Seduta n.462 del 06/11/2008
CDLXII Seduta
(POMERIDIANA)
Giovedì 6 novembre 2008
Presidenza del Presidente SPISSU
INDICE
La seduta è aperta alle ore 16 e 14.
CASSANO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di martedì 28 ottobre 2008 (453), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri Atzeri, Barracciu, Corda, Frau, Gessa, Silvio Lai, Alberto Randazzo, Rassu e Scarpa hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 6 novembre 2008.
Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interrogazione pervenuta alla Presidenza.
CASSANO, Segretario:
"Interrogazione Pittalis, con richiesta di risposta scritta, gravi danni causati dalla nuova ondata di maltempo nei territori delle Province di Nuoro e dell'Ogliastra". (1421)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.
CASSANO, Segretario:
"Mozione Capelli - La Spisa - Vargiu - Artizzu - Ladu - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Marracini - Farigu - Diana - Lombardo - Cherchi Oscar - Gallus - Dedoni - Randazzo Vittorio - Amadu - Pisano - Moro - Sanna Matteo - Contu - Licandro - Petrini - Liori - Cassano - Rassu - Sanjust - Murgioni - Pileri - Pittalis - Lai Vittorio Renato - Randazzo Alberto sull'esclusione di numerose aziende agro-pastorali dai risarcimenti dei danni derivanti dall'incendio del 23 e 24 luglio 2007, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento". (202)
"Mozione Lanzi - Cugini - Fadda - Licheri - Serra sugli interventi urgenti a favore delle popolazioni colpite dalla nuova ondata di maltempo". (203)
DIANA (A.N.). Presidente, sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Bene. Onorevole Diana, su che cosa intende parlare? Che cosa intende proporre sull'ordine? Mi sembra che siamo sufficientemente ordinati, onorevole Diana.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). No, Presidente, solo per chiederle, può anche non farlo in questa sede ma in altra sede, se corrisponda al vero che alcuni teleoperatori sono stati allontanati dall'aula durante i lavori. Io credo che sia un diritto nostro e un diritto delle emittenti televisive fare le riprese durante i lavori dell'Aula. Le sedute sono pubbliche, pertanto io credo che sia opportuno che così sia. Se ci sono delle altre motivazioni, poi ce le farà conoscere.
PRESIDENTE. Sì, onorevole Diana, le posso rispondere. Nessun videoperatore è stato allontanato dall'aula, i videoperatori possono accedere all'Aula, fare le riprese e poi uscire dall'aula. Abbiamo dato disposizioni perché durante le votazioni gli operatori stiano fuori dall'aula, possono stare dove è consentito loro di stare, fra il pubblico, perché in nessuna assemblea parlamentare, durante le votazioni, ci sono estranei e esterni che attraversano l'aula. Quindi, possono stare, così come sono sempre stati, fra il pubblico, abbiamo solo chiesto di evitare mentre ci sono votazioni, soprattutto votazioni anche a volte un po' complesse, un po' complicate, di star qui a riprendere i singoli consiglieri. Quindi, è semplicemente un'esigenza di un minimo di riservatezza in una fase delicata nella quale poi, come l'altro giorno, ci sono state contestazioni sulle presenze, sul numero legale, su chi era dentro l'aula e su chi era fuori dall'aula, questo per consentire anche a noi di svolgere al meglio i nostri lavori, agli assistenti, ai segretari, semplicemente questo. Quindi, nessuna limitazione del diritto di informazione, del diritto di cronaca, gli operatori possono entrare, come fanno normalmente, a fare un po' di riprese in orari non organizzati, nel senso che entrano quando va meglio a loro, abbiamo soltanto dato disposizioni perché quando ci sono fasi concitate nell'Aula possano stare su fra il pubblico, cosa che è assolutamente consentita. Tutto qui.
acustica e del contenimento dei consumi energetici (290)
PRESIDENTE. Stamani abbiamo interrotto i nostri lavori perché sull'articolo 17 c'è stata una richiesta di approfondimento, e quindi non abbiamo proceduto alla votazione prima della pausa prandiale. Spero che l'approfondimento ci sia stato, eravamo di fatto in fase di votazione. Non so se chi ha chiesto gli approfondimenti, se il relatore, chi ha fatto questi approfondimenti abbia comunicazioni da fare in Aula…
Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (P.R.C.). Solo per chiedere, siccome è in fase di redazione l'integrazione che proponiamo, se si può sospendere questa, andare all'articolo 18, e poi lo riprendiamo.
PRESIDENTE. Propone di rinviare?
URAS (R.C.). Qualche minuto, sì, che stiamo vedendo un testo con qualche collega.
PRESIDENTE. Va bene, sospendiamo l'articolo 17 e i due emendamenti collegati.
Passiamo all'esame dell'articolo 18. All'articolo 18 sono stati presentati gli emendamenti numero 92 soppressivo totale, il soppressivo parzialo numero 47, che ha collegato un sostitutivo totale, il numero 286, poi i soppressivi parziali numero 150, 143, 142 e 141.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 18 e dei relativi emendamenti:
Art. 18
Misure di salvaguardia e cautelari
1. Dalla data di adozione del PUC e dei PA fino alla data di esecutività degli stessi, ma comunque non oltre due anni dalla data di loro adozione, si applicano le misure di salvaguardia previste dall'articolo 12 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia) e successive modifiche.
2. Per comprovati motivi d'urgenza ed in relazione alle finalità di cui alla presente legge la Giunta regionale può deliberare provvedimenti idonei ad inibire o sospendere, per un periodo non superiore a tre mesi, non rinnovabili, trasformazioni di destinazioni d'uso e costruzioni su aree pubbliche o private, anche se consentite dagli strumenti urbanistici vigenti.
3. Il provvedimento della Giunta regionale deve essere immediatamente trasmesso al Consiglio regionale che può aumentare il periodo di inibizione o sospensione fino a sei mesi.
4. La deliberazione della Giunta regionale deve essere esplicitamente motivata e deve indicare e perimetrare cartograficamente i beni oggetto del provvedimento.
Emendamento soppressivo totale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai.
Articolo 18
L'art. 18 è soppresso. (92)
Emendamento soppressivo parziale Masia - Balia - Ibba - Caligaris.
Articolo 18
I commi 2, 3 e 4 sono soppressi. (47)
Emendamento soppressivo parziale La Spisa - Murgioni - Pileri - Gallus - Pittalis.
Articolo 18
Nell'art. 18 i commi 2, 3 e 4 sono soppressi. (150)
Emendamento soppressivo parziale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai.
Articolo 18
Nell'art. 18 il comma 2 è soppresso. (143)
Emendamento soppressivo parziale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai.
Articolo 18
Nell'art. 18 il comma 3 è soppresso. (142)
Emendamento soppressivo parziale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai.
Articolo 18
Nell'art. 18 il comma 4 è soppresso. (141).)
PRESIDENTE. E' aperta discussione sull'articolo e sugli emendamenti.
Ha domandato di parlare il consigliere Moro. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Presidente, chiedo scusa…
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Sulla sospensione dell'articolo 17, della votazione, perché vorremmo capire se è un'interlocuzione interna alla maggioranza, ma siccome qua c'è chi sta anche garantendo il numero legale, vorremmo sapere dai microfoni però del Consiglio qual è l'oggetto di questa interlocuzione perché non si possono sospendere gli articoli per un problema interno all'onorevole Uras e al Capogruppo del Partito democratico. Allora, se la questione viene posta all'attenzione dell'aula possiamo accedere anche alla richiesta sospensiva, altrimenti non si capisce perché stiamo saltando dall'articolo 17 all'articolo 18. Quindi, Presidente, io chiedo che ci spieghino le ragioni e così possiamo essere edotti tutti di questa interlocuzione tutta a sinistra.
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, lei ha ragione, avevamo già sospeso l'articolo 17 prima della pausa sulla base di alcuni interventi che sono stati fatti durante la discussione generale e sugli emendamenti. Non c'erano obiezioni, lei ha ragione, insomma, chi sta approfondendo può anche sviluppare un minimo di confronto, un minimo o un massimo, un po' di confronto con l'opposizione. Però insomma lo manteniamo sospeso proprio perché anche questo confronto, questa informazione semplicemente possa avere luogo. Quindi torniamo all'articolo 18 onorevole Pittalis.
PITTALIS (Gruppo Misto). Basterebbe che l'onorevole Uras ci dica in cosa consiste.
PRESIDENTE. No, ma lo hanno detto, forse io non so adesso, chiedo scusa, onorevole Pittalis lei stamani in conclusione dei lavori era presente perché è stato oggetto appunto di interventi in Aula.
(Interruzione del consigliere Uras)
Onorevole Uras, ho anche il relatore perché poi è il relatore che si era fatto portatore di una richiesta.
Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.
PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Tra l'altro, voglio dire, c'era un'ipotesi anche, che è stata avanzata alla minoranza per verificare la possibilità di trovare una sintesi e quindi voglio dire un'interlocuzione che l'onorevole Uras che da un lato ha chiesto alcune modifiche, abbiamo chiesto anche se era possibile l'accoglimento da parte, ho detto all'onorevole Pileri che era il primo firmatario che è sempre presente in Aula, bisogna dire sta seguendo i lavori in maniera molto assidua e appunto c'era questa possibilità. Poi l'onorevole Uras ha chiesto se era possibile sospenderlo un momento per verificare attraverso anche l'emendamento aggiuntivo che come primo firmatario recava appunto la firma dell'onorevole Pileri, di vedere se questo articolo si può votare accogliendo istanze che sono venute da diverse parti del Consiglio. Per quanto mi consta questo è, poi non so se ci siano problemi interni dell'onorevole Uras a cui faceva cenno l'onorevole Pittalis.
URAS (R.C.). Adesso lo spiegherò!
PRESIDENTE. Onorevole Uras, ma deve intervenire anche lei sul 17?
URAS (R.C.). Vorrei intervenire sul 18.
PRESIDENTE. Ah, va bene. Quando le darò la parola, adesso si accomodi.
Onorevole Pittalis, è chiaro il motivo della sospensione? C'era in corso anche un approfondimento con l'onorevole Pileri che è il primo presentatore di un emendamento, quindi, insomma, lasciamo sviluppare questa... e andiamo avanti sul 18, poi torniamo al 17. Insomma, non è che facciamo mezz'ora per discutere di una pregiudiziale perché dobbiamo sospendere, se dobbiamo sospendere. Cioè, vedetevi, io che cosa devo fare, è un po' complicato fare in Aula ciò che non si fa, se vi vedete cinque minuti fuori dall'aula.
Onorevole Pittalis conclusivamente, l'articolo 17 viene affrontato dall'aula?
PITTALIS (Gruppo Misto). Sì, esattamente.
PRESIDENTE. Stiamo soltanto sospendendo perché erano state presentate una serie di formulazioni correttive dell'articolo e degli emendamenti che dovevano portare all'aula e presentarci. Siccome io non ho nessun testo, questo testo se verrà prodotto e quando verrà prodotto verrà in Aula e resta la facoltà dei presentatori degli emendamenti di accogliere un eventuale correzione oppure di mettere in votazione il proprio emendamento. Insomma, come abbiamo sempre fatto, né più né meno.
Quindi l'onorevole Pileri se non si ritiene soddisfatto delle cose che vengono scritte a cui non partecipa, come sta accadendo, è chiaro che resta in piedi il suo emendamento che è l'unico presentato. Non c'è nessuna procedura nuova da questo punto di vista. Quindi procediamo col 18. Avevo dato la parola all'onorevole Moro.
LADU (Fortza Paris). Chiedo che venga verificato il numero legale.
PRESIDENTE. Sì, onorevole Ladu, verifichiamo il numero legale dopo che facciamo fare gli interventi perché tra un intervento e l'altro... cioè come funziona? In qualunque momento chiediamo la verifica del numero legale? Più veloce con i riflessi, onorevole Ladu, capito cosa le voglio dire, tutto qui!
E' stata richiesta la verifica del numero legale, prego i colleghi di prendere posto. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu)
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Prendo atto che il consigliere Contu è presente.
Risultano presenti i consiglieri: Agus - Amadu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cassano - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda - Floris Mario - Floris Vincenzo - Ladu - Lai Renato - Lanzi - Licandro - Licheri - Lombardo - Maninchedda - Masia - Mattana - Moro - Murgioni - Orrù - Pacifico - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Spissu - Tocco - Uggias - Uras - Vargiu.
PRESIDENTE. Sono presenti 52 consiglieri, siamo in numero legale.
Onorevole Moro, può finalmente prendere la parola.
E' iscritto a parlare il consigliere Moro. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Questo articolo 18 non si discosta praticamente dagli altri per quanto riguarda le occasioni che rappresenta. E questa legge urbanistica appunto rappresenta un caso unico nel panorama della legislazione regionale...
PRESIDENTE. Onorevole Moro, proceda onorevole Moro!
MORO (A.N.). Se mi dicono, praticamente io ho dato retta all'azione del segretario che mi diceva che forse c'era qualche inconveniente che io potessi continuare a parlare...
PRESIDENTE. Quale inconveniente? Su andiamo avanti, l'Assessore mi stava facendo vedere una cosa, ascolti, non dia retta a tutti onorevole Moro, vada avanti, lei ha la parola, la tiene fino a quando non scade il tempo. Prego, onorevole Moro.
MORO (A.N.). E' stato detto in più occasioni che questa legge urbanistica rappresenta un caso unico nel panorama della legislazione regionale di settore, condividiamo l'osservazione perché a prescindere dal colore politico delle Regioni che hanno scelto di dotarsi di una nuova normativa urbanistica, sono stati chiariti una serie di punti che invece la legge della Sardegna lascia in ombra. In certi casi disciplina in modo assolutamente abnorme altri. L'articolo che stiamo esaminando, il 18 appunto, si discosta in maniera diremmo siderale non solo dalla produzione legislativa di tutte le altre Regioni, ma soprattutto da ogni principio giuridico degno di questo nome. Infatti, con somma disinvoltura la certezza del diritto si trasforma in certezza della prepotenza. Cosa prevede questa norma? In pratica la sospensione con moto proprio della Giunta dall'efficacia di tutte le disposizioni urbanistiche vigenti, comprese quelle che essa stessa ha emanato in nome di fantomatiche misure di salvaguardia cautelari, una specie di coprifuoco urbanistico dichiarato in modo unilaterale e preventivo dall'Esecutivo regionale, che permetterebbe di bloccare con provvedimento di urgenza interventi di vario genere e natura, provvisti di tutte le autorizzazioni prescritte, e quindi con tutte le carte in regola per poter essere realizzati. Non vorremmo esagerare, perché con questa norma introdotta nel comma 2, è già la stessa Regione che, a nostro giudizio, ha fortemente esagerato, superando ogni limite possibile e immaginabile, ma è impossibile non constatare che una disposizione del genere non esiste e non può esistere né nel nostro ordinamento, né in quello di nessun Paese civile e democratico. La pubblica amministrazione di ogni livello, almeno questo dovrebbe saperlo anche il legislatore regionale della Sardegna, può e deve agire solo nell'ambito della legge con provvedimenti motivati. Di qui un primo interrogativo insuperabile: con quale motivazione potrebbe essere adottato un provvedimento d'inibizione e di sospensione, nei confronti di un intervento consentito dagli strumenti urbanistici vigenti? Questa è una domanda che pongo. Va da sé che nessuna motivazione, che non trovi un puntuale riscontro nella legge, potrebbe superare la valutazione di legittimità di qualunque tribunale. Dunque non di norma di legge si può parlare, ma di una prepotenza bella e buona, questo almeno dovrebbe suggerire, quantomeno, il buon senso comune di cui, evidentemente, questo comma è del tutto privo. Di questo passo, inoltre, si sovverte in maniera pesantissima e intollerabile anche il principio che troviamo scritto nelle nostre aule di giustizia: "La legge è uguale per tutti", forse i sostenitori di questa norma dovrebbe aggiungere: "ma non in Sardegna", per essere coerenti con quanto affermano in quest'articolo. Perché delle due l'una, o l'intervento è in regola con gli strumenti urbanistici vigenti, come la stessa norma dice senza pudore, e allora non c'è motivazione che tenga per proibirlo e nemmeno sospenderlo, o non è in regola, con diverse fattispecie che vanno dalla parziale alla totale difformità, e in questo caso non c'è nessun bisogno della gendarmeria della Giunta regionale, perché la pubblica amministrazione ha tutti gli strumenti per intervenire, e la Magistratura idem,come ben sappiamo, anche con provvedimenti di urgenza.
Quello che non sappiamo, invece, è con quale ragione logica, prima che giuridica, si potrebbe mettere in piedi un provvedimento come quello ipotizzato, che si spera dovrebbe servire ad evitare un danno talmente grave e irreparabile all'interesse pubblico-privato, all'ambiente o al paesaggio, o cos'altro ancora, quanto non previsto o immaginato da nessuna legge dello Stato o della Regione, in un contesto di assoluta regolarità amministrativa e di perfetta coerenza con gli strumenti urbanistici vigenti. Ma occorre ancora chiedersi: "Può concretamente esistere una situazione del genere?". Essendo la risposta negativa l'unica possibile, non resta che classificare questo atto della Giunta regionale come un atto di prepotenza pura, questo sì, senza ombra di dubbio causa di danno grave e irreparabile al soggetto privato o pubblico che ne fosse colpito. Va poi precisato che nel caso in cui fosse un ente pubblico, e proponiamo un Comune, ad essere colpito dal provvedimento in esame, si dimostra per l'ennesima volta tutto il rispetto istituzionale che ha questa Giunta nei confronti degli enti locali e anche per il ruolo che esse coprono. Se serviva una conferma di quanto abbiamo sostenuto, già della discussione generale, sul punto del corretto rapporto tra Regione ed enti locali, eccola qui, non bisogna aggiungere altro. Purtroppo però al peggio non c'è mai limite, il terzo comma dell'articolo tira in ballo addirittura il Consiglio regionale, e ipotizza un percorso in cui, al seguito del provvedimento inibitore o sostitutivo della Giunta, tre mesi, il Consiglio intervenga con una misura analoga, della durata di altri tre mesi, fino a sei mesi complessivi. Qui siamo davvero alla farsa. Il Consiglio regionale ha il compito esclusivo di fare leggi, almeno su questo dovremmo essere tutti d'accordo, e se a qualcuno è venuto in mente di trasformarlo in una sorta di corpo speciale di vigilantes, addetti al controllo edilizio-urbanistico - che poi controllo non è, visto che si tratta di opere e d'interventi regolarmente autorizzati -, è bene che si rimangi questa stupidaggine colossale, non prima di aver chiesto scusa, tanto per aver scritto, quanto per aver semplicemente pensato una norma del genere, così palesemente assurda. Più volte abbiamo denunciato la deriva assolutistica della Regione, e del suo Presidente in particolare quando, ritenendo di essere notevolmente al di sopra della legge, ha intrapreso azioni sballate, immotivate e in molti casi temerarie, tanto che poi sono state clamorosamente bocciate da tutti i livelli giudiziari, manca solo quello dei Giudici di pace. Abbiamo denunciato questa deriva, inoltre, non solo nel merito, ma anche perché è molto facile e troppo comodo andare per tribunali con i soldi dei contribuenti. Riteniamo perciò che il Consiglio regionale debba prendere nettamente le distanze da queste situazioni, e non cadere nella trappola di un coinvolgimento che lo trascinerebbe nel fango e nel ridicolo, come istituzione rappresentativa dei Sardi. Nel corso dell'ormai lungo dibattito su questa legge abbiamo espresso le nostre più forti critiche nei confronti di un impianto normativo generale, che consente alla Giunta di avere sempre le mani libere sull'urbanistica della Sardegna, confermiamo e ribadiamo la nostra posizione, aggiungiamo però, in questo caso specifico che, non contenta di avere le mani libere, la Giunta vuole avere anche le mani sporche, e vuole sporcare anche quelle del Consiglio regionale. Noi non ci stiamo e non ci staremo mai! Auspichiamo invece che, almeno di fronte ad una mostruosità del genere, il Consiglio regionale sappia trovare, al di là delle differenze politiche, la dignità di dire un "no" alto, forte, rifiutando di mettere la sua firma sull'articolo di una legge, che autorizza a violare in modo vergognoso i principi fondamentali del nostro ordinamento, tutte le leggi dello Stato, e perfino quelle della stessa Regione. Possiamo, infatti, essere in disaccordo su tutto, ma almeno sul rispetto del principio di legalità da parte della pubblica amministrazione non ci dovrebbero essere divisioni, né atteggiamenti di correttezza politica, né considerazioni che antepongono la tenuta di questa o quella maggioranza alle ragioni dello Stato di diritto. Con questa norma, in altri termini, riteniamo che il Consiglio regionale si stia giocando la faccia, e non possa assolutamente permettersi di perderla per compiacere qualcuno. Oltretutto è una norma che se scomparisse, com'è giusto che scompaia quest'articolo, proprio la legge urbanistica non dovrebbe cambiare, ma di certo, se restasse in piedi, toglierebbe al Consiglio ogni dignità, ogni autorevolezza e ogni credibilità.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Moro.
E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
(Interruzioni)
URAS (R.C.). Allora, mi fa piacere che il Presidente abbia precisato prima, che non è inibito l'accesso all'Aula, durante la discussione, delle televisioni, perché si perderebbe una documentazione molto rilevante, di costume, che ci appartiene, positiva, e non si vedrebbe come e quanto bene questo Consiglio, autorevolissimo, e che dobbiamo difendere in ogni sua funzione, mette in atto.
Per tornare all'articolo 18, molto brevemente, "misure di salvaguardia cautelari", sono per il momento sospese, quelle di carattere generale, che noi non sappiamo se andranno collocate all'articolo 10 o l'articolo 18, perché misure di salvaguardia, anche quelle integrali, anche quelle che riguardano i 300 metri, per dire, che sono previste dalla "45" - io dico - in maniera molto più chiara, di quanto siano previste dal Codice che il buon collega, onorevole Ladu, chiama Urbano, perché in un certo senso sintetizza la discussione: tra l'urbanistica, gli urbani e l'urbano c'è sicuramente almeno una relazione di tipo terminologico. Per cui, la cosa che va chiarita, io so che è stato sospeso questo tema, che noi pensiamo di portarlo a conclusione della discussione tra gli emendamenti, però è un tema essenziale. Le misure di salvaguardia, anche quelle integrate, su cui non è possibile fare alcuna realizzazione, perché noi partiamo da una situazione, e il ragionamento che si sviluppa qua dentro spesso è viziato, perché qual è il punto di riferimento che da questi e da quei banchi ogni tanto affiora? Il punto di riferimento è il diritto del cittadino imprenditore, e il diritto del cittadino imprenditore ha bisogno di una costruzione normativa che consenta la sua soddisfazione. Noi dobbiamo pensare all'investimento immobiliare, dobbiamo pensare all'attività aziendale in materia di costruzioni, tutto è incentrato sul consumo del territorio, casomai, poco poco, su un riordino di tipo urbanistico che comunque coinvolga tale intervento. Partendo da questo presupposto, che è l'esatto contrario del ragionamento che invece faccio io e che è necessitato, badate, perché io intervengo attraverso una norma che adegua norme già esistenti che il diritto del cittadino imprenditore ce l'aveva benissimo presente? Ha senso questa disposizione nuova se la preoccupazione è invece inversa, cioè avendo consumato noi troppo territorio, avendo leso profondamente questo pianeta, avendone compromessa la vita. Non interveniamo per regolare diversamente questo tipo di sviluppo in funzione di risparmio del territorio e di attivazione di sani processi di rinaturalizzazione. Se è in logica di questa disposizione e verso questa direzione, allora ha un senso, se non è verso questa direzione, cioè verso la direzione del cittadino imprenditore che deve consumare il territorio per renderlo vendibile rispetto ad un patrimonio edilizio, a un patrimonio di costruito eccedente il bisogno, eccedente il bisogno di questa comunità, allora stiamo correndo veramente verso una direzione totalmente sbagliata. Badate, ce lo ricorda sistematicamente la natura. Noi non ne vogliamo tenere conto? Ma arrivano, spazzano via persone, arredi, immobili, ponti, infrastrutture, costi generali che si aggiungono ai costi ordinari per rendere questo territorio poco poco abitabile, poco poco funzionale ad una vita diciamo serena, diciamo produttiva, diciamo garantita. La sicurezza non può essere quattro pattuglie dell'esercito in mezzo alla città, quando bastano tre di pioggia per cancellare famiglie. Quindi, le misure di salvaguarda cautelare servono? Io se devo sollevare una discussione su questo articolo, e ogni tanto sento: "Ma qua si lede il Consiglio…", qua si spazzano famiglie, qua si disintegrano quartieri cittadini, qua che si cancellano da questo territorio attività economiche, fatica di vita intera di persone. E noi siamo lì a fare ragionamenti sempre di lesa maestà, e soltanto? No! Noi pensiamo che il Consiglio regionale abbia un ruolo nella pianificazione del territorio perché la vogliamo più garantita la pianificazione del territorio rispetto agli interessi generali, non rispetto agli interessi del cittadino imprenditore, immobiliarista, e proprietario di aziende di costruzione, di imprese di costruzione. Perché questo è un mondo che non funziona più perché è in mano agli ingordi, e non basta che consumino ciò che hanno, ma devono depredare quello che hanno gli altri per poter consumare in maniera insaziabile i propri appetiti. Questo è il dato, e creano rovina, non creano sviluppo, tutto quello che paghiamo ogni volta che succede qualcosa. Quindi, misure di salvaguardia cautelare. Siamo stati troppo moderati, Assessore, siamo stati troppo moderati, e si chiarisca nei prossimi articoli, nelle repliche, quando si può, che le misure di salvaguardia, quelle che devono permanere, quelle che devono essere dentro questa costruzione normativa, a incominciare - lo dico riferendomi alla collega Paola Lanzi - ai 500 metri dal mare, per aggiungerne altri 200, per non toglierne 300, si incominci da questo, e si chiarisca in questo Consiglio d'ora in avanti - lo dico anche al relatore, lo dico anche al Capogruppo del partito di maggioranza relativa, lo dico soprattutto all'Assessore - si chiarisca che non è possibile andare avanti in una discussione dove l'ombelico del mondo è diventato solo ed esclusivamente il conto in banca degli imprenditori, costruttori, consumatori, speculatori edilizi di questa Regione.
CAPPAI (U.D.C.). Lo dica anche al suo Presidente!
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uras.
E' iscritto a parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto).Grazie, Presidente. Vorrei chiedere un attimo di attenzione ai colleghi, perché questo non è un articolo tecnico, è un articolo dal forte contenuto politico, e di politica è bene che partiamo a parlare. Questa legge è arrivata in Aula per volontà del Partito Democratico, dopo eventi che hanno cambiato totalmente il profilo della politica italiana. Le elezioni politiche nazionali hanno trasformato i partiti italiani a mio modo in peggio, ma comunque li hanno trasformati, sono diventati partiti leaderisti, sono diventati partiti fortemente centralisti, e sono diventati partiti fortemente in crisi rispetto alla natura dei Paesi europei che oggi, dinanzi alle dinamiche economiche, non riescono a mantenere il profilo che viene loro dai processi unitari di fine '800. Le elezioni politiche, le ultime elezioni politiche hanno trasformato che cosa vuol dire democrazia, che cosa vuol dire partecipazione. La Sardegna è stata un grande laboratorio in questo senso, un grandissimo laboratorio. Ho avuto modo di dire in altre circostanze che la Sardegna è stata la prima regione d'Italia che ha applicato ciò che oggi il decreto sulla scuola sta facendo applicare a tutta l'Italia, con la formazione qui in Sardegna, prima i tagli e poi le riforme. E' stato sperimentato qua, prima che altrove, come prima che altrove qua è stata sperimentata una crisi sostanziale della democrazia, ma anche della legalità e dei diritti individuali. Questa legge è stata voluta dal P.D. in Aula dopo una forte dialettica interna, che comunque è riuscita a portare la legge in Aula, che comunque è riuscita a portare la legge in Aula, e ha portato una legge che cerca di spalmare livelli di sovranità nei luoghi a cui quella sovranità compete. Che questo tentativo si è scritto in questa legge, io sono pronto a dirlo pubblicamente, è vero, è vero! E' una legge che cerca di stabilizzare regole, di sottrarre una materia delicatissima a aspetti arbitrari e io credo fermamente nella buona fede dei colleghi che hanno partecipato a farla e che la difendono questa legge in Aula. Ci credo a questa buona fede a tal punto, onorevole Uras, lei sa quale riguardo e quale rispetto io provo nei suoi confronti. Quando abbiamo discusso l'articolo 7 sugli accordi di programma, io non sono intervenuto perché penso che voi siate in buona fede, ma se io sento l'onorevole Assessore in Aula fare un ragionamento giusto che io sottoscriverei domani sul non consumare il territorio e poi vedo un accordo di programma al Comune di Elmas che prevede 1.337.000 metri cubi nelle aree FAS, ho diritto di chiedervi chi sta consumando il territorio, 1.337.000 metri cubi nelle aree delle ex ferriere laddove quelle aree prima non erano niente, poi io in Commissione industria ho visto d'improvviso comparire una grande struttura di vendita no food in un'area che deve avere vicino un aeroporto, un po' di strade, un po' di... non c'era il nome, ma c'era il nome, c'era! E di questo milione e 337.000 metri cubi 600.000 sono residenziali, 6000 abitanti, Assessore, a proposito di tutte le cose che ci siamo detti l'altro giorno. Aveva ragione l'onorevole Pirisi, è convenzionale, 6000 abitanti a Elmas in un'area, 6000 in più, eppure io penso che voi siate in buona fede, lo penso sinceramente che voi siate in buona fede, lo penso. Penso che non funzioni un sistema che lascia potere forte alla politica di dilatare le norme e allora per arrivare al dunque, anzi, un'ultima digressione anticipando ciò che dirò all'articolo 29. Voi non potete ragionare come io credo voi siate autentici nelle cose che dite, non potete ragionare sulla adozione del PPR prendendo la norma della legge 23, mi corregga l'onorevole Pirisi del '93, mi pare che sia quella, che dice che è la Giunta che lo assume, quando la Giunta ha cambiato natura perché non è più eletta dal Consiglio ma è nominata dal Presidente, come fate a non notare questi mutamenti strutturali, strutturali! Io capisco che non possa essere una procedura qual è quella complessa dell'adozione di un PPR che debba essere fatta con gli emendamenti in Consiglio regionale, lo capisco perfettamente. Ma come fate voi a non capire che quello è un provvedimento che deve arrivare in Aula magari in una forma blindata, prendere o lasciare, senza emendamenti, ma con la Giunta che è un organo personale, allargato, dovete consentire sul principale atto di programmazione paesaggistica che si pronunci un Parlamento per prenderlo o lasciarlo, non per emendarlo, e invece arriviamo all'articolo 18. Allora, nell'articolo 18, onorevole Uras, io non sono amico di imprenditori, però penso che se un cristiano ottiene tutte le autorizzazioni consentite dagli strumenti urbanistici, non ci deve essere nessuno che ha il potere di revocargli quel diritto, nessuno! Se ha tutte le autorizzazioni, se è consentito dagli strumenti urbanistici vigenti non ci deve essere nessuno, nessun potere deve avere questa possibilità. Perché allora non siamo in uno Stato di diritto, allora non stiamo più facendo le regole. L'onorevole Pirisi l'altro giorno diceva informalmente, cose di questo tipo sono ragionevoli in una fase di vacatio, di transizione, giusto, ma non quando sono tutti approvati perché è un arbitrio, è un grande arbitrio per di più consentito anche nell'emendamento, non solo per la dichiarazione dell'articolo 150 del Codice Urbani ma ha consentito per generici motivi di urgenza, che di validità non lo so, la Giunta? La maggioranza ricordi che la Giunta non sarà sempre la sua Giunta, la maggioranza di oggi, è probabile che sia così ma è probabile di no, e siccome non si è sempre qui dentro.
MASIA (Gruppo Misto). Possono essere anche entrambe le cose.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Sì, è possibile, ad Elmas è così, ad Elmas sono d'accordo entrambi, ma dico per motivi d'urgenza, ed è un motivo generico, in relazione alle finalità di questa legge, sono tante, e in più c'è il Codice Urbani, allora, non è mai accaduto niente di tutto questo? è accaduto una volta in questa legislatura, è accaduto con Tuvixeddu, su cui noi possiamo avere tutti opinioni diverse, io ho la mia, io penso che si possano fare le transazioni, io penso che si debbano fare le transazioni, ma non con le pistole cariche sul tavolo. Quando un giorno se ne vorrà parlare seriamente di questo, un giorno ne parleremo, perché fino adesso non se n'è parlato seriamente, ma su quella procedura i tribunali hanno parlato di sviamento del potere e noi andiamo a fare una norma che amplia a tal punto questo potere da poter sviarsi come gli pare, io chiedo ai colleghi di avere un sussulto su questo, limitate l'articolo 18 al primo comma, basta, il resto non ha senso, non è nella vostra cultura democratica, non è nella cultura democratica dell'Europa.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pileri. Ne ha facoltà.
PILERI (F.I.), relatore di minoranza. Devo dire che sono in perfetta e assoluta sintonia con quanto ha detto nell'intervento l'onorevole Maninchedda e ho degli spunti che derivano dall'intervento che ha fatto prima l'onorevole Uras quando citava i temi essenziali della pianificazione, e cioè parlava di misure di salvaguardia che qualche volta devono essere anche integrali. Quando diceva che il diritto del cittadino imprenditore non deve passare su quelle che devono essere invece scelte più importanti di pianificazione e di tutela del territorio, io dico che questo potrebbe andare bene nel momento in cui c'è una seria pianificazione a monte, però dico anche che è importante che venga garantita la certezza del diritto, cioè una volta espletate tutta una serie di passaggi e di norme a cascata dal Consiglio regionale fino ad arrivare al piano urbanistico comunale io credo che queste norme debbano essere contenute all'interno di questi provvedimenti legislativi ed amministrativi in modo tale che, finita la fase pianificatoria che si conclude con il piano attuativo, non vengano più messe in discussione in maniera discrezionale come previsto dal comma 2 dell'articolo 18, quelli che sono i diritti acquisiti a quel punto dai cittadini. Ma dico che questo articolo è un articolo che contiene, sicuramente, un bel po' di confusione non solo per come scritto ma soprattutto per il contesto temporale nel quale viene collocato perché è vero che la legge "45" dell'89 conteneva un articolo che riguardava le procedure cautelari, cioè l'articolo 14: "per comprovati motivi di urgenza e di relazione alla finalità di quel articolo 1 la Giunta regionale può deliberare provvedimenti idonei eccetera eccetera", ma il contesto in cui è stata approvata la legge "45" dell'89 è diverso dal contesto nel quale ci troviamo oggi, perché la legge "45" dell'89 è stata approvata prima che venissero fatti i piani paesaggistici regionali, quindi è ovvio che, nelle more, nell'attesa che venissero fatti piani paesaggistici regionali e poi quelli urbanistici e quindi i comuni si dotassero di una pianificazione urbanistica nuova ed adeguata ai piani paesaggistici regionali, questa norma poteva trovare eventualmente una giustificazione. Giustificazione che ovviamente non può trovare oggi anche perché, Assessore, con una emendamento voi avevate cercato di introdurre delle misure di salvaguardia che poi sono quelle citate dal consigliere, dall'onorevole Uras, ma vi siete dimenticati però di mettere le misure di salvaguardia, ma anche quelli che sono gli interventi ammissibili, perché nel momento in cui si mettono le misure di salvaguardia bisogna dire cosa non si può fare ma bisogna dire anche cosa si può fare. Quindi credo che questo comma 2 dell'articolo 18 sia, e quelli che seguono ovviamente, rappresentano un potere discrezionale assoluto nelle mani della Giunta come in altri casi, come per il piano paesaggistico regionale che come abbiamo detto deve essere approvato dal Consiglio regionale e non dalla Giunta come le direttive cioè gli atti di indirizzo che devono essere approvati dal Consiglio regionale e non dalla Giunta. Però tutto quello che dovrebbe essere approvato dal Consiglio viene approvato dalla Giunta e non può essere messo in discussione da nessuno, gli atti di pianificazione che invece vengono approvati dai comuni e cioè i piani urbanistici e i piani attuativi sono sotto scacco rispetto alla Giunta perché dipendono dal potere discrezionale della Giunta perché il comma 2 da un forte potere discrezionale e di inibizione delle scelte pianificatorie della Giunta rispetto alla pianificazione dei comuni. Noi ovviamente su questo articolo abbiamo presentato un emendamento soppressivo ma abbiamo presentato anche degli emendamenti che cercano di cancellare il comma 2, 3 e 4.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Io penso che questa norma, se non cancellata, debba essere completamente rivista, e lo faccio sulla base di alcune osservazioni, intanto le misure cautelari sappiamo che sono delle misure eccezionali del nostro sistema e proprio perché sono misure eccezionali, la norma che le disciplina, debbano essere precise, non possono essere formulate con quella genericità, vi si dirà, che è stata ripresa dal vecchio testo della legge urbanistica, la "45", perché se errore c'era allora non può ripetersi nel nuovo testo questo errore e in più con addirittura delle soluzioni che a nostro avviso cozzano con alcuni elementari principi che cercherò di mettere in evidenza. Io non so se la Giunta regionale, quando ha scritto questo articolo, abbia inteso mutuare i poteri degli organi giurisdizionali perché ormai mi pare che tale sia la confusione sull'uso distorto che si fa della legge che poco importa se poi se ne fa come spesso è accaduto anche nel recente passato un abuso, e cioè la Giunta regionale che pensa non solo di poter dettare legge esautorando le prerogative del Consiglio regionale, ma addirittura anche di farne applicazione, nel senso appunto dell'applicazione di misure eccezionali che, proprio per questa loro connotazione, nel nostro ordinamento, sono sempre rimesse ad un soggetto terzo, all'autorità giurisdizionale in particolare. Io dico che bisogna stare attenti, bisogna stare attenti perché conosciamo misure cautelari personali, quelle che appunto i giudici assumono quando devono arrestare qualcuno, conosciamo le misure cautelari cosiddette reali che sono quelle che vengono utilizzate in funzione probatoria o il cosiddetto sequestro preventivo. Conosciamo, cioè, nel nostro ordinamento misure cautelari che vengono poste in essere per la salvaguardia di diritti fondamentali, diritto alla salute, diritti correlati alla persona, diritti correlati al valore ambientale; ma sono sempre tipizzate le situazioni nelle quali anche il giudice può e deve intervenire ed è anche tipizzata la serie procedimentale delle tutele, delle garanzie anche del destinatario di questo provvedimento. Qui, invece, si sta pensando di attribuire non ad un soggetto terzo, ma a un soggetto che in materia urbanistica è parte fondamentale in tutti i processi anche in quelli, diciamo così, residuali deve sempre intervenire la Regione; e quindi immaginate stiamo parlando di un soggetto che ha un interesse diretto e che si arroga il diritto, la facoltà, questo potere che, ripeto, viene solo riconosciuto a organi giurisdizionali terzi, di poter addirittura inibire o sospendere attività già assentite, già autorizzate, già permanesse e che siano addirittura anche se consentite dagli strumenti urbanistici vigenti, ma purché lo motivi. Allora, noi siccome siamo già a conoscenza che anche laddove sono stati motivati alcuni provvedimenti le motivazioni, pur avendo una parvenza di legge e di legalità si sono rivelate, come ricordava l'onorevole Maninchedda, addirittura casi clamorosi di sviamento di potere, di eccesso di potere, casi clamorosi di non conformità, il non uso adeguato del potere rispetto alle finalità che si intendevano perseguire. Allora, di che cosa stiamo parlando? Ma noi ci rendiamo conto di quello che davvero stiamo per approvare? Io non lo so, chiaro c'è chi parla, io dico, inutilmente del sistema imprenditoriale sardo, io non voglio difendere il presidente Soru, che è l'imprenditore per eccellenza in Sardegna, dagli attacchi di Luciano Uras, ma che cosa significa che anche discutendo dell'articolo 18 c'è una prevenzione e un pregiudizio ideologico contro il sistema delle imprese. Ma suvvia. Se lo mantenga tutto questo odio ideologico, perché non è solo pregiudizio ma è odio ideologico verso un sistema, quello produttivo e quella dell'impresa noi lo sosteniamo, noi lo difenderemo perché dal sistema delle imprese, dal sistema produttivo noi riteniamo poi scaturisca il benessere, scaturiscano i posti di lavoro, scaturisca la opportunità perché un sistema economico possa rimanere competitivo nel Mediterraneo e nell'Europa. Abbiamo evidentemente una visione completamente diversa e differenziata su questi aspetti, ma ciò non toglie che debbano essere richiamati anche valori costituzionali. Perché nel momento in cui mi si dice che io pur avendo avuto tutte le autorizzazioni e i permessi da parte delle autorità preposte la Giunta regionale, ad un certo punto, per motivazioni proprie possa inibire o sospendere l'attività, questa è una compressione ad un diritto fondamentale, che piaccia o non piaccia all'onorevole Uras, che è la tutela della proprietà privata. E questo è un esproprio bello e buono che si sta celando sotto le belle formulette di una norma che, a nostro giudizio, deve essere integralmente cassata, o quanto meno corretta. Allora, se questa norma, Assessore, io confido nella sua intelligenza e serietà, se questa norma venisse formulata in termini espliciti, cioè se si tipizzassero i casi nei quali la Giunta regionale può e anzi è doveroso intervenire, anche per assumere provvedimenti di natura cautelare, su questo possiamo discutere. Perché noi possiamo discutere che ci può essere un caso nel quale sono presentati falsi documenti, per esempio, che hanno indotto in errore chi doveva rilasciare i permessi, ma su questo badate non c'è bisogno di scrivere una norma di questa natura, perché il potere di revoca e il potere di inibire la prosecuzione esiste già, perché è già un potere che è in capo alle autorità amministrative. Congegnata in questo modo davvero dà un potere smodato e smisurato e siccome ci sono giunte e assessori consapevoli e anche seri, io non mi fido mai di quelli che potranno, anche nel futuro, venire e fare di testa loro.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pittalis.
E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). La norma di cui stiamo discutendo è indubbiamente… siamo arrivati a un punto importante di questa legge perché l'impianto di una legge fatta così, com'è stato detto, per modernizzare, adeguare ai tempi, riordinare un sistema di norme per l'utilizzo del territorio… Presidente chiedo scusa, ma non mi sembra che ci siano le condizioni per discutere di questi argomenti così.
PRESIDENTE. Onorevole Pirisi.
LA SPISA (F.I.). Ci sono articoli e articoli c'è, come dicevo, l'impianto di una legge che può non essere considerato tutto negativo, dimostrando che su un problema di questo genere si può anche tentare di fare una norma, una legge organica che sistemi l'assetto normativo sulle norme che regolano l'utilizzo del territorio. Ma ci sono articoli, come questo…
PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, prego. Onorevole…
LA SPISA (F.I.). E' strana la distrazione voluta o tollerata su una questione di questo genere, è strana perché su questo punto si gioca la vostra credibilità sul piano politico. Cioè, si gioca voi vi giocate esaminando questo articolo e soprattutto l'emendamento della Giunta, vi giocate la vostra credibilità sinceramente, perché voi dite facciamo una legge che sia equilibrata, che ridia competenze al Consiglio regionale, che riequilibri il sistema dei poteri nella gestione del territorio, che dia dignità alle autonomie locali e poi, se fate passare un articolo e un emendamento di questo genere, consentite all'approvazione di una norma che, così come è congegnata e così come viene ulteriormente corretta, si configura proprio come una di quelle tante leggi speciali contro cui la sinistra negli anni difficili della lotta al terrorismo, della lotta contro l'emergenza democratica, ha sempre detto che un sistema democratico deve fare a meno. Un sistema democratico deve fare a meno di norme speciali e invece, in questo modo, pur cercando di sistemare il sistema normativo distribuendo i poteri e cercando di rendere equilibrato tutto l'assetto delle norme, consentite però che la Regione - ma soprattutto la Giunta regionale - possa intervenire, anche modificando, stravolgendo diritti soggettivi ormai maturati, dopo procedimenti complessi (e che da questa legge vengono ulteriormente resi complessi) che portano poi un'Amministrazione comunale, dopo tanti confronti, a dare una autorizzazione o una concessione e che poi invece portano, sulla base di una valutazione che certo deve essere supportata da una motivazione come scrivete, ma che è una motivazione basata sulla prevalenza di un interesse pubblico che, denominata così, definita in questo modo è talmente generica da lasciare spazio all'arbitrio più assoluto. Per sospendere per alcuni mesi, per poter poi portandola in Consiglio regionale e avendo anche qualunque Governo minimamente forte (non certo in una fase così difficile come il termine di questa legislatura ma magari in altri momenti in cui il Consiglio e in totale assonanza rispetto la Giunta regionale) la possibilità di bloccare per mesi interventi che sono passati al vaglio rigorosissimo di richieste di autorizzazione o di concessione, di Piani urbanistici generali, di Piani attuativi, di Piani per l'utilizzo dei litorali, di Valutazioni di impatto ambientale, di Valutazioni di impatto strategico, di esami sugli effetti sul sistema idrogeologico del territorio, sulla base di tutte le valutazioni di tutti gli input e i vincoli che può mettere il Piano paesaggistico regionale, nonostante questo date la possibilità a qualunque Giunta regionale, voi sperate una vicino a voi, ma a qualunque Giunta regionale (che non sempre potrà essere vicina a voi), la possibilità di interdire l'esercizio di un diritto soggettivo: non è più un interesse legittimo, si tratta di diritti soggettivi!
Questa è una norma speciale, è una legge speciale contro cui voi dovreste ribellarvi, perché incrementa a dismisura il potere assoluto del vertice politico regionale, contro tutto e contro tutti, ma mina soprattutto la credibilità delle autonomie locali! Ma quale imprenditore può pensare di fare un investimento importante per lo sviluppo di un territorio, sottoponendosi al vaglio e magari alla riduzione di tante sue pretese - magari speculative come dice Uras - ricomposte, riportate ad interessi economici compatibili con l'interesse pubblico, sulla base del quale un Consiglio comunale o un Sindaco approvano piani, danno concessioni e poi per mesi qualunque intervento, di qualunque imprenditore può essere bloccato perché la Giunta regionale intravede un interesse pubblico prevalente sulla base del quale, con una motivazione che sappiamo bene che qualunque buon leguleio può costruire in qualunque modo? Con quale credibilità noi possiamo chiedere a qualunque sistema imprenditoriale, a qualunque sistema sociale di guardare alla Sardegna come una terra in cui si vive secondo il diritto e non secondo un regime di polizia?
Questo è quello che voi oggi, se approvate questo articolo secondo l'emendamento della Giunta, vi apprestate a fare. Se lo fate, noi non possiamo fare altro che dire e ribadire che non vi è evidentemente la possibilità di un dialogo costruttivo, di un confronto vero, di un confronto in cui ci si possa guardare in faccia tra parti diverse tenendo presente che abbiamo tutti un interesse generale da tutelare, da difendere.
Io spero che ancora su questa questione vi sia la possibilità di un ripensamento, e vi sia la possibilità magari di una sospensione dell'argomento, di un ripensamento perché si possa ancora evitare che in questa Regione il Consiglio regionale sia disponibile a fare leggi ad personam, o se non ad personam a fare leggi che possano avere comunque un indirizzo preciso contro cui mandare atti amministrativi di qualunque Giunta regionale che, a seconda di interessi da tutelare o da comprimere, di simpatie da favorire o da contrastare, possa in qualche modo comprimere l'esercizio di una normale, giusta, equilibrata possibilità di sviluppare secondo la libertà e la giustizia le proprie attività, per le famiglie, per i soggetti privati, per i soggetti che possono in qualche modo pensare all'utilizzo del territorio come una cosa pulita, per lo sviluppo ma pulita, pulita rispetto alle speculazioni possibili ma rispetto anche a qualunque arroganza del potere.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.
PORCU (P.D.). Presidente, io non sono intervenuto in aula nel corso della legge urbanistica ma devo dire che questo argomento, che è anche strettamente collegato, a mio avviso, ai fatti di questi giorni legati ai gravi eventi alluvionali che hanno colpito alcune zone della Sardegna, credo che meriti un contributo personale e politico di ognuno di noi. Io non voglio adesso rispondere sul piano ideologico -diceva l'onorevole Pittalis che su questa norma ci sarebbe odio ideologico - perché sarebbe troppo facile, io credo che sia stato altrettanto ideologico, o assolutamente ideologico, anche l'intervento dell'onorevole La Spisa che ha parlato di leggi ad personam, di stravolgimento di diritti soggettivi, di imprenditori che scapperanno e non investiranno nell'incertezza, ha parlato di regime di polizia e non di diritto. E per che cosa? Per una norma assolutamente transitoria che sospende per soli tre mesi degli atti e delle costruzioni consentite dagli strumenti urbanistici vigenti…
MORO (A.N.). Sei mesi!
PORCU (P.D.). Sei mesi se sono prorogati al Consiglio, con intervento del Consiglio, quindi non per un atto d'imperio.
Io credo che se noi esaminassimo con più pacatezza su questo articolo lo riterremo, credo a ragione, un aspetto qualificante di questa legge: non una lesione di un diritto soggettivo ma una salvaguardia in casi in cui, come spesso può succedere, anche gli strumenti nati con le migliori intenzioni, con i migliori studi e le migliori pianificazioni (Piani paesaggistici o i futuri PUC), possono non aver previsto tutto il prevedibile, perché non credo che esista piano paesaggistico per sempre e non credo che possa esistere PUC per sempre. Allora, questa norma ci dà la possibilità, per un periodo assolutamente transitorio, di rivedere anche uno strumento urbanistico vigente e, soltanto in casi comprovati, cartograficamente delimitati e perimetrati, prevedere una sospensione temporanea. Questa facoltà, che è anche prevista dal Codice Urbani, è stata utilizzata, anche da questa Giunta così accentratrice come l'ha descritta l'onorevole La Spisa, soltanto due volte in quattro anni: evidentemente non c'è questa corsa alla lesione dei diritti soggettivi. E io invito l'Aula a riflettere che questa norma potrebbe essere d'aiuto non soltanto nel caso di scoperta di beni archeologici, di beni e culturali, magari durante uno scavo, durante l'apertura di una nuova strada (cioè eventi e beni che non potevano essere magari previsti dagli studi fatti fino a quel momento per quanto validi), ma questa norma potrebbe per esempio essere applicata anche in casi come quello che ha colpito per esempio Capoterra in un PUC, uno strumento paesaggistico, un PAI, magari non hanno previsto che quello strumento urbanistico ha approvato costruzioni in zone dove esistono gravi, gravissimi rischi idrogeologici e magari sospende la vigenza di quegli strumenti per consentire con pacatezza e serenità di approfondire se esiste il rischio e se sia opportuno di perpetuare in un errore che può costare anche delle vite umane.
Quindi io dico, fuori dalle ideologie, capisco anche che l'Aula ci porta a come indire a sollevare i toni a volte, e ci porta anche attraverso commi molto specifici come il comma 2 dell'articolo 18, a chiamare argomenti alti, ma io invito i colleghi dell'opposizione alla pacatezza a valutare questo articolo quelle che è, e in definitiva a considerarlo un modo per, come dire rimediare, ad eventuali errori od omissioni che anche nei migliori strumenti possono esistere.
PRESIDENTE. Grazie. Onorevole Gianvalerio Sanna, onorevole Cugini le darò la parola poi per dichiarazione di voto o altro perché la discussione generale era chiusa. Mi dispiace.
CUGINI (Sinistra Autonomista). E' un argomento che non scade.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico agli enti locali, finanze ed urbanistica. Grazie, Presidente. Ma insomma anche io sono un po' sorpreso, colleghi, del fatto che probabilmente ormai di tutte le cose se ne vuole fare una idea di un sospetto permanente. Le leggi si fanno ovviamente sulla base anche di quelli che sono alcuni presupposti, alcune esperienze, ma certo non introdurre elementi di arbitrio. E che la dicitura dell'articolo 14 della legge numero 45 nella richiesta della sola motivazione fosse di per sé suscettibile di una... questo è facilmente riconoscibile infatti la nostra riflessione probabilmente va detto prima di quando l'abbiamo espresso nell'emendamento, e che la condizione di oggi è enormemente diversa da quella che probabilmente c'era nel 1989 noi l'abbiamo fatta questa riflessione. Però non abbiamo potuto dimenticare, come molti di voi, probabilmente sanno bene, che le leggi regionali si fanno ordinariamente sulla base del contesto della normativa nazionale della quale discende anche il compito della vigilanza e l'onere di prevedere misure cautelari e di salvaguardia di questa fattispecie. La legge urbanistica nazionale del 1942, ormai stiamo aspettando che venga rinnovata e aggiornata, prevede addirittura di questo tempo di sospensione, prevedeva almeno nella stesura iniziale poi aggiornata con la legge numero 517 del 1966, che questa sospensione durasse persino 2 anni, no? Noi stiamo parlando di tre mesi e quello che noi vogliamo dire in questo articolo è che il principio necessario dell'auto tutela della pubblica amministrazione rispetto al prevalente interesse pubblico su questioni che possono attenere le trasformazioni territoriali non precedentemente prevedibili sia un atto di garanzia del principio di tutela dei cittadini rispetto al valore che certi beni hanno nei confronti della collettività, perché a questo serve questo principio, molto largo, certamente, nella dizione della legge numero 45, ma in questo caso noi non abbiamo nessuna difficoltà a precisare che la ragione di urgenza deve essere anche essere legata alla tutela del prevalente interesse pubblico, perché non si ammetterebbe in maniera diversa questo articolo. Ed è questo il senso che nel fa discendere un'obbligazione della legge urbanistica nazionale ma anche l'esigenza di far fronte a condizioni che oggi noi non sappiamo quanto siano prevedibili, perché legate anche alla capacità di pianificazione dell'uomo, che voi conoscete bene, ha un limite alla perfezione e all'assoluta certezza delle questioni; tant'è che questo strumento, in una Roma capitale, dove sotto i pavimenti e le strade si ritrovano altre città, che comunque non potevano essere conosciute attraverso gli strumenti di pianificazione, inducono l'amministrazione pubblica a tutelare quei beni perché si possa trovare il sistema di salvaguardarsi, questo è il senso. E se serve aggiungere dei termini e delle postille che in qualche modo possono dire ancora bene, questo è quello che intendiamo proporre. E lo intendiamo proporre nell'interesse non del sospetto o dell'idea del sospetto, ma dell'idea che la pubblica amministrazione ha dei doveri nei confronti della collettività e non mi basta, onorevole Maninchedda, che mi parli di Elmas, perché lei mi deve parlare di Elmas, della variante approvata, dell'accordo di programma firmato e non dell'intenzione di uno di fare una cosa che ancora è solo un'intenzione, perché poi dovrà fare i conti con le regole, con le norme, con le compatibilità, sulle quali nessun dirigente, se pur ci fosse qualche membro delle istituzioni coraggioso da affrontare questo cimento, ma nessun dirigente si azzarderebbe di correre rischi sul proprio profilo patrimoniale, personale, affrontare questioni che hanno questi profili di illegittimità. Qualcuno lo ha fatto e qualcuno lo farà successivamente. Tuttavia noi dobbiamo credere fermamente, che non dobbiamo avere né sospetto sulle questioni e neanche sospetto preventivo su ciò che la gente e i cittadini sceglieranno come propria classe dirigente, perché anche in quel caso, chiunque esso sia, non viene e non potrà mai operare in questa Aula e fuori di quest'aula sui tavoli del Governo collocandosi al di sopra della volontà popolare, ma dovrà sempre agire finché ci sarà democrazia all'interno delle regole del sistema democratico e comunque accompagnate dalla legittimazione, sapendo che rispetto a questa legittimazione ci sarà un punto terminale di giudizio consultivo su quell'attività, lì sta il meccanismo di funzionamento. Per cui credo, insomma poi, adesso è affidato al relatore, magari la possibilità di precisare questo ambito, lungi da noi di proporre elementi di apertura della discrezionalità, ma esclusivamente quello di rimanere nell'ambito della straordinarietà e della tutela del prevalente interesse pubblico così come peraltro opera l'articolo 150 del Codice Urbani che anche esso per la parte paesaggistica tutela quella parte la parte di competenza, ma non può avere una estensibilità a quelli che sono gli strumenti della pianificazione urbanistica generale.
DEDONI (Riformatori Sardi). Voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi, relatore.
PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Sì, Presidente. Contrario sull'emendamento numero 92; l'emendamento numero 47 in sostanza dovrebbe essere ritirato perché c'è un emendamento sostitutivo totale che è l'emendamento numero 286 presentato dalla Giunta. Negativo sull'emendamento numero 150, numero 143, numero 142, numero 141.
Presidente, io così magari intervengo comunque successivamente, però vorrei dire, se mi è permesso, che tanti degli argomenti che sono stati posti dai colleghi sollevano delle perplessità che sono assolutamente legittime, e molte osservazioni che sono state fatte anche condivisibili. Perché quando un'autorizzazione, una concessione ha superato tutte quelle che sono, diciamo, le prove legate cioè alla coerenza legate, diciamo, all'approvazione di strumenti urbanistici che sono stati centrati a partire dal piano paesaggistico regionale, il PUC ai PUL se esistono, ai piani attuativi e quant'altro e successivamente e la Giunta possa intervenire per inibire questo diritto o anche solo per tre mesi, certo è un fatto inusuale diciamo la verità, però mi pare che l'Assessore abbia argomentato in maniera soddisfacente. Si tratta di provvedimenti che hanno una valenza assolutamente eccezionale. Allora io proporrei anche, se mi è consentito, ma non è stata neanche concordata, diciamo, questa ipotesi di sostituire il comma 2 dell'emendamento numero 286 con la seguente dicitura: "per comprovati motivi di urgenza ed eccezionalità esplicitamente motivati dal prevalente interesse pubblico ed in relazione alle finalità di cui alla presente legge nonché ai sensi dell'articolo 150 del decreto legislativo numero 42 del 2004 e successive modificazioni, la Giunta regionale può deliberare provvedimenti idonei ad inibire o sospendere, per un periodo non superiore a tre mesi, non rinnovabili, trasformazioni di destinazioni d'uso e costruzioni su aree pubbliche o private anche se consentite dagli strumenti urbanistici vigenti". Il terzo comma così modificato: "Il provvedimento della Giunta regionale deve indicare e perimetrare cartograficamente i beni oggetto del provvedimento e deve essere immediatamente trasmesso al Consiglio regionale che può aumentare il periodo di inibizione o sospensione fino a sei mesi". Il comma 4 è soppresso. Mi rendo conto che non soddisferà pienamente quelle che sono le osservazioni che sono state fatte, però, in tutti i casi chiederei ai colleghi e al Consiglio una valutazione attenta anche di questi elementi che circoscrivono, in maniera molto forte, quella che può essere considerata una facoltà molto ampia dell'Esecutivo. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Sì, prego onorevole Pirisi.
PIRISI (P.D.). Grazie Presidente. Sì, volevo dire che si può fare la fotocopia e distribuirlo. Non è presentato sotto forma di emendamento, ma è una riscrittura dei commi 2 e 3.
PRESIDENTE. Facciamo due minuti di sospensione, per consentire la distribuzione dell'emendamento. Chiediamo intanto il parere della Giunta... onorevole Pinna, comunque l'avremmo fatto dare il parere, magari anche la Giunta avrebbe avuto modo di conoscere questo testo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.
SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. La valutazione della Giunta è conforme a quella del relatore anche sulla modifica del comma 2 e del comma 3.
PRESIDENTE. Va bene. Facciamo cinque minuti di sospensione perché venga distribuito questo nuovo testo.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 38, viene ripresa alle ore 17 e 53.)
PRESIDENTE. Va bene colleghi, possiamo andare avanti. Abbiamo concluso la discussione generale, acquisito i pareri del relatore e della Giunta sull'articolo 18 e sugli emendamenti, soprattutto, siamo al soppressivo totale "92" dell'onorevole Pileri. I colleghi che sono iscritti possono farlo per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUGINI (Sinistra Autonomista). La ringrazio, Presidente. Dell'insieme degli emendamenti soffermo la mia attenzione, perché mi pare che dobbiamo parlare per 3 minuti, solo sull'emendamento numero 286.
PRESIDENTE. E allora posso, onorevole Cugini, darle la parola quando arriviamo all'emendamento numero 286?
CUGINI (Sinistra Autonomista). La ringrazio.
PRESIDENTE. Grazie a lei. Se poi intende parlare sull'emendamento numero 92, naturalmente ha la parola sul "92". Grazie, onorevole Cugini.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, grazie Presidente. Io voterò contro l'emendamento numero 92. Tuttavia, siccome l'emendamento intende sopprimere l'articolo nel suo complesso, e siccome sono state anche proposte delle modifiche all'articolo, comunque, volevo porre come chiarimento relativamente ai contenuti che ha proposto l'onorevole Pirisi. Intanto volevo capire l'utilizzo dei termini; se per "inibire" si intende vietare, si tratta di un divieto...
PRESIDENTE. Posso chiedere scusa anche a lei, onorevole, certo che stiamo parlando dell'articolo, ma questo emendamento sopprime l'articolo, poi parleremo dell'emendamento numero 286, di cui ha parlato l'onorevole Pirisi, allora magari più propriamente può intervenire.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, però, Presidente, quello che sto dicendo è contenuto nel testo dell'articolo che stiamo esaminando, quindi, sia che io mi riferisca all'emendamento che all'articolo, risulta che nel comma 2, nel comma 3 e nel comma 4 sono compresi i termini a cui mi sto riferendo, cioè il termine "inibire". Allora, d'altra parte si sta ponendo nel comma 3 la questione del rapporto tra Giunta e Consiglio relativamente al periodo di inibizione o di sospensione. Mi sembra che ci sia comunque una contraddizione interna, perché la Giunta sospendere o vieta per tre mesi, e si dice che non può essere reiterato il tempo, al Consiglio si dà, invece, la possibilità di aumentare questo tempo per altri tre mesi, e quindi c'è una contraddizione tra un comma e l'altro. Tra l'altro non si capisce in che modo poi si proceda qualora questi tre mesi trascorrano e non sia intervenuto alcunché sulla parte che si intende modificare. Quindi io chiedo che nella parte successiva si chiariscano questi aspetti, perché anche con la nuova formulazione non c'è un chiarimento e una precisione su come si procede poi dopo la sospensione. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie a lei, onorevole Caligaris, terremo conto delle cose che lei ha detto quando affronteremo i commi e l'articolo di cui la stessa ha fatto cenno.
Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Signor Presidente, io voterò a favore dell'emendamento perché alla fine lo scopo dell'articolo non è la dichiarazione di interesse pubblico già disciplinata dall'articolo 150 del Codice Urbani, perché è già disciplinata. Lo scopo dell'articolo è aggiungere, a una procedura già chiara di dichiarazione di interesse pubblico, delle altre possibilità molto generiche che riguardano le finalità della presente legge, che sono molto ampie e, torno a dire, arbitrarie nella definizione attuale. L'urbanistica è competenza primaria, voi la state disciplinando, qualora un articolo volesse disciplinare una fase di inibitoria doveva farlo nel periodo che intercorre tra l'adozione dei piani e il loro adeguamento al piano paesaggistico; altre possibilità di deroga non dovrebbero essere previste perché sono previste mille possibilità di controllo e di adeguamento delle cose, anche già concesse a sopravvenute novità. Per cui voto con convinzione per l'abolizione dell'articolo perché è contrario alla cultura giuridica.
Assessore, una parola su Elmas. Io, lei lo sa, non sono abituato a parlare per chiacchiere, le ho parlato di atti distribuiti in consiglio comunale. Se lei mi dice: "Quando arriveranno ci saranno funzionari competenti", io mi permetto di ricordarle due episodi. Il funzionario che ha detto al suo Assessore dei lavori pubblici che l'atto su Tuvixeddu configurava un abuso di ufficio è stato trasferito ai trasporti; il funzionario che ha dato il parere di legittimità sulle anticipazioni dal futuro dichiarate incostituzionali è al suo posto; il giorno che vorremmo scrivere la storia dell'autonomia dell'amministrazione durante questa legislatura io avrei da scriverne diversi capitoli.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Signor Presidente, l'articolo 18, lo dirò, non è uno strumento per realizzare arbitri, perché se partiamo da questo tipo di presupposto io dico - ma, lo avevo già detto -, torniamo nella sede opportuna delle riflessioni, anche tecniche, perché non è matura la discussione. Non può essere la legge urbanistica una sede di risoluzione del conflitto politico, non generale tra visioni, come quella mia e quella che sta all'opposto e che prima esprimeva l'onorevole Pittalis, non può essere la legge urbanistica una sede di regolamento di conti, perché chi ne viene danneggiato è il cittadino, e allora noi ci dobbiamo preoccupare di quello che c'è scritto e andare al merito: è possibile che in ragione… Badate le finalità sono definite nell'articolo 2. Sono troppe le finalità? Alcune sono essenziali e non è che le possiamo cancellare le possibilità di intervento, badate, con formulazioni giuridicamente acrobatiche che poi, alla fine, tutti gli interpreti di questa terra finiranno per complicare, ma le finalità dell'articolo 2, c'è la lettera h), messa in sicurezza degli abitati e del territorio dai rischi di dissesto idrogeologico. Io invito l'Assessore, mi sarebbe piaciuto che fosse stato lui o l'Assessore dei lavori pubblici a dirlo, ma girate la Sardegna, mandate 30, 40, 50 tecnici a regola verificare ogni situazione perché è già urgente l'intervento, dove si sta realizzando, in situazioni di crisi e se ve le segnalo io, badate, voi non avete fatto il vostro mestiere e non state bene dove siete. E allora noi dobbiamo avere gli strumenti per intervenire. Si definiscano quali sono le finalità, ma non si faccia un utilizzo preconcetto delle norme. Io voto contro la soppressione dell'articolo 18, sono per la sua specificazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, io voterò a favore della soppressione dell'articolo 18 e devo dire che ci ritroviamo ancora una volta su uno di quegli argomenti che dimostrano come non è possibile attivare un dialogo tra le parti di quest'Aula, nel senso che al di là delle generiche aperture al dialogo e al confronto che vengono sollecitate spesso in quest'Aula, e lo sono state modo particolare nella legge urbanistica, poi ci fermiamo di fronte a questioni che sono, a mio avviso, culturali, nel senso che le volte che a me viene richiesto: "Ma come mai tu ti collochi come concezione politica all'interno di uno schieramento di centrodestra e non in quello di centrosinistra?", beh, il motivo è questo. Il motivo è che io credo nella certezza del diritto, quindi credo che il Parlamento, all'interno del quale esiste una maggioranza, abbia il dovere e il diritto di fare delle regole e abbia il diritto di scegliere le maglie di queste regole, se sono maglie strette, se sono maglie larghe, se specificano una concezione di gestione del territorio che è quella che è in testa alla maggioranza. Questo è un diritto che è riconosciuto alla maggioranza. Però una volta che le regole sono fatte il Governo regionale, la Regione, lo Stato è l'interprete di queste regole. Questa è la certezza del diritto e questo è il senso della certezza del diritto. Voi avete una diversa concezione di chi è il custode delle regole, per voi non c'è una custodia delle regole!
Per voi c'è uno Stato, c'è una Regione che meglio dei cittadini incarna il senso etico, quindi voi ritenete…
PIRISI (P.D.). Ma il Parlamento nazionale cosa sta facendo? Ma non dica fesserie! Il lodo Alfano ----
VARGIU (Riformatori Sardi). Il collega Pirisi, che non sa ascoltare…
PIRISI (P.D.). No, io ascolto con attenzione.
VARGIU (Riformatori Sardi). …anche questo dimostra di non avere metabolizzato la cultura liberale di cui pure questo Consiglio è impregnato e di cui anche lui qualcosa di buono dovrebbe aver digerito, invece non ha digerito perché non ha stomaco, perché se manca lo stomaco per digerire le elementari regole del confronto, purtroppo non possono essere metabolizzate. Allora non ci può essere qualcuno che interpreta meglio del Parlamento regionale il senso etico delle regole e quindi che riesce ad andare oltre le regole perché comunque incarna più di tutti un'eticità che noi pensiamo che sia nei cittadini, nel Parlamento e nelle regole e voi, invece, pensate che sia nello Stato e nel potere. E' questo l'errore che voi fate e che anche in questa legge state facendo, come già avevate tentato di fare nella prima legge urbanistica che venne portata in questo Consiglio regionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PIRISI (P.D.). Il Governo Berlusconi sta facendo proprio quello che dice lei! E' di destra o di sinistra? Ajò, onorevole Vargiu! E stia meglio alle cose di qua!
VARGIU (Riformatori Sardi). Pirisi, … della norma!
PRESIDENTE. Beh, colleghi…
PIRISI (P.D.). Ma non devo andare a dire queste cose che hai detto! Ma stai alle cose di cui parliamo!
(Interruzioni del consigliere Vargiu)
PIRISI (P.D.). Ma dai! Ma tu puoi parlare di cultura? Sei depositario della cultura… ma lascia stare! Ajò! Ma sei depositario tu e il Governo di Berlusconi della cultura democratica e liberale? Ma per favore!
PRESIDENTE. Onorevole Pirisi, cosa facciamo? No, noi siamo anche interessati a questo siparietto, però se proseguiamo la discussione forse va meglio, in modo ordinato.
PIRISI (P.D.). Chiedo scusa a lei, Presidente.
PILERI (F.I.). Sì, un po' di nervosismo da parte dell'onorevole Pirisi, insomma, può essere anche giustificato perché difendere, così come sta facendo, la legge non è certo semplice. Ovviamente il voto sull'emendamento è un voto favorevole, poiché la proposta di modifica che è stata fatta assolutamente non cambia la sostanza del comma 2 dell'articolo 18 e quindi rimane assolutamente in piedi una assoluta e inammissibile discrezionalità della Giunta che toglie la certezza di diritto non solo ai cittadini, ma anche agli enti locali che, adeguando i PUC e i Piani attuativi, si vedono sottratti di quella che dovrebbe essere la loro potestà amministrativa. L'onorevole Uras ha detto e ha richiamato quanto è accaduto questi giorni, cioè gli eventi calamitosi, oltre quelli di Capoterra quelli che si sono verificati avantieri in tutta la Sardegna, a partire dalla Gallura, la Baronia, Trexenta, Ogliastra, Nuorese, Campidano, Medio Campidano. Ed è per questo che noi abbiamo chiesto non che i tecnici vadano, e siamo pienamente d'accordo, ma che noi andiamo a verificare quello che è successo e a renderci conto. Abbiamo chiesto una riunione della quarta Commissione con un sopralluogo in tutti i territori della Sardegna e quindi ovviamente questo emendamento rimane in piedi e, ripeto, il voto è favorevole anche perché quanto dichiarato dall'Assessore non ci soddisfa, anche perché qualcosa che riguarda l'inibizione e la sospensione dei lavori e già prevista dall'articolo 150 del decreto Urbani, è molto chiaro, quindi basterebbe applicare quello.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Intervengo per sostenere l'emendamento e per preannunciare che, pur nello sforzo di fare sintesi anche della discussione, il relatore ha ipotizzato una soluzione che, a nostro avviso, è peggiore anche del testo in discussione. E' peggiore perché introduce anche il riferimento all'articolo 150 del decreto legislativo numero 42. Ora, se si mutuasse ciò che è inserito nel decreto legislativo numero 42 del 2004, se si mutuasse la norma e cioè l'articolo 150, saremo anche d'accordo. Perché, badate, innanzitutto non parla di misure cautelari, quindi cerchiamo di tornare veramente con i piedi per terra, parliamo di provvedimenti di inibizione e di sospensione, eventualmente, perché non è arrogato a nessuno il potere di incidere su diritti o situazioni già consolidatesi e che rappresentano dei veri e propri diritti soggettivi che, può non piacere all'onorevole Uras che ha una visione comunista delle vicende economiche e sociali, ma noi ci mettiamo anche dalla parte di quegli imprenditori che sono anch'essi cittadini, che sono destinatari di provvedimenti e che logicamente devono essere salvaguardati perché l'affidamento che ripongono sui provvedimenti della pubblica amministrazione non può essere assolutamente pregiudicato da valutazioni postume. Allora, o la legalità esiste ed esiste la situazione di legittimità ab origine o non si comprende perché sia un periodo di sospensione di tre mesi che la può rimuovere. Allora, se vogliamo mutuare ciò che è inserito nel decreto numero 42, noteremo che si parla di sospensione e di inibizione relativamente ai casi in cui non si ha autorizzazione o ai casi dove si dice testualmente "capaci di pregiudicare il bene", che è cosa ben diversa. Qui si tipizzano situazioni e non si lascia alla discrezionalità, che poi sappiamo bene può anche sfociare nel libero arbitrio. Ecco perché riteniamo che la soluzione indicata dal relatore non ci soddisfa, per cui continuiamo a mantenere la posizione di sostegno all'emendamento, in questo caso, numero 92.
PRESIDENTE. Votiamo l'emendamento soppressivo numero 92. E' stata richiesta la votazione elettronica da otto colleghi.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 92.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Prende atto che i consiglieri Davoli e Salis hanno votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Cappai - Cassano - Contu - Dedoni - Farigu - Floris Mario - Gallus - La Spisa - Liori - Lombardo - Maninchedda - Marracini - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Pittalis - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Agus - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Giagu - Lanzi - Licheri - Manca - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Tocco - Uggias - Uras.
Si è astenuto il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 58
votanti 57
astenuti 1
maggioranza 29
favorevoli 21
contrari 36
(Il Consiglio non approva).
Passiamo all'emendamento soppressivo parziale numero 47, che ha il sostitutivo totale numero 286, che ha una ulteriore specificazione nel testo che vi è stato distribuito.
Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Signor Presidente, per confermare che aver deciso, non all'unanimità, ma a larghissima maggioranza, di tenere la legge in Aula era una scelta giusta perché dà la possibilità ai colleghi come me, che non fanno parte della Commissione urbanistica, di intervenire per cercare di contribuire a meglio definire il testo. Io credo che il relatore, il collega Pirisi, quando è intervenuto per dare il parere, è anche intervenuto nel merito e ha proposto dei suggerimenti importanti, però credo che debbano essere richiamati perché li considero insufficienti. Perché li considero insufficienti? Perché... il collega Pittalis parla di comunismo tentando di offendere, noi parliamo di comunismo come bene della collettività...
PITTALIS (F.I.). No, assolutamente, è una visione diversa, non per offendere!
CUGINI (Sinistra Autonomista). Poi, collega Pittalis, in tempi come questi dove falliscono le banche e interviene la Comunità per dare una qualche risposta, mi pare che è un termine ormai largamente condiviso.
PITTALIS (F.I.). Era per il collega Uras!
CUGINI (Sinistra Autonomista). Ma siccome il collega Uras è sensibile, per lui rispondo io. Allora, io credo che si debba fare un ulteriore sforzo, perché io comprendo perfettamente qual è la finalità dell'emendamento, però, Assessore, noi stiamo parlando in astratto, non della Giunta attuale che non sbaglia mai come abbiamo visto anche dalle sentenze, ma quando ci saranno anche altri è bene avere un testo di legge che non sia da interpretare, che sia preciso. Allora, le finalità, il collega Uras le richiamava, l'articolo 2, f), g) e h) sono finalità precise che permettono di intervenire in modo specifico. Diversamente, chiudo, il rischio è che un mio diritto intervenga negativamente nei confronti di altri che hanno diritti e il mio diritto non è più un diritto perché lede i diritti della collettività. Gli esempi di questi giorni sono sotto gli occhi di tutti. Allora, fare norme precise permette di dare certezze per quanto riguarda il futuro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Io a questo emendamento, come Gruppo, sottolineo che avevamo presentato la soppressione dei commi 2, 3 e 4 e chiaramente sottolineo anche il fatto che tutto l'articolo contiene un comma 1 che noi riteniamo, essendo quello che contiene le misure di salvaguardia, estremamente importante e quindi la soppressione totale sicuramente avrebbe arrecato danno, e non poco, a questa legge. Al contrario, per ciò che riguarda invece l'aspetto che evidenzia quella che è la misura cautelare che io ritengo all'interno di una legge debba esserci e debba essere contenuta o siamo arrivati alla convinzione che era giusto ritirare quell'emendamento che richiedeva la soppressione dei commi 2, 3 e 4 naturalmente però mediando e cercando di trovare soluzioni che servissero ad interpretare appunto l'esigenza di misure cautelari che all'interno di questa legge devono essere pure contenute. Io apprezzo molto l'intervento dell'onorevole Cugini che chiede un ulteriore riflessione su quella che è la proposta perché chiaramente questo è un argomento che non deve lasciare sicuramente possibilità di iniziative di carattere soggettivo. Per cui, limitare al massimo quelli che sono le opportunità di intervenire, lo sforzo che si sta facendo mi pare che sia in questa direzione, e se non è sufficiente appunto solo nella linea che due minuti di sospensione possano essere ancora utili, mi pare che siano necessari proprio perché l'esigenza di misure cautelari la ritengo necessaria, l'esigenza altresì di fare in modo che ci siano diritti certi e comunque l'opportunità di salvaguardare cittadino che non è soltanto quello che sta andando ad operare ma anche colui che da quella operatività può subirne dei danni, mi sembra che nella legge debbano essere contenuti. Per cui io sono d'accordo, per poter ancora riflettere un attimo su quello che è l'emendamento oppure voglio dire che va in quella direzione, se ancora pure non è sufficiente per cercare di migliorarlo perché credo che forse facciamo bene la legge.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (P.D.). Io voterò contro l'emendamento numero 47, però io credo che la discussione che stiamo svolgendo soprattutto sul comma 2, sia una discussione utile perché effettivamente abbiamo una giusta preoccupazione che la necessaria possibilità ed esigenza di tutela e di salvaguardia, con quella del diritto che in uno Stato di diritto è la certezza del diritto, che questi due punti trovino una giusta rispondenza nella legge che stiamo discutendo. C'è uno sforzo in atto, già la proposta avanzata dal relatore, l'onorevole Pirisi, che lavorando sull'emendamento all'emendamento, sul 286, emendamento al 47, introduce un riferimento esplicito alla norma di tutela del paesaggio e al decreto legislativo numero 42, al decreto nazionale, dà al comma 2 un ancoraggio e una valenza più precisa, più specifica, e gli toglie questo carattere generalista che, se rimane così, si presta senza dubbio ad essere una norma che non garantisce diritti acquisiti e che non garantisce la certezza del diritto, io ragiono non pensando né alla Giunta attuale né alla Giunta di domani questa è una legge che resterà in vigore per 20, 25 anni, come una legge urbanistica degna di questo nome è probabile che rimanga in vigore quindi io credo che noi abbiamo il dovere di riflettere attentamente su questa questione. Io penso che il comma 2 possa essere legato alla fase transitoria, cioè al periodo relativo alle norme di salvaguardia in attesa che vengano approvati i PUC e i piani attuativi, penso che questa norma avrebbe un senso maggiore, siamo in una fase transitoria, prima dell'attuazione dei PUC e dei piani attuativi, allora capisco di più questa norma che in qualche modo tende a tutelare gli interessi generali. Quindi, Alla modifica che ipotizzava l'onorevole… suggerirei una riflessione anche sulla possibilità di legare questa modifica a quest'altro aspetto delle norme di salvaguardia.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Presidente, un chiarimento, l'emendamento numero 47 non è stato ritirato? E' ritirato, qui non stiamo discutendo sul 47
PRESIDENTE. No, perché viene ritirato? Non viene ritirato, se viene ritirato il 47 cade il 286 onorevole Masia, è un fatto tecnico altri il 286 lo appendiamo per aria. Va bene.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Quindi Presidente stiamo discutendo dell'emendamento numero 286 sostanzialmente, allora io vorrei chiedere ai colleghi uno sforzo di sincerità, cioè se ciò che ha detto l'onorevole Cugini e ciò che ha detto adesso l'onorevole Sanna è vero, cioè si vuole trovare un luogo di composizione di esigenze riconosciute e non strumentali, non perché c'è chi milita nel partito democratico e chi milita in sinistra democratica e… ma perché c'è gente che vorrebbe ragionare di cose serie. Se è così non riusciamo a farlo come lo stiamo facendo, perché c'è bisogno di fermarci, di vedere, di lavorare, ciò che ha detto adesso l'onorevole Sanna per esempio è una cosa vera, ma mi sto chiedendo qual è il testo dell'emendamento nel senso dell'onorevole Sanna. Ancora, il 286 emendato dall'onorevole Pirisi, torno a dire, se viene novellato con la precisazione della finalità di a cui all'articolo due G e H io voglio ragionarci un attimo perché detto così può anche essere suggestivo ragionandoci verifico che magari mi convince, e quant'altro allora, in altre circostanze ho visto quest'aula e questa maggioranza e dinnanzi ad una discussione seria, non strumentale, sospende un attimo, passa agli altri articoli e ci si prende questa giornata, non un mese, quella giornata di tempo per capire come si scrive un articolo e ci si pensa non qui dentro, perché poi alla fine si è esausti e si approva anche magari qualcosa di contraddittorio, per cui io non ho la forza se non quella della proposta di dire perché non ritenete voi di sospendere l'esame, non di rinviarla fra 20 giorni ma domani, il tempo di vedere la proposta in grazia di Dio e poi noi ci pronunciamo, non è che si sta dicendo saremo comunque a favore ma probabilmente su un testo ragionato si riesce a capire di più.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Sì, il collega Maninchedda mi ha preceduto su quella che in sostanza era, ed è un suggerimento, visto che sono venute da più parti indicazioni, ma anche perplessità, visto che si può anche parlare lo stesso linguaggio sull'ipotesi formulata dal collega Cugini, questo per sottolineare che siamo antagonisti rispetto alla sua parte politica però quando si dicono cose di buon senso siamo d'accordo. Allora, anche noi riteniamo che una disposizione così congegnata non sia assolutamente esaustiva, anche di quelle che possono essere le migliori intenzioni dell'Assessore come ha riferito e allora fermiamoci, forse è la soluzione migliore, si sospenda l'esame di questo articolo e si ipotizzi una migliore e dettagliata precisazione ad evitare di creare norme pasticciate che poi siano alla mercé dell'interpretazione di chi dovesse avere oggi o domani responsabilità di governo e sicuramente non si farebbe un buon servizio. Ecco, la proposta è la sospensione.
PRESIDENTE. Bene, grazie onorevole Pittalis.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Sì, grazie Presidente. Io credo che la richiesta formulata dalla collega Maninchedda abbia un fondamento, anche in presenza della delicatezza dell'articolo che abbiamo in discussione e dell'emendamento che è stato presentato, però siccome ritengo che l'approfondimento sia molto avanzato che potrebbe essere sufficiente la sospensione dell'aula per cinque minuti, in modo da poter avere un testo scritto che contenga la proposta finale definitiva sulla base dei diversi contributi che sono stati formulati. Grazie.
PRESIDENTE. Va bene colleghi, sospendiamo per dieci minuti.
URAS (R.C.). Dobbiamo chiamare l'elettricista?
PRESIDENTE. Non si preoccupi onorevole Uras, non c'è bisogno dell'elettricista, ci dev'essere un black out poi le lampade hanno bisogno di qualche minuto per riprendere, è un sistema di salvaguardia dell'impianto.
Sospendiamo i lavori per dieci minuti, prego colleghi di trovare una definizione sull'articolo che stiamo discutendo. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 27, viene ripresa alle ore 18 e 51.)
PRESIDENTE. Colleghi, possiamo riprendere con questa luce soffusa, bassa che non abbaglia. Onorevole Pittalis lei è quello che meno di tutti può protestare perché lei è illuminato. Ecco, ho capito sta perorando la causa della zona centrale. C'è un guasto colleghi e non può essere riparato prima di domattina, perché ovviamente bisogna staccare la luce per riparare. Perciò, vi chiedo scusa e possiamo lavorare, si vede quanto basta.
Possiamo riprendere, onorevole Pirisi o chi si stava occupando di trovare un'adeguata definizione alle cose in discussione?
Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.
PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Sì, grazie Presidente, beh devo dire che abbiamo interloquito ma, voglio dire, con i colleghi dell'opposizione non abbiamo trovato un punto di convergenza, perché capisco benissimo che si tratta di una questione sulla quale possono esserci davvero, come si dice, in buona fede da entrambe le parti punti di vista differenti. In tutti i casi, alla formulazione che ho proposto poc'anzi, di cui dispongono tutti i colleghi, se mi seguono seguendo appunto il testo, io proporrei…
PRESIDENTE. Magari se silenziamo qualche telefonino, perché poi noi possiamo anche schermare l'aula, non lo facciamo per la comodità dei consiglieri, ma se silenziassero le suonerie questo ci darebbe una mano.
PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Però qualche volta bisognerebbe silenziare anche il volume personale, Presidente, ed è complicato. Allora, se scherma non è male. Per comprovati motivi d'urgenza, vi propongo di cassare "ed eccezionalità" perché mi veniva detto che tutto sommato può essere un termine che sotto il profilo giuridico non determina certezza. Quindi: "Per comprovati motivi di urgenza - cassare eccezionalità - esplicitamente motivati da prevalente interesse pubblico in relazione alle finalità - e qui c'è un altro inserto - previste dall'articolo 2, comma 1, lettere f), g) e h) della presente legge, nonché ai sensi dell'articolo 150" e poi prosegue esattamente così come ce l'hanno i colleghi a disposizione e lei stesso Presidente. Quindi, la proposta che venga votato il testo così modificato.
PRESIDENTE. Quale testo onorevole Pirisi? Quello del "286" o quello che abbiamo distribuito?
PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Allora, del "286" rimane il primo comma così come è, poi…
PRESIDENTE. Il 2 e il 3 come li abbiamo distribuiti e il 4 cassato.
PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Esatto. Quindi, il primo rimane identico, il 2 e il 3 modificati così come abbiamo proposto e il 4 che non esiste più.
PRESIDENTE. Va bene. Funzionano le luci al banco se servisse. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Sì, sì va bene, non si lavorava bene ma non è per questo. Presidente, volevo sapere se posso interloquire brevemente rispetto alla proposta, se no taccio.
PRESIDENTE. Se c'è da correggere una parola sì. Interloquire che vuol dire, non è stato sufficiente…
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). No, allora faccio una dichiarazione di voto, Presidente, sull'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Vorrei ricordare ai colleghi della maggioranza che cosa vuol dire richiamare le finalità della legge. Tra le finalità della legge c'è tutela della identità storico culturali degli insediamenti urbani ed extraurbani, motivi d'urgenza rispetto a queste finalità consentono anche a procedimenti, a strumenti urbanistici autorizzati all'interno di un paese, consentono alla Giunta regionale di dire, per motivi di urgenza non motivati da altro e non disciplinati, di bloccare. Così per i territori costieri e così… anche già autorizzati. E' questo che a meno soddisfa. Non soddisfa perché non viene meno la fattispecie che dicevamo: l'articolo 150 disciplina come si dichiara un interesse pubblico, si chiedeva alla Giunta di limitarsi solo al "150", invece anche la precisazione sostanzialmente rende ulteriormente esplicitata l'ampia gamma di possibilità di intervento della Giunta; per cui noi non possiamo sentirci soddisfatti da una revisione di questo tipo che, sostanzialmente, ripristina l'ampiezza del mandato. Altro sarebbe se l'emendamento avesse detto "per motivi d'urgenza e motivati dal prevalente interesse pubblico" e fermarsi lì, beh, l'interesse pubblico è disciplinato da una legge dello Stato, la finiamo là, ma quello che non sta bene sono "le finalità della presente legge" come motivazione per gli interventi. Per cui noi, Presidente, nonostante l'interlocuzione, non voteremo questo articolo e chiediamo il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Sì, Presidente, io penso che non sia il caso di proseguire i lavori in queste condizioni, lo dico perché anche un minimo di adeguatezza…
Per quanto riguarda l'emendamento, io pregherei, Presidente, trattandosi di materia delicata, forse sarà un problema mio che non ho inteso bene ma vorrei il testo scritto e vorrei che, prima di votare l'emendamento, venga distribuito il testo con le modifiche proposte dal relatore. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, proviamo a darci una mano. Le modifiche proposte dal relatore in realtà sono un inciso che fa riferimento all'articolo 2 di questa legge, quindi è un inciso molto veloce che dice "le finalità dell' articolo 2, comma 1, lettere f), g) ed h)".
Quindi, se ci aiutiamo… perché poi questo rende più veloce il nostro lavoro. Abbiamo sospeso per più di venti minuti per consentire di trovare una formulazione condivisa, così non è stato, e, insomma, non possiamo fare in aula ciò che non è stato fatto nella fase di sospensione.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). No, mi sembrava che si dovesse esprimere l'accordo su questo testo e poi votare.
PRESIDENTE. Stiamo facendo dichiarazione di voto, sì.
URAS (R.C.). Io sono d'accordo col testo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, io ho apprezzato molto lo sforzo che è stato fatto per chiarire i presupposti, torno a sottolineare - l'ho fatto forse prima in modo troppo rapido - che io continuo a sostenere, ed è uno dei motivi che mi induce all'astensione, che, se la Giunta regionale può deliberare provvedimenti idonei ad inibire o spendere per un periodo non superiore a tre mesi, non rinnovabili, mi domando come sia possibile che poi il Consiglio regionale posa aumentare il periodo di inibizione o sospensione fino a sei mesi. Se non si crei una sorta di contraddizione rispetto all'inciso che c'è nel comma 2. E in più io ritengo che, a prescindere da questo, la questione che si pone è che, passati questi tre mesi di inibizione o di sospensione, la situazione resta identica, viene cambiata rispetto a che cosa? Che cosa cambia dopo, appurate queste finalità che sono state indicate? Cioè, se la sospensione o il divieto serve per fare delle oggettive modifiche secondo me va precisato, altrimenti sembra un divieto o una sospensione che, passano i tre mesi dopo di che si procede, e quindi si perde nella sostanza ciò che si voleva impedire di fare. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie al lei.
Colleghi, stiamo votando l'emendamento sostitutivo totale numero 286 che si articola in questo modo: il primo comma resta tal quale, il secondo e il terzo comma sono quelli che sono stati distribuiti e il quarto comma viene soppresso. Nel secondo comma viene aggiunta una specificazione che è quella relativa all'articolo 2, comma 1, lettere f), g) ed h) della presente legge.
L'onorevole Maninchedda ha chiesto la votazione elettronica, chi la sostiene?
(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu)
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 286, così come da me richiamato.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Agus - Balia - Bruno - Calledda - Cerina - Cocco - Davoli - Espa - Fadda - Lanzi - Licheri - Meloni - Pinna - Pisu - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Serra - Uggias - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Artizzu - Capelli - Floris Mario - Maninchedda - Milia - Moro - Petrini - Pileri - Sanjust - Vargiu.
Si è astenuto il Presidente Spissu.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 41
votanti 40
astenuti 1
maggioranza 21
favorevoli 20
contrari 10
PRESIDENTE. Dispongo la ripetizione della votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 286.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Agus - Balia - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Giagu - Lanzi - Licheri - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Serra - Tocco - Uggias - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Artizzu - Capelli - Farigu - Floris Mario - Lombardo - Maninchedda - Milia - Moro - Petrini - Pileri - Randazzo Vittorio - Sanjust - Vargiu.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Caligaris.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 51
votanti 49
astenuti 2
maggioranza 25
favorevoli 36
contrari 13
(Il Consiglio approva).
Gli emendamenti numero 150, 143, 142 e 141 decadono a seguito dell'approvazione dell'emendamento numero 286
Comunico intanto all'Aula che l'onorevole Silvio Lai è rientrato dal congedo.
Passiamo all'esame dell'articolo 19. All'articolo 19 sono stati presentati l'emendamento soppressivo totale numero 93; il sostitutivo totale numero 250, al quale è stato presentato un emendamento sostitutivo totale, il numero 287; l'emendamento soppressivo parziale numero 207; gli emendamenti sostitutivi parziali numero 49, 205, 151 e 206 e gli emendamenti aggiuntivi numero 48, 203 e 208.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 19 e dei relativi emendamenti:
1. Le amministrazioni comunali possono, nell'ambito della propria autonomia organizzativa, istituire, anche attraverso le forme associative di cui alla legge regionale 2 agosto 2005, n. 12 (Norme per le unioni di comuni e le comunità montane. Ambiti adeguati per l'esercizio associato di funzioni. Misure di sostegno per i piccoli comuni), lo sportello urbanistico per le trasformazioni territoriali quale ufficio competente a curare tutti i rapporti tra i privati e le pubbliche amministrazioni competenti a pronunciarsi sugli strumenti urbanistici attuativi e sulle attività edilizie oggetto di concessione edilizia o di denuncia d'inizio attività.
2. Lo sportello urbanistico, inoltre, presta consulenza e supporto tecnico agli uffici tecnici comunali sulle modalità di attuazione dei principi della qualità architettonica. In tal caso l'ufficio deve essere dotato di adeguate figure professionali o può avvalersi della consulenza o supporto di un comitato di lavoro per la qualità architettonica.
3. Lo sportello urbanistico, qualora sia dotato di figure di adeguata competenza e professionalità, può, altresì, esercitare le funzioni finalizzate - alle condizioni dell'articolo 146, comma 6 del decreto legislativo n. 42 del 2004 e successive modifiche - al rilascio dell'autorizzazione paesaggistica attribuite, ai sensi dell'articolo 15 della presente legge, alla competenza dei comuni.
4. Le istanze presentate allo sportello urbanistico sono esitate entro quarantacinque giorni dalla loro presentazione. Se l'istanza consiste nel rilascio di un titolo abilitativo edilizio ed è corredata da autocertificazione da parte di un tecnico abilitato, attestante la conformità con gli strumenti della pianificazione, decorsi quarantacinque giorni senza l'espressione formale dell'assenso o del diniego, si ritiene acquisita l'autorizzazione ad edificare. Tale procedura non si applica quando ricorrono i casi di cui all'articolo 1, comma 24 della legge regionale 5 marzo 2008, n. 3 (legge finanziaria 2008).
5. Per quanto non previsto si applicano le disposizioni di cui all'articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001.
Emendamento soppressivo totale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai.
Articolo 19
L'art. 19 è soppresso. (93)
Emendamento sostitutivo totale Giunta Regionale.
Articolo 19
L'articolo 19 è così sostituito:
Art. 19
Sportello Urbanistico
1. I comuni singoli o associati ai sensi della legge n. 12 del 2005 possono istituire lo sportello urbanistico per le trasformazioni territoriali quale ufficio competente a curare tutti i rapporti tra i privati e le pubbliche amministrazioni competenti a pronunciarsi sugli strumenti urbanistici attuativi e sulle attività edilizie oggetto di concessione edilizia o di denuncia d'inizio attività.
2. Lo sportello urbanistico, inoltre, presta consulenza e supporto tecnico agli uffici tecnici comunali. In tal caso l'ufficio deve essere dotato di adeguate figure professionali.
3. Lo sportello urbanistico, qualora sia dotato di figure di adeguata competenza e professionali, può, altresì, esercitare le funzioni finalizzate - alle condizioni dell'articolo 146, comma 6 del decreto legislativo n. 42 del 2004 e successive modifiche - al rilascio dell'autorizzazione paesaggistica attribuite, ai sensi dell'articolo 15 della presente legge, alla competenza dei Comuni.
4. Le istanze presentate alla struttura tecnica comunale ovvero allo sportello urbanistico sono esitate entro quarantacinque giorni dalla loro presentazione. Se l'istanza consiste nel rilascio di un titolo abilitativi edilizio ed è corredata da autocertificazione da parte di un tecnico abilitato, attestante la conformità con gli strumenti della pianificazione, decorsi quarantacinque giorni senza l'espressione formale dell'assenso o del diniego, possono essere avviati i lavori. Le istanze di cui al presente comma sono da intendersi limitate a quelle inerenti la sola richiesta di concessione edilizia e non sono estendibili all'approvazione di strumenti urbanistici generali o piani. attuativi, loro varianti e a tutti gli interventi e impianti di competenza del SUAP. Il respònsabile dello sportello urbanistico con motivata relazione al Sindaco competente, ogni sei mesi da conto delle ragioni che hanno determinato il silenzio assenso.
Tale procedura non si applica per i profili attinenti:
a) agli interventi per i quali è necessario acquisire specifica autorizzazione in relazione a vincoli paesistici, storico-artistici, archeologici e idrogeologici, nonché quelli ricadenti nelle aree perimetrate dal Piano di assetto idrogeologico (PAI);
b) alla verifica ambientale, alla valutazione d'impatto ambientale o a valutazione ambientale strategica,
c) ai casi per i quali la normativa comunitaria impone l'adozione di provvedimenti amministrativi formali;
d) all'attività di edificazione e di impianti nell'agro.
5. Nei casi previsti dal presente articolo, la concessione edilizia può essere rilasciata quando in sede istruttoria l'Amministrazione comunale abbia accertato che l'area edificabile di proprietà del richiedente è parte di piano attuativo vigente, o in assenza di piano attuativo, quando l'intervento richiesto ricada in zona sottoposta dal Piano Urbanistico al completamento edilizio,concessione diretta ovvero sia interamente dotata delle opere di urbanizzazione.
6. Per quanto non previsto si applicano le disposizioni di cui all'articolo 5 del decreto dei Presidente della Repubblica n. 380 del 2001.(250)
Emendamento soppressivo parziale Uras - Davoli - Pisu.
Articolo 19
Nel comma 4, dopo la parola "presentazione" sono soppresse le successive parole fino a "legge finanziaria 2008)" comprese. (207)
Emendamento sostitutivo parziale Masia - Balia - Ibba - Caligaris.
Articolo 19
Il comma 2 è così sostituito:
"Lo sportello urbanistico, inoltre, presta consulenza e supporto tecnico agli uffici tecnici comunali. In tal caso l'ufficio deve essere dotato di adeguate figure professionali.". (49)
Emendamento sostitutivo parziale Uras - Davoli - Pisu.
Articolo 19
Il comma 2 è seguito dal seguente: "La Commissione edilizia, laddove soppressa va ricostituita ed integrata con figure professionali dotate di competenze in materia di qualità architettonica e paesaggio, nell'ambito delle competenze attribuitele dal Regolamento edilizio comunale". (205)
Emendamento sostitutivo parziale La Spisa - Murgioni - Pileri - Gallus - Pittalis.
Articolo 19
Il comma 3 dell'art. 19 è sostituito dal seguente
"lo sportello urbanistico, qualora sia dotato di figure di adeguata competenza e professionalità, può, altresì, esercitare le funzioni finalizzate al rilascio della autorizzazione paesaggistica attribuita, ai sensi della legge regionale 12 agosto 1998, n. 28, alla competenza dei comuni". (151)
Emendamento sostitutivo parziale Uras - Davoli - Pisu.
Articolo 19
Il comma 3 è sostituito dal seguente. "Lo sportello urbanistico, qualora l'Ufficio tecnico comunale o la stessa Commissione edilizia siano dotati di figure di adeguata competenza e professionalità, può procedere, alle condizioni dell'art.146, comma 6 del D.Lgs. n.42/2004 e s.m., al rilascio dell'autorizzazione paesaggistica, esercitando le funzioni attribuite, ai sensi dell'art.15 della presente legge, alla competenza dei Comuni". (206)
Emendamento aggiuntivo Masia - Balia - Ibba - Caligaris.
Articolo 19
dopo il comma i è aggiunto il seguente comma 1 bis:
La concessione è rilasciata in conformità, alle previsioni degli strumenti urbanistici, dei regolamenti edilizi e della disciplina urbanistico-edilizia vigente. La concessione è comunque subordinata alla esistenza delle opere di urbanizzazione primaria, ovvero all'impegno degli interessati di procedere all'attuazione delle medesime contemporaneamente alla realizzazione dell'intervento oggetto della concessione secondo le prescrizioni della presente legge. (48)
Emendamento aggiuntivo Uras - Davoli - Pisu.
Articolo 19
Nel comma 1 aggiungere a "propria autonomia organizzativa," "ed esclusivamente all'interno delle strutture della Pubblica amministrazione". (203)
Emendamento aggiuntivo Uras - Davoli - Pisu.
Articolo 19
Alla fine del comma 4 è aggiunto il seguente: "All'articolo 1, fine comma 16 della legge regionale 5 marzo 2008, n. 3, è aggiunta la seguente precisazione: "ad essi relative, con l'esclusione dell'edilizia residenziale per la quale si attiveranno le procedure semplificate di cui allo Sportello urbanistico come formato dalla presente legge".". (208).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto).Presidente, io intervengo per formulare una domanda su questo articolo, ma neanche di merito perché non so neanche se questo Consiglio regionale abbia la potestà di entrare nel merito dell'organizzazione degli uffici degli enti locali, se possa abolire gli uffici tecnici e le commissioni edilizie, ma queste saranno cose che vedranno gli enti locali. Ma neanche sul contenuto, interverrò più avanti su questo problema del rapporto tra la Regione e gli enti locali, ma abbiamo visto quanto è grande la differenza di impostazione che c'è tra il centrodestra e il centrosinistra: noi siamo per eliminare soverchi controlli della Regione, qui c'è gente che invece vuole, in maniera occhiuta, entrare, lo vedremo nella predisposizione dei PUC quello che avverrà, in risposta alle dichiarazioni che l'Assessore ha fatto in questi giorni in Aula. Ma a me pare, se non ricordo male, che questo articolo sia non soltanto configgente, ma un guazzabuglio perché ricordo che la Regione ha già disciplinato, con una delibera della Giunta regionale la numero 28 del 11 aprile 2008, lo sportello unico urbanistico. E lo abbia già fatto con una circolare applicativa in attuazione dell'articolo 1 dei commi dal 16 al 30 della legge finanziaria numero 3 del 2008. La legge finanziaria, quindi, ha già approvato lo sportello unico per le imprese per le attività produttive e anche per le attività edilizie, connesse anche con il problema relativo all'edilizia comprese quelle residenziali, la disciplina quindi prevede lo sportello unico per le attività economiche ed edilizie comprese quelle residenziali. La disciplina quindi dello sportello unico sull'edilizia è già previsto dall'articolo 7 dell'articolo 10 e prevede anche interventi, procedure e norme tecniche in relazione al piano regionale paesaggistico. Ora per modificare una circolare come quella fitta fitta, 16 pagine del bollettino ufficiale della Regione, con una serie di articoli che entrano su tutto, e su tutte le materie, penso che bisogna o abrogare la legge che abbiamo fatto o stiamo legiferando su una cosa della quale abbiamo già legiferato. Vorrei sapere come si collocano questi due provvedimenti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Presidente, su questo articolo si incentra significativamente l'iniziativa del mio Gruppo perché, io convengo con l'onorevole Floris, che ha sollevato questioni che sono fondate da un punto di vista, che è diverso dal mio, ma che tenta di esercitare un'attenzione rispetto ai soggetti e destinatari dell'azione pubblica. I soggetti quali sono: i soggetti sono, in questo caso, la Regione, gli enti locali che sono titolari di funzioni relative alla pianificazione urbanistica e anche alla attuazione di quella pianificazione nonché alla concessione delle autorizzazioni abilitative che riguardano attività economiche e anche attività di servizio e la vita dei cittadini.
Lo sforzo da fare, in un sistema che ha più soggetti e più percorsi, che richiama più responsabilità, si è detto, lo si è detto in 1000 modi, è quello di una semplificazione che consenta l'esercizio puntuale di ciascuna funzione e al contempo una pratica buona che non faccia perdere tempo e danaro a nessuno a incominciare dall'autorità pubblica e che porti ad ottenere risultato, il risultato quello vero. E allora prendiamo il caso della concessione edilizia, perché lo sportello urbanistico badate opera prevalentemente in un quadro di pianificazione definita e che ha come primo obiettivo quello di consentire al cittadino di avere in modo semplificato l'autorizzazione a realizzare. E poi ha un'altra funzione, cioè quella di consentire all'amministrazione locale di avere un supporto tecnico operativo, anche di qualità, che vada a ridurre le insufficienze che derivano da un'insufficiente normativa a sostegno dell'attività pubblica, penso alle piante organiche o meglio alle dotazioni organiche delle amministrazioni locali, penso quindi alla disponibilità di risorse finanziarie e strumentali che consentano l'acquisizione anche di competenze professionali utili allo svolgimento delle funzioni. E noi riusciamo a fare un'operazione straordinaria, quello della complicazione, cioè gli sportelli nascono, l'ho detto anche prima, perché un cittadino abbia un luogo, uno dove può andare, fare un'istanza e nell'ambito dello stesso luogo il responsabile del procedimento si fa carico di raccogliere i pareri, i nullaosta, le autorizzazioni che sono in capo a più competenze pubbliche e a dare in un'unica sede la risposta che il cittadino attende. Ma se gli sportelli diventano 300, ognuno dei quale finisce anche per fare la stessa cosa, piuttosto che semplificare abbiamo complicato e ciascuno si chiederà, come prima faceva l'onorevole Floris, a quale sportello devo andare per ottenere la stessa cosa, magari a tutti, e allora se fossero 3, 4, 5, 6 gli sportelli a tutti dovrei fare la stessa domanda e tutti farebbero lo stesso lavoro e tutti dovrebbero dare la stessa risposta, ma che razza di guazzabuglio è una confusione totale. Dice la circolare applicativa, secondo me illegittima sotto questo profilo, perché gli impianti produttivi, le attività produttive non sono l'edilizia residenziale, l'edilizia residenziale ha una funzione diversa, ha la funzione cioè di servire al diritto di abitazione del cittadino, non deve produrre, non deve produrre, non è un impianto produttivo non è un impianto energetico non deve fare tappi, bottiglie, stappa bottiglie, non deve realizzare un'attività, che nel percorso con cui si sviluppa è sempre produttiva, deve fare case che vengono comprate e devono essere abitate, e quando uno abita a una casa, io non faccio un'attività produttiva a casa mia, mi guardo il televisore, qualche volta mi faccio la doccia, mangio, non voglio continuare ad approfondire particolari, faccio la vita normale di un cittadino, di una persona dentro casa propria. E che cosa c'entra questo con le attività produttive, c'entra perché l'abbiamo messo, purtroppo, e così ha approvato la Giunta, nel SUAP, cioè nello sportello unico per le attività produttive, perché dice: quando la dichiarazione autocertificativa riguarda attività che comportano interventi edilizi, essa deve essere corredata, a pena di irricevibilità e certe cose, ivi compresi, quando necessari i progetti di impianti tecnologici da installare nel edificio, grazie al cielo, entro 20 giorni dalla dichiarazione autocertificativa della presentazione dell'istanza, se non ci sono risposte scatta il silenzio assenso. Più o meno la metà adesso non mi ricordo bene, comunque più o meno la metà del tempo che invece è richiesto per lo sportello unico urbanistico. A chi si riferisce questa possibilità, anche ad interventi per la realizzazione delle case, per la realizzazione degli edifici e degli immobili per civile abitazione, perché: perché la logica è quella dell'imprenditore, non è quella dell'attività, cioè tutto è imperniato attorno al cittadino imprenditore, che dovrebbe fare un monumento a questo Consiglio regionale, gli dovrebbe fare un monumento, io mi auguro che raccolgano, che facciano collette perché l'unica preoccupazione che abbiamo qua non è quella del cittadino a basta ce l'abbiamo del cittadino imprenditore ed è anche l'unica preoccupazione o la preoccupazione prevalente, qualche volta, della Giunta regionale, per cui, perché non è attività produttiva quella della costruzione delle case? Perché l'imprenditore che costruisce case non deve avere lo stesso vantaggio dell'imprenditore che costruisce macchine? Per cui abbiamo messo, sulla base di questa interpretazione, nello sportello unico delle attività produttive, il percorso accelerato che riproponiamo in questa legge nello sportello unico urbanistico. Tutto questo colorato da un principio che ci accompagna sistematicamente dentro questa legge, il silenzio-assenso, basta che io faccia la domanda, passato 20 giorni, 30 gioorni, 40 giorni, aggiudicato!...
PIRISI (P.D.). Quarantacinque!
URAS (R.C.). Quarantacinque nell'ultima versione, nella prima versione 20 giorni. Per cui, se io fossi un cittadino imprenditore, che deve essere avvantaggiato, andrei nello sportello unico delle attività produttive, anziché andare nello sportello urbanistico, perché quando ci si preoccupa troppo di qualcuno e ci si dimentica del resto del mondo, si commettono errori, e questa è un'impostazione sbagliata. Noi abbiamo presentato una serie di emendamenti, ma il primo emendamento dovrebbe essere quello di cassare questa parte, che lo sportello svolga la sua funzione originaria, che sia attrezzato sul piano professionale, che aiuti le amministrazioni locali a fare il loro dovere, e che non sia una scorciatoia pasticciata che si intreccia con altre scorciatoie pasticciate già messe in atto dalle circolari regionali.
PRESIDENTE. E' rientrato l'onorevole Frau dal congedo.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza.
PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Presidente, il parere è negativo sull'emendamento numero 93, sul numero 250 c'è un emendamento sostitutivo all'emendamento "250" che è il numero 287, per questo emendamento, che è un sostitutivo totale, si esprime parere favorevole. Se venisse approvato l'emendamento numero 287, mi dispiace per le cose che ha detto...
PRESIDENTE. Dia il parere, poi diciamo noi cosa succede. Lei dia il parere adesso, adesso lo so che spreca altri 2 minuti, però, dia il parere, perché se non venisse approvato saremo costretti a ridarle la parola.
PIRISI (P.D.). Sì, d'accordo, invito al ritiro, Presidente... l'emendamento numero 207, sul numero 49, il numero 205... perché molti sono compresi all'interno di questo emendamento sostitutivo totale, sarebbero accolti, alcuni, ma sono compresi all'interno. Sul numero 151 il parere è negativo, anche l'emendamento numero 206 si inserisce a quello presentato dalla Giunta e si invita al ritiro, così pure per l'emendamento numero 48, si invita al ritiro, il "203" idem, il numero 208, ugualmente si invita al ritiro. Volevo dire, Presidente, che molti di questi emendamenti sono già compresi nell'emendamento sostitutivo, il numero 287. Grazie.
PRESIDENTE. Siccome non sappiamo come l'Aula sovranamente deciderà, è giusto che lei esprima il parere su tutto. Le chiedo scusa onorevole Pirisi, e richiamo anche l'attenzione degli onorevoli Uras, Davoli e Pisu, c'era un emendamento all'articolo 1, quello dei principi, il numero 216 che era stato chiesto di sospendere per, eventualmente, collegarlo all'articolo 19. Adesso chiedo ai presentatori se l'articolo proprio è il 19, o se, invece... l'emendamento è il numero 216. In questo caso, onorevole Pirisi, le chiederei di esprimere il parere sull'emendamento numero 216, forse l'aveva espresso all'articolo 1. La pagina era la 13, del primo volume. E' un emendamento che dice: dopo il "silenzio-assenso", aggiungere "alle sole istruttorie tra i soggetti della pianificazione di cui al comma..." ovviamente questa formulazione non si attacca da nessuna parte in questo articolo, onorevole Uras, nel senso che abbiamo difficoltà a trovare un punto nel quale inserire il testo dell'emendamento. Quindi chiederei, se l'emendamento resta in piedi, se lo abbiamo superato nella discussione... era un invito al ritiro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (P.R.C.). Presidente, siccome questo è un emendamento aggiuntivo, noi siamo contrari, in linea di massima, ovviamente al principio, per cui abbiamo chiesto di abrogare il principio. Siccome il principio è rimasto vivo, perché il Consiglio ha deciso diversamente, se questo si limita alle iniziative pubbliche, tutto il resto va di conseguenza. Quindi, che cosa noi chiediamo? Che venga sottoposto al voto, in funzione da attrezzare, coordinare l'articolo 19, in ragione di questo principio. Cioè, se il silenzio-assenso è rivolto esclusivamente ad accelerare procedure che riguardano i soggetti pubblici, siamo parzialmente d'accordo, se invece riguarda tutto il sistema e soprattutto il cittadino imprenditore che sta molto a cuore a tutti voi, allora ne prendiamo atto e non siamo d'accordo neppure sul principio, e ci faremo bocciare l'emendamento dall'Aula.
PRESIDENTE. Dunque, chiedo scusa onorevole, c'è un problema proprio tecnico, non possiamo riscrivere l'articolo 19...
URAS (R.C.). Non voglio che venga inserito nell'articolo...
PRESIDENTE. Ah! Ecco, lo votiamo adesso ma andrebbe aggiunto...
URAS (R.C.). ... anche nell'articolo 19, dove viene regolato il silenzio-assenso, relativamente alla concessione dei titoli autorizzativi, abilitativi alla realizzazione dei manufatti... cioè, le concessioni edilizie che non riguardano solo i soggetti pubblici, per intenderci.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Presidente, io non ho capito dal relatore se...
PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Pittalis, dovevamo far formulare il parere alla Giunta, poi le do la parola.
PITTALIS (F.I.). No, è sul parere...
PRESIDENTE. Sì, ma poi diamo la parola... onorevole Pittalis, prego.
PITTALIS (F.I.). Vorremmo capire se l'invito al ritiro che ha formulato e che può formulare... vogliamo sapere se sugli emendamenti degli onorevoli Uras e più, e Masia e più, il parere sia positivo o negativo, solo questo.
PRESIDENTE. Sì, il parere é negativo, e comunque si invitava al ritiro. Va bene, grazie onorevole Pittalis.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.
SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Sì, Presidente, il parere della Giunta è conforme a quello del relatore, però, non spreco molto tempo, vorrei dire solamente una cosa; non vorrei assolutamente, perché non è vero, che passi l'idea in questa Aula che il principio del silenzio-assenso sia una sorta di lavacro delle mani rispetto agli obblighi della pubblica amministrazione. Anzi, credo che sia un modo per mettere in relazione i doveri della pubblica amministrazione rispetto ai diritti dei cittadini, rispetto ai quali, spesso, questo strapotere della pubblica amministrazione con le sue lungaggini, con i suoi tempi, impedisce ai cittadini di veder salvaguardati i propri diritti. Nello specifico dell'emendamento numero 287, basterà leggere il campo delle esclusioni al diritto di accesso al silenzio-assenso, per capire come l'interlocutore principale, il beneficiario principale, non è certamente né l'imprenditore, né il sistema produttivo, ma è il semplice cittadino che va a chiedere la sua normale e semplice concessione edilizia e che molte volte viene messo nell'ordine di attesa più lungo rispetto a tanti altri interessi, magari forti, a cui viene data precedenza. Non può passare quest'idea di una sottovalutazione del senso di responsabilità che incombe alla pubblica amministrazione nell'effettuare i controlli di propria competenza. Questo ci tenevo a sottolinearlo.
PRESIDENTE. Va bene, colleghi, siamo in sede di votazione.
Metto in votazione l'emendamento soppressivo totale numero 93 .
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). No, non sul "93".
PRESIDENTE. L'emendamento numero 93 è il primo che dobbiamo votare, è un soppressivo totale dell'onorevole Pileri.
Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Sulla modalità di voto, per chiedere il voto elettronico.
PRESIDENTE. Va bene. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). L'emendamento propone la soppressione dell'articolo 19. Noi, che avremmo voluto riflettere di più, lo abbiamo detto, su questo testo, non siamo d'accordo alla cancellazione dello sportello unico, perché non siamo d'accordo a impedire che le amministrazioni pubbliche per l'esercizio pieno della loro funzione si dotino degli strumenti adeguati. Su che cos'è che non siamo d'accordo su questo testo? Sul silenzio assenso, e soprattutto non siamo d'accordo - e richiamo l'attenzione della Giunta, che farebbe bene a togliere dallo sportello unico delle attività produttive ogni possibile riferimento alle attività urbanistico-edilizie che non siano connesse, casomai, alla realizzazione di impianti produttivi -, non siamo d'accordo sulla moltiplicazione degli sportelli e sulla moltiplicazione degli sportelli che esercitano uguali funzioni. Quindi su questi due punti che sono solo di ragionevolezza, che servono per rendere funzionante un'amministrazione, non per smantellarla! Perché, badate, noi dovremo fare il percorso contrario, ne parleremo nei prossimi anni, ci sarà occasione di fare letteratura su questo punto, ne parleremo nei prossimi anni quando dovremo andare a ricostruire in qualche caso ciò che abbiamo smantellato in queste ore. E io invito, voterò contro, lavoriamo sull'articolo 19! E' importante, perché può essere uno strumento attraverso il quale le pubbliche amministrazioni sono dotate delle competenze che servono! Siamo pieni di uffici tecnici con geometri anche poco professionalizzati, qualche volta, a scavalco tra un comune e l'altro, che non possono gestire il territorio e abbiamo occasione tutti i giorni di verificare quanto sia depredato, devastato, compromesso questo territorio, che è l'unica nostra ricchezza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PIRISI (P.D.). Presidente, io brevemente proprio. Non mi piace questa visione apocalittica che viene rappresentata ogni tanto, sarà per effetto della luce che si abbassa, ma sembra che stiamo andando verso la fine del mondo attraverso il provvedimento di oggi. Questa è una legge che se si verificherà tra un anno, come hanno fatto tante altre regioni, che non funziona, bisogna avere l'abitudine di prenderla in mano di nuovo e correggerla! Non è che stiamo pensando davvero che stiamo facendo una legge che durerà vent'anni perché la "45" è durata quasi vent'anni! La legge, se non funzionerà, sarà dovere fondamentale dei prossimi consiglieri regionali, che all'inizio della legislatura…
(Interruzione)
Beh, dei prossimi che potrebbero essere gli stessi, lo auguro a tutti coloro che ci tengono, assieme a quelli che verranno nuovi, di prendere in mano questa legge e correggerla qualora non andasse bene. Ecco, questo credo che sia il punto, dopo di che oggi lo si sta facendo perché si ritiene di fare una cosa positiva e buona, stiamo pensando in tutti i casi che ci siano i cittadini che non possono essere visti sempre come cittadini di serie B, con un gendarme accanto, perché se sbagliano gli devono tagliare la mano. L'amministrazione pubblica è vero che ha geometri a scavalco e quant'altro; noi dobbiamo cercare di migliorare tutto quello che possiamo migliorare per far sì che il cittadino sia servito al meglio, il cittadino comune, diciamo così, che svolge professioni diverse, e anche il cittadino imprenditore. Non ha avrà manco la peste bubbonica, no? Io ne conosco di imprenditori seri, bravi e non sono tutti trinariciuti e che stanno cercando di dare l'assalto alle coste! Poi ci sono persone che non sono imprenditori e che se gli danno la possibilità costruirebbero pure dentro il mare, e magari fanno gli ecologisti per gli altri.
Allora io credo che ci voglia sempre equilibrio nelle cose che facciamo. Se la legge avrà delle carenze, io mi auguro che venga ripresa in mano nel più breve tempo possibile. Quindi, collega Uras, che è un'ottimista per natura, io credo che dobbiamo guardare la cosa anche con un'ottica di questo tipo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Signor Presidente, intanto per esprimere un parere favorevole a questo emendamento che riscrive un po' tutto l'articolo…
URAS (R.C.). No, è l'emendamento numero 93, l'abrogativo totale!
MASIA (Gruppo Misto). Chiedo scusa, è dopo. Grazie.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 93.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Prendo atto che il consigliere Artizzu si è astenuto.
Risponde sì il consigliere Capelli.
Rispondono no i consiglieri: Agus - Balia - Biancu - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Liori - Manca - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Serra - Tocco - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Artizzu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 44
votanti 42
astenuti 2
maggioranza 22
favorevoli 1
contrari 41
(Il Consiglio non approva).
Metto in votazione l'emendamento sostitutivo totale numero 287.
Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Chiedo scusa per poco fa. Dicevo che l'emendamento numero 287 è un emendamento sostitutivo totale e ne approfitto anche per dire che nei suoi contenuti raccoglie alcuni di quegli emendamenti che poi successivamente siamo stati invitati a ritirare e di cui naturalmente già da adesso annuncio il ritiro. E' un emendamento che, riscrivendo tutto l'articolo, evidenzia alcuni aspetti in particolare. Io credo che sia utile sottolineare che noi stiamo approvando una legge di governo del territorio che ci dà un modo diverso di affrontare quello che è la possibilità di intervenire nel territorio e logicamente le amministrazioni, di fronte a processi e procedure diverse, io credo che abbiano l'esigenza, la necessità di attrezzarsi in maniera diversa perché diverse sono le istanze che possono arrivare a queste amministrazioni. Il fatto anche che sono istanze più importanti, nel senso che qualunque tipo di intervento deve passare anche attraverso dei piani attuativi, perché questo è poi il concetto che scaturisce da questa legge, tolte naturalmente alcune opportunità che si cerca, anche attraverso questo articolo, di salvaguardare, che sono, appunto, le zone di completamento, per le quali è possibile ancora il rilascio della concessione nel vecchio modo a cui noi eravamo abituati, credo che allora la valutazione principale che deve essere fatta da ogni singola amministrazione sia una valutazione di carattere urbanistico per il semplice fatto che ha a che fare principalmente con i piani attuativi, le cui caratteristiche, le cui opportunità di approfondimento danno la possibilità di poter accettare, senza per questo pensare che si voglia creare chissà quale tipo di situazione, la possibilità, appunto, del cosiddetto silenzio assenso, che passa attraverso un progetto di dettaglio tale che davvero andare nuovamente ad entrare in merito a quella che è una progettualità che deve seguire in maniera puntuale ogni singolo dettaglio previsto nei Piani attuativi, ci sembra pleonastico e tempo perso. Questo non significa che non possa essere fatto, questo non significa che naturalmente quello sportello urbanistico non possa essere dotato e qui è previsto, nella sua riscrittura, - che noi abbiamo detto condividiamo - la possibilità di essere dotato anche di quelli che sono, diciamo, le professionalità, di poter entrare in merito anche a determinati aspetti che non sono quelli a cui assolutamente noi eravamo abituati. Aspetti che riguardano, come si dice da qualche parte, anche l'opportunità di entrare in merito all'impiantistica, l'opportunità in merito a quelle che sono le dotazioni di carattere energetico...
PRESIDENTE. Concluda, onorevole.
MASIA (Gruppo Misto). Chiedo scusa e finisco... tutta una serie di situazioni che all'interno di questa legge sono contenute e che quindi mi pare opportuno che vadano puntualizzate attraverso uno strumento che le Amministrazioni si devono dotare, obbligandole, dove possibile, o consentendole, dove possibile, anche di riunirsi perché questo poi è anche il dettato del comma 1 che mi pare anch'esso estremamente importante.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Signor Presidente, al secondo paragrafo dell'articolo 1 della circolare applicativa, così è definita, della legge numero 3/2008 si recita: "Nella definizione di attività economiche-produttive", stiamo parlando anziché di impianti produttivi perché quello è il suo ambito, stiamo parlando di attività economiche produttive di beni e servizi, "rientrano, in genere, tutte le attività che configurano la realizzazione di un bene materiale o di un servizio, comprese le attività commerciali, di somministrazione, le attività economiche svolte in forma artigianale e industriale, le attività agricole, le attività turistico-ricettive e l'edilizia, compresa l'edilizia ad uso residenziale", cioè tutto! Nell'emendamento numero 287, sostitutivo totale, mettiamoci d'accordo, perché se ci mettiamo d'accordo forse riusciamo a capire! Perché io suggerirò a tutti di andare al SUAP, che conviene! Questa cosa non serve a nulla! Dice: "Le istanze di cui al presente comma" sono le istanze per ottenere la concessione edilizia, "sono da intendersi limitate a quelle inerenti la sola richiesta di concessione edilizia e non sono estendibili all'approvazione di strumenti urbanistici generali o piani attuativi, loro varianti e gli impianti di competenza del SUAP", cioè tutto! Meglio niente! Perché non sono impianti quelli di competenza del SUAP, ma lo dice la circolare, sono attività economiche produttive di beni e servizi, eh là là! Ma divertiamoci! Ma di che cosa parliamo? Ma come si può... la luce manca, Presidente, dobbiamo sospendere i lavori?
PRESIDENTE. No, no, onorevole Uras!
URAS (R.C.). E come si fa a lavorare? Io devo leggere!
PRESIDENTE. Secondo me lei non perde il filo!
URAS (R.C.). Sì che posso, io devo leggere! Io so che qua si approva, qualche volta, qualche volta si approvano le cose, non è che si deve sentire, uno si deve documentare! Chiedo una sospensione, Presidente! Ne ho diritto!
PRESIDENTE. Siamo documentati, funzionano tutte le luci nelle vostre postazioni, anzi, se le accendete va bene, aiutano a incrementare la luminosità! Onorevole Uras, aveva 50 secondi, prego.
URAS (R.C.). Presidente per dire... e così approfitto perché non si può lavorare al buio... è la settima volta che manca la luce!
(Interruzioni)
No, non solo, anche quando parlava Pittalis!
Sostanzialmente, Presidente, se i 50 secondi scattano però non vedo la lucetta, forse ci manca il riferimento, io continuo a parlare. Presidente, io ritengo che la stesura di quest'emendamento sostitutivo totale non sia adeguata a ottenere il risultato. Rischia di rappresentare una complicazione, rischia di determinare elementi di contenzioso e disfunzioni della pubblica amministrazione, danni per il cittadino!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SALIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, io voterò a favore dell'emendamento numero 287. Ho letto anche la circolare a cui ha fatto riferimento anche l'onorevole Floris, che non vedo in aula, ma anche il collega Uras. Io penso, anzi, sono convinto leggendo la circolare, che quando si parla di concessioni per attività residenziali relative all'attività produttiva si pensi, anzi, si debba pensare obbligatoriamente al fatto che nelle attività produttive spesso ci sono anche gli alloggi relativi ai custodi, cioè, nelle attività produttive sussistono, poi prego l'Assessore... chiedo all'Assessore se questa mia interpretazione, relativa alla circolare a cui faceva riferimento l'onorevole Uras, possa essere intesa e debba essere intesa in questo senso.
Per quel che riguarda il corpo complessivo dell'emendamento numero 287, io sono assolutamente d'accordo col fatto che questa novità importante che stiamo introducendo nella legge urbanistica è un elemento che non serve soltanto agli imprenditori, ma ove servisse soltanto agli imprenditori sarebbe già un elemento importante, ma gli imprenditori hanno già il SUAP. Questo emendamento serve, mi ricordo l'esempio che faceva sempre il collega Pisano di "zia Mariedda", cioè la cittadina sarda senza strumenti e senza protezioni, che ha necessità di avere un tempo certo per l'esame della sua pratica. Per cui, concludo velocemente, io sono convinto che tutti gli elementi che sono stati portati, come dire, contro questo emendamento, soprattutto la relazione, sia possibile chiarirlo già dall'interlocuzione che l'assessore Sanna, non dubito, vorrà presentare all'Aula relativamente alla circolare sul SUAP. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Io non so se il collega Masia abbia letto lo stesso testo che ho letto anch'io e lo stesso emendamento che poco innova rispetto alla formulazione contenuta nella proposta esitata dalla Commissione. Io vorrei sottoporre soprattutto all'attenzione dell'Assessore un aspetto che, a mio avviso, posso capirne le finalità, ma dà l'idea che questo sportello urbanistico sia una sorta di... chiedo scusa Presidente perché a quest'ora disturba anche il chiacchiericcio...
PRESIDENTE. Onorevole Uras!
PITTALIS (F.I.). Sembra che sia una sorta di ufficio nel quale allocare non professionalità, ma un po' di gente così alla bisogna, raccattata chissà da dove, perché quando io leggo: "Lo sportello urbanistico presta consulenza e supporto tecnico agli uffici tecnici comunali, in tal caso l'ufficio deve essere dotato di adeguate figure professionali". Cosa vuol dire, che se non presta consulenze e supporto tecnico deve essere dotato di figure professionali non adeguate? E ancora, e ancor peggio direi, il terzo punto prevede: "Lo sportello urbanistico, qualora sia dotato di figure di adeguata competenza e professionali", ma cosa vuol dire? Che lo sportello urbanistico non debba essere dotato di figure di adeguata competenza e professionalità in ogni caso? Cosa significa, che si sta creando un luogo, ripeto, dove metterci un po' di gente così dai vari uffici? Qualcuno che chiede la mobilità da qualche assessorato regionale o da qualche altro ente intermedio, da qualche comune, ma, io dico su questo riflettiamo perché al di là delle impostazioni che non ci convince generali ci sono però questi aspetti che davvero pongono seri interrogativi. Se si sta facendo una cosa seria almeno si eliminino questi riferimenti perché uno strumento urbanistico, qualunque ufficio della pubblica amministrazione si presuppone sia dotato di figure adeguate e di figure professionali. Si può parlare di figure competenti nello specifico in materia paesaggistica, in materia… insomma il concetto è chiaro mi pare che davvero questa sia una norma, così come congegnata, che non si presenti bene anche agli operatori che un domani se ne dovranno servire.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Il collega uras, l'ha fatto con un tono un po' vivace però ha richiamato un argomento vero, invito il relatore Pirisi a tenerne conto, perché stabilire cosa fa il SUAP è già previsto, però se fa tutte quelle cose che sono scritte nella circolare fa delle cose in più perché al SUAP vanno tutte le attività che prevedono attività produttive che non sono la costruzione del manufatto ma sono l'uso del manufatto per produrre beni e ricchezze, siano di natura artigianale, commerciale, scientifica eccetera ect… e anche i servizi che sono ancora un'altra cosa. Allora, precisare che cosa fa lo Sportello urbanistico è importante, collega Pittalis, anche precisare la figura professionale è importante perché, in qualche caso, ci sono figure professionali equipollenti che non sono però laureati in materie tecniche, non sono architetti, non sono ingegneri, a volte sono laureati in leggi, posso rispondere ad una parte dell'attività del SUAP ma non è quella tecnica, allora il richiamano non è in più, è un richiamo giusto perché ci sono uffici che hanno dirigenti non competenti in materia, quindi è importante dirlo, però è anche importante precisare che cosa è fare l'ufficio urbanistico, perché se uno presenta una pratica completa che prevede l'intervento urbanistico e assieme anche l'intervento produttivo, quella pratica passa dall'ufficio tecnico e va al SUAP, e al SUAP non c'è tecnico, quindi ha ragione, allora ci deve essere un coordinamento tra le diverse… poi uno mi può dire ma il SUAP che utilizzando l'ufficio tecnico del comune recupera quella competenza guardate che nella pratica di tutti i giorni non è così, nella pratica di tutti i giorni non è così, se uno presenta direttamente tutte le carte all'ufficio tecnico quello, perché c'è l'attività produttiva le manda al SUAP, se le presenta direttamente al SUAP cosa succede, che occorre poi fare il passaggio all'ufficio tecnico, quindi, il chiarimento che diceva il collega Uras è bene collega PIRISI (dopo la telefonata) prevederlo (è scusato naturalmente), in modo tale che facciamo un'operazione completa sul tema che è stato trattato, perché lo Sportello urbanistico è importante.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico agli enti locali, finanze ed urbanistica. Non faccio un grande discorso anche perché credo che le tesi che ha sostenuto l'onorevole Uras non lo rendano immune dal conoscere molto bene la differenza che vi passa, è molto semplice. L'organizzazione di questa Regione credo che debba essere letta nella sua semplicità perché, basta leggere la legge e basta leggere la circolare per capire che il SUAP si interessa di attività produttive con riguardo ai soggetti dell'impresa, e chi fa impresa, attività produttive, e in tutte quelle materie, compresa l'edilizia, ma impresa, deve andare al SUAP, tutto il resto è lo Sportello unico, questo è il senso delle cose, non c'è nessuna confusione, ci sono due campi ben distinti, una cosa sono tutto il resto dei cittadini e un'altra cosa sono gli imprenditori, le imprese e coloro che fanno della propria prestazione attività produttiva nell'accezione nella circolare. Non c'è altro da dire. Basta leggere la norma che questo è chiara, Quindi, che cos'è? E' una strutturazione più moderna degli uffici tecnici che proprio per la elevazione del livello della qualità prestazionale su queste materie devono organizzarsi in maniera diversa, non mantenendo la singolarità di un comune che con 200 abitanti, 300 abitanti, 1000 abitanti, ha un ufficio tecnico con un geometra che dovrebbe capire tante cose. Allora, utilizzare il sistema dell'unione dei comuni per organizzare degli Sportelli territoriali che possano per esempio, ecco che cosa vuol dire la competenza indicata al comma 2, tenendo presente che nel frattempo la legislazione non ha reso più obbligatorie le commissioni edilizie e quindi i comuni possono rinunciare a quel presupposto per chiamarsi il geologo, il geotecnico, chi è necessario a prestare quelle attività professionali in un ambito territoriale più ampio che giustifica anche una spesa, sopportabile da parte dei comuni, e che è strettamente legato alla modalità che è scritta nella parte finale della legge sulla riorganizzazione, anche professionale delle dotazioni, dei singoli uffici tecnici, l'altra cosa che volevo dire, brevemente, e che il comma 3 è collegato alla delega in materia paesaggistica, noi dobbiamo dar conto che attraverso questo sistema noi consentiamo a tutti i comuni della Sardegna, anche quelli che hanno un solo tecnico di poter esercitare maniera differenziata, come prescrive la legge, l'attività di autorizzazione paesaggistica perché diversamente noi avremo 250 comuni in Sardegna che non possono esercitare questa delega e la strutturazione di uno Sportello urbanistico con queste professionalità, anche in comune con altri enti locali consente a tutti i comuni, consentirà a tutti i comuni di esercitare questa delega con professionalità adeguate. Questo è il senso di questo sportello urbanistico che cerca di fare un passo avanti nella qualità e nell'organizzazione del lavoro che spesso riveste un punto centrale nella dinamica evolutiva dei nostri comuni, questo è il senso, non c'è nessuna confusione ma anzi una articolazione più moderna a due pilastri del sistema di organizzazione dell'autorizzazione urbanistica e tecnica.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 287.
Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
L'emendamento 287 fa decadere gli emendamenti numero 207, 49, 205, 151 e il 206.
Passiamo agli emendamenti aggiuntivi, l'articolo è già votato con l'emendamento.
Emendamento aggiuntivo numero 48.
C'è l'invito al ritiro.
Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Dichiaro il ritiro dell'emendamento. l'avevo già annunciato poco fa, lo faccio adesso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Lo faccio proprio.
PRESIDENTE. E' consentito onorevole Uras.
URAS (R.C.). Dichiaro il voto
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Lei mi insegna, onorevole Pirisi, che qualche volta nella dinamica della relazione in Aula serve anche utilizzare in maniera non assolutamente corrispondente alla volontà di chi parla, uno strumento che gli dà l'occasione di parlare. Io rimango della stessa preoccupazione facendo proprio, ovviamente voto sull'emendamento numero 48 il mio voto sarà di astensione. Do l'opportunità all'Aula di votare come meglio ritiene su questo testo. Colgo l'occasione per dire che non è il tema dello sportello, o meglio di come si organizza l'attività della pubblica amministrazione, anche attraverso un sistema di sportelli unici che sono unici, il termine ci deve aiutare. Lo sportello deve essere unico perché se è un insieme di sportelli unici, allora abbiamo una batteria di sportelli, e gli sportelli che sono sempre accompagnati non sono unici, sono molteplici. Allora intanto correggiamo, diciamo lo sportello per l'urbanistica e noi ragioniamo sull'urbanistica.
SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Non è unico.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Quello è l'UCAS.
URAS (R.C.). Ma infatti non è unico neppure quello per le attività produttive, allora lo togliamo anche da lì, Assessore. Noi non possiamo utilizzare un sistema di semplificazione per realizzare la complicazione. Non possiamo fare l'operazione contraria, se noi facciamo uno sportello in cui il cittadino, l'impresa, l'utente chiamiamolo così, può accedere per ottenere le autorizzazioni tutte che gli servono a fare, ad agire ne dobbiamo avere uno e soprattutto quando si tratta di comuni, Assessore, e un unico responsabile di procedimento per cui sappia, il cittadino, la responsabilità di chi è quando non c'è una risposta. Invece questo è un modo per confondere.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uras.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Sulla modalità di voto, elettronico palese.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 48.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Prendo atto che il consigliere Manca ha votato contro.
Risponde sì il consigliere Liori.
Rispondono no i consiglieri: Agus - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corrias - Cucca - Cugini - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - La Spisa - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Marracini - Mattana - Orrù - Pacifico - Pileri - Pinna - Pirisi - Pittalis - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Serra - Tocco - Uggias - Vargiu.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Balia - Caligaris - Cuccu Giuseppe - Davoli - Ibba - Masia.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 48
votanti 41
astenuti 7
maggioranza 21
favorevoli 1
contrari 40
(Il Consiglio non approva).
L'emendamento numero 203 è decaduto. Metto in votazione l'emendamento numero 208. C'è un invito al ritiro da parte del relatore.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). E' il tema di prima, Presidente, il tema di prima: sportello urbanistico, come normato dalla legge. "Le amministrazioni comunali possono, nell'ambito della propria autonomia organizzativa, istituire forme associative di cui alla legge anche nelle forme associative" avevamo detto, Assessore, per meglio semplificare cambiamolo dappertutto i comuni singoli e associati, così non è.
SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Nel testo no, ma nell'emendamento sì.
URAS (R.C.). "Lo sportello urbanistico per le trasformazioni territoriali, quale ufficio competente a curare tutti i rapporti - tutti eh - tra privati e pubbliche amministrazioni competenti, a pronunciarsi sugli strumenti urbanistici attuativi e sulle attività edilizie oggetto di concessione". Allora, è così o non è così? Allora, se questo è l'unico competente ufficio a curare tutti i rapporti tra i privati e le pubbliche amministrazioni, come facciamo a mantenere il SUAP? Allora, facciamo una norma che fa, finalmente, giustizia e scriviamo il SUAP è abolito. O meglio, il SUAP è abolito per queste competenze. Allora, per tutte le competenze in materia urbanistico-edilizia ci si rivolge allo sportello urbanistico, ivi ricomprese quelle che riguardano la realizzazione di immobili per edilizia residenziale e invece al SUAP si va per le cose per cui bisogna andare al SUAP. Questa cosa sarebbe un'operazione, diciamo, minima di riordino di queste disposizioni in funzione dell'interesse della pubblica amministrazione a esercitare al meglio la propria funzione, rispetto ai bisogni e alle esigenze del cittadino. Noi siamo quasi esausti di parlare e non dovremo parlare continuamente per richiamare il buon senso, però se serve parlare continuamente per richiamare il buon senso, noi continueremo a parlare per richiamare il buon senso.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uras. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Sì, e per dire che non è giusto parlare sempre.
URAS (R.C.). Sono d'accordo.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Il compagno Uras è d'accordo con me. Il problema si risolve semplicemente se l'Assessore prende la parola e dice che tante di quelle cose che sta dicendo il collega Uras le condivide e sono giuste. Che bisogna riscrivere la circolare sulle competenze è giusto. E lo si dica, in questo momento, così il collega Uras evita tutte le volte di ripetere lo stesso concetto, perché è un concetto giusto. Siccome prima me l'ha detto, Assessore, allora io lo sto dicendo proprio per provocare la risposta.
PRESIDENTE. Che voto ha dichiarato su questo emendamento onorevole Cugini?
CUGINI (Sinistra Autonomista). Positivo e anche negativo.
PRESIDENTE. O l'uno o l'altro.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Sia l'uno che l'altro.
PRESIDENTE. Sì, ma lei quale sceglie?
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, io Presidente su questo emendamento tenderei ad astenermi per non turbare le problematiche che ci sono nell'ambito della maggioranza. Però volevo dare un suggerimento, senza nessuna nota polemica, non sarebbe possibile, Presidente, visto che sono le 20 e 05 interrompere a questo punto i lavori dell'Aula e magari i colleghi Uras, Cugini insieme con l'assessore Sanna si vedono per un quarto d'ora e risolvono al loro interno problemi che tutto sommato non riguardano quest'Aula nel momento in cui vengono affrontati, riguardano quest'Aula nel momento in cui verranno votati. Però francamente assistere a una sorta di ostruzionismo mascherato da parte della sinistra che ha necessità, al proprio interno, di avere chiarimenti sembra uno spreco di tempo che debba avvenire alla presenza dell'intera Aula. Quindi se i colleghi fossero d'accordo, possiamo interrompere qui i lavori e riprenderli dopo che c'è stato il chiarimento, che il collega Uras legittimamente chiede e che il collega Cugini sollecita a sua volta.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.
SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnicodegli enti locali, finanze ed urbanistica. Non è per raccogliere la provocazione dell'onorevole Cugini, al quale ho detto semplicemente questo: se il problema sono le circolari, i processi legislativi devono avere la pazienza dei passaggi loro e quando sarà determinata una legge, probabilmente, si renderà necessario eliminare, sul piano degli atti conseguenti, tutte le espressioni che possano ingenerare un conflitto di attribuzioni perché il sistema funzioni correttamente. Al momento, la legge sul SUAP dice determinate cose, che non sono in contrasto con quello che sta dicendo la legge, la previsione della legge urbanistica, probabilmente, a legge approvata, la circolare dovrà assumere i contorni di un elemento di coerenza rispetto a quelle che sono le competenze del SUAP: bisogna avere un po' di pazienza perché questo ancora non è legge, quando diventerà legge avrà una funzione sovraordinata anche alle funzioni di coordinamento delle circolari.
(Non è approvato)
E' rimasto l'emendamento numero 216, che è quell'emendamento ai principi dell'articolo 1, spostato a questo articolo, che bisognerebbe un pochino coordinare con il testo perché abbiamo difficoltà a capire dove si inserisce.
Quindi, onorevole Uras, insomma, noi siamo capaci anche di coordinare ma coordinare totalmente i pensieri è complicato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
~URAS (R.C.). A me pare di ricordare questo, poi può darsi che ricordi male, però quell'emendamento, che credo sia un emendamento aggiuntivo all'articolo 1, era stato sospeso, quindi va, se votato favorevolmente, innestato nell'articolo 1. Se è votato contrariamente, non modifica l'articolo 1 e non determina conseguenze nel successivo testo della legge.
PRESIDENTE. Va bene, noi avevamo capito, quando lei ne aveva chiesto la sospensione, di riprendere la discussione su questo emendamento all'articolo 19. Se così non è, lo lasciamo in coda e, alla fine della legge, lo voteremo e andrà all'articolo 1, nel senso che è semplicemente sospeso: è un emendamento aggiuntivo all'articolo 1 che rimane, nella sua trattazione, sospeso.
Va bene, colleghi, siccome abbiamo finito il lavoro sull'articolo 19, propongo di chiudere qui la seduta. Il Consiglio è aggiornato per domani alle ore 10 sull'articolo 20. La seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore 20 e 09.
Allegati seduta
CDLXII Seduta
(POMERIDIANA)
Giovedì 6 novembre 2008
Presidenza del Presidente SPISSU
INDICE
La seduta è aperta alle ore 16 e 14.
CASSANO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di martedì 28 ottobre 2008 (453), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri Atzeri, Barracciu, Corda, Frau, Gessa, Silvio Lai, Alberto Randazzo, Rassu e Scarpa hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 6 novembre 2008.
Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interrogazione pervenuta alla Presidenza.
CASSANO, Segretario:
"Interrogazione Pittalis, con richiesta di risposta scritta, gravi danni causati dalla nuova ondata di maltempo nei territori delle Province di Nuoro e dell'Ogliastra". (1421)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.
CASSANO, Segretario:
"Mozione Capelli - La Spisa - Vargiu - Artizzu - Ladu - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Marracini - Farigu - Diana - Lombardo - Cherchi Oscar - Gallus - Dedoni - Randazzo Vittorio - Amadu - Pisano - Moro - Sanna Matteo - Contu - Licandro - Petrini - Liori - Cassano - Rassu - Sanjust - Murgioni - Pileri - Pittalis - Lai Vittorio Renato - Randazzo Alberto sull'esclusione di numerose aziende agro-pastorali dai risarcimenti dei danni derivanti dall'incendio del 23 e 24 luglio 2007, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento". (202)
"Mozione Lanzi - Cugini - Fadda - Licheri - Serra sugli interventi urgenti a favore delle popolazioni colpite dalla nuova ondata di maltempo". (203)
DIANA (A.N.). Presidente, sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Bene. Onorevole Diana, su che cosa intende parlare? Che cosa intende proporre sull'ordine? Mi sembra che siamo sufficientemente ordinati, onorevole Diana.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). No, Presidente, solo per chiederle, può anche non farlo in questa sede ma in altra sede, se corrisponda al vero che alcuni teleoperatori sono stati allontanati dall'aula durante i lavori. Io credo che sia un diritto nostro e un diritto delle emittenti televisive fare le riprese durante i lavori dell'Aula. Le sedute sono pubbliche, pertanto io credo che sia opportuno che così sia. Se ci sono delle altre motivazioni, poi ce le farà conoscere.
PRESIDENTE. Sì, onorevole Diana, le posso rispondere. Nessun videoperatore è stato allontanato dall'aula, i videoperatori possono accedere all'Aula, fare le riprese e poi uscire dall'aula. Abbiamo dato disposizioni perché durante le votazioni gli operatori stiano fuori dall'aula, possono stare dove è consentito loro di stare, fra il pubblico, perché in nessuna assemblea parlamentare, durante le votazioni, ci sono estranei e esterni che attraversano l'aula. Quindi, possono stare, così come sono sempre stati, fra il pubblico, abbiamo solo chiesto di evitare mentre ci sono votazioni, soprattutto votazioni anche a volte un po' complesse, un po' complicate, di star qui a riprendere i singoli consiglieri. Quindi, è semplicemente un'esigenza di un minimo di riservatezza in una fase delicata nella quale poi, come l'altro giorno, ci sono state contestazioni sulle presenze, sul numero legale, su chi era dentro l'aula e su chi era fuori dall'aula, questo per consentire anche a noi di svolgere al meglio i nostri lavori, agli assistenti, ai segretari, semplicemente questo. Quindi, nessuna limitazione del diritto di informazione, del diritto di cronaca, gli operatori possono entrare, come fanno normalmente, a fare un po' di riprese in orari non organizzati, nel senso che entrano quando va meglio a loro, abbiamo soltanto dato disposizioni perché quando ci sono fasi concitate nell'Aula possano stare su fra il pubblico, cosa che è assolutamente consentita. Tutto qui.
acustica e del contenimento dei consumi energetici (290)
PRESIDENTE. Stamani abbiamo interrotto i nostri lavori perché sull'articolo 17 c'è stata una richiesta di approfondimento, e quindi non abbiamo proceduto alla votazione prima della pausa prandiale. Spero che l'approfondimento ci sia stato, eravamo di fatto in fase di votazione. Non so se chi ha chiesto gli approfondimenti, se il relatore, chi ha fatto questi approfondimenti abbia comunicazioni da fare in Aula…
Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (P.R.C.). Solo per chiedere, siccome è in fase di redazione l'integrazione che proponiamo, se si può sospendere questa, andare all'articolo 18, e poi lo riprendiamo.
PRESIDENTE. Propone di rinviare?
URAS (R.C.). Qualche minuto, sì, che stiamo vedendo un testo con qualche collega.
PRESIDENTE. Va bene, sospendiamo l'articolo 17 e i due emendamenti collegati.
Passiamo all'esame dell'articolo 18. All'articolo 18 sono stati presentati gli emendamenti numero 92 soppressivo totale, il soppressivo parzialo numero 47, che ha collegato un sostitutivo totale, il numero 286, poi i soppressivi parziali numero 150, 143, 142 e 141.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 18 e dei relativi emendamenti:
Art. 18
Misure di salvaguardia e cautelari
1. Dalla data di adozione del PUC e dei PA fino alla data di esecutività degli stessi, ma comunque non oltre due anni dalla data di loro adozione, si applicano le misure di salvaguardia previste dall'articolo 12 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia) e successive modifiche.
2. Per comprovati motivi d'urgenza ed in relazione alle finalità di cui alla presente legge la Giunta regionale può deliberare provvedimenti idonei ad inibire o sospendere, per un periodo non superiore a tre mesi, non rinnovabili, trasformazioni di destinazioni d'uso e costruzioni su aree pubbliche o private, anche se consentite dagli strumenti urbanistici vigenti.
3. Il provvedimento della Giunta regionale deve essere immediatamente trasmesso al Consiglio regionale che può aumentare il periodo di inibizione o sospensione fino a sei mesi.
4. La deliberazione della Giunta regionale deve essere esplicitamente motivata e deve indicare e perimetrare cartograficamente i beni oggetto del provvedimento.
Emendamento soppressivo totale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai.
Articolo 18
L'art. 18 è soppresso. (92)
Emendamento soppressivo parziale Masia - Balia - Ibba - Caligaris.
Articolo 18
I commi 2, 3 e 4 sono soppressi. (47)
Emendamento soppressivo parziale La Spisa - Murgioni - Pileri - Gallus - Pittalis.
Articolo 18
Nell'art. 18 i commi 2, 3 e 4 sono soppressi. (150)
Emendamento soppressivo parziale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai.
Articolo 18
Nell'art. 18 il comma 2 è soppresso. (143)
Emendamento soppressivo parziale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai.
Articolo 18
Nell'art. 18 il comma 3 è soppresso. (142)
Emendamento soppressivo parziale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai.
Articolo 18
Nell'art. 18 il comma 4 è soppresso. (141).)
PRESIDENTE. E' aperta discussione sull'articolo e sugli emendamenti.
Ha domandato di parlare il consigliere Moro. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Presidente, chiedo scusa…
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Sulla sospensione dell'articolo 17, della votazione, perché vorremmo capire se è un'interlocuzione interna alla maggioranza, ma siccome qua c'è chi sta anche garantendo il numero legale, vorremmo sapere dai microfoni però del Consiglio qual è l'oggetto di questa interlocuzione perché non si possono sospendere gli articoli per un problema interno all'onorevole Uras e al Capogruppo del Partito democratico. Allora, se la questione viene posta all'attenzione dell'aula possiamo accedere anche alla richiesta sospensiva, altrimenti non si capisce perché stiamo saltando dall'articolo 17 all'articolo 18. Quindi, Presidente, io chiedo che ci spieghino le ragioni e così possiamo essere edotti tutti di questa interlocuzione tutta a sinistra.
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, lei ha ragione, avevamo già sospeso l'articolo 17 prima della pausa sulla base di alcuni interventi che sono stati fatti durante la discussione generale e sugli emendamenti. Non c'erano obiezioni, lei ha ragione, insomma, chi sta approfondendo può anche sviluppare un minimo di confronto, un minimo o un massimo, un po' di confronto con l'opposizione. Però insomma lo manteniamo sospeso proprio perché anche questo confronto, questa informazione semplicemente possa avere luogo. Quindi torniamo all'articolo 18 onorevole Pittalis.
PITTALIS (Gruppo Misto). Basterebbe che l'onorevole Uras ci dica in cosa consiste.
PRESIDENTE. No, ma lo hanno detto, forse io non so adesso, chiedo scusa, onorevole Pittalis lei stamani in conclusione dei lavori era presente perché è stato oggetto appunto di interventi in Aula.
(Interruzione del consigliere Uras)
Onorevole Uras, ho anche il relatore perché poi è il relatore che si era fatto portatore di una richiesta.
Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.
PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Tra l'altro, voglio dire, c'era un'ipotesi anche, che è stata avanzata alla minoranza per verificare la possibilità di trovare una sintesi e quindi voglio dire un'interlocuzione che l'onorevole Uras che da un lato ha chiesto alcune modifiche, abbiamo chiesto anche se era possibile l'accoglimento da parte, ho detto all'onorevole Pileri che era il primo firmatario che è sempre presente in Aula, bisogna dire sta seguendo i lavori in maniera molto assidua e appunto c'era questa possibilità. Poi l'onorevole Uras ha chiesto se era possibile sospenderlo un momento per verificare attraverso anche l'emendamento aggiuntivo che come primo firmatario recava appunto la firma dell'onorevole Pileri, di vedere se questo articolo si può votare accogliendo istanze che sono venute da diverse parti del Consiglio. Per quanto mi consta questo è, poi non so se ci siano problemi interni dell'onorevole Uras a cui faceva cenno l'onorevole Pittalis.
URAS (R.C.). Adesso lo spiegherò!
PRESIDENTE. Onorevole Uras, ma deve intervenire anche lei sul 17?
URAS (R.C.). Vorrei intervenire sul 18.
PRESIDENTE. Ah, va bene. Quando le darò la parola, adesso si accomodi.
Onorevole Pittalis, è chiaro il motivo della sospensione? C'era in corso anche un approfondimento con l'onorevole Pileri che è il primo presentatore di un emendamento, quindi, insomma, lasciamo sviluppare questa... e andiamo avanti sul 18, poi torniamo al 17. Insomma, non è che facciamo mezz'ora per discutere di una pregiudiziale perché dobbiamo sospendere, se dobbiamo sospendere. Cioè, vedetevi, io che cosa devo fare, è un po' complicato fare in Aula ciò che non si fa, se vi vedete cinque minuti fuori dall'aula.
Onorevole Pittalis conclusivamente, l'articolo 17 viene affrontato dall'aula?
PITTALIS (Gruppo Misto). Sì, esattamente.
PRESIDENTE. Stiamo soltanto sospendendo perché erano state presentate una serie di formulazioni correttive dell'articolo e degli emendamenti che dovevano portare all'aula e presentarci. Siccome io non ho nessun testo, questo testo se verrà prodotto e quando verrà prodotto verrà in Aula e resta la facoltà dei presentatori degli emendamenti di accogliere un eventuale correzione oppure di mettere in votazione il proprio emendamento. Insomma, come abbiamo sempre fatto, né più né meno.
Quindi l'onorevole Pileri se non si ritiene soddisfatto delle cose che vengono scritte a cui non partecipa, come sta accadendo, è chiaro che resta in piedi il suo emendamento che è l'unico presentato. Non c'è nessuna procedura nuova da questo punto di vista. Quindi procediamo col 18. Avevo dato la parola all'onorevole Moro.
LADU (Fortza Paris). Chiedo che venga verificato il numero legale.
PRESIDENTE. Sì, onorevole Ladu, verifichiamo il numero legale dopo che facciamo fare gli interventi perché tra un intervento e l'altro... cioè come funziona? In qualunque momento chiediamo la verifica del numero legale? Più veloce con i riflessi, onorevole Ladu, capito cosa le voglio dire, tutto qui!
E' stata richiesta la verifica del numero legale, prego i colleghi di prendere posto. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu)
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Prendo atto che il consigliere Contu è presente.
Risultano presenti i consiglieri: Agus - Amadu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cassano - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda - Floris Mario - Floris Vincenzo - Ladu - Lai Renato - Lanzi - Licandro - Licheri - Lombardo - Maninchedda - Masia - Mattana - Moro - Murgioni - Orrù - Pacifico - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Spissu - Tocco - Uggias - Uras - Vargiu.
PRESIDENTE. Sono presenti 52 consiglieri, siamo in numero legale.
Onorevole Moro, può finalmente prendere la parola.
E' iscritto a parlare il consigliere Moro. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Questo articolo 18 non si discosta praticamente dagli altri per quanto riguarda le occasioni che rappresenta. E questa legge urbanistica appunto rappresenta un caso unico nel panorama della legislazione regionale...
PRESIDENTE. Onorevole Moro, proceda onorevole Moro!
MORO (A.N.). Se mi dicono, praticamente io ho dato retta all'azione del segretario che mi diceva che forse c'era qualche inconveniente che io potessi continuare a parlare...
PRESIDENTE. Quale inconveniente? Su andiamo avanti, l'Assessore mi stava facendo vedere una cosa, ascolti, non dia retta a tutti onorevole Moro, vada avanti, lei ha la parola, la tiene fino a quando non scade il tempo. Prego, onorevole Moro.
MORO (A.N.). E' stato detto in più occasioni che questa legge urbanistica rappresenta un caso unico nel panorama della legislazione regionale di settore, condividiamo l'osservazione perché a prescindere dal colore politico delle Regioni che hanno scelto di dotarsi di una nuova normativa urbanistica, sono stati chiariti una serie di punti che invece la legge della Sardegna lascia in ombra. In certi casi disciplina in modo assolutamente abnorme altri. L'articolo che stiamo esaminando, il 18 appunto, si discosta in maniera diremmo siderale non solo dalla produzione legislativa di tutte le altre Regioni, ma soprattutto da ogni principio giuridico degno di questo nome. Infatti, con somma disinvoltura la certezza del diritto si trasforma in certezza della prepotenza. Cosa prevede questa norma? In pratica la sospensione con moto proprio della Giunta dall'efficacia di tutte le disposizioni urbanistiche vigenti, comprese quelle che essa stessa ha emanato in nome di fantomatiche misure di salvaguardia cautelari, una specie di coprifuoco urbanistico dichiarato in modo unilaterale e preventivo dall'Esecutivo regionale, che permetterebbe di bloccare con provvedimento di urgenza interventi di vario genere e natura, provvisti di tutte le autorizzazioni prescritte, e quindi con tutte le carte in regola per poter essere realizzati. Non vorremmo esagerare, perché con questa norma introdotta nel comma 2, è già la stessa Regione che, a nostro giudizio, ha fortemente esagerato, superando ogni limite possibile e immaginabile, ma è impossibile non constatare che una disposizione del genere non esiste e non può esistere né nel nostro ordinamento, né in quello di nessun Paese civile e democratico. La pubblica amministrazione di ogni livello, almeno questo dovrebbe saperlo anche il legislatore regionale della Sardegna, può e deve agire solo nell'ambito della legge con provvedimenti motivati. Di qui un primo interrogativo insuperabile: con quale motivazione potrebbe essere adottato un provvedimento d'inibizione e di sospensione, nei confronti di un intervento consentito dagli strumenti urbanistici vigenti? Questa è una domanda che pongo. Va da sé che nessuna motivazione, che non trovi un puntuale riscontro nella legge, potrebbe superare la valutazione di legittimità di qualunque tribunale. Dunque non di norma di legge si può parlare, ma di una prepotenza bella e buona, questo almeno dovrebbe suggerire, quantomeno, il buon senso comune di cui, evidentemente, questo comma è del tutto privo. Di questo passo, inoltre, si sovverte in maniera pesantissima e intollerabile anche il principio che troviamo scritto nelle nostre aule di giustizia: "La legge è uguale per tutti", forse i sostenitori di questa norma dovrebbe aggiungere: "ma non in Sardegna", per essere coerenti con quanto affermano in quest'articolo. Perché delle due l'una, o l'intervento è in regola con gli strumenti urbanistici vigenti, come la stessa norma dice senza pudore, e allora non c'è motivazione che tenga per proibirlo e nemmeno sospenderlo, o non è in regola, con diverse fattispecie che vanno dalla parziale alla totale difformità, e in questo caso non c'è nessun bisogno della gendarmeria della Giunta regionale, perché la pubblica amministrazione ha tutti gli strumenti per intervenire, e la Magistratura idem,come ben sappiamo, anche con provvedimenti di urgenza.
Quello che non sappiamo, invece, è con quale ragione logica, prima che giuridica, si potrebbe mettere in piedi un provvedimento come quello ipotizzato, che si spera dovrebbe servire ad evitare un danno talmente grave e irreparabile all'interesse pubblico-privato, all'ambiente o al paesaggio, o cos'altro ancora, quanto non previsto o immaginato da nessuna legge dello Stato o della Regione, in un contesto di assoluta regolarità amministrativa e di perfetta coerenza con gli strumenti urbanistici vigenti. Ma occorre ancora chiedersi: "Può concretamente esistere una situazione del genere?". Essendo la risposta negativa l'unica possibile, non resta che classificare questo atto della Giunta regionale come un atto di prepotenza pura, questo sì, senza ombra di dubbio causa di danno grave e irreparabile al soggetto privato o pubblico che ne fosse colpito. Va poi precisato che nel caso in cui fosse un ente pubblico, e proponiamo un Comune, ad essere colpito dal provvedimento in esame, si dimostra per l'ennesima volta tutto il rispetto istituzionale che ha questa Giunta nei confronti degli enti locali e anche per il ruolo che esse coprono. Se serviva una conferma di quanto abbiamo sostenuto, già della discussione generale, sul punto del corretto rapporto tra Regione ed enti locali, eccola qui, non bisogna aggiungere altro. Purtroppo però al peggio non c'è mai limite, il terzo comma dell'articolo tira in ballo addirittura il Consiglio regionale, e ipotizza un percorso in cui, al seguito del provvedimento inibitore o sostitutivo della Giunta, tre mesi, il Consiglio intervenga con una misura analoga, della durata di altri tre mesi, fino a sei mesi complessivi. Qui siamo davvero alla farsa. Il Consiglio regionale ha il compito esclusivo di fare leggi, almeno su questo dovremmo essere tutti d'accordo, e se a qualcuno è venuto in mente di trasformarlo in una sorta di corpo speciale di vigilantes, addetti al controllo edilizio-urbanistico - che poi controllo non è, visto che si tratta di opere e d'interventi regolarmente autorizzati -, è bene che si rimangi questa stupidaggine colossale, non prima di aver chiesto scusa, tanto per aver scritto, quanto per aver semplicemente pensato una norma del genere, così palesemente assurda. Più volte abbiamo denunciato la deriva assolutistica della Regione, e del suo Presidente in particolare quando, ritenendo di essere notevolmente al di sopra della legge, ha intrapreso azioni sballate, immotivate e in molti casi temerarie, tanto che poi sono state clamorosamente bocciate da tutti i livelli giudiziari, manca solo quello dei Giudici di pace. Abbiamo denunciato questa deriva, inoltre, non solo nel merito, ma anche perché è molto facile e troppo comodo andare per tribunali con i soldi dei contribuenti. Riteniamo perciò che il Consiglio regionale debba prendere nettamente le distanze da queste situazioni, e non cadere nella trappola di un coinvolgimento che lo trascinerebbe nel fango e nel ridicolo, come istituzione rappresentativa dei Sardi. Nel corso dell'ormai lungo dibattito su questa legge abbiamo espresso le nostre più forti critiche nei confronti di un impianto normativo generale, che consente alla Giunta di avere sempre le mani libere sull'urbanistica della Sardegna, confermiamo e ribadiamo la nostra posizione, aggiungiamo però, in questo caso specifico che, non contenta di avere le mani libere, la Giunta vuole avere anche le mani sporche, e vuole sporcare anche quelle del Consiglio regionale. Noi non ci stiamo e non ci staremo mai! Auspichiamo invece che, almeno di fronte ad una mostruosità del genere, il Consiglio regionale sappia trovare, al di là delle differenze politiche, la dignità di dire un "no" alto, forte, rifiutando di mettere la sua firma sull'articolo di una legge, che autorizza a violare in modo vergognoso i principi fondamentali del nostro ordinamento, tutte le leggi dello Stato, e perfino quelle della stessa Regione. Possiamo, infatti, essere in disaccordo su tutto, ma almeno sul rispetto del principio di legalità da parte della pubblica amministrazione non ci dovrebbero essere divisioni, né atteggiamenti di correttezza politica, né considerazioni che antepongono la tenuta di questa o quella maggioranza alle ragioni dello Stato di diritto. Con questa norma, in altri termini, riteniamo che il Consiglio regionale si stia giocando la faccia, e non possa assolutamente permettersi di perderla per compiacere qualcuno. Oltretutto è una norma che se scomparisse, com'è giusto che scompaia quest'articolo, proprio la legge urbanistica non dovrebbe cambiare, ma di certo, se restasse in piedi, toglierebbe al Consiglio ogni dignità, ogni autorevolezza e ogni credibilità.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Moro.
E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
(Interruzioni)
URAS (R.C.). Allora, mi fa piacere che il Presidente abbia precisato prima, che non è inibito l'accesso all'Aula, durante la discussione, delle televisioni, perché si perderebbe una documentazione molto rilevante, di costume, che ci appartiene, positiva, e non si vedrebbe come e quanto bene questo Consiglio, autorevolissimo, e che dobbiamo difendere in ogni sua funzione, mette in atto.
Per tornare all'articolo 18, molto brevemente, "misure di salvaguardia cautelari", sono per il momento sospese, quelle di carattere generale, che noi non sappiamo se andranno collocate all'articolo 10 o l'articolo 18, perché misure di salvaguardia, anche quelle integrali, anche quelle che riguardano i 300 metri, per dire, che sono previste dalla "45" - io dico - in maniera molto più chiara, di quanto siano previste dal Codice che il buon collega, onorevole Ladu, chiama Urbano, perché in un certo senso sintetizza la discussione: tra l'urbanistica, gli urbani e l'urbano c'è sicuramente almeno una relazione di tipo terminologico. Per cui, la cosa che va chiarita, io so che è stato sospeso questo tema, che noi pensiamo di portarlo a conclusione della discussione tra gli emendamenti, però è un tema essenziale. Le misure di salvaguardia, anche quelle integrate, su cui non è possibile fare alcuna realizzazione, perché noi partiamo da una situazione, e il ragionamento che si sviluppa qua dentro spesso è viziato, perché qual è il punto di riferimento che da questi e da quei banchi ogni tanto affiora? Il punto di riferimento è il diritto del cittadino imprenditore, e il diritto del cittadino imprenditore ha bisogno di una costruzione normativa che consenta la sua soddisfazione. Noi dobbiamo pensare all'investimento immobiliare, dobbiamo pensare all'attività aziendale in materia di costruzioni, tutto è incentrato sul consumo del territorio, casomai, poco poco, su un riordino di tipo urbanistico che comunque coinvolga tale intervento. Partendo da questo presupposto, che è l'esatto contrario del ragionamento che invece faccio io e che è necessitato, badate, perché io intervengo attraverso una norma che adegua norme già esistenti che il diritto del cittadino imprenditore ce l'aveva benissimo presente? Ha senso questa disposizione nuova se la preoccupazione è invece inversa, cioè avendo consumato noi troppo territorio, avendo leso profondamente questo pianeta, avendone compromessa la vita. Non interveniamo per regolare diversamente questo tipo di sviluppo in funzione di risparmio del territorio e di attivazione di sani processi di rinaturalizzazione. Se è in logica di questa disposizione e verso questa direzione, allora ha un senso, se non è verso questa direzione, cioè verso la direzione del cittadino imprenditore che deve consumare il territorio per renderlo vendibile rispetto ad un patrimonio edilizio, a un patrimonio di costruito eccedente il bisogno, eccedente il bisogno di questa comunità, allora stiamo correndo veramente verso una direzione totalmente sbagliata. Badate, ce lo ricorda sistematicamente la natura. Noi non ne vogliamo tenere conto? Ma arrivano, spazzano via persone, arredi, immobili, ponti, infrastrutture, costi generali che si aggiungono ai costi ordinari per rendere questo territorio poco poco abitabile, poco poco funzionale ad una vita diciamo serena, diciamo produttiva, diciamo garantita. La sicurezza non può essere quattro pattuglie dell'esercito in mezzo alla città, quando bastano tre di pioggia per cancellare famiglie. Quindi, le misure di salvaguarda cautelare servono? Io se devo sollevare una discussione su questo articolo, e ogni tanto sento: "Ma qua si lede il Consiglio…", qua si spazzano famiglie, qua si disintegrano quartieri cittadini, qua che si cancellano da questo territorio attività economiche, fatica di vita intera di persone. E noi siamo lì a fare ragionamenti sempre di lesa maestà, e soltanto? No! Noi pensiamo che il Consiglio regionale abbia un ruolo nella pianificazione del territorio perché la vogliamo più garantita la pianificazione del territorio rispetto agli interessi generali, non rispetto agli interessi del cittadino imprenditore, immobiliarista, e proprietario di aziende di costruzione, di imprese di costruzione. Perché questo è un mondo che non funziona più perché è in mano agli ingordi, e non basta che consumino ciò che hanno, ma devono depredare quello che hanno gli altri per poter consumare in maniera insaziabile i propri appetiti. Questo è il dato, e creano rovina, non creano sviluppo, tutto quello che paghiamo ogni volta che succede qualcosa. Quindi, misure di salvaguardia cautelare. Siamo stati troppo moderati, Assessore, siamo stati troppo moderati, e si chiarisca nei prossimi articoli, nelle repliche, quando si può, che le misure di salvaguardia, quelle che devono permanere, quelle che devono essere dentro questa costruzione normativa, a incominciare - lo dico riferendomi alla collega Paola Lanzi - ai 500 metri dal mare, per aggiungerne altri 200, per non toglierne 300, si incominci da questo, e si chiarisca in questo Consiglio d'ora in avanti - lo dico anche al relatore, lo dico anche al Capogruppo del partito di maggioranza relativa, lo dico soprattutto all'Assessore - si chiarisca che non è possibile andare avanti in una discussione dove l'ombelico del mondo è diventato solo ed esclusivamente il conto in banca degli imprenditori, costruttori, consumatori, speculatori edilizi di questa Regione.
CAPPAI (U.D.C.). Lo dica anche al suo Presidente!
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uras.
E' iscritto a parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto).Grazie, Presidente. Vorrei chiedere un attimo di attenzione ai colleghi, perché questo non è un articolo tecnico, è un articolo dal forte contenuto politico, e di politica è bene che partiamo a parlare. Questa legge è arrivata in Aula per volontà del Partito Democratico, dopo eventi che hanno cambiato totalmente il profilo della politica italiana. Le elezioni politiche nazionali hanno trasformato i partiti italiani a mio modo in peggio, ma comunque li hanno trasformati, sono diventati partiti leaderisti, sono diventati partiti fortemente centralisti, e sono diventati partiti fortemente in crisi rispetto alla natura dei Paesi europei che oggi, dinanzi alle dinamiche economiche, non riescono a mantenere il profilo che viene loro dai processi unitari di fine '800. Le elezioni politiche, le ultime elezioni politiche hanno trasformato che cosa vuol dire democrazia, che cosa vuol dire partecipazione. La Sardegna è stata un grande laboratorio in questo senso, un grandissimo laboratorio. Ho avuto modo di dire in altre circostanze che la Sardegna è stata la prima regione d'Italia che ha applicato ciò che oggi il decreto sulla scuola sta facendo applicare a tutta l'Italia, con la formazione qui in Sardegna, prima i tagli e poi le riforme. E' stato sperimentato qua, prima che altrove, come prima che altrove qua è stata sperimentata una crisi sostanziale della democrazia, ma anche della legalità e dei diritti individuali. Questa legge è stata voluta dal P.D. in Aula dopo una forte dialettica interna, che comunque è riuscita a portare la legge in Aula, che comunque è riuscita a portare la legge in Aula, e ha portato una legge che cerca di spalmare livelli di sovranità nei luoghi a cui quella sovranità compete. Che questo tentativo si è scritto in questa legge, io sono pronto a dirlo pubblicamente, è vero, è vero! E' una legge che cerca di stabilizzare regole, di sottrarre una materia delicatissima a aspetti arbitrari e io credo fermamente nella buona fede dei colleghi che hanno partecipato a farla e che la difendono questa legge in Aula. Ci credo a questa buona fede a tal punto, onorevole Uras, lei sa quale riguardo e quale rispetto io provo nei suoi confronti. Quando abbiamo discusso l'articolo 7 sugli accordi di programma, io non sono intervenuto perché penso che voi siate in buona fede, ma se io sento l'onorevole Assessore in Aula fare un ragionamento giusto che io sottoscriverei domani sul non consumare il territorio e poi vedo un accordo di programma al Comune di Elmas che prevede 1.337.000 metri cubi nelle aree FAS, ho diritto di chiedervi chi sta consumando il territorio, 1.337.000 metri cubi nelle aree delle ex ferriere laddove quelle aree prima non erano niente, poi io in Commissione industria ho visto d'improvviso comparire una grande struttura di vendita no food in un'area che deve avere vicino un aeroporto, un po' di strade, un po' di... non c'era il nome, ma c'era il nome, c'era! E di questo milione e 337.000 metri cubi 600.000 sono residenziali, 6000 abitanti, Assessore, a proposito di tutte le cose che ci siamo detti l'altro giorno. Aveva ragione l'onorevole Pirisi, è convenzionale, 6000 abitanti a Elmas in un'area, 6000 in più, eppure io penso che voi siate in buona fede, lo penso sinceramente che voi siate in buona fede, lo penso. Penso che non funzioni un sistema che lascia potere forte alla politica di dilatare le norme e allora per arrivare al dunque, anzi, un'ultima digressione anticipando ciò che dirò all'articolo 29. Voi non potete ragionare come io credo voi siate autentici nelle cose che dite, non potete ragionare sulla adozione del PPR prendendo la norma della legge 23, mi corregga l'onorevole Pirisi del '93, mi pare che sia quella, che dice che è la Giunta che lo assume, quando la Giunta ha cambiato natura perché non è più eletta dal Consiglio ma è nominata dal Presidente, come fate a non notare questi mutamenti strutturali, strutturali! Io capisco che non possa essere una procedura qual è quella complessa dell'adozione di un PPR che debba essere fatta con gli emendamenti in Consiglio regionale, lo capisco perfettamente. Ma come fate voi a non capire che quello è un provvedimento che deve arrivare in Aula magari in una forma blindata, prendere o lasciare, senza emendamenti, ma con la Giunta che è un organo personale, allargato, dovete consentire sul principale atto di programmazione paesaggistica che si pronunci un Parlamento per prenderlo o lasciarlo, non per emendarlo, e invece arriviamo all'articolo 18. Allora, nell'articolo 18, onorevole Uras, io non sono amico di imprenditori, però penso che se un cristiano ottiene tutte le autorizzazioni consentite dagli strumenti urbanistici, non ci deve essere nessuno che ha il potere di revocargli quel diritto, nessuno! Se ha tutte le autorizzazioni, se è consentito dagli strumenti urbanistici vigenti non ci deve essere nessuno, nessun potere deve avere questa possibilità. Perché allora non siamo in uno Stato di diritto, allora non stiamo più facendo le regole. L'onorevole Pirisi l'altro giorno diceva informalmente, cose di questo tipo sono ragionevoli in una fase di vacatio, di transizione, giusto, ma non quando sono tutti approvati perché è un arbitrio, è un grande arbitrio per di più consentito anche nell'emendamento, non solo per la dichiarazione dell'articolo 150 del Codice Urbani ma ha consentito per generici motivi di urgenza, che di validità non lo so, la Giunta? La maggioranza ricordi che la Giunta non sarà sempre la sua Giunta, la maggioranza di oggi, è probabile che sia così ma è probabile di no, e siccome non si è sempre qui dentro.
MASIA (Gruppo Misto). Possono essere anche entrambe le cose.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Sì, è possibile, ad Elmas è così, ad Elmas sono d'accordo entrambi, ma dico per motivi d'urgenza, ed è un motivo generico, in relazione alle finalità di questa legge, sono tante, e in più c'è il Codice Urbani, allora, non è mai accaduto niente di tutto questo? è accaduto una volta in questa legislatura, è accaduto con Tuvixeddu, su cui noi possiamo avere tutti opinioni diverse, io ho la mia, io penso che si possano fare le transazioni, io penso che si debbano fare le transazioni, ma non con le pistole cariche sul tavolo. Quando un giorno se ne vorrà parlare seriamente di questo, un giorno ne parleremo, perché fino adesso non se n'è parlato seriamente, ma su quella procedura i tribunali hanno parlato di sviamento del potere e noi andiamo a fare una norma che amplia a tal punto questo potere da poter sviarsi come gli pare, io chiedo ai colleghi di avere un sussulto su questo, limitate l'articolo 18 al primo comma, basta, il resto non ha senso, non è nella vostra cultura democratica, non è nella cultura democratica dell'Europa.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pileri. Ne ha facoltà.
PILERI (F.I.), relatore di minoranza. Devo dire che sono in perfetta e assoluta sintonia con quanto ha detto nell'intervento l'onorevole Maninchedda e ho degli spunti che derivano dall'intervento che ha fatto prima l'onorevole Uras quando citava i temi essenziali della pianificazione, e cioè parlava di misure di salvaguardia che qualche volta devono essere anche integrali. Quando diceva che il diritto del cittadino imprenditore non deve passare su quelle che devono essere invece scelte più importanti di pianificazione e di tutela del territorio, io dico che questo potrebbe andare bene nel momento in cui c'è una seria pianificazione a monte, però dico anche che è importante che venga garantita la certezza del diritto, cioè una volta espletate tutta una serie di passaggi e di norme a cascata dal Consiglio regionale fino ad arrivare al piano urbanistico comunale io credo che queste norme debbano essere contenute all'interno di questi provvedimenti legislativi ed amministrativi in modo tale che, finita la fase pianificatoria che si conclude con il piano attuativo, non vengano più messe in discussione in maniera discrezionale come previsto dal comma 2 dell'articolo 18, quelli che sono i diritti acquisiti a quel punto dai cittadini. Ma dico che questo articolo è un articolo che contiene, sicuramente, un bel po' di confusione non solo per come scritto ma soprattutto per il contesto temporale nel quale viene collocato perché è vero che la legge "45" dell'89 conteneva un articolo che riguardava le procedure cautelari, cioè l'articolo 14: "per comprovati motivi di urgenza e di relazione alla finalità di quel articolo 1 la Giunta regionale può deliberare provvedimenti idonei eccetera eccetera", ma il contesto in cui è stata approvata la legge "45" dell'89 è diverso dal contesto nel quale ci troviamo oggi, perché la legge "45" dell'89 è stata approvata prima che venissero fatti i piani paesaggistici regionali, quindi è ovvio che, nelle more, nell'attesa che venissero fatti piani paesaggistici regionali e poi quelli urbanistici e quindi i comuni si dotassero di una pianificazione urbanistica nuova ed adeguata ai piani paesaggistici regionali, questa norma poteva trovare eventualmente una giustificazione. Giustificazione che ovviamente non può trovare oggi anche perché, Assessore, con una emendamento voi avevate cercato di introdurre delle misure di salvaguardia che poi sono quelle citate dal consigliere, dall'onorevole Uras, ma vi siete dimenticati però di mettere le misure di salvaguardia, ma anche quelli che sono gli interventi ammissibili, perché nel momento in cui si mettono le misure di salvaguardia bisogna dire cosa non si può fare ma bisogna dire anche cosa si può fare. Quindi credo che questo comma 2 dell'articolo 18 sia, e quelli che seguono ovviamente, rappresentano un potere discrezionale assoluto nelle mani della Giunta come in altri casi, come per il piano paesaggistico regionale che come abbiamo detto deve essere approvato dal Consiglio regionale e non dalla Giunta come le direttive cioè gli atti di indirizzo che devono essere approvati dal Consiglio regionale e non dalla Giunta. Però tutto quello che dovrebbe essere approvato dal Consiglio viene approvato dalla Giunta e non può essere messo in discussione da nessuno, gli atti di pianificazione che invece vengono approvati dai comuni e cioè i piani urbanistici e i piani attuativi sono sotto scacco rispetto alla Giunta perché dipendono dal potere discrezionale della Giunta perché il comma 2 da un forte potere discrezionale e di inibizione delle scelte pianificatorie della Giunta rispetto alla pianificazione dei comuni. Noi ovviamente su questo articolo abbiamo presentato un emendamento soppressivo ma abbiamo presentato anche degli emendamenti che cercano di cancellare il comma 2, 3 e 4.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Io penso che questa norma, se non cancellata, debba essere completamente rivista, e lo faccio sulla base di alcune osservazioni, intanto le misure cautelari sappiamo che sono delle misure eccezionali del nostro sistema e proprio perché sono misure eccezionali, la norma che le disciplina, debbano essere precise, non possono essere formulate con quella genericità, vi si dirà, che è stata ripresa dal vecchio testo della legge urbanistica, la "45", perché se errore c'era allora non può ripetersi nel nuovo testo questo errore e in più con addirittura delle soluzioni che a nostro avviso cozzano con alcuni elementari principi che cercherò di mettere in evidenza. Io non so se la Giunta regionale, quando ha scritto questo articolo, abbia inteso mutuare i poteri degli organi giurisdizionali perché ormai mi pare che tale sia la confusione sull'uso distorto che si fa della legge che poco importa se poi se ne fa come spesso è accaduto anche nel recente passato un abuso, e cioè la Giunta regionale che pensa non solo di poter dettare legge esautorando le prerogative del Consiglio regionale, ma addirittura anche di farne applicazione, nel senso appunto dell'applicazione di misure eccezionali che, proprio per questa loro connotazione, nel nostro ordinamento, sono sempre rimesse ad un soggetto terzo, all'autorità giurisdizionale in particolare. Io dico che bisogna stare attenti, bisogna stare attenti perché conosciamo misure cautelari personali, quelle che appunto i giudici assumono quando devono arrestare qualcuno, conosciamo le misure cautelari cosiddette reali che sono quelle che vengono utilizzate in funzione probatoria o il cosiddetto sequestro preventivo. Conosciamo, cioè, nel nostro ordinamento misure cautelari che vengono poste in essere per la salvaguardia di diritti fondamentali, diritto alla salute, diritti correlati alla persona, diritti correlati al valore ambientale; ma sono sempre tipizzate le situazioni nelle quali anche il giudice può e deve intervenire ed è anche tipizzata la serie procedimentale delle tutele, delle garanzie anche del destinatario di questo provvedimento. Qui, invece, si sta pensando di attribuire non ad un soggetto terzo, ma a un soggetto che in materia urbanistica è parte fondamentale in tutti i processi anche in quelli, diciamo così, residuali deve sempre intervenire la Regione; e quindi immaginate stiamo parlando di un soggetto che ha un interesse diretto e che si arroga il diritto, la facoltà, questo potere che, ripeto, viene solo riconosciuto a organi giurisdizionali terzi, di poter addirittura inibire o sospendere attività già assentite, già autorizzate, già permanesse e che siano addirittura anche se consentite dagli strumenti urbanistici vigenti, ma purché lo motivi. Allora, noi siccome siamo già a conoscenza che anche laddove sono stati motivati alcuni provvedimenti le motivazioni, pur avendo una parvenza di legge e di legalità si sono rivelate, come ricordava l'onorevole Maninchedda, addirittura casi clamorosi di sviamento di potere, di eccesso di potere, casi clamorosi di non conformità, il non uso adeguato del potere rispetto alle finalità che si intendevano perseguire. Allora, di che cosa stiamo parlando? Ma noi ci rendiamo conto di quello che davvero stiamo per approvare? Io non lo so, chiaro c'è chi parla, io dico, inutilmente del sistema imprenditoriale sardo, io non voglio difendere il presidente Soru, che è l'imprenditore per eccellenza in Sardegna, dagli attacchi di Luciano Uras, ma che cosa significa che anche discutendo dell'articolo 18 c'è una prevenzione e un pregiudizio ideologico contro il sistema delle imprese. Ma suvvia. Se lo mantenga tutto questo odio ideologico, perché non è solo pregiudizio ma è odio ideologico verso un sistema, quello produttivo e quella dell'impresa noi lo sosteniamo, noi lo difenderemo perché dal sistema delle imprese, dal sistema produttivo noi riteniamo poi scaturisca il benessere, scaturiscano i posti di lavoro, scaturisca la opportunità perché un sistema economico possa rimanere competitivo nel Mediterraneo e nell'Europa. Abbiamo evidentemente una visione completamente diversa e differenziata su questi aspetti, ma ciò non toglie che debbano essere richiamati anche valori costituzionali. Perché nel momento in cui mi si dice che io pur avendo avuto tutte le autorizzazioni e i permessi da parte delle autorità preposte la Giunta regionale, ad un certo punto, per motivazioni proprie possa inibire o sospendere l'attività, questa è una compressione ad un diritto fondamentale, che piaccia o non piaccia all'onorevole Uras, che è la tutela della proprietà privata. E questo è un esproprio bello e buono che si sta celando sotto le belle formulette di una norma che, a nostro giudizio, deve essere integralmente cassata, o quanto meno corretta. Allora, se questa norma, Assessore, io confido nella sua intelligenza e serietà, se questa norma venisse formulata in termini espliciti, cioè se si tipizzassero i casi nei quali la Giunta regionale può e anzi è doveroso intervenire, anche per assumere provvedimenti di natura cautelare, su questo possiamo discutere. Perché noi possiamo discutere che ci può essere un caso nel quale sono presentati falsi documenti, per esempio, che hanno indotto in errore chi doveva rilasciare i permessi, ma su questo badate non c'è bisogno di scrivere una norma di questa natura, perché il potere di revoca e il potere di inibire la prosecuzione esiste già, perché è già un potere che è in capo alle autorità amministrative. Congegnata in questo modo davvero dà un potere smodato e smisurato e siccome ci sono giunte e assessori consapevoli e anche seri, io non mi fido mai di quelli che potranno, anche nel futuro, venire e fare di testa loro.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pittalis.
E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). La norma di cui stiamo discutendo è indubbiamente… siamo arrivati a un punto importante di questa legge perché l'impianto di una legge fatta così, com'è stato detto, per modernizzare, adeguare ai tempi, riordinare un sistema di norme per l'utilizzo del territorio… Presidente chiedo scusa, ma non mi sembra che ci siano le condizioni per discutere di questi argomenti così.
PRESIDENTE. Onorevole Pirisi.
LA SPISA (F.I.). Ci sono articoli e articoli c'è, come dicevo, l'impianto di una legge che può non essere considerato tutto negativo, dimostrando che su un problema di questo genere si può anche tentare di fare una norma, una legge organica che sistemi l'assetto normativo sulle norme che regolano l'utilizzo del territorio. Ma ci sono articoli, come questo…
PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, prego. Onorevole…
LA SPISA (F.I.). E' strana la distrazione voluta o tollerata su una questione di questo genere, è strana perché su questo punto si gioca la vostra credibilità sul piano politico. Cioè, si gioca voi vi giocate esaminando questo articolo e soprattutto l'emendamento della Giunta, vi giocate la vostra credibilità sinceramente, perché voi dite facciamo una legge che sia equilibrata, che ridia competenze al Consiglio regionale, che riequilibri il sistema dei poteri nella gestione del territorio, che dia dignità alle autonomie locali e poi, se fate passare un articolo e un emendamento di questo genere, consentite all'approvazione di una norma che, così come è congegnata e così come viene ulteriormente corretta, si configura proprio come una di quelle tante leggi speciali contro cui la sinistra negli anni difficili della lotta al terrorismo, della lotta contro l'emergenza democratica, ha sempre detto che un sistema democratico deve fare a meno. Un sistema democratico deve fare a meno di norme speciali e invece, in questo modo, pur cercando di sistemare il sistema normativo distribuendo i poteri e cercando di rendere equilibrato tutto l'assetto delle norme, consentite però che la Regione - ma soprattutto la Giunta regionale - possa intervenire, anche modificando, stravolgendo diritti soggettivi ormai maturati, dopo procedimenti complessi (e che da questa legge vengono ulteriormente resi complessi) che portano poi un'Amministrazione comunale, dopo tanti confronti, a dare una autorizzazione o una concessione e che poi invece portano, sulla base di una valutazione che certo deve essere supportata da una motivazione come scrivete, ma che è una motivazione basata sulla prevalenza di un interesse pubblico che, denominata così, definita in questo modo è talmente generica da lasciare spazio all'arbitrio più assoluto. Per sospendere per alcuni mesi, per poter poi portandola in Consiglio regionale e avendo anche qualunque Governo minimamente forte (non certo in una fase così difficile come il termine di questa legislatura ma magari in altri momenti in cui il Consiglio e in totale assonanza rispetto la Giunta regionale) la possibilità di bloccare per mesi interventi che sono passati al vaglio rigorosissimo di richieste di autorizzazione o di concessione, di Piani urbanistici generali, di Piani attuativi, di Piani per l'utilizzo dei litorali, di Valutazioni di impatto ambientale, di Valutazioni di impatto strategico, di esami sugli effetti sul sistema idrogeologico del territorio, sulla base di tutte le valutazioni di tutti gli input e i vincoli che può mettere il Piano paesaggistico regionale, nonostante questo date la possibilità a qualunque Giunta regionale, voi sperate una vicino a voi, ma a qualunque Giunta regionale (che non sempre potrà essere vicina a voi), la possibilità di interdire l'esercizio di un diritto soggettivo: non è più un interesse legittimo, si tratta di diritti soggettivi!
Questa è una norma speciale, è una legge speciale contro cui voi dovreste ribellarvi, perché incrementa a dismisura il potere assoluto del vertice politico regionale, contro tutto e contro tutti, ma mina soprattutto la credibilità delle autonomie locali! Ma quale imprenditore può pensare di fare un investimento importante per lo sviluppo di un territorio, sottoponendosi al vaglio e magari alla riduzione di tante sue pretese - magari speculative come dice Uras - ricomposte, riportate ad interessi economici compatibili con l'interesse pubblico, sulla base del quale un Consiglio comunale o un Sindaco approvano piani, danno concessioni e poi per mesi qualunque intervento, di qualunque imprenditore può essere bloccato perché la Giunta regionale intravede un interesse pubblico prevalente sulla base del quale, con una motivazione che sappiamo bene che qualunque buon leguleio può costruire in qualunque modo? Con quale credibilità noi possiamo chiedere a qualunque sistema imprenditoriale, a qualunque sistema sociale di guardare alla Sardegna come una terra in cui si vive secondo il diritto e non secondo un regime di polizia?
Questo è quello che voi oggi, se approvate questo articolo secondo l'emendamento della Giunta, vi apprestate a fare. Se lo fate, noi non possiamo fare altro che dire e ribadire che non vi è evidentemente la possibilità di un dialogo costruttivo, di un confronto vero, di un confronto in cui ci si possa guardare in faccia tra parti diverse tenendo presente che abbiamo tutti un interesse generale da tutelare, da difendere.
Io spero che ancora su questa questione vi sia la possibilità di un ripensamento, e vi sia la possibilità magari di una sospensione dell'argomento, di un ripensamento perché si possa ancora evitare che in questa Regione il Consiglio regionale sia disponibile a fare leggi ad personam, o se non ad personam a fare leggi che possano avere comunque un indirizzo preciso contro cui mandare atti amministrativi di qualunque Giunta regionale che, a seconda di interessi da tutelare o da comprimere, di simpatie da favorire o da contrastare, possa in qualche modo comprimere l'esercizio di una normale, giusta, equilibrata possibilità di sviluppare secondo la libertà e la giustizia le proprie attività, per le famiglie, per i soggetti privati, per i soggetti che possono in qualche modo pensare all'utilizzo del territorio come una cosa pulita, per lo sviluppo ma pulita, pulita rispetto alle speculazioni possibili ma rispetto anche a qualunque arroganza del potere.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.
PORCU (P.D.). Presidente, io non sono intervenuto in aula nel corso della legge urbanistica ma devo dire che questo argomento, che è anche strettamente collegato, a mio avviso, ai fatti di questi giorni legati ai gravi eventi alluvionali che hanno colpito alcune zone della Sardegna, credo che meriti un contributo personale e politico di ognuno di noi. Io non voglio adesso rispondere sul piano ideologico -diceva l'onorevole Pittalis che su questa norma ci sarebbe odio ideologico - perché sarebbe troppo facile, io credo che sia stato altrettanto ideologico, o assolutamente ideologico, anche l'intervento dell'onorevole La Spisa che ha parlato di leggi ad personam, di stravolgimento di diritti soggettivi, di imprenditori che scapperanno e non investiranno nell'incertezza, ha parlato di regime di polizia e non di diritto. E per che cosa? Per una norma assolutamente transitoria che sospende per soli tre mesi degli atti e delle costruzioni consentite dagli strumenti urbanistici vigenti…
MORO (A.N.). Sei mesi!
PORCU (P.D.). Sei mesi se sono prorogati al Consiglio, con intervento del Consiglio, quindi non per un atto d'imperio.
Io credo che se noi esaminassimo con più pacatezza su questo articolo lo riterremo, credo a ragione, un aspetto qualificante di questa legge: non una lesione di un diritto soggettivo ma una salvaguardia in casi in cui, come spesso può succedere, anche gli strumenti nati con le migliori intenzioni, con i migliori studi e le migliori pianificazioni (Piani paesaggistici o i futuri PUC), possono non aver previsto tutto il prevedibile, perché non credo che esista piano paesaggistico per sempre e non credo che possa esistere PUC per sempre. Allora, questa norma ci dà la possibilità, per un periodo assolutamente transitorio, di rivedere anche uno strumento urbanistico vigente e, soltanto in casi comprovati, cartograficamente delimitati e perimetrati, prevedere una sospensione temporanea. Questa facoltà, che è anche prevista dal Codice Urbani, è stata utilizzata, anche da questa Giunta così accentratrice come l'ha descritta l'onorevole La Spisa, soltanto due volte in quattro anni: evidentemente non c'è questa corsa alla lesione dei diritti soggettivi. E io invito l'Aula a riflettere che questa norma potrebbe essere d'aiuto non soltanto nel caso di scoperta di beni archeologici, di beni e culturali, magari durante uno scavo, durante l'apertura di una nuova strada (cioè eventi e beni che non potevano essere magari previsti dagli studi fatti fino a quel momento per quanto validi), ma questa norma potrebbe per esempio essere applicata anche in casi come quello che ha colpito per esempio Capoterra in un PUC, uno strumento paesaggistico, un PAI, magari non hanno previsto che quello strumento urbanistico ha approvato costruzioni in zone dove esistono gravi, gravissimi rischi idrogeologici e magari sospende la vigenza di quegli strumenti per consentire con pacatezza e serenità di approfondire se esiste il rischio e se sia opportuno di perpetuare in un errore che può costare anche delle vite umane.
Quindi io dico, fuori dalle ideologie, capisco anche che l'Aula ci porta a come indire a sollevare i toni a volte, e ci porta anche attraverso commi molto specifici come il comma 2 dell'articolo 18, a chiamare argomenti alti, ma io invito i colleghi dell'opposizione alla pacatezza a valutare questo articolo quelle che è, e in definitiva a considerarlo un modo per, come dire rimediare, ad eventuali errori od omissioni che anche nei migliori strumenti possono esistere.
PRESIDENTE. Grazie. Onorevole Gianvalerio Sanna, onorevole Cugini le darò la parola poi per dichiarazione di voto o altro perché la discussione generale era chiusa. Mi dispiace.
CUGINI (Sinistra Autonomista). E' un argomento che non scade.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico agli enti locali, finanze ed urbanistica. Grazie, Presidente. Ma insomma anche io sono un po' sorpreso, colleghi, del fatto che probabilmente ormai di tutte le cose se ne vuole fare una idea di un sospetto permanente. Le leggi si fanno ovviamente sulla base anche di quelli che sono alcuni presupposti, alcune esperienze, ma certo non introdurre elementi di arbitrio. E che la dicitura dell'articolo 14 della legge numero 45 nella richiesta della sola motivazione fosse di per sé suscettibile di una... questo è facilmente riconoscibile infatti la nostra riflessione probabilmente va detto prima di quando l'abbiamo espresso nell'emendamento, e che la condizione di oggi è enormemente diversa da quella che probabilmente c'era nel 1989 noi l'abbiamo fatta questa riflessione. Però non abbiamo potuto dimenticare, come molti di voi, probabilmente sanno bene, che le leggi regionali si fanno ordinariamente sulla base del contesto della normativa nazionale della quale discende anche il compito della vigilanza e l'onere di prevedere misure cautelari e di salvaguardia di questa fattispecie. La legge urbanistica nazionale del 1942, ormai stiamo aspettando che venga rinnovata e aggiornata, prevede addirittura di questo tempo di sospensione, prevedeva almeno nella stesura iniziale poi aggiornata con la legge numero 517 del 1966, che questa sospensione durasse persino 2 anni, no? Noi stiamo parlando di tre mesi e quello che noi vogliamo dire in questo articolo è che il principio necessario dell'auto tutela della pubblica amministrazione rispetto al prevalente interesse pubblico su questioni che possono attenere le trasformazioni territoriali non precedentemente prevedibili sia un atto di garanzia del principio di tutela dei cittadini rispetto al valore che certi beni hanno nei confronti della collettività, perché a questo serve questo principio, molto largo, certamente, nella dizione della legge numero 45, ma in questo caso noi non abbiamo nessuna difficoltà a precisare che la ragione di urgenza deve essere anche essere legata alla tutela del prevalente interesse pubblico, perché non si ammetterebbe in maniera diversa questo articolo. Ed è questo il senso che nel fa discendere un'obbligazione della legge urbanistica nazionale ma anche l'esigenza di far fronte a condizioni che oggi noi non sappiamo quanto siano prevedibili, perché legate anche alla capacità di pianificazione dell'uomo, che voi conoscete bene, ha un limite alla perfezione e all'assoluta certezza delle questioni; tant'è che questo strumento, in una Roma capitale, dove sotto i pavimenti e le strade si ritrovano altre città, che comunque non potevano essere conosciute attraverso gli strumenti di pianificazione, inducono l'amministrazione pubblica a tutelare quei beni perché si possa trovare il sistema di salvaguardarsi, questo è il senso. E se serve aggiungere dei termini e delle postille che in qualche modo possono dire ancora bene, questo è quello che intendiamo proporre. E lo intendiamo proporre nell'interesse non del sospetto o dell'idea del sospetto, ma dell'idea che la pubblica amministrazione ha dei doveri nei confronti della collettività e non mi basta, onorevole Maninchedda, che mi parli di Elmas, perché lei mi deve parlare di Elmas, della variante approvata, dell'accordo di programma firmato e non dell'intenzione di uno di fare una cosa che ancora è solo un'intenzione, perché poi dovrà fare i conti con le regole, con le norme, con le compatibilità, sulle quali nessun dirigente, se pur ci fosse qualche membro delle istituzioni coraggioso da affrontare questo cimento, ma nessun dirigente si azzarderebbe di correre rischi sul proprio profilo patrimoniale, personale, affrontare questioni che hanno questi profili di illegittimità. Qualcuno lo ha fatto e qualcuno lo farà successivamente. Tuttavia noi dobbiamo credere fermamente, che non dobbiamo avere né sospetto sulle questioni e neanche sospetto preventivo su ciò che la gente e i cittadini sceglieranno come propria classe dirigente, perché anche in quel caso, chiunque esso sia, non viene e non potrà mai operare in questa Aula e fuori di quest'aula sui tavoli del Governo collocandosi al di sopra della volontà popolare, ma dovrà sempre agire finché ci sarà democrazia all'interno delle regole del sistema democratico e comunque accompagnate dalla legittimazione, sapendo che rispetto a questa legittimazione ci sarà un punto terminale di giudizio consultivo su quell'attività, lì sta il meccanismo di funzionamento. Per cui credo, insomma poi, adesso è affidato al relatore, magari la possibilità di precisare questo ambito, lungi da noi di proporre elementi di apertura della discrezionalità, ma esclusivamente quello di rimanere nell'ambito della straordinarietà e della tutela del prevalente interesse pubblico così come peraltro opera l'articolo 150 del Codice Urbani che anche esso per la parte paesaggistica tutela quella parte la parte di competenza, ma non può avere una estensibilità a quelli che sono gli strumenti della pianificazione urbanistica generale.
DEDONI (Riformatori Sardi). Voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi, relatore.
PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Sì, Presidente. Contrario sull'emendamento numero 92; l'emendamento numero 47 in sostanza dovrebbe essere ritirato perché c'è un emendamento sostitutivo totale che è l'emendamento numero 286 presentato dalla Giunta. Negativo sull'emendamento numero 150, numero 143, numero 142, numero 141.
Presidente, io così magari intervengo comunque successivamente, però vorrei dire, se mi è permesso, che tanti degli argomenti che sono stati posti dai colleghi sollevano delle perplessità che sono assolutamente legittime, e molte osservazioni che sono state fatte anche condivisibili. Perché quando un'autorizzazione, una concessione ha superato tutte quelle che sono, diciamo, le prove legate cioè alla coerenza legate, diciamo, all'approvazione di strumenti urbanistici che sono stati centrati a partire dal piano paesaggistico regionale, il PUC ai PUL se esistono, ai piani attuativi e quant'altro e successivamente e la Giunta possa intervenire per inibire questo diritto o anche solo per tre mesi, certo è un fatto inusuale diciamo la verità, però mi pare che l'Assessore abbia argomentato in maniera soddisfacente. Si tratta di provvedimenti che hanno una valenza assolutamente eccezionale. Allora io proporrei anche, se mi è consentito, ma non è stata neanche concordata, diciamo, questa ipotesi di sostituire il comma 2 dell'emendamento numero 286 con la seguente dicitura: "per comprovati motivi di urgenza ed eccezionalità esplicitamente motivati dal prevalente interesse pubblico ed in relazione alle finalità di cui alla presente legge nonché ai sensi dell'articolo 150 del decreto legislativo numero 42 del 2004 e successive modificazioni, la Giunta regionale può deliberare provvedimenti idonei ad inibire o sospendere, per un periodo non superiore a tre mesi, non rinnovabili, trasformazioni di destinazioni d'uso e costruzioni su aree pubbliche o private anche se consentite dagli strumenti urbanistici vigenti". Il terzo comma così modificato: "Il provvedimento della Giunta regionale deve indicare e perimetrare cartograficamente i beni oggetto del provvedimento e deve essere immediatamente trasmesso al Consiglio regionale che può aumentare il periodo di inibizione o sospensione fino a sei mesi". Il comma 4 è soppresso. Mi rendo conto che non soddisferà pienamente quelle che sono le osservazioni che sono state fatte, però, in tutti i casi chiederei ai colleghi e al Consiglio una valutazione attenta anche di questi elementi che circoscrivono, in maniera molto forte, quella che può essere considerata una facoltà molto ampia dell'Esecutivo. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Sì, prego onorevole Pirisi.
PIRISI (P.D.). Grazie Presidente. Sì, volevo dire che si può fare la fotocopia e distribuirlo. Non è presentato sotto forma di emendamento, ma è una riscrittura dei commi 2 e 3.
PRESIDENTE. Facciamo due minuti di sospensione, per consentire la distribuzione dell'emendamento. Chiediamo intanto il parere della Giunta... onorevole Pinna, comunque l'avremmo fatto dare il parere, magari anche la Giunta avrebbe avuto modo di conoscere questo testo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.
SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. La valutazione della Giunta è conforme a quella del relatore anche sulla modifica del comma 2 e del comma 3.
PRESIDENTE. Va bene. Facciamo cinque minuti di sospensione perché venga distribuito questo nuovo testo.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 38, viene ripresa alle ore 17 e 53.)
PRESIDENTE. Va bene colleghi, possiamo andare avanti. Abbiamo concluso la discussione generale, acquisito i pareri del relatore e della Giunta sull'articolo 18 e sugli emendamenti, soprattutto, siamo al soppressivo totale "92" dell'onorevole Pileri. I colleghi che sono iscritti possono farlo per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUGINI (Sinistra Autonomista). La ringrazio, Presidente. Dell'insieme degli emendamenti soffermo la mia attenzione, perché mi pare che dobbiamo parlare per 3 minuti, solo sull'emendamento numero 286.
PRESIDENTE. E allora posso, onorevole Cugini, darle la parola quando arriviamo all'emendamento numero 286?
CUGINI (Sinistra Autonomista). La ringrazio.
PRESIDENTE. Grazie a lei. Se poi intende parlare sull'emendamento numero 92, naturalmente ha la parola sul "92". Grazie, onorevole Cugini.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, grazie Presidente. Io voterò contro l'emendamento numero 92. Tuttavia, siccome l'emendamento intende sopprimere l'articolo nel suo complesso, e siccome sono state anche proposte delle modifiche all'articolo, comunque, volevo porre come chiarimento relativamente ai contenuti che ha proposto l'onorevole Pirisi. Intanto volevo capire l'utilizzo dei termini; se per "inibire" si intende vietare, si tratta di un divieto...
PRESIDENTE. Posso chiedere scusa anche a lei, onorevole, certo che stiamo parlando dell'articolo, ma questo emendamento sopprime l'articolo, poi parleremo dell'emendamento numero 286, di cui ha parlato l'onorevole Pirisi, allora magari più propriamente può intervenire.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, però, Presidente, quello che sto dicendo è contenuto nel testo dell'articolo che stiamo esaminando, quindi, sia che io mi riferisca all'emendamento che all'articolo, risulta che nel comma 2, nel comma 3 e nel comma 4 sono compresi i termini a cui mi sto riferendo, cioè il termine "inibire". Allora, d'altra parte si sta ponendo nel comma 3 la questione del rapporto tra Giunta e Consiglio relativamente al periodo di inibizione o di sospensione. Mi sembra che ci sia comunque una contraddizione interna, perché la Giunta sospendere o vieta per tre mesi, e si dice che non può essere reiterato il tempo, al Consiglio si dà, invece, la possibilità di aumentare questo tempo per altri tre mesi, e quindi c'è una contraddizione tra un comma e l'altro. Tra l'altro non si capisce in che modo poi si proceda qualora questi tre mesi trascorrano e non sia intervenuto alcunché sulla parte che si intende modificare. Quindi io chiedo che nella parte successiva si chiariscano questi aspetti, perché anche con la nuova formulazione non c'è un chiarimento e una precisione su come si procede poi dopo la sospensione. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie a lei, onorevole Caligaris, terremo conto delle cose che lei ha detto quando affronteremo i commi e l'articolo di cui la stessa ha fatto cenno.
Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Signor Presidente, io voterò a favore dell'emendamento perché alla fine lo scopo dell'articolo non è la dichiarazione di interesse pubblico già disciplinata dall'articolo 150 del Codice Urbani, perché è già disciplinata. Lo scopo dell'articolo è aggiungere, a una procedura già chiara di dichiarazione di interesse pubblico, delle altre possibilità molto generiche che riguardano le finalità della presente legge, che sono molto ampie e, torno a dire, arbitrarie nella definizione attuale. L'urbanistica è competenza primaria, voi la state disciplinando, qualora un articolo volesse disciplinare una fase di inibitoria doveva farlo nel periodo che intercorre tra l'adozione dei piani e il loro adeguamento al piano paesaggistico; altre possibilità di deroga non dovrebbero essere previste perché sono previste mille possibilità di controllo e di adeguamento delle cose, anche già concesse a sopravvenute novità. Per cui voto con convinzione per l'abolizione dell'articolo perché è contrario alla cultura giuridica.
Assessore, una parola su Elmas. Io, lei lo sa, non sono abituato a parlare per chiacchiere, le ho parlato di atti distribuiti in consiglio comunale. Se lei mi dice: "Quando arriveranno ci saranno funzionari competenti", io mi permetto di ricordarle due episodi. Il funzionario che ha detto al suo Assessore dei lavori pubblici che l'atto su Tuvixeddu configurava un abuso di ufficio è stato trasferito ai trasporti; il funzionario che ha dato il parere di legittimità sulle anticipazioni dal futuro dichiarate incostituzionali è al suo posto; il giorno che vorremmo scrivere la storia dell'autonomia dell'amministrazione durante questa legislatura io avrei da scriverne diversi capitoli.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Signor Presidente, l'articolo 18, lo dirò, non è uno strumento per realizzare arbitri, perché se partiamo da questo tipo di presupposto io dico - ma, lo avevo già detto -, torniamo nella sede opportuna delle riflessioni, anche tecniche, perché non è matura la discussione. Non può essere la legge urbanistica una sede di risoluzione del conflitto politico, non generale tra visioni, come quella mia e quella che sta all'opposto e che prima esprimeva l'onorevole Pittalis, non può essere la legge urbanistica una sede di regolamento di conti, perché chi ne viene danneggiato è il cittadino, e allora noi ci dobbiamo preoccupare di quello che c'è scritto e andare al merito: è possibile che in ragione… Badate le finalità sono definite nell'articolo 2. Sono troppe le finalità? Alcune sono essenziali e non è che le possiamo cancellare le possibilità di intervento, badate, con formulazioni giuridicamente acrobatiche che poi, alla fine, tutti gli interpreti di questa terra finiranno per complicare, ma le finalità dell'articolo 2, c'è la lettera h), messa in sicurezza degli abitati e del territorio dai rischi di dissesto idrogeologico. Io invito l'Assessore, mi sarebbe piaciuto che fosse stato lui o l'Assessore dei lavori pubblici a dirlo, ma girate la Sardegna, mandate 30, 40, 50 tecnici a regola verificare ogni situazione perché è già urgente l'intervento, dove si sta realizzando, in situazioni di crisi e se ve le segnalo io, badate, voi non avete fatto il vostro mestiere e non state bene dove siete. E allora noi dobbiamo avere gli strumenti per intervenire. Si definiscano quali sono le finalità, ma non si faccia un utilizzo preconcetto delle norme. Io voto contro la soppressione dell'articolo 18, sono per la sua specificazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, io voterò a favore della soppressione dell'articolo 18 e devo dire che ci ritroviamo ancora una volta su uno di quegli argomenti che dimostrano come non è possibile attivare un dialogo tra le parti di quest'Aula, nel senso che al di là delle generiche aperture al dialogo e al confronto che vengono sollecitate spesso in quest'Aula, e lo sono state modo particolare nella legge urbanistica, poi ci fermiamo di fronte a questioni che sono, a mio avviso, culturali, nel senso che le volte che a me viene richiesto: "Ma come mai tu ti collochi come concezione politica all'interno di uno schieramento di centrodestra e non in quello di centrosinistra?", beh, il motivo è questo. Il motivo è che io credo nella certezza del diritto, quindi credo che il Parlamento, all'interno del quale esiste una maggioranza, abbia il dovere e il diritto di fare delle regole e abbia il diritto di scegliere le maglie di queste regole, se sono maglie strette, se sono maglie larghe, se specificano una concezione di gestione del territorio che è quella che è in testa alla maggioranza. Questo è un diritto che è riconosciuto alla maggioranza. Però una volta che le regole sono fatte il Governo regionale, la Regione, lo Stato è l'interprete di queste regole. Questa è la certezza del diritto e questo è il senso della certezza del diritto. Voi avete una diversa concezione di chi è il custode delle regole, per voi non c'è una custodia delle regole!
Per voi c'è uno Stato, c'è una Regione che meglio dei cittadini incarna il senso etico, quindi voi ritenete…
PIRISI (P.D.). Ma il Parlamento nazionale cosa sta facendo? Ma non dica fesserie! Il lodo Alfano ----
VARGIU (Riformatori Sardi). Il collega Pirisi, che non sa ascoltare…
PIRISI (P.D.). No, io ascolto con attenzione.
VARGIU (Riformatori Sardi). …anche questo dimostra di non avere metabolizzato la cultura liberale di cui pure questo Consiglio è impregnato e di cui anche lui qualcosa di buono dovrebbe aver digerito, invece non ha digerito perché non ha stomaco, perché se manca lo stomaco per digerire le elementari regole del confronto, purtroppo non possono essere metabolizzate. Allora non ci può essere qualcuno che interpreta meglio del Parlamento regionale il senso etico delle regole e quindi che riesce ad andare oltre le regole perché comunque incarna più di tutti un'eticità che noi pensiamo che sia nei cittadini, nel Parlamento e nelle regole e voi, invece, pensate che sia nello Stato e nel potere. E' questo l'errore che voi fate e che anche in questa legge state facendo, come già avevate tentato di fare nella prima legge urbanistica che venne portata in questo Consiglio regionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PIRISI (P.D.). Il Governo Berlusconi sta facendo proprio quello che dice lei! E' di destra o di sinistra? Ajò, onorevole Vargiu! E stia meglio alle cose di qua!
VARGIU (Riformatori Sardi). Pirisi, … della norma!
PRESIDENTE. Beh, colleghi…
PIRISI (P.D.). Ma non devo andare a dire queste cose che hai detto! Ma stai alle cose di cui parliamo!
(Interruzioni del consigliere Vargiu)
PIRISI (P.D.). Ma dai! Ma tu puoi parlare di cultura? Sei depositario della cultura… ma lascia stare! Ajò! Ma sei depositario tu e il Governo di Berlusconi della cultura democratica e liberale? Ma per favore!
PRESIDENTE. Onorevole Pirisi, cosa facciamo? No, noi siamo anche interessati a questo siparietto, però se proseguiamo la discussione forse va meglio, in modo ordinato.
PIRISI (P.D.). Chiedo scusa a lei, Presidente.
PILERI (F.I.). Sì, un po' di nervosismo da parte dell'onorevole Pirisi, insomma, può essere anche giustificato perché difendere, così come sta facendo, la legge non è certo semplice. Ovviamente il voto sull'emendamento è un voto favorevole, poiché la proposta di modifica che è stata fatta assolutamente non cambia la sostanza del comma 2 dell'articolo 18 e quindi rimane assolutamente in piedi una assoluta e inammissibile discrezionalità della Giunta che toglie la certezza di diritto non solo ai cittadini, ma anche agli enti locali che, adeguando i PUC e i Piani attuativi, si vedono sottratti di quella che dovrebbe essere la loro potestà amministrativa. L'onorevole Uras ha detto e ha richiamato quanto è accaduto questi giorni, cioè gli eventi calamitosi, oltre quelli di Capoterra quelli che si sono verificati avantieri in tutta la Sardegna, a partire dalla Gallura, la Baronia, Trexenta, Ogliastra, Nuorese, Campidano, Medio Campidano. Ed è per questo che noi abbiamo chiesto non che i tecnici vadano, e siamo pienamente d'accordo, ma che noi andiamo a verificare quello che è successo e a renderci conto. Abbiamo chiesto una riunione della quarta Commissione con un sopralluogo in tutti i territori della Sardegna e quindi ovviamente questo emendamento rimane in piedi e, ripeto, il voto è favorevole anche perché quanto dichiarato dall'Assessore non ci soddisfa, anche perché qualcosa che riguarda l'inibizione e la sospensione dei lavori e già prevista dall'articolo 150 del decreto Urbani, è molto chiaro, quindi basterebbe applicare quello.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Intervengo per sostenere l'emendamento e per preannunciare che, pur nello sforzo di fare sintesi anche della discussione, il relatore ha ipotizzato una soluzione che, a nostro avviso, è peggiore anche del testo in discussione. E' peggiore perché introduce anche il riferimento all'articolo 150 del decreto legislativo numero 42. Ora, se si mutuasse ciò che è inserito nel decreto legislativo numero 42 del 2004, se si mutuasse la norma e cioè l'articolo 150, saremo anche d'accordo. Perché, badate, innanzitutto non parla di misure cautelari, quindi cerchiamo di tornare veramente con i piedi per terra, parliamo di provvedimenti di inibizione e di sospensione, eventualmente, perché non è arrogato a nessuno il potere di incidere su diritti o situazioni già consolidatesi e che rappresentano dei veri e propri diritti soggettivi che, può non piacere all'onorevole Uras che ha una visione comunista delle vicende economiche e sociali, ma noi ci mettiamo anche dalla parte di quegli imprenditori che sono anch'essi cittadini, che sono destinatari di provvedimenti e che logicamente devono essere salvaguardati perché l'affidamento che ripongono sui provvedimenti della pubblica amministrazione non può essere assolutamente pregiudicato da valutazioni postume. Allora, o la legalità esiste ed esiste la situazione di legittimità ab origine o non si comprende perché sia un periodo di sospensione di tre mesi che la può rimuovere. Allora, se vogliamo mutuare ciò che è inserito nel decreto numero 42, noteremo che si parla di sospensione e di inibizione relativamente ai casi in cui non si ha autorizzazione o ai casi dove si dice testualmente "capaci di pregiudicare il bene", che è cosa ben diversa. Qui si tipizzano situazioni e non si lascia alla discrezionalità, che poi sappiamo bene può anche sfociare nel libero arbitrio. Ecco perché riteniamo che la soluzione indicata dal relatore non ci soddisfa, per cui continuiamo a mantenere la posizione di sostegno all'emendamento, in questo caso, numero 92.
PRESIDENTE. Votiamo l'emendamento soppressivo numero 92. E' stata richiesta la votazione elettronica da otto colleghi.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 92.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Prende atto che i consiglieri Davoli e Salis hanno votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Cappai - Cassano - Contu - Dedoni - Farigu - Floris Mario - Gallus - La Spisa - Liori - Lombardo - Maninchedda - Marracini - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Pittalis - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Agus - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Giagu - Lanzi - Licheri - Manca - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Tocco - Uggias - Uras.
Si è astenuto il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 58
votanti 57
astenuti 1
maggioranza 29
favorevoli 21
contrari 36
(Il Consiglio non approva).
Passiamo all'emendamento soppressivo parziale numero 47, che ha il sostitutivo totale numero 286, che ha una ulteriore specificazione nel testo che vi è stato distribuito.
Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Signor Presidente, per confermare che aver deciso, non all'unanimità, ma a larghissima maggioranza, di tenere la legge in Aula era una scelta giusta perché dà la possibilità ai colleghi come me, che non fanno parte della Commissione urbanistica, di intervenire per cercare di contribuire a meglio definire il testo. Io credo che il relatore, il collega Pirisi, quando è intervenuto per dare il parere, è anche intervenuto nel merito e ha proposto dei suggerimenti importanti, però credo che debbano essere richiamati perché li considero insufficienti. Perché li considero insufficienti? Perché... il collega Pittalis parla di comunismo tentando di offendere, noi parliamo di comunismo come bene della collettività...
PITTALIS (F.I.). No, assolutamente, è una visione diversa, non per offendere!
CUGINI (Sinistra Autonomista). Poi, collega Pittalis, in tempi come questi dove falliscono le banche e interviene la Comunità per dare una qualche risposta, mi pare che è un termine ormai largamente condiviso.
PITTALIS (F.I.). Era per il collega Uras!
CUGINI (Sinistra Autonomista). Ma siccome il collega Uras è sensibile, per lui rispondo io. Allora, io credo che si debba fare un ulteriore sforzo, perché io comprendo perfettamente qual è la finalità dell'emendamento, però, Assessore, noi stiamo parlando in astratto, non della Giunta attuale che non sbaglia mai come abbiamo visto anche dalle sentenze, ma quando ci saranno anche altri è bene avere un testo di legge che non sia da interpretare, che sia preciso. Allora, le finalità, il collega Uras le richiamava, l'articolo 2, f), g) e h) sono finalità precise che permettono di intervenire in modo specifico. Diversamente, chiudo, il rischio è che un mio diritto intervenga negativamente nei confronti di altri che hanno diritti e il mio diritto non è più un diritto perché lede i diritti della collettività. Gli esempi di questi giorni sono sotto gli occhi di tutti. Allora, fare norme precise permette di dare certezze per quanto riguarda il futuro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Io a questo emendamento, come Gruppo, sottolineo che avevamo presentato la soppressione dei commi 2, 3 e 4 e chiaramente sottolineo anche il fatto che tutto l'articolo contiene un comma 1 che noi riteniamo, essendo quello che contiene le misure di salvaguardia, estremamente importante e quindi la soppressione totale sicuramente avrebbe arrecato danno, e non poco, a questa legge. Al contrario, per ciò che riguarda invece l'aspetto che evidenzia quella che è la misura cautelare che io ritengo all'interno di una legge debba esserci e debba essere contenuta o siamo arrivati alla convinzione che era giusto ritirare quell'emendamento che richiedeva la soppressione dei commi 2, 3 e 4 naturalmente però mediando e cercando di trovare soluzioni che servissero ad interpretare appunto l'esigenza di misure cautelari che all'interno di questa legge devono essere pure contenute. Io apprezzo molto l'intervento dell'onorevole Cugini che chiede un ulteriore riflessione su quella che è la proposta perché chiaramente questo è un argomento che non deve lasciare sicuramente possibilità di iniziative di carattere soggettivo. Per cui, limitare al massimo quelli che sono le opportunità di intervenire, lo sforzo che si sta facendo mi pare che sia in questa direzione, e se non è sufficiente appunto solo nella linea che due minuti di sospensione possano essere ancora utili, mi pare che siano necessari proprio perché l'esigenza di misure cautelari la ritengo necessaria, l'esigenza altresì di fare in modo che ci siano diritti certi e comunque l'opportunità di salvaguardare cittadino che non è soltanto quello che sta andando ad operare ma anche colui che da quella operatività può subirne dei danni, mi sembra che nella legge debbano essere contenuti. Per cui io sono d'accordo, per poter ancora riflettere un attimo su quello che è l'emendamento oppure voglio dire che va in quella direzione, se ancora pure non è sufficiente per cercare di migliorarlo perché credo che forse facciamo bene la legge.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (P.D.). Io voterò contro l'emendamento numero 47, però io credo che la discussione che stiamo svolgendo soprattutto sul comma 2, sia una discussione utile perché effettivamente abbiamo una giusta preoccupazione che la necessaria possibilità ed esigenza di tutela e di salvaguardia, con quella del diritto che in uno Stato di diritto è la certezza del diritto, che questi due punti trovino una giusta rispondenza nella legge che stiamo discutendo. C'è uno sforzo in atto, già la proposta avanzata dal relatore, l'onorevole Pirisi, che lavorando sull'emendamento all'emendamento, sul 286, emendamento al 47, introduce un riferimento esplicito alla norma di tutela del paesaggio e al decreto legislativo numero 42, al decreto nazionale, dà al comma 2 un ancoraggio e una valenza più precisa, più specifica, e gli toglie questo carattere generalista che, se rimane così, si presta senza dubbio ad essere una norma che non garantisce diritti acquisiti e che non garantisce la certezza del diritto, io ragiono non pensando né alla Giunta attuale né alla Giunta di domani questa è una legge che resterà in vigore per 20, 25 anni, come una legge urbanistica degna di questo nome è probabile che rimanga in vigore quindi io credo che noi abbiamo il dovere di riflettere attentamente su questa questione. Io penso che il comma 2 possa essere legato alla fase transitoria, cioè al periodo relativo alle norme di salvaguardia in attesa che vengano approvati i PUC e i piani attuativi, penso che questa norma avrebbe un senso maggiore, siamo in una fase transitoria, prima dell'attuazione dei PUC e dei piani attuativi, allora capisco di più questa norma che in qualche modo tende a tutelare gli interessi generali. Quindi, Alla modifica che ipotizzava l'onorevole… suggerirei una riflessione anche sulla possibilità di legare questa modifica a quest'altro aspetto delle norme di salvaguardia.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Presidente, un chiarimento, l'emendamento numero 47 non è stato ritirato? E' ritirato, qui non stiamo discutendo sul 47
PRESIDENTE. No, perché viene ritirato? Non viene ritirato, se viene ritirato il 47 cade il 286 onorevole Masia, è un fatto tecnico altri il 286 lo appendiamo per aria. Va bene.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Quindi Presidente stiamo discutendo dell'emendamento numero 286 sostanzialmente, allora io vorrei chiedere ai colleghi uno sforzo di sincerità, cioè se ciò che ha detto l'onorevole Cugini e ciò che ha detto adesso l'onorevole Sanna è vero, cioè si vuole trovare un luogo di composizione di esigenze riconosciute e non strumentali, non perché c'è chi milita nel partito democratico e chi milita in sinistra democratica e… ma perché c'è gente che vorrebbe ragionare di cose serie. Se è così non riusciamo a farlo come lo stiamo facendo, perché c'è bisogno di fermarci, di vedere, di lavorare, ciò che ha detto adesso l'onorevole Sanna per esempio è una cosa vera, ma mi sto chiedendo qual è il testo dell'emendamento nel senso dell'onorevole Sanna. Ancora, il 286 emendato dall'onorevole Pirisi, torno a dire, se viene novellato con la precisazione della finalità di a cui all'articolo due G e H io voglio ragionarci un attimo perché detto così può anche essere suggestivo ragionandoci verifico che magari mi convince, e quant'altro allora, in altre circostanze ho visto quest'aula e questa maggioranza e dinnanzi ad una discussione seria, non strumentale, sospende un attimo, passa agli altri articoli e ci si prende questa giornata, non un mese, quella giornata di tempo per capire come si scrive un articolo e ci si pensa non qui dentro, perché poi alla fine si è esausti e si approva anche magari qualcosa di contraddittorio, per cui io non ho la forza se non quella della proposta di dire perché non ritenete voi di sospendere l'esame, non di rinviarla fra 20 giorni ma domani, il tempo di vedere la proposta in grazia di Dio e poi noi ci pronunciamo, non è che si sta dicendo saremo comunque a favore ma probabilmente su un testo ragionato si riesce a capire di più.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Sì, il collega Maninchedda mi ha preceduto su quella che in sostanza era, ed è un suggerimento, visto che sono venute da più parti indicazioni, ma anche perplessità, visto che si può anche parlare lo stesso linguaggio sull'ipotesi formulata dal collega Cugini, questo per sottolineare che siamo antagonisti rispetto alla sua parte politica però quando si dicono cose di buon senso siamo d'accordo. Allora, anche noi riteniamo che una disposizione così congegnata non sia assolutamente esaustiva, anche di quelle che possono essere le migliori intenzioni dell'Assessore come ha riferito e allora fermiamoci, forse è la soluzione migliore, si sospenda l'esame di questo articolo e si ipotizzi una migliore e dettagliata precisazione ad evitare di creare norme pasticciate che poi siano alla mercé dell'interpretazione di chi dovesse avere oggi o domani responsabilità di governo e sicuramente non si farebbe un buon servizio. Ecco, la proposta è la sospensione.
PRESIDENTE. Bene, grazie onorevole Pittalis.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Sì, grazie Presidente. Io credo che la richiesta formulata dalla collega Maninchedda abbia un fondamento, anche in presenza della delicatezza dell'articolo che abbiamo in discussione e dell'emendamento che è stato presentato, però siccome ritengo che l'approfondimento sia molto avanzato che potrebbe essere sufficiente la sospensione dell'aula per cinque minuti, in modo da poter avere un testo scritto che contenga la proposta finale definitiva sulla base dei diversi contributi che sono stati formulati. Grazie.
PRESIDENTE. Va bene colleghi, sospendiamo per dieci minuti.
URAS (R.C.). Dobbiamo chiamare l'elettricista?
PRESIDENTE. Non si preoccupi onorevole Uras, non c'è bisogno dell'elettricista, ci dev'essere un black out poi le lampade hanno bisogno di qualche minuto per riprendere, è un sistema di salvaguardia dell'impianto.
Sospendiamo i lavori per dieci minuti, prego colleghi di trovare una definizione sull'articolo che stiamo discutendo. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 27, viene ripresa alle ore 18 e 51.)
PRESIDENTE. Colleghi, possiamo riprendere con questa luce soffusa, bassa che non abbaglia. Onorevole Pittalis lei è quello che meno di tutti può protestare perché lei è illuminato. Ecco, ho capito sta perorando la causa della zona centrale. C'è un guasto colleghi e non può essere riparato prima di domattina, perché ovviamente bisogna staccare la luce per riparare. Perciò, vi chiedo scusa e possiamo lavorare, si vede quanto basta.
Possiamo riprendere, onorevole Pirisi o chi si stava occupando di trovare un'adeguata definizione alle cose in discussione?
Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.
PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Sì, grazie Presidente, beh devo dire che abbiamo interloquito ma, voglio dire, con i colleghi dell'opposizione non abbiamo trovato un punto di convergenza, perché capisco benissimo che si tratta di una questione sulla quale possono esserci davvero, come si dice, in buona fede da entrambe le parti punti di vista differenti. In tutti i casi, alla formulazione che ho proposto poc'anzi, di cui dispongono tutti i colleghi, se mi seguono seguendo appunto il testo, io proporrei…
PRESIDENTE. Magari se silenziamo qualche telefonino, perché poi noi possiamo anche schermare l'aula, non lo facciamo per la comodità dei consiglieri, ma se silenziassero le suonerie questo ci darebbe una mano.
PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Però qualche volta bisognerebbe silenziare anche il volume personale, Presidente, ed è complicato. Allora, se scherma non è male. Per comprovati motivi d'urgenza, vi propongo di cassare "ed eccezionalità" perché mi veniva detto che tutto sommato può essere un termine che sotto il profilo giuridico non determina certezza. Quindi: "Per comprovati motivi di urgenza - cassare eccezionalità - esplicitamente motivati da prevalente interesse pubblico in relazione alle finalità - e qui c'è un altro inserto - previste dall'articolo 2, comma 1, lettere f), g) e h) della presente legge, nonché ai sensi dell'articolo 150" e poi prosegue esattamente così come ce l'hanno i colleghi a disposizione e lei stesso Presidente. Quindi, la proposta che venga votato il testo così modificato.
PRESIDENTE. Quale testo onorevole Pirisi? Quello del "286" o quello che abbiamo distribuito?
PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Allora, del "286" rimane il primo comma così come è, poi…
PRESIDENTE. Il 2 e il 3 come li abbiamo distribuiti e il 4 cassato.
PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Esatto. Quindi, il primo rimane identico, il 2 e il 3 modificati così come abbiamo proposto e il 4 che non esiste più.
PRESIDENTE. Va bene. Funzionano le luci al banco se servisse. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Sì, sì va bene, non si lavorava bene ma non è per questo. Presidente, volevo sapere se posso interloquire brevemente rispetto alla proposta, se no taccio.
PRESIDENTE. Se c'è da correggere una parola sì. Interloquire che vuol dire, non è stato sufficiente…
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). No, allora faccio una dichiarazione di voto, Presidente, sull'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Vorrei ricordare ai colleghi della maggioranza che cosa vuol dire richiamare le finalità della legge. Tra le finalità della legge c'è tutela della identità storico culturali degli insediamenti urbani ed extraurbani, motivi d'urgenza rispetto a queste finalità consentono anche a procedimenti, a strumenti urbanistici autorizzati all'interno di un paese, consentono alla Giunta regionale di dire, per motivi di urgenza non motivati da altro e non disciplinati, di bloccare. Così per i territori costieri e così… anche già autorizzati. E' questo che a meno soddisfa. Non soddisfa perché non viene meno la fattispecie che dicevamo: l'articolo 150 disciplina come si dichiara un interesse pubblico, si chiedeva alla Giunta di limitarsi solo al "150", invece anche la precisazione sostanzialmente rende ulteriormente esplicitata l'ampia gamma di possibilità di intervento della Giunta; per cui noi non possiamo sentirci soddisfatti da una revisione di questo tipo che, sostanzialmente, ripristina l'ampiezza del mandato. Altro sarebbe se l'emendamento avesse detto "per motivi d'urgenza e motivati dal prevalente interesse pubblico" e fermarsi lì, beh, l'interesse pubblico è disciplinato da una legge dello Stato, la finiamo là, ma quello che non sta bene sono "le finalità della presente legge" come motivazione per gli interventi. Per cui noi, Presidente, nonostante l'interlocuzione, non voteremo questo articolo e chiediamo il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Sì, Presidente, io penso che non sia il caso di proseguire i lavori in queste condizioni, lo dico perché anche un minimo di adeguatezza…
Per quanto riguarda l'emendamento, io pregherei, Presidente, trattandosi di materia delicata, forse sarà un problema mio che non ho inteso bene ma vorrei il testo scritto e vorrei che, prima di votare l'emendamento, venga distribuito il testo con le modifiche proposte dal relatore. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, proviamo a darci una mano. Le modifiche proposte dal relatore in realtà sono un inciso che fa riferimento all'articolo 2 di questa legge, quindi è un inciso molto veloce che dice "le finalità dell' articolo 2, comma 1, lettere f), g) ed h)".
Quindi, se ci aiutiamo… perché poi questo rende più veloce il nostro lavoro. Abbiamo sospeso per più di venti minuti per consentire di trovare una formulazione condivisa, così non è stato, e, insomma, non possiamo fare in aula ciò che non è stato fatto nella fase di sospensione.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). No, mi sembrava che si dovesse esprimere l'accordo su questo testo e poi votare.
PRESIDENTE. Stiamo facendo dichiarazione di voto, sì.
URAS (R.C.). Io sono d'accordo col testo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, io ho apprezzato molto lo sforzo che è stato fatto per chiarire i presupposti, torno a sottolineare - l'ho fatto forse prima in modo troppo rapido - che io continuo a sostenere, ed è uno dei motivi che mi induce all'astensione, che, se la Giunta regionale può deliberare provvedimenti idonei ad inibire o spendere per un periodo non superiore a tre mesi, non rinnovabili, mi domando come sia possibile che poi il Consiglio regionale posa aumentare il periodo di inibizione o sospensione fino a sei mesi. Se non si crei una sorta di contraddizione rispetto all'inciso che c'è nel comma 2. E in più io ritengo che, a prescindere da questo, la questione che si pone è che, passati questi tre mesi di inibizione o di sospensione, la situazione resta identica, viene cambiata rispetto a che cosa? Che cosa cambia dopo, appurate queste finalità che sono state indicate? Cioè, se la sospensione o il divieto serve per fare delle oggettive modifiche secondo me va precisato, altrimenti sembra un divieto o una sospensione che, passano i tre mesi dopo di che si procede, e quindi si perde nella sostanza ciò che si voleva impedire di fare. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie al lei.
Colleghi, stiamo votando l'emendamento sostitutivo totale numero 286 che si articola in questo modo: il primo comma resta tal quale, il secondo e il terzo comma sono quelli che sono stati distribuiti e il quarto comma viene soppresso. Nel secondo comma viene aggiunta una specificazione che è quella relativa all'articolo 2, comma 1, lettere f), g) ed h) della presente legge.
L'onorevole Maninchedda ha chiesto la votazione elettronica, chi la sostiene?
(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu)
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 286, così come da me richiamato.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Agus - Balia - Bruno - Calledda - Cerina - Cocco - Davoli - Espa - Fadda - Lanzi - Licheri - Meloni - Pinna - Pisu - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Serra - Uggias - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Artizzu - Capelli - Floris Mario - Maninchedda - Milia - Moro - Petrini - Pileri - Sanjust - Vargiu.
Si è astenuto il Presidente Spissu.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 41
votanti 40
astenuti 1
maggioranza 21
favorevoli 20
contrari 10
PRESIDENTE. Dispongo la ripetizione della votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 286.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Agus - Balia - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Giagu - Lanzi - Licheri - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Serra - Tocco - Uggias - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Artizzu - Capelli - Farigu - Floris Mario - Lombardo - Maninchedda - Milia - Moro - Petrini - Pileri - Randazzo Vittorio - Sanjust - Vargiu.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Caligaris.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 51
votanti 49
astenuti 2
maggioranza 25
favorevoli 36
contrari 13
(Il Consiglio approva).
Gli emendamenti numero 150, 143, 142 e 141 decadono a seguito dell'approvazione dell'emendamento numero 286
Comunico intanto all'Aula che l'onorevole Silvio Lai è rientrato dal congedo.
Passiamo all'esame dell'articolo 19. All'articolo 19 sono stati presentati l'emendamento soppressivo totale numero 93; il sostitutivo totale numero 250, al quale è stato presentato un emendamento sostitutivo totale, il numero 287; l'emendamento soppressivo parziale numero 207; gli emendamenti sostitutivi parziali numero 49, 205, 151 e 206 e gli emendamenti aggiuntivi numero 48, 203 e 208.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 19 e dei relativi emendamenti:
1. Le amministrazioni comunali possono, nell'ambito della propria autonomia organizzativa, istituire, anche attraverso le forme associative di cui alla legge regionale 2 agosto 2005, n. 12 (Norme per le unioni di comuni e le comunità montane. Ambiti adeguati per l'esercizio associato di funzioni. Misure di sostegno per i piccoli comuni), lo sportello urbanistico per le trasformazioni territoriali quale ufficio competente a curare tutti i rapporti tra i privati e le pubbliche amministrazioni competenti a pronunciarsi sugli strumenti urbanistici attuativi e sulle attività edilizie oggetto di concessione edilizia o di denuncia d'inizio attività.
2. Lo sportello urbanistico, inoltre, presta consulenza e supporto tecnico agli uffici tecnici comunali sulle modalità di attuazione dei principi della qualità architettonica. In tal caso l'ufficio deve essere dotato di adeguate figure professionali o può avvalersi della consulenza o supporto di un comitato di lavoro per la qualità architettonica.
3. Lo sportello urbanistico, qualora sia dotato di figure di adeguata competenza e professionalità, può, altresì, esercitare le funzioni finalizzate - alle condizioni dell'articolo 146, comma 6 del decreto legislativo n. 42 del 2004 e successive modifiche - al rilascio dell'autorizzazione paesaggistica attribuite, ai sensi dell'articolo 15 della presente legge, alla competenza dei comuni.
4. Le istanze presentate allo sportello urbanistico sono esitate entro quarantacinque giorni dalla loro presentazione. Se l'istanza consiste nel rilascio di un titolo abilitativo edilizio ed è corredata da autocertificazione da parte di un tecnico abilitato, attestante la conformità con gli strumenti della pianificazione, decorsi quarantacinque giorni senza l'espressione formale dell'assenso o del diniego, si ritiene acquisita l'autorizzazione ad edificare. Tale procedura non si applica quando ricorrono i casi di cui all'articolo 1, comma 24 della legge regionale 5 marzo 2008, n. 3 (legge finanziaria 2008).
5. Per quanto non previsto si applicano le disposizioni di cui all'articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001.
Emendamento soppressivo totale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai.
Articolo 19
L'art. 19 è soppresso. (93)
Emendamento sostitutivo totale Giunta Regionale.
Articolo 19
L'articolo 19 è così sostituito:
Art. 19
Sportello Urbanistico
1. I comuni singoli o associati ai sensi della legge n. 12 del 2005 possono istituire lo sportello urbanistico per le trasformazioni territoriali quale ufficio competente a curare tutti i rapporti tra i privati e le pubbliche amministrazioni competenti a pronunciarsi sugli strumenti urbanistici attuativi e sulle attività edilizie oggetto di concessione edilizia o di denuncia d'inizio attività.
2. Lo sportello urbanistico, inoltre, presta consulenza e supporto tecnico agli uffici tecnici comunali. In tal caso l'ufficio deve essere dotato di adeguate figure professionali.
3. Lo sportello urbanistico, qualora sia dotato di figure di adeguata competenza e professionali, può, altresì, esercitare le funzioni finalizzate - alle condizioni dell'articolo 146, comma 6 del decreto legislativo n. 42 del 2004 e successive modifiche - al rilascio dell'autorizzazione paesaggistica attribuite, ai sensi dell'articolo 15 della presente legge, alla competenza dei Comuni.
4. Le istanze presentate alla struttura tecnica comunale ovvero allo sportello urbanistico sono esitate entro quarantacinque giorni dalla loro presentazione. Se l'istanza consiste nel rilascio di un titolo abilitativi edilizio ed è corredata da autocertificazione da parte di un tecnico abilitato, attestante la conformità con gli strumenti della pianificazione, decorsi quarantacinque giorni senza l'espressione formale dell'assenso o del diniego, possono essere avviati i lavori. Le istanze di cui al presente comma sono da intendersi limitate a quelle inerenti la sola richiesta di concessione edilizia e non sono estendibili all'approvazione di strumenti urbanistici generali o piani. attuativi, loro varianti e a tutti gli interventi e impianti di competenza del SUAP. Il respònsabile dello sportello urbanistico con motivata relazione al Sindaco competente, ogni sei mesi da conto delle ragioni che hanno determinato il silenzio assenso.
Tale procedura non si applica per i profili attinenti:
a) agli interventi per i quali è necessario acquisire specifica autorizzazione in relazione a vincoli paesistici, storico-artistici, archeologici e idrogeologici, nonché quelli ricadenti nelle aree perimetrate dal Piano di assetto idrogeologico (PAI);
b) alla verifica ambientale, alla valutazione d'impatto ambientale o a valutazione ambientale strategica,
c) ai casi per i quali la normativa comunitaria impone l'adozione di provvedimenti amministrativi formali;
d) all'attività di edificazione e di impianti nell'agro.
5. Nei casi previsti dal presente articolo, la concessione edilizia può essere rilasciata quando in sede istruttoria l'Amministrazione comunale abbia accertato che l'area edificabile di proprietà del richiedente è parte di piano attuativo vigente, o in assenza di piano attuativo, quando l'intervento richiesto ricada in zona sottoposta dal Piano Urbanistico al completamento edilizio,concessione diretta ovvero sia interamente dotata delle opere di urbanizzazione.
6. Per quanto non previsto si applicano le disposizioni di cui all'articolo 5 del decreto dei Presidente della Repubblica n. 380 del 2001.(250)
Emendamento soppressivo parziale Uras - Davoli - Pisu.
Articolo 19
Nel comma 4, dopo la parola "presentazione" sono soppresse le successive parole fino a "legge finanziaria 2008)" comprese. (207)
Emendamento sostitutivo parziale Masia - Balia - Ibba - Caligaris.
Articolo 19
Il comma 2 è così sostituito:
"Lo sportello urbanistico, inoltre, presta consulenza e supporto tecnico agli uffici tecnici comunali. In tal caso l'ufficio deve essere dotato di adeguate figure professionali.". (49)
Emendamento sostitutivo parziale Uras - Davoli - Pisu.
Articolo 19
Il comma 2 è seguito dal seguente: "La Commissione edilizia, laddove soppressa va ricostituita ed integrata con figure professionali dotate di competenze in materia di qualità architettonica e paesaggio, nell'ambito delle competenze attribuitele dal Regolamento edilizio comunale". (205)
Emendamento sostitutivo parziale La Spisa - Murgioni - Pileri - Gallus - Pittalis.
Articolo 19
Il comma 3 dell'art. 19 è sostituito dal seguente
"lo sportello urbanistico, qualora sia dotato di figure di adeguata competenza e professionalità, può, altresì, esercitare le funzioni finalizzate al rilascio della autorizzazione paesaggistica attribuita, ai sensi della legge regionale 12 agosto 1998, n. 28, alla competenza dei comuni". (151)
Emendamento sostitutivo parziale Uras - Davoli - Pisu.
Articolo 19
Il comma 3 è sostituito dal seguente. "Lo sportello urbanistico, qualora l'Ufficio tecnico comunale o la stessa Commissione edilizia siano dotati di figure di adeguata competenza e professionalità, può procedere, alle condizioni dell'art.146, comma 6 del D.Lgs. n.42/2004 e s.m., al rilascio dell'autorizzazione paesaggistica, esercitando le funzioni attribuite, ai sensi dell'art.15 della presente legge, alla competenza dei Comuni". (206)
Emendamento aggiuntivo Masia - Balia - Ibba - Caligaris.
Articolo 19
dopo il comma i è aggiunto il seguente comma 1 bis:
La concessione è rilasciata in conformità, alle previsioni degli strumenti urbanistici, dei regolamenti edilizi e della disciplina urbanistico-edilizia vigente. La concessione è comunque subordinata alla esistenza delle opere di urbanizzazione primaria, ovvero all'impegno degli interessati di procedere all'attuazione delle medesime contemporaneamente alla realizzazione dell'intervento oggetto della concessione secondo le prescrizioni della presente legge. (48)
Emendamento aggiuntivo Uras - Davoli - Pisu.
Articolo 19
Nel comma 1 aggiungere a "propria autonomia organizzativa," "ed esclusivamente all'interno delle strutture della Pubblica amministrazione". (203)
Emendamento aggiuntivo Uras - Davoli - Pisu.
Articolo 19
Alla fine del comma 4 è aggiunto il seguente: "All'articolo 1, fine comma 16 della legge regionale 5 marzo 2008, n. 3, è aggiunta la seguente precisazione: "ad essi relative, con l'esclusione dell'edilizia residenziale per la quale si attiveranno le procedure semplificate di cui allo Sportello urbanistico come formato dalla presente legge".". (208).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto).Presidente, io intervengo per formulare una domanda su questo articolo, ma neanche di merito perché non so neanche se questo Consiglio regionale abbia la potestà di entrare nel merito dell'organizzazione degli uffici degli enti locali, se possa abolire gli uffici tecnici e le commissioni edilizie, ma queste saranno cose che vedranno gli enti locali. Ma neanche sul contenuto, interverrò più avanti su questo problema del rapporto tra la Regione e gli enti locali, ma abbiamo visto quanto è grande la differenza di impostazione che c'è tra il centrodestra e il centrosinistra: noi siamo per eliminare soverchi controlli della Regione, qui c'è gente che invece vuole, in maniera occhiuta, entrare, lo vedremo nella predisposizione dei PUC quello che avverrà, in risposta alle dichiarazioni che l'Assessore ha fatto in questi giorni in Aula. Ma a me pare, se non ricordo male, che questo articolo sia non soltanto configgente, ma un guazzabuglio perché ricordo che la Regione ha già disciplinato, con una delibera della Giunta regionale la numero 28 del 11 aprile 2008, lo sportello unico urbanistico. E lo abbia già fatto con una circolare applicativa in attuazione dell'articolo 1 dei commi dal 16 al 30 della legge finanziaria numero 3 del 2008. La legge finanziaria, quindi, ha già approvato lo sportello unico per le imprese per le attività produttive e anche per le attività edilizie, connesse anche con il problema relativo all'edilizia comprese quelle residenziali, la disciplina quindi prevede lo sportello unico per le attività economiche ed edilizie comprese quelle residenziali. La disciplina quindi dello sportello unico sull'edilizia è già previsto dall'articolo 7 dell'articolo 10 e prevede anche interventi, procedure e norme tecniche in relazione al piano regionale paesaggistico. Ora per modificare una circolare come quella fitta fitta, 16 pagine del bollettino ufficiale della Regione, con una serie di articoli che entrano su tutto, e su tutte le materie, penso che bisogna o abrogare la legge che abbiamo fatto o stiamo legiferando su una cosa della quale abbiamo già legiferato. Vorrei sapere come si collocano questi due provvedimenti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Presidente, su questo articolo si incentra significativamente l'iniziativa del mio Gruppo perché, io convengo con l'onorevole Floris, che ha sollevato questioni che sono fondate da un punto di vista, che è diverso dal mio, ma che tenta di esercitare un'attenzione rispetto ai soggetti e destinatari dell'azione pubblica. I soggetti quali sono: i soggetti sono, in questo caso, la Regione, gli enti locali che sono titolari di funzioni relative alla pianificazione urbanistica e anche alla attuazione di quella pianificazione nonché alla concessione delle autorizzazioni abilitative che riguardano attività economiche e anche attività di servizio e la vita dei cittadini.
Lo sforzo da fare, in un sistema che ha più soggetti e più percorsi, che richiama più responsabilità, si è detto, lo si è detto in 1000 modi, è quello di una semplificazione che consenta l'esercizio puntuale di ciascuna funzione e al contempo una pratica buona che non faccia perdere tempo e danaro a nessuno a incominciare dall'autorità pubblica e che porti ad ottenere risultato, il risultato quello vero. E allora prendiamo il caso della concessione edilizia, perché lo sportello urbanistico badate opera prevalentemente in un quadro di pianificazione definita e che ha come primo obiettivo quello di consentire al cittadino di avere in modo semplificato l'autorizzazione a realizzare. E poi ha un'altra funzione, cioè quella di consentire all'amministrazione locale di avere un supporto tecnico operativo, anche di qualità, che vada a ridurre le insufficienze che derivano da un'insufficiente normativa a sostegno dell'attività pubblica, penso alle piante organiche o meglio alle dotazioni organiche delle amministrazioni locali, penso quindi alla disponibilità di risorse finanziarie e strumentali che consentano l'acquisizione anche di competenze professionali utili allo svolgimento delle funzioni. E noi riusciamo a fare un'operazione straordinaria, quello della complicazione, cioè gli sportelli nascono, l'ho detto anche prima, perché un cittadino abbia un luogo, uno dove può andare, fare un'istanza e nell'ambito dello stesso luogo il responsabile del procedimento si fa carico di raccogliere i pareri, i nullaosta, le autorizzazioni che sono in capo a più competenze pubbliche e a dare in un'unica sede la risposta che il cittadino attende. Ma se gli sportelli diventano 300, ognuno dei quale finisce anche per fare la stessa cosa, piuttosto che semplificare abbiamo complicato e ciascuno si chiederà, come prima faceva l'onorevole Floris, a quale sportello devo andare per ottenere la stessa cosa, magari a tutti, e allora se fossero 3, 4, 5, 6 gli sportelli a tutti dovrei fare la stessa domanda e tutti farebbero lo stesso lavoro e tutti dovrebbero dare la stessa risposta, ma che razza di guazzabuglio è una confusione totale. Dice la circolare applicativa, secondo me illegittima sotto questo profilo, perché gli impianti produttivi, le attività produttive non sono l'edilizia residenziale, l'edilizia residenziale ha una funzione diversa, ha la funzione cioè di servire al diritto di abitazione del cittadino, non deve produrre, non deve produrre, non è un impianto produttivo non è un impianto energetico non deve fare tappi, bottiglie, stappa bottiglie, non deve realizzare un'attività, che nel percorso con cui si sviluppa è sempre produttiva, deve fare case che vengono comprate e devono essere abitate, e quando uno abita a una casa, io non faccio un'attività produttiva a casa mia, mi guardo il televisore, qualche volta mi faccio la doccia, mangio, non voglio continuare ad approfondire particolari, faccio la vita normale di un cittadino, di una persona dentro casa propria. E che cosa c'entra questo con le attività produttive, c'entra perché l'abbiamo messo, purtroppo, e così ha approvato la Giunta, nel SUAP, cioè nello sportello unico per le attività produttive, perché dice: quando la dichiarazione autocertificativa riguarda attività che comportano interventi edilizi, essa deve essere corredata, a pena di irricevibilità e certe cose, ivi compresi, quando necessari i progetti di impianti tecnologici da installare nel edificio, grazie al cielo, entro 20 giorni dalla dichiarazione autocertificativa della presentazione dell'istanza, se non ci sono risposte scatta il silenzio assenso. Più o meno la metà adesso non mi ricordo bene, comunque più o meno la metà del tempo che invece è richiesto per lo sportello unico urbanistico. A chi si riferisce questa possibilità, anche ad interventi per la realizzazione delle case, per la realizzazione degli edifici e degli immobili per civile abitazione, perché: perché la logica è quella dell'imprenditore, non è quella dell'attività, cioè tutto è imperniato attorno al cittadino imprenditore, che dovrebbe fare un monumento a questo Consiglio regionale, gli dovrebbe fare un monumento, io mi auguro che raccolgano, che facciano collette perché l'unica preoccupazione che abbiamo qua non è quella del cittadino a basta ce l'abbiamo del cittadino imprenditore ed è anche l'unica preoccupazione o la preoccupazione prevalente, qualche volta, della Giunta regionale, per cui, perché non è attività produttiva quella della costruzione delle case? Perché l'imprenditore che costruisce case non deve avere lo stesso vantaggio dell'imprenditore che costruisce macchine? Per cui abbiamo messo, sulla base di questa interpretazione, nello sportello unico delle attività produttive, il percorso accelerato che riproponiamo in questa legge nello sportello unico urbanistico. Tutto questo colorato da un principio che ci accompagna sistematicamente dentro questa legge, il silenzio-assenso, basta che io faccia la domanda, passato 20 giorni, 30 gioorni, 40 giorni, aggiudicato!...
PIRISI (P.D.). Quarantacinque!
URAS (R.C.). Quarantacinque nell'ultima versione, nella prima versione 20 giorni. Per cui, se io fossi un cittadino imprenditore, che deve essere avvantaggiato, andrei nello sportello unico delle attività produttive, anziché andare nello sportello urbanistico, perché quando ci si preoccupa troppo di qualcuno e ci si dimentica del resto del mondo, si commettono errori, e questa è un'impostazione sbagliata. Noi abbiamo presentato una serie di emendamenti, ma il primo emendamento dovrebbe essere quello di cassare questa parte, che lo sportello svolga la sua funzione originaria, che sia attrezzato sul piano professionale, che aiuti le amministrazioni locali a fare il loro dovere, e che non sia una scorciatoia pasticciata che si intreccia con altre scorciatoie pasticciate già messe in atto dalle circolari regionali.
PRESIDENTE. E' rientrato l'onorevole Frau dal congedo.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza.
PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Presidente, il parere è negativo sull'emendamento numero 93, sul numero 250 c'è un emendamento sostitutivo all'emendamento "250" che è il numero 287, per questo emendamento, che è un sostitutivo totale, si esprime parere favorevole. Se venisse approvato l'emendamento numero 287, mi dispiace per le cose che ha detto...
PRESIDENTE. Dia il parere, poi diciamo noi cosa succede. Lei dia il parere adesso, adesso lo so che spreca altri 2 minuti, però, dia il parere, perché se non venisse approvato saremo costretti a ridarle la parola.
PIRISI (P.D.). Sì, d'accordo, invito al ritiro, Presidente... l'emendamento numero 207, sul numero 49, il numero 205... perché molti sono compresi all'interno di questo emendamento sostitutivo totale, sarebbero accolti, alcuni, ma sono compresi all'interno. Sul numero 151 il parere è negativo, anche l'emendamento numero 206 si inserisce a quello presentato dalla Giunta e si invita al ritiro, così pure per l'emendamento numero 48, si invita al ritiro, il "203" idem, il numero 208, ugualmente si invita al ritiro. Volevo dire, Presidente, che molti di questi emendamenti sono già compresi nell'emendamento sostitutivo, il numero 287. Grazie.
PRESIDENTE. Siccome non sappiamo come l'Aula sovranamente deciderà, è giusto che lei esprima il parere su tutto. Le chiedo scusa onorevole Pirisi, e richiamo anche l'attenzione degli onorevoli Uras, Davoli e Pisu, c'era un emendamento all'articolo 1, quello dei principi, il numero 216 che era stato chiesto di sospendere per, eventualmente, collegarlo all'articolo 19. Adesso chiedo ai presentatori se l'articolo proprio è il 19, o se, invece... l'emendamento è il numero 216. In questo caso, onorevole Pirisi, le chiederei di esprimere il parere sull'emendamento numero 216, forse l'aveva espresso all'articolo 1. La pagina era la 13, del primo volume. E' un emendamento che dice: dopo il "silenzio-assenso", aggiungere "alle sole istruttorie tra i soggetti della pianificazione di cui al comma..." ovviamente questa formulazione non si attacca da nessuna parte in questo articolo, onorevole Uras, nel senso che abbiamo difficoltà a trovare un punto nel quale inserire il testo dell'emendamento. Quindi chiederei, se l'emendamento resta in piedi, se lo abbiamo superato nella discussione... era un invito al ritiro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (P.R.C.). Presidente, siccome questo è un emendamento aggiuntivo, noi siamo contrari, in linea di massima, ovviamente al principio, per cui abbiamo chiesto di abrogare il principio. Siccome il principio è rimasto vivo, perché il Consiglio ha deciso diversamente, se questo si limita alle iniziative pubbliche, tutto il resto va di conseguenza. Quindi, che cosa noi chiediamo? Che venga sottoposto al voto, in funzione da attrezzare, coordinare l'articolo 19, in ragione di questo principio. Cioè, se il silenzio-assenso è rivolto esclusivamente ad accelerare procedure che riguardano i soggetti pubblici, siamo parzialmente d'accordo, se invece riguarda tutto il sistema e soprattutto il cittadino imprenditore che sta molto a cuore a tutti voi, allora ne prendiamo atto e non siamo d'accordo neppure sul principio, e ci faremo bocciare l'emendamento dall'Aula.
PRESIDENTE. Dunque, chiedo scusa onorevole, c'è un problema proprio tecnico, non possiamo riscrivere l'articolo 19...
URAS (R.C.). Non voglio che venga inserito nell'articolo...
PRESIDENTE. Ah! Ecco, lo votiamo adesso ma andrebbe aggiunto...
URAS (R.C.). ... anche nell'articolo 19, dove viene regolato il silenzio-assenso, relativamente alla concessione dei titoli autorizzativi, abilitativi alla realizzazione dei manufatti... cioè, le concessioni edilizie che non riguardano solo i soggetti pubblici, per intenderci.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Presidente, io non ho capito dal relatore se...
PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Pittalis, dovevamo far formulare il parere alla Giunta, poi le do la parola.
PITTALIS (F.I.). No, è sul parere...
PRESIDENTE. Sì, ma poi diamo la parola... onorevole Pittalis, prego.
PITTALIS (F.I.). Vorremmo capire se l'invito al ritiro che ha formulato e che può formulare... vogliamo sapere se sugli emendamenti degli onorevoli Uras e più, e Masia e più, il parere sia positivo o negativo, solo questo.
PRESIDENTE. Sì, il parere é negativo, e comunque si invitava al ritiro. Va bene, grazie onorevole Pittalis.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.
SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Sì, Presidente, il parere della Giunta è conforme a quello del relatore, però, non spreco molto tempo, vorrei dire solamente una cosa; non vorrei assolutamente, perché non è vero, che passi l'idea in questa Aula che il principio del silenzio-assenso sia una sorta di lavacro delle mani rispetto agli obblighi della pubblica amministrazione. Anzi, credo che sia un modo per mettere in relazione i doveri della pubblica amministrazione rispetto ai diritti dei cittadini, rispetto ai quali, spesso, questo strapotere della pubblica amministrazione con le sue lungaggini, con i suoi tempi, impedisce ai cittadini di veder salvaguardati i propri diritti. Nello specifico dell'emendamento numero 287, basterà leggere il campo delle esclusioni al diritto di accesso al silenzio-assenso, per capire come l'interlocutore principale, il beneficiario principale, non è certamente né l'imprenditore, né il sistema produttivo, ma è il semplice cittadino che va a chiedere la sua normale e semplice concessione edilizia e che molte volte viene messo nell'ordine di attesa più lungo rispetto a tanti altri interessi, magari forti, a cui viene data precedenza. Non può passare quest'idea di una sottovalutazione del senso di responsabilità che incombe alla pubblica amministrazione nell'effettuare i controlli di propria competenza. Questo ci tenevo a sottolinearlo.
PRESIDENTE. Va bene, colleghi, siamo in sede di votazione.
Metto in votazione l'emendamento soppressivo totale numero 93 .
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). No, non sul "93".
PRESIDENTE. L'emendamento numero 93 è il primo che dobbiamo votare, è un soppressivo totale dell'onorevole Pileri.
Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Sulla modalità di voto, per chiedere il voto elettronico.
PRESIDENTE. Va bene. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). L'emendamento propone la soppressione dell'articolo 19. Noi, che avremmo voluto riflettere di più, lo abbiamo detto, su questo testo, non siamo d'accordo alla cancellazione dello sportello unico, perché non siamo d'accordo a impedire che le amministrazioni pubbliche per l'esercizio pieno della loro funzione si dotino degli strumenti adeguati. Su che cos'è che non siamo d'accordo su questo testo? Sul silenzio assenso, e soprattutto non siamo d'accordo - e richiamo l'attenzione della Giunta, che farebbe bene a togliere dallo sportello unico delle attività produttive ogni possibile riferimento alle attività urbanistico-edilizie che non siano connesse, casomai, alla realizzazione di impianti produttivi -, non siamo d'accordo sulla moltiplicazione degli sportelli e sulla moltiplicazione degli sportelli che esercitano uguali funzioni. Quindi su questi due punti che sono solo di ragionevolezza, che servono per rendere funzionante un'amministrazione, non per smantellarla! Perché, badate, noi dovremo fare il percorso contrario, ne parleremo nei prossimi anni, ci sarà occasione di fare letteratura su questo punto, ne parleremo nei prossimi anni quando dovremo andare a ricostruire in qualche caso ciò che abbiamo smantellato in queste ore. E io invito, voterò contro, lavoriamo sull'articolo 19! E' importante, perché può essere uno strumento attraverso il quale le pubbliche amministrazioni sono dotate delle competenze che servono! Siamo pieni di uffici tecnici con geometri anche poco professionalizzati, qualche volta, a scavalco tra un comune e l'altro, che non possono gestire il territorio e abbiamo occasione tutti i giorni di verificare quanto sia depredato, devastato, compromesso questo territorio, che è l'unica nostra ricchezza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PIRISI (P.D.). Presidente, io brevemente proprio. Non mi piace questa visione apocalittica che viene rappresentata ogni tanto, sarà per effetto della luce che si abbassa, ma sembra che stiamo andando verso la fine del mondo attraverso il provvedimento di oggi. Questa è una legge che se si verificherà tra un anno, come hanno fatto tante altre regioni, che non funziona, bisogna avere l'abitudine di prenderla in mano di nuovo e correggerla! Non è che stiamo pensando davvero che stiamo facendo una legge che durerà vent'anni perché la "45" è durata quasi vent'anni! La legge, se non funzionerà, sarà dovere fondamentale dei prossimi consiglieri regionali, che all'inizio della legislatura…
(Interruzione)
Beh, dei prossimi che potrebbero essere gli stessi, lo auguro a tutti coloro che ci tengono, assieme a quelli che verranno nuovi, di prendere in mano questa legge e correggerla qualora non andasse bene. Ecco, questo credo che sia il punto, dopo di che oggi lo si sta facendo perché si ritiene di fare una cosa positiva e buona, stiamo pensando in tutti i casi che ci siano i cittadini che non possono essere visti sempre come cittadini di serie B, con un gendarme accanto, perché se sbagliano gli devono tagliare la mano. L'amministrazione pubblica è vero che ha geometri a scavalco e quant'altro; noi dobbiamo cercare di migliorare tutto quello che possiamo migliorare per far sì che il cittadino sia servito al meglio, il cittadino comune, diciamo così, che svolge professioni diverse, e anche il cittadino imprenditore. Non ha avrà manco la peste bubbonica, no? Io ne conosco di imprenditori seri, bravi e non sono tutti trinariciuti e che stanno cercando di dare l'assalto alle coste! Poi ci sono persone che non sono imprenditori e che se gli danno la possibilità costruirebbero pure dentro il mare, e magari fanno gli ecologisti per gli altri.
Allora io credo che ci voglia sempre equilibrio nelle cose che facciamo. Se la legge avrà delle carenze, io mi auguro che venga ripresa in mano nel più breve tempo possibile. Quindi, collega Uras, che è un'ottimista per natura, io credo che dobbiamo guardare la cosa anche con un'ottica di questo tipo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Signor Presidente, intanto per esprimere un parere favorevole a questo emendamento che riscrive un po' tutto l'articolo…
URAS (R.C.). No, è l'emendamento numero 93, l'abrogativo totale!
MASIA (Gruppo Misto). Chiedo scusa, è dopo. Grazie.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 93.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Prendo atto che il consigliere Artizzu si è astenuto.
Risponde sì il consigliere Capelli.
Rispondono no i consiglieri: Agus - Balia - Biancu - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Liori - Manca - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Serra - Tocco - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Artizzu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 44
votanti 42
astenuti 2
maggioranza 22
favorevoli 1
contrari 41
(Il Consiglio non approva).
Metto in votazione l'emendamento sostitutivo totale numero 287.
Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Chiedo scusa per poco fa. Dicevo che l'emendamento numero 287 è un emendamento sostitutivo totale e ne approfitto anche per dire che nei suoi contenuti raccoglie alcuni di quegli emendamenti che poi successivamente siamo stati invitati a ritirare e di cui naturalmente già da adesso annuncio il ritiro. E' un emendamento che, riscrivendo tutto l'articolo, evidenzia alcuni aspetti in particolare. Io credo che sia utile sottolineare che noi stiamo approvando una legge di governo del territorio che ci dà un modo diverso di affrontare quello che è la possibilità di intervenire nel territorio e logicamente le amministrazioni, di fronte a processi e procedure diverse, io credo che abbiano l'esigenza, la necessità di attrezzarsi in maniera diversa perché diverse sono le istanze che possono arrivare a queste amministrazioni. Il fatto anche che sono istanze più importanti, nel senso che qualunque tipo di intervento deve passare anche attraverso dei piani attuativi, perché questo è poi il concetto che scaturisce da questa legge, tolte naturalmente alcune opportunità che si cerca, anche attraverso questo articolo, di salvaguardare, che sono, appunto, le zone di completamento, per le quali è possibile ancora il rilascio della concessione nel vecchio modo a cui noi eravamo abituati, credo che allora la valutazione principale che deve essere fatta da ogni singola amministrazione sia una valutazione di carattere urbanistico per il semplice fatto che ha a che fare principalmente con i piani attuativi, le cui caratteristiche, le cui opportunità di approfondimento danno la possibilità di poter accettare, senza per questo pensare che si voglia creare chissà quale tipo di situazione, la possibilità, appunto, del cosiddetto silenzio assenso, che passa attraverso un progetto di dettaglio tale che davvero andare nuovamente ad entrare in merito a quella che è una progettualità che deve seguire in maniera puntuale ogni singolo dettaglio previsto nei Piani attuativi, ci sembra pleonastico e tempo perso. Questo non significa che non possa essere fatto, questo non significa che naturalmente quello sportello urbanistico non possa essere dotato e qui è previsto, nella sua riscrittura, - che noi abbiamo detto condividiamo - la possibilità di essere dotato anche di quelli che sono, diciamo, le professionalità, di poter entrare in merito anche a determinati aspetti che non sono quelli a cui assolutamente noi eravamo abituati. Aspetti che riguardano, come si dice da qualche parte, anche l'opportunità di entrare in merito all'impiantistica, l'opportunità in merito a quelle che sono le dotazioni di carattere energetico...
PRESIDENTE. Concluda, onorevole.
MASIA (Gruppo Misto). Chiedo scusa e finisco... tutta una serie di situazioni che all'interno di questa legge sono contenute e che quindi mi pare opportuno che vadano puntualizzate attraverso uno strumento che le Amministrazioni si devono dotare, obbligandole, dove possibile, o consentendole, dove possibile, anche di riunirsi perché questo poi è anche il dettato del comma 1 che mi pare anch'esso estremamente importante.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Signor Presidente, al secondo paragrafo dell'articolo 1 della circolare applicativa, così è definita, della legge numero 3/2008 si recita: "Nella definizione di attività economiche-produttive", stiamo parlando anziché di impianti produttivi perché quello è il suo ambito, stiamo parlando di attività economiche produttive di beni e servizi, "rientrano, in genere, tutte le attività che configurano la realizzazione di un bene materiale o di un servizio, comprese le attività commerciali, di somministrazione, le attività economiche svolte in forma artigianale e industriale, le attività agricole, le attività turistico-ricettive e l'edilizia, compresa l'edilizia ad uso residenziale", cioè tutto! Nell'emendamento numero 287, sostitutivo totale, mettiamoci d'accordo, perché se ci mettiamo d'accordo forse riusciamo a capire! Perché io suggerirò a tutti di andare al SUAP, che conviene! Questa cosa non serve a nulla! Dice: "Le istanze di cui al presente comma" sono le istanze per ottenere la concessione edilizia, "sono da intendersi limitate a quelle inerenti la sola richiesta di concessione edilizia e non sono estendibili all'approvazione di strumenti urbanistici generali o piani attuativi, loro varianti e gli impianti di competenza del SUAP", cioè tutto! Meglio niente! Perché non sono impianti quelli di competenza del SUAP, ma lo dice la circolare, sono attività economiche produttive di beni e servizi, eh là là! Ma divertiamoci! Ma di che cosa parliamo? Ma come si può... la luce manca, Presidente, dobbiamo sospendere i lavori?
PRESIDENTE. No, no, onorevole Uras!
URAS (R.C.). E come si fa a lavorare? Io devo leggere!
PRESIDENTE. Secondo me lei non perde il filo!
URAS (R.C.). Sì che posso, io devo leggere! Io so che qua si approva, qualche volta, qualche volta si approvano le cose, non è che si deve sentire, uno si deve documentare! Chiedo una sospensione, Presidente! Ne ho diritto!
PRESIDENTE. Siamo documentati, funzionano tutte le luci nelle vostre postazioni, anzi, se le accendete va bene, aiutano a incrementare la luminosità! Onorevole Uras, aveva 50 secondi, prego.
URAS (R.C.). Presidente per dire... e così approfitto perché non si può lavorare al buio... è la settima volta che manca la luce!
(Interruzioni)
No, non solo, anche quando parlava Pittalis!
Sostanzialmente, Presidente, se i 50 secondi scattano però non vedo la lucetta, forse ci manca il riferimento, io continuo a parlare. Presidente, io ritengo che la stesura di quest'emendamento sostitutivo totale non sia adeguata a ottenere il risultato. Rischia di rappresentare una complicazione, rischia di determinare elementi di contenzioso e disfunzioni della pubblica amministrazione, danni per il cittadino!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SALIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, io voterò a favore dell'emendamento numero 287. Ho letto anche la circolare a cui ha fatto riferimento anche l'onorevole Floris, che non vedo in aula, ma anche il collega Uras. Io penso, anzi, sono convinto leggendo la circolare, che quando si parla di concessioni per attività residenziali relative all'attività produttiva si pensi, anzi, si debba pensare obbligatoriamente al fatto che nelle attività produttive spesso ci sono anche gli alloggi relativi ai custodi, cioè, nelle attività produttive sussistono, poi prego l'Assessore... chiedo all'Assessore se questa mia interpretazione, relativa alla circolare a cui faceva riferimento l'onorevole Uras, possa essere intesa e debba essere intesa in questo senso.
Per quel che riguarda il corpo complessivo dell'emendamento numero 287, io sono assolutamente d'accordo col fatto che questa novità importante che stiamo introducendo nella legge urbanistica è un elemento che non serve soltanto agli imprenditori, ma ove servisse soltanto agli imprenditori sarebbe già un elemento importante, ma gli imprenditori hanno già il SUAP. Questo emendamento serve, mi ricordo l'esempio che faceva sempre il collega Pisano di "zia Mariedda", cioè la cittadina sarda senza strumenti e senza protezioni, che ha necessità di avere un tempo certo per l'esame della sua pratica. Per cui, concludo velocemente, io sono convinto che tutti gli elementi che sono stati portati, come dire, contro questo emendamento, soprattutto la relazione, sia possibile chiarirlo già dall'interlocuzione che l'assessore Sanna, non dubito, vorrà presentare all'Aula relativamente alla circolare sul SUAP. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Io non so se il collega Masia abbia letto lo stesso testo che ho letto anch'io e lo stesso emendamento che poco innova rispetto alla formulazione contenuta nella proposta esitata dalla Commissione. Io vorrei sottoporre soprattutto all'attenzione dell'Assessore un aspetto che, a mio avviso, posso capirne le finalità, ma dà l'idea che questo sportello urbanistico sia una sorta di... chiedo scusa Presidente perché a quest'ora disturba anche il chiacchiericcio...
PRESIDENTE. Onorevole Uras!
PITTALIS (F.I.). Sembra che sia una sorta di ufficio nel quale allocare non professionalità, ma un po' di gente così alla bisogna, raccattata chissà da dove, perché quando io leggo: "Lo sportello urbanistico presta consulenza e supporto tecnico agli uffici tecnici comunali, in tal caso l'ufficio deve essere dotato di adeguate figure professionali". Cosa vuol dire, che se non presta consulenze e supporto tecnico deve essere dotato di figure professionali non adeguate? E ancora, e ancor peggio direi, il terzo punto prevede: "Lo sportello urbanistico, qualora sia dotato di figure di adeguata competenza e professionali", ma cosa vuol dire? Che lo sportello urbanistico non debba essere dotato di figure di adeguata competenza e professionalità in ogni caso? Cosa significa, che si sta creando un luogo, ripeto, dove metterci un po' di gente così dai vari uffici? Qualcuno che chiede la mobilità da qualche assessorato regionale o da qualche altro ente intermedio, da qualche comune, ma, io dico su questo riflettiamo perché al di là delle impostazioni che non ci convince generali ci sono però questi aspetti che davvero pongono seri interrogativi. Se si sta facendo una cosa seria almeno si eliminino questi riferimenti perché uno strumento urbanistico, qualunque ufficio della pubblica amministrazione si presuppone sia dotato di figure adeguate e di figure professionali. Si può parlare di figure competenti nello specifico in materia paesaggistica, in materia… insomma il concetto è chiaro mi pare che davvero questa sia una norma, così come congegnata, che non si presenti bene anche agli operatori che un domani se ne dovranno servire.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Il collega uras, l'ha fatto con un tono un po' vivace però ha richiamato un argomento vero, invito il relatore Pirisi a tenerne conto, perché stabilire cosa fa il SUAP è già previsto, però se fa tutte quelle cose che sono scritte nella circolare fa delle cose in più perché al SUAP vanno tutte le attività che prevedono attività produttive che non sono la costruzione del manufatto ma sono l'uso del manufatto per produrre beni e ricchezze, siano di natura artigianale, commerciale, scientifica eccetera ect… e anche i servizi che sono ancora un'altra cosa. Allora, precisare che cosa fa lo Sportello urbanistico è importante, collega Pittalis, anche precisare la figura professionale è importante perché, in qualche caso, ci sono figure professionali equipollenti che non sono però laureati in materie tecniche, non sono architetti, non sono ingegneri, a volte sono laureati in leggi, posso rispondere ad una parte dell'attività del SUAP ma non è quella tecnica, allora il richiamano non è in più, è un richiamo giusto perché ci sono uffici che hanno dirigenti non competenti in materia, quindi è importante dirlo, però è anche importante precisare che cosa è fare l'ufficio urbanistico, perché se uno presenta una pratica completa che prevede l'intervento urbanistico e assieme anche l'intervento produttivo, quella pratica passa dall'ufficio tecnico e va al SUAP, e al SUAP non c'è tecnico, quindi ha ragione, allora ci deve essere un coordinamento tra le diverse… poi uno mi può dire ma il SUAP che utilizzando l'ufficio tecnico del comune recupera quella competenza guardate che nella pratica di tutti i giorni non è così, nella pratica di tutti i giorni non è così, se uno presenta direttamente tutte le carte all'ufficio tecnico quello, perché c'è l'attività produttiva le manda al SUAP, se le presenta direttamente al SUAP cosa succede, che occorre poi fare il passaggio all'ufficio tecnico, quindi, il chiarimento che diceva il collega Uras è bene collega PIRISI (dopo la telefonata) prevederlo (è scusato naturalmente), in modo tale che facciamo un'operazione completa sul tema che è stato trattato, perché lo Sportello urbanistico è importante.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico agli enti locali, finanze ed urbanistica. Non faccio un grande discorso anche perché credo che le tesi che ha sostenuto l'onorevole Uras non lo rendano immune dal conoscere molto bene la differenza che vi passa, è molto semplice. L'organizzazione di questa Regione credo che debba essere letta nella sua semplicità perché, basta leggere la legge e basta leggere la circolare per capire che il SUAP si interessa di attività produttive con riguardo ai soggetti dell'impresa, e chi fa impresa, attività produttive, e in tutte quelle materie, compresa l'edilizia, ma impresa, deve andare al SUAP, tutto il resto è lo Sportello unico, questo è il senso delle cose, non c'è nessuna confusione, ci sono due campi ben distinti, una cosa sono tutto il resto dei cittadini e un'altra cosa sono gli imprenditori, le imprese e coloro che fanno della propria prestazione attività produttiva nell'accezione nella circolare. Non c'è altro da dire. Basta leggere la norma che questo è chiara, Quindi, che cos'è? E' una strutturazione più moderna degli uffici tecnici che proprio per la elevazione del livello della qualità prestazionale su queste materie devono organizzarsi in maniera diversa, non mantenendo la singolarità di un comune che con 200 abitanti, 300 abitanti, 1000 abitanti, ha un ufficio tecnico con un geometra che dovrebbe capire tante cose. Allora, utilizzare il sistema dell'unione dei comuni per organizzare degli Sportelli territoriali che possano per esempio, ecco che cosa vuol dire la competenza indicata al comma 2, tenendo presente che nel frattempo la legislazione non ha reso più obbligatorie le commissioni edilizie e quindi i comuni possono rinunciare a quel presupposto per chiamarsi il geologo, il geotecnico, chi è necessario a prestare quelle attività professionali in un ambito territoriale più ampio che giustifica anche una spesa, sopportabile da parte dei comuni, e che è strettamente legato alla modalità che è scritta nella parte finale della legge sulla riorganizzazione, anche professionale delle dotazioni, dei singoli uffici tecnici, l'altra cosa che volevo dire, brevemente, e che il comma 3 è collegato alla delega in materia paesaggistica, noi dobbiamo dar conto che attraverso questo sistema noi consentiamo a tutti i comuni della Sardegna, anche quelli che hanno un solo tecnico di poter esercitare maniera differenziata, come prescrive la legge, l'attività di autorizzazione paesaggistica perché diversamente noi avremo 250 comuni in Sardegna che non possono esercitare questa delega e la strutturazione di uno Sportello urbanistico con queste professionalità, anche in comune con altri enti locali consente a tutti i comuni, consentirà a tutti i comuni di esercitare questa delega con professionalità adeguate. Questo è il senso di questo sportello urbanistico che cerca di fare un passo avanti nella qualità e nell'organizzazione del lavoro che spesso riveste un punto centrale nella dinamica evolutiva dei nostri comuni, questo è il senso, non c'è nessuna confusione ma anzi una articolazione più moderna a due pilastri del sistema di organizzazione dell'autorizzazione urbanistica e tecnica.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 287.
Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
L'emendamento 287 fa decadere gli emendamenti numero 207, 49, 205, 151 e il 206.
Passiamo agli emendamenti aggiuntivi, l'articolo è già votato con l'emendamento.
Emendamento aggiuntivo numero 48.
C'è l'invito al ritiro.
Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Dichiaro il ritiro dell'emendamento. l'avevo già annunciato poco fa, lo faccio adesso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Lo faccio proprio.
PRESIDENTE. E' consentito onorevole Uras.
URAS (R.C.). Dichiaro il voto
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Lei mi insegna, onorevole Pirisi, che qualche volta nella dinamica della relazione in Aula serve anche utilizzare in maniera non assolutamente corrispondente alla volontà di chi parla, uno strumento che gli dà l'occasione di parlare. Io rimango della stessa preoccupazione facendo proprio, ovviamente voto sull'emendamento numero 48 il mio voto sarà di astensione. Do l'opportunità all'Aula di votare come meglio ritiene su questo testo. Colgo l'occasione per dire che non è il tema dello sportello, o meglio di come si organizza l'attività della pubblica amministrazione, anche attraverso un sistema di sportelli unici che sono unici, il termine ci deve aiutare. Lo sportello deve essere unico perché se è un insieme di sportelli unici, allora abbiamo una batteria di sportelli, e gli sportelli che sono sempre accompagnati non sono unici, sono molteplici. Allora intanto correggiamo, diciamo lo sportello per l'urbanistica e noi ragioniamo sull'urbanistica.
SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Non è unico.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Quello è l'UCAS.
URAS (R.C.). Ma infatti non è unico neppure quello per le attività produttive, allora lo togliamo anche da lì, Assessore. Noi non possiamo utilizzare un sistema di semplificazione per realizzare la complicazione. Non possiamo fare l'operazione contraria, se noi facciamo uno sportello in cui il cittadino, l'impresa, l'utente chiamiamolo così, può accedere per ottenere le autorizzazioni tutte che gli servono a fare, ad agire ne dobbiamo avere uno e soprattutto quando si tratta di comuni, Assessore, e un unico responsabile di procedimento per cui sappia, il cittadino, la responsabilità di chi è quando non c'è una risposta. Invece questo è un modo per confondere.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uras.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Sulla modalità di voto, elettronico palese.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 48.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Prendo atto che il consigliere Manca ha votato contro.
Risponde sì il consigliere Liori.
Rispondono no i consiglieri: Agus - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cappai - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corrias - Cucca - Cugini - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - La Spisa - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Marracini - Mattana - Orrù - Pacifico - Pileri - Pinna - Pirisi - Pittalis - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Serra - Tocco - Uggias - Vargiu.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Balia - Caligaris - Cuccu Giuseppe - Davoli - Ibba - Masia.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 48
votanti 41
astenuti 7
maggioranza 21
favorevoli 1
contrari 40
(Il Consiglio non approva).
L'emendamento numero 203 è decaduto. Metto in votazione l'emendamento numero 208. C'è un invito al ritiro da parte del relatore.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). E' il tema di prima, Presidente, il tema di prima: sportello urbanistico, come normato dalla legge. "Le amministrazioni comunali possono, nell'ambito della propria autonomia organizzativa, istituire forme associative di cui alla legge anche nelle forme associative" avevamo detto, Assessore, per meglio semplificare cambiamolo dappertutto i comuni singoli e associati, così non è.
SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Nel testo no, ma nell'emendamento sì.
URAS (R.C.). "Lo sportello urbanistico per le trasformazioni territoriali, quale ufficio competente a curare tutti i rapporti - tutti eh - tra privati e pubbliche amministrazioni competenti, a pronunciarsi sugli strumenti urbanistici attuativi e sulle attività edilizie oggetto di concessione". Allora, è così o non è così? Allora, se questo è l'unico competente ufficio a curare tutti i rapporti tra i privati e le pubbliche amministrazioni, come facciamo a mantenere il SUAP? Allora, facciamo una norma che fa, finalmente, giustizia e scriviamo il SUAP è abolito. O meglio, il SUAP è abolito per queste competenze. Allora, per tutte le competenze in materia urbanistico-edilizia ci si rivolge allo sportello urbanistico, ivi ricomprese quelle che riguardano la realizzazione di immobili per edilizia residenziale e invece al SUAP si va per le cose per cui bisogna andare al SUAP. Questa cosa sarebbe un'operazione, diciamo, minima di riordino di queste disposizioni in funzione dell'interesse della pubblica amministrazione a esercitare al meglio la propria funzione, rispetto ai bisogni e alle esigenze del cittadino. Noi siamo quasi esausti di parlare e non dovremo parlare continuamente per richiamare il buon senso, però se serve parlare continuamente per richiamare il buon senso, noi continueremo a parlare per richiamare il buon senso.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uras. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Sì, e per dire che non è giusto parlare sempre.
URAS (R.C.). Sono d'accordo.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Il compagno Uras è d'accordo con me. Il problema si risolve semplicemente se l'Assessore prende la parola e dice che tante di quelle cose che sta dicendo il collega Uras le condivide e sono giuste. Che bisogna riscrivere la circolare sulle competenze è giusto. E lo si dica, in questo momento, così il collega Uras evita tutte le volte di ripetere lo stesso concetto, perché è un concetto giusto. Siccome prima me l'ha detto, Assessore, allora io lo sto dicendo proprio per provocare la risposta.
PRESIDENTE. Che voto ha dichiarato su questo emendamento onorevole Cugini?
CUGINI (Sinistra Autonomista). Positivo e anche negativo.
PRESIDENTE. O l'uno o l'altro.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Sia l'uno che l'altro.
PRESIDENTE. Sì, ma lei quale sceglie?
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, io Presidente su questo emendamento tenderei ad astenermi per non turbare le problematiche che ci sono nell'ambito della maggioranza. Però volevo dare un suggerimento, senza nessuna nota polemica, non sarebbe possibile, Presidente, visto che sono le 20 e 05 interrompere a questo punto i lavori dell'Aula e magari i colleghi Uras, Cugini insieme con l'assessore Sanna si vedono per un quarto d'ora e risolvono al loro interno problemi che tutto sommato non riguardano quest'Aula nel momento in cui vengono affrontati, riguardano quest'Aula nel momento in cui verranno votati. Però francamente assistere a una sorta di ostruzionismo mascherato da parte della sinistra che ha necessità, al proprio interno, di avere chiarimenti sembra uno spreco di tempo che debba avvenire alla presenza dell'intera Aula. Quindi se i colleghi fossero d'accordo, possiamo interrompere qui i lavori e riprenderli dopo che c'è stato il chiarimento, che il collega Uras legittimamente chiede e che il collega Cugini sollecita a sua volta.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.
SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnicodegli enti locali, finanze ed urbanistica. Non è per raccogliere la provocazione dell'onorevole Cugini, al quale ho detto semplicemente questo: se il problema sono le circolari, i processi legislativi devono avere la pazienza dei passaggi loro e quando sarà determinata una legge, probabilmente, si renderà necessario eliminare, sul piano degli atti conseguenti, tutte le espressioni che possano ingenerare un conflitto di attribuzioni perché il sistema funzioni correttamente. Al momento, la legge sul SUAP dice determinate cose, che non sono in contrasto con quello che sta dicendo la legge, la previsione della legge urbanistica, probabilmente, a legge approvata, la circolare dovrà assumere i contorni di un elemento di coerenza rispetto a quelle che sono le competenze del SUAP: bisogna avere un po' di pazienza perché questo ancora non è legge, quando diventerà legge avrà una funzione sovraordinata anche alle funzioni di coordinamento delle circolari.
(Non è approvato)
E' rimasto l'emendamento numero 216, che è quell'emendamento ai principi dell'articolo 1, spostato a questo articolo, che bisognerebbe un pochino coordinare con il testo perché abbiamo difficoltà a capire dove si inserisce.
Quindi, onorevole Uras, insomma, noi siamo capaci anche di coordinare ma coordinare totalmente i pensieri è complicato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
~URAS (R.C.). A me pare di ricordare questo, poi può darsi che ricordi male, però quell'emendamento, che credo sia un emendamento aggiuntivo all'articolo 1, era stato sospeso, quindi va, se votato favorevolmente, innestato nell'articolo 1. Se è votato contrariamente, non modifica l'articolo 1 e non determina conseguenze nel successivo testo della legge.
PRESIDENTE. Va bene, noi avevamo capito, quando lei ne aveva chiesto la sospensione, di riprendere la discussione su questo emendamento all'articolo 19. Se così non è, lo lasciamo in coda e, alla fine della legge, lo voteremo e andrà all'articolo 1, nel senso che è semplicemente sospeso: è un emendamento aggiuntivo all'articolo 1 che rimane, nella sua trattazione, sospeso.
Va bene, colleghi, siccome abbiamo finito il lavoro sull'articolo 19, propongo di chiudere qui la seduta. Il Consiglio è aggiornato per domani alle ore 10 sull'articolo 20. La seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore 20 e 09.
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