Seduta n.308 del 01/02/1994
CCCVIII SEDUTA
(POMERIDIANA)
MARTEDI' 1 FEBBRAIO 1994
Presidenza del Presidente FLORIS
indi
della Vicepresidente SERRI
INDICE
Disegno di legge: "Interventi a favore dell'agricoltura" (432). (Discussione):
MELONI, relatore di minoranza
CARUSILLO, relatore di maggioranza
DEMURO, Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale
COGODI .................................
CUCCU....................................
BAGHINO...............................
SANNA ADALBERTO .........
OPPI ........................................
USAI SANDRO ......................
La seduta è aperta alle ore 17 e 02.
URRACI, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 19 gennaio 1994, che è approvato.
Discussione del disegno di legge: "Interventi a favore dell'agricoltura" (432)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 432, relatore l'onorevole Carusillo. Poiché sono stati presentati e appena distribuiti numerosi emendamenti, sospendo la seduta per quindici minuti, per consentire ai colleghi di prenderne visione.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 04, viene ripresa alle ore 17 e 25.)
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare l'onorevole Carusillo, relatore di maggioranza.
CARUSILLO (P.P.I.), relatore di maggioranza. Mi rimetto alla relazione scritta.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Meloni, relatore di minoranza.
MELONI (P.S.d'Az), relatore di minoranza. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chi parla non può rimettersi puramente e semplicemente alla relazione di minoranza, ma sente il dovere di fare alcune osservazioni, in relazione al provvedimento che stiamo esaminando. Questo è un provvedimento di legge tutto sommato molto strano, che ha seguito un percorso direi unico, perché è un disegno di legge che la Giunta avrebbe dovuto presentare esattamente un anno fa, quale legge di accompagnamento al bilancio e alla legge finanziaria per il 1993. E' stato sollecitato e atteso per mesi e però non se ne è fatto niente. Finalmente è giunto in Commissione agricoltura nell'autunno 1993; se non sbaglio è stato esitato dalla Giunta il 19 ottobre del 1993, allorché credo fosse già in via di preparazione e di discussione anche la legge di assestamento del bilancio '93, e allorché l'assessorato all'agricoltura aveva perso, perché era in via di sostituzione, il titolare; per cui, esitato dalla Giunta, è pervenuto in Commissione e la Commissione, con una procedura abbreviata, brevissima, alla quale inutilmente il sottoscritto ha cercato di opporsi, ha ritenuto di doverlo esaminare nel giro di un paio di giorni. Cosa mai avveduta in precedenza, almeno per quanto ricorda il sottoscritto, nella sua attività svolta all'interno delle Commissioni, il disegno di legge è stato discusso in Commissione in assenza dell'Assessore competente. E' stata sollecitata un paio di volte la presenza del Presidente della Giunta che aveva assunto l'Assessorato all'agricoltura ad interim; il Presidente della Giunta non è mai venuto in Commissione. Un disegno di legge che prevede una spendita di 120 miliardi, quindi di particolare importanza in questo settore, è stato discusso in Commissione creando un precedente altrettanto grave, che è quello della non audizione dei rappresentanti delle associazioni professionali agricole. Il fatto è strano e appare inspiegabile, perché mai era successo che leggi di questa portata e di questa rilevanza venissero discusse in Commissione senza neppure sentire il parere delle organizzazioni professionali. Al dibattito che si è svolto in Commissione è seguito poi il parere molto articolato da parte della Commissione bilancio e programmazione che, forse entrando nel merito e quindi andando oltre le proprie competenze, ha mosso una serie di rilievi di notevole importanza e ha invitato i componenti della Commissione, quindi credo di riflesso tutti i consiglieri, a rivedere la legge stessa e a tener conto delle osservazioni di non poco conto che sono state fatte, perché ci si trova di fronte ad una manovra di notevole portata, per cui appare opportuno e necessario prima verificare la compatibilità delle iniziative previste con la manovra finanziaria. La Commissione bilancio pone questi interrogativi che restano peraltro lettera morta, perché non si sa come, pur non sentendo, nessuna delle forze politiche che compongono la maggioranza la necessità urgente di andare alla nomina di un nuovo Assessore, in modo tale da poter dare un titolare all'Assessorato all'agricoltura perché, nell'eventualità dell'approvazione della legge, la stessa possa essere attuata si va avanti, sino ad arrivare in Consiglio ad un rinvio della discussione, perché manca la copertura finanziaria - forse sono stati recuperati - di 50 miliardi. Questa è la particolare cronistoria di questo disegno di legge, che noi riteniamo assolutamente inidoneo, insufficiente, inadeguato a risolvere i problemi dell'agricoltura, perché prevede una dispersione in mille rivoli di fondi notevoli. Io non credo che sia il caso, perché poi avremo modo di intervenire sui singoli articoli, di soffermarmi sulle difficoltà che esistono da parte nostra a dare via libera a questo articolato. Voglio solo richiamare, con particolare sollecitudine e particolare premura, l'attenzione dei colleghi almeno su uno degli articoli, che è quello che prevede l'erogazione di un contributo straordinario e particolare all'EAF, per mettere fine ad un contenzioso esistente con il Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale per quanto riguarda la situazione debitoria per l'erogazione dell'acqua e per l'irrigazione. Il testo originario prevedeva un contributo di venti miliardi, poi con emendamento approvato in Commissione dalla maggioranza questo contributo è stato ridotto a 14 miliardi. Io ritengo intanto che sia assolutamente inammissibile che con una norma di questo tipo si possa intervenire con una spendita di 14 o 20 miliardi per eliminare un contenzioso tra un ente strumentale della Regione ed un consorzio di utenti per l'irrigazione e lo sfruttamento dei terreni irrigati. Ho chiesto di poter esaminare la documentazione relativa a questa norma e devo dire che, dopo ripetute sollecitazioni, al sottoscritto è pervenuta una copiosa e seria documentazione, comprendente in particolare gli scambi di corrispondenza tra il Consorzio e l'EAF relativamente alla controversia a cui mi riferivo. Ora, io ritengo che prima di intervenire in questo settore con norme di questo genere, i colleghi dovrebbero vedere che cosa stiamo andando a fare. Perché la distrazione dal bilancio regionale di una somma di tale portata, per il pagamento di debiti che si trascinano dal '76 al '93 senza che mai si sia ritenuto di intervenire da parte dell'ente pubblico, che non sappiamo se siano determinati da inadempienze o da distrazioni o da cattiva gestione dell'ente o del consorzio e sui quali si vuole gettare un colpo di spugna col danaro pubblico, credo che comporti l'assunzione di serie responsabilità da parte dell'Assemblea se si andasse ad approvare questa norma senza rendersi prima perfettamente conto di cosa si tratta. Ritornerò, quando arriveremo a questo articolo, sull'argomento, con dati più specifici. Certo è che un disegno di legge di questo tipo, che arriva così in ritardo e che, con emendamenti presentati all'ultima ora, si cerca di correggere, ma non di migliorare sostanzialmente - anzi qualche emendamento introduce qualche altro capitolo di spesa che a nostro parere assume solo ed esclusivamente profilo clientelare e l'avvicinarsi delle elezioni dovrebbe sconsigliare la presentazione di emendamenti di questo tipo - ritengo che sia una dimostrazione, ancora una volta, della negatività dell'operato di questa Giunta regionale e di questa maggioranza. Certamente il nuovo Assessore all'agricoltura non ha responsabilità in tutto questo. Certo, ritengo che abbia avuto il tempo di vedere di che cosa si tratta e sappia tranquillizzarci dando risposte alle domande che, sui vari punti della legge, riterremo di fare nel corso della discussione, perché riteniamo che debba avere consapevolezza delle responsabilità che anch'egli va assumendosi con il suo ingresso in Giunta alla guida di questo Assessorato. Noi avremmo preferito che questa legge venisse ripresentata in Aula dal nuovo Assessore con una diversa impostazione, con una diversa articolazione, con una diversa finalità. Questo non è avvenuto e ciò dimostra che si persegue in quella cattiva amministrazione che ha caratterizzato l'operato di questa maggioranza. E non è una osservazione fine a se stessa, quella che io sto facendo, perché altri prima di me, anche dai banchi della maggioranza, hanno mosso rilievi a questo disegno di legge e all'operato della Giunta e alcuni consiglieri di questa maggioranza, non più di due giorni o tre giorni fa, sollecitavano le dimissioni della Giunta, sollecitavano, con valutazioni totalmente negative, il cambio del quadro politico. E' tardi; io credo che nessuno ormai voglia e possa pensare di pretendere - non lo vogliamo certamente noi - che questa Giunta torni a casa per tre mesi; credo che si possa aspettare. D'altro canto, l'impressione generale è che questa Giunta sia il parafulmine, sia lì soltanto per ricevere di volta in volta le critiche e gli attacchi, oggi di una parte, domani dall'altra parte politica, che hanno palesemente detto che la maggioranza che ha formato l'Esecutivo non esiste più, che le ragioni che hanno determinato la nascita di questa Giunta non esistono più, che questa Giunta è improponibile nella prossima legislatura. Tutte cose dette, tutte cose conosciute, però è utile che ci sia l'Esecutivo sul quale poi poter sperare le critiche, le bordate, gli attacchi, alla ricerca di una verginità politica che nessuno può però pensare di sbandierare impunemente agli elettori nella prossima compagnia elettorale. Noi abbiamo richiamato spesso la necessità che ci sia coerenza nelle azioni politiche, dicendo che questa Giunta rappresenta un precedente, un elemento che impedisce che, nell'ambiguità, si possano formare altre maggioranze, si possano formare poli. E non c'era bisogno che venisse Orlando a ribadirlo. L'opinione pubblica, la base dei partiti, vedono questa Giunta, le formazioni politiche che contribuiscono alla sua formazione e non credono assolutamente che possano crearsi contemporaneamente altri tavoli nei quali siedano soggetti politici diversi. Non si pensi che, per esempio, a sinistra si possano formare delle alleanze diverse. Queste sono realtà che hanno inciso nella vita politica della Regione negativamente e i democristiani e il P.D.S. devono arrivare alla fine della legislatura assumendosi le responsabilità e sottoponendosi al giudizio dell'elettorato per avere, negli ultimi due anni, governato malissimo insieme la Regione, per non aver risolto uno solo dei problemi che avevano, con questo governissimo e con la grande coalizione, detto di volere risolvere.
E allora, visto che si continua a sostenere leggi di questo tipo, che non si distinguono le responsabilità, delle varie forze politiche e che il Governo è Governo ed è fatto da questi partiti, da queste forze politiche, significa che si ritiene, commettendo un grave errore, che una tale situazione di confusione e di ambiguità possa non avere conseguenze anche nelle prospettive politiche di queste imminenti elezioni, politiche e regionali. Non sto dicendo niente di nuovo. Noi riteniamo che questa sia una legge improponibile, insostenibile, che per taluni articoli si possa persino rasentare il pericolo di interventi da parte della Corte dei conti, per come si vuole intervenire a risolvere certe situazioni di cattiva amministrazione. Riteniamo che sia soprattutto una prova della incapacità di questo Esecutivo, di questa maggioranza, di proporre e di operare con serietà, con coerenza rispetto all'esigenza dei cittadini di vedere comportamenti chiari, ben diversi quindi da quello che si sta cercando di sbandierare e che in realtà non si vuole perseguire.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Carusillo, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.
CARUSILLO (P.P.I.), relatore di maggioranza. Signor Presidente, colleghi consiglieri, molto brevemente per rispondere alle considerazioni profondamente critiche del collega Meloni, per dire che condivido il rammarico che questo provvedimento non sia arrivato in Aula prima. Io non so se possa rappresentare una giustificazione globale o almeno parziale, il fatto che il dottor Melis, responsabile di bilancio dell'Assessorato dell'agricoltura è passato all'Assessorato della programmazione lasciando un vuoto che non era facile colmare improvvisamente. Voglio soprattutto precisare che non condivido molte delle altre osservazioni di cui alcune, credo in buona fede, comunque manifestamente infondate, tipo quella secondo la quale la Commissione avrebbe esitato con una sospetta rapidità questo provvedimento senza il coinvolgimento delle organizzazioni di categoria. La verità è un'altra. La Commissione all'unanimità ha cercato di far sì che, dato il ritardo con il quale il disegno di legge era arrivato in Commissione, non ci fossero ulteriori ritardi che ne facessero slittare, cosa che poi invece è stata comunque ineluttabile, l'applicazione al 1994, ma non risponde assolutamente al vero che non sono state convocate le organizzazioni di categoria. La verità è che il collega Meloni, in un gioco delle parti...
MELONI (P.S.d'Az). Non puoi accusarmi di dire il falso perché non sono state convocate.
PRESIDENTE. Onorevole Meloni lasci continuare l'oratore.
CARUSILLO (P.P.I.), relatore di maggioranza. …in un gioco delle parti, che può anche essere comprensibile, ha forzato la verità che invece è che egli condizionava l'inizio dei lavori della Commissione al fatto che la Commissione stessa, prima di sentire i funzionari che illustrassero i contenuti di questo disegno di legge, convocasse e discutesse il disegno di legge con le organizzazioni di categoria.
(Interruzioni)
Adesso ti rispondo con una nota scritta. Non insistere perché fai più brutta figura. Io mi limitavo a fare delle affermazioni ma ti porterò i documenti.
PRESIDENTE. Onorevole Carusillo, non si rivolga all'onorevole Meloni, si rivolga al Consiglio.
CARUSILLO (P.P.I.), relatore di maggioranza. Condizionava il fatto che la Commissione iniziasse i suoi lavori a una preventiva audizione dell'Assessore, che era notorio non esservi - in quanto l'assessore Pirarba si era formalmente a quel punto dimesso - e a un preventivo confronto su questo disegno di legge con le organizzazioni di categoria. Poteva essere un gioco delle parti, tanto è che ha cercato di farlo anche chiedendo il significato delle singole parole sinché io stesso mi sono opposto a che il Presidente desse spiegazioni in questo senso, invitando il collega Meloni a rivolgersi alla biblioteca dell'assemblea per conoscere il significato di epizoozia o parole del genere. Comunque noi abbiamo, invece, proceduto ai lavori, facendoci prima illustrare dal funzionario...
PRESIDENTE. Chiedo scusa, ricordo ai colleghi che intendono iscriversi a parlare che lo devono fare prima che termini l'intervento dell'onorevole Carusillo. Prego. Onorevole Carusillo.
CARUSILLO (P.P.I.), relatore di maggioranza. Voglio sintetizzare per non urtare ulteriormente l'eccessiva sensibilità del collega Meloni. Noi abbiamo proceduto in questo modo: ci siamo prima fatti illustrare dal funzionario le norme e abbiamo convocato le organizzazioni di categoria - chiedo all'onorevole Meloni di ascoltarmi un attimo, gliene posso fare copia - le quali organizzazioni di categoria, in data 6 dicembre '93, rivolgono al Presidente della Commissione agricoltura, onorevole Pili, una nota con la quale affermano che si ritiene indispensabile accelerare l'iter della pratica. L'ultimo comma dice: fatti salvi gli eventuali e possibili correttivi da apportare in sede di discussione plenaria, le sottoscritte organizzazioni concordano sull'opportunità di approvare il disegno di legge in questione in tempi brevissimi.
Credo che questa sia una manifesta prova del fatto che le organizzazioni di categoria sono state audite e che con esse la Commissione ha avuto un confronto costruttivo. Per quanto attiene l'ultima osservazione, quella relativa all'articolo 8 che prevede - è un lapsus del collega Meloni - non un contributo all'EAF ma un contributo al Consorzio Sardegna meridionale, per chiudere una vertenza decennale tra questo consorzio e l'EAF, considerate le ingenti risorse pubbliche che con questo provvedimento si intendono destinare e considerata anche la complessità dell'argomento che con questa iniziativa si tenderebbe a risolvere, mi riservo di intervenire più specificatamente per illustrare, come credo sia doveroso, ai colleghi consiglieri, il problema, al momento in cui verrà affrontato l'articolo 8.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, dichiaro chiusa la discussione generale. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'assessore Demuro.
DEMURO MARINO, Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, la Giunta intende rispettare pienamente il testo varato dalle Commissioni di merito dopo un dibattito attento e ampio sui singoli articoli. Ne consegue che le soppressioni, le modifiche, le innovazioni introdotte dalla Commissione agricoltura vengono fatte proprie dalla Giunta e considerato il testo di base da sottoporre alla valutazione dell'Assemblea. Ciò anche per un senso di rispetto verso la Commissione stessa, della cui sensibilità e competenza verso i problemi dell'agricoltura sarda si deve dare, ammesso che ve ne sia bisogno, pubblicamente atto. Ciò premesso, occorre tuttavia precisare che si è resa necessaria la presentazione di alcuni emendamenti per il fatto che il disegno di legge è stato presentato e approvato nell'esercizio 1993 e viene invece sottoposto all'esame dell'Assemblea nel '94. Nessun emendamento pertanto, tranne qualcuno, ha natura innovativa. Evidentemente il passaggio da un esercizio all'altro ha reso indispensabile non solo riformulare le imputazioni al nuovo anno finanziario ma soprattutto, per via della avvenuta perenzione di numerosi stanziamenti, aggiustare l'intera manovra finanziaria che risulta ora ridotta a circa 100 miliardi dai 120 miliardi circa originali. Il provvedimento ha sostanzialmente natura di legge di accompagnamento, con tutti i pregi e i difetti che tali atti contengono, e in parte ha anche punti in comune con le leggi di assestamento, nel senso che dispone un riutilizzo di precedenti stanziamenti. In quanto legge di accompagnamento, contiene quindi norme di tipo sostanziale che non possono essere incluse nella legge finanziaria e dispone inoltre dei finanziamenti che, ove ritenuto opportuno, occorre ripetere anno per anno. Occorre soffermarsi su quest'ultimo punto per rilevare che numerosi stanziamenti previsti dal disegno di legge non costituiscono assolutamente una novità, ma traggono al contrario legittimazione dalle norme vigenti. Circa gli aspetti generali della manovra finanziaria complessiva, occorre dire che la maggior parte delle risorse è tratta o da fondi di rotazione regionali, che non si ritengono di immediato consumo, o da un utilizzo di risorse disponibili, la cui destinazione originaria è precedente e si ritiene di poter rinviare a esercizi successivi. La manovra avviene sostanzialmente all'interno del comparto agricolo con insignificanti apporti delle disponibilità generali della Regione. La gran parte delle norme appare strettamente collegata con la vigente legislazione in materia di agricoltura creata in decenni di vita autonomistica, che a sua volta rispecchia la complessità e, occorre aggiungere, le difficoltà della realtà agricola sarda. A differenza di altri comparti economici che presentano, almeno riguardo all'intervento pubblico, tipologie uniformi, l'agricoltura invece appare come una realtà con numerose sfaccettature e quindi con problematiche diverse; trae origine da questa realtà una legislazione particolarmente complessa che può sembrare anche dispersiva ma che è lo specchio fedele delle articolate forme di sostegno agli investimenti produttivi che pure ci sono, degli interventi nelle situazioni di crisi, anche esse purtroppo presenti, e dei numerosi soggetti privati associati e pubblici che operano in agricoltura. Come si è detto, la maggior parte delle norme proposte è connessa con la legislazione vigente o perché dispone semplicemente il rifinanziamento di capitoli di spesa o perché ne amplia l'ambito di applicazione o perché ne modifica in senso migliorativo gli aspetti procedurali e attuativi. Occorre a questo punto soggiungere che il disegno di legge ha raccolto, e questo è anche uno dei motivi del ritardo della sua presentazione, diverse esigenze manifestate dalle varie componenti del mondo agricolo. Queste esigenze si sono tradotte non solo nel finanziamento e rifinanziamento di determinati capitoli di spesa e nell'adeguamento di norme esistenti, come è stato detto prima, ma anche, come appare ovvio, nella proposizione di nuove norme. A quest'ultimo riguardo è bene precisare che non tutte le nuove disposizioni hanno natura assistenziale o di salvataggio o di risanamento. Certamente non è riscontrabile tale natura nell'articolo che adegua il regime di finanziamento degli impianti cooperativi alle norme CEE, in quello che crea un fondo per il tempestivo pagamento alle banche del concorso sugli interessi o in quello che istituisce il sistema informatico dell'Assessorato. Nella stessa ottica di apertura, di proiezione verso il futuro, si colloca la norma che amplia l'ambito di applicazione del sistema associativo assicurativo nel caso di calamità naturali. Certamente alcuni articoli rispecchiano lo stato di crisi del settore agricolo, caratterizzato da un forte indebitamento delle imprese, da difficoltà di commercializzazione, da aspetti di sovrapproduzione in alcuni comparti e di arretratezza in altri. D'altra parte, la crisi degli altri settori produttivi sta determinando un riflusso di forza lavoro verso l'agricoltura, cosa che non aiuta certamente quest'ultima a migliorare.
Solo da poco tempo gli istituti di credito hanno iniziato la definizione delle pratiche di assestamento sotto forma di mutuo delle aziende agricole e per questa operazione, come si ricorderà, la Regione ha disposto cospicui stanziamenti sotto forma di concorso sugli interessi. Detto intervento tuttavia non può essere ritenuto esaustivo degli interventi regionali per le aree, i settori e le aziende agricole in crisi. Pur con le dovute cautele e con la prudenza richiesta dallo Stato delle risorse pubbliche, con un occhio rivolto alle direttive della CEE, evitando di cadere nel puro assistenzialismo, si ritiene che debba essere fatto il possibile per salvare il salvabile, quando ovviamente esiste la prospettiva di ripresa per le imprese o quando vi siano imprescindibili princìpi di solidarietà da salvaguardare. In tale ottica, ci sembrano ineccepibili ad esempio gli interventi introdotti dalla Commissione agricoltura a favore delle zone colpite dall'alluvione nell'autunno '93, né pare negativo l'assestamento concesso agli organismi cooperativi che abbiano visto calare sensibilmente negli ultimi anni i propri conferimenti. Altri interventi di massa, come i rimborsi all'Ente Autonomo del Flumendosa per conto del Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale e gli indennizzi per le produzioni viticole inquinate di alcune zone del Sulcis, tengono principalmente conto, nel primo caso, della impossibilità delle aziende irrigue di sostenere in misura sproporzionata l'onere di gestione del sistema del Flumendosa, e nel secondo caso della opportunità di assicurare, per l'ultima volta, una remunerazione minima ad una produzione agricola, anche per evitare ulteriori tensioni in una zona soggetta a fenomeni di deindustrializzazione. A princìpi di equità e di riparazione per colpevoli ritardi amministrativi, rispondono poi le norme che, a posteriori, fanno beneficiare del contributo sia aziende super danneggiate, che ne erano state prima escluse per carenza di mezzi, sia aziende agrituristiche la cui legge di incentivazione è entrata in attuazione a cinque anni dalla pubblicazione. Comunque, se si toglie il rimborso all'Ente Autonomo del Flumendosa, le somme complessivamente destinate ad assestamenti o sanatorie costituiscono una parte veramente esigua della manovra finanziaria proposta che, nella stragrande maggioranza, destina le risorse ad investimenti produttivi. In conclusione, la Giunta confida che il testo pervenuto dalla Commissione di merito possa trovare in Aula le valutazioni favorevoli richieste dalle aspettative del mondo agricolo sardo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 1.
MEREU ORAZIO, Segretario:
CAPO I
INTERVENTI CONTRIBUTIVI
Art. 1
Anticipazione contributo
1. L'anticipazione dei contributi previsti dall'articolo 8 della legge regionale 13 dicembre 1988, n. 44, per la realizzazione di opere di miglioramento agrario e fondiario e di strutture cooperative, è concedibile nei limiti degli stanziamenti iscritti in bilancio anche per gli acquisti ed installazioni di impianti tecnologici, macchinali ed attrezzature inerenti la raccolta, trasformazione, lavorazione e conservazione, confezionamento, condizionamento, movimentazione e commercializzazione dei prodotti agricoli e zootecnici comunque finanziabili.
2. Detta anticipazione è altresì concedibile nei limiti degli stanziamenti iscritti in bilancio per l'acquisto di mezzi ed attrezzature per il trasporto di prodotti agricoli e zootecnici, finanziabili ai sensi dell'articolo 1 della legge regionale 3 febbraio 1981, n. 5.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Meloni. Ne ha facoltà.
MELONI (P.S.d'Az). Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato con particolare attenzione l'intervento dell'Assessore, al quale debbo dare atto di una grande onestà intellettuale, perché ha potuto fare a meno ripetutamente di dire che non tutte queste disposizioni hanno natura assistenziale, che sì alcune hanno natura assistenziale, ma che è l'ultima volta che avranno natura assistenziale, perché d'ora in avanti nel settore bisogna intervenire in maniera diversa cercando di favorire la produzione, cercando di favorire lo sviluppo e smettendo una volta per tutte con l'assistenza. Ed ha individuato persino le norme, gli interventi particolari che presentano una natura assistenziale all'interno di questa legge. Io credo di avere seguito questo provvedimento, almeno nelle battute iniziali, e i verbali della Commissione, che sono pronto ad esibire, ne danno certamente dimostrazione, eppure mi creda, signor Presidente, nel corso della discussione di questa legge, non ho visto la presenza delle associazioni professionali agricole. Avranno scritto, non c'è dubbio che avranno scritto, che qualcuno avrà sollecitato che scrivessero! Ma, colleghi della Commissione, anche rappresentanti delle associazioni professionali agricole, lei, onorevole Piras, avete queste associazioni? Io no. Eppure si dice e si continua a sostenere che non dico la verità quando affermo tutto questo, mi si contraddice dandomi del bugiardo e si continua a sostenere invece, contrariamente a quello che risulta dagli atti ufficiali, cose che non sono. Su questo disegno di legge, in Commissione, le associazioni professionali agricole non sono venute prima che venisse esitata. Se n'è parlato dopo, a proposito di altre cose. Almeno su questo mi si consenta di sostenere che non sono un bugiardo, che non sono un visionario e che il riscontro può essere ritrovato negli atti della Commissione. Io capisco - siamo in campagna elettorale, lo siamo tutti, ed è opportuno che certe norme vengano difese - che poiché questa legge proviene da un certo settore politico ha avuto un particolare sostegno da parte del collega che mi ha preceduto. Tutto normale, tutto giusto, tutto lecito! Mi si può contraddire, si può non essere d'accordo con me, però si consenta anche a me di non esser d'accordo su quello che gli altri dicono e fanno. Chiedo soltanto il rispetto della verità. La realtà è che i tempi sono stati, come ho detto, brevissimi, che ho motivo, ma è una mia esclusiva impressione, di insospettirmi dei tempi così veloci - cosa mai avvenuta - e non avrei detto niente di tutto questo se non ci fossi stato tirato per i capelli.
L'articolo 1 è un articolo che non pone particolari problemi, di questo ne debbo dare atto; introduce la possibilità di concedere nei limiti degli stanziamenti iscritti in bilancio, quindi senza nuove spese, l'anticipazione dei contributi previsti dall'articolo 8 della legge regionale 13 dicembre 1988, n. 44, anche per acquisti ed installazioni di impianti tecnologici eccetera; quindi è uno dei pochi articoli che non presenta quei caratteri dell'assistenzialismo e dell'ambiguità che hanno invece altri.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Io ritengo che abbia sostanzialmente ragione il collega Meloni, che ha posto, sin dalla illustrazione del disegno di legge dal punto di vista della minoranza, e successivamente alcune questioni di fondo relativamente a questo provvedimento. Noi abbiamo evitato, come Gruppo di Rinascita e Sardismo, di intervenire nella discussione generale perché ormai abbiamo valutato che intervenire nelle discussioni generali non serve più a nulla. C'è ormai in Aula, come dire, penetrato nelle ossa, il convincimento che la parola, il parere, il giudizio, il confronto politico sia inutile, che gli accordi si prendano fuori di quest'Aula, che il momento consiliare alto, fondamentale che è il confronto politico sulle grandi questioni e sull'impostazione di una legge valga zero. Come abbiamo già verificato in diverse circostanze, non è il caso di insistere. Però il collega Meloni ha detto già alcune cose importanti che noi condividiamo, e vorremmo che con la discussione e la valutazione più puntuale dei singoli articoli il Consiglio o qualche consigliere potesse rendersi conto che l'impostazione generale di questa legge è un'impostazione arretrata, vecchia, dannosa fondamentalmente per l'agricoltura. Questa avrebbe dovuto essere la legge di accompagnamento al bilancio '93, poi via via ritardata. L'Assessore di allora era pensoso, voleva valutare a fondo le cose e quindi la prima fase del ritardo era, forse, a fin di bene. La seconda fase intervenuta perché la Regione è rimasta senza Assessore dell'agricoltura. Non era più quindi l'Assessore di allora, il dottor Pirarba, ad essere pensoso ma è diventata pensosa la Democrazia Cristiana di allora, oggi P.P.I. Per quattro mesi Cabras, presidente di questa maggioranza di cui la D.C. - P.P.I. è gran parte, ha lasciato la Regione senza Assessore e quindi senza legge organica di intervento a sostegno dell'agricoltura. Però si sarebbe potuto fare di necessità virtù e usare quel tempo per migliorare questa proposta disarticolata di legge di intervento in materia agricola. Così non è stato, i 40, 70, 139 emendamenti che stanno arrivando sui nostri banchi in questo momento dicono che tutto quello che poteva essere fatto a tempo si sta facendo adesso, e quindi si vedrà poi norma per norma, che cosa si vuole fare dell'agricoltura sarda e si vedrà articolo per articolo e miliardo per miliardo, dei molti miliardi che sono qua dentro, se qui c'è un disegno di sostegno, di riqualificazione del comparto produttivo agricolo in Sardegna, o se invece c'è un disegno di distribuzione di miliardi a manciate, non sempre nella direzione giusta, cioè del sostegno della produzione. Partiamo dall'articolo 1 e poi vedremo via via alcuni altri articoli, ma si potrebbe vedere per ognuno degli articoli e per ognuno degli emendamenti che stanno pervenendo. L'articolo 1 prevede che l'anticipazione contributi previsti nella normativa regionale in base alla legge "44" questa anticipazione sia estesa. Dice l'articolo 1: "L'anticipazione dei contributi previsti dall'articolo 8 della legge regionale 13 dicembre 1988, n. 44 per la realizzazione di opere di miglioramento agrario e fondiario e di strutture cooperative...". Primo punto interrogativo: cosa vuol dire? Sono forse cose omogenee? I miglioramenti agrari e fondiari e le strutture cooperative sono messe allo stesso livello quando una cosa è un intervento sui campi per migliorare la produzione e una cosa è uno dei modi attraverso cui si organizza l'imprenditoria, che può essere singola, associata, cooperativa, privata, pubblica. L'organizzazione cooperativa è uno dei modi attraverso cui si esprime l'imprenditorialità agricola o anche non agricola, in questo caso agricola. Queste due cose, disomogenee - strutture cooperative e miglioramento fondiario - sono messe alla pari. Dice questo articolo che questa anticipazione è allargata, nei limiti del bilancio, ben si intende, anche ad acquisti ed installazioni di impianti tecnologici, macchinari, attrezzature inerenti raccolta, trasformazione, condizionamento, movimentazione, commercializzazione, trasporto dei prodotti, cioè tutto. Ben si intende che in questo primo articolo c'è una logica e cioè che chi ha avuto potrà avere, oltre quello che ha già avuto, anche tutto questo. Si sa che ci sono tanti coltivatori, tanti agricoltori che da anni hanno presentato domande di contributo per opere di miglioramento agrario e fondiario, per un ammontare - è stato censito qualche anno fa - tra i 600 e gli 800 miliardi. Si parlava, mi pare di una cifra che si avvicinava ai 1000 miliardi di investimenti possibili, attraverso i contributi per opere di miglioramento fondiario. Tutto questo rimane disatteso, però chi ha già avuto il contributo per il miglioramento agrario e fondiario, che ovviamente sono i soggetti più assistiti, perché è chiaro che sono quelli più pronti, perché hanno più vicino il tecnico, il progettista, l'impiegato dell'Ispettorato e quant'altro, può aggiungere in questa anticipazione, tutto fino al trasporto, non si sa dove e fin dove, senza nessun altro requisito di economicità. Senza criterio questa anticipazione è estesa a tutti, ben si intende estesa a chi ha più vicini i santi nel suo paradiso, e non c'è una garanzia per quanti, da anni e anni, aspettano di avere se non tutto almeno una parte di contributo, per migliorare i terreni, per iniziare a fare qualcosa. Come si vede la consociazione di cui si parla, ha fatto un riferimento politico anche il collega Meloni - non è una pura astrazione, quando si governa in questo modo, senza che si abbia una chiara distinzione degli interessi sociali, della qualità degli interventi da porre in campo - se per la produzione o l'assistenza, se per le mance e per le clientele oppure per i diritti di ognuno. Le diverse posizioni, quando si confondono e si consociano in questo modo, con questo tipo di maggioranza e di Giunta, danno vita a questi mostri che sono mostri politici non mostri giuridici, mostri politici: proteggere chi, in parte se non in tutto, è già protetto, dimenticare chi è rimasto fuori, tenersi comunque le aree di riferimento. Ecco perché non c'è bisogno di parlare con tutte le associazioni de visu oggi, perché già c'è questo interscambio, c'è tra alcune associazioni, non tutte, e alcune parti politiche, non tutte. Ma quanto dura, ma quanto serve? Questo è l'articolo 1 che impiega danaro - quanto non è detto poi nei limiti del bilancio bisogna vedere - non per dare altri contributi per il miglioramento agrario e fondiario ma per accrescere in capo agli stessi soggetti possibilmente - è chiaro ed evidente - anche tutta una gamma talmente ampia di cose, che c'è tutto; c'è anche il fuoristrada per il passeggio domenicale. C'è tutto, senza una procedura, senza un vincolo, senza una priorità. Questo è l'articolo 1 ma vedremo che questo segno è poi via via riportato in ognuno degli articoli di questa legge. Aveva ragione l'Assessore all'agricoltura di ritirarsi stressato, perché di fronte a simili cose non si doveva stressare solo il buon Pirarba, ma io credo che alla fine c'è il rischio che ci stressiamo tutti noi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Carusillo. Ne ha facoltà.
CARUSILLO (P.P.I.), relatore di maggioranza. Signor Presidente, colleghi consiglieri, io sono veramente disorientato, ho una grandissima stima del collega Cogodi che so molto attento, arguto, capace di argomentare fino in fondo le sue convinzioni, che spesso condividiamo. Però sono rimasto disorientato nel vederlo argomentare con tanta convinzione una cosa che, mi consenta, onorevole Cogodi, è assolutamente infondata. Il riferimento al fatto che parrebbe questo un provvedimento clientelare. Che voglia dare ulteriori fondi a chi già ne abbia avuto e negarli a quanti non ne hanno avuto è infondato. Mi limito ad usare questo termine per la stima che ho di lei. Intanto i provvedenti che sono stati già esitati lo sono stati in base ad un ordine cronologico, ed è inutile fare forzature demagogiche affermando che hanno avuto il progetto approvato solo quelli che avevano il funzionario dell'Assessorato amico. Bisogna stare attenti a queste affermazioni, per legge si deve seguire rigidamente l'ordine cronologico di presentazione, e, onorevole Cogodi, questo miglioramento non riguarda solo i decreti già emanati ma riguarda anche tutti quelli che verranno emanati e seguendo determinati criteri, non così, senza alcuna limitazione. Il secondo comma dice infatti che detta anticipazione è concedibile per acquisto di mezzi ed attrezzature per il trasporto di prodotti agricoli zootecnici, non a seconda del desiderio del richiedente o di quello che passa in mente al funzionario. L'articolo dice esplicitamente: "finanziabili ai sensi dell'articolo 1 della legge regionale 3 febbraio '81, n. 5". Queste attrezzature, in base a quella legge, sono sempre state erogate, era volontà, se si ragiona con un po' di logica, che anche con questo provvedimento si volesse fare quanto si fa con la legge 44, tant'è che gli ispettorati hanno inserito in diverse di queste pratiche anche queste attrezzature. E' nato un contenzioso con la Corte dei conti che ci ha chiesto, onde evitare diverse interpretazioni, di esplicitare meglio che anche le attrezzature possono essere inserite. Riguarda tutti, nella misura in cui è previsto, per quelle. A me pare, tutto l'intervento relativo a questo aspetto, un castello di sabbia di cui non riesco a capire il significato. Personalmente quindi condivido questo articolo, e invito i colleghi a supportarlo.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 2.
MEREU ORAZIO, Segretario:
Art. 2
Consorzio Vini D.O.C.
1. Al fine di consentire al Consorzio Vini a Denominazione di Origine Controllata di Sardegna di perseguire gli scopi istituzionali fissati dall'articolo 14 della legge 27 dicembre 1977, n. 984, l'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere al medesimo Consorzio, nell'anno finanziario 1993, un contributo straordinario sulla base di un programma di spesa che dovrà essere preventivamente approvato dall'Assessorato dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
2. Con il decreto di concessione ed impegno potrà essere erogata una anticipazione del contributo non superiore al 60 per cento dello stesso, mentre la restante somma dovrà essere liquidata a presentazione ed approvazione dell'apposito rendiconto di spesa.
3. L'onere derivante dal presente articolo è determinato in lire 200.000.000 (cap. 06022).
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
MEREU ORAZIO, Segretario:
Emendamento sostitutivo parziale della Giunta regionale
Art. 2
E' introdotta la seguente sostituzione: comma 1 da "nell'anno finanziario 1993" a "nell'anno finanziario 1994". (3)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Una battuta semplice, semplice. Non c'è bisogno di aspettare gli altri articoli ed emendamenti per dare riprova di un assunto che è stato inizialmente affermato e inutilmente contraddetto dal collega Carusillo. Poi ci sono cose più sostanziose, articolo per articolo, in questa legge. Ma prendiamo l'articolo che segue l'articolo 1, il 2. Questo articolo 2 prevede la concessione di un contributo al Consorzio per i vini D.O.C., per proseguire le finalità istituzionali. Contributo che, si dirà, è poca roba. Si tratta di duecento milioni; per chi distribuisce miliardi, duecento milioni cosa sono? Però, non è che si dà un contributo di duecento milioni al Consorzio vini D.O.C., solo perché la Regione ogni anno ha deciso di dare duecento milioni, senza ragione alcuna, perché non c'è giustificazione alcuna. Si dice "un contributo straordinario di duecento milioni". Cosa vuoi dire? Io comprendo che un Consorzio costituito per svolgere un'attività istituzionale abbia un contributo ordinario e che abbia anche un contributo straordinario se c'è un fatto straordinario: è crollato un palazzo, si sono rotte le bottiglie del vino DOC, è scivolato uno in cantina e gli ha fatto male l'odore dell'alcool. Ma non si può dare un contributo straordinario senza dire perché, cioè prendere duecento milioni e dire "aggiungiamoli". Capirei per i fini istituzionali, ma i fini istituzionali si perseguono con il finanziamento ordinario. Ecco dov'è il segno, la matrice che dicevamo puramente donatoria, clientelare, di questo...
MANNONI (P.S.I.). Dazione.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Dazione nel senso di Di Pietro, se volevi dire quello, nel senso semantico, grammaticale, non nel significato sostanziale. Dicevo, ecco il segno dativo di questo provvedimento che si vede via via in ogni articolo. Questa è l'esplicitazione di un giudizio politico, perché offendersi? Io ringrazio il collega Carusillo, fino a un certo punto, perché al collega Meloni ha dato del falso e a me ha dato dell'infondato, quindi siccome la sua critica è più tenue nei miei confronti lo ringrazio per questo, però mi metto anche dalla parte del collega Meloni e dico che mettendo insieme i due giudizi di falso e di infondato, vedremo poi via via in ogni articolo successivo che di quanto si afferma mi pare che non ci sia nulla di infondato e nulla di falso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Meloni. Ne ha facoltà.
MELONI (P.S.d'Az). Anche la presentazione dell'emendamento che modifica l'anno finanziario rispetto al quale è prevista la concessione del contributo, dal '93 al '94, non consente l'approvazione di questo articolo, per il semplice fatto che, trattandosi di un contributo straordinario che era previsto per il '93 e che prevedeva delle condizioni quale un programma di spesa preventivamente approvato dall'Assessorato e la successiva presentazione dell'apposito rendiconto di spesa, non si può portare al '94 l'attuazione di questo articolo proprio perché, essendo già nel '94 e avendo la norma valenza iniziale rispetto al '93, e prevedendo appunto delle condizioni particolari, quale quella del programma di spesa, se il programma di spesa è stato fatto nel '93, dall'Assessorato ed era tale da giustificare l'erogazione del contributo, non credo che, relativamente a questo programma straordinario che si riferisce al '93, se esso c'è stato, possa farsi una rettifica e dargli valore affinché il contributo possa essere erogato nel '94. Questo è il mio parere, io credo che la norma così approvata, rispetto alle finalità della legge, sia di dubbia legittimità e mi limito a farlo rilevare all'Assemblea e ai colleghi.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento, ha facoltà di parlare l'onorevole Carusillo, relatore.
CARUSILLO (P.P.I.), relatore. La Commissione lo accoglie.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 3.
MEREU ORAZIO, Segretario:
Art. 3
Contributo regionale a favore dei Consorzi di difesa delle produzioni
1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere a favore dei Consorzi di difesa delle produzioni, costituiti e riconosciuti ai sensi della legge 25 maggio 1970, n. 364 e successive modificazioni e integrazioni, un contributo annuo sulle spese di assicurazione e di gestione che tali Consorzi sostengono per la tutela assicurativa delle colture ammesse per gli eventi riconosciuti assicurabili, nonché per quelle relative alle epizoozie, di cui alla legge 14 febbraio 1992, n. 185, determinato con decreto dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, entro il 30 settembre precedente l'anno di riferimento. Il contributo regionale non potrà superare l'80 per cento della spesa annua di assicurazione e di gestione della cassa sociale, accertata in via definitiva sulla base del relativo consuntivo. La misura del predetto contributo sarà opportunamente decurtata del finanziamento eventualmente previsto dalla Amministrazione statale per gli stessi scopi, riferito ai medesimi eventi assicurati.
2. L'erogazione del contributo avverrà dopo l'approvazione dei conti consuntivi dell'anno di competenza effettuata dall'Assessorato dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, dietro presentazione di specifica domandar da parte dei Consorzi di difesa delle produzioni.
3. L'Amministrazione regionale è parimenti autorizzata ad anticipare, a favore dei medesimi consorzi di difesa, il 50 per cento degli importi dei ruoli esattoriali approvati dall'Intendenza di Finanza. Le somme così anticipate saranno recuperate dall'Amministrazione regionale all'atto della erogazione del contributo.
4. In presenza di contratti assicurativi per i quali sia prevista la concessione del contributo pubblico di cui al presente articolo, è esclusa qualsiasi altra forma di contributo regionale a fondo perduto a favore degli operatori agricoli, per danni causati dagli stessi eventi.
5. Le disposizioni di cui ai precedenti commi trovano applicazione a partire dal 1° gennaio 1994 e da tale data è abrogata la legge regionale 23 gennaio 1986, n. 18.
6. L'onere annuo derivante dall'applicazione del presente articolo è valutato in lire 5.000.000.000. Il costo relativo all'esercizio finanziario 1994 farà carico alle disponibilità esistenti sul Fondo di solidarietà regionale in agricoltura di cui alla legge regionale 10 giugno 1972, n. 12 e successive modificazioni ed integrazioni (Cap. 06120).
PRESIDENTE. Poiché nessuno chiede di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 4.
MEREU ORAZIO, Segretario:
Art.4
Interventi su produzioni agricole inquinate
1. Al fine di ridurre i danni derivanti dall'inquinamento industriale non ancora eliminato recati alle produzioni agricole che per tali cause non possono essere destinate al consumo umano diretto, l'Amministrazione regionale è autorizzata ad indennizzare in via straordinaria i produttori i quali le Autorità sanitarie impongano misure ostative della vendita. L'indennizzo è limitato alle produzioni dei Comuni di Carbonia, Portoscuso e di San Giovanni Suergiu ottenute negli anni 1992 e 1993 e conferite agli organismi cooperativi di trasformazione incaricati di eliminare tali prodotti anomali nelle forme ritenute più idonee a salvaguardia delle esigenze ambientali e sanitarie.
3. L'indennizzo è liquidato agli organismi cooperativi detentori dei prodotti inquinati in misura pari al prezzo medio di realizzo di prodotti aventi caratteristiche analoghe, aumentato degli oneri connessi alle operazioni di ritiro, lavorazione e stoccaggio, che vengono valutati forfettariamente nella misura del 3 per cento.
4. L'onere per l'attuazione del presente articolo è valutato in lire 3.500.000.000 e farà carico alle disponibilità esistenti sul Fondo di solidarietà regionale in agricoltura (Cap. 06120).
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
MEREU ORAZIO, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Giunta regionale
Art.4
Dopo l'articolo 4 è inserito il seguente:
Art. 4 bis
Provvidenze per le Cantine Sociali
Al fine di completare l'intervento di cui all'articolo 5, 3° comma della L.R. 24 dicembre 1991, n. 39, a favore delle cantine sociali cooperative danneggiate dalle avversità atmosferiche del 1991, è autorizzata la spesa di lire 500.000.000 che farà carico alle disponibilità del Fondo di Solidarietà regionale in agricoltura (Cap. 06120). (4)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Questo articolo 4, io non dico più degl'altri articoli, alla pari degli altri articoli, porta quel segno regressivo degli interventi denominati "a favore dell'agricoltura", che è il titolo della legge e di cui abbiamo parlato. Con questo articolo si prevede che la Regione metta miliardi, in questo caso, non milioni - mi pare tre miliardi e mezzo - non per impedire che i prodotti agricoli siano avvelenati dagli scarichi industriali ma per pagare il valore dei prodotti avvelenati: "...al fine di ridurre i danni derivanti dall'inquinamento industriale".
(Interruzioni)
Lei si intende di agricoltura. Mi pare che presieda un'associazione agricola. Rappresenta agricoltori, credo di tutta la Sardegna. Vero?
PIRAS (P.P.I.). Della Provincia di Cagliari.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Della provincia di Cagliari. Così mi pareva di aver sentito da qualche parte, quindi sa di cosa si sta parlando. Si sta parlando di 3 miliardi e mezzo da dare in conto della perdita dei prodotti avvelenati dagli scarichi industriali nella zona di Portoscuso ai produttori di Carbonia, Portoscuso e San Giovanni Suergiu. Problema: ma perché spendere miliardi per bruciare i prodotti avvelenati dell'agricoltura e non spendere questi miliardi per intervenire a evitare l'inquinamento? E poi, perché tre comuni della Sardegna? Si dirà che sono i più inquinanti: Portoscuso, Carbonia, San Giovanni Suergiu! Ma, e se ci fosse un agricoltore che ha i suoi terreni, per esempio, a Perdaxius o in un altro comune di quella zona...
(Interruzioni)
Sto parlando, io non credo che a lei non risulti che sono inquinati. Io sto parlando di terreni finitimi; sto parlando di una zona tra Carbonia e Portoscuso, dalla parte dove ci sono le polveri, i fumi, e ogni altra porcheria di cui ben si sa, per cui di recente sono stati condannati i titolari, gli amministratori delegati di quelle fabbriche che licenziano persone che esprimono opinioni in assemblea, che devono fare lo sciopero della fame e quant'altro...
(Interruzioni)
Lei, commendatore, non se la prenda così. Si sta ponendo un problema serio. E' un intervento serio a favore dell'agricoltura pagare i prodotti inquinati e avvelenati o non è un intervento serio per l'agricoltura eliminare, con interventi finanziari, e non solo finanziari ma anche politici, anche giudiziari da pare della Regione, le cause dell'inquinamento dei prodotti agricoli? Oppure, se si decide che in una zona prevale l'interesse industriale, per l'economia, per la socialità, per il benessere di quella zona, se non si può coltivare perché la coltivazione dà prodotti avvelenati, non si coltivi. Capirei più un sostegno pubblico di carattere alternativo perché chi non può più coltivare la vigna coltivi un'altra cosa altrove, ma non mi pare giusto che si continui a coltivare la vigna per produrre uva avvelenata e vino al piombo e che la Regione paghi il prodotto avvelenato, invece di eliminare la causa dell'inquinamento. Questa è l'industria dell'inquinamento, è la catena di Sant'Antonio, è l'imbroglio eretto a sistema. Non è possibile, e non ho detto a caso Perdaxius o altri comuni, perché nessuno ha fatto un'analisi precisa sulla qualità dei prodotti agricoli e dei prodotti zootecnici in quella zona. Ben si sa che quelli agricoli sono piantati a terra e i prodotti zootecnici no; ad esempio il latte va con la pecora, e la pecora si muove, e non credo che l'aria inquinata passi per il confine esatto di due comuni di due terreni che ricadono nella circoscrizione di Carbonia o di Perdaxius. Quindi, ecco 3 miliardi e mezzo che non sono per l'agricoltura. C'è dell'altro in questo articolo. Questi prodotti vengono pagati in quanto sono ritirati dalle cooperative. E se non fossero ritirati dalle cooperative e se un agricoltore non avesse una cooperativa? E' obbligato ad avere per forza una cooperativa? Il danno al suo prodotto non l'avrebbe lo stesso? Questo è un risarcimento al produttore o all'organizzazione che ritira il prodotto? E chi fa l'analisi dei prodotti inquinati? Perché qui è scritto pure che si da un 3 per cento alla cooperativa per gli oneri connessi al ritiro, lavorazione e stoccaggio. Ma se sono avvelenati che cosa si deve lavorare? Che cosa si deve stoccare? I prodotti avvelenati si distruggono. Quindi dice che vanno lavorati e stoccati e si dà un 3 per cento di questi 3 miliardi ai soli organismi cooperativi in quanto ritirino i prodotti. E l'agricoltore che non ha una cooperativa che ritiri il prodotto cosa deve fare? Deve morire o mangiare i frutti avvelenati! E perché si deve pagare anche la lavorazione e la conservazione di un prodotto inquinato? Lo si distrugge e si paga l'onore di distruzione. O è inquinato in parte per cui si può, come dire, anche lavare un pochino e poi vendere dopo un po' di tempo, al mercato all'ingrosso, questo frutto avvelenato? Si può anche un po' disinquinare? Non si capisce! Miliardi, sotto il titolo "sostegno all'agricoltura", in realtà, in qualche modo, incentivano l'avvelenamento, perché non si pone il problema di intervenire alla fonte ma si alimenta invece la catena, il business dell'inquinamento, intervenendo a valle, pagando e tacitando un poco la protesta popolare. Tu vignaiolo, se hai la vigna inquinata, tu pastore, se il latte non è commerciabile, non protestare più di tanto, la Regione ti paga il danno e anche il reato che un altro ha commesso. Ecco il senso di questo articolo. E' prevista una spesa di 3 miliardi e mezzo, poi non basteranno, ci sarà una variazione di bilancio, diventeranno anche 7, solo per un intervento e per una zona così limitata per cui non si può certamente parlare di equità sul piano sociale e territoriale. Il collega Piras, che è rappresentante di un'associazione provinciale di categoria, dovrebbe porsi questo problema, ma si pone solo il problema di interrompere e dire che non è così. Vedremo se, in realtà, avrà argomenti da esporre per convincere che questi miliardi non sono miliardi buttati al vento, anzi, peggio, sono solo miliardi che davvero fanno da incentivo a un sistema, questo sì malato e inquinato, di produrre non solo in agricoltura e in zootecnia e in alcune aree, ma anche a un sistema inquinato di produrre leggi in situazioni come questa, in questo Consiglio regionale.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Meloni. Ne ha facoltà.
MELONI (P.S. d'Az.). Signor Presidente, anche questo articolo che ha destato particolare discussione e perplessità nella Commissione anche perché, non vorrei qua essere smentito...
(Interruzioni)
Anche perché il coordinatore generale dei servizi, venuto in Commissione e sollecitato a dare spiegazioni…
(Interruzioni)
Chiedo scusa però vedere davanti persone che parlano mi dà fastidio...
PRESIDENTE. Onorevole Meloni, c'è un silenzio tombale. Forse le dava fastidio il collega davanti ma non mi pare che si sia chiasso.
MELONI (P.S.d'Az). Sono nervoso probabilmente, chiedo scusa. Dicevo che il coordinatore generale dei servizi, venuto in Commissione per dare spiegazioni su questo articolo, ha detto candidamente: "si tratta del famoso vino al piombo per il quale non possiamo più dare contributi perché la CEE ce lo vieta". La CEE ce lo vieta, tanto che nel bilancio scorso il solito contributo che veniva dato per questa motivazione non è stato previsto, per un divieto specifico contenuto in una direttiva della CEE. Morale della favola: questo significa che si sta usando una formulazione per evadere una direttiva della CEE, per utilizzare il danaro pubblico in maniera difforme, sottraendosi a quelle che sono le indicazioni e le prescrizioni che devono essere osservate. Qua si sta violando la legge sapendo di violarla e io voglio ancora una volta richiamare la responsabilità dell'Assemblea e dei colleghi sul fatto che, con questa legge, si stanno introducendo delle norme assolutamente illegittime, inammissibili, affinché riflettano bene. Voglio ricordare anche, relativamente a questo articolo che, alcuni mesi quando le Unità Sanitarie Locali hanno rilevato l'inquinamento di questi prodotti, talune associazioni ambientaliste hanno fatto pubblica denuncia di quanto avveniva, quindi il fatto del quale ci stiamo occupando è conosciuto da tutti noi e dall'opinione pubblica. La formulazione dell'articolo pone altri problemi. Primo: si parla di un indennizzo in via straordinaria ma tutti sappiamo che questo è un indennizzo che è normalmente previsto nella nostra legge finanziaria, anno per anno, cioè non c'è una legge sull'agricoltura che consenta di intervenire in questo settore e di anno in anno si vuol far passare per indennizzo straordinario un contributo che invece ha tutti gli aspetti della regolarità, della ordinarietà, della ripetitività. Questo intervento non ha il carattere della straordinarietà, come si sostiene, ma quello della normalità. Secondo problema: si dà un contributo per eliminare le produzioni inquinate che vengono conferite alle cooperative per sottrarle al consumo provato. Sappiamo tutti - lo rilevava l'onorevole Cogodi - che nessuno obbliga i produttori a conferire i prodotti alle cooperative, per cui può succedere, e succede indubbiamente, che i singoli produttori, ai quali non viene dato l'ordine della distruzione dei prodotti, che si sottraggono alle disposizioni dell'Unità Sanitaria Locale, possono continuare a produrre e a immettere sul mercato vino al piombo. Non è la prima volta che abbiamo discusso di questo problema, e ogni anno si dice: "Questa è l'ultima volta". Con tutti i miliardi che stiamo regalando per produrre delle cose invendibili, avremmo potuto fare ben altro tipo di interventi per procedere ad estirpare questi vigneti che producono regolarmente solo vino inquinato e per creare altre possibilità di intervento e di sviluppo. Queste sono cose che noi tutti sappiamo.
Allora, a parte l'ultima considerazione, e quelle relative all'intervento di altri provvedimenti di carattere assistenziale con l'emendamento 4 - altri 450 milioni erogati così - io credo che anche il comma terzo che prevede una valutazione forfettaria non sia neppur esso né legittimamente sostenibile, né legittimamente approvabile. Per concludere, queste perplessità, sulle quali si vuole impunemente passare senza riflessione e che sono il frutto di precedenti dibattiti e di preoccupazioni serie espresse da diverse fonti e già sollevate in Commissione, dovrebbero far riflettere l'Assessore e l'Assemblea sull'opportunità di evitare - con la consapevolezza che questo che si sta facendo - di violare delle precise direttive e prescrizioni di legge, quali sono quelle che pure sono vincolanti per l'Amministrazione regionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cuccu. Ne ha facoltà.
CUCCU (P.D.S.). Signor Presidente, colleghi consiglieri, è questa dell'articolo 4 un'annosa questione che riguarda centinaia di famiglie e di produttori agricoli della zona del Sulcis - Iglesiente, in particolare di alcune zone dei Comuni che sono citati nell'articolo stesso, che riguarda la sopravvivenza di queste famiglie, che riguarda la possibilità che queste famiglie possano continuare a produrre reddito. Si tratta di un'annosa questione che purtroppo la Regione non ha mai affrontato alla radice, derivante dalle responsabilità gravi di inquinamento da piombo della Nuova Samim di Portovesme, che invia il velenoso metallo nei dintorni dell'azienda, ma si tratta, lo ribadisco, di un problema che la Regione purtroppo non ha mai voluto affrontare radicalmente. Oggi però, io credo, al punto in cui è giunta la situazione, con la Comunità europea che ormai recalcitra a cosentine che vengano dati contributi, con la possibilità che si determinino, così come si stanno determinando da un lato atteggiamenti antiindustriali da parte delle popolazioni interessate, dall'altro atteggiamenti antiagricoltori da parte dei lavoratori delle industrie interessate, con la possibilità che si creino condizioni di difficile convivenza è necessario andare al fondo del problema e affrontarlo in maniera radicale. Come si sa, la zona di Portovesme è stata dichiarata zona ad elevato rischio di crisi ambientale, con un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, e nei prossimi giorni si dovrebbe andare alla definizione del piano di disinquinamento, che dovrebbe consentire di guardare in maniera più rassicurante al futuro delle produzioni agricole. Tuttavia, oggi non possiamo dire che questi danari non debbano essere dati, perché non possiamo gettare nella miseria centinaia di famiglie di agricoltori, perché di questo si tratta.
Io credo che questo articolo debba essere approvato, naturalmente con una riflessione che tutto il Consiglio, e la Giunta regionale in particolare, debbono fare. Innanzitutto va verificato se davvero le condizioni di inquinamento permangono, come è scritto in questo articolo, perché da quello che mi consta le ordinanze delle Unità Sanitarie Locali e dei sindaci dei Comuni interessati sono state emanate sulla base di una circolare emanata a sua volta dall'Assessorato della sanità che si basava però su una relazione di parecchi anni fa. Nel frattempo, io non dico che la Nuova Samim di Portovesme sia divenuta un salotto, tutt'altro, tuttavia moltissimi interventi di miglioramento ambientale sono stati effettuati in quell'azienda, per cui è possibile che la zona inquinata si possa essere drasticamente ridotta. Prima di tutto va accertato questo e sulla base di questo accertamento, va verificato se sia possibile oggi e per il futuro continuare in quelle aree strettamente delimitate...
(Interruzioni)
Attenzione a non fare di ogni erba un fascio, perché rischiamo di incriminare le produzioni agricole di una intera zona - e così non è - e perché poi, per traslazione si potrebbe arrivare a dire che tutti i prodotti della Sardegna sono inquinati. Sulla base di questi dati, che vanno rigorosamente accertati dalla Regione Sardegna insieme alla Provincia che, evidentemente, ha anch'essa qualche responsabilità, va fatto un intervento rigoroso ma consensuale, perché non vorremmo davvero che si ponessero in atto le azioni calate dall'alto senza nessuna consultazione delle popolazioni interessate, in particolare degli operatori agricoli interessati, tale da rischiare di suscitare delle vere e proprie rivolte, delle vere e proprie jacquerie in una zona che ha bisogno di ben altro, ha bisogno del consenso complessivo delle popolazioni. Io quindi chiedo formalmente all'Assessore dell'agricoltura che si faccia parte attiva perché si vada rapidamente ad un incontro tra la Regione, gli agricoltori e i sindaci dei comuni interessati nonché l'Unità Sanitaria Locale, perché si definisca rapidamente se l'inquinamento permane e permane nelle condizioni in cui è stato accertato e, sulla base di questo, si proceda anche a definire eventualmente un piano di riconversione colturale che preservi però le possibilità di reddito degli operatori, perché non possiamo mandare nessuno sul lastrico.
(Interruzioni)
Scusa, volevo soggiungere che questa azione da parte della Giunta regionale è tanto più urgente perché le cantine sociali, che fino a questo momento si sono fatte carico, sulla base delle indicazioni della Giunta regionale, di procedere alla distillazione e comunque all'acquisizione dei prodotti inquinati che non possono essere venduti in nessuna maniera né sotto forma di frutto, né sotto forma di vini...
(Interruzioni)
Non possono essere venduti, possono essere tutt'al più autoconsumati, con i rischi connessi evidentemente. Le cantine sociali, dicevo, hanno già diramato una circolare, attraverso la quale si dicono indisponibili, per il prossimo anno, ad acquisire qualunque quantità di prodotto, il che vuoi dire che, se non facciamo presto, l'anno prossimo ci troveremo con centinaia di agricoltori nella condizione di non poter avere un reddito. E bisogna fare presto, perché le vigne - mi insegna chi se ne intende - si lavorano adesso e non possiamo consentire che si spendano, da parte di questi operatori, danari che poi saranno buttati al vento perché le cantine non acquisiranno il prodotto e perché non sarà un prodotto vendibile.
Io credo che dobbiamo fare questo rapidamente, facendo ammenda del fatto che, per troppi anni, la Regione ma anche l'associazione degli agricoltori - deve essere ben chiaro questo - si sono adagiate troppo spesso - io dico anche a lei, onorevole Piras - si sono adagiate troppo spesso...
(Interruzioni)
C'è una responsabilità anche delle associazioni agricole che, attraverso certi principi del foro, noti alla stampa, negli ultimi mesi, sono riuscite per esempio, ad ottenere rimborsi piuttosto congrui da parte delle aziende e questo ha fatto intravedere un futuro d'oro. Ora questo non è più consentito. Bisogna por fine a questa situazione. Io sono del tutto d'accordo con questa impostazione, però bisogna che la Regione se ne faccia carico immediatamente. Entro la settimana prossima, questi agricoltori devono sapere se devono continuare a potare le loro vigne o se invece devono porsi nell'ottica dell'espianto, sapendo che cosa eventualmente la Regione farà per consentire la riconversione culturale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Baghino. Ne ha facoltà.
BAGHINO (P.P.I.). Presidente, consiglieri, brevissimamente per dire che concordo pienamente con l'intervento che ha fatto il collega Cogodi, noto capo dei barbari. Ha ragione. Chi può esser contrario alla tesi che ha sostenuto Cogodi che bisogna eliminare le cause dell'inquinamento? Mi fa meraviglia che il collega Cuccu dica che la situazione è cambiata.
CUCCU (P.D.S.). Non ho detto questo, bisogna verificare.
BAGHINO (P.P.I.). Bisogna verificare! Sono stati stanziati centinaia di miliardi per gli studi e per il disinquinamento della zona. Ci mancherebbe altro che l'anno venturo in Consiglio vi troviate a dover discutere se dare ancora altri tre, quatto, cinque miliardi. Sono state spese nella zona per il disinquinamento, centinaia di miliardi e il collega Cuccu lo sa benissimo.
CUCCU (P.D.S.). Ancora sono da spendere.
BAGHINO (P.P.I.). Come studi sono stati spesi. Io mi auguro che alcuni colleghi questo discorso lo facciano anche esaminando il decreto che il Governo Ciampi ha approvato negli ultimi giorni sulla gassificazione del carbone che questi stessi discorsi sulla salvaguardia dell'ambiente, che io ho sentito oggi vengano fatti anche in quella occasione.
(Interruzioni)
Sono un attento osservatore delle posizioni che si assumono in campagna elettorale, che spesso rasentano la demagogia.
Io condivido certamente le osservazioni fatte, però, questo provvedimento è da approvare, in quanto le cantine sociali e alcuni operatori privati sono stati obbligati, da un decreto dell'Assessore della sanità, quindi si sono trovati a dover operare in una situazione di estremo disagio, su input dell'Amministrazione regionale e adesso noi...
(Interruzioni)
Si domandava giustamente perché è nato questo decreto. E' clientelismo? Certo, ha ragione Cogodi quando dice che dobbiamo eliminare le cause. Invece, su queste cause, si sono inseriti gli affaristi e meno male che l'ENEL ha resistito al ricatto di pagare quatto miliardi e mezzo...
(Interruzioni)
Parlo con cognizione di causa, dato che io sono intervenuto presso l'attuale capo compartimento dell'ENEL affinché non si prestasse ai ricatti.
(Interruzioni)
Esistono studi di professoroni che dimostravano l'inquinamento prodotto dell'ENEL nella zona del Sulcis e che sono stati addotti come motivo per quattro miliardi e mezzo di risarcimenti. Degli studi stupendi! Solo che vi sono stati taluni che andavano dagli agricoltori, per indurli a chiedere tre, quattrocento, settecento mila lire poi quando le aziende concedevano qualcosa si creava, tottu unu giru, incredibile, sulla pelle...
(Interruzioni)
Quindi, mentre condivido pienamente la necessità di questo intervento, ritengo che dobbiamo stare attenti perché l'input parte da noi classe dirigente. Ebbene, adesso non si può non risarcire ciò che hanno dovuto pagare gli associati, che non c'entravano nulla. Mi riferisco alla cantina sociale di S. Antioco, che non è politicamente vicina a me. Perché devono pagare i soci quando la Regione li ha obbligati a creare ad hoc...
(Interruzioni)
Ho specificato che politicamente non è vicina a me perché esistono delle associazioni che sono vicine anche ideologicamente a questo e a quel partito e non mi scandalizza. Notoriamente la cantina sociale di S. Antioco è vicina ad altre posizioni ideologiche. Quindi il mio intervento non nasconde secondi fini.
PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE SERRI
(Segue BAGHINO.) Oggi stiamo risarcendo soprattutto i soci agricoltori di una cantina sociale che altrimenti dovrebbero pagare loro l'onere perché la cantina non paga. Non le danno i soldi e non paga, e il tutto perché la USL, che non è vicina ideologicamente...
(Interruzioni)
Se non sbaglio è retta da un ex segretario del P.S.I. di Sant'Antioco, una persona validissima, che questa Giunta ha scelto perché persona stupenda, capace, però era sino all'altro giorno segretario del P.S.I. Il Presidente deve averlo dimenticato, perché il Presidente queste cose non le fa.
(Interruzioni)
E' stato nominato amministratore straordinario della USL. Non si mettevano d'accordo, c'erano guerre, volevano questo e quest'altro... E' stata la Giunta...
(Interruzioni)
Anche questa Giunta non ne fa...
(Interruzioni)
Vedi Ente Minerario sardo. Per carità, chi l'ha detto che la Giunta procede a nominare... No, è una Giunta tecnica, una Giunta che sta dimostrando la sua validità, la sua capacità.
Pubusa e Pier Sandro Scano insegnano, perché sono un po' critici nei confronti della Giunta. Io dico che non la condivido per niente, però oggi non possiamo dire che se ne deve andare, come dite voi, ponendo addirittura dei paletti, se non si supera lo scoglio delle riforme. Questo Consiglio ha dato dimostrazione, anche troppo, di...
PUBUSA (Rinascita e Sardismo). Di pazienza.
BAGHINO (P.P.I.). Non pazienza! Ha dato dimostrazione di aver riformato anche troppo, solo che voi due la sapete lunga e siete bravi nel presentare le cose da un punto di vista politico. Siete la parte avanzata di un certo schieramento, siete i puri. Le presentate bene, con argomentazioni valide, però dovreste convincere il vostro capogruppo Dadea, quando voi dite una cosa qui, a stare zitto perché altrimenti lui vi bastona quando è all'esterno. Tutte queste cose agli attenti osservatori, come il sottoscritto, piacciono però io ve le porto in piazza. Capisco anche quali sono le manovre politiche che si nascondono dietro queste cose. C'è gente che non dorme perché aveva fatto dei calcoli per guidare coalizioni e adesso questi due ragazzacci stanno scombinando i disegni.
(Interruzioni)
Tu, Cogodi, comunque, all'ala sinistra la spallata gliela dai. Non è merito tuo ma il signore un po' di intelligenza te l'ha data, come a tutti noi, e certamente non sei tenero e se puoi, per impedire che le cose vadano lisce, il giochino glielo fai. Però questa è politica e la politica è bella quando è pulita e trasparente, come la stanno facendo alcuni personaggi di un certo schieramento, quando portano avanti alcuni princìpi che fanno onore alla classe politica. Non è una critica. Questi sono giochi politici. Le altre cose squallide che condannano una classe politica sono da biasimare, non questi giochi politici che onorano la democrazia e la politica, la esaltano. Prego?
(Interruzioni)
Pubusa, Pier Sandro Scano, il capo dei barbari Cogodi.
(Interruzioni)
Stavo parlando dei giochi che stanno avvenendo e dicevo che sono dei ragazzacci nel senso che qualcuno aveva un disegno strano. Qualcuno è legato a me da amicizia ma...
COGODI (Rinascita e Sardismo). Stiamo discutendo del vino avvelenato.
BAGHINO (P.P.I.). Il vino avvelenato. Voglio dire che è un ordine che noi abbiamo dato, Luigi, e se abbiamo sbagliato non possiamo far pagare agli agricoltori. Mentre condivido la tua opinione, sono favorevole all'intervento perché su quella indicazione io credo che la USL si sia comportata di conseguenza, e che la cantina sociale che ha lavorato il prodotto debba essere risarcita.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA ADALBERTO (P.P.I.). Presidente, molto brevemente, vedo che i colleghi hanno fatto molta dietrologia su questo benedetto articolo 4. Qualcuno non avrebbe indugiato a suggerire interventi a favore dell'avvelenamento in questo articolo. Non mi pare che la ratio sia questa. In effetti il mondo agricolo paga un prezzo duro al mondo industriale, che certamente comporta un inquinamento, le cui cause non sono state ancora eliminate. E siccome non sussiste una riconversione agricola che abbia indotto gli agricoltori del luogo ad operare diversamente, né ci sono alternative concrete, né credo che la politica degli espianti di memoria CEE possa risolvere qualcosa, perché c'è gente che specula e che ha avuto fiumi di danari da questa politica degli espianti e oggi si sta correndo ai ripari per reimpiantare dove prima si sono dati soldi per impiantare e poi per espiantare e poi ancora per reimpiantare, io credo che bisognerà approfondire tutta questa problematica. In questo caso la USL 17 in effetti ha delimitato un territorio per motivi sanitari, identificando i comuni che ricevono certamente un danno enorme da questo inquinamento atmosferico, perché non potendo vendere il prodotto lo devono conferire alle cooperative che devono avere un giusto indennizzo. Credo che il problema sia di facile comprensione e tutti quei giochetti che sono stati portati avanti con motivazioni infondate, non corrette, io credo che non facciano onore a quest'Aula. Quanto poi all'emendamento aggiuntivo, onorevole Meloni, con esso si rimedia ad una svista di carattere burocratico avvenuta in un comune dove non si dichiarò la calamità naturale, penalizzando così una intera comunità e 600 persone che conferivano il prodotto a una determinata cooperativa. A seguito di avversità atmosferiche questa comunità ha certamente subito un danno che ha messo in ginocchio l'economia, mentre nel resto della regione si è intervenuti con sovvenzioni. Per questa ragione io credo che questo emendamento sia giusto.
Spero però che questo sia l'ultimo provvedimento che si ispira a questa filosofia e che si vada verso forme di intervento che creino veramente imprenditorialità agricola, incoraggiando anche i giovani a correre i rischi connessi a questa attività. I contributi, se non in casi del tutto eccezionali, debbono sparire per lasciare il posto a mutui, magari a tasso agevolato, che l'imprenditore agricolo sappia di dover rendere, sentendosi quindi incentivato a produrre. Io spero quindi che questo provvedimento sia l'ultimo di questo tipo ma lo ritengo ora non solo giusto ma doveroso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Carusillo. Ne ha facoltà.
CARUSILLO (P.P.I.). Assicuro, e non è ipocrisia, che non voglio aprire un contenzioso col collega Meloni al quale esprimo formalmente stima. Chiedo anche scusa se, poc'anzi, a quella che a me era parsa una benevola provocazione ho risposto non esattamente come avrebbe fatto un gentleman.Però devo dire, con molta determinazione, che francamente non ricordavo, e ho chiesto conferma a tutti i componenti della Commissione agricola presenti in Aula che hanno confermato i miei ricordi. Nessuno ricordava quanto affermato dall'onorevole Meloni secondo il quale il funzionario che avrebbe illustrato questo articolo avrebbe detto che in esso si configurava una, non ho capito se certa o ipotetica, truffa nei confronti della CEE. Quel funzionario sarebbe da fucilare, anche perché invito entrando nel merito...
(Interruzioni)
Consigliere Meloni se vuole le ritiro le espressioni di stima...
BARRANU (P.D.S.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Rimangono a verbale se le avete dette.
CARUSILLO (P.P.I.). Volevo dire, signor Presidente, che sono illazioni che sono, ancora una volta, campate per aria e invito chi le ha fatte a leggersi l'articolo così come formulato. Nell'ultima parte del primo comma dice "l'amministrazione regionale è autorizzata a indennizzare, in via straordinaria, i produttori ai quali le autorità sanitarie impongano misure ostative alla vendita". Il che significa non che si danno questi contributi senza nessuna valutazione o a tutti indiscriminatamente. C'è stato un provvedimento sanitario e, per la CEE, non è concorrenza sleale la concessione di un contributo per contemperare e conseguenze negative dell'inquinamento. C'è stata una determinazione della USL, in funzione della quale è stata vietata la vendita dei vini prodotti in queste zone. Noi abbiamo predisposto un articolato, attraverso il quale, di fronte ad analoghi provvedimenti ostativi delle vendite da parte delle autorità sanitarie se, quando, dove e nei confronti di chi questi dovessero essere emanati, questi ultimi possono avere la contribuzione. Ci siamo anche posti, questo lo ricordo, in Commissione il problema della continuatività di questi interventi. Ci siamo posti il problema che non diventi un'evenienza eccezionale eterna. L'Assessore competente ha preso l'impegno, a nome della Giunta, che nella predisposizione del piano di disinquinamento per il risanamento del territorio del Sulcis Iglesiente, di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 aprile 1993, se i territori indicati sono in tempi brevissimi risanabili inseriti negli interventi che saranno previsti da questo piano di disinquinamento, altrimenti si utilizzerà una parte dei fondi previsti per l'espianto dei vigneti che insistono nei terreni che, allo stato attuale, sono risultati essere inquinati. Quindi io direi che non è un provvedimento clientelare. Non necessariamente debbono spendersi 3 miliardi e mezzo, si spenderanno soltanto di fronte a provvedimenti sanitari specifici che riguarderanno le singole zone. E' anche prevista, a tempi brevissimi, la fine di questo intervento, con il risanamento che può anche essere già attuato oppure con l'espianto dei vigneti.
Io mi premetto di integrare il suggerimento del collega Cuccu all'Assessore dell'agricoltura perché l'intervento, che deve essere fatto anche a mio avviso con la massima urgenza, sia fatto di concerto con l'Assessore della sanità in modo che da questi abbia dati certi sull'inquinamento dei territori - se non risultano attualmente inquinati decade il presupposto del finanziamento - e sull'entità dell'inquinamento stesso in modo che l'Assessore dell'ambiente, con il quale di concerto pure suggerirei che lei abbia da operare con assoluta urgenza abbia da decidere nella definizione di questo piano se intervenire per il disinquinamento di quella zona oppure per l'espianto di questi vigneti, in entrambe le ipotesi io credo che con quest'ultimo provvedimento avrà fine l'iniziativa di cui stiamo parlando e per la quale per quanto attiene il provvedimento specifico invito il consiglio a votare favorevolmente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (P.P.I.). Io non sarei intervenuto se non fossi meravigliato della quantità degli interventi su questo argomento. Evidentemente, c'è molta disattenzione e una scarsissima conoscenza dei lavori fatti in tutti questi anni. Io voglio ricordare a me stesso ed evidentemente anche a chi è stato eccessivamente distratto, che molti anni fa le celle elettrolitiche dell'allora ALSAR - probabilmente mi ha preceduto nel suo intervento il collega Cuccu, che conosce certamente il problema quanto me e forse meglio di me - non avevano i filtri e di conseguenza si è verificato un inquinamento molto serio in quella zona; un inquinamento che ha portato in un primo tempo a forme di risarcimento, perché gli animali morivano e i vigneti praticamente non potevano produrre. Successivamente una serie di analisi hanno giustificato l'adozione di provvedimenti formali da parte della magistratura e di ripetuti provvedimenti dell'Assessore della sanità di concerto con l'Assessore dell'agricoltura, i quali, dopo un attento esame della situazione, sono intervenuti di anno in anno. Dopo la fase iniziale dei risarcimenti da parte delle industrie, ora viene annualmente confermato un divieto di vinificare. Poiché queste analisi sono state effettuate in tutto il territorio, si è arrivati dopo una serie di esami sulle colture, a stabilire che le zone interessate da questo problema, derivante dall'emissione di sostanze nocive da parte di altri insediamenti per esempio le centrali dell'ENEL, ricomprese in determinati comuni e non in altri: in queste zone praticamente veniva vietata la vinificazione. In conseguenza di questo, da anni, viene sancito con un provvedimento e viene dato a coloro i quali versano il prodotto alla cantina sociale, che non vinifica ovviamente, un contributo. Non riesco a capire - ed ecco perché sono intervenuto - che cosa ci sia oggi di diverso rispetto al passato. Il problema lo conoscono tutti, è stato verificato attraverso indagine ed analisi e riconosciuto da tutti, anche attraverso sentenze. Voler discutere di questo problema evidentemente significa voler distorcere la verità. Si può essere contrari, lo si poteva essere ieri, si può esserlo oggi e forse domani. Però il problema c'era ieri e c'è oggi. Abbiamo già espresso il nostro voto in altre circostanze sullo stanziamento di queste risorse finanziarie. Non entro nel merito dell'entità ma ribadisco che sono state date costantemente. Non stiamo facendo nulla di più né nulla di nuovo, stiamo soltanto parlando di un problema vecchio, conosciuto, verificato. Tutt'al più ci sarebbero da fare altre valutazioni e accelerare le procedure per il risanamento della zona in modo da evitare l'inquinamento e consentire quindi la vinificazione. Fino a quando non si farà questo, ci troveremo di fronte a un problema vecchio che evidentemente taluni vogliono far apparire come sconosciuto o nuovo, ma così non è. Pertanto io sono favorevole a questo provvedimento che di fatto ha sempre visto favorevole questa Assemblea o perlomeno gli Assessori e le Giunte regionali che si sono succedute in tutti questi anni.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 4. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 5.
MEREU ORAZIO, Segretario:
Art. 5
Riduzione costi ESAF erogazione acqua uso irriguo
1. In conseguenza dell'economia dello stanziamento di lire 160.000.000 verificatasi al 31 dicembre 1992, al fine dell'attuazione dell'intervento previsto dall'articolo 12 della legge regionale 5 novembre 1992, n. 20, in favore dei comuni che hanno erogato acqua per uso potabile, utilizzata per l'eccezionale siccità per irrigazione di soccorso delle aziende agricole, è riautorizzata, nell'anno 1993, per pari importo, la relativa spesa (Cap. 06341).
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
MEREU ORAZIO, Segretario:
Emendamento sostitutivo parziale Giunta regionale
E' introdotta la seguente sostituzione: da "nell'anno 1993" a "nell'anno 1994". (5)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento, ha facoltà di parlare l'onorevole Carusillo, relatore.
CARUSILLO (P.P.I.), relatore. La Commissione lo accoglie.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 5. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 5. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 6.
MEREU ORAZIO, Segretario:
Art.6
Contributo straordinario al Consorzio Bonifica Cixerri
1. L'amministrazione regionale è autorizzata ad erogare nell'anno finanziario 1993 la somma di lire 450.000.000 in favore del Consorzio Bonifica del Cixerri per l'abbattimento parziale dei costi di esercizio derivanti dalla mancata erogazione dell'acqua irrigua e per gli studi di natura idrogeologica relativi all'accertamento delle cause che hanno determinato il prosciugamento del bacino di Punta Gennarta (Cap. 06253 N.I.).
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
MEREU ORAZIO, Segretario:
Emendamento sostitutivo parziale Giunta re-gionale
E' introdotta la seguente sostituzione: da "nell'anno finanziario 1993" a "nell'anno finanziario 1994". (6)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento numero 6. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 6. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 7.
MEREU ORAZIO, Segretario:
Art.7
Rimborsi al consorzio Bonifica Sardegna Meridionale
1. L'amministrazione regionale è autorizzata ad erogare nell'anno finanziario 1993 al Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale la somma di lire 170.000.000 a titolo di rimborso per le spese sostenute nell'anno 1992 per compensi relativi al personale distaccato presso l'Ufficio speciale istituito ai termini dell'articolo 2 della legge regionale 7 giugno 1984, n. 29 (Cap. 06011/03).
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
MEREU ORAZIO, Segretario:
Emendamento sostitutivo parziale Giunta regionale
E' introdotta la seguente sostituzione: da "nell'anno finanziario 1993" a "nell'anno finanziario 1994". (7)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento, lo pongo in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 7. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 8.
MEREU ORAZIO, Segretario:
Art.8
Rimborsi all'EAF
1. L'amministrazione regionale è autorizzata ad erogare nell'anno finanziario 1993 all'Ente Autonomo del Flumendosa un contributo straordinario di lire 14.000.000.000 a tacitazione di ogni pretesa nei confronti del Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale, per capitale ed interessi, relativamente al periodo 1983/1993, e per la definizione di ogni pendenza tra i due Enti, in ordine agli oneri per la gestione delle opere ad uso promiscuo e irriguo del sistema Campidano/Flumendosa (Cap. 06254).
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
MEREU ORAZIO, Segretario:
Emendamento sostitutivo parziale Giunta regionale
E' introdotta la seguente sostituzione: da "nell'anno finanziario 1993" a " nell'anno finanziario 1994". (8)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Meloni. Ne ha facoltà.
MELONI (P.S.d'Az). Preliminarmente, Presidente, vorrei capire se il Segretario ha letto 14 miliardi o 20 miliardi.
MEREU ORAZIO, Segretario. Chiedo scusa, quattordici miliardi, ho sbagliato io.
MELONI (P.S.d'Az). Signor Presidente, colleghi, dopo avere, negli articoli che precedono, introdotto una serie di elemosine, di piccoli contributi straordinari ad altri Consorzi, l'Amministrazione regionale, generosa, prende dal proprio bilancio la modesta somma di 14 miliardi e decide di erogarli all'EAF, Ente Autonomo del Flumendosa, ente strumentale della Regione, a tacitazione di ogni pretesa nei confronti del Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale, per capitale ed interessi relativamente al periodo 1983 - 1993. Dice l'articolo: "per la definizione di ogni pendenza tra i due enti, in ordine agli oneri per la gestione delle opere ad uso promiscuo ed irriguo del sistema Campidano - Flumendosa". La finalità quindi è la definizione di ogni pendenza tra i due enti. Questo è il resto della Commissione. Nel testo a fronte, che è quello proposto dalla Giunta, il contributo straordinario non è di 14 miliardi, bensì di 20 miliardi. Questo significa, in parole povere - e tornerò sulla legittimità di questa norma - che la Giunta, che è a conoscenza degli atti, che assume impegni, che fa la proposta, sa che, per definire ogni pendenza tra i due enti, occorrono 20 miliardi. Cifre inferiori non consentono la definizione delle pendenze tra i due enti. La Commissione, che non ha nessun elemento, che non è in possesso degli atti relativi alla controversia tra l'EAF e il Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale, decide a maggioranza che, per la definizione di ogni pendenza, non sono più necessari 20 miliardi, ma sono sufficienti 14 miliardi. Cioè noi Consiglio, noi Commissione, stiamo stabilendo, si badi bene - io poi chiederò all'Assessore conferma sulla veridicità di questo calcolo - che non più con 20 miliardi, come proponeva la Giunta, bensì con 14 miliardi si definisce ogni pendenza tra i due enti. Questo è ciò che noi stiamo legiferando. Se però non fossero sufficienti i 14 miliardi, significherebbe che stiamo facendo una legge che non raggiunge l'obiettivo. Oppure dovremmo concludere che la Giunta intendeva fare un regalo di 6 miliardi o all'EAF o al Consorzio. Se bastano 14 miliardi per definire ogni pendenza e la Giunta ne propone 20, dovete dirmi a che cosa servono i 6 miliardi. Io non credo che questa norma, come alcune delle altre norme che abbiamo esaminato, possa passare inosservata e possa avere il voto favorevole del Consiglio, senza che ci sia davvero un'assunzione di responsabilità nell'approvarla. Qui non si gioca, non stiamo parlando di dieci milioni, non stiamo parlando di quattro soldi; stiamo introducendo un contributo straordinario di 20 o di 14 miliardi. Io ho cercato di capire perché viene introdotta una spesa del genere nel bilancio regionale e mi chiedo con quale coscienza, con quale senso di responsabilità ciascun consigliere possa votare a favore di questa legge così contraddittoria. Io sono del parere che tutto questo che stiamo facendo è illegittimo; lo dico e lo ripeto, e credo che su questo argomento avremo modo di tornare. Ho avuto modo di dare un rapida consultazione agli atti che dovrebbero giustificare questo intervento straordinario della Regione. Il fine è praticamente quello di evitare che gli utenti di questo Consorzio paghino cifre notevoli per il consumo dell'acqua. Le quote si feriscono al periodo dal 1976 al 1993 e, maggiorate negli interessi, raggiungono la considerevole cifra di 31 miliardi, a fronte dei quali c'è stato un pagamento di dieci miliardi con un residuo di 21 miliardi. Questa controversia tra l'Ente Autonomo del Flumendosa, cioè l'EAF, nel frattempo divenuto ente strumentale della regione, ed il Consorzio ha determinato una causa in Tribunale, tuttora in corso, nella quale uno dei due enti è rappresentato dall'avvocatura dello Stato. E' una causa finalizzata ad accertare, in primo luogo, se il debito sussiste e in secondo luogo il suo importo e, se è dovuto, da chi è dovuto. Ma se dal 1976 c'è questo contenzioso e, regolarmente, anno per anno, si è lasciato che il debito da parte del Consorzio nei confronti dell'EAF raggiungesse queste cifre e se, sino ad oggi, nessuna Giunta è intervenuta un motivo ci dev'essere! Se c'è un contrasto tra due enti circa l'obbligo di pagare queste cifre - vi prego di leggere tutta questa documentazione - un motivo ci dev'essere. E però noi, senza aspettare la sentenza, senza avere un parere dell'Avvocatura, senza avere conoscenza degli atti, decidiamo di intervenire col contributo di quattordici miliardi e chiudiamo la vertenza.
(Interruzioni)
Io vorrei solo leggere qualcosa - ci sarebbe fatto da leggere - su quello che è avvenuto in tutti questi anni. Il 19 novembre 1992, ad esempio, il Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale emette un Comunicato stampa dove dice: "Prima di tutto si deve rendere noto che gli importi - che l'Ente del Flumendosa pretenda unilateralmente, di addebitare all'utenza irrigua sono esorbitanti". Cioè da parte del consorzio sia trai quali quegli importi potremmo contestare altro - mi avvio alla conclusione, abbiate pazienza - potremmo contestare che non si può andare avanti così, che non si possono creare figli e figliastri, che non si può non intervenire come dice il Presidente delle Commissione bilancio affinché gli utenti dei consorzi irrigui della Sardegna paghino tutti gli stessi prezzi. Questo politicamente dovremmo poterlo dire, e non si può giustificare che soltanto, a favore di taluni si intervenga in questo modo. Come facciamo a dire che questi sono gli importi, che in questo modo la finalità della legge viene raggiunta? Come possiamo intervenire ed erogare dei soldi là dove non c'è neanche la certezza della possibilità di spesa?
(Interruzioni)
Sì, infatti è solo di un anno fa questa cosa...
(Interruzioni)
Io credo di poter dire che per il collega Piras ho rispetto e stima. Vorrei poter dire altrettanto di chi ingiustamente mi attribuisce cose che non ho detto, però questo non ci arrivo.
Il 15 gennaio del 1993, il Presidente del Consorzio scrive all'Assessore dell'agricoltura e della riforma agro-pastorale, esprimendo il più vivo apprezzamento - stiamo parlando del 15 gennaio '93 - dell'amministrazione consortile perché, dopo tanti anni, la disponibilità dell'attuale onorevole Assessore ha consentito al Consorzio di rappresentare al massimo livello politico le proprie preoccupazioni. In successive lettere si dice che la Regione ha deciso di intervenire per risolvere questo contenzioso.
(Interruzioni)
Non voglio aggiungere altro. C'è allegato il verbale della delibera consortile, con i nomi delle persone che ricoprivano le varie cariche, ma questo è un particolare che a me non interessa. Dicevo, e concludo Presidente, che negli otto articoli sinora esaminati troviamo delle norme che introducono dei provvedimenti assolutamente illegittimi, sui quali io credo che possano esserci seri motivi non solo di rinvio, ma anche di attenzione, non solo da parte dell'opinione pubblica, ma anche di altre autorità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Sandro Usai. Ne ha facoltà.
USAI SANDRO (P.P.I.). Signor Presidente, solo per dire che mentre sono d'accordo sulla sostanza dell'articolo, suggerirei che tecnicamente l'articolo stesso, in sede di coordinamento, venga corretto nel senso che il contributo viene dato non all'Ente Autonomo Flumendosa, ma al Consorzio della Sardegna meridionale. In questo modo si supera anche l'obiezione dell'onorevole Meloni nel senso che noi diamo un contributo al Consorzio finalizzato a questa transazione. Se la somma non è sufficiente sarà il Consorzio ad aggiungere la differenza, per cui non stiamo a discutere qui se il debito ammonta a venti, quattordici o trenta miliardi. Noi diamo un contributo destinato a definire questa controversia, così come si dice nelle ultime tre righe: "per la definizione di ogni pendenza tra i due enti in ordine agli oneri per la gestione delle opere ad uso promiscuo e irriguo del sistema Campidano Flumendosa". Per cui suggerirei di sostituire le parole: da "all'ente autonomo del Flumendosa..." a "...Sardegna" con le parole: "al consorzio di bonifica della Sardegna meridionale un contributo straordinario di lire 14 miliardi finalizzato alla tacitazione di ogni pretesa da parte dell'Ente Autonomo del Flumendosa nei confronti dello stesso Consorzio".
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (Rinascita e Sardismo). L'articolo 8 di questo provvedimento legislativo, ossia come si continua a giocare con i miliardi pubblici, come ha detto bene e sufficientemente il collega Meloni. Voglio riprendere solo due aspetti che possono sembrare particolari ma non lo sono. Stiamo parlando di molti miliardi, di quattordici miliardi. La prima questione è quella dell'esistenza di una controversia tra due Enti che hanno la loro autonomia e la loro configurazione giuridica e anche il loro ambito di responsabilità - l'Ente autonomo del Flumendosa e il Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale, un ente pubblico, munito però di autonomia e di responsabilità, e un ente parapubblico possiamo dire, privato con sfumature e connotazioni pubblicistiche, il Consorzio di bonifica - una annosa, vecchia controversia, ricca non solo di carta bollata ma di argomenti, di ragioni giuridiche che vengono addotte. Questa causa non è finita, né c'è un atto di un'autorità della Regione che, in via tecnica, certifichi l'utilità per la Regione di utilizzare danaro pubblico cioè fino a 14 o 20 miliardi (poi questo mistero, il secondo dovrà essere chiarito) per risolvere questa controversia. C'è una controversia e la Regione dice: eliminiamo la controversia tra questi due soggetti mettendo i danari nel bilancio della regione. Il primo problema è questo: è un debito del Flumendosa questa partita finanziaria? E' il Flumendosa che deve i soldi? Se il Flumendosa deve i soldi e non è in grado di pagare, motiverà, perché con i suoi bilanci non è in grado e chiederà un contributo straordinario alla Regione. Sto ponendo un punto interrogativo. Potrebbe essere una delle ipotesi, posto che non si capisce, né c'è un corredo di documentazione che spieghi, ai consiglieri che devono votare, come decidere di spendere 20 miliardi o 14. Se fosse un debito del Flumendosa che il Flumendosa non può onorare, siccome è un ente pubblico regionale, la Regione motivatamente stanzia straordinariamente tot miliardi in favore di un suo ente, di cui porta in ultima analisi la responsabilità. Oppure è un credito vantato dal Consorzio di bonifica quindi come tale non riconosciuto dal Flumendosa? Il Consorzio di bonifica non è esattamente un soggetto pubblico, ha connotazioni di carattere pubblicistico nel senso che essendo un'organizzazione di produttori diffusi in un ampio territorio, per la natura che ha sul piano giuridico formale, c'è comunque un interesse pubblico a che il Consorzio di bonifica funzioni, però è un soggetto terzo e non è un ente regionale. Ma la Regione può, di fronte a un ente che assolve a funzioni di tipo pubblicistico o comunque sociali, il quale non può esigere il proprio credito perché il debitore è impossibilitato a pagare, decidere di pagare con fondi del proprio bilancio. Nel primo caso la Regione darebbe un contributo al Flumendosa, nell'altro caso darebbe un contributo al Consorzio direttamente perché possa funzionare. Invece qui si inventa un marchingegno in base al quale la Regione dà i miliardi al Flumendosa per darli al Consorzio di bonifica e non si capisce perché questa cosa debba passare in questo modo. E neppure dice che questi miliardi sono il costo di una transazione perché non è intervenuta alcuna transazione. Non è il costo di una transazione, per cui tutto ciò avvia un procedimento che non si sa quando e come finirà. E qui vengo al secondo punto: la Giunta propone alcuni mesi fa la cifra di 20 miliardi scrivendo "un contributo straordinario di 20 miliardi a tacitazione di ogni pretesa". In Commissione, la maggioranza scrive invece nel testo che arriva in Aula: "un contributo straordinario di 14 miliardi a tacitazione di ogni pretesa". Non dice di "una parte delle pretese". Ma come può la Giunta dire "20 miliardi a tacitazione di ogni pretesa" e la Commissione, a maggioranza, dire "14 miliardi a tacitazione di ogni pretesa?". O c'è un errore marchiano ma imperdonabile della Giunta regionale che stava dando 6 miliardi in più alcuni mesi fa, oppure c'è una decisione non soppesata e non giustificata né giustificabile da parte della Commissione che parla invece di 14 miliardi in ragione delle stesse pretese. Badate, la differenza non è di milioni è di 6 miliardi! Quali sono gli argomenti per cui la Commissione dice 6 miliardi in meno e la Giunta dice 6 miliardi in più per le stesse cose? Si parla di miliardi; non può essere l'onorario di un avvocato, non può essere un interesse che si è dimenticato di contabilizzare, non può essere la spesa per l'affrancatura di una serie di lettere. Sono 6 miliardi. Allora una di queste due cose non è vera, di sicuro. Però il Consiglio prende per vera l'una e l'altra e tranquillamente vota di fronte a una Giunta che dice 20 miliardi per una cosa e ad una Commissione che dice 14 miliardi per la stessa cosa - parlo di miliardi - senza che sia intervenuta una giustificazione tecnica che dica che davvero bastano 14 miliardi. Ma allora perché, se ne bastano 14, ne chiedevate 20? Perché si devono dare 6 miliardi in più al Flumendosa oppure perché si devono dare 6 miliardi in meno al Consorzio di bonifica? Qui si fanno leggi per risolvere davvero problemi, non è che si gioca a bussolotti con i miliardi. Si dirà che l'opposizione deve fare un po' di gazzosa, deve dire queste cose, che i rappresentanti dell'opposizione sono inutili se non si sfogano un pochino così, intervenendo sulle leggi, che lo fanno tanto per fare. La maggioranza invece ha la responsabilità di governo, la maggioranza ha cultura di governo, la maggioranza è grande, la maggioranza tiene, è solida e quant'altro! Badate, qui non è questione di maggioranza o di minoranza, le leggi le votano i consiglieri regionali. Va data una giustificazione veramente puntuale da parte della Giunta regionale, dell'Assessore dell'agricoltura o dell'Assessore del bilancio che ha più esperienza e ne sa di più, al Consiglio, a ogni singolo consigliere e all'opinione pubblica di come si possa dire 20 o 14 miliardi per una transazione che non è ancora intervenuta, per una controversia di cui non sono noti al Consiglio i termini e di cui pare che nessuno si assuma la responsabilità. Non è aria fritta, sono miliardi, danaro pubblico di una regione che ha mille bisogni e non si può permettere il lusso di definire in tal modo le cose senza una motivazione e senza comunque il sostegno di una argomentazione che legittimi interventi di questa natura. Qui c'è l'idea strana che la legge sani tutto; la legge sana tutto ma la responsabilità politica non la sana, può sanare altre cose. La caratteristica della legge è di avere un carattere generale ed astratto. Quando la legge è utilizzata a fini specifici e particolari - e vi può essere anche nell'utilizzare lo strumento legislativo una finalità che non è generale ed astratta, per un bene comune - io non credo che non incorra in vizi, in censure, ricorsi e quant'altro. Intanto c'è una responsabilità primaria che è politica dell'organo legislativo, e questa appartiene non in modo indefinito e astratto alla cupola o al lampadario che ci sovrasta, appartiene a ognuno dei consiglieri regionali che, alzando la loro mano, impegnano la loro coscienza quando si tratta di cose di questo rilevanza, decidendo che 20 o 14 miliardi fa lo stesso, ed è impossibile che 20 o 14 faccia lo stesso, senza che si sappia che cosa si sta facendo con questi danari pubblici fatti transitare per l'Ente Flumendosa per arrivare al Consorzio di bonifica. Per cui, conclusivamente preannuncio che, su questo articolo chiederemo la votazione per appello nominale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Carusillo, relatore. Ne ha facoltà.
CARUSILLO (P.P.I.), relatore. Sulla questione dei 14 miliardi non posso non intervenire, di fronte alle giuste perplessità e obiezioni che sono state formulate da parte dei colleghi. Devo dire con molta franchezza che io stesso ed altri colleghi della maggioranza, quando in Commissione si è affrontato questo articolo, abbiamo avuto tutti subito una reazione negativa. D'altra parte la relazione della Giunta su un provvedimento di questa portata, originariamente di 20 miliardi, che tendeva a risolvere una situazione così ingarbugliata che riguardava un decennio di controversie tra EAF e Consorzio Sardegna meridionale, non avrebbe dovuto, secondo me, essere liquidata con tre righe e mezzo che non aiutano a conoscere la situazione. Quindi capisco le grosse perplessità che ha espresso per ultimo il collega Cogodi. Io spero di potergli essere utile nel fare una brevissima sintesi di quella che è la situazione, avendo avuto l'onere della Commissione, di cui l'onorevole Cogodi fa parte, di studiare il problema specifico. Va precisato che il contenzioso fra l'EAF e il Consorzio riguarda un decennio e che la cifra di 30 miliardi - perché il contenzioso non era di 20 ma di 30 miliardi - non riguardava l'intero credito maturato in quei 10 anni dall'EAF perché se così fosse stato, avrebbe significato che gli utenti del Consorzio Sardegna meridionale avrebbero pagato, in difformità a tutti gli altri utenti che ricorrono all'irrigazione in Sardegna, una percentuale ridottissima dei benefici che traevano dall'irrigazione. La realtà è che gli oneri che vengono attribuiti al Consorzio Sardegna meridionale dall'EAF non vengono calcolati attraverso una valutazione obiettiva ma discendono da un piano di riparto a suo tempo approvato con decreto del Ministero dei lavori pubblici di concerto con quello dell'agricoltura, che risale al 1972, che stabilisce un criterio numerico di attribuzione di costi di gestione di quelle dighe attribuendo una quota x per l'erogazione, una quota y per uso potabile e un'altra quota per l'uso industriale. In sostanza, il Consorzio Sardegna meridionale dovrebbe pagare una quota che indicherò subito non facilmente preventivabile e per niente collegata con quello che è l'effettivo utilizzo del quantitativo dell'acqua. Basta considerare soltanto, per sapere quanto hanno lievitato in questi anni i costi che sono stati attribuiti al Consorzio della Sardegna meridionale in base a questo criterio di riparto a suo tempo approvato dal Ministero dei lavori pubblici, della quota che il Consorzio doveva pagare per il 1980 era di 349 milioni e nel 1990 è stata di 2 miliardi 913 milioni. Un incremento ovviamente manifestamente di gran lunga superiore a qualunque ragionevole adeguamento alla svalutazione. Infatti i 349 milioni dell'80 avrebbero dovuto essere, tenendo conto delle svalutazioni ISTAT, 835 milioni nel '90. Di fatto sono stati 2 miliardi e 913 milioni. Va infatti precisato che non è che gli utenti del Consorzio non abbiano pagato l'acqua e che questo arretrato e questo contenzioso si siano creati perché essi non hanno pagato. Hanno pagato negli ultimi anni una media sempre superiore a 600 mila lire a ettaro con la punta massima nel 1991 di 868 mila lire a ettaro. Pur con queste somme, si è arrivati a un contenzioso dell'entità che abbiamo sopra elencato. Io devo dire anche con franchezza, pur condividendo questo provvedimento, dichiarando che voterò a favore e invitando i colleghi a fare altrettanto, che rimangono delle difficoltà e delle perplessità e le indico soprattutto perché gli Assessori competenti le affrontino nei tempi più brevi possibili. Perché, onorevole Cogodi, non è vero che non esista un atto della Regione in materia, esiste un concordato tra l'Assessorato dei lavori pubblici e l'Assessorato dell'agricoltura da una parte e il Consorzio Sardegna meridionale e l'EAF dall'altra. Tra l'EAF e il Consorzio, avevano una diatriba su criteri di ripartizione degli oneri che, secondo il Consorzio erano quadruplicati rispetto al 1980, molto oltre, quindi l'incremento registrato dall'ISTAT. I due Assessorati hanno convenuto per chiudere questa vertenza, 10 miliardi restassero a carico del Consorzio Sardegna meridionale e i restati 20 miliardi venissero stanziati dalla Regione, considerato che il contenzioso era ormai prossimo a chiudersi negativamente per il Consorzio Sardegna meridionale. In quel concordato era previsto anche che le parti si sarebbero riviste nell'autunno per cercare di definire una nuova metodica di riparto delle spese perché il problema non avesse assorgere nuovamente. Noi effettivamente oggi stiamo per chiudere probabilmente una vertenza così annosa senza però aver ancora uno strumento che ci dia la certezza che questa vertenza non si apra nuovamente a far data dal primo di gennaio di quest'anno, atteso che il provvedimento chiuderebbe la situazione in essere al '93. Quindi invito, anche su questo provvedimento, l'Assessore dell'agricoltura a intervenire con l'assoluta massima sollecitudine perché non si debba discutere poi, nella bolgia di un nuovo contenzioso, perché vengano superati quei criteri di riparto che l'EAF deve applicare perché contenuti in un decreto del Ministero dei lavori pubblici e che a noi pare essere assolutamente iniquo perché porta a quelle storture per le quali, pur avendo il Consorzio Sardegna meridionale, pagato 868 mila lire a ettaro per l'irrigazione, somma che non ha riscontro in nessun'altra realtà dell'Isola, si è creato comunque questo contenzioso. Ed è assieme direi un provvedimento di natura molto più ampia. Io credo che l'acqua sia un bene di assoluta prima necessità la cui gestione non può essere lasciata alla iniziativa di singoli variopinti personaggi. Il primo anno che ero consigliere regionale, carico di maggior impegno e di entusiasmo, ho affrontato il bilancio dell'ESAF nel quale si rilevava che l'ESAF prendeva l'acqua da diversi consorzi di bonifica e il prezzo variava da 100 a 600 lire il metro cubo. Ho chiesto spiegazioni e mi è stato detto che ciò era legato alla volontà del Consiglio di amministrazione del Consorzio di bonifica per cui l'ESAF vendeva l'acqua, dopo averla raccolta, canalizzata, potabilizzata, distribuita, a un prezzo imposto inferiore a quello che era il prezzo d'acquisto dell'acqua grezza. Io credo che l'utilizzo di un bene primario come l'acqua non possa essere lasciato in questa bolgia, anche perche l'EAF - questo ultimo ente strumentale della regione - e i consorzi di bonifica hanno vissuto sempre e solo sulle contribuzioni regionali, e che debba essere stabilito un equo prezzo per le acque che sia imposto ovunque. Infine tornando a questo provvedimento, il suo significato sarebbe quello di fare in modo che, - ma va meglio esplicitato - la Regione stabilisca anche dei parametri attraverso i quali si determini un prezzo dell'acqua irrigua che sia sostanzialmente unitario in tutta la Sardegna, anche perché altrimenti ci sarebbero delle posizioni di squilibrio e di concorrenza non paritaria tra le diverse parti. Quindi rivolgo un invito all'Assessorato dell'agricoltura perché, di concerto con quello dei lavori pubblici e con le due parti interessate, chiuda quanto prima la vertenza e non consenta che essa rinasca, definendo sin da adesso un piano di riparto delle quote che il Consorzio della Sardegna meridionale deve pagare all'EAF, per evitare che si ricrei la situazione attuale. Grazie.
PRESIDENTE. Il Presidente della Commissione ha facoltà di esprimere il parere sulla proposta di modifica presentata dall'onorevole Sandro Usai.
CARUSILLO (P.P.I.), relatore. Il relatore sono io e mi sono espresso testé. Per quanto riguarda l'emendamento relativo all'attribuzione del finanziamento, il motivo per cui era stato attribuito il finanziamento direttamente all'EAF anziché al consorzio, è che questo rende più facilmente operativa la soluzione del problema, anche perché è prevista nell'articolo la tacitazione di ogni pretesa nei confronti del Consorzio e questo tenderebbe a chiudere definitivamente il problema.
PRESIDENTE. Quindi non è d'accordo con l'ipotesi di modifica.
CARUSILLO (P.P.I.). No, non sono d'accordo con l'ipotesi di modifica.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'assessore Demuro.
DEMURO MARTINO, Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. La Giunta è d'accordo col relatore.
PRESIDENTE. La modifica proposta dall'onorevole Usai è questa: "L'Amministrazione regionale è autorizzata ad erogare nell'anno finanziario 1993 al Consorzio di bonifica della Sardegna Meridionale un contributo straordinario di lire 14 miliardi finalizzato alla tacitazione di ogni pretesa dell'EAF nei confronti del Consorzio". Prego, onorevole Carusillo.
CARUSILLO (P.P.I.). Sia nel testo della Commissione sia in questo emendamento è esplicitamente indicato che il contributo è finalizzato alla totale tacitazione di ogni pretesa, quindi per quanto mi riguarda i due provvedimenti sono perfettamente sovrapponibili e perciò può anche essere accolta la modifica proposta, a condizione che questo contributo straordinario nei confronti del Consorzio sia vincolato al pagamento per l'EAF.
PRESIDENTE. Va bene, vedremo in sede di coordinamento questo aspetto. Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Io vorrei capire in base a quale norma del nostro ordinamento, sia possibile definire questione tecnica una modifica sostanziale di questo articolo. La proposta avanzata dall'onorevole Usai modifica sostanzialmente la procedura, l'ambito della responsabilità e l'insieme dell'articolo. Perché una cosa è la formulazione attuale, una cosa è dire che si prevede l'attribuzione di questo finanziamento direttamente al Consorzio di bonifica. E' una modifica sostanziale che non è affatto tecnica; e essendo sostanziale non può essere introdotta in questa fase. Se fosse una modifica puramente tecnica non ci sarebbe bisogno né del parere del relatore, né di quello della Giunta. Noi consideriamo inammissibile una modifica sostanziale di un articolo che è già in discussione e che, in base al Regolamento, poteva essere modificato solo con un emendamento che, allo stato attuale, non può essere più presentato.
PRESIDENTE. Allora rimane in esame il testo della Commissione. Ha domandato di parlare l'onorevole Sandro Usai. Ne ha facoltà.
USAI SANDRO (P.P.I.). Vista l'eccezione di procedurale, ritiro la mia proposta di modifica.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 8. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Per l'articolo 8 è stata chiesta la votazione per appello nominale. Prego gli otto consiglieri che ne fanno richiesta di alzarsi in piedi.
(Sette consiglieri si alzano in piedi)
Poiché non è stato raggiunto il numero di consiglieri previsto dal Regolamento, non si può procedere alla votazione per appello nominale.
Metto in votazione l'articolo 8. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
COGODI (Rinascita e Sardismo). I consiglieri erano otto.
PRESIDENTE. No, onorevole Cogodi, si sono alzati in piedi sette consiglieri. Si dia lettura dell'articolo 9.
MEREU ORAZIO, Segretario:
Art. 9
Impianti di sollevamento Consorzio Bonifica Sardegna Meridionale
1. L'Amministrazione regionale è autorizzata ad erogare nell'anno finanziario 1993 al Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale la somma di lire 2.289.000.000 per integrazione delle provvidenze di cui all'articolo 1 della legge regionale 26 gennaio 1984, n. 7; quanto a lire 1.589.000.000 riferite all'esercizio finanziario 1993 e quanto a lire 700.000.000 riferite agli esercizi finanziari 1991 e 1992 (Cap. 06263).
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
MEREU ORAZIO, Segretario:
Emendamento sostitutivo parziale Giunta regionale
E' introdotta la seguente sostituzione: da "nell'anno finanziario 1993" a "nell'anno finanziario 1994". (9)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare pongo in votazione l'emendamento numero 9. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 9. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 10.
MEREU ORAZIO, Segretario:
Art.10
Rete di contabilità aziendale regionale
1. Al fine di proseguire nell'azione di diffusione della tenuta della contabilità aziendale agricola nell'esercizio finanziario 1993, lo stanziamento del capitolo 06281 è incrementato di lire 1.000.000.000 per la copertura delle spese derivanti dalle convezioni tra l'ERSAT e le Organizzazioni Professionali Agricole.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
MEREU ORAZIO, Segretario:
Emendamento sostitutivo parziale Giunta regionale
E' introdotta la seguente sostituzione: da "nell'esercizio finanziario 1993" a "nell'anno finanziario 1994". (10)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione l'emendamento numero 10. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 10. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
I lavori del Consiglio riprenderanno domani mattina alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 20 e 05.
Versione per la stampa