Seduta n.135 del 15/03/2001 

CxXXV SEDUTA

(ANTIMERIDIANA)

Giovedì, 15 Marzo 2001

Presidenza del Vicepresidente SPISSU

indi

del Presidente SERRENTI

INDICE

La seduta è aperta alle ore 9 e 35.

Presidente. Prendo atto che molti colleghi non sono ancora in aula, quindi sospendo la seduta per trenta minuti.

La seduta è rinviata alle ore 10.

COGODI (R.C.). Chiedo di intervenire.

Presidente. La seduta è sospesa, onorevole Cogodi. Sarà il primo iscritto a parlare. I lavori del Consiglio riprenderanno alle 10.

(La seduta, sospesa alle ore 9 e 36, viene ripresa alle ore 10 e 08.)

ORTU, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 12 marzo 2001, che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Mauro Pili ha chiesto di poter usufruire di congedo per la seduta antimeridiana odierna per impegni politici fuori sede.

Ha domandato di parlare sul congedo dell'onorevole Pili il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

Cogodi (r.c.). Il Regolamento del Consiglio regionale prevede che i consiglieri regionali possano chiedere congedo, cioè assenza giustificata dai lavori del Consiglio regionale quando vi sia, si intende, un'adeguata motivazione. Ora non è il primo caso e il collega Pili non è il solo consigliere regionale a chiedere congedo motivando la sua richiesta con impegni politici fuori sede. In questi giorni si stanno moltiplicando le richieste di congedo per impegni politici fuori sede. Per fuori sede si intende fuori della sede propria del consigliere regionale, che è il Consiglio regionale. Ora, chi vuole può anche assentarsi dal Consiglio regionale, ma che sia il Consiglio ad autorizzare l'assenza dalla sede propria dei consiglieri regionali per ragioni politiche, quando l'unica ragione politica di un consigliere regionale è di essere in Consiglio regionale, è veramente una pratica disdicevole. D'altronde ben si sa che mentre dei consiglieri regionali chiedono congedo, e lo ottengono dal Consiglio regionale, per impegni improrogabili e non so quali altre formule magiche, assunti non so quando e non so dove, poi leggiamo, a tutta pagina nei giornali, che stanno contrattando a Roma nelle loro case, che fino a prova contraria sono private, le candidature alle prossime elezioni. E questo è certificato a tutta pagina nei giornali, ma è ammissibile che il Consiglio conceda e quindi giustifichi e legittimi congedi per questo tipo di impegni?

Noi votiamo contro, motivatamente contro, la richiesta di consimili congedi, perché essere autorizzati ad assentarsi, giustificandosi con attività politiche fuori del Consiglio regionale, per quanti hanno chiesto e hanno ottenuto di svolgere primariamente la loro attività politica nel Consiglio regionale, è anche un ceffone alle istituzioni. Per queste ragioni noi votiamo contro e invitiamo il Consiglio regionale a esprimersi contro, per questo e consimili casi. Non è un problema di persone, è un problema di carattere generale.

Presidente. Onorevole Marco Tunis, su questo argomento non si apre un dibattito, non è consentito dal Regolamento. Io posso, in caso di opposizione, e questa dell'onorevole Cogodi mi sembra essere un'opposizione, mettere in votazione la richiesta di congedo per alzata di mano, così come prevede il Regolamento.

Metto in votazione la richiesta di congedo dell'onorevole Pili. Chi l'approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non l'approva alzi la mano.

(E' approvata)

Inserimento nella programmazione bimestrale dei lavori ai sensi dell'articolo 100 del Regolamento

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

biggio (a.n.).Chiedo, ai sensi dell'articolo 100, l'inserimento nella programmazione bimestrale della proposta di legge numero 161, concernente interventi straordinari sulle produzioni agricole inquinanti, che è stata presentata da parecchi mesi, esattamente dal 22 dicembre scorso.

PRESIDENTE. Se non ci sono opposizioni, a norma dell'articolo 100 del Regolamento, questa proposta di legge verrà inserita nella programmazione bimestrale dei lavori del Consiglio.

Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2001)" (141/A)

PRESIDENTE. Riprendiamo la discussione dal punto in cui l'abbiamo lasciata ieri. Sono stati letti i commi dal 53 al 60 dell'articolo 1 e relativi emendamenti che sono stati illustrati e sui quali sono stati espressi i pareri. Siamo nella fase della discussione.

E' iscritto a parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.

Cogodi (r.c.).I lavori del Consiglio, signor Presidente e colleghi consiglieri, sono stati interrotti ieri sera quando era nostra intenzione, e riteniamo che sia ancora nostro dovere, riprendere un filo di ragionamento che in questi giorni abbiamo tentato di proporre al Consiglio regionale nelle speranza che il nostro contributo possa essere utile e che la nostra proposta possa essere ritenuta valida.

Noi non abbiamo accettato e non accettiamo quell'affermazione categorica del Presidente della Giunta regionale che, rivolgendosi ieri ai banchi dell'opposizione, e abbiamo inteso principalmente al Gruppo della Rifondazione Comunista, ad alta voce ha detto: "La vostra proposta non passerà", e noi abbiamo chiesto subito che il Presidente della Giunta regionale chiarisca a che cosa si riferisce, che cosa è che, nelle sue intenzioni, ritiene che non passerà. Noi abbiamo inteso, e vogliamo avere conferma però che abbiamo inteso bene, che la sua idea così rimarcata, così sottolineata ieri sia che non passerà una nostra proposta in materia di occupazione e di lavoro. Noi riteniamo che, se la maggioranza di questo Consiglio regionale non vorrà, in esito alla discussione e al confronto, che una nostra proposta in materia di occupazione e di lavoro non passi, il Consiglio deciderà come ritiene.

Riteniamo del tutto arbitrario, illegittimo, lesivo anche della nostra prerogativa di consiglieri regionali e di Gruppo legittimamente costituito in questa Assemblea legislativa che, preventivamente e fuori luogo, il Presidente della Giunta minacci che una proposta non passerà, che si adopererà perché non passi, che sa che non passerà. Abbiamo provato a dire che non siamo ancora in un regime autoritario, che non siamo ancora in un regime personalistico, che i capi, se capi sono, all'interno delle loro fazioni possono esercitare il loro comando se i loro subordinati lo accettano, ma che questo Consiglio regionale ancora, ritengo, non possa essere considerato un drappello al comando di nessuno. Ma non è una questione di garbo, non è una questione di fair play, non è una questione di metodo, quella che noi abbiamo avanzato è una questione di merito, abbiamo detto, e vogliamo ripetere, che quello che accade in questa Regione è inammissibile. Questa è una Regione davvero strana, è una Regione che è governata dal centrodestra, dalla destra per semplificare, perché la sostanza questa è, che magnifica l'abbondanza di risorse, che presenta la sua proposta di legge finanziaria e di bilancio da mesi e mesi, proclamando un vantaggio politico nella accresciuta entità delle risorse.

Noi abbiamo già detto, e avremo ancora occasione di dire, che questo è vero, ma che di questo aumento di risorse l'attuale Governo della destra non porta nessun merito, perché l'incremento delle risorse deriva dai fondi comunitari che voi avete trovato già belli acquisiti al patrimonio della Regione e deriva da un indebitamento, rispetto al quale noi non abbiamo in via di principio mai manifestato pregiudiziale ostilità, abbiamo anzi detto che un indebitamento può essere una cosa saggia se la finalità, se l'impiego è quello utile, perché indebitarsi per cose utili vuol dire investire e dagli investimenti nascono utilità con cui ripagare il debito e avere anche delle sopravvenienze attive. Tuttavia voi non avete nessun merito, non avete incrementato le risorse della Regione neppure di una lira, e tuttavia il bilancio attuale della Regione quest'anno conta 3 - 4 miliardi in più rispetto agli anni passati.

Abbiamo detto e ripetiamo una cosa semplice, elementare, perché mai, dai 3.000 - 4.000 miliardi in più, non si può recuperare una cifra che non è modesta in sé, ma lo è rispetto all'insieme, di 100 miliardi per cofinanziare un fondo che consentirebbe, in questa Regione, di avviare al lavoro subito una parte dei tantissimi disoccupati giovani, donne, capaci e vogliosi di lavorare? Perché mai almeno 5.000 unità di lavoro non dovrebbero essere avviate subito sulla base di uno stanziamento di almeno 100 miliardi; 100 miliardi a fronte dei 3.000 - 4.000 in più di cui quest'anno dispone la Regione. Quindi abbiamo un bilancio di molto accresciuto e per le politiche del lavoro "zero".

Abbiamo posto anche il problema del coordinamento delle leggi per il lavoro che questa Regione si è data, che ha conquistato, che sono una risorsa preziosa, leggi che via via succedutesi nel tempo tuttavia poi hanno manifestato anche delle difficoltà di attuazione, delle difficoltà di coordinamento perché le leggi si sono aggiunte l'una all'altra, sempre rimandando ad un momento successivo il coordinamento e il riordino, e abbiamo posto il problema anche del riordino delle leggi del passato, perché così come sono attualmente gestite da voi quelle leggi non danno tutti i frutti che invece potrebbero dare.

Abbiamo posto quindi un problema di riordino, di efficienza e di produttività di quanto già nel passato questa Regione ha fatto. Quelle leggi che voi avete ostacolato ieri quando eravate all'opposizione in realtà le state boicottando oggi che le dovete gestire essendo al governo. E in ogni caso abbiamo posto il problema e poniamo il problema aggiuntivo di un fondo che non è eccessivo, 100 miliardi a fronte dei 12.000 - 13.000 del bilancio, per 5.000 occupati in attività produttive, e vi abbiamo parlato di un progetto di lavoro verde, di manutenzione dei beni pubblici, di risanamento ambientale, di gestione e cura del patrimonio culturale e archeologico, quindi non spesa improduttiva, come dite voi, ma investimenti produttivi. Risanare il territorio, curare i beni culturali, gestirli utilmente e bene, e custodirli, spesso anche solo curare la manutenzione del patrimonio pubblico che sta cadendo a pezzi e quindi conservarne il valore e la fruizione, sono infatti investimenti produttivi, non sono assistenza o assistenzialismo, come dite voi, perché voi odiate i lavoratori che non hanno lavoro, li detestate, li relegate nel novero delle persone fastidiose, e invece purtroppo accade che i disoccupati, perdendo progressivamente fiducia, non diventano neanche più sufficientemente fastidiosi, sono assenti. E riprenderemo questo ragionamento perché, quando sono assenti dalla giusta protesta, badate, quei disoccupati, quei cittadini sono assenti anche dalla doverosa partecipazione alla vita sociale e alla vita politica, e voi non tenete conto di questi elementi. Ecco in che cosa consisteva e in che cosa consiste la nostra proposta.

Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà. Selis (Popolari-p.s.). Presidente, credo che dobbiamo tutti prendere atto che l'atteggiamento delle opposizioni ha consentito di portare avanti, in maniera certamente più spedita, anche se non facilissima, la discussione di una finanziaria di per sé complessa. Scherzando con qualche collega della Giunta, della maggioranza, e anche dell'opposizione dicevo: "Questa finanziaria è difficile da approvare anche se ci mettiamo tutti assieme", spero che serva di lezione l'anno prossimo e che la costruiamo in maniera un po' più agile.

Credo però che i lavori stiano andando avanti e possano andare avanti ancora più speditamente, ed è interesse di tutti mandarli avanti più speditamente se, lo dico chiaramente, le interlocuzioni, che fanno parte non di compromissioni occulte, ma di una normale dialettica parlamentare, perché la politica è fatta, certo, di conflitto, ma anche di confronto e se è possibile di punti di sintesi, possono trovare esplicita sanzione in quest'aula.

Dicevo poc'anzi nei momenti che precedevano l'apertura ufficiale della seduta, ai colleghi della Giunta, allo stesso Presidente e ad alcuni amici della maggioranza e dell'opposizione, che, pur nella fatica di un dialogo reso più complesso dal momento politico che stiamo vivendo, si è fatto uno sforzo per andare avanti e per capire le cose su cui si poteva concordare, che non significa in alcun modo, né da parte vostra né da parte nostra, cambiare giudizio sulla manovra finanziaria, né noi vi chiediamo di cambiare il vostro giudizio e né chiediamo a noi stessi di cambiare il nostro.

Però credo che oggi sia la giornata clou della tornata, in cui, nelle forme che riteniamo più opportune, le cose su cui stiamo dialogando possono andare a maturazione, mi riferisco in particolare alle norme sulla programmazione e a quelle sulla trasparenza delle condizioni di gestione dell'amministrazione, mi riferisco in particolare alle politiche del lavoro, su cui nonostante gli scontri e le tensioni si sta cercando e si deve cercare di trovare un punto in cui il lavoro già fatto, le premesse già poste negli anni scorsi, vadano continuate con sistemi più efficienti, più trasparenti e in cui ci facciamo carico non solo di sistemare, come prevede la normativa nazionale, e di stabilizzare i lavoratori socialmente utili, ma di affrontare i punti di crisi e di continuare le politiche attive del lavoro. Mi riferisco alle politiche di sostegno agli enti locali, su cui c'era un consenso mi pare ampio, mi riferisco alle politiche a favore dell'università, dell'agricoltura, della sanità e alle infrastrutture strategiche, insomma alle cose di cui stiamo parlando e che senza far sì che nessuno cambi il proprio giudizio sulla manovra però costituiscono un punto, secondo noi, di miglioramento della manovra complessiva.

In questo quadro, se oggi la giornata potesse essere caratterizzata da un avanzamento nell'esame degli articoli e degli emendamenti e, contemporaneamente, da una definizione più precisa di queste materie, dalle politiche del lavoro alle politiche della trasparenza, alle politiche sugli enti locali e così via, io credo che avremmo fatto tutti, nel rispetto dei ruoli reciproci, un lavoro importante che lascia a noi il giudizio severo sulla manovra e a voi di dare i giudizi che volete.

In questo quadro io credo che si inseriscano anche gli emendamenti, che sono cosa minore rispetto all'impianto complessivo che abbiamo letto ieri e che stiamo discutendo oggi, per esempio l'emendamento sugli edifici di culto, per i quali l'assessore dice che le risorse sono già sovrabbondanti. Noi l'abbiamo proposto perché a noi risultavano abbastanza modeste, se l'Assessore ha notizia dalle autorità preposte alla gestione degli edifici di culto, non solo dalle autorità religiose, ma soprattutto amministrative dei comuni, che le risorse sono sovrabbondanti, a noi non risulta, ma ne prendiamo atto. Noi invece ci sentiamo di proporre di fare uno sforzo ulteriore sia con l'emendamento numero 302 che col 303 che ho già illustrato e sul quale non mi soffermo più. Credo che risponda ad esigenze che tutti i comuni stanno ponendo.

Sugli altri emendamenti icredo che dobbiamo stare un po' attenti, lo dico alla maggioranza, lo dico alla Giunta e lo dico anche a noi dell'opposizione, ma soprattutto alla Giunta e al relatore. Non date l'impressione che la Giunta faccia blocco sugli emendamenti della sua maggioranza e bocci tutti gli emendamenti dell'opposizione, perché di emendamenti ce ne sono buoni e cattivi sia nella maggioranza, sia nell'opposizione. Se ci fosse su questa materia un atteggiamento un po' più equilibrato si potrebbe chiedere alla maggioranza di ritirare la maggior parte dei suoi emendamenti, all'opposizione di rivedere anche il complesso dei propri emendamenti, e agli uni e agli altri, maggioranza ed opposizione - questa è una mia idea per semplificare il lavoro quindi non impegna nessuno, tanto meno impegna l'opposizione, caso mai impegna solo me stesso ed è poca cosa - agli uni e a agli altri, se ci fosse nella giornata di oggi questa evoluzione positiva, di valutare se sia possibile, invece di inserire gli emendamenti aggiuntivi di spesa, il porto X, la strada Y, in finanziaria con un ulteriore aggravio di spesa e con ulteriori problemi di copertura, inserirli nelle note di programma e finanziarli quindi come dei progetti con le risorse già stanziate delle quali la Giunta deve tenere conto nel momento in cui si stenderanno i programmi. Questa è una proposta che si può valutare, sulla quale si può riflettere, ma mi pare che potrebbe essere un modo per semplificare il lavoro.

Naturalmente questa razionalizzazione del lavoro presuppone che ci sia nella giornata di oggi un progresso sia nella lettura, sia nell'esame della finanziaria, ma anche una conclusione sulle partite, sui confronti ancora aperti che, ripeto, ancora una volta, non sono cose segrete, sono normale dialettica parlamentare che affronta gli emendamenti che abbiamo proposto e ai quali abbiamo dato priorità. Se ci fosse questa disponibilità il lavoro sarebbe quanto meno semplificato e sicuramente più costruttivo, più trasparente e più visibile anche all'esterno in senso positivo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

Balletto (f.i.-Sardegna). Signor Presidente, mi rivolgo ai colleghi per esprimere alcune valutazioni personali che riguardano la manovra nel suo complesso e le istanze di modifica che arrivano attraverso gli emendamenti. Penso che non ci siano dubbi da parte di nessuno sul fatto che qualunque forza politica presente in questo Consiglio abbia a cuore gli interessi della gente che rappresenta, e quando si parla di interessi si intende principalmente sviluppo economico, occupazione e crescita sociale. Ovviamente i percorsi per arrivare a questi agognati risultati sono diversi e caratterizzano le forze politiche a seconda delle proprie appartenenze e ideologie.

Noi riteniamo di aver fatto una buona manovra, una manovra che è propriamente nostra, la prima di questa legislatura, di cui andiamo fieri per l'impegno che si è posto nel formularla e nell'elaborarla e su cui solamente il tempo potrà dare risposte in ordine alla bontà delle scelte, delle valutazioni, degli impegni che sono stati assunti. E' legittimo da parte delle opposizioni che non condividono il percorso contestare.

Ma nell'ambito della contestazione, quindi del confronto che si svolge in Aula, laddove si individuano argomenti, che sono pure presenti nelle scelte già effettuate, il dibattito e l'approfondimento possono portare a convergenze che modifichino la manovra senza snaturarla, perché se fosse snaturata non sarebbe più la manovra del centro destra, che non ne avrebbe più la responsabilità, ma sarebbe una manovra ibrida che non soddisfa nessuno, potendo dare solamente meriti all'opposizione che col suo incalzare l'ha scardinata e che potrebbe sostenere di aver limitato i danni di una manovra non condivisa.

Voi, colleghi dell'opposizione, non potete pensare che la maggioranza resti supina, inerte davanti ad una operazione di questo genere che, evidentemente, sminuisce la sua attività, comprime, limita gli effetti della manovra. È chiaro che la contrapposizione avviene. La contrapposizione c'è nel momento in cui da una parte politica, che io rispetto, viene con una certa "aggressività" rappresentata l'esigenza di stanziare 100 miliardi definiti "miserabili", nel senso che sono ben poca cosa, per andare incontro ad un progetto legittimo quanto si vuole, nel momento in cui dà risposte al problema dell'occupazione, ma che nelle modalità, nelle vie prescelte questa maggioranza non condivide.

Ecco perché ci sono punti di contrapposizione che possono dar luogo ad aperture e a convergenze, e altri punti che invece portano a preclusioni assolute, perché noi riteniamo che il problema dell'occupazione non si risolva in questo modo.

Il problema dell'occupazione si risolve con quegli interventi di carattere generale così presenti in questa manovra finanziaria, che creano precondizioni e condizioni di sviluppo diffuso e generalizzato, dove tutte le situazioni di indigenza e di disoccupazione possono trovare soluzione definitiva, dico soluzione definitiva. Infatti qualcuno potrebbe sostenere che questo modo di affrontare il problema è parziale, perché i disoccupati in Sardegna non sono 5.000, ma sono oltre 300.000. E se si volesse dare risposta e soluzione al problema, la risposta deve essere complessiva, i 100 miserabili miliardi, veramente, non basterebbero, perché per risolvere il problema dell'occupazione, andando verso ed esclusivamente in questa direzione, ci vorrebbero 7.200 miliardi all'anno, quanti ce ne vorrebbero per assicurare la retribuzione di un milione mensile ai 300 mila disoccupati.

Così non si risolvono i problemi del sottosviluppo, così non si risolvono i problemi dell'occupazione, perché noi riteniamo che si debba andare su altre strade, pur capendo la posizione della Rifondazione comunista che si batte per risolvere i problemi, ma noi riteniamo, in questa specifica fattispecie, che la strada maestra per risolvere il problema non sia quella, ma siano quelle che sono state individuate nella manovra finanziaria e che difendiamo, consentitecelo, in maniera ferma e determinata.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Orrù. Ne ha facoltà.

ORRU` (D.S). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, intervengo sull'emendamento numero 71 che cerca di introdurre dei correttivi rispetto ad alcune, a nostro avviso, distorsioni che si stanno introducendo in una questione apparentemente secondaria che riguarda, appunto, il sistema di trasferimento delle risorse agli enti locali.

Qui si fa riferimento alla legge regionale 7 gennaio 1975 numero 1. Questo sistema di trasferimento di risorse tramite l'apertura di conti correnti, tra l'altro ha causato non pochi incidenti anche in passato. Ora questo sistema viene ripreso puntualmente anche in questa finanziaria, appunto al comma 10 dell'articolo 2, cioè per quanto attiene ai trasferimenti dell'articolo 19 della legge "37", stabilendo, secondo me, una procedura che si può definire antidiluviana, tant'è che ci si riferisce al 1975, ma questo sarebbe il meno, cioè è uno degli strumenti su cui si può contare, per cui lo si utilizza, al di là dell'opinione che qualcuno di noi può avere sulla funzionalità o meno dello strumento. Però, questo è totalmente in contrasto con ciò che intanto è maturato sull'altro versante, nelle norme di contabilità a cui gli enti locali devono attenersi, perché gli enti locali devono attenersi al testo unico, quindi al decreto legislativo numero 267.

Il decreto legislativo numero 267 vieta tassativamente la gestione di fondi fuori bilancio. Cosa succede? Questa procedura, ancorché pericolosa, sottolineo ancorché pericolosa, perché presuppone un controllo a posteriori, viene affidata ad un funzionario, su delega non si sa bene di chi. Delle due, l'una quindi: o si adotta questo sistema, tant'è che la Regione indica, o meglio impone ai Comuni di indicare un funzionario responsabile che da quel momento in avanti gestisce quelle risorse, a prescindere dal sistema di verifica dell'ente locale, e quindi risponde direttamente alla Regione; oppure quei fondi sono ingestibili, cioè non possono essere utilizzati.

Ora, il problema che mi pongo è: perché ricorrere a uno strumento del genere? Quali sono le ragioni? Mantenere la gestione di cassa, cioè evitare che vi sia un flusso di risorse enorme verso i Comuni. E` il problema del recupero degli interessi? Se la Regione contrae un mutuo, è giusto che poi gli interessi maturati, siano ricompresi nelle risorse disponibili della Regione sarda, ma ci sono altri strumenti che si possono utilizzare, si può utilizzare lo strumento di cui si serve lo Stato, istituendo ad esempio dei fondi vincolati infruttiferi, per cui gli interessi maturati, vengono automaticamente riversati, a fine esercizio, nella tesoreria regionale; oppure si può utilizzare la stessa legge regionale numero 24 del 1987 che prevede un frazionamento del finanziamento nel corso dell'anno. Entrambi sono strumenti moderni, rapidi, che però hanno il pregio di passare attraverso la filiera del controllo. Mi posso fidare di un mio funzionario, che gestisce miliardi e rendiconta a fine anno?.

Forse per l'articolo 34 della legge finanziaria dell'anno scorso a cui si fa riferimento nell'emendamento, , cioè quello relativo all'informatizzazione, per intenderci, questo è anche uno strumento facilmente gestibile, c'è una graduatoria, c'è un dispositivo molto chiaro, e ammesso e non concesso che quel sistema sia giusto, a fine anno può essere facilmente rendicontato. Non credo che sia così, per esempio, per l'articolo 19 della legge numero 37, che è una legge complessa, difficile da gestire che prevede interventi modulati nel corso dell'anno. Chi esercita i controlli durante l'anno? O vengono esercitati da un servizio apposito nell'Assessorato degli enti locali e dalla Ragioneria, ma questo non può avvenire, perché provoca un appesantimento delle procedure non uno snellimento, oppure, come fatalmente accadrà, non li esercita nessuno, si eserciteranno solo alla fine. Però, francamente, non credo che questo sia un modo giusto di rispondere alle esigenze di efficienza, di tempestività, di snellezza della macchina burocratica e amministrativa, perché è giusto snellire, è giusto essere tempestivi, però io credo che dobbiamo anche dedicare la necessaria attenzione al sistema dei controlli, della garanzia per tutti, e anche della trasparenza delle procedure. Con questo meccanismo e con questo sistema non si garantisce, a mio avviso, né l'uno né l'altro, sarebbe più semplice, secondo noi, utilizzare strumenti più adeguati agli obiettivi che ci proponiamo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.

FRAU (A.N.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, intervengo brevemente in merito a quattro emendamenti, esattamente il 34, il 74, il 239, il 426 per il completamento della stazione marittima passeggeri di Porto Torres. Credo che ci sia una convergenza in merito a quello che ha asserito ieri sera l'Assessore della programmazione, per stanziare 1 miliardo e 500 milioni per il completamento di quest'opera.

Ho consultato i colleghi che avevano presentato gli altri emendamenti, pertanto questi, onorevole Assessore, possono essere riuniti fra di loro, tenendo conto che per quanto riguarda la copertura finanziaria, lo ricordo ancora, è in diminuzione l'UPB S03002 al capitolo 03009.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU. (R.C.). Presidente, voglio porre due questioni: la prima sul metodo, la seconda sul merito.

Sulla questione del metodo, in questi giorni, abbiamo registrato un atteggiamento di fastidio generalizzato, più accentuato da alcune parti, nei confronti dell'atteggiamento di Rifondazione comunista, che in qualche modo farebbe perdere tempo, e quindi rallenterebbe i lavori dell'Aula.

Presidente, se a me non viene consentito di parlare, e se lei non accende il suo microfono a me vengono tolti i minuti. Chiedo di poter parlare così come ho chiesto ieri nel rispetto che dev'essere dovuto a tutti.

PRESIDENTE. Lei prosegua il suo intervento, come vede sto richiamando i colleghi all'attenzione e soprattutto a stare al posto. Mi dispiace.

ORTU. (R.C.). Confido nella sua sensibilità.

Dicevo che si è guardato con fastidio al nostro Gruppo, quasi che volessimo perdere tempo. Sono andato a fare un riscontro di quello che è accaduto in queste ore e in questi giorni, e anche di quello che è accaduto oggi e ieri.

Anche oggi si è persa mezz'ora rispetto all'orario di convocazione della seduta del Consiglio, ieri sera è accaduto lo stesso, e così nei giorni precedenti. Tra l'altro, si risponde con atteggiamenti discutibili nel momento in cui noi chiediamo il rispetto che ci è dovuto, ma anche il rispetto nei confronti dell'Assemblea, anche in relazione al fatto che qui ogni giorno, o un giorno sì e un giorno no, si cambia il modo di procedere. Quindi non siamo noi che, in sostanza, ponendo una questione che riteniamo fondamentale, abbiamo fatto perdere e facciamo perdere tempo e lavoro all'Aula. Sono ben altri che hanno dato alla finanziaria un'impostazione aberrante, noi lo abbiamo detto sin dall'inizio, con un'impostazione tecnica che tutti ora affermano essere non solo discutibile, ma incompatibile con una discussione seria. Tutti sanno che se il Consiglio sta discutendo il bilancio e la finanziaria nel mese di marzo la responsabilità è di questa Giunta che ha perso tanti mesi, prima nella predisposizione, perché incapace anche di presentarla in modo adeguata, tant'è che c'è stata una lettera di richiamo dello stesso Presidente del Consiglio alla Giunta, perché mettesse a disposizione gli atti che consentissero una discussione prima in Commissione poi in aula. Noi non abbiamo perso tempo e non ci si può rispondere con fastidio quando poniamo una questione che riteniamo fondamentale. Infatti la ragione dell'atteggiamento assunto nei nostri confronti è il merito, questo è il punto.

Allora, per quanto riguarda il merito, io ho apprezzato l'intervento svolto poco fa dall'onorevole Balletto. Non lo condivido nella sostanza, ma l'ho apprezzato per il garbo con cui ha proposto un ragionamento in quest'aula, e per il fatto che finalmente si interloquisce senza fastidio cambiando da questo punto di vista impostazione, quindi abbandonando i falchi che, nel corso di questi giorni, hanno dato un'immagine di questa maggioranza e di questa Giunta che ritengo abbastanza discutibile.

Ma entriamo nel merito, l'onorevole Balletto diceva: "Bisogna vedere quello che accade", allora vediamo il bilancio economico e sociale di questi anni; vediamo che cosa è realmente accaduto in questi anni nel nostro Paese. Ho avuto modo di accennarlo già in uno dei tanti interventi che siamo stati costretti a fare nel corso di questa discussione, per riproporre una questione che noi riteniamo fondamentale non solo per noi, ma per tutti i sardi, per lo sviluppo, per l'occupazione di tutti, non solo di quei 5000 che noi abbiamo ipoteticamente indicato, e ai quali pensiamo per cominciare a dare una risposta ai 300.000 disoccupati.

Ma guardiamo a quello che è accaduto a livello sociale ed economico nel nostro Paese in questi anni. È accaduto che in questi anni sono aumentate le rendite finanziarie, sono cresciuti a dismisura i profitti per le imprese e, guarda caso, diminuiscono salari, pensioni, vengono intaccati e attaccati i diritti dei lavoratori, diminuiscono gli occupati nella grande e media impresa, mentre cresce l'occupazione ma, guarda caso, cresce il precariato, cioè crescono i precari, cresce il numero di lavoratori che finiscono nelle cronache, che ho avuto modo di richiamare anche nel corso di questi giorni, come quel lavoratore della Keller di Villacidro che è stato messo in mobilità e che quindi finirà nella lista dei disoccupati solo ed esclusivamente perché nel corso degli ultimi due anni si è ammalato due volte e quindi l'azienda non lo ritiene più idoneo a soddisfare le proprie necessità, cioè a spingere in direzione dell'aumento dei profitti, così come è accaduto nel corso di questi anni.

Ma vediamo anche qui in dettaglio i dati, che sono, ripeto, non dati pubblicati da noi, non dati che noi ci siamo in qualche modo inventati, oppure che abbiamo acquisito e che qualcuno potrebbe ritenere discutibili, ma dati pubblicati lunedì 15 gennaio 2001 nell'inserto economico de "Il Corriere della Sera". Ebbene questi dati dicono che i salari netti, negli ultimi vent'anni, cioè tra il 1980 e il 1999, nel nostro paese, sono passati dal 56,4 per cento del reddito nazionale lordo disponibile, al 40,1 per cento; quindi c'è stata una diminuzione reale del potere d'acquisto, non solo dei lavoratori, ma una diminuzione reale anche del numero dei lavoratori che in qualche modo andavano a costituire il monte salari del nostro paese. Questo è accaduto nel primo decennio, è accaduto nel secondo decennio, è accaduto tra il '95 e il '99 e accade tuttora.

Accade anche, secondo i dati dell'ISTAT, per quanto riguarda il bilancio dell'esercizio finanziario per l'anno 2000. Negli stessi anni e` però cresciuta la rendita e sono cresciuti i profitti. I profitti nel nostro paese passano dal 21,3 per cento del 1980 al 28,6 per cento del 1999. I profitti proprio nell'ultimo decennio, cioè tra il '90 e il '99, crescono in un modo impressionante e c'è una tendenza inversa rispetto al salario dei lavoratori. Cresce la rendita che passa dal 22,5 per cento al 31,3 per cento, diminuiscono gli occupati. Questo è accaduto nel nostro paese.

Vi è ancora un dato ulteriormente strabiliante, pubblicato sempre da "Il Corriere della Sera": il 7 per cento degli italiani possiede il 44 per cento della ricchezza, questo è il bilancio sociale ed economico di questo paese. Noi diciamo quindi che chi governa, nel predisporre i bilanci e quando pensa alle politiche di sviluppo da mettere in moto, non può dimenticare un problema che è diventato ormai drammatico in Sardegna, in Italia, e in tutti i paesi sviluppati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA SALVATORE (D.S.). Presidente, una parte dell'intervento l'ho anticipata ieri, nell'illustrazione dell'emendamento numero 71 che stamattina è stato ripreso dal collega Giambattista Orrù che, molto puntualmente, ha precisato anche sotto il profilo tecnico-giuridico i motivi per i quali ricorrere alle procedure della legge numero 1 del 1975, e cioè la procedura dei conti correnti, sostanzialmente penalizza lato i comuni, ma crea anche dei grossi problemi applicativi in relazione al fatto che l'ordinamento contabile dei comuni è molto più avanzato rispetto a quello della Regione, in quanto più recente, e sostanzialmente confligge con le procedure previste dalla legge numero 1 del 1975.

L'Assessore, ieri, nell'esprimere il punto di vista della Giunta, sosteneva che comunque si tratta di leggi che ormai stanno di fatto esaurendo la loro funzione e quindi sono anche leggi che in qualche modo non hanno più molti fondi a disposizione. Ma, come argomentava il collega Orrù, a noi pare che non sia esattamente così, soprattutto per quanto riguarda la legge numero 37 e soprattutto per quanto riguarda tutti i comuni, che hanno da amministrare l'annualità del 2000 che sta decorrendo adesso e l'annualità del 2001 che decorrerà l'anno venturo. Ci sono dei comuni che hanno a disposizione anche fondi consistenti, alcuni miliardi, ma soprattutto decine di iniziative; se per ognuna di queste iniziative dovesse essere aperto un conto corrente, vi lascio immaginare che cosa ne verrebbe fuori. Ma soprattutto vorrei capire come si attrezzerà e si organizzerà la Regione, perché è chiaro che dovrebbe istituire un apposito ufficio di controllo della gestione dei conti correnti fatta dai funzionari dei Comuni delegati dalla Regione. A noi pare che vi siano tutte le condizioni per intervenire davvero in maniera decisa e modificare, anche con atto normativo in questa finanziaria, quelle disposizioni di legge e quindi porre riparo a questo problema.

Il secondo punto che volevo trattare nel mio intervento in discussione generale, signor Presidente, però è quello relativo a questo esemplare emendamento numero 89 presentato dai Riformatori, dico esemplare perché è un classico esempio di straordinaria intenzione di riformare la Regione, essendo che i Riformatori, come per altro sostiene il nome che hanno scelto per definire il loro Gruppo politico, sono prevalentemente impegnati nelle riforme e non trovano di meglio che presentare un emendamento, l'89, con il quale non è vero che si stanno ponendo il problema di attualizzare la forma di controllo degli enti provinciali per il turismo. Stanno proponendo la regionalizzazione degli enti provinciali per il turismo. Perché quando al primo comma dell'emendamento si dice che "l'attività di indirizzo, controllo, vigilanza e tutela sugli enti elencati è estesa agli Enti provinciali del turismo e alle Aziende autonome di soggiorno e turismo della Sardegna", questo comma si aggiunge alla famosa tabella dell'articolo 1 della legge regionale numero 14 del 1995 che definisce esattamente gli enti regionali, e i Riformatori dimenticano che gli enti provinciali non sono enti regionali, sono enti locali. Chiedere che vengano inseriti nella tabella della legge "14", significa sostanzialmente sostenere la regionalizzazione degli Enti provinciali per il turismo. Tanto è vero che sono enti locali, che gli atti degli Enti provinciali per il turismo sono sottoposti al controllo dei CO.CI.CO., e perché? Perché non invece dell'Assessore regionale competente per materia, come avviene per gli enti regionali? Proprio perché non sono enti regionali, quindi è giusto che vadano al controllo dell'organo competente, che è quello degli enti locali.

Allora, occorre che i colleghi Riformatori ci spieghino come è che avviene questa straordinaria riforma perché, tra l'altro, i colleghi Riformatori dimenticano che le leggi regionali in vigore per gli Enti provinciali per il turismo, essendo che non sono propriamente enti regionali, avevano previsto la istituzione del commissario liquidatore, ed allora dovete spiegarmi, voi, che tipo di riforma volete fare.

Il problema non è solo che non si è portato avanti il processo della preliminare attività finalizzata alla liquidazione degli enti, come imponeva la legge regionale, e, per essere chiari, questa grave carenza è iniziata nella passata legislatura con il centrosinistra. Per altro avevo già avuto modo di denunciare in quest'aula questo fatto. Si è invece provveduto a considerare gli Enti provinciali per il turismo come un ente regionale qualsiasi, e a far agire i commissari liquidatori come se si fosse in un regime ordinario.

Adesso siete arrivati voi con questa straordinaria questione delle riforme, ne avete fatto un altro cavallo di battaglia, che non è neanche un ronzino, a due anni di distanza dal vostro insediamento. Oggi venite a proporre che non solo non vengano liquidati, decentrando le funzioni alle province e ai comuni, gli enti provinciali per il turismo, ma addirittura ne proponete la regionalizzazione. A me pare un fatto veramente singolare. Non sarei intervenuto con tanta enfasi se l'emendamento non lo aveste proposto voi Riformatori, perché qui sta il punto centrale del problema, il punto politico sta qui. Io chiedo ai colleghi che hanno presentato questo emendamento almeno un tantino di coerenza tra quello che sono andati affermando in questi anni, in tutte le piazze della Sardegna, in tutti i livelli istituzionali della Sardegna e gli atti conseguenti che sono poi quelli che, come in questo caso, vengono portati avanti.

Prendo atto del fatto che l'assessore Masala ieri ha invitato i colleghi Riformatori a ritirare l'emendamento; mi aspetto dai colleghi Riformatori atti conseguenti a questo invito; e se proprio i colleghi Riformatori si vogliono cimentare nel campo pratico delle riforme, presentino proposte di legge che arrivino in aula, non che servano solo a dare l'annuncio sulla stampa, che arrivino in Commissione e in aula, e lì ci confronteremo, ma ci confronteremo su un testo che contiene proposte vere, non parole che vengono riportate dalla stampa e che durano lo spazio di un giorno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Voglio dire soltanto poche cose, Presidente. Noi ci stiamo accingendo con questo ultimo blocco di emendamenti a licenziare l'articolo 1 della finanziaria; abbiamo di fronte a noi un cammino ancora impervio e molto lungo, suppongo, a giudicare dai documenti che giacciono su quegli scaffali, che poi sono quelli che dovremmo esaminare, discutere ed approfondire.

Il consigliere Balletto sollevava un problema rispetto ai rapporti in aula tra le diverse forze politiche e la visione dello sviluppo che questa Sardegna dovrebbe avere; affermava che il centrodestra è fiero della propria proposta, e noi ve ne diamo atto nel senso che non vogliamo assolutamente delegittimarla, perché ognuno ha una posizione, la porta avanti con convinzione, è legittimato a farlo. Quello che ci sembra che non sia legittimo è considerare la posizione degli altri, seppur legittima, in qualche modo ostruzionistica rispetto al lavoro che si sta svolgendo e quindi far passare per tale la posizione di coloro che usano tutti gli strumenti che il Regolamento consente, per continuare a sostenere la propria proposta.

Io ieri mi sono meravigliato della reazione del Presidente della Giunta regionale che è sbottato, ha avuto una reazione non prevedibile, almeno rispetto agli ordinari lavori di questo Consiglio, e ha lanciato un preciso avvertimento, quasi una sfida. E non si capisce bene a chi sia rivolta questa sfida perché quando si dice che alcune proposte non passeranno la sfida più che a noi, più che al Consiglio, penso sia rivolta a coloro che che dovrebbero essere i fruitori dei benefici che dovrebbero derivare da una certa proposta che qua si sta avanzando.

Per altro abbiamo notato una contraddizione perché da una parte si respinge la nostra proposta di lavoro verde che cerca di dare una prima risposta al problema dell'occupazione, e dall'altra si respinge anche la proposta di dare una risposta articolata e complessiva ad una serie di territori che operano attraverso il sistema delle imprese sui patti territoriali, patti integrati e quant'altro, dove ci sono progetti già presentati, esaminati, istruiti, controllati che sono passati al vaglio di tutti gli enti che sono abilitati a controllare le pratiche.

Siamo quindi di fronte, caro Balletto, ad una non risposta non soltanto ai problemi che noi poniamo, ai problemi del lavoro, alla tutela dei ceti più deboli, all'esigenza di dare una risposta a quei settori, a quei cittadini, a quei giovani che risposta non hanno mai avuto, ma anche ai problemi dei settori che voi dite di voler difendere, ma che nella pratica non difendete.

Siamo di fronte ad una politica che tutela la parzialità, che individua esclusivamente in alcuni settori i fruitori di questa grande parte di risorse regionali che oggi abbiamo a disposizione, e ci meraviglia il fatto che su un bilancio di 13 mila miliardi, che rispetto ai bilanci che abbiamo esaminato negli anni scorsi, è una cifra veramente notevole, si insista con una chiusura netta nel non voler destinare nemmeno un minimo di risorse a quei settori che risposte non ne hanno mai avuto.

E` questo il problema che non capiamo, forse siamo ottusi, forse non riusciamo a comprendere qual è la vostra filosofia, ma fatto sta che chi fuori aspetta una risposta, una risposta non riesce ad averla. Noi consideriamo questo progetto di lavoro verde, peraltro abbiamo presentato diversi emendamenti articolati in diverse forme, e siamo ancora oggi in attesa di una proposta da parte della Giunta, da parte della maggioranza. Ma la proposta non può essere un ordine del giorno come quello che si è proposto ieri per i patti territoriali, la risposta deve essere un fatto concreto, non può essere una semplice dichiarazione di intenti, contenuta in un ordine del giorno con il quale ci impegniamo a fare qualcosa fra qualche mese. Qua stiamo discutendo della manovra, qua stiamo discutendo del merito delle questioni e qua oggi dobbiamo avere anche la capacità di definire concretamente una proposta, perché se no ci limitiamo a discutere, ci limitiamo ad enunciare degli obiettivi che bisogna raggiungere, ma questi obiettivi nel concreto li rimandiamo sempre ad un momento successivo.

Veramente non sembra opportuno, di fronte alla gravità della situazione in cui stanno vivendo soprattutto quelli che sono fuori di quest'Aula, continuare a rimandare le decisioni; anche perché sappiamo quanti sono i disegni di legge collegati a questa manovra finanziaria che giacciono in attesa di essere licenziati. Io sono convinto che pochi di questi verranno licenziati, sia per come sono stati articolati, e per i contenuti in essi proposti, sia perché se a questi se ne aggiungono altri, come dichiarazioni di intenti, veramente non si capisce quando questi intenti, attraverso questi collegati si possano concretizzare.

L'altro problema è quello dei tempi: siamo in marzo, se continuiamo così, con un esame approfondito dei commi di questa finanziaria e dei numerosi emendamenti presentati, non penso che riusciremo a licenziare il provvedimento nel giro di pochi giorni. Ci vuole il tempo che necessita per esaminare la mole di carte veramente notevole che abbiamo di fronte a noi; ci sono poi i trenta giorni per l'espressione di eventuali rilievi da parte del Governo, ci sono le votazioni, perché si può dire che siamo già in campagna elettorale, per cui ci sarà un periodo di stasi. Non si capisce quali saranno i tempi di attuazione dei provvedimenti, considerando che i disegni di legge collegati presentati dovranno essere esaminati dalle Commissioni e poi in Aula, in poche parole passerà tutto il 2001.

Noi riteniamo che non sia opportuno far passare tutto il 2001, noi riteniamo che sia opportuno operare bene…..

PRESIDENTE. Il tempo a sua disposizione è terminato. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Presidente, credo che ci sia un rito che si compie ormai, da quello che ricordo, da 6 - 7 anni, e riguarda gli emendamenti numero 34 - 239 - 74 - 426, il problema della realtà portuale di Porto Torres. Un anno, nel discutere la finanziaria, si ha la cattiva intuizione di finanziare una tenso-struttura, tenso-struttura mai realizzata, l'anno successivo si pensa di costruire finalmente una stazione marittima, si finanzia in parte quel progetto, la stazione marittima non è nata, non essendoci le risorse sufficienti, così oggi si ripete il rito al quale ognuno concorre col proprio emendamento. Ieri l'assessore ne ha chiesto l'unificazione, vista l'unità di intenti.

Ma non è questo il problema, o perlomeno non è solo questo, per il semplice motivo che nessuno parla di sistema portuale, di classificazione dei porti, di priorità, di realtà portuali, come quella che questi emendamenti riportano. Il secondo porto dell'isola è senza una stazione marittima, credo che in Africa abbiano di meglio da proporre rispetto ad una realtà come quella di Porto Torres. Ci si lamenta solo e esclusivamente quando si deve utilizzare quella struttura perché si deve partire, ci si rende conto dell'insufficienza dei servizi, anzi, dell'inesistenza degli stessi, dell'incapacità quindi di essere punto di riferimento di un sistema portuale. E se è vero che il turismo è un settore prioritario nella nostra Isola, credo che questo, come biglietto da visita, per chi arriva in Sardegna, non sia il massimo.

Io non sono certamente contrario, ci mancherebbe, alla nascita finalmente di una struttura tale da potersi chiamare stazione portuale, qualcosa che consenta di dare servizi di qualità, di accogliere i passeggeri nel modo migliore, con quegli standard qualitativi che in altre realtà italiane ed europee esistono ormai da decine e decine di anni. La cosa peggiore, però, come sempre, è che non avendo fatto lo Stato ciò che gli compete, cioè costruire una stazione marittima, arriva come al solito "Paperone", cioè la Regione sarda, che deve spendere per realizzare ciò che lo Stato non fa. Anche in questa circostanza si ripete un vecchio scenario: la Regione si sostituisce allo Stato, c'è un esborso di risorse, sottratte certamente da quelle destinate ad attività produttive, costruiamo i servizi che non sono di nostra competenza, li posizioniamo all'interno del porto, come in questo caso, e poi la proprietà di tutto è dello Stato. Noi non c'entriamo più niente, lo Stato gestisce, stabilisce i canoni e stabilisce anche a chi dare in gestione la stazione marittima costruita con i fondi regionali, cioè con i nostri denari.

Allora, Assessore, siccome conosco abbastanza bene il piano urbanistico di quella realtà portuale, penso che la stazione marittima possa nascere al confine del demanio, in modo che la Regione, dopo averla costruita, possa anche decidere come gestirla, attraverso quali soggetti, attraverso quale sistema pubblico - privato o solo privato, ma comunque con un livello di professionalità serio, adeguato alla circostanza.

Dico questo per evitare che si ripetano esperienze come quelle iniziali degli aeroporti, dove la Regione è intervenuta per anni per migliorarne le strutture, e il patrimonio è rimasto dello Stato. L'area è demaniale, i soldi, gli investimenti erano della Regione e i canoni, oggi certamente migliori, ma allora sproporzionati, erano stabiliti dal Governo centrale.

Su questa partita è necessaria maggiore attenzione, ed è vero che questa è una situazione di emergenza che sta durando da troppo tempo, che va sanata, e che quindi questa struttura deve essere comunque costruita, ma ritengo che nessuno di noi possa e debba accettare che questo vada poi a vantaggio anche della Capitaneria, quindi dello Stato centrale..

Sulla classificazione, siccome ho visto altri emendamenti che riguardano altre realtà portuali, bisogna prendere in considerazione anche le altre realtà portuali. Oristano: sin quando questo porto non verrà classificato, perlomeno come riteniamo noi, cioè di prima classe, il problema vero è che la manutenzione di quella realtà portuale, come di altre, continuerà a pagarla la Regione; ma il sistema gestionale comporta sempre introiti per la Capitaneria, diritti d'ancoraggio, di sosta, tutto ciò che in una realtà portuale esiste in termini di servizi e di emolumenti e di conseguenza il gabelliere continua ad essere lo Stato centrale.

Su questa partita, sulla storia del demanio in termini più complessivi, su un demanio che noi riteniamo ormai superato, perché riteniamo che debba essere la Regione a gestire totalmente il proprio territorio e che non ci siano intromissioni come quella demaniale nei porti, negli aeroporti a qualsiasi livello, di qualsiasi importanza, e che spetti a noi non solo il compito di mettere denari, ma anche di garantirne la gestione e la funzionalità, sempre che si faccia quel salto di qualità che da tempo si aspetta a livello professionale, se no l'esempio dei porti turistici sardi credo che sia emblematico, sia l'esempio della negazione assoluta, del fallimento di molte di queste realtà perché non ce la fanno a sostenere i costi, non ce la fanno perché la professionalità è limitata, non ce la fanno perché ognuno per proprio conto non si regge. Di sistema è necessario parlare anche in quelle realtà turistiche. Sant'Antioco è l'ultimo esempio di fallimentoPer un porto turistico serio e reale in termini di servizi, di qualità degli stessi, con standard elevati e accessibili, la competitività sul mercato è d'obbligo e senza questo non c'è elemento di forza che possa portare domanda se non c'è un'offerta reale. Si sono capovolte le cose: prima era prioritaria la domanda ora è prioritaria l'offerta, perché è l'offerta che incentiva la domanda, questo il mercato dice e a questo credo che ognuno di noi si debba adeguare.

Quindi ritorno sull'argomento, Assessore, chiedo la garanzia che questa benedetta struttura, questa stazione marittima, e si può fare, glielo posso garantire, debba nascere in un terreno che non sia demaniale, ma che sia un terreno magari concordato con le Ferrovie, col Comune, con espropri, se è necessario, ma che rimanga nel patrimonio regionale e che la Regione in prima persona possa essere garante di un sistema gestionale serio, senza essere strangolata dai canoni che solitamente, a livello nazionale, vengono imposti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Patto Segni-Rif.Sardi). In merito al contenuto dell'emendamento numero 89, che è stato preso in considerazione nel suo intervento dall'onorevole Tore Sanna, che ha chiamato in causa i presentatori affinché diano una spiegazione più puntuale dell'emendamento stesso, credo che sia doveroso riconoscere che l'onorevole Sanna pone dei problemi che debbono essere affrontati con estrema attenzione, e che sia doveroso da parte dei Riformatori, al di là dell'enfasi che l'onorevole Sanna ha posto nel suo intervento, e che è giustificata ampiamente dalla convinzione che ognuno di noi mette nel difendere le posizioni di cui è profondamente compartecipe, al di là di questa enfasi, ripeto, è senz'altro intelligente da parte dei Riformatori cercare di capire le ragioni dell'intervento dell'onorevole Tore Sanna e di dare delle risposte per quanto riguarda ciò che compete direttamente ai presentatori.

Credo che l'onorevole Sanna abbia senz'altro ragione quando sostiene che i Riformatori, col loro stesso nome, hanno fatto del tema delle riforme un tema non incidentale del loro programma, ma la ragione sostanziale della loro stessa esistenza politica. Io ringrazio l'onorevole Tore Sanna di avercelo ricordato, perché è un memento che vale anche per noi stessi, e qualora noi ci dimenticassimo, anche soltanto per un istante, di quella che è la ragione stessa della nostra esistenza, probabilmente faremmo un errore gravissimo.

E' importante anche che il collega Sanna lo abbia ricordato all'Aula, perché l'impegno che i Riformatori hanno all'interno della maggioranza è vincolato alla possibilità e alla necessità di fare delle riforme che concorrano alla modernizzazione della Sardegna, e se ci venisse impedito di fare questo sarebbe assai difficile per noi continuare a dare una ragione al nostro elettorato della nostra stessa esistenza politica.

La dimostrazione che l'intervento del collega Sanna era senz'altro improntato a un ragionamento logico e di estrema apertura è anche nel fatto che egli stesso ha ricordato come ci siano stati dei limiti anche nell'azione politica della passata legislatura, quando la possibilità di intervenire nella modernizzazione della Regione attraverso un meccanismo di riforma degli enti strumentali non è stata accolta nella maniera più opportuna dalla maggioranza di allora. Credo che questo monito del collega Sanna debba essere presente oggi per tutti noi e credo che lo spirito dell'emendamento che è stato presentato vada in questa direzione, nel senso che noi siamo perfettamente a conoscenza del fatto che c'è la necessità di una riforma complessiva del comparto del sistema del turismo pubblico in Sardegna e siamo convinti che, nell'ambito del disegno di legge di riforma degli enti regionali, che è stato presentato in Giunta dall'assessore Masala, ci sia la premessa e la cornice per un quadro che poi nel dettaglio fissi quelle che devono essere le regole per la riforma del comparto del turismo pubblico.

Siamo altrettanto convinti, peraltro, che in attesa che questo si realizzi è necessario che i sistemi di controllo siano adeguati a quelli che sono i meccanismi della spesa, pertanto nel momento in cui gli Enti provinciali del turismo e le Aziende autonome di soggiorno vengono sostanzialmente finanziate per intero dalla Regione, quindi hanno comunque un ruolo che non è da ente locale, ma che è di fatto da ente strumentale della Regione, è naturale che il controllo sugli atti di questi enti venga disposto da chi sostanzialmente provvede all'erogazione dei soldi, anche perché questo eviterebbe comunque una serie di sovrapposizioni di competenze, di azioni tra i diversi enti che in questo momento affollano in maniera senz'altro eccessiva la scena del comparto del turismo pubblico sardo nel cercare di omogeneizzare gli interventi.

Quindi l'emendamento ha come significato fondamentalmente quello di attribuire l'azione di controllo a chi eroga le somme che poi vengono spese. E' ovvio, e siamo su questo assolutamente d'accordo col collega Sanna, che ci deve essere un impegno della Giunta e della maggioranza ad attuare in tempi che siano i più rapidi possibili la riforma complessiva, cioè la riforma che tocchi contemporaneamente ESIT, Enti provinciali per il Turismo e Aziende Autonome di Soggiorno, ridisegnando per la Regione sarda uno strumento unico di gestione del turismo che sia adeguato alle esigenze del mercato e che sia adeguato alle esigenze di spesa della Regione.

Quindi raccogliamo in questo senso la raccomandazione dell'assessore Masala di produrre un ordine del giorno nell'ambito del quale si delinei quello che l'onorevole Sanna chiede, cioè un impegno della Giunta a presentare al più presto un disegno di legge di riordino complessivo del comparto.

Per quanto riguarda i Riformatori questo avverrà nei prossimi giorni, perché il progetto di legge è già pronto, quindi l'onorevole Sanna avrà la possibilità di vederlo direttamente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bruno Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI BRUNO (I DEMOCRATICI). Signor Presidente, il mio vuole essere un intervento breve per mettere in evidenza le condizioni in cui stiamo operando. Credo che i sardi e la Sardegna abbiano una ragione in più di cui preoccuparsi. La maggioranza di centrodestra, lacerata e logorata al suo interno come non mai, preferisce scegliere il non confronto, pur di conservare gli instabili equilibri interni di palazzo.

Il segnale è molto brutto, questa "non politica" emersa in questa fase della discussione della finanziaria è molto frustrante per tutti e non può essere accettata passivamente dalla massima Assemblea parlamentare sarda; a me pare di assistere ad un confronto che si sta imbarbarendo, sta mettendo in evidenza contrapposizioni di vecchio stampo, arroganti e di retroguardia, condite da comportamenti anti e contro, a livello personale, più che impostazioni positive che puntino verso soluzioni obiettivamente accettabili.

Naturalmente sono mie impressioni, pertanto non so se possano essere condivise, ma io credo che una riflessione su quanto sto affermando vada fatta. Il clima è poco propizio quindi e mortifica qualsiasi forma di confronto e qualsiasi iniziativa, eludendo così tante legittime aspirazioni da parte dei comparti produttivi e dei nostri territori. E` emblematico il caso del tentativo di recupero di quel mondo produttivo, rimasto escluso dai contratti d'area per mancanza di fondi. Ieri si è cercato di far capire alla maggioranza e alla Giunta che si poteva fare uno sforzo e mi auguro che questo sforzo possa essere ancora recuperabile. Credo che, assessore Pittalis, una certa flessibilità nel considerare proposte che arrivano dai banchi dell'opposizione e che sono, credo, anche condivise da alcuni segmenti della maggioranza, debba trovare maggiore spazio. E non può non essere stigmatizzato anche il comportamento nei confronti dei colleghi di Rifondazione che, usando dei metodi che forse non possono essere condivisi da tutti, stanno comunque cercando di portare aventi la loro richiesta di interventi diretti a quel mondo a cui tutti diciamo di tenere.

Io credo che debba essere fatto uno sforzo anche in questa fase della discussione della finanziaria, anche perché questi modi, è evidente per tutti, non consentono molte speranze e noi non possiamo chiudere gli occhi oppure abdicare al nostro ruolo e magari invocare ancora una volta la speranza che Dio ce la mandi buona.

Io credo che, proprio per rispettare i tempi che, con molta enfasi abbiamo deciso nella Conferenza dei Capigruppo, dove si è detto che entro venerdì si chiude la finanziaria e entro la prossima settimana si chiude il bilancio, deve esserci una accettazione e una partecipazione di tutti alla costruzione e alla definizione di questa finanziaria.

Perciò, senza pensare a esprimere atteggiamenti di compromesso o d'altro o di abbattimento dell'architettura di questa finanziaria, io credo che ci possano essere ancora spazi per poter riuscire a onorare gli impegni che in Conferenza dei Capigruppo abbiamo tentato di esprimere.

PRESIDENTE. Ha domandato da parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Presidente, onorevoli colleghi, intervengo perché la discussione sul trasporto marittimo e sulla portualità introdotta da alcuni emendamenti che ritengo molto importanti, mi dà l'opportunità di fare qualche ragionamento che si aggiunge ai contributi che stamattina sono arrivati da diversi colleghi in quest'Aula, in questa fase della discussione.

Io credo che la richiesta di sostenere un impegno per la realizzazione della stazione marittima di Porto Torres sia importantissima e prioritaria. Quel porto è di tutta la comunità regionale ed è di tutti coloro partono da e per la Sardegna. Quindi è davvero una esigenza prioritaria che tutti dobbiamo sostenere, non è pensabile che il porto di Porto Torres sia ancora senza la stazione marittima. Quindi, su questo punto io credo che nessuno di noi possa avere riserve o titubanze.

Questa è un'esigenza prioritaria di tutta la comunità regionale, però sulla questione della portualità c'è bisogno naturalmente che la Giunta regionale prenda in mano tutti i problemi che abbiamo in Sardegna, e mi dispiace molto che discutendo di questa materia manchi in aula stamattina proprio l'Assessore dei trasporti che di questi problemi si dovrebbe occupare. Ciò nonostante non voglio rinunciare ad esprimere alcune valutazioni in modo particolare sulla necessità che la questione sia definita sul piano degli strumenti di programmazione che ancora questa Regione non possiede, mi riferisco ancora una volta alla necessità di approvare il Piano regionale dei trasporti dei passeggeri e quello delle merci. All'interno di questi strumenti i problemi legati all'adeguamento e allo sviluppo della portualità sarda debbono trovare una risposta precisa e chiara, e all'interno di questi strumenti vanno indicate anche le risorse necessarie, che dovranno essere recuperate dai diversi programmi comunitari, nazionali e regionali. All'interno di questo discorso non posso non richiamare l'attenzione della Giunta, poco presente e del tutto distratta…..

(Interruzioni)

Non si capisce a cosa serva questa discussione se gli unici due Assessori presenti fanno tutt'altro che seguire questa discussione, perché è anche mancanza di rispetto…

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Sanna, se i colleghi che intendono parlare stessero fuori dall'Aula andrebbe benissimo, invece c'è un passeggio.

SANNA ALBERTO (D.S.). Onorevole Pittalis, i nostri interventi servono a dare un contributo all'Amministrazione regionale, se lei che rappresenta la Giunta fa altro anziché ascoltare questi contributi, non si capisce che senso abbia mettere a disposizione il nostro lavoro!

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La sto seguendo, non si preoccupi!

SANNA ALBERTO (D.S.). Non mi sta seguendo, è mancanza di rispetto!

PRESIDENTE. Prosegua onorevole Sanna.

SANNA ALBERTO (D.S.). Volevo dire che, all'interno del discorso della portualità, merita un'attenzione particolare il porto di Oristano che sembra un porto di nessuno. È vero quello che diceva il collega Giacomo Sanna che quel porto va classificato come porto di interesse nazionale, perché la natura dei suoi traffici prevalentemente internazionali, pur non raggiungendo certi parametri nella movimentazione, tende però ad avere sempre di più le caratteristiche di un porto di interesse nazionale. Questo porto non è ancora classificato, però intanto i porti che non sono riconosciuti come porti nazionali, sono porti di interesse regionale, e quindi chiedo che la Regione si faccia carico della gestione di questo porto, perché non esistono i porti di nessuno. Il porto di Oristano oggi non è gestito da nessuno però, nessuno assicura la manutenzione né ordinaria, né straordinaria, c'è di fatto una gestione anomala esercitata dal Consorzio industriale, senza che nessuno gli dia titolo per farlo, e questo però impedisce di fatto a questa struttura importantissima di avere una prospettiva, di avere una possibilità di adeguamento e di creare davvero le condizioni per lo sviluppo economico e sociale del centro Sardegna e della parte occidentale della nostra isola, perché su quell'area questo porto sta già agendo e può avere un ruolo molto importante.

Quindi io approfitto di questa discussione per chiedere alla Giunta regionale che, nell'ambito del discorso più complessivo di una programmazione seria degli interventi sulla portualità regionale, esamini anche la situazione del porto di Oristano, che si sta sviluppando quasi per inerzia perché ha una posizione invidiabile nella costa occidentale della Sardegna e nel Mediterraneo, ma nei confronti del quale non c'è mai stata un'attenzione degna di questo nome da parte dell'Amministrazione regionale.

Quindi, colgo questa occasione per esprimere l'esigenza che insieme alla giusta rivendicazione, che a mio parere è di tutti i sardi, che il porto di Porto Torres abbia una stazione marittima, ci sia anche la necessaria attenzione per il porto di Oristano che a tutt'oggi non gode né di attenzioni, né tanto meno di finanziamenti regionali o di altra provenienza per il suo adeguamento e per il suo sviluppo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.

FALCONI (D.S.). Signor Presidente, io voglio fare qualche brevissima considerazione su due questioni. La prima è quella alla quale faceva riferimento poc'anzi il collega Sanna e la seconda è quella degli enti strumentali della Regione operanti nel settore del turismo.

Sui porti faccio una considerazione di carattere generale, per denunciare per l'ennesima volta che si va avanti anche in questa finanziaria, senza nessun criterio, sia per i porti commerciali e di passeggeri sia per la portualità turistica esistente in Sardegna.

Noi avevamo già elaborato, poi non arrivò in aula, un Piano regionale per tutta la portualità turistica e commerciale, perché ci si rese conto nella precedente legislatura che, nonostante le ingenti risorse spese in Sardegna per la portualità, soprattutto per la portualità turistica, circa 700 miliardi negli ultimi dieci anni, ci ritroviamo la Sardegna circondata di porti non completi, in moltissimi casi non utilizzabili. Per cui era necessario, ed è ancora oggi necessario, chiudere il ragionamento su porti nuovi e completare quelli esistenti e dotarli di servizi che inseriscano la portualità turistica sarda nel Mediterraneo come oggi è inserita la portualità corsa, soprattutto nel turismo e per il turismo.

Per quanto riguarda i porti dei passeggeri, va da sé che vanno potenziati quei punti di transito che riguardano non solo i sardi ma quelli che in Sardegna vengono per usufruire di un periodo di vacanza e che ormai stanno diventando milioni per stagione, per cui di questo dobbiamo prendere atto e per questo ci dobbiamo attrezzare.

Mi pare che, in questa finanziaria, con questi finanziamenti previsti per la portualità, non si sia affrontato in forma organica e seria nessuno di questi aspetti.

Vengo al secondo punto che riguarda l'emendamento presentato dal collega Cossa. È veramente singolare e ha suscitato la nostra curiosità il fatto che sia presentato proprio dal collega Cossa che è del Gruppo dei Riformatori, cioè dello stesso Gruppo del collega Fantola, che è il leader dei Riformatori in Sardegna, che iniziò la precedente legislatura presentando una proposta di legge di un solo articolo che ricordo perché è brevissimo: "L'Esit è sciolto, gli EPT sono sciolti". Così era concepito quel suo progetto di legge, cinque anni fa. C'è stata veramente una inversione di tendenza, non solo un cambio di legislatura, tanto è che da parte di quel Gruppo, da parte di quel leader, per gli EPT, per l'esit e per tutto il comparto turistico, vi è una particolare attenzione. Non riusciamo bene a capire, o meglio riusciamo a cogliere la necessità che ha quel Gruppo, per sistemare un po' di cose interne e per cambiare direzione, di non andare verso la riforma che nella precedente legislatura aveva proposto, ma di utilizzare appunto quel comparto e gli enti di quel comparto, che sono, vi ricordo, solo nel turismo qualcosa come 13 enti fra EPT, Aziende di soggiorno ed ESIT. In questi due lunghi anni in maggioranza non hanno ancora prodotto alcuna proposta di riforma. E non si parte dall'anno zero, ma da un'elaborazione, che era arrivata sotto forma di progetto di legge quasi alla discussione dell'aula, che prevedeva una ripartizione delle competenze amministrative e delle altre competenze, cioè soprattutto della pubblicità esterna alla Sardegna, prevedendo che tutte le competenze amministrative e quindi anche i danari che oggi gestiscono questi enti, fossero trasferiti agli enti locali, cioè alle province, alle comunità montane ed ai comuni. Per l'esit in quei progetti di legge della precedente Giunta e di iniziativa consiliare, soprattutto nostra, si prevedevano non diversi enti territoriali, ma strutture snelle, miste, pubbliche o private. Non so se avete, colleghi Riformatori, mai sentito parlare delle Iat, cioè degli Uffici informazioni e accoglienza turistica che sono agenzie di tipo privatistico che si occupano di assistenza locale al turista.

Ma vi pare che si possano trascurare questi argomenti e soprattutto la riforma vera dell'esit che deve avere una struttura privatistica, tutta proiettata all'esterno, perché c'è bisogno di fare pubblicità non in Sardegna ma possibilmente fuori dall'Italia e dall'Europa, e questo ce lo può consentire uno strumento snello ed efficace, non l'esit così come è concepito oggi. Ma a voi tutto questo sistema serve per altro. Ma allora io mi domando perché, nonostante a livello nazionale si stia marciando a tappe forzate, perché nel mese di febbraio, cioè il mese scorso, la legge numero 217 cioè la legge quadro del turismo in Italia, è stata profondamente riformata dal governo di centrosinistra, la regione Sardegna, che non ha mai recepito quella legge quadro nazionale, non solo non si è adeguata alla "217", ma non sta per niente recependo neanche le novità che nella riforma nazionale vi sono e vanno nella direzione che ho poc'anzi ricordato. Non basta, cari colleghi, e qui chiudo davvero, definirsi Riformisti per esserlo, anzi a volte qualcuno si definisce così e va esattamente in senso inverso.

PRESIDENTE. Quello dell'onorevole Falconi era l'ultimo degli interventi sui commi dal 53 al 60 e sui relativi emendamenti. Procediamo quindi alla votazione sull'insieme degli emendamenti e dei commi.

Metto in votazione l'emendamento numero 302. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari - P.S.). Chiedo la votazione nominale.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri GIAGU, Gian Valerio SANNA, FADDA, CUGINI, CALLEDDA, MORITTU, Giacomo SANNA.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 302.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri:. BALIA - BIANCU - CALLEDDA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - GIAGU - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - PIANA - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SCARPA - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - VARGIU.

Si è astenuto: il Vicepresidente SPISSU.

Risultato della votazione

Proclamo il risultato della votazione, precisando che, a seguito della dichiarazione del consigliere Manca, il suo voto che, per errore, risultava nullo dal tabulato, è stato considerato favorevole:

Presenti 72

Votanti 71

Astenuti 1

Maggioranza 36

Favorevoli 29

Contrari 42

(Il Consiglio non approva)

Metto in votazione l'emendamento numero 303, chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione i commi dal 53 al 60. Chi li approva alzi la mano.

(Sono approvati)

Metto in votazione l'emendamento 394. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 15 aggiuntivo. Ha domandato di parlare il consigliere Granara. Ne ha facoltà.

GRANARA (F.I. - Sardegna). Io accolgo l'invito dell'assessore Pittalis con la garanzia da parte del Presidente della Giunta e dell'Assessore, che il provvedimento troverà accoglimento nell'ambito delle risorse cipe, pertanto ritiro l'emendamento numero 15.

Presidenza del Presidente SERRENTI

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 458. Chi lo approva alzi la mano.

SELIS (Popolari-P.S.). L'emendamento non è stato distribuito.

PRESIDENTE. E' una pagina aggiunta onorevole Selis.

E' la copertura finanziaria per gli interventi per il Porto di Carloforte.

E' la copertura finanziaria dell'emendamento numero 68. L'emendamento è stato letto e anche illustrato.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, siccome ho preso la copia dell'emendamento prima degli altri, probabilmente capisco di che cosa si tratta: è stato letto e illustrato l'emendamento numero 68, il relatore si è rimesso all'Aula e la Giunta ha invitato i presentatori a ritirarlo. Adesso probabilmente l'emendamento numero 68 è stato ritirato....

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. E' stato ritirato il numero 15.

SELIS (Popolari - P.S.). Ma questo dice la stessa cosa dell'emendamento numero 68!

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sono due interventi diversi.

SELIS (Popolari-P.S.). Scusate, prendiamoci 30 secondi per capire che cosa stiamo votando. L'emendamento numero 68 dice: "E' autorizzata nell'anno 2001 la spesa di 5 miliardi per interventi di dragaggio nel canale di San Pietro e nei porti di Calasetta e Carloforte". L'emendamento numero 458 dice la stessa cosa, solo che cambia la copertura finanziaria. E' così?

TUNIS GIANFRANCO (C.C.D.). No, perché prevedeva al primo comma 10 miliardi per il completamento del porto di Carloforte.

FADDA (Popolari-P.S.). Quello è il 15.

SELIS (Popolari-P.S.). No, quello è stato ritirato. Questo emendamento cambia solamente la copertura finanziaria, e siccome la Giunta aveva invitato i presentatori a ritirarlo, sto chiedendo alla Giunta se con questa copertura finanziaria va bene.

Se questo è, abbiamo capito la questione, poi l'Aula voterà come vorrà, ma io pongo il problema alla Giunta perché ci ripensi. Se questi emendamenti di spesa devono essere votati nella legge finanziaria, come stiamo facendo per questo, noi ne prendiamo atto, presenteremo i nostri emendamenti e li difenderemo, poi voi potrete bocciarli perché siete la maggioranza. Ho posto il problema nel corso della mattinata, e lo ripropongo non per questo emendamento, che si può anche votare, che la gran parte degli emendamenti di spesa vadano ricondotti ai programmi di spesa dei singoli assessorati del bilancio. Non parlo di questo emendamento, sto ponendo un problema di principio, perché questo risolverebbe il problema della copertura finanziaria e tante altre questioni. Valutatelo e discutiamone.

PRESIDENTE. L'Assessore Pittalis afferma che l'emendamento è corretto. Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Chiedo il voto segreto sull'emendamento numero 458.

Votazione a scrutinio segreto.

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinino segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 458.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione dell'emendamento numero 458:

Presenti 73

Votanti 72

Astenuti 1

Maggioranza 37

Favorevoli 36

Contrari 36

Il Consiglio non approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - CUGINI - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GIAGU - GRANARA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SELIS - SPISSU - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, aveva chiesto il voto segreto anche sull'emendamento numero 68?

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Il 68 è ritirato.

PRESIDENTE. No, il 68 non è ritirato.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, ritengo che l'emendamento numero 68 possa essere votato così com'è, perché nell'emendamento numero 458 era prevista un'altra copertura finanziaria ma garantisco la copertura finanziaria anche per il 68, così come l'ha formulato il proponente.

SANNA ALBERTO (D.S.). Ma questo è inaccettabile!

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Confermo la richiesta del voto segreto, su questo non vi è dubbio. Mi lascia perplesso il fatto che si consideri come autonomo l'emendamento all'emendamento che indicava una diversa copertura finanziaria, e visto e considerato che non è stato approvato ora si vota la proposta di riserva. E questo cosa diventa? L'emendamento all'altro emendamento? Cerchiamo di essere seri. Se l'emendamento all'emendamento ha un significato, l'emendamento numero 68, Presidente, non è da prendere neanche in considerazione. Se no facciamo emendamenti di riserva, decidiamo dieci coperture finanziarie a emendamento in capitoli diversi e li illustriamo, li discutiamo e li votiamo impiegando tutto il tempo che riteniamo opportuno.

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, lei conferma la sua richiesta di voto segreto?

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). La mia richiesta è comprensiva del fatto che è impensabile che si possano fare emendamenti agli emendamenti con diverse coperture finanziarie. L'Aula ha votato e ha respinto questo emendamento. Non lo si può rimettere in votazione con altra copertura finanziaria perché l'oggetto è lo stesso. Cambia solo la copertura finanziaria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Sanna. Ne ha facoltà. Onorevole Sanna, non può fare dichiarazione di voto perché è stato richiesto il voto segreto.

SANNA SALVATORE (D.S.). Ho capito, ma non mi sto pronunciando, sto facendo un'altra proposta.

E' del tutto evidente, lo dico soprattutto al collega Granara, presentatore dell'emendamento, che c'è stata qualche defezione nella sua maggioranza che ha provocato questo voto. Io capisco che vi serve qualche momento per trovare una soluzione a un problema che tutti giudichiamo reale, ma non potete pensare di risolverlo con una proposta da bancarella, da suk arabo, abbiate pazienza! Prendetevi tre minuti di sospensione, vedetevi le questioni e tornate in aula con una proposta.

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, per Regolamento è vietato discutere del voto che è già avvenuto. Il voto è avvenuto, adesso abbiamo un emendamento che ha la copertura finanziaria, per ciò che ci riguarda quest'emendamento va messo ai voti.

SANNA SALVATORE (D.S.). Era ritirato!

PRESIDENTE. No, non era ritirato

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi, vi prego abbiate un po' di pazienza.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Allora possiamo presentare 50 o 100 emendamenti uguali, cambiando la copertura finanziaria. Non si può gestire l'Aula in questo modo!

PRESIDENTE. Ma cosa c'entra la gestione dell'Aula, onorevole Sanna! La gestione dell'Aula non c'entra niente.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Ma ricordi dov'era.

PRESIDENTE. Sia più educato per favore, onorevole Sanna, le fa anche male, mi preoccupo per la sua salute.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). L'interpretazione era giusta, vada avanti.

SANNA SALVATORE (D.S.). Ogni volta che presiede lei ci sono problemi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Forse il collega Granara si sta avvicinando per ritirare l'emendamento e sarebbe una cosa saggia, ma il collega Selis ha proposto una procedura che può essere risolutiva del problema in questione, ferme restando tutte le opinioni espresse. Però penso che se si accoglie il metodo che ha proposto il collega Selis si può continuare il lavoro dell'Aula superando questo incidente. Se invece si insiste su una linea, che per altro verso era stata di fatto accolta, è chiaro che si inaspriscono i rapporti e le conclusioni sono quelle conseguenti a una situazione di turbolenza all'interno di quest'Aula, quindi penso che il Presidente Floris possa riflettere sulla proposta del collega Selis che mi pare vada nella direzione giusta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Presidente, proviamo a recuperare un po' di serenità e di univocità nella conduzione del nostro lavoro che, lo capisco, è anche difficile e complicato.

Ieri sera, per esempio, sul contratto d'area di Sassari, Alghero e Porto Torres, lei, che presiedeva l'Aula, in una situazione analoga, ha deciso l'unificazione di due emendamenti. Poiché la materia era analoga lei li ha unificati e li abbiamo votati con un'unica votazione. Se questa è la prassi, credo che la dobbiamo adottare sempre, anche in questo caso l'emendamento andava unificato perché non possiamo votare due volte la stessa cosa.

Nel merito, il secondo emendamento, quello che si vuol mettere in votazione adesso, presenta alcuni elementi di difficoltà che l'Assessore poteva e doveva, secondo me, puntualmente sollevare perché sono stati sollevati ieri appunto a proposito dell'emendamento del contratto d'area. E' solo un caso naturalmente, ma per esempio la copertura finanziaria viene individuata in questo nuovo emendamento sul Fondo nuovi oneri legislativi, senza dire la voce della tabella dalla quale si attingerebbe per far fronte alla copertura finanziaria.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Lo legga bene, non è così.

SPISSU (D.S.). Quindi, io sono del parere che l'abbiamo già votato, che andava unificato nel voto a quello precedente, e poi se decidiamo di andare avanti, ma credo che questa non debba essere la strada, comunque va indicata con precisione la copertura nella tabella.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Intervengo solo per invitare il collega Spissu ad una migliore lettura dell'emendamento numero 68, perché la copertura in questo caso non è a valere sul Fondo nuovi oneri legislativi, ma sul Fondo di riserva per spese obbligatorie ed impreviste. Se l'emendamento fosse stato formulato non correttamente sarei stato il primo ad evidenziarlo. Quindi ritengo che l'emendamento possa essere votato perché è corretto sotto questo profilo, per questo importo la copertura a valere su quel capitolo esiste, tra l'altro è indicato in maniera formalmente corretta, al di là della questione di merito sulla quale l'Aula si esprimerà come ritiene.

CUGINI (D.S.). Assessore, visto che ha la parola, risponda anche all'ipotesi di spostarlo, come ha proposto il collega Selis, e il problema a questo punto almeno per il momento potrebbe essere superato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, mi pare che l'interpretazione che noi stiamo dando sia legata più che alle forme procedurali alla sostanza. La Giunta e la maggioranza decidano come vogliono ma mi pare che valga la pena sottolineare questo.

Quando il relatore si è rimesso all'Aula, la Giunta ha invitato i presentatori a ritirare l'emendamento, se non ricordo male, perché probabilmente la copertura non era più adeguata. Noi abbiamo interpretato che l'emendamento numero 458, presentato all'emendamento numero 68, sostituisse la copertura del 68 che in qualche modo doveva essere ritirato, e quindi l'emendamento 458, nella sostanza, era un modo per soddisfare alla richiesta della Giunta non ritirando l'emendamento ma cambiandone la copertura finanziaria e i due emendamenti erano nella sostanza profondamente collegati.

Sarebbero dovuti essere messi in votazione assieme perché questa era la nuova copertura finanziaria e il voto sarebbe stato decisivo e conclusivo. Così non è stato, e secondo me si è commesso un errore, ma non entro nel merito. Sottolineo due cose: cosa direbbe la maggioranza se l'opposizione moltiplicasse i suoi emendamenti, aggiungendo a tutti gli emendamenti presentati una variabile sulla copertura finanziaria? Sarebbe, forse giustamente, considerato un atteggiamento dilatorio, ostruzionistico. Adesso su questa questione che si poteva risolvere in maniera semplice votando i due emendamenti insieme o, come io proponevo, non solo per questo ma per la gran parte degli emendamenti di spesa, rinviandoli al programma, stiamo perdendo tempo e non per colpa dell'opposizione.

La maggioranza deve stare attenta in queste cose perché la maggioranza e la Giunta devono dare il buon esempio nella speditezza dei lavori, perché poi non possono lamentarsi se l'opposizione, come è suo diritto fare, segue lo stesso percorso e presenta altrettanti emendamenti ai suoi emendamenti stabilendo coperture finanziarie variabili e proponendo di votarli uno per volta. Mi sembra una procedura che allunga i tempi e ci complica la vita. Siccome stiamo facendo tutti uno sforzo per semplificarci la vita, troviamo una formula lineare, si può salvare la sostanza di questo emendamento rinviandolo ai programmi dell'Assessorato competente e andando avanti, se no ci impantaniamo in cose che si possono risolvere facilmente. Siccome siete voi la maggioranza, io, pur non condividendola mi rimetto alla vostra interpretazione però poi……

PRESIDENTE. Devo andare avanti ricordando che l'emendamento numero 458 era un emendamento al numero 68. L'emendamento numero 458 non è stato approvato e adesso votiamo il numero 68. E se il consigliere Sanna Giacomo ha recuperato il suo aplomb parlamentare gli chiedo se mantiene la richiesta di voto segreto.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Lei cerchi il suo, non pensi al mio!

PRESIDENTE. Capisco che la parola è difficile, però, onorevole Sanna, mantiene la richiesta di voto segreto?

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Sempre!

PRESIDENTE. È stato chiesto il voto segreto.

(Interruzione)

PRESIDENTE. Ognuno ha il proprio modo ed io conosco il suo, e non soltanto io. Ma la smetta, lasci perdere.

SANNA Giacomo (Gruppo Misto). Si faccia sostituire, faccia una cortesia a tutta l'Aula.

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, la richiamo ufficialmente all'ordine a termine di Regolamento, si guardi il Regolamento e sappia cosa può accadere dopo. Lei è richiamato formalmente all'ordine, impari ad essere educato.

Su che cosa vuole intervenire, onorevole Ortu?

ORTU (R.C.). Se mi da la parola!

PRESIDENTE. E` stato chiesto il voto segreto.

ORTU (R.C.). Io non sto parlando né per dichiarazione di voto né sul voto segreto.

PRESIDENTE. E allora parlerà dopo.

ORTU (R.C.). Presidente, sto chiedendo di evitare che succeda quello che è accaduto ieri sera. Lei faccia rispettare il voto segreto facendo in modo che tutti stiano al proprio posto e che nessuno circoli tra i banchi quando si sta votando.

PRESIDENTE. Bene, mi sembra giusto e corretto. Chiedo ai colleghi che prendano posto fino a quando non è finita la votazione. Onorevole Cappai la prego, prenda posto, consigliere Granara si sieda, il voto è segreto, prenda posto per votare.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico dell'emendamento 68.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione dell'emendamento numero 68.

Presenti 74

Votanti 73

Astenuti 1

Maggioranza 37

Favorevoli 38

Contrari 35

Il Consiglio approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GIAGU -GRANARA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SELIS - SPISSU - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna) Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Nello spirito dell'invito formulato dall'onorevole Selis, la Giunta, per la gran parte degli emendamenti - ma è un appello già rivolto anche ai consiglieri della maggioranza - soprattutto per quelli che comportano nuovi oneri, riconferma l'invito ai presentatori a ritirarli, salvo gli emendamenti numero 34, 239, 74 e 426 presentati dai vari Gruppi di maggioranza ed opposizione, dei quali ho proposto ieri sera l'unificazione in un unico emendamento limitando l'impegno di spesa per l'anno 2001 a un miliardo e mezzo secondo la copertura finanziaria che ieri ha indicato l'onorevole Frau. Mi pare che in questo modo siano soddisfatte le richieste che vengono dai banchi dell'opposizione ed anche dalla maggioranza per quanto riguarda le infrastrutture viarie di accesso per la stazione marittima per passeggeri di Porto Torres.

PRESIDENTE. Votiamo quindi l'emendamento numero 239 che è la sintesi degli altri emendamenti, con questa copertura finanziaria: un miliardo e mezzo a gravare sulla UPB S 03002 capitolo 03009. Gli altri emendamenti si intendono ritirati

FRAU (A.N.). Votiamo l'emendamento numero 34 che stanzia un miliardo e mezzo per il quale avevamo indicato la copertura finanziaria nel corso dell'illustrazione.

PRESIDENTE. Colleghi, un poco di attenzione, non è facile muoversi con tutte queste difficoltà. L'emendamento numero 34 si pone in votazione eliminando il finanziamento previsto per l'anno 2002 indicando la copertura in diminuzione per il solo anno 2001 a valere sulla UPB S 03002, capitolo 03009 per un importo pari a 1 miliardo e mezzo.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Sull'emendamento numero 34 o i proponenti chiedono una votazione per parti o presentano un emendamento scritto come è stato fatto prima.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'onorevole Frau ha presentato un emendamento orale nel corso della discussione.

SELIS (Popolari-P.-S.). Scusate, lo dico per semplificarci la vita. L'onorevole Frau o gli altri proponenti, possono chiedere la votazione per parti, quindi se c'è una parte dell'emendamento da abrogare si vota contro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.

FRAU (A.N.). Sono intervenuto ieri sera per illustrare l'emendamento, sono intervenuto stamane dicendo che è stata raggiunta un'intesa con i proponenti degli altri tre emendamenti, sulla proposta che per il completamento degli interventi per la stazione marittima di Porto Torres si stanzi un miliardo e mezzo per il solo anno 2001, con questa copertura finanziaria: in aumento UPBS08041 Capitolo 08183, così come era stabilita in tutti e quattro gli emendamenti, mentre si cambia la copertura finanziaria in diminuzione indicando UPB S 03002, capitolo 03009. Questo è l'emendamento orale che va bene anche per tutti i proponenti degli altri tre emendamenti. Tanto è vero che ieri sera anche gli altri colleghi hanno detto che la copertura finanziaria da me indicata andava bene.

PRESIDENTE. Mi dicono che l'aveva proposta l'assessore e che era stata accolta da tutti.

SELIS (Popolari - P.S.). Vogliamo l'emendamento scritto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI BRUNO (I Democratici). Vorrei sapere se, nel caso in cui fosse stato approvato l'emendamento all'emendamento numero 68, avremmo poi votatoquest'ultimo. In merito al problema ora in discussione, anche se si presenterà l'emendamento di sintesi, poi dovremo votare anche tutti e tre i precedenti emendamenti? Lo chiedo per capire la procedura e per capire cosa si sta votando, proprio perché il voto non si presti a diverse, a questo punto, legittime interpretazioni, e per consentire all'Aula di decidere con maggiore pacatezza, perché l'espressione del voto rimanga sempreconsapevole e intellegibile.

PRESIDENTE. E' una fattispecie diversa: mentre prima c'era un emendamento all'emendamento, qua c'è un emendamento di sintesi, che raggruppa diversi emendamenti in uno.

Io propongo di sospendere la seduta per alcuni minuti per risolvere questo problema.

Ha domandato di parlare l'assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS, (F.I.- Sardegna). Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. La Giunta, proprio per semplificare, ha consegnato agli uffici un emendamento di sintesi che riassume, sostanzialmente, la proposta degli emendamenti Vassallo, Masia e più, Scarpa e Frau. E` un emendamento di sintesi nel quale è anche indicata correttamente la copertura finanziaria e conseguentemente invito i presentatori a ritirare i quattro emendamenti o comunque a ritenerli compresi in questo emendamento che ne rappresenta la sintesi.

In attesa che l'emendamento venga distribuito, signor Presidente, si può andare avanti con la votazione degli altri emendamenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (F.S.D.). Presidente, siccome mi pare che vi sia stata prima la proposta da parte dell'assessore di una breve sospensione per la stesura dell'emendamento. Siccome c'è anche l'esigenza di una sospensione per vedere come riformulare il testo dell'emendamento numero 123, chiedo che prima o subito dopo questo voto si sospenda per cinque minuti la seduta prima di tornare a votare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bruno Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI BRUNO (I Democratici). Voglio solo fare una precisazione, Signor Presidente. Credo che anche l'emendamento all'emendamento numero 68 fosse una sintesi, giacché la Giunta si era espressa negativamente in Commissione in relazione a questo emendamento. La Giunta, in Commissione, aveva dato parere negativo, dopo di che è evidente che, nella sua formulazione di sintesi, la Giunta, non l'Aula, aveva impostato il lavoro affinché l'emendamento all'emendamento fosse l'unico votabile, perché l'altro sicuramente non avrebbe avuto storia. Così non è stato. Complimenti alla Giunta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Intervengo su questo aspetto, perché secondo me si è creato un precedente pericoloso: votare un emendamento che indica soltanto una copertura finanziaria. Se il Consiglio avesse detto sì all'emendamento che garantiva la copertura finanziaria, e poi avesse detto no, perché avrebbe potuto legittimamente farlo, alla norma sostanziale, ci saremmo trovati con una norma finanziaria inutile. È evidente perciò che gli emendamenti andavano votati insieme, perché votare la copertura finanziaria senza sapere se poi il Consiglio approverà l'intervento al quale la copertura finanziaria è destinata, mi pare veramente ridicolo. Non si può votare una norma finanziaria che riguarda una norma che ancora non esiste, perché il Consiglio può bocciarla subito dopo.

PRESIDENTE. Non si potevano votare insieme, erano due cose completamente diverse. E' stata chiesta una sospensione della seduta di 5 minuti.

Sospendo i lavori del Consiglio per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 42, viene ripresa alle ore 13 e 05.)

PRESIDENTE. Colleghi, la Giunta ha presentato un nuovo emendamento, il 460, che è l'emendamento di sintesi degli emendamenti numero 34, 239, 74 e 426. Se ne dia lettura.

ORTU, Segretario:

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE.

Per il completamento degli interventi di cui all'art. 12, comma 6 della legge regionale 5 settembre 2000 n. 17, è autorizzato, nell'anno 2001, l'ulteriore stanziamento di lire 1.500.000.000 (UPB S08041 - Cap. 08183).

Copertura finanziaria

IN AUMENTO

08 - LAVORI PUBBLICI

UPB S08.041 cap. 08183 - Stazione marittima di Porto Torres

2001 lire 1.500.000.000

IN DIMINUZIONE

03 - PROGRAMMAZIONE

UPB S03.002 cap. 03009

2001 lire 1.500.000.000 (460)

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Intervengo perché questa sintesi riguarda anche me, perché sono tra i firmatari di uno degli emendamenti. Credo che sarebbe stato politicamente più rispettoso se gli stessi proponenti avessero firmato l'emendamento, perché credo che dietro la presentazione degli emendamenti ci siano delle ragioni di carattere politico e quindi propongo che...

(Interruzione del consigliere Biggio)

FADDA (Popolari - P.S.). Ringrazio del suggerimento il collega Biggio. Comunque, questa era un'iniziativa del Consiglio regionale, non della Giunta regionale, e quindi ritengo che anche questo emendamento dovesse avere la firma dei presentatori dei tre emendamenti. Quindi propongo che tutti quelli che avevano firmato i tre emendamenti siano firmatari anche di questo emendamento.

PRESIDENTE. Se la Giunta è d'accordo non ci sono problemi, si sostituisce l'emendamento con uno a firma dei presentatori degli emendamenti dei quali rappresenta la sintesi.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Siamo perfettamente d'accordo, anche perché voglio attirare l'attenzione del collega Fadda sul testo dell'emendamento. Abbiamo indicato "riferimento emendamenti numeri" il che significa che abbiamo integralmente richiamato proprio gli emendamenti Quindi non ho nessun problema a inserire tra i presentatori tutti i proponenti degli emendamenti ricompresi in questo.

PRESIDENTE. Onorevole Fadda?

FADDA (Popolari-P.S.). Va bene.

PRESIDENTE. Allora possiamo a metterlo in votazione con questa correzione. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Intendo fare soltanto una precisazione che è bene che rimanga agli atti del Consiglio. L'emendamento di sintesi numero 460 va bene, ma rimane un dubbio sulla sua formulazione, perché negli altri emendamenti è stata inserita la frase "nonché delle relative infrastrutture viarie di accesso" e chiedo se è possibile, includere nel nuovo emendamento anche queste.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sono già ricomprese in questa formulazione

VASSALLO (R.C.). Sono ricomprese? OK.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Chiedo che l'emendamento venga illustrato dai proponenti e che vengano espressi il parere della Commissione e il parere della Giunta.

PRESIDENTE. La Giunta ha presentato questo emendamento quindi suppongo che il parere sia favorevole. Per esprimere il parere sull'emendamento 460, ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore di maggioranza.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Esprimo parere favorevole.

SELIS (Popolari-P.S.). Vorrei che uno dei proponenti illustrasse l'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.

FRAU (A.N.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, io non sto a ripetere tutto quello che è stato detto sull'importanza di questa struttura nel porto che è la porta d'ingresso per chi entra e chi esce nel Nord-Ovest della Sardegna. E' stato ripetuto, l'hanno detto un po' tutti i colleghi, che veramente non esistono assolutamente strutture in questo porto così importante che vede il passaggio annuale di più di un milione di passeggeri, sicuramente di molti cittadini sardi e non sardi che vengono in Sardegna o che devono andare nel Continente. Quindi, credo che questo intervento sia importante e pertanto credo che la richiesta di questo ulteriore finanziamento sia ben accolta da tutti.

Concludo l'illustrazione, perché dovrei ripetere quello che è stato detto. Ringrazio la Giunta che è stata disponibile, ringrazio i colleghi che hanno presentato gli altri emendamenti, e credo che questo nuovo emendamento, il 460, che è la sintesi dei quattro emendamenti, possa essere accolto da tutta l'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.

MASIA (F.S.D.). Intervengo in qualità di proponente di uno degli emendamenti.

PRESIDENTE. Onorevole Masia, sta intervenendo sull'emendamento?

MASIA (F.S.D.). Sì.

PRESIDENTE. Mi faccia sentire prima il parere della Commissione e della Giunta. Le darò la parola dopo. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore di maggioranza.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è favorevole, ma mi pare che sia senz'altro da accogliere il suggerimento dell'onorevole Vassallo, perché da una verifica ulteriore ho potuto rilevare che mancava invece proprio il richiamo a cui faceva riferimento. Quindi, dopo le parole "legge regionale 5 settembre 2000 numero 17" vanno aggiunte le parole: "ivi comprese le infrastrutture viarie di accesso".

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.

MASIA (F.S.D.). Presidente, condivido l'emendamento che si sta per votare, e ci auguriamo che ci permetta finalmente di risolvere un problema che, come abbiamo detto nella presentazione, è annoso, e presenta aspetti diversi compreso l'ultimo che, con il suggerimento del collega Vassallo, viene ricompreso in questo emendamento di sintesi.

Quindi condivido questa proposta, sottolineo che gli importi che erano stati richiesti nell'emendamento da me presentato tenevano conto di tutti questi aspetti, per cui ci auguriamo che questi 1.500 milioni siano sufficienti. Riteniamo estremamente delicata la zona dell'insediamento e riteniamo estremamente delicata anche la struttura, per quelle che sono le caratteristiche che dovrà avere, per il ruolo che dovrà svolgere, e quindi i costi sono sicuramente da tenere presenti. Mi si dice che con questo ulteriore miliardo e mezzo la somma disponibile attualmente è di circa 5 miliardi, ritengo che potrebbero essere sufficienti, per cui sono favorevole a questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, intervengo sul Regolamento. Hanno dato il parere favorevole sia la Giunta sia il relatore, chiedo la sua interpretazione sul comma 13 dell'articolo 84 del Regolamento.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, questo emendamento è una sintesi di emendamenti che sono stati già valutati in Commissione e pertanto li ricomprende tutti. E' una sintesi di tutti gli emendamenti che solo per ragioni operative stiamo ricomprendendo nel 460.

Peraltro, se non ho inteso male, onorevole Selis, questa era la sua richiesta.

SELIS (Popolari-P.S.). Questa non è l'interpretazione del comma 13.

Poiché cambia la copertura finanziaria io voglio sapere qual è l'interpretazione del Presidente sul comma 13 dell'articolo 84 del Regolamento.

PRESIDENTE. Se vuole lo leggiamo: "Gli emendamenti, che comportino un aumento di spesa o diminuzione di entrate, sono trasmessi appena presentati alla Commissione Finanze perché siano esaminati e valutati nelle loro conseguenze finanziarie. A tal fine il Presidente del Consiglio stabilisce il termine entro il quale deve essere espresso il parere della Commissione Finanze. Il parere può essere dato anche verbalmente nel corso della seduta, a nome della Commissione, dal suo Presidente o del relatore". Il parere della Commissione e` stato dato in Aula. L'ho appena chiesto.

(Interruzione del consigliere Selis)

Onorevole Selis, vediamo di intenderci.

SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, poi andiamo avanti, però voglio fare una puntualizzazione, il collega La Spisa ha dato, credo con il solito rigore, un parere positivo. Se noi dovessimo attenerci allo spirito del Regolamento, così come nella scorsa legislatura i colleghi hanno fatto quando presiedevo io, dovrei chiedere che la Commissione si riunisca e dia il parere. Giusto? Questa è l'interpretazione del Regolamento. Spero di avere almeno su questo il consenso del Presidente.

A me rimane, lo dico perché rimanga agli atti, la perplessità sulla procedura. Io lascio decidere la procedura al Presidente, però a me, su tutta la procedura che stiamo seguendo, rimane una perplessità, sia dal punto di vista politico che dal punto di vista formale. Nel corso del dibattito credo che lo potremo verificare.

PRESIDENTE. In riferimento alla interpretazione richiesta, sulla materia la Commissione ha già discusso e si è pronunciata e quindi non ci troviamo di fronte ad un argomento nuovo

SELIS (Popolari-P.S.). Su questo emendamento?

PRESIDENTE. Certo, abbiamo detto che è un emendamento di sintesi, se è un emendamento di sintesi vuol dire che...

SELIS (Popolari-P.S.). Questo sostituisce gli altri? Gli altri vengono ritirati?

PRESIDENTE. Gli altri sono ritirati, mi pare di capire così.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Chiedete gli accordi e poi? Ma allora!

SELIS (Popolari-P.S.). L'accordo di chi e con chi?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI BRUNO (I DEMOCRATICI). Signor Presidente, penso di risolvere questo problema nel senso che, se i colleghi presentatori degli emendamenti numero "34" e "239" intendono ritirarli, io li faccio miei, credo che il Regolamento me lo consenta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Presidente, voglio solo far rilevare che l'emendamento proposto dalla Giunta non prevede un aumento rispetto agli emendamenti da ritirare, ma una riduzione di 500 milioni. Faccio anche rilevare che il comma indicato dal collega Selis, dice che il parere può essere dato anche verbalmente nel corso della seduta a nome della Commissione, dal suo Presidente o dal relatore. Quindi, credo che bene abbia fatto il Presidente La Spisa ad esprimere parere favorevole considerando i lavori della Commissione e considerando che nell'emendamento c'è una riduzione dell'onere finanziario.

SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, il collega Scarpa ha complicato la vicenda.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Presidente, io mi complimento per la fantasia e le grandi capacità espresse, anche in questa occasione, dal leader della minoranza. Il collega onorevole Gian Mario Selis, sta dando veramente una prova di grandi fantasie interpretative, di una grande capacità e duttilità nel leggere, giocare e proporre ulteriori divertimenti a quest'Aula. Ed allora che divertimento sia, che si rispetti il Regolamento fino in fondo, faremo tutta questa serie di votazioni, dopodiché avremo i risultati che comunque dovremo avere e per i quali l'Aula ha già espresso abbondantemente il suo pronunciamento. Chiedo il voto segreto.

PRESIDENTE. E' stato chiesto il voto segreto, però l'onorevole Dettori ha detto che qualora venissero ritirati gli altri emendamenti li avrebbe fatti propri, pertanto io credo che dobbiamo procedere anche alla votazione degli altri emendamenti.

SELIS (Popolari-P.S.). Chiedo di parlare per dichiarare la mia astensione.

DETTORI BRUNO (I DEMOCRATICI). Su quale emendamento è stata chiesta la votazione a scrutinio segreto?

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Adesso votiamo l'emendamento numero 239.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis per dichiarazione di voto. Su questo emendamento non c'è la richiesta di votazione segreta, quindi ne ha facoltà.

SELIS (Popolari P.S.). Presidente, io nel fare le osservazioni, lo dico per rassicurare...

DETTORI Bruno (I DEMOCRATICI). Voglio intervenire sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Sta già parlando il collega, non può interrompere un collega mentre parla. Appena avrà finito interverrà sull'ordine dei lavori. Prego, onorevole Selis.

SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, faccio la mia dichiarazione, per rasserenare l'onorevole Biggio gli ricordo che, nel fare le mie osservazioni preliminari, avevo detto che non mi sarei opposto a qualunque procedura e a qualunque interpretazione, però questo non significa che non possa sottolineare che in quest'aula non ci può essere chi cerca di fare un lavoro per superare le cose, certe volte andando anche oltre il proprio ruolo, e chi invece appena si trova, come nel caso della Giunta e della maggioranza prima, di fronte ad un piccolo problema come quello che stavamo discutendo prima, rischia di mettere in discussione tutta la prassi parlamentare, gli accordi, lo stile, la serenità che con fatica stiamo cercando di mettere in discussione, perché un gruppo di colleghi, dignitosi, di prestigio, che portano giustamente avanti le loro istanze, afferma una certa esigenza.

Dico questo per sottolineare che, se la logica è che la Giunta si fa condizionare e deve sempre captare la benevolenza di qualche collega, e in nome di questa logica e di questa esigenza di trovare l'unità sui compromessi interni, rimette in discussione anche il Regolamento, come poco fa abbiamo rischiato con le battute, allora salta tutto e, attenendoci al Regolamento, noi possiamo creare un sacco di problemi. E' una cosa che non vogliamo fare, vogliamo andare alla sostanza, come vi stiamo dimostrando, e non abbiamo interesse a discutere delle procedure, ma delle politiche. Però non vogliamo neanche subire la logica di una maggioranza che, quando si tratta di votare qualche cosa minore, come era quella, fa barricate e rischia di compromettere tutto il resto, e quando invece si tratta di accettare e di accogliere qualche parte e qualche altrettanto giusta istanza, si arrocca sulle proprie posizioni. Se dobbiamo costruire insieme il clima, lo stile, il metodo, il dialogo, bisogna essere conseguenti e deve essere la maggioranza a dare l'esempio, a ritirare gli emendamenti che sono superflui.

Vi ho fatto stamattina la proposta: di ricondurre agli ordinari programmi di intervento gli emendamenti di spesa che riteniamo validi. Le risorse nel bilancio ci sono. Non c'è stata una risposta anche se questa non era una mia esigenza personale ma finalizzata a snellire e a razionalizzare i lavori. Vi sto dimostrando che se si crea un clima diverso, il Regolamento consente diverse procedure. Questo è un emendamento di sintesi, ma in quanto sintesi sostituisce gli altri e si dovrebbe riconvocare la Commissione per il parere, cosa che io non chiedo, sia ben chiaro. Ci sono anche altre norme, come il comma 14, sempre dell'articolo 84 del Regolamento, che letto bene renderebbe irricevibile questo emendamento.

Perciò o facciamo uno sforzo di dialogo, di buona volontà, di interlocuzione positiva almeno sul metodo, sullo stile, oppure ci impantaniamo di nuovo e non per colpa nostra. Stamattina la seduta è iniziata in ritardo, e non per colpa nostra, ma per l'assenza della maggioranza; abbiamo perso un sacco di tempo a discutere sul metodo di votazione di quell'emendamento proposto dalla maggioranza col pasticcio che abbiamo visto, stiamo perdendo altro tempo, non per colpa nostra, io ho fatto solamente osservare, con buona pace dei colleghi e soprattutto del collega Biggio, che, volendo, potremmo creare dei problemi che non vogliamo creare. Vogliamo andare al centro della sostanza dei problemi, ma anche voi dovete cercare di essere altrettanto rigorosi e di non attaccarvi alla lettera del Regolamento. Perché, se voi vi attaccate alla lettera del Regolamento, devo dire che questo emendamento, sul quale io, vista anche l'ampiezza del consenso sono d'accordo, a termini di Regolamento potrebbe non essere ricevibile. Non è quello che sto chiedendo, si voti, si vada avanti, ma state attenti a non essere i primi a creare problemi e a dare pretesti che poi sarebbero difficili da gestire.

Naturalmente mi astengo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta regionale.

FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta regionale. Signor Presidente, io ho ascoltato con molta attenzione le parole testé enunciate dal colllega Gian Mario Selis. Vi assicuro che non c'è da parte della Giunta e della maggioranza nessuna volontà di evitare la dialettica parlamentare per trovare le opportune e giuste intese tra maggioranza e minoranza. E` chiaro che, forse anche la stanchezza e il confronto aspro di questi giorni, per l'approvazione della finanziaria e del bilancio, possono portare tutti quanti noi talvolta ad assumere comportamenti, atteggiamenti e ad usare espressioni che magari non corrispondono al nostro pensiero. Peraltro non si vive soltanto di parole, ma si vive anche di comportamenti, di atteggiamenti, e in questo angusto posto si è attenti talvolta non soltanto alle parole ma anche alle facce, al modo di comportarsi, alle espressioni che si hanno.

Quando io ho detto che una cosa che Cogodi richiama sempre in quest'Aula non passerà, lo dicevo assumendomi una responsabilità politica, non certamente personale nei confronti del Gruppo di Rifondazione Comunista, che sta facendo la sua parte, che sta portando avanti istanze nelle quali crede e nelle quali io non credo, nelle quali la maggioranza non crede. Poi ci confronteremo sul merito, ma anche in queste ore, anche in questi giorni, stiamo facendo uno sforzo per trovare posizioni meno distanti, perché nessuno di noi è depositario della verità né da una parte né dall'altra. Quindi io chiedo scusa, se personalmente sono andato oltre quella che è la mia naturale propensione al dialogo.

Detto questo, io credo che il confronto debba essere spigoloso ed aspro ma solo per raggiungere determinati obiettivi e risultati, non può essere fine a se stesso. Se mettiamo in discussione anche il Regolamentocertamente non usciamo da questa situazione.

Da parte nostra c'è la volontà di continuare a confrontarci in quel clima di serenità che è tipico del nostro Consiglio regionale, perché nessuno di noi vuole dare uno spettacolo indegno, come quello che forse stiamo dando, nei confronti della società, perché sappiamo benissimo che questo Consiglio regionale, e le forze politiche sono in grado di gestire e di governare i gravi problemi della nostra isola.

Io volevo assicurare all'onorevole Gian Mario Selis, all'onorevole Cogodi e quant'altri che da parte nostra c'è questa volontà, non ci vuole essere prevaricazione nei confronti di nessuno, tutto si deve svolgere in un clima di chiarezza e di trasparenza. D'altra parte noi riteniamo di esserci avvicinati molto alle posizioni anche della minoranza, e di avere fatto per quanto ci riguarda, dei passi in avanti, con le cose che sono state decise in termini di lavoro, in termini di infrastrutture, in termini di trasparenza, in termini anche di norme che è vero che non comportano spese, ma è altrettanto vero che denotano la volontà di essere chiari, cristallini con tutti e che sono altrettanto importanti come le norme finanziarie. Quindi a me sembra veramente che in questa circostanza, quando siamo ad un passo dalla definizione, certe cose non aiutino a stemperare un clima che deve mantenersi franco e sereno come è volontà della Giunta e della maggioranza.

PRESIDENTE. Possiamo procedere. Onorevole Selis noi abbiamo applicato il comma 12 dell'articolo 84 che consente l'unificazione degli emendamenti, peraltro nel nuovo emendamento non c'è neanche un aumento di spesa.

Ha facoltà di parlare il consigliere Fadda per dichiarazione di voto.

FADDA (Popolari P.S.). Io ho apprezzato le parole del Presidente della Giunta e mi auguro che il Presidente suggerisca anche ai colleghi della sua maggioranza di stare più attenti quando si offende e si cerca comunque di creare un clima di tensione. A me dispiace, onorevole Biggio, nessuno di noi qui si sta divertendo. Poi, vede, si può essere leader della opposizione e non della minoranza, perché lei sa benissimo come la maggioranza si sia formata, io non parlo del suo leader, mi creda, lo faccio per rispetto, lei molto probabilmente ha sbagliato, stava parlando del suo leader quando parlava di divertimento, noi qui stiamo lavorando. Stiamo lavorando con serietà, quindi la invito, da amico, onorevole Biggio, se deve parlare del suo leader come ha fatto oggi lo faccia dicendo nome e cognome della persona di cui sta parlando.

Su questo emendamento mi astengo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dettori per dichiarazione di voto.

dettori bruno (I Democratici). Sinceramente, signor Presidente, avrei gradito, considerato che l'argomento è stato oggetto di una sospensione, che si fosse chiarito, oltre i risultati che chi si è riunito durante la sospensione della seduta portava all'attenzione di questa assemblea, anche l'ordine nella votazione degli emendamenti, cioè quale emendamento, sarà votato per primo, quale per secondo e quale per terzo. Vorrei capire in quale ordine andremo a votare gli emendamenti che sono stato oggetto di questo accordo, e voglio sapere se, in relazione a questi emendamenti, qualcuno ha chiesto un certo tipo di votazione, perché l'onorevole Biggio ha richiesto la votazione segreta l'ha chiesta in un momento di irritazione, ma non sapeva quale emendamento sarebbe stato posto in votazione. Non so signor Presidente se il Regolamento prevede che un consigliere possa chiedere la votazione segreta quando ancora non è stata indetta nessuna votazione.

PRESIDENTE. Onorevole Biggio, stiamo facendo dichiarazioni di voto sull'emendamento numero 239.

BIGGIO (A.N.). Io chiedo la parola per fatto personale.

CUGINI (D.S.). Per fatto personale si parla a fine seduta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Onorevole Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Io auspicherei che si realizzasse quanto chiesto dal collega Oppi, cioè una seduta pubblica, perché si valuti con quale serietà e precisione si lavora, con quale precisione e serietà vengono fatti gli interventi in quest'Aula, con quale clima di collaborazione, in particolare da parte dell'onorevole Selis Gian Mario e in particolare oggi, e se non vado errando ieri in apertura di riunione, con quale puntigliosità, con quale spirito di collaborazione. Oggi l'ha dimostrato. L'onorevole Selis però vuol collaborare e tutti abbiamo ascoltato quanto e come vuole collaborare, fermandosi virgola per virgola, punto per punto, chiedendo documentazioni, spiegazioni, rispiegazioni di roba trita e ritrita da mesi, documentazioni che gli hanno consegnato e che lui probabilmente non ha controllato, come quella della scorsa legislatura che ancora giace negli uffici della terza Commissione, però questa è collaborazione seria. Prendiamo atto della collaborazione seria. Non è così che si collabora, ognuno ha un ruolo e deve rispettare questo ruolo e rispettando viene rispettato, quando non c'è rispetto o si camuffa e si tradisce la verità, perché voi ogni volta avete bisogno di girare le carte in tavola.. E' sempre colpa dei altri, però, voi siete belli, voi siete bravi, voi ci avete riempito di programmi d'area fasulli, e in Sardegna tutto deve essere fatto secondo i vostri progetti. Non è così. Non state governando,, qualunque cosa sia la manovra, non state governando e dovete prendere atto di questo.

PRESIDENTE. Io le ho dato la parola per dichiarazione di voto, non ho capito come voterà.

COGODI (R.C.). Lui ha chiesto la parola per fatto personale e lei gliela ha data.

PRESIDENTE. Non le ho dato la parola per fatto personale, le ho dato la parola per dichiarazione di voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

scarpa(Gruppo Misto). Presidente e colleghi, ci troviamo di fronte ad una esigenza che è condivisa da tutti: la quantificazione della spesa che dovrebbe essere sufficiente ad ultimare i lavori è quella sulla quale anche la Giunta si è dichiarata d'accordo.

Io rilevo che nell'ordine di presentazione, nel fascicolo che c'è stato consegnato, Presidente, prima dell'emendamento numero 239 c'è il numero 34. Io vorrei invitare, per una ragione di economia dei nostri lavori, tutti i colleghi a ritirare tutti gli emendamenti e a votare solo l'emendamento della Giunta. Se questo non fosse possibile segnalo al Presidente l'opportunità che si proceda seguendo l'ordine di presentazione degli emendamenti, cioè che si voti prima il 34 e poi gli altri Questa è semplicemente una questione di correttezza perché l'emendamento numero 239 viene dopo il 34. Comunque ribadisco ancora una volta che la soluzione ottimale per una gestione economica dei nostri lavori sarebbe, visto che c'è l'assenso di tutti sull'emendamento della Giunta, che tutti gli altri emendamenti venissero ritirati e venisse votato solo quella della Giunta, che è stato firmato da tutti.

PRESIDENTE. L'ordine di votazione degli emendamenti è stabilito dal Presidente sulla base del Regolamento, si comincia a votare da quello che prevede il finanziamento più alto e se questo è approvato gli altri decadono.

Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

cugini(D.S.). Mi pare che le considerazioni che ha fatto il collega Selis, e che sono state riprese positivamente dal Presidente Floris, dovrebbero produrre come conseguenza l'accoglimento dell'impostazione che viene proposta all'attenzione dei colleghi. Se invece dopo che si trova un punto di incontro tutti ci sentiamo autorizzati a ripartire da argomenti che erano stati superati, è chiaro che non si arriva a nessuna conclusione.

Comprendo tutto, anche il nervosismo finto che fa parte forse del gioco delle posizioni, però il collega Selis ha introdotto e chiuso un argomento riferito al Regolamento con la preoccupazione che se si cambiano le procedure in corso d'opera anche sulle cose minime si producono delle conseguenze che è difficile poi, nel corso delle ore, riportare a sintesi positiva. Era un rilievo di natura politica in riferimento a una situazione precisa. Siccome quella situazione si tende a lasciarla ancora aperta, è bene che chi deve dare le risposte, e il Presidente Floris ha questa funzione e ha dato una risposta, lo faccia e lo faccia anche con un minimo di coordinamento.

Il Presidente Selis è il leader della coalizione, i colleghi della maggioranza hanno più leader, e di volta in volta intervengono in quanto Presidenti del cosiddetto "UCAS", "Ufficio complicazioni affari semplici", e determinano quella situazione che abbiamo visto prima. Se la proposta che ha fatto il collega Selis, in quanto Presidente del centro sinistra, viene accolta, e mi pare che sia stata accolta dal Presidente Floris, per noi la parentesi che era stata aperta è chiusa. Chiedo a tutti, dal Presidente del Consiglio al sottoscritto, di procedere poi conseguentemente con l'impostazione che abbiamo deciso.

Il Regolamento dice che i consiglieri possono intervenire per fatto personale a fine seduta, quindi stiamo attenti, perché dare la parola per fatto personale in un momento un po' complicato non aiuta la situazione, anche se il collega Biggio riconoscerà di essere andato un po' sopra i toni, quindi penso che si debba trovare un punto di convergenza sull'indicazione di lavoro che è stata proposta, all'inizio della seduta e nella risposta che ha dato il Presidente Floris, richiamando anche situazioni che si sono verificate ieri che, a questo punto, anche io considererei superate positivamente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'assessore della programmazione, bilancio credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I. - Sardegna), assessore della programmazione, bilancio credito ed assetto del territorio. Sempre in quello spirito anche da ultimo richiamato dal collega Cugini, la Giunta ha cercato di trovare una soluzione unitaria su una istanza che viene dalle posizioni della maggioranza. Non c'è alcun problema nel senso che i presentatori sono tutti firmatari dei diversi emendamenti, e questo mi pare che possa consentire il superamento anche di eventuali incomprensioni. Formuliamo l'invito al ritiro degli emendamenti perché non ha più senso votarli, essendo gli stessi presentatori firmatari di questo emendamento numero 460, con idonea copertura e con quella precisazione che opportunamente ha suggerito l'onorevole Vasallo di inserire le parole "ivi comprese le infrastrutture viarie e di accesso".

PRESIDENTE. C'è un invito a ritirare gli emendamenti.

Ha domandato di parlare il consigliere Bruno Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI BRUNO (I Democratici). Io non intendo ritirare questi emendamenti per una ragione molto semplice: perché probabilmente l'Assessore non coglie un aspetto significativo che riguarda la dignità di un territorio. Avrei accolto il suo invito qualora avesse accettato almeno uno degli emendamenti in termini integrali, per rispetto ai proponenti e come, a mio giudizio, sforzo della Giunta, non mutilando l'emendamento.E' un atto di sensibilità nei confronti del presentatori di questi emendamenti, io non esprimo altra riserva se non questa, per cui gli emendamenti rimangono in piedi. Chiedo la votazione per appello nominale dell'emendamento numero 239.

PRESIDENTE. Onorevole Dettori, la sua richiesta deve essere appoggiata da sette consiglieri.

(Appoggiano la richiesta sette consiglieri dell'opposizione.)

PRESIDENTE. Su che cosa deve parlare onorevole Cogodi?

COGODI (R.C.). Per dichiarazione di voto. Avevo chiesto la parola su quello su cui hanno parlato tutti. Ho chiesto la parola da mezzora e la hanno chiesta anche altri. Volevo sapere come si procede, cosa dobbiamo fare.

PRESIDENTE. Scusate, ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto.

COGODI (R.C). Non ho nulla da dire per ora.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 239. Chiedo a un Segretario dell'opposizione di venire qua, per gentilezza. Onorevole Ortu, la prego.

COGODI (R.C.). Perché chiama sempre lui?

PRESIDENTE. E' di turno l'onorevole Ortu, hanno stabilito i turni e lui è di turno.

COGODI (R.C.). Ma questo turno quando scade? Tra un mese, quando non c'è Consiglio?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Ho fatto una dichiarazione di astensione, la mia astensione vale per questo emendamento?

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, l'ha fatta su questo.

PRESIDENTE. Sì, il voto è palese. Può votare su questo.

SELIS (Popolari-P.S.). Sì, ma voglio dire, la mia astensione vale per questo.

PRESIDENTE. Sì, vale per questo.

FADDA (Popolari-P.S.). Siccome il collega Pili non c'è, possiamo dare la sua scheda all'onorevole Selis?

PRESIDENTE. Non riesce a votare, onorevole Selis?

SELIS (Popolari-P.S.). Non funziona la mia scheda magnetica..

PRESIDENTE. Gli Uffici dicono che la sua tessera al controllo è risultata funzionante. Il suo voto risulta, onorevole Selis.

Rispondono sì i consiglieri:. BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FALCONI - GIAGU - LAI - MANCA - MASIA - ORRU' - PACIFICO - PIRISI - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SPISSU - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CORDA - CORONA - COSSA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONNIS - OPPI - PIANA - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - VARGIU.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - FADDA - MARROCU - SELIS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 67

Votanti 63

Astenuti 4

Maggioranza 32

Favorevoli 25

Contrari 38

Il Consiglio non approva.

Ha domandato di parlare sul Regolamento il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

cugini (d.s.). Mi pare che il principio che aveva portato il collega Dettori a fare propri gli emendamenti sia stato messo a verifica: abbiamo potuto verificare che sull'emendamento si è registrata una maggioranza e una minoranza com'era abbastanza prevedibile. Perciò io invito il collega Dettori a ritirare gli emendamenti che ha fatto propri e a trovare una convergenza sull'emendamento che porterà la firma anche dei colleghi che avevano presentato gli altri emendamenti.

PRESIDENTE. Onorevole Dettori, c'è un invito da parte dell'onorevole Cugini a ritirare gli emendamenti.

dettori Bruno (I DEMOCRATICI). Signor Presidente, non so da dove si possa iniziare. Ho una preoccupazione, la devo dire all'onorevole Cugini, io ritirerei gli emendamenti ma ho la preoccupazione che poi non passi quell'emendamento che è stato oggetto di accordo, per il quale è stata chiesta la votazione segreta, e devo dire che la mia preoccupazione è fondata su atteggiamenti che questa mattina hanno messo in discussione la parola, ahimè, della Giunta che avendo detto delle cose in un momento ha votato in senso opposto nel momento successivo. Sinceramente, le ragioni per cui volevo lasciare in piedi una opzione erano esattamente queste, però voglio essere il primo a cogliere l'invito alla pacificazione nella speranza che possa servire a qualcosa, perché credo che siamo veramente all'ultima spiaggia. Ritiro gli emendamenti.

PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 34, 74 e 426 sono ritirati, rimane solo l'emendamento numero 460.

Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Io faccio mio l'emendamento 34 perché abbiamo votato poc'anzi l'emendamento presentato dall'opposizione, adesso votiamo nello stesso identico modo l'emendamento presentato da buona parte della maggioranza, dopodiché il resto degli emendamenti non mi interessa. Chiedo la votazione nominale.

(Appoggiano la richiesta sette consiglieri dell'opposizione)

PRESIDENTE. L'emendamento 34 è stato fatto proprio dall'onorevole Giacomo Sanna. .

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 34 nel testo originario.

Rispondono sì i consiglieri:. BALIA - DEIANA - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - LAI - MANCA - MASIA - SANNA Giacomo - SCANO - SPISSU.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CORDA - CORONA - COSSA - CUGINI - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - GIAGU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOMBARDO - MARROCU - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONNIS - OPPI - PIANA - PILO - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SELIS - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - VARGIU.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - COGODI - FRAU - LIORI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - SANNA NIVOLI - VASSALLO.

Voti nulli: DEMURU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 69

Votanti 60

Astenuti 9

Maggioranza 31

Favorevoli 10

Contrari 49

Voti nulli 1

(Il Consiglio non approva).

Gli emendamenti numero 74 e 429 sono ritirati.

Rimane l'emendamento numero 460 che è un emendamento di sintesi, sul quale il consigliere Giacomo Sanna chiede il voto segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 460.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 72

Votanti 71

Astenuti 1

Maggioranza 36

Favorevoli 63

Contrari 8

Il Consiglio approva.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CORDA - CORONA - COSSA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GIAGU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONNIS - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILO - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SELIS - SPISSU - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Colleghi, c'è la proposta di finire di votare gli emendamenti, se non ci sono opposizioni andiamo avanti.

Metto in votazione l'emendamento numero 257. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 310. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 247. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 384. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 71.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Può parlare per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

cogodi (R.C.). Lei pensa che io non lo sappia? L'ho chiesta io la parola per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Io glielo sto solo ricordando, poi lei lo sa!

COGODI (R.C.). Noi dovremmo rendere delle dichiarazioni di voto sugli emendamenti e successivamente sull'insieme dei commi, per cui vorrei richiamare il fatto che si era concordata una certa cadenza dei lavori e richiamo l'attenzione della Presidenza sul fatto che almeno gli accordi sugli orari vanno rispettati.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, io ho chiesto all'Aula e mi è parso di capire che ci fosse una larghissima convergenza sulla decisione di continuare.

cogodi (R.C.). Non so che cosa intenda lei per Aula. Forse lei per Aula intende i consiglieri che ha di fronte e vi fate i cenni; l'Aula si esprime quando si vota, quando si chiede l'opinione di tutti.

PRESIDENTE. Chiedo all'Aula, c'è una proposta di continuare i lavori e di votare tutti gli emendamenti….

(Interruzioni)

SANNA SALVATORE (D.S.). Se c'era già un accordo perché ogni volta deve chiedere all'Aula le cose? Ma è possibile?

PRESIDENTE. Ci sono ancora due emendamenti da votare.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Si era deciso di concludere i lavori alle ore 13 e 30, sono le 14.00. Poiché non vi è accordo unanime sulla prosecuzione dei lavori sino al completamento della votazione degli emendamenti in esame sospendiamo i nostri lavori. I lavori del Consiglio riprenderanno questo pomeriggio alle ore 15.30.

La seduta è tolta alle ore 14 e 01.