Seduta n.362 del 02/10/2007
CCCLXII Seduta
(ANTIMERIDIANA)
Martedì 2 Ottobre 2007
Presidenza del Presidente SPISSU
INDICE
La seduta è aperta alle ore 10 e 35.
CAPPAI, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di martedì 31 luglio 2007 (355), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Barracciu, Cugini, Davoli, Vincenzo Floris, Frau, Ibba, Renato Lai, Lanzi, Manca, Maninchedda, Pittalis, Vittorio Randazzo e Uras hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana di martedì 2 Ottobre 2007.
Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. Va bene colleghi, iniziamo i nostri lavori.
L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interpellanze.
Per prima viene svolta l'interpellanza numero 269/A dell'onorevole La Spisa sul programma "Master and Back" e sulle problematiche evidenziatesi tra il bando 2006 e il bando 2007.
(Si riporta di seguito il testo dell'interpellanza:
Interpellanza La Spisa sul programma Master and back e sulle problematiche evidenziatesi fra il bando 2006 e il bando 2007.
Il sottoscritto,
PREMESSO che:
- nell'anno 2006 è stato avviato il programma denominato Master and back (M&B), rivolto ai laureati sardi per consentire loro di svolgere percorsi di alta formazione e/o stage presso organismi di riconosciuto prestigio internazionale;
- il programma è stato interrotto nel mese di dicembre dello stesso anno;
- nel sito della Regione dedicato al programma M&B era indicato - m ese di febbraio 2007 quale data per la pubblicazione del nuovo bando;
- lo stesso, invece, è stato pubblicato nel mese di luglio 2007;
- a tutt'oggi, nessun programma di alta formazione è stato ammesso al finanziamento;
- tale ritardo rende, di fatto, impossibile avere i soldi disponibili per finanziare il percorso prescelto allo stagista che avesse dovuto cominciare il programma in primavera o in autunno dell'anno in corso;
- agli stagisti che hanno ricevuto il finanziamento nel bando precedente è stata concessa una somma di 1.200 euro al mese per le spese di vitto e alloggio e un complessivo di 12.000 euro per le tasse, qualunque sia la durata del programma formativo;
- nel bando ultimo l'Amministrazione regionale ha deciso di finanziare con 1.500 euro mensili il vitto e alloggio all'estero, 1.200 euro mensili per l'Italia e un massimo forfettario di 12.000 euro annui, quale contributo ai costi di iscrizione;
CONSIDERATO che:
- agli stagisti beneficiari dei finanziamenti erogati con il primo bando sono state imposte condizioni particolarmente rigide riguardo l'erogazione dei finanziamenti, che hanno comportato gravi problematiche imponendo certificazioni mensili sulle spese e una erogazione attraverso tre tranche, la prima per i primi sei mesi, la seconda per i susseguenti quattro mesi, a seguito di una certificazione di presenza, l'ultima, di due mensilità, a saldo dell'intera annualità;
- con l'ultimo bando, la borsa di studio per i programmi di alta formazione e di stage viene erogato in due tranche: un'anticipazione del 90 per cento all'atto di presentazione del certificato di iscrizione/frequenza per i programmi di alta formazione, una seconda tranche finale del 10 per cento erogata previa presentazione della certificazione del titolo finale o di un documento dell'organismo ospitante comprovante l'avvenuto percorso;
TENUTO CONTO che:
- i fondi europei utilizzati per finanziare il programma M&B sarebbero da spendere entro l'anno 2008 e ciò comporta che gli stagisti abbiano la copertura finanziaria solamente fino al 31 dicembre 2008, così come specificato nelle schede anagrafico-finanziarie spedite ai beneficiari dei voucher;
- il ritardo nella pubblicazione del bando (luglio 2007 invece che febbraio 2007) ha fatto perdere agli stagisti diversi mesi del programma formativo, che potrebbero ripercuotersi sul termine dei finanziamenti europei;
PRESO ATTO che:
- il ritardo con cui è stato emanato il bando nel 2007 creerà problemi agli stagisti che hanno avuto l'ammissione in prestigiose università che iniziano le frequenze fra gli ultimi giorni di agosto e i primi giorni di settembre;
- la mancata comunicazione di ammissione al finanziamento e l'erogazione della prima tranche entro il mese di agosto preclude la frequenza ai corsi di formazione agli stagisti che non hanno la possibilità di anticipare le somme senza avere la certezza del finanziamento regionale;
- chi ha potuto godere del programma M&B già dal primo anno, nel caso di un dottorato della durata triennale, ha avuto a disposizione l'esigua somma di 4.000 euro l'anno per potersi pagare le tasse del master, cifra che appare certamente inadeguata rispetto ai reali costi di un corso per dottorato;
VERIFICATO che, in riferimento alla spendibilità dei fondi europei entro e non oltre il 31 dicembre 2008, a tutt'oggi non c'è alcuna garanzia, da parte dell'esecutivo, di voler supportare con fondi propri della Regione gli stagisti il cui percorso formativo si estende oltre questa data,
chiede di interpellare il Presidente della Regione al fine di sapere se:
1) non ritenga urgente e necessario estendere anche ai beneficiari del bando 2006 le medesime condizioni applicate ai destinatari del bando 2007, sia per quanto concerne il rimborso per le spese di vitto e alloggio, per le spese e le tasse annue relative al programma di formazione, sia per quanto concerne la modalità di rendicontazione e le tranche con cui viene erogato il finanziamento;
2) non ritenga utile garantire che il bando resti aperto, così da offrire la possibilità di inoltrare le domande senza una scadenza prestabilita allo scopo di tutelare quanti sono impegnati in iter di ammissione presso università estere, che richiedono un largo anticipo per inoltrare la domanda di frequenza;
3) non ritenga urgente garantire, con un concreto intervento della Regione attraverso fondi propri, qualora sia improcrastinabile il termine ultimo del 31 dicembre per l'utilizzo di fondi comunitari, la copertura del programma M&B, per assicurare così agli stagisti il prosieguo del programma formativo prescelto. (269/A).)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa per illustrare la sua interpellanza.
LA SPISA (F.I.). Questa interpellanza ha come scopo quello innanzitutto di un chiarimento sulle procedure e sull'ottenimento dei risultati di questa misura di nuova o comunque recente istituzione di "Master and Back". Una modalità sicuramente considerata molto utile dai nostri laureati, e da tutti coloro che ritengono fondamentale per la capacità di inserimento nel mondo del lavoro, nel mercato del lavoro, un'alta qualificazione. L'interpellanza pone alcuni problemi relativi soprattutto, che io sintetizzerei in due questioni di fondo senza riprendere tutti gli aspetti descritti analiticamente nel testo dell'interpellanza stessa. La prima questione è; vi è stato un primo bando nel 2006 e poi un altro pubblicato nel mese di luglio 2007 con un certo ritardo rispetto a quanto era stato previsto. Nell'attuazione del primo bando ci si è resi conto che alcuni meccanismi non erano confacenti all'ottenimento del risultato, un certo ritardo nei pagamenti, una rateizzazione, una percentuale di anticipazione troppo bassa e nel secondo bando alcuni di questi inconvenienti sono stati corretti. Sta accadendo però che i vincitori del bando, del primo bando, si trovano magari alcuni adesso ad iniziare i corsi di perfezionamento in università italiane o straniere di alto livello e non hanno certezza su quali siano i requisiti e quali siano i benefici di cui godono, quindi la prima domanda, il primo chiarimento che si ritiene necessario è se le migliorie previste nel secondo bando siano applicabili anche al primo per estensione, per analogia, se vi è da parte della Giunta un qualche provvedimento di questo tipo. Altra questione, le risorse stanziate ci risulta che siano in gran parte provenienti da fondi comunitari. La domanda è se il meccanismo piuttosto complicato però abbastanza fermo di rendicontazione della spesa dei fondi europei non metta a rischio l'attuazione di questo programma per il fatto che essendo partito il bando nel mese di luglio del 2007 comportando le procedure sicuramente nei tempi che potrebbero portare all'impossibilità di erogare i fondi entro il 2008, se questo sia stato preso in considerazione dall'amministrazione regionale o per un trasferimento di fondi o per una verifica se comunque i fondi comunitari possono essere utilizzati. Queste sono le due questioni per una problematica che sicuramente è sentita nel mondo giovanile, in particolare dai laureati, che vedono in questa misura di politica formativa una grande opportunità, ma che possono vedere vanificata l'opportunità stessa per alcuni difetti di procedura o per alcuni ritardi gravi che il Governo regionale ha accumulato nei mesi precedenti, credo che non sia stato ininfluente il fatto che la Giunta non avesse un Assessore del bilancio per quasi un anno e che l'Assessore sia in carica soltanto dal mese di luglio.
Quindi chiediamo alla Giunta e all'Assessore che cosa in prospettiva soprattutto si intenda fare per rendere più operativo e più fruibile questo strumento.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SECCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.Grazie. Presidente, colleghi, intanto ringrazio l'onorevole La Spisa che ha voluto così sottoporre all'attenzione del Consiglio un problema che per i nostri giovani laureati, come lui stesso ha detto, è un risultato, un intervento importante, significativo, che ha colto nel segno. E quindi l'aver destinato risorse importanti a questo tipo di iniziativa, fa piacere che trovino l'accoglimento, il consenso sia da parte del Consiglio, ma soprattutto da parte di un'utenza che per la Sardegna è un'utenza strategica, i nostri laureati sono il futuro della conoscenza e dell'impegno nei vari settori della nostra società. E ovviamente come in tutte le cose che partono sconta qualche problematicità nel sistema di attuazione, sconta qualche elemento non valutato a sufficienza, sconta le cose che si scontano all'avvio di qualunque nuova iniziativa significativa. Il collega La Spisa ha fatto riferimento a meccanismi che, nel primo bando soprattutto, anzi nel primo bando esclusivamente, hanno determinato qualche scontento che si è evidenziato, e al quale si sta cercando di porre rimedio. Le modalità di erogazione delle risorse, la documentazione che doveva essere presentata e quant'altro. Penso che questa fase di avvio possa considerarsi superata e già nel secondo bando mi sembra che tutti questi elementi siano valutati meglio e consentano, seppure si è avviato da poco, di procedere in maniera più spedita e più consapevole. Per quanto riguarda gli aspetti che il collega La Spisa evidenziava sull'adeguamento della quantità delle risorse e del modo di erogazione, il comitato che si occupa di questa materia qualche giorno fa si è riunito e ha valutato positivamente la richiesta diffusa di estendere i benefici del secondo bando al proseguo del primo. Quindi diciamo che dal punto di vista del trattamento in corso tutte le situazioni vengono equiparate e quindi si procede secondo le modalità previste dal secondo bando. E quindi mi sembra che da questo punto di vista si può tranquillamente rassicurare, c'è credetemi una comunicazione continua attraverso i nuovi sistemi di comunicazione tra il centro di programmazione e chi se ne occupa, l'agenzia del lavoro che poi è il sistema che fa le valutazioni e quant'altro, di continua comunicazione con giovani laureati che ci pongono problemi e che ricevono risposte, e mi sembra che da questo punto di vista ci sia un calo abbastanza notevole di domande poste, il che significa evidentemente che abbiamo colto nel segno, abbiamo dato risposte adeguate. C'è un problema, l'onorevole La Spisa non ne ha parlato ma ne parlo io perché mi sembra che sia giusto, c'è un problema che è alla valutazione della Giunta, alla valutazione mia, alla valutazione dei miei collaboratori, che riguarda le scuole di specializzazione, cioè se devono essere incluse, ovviamente quelle che non sono nei settori già finanziati da altri interventi, se devono essere incluse oppure no. E stiamo valutando perché il sistema "scuola di specializzazione post universitaria", nelle varie materie, c'è una pletora di iniziative dove non si capisce bene, mi dicevano i miei collaboratori che ci sono scuole di specializzazione che hanno durata triennale e quadriennale, che non prevedono la partecipazione del giovane laureato a percorsi formativi, ma che prevedono scadenze diverse a step differenti delle verifiche e quanto altro, e quindi rischieremmo di dare molte risorse a persone che magari non hanno spese, e rischieremmo nell'altro caso invece di non finanziare interventi che sono giusti e corretti. Stiamo valutando per cui anche su questo a breve scadenza si farà una valutazione conclusiva e vediamo qui in quali settori almeno i requisiti delle scuole di specializzazione rispondano al percorso complessivo di master and back. Questo è il tema che affascina di più i nostri giovani laureati, che chiedono se questo si può fare o non si può fare. Per quanto riguarda le risorse, onorevole la Spisa, io mi sento di tranquillizzarla sia per le cose che sono state già fatte, sia soprattutto per le cose che dovremo fare. È vero che i fondi del POR 2006 devono essere spesi entro il 31/12/2008, e quindi è vero che ci possa essere un trascinamento di impegni per l'anno successivo. Però già nella delibera della Giunta che approvava il programma di quest'anno è precisato che nell'eventualità che si andasse oltre il 2008 la Regione, con risorse proprie, interviene a copertura delle risorse mancanti. Ma io penso un'altra cosa, ed ovviamente ancora non è ancora definito, ma noi entro il dicembre di quest'anno dovremo avere definito il nuovo Piano operativo regionale…
Sto finendo, dodici secondi, Presidente, le chiedo scusa!
…dovrà essere definito il nuovo Piano operativo regionale 2007-2013, e io penso che quota di risorse per la continuazione di questo importante progetto per la Sardegna possano essere tranquillamente anche allocate in questa nuova programmazione.
PRESIDENTE. Grazie Assessore.
Ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa per dichiarare se è soddisfatto.
LA SPISA (F.I.). Brevissimo. Le notizie sono quelle che molti che hanno fatto richiesta di poter utilizzare questo strumento aspettavano il fatto che il Comitato, come ha detto l'Assessore, abbia deciso qualche giorno fa l'estensione è una cosa sicuramente positiva. Sull'utilizzo delle risorse finanziarie,sì, rimane il punto interrogativo per il futuro, però se la Regione si impegna ad integrare eventualmente con fondi propri il problema verrà risolto. Sulla questione delle scuole di specializzazione io credo, visto che ci siamo e all'Assessore ne ha parlato, credo che si debba stare attenti a non amplificare troppo, a non ampliare troppo la possibilità di finanziare anche queste forme di alta formazione, se questo può significare che si vanifica lo scopo del master and beck, che non è quello di finanziare forme ordinarie di specializzazione, ma alta formazione in particolare esterna al territorio della Sardegna.
PRESIDENTE. Grazie onorevole La Spisa. Passiamo adesso all'interpellanza numero 264/A.
(Si riporta di seguito il testo dell'interpellanza:
Interpellanza La Spisa sul mancato pagamento del fermo biologico 2006.
Il sottoscritto,
PREMESSO che, come tutti gli anni passati, anche per il 2006 si è effettuata un'interruzione tecnica della pesca per un periodo di 45 giorni, a fronte della quale doveva essere riconosciuta una indennità per ciascun membro d'equipaggio pari ad euro 1.600, oltre la restituzione dei contributi previdenziali;
VERIFICATO che risulta non essere previsto alcun premio per l'impresa, in quanto, così come evidenziato dagli organi regionali, non è stato considerato legittimo da parte dell'Unione europea;
CONSIDERATO che, ancora oggi, a un anno di distanza dal provvedimento di riconoscimento del fermo biologico, l'Amministrazione regionale non ha provveduto a liquidare l'indennità riconosciuta e dovuta,
chiede di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente per conoscere:
quali siano le motivazioni che hanno indotto l'Amministrazione regionale a non procedere alle liquidazioni riconosciute, dietro presentazione di regolare documentazione;
se la Regione sarda abbia posto in essere tutte quelle procedure necessarie affinché l'interruzione della pesca non venga considerata illegittima dall'Unione europea (notifica del provvedimento, richiesta di autorizzazione preventiva del fermo);
quali siano le richieste dell'Unione europea e quali eventuali giustificazioni siano state evidenziate;
quali siano stati i tempi e le modalità di risposta da parte dell'Amministrazione regionale;
se non ritenga l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente (indipendentemente dal parere della Comunità europea) di poter legittimamente liquidare dette indennità a valere sul finanziamento "de minimis", che recentemente è stato stabilito in euro 30.000 per impresa nel territorio; si evidenzierebbero così quei risultati negativi che ricadrebbero unicamente su una categoria che da tempo denuncia sia la tutela delle risorse ittiche che quella dei lavoratori della pesca.
PERTANTO sarebbe auspicabile che la misura dell'arresto temporaneo, insito in un contesto più articolato di effettiva tutela della risorsa, fosse gestita con la collegialità ed in collaborazione con tutte le categorie, al fine di trarne benefici sicuri per tutti gli operatori coinvolti nel settore pesca.(264/A).)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa per illustrare la sua interpellanza.
LA SPISA (F.I.). Questa interpellanza, rispetto alla precedente, riguarda invece un problema molto specifico; e cioè la notizia di queste settimane, che è rimbalzata nel mondo degli operatori della pesca, del mancato pagamento delle indennità previste a seguito dell'interruzione tecnica della pesca, più nota come fermo biologico. Come si sa questo strumento è stato oggetto di tantissime riflessioni e critiche negli anni, e alle valutazioni fatte da tanti si è aggiunta anche la difficoltà a considerare questo intervento compatibile con le norme europee. Noi siamo in questa situazione, che per il 2007 il fermo non è stato rinnovato, non sono state stanziate risorse, né è stato fatto alcun provvedimento di avvio del fermo o dei provvedimenti relativi al fermo biologico. Ma per il 2006 le risorse sono state stanziate, il provvedimento è stato fatto, la graduatoria credo sia stata… comunque l'elenco, insomma, le istruttorie siano state completate, ma ancora il pagamento dell'indennità non è stato fatto. Si tratta di un'indennità di 1600 euro per ciascun membro di equipaggio, quindi non si tratta di grandi cifre per i beneficiari, è una semplicissima e limitata integrazione del reddito per gli operatori di un settore che sta vivendo in questi anni una crisi veramente spaventosa. Chi sa qual è la situazione del settore della pesca vede un ripetersi, un verificarsi continuo di imbarcazioni che vanno in disarmo, anche di imbarcazioni per le quali la Regione ha speso soldi per contribuire all'acquisto, per incrementare la capacità dell'offerta produttiva e quindi per incrementare la forza della nostra flotta. Ed oggi tanti stanno rinunciando, molti che erano imprenditori, oggi magari a cinquanta, sessant'anni, vanno a lavorare come dipendenti, imbarcati in altre navi, in altre barche per guadagnare, per guadagnarsi da vivere, per sopravvivere, in una condizione anche psicologica gravissima naturalmente per chi passa da imprenditore a dipendente, ad operaio. Per di più il fermo biologico, per il meccanismo che ha, spesso penalizza proprio quelle realtà imprenditoriali che hanno un numero di piccole imprese, pensiamo alle cooperative, i cui piccoli pescatori sono dei soci, quindi non dei dipendenti, che hanno di fatto un decremento anche di questo beneficio. Concludo dicendo che la domanda che noi facciamo è: quando verrà pagata questa indennità? Per quanto poco sia è attesa! Ma la domanda di fondo che in quest'aula bisogna fare, e forse rinnovare magari in un'altra occasione, con un confronto un po' più approfondito, è: cosa ne vuole fare la Sardegna del settore della pesca? Non esiste neanche il barlume di una politica per la pesca! Da poco, in occasione della finanziaria, la materia è stata trasferita dall'Assessorato dell'ambiente all'Assessorato dell'agricoltura, forse poco atteneva alle materie dell'ambiente, credo che ancora meno attenga alle materie trattate dall'Assessore dell'agricoltura, non so…forse porteremo qualche bidone di latte nei pescherecci probabilmente! Non capisco davvero la logica di quella decisione e, soprattutto, non si capisce perché questo trasferimento stia di fatto ritardando le cose dovute e soprattutto stia impedendo di formulare da parte del Governo regionale una prospettiva per questo settore. Vogliamo dire che chiudano? Glielo si dica, ma non si possono, come si sta facendo, perdere grandi occasioni, ad esempio per quanto riguarda i fondi comunitari, perché manca una programmazione di pianificazione di interventi.
PRESIDENTE. Grazie onorevole La Spisa. Ha facoltà di rispondere l'Assessore della difesa e dell'ambiente.
MORITTU, Assessore tecnico della difesa e dell'ambiente. Grazie Signor Presidente, onorevoli consiglieri regionali, ha ragione l'onorevole La Spisa, il tema è un tema importante per l'economia della Sardegna e sicuramente il mondo della pesca è un mondo in sofferenza, non lo è da oggi naturalmente, come l'onorevole La Spisa sa, tant'è che il Consiglio regionale nel 2006 varò una legge con il proposito naturalmente di risolvere alcuni problemi e di rilanciare il comparto della pesca in Sardegna.
Il fermo biologico è una misura che da tempo viene attuata in Sardegna e da tempo però incontra difficoltà comunitarie per essere attuata, tant'è che i fermi del 2000, 2001, 2002 2003, 2004, che assommano complessivamente a 30 milioni di euro, sono sotto infrazione comunitaria. E' anche possibile! Noi "faremo di tutto per". La legge del 2003 aveva anche quel obiettivo, cioè di superare la procedura di infrazione, ma pende sulla Regione Sardegna una procedura d'infrazione che vale 30 milioni di euro, non è una cifra di poco conto.
Nel 2006, per interrompere questo meccanismo della procedura di infrazione si notificò alla Comunità economica europea la legge e anche lo studio sulle risorse ittiche in Sardegna che erano previste dalla legge, studio che era stato velocemente costruito, realizzato e notificato alla Comunità economica europea. Ma sulla base di queste notifiche, l'allora Assessore regionale dell'ambiente decretò il fermo pesca per 45 giorni e il dirigente del servizio, naturalmente, avviò le procedure per le domande sul fermo-pesca da parte del mondo dei pescatori, domande che sono state fatte ma nella determinazione del dirigente, così come nel decreto dell'Assessore regionale dell'ambiente c'è una condizione che non può essere superata: che il pagamento del fermo pesca avverrà solo ed esclusivamente dopo naturalmente un parere positivo da parte della Comunità economica europea, nel febbraio del 2007 arriva invece lo stop da parte della Comunità economica europea che ci diffida dal pagare il fermo biologico. Che cosa è intervenuto nel frattempo? Noi abbiamo naturalmente avviato…(naturalmente se l'onorevole La Spisa vuole ho anche gli atti che documentano quello che sto dicendo) …abbiamo interloquito con la Comunità economica europea, invitandola a ritornare indietro rispetto a questo avviso di procedura, che reiterava i cinque precedenti peraltro, quindi si assommava ai cinque precedenti, non avendone però riscontri formalmente positivi, se non interlocutori.
Il 24 luglio del 2007, è intervenuta una procedura de minimis che consente, o consentirebbe, anche al mondo della pesca, di adottare quel tipo di procedura. Noi ci siamo attivati da subito anche per (essendo innovativo nel mondo della pesca questa procedura de minimis) verificare insieme all'associazione della pesca, assieme anche allo stesso Assessorato all'agricoltura, siamo nella fase di passaggio delle competenze, le modalità per applicare il de minimis al mondo della pesca in Sardegna. Stiamo concludendo le fasi interlocutorie e penso che nel brevissimo periodo…, perché dobbiamo risolvere alcune fattispecie che altrimenti rischierebbero… per esempio anche alcuni mondi della cooperazione rischierebbero di essere fuori da un'interpretazione corrente del de minimis e della sua applicabilità, allora stiamo verificando, se è possibile non lasciar fuori nessuno dall'applicazione del de minimis al mondo della pesca in Sardegna. Tutto questo dovrebbe concludersi nel brevissimo periodo, perché noi riteniamo che il mondo della pesca debba trovare un qualche sollievo, ancorché naturalmente sia necessario mettere in campo una politica forte e io credo che il passaggio di competenze che io personalmente ho anche auspicato e favorito, dall'ambiente all'agricoltura, consentirà onorevole La Spisa, secondo me, in considerazione anche della strutturazione territoriale che ha l'agricoltura della sua vocazione verso il mondo produttivo, della sua frequentazione e professionalità di confronto con il mondo produttivo, consentirà, io credo, al mondo della pesca di trovare maggiore rilancio. Naturalmente il Consiglio regionale dovrà prestarvi attenzione sia in termini di risorse, sia in termini (se necessario) anche di correzione dell'apparato normativo vigente.
PRESIDENTE. Grazie Assessore. Ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa per dichiarare se è soddisfatto.
LA SPISA (F.I.). Devo dire che non ci sono buone notizie perché sul pagamento del fermo l'Assessore dice: "si pagherà al più presto", però le imprese stanno aspettando, sono in fermento, mi risulta da notizie stampa che a seguito anche di una manifestazione dei pescatori l'Assessorato avesse promesso o che le risorse sarebbero arrivate in tempi strettissimi cioè da subito, occorre davvero far presto perché, per quel che sia, sicuramente sarebbe almeno una boccata d'ossigeno. La notizia più sconfortante è che in questo passaggio di competenze non si intravede quale sia la strategia che questa Giunta regionale vuole avviare su questo settore, sembra quasi che questo problema lo si voglia scaricare in qualche modo, che non lo si voglia invece seguire, questo non è ovviamente una critica tanto all'Assessore dell'ambiente ma complessivamente all'impostazione della politica economica di questo Governo regionale che rispetto a questo settore ha evidentemente molte riserve, perché pressata e condizionata da un'impostazione di "integralismo ambientalista" rischia di considerare quest'attività economica come contraria alla tutela dell'ambiente e di fatto si intravede la possibilità di vedere che questo settore vada all'estinzione, lasciando che le cose vadano come vanno. Ci sono migliaia di lavoratori, è una parte del prodotto interno lordo che va salvaguardato, non si intravede davvero nella vostra politica che cosa vogliate fare, questa è la cosa più grave.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Spisa.
Passiamo allo svolgimento dell'interpellanza numero 210.
(Si riporta di seguito il testo dell'interpellanza:
Interpellanza Ladu - Gallus - Murgioni sull'istituzione del Parco regionale di Tepilora.
I sottoscritti,
PREMESSO che:
- nello scorso ottobre 2005, presso il Comune di Bitti, presente l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, fu stipulata una convenzione che dava seguito all'accordo di programma fra Regione, Comune, Provincia ed Ente foreste per la costituzione del Parco regionale di Tepilora, alla quale fu dato grande risalto dagli organi di informazione;
- in tale occasione l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente e la Giunta regionale avevano preso l'impegno di istituire il Parco in tempi molto brevi, lasciando intendere che l'apertura dello stesso era da ritenersi ormai imminente;
RILEVATO che si di tratta dell'unico parco regionale realmente voluto e sollecitato dalla popolazione interessata e del consiglio comunale;
constatato che la Regione pare voglia andare contro tendenza tentando di istituire parchi dove non esiste il consenso popolare e nulla si sta facendo per superare tale empasse;
EVIDENZIATO che è del tutto incomprensibile il fatto che la Giunta regionale abbia deciso di accorpare il disegno di legge per l'istituzione del Parco di Tepilora con quelli inerenti i Parchi di Monte Arci e Gutturu Mannu, dove è noto che esistono molti problemi, ritardandone in questo modo l'iter per l'approvazione definitiva;
RICORDATO che la Giunta regionale, all'epoca della citata convenzione, si era impegnata a conferire 500 mila euro per l'istituzione del Parco di Tepilora, che tale somma ancora oggi non si sa che fine abbia fatto e si ha l'impressione che si tratti di una vera e propria presa in giro per le popolazioni e in merito all'istituzione dei parchi;
SOTTOLINEATO che la Giunta regionale marca sui parchi un ritardo ingiustificato e ingiustificabile, dove non è chiara la volontà della Regione,
chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente per sapere:
1) che fine abbiano fatto i 500 mila euro destinati al Parco di Tepilora e i 20 miliardi di fondi comunitari stanziati per la creazione dei parchi regionali;
2) quali siano i motivi che hanno finora impedito l'istituzione del Parco di Tepilora e a chi debba addebitarsi tale inspiegabile ritardo, ovvero se sia ancora intenzione della Giunta regionale provvedere alla sua istituzione;
3) più in generale, a parte la propaganda, quali siano le reali intenzioni della Giunta regionale in merito alle politiche che afferiscono all'istituzione dei parchi in Sardegna, considerato che finora si è lavorato più per distruggere che per costruire.(210/A).)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Ladu per illustrare la sua interpellanza.
LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, Assessore e colleghi. Questa interpellanza è un'interpellanza datata, è stata presentata alla fine del 2006, però diciamo che per come sono andate le cose l'interpellanza è attualissima, nel senso che nel frattempo non è successo assolutamente nulla. Allora, io voglio ricordare all'Assessore e alla Giunta che nell'ottobre del 2005, presso il Comune di Bitti, è stata stipulata una convenzione tra la Regione Sardegna, presente l'allora assessore Dessì, c'era il Comune di Bitti, la Provincia e l'ente foreste. Con quella convenzione si costituiva il Parco regionale di Tepilora. Bene, in quell'occasione la Giunta regionale, per bocca dell'Assessore competente, ha assunto impegni precisi per l'avvio del Parco stesso e anche perché si era parlato in quella occasione del fatto che, a differenza di altre realtà territoriali soprattutto nel nuorese, questo era l'unico Parco veramente voluto dalla popolazione. Nel senso che il consiglio comunale aveva deliberato all'unanimità l'istituzione del Parco e quindi non si capisce perché la Regione sarda, di fronte a una richiesta specifica di quelle popolazioni, non ha provveduto ad avviare il Parco; mentre noi sappiamo che sta facendo delle battaglie anche per avviare parchi dove non c'è la volontà e la richiesta da parte delle popolazioni interessate. Quindi, questo è un comportamento, è un atteggiamento incomprensibile da parte della Giunta regionale, anche perché poi la stessa Giunta regionale aveva pensato di legare l'istituzione del Parco di Tepilora a quello del Monte Arci e di Gutturu Mannu. Che sono due realtà completamente diverse e dove si vede la popolazione di quei territori che non sono proprio convinti di avviare il Parco. Quindi, non si capisce perché la situazione di Tepilora che era già avviata, che c'era il consenso della popolazione, non sia stata stralciata da quell'ipotesi di vedere complessivamente il sistema dei parchi, comprendendo anche realtà che sono completamente diverse.
Allora, le popolazioni di quel territorio effettivamente si sentono un po' prese in giro, perché di fronte a un impegno della Regione che aveva previsto in bilancio risorse importanti e aveva, per bocca dell'Assessore, in quella occasione, detto che sarebbero stati destinati per il parco di Tepilora 500 mila euro, ebbene non è stato, al momento, fatto assolutamente nulla. Allora l'interrogazione mira appunto a capire il perché non è stato avviato il Parco di Tepilora, considerato che c'era già un'intesa firmata e il consenso delle popolazioni; si voleva sapere anche quei 500 mila euro che erano stati destinati al Parco di Tepilora che fine hanno fatto; e si vuole sapere anche qual è la volontà della Regione in merito a questo Parco, se vuole continuare a considerarlo una iniziativa importante, una ipotesi seria di sviluppo di quel territorio, considerato che riguarda una zona che è una delle più belle sicuramente del territorio, nel senso che complessivamente comprende circa cinque o sei mila ettari di terreno boscato, ed è a un tiro di schioppo dal mare. Quindi, ha una vocazione importante anche per diventare una oasi importante dal punto di vista naturalistico ambientale e può diventare, perché no una importante risorsa economica, perché quel territorio sicuramente ha la possibilità di creare ipotesi o opportunità di lavoro in una zona che è una zona tipica dell'interno che sta subendo fenomeni di spopolamento preoccupanti e che potrebbe puntare anche sulla valorizzazione di questa parte importante del suo territorio, che ha preservato in tutti questi decenni, anche dagli incendi e dall'opera dell'uomo che spesso ha deturpato il territorio, quindi ci sono tutte le condizioni per far partire un Parco che può essere considerato modello sicuramente nel nuorese, ma credo anche in tutta la Sardegna. Quindi, volevamo capire a che punto sta lo stato delle cose e qual è la volontà della Giunta regionale. Grazie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore della difesa dell'ambiente.
MORITTU, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Sì, grazie signor Presidente, onorevoli consiglieri. L'onorevole Ladu lui stesso ammetteva in premessa che forse questa interpellanza collocata in un tempo passato era più opportuna magari in un certo momento della vita del Consiglio, però credo che sia comunque opportuno riprendere questo ragionamento, il problema che viene sollevato dalla interpellanza di Ladu, Gallus e Murgioni, anche per richiamare tutti noi ad impegni che abbiamo assunto, non solo la Giunta regionale e il mio predecessore, che ha assunto l'impegno, ha portato il disegno di legge in Giunta ed è stato approvato in Giunta nelle due versioni, sia nella versione Tepilora, quindi legge solo per il Parco di Tepilora, sia nella versione Tepilora e più, diciamo, successiva a questa versione, e che però aveva il senso di, come dire, accelerare i tempi e non invece di rallentarli. Perché, nella seconda versione disegno di legge dei diversi parchi regionali, Tepilora, Gutturu Mannu, Monte Arci aveva il senso di collegarlo alla legge finanziaria e quindi di dargli un percorso accelerato. Ora, è nelle mani del Consiglio e della Commissione competente da un po' di tempo questa problematica, non è più nelle mani nella Giunta né dell'Assessore dell'ambiente.
Io devo dire che ultimamente ho avuto interlocuzioni positive con l'attuale Presidente della Commissione, onorevole Licheri, al quale io ho chiesto che la Commissione metta all'ordine del giorno i disegni di legge sui parchi regionali per affrontare la problematica e per fare in modo che questi provvedimenti vedano alla luce al più presto, anche in considerazione delle cose che diceva l'onorevole Ladu, che ci sono delle risorse che, ahimè, sono destinate ai parchi, ai sensi della legge regionale numero 31, e che rischiano, come dire, di rimanere lì fermi, e sono anche risorse consistenti, sono 21 milioni e 500 del 2006, e ce ne sono altri 4 milioni nella finanziaria del 2007, quindi stiamo parlando di 25 milioni di euro, a riprova, come dire, non solo dell'interesse, ma della forte volontà da parte della Giunta regionale e del Consiglio regionale, naturalmente, di varare, i parchi regionali in Sardegna. Quindi io concordo con la necessità e comunque con la sottolineatura che è stata posta dall'onorevole Ladu, e mi sono naturalmente, per quanto mi compete, dichiarato disponibile a lavorare da subito, immediatamente, se la Commissione lo ritiene, posto che ormai il problema è nelle mani della Commissione, almeno il problema di Tepilora, poi ci sono altri parchi regionali che si stanno avviando, il parco dei Tacchi in Ogliastra, come altri parchi regionali, che sono, come dire, in fase di interlocuzione con le popolazioni. Ritenendo, noi, che i parchi in Sardegna si possono fare solo se vi è partecipazione, solo se vi è condivisione da parte delle comunità locali e delle popolazioni. Noi riteniamo che questa sia la strada maestra da seguire in Sardegna per costruire un modello di sviluppo, che abbia, come dire, nella tutela e nella valorizzazione delle nostre risorse ambientali un suo punto di forza. Quindi vi sono le risorse, mi pare che vi sia una volontà comune; io credo che non rimanga altro che lavorare per fare in modo che questi disegni di legge diventino al più presto delle leggi della Regione Sardegna e i parchi regionali vengano finalmente istituiti in Sardegna. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie Assessore.
Ha facoltà di parlare il consigliere Ladu per dichiarare se è soddisfatto.
LADU (Fortza Paris). Assessore, io non sono soddisfatto della sua risposta, anche se ho capito che c'è, da parte sua, sicuramente, una volontà positiva in questa direzione. E io non sono soddisfatto perché, io adesso rientrando in quel territorio, dovrei spiegare alla gente perché questo parco non è partito. E dopo diversi anni, stiamo parlando già di diverso tempo, di tre anni circa, praticamente io dovrei dire alla gente, e ma sì, è fermo nella Commissione competente, il parco, quindi, è fermo per questo motivo. Quindi le risorse, pure, sono bloccate perché c'è questo problema. Sono cose che sicuramente la gente non capirà mai, e anche perché, devo dire che la Regione stessa ha contribuito a creare questa situazione, nel senso che, lì c'era una proposta specifica per l'istituzione del parco di Tepilora. La Regione avrebbe dovuto, la Giunta regionale, mandare avanti quella esperienza, poi se c'era la possibilità di un eventuale allargamento, quello era un fatto successivo. Ma non che si blocchi tutto il processo, in attesa poi che ci siano ulteriori accordi, ulteriori situazioni. Noi sappiamo quanto è difficile trattare su questo terreno e quali sono i tempi per la realizzazione di questi progetti. Allora quello che io posso contestare alla Giunta regionale è, che non è proprio convinta di questo progetto, perché se lo fosse, avrebbe mandato avanti quella proposta dove non aveva assolutamente problemi, dove c'era praticamente una volontà precisa delle popolazioni interessate e poi sarebbe, voglio dire, ci sarebbe stata anche la possibilità, volendo, di allargare l'attuale perimetrazione del parco inserendo altri Comuni, che volessero farne parte. Ecco un invito allora che io faccio alla Giunta regionale è di chiarirsi prima di tutto le idee, perché credo che la cosa più giusta sia oggi quella di far decollare questa realtà, e poi ci sono le condizioni per anche allargare ad altri Comuni, ad altri territori, io sono assolutamente d'accordo, perché credo che sia importante anche inserire altre realtà territoriali che sono interessanti dal punto di vista ambientale.
Quindi per questo motivo, Assessore, non sono soddisfatto della risposta che ha dato, e la invito a prendere provvedimenti che arrivino ad una determinazione in tempi rapidi. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Randazzo. Ne ha facoltà.
RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Sì grazie, per chiedere il numero legale, e soprattutto per capire quale ordine stiamo seguendo per l'ordine del giorno. Perché non vedo l'Assessore della sanità, c'era la mozione 263, c'era l'interpellanza dell'onorevole Balia, che ho visto che è slittata, se abbiamo stabilito qualcosa per modificare l'ordine del giorno oppure stiamo seguendo in base agli Assessori presenti l'ordine del giorno. Grazie.
PRESIDENTE. Sì onorevole Randazzo stiamo seguendo, tranne che per la prima più o meno l'ordine con cui le abbiamo inserite nell'ordine del giorno, abbiamo approfittato della presenza dell'assessore Morittu per fare due interpellanze che lo vedevano coinvolto. Quindi procederemo adesso con quella sul referendum per la legge statutaria. Onorevole Capelli, è stata richiesta la verifica del numero legale, su cosa intende parlare?
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Sull'ordine dei lavori. Presidente, perché capisco la sua iniziativa, ma c'è un ordine del giorno, se va invertito va votato, è l'Aula che decide se invertire l'ordine del giorno, non credo che possa deciderlo lei. Per cui se si ritiene opportuno, per l'assenza del Presidente, per l'assenza degli Assessori competenti, per qualsiasi altro motivo, invertire l'ordine del giorno, la pregherei di metterlo ai voti dell'Aula.
PRESIDENTE. Io l'ho comunicato all'Aula, forse lei ancora non era arrivato, onorevole Capelli, che l'Assessore ai trasporti, non è presente per un impegno istituzionale, abbiamo proceduto con il secondo punto all'ordine del giorno. Se poi lei pensa che vada formalmente votato, insomma, non l'abbiamo fatto nel senso che le stiamo comunque esaminando tutte, se lei pone una questione formale, faremo come il Regolamento prevede. Mi sembrava che non ci fossero problemi dato che…
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, io non discuto iniziare dal secondo, come ha deciso lei, ha proceduto saltando ulteriormente l'ordine del giorno, perché ora è stata discussa l'interpellanza di Ladu…
PRESIDENTE. Le esaminiamo tutte, le stiamo soltanto esaminando in un ordine anche di organizzazione degli Assessori, onorevole Capelli.
CAPELLI (U.D.C.). Gradirei che venga applicato il Regolamento.
PRESIDENTE. Va bene, va bene, grazie. E' stata richiesta la verifica del numero legale, prego i colleghi di prendere posto. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggia la richiesta il consigliere Ladu.)
Prima verifica del numero legale
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con appello nominale.
(Segue la verifica)
(Risultano presenti i consiglieri: Atzeri - Balia - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cassano - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Corrias - Cucca - Dedoni - Fadda - Farigu - Floris Mario - Gessa - Giagu - La Spisa - Ladu - Licandro - Licheri - Lombardo - Marracini - Masia - Mattana - Milia - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Randazzo Alberto - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Francesco - Sanna Franco - Scarpa - Secci - Serra - Spissu - Vargiu.)
Sono presenti 50 consiglieri, siamo in numero legale.
Prosecuzione dello svolgimento di interpellanze
PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza numero 270/A, sulla mancata informazione dei cittadini sul referendum per la legge statutaria. Interpellanza degli onorevoli Balia, Masia, Lanzi, Cugini e più.
(Si riporta di seguito il testo dell'interpellanza numero 270/A:
Interpellanza Balia - Masia - Lanzi - Cugini - Ibba - Caligaris - Licheri - Fadda sulla mancata informazione dei cittadini sul referendum per la legge statutaria.
I sottoscritti
PREMESSO che il prossimo 21 ottobre gli elettori sardi sono chiamati ad esprimersi sul referendum per la legge statutaria;
CONSIDERATO che:
in tutte le occasioni nelle quali è stata promossa una consultazione elettorale o referendaria a livello nazionale il Governo, al di là degli orientamenti sul merito, ha sempre provveduto ad informare i cittadini attraverso campagne pubblicitarie sui mass media (televisioni e giornali);
questo comportamento ha caratterizzato nel tempo e costantemente tutti i Governi a prescindere dal colore politico e dalla sussistenza di una norma cogente, svolgendo così un ruolo politico, ma anche etico, connesso con la funzione-dovere di informazione dei cittadini;
nel caso del referendum regionale sulla legge statutaria questo ruolo di promozione e garanzia dell'informazione è in capo all'Esecutivo regionale onde rendere concreta ed effettiva la possibilità di esercizio di un diritto di democrazia diretta per il cittadino;
la stessa sostituzione del certificato elettorale, che veniva recapitato ad ogni elettore per ogni singola consultazione elettorale o referendaria, con un'unica tessera valida per più consultazioni, costituisce un limite rispetto alla funzione di "richiamo" dell'evento per cui il cittadino elettore rischia di non partecipare al voto, non per sua scelta, ma per la mancata informativa che dovrebbe renderlo edotto dell'oggetto, della data e delle modalità del referendum;
una corretta informazione istituzionale va ricompresa fra i compiti che ricadono sull'esecutivo a prescindere dalla scelta dell'elettore che può sempre optare fra la possibilità di non partecipare al voto e quella di votare a favore o contro il quesito referendario,
chiedono di interpellare il Presidente della Regione per sapere se e quali immediate iniziative intenda assumere per garantire ai cittadini sardi una corretta ed oggettiva informazione sull'oggetto del referendum, sulla data e sulle modalità. (270/A).)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balia per dichiarare se è soddisfatto.
BALIA (Gruppo Misto). L'interpellanza, ad onor del vero, è rivolta direttamente al Presidente della Giunta regionale, così come mi pare opportuno che sia, nel caso in oggetto e per i motivi ai quali l'interpellanza fa riferimento. Mi rendo conto che in assenza del Presidente della Regione piuttosto che non discuterla affatto, dati i tempi limitati che intercorrono fra la data odierna e lo svolgersi del referendum sulla legge statutaria, mi rendo conto che in ogni caso è utile discuterla, e non è improbabile che a seconda della risposta che verrà dalla Giunta regionale e per conto del Presidente, e per parte degli Assessori presenti, che presumibilmente sia opportuno, a riguardo, anche un intervento del Presidente autorevole, del Presidente del Consiglio regionale. L'interpellanza, signor Presidente e signori Assessori, mira a richiamare l'attenzione della Giunta regionale su un dovere che a mio parere e a parere dei firmatari, sulla Giunta stessa ricade; il dovere di svolgere la pubblicità istituzionale per informare i cittadini non sulla metodica del voto per il referendum sulla base delle opinioni di ciascuno, ma per informare i cittadini che il prossimo 21 ottobre si tiene il referendum che consente o la promulgazione della legge statutaria oppure il blocco della medesima. Io credo che sia un fatto giusto, e sotto il profilo politico, ma credo che vi sia anche una responsabilità di natura etica che è in capo alla Giunta. Il Governo nazionale, sempre ed indipendentemente dal colore politico, in occasione dei referendum ha fornito ai cittadini l'utile ed opportuna informazione, onde metterli nella condizione di esprimere un loro diritto-dovere, quello di partecipare al voto, tanto più dovrebbe essere fatto in periodi nei quali, a seguito delle semplificazioni, non vi è più la consegna del certificato elettorale che costituiva un utile richiamo, ma è il cittadino che deve rammentare, nessuno a livello istituzionale gli rammenta di questa opportunità, di questa possibilità di esercitare questo diritto-dovere. Ad onor del vero, in occasione di un convegno tenuto dall'associazione degli ex consiglieri, l'onorevole Dadea aveva assunto un impegno; che la pubblicità istituzionale vi sarebbe stata, sarebbe stata anche forte, tutti i cittadini sarebbero stati messi nella condizione di scegliere poi le modalità di voto ma informandoli prima su questa opportunità. Io credo che il referendum, quando è usato con oculatezza e su tematiche di particolare rilievo, rappresenti un momento di esaltazione della democrazia, sempre ed in ogni caso se usato con oculatezza e non con abuso. Figuriamoci poi quando si tratta di un referendum su una proposta di legge di valore Costituzionale che nel Consiglio regionale non ha sommato la percentuale del 75 percento dei voti favorevoli e già in legge è previsto che si possa, che un certo numero di consiglieri regionali possano far ricorso al referendum confermativo apponendo la propria firma a livello di richiesta. Cioè, in questo caso il referendum assume anche un valore e un'importanza ancora superiore. Non può essere la pubblicità istituzionale affidata ai comitati del no o del si, ma deve essere garantita dal livello istituzionale… mi ha richiamato a concludere Presidente?…
PRESIDENTE. Si.
BALIA (Gruppo Misto). Sì. Figuriamoci, dicevo, in questo caso se non è assolutamente opportuno, ecco, vorremmo sapere dalla Giunta regionale quali utili iniziative rapidissime, perché i tempi stanno definitivamente scorrendo, intenda assumere. Grazie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Sì, grazie Presidente, devo ringraziare innanzitutto l'onorevole Balia perché dà la possibilità alla Giunta di sgomberare il terreno da qualunque equivoco a questo riguardo. Sia l'Assessore, sia la Giunta regionale, sia il Presidente hanno avuto modo di dire ripetutamente: la Giunta regionale, il Governo regionale è impegnato a dare la massima pubblicità al referendum, ai contenuti della legge statutaria, affinché i cittadini possano partecipare, i più numerosi possibili, a questo referendum. Questo perché noi siamo convinti, profondamente convinti che la legge che è stata votata a maggioranza assoluta da questo Consiglio regionale sia una buona legge, e che quindi possa sostenere adeguatamente e positivamente il giudizio degli elettori. Per quanto riguarda poi le procedure e le iniziative che sono state messe in atto da parte della Giunta regionale, noi ci siamo posti due target, due finalità precise. Il primo, quello di informare adeguatamente alcune categorie di cittadini, vanno in questa direzione le iniziative che sono state intraprese da parte dell'Assessorato agli affari generali e da parte dell'Assessorato al lavoro riguardo una informazione capillare nei confronti dei cittadini sardi emigrati. E' stata posta in atto un'informazione, ripeto, molto dettagliata, riguardo alle facilitazioni che sono poste in essere nei confronti dei cittadini emigrati che stanno appunto all'Estero, riguardo alle facilitazioni, riguardo ai rimborsi e quindi anche sui contenuti del referendum stesso. Quindi un'azione mirata nei confronti di alcune categorie di cittadini e poi è allo studio e sta per essere avviata una campagna di informazione istituzionale da parte della Presidenza della Giunta, mancano 20 giorni al referendum, penso che 15 giorni siano più adeguati affinché l'informazione non possa essere superata dal tempo. Quindi è allo studio e sta per essere attivata una campagna di informazione da parte della Presidenza della Giunta. Questo perché, ripeto, noi siamo fortemente interessati a che i cittadini conoscano i contenuti della legge statutaria, di una legge che dà concreta attuazione ad una prerogativa autonomistica della nostra Regione, di una legge che consente di riscrivere, che ha consentito di riscrivere una parte dello Statuto di autonomia della nostra Regione senza doverlo contrattare con il Parlamento nazionale e su materie di straordinaria importanza che vanno dalla forma di Governo ai poteri del legislativo e dell'Esecutivo, per la prima volta in 60 anni si dà una normativa in materia di ineleggibilità e di incompatibilità in materia di conflitto di interessi. Penso che il lavoro che è stato fatto dal Consiglio regionale sia stato un lavoro più che positivo e che quindi questo lavoro che è contenuto nella legge statutaria possa essere portato all'attenzione di tutti i cittadini sardi. Mi sia consentita un'ultima considerazione e riguarda la possibilità, lo dico naturalmente proprio perché interessati a dare la massima pubblicità, io penso che siccome si tratta di una legge del Consiglio regionale. La legge statutaria che è stata votata non è più il disegno di legge della Giunta regionale, è una legge del Consiglio regionale, una legge che il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza assoluta. Penso che un'iniziativa da parte del Consiglio regionale anche in questo senso possa essere quanto mai lodevole e quanto mai positiva. Quindi penso che anche il Consiglio possa svolgere un'utile campagna di informazione perché, ripeto, non si tratta di una legge della Giunta regionale, ma si tratta di una legge del Consiglio regionale.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
Ha facoltà di parlare il consigliere Balia per dichiarare se è soddisfatto.
BALIA (Gruppo Misto). Sì, grazie Presidente, ma io resto strabiliato, assessore Dadea, e strabiliato per i seguenti motivi. Intanto non ci sono due categorie che vanno informate sul referendum. C'è la categoria degli aventi diritto al voto, di tutti i cittadini sardi aventi diritto al voto, che hanno diritto all'informazione, prima cosa. Seconda cosa: lei dice che resta ancora del tempo a disposizione e che gli ultimi 15 giorni prima del 21 saranno assolutamente sufficienti per l'informativa, e poi però contemporaneamente aggiunge una serie di motivi a sostegno ed a favore del mantenimento di quella legge. Ecco, onorevole Dadea, io da come si è espresso parrebbe quasi di comprendere che le iniziative che la Giunta regionale assumerà, se le assumerà, le assumerà anche con un indirizzo relativamente al voto che deve essere espresso. Se così fosse sarebbe una cosa assolutamente deprecabile, fuori dai compiti della Giunta regionale e non credo che spese di quel tipo possano essere fatte sulla collettività, ma spettano quelle nel merito ai singoli comitati elettorali. Però qua non stiamo discutendo del merito. Buona parte della risposta dell'onorevole Dadea era invece nel merito, così come qualche sprizzo che dal Presidente della Regione è venuto relativamente a quest'aspetto è stato soltanto per contestare il costo che parrebbe essere notevole per lo svolgimento di questo referendum, ma il presidente Soru dimentica che tutti abbiamo un costo, anche tutti noi, compreso il presidente Soru e tutte le azioni che si svolgono. Un costo ce l'ha la democrazia, un costo c'è ogni qualvolta si vota, ma non credo che per questo motivo dobbiamo eliminare le elezioni e riproclamarci rieletti, credo che i voti siano necessari. Mi aspetto che la pubblicità istituzionale della Giunta ci sia per informare i cittadini che debbono andare al voto, poi le metodiche di voto sono altra cosa e ritengo che in questa direzione, quindi con questa obiettività, lo stesso Consiglio regionale possa intervenire con una campagna di informazione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Balia.
Passiamo all'esame dell'interpellanza numero 262/A, sull'assunzione di operatori di esercizio con contratto nazionale di lavoro degli autoferrotranvieri. E' rientrato l'assessore Broccia, quindi possiamo fare il primo punto che avevamo accantonato.
(Si riporta di seguito il testo dell'interpellanza:
Interpellanza La Spisa - Contu - Licandro - Lombardo - Petrini - Pileri - Rassu - Sanjust sull'assunzione di operatori di esercizio con CCNL autoferrotranviari da parte della Direzione generale di Cagliari della Gestione governativa Ferrovie della Sardegna.
I sottoscritti,
PREMESSO che:
- la Direzione generale di Cagliari della Gestione governativa Ferrovie della Sardegna ha provveduto alla riapertura dei termini per l'assunzione di un numero non specificato di operatori di esercizio con CCNL autoferrotranviari, di persone di età non superiore ai 32 anni, in possesso di patente D+CAP e del diploma di scuola media inferiore;
- l'assunzione prevista è con contratto di formazione lavoro per un periodo di 12 mesi eventualmente rinnovabile per altri 12 mesi;
- la selezione e la graduatoria avverranno a seguito di una prova attitudinale consistente in un esercizio di guida e in un successivo colloquio sulle norme del codice della strada a cui accederanno coloro che risulteranno idonei alla prima prova;
- la graduatoria verrà formata in base ad un punteggio in ordine decrescente determinato dal concorso degli elementi rilevabili dall'Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) e dallo stato di disoccupazione;
CONSIDERATO che:
- la Direzione generale di Cagliari della Gestione governativa Ferrovie della Sardegna dispone di 26 assuntori, assunti per il tronco Monserrato-Cagliari, a seguito di regolare selezione e visite mediche rigidissime, per un periodo di 3 anni;
- agli stessi è stato applicato un contratto precario, atipico, che si potrebbe definire "ibrido", in quanto considera autonomo questo personale, ma lo stesso a tutti gli effetti appare totalmente subordinato all'azienda con la caratteristica del vincolo di orario e l'assoggettamento al potere direttivo e disciplinare;
- nel corso di questi 3 anni di impiego sarebbe stata presentata loro la possibilità di assunzione definitiva con la mansione di autoferrotranviari;
- a seguito di ciò, molti di loro, a proprie spese e con grande sacrificio economico, hanno acquisito la patente di guida valida per la conduzione dei mezzi su gomma o su rotaia utilizzati dall'azienda;
- è nella storia delle Ferrovie della Sardegna, la riqualificazione del personale assuntore sulla base di qualifiche professionali possedute e/o acquisite nel tempo, stabilizzato con l'affidamento di mansioni consone ai titoli posseduti e in base alle esigenze nei diversi settori;
PRESO ATTO che:
- relativamente al bando di cui in premessa, la Direzione generale di Cagliari delle Ferrovie della Segna ha stabilito che i criteri per la formazione della graduatoria saranno determinati dal punteggio ottenuto dai dati dell'ISEE e dallo stato di disoccupazione forniti dai candidato;
- in virtù di tali scelte, a essere maggiormente penalizzati sono proprio ggli assuntori precari delle Ferrovie della Sardegna in quanto si trovano nella condizione di occupati e per questo motivo l'azienda per la quale lavorano, seppure con contratto a termine, dovrà riconoscere un punteggio inferiore rispetto ad altri partecipanti;
- questi lavoratori, impiegati a tempo determinato come guardia barriera nel tratto ferrato Monserrato-Cagliari, hanno svolto per l'azienda un servizio utile, senza alcun sistema di comunicazione con le vetture in transito, stando per ore all'aperto sotto ogni genere di clima, senza riparo e senza servizi igienici per la modica cifra di appena 560 euro mensili, senza il diritto agli assegni familiari o al trattamento di fine rapporto,
chiede di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dei trasporti al fine di sapere se:
1) non ritengano che il bando per la selezione di operatori di esercizio fatto dalle Ferrovie della Sardegna - Direzione generale di Cagliari, nella fattispecie, e per quanto riferito nella presente interpellanza, vada a incrementare ulteriormente le fila del precariato sardo, contraddicendo ogni dichiarazione d'intenti relativa al programma di governo di questa maggioranza;
2) non ritengano che la clausola con cui si assegna maggiore punteggio in relazione agli anni di disoccupazione certificati sia altamente discriminatoria e inutile al fine di facilitare l'assunzione di personale qualificato, anche per quello già in capo all'azienda, seppure con contratto atipico e a termine;
3) non ritengano necessario consentire pari opportunità a tutti i concorrenti, anche a coloro che, pure come precari, sono in organico alle Ferrovie della Sardegna, ma che, proprio in virtù di un contratto a termine, si vedrebbero penalizzati rispetto ad altri concorrenti;
4) non ritengano che questo bando sia inefficace per creare nuova occupazione in quanto, invece di stabilizzare il personale con contratto a termine che, nel frattempo, acquisendo i titoli per la conduzione dei mezzi pubblici ha voluto riqualificarsi professionalmente, creerà un ulteriore e cospicuo numero di precari estromessi dal mondo del lavoro. (262/A).)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa per illustrare la sua interpellanza.
LA SPISA (F.I.). L'interpellanza è rivolta per competenza di materia all'Assessore dei trasporti e attiene ovviamente a un problema che certamente sappiamo non deriva direttamente dalla responsabilità dell'Assessore e della Giunta, però abbiamo ritenuto di sollevare questo problema perché riguarda una questione, quella dei lavoratori precari, che è stata messa all'attenzione più volte del Consiglio regionale e che da diverse forze politiche, sia di opposizione, ma anche di maggioranza, è stata più volte sottolineata come un'esigenza cui far fronte.
Il fatto sinteticamente è questo: le ferrovie della Sardegna hanno recentemente indetto un bando per il reclutamento di un certo numero di lavoratori, di operatori di esercizio, con il contratto collettivo autoferrotranvieri per persone di età non superiore a 32 anni, che siano in possesso di patente D+CAP, per l'avvio di un nuovo servizio che tutti conosciamo. Il fatto non comporterebbe ovviamente problemi se non vi fossero due questioni che noi abbiamo sottolineato nell'interpellanza. Da un lato cioè il bando prevede che la graduatoria venga formata sulla base di un punteggio determinato da alcuni elementi, cioè dall'indicatore della situazione economica equivalente e dallo stato di disoccupazione. Nel frattempo, cioè qualche tempo fa, circa tre anni fa ci risulta, sono stati assunti 26 lavoratori, 26 assuntori appunto, che svolgono da allora un servizio di vigilanza nei passaggi a livello. Lo fanno in una situazione di precariato non solo economico, perché guadagnano appena 560 euro al mese per un orario che spesso è ben oltre quello di un normale lavoratore dipendente, e che però sono stati assunti con un contratto che si potrebbe definire ibrido: è un contratto di lavoro autonomo, però le persone sono a totale disposizione dell'azienda, tra l'altro in passaggi a livello che sono dislocati sul territorio, non sono neanche in comunicazione vocale con i centri operativi, cioè in una situazione di precariato giuridico, ma anche fisico. Ora è, per quanto ne sappiamo, tradizione dell'azienda quella di valorizzare le persone che entrano a collaborare che dimostrano una disponibilità e professionalità e che sono anche disponibili ad assumere quelle qualifiche professionali utili per poi poter rendere una prestazione lavorativa più stabile e più professionalizzata. Gran parte di questi 26 assuntori, forse anche tutti, nel frattempo sono riusciti ad acquisire le patenti necessarie per poter prestare servizio secondo quanto oggi invece viene messo in un bando, a cui paradossalmente loro, se anche potranno partecipare, lo potranno fare in condizioni di svantaggio, perché se la graduatoria viene fatta sulla base di punteggi che premiano la disoccupazione, e loro formalmente non lo sono pur essendo in una situazione di totale precarietà, è evidente che questa procedura ha veramente il sapore di una beffa. Io faccio appello attraverso questa interpellanza, senza voler per questo polemizzare sul piano politico, almeno fino a quando vi sia la possibilità di una sensibilità da parte della Giunta e anche dei colleghi qui in aula che di fronte a situazioni forse anche meno precarie di queste si sono mobilitati. Credo che, poi con il livello di responsabilità che ciascuno ha in questo momento di transizione di competenze, di passaggi delle concessioni governative, non è certamente detto che l'Assessore possa direttamente incidere, ma certamente sul piano politico il Consiglio regionale e la Giunta regionale possono nei confronti delle Ferrovie della Sardegna fare un atto di indirizzo e di richiesta forte perché il problema del precariato, in questo caso come in altri, venga preso con senso di responsabilità e non lasciando spazio a dubbi su quelle che possono essere le alternative. Lasciamo perdere le interpretazioni maliziose, però certamente così assolutamente non può essere fatto.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore dei trasporti.
BROCCIA, Assessore tecnico dei trasporti. Grazie, Presidente. Correttamente l'onorevole La Spisa ha già sottolineato e precisato che Ferrovie della Sardegna è una gestione governativa che dipende e risponde esclusivamente allo Stato e che, quindi, la Regione sarda non ha alcuna responsabilità sulle decisioni assunte dal commissario di Ferrovie della Sardegna. Aggiungo un secondo elemento che è decisivo rispetto a quanto è successo e sta succedendo e cioè il fatto che dal 1988 alla gestione governativa Ferrovie della Sardegna è fatto divieto di procedere all'assunzione di personale a tempo indeterminato, cioè da vent'anni FdS, per la verità anche FMS, non può assumere personale a tempo indeterminato. I due elementi sono essenziali per capire che FdS si è dovuta muovere, nel procedere all'assunzione a tempo determinato dei ventun conducenti richiamati, rispettando esclusivamente quanto previsto dal decreto legislativo 165 del 2001 che riguarda le norme generali sull'ordinamento del lavoro del personale alle dipendenze delle Amministrazioni pubbliche, e cioè il fatto che l'azienda deve chiedere un elenco agli uffici di collocamento di nominativi pari almeno al doppio di quelli che deve assumere, con i requisiti, stiamo parlando di personale per cui non è obbligatorio un titolo di studio, più i requisiti patente CAP, patente D eccetera, eccetera. All'interno di questi nominativi che gli uffici di collocamento o ex uffici di collocamento comunicano all'azienda, l'azienda deve fare una selezione.
C'è un ulteriore elemento che si inserisce in questa partita e cioè che riguarda gli assuntori. Gli assuntori sono una categoria, stiamo parlando di ferrovie, gli assuntori sono una particolarissima categoria di lavoratori, al punto tale che la loro assunzione - lo dico fra virgolette perché hanno un rapporto di lavoro autonomo - il loro rapporto con l'azienda è disciplinato dalla legge numero 14 del 1965, quindi di 42 anni fa, ma è legge tutt'ora attuale: "Regolamentazione delle assuntorie nelle ferrotranvie esercitate in regime di concessione". Questo è l'ambito in cui l'azienda si è dovuta muovere nel procedere all'assunzione a tempo determinato delle persone di cui stiamo parlando, questo non diminuisce, io concordo sulla sostanza della questione, appena sono stato investito della cosa ho detto: "Ma come, abbiamo 26 a Cagliari, perché sono 56 in tutta la regione, abbiamo 26, a Cagliari, persone, da tre anni lavorano in quel modo li, prima assumiamo questi e poi vediamo". Non è stato assolutamente possibile perché l'azienda doveva rispettare le imposizioni legislative che derivano dalla legge per gli assuntori e dal decreto legislativo che ho richiamato per le assunzioni per le pubbliche amministrazioni.
La soluzione, io sono disponibile e a disposizione per fare tutto quello che si può fare, la soluzione però è chiara, in questo momento la soluzione è chiara: trasferimento alla Regione di Ferrovie della Sardegna e Ferrovie meridionali sarde; la Commissione autonomia e trasporti che ha licenziato la norma di attuazione, io mi auguro, spero, sono sicuro che il Consiglio la discuterà e la approverà nel più breve tempo possibile; la formazione dell'azienda unica di cui abbiamo parlato e su cui ci siamo soffermati in tutti i nostri documenti di programmazione; per ultimo il Piano regionale dei trasporti. L'azienda unica consentirà sicuramente solo in quel momento, questa è la nostra posizione, l'apertura di un concorso per assunzione di personale, perché avremmo sicuramente bisogno di autisti nell'azienda unica, all'interno di questo percorso occorre trovare un modo, che sia rispettoso della legislazione vigente, per sanare il problema dei 56 ragazzi che sono assuntori un giro per la Sardegna e, in alcuni casi, da almeno tre anni. L'ultima precisazione è solo un'informazione, dei 26 ragazzi che sono a Cagliari, 12 hanno la patente e quindi potevano essere assunti come autisti a tempo determinato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa per dichiarare se è soddisfatto.
LA SPISA (F.I.). Io non posso dichiarare assolutamente la soddisfazione per questa risposta. Come sempre l'Assessore è puntuale nel citare leggi e procedure, però da un Assessorato dei trasporti, da una Giunta regionale che si accinge a ereditare alcune parti del sistema dei trasporti finora soggette alle concessioni governative, ci aspetteremo veramente molto di più, ci aspetteremo che così come per altre vicende ci si facesse carico di una situazione che presenta motivazioni di carattere umano, ma anche di razionale utilizzazione delle professionalità. Io non metto in discussione la validità delle leggi citate dall'Assessore, so per certo che nelle Ferrovie della Sardegna il reclutamento di personale è passato quasi sempre attraverso l'utilizzo in fasce superiori di personale assunto, invece, per qualifiche inferiori e non credo quindi che quando si vuole risolvere un problema non lo si possa fare. Chiedo che la Giunta e l'Assessore escano dal formalismo di chi dice "Non ho competenze" e intanto passateci le concessioni governative. Questo è un procedimento che avverrà, credo che non ci sia via d'uscita, non condizionerei però la soluzione di questo problema all'attesa di questa soluzione più complessiva, proprio perché le concessioni sono attualmente governative, ma passeranno alla Sardegna, oggi la Regione è in una condizione di poter far sentire la sua voce, in altri casi lo avete fatto, in altri settori lo avete fatto, questa Giunta regionale ha assunto in agenzie, a vario titolo, persone che provengono da tutto il mondo del lavoro, legittimamente e spesso anche al limite della legittimità. Di fronte a un caso del genere che è da un lato di solidarietà per chi rischia veramente di non avere nessuna prospettiva, dall'altro di una sostanziale ingiustizia e irrazionalità nella gestione delle risorse umane, perché veramente non è concepibile che il rispetto formale di una legge impedisca a queste persone che hanno fatto di tutto per avere i requisiti per poter almeno partecipare a una selezione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Spisa. L'interpellanza 263/A Capelli e più non può essere discussa perché l'Assessore ci ha comunicato ieri sera sul tardi che è impegnata - penso a Paulilatino, perché non ho ricevuto comunicazione ufficiale - in un importante incontro al quale partecipa anche il ministro Ferrero. Per questo motivo si scusa col Consiglio regionale, questo appuntamento dell'Assessore non è stato segnalato in sede di Conferenza dei Capigruppo quando abbiamo convocato il Consiglio regionale e inserito anche questa interpellanza all'ordine del giorno, quindi abbiamo ritenuto che l'Assessore potesse essere presente. Tuttavia l'Assessore ci comunica questo.
Procediamo con la mozione numero 139.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, sull'ordine dei lavori, ho premuto!
PRESIDENTE. No, ma non funziona onorevole Capelli...
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, solo per rimarcare che questo Consiglio è stato convocato con un ampio preavviso e vorrei sapere se l'Assessore è in sede di riunione istituzionale di competenza della materia del suo Assessorato o se trattasi di altro tipo di riunione. Comunque, per l'ennesima volta, perché non è la prima, un Assessore assente in sede di discussione di mozione e di interpellanze, perché impegnato, in altro affaccendato diciamo, perché non sempre sono stati motivi di tipo istituzionale collegati al proprio mandato assessoriale. Credo che sia l'ennesimo atto di mancanza di rispetto del Consiglio, non del sottoscritto per carità, ma del Consiglio, avendo avuto comunicazione con ampio anticipo, per ciò che ci sia un Ministro o non ci sia un Ministro credo che anche questo è un impegno prioritario di tipo istituzionale che per recuperare anche dignità delle istituzioni vada con più puntualità onorato.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Capelli. Io posso solo unirmi a lei nella stigmatizzazione dell'assenza. L'Assessore ha chiesto scusa e mi ha chiesto di estendere le scuse al Consiglio regionale rappresentandomi il fatto che l'iniziativa a cui doveva partecipare oggi è un'iniziativa di tipo istituzionale promossa dallo stesso Assessorato e dallo stesso Assessore alla sanità da due mesi fa, mi ha detto cose della quale non eravamo a conoscenza e io, insomma, come ho detto in Conferenza dei Capigruppo non c'è stato segnalato il fatto, altrimenti penso che nessuno di noi avrebbe avuto difficoltà a non introdurre, non inserire all'ordine del giorno questo aspetto.
Ha domandato di parlare l'assessore Dadea. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Sì, grazie Presidente, solo per esternare anche a nome dell'Assessore alla sanità come ha già detto il Presidente, le scuse nei confronti del Consiglio perché l'Assessore oggi è impegnato in una iniziativa di carattere istituzionale, e che siccome si trattava di un'iniziativa che era stata già programmata da tempo con la presenza appunto del ministro Ferrero era impossibile arrivati a questo punto poterla disdire. Naturalmente c'è tutta la disponibilità da parte ... da tempo sia stato impossibilitato a poterlo disdire. Quindi prego il Consiglio di accogliere le scuse dell'Assessore e la sua disponibilità a discutere l'interrogazione in tempi rapidissimi.
PRESIDENTE. Mozione numero 139 La Spisa, Contu...
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
~LA SPISA (F.I.). Prima di eventualmente illustrare questa mozione, pongo anch'io un problema di ordine dei lavori. Vabbè, l'Assessore per l'interpellanza di cui si è parlato prima non è presente, sulla mozione numero 139 che è vero che riguarda un tema che nasce da una delibera proposta dall'Assessore dell'ambiente, ma attiene a un problema, quello del sistema energetico regionale con particolare riferimento alle produzioni da fonti rinnovabili, è una questione che riguarda la politica energetica della Regione e che non è certamente soltanto attinente alle competenze dell'Assessore dell'ambiente, ma in particolare dovrebbe riguardare l'Assessorato all'industria, io chiedo se si possa sospendere un attimo il Consiglio per valutare se questo sia il momento, se queste siano le condizioni anche di numero legale un po' precario per discutere un argomento che noi riteniamo molto più importante di una questione che si possa affrontare in mezz'ora. Credo che forse si possa valutare la cosa in una breve sospensione, poi decidere.
PRESIDENTE. Possiamo fare una sospensione di dieci minuti e convoco una Conferenza dei Capigruppo nella sala attigua. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 12 e 10, viene ripresa alle ore 12 e 39.)
PRESIDENTE. Colleghi, la Conferenza dei Capigruppo per varie motivazioni, non esclusa quella relativa alla non agevole organizzazione del nostro lavoro in questa sala, che cortesemente c'è stata messa a disposizione dal Consiglio provinciale di Cagliari, la Conferenza dei Capigruppo, dicevo, ha deciso di non prendere in esame la mozione numero 139-140 e di rinviarla ad altra riunione del Consiglio regionale, che verrà convocato a domicilio.
Concludiamo quindi la discussione odierna è anche la riunione. E' stata richiesta da alcuni Capigruppo la verifica del numero legale, l'onorevole La Spisa e l'onorevole Randazzo. Prego i colleghi di stare a posto per procedere alla verifica del numero legale attraverso la chiama. Due segretari per cortesia qui al banco della presidenza.
PRESIDENTE. E' stata richiesta la verifica del numero legale, prego i colleghi di prendere posto. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggia la richiesta il consigliere Randazzo.)
Seconda verifica del numero legale
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con appello nominale.
(Segue la verifica)
(Risultano Presenti I Consiglieri: Artizzu - Atzeri - Balia - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cassano - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corrias - Cucca - Dedoni - Diana - Fadda - Farigu - Gessa - Giorico - La Spisa - Ladu - Licandro - Licheri - Liori - Lombardo - Marrocu - Masia - Moro - Murgioni - Orrù - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Porcu - Randazzo Alberto - Rassu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Matteo - Scarpa - Serra - Spissu - Uggias - Vargiu.)
PRESIDENTE. Sono presenti 49 consiglieri, siamo in numero legale, la seduta è tolta, verrà riconvocata a domicilio.
La seduta è tolta alle ore 12 e 51.
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