Seduta n.469 del 13/11/2008 

CDLXIX Seduta

Giovedì 13 novembre 2008

(POMERIDIANA)

Presidenza del Vicepresidente RASSU

Indi

del Presidente SPISSU

La seduta è aperta alle ore 16 e 35

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di mercoledì 5 novembre 2008 (460), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Capelli, Giuseppe Cuccu, Lanzi e Porcu hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana di giovedì 13 novembre 2008.

Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

MANCA, Segretario:

"Mozione Caligaris - Balia - Ibba - Masia - Gessa - Cerina - Pisu - Uras - Licheri - Mattana - Serra - Cugini - Fadda - Lanzi - Tocco - Corda - Cocco - Cachia - Cuccu Giuseppe - Uggias - Frau - Pinna - Porcu - Sanna Simonetta - Espa - Randazzo Alberto - Salis - Floris Vincenzo - Davoli - Cherchi Silvio - Bruno - Orrù - Barracciu - Corrias - Meloni - Pacifico - Calledda - Sanna Franco - Agus - Floris Mario - Lai Bachisio Silvio - Sabatini - Cucca - Biancu - Maninchedda - Vargiu - Atzeri - Pisano - Cassano - Giagu - Rassu - Lombardo - Murgioni - Cherchi Oscar - Licandro - Pileri - Lai Renato - Liori - Sanjust - Pirisi - Milia - Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - La Spisa - Sanna Alberto sul 'Manifesto degli scienziati antirazzisti 2008'". (207)

"Mozione LAI Vittorio Renato - CAPELLI - CAPPAI - GALLUS - MARRACINI - MURGIONI - PILERI - SANNA Matteo sull'inadeguatezza dell'ufficio ARGEA di Olbia." (208)

PRESIDENTE. Colleghi, vista l'affluenza in aula io sospendo i lavori per 15 minuti, pregando i colleghi di avvisare, ognuno per il suo Gruppo, i colleghi di presenziare in aula, affinché possano avere inizio i lavori. Siamo in votazione dell'emendamento numero 179 dell'articolo 38. Quindi, i lavori riprenderanno alle 16 e 50.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 36, viene ripresa alle ore 16 e 50)

Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato numero 11-204-290/A: "Disciplina per il governo del territorio regionale" della proposta di legge Pirisi - Marrocu - Barracciu - Calledda - Cherchi Silvio - Corrias - Cugini - Floris Vincenzo - Lai - Mattana - Orrù - Pacifico - Sanna Alberto - Sanna Franco: "Disciplina di governo del territorio regionale" (11); del disegno di legge: "Nuove norme per l'uso del territorio regionale (204) e della proposta di legge Pileri: "Modalità di calcolo per l'applicazione dei parametri urbanistico-edilizi ai fini del miglioramento dei livelli di coibentazione termo acustica e

del contenimento dei consumi energetici (290)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato numero 11-204-290/A.

Bene, colleghi. Abbiamo in votazione l'emendamento numero 179 a firma Pisano, Cassano, Dedoni e Vargiu. Mi dicono che le dichiarazioni di voto sono già state effettuate.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Voto elettronico palese.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Volevo sapere, Presidente, siamo in votazione sempre sull'articolo 36?

PRESIDENTE. Sull'articolo 38, emendamento numero 179. Però mi dicono i colleghi che è stato sospeso l'emendamento.

URAS (R.C.). Va bene.

PRESIDENTE. Presidente Pirisi, mi dicono che c'è stata una sospensione di questo emendamento in attesa che la Commissione si esprimesse.

Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.

PIRISI (P.D.),relatore di maggioranza. Presidente, c'eravamo già espressi nel merito, però avevamo chiesto all'onorevole Pisano, che è il primo firmatario, di ritirarlo, perché le norme già prevedono deroghe, prevedono che volumi tecnici non vengano conteggiati, computati. Si chiedono cose differenti da quelle di cui si stava parlando, quindi davvero lo chiedo per evitare che ci scontriamo su un argomento come questo. Presidente, chiedo davvero che venga ritirato l'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Presidente, per una precisazione perché gli ultimi secondi della discussione che veniva svolta in Aula prima del pranzo davano luogo ad una sospensione e anche il proposito di maturare una riflessione durante il pranzo, così come si diceva, non già per continuare nell'invito al ritiro di questo emendamento, quanto per aggiustare tecnicamente l'emendamento e devo dire che, tra l'altro, il presidente Pirisi, in maniera molto propositiva si era fatto carico di questo compito, di riscrivere e di adattare la volumetria che era indicata e che pareva essere eccessiva, insomma, così sembrava. Poi se in queste ore è stato maturato qualche proposito diverso ne prendiamo atto, noi non ritiriamo, ovviamente, l'emendamento e lo votiamo e chiedo, tra l'altro, la votazione a scrutinio palese.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 179.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Manca ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Cassano - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Farigu - Floris Mario - La Spisa - Licandro - Liori - Lombardo - Maninchedda - Marracini - Moro - Murgioni - Pileri - Pisano - Pittalis - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Sanna Matteo - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Masia - Mattana - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Tocco - Uggias - Uras.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 61

votanti 61

maggioranza 31

favorevoli 24

contrari 37

(Il Consiglio non approva)

Passiamo all'esame dell'articolo 39. All'articolo 39 sono stati presentati gli emendamenti soppressivi totali numero 111 e 205 e il sostitutivo parziale numero 71.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 39 e dei relativi emendamenti:

Capo II

Norme di coordinamento della pianificazione paesaggistica con altri strumenti di pianificazione

Art. 39

Individuazione e riclassificazione dei beni paesaggistici e identitari

1. La Regione, in sede di prima applicazione e per non oltre tre anni dalla data di approvazione della presente legge e previa motivata istruttoria effettuata a seguito di interventi modificativi sul bene o di più approfonditi accertamenti ed analisi di dettaglio che abbiano fatto emergere mutate esigenze di tutela ovvero l'irrilevanza dei beni ai fini paesaggistici, può disporre la riclassificazione totale o parziale dei beni paesaggistici di cui agli articoli 134, lettera c) e 143, comma 1, lettera d), del decreto legislativo n. 42 del 2004 e successive modifiche e dei beni identitari.

2. Il provvedimento di riclassificazione è adottato, previa deliberazione della Giunta regionale ed acquisito il parere motivato del MIBAC, con decreto del Presidente della Regione, da pubblicarsi nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana.

3. Copia della Gazzetta ufficiale è affissa per novanta giorni all'albo pretorio di tutti i comuni interessati.

Emendamento soppressivo totale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai.

Art. 39

L'art. 39 è soppresso. (111)

Emendamento soppressivo totale Giunta Regionale.

Art. 39

L'articolo 39 è soppresso. (205)

Emendamento sostitutivo parziale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo

Art. 39

Al comma 2, le parole "del MIBAC" sono sostituite con le seguenti: "degli organi regionali del MIBAC". (71). )

PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti.

Prego, onorevole Artizzu.

E' iscritto a parlare il consigliere Moro. Ne ha facoltà.

MORO (A.N.). Presidente, l'articolo 39...

PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Sull'ordine dei lavori!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.

PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza Presidente, per dire che questo articolo, l'articolo 39, si vota per bocciarlo, onorevole Moro, quindi non so se possiamo risparmiare… Cioè si accettano in sostanza sia l'emendamento che è stato proposto dall'onorevole Pileri che è il "39", sia quello 205 della Giunta e quindi accogliamo la soppressione dell'articolo, quindi vorrei risparmiare se fosse possibile...

PRESIDENTE. Grazie onorevole Pirisi, intende ancora intervenire, onorevole Moro?

MORO (A.N.). No Presidente, d'altronde essendo io in questo dolo logicamente la mia esposizione non sarebbe certo quella favorevole all'articolo 39 per cui nulla osta il fatto di dover impedire che io faccia perdere tempo al Consiglio e rinuncio all'intervento.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pileri, relatore di minoranza. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.), relatore di minoranza. Semplicemente per dire, Presidente, che questi due articoli sono già stati trattati con un altro disegno di legge, una proposta di legge, sono già stati esitati prima dell'estate. Quindi gli emendamenti soppressivi hanno un senso per questo motivo.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 111 e il numero 265 in quanto emendamenti simili, il "265" è presentato dalla Giunta regionale.

DEDONI (Riformatori Sardi). Voto elettronico palese!

(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu)

PRESIDENTE. E' stato chiesto il voto elettronico palese. Dichiaro aperta la votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 111 e numero 265.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Manca e Salis hanno votato a favore, che i consiglieri Cassano e Alberto Randazzo hanno votato contro e che il consigliere Atzeri si è astenuto.

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Barracciu - Biancu - Caligaris - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lanzi - Licheri - Manca - Masia - Mattana - Meloni - Pacifico - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisu - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Tocco - Uggias - Uras.

Rispondono no i consiglieri: Cassano - Randazzo Alberto - Sanna Matteo.

Si sono astenuti: Amadu - Atzeri - Cappai - Rassu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 44

votanti 40

astenuti 4

maggioranza 21

favorevoli 37

contrari 3

(Il Consiglio approva)

Passiamo all'esame dell'articolo 40. All'articolo 40 sono stati presentati gli emendamenti soppressivi totale numero 112 e numero 266.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 40 e dei relativi emendamenti:

Art. 40

Individuazione dei beni paesaggistici

1. In attuazione dell'articolo 143, comma 1, del decreto legislativo n. 42 del 2004, come modificato dal decreto legislativo 26 marzo 2008, n. 63 (Ulteriori disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, in relazione al paesaggio), i beni paesaggistici, compresi quelli identitari, protetti e disciplinati dal Piano paesaggistico, sono esclusivamente:

a) i beni di cui all'articolo 136 del medesimo decreto legislativo n. 42 del 2004 e successive modifiche, individuati ai sensi degli articoli da 138 a 141;

b) le aree di cui all'articolo 142 del decreto legislativo n. 42 del 2004 e successive modifiche;

c) gli immobili, le aree e i beni specificamente individuati nei piani paesaggistici e delimitati nelle cartografie ad essi allegate in scala idonea alla loro puntuale identificazione.

2. I piani paesaggistici non possono apporre vincoli su intere categorie di beni non puntualmente individuati.

3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 valgono anche nel periodo d'applicazione delle norme di salvaguardia di cui all'articolo 145 del decreto legislativo n. 42 del 2004 e successive modifiche e, comunque, anche per tutto il periodo transitorio d'adeguamento degli strumenti urbanistici comunali ai piani paesaggistici. Ogni diversa disposizione eventualmente contenuta nei piani paesaggistici vigenti è abrogata.

4. È fatta salva l'individuazione, nei futuri piani paesaggistici regionali o attraverso l'adeguamento dei PUC al Piano paesaggistico regionale, di eventuali ulteriori contesti da sottoporre a specifiche misure di salvaguardia e di utilizzazione ai sensi dell'articolo 143, comma 1, lettera e), del decreto legislativo n. 42 del 2004 e successive modifiche.

Emendamento soppressivo totale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai

Art. 40

L'art. 40 è soppresso. (112)

Emendamento soppressivo totale Giunta Regionale

Art. 40

L'articolo 40 è soppresso. (266).)

PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti.

Onorevole Amadu vuole ancora intervenire?

AMADU (F.I.). Intervengo dopo.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Per chiederle la convocazione di una breve Conferenza dei Capigruppo per l'organizzazione dei lavori.

PRESIDENTE. Comunque ora continuiamo almeno la discussione di questo articolo e poi ci riuniamo senz'altro.

Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato numero 11-204-290/A: "Disciplina per il governo del territorio regionale" della proposta di legge Pirisi - Marrocu - Barracciu - Calledda - Cherchi Silvio - Corrias - Cugini - Floris Vincenzo - Lai - Mattana - Orrù - Pacifico - Sanna Alberto - Sanna Franco: "Disciplina di governo del territorio regionale" (11); del disegno di legge: "Nuove norme per l'uso del territorio regionale (204) e della proposta di legge Pileri: "Modalità di calcolo per l'applicazione dei parametri urbanistico-edilizi ai fini del miglioramento dei livelli di coibentazione termo acustica e

del contenimento dei consumi energetici (290)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.

PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Presidente, mi sono prenotato per dire che accettiamo, cioè esprimiamo parere favorevole sull'emendamento numero 112 e anche sul numero 266 e quindi perché anche questo articolo era stato già accolto nella cosiddetta legge salva cantieri che abbiamo approvato, la numero 13 di quest'anno.

PRESIDENTE. Bene, onorevole Pirisi. Metto in votazione l'articolo 40.

AMADU (F.I.). Presidente!

PRESIDENTE. Gliel'ho chiesto poc'anzi, onorevole Amadu, mi ha detto che non intendeva intervenire. Prego, onorevole Amadu.

Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.

AMADU (F.I.). Per chiedere il voto elettronico palese, Presidente.

PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta dell'onorevole Amadu?

(Appoggia la richiesta il consigliere La Spisa)

E' stato chiesto il voto elettronico palese. Prego i colleghi di prendere posto. E'in votazione l'articolo 40.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 40.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Cassano e Matteo Sanna hanno votato contro e che il consigliere Rassu si è astenuto.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Amadu - Artizzu - Atzeri - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Espa - Fadda - Farigu - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - La Spisa - Lai Silvio - Lanzi - Licandro - Licheri - Liori - Manca - Maninchedda - Marracini - Masia - Mattana - Meloni - Milia - Orrù - Pacifico - Pileri - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Matteo - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Tocco - Uggias - Uras - Vargiu.

Si è astenuto il consigliere Rassu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 62

votanti 61

astenuti 1

maggioranza 31

contrari 61

(Il Consiglio non approva)

Passiamo all'esame dell'articolo 41. All'articolo 41 sono stati presentati i seguenti emendamenti: soppressivi totali numero 113 e 267, i sostitutivi parziali numero 228, 229 e 230, aggiuntivi numero 231, 65, 66, 67 e numero 235.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 41 e dei relativi emendamenti:

Art. 41

Delimitazione dei centri storici e dei perimetri cautelari dei beni paesaggistici e identitari

1. I comuni i cui centri storici non coincidano con quelli delimitati nella cartografia allegata al Piano paesaggistico regionale, nelle more dell'adeguamento dei rispettivi piani urbanistici, possono avviare un'intesa con l'ufficio regionale del Piano per giungere ad una nuova perimetrazione.

2. Qualora la nuova perimetrazione coincida con il perimetro del previgente piano particolareggiato del centro storico, con atto del sindaco sono attivate le procedure d'intesa con l'Ufficio regionale del piano. Qualora l'ipotesi di nuova perimetrazione non coincida con il perimetro del previgente piano particolareggiato del centro storico, la proposta d'intesa è attivata previa delibera del consiglio comunaleed ha l'effetto di superare il regime transitorio di salvaguardia eventualmente previsto dal Piano paesaggistico regionale.

3. Il raggiungimento dell'intesa è attestato, entro il termine massimo di trenta giorni da suo conseguimento, dal direttore generale della Pianificazione urbanistica con propria determinazione.

4. Dal giorno successivo alla pubblicazione nel BURAS della determinazione del direttore generale, nei centri storici interessati si applica la disciplina contenuta nei previgenti piani particolareggiati dei centri storici, fatte salve le prescrizioni eventualmente contenute nell'atto d'intesa di cui al comma 2.

5. Dall'approvazione del Piano paesaggistico regionale e fino all'adeguamento ad esso dei PUC con le medesime procedure di cui ai precedenti commi vengono ridefiniti i perimetri cautelari dei beni paesaggistici ed identitari.

Emendamento soppressivo totale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai.

Art. 41

L'art. 41 è soppresso.(113)

Emendamento soppressivo totale Giunta regionale.

Art. 41

L'articolo 41 è soppresso.(267)

Emendamento sostitutivo parziale Uras - Davoli - Pisu.

Art. 41

Nel comma 1 sostituire: "I comuni i cui centri storici non coincidano con quelli" con "I comuni i cui Centri storici non coincidano con i perimetri dei Centri matrice".(228)

Emendamento sostitutivo parziale Uras - Davoli - Pisu.

Art. 41

Nel comma 2 sostituire: "superare" con "attivare".(229)

Emendamento sostitutivo parziale Uras - Davoli - Pisu.

Art. 41

Nel comma 3 sostituire: "con comunicazione del sindaco" con "previa delibera del consiglio comunale sulla riscontrata coincidenza delle perimetrazioni". (230)

Emendamento aggiuntivo Uras - Davoli - Pisu.

Art. 41

Nel punto 8 sostituire: "ai beni inclusi nel centro matrice" con "ai beni inclusi nel suddetto perimetro". (233)

Emendamento aggiuntivo Uras - Davoli - Pisu.

Art. 41

Nel comma 5 alla fine della frase aggiungere: "e nella verifica di conformità di cui al punto 3". (231)

Emendamento aggiuntivo Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu.

Art. 41

Dopo l'articolo 41 è aggiunto il seguente articolo:

Art. 41 bis

Assetto agricolo forestale del territorio

  1. Gli strumenti urbanistici, nell'individuazione delle zone agricole, disciplinano la tutela e l'uso del territorio agro-forestale, al fine di:

a) salvaguardare il valore naturale, ambientale e paesaggistico del territorio medesimo e, nel rispetto della destinazione forestale del suolo e delle specifiche vocazioni produttive, garantire lo sviluppo di attività agricole sostenibili;

b) promuovere la difesa del suolo e degli assetti idrogeologici, geologici ed idraulici e salvaguardare la sicurezza del territorio;

c) favorire la piena e razionale utilizzazione delle risorse naturali e del patrimonio infrastrutturale ed infrastrutturale esistente;

d) promuovere la permanenza nelle zone agricole, degli addetti all'agricoltura migliorando le condizioni insediative;

e) favorire il rilancio e l'efficienza delle unità produttive;

f) favorire il recupero del patrimonio edilizio rurale esistente in funzione delle attività agricole e di quelle ad esse integrate e complementari a quella agricola;

g) valorizzare la funzione dello spazio rurale di riequilibrio ambientale e di mitigazione degli impatti negativi degli aggregati urbani.

  1. I comuni qualificano, attraverso la sistematica definizione degli interventi edilizi ed urbanistici ammessi, le zone agricole del proprio territorio in:

a) aree caratterizzate da una produzione agricola tipica o specializzata;

b) aree di primaria importanza per la funzione agricolo-produttiva, anche in relazione all'estensione, composizione e localizzazione dei terreni;

c) aree che, caratterizzate da preesistenze insediative, sono utilizzabili per l'organizzazione di centri rurali o per lo sviluppo di attività complementari ed integrate con l'attività agricola;

d) aree boscate o de rimboschire;

e) aree che pei condizione morfologica, ecologica, paesistico-ambientale ed archeologica, non sono suscettibili di insediamento.

  1. Nei Comuni tuttora dotati di programma urbanistico comunale, la destinazione a zona agricola si intende estesa a tutti i suoli ricadenti al di fuori dei centri abitati, salvo quanto disposto dai piani sovraordinati. (65)

Emendamento aggiuntivo Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu.

Art. 41

Dopo l'articolo 41 è aggiunto il seguente articolo:

Art. 41 ter

Interventi in zona agricola

1. Nelle zone a destinazione agricola il permesso a costruire sarà rilasciato con esonero dei contributi commisurati alle opere di urbanizzazione e ai costi di costruzione, solo se la richiesta è effettuata da imprenditori agricoli.

2. Nelle zone a destinazione agricola è comunque vietata:

a) ogni attività comportante trasformazioni dell'uso del suolo tanto da renderlo incompatibile con la produzione vegetale o con l'allevamento e valorizzazione dei prodotti;

b) ogni intervento comportante frazionamento del terreno a scopo edificatorio (già lottizzazione di fatto);

c) la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria e secondaria del suolo in difformità alla sua destinazione.

3. È consentito l'asservimento di lotti non contigui ma funzionalmente legati per il raggiungimento della superfìcie minima per la volumetria richiesta. (66)

Emendamento aggiuntivo Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu.

Art. 41

Dopo l'articolo 41 è aggiunto il seguente articolo:

Art. 41 quater

Criteri per l'edificazione in zona agricola

1. Il permesso di costruire per nuove costruzioni rurali, nei limiti ed alle condizioni di cui al precedente articolo, potrò essere rilasciato nel rispetto delle seguenti prescrizioni:

a) che si proceda in via prioritaria al recupero delle strutture edilizie esistenti;

b) che l'Azienda mantenga in produzione superfici fondiarie che assicurino la dimensione dell'unità aziendale minima.

2. Le strutture a scopo residenziale, sono consentite entro non oltre gli standards di edificabilità di 0,015 mq su mq. Per le sole attività di produttività e di trasformazione e/o commercializzazione di prodotti agricoli, l'indice non può superare 0,1 mq su mq. (67)

Emendamento aggiuntivo Uras - Davoli - Pisu.

Art. 41

Dopo l'articolo 41 è aggiunto il seguente:

Art. 41 bis

Norma transitoria. Comuni non compresi nell'ambito costiero per cui non è vigente lo specifico PPR

1. Nei comuni non compresi nell'ambito costiero, fino all'approvazione degli specifici piani paesaggistici, nelle zone A coincidenti con il Centro matrice e interessate da un Piano particolareggiato, fatto salvo il parere di conformità, lo stesso piano sia stato preventivamente riconosciuto coerente con i criteri e gli indirizzi contenuti nell'articolo 52 delle NTA del PPR, con determinazione del direttore generale dell'Urbanistica, le concessioni edilizie possono essere rilasciate in conformità con le previsioni contenute nel PP e le prescrizioni di cui alla determinazione del direttore generale dell'Urbanistica.

2. Qualora l'ambito del Centro matrice sia più ampio rispetto al perimetro regolamentato da un Piano particolareggiato della zona A, e comprenda anche altre zone urbanistiche, in queste ultime sono consentite le trasformazioni in conformità alle destinazioni di zona dello strumento urbanistico vigente, previa autorizzazione dell'Ufficio tutela del Paesaggio.

3. Analogamente, qualora la fascia di rispetto e tutela dei 100 metri dai beni paesaggistici ed identitari puntualmente individuati dal PPR venga opportunamente ridelimitata in sede di studio particolareggiato attestante le adeguate misure di tutela e salvaguardia con riguardo al contesto territoriale e alle valenze paesaggistiche o identitarie interessate, potrà essere, in sede di copianificazione, acquisiti i pareri prescritti dalle autorità competenti, e previa determinazione del direttore generale dell'Urbanistica, definita in sede di copianificazione, una differente condizione di vincolo tale da consentire attività edificatorie compatibili con un grado di tutela commisurato al contesto ed ai caratteri paesaggistici e identitari del bene interessato. Tale attività riveste carattere anticipatolo nella. pianificazione comunale alle prescrizioni della Pianificazione paesaggistica ed essendo attuata attraverso specifica attività di copianificazione, svincola i comuni interessati dalla disciplina transitoria.

4. Fino all'adeguamento del PUC al PPR sono comunque escluse, in ogni caso, edificazioni su lotti liberi interni alle zone A se non previa intesa con la Regione.

5. Qualora i Piani particolareggiati dei centri storici contengano gli elementi, le analisi e gli elaborati che soddisfino e conseguano le finalità poste dall'articolo 52 e seguenti delle NTA del PPR, è consentita ai comuni l'applicazione integrale delle disposizioni previste nel PP stesso, per le parti ritenute conformi con determinazione del direttore generale dell'Urbanistica, ritenendo tale livello di pianificazione, anticipazione compiuta delle prescrizioni del PPR anche prima dell'adeguamento del PUC. Tale attività riveste carattere anticipatorio nella pianificazione comunale alle prescrizioni della pianificazione paesaggistica ed essendo attuata attraverso specifica attività di copianificazione, svincola i comuni interessati dalla disciplina transitoria.

6. La determinazione del direttore generale potrà contenere osservazioni e prescrizioni atte a conseguire gli obiettivi proposti, nonché le necessarie ed opportune integrazioni da introdurre in variante al Piano particolareggiato a affinché possa ritenersi di fatto conforme al PPR. (235)

Emendamento aggiuntivo Uras - Davoli - Pisu.

Art. 41

Nel punto 8 aggiungere a "piano particolareggiato" "del centro storico". (232). )

PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.

PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Presidente, anche sull'articolo 41 si accolgono gli emendamenti numero 113 e 267, e ci sono però una serie di emendamenti che saranno spostati nelle norme transitorie, comunque l'indicazione è che anche questo articolo per le stesse motivazioni precedenti debba essere cassato.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Sì Presidente, la ringrazio. Siamo in discussione generale dell'articolo 41, vero?

PRESIDENTE. Sì.

PISANO (Riformatori Sardi). Io intervengo sull'articolo 41 anche perché all'articolo 41 sono stati presentati alcuni emendamenti aggiuntivi che, a nostro giudizio, pongono rimedio ad una sorta di dimenticanza, o di omissione, che è contenuta nella proposta di legge che stiamo esaminando, e che è riferita ad una parte del governo del territorio della Sardegna, ed esattamente al territorio che viene identificato come "territorio agricolo". E quindi, anche per riprendere un po' quello che è stato l'impegno che lo stesso Assessore in mattinata ha riferito qui in Aula, che era quello ovviamente di vedere e di riscrivere regole certe per il territorio agricolo, noi andiamo a fare una proposta che è contenuta in tre emendamenti, e questi tre emendamenti aggiuntivi porrebbero finalmente, e restituirebbero finalmente, l'utilizzo reale del territorio agricolo agli imprenditori agricoli, nel senso che sappiamo tutti che allo stato attuale vige quella che è stata l'attuazione, le norme attuative del Piano paesaggistico regionale, e quindi alcuni articoli dal 79 in poi, mi pare di ricordare, che introducono dei vincoli che erano due anni fa, esattamente dal settembre del 2006 ad oggi, avevano la funzione di garantire, nella transitorietà, una preservazione dell'utilizzo scellerato del territorio agricolo. Oggi, a distanza di tanto tempo, ovviamente il problema non può non essere visto diversamente, e quindi l'indicazione che è stata posta di avere come requisito fondiario, ad esempio, l'utilizzo di cinque ettari se si trattava di cultura estensiva, e di tre ettari nell'ipotesi appunto di una coltura intensiva, per la realizzazione minima, come superficie, di un'abitazione a carattere agricolo, chiaramente non può non essere rivista da quest'Aula. Quindi, la preghiera che noi facciamo, accondiscendendo anche appunto all'ipotesi che la Giunta proponeva a voce dell'Assessore, è che se è stato presentato un emendamento agli emendamenti, vorremmo partecipare alla riscrittura appunto di questi nostri emendamenti. Il tutto nella finalità di dare regole certe a un mondo agricolo e ad un territorio che rappresenta ben il 90 percento del territorio della Sardegna, partendo dalla prima delle regole, cioè che i nostri piani urbanistici comunali non possano non contenere l'individuazione, attraverso tipologie precise, dell'intero territorio a vocazione agricola e intendendo, come "individuazione per tipologie": quello che è il terreno che ha una vocazione boschiva; quello che è il terreno ad alto valore paesaggistico, e quindi da preservare assolutamente da qualsiasi tipo di edificazione; quello che invece solitamente e ordinariamente viene utilizzato ai fini agricoli, e che quindi, ovviamente, anche in funzione di politiche contro lo spopolamento, di politiche di preservazione di quelli che sono gli incendi, e quindi tutto ciò che è la presenza attiva dell'uomo, attorno naturalmente al territorio, che costituisce un vero e proprio presidio di prevenzione, appunto, di danni al territorio stesso; ecco, noi crediamo che queste tipologie debbano assolutamente costituire parte essenziale della previsione e della pianificazione comunale, attraverso appunto lo strumento cardine che è il Piano urbanistico comunale. E poi restituire finalmente la possibilità di edificare secondo degli indici che siano i più bassi, i più limitati possibili, in modo da costituire un minor sacrificio nell'utilizzo eccessivo del territorio agricolo, ma che venga incontro anche a quelle che sono le reali esigenze dell'impresa agricola. Perché, a leggere quelle che sono le prescrizioni, definite tali, nelle norme attuative del Piano paesaggistico regionale, è evidente che rileviamo un eccesso di vincoli, un eccesso di prescrizioni che hanno frenato, in maniera quasi totale, lo sviluppo nei nostri terreni agricoli. Quindi noi non possiamo nemmeno contraddire, quando andiamo a parlare di politiche verso l'incoraggiamento del ripopolamento delle zone interne, quando noi andiamo a pensare che la realizzazione di fabbricati nel territorio agricolo debbano rispondere anche all'esigenza del presidio di quel territorio, ecco noi non possiamo oggi esimerci dalla possibilità di rispondere a tutte queste esigenze. E quindi dare, attraverso queste regole certe, anche un riconoscimento di quelli che sono i diritti all'impresa primaria, che in Sardegna opera, e che è l'impresa agricola. D'altro canto poniamo questi tre emendamenti come emendamenti aggiuntivi all'articolo 41, in maniera quasi coerente, proprio perché l'articolo 41, nel momento in cui parla di delimitazione dei centri storici e dei perimetri cautelari dei beni paesaggistici identitari, è evidente che ha una funzione ultima in questo capo, relativo…

PRESIDENTE. Scusi un attimo, collega Pisano. Vi prego colleghi, prestate attenzione, c'è brusio e giustamente il collega ha difficoltà ad esporre.

PISANO (Riformatori Sardi). No, no, ma possiamo continuare, Presidente, non si preoccupi. Quindi, dicevo, ha una logicità quasi ovvia, nel senso che essendo degli emendamenti aggiuntivi, integrano bene il contenuto di quest'articolo 41. Territorio agricolo significa, a nostro giudizio, tener conto di un patrimonio, quindi, allo stesso tempo, di alto valore paesaggistico, e su questo nessuno di noi penso che abbia niente da obiettare, nel senso che condivide totalmente l'impostazione che si è voluto dare anche al Piano paesaggistico regionale, ma vogliamo anche che derivi da questa legge urbanistica, così come tutte le norme regionali urbanistiche, che le altre regioni hanno potuto approvare in questi ultimi anni, e noi sicuramente stiamo arrivando in ritardo anche da questo punto di vista, hanno potuto ben riconoscere. Anzi c'è una sorta di centralità nel governo del territorio agricolo, in alcune norme regionali, che a noi probabilmente sfugge, nel senso che questa centralità è vista come uguale all'importanza dell'edificabilità dentro la cosiddetta circoscrizione urbana. Edificare la casa sparsa, così come tipologicamente viene indicata, ha una funzione, da un punto di vista urbanistico, ma anche dentro un'armonia paesaggistica, tale se non superiore a quella che ha, come funzione da un punto di vista urbanistico, l'immobile dentro il perimetro urbano, dentro lo stesso centro storico. Non dimentichiamo l'importanza paesaggistica della cosiddetta casa rurale, ad esempio in Toscana, ma pensiamo anche ai nostri stazzi nel nuorese, pensiamo a tutto ciò che fa capo al patrimonio appunto paesaggistico, quando s'intende per fabbricato rurale un insieme appunto di beni, e che sono pure ben identitari da questo punto di vista. Quindi, attraverso questa coerenza, per evitare che questa dimenticanza, che questo non voler programmare l'utilizzo del territorio agricolo in maniera dovutasoprattutto perché è un diritto dei nostri imprenditori agricoli e con noi invitiamo il Consiglio a fare questa grande riflessione e siamo pronti a scrivere tutti insieme, se lo Giunta lo riterrà, come c'è sembrato di capire, un emendamento eventualmente di sintesi che accolga determinate impostazioni e determinate finalità che sono contenute dentro questi tre emendamenti.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Molto velocemente, per aiutare, siccome sull'articolo 41 insistono emendamenti, anche aggiuntivi, lo dico perché è utile precisare, come quello presentato da me, Davoli e Pisu, che costituisce una norma transitoria e che riguarda i comuni non compresi nell'ambito costiero per cui non è vigente il PPR, noi sappiamo che ci sono procedure previste di adeguamento, ben sappiamo che si insiste con meccanismi di pianificazione e di intervento e di pianificazione che per i comuni che si trovano in quella condizione rischiano di non essere applicabili per cui avremo dei comuni che si trovano in una condizione di difficoltà. Noi miriamo in modo particolare, per quanto riguarda il rapporto esistente tra i centri matrice e le zone interessate dal Piano particolareggiato. È un tema aperto, può essere che possa essere risolto questo tema è infatti si tratta di verificarlo successivamente e per questo chiediamo la disponibilità dell'Assessore e del relatore, quindi trasferire eventualmente a fine discussione questi emendamenti aggiuntivi, può darsi che sia possibile agire con gli strumenti che sono in capo all'azione amministrativa della Regione, quindi anche con gli atti di indirizzo e di coordinamento, con le circolari esplicative. Si tratta quindi di acquisire questa disponibilità e acquisendo questa disponibilità sospendere la discussione di questi emendamenti nel caso ci sia la necessità di fare emendamenti di sintesi nell'ambito delle norme transitorie. Questo è il senso dell'intervento. Approfitto, Presidente, perché noi tutti facciamo attività politica e in quest'Aula c'è cultura, tradizione di civiltà, per manifestare anche un tantino di preoccupazione per ciò che sta avvenendo in questo paese. Per cui, sindacati che non si omologano all'azione di governo, poi vengono fatti oggetto di azioni intimidatorie, che non sono parte della cultura moderna delle forze politiche in campo, che debbono essere, non solo condannate, non solo condannate, ma devono essere stigmatizzate in modo deciso da parte di tutte le forze politiche democratiche. Non è pensabile che i sindacati che hanno storia, cultura, e i sindacati confederali, tutti c'è l'hanno, possono essere oggetto di interventi di questa natura, lo dico perché sono notizie di stampa che appaiono e sono di assoluta preoccupazione per tutti noi io sono convinto.

PRESIDENTE. E'iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Il mio intervento a differenza di quello del onorevole ora se sarà incentrato esclusivamente sul tema dell'articolo 41, anche perché non conosco i fatti a cui l'onorevole Uras ha fatto riferimento.

Devo dire che questa mattina abbiamo ascoltato con attenzione l'intervento della Giunta su alcuni articoli precedenti che c'è sembrato in qualche maniera toccasse anche il tema relativo alla fruizione e all'utilizzo dei terreni agricoli, e in particolare quali potessero essere le possibilità di edificazione all'interno dei suddetti terreni agricoli. Perché…

PRESIDENTE. Colleghi se dobbiamo sospendere l'aula per affrontare altri argomenti… il collega Vargiu non riesce a presentare il suo intervento, vi prego di rispettare il collega che sta intervenendo, grazie.

VARGIU (Riformatori Sardi). Riesco, non ho difficoltà, semplicemente ripeto non ho la possibilità di intervenire sulla parte del ragionamento che ha fatto l'onorevole Uras che riguardava questioni non attinenti all'articolo 41 perché non le conosco e quindi interverrei a sproposito. Invece, sull'articolo 41, come dicevo prima ci sono state da parte della Giunta delle aperture di riflessione e di ragionamento che ci hanno fatto pensare che il problema che noi riformatori abbiamo introdotto attraverso alcuni emendamenti all'articolo 41 che riguardano la possibilità di edificare nel contesto dei terreni agricoli fossero comunque all'attenzione della Giunta regionale, cioè che la Giunta regionale in qualche maniera si fosse resa conto che tutta quella parte che è normata dall'articolo 83 delle norme attuative del Piano paesaggistico regionale che riguarda appunto le aree agricole. Tutta quella parte che destò al tempo delle norme attuative del PPR qualche sconcerto nelle aree agricole perché come voi sapete imponeva limiti di edificabilità di 5 ettari nelle colture normali e di 3 ettari in quelle intensive che tutta quella parte fosse comunque all'attenzione della Giunta che avesse, prima della conclusione della legge, intenzione di proporre delle indicazioni che consentissero di dare al mondo agricolo una indicazione precisa su ciò che all'interno dei terreni si può fare, una identificazione precisa che ovviamente non ci aspettiamo possa essere un po' diversa rispetto a quella che è contenuta nelle norme attualmente in essere che, almeno a giudizio di noi riformatori è penalizzante per il mondo agricolo. Dico che l'argomento in questione non è un argomento di poca importanza, per vari motivi: intanto perché il mondo dell'agricoltura è quello a cui l'intero Consiglio regionale dice di guardare con attenzione ogni volta che c'è una discussione sulle tematiche agricole, allora oggi si presenta l'occasione di avere davvero attenzione verso questo mondo e quindi di dare davvero a questo mondo un segnale che sia incontrovertibile su quello che è l'atteggiamento del Consiglio regionale rispetto al mondo agricolo ma soprattutto si tratta di un'occasione che se voi ben ci pensate è fondamentale per dare quel famoso quadro di indirizzi sul progetto di governo nel settore dell'agricoltura che tante volte noi dell'opposizione abbiamo lamentato di non vedere e neanche intravvedere e che ogni tanto voi cercate di convincerci che invece esiste e che spesso l'Assessore all'agricoltura, in quest'Aula, devo dire in un modo che gli è peculiare, in quanto l'Assessore all'agricoltura ha un modo di porsi, rispetto ai problemi che è assolutamente specifico il tipico del personaggio che qualche volta non consente di buon canale di comunicazione tra Consiglio e Giunta, però quello che l'Assessore all'agricoltura tante volte sostiene esistere. Allora voi capite bene che le norme di edificazione urbanistica nei terreni agricoli non sono neutre rispetto al progetto di sviluppo in agricoltura nel senso che qualora noi ci volessimo orientare verso terreni agricoli che tendono ad espellere la presenza antropica e tendono ad avere degli accorpamenti sempre maggiori nei quali la presenza antropica non è comunque prevista è evidente che questo avrebbe, come conseguenza la ricaduta di norme restrittive per quanto riguarda la possibilità di edificare all'interno dei terreni agricoli. Però io vorrei sapere dalla Giunta regionale quali sono stati gli atti di questa legislatura che sono andati verso un complessivo riordino fondiario, verso l'indirizzo di sostegno dell'impresa agricola e non verso del singolo coltivatore o del coltivatore diretto. Quindi, quali sono stati gli atti di indirizzo complessivi che hanno dato un'idea precisa che la Giunta regionale avesse come progetto di sviluppo per l'agricoltura quello che va verso le grandi imprese agricole? Perché se atti di questo genere ci fossero stati, nell'attività di questa Giunta regionale, potrebbe essere considerato coerente un progetto che tende a ridurre quanto più possibile, o oltre il possibile, l'edificabilità all'interno dei terreni agricoli. Ma siccome questo non è e non è stato, allora diventa difficile comprendere quale sia l'obiettivo finale di questa Giunta, e diventa difficile comprendere perché questa Giunta tenda ad evitare la presenza antropica all'interno del terreno agricolo, da parte di chi conduce il terreno agricolo stesso. Nel senso che, è evidente che questa presenza, che è cosostanziale rispetto all'attuale strutturazione del mondo dell'agricoltura in Sardegna, è una presenza che prevede l'insediamento del conduttore del terreno agricolo all'interno dell'azienda agricola stessa. Allora, di fronte alle aziende agricole che hanno estensioni, in Sardegna, piuttosto limitate è evidente che la possibilità di concessioni edificatorie, che permettano al conduttore di essere all'interno del terreno che egli stesso gestisce, della stessa azienda che egli stesso conduce e che in qualche modo rappresenta la vita propria e della propria famiglia, insomma sembrerebbe un diritto fondamentale. Per cui su un argomento di questo genere, colleghi della maggioranza che tante volte ci avete invitato al ragionamento, che peraltro ci sembra che voi stessi abbiate aperto questa mattina, su questo argomento specifico, è su questi argomenti che alla fine si gioca il rapporto maggioranza opposizione. Nel senso che, se noi veniamo invitati ad essere propositivi su una legge la cui paternità è solamente e del tutto vostra, ma dove è giusto che noi facciamo il nostro mestiere, cioè cerchiamo di aiutarvi a fare il meno danno possibile, con la legge che vi apprestate a licenziare, insomma in quest'ottica noi presentiamo i tre emendamenti che sono appesi all'articolo 41 e su questi tre emendamenti vi invitiamo alla riflessione e al ragionamento. Non perché riteniamo che sia obbligatorio da parte vostra farli, la riflessione e il ragionamento, ma perché riteniamo di avervi posto un problema che forse per omissione, come ha detto il collega Pisano, forse per dimenticanza, forse perché pensate di risolverlo in una maniera diversa rispetto a quella che a noi sembrerebbe logica, è per un problema sul tappeto. Per cui, su un problema di questo genere attenderemo dal relatore e dalla Giunta risposte.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu.

E' iscritto a parlare il consigliere Cassano. Ne ha facoltà.

CASSANO (Riformatori Sardi). Grazie, signor Presidente. Ma, io mi aspettavo che ci fosse un po' di alternanza, visto che abbiamo parlato tutti e tre…

PRESIDENTE. E' iscritto solo lei a parlare, onorevole.

CASSANO (Riformatori Sardi). …potrei anche rinunciare, nel senso che dovrei ripetere le stesse cose che hanno detto i colleghi.

PRESIDENTE. Onorevole Cassano, non ci sono altri iscritti.

BIANCU (P.D.). Ci sei solo tu.

CASSANO (Riformatori Sardi). Pur tuttavia, se il Consiglio è d'accordo, se i colleghi consiglieri sono d'accordo almeno qualcosa la vorrei dire anche io, visto che loro non hanno parlato. Allora io, brevissimamente, vorrei ricordare all'Aula, soprattutto alla maggioranza e soprattutto al presidente Pirisi, che io reputo, perché la ritengo una persona equilibrata, capace e allo stesso tempo competente per la professione che svolge nella vita privata, per adesso sia chiaro, perché diversamente poi sarò costretto a rivedere la mia posizione. Voglio dire, una legge urbanistica del Consiglio regionale sardo che di tutti i sardi alla fine diventerà, io credo che sarebbe un reato non inserire, non vedere di discutere, di affrontare e risolvere soprattutto i problemi delle campagne, dell'agro, come qualcuno mi faceva notare. Allora, una legge urbanistica regionale che si compone di cinquanta articoli, se non vado errato, che non ha un solo articolo a cui si riferiscono le problematiche in ambito agricolo, credo che sia veramente un errore involontario, io adesso non vedo l'Assessore, ma è un errore involontario, o forse fatto volutamente o involontariamente io questo non lo so, sarete poi voi eventualmente a spiegarcelo. Però, credo che ne valga la pena di inserire, di valutare eventualmente questa opportunità. Allora, io passo dalle parole ai fatti, io credo che sia la maggioranza che la minoranza, in questo caso il Gruppo dei Riformatori, possano eventualmente concordare insieme e arrivare a una proposta di sintesi con la maggioranza e con la Giunta per trovare una soluzione, un'indicazione che alla fine accontenti tutti. Ma, non tanto i consiglieri regionali proponenti, perché noi non abbiamo la presunzione di chiedere a tutti i costi che i nostri emendamenti vengano accolti, noi vogliamo e abbiamo sollevato l'argomento, il problema perché riteniamo che oggi come oggi la campagna ha bisogno delle presenze dei nostri territori, non è pensabile parlare tutte le volte delle zone interne e poi quando abbiamo l'occasione per valorizzare veramente le zone interne, tutti noi, tutti voi soprattutto vi dimenticate delle zone interne. Quindi, la raccomandazione, l'invito che io personalmente rivolgo a tutti, ma soprattutto a chi eventualmente ha i numeri per poter decidere, è quello di poter trovare una proposta, quindi, scrivere insieme un emendamento di sintesi per dare veramente una risposta al mondo della campagna, che guarda con attenzione a questo Consiglio regionale, che vede e che trova in questa legge uno spiraglio anche in prospettiva del futuro. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cassano.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salis sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

SALIS (Gruppo Misto). Devo intervenire sull'articolo e sugli emendamenti.

PRESIDENTE. Non è possibile perché…

SALIS (Gruppo Misto). Sull'ordine dei lavori e sulla proposta che è stata fatta all'articolo 41.

PRESIDENTE. Sull'ordine dei lavori può intervenire, però sull'articolo e sugli emendamenti no, perché non è possibile.

SALIS (Gruppo Misto). No, sull'ordine dei lavori, stavo pensando ad altro signor Presidente. Sull'ordine dei lavori, ma anche perché, premetto che voglio intervenire sull'ordine dei lavori, ma siccome questo è il Parlamento dei sardi e il Parlamento dei sardi deve occuparsi anche delle preoccupazioni dei sardi non solo di carattere economico, sociale e quant'altro. C'è una preoccupazione che io ritengo sia alta oggi, in queste ore nei sardi e negli italiani democratici, perché ad un giorno della manifestazione universitaria e studentesca che è prevista domani a Roma, una trentina di giovani neofascisti ha occupato la sede della CGIL scuola a Roma. Ha occupato, con l'intervento poi della polizia, ha occupato! C'è sul Corriere della Sera.it in rete, chi vuole se lo può estrarre. E manifestiamo preoccupazione perché questa, questo fatto…

PITTALIS (F.I.). Ma cosa c'entra!

PRESIDENTE. Onorevole Salis, io la capisco però noi dobbiamo rispettare l'ordine del giorno.

SALIS (Gruppo Misto). Questo fatto, signor Presidente segue di una settimana l'irruzione a Raitre…

PRESIDENTE. Onorevole Salis!

SALIS (Gruppo Misto). …e segue poi lo strappo delle consuetudini parlamentari…

PRESIDENTE. Onorevole Salis!

SALIS (Gruppo Misto). …quando il centrodestra, ora il PDL, ha votato il rappresentante dell'opposizione…

PRESIDENTE. La prego, onorevole Salis, concluda.

SALIS (Gruppo Misto). …nella Commissione di vigilanza Rai.

SANJUST (F.I.). Ma cosa c'entra.

PRESIDENTE. Onorevole Salis, non mi costringa a toglierle la parola, la prego.

SALIS (Gruppo Misto). Si stanno stracciando…

PRESIDENTE. Onorevole Salis!

SALIS (Gruppo Misto). …tutte le regole democratiche e quest'Aula ne deve tenere conto.

PRESIDENTE. Onorevole Salis, la prego di avere rispetto di questa Presidenza, perché a questi livelli io non le darò più la parola.

PITTALIS (F.I.). Presidente, sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.

(Interruzioni del consigliere Sanjust)

SANJUST (F.I.). Alle 20 e 30 c'è la Juventus.

PRESIDENTE. Onorevole Sanjust, la prego.

PIRISI (P.D.) relatore di maggioranza. Grazie, Presidente. Onorevole Sanjust, posso parlare?

SANJUST (F.I.). Parliamo di questo, però.

PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Sì, sto parlando sull'ordine dei lavori. Presidente, sull'articolo 41, siccome dobbiamo avanzare la proposta che gli articoli 42 e 43 vengano sospesi, quindi propongo che gli emendamenti numero 113 e 267 vengano votati o l'articolo perché riteniamo che debba essere bocciato, anzi soppresso l'articolo stesso, e propongo che tutti gli emendamenti che sono stati avanzati, oggetto anche degli interventi che ha fatto tutto il Gruppo dei Riformatori presenti in Aula, siano spostati all'articolo 43 in modo tale che possiamo approfondire il ragionamento. Quindi, Presidente, riepilogo: che questo articolo venga, attraverso la votazione che lei indicherà, soppresso (per quanto riguarda il relatore sono da accogliere sia l'emendamento 113 che l'emendamento 267); che vengano spostati tutti gli emendamenti e vengano sospesi gli articoli 42 e 43. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pirisi. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

Vi prego di stare in tema e di non costringere questa Presidenza a togliere la parola.

PITTALIS (F.I.). Presidente, io sto in tema sull'argomento che ha posto il collega Salis…

(Interruzioni)

Lo dico perché, se vogliamo anche accelerare i tempi…

(Interruzioni)

Presidente, allora, l'onorevole Salis, che io stimo un collega serio ma che si vede sta ereditando un po' di quel furore giacobino e girotondino dell'onorevole o senatore - non so cosa sia - Di Pietro, introduce degli elementi nel corso di un dibattito che non hanno nulla a che vedere con la legge urbanistica.

PRESIDENTE. Grazie.

PITTALIS (F.I.). No, non mi può dire "grazie", Presidente, io dico che non sta dando un contributo alla sua maggioranza.

Onorevole Salis, vorrà dire che interverremo su ogni argomento per sostenere alcune cose che vanno nella posizione diametralmente oppressa a quella strumentale che lei stasera ha voluto introdurre: se questo è il metodo di lavoro e di confronto noi ci stiamo; sa, abbiamo qualche anno anche di esperienza per rimanere in aula fino alle prime ore del mattino. Se lei questo vuole fare di regalo alla sua maggioranza, si accomodi pure!

PRESIDENTE. La ringrazio, vi prego colleghi, io ho fatto intervenire giustamente l'onorevole Pittalis sull'ordine dei lavori per la par condicio ma vi prego di attenervi all'ordine del giorno.

Ha domandati di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Presidente, il relatore ha anticipato le cose che volevo dire. Tra l'altro è anche necessario, lo dico ai colleghi che hanno parlato, visto che siamo in quest'aula a discutere le interpretazioni autentiche su quello che dice l'Assessore, che siano le interpretazioni autentiche di quello che dice l'Assessore e non il trascinamento di un'idea che è molto diversa; per cui, io credo che sia opportuno approvare gli emendamenti 113 e 267, rinviamo gli altri emendamenti nel contesto nel quale avevamo già individuato da stamattina - nel corso della discussione che abbiamo fatto sulla parte delle direttive - la collocazione dell'argomento che riguarda l'agro, e in quella sede poi valuteremo e approfondiremo anche l'esigenza di valutare insieme una configurazione degli interventi modificativi che si rende necessaria. Però credo che questo armonizzi il contesto nel quale questi argomenti devono essere trattati, in maniera tale che andiamo avanti, e poi vedremo.

Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato numero 11-204-290/A: "Disciplina per il governo del territorio regionale" della proposta di legge Pirisi - Marrocu - Barracciu - Calledda - Cherchi Silvio - Corrias - Cugini - Floris Vincenzo - Lai - Mattana - Orrù - Pacifico - Sanna Alberto - Sanna Franco: "Discipllina di governo del territorio regionale" (11); del disegno di legge: "Nuove norme per l'uso del territorio regionale (204) e della proposta di legge Pileri: "Modalità di calcolo per l'applicazione dei parametri urbanistico-edilizi ai fini del miglioramento dei livelli di coibentazione termo acustica e

del contenimento dei consumi energetici (290)

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare sugli emendamenti soppressivi totali numero 113 e 267, li metto in votazione. Chi li approva alzi la mano.

(Sono approvati)

Allora, è stato chiesto di portare all'articolo 43 gli emendamenti aggiuntivi 65, 66, 67 e 235. E' stata altresì chiesta la sospensione degli articoli 42 e 43, per passare alla discussione dell'articolo 44. Se non ci sono opposizioni in merito, io riterrei, così come ha chiesto anche l'assessore Sanna per la Giunta, di procedere in questo senso, dal momento che tutti gli emendamenti inerenti l'agro e il centro matrice del Gruppo di Rifondazione e del Gruppo dei Riformatori vanno ad essere discussi nell'articolo 43.

Quindi, se non vi sono obiezioni in merito, passiamo all'articolo 44.

Sull'ordine dei lavori

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Volevo chiederle, Presidente, quando intende sospendere l'Aula perché è stato chiesto quando eravamo ancora all'articolo 39, abbiamo pensato che lei volesse concludere l'articolo ma stiamo arrivando…

PRESIDENTE. Le spiego subito, onorevole La Spisa, sull'articolo 44 abbiamo un solo emendamento soppressivo, credo che sia una cosa abbastanza…

Non ho sospeso perché c'è stata la richiesta di sospendere gli emendamenti aggiuntivi e due articoli, quindi si trattava di qualche minuto, poi la discussione ha preso altri rigagnoli.

Se siamo d'accordo apriamo la discussione sull'articolo 44, votiamo l'articolo 44 e immediatamente sospendo i lavori.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Solo per sapere, Presidente, quando si intende riprendere la discussione o il voto sull'articolo 17, solo per un problema organizzativo: se dobbiamo attendere la conclusione del testo oppure se è ipotizzabile che si riprenda anche prima di passare all'esame dell'articolo 44.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Pittalis, io ritengo, dal momento che in Aula si sta procedendo così come testè ho detto, quindi alla sospensione di alcuni articoli, che gli articoli sospesi vengano discussi alla prossima seduta.

Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Presidente, io non vorrei contraddirla ma, dal punto di vista della nostra posizione, l'articolo 17 può essere anche affrontato se stasera si conclude o si va avanti, in qualunque momento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri, relatore di minoranza, sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.), relatore di minoranza. Sempre sull'ordine dei lavori, perché è stato sospeso anche l'articolo 35 che è un articolo importantissimo, anche su questo volevamo notizie su come si intende procedere.

Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato numero 11-204-290/A: "Disciplina per il governo del territorio regionale" della proposta di legge Pirisi - Marrocu - Barracciu - Calledda - Cherchi Silvio - Corrias - Cugini - Floris Vincenzo - Lai - Mattana - Orrù - Pacifico - Sanna Alberto - Sanna Franco: "Disciplina di governo del territorio regionale" (11); del disegno di legge: "Nuove norme per l'uso del territorio regionale (204) e della proposta di legge Pileri: "Modalità di calcolo per l'applicazione dei parametri urbanistico-edilizi ai fini del miglioramento dei livelli di coibentazione termo acustica e

del contenimento dei consumi energetici (290)

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pileri. Passiamo all'esame dell'articolo 44. All'articolo 44 è stato presentato l'emendamento soppressivo totale numero 116.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 44 e del relativo emendamento:

Art. 44

Piani e programmi regionali vigenti

1. Fino all'entrata in vigore del Documento di programmazione territoriale regionale conservano valore ed efficacia le vigenti disposizioni regionali contenute in piani e programmi di carattere generale relativi alla programmazione regionale urbanistica e territoriale.

Emendamento soppressivo totale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai.

Articolo 44

L'art. 44 è soppresso. (116) ).

PRESIDENTE. E' aperta La discussione sull'articolo e sull'emendamento.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (P.D.). Sì, grazie, Presidente, non tanto sull'articolo 44 ma sull'ordine dei lavori. Io credo che sia opportuno che arriviamo alla fine dell'articolato e poi ripartiamo dall'articolo 17, il 35, il 42, il 43, eccetera; cioè dandogli un certo ordine: completiamo l'articolato e poi ripartiamo dall'articolo 17.

PRESIDENTE. Bene, questa è un'altra proposta. Io ritengo che possa essere definita questa procedura a breve dalla Conferenza dei Capigruppo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.

PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. No, l'ha già detto Biancu.

PRESIDENTE. Grazie. Comunico all'Aula che l'onorevole Cuccu è rientrato dal congedo.

PRESIDENTE. Non ho iscrizioni a parlare per cui metto in votazione…

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. Abbiamo un emendamento soppressivo totale unico, senza altri emendamenti, per cui stiamo votando l'articolo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 44.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Caligaris - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Sabatini - Salis - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Tocco - Uggias - Uras.

Rispondono no i consiglieri: Cassano - Cuccu Franco Ignazio - Diana - Farigu - Floris Mario - La Spisa - Lai Renato - Lombardo - Maninchedda - Petrini - Pileri - Pisano - Pittalis - Randazzo Vittorio - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.

Si sono astenuti: Pacifico - Rassu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 59

votanti 59

astenuti 2

maggioranza 30

favorevoli 40

contrari 17

(Il Consiglio approva)

Abbiamo approvato l'articolo 44. Colleghi, è stata chiesta una Conferenza dei Capigruppo da due Capigruppo. Sospendo i lavori per una decina di minuti e convoco i Capigruppo nella sala qui attinente. Prego.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 47, viene ripresa alle ore 18 e 19.)

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

PRESIDENTE. Va bene, colleghi, riprendiamo i nostri lavori.

Possiamo andare avanti col lavoro.

Passiamo all'esame dell'articolo 45. All'articolo 45 è stato presentato l'emendamento soppressivo totale numero 117.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 45 e del relativo emendamento:

Art. 45

Adeguamento ai principi della normativa statale in materia di edilizia

1. La Giunta regionale, al fine di adeguare la vigente disciplina regionale in materia di attività edilizia ai principi contenuti nel decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001 e successive modifiche, approva, entro sei mesi dalla pubblicazione della presente legge, una proposta di normativa disciplinante la materia dell'edilizia con particolare riferimento:

a) ai titoli abilitativi;

b) alla vigilanza sull'attività urbanistico-edilizia, responsabilità e sanzioni;

c) alla normativa tecnica di settore.

Emendamento soppressivo totale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai.

Articolo 45

L'art. 45 è soppresso. (117). )

Per esprimere il parere sull'emendamento numero 117 ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza.

PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Negativo, Presidente. Grazie.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

Onorevole Sanna, le dispiace, se non la disturbiamo, noi continueremmo il lavoro. Grazie.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Negativo.

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 46. All'articolo 46 è stato presentato l'emendamento soppressivo totale numero 118.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 46 e del relativo emendamento:

Art. 46

Attuazione degli strumenti vigenti

1. Fino all'approvazione del PUC i comuni danno attuazione alle previsioni contenute nei vigenti piani se adeguati alle disposizioni del vigente Piano paesaggistico regionale. Dall'entrata in vigore della presente legge e fino all'approvazione del PUC possono essere adottati e approvati i seguenti strumenti urbanistici:

a) i piani attuativi dei piani urbanistici comunali vigenti, che anche in variante, siano già adeguati alle disposizioni del vigente Piano paesaggistico regionale;

b) le varianti agli strumenti urbanistici vigenti anche in attuazione di atti di programmazione negoziata, previa verifica di coerenza, ai sensi dell'articolo 31, comma 5, della legge regionale 22 aprile 2002, n. 7 (legge finanziaria 2002) con le disposizioni del vigente Piano paesaggistico regionale;

c) le varianti specifiche di recepimento delle previsioni dei piani di livello regionale.

Emendamento soppressivo totale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai.

Articolo 46

L'art. 46 è soppresso. (118). )

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza.

PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Contrario.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Contrario.

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 47. All'articolo 47 è stato presentato l'emendamento soppressivo totale numero 119 e l'emendamento aggiuntivo della Giunta numero 269.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 47 e del relativo emendamento:

Art. 47

Adeguamento organizzativo

1. I comuni e le province, al fine di potere compiutamente attuare i processi di riforma contenuti nella presente legge e pervenire ad un sensibile miglioramento del livello qualitativo delle prestazioni offerte ai cittadini, nell'ambito della propria autonomia organizzativa, possono, entro tre anni dall'entrata in vigore della presente legge, incrementare le proprie dotazioni organiche, anche in deroga alle disposizioni vigenti in materia di contenimento di assunzione di personale.

Emendamento soppressivo totale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai.

Articolo 47

L'art. 47 è soppresso. (119)

Emendamento aggiuntivo Giunta regionale.

Articolo 47

Dopo l'articolo 47 è inserito il seguente Articolo 47 bis:

Art.. 47 bis

Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 4 agosto 2008 n. 13

  1. Il titolo della legge n. 13/2008 è così sostituito:
    "Individuazione dei beni paesaggistici e identitari".
  2. Al comma 1 dell'articolo 1 dopo la lettera c) è introdotta la seguente "d): i beni identitari appartenenti ai beni di cui al comma 1 lett. e) dell'articolo 143 del D. Lgs. N. 63/2008"
  3. Al comma 2 dell'articolo 1 dopo la parola "individuati" sono aggiunte: "nelle cartografie allegate al Piano Paesaggistico e nel repertorio approvato con delibera della Giunta Regionale n. 23/14 del 16.4.2008.
  4. L'ultimo capoverso del comma 3 dell'articolo 1 è abrogato.
  5. Agli effetti della Legge regionale n. 13/2008 per "centro matrice" è da intendersi il centro di antica e prima formazione così come definito dall'articolo 51 delle N.T.A. del P.P.R.. (269). )

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri, relatore di minoranza. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.), relatore di minoranza. Presidente, volevo chiedere una cosa all'Assessore. L'adeguamento organizzativo: "I comuni possono, entro tre anni dall'entrata in vigore della presente legge, incrementare le proprie dotazioni organiche, anche in deroga alle disposizioni vigenti in materia di contenimento di assunzione di personale". Ecco, questo volevo capire, se in qualche modo incide sugli aspetti legati al patto di stabilità dei comuni, oppure se comunque è condizionata l'assunzione dal rispetto del patto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Grazie, Presidente. Il senso dell'articolo 47 è abbastanza evidente, e prende le mosse da un criterio di carattere generale, che normalmente fa sì che quando si adottano provvedimenti legislativi di riforma strutturale di alcune discipline di innovazione anche delle materie di attuazione di processi di delega, così come fanno altre regioni a statuto speciale in questa materia, si provvede a dare la possibilità di adeguare le proprie dotazioni organiche che, in questa logica, spesso risultano bloccate da provvedimenti molto datati rispetto al blocco delle assunzioni. Ovviamente, questa parte di oneri maggiori rientra, come tutta la spesa sul personale, nell'ambito della legislazione ordinaria. Ora, stiamo provvedendo, proprio per alleggerire questo fatto, per cercare di distinguere e di portare al di fuori del carico finanziario calcolato per il patto di stabilità, una serie di finanziamenti, per esempio anche quelli di tipo europeo, che possano consentire in equilibrio, rispetto alle definizioni che danno le leggi finanziarie, di non gravare anche su queste parti qua. Quindi questo è il senso delle cose, ma non c'è una deroga rispetto all'aspetto finanziario e sull'aspetto di tipo organizzativo sulle piante organiche.

Mentre invece approfitto, Presidente, se mi è consentito, per illustrare ai consiglieri la portata dell'articolo 269, che è molto semplice e abbastanza comprensibile. In sede di valutazione da parte del Governo della legge numero 13, che ha portato sostanziali chiarimenti in ordine alla materia dei beni paesaggistici e delimitazione dei centri storici, noi siamo stati chiamati dal Governo, dal Ministero per i rapporti con le regioni, unitamente al Ministero dei beni culturali, su alcuni elementi che, anche alla luce del decreto legislativo numero 63 del 2008, che ha modificato in parte il Codice Urbani, ci chiedevano, al fine di dare il via libera alla legge, di apportare alcune modifiche per essere più comprensibile il testo. Intanto sul titolo. Poiché questa legge nel contesto parla di beni paesaggistici e di beni identitari, che sono due categorie diverse, si propone la modificazione del titolo dell'articolo 1 in "individuazione non solo di beni paesaggistici ed identitari". Al comma 1, lettera c), poiché i beni identitari, noi con la lettera c) abbiamo messo gli immobili e le aree e i beni specificamente individuati nei Piani paesaggistici e delimitati dalla cartografia. Questi beni, che sono delimitati, anche qui sono distinti in beni paesaggistici e in beni identitari, che soggiacciono a normative diverse. Per cui il suggerimento è quello di aggiungere, di non compendiare nei più generali beni paesaggistici anche gli identitari, aggiungendo una lettera c) e facendo riferimento ai beni identitari appartenenti ai beni di cui al comma 1, lettera e), dell'articolo 143 del decreto legislativo numero 63, dove vengono introdotti ulteriori beni, non classificabili come beni paesaggistici, che sono appunto quelli identitari, perché, paradossalmente, il decreto legislativo numero 43 ha introdotto questa distinzione, che non c'era nelle versioni precedenti, dicendo: "Se non sono beni paesaggistici, possono essere ulteriori beni, non assoggettabili direttamente alla disciplina dei beni paesaggistici". Al comma 2, il suggerimento del Ministero è quello di dire che i Piani paesaggistici si interessano dei beni paesaggistici, ma ci chiedeva la cortesia di precisare, siccome la Giunta regionale nell'aprile del 2008, con pubblicazione successiva sul BURAS, ha pubblicato l'elenco formale e ufficiale di tutti i beni paesaggistici e identitari, archeologici che sono censiti con tanto di coordinate, con la classificazione, con la possibilità univoca di identificarli, ci ha chiesto di aggiungere su beni puntualmente individuati, dice: "nelle cartografie allegate al Piano paesaggistico", perché questo conta, "e nel repertorio approvato con delibera della Giunta regionale n. 23/14 del 16.4.2008", dove abbiamo pubblicato sul BURAS otto volumi distinti per provincia. Ogni provincia ha il suo allegato BURAS dove sono identificati tutti questi beni in maniera che risulti univocamente determinata e non si generino, come si è generato nella città di Cagliari sulla procedura di autorizzazione di alcune concessioni edilizie, contrasti su quelli che erano considerati dall'organo comunale beni paesaggistici e non, viceversa, dalla Regione. In questo modo si ha una lettura univoca di ciò che è in un modo e nell'altro.

Il Ministero suggerisce, come peraltro è stato detto in quest'Aula più volte, di eliminare l'ultimo capoverso del comma 3 dell'articolo 1, dove si diceva: "Ogni diversa disposizione eventualmente contenuta nei Piani paesaggistici vigenti è abrogata". Questa affermazione è troppo estensiva, si può prestare a degli usi sostanzialmente abbastanza arbitrari e noi abroghiamo questa disposizione.

L'ultima richiesta del Ministero è quella di chiarire che cosa si intende per centro matrice all'interno della legge. Noi abbiamo spiegato che per centro matrice si intende "il centro di prima e antica formazione così come definito dalle norme tecniche di attuazione", cioè non c'è una distinzione fra centro matrice e centro di antica e prima formazione, sono la stessa cosa, così come è ampiamente spiegato all'interno dei provvedimenti. Questa è la natura tecnica, che non cambia niente rispetto alle procedure, alle precisazioni che vengono fatte, per evitare che ci sia da parte del Ministero un'ambivalente interpretazione di quelli che sono i contenuti della legge numero 13. Abbiamo trovato quest'accordo per evitare che la legge venisse impugnata producendo ovviamente dei ritardi nella sua applicazione e quindi nello sblocco dei cantieri che per fortuna, voglio dire, può generare l'approvazione definitiva. Con questi impegni abbiamo chiuso l'accordo con il Ministero delle regioni e con il Ministero dei beni culturali, per cui la proposta di quest'emendamento sana questo mancato chiarimento che è insito in legge.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza.

PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Sì, Presidente, avrei dovuto esprimere il parere come relatore, però volevo… allora, sull'emendamento numero 119 il parere è negativo, mentre per l'emendamento numero 269, sul quale si esprime un parere positivo - prego l'Assessore, chiedo scusa, di prestarmi un attimo di attenzione, per cortesia -, però siccome noi abbiamo sospeso, cioè abbiamo trasferito degli emendamenti che afferiscono la materia, sono pertinenti con quanto è trattato dall'emendamento numero 269, chiederei di sospendere quest'emendamento in modo tale da poter fare sintesi con qualche altro emendamento che era stato sospeso all'articolo 41 e trasferito all'articolo 43, cioè in modo tale che le specificazioni possano essere… se è d'accordo la Giunta.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Allora, io sono d'accordo, sospendiamo, poi lo chiariamo dopo. Il punto che vorrei sottolineare è che gli emendamenti che attengono all'articolo 41 sulla materia dei centri storici si riferiscono alla vecchia stesura dell'articolo 41; va solo fatto questo lavoro per convincerci assieme. L'articolo 41 non è stato trasferito nella legge numero 13, proprio non se ne parla perché noi abbiamo trasferito il 39 e il 40. Il 41 è stato superato nella definizione che ne ha fatto la Commissione per cui questi emendamenti risulterebbero improcedibili rispetto al testo, per cui ho chiarito anche con i presentatori che, limitatamente a questa parte, sono da rimandare a quelle note di precisazione e di interpretazione che abbiamo approvato col precedente articolo approvato dal Consiglio, cioè atterranno a un chiarimento interpretativo sul tenore dell'affermazione. Solo questo, se lo vogliamo fare, però è stato già chiarito in questi termini con l'onorevole Uras.

PRESIDENTE. Va bene, colleghi, votiamo l'articolo e poi…

Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.

PIRISI (P.D.),relatore di maggioranza. Il chiarimento dall'Assessore va bene, però insisto e ribadisco in modo tale da evitare che possa esserci qualche discrasia, ed è meglio sospenderlo tanto è un aggiuntivo e quindi possiamo approvare l'articolo tranquillamente, non ci sono problemi di sorta. Nonostante… vanno bene le spiegazioni. Grazie.

PRESIDENTE. L'Assessore si era dichiarato d'accordo sulla possibilità di sospenderlo, anche se non c'è un collegamento diretto tra quest'emendamento e quello dell'articolo 41, tuttavia se serve a chiarire qualche zona d'ombra che ancora c'è ha acceduto alla richiesta di sospensione.

Metto in votazione l'articolo 47. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

L'emendamento numero 269 è, quindi, sospeso.

Passiamo all'esame dell'articolo 48. All'articolo 48 sono stati presentati i seguenti emendamenti: il soppressivo totale numero 120, il sostitutivo totale numero 273, il sostitutivo parziale numero 177 e l'aggiuntivo numero 272.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 48 e dei relativi emendamenti:

Art. 48

Copertura finanziaria

1. A valere sulla disponibilità recate dalla UPB S04.10.006 relativa a contributi ai comuni per la redazione degli strumenti urbanistici è assicurata la riserva per la pianificazione territoriale comunale e sovracomunale; per l'individuazione del destinatario dei contributi, si applica la disposizione di cui all'articolo 20.

Emendamento soppressivo totale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai

Articolo 48

L'art. 48 è soppresso. (120)

Emendamento sostitutivo totale Giunta regionale

Articolo 48

L'articolo 48 (copertura finanziaria) è sostituito dal seguente:

"Art. 48

(Norma finanziaria)

1. Al fine di incentivare l'utilizzo della pianificazione urbanistica sovracomunale prevista all'articolo 20 e per l'adeguamento dei piani urbanistici comunali, la Regione è autorizzata a concedere contributi ai Comuni. Agli oneri derivanti dall'attuazione di tale disposto si provvede con legge finanziaria ai sensi dell'articolo 4 , comma 1, lettera e) della legge regionale 2 agosto 2006, n. 11". (273)

Emendamento sostitutivo parziale Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu

Articolo 48

Il comma 1 dell'articolo 48 è sostituito dal seguente:

"1. Al fine di assicurare la disponibilità delle risorse necessarie a favore dei Comuni per la redazione degli strumenti urbanistici, degli adeguamenti degli stessi agli strumenti dl pianificazione e di governo del territorio regionale e provinciale, per la pianificazione territoriale comunale e sovracomunale, la Regione è autorizzata istituire un apposito fondo regionale, ad integrazione delle disponibilità recate dalla UPB S04.10.006, finalizzato alla concessione a sportello di contributi a favore del Comuni nella misura dell'80% dei costi necessari.

2. Il fondo di cui al comma 1 ha una dotazione finanziaria annuale iniziale per gli anni 2008-2011 di euro 10.000.000 e per gli anni successivi sarà prevista con la legge di Bilancio.". (177)

Emendamento aggiuntivo Uras - Davoli

Articolo 48

Dopo l'articolo 48 è aggiunto il seguente:

"Art 48 bis

1. Le disposizioni delle leggi n. 45 del 1989 e n. 23 del 1985 rimangono in vigore per quanto compatibili con la presente legge e nelle disposizioni concernenti le norme di salvaguardia integrale ed in quelle relative alla pianificazione di risanamento urbanistico. (272).)

PRESIDENTE. E'iscritto a parlare il consigliere Pileri, relatore di minoranza, sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.), relatore di minoranza. Sì, volevo anche in questo caso un chiarimento da parte dell'Assessore perché la copertura finanziaria necessaria per garantire ai comuni di poter procedere all'adeguamento degli strumenti urbanistici è assolutamente importante, quindi poiché io ritengo che i fondi messi finora disposizione dalla Regione per i comuni per adeguare i piani urbanistici al PPR vigente siano inadeguati, io penso e credo che si debbano prevedere opportune risorse sia per l'adeguamento al PPR vigente, ma anche per il fatto che la nuova normativa urbanistica imporrà ai comuni ulteriori modifiche e variazioni, quindi ci deve essere un'adeguata copertura finanziaria.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Molto brevemente, Presidente. Va beh, la copertura finanziaria la decideremo in finanziaria, quindi adesso come entra la manovra in Consiglio è chiaro ed evidente che la novità che rappresenta questa legge consentirà di fare una valutazione idonea alla definizione di un'adeguata dotazione. Per quanto riguarda l'articolo 48 bis, che è un aggiuntivo e che è inserito qua, è trattata questa materia anche da altri emendamenti che sono stati sospesi e che sono rinviati all'esame conclusivo, Presidente, per cui si tratta di sospendere anche l'aggiuntivo numero 272 perché va a sintesi con gli altri emendamenti che trattano proprio la materia delle salvaguardie integrali già previste dalla legge numero 45.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza.

PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Il parere è negativo sull'emendamento 120, positivo sull'emendamento 273, negativo sull'emendamento numero 177, anche per le cose che ha detto testé l'onorevole Uras. Accediamo alla richiesta di sospensione dell'emendamento numero 272.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Il parere della Giunta è conforme, vorrei rassicurare l'onorevole Pileri sulla quantificazione del fondo. Noi siamo ancora in una fase nella quale oggettivamente è difficile quantificare il fabbisogno complessivo. Devo anche dire che però negli ultimi anni, negli ultimi tre anni il fondo ordinario stabilito per dare contributi ai Comuni per la redazione della pianificazione urbanistica è passato dai 2 milioni di euro a regime agli attuali 6 milioni, cioè abbiamo triplicato i quantitativi.

Ora, nella prima fase abbiamo fatto anche una sorta di calcolo negli ultimi tre anni, ai Comuni che avevano già percepito dei contributi gli abbiamo dato di meno rispetto a quelli che non l'avevamo per niente dato. Ora si tratta di quantificare anche gli oneri che dobbiamo predisporre per le esperienze di pianificazione sovracomunale sapendola distinguere anche da un minor costo della pianificazione comunale ed è per questo che si rimanda alla norma finanziaria che anno per anno definisce la possibilità di stanziare una quota, una parte del fondo destinato alle forme associative dei Comuni è già destinato in quota parte percentuale a sostegno dei Comuni che scelgono di predisporre pianificazioni urbanistiche sovracomunali.

Ma questo non conta all'interno di questa previsione, cioè è una cosa che va al di là di questa previsione.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento soppressivo totale numero 120. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 273, c'è il parere positivo e definisce la copertura finanziaria e i riferimenti legislativi per l'onere derivante dall'applicazione di questa legge. Lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

L'emendamento numero 177 è decaduto. Metto in votazione l'articolo… chiedo scusa, l'abbiamo già votato con l'emendamento sostitutivo.

L'emendamento aggiuntivo. C'è una richiesta di sospensione, mi pare che non ci siano obiezioni, quindi l'emendamento numero 272 viene sospeso.

Passiamo all'articolo 49. All'articolo 49 è stato presentato l'emendamento soppressivo totale numero 121 e i soppressivi parziali numero 236, 270, il 153 e gli aggiuntivi numero 234, 241 e 237.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 49 e dei relativi emendamenti:

Art. 49

Abrogazioni

1. Sono abrogate:

a) la legge regionale 22 dicembre 1989, n. 45 (Norme per l'uso e la tutela del territorio regionale), ad eccezione della disposizione di cui all'articolo 5, comma 4, che continua ad applicarsi fino all'entrata in vigore degli strumenti di cui all'articolo 30 della presente legge;

b) la legge regionale 1° luglio 1991, n. 20 (Norme integrative per l'attuazione della legge regionale 22 dicembre 1989, n. 45);

c) la legge regionale 18 dicembre 1991, n. 37 (Proroga dei termini per le norme di salvaguardia di cui agli articoli 12 e 13 della legge regionale 22 dicembre 1989, n. 45);

d) la legge regionale 22 giugno 1992, n. 11 (Modifiche e integrazioni alla legge regionale 22 dicembre 1989, n. 45);

e) la legge regionale 29 dicembre 1992, n. 22 (Modifiche e integrazioni alla legge regionale 22 giugno 1992, n. 11 e alla legge regionale 22 dicembre 1989, n. 45);

f) la legge regionale 7 maggio 1993, n. 23 (Modifiche e integrazioni alla legge regionale 22 dicembre 1989, n. 45);

g) la legge regionale 8 luglio 1993, n. 28 (Interventi in materia urbanistica);

h) l'articolo 21 della legge regionale 12 dicembre 1994, n. 36 (Modifiche alla legge regionale 29 gennaio 1994, n. 2, e disposizioni varie);

i) l'articolo 72, secondo periodo, della legge regionale 15 febbraio 1996, n. 9 (legge finanziaria 1996);

l) la legge regionale 15 febbraio 1996, n. 13 (Fissazione di un termine entro il quale i comuni devono adeguarsi alle prescrizioni dei piani territoriali paesistici);

m) la legge regionale 6 maggio 1998, n. 13 (Proroga del termine di cui all'articolo 1, comma 1, della legge regionale 15 febbraio 1996, n. 13);

n) l'articolo 1, comma 17 della legge regionale n. 7 del 2002;

o) la legge regionale 25 novembre 2004, n. 8 (Norme urgenti di provvisoria salvaguardia per la pianificazione paesaggistica e la tutela del territorio regionale);

p) l'articolo 32 della legge regionale 11 ottobre 1985, n. 23 (Norme in materia di controllo dell'attività urbanistico-edilizia di risanamento urbanistico e di sanatoria di insediamenti ed opere abusive, abusive, di snellimento ed accelerazione delle procedure espropriative);

q) il comma 2 dell'articolo 5 della legge regionale 12 giugno 2006, n. 9 (Conferimento di funzioni e compiti agli enti locali);

r) la legge regionale 12 agosto 1998, n. 28 (Norme per l'esercizio delle competenze in materia paesistica trasferite alla Regione autonoma della Sardegna con l'articolo 6 del D.P.R. 22 maggio 1975, n. 480 e delegate con l'articolo 57 del D.P.R. 19 giugno 1979, n. 348).

Emendamento soppressivo totale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai

Articolo 49

L'art. 49 è soppresso. (121)

Emendamento soppressivo parziale Uras - Davoli - Pisu

Articolo 49

Nel comma 1 la lettera b) è soppressa. (236)

Emendamento soppressivo parziale Giunta regionale

Articolo 49

Al comma 1 la lettera p) è soppressa. (270)

Emendamento soppressivo parziale La Spisa - Murgioni - Pileri - Gallus - Pittalis

Articolo 49

Nell'art. 49 comma 1 la lettera r) è soppressa. (153)

Emendamento aggiuntivo Uras - Davoli - Pisu

Articolo 49

Nel comma 1, lettera a), aggiungere "ad eccezione della disposizione di cui all'articolo 29;". (234)

Emendamento aggiuntivo Uras - Davoli - Pisu

Articolo 49

Nel comma 1 lettera b) aggiungere "ad eccezione della disposizione di cui al comma 3 dell'art. 3 "Disposizioni r i piani attuativi", dell'art. 5 "Mancata determinazione sull'istanza di autorizzazione a lottizzare odi stipula della convenzione", dell'art. 9 "Condotta Urbanistica". (241)

Emendamento aggiuntivo Uras - Davoli - Pisu

Articolo 49

Nel comma 1 alla lettera r) aggiungere "ad eccezione della disposizione di cui agli artt. 4 e 5.". (237). )

PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti.

E' iscritto a parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Solo per chiedere, Presidente, se è opportuno o meno discutere l'articolo che parla, appunto, delle leggi che si intendono abrogate, posto che ancora abbiamo da discutere alcuni articoli della legge e che quindi conseguentemente alcune delle leggi scritte qui che andrebbero abrogate evidentemente non possiamo che vederle solo alla luce completa della normativa che andremo ad approvare. Mi sembra, altrimenti rischiamo di fare anche un errore.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Presidente, sostanzialmente per dire le stesse cose che ha detto il collega Pisano che mi pare che il relatore condivida.

PRESIDENTE. E' una pregiudiziale accoglibile. Quindi, sospendiamo l'articolo. Possiamo votare invece l'articolo 50 che è l'entrata in vigore il giorno della pubblicazione nel BURAS.

Passiamo all'articolo 50. All'articolo 50 è stato presentato l'emendamento soppressivo totale numero 122.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 50 e del relativo emendamento:

Art. 50

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nel BURAS.

Emendamento soppressivo totale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai

Articolo 50

L'art. 50 è soppresso. (122). )

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Va bene colleghi, terminiamo il lavoro dell'Aula, per questa sera è convocata la quarta Commissione per l'esame di un disegno di legge della Giunta che ha caratteristiche di urgenza perché collegato agli eventi calamitosi che si sono verificati in Sardegna in queste settimane, la Commissione è convocata fra cinque minuti nell'aula della Commissione, invece il Consiglio regionale è convocato per martedì alle ore 10 e 30. Qualora la Commissione non terminasse questa sera il suo lavoro, la Commissione stessa prosegue domani mattina con lo stesso ordine del giorno.

La seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 18 e 42



Allegati seduta

CDLXIX Seduta

Giovedì 13 novembre 2008

(POMERIDIANA)

Presidenza del Vicepresidente RASSU

Indi

del Presidente SPISSU

La seduta è aperta alle ore 16 e 35

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di mercoledì 5 novembre 2008 (460), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Capelli, Giuseppe Cuccu, Lanzi e Porcu hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana di giovedì 13 novembre 2008.

Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

MANCA, Segretario:

"Mozione Caligaris - Balia - Ibba - Masia - Gessa - Cerina - Pisu - Uras - Licheri - Mattana - Serra - Cugini - Fadda - Lanzi - Tocco - Corda - Cocco - Cachia - Cuccu Giuseppe - Uggias - Frau - Pinna - Porcu - Sanna Simonetta - Espa - Randazzo Alberto - Salis - Floris Vincenzo - Davoli - Cherchi Silvio - Bruno - Orrù - Barracciu - Corrias - Meloni - Pacifico - Calledda - Sanna Franco - Agus - Floris Mario - Lai Bachisio Silvio - Sabatini - Cucca - Biancu - Maninchedda - Vargiu - Atzeri - Pisano - Cassano - Giagu - Rassu - Lombardo - Murgioni - Cherchi Oscar - Licandro - Pileri - Lai Renato - Liori - Sanjust - Pirisi - Milia - Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - La Spisa - Sanna Alberto sul 'Manifesto degli scienziati antirazzisti 2008'". (207)

"Mozione LAI Vittorio Renato - CAPELLI - CAPPAI - GALLUS - MARRACINI - MURGIONI - PILERI - SANNA Matteo sull'inadeguatezza dell'ufficio ARGEA di Olbia." (208)

PRESIDENTE. Colleghi, vista l'affluenza in aula io sospendo i lavori per 15 minuti, pregando i colleghi di avvisare, ognuno per il suo Gruppo, i colleghi di presenziare in aula, affinché possano avere inizio i lavori. Siamo in votazione dell'emendamento numero 179 dell'articolo 38. Quindi, i lavori riprenderanno alle 16 e 50.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 36, viene ripresa alle ore 16 e 50)

Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato numero 11-204-290/A: "Disciplina per il governo del territorio regionale" della proposta di legge Pirisi - Marrocu - Barracciu - Calledda - Cherchi Silvio - Corrias - Cugini - Floris Vincenzo - Lai - Mattana - Orrù - Pacifico - Sanna Alberto - Sanna Franco: "Disciplina di governo del territorio regionale" (11); del disegno di legge: "Nuove norme per l'uso del territorio regionale (204) e della proposta di legge Pileri: "Modalità di calcolo per l'applicazione dei parametri urbanistico-edilizi ai fini del miglioramento dei livelli di coibentazione termo acustica e

del contenimento dei consumi energetici (290)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato numero 11-204-290/A.

Bene, colleghi. Abbiamo in votazione l'emendamento numero 179 a firma Pisano, Cassano, Dedoni e Vargiu. Mi dicono che le dichiarazioni di voto sono già state effettuate.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Voto elettronico palese.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Volevo sapere, Presidente, siamo in votazione sempre sull'articolo 36?

PRESIDENTE. Sull'articolo 38, emendamento numero 179. Però mi dicono i colleghi che è stato sospeso l'emendamento.

URAS (R.C.). Va bene.

PRESIDENTE. Presidente Pirisi, mi dicono che c'è stata una sospensione di questo emendamento in attesa che la Commissione si esprimesse.

Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.

PIRISI (P.D.),relatore di maggioranza. Presidente, c'eravamo già espressi nel merito, però avevamo chiesto all'onorevole Pisano, che è il primo firmatario, di ritirarlo, perché le norme già prevedono deroghe, prevedono che volumi tecnici non vengano conteggiati, computati. Si chiedono cose differenti da quelle di cui si stava parlando, quindi davvero lo chiedo per evitare che ci scontriamo su un argomento come questo. Presidente, chiedo davvero che venga ritirato l'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Presidente, per una precisazione perché gli ultimi secondi della discussione che veniva svolta in Aula prima del pranzo davano luogo ad una sospensione e anche il proposito di maturare una riflessione durante il pranzo, così come si diceva, non già per continuare nell'invito al ritiro di questo emendamento, quanto per aggiustare tecnicamente l'emendamento e devo dire che, tra l'altro, il presidente Pirisi, in maniera molto propositiva si era fatto carico di questo compito, di riscrivere e di adattare la volumetria che era indicata e che pareva essere eccessiva, insomma, così sembrava. Poi se in queste ore è stato maturato qualche proposito diverso ne prendiamo atto, noi non ritiriamo, ovviamente, l'emendamento e lo votiamo e chiedo, tra l'altro, la votazione a scrutinio palese.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 179.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Manca ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Cassano - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Farigu - Floris Mario - La Spisa - Licandro - Liori - Lombardo - Maninchedda - Marracini - Moro - Murgioni - Pileri - Pisano - Pittalis - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Sanna Matteo - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Masia - Mattana - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Tocco - Uggias - Uras.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 61

votanti 61

maggioranza 31

favorevoli 24

contrari 37

(Il Consiglio non approva)

Passiamo all'esame dell'articolo 39. All'articolo 39 sono stati presentati gli emendamenti soppressivi totali numero 111 e 205 e il sostitutivo parziale numero 71.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 39 e dei relativi emendamenti:

Capo II

Norme di coordinamento della pianificazione paesaggistica con altri strumenti di pianificazione

Art. 39

Individuazione e riclassificazione dei beni paesaggistici e identitari

1. La Regione, in sede di prima applicazione e per non oltre tre anni dalla data di approvazione della presente legge e previa motivata istruttoria effettuata a seguito di interventi modificativi sul bene o di più approfonditi accertamenti ed analisi di dettaglio che abbiano fatto emergere mutate esigenze di tutela ovvero l'irrilevanza dei beni ai fini paesaggistici, può disporre la riclassificazione totale o parziale dei beni paesaggistici di cui agli articoli 134, lettera c) e 143, comma 1, lettera d), del decreto legislativo n. 42 del 2004 e successive modifiche e dei beni identitari.

2. Il provvedimento di riclassificazione è adottato, previa deliberazione della Giunta regionale ed acquisito il parere motivato del MIBAC, con decreto del Presidente della Regione, da pubblicarsi nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana.

3. Copia della Gazzetta ufficiale è affissa per novanta giorni all'albo pretorio di tutti i comuni interessati.

Emendamento soppressivo totale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai.

Art. 39

L'art. 39 è soppresso. (111)

Emendamento soppressivo totale Giunta Regionale.

Art. 39

L'articolo 39 è soppresso. (205)

Emendamento sostitutivo parziale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo

Art. 39

Al comma 2, le parole "del MIBAC" sono sostituite con le seguenti: "degli organi regionali del MIBAC". (71). )

PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti.

Prego, onorevole Artizzu.

E' iscritto a parlare il consigliere Moro. Ne ha facoltà.

MORO (A.N.). Presidente, l'articolo 39...

PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Sull'ordine dei lavori!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.

PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza Presidente, per dire che questo articolo, l'articolo 39, si vota per bocciarlo, onorevole Moro, quindi non so se possiamo risparmiare… Cioè si accettano in sostanza sia l'emendamento che è stato proposto dall'onorevole Pileri che è il "39", sia quello 205 della Giunta e quindi accogliamo la soppressione dell'articolo, quindi vorrei risparmiare se fosse possibile...

PRESIDENTE. Grazie onorevole Pirisi, intende ancora intervenire, onorevole Moro?

MORO (A.N.). No Presidente, d'altronde essendo io in questo dolo logicamente la mia esposizione non sarebbe certo quella favorevole all'articolo 39 per cui nulla osta il fatto di dover impedire che io faccia perdere tempo al Consiglio e rinuncio all'intervento.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pileri, relatore di minoranza. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.), relatore di minoranza. Semplicemente per dire, Presidente, che questi due articoli sono già stati trattati con un altro disegno di legge, una proposta di legge, sono già stati esitati prima dell'estate. Quindi gli emendamenti soppressivi hanno un senso per questo motivo.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 111 e il numero 265 in quanto emendamenti simili, il "265" è presentato dalla Giunta regionale.

DEDONI (Riformatori Sardi). Voto elettronico palese!

(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu)

PRESIDENTE. E' stato chiesto il voto elettronico palese. Dichiaro aperta la votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 111 e numero 265.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Manca e Salis hanno votato a favore, che i consiglieri Cassano e Alberto Randazzo hanno votato contro e che il consigliere Atzeri si è astenuto.

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Barracciu - Biancu - Caligaris - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lanzi - Licheri - Manca - Masia - Mattana - Meloni - Pacifico - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisu - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Tocco - Uggias - Uras.

Rispondono no i consiglieri: Cassano - Randazzo Alberto - Sanna Matteo.

Si sono astenuti: Amadu - Atzeri - Cappai - Rassu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 44

votanti 40

astenuti 4

maggioranza 21

favorevoli 37

contrari 3

(Il Consiglio approva)

Passiamo all'esame dell'articolo 40. All'articolo 40 sono stati presentati gli emendamenti soppressivi totale numero 112 e numero 266.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 40 e dei relativi emendamenti:

Art. 40

Individuazione dei beni paesaggistici

1. In attuazione dell'articolo 143, comma 1, del decreto legislativo n. 42 del 2004, come modificato dal decreto legislativo 26 marzo 2008, n. 63 (Ulteriori disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, in relazione al paesaggio), i beni paesaggistici, compresi quelli identitari, protetti e disciplinati dal Piano paesaggistico, sono esclusivamente:

a) i beni di cui all'articolo 136 del medesimo decreto legislativo n. 42 del 2004 e successive modifiche, individuati ai sensi degli articoli da 138 a 141;

b) le aree di cui all'articolo 142 del decreto legislativo n. 42 del 2004 e successive modifiche;

c) gli immobili, le aree e i beni specificamente individuati nei piani paesaggistici e delimitati nelle cartografie ad essi allegate in scala idonea alla loro puntuale identificazione.

2. I piani paesaggistici non possono apporre vincoli su intere categorie di beni non puntualmente individuati.

3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 valgono anche nel periodo d'applicazione delle norme di salvaguardia di cui all'articolo 145 del decreto legislativo n. 42 del 2004 e successive modifiche e, comunque, anche per tutto il periodo transitorio d'adeguamento degli strumenti urbanistici comunali ai piani paesaggistici. Ogni diversa disposizione eventualmente contenuta nei piani paesaggistici vigenti è abrogata.

4. È fatta salva l'individuazione, nei futuri piani paesaggistici regionali o attraverso l'adeguamento dei PUC al Piano paesaggistico regionale, di eventuali ulteriori contesti da sottoporre a specifiche misure di salvaguardia e di utilizzazione ai sensi dell'articolo 143, comma 1, lettera e), del decreto legislativo n. 42 del 2004 e successive modifiche.

Emendamento soppressivo totale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai

Art. 40

L'art. 40 è soppresso. (112)

Emendamento soppressivo totale Giunta Regionale

Art. 40

L'articolo 40 è soppresso. (266).)

PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti.

Onorevole Amadu vuole ancora intervenire?

AMADU (F.I.). Intervengo dopo.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Per chiederle la convocazione di una breve Conferenza dei Capigruppo per l'organizzazione dei lavori.

PRESIDENTE. Comunque ora continuiamo almeno la discussione di questo articolo e poi ci riuniamo senz'altro.

Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato numero 11-204-290/A: "Disciplina per il governo del territorio regionale" della proposta di legge Pirisi - Marrocu - Barracciu - Calledda - Cherchi Silvio - Corrias - Cugini - Floris Vincenzo - Lai - Mattana - Orrù - Pacifico - Sanna Alberto - Sanna Franco: "Disciplina di governo del territorio regionale" (11); del disegno di legge: "Nuove norme per l'uso del territorio regionale (204) e della proposta di legge Pileri: "Modalità di calcolo per l'applicazione dei parametri urbanistico-edilizi ai fini del miglioramento dei livelli di coibentazione termo acustica e

del contenimento dei consumi energetici (290)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.

PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Presidente, mi sono prenotato per dire che accettiamo, cioè esprimiamo parere favorevole sull'emendamento numero 112 e anche sul numero 266 e quindi perché anche questo articolo era stato già accolto nella cosiddetta legge salva cantieri che abbiamo approvato, la numero 13 di quest'anno.

PRESIDENTE. Bene, onorevole Pirisi. Metto in votazione l'articolo 40.

AMADU (F.I.). Presidente!

PRESIDENTE. Gliel'ho chiesto poc'anzi, onorevole Amadu, mi ha detto che non intendeva intervenire. Prego, onorevole Amadu.

Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.

AMADU (F.I.). Per chiedere il voto elettronico palese, Presidente.

PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta dell'onorevole Amadu?

(Appoggia la richiesta il consigliere La Spisa)

E' stato chiesto il voto elettronico palese. Prego i colleghi di prendere posto. E'in votazione l'articolo 40.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 40.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Cassano e Matteo Sanna hanno votato contro e che il consigliere Rassu si è astenuto.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Amadu - Artizzu - Atzeri - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Espa - Fadda - Farigu - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - La Spisa - Lai Silvio - Lanzi - Licandro - Licheri - Liori - Manca - Maninchedda - Marracini - Masia - Mattana - Meloni - Milia - Orrù - Pacifico - Pileri - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Matteo - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Tocco - Uggias - Uras - Vargiu.

Si è astenuto il consigliere Rassu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 62

votanti 61

astenuti 1

maggioranza 31

contrari 61

(Il Consiglio non approva)

Passiamo all'esame dell'articolo 41. All'articolo 41 sono stati presentati i seguenti emendamenti: soppressivi totali numero 113 e 267, i sostitutivi parziali numero 228, 229 e 230, aggiuntivi numero 231, 65, 66, 67 e numero 235.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 41 e dei relativi emendamenti:

Art. 41

Delimitazione dei centri storici e dei perimetri cautelari dei beni paesaggistici e identitari

1. I comuni i cui centri storici non coincidano con quelli delimitati nella cartografia allegata al Piano paesaggistico regionale, nelle more dell'adeguamento dei rispettivi piani urbanistici, possono avviare un'intesa con l'ufficio regionale del Piano per giungere ad una nuova perimetrazione.

2. Qualora la nuova perimetrazione coincida con il perimetro del previgente piano particolareggiato del centro storico, con atto del sindaco sono attivate le procedure d'intesa con l'Ufficio regionale del piano. Qualora l'ipotesi di nuova perimetrazione non coincida con il perimetro del previgente piano particolareggiato del centro storico, la proposta d'intesa è attivata previa delibera del consiglio comunaleed ha l'effetto di superare il regime transitorio di salvaguardia eventualmente previsto dal Piano paesaggistico regionale.

3. Il raggiungimento dell'intesa è attestato, entro il termine massimo di trenta giorni da suo conseguimento, dal direttore generale della Pianificazione urbanistica con propria determinazione.

4. Dal giorno successivo alla pubblicazione nel BURAS della determinazione del direttore generale, nei centri storici interessati si applica la disciplina contenuta nei previgenti piani particolareggiati dei centri storici, fatte salve le prescrizioni eventualmente contenute nell'atto d'intesa di cui al comma 2.

5. Dall'approvazione del Piano paesaggistico regionale e fino all'adeguamento ad esso dei PUC con le medesime procedure di cui ai precedenti commi vengono ridefiniti i perimetri cautelari dei beni paesaggistici ed identitari.

Emendamento soppressivo totale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai.

Art. 41

L'art. 41 è soppresso.(113)

Emendamento soppressivo totale Giunta regionale.

Art. 41

L'articolo 41 è soppresso.(267)

Emendamento sostitutivo parziale Uras - Davoli - Pisu.

Art. 41

Nel comma 1 sostituire: "I comuni i cui centri storici non coincidano con quelli" con "I comuni i cui Centri storici non coincidano con i perimetri dei Centri matrice".(228)

Emendamento sostitutivo parziale Uras - Davoli - Pisu.

Art. 41

Nel comma 2 sostituire: "superare" con "attivare".(229)

Emendamento sostitutivo parziale Uras - Davoli - Pisu.

Art. 41

Nel comma 3 sostituire: "con comunicazione del sindaco" con "previa delibera del consiglio comunale sulla riscontrata coincidenza delle perimetrazioni". (230)

Emendamento aggiuntivo Uras - Davoli - Pisu.

Art. 41

Nel punto 8 sostituire: "ai beni inclusi nel centro matrice" con "ai beni inclusi nel suddetto perimetro". (233)

Emendamento aggiuntivo Uras - Davoli - Pisu.

Art. 41

Nel comma 5 alla fine della frase aggiungere: "e nella verifica di conformità di cui al punto 3". (231)

Emendamento aggiuntivo Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu.

Art. 41

Dopo l'articolo 41 è aggiunto il seguente articolo:

Art. 41 bis

Assetto agricolo forestale del territorio

  1. Gli strumenti urbanistici, nell'individuazione delle zone agricole, disciplinano la tutela e l'uso del territorio agro-forestale, al fine di:

a) salvaguardare il valore naturale, ambientale e paesaggistico del territorio medesimo e, nel rispetto della destinazione forestale del suolo e delle specifiche vocazioni produttive, garantire lo sviluppo di attività agricole sostenibili;

b) promuovere la difesa del suolo e degli assetti idrogeologici, geologici ed idraulici e salvaguardare la sicurezza del territorio;

c) favorire la piena e razionale utilizzazione delle risorse naturali e del patrimonio infrastrutturale ed infrastrutturale esistente;

d) promuovere la permanenza nelle zone agricole, degli addetti all'agricoltura migliorando le condizioni insediative;

e) favorire il rilancio e l'efficienza delle unità produttive;

f) favorire il recupero del patrimonio edilizio rurale esistente in funzione delle attività agricole e di quelle ad esse integrate e complementari a quella agricola;

g) valorizzare la funzione dello spazio rurale di riequilibrio ambientale e di mitigazione degli impatti negativi degli aggregati urbani.

  1. I comuni qualificano, attraverso la sistematica definizione degli interventi edilizi ed urbanistici ammessi, le zone agricole del proprio territorio in:

a) aree caratterizzate da una produzione agricola tipica o specializzata;

b) aree di primaria importanza per la funzione agricolo-produttiva, anche in relazione all'estensione, composizione e localizzazione dei terreni;

c) aree che, caratterizzate da preesistenze insediative, sono utilizzabili per l'organizzazione di centri rurali o per lo sviluppo di attività complementari ed integrate con l'attività agricola;

d) aree boscate o de rimboschire;

e) aree che pei condizione morfologica, ecologica, paesistico-ambientale ed archeologica, non sono suscettibili di insediamento.

  1. Nei Comuni tuttora dotati di programma urbanistico comunale, la destinazione a zona agricola si intende estesa a tutti i suoli ricadenti al di fuori dei centri abitati, salvo quanto disposto dai piani sovraordinati. (65)

Emendamento aggiuntivo Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu.

Art. 41

Dopo l'articolo 41 è aggiunto il seguente articolo:

Art. 41 ter

Interventi in zona agricola

1. Nelle zone a destinazione agricola il permesso a costruire sarà rilasciato con esonero dei contributi commisurati alle opere di urbanizzazione e ai costi di costruzione, solo se la richiesta è effettuata da imprenditori agricoli.

2. Nelle zone a destinazione agricola è comunque vietata:

a) ogni attività comportante trasformazioni dell'uso del suolo tanto da renderlo incompatibile con la produzione vegetale o con l'allevamento e valorizzazione dei prodotti;

b) ogni intervento comportante frazionamento del terreno a scopo edificatorio (già lottizzazione di fatto);

c) la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria e secondaria del suolo in difformità alla sua destinazione.

3. È consentito l'asservimento di lotti non contigui ma funzionalmente legati per il raggiungimento della superfìcie minima per la volumetria richiesta. (66)

Emendamento aggiuntivo Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu.

Art. 41

Dopo l'articolo 41 è aggiunto il seguente articolo:

Art. 41 quater

Criteri per l'edificazione in zona agricola

1. Il permesso di costruire per nuove costruzioni rurali, nei limiti ed alle condizioni di cui al precedente articolo, potrò essere rilasciato nel rispetto delle seguenti prescrizioni:

a) che si proceda in via prioritaria al recupero delle strutture edilizie esistenti;

b) che l'Azienda mantenga in produzione superfici fondiarie che assicurino la dimensione dell'unità aziendale minima.

2. Le strutture a scopo residenziale, sono consentite entro non oltre gli standards di edificabilità di 0,015 mq su mq. Per le sole attività di produttività e di trasformazione e/o commercializzazione di prodotti agricoli, l'indice non può superare 0,1 mq su mq. (67)

Emendamento aggiuntivo Uras - Davoli - Pisu.

Art. 41

Dopo l'articolo 41 è aggiunto il seguente:

Art. 41 bis

Norma transitoria. Comuni non compresi nell'ambito costiero per cui non è vigente lo specifico PPR

1. Nei comuni non compresi nell'ambito costiero, fino all'approvazione degli specifici piani paesaggistici, nelle zone A coincidenti con il Centro matrice e interessate da un Piano particolareggiato, fatto salvo il parere di conformità, lo stesso piano sia stato preventivamente riconosciuto coerente con i criteri e gli indirizzi contenuti nell'articolo 52 delle NTA del PPR, con determinazione del direttore generale dell'Urbanistica, le concessioni edilizie possono essere rilasciate in conformità con le previsioni contenute nel PP e le prescrizioni di cui alla determinazione del direttore generale dell'Urbanistica.

2. Qualora l'ambito del Centro matrice sia più ampio rispetto al perimetro regolamentato da un Piano particolareggiato della zona A, e comprenda anche altre zone urbanistiche, in queste ultime sono consentite le trasformazioni in conformità alle destinazioni di zona dello strumento urbanistico vigente, previa autorizzazione dell'Ufficio tutela del Paesaggio.

3. Analogamente, qualora la fascia di rispetto e tutela dei 100 metri dai beni paesaggistici ed identitari puntualmente individuati dal PPR venga opportunamente ridelimitata in sede di studio particolareggiato attestante le adeguate misure di tutela e salvaguardia con riguardo al contesto territoriale e alle valenze paesaggistiche o identitarie interessate, potrà essere, in sede di copianificazione, acquisiti i pareri prescritti dalle autorità competenti, e previa determinazione del direttore generale dell'Urbanistica, definita in sede di copianificazione, una differente condizione di vincolo tale da consentire attività edificatorie compatibili con un grado di tutela commisurato al contesto ed ai caratteri paesaggistici e identitari del bene interessato. Tale attività riveste carattere anticipatolo nella. pianificazione comunale alle prescrizioni della Pianificazione paesaggistica ed essendo attuata attraverso specifica attività di copianificazione, svincola i comuni interessati dalla disciplina transitoria.

4. Fino all'adeguamento del PUC al PPR sono comunque escluse, in ogni caso, edificazioni su lotti liberi interni alle zone A se non previa intesa con la Regione.

5. Qualora i Piani particolareggiati dei centri storici contengano gli elementi, le analisi e gli elaborati che soddisfino e conseguano le finalità poste dall'articolo 52 e seguenti delle NTA del PPR, è consentita ai comuni l'applicazione integrale delle disposizioni previste nel PP stesso, per le parti ritenute conformi con determinazione del direttore generale dell'Urbanistica, ritenendo tale livello di pianificazione, anticipazione compiuta delle prescrizioni del PPR anche prima dell'adeguamento del PUC. Tale attività riveste carattere anticipatorio nella pianificazione comunale alle prescrizioni della pianificazione paesaggistica ed essendo attuata attraverso specifica attività di copianificazione, svincola i comuni interessati dalla disciplina transitoria.

6. La determinazione del direttore generale potrà contenere osservazioni e prescrizioni atte a conseguire gli obiettivi proposti, nonché le necessarie ed opportune integrazioni da introdurre in variante al Piano particolareggiato a affinché possa ritenersi di fatto conforme al PPR. (235)

Emendamento aggiuntivo Uras - Davoli - Pisu.

Art. 41

Nel punto 8 aggiungere a "piano particolareggiato" "del centro storico". (232). )

PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.

PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Presidente, anche sull'articolo 41 si accolgono gli emendamenti numero 113 e 267, e ci sono però una serie di emendamenti che saranno spostati nelle norme transitorie, comunque l'indicazione è che anche questo articolo per le stesse motivazioni precedenti debba essere cassato.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Sì Presidente, la ringrazio. Siamo in discussione generale dell'articolo 41, vero?

PRESIDENTE. Sì.

PISANO (Riformatori Sardi). Io intervengo sull'articolo 41 anche perché all'articolo 41 sono stati presentati alcuni emendamenti aggiuntivi che, a nostro giudizio, pongono rimedio ad una sorta di dimenticanza, o di omissione, che è contenuta nella proposta di legge che stiamo esaminando, e che è riferita ad una parte del governo del territorio della Sardegna, ed esattamente al territorio che viene identificato come "territorio agricolo". E quindi, anche per riprendere un po' quello che è stato l'impegno che lo stesso Assessore in mattinata ha riferito qui in Aula, che era quello ovviamente di vedere e di riscrivere regole certe per il territorio agricolo, noi andiamo a fare una proposta che è contenuta in tre emendamenti, e questi tre emendamenti aggiuntivi porrebbero finalmente, e restituirebbero finalmente, l'utilizzo reale del territorio agricolo agli imprenditori agricoli, nel senso che sappiamo tutti che allo stato attuale vige quella che è stata l'attuazione, le norme attuative del Piano paesaggistico regionale, e quindi alcuni articoli dal 79 in poi, mi pare di ricordare, che introducono dei vincoli che erano due anni fa, esattamente dal settembre del 2006 ad oggi, avevano la funzione di garantire, nella transitorietà, una preservazione dell'utilizzo scellerato del territorio agricolo. Oggi, a distanza di tanto tempo, ovviamente il problema non può non essere visto diversamente, e quindi l'indicazione che è stata posta di avere come requisito fondiario, ad esempio, l'utilizzo di cinque ettari se si trattava di cultura estensiva, e di tre ettari nell'ipotesi appunto di una coltura intensiva, per la realizzazione minima, come superficie, di un'abitazione a carattere agricolo, chiaramente non può non essere rivista da quest'Aula. Quindi, la preghiera che noi facciamo, accondiscendendo anche appunto all'ipotesi che la Giunta proponeva a voce dell'Assessore, è che se è stato presentato un emendamento agli emendamenti, vorremmo partecipare alla riscrittura appunto di questi nostri emendamenti. Il tutto nella finalità di dare regole certe a un mondo agricolo e ad un territorio che rappresenta ben il 90 percento del territorio della Sardegna, partendo dalla prima delle regole, cioè che i nostri piani urbanistici comunali non possano non contenere l'individuazione, attraverso tipologie precise, dell'intero territorio a vocazione agricola e intendendo, come "individuazione per tipologie": quello che è il terreno che ha una vocazione boschiva; quello che è il terreno ad alto valore paesaggistico, e quindi da preservare assolutamente da qualsiasi tipo di edificazione; quello che invece solitamente e ordinariamente viene utilizzato ai fini agricoli, e che quindi, ovviamente, anche in funzione di politiche contro lo spopolamento, di politiche di preservazione di quelli che sono gli incendi, e quindi tutto ciò che è la presenza attiva dell'uomo, attorno naturalmente al territorio, che costituisce un vero e proprio presidio di prevenzione, appunto, di danni al territorio stesso; ecco, noi crediamo che queste tipologie debbano assolutamente costituire parte essenziale della previsione e della pianificazione comunale, attraverso appunto lo strumento cardine che è il Piano urbanistico comunale. E poi restituire finalmente la possibilità di edificare secondo degli indici che siano i più bassi, i più limitati possibili, in modo da costituire un minor sacrificio nell'utilizzo eccessivo del territorio agricolo, ma che venga incontro anche a quelle che sono le reali esigenze dell'impresa agricola. Perché, a leggere quelle che sono le prescrizioni, definite tali, nelle norme attuative del Piano paesaggistico regionale, è evidente che rileviamo un eccesso di vincoli, un eccesso di prescrizioni che hanno frenato, in maniera quasi totale, lo sviluppo nei nostri terreni agricoli. Quindi noi non possiamo nemmeno contraddire, quando andiamo a parlare di politiche verso l'incoraggiamento del ripopolamento delle zone interne, quando noi andiamo a pensare che la realizzazione di fabbricati nel territorio agricolo debbano rispondere anche all'esigenza del presidio di quel territorio, ecco noi non possiamo oggi esimerci dalla possibilità di rispondere a tutte queste esigenze. E quindi dare, attraverso queste regole certe, anche un riconoscimento di quelli che sono i diritti all'impresa primaria, che in Sardegna opera, e che è l'impresa agricola. D'altro canto poniamo questi tre emendamenti come emendamenti aggiuntivi all'articolo 41, in maniera quasi coerente, proprio perché l'articolo 41, nel momento in cui parla di delimitazione dei centri storici e dei perimetri cautelari dei beni paesaggistici identitari, è evidente che ha una funzione ultima in questo capo, relativo…

PRESIDENTE. Scusi un attimo, collega Pisano. Vi prego colleghi, prestate attenzione, c'è brusio e giustamente il collega ha difficoltà ad esporre.

PISANO (Riformatori Sardi). No, no, ma possiamo continuare, Presidente, non si preoccupi. Quindi, dicevo, ha una logicità quasi ovvia, nel senso che essendo degli emendamenti aggiuntivi, integrano bene il contenuto di quest'articolo 41. Territorio agricolo significa, a nostro giudizio, tener conto di un patrimonio, quindi, allo stesso tempo, di alto valore paesaggistico, e su questo nessuno di noi penso che abbia niente da obiettare, nel senso che condivide totalmente l'impostazione che si è voluto dare anche al Piano paesaggistico regionale, ma vogliamo anche che derivi da questa legge urbanistica, così come tutte le norme regionali urbanistiche, che le altre regioni hanno potuto approvare in questi ultimi anni, e noi sicuramente stiamo arrivando in ritardo anche da questo punto di vista, hanno potuto ben riconoscere. Anzi c'è una sorta di centralità nel governo del territorio agricolo, in alcune norme regionali, che a noi probabilmente sfugge, nel senso che questa centralità è vista come uguale all'importanza dell'edificabilità dentro la cosiddetta circoscrizione urbana. Edificare la casa sparsa, così come tipologicamente viene indicata, ha una funzione, da un punto di vista urbanistico, ma anche dentro un'armonia paesaggistica, tale se non superiore a quella che ha, come funzione da un punto di vista urbanistico, l'immobile dentro il perimetro urbano, dentro lo stesso centro storico. Non dimentichiamo l'importanza paesaggistica della cosiddetta casa rurale, ad esempio in Toscana, ma pensiamo anche ai nostri stazzi nel nuorese, pensiamo a tutto ciò che fa capo al patrimonio appunto paesaggistico, quando s'intende per fabbricato rurale un insieme appunto di beni, e che sono pure ben identitari da questo punto di vista. Quindi, attraverso questa coerenza, per evitare che questa dimenticanza, che questo non voler programmare l'utilizzo del territorio agricolo in maniera dovutasoprattutto perché è un diritto dei nostri imprenditori agricoli e con noi invitiamo il Consiglio a fare questa grande riflessione e siamo pronti a scrivere tutti insieme, se lo Giunta lo riterrà, come c'è sembrato di capire, un emendamento eventualmente di sintesi che accolga determinate impostazioni e determinate finalità che sono contenute dentro questi tre emendamenti.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Molto velocemente, per aiutare, siccome sull'articolo 41 insistono emendamenti, anche aggiuntivi, lo dico perché è utile precisare, come quello presentato da me, Davoli e Pisu, che costituisce una norma transitoria e che riguarda i comuni non compresi nell'ambito costiero per cui non è vigente il PPR, noi sappiamo che ci sono procedure previste di adeguamento, ben sappiamo che si insiste con meccanismi di pianificazione e di intervento e di pianificazione che per i comuni che si trovano in quella condizione rischiano di non essere applicabili per cui avremo dei comuni che si trovano in una condizione di difficoltà. Noi miriamo in modo particolare, per quanto riguarda il rapporto esistente tra i centri matrice e le zone interessate dal Piano particolareggiato. È un tema aperto, può essere che possa essere risolto questo tema è infatti si tratta di verificarlo successivamente e per questo chiediamo la disponibilità dell'Assessore e del relatore, quindi trasferire eventualmente a fine discussione questi emendamenti aggiuntivi, può darsi che sia possibile agire con gli strumenti che sono in capo all'azione amministrativa della Regione, quindi anche con gli atti di indirizzo e di coordinamento, con le circolari esplicative. Si tratta quindi di acquisire questa disponibilità e acquisendo questa disponibilità sospendere la discussione di questi emendamenti nel caso ci sia la necessità di fare emendamenti di sintesi nell'ambito delle norme transitorie. Questo è il senso dell'intervento. Approfitto, Presidente, perché noi tutti facciamo attività politica e in quest'Aula c'è cultura, tradizione di civiltà, per manifestare anche un tantino di preoccupazione per ciò che sta avvenendo in questo paese. Per cui, sindacati che non si omologano all'azione di governo, poi vengono fatti oggetto di azioni intimidatorie, che non sono parte della cultura moderna delle forze politiche in campo, che debbono essere, non solo condannate, non solo condannate, ma devono essere stigmatizzate in modo deciso da parte di tutte le forze politiche democratiche. Non è pensabile che i sindacati che hanno storia, cultura, e i sindacati confederali, tutti c'è l'hanno, possono essere oggetto di interventi di questa natura, lo dico perché sono notizie di stampa che appaiono e sono di assoluta preoccupazione per tutti noi io sono convinto.

PRESIDENTE. E'iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Il mio intervento a differenza di quello del onorevole ora se sarà incentrato esclusivamente sul tema dell'articolo 41, anche perché non conosco i fatti a cui l'onorevole Uras ha fatto riferimento.

Devo dire che questa mattina abbiamo ascoltato con attenzione l'intervento della Giunta su alcuni articoli precedenti che c'è sembrato in qualche maniera toccasse anche il tema relativo alla fruizione e all'utilizzo dei terreni agricoli, e in particolare quali potessero essere le possibilità di edificazione all'interno dei suddetti terreni agricoli. Perché…

PRESIDENTE. Colleghi se dobbiamo sospendere l'aula per affrontare altri argomenti… il collega Vargiu non riesce a presentare il suo intervento, vi prego di rispettare il collega che sta intervenendo, grazie.

VARGIU (Riformatori Sardi). Riesco, non ho difficoltà, semplicemente ripeto non ho la possibilità di intervenire sulla parte del ragionamento che ha fatto l'onorevole Uras che riguardava questioni non attinenti all'articolo 41 perché non le conosco e quindi interverrei a sproposito. Invece, sull'articolo 41, come dicevo prima ci sono state da parte della Giunta delle aperture di riflessione e di ragionamento che ci hanno fatto pensare che il problema che noi riformatori abbiamo introdotto attraverso alcuni emendamenti all'articolo 41 che riguardano la possibilità di edificare nel contesto dei terreni agricoli fossero comunque all'attenzione della Giunta regionale, cioè che la Giunta regionale in qualche maniera si fosse resa conto che tutta quella parte che è normata dall'articolo 83 delle norme attuative del Piano paesaggistico regionale che riguarda appunto le aree agricole. Tutta quella parte che destò al tempo delle norme attuative del PPR qualche sconcerto nelle aree agricole perché come voi sapete imponeva limiti di edificabilità di 5 ettari nelle colture normali e di 3 ettari in quelle intensive che tutta quella parte fosse comunque all'attenzione della Giunta che avesse, prima della conclusione della legge, intenzione di proporre delle indicazioni che consentissero di dare al mondo agricolo una indicazione precisa su ciò che all'interno dei terreni si può fare, una identificazione precisa che ovviamente non ci aspettiamo possa essere un po' diversa rispetto a quella che è contenuta nelle norme attualmente in essere che, almeno a giudizio di noi riformatori è penalizzante per il mondo agricolo. Dico che l'argomento in questione non è un argomento di poca importanza, per vari motivi: intanto perché il mondo dell'agricoltura è quello a cui l'intero Consiglio regionale dice di guardare con attenzione ogni volta che c'è una discussione sulle tematiche agricole, allora oggi si presenta l'occasione di avere davvero attenzione verso questo mondo e quindi di dare davvero a questo mondo un segnale che sia incontrovertibile su quello che è l'atteggiamento del Consiglio regionale rispetto al mondo agricolo ma soprattutto si tratta di un'occasione che se voi ben ci pensate è fondamentale per dare quel famoso quadro di indirizzi sul progetto di governo nel settore dell'agricoltura che tante volte noi dell'opposizione abbiamo lamentato di non vedere e neanche intravvedere e che ogni tanto voi cercate di convincerci che invece esiste e che spesso l'Assessore all'agricoltura, in quest'Aula, devo dire in un modo che gli è peculiare, in quanto l'Assessore all'agricoltura ha un modo di porsi, rispetto ai problemi che è assolutamente specifico il tipico del personaggio che qualche volta non consente di buon canale di comunicazione tra Consiglio e Giunta, però quello che l'Assessore all'agricoltura tante volte sostiene esistere. Allora voi capite bene che le norme di edificazione urbanistica nei terreni agricoli non sono neutre rispetto al progetto di sviluppo in agricoltura nel senso che qualora noi ci volessimo orientare verso terreni agricoli che tendono ad espellere la presenza antropica e tendono ad avere degli accorpamenti sempre maggiori nei quali la presenza antropica non è comunque prevista è evidente che questo avrebbe, come conseguenza la ricaduta di norme restrittive per quanto riguarda la possibilità di edificare all'interno dei terreni agricoli. Però io vorrei sapere dalla Giunta regionale quali sono stati gli atti di questa legislatura che sono andati verso un complessivo riordino fondiario, verso l'indirizzo di sostegno dell'impresa agricola e non verso del singolo coltivatore o del coltivatore diretto. Quindi, quali sono stati gli atti di indirizzo complessivi che hanno dato un'idea precisa che la Giunta regionale avesse come progetto di sviluppo per l'agricoltura quello che va verso le grandi imprese agricole? Perché se atti di questo genere ci fossero stati, nell'attività di questa Giunta regionale, potrebbe essere considerato coerente un progetto che tende a ridurre quanto più possibile, o oltre il possibile, l'edificabilità all'interno dei terreni agricoli. Ma siccome questo non è e non è stato, allora diventa difficile comprendere quale sia l'obiettivo finale di questa Giunta, e diventa difficile comprendere perché questa Giunta tenda ad evitare la presenza antropica all'interno del terreno agricolo, da parte di chi conduce il terreno agricolo stesso. Nel senso che, è evidente che questa presenza, che è cosostanziale rispetto all'attuale strutturazione del mondo dell'agricoltura in Sardegna, è una presenza che prevede l'insediamento del conduttore del terreno agricolo all'interno dell'azienda agricola stessa. Allora, di fronte alle aziende agricole che hanno estensioni, in Sardegna, piuttosto limitate è evidente che la possibilità di concessioni edificatorie, che permettano al conduttore di essere all'interno del terreno che egli stesso gestisce, della stessa azienda che egli stesso conduce e che in qualche modo rappresenta la vita propria e della propria famiglia, insomma sembrerebbe un diritto fondamentale. Per cui su un argomento di questo genere, colleghi della maggioranza che tante volte ci avete invitato al ragionamento, che peraltro ci sembra che voi stessi abbiate aperto questa mattina, su questo argomento specifico, è su questi argomenti che alla fine si gioca il rapporto maggioranza opposizione. Nel senso che, se noi veniamo invitati ad essere propositivi su una legge la cui paternità è solamente e del tutto vostra, ma dove è giusto che noi facciamo il nostro mestiere, cioè cerchiamo di aiutarvi a fare il meno danno possibile, con la legge che vi apprestate a licenziare, insomma in quest'ottica noi presentiamo i tre emendamenti che sono appesi all'articolo 41 e su questi tre emendamenti vi invitiamo alla riflessione e al ragionamento. Non perché riteniamo che sia obbligatorio da parte vostra farli, la riflessione e il ragionamento, ma perché riteniamo di avervi posto un problema che forse per omissione, come ha detto il collega Pisano, forse per dimenticanza, forse perché pensate di risolverlo in una maniera diversa rispetto a quella che a noi sembrerebbe logica, è per un problema sul tappeto. Per cui, su un problema di questo genere attenderemo dal relatore e dalla Giunta risposte.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu.

E' iscritto a parlare il consigliere Cassano. Ne ha facoltà.

CASSANO (Riformatori Sardi). Grazie, signor Presidente. Ma, io mi aspettavo che ci fosse un po' di alternanza, visto che abbiamo parlato tutti e tre…

PRESIDENTE. E' iscritto solo lei a parlare, onorevole.

CASSANO (Riformatori Sardi). …potrei anche rinunciare, nel senso che dovrei ripetere le stesse cose che hanno detto i colleghi.

PRESIDENTE. Onorevole Cassano, non ci sono altri iscritti.

BIANCU (P.D.). Ci sei solo tu.

CASSANO (Riformatori Sardi). Pur tuttavia, se il Consiglio è d'accordo, se i colleghi consiglieri sono d'accordo almeno qualcosa la vorrei dire anche io, visto che loro non hanno parlato. Allora io, brevissimamente, vorrei ricordare all'Aula, soprattutto alla maggioranza e soprattutto al presidente Pirisi, che io reputo, perché la ritengo una persona equilibrata, capace e allo stesso tempo competente per la professione che svolge nella vita privata, per adesso sia chiaro, perché diversamente poi sarò costretto a rivedere la mia posizione. Voglio dire, una legge urbanistica del Consiglio regionale sardo che di tutti i sardi alla fine diventerà, io credo che sarebbe un reato non inserire, non vedere di discutere, di affrontare e risolvere soprattutto i problemi delle campagne, dell'agro, come qualcuno mi faceva notare. Allora, una legge urbanistica regionale che si compone di cinquanta articoli, se non vado errato, che non ha un solo articolo a cui si riferiscono le problematiche in ambito agricolo, credo che sia veramente un errore involontario, io adesso non vedo l'Assessore, ma è un errore involontario, o forse fatto volutamente o involontariamente io questo non lo so, sarete poi voi eventualmente a spiegarcelo. Però, credo che ne valga la pena di inserire, di valutare eventualmente questa opportunità. Allora, io passo dalle parole ai fatti, io credo che sia la maggioranza che la minoranza, in questo caso il Gruppo dei Riformatori, possano eventualmente concordare insieme e arrivare a una proposta di sintesi con la maggioranza e con la Giunta per trovare una soluzione, un'indicazione che alla fine accontenti tutti. Ma, non tanto i consiglieri regionali proponenti, perché noi non abbiamo la presunzione di chiedere a tutti i costi che i nostri emendamenti vengano accolti, noi vogliamo e abbiamo sollevato l'argomento, il problema perché riteniamo che oggi come oggi la campagna ha bisogno delle presenze dei nostri territori, non è pensabile parlare tutte le volte delle zone interne e poi quando abbiamo l'occasione per valorizzare veramente le zone interne, tutti noi, tutti voi soprattutto vi dimenticate delle zone interne. Quindi, la raccomandazione, l'invito che io personalmente rivolgo a tutti, ma soprattutto a chi eventualmente ha i numeri per poter decidere, è quello di poter trovare una proposta, quindi, scrivere insieme un emendamento di sintesi per dare veramente una risposta al mondo della campagna, che guarda con attenzione a questo Consiglio regionale, che vede e che trova in questa legge uno spiraglio anche in prospettiva del futuro. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cassano.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salis sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

SALIS (Gruppo Misto). Devo intervenire sull'articolo e sugli emendamenti.

PRESIDENTE. Non è possibile perché…

SALIS (Gruppo Misto). Sull'ordine dei lavori e sulla proposta che è stata fatta all'articolo 41.

PRESIDENTE. Sull'ordine dei lavori può intervenire, però sull'articolo e sugli emendamenti no, perché non è possibile.

SALIS (Gruppo Misto). No, sull'ordine dei lavori, stavo pensando ad altro signor Presidente. Sull'ordine dei lavori, ma anche perché, premetto che voglio intervenire sull'ordine dei lavori, ma siccome questo è il Parlamento dei sardi e il Parlamento dei sardi deve occuparsi anche delle preoccupazioni dei sardi non solo di carattere economico, sociale e quant'altro. C'è una preoccupazione che io ritengo sia alta oggi, in queste ore nei sardi e negli italiani democratici, perché ad un giorno della manifestazione universitaria e studentesca che è prevista domani a Roma, una trentina di giovani neofascisti ha occupato la sede della CGIL scuola a Roma. Ha occupato, con l'intervento poi della polizia, ha occupato! C'è sul Corriere della Sera.it in rete, chi vuole se lo può estrarre. E manifestiamo preoccupazione perché questa, questo fatto…

PITTALIS (F.I.). Ma cosa c'entra!

PRESIDENTE. Onorevole Salis, io la capisco però noi dobbiamo rispettare l'ordine del giorno.

SALIS (Gruppo Misto). Questo fatto, signor Presidente segue di una settimana l'irruzione a Raitre…

PRESIDENTE. Onorevole Salis!

SALIS (Gruppo Misto). …e segue poi lo strappo delle consuetudini parlamentari…

PRESIDENTE. Onorevole Salis!

SALIS (Gruppo Misto). …quando il centrodestra, ora il PDL, ha votato il rappresentante dell'opposizione…

PRESIDENTE. La prego, onorevole Salis, concluda.

SALIS (Gruppo Misto). …nella Commissione di vigilanza Rai.

SANJUST (F.I.). Ma cosa c'entra.

PRESIDENTE. Onorevole Salis, non mi costringa a toglierle la parola, la prego.

SALIS (Gruppo Misto). Si stanno stracciando…

PRESIDENTE. Onorevole Salis!

SALIS (Gruppo Misto). …tutte le regole democratiche e quest'Aula ne deve tenere conto.

PRESIDENTE. Onorevole Salis, la prego di avere rispetto di questa Presidenza, perché a questi livelli io non le darò più la parola.

PITTALIS (F.I.). Presidente, sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.

(Interruzioni del consigliere Sanjust)

SANJUST (F.I.). Alle 20 e 30 c'è la Juventus.

PRESIDENTE. Onorevole Sanjust, la prego.

PIRISI (P.D.) relatore di maggioranza. Grazie, Presidente. Onorevole Sanjust, posso parlare?

SANJUST (F.I.). Parliamo di questo, però.

PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Sì, sto parlando sull'ordine dei lavori. Presidente, sull'articolo 41, siccome dobbiamo avanzare la proposta che gli articoli 42 e 43 vengano sospesi, quindi propongo che gli emendamenti numero 113 e 267 vengano votati o l'articolo perché riteniamo che debba essere bocciato, anzi soppresso l'articolo stesso, e propongo che tutti gli emendamenti che sono stati avanzati, oggetto anche degli interventi che ha fatto tutto il Gruppo dei Riformatori presenti in Aula, siano spostati all'articolo 43 in modo tale che possiamo approfondire il ragionamento. Quindi, Presidente, riepilogo: che questo articolo venga, attraverso la votazione che lei indicherà, soppresso (per quanto riguarda il relatore sono da accogliere sia l'emendamento 113 che l'emendamento 267); che vengano spostati tutti gli emendamenti e vengano sospesi gli articoli 42 e 43. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pirisi. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

Vi prego di stare in tema e di non costringere questa Presidenza a togliere la parola.

PITTALIS (F.I.). Presidente, io sto in tema sull'argomento che ha posto il collega Salis…

(Interruzioni)

Lo dico perché, se vogliamo anche accelerare i tempi…

(Interruzioni)

Presidente, allora, l'onorevole Salis, che io stimo un collega serio ma che si vede sta ereditando un po' di quel furore giacobino e girotondino dell'onorevole o senatore - non so cosa sia - Di Pietro, introduce degli elementi nel corso di un dibattito che non hanno nulla a che vedere con la legge urbanistica.

PRESIDENTE. Grazie.

PITTALIS (F.I.). No, non mi può dire "grazie", Presidente, io dico che non sta dando un contributo alla sua maggioranza.

Onorevole Salis, vorrà dire che interverremo su ogni argomento per sostenere alcune cose che vanno nella posizione diametralmente oppressa a quella strumentale che lei stasera ha voluto introdurre: se questo è il metodo di lavoro e di confronto noi ci stiamo; sa, abbiamo qualche anno anche di esperienza per rimanere in aula fino alle prime ore del mattino. Se lei questo vuole fare di regalo alla sua maggioranza, si accomodi pure!

PRESIDENTE. La ringrazio, vi prego colleghi, io ho fatto intervenire giustamente l'onorevole Pittalis sull'ordine dei lavori per la par condicio ma vi prego di attenervi all'ordine del giorno.

Ha domandati di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Presidente, il relatore ha anticipato le cose che volevo dire. Tra l'altro è anche necessario, lo dico ai colleghi che hanno parlato, visto che siamo in quest'aula a discutere le interpretazioni autentiche su quello che dice l'Assessore, che siano le interpretazioni autentiche di quello che dice l'Assessore e non il trascinamento di un'idea che è molto diversa; per cui, io credo che sia opportuno approvare gli emendamenti 113 e 267, rinviamo gli altri emendamenti nel contesto nel quale avevamo già individuato da stamattina - nel corso della discussione che abbiamo fatto sulla parte delle direttive - la collocazione dell'argomento che riguarda l'agro, e in quella sede poi valuteremo e approfondiremo anche l'esigenza di valutare insieme una configurazione degli interventi modificativi che si rende necessaria. Però credo che questo armonizzi il contesto nel quale questi argomenti devono essere trattati, in maniera tale che andiamo avanti, e poi vedremo.

Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato numero 11-204-290/A: "Disciplina per il governo del territorio regionale" della proposta di legge Pirisi - Marrocu - Barracciu - Calledda - Cherchi Silvio - Corrias - Cugini - Floris Vincenzo - Lai - Mattana - Orrù - Pacifico - Sanna Alberto - Sanna Franco: "Discipllina di governo del territorio regionale" (11); del disegno di legge: "Nuove norme per l'uso del territorio regionale (204) e della proposta di legge Pileri: "Modalità di calcolo per l'applicazione dei parametri urbanistico-edilizi ai fini del miglioramento dei livelli di coibentazione termo acustica e

del contenimento dei consumi energetici (290)

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare sugli emendamenti soppressivi totali numero 113 e 267, li metto in votazione. Chi li approva alzi la mano.

(Sono approvati)

Allora, è stato chiesto di portare all'articolo 43 gli emendamenti aggiuntivi 65, 66, 67 e 235. E' stata altresì chiesta la sospensione degli articoli 42 e 43, per passare alla discussione dell'articolo 44. Se non ci sono opposizioni in merito, io riterrei, così come ha chiesto anche l'assessore Sanna per la Giunta, di procedere in questo senso, dal momento che tutti gli emendamenti inerenti l'agro e il centro matrice del Gruppo di Rifondazione e del Gruppo dei Riformatori vanno ad essere discussi nell'articolo 43.

Quindi, se non vi sono obiezioni in merito, passiamo all'articolo 44.

Sull'ordine dei lavori

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Volevo chiederle, Presidente, quando intende sospendere l'Aula perché è stato chiesto quando eravamo ancora all'articolo 39, abbiamo pensato che lei volesse concludere l'articolo ma stiamo arrivando…

PRESIDENTE. Le spiego subito, onorevole La Spisa, sull'articolo 44 abbiamo un solo emendamento soppressivo, credo che sia una cosa abbastanza…

Non ho sospeso perché c'è stata la richiesta di sospendere gli emendamenti aggiuntivi e due articoli, quindi si trattava di qualche minuto, poi la discussione ha preso altri rigagnoli.

Se siamo d'accordo apriamo la discussione sull'articolo 44, votiamo l'articolo 44 e immediatamente sospendo i lavori.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Solo per sapere, Presidente, quando si intende riprendere la discussione o il voto sull'articolo 17, solo per un problema organizzativo: se dobbiamo attendere la conclusione del testo oppure se è ipotizzabile che si riprenda anche prima di passare all'esame dell'articolo 44.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Pittalis, io ritengo, dal momento che in Aula si sta procedendo così come testè ho detto, quindi alla sospensione di alcuni articoli, che gli articoli sospesi vengano discussi alla prossima seduta.

Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Presidente, io non vorrei contraddirla ma, dal punto di vista della nostra posizione, l'articolo 17 può essere anche affrontato se stasera si conclude o si va avanti, in qualunque momento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri, relatore di minoranza, sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.), relatore di minoranza. Sempre sull'ordine dei lavori, perché è stato sospeso anche l'articolo 35 che è un articolo importantissimo, anche su questo volevamo notizie su come si intende procedere.

Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato numero 11-204-290/A: "Disciplina per il governo del territorio regionale" della proposta di legge Pirisi - Marrocu - Barracciu - Calledda - Cherchi Silvio - Corrias - Cugini - Floris Vincenzo - Lai - Mattana - Orrù - Pacifico - Sanna Alberto - Sanna Franco: "Disciplina di governo del territorio regionale" (11); del disegno di legge: "Nuove norme per l'uso del territorio regionale (204) e della proposta di legge Pileri: "Modalità di calcolo per l'applicazione dei parametri urbanistico-edilizi ai fini del miglioramento dei livelli di coibentazione termo acustica e

del contenimento dei consumi energetici (290)

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pileri. Passiamo all'esame dell'articolo 44. All'articolo 44 è stato presentato l'emendamento soppressivo totale numero 116.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 44 e del relativo emendamento:

Art. 44

Piani e programmi regionali vigenti

1. Fino all'entrata in vigore del Documento di programmazione territoriale regionale conservano valore ed efficacia le vigenti disposizioni regionali contenute in piani e programmi di carattere generale relativi alla programmazione regionale urbanistica e territoriale.

Emendamento soppressivo totale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai.

Articolo 44

L'art. 44 è soppresso. (116) ).

PRESIDENTE. E' aperta La discussione sull'articolo e sull'emendamento.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (P.D.). Sì, grazie, Presidente, non tanto sull'articolo 44 ma sull'ordine dei lavori. Io credo che sia opportuno che arriviamo alla fine dell'articolato e poi ripartiamo dall'articolo 17, il 35, il 42, il 43, eccetera; cioè dandogli un certo ordine: completiamo l'articolato e poi ripartiamo dall'articolo 17.

PRESIDENTE. Bene, questa è un'altra proposta. Io ritengo che possa essere definita questa procedura a breve dalla Conferenza dei Capigruppo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.

PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. No, l'ha già detto Biancu.

PRESIDENTE. Grazie. Comunico all'Aula che l'onorevole Cuccu è rientrato dal congedo.

PRESIDENTE. Non ho iscrizioni a parlare per cui metto in votazione…

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. Abbiamo un emendamento soppressivo totale unico, senza altri emendamenti, per cui stiamo votando l'articolo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 44.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Balia - Barracciu - Biancu - Cachia - Caligaris - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Sabatini - Salis - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Tocco - Uggias - Uras.

Rispondono no i consiglieri: Cassano - Cuccu Franco Ignazio - Diana - Farigu - Floris Mario - La Spisa - Lai Renato - Lombardo - Maninchedda - Petrini - Pileri - Pisano - Pittalis - Randazzo Vittorio - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.

Si sono astenuti: Pacifico - Rassu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 59

votanti 59

astenuti 2

maggioranza 30

favorevoli 40

contrari 17

(Il Consiglio approva)

Abbiamo approvato l'articolo 44. Colleghi, è stata chiesta una Conferenza dei Capigruppo da due Capigruppo. Sospendo i lavori per una decina di minuti e convoco i Capigruppo nella sala qui attinente. Prego.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 47, viene ripresa alle ore 18 e 19.)

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

PRESIDENTE. Va bene, colleghi, riprendiamo i nostri lavori.

Possiamo andare avanti col lavoro.

Passiamo all'esame dell'articolo 45. All'articolo 45 è stato presentato l'emendamento soppressivo totale numero 117.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 45 e del relativo emendamento:

Art. 45

Adeguamento ai principi della normativa statale in materia di edilizia

1. La Giunta regionale, al fine di adeguare la vigente disciplina regionale in materia di attività edilizia ai principi contenuti nel decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001 e successive modifiche, approva, entro sei mesi dalla pubblicazione della presente legge, una proposta di normativa disciplinante la materia dell'edilizia con particolare riferimento:

a) ai titoli abilitativi;

b) alla vigilanza sull'attività urbanistico-edilizia, responsabilità e sanzioni;

c) alla normativa tecnica di settore.

Emendamento soppressivo totale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai.

Articolo 45

L'art. 45 è soppresso. (117). )

Per esprimere il parere sull'emendamento numero 117 ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza.

PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Negativo, Presidente. Grazie.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

Onorevole Sanna, le dispiace, se non la disturbiamo, noi continueremmo il lavoro. Grazie.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Negativo.

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 46. All'articolo 46 è stato presentato l'emendamento soppressivo totale numero 118.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 46 e del relativo emendamento:

Art. 46

Attuazione degli strumenti vigenti

1. Fino all'approvazione del PUC i comuni danno attuazione alle previsioni contenute nei vigenti piani se adeguati alle disposizioni del vigente Piano paesaggistico regionale. Dall'entrata in vigore della presente legge e fino all'approvazione del PUC possono essere adottati e approvati i seguenti strumenti urbanistici:

a) i piani attuativi dei piani urbanistici comunali vigenti, che anche in variante, siano già adeguati alle disposizioni del vigente Piano paesaggistico regionale;

b) le varianti agli strumenti urbanistici vigenti anche in attuazione di atti di programmazione negoziata, previa verifica di coerenza, ai sensi dell'articolo 31, comma 5, della legge regionale 22 aprile 2002, n. 7 (legge finanziaria 2002) con le disposizioni del vigente Piano paesaggistico regionale;

c) le varianti specifiche di recepimento delle previsioni dei piani di livello regionale.

Emendamento soppressivo totale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai.

Articolo 46

L'art. 46 è soppresso. (118). )

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza.

PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Contrario.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Contrario.

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 47. All'articolo 47 è stato presentato l'emendamento soppressivo totale numero 119 e l'emendamento aggiuntivo della Giunta numero 269.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 47 e del relativo emendamento:

Art. 47

Adeguamento organizzativo

1. I comuni e le province, al fine di potere compiutamente attuare i processi di riforma contenuti nella presente legge e pervenire ad un sensibile miglioramento del livello qualitativo delle prestazioni offerte ai cittadini, nell'ambito della propria autonomia organizzativa, possono, entro tre anni dall'entrata in vigore della presente legge, incrementare le proprie dotazioni organiche, anche in deroga alle disposizioni vigenti in materia di contenimento di assunzione di personale.

Emendamento soppressivo totale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai.

Articolo 47

L'art. 47 è soppresso. (119)

Emendamento aggiuntivo Giunta regionale.

Articolo 47

Dopo l'articolo 47 è inserito il seguente Articolo 47 bis:

Art.. 47 bis

Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 4 agosto 2008 n. 13

  1. Il titolo della legge n. 13/2008 è così sostituito:
    "Individuazione dei beni paesaggistici e identitari".
  2. Al comma 1 dell'articolo 1 dopo la lettera c) è introdotta la seguente "d): i beni identitari appartenenti ai beni di cui al comma 1 lett. e) dell'articolo 143 del D. Lgs. N. 63/2008"
  3. Al comma 2 dell'articolo 1 dopo la parola "individuati" sono aggiunte: "nelle cartografie allegate al Piano Paesaggistico e nel repertorio approvato con delibera della Giunta Regionale n. 23/14 del 16.4.2008.
  4. L'ultimo capoverso del comma 3 dell'articolo 1 è abrogato.
  5. Agli effetti della Legge regionale n. 13/2008 per "centro matrice" è da intendersi il centro di antica e prima formazione così come definito dall'articolo 51 delle N.T.A. del P.P.R.. (269). )

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri, relatore di minoranza. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.), relatore di minoranza. Presidente, volevo chiedere una cosa all'Assessore. L'adeguamento organizzativo: "I comuni possono, entro tre anni dall'entrata in vigore della presente legge, incrementare le proprie dotazioni organiche, anche in deroga alle disposizioni vigenti in materia di contenimento di assunzione di personale". Ecco, questo volevo capire, se in qualche modo incide sugli aspetti legati al patto di stabilità dei comuni, oppure se comunque è condizionata l'assunzione dal rispetto del patto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Grazie, Presidente. Il senso dell'articolo 47 è abbastanza evidente, e prende le mosse da un criterio di carattere generale, che normalmente fa sì che quando si adottano provvedimenti legislativi di riforma strutturale di alcune discipline di innovazione anche delle materie di attuazione di processi di delega, così come fanno altre regioni a statuto speciale in questa materia, si provvede a dare la possibilità di adeguare le proprie dotazioni organiche che, in questa logica, spesso risultano bloccate da provvedimenti molto datati rispetto al blocco delle assunzioni. Ovviamente, questa parte di oneri maggiori rientra, come tutta la spesa sul personale, nell'ambito della legislazione ordinaria. Ora, stiamo provvedendo, proprio per alleggerire questo fatto, per cercare di distinguere e di portare al di fuori del carico finanziario calcolato per il patto di stabilità, una serie di finanziamenti, per esempio anche quelli di tipo europeo, che possano consentire in equilibrio, rispetto alle definizioni che danno le leggi finanziarie, di non gravare anche su queste parti qua. Quindi questo è il senso delle cose, ma non c'è una deroga rispetto all'aspetto finanziario e sull'aspetto di tipo organizzativo sulle piante organiche.

Mentre invece approfitto, Presidente, se mi è consentito, per illustrare ai consiglieri la portata dell'articolo 269, che è molto semplice e abbastanza comprensibile. In sede di valutazione da parte del Governo della legge numero 13, che ha portato sostanziali chiarimenti in ordine alla materia dei beni paesaggistici e delimitazione dei centri storici, noi siamo stati chiamati dal Governo, dal Ministero per i rapporti con le regioni, unitamente al Ministero dei beni culturali, su alcuni elementi che, anche alla luce del decreto legislativo numero 63 del 2008, che ha modificato in parte il Codice Urbani, ci chiedevano, al fine di dare il via libera alla legge, di apportare alcune modifiche per essere più comprensibile il testo. Intanto sul titolo. Poiché questa legge nel contesto parla di beni paesaggistici e di beni identitari, che sono due categorie diverse, si propone la modificazione del titolo dell'articolo 1 in "individuazione non solo di beni paesaggistici ed identitari". Al comma 1, lettera c), poiché i beni identitari, noi con la lettera c) abbiamo messo gli immobili e le aree e i beni specificamente individuati nei Piani paesaggistici e delimitati dalla cartografia. Questi beni, che sono delimitati, anche qui sono distinti in beni paesaggistici e in beni identitari, che soggiacciono a normative diverse. Per cui il suggerimento è quello di aggiungere, di non compendiare nei più generali beni paesaggistici anche gli identitari, aggiungendo una lettera c) e facendo riferimento ai beni identitari appartenenti ai beni di cui al comma 1, lettera e), dell'articolo 143 del decreto legislativo numero 63, dove vengono introdotti ulteriori beni, non classificabili come beni paesaggistici, che sono appunto quelli identitari, perché, paradossalmente, il decreto legislativo numero 43 ha introdotto questa distinzione, che non c'era nelle versioni precedenti, dicendo: "Se non sono beni paesaggistici, possono essere ulteriori beni, non assoggettabili direttamente alla disciplina dei beni paesaggistici". Al comma 2, il suggerimento del Ministero è quello di dire che i Piani paesaggistici si interessano dei beni paesaggistici, ma ci chiedeva la cortesia di precisare, siccome la Giunta regionale nell'aprile del 2008, con pubblicazione successiva sul BURAS, ha pubblicato l'elenco formale e ufficiale di tutti i beni paesaggistici e identitari, archeologici che sono censiti con tanto di coordinate, con la classificazione, con la possibilità univoca di identificarli, ci ha chiesto di aggiungere su beni puntualmente individuati, dice: "nelle cartografie allegate al Piano paesaggistico", perché questo conta, "e nel repertorio approvato con delibera della Giunta regionale n. 23/14 del 16.4.2008", dove abbiamo pubblicato sul BURAS otto volumi distinti per provincia. Ogni provincia ha il suo allegato BURAS dove sono identificati tutti questi beni in maniera che risulti univocamente determinata e non si generino, come si è generato nella città di Cagliari sulla procedura di autorizzazione di alcune concessioni edilizie, contrasti su quelli che erano considerati dall'organo comunale beni paesaggistici e non, viceversa, dalla Regione. In questo modo si ha una lettura univoca di ciò che è in un modo e nell'altro.

Il Ministero suggerisce, come peraltro è stato detto in quest'Aula più volte, di eliminare l'ultimo capoverso del comma 3 dell'articolo 1, dove si diceva: "Ogni diversa disposizione eventualmente contenuta nei Piani paesaggistici vigenti è abrogata". Questa affermazione è troppo estensiva, si può prestare a degli usi sostanzialmente abbastanza arbitrari e noi abroghiamo questa disposizione.

L'ultima richiesta del Ministero è quella di chiarire che cosa si intende per centro matrice all'interno della legge. Noi abbiamo spiegato che per centro matrice si intende "il centro di prima e antica formazione così come definito dalle norme tecniche di attuazione", cioè non c'è una distinzione fra centro matrice e centro di antica e prima formazione, sono la stessa cosa, così come è ampiamente spiegato all'interno dei provvedimenti. Questa è la natura tecnica, che non cambia niente rispetto alle procedure, alle precisazioni che vengono fatte, per evitare che ci sia da parte del Ministero un'ambivalente interpretazione di quelli che sono i contenuti della legge numero 13. Abbiamo trovato quest'accordo per evitare che la legge venisse impugnata producendo ovviamente dei ritardi nella sua applicazione e quindi nello sblocco dei cantieri che per fortuna, voglio dire, può generare l'approvazione definitiva. Con questi impegni abbiamo chiuso l'accordo con il Ministero delle regioni e con il Ministero dei beni culturali, per cui la proposta di quest'emendamento sana questo mancato chiarimento che è insito in legge.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza.

PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Sì, Presidente, avrei dovuto esprimere il parere come relatore, però volevo… allora, sull'emendamento numero 119 il parere è negativo, mentre per l'emendamento numero 269, sul quale si esprime un parere positivo - prego l'Assessore, chiedo scusa, di prestarmi un attimo di attenzione, per cortesia -, però siccome noi abbiamo sospeso, cioè abbiamo trasferito degli emendamenti che afferiscono la materia, sono pertinenti con quanto è trattato dall'emendamento numero 269, chiederei di sospendere quest'emendamento in modo tale da poter fare sintesi con qualche altro emendamento che era stato sospeso all'articolo 41 e trasferito all'articolo 43, cioè in modo tale che le specificazioni possano essere… se è d'accordo la Giunta.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Allora, io sono d'accordo, sospendiamo, poi lo chiariamo dopo. Il punto che vorrei sottolineare è che gli emendamenti che attengono all'articolo 41 sulla materia dei centri storici si riferiscono alla vecchia stesura dell'articolo 41; va solo fatto questo lavoro per convincerci assieme. L'articolo 41 non è stato trasferito nella legge numero 13, proprio non se ne parla perché noi abbiamo trasferito il 39 e il 40. Il 41 è stato superato nella definizione che ne ha fatto la Commissione per cui questi emendamenti risulterebbero improcedibili rispetto al testo, per cui ho chiarito anche con i presentatori che, limitatamente a questa parte, sono da rimandare a quelle note di precisazione e di interpretazione che abbiamo approvato col precedente articolo approvato dal Consiglio, cioè atterranno a un chiarimento interpretativo sul tenore dell'affermazione. Solo questo, se lo vogliamo fare, però è stato già chiarito in questi termini con l'onorevole Uras.

PRESIDENTE. Va bene, colleghi, votiamo l'articolo e poi…

Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.

PIRISI (P.D.),relatore di maggioranza. Il chiarimento dall'Assessore va bene, però insisto e ribadisco in modo tale da evitare che possa esserci qualche discrasia, ed è meglio sospenderlo tanto è un aggiuntivo e quindi possiamo approvare l'articolo tranquillamente, non ci sono problemi di sorta. Nonostante… vanno bene le spiegazioni. Grazie.

PRESIDENTE. L'Assessore si era dichiarato d'accordo sulla possibilità di sospenderlo, anche se non c'è un collegamento diretto tra quest'emendamento e quello dell'articolo 41, tuttavia se serve a chiarire qualche zona d'ombra che ancora c'è ha acceduto alla richiesta di sospensione.

Metto in votazione l'articolo 47. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

L'emendamento numero 269 è, quindi, sospeso.

Passiamo all'esame dell'articolo 48. All'articolo 48 sono stati presentati i seguenti emendamenti: il soppressivo totale numero 120, il sostitutivo totale numero 273, il sostitutivo parziale numero 177 e l'aggiuntivo numero 272.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 48 e dei relativi emendamenti:

Art. 48

Copertura finanziaria

1. A valere sulla disponibilità recate dalla UPB S04.10.006 relativa a contributi ai comuni per la redazione degli strumenti urbanistici è assicurata la riserva per la pianificazione territoriale comunale e sovracomunale; per l'individuazione del destinatario dei contributi, si applica la disposizione di cui all'articolo 20.

Emendamento soppressivo totale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai

Articolo 48

L'art. 48 è soppresso. (120)

Emendamento sostitutivo totale Giunta regionale

Articolo 48

L'articolo 48 (copertura finanziaria) è sostituito dal seguente:

"Art. 48

(Norma finanziaria)

1. Al fine di incentivare l'utilizzo della pianificazione urbanistica sovracomunale prevista all'articolo 20 e per l'adeguamento dei piani urbanistici comunali, la Regione è autorizzata a concedere contributi ai Comuni. Agli oneri derivanti dall'attuazione di tale disposto si provvede con legge finanziaria ai sensi dell'articolo 4 , comma 1, lettera e) della legge regionale 2 agosto 2006, n. 11". (273)

Emendamento sostitutivo parziale Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu

Articolo 48

Il comma 1 dell'articolo 48 è sostituito dal seguente:

"1. Al fine di assicurare la disponibilità delle risorse necessarie a favore dei Comuni per la redazione degli strumenti urbanistici, degli adeguamenti degli stessi agli strumenti dl pianificazione e di governo del territorio regionale e provinciale, per la pianificazione territoriale comunale e sovracomunale, la Regione è autorizzata istituire un apposito fondo regionale, ad integrazione delle disponibilità recate dalla UPB S04.10.006, finalizzato alla concessione a sportello di contributi a favore del Comuni nella misura dell'80% dei costi necessari.

2. Il fondo di cui al comma 1 ha una dotazione finanziaria annuale iniziale per gli anni 2008-2011 di euro 10.000.000 e per gli anni successivi sarà prevista con la legge di Bilancio.". (177)

Emendamento aggiuntivo Uras - Davoli

Articolo 48

Dopo l'articolo 48 è aggiunto il seguente:

"Art 48 bis

1. Le disposizioni delle leggi n. 45 del 1989 e n. 23 del 1985 rimangono in vigore per quanto compatibili con la presente legge e nelle disposizioni concernenti le norme di salvaguardia integrale ed in quelle relative alla pianificazione di risanamento urbanistico. (272).)

PRESIDENTE. E'iscritto a parlare il consigliere Pileri, relatore di minoranza, sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.), relatore di minoranza. Sì, volevo anche in questo caso un chiarimento da parte dell'Assessore perché la copertura finanziaria necessaria per garantire ai comuni di poter procedere all'adeguamento degli strumenti urbanistici è assolutamente importante, quindi poiché io ritengo che i fondi messi finora disposizione dalla Regione per i comuni per adeguare i piani urbanistici al PPR vigente siano inadeguati, io penso e credo che si debbano prevedere opportune risorse sia per l'adeguamento al PPR vigente, ma anche per il fatto che la nuova normativa urbanistica imporrà ai comuni ulteriori modifiche e variazioni, quindi ci deve essere un'adeguata copertura finanziaria.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Molto brevemente, Presidente. Va beh, la copertura finanziaria la decideremo in finanziaria, quindi adesso come entra la manovra in Consiglio è chiaro ed evidente che la novità che rappresenta questa legge consentirà di fare una valutazione idonea alla definizione di un'adeguata dotazione. Per quanto riguarda l'articolo 48 bis, che è un aggiuntivo e che è inserito qua, è trattata questa materia anche da altri emendamenti che sono stati sospesi e che sono rinviati all'esame conclusivo, Presidente, per cui si tratta di sospendere anche l'aggiuntivo numero 272 perché va a sintesi con gli altri emendamenti che trattano proprio la materia delle salvaguardie integrali già previste dalla legge numero 45.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza.

PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Il parere è negativo sull'emendamento 120, positivo sull'emendamento 273, negativo sull'emendamento numero 177, anche per le cose che ha detto testé l'onorevole Uras. Accediamo alla richiesta di sospensione dell'emendamento numero 272.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Il parere della Giunta è conforme, vorrei rassicurare l'onorevole Pileri sulla quantificazione del fondo. Noi siamo ancora in una fase nella quale oggettivamente è difficile quantificare il fabbisogno complessivo. Devo anche dire che però negli ultimi anni, negli ultimi tre anni il fondo ordinario stabilito per dare contributi ai Comuni per la redazione della pianificazione urbanistica è passato dai 2 milioni di euro a regime agli attuali 6 milioni, cioè abbiamo triplicato i quantitativi.

Ora, nella prima fase abbiamo fatto anche una sorta di calcolo negli ultimi tre anni, ai Comuni che avevano già percepito dei contributi gli abbiamo dato di meno rispetto a quelli che non l'avevamo per niente dato. Ora si tratta di quantificare anche gli oneri che dobbiamo predisporre per le esperienze di pianificazione sovracomunale sapendola distinguere anche da un minor costo della pianificazione comunale ed è per questo che si rimanda alla norma finanziaria che anno per anno definisce la possibilità di stanziare una quota, una parte del fondo destinato alle forme associative dei Comuni è già destinato in quota parte percentuale a sostegno dei Comuni che scelgono di predisporre pianificazioni urbanistiche sovracomunali.

Ma questo non conta all'interno di questa previsione, cioè è una cosa che va al di là di questa previsione.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento soppressivo totale numero 120. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 273, c'è il parere positivo e definisce la copertura finanziaria e i riferimenti legislativi per l'onere derivante dall'applicazione di questa legge. Lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

L'emendamento numero 177 è decaduto. Metto in votazione l'articolo… chiedo scusa, l'abbiamo già votato con l'emendamento sostitutivo.

L'emendamento aggiuntivo. C'è una richiesta di sospensione, mi pare che non ci siano obiezioni, quindi l'emendamento numero 272 viene sospeso.

Passiamo all'articolo 49. All'articolo 49 è stato presentato l'emendamento soppressivo totale numero 121 e i soppressivi parziali numero 236, 270, il 153 e gli aggiuntivi numero 234, 241 e 237.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 49 e dei relativi emendamenti:

Art. 49

Abrogazioni

1. Sono abrogate:

a) la legge regionale 22 dicembre 1989, n. 45 (Norme per l'uso e la tutela del territorio regionale), ad eccezione della disposizione di cui all'articolo 5, comma 4, che continua ad applicarsi fino all'entrata in vigore degli strumenti di cui all'articolo 30 della presente legge;

b) la legge regionale 1° luglio 1991, n. 20 (Norme integrative per l'attuazione della legge regionale 22 dicembre 1989, n. 45);

c) la legge regionale 18 dicembre 1991, n. 37 (Proroga dei termini per le norme di salvaguardia di cui agli articoli 12 e 13 della legge regionale 22 dicembre 1989, n. 45);

d) la legge regionale 22 giugno 1992, n. 11 (Modifiche e integrazioni alla legge regionale 22 dicembre 1989, n. 45);

e) la legge regionale 29 dicembre 1992, n. 22 (Modifiche e integrazioni alla legge regionale 22 giugno 1992, n. 11 e alla legge regionale 22 dicembre 1989, n. 45);

f) la legge regionale 7 maggio 1993, n. 23 (Modifiche e integrazioni alla legge regionale 22 dicembre 1989, n. 45);

g) la legge regionale 8 luglio 1993, n. 28 (Interventi in materia urbanistica);

h) l'articolo 21 della legge regionale 12 dicembre 1994, n. 36 (Modifiche alla legge regionale 29 gennaio 1994, n. 2, e disposizioni varie);

i) l'articolo 72, secondo periodo, della legge regionale 15 febbraio 1996, n. 9 (legge finanziaria 1996);

l) la legge regionale 15 febbraio 1996, n. 13 (Fissazione di un termine entro il quale i comuni devono adeguarsi alle prescrizioni dei piani territoriali paesistici);

m) la legge regionale 6 maggio 1998, n. 13 (Proroga del termine di cui all'articolo 1, comma 1, della legge regionale 15 febbraio 1996, n. 13);

n) l'articolo 1, comma 17 della legge regionale n. 7 del 2002;

o) la legge regionale 25 novembre 2004, n. 8 (Norme urgenti di provvisoria salvaguardia per la pianificazione paesaggistica e la tutela del territorio regionale);

p) l'articolo 32 della legge regionale 11 ottobre 1985, n. 23 (Norme in materia di controllo dell'attività urbanistico-edilizia di risanamento urbanistico e di sanatoria di insediamenti ed opere abusive, abusive, di snellimento ed accelerazione delle procedure espropriative);

q) il comma 2 dell'articolo 5 della legge regionale 12 giugno 2006, n. 9 (Conferimento di funzioni e compiti agli enti locali);

r) la legge regionale 12 agosto 1998, n. 28 (Norme per l'esercizio delle competenze in materia paesistica trasferite alla Regione autonoma della Sardegna con l'articolo 6 del D.P.R. 22 maggio 1975, n. 480 e delegate con l'articolo 57 del D.P.R. 19 giugno 1979, n. 348).

Emendamento soppressivo totale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai

Articolo 49

L'art. 49 è soppresso. (121)

Emendamento soppressivo parziale Uras - Davoli - Pisu

Articolo 49

Nel comma 1 la lettera b) è soppressa. (236)

Emendamento soppressivo parziale Giunta regionale

Articolo 49

Al comma 1 la lettera p) è soppressa. (270)

Emendamento soppressivo parziale La Spisa - Murgioni - Pileri - Gallus - Pittalis

Articolo 49

Nell'art. 49 comma 1 la lettera r) è soppressa. (153)

Emendamento aggiuntivo Uras - Davoli - Pisu

Articolo 49

Nel comma 1, lettera a), aggiungere "ad eccezione della disposizione di cui all'articolo 29;". (234)

Emendamento aggiuntivo Uras - Davoli - Pisu

Articolo 49

Nel comma 1 lettera b) aggiungere "ad eccezione della disposizione di cui al comma 3 dell'art. 3 "Disposizioni r i piani attuativi", dell'art. 5 "Mancata determinazione sull'istanza di autorizzazione a lottizzare odi stipula della convenzione", dell'art. 9 "Condotta Urbanistica". (241)

Emendamento aggiuntivo Uras - Davoli - Pisu

Articolo 49

Nel comma 1 alla lettera r) aggiungere "ad eccezione della disposizione di cui agli artt. 4 e 5.". (237). )

PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti.

E' iscritto a parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Solo per chiedere, Presidente, se è opportuno o meno discutere l'articolo che parla, appunto, delle leggi che si intendono abrogate, posto che ancora abbiamo da discutere alcuni articoli della legge e che quindi conseguentemente alcune delle leggi scritte qui che andrebbero abrogate evidentemente non possiamo che vederle solo alla luce completa della normativa che andremo ad approvare. Mi sembra, altrimenti rischiamo di fare anche un errore.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Presidente, sostanzialmente per dire le stesse cose che ha detto il collega Pisano che mi pare che il relatore condivida.

PRESIDENTE. E' una pregiudiziale accoglibile. Quindi, sospendiamo l'articolo. Possiamo votare invece l'articolo 50 che è l'entrata in vigore il giorno della pubblicazione nel BURAS.

Passiamo all'articolo 50. All'articolo 50 è stato presentato l'emendamento soppressivo totale numero 122.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 50 e del relativo emendamento:

Art. 50

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nel BURAS.

Emendamento soppressivo totale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai

Articolo 50

L'art. 50 è soppresso. (122). )

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Va bene colleghi, terminiamo il lavoro dell'Aula, per questa sera è convocata la quarta Commissione per l'esame di un disegno di legge della Giunta che ha caratteristiche di urgenza perché collegato agli eventi calamitosi che si sono verificati in Sardegna in queste settimane, la Commissione è convocata fra cinque minuti nell'aula della Commissione, invece il Consiglio regionale è convocato per martedì alle ore 10 e 30. Qualora la Commissione non terminasse questa sera il suo lavoro, la Commissione stessa prosegue domani mattina con lo stesso ordine del giorno.

La seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 18 e 42