Seduta n.275 del 16/03/1998
CCLXXV SEDUTA
(Pomeridiana)
Lunedì 16 marzo 1998
Presidenza del Vicepresidente ZUCCA
indi
del Presidente SELIS
La seduta è aperta alle ore 16 e 53.
CONCAS, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana dell'11 marzo 1998, che è approvato.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Maria Francesca Cherchi e Silvestro Ladu hanno chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 16 marzo 1998. Se non vi sono opposizioni i congedi si intendono concessi.
Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge: "Bilancio per l'anno finanziario 1998 e bilancio pluriennale per gli anni 1998-2000" (383)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del disegno di legge numero 383. Riprendiamo dalla tabella C. Se ne dia lettura.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. A questa tabella sono stati presentati gli emendamenti modificativi numero 15, 16, 17, 69, 70, 71, 72 e 73. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Masala per illustrare l'emendamento numero 15.
MASALA (A.N.). Se mi consente, Presidente, direi due parole per tutti e tre gli emendamenti 15, 16 e 17, perché sottendono alla medesima ratio. A parte il fatto che c'è una ragione di carattere generale che è rispondente a questa esigenza di determinare un risparmio della parte della spesa nei settori che a mio giudizio possono essere appunto realizzati, trova la sua giustificazione nel confronto degli stanziamenti previsti per il 1998 e per gli anni successivi. Cioè mi sono chiesto se la somma prevista poniamo per il 1999 per il capitolo 02104 relativo a spese per studi, progetti e varie, sia una somma sufficiente. E se la somma è sufficiente per il 1999e per il 2000, mi sono chiesto come mai per il 1998 ci debba essere tutto questo attivismo in materia di studio, di progettazione e di ricerche, quindi ho detto: ma che vogliamo fare, vogliamo studiare tutto nel 1998? Oppure nel 1999 non dobbiamo più fare progetti, ricerche? Sono tutti rispondenti a questa cosa. E' chiaro che la risposta può essere data dalla esigenza che nel progetto di bilancio deriva dalla necessità di differire le spese da un anno all'altro, ma gradirei conoscere le ragioni che hanno determinato la concentrazione della maggior parte delle risorse nel 1998 mentre invece sembrerebbe affermarsi, nei dati del bilancio triennale, che per gli anni successivi al 1998 questa esigenza, invece, venga meno. Anche perché questa richiesta faccio, perché ho visto che anche emendamenti successivi, presentati dai colleghi di Forza Italia, vanno nella medesima direzione, per cui la presenza dell'uno esclude la presenza dell'altro e quindi mi regolerei di conseguenza anche alla luce di quanto verrà dato o dal relatore o dall'Assessore.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Bonesu per illustrare l'emendamento numero 69.
BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, l'emendamento numero 69 risponde a una esigenza che era stata manifestata dalla prima Commissione nel suo parere. Non si capisce come l'Assessorato degli affari generali mantenga nel 1998 lo stesso stanziamento per consulenze del 1997 quando lo stanziamento per il 1997 era assolutamente eccezionale, legato alla necessità di predisporre i disegni di legge di riforma. Infatti basta guardare lo stato di previsione dell'Assessorato enti locali che aveva la stessa esigenza, che ha grandemente ridotto invece lo stanziamento per il 1998. Quindi non si capisce perché l'Assessorato degli affari generali abbia un comportamento completamente diverso da quello dell'Assessorato degli enti locali, quando invece l'esigenza era comune.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per illustrare l'emendamento numero 70.
BALLETTO (F.I.). Dunque per questo capitolo 02159/01 che riguarda contributi per l'organizzazione o la partecipazione all'organizzazione di convegni, conferenze, seminari, pubblicazioni e simili, si ritiene che la somma stanziata sia eccessiva, ciò anche perché si dice e si sostiene che in questa direzione si vuole operare una riduzione che non è tanto indirizzata all'eliminazione del tipo di intervento, perché è di tutta evidenza che, se gli studi, i progetti, le ricerche, le collaborazioni, i seminari eccetera, sono portati avanti e sono effettuati per ottenere risultati concreti e tangibili, cioè se in questa voce non si annidano fonti di sprechi e di abusi, va tutto bene, però riteniamo che l'importo sia eccessivo e che nell'operazione di bonifica di questa giungla di erogazioni a favore di soggetti che tutto sommato almeno in questa fase congiunturale e di depressione non hanno grosse possibilità di incidere positivamente nel tessuto economico e sociale, si riterrebbe appunto che queste risorse, comunque risparmiate, possano essere indirizzate verso settori più produttivi e quindi dare alla spesa un significato maggiore di sostegno e quindi di possibile ricaduta nel settore dello sviluppo. Per questo motivo si propone una riduzione di 1000 milioni, con riferimento ai 1720 già stanziati.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per illustrare l'emendamento numero 71. Onorevole Balletto, se intendesse illustrare anche quelli successivi può farlo; se vuole farlo in un'unica soluzione, può farlo.
BALLETTO (F.I.). Sì, l'emendamento numero 71.
PRESIDENTE. No no, dicevo, che anche il 72 e il 73 portano la sua firma, se vuole illustrarli.
BALLETTO (F.I.). No, gli emendamenti numero 72 e 73 li illustra il collega Casu.
PRESIDENTE. Benissimo.
BALLETTO (F.I.). Molto brevemente per l'emendamento numero 71. Diciamo l'impostazione è la medesima perché anche il capitolo 02104 prevede spese per studi, progetti, ricerche, collaborazioni e simili in materia di propria competenza. Riteniamo che la somma, di cui si propone la riduzione, possa trovare più utile collocazione nel capitolo 08182/00 che riguarda spese per investimenti nel comparto delle opere portuali di competenza della Regione. Quindi ad una riduzione degli stanziamenti in quel particolare settore, e con le finalità alle quali facevo riferimento nel mio precedente intervento, diamo sostituzione con interventi che siano più significativi e incisivi nel campo della produzione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Casu per illustrare gli emendamenti numero 72 e 73.
CASU (F.I.). L'emendamento numero 72, capitolo 02054, tratta di indennità speciali al personale dell'amministrazione regionale in servizio presso l'Ufficio di collegamento con sede a Bruxelles. Nell'anno 1997 non esisteva alcuno stanziamento, poi si è passati nel 1997 a 200 miliardi. Siccome la nostra finanziaria di quest'anno è una finanziaria piuttosto magra, allora dobbiamo raschiare dei mezzi disponibili per le attività produttive in tutti i settori, noi riteniamo opportuno che si debba stringere un po' con le spese per l'ufficio aperto a Bruxelles per poter avere qualche disponibilità in più in altri settori economici, forse più utili di questo. Ecco, analogo discorso viene fatto per l'emendamento numero 73 che riguarda il capitolo 02002/00 indennità e rimborsi di spese di viaggio al Presidente e ai componenti della Giunta regionale che evidentemente la scure io credo che debba colpire tutti i settori proprio per il fatto che le risorse disponibili nella finanziaria 1998, triennio 1998-2000 sono piuttosto ridotte. Allora chiaramente bisogna che noi stringiamo un po' con le spese per poter operare maggiormente nel campo dell'occupazione. Non è lontana nel tempo la richiesta che hanno fatto i sindacati confederali di maggiore disponibilità per il lavoro, i quali sindacati forse ricorreranno allo sciopero generale proprio per l'occupazione nel mezzogiorno. Quindi io direi che siamo coinvolti pienamente, e allora dobbiamo anche noi, nell'ambito della Regione, fare tutti gli sforzi perché si possa creare qualche posto di lavoro in più.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (Popolari), relatore. Presidente, per significare a tutti i colleghi presentatori che gli emendamenti numero 15, 17 e 70 riguardano la stessa materia e cioè sempre per convegni, conferenze e quanto altro, e per dire anche che la Commissione, nell'esame del bilancio, ha provveduto a modificare la proposta originaria della Giunta che prevedeva 2 miliardi e 300 milioni nel 1998 portandoli a 1 miliardo e 720 milioni. Ora l'emendamento 15, proponendo una riduzione del capitolo da due miliardi e 300 milioni a un miliardo, mi sembra che non tenga conto che c'è stata una variazione apportata dalla Commissione, tant'è che nell'emendamento 17 poi invece sullo stesso capitolo si parte da un miliardo e 720 milioni, così come è stato approvato nel testo della Commissione, per portarlo a 700 milioni. In ogni caso la discussione che è avvenuta in Commissione ha ritenuto compatibile l'importo che è stato determinato in un miliardo e 720 milioni. Volevo fare un discorso breve di carattere generale, signor Presidente. Molti degli emendamenti che sono stati presentati alla manovra di bilancio sono emendamenti che attengono a portare alla attenzione del Consiglio delle materie o delle questioni importanti, significative; e il non accoglimento, quando c'è il non accoglimento, non è determinato dal fatto che non si sia d'accordo che il problema sollevato non sia legittimo e importante, ma è determinato soltanto dal fatto che la manovra finanziaria nel suo complesso è stata esaminata dalla Commissione e resa compatibile attraverso tutta una serie di equilibri. Quindi il dire di no non è il negare l'evidenza qualche volta di un problema, ma è il dichiarare non compatibile rispetto al complesso della manovra l'operazione che si propone. Quindi il 15 si invita a ritirarlo perché è modificato l'importo originario rispetto a quello che è evidenziato. Il 17 e il 70 che riguardano la stessa materia non si accolgono per le ragioni che ho detto. La stessa ragione in qualche maniera attiene all'emendamento 16, spese per studi e progettazioni che era un miliardo e 200 milioni originariamente e in quella manovra di taglio, di rimodulazione che è stata fatta andando nel segno delle cose che dicevano i colleghi è stato portato dalla Commissione questo importo a un miliardo e 200 milioni. Quindi ci sembra che ridurlo ulteriormente non sia equo e quindi non si accoglie. Il 69 con diversi presentatori riguarda la stessa materia e quindi vale lo stesso giudizio di non accoglimento. Il 71 con altri proponenti riguarda sempre la materia studi e progettazioni e prevede la cancellazione praticamente di tutto il capitolo, e per le ragioni che ho detto non si può essere d'accordo. Il 72 riguarda il finanziamento per il personale da distaccare nell'ufficio di Bruxelles; il Consiglio ha discusso a lungo di questo problema e mi pare di ricordare che il Consiglio fosse abbastanza convinto, nella sua stragrande maggioranza, della necessità di strutturare un sistema di rapporto con la Comunità europea che ci porti dei vantaggi, e ci è sembrato in Commissione che la proposta della Giunta sia una proposta minima per poter consentire questo risultato. Il 73 riguarda la proposta di riduzione di 130 milioni di spese di viaggio per il Presidente della Giunta e per la Giunta; ci sembra che anche questo caso segnali un problema alla attenzione del Consiglio però ci sembra che la posta in bilancio sia già abbastanza ridotta da non poter essere ulteriormente ritoccata.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, gli emendamenti riguardano tre capitoli, poi parlo del 72 e del 73 invece, i capitoli 02159, 02159/01 e 02104, sto parlando quindi del 15, del 17, del 16 del 70, del 71 e del 69 , riguardano dicevo tre capitoli che sono stati già ridotti in Commissione. La valutazione della Giunta e della Commissione è stata che la riduzione fosse quella giusta, quella congrua. Quindi su questi emendamenti si dà parere negativo. Per quanto riguarda gli emendamenti 72 e 73 aggiungo invece qualche parola. Il 72 non è proponibile perché per quanto riguarda la parte in aumento prevede un aumento su un capitolo che riguarda assegnazioni statali, con destinazione vincolata, quindi non si capisce perché dovremmo metterci risorse regionali. Il 73 è improponibile per una ragione tecnica, perché la spesa è autorizzata da norme precedenti e per abrogarla occorrerebbe una norma non un puro e semplice mutamento dello stanziamento nella tabella del bilancio. Quindi non si accoglie né il 72 né il 73.
PRESIDENTE. È aperta la discussione sulla tabella C e i relativi emendamenti. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Poiché ci sono gli emendamenti 69, 71 e 70 che trattano la stessa materia, a me pare che gli emendamenti 15, 16 e 17 possano essere ritirati perché forse gli altri anche nella logica della riduzione mi sembrano più congrui.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Io voglio ritornare un momentino sugli emendamenti 70 e 71. È vero che in Commissione c'è stata discussione e c'è stata anche riduzione, modesta peraltro, negli stanziamenti. L'Assessore ha riferito di essere partito da una considerazione generale in base alla quale si portava una riduzione se non ricordo male del 5 per cento su tutti i capitoli di spesa che erano interessati in questo stato di previsione. Ovviamente in qualche altro forse il taglio è stato superiore perché fatti e valutazioni specifiche portavano a diverse determinazioni rispetto a quelle della riduzione così generalizzata e uguale per tutti. Io volevo però fare osservare che per il capitolo 02054/01 nel 1997 come stanziamento e previsione iniziale non vi era alcunché eravamo a zero, e lo stanziamento finale è di 200 milioni per essere portato poi nel 1998 a un miliardo. Quindi rispetto alla previsione del 1997, anche quella finale, ci sono 800 milioni di incremento. Adesso mi sfugge e non so se in Commissione lo 02054/01 è stato modificato in qualche modo.
SECCI (Popolari), relatore. No.
BALLETTO (F.I.). Quindi c'è stato rispetto al 1997 un incremento di ben 800 milioni, e questo non è stato toccato. Per quanto riguarda invece il capitolo di spesa 02093/00, la previsione iniziale del 1997 era di 700 milioni, per essersi definita in 900 milioni alla fine del 97. Lo stanziamento previsto pari a due miliardi è stato ritoccato dalla Commissione a un miliardo e 530 milioni. In questo capitolo ci sono quindi nella sua forma definitiva 630 milioni in aggiunta rispetto allo stanziamento finale dell'anno scorso. Per ciò che riguarda il 02104(?), qui effettivamente abbiamo una piccola riduzione perché lo stanziamento finale del 97 era di un miliardo e 200 milioni, siamo arrivati con la riduzione operata dalla Commissione a un miliardo e 100, quindi una riduzione di 100 milioni. Per ciò che riguarda invece il 2159, siamo scesi da 2 miliardi e 400 a 2 miliardi e 300 milioni contro uno stanziamento iniziale e finale, per il 1997, di 2 miliardi. Quindi qui abbiamo un incremento del 20 per cento in questo capitolo, che si riduce al 15 per cento, per effetto della determinazione della Commissione. E così anche per il 2159-01, dove lo stanziamento iniziale era stato di un miliardo e mezzo, finale di 2 miliardi e 300 milioni, stanziato un miliardo e 800 milioni e portato a un miliardo e 720 milioni. Quindi mi sembra che sì, al di là di quelle che sono le intenzioni che sono state manifestate e, in qualche occasione, anche messe in atto, va detto che laddove ci sono state riduzioni, queste sono contenute, mentre invece dove ci sono stati aumenti questi sono abbastanza consistenti rispetto agli analoghi stanziamenti per l'esercizio finanziario precedente. Ma a prescindere da questo fatto noi riteniamo, ed ecco anche la ragione della presentazione degli emendamenti, che se è vero che gli studi, le ricerche, le collaborazioni possono, non hanno, possono avere un'utilità se correttamente condotte e se assegnate allo scopo di procedere e procurare risultati di spessore (diverso sarebbe il caso se fossero assegnate e date solamente con finalità diverse, cioè quelle di accontentare e soddisfare esigenze di chi in questo settore opera, indipendentemente da quelli che poi sono i risultati concreti) dico è pur sempre vero che, in un momento di ristrettezza, in un momento di difficoltà, dove le risorse si assottigliano per essere impegnate nei settori produttivi capaci di dare una ricaduta in termini di crescita e quindi di occupazione, ma quando parlo di occupazione mi riferisco ai lavoratori dipendenti, cioè a manovali e a impiegati, non certamente ai professionisti o ai professori universitari che vivono e che operano intorno a questi enti e centri di ricerca e via dicendo. Perché una cosa è dare lavoro a chi è professionista e già guadagna, un'altra cosa è dare lavoro a chi deve mettere insieme pranzo e cena. Allora diciamo, per un momento, in questa situazione di difficoltà, lasciamo perdere i professionisti, gli avvocati, i notai, gli ingegneri, i commercialisti e quanti altri, rivolgiamoci al settore della produzione e cerchiamo di dare risposte a chi ha bisogno di lavoro, ma chi a bisogno di lavoro per chiudere, come dicevo prima, il pranzo con la cena. Quindi questi emendamenti hanno questo scopo e questa finalità, e io inviterei i colleghi del Consiglio, nel momento in cui si voterà, a fare questo tipo di valutazione, tenendo anche presente che le somme delle quali noi proponiamo la riduzione vengono impegnate, o nel fondo nuovi oneri legislativi, e quindi a sostegno di nuove leggi che devono essere elaborate e prodotte da questo Consiglio, oppure direttamente, come è avvenuto in qualche emendamento, direttamente in settori specifici, dove evidentemente c'è la possibilità di incidere in maniera più proficua sulla produzione e quindi, di riflesso, sull'occupazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Fois. Ne ha facoltà.
FOIS PAOLO (Progr. Fed.). Io vorrei intervenire brevemente sull'emendamento, credo che si tratti dell'emendamento numero 73, illustrato dal collega Casu, che prevede una riduzione dei fondi per il funzionamento dell'ufficio di Bruxelles. Volevo fare qualche brevissima considerazione al riguardo, dato che appunto mi sento coinvolto, essendo stato tra i proponenti di questa legge, che ha segnato una vittoria sul piano politico della Regione sarda, che per prima ha approvato una siffatta legge. E le considerazioni che vorrei fare sono queste: intanto dobbiamo tenere presente che questo ufficio è chiamato a svolgere molteplici funzioni, delicate e complesse, essenzialmente di tre ordini: primo, avere informazioni sui finanziamenti comunitari, specie sui programmi comunitari che sono in via di definizione e non soltanto su quelli già approvati o definiti; secondo, fornire informazioni sulle incidenze e i riflessi che le politiche comunitarie nei vari settori, a cominciare da quello agricolo e da quello industriale, possono avere sulla nostra economia, per affrontare, prima che la situazione sia compromessa, le contromisure per evitare che queste decisioni siano prese ignorando gli interessi della Sardegna. Terzo, si tratta di favorire, attraverso questa antenna, un contatto continuo, diffuso, penetrante, con le altre organizzazioni delle regioni che hanno sedi analoghe a Bruxelles. Allora, questa è la prima considerazione: ci troviamo in presenza di una serie di funzioni che abbiamo tutti concordemente assegnato a questo ufficio. In secondo luogo volevo sottolineare un punto: teniamo presente che tutte queste decisioni, a livello comunitario, hanno una serie di ricadute sulla situazione economica e sociale della Sardegna, e quindi sull'occupazione. Io ho sentito, credo qualche giorno fa, un intervento del collega Casu, sempre molto puntuale, ma che su questo punto non mi ha convinto, perché ha detto che in presenza di scarsi fondi dobbiamo occuparci, prima di tutto, dei bisogni primari. Ma bisogni primari sono anche quelli che consistono nell'evitare che certe politiche inaridiscano, per così dire, le attività produttive che, se una decisione comunitaria impedisce alla nostra agricoltura di svilupparsi in una certa direzione, condizionano il nostro sviluppo l'occuoazione e quindi gli interessi di tutti i sardi. Senza pensare poi del problema dell'obiettivo 1 e dei fondi comunitari riuscire, in nome del principio di insularità, come stiamo cercando di fare in questi giorni, a restare nell'obiettivo 1 con maggiori risorse finanziarie, ma credo che questa sia una questione che interessa l'occupazione e lo sviluppo di tutti i sardi, a cominciare dall'interesse dei disoccupati. Allora ecco la ragione per cui tante regioni, a Bruxelles, hanno degli effettivi negli uffici costituiti, ben più consistenti dei nostri. Si arriva ad alcuni lander della Germania, che naturalmente sono qualcosa di più della nostra Regione, che toccano le 40 unità che compongono i loro uffici. Allora, una delle due: se non crediamo nell'ufficio non lo dobbiamo far funzionare, ma se ci crediamo deve essere in grado di funzionare nel modo migliore, perché data la complessità delle funzioni che obiettivamente, non perché l'abbiamo previsto dalla legge, deve svolgere, occorre che il personale sia in numero di un minimo adeguato alla complessità delle funzioni che è chiamato a svolgere.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS (F.I.). Desidero parlare per l'emendamento numero 72, sul quale brillantemente si è intrattenuto il collega Fois poc'anzi. Desidero assicurare il collega Fois che le finalità per cui questo emendamento è stato presentato non sono sicuramente delle finalità che tengono ad invalidare quello che può essere l'importanza dell'ufficio istituito presso Bruxelles. Le finalità le ha illustrate lei e sono quelle stesse di cui in Commissione spesso discutiamo. L'emendamento è stato presentato quanto per sapere a che punto lo sportello della Regione sarda a Bruxelles, infatti si passa da 200 milioni a un miliardo. Vorremmo sapere con questo emendamento se c'è la necessità di spendere questo miliardo in quanto si sono già attivate le procedure per renderlo operativo oppure se è una previsione di spesa che è solo maturata ma che deve essere considerata per il 1998. Sulla importanza che lo stesso sportello di Bruxelles possa avere per le ricadute in Sardegna mi pare che non valga la pena aggiungere niente a quanto già detto dal collega Fois, per cui vorrei essere documentato dal Presidente della Giunta, il quale so essere al corrente di questa problematica, sul fatto dipendente appunto dall' emendamento stesso, cioè sullo stato dell'arte di previsione della spesa per il 1998 sul funzionamento dello sportello di Bruxelles. Il Presidente della Giunta è distratto per cui penso che la domanda l'ho rivolta essenzialmente a me stesso. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Il collega Floris mi ha un po' rubato l'argomento, comunque l'onorevole Fois mi ha chiamato ugualmente in causa, a prescindere dal riferimento preciso all'emendamento. Onorevole Fois, io credo che dobbiamo sfoltire un po' il bilancio della Regione autonoma della Sardegna; è infarcito di somme stanziate per consorzi, per convegni, per studi, per ricerche, stanziamo centinaia di miliardi per queste cose, ma per l'occupazione stanziamo ben poco, se non per i lavori socialmente utili. Lo stiamo ripetendo fino alla nausea che noi dobbiamo promuovere, dobbiamo stimolare le iniziative produttive che creino produzione, creino ricchezza e creino occupazione. Per quanto riguarda il riferimento alla soddisfazione dei bisogni primari io sono convinto che se noi chiamassimo in causa un disoccupato mi capirebbe forse un po' meglio, perché prima di tutto bisogna soddisfare le esigenze, i bisogni della sopravvivenza, poi si ricorre ad altro. Per quanto riguarda Bruxelles credo che abbia già dato una risposta, una spiegazione il collega Floris; comunque noi non siamo contro Bruxelles, ma non siamo neanche per le soluzioni miracolistiche, perché spesse volte si parla di miliardi, centinaia, migliaia di miliardi, ma non arrivano mai. Accontentiamoci prima di tutto di sfruttare i miliardi disponibili nel nostro bilancio e di far conto soprattutto sui miliardi disponibili nel nostro bilancio e di far conto soprattutto sui miliardi disponibili del nostro bilancio. Non è che dobbiamo trascurare l'altro, ma per soddisfare i bisogni più urgenti io credo che dobbiamo prima di tutto utilizzare le nostre risorse.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, con questi emendamenti il Gruppo di Forza Italia ha voluto portare all'attenzione dell'Aula un problema che per la verità oramai si trascina da anni e che ha caratterizzato in maniera particolare il corso di questa legislatura. E cioè, questa Regione sicuramente, e questa amministrazione regionale, si è caratterizzata non tanto per aver contribuito ad aumentare posti di lavoro o a eliminare la piaga della disoccupazione, ma sicuramente un pregio l'ha avuto, ed è quello di alimentare gli studi, i convegni, le ricerche e quant'altro che, se da un lato, sicuramente, nessuno mette in dubbio l'utilità, molte volte fine a sé stessa, altre volte anche utile per la collettività, se nessuno mette in dubbio quindi che sono anche necessari i convegni, le ricerche, gli studi, i seminari, le conferenze, e quant'altro, però avremmo voluto che questa Regione, in periodi di magra, di ristrettezze di bilancio, si fosse posta il problema serio di riportare a raziocinio e, mi consentite, alla ragione proprio il sistema e soprattutto incidere attraverso una sensibile diminuzione delle risorse che annualmente vengono impegnate. Perché a noi fa specie sapere che in questo bilancio che, ripetiamo, a noi non piace in alcun modo, vi sia stato un taglio di 172 miliardi per investimenti nel settore delle attività produttive, quindi 172 miliardi in meno nei settori delle politiche attive del lavoro, e invece si continui ad alimentare, diciamo così, i capitoli che invece riguardano questo settore. Settore che, io mi sono preoccupato di fare una disamina anche della qualità dei convegni e della conferenza e soprattutto dei soggetti che vi partecipano. Ebbene, non solo possiamo parlare a voce alta di una convegnopoli vera e propria, ma di una convegnopoli di regime, cari colleghi, perché i soldi pubblici non vengono destinati per l'organizzazione di conferenze e di convegni in cui sia prevista anche la partecipazione delle opposizioni, delle minoranze, delle voci dissenzienti, non dico solo all'interno di questo Consiglio, ma anche della società civile. No, se, cari colleghi, avete la pazienza di esaminare anche nel corso del 1997 la finalizzazione delle risorse vi accorgerete che sono sempre convegni, conferenze, pagati non con i soldi personali di qualche Assessore con il ricorso ai propri denari, ma con il ricorso ai soldi pubblici e, guarda caso, vi è sempre l'Assessore, vi è sempre il Presidente della Giunta, vi sono i leader, gli esponenti dei partiti del centrosinistra che compongono l'attuale schema di governo nella Regione. E questo vi pare che sia serio, signori? E voi pensate che una opposizione seria come quella di Forza Italia possa soltanto tollerare ancora il perpetuarsi di queste pratiche che noi non esitiamo e definire clientelari?
E, allora, non vogliamo che anche nel corso del 1998 qualche assessore pensi di farsi la campagna elettorale con i miliardi previsti allo scopo. Ed ecco perché con questi emendamenti... d'altra parte lo stesso Presidente Palomba aveva dichiarato pubblicamente in una trasmissione televisiva, lo ricordo bene perché vi ero io in quella occasione come sua controparte, ebbe tranquillamente a dire: in questo bilancio noi inizieremo dalle spese superflue, annoverando tra le altre quelle proprio relative agli studi, ai progetti, alle ricerche, alle collaborazioni, che già sono molte nelle pieghe di questo bilancio e assorbono veramente ingenti risorse. E approfitto anche della presenza dell'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione, per sapere a che punto è quello studio, sul quale aveva tanto insistito il suo predecessore, onorevole Ballero, quello studio proprio per la riforma della Regione. Io, ricorderete, insieme ai miei colleghi, siamo stati tutti critici rispetto a questa iniziativa, però io devo dare atto all'assessore Ballero di una cosa, che il progetto nasceva veramente in grande buona fede e anche con particolare attenzione per le finalità che si proponeva. Ne ha dato dimostrazione, che al momento in cui ha cessato il mandato in quell'Assessorato, per lo meno ci ha fatto vedere la raccolta di quello che nel frattempo era stato prodotto. Poi non ne sappiamo più, assessore Loddo, di quegli studi, non ne sappiamo più, siccome vi erano consistenti risorse, anche lì vi era qualche miliardo, lira più lira meno, allora vorremmo sapere assessore Loddo se è lei che si sta disinteressando, che non condivide la filosofia dell'assessore Ballero, oppure se sono questi ricercatori, questi esperti che stanno ancora dormendo sui sacri testi. Su questo, Assessore, la prego di fornire almeno a chi le parla e a questo Gruppo delle informazioni precise ed esaurienti. Un'ultima osservazione per quanto attiene l'Ufficio di Bruxelles. Io stesso sono stato, quando partecipavo ai lavori della seconda Commissione, modestamente uno dei protagonisti di quella stagione che in un confronto ampio ma unanime ci portò all'approvazione di quella legge che prevedeva l'istituzione che grandi aspettative aveva suscitato in tutti noi, ma qui non è in discussione neanche l'entità della somma, è in discussione un altro problema, non che cosa ci sta a fare questo ufficio, perché cosa ci sta a fare o che cosa dovrebbe fare lo dice chiaramente la legge, ma che cosa questa Giunta regionale fa per farlo funzionare, che cosa si sta facendo per creare le premesse per una reale rappresentanza della Sardegna a Bruxelles e non soltanto la parvenza di una rappresentanza mediata attraverso questo o quell'altro ente strumentale o economico o associazione, come accade anche per altre Regioni. Questo è troppo poco, è troppo poco per una Regione ad autonomia speciale, è troppo poco per una Sardegna che guarda anche all'Europa con una attenzione tutta particolare, se mi consentite, tutta privilegiata, e allora se risorse devono essere impegnate e impiegate, vede Presidente, non vorremmo che siano soltanto per creare e consentire le condizioni a qualche funzionario regionale o a qualche esterno ma non sono in discussione logicamente né i collaboratori né i funzionari della Regione, ma non vorremmo che queste risorse si riducessero soltanto al mantenimento della cultura e del personale e quindi creare un altro carrozzone, se mi consentite, fine a se stesso, senza invece quel ruolo, quelle finalità e quella funzione che l'intera Commissione consiliare ha voluto attribuire all'ufficio, io lo chiamo di rappresentanza, a Bruxelles. Anche su questo chiedo al Presidente della Giunta regionale di fornire cortesemente qualche indicazione perché finora c'è stata anche una grande difficoltà, per lo meno anche di interlocuzione, perché vorremmo che fosse anche l'ufficio di rappresentanza non solo dell'amministrazione ma dell'intera collettività dei sardi.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
LODDO (Gruppo Misto), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il collega Scano ha già risposto prima ad alcuni dei quesiti che sono stati poi ulteriormente formulati, ci ritorno quindi rapidamente per rispondere sia al quesito posto dal collega Floris che a quanto chiedeva il collega Pittalis. Per quanto riguarda innanzitutto l'ufficio di Bruxelles subito dopo il mio insediamento in Assessorato, il Presidente della Giunta mi ha investito del problema e abbiamo immediatamente preso atto del problema, abbiamo cercato di avviarlo a soluzione; il primo problema che si poneva era quello di quantificare le somme perché si riteneva che al personale che andava all'ufficio di Bruxelles dovesse spettare un trattamento economico da equiparare alle rappresentanze consolari italiane all'estero in una percentuale che abbiamo individuato in circa l'80 per cento. Una volta quantificata la somma si trattava e si tratta di attivare delle procedure di selezione che, e qui do conforto a quanto diceva il collega Pittalis, di attivare delle procedure di selezione che fossero le più trasparenti e le più rigorose possibili, tanto è vero che nella bozza di delibera che già è stata predisposta e che credo sarà discussa in una delle prossime riunioni di Giunta, già ritengo entro le due prossime settimane, si prevedono una serie di parametri per il reclutamento di questo personale, sia del personale interno, sia delle tre unità esperte esterne in modo particolare abbiamo previsto delle procedure molto rigorose per quanto riguarda la conoscenza delle procedure della legislazione europea, e per quanto riguarda la competenza e le conoscenze linguistiche. Nella bozza di delibera abbiamo già predisposto che siano avviati ad un colloquio, per quanto riguarda appunto la conoscenza delle lingue, presso un istituto di linguistica dell'università di Cagliari, quindi le procedure che abbiamo esaminato, e che abbiamo posto in atto, sono sicuramente, e le riteniamo, procedure rigorose che danno garanzia sul buon funzionamento di questo ufficio e che comunque devono essere in grado di consentire a chi andrà ad operare in questo Ufficio di Bruxelles di essere operativo nel tempo più immediato possibile, perché altrimenti se dovessimo mandare lì del personale che per scarsa conoscenza delle lingue o per la scarsa conoscenza nelle procedere dell'Unione Europea, rischia di dover diventare operativo in un tempo molto lungo. Io credo comunque per quanto riguarda questo aspetto e quindi anche per quanto riguarda la conseguente somma prevista in bilancio, nell'arco dei prossimi due mesi, possiamo chiudere questa procedura e comunque prima dell'estate aprire e avviare l'attività di questo ufficio a Bruxelles. E quindi rispondo con questo implicitamente anche a quanto chiedeva il collega Floris; per quanto riguarda poi ed entro nel merito di altre due questioni rapidamente alle quali aveva già accennato il collega Scano, per quanto riguarda innanzitutto il capitolo 02104 mi si chiedeva a che punto erano i gruppi di lavoro che erano già stati insediati dal collega Ballero che mi ha preceduto alla guida dell'Assessorato degli affari generali, personale e riforma della Regione. A questo proposito devo dire che i gruppi di lavoro sono attualmente ancora a lavoro, e che parte del lavoro che era stato iniziato è già stato prodotto e avviato alla Giunta per le opportune deliberazioni, parte di questo lavoro è già stato approvato dalla Giunta ed è sottoposto attualmente all'esame per quanto di competenza all'esame delle rispettive organizzazioni sindacali, per quanto, ripeto di competenza. Quindi il lavoro sta andando avanti, ci sono già delle bozze e delle proposte di dei disegni di legge già compiute e con una loro architettura formale abbastanza rigorosa, ve ne sono delle altre già avviate dal mio collega all'esame della Giunta che io ho ritenuto provvisoriamente di dover sospendere perché ritengo di doverci dare uno sguardo compiuto, complessivo, prima di portarle poi io stesso alla discussione della Giunta e successivamente alla discussione della competente Commissione consiliare. Comunque devo dire che questi gruppi di lavoro stanno funzionando, stanno andando avanti. La maggior spesa per quanto riguarda il capitolo 02104 è dovuta anche al fatto che abbiamo attivato già da qualche mese, la registrazione della Corte dei Conti mi pare che sia imminente, abbiamo già attivato una serie di procedure col Formez per il cosiddetto progetto Teseo. Si tratta cioè di un progetto che è già in fase di avanzato stato di programmazione, di un progetto che si propone, come dice la stessa sigla, la realizzazione di testi unici, di semplificare e di organizzare la legislazione regionale esistente. Sostanzialmente noi riteniamo che laddove questa proposta di bilancio dovesse andare avanti, riteniamo che già nei prossimi mesi, noi speriamo prima dell'autunno, di poter avere in mano e quindi da proporre nella Commissione competente e quindi al Consiglio alcuni testi unici in particolare quello sul turismo che ci è sembrato ed è sembrato agli esperti quello sul quale si possono mettere più facilmente e più immediatamente le mani, nel senso che la legislazione che riguarda il turismo ci è sembrata la meno complessa rispetto a tutte le altre legislazioni che ci sono invece in capo agli altri Assessorati. Per quanto riguarda infine il capitolo 02159, voglio ancora qui sottolineare il fatto che gran parte delle somme che sono state indicate in bilancio, serviranno oltre che a finanziare manifestazioni culturali, convegni in giro per la Sardegna, serviranno anche a finanziare il progetto di celebrazione del cinquantenario della autonomia. Anche in questo caso è già stato analizzato e studiato dalla Giunta regionale un apposito percorso che speriamo di esitare non appena l'approvazione del bilancio lo riterrà opportuno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirastu. Ne ha facoltà.
PIRASTU (F.I.). Signor Presidente, colleghi consiglieri, solo alcune riflessioni sull'emendamento 72 anche con riferimento al discorso fatto prima dal collega Fois, presidente della seconda Commissione. Il collega Fois è stato sicuramente tra coloro, insieme agli altri colleghi della seconda Commissione nella prima metà della legislatura che ha difeso e portato avanti, come ricordava il collega Pittalis prima, il discorso dell'ufficio di Bruxelles. Però oggi la difesa di questo ufficio, che giustamente fa il collega Fois, è una difesa di un fantasma. Uno dei tanti fantasmi di questa legislatura. Si sono sprecate molte parole su questo ufficio, è stato fatto anche un secondo provvedimento varato dal Consiglio nei mesi scorsi per rendere operativo l'ufficio di Bruxelles, e qui bisognerebbe sottolineare che forse quei problemi se ci fosse stata una riflessione più attenta, si sarebbero potuti affrontare già una volta varato l'ufficio. L'ambasciata sarda in Europa, questa è una definizione che molti hanno dato, io mi ricordo proprio per parlare di fantasmi, dell'ultima audizione che abbiamo avuto con il Presidente della Giunta nella seconda Commissione. Una audizione sollecitata dalla Commissione, Commissione irritata, infastidita in tutte le sue componenti per questo esempio di inattività, inattività gratuita, proprio perché su Bruxelles non ci sono stati conflitti, non ci sono state diverse opinioni tra maggioranza e opposizione ma tutti hanno visto con un occhio di riguardo a questa iniziativa. In occasione dell'ultima audizione mi ricordo che in diversi interventi, tra cui in quello del sottoscritto, si parlava di dare mezzi seri, anche finanziari e non sarebbero stati a quel punto il miliardo o i due miliardi, perché se l'ufficio funziona la Regione sarda potrebbe spendere anche tre, quattro miliardi all'anno, non ci sarebbe niente di scandaloso. Il problema è che l'ufficio non funzionerà, dubito che funzioni nei prossimi mesi, e soprattutto ricordo che oggi l'ufficio non è altro che una targa. C'è stata una penosa inaugurazione di una targa dell'ufficio, perché l'ufficio si appoggia a una sede della SFIRS; non c'è stato altro. Non c'è stato minimamente un coinvolgimento delle realtà imprenditoriali e istituzionali della nostra isola, e quando parlo di realtà istituzionali mi riferisco ai comuni e a tutti quegli enti istituzionali che sicuramente sanno solo dai giornali che esiste questo ufficio di Bruxelles, proprio perché l'ufficio di Bruxelles non esiste. È una invenzione allo stato dei fatti, la Giunta ha tentato in questi tre anni e mezzo di sfruttare questo discorso però oggi io dico che, considerato che il primo anno sono stati stanziati 700 milioni e non sono stati spesi, se non in minima parte forse per organizzare il buffet della inaugurazione della targa, quindi io dico che se l'ufficio di Bruxelles deve diventare una occasione per trasferire una parte dell'apparato burocratico regionale sardo, elefantiaco, organizzare una sede distaccata a Bruxelles è meglio lasciar perdere, è meglio che questo ufficio non inizi a funzionare; perché se deve funzionare basandosi su come è nato e su come è stato partorito, sarebbe veramente una tristezza salvo magari diventare in quest'ultimo anno di legislatura uno specchietto per le allodole con finalità esclusivamente elettorali. Quindi quello che si chiede, che hanno chiesto gli altri colleghi al Presidente è, una volta per tutte, di indicare un programma analitico e chiaro non su quello che dovrebbe fare, ma su quello che deve fare, con una tempistica, questo ufficio e soprattutto queste risposte non devono arrivare in termini generici. Io sto ancora aspettando risposte, io e altri consiglieri, su spese sciagurate direi fatte da questa Giunta per quanto riguarda la promozione. Perché io considero l'ufficio di Bruxelles una realtà importante che rientra in una cosiddetta, anche se in termini generali, promozione e non soltanto tutela della nostra isola, ma promozione dell'immagine Sardegna all'estero. E io mi ricordo che tra le tante vicende scandalose sono ancora in attesa di sapere quel famoso miliardo speso in una settimana dalla Giunta regionale a Nizza, quando c'era un altro assessore del turismo, quando la Sardegna spese un miliardo per promuovere l'immagine turistica della Sardegna a Nizza. Sembrava una barzelletta e invece no, noi siamo riusciti ad andare a Nizza una settimana con i gruppi folcloristici per incrementare le presenze turistiche in Sardegna e abbiamo scelto non la Scandinavia, non i paesi dell'Est ma Nizza, la Costa Azzurra. Dove notoriamente tutti i residenti della Costa Azzurra, tutti i turisti che vanno in Costa Azzurra non vedono l'ora poi di venire in Sardegna proprio perché la Sardegna ce l'hanno di fronte e possono scendere velocemente. Allora se i criteri di spesa e di gestione della spesa devono essere quelli anche per Bruxelles allora è meglio che a Bruxelles si vada con tre, quattro milioni si può pagare il biglietto aereo per far rimuovere quella targa, ci mettiamo una croce "qui ci fu l'ufficio di Bruxelles, inaugurato in tale data, è stato uno scherzo, ne riparleremo nei prossimi anni".
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione degli emendamenti e poi della tabella. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Per chiedere la votazione a scrutinio segreto sull'emendamento 69.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 69.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 62
Votanti 62
Maggioranza 32
Favorevoli 26
Contrari 36
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BIANCAREDDU - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - LA ROSA - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
L'assessore Scano chiede un attimo la parola per precisare una questione riguardante un errore materiale da correggere.
SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La questione riguarda un emendamento già approvato dal Consiglio: è l'emendamento numero 73. Ci siamo resi conto che c'è un errore materiale: a pagina 5, nella copertura finanziaria, la cifra 23 miliardi e 85 milioni va riferita non al '98, come erroneamente figura nell'emendamento, ma al '99. Mentre nel '98 non c'è nulla, c'è zero, perché è già coperto con i residui di stanziamento. E' un puro e semplice errore materiale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Signor Presidente, pur prendendo atto del fatto che gli emendamenti 15, 16 e 17 trattano materia analoga agli emendamenti numeri 70, 71 e 72, presentati da Forza Italia, differiscono sostanzialmente negli importi, quindi riteniamo che debbano essere mantenuti e...
PRESIDENTE. Onorevole Balletto, scusi, sono stati ritirati dal presentatore, che è l'onorevole Masala.
BALLETTO (F.I.). E noi li facciamo propri, se è possibile. Se la Presidenza ci dice questo non è possibile non lo faremo.
PRESIDENTE. E' possibile.
BALLETTO (F.I.). E la motivazione sta proprio nel fatto che, pur prendendo atto e condividendo le osservazioni del collega Masala, differiscono negli importi e quindi per la parte che ci riguarda, ci interessa mantenerli. E a nome del Gruppo di Forza Italia, perché in questo senso mi autorizza il Presidente di Gruppo, chiediamo la votazione a scrutinio segreto per tutti gli emendamenti.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 15.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 54
Votanti 54
Maggioranza 28
Favorevoli 22
Contrari 31
Voti nulli 1
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLETTO - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - LA ROSA - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 16.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 55
Votanti 55
Maggioranza 28
Favorevoli 21
Contrari 34
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BIANCAREDDU - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - LA ROSA - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 17.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 58
Votanti 58
Maggioranza 30
Favorevoli 20
Contrari 38
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BIANCAREDDU - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - LA ROSA - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 70.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 58
Votanti 58
Maggioranza 30
Favorevoli 18
Contrari 40
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BIANCAREDDU - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - LA ROSA - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 71.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 58
Votanti 58
Maggioranza 30
Favorevoli 20
Contrari 38
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BIANCAREDDU - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - LA ROSA - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 72 alla tabella C.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 56
Votanti 55
Astenuti 1
Maggioranza 28
Favorevoli 17
Contrari 38
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BIANCAREDDU - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Si è astenuto il consigliere: DETTORI Bruno.)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 73 alla tabella.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 55
Votanti 55
Maggioranza 28
Favorevoli 20
Contrari 34
Voti nulli 1
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BIANCAREDDU - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - LA ROSA - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - OBINO - PALOMBA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Per esprimere il mio voto contrario alla tabella C, perché le istanze sono state evidenziate con gli emendamenti presentati dai colleghi di Alleanza Nazionale e di Forza Italia e del collega Bonesu, nonostante ci sia stato un dibattito approfondito e si siano messe in evidenza le contraddizioni esistenti all'interno della Giunta tra quanto dichiarato e quanto poi invece perseguito, dicevo queste contraddizioni sono di tutta evidenza. Si proclama, ci si dichiara disposti e disponibili ad andare in una certa direzione, che è quella della bonifica del bialncio da sacche diffusissime di sprechi e di inefficienze, quali sono bel ha illustrato il capogruppo di Forza Italia nel suo precedente intervento, nonostante dicevo che si facciano proclami in questa direzione, all'atto pratico tutto è all'insegna della conservazione e del mantenimento dell'esistente. Ritengo che in questo settore delle consulenze, degli studi, delle ricerche, della partecipazione a convegni, seminari, e via dicendo, si annidi uno dei tarli peggiori della nostra legislatura, che è quello appunto di ricercare disperatamente in ogni circostanza consenso che non sia fondato su atti validi, su atti produttivi veramente rivolti all'interesse dei rappresentati.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Ne approfitto per replicare all'Assessore del personale e chiedergli anche, non so se gli sia mai capitato di recarsi a Bruxelles e visitare l'ufficio...non lo ha fatto. Bene, prima di fare la selezione del personale, Assessore, io la invito a recarsi a Bruxelles e a rendersi conto della situazione della struttura. E se lei non lo sapesse, penso che lei non lo sappia, anzi, l'ufficio di Bruxelles si compone di 3 vani: uno per il Presidente Palomba, uno per il Presidente della SFIRS, Barranu, uno per la sala riunioni. Nella stanza del Presidente della SFIRS, Barranu, vi è anche una graziosa e gentile segretaria, di origine belga, mi dicono, che occupa quella stanza e sicuramente...
MANCHINU (F.D.S.Progr. Sard.). Non è graziosa!
PITTALIS (F.I.). Non è graziosa? Allora sono fonti sbagliate, me ne scuso.
PRESIDENTE. De gustibus non est disputandum!
PITTALIS (F.I.). Esatto. E' chiaro, l'onorevole Manchinu ha ragione, però: noi siamo abituati a vedere nella nostra aula le nostre colleghe del gentil sesso che giustamente meritano ogni apprezzamento, quindi il confronto non regge con... ha ragione l'onorevole Manchinu.
Però, torniamo alla questione seria. Io mi chiedo Assessore, e chiedo a lei soprattutto, l'assunzione a tempo determinato attraverso il convenzionamento di personale esterno e la destinazione di personale della Regione, non ho ben capito quante unità, tre, quattro o cinque, ma si è posto il problema dove verranno sistemate? Perché se ci va il personale sicuramente dovrà dotarsi di altra struttura perché in quelle condizioni penso che dovranno sistemare le scrivanie sul marciapiede di quella bellissima via dove...
MONTIS (R.C.-Progr.). L'ufficio si compone di tre stanze e cucina.
PITTALIS (F.I.). Ah, tre stanze e anche la cucina? E' un particolare che ignoravo, onorevole Montis. Però la questione è seria, Assessore. Stiamo attenti, non imbarchiamoci in selezioni inutili, in chissà quali iniziative, se prima non risolviamo anche il problema della struttura. E io insisto su questo ufficio a Bruxelles perché non sia soltanto quello che è stato detto prima dai colleghi e che le risparmio per ragioni di economia di tempo, ma che sia un vero e proprio ufficio di rappresentanza e sia soprattutto utile all'amministrazione regionale, ai funzionari, a questo Consiglio e a tutte le forze sociali, imprenditoriali e sindacali della nostra Isola. Altrimenti mettiamoci veramente un cartello con su scritto "chiuso" che sarebbe sicuramente migliore come soluzione rispetto al altre solo foriere di sprechi di ingenti risorse. Se l'Assessore fosse disponibile, io ho chiesto all'Assessore...
PRESIDENTE. L'Assessore ha già parlato per replicare agli emendamenti prima.
PITTALIS (F.I.). Io ho posto un problema.
PRESIDENTE. Non lo possiamo risolvere questo in questo momento comunque. Siamo in sede di votazione, onorevole Fois se vuole fare una dichiarazione di voto bene, per altro motivo non può parlare.
FOIS PAOLO (Progr. Fed.). Sì, una dichiarazione di voto per la tabella C, io voterò a favore in quanto almeno per quanto riguarda questo aspetto, avendo potuto vedere due volte la sede dell'ufficio di Bruxelles che per il momento è in coabitazione con quello della SFIRS, questo ufficio sia per gli spazi, che non sono certo faraonici, ma consentono di ospitare tre o quattro unità di personale, sia per l'ubicazione, faccio notare che l'ufficio è nello stesso edificio dove è collocato l'ufficio della Regione Baleari e molto vicino a quello della Regione Corsica, il che consente di sviluppare dei contatti fra le tre regioni legate dall'accordo IMEDOC, allora per queste ragioni ritengo che dal punto di vista della sede, per il momento l'ufficio non abbia problemi nel funzionamento, vuol dire che quando arriverà il presidente Palomba insieme con il presidente Barranu faranno una passeggiata per prendere il caffè perché non c'è molto spazio, ma questo è indice del fatto che si è voluto iniziare senza grandi spese, senza sprecare danaro ma valutare l'eventualità di uno spostamento in altra sede quando l'ufficio si sarà consolidato.
PRESIDENTE. Metto in votazione la tabella C. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della tabella D.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Alla tabella D sono stati presentati gli emendamenti numero 8, 10 e 102. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare gli emendamenti numero 8 e 10.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Molto brevemente per dire, in relazione all'emendamento numero 8, che si tratta degli oneri derivanti dai diritti di Commissione al CREDIOP 30 milioni per anno per dieci anni in riferimento all'emissione BOR sul mercato interno. La cifra chiaramente non è fissata da noi, ma da disposizioni nazionali. Per quanto riguarda l'emendamento numero 10, invece, si tratta di una correzione tecnica relativa ai mutui per il fondo di solidarietà in agricoltura. La rata annua è complessiva naturalmente della quota capitale, della quota interessi, mantenendo immutato l'onere complessivo, stiamo ripartendo meglio tra la quota interessi che risulta come vedete incrementata e la quota capitale che risulta invece specularmente diminuita.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Secci per illustrare l'emendamento numero 102.
SECCI (Popolari). Presidente, l'emendamento numero 102 nasce da una istanza diffusa in Consiglio regionale e che è stato deciso comunemente da molti consiglieri, facenti parte della Commissione, di presentarlo come Commissione bilancio. L'intento era e rimane quello di trovare il consenso unanime su questo emendamento e riguarda come contenuto il ripristino di una somma che è sembrata, a molti consiglieri nell'esame della finanziaria, cassata in modo improprio, per l'esattezza si tratta di un contributo al consorzio delle piccole e medie imprese, al Consorzio 21, per i servizi reali alle imprese. La norma questo diceva e con questa intestazione la norma è stata bocciata dal Consiglio regionale, quindi non sarebbe riproponibile ovviamente negli stessi termini e non si ripropone negli stessi termini. In questo caso si ripropone, con l'impegno a destinare le risorse a questo scopo, un incremento del contributo al Consorzio delle piccole e medie imprese con l'impegno dell'Assessore, naturalmente, che la destinazione sia verso quella direzione. Però devo precisare che una parte consistente della Commissione, non ha sottoscritto questo emendamento e soltanto la sottoscrizione da parte di tutta la Commissione di questo emendamento ne consente la tenuta in vita. Per cui invito i colleghi della Commissione che non hanno sottoscritto ad ora, a dichiarare se sono disponibili a sottoscriverlo, se i colleghi non si dichiarassero disponibili, l'emendamento si intende ritirato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Io intendo intervenire su tutti e tre gli emendamenti e per quanto riguarda l'emendamento numero 8 certamente non mi soffermo sull'entità dello stanziamento perché intanto è una cifra modesta e quindi se mal non ricordo i BOR che sono stati collocati o per lo meno di cui è stata deliberata l'immissione nel corso del 1997 era di circa 1000 miliardi e pertanto 30 milioni rappresenta una cifra così modesta che non ha neanche motivo di stare a discuterne o a parlarne anche nella considerazione che sono spese comunque da sostenere e certamente non se ne può fare una questione di vita o di morte. Però mi dà lo spunto di fare alcune considerazioni, cioè capire e sapere esattamente i BOR che sono stati emessi nello scorso anno mentre sulla stampa è apparsa o apparve a suo tempo l'indicazione che con questi mille miliardi si dava corso immediatamente ad un progetto e quindi ad un processo di investimenti in infrastrutture, l'Assessore di allora, il professor Sassu, così si pronunciò e così dichiarò alla stampa. Ecco vorremmo sapere se questo corrisponde a verità o se fosse niente di più che propaganda; e, se fosse invece ancora vero, chiedere se questi mille miliardi possono essere utilizzati per quel piano generale sulla occupazione che poi costituisce l'oggetto dell'accordo e dell'allargamento della maggioranza al partito della Rifondazione comunista. Sarebbe importante fare il punto qui in aula e non, così come talvolta può avvenire, nei corridoi o anche nelle sedi appropriate che sono le commissioni che però hanno una risonanza alquanto limitata e non diffusa, perché qui sono atti ufficiali, sapere esattamente che fine hanno fatto quei mille miliardi dei BOR. Un'altra cosa volevo chiedere all'Assessore, se sempre con riferimento a questa emissione non ritiene che lo stanziamento sia inadeguato nella considerazione che anche per quest'anno l'articolo uno della nostra finanziaria al sesto comma dice che in alternativa ai mutui è anche possibile ricorrere alla emissione di prestiti obbligazionari, cosa che ritengo che sia perseguibile e fattibile. Allora a livello di contributo vorrei chiedere se non sarebbe il caso di verificare, laddove lo stanziamento non fosse sufficiente per coprire gli oneri di emissione anche per il 1998, se non sia il caso di integrarlo. Per quanto riguarda invece l'emendamento numero 10 vedo che la copertura della quota in aumento per il fondo di solidarietà, che mi trova personalmente consenziente, vedo che la copertura si ottiene attraverso una corrispondente diminuzione per gli anni 98 e 99 del capitolo di spesa 03120 che riguarda gli oneri sui mutui. Però a questo proposito mi sembra di ricordare che a questo capitolo in sede di Commissione si è attinto notevolmente per dare copertura ad ulteriori stanziamenti di spesa; e ad una mia precisa domanda l'Assessore rispose sostenendo che la previsione originaria era errata in eccesso perché nel frattempo erano intervenute riduzioni nei tassi passivi relativi a queste operazioni per cui in presenza di uno stanziamento eccessivo si poteva ridurre la voce di spesa e quindi finanziare i nuovi stanziamenti. Ragionamento correttissimo, verosimile e condiviso. Però a una domanda che io ricordo di aver fatto per una operazione analoga di stanziamento l'Assessore mi disse che la voce ormai si era prosciugata per cui non era possibile attingere ulteriormente, se mal non ricordo. Adesso però vedo che da allora ad oggi su questo capitolo si interviene ulteriormente con una diminuzione di circa tre miliardi, che non è poca cosa, e non è poca cosa soprattutto se si fa riferimento alle affermazioni secondo le quali ormai lo stanziamento in questo capitolo era stato rideterminato in misura congrua e corrispondente agli impegni che si presumeva di dover assumere nel corso del 98. Se la previsione può essere ancora corretta per il 1999, considerato che il trend dei tassi, quindi del costo del denaro, è in discesa, e quindi è verosimile che per il 1999 ci possa essere un recupero su questo capitolo, proprio in considerazione degli andamenti, mi sembra più difficile poterlo ipotizzare per il 1998, anche in considerazione del brevissimo lasso di tempo intercorso tra la discussione avvenuta in Commissione e quanto oggi non è sottoposto alla nostra attenzione. Per quanto riguarda l'emendamento numero 102 io dico, non perché ovviamente si sia contrari ad intervenire a sostegno delle imprese, per carità di dio, è stata la nostra battaglia dall'inizio di questa finanziaria, battaglia qualificata perché non è che si debba intervenire a occhi chiusi a sostenere la piccola e la media impresa, così perché ha bisogno di sostegno, si deve sostenere il settore nella generalità con investimenti in infrastrutture, creando le condizioni affinché le imprese possano agire in condizioni di parità fra di esse e in condizioni di competitività nei confronti delle imprese del continente e delle imprese estere. Quindi lontano da noi l'idea di voler danneggiare il settore, ci mancherebbe altro, però non volgiamo fare assistenza fine a se stessa, vogliamo vedere le cose in maniera chiara, vi è un deliberato da parte di questa assemblea recentissimo che non può essere, a nostro modo di vedere, in nessuna misura disatteso, riteniamo così come la Giunta ha avuto modo di affermare in un dibattito e vi è anche un emendamento, se non ricordo male, il 163, approvato in chiusura dei lavori in cui la Giunta nella rimodulazione della legge finanziaria, che dovrà avvenire a brevissima scadenza attraverso il processo di assestamento, questo argomento sia meritevole di approfondimento e di intervento consistente per risolvere o dare risposta al problema che Forza Italia con forza, determinazione e fermezza ha sollevato e ha posto. Riteniamo che questa non sia la sede ma che si possa e si debba rimandare in un progetto più approfondito, più ampio e meglio meditato l'intero problema. Rimandarlo come dicevo all'assestamento che ormai è alle porte perché, per quanto si afferma e quanto si dice, tra un mese o poco più, due mesi forse il problema sarà affrontato e, a detta della Giunta, definitivamente risolto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Signor Presidente intervengo relativamente all'emendamento numero 10, il quale porta in aumento 03121, quota interessi mutui fondo solidarietà, per il 98 due miliardi 893 milioni, per il 99 cinque miliardi e 625 milioni.; in diminuzione oneri contrazione mutui solidarietà per il 98 due miliardi e 893 milioni, 1999 cinque miliardi e 625 milioni. Intervengo non tanto per la sostanza dell'emendamento quanto per questo ballo delle cifre che, in sede di presentazione del testo del disegno di legge, si riportava le seguenti cifre. 1998, due miliardi e 893; 1999 sei miliardi e 500 milioni. Con emendamenti in Commissione è stato ridotto, è stato cancellato il 98, è stato ridotto il 99 a 380 mila(?). adesso con questo emendamento si ripristina praticamente la situazione iniziale, cioè il testo del disegno di legge, esattamente quel testo. Permettetemi di nutrire qualche perplessità. Si indicano nel disegno di legge delle cifre, si cancellano attraverso un emendamento in Commissione, si riportano attraverso un emendamento in Consiglio. Sono le stesse cifre esatte, badate, non c'è nessuna differenza. Perché esisteva nel disegno di legge '98, 2893, con un emendamento in Commissione è stato cancellato; adesso si riprende esattamente. Per il '99 esistevano 6 miliardi e 5 milioni; con un emendamento si portato i 6 miliardi e 5 milioni a 380 milioni. Adesso si incrementano di 5625 che, sommato a 380, dà esattamente 6005. Con quale criterio vengono fatte le previsioni non lo capisco più. Se si ha in continuazione bisogno di riprendere, correggere e ricorreggere, abbiate pazienza, io credo che non sia una cosa ben fatta. Per quanto riguarda il 102, potremmo anche condividere l'intenzione dei firmatari l'emendamento, però noi abbiamo, questi giorni scorsi, non vi so dire esattamente il giorno, come Aula, bocciato l'articolo 23 bis che contiene esattamente lo stesso ammontare per lo stesso oggetto, perché nell'articolo 23 bis risulta l'autorizzazione ad erogare, per l'anno '98, un contributo di lire 3 miliardi a favore del consorzio 21 per la prestazione di servizi reali alle imprese, capitolo 03069. Con l'emendamento presentato numero 102 si riprende il contributo al capitolo 03069, io ritengo che non sia opportuno che si riprenda oggi un articolo bocciato dall'Aula quattro o cinque giorni fa, ritengo proprio una cosa improponibile.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Intervengo intanto per una questione di metodo: volevo capire se non funziona la struttura, e allora bisogna dirlo e non penso, conoscendo anche lo spessore dei funzionari, oppure se c'è qualcosa che non va anche nell'assessore Scano. Perché il disegno di legge, al capitolo 03121, quote interessi delle rate di ammortamento e interessi di preammortamento di mutui contratti per l'aumento delle disponibilità del fondo di solidarietà regionale in favore delle aziende cooperative agricole colpite da calamità naturali, contiene una previsione di 2 mila 893 milioni per il '98, 6 mila e 5 milioni per il '99, 8 mila e 881 milioni per il 2000. In Commissione, come rilevava il collega Casu, queste somme vengono addirittura portate a zero per il '98, a 380 milioni per il '99, e si lascia inalterata la previsione per l'anno 2000. Con un emendamento della Giunta regionale, invece, viene ripristinata la previsione di spesa per il '98 e subisce ulteriore modificazione quella per il '99, stimata in 5 mila 625 milioni. Allora, Assessore, al di là di quelle che possono essere anche le valutazioni sopravvenute, o che potevano preesistere al momento in cui è stato presentato il disegno di legge, però mi consenta di rilevare una sorta di, ma lo riferisco alle cifre e non alle persone, una sorta di schizofrenia difficilmente comprensibile. Allora anche su questo, Assessore, nella sua consueta chiarezza, anche espositiva, la invito a dare conto del perché. In relazione all'emendamento numero 102, per la verità, il Gruppo di Forza Italia ha sempre sostenuto le piccole e medie imprese e, soprattutto, ha sempre sostenuto la necessità di venire incontro alle esigenze che le stesse hanno prospettato anche attraverso l'intervento previsto per i così detti servizi reali alle aziende. Però qui la maggioranza non può, da un lato, concorrere quanto meno a bocciare in finanziaria una norma che prevedeva il contributo, cioè la proroga per il '98, e dall'altro per salvare la faccia introdurre surrettiziamente, con questo emendamento, i 3 miliardi. Noi siamo favorevoli, non perché siano 3 i miliardi, ma perché siano 10 possibilmente o 20, cioè in relazione alle esigenze effettive, per soddisfare ogni richiesta. Però il problema è che se, signor Presidente del Consiglio, soprattutto qui mi rivolgo a lei, se noi consentiamo che si bocci una norma della finanziaria e che poi si rintroduca ciò che è stato bocciato attraverso un emendamento, quale il 102, mi pare che qui sovvertiamo veramente ogni regola e ogni principio e, conoscendola, Presidente, io sono sicuro che lei correttamente saprà interpretare il senso di questo mio breve intervento al riguardo.
Sul Regolamento
PRESIDENTE. Io ho dato lettura dell'emendamento; praticamente ne sono venuto a conoscenza durante la lettura perché è stato presentato mentre ero intento a seguire i lavori dell'Aula. Mi sono reso conto che poteva cadere sotto le prescrizioni dell'articolo 88, e ho letto l'articolo 88 che ho davanti a me, ma ho atteso ad affrontare l'argomento anche perché l'onorevole Secci aveva già in precedenza dichiarato che, laddove gli altri commensali non l'avrebbero firmato, sarebbe stato ritirato e quindi, in termini pratici, la conseguenza sarebbe stata la stessa e ho atteso per questo, non per negligenza nel valutare il possibile riferimento all'articolo 88.
Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.
SECCI (Popolari), relatore. Per chiarire un equivoco, forse derivato dalla mia relazione introduttiva. L'emendamento numero 102, così come proposto, è formalmente ineccepibile, perché tratta esclusivamente l'aumento del capitolo 03069, relativo al contributo al consorzio piccole e medie imprese. All'interno e nell'ambito delle competenze che il consorzio per le piccole e medie imprese ha, ci sono tutta una serie di attività, compresa quella dei servizi reali alle imprese. In questo senso si poteva e si può, se il Consiglio vuole, non forzare la norma, ma aumentare il contributo. Dopo di che starà alla sensibilità del Presidente del consorzio 21 o di chi lì solleciterà le cose, perché la destinazione di queste risorse vada in una direzione oppure in un'altra. Quindi l'emendamento, così come presentato, riguarda sostanzialmente un qualcosa che è legittimo. Però siccome si comprende e rimane il problema politico che ho posto in precedenza, e siccome non c'è l'accordo generale su questo provvedimento, l'emendamento numero 102 confermo che viene ritirato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.
FALCONI (Progr. Fed.). Molto brevemente, signor Presidente, colleghi. Si voleva semplicemente, e io mi sono sforzato in questa direzione, con questo emendamento si voleva recuperare un incidente d'aula, un incidente che, è vero, ha concorso anche la maggioranza a causare. Ed è una cosa seria, perché quando si parla di piccola e media impresa in Sardegna, e di servizi reali alla piccola e media impresa, quando questi servizi reali sono volti alla piccola e media impresa che in fase di decollo attraversa in quel momento le sue maggiori difficoltà, e quando in quel momento è in pericolo proprio la sua esistenza viene aiutata con la legge regionale numero 21 del 1983. Allora, si voleva recuperare questo sbaglio dell'Aula e adesso appare con chiarezza alla luce delle dichiarazioni fatte e del ritiro dell' emendamento che questo sbaglio non si vuole recuperare. E appare con delle giustificazioni che mi lasciano allibito e che mi spingono a intervenire, adducendo delle questioni formali che ci impediscono di votare questo emendamento. Io non credo che le 158 imprese che attendono il finanziamento dalla 21 e che sono con le istruttorie in stand by, già approvate, pronte a essere finanziate, non si accontenteranno in questi mesi di ritardo delle questioni formali poc'anzi addotte. Io penso che sia un fatto grave che l'Aula non ha voluto recuperare. Si uscirà da questa tornata finanziaria con il ricordo che abbiamo cassato il sostegno alla piccola e media impresa in fase di decollo e che abbiamo comunque finanziato il carnevale di Tempio. Grazie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Telegraficamente per rispondere sull'8 e sul 10. Per quanto riguarda l'emendamento 8 è stato chiesto alla Giunta se sia stato mantenuto l'intento di destinare - consigliere Balletto sto rispondendo a lei, sto rispondendo alla sua domanda - i mille miliardi agli investimenti. Rispondo che la destinazione dei mutui o dei BOR agli investimenti è un obbligo derivante dallo Statuto, come lei sa, naturalmente, lo so bene, non modificabile con legge regionale e dunque i mutui e i mille miliardi in BOR non potevano e non possono che essere destinati a investimenti. Tra l'altro sono solo una quota parte dei 3000 autorizzati nel bilancio 1997.
Per quanto riguarda l'emendamento 10 il capogruppo Pittalis diceva: o c'è qualcosa che non va nella struttura o c'è qualcosa che non va nell'assessore. Nell'assessore sicuramente ci sarà qualcosa che non va, come in ciascuno di noi, ma è difficile che questo qualcosa che non va riguardi il capitolo 03121 e il capitolo 03120. Nessuna schizofrenia, lo dico in modo molto semplice e diretto, qui si tratta proprio di un errore tecnico da correggere, nel senso che l'onere complessivo rimane identico, come è stato osservato dal consigliere Casu, l'onere complessivo, la rata annua complessiva, diciamo, tra quota capitale e quota interessi. L'errore è consistito nel portare via risorse dallo 03121 invece che dallo 03120. Stiamo semplicemente aggiustando un errore che, come è noto, nelle cose umane può accadere sia agli assessori, che ai consiglieri, che alle strutture tecniche.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Bruno Dettori. Ne ha facoltà.
DETTORI BRUNO (Gruppo Misto). Signor Presidente, è possibile sospendere per qualche minuto l'emendamento 102?
PRESIDENTE. L'emendamento 102 è stato ritirato.
DETTORI BRUNO (Gruppo Misto). Io le sto chiedendo se è possibile sospendere questa iniziativa del ritiro.
PRESIDENTE. E' possibile sospendere, il principale presentatore, l'onorevole Secci, l'ha ritirato. Io le sto comunicando che l'onorevole Secci l'ha ritirato, lei mi chiede di sospendere, qualcuno può anche farlo proprio, non è detto che non si possa fare quello che è stato fatto in precedenza, però in termini formali è stato ritirato dall'onorevole Secci, quindi lei mi chiede di sospendere un qualcosa che è stato ritirato. Non ho capito la richiesta, onorevole Dettori. Precisi meglio, per favore.
DETTORI BRUNO (Gruppo Misto). Scusi, signor Presidente, io posso dire di farlo proprio e chiedere contemporaneamente che possa essere sospesa la votazione, solo questo. Però non vorrei che fosse un ragionamento di parte, vorrei che fosse condiviso.
PRESIDENTE. Io ho il dovere, non potendo entrare nel merito del problema e delle questioni, non mi compete e non voglio invadere un campo che non mi compete come Presidente di turno, però le strutture mi hanno fatto notare che l'articolo 88 prevede questo caso di inammissibilità, ma anche in un caso di inammissibilità il comma 2 dice che se il proponente insiste, il Presidente consulta l'Assemblea che decide, senza discussione, per alzata di mano. Quindi, l'articolo 88 ha due commi, nel primo comma prevede la facoltà del Presidente di dichiarare inammissibili ordini del giorno, emendamenti e proposte che siano estranei all'oggetto ovvero siano in contrasto con precedenti deliberazioni del Consiglio adottate sull'argomento nel corso della discussione. E questo cadrebbe in questa fattispecie. Però, il comma 2 dello stesso articolo 88 prevede che, se il proponente insiste, il Presidente consulta l'Assemblea che decide, senza discussione, per alzata di mano. Quindi, se un altro consigliere fa proprio l'emendamento che pure è irricevibile ai sensi del comma 1 dell'articolo 88, è irricevibile ai sensi di questo comma, l'ho letto integralmente, l'interpretazione lasciatemela dare, però se insiste il proponente ai sensi del comma 2 il Presidente può metterlo in votazione senza discussione per alzata di mano e l'Assemblea, nella sua sovranità, decide. La richiesta, sì, la richiesta di mantenerlo, e poi si vota. L'interpretazione corretta è questa e non può essere nessun'altra che questa, abbiate pazienza.
Onorevole Dettori, se ho ben capito, lei fa proprio l'emendamento che l'onorevole Secci ha inteso ritirare?
DETTORI BRUNO (Gruppo Misto). Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE. Non c'è discussione su questo, è previsto che non si discuta. L'ho letto tre volte, non so cosa devo fare. C'è scritto che il Presidente consulta l'Assemblea che decide senza discussione per alzata di mano. C'è scritto così e così devo fare, non è che il Regolamento lo si applichi quando lo vuole qualcuno e quando qualcuno non lo vuole no. Allora, è così, l'Assemblea voti senza discussione, c'è scritto.
SECCI (Popolari). Presidente, è lei che ha detto che se il presentatore conferma il ritiro si va in quella direzione. Vuole chiedere al presentatore la conferma del ritiro, visto che c'è questa proposta?
PRESIDENTE. Francamente questo istituto della conferma del ritiro è una invenzione sua, onorevole Secci. Questa è un'invenzione bella e buona, non esiste la conferma del ritiro; l'emendamento è ritirato, un altro consigliere lo fa proprio e questo è un altro discorso, ma non mi dica che io devo chiedere a chi ritira l'emendamento se conferma il ritiro. Abbia pazienza, onorevole Secci, è una spiegazione francamente non sostenibile sotto nessun profilo. L'onorevole Dettori l'ha fatto proprio e io metto in votazione...
Onorevole Bonesu, se è sull'ordine dei lavori, ma sull'argomento non è prevista discussione.
BONESU (P.S.d'Az.). Sul Regolamento, Presidente. Mi sembra che la sua interpretazione non sia corretta, perché il secondo comma dice "il proponente" e c'è un motivo: che la dichiarazione di inammissibilità deve avvenire all'atto della presentazione, quindi se viene dichiarato inammissibile all'atto della presentazione, è il proponente che può chiedere il giudizio dell'Aula, non può se è inammissibile ritirarlo, quindi non può essere altra persona a chiedere il giudizio dell'Aula sull'ammissibilità, è solo il proponente.
PRESIDENTE. Onorevole Bonesu, lei è bravissimo in questa interpretazione, ma questa volta mi sento di dissentire dalla sua interpretazione, nel senso che una volta che l'ha fatto proprio un altro consigliere, il proponente diventa il nuovo consigliere che l'ha fatto proprio. Io stavo interpretando così e non credo che sia sbagliato. Vi chiedo pazienza, senza che si abbandoni l'Aula, 30 secondi, un minuto perché ci consultiamo, essendo un problema abbastanza insolito sul quale è bene fare una consultazione informale. Scusate un minuto, convoco una velocissima, davvero, Conferenza dei Capigruppo su questo problema.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 03, viene ripresa alle ore 19 e 15.)
Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge: "Bilancio per l'anno finanziario 1998 e bilancio pluriennale per gli anni 1998-2000" (383)
PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Chiedo se è possibile di sospendere il voto sulla tabella in questione e procedere oltre per un esame che è in corso sugli argomenti già discussi prima della votazione.
PRESIDENTE. Mi pare che la proposta possa essere accolta. Sospendiamo la votazione della tabella D, si troverà il tempo di dare risposta anche a questo quesito abbastanza complesso e passiamo all'esame della tabella E. Se ne dia lettura.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Alla tabella E sono stati presentati i seguenti emendamenti: 18, 19, 58, 74, 75, 76. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SELIS
PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti numero 18, 19, 58 ha facoltà di parlare il consigliere Masala.
MASALA (A.N.). Gli emendamenti 18, 19, 58 si danno per illustrati.
PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti numero 74, 75, 76 ha facoltà di parlare il consigliere Pittalis.
PITTALIS (F.I.). Presidente, illustro l'emendamento numero 76 lasciando poi ai colleghi Casu e Balletto l'illustrazione degli altri emendamenti. L'emendamento 76 è relativo alla voce spese per fitti di locali, canoni e locazioni finanziarie per l'acquisizione di beni immobili e mobili. E si tratta di un emendamento proposto perché notiamo che, rispetto al disegno di legge, in Commissione è stata operata una riduzione portando da una originaria previsione di 35 miliardi a 33 miliardi e 500 milioni. Volevamo intanto capire anche qui se la riduzione è conseguente ad un monitoraggio, ad un esame attento e compiuto fatto dall'Assessore competente, e se la riduzione è dovuta per effetto anche di riduzione del numero dei contratti, di fitti di locali, quindi una riduzione corrispondente della spesa. E in ogni caso noi segnaliamo che si tratta di una somma fin troppo considerevole, destinare 35 miliardi circa per questa voce se solo si tiene conto dell'entità del patrimonio immobiliare della Regione. Su questo aspetto l'Assessore Cogodi in verità ha assunto un impegno davanti all'aula e comunque vogliamo sentire dagli Assessori e dal Presidente, che sono presenti, se effettivamente è già iniziata una sorta di bonifica di questo mare magnum che investe la spesa per noi allegra della Regione relativamente alla locazione di immobili. Da un lato la Regione acquista immobili, come è capitato recentemente nella città di Sassari, per decine di miliardi e tra l'altro per finalità che ci confermano di rappresentanza della amministrazione regionale, e dall'altro non ci si cura di meglio utilizzare il patrimonio immobiliare di proprietà della Regione e di ricorrere molto spesso alla locazione. Io voglio ricordare soltanto il caso di Nuoro città, dell'ufficio tutela del paesaggio tanto per fare un esempio, o di altri uffici della amministrazione regionale invece dove si spendono decine e decine di milioni se non centinaia di milioni al mese, e dall'altro la presenza anche a Nuoro e nella provincia di immobili regionali che sono o sfitti o comunque hanno una utilizzazione da parte di terzi a costo zero. E sarebbe scandaloso scoprire poi che vi siano anche degli immobili sparsi in tutta la Regione della Sardegna sui quali i privati lucrano, fanno grandi affari per le attività commerciali o di altra natura che vi esercitano, e l'amministrazione regionale con la benda agli occhi fa finta che il problema non esista. Io ho sollevato anche un altro problema, signor Presidente, che è quello relativo agli alloggi degli autisti della Regione. Ho sollevato il problema con riferimento a delle situazioni che sono state segnalate e che se accertate sarebbero veramente uno scandalo nello scandalo più grande che è la entità delle risorse che ancora la Regione destina per gli affitti. Cioè pare che degli autisti, nonostante siano andati in pensione da tanti anni, continuino a usufruire degli alloggi di servizio non per ragioni pertinenti o connaturate all'esercizio del loro lavoro, ma addirittura in alcuni casi avrebbero concesso in subaffitto questi alloggi. Questo anche a danno degli autisti che prestano attualmente servizio, autisti che vengono dalle province di Sassari, Nuoro e Oristano, ma anche dalla provincia di Cagliari e che non risiedono nella città di Cagliari e che devono ricorrere agli alloggi che sono sul mercato con una incidenza considerevole sull'onere della spesa. Anche questo era stato un problema da noi più volte sollevato e che non ha mai avuto una risposta. Noi riteniamo che debba essere la politica a risolvere questi problemi, e intendendo logicamente il modo migliore di fare politica anche dando l'esempio nel buon governo e nella buona amministrazione. Noi riteniamo che il silenzio continuo della amministrazione su questi problemi che noi abbiamo posto debba indurci a presentare una denuncia pubblica quantomeno per il grave danno erariale che la mancata soluzione di questo problema sta causando alle casse della Regione e, quindi, alle tasche di tutti i contribuenti sardi.
PRESIDENTE. Ha facoltà di illustrare l'emendamento 75 il consigliere Balletto.
BALLETTO (F.I.). Signor Presidente, con l'emendamento numero 75 i presentatori si propongono di ridurre le spese per l'acquisto di locali da destinare agli uffici centrali della amministrazione, o da destinarsi all'acquisto di immobili aventi rilevante interesse storico e artistico. Va detto, per capire meglio, che il capitolo 41110/00 prevedeva uno stanziamento per il 97 di 20 miliardi iniziale e finale di 26 miliardi. Ora noi riteniamo che le risorse debbano essere stanziate non tanto per l'acquisto di locali, anche perché ha testé detto il collega Pittalis che il patrimonio regionale immobiliare è cospicuo e rilevante e pertanto potrebbe taluno di essi essere meglio impiegato piuttosto che rimanere improduttivo come avviene; anche perché si è dimostrato nel capitolo di entrata relativo ai proventi di questi immobili che le entrate sono veramente irrisorie se non ridicole. Quindi proponiamo una migliore utilizzazione degli immobili in proprietà adeguandoli alle finalità per le quali invece evidentemente si va a cercare immobili in affitto e poi forse l'altra considerazione, perché il capitolo, oltre all'acquisto di immobili da destinare agli uffici centrali, prevede anche, in alternativa o contemporaneamente, l'acquisto di beni aventi interesse storico e artistico rilevante, per carità, perché se non fosse rilevante non si potrebbero acquistare, diciamo che questo non è il momento in cui devono essere fatti investimenti in questa direzione, proponiamo una riduzione di 5 miliardi per destinarli invece al capitolo 81080. Questo sì che invece, a nostro modo di vedere, presenta aspetti di grandissima e di fortissima utilità, perché il capitolo 81080 riguarda spese per la realizzazione di un programma di completamento di porti turistici. E allora se si dice che il turismo è l'industria del futuro, è il settore nel quale si devono indirizzare gli sforzi perché capaci di risollevare un'economia povera ed asfittica come quella della Regione Sardegna, non si capisce perché il programma e il progetto dei porti turistici venga trascurato con stanziamenti praticamente irrisori. Per ciò che riguarda, appunto, il capitolo 81080, va detto e va ricordato ai colleghi, che per il 1997 lo stanziamento era di 40 miliardi, mentre per il 1999 lo stanziamento è di 20 miliardi. Cioè in quel settore che si assume, che si sostiene, che si afferma che è un settore che deve essere privilegiato e sostenuto, si va invece in direzione completamente contraria. Lo stanziamento, le risorse destinate nel 1997 pari a 40 miliardi, come dicevo poc'anzi, si riducono e vanno a 20 miliardi. Quindi i proclami in una certa direzione, dichiarazione d'intenti in un senso e in una strada quasi obbligata, e invece poi, al lato pratico, tutto il contrario. A meno a che non si venga a dire e si sostenga, a ragione probabilmente, che il progetto relativo alla costruzione o potenziamento dei porti turistici in Sardegna si sia esaurito con i 40 miliardi stanziati nel '97. Potrebbe esser anche così ma io non credo. Non credo proprio perché uno delle grosse carenze che limitano il turismo nautico in Sardegna, che poi è quello che porta denaro, è proprio rappresentato dalla carenza dei porti turistici. Porti turistici che in una certa misura, e forse anche non sufficienti per accogliere in maniera confortevole e adeguata all'utenza, possono esistere nel nord Sardegna, ma tutta la fascia costiera, a partire dall'Ogliastra e quindi dal Golfo di Orosei, per poi arrivare fino ad Alghero, scendendo nella costa sud occidentale e nella costa orientale, sono praticamente sforniti di porticcioli turistici. Basti pensare che il porto di Villasimius, che poi non è un porto turistico, ma ha grossa rilevanza turistica, entrerà in funzione quest'anno, poi per trovare il primo porto dobbiamo andare a porto Columbu, che non è certamente un porto pienamente attivo, perché anche lì manca il carburante, il porticciolo di Cagliari è sottodimensionato e nel porticciolo di Cagliari non vi è neanche l'assistenza del carburante; nel porticciolo di porto Armando, il carburante, la stazione di carburante esiste ma il carburante viene venduto, cosa stranissima, a 300 lire in più per il litro, e questo, presidente Palomba, è un qualcosa di cui si dovrebbe effettuare una verifica attenta, perché non è pensabile e non è possibile che situazioni di monopolio possano essere mantenute, perché una cosa è favorire l'iniziativa privata, un'altra cosa è consentire che esistano situazioni di monopolio. A Villasimius non vi è stazione di carburante, a meno che non sia entrata in funzione a fine estate, e qui il sindaco Sanna, l'onorevole collega Sanna, sindaco di Villasimius, può dirci se finalmente la pompa per l'erogazione del carburante è entrata in funzione, e poi ci piacerebbe che ci dicesse anche con quali prezzi. Nel golfo di Cagliari l'unica stazione di servizio portuale è rappresentata da Porto Armando, a Marina Piccola non vi è nulla, nel porto di Cagliari non vi è nulla perché la stazione di carburante è riservata per il gasolio solamente alla flotta peschereccia, poi a porto Columbu non vi è, quindi il porto Armando esercita in regime di monopolio, l'assistenza alle barche per l' approvvigionamento di carburante. E' mai possibile che, nel 2000, quando si combattono i monopoli e gli oligopoli, esistano ancora situazioni di questo genere. Allora noi abbiamo ritenuto opportuno, e concludo, e poi eviterò di rientrare in discussione sull'argomento perché mi sono dilungato nell'illustrazione, noi proponiamo che 5 miliardi dei 20 stanziati per l'acquisto di immobili sia veramente stralciata e destinata a un settore sicuramente molto più produttivo e significativo per lo sviluppo dell'industria turistica in Sardegna.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Casu per illustrare l'emendamento numero 74.
CASU (F.I.). Io interverrò certamente, con brevità, sull'emendamento numero 74, il quale porta una riduzione di 2 miliardi nel capitolo 04034, e cioè spese di trasporto e di facchinaggio, relative al funzionamento degli uffici e per abbonamenti per l'uso di mezzi pubblici urbani di trasporto da parte di personale dell'amministrazione regionale, e lo porta in aumento dello 03016, voce 7, tabella A: "Provvedimenti per interventi nel territorio nei settori produttivo essenziali." So già che la maggioranza mi dirà che sono spese quasi obbligatorie. Posso anche comprendere in parte questo discorso, però io dico che è giunto il momento in cui noi dobbiamo rifare i conti della Regione e stringere dappertutto, laddove è possibile, perché le spese sono eccessive. Non per niente noi l'abbiamo mandato in aumento della tabella A del capitolo 03016, nella quale tabella, se non venisse impegnato, andrà in economia e quindi comporterà una riduzione dell'indebitamento della Regione. Questo è il punto delicato, il punto che noi non possiamo dimenticare più, che la Regione non può fare altro che contrarre debiti per gli investimenti. Ma i debiti che abbiamo contratto sono già abbastanza elevati, e quelli che dobbiamo contrarre nell'anno 1998, per cui è giunto il momento in cui bisogna fare chiarezza sulla riduzione delle spese. Altra manovra della finanziaria, nelle spese della Regione non è possibile; dobbiamo, in qualsiasi modo, cercare di ridurre le spese correnti, spese che riguardano il funzionamento normale della Regione. Ecco la motivazione che noi diamo a questo emendamento. Certamente l'Assessore mi dirà che le spese non si possono ridurre oltre un certo limite, però è anche vero che l'indebitamento non può andare oltre un certo limite; sta incominciando a comportare, nel nostro bilancio, degli oneri finanziari, pagamento degli interessi e ammortamento dei debiti, di un certo rilievo e non possiamo andare oltre.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (Popolari), relatore. Sull'emendamento numero 18 il parere del relatore è di non accoglierlo, perché la modifica da 300 a 400 milioni su questo capitolo è stata apportata dalla Commissione. Così pure per il 19, il capitolo 04021/01 è stato introdotto in Commissione per l'importo che si vuole invece cancellare. L'emendamento 58 sottopone all'attenzione del Consiglio più che un problema di modifica dello stanziamento un problema politico differente, per cui certamente il contributo per la produttività degli enti locali che si vuole incrementare sarebbe una cosa giusta. Ci sono 8 miliardi nello stanziamento e ci sembrano eccessivi 46 miliardi, ma soprattutto non si è d'accordo sul fatto che si tolgano dal capitolo 09015/01 46 miliardi, che sono l'esatta somma che è stata introdotta in questo capitolo con una variazione apportata dalla Commissione. Gli emendamenti numero 74-75-76 la Commissione non li ha visti, ma riguardano materie che rientrano perfettamente in quel discorso generale che ho fatto nell'introduzione dei lavori stamattina, per cui i tre emendamenti non possono essere accolti.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta non accoglie l'emendamento numero 18. Non credo che sia necessario motivare perché è un discorso che abbiamo già fatto in sede di discussione sulla finanziaria. L'emendamento numero 19, può essere che io sbagli, ma ho l'impressione che dal punto di vista formale si trova nella esatta fattispecie dell'emendamento numero 102, che riguarda il finanziamento di 3 miliardi e mezzo alle province per il personale ex Craai. Il Consiglio si è pronunciato con un voto mi pare sull'articolo 17 bis della finanziaria, comunque, naturalmente io faccio questa osservazione, poi chiaramente la Giunta si rimette alla valutazione del Presidente del Consiglio. Sul 58 il parere è contrario. Sugli emendamenti numero 74, 76 e 75 desidero fare qualche brevissima battuta. L'emendamento numero 74, concernente spese di trasporto e facchinaggio, non prevede una cifra messa così con l'immaginazione; è la quota esattamente corrispondente al contratto in essere, per cui ove venissero sottratte risorse ci troveremmo nella impossibilità di adempiere gli oneri contrattuali. Per quanto riguarda l'emendamento numero 76, sono le spese per fitti e canoni di locali, io ho seguito con molta attenzione l'intervento del Capogruppo Pittalis, però, non lo faccio per ritorsione polemica, a proposito della schizofrenia questa volta potrei fare qualche battuta io, perché tutto il discorso era volto a dire bisogna diminuire la spesa per fitti, solo che l'emendamento propone di aumentarla.
PITTALIS (F.I.). C'è un errore materiale.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. C 'è un errore materiale? Allora bisogna correggere l'errore materiale.
BALLETTO (F.I.). E' già corretto, Assessore.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ah, ecco, mi fa piacere, altrimenti ci sarebbe un contagio della schizofrenia, sarebbe pericoloso, iniziavo a preoccuparmi. E' una battuta, naturalmente. Per quanto riguarda invece il 75, sulla alienazione e l'acquisizione di immobili, io credo che un punto andrà fatto, un punto nel senso di vedere bene, l'ha preannunciato in aula rispondendo prima nel question time e poi nella discussione sulla finanziaria l'Assessore degli enti locali, lo confermo io a nome della Giunta, dovremo fare un punto prima di capire bene come è la situazione sia dal lato dell'acquisizione, sia dal lato dell'alienazione, ma per l'alienazione esiste un programma che ha un passaggio consiliare, deve essere approvato dal Consiglio, come sappiamo, per la legge 35 del 95, mi pare, quindi è una situazione molto chiara. Ma anche per quanto riguarda l'acquisizione credo che ci sia un programma di acquisizione e la Giunta dovrà fare il punto. Prima di fare questo non mi sembrerebbe giusto procedere a operare dei prelievi da quel capitolo, ma confermo le dichiarazioni fatte a questo punto dall'assessore Cogodi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'emendamento numero 19 il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Sull'emendamento numero 19, per sostenere l'inammissibilità dell'emendamento, così come ha fatto presente l'onorevole assessore Scano, in quanto lo stanziamento sul capitolo 04021/01 è stato oggetto di approvazione durante legge finanziaria con l'articolo 17 bis. Quindi, trattandosi di uno stanziamento che deriva da una norma di legge appena approvata, non è possibile con la legge di bilancio, modificare aggiungendo, sopprimendo o riducendo uno stanziamento che è stato oggetto di precedente disposizione attraverso una legge. Quindi, sotto questo aspetto concordo perfettamente con quanto ha affermato l'Assessore ritenendolo proprio inammissibile.
PRESIDENTE. Sull'emendamento numero 58 ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). L'emendamento numero 58 porta in aumento del capitolo 04018/06, che riguarda contributi per l'incentivazione della produttività, la qualificazione del personale degli enti locali della Sardegna, mentre porta una diminuzione al capitolo 09016/01, che riguarda contributo annuo all'Ente minerario sardo, quote per gli investimenti. In verità questo capitolo conteneva originariamente solo 14 miliardi e 600 milioni. E' stato portato in sede di Commissione a 51 miliardi e 600 milioni. Il discorso qui diventa un tantino complesso perché evidentemente si intende in qualche modo riconsiderare questa spesa per l'EMSA, questo ente che già troppe spese ha comportato per la Regione e che forse poteva andar bene quella indicata nel bilancio originariamente, 14 miliardi e 600 milioni, si sono aggiunti 37 miliardi, evidentemente è l'impostazione che viene data ancora una volta allo sviluppo della Regione attraverso l'industria, una industria che ci ha procurato parecchie perdite, vi risparmio le cifre, ve le porterò in altra sede, quanto abbiamo speso per il 1997 per l'EMSA, sono decine e decine di miliardi spesi nel 1997. Noi continuiamo a spendere in questo settore, nessuno vi sta dicendo di cancellare i posti di lavoro, questo non ve lo abbiamo mai detto, che si devono cancellare i posti di lavoro perché i posti di lavoro bisogna tenerli, però vi abbiamo detto e vi diciamo ancora una volta che non si può incrementare in modo così massiccio la quantità di risorse destinate all'EMSA. Un giorno mi prenderò la briga di fare i calcoli, con le spese che noi sosteniamo per l'EMSA, tutti gli anni anziché tenere in vita i mille dipendenti o circa che noi oggi teniamo, con questi fondi noi potremmo pagare lo stipendio a diverse migliaia di dipendenti, evidentemente c'è uno spreco di risorse. Io non dico che tutte le imprese del gruppo EMSA debbano essere cancellate, per carità, si deve procedere con equilibrio, ma che ci siano molte imprese, molte società che debbano essere cancellate, io credo che non ci siano dubbi. L'anno scorso quando ci avete presentato il lavoro fatto dalla Giunta, l'elenco delle società EMSA con la situazione patrimoniale finanziaria ed economica, io ho avuto modo di rilevare che per qualche società c'erano 300 milioni di ricavi e c'erano 3 miliardi di costi. Io credo che non sia corretto continuare a procedere in questo modo, ecco allora la riduzione dello stanziamento dell'EMSA credo che abbia un senso logico. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Intervengo, Presidente, sull'emendamento numero 58. Ritengo che l'iniziativa dei proponenti del Gruppo di Alleanza Nazionale, in questo caso colga veramente nel segno, perché propone di aumentare il fondo per il funzionamento degli enti locali, per la riqualificazione, soprattutto dei servizi e prevedendo la diminuzione corrispondentemente della voce per quanto ora ricordava il collega Desiderio Casu, dell'Ente Minerario Sardo. Ora io non so se questa amministrazione abbia piena contezza della situazione in cui si trovano gli enti locali, e soprattutto la qualità dei servizi che gli enti locali oggi sono in grado di assicurare ai cittadini. Per la verità, nonostante ogni sforzo da parte dei sindaci e delle amministrazioni comunali, penso non solo alle grandi città, ai capoluoghi, alle città di certa importanza, ma anche ai piccolissimi comuni, uno dei tanti della nostra isola, che si trovano sempre a combattere con la questione della mancanza di strutture e tutto ciò logicamente non può che ripercuotersi negativamente sulla qualità dei servizi che l'ente comunale o altri enti intermedi possono erogare in favore delle comunità, e quindi dei cittadini, quali destinatari. Allora qui sicuramente ci deve essere una maggiore attenzione e un maggiore sforzo da parte dell'amministrazione, perché i comuni non vengano lasciati, come spesso accade, al loro destino, e soprattutto perché vi sia una grande mobilitazione per far riacquistare ai comuni quel ruolo primario che avevano in altra epoca e che mi pare che il colosso statale e le sovrastrutture regionali hanno oramai soffocato tanto da diminuirne il ruolo e la funzione. Ecco quindi che per noi prevedere un aumento di risorse per quel fine più specifico volto alla riqualificazione dei servizi e al funzionamento degli enti locali, non può che andare nella direzione giusta, tanto più se queste somme vengono sottratte a quel pozzo senza fondo che è appunto l'EMSA e che sono risorse, secondo il nostro punto di vista, per come vengono impiegate e destinate, senza una politica chiara della Giunta e soprattutto dell'Assessore dell'industria, risorse che vengono sostanzialmente sprecate in una politica assistenziale fine a se stessa improduttiva e che non ha nessuna ricaduta sul piano occupazionale, nessuna ricaduta sul piano dello sviluppo e della produzione, quindi voteremo a favore di questo emendamento ritenendo che appunto il Gruppo di Alleanza Nazionale abbia, ribadisco, colto nel segno con la proposizione di questa variazione in aumento delle somme.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Per ciò che riguarda la parte in aumento indicata nell'articolo 58, ha ben riferito il collega Capogruppo. Quindi non mi soffermerò, quindi non mi soffermerò, preme invece andare a parlare un momentino del capitolo nel quale si vuole operare la diminuzione. Questo capitolo riguarda il contributo annuo da corrispondere all'ente strumentale, l'Ente Minerario Sardo. Quello che più sorprende è che il contributo da corrispondersi all'ente, si legge, è un contributo per investimenti e fa anche riferimento alla legge istitutiva dell'EMSA, esattamente l'articolo 10 della legge 8 maggio 1968, investimenti, ma investimenti per che cosa? Ce lo dobbiamo chiedere. Quando si parla di investimenti si ha l'immediata impressione che ci si debba rivolgere a potenziare strutture, all'acquisizione di capitali fissi, attrezzature, impianti, ristrutturazioni e così via discorrendo; ora non sembra a chi vi parla che in questo settore e in questo comparto ci siano da fare investimenti in capitali fissi, rinnovamento di impianti e via dicendo. C'è un processo in atto, è vero, che è quello di bonifica dell'ente strumentale sardo e del sistema delle partecipazioni a cui l'ente minerario fa riferimento. Allora ci si chiede, se questi investimenti vanno in quella direzione quali sono i risultati. Sarebbe piaciuto che l'Assessore dell'industria fosse presente e ci rispondesse, e desse le dovute informazioni perché non si tratta di cifre di poco conto, si tratta di risorse che impegnano per il 1998 oltre 100 miliardi nel settore. E i 100 miliardi sono rappresentati, signori colleghi, dai 51 circa dal capitolo cui adesso stiamo facendo riferimento, 09016/01, sono rappresentai dai miserevoli 3 miliardi e 375 milioni corrisposti quale contributo per le spese correnti di cui al capitolo immediatamente precedente. Dicevo tre miliardi e 375 milioni che sono corrisposti all'ente per il finanziamento delle spese correnti. Però abbiamo dimenticato, l'abbiamo appena approvata la tabella B, se non ricordo male, allegata all'articolo 4 della legge finanziaria, nella quale si riservano all'ente strumentale altri 50 miliardi in conto, se non ricordo male, riordino dell'ente e quindi riforma. Allora abbiamo 50 miliardi per la riforma, ne abbiamo 51 per stanziamenti in conto investimenti, ne abbiamo circa 4 per finanziamento di spese correnti. Sono esattamente 105 miliardi; e chi lo sa che in assestamento non ci sia ancora da intervenire per far fronte a questo annosissimo problema. E dispiace, ripeto ancora una volta, che l'Assessore sia altrove; speriamo nell'interesse della Sardegna, nell'interesse senz'altro, ma in termini di risultati concreti. Perché nella attività di amministrazione, quando ci si proietta verso soluzioni innovative, verso processi produttivi diversi, il risultato non è scontato, ci mancherebbe altro, se ogni iniziativa dovesse necessariamente essere produttiva e avere esiti felici evidentemente il problema della povertà nel mondo sarebbe bello che risolto. Quindi il rischio esiste, però probabilmente in questa direzione di subire e di sopportare i rischi, che poi si traducono puntualmente in perdita, probabilmente si è abbastanza stanchi. Allora tornano così in mente tutte le finanziarie e i bilanci che abbiamo visto in questa legislatura: 1994, 1995, 1996 e 1997; quindi ne abbiamo visto esattamente quattro. A me sembra che dal 1994, quando si approvò la prima finanziaria, e 95, le esigenze dell'EMSA che si voleva già riformare e riordinare allora, ricordiamoci le dichiarazioni programmatiche del Palomba 1, punto qualificante e prioritario era la riforma degli enti, la soppressione di quelli inutili, la eliminazione degli sprechi, le privatizzazioni. Tutte cose annunciate, tutte cose che non si sono fatte. Se andiamo anche a verificare nel tempo i risultati ci dicono che siamo andati peggiorando. Gli esiti di questa gestione sono infausti, le perdite sono aumentate, i debiti sono accresciuti, le esigenze per il mantenimento del sistema aumentano, di riforma non se ne parla neanche; come ho già avuto modo di ricordare in precedenti occasioni agli onorevoli colleghi, il disegno di legge giace nella competente Commissione riforme, se non sbaglio è la prima, mi confondo sempre tra la prima e la seconda, ma credo che sia proprio la prima, senza considerare che basterebbe, se ci fosse la volontà politica, l'accordo unanime tra tutti i presidenti dei Gruppi per poter superare l'impiccio o lo stallo delle commissioni per portare in aula direttamente e sottoporre all'esame dell'aula la riforma dell'ente, il riordino di quell'ente e, perché no, risparmi reali e concreti a favore delle casse. Con ciò non si vuole dire che sia tutto da buttare al macero e all'aria. L'ho detto più volte, Forza Italia lo sostiene ancora con maggiore veemenza se fosse possibile e se occorresse; sicuramente nel comparto minerario e del sistema delle partecipazioni qualcosa di valido esiste, qualcosa di valido che è degno di essere mantenuto e salvaguardato, però è ora di tagliare i rami secchi, perché se si procede in questo modo la riforma di questo ente e di tanti altri non sarà cosa che vedrà la fine, e forse neanche l'avvio, in questa legislatura, ma sarà compito arduo peraltro se non cambiano gli assetti all'interno del Consiglio sarà compito della maggioranza della prossima legislatura. Io invito i colleghi ancora una volta, pacatamente, a riflettere sulla questione, a riflettere perché finalmente in un sussulto di rinnovata, di ritrovata, se mai si è avuta volontà di operare nell'interesse di chi rappresentiamo per mandato elettorale, in questa direzione si agisca senza nessun indugio. E essere drastici oggi con i tagli non significa volere la morte di chi in quel determinato settore si dibatte tra mille difficoltà, ma significherebbe veramente dare impulso al processo di riforma e alla creazione di tutte le attività produttive alternative nelle quali gli occupati del sistema minerario potrebbero finalmente trovare definitiva e stabile collocazione. Con questo auspicio chiudo il mio intervento.
PRESIDENTE. Se non vi sono altri interventi passiamo all'emendamento 74. Se sul 74 non ci sono interventi passiamo all'emendamento 75. Ha domandato di parlare il consigliere Pirastu. Ne ha facoltà.
PIRASTU (F.I.). Signor Presidente, colleghi consiglieri, vorrei spendere qualche parola sulla necessità di spostare questi 5 miliardi dal capitolo 041110 al capitolo 08180, che riguarda appunto i porti turistici. Io vorrei ricordare, perché credo che, in occasione della discussione sulla finanziaria e sul bilancio, sia importante collegare le scelte che l'amministrazione regionale fa alle linee programmatiche che si sono succedute in questi ultimi anni. Il presidente Palomba, nelle sue varie e quasi tutte uguali dichiarazioni programmatiche di queste sei giunte, ha sottolineato il particolare riguardo che avrebbe avuto al turismo nautico, privilegiando lo sviluppo e l'incremento dei porti turistici. L'attuale situazione dei porti turistici della Sardegna l'ha descritta in maniera analitica e precisa il collega Balletto, che ha evidenziato, soprattutto riferendosi alla Sardegna meridionale, la situazione di disastro, soffermandosi non soltanto sulla mancanza di carburante di quasi tutti i porticcioli turistici, ad eccezione di uno della Sardegna meridionale, e si sarebbe anche potuto aggiungere che la maggior parte di quei porti, porticcioli apparenti che ci sono, possono ricoverare barche e natanti non superiori a 12 metri. Questi 1800 chilometri di coste che abbiamo in Sardegna, perché questo è un dato sempre importante da avere presente, 1800 chilometri di coste, sono sotto questo profilo abbandonati. A parte l'eccezione della Costa Smeralda e dei dintorni il resto è un deserto. Io credo che questo emendamento, anche se con 5 miliardi ben poco si può fare, ma si tratta di incrementare un capitolo che ha già una certa disponibilità, sia una sfida che abbiamo fatto in diverse occasioni, parlando e discutendo su questa finanziaria e sul bilancio, a dare un segnale concreto non bastano, o almeno a noi non bastano gli impegni generici, ci interessa avere impegni specifici su capitoli specifici. Io vorrei dire al presidente Palomba, che ha dimostrato in questi giorni di essere un ottimo tennista, però noi la invitiamo a spostare un po' la sua passione ad altre attività, e la invitiamo a fare un giro in barca in Corsica, possibilmente con l'Assessore del turismo, e dico qui ben volentieri, a spese della Regione, perché la Regione in consulenze ne spende tanti di soldi, e penso che questa circumnavigazione della Corsica, fatta da lei e dall'Assessore del turismo, con gli esperti che riterrà opportuno portare, se prenderà appunti e ispirazioni dai porti turistici della Corsica, i sardi la ringrazieranno senz'altro. Gli oltre mille miliardi, ormai si sono persi i conti, che sono stati spesi nella più grande incompiuta, mi riferisco al porto canale, se fossero stati spesi nel turismo e per incrementare i porti turistici della Sardegna, oggi avremmo un'incompiuta in meno e probabilmente la Sardegna sarebbe molto simile alla Corsica e, con quelle cifre, probabilmente anche alla Florida.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis sull'emendamento numero 76. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Solo 30 secondi, signor Presidente, per dire che siamo totalmente insoddisfatti della non spiegazione che ha reso l'assessore Scano, perché al di là di rilevare un evidente errore tecnico, che assicuro non è in questo caso frutto di alcuna schizofrenia, ma di un attento e meditato modesto ma sicuramente attento studio di questa legge di bilancio, avremmo voluto capire, secondo quelle che sono sollecitazioni ormai ennesime, ma che non ci stancheremo di riproporre all'attenzione della Giunta e dell'Assessore competente sul problema della situazione patrimoniale della Regione, soprattutto quella immobiliare, e soprattutto non abbiamo colto, dalle parole dell'assessore Scano, alcunché di rassicurante per il futuro se non un generico impegno ancora a vedere e valutare e a studiare il problema. Dopo quattro anni di legislatura noi riteniamo che qualche bilancio si può e si poteva senz'altro fare, è un bilancio sui conti, un bilancio sulle risorse, sulla effettiva consistenza e, soprattutto, su quella che noi riteniamo debba essere un'urgente rivisitazione dell'utilizzazione dell'intero patrimonio immobiliare. Mentre la Regione spende ingenti somme per gli affitti, imprenditori privati fanno grandi affari e sembra che di questo non ci si debba assolutamente preoccupare, ci riserviamo di denunciare i casi, almeno quelli più eclatanti, che le assicuro, Assessore, gridano veramente allo scandalo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Solo una battuta sull'emendamento numero 76. Io mi sono limitato, oltre che a rilevare un errore materiale, a richiamare, senza bisogno di entrare ulteriormente nel merito, le dichiarazioni impegnative e chiare rese in Aula dall'Assessore degli enti locali. Ho detto che la Giunta, con la mia dichiarazione, conferma quell'impostazione. Aggiungo che col conto consuntivo noi porteremo al Consiglio, la Giunta presenterà il conto del patrimonio aggiornato.
PRESIDENTE. Io devo dare conto di due emendamenti sui quali è stata rilevata forse l'inaccoglibilità, ma nella fretta con cui gli uffici hanno potuto fare l'istruttoria questo può essere sfuggito, e comunque il contrasto con norme già votate, mi sembra di ricordare, riguarda il 18 e il 19. Sono stati evidenziati questi contrasti con norme già votate, anche in sede di dibattito; chiedo se questo risulti anche ai proponenti, perché se risulta anche ai proponenti non ci sono problemi, se no devo fare un momentino un supplemento anch'io di istruttoria. Sul 19 mi pare, scusatemi mi faccio dire anche con che articoli. L'emendamento numero 18, lo stiamo verificando, è collegato all'articolo 3 della finanziaria e alla tabella D della finanziaria, tabella che è stata già votata. In questo caso, essendo un provvedimento già votato, l'emendamento non dovrebbe essere accoglibile. Confermo che l'emendamento numero 18 va a incidere su una norma e su uno stanziamento, la norma è l'articolo 3 della finanziaria, e la tabella è la tabella D della finanziaria, che è già stata votata, per cui l'emendamento non può essere accolto, lo considero inaccoglibile. L'emendamento numero 19 è in contrasto con l'articolo 17 bis della finanziaria, ed è considerato anch'esso inammissibile. Prima li abbiamo ammessi, li consideriamo decaduti per questa presa di coscienza (?). L'emendamento numero 58 invece è l'emendamento Carloni-Masala sull'Ente minerario, io lo metterei in votazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Chiediamo il voto segreto su questo emendamento.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 58.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 55
Votanti 54
Astenuti 1
Maggioranza 28
Favorevoli 21
Contrari 33
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LIORI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Si è astenuto: il Presidente SELIS.)
Metto in votazione l'emendamento numero 74. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Ha domandato di parlare sull'emendamento numero 75 il consigliere Pirastu. Ne ha facoltà.
PIRASTU (F.I.). A nome del Gruppo di Forza Italia chiedo la votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 75.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 75.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 54
Votanti 53
Astenuti 1
Maggioranza 27
Favorevoli 19
Contrari 34
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LIORI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Si è astenuto: il Presidente SELIS.)
Metto in votazione l'emendamento numero 76. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione la tabella E. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Mi pare che ci sia un orientamento a sospendere, anche perché alla tabella F sono stati presentati tantissimi emendamenti, quindi il Consiglio è convocato per domani alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 20 e 28.
Versione per la stampa