Seduta n.64 del 21/06/2000 

LXIV SEDUTA

MERCOLEDI' 21 GIUGNO 2000

Presidenza del Presidente SERRENTI

indi

del Vicepresidente SPISSU

La seduta è aperta alle ore 10 e 18.

CAPPAI, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 6 giugno 2000, che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Pierluigi Carloni e Nicolò Rassu hanno chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 21 giugno 2000. Se non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

Discussione e approvazione del disegno di legge: "Convalidazione del D.P.G.R. del 29 giugno 1999, n. 92, relativo al prelevamento della somma di lire 75.901.800 dal Fondo di riserva per spese impreviste - cap. 03010 - a favore del capitolo 08004 dello Stato di previsione della spesa dell'Assessorato dei lavori pubblici. Pagamento indennità di espropriazione ed interessi legali a favore della Ditta Sanna Natale in esecuzione di sentenza della Corte d'Appello di Cagliari" (13/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 13. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore. Mi rimetto alla relazione scritta.

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.

PIRASTU (F.I.-Sardegna), Assessore dell'industria. La Giunta si rimette alla relazione scritta.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare la consigliera Ivana Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI IVANA (D.S.-F.D.). Chiedo il voto segreto sul passaggio all'esame degli articoli.

USAI (A.N.). Presidente, chiedo l'osservanza del termine regolamentare di dieci minuti.

PRESIDENTE. Il Regolamento prevede che non si possa procedere alla votazione se non sono trascorsi dieci minuti dall'inizio della seduta. Sono le 10 e 18, pertanto la votazione avrà luogo alle 10 e 28.

Votazione segreta

PRESIDENTE. Indico la votazione segreta con procedimento elettronico del passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge numero 13.

Risultato della votazione

Presidente. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 50

votanti 29

astenuti 21

maggioranza 15

favorevoli 29

(Il Consiglio approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA -DEMONTIS - DEMURU - FEDERICI - FLORIS Emilio - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LICANDRO - LODDO - LOMBARDO - MANCA - MURGIA - PIANA - PILI - PILO - RANDAZZO - SANNA Giacomo - SANNA NIVOLI - USAI.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - COGODI - DEIANA - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - GIAGU - LAI - MASIA - ORRU' - PINNA - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Gian Valerio - SCANO - SCARPA - SELIS - SPISSU - TUNIS Gianfranco - VASSALLO.)

Si dia lettura dell'articolo 1.

CAPPAI, Segretario:

Art. 1

1. Ai sensi e per gli effetti dell'articolo 27, ultimo comma, della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, è convalidato il D.P.G.R. n. 92 del 29 giugno 1999 concernente il prelevamento della somma di lire 75.901.800 dal fondo di riserva per spese impreviste - capitolo 03010 - dello stato di previsione della spesa dell'Assessorato della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, a favore del capitolo 08004 dello stato di previsione della spesa dell'Assessorato dei lavori pubblici concernente:

"Spese per la costruzione e per l'arredamento del palazzo del Consiglio regionale nell'area di via Roma in Cagliari e per l'acquisizione del Palazzo Viceregio e di altri edifici e aree che possono rendersi utilizzabili nel rione di Castello in Cagliari, relative spese per la progettazione, direzione, sorveglianza, contabilizzazione, assistenza, collaudo, nonché notarili e fiscali (L.R. 16 giugno 1980, n. 19 e art. 14, L.R. 28 maggio 1985, n. 12). Spese per la sistemazione delle aree limitrofe alla nuova sede del Consiglio regionale nella via Roma in Cagliari e per l'acquisizione dello stabile sito nel tratto immediatamente adiacente alla sede del Consiglio regionale all'angolo tra le vie Roma e Porcile, per il completamento dei lavori del palazzo del Consiglio regionale (L.R. 26 febbraio 1986, n. 22, art. 12, L.R. 27 giugno 1986, n. 44, art. 14, L.R. 4 giugno 1988, n. 11, art. 15, L.R. 26 gennaio 1989, n. 5, art. 6, comma 2, L.R. 28 settembre 1990, n. 43 e art. 37, L.R. 18 gennaio 1999, n. 2)".

PRESIDENTE. Poiché è un articolo unico procediamo alla votazione della legge nel suo complesso.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico del disegno di legge numero 13.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - DEIANA -DEMONTIS - DEMURU - DETTORI Bruno - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LICANDRO - LODDO - LOMBARDO - MANCA - MURGIA - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PUSCEDDU - RANDAZZO - SANNA NIVOLI - SCANO - SCARPA - USAI.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI e i consiglieri COGODI - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - GIAGU - LAI - MASIA - PINNA - SANNA Alberto - SANNA Gian Valerio - SPISSU - TUNIS Gianfranco - VASSALLO.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 50

votanti 36

astenuti 14

maggioranza 19

favorevoli 36

(Il Consiglio approva)

Discussione e approvazione del disegno di legge: "Approvazione del rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 1997 e del rendiconto dell'Azienda Foreste Demaniali della Regione per lo stesso anno" (36/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 36.

Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore. Mi rimetto alla relazione scritta.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.

PIRASTU (F.I.-Sardegna), Assessore dell'industria. Mi rimetto alla relazione scritta.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 1.

CAPPAI, Segretario:

Art. 1

Rendiconti

1. Il rendiconto generale della Regione e il rendiconto dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione per l'esercizio finanziario 1997 sono approvati nelle risultanze di cui ai successivi articoli.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 2.

CAPPAI, Segretario:

Inserire articolo 2 (disegno di legge 36/A)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 3.

CAPPAI, Segretario:

Inserire articolo 3 (disegno di legge 36/A)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 4.

CAPPAI, Segretario:

Inserire articolo 4 (disegno di legge 36/A)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 5.

CAPPAI, Segretario:

Inserire articolo 5 (disegno di legge 36/A)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 6.

CAPPAI, Segretario:

Inserire articolo 6 (disegno di legge 36/A)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 7.

CAPPAI, Segretario:

Inserire articolo 7 (disegno di legge 36/A)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 36.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - DEIANA - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FANTOLA - FLORIS Emilio - FOIS - FRAU - GIAGU - GRANARA - LA SPISA - LAI - LICANDRO - LODDO - LOMBARDO - MANCA - MASIA - MORITTU - MURGIA - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - SANNA Alberto - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SCANO - SCARPA - SELIS - SPISSU - USAI.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI e i consiglieri COGODI - FALCONI - ORRU' - PINNA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 50

votanti 45

astenuti 5

maggioranza 23

favorevoli 45

(Il Consiglio approva)

Discussione e approvazione del disegno di legge: "Approvazione del rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 1998 e del rendiconto dell'Azienda Foreste Demaniali della Regione per lo stesso anno" (37/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 37.

Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore. Mi rimetto alla relazione scritta.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta si riporta alle considerazioni del relatore.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 1.

CAPPAI, Segretario:

Inserire articolo 1 (disegno di legge 37/A)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 2.

CAPPAI, Segretario:

Inserire articolo 2 (disegno di legge 37/A)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 3.

CAPPAI, Segretario:

Inserire articolo 3 (37/A)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 4.

CAPPAI, Segretario:

Inserire articolo 4 (37/A)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 5.

CAPPAI, Segretario:

Inserire articolo 5 (37/A)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 6.

CAPPAI, Segretario:

Inserire articolo 6 (37/A)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 7.

CAPPAI, Segretario:

Inserire articolo 7 (37/A)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 8.

CAPPAI, Segretario:

Inserire articolo 8 (37/A)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico del disegno di legge numero 37.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - DEIANA - DEMONTIS - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS Emilio - FOIS - FRAU - GIAGU - GRANARA - LA SPISA - LAI - LICANDRO - LIORI - LODDO - LOMBARDO - MANCA - MASIA - MURGIA - NUVOLI - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - SANNA Alberto - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SCANO - SCARPA - SELIS - SPISSU - TUNIS Marco - USAI.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - COGODI - VASSALLO.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 56

votanti 53

astenuti 3

maggioranza 27

favorevoli 53

(Il Consiglio approva)

Discussione e approvazione del testo unificato della proposta di legge Sanna Alberto - Sanna Gian Valerio - Cugini - Giagu - Balia - Dettori Bruno - Sanna Giacomo "Interventi straordinari a favore dei pescatori dello stagno di Cabras per gli eventi calamitosi del giugno 1999" (8) e del disegno di legge "Attuazione del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152 recante: 'Disposizioni sulla tutela delle acque dall'inquinamento e recepimento della direttiva 91/271/CEE concernente il trattamento delle acque reflue urbane e della direttiva 91/676/CEE relativa alla protezione delle acque dall'inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole e disposizioni varie'" (24)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del testo unificato della proposta di legge 8 e del disegno di legge numero 24.

Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.

FRAU (A.N.), relatore. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, la quinta Commissione permanente, nella seduta del 30 maggio 2000, ha approvato il testo unificato della proposta di legge numero 8, concernente interventi straordinari a favore dei pescatori dello stagno di Cabras per gli eventi calamitosi del giugno del 1999, e del disegno di legge numero 24, concernente l'attuazione in Sardegna del decreto legislativo 11 maggio 1999, numero 152, recante "Disposizioni sulla tutela delle acque dall'inquinamento e recepimento della direttiva 91/271/CEE concernente il trattamento delle acque reflue urbane e della direttiva 91/676/CEE relativa alla protezione delle acque dall'inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole e disposizioni varie".

Il testo unificato, come si può vedere, comprende una serie di interventi nel campo ambientale, diremo quindi una legge omnibus, pertanto io farò una relazione molto sintetica articolo per articolo - almeno gli articoli più importanti - per far comprendere che cosa la Commissione ha deliberato.

Gli articoli 1 e 2 contengono le norme relative all'attuazione in Sardegna del decreto legislativo numero 152 del 1999. In particolare l'articolo 1 individua una serie di competenze dell'Assessorato regionale della difesa dell'ambiente, istituisce un Centro di documentazione per l'accatastamento dei dati sulle caratteristiche dei bacini idrografici e il Catasto regionale degli scarichi, costituito dal coordinamento dei Catasti provinciali degli scarichi. L'articolo 2 disciplina, invece, le modalità di approvazione del Piano di tutela delle acque, prevede l'obbligo di realizzazione e attivazione degli schemi fognari-depurativi previsti nel Piano regionale di risanamento delle acque e individua i soggetti competenti al rilascio delle autorizzazioni agli scarichi e allo svolgimento delle funzioni di controllo sull'osservanza delle disposizioni in materia di scarichi, nonché quelle relative alla vigilanza tecnico-amministrativa, di accertamento di illeciti amministrativi e dell'irrogazione delle conseguenti sanzioni pecuniarie. L'articolo 4 prevede una modifica all'articolo 1 della legge regionale 21 settembre 1993, numero 46, al fine di prevedere la concessione alle Province, oltreché ai Comuni, di contributi per la realizzazione di bonifica, messa in sicurezza e ripristino ambientale di aree interessate da smaltimento incontrollato di rifiuti. L'articolo 8 poi prevede alcune modifiche alla legge regionale numero 23 del 1998, concernente "Norme per la protezione della fauna selvatica e per l'esercizio della caccia in Sardegna". In particolare, l'articolo modifica la norma relativa al risarcimento dei danni causati dalla fauna selvatica; prevede, in analogia a quanto previsto dalla legge finanziaria regionale per la tassa di rinnovo annuale per l'esercizio dell'attività venatoria, che in attesa dell'attuazione del Piano regionale faunistico non sia richiesto il pagamento della tassa per il rilascio dell'abilitazione venatoria, ma che venga pagato solo il contributo di partecipazione previsto dalla lettera d) dell'articolo 22 della legge numero 32 del 1978; sopprime, inoltre, il divieto per gli appartenenti agli organi di vigilanza in materia di esercizio dell'attività venatoria di praticare tale attività nell'ambito del territorio in cui esercitano le funzioni. L'articolo 9 prevede la possibilità per l'amministrazione regionale di concedere indennizzi a favore degli operatori della pesca e dell'acquacoltura che abbiano subito danni alle strutture o alle produzioni in conseguenza di calamità naturali. Si tratta di una norma attesa da anni dai pescatori, che permetterà di intervenire in situazioni che hanno comportato momenti di particolare difficoltà a larghi strati degli operatori del settore. Poiché negli anni passati si sono verificati casi di calamità naturali, che hanno comportato notevoli danni alle imprese di pesca e acquacoltura, per i quali non è stato possibile un intervento da parte della Regione a causa della mancanza di una norma specifica, l'articolo prevede la concessione degli indennizzi anche per gli eventi verificatosi negli anni 1997, 1998 e 1999.

L'articolo 10 prevede l'adozione, da parte dell'amministrazione regionale, di un piano di recupero ambientale e di rilancio produttivo dello stagno di Cabras. A questo proposito ricordo che stiamo esaminando il testo unificato della proposta di legge numero 8, recante la firma di vari consiglieri, tra cui Alberto Sanna, e del disegno di legge numero 24. Dicevo che l'articolo 10 disciplina la procedura per l'adozione del piano e prevede la possibilità che l'amministrazione regionale provveda all'attuazione dello stesso, anche attraverso la delega degli interventi contenuti nel piano, a favore del titolare della concessione di pesca nello stagno, della provincia di Oristano, dei comuni di Cabras, Riola e Nurachi, dell'Azienda USL numero 5 e del Consorzio di bonifica di Oristano. L'articolo prevede anche che agli operatori della pesca che operano nello stesso stagno di Cabras, danneggiati dalla eccezionale moria di pesci del giugno del 1999, siano concesse le provvidenze di cui all'articolo 9. L'articolo 11 prevede la spesa di 180 milioni di lire nell'anno 2000 per la gestione dell'attività di monitoraggio dei siti di interesse comunitario previsti dalla direttiva "Habitat". L'attività prevista nell'articolo permetterà pertanto alla Regione di assicurare un adeguato controllo, così come richiesto dalla Commissione Europea, sullo stato dei siti di particolare interesse ambientale proposti dalla Regione per l'inserimento nella rete di siti di importanza comunitaria denominata "Natura 2000".

L'articolo 15 permette lo slittamento al 31 dicembre 2000 della impegnabilità dei fondi assegnati agli enti interessati per interventi infrastrutturali ambientali e lo slittamento al 31 gennaio 2001 della restituzione delle somme non inutilizzate a tale data.

Lo slittamento è motivato dal fatto che per le opere a valenza ambientale l'iter di approvazione dei progetti, nelle varie fasi previste dalla normativa vigente sulle opere pubbliche e da quella sulla valutazione di impatto ambientale, è molto lungo, per cui non è possibile rispettare i termini di impegnabilità dei normali finanziamenti regionali, come disciplinati dagli articoli 4 e 10 della legge regionale 22 aprile 1987, numero 24.

L'articolo 16 prevede uno snellimento della procedura di approvazione dei Contratti di programma relativi all'attuazione del Piano di disinquinamento del Sulcis-Iglesiente. Con l'articolo 16, infatti, in attuazione del decreto legislativo numero 112 del 1998, concernente il conferimento di funzioni e compiti legislativi dello Stato alle Regioni e agli Enti locali, viene soppressa, per i Contratti di programma sopraindicati, la necessità della firma dei Ministeri presenti nel Comitato di coordinamento.

In conclusione si può affermare che il testo unificato contiene un insieme di norme necessarie per una efficace azione di tutela dell'ambiente e degli operatori economici che vivono a diretto contatto con l'ambiente, pertanto la Commissione auspica una rapida approvazione del testo da parte dell'Assemblea.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Sanna Alberto. Ne ha facoltà.

Sanna Alberto(D.S.-F.D.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, questo provvedimento arriva finalmente in Aula dopo un lunghissimo iter.

In Commissione sono pervenute due proposte: una avanzata dal centrosinistra, di cui io sono uno dei firmatari, un'altra di iniziativa della Giunta regionale, che, nel collegato in attuazione del decreto legislativo numero 152 del 1999, prevedeva anche, all'articolo 6, una serie di interventi a favore delle imprese del settore della pesca danneggiate da calamità naturali.

Dicevo che l'iter è stato piuttosto lungo e travagliato in questo provvedimento. L'esigenza che l'amministrazione regionale rispondesse in tempi rapidi alla drammaticità della situazione che si era creata, e che tuttora permane nel compendio di Cabras, era stata posta in diverse occasioni. La proposta del centrosinistra risale al mese di novembre del 1999, fu avanzata in quel periodo perché le Commissioni non erano ancora costituite, e quindi non c'erano le condizioni per affrontare questo problema. L'insediamento delle Commissioni avvenne nella prima metà di dicembre e subito dopo il provvedimento fu esaminato.

La proposta del centrosinistra prevedeva un intervento mirato a indennizzare le famiglie dei pescatori che in seguito all'evento calamitoso del giugno 1999 avevano, di fatto, perso il lavoro e quindi il loro reddito. Si trattava, dunque, di un intervento straordinario ed urgente per far fronte a una situazione drammatica.

Questa iniziativa, per un diverso modo di pensare della maggioranza, non è andata avanti così come era stata proposta dal centrosinistra. La Giunta regionale, nel dicembre del 1999, nel presentare il pacchetto complessivo della manovra di bilancio presentò anche il collegato alla finanziaria in attuazione del decreto legislativo numero 152, che prevede norme su materie attinenti in modo particolare al trattamento delle acque. Per molti versi questo provvedimento sulla pesca poco ha a che vedere con questo collegato. La Giunta, però, ha voluto percorrere questa strada, allungando enormemente i tempi. Va anche sottolineato il fatto che nella proposta avanzata dalla Giunta, in dicembre, l'intervento per lo stagno di Cabras non era previsto; erano previsti, all'articolo 6, dei risarcimenti generali a favore delle aziende del settore della pesca danneggiate da calamità naturali, per un importo di 200 milioni per l'anno 2000, e 100 milioni per ciascuno degli anni 2001 e 2002, quindi risorse largamente insufficienti destinate a tutti gli stagni della Sardegna, e che pertanto non potevano risolvere il problema dei pescatori di Cabras. Il centrosinistra portò avanti una serie di iniziative, anche in fase di approvazione della legge finanziaria. Ricordo che molti di noi firmarono emendamenti tesi a inserire in legge finanziaria il provvedimento a favore dello stagno di Cabras. La maggioranza, però, respinse quegli emendamenti, perciò oggi, ad un anno di distanza, discutiamo di questo provvedimento in Aula. Io credo che la strada più breve sarebbe stata quella di inserire un articolo nella legge finanziaria, che possa risolvere la situazione drammatica che si è creata, così come drammatica era la situazione creatasi in seguito all'alluvione del novembre scorso e per la quale si intervenne immediatamente.

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, la interrompo brevemente perché non è corretto che lei parli senza la presenza della Giunta, che dovrebbe dare una risposta.

Sanna Alberto (D.S.-F.D.). Presidente, la mancanza di correttezza non è mia.

PRESIDENTE. Certamente non è sua. Evidentemente sto rimproverando la Giunta, la quale sta commettendo una scorrettezza nei suoi confronti.

Sanna Alberto (D.S.-F.D.). Mi era sembrato un rimprovero nei miei confronti. Mi scusi, Presidente.

PRESIDENTE. Mi ero spiegato male.

Sanna Alberto (D.S.-F.D.). Non c'è l'Assessore dell'ambiente. Devo aspettare che arrivi?

PRESIDENTE. E' necessario che sia presente almeno un componente della Giunta. E' arrivato adesso un Assessore, perciò possiamo proseguire.

Sanna Alberto (D.S.-F.D.). Comunque, per farla breve sull'iter legislativo di questo provvedimento, alla fine la Giunta modificò il suo disegno di legge collegato alla finanziaria e introdusse, nel marzo del 1999, il famoso articolo 6 bis, che prevedeva anche un intervento specifico per lo stagno di Cabras. Siamo a marzo del 2000. I pescatori, nel frattempo, si sono attivati per incontrare la Giunta e i diversi rappresentanti dell'Amministrazione regionale che avevano assunto impegni in questa direzione.

Nei successivi lavori svolti in Commissione la posizione della minoranza è stata quella di mantenere separato il provvedimento per la pesca dal provvedimento generale contenuto nel collegato, perché la materia oggetto del collegato è varia e ha bisogno di un approfondimento analitico e specifico. Del resto questi provvedimenti omnibus non sono certamente il modo migliore per affrontare i problemi e dare risposte efficaci.

Io, pertanto, sono dell'opinione - e già lo anticipo in questo mio intervento - che gli articoli 9 e 10 del testo unificato debbano essere scorporati ed esaminati in un provvedimento autonomo, che dovrà avere priorità assoluta. Purtroppo siamo in ritardo di circa un anno, però, almeno adesso cerchiamo di percorrere la strada più rapida perché la situazione è drammatica. Quindi mi aspetto che su questa questione la maggioranza sia d'accordo con noi, perché così possiamo approvare stamattina questo provvedimento tanto atteso e poi continuare con l'esame e l'approvazione del resto del collegato.

Entro nel merito del problema della pesca, che non riguarda soltanto lo stagno di Cabras, ma anche altri stagni della Sardegna. Gli articoli 9 e 10, come dicevo prima, si occupano proprio di questo problema. La gestione degli stagni in Sardegna è un problema che va ripreso in modo serio e ridefinito. A mio parere c'è un limite di fondo nel modo in cui oggi si gestiscono questi compendi, e questo limite sta nel fatto che rimangono in capo all'Assessorato dell'ambiente le competenze più importanti, quelle relative al monitoraggio, alla gestione e alla programmazione di tutti gli interventi nei nostri compendi ittici. Ai pescatori viene data la concessione decennale di pesca, che però non li autorizza a svolgere attività diverse da quelle strettamente legate all'attività di pesca.

L'assurdo è che gli stagni della Sardegna sono oggetto di interventi che provengono dall'alto e senza che vi sia uno specifico programma o sia stato fatto uno studio ben preciso; manca un'autorità di bacino, manca il controllo delle acque. Insomma, questi compendi, che sono degli ecosistemi estremamente delicati e complessi, sono di fatto abbandonati a sé stessi. Questa è la vera questione.

Io credo, quindi, che noi dobbiamo, anche nella discussione odierna, tenere presente che il problema che stiamo affrontando è un aspetto importante di un problema più generale che questo Consiglio deve quanto prima prendere in considerazione. Occorre, infatti, affrontare il problema della gestione e del risanamento degli stagni, ponendo in essere una gestione moderna, manageriale e produttiva di queste enormi ricchezze naturali che madre natura ci ha dato, una gestione che rispetti gli ecosistemi. Se non entriamo in questa logica, e quindi togliamo alla Regione parte del suo potere centralistico, che di fatto poi significa che ciascuno fa quello che vuole, o quasi, con i risultati che conosciamo, continueremo ad assistere a situazioni come quella che si è verificata nello stagno di Cabras, dove gli scarichi fognari affluiscono senza essere depurati, l'agricoltura intensiva viene praticata fino a distanze molto ravvicinate alle sponde dello stagno, dove insomma, per una serie di motivazioni, vi è un afflusso limitato di acqua dolce e di acqua salata, che altera l'equilibrio di questo ecosistema delicatissimo e complesso. Quindi su queste situazioni bisogna intervenire al più presto per invertire questa tendenza.

L'articolo 9 prevede interventi generali riguardanti tutti gli stagni della Sardegna e finalizzati all'indennizzo delle imprese danneggiate da calamità naturali. Prevede esattamente 3 miliardi di lire per il 2000 e 2 miliardi per ciascuno degli anni 2001 e 2002. Sono risorse finanziarie che io giudico sufficienti per far fronte a situazioni di questo genere. L'articolo 10 prevede, in modo specifico, un pacchetto di interventi finalizzati da un lato all'approvazione e all'attuazione di un piano di risanamento dello stagno di Cabras, dall'altro all'indennizzo dei pescatori per il mancato reddito derivante da questi interventi. Le risorse finanziarie disponibili per questi interventi sono complessivamente di 17 miliardi, di cui 9 miliardi e 200 milioni per gli interventi di risanamento che la Giunta regionale, assieme agli enti locali e ai pescatori, dovrà definire e realizzare, e 7 miliardi e 800 milioni da destinare agli indennizzi, così suddivisi: 4 miliardi e 300 milioni per il 2000, 2 miliardi per il 2001, 1 miliardo e 500 milioni per il 2002. Questo è, in sintesi, il provvedimento che con gli articoli 9 e 10 si intende proporre al Consiglio.

In Commissione, su questa proposta, dopo una discussione lunga e approfondita si è raggiunto un accordo unanime. Credo che se venisse accolta dalla maggioranza la nostra proposta di scorporare dal testo unificato in discussione gli articoli 9 e 10, che riguardano il settore della pesca, per discuterli e approvarli immediatamente con un provvedimento autonomo, potremmo definire in mattinata la parte che riguarda la pesca e poi continuare l'esame della restante parte del testo unificato.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.-Sardegna). Intervengo per sottolineare che anche la maggioranza, ovviamente, che tramite l'Assessore della programmazione ha presentato un apposito disegno di legge, ritiene di straordinaria rilevanza la partita relativa al risanamento dello stagno di Cabras e al pagamento degli indennizzi legati ai danni verificatisi nel 1999, ma certamente è necessario un intervento organico su tutta la materia. Noi riteniamo che il testo di legge esitato dalla Commissione debba assolutamente avere il carattere della organicità che garantisce la stessa approvazione dell'intervento riguardante lo stagno di Cabras. Riteniamo di importanza strategica quel compendio ittico, ma pensiamo che tutti gli interventi contenuti nell'attuazione della direttiva comunitaria possano dare ulteriore forza all'approvazione di quel provvedimento, perché, non dimentichiamocelo, stiamo approvando un provvedimento di indennizzi che dev'essere comunque valutato anche in sede comunitaria, e avere a monte una valutazione in tal senso ci consente certamente di rafforzare il provvedimento stesso.

Occorre, in questa partita, uscire dalla logica che in qualche modo ha animato la storia degli indennizzi nel settore della pesca, per arrivare a un tipo di indennizzo che chiuda un capitolo e ne apra un altro, apra cioè un capitolo di produttività e di impegno della Regione che consenta ai lavoratori del settore della pesca di avere tutti i supporti necessari per svolgere la propria attività nel migliore dei modi.

Non vorrei, però, dimenticare che nello stesso provvedimento sono contenuti alcuni aspetti fondamentali anche relativamente al catasto dei rifiuti e degli scarichi, che certamente costituisce uno di quegli elementi propedeutici a un governo corretto del territorio anche sul piano della materia ittica. Quindi è evidente che la maggioranza, da questo punto di vista, chiede il prosieguo della discussione e rilancia alla minoranza la richiesta di poter esitare, nella stessa giornata di oggi, l'intero provvedimento. Credo che una regola che dobbiamo darci sul piano legislativo sia proprio quella di dare organicità a tutto il provvedimento, al fine di evitare fughe in avanti che possono delegittimare gli stessi due articoli di cui si chiede lo stralcio.

Su questo io mi permetto di riprendere l'intervento del collega Alberto Sanna per dire che noi siamo disponibili ad approvare gli articoli 9 e 10, ma vogliamo anche approvare in giornata, e quindi chiediamo a voi un impegno in tal senso, tutto il provvedimento. Pertanto noi accogliamo la vostra richiesta di celerità nell'esame degli articoli 9 e 10, sui quali concordiamo e di cui siamo i primi a sollecitare l'approvazione, riteniamo però che oggi il Consiglio debba legiferare su tutta la materia.

Signor Presidente del Consiglio, noi chiediamo di andare avanti e di accelerare la discussione di questo provvedimento, perché riteniamo, per esempio, che la partita relativa all'antincendio sia di straordinaria rilevanza, e non possiamo certamente disattendere una campagna antincendio che ormai è alle porte e ha necessità dei provvedimenti che il disegno di legge, poi ripreso dal testo della Commissione, prevede.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Intervengo sull'ordine del giorno in quanto, dopo aver sentito l'intervento del collega Pili, desidero riprendere la proposta fatta dal collega Alberto Sanna per sottolineare che anche secondo il parere della prima Commissione l'unificazione delle due proposte tradisce alcuni principi, primo fra tutti quello della omogeneità. Noi abbiamo rilevato delle contraddizioni su aspetti specifici nell'articolato, per cui riteniamo che per lo meno su alcuni articoli sarebbe necessario un approfondimento. La stessa disomogeneità degli argomenti crea problemi alla procedura di unificazione, determinando un precedente che noi riteniamo, e lo ha ritenuto anche la prima Commissione all'unanimità, di dover rivedere.

Vi è poi un problema di urgenza per quanto riguarda gli interventi sullo stagno di Cabras. Noi abbiamo da tempo presentato la proposta di legge numero 8, che doveva dare risposta a un evento calamitoso, ma in questo Consiglio il trattamento dei provvedimenti riguardanti le emergenze è abbastanza differenziato. Ce ne rendiamo conto e lo sottolineiamo, non foss'altro perché si è ripetuto anche ieri un rituale per il quale sembra che la tutela del reddito e dell'occupazione, le preoccupazioni sull'alto tasso di disoccupazione in Sardegna appartengano alla retorica dei nostri ragionamenti e mai o quasi mai all'operare concreto specifico che anche l'attività e le proposte dell'opposizione pongono all'attenzione Consiglio regionale. Si tratta di gente che corre il rischio di perdere il proprio reddito, quindi il rischio concreto di subire danni che, a questo punto, a distanza di tanti mesi, sono abbastanza evidenti. Ma c'è di più: la proposta di legge del centrosinistra poneva l'esigenza di avviare una riflessione più puntuale sul problema degli stagni, soprattutto quelli della provincia di Oristano. Non si può nascondere il fatto che in questi anni è mutata notevolmente la condizione fisico-ambientale di questi compendi. Basti ricordare che mentre gli interventi regionali programmati nell'ultimo decennio stanno ancora cercando, a fatica, di trovare attuazione - mi riferisco a interventi per svariati miliardi - è cambiato nel frattempo il regime della piovosità, ce ne rendiamo conto, con un calo talvolta superiore al 50 per cento degli indici di piovosità media registrati nei decenni precedenti. Questo fatto ha imposto una mutazione di carattere fisico e anche ambientale notevole, dovuta a condizioni di afflusso di acqua dolce negli stagni notevolmente differenti da quelle che si determinavano in via naturale nel passato.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SPISSU

(Segue SANNA GIAN VALERIO) Queste condizioni, rapportate a interventi strutturali non adeguatamente programmati in funzione di questi eventi, determinano un rapporto tra la redditività e gli eventi calamitosi enormemente pregiudizievole, che ci porta a constatare, praticamente ogni anno, nei bacini lagunari della provincia di Oristano, condizioni bioclimatiche particolari, caratterizzate da scarsa ossigenazione e quindi da una temperatura elevata.

A questo problema si somma l'esigenza di operare una riflessione ulteriore sul rapporto con le Università in regime di concessione, e quindi anche di valutare l'opportunità che il problema della pesca estensiva venga rapportato a una trasformazione possibile, secondo il nostro modo di vedere, attraverso procedure e investimenti che tentino di introdurre in questi bacini lagunari colture di produzione semintensiva che possano garantire, nell'arco dell'anno, una redditualità più costante. E' indispensabile, però, attraverso questi interventi, creare le condizioni per far fronte a eventi calamitosi non sempre prevedibili.

Il nostro parere rimane quello che abbiamo espresso anche nella prima Commissione, riteniamo cioè che vi sia l'esigenza, nel rispetto della omogeneità degli argomenti trattati, e anche se con ritardo rispetto all'urgenza specifica dello stagno di Cabras, di stralciare gli articoli riguardanti questo argomento e immediatamente dopo, coerentemente con quanto detto anche dal collega Pili, procedere all'esame del resto del provvedimento, affinché possa essere approvato entro la giornata odierna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA SALVATORE (D.S.-F.D.). Presidente, intervengo per dire che la mia opinione è concorde con quanto detto anche dal collega Gian Valerio Sanna, ed è un po' la sintesi del parere che la prima Commissione aveva espresso in relazione a questo testo unificato.

Io, in questo momento, non voglio entrare nel merito del provvedimento, perché sarebbe stato sufficiente, o sarebbe sufficiente che i colleghi leggessero, oltre al testo del progetto di legge, anche il parere della prima Commissione per rendersi conto ancora di più, secondo la mia opinione, della necessità di riarticolare il testo di questo progetto di legge, secondo le osservazioni che sono state fatte.

Si badi, a me disturba un po' l'atteggiamento della maggioranza che in presenza di osservazioni assolutamente legittime nella forma, ma secondo me legittime e sostanziose anche nel merito, spesso sembra voler dire: "Non disturbate il manovratore". A me pare che se il manovratore continua a manovrare nella direzione proposta con questo progetto di legge probabilmente non arriverà da nessuna parte. Allora, nessuno vuole bloccare niente; tutti siamo disponibili a cercare rapidamente le soluzioni ai problemi in questione, però lavoriamo in maniera tale che i contenuti delle proposte possano davvero rispondere alle esigenze, perché anche la distribuzione, per esempio, dei poteri e delle funzioni contenute nei primi articoli di questo provvedimento omnibus, che riguardano il recepimento del decreto legislativo numero 152 sulla tutela delle acque, è in piena contraddizione anche con quanto affermava ieri, con molta enfasi, il presidente Floris, e cioè: "Esaltiamo il decentramento, perché, per esempio, il decentramento effettuato in ragione delle calamità naturali sta dando grandi risultati". Bene, dalla lettura di questo provvedimento ci si accorge che sul decentramento non ce n'è niente. La prima Commissione, all'unanimità, propone di riarticolare le funzioni, ma non viene detta una parola, anzi, viene riproposto un testo che, sostanzialmente, blocca il decentramento. Allora cerchiamo di ragionare tutti assieme, rapidamente, entro oggi, meglio se entro stamattina, su un obiettivo, su un percorso che, davvero, ci consenta di approvare provvedimenti che siano in sintonia anche con le affermazioni che facciamo in linea di principio.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

PANI, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Signor Presidente, signori consiglieri, io ritengo importantissimo, per la organicità dell'intervento che si vuole realizzare, che dal testo proposto da questo Assessorato, approvato dalla Giunta e discusso in Commissione, non venga stralciata alcuna parte.

Ho accolto l'emendamento numero 1 all'articolo 12 proprio per eliminare le preoccupazioni connesse alle diverse possibilità di interpretazione delle norme sui finanziamenti dovuti, e soprattutto per la necessità di correlare alla campagna antincendi la manutenzione e il potenziamento degli impianti radio, perché sono anche questi interventi di carattere urgentissimo, che non mi sembra il caso di rinviare ad altri provvedimenti, e che per altro sono nati nell'urgenza e nella necessità di soddisfare le legittime richieste presentate dai pescatori del compendio di Cabras, i quali lamentavano la carenza, durante il periodo elettorale e postelettorale, di provvedimenti che potessero attenuare e ridurre i danni patiti in quella circostanza.

Nello stesso provvedimento noi abbiamo previsto risarcimenti anche per altre situazioni in cui, durante lo stesso periodo o in periodi collaterali, si sono subiti danni della stessa natura. Ed è per questo che mi sembra assolutamente legittimo discutere e approvare in un contesto unico questo provvedimento. D'altra parte, esso è stato licenziato all'unanimità dalla quinta Commissione, che ha recepito le istanze provenienti dai diversi comparti, che ha compreso la necessità di presentare in un collegato le diverse ipotesi di intervento che l'Assessorato ha ritenuto opportuno, già dal mese di marzo, presentare alla delibera del Consiglio, unico organo competente a intervenire in questa materia. Pertanto io mi rivolgo ai signori consiglieri perché, prestando fiducia all'intervento reclamato e richiesto, diano il consenso all'approvazione di questo testo che, ripeto, in sede di Commissione è stato approvato con il parere contrario forse di un solo componente.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.-F.D.). Intervengo innanzi tutto per fare una precisazione sull'iter di questo testo unificato. Nella quinta Commissione la posizione delle opposizioni è stata sempre quella di mantenere distinti i due provvedimenti, proprio perché concernevano materie diverse e quindi non andavano inseriti in un unico testo di legge. La prima Commissione, nella sua interezza, cioè maggioranza e opposizione, come ricordato dal collega Salvatore Sanna, era d'accordo perché i provvedimenti rimanessero distinti.

Io credo, anche considerando la posizione poc'anzi espressa dall'assessore Pani, che sia opportuna una breve interruzione dei lavori, per cercare un accordo su come procedere e trovare la strada più rapida per approvare i due provvedimenti.

PRESIDENTE. Se non vi sono opposizioni, la seduta è sospesa per dieci minuti e convoco la Conferenza dei Presidenti di Gruppo.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 28, viene ripresa alle ore 12 e 08.)

PRESIDENTE. Così come concordato, e come preannunciato ieri, i lavori antimeridiani sono terminati. La seduta è sospesa e riprenderà questo pomeriggio alle ore 16.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 09, viene ripresa alle ore 16 e 46.)

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura del titolo.

CAPPAI, Segretario:

Titolo: Attuazione del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152, recante: "Disposizioni sulla tutela delle acque dall'inquinamento e recepimento della direttiva 91/271/CEE concernente il trattamento delle acque reflue urbane e della direttiva 91/676/CEE relativa alla protezione delle acque dall'inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole" e disposizioni varie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.

frau (a.N.), relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stamani c'è stata una sospensione dei lavori per cercare un accordo sul testo unificato del disegno legge numero 24 e della proposta di legge numero 8.

Le Commissioni prima e quinta insieme all'Assessore hanno lavorato e hanno effettivamente raggiunto un accordo, sono state recepite alcune osservazioni che erano state fatte dalla prima Commissione, e si è deciso che il testo unificato, così come pervenuto in Aula, sarà votato come un testo unico. C'era stata, come sapete, la richiesta di scorporare gli articoli 9 e 10, invece la votazione sarà unica.

Molte parti sono state semplificate, sicuramente c'è stato un accordo generale, e mi auguro, vista la necessità di arrivare rapidamente all'approvazione del provvedimento, sia per quanto riguarda i problemi posti dall'Assessore, sia per quanto riguarda i problemi dello stagno di Cabras, posti principalmente dal collega onorevole Alberto Sanna, che questo pomeriggio questo testo di legge possa essere approvato per dare quelle risposte che in molti attendono.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sul titolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 1.

CAPPAI, Segretario:

Inserire articolo 1 (testo unificato 8-24)

PRESIDENTE. All'articolo 1 sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.

CAPPAI, Segretario:

Emendamento sostitutivo totale Giunta regionale

Art. 1

L'articolo 1 è sostituito dal seguente:

"Art. 1

Attuazione D.Lgs. 11 maggio 1999, n. 152

  1. È istituito, presso l'Assessorato della difesa dell'ambiente, il entro di documentazione per la raccolta dei dati sulle caratteristiche dei bacini idrografici e la loro relativa elaborazione, gestione e diffusione.
  2. Per l'attuazione delle funzioni attribuite alla Regione del D.L.gs. 11 maggio 1999, n. 152, è autorizzata, nell'anno 2000, la spesa di lire 900.000.000 (cap. 05014/33)". (17)

Emendamento aggiuntivo Giunta regionale

Dopo l'articolo 1 è aggiunto il seguente:

Art. 1 bis

Procedure per l'approvazione del piano di tutela delle acque

1. Il piano di tutela delle acque, di cui all'articolo 44 del decreto legislativo n. 152 del 1999, è redatto dall'assessore della difesa dell'ambiente con la partecipazione delle province e dell'autorità d'ambito per il servizio idrico integrato.

2. Conclusa la prima fase di redazione del piano, la Giunta regionale approva, su proposta dell'Assessore della difesa dell'ambiente, e presenza al Consiglio regionale un documento sintetico contenente nelle linee generali l'individuazione degli obiettivi di qualità ambientale da perseguire, le fondamentali misure di tutela qualitative e quantitative da adottare, l'indicazione della cadenza temporale degli interventi e delle relative priorità e costi, le misure generali per la verifica dell'efficacia degli interventi.

3. Sul documento il Consiglio si pronuncia entro 90 giorni, decorsi i quali esso s'intende approvato.

4. L'Assessorato dell'ambiente, sulla base dell'attività preparatoria ed in conformità alle linee-guida approvate dal Consiglio regionale, provvede alla stesura definitiva del piano, che è approvato dalla Giunta regionale e pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione.

5. Nelle more dell'approvazione del piano di tutela, devono essere attivati gli schemi fognario-depurativi già realizzati in conformità al vigente Piano Regionale di Risanamento delle Acque (PRRA), così come definito dall'articolo 8 della legge 10 maggio 1976, n. 319 (Norme per la tutela delle acque dall'inquinamento) e successive modificazioni ed integrazioni. Devono, altresì, essere realizzati e attivati gli schemi fognario-depurativi previsti nel citato PRRA, salvo l'adozione di soluzioni tecniche alternative ecologicamente compatibili ed economicamente più vantaggiose, secondo i criteri previsti dal citato D.Lgs. 152/99. Fatte salve le sanzioni penali previste dal D.Lgs. 152/99, in caso di accertata inadempienza a quanto previsto dal presente comma, nei confronti dei titolari degli scarichi di acque reflue urbane si applicano le sanzioni amministrativi di cui al titolo V del citato D.Lgs 152/99 secondo le fattispecie ed i criteri ivi stabiliti. (19)

PRESIDENTE. Per illustrare entrambi gli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

PANI, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Si danno per illustrati.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 17. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 19. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 2.

CAPPAI, Segretario:

Inserire articolo 2 (testo unificato 8-24)

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati cinque emendamenti. Se ne dia lettura.

CAPPAI, Segretario:

Emendamento aggiuntivo Vassallo - Cogodi - Ortu

Art. 2 - comma 8

Al comma 8 sesto rigo dopo le parole "a preventiva comunicazione" inserire le seguenti "Ai comuni interessati e" (2)

Emendamento sostitutivo parziale Vassallo - Cogodi - Ortu

Art. 2 - comma 3 lettera A

La lettera c) del comma 3 dell'articolo 2 è sostituita dalla seguente:

2. Al rilascio delle autorizzazioni allo scarico delle acque reflue urbane e domestiche, industriali recapitanti nelle acque sotterranee, nel sottosuolo, sul suolo e nei corpi idrici superficiali. (4)

Emendamento soppressivo parziale Vassallo - Cogodi - Ortu

Art. 2 - comma 4

Il comma 4 è soppresso. (7)

Emendamento soppressivo parziale Vassallo - Cogodi - Ortu

Il comma 10 è soppresso. (8)

Emendamento sostitutivo totale Giunta regionale

Art. 2

L'articolo sostituito dal seguente:

Art. 2

Norme di attuazione del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152

1. In materia di autorizzazioni agli scarichi si applicano, per quanto non diversamente disciplinato dal presente articolo, le norme recate dal decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152.

2. In deroga all'articolo 45 comma 6 del decreto legislativo n. 152 del 1999, è attribuita ai comuni la competenza al rilascio delle autorizzazioni alo scarico fuori delle pubbliche fognature delle acque reflue domestiche, provenienti da insediamenti isolati inferiori o uguali a 100 abitanti equivalenti.

3. In deroga all'articolo 56 comma 1 del decreto legislativo n. 152 del 1999, all'irrogazione delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal medesimo decreto legislativo provvedono le autorità competenti al rilascio dell'autorizzazione allo scarico. I comuni e le province destinano i proventi delle sanzioni amministrative da essi irrogate alle finalità di cui all'articolo 57 del citato decreto legislativo n. 152 del 1999.

4. È attribuita alle province la competenza al rilascio delle autorizzazioni in deroga di cui all'articolo 36 comma 2 del decreto legislativo n. 152 del 1999. dette autorizzazioni comprendono l'autorizzazione all'esercizio delle operazioni di smaltimento di cui all'articolo 28 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22.

5. Il riutilizzo ai fini irrigui o produttivi delle acque reflue urbane, industriali e domestiche, previo adeguato trattamento, è da intendersi, ai sensi dell'articolo 26 del D.Lgs. 152 del 1999, come risorsa idrica non convenzionale restituita in ambiente o in ciclo produttivo, complementare allo scarico in corpo idrico superficiale, soggetto a preventiva comunicazione alle Province, con modalità di utilizzo secondo apposita direttiva emanata dall'Assessorato della difesa dell'ambiente. La mancata preventiva comunicazione, l'inosservanza delle modalità e siti di utilizzo, dei limiti di accettabilità e delle prescrizioni stabiliti nella direttiva citata, sono perseguiti con sanzioni amministrative da lire 2 milioni a 10 milioni.

6. Al fine di consentire alla Regione la divulgazione delle informazioni suolo stato di qualità delle acque e di trasmettere all'Agenzia Nazionale per la Protezione dell'Ambiente (ANPA) i dati conoscitivi e le informazioni relative all'attuazione del D.Lgs. 152/99 nonché quelle prescritte dalla disciplina comunitaria, le Province, i Comuni e gli Enti titolari di strutture acquedottistiche, fognarie e depurative e/o di sistemi di monitoraggio sulla qualità delle acque sono tenuti a trasmettere all'Assessorato della difesa dell'ambiente i relativi dati. (20)

PRESIDENTE. L'emendamento numero 20 è sostituivo totale, pertanto chiedo ai presentatori degli emendamenti numero 2, 4, 7 e 8 se intendono ritirarli.

Ha domandato in parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

vassallo (R.C.). Gli emendamenti numero 4, 7 e 8, vengono ritirati in quanto alcuni di essi sono stati recepiti nel nuovo testo dell'articolo 2 introdotto dall'emendamento numero 20. Rimane, invece, l'emendamento numero 2, che va coordinato con l'emendamento numero 20, deve intendersi cioè riferito al comma 5 dell'articolo 2, anziché al comma 8 come indicato in precedenza.

PRESIDENTE. Pertanto gli emendamenti numero 7, 8, e 4 sono ritirati.

Per illustrare l'emendamento numero 20 ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

PANI, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 2 ha facoltà di illustrarlo.

vassallo (R.C.). Ho già detto poc'anzi che questo emendamento, deve intendersi riferito al comma 5 dell'articolo 2, secondo la nuova formulazione introdotta dall'emendamento numero 20, e non più al comma 8 dell'articolo 2. La comunicazione preventiva, cioè, oltre che alle province deve essere data anche ai comuni interessati.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.

frau((A.N.), relatore. Onorevole Presidente, sull'emendamento numero 2 esprimo parere favorevole, pertanto si intende riferito al comma 5 dell'articolo 2, dove dopo le parole "alle Province" vanno inserite le parole " e ai Comuni interessati".

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 20. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

L'articolo 2 non viene messo in votazione perché è stato sostituito dall'emendamento numero 20.

Metto in votazione l'emendamento numero 2. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 3.

CAPPAI, Segretario:

Inserire articolo 3 (testo unificato 8-24)

PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato l'emendamento numero 18. Se ne dia lettura.

CAPPAI, Segretario:

Emendamento sostitutivo totale Giunta regionale

Art. 3

L'articolo 3 è sostituito dal seguente:

"Art. 3

Spese per il funzionamento della Sezione regionale del Catasto dei rifiuti

1. Per il funzionamento della Sezione regionale del Catasto dei rifiuti previsto dall'articolo 11 del D.Lgs. 5 febbraio 1997, n. 22, è autorizzata spesa di lire 100.000.000 nell'anno 2000 (cap. 05014/34).". (18)

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 18 ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

MASALA (A.N.), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.

FRAU (A.N.), relatore. Esprimo parere favorevole.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 18. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

L'articolo 3 decade.

Si dia lettura dell'articolo 4.

CAPPAI, Segretario:

Inserire articolo 4 (testo unificato 8-24)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 5.

CAPPAI, Segretario:

Inserire articolo 5 (testo unificato 8-24)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 6.

CAPPAI, Segretario:

Inserire articolo 6 (testo unificato 8-24)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 7.

CAPPAI, Segretario:

Inserire articolo 7 (testo unificato 8-24)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 8.

CAPPAI, Segretario:

Inserire articolo 8 (testo unificato 8-24)

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 13 e 16. Se ne dia lettura.

CAPPAI, Segretario:

Emendamento aggiuntivo Giunta regionale

Art 8

Dopo il comma 1 dell'articolo 48 (specie di fauna selvatica cacciabile) della Legge Regionale 29 luglio 1998, n. 23 alla voce Uccelli, sottovoce Migratori, sono soppresse le seguenti specie:

Passera mattugia (Passer Montanus)

Passera oltremontana (Passer domesticus)

Storno (Sturnus vulgaris)

Pittima reale (Limosa limosa)" (13)

Emendamento aggiuntivo Giunta regionale

Art. 8

Dopo l'articolo 8 è inserito il seguente articolo 8 bis

Art. 8 bis

Per il monitoraggio dei fenicotteri nell'area protetta del Parco Regionale naturale di Molentargius, è autorizzata per l'anno 2000 la spesa di lire 30.000.000 (cap 05107.05)

Copertura finanziaria

In diminuzione

Cap. 05020.20

Contributo al Consorzio di gestione del Parco Regionale naturale "Molentargius-Saline" (art. 25 L.R. 26/2/99, n. 5)

anno 2000 lire 30.000.000

In aumento

Cap. 05107.05

Spese per la stipula di convenzioni al fine della predisposizione del Piano faunistico-venatorio regionale e dei suoi aggiornamenti; per le indagini, lo studio e le ricerche concernenti la biologia della fauna selvatica (art. 90 comma 3, L.R. 29/7/1998, n. 23)

anno 2000 lire 30.000.000 (16)

PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti numero 13 e 16 ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

MASALA (A.N.), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Si danno per illustrati.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.

FRAU (A.N.), relatore. Esprimo parere favorevole.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 8. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 13. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 16. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 9.

CAPPAI, Segretario:

Inserire articolo 9 (testo unificato 8-24)

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 9, 5, 14 e 21. Se ne dia lettura.

CAPPAI, Segretario:

Emendamento sostitutivo parziale Vassallo - Cogodi - Ortu

Art. 9 - comma 4

Le cifre indicate nel comma 4 dell'art. 9 sono così modificate:

lire 3.000.000.000 anno 2000 in lire 7.300.000.000

lire 2.000.000.000 anno 2001 in lire 4.000.000.000

lire 2.000.000.000 anno 2002 in lire 3.500.000.000 (9)

Emendamento aggiuntivo Vassallo - Cogodi - Ortu

Art. 9 - 1° comma

Dopo le parole "l'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere alle imprese" inserire "Singole e Associate, Cooperative" (5)

Emendamento aggiuntivo Giunta regionale

Art. 9

Indennizzo in conseguenza di eccezionali eventi naturali

Dopo l'articolo 9 viene aggiunto il seguente:

Art. 9 bis

Restituzione canoni demaniali per finalità di pesca

Al fine di riversare all'amministrazione Finanziaria Statale le somme introitate dalla Regione a titolo di canoni di concessioni demaniali per attività di pesca dal 1982 al 1995, è autorizzata, per l'anno 2000, la spesa di L. 300.000.000 (cap. N.I.)

Copertura finanziaria

In aumento

Cap. (N.I.)

anno 2000 lire 300.000.000

In diminuzione

Cap. 05020-00

anno 2000 lire 300.000.000 (14)

Emendamento aggiuntivo Cogodi - Pinna - Calledda

Art. 9

Al comma 1 e comma 2 dell'articolo 9, dopo le parole eventi naturali, aggiungere: "o di alterazione del regime idraulico". (21)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori degli emendamenti numero 9 e 5 ha facoltà di illustrarli.

vassallo (R.C.). Nel preannunciare il ritiro di questi emendamenti, così abbiamo concordato anche in Commissione, voglio precisare che, a nostro avviso, sarebbe stato opportuno che la fattispecie prevista nel comma 4 dell'articolo 10, cioè gli aiuti economici ai pescatori per i danni subiti dalle calamità, fosse stata ricompresa nell'articolo 9. Gli emendamenti numero 9 e 5 avevano proprio questa finalità. Ne abbiamo discusso in Commissione, anche perché noi riteniamo che la norma così formulata possa essere soggetta a rilievi da parte del Governo e della Comunità Europea, ma le nostre osservazioni non sono state accolte.

Dato che non vogliamo fare ostruzionismo su un aspetto seppure da noi considerato fondamentale, accediamo alla richiesta di ritiro degli emendamenti numero 9 e 5, mantenendo però tutte le perplessità che ci avevano portato a presentarli.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 21 ha facoltà di illustrarlo.

cogodi (R.C.). L'emendamento numero 21, che è sopraggiunto mentre la Commissione "dei saggi" concordava le modifiche più importanti, più incisive e più rilevanti a questa legge (quindi non tutti lo hanno potuto firmare, ma credo lo condividano), reca per prima la mia firma in quanto, in forza del Regolamento, essendo stato presentato prima della votazione per il passaggio all'esame degli articoli, necessitava la firma di un Presidente di Gruppo perché fosse ritenuto ammissibile. L'emendamento introduce al comma 1 dell'articolo 9 un piccolo aggiustamento al fine di consentire l'indennizzo non solo in conseguenza di calamità naturali intese in senso tecnico, ma anche per quelle situazioni che si possono determinare in funzione della alterazione o modificazione del regime idraulico che condiziona alcune aree in cui si esercita la pesca. Ben si intende che l'indennizzo è concesso con tutte le limitazioni, le cautele, i vincoli e i parametri che sono a monte, cioè per un danno rilevante, non imputabile ad attività colposa di quanti esercitano l'attività di pesca.

La mia illustrazione ha un valore puramente tecnico, così come la firma da me apposta all'emendamento, e quindi, poiché mi è stata rappresentata la ragione di questa variazione, la propongo all'attenzione del Consiglio, precisando che essa inciderebbe in casi molto limitati, quelli in cui l'attività di pesca è svolta nell'ambito di sistemi produttivi complessi, quali, per esempio, quelli di produzione del sale, il cui regime idraulico finalizzato incide anche sull'attività di pesca. E' accaduto in Sardegna, ma in casi limitatissimi, e in situazioni molto particolari, che la modificazione del regime idraulico per via dell'abbandono dell'attività saliniera abbia alterato fondamentalmente, e quindi danneggiato, anche l'attività di pesca, e di conseguenza i soggetti che vivevano di questa attività. Credo che sia questa la situazione che si è verificata in particolare in un'ala dello stagno di Porto Pino. Sono situazioni comunque molto limitate paragonabili, sia per la causa che le determina, sia per i danni conseguenti, a quelle derivanti da calamità naturali.

Quindi, questo è il senso dell'emendamento numero 21, che mi è stato rappresentato, ripeto, come incidente in situazioni molto limitate, però meritevoli di attenzione alla pari delle altre. Per ciò, seppure i firmatari non hanno avuto la possibilità di concordarlo insieme a tutti gli altri aggiustamenti di questa legge, si confida nella comprensione delle ragioni e delle motivazioni che sono state addotte e quindi nella possibilità che questo emendamento venga accolto.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.

frau (a.N.), relatore. Onorevole Presidente, come ha precisato l'onorevole Cogodi, questo emendamento non è stato concordato durante la lunga riunione che si è tenuta in Commissione. Io non sono personalmente contrario al suo accoglimento, pertanto mi rimetto all'Aula, ma credo che anche l'Assessore non abbia niente in contrario.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

PANI, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. La Giunta lo accoglie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

vassallo (R.C.). Intervengo soltanto per precisare, dato che questo emendamento, per un errore di stesura, fa riferimento soltanto al comma 1, che la fattispecie è prevista anche nel comma 2 dell'articolo 9. Per cui, se verrà approvato, in sede di coordinamento si dovrà tener conto del fatto che l'emendamento va riferito sia al comma 1 che al comma 2.

PRESIDENTE. I funzionari tengano conto della precisazione dell'onorevole Vassallo.

Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tunis. Ne ha facoltà.

Tunis Marco (f.I.-Sardegna). Signor Presidente, intervengo brevemente per dire che condivido le motivazioni che hanno portato alla presentazione dell'emendamento numero 21, recante la firma dei colleghi Cogodi, Pinna e Calledda. L'emendamento, infatti, si riferisce a un aspetto particolare dello stagno di Porto Pino, che presenta un regime idraulico diverso rispetto a tutti gli altri stagni. L'aggiunta delle parole "alterazione del regime idraulico" è strettamente pertinente a quella particolare situazione.

Ho chiesto di parlare anche per esprimere il mio disagio per il fatto che, condividendo il contenuto di questo emendamento, ho chiesto ai colleghi presentatori di poterlo sottoscrivere, ma ho notato che la mia firma non compare.

Questi sono problemi particolari: probabilmente si tende, dopo aver ricevuto il consenso, a non far comparire tra i presentatori gli esponenti di alcune forze politiche. Nel rammaricarmi per quanto è successo, esprimo comunque parere favorevole all'emendamento numero 21.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in vocazione l'articolo 9. Chi lo approva alzai la mano.

(E' approvato)

Metto in vocazione l'emendamento numero 14. Chi lo approva alzai la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 21. Chi lo approva alzai la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 10.

LICANDRO, Segretario:

Inserire articolo 10 (testo unificato 8-24)

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.

LICANDRO, Segretario:

Emendamento soppressivo parziale Vassallo - Cogodi - Ortu

Art. 10 - comma 4

Nel comma 4, il periodo:

Le spese derivanti dall'attuazione ecc. ecc. sino alla parola risanamento è soppresso. (10)

Emendamento aggiuntivo Vassallo - Cogodi - Ortu

Art. 10 - comma 3

Dopo la parola "imprese" inserire le seguenti "singole e Associate, Cooperative". (6)

PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti numero 6 e 10 ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo.

vassallo (R.C.). Signor Presidente, il nostro Gruppo ritira anche questi emendamenti, per i quali vale l'osservazione che facevamo poc'anzi in ordine agli emendamenti presentati all'articolo 9, e cioè, a nostro avviso, è bene raccordare il testo dell'articolo 10 con l'articolo precedente. Ribadendo i concetti già espressi precedentemente ritiriamo questi emendamenti, augurandoci che il Governo e l'Unione Europea non facciano i rilievi che a nostro avviso potrebbero fare dopo aver letto il testo del provvedimento.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 10, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 11.

LICANDRO, Segretario:

Inserire articolo 11 (testo unificato 8-24)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 12.

LICANDRO, Segretario:

Inserire articolo 12 (testo unificato 8-24)

PRESIDENTE. All'articolo 12 è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.

LICANDRO, Segretario:

Emendamento soppressivo parziale Biggio - Fresu - Sanna - Masia - Corda - Carloni - Usai

Art. 12

All'articolo 12 sia nel titolo che nel testo è cassata la dicitura "e telerilevamento". (1)

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 1 ha facoltà di parlare il consigliere Biggio.

BIGGIO (A.N.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi la approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'articolo 12. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 13.

LiCANDRO, Segretario:

Inserire articolo 13 (testo unificato 8-24)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 14.

LICANDRO, Segretario:

Inserire articolo 14 (testo unificato 8-24)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 15.

LICANDRO, Segretario:

Inserire articolo 15 (testo unificato 8-24)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 16.

LICANDRO, Segretario:

Inserire articolo 16 (testo unificato 8-24)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.

SANNA SALVATORE (D.S.-F.D.). Io esprimo qualche perplessità, Presidente, su questo articolo, perché per quanto riguarda i contratti di programma per il risanamento del territorio del Sulcis-Iglesiente, a me pare che non siano stati previsti tra i firmatari dei contratti di programma i dirigenti dello Stato. Quindi, sostanzialmente, potrebbe verificarsi il caso che i contratti stessi perdano di significato e di validità in quanto non è esplicitamente previsto, nell'articolo che stiamo discutendo, che anche lo Stato li debba sottoscrivere. Sembrerebbe che in sede di discussione in Commissione sia stato obiettato il fatto che, avendo il decreto legislativo numero 112 trasferito una serie di funzioni alle Regioni, la firma dei funzionari dello Stato sia superflua. Io mi permetto di far osservare che non esiste a tutt'oggi una norma regionale che abbia recepito il decreto legislativo numero 112, di conseguenza sostengo che sia necessaria, contestualmente alla firma dei dirigenti regionali, che rappresentano la Regione, della parte privata che interviene con i fondi privati, anche la sottoscrizione dei contratti di programma da parte dei funzionari dello Stato. Peraltro questo è previsto dalla normativa nazionale, quindi basterebbe abrogare questo articolo per avere la certezza che si applica appunto una norma nazionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Intervengo per dire che l'osservazione del collega Salvatore Sanna, secondo me, è fondata e quindi, in sede di coordinamento, in base all'articolo del Regolamento che consente integrazioni per la migliore comprensione del testo della norma, se ne deve tener conto. Tra l'altro la perplessità rappresentata dal collega Sanna, secondo me, deriva da una delle possibili letture del testo; un'altra lettura potrebbe dare per inteso che chi è competente a firmare i contratti di programma non possa essere escluso, soprattutto se si tratta dell'Amministrazione statale, per via della norma regionale. Quindi secondo un'altra lettura potrebbe ritenersi implicito che uno dei soggetti titolari di questa competenza non venga escluso e che la norma valga solo per stabilire chi, per parte locale, oltre all'Amministrazione statale, debba essere cofirmatario dell'accordo, e quindi individuare le società titolari di stabilimenti industriali operanti nell'area a rischio e la stessa Regione autonoma.

Ma, ad evitare una possibile lettura, non dico malevola, ma restrittiva, che possa far intendere che una norma regionale escluda l'Amministrazione statale da una titolarità che le è riconosciuta per legge, in via tecnica, per un migliore chiarimento, basterebbe aggiungere, ed è la proposta che avanzo, dopo le parole "sono sottoscritti" le parole "oltre che dalla competente Amministrazione statale, da ciascuna delle società…". E' un'aggiunta che precisa quello che in ogni caso è implicito, perché non si può, con norma regionale, escludere la titolarità di un'amministrazione, quella statale, che poi è quella che finanzia gli interventi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente. Ne ha facoltà.

PANI, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Mi dichiaro sostanzialmente d'accordo con quanto affermato dagli onorevoli Cogodi e Sanna, però in diverse recenti occasioni mi sono trovato di fronte a funzionari dello Stato che, in applicazione delle norme e delle leggi vigenti, soprattutto quella che esonera lo Stato dal partecipare ad atti che sono delegati alle amministrazioni locali, si sono opposti alla firma del documento. Io sto adesso valutando l'ipotesi che si possa sollecitare la firma dei funzionari, naturalmente in presenza dei funzionari stessi, e ove questi si rifiutassero di firmare, al fine di evitare rischi inversi alla liquidazione dei finanziamenti, si potrebbe mettere a verbale il loro diniego. Questa mi sembra la soluzione mediata e valida, però naturalmente lascio all'Aula la decisione finale, così come merita.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Chiedo scusa, colleghi, Presidente, abbiamo avuto occasione qualche ora fa di discutere della ratio di questo articolo. Effettivamente non se ne capiscono bene le motivazioni, e anche noi, avendo riscontrato delle difficoltà oggettive in merito a questo articolo, riteniamo che esso potrebbe essere causa di rinvio da parte dell'organo di controllo. Per cui, dopo aver sentito anche i colleghi di Gruppo, propongo di cassarlo.

PRESIDENTE. L'intero l'articolo 16?

BIGGIO (A.N.). L'articolo 16 praticamente mira a stabilire quali soggetti devono apporre la propria firma sui contratti di programma. Chiaramente, a meno che non ci siano motivazioni che a noi sfuggono e che ancora l'Assessore non ha esplicitato, non sembra che quanto previsto nell'articolo sia la strada giusta da percorrere.

Ora, al di là del fatto che io non conosco perfettamente la normativa, credo che sia prevista anche la sottoscrizione da parte dello Stato in queste circostanze. Siamo in carenza di conoscenze legislative precise in merito, e corriamo il rischio di presentare un provvedimento che contrasta con la normativa vigente. Pertanto, o si applica la normativa vigente, e quindi i contratti di programma vengono firmati dai soggetti che la stessa normativa indica, o si cassa l'intero l'articolo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.

FRAU (A.N.), relatore. Onorevole Presidente, io ho qui sotto mano il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 21 aprile 1993, per l'attuazione del "Piano di disinquinamento per il risanamento del territorio del Sulcis-Iglesiente". L'articolo 6, riguardante i Contratti di programma recita testualmente: "L'erogazione di contributi ad Alumix, ENEL, Eurallumina, Nuova Samim e Sardamag, ai sensi della lettera c) del comma 1 dell'articolo 3, è subordinata … alla stipula tra ciascuna delle società ed il Ministero dell'ambiente, il Ministero del bilancio e della programmazione economica e la Regione autonoma della Sardegna di un contratto di programma…".

Io credo che sia opportuno cassare l'articolo 16 rimandando a quanto stabilito dall'articolo 6 del D.P.C.M citato, oppure nell'articolo 16 del testo unificato in discussione, dopo le parole "dell'area a rischio individuata dall'articolo 7 legge 8 luglio 1986 numero 349", è necessario inserire l'espressione "sono sottoscritti dallo Stato e/o dalla Regione". Credo che in questo modo potremmo tranquillamente uscire da questa impasse.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). A me pare, avendo avanzato una proposta di integrazione del testo al fine della migliore comprensione, che la penultima proposta, quella del collega Luigi Biggio (e il fatto che ad avanzarla sia Luigi, pur essendo di destra, assume particolare rilevanza) abbia il pregio di raggiungere la stessa finalità dell'integrazione da noi proposta, quella di richiamare l'integralità dei soggetti che per legge sono tenuti a sottoscrivere i contratti di programma. Siccome l'individuazione dei soggetti e le procedure sono altrove definite nel sistema legislativo, la proposta di cassare questa norma, lo ripeto, raggiunge la stessa finalità, lo stesso obiettivo della proposta avanzata da noi.

Una volta che si è definito, mi pare per larga o unanime convergenza in Aula, che nessuno dei soggetti che per legge possono e debbono intervenire può essere escluso, la norma regionale ambisce invece a poterli escludere. Per cui, anche cassando l'articolo 16 rimane integro il sistema della compartecipazione dell'Amministrazione statale, dei soggetti imprenditoriali e della stessa Regione sarda. Riferendoci al sistema legale dato, ripeto, si raggiunge la stessa finalità anche cassando l'articolo 16, per cui la mia proposta converge con quella del collega Biggio, che forse è una soluzione, non dico drastica, perché sarebbe un'esecuzione capitale, ma comunque utile per una migliore precisazione della finalità che si vuole raggiungere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Signor Presidente, io ho ascoltato quanto detto dal relatore e ho riletto l'articolo 6 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. In realtà l'articolo 16 del testo unificato, uscendo fuori di metafora, mi pare che voglia sottrarre una parte di competenza allo Stato rispetto a quanto è stato stabilito in questo decreto presidenziale, per cui credo che sotto questo aspetto potrebbe esserci il rischio di un rilievo da parte del Governo su questo provvedimento.

La soluzione, secondo me, è questa: o richiamare integralmente l'articolo 6 del DPCM del 21 aprile 1993, e questo si ottiene sopprimendo l'articolo 16 del testo unificato, oppure accogliere la proposta emendativa del relatore, l'onorevole Frau, perché proprio con l'espressione "e/o dalla Regione" noi garantiamo la forma, quindi rispettiamo scrupolosamente il testo del decreto presidenziale, ma allo stesso tempo diamo la possibilità di verificare sul campo se effettivamente vi sia l'opportunità di far sottoscrivere soltanto alla Regione questi contratti di programma.

La Giunta, in ogni caso, si rimette all'Aula, ritenendo indifferente la scelta di una soluzione piuttosto che dell'altra.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA SALVATORE (D.S.-F.D.). Anch'io non mi appassiono a una soluzione piuttosto che all'altra, però siccome sono in campo due proposte, anche per una migliore comprensione della votazione, ritengo opportuno che decidiamo prima quale mettere in votazione. Se siamo d'accordo sulla soppressione dell'articolo 16 votiamo questa proposta, tanto tutti concordiamo sulla finalità.

PRESIDENTE. La soppressione tout court dell'articolo 16 non è possibile, in quanto avremmo dovuto presentare un emendamento soppressivo. Si ottiene lo stesso risultato votando contro.

Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 16. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Si dia lettura dell'articolo 17.

LICANDRO, Segretario:

Inserire articolo 17 (testo unificato 8-24)

PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.

LICANDRO, Segretario:

Emendamento sostitutivo parziale Frau - Usai

Art. 17

Nella 4a riga la cifra al "lire 4.020.000.000" è sostituita da "lire 4.520.000.000" (11)

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.

FRAU (A.N.), relatore. Questo emendamento tende a correggere un errore materiale contenuto nell'articolo 17. Nella quarta riga si legge: "…è rideterminata in lire 4.020.000.000". Ci si è dimenticati un "5", la cifra esatta è infatti "4.520.000.000". La Commissione ha approvato questo emendamento, pertanto il parere del relatore è favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

PANI, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Il parere della Giunta è favorevole.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 11. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'articolo 17. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 18.

LICANDRO, Segretario:

Inserire articolo 18 (testo unificato 8-24)

PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.

LICANDRO, Segretario:

Emendamento sostitutivo parziale Giunta regionale

Art. 18

Cap. 05308-00

Spese per la difesa dagli incendi boschivi escluse quelle relative ala manodopera e all'acquisto, noleggio e gestione dei mezzi (R.D. 30 dicembre 1923, n. 3267, art. 17, L.R. 18 giugno 1959, n. 13, L. 1 marzo 1975, n. 47, art. 27 L.R. 18 maggio 1982, art. 11, art. 79, L.R. 28 maggio 1985, n. 12, art. 1 L.R. 5 agosto 1985, n. 17)

anno 2000 lire 2.000.000.000

anno 2001 lire -------------------

anno 2001 lire -------------------

Cao. 05301-00

Spese per l'acquisto, il noleggio e la gestione, di mezzi di trasporto terresti, navali ed aerei e relativi allestimenti, necessari per l'espletamento dei compiti d'istituto del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, ivi compresi la difesa dagli incendi boschivi e la collaborazione nelle attività di protezione civile (R.D. 30 dicembre 1923, n. 3267, at. 7. L.R. 18 giugno1959, n. 13, L. 1 marzo 1975, n. 47, art. 27, L.R. 5 novembre 1985, n. 26 e L.R. 13 dicembre 1993, n. 53)

anno 2000 lire 1.000.000.000

anno 2001 lire -------------------

anno 2001 lire ------------------- (15)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 15. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'articolo 18. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà,

MASALA (A.N.), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Vorrei proporre un emendamento orale, se è possibile, per inserire l'articolo relativo all'urgenza. Non è stato presentato un apposito emendamento, ma credo che non ci siano opposizioni.

PRESIDENTE. Se non vi sono opposizioni l'emendamento orale è accolto.

Poiché nessuno domanda di parlare lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.-F.D.). Intervengo molto rapidamente, signor Presidente, per esprimere il mio voto favorevole a un provvedimento il cui iter legislativo è stato lungo e per molti versi travagliato. Mi riferisco, in modo particolare, al provvedimento sulla pesca, molto atteso dalle popolazioni interessate, quindi non soltanto dalla comunità di Cabras. Consapevole del fatto che si sarebbe potuto approvare questo provvedimento in tempi più rapidi e che la procedura seguita non è stata quella che io ed altri colleghi del centrosinistra avremmo auspicato, nel preannunciare il mio voto favorevole, voglio esprimere anche la soddisfazione per aver conseguito un risultato così importante.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Tunis Gianfranco. Ne ha facoltà.

TUNIS GIANFRANCO (Popolari-P.S.). Anch'io intendo esprimere parere favorevole a questo provvedimento, perché interviene in settori che effettivamente hanno bisogno di sostegno. Mi riferisco in particolare al problema che ricorrentemente viene sollevato dai pescatori dello stagno di Porto Pino, dove la presenza delle saline ogni tanto mette a repentaglio la sopravvivenza dei pesci e quindi il reddito dei pescatori. Per questo motivo annuncio il mio voto favorevole a questo provvedimento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Salvatore Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA SALVATORE (D.S.-F.D.). Intervengo rapidamente, Presidente, per annunciare il mio voto favorevole e per ribadire una procedura che altre volte abbiamo sperimentato in quest'aula, e che probabilmente si ripresenterà anche per provvedimenti legislativi successivi. In particolare mi riferisco ai provvedimenti annunciati, che in origine erano stati presentati come proposte di legge collegate alla manovra finanziaria. Io insisto sul fatto che sia necessario e indispensabile che questo lavoro venga preliminarmente svolto dalle Commissioni, perché qualche volta in Aula è possibile trovare, come è successo oggi, un punto d'intesa lavorando adeguatamente, ma se questo lavoro di raccordo, di approfondimento e di sintesi anche tra le diverse Commissioni venisse fatto più spesso, io credo che l'Aula potrebbe svolgere la propria attività in modo molto più celere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Marco Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS MARCO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, colleghi consiglieri, il progetto di legge in discussione disciplina un settore che è stato da sempre trascurato dal Consiglio regionale. Per dire la verità in questi ultimi anni, e specialmente nelle precedenti legislature, la maggioranza ha guardato con attenzione ad altri settori, come quello industriale, per i quali esistevano ammortizzatori sociali, come la cassa integrazione, la mobilità, e così via. Sono stati successivamente approvati dei provvedimenti a favore dell'agricoltura, che prevedevano rimborsi in caso di eventi calamitosi eccezionali, e così pure è stato per l'allevamento. Nel settore della pesca, invece, gli unici indennizzi erano quelli concessi per il fermo biologico. Questo provvedimento, per la prima volta, stabilisce che in caso di eventi eccezionali è giusto intervenire anche in questo settore, quindi colma un'ingiustizia che è stata finora perpetrata.

A nome mio e del Gruppo di Forza Italia, pertanto, esprimo parere favorevole a questo testo unificato, precisando che sono anche presentatore, insieme al collega Licandro, di una specifica proposta di legge su questa materia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Intervengo molto brevemente, Presidente, oltre che per dichiarare il voto favorevole del nostro Gruppo su un provvedimento da noi considerato doveroso e urgente, anche per ribadire il concetto che questo Consiglio, a nostro avviso, in futuro deve lavorare in maniera diversa da come ha lavorato sino ad oggi. Non soltanto perché questo provvedimento va in porto grazie alla volontà di alcuni componenti delle Commissioni prima e terza, ma anche perché ci troviamo di fronte, comunque, a un provvedimento anomalo nella sua formulazione, in quanto contiene norme eterogenee, norme cioè che non hanno nulla a che vedere le une con le altre. La legislazione regionale prevede che i disegni e le proposte di legge devono riguardare argomenti ben definiti, non si può cioè mischiare la lana con la seta. Questa volta è successo. Abbiamo tuttavia convenuto anche noi sulla necessità di procedere comunque all'approvazione di questo testo, seppur contenga norme che riguardano argomenti diversi, però è opportuno che in futuro questo non si ripeta, anche perché la prima norma è quella di rispettare le regole che noi ci diamo, tra cui quella di approvare testi di legge contenenti norme omogenee per argomento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Presidente, il Gruppo di Alleanza Nazionale si esprimerà favorevolmente su questo provvedimento di legge, anche se occorre ricordare, come ho già fatto altre volte in quest'aula, che non vorremmo si ripetesse (da questo punto di vista occorrerà fare profonde riflessioni sugli interventi che si vogliono realizzare nei vari settori produttivi) quanto è avvenuto anni fa per quanto riguarda la pesca del tonno: si pescava prima alla Regione, dopodiché si calavano le reti a mare, che puntualmente non pescavano niente.

E' stato detto in altre sedi più importanti, più qualificate, più precise dell'alta finanza, che in Sardegna occorre cambiare rotta e dare un senso alla spesa. Noi non ci sottrarremo all'impegno che tutte le forze hanno preso con le categorie interessate a questo provvedimento, ma occorrerà certo, in futuro, fare una riflessione approfondita su questa materia e adottare tutte le azioni necessarie a salvaguardare quegli areali e le specie marine che vi si trovano. Non è giusto sovraffollare stagni e lagune e poi chiedere alla Regione rimborsi e interventi per le morie, così come non è giusto fare tante altre cose che pure si fanno, a prescindere dal problema degli inquinamenti. Ma questo è un altro discorso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Contu . Ne ha facoltà.

CONTU (C.C.D.). Intervengo per esprimere, anche a nome del Gruppo che rappresento, il voto favorevole e qualche leggera perplessità. Io credo che i problemi che sono stati toccati da questo testo di legge vadano oltre la contingenza del momento. Una meditazione sull'effettivo utilizzo delle nostre lagune, e quindi dei compendi ittici, a mio avviso va fatta. Se facessi il calcolo di quanto la Regione, in tanti anni di amministrazione, ha speso per i compendi ittici e quali sono i risultati della produzione allo stato attuale, francamente potrei trovare qualche cosa da ridire.

Credo, ripeto, che una meditazione vada fatta, ma questo non significa che l'urgenza non ci costringa oggi ad approvare questo provvedimento di legge. Questo è un tema di cui dovremo in ogni caso ridiscutere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.-F.D.). Signor Presidente, pur condividendo lo spirito della legge per quanto attiene agli interventi sulla pesca e in modo particolare a quelli riguardanti lo stagno di Cabras, devo esprimere qualche perplessità in ordine ai trasferimenti di risorse a favore dei comuni e delle province previsti in questa legge omnibus. Io non trovo che queste risorse siano sufficienti perché i comuni e le province possano continuare a espletare i ruoli e le funzioni loro assegnati, e credo che qualche correttivo dovrà essere successivamente apportato.

Pertanto, pur condividendo lo spirito di questa legge, e quindi gli interventi che sono in essa previsti a favore dei pescatori, in particolare quelli relativi allo stagno di Cabras, esprimerò un voto di astensione, non ritenendo che vi sia coerenza tra i compiti assegnati ai comuni e alle province e le risorse che dovrebbero sostenere l'azione degli stessi.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del testo unificato della proposta di legge numero 8 e del disegno di legge numero 24.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - DEIANA - DEMONTIS - DEMURU - DETTORI Bruno - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS Emilio - FRAU - GIAGU - GRANARA - LA SPISA - LAI - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - ORRU' - PIANA - PILI - PILO - PINNA - RANDAZZO - SANNA Alberto - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VASSALLO.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - PIRISI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 62

votanti 60

astenuti 2

maggioranza 31

favorevoli 60

(Il Consiglio approva)

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 14, presentata dai colleghi Cogodi, Ortu e Vassallo, sui fatti di violenza che si manifestano nelle istituzioni e nella società in varie forme di disordine pubblico.

Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di parlare.

COGODI (R.C.). Presidente, cari colleghi, io non ho nessuna difficoltà a procedere all'illustrazione della mozione, mi era parso, però, che l'opinione della maggioranza dei colleghi fosse quella di discutere questa mozione in una occasione successiva, insieme ad altre mozioni che sono già inserite all'ordine del giorno.

Per altro noi attribuiamo un significato e un valore particolari alla mozione numero 14, data la reiterata situazione che si verifica in materia di ordine pubblico, e considerati i fatti nuovi ed emergenti che ogni giorno, purtroppo, riempiono le pagine di cronaca dei giornali. Noi riteniamo che questa mozione possa essere meglio illustrata, articolata e soppesata, nei suoi argomenti e nelle sue motivazioni, in altra occasione, in cui il Consiglio regionale potrà, al termine della relativa discussione, adottare una risoluzione conclusiva largamente condivisa. Per cui, se non vi è contrarietà da parte dei colleghi, chiedo che la discussione della mozione numero 14 venga abbinata, in un momento successivo, alla discussione di altre mozioni che sono iscritte all'ordine del giorno dei lavori del Consiglio.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, oltre al rinvio della mozione numero 14 , sta chiedendo il rinvio anche delle altre mozioni all'ordine del giorno?

COGODI (R.C.). Sempreché i colleghi firmatari delle altre mozioni concordino. Io mi posso esprimere sulle mozioni numero 14, 6 e 7, perché sono firmate solo dal Gruppo di Rifondazione Comunista, ma sulle altre mozioni necessita il parere dei cofirmatari.

PRESIDENTE. La mozione numero 8 è stata presentata dai colleghi Onnis, Floris Emilio, Sanna Giacomo, Manca, Cappai e più. Chiedo se sono d'accordo anche loro sul rinvio della discussione di questa mozione ad altra data.

ONNIS (A.N.). Siamo d'accordo.

PRESIDENTE. Al punto 9 dell'ordine del giorno è iscritta la mozione numero 18, presentata dai consiglieri Selis, Cugini, Balia e Cogodi, per la quale era. stata chiesta la convocazione straordinaria del Consiglio. Se i presentatori sono d'accordo, possiamo rinviare anche la discussione di questa mozione ad altra data.

FADDA (Popolari-P.S.). Alla prossima settimana.

PRESIDENTE. Non essendovi altri argomenti all'ordine del giorno, i lavori odierni sono terminati. Il Consiglio sarà riconvocato a domicilio.

Onorevole Giagu, io ho convocato il Consiglio a domicilio. Se non è d'accordo stabiliamo adesso una data precisa. Va bene giovedì?

GIAGU (Popolari-P.S.). Forse è meglio mercoledì.

PRESIDENTE. E' necessario però verificare quali sono gli impegni delle Commissioni. Il Consiglio pertanto sarà convocato per martedì, mercoledì o giovedì della prossima settimana, tenendo conto dei lavori delle Commissioni.

GIAGU (Popolari-P.S.). Stiamo parlando della mozione numero 18?

PRESIDENTE. La discussione di tutte le mozioni è rinviata ad altra data. Il Consiglio sarà convocato al più tardi per giovedì della prossima settimana, sulla base, ripeto, dei lavori delle Commissioni.

GIAGU (Popolari-P.S.). D'accordo.

La Conferenza dei Capigruppo è convocata per domani alle ore 17.

La seduta è tolta alle ore 17 e 53.