedura valutativa a sportello, secondo l'ordine cronologico di presentazione, con l'accoglimento in legge della procedura valutativa a bando è indispensabile, nel caso in cui non ci fossero proprio, dico non ci fossero, per assurdo, fondi sufficienti in legge, che in finanziaria vengano aggiunti i fondi affinché le nuove richieste, a partire dall'entrata in vigore di questa nuova legge sull'occupazione giovanile, abbiano una dotazione finanziaria sufficiente. Questa è la seconda motivazione per cui io esprimo il mio parere favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico del turismo, artigianato e commercio.
FRONGIA, Assessore tecnico del turismo, artigianato e commercio. Il parere è favorevole proprio per i motivi che diceva l'onorevole Vassallo, perché non vogliamo che si verifichi ciò che è successo nel passato e per dare certezza di finanziamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, voglio trattare solamente un aspetto tecnico: anch'io sono favorevole all'approvazione dell'emendamento, però, se questo dovesse essere approvato, è necessario provvedere anche alla modifica del comma 2 che disciplina le domande a sportello, e probabilmente ci sarà anche la necessità di coordinare gli altri commi dello stesso articolo, se se ne ravvisasse la necessità.
PRESIDENTE. La sua osservazione è corretta, onorevole Balletto; eventualmente, se l'emendamento venisse accolto, ovviamente il testo andrebbe riscritto e coordinato sulla base dell'emendamento accolto.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). L'ultimo passaggio dimostra che quando ci si applica seriamente all'esame delle leggi e anche al loro possibile miglioramento ciò dà dei buoni frutti. Fra i pochissimi emendamenti che noi abbiamo presentato, a conferma della nostra intenzione ferma e sincera di volere questa legge formulata nel migliore dei modi, e approvata quanto prima, sta il fatto che fra quei pochi emendamenti ne abbiamo presentato uno che registriamo con piacere la maggioranza, il Presidente della Commissione, la stessa Giunta Regionale hanno dichiarato di accogliere, ritenendolo migliorativo della legge. Di questo non ce n'era bisogno, a dimostrazione del fatto che le leggi è meglio, possibilmente, non peggiorarle mai; se sono perfette lasciarle come sono, ma quando sono migliorabili esaminarle, discuterle e possibilmente migliorarle. E questo miglioramento non è un miglioramento secondario perché sottrarre la nuova, chiamiamola ancora così, legge 28, poi avrà il numero che avrà, al regime dello sportello per affidarla al regime del bando, vuol dire avere, di questi tempi, alcune certezze e alcune garanzie. Una prima certezza è che non si creeranno più pregressi di nessun genere, perché il bando si farà sulla base delle risorse che le leggi sicuramente stanzieranno e quelle risorse verranno utilizzate per premiare le proposte progettuali migliori. Non si avranno le attese che si hanno, perché i bandi, alla cadenza che si dovranno fare, consentiranno che una volta che si è ammessi ed è garantito il diritto, quel diritto si potrà immediatamente esercitare, e si eviterà di ereditare dal passato una norma che aveva un senso allora, ma che oggi non avrebbe più nessun senso, cioè l'erogazione a sportello. Quando infatti la 28 era stata pensata come legge di agevolazione delle piccole e medie, ma principalmente piccole, iniziative imprenditoriali soprattutto sul versante delle politiche attive del lavoro, le pratiche della 28 erano pratiche di alcune centinaia di milioni. Cioè una cooperativa, una società giovanile che si attrezzavano appena per poter esercitare un'attività autonoma e diventare piccoli imprenditori e quindi campare e possibilmente poi via via migliorarsi. Per anni le pratiche presentate per ottenere i benefici della legge 28 sono state pratiche di alcune centinaia di milioni. Poi è invalsa invece la consuetudine, o meglio più che consuetudine è invalsa la mira che ha colto nel segno, di forzare il senso, la logica, la ratio originaria della legge 28; questo al di là delle modifiche normative, le modifiche normative sono avvenute dopo, e quasi sempre a sanatoria di situazioni che già si erano verificate; si è cominciato a dire: "Ma il giovane imprenditore da solo si può perdere, perché non gli affianchiamo anche un imprenditore già fatto, un esperto che quindi lo guidi, lo prenda per mano, lo introduca nel nuovo mondo dell'imprenditorialità e quindi lo metta sotto tutela - poi si chiamerà tutor, in inglese, ma si tratta di una tutela - e quindi un po' lo tuteli, un po' lo accompagni, un po' lo aiuti, un maestro", e tale maestro poi sarebbe stato il marpione che accompagnando il bambino via via lungo strada se lo sarebbe mangiato, perché il bambino è inesperto e avrebbe potuto anche non essere inesperto, avrebbe potuto essere anche bravo e capace, ma siccome l'accompagnatore era più grande, più esperto, più marpione e aveva anche danari suoi da mettere insieme, si teneva i danari suoi e portava via anche quelli del bambino.
E così via via sono state introdotte modifiche alla legge 28 e la sua modificazione ha prodotto quello che noi abbiamo definito uno snaturamento, ed è dallo snaturamento della legge 28 che poi si è arrivati a quella enormità, per cui a sportello si possono approvare progetti di miliardi, a sportello, cioè "a domanda risponda", come in Questura, solo che in Questura a domanda risponde in genere l'indagato, e in questo caso chi chiede quattro miliardi. E` accaduto quindi che a domanda ha avuto risposta uno che poteva essere insieme ad un giovane imprenditore, ma poteva essere né giovane e né imprenditore, prendendo i tre, i quattro miliardi per costruirsi un albergo, evviva il turismo, evviva l'albergo! Però se uno con il cento per cento di agevolazione, 60-70 per cento a fondo perduto e 30-40 per cento a mutuo agevolato, si costruisce un albergo di quattro miliardi, e affianco c'è un altro imprenditore che quell'albergo, più o meno della stessa dimensione, del medesimo valore di quattro miliardi l'ha costruito col mutuo bancario, voi mi dovete dire dove sta il rispetto della concorrenza, ma al di là della concorrenza, delle normative comunitarie, dove sta la liceità, la moralità, il buon senso di simili pratiche, non in senso burocratico, ma di pratiche malsane. Per cui ricondurre il sistema più modernamente e funzionalmente all'utilizzo della procedura valutativa a bando, è una cosa che noi ci siamo permessi di proporre e che la maggioranza e la Giunta correttamente e onestamente accolgono, a dimostrazione del fatto che le leggi sono anche migliorabili. Né penso che l'Unione Europea, perché qui si è detto: "Guai a toccare una virgola", abbia nulla da ridire, perché le normative comunitarie principalmente, qualche volta anche quasi in modo enfatico, indirizzano verso il bando, verso la concorrenzialità, quindi stiamo rispondendo anche ad uno di quei criteri, come dire, di funzionalità e anche di modernità.
Vedete, Rifondazione, questi tre monelli che stanno in quest'Aula non stanno facendo ostruzionismo, [B1] né sono trinariciuti, non sono antichi, crediamo di essere i più moderni, vi indichiamo anche soluzioni tecniche che insieme a voi, non noi da soli, perché come vedete quando si accetta il confronto ciò può portare tutti al miglioramento delle procedure di valutazione, perché vorrei che fosse chiaro che il loro miglioramento non è secondario; ripeto, chi conosce queste cose ci pensi un attimo e veda la differenza abissale che passa, sotto il profilo della funzionalità, ma anche della moralità e dell'efficacia dell'intervento pubblico tra un sistema valutativo a sportello, a rubinetto, o come lo si vuol chiamare, e un sistema invece a bando, capace di garantire la competitività.
Quindi a dimostrazione del fatto che la legge si può migliorare noi chiediamo sommessamente, vorremmo dirlo anche a quei notisti politici che non ascoltano nulla di quello che diciamo e si inventano quello che loro vorrebbero che noi dicessimo o facessimo, che risulti chiaro che noi non siamo nati per fare ostruzionismo a niente e a nessuno, noi facciamo ostruzionismo solo alle cose storte, noi facciamo opposizione alle iniquità, alle illogicità, alla sordità… poi qui non è che c'è tanta gente attenta, però va bene lo stesso.
(Interruzione del consigliere Usai)
Non sto parlando sull'emendamento, Usai, i grandi eventi ti hanno confuso un po' il livello di attenzione, questo è un piccolo evento, non è un grande evento, non stiamo intervenendo sull'emendamento...
USAI (A.N.). L'attenzione bisogna conquistarla. Chi parla per due giorni non riesce più a catturare l'attenzione.
COGODI (R.C.). Di che cosa stai parlando? Non hai capito, Presidente…
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi! Onorevole Usai! Prego onorevole Cogodi, prosegua!
COGODI (R.C.). Se un collega non si rende conto che l'intervento, che peraltro ho concluso, non è sull'emendamento, ma è sull'articolo e quindi è un'altra cosa, perché la gente è talmente distratta, dorme, poi si sveglia improvvisamente e pensa che siamo ancora al punto di prima, no, siamo un po' più avanti.
L'invito che noi rivolgiamo ancora sommessamente è quello di vedere se anche su alcuni altri emendamenti che non è che modificano o sconvolgano la legge, ma la migliorano e ne garantiscono l'efficacia, sia possibile avvicinare le posizioni e arrivare a una soluzione positiva.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 11. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'articolo 9, che a questo punto viene modificato a seguito dell'approvazione dell'emendamento, quindi il comma 2 in modo particolare per possiamo constatare ad una primissima lettura è soppresso, e comunque il testo dell'articolo 9 e gli articoli successivi verranno modificati in sede di coordinamento finale, tenendo conto che i benefici verranno erogati con una procedura a bando e non a sportello.
CUGINI (D.S.). E non a bande!
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 9. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 10.
MANCA, Segretario:
Art. 10
Direttive di attuazione
1. Le modalità di applicazione della presente legge, sono disciplinate unitariamente con apposite direttive adottate dalla Giunta regionale entro sessanta giorni dalla data di approvazione della stessa, previo parere della competente Commissione consiliare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Sull'articolo 10, nel merito proprio, vorrei dire una cosa sola, qui si prevede che entro 60 giorni la Giunta Regionale debba emanare le apposite direttive, intanto apprezzo che le direttive opportunamente siano direttive unitarie, cioè che incidendo questa in legge su diversi settori, campi di applicazione e quindi anche competenze assessoriali non vi siano direttive di quell'ufficio, direttive di quell'Assessore, di un altro Assessore e quant'altro, anche se in genere queste direttive poi sempre vengono approvate dalla Giunta, però la stessa Giunta, che non può essere un cervello universale, può approvare anche cose incoerenti qualche volta, o diversamente regolate. La disciplina unitaria delle direttive dovrebbe agevolare l'applicazione della legge, però bisogna che noi abbiamo presente che le direttive di competenza della Giunta regionale possono riguardare solo, in base al nostro ordinamento giuridico, le modalità applicative della legge, cioè tutto ciò che attiene alla mera esecuzione, e non possono contenere elementi di normativa sostanziale, né innovativa e né modificativa.
Questo lo dico perché è davvero sorprendente che un collega, il collega Piana, a meno che non abbiamo colto noi il senso di ciò che ha detto o forse che non si sia espresso in modo chiaro lui, abbia ipotizzato che questa legge potrebbe anche non avere copertura finanziaria in quanto, dovendosi ancora emanare le direttive, previste appunto dall'articolo 10, che dovrebbero emanarsi nei prossimi 60 giorni, non ce n'è bisogno, che semmai la copertura finanziaria si troverà dopo che ci saranno le direttive. E` una cosa del tutto fuori dal mondo, cioè le direttive attengono anche alle modalità d'uso delle risorse finanziarie, se no che direttive farebbe la Giunta se non quelle attuative di una legge che prescrive ciò che si può fare senza indicare come.
Se così fosse, siccome tutte le leggi hanno le direttive - adesso le chiamiamo direttive, in realtà dovremmo chiamarlo regolamento, ma siccome il regolamento se lo chiamiamo così, per la nota sentenza della Corte Costituzionale, deve essere approvato dal Consiglio, scegliamo non solo la dizione, ma lo strumento giuridico delle direttive di attuazione che quindi ci consentono di non ripetere tutta la procedura dell'istruttoria e dell'esame da parte del Consiglio regionale - tutte le leggi dovrebbero essere senza copertura finanziaria; questa è veramente una cosa che non sta né in cielo e né in terra. Io dico ai colleghi di maggioranza: "Pensate come volete, decidete come vi pare" - si diceva un tempo "Chi comanda fa legge" - voi comandate se ci riuscite, comandate male, se ci riuscite avete il potere di comandare, però non pretendete comandando di offendere la cognizione e l'intelligenza altrui, usate gli argomenti che volete però non dite "Questa legge per la parte innovativa può essere senza copertura finanziaria che tanto non servirebbe a nulla perché ancora non ci sono le direttive"; le direttive ovviamente vengono sempre dopo, tanto è che le fa la Giunta in via applicativa, mai le direttive possono precedere una legge, e neppure accompagnare la legge, se no sarebbero specificazioni della legge.
Quindi questi argomenti è meglio non usarli, non è che non riusciamo a far capire nulla agli altri, finisce che non ci capiamo nulla neanche noi stessi, e io immagino anche chi le dice queste cose, perché davvero non ho capito che cosa volesse dire il collega Piana, perché posto che tutte le leggi hanno bisogno di direttive e quindi dovrebbero essere prive di copertura finanziaria in attesa delle direttive, non ho capito che tipo di legislazione potrebbe approvare un Parlamento che fa le leggi. Al contrario, proprio perché le direttive hanno rango di norma secondaria, con le direttive regoli, disciplini, normi, nell'ambito della disciplina dettata dalle legge le modalità d'uso delle risorse; se la Giunta non sa di quanto dispone che direttive fa e perché? Se per regolare un bando la Giunta regionale, qualunque essa sia, anche una Giunta migliore di questa, semmai fosse possibile, cosa che è difficile giacché questa Giunta ha la presunzione di essere il meglio, quindi si tenga la sua presunzione, Giunte migliori non ce ne sono, ma anche fosse una Giunta migliore di questa, una cosa è fare un bando disponendo di un miliardo, una cosa è fare un bando disponendo di cento miliardi o di trecento miliardi. La direttiva, cioè l'individuazione dei modi, dei tempi, l'individuazione dei soggetti, delle procedure sarà diversa se io dispongo di una lira o dispongo di un miliardo, perché se ho una lira mi dirigo da qui a lì, se ho un miliardo posso pensare di dirigermi anche verso l'altra parte del mondo.
Ma in che mondo stiamo e in che mondo viviamo se si dice che le leggi non debbano avere copertura finanziaria! E' esattamente il contrario, una legge priva di copertura finanziaria è illegittima perché è inutiliter data, è un pezzo di carta, non è una legge, tanto è che per legittimare questa legge si ricorre a un fondo indistinto, nel quale fondo indistinto può essere che non rimanga neanche una lira per attuare la nuova normativa dettata da questa legge, però almeno formalmente si può sempre dire: "Da quel fondo indistinto attingo una lira per sorreggere almeno tecnicamente, formalmente, giuridicamente anche la parte innovativa della legge" tanto è che prevedete di istituire il fondo indistinto, e con ciò usate argomenti che assomigliano a qualcosa; però il merito, la sostanza è che purtroppo questa legge per la parte innovativa, quella che stiamo discutendo, a parte la riga dell'articolo che seguirà fra poco sul pregresso, dotazione finanziaria non ne ha.
E qui voglio solo accennare, per ora, ad un'altra questione poi la maggioranza avrà modo di interloquire, però interloquisca in modo non dico convincente, noi siamo già convinti di quello che pensiamo, ma interloquisca in modo utile. Non vorrei che in alcuni ambiti o settori della maggioranza vi fosse una riserva mentale, che pure emerge qua e là, dall'interlocuzione non pubblica, non quella espressa qui in Aula, ma dalle conversazioni private con singoli consiglieri; secondo tale riserva del pregresso, di quel monte di domande presentate a fine '99 - dicono molti della maggioranza - quante ce ne saranno da vedere bene nel merito! Quante ce ne saranno di quelle domande che qualcuno si illude di vedere finanziate! Bisognerà andare a vedere, mica è detto che l'istruttoria sia finita, mica la legge sta dicendo "tutte", no, sta dicendo "domande presentate e istruite"; ed aggiungono, questi signori che avanzano questa prospettazione - poi discuteremo, vedremo, effettivamente è molto caina in quel punto la norma che voi proponete -" Chi ha detto che devono essere istruite positivamente? Istruite vuol dire che sono in istruttoria, potrebbero anche non essere istruite positivamente, bisognerà esaminarle nel merito"; e pensano che ne rimarranno di soldi da quei 560 miliardi! Ecco in cosa consiste la riserva mentale.
C'è la riserva mentale di tagliare da quella parte per sostenere l'altra parte della legge, la nostra battaglia per dare finanziamento sicuro alla parte innovativa della legge vuol dire dare certezze alla parte nuova della legge, al nuovo regime di aiuti per i giovani sardi che esistono e che hanno diritti anche dal 2000 in poi, ma anche per dare più certezza a quella parte ai quali se si dice, se il Consiglio approverà questa legge, che c'è un monte risorse a favore delle loro richieste, e se lo si afferma, quel monte risorse deve servire a finanziare le loro richieste, non è che adesso do loro questa assicurazione e poi mi riservo, rivisitando le pratiche, istruendole diversamente o adottando alcuni criteri interpretativi, di fare diversamente.
Anche questo è un punto che forse è meglio chiarire, perché io sono ancora convinto, noi siamo ancora convinti, e non solo noi di Rifondazione ma tutta l'opposizione, che sia necessario trovare una soluzione che sia di garanzia, che sia una soluzione equa e che sia una soluzione di utilità vera che dia tranquillità agli utilizzatori di questa legge.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Prendo la parola perché sull'articolo 10 c'è stata una interlocuzione con l'assessore Masala quando alla nostra richiesta di incremento delle risorse finanziarie, si è tentato di rispondere attraverso le direttive, per chiarire che le direttive possono senz'altro disciplinare l'attuazione della legge, ma esse non sono la Zecca, non inventano soldi, non è che possano essere emanaet direttive che incrementano le risorse. Ed allora, lo strumento direttive, lo dico per il Presidente Rassu, che penso concordi con me, lo strumento direttive non interviene sul merito del contrasto tra di noi, tra quelli che vogliamo salvare il vecchio e promuovere anche il nuovo. E sarebbe sbagliato, Nicola, che le direttive contenessero qualche elemento tendente a introdurre difficoltà per l'istruttoria delle vecchie richieste, questo deve essere chiaro. Se c'è tra di noi qualcuno che pensa di non liquidare le domande presentate al 31.12.1999 introducendo, con le direttive, un cavillo che impedisca l'erogazione dei fondi stanziati per lasciare qualche risorsa per qualche ulteriore richiesta, sbaglia. Nicola, noi saremo contrari, noi, intendo tutti noi che in qualche modo abbiamo partecipato alla discussione.
Questo non deve verificarsi; io capisco il tentativo di fare direttive che mettano a disposizione risorse anche sottraendole a quelle destinate a soddisfare le richieste pregresse, però non si deve fare questa operazione, perché noi rischiamo di deludere ancora una volta chi pensa di avere un diritto. Le pratiche si possono istruire e poi non deliberare; chi ha fatto questo mestiere, e qui ci sono colleghi che hanno nel tempo lavorato nel sistema parabancario, sanno che si possono istruire le pratiche e non deliberare, sanno che si possono istruire e sospendere perché mancano documenti a corredo, sanno che si possono anche istruire poi però devono essere deliberate definitivamente.
Quindi tutti questi aspetti sono estremamente delicati. Allora io credo che le direttive debbano essere lo strumento per applicare veramente la legge. Ma se l'assessore Masala risponde positivamente alla richiesta, non politica ma tecnica, di mettere a disposizione risorse per le nuove domande, allora le direttive possono comprendere anche la parte riferita a nuove domande, perché i sessanta giorni che vengono indicati qui sono sufficienti a dettare direttive chiare che marcino, di fatto, quasi da sole nell'applicazione. Io sono fiducioso che l'assessore Masala risponderà positivamente alla richiesta che anche in questa occasione, senza citarla espressamente, stiamo richiamando.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu, ne ha facoltà.
RASSU (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, non ho nessuna difficoltà a confermare all'onorevole Cugini l'assoluta trasparenza della condotta della Commissione, mia personale, ma anche della Giunta, nel momento in cui verranno emanate le direttive. Non dimentichiamo che il pregresso al 31.12.'99 dev'essere visto, per forza di cose, secondo la logica della vecchia legge 28. Guai se uno strumento come le direttive di attuazione, che deve addirittura agevolare, deve addirittura incentivare, oltre che normare l'applicazione della legge, guai se fosse usato come norma vessatoria.
CUGINI (D.S.). Siccome se ne parla…
RASSU (F.I.-Sardegna). Io stesso ho detto in quest'Aula che non a causa delle direttive di attuazione, ma per esperienza, statisticamente bisogna calcolare una certa percentuale di morìa qualsiasi sia il tipo di finanziamento da erogare, determinata molte volte dal ritiro delle richieste, molte volte dalla non corrispondenza del piano di impresa a quelle che sono le esigenze di mercato, non solo, ma anche dalle direttive della legge. Questo succede normalmente, quindi naturalmente si verificherà anche in questo caso, ma non per questo si deve attendere che ciò si verifichi per stanziare fondi per le nuove iniziative.
Quando ho detto, e l'ho dichiarato anche alla stampa prima, che ero favorevole all'accoglimento dell'emendamento Cogodi, Vassallo, Ortu, sull'indicazione della procedura di valutazione a bando per l'istruttoria delle domanda, una volta accettato questo, è chiaro che la Giunta dovrà identificare dei fondi ad hoc per poter espletare il bando. Su questo non c'è ombra di dubbio! Ecco quindi che viene a cadere, probabilmente, quell'esigenza assoluta sulla quale le opposizioni insistono, che a tutti i costi sia identificata in legge una certa quota per le nuove iniziative.
Badate, colleghi: tutte le domande presentate al 31.12.1999 istruite e non ancora finanziate riguardano nuove iniziative, sono nuove domande che dovranno ad essere esaminate dopo l'approvazione della legge e l'emanazione delle direttive di attuazione e che vanno ad immettersi sul mercato come nuove iniziative; non sono vecchie iniziative. Il vecchio riguarda le richieste pregresse sulle quali si è già deliberato e che sono già state finanziate in parte, quello è il vero pregresso! Il vero pregresso riguarda gli impegni e gli investimenti di tutte quelle società giovanili che avevano iniziato ad investire, a realizzare i programmi ed ad avere anticipazioni dalle banche, iniziative che hanno necessità di avere il conforto della legge. Quello è il vero pregresso storico. Ma le domande presentate al 31.12 del 1999 non ancora istruite, riguardano tutte nuove iniziative, perché moltissime di quelle domande non sono ancora state istruite, pertanto riguardano nuove iniziative che aspettano il finanziamento della legge, non vecchie iniziative, ma iniziative che ancora devono essere finanziate e sostenute da questa legge.
Per quanto riguarda le nuove domande che andranno a bando, le risorse, così come è stato affermato, confermato, sottoscritto in quell'emendamento numero 11 ormai approvato, verranno finanziate con nuova dotazione prevista dalla legge finanziaria. Questa è la verità ormai! Ormai non si può più tornare indietro!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I. - Sardegna). Rinuncio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Chiedo la votazione nominale con il sistema elettronico.
PRESIDENTE. I sette consiglieri che appoggiano la richiesta alzino la mano.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri LAI, IBBA, COGODI, VASSALLO, MORITTU, PIRISI, DETTORI).
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 10.
(I consiglieri LA SPISA, LIORI e PINNA dichiarano il proprio voto favorevole.)
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FRAU - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - LICANDRO - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILO - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo -SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Vicepresidente SPISSU.)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 68
votanti 67
astenuti 1
maggioranza 33
favorevoli 67
(Il Consiglio approva)
PRESIDENTE. I lavori del Consiglio riprenderanno questo pomeriggio alle ore 16 e 30.
La seduta è tolta alle ore 13 e 53.
[B1]Sentire registrazione
Allegati seduta
Testo delle interrogazioni annunziate in apertura di seduta
INTERROGAZIONE CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sul provvedimento di revoca delle agevolazioni in favore degli ufficiali e sottufficiali di Polizia giudiziaria (Carabinieri, Polstrada, Polizia di Stato e Guardia di finanza) (decreto n. 439/6663 del 5 ottobre 1998).
Il sottoscritto,
premesso che gli ufficiali e i sottufficiali di Polizia giudiziaria (Carabinieri, Polstrada, Polizia di Stato e Guardia di finanza) beneficiavano di agevolazioni sui trasporti extraurbani sui mezzi pubblici A.R.S.T e delle Ferrovie della Sardegna;
preso atto che l'Assessore regionale dei trasporti in data 5 ottobre 1998 con decreto n. 439/6663 ha revocato le agevolazioni in questione;
considerato che gli ufficiali e i sottufficiali di Polizia giudiziaria oltre a garantire l'ordine e la sicurezza per i passeggeri evitavano gravi atti di vandalismo agli stessi mezzi di trasporto e tutelavano la stessa incolumità del personale viaggiante;
venuto a conoscenza che le Ferrovie della Sardegna dopo tre anni intendono applicare tale decreto con decorrenza 2 gennaio 2002;
visti i vantaggi derivanti dalla presenza degli agenti, ufficiali e sottufficiali di Polizia giudiziaria nei mezzi di trasporto pubblico,
chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dei trasporti per sapere:
1) se siano a conoscenza di tale provvedimento;
2) se non ritengano urgente revocare il decreto assessoriale n. 439/6663 del 5 ottobre 1998 con il quale si aboliscono tali conquiste ottenute fino dagli anni '60;
3) se non ritengano, inoltre, urgente impartire disposizioni e quindi emettere un nuovo decreto affinché di tali benefici usufruiscano gli ufficiali e sottufficiali (Carabinieri, Polstrada, Polizia di Stato e Guardia di finanza) ma anche tutti coloro che rivestono la carica di P.G. (corpo forestale dello Stato e della Regione e Polizia penitenziaria). (420)
INTERROGAZIONE VASSALLO, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione dei lavoratori marittimi della Compagnia di navigazione TRIS.
Il sottoscritto,
appreso che a causa del mancato pagamento delle retribuzioni maturate dai lavoratori marittimi dipendenti della Compagnia di navigazione TRIS è stato proclamato lo stato di agitazione;
appurato che, nonostante le sollecitazioni formulate dal sindacato alla direzione aziendale della Compagnia di navigazione, l'azienda continua ad eludere le legittime richieste dei lavoratori;
accertato che se questo stato di cose non dovesse mutare in tempi brevi tutto il personale imbarcato si troverebbe nella ineluttabile condizione di dover intraprendere, legittimamente, una forte azione di sciopero per costringere l'azienda ad un comportamento più consono e rispettoso dei diritti dei lavoratori e del lavoro da essi prestato;
considerato che tale inamovibile comportamento aziendale sfocerà con il blocco della linea esercitata dalla Società TRIS sulla tratta Palau-La Maddalena, con grave pregiudizio di un servizio pubblico, sino ad oggi esercitato esclusivamente per il grande senso di responsabilità dei marittimi della TRIS;
visti falliti tutti i tentativi, per chiarire e definire la questione attraverso altri strumenti contrattuali, lo sciopero è rimasto l'ultimo strumento da porre in essere, prima di un'azione legale per richiedere al giudice la liquidazione coatta delle retribuzioni maturate;
ritenuto indispensabile che il livello istituzionale regionale della Regione sarda non possa e non debba ignorare tale grave situazione che potrà determinare gravi disservizi nei collegamenti marittimi con l'isola minore de La Maddalena,
chiede di interrogare l'Assessore regionale dei trasporti per sapere:
1) se sia a conoscenza di tale grave situazione;
2) se non ritenga opportuno uno specifico e immediato intervento dell'Assessorato nei confronti della Società TRIS, al fine di far cessare questo stato di cose, garantendo nel contempo i diritti dei lavoratori e quello dei cittadini maddalenini per la salvaguardia del loro diritto alla mobilità. (421)
INTERROGAZIONE CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sul mancato collegamento tra i paesi dell'hinterland ed i nuovi uffici finanziari in località Piandanna (Sassari).
Il sottoscritto,
premesso che, a seguito di una lodevole e coraggiosa iniziativa privata, in località Piandanna (Sassari) si sono create le condizioni strutturali per accogliere diversi uffici che possono essere definiti una vera "Cittadella finanziaria";
considerato che i suddetti comprendono Ufficio imposte dirette, Ufficio IVA, Ufficio Intendenza di finanza, Commissioni tributarie regionali e provinciali, con un movimento di utenza media giornaliera di circa 600 persone, per buona parte proveniente dall'hinterland sassarese;
visto che i mezzi di linea dell'ARST, passando per la SS 131, non effettuano nessuna sosta, sia per l'andata che per il ritorno, in prossimità degli uffici in oggetto e poiché tra gli utenti che ogni giorno si recano presso gli uffici (provenienti da molti paesi del circondario) vi sono persone anziane e portatori di handicap,
chiede di interrogare l'Assessore regionale dei trasporti per sapere se sia a conoscenza di quanto su esposto e se non ritenga, dopo aver verificato quanto sopra, di chiedere con urgenza all'ARST l'istituzione della fermata, in entrata ed uscita, in prossimità della piazzola prospiciente gli uffici, affinché l'utenza medesima possa accedere ed effettuare il disbrigo delle pratiche in condizioni di sicurezza ed in tempi ragionevolmente brevi. (422)
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