Seduta n.439 del 29/01/2004
CDXXXIX Seduta
(Pomeridiana)
Giovedì 29 gennaio 2004
Presidenza del Vicepresidente Sanna Salvatore
indi
del Vicepresidente Biggio
La seduta è aperta alle ore 16 e 45.
BUSINCO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del Mercoledì 14 Gennaio 2004 (433), che è approvato.
Continuazione e fine della discussione generale del testo unificato delle proposte di legge Dore - Fadda - Granella - Sanna Gian Valerio - Selis: "Normativa regionale in materia di abusivismo edilizio (482) e PIANA: "Normativa regionale in materia di abusivismo edilizio - Recepimento in Sardegna del decreto legge 29 settembre 2003, n. 269, convertito in Legge 31 ottobre 2003 - (Condono edilizio 2003)" (496), del disegno di legge: "Norme di riordino in materia di controllo dell'attività urbanistico-edilizia, di risanamento urbanistico, di sanatoria di insediamenti ed opere abusive e di snellimento ed accelerazione delle procedure amministrative in materia edilizia" (502) e della proposta di legge: "Morittu - Pirisi: "Limiti alla definizione agevolata delle violazioni edilizie" (507)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione generale del testo unificato delle proposte di legge numero 482, 496 del disegno di legge numero 502 e della proposta di legge numero 507. È iscritto a parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.
DORE (La Margherita - D.L.). Purtroppo anche questo pomeriggio, così come è avvenuto ieri, così come è avvenuto stamani, nonostante il Consiglio debba affrontare un argomento delicatissimo, come quello che forma oggetto dell'ordine del giorno, c'è un'assenza pressoché totale, soprattutto nei banchi della maggioranza ma in quelli dell'opposizione fino a questo momento quasi come se si dovesse trattare di un problema di ordinaria amministrazione, di scarsa importanza, di nessun interesse, e invece così come ieri è un argomento che in qualche modo, anzi, in modo significativo, è idoneo a dimostrare qual è il grado in cui questo Consiglio ritiene di farsi carico dell'autonomia, di sostenere l'autonomia, di rispettare l'autonomia, di credere nell'autonomia. Qui si tratta di un problema che investe una delle competenze principali della Sardegna, della Regione Autonoma della Sardegna, uno degli aspetti principali dell'articolo 3 dello Statuto, cioè la competenza legislativa primaria ed esclusiva in materia urbanistica ed edilizia. Quindi un argomento fondamentale, ed è gravissimo che soprattutto ci sia una totale assenza di coloro che all'autonomia si richiamano, di coloro che non hanno fatto altro che parlare per questi cinque anni di autonomia, di nuovo Statuto, di tutela della Sardegna, di Costituente e via dicendo.
Il primo passaggio veramente inquietante è quello che si è verificato nella Commissione Urbanistica appena una settimana fa, perché qui neanche a farlo apposta questo Consiglio si caratterizza fra l'altro per il fatto che quando un interesse, un problema tocca e influenza i poteri, i cosiddetti poteri forti, i poteri della speculazione, i poteri della devastazione di valori fondamentali e via dicendo, si passa con una rapidità estrema, improvvisamente si realizza l'efficienza, le Commissioni di scatenano come abbiamo visto stamani con un altro provvedimento che presto ci cadrà fra capo e collo, poi invece quando si tratta di problemi che disturbano allora, per quanto importanti essi siano, avviene la paralisi completa sia in Commissione che in Aula, adesso tanto per non andare molto lontano mi riferisco per esempio al problema dell'agenzia di protezione dell'ambiente che vergognosamente e scandalosamente è all'ordine dopo essere stato per tre anni bloccato in Commissione, o due anni e mezzo, adesso è qui, forse già da un anno all'ordine del giorno del Consiglio e nessuno si preoccupa di farlo trattare. E qui naturalmente le responsabilità sono diffuse, non sono isolate, sono diffuse perché evidentemente c'è un problema di responsabilità della presidenza, è un problema di responsabilità della Conferenza dei Capigruppo e via dicendo.
Comunque tornando alla normativa sul condono edilizio, ciò che è successo in Commissione la settimana scorsa o dieci giorni fa è veramente paradossale, è veramente scandaloso ed è gravissimo che questa Commissione sia presieduta e guidata da un consigliere che sembrava essersi rifatto la verginità avendo mollato il partito del mattone ed essendo entrato in una formazione che si proclama nazionalitaria, e io non ho ragione di dubitare sulle buone intenzioni di chi l'ha promossa e l'ha creata, però di fatto le buone intenzioni... si dice che di buone intenzioni è lastricata la strada dell'inferno, ebbene, senza voler arrivare all'inferno però io credo che un minimo di coerenza ci debba essere.
Allora io mi domando come il Presidente Tunis, che ha potuto mandare avanti la Commissione e che ha avuto la possibilità di restare presidente di questa Commissione grazie all'opera determinante dell'opposizione di centrosinistra che gli ha letteralmente,nell'interesse generale, normalmente tolto le castagne dal fuoco, la settimana scorsa abbia potuto rendersi complice di questo blitz veramente vergognoso che è stato compiuto sulla pelle e sulla testa di chi principalmente aveva lavorato in questa Commissione, anche portando la sua competenza, la sua preparazione, non sto parlando di me stesso, sia ben chiaro perché io ero presente, ma sto parlando dei consiglieri che maggiormente hanno dato il loro apporto in questi anni. Voi sapete cosa è successo e chi non lo sa lo deve sentire, intanto mancavano i componenti della Commissione, quasi tutti, gli esponenti della provincia di Sassari che si trovavano non a passare il tempo giocando a canasta o a fare altre cose, ma erano occupati in un delicatissimo problema che riguarda la Regione, cioè il disastro avvenuto a Porto Torres. Questo è stato fatto presente, dico buon gusto e anche buona creanza avrebbe voluto che si soprassedesse di qualche ora a trattare questa questione, invece non solo si è preteso di affrontarla e non si è tenuto conto nemmeno del fatto che oltre i componenti della Commissione mancavano tre relatori delle quattro proposte o disegni di legge esistenti, ivi compreso chi rappresenta la Giunta, ivi compreso l'Assessore appena nominato e comunque il Presidente della Giunta. Quindi mancavano tutti i protagonisti di questa vicenda, cioè coloro che avevano presentato proposte, disegni di legge e quindi avevano in qualche modo dato corpo a questa manovra. Nonostante ciò si è andati avanti, non solo si è andati avanti, così, con una efficienza, ma una efficienza becera, perché l'efficienza non significa fare imbrogli o non significa passare sulla testa della gente, efficienza significa fare le cose rapidamente ma correttamente e con cognizione di causa. Qui addirittura, volendo recepire questa sciagurata legge nazionale, si è addirittura omesso, preteso di omettere l'esame, ma non dico l'esame, ma la lettura di una legge nazionale che si stava recependo in blocco e di conseguenza praticamente chi ha votato in questa direzione non sapeva nemmeno, salvo qualcuno che lo sapeva benissimo, ma la maggior parte dei presenti non sapevano nemmeno di che cosa si stava trattando e che cosa si stava recependo, sono 50 commi, questo articolo 32 del famoso decreto legge così, per rastrellar quattrini il Ministro Tremonti e compagnia cantante, sono 50 commi, lunghissimi, articolati, elaborati i quali sono stati presi in blocco come se si trattasse del Vangelo.
Allora, questa è una pagina veramente vergognosa, una delle più nere, io credo, portata avanti in una delle Commissioni consiliari e di questo si dovrà rendere conto, si dovrebbe rendere conto a questo Consiglio, si sarebbe già dovuto rendere conto, però siccome qui ormai l'illegalità è una regola, di conseguenza forse per molta gente non fa nemmeno più scalpore. Comunque è stato seguito questo modo veramente becero di procedere, adesso siamo in Aula; ora, per quanto ci sia un'Aula alquanto sguarnita, alquanto distratta, io mi permetto di richiamare, senza voler fare né morale e né altre cose, mi permetto semplicemente di richiamare tutti i consiglieri, soprattutto quelli che hanno mostrato in questi anni maggior senso di responsabilità e di buona volontà, di riflettere su quello che stiamo facendo, di riflettere e di dire se si crede davvero nell'autonomia oppure se questo parlare di autonomia è una buffonata tanto per gettare fumo negli occhi alla gente e la gente, rendetevene conto, non si lascia buttare fumo negli occhi oltre certi limiti. Dei segnali che si sono avuti anche in questi giorni sono alquanto significativi sul discredito che la classe politica regionale si sta conquistando e si è conquistata, naturalmente purtroppo è un discredito che rischia di sommergere tutti, però qualcuno ne ha la responsabilità in prima persona e la grave responsabilità. Questa è un po' la situazione, allora io mi domando se davvero si crede nell'autonomia. Mi permetto di ricordare che di fronte a questa legge la maggior parte delle regioni italiane ha fatto sbarramento, ma sbarramento fortissimo, la maggior parte dei Comuni, che sono le vittime principali di questa manovra scellerata hanno reagito, hanno fatto opposizione, hanno criticato, hanno cercato di mettere in campo tutte le possibilità per resistere a questo scempio, che poi è uno scempio che intende colpire i beni più preziosi di cui dispone il nostro paese con la pretesa di raggranellare i soldi ma in realtà creando uno sfacelo anche dal punto di vista finanziario, soprattutto ai danni del Comune, un dissesto idrogeologico ancora maggiore e tante altre conseguenze di questo genere. Qualcuno ha citato il titolo della legge come esempio grottesco di quel che si dice di voler fare, che è esattamente il contrario rispetto a quello che si fa, perché il contenuto della legge è in totale contrasto con la rubrica, con l'intestazione, e questo è veramente oltretutto una cosa di pessimo gusto, quasi come se gli italiani avessero la sveglia al collo e l'anello al naso e alla fine non sapessero…
Comunque, dicevo, detto dei comuni, ricordo che la maggior parte delle regioni hanno impugnato questa legge, hanno impugnato questa legge davanti alla Corte Costituzionale perché è infarcita di aspetti di illegittimità costituzionale, sono almeno tre o quattro articoli che vengono manifestamente violati, o quanto meno che non vengono rispettati nella loro essenza, perfino… non sono solo le regioni del centrosinistra che hanno reagito, è ben noto, c'è stata una … basterebbe guardare la rassegna stampa per chi ne avesse voglia, ci sono state delle levate di scudi anche da parte di regioni che sono in mano della maggioranza attuale, c'è stato il Veneto che ha reagito, c'è stato il Piemonte, non tutti forse hanno fatto ricorso alla Corte Costituzionale, comunque hanno protestato, hanno reagito, hanno rimarcato gli aspetti di incostituzionalità, la regione Liguria, perfino la regione Lazio, che sapete benissimo essere in mano del centrodestra, il Presidente Storace ha deciso di impugnare la legge e l'ha impugnata, mostrando in questo caso serietà, coerenza e senso di responsabilità, e invece in Sardegna stiamo tutti appresso al brillantissimo collega Piana, il quale ha deciso di diventare il principe dell'agro sassarese e di conseguenza tutto quello che può servire a gettare fumo negli occhi, a mandare avanti dei procedimenti - uso ancora queste parole - sciagurati e scellerati va bene, purché ne derivi un po' di consenso, un po' di clientelismo soprattutto, perché questo non è consenso serio, non è consenso fondato, non è consenso costruttivo, è un consenso determinato dal clientelismo, che è il peggior tipo di consenso.
Detto questo credo che ci sia ben poco da aggiungere, perché c'è da ritenere che questa legge, questi 50 articoli che vengono, con una superficialità incredibile, recepiti dalla Sardegna, ponendo una pietra tombale sul discorso dell'autonomia, a un certo punto non meritano neanche di essere commentati uno per uno, perché ci vorrebbe una giornata intera e il tempo purtroppo non lo consente, almeno a un singolo intervento. Io credo che se si vuol fare una cosa seria, se si vuol fare una cosa ragionevole, se si vuol fare una cosa utile, soprattutto per chi ha commesso qualche abuso di modesta entità, per chi è stato vittima della burocrazia, per chi ha ritenuto, a un certo punto, di dover prendere una scorciatoia, ma sempre nel rispetto sostanziale se non formale della normativa vigente, ci sia la strada, e questo risulta sia dalla proposta di legge presentata da me insieme ad altri colleghi, che nella proposta di legge presentata dai colleghi Morittu e più. Si tratta di soluzioni che tendono a rispettare la sostanza della normativa urbanistica, e la Sardegna ha una buona normativa urbanistica e aveva un'ottima legge sul condono edilizio, fatta nel 1985, anche innovativa, anche più valida certamente di quella nazionale, quindi c'è lo strumento per chi vuol fare qualche cosa di utile, ma non qualche cosa di dirompente.
Io attendo, spero, insieme a tanti altri colleghi, che ci sia uno scatto di buon senso, uno scatto di rispetto della legalità, uno scatto di tutela, di volontà di tutelare i beni principali di cui la Sardegna dispone e soprattutto la dimostrazione che quando si parla di autonomia si intende davvero rispettare un valore che ci è proprio e del quale stiamo rischiando veramente di dimostrare una totale incapacità a meritarlo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.
PIRISI (D.S.). Signor Presidente, l'argomento del quale stiamo trattando sembrava che avesse un'attenzione particolarissima da parte del centrodestra…Abbassa la voce…
MURGIA (A.N.). Già adirato?
PIRISI (D.S.). Tranquillo!
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia.
PIRISI (D.S.). Mi fa piacere interloquire con l'onorevole Murgia, che si innervosisce molto quando invece interrompono lui perché perde il filo.
PRESIDENTE. Onorevole Pirisi, per cortesia, continui col suo intervento.
PIRISI (D.S.). La ringrazio, Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Murgia, per cortesia.
PIRISI (D.S.). Grazie, collega Murgia, dimostra che in aula è presente su un argomento come questo, dimostrando che anche lei come il suo capo corrente Storace ha a cuore le problematiche dell'edilizia, del condono edilizio.
Ma il tema del condono edilizio, della vostra proposta acritica di accoglimento della legge nazionale, rappresenta, a mio avviso, in modo paradigmatico ed esemplificativo, la vostra conduzione del governo della Sardegna non solo su questo tema e su questo terreno, la vostra conduzione del governo della Sardegna in questi anni: abborracciata, confusionaria, scorretta e dannosa per gli interessi di tutti i sardi.
Il vostro approccio è scorretto perché abbiamo avuto modo di verificarlo già nella Commissione presieduta dall'esimio collega Tunis, che ha dato prova in quella circostanza di una sudditanza nei confronti di coloro i quali hanno dato l'ordine che questa proposta venisse esaminata e varata nel più breve tempo possibile. E' già stato detto, presidente Tunis, la Quarta Commissione che, come sappiamo, anch'essa, al pari delle altre Commissioni, è affetta da cronico assenteismo da parte dei commissari del centrodestra, io non so se in altre Commissioni la gente dorme, è sicuro che nella Commissione Quarta molti commissari del centrodestra sono assenti, e il 13 gennaio invece erano schierati come quasi un plotone di esecuzione perché dovevano colpire in maniera proditoria, non il centrosinistra, che era impegnato - e il presidente Tunis lo sapeva anche - in una missione, non tutti quanti, ma alcuni colleghi, a Porto Torres, per verificare le questioni impellenti che si erano determinate con il disastro della nave, non ricordo il nome della nave, comunque i colleghi sanno bene di che cosa sto parlando. Dico di più, il presidente Tunis, che fa parte di un gruppo nazionalitario che si è definito, a varie riprese si definisce in questo modo, ha fatto strame dell'articolo 3 citato dello Statuto, accogliendo in maniera acritica e rinunciando alle prerogative che ha la nostra regione per accogliere una proposta di legge che non tende a dare risposte ai cittadini, ma al contrario tende semplicemente a fare così, come dice, tra l'altro, il testo della legge stessa, che si tratta, cioè non un condono che tende in qualche misura a sanare degli illeciti di tipo edilizio, ma si tratta della conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge del 30 settembre 2003, numero 269, recante: "Disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e per la correzione dell'andamento dei conti pubblici". Cioè questo è il titolo, questo è far cassa.
Collega Corona, il giorno eravate lì, quasi tutti a sostituire altri colleghi che non c'erano, dando un esempio certo, veramente encomiabile di voler far cassa per il Governo, favorire una legge che faccia fare, alle spalle dei sardi, cassa al Governo nazionale. E avete cercato di rappresentarvi come i paladini che vogliono correre in soccorso dei sardi perché ci sono dei ritardi imputabili a chissà chi, quando per esempio io ricordo bene che il giorno di 25 novembre c'è stata un'audizione dell'Assessore allora ad interim dell'urbanistica, presidente Masala, accompagnato dall'attuale Assessore dell'urbanistica, che era il direttore generale dell'Assessorato, e il giorno 25 di novembre vi era un testo non ufficiale, una bozza non ufficiale del disegno di legge della Giunta che, appunto, il 25 di novembre era già pronto. Per quale motivo non l'avete portato? Per quale motivo, presidente Tunis, lei non ha sollecitato la Giunta, dato che conosceva l'esistenza di questo disegno di legge affinché venisse portato in Commissione e se ne discutesse in maniera tranquilla e serena? Avete scelto invece un'altra strada. di fronte a tre proposte di legge e ad un disegno di legge della Giunta stessa avete rigettato le proposte avanzate dal Governo e avete recepito la proposta invece del collega Piana, il quale, tra l'altro, ha presentato oggi un emendamento alla sua, diciamo, proposta di legge di recepimento, che io definisco vergognoso, un emendamento che è una vergogna. Cioè il Consiglio regionale della Sardegna viene ridotto al rango di un Consiglio comunale, per quanto importante come quello di Sassari, per andare a sanare tutta una serie di questioni con tanto di mappali e quasi la fotografia delle casette delle quali si vuol proporre la sanatoria, coinvolgendo l'assise massima del popolo sardo per discutere di questioni di questa natura. E' una vergogna, cari colleghi, del centrodestra! Io mi auguro che non vi prestiate a una cosa come questa che io ritengo appunto vergognosa.
Ebbene, noi ci troviamo anche di fronte, nell'atteggiamento del centrodestra, a una serie di contraddizioni: ieri discutevamo delle questioni relative alla base nucleare di La Maddalena e ho sentito tanti colleghi fare dei proclami veramente condivisibili e accettabili, nei quali si diceva che bisogna valorizzare la risorsa ambiente in tutti i modi e in tutte le maniere. Ebbene, voi invece accettate acriticamente una proposta che viene dal Governo nazionale, che rischia di infliggere dei colpi tremendi a quello che è il nostro patrimonio numero uno, il patrimonio ambiente.
I condoni edilizi, al pari di tutti i condoni che sono stati promossi dal centrodestra, io ritengo siano un attacco inconsulto e indiscriminato alla convivenza civile; sono una vergognosa incentivazione alla violazione delle regole, sono il lasciapassare ai furbi e a coloro che sistematicamente violano le leggi perché tanto prima o poi ci sarà un condono che arriverà e ci sarà magari un consigliere regionale che proporrà in quest'Aula un condono sotto forma di quello che viene proposto dal collega Piana, che addirittura ha un retaggio di tipo medievale.
Quest'Aula ha dovuto sentire stamattina che quando a un cittadino sardo nasce un figlio bisogna che si allarghi appena appena la casa, che chiuda una veranda oppure si costruisca un altro vano. Questo è un concetto che, è vero, in passato esisteva, ma nel Medioevo, quando le tipologie edilizie crescevano, non essendoci dei regolamenti allora, sulla base delle esigenze della famiglia. Il collega Piana fa un tuffo iperbolico nel Medioevo e ci propone, addirittura ci dà una rappresentazione di questo tipo del sassarese. Io sono rimasto interdetto nel sentire quello che ha affermato oggi il collega Piana. E lui dice: "Di fronte a queste esigenze noi dobbiamo sanare, dobbiamo mettere a posto, dobbiamo correggere le cose che sono successe".
Io ritengo che la cosa migliore sarebbe stata quella di mostrare con i fatti che voi, colleghi del centrodestra, avete un minimo di sussulto, veramente di amore per la nostra terra e assieme avremmo dovuto cercare di lavorare per dare una risposta. Ma questo non rientra in quelle che sono le vostre intenzioni e non rientra in quelle che sono le vostre prerogative. Voi avete intenzione di fare della demagogia, del populismo gratuito dicendo: "Badate, fate tutte le schifezze che vi pare e vi piace, tanto noi poi proponiamo che i condoni vengano fatti in maniera praticamente indiscriminata". Non è modo di governare, non è modo di agire, non è modo di fare.
Io credo che il paesaggio, nella nostra Isola in maniera particolare, sia il risultato dell'incontro tra la natura, la storia, i beni culturali e le trasformazioni che sono state operate dall'uomo. Tutelare il paesaggio allora vuol dire tutelare il frutto di questo straordinario incontro, ed è in quest'ottica che occorre ripensare il governo del territorio, non attraverso scorciatoie e operazioni di questo tipo. E io credo sia corretto anche dirlo qui, senza alcun timore, che occorre anche superare una visione di tutela passiva, cioè quella che è imperniata sui vincoli, che a me personalmente è totalmente estranea, però è necessario che il governo venga esercitato realmente.
Io non so, rispetto alla proposta che è stata avanzata, che cosa ci dirà l'Assessore dell'Urbanistica, perché lui è stato tra coloro che ha elaborato il disegno di legge della Giunta che ci è stato proposto. Io aspetto di sentire che cosa ci dirà l'assessore Asunis. Però, di fatto, l'operazione che è stata portata avanti dai nostri colleghi, e che è stata portata avanti in maniera prepotente, con un golpe, in una maniera sconcia, scorretta, credo che non sia un buon viatico perché poi oggi si possa pervenire all'approvazione di uno strumento che dia delle risposte che siano oggettivamente corrette e valide.
Signori consiglieri, io mi auguro che ci sia da parte di tutti i colleghi che hanno a cuore le sorti della nostra Isola e che non siano in qualche maniera asserviti da un lato a un populismo di maniera, come dicevo, e dall'altro lato che non siano asserviti agli speculatori che sono i predatori della ricchezza principe della nostra Isola, che è il patrimonio paesaggistico e naturale che noi abbiamo. Io mi auguro che ci sia da parte di questi colleghi un atteggiamento di correttezza. Non vedo il collega Satta, che è un architetto che ha avuto un ruolo importante nella storia...
TUNIS (U.D.S.-Centro). Sta poco bene.
PIRISI (D.S.). Me ne dispiace, gli faccio gli auguri di pronta guarigione, ma non lo vedo perché mi piacerebbe interloquire con una persona che anche, in qualche misura, del bello, del rapporto corretto tra insediamenti urbanistici e ambiente ne ha fatto il cavallo di battaglia. Come concilia, presidente Tunis, l'ipotesi di cui lei si è fatto portatore, cioè l'atteggiamento di voler in qualche misura andare contro e oltre tutto ciò, con un colpo di mano, come stavo dicendo, che assolutamente non può essere condiviso né accettato?
Ebbene, lo ricordava poc'anzi il collega Dore, io non ho il quadro preciso di tutte le regioni della Sardegna, però posso dire, ripetendo le cose già dette dal collega Dore, che il Presidente della Giunta del Lazio, l'onorevole Storace, ha impugnato la legge nazionale di fronte alla Corte costituzionale, perché ha ritenuto che scrivendo la proposta, in sostanza, vuole impedire di fatto di sanare dal punto di vista amministrativo qualunque abuso commesso in violazione degli strumenti urbanistici vigenti. Non è un estremista di sinistra o di centrosinistra…
MURGIA (A.N.). Il contrario!
PIRISI (D.S.). E' un estremista di destra, lo fu forse, adesso non credo, perché dopo la catarsi che c'è stata anche con l'ultimo viaggetto ad Israele ormai picchiatori non ce ne sono più.
MURGIA (A.N.). Si attenga alla materia, collega.
PIRISI (D.S.). Mi attengo alla materia, sto parlando di questa materia, collega.
Io credo che quindi la Regione Sarda potrebbe anche ispirarsi, visto e considerato che il Presidente appartiene allo stesso partito, anche all'atteggiamento che ha avuto Storace, invece ai colleghi di Forza Italia credo che potrebbero anche ispirarsi a ciò che ha fatto il Presidente della Puglia sulle disposizioni regionali in attuazione del decreto legge del 30 settembre 2003 numero 269, ha portato una posizione che sebbene possa essere anche quella discussa, ma certamente più avanzata di quella che voi state proponendo per la Sardegna, non vi dico di fare come è stato fatto in Toscana o nelle Marche, nel Friuli Venezia Giulia neppure, noi abbiamo una proposta di legge che abbiamo avanzato, come è stato detto stamattina dal collega Morittu nella quale diciamo "i piccoli abusi", tanto per capirci, la veranda che è stata chiusa o qualche altro abuso di piccola entità che si sani, non abbiamo difficoltà ad affermarlo e a ribadirlo e questo credo che possa essere una risposta alle attese delle quali si è vagheggiato anche qui dentro. Ma, come giustamente ha ricordato Morittu, l'attuale Assessore dell'urbanistica ci potrà dire che sulla base delle analisi fatte dalla Regione Autonoma della Sardegna abusivismo qui altro che 35 mila, o 40 mila domande di cui ha parlato stamattina il collega Piana, l'attuale Assessore, lui in persona ci aveva detto che di abusi reali ce ne sono tre o quattro, se non ricordo male Assessore, e poi ha parlato di altri piccoli abusi, ciò che è successo che non appena c'è stato l'annuncio si è scatenata veramente una fame da parte non dei poveracci a cui gli è nato il figlio l'altro giorno, così come diceva il collega Piana, ma agli speculatori che sono pronti ed appostati ad aggredire la nostra terra e la nostra Regione, con il beneplacito da parte di coloro i quali hanno fatto il blitz nella nostra Commissione.
Noi crediamo che certamente qui da noi, cari colleghi, non appena si è parlato, non l'ha detto Corona, Presidente Corona non sto parlando di te, sto parlando dell'annuncio fatto dal Presidente Berlusconi che qualche altro interessino ce l'ha di tipo diverso, ma ha scatenato immediatamente la bramosia dei suoi epigoni in Sardegna, delle sue caricature sarde, non so come chiamarle. Io credo, colleghi, che ci sia stato veramente uno scatenamento da parte di coloro i quali non aspettavano altro che questo, e come ho detto prima possono benissimo realizzare e costruire che tanto arriverà una norma da parte del Governo nazionale di centrodestra, oppure della Regione sarda per mettere tutto a posto. Se dovesse passare però e la Corte Costituzionale dovesse dichiarare questa legge appunto incostituzionale, ci sono dei rischi che correrebbero quei sardi che si autodenunciano di fronte alle autorità competenti, perché quando uno dichiara di aver commesso un abuso di fatto si sta autodenunciando e se dovesse succedere che appunto per merito del Presidente Storace della Regione Lazio questa legge dovesse essere dichiarata incostituzionale, io credo che corrano qualche rischio, bene avremmo fatto noi invece a legiferare utilizzando la potestà della quale disponiamo per poter dare uno strumento che all'interno di una visione complessiva di riordino e di aggiornamento delle leggi di cui disponiamo, dare delle risposte anche a delle esigenze che oggi sono dei sardi, perché dal 1985 ad oggi sono passati 18 anni, la legge 23 per esempio può essere aggiornata, così come la legge 45 per la quale noi abbiamo presentato una proposta di legge…
PRESIDENTE. Onorevole Pirisi, concluda.
PIRISI (D.S.). La ringrazio Presidente, solo dieci secondi, per dire che avremmo modo nel proseguo della discussione di sviscerare meglio i punti salienti della vostra proposta e di come la volete portare avanti. Ritengo però che è un'occasione importante che si è persa e la responsabilità di tutto ciò non può che essere ascritta al modo, ripeto, concludo come ho iniziato, abborracciato, pasticcione, inconcludente e dannoso da parte di questo Governo di centrodestra nei confronti dei cittadini sardi.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pirisi. È iscritto a parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
MASIA (S.D.I.-S.U.). Ancora una volta si parla di temi urbanistici e naturalmente non avviene soltanto per questo, anche per altri, chiamati più da fatti contingenti, diciamo che, quasi obbligati a parlarne piuttosto che per volontà nostra. Questo è avvenuto naturalmente quando per alcune epidemie si è dovuto parlare di zootecnia, quando ci sono state le alluvioni abbiamo dovuto parlare di infrastrutture, quando c'è stata la siccità ci siamo dovuti cimentare su quelli che sono i problemi dell'agricoltura, quando è scoppiata la nave a Porto Torres siamo entrati in merito anche a quelli che sono i problemi della crisi di quel territorio, si incaglia un sommergibile a La Maddalena allora ci preoccupiamo delle servitù militari e del Parco che naturalmente non è cosa di poco conto, e si potrebbe ancora continuare, ma questo naturalmente è il canovaccio di questa dodicesima Legislatura e a questo naturalmente noi ci dobbiamo adattare. Oggi noi stiamo parlando di condono edilizio e non possiamo negare naturalmente che ci troviamo ancora una volta nella stessa situazione che io ho appena denunciato, cioè dobbiamo parlare ancora di ritardi, di urbanistica mancata, di tutela dell'ambiente che non esiste, di piani paesistici che naturalmente non ci sono più. Oggi parliamo di abusivismo edilizio e non possiamo negare che questo è un problema che tocca anche la nostra Regione, qualcuno dice anche che per ciò che riguarda l'abusivismo in Sardegna, dati alla mano, non è un abusivismo importante, è un abusivismo che riguarda in particolare le opere minori, verande, balconi, terrazze, terrazze che vengono chiuse e che è ben poca cosa rispetto a quello che avviene da altre parti del nostro paese. Qualcun altro invece afferma, al contrario, che esiste abusivismo diffuso. Se non è naturalmente così nei fatti, io credo che in effetti nei fatti abusivismo diffuso nella nostra Regione non ce ne sia, sicuramente c'è un abusivismo nelle intenzioni; diciamo che l'educazione a cui sta arrivando il popolo italiano e quindi anche quello dei sardi è un fatto che noi non possiamo trascurare, è quello che si può commettere l'abuso tanto prima o poi arriva sempre la possibilità di sanare e d'altronde ci stia abituando ormai c'è una cadenza, ogni dieci anni c'è la possibilità, e chissà magari che questi tempi non vengano pure in qualche modo ridotti. Abbiamo potuto vedere in un resoconto che c'è stato portato, anche per confermare le cose che vado dicendo, dall'Assessore, o meglio dall'Assessorato, dal presidente Masala quando l'abbiamo incontrato in Commissione, perché anche di questo poi parliamo, non è che non ce ne siamo interessati, abbiamo iniziato a parlare della legge sull'abuso proprio per entrare in merito in maniera un pochettino più puntuale ed abbiamo potuto constatare da dati che sono stati riportati che in particolare i piccoli abusi sono quelli che la fanno da padrone, quelli che sono previsti dall'articolo 6 nella legge 23 che è la legge regionale sul condono, 9934 abusi fanno capo ai piccoli abusi, ci sono poi delle piccole difformità relativamente a quella che è la concessione rilasciata che sono circa un migliaio, 965, poi i numeri si riducono notevolmente, le modifiche di destinazione d'uso sono appena 91 in tutto fino ad oggi sono per le opere interne un numero veramente irrisorio, forse non vengono denunciate perché d'altronde si tratta davvero di piccoli abusi per arrivare poi alle lottizzazioni abusive ad un numero che è soltanto di tre, non credo che siano soltanto tre, diciamo che ne sono state individuate tre probabilmente e cercate anche di condonare tre. Quello che si può dedurre naturalmente da questi numeri è che, come dicevo, gli abusi minori che fanno capo all'articolo 6 sono quelli che effettivamente la fanno da padrone. Ma, c'è un altro dato che si può evincere da quel resoconto che c'è stato riportato, nel momento in cui si va a verificare quando questi abusi sono stati commessi si vede che la concentrazione massima è intorno al '91, '92, '93, '94 e '95, cioè, intorno al periodo in cui è stata fatta la seconda legge sul condono, quella che naturalmente aveva, e su questo entriamo in merito, caratteristiche notevolmente diverse rispetto a quella prima legge del 1983, la numero 47, che aveva una valenza sicuramente diversa. Poi, naturalmente, per non lasciare numeri così sospesi, il numero degli abusi è andato notevolmente diminuendo fino ad arrivare a numeri relativamente piccoli, quasi cosa posso dire di tipo direi fisiologico ad oggi; nel 2003 tanto per essere più precisi ci sono stati relativamente all'articolo 6 soltanto 141 abusi, beh, possiamo interpretare queste cose molto facilmente, la maggioranza degli abusi come dicevo in Sardegna sono di piccola entità e si concentrano come dicevo intorno al periodo in cui è stato varato con grande risonanza e forse è questo l'aspetto fondamentale perché no, anche aspettativa, il secondo condono edilizio.
L'ordinanza del TAR che credo molti, l'ultima, quella che diciamo è venuta fuori il 14 gennaio del 2004, il TAR Sardegna sull'istanza di un privato dice chiaramente che la scelta del Governo nazionale non è quella di risanare gli abusi accettando le conseguenze finanziarie, ma è quella di procurarsi le risorse finanziarie subendo quelli che sono gli effetti dell'abuso edilizio, del condono. Diciamo che è molto pragmatico ed effettivamente anche molto concreto, e definisce le cose che in qualche modo noi ci stiamo dicendo e cioè che quest'operazione del condono edilizio, sia quella del 1993, sia quella di oggi, ci siamo?, sono una pura e semplice operazione di cassa che serve per spremere gli italiani al fine di rientrare nei limiti dell'indebitamento che è consentito dai parametri della Comunità Europea, perché non dircelo? E' un'operazione che serve a far tornare i conti al Governo italiano e nel 1983 non è stato così. Debbo dire che quel condono allora era un condono che molti abbiamo ritenuto necessario e che ha prodotto sicuramente effetti positivi, aveva anche diciamo il compito di azzerare una situazione pregressa, molto lunga, molto distante, ove molti abusi furono commessi in particolare anche per la totale assenza di pianificazione ed occorre dire anche che con i dati che noi abbiamo intorno a quel periodo non ci fu la corsa all'abuso per poter essere risanato, diciamo che fu un fatto che non fu subito, ma sicuramente fu, cosa posso dire?, un riequilibrio di una situazione per, come si può dire, ripartire da zero per fare le cose bene. Ed infatti così avvenne.
Nel 1993, i risultati noi li abbiamo evidenziati, va bene, ci fu la corsa all'abuso, quella che è la situazione ad oggi di quello che è avvenuto allora e di quello che sta avvenendo oggi, io credo che sia tutto da definire e tutto da chiarire, anche perché non possiamo negarlo, anche questa volta come nel 1993 si è creata una situazione di grande attesa, una situazione di fibrillazione dove molti che in qualche modo avevano paura di commettere l'abuso perché c'era per certi versi una pianificazione sicuramente più efficiente, una possibilità di controllo che in qualche modo impediva l'abuso, c'è stata la corsa e qualcuno lo sta denunciando, io non ho i dati, sicuramente la corsa all'abuso oggi per poter sanare con il condono che è in atto. Io ritengo che ancora una volta sia da ribadire che quello che sta avvenendo in Sardegna non è sicuramente quello che sta avvenendo in altre Regioni, anche se ci sono altre Regioni che possono vantare di non avere per esempio un abuso, se andiamo a prendere in considerazione la Valle d'Aosta sappiamo che lì non c'è bisogno di quella che è la legge sul condono perché non ci sono almeno abusi dichiarati ad oggi, naturalmente quella è per certi versi un'oasi, non è così nel sud d'Italia che credo principalmente sia quella maggiormente interessata voglio dire a quello che è il condono.
Molte Regioni hanno cercato di reagire a questo condono edilizio quasi creando un fronte; qua stavo sentendo, molti lo hanno evidenziato, qualcuno ha pure cercato di ricorrere al Consiglio di Stato, io credo che non se ne tirerà fuori niente, cioè che non si risolverà nulla nonostante i ricorsi e credo anche, almeno questo è il mio punto di vista, che piuttosto che contrastare una legge dove anche il TAR Sardegna dice che verrebbe comunque applicata, forse potremmo operare in maniera diversa, il modo di operare sicuramente non è tanto di contrastare quella legge quanto quello di cercare di migliorarla, cercare di trovare le opportunità perché questa legge visto che la stiamo subendo, produca, almeno non gli effetti negativi che se la lasciassimo così sicuramente potrebbe produrre, ma effetti positivi se riuscissimo in qualche modo a trovare accordo per migliorarla. Noi ci stiamo muovendo sicuramente nel modo peggiore e il dato è dimostrato anche da tutta una serie di situazioni che si stanno verificando. Intanto cos'è successo? Abbiamo detto che il condono edilizio in Sardegna non si sarebbe applicato, c'è stato per questo anche un'ordinanza, per certi versi una circolare che ha ai comuni creato qualche problema. Ha creato dei problemi perché non si sapeva, perché qualcuno ha pensato anche: se io vado a fare il condono probabilmente mi sto auto-denunciando se poi non si applica e, quindi, questo ha creato confusione ed abbiamo quindi accumulato ritardi per ciò che riguarda affrontare la possibilità di affrontare la legge, abbiamo confuso i sardi che non sanno come o cosa ne verrà fuori da tutta quanta questa discussione, anche la nostra sul condono, e stiamo dando anche, perché non dirlo?, tempi maggiori a coloro, ai furbi cosiddetti, che compiono oggi l'abuso pensando di sanarlo con questa legge.
A proposito di questo, Assessore, io credo che sia opportuno fornire a tutti i comuni una cartografia che sia precisa, aggiornata, dettagliata, che riporti il risultato degli ultimi voli, perché sicuramente chi è in possesso di questo e se si sa che i comuni sono in possesso di questo, probabilmente, già questo è un modo di poter controllare, di poter in qualche modo far capire che gli abusi oggi non possono essere fatti, visto che potranno essere sanati solo ed esclusivamente quelli che sono stati commessi entro il 31 marzo del 2003. Credo che debba essere fatto in maniera urgente, dandoci anche dei tempi precisi e certezze perché questa cartografia sia in possesso. E, perché no?, tra le occasioni mancate io metterei anche quella di aver perso l'occasione di poterci dotare di una legge sul condono che avrebbe consentito di entrare in merito alla specificità sarda, di correggere e migliorare come più volte ci siamo detti la legge 23 che già funziona ma che sicuramente può essere migliorata. Questo è successo. Nel nostro dibattito a cui oggi noi siamo arrivati nei modi in cui siamo arrivati, è successo che non possiamo fare a meno di prendere in considerazione quello che effettivamente è successo. È successo anche, e mi corre l'obbligo evidenziarlo, che nella Commissione Quarta dove il Presidente ha sempre avuto da noi la massima collaborazione per consentire un minimo di produzione, quella bassa produzione che c'è in questo Consiglio, beh, ha pensato che fosse opportuno con un blitz approfittare dell'assenza di alcuni commissari che erano impegnati per un problema più importante che ho già citato, più importante almeno in quel momento, perché si trattava di entrare in merito a quello che sta succedendo a Porto Torres, ed eravamo presenti lì, ha pensato, anche con molte sostituzioni dei titolari di quella Commissione da parte naturalmente dei componenti della maggioranza, alcuni della maggioranza in effetti erano presenti a Porto Torres e potevano essere sostituiti, noi ci auguravamo almeno che questo non avvenisse per cui per certi versi ci siamo fidati del Presidente e beh, in quell'occasione, il Presidente ha pensato bene di strappare, di cancellare quelle che erano le proposte di legge pervenute in Commissione con grande fatica, con gran lavoro per entrare in merito a questo importante problema da parte di molti commissari, da parti dei Gruppi, proponendo un testo unico, un semplice testo unico che è la negazione di quello che è il lavoro che deve avvenire all'interno di questo Consiglio. Ha per certi versi recepito in maniera totale la legge nazionale e ha trascurato quello che è l'apporto di cui ho appena citato offendendo i commissari, noi abbiamo chiesto le dimissioni del Presidente, l'abbiamo fatto perché era giusto farlo per evidenziare che così non deve essere, per evidenziare quello che stiamo evidenziando che si è persa un'occasione, ma in particolare per evidenziare che quel Presidente, quella Commissione in quel momento e con quell'atto ha sicuramente trasferito all'interno di questo Consiglio tutti i conflitti, tutti i problemi che intorno a questo problema, a questo argomento ci sono, da cui ne consegue che non sappiamo, e sicuramente ne sappiamo ancora di meno, quello che sarà il risultato finale che verrà fuori dal dibattito e dalla discussione di questa legge. Ha fatto cioè un danno ai sardi perché sicuramente il presidente Tunis avrebbe potuto muoversi in maniera diversa.
In maniera diversa anche per un fatto, presidente Tunis. Perché quelle operazioni che lei ha fatto sicuramente devono tener presente quello che all'interno di Consiglio non c'è, la possibilità di approvare a colpi di maggioranza, ma qui i colpi di maggioranza, anche ieri l'abbiamo visto, non esistono, ci siamo ritrovati molte volte, per non dire quasi sempre, che tutte le proposte portate da voi avanti non hanno avuto mai successo e quindi questo è il problema che io principalmente pongo, quello che sarà il risultato di questa legge è sicuramente tutto da venire.
Lei aveva pure preso un impegno con noi, Presidente, quando ci siamo lamentati non tanto di dimettersi, figuriamoci, lei ripete e ribadisce che quella è una parola che non esiste nel suo vocabolario ma bene avrebbe fatto, ma di riconsiderare l'istanza di questi commissari, di noi commissari che eravamo assenti in quella occasione perché ha ritenuto e sarebbe più corretto che questa legge potesse tornare in Commissione, anche brevemente, anche per poter entrare in merito ad alcuni problemi, per poter discutere ed arrivare diciamo ad una proposta più, diciamo così, ponderata; una proposta migliore al dibattito di questo Consiglio.
Questa legge sul condono ha anche un altro aspetto. La legge sul condono ultima, la legge nazionale, è una legge estremamente onerosa, è una legge che così come abbiamo detto serve solo a fare cassa, beh io ritengo che non avrà un grande successo, i costi sono tali e tanti che in particolare nella nostra Regione dove la crisi non è negabile, sarà difficile che quelli che sono riusciti anche con gli abusi di cui stiamo parlando, che sono di necessità, a trovare le risorse per affrontare questo condono. Cioè, molti si troveranno nella situazione o di indebitarsi o allo stesso tempo di decidere di non affrontare diciamo la denuncia per il condono edilizio. Figuriamoci quindi quale sarà il risultato!
E c'è anche un altro fatto che ce lo fa dire, quello che sta avvenendo in Sicilia. In Sicilia questo condono sta dando dei risultati che sono la negazione della proposta nazionale; ci sono ricorsi al condono edilizio con numeri che sono davvero irrisori, dati che evidenziano che ci sono numeri importanti di abusi realizzati intorno a Palermo e che evidenziano invece che il ricorso al condono è fatto soltanto da numeri che stanno nelle dita di una mano. E, quindi, anche questo è un aspetto non indifferente.
Io ho sempre ritenuto che il modo migliore sia quello di educare e non di reprimere. Il Governo italiano ha rinunciato con questo condono, ma non soltanto questo, con tutti i condoni che sta portando avanti, ad educare i cittadini italiani. Io credo che stia rinunciando anche a reprimere per il semplice fatto che se davvero l'abusivismo, come c'è da alcune parti, è diffuso, sicuramente non sta reprimendo.
Ma, allora che cosa sta avvenendo? È facile dirlo, non ci sono problemi, sta avvenendo una cosa molto semplice, l'unica cosa he riesce a fare quella di mungere gli italiani! Io credo che questa volta non gli riuscirà! Ha perso cioè l'occasione che principalmente diciamo lo ha portato a proporre una legge che nessuno, e lo abbiamo visto, in questo momento avrebbe voluto.
Però, dato che noi questa legge la stiamo subendo, io credo che dobbiamo utilizzare le possibilità che ci rimangono, io credo che bisogna trovare soluzioni per migliorare, per fare in modo che si possa incidere in maniera diversa rispetto a quello che ha tirato fuori la Commissione in quella riunione. Quindi, se è giusto che il condono in qualche modo deve andare avanti io credo che sia necessario che vengano introdotte alcune modifiche che possano non farci perdere l'occasione. Alcune proposte di miglioramento per esempio alla legge 23 che si è rivelata come dicevo una buona legge ma in alcune parti necessita sicuramente di alcuni interventi.
Ho presentato qualche emendamento, ne parlerò nel momento in cui se ne dovrà discutere, però io pongo all'attenzione dei consiglieri un problema; quando si va a sanare un abuso, una casa, che solitamente si ritrova in zone che sono molto poco urbanizzate, per non dire con nessuna urbanizzazione, è vero che si dà a quelli la possibilità di conservare l'immobile che magari con fatica hanno costruito ma li stiamo mettendo in una situazione di disagio perché non hanno strade, non hanno infrastrutture, non hanno fogne, non hanno verde, non hanno parcheggi.
Io credo che noi dovremmo trovare le soluzioni a questo. Io credo che sanare non sia sufficiente, bisogna fare in modo che sanare sia anche risanare, e risanare significa trovare soluzioni perché la vivibilità di quei cittadini sia al pari degli altri cittadini come avviene nelle città che noi in qualche modo cerchiamo di costruire.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Tunis. Ne ha facoltà.
TUNIS (U.D.R.-Centro). Signor Presidente, onorevoli colleghi e signori Assessori, è la seconda volta che prendo la parola qui in Aula perché pensavo e ritenevo di agire in maniera duplice. La prima è stata questa mattina portando all'attenzione dell'Aula la relazione che è quella istituzionale, che è asettica, che non contiene emozioni, che deve specificare i motivi del perché e del per come; e quindi io non potevo in quella sede fare nessuna replica, allora mi sono detto: qualora i colleghi avessero mosso qualche critica mi sarei riservato di fare qualche nota di specifica verbale col mio intervento di questa sera, ma con tono pacato. Quindi mi sono iscritto e ho avuto il piacere di ascoltare tutti i miei colleghi, quello che mi è dispiaciuto è che sono stato accusato di essere stato un golpista, di essere secondo, però non l'hanno utilizzato quel termine, poco nazionalitario, perché si è nazionalitari sempre, di essere stato complice di alcuni comportamenti scorretti ed altro. E cioè di aver tenuto una riunione, cosa posso dire, di nascosto, quasi che io non avessi utilizzato gli avvisi, le convocazioni regolari.
Questo non è stato perché, cari colleghi, poi vi spiegherò, sul tema noi abbiamo avuto più occasioni di discussione, ma in quella sede ricordo che ho chiesto a tutti i colleghi della Commissione dell'ufficio di presidenza di poter eventualmente dare una mano perché su quel tema dove noi c'eravamo già espressi come Commissione stessa, noi dovevamo tenere una riunione e mi è stato detto "la facciamo senz'altro perché è un tema di grande importanza, tratta temi generali", e noi su quei temi abbiamo avuto in Commissione momenti operativi e devo riconoscere quest'aspetto, la maggioranza e l'opposizione nei temi generali hanno trovato delle posizioni comuni, come per esempio per citare anche il progetto di legge che riguarda la riforma del trasporto pubblico locale che è stato approvato all'unanimità e giace da un anno e mezzo qui in Aula e non è stato portato all'attenzione, nonostante gli sforzi della Commissione. Io di questo ne devo prendere atto.
Però vorrei dire che non c'è stato nessun golpe, la verità è che io ho chiesto di poter trattare questo argomento perché nella settimana precedente qui in Consiglio regionale si è tenuto un convegno con il patrocinio del Consiglio stesso, che si chiamava "Convegno giustizia e società" e le conclusioni sono state quelle riportate dai giornali in cui si sollecitava da parte del Consiglio regionale una qualsiasi risposta, o positiva o negativa, ma di recepimento o meno di quella normativa.
Noi avevamo chiesto dei lumi al riguardo e noi dovevamo recepirla purtroppo perché nonostante la competenza primaria non potevamo farla propria se non con una norma apposita.
COGODI (R.C.) Hai proprio capito poco di quel convegno!
TUNIS (U.D.R.-Centro). La verità è che ho chiesto la collaborazione dei colleghi e mi hanno detto: "facciamola di martedì mattina" e ho detto "attenzione guarda che martedì sera c'è l'Aula", orbene mi hanno detto siccome ci sono stati questi momenti operativi precedenti possiamo trovarla anche in quell'occasione, va bene, ho cercato di farla in Aula e mi è stato detto "no" perché poteva, non dal Presidente, ma bensì dai colleghi stessi, ed allora abbiamo trovato questa giornata ideale che era martedì mattina per esaminare e portare avanti quelle che erano le esigenze dei cittadini sardi, che volevano essere paragonati a quelli dei cittadini italiani.
Allora, la verità mi è stato detto di farla martedì mattina, poi, quando è iniziata la seduta è chiaro che mi sono trovato in una situazione di difficoltà perché mi sono detto: come fanno dei componenti della Commissione urbanistica ad andare al seguito della Commissione industria per esaminare un relitto peraltro importante come quello giacente a Porto Torres, perché era giusto che si facessero sostituire e così è stato.
Quindi, per dire la verità, anche in maggioranza tenuto conto che avevamo di queste espressioni anche del nord, ci sono state queste sostituzioni, per cui abbiamo avuto che su undici consiglieri presenti in Commissione due erano assenti, uno della maggioranza ed uno dell'opposizione, sei dei presenti di maggioranza e tre dell'opposizione stessa; allora noi abbiamo tenuto un comportamento idoneo, abbiamo fatto delle valutazioni serie.
Però, vorrei rispondere anche a quell'altro aspetto del perché non c'è stata una consultazione dell'Assessore competente in materia, ed allora volevo ricordare che noi come Commissione urbanistica, verbale numero 35 del 25 novembre del 2003, abbiamo discusso dell'argomento addirittura discutendo l'interpellanza Morittu e più in cui si parlava dell'abusivismo edilizio ed avevamo fatto in modo di chiamare il Presidente della Giunta perché era anche Assessore dell'urbanistica ed in un colpo solo noi avevamo non solo degli esperti in materia ma avevamo il presidente Masala, lo avevamo come Assessore dell'urbanistica e si è fatto accompagnare anche dal direttore generale che è qui presente, l'ingegner Asunis, che è ora Assessore dell'urbanistica.
E quindi noi abbiamo avuto sull'argomento la più ampia illustrazione, abbiamo avuto su questi temi i più grossi orientamenti e noi c'eravamo orientati a dar seguito a questi. E quindi diciamo la verità il Presidente, almeno io personalmente, non ho voluto fare nessun golpe, se non quello di essere dalla parte dei cittadini che mi chiedevano anche quando stavo al rifornitore a rifornire di benzina l'auto, oppure anche in Aula quando alcuni consiglieri mi dicevano: perché non porti i provvedimenti, si è trattato l'argomento; e quindi la verità. Purtroppo è una logica quella della maggioranza e dell'opposizione, a volte si può operare con un'ampia maggioranza peraltro si può operare anche con maggioranze risicate.
La verità è che comunque noi dovevamo andare in Aula perché occorreva recepire quel provvedimento perché c'è stata una richiesta anche dei cosiddetti intellettuali della materia ecco per dire. Quindi, io non ho fatto nessuna azione che non fosse in regola, abbiamo i verbali che confermano questo orientamento, occorreva procedere, occorreva andare incontro alle esigenze della gente, alle esigenze da qualsiasi parte provenissero, del centro, della sinistra, della destra.
Allora, noi in Commissione ci siamo orientati, e vorrei dirvi espressamente che per procedere spediti, e quindi consentire all'Aula di potersi esprimere in tempi utili, come Commissione abbiamo proceduto ad operare una semplificazione del testo della Giunta, recependo peraltro alcune indicazioni in altri progetti di legge, come quello di Piana, e come anche quello degli altri progetti di legge che sono stati presentati, nel verbale risulta che c'è stata l'illustrazione di tutti i progetti di legge, poi è stato chiesto di potere fare...
(Interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Colleghi per cortesia!
TUNIS (U.D.R.-Centro). Poi abbiamo chiesto di poter avere delle note di specifica dei contenuti di questi progetti, siccome li abbiamo avuti, poi siamo stati costretti a trovare una soluzione che potesse venire incontro alle indicazioni della celerità, di fare in modo che si potesse approvare una norma o di recepimento o di non recepimento ma comunque sia fare adottare dal Consiglio una decisione in materia. La verità è che noi abbiamo semplificato ed abbiamo esaminato quei provvedimenti perché in effetti così è stato.
Il tema - diciamoci la verità - dell'urbanistica è delicato e non può essere che possa farsene un vanto una sola parte politica, e fa riflettere, e noi tutti quando si parla di condono scatta una molla, ci mettiamo in piedi per dire: quando mai condono! È un termine che non va bene perché quando si parla di condono si parla di abusi, e noi non siamo portati a dovere difendere gli abusi a tutti i costi; però volevo precisare che io non sono portatore di una vocazione dell'azione concessiva a tutti i costi, e né ho dentro di me neppure la vocazione del diniego a tutti i costi. Io avevo come Presidente e come Commissione l'obbligo di legiferare in materia, di portare un atteggiamento che è alla luce del sole, non può certamente essere criticato se non quello di avere avuto un atteggiamento, cosa posso dire, pragmatico e decisionista di arrivare ad un testo. Ed abbiamo cercato, tenuto conto della particolare situazione, ma solo in quella situazione, di arrivare ad un testo che potesse favorire i cittadini ed evitare quella disparità di trattamento fra italianisti e sardi e siccome io sono nazionalitario tendo a dover soddisfare i sardi!
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia!
TUNIS (U.D.R.-Centro). La verità è che non siamo protagonisti del condono, non vogliamo esserlo! Noi ci siamo accorti e lo ha illustrato il collega Masia che in un prospetto, che la direzione generale e il Presidente della Giunta avevano portato all'attenzione della Commissione, riguardava il sessanta per cento dei cosiddetti abusivi, quelli minori, quelli per mancanza di concessione oppure di difformità o di autorizzazione per cosa posso dire quelle chiusure di infissi che dovevano essere da tre vetri, oppure dovevano essere delle coperture, beh lo sa che questi sono il sessanta per cento dei reati, occorreva comunque procedere ed allora, diciamoci la verità, su diciottomila circa denunce che esistono in Regione, il sessanta per cento riguardano questi tipi di reati. Allora, però la Commissione ha fatto in modo di trovare la possibilità di chiudere le porte ai cosiddetti "grandi abusi", restringendo queste possibilità che non potessero essere applicate nei trecento metri, nelle zone archeologiche, nelle zone dunose e via del genere e quindi, diciamoci la verità...
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. Colleghi per cortesia! Scusi onorevole Tunis, colleghi per cortesia! Onorevole Dore per cortesia! Onorevoli Morittu e Orrù, onorevole Rassu, per cortesia! Facciamo concludere l'onorevole Tunis. Prego, onorevole Tunis.
TUNIS (U.D.R.-Centro). Non voglio offendere nessuno, questa mia voce, questo mio comportamento è così, è presentato in maniera cordiale e cerco comunque di chiarirlo. Vorrei dire che noi non ci siamo, cosa posso dire, allontanati da normative precedenti, abbiamo recepito la normativa nazionale, abbiamo cercato di far rispettare quel termine che vi era indicato, abbiamo lasciato la possibilità che i cittadini presentassero le domande, però per non fare una legislazione diversa da quella precedente ci siamo rifatti ad una norma del 11 ottobre 1985 numero 23, al comma due dell'articolo 2 dice: "Al fine della presentazione della domanda di permesso di autorizzazione in sanatoria si fa riferimento a quelle norme" ed io vado a guardare queste norme e mi accorgo che sono state fatte nel 1985, quando la maggioranza non era questa, non era questa con questo quadro politico, era una maggioranza diversa e quindi significava che se c'è questa vocazione oggi, con una maggioranza e un quadro diverso, lo hanno avuto anche nel 1985, in cui - cosa posso dire - erano presenti delle altre forze politiche ed io sono andato a guardare quali erano queste forze politiche e erano presiedute dalla buonanima dell'onorevole Melis, ed erano della sinistra, e quindi vorrei dire che siamo tutti noi portatori di questo interesse per i cittadini, l'abbiamo fatto nel 1985 all'articolo 40, si parla di domanda e procedimento della concessione in sanatoria e quindi signori se questa tendenza vi era all'articolo 40 di quella legge, che la maggioranza era diversa, altrettanto l'abbiamo avuta adesso recependola e quindi non discostandoci.
Un'altra osservazione e chiudo, ma sempre bonariamente e con cordialità, siccome sono stato accusato di aver tenuto una relazione con faciloneria, io vorrei dire che ho fatto una relazione con la coscienza che mi contraddistingue, in buona fede, con l'impegno e con l'aiuto sempre dei componenti della Commissione, possibilmente se si poteva raggiungere l'unanimità io cercavo di raggiungerla, altrimenti anche se si poteva facendo prevalere quelle che sono le regole della democrazia, una maggioranza, perché avevo questo. In riferimento all'onorevole Cogodi che mi ha fatto quel giudizio così negativo, vorrei dire che nella ricerca della composizione politica dell'ottobre 1985, per la legge regionale 23, mi sono accorto che era consigliere regionale anche lui, ed addirittura era anche Assessore, ed era Assessore all'Urbanistica. Allora sono andato dopo pranzo a vedermi, e il disegno di legge era quello dell'onorevole Cogodi, ed allora mi sono detto: ma come l'onorevole Cogodi ora si esprime in una certa maniera? Scusate! Ma no, ma senza nessuna offesa, cosa posso dire con il garbo che mi è consueto, vorrei dirle per come usa l'espressione un nostro conterraneo che è Benito Urgu e però io non voglio utilizzare quel termine confidenziale del tu, perché voglio darle tutta la rappresentatività del fatto che lei rappresenta il popolo sardo, io vorrei dirle "ma si ritiri di lì!"
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita - D.L.). Presidente, mi pare di aver capito che l'ordine dei lavori prosegue ora concludendo la discussione generale su questo progetto di legge e passando alla caccia. Io non so se sia questo, e le chiedo conferma se questo è l'ordine dei lavori, ma se questo fosse l'ordine dei lavori io credo che il dibattito che abbiamo seguito, ed io non dovevo intervenire ma le cose dell'intervento dell'onorevole Tunis mi ha persuaso a fare un intervento sull'ordine dei lavori perché mi sembra che stiamo discutendo con una situazione così di precarietà conoscitiva ed anche di strana procedura, una cosa molto delicata che poi va ad incidere sul nostro assetto urbanistico e sulla situazione dei nostri comuni, delle nostre città, della nostra qualità della vita. Dico per inciso che su cose così delicate ci vorrebbe un po' più serietà, da parte di tutti, a cominciare da parte mia, un po' più di istruttoria nella Commissione, un po' più di consapevolezza dell'Aula e un po' più di partecipazione di tutti. Ma credo che da questo punto di vista questa è la prima richiesta sull'ordine dei lavori e la Giunta dovrebbe, su un argomento di questo genere, presentarci un rapporto per capire quali sono, qual è la portata delle norme che stiamo approvando e che incidenza hanno sul territorio, qual è la valutazione, per quello che si può sapere, per quello che si può conoscere, non tutto e non tanto si può conoscere dei fenomeni di abusivismo, e cioè come consigliere vorrei essere messo, e sottolineo perché parlo sull'ordine dei lavori, in condizione di conoscere l'impatto del mio voto sulla situazione regionale, urbanistica, territoriale, sociale. Se voto un certo tipo di articolo che cosa succede oggi nel territorio, nei comuni? Che cosa stiamo sanando? Quanto stiamo sanando? Qual è l'impatto delle cose che stiamo sanando? Questo credo che, qualunque sia la nostra posizione, la nostra opinione, la vostra opinione, sia un'esigenza di tutti. Io chiedo, siccome non si voterà verosimilmente oggi ma nei prossimi giorni, chiedo alla Giunta che ci dia un quadro di quello che essa ritiene sia l'impatto di questa legge sul territorio, i fenomeni di abusivismo conosciuti, la quantità dei fenomeni, poi ognuno di noi li valuterà, uno vota in un modo ed uno vota in un altro, però sapere che cosa succede questo è essenziale, perché ho la sensazione, questa è la mia condizione, la vostra non lo so, io mi trovo in difficoltà a votare norme di cui non conosco l'impatto territoriale. La seconda cosa che vorrei dire e vorrei sottolineare, lo dico ai colleghi e tutti quanti siamo abbastanza travagliati, con l'esigenza che c'è di sanare qualche piccolo abuso marginale nei comuni, il rischio è che passino anche cose più macroscopiche e questo mi induce a sottolineare alla richiesta della Giunta che ci faccia un quadro di questa situazione. Abbiamo la necessità di legiferare con consapevolezza e con responsabilità, e la consapevolezza ci può essere data solamente dalle informazioni, per quanto parziali e non complete che la Giunta ci possa fare. La seconda considerazione, e prego la Presidenza di farsi interprete di questo, noi in qualche norma, in qualche finanziaria fa abbiamo approvato in quest'Aula una norma sulla trasparenza e io credo che in questa materia ognuno di noi deve essere trasparente; credo che appellandomi a quella norma che il Presidente del Consiglio ricorda benissimo, credo che dobbiamo essere chiamati in questa situazione a dichiarare o a declinare se come singoli consiglieri abbiamo interessi specifici, personali, familiari o aziendali nell'approvazione di questa norma. Io credo che questa norma vada approvata col massimo di trasparenza, chiedo alla Presidenza del Consiglio che alla luce delle norme sulla trasparenza della vita dell'attività dei consiglieri regionali, venga richiesto ai singoli consiglieri di conoscere se hanno motivi di interesse e se possono essere coinvolti in motivi di interesse nell'applicazione di questa norma. Questo è essenziale se vogliamo essere credibili nel nostro voto, grazie.
PRESIDENTE. Siamo arrivati sostanzialmente alla conclusione degli interventi programmati in discussione generale e, quindi, adesso dobbiamo dare la parola alla Giunta per la replica. Penso che sia nella valutazione che l'Assessore regionale agli enti locali ed urbanistica, di illustrare al Consiglio, se sono in suo possesso i dati relativi anche alla consistenza del fenomeno dell'abusivismo, così come richiesto dall'onorevole Selis. Peraltro non vedo come si possa fare diversamente, se l'Assessore lo riterrà nella sua replica potrà dare - se li ha e se lo riterrà opportuno - questi dati. Le altre questioni che sono state chieste dall'onorevole Selis credo che dovessero trovare risposta nell'istruttoria che è stata fatta in Commissione, quindi, non penso che in questo momento...
(Interruzioni)
Non è una questione che può essere sollevata in questo momento, colleghi. Non è una questione che possa essere sollevata in questo momento! Adesso noi diamo la parola all'Assessore per la replica e spetta all'Assessore valutare se riterrà opportuno o meno, se li avrà, dare anche le informazioni che sono state richieste.
Per quanto riguarda la seconda questione, sollevata dall'onorevole Selis, faccio presente all'onorevole Selis che spetterebbe alla consapevolezza di ogni consigliere regionale trovare il modo, l'opportunità e la sede per illustrare o dichiarare le questioni che sono state sollevate dall'onorevole Selis e che sono state recepite, diceva l'onorevole Selis, in una norma contenuta nella finanziaria approvata nei tempi trascorsi. Durante la replica dell'Assessore, per quanto mi riguarda, io cercherò di prendere visione di questa norma e poi eventualmente...
Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.
ASUNIS, Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Grazie signor Presidente e grazie anche a tutti i consiglieri che in gran parte, con i loro interventi, mi danno chiaramente la possibilità...
PRESIDENTE. Scusi Assessore, se dobbiamo parlare in tre o in quattro! Prego.
ASUNIS, Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Dicevo: grazie anche ai consiglieri regionali che hanno parlato prima di me e che mi danno per altro l'opportunità forse di operare alcune puntualizzazioni ed alcuni conseguenti chiarimenti. Ricordo all'Aula che il 25 del mese di novembre dell'anno scorso la quarta Commissione audì l'Assessore ad interim Presidente attuale della Giunta regionale, in riferimento alle problematiche inerenti al decreto legislativo sul condono. In quell'occasione io, che in quel momento ricoprivo una carica completamente differente, accompagnai il Presidente Masala ai lavori della quarta Commissione e consegnai alla quarta Commissione, non in un'unica copia, un dossier dove sono identificate tutte le opere abusive realizzate sul territorio sardo così come denunciate dalle amministrazioni comunali o così come identificate dalle strutture regionali. Questo documento, vi ricordo, distribuito a tutti i componenti presenti chiaramente della quarta Commissione consiliare, è articolato su varie tabelle. C'è una tabella complessiva che identifica quantitativamente il numero delle opere realizzate in assenza di autorizzazione o di concessione edilizia e che ripartisce lo stesso numero a livello provinciale, in riferimento chiaramente alle tipologie di abuso. Così come ricordava il consigliere Masia nel suo intervento, riportando alcuni dati che ho notato essere perfettamente coincidenti alle tabelle, quindi recuperati dalle tabelle a suo tempo consegnate alla quarta Commissione, si rileva che il numero delle opere realizzate in assenza, come dicevo prima, di autorizzazione o concessione, assommano a 17.837. Di queste, la parte più consistente, per un importo complessivo pari a 9.934, ricadono nelle tipologie di cui all'articolo 6 della legge regionale numero 23 dell'85. Stiamo parlando di fatto di interventi edilizi, volti all'implementazione delle volumetrie preesistenti, riconducibili in gran parte alla chiusura di verande, loggiati, terrazze ed incrementi volumetrici in posizione contigua al corpo di fabbrica preesistente.
In relazione invece alla tipologia di cui all'articolo 7, che mi permetto di ricordare, quella relativa alla parziale difformità, siamo in presenza di 965 casi. Per quanto attiene la tipologia di cui all'articolo 9, sempre della legge numero 23, ovvero opere realizzate su aree di proprietà dello Stato, della Regione e di altri enti pubblici, siamo in presenza di 471 illeciti. Ricordo puntualmente che una parte consistente dei 471 illeciti attiene ad opere di ampliamento di complessi edilizi posti in capo all'Istituto Autonomo Case Popolari.
Abbiamo poi la successiva tipologia, articolo 10, che è riferita alla ristrutturazione edilizia, che assomma 43 casi. In riferimento invece all'articolo 10, sempre della legge numero 23, che attiene i mutamenti di destinazione d'uso, i casi accertati e denunciati sono pari a 91. Per quanto invece riguarda l'articolo 14, ovvero le opere realizzate senza autorizzazione- e poi andremo a vedere di che tipologie si parla un po' più nello specifico - abbiamo rilevato una consistenza pari a 2.383 casi. Quindi di fatto, tornando a ritroso, 9.934 è la punta dell'iceberg in riferimento ad ampliamenti volumetrici relativi a fabbricati preesistenti, in seconda battuta abbiamo 2.383 casi in riferimento ad opere realizzate senza autorizzazione preventiva. Ricordo che l'autorizzazione è riferita alla manutenzione straordinaria, al restauro, all'assenza di autorizzazione in riferimento alla realizzazione di recinzioni, cancellate, pergolati, vasche di accumulo, demolizioni senza preventiva autorizzazione. Passando invece alla tipologia successiva, ovvero quella di cui all'articolo numero 15 della legge numero 45, ovvero in riferimento alle opere interne, abbiamo un dato oserei dire modestissimo, ma forse perchè di fatto questa tipologia di opera sfugge dal controllo, in quanto realizzata all'interno del complesso edilizio, quindi non visibile, quindi non denunciabile nello specifico. Siamo in presenza di 13 casi.
Per quanto attiene invece la partita riferita all'articolo 17 - e stiamo parlando delle cosiddette lottizzazioni abusive - fermo restando la elisione di tutte quelle fattispecie che sono state di fatto dalle amministrazioni comunali perimetrate e programmate ai sensi della legge numero 23 attraverso uno specifico piano di risanamento edilizio, sono presenti, allo stato attuale, in tutto il territorio isolano esclusivamente tre casi. Forse l'onorevole Pirisi quando si riferiva a una mia dichiarazione in riferimento al numero 3, faceva riferimento a questa tipologia, credo.
Oltre a questi numeri, abbiamo ancora, di fatto, altri 581 casi che sono indefiniti, ovvero sono delle tipologie che non rientrano in maniera chiara all'interno di quelle definite attraverso la legge numero 23, di cui c'è la difficoltà oggettiva di andare a incasellarle puntualmente. Ripeto, questi dati riferiti alle singole tipologie di abuso sono ripartiti a livello provinciale e in riferimento a ogni provincia sono ripartiti a livello comunale, nelle tabelle date. Chiaramente, come si faceva osservare negli interventi che hanno preceduto, senz'altro alcune situazioni conseguenti all'avvio di ipotesi di condono edilizio possono oggettivamente aver generato momenti di accelerazione, o comunque momenti di potenziale programmazione di attività al di fuori di una preventiva autorizzazione o concessione. Questo fatto è stato tenuto in debita considerazione dalla Giunta regionale, in debita considerazione dall'Assessorato degli enti locali, finanze e urbanistica, e a tal proposito voglio informare l'Aula che stiamo procedendo all'acquisizione, stiamo aspettando la consegna, della ortofotocarta su tutto il territorio regionale, scala 1:10000 in coordinate Gauss-Boaga, quindi con lo stesso taglio della carta tecnica regionale, in riferimento ad un volo che è stato fatto a cavallo della fine di marzo del 2003 primi giorni mese di aprile. Il che vuol dire che l'Amministrazione regionale, e nello specifico l'Assessorato degli enti locali, finanze ed urbanistica, potrà oggettivamente dare a tutte le amministrazioni comunali quel supporto atto a identificare quelle che sono le opere presenti a una certa data e quindi, in qualche modo, anche a perseguire coloro che ipotizzando la scarsa organizzazione della macchina amministrativa regionale pensano che pur operando successivamente alla data identificata dal legislatore nazionale possano farla - scusate il termine - in barba alle norme stesse.
Di fatto l'attività portata avanti dalla Giunta regionale, come senz'altro la quarta Commissione ha avuto modo di rilevare, era finalizzata ad una rivisitazione complessiva della legge numero 23, con alcune integrazioni che consentissero complessivamente di avere un testo unico e quindi un testo più facilmente gestibile da parte delle amministrazioni comunali e, perché no, da parte anche dei cittadini della nostra Isola. Testo che di fatto aveva, come punto nodale, la convinzione, il presupposto che comunque il condono edilizio non potesse trovare applicazione in una serie di fattispecie che già il Consiglio regionale, a suo tempo, con specifica disposizione normativa, aveva identificato in occasione della partita riferita alla formazione dei piani territoriali paesistici. Mi riferisco, nello specifico, a quanto ricontenuto nell'articolo 10 bis della legge regionale 45 così come successivamente integrata. La Giunta ritenne, a tal proposito, che non potevano sussistere condizioni di dubbio in riferimento alla non applicabilità delle disposizioni di cui al condono edilizio, in riferimento alle fattispecie che vado, seppur sommariamente, a elencare: fascia di rispetto dei 300 metri dal mare, fascia di rispetto pari a 150 metri dalle aree spondali in riferimento all'elenco dei fiumi come a suo tempo deliberato dalla Giunta regionale, aree sottoposte a vincolo Ramsar, laghi naturali, spiagge, aree dunali, chiaramente con quelle limitazioni che poi sono proprie ricontenute all'interno del secondo comma dello stesso articolo 10 bis, ovvero limitazioni in riferimento alle isole minori, per le quali la profondità dei 300 metri viene ad essere ridotta per effetto della disposizione legislativa regionale a 150 metri, con alcune possibilità di operare nei 300 metri, ma in casi puntuali e chiaramente identificati dal dispositivo legislativo.
Di fatto, come facevo osservare nel primo passaggio del mio intervento, allo stato attuale siamo nella considerazione di poter dichiarare che la quasi totalità degli interventi edilizi realizzati senza autorizzazione o senza concessione edilizia interessanti l'Isola sarda sono in massima parte riferiti ad ampliamenti e, in riferimento agli ampliamenti, alla tipologia afferente la chiusura di balconi, verande e loggiati o alla parziale sopraelevazione sui lastrici solari, nonché a tipologie che di fatto abbisognano in base al quadro normativo regionale di specifica autorizzazione e che però sono riferite ad opere oggettivamente minori. Le ipotesi identificate dallo Stato in riferimento al dimensionamento massimo degli abusi che possono essere sanati oggettivamente risentono di alcune riflessioni su scenari che non sono della nostra realtà sarda. Noi assistiamo di fatto, scusate se mi ripeto, ad un fenomeno abusivo molto contenuto in termini dimensionali, molto contenuto presumibilmente perché in questi anni che si sono succeduti all'entrata in vigore della legge numero 23 è cresciuta la coscienza da parte dei nostri amministratori locali, forse perché è cresciuta anche la presenza delle strutture tecnico-amministrative locali in compartecipazione con quelle regionali nel supporto e nella verifica delle situazioni territoriali, ma forse ancora perché oggettivamente è cresciuta un po' una coscienza da parte di tutto il popolo sardo.
Io sono dell'avviso che, di fatto, il documento licenziato dalla quarta Commissione, pur parendo in prima battuta un documento eccessivamente asciutto, di fatto ricontenga il caposaldo primario che è stato messo a base del ragionamento da parte della Giunta regionale, ovvero la volontà di preservare parti significative del nostro territorio, parti del territorio che devono essere considerate alla stessa stregua delle cosiddette invarianti territoriali stesse.
Per quanto attiene per altro all'aspetto riconducibile alla legge 23, il testo della quarta Commissione non vanifica il contenuto della legge 23, se non parzialmente. La legge 23 è senza ombra di dubbio un caposaldo nel quadro normativo regionale, è una legge composita, laddove vengono analizzate problematiche che attengono all'abusivismo edilizio, ma dove c'è anche una ricchezza in termini normativi in riferimento a problematiche di natura edilizia, di natura pianificatoria, che proseguono chiaramente a sussistere e a convivere con il dispositivo predisposto dalla quarta Commissione, legge 23 che per altro prevede un capo specifico che non attiene direttamente né alla materia edilizia né alla materia urbanistica né alla materia dell'abusivismo, ma al campo riferito alle espropriazioni.
Quindi di fatto i punti forti e significativi ricontenuti nella legge numero 23 non trovano momento di vanificazione in riferimento al testo licenziato dalla quarta Commissione. Questo porta la Giunta regionale a valutare positivamente il testo stesso e a rendersi disponibile durante la discussione in Aula ad affrontare qualsivoglia emendamento che tenda a perseguire quello che di fatto mi sembra di cogliere, alla fin fine, è l'interesse dell'intera Aula, evitare che ci sia una cosiddetta "azione speculativa" da parte di soggetti che mirano a minare l'integrità delle parti più significative del nostro territorio costiero.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis sul Regolamento. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, ho acquisito la documentazione citata durante l'intervento dell'Assessore e acquisito la documentazione citata dall'Assessore e abbiamo preso atto che la Giunta sta aggiornando i dati. Questi dati sono stati consegnati, sono di qualche mese fa, mi pare di qualche mese fa, io chiederei, ai sensi dell'articolo 105 del Regolamento, che nel momento in cui dovremo procedere, nei prossimi giorni, a votare la legge, abbiamo un aggiornamento puntuale di questa documentazione, in base anche alle rilevazioni che mi pare di capire l'Assessore annunciasse in Aula. E ci sia su questo anche una valutazione delle opere con un minimo di relazione che l'Assessore e la Giunta possono consegnare.
Dico questo e lo sottolineo con forza perché in questi mesi dall'annuncio del Governo e dalla paventata approvazione delle norme sull'abusivismo si ha notizia che nel territorio regionale ci sia stato un incremento di opere di abusivismo. Vorremmo che fossero censite, vorremmo conoscerle e vorremmo quindi legiferare avendo dati aggiornati, possibilmente al momento più recente possibile e non dati di mesi e mesi fa. Lo dico, Presidente, ho chiesto di intervenire sul Regolamento, perché citando l'articolo 105 la Presidenza e la Giunta si facciano interpreti di queste esigenze, di questi diritti del Consiglio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine del giorno il consigliere Dore. Ne ha facoltà.
DORE (La Margherita-D.L.). Abbiamo ascoltato con estrema attenzione la relazione dell'Assessore, però, francamente, intanto mi pare che ci sia stata un'omissione credo involontaria perché nell'elencazione che ha fatto, tolte le tre lottizzazioni abusive, non ci sarebbe neanche un abuso totale. E questo mi sembra veramente fuori dalla realtà. Io ho segnato con attenzione, quindi evidentemente in Sardegna non c'è neanche un abuso totale, mentre ne conosciamo tutti, ce li abbiamo spesso davanti agli occhi, ci sono degli attici, delle case, quindi questo.
Poi, francamente mi pare che questa copertura a posteriori dell'operato della Commissione sia abbastanza discutibile, tenuto conto che...
PRESIDENTE. Onorevole Dore, scusi, questa non è la sede nella quale un consigliere può esprimere giudizi. Siamo in una sede nella quale dobbiamo passare al voto per il passaggio agli articoli. Lei avrà modo anche successivamente, discutendo dei singoli articoli o degli emendamenti, di esprimere la sua valutazione politica in relazione alle affermazioni rese dall'Assessore nella sua replica.
DORE (La Margherita-D.L.). Mi sembrava una dimenticanza.
PRESIDENTE. Prego, abbiamo preso atto di questo. Per quanto riguarda il problema sollevato dall'onorevole Selis abbiamo registrato e credo che sia interesse della Giunta e dell'Assessore fornire a tutti i consiglieri, nei tempi più brevi possibili, i dati finali che però mi pare siano stati anche verbalmente riferiti dall'Assessore regionale.
Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Intervengo sul proseguo dei lavori e sulla sua proposta di passare al voto. Io vorrei proporre, Presidente, di non passare questa sera al voto dell'esame degli articoli perché penso che al Consiglio, prima di procedere nell'esame di questa legge e anche di proseguire nella discussione e nella presentazione degli emendamenti, sarebbe utile conoscere, sulla base delle cose che diceva l'Assessore, anche la condizione degli abusi compiuti nella nostra regione e certificati dalle aerofotogrammetrie, così come l'Assessore ha richiamato, perché noi siamo preoccupati, abbiamo visto alcuni emendamenti che già sono stati presentati all'Aula, l'indicazione di mappali precisi, vorremmo sapere, in quei mappali, quanti sono gli abusi compiuti, se ci sono stati abusi e quali sono le condizioni che si vogliono sanare.
Quindi, Presidente, io proporrei di spostare il voto sul passaggio all'esame degli articoli a lunedì mattina alle ore 11, quando il Consiglio è convocato, come i colleghi sanno, per la seduta obbligatoria, e da qui a lunedì se il Consiglio potesse avere maggiori elementi di valutazione e di conoscenza questo aiuterebbe la discussione.
PRESIDENTE. E' stata avanzata una proposta sulla quale è chiaro, l'Aula dovrà decidere. E' necessario che vi sia un intervento a favore e uno contro. Ha domandato di parlare il consigliere Corona sulla proposta dell'onorevole Spissu. Ne ha facoltà.
CORONA (F.I.-Sardegna). Noi siamo favorevoli, Presidente, a questa proposta. Maggiori elementi abbiamo su questo campo meglio è. Grazie.
PRESIDENTE. Un intervento contrario? Se non vi sono interventi contrari mi pare che l'Aula sia disposta ad accogliere la proposta dell'onorevole Spissu di rinviare a lunedì il voto per il passaggio agli articoli sul provvedimento che abbiamo all'esame. La riunione del Consiglio di lunedì è prevista per le ore 11. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Sull'ordine dei lavori, Presidente. Mi era sembrato di capire stamattina che appena avremmo sospeso l'esame della proposta di legge che abbiamo testé deciso di rinviare a lunedì, si potesse passare all'esame del disegno di legge numero 518, esitato dalla Commissione agricoltura e ambiente stamattina. Per cui io proporrei di esaminare stasera il disegno di legge 518.
PRESIDENTE. L'onorevole Cappai propone di passare all'esame, nella prosecuzione dei lavori di stasera, del disegno di legge 518/A. Naturalmente, credo che anche su questa proposta occorra un'espressione dell'Aula. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L.). Presidente, non ho capito di che proposta si tratta perchè non mi risulta che mi sia stata consegnata nessuna proposta; io non so di che cosa dobbiamo discutere. Credo che sia diritto e dovere di ogni consigliere prendere atto di quello che dobbiamo discutere. Io ad oggi non ho materialmente un testo di legge, me lo farete leggere? Me lo farete studiare? Me lo farete istruire? Di che cosa dobbiamo discutere? Io ho piena fiducia nella Commissione, ma poi ho il dovere come consigliere di leggere, di studiare e di vedere qualcosa, non sono contrario a priori, devo però, in coscienza, leggere che cosa è stato scritto, mi sembra il minimo. Mi sembra il minimo. Io ad oggi, né gli uffici, né la Presidenza, nessuno mi ha consegnato nessun disegno di legge e anche se mi venisse consegnato adesso vorrei avere in tempo di leggerlo e credo e chiedo al Presidente che si faccia interprete di questo mio diritto, dovere ed esigenza.
PRESIDENTE. Onorevole Selis, la Conferenza dei Capigruppo... colleghi, per cortesia. Onorevole Corona, per cortesia, la Conferenza dei Capigruppo stamattina ha deciso di riaprire la seduta pomeridiana con l'esame del disegno di legge 518. Alla riapertura della seduta pomeridiana il testo del 518 non era ancora chiuso nel senso che era in distribuzione, tant'è vero che gli uffici hanno provveduto ad inserire il punto all'ordine del giorno della seduta pomeridiana. Quindi, sotto questo profilo, diciamo che il testo è stato licenziato dalla Commissione, è stato inserito all'ordine del giorno della seduta pomeridiana perchè su questo vi era l'accordo della Conferenza dei Capigruppo che si è tenuta alla fine della mattinata. Quindi, sotto questo profilo diciamo che il punto è regolarmente iscritto all'ordine del giorno e su questo punto l'Aula, se lo ritiene, può iniziare la discussione perchè c'era un accordo che è stato...onorevole Selis…
SELIS (La Margherita-D.L.).Come faccio a discutere una legge che non conosco?
PRESIDENTE. Non c'è ombra di dubbio, onorevole Selis, se lei mi lascia concludere poi io le darò anche la possibilità di esprimersi in relazione alla proposta, però mi è sembrato opportuno ricordare ai colleghi quello che è successo nella mattinata e quelli che erano stati gli impegni presi in Conferenza dei Capigruppo. A meno che io non abbia avuto delle informazioni sbagliate e in questo caso, i Capigruppo presenti alla Conferenza potranno intervenire e riferire all'Aula degli accordi intercorsi. Quindi, è stato regolarmente inserito il 518 all'ordine del giorno, il testo è stato distribuito. Mentre si attendeva la distribuzione del testo del 518, questa Presidenza ha ritenuto opportuno continuare con il provvedimento che avevamo iniziato a discutere in mattinata. Ora, quel provvedimento è stato accantonato perchè al voto si arrivi lunedì mattina, c'è una proposta dell'onorevole collega Cappai che propone di continuare i lavori della serata con la discussione del 518. È una proposta, su questa proposta ci si può esprimere, uno a favore e uno contro e l'Aula deciderà come procedere. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L.). Presidente, io non ne sto facendo...
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Selis, le chiedo scusa, è vero, chiedo scusa anche all'onorevole Pittalis che aveva chiesto di intervenire, vi prego nella sequenza che ho esposto: uno a favore e uno contro rispetto alla proposta dell'onorevole Cappai. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Molto brevemente, signor Presidente, su questa proposta per dichiararci d'accordo. Non comprendiamo un certo atteggiamento dello schieramento del centrosinistra che non ha preso minimamente...
(Interruzioni)
SPISSU (D.S.). Da dove stai arrivando, Pittalis?
SELIS (La Margherita-D.L.). E' una mia posizione individuale. Chiedo di parlare perché è una questione pregiudiziale.
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia! Qui non stiamo parlando di schieramenti, onorevoli colleghi. Non stiamo parlando di schieramenti! L'onorevole Selis non ha detto di parlare a nome del centrosinistra, e non si è neanche espresso sulla proposta e quindi, onorevole Pittalis, la prego di pronunciarsi sulla proposta.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Io ero ancora convinto che essendo l'onorevole Gian Mario Selis il candidato Presidente della coalizione del centrosinistra, anche oggi rappresentasse la sintesi…
SELIS (La Margherita-D.L.). No, rappresento me stesso.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Se così oggi non è, chiedo scusa e mi riferisco all'intervento personale dell'onorevole Selis rispetto al quale io mi permetto di dissentire perchè abbiamo acceduto alla proposta formulata dal Capogruppo onorevole Spissu di rinviare il voto a lunedì, in una corretta dialettica su un argomento delicato come quello dell'abusivismo edilizio su un problema altrettanto urgente come quello della caccia, i cinquantamila cittadini sardi che attendono risposte dal Parlamento sardo sull'abusivismo potranno attendere ancora qualche settimana, ma mi pare che non ci siano più i termini per quelle centinaia e migliaia di cacciatori soprattutto sardi che attendono un pronunciamento da parte dell'Assemblea regionale e quindi, siccome se il provvedimento viene portato in Aula a febbraio inoltrato non avrebbe più senso, da qui la ragionevolezza e la fondatezza della proposta dell'onorevole Cappai perchè il testo di legge venga esaminato e possibilmente esitato nei lavori della giornata odierna. Grazie.
PRESIDENTE. Va bene. C'è qualche intervento contrario alla proposta? Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L.). Io non sono contrario né favorevole, io ho chiesto semplicemente che la Presidenza interpreti il mio diritto e dovere di consigliere regionale di leggere i testi che discutiamo. Io non so né favorevole né contrario a questo disegno di legge, io chiedo di poterlo leggere e chiedo pertanto che mi sia dato il tempo, una giornata per studiarlo. Questo è un fatto di responsabilità, se poi qui dentro legiferiamo così tanto per legiferare e se ogni pretesto dalla caccia all'abusivismo è pretesto per fare bassa propaganda di tipo elettorale, questo mortifica chi lo fa e non me stesso. Io voglio essere serio e studiare e votare consapevolmente i provvedimenti che mi vengono proposti e questo mi è stato consegnato adesso e sfido chiunque a studiare e a approfondire una legge in dieci secondi. Allora, da questo punto di vista il centrosinistra prenderà le sue posizioni, io non ne faccio né un problema né di destra, né di sinistra, né di cacciatori né di non cacciatori, ne faccio un problema di serietà e chiedo di poter leggere, studiare e conoscere le cose che sono chiamato a votare.
PRESIDENTE. Colleghi, è stata sollevata una pregiudiziale. Allora, io sto applicando il Regolamento, c'è stata una proposta. Ho chiesto un intervento a favore sulla proposta e uno contro. Non posso dare la parola ad otto colleghi che l'hanno chiesta per esprimersi su che cosa? Allora, io ho chiesto un intervento a favore e c'è stato ed è stato svolto dall'onorevole Pittalis. Ho chiesto un intervento contro la proposta dell'onorevole Cappai, poi tutta la discussione sul fatto che occorra prendere più tempo per approfondire il contenuto del 518 è un'altra discussione. Non possiamo svolgerla in questo momento e quindi, per cortesia, un collega che voglia intervenire contro la proposta dell'onorevole Cappai.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Ma io ritengo che sia avvertita da tutti i consiglieri l'esigenza di porre fine a questa specie di tormentone in materia di caccia a febbraio e che quindi sia necessario un atto di serietà, fare chiarezza nel contenuto e nel merito e smetterla col gioco, non dico delle parti, con il gioco delle parti ingannevoli.
Io, pur seguendo i lavori del Consiglio, perché alla pari degli altri colleghi e sto prendendo parte alla discussione e quindi anche all'ascolto del testo di legge sull'urbanistica, tuttavia nel frattempo, mentre ascoltavo i colleghi che parlavano e assumevo i miei appunti per la prosecuzione dei lavori sul testo della normativa urbanistica edilizia, contestualmente sono riuscito a chiedere il testo che avrebbe nel frattempo esitato la Commissione, e quindi con un occhio essere attento a quello che il Consiglio discuteva e con un orecchio pure e con l'altro occhio tentare di leggere le carte che nel frattempo sono state depositate in quel tavolo senza dare nessuna comunicazione ai consiglieri i quali non vivono sotto e neppure sopra quel tavolo.
Ciò nonostante, siccome non vorremmo che continui questa specie di rappresentazione scenica di Cappai e poi da ultimo sento anche il collega Pittalis che sarebbero più o meno cacciatori rispetto agli altri, non si sa perchè, che ce l'avrebbero con i cittadini che intendono legittimamente esercitare la caccia, io propongo che la si smetta. Quindi, ecco in che cosa solo sono contrario alla proposta di Cappai, sono contrario poco poco per quanto mi riguarda, nel senso che a me è sufficiente, però non so degli altri, mezz'ora perchè possa appena ritrovare i riferimenti legislativi che sono contenuti in quel testo di legge che era depositato lì e che io nel frattempo ho potuto sbirciare dopo che la proposta di inserimento di quel testo di legge all'ordine del giorno del Consiglio ben ricordo è stata fatta dal collega onorevole Spissu che mi pare sia del centrosinistra, e non del centrodestra, quindi, perché continuare in queste specie di cose? Ricordo benissimo che io stesso ho firmato l'autorizzazione in deroga per il nostro Gruppo perchè la Commissione potesse lavorare in deroga stamattina anche ritardando i lavori dell'Aula su altro argomento importantissimo e mi pare che siamo dalla parte, non dico del centrosinistra, ma della sinistra più che di centrosinistra e quindi di che cosa si ciancia da quella parte? Chi vuole prendersela con i cardellini più di tanto se la prenda con i cardellini fuori di qui, ma per la serietà insomma, quello che è accaduto tra ieri e oggi, questo dice, che abbiamo chiesto noi l'inserimento all'ordine del giorno, che abbiamo dato la possibilità alla Commissione di lavorare in deroga e che altro si vuole? Che andiamo pure noi a prendere i tordi per darli a Cappai? Vai e te li prendi tu!
Detto questo, la mia contrarietà perchè sono, come dire, legittimamente interveniente in quanto contrario, dico che il tasso di contrarietà per stare nella legittimità, attiene a questo, io non so degli altri colleghi, per me è sufficiente mezz'ora perchè possa doverosamente ricercare, ritrovare e connettere i riferimenti legislativi che sono contenuti in questa proposta di legge. Quindi questo non mi può essere assolutamente negato, credo, naturalmente se un altro collega che nel frattempo non ha potuto fare due cose nello stesso tempo avesse bisogno di un'ora o di più, sarà l'altro collega a dirlo, però negare ai consiglieri che devono fare leggi, il diritto e il dovere di sapere che cosa si porta in Aula per discutere e per approvare, questo mi pare che sia una cosa che non può accadere.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cogodi. Mi pare più che legittima la richiesta e quindi questa Presidenza, interpretando anche queste ultime battute dell'onorevole Cogodi, sospende la seduta. I lavori riprenderanno alle ore 19 e 30. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 53, viene ripresa alle ore 19 e 32.)
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIO
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita - D.L.). Sull'ordine dei lavori brevissimamente. Io ho provato in questa mezz'ora ad approfondire la legge, cercando di utilizzare anche le competenze dei colleghi della Commissione agricoltura che l'avevano esaminata e devo dire che mezz'ora non è sufficiente per approvare una legge così di una qualche delicatezza. E poi, nella discussione della legge, ho anche visto che probabilmente ritengo utile presentare degli emendamenti; però vedo ai sensi del comma quinto dell'articolo 84 che gli emendamenti devono essere presentati, leggo testualmente "entro le ore 14.00 del giorno precedente della seduta nella quale verrà votato il passaggio all'esame degli articoli".
Ora io avrei dovuto presentare gli emendamenti alle 14.00 di ieri per una legge che mi è stata consegnata alle 19.00 o alle 18.30 di oggi. Questo è un motivo, mi pare, dirimente e io credo che il Presidente apprezzi questo motivo e lo interpreti. In caso contrario dovrei naturalmente chiedere l'inversione dell'ordine del giorno per consentire a noi di presentare gli emendamenti, ma in ogni caso non si potrebbe votare questo provvedimento. Chiedo un'interpretazione del Presidente e un pronunciamento.
PRESIDENTE. La seconda fase della sua richiesta, primo il comma 5 e poi in subordine che cosa ha chiesto?
SELIS (La Margherita-D.L.). Se questo fosse possibile, se gli emendamenti venissero consentiti e quindi non si può passare alla votazione al passaggio degli articoli, si può fare la discussione generale, ma poi si può con un'inversione dell'ordine del giorno discutere in nottata un altro argomento, per esempio il consiglio delle autonomie che è molto importante.
Quindi la mia proposta è: si faccia pure la discussione generale, non si passi al passaggio degli articoli perché intendo approfondire l'argomento e presentare degli emendamenti, posto che…
PRESIDENTE. Il comma 8, onorevole Selis, dell'articolo 84, "Sui provvedimenti inseriti in ordine del giorno, ai sensi del comma 2 dell'articolo 55, gli emendamenti possono essere presentati anche senza l'osservanza del termine di cui al precedente comma 5, purché prima della votazione sul passaggio all'esame degli articoli, e possono essere discussi e votati nella stessa seduta in cui sono presentati. In caso di chiusura anticipata della discussione generale, la votazione sul passaggio, eccetera, eccetera…". Ora, al di là di questo aspetto, c'è un altro aspetto che va tenuto presente, va considerato nell'approdare poi a una decisione definitiva, che è frutto anche di un accordo preso questa mattina, la procedura che stiamo seguendo. Qualcuno sta definendo ancora gli emendamenti, ha chiesto cinque minuti, lei sta facendo una proposta, se possiamo chiedere un intervento a favore e uno contro, poi si vota, però gli emendamenti sono… Lei li può presentare, onorevole Selis, e intanto facciamo la discussione.
SELIS (La Margherita - D.L.). Presidente, chiedo l'inversione dell'ordine del giorno e che si discuta il consiglio delle autonomie per consentirmi di presentare gli emendamenti. Chiedo la votazione a scrutinio palese.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Grazie Presidente, io capisco la grande o presunta abilità dell'onorevole Selis, però devo ricordare all'Aula che questo disegno di legge approda in Aula per volontà unanime della Conferenza dei Presidenti di Gruppo e anche per volontà della stessa Commissione, che all'unanimità ha esitato questo disegno di legge. Credo che l'interpretazione sia solo questa, nel momento in cui il Consiglio all'unanimità ha deciso di portare questo disegno di legge, è segno evidente che aveva considerato tutte le questioni che ha sollevato l'onorevole Selis, per cui io credo che non possa essere assolutamente accettata la proposta che viene fatta dall'onorevole Selis.
PRESIDENTE. Inizia la discussione, dopo la discussione discutiamo l'inversione. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Molto probabilmente il collega Selis, e mi dispiace dire quanto sto per dire, non ricorda che l'inversione dell'ordine del giorno per inserire questa legge l'abbiamo chiesta noi, perché il Consiglio delle autonomie è già al secondo punto dell'ordine del giorno. Allora, io credo che non sia necessario, non possiamo rimanere sempre votando e rivotando, l'ordine del giorno è stabilito, abbiamo deciso un percorso che è stato condiviso, perché il collega Cogodi non aveva giustamente condiviso il percorso e ha chiesto che questo provvedimento andasse all'esame della Commissione, la Commissione ha esaminato il provvedimento, io stesso ho chiesto stamattina al Presidente del Consiglio e agli altri colleghi Capigruppo di non discutere subito questa legge perché ci fosse la possibilità di un'analisi completa da parte di tutti i colleghi.
Io credo che il Presidente del Consiglio abbia fatto bene a sospendere la seduta per dare la possibilità a tutti di esaminare il provvedimento; gli emendamenti possono essere presentati.
SELIS (La Margherita-D.L.). Quando?
FADDA (La Margherita-D.L.). Anche adesso…
SELIS (La Margherita-D.L.). Come si fa a presentare adesso gli emendamenti?
FADDA (La Margherita-D.L.). Io non l'ho interrotta anche quando non ho condiviso, collega Selis.
SELIS (La Margherita-D.L.). Io la interrompo perché sta dicendo delle cose che sono una violazione palese dei diritti dei consiglieri.
FADDA (La Margherita-D.L.). No, ha già risposto il Presidente su questo.
SELIS (La Margherita-D.L.). Io sto chiedendo l'inversione e va messa in votazione.
FADDA (La Margherita-D.L.). Mi dispiace. Credo che poi possiamo, come abbiamo fatto, bocciare anche il provvedimento, però il Consiglio per la dignità dell'Aula, visto che mi interrompe il collega Selis, deve essere rispettata e anche la dignità dei colleghi che hanno chiesto l'inversione dell'ordine del giorno e abbiamo deciso tutti quanti che si discutesse di questo provvedimento.
PRESIDENTE. Colleghi, scusate, onorevole Selis, troviamo una soluzione anche per i suoi problemi. È stato già detto quanto confermato dall'onorevole Fadda, lo ringrazio, in merito agli impegni presi e assunti. C'è un accordo e quando c'è un accordo, onorevole Selis sa in quanto è stato anche Presidente; c'è stato un accordo in merito, ma al di là del merito, è nel suo diritto anche quello di chiedere un'inversione, è consentito un intervento a favore e uno contro, si vota, uno per Gruppo se ritenete, come preferite, si vota ed è risolto il problema. Ci vogliono due terzi dei votanti per l'ulteriore inversione.
È stato chiesto il voto palese elettronico, si vota sulla richiesta dell'onorevole Selis di invertire l'ordine del giorno. Onorevole Selis di cosa vuol parlare? Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L.). Io a questo punto ritiro la mia richiesta. Presidente, io ho chiesto questo provvedimento per consentire di presentare degli emendamenti a una legge che mi è stata consegnata mezz'ora fa, che a fatica ho esaminato e che ora stiamo passando alla votazione del passaggio agli articoli e di cui non riesco…
PRESIDENTE. Sto passando alla votazione della sua richiesta.
SELIS (La Margherita-D.L.). Ritiro la richiesta.
PRESIDENTE. E' aperta la discussione generale del disegno di legge numero 518/A. Ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.
FRAU (A.N.), relatore. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, probabilmente non tutti sanno qual è stato l'excursus di questo disegno di legge, la possibilità che il disegno di legge arrivasse direttamente in Aula senza passare in Commissione; la richiesta che poi c'è stata di poter passare in Commissione per essere approfondita ed è stato detto, giustamente, che in deroga la Commissione stamani si è riunita e dopo approfondito dibattito, all'unanimità dei presenti il disegno di legge, con alcune modifiche, è stato approvato.
È vero che ci sono stati anche i tempi tecnici per poter battere l'articolato, fare la relazione, tant'è vero che il Presidente del Consiglio stamani in apertura di seduta ha chiesto al sottoscritto a che punto era il tutto. Io chiesi allora la possibilità di poter attendere un'ora, un'ora e mezzo per avere il testo. Nel frattempo è stato dichiarato, cioè si è pensato di iniziare la discussione sul condono edilizio, così è successo, fatto salvo che stasera, che all'inizio di questa sera - sto parlando a braccio poi leggo relazione che è molto più semplice - avremmo potuto discutere sospendendo la proposta di legge unificata sul condono edilizio, il disegno di legge 418.
È vero che c'erano alcuni colleghi, sempre per quanto riguarda il condono edilizio, che dovevano o che potevano parlare, e così è stato. Nel momento in cui è stato chiesto di rinviare a lunedì prossimo il passaggio agli articoli del disegno di legge sul condono edilizio, ecco quindi che arriva in Aula questo.
Io credo comunque che questo pomeriggio, direi dalle ore 13 e 30, ma sicuramente alle ore 16 e 30 l'articolato era a disposizione. Comunque la Commissione agricoltura e tutela dell'ambiente ha approvato stamane all'unanimità dei presenti il disegno di legge numero 518 concernente "Integrazione alla legge regionale 29 luglio 1998, numero 23, norme per la protezione della fauna selvatica e per l'esercizio della caccia in Sardegna", in attuazione della legge nazionale 3 ottobre 2002 numero 221. Questo dà la legittimità a quello che noi stiamo andando a discutere e ad approvare.
La Commissione nell'approvare il provvedimento ha apportato allo stesso alcune significative modifiche, in particolare ha previsto che il prelievo in deroga sia deliberato con decreto dell'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, sentito l'Assessore regionale dell'agricoltura che dovrà indicare specie, numero di capi, tempi e modalità di prelievo.
Voglio dire a questo proposito che si è arrivati a questo, così come viene detto nella relazione degli Assessori proponenti in quanto non si sono trovate altre soluzioni per il prelievo delle suddette specie; pertanto l'unica maniera era proprio questa di intervenire col prelievo in modo che con questo prelievo venga consentito il contenimento dei gravi e ricorrenti danni alle colture agricole. La Commissione inoltre, considerando limitativa la proposta di consentire il prelievo in deroga al passero, allo storno e alla tortora dal collare indicati dal proponente, ha esteso tale possibilità a tutte quelle specie che causano gravi danni alle colture agricole. Pertanto, detto questo la Commissione, stante la particolare importanza e urgenza del provvedimento, ne raccomanda una rapida approvazione da parte dell'Assemblea.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
Ricordo all'Aula che le iscrizioni avvengono rigorosamente entro il tempo di intervento dell'onorevole Cogodi, dopodiché le iscrizioni sono chiuse.
COGODI (R.C.). Io vorrei chiedere innanzitutto ai colleghi, dal primo all'ultimo in ordine alfabetico che siedono in questo Consiglio regionale qual è la finalità che ci si propone nel proporre, discutere e approvare oggi questa legge. È chiaro ed evidente che per una parte dei colleghi la finalità è quella di consentire il prolungamento del calendario venatorio in Sardegna per alcune specie, per il mese di febbraio ormai imminente. Allora, quei colleghi che ciò intendono e che ciò hanno promesso o hanno tentato di far capire all'esterno presso la categoria dei cittadini sardi cacciatori, hanno il dovere di dirlo che la loro insistenza, il loro intendimento nel presentare, scrivere, caldeggiare, volere adesso questa legge - e il primo che lo dirà penso sarà il collega Cappai, poi gli altri a seguire - è che ritengono che con questa legge si possa allungare il calendario venatorio per il mese di febbraio, perché se l'intendimento non fosse questo, non si capirebbe tutta questa agitazione che in questi giorni si è creata e l'insistenza perché adesso, alle 19 e 49, si inizia la discussione generale di una legge peraltro impegnativa, per molti versi, come questa.
Io vorrei che questi colleghi lo dicessero apertamente perché la loro dichiarazione verrebbe immediatamente smentita non da me o da altri colleghi, verrebbe immediatamente smentita da quello che è scritto in questa legge, cioè dicono di volere una cosa e presentano uno strumento del tutto inidoneo che dice altre cose, il contrario della finalità che rappresentano all'esterno e quindi stanno consumando scientemente un inganno. È bene che questo si sappia, è bene che questi colleghi non solo siano consapevoli di essere colpevoli, ma che anche lo riconoscano.
Allora, perché noi non abbiamo osteggiato, pur avendo ragioni validissime, quelle che abbiamo esposto, di serietà nel processo di formazione delle leggi, di non procedere sempre a strappo per cui ogni anno si vuole approvare una legge che la Corte Costituzionale dichiara viziata di legittimità e quindi per diversi anni si è potuto ottenere il risultato che quando la Corte si pronuncia il mese di febbraio, che è anche più corto degli altri mesi, è già passato, per cui "cosa fatta capo ha" e questa è una Regione che pretende di fare la furba ogni anno e anche stasera.
Questa volta la cosa è un pochino più complicata, per cui, veramente il testo che viene sottoposto sarebbe stato più dignitoso, più corretto, più serio anche, pur nella diversità delle opinioni, sarebbe stato più serio che quei colleghi avessero proposto la norma che allunga il calendario venatorio a febbraio. Chiaramente illegittima, è accaduto altre volte, però almeno - come dire - insistono in una cosa sbagliata ma che corrisponde a un'utilità evidente. In questo caso no, in questo caso hanno scritto quei colleghi una norma che è fatta apposta per non raggiungere l'effetto, magari per dire dopo che la colpa è di chissà chi. Negli anni scorsi era colpa di Cogodi principalmente, io non ho preso parte alla votazione, voglio ricordarlo, unico consigliere regionale, non ho preso parte alla votazione, unitamente al collega Dore, dell'ultima legge, non ho preso parte, non è che ho votato contro, perché nella mia dignità anche professionale e anche per il senso, come dire, giusto, che io ritengo di avere di me, così come ritengo ogni collega abbia il senso di sé, nel momento nel quale uno approva una legge sapendo che quella legge non vale nulla, dovrebbe almeno starci un pochino male. Per cui non ho voluto, come ben si è visto, esercitare neppure obiezioni di tipo regolamentare salvo il rispetto, come dire, il più rigoroso ed anche il più accelerato delle procedure che le leggi almeno vanno un attimo in Commissione e poi arrivano in Consiglio almeno un attimo prima, almeno per potere essere velocemente viste.
Il collega Selis ha ragioni che sono inoppugnabili ed altri colleghi se dicono: "Ma io voglio avere anche la possibilità di comprendere esattamente la connessione normativa che vi è fra leggi regionali, in questo caso, leggi statali, direttive comunitarie," no, si dice: "Si va avanti", perché sennò parrebbe che chi vuole fare bene il suo lavoro e il suo mestiere in questo Consiglio regionale è contro i cittadini cacciatori. Oggi appare evidente che contro i cittadini cacciatori in questo Consiglio regionale sono i maneggioni della normativa e della legislazione. Io mi rivolgo ad una direzione, ad un governo interno anche del Consiglio che abbia il senso del ruolo, del suo ruolo e che dichiari immediatamente questa proposta di legge improcedibile; improcedibile per palese confusione concettuale. Sfido chiunque a dare di questa cosa che è scritta e che si vorrà chiamare legge, sfido chiunque a dare una lettura univoca. È una legge scritta apposta perché non si capisca, è una legge scritta apposta perché si giochi sull'equivoco.
Io però chiedo che l'Assessore dell'ambiente, che questa legge chiama ad emanare nei prossimi giorni un decreto, che sia in Aula, perché se il Consiglio regionale vorrà delegare l'Assessore all'ambiente ad emettere un decreto con questa dicitura, con questa normativa confusionaria, volutamente equivoca, io voglio sapere dall'Assessore dell'ambiente, in Aula quando replicherà, se egli riterrà assolvibile il mandato normativo che gli viene dato. Non si gioca qui a rimpiattino, l'Assessore dell'ambiente era presente qui fino a poco fa. Per cui, Presidente del Consiglio, chiedo che ella voglia invitare l'Assessore dell'ambiente a essere presente perché se si procederà in sede di replica dovrà dire se ha capito cosa vuol dire questa norma. Perché dico che è una norma improcedibile per palese confusione concettuale? Perché si propone una finalità e poi non la persegue, poi la contraddice, perché dice nell'articolo 1 questa legge che lo scopo, cioè la finalità, è il recepimento della normativa comunitaria e della legge statale in materia di prelievo in deroga di selvaggina, e badate la deroga è riferita in quella normativa comunitaria e statale non alla delega del calendario venatorio, chiaro, Diana, tu che sei la dea della caccia! La deroga della normativa comunitaria e statale - e Diana mi dà ragione - non è riferita alla delega del calendario venatorio, è riferita alle specie animali a sangue caldo che corrispondono a quella parola "omeotermali", animali a sangue caldo selvatici che arrechino gravi danni alle colture in atto ed essendo in numero sovrabbondante rispetto alla sopportazione, diciamo, alla capacità di compatibilità normale con le attività umane, con le attività produttive, possono essere in parte prelevati; cioè ne debba essere alleggerito il carico perché questi animali selvatici non arrechino gravi danni alle colture. Le colture in atto a febbraio dovrebbero essere in Sardegna censite in base a questa normativa e dovrebbe derivarne un accertamento di presenza di volatili e di specie volatili che danneggino in modo grave, non in modo qualsiasi, in modo diciamo usuale, compatibile nella relazione che c'è tra attività umane e attività animali altre, ma in modo grave danneggino le colture in atto nel mese di febbraio.
E deve essere pure accertato in base alla normativa comunitaria e alla legge statale, che questi selvatici non possono essere diversamente allontanati, quindi c'è un preventivo accertamento che non c'è altro mezzo idoneo perché vengano allontanati, cioè che non funziona lo spaventapasseri, che non funzionano altri sistemi di dissuasione di questa presenza animale e quindi non resta altro che il prelievo. Il prelievo, non l'apertura della caccia, non il prolungamento della caccia, il prelievo regolato nei modi nei quali dice la normativa, cioè indicando le modalità, i luoghi, i tempi, gli strumenti. Certo, si fa in fretta a dire: modalità: caccia, incaricati del prelievo: i cacciatori, i mezzi: i pallettoni, altri strumenti: i fucili, ma la logica della normativa non è quella, la logica della normativa comunitaria è quella di consentire invece un prelievo regolato laddove ci sia un sovraccarico in determinate situazioni anche al di fuori della stagione venatoria, non c'entra nulla questo, quindi anche al di fuori del calendario venatorio, in qualsiasi stagione, non a febbraio, anche a maggio, per evitare un danno alle colture. Tutta questa configurazione normativa qui viene utilizzata o la si vorrebbe utilizzare e ricondurre all'allungamento della stagione venatoria al mese prossimo di febbraio, come ben si vede è tutt'altra cosa. E questa operatività in base alla normativa comunitaria che poi viene richiamata nell'articolo 1 potrebbe operare solo dopo che si acquisisce per altro il parere dell'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, I.N.F.S., o dell'Istituto Specializzato Regionale che però non è mai stato istituito, e quindi non essendoci l'Istituto Specializzato a livello regionale, quello previsto originariamente dalla legge in Sardegna per la caccia, è obbligatorio acquisire il parere dell'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica. Quindi che c'entra il prolungamento del calendario venatorio a febbraio? Come vedete è impossibile, perché dovrebbe esserci - ripeto - l'accertamento della gravità del danno per le colture in essere in questo tempo, ci dovrebbe essere l'accertamento e la dichiarazione formale che non vi sono altri mezzi per dissuadere questi volatili dal danneggiare le colture, e non mi si dirà che i tordi che prendono le bacche nei boschi stanno danneggiando le colture agricole! Perché sennò qui fra poco qualcuno proporrà un'altra legge di danneggiamento da volatili, da tordo e quant'altro. Io non ho nulla quindi contro l'ipotesi che i cacciatori legittimamente chiedono un allungamento della stagione venatoria perché hanno, come dire, le loro aspettative, svolgono i loro ragionamenti, possono avere anche parziali ragioni.
Io non sono cacciatore, non sono anticaccia, mi pongo obiettivamente come altre volte ho provato a fare, di fronte anche a questo problema. Però non va ingannato nessuno, non va ingannato nessuno, c'è di mezzo il decoro, la credibilità del Consiglio regionale, non si può far finta che si fa una legge e tutti dicono: "Ma tanto non funzionerà", così almeno questi quattro comitati o presidenti di comitati che vengono, ci togliamo dai piedi, facciamo finta di avere accontentato i cacciatori... ne vuole accontentare quarantamila e però li accontenta imbrogliandoli. Io penso che i cacciatori, cittadini sardi, alla pari degli altri, che diversamente da altri ritengono di esercitare un'attività umana, sportiva come loro la considerano, per molti addirittura è ecologica, abbiano diritto di pensare così, e abbiano buon diritto anche di chiedere, ma quando uno ha buon diritto di chiedere chi deve rispondere o risponde a tono o è meglio che stia zitto e se dice "Sì" deve dare una risposta che sia efficace, non una risposta che sia ingannevole e questo testo è ingannevole, perchè si riferisce ad altre fattispecie, non ad altre specie animali, ad altre fattispecie giuridiche; si riferisce ad altre situazioni, le procedure che prevede la normativa comunitaria, se esplicata, e non può non essere esplicata, sennò qua nascerebbero altre responsabilità perchè le cose si stanno dicendo e nessuno potrà dire domani "Non avevo capito", e per questo insisto e pretendo che sia presente l'Assessore che si vorrebbe delegare ed emettere un decreto perché dica al Consiglio tutto che il decreto se lo emette lo emetterà nel rispetto di tutta la normativa, non giocando sull'equivoco di una scrittura di questo genere, e che dica anche che secondo lui leggendo questa norma ritiene questa scrittura che lo impegni o lo possa impegnare, non dico nei prossimi ventotto giorni, ma secondo me neppure nei prossimi ventotto mesi se c'è da esplicare questa procedura che è abbastanza complessa e che non si fa da un giorno all'altro, il censimento delle colture, la gravità del danno che deve essere certificato, il censimento delle specie animali, il sovraccarico e i pareri qualificati degli istituti scientifici. Quindi per ora io mi limito a questo, mi limito a dire ai colleghi: "Dite chiaramente che cosa intendete fare con questa legge". Ditelo, perché avete il dovere di dirlo, anche Pittalis che gioca al computer, perché prima diceva: "I cacciatori, gli uccellini", non c'entrano niente qui, non c'entrano niente, siamo in una condizione nella quale invece si può fare un ragionamento pacato, un ragionamento serio, si può dire che i cittadini cacciatori in Sardegna hanno un'aspettativa abbastanza che dal loro punto di vista si presenta legittima, che questa Regione invece di occuparsi di queste cose sempre l'ultimo giorno di gennaio o il primo giorno di febbraio farebbe bene ad occuparsene seriamente nel corso dell'anno, dotarsi di una legge anche per il prelievo venatorio migliore, più aggiornata di quella che ha e in ogni caso, sempre e comunque, le leggi il Consiglio regionale le deve fare per...
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, lei ruba sempre molto tempo. La prego di concludere assolutamente entro due secondi. Grazie.
COGODI (R.C.). Le assicuro che non rubo bellamente niente, non è che rubo secondi!
PRESIDENTE. È in debito con l'Aula.
COGODI (R.C.). Non rubo neppure tempo, semplicemente non sono indovino per sapere quando è che si spegne meccanicamente, quindi appena si spegne le chiedo di consentirmi di concludere la frase.
PRESIDENTE. Prego prego.
COGODI (R.C.). Come vede senza rubare nulla alla sua pazienza, che è dire poco, e soprattutto alla sua sapienza. Detto questo dicevo che maggiormente...
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi non usi oggettivazioni!
COGODI (R.C.). Come?
PRESIDENTE. Prego. Prego.
COGODI (RC). Non ho capito, invece io penso che sia attività saggia e sapiente e funzione saggia e sapiente quella di dirigere un Consiglio regionale peraltro un pochino anche, come dire, irrequieto qualche volta, come questa. Quindi non c'era nulla di ironico nella mia espressione, era un riconoscimento, la prego di credermi.
PRESIDENTE. Le assicuro che sono calmissimo, mai come in questo momento.
COGODI (R.C.). La prego di credermi.
PRESIDENTE. Era una piacevole constatazione la sua capacità di acquisire crediti di tempo, anzi crearsi debiti di tempo.
COGODI (R.C.). Stiamo andando fuori tema.
PRESIDENTE. Infatti la invito a concludere.
COGODI (R.C.). La mia conclusione vuole essere sul tema che stiamo trattando e l'invito al Consiglio regionale ed ai colleghi di considerare la bontà e l'efficienza della norma che hanno, come dire, in esame, in discussione perché più seriamente, ho usato questa espressione, si adotti una norma legislativa che dica con chiarezza qual è l'obiettivo che vuole perseguire e che non crei un'aspettativa inutile perché sarebbe un danno non solo per quelle che persone che farebbero finta di risolvere un problema senza risolverlo ma sarebbe anche un altro elemento che poi, come dire, giocherebbe a sfavore della credibilità della stessa Assemblea legislativa.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Signor Presidente, cari colleghi, questo disegno di legge presentato dalla Giunta è stato chiesto l'inserimento del giorno dal nostro Capogruppo ed è stata esitato dalla Commissione all'unanimità. Non credo che né in chi ha chiesto che venisse messo all'ordine del giorno né in chi l'ha esitata ci fossero tentativi truffaldini o prese in giro di alcun cittadino sardo. Se qualcuno lo ha fatto, lo pensa se ne assumerà le responsabilità. La legge non è un allungamento del periodo di caccia, non lo può essere; una legge in quella direzione sarebbe illegittima, anticostituzionale e chi lo fa è penalmente perseguibile, non lo può decidere.
Questa legge è stata approvata da altre due Regioni pressappoco nello stesso identico testo, dalla Toscana e Basilicata, e un'altra finalità. Io sono estremamente convinto, non ho dubbi - non c'è il mondo venatorio oggi in aula - della giustezza della rivendicazione del mondo venatorio. Io non ho dubbi non che vada allungato il periodo di caccia, che in Sardegna si dovrebbe studiare un periodo di caccia differente da quello che impone il livello nazionale. Io non ho dubbi sul fatto che il periodo di caccia 1° settembre-31 gennaio sia contestabile in Sardegna, comme contesta il mondo venatorio e che sia legittima, sacrosanta la rivendicazione del mondo venatorio. Non ho dubbi tant'è che nella precedente legislatura e anche in questa il Consiglio regionale approvò la legge 23 che prevedeva il 28 febbraio e che è stata impugnata dal Governo e poi siamo stati condannati, nonostante un'autorevole difesa anche di giuristi rispetto alla possibilità che la Regione avesse deroghe, siamo stati condannati per incostituzionalità, siamo stati poi protagonisti di una proposta di legge di modifica della legge nazionale, approvata da questo Consiglio regionale nella precedente legislatura, della quale io ero primo firmatario e insieme a me c'era il collega Cugini, che allora era Capogruppo, di iniziativa regionale, per modificare la legge nazionale 157 proprio sul periodo di caccia, che non significava allungare il periodo di caccia, ma differirlo rispetto a quello nazionale. Il mondo venatorio chiede che in Sardegna l'attività venatoria si apra il 1° novembre e si chiuda il 28 febbraio, perché il flusso della selvaggina migratoria in Sardegna è differente da quello delle altre regioni d'Italia. Questo veniva chiesto, questo noi chiedevamo con una legge di iniziativa regionale che è arrivata in Parlamento e sulla quale ci fu anche un'audizione della Commissione regionale alla Commissione della Camera, questo è stato chiesto ripetutamente anche dallo stesso mondo venatorio.
Nonostante questo, nonostante io sia convinto della giustezza delle rivendicazioni del mondo venatorio e del fatto che in Sardegna è giustificato dal fatto: primo, come ho detto prima che il flusso migratorio è differente dal quadro nazionale, come ha accertato più volte l'Ufficio nazionale della fauna selvatica regionale; secondo, dal fatto che l'attività venatoria e la pressione venatoria in Sardegna è minore perché si va a caccia per un numero di giornate che è pari a un terzo in meno di quello che si va a caccia a livello nazionale, in quanto la legge regionale sarda è limitativa rispetto alla 157 e ha ridotto a due giornate quelle che a livello nazionale sono tre giornate di caccia settimanali; terzo, perché ritengo che la stessa normativa comunitaria, a differenza della legge 157 regionale, non indichi un giorno preciso, il 31 gennaio, nel quale la selvaggina parte, ma si limita esclusivamente a stabilire che l'attività venatoria non può essere esercitata nel periodo di nidificazione o di rientro dai luoghi di nidificazione. E io ho sempre sostenuto che quella data non è mai la stessa, ma può cambiare di anno in anno, a seconda della situazione climatologica di quell'anno o di quella regione e varia da regione a regione. Per cui abbiamo sostenuto qui, con un voto nel quale non ci fu nessun voto contrario, persino il collega Diana allora si astenne ma non votò contro, che andava fatta una modifica della legge nazionale per consentire alle Regioni di studiare il calendario venatorio in rapporto alle esigenze. Aggiungo anche il territorio regionale ha un territorio agrosilvopastorale di tali dimensioni per cui la pressione venatoria di un milione e mezzo di cittadini non è tale da creare nessuna situazione di danno ambientale.
Detto questo, però, noi abbiamo approvato più volte una legge che andava in quella direzione, siamo stati condannati due volte dalla Corte costituzionale e quindi quella situazione sino a che rimane la 157 così come è stata approvata a livello nazionale, che comunque non consente alle Regioni di modificarla e di superarla, qualsiasi iniziativa che veniva in quella direzione era un atto illegittimo, anticostituzionale ,per cui noi non l'abbiamo accolta.
Ho detto ai colleghi partecipando, pur non facendo parte della Commissione, che è ora di smetterla, lo dico anche oggi, di trasferire una responsabilità che il Consiglio regionale non ha al Consiglio regionale, perché il Consiglio regionale non ha la possibilità materiale di estendere il calendario venatorio a febbraio, nonostante io sia convinto che la rivendicazione del mondo venatorio sia giusta, perché non è una potestà che è attribuita al Consiglio regionale. Due volte l'abbiamo fatto e due volte siamo stati condannati per incostituzionalità ed è un fatto di propaganda stupida proseguire in quest'azione, a fine gennaio, che scarica sul Consiglio regionale responsabilità che il Consiglio regionale non ha e che non consente a nessuno di fare attività neppure di propaganda perché poi il risultato non si ottiene.
E questo è il motivo per cui ieri abbiamo votato contro l'inserimento all'ordine del giorno della 408 che avrebbe semplicemente messo in ridicolo il Consiglio regionale approvando per la terza volta una norma, le altre due volte tra l'altro ero relatore in quest'Aula, che è stata dichiarata incostituzionale.
Cosa dice questa legge? Questa legge non ha nulla a che vedere con l'allungamento del periodo di caccia e su questo ha totalmente ragione il collega Cogodi, onestamente. Questa legge è semplicemente il fatto che una sentenza della Corte europea ha stabilito che quel periodo 1° settembre-31 gennaio può essere, in deroga, superato quando si accerta che una determinata specie di selvaggina crea un danno o all'agricoltura o ad altre cose. Ma io dico questo, tra l'altro, in Sardegna si è già fatto, perché noi abbiamo avuto l'autorizzazione dall'Istituto nazionale per la fauna selvatica per abbattere i cormorani, perché si è dimostrato che creavano un danno. Allora, in questa fase si sta approvando una norma che, ripeto, non ha finalità di estendere il calendario venatorio. Io dico: "Chi lo fa se ne assumerà le sue responsabilità, se lo fa", non sono escamotage per superare una legge che sappiamo non è superabile, stabilisce semplicemente le procedure che devono essere approvate anche in Sardegna che la legge 23 non prevedeva o almeno prevedeva in modo diverso, adesso le adegua alla normativa comunitaria nuova, le procedure che vanno seguite per consentire l'abbattimento di selvaggina in caso di accertato danno alle colture agricole.
Qualcuno può darsi che intenda utilizzare questa legge per forzare e dire che i tordi fanno del danno e quindi si consente di... però se ne assumerà la responsabilità perché tutti sappiamo qui almeno, onestamente, quali sono le procedure che vanno seguite per verificare se il danno c'è, se quella coltura è in pericolo, se quell'animale è quello che determina quel danno e quali sono le procedure per accertarlo oppure no. Ma questa legge è stata approvata, ripeto, in Toscana, è stata approvata in Basilicata, può darsi che possa servire a forzare una parziale modifica della 157 a livello nazionale, che io ritengo andrebbe modificata, tant'è che ci sono disegni di legge di modifica che sono stati presentati, ma ha solo questa finalità.
Quindi io non mi sento né di essere uno che partecipa ad una presa in giro del mondo venatorio, so cosa sto approvando, non sto approvando la 408 che estendeva a febbraio la caccia ai tordi, ai merli e così via. So cosa sto approvando, so quali sono i meccanismi di costruzione che prevede questa norma di legge, pur ribadendo che io ritengo la rivendicazione del mondo venatorio per la Sardegna legittima, giustificata dal punto di vista scientifico e corretta dal punto vista anche venatorio e non dannosa né per l'ambiente sardo né per la fauna stanziale, tanto meno per quella migratoria. Ma nonostante questo, siccome c'è il vincolo della 157, non parteciperei a nessuna norma che ancora una volta mettesse a rischio di incostituzionalità una legge regionale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Piana. Ne ha facoltà.
PIANA (U.D.C.). Signor Presidente, credo che con la discussione di questo disegno di legge si creino le condizioni perché l'Assessorato della difesa dell'ambiente della Regione Sardegna, dopo aver sentito l'Assessorato dell'agricoltura possano ampliare i periodi di caccia di alcune specie in periodi diversi da quelli che la legge attuale prevede.
Voglio anche ricordare alcune cose ai colleghi di questo Consiglio. Noi ieri abbiamo votato, all'unanimità di tutti i Capigruppo, perché questa legge venisse approvata in tempi brevissimi, in alternativa alla proposta di legge che era stata presentata dalla Commissione stessa. Mi rendo conto che questo accordo oggi non c'è più, quando vedo che il collega Vassallo presenta un emendamento che va in direzione diversa o inversa da quella del suo Capogruppo, dove vedo che l'onorevole Selis si applica nelle sottorighe del Regolamento per trovare legittimamente appigli anche per far slittare, come era stato trovato l'accordo in data di oggi, l'approvazione di questo disegno di legge.
Indubbiamente c'è qualcosa di politico che non si capisce, sta avvenendo qualcosa che sicuramente non sappiamo, non riesco a capire, che nei prossimi giorni si capirà meglio. Indubbiamente all'esterno, come diceva l'onorevole Marrocu, appare che qua ci sia un impegno per estendere la caccia, in modo particolare per i tordi, perché poi questo era incentrato nella precedente legge, che poi ci è stata rigettata, a tutto il mese di febbraio.
ORTU (R.C.). Ma in quale Commissione eri stamattina? Perché dici balle?
PIANA (U.D.C.). Scusi Presidente, può far rispettare l'ordine in questa Aula?
ORTU (R.C.). Va bene che racconti balle dappertutto ormai!
PIANA (U.D.C.). Presidente, credo che il collega Ortu stia anche offendendo.
ORTU (R.C.). Sono corretto nel dire che non c'eri in Commissione, quindi non puoi parlare.
PIANA (U.D.C.). No, forse stai offendendo, sicuramente ti rende nervoso stare tutto il giorno in aula, sicuramente molte volte rende nervosi e prendo atto che sei nervoso in modo superiore.
Quindi si stanno creando, come dicevo, le condizioni perché sia trovato il sistema, così come, io ricordo, l'anno scorso diversi sindaci inviarono delle delibere o anche delle richieste, a nome anche dei comuni, per danni arrecati alle colture, tipo anche quella nel cagliaritano e in altre parti della Sardegna, alle produzioni olivicole.
Indubbiamente con l'approvazione di questa legge noi diamo una grandissima responsabilità all'Assessore dell'Ambiente che dovrà valutare se esistono danni, solamente se esistono i danni potrà in deroga estendere il calendario venatorio. Devo dire che noi siamo assolutamente favorevoli, devo dire che siamo anche favorevoli all'estensione della caccia alla selvaggina migratoria al mese di febbraio, ma le leggi non ce lo permettono, e indubbiamente creare le condizioni con l'approvazione di questa legge, dopo aver verificato e accertato se sussistono dei danni, indubbiamente può aiutare anche a limitare alcuni danni perché in alcuni casi veramente c'è un danno prodotto alle produzioni agricole, voglio ricordare in modo particolare quello arrecato dagli stormi, che in centinaia, in numero numeroso arrecano grossi danni. Quindi credo che ci siano tutte le condizioni per l'approvazione di questa proposta di legge e che il testo esitato dalla Commissione vada nella giusta direzione. Quindi su questo c'è tutto il sostegno da parte mia. Grazie.
PRESIDENTE. Si concludono i lavori. L'Assemblea è convocata, come da telegramma che dovrebbe essere pervenuto ai vostri indirizzi, per lunedì prossimo alle ore 11.
FRAU (A.N.). Proseguiamo il 518?
PRESIDENTE. Proseguendo i lavori così come li abbiamo interrotti.
La seduta è tolta alle ore 20 e 25.
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