Seduta n.354 del 31/07/2007
CCCLIV Seduta
(ANTIMERIDIANA)
Martedì 31 luglio 2007
Presidenza del Presidente SPISSU
La seduta è aperta alle ore 10 e 48.
SERRA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di martedì 17 luglio 2007 (347), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Davoli, Liori, Meloni, Pinna e Salis hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana di martedì 31 luglio 2007.
Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.
Risposta scritta ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
"Interrogazione Dedoni sulla situazione economica ed occupazionale della CWF Italia di Santa Giusta". (315)
(Risposta scritta in data 27 luglio 2007.)
"Interrogazione Dedoni sulla gara di appalto per l'affidamento del servizio di pulizia, manutenzione delle aree verdi e facchinaggio relativo agli immobili in uso alla Regione Sardegna". (615)
(Risposta scritta in data 27 luglio 2007.)
"Interrogazione Diana - Liori sulle presenze registrate nei porti turistici sardi e sulle conseguenze negative derivanti dall'applicazione dell'articolo 4 (Imposta regionale su aeromobili e unità da diporto) della legge regionale 11 maggio 2006, n. 4". (688)
(Risposta scritta in data 27 luglio 2007.)
" Interrogazione Diana - Liori sui corsi di qualificazione e riqualificazione per operatore dei servizi di custodia e manutenzione presso siti archeologici, musei, aree culturali-ambientali valorizzate inseriti nel programma Parnaso". (721)
(Risposta scritta in data 27 luglio 2007.)
"Interrogazione Cherchi Silvio - Giagu - Uggias sul rischio di esclusione delle imprese sarde dal bando POR 2000/2006 Asse 2, Misura 2.4, sugli interventi formativi per le attività culturali". (722)
(Risposta scritta in data 27 luglio 2007.)
"Interrogazione Dedoni - Vargiu sulla regolarità della richiesta d'offerte per l'individuazione dell'organismo intermediario incaricato dell'istruttoria ed erogazione di piccoli sussidi per un costo complessivo di euro 21.980.000 - POR Sardegna 2000/2006, misura 3.4". (817)
(Risposta scritta in data 27 luglio 2007.)
"Interrogazione Rassu sul blocco delle agevolazioni concesse dalla legge regionale 21 maggio 2002, n. 9, per il comparto del commercio, relativo al settore della frutta e verdura e macellerie, nonché sull'insufficienza dei fondi per far fronte agli incentivi richiesti". (855)
(Risposta scritta in data 27 luglio 2007.)
"Interrogazione Caligaris sull'affidamento della gara per il servizio di pulizia, manutenzione delle aree verdi e facchinaggio della Regione e sui 350 esuberi conseguenti alla riduzione dell'attività". (875)
(Risposta scritta in data 27 luglio 2007.)
"Interrogazione Amadu sulla necessità di stabilizzare i lavoratori precari del compartimento ANAS della Sardegna, presenti in particolare nella sezione staccata di Sassari". (890)
(Risposta scritta in data 27 luglio 2007.)
"Interrogazione Cuccu Giuseppe - Cocco - Cucca - Sabatini sul grave pregiudizio arrecato ai giovani del territorio dalla politica di selezione del personale avviata dalla Polimeri Europa Spa". (900)
(Risposta scritta in data 27 luglio 2007.)
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per dieci minuti. La seduta riprenderà alle ore 11.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 50, viene ripresa alle ore 11 e 04.)
PRESIDENTE. Bene, riprendiamo la seduta. Prego i colleghi di prendere posto.
L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 129.
(Si riporta di seguito il testo della mozione:
Mozione La Spisa - Vargiu - Randazzo Alberto - Artizzu - Ladu - Farigu - Cappai - Capelli - Diana - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Milia - Amadu - Cuccu Franco Ignazio sulla sospensione del giudizio di parificazione del rendiconto 2006 da parte della Corte dei Conti.
IL CONSIGLIO REGIONALE
PRESO ATTO che la Corte dei conti ha sospeso il giudizio di parificazione del rendiconto 2006 per la parte relativa all'accertamento in entrata di euro 1.500.000.000 per i quali la Regione ha previsto la copertura con quote di compartecipazioni relative agli anni 2013, 2014 e 2015;
CONSIDERATO che:
- nella relazione del Procuratore generale è Stato messo in evidenza che "l'anticipazione al 2006 di risorse finanziarie spettanti alla Regione negli anni 2013/2015 e che attengono alla competenza degli esercizi medesimi, si risolverebbe in una palese elusione del principio dell'annualità del bilancio, sancito dall'articolo 81 della Costituzione";
- nella stessa relazione si sottolinea "la presenza di profili di disallineamento della norma dallo Statuto di autonomia";
RILEVATO che:
- la stessa Corte ha osservato che "l'importo di 1.500 milioni di euro stanziato nello Stato di previsione dell'entrata dell'Assessorato alla programmazione, viene portato a residui attivi venendo così a incidere sul relativo carico. Ne deriva che, a causa della sfasatura contabile di queste allocazioni, l'accertamento del credito privo di ragione giuridica si riverbera sia sulle risultanze del conto del bilancio sia, con effetto permanente, sull'ammontare dei residui attivi";
- la Corte ha conseguentemente avviato il ricorso alla Corte costituzionale;
- la sospensione del giudizio di parificazione pone in dubbio la stessa veridicità del bilancio 2006 e proietta implicitamente forti perplessità sul bilancio 2007;
- è stata messa in discussione una scelta ritenuta fondamentale dalla Giunta regionale sia per la politica di risanamento finanziario, sia per il reperimento di nuove risorse già stanziate nella manovra 2007/2009 a favore di importanti interventi di carattere economico e sociale,
impegna la Giunta regionale
1) a valutare le conseguenze sull'esercizio finanziario in corso;
2) a proporre immediatamente al Consiglio regionale le relative misure correttive a valere sul bilancio del 2007. (129).)
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione.
Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.
LA SPISA (F.I.). La mozione che viene in discussione oggi, riguarda come tutti sanno, la questione dell'anticipo di entrate future inserito nel bilancio 2006 e nel bilancio 2007. E' un'iniziativa che è stata presa dalla Giunta regionale e accettata dalla maggioranza di centrosinistra nella sede dell'approvazione dell'esercizio provvisorio e delle norme di modifica di bilancio alla fine della chiusura dell'esercizio 2006.
Io vorrei ripercorrere brevissimamente e richiamare quanto accadde nella seduta del 28 dicembre, se non ricordo male, quanto l'opposizione sin dall'inizio disse, sin dai primi momenti in cui la proposta venne messa a conoscenza della maggioranza e dell'opposizione nella Commissione bilancio e quale giudizio, quale valutazione venne data da noi. Fin dall'inizio abbiamo detto che quell'operazione era un grandissimo errore contabile sul piano tecnico e che sul piano politico costituiva un'operazione colossale di imbroglio, imbroglio politico legislativo. Per due ore quest'Aula fu bloccata da una questione pregiudiziale posta da noi e che venne affrontata dalla Presidenza del Consiglio facendo ricorso in quel momento ai pareri tecnici di cui si disponeva: il parere degli Uffici della Regione, dell'Amministrazione regionale, che furono tutti positivi, un coro di "signor sì", "va bene", "è tutto legale". E fin qui ci siamo, fin qui è comprensibile: gli Uffici dell'Amministrazione avevano firmato la proposta, dato presumibilmente il parere di legittimità, non potevano che ribadire in quella sede questa valutazione. Ma la questione venne posta anche all'attenzione del Consiglio. In Consiglio non furono espressi pareri tecnici; il parere venne espresso dalla Presidenza e poi implicitamente, e poi anche esplicitamente, dalla maggioranza, e lì il "signor sì", comprensibile per un ufficio che collabora con chi ha la responsabilità dell'indirizzo politico, divenne un boato: "Signor sì signore!". Questo da parte di tutti. Veramente una cosa impressionante. Di fronte a una proposta che chiunque, anche secondo il semplice buon senso, poteva considerare come un'operazione rischiosissima, azzardata, ai limiti dell'azzardo, ai limiti della legalità, anzi oltre i limiti della legittimità, del rispetto della legge, ebbe in quest'Aula un coro unanime, da quella parte dell'Aula naturalmente. Perché? Come mai venne accolta questa tesi?
Bisogna tornare un po' indietro nel tempo, alla vertenza sulle entrate. Allora la Giunta e la maggioranza lanciarono una grande mobilitazione, una mobilitazione che venne sostenuta unitariamente dalle forze sociali e anche dalle forze politiche di opposizione. Tutti ricordiamo di essere stati presenti a Roma, almeno alcuni di noi, rischiando, se permettete, politicamente una presenza che era chiaramente in contrasto, in polemica con lo Stato, che in quel momento era governato da rappresentanti di centrodestra, ma contro il quale, contro questo Stato abbiamo condiviso una battaglia che ritenevamo e riteniamo ancora giusta, quella di un riequilibrio nei trasferimenti dallo Stato alla Regione. Il risultato di quella vertenza venne con il Governo Prodi. Vi fu, in sede di proposta e di approvazione della legge finanziaria del 2007, un incremento di trasferimenti, per ora presunti e speriamo reali a partire dal 2010, ma il problema è qui: l'incremento delle entrate, in gran parte, si concretizzerà - se il sistema andrà veramente a regime - soltanto a partire dal 2010. Che cosa accadde in sostanza? Accadde che il Governo Prodi, d'accordo col Governo di centrosinistra della Regione sarda, fu disponibile a pagare il debito con una cambiale, in gran parte, almeno, con una cambiale. Alcune somme già iscrivibili in bilancio a partire dal 2007, ma la gran parte del debito venne pagato, o si disse di volerlo pagare, sostanzialmente con una cambiale, che è un titolo di credito con una scadenza ritardata, non c'è niente di strano. Ma ritardata a quando? A quando è possibile almeno, non dico probabile, ma almeno possibile che né Prodi né voi possiate essere... può accadere, facciamo un periodo ipotetico di terzo o quarto grado, cioè dell'irrealtà, va bene? Poniamo che non ci siate e che non ci sia Prodi. Prodi e Letta hanno assunto una decisione molto furba, assolvere un debito con entrate future che non implicano assolutamente la responsabilità o, almeno, solo in parte implicano la responsabilità del Governo attuale e questo poteva essere un danno per la Regione? Sì, poteva essere un danno, ma chi pensava che potesse essere un danno ha sottovalutato, evidentemente, la dote più grande nel nostro Presidente che è l'inventiva, la capacità innovativa - l'ha dimostrato sempre in tutti i campi -, la creatività, la tempestività delle scelte. E la maggioranza? Dov'erano allora gli alfieri della legalità e della trasparenza contabile? Dove sono oggi gli alfieri della legalità e della trasparenza contabile? Di una trasparenza che porta a rispettare non solo le leggi, ma soprattutto la Costituzione che ha da tempo come principio quello della annualità del bilancio. Anche qui abbiamo sottovalutato, tutti noi, nel pensare che voi avreste fatto, avreste preso o potreste prendere una decisione diversa, di non accoglimento della proposta della Giunta, abbiamo sottovalutato la vostra capacità e la vostra intelligenza politica perché è evidente, non era un danno, non era un danno perché avevate pensato, non so quando, non so se anche allo stesso momento in cui la vertenza delle entrate fu risolta, ma sicuramente ci avete pensato quando avete - insieme al Presidente o accogliendo il ragionamento del Presidente - fatto un semplicissimo calcolo che credo si possa riportare proprio in una tabella. Noi abbiamo, nel 2007-2008-2009, 500 milioni in più, a partire dal 2010, presumibilmente, ci saranno un miliardo e mezzo, cioè 1.500 milioni di euro nel 2010-11-12-13-14-15 e così via. E' chiaro, il ragionamento è stato semplice, ma perché lasciare questo bel gruzzolo a chi verrà nel 2010? Certo, speriamo di esserci noi, avete pensato, ma non si sa mai! Perché mai lasciare questo bel gruzzolo ai futuri responsabili della politica regionale? Costringiamoli a una generosità postuma, prendiamogli un po' di risorse e così abbiamo visto, infatti, nell'esercizio provvisorio del 2006, questa strana allocazione in entrata di un miliardo e mezzo, 1.500 milioni per un fine nobile, quello di risanare il bilancio. E chi può obiettare questo? Però, già in quel momento, già in Commissione, qualcuno di noi cominciò a dire: ma come mai l'allocazione nel 2006 per modificare una posta di bilancio che era errata, che era falsa, determinata da una falsa previsione - un'errata previsione, scusate, non falsa, non la definiamo falsa, errata - pensavate che il Governo ci restituisse 1.500 milioni nel 2006? Così non è stato, avreste dovuto quindi abbattere, riconoscere il mancato accertamento di quell'entrata e evidentemente coprire con nuove autorizzazioni di mutuo. Ma l'effetto sarebbe stato quello di portare il disavanzo sempre più in alto, l'effetto sarebbe stato politicamente di dimostrare a tutti che il risanamento non c'era stato. Per colpa di un Governo ingeneroso? No, il Governo è stato generoso, dal 2010, cioè con cambiali, ha assicurato il ristorno di queste spese, e allora? Anticipiamole! Ma perché, abbiamo pensato, a partire dal 2013, 2014 e 2015? Come mai non dal 2010-11-12? E poi abbiamo capito, l'abbiamo capito nel corso dell'approvazione della manovra finanziaria del 2007, ma si capiva già da subito, perché le maggiori entrate previste per il 2010, 2011, 2012, non sono andate, non vanno a coprire disavanzi, ma vanno a rimpinguare le entrate e assicurare nuove possibilità di spese di 500 milioni di euro per anno, nel 2007 lo avete messo, presumibilmente lo farete nel 2008 e nel 2009, perché tanto siamo sicuri che proseguirete in questa strada. E l'effetto qual è? Avete usato una bella parola, spalmare, bellissimo, fa pensare a un ingrediente cremoso che si mette in una bella fetta di pane abbrustolito, una bruschetta! Avete spalmato gentilmente queste risorse prendendole dal 2013-14-15, ma soprattutto dal 2010-2011 e 2012 per poterle spendere, perché il problema è spendere, perché per poter arrivare poi a gestire voi dal 2010 in poi queste somme dovete cominciare a spendere, o almeno, a far credere che si spendono, ma in realtà la spesa è ferma, è bloccata così come nel passato. Avete fatto un'operazione cosiddetta di riequilibrio, ma il problema è che, e per questo che sono caduti tutti i problemi di legalità, la sinistra - quando vede l'utilità e la convenienza - i problemi della legalità li mette tranquillamente da parte, forse lo fanno anche altri, per carità, però lo fate, diciamo, con una intenzione e con un substrato ideologico particolarmente raffinato in alcune occasioni, ma in questo caso è stato veramente grossolano, perché gli effetti che voi volevate raggiungere, quello di dimostrare che avete risanato il bilancio, ma nello stesso tempo state spendendo, è un miracolo! I sardi oggi si chiedono tutti: ma come mai, la Regione di fronte al bilancio del 2007, ma come, avete risanato il bilancio e lo avete fatto senza farci fare sacrifici? Siete mitici, mitici! E' molto facile, infatti, risanare il bilancio con i soldi degli altri, facilissimo, molti sono esperti in questa cosa, sono particolarmente esperti. Ma, ma, ma, ma la Corte no, la Corte no! La Corte dei conti ha detto di no e qualcuno, quella sera del 28 dicembre, lo diceva, attenti, il bilancio, il rendiconto del 2006 andrà soggetto al giudizio di parificazione della Corte dei conti, siete sicuri che la parificazione avverrà? La parificazione non è arrivata, perché il procuratore regionale della Corte dei conti ha detto, con un linguaggio tecnico-contabile, quello che qualunque cittadino avrebbe potuto dire, ma che noi poverini dell'opposizione ci siamo permessi di dire, perché un po' di buon senso ce l'abbiamo tutti! Scano ha detto: "L'anticipazione al 2006 di risorse finanziarie spettanti alla Regione negli anni 2013 e 2015, che attengono alla competenza degli esercizi medesimi, si risolverebbe in una palese elusione del principio dell'annualità del bilancio, sancita dall'articolo 81 della Costituzione. Si tratta di regola fondamentale cui sono confermate oltre che tutte le leggi di approvazione dei bilanci pubblici, sia la legge di contabilità statale sia quella di contabilità regionale. Questa operazione si traduce in una allocazione dagli effetti asimmetrici delle relative forze che è tale da influire sulle risultanze definitive della gestione finanziaria 2006. Chiunque di fronte ad un pronunciamento così autorevole, avrebbe detto: "Vediamo un po'". Può capitare a tutti di sbagliare. Può capitare a tutti, magari in buona fede; io ho l'impressione che voi, parlo di buona fede politica, siate in buona fede perché fate training autogeno ogni volta che dovete entrare qua dentro e vi ripetete davanti allo specchio: "Io sono in buona fede, io sono in buona fede", per dieci volte, ve lo ripetete fino a quando vi convincete davvero che siete in buona fede sul piano politico, e quindi avete sostanzialmente avallato e continuate ad avallare questa scelta arrivando a dire però, il Presidente, che però questa volta proprio non se ne può più! Questo governo regionale è sotto attacco. Dice il Presidente della Regione, della Corte dei Conti, riferito alla Corte dei Conti: "E' stato un attacco politico grave, animato da una volontà di protagonismo eccessivo, non più in linea con i tempi e le competenze attribuite alla Corte dei Conti", che non aiuta la trasparenza dell'attività della pubblica amministrazione e la corretta informazione. E via questi parrucconi con cui venite a dirci, voi della Corte dei Conti, cosa va bene, cosa non va bene della contabilità regionale, lasciate fare a noi, ci sappiamo fare noi! Non proseguite in questa linea di attacco politico perché in questo modo voi rischiate di rompere, di frantumare, di mandare all'aria tutto il castello di parole e di fatti che stiamo costruendo, parole, parole, cioè risanamento, io chiedo, vedremo quale sarà, se la sentenza, l'ordinanza della Corte dei Conti che ha promosso il giudizio di illegittimità costituzionale portasse al pronunciamento della Corte in linea con quello della Corte costituzionale, in linea con quello della Corte dei Conti, quale possa essere il risultato sul piano contabile. Cosa accadrà di tutte queste poste accertate in entrata illegittimamente se la Corte costituzionale dovesse confermare quanto affermato dalla Corte dei Conti. Cosa accadrà? Accadrà ciò che sempre è accaduto.
Le cifre le lascio dire a voi, siete bravissimi in questo, ma il problema a questo punto è davvero tutto politico, è tutto politico. Ormai la contabilità regionale, gli equilibri del bilancio regionale, non solo del 2006, ma a questo punto anche del 2007, non sono più in nostre mani, dipendono, gli equilibri dipendono ormai dalla Corte costituzionale. Abbiamo ottenuto il grande risultato con questa finanza creativa, innovativa, abbiamo ottenuto il grande risultato di avere un'incertezza gravissima su quello che sarà l'equilibrio di bilancio, è tutto in mano alle valutazioni che farà la Corte costituzionale e quindi se questa è la situazione politica in cui ci troviamo, noi chiediamo, come abbiamo chiesto il 28 di dicembre quando si discuteva di questa norma, chiediamo alla maggioranza, volete proseguire così? Lo diciamo contro il nostro interesse politico, per noi più sbagliate sul piano politico, da un certo punto di vista, ce lo ha insegnato sempre la politica di alcuni partiti, tanto peggio, tanto meglio. Ma no, non è così, non è tanto peggio tanto meglio! Tanto peggio, tanto peggio per i sardi, tanto peggio si fa qui in questi anni, tanto peggio sarà per i sardi, tanto peggio sarà per la Regione. Vi chiediamo di tornare indietro, vi chiediamo di pensare una volta tanto nella vita che si può anche sbagliare, che avete potuto sbagliare, che qualcun altro ha avuto ragione, chiediamo di correggere questa stortura immediatamente perché il bilancio torni veramente nei ranghi della legalità e della certezza per tutti.
PRESIDENTE. La parola all'onorevole Gallus. I consiglieri possono parlare per dieci minuti. Ricordo che chi volesse intervenire deve iscriversi durante l'intervento dell'onorevole Gallus.
E' iscritto a parlare il consigliere Gallus. Ne ha facoltà.
GALLUS (Fortza Paris). Signor Presidente, signor Presidente della Giunta, Assessori, colleghe e colleghi, la discussione della presente mozione si configura come una sorta di continuazione delle precedenti discussioni già avvenute sia in sede di approvazione di manovrina di bilancio, per l'esercizio provvisorio, sia durante la finanziaria. In quelle circostanze più di uno tra i colleghi dell'Aula ebbe a sollevare dubbi e perplessità circa la copertura delle spese che la Giunta regionale si apprestava ad effettuare attraverso la previsione delle entrate fiscali dovute dallo Stato. Molte perplessità e più di una certezza che la vicenda avrebbe purtroppo assunto la piega attuale. In effetti, l'intervento della Corte dei Conti non ha fatto altro che avallare quanto sostenevamo circa l'impossibilità di provvedere ad approvare un esercizio provvisorio ed un bilancio che contenessero tali macroscopici profili di illegittimità, imputabili all'aggiramento del principio previsto dalle norme costituzionali sull'annualità del bilancio. Eppure il problema era stato evidenziato non solo dalla parte politica concorrente, ma anche da tutta una serie di interventi fatti da costituzionalisti, esperti di bilancio e persino ex Assessori regionali. Il fatto che la stessa Corte dei Conti abbia fatto rilevare tutta una serie di palesi incongruità, ponendo dubbi sulla veridicità di quanto contenuto sia nelle dichiarazioni per quanto attiene le entrate previste negli anni 2010-2015, sia sulla stessa filosofia che sostiene l'intera manovra finanziaria della Giunta regionale per l'esercizio 2006, getta ombre per la credibilità dell'intera manovra di bilancio in corso e di quelle a venire. E' chiaro che il ricorso alla Corte costituzionale avviato dalla Corte dei Conti mina alla base la stessa filosofia che il Presidente e la sua Giunta regionale hanno adottato per avviare una politica di rinnovamento e risanamento del bilancio regionale. Ciò significa che è posta in pericolo l'essenza delle scelte effettuate dalla Giunta in materia economica e sociale. Siamo di fronte a un caso di finanza creativa che ha superato i limiti di una fantasia sfrenata, non suffragata dalle norme vigenti. Sulla base di queste scelte, contestate e contestabili, si è millantato un risanamento fittizio, mai avvenuto e che anzi alla fine potrebbe rivelarsi una sorta di boomerang, evidenziando delle passività maggiori rispetto a quelle che avrebbe voluto risanare. A ben vedere infatti, non è stato effettuato alcun risanamento del bilancio, ma attraverso un'anticipazione di entrate future, non garantite e certe, si è voluto distorcere il quadro contabile del bilancio regionale ripianando le passività in modo del tutto virtuale e alquanto contraddittorio. Si è voluto cavalcare in maniera pericolosamente demagogica una materia che sfugge a qualsiasi libertà di interpretazione, volendo forzare la mano al solo scopo di millantare un risultato positivo in materia di parificazione di bilancio che non corrisponde alla realtà dei fatti. Presidente, quando in occasione della discussione di questi argomenti ebbi modo di intervenire sottolineando questi aspetti, lei mi richiamò in Aula, correggendo me e molti altri colleghi. Ma non me la prendo, anche perché altrettanto ha fatto con i giudici della Corte dei Conti, suscitando in questo caso una giusta ondata di sdegno che è arrivata perfino all'attenzione dell'autorità suprema, del Presidente della Repubblica. E' per questo che la mozione di oggi trova fondamento nel reiterare quelle criticità già sollevate, perché lei, signor Presidente, si è vantato del fatto di aver ridotto la passività di bilancio alterando la realtà dei fatti attraverso una filosofia contabile che non ha retto al vaglio dell'autorità preposta, la Corte dei Conti. Ciò è potuto accadere perché nella sua dionisiaca visione, ha prevalso il sistema presidenziale di elementi estranei, deformando la stessa personalità giuridica dell'ordinamento regionale. Lei ha stravolto il concetto di presidenzialismo tracimando dai suoi poteri e avocando in capo alla Presidenza della Giunta sia il potere esecutivo che quello legislativo, in una fusione per noi innaturale.
Ciò contravviene clamorosamente alla letteratura ortodossa in materia di sistema presidenziale, laddove viene espressamente prevista la distinzione netta del potere legislativo in capo al Parlamento e di quello esecutivo in capo al Governo.
E' questo il sistema, che con una traduzione italiana dall'inglese, possiamo definire dei pesi e contrappesi; cioè tutta una serie di bilanciamenti tesi a diminuire le potenziali derive assolutistiche del sistema presidenziale. Lei, signor Presidente, non da oggi, sembra essere incorso in questa deriva, e lo conferma il fatto che una gran parte dei partiti che la sostengono, personalità politiche di prim'ordine della sua coalizione e perfino autorevoli ex, loro malgrado, esponenti della sua Giunta regionale, oggi sostengono e promuovono l'attività del comitato spontaneo nato per richiedere il referendum volto ad abrogare la legge statutaria. Questa legge che lei ha sostenuto con forza e forzature evidenti, che non sono tardate ad emergere proprio in seno alla coalizione che la sostiene. Ed è proprio dai suoi amici che vengono gli attacchi più duri al suo sistema presidenziale. Sarà un caso? Qui in effetti non è in discussione il sistema presidenziale, ma specificamente il suo modo di interpretarlo, esorbitando dalla sfera delle competenze che gli sono proprie, per approdare ad una sorta di dirigismo aziendalistico, atipico ed estraneo alla cultura politica. Signor Presidente, lei nel corso della legislatura ha avuto la possibilità e l'occasione, vista la convergenza unanime di tutte le forze vive della società sarda e delle formazioni politiche, di riformare lo Statuto di Autonomia, a sessant'anni dalla sua emanazione, con l'adozione di un nuovo Statuto, volto a conferire quelle potestà necessarie a creare un reale autogoverno dei sardi. Un'opportunità gettata al vento perché, anche in questa occasione, anziché andare verso la costituzione di un'Assemblea costituente, che vedesse la partecipazione di tutta la società sarda, coinvolta come parte attiva nella riscrittura della nostra carta di Autonomia, vi siete invece inventati una Consulta regionale priva di credibilità e senza potestà decisionale, in quanto promanazione della Presidenza della Giunta e prona ai suoi desideri. Dopo questo fallimento si pretende di aumentare i poteri conferiti in capo all'ordinamento regionale, ancorché per una Regione ad autonomia speciale, non attraverso un iter costituzionale volto alla modifica della normativa in vigore, ma attraverso una pericolosa battaglia demagogica e populistica, volta più a creare uno scontro politico istituzionale, magari per avere un alibi con cui proteggersi dalle critiche sul fallimento dell'azione di governo, che non un nuovo patto giuridico di carattere federale fra lo Stato italiano e la Regione sarda, all'interno dell'unità delle istituzioni repubblicane. E così, puntualmente, un Governo suo amico, e qui davvero gli alibi sono tutti caduti perché non può più evocare un fumus dovuto alla differenza di colori politici, è costretto ad intervenire pesantemente, bocciando sonoramente anche quella politica volta ad introdurre nuove tasse al fuori del dettato costituzionale. Lo Statuto di Autonomia infatti, attraverso l'articolazione del Titolo III, conferisce alla Regione una serie di ambiti per quanto concerne il ritorno fiscale sulle entrate alla Regione, l'autonomia finanziaria e la possibilità di disporre, nei limiti della propria competenza tributaria, esenzioni e agevolazioni fiscali per nuove imprese. La Costituzione, ripeto, stabilisce che le Regioni possono introdurre nuove tassazioni esclusivamente attraverso leggi dello Stato: esattamente nell'articolo 117, lettera e), vi è l'esplicito riferimento al fatto che l'intero sistema tributario è materia di legislazione esclusiva dello Stato. La stessa Costituzione non annovera la facoltà per le Regioni di imporre tributi fiscali nel coacervo di norme che compongono le materie della cosiddetta legislazione concorrente.
Lei, oggi, tenta di apparire come un estremo difensore dei principi autonomistici e del diritto dei sardi all'autogoverno, ma lo fa sbagliando, consapevole di sbagliare. La storica battaglia del popolo sardo per vedersi riconosciuti all'interno della Carta costituzionale repubblicana maggiori ambiti di potestà, tesi al conferimento di una statualità in capo all'istituzione regionale, non può che passare attraverso una modifica della Costituzione, che riconosca ai sardi il diritto di godere, all'interno dell'unità della Repubblica italiana, di uno status dove siano riconosciuti i cardini della nostra nazionalità, fondata e suffragata abbondantemente da ragioni storiche, geografiche, politiche e culturali.
Non è questa una battaglia politica fatta di programmi e di sfide, ma di serie e concrete misure tese a conferire ai sardi il diritto a gestire autonomamente il proprio futuro, per determinare la crescita sociale ed economica e raggiungere la prosperità. In questo la mozione trova uno spessore politico proprio nel richiamarla perentoriamente ad una valutazione delle conseguenze negative dovute all'azione iniziata dalla Corte dei Conti, anche per l'esercizio relativo all'anno 2007. La mancanza di interventi correttivi non potrà che avere ripercussioni ulteriormente negative sullo stato già di gravissima crisi economica e sociale che attanaglia la Sardegna. In effetti, il pericolo che si paventa all'orizzonte non è solo relativo al bilancio del 2006, per il quale oggi, attraverso la mozione, le chiediamo di intervenire adottando le opportune misure correttive, ma quello che venga smontata e disarticolata…
PRESIDENTE. Concluda onorevole!
GALLUS (Fortza Paris). … l'intelaiatura sulla quale si è costruito anche il bilancio del 2007. Oggi, signor Presidente, è conclamato il totale fallimento di quella summa filosofia soriana e dei partiti che lo sostengono, che doveva travolgere la Sardegna con un'ondata riformista. La Sardegna è stata in effetti travolta e stravolta, ma da un'ondata di crisi senza precedenti, che oltre ai settori economico e sociale, ha toccato…
PRESIDENTE. Grazie onorevole Gallus!
GALLUS (Forza Paris). …Finito, finito! …intimamente persino le stesse istituzioni regionali, che oggi vivono una delle stagioni più mortificanti della storia autonomistica. Grazie.
PRESIDENTE. Prego i colleghi di rispettare il tempo.
E' iscritto a parlare il consigliere Moro. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Grazie Presidente. Nella mozione vorrei aggiungere anche il mio nome, perché non ho avuto modo di poterla firmare prima. C'è, dicevo, l'ennesima brutta pagina della politica regionale che si è aggiunta ormai alla sempre più inguaribile partita: Soru contro il resto del mondo. Ricordiamo l'Inghilterra contro il resto del mondo. Quella di una Corte dei Conti, dice, che fa politica contro la Regione, litiga al suo interno e alla fine partorisce un bizantinismo giuridico da azzecca garbugli, per bloccare l'illuminata azione di risanamento delle finanze regionali. Queste è quanto aveva asserito il Presidente. Che questa ricostruzione dei fatti sia palesemente falsa e getti discredito non solo sulla Corte dei Conti, che si difenderà nelle sedi giudiziarie, ma sulle istituzioni regionali, così indegnamente rappresentate, è cosa nota ormai a tutti. E su questi argomenti avremo modo di tornare.
Sul piano generale però si impongono alcune osservazioni. In primo luogo è ridicola la tesi di Soru secondo la quale il sistema di controllo dei conti pubblici, affidato alla magistratura contabile, sia superato; è certamente migliorabile, ma il ruolo di un organismo indipendente che verifichi il rispetto delle procedure fissate dalla legge nella spesa delle risorse pubbliche è assolutamente insostituibile. Seconda considerazione. Nel caso che ci interessa, quasi nessuno ha sottolineato l'esistenza di un precedente importante che dimostra, ad abundantiam, la correttezza dell'operato della Corte dei Conti nei confronti della Regione, non solo, ma questo elemento potrebbe tornare di grandissima utilità quando il Governo Prodi si troverà nella condizione di tradurre in testo legislativo quella sciagurata riforma delle pensioni, che scaraventa l'Italia fuori dall'Europa e dal mondo delle democrazie avanzate del mondo occidentale. Di che cosa si tratta? Esattamente della riforma delle pensioni del '95, firmata da Lamberto Dini, allora ministro del Tesoro del centrodestra ed oggi della Margherita con il centrosinistra. In quell'occasione l'allora Presidente della Repubblica Scalfaro blocco quella riforma che il Governo voleva inserire all'interno della finanziaria, esattamente con lo stesso argomento tecnico che la Corte dei Conti ha usato nei confronti della Regione; cioè il principio dell'annualità del bilancio fissato dall'articolo 81 della Costituzione. Siccome il provvedimento prevedeva l'impegno di risorse per esercizi successivi non poteva entrare nella legge di bilancio ed infatti non ci entrò. Il problema è la legge, che dà ragione alla Corte dei Conti e torto marcio al presidente Soru. Sul tema si pronuncerà la Corte costituzionale, ma ci interessa sottolineare in questa sede che finalmente quel giudizio metterà fine al più grande inganno di questa legislatura, e più precisamente farà giustizia non della cosiddetta finanza creativa, che pure è stata tirata in ballo, ma della finanza furtiva, che in questi anni ha portato avanti la Regione con la complicità del Governo Prodi. Una finanza furtiva che furtivamente si è articolata sottotraccia, in un gioco di coperture reciproche tra Regione e Governo, studiato apposta per aggirare ed eludere i controlli della legge. Ma neanche il Governo nazionale amico può arrivare a violare i princìpi dello Stato di diritto per fare qualche favore che legittimi la finanza furtiva, anche se è già gravissimo, sul piano politico ed istituzionale, quello che ha fatto fin qui. Tutto parte dal bilancio di previsione del 2006 in cui sono state inserite entrate pretese dallo Stato in modo virtuale, per un miliardo e mezzo, di euro, entrate che dovevano diventare reali con l'accordo successivo in materia, poi però, come sappiamo, il Governo ha cambiato le carte in tavola, perché non ha riconosciuto crediti pregressi, ed ha spostato in avanti, dal 2010, i termini del riconoscimento vero delle risorse spettanti alla Regione, la quale nel frattempo si era caricata dal 2007 tutte le spese per la sanità, circa un miliardo e mezzo della continuità territoriale e del trasporto pubblico regionale. Come coprire il buco? Con l'anticipo delle entrate future, di fronte al quale il Governo si sarebbe benevolmente girato dall'altra parte, senza disturbare la Corte costituzionale, così è stato in effetti, solo che la magistratura contabile non c'è cascata, e il delitto perfetto non si è potuto consumare! Poi ci sono le vicende: le tasse sul turismo, su cui dovrà pronunciarsi la Corte costituzionale, anche la Corte europea di Bruxelles, l'enorme contenzioso davanti al TAR Sardegna sul piano paesistico, lo scandalo Saatchi & Saachi, i ricorsi contro i muri antinquinamento, il Portovesme - Porto Torres, i tribunali di ogni ordine e grado insomma nazionale e sovranazionale si dovranno occupare delle leggi della Regione e delle deliberazioni degli assessori, forse mancano all'appello soltanto i giudici di pace per chiudere il cerchio. Tuttavia il giudizio della Corte costituzionale richiesto dalla Corte dei conti, rappresenta il cuore di tutti i problemi perché, se venisse accolta la linea interpretativa della magistratura contabile, come certamente accadrà, si scatenerà un gigantesco effetto domino che travolgerà buona parte della finanziaria del 2007 e del 2006, facendo emergere l'enorme trucco contabile che ha spacciato per "vere e disponibili" risorse "virtuali e future", nella migliore delle ipotesi. Ecco perché, proprio su questa partita, il Presidente si è messo sotto i tacchi ogni residua sensibilità istituzionale e a costo di gettare fango sulle istituzioni regionali ha parlato di giudici che fanno politica. Intendiamoci, di giudici e soprattutto di magistrati che fanno politica ne abbiamo moltissimi, ma il discorso si potrebbe portare troppo lontano… L'anomalia di questa vicenda è che mai nessuno prima del Presidente Soru aveva rivolto queste accuse alla magistratura contabile che si occupa, come ben sappiamo, dei bilanci, dei patti di stabilità, di danni erariali e contabili, e nessuno può spostare di un millimetro la gravità politica ed istituzionale di questo dato, soprattutto per i toni usati e per altri fatti accaduti successivamente. Ci riferiamo anche, e non per ordine di importanza, all'atteggiamento pilatesco che gli esponenti della maggioranza hanno tenuto in questa vicenda, a conferma della pesante coltre di conformismo che avvolge questa legislatura regionale, sino al punto di fare stragi di intelligenze, di posizioni intellettuali, perfino di culture personali. Bisogna "tener botta, minimizzare e far passare la nottata" come diceva Eduardo de Filippo, al massimo può parlare qualche giurista, ma da esterno e senza alzare troppo la voce, altrimenti potrebbe essere turbato il quadro politico che in verità è difficile immaginare più turbato di così.
Esistono quindi anche su questa vicenda diversi livelli di responsabilità politica ed istituzionale che non possono essere ignorati: il primo è quello del Presidente che, presumendo di essere esso stesso la legge, non ritiene di sottoporsi ad alcun controllo né di legittimità né di merito, per quanto riguarda i suoi atti. Il secondo è quello di chi glielo consente, con atti di omissione che perciò concorre in modo determinante al raggiungimento degli scopi che il Presidente si prefigge, anche se qualcuno vorrebbe, ma ovviamente non ha il coraggio di dirlo, che i due livelli restassero separati.
A nostro giudizio Presidente e maggioranza sono ugualmente responsabili e non perché vogliamo applicare a tutti costi anche a questo caso le strampalate e aberranti teorie della sinistra giudiziaria e politica secondo cui la maggioranza non poteva non sapere, oppure quella della responsabilità oggettiva solo del Premier, o solo del Governatore per quanto ci riguarda che si estenderebbe a tutti gli atti della sua Amministrazione, no! Qui tutti sanno tutto e l'hanno sempre saputo, ed è impossibile dimostrare che la maggioranza era da un'altra parte quando il Presidente faceva e disfaceva. Gramsci diceva che: "E' meglio avanzare e morire piuttosto che fermarsi e morire". Anche Gramsci si era tradito nel senso che nessuno avanzerà, ma nessuno politicamente potrà salvarsi dal destino che lo attende. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Moro.
E' iscritto a parlare il consigliere Pileri. Ne ha facoltà.
PILERI (F.I.). Grazie Presidente. Io, prima che ci fosse il pronunciamento del Consiglio dei ministri sulla finanziaria del 2007, quindi sulle tasse cosiddette "sul lusso", avevo preparato un intervento in riferimento alla mozione presentata, in qualche modo anticipando quello che il Consiglio dei ministri avrebbe valutato con riferimento al bilancio del 2007. Tornando alla bocciatura o ai rilievi fatti da parte della Corte dei conti, questo pronunciamento rende attuali e drammatici i nostri interventi in Consiglio regionale e le centinaia di emendamenti che abbiamo presentato per cercare di apportare delle modifiche alla finanziaria stessa. Per fortuna la Corte dei conti ha fatto questi rilievi perché diversamente, se fosse passata questa palese elusione del principio dell'annualità di bilancio, che tra l'altro è sancito dall'articolo 81 della Costituzione, la Giunta regionale potrebbe, in ogni momento, gonfiare il bilancio di competenza e quindi scaricare i costi su Governi futuri. C'è stata una sorta di scontro istituzionale e tra l'altro anche una bacchettata da parte della Corte dei conti nei confronti delle istituzioni regionali, ed è stata evidenziata in particolare la necessità a questo punto di una verifica urgente anche della finanziaria del 2007. Non avevo infatti esitato a dichiarare che era meglio proseguire forse con l'esercizio provvisorio, invece di approvare una finanziaria che a questo punto è chiaro che punisce i sardi. Ma che soprattutto, alla luce degli ultimi eventi appare palesemente illegittima. In particolare, sono tra l'altro illegittime le tasse sulle case, le tasse sulle imbarcazioni, e quanto previsto dall'articolo 3 della finanziaria del 2007, poiché violano i princìpi della Costituzione. Avevamo cercato, come ho detto prima, con diversi emendamenti, di apportare importanti modifiche alla finanziaria, poiché la Regione non può applicare imposte autonomamente, e così severe, senza l'approvazione della norma attuativa statale prevista per il federalismo fiscale, ancora all'attenzione del Consiglio dei ministri e i tempi per la sua approvazione non sono certo brevi. Tra l'altro risulta ancora pendente il ricorso del Governo alla Corte Costituzionale, che appunto riconosce l'incostituzionalità di qualsiasi nuova imposizione fiscale da parte delle Regioni, comprese quelle a Statuto speciale come la Sardegna. Però, al di là degli aspetti legati alla illegittimità o incostituzionalità delle norme, vorrei evidenziare l'aspetto politico delle imposizioni, perché oggi potremo parlare di danni già prodotti da questa finanziaria, che è in contrasto con l'articolo 8 dello Statuto sardo e che sta producendo gli effetti negativi previsti. Ne cito alcuni: un forte calo delle presenze turistiche; prezzi delle case schizzati alle stelle, creando effetti speculativi di mercato che favoriscono le classi più abbienti e danneggiano chi deve acquistare la prima casa, perché l'aumentata stima del valore degli immobili va a colpire chi deve andare a comprare la prima casa, emigrati, pensionati e impiegati che avevano investito i risparmi per acquistare le abitazioni, oggi tassate, e considerate tra l'altro illegittimamente di lusso, con grave danno all'immagine, all'ospitalità e all'accoglienza della Sardegna; spostamento dei flussi nautici di yacht dalla Sardegna verso porti della Corsica con consistenti perdite economiche dirette nel settore della portualità, della cantieristica, ma anche del commercio, della ristorazione, della vendita dei prodotti tipici, dell'artigianato prodotto in Sardegna. C'è stato un forte calo, ad esempio, dei manufatti, dei tappeti e dei prodotti dell'artigianato dell'interno, quest'anno, soprattutto con grosse perdite nelle zone di maggior pregio turistico. Abbiamo notato, ad esempio, per quanto riguarda un aspetto che riguarda le imbarcazioni, che io avevo citato nelle richieste di modifica alla finanziaria, che le imbarcazioni si stanno dirigendo sempre di più in Corsica per attraccare a Bonifacio, a Porto Vecchio, a Propriano, effettuando rifornimenti, manutenzioni e acquisti di vario genere e quindi contribuendo ad accrescere l'economia turistica locale della Corsica, mentre in Sardegna diminuiscono le presenze nei porti, mentre crescono gli attracchi lungo le coste. Questa situazione, oltre che danneggiare pesantemente l'economia turistica legata al settore nautico, compromette gravemente l'ambiente, poiché l'ormeggio in rada, con le ancore, danneggia i fondali marini. Noi abbiamo presentato, lo stesso giorno in cui c'è stato il pronunciamento del Consiglio dei Ministri, di cui leggerò il comunicato stampa, una proposta di legge che tende ad abrogare l'articolo 2 della legge regionale numero 4 del 2006, come sostituito dall'articolo 3 della legge finanziaria numero 2 del 2007, cioè le cosiddette tasse su tutto. Infatti, l'articolo 3 aveva confermato imposte regionali senza eliminare gli aspetti di illegittimità contestati dal Governo centrale, oggetto del ricorso alla Corte Costituzionale. Noi con questo non vorremo sminuire o andare contro la Giunta o il Presidente nella rivendicazione di una giusta autonomia della Sardegna, l'abbiamo fatto anche quando voi non avete accettato l'emendamento che consentiva ai Comuni della Sardegna di utilizzare l'avanzo di amministrazione, perché politicamente anche quella poteva essere una forzatura che avremmo potuto sostenere. Si può sostenere l'autonomia quando le scelte sono giuste, ma non quando sono sbagliate e anche illegittime. Il Governo appunto si è pronunciato e la decisione è in uno stringato comunicato stampa: "La decisione è stata assunta in conformità al parere del Ministero delle finanze, che ha rilevato profili di illegittimità costituzionale, in parte analoghe a quelle che avevano indotto il Governo a impugnare alcune norme della finanziaria 2006 della Regione Sardegna, sulla quale pende ancora il giudizio della Corte costituzionale. Le norme impugnate che introducono nuove imposte, o modificano la disciplina di imposte esistenti, presentano - questo dichiara il Governo - numerosi profili di apparente illegittimità costituzionale sia sotto il profilo del riparto di competenza tra Stato e Regione in materia tributaria, sia rispetto al principio di uguaglianza fra i cittadini". Però quello che ci interessa della finanziaria è lo stato di grave crisi occupazionale che si sta verificando in questo momento in Sardegna, perché sta andando in crisi il comparto del turismo, che è un'industria importante per la Sardegna, ma stanno andando anche in crisi le industrie, sta chiudendo la LEGLER, sta chiudendo la Palmera a Olbia, adesso so che c'è un incontro anche con l'Assessore, abbiamo gravissimi problemi e ci sono però molti proclami come il G8, che non risolveranno sicuramente i grandissimi problemi occupazionali de La Maddalena. Quindi, una riflessione: mettiamo o mettete mano a questa finanziaria, abrogate quell'articolo e cercate di presentare una finanziaria che vada a vantaggio dei sardi.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pileri.
E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Grazie, Presidente. Per l'ennesima volta in questo periodo continuiamo a giudicare e a discutere tra noi sulle ormai note vicende, che riguardano più altre situazioni che non quella regionale e consiliare, giudicando e discutendo con il maggior responsabile di questa azione sempre in contumacia. E' tornato per un certo periodo dalla latitanza e oggi siamo qui a discutere con corpore non praesenti di questa mozione che riguarda esclusivamente, dico in questo caso, il Presidente della Giunta regionale. Dico esclusivamente perché è lui che ha voluto questa norma, è lui che per questa norma ha licenziato l'Assessore della programmazione, l'allora Assessore Pigliaru, è lui che per questa e per quella presente in finanziaria 2007, ha tenuto sotto scacco e sotto ricatto la Commissione consiliare, o meglio la maggioranza della Commissione consiliare, e questo Consiglio per imporre la norma di anticipazione delle entrate per semplificare sulla finanziaria 2006 e successivamente sulla finanziera 2007. Questo nonostante le valutazioni negative e di non supporto a questa azione da parte, nei corridoi, della sua stessa maggioranza, da parte degli Uffici della programmazione, da parte degli Uffici del Consiglio e nonostante tutto ciò, pur ritenendola noi in forma pregiudiziale norma intrusa e comunque illegittima della finanziaria, approvata anche dal Presidente del Consiglio regionale.
Noi abbiamo iniziato questa legislatura nel segno dell'antipolitica. L'antipolitica aveva vinto, l'antipolitica rappresentata dal presidente Soru, che sull'antipolitica ha basato la sua campagna elettorale e il suo programma, per certi versi anche azione condivisibile, nel senso che il cambiamento è necessario in questa regione, il cambiamento di metodo, il cambiamento a volte di merito, il cambiamento dello Statuto, il cambiamento della oppressiva presenza della politica nella società. Bene, oggi quasi in chiusura, io mi auguro prossima chiusura, di questa legislatura, probabilmente spero e mi auguro per i cittadini sardi, anticipata, ci ritroviamo con il simbolo dell'antipolitica che si propone, batte i pugni sul tavolo per rappresentare esso stesso il leader della politica, del nuovo Partito Democratico. E cerca di imporlo nel modo più assurdo, proprio presentando le credenziali in quel di Roma, alla faccia dell'autonomia proclamata. Quindi, la storia di questa legislatura va avanti ed è una storia che è soprattutto il futuro di questa legislatura e di questa maggioranza, di questa Giunta e di questo Presidente, che è sempre più segnato e legato dalle valutazioni che altre istituzioni dovranno fare, dalla magistratura costituzionale, dalla magistratura amministrativa, dalla magistratura civile, da quella penale e quindi anche da quella contabile. E' inutile che stia qui a ricordare ai più disattenti le vicende Saatchi, per poi arrivare alla vicenda Tuvixeddu, al Piano paesaggistico regionale, agli appalti opachi, al Progetto Comune, a Sa Sardegna ET, per arrivare quindi alla finanziaria 2006 e alla finanziaria 2007. Vi ricordate quella finanziaria, la finanziaria dai sette mesi di ritardo che soltanto oggi gli enti locali stanno, come dire, sentendo e comprendendo che cosa hanno voluto dire quei sette mesi di ritardo, sette mesi dovuti alla volontà del Presidente, che a tutti i costi, ha voluto introdurre quelle norme, che oggi sono impugnate dal Governo nazionale, dal cosiddetto Governo amico, e alla quale si stanno interessando i giudici della Corte costituzionale? Tutto questo lo abbiamo riassunto in questi anni con la certezza del diritto, con lo Stato del diritto, che riteniamo essere il pilastro fondante della democrazia, quella democrazia che è andata in vacanza, è andata in vacanza negli ultimi tre anni e che continuiamo comunque a difendere in questa Aula, e fuori da questa Aula. E quando alla mancanza della certezza di diritto si aggiunge la mistificazione, bene allora credo che il cocktail che possa diventare esplosivo. Perché parlo di mistificazione? Perché non più tardi di ieri, o meglio di avantieri, se non sbaglio, continuo a leggere sul sito della Regione Sardegna che comunque la Regione ha vinto la sua battaglia con la Corte costituzionale, che ha assolto la Regione sulla finanziaria 2006 per quanto riguarda le somme destinate per i nuovi mutui. Bene, non c'è cosa più falsa di quella dichiarazione del sito regionale, ho qui la sentenza della Corte costituzionale, la Corte costituzionale dichiara il non luogo a procedere, non si esprime nel merito perché poi non è stato formalizzato e utilizzato il mutuo. Per cui non essendoci stato luogo a procedere, la Corte costituzionale non si esprime, la Regione, la Regione sarda non ha vinto nulla, e non ha perso nulla. Con una dichiarazione degli Uffici ha garantito che quei mutui non sarebbero stati utilizzati e quindi accesi. Però la mistificazione sta nel fatto che il sito della Regione blandisce e grida alla vittoria nei confronti della Corte costituzionale; è il sito della Regione sarda, non è il sito del presidente Soru. Ma, ahimè, ormai stiamo imparando ad unificare le due figure e perché il leader di stampo napoleonico, che ci ritroviamo, così sta indirizzando la politica di questa maggioranza. Oppure ancora, quando andiamo a leggere o a sentire il nostro Presidente, che per le radio nazionali, locali o per le tv, va a dire io ho fatto le vere riforme, ho cancellato le Comunità montane. Colleghi, mi indicate una Comunità montana che è stata cancellata e chiusa? Indicatemene una, ad oggi! E' una riforma annunciata, portata avanti in maniera superficiale e dilettantistica, e neanche una delle Comunità montane, che vengono declamate sulla stampa nazionale e regionale, è stata chiusa. Dove sono le riforme, le riforme annunciate, e le riforme che potevano essere anche condivise, tra l'altro? Si è detto che il Governo ha dato ragione, nel caso specifico; vi ricordo il comunicato stampa della Presidenza del 27 giugno, in cui il Presidente, stupito, sosteneva: come mai la Corte dei conti impugna, o sospende il giudizio sul bilancio 2006, se il Governo ci aveva dato l'autorizzazione? Questo è drammatico, perché abbiamo a guidare la Sardegna, e questa maggioranza non richiama la guida della Sardegna, perché non conosce i poteri dello Stato. Il Governo dà un indirizzo politico, il giudizio sulla legittimità costituzionale o meno delle leggi lo danno altre istituzioni, fortunatamente. Perciò la dichiarazione del Governo non poteva essere un via libera di legittimazione dell'azione portata avanti dalla Giunta e dal Presidente. Non esistono Governi amici nella discussione della legittimità di un atto. Lo Stato di diritto, la certezza del diritto è questa, è portare avanti una Regione con le azioni di governo in maniera trasparente, democratica, e il confronto se ne giova, quando si parla di Stato di diritto. Quando questo viene negato, allora il confronto diventa più acceso, diventa duro, diventa anche a livello personale, ma a livello personale di istituzione o nel confronto tra istituzioni, nel confronto tra Esecutivo e Consiglio. Ecco il perché della mozione che abbiamo rappresentato oggi.
E non vale il giudizio dell'avvocato esterno della Regione, o del grande costituzionalista, perché non si è grandi avvocati o grandi costituzionalisti soltanto quando si sostengono le ragioni, strumentalmente, del mandatario, in questo caso del Governo. Non si è grandi costituzionalisti solo perché si crea la giustificazione ad un'azione che dai più, dalla Corte costituzionale, dalla Corte dei conti è giudicata illegittima, ma questo l'avevamo detto. L'avevamo detto in sede di discussione della finanziaria 2006, ci siamo opposti con tutte le nostre forze, ma non pregiudizialmente opposti, ci siamo opposti alla creazione di un precedente pericoloso. Immaginate voi i Comuni che devono rientrare nel patto di stabilità; se questa norma fosse una norma legittima, tutti i Comuni sarebbero autorizzate a dire: sano il mio bilancio odierno con i futuri fondi di trasferimento del fondo unico regionale, che avrò nel 2010, 2011, 2015. Andate voi ad acquistare un prodotto, un servizio garantendone il pagamento con i futuri introiti al 2010, 2015 e quant'altro. Dovete avere le garanzie, e noi qui garanzie non ne abbiamo speso, e l'articolo 81 della Costituzione, che abbiamo più volte richiamato, e che la Corte dei conti ha richiamato nella sua sentenza, è un articolo di garanzia, di veridicità del bilancio, di annualità del bilancio, princìpi che un buon amministratore, un democratico amministratore, un amministratore che abbia il senso di responsabilità, e porti avanti con responsabilità le azioni legittime di governo, che è legittimato, appunto, a portare avanti, l'articolo 81 della Costituzione l'abbiamo più volte richiamato, ma voi l'avete calpestato, e sfortunatamente non siamo tanto autonomi da poter andare oltre allo Stato di diritto.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Onorevoli colleghi, io partecipo a questo dibattito in una seduta particolarmente imbarazzante. Perché la censura della Corte dei Conti non riguarda la Giunta, che ha proposto, certamente, il bilancio della Regione, ma riguarda l'organo che lo ha deliberato, riguarda il Consiglio. E allora, se noi abbiamo da emendare un nostro atto, presentiamo una proposta di legge che lo corregga, ma non limitiamoci a parlare di ciò che è accaduto. Io almeno ho questa impostazione, per cui non parteciperò ad alcun atto conclusivo di questa discussione, ma a settembre insieme ad altri colleghi proporrò una modifica del bilancio della Regione. Perché credo che questo sia il dovere di un consigliere. Io sono per correggere eventualmente gli errori commessi da questo Consiglio, e sono convinto che l'errore sia stato grave, e che sia stato commesso. Allora c'è chi sostiene che noi oggi abbiamo una sorta di questione anticipata, perché è inutile discutere oggi del rilievo della Corte dei Conti, quando ancora la Corte Costituzionale non si è pronunciata. Mi sembra che riecheggi lo stesso meccanismo, per cui si dice: finché la magistratura non sancisce che è stato commesso, o c'è un'ipotesi di reato su Saatchi and Saatchi noi non facciamo nulla. Io ho un'idea diversa dei sistemi di controllo e di controllo democratico, e ce l'ho non in via punitiva, in una direzione punitiva, ce l'ho perché mi hanno abituato all'idea che la collaborazione e il controllo favoriscono la qualità. Quando il professor Gessa ha inserito nel disegno di legge sulla ricerca l'articolo 9 bis, che prevede che i controlli sui finanziamenti alla ricerca siano effettuati non solo ex ante, ma anche ex post, che cosa ha voluto istituire? Ha voluto istituzionalizzare la normalità delle cose ragionevoli, e cioè che dinnanzi a un percorso in atto ci sono funzioni di controllo che intervengono durante il percorso, non quando tutto è irrimediabile. Invece qui si afferma un principio diverso, cioè si dice: "Io mi occupo del rilievo che mi viene mosso a seconda della forza coercitiva del rilievo. Se il rilievo ha la forza di imporsi, me ne occupo, sennò, no". Come si vede, sulla ragionevolezza del rilievo nessuno accetta di ragionare, secondo quest'impostazione, che è una visione muscolare delle istituzioni e della politica. Il problema è se la Corte dei Conti ha posto una questione ragionevole, oppure se ha posto una questione irragionevole; prima ancora se è coercitivo l'intervento della Corte dei Conti, per cui lo devo fare, oppure no. Io la vedo così. E questo è tanto più importante se consideriamo il fatto che il Consiglio regionale, il più delle volte, ragiona sulle leggi senza il supporto di strutture tecniche che ci aiutino rispetto alla legittimità. Rispetto al fatto specifico c'è stato un pronunciamento della Presidenza del Consiglio, che evidentemente ha autorizzato atti che noi non conosciamo o che non ci è dato conoscere, e io su questo non sono d'accordo, Presidente. Noi abbiamo bisogno, come dell'aria, di uno strumento che verifichi la legittimità degli atti e si pronunci in maniera terza rispetto alla maggioranza che vige e governa un'Aula parlamentare. Anche questo non è avvenuto, e non può avvenire, perché non abbiamo riformato questo Consiglio, che ne ha bisogno. Nella statutaria c'è un organo che ha poteri quali quelli che voi apprezzate di affidare a chi sta subordinato a un tiranno, non c'è una vera terzietà. Comunque, se ci sarà occasione di discutere della statutaria pubblicamente, ne parleremo. Lasciami perdere, lasciami stare, lasciami concludere. L'elemento che è però decisivo è: ma che cosa è successo? Perché un'altra obiezione è: ma stiamo discutendo di lana caprina. Perché, badate, non gliene frega niente a nessuno, secondo alcuni, della legittimità o illegittimità di un atto. Stiamo discutendo di questo, proviamo a rappresentarlo in una forma semplificata: una società ha 100 mila euro di debiti, ha 300 mila euro di entrate; decide di pagare i 100 mila euro di debiti non con i soldi veri di cui dispone, ma con le future entrate che gli sono magari garantite da contratti che ha sottoscritto oggi, ma che scatteranno da qui a sei anni. Non lo fa, badate, andando in banca a dire: "Anticipami i soldi che io incasserò fra cinque anni, perché io me li possa iscrivere in entrata quest'anno". No, perché questo sarebbe un mutuo, iscrive come soldi veri ciò che incasserà domani. Bene, una società privata che ha fatto questo in Italia, si conosce, ed è Parmalat. Parmalat ha scritto in entrata un titolo inesistente, che avrebbe incassato (per avere l'idea della gravità delle cose che possiamo fare noi), e questo che cosa ha comportato? Perché è giusto dire, sì, ma ragioniamo se facciamo del bene o del male, cioè la ragionevolezza dell'azione è commisurata al beneficio che io apporto ai miei concittadini. No? Ecco, ragioniamoci. In realtà, che cosa abbiamo modificato con la legge? Abbiamo modificato l'immagine amministrativa del bilancio, ma non la sostanza del debito. Il debito è sempre fermo a tre miliardi, il disavanzo. Che cosa consuma questa operazione? Consuma la fiducia. Consuma la fiducia, perché se le istituzioni dello Stato possono fare queste cose, perché non le potrebbero fare i privati? Perché no? Io penso che non le debba fare lo Stato, e se lo fa, anche mosso da buone intenzioni, debba correggere la sua rotta, assolutamente. C'è poi chi sostiene: "Ma, iinsomma, o si ha una visione riformista, oppure non si va avanti". E per fare riforme ci vuole coraggio. Io su questo sono perfettamente d'accordo, ma il riformismo si differenzia da altre procedure di cambiamento della realtà, rapide, indifferenti al diritto vigente, eccetera eccetera, proprio perché corregge la realtà in un quadro di diritto. Se il Consiglio regionale della Sardegna, perché è il Consiglio regionale che ha votato quel bilancio, ritiene di non dover ragionare su una chiara violazione, noi non siamo più in un'ottica riformista, noi stiamo affermando che il mandato elettorale istituisce l'elettorato come unico strumento di controllo dell'azione di governo. Questo stiamo dicendo. Questo noi l'abbiamo corretto in Europa sin dal principio, e furono le forze più radicate socialmente a pretendere che anche chi esercitava il potere rispettasse le leggi, perché nella tradizione liberale, non teorica, ma pratica, chi esercitava il potere tendeva a non rispettare le leggi. Fu la prassi politica a imporre un principio che noi oggi realizziamo. Allora si può dire: "Sì, va bene, ma alla fine, basta, ciò che ci deve guidare è il consenso". Noi, su un'operazione di questo tipo, che dimezza un debito decuplicato in cinque anni, ma non lo dimezza, dimezza l'immagine amministrativa del debito, il debito è sempre 3 miliardi, noi abbiamo consenso. Io vorrei ricordare ai colleghi che la libertà in Europa è sempre finita tra gli applausi. Sempre. E sempre per la pavidità di chi, accorgendosi dei processi non lineari, non ha avuto il coraggio di contrapporvisi.
PRESIDENTE. Grazie. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, Assessore e colleghi. La gestione della politica economica e finanziaria di questo Governo della Regione sta determinando effetti deleteri in Sardegna. Abbiamo visto qual è il risultato dell'occupazione in Sardegna, abbiamo visto come si stanno muovendo tutti i settori dell'economia sarda, tutti in profonda crisi, senza nessun cenno di ripresa, abbiamo visto tutte le mosse che sono state portate avanti da questa Regione, che hanno creato malcontento generalizzato. Bene, oggi, con questa mozione, si discute il risultato di uno scontro istituzionale fra la Corte dei Conti e la Regione, che è uno scontro istituzionale che era stato già annunciato, perché si era già ampiamente dibattuto in quest'Aula su questo tipo di operazione finanziaria che stava portando avanti la Regione, e, il fatto che la Corte dei Conti della Sardegna abbia provveduto a sospendere il giudizio di parificazione sul rendiconto del 2006, dimostra che qualcosa non andava bene in quell'operazione finanziaria. Questo ricorso da parte della Corte dei Conti alla Corte costituzionale ha creato tutta una serie di reazioni scomposte da parte del Governo regionale, tentando di dare delle giustificazioni che sappiamo non esistono. E si è detto anche che la Corte dei Conti si è mossa per ragioni di carattere politico, e questo è un altro fatto grave che non si sarebbe dovuto verificare in questa Regione. Quindi non si sta andando a trovare una soluzione al problema, a rimettere a posto i conti che noi abbiamo sbagliato, ma stiamo tentando di fare tutta una serie di operazioni che, a parer mio, non giovano alla soluzione della causa. E devo dire che questo ricorso alla Corte Costituzionale non è l'unico che questa Regione deve affrontare. C'è in essere, in questo momento, il ricorso alla Corte Costituzionale del Governo nazionale amico, che contesta le leggi regionali in materia di nuove tasse, che noi abbiamo ampiamente contestato in questo Consiglio regionale proprio perché viziate, anche queste, di illegittimità, soprattutto perché noi riteniamo che siano veramente inopportuni questi provvedimenti, ancor prima che siano illegittimi. Ci sono poi tutta una serie di altri ricorsi dinanzi al TAR che riguardano questa Regione, c'è il ricorso sulla pubblicità istituzionale, una cosa molto seria, e credo che una volta che il TAR si esprimerà su questa materia, questa Giunta regionale e il suo Presidente dovranno prendere le dovute determinazioni, perché sicuramente sarà un provvedimento che sancirà le responsabilità precise da parte del Governo della Regione, soprattutto del Presidente in merito a questa gara. Così come ci sono tutta una serie di ricorsi inquietanti; il ricorso su Tuvixeddu, ricorsi sul Piano paesistico regionale, sono in piedi tutta una serie di ricorsi che ci preoccupano, ci preoccupano anche perché non sarà questo Governo regionale, che spero non abbia vita lunghissima, ma sarà il prossimo Consiglio regionale, il prossimo Governo regionale che dovrà rispondere a tutta una serie di errori macroscopici che sta portando avanti questa Giunta regionale in modo imperterrito e, devo dire, anche con la complicità silente di questa maggioranza. Ebbene, io credo che noi le motivazioni, le perplessità che avevamo per quanto riguarda questa manovra, le abbiamo già poste in Aula. Noi abbiamo chiesto il parere tecnico alla Presidenza del Consiglio, e qui mi dispiace signor Presidente, non abbiamo avuto risposte adeguate, perché noi ponevamo il problema in termini chiari, precisi, e da parte della Presidenza del Consiglio regionale sono arrivate risposte che non ci hanno assolutamente convinto. Fra l'altro, mi risulta che ci sia qualche parere autorevole in merito che, fra l'altro, noi della Commissione non abbiamo mai visto. Anche questo significherà qualche cosa, però credo che se avessimo gestito meglio quella fase, non saremmo incorsi in questa situazione. Ebbene, io credo che il bilancio fosse un bilancio viziato; si vedeva che portava delle operazioni veramente spregiudicate, perché non è pensabile che si possano coprire le entrate del 2006 attraverso anticipazioni della Quota di compartecipazione statale alle entrate fiscali che saranno in essere dal 2013 al 2016, e quindi non è pensabile che questo Governo della Regione approvi una manovra che inserisca, all'interno della manovra stessa, entrate che si sa che non ci sono. Qualcuno le ha chiamate cambiali in bianco, chiamiamole come vogliamo, però sappiamo che quelle risorse non ci sono e non potevano essere sicuramente comprese nel bilancio del 2006. Allora diciamo che questo Governo regionale, soprattutto il presidente Soru, ha costruito un grande castello di carta. Ha parlato di risanamento finanziario, di finanza creativa, di nuove risorse che avrebbero ristorato il bilancio della Regione e che quindi avrebbero risolto, con queste nuove risorse, i gravi problemi economici della Sardegna. Allora diciamola tutta, diciamo la verità ai sardi, che non c'è stato nessun risanamento di bilancio e noi dubitiamo che ci sarà, non ci sono nuove risorse e io non so, poi, alla fine, dal punto di vista contabile quali saranno le conseguenze, perché oggi come oggi noi sappiamo che stiamo dando risorse ai Comuni, stiamo dando risorse agli enti locali che noi non abbiamo, e questo è un vero problema. Io non so, alla fine del risultato finale, da parte della Corte Costituzionale quale sarà il comportamento che dovrà assumere questo Governo della Regione, questo Consiglio regionale, perché è un provvedimento del Consiglio, proprio perché noi sappiamo che stiamo utilizzando risorse che noi, di fatto, non abbiamo. E devo dire che le ricadute non riguardano soltanto l'esercizio finanziario del 2006 che è quello contestato, ma quelle impegnano anche l'esercizio finanziario in corso, e questo è quello che ci preoccupa ancora di più, perché io credo che, alla fine, si dovrà arrivare ad una sintesi, ad una determinazione dopo che si saranno espressi gli organi competenti. Allora io credo che una cosa questo Consiglio la possa fare, ed è quella di rivedere la politica finanziaria, la politica finanziaria di questa Regione, ma non quella che sta portando avanti applicando nuove tasse che non porteranno a nessun risultato in questa Regione, che hanno come unico obiettivo quello di allontanare i turisti dalla Sardegna, di creare nuova disoccupazione, di creare nuove povertà, di creare nuove situazioni di disagio, ma io credo che noi dovremmo invece, più semplicemente, riallinearci alla normativa vigente, al rispetto del principio dell'annualità del bilancio che è previsto dall'articolo 81 della Costituzione dalla quale noi non possiamo assolutamente sfuggire, e io credo che noi dobbiamo fare in modo che le ricadute economiche di questa manovra abbiano un impatto il meno dannoso…
PRESIDENTE. Grazie onorevole. E' iscritto a parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Richiamo, per mia memoria, l'articolo 100 della Costituzione italiana che recita: "La Corte dei Conti esercita il controllo preventivo di legittimità sugli atti del Governo, e anche quello successivo sulla gestione del bilancio dello Stato. Partecipa, nei casi e nelle forme stabiliti dalla legge, al controllo sulla gestione finanziaria degli enti a cui lo Stato contribuisce in via ordinaria. La legge assicura l'indipendenza dell'istituto e dei loro componenti di fronte al Governo". Dunque, ho richiamato l'articolo 100 della Costituzione non a caso, ma perché ritengo che si debba intendere a quale contesto normativo ci riferiamo. "In generale" è stato osservato "l'iniziativa della Corte va presa con la massima serietà, perché la Corte esercita, con competenza, un ruolo di controllore tecnico sui bilanci consuntivi. Un ruolo indispensabile per il corretto funzionamento della nostra democrazia, e ancora più essenziale oggi, data l'assenza di un adeguato sistema di controllo sulle attività di un esecutivo reso molto più forte dalla forma di Governo adottata nelle Regioni italiane", così come appunto in Sardegna. Questo lo scrive Giorgio Macciotta e Francesco Pigliaru a proposito di un commento apparso su un sito sulla vicenda oggetto della mozione. Dunque la Corte dei Conti ha ritenuto di dover sospendere il giudizio di parificazione del rendiconto 2006, e non l'ha fatto per mero arbitrio, e non pensiamo neanche perché gli stia antipatico il presidente Soru, o come si è impropriamente detto, per compiere un attacco politico. Ha rilevato seri dubbi in termini di legislazione contabile e in termini costituzionali, doverosamente li ha espressi agendo di conseguenza; sospensione del giudizio, appunto, richiesta alla Corte Costituzionale di dirimere la questione. Questo fanno, in uno Stato di diritto, gli organi costituzionali. Così come ha fatto il Governo nazionale qualche giorno fa impugnando quelle norme della legge finanziaria che istituiscono le da noi avversate nuove imposte regionali. Semmai bisognerebbe preoccuparsi se questo non accadesse; significherebbe che il sistema di pesi e contrappesi dell'ordine democratico non funziona, aprendo la strada a svolte neoconservatrici ed autoritarie, e io penso che questo non lo voglia nessuno, almeno chi ha un senso vero e autentico della democrazia. E io sono tra coloro, ma il mio partito, il mio Gruppo è tra coloro i quali non si stracciano le vesti alla luce di questo rilievo della Corte con argomenti quali "noi l'avevamo detto", né mi piace iscrivermi al partito di chi ritiene che sussista l'ipotesi di un falso in bilancio, perché, ripeto, annovero l'intervento della Corte nell'ambito della dialettica istituzionale che è elemento stesso del vivere democratico con il suo sistema intrinseco di garanzie e di legalità. Presidente Soru, un sistema intrinseco di garanzia e di legalità! Ma certamente, dicevo, non posso sottacere rispetto a questa scomposta reazione che è venuta dal massimo organo di governo della Sardegna, che ha definito la Corte dei Conti - cito letteralmente - "un istituto della parificazione del nulla, ormai superato e senza futuro". Queste sono…
(Interruzione del consigliere Vargiu)
Prego? Ma io faccio quello che mi pare! Collega Vargiu, siccome sono una persona libera, non sono indottrinato né da un'opposizione né da una maggioranza e dico quello che penso in spirito libero, e tu da autentico liberale me ne dovresti dare atto! Eh! Non ho capito… Io non sono legato a spiriti né di maggioranza, né di opposizione, né di nessun'altra natura…
PRESIDENTE. Prego, onorevole Pittalis.
PITTALIS (Gruppo Misto). …e dirò liberamente quello che penso! Non sono servo sciocco né del presidente Soru, né della Giunta Soru, né di Assessori, né di maggioranze, di Capigruppo, di Segretari, non me ne può importare niente quando sono in gioco valori di democrazia e di libertà. Tanto per essere molto chiari. Voi prendete sottogamba tutto, tanto anche questa storia, come quella della Saatchi & Saatchi, finirà ancora una volta a tarallucci e vino, e nessuno si preoccupa delle conseguenze devastanti che alcuni comportamenti, non ultimo quello del presidente Soru che dileggia la Corte dei Conti, assumono. A me non me ne importa assolutamente niente di mettere in crisi un rapporto tra il mio partito e il Presidente quando si svolge su questo piano. L'abbiamo già detto e lo confermiamo che in assoluta libertà, e ciascuno risponderà alla propria coscienza, farà le azioni che ritiene di dover fare, le denunce che ritiene di dover fare, almeno in sede politica, non interessandomi, almeno in quest'Aula, occuparmi di altre vicende che appartengono ad altre aule.
E dicevo che fortunatamente è inutile anche far presa su opinioni di costituzionalisti chiamati alla bisogna, perché ciò che è in linea con la legge o non è in linea con la legge non lo stabiliscono i consulenti! Per quanto preziosi possano essere loro i pareri non autorizzano in ogni caso, di fatto, a delegittimare un organo costituzionale vigente ed operante come la Corte dei Conti e come i magistrati della Corte dei Conti. Fare questo significa in nuce attentare all'ordine democratico, dal mio punto di vista, soprattutto quando queste delegittimazioni provengono non dai discorsi di qualche avventore di bar o di bettole, ma provengono dal Presidente della Giunta regionale della Sardegna. E sono sicuro che andandolo a cercare si potrà trovare un altro consulente che magari dirà anche che il Governo nazionale è un istituto ormai superato, suggerendone l'eliminazione dato che ha osato impugnare le norme della nostra legge finanziaria che istituiscono le nuove tasse. La battuta, colleghi, è facile, ma non sono facili i momenti che la Sardegna notoriamente sta attraversando, anche a causa della mancanza di quel senso di umiltà che, come sosteneva Benedetto Croce, rappresenta la consapevolezza da parte di ciascuno che i propri pensieri e le proprie azioni non appartengono ad un'entità superindividuale e astratta, ma alla realtà tutta che ne muta costantemente le condizioni. La politica deve considerare tutta la realtà che la circonda e non chiudersi nella sua particolare e personalistica visione, sempre che ne abbia una. Deve essere pronta ad intercettare quei lampi di crescita e progresso da qualsiasi parte possano giungere. Deve essere ben disposta all'ascolto ed avere quella disposizione pratica, ancorché intellettuale, della politica come comunità, comunione di idee e di intenti. I solipsismi possono essere suggestivi, ma non si governa con le suggestioni. Prima o poi i danni prodotti da siffatti atteggiamenti emergono con tutto il loro, per usare un'espressione cara all'onorevole Atzeri, fetore nauseabondo, quali prodotti di scarto e marciume del vivere democratico.
E allora, ciò premesso, è utile che il Consiglio regionale si preoccupi della questione non tanto impegnando la Giunta, ma impegnando se stesso, come ha giustamente rilevato l'onorevole Maninchedda, ad apportare misure correttive a valere sul bilancio 2007. Giova ricordare ciò che ha scritto il professor Pubusa qualche giorno fa intervenendo con lucidità esemplare sulla questione della politica regionale: "L'agire non formale dell'autorità non equivale, secondo una visione di moda ma rozza e fuorviante, ad un agire più veloce e più utile dell'amministrazione. L'agire senza il rispetto delle forme prefissate è il ricorso alle vie di fatto, all'esercizio…
PRESIDENTE. Concluda.
PITTALIS (Gruppo Misto). … all'esercizio del potere al di fuori delle regole. E' la disgiunzione tra legalità e garanzie. E' l'arbitrio. E' la sopraffazione senza rimedio e senza giudici".
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pittalis.
E' iscritto a parlare il consigliere Oscar Cherchi. Ne ha facoltà.
CHERCHI OSCAR (Gruppo Misto). Grazie, signor Presidente. Io credo che la politica di questa maggioranza non brillerà certamente per trasparenza, ma non vi si vorrà naturalmente non riconoscere una spiccata propensione alla fantasia ma soprattutto alle magie finanziarie. Io dico: altro che finanza creativa! Io credo che il camuffamento del bilancio con l'inserimento di entrate future è indubbiamente un esempio di ampia abilità nel rimescolare le carte e nel taroccare la realtà. Peccato poi - peccato naturalmente per voi - però che quest'operazione si sia rivelata soltanto un bluff, l'ennesima figuraccia del Governatore, Governatore come viene chiamato in tutti i giornali di massima importanza a livello nazionale, il Governatore della Sardegna. Dicevo, massima figuraccia del Governatore e della sua squadra.
Io credo che passerete sicuramente alla storia della Sardegna come protagonisti di una vera e propria truffa. Non era mai accaduto nulla di simile nella storia dell'autonomia sarda, ma il papà delle tasse sul lusso, colui che si vanta di questa grande idea, il papà dei divieti e dei tagli alla spesa è soltanto capace ed è capace soltanto di questo. Certo, non avevate fatto bene i calcoli, non avevate pensato alla Corte dei Conti. E la Corte dei Conti stessa vi ha messo un freno e adesso è quanto mai necessario trovare un'altra soluzione. Nella relazione del Procuratore generale - io credo che tutti l'abbiano letta - è stato messo in evidenza che l'anticipazione al 2006 di risorse finanziarie spettanti alla Regione negli anni 2013-2015 e che attengono alla competenza degli esercizi medesimi, si risolverebbe in una palese elusione del principio della annualità del bilancio sancito dall'articolo 81 della Costituzione. In più, la sospensione del giudizio di parificazione, pone in dubbio la stessa veridicità del bilancio 2006 e proietta implicitamente forti ombre su quello che è il bilancio del 2007. Anche nella manovra finanziaria approvata, quindi, qualche mese fa, infatti, avete utilizzato questo identico sistema, un sistema di inserimento di somme che ancora in realtà non sono disponibili; ve l'abbiamo detto in tutti i modi, ma voi avete continuato a proseguire su questa strada. Una procedura che entra in rotta di collisione con i princìpi della Costituzione e che sarebbe stato molto più opportuno decisamente evitare. Sarebbe bastato addirittura un briciolo di umiltà, lo dico al Presidente della Regione e oggi non saremmo qui a discutere, naturalmente, di queste problematiche, tutto sarebbe filato liscio e il bilancio sarebbe stato approvato senza nessun problema. Io credo che nei mesi scorsi l'appello a rivedere questa politica, definiamola anche politica miope, era arrivato non soltanto dai microfoni di quest'Aula, non soltanto dai nostri microfoni della minoranza, esperti economisti, giuristi, persino addirittura la Confindustria, avevano lanciato l'allarme segnalando il rischio concreto di un falso in bilancio, ma voi, forti delle assicurazioni di questo benedetto Governo amico - quello stesso Governo che però oggi vi sta dicendo di no, sta dicendo no, attenzione, state sbagliando - avete preferito fare gli struzzi, mettere la testa sotto la sabbia e quindi fare finta di nulla. Ed ora eccoci qua, a fare i conti con un futuro sempre più incerto, tanto più che la paura è che siano a rischio i fondi per lo sviluppo e per l'occupazione.
Se la Corte Costituzionale dovesse bloccare l'anticipazione delle entrate future, di fatto, metterebbe lo stop anche alla finanziaria del 2007. Io credo, quindi, che sia definibile un vero e proprio pasticcio, la cui responsabilità è da ascrivere completamente alla vostra incapacità e alla vostra inadeguatezza nel ruolo di amministratori. Siamo, infatti, in una situazione di stallo che rischia di compromettere una serie di interventi previsti in finanziaria. Io credo che addirittura stiamo, in certi momenti, rasentando la follia pura. Da più parti arrivano possibili soluzioni: l'ipotesi di una riduzione delle spese, oppure quella di una nuova contrazione di mutui. Suggerimenti più o meno condivisibili, ma tra tutte queste voci manca quella ufficiale dell'Esecutivo, che spero oggi ci dia qualche risposta all'interno di quest'Aula. Io vorrei tanto capire cosa intende fare questo Governo regionale per far fronte a questa situazione, come coprirete le spese di oggi che fino a ieri, invece, si intendeva coprire con le risorse del domani o di domani.
Colleghi, io non credo che ci si possa oggi aspettare comunque una risposta dalla maggioranza e dal Governo. Io spero che non arrivi, come sempre, dal presidente Soru una risposta populista, fatta per le telecamere e per la carta stampata. Io credo che sia giusto finalmente abbassare le carte, dire chiaramente a tutti i sardi in che direzione si deve andare. Finora c'è stato solo silenzio, a parte - forse un po' troppe - le tante parole spese all'indirizzo dei giudici. A tal proposito permettetemi di osservare che è veramente patetico scagliarsi contro chi contesta una politica diversa o addirittura norme che fanno parte della nostra Costituzione. Io credo che il presidente Soru abbia innescato una polemica aspra con la Corte dei conti, si è permesso di sentirsi addirittura perseguitato, in realtà meglio avrebbero fatto a fare un passo indietro, un piccolo esame di coscienza, l'ammissione dell'errore che a volte è decisamente più importante, piuttosto che tentare di dare delle soluzioni o, come fa generalmente lui, arrampicarsi sugli specchi per giustificare il proprio operato. Invece, si è arrivati ad uno scontro istituzionale tanto duro, quanto sterile ed improduttivo, anzi un risultato l'ha dato; ancora una volta è stato uno scivolone per il Governatore che ha dimostrato di essere in seria difficoltà e di non essere assolutamente all'altezza del ruolo che ricopre.
Io credo che però adesso bisogna arrivare ad una fine, bisogna dire basta alle parole, la gente e i sardi hanno bisogno di fatti concreti che questo Esecutivo deve dare. Oggi, questo Esecutivo deve dare una risposta a noi e a tutta la Sardegna e se non avete la capacità, abbiate almeno il buonsenso di riconoscerlo e se fosse necessario, addirittura, andare a casa. Non è più possibile continuare in questo modo, io credo che sia una vergogna non soltanto per i sardi, ma per il resto dell'Italia. Una Sardegna che fino a oggi è statatestimonial del turismo internazionale, in questo momento si trova ad essere derisa da tutte le altre Regioni della nostra stessa nazione. Non è possibile, quindi, continuare in questo modo, io credo che di questo passo il nostro presidente Soru porterà la Sardegna alla bancarotta.
Se non avete misure correttive per questo disastro finanziario state scrivendo, non dimenticatelo, una delle pagine più fallimentari, non soltanto di questa legislatura, ma credo addirittura di tutta la storia di questa Assemblea sarda.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Presidente, voglio ricordare, ovviamente lei non ha necessità che io glielo ricordi, così come credo che non sia necessario che lo ricordi ai colleghi, però il calendario dei lavori per la discussione di queste mozioni e di altri punti all'ordine del giorno è slittato a seguito dell'assenza e degli impegni istituzionali del Presidente della Regione. Ora, è il quarto l'intervento del collega Cherchi che è avvenuto in assenza del Presidente della Regione. Se non c'è la necessità oggi, non c'era la necessità neanche nei giorni scorsi. Mi chiedo: non è il caso di sospendere i lavori e di riprenderli quando il Presidente della Regione, esauriti i suoi impegni istituzionali - che si svolgono, evidentemente, anche all'interno del palazzo - possa essere presente? Perché mi chiedo: a seguito anche delle numerosissime questioni che sono state sollevate dai colleghi, che risposte potrà dare il Presidente quando non ha ascoltato gli interventi?
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Diana. Penso che il Presidente sia presente, lo cercheremo, adesso non so se sia nel palazzo o si sia dovuto allontanare per qualche minuto, penso che dobbiamo proseguire i lavori perché, come lei ricordava, abbiamo un calendario piuttosto fitto.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Volevo chiedere la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Non è aperta una discussione su questo, la Giunta è presente, il Presidente si è allontanato per qualche minuto...
LA SPISA (F.I.). Chiedo la verifica del numero legale!
PRESIDENTE. La verifica del numero legale... siamo in fase di discussione, onorevole La Spisa! Proseguiamo...
LA SPISA (F.I.). Si può!
PRESIDENTE. Cosa vuol dire, la verifica del numero legale per cosa? Perché cosa dobbiamo chiedere la verifica del numero legale?
LA SPISA (F.I.). Mi spieghi la domanda, Presidente!
PRESIDENTE. La domanda è che non serve a niente! Se poi volete che interrompiamo, va bene, si può fare anche la verifica al contrario! Voglio dire, io invito i colleghi a proseguire la discussione, cercheremo - se il Presidente è nel palazzo - di farlo rientrare in Aula e proseguiamo ordinatamente. Onorevole La Spisa, mi sembra che sia più corretto che facciamo così.
CAPELLI (U.D.C.). Mi associo alla richiesta.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Capelli, ne avevamo necessità! Grazie. Prego i colleghi di prendere posto per la votazione sul numero legale. Questa è una di quelle norme che andrà eliminata!
CAPELLI (U.D.C.). Però c'è!
PRESIDENTE. Sì, sì, c'è, ma c'è anche nei parlamenti borbonici!
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
(Risultano presenti i consiglieri: Barracciu - Biancu - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Fadda - Floris Vincenzo - Gessa - La Spisa - Lanzi - Manca - Marracini - Marrocu - Murgioni - Orrù - Pacifico - Pirisi - Pittalis - Porcu - Sanna Francesco - Sanna Franco - Serra - Spissu - Uras.)
Non siamo in numero legale. La seduta è sospesa per trenta minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 12 e 50, viene ripresa alle ore 13 e 38.)
PRESIDENTE. Se non viene ritirata è stata richiesta la verifica del numero legale, prego i colleghi di prendere posto. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggia la richiesta il consigliere Artizzu)
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
(Risultano presenti i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Balia - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Capelli - Cassano - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Dedoni - Diana - Fadda - Farigu - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gallus - Gessa - Ladu - Lai Silvio - Lanzi - Licandro - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Moro - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pirisi - Pisano - Pisu - Porcu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Serra - Spissu - Uras - Vargiu.)
Va bene colleghi, siamo in numero legale. Proseguiamo la discussione.
Corte dei conti (129)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Grazie Presidente. Signor Presidente, Assessore presente, visto che ha avuto anche la responsabilità, l'assessore Dadea, di aver la delega dal Presidente sulla competenza, sulla competenza del bilancio del 2007 e non solo ha avuto dopo la... Presidente, se i colleghi dopo aver maturato la presenza avessero anche l'accortezza...
PRESIDENTE. Onorevole Contu, ha ragione, colleghi, possiamo consentire che l'onorevole Contu svolga il suo intervento in silenzio? Prego onorevole Contu.
CONTU (F.I.). Grazie colleghi. Dicevo, l'assessore Dadea, che è stato buon testimone in corso d'opera dell'approvazione della Legge regionale 2 del 2007, quando venne fatto rilevare che il bilancio e la finanziaria del 2006 avevano presentato molti motivi non solo per un giudizio negativo sulla finanziaria, ma soprattutto su quello che era il rendiconto del 2006, un giudizio negativo che originava dalla stessa presentazione della finanziaria con l'approvazione appunto della Legge 4 del 2006, che aveva presentato queste grandi novità, della finanza creativa, venne definita da qualcuno, finanza creativa che ebbe bisogno nella proposizione non solo dell'articolo 1 e dell'articolo 2 dove si mettevano in corsa risorse legate al problema delle entrate, si mettevano in corsa con un impegno: noi andiamo al confronto col Governo di Roma spesso e volentieri prendendo a calci le porte dei vari Ministeri o della Presidenza del Consiglio dei Ministri e soprattutto siamo andati a condividere l'iniziativa in sé senza particolari deleghe conferite al Presidente ma che il Presidente andasse ad un confronto sereno con il Governo per il riconoscimento della partita delle entrate che ritenevano legittime per la nostra Isola. Tutto questo con la partecipazione di tutti, della Commissione in primis, dove venne elaborata la prima proposta e a seguire con il coinvolgimento delle rappresentanze datoriali, delle rappresentanze sindacali, e tutti uniti andammo a Roma, siamo stati ricevuti e abbiamo avuto quelle risposte che non hanno avuto poi conseguenza dal Governo amico presieduto dal presidente Prodi. Non abbiamo avuto conseguenza per un motivo molto semplice, perché non faceva comodo confrontarsi o scontrarsi allo stesso modo come avvenne col Governo Berlusconi, ma soprattutto non si trovò il modo di dare gambe alle proposte che scaturirono da quel primo confronto del 2006 a Roma. Giornata di bruma, di pioggia, giornata di bruma e di pioggia che però portò a qualche impegno da parte del Governo di Roma. Quello che poi il presidente Soru ha trovato molto confacente ai bisogni della Sardegna, tant'è che ha abbandonato completamente, come ha abbandonato l'Aula oggi, ha abbandonato completamente il tavolo del confronto. Venne attivato un tavolo di confronto del quale non si ebbero più notizie, si ebbe una notizia semplice: "Il Governo di Roma ha autorizzato l'impegno delle risorse del 2010, 2011, 2012 e poi a seguire quelle dell'annualità 2013, 2014 e del 2015". Bene, di questo documento, nonostante sia stato richiesto sia durante la discussione in Commissione, sia durante la discussione in Aula, di quel documento noi non abbiamo avuto mai traccia e questi sono gli effetti, perché davvero se il Governo si fosse impegnato, e si fosse impegnato seriamente a riconoscere alla Sardegna quanto è nei contenuti della finanziaria del 2007, si è voluto mettere per iscritto e approvare, come la maggioranza ha fatto, molto probabilmente oggi non avremmo il risultato che abbiamo in discussione. Noi non avremmo la relazione della Corte dei Conti che sospende il giudizio di parificazione del rendiconto del 2006, non avremmo di sicuro il ricorso alla Corte Costituzionale, non avremmo soprattutto le tirate d'orecchie e tutti gli altri scappellotti che sono arrivati sul nostro Presidente, che molto probabilmente in questo momento non sa come lenire il dolore e sta lontano da quest'Aula. Io credo che i princìpi che vennero enunciati e che sono enunciati in questa mozione, credo che non possano essere superati con la stessa faciloneria con cui è stata superato fino ad adesso il principio dell'annualità del bilancio, sancito dall'articolo 81 della Costituzione, ma soprattutto non avremmo avuto quel che ricordava il collega Pittalis, riferito soprattutto a quello che è il ruolo della Corte dei Conti stessa, e il riconoscimento alla Corte dei Conti del dovere di controllo degli atti di gestione degli enti pubblici. Io credo che l'illegittimità costituzionale sollevata da diverse eminenze della gestione amministrativa degli enti, ma diverse eminenze, compresi i pareri che l'assessore Pigliaru, così molto facilmente esautorato, ebbe in alcuni suoi pensieri scritti e mandati in diffusione su Internet, sui suoi dubbi che molto probabilmente furono la motivazione vera del suo disimpegno dalla gestione dell'Assessorato al bilancio e alla programmazione della Regione sarda.
Non credo, assessore Dadea, che il suo passaggio nella gestione della fase di approvazione della finanziaria del 2007 sia esente da vizi. Del resto noi abbiamo, con centinaia di emendamenti, fatto rilevare vizi di incostituzionalità contenuti nell'articolo 1 e nell'articolo 3. Incostituzionalità perché, comunque sia, con discorsi più diversi, anche quelli elementari portati avanti in questa Aula, per far comprendere a chi non voleva assolutamente sentire ragioni del grave atto e dei gravi danni che si stavano perpetrando non solo alle finanze regionali, ma a tutta la nostra Isola. Io provo ad immaginarli oggi, provo ad immaginare le ricadute di una sentenza che porterebbe a dover riscrivere il consuntivo del 2006, ma soprattutto dover riscrivere la finanziaria del 2007 per sanare questi errori macroscopici che comunque sia pendono come una scure, non solo sul Consiglio regionale, ma pendono come una scure sulla nostra Isola, che attende quelle risorse che sono state inserite e stanziate nella manovra 2007-2009 a favore di importanti iniziative ed interventi di carattere economico e sociale. Io credo che questo sarebbe finalmente la soluzione… Presidente, non credo siano trascorsi dieci minuti!
PRESIDENTE. No, no, le assicuro che sono trascorsi dieci minuti. Se adesso anche il tempo è in questione…
CONTU (F.I.). Mi avvio a concludere!
PRESIDENTE. No, no, non si avvii a concludere, concluda! Le consento due battute. Prego.
CONTU (F.I.). Convinti di un fatto, che le conseguenze di un esercizio finanziario in corso, che dovremmo in qualche modo rimettere in linea con quelli che sono i dettati costituzionali, ma soprattutto quello che è il regolamento di contabilità che governa la finanza regionale. Credo che sia un passaggio di umiltà necessitato oggi. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Contu.
E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Grazie Presidente. Io avrei volentieri rinunciato ad intervenire per il problema che ho sollevato sull'ordine dei lavori. Ora è, non so neanche come definirlo, l'atteggiamento di questo Presidente, che sempre di più dimostra tutta la sua irriverenza nei confronti di un Consiglio regionale che da lui e solo da lui avrebbe voluto delle risposte. Ora io non credo che lui possa dare delle risposte, se non la risposta che ha dato quando si è discussa la mozione Saatchi&Saatchi. Probabilmente chiederà di intervenire così come un qualunque consigliere, salvo poi dirci che ha degli impegni istituzionali e che dovrà lasciare l'Aula. Perché, insomma, l'altra mattina, quando il Presidente non era presente in Aula per discutere un altro argomento parimenti importante, io venivo da Oristano, e quindi ho avuto modo di capire in che cosa era impegnato il presidente Soru. Il presidente Soru era impegnato in una trasmissione radiofonica, Raduno, e in questa trasmissione radiofonica il presidente Soru ha veicolato tutta una serie di notizie importantissime per la Regione Sardegna, e però non era presente in Aula, così come invece avrebbe dovuto.
Ora, l'argomento che abbiamo in discussione non mi appassiona, lo dico anche ai colleghi della minoranza. Credo che tutto ciò che la minoranza ha fatto nel 2006 e poi nel 2007 dimostri l'attenzione con la quale noi della opposizione ci siamo avvicinati a questa materia. Le critiche le abbiamo mosse sin dal primo momento, non solo per questo, ma anche per gli altri argomenti che sono stati poi oggetto di verifica da parte, o della Corte dei Conti, o del Governo con le impugnative che tutti conosciamo. Ora, io ringrazio il Presidente per essere rientrato in Aula, quantomeno per ascoltare ciò che i consiglieri regionali avrebbero da dire in questa materia. Questa è una storia antica, antica per quanto riguarda questa Amministrazione regionale, nel senso che ormai sin dall'inizio si è parlato di finanza creativa, si è parlato di come si poteva intendere un nuovo modo di governare, e di capire se c'era la possibilità di evitare il ricorso, per esempio, alla contrazione di mutui, abbattere il disavanzo, vedere di riportare i conti in ordine. Il tutto è sempre stato fatto, e il Presidente in questo è abilissimo, nei momenti di difficoltà, dice: "Io ho trovato una situazione che voi del centrodestra avete lasciato". E' una sua opinione, legittima ci mancherebbe altro, e io l'avrei rispettata molto se oggi ci trovassimo con una situazione totalmente diversa. Di fatto, non ci troviamo in questa situazione; lo vedremo poi quando ci verrà presentata la nuova finanziaria. Non siamo in questa situazione, perché se quest'operazione del miliardo e mezzo di euro fosse stata fatta come tradizionalmente si è fatta, presidente Soru, e cioè con l'autorizzazione a contrarre dei mutui, mi chiedo se sarebbe cambiato qualcosa. Forse qualcosa sì, ma ciò che sta cambiando è tutto ed esclusivamente sulla pelle dei sardi. E quindi ecco perché non credo a questo tipo di impostazione che ella ha voluto dare, perché è un'impostazione che ha creato non poche tensioni nella sua maggioranza, nella sua Giunta, con l'avvicendamento continuo di numerosissimi Assessori e senza risolvere nessun problema. Anzi, i problemi veri, quelli che hanno portato all'elezione del presidente Soru, a gran voce, acclamato dalla cittadinanza sarda, oggi fra i cittadini sardi, non lo diciamo solo noi, ci sono metodi di sondaggio che ce lo dicono molto chiaramente, emerge qual è l'assoluto grado di impopolarità di cui gode oggi la maggioranza del centrosinistra. E non a caso dico maggioranza di centrosinistra, perché cari colleghi del centrosinistra, questa impopolarità non riguarda solo il presidente Soru, riguarda anche i vostri Gruppi politici, e li riguarda da vicino, ma se voi siete contenti di questo…. Io affronterò nel merito questa materia solo per un argomento, ed ecco perché chiedevo che il Presidente Soru fosse in Aula, per i problemi che non voglio sollevare io ma che sono stati sollevati anche da altri colleghi: come il Presidente Soru intende risolvere questo problema?
Perché è chiaro, se si aspetta la sentenza della Corte è una strada. Io credo che non sia questo il modo di approcciarsi positivamente al problema, credo invece che ci sia da coprire questo disavanzo e bisogna farlo, ma come? Credo che sia necessaria una manovra di bilancio: dobbiamo aspettare per questa manovra di bilancio la finanziaria o è una cosa che si può fare al rientro dalle ferie? Io personalmente, avrei suggerito al Presidente di portarla immediatamente il giorno dopo che la Corte dei Conti si è pronunciata. Questa Corte dei Cnti, Presidente, che se anche avessimo dei dubbi e non avessimo fiducia in questa Corte dei Conti, lo ricordo qua, io sono stato forse il primo a chiedere che la Corte stessa verificasse la parificazione dei conti; per un motivo semplicissimo, per il motivo che il collega Pittalis ha sollevato in quest'Aula: l'articolo 100 della Costituzione.
Perché vedete se la Corte dei Conti fosse un organismo, terzo sì, ma non riconosciuto così come noi lo intendiamo, la questione sarebbe diversa, ma quando noi sappiamo che la Corte dei conti ha una sua valenza di tipo costituzionale… allora bisogna stare attenti! bisogna stare attenti!
La corresponsabilità di questa operazione su chi deve andare? Sul Presidente Soru che l'ha ideata? Credo non da solo. Sulla maggioranza che l'ha condivisa? Non basta, secondo me c'è da evidenziare un altro problema. Il problema è relativo ad un comunicato stampa con cui il ministro Lanzillotta, non molto tempo fa, aveva praticamente detto che era venuto meno il motivo del contendere, perché con la manovra di equilibri di bilancio che abbiamo votato, anzi l'esercizio provvisorio, chiedo scusa, venivano praticamente sistemate le cose così come il Governo voleva, che era una volontà che sposava certamente la stessa volontà del Presidente della Regione e quindi della Giunta regionale della vostra maggioranza. Quindi ecco perché dico che il problema non riguarda solo il Presidente, riguarda la sua maggioranza e riguarda anche il Governo che ha condiviso questa scellerata manovra finanziaria. Ora bisogna correre ai ripari perché la Sardegna, Presidente, non vive un buon momento, vive un pessimo momento! In tutti i settori dell'economia!
Oggi non c'è un settore economico della Sardegna che possa dire di essere soddisfatto dopo tre anni di governo del centrosinistra, non lo può dire perché anche quelli che più vicini vi sono, Presidente Soru glielo devo dire, non accusano i suoi partiti di riferimento, o che La sostengono, accusano lei perché vogliono salvare almeno il partito di appartenenza, e non si ode una voce che una voce, in questo Consiglio regionale, che si alzi qui a dimostrare all'opposizione, al centrodestra, che le cose poi non vanno poi così male. E' sempre lei che è chiamato a difendere le posizioni, sono sempre i suoi Assessori che fanno le conferenze stampa, anche per veicolare quelle leggi che sono state votate all'unanimità da questo Consiglio regionale, come ha fatto ieri l'assessore Mannoni, per quella legge che non sposta di una virgola l'economia! E' importante, sicuramente, votata da tutto il Consiglio regionale, ma certamente non dà altro ai sardi! Allora io dico, per quale motivo, mi chiedo, i colleghi del centrosinistra non hanno un sussulto d'orgoglio, non hanno la voglia di dire qualcosa, non per dire le cose che ha detto il collega Maninchedda e il collega Pittalis, per dire le cose delle quali vi siete dimostrati convinti fino adesso e cioè che le cose vanno bene e che al di là dell'interpretazione che la Corte dei Conti ha dato a questa manovra, e di quella che ne darà la Corte Costituzionale, tutto sommato ciò che ha fatto il Presidente Soru, e ciò che voi avete avallato, è il meglio del meglio di quanto si può produrre per risolvere le questioni economiche e dell'occupazione della nostra Isola! Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Diana. Concludiamo i lavori della mattinata, il Consiglio continuerà questa sera alle ore 16 e 30. La seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore 14 e 01.
Allegati seduta
Risposta scritta a interrogazioni
Risposta scritta dell'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale all'interrogazione Dedoni sulla situazione economica ed occupazionale della CWF Italia di Santa Giusta. (315)
In relazione alle questioni poste dall'interrogazione in oggetto si forniscono i seguenti elementi di riposta.
La Società CWF (Coal Water Fuel) Spa ha avuto in aggiudicazione nell'anno 2001 due corsi di formazione "finalizzati aziendali" gestiti in raccordo con il Centro Regionale di Formazione Professionale di Oristano. I corsi, regolarmente svolti, hanno avuto termine in data 31.01.2002. L'azienda aveva l'obbligo, come da convenzione, di assumere 19 corsisti con contratto a tempo indeterminato. Nei primi mesi del 2003 la Società CWF ha assunto 21 corsisti a tempo determinato, giustificando tale scelta come derivante da una situazione temporanea di crisi aziendale, e non rispettando di fatto l'impegno contrattuale. Nei primi mesi del 2005, a seguito di trasformazione del contratto di lavoro, risultavano assunti a tempo indeterminato n. 13 dei 21 corsisti iniziali. Dei rimanenti 8 infatti, 6 avevano rassegnato le dimissioni e altri 2 erano stati licenziati.
A seguito di accertamenti il competente Servizio presso questo Assessorato ha rilevato lo stato di inadempienza a carico della CWF, e con nota n.40592 del 23.11.2006 ha provveduto alla richiesta di restituzione delle somme all'Azienda, per la parte corrispondente al mancato adempimento dell'obbligo contrattuale. Infine, in seguito all'acquisizione di opportuno parere legale, sono state avviate le procedure tendenti all'escussione della polizza fidejussoria posta a garanzia dell'Amministrazione Regionale dalla stessa Azienda aggiudicataria.
Risposta scritta dell'Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica all'interrogazione Dedoni sulla gara di appalto per l'affidamento del servizio di pulizia, manutenzione delle aree verdi e facchinaggio relativo agli immobili in uso alla Regione Sardegna. (615)
Con riferimento alla nota n. 6084/Gab del 20 09 2006, relativa all'interrogazione Indicata in oggetto, si trasmette copia della relazione tecnica contenente elementi di risposta alla stessa, forniti dagli Uffici della Direzione generale degli Enti locali e Finanze.
Con l'interrogazione in oggetto, concernente il bando di gara comunitaria per l'affidamento del servizio di pulizia degli uffici della Regione, il consigliere regionale Dedoni chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale degli enti locali, finanze e urbanistica per conoscere:
1 quali siano le motivazioni che hanno spinto all'individuazione di una simile procedura di gara con dei lotti così ampi e di grande importo finanziario,
2 se si intenda procedere ad una revisione della gara per consentire un allargamento della partecipazione anche alle imprese artigiane sarde.
In relazione alle questioni sollevate e limitatamente agli aspetti di competenza giuridico - amministrativa di questa Direzione si espone quanto segue.
Con le determinazioni n. 1271/P e n. 1272/P, entrambe del 15 maggio 2007, il competente Direttore del Servizio Provveditorato ha approvato i verbali della commissione di gara costituita con determinazione del medesimo Direttore del 27 settembre 2006 n. 1926/P ed ha aggiudicato definitivamente, con la prima determinazione, il lotto n 5 alla costituenda A.T.I. Co La Coop (mandataria) - Co Lo Coop (mandante) e con la seconda determinazione, i lotti nn. 1, 2, 3, 4 alla costituenda A.T.I. Consorzio Nazionale Servizi (mandataria) - Fulgens S.r.l. (mandante).
Nelle citate determinazioni si dà, altresì, conto dell'intervenuta verifica del possesso del requisiti prescritti dall'art. 11 comma 8 del D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163.
Il 12 luglio 2007 sono stati stipulati con la A.T.I. aggiudicataria i contratti relativi al lotti nn. 1, 2, 3, e 4, mentre e in fase di stipulazione il contratto relativo al lotto. n. 5.
In relazione alle motivazioni che hanno condotto alla scelta di tale procedura di gara, si fa presente che la stessa e stata disposta in ottemperanza al precisi indirizzi forniti dal governo regionale in materia dl contenimento e razionalizzazione della spesa, cui ha fatto seguito da parte del Servizio Provveditorato un'attenta analisi sulle problematiche connesse all'esecuzione del nuovo appalto e sulle relative soluzioni analisi e scelte condivise a suo tempo da questa Direzione generale e da codesto Assessore.
Le scelte operate in fase di predisposizione degli atti di gara sono state puntualmente confermate dai risultati conseguiti in ordine al contenimento della spesa, cosi come si evince agevolmente dalle allegate tabelle concernenti rispettivamente i principali elementi comparativi tra vecchio e nuovo contratto e i valori medi di aggiudicazione relativi ad appalti di analoghe dimensioni.
Sulla procedura seguita si ricorda che la materia della contrattualistica pubblica e attualmente disciplinata dal D.Lgs 12 aprile 2006 n. 163 (Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004117/CE e 2004118/CE) tra i cui principi cardine, contenuti nell'art. 2, sono da annoverare quelli della libera concorrenza, della parità di trattamento, di non discriminazione e di trasparenza.
Detta normativa, impone, come noto, il ricorso a precise procedure per i contratti pubblici di rilevanza comunitaria secondo soglie prestabilite (cfr art. 28 del D.Lgs 12 aprile 2006 n. 163).
Al fine di agevolare una partecipazione allargata alle imprese presenti sul mercato, lo stesso codice ammette la possibilità di concorrere agli appalti pubblici attraverso gli strumenti del raggruppamento temporaneo d'impresa (cfr art. 37 Raggruppamenti temporanei e consorzi ordinari di concorrenti) e dell'avvalimento (cfr art. 49 Avvalimento).
Il bando dl gara di cui qui si argomenta, inoltre, ha garantito la massima partecipazione alle imprese locali già operanti nel settore in quanto ha richiesto l'iscrizione ad una fascia specifica del Registro delle imprese o all'Albo delle imprese 'artigiane solamente alle imprese mandatane, mentre analoga richiesta non è stata prevista per le società mandanti.
La partecipazione delle imprese sarde è dimostrata dai risultati della procedura di gara, che ne ha visto diverse tra le partecipanti e una delle stesse aggiudicataria, in associazione al 50%, di quattro su cinque lotti per i servizi di pulizia.
Il 5° lotto, relativo ai servizi di facchinaggio, e stato invece aggiudicato alla società che ha gestito il servizio nel recente passato.
Si ricorda, inoltre, che in ordine al rinnovo o proroga del contratto, con l'entrata in vigore della legge 18 aprile 2005 n. 62, recante "Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee" (Legge comunitaria 2004), "I contratti per acquisti e forniture di beni e servizi, gia scaduti o che vengano a scadere nél sei mesi successivi alla data di entrata in vigore della presente legge, possono essere prorogati per il tempo necessario alla stipula dei nuovi contratti a seguito di espletamento di gare ad evidenza pubblica a condizione che la proroga non superi comunque i sei mesi e che il bando di gara venga pubblicato entro e non oltre novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge" Tale norma ha, pertanto, escluso qualsiasi possibilità di rinnovo dei contratti pubblici di forniture e servizi in essere, imponendo l'indizione di procedure concorsuali.
Infine, per completezza di informazione, si fa presente che il servizio verrà svolto, fino al 31 luglio 2007, dalle Società Fulgens S.r.l. e Tecnoecology, mentre il nuovo appalto prenderà avvio presumibilmente con decorrenza 1° agosto 2007.
(I risultati della gara, allegati alla risposta, sono agli atti del Consiglio)
Risposta scritta dell'Assessore del turismo, artigianato e commercio all'interrogazione Diana - Liori sulle presenze registrate nei porti turistici sardi e sulle conseguenze negative derivanti dall'applicazione dell'articolo 4 (Imposta regionale su aeromobili e unità da diporto) della legge regionale 11 maggio 2006, n. 4. (688)
Per quanto di competenza, si conferma la risposta dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
Risposta scritta dell'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale all'interrogazione Diana - Liori sui corsi di qualificazione e riqualificazione per operatore dei servizi di custodia e manutenzione presso siti archeologici, musei, aree culturali-ambientali valorizzate inseriti nel programma Parnaso. (721)
In relazione ai quesiti posti nell'interrogazione in oggetto, si precisa quanto segue.
I corsi di qualificazione (scheda progetto I mis. 2.4) per la formazione della figura di "operatore dei servizi di custodia e manutenzione presso siti archeologici, musei, aree culturali - ambientali valorizzate" affidati all'ATS con capofila l'Agenzia IFOLD, hanno avuto inizio in data 2 maggio 2007. I corsi di riqualificazione (scheda progetto J) per la medesima figura professionale, affidati all'ATS con capofila l'Agenzia IAL Sardegna, la cui data di avvio era prevista per il corrente mese di luglio, avranno inizio alla riapertura dell'anno formativo (settembre-ottobre 2007).
I requisiti di ammissione e i criteri che vi presiedono, si precisa che gli stessi sono stati determinati dall'Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport tenuto conto delle esigenze formative emerse e in sintonia con altri interventi ricadenti nel contesto della valorizzazione dei beni culturali previsti dal POR all'interno dell'Asse II, di competenza del medesimo Assessorato. Le schede progetto elaborate prevedono quale titolo di studio minimo richiesto per l'ammissione ai corsi in argomento, la licenza della scuola dell'obbligo. Per l'accesso ai corsi, sia di qualificazione che di riqualificazione, non è richiesto alcun titolo di laurea.
Inoltre si sottolinea che non sussiste disparità nei requisiti di acceso fra i corsi di qualificazione e quelli di riqualificazione, in quanto, formando entrambi la stessa figura professionale e avendo come unica differenza lo stato di disoccupazione (corsi di qualificazione) o di occupazione presso i servizi culturali in essere (corsi di riqualificazione) degli allievi, sia gli uni che gli altri prevedono il medesimo titolo di studio (licenza media) come requisito di accesso. Ciò è valevole per tutte le sedi formative, inclusa la sede di Cagliari.
Si precisa infine che il percorso formativo di cui trattasi pur non portando automaticamente all'occupazione dei destinatari, in quanto diversamente connotati dai corsi finalizzati aziendali, interviene sensibilmente sullo stato di occupabilità dei formati nel mercato del lavoro con specifico riferimento ai servizi di custodia e manutenzione di siti archeologici, musei, aree culturali-ambientali valorizzate.
Risposta scritta dell'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale all'interrogazione Cherchi Silvio - Giagu - Uggias sul rischio di esclusione delle imprese sarde dal bando POR 2000/2006 Asse 2, Misura 2.4, sugli interventi formativi per le attività culturali. (722)
In relazione ai quesiti posti nell'interrogazione in oggetto si precisa quanto segue.
Le Agenzie Formative sarde hanno potuto partecipare al Bando "Programma Parnaso" Settore Spettacolo, misura 2.4 mediante il sistema di raggruppamento temporaneo aventi come capogruppo Agenzie Formative in possesso del requisito di esperienza nella formazione professionale di almeno tre anni nell'ultimo quinquennio nel settore spettacolo.
Si precisa infatti che il bando richiedeva il possesso del requisito suddetto, nei casi di raggruppamento, esclusivamente in capo all'Agenzia Formativa capogruppo.
Risposta scritta dell'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale all'interrogazione Dedoni - Vargiu sulla regolarità della richiesta d'offerte per l'individuazione dell'organismo intermediario incaricato dell'istruttoria ed erogazione di piccoli sussidi per un costo complessivo di euro 21.980.000 - POR Sardegna 2000/2006, misura 3.4. (817)
In relazione ai quesiti esposti nell'interrogazione in oggetto si precisa quanto segue.
Il Bando tendente all'individuazione del soggetto intermediario per la gestione, ai sensi dell'art. 4 par. 2 del Regolamento (CE) 1784/1999, dell'erogazione dei piccoli sussidi e per l'istruttoria dei progetti di eccellenza destinati ai soggetti svantaggiati è stato pubblicato (per la seconda volta) in data 17 febbraio 2007. L'esito negativo della procedura di affidamento del primo bando (pubblicato in data 26 luglio 2006) è stato causato dalla carenza di requisiti soggettivi per la partecipazione da parte dei tre concorrenti presentatisi. Al fine di evitare un ulteriore esito negativo, è stato deciso di predisporre un nuovo testo recante nuovi criteri di partecipazione, tesi ad estendere la partecipazione ad altri eventuali soggetti. In particolare, poiché nella prima fase era risultato estremamente difficoltoso individuare soggetti che contemplassero una totale assenza dello scopo di lucro nel proprio statuto, così come previsto dal bando, si è ipotizzato di allargare la partecipazione ad aziende a partecipazione pubblica che di fatto presentassero la stessa caratteristica, pur se qualificate come società commerciali e quindi ipso facto lucrative.
A tale scopo l'Assessorato ha rivolto un quesito all'assistenza legale del POR Sardegna 2000-2006. Rispetto all'ipotesi prospettata dall'Assessorato l'Assistenza legale ha ritenuto,ammissibile "la partecipazione di organismi aventi finalità di lucro in qualità di componenti di un raggruppamento, a condizione che l'Organismo intermediario in quanto tale, cioè il raggruppamento, possegga il requisito di non avere finalità di lucro".
Al fine di salvaguardare la coerenza dell'assetto richiesto rispetto alle caratteristiche non lucrative comunque previste per la gestione di questo tipo di provvidenze, nel Bando è stata limitata la possibilità di partecipazione, nelle forme indicate dall'Assistenza legale, alle sole società a totale o pressoché totale capitale pubblico.
Rispetto agli altri requisiti richiesti dal bando - capacità economico-finanziaria, organizzative, competenze, professionalità, esperienza e "conoscenza del territorio" - l'Assistenza legale ha ritenuto la formulazione proposta "rispondente a quanto previsto dal pertinente disposto del citato documento approvato dal Comitato di Sorveglianza del QCS Ob. 1 e, più in generale, al criterio di proporzionalità, tenuto conto della concreta fattispecie in argomento".
Risulta, infine, che esistano in Sardegna una pluralità di soggetti aventi i requisiti previsti nel Bando e non un unico soggetto come indicato nell'interrogazione in oggetto.
Risposta scritta dell'Assessore del turismo, artigianato e commercio all'interrogazione Rassu sul blocco delle agevolazioni concesse dalla legge regionale 21 maggio 2002, n. 9, per il comparto del commercio, relativo al settore della frutta e verdura e macellerie, nonché sull'insufficienza dei fondi per far fronte agli incentivi richiesti. (855)
In relazione ai quesiti esposti nell'interrogazione in oggetto, si forniscono i seguenti elementi di risposta.
Si rende noto che a seguito della conclusione della attività istruttoria, svolta dall'R.T.I sulle domande di agevolazioni, relative al bando 2003, di cui alla Legge regionale n. 9/02, si è provveduto, con determinazione n. 641 del 25/05/2007 del Direttore del Servizio Commercio, ad ammettere alla partecipazione alla fase istruttoria quelle iniziative commerciali aventi ad oggetto i beni elencati nell'Allegato I del trattato e richiamati nel Regolamento CE n. 69/01.
La collocazione delle imprese in oggetto in posizione utile nella graduatoria definitiva, e quindi l'erogazione dei relativi contributi, dipenderà dall'esito dei ricorsi avverso la graduatoria approvata con Determinazione n. 3980 del 12.12.2006 del Direttore del Servizio Commercio e dalla conseguente disponibilità finanziaria.
Risposta scritta dell'Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica all'interrogazione Caligaris sull'affidamento della gara per il servizio di pulizia, manutenzione delle aree verdi e facchinaggio della Regione e sui 350 esuberi conseguenti alla riduzione dell'attività. (875)
Con riferimento alla nota n. 0003414 del 19 6 2007, relativa all'interrogazione indicata in oggetto, si trasmette copia della relazione tecnica contenente elementi di, risposta alla stessa, forniti dagli Uffici della Direzione generale degli Enti locali e Finanze.
Con l'interrogazione in oggetto, concernente il bando di gara per l'affidamento del servizio di pulizia degli uffici della Regione, la consigliera regionale Caligaris chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale degli enti locali, finanze e urbanistica per conoscere se non ritengano opportuno:
1 procedere ad un tempestivo confronto con i sindacati dei lavoratori per verificare con i rappresentanti delle società aggiudicatrici della gara l'impatto che i criteri del nuovo bando hanno sull'occupazione;
2 far rispettare integralmente gli impegni assunti con l'accordo firmato il 26 settembre 2006;
3 integrare l'attuale bando di gara con un atto aggiuntivo, per consentire una verifica della situazione occupazionale e per evitare che si creino nuovi disoccupati in un settore di per sé debole e precario.
In relazione alle questioni sollevate e limitatamente agli aspetti di competenza giuridico-amministrativa di questa Direzione si espone quanto segue.
Con le determinazioni n. 1271/P e n. 1272/P, entrambe del 15 maggio 2007, il competente Direttore del Servizio Provveditorato ha approvato i verbali della commissione di gara costituita con determinazione del medesimo Direttore del 27 settembre 2006 n. 1926/P ed ha aggiudicato definitivamente, con la prima determinazione, il lotto n. 5 alla costituenda A.T.I. Co La Coop (mandataria) - Co Lo Coop (mandante) e con la seconda determinazione, i lotti nn. 1, 2, 3, 4 alla costituenda A.T.I. Consorzio Nazionale Servizi (mandataria) - Fulgens S.r.l. (mandante).
Nelle citate determinazioni si dà, altresì, conto dell'intervenuta verifica del possesso del requisiti prescritti dall'art. 11 comma 8 del D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163
Il 12 luglio 2007 sono stati stipulati con la A.T.I. aggiudicataria i contratti relativi al lotti nn. 1, 2, 3, e 4, mentre e in fase di stipulazione il contratto relativo al lotto. n. 5.
In relazione alle motivazioni che hanno condotto alla scelta di tale procedura dl gara, si fa presente che la stessa e stata disposta in ottemperanza al precisi indirizzi forniti dal governo regionale in materia di contenimento e razionalizzazione della spesa, cui ha fatto seguito da parte del Servizio Provveditorato un'attenta analisi sulle problematiche connesse all'esecuzione del nuovo appalto e sulle relative soluzioni analisi e scelte condivise a suo tempo da questa Direzione generale e da codesto Assessore.
Le scelte operate in fase di predisposizione degli atti di gara sono state puntualmente confermate dai risultati conseguiti in ordine al contenimento della spesa, cosi come si evince agevolmente dalle allegate tabelle concernenti rispettivamente i principali elementi comparativi tra vecchio e nuovo contratto e i valori medi di aggiudicazione relativi ad appalti di analoghe dimensioni.
Sulla procedura seguita si ricorda che la materia della contrattualistica pubblica e attualmente disciplinata dal D.Lgs 12 aprile 2006 n. 163 (Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004117/CE e 2004118/CE) tra i cui principi cardine, contenuti nell'art. 2, sono da annoverare quelli della libera concorrenza, della parità di trattamento, di non discriminazione e di trasparenza.
Detta normativa, impone, come noto, il ricorso a precise procedure per i contratti pubblici di rilevanza comunitaria secondo soglie prestabilite (cfr art. 28 del D.Lgs 12 aprile 2006 n. 163).
Al fine di agevolare una partecipazione allargata alle imprese presenti sul mercato, lo stesso codice ammette la possibilità di concorrere agli appalti pubblici attraverso gli strumenti del raggruppamento temporaneo d'impresa (cfr art. 37 Raggruppamenti temporanei e consorzi ordinari di concorrenti) e dell'avvalimento (cfr art. 49 Avvalimento).
Il bando dl gara di cui qui si argomenta, inoltre, ha garantito la massima partecipazione alle imprese locali già operanti nel settore in quanto ha richiesto l'iscrizione ad una fascia specifica del Registro delle imprese o all'Albo delle imprese 'artigiane solamente alle imprese mandatane, mentre analoga richiesta non è stata prevista per le società mandanti.
La partecipazione delle imprese sarde è dimostrata dai risultati della procedura di gara, che ne ha visto diverse tra le partecipanti e una delle stesse aggiudicataria, in associazione al 50%, di quattro su cinque lotti per i servizi di pulizia.
Il 5° lotto, relativo ai servizi di facchinaggio, e stato invece aggiudicato alla società che ha gestito il servizio nel recente passato.
Si ricorda, inoltre, che in ordine al rinnovo o proroga del contratto, con l'entrata in vigore della legge 18 aprile 2005 n. 62, recante "Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee" (Legge comunitaria 2004), "I contratti per acquisti e forniture di beni e servizi, gia scaduti o che vengano a scadere nél sei mesi successivi alla data di entrata in vigore della presente legge, possono essere prorogati per il tempo necessario alla stipula dei nuovi contratti a seguito di espletamento di gare ad evidenza pubblica a condizione che la proroga non superi comunque i sei mesi e che il bando di gara venga pubblicato entro e non oltre novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge" Tale norma ha, pertanto, escluso qualsiasi possibilità di rinnovo dei contratti pubblici di forniture e servizi in essere, imponendo l'indizione di procedure concorsuali.
Ciò rappresentato, si ritiene di poter fornire chiarimenti solo in riferimento alle questioni riportate al n. 2 che precede.
In particolare per quanto concerne gli impegni assunti il 27 settembre 2006 dal Presidente SORU (cfr. all. 3 verbale del 27 settembre 2006) con le rappresentanze sindacali dei lavoratori, occorre premettere che a tale data si era già pervenuti al termine di scadenza per la presentazione delle offerte, considerato che l'apertura dei plichi pervenuti era prevista e si è svolta il 28 settembre 2006.
Con il verbale citato si è concordato:
1 il rispetto da parte dell'impresa aggiudicataria del CCNL,
2 di privilegiare nel criterio di assegnazione l'impresa che non ricorrerà al subappalto,
3 di confermare l'attuale impegno lavorativo (ore lavoro) limitandolo ad un solo turno,
4 di verificare, al termine del percorso sopraccitato e nelle sedi competenti, l'eventuale esistenza di problemi occupazionali per individuare le opportune soluzioni.
In relazione all'applicazione del CCNL, la commissione di gara ne ha tenuto conto nella procedura di valutazione dell'anomalia dell'offerta.
Per quanto riguarda la richiesta di privilegiare in sede di assegnazione l'impresa che non ricorrerà al subappalto, è doveroso precisare che la disciplina del subappalto è puntualmente regolamentata dal codice dei contratti (art. 118 del D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163) e non è derogabile, in ogni caso i criteri stabiliti dal bando di gara, alla data del 27 settembre 2006, data di firma del verbale, non si sarebbero comunque potuti modificare in quanto la procedura di gara era, a tale data, già conclusa.
L'organizzazione dell'orario di lavoro in un solo turno è conseguente alla finalità di evitare intralci allo svolgimento del servizio in presenza del personale dipendente negli uffici dell'amministrazione.
Infine, per completezza di informazione, si fa presente che il servizio verrà svolto, fino al 31 luglio 2007, dalle Società Fulgens S.r.l. e Tecnoecology che hanno garantito l'attuale assetto occupazionale, mentre il nuovo appalto prenderà avvio presumibilmente con decorrenza 1° agosto 2007.
Verbale incontro
Le rappresentanze sindacali dei lavoratori interessati alla gara d'appalto per il rinnovo dei servizi di pulizia degli edifici della Regione Sardegna hanno affrontato, con il Presidente della Regione Renato Soru, le modalità di attuazione del percorso successivo all'aggiudicazione della gara.
E' stato concordato quanto segue:
- il rispetto da parte dell'impresa aggiudicataria del CCNL;
- di privilegiare, nel criterio di assegnazione, l'impresa che non ricorrerà al subappalto;
- di confermare l'attuale impegno lavorativo (ore lavoro) limitandolo a un solo turno;
- di verificare, al termine del percorso sopraccitato e nelle sedi competenti, l'eventuale esistenza di problemi occupazionali per individuare le opportune soluzioni.
(I risultati della gara, allegati alla risposta, sono agli atti del Consiglio)
Risposta scritta dell'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale all'interrogazione Amadu sulla necessità di stabilizzare i lavoratori precari del compartimento ANAS della Sardegna, presenti in particolare nella sezione staccata di Sassari. (890)
In riferimento all'interrogazione indicata in oggetto, si comunica che l'Assessorato scrivente non è in possesso di alcuna informazione al riguardo, né è stato investito della questione da parte delle Organizzazioni Sindacali o dei lavoratori interessati.
Risposta scritta dell'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale all'interrogazione Cuccu Giuseppe - Cocco - Cucca - Sabatini sul grave pregiudizio arrecato ai giovani del territorio dalla politica di selezione del personale avviata dalla Polimeri Europa Spa. (900)
In riferimento all'interrogazione indicata in oggetto, si comunica che l'Assessorato scrivente non è in possesso di alcuna informazione al riguardo, né è stato investito della questione da parte delle Organizzazioni Sindacali o dei lavoratori interessati.
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