Seduta n.46 del 08/03/2000 

XLVI SEDUTA

MERCOLEDI' 8 MARZO 2000

Presidenza del Presidente SERRENTI

indi

del Vicepresidente CARLONI

indi

del Presidente SERRENTI

indi

del Vicepresidente CARLONI

indi

del Presidente SERRENTI

indi

del Vicepresidente CARLONI

indi

del Presidente SERRENTI

La seduta è aperta alle ore 9 e 25.

MANCA, Segretario, lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 24 febbraio 2000, che è approvato.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). Signor Presidente, poiché c'è stato forse un equivoco sull'orario d'inizio dei lavori, chiederei alla sua cortesia una breve sospensione della seduta.

PRESIDENTE. Se non vi sono opposizioni sospendo la seduta per quindici minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 9 e 27, viene ripresa alle ore 9 e 51)

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Pietro Fois ha chiesto di poter usufruire di i un giorno di congedo a far data da oggi, 8 marzo 2000. Se non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.

Elezioni suppletive di due componenti del Consiglio di amministrazione dell'ARST Votazione segreta per schede

PRESIDENTE. Il Consiglio regionale deve procedere all'elezione di un rappresentante degli enti locali e di un esperto in materia di trasporti, quali componenti del Consiglio di amministrazione dell'ARST, in sostituzione di Gianluca Grosso e Marco Carboni che, eletti nella seduta del 29 febbraio ultimo scorso, hanno dichiarato di non accettare l'incarico.

Ogni consigliere dovrà scrivere nelle proprie schede un solo nome, risulteranno eletti i nominativi che avranno ottenuto il maggior numero di voti per ogni categoria.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione per l'elezione di un componente nel Consiglio di amministrazione dell'ARST, in sostituzione di Gian Luca Grosso:

presenti 66

votanti 63

astenuti 3

schede bianche 25

Ha ottenuto voti: Antonio MANCONI, 38.

Viene proclamato eletto: Antonio MANCONI.

Proclamo il risultato della votazione per l'elezione di un componente nel Consiglio di amministrazione dell'ARST, in sostituzione di Marco Carboni:

presenti 66

votanti 63

astenuti 3

schede bianche 25

Ha ottenuto voti: Marco CARBONI, 38.

Viene proclamato eletto: Marco CARBONI.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI -CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DEMURU - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI -FLORIS Emilio - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI -LODDO - LOMBARDO - MANCA - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILO - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SCANO - TUNIS Gianfranco - TUNS Marco - USAI - VASSALLO.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - Mario FLORIS - SANNA Gian Valerio.)

Continuazione della discussione del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2000)" (21/A)

PRESIDENTE. Ricordo che l'ordine del giorno reca la continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge 21/A e che nella precedente seduta è stata data lettura dell'articolo 4 e dei relativi emendamenti; gli emendamenti debbono essere ancora illustrati Uno dei presentatori dell'emendamento numero 161 ha facoltà di illustrarlo.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 162 ha facoltà di illustrarlo.

PINNA (D.S.-F.D.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 70, ha facoltà di illustrarlo.

PUSCEDDU (D.S.-F.D.). Signor Presidente, l'emendamento numero 70 tende, oltre che a rimpinguare la provvista finanziaria, tanche a modificare la Voce 7 della tabella B relativa a "Nuovi oneri legislativi", dando la possibilità di poter effettuare interventi non solo nei settori produttivi e del territorio, ma anche nei settori sociali e culturali.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 16 ha facoltà di illustrarlo.

PUSCEDDU (D.S.-F.D.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 53 ha facoltà di illustrarlo.

PINNA (D.S.-F.D.). Signor Presidente, cari colleghi, l'emendamento in esame, a nostro avviso, ha una grande rilevanza. Riprende infatti un tema ormai ampiamente discusso in Sardegna, quello della continuità territoriale, che nell'ambito dell'Intesa Stato-Regione ha trovato una ratifica molto importante.

Tuttavia in quella sede il discorso si è incentrato soprattutto sulla necessità della continuità territoriale per favorire la mobilità delle persone; invece non si è prestata, assolutamente, alcuna attenzione al sistema di abbattimento del differenziale dei costi delle merci in uscita dalla Sardegna, per cercare di raggiungere l'obiettivo della continuità territoriale in favore anche del sistema produttivo.

E'nostro intendimento presentare una proposta di legge, nelle prossime settimane, che ha come obiettivo quello di creare uno strumento legislativo, in linea con gli orientamenti previsti nel DPEF appena approvato, che consenta di intervenire attraverso un sistema di aiuti alle imprese nel settore dei servizi connessi al trasporto delle merci. Naturalmente la nostra proposta tiene conto della direttiva dell'Unione Europea, che tende ad impedire la concessione di finanziamenti specifici in conto esportazione, ma che comunque tiene conto di questa esigenza di assicurare anche alle imprese la continuità territoriale.

Con questo emendamento, perciò noi vogliamo istituire nel fondo "Nuovi oneri legislativi" una voce che copra i fabbisogni finanziari di questa proposta.

Devo rilevare che con la legge numero 144, approvata nel mese di maggio, il Governo ha dato copertura finanziaria al sistema del servizio pubblico aereo per quanto riguarda la continuità territoriale delle persone. Nel comma successivo a quello che prevede questo stanziamento è previsto un altro stanziamento, estremamente importante, che è destinato proprio a sostenere il principio della continuità territoriale per le imprese. Vengono stanziati 70 miliardi - e non è poco - per garantire una serie di servizi; in particolare si prevede un contenimento delle tasse di attracco per le navi, un contenimento delle tasse aeroportuali per quanto riguarda il trasporto di merci con il vettore aereo. Tuttavia, questo intervento che il Governo ha inserito nella legge numero 144 è molto limitato, e non è sicuramente sufficiente a reintegrare quello strumento, importantissimo, operante in Sardegna fino a due anni fa, talmente apprezzato da tutte le imprese che le richieste di utilizzo hanno superato le disponibilità. Mi riferisco all'incentivo in conto occupazione, previsto dall'articolo 11 della legge 268, per le imprese che esportavano più del 20 per cento delle loro produzioni. l'Intesa Stato-Regione, indubbiamente, ha fatto nascere i presupposti per consentire la continuità territoriale a favore delle persone, ma noi crediamo che le persone si possano muovere nella misura in cui hanno la possibilità di lavorare, nella misura in cui in Sardegna si produce. Dunque chiediamo una continuità territoriale per le imprese e per le merci di dignità e di importanza di pari a quella delle persone, perché la continuità territoriale per le imprese, per le produzioni e per le merci è quella che consentirà ed amplierà la mobilità delle persone, è quella che, assieme allo sviluppo dei rapporti che dovrà avere la comunità sarda, sosterrà lo sviluppo. Sviluppo che è proprio il presupposto perché la nostra realtà isolana e la nostra Regione si possano inserire nei circuiti internazionali, anche per quanto riguarda i tassi di sviluppo e la capacità di affermare i propri prodotti sul mercato.

Questo emendamento si prefigge proprio questo obiettivo, e noi chiediamo alla Giunta che lo faccia proprio. Noi, pur chiedendo una dotazione finanziaria di un certo rilievo, possiamo anche accedere ad eventuali proposte della Giunta in ordine alla dimensione della copertura finanziaria prevista per il primo anno da questa proposta di legge che, speriamo, venga approvata da questo Consiglio regionale. Io credo, tuttavia, che pur essendo disponibili a contenere la richiesta di finanziamento, anche in base alla disponibilità di cui darà prova la stessa Giunta, sia indispensabile non trascurare questo problema, perché diversamente la cosiddetta continuità territoriale per le persone rischia di diventare un fatto davvero limitante, se contemporaneamente non siamo capaci di promuovere lo sviluppo che può venire dall'esportazione delle nostre produzioni.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 76 ha facoltà di illustrarlo.

PIRISI (D.S.-F.D.). Signor Presidente, l'emendamento numero 76 prevede "Interventi a favore della Provincia e dei Comuni, e di altri soggetti pubblici o privati ricadenti entro i confini dell'area del Parco del Gennargentu". Non l'abbiamo chiamato Parco nazionale del Gennargentu perché il termine "nazionale" ha già creato tante discussioni e tante polemiche.

PRESIDENTE. Onorevole Pirisi, l'emendamento 76 e l'emendamento 189 trattano lo stesso argomento, li sta illustrando entrambi?

PIRISI (D.S.-F.D.). Sono uguali, per un disguido allo stesso emendamento è stata data una diversa numerazione.

Si tratta di una proposta per interventi, il cui costo complessivo supera i cento miliardi in tre anni, che noi avanziamo perché in diverse occasioni questa Giunta ha sostenuto di voler destinare risorse a favore di quei territori utilizzando strategie diverse rispetto a quella che punta principalmente su un parco nazionale.

Io credo che la questione del Parco nazionale del Gennargentu non sia nato recentissimamente, cioè dopo il decreto del Ministro Ronchi, perché si tratta di una vicenda che risale al 1927, periodo in cui un senatore di Orgosolo, il senatore Mastinu, aveva prospettato la possibilità di creare in quei territori un'area protetta.

Nella legge regionale numero 31, del 1989, si parlava già di Parco del Gennargentu, la perimetrazione fu fatta dalla Regione sarda e includeva quattordici comuni della zona del Gennargentu, ricadenti parte nella Barbagia e parte nell'Ogliastra. Si trattava quindi e si tratta di intervenire su una realtà territoriale dotata di una risorsa ritenuta unica, non solo in Sardegna, ma in tutto il Mediterraneo e certamente in Europa. Si ipotizzava di consorziare questi comuni per realizzare un parco che potesse, e possa, creare sviluppo in quei territori. Evidentemente sarebbe troppo lungo ripercorrere tutta la vicenda, però, siccome qui ci sono state anche delle insinuazioni da parte del Presidente della Giunta circa l'assegnazione di incarichi e quant'altro, io posso mostrare la delibera, adottata dal Consiglio provinciale di Nuoro il 17 aprile 1992 che ha per oggetto: "Studi per l'istituzione del Parco del Gennargentu - designazione del gruppo di coordinamento per lo studio del piano operativo di ricerca e relative metodologie. Approvazione dello schema di convenzione". Il Presidente dell'amministrazione provinciale di Nuoro era in quel periodo il dottor Achille Crisponi, e posso accludere anche l'elenco di tutti i consiglieri che votarono a favore di questa delibera. Vorrei sottolineare, tra l'altro, che la Giunta in questione non era neanche di centro - sinistra, come risulta dagli atti, perché il PDS, per esempio, allora era all'opposizione e non partecipò neppure a quel voto. Ma va detto invece che nell'elenco dei consiglieri figurano i nomi di coloro che oggi agitano, con grande veemenza, la bandiera dell'antiparco, che in qualità di consiglieri provinciali votarono a favore dello studio sul Parco del Gennargentu.

Le vicende degli ultimi anni sono abbastanza note, però riteniamo fondamentale che la risorsa ambientale, nonostante la battuta d'arresto subita dal Parco del Gennargentu, venga valorizzata ai massimi livelli; questo porterebbe benessere, certamente, a quel territorio, ma noi riteniamo che la risorsa ambientale deve essere messa a disposizione dello sviluppo di tutta la Sardegna.

Ebbene, noi crediamo che la Giunta, considerato che non ha indicato alcun tipo di strategia in generale, né l'ha indicata nel bilancio di previsione e neppure nella finanziaria, debba mettere a disposizione di quei territori delle risorse per realizzare quanto è previsto nelle leggi, sia nella "394" che nella "31", cioè per creare sviluppo in quel territorio. Noi abbiamo quantificato in quaranta miliardi annui la spendita per la realizzazione delle strutture, ma riteniamo che le risorse che possono essere attratte da quei territori con la realizzazione del parco siano certamente superiori alle somme che noi abbiamo indicato per l'infrastrutturazione.

La Giunta ha asserito di non avere nessuna intenzione di interloquire con lo Stato su questo argomento; e, se non ricordo male, anche l'Assessore Pittalis in un intervento recente ha sostenuto che, con boiardi di Stato come il direttore generale dell'ambiente non si intendeva aprire nessuna interlocuzione. Invece, se noi, oggi, non intervenissimo a favore di quei comuni, contribuiremmo a creare una fortissima desertificazione. Il problema dello spopolamento di quei territori è legato anche al fatto che non si intravede una prospettiva di sviluppo, né questa Giunta ha indicato prospettive di sviluppo per quei territori alternative al parco. Noi crediamo che la risorsa ambientale sia una risorsa fondamentale ed importantissima per la Sardegna, e che dev'essere valorizzata al massimo.

L'allungamento della stagione turistica può passare anche attraverso la realizzazione del Parco del Gennargentu, e noi sappiamo bene quali siano gli interventi previsti a favore dei territori che ricadono all'interno di queste aree. Sono previsti degli interventi a favore dei centri storici, a favore della ricerca di fonti energetiche non inquinanti, a favore del recupero delle comunità rurali, dell'architettura rurale, a favore dei settori agro-silvo-pastorali. E quindi crediamo che senza un intervento massiccio noi condanniamo una zona importante del nostro territorio ad una lenta e costante agonia.

Quindi il nostro emendamento ha lo scopo di cercare di richiamare l'attenzione della Giunta sulla necessità di programmare interventi consistenti a favore di questi territori. E crediamo anche che non si possa continuare a presentare l'ipotesi di sviluppo ambientale come un qualcosa di estraneo alle popolazioni, che sarebbe gestita dai giannizzeri romani o quant'altro E' importante che con il consenso delle popolazioni noi, senza indugio, andiamo avanti per la creazione di un Parco del Gennargentu.

Quindi, in assenza di parco nazionale, riteniamo che l'Assessorato all'ambiente, unitamente a tutta la Giunta e il Consiglio, possa indicare una strategia di sviluppo affinché in questi territori il parco venga visto come, una reale e concreta opportunità di sviluppo, e non invece come un tentativo di mummificare in qualche modo quel territorio. Bisogna dire con chiarezza, invece, che nessun pastore andrà via dai territori del Gennargentu. Questo emerge con chiarezza dagli studi commissionati, uno dalla Regione e uno dalla Provincia; esistono infatti, e questo è un paradosso, due studi che hanno seguito un percorso parallelo e complementare, pur giungendo a conclusioni leggermente diverse. E, tra l'altro, sarebbe anche interessante capire che fine ha fatto lo studio commissionato dalla Regione. Lo studio della Provincia è anche a disposizione degli studenti universitari che debbono effettuare ricerche o altro; lo studio della Regione, a questo punto, non sappiamo che fine abbia fatto.

In entrambi gli studi, comunque, è detto in maniera chiara che nei secoli si è creato un equilibrio tra l'uomo e l'ambiente.

Si è creato cioè un rapporto armonico che negli anni e nei secoli si è estrinsecato nei modi e nelle forme che conosciamo. Non è assolutamente pensabile che possano essere messe in atto delle azioni che prevedano l'espulsione da quei territori dei residenti; o, semmai l'obiettivo è l'esatto contrario: far permanere coloro che oggi lì insistono, e possibilmente fare in modo che quel territorio, anche attraverso le politiche ambientali che dovremo portare avanti, attragga nuovamente le persone che si sono allontanate.

PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti numero 272, 273, 274, 241, 244, 269, 271, 240 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si danno per illustrati.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 161 la Commissione si rimette all'Aula, ricordando che già in sede referente è stata accolta, almeno parzialmente, la previsione di inserire un ulteriore aumento di cinque miliardi nel 2000.

Sull'emendamento numero 162 la Commissione si rimette ugualmente all'Aula, rilevando che nel fondo "Nuovi oneri legislativi" è già stata prevista anche in Commissione, in aumento, una dotazione consistente per il settore del commercio. Siamo nell'ordine, se non ricordo male, non ho qui le cifre, dei venticinque miliardi..

Sugli emendamenti numero 70 e 163, che sono evidentemente collegati, la Commissione si rimette all'Aula perché non li ha materialmente esaminati. Faccio però notare che c'è un problema abbastanza evidente di copertura finanziaria.

Ancora per l'emendamento numero 53 il relatore si rimette all'Aula, pur comprendendo e condividendo le motivazioni politiche che sottendono queste richieste così come si rimette all'Aula sugli emendamenti numero 76 e 189 che sono uguali. Il parere è favorevole sugli emendamenti numero 272, 273, 274, 241, 244, 269, 271 e 240.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta regionale invita i presentatori a ritirare l'emendamento numero 161, perché ha già presentato un disegno di legge, collegato alla finanziaria, nel quale individua le risorse finanziarie. E l'entità delle risorse previste è anche maggiore rispetto a quella richiesta nell'emendamento; vengono stanziati infatti esattamente 11 miliardi e 10 milioni per l'anno 2000, 7 miliardi e 930 milioni per gli anni 2001 e 2002. In ogni caso l'emendamento come tale è irricevibile perché la voce 7 non contiene la copertura indicata dall'emendamento.

Il contenuto dell'emendamento numero 162 ha già trovato accoglimento in Commissione, tant'è che il testo esitato dalla Commissione alla tabella B, voce 3, prevede un importo complessivo di 49 miliardi e 300 milioni per interventi nel settore del commercio. Quindi la Giunta invita i proponenti a ritirare anche questo emendamento.

L'emendamento numero 70 è inammissibile, per le ragioni che ho anzidetto, perché la voce 7 della tabella B non contiene la copertura finanziaria necessaria. . L'emendamento numero 173 non si accoglie. L'emendamento numero 53 viene accolto dalla Giunta come raccomandazione, perchè non ha la copertura finanziaria, in quanto tale non è inammissibile; lo stesso discorso vale per gli emendamenti numero 76 e 189, i quali si accolgono ugualmente come raccomandazione. Sull'emendamento numero 273 vorrei far rilevare, e prego gli uffici di operare la correzione, che per un errore materiale nell'ultimo alinea occorre sostituire le parole "del medesimo anno", con le parole "dei medesimi anni". La Giunta si riserva di ritirare, invece, l'emendamento numero 269, relativo agli incentivi per l'informatizzazione diffusa, in quanto è stato già concordato un altro emendamento che dovrebbe sostituirlo.

PRESIDENTE. Sulla base della segnalazione dell'Assessore Pittalis, debbo chiedere ai proponenti degli emendamenti privi di copertura finanziaria di precisarla, altrimenti sarò costretto a dichiarare non ammissibili gli emendamenti medesimi..

E' aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna . Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.-F.D.). Io mi scuso col Consiglio perché nel momento in cui avrei dovuto illustrare l'emendamento numero 161 mi sono dovuto assentare un attimo dall'Aula.

Questo emendamento nasce dalla necessità di prevedere risorse adeguate per un doppio intervento da effettuare nello stagno di Cabras. Da un lato mira al risanamento e al recupero dello stagno che, nel mese di giugno dell'anno scorso,è stato colpito da una calamità naturale a tutti nota, e dall'altro intende rispondere all'esigenza di prevedere un adeguato indennizzo per i pescatori che operano in quel compendio ittico.

Debbo dire che le osservazioni dell'assessore Pittalis sull'argomento non mi convincono del tutto. E' vero che la Giunta ha previsto, nel collegato alla finanziaria, in attuazione del decreto legislativo numero 152, 17 miliardi nel triennio per l'azione in oggetto, però questa proposta non mi convince comunque in quanto, da un esame approfondito fatto in Commissione del testo proposto dalla Giunta, non emerge chiaramente il capitolo al quale fare riferimento per la copertura finanziaria.

Pertanto ho ritenuto opportuno, assieme ad altri colleghi, presentare questo emendamento che prevede complessivamente 22 miliardi di investimenti nel corso del triennio.

Il riferimento alla voce 7, interventi vari nei settori produttivi del fondo per nuovi oneri legislativi del capitolo 03017 è un riferimento obbligato, perché quello era il fondo su cui si poteva prevedibilmente ritenere che ci fossero delle risorse disponibili, è il capitolo al quale hanno fatto riferimento tantissimi emendamenti. Poi è chiaro che, in sede di coordinamento, sarà compito della Giunta trovare anche risposte a queste diverse esigenze.

C'è un problema, ripeto, di chiarezza sulla copertura finanziaria dell'articolo 6 bis del collegato che ha presentato la Giunta in attuazione del decreto legislativo numero 152. Se l'assessore Pittalis, rispetto a questa questione, chiarisce definitivamente il problema, io non ho alcun motivo per mantenere in piedi l'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dettori Ivana. Ne ha facoltà.

DETTORI IVANA (D.S.-F.D.). Presidente, innanzitutto voglio sottolineare che l'emendamento contiene una imprecisione. Quando sono state individuate le risorse finanziarie per la copertura di questo emendamento si era fatto riferimento, erroneamente, alla tabella B, voce 7, del testo presentato dalla Giunta, e non al testo della tabella modificato in Commissione. Pertanto, deve intendersi la voce 6 e non la voce 7 del capitolo 03017 in diminuzione. .

Io credo, detto questo, che sia importante, da parte del Consiglio e della Giunta, dare un segnale in generale rispetto alla questione dei parchi e in particolare a quella del Parco del Gennargentu; ritengo infatti che noi tutti, il Consiglio e la Giunta in modo particolare, abbiamo il dovere di governare i processi che avvengono, non di cavalcare i malumori di taluni, a volte molto pochi, fino a rischiare di innescare conflitti di ordine sociale.

Pertanto noi riteniamo che sia necessario destinare risorse a quelle comunità affinché possano capire e verificare che investire sul Parco significa mettere in moto risorse, mettere in moto investimenti, pensare ad un decollo economico e ad una risorsa culturale importante.

Quindi, credo che sia fondamentale che questa Giunta dia un segnale chiaro e preciso di voler invertire quel processo che l'ha vista mettersi a capo di un movimento particolare, quello dell'antiparco, che spesso rischia il qualunquismo, che anziché informare su che cosa significa istituire i parchi, disinforma sostenendo che si colpiscono soprattutto gli usi civici e la caccia; seppure io dico rispetto alla caccia che bisogna ragionare sui significati e sulle modalità di controllo di tale attività.

Io credo che questa Giunta che rappresenta, certo, una parte del Consiglio, ma anche tutti i sardi, debba necessariamente e incontrovertibilmente dare risposte, ma non sulla base degli umori di alcuni. L'ex Assessore dell'ambiente aveva dato, infatti, segnali di tipo diverso; e poiché adesso è diventato Assessore della pubblica istruzione, proprio in quanto tale ha un dovere in più, quello di informare e di insegnare che ci si deve comportare civilmente e rispettare le opinioni di tutti. Non cavalchiamo quindi proteste, non innestiamo ulteriori disordini sociali in un territorio che non ne ha proprio bisogno, ma piuttosto cerchiamo di investire risorse in un settore che, così supportato, può davvero modificare il volto di quel territorio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Presidente, colleghi, intervengo solo per un chiarimento in merito all'emendamento numero 53 in materia di trasporti. Vorrei ricordare all'Aula ed ai colleghi estensori dell'emendamento, che stanno lavorando anche ad una proposta di legge, che negli anni Ottanta, sulla spinta di una richiesta forte dell'imprenditoria sarda, fu varata una normativa che prevedeva la concessione di uno sconto alle aziende sui trasporti da e per la Sardegna sulle linee ferroviarie e sulle linee marittime, dietro presentazione della necessaria documentazione. . E' avvenuto che le Ferrovie grazie a questo sconto riempivano i loro vagoni falsando la libera concorrenza sul mercato. Chiaramente altri imprenditori hanno presentato ricorso alla Corte de l'Aja, e la stessa UE, - attraverso un suo documento che posso anche reperire e passare agli amici estensori della nuova norma - ha vietato tassativamente l'applicazione di questa norma; e credo abbia anche promosso un'azione di infrazione nei confronti dello Stato italiano.

La proposta inizialmente prevedeva una sorta di compenso alle imprese in base a dei parametri, indipendentemente dal settore scelto, invece poi si introdusse la compensazione soltanto sul tratto mare e sul vettore ferrovia. Quindi si creò già dall'inizio una disparità di trattamento, perché chiaramente i trasportatori privati potevano offrire una riduzione solo sul tratto mare mentre le ferrovie, partendo dalle zone di produzione, potevano offrire uno sconto su tutta la tratta, terra e mare, fino alla consegna in Continente. Questo è un aspetto.

Un altro aspetto riguarda il ruolo che la Regione deve svolgere in questa materia così delicata e così interessante. La Regione, certo, deve fare la sua parte, ma deve intervenire in via prioritaria, o deve invece intervenire lo Stato? A me pare che debba essere un compito dello Stato darci le autostrade del mare, che debba essere lo Stato a darci le opportunità per misurarci sul mercato in condizioni di parità con gli altri. Quindi, su questo provvedimento occorrerà operare gli opportuni approfondimenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (D.S.-F.D.). Io, Presidente e colleghi, vorrei iniziare il mio intervento riprendendo l'ultima parte di quello dell'onorevole Biggio. Le questioni a cui si riferiva il collega sono note ma ormai superate; tuttavia l'Unione Europea, pur ponendo limiti ed avendo cancellato quelle disposizioni, più recentemente, per le Regioni ultraperiferiche dell'Unione Europea, ha proprio previsto la possibilità di reintegrare,norme orientate all'abbattimento dei sovracosti di trasporto. Mi riferisco alla direttiva 7406 del 1998, quindi recentissima, dove si dice che, in base al criterio della densità della popolazione, così definito nella direttiva stessa, possono essere autorizzati degli aiuti intesi a compensare in parte i sovracosti di trasporto. Questo lo dice l'Unione Europea, collega Biggio, quindi l'Unione Europea consente che le Regioni svantaggiate, ultraperiferiche, possano intervenire su questo aspetto.

E` anche vero, certamente, che lo Stato deve aiutare la nostra Regione a compensare e ad alleviare gli svantaggi, legati alla nostra insularità, ma a questo ho già fatto riferimento nell'illustrazione dell'emendamento quando ho citato la legge numero 144. In questo provvedimento, che è recentissimo (la legge numero 144 è del 17 maggio 1999), oltre a prevedere con uno stanziamento di 70 miliardi la copertura degli oneri di servizio pubblico per favorire la mobilità delle persone, nello stesso articolo, il numero 36, è contenuta una disposizione di grande rilevanza per la Sardegna e per le merci in uscita dalla Sardegna. Infatti, al comma 5 del suddetto articolo si dice: "Sono concesse alle piccole e medie imprese industriali e di trasformazione, con sede di stabilimento in Sardegna, che esportano semilavorati o prodotti finiti, ad eccezione di quelle di distillazione del petrolio", ovviamente per il noto peso che la raffineria della SARAS ha in Sardegna, " agevolazioni sui costi di trasporto, nei limiti stabiliti dall'Unione Europea in materia di aiuti statali alle imprese, mediante credito di imposta determinato nelle seguenti misure: fino al limite dell'ottanta per cento dell'importo delle tasse e delle soprattasse di ancoraggio di cui alla legge 9 febbraio 1963, numero 82, e successive modificazioni, pagate per operazioni di commercio nei porti sardi". Ora, io ritengo in primo luogo che gli operatori non siano ancora a conoscenza di questa norma, e in secondo luogo che non sia possibile limitare all'industria queste agevolazioni escludendo gli altri operatori economici, come se gli artigiani, gli agricoltori, e le altre categorie non avessero gli stessi diritti e non dovessero godere delle stesse opportunità per il movimento delle loro merci. Questo è un limite, se si vuole, della legge numero 144, a cui noi intendiamo porre rimedio con questo provvedimento. La copertura finanziaria che ha previsto lo Stato, dicevo prima, ammonta in tre anni ad ottanta miliardi di cui venti miliardi per il 1999, ancora tutti da utilizzare e trenta miliardi per gli anni successivi a decorrere dall'anno 2000.

L'altro beneficio che la legge numero 144 prevede, sempre relativamente ai costi di trasporto delle merci, è un abbattimento, fino al limite dell'ottanta per cento, dell'importo dei diritti aeroportuali previsti dalla legge 5 maggio 1976, numero 324 e successive modificazioni, pagato per le operazioni commerciali negli aeroporti sardi.

Questa è una innovazione estremamente importante, che dimostra l'interesse dello Stato e del Governo nei confronti della nostra Regione; noi dobbiamo quindi prestare la necessaria attenzione al completamento di questa norma, al fine di creare per gli operatori sardi, per le imprese, un sistema di continuità territoriale che, come dicevo prima, non riguardi soltanto le piccole e medie imprese industriali, ma possa essere esteso agli artigiani, agli agricoltori, a tutti i produttori del settore agroindustriale.

Per questo noi abbiamo previsto di proporre la norma successivamente, e mi fa piacere che il relatore, l'onorevole La Spisa, abbia condiviso questa necessità, così come debbo dire che ho apprezzato anche la disponibilità della Giunta ad accogliere questo emendamento; anche se voglio sperare che la Giunta non l'accolga soltanto come raccomandazione. Se la voce 7 della tabella B, assessore Pittalis ha una così limitata disponibilità, per la copertura finanziaria possiamo fare riferimento alle voci 4 e 5 della medesima tabella e contenere lo stanziamento portandolo da 20 a 2 miliardi. Ci rendiamo conto che i tempi per l'approvazione e l'attuazione del provvedimento sono ristretti, per cui non è pensabile che entro quest'anno si possano utilizzare i venti miliardi che noi proponiamo nell'emendamento. Tuttavia questa riduzione dello stanziamento spero comporti che il contenuto dell'emendamento venga accolto non come raccomandazione ma diventi un impegno serio della Giunta e di questo Consiglio al fine di dare una speranza a quella miriade di imprenditori che fino a due anni fa hanno usufruito di quei benefici cui faceva riferimento il collega Biggio, e che oggi si trovano effettivamente svantaggiati a causa della nostra condizione di insularità. Diversamente il tema della continuità territoriale rischia di diventare davvero soltanto uno slogan; e, comunque, se ci limitassimo soltanto a portare a termine quanto fatto dal Governo nazionale e dalla precedente Giunta con le intese di programma, i benefici per la nostra comunità sarebbero limitati.

Io insisto ancora affinché la condivisione dell'emendamento da parte del Presidente della Commissione programmazione e da parte della Giunta non comporti un accoglimento del medesimo soltanto come raccomandazione, ma diventi in questa finanziaria un fatto tangibile, perché questo Consiglio regionale possa dare al mondo dell'impresa, al mondo della produzione quei segnali di speranza attesi riguardo alla movimentazione e alla collocazione sui mercati delle merci e delle produzioni sarde. Noi vorremmo che entro quest'anno si possa arrivare a definire una norma di compensazione di quanto è stato cancellato dall'Unione Europea, ma al contempo ottenere quei benefici oggi consentiti dall'Unione medesima e contenuti nella direttiva del 1998. A nostro parere, infatti, è necessario ripristinare questi benefici che sono indispensabili per promuovere lo sviluppo economico della Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare consigliere Falconi. Ne ha facoltà.

FALCONI (D.S.-F.D.). Signor Presidente, intervengo per svolgere qualche breve considerazione sull'emendamento numero 53 e sull'emendamento numero 76. Condivido le ultime cose dette dal collega Pinna sull'emendamento numero 53, ma io mi riferisco anche al 76 che è stato accolto dalla Giunta come raccomandazione dal significato non ben quantificato.

Sull'emendamento numero 53 io penso che la Giunta debba andare oltre l'accoglimento dello stesso come semplice raccomandazione; nella nostra Regione ha operato infatti per diversi anni la legge numero 268, che premiava le esportazioni dei prodotti sardi. Questa legge è stata dichiarata incompatibile con il regime di aiuti dall'Unione Europea, e attualmente in materia di incentivi alle esportazioni non è operante alcuna legge.

Io penso che il meccanismo da noi previsto ci consenta un parziale recupero di questo mancato abbattimento di costi per l'esportazione. Naturalmente bisogna operare secondo le direttive dell'Unione Europea;La "268", che premiava le esportazioni, di fatto prevedeva incentivi in conto occupazione. Anche in questo caso bisognerà prevedere qualche intervento sostitutivo, altrimenti rischiamo di provocare un aumento dei prezzi di tali merci. Sull'emendamento numero 76 si sono ampiamente espressi i colleghi nuoresi. Io concordo con ciò che loro hanno già ribadito questa mattina in quest'Aula, ma vorrei solo aggiungere che anche questo emendamento non può essere accolto come semplice raccomandazione dall'assessore Pittalis, soprattutto dopo che si è sciupata una occasione di sviluppo per quei territori come quella del Parco del Gennargentu. Una occasione che poteva essere gestita meglio cercando di convincere le popolazioni, che ancora manifestavano e manifestano delle perplessità, sull'importanza del Parco. Io credo infatti che, dopo avere cancellato una occasione di sviluppo bisogna iniziare a costruire qualcosa di positivo. Ecco perché questo emendamento non può essere accolto solo come raccomandazione.

L'emendamento numero 241 finanzia per la prima volta la legge numero 9 del 1998 ed interviene nel comparto turistico-alberghiero per favorire il riordino e la messa a punto delle strutture ricettive esistenti.

Attraverso la legge numero 9 si può intervenire anche sui centri storici (di questo argomento ne abbiamo parlato tanto ieri e io lo voglio riprendere brevemente), per finanziare la tipologia, ormai riconosciuta come tale solo qui in Sardegna, i dell'albergo diffuso nei centri storici, nelle zone A) del piano di fabbricazione dei comuni.

Ciò che preoccupa, Assessore Pittalis, è la copertura finanziaria indicata per questo emendamento. Perché, se per costituire il finanziamento si prelevano ancora risorse dai fondi destinati ai PIA, uno strumento di programmazione negoziata regionale, questo non va bene perché questo strumento verrebbe ulteriormente depauperato, quando dovremmo invece andare in senso inverso.

Ormai la programmazione negoziata, a breve, sarà comunque regionalizzata, quindi noi abbiamo uno strumento già operativo da perfezionare, certamente, ma non da smantellare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.-F.D.). Io intervengo sinteticamente su tre questioni. La prima riguarda la questione della copertura finanziaria di alcuni emendamenti presentati dal centro-sinistra, in particolare il 161, il 162, il 70, il 103, il 53, il 76 o il 189, per dire che non sono del tutto d'accordo col criterio indicato dalla Giunta. Faccio un esempio per comprenderci; se un emendamento porta come copertura il capitolo 03017, voce 6, "cofinanziamento dei fondi comunitari", sto facendo un'ipotesi, io comprendo, sul piano politico, che la Giunta sottolinei il fatto che verrebbero a mancare risorse. Se dovesse passare un emendamento con una copertura su quel capitolo, si ridurrebbe l'importo delle risorse destinate al "cofinanziamento", ma sul piano tecnico questa obiezione non si può accogliere.

La copertura sul piano tecnico è perfetta, perché la capienza c'è; se l'Aula approvasse un emendamento la cui copertura finanziaria fosse imputata alla voce 6 della tabella B, la Giunta dovrebbe impinguare quel capitolo con una ulteriore operazione di bilancio. E l'operazione si può fare, come sempre si è fatto, anche in sede di coordinamento. In ogni caso, per gli emendamenti per i quali ci fosse una comprovata non correttezza della copertura, noi indichiamo il capitolo 36103-00 sul quale c'è una capienza di oltre duecento miliardi.

La seconda considerazione attiene al fatto che alcuni degli emendamenti all'articolo 4, sono frutto di un accordo con l'opposizione, nel senso cioè che alcuni emendamenti presentati dalla Giunta raccolgono proposte e istanze avanzate dalle opposizioni. Questo vale in particolare (li elenco rapidamente), per gli emendamenti numero 274, progetti speciali finalizzati all'occupazione; 241, incentivi finanziari e contributivi a favore delle imprese turistico alberghiere; 244, fondo regionale di edilizia abitativa; 269, incentivi per l'informatizzazione diffusa; 271, provvedimenti urgenti per favorire l'occupazione; e forse qualche altro che mi sfugge. Quindi, l'opposizione di centro-sinistra concorrerà all'approvazione di questi emendamenti, che noi consideriamo in parte nostri, perché riteniamo di aver concorso con questi emendamenti, al miglioramento della manovra e, in particolare, all'irrobustimento dell'intervento per quanto riguarda lo sviluppo e l'occupazione.

Permettetemi, infine, una considerazione aggiuntiva. Una parte di questi emendamenti sono finanziati con risorse originariamente destinate ai Programmi integrati d'area sui quali la nostra posizione, poc'anzi la ricordava il collega Falconi, è nota. Noi riteniamo che siano uno strumento moderno, efficace, che va migliorato, che va corretto, ma su cui bisogna insistere come scelta strategica. Dunque noi oggi consentiamo che per la copertura finanziaria degli interventi previsti negli emendamenti si faccia riferimento alla dotazione dei piani integrati d'area, ma fermo restando ciò che abbiamo insieme stabilito nell'articolo 1 bis, e cioè che con l'assestamento di bilancio dovrà essere integralmente ripristinata la dotazione finanziaria prevista per i Piani integrati d'area.

Un'ultima questione, e ho concluso. L'emendamento 53 è un emendamento importante; io non voglio riprendere le considerazioni svolte dal collega Pinna, che condivido totalmente, comprendo anche come sia difficile in questo momento reperire la dotazione finanziaria indicata nell'emendamento, che se ricordo bene è di 20 miliardi. Sarebbe tuttavia importante dare un segnale di apertura in quella direzione, istituendo uno stanziamento anche modesto. Sto parlando delle incentivazioni destinate a compensare il differenziale dei costi di trasporto per le merci da esportare. Tra l'altro questo è un punto che, quasi esattamente nei termini proposti dall'emendamento 53, è compreso nei due DPEF(99/2001 e 2000/2002) approvati, l'ultimo di recente, da questo Consiglio. Sarebbe importante, e in questo senso io chiedo attenzione e sensibilità alla Giunta, all'Assessore e alla maggioranza, se con una modesta dotazione finanziaria, anche due o tre miliardi per iniziare, si aprisse questa nuova linea di sostegno all'economia, che va in una direzione che tutti abbiamo detto, votando il DPEF, di condividere.

PRESIDENTE. Devo chiedere all'Assessore se è d'accordo come indicava l'onorevole Scano, di far gravare sul capitolo 36103-00 gli emendamenti 161, 172, 70, 163, 53, 76, 189.

Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore alla programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta non è d'accordo con questa indicazione, anche perché si rischia di far saltare il complesso degli emendamenti che, pure, sono stati concordati con le opposizioni. L'accordo raggiunto su questi emendamenti era che la Giunta li accogliesse come raccomandazione. Evidentemente la loro approvazione farebbe venir meno l'accordo su tutta una serie di emendamenti sui quali invece l'opposizione e la maggioranza avevano convenuto. Quindi lascio la decisione alla prudente valutazione dell'Aula.

PRESIDENTE. Il problema è di natura politica. Dal punto di vista meramente tecnico l'emendamento è ammissibile, poiché nel capitolo 36103-00 vi è la necessaria capienza; dal punto di vista politico invece è un problema che riguarda i rapporti tra maggioranza ed opposizione; io non posso esimermi dal mettere gli emendamenti in votazione e quindi far decidere l'Aula.

Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.

PUSCEDDU (D.S.-F.D.). Io intervengo in particolare sull'emendamento della Giunta numero 274, che introduce, dopo l'articolo 4, un articolo 4 bis, per progetti speciali finalizzati all'occupazione. Io ritengo che sia necessario soffermarci un attimo per sottolineare l'importanza di questo articolo, ma soprattutto per definirne il percorso attuativo. E' pur vero, infatti, che con questo articolo si ripristina una dotazione finanziaria, per altro già prevista dalla legge regionale numero 37 del 24 dicembre 1998, ma è altrettanto vero che il riferimento specifico è all'articolo 18, quello che tratta dei progetti speciali finalizzati all'occupazione, e in particolare al comma 4 e ai successivi.

Noi conosciamo perfettamente la lunga vicenda che ha interessato il piano straordinario del lavoro, quello del 1988, che si reggeva su due cardini fondamentali. Da una parte si sanciva l'intervento diretto dell'amministrazione regionale attraverso quanto previsto dagli articoli 92 e 93 della legge 11/88, e dall'altro in base all'articolo 94 della stessa legge 11/88, si attribuiva direttamente agli enti locali e ai comuni la realizzazione dei progetti comunali finalizzati all'occupazione.

La storia di questo decennio ha dato proprio la dimensione della diversa velocità di attuazione dell'intervento in materia di occupazione. La previsione dell'articolo 94, grazie a procedure di attuazione particolarmente snelle e spedite ha consentito agli enti locali di realizzare progetti comunali finalizzati all'occupazione che, comunque, seppure in termini limitati temporalmente, hanno dato una risposta al bisogno di occupazione. L'attuazione degli articoli 92 e 93 è stata invece più tormentata. Mi riferisco proprio alla parte di interventi di diretta gestione dell'amministrazione regionale. Per lungo tempo questi progetti rimasero bloccati, seppur a distanza di anni, negli anni '92 e '93, in attesa del parere della Commissione consiliare competente, poi per problemi di carattere procedurale. Si pose infatti la questione della titolarità degli interventi che prima era in capo agli Assessorati competenti per materia e, in seguito, fu istituita ad hoc una task force o un ufficio speciale per l'occupazione che è stato allocato presso la Presidenza della Giunta regionale. Solo con un successivo intervento legislativo si è riusciti a dare attuazione ai progetti speciali di cui agli articoli 92 e 93.

Ora, con l'articolo 18 della legge regionale numero 37 si è inteso recuperare l'esperienza maturata dai soggetti esecutori dei progetti speciali; per cui il comma 4 dell'articolo 18 della suddetta legge dava la possibilità, laddove sussistevano presupposti per lo svolgimento di attività stabili nel tempo, uguali, analoghe o connesse a quelle dei progetti approvati e regolarmente realizzati, di ottenere finanziamenti finalizzati alla stabilizzazione dell'attività e dell'occupazione. Questa procedura introdotta dal quarto comma dell'articolo 18, secondo la specificazione dei commi successivi, ha avuto un primo momento d'attuazione l'anno scorso. Io ho necessità che l'Assessore della programmazione, ma soprattutto il Presidente della Giunta regionale, che è titolare dello stanziamento previsto al capitolo 01080, che fa capo alla Presidenza della Giunta regionale, su cui insistono queste risorse finanziarie, mi diano un'interpretazione autentica del percorso attuativo.

Io vorrei anche sottolineare, e ho necessità già in questa sede di una prima risposta, che l'anno scorso è stato indetto, anche a mezzo stampa, una sorta di bando, in base al quale i soggetti esecutori dei progetti speciali potevano presentare domanda, mi sembra nel mese di agosto, per stabilizzare l'occupazione e le attività già realizzate. Però occorre dire che l'estate scorsa non tutti i progetti speciali di cui agli articoli 92 e 93 avevano trovato completamento; alcuni erano ancora in corso di attuazione. Mi riferisco in particolare ad alcuni progetti la cui titolarità è in capo agli enti locali, e in particolare all'Azione 4, quella cosiddetta di riqualificazione urbana. In questo caso gli enti locali erano i soggetti attuatori e hanno affidato gli interventi a soggetti esecutori che, l'estate scorsa, ancora non avevano concluso l'intervento e di conseguenza non hanno avuto la possibilità di presentare l'istanza per poter usufruire dei benefici previsti dall'articolo 18 della legge numero 37. E'necessario quindi, a mio parere, che venga emanata una direttiva di attuazione. Nel momento in cui oggi noi rifinanziamo l'intervento stiamo dando la possibilità di stabilizzare alcune attività, soprattutto quelle che potranno reggersi sul mercato e potranno creare nel tempo stabili possibilità occupazionali.

Per questo motivo è necessario che il Presidente della Giunta chiarisca questo aspetto, e dia la possibilità a tutti i soggetti esecutori dei progetti speciali, di cui agli articoli 92 e 93 della legge 11 dell'88, di poter accedere a queste provvidenze.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CARLONI

(Segue PUSCEDDU) Io ritengo che questo tipo di intervento vada sostenuto; è un intervento utile, necessario, che proprio partendo dall'esperienza dei progetti speciali può consentire il prosieguo di alcune attività lavorative, anche se mi rendo conto che forse sarà necessario arrivare a modificare la denominazione del capitolo 01080. Non si tratta di un fondo per l'attuazione di progetti per creare nuova occupazione, ma si fa specificatamente riferimento ai progetti speciali previsti dagli articoli 92 e 93 della legge 11/88 che, in base alle modifiche previste dal disposto del comma 4 e successivi dell'articolo 18 della legge numero 37 del '98, mirano a dare la possibilità di stabilizzare l'occupazione e le attività che sono state avviate con i progetti speciali.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.-F.D.). Signor Presidente, brevemente, vorrei intervenire per ritornare sull'emendamento che ho illustrato poc'anzi, anche alla luce delle posizioni assunte dalla Giunta tramite l'Assessore alla programmazione. Personalmente mi trovo d'accordo sugli emendamenti che sono stati proposti dall'opposizione in Consiglio, e ritengo anzi che bene farebbe la maggioranza a ragionare con attenzione sulle motivazioni che sono state addotte dai colleghi che mi hanno preceduto. Ma sull'emendamento 76, che sostanzialmente è identico al 189, mi voglio soffermare ancora qualche minuto, perché credo che ci sia molta distrazione intorno a queste tematiche, prescindendo dall'attenzione che l'Aula può riservare al mio intervento.

Ogni qualvolta succedono dei fatti criminali, quali sequestri di persona, omicidi, attentati agli amministratori, o altri fatti meno gravi ma certamente molto preoccupanti, quali atti di teppismo e di vandalismo, si dice, e tutti a quel punto si è d'accordo, che è necessario intervenire sul versante della cultura, dell'istruzione e della formazione, e, contestualmente, è necessario intervenire sul versante economico, valorizzando in modo particolare le risorse locali per creare nuova occupazione e nuovo sviluppo.

Destra, sinistra e centro si è tutti quanti d'accordo, quando succedono determinati fatti, sulle ricette che devono essere messe in campo. Ma quali sono gli strumenti concreti, mi domando, da adottare a fronte dell'analisi sulla quale si è d'accordo tutti? Io credo che sia un fatto positivo che l'assessore Pittalis abbia accolto, a nome della Giunta, come raccomandazione, l'emendamento che abbiamo proposto. Ma, nel concreto, assessore Pittalis, mi domando che significato ha la raccomandazione che lei, a sua volta, ha fatto quando ha detto che la Giunta accettava questo emendamento come raccomandazione; che cosa vuol dire nel concreto? Una raccomandazione che viene accolta come si traduce sul piano operativo?

Io credo che lei conosca bene i problemi derivanti dallo spopolamento, e non voglio tediare nessuno perché ormai l'argomento è trito e ritrito, però il fenomeno dello spopolamento che porta come conseguenza un inurbamento selvaggio, provoca un danno economico e un danno sociale di notevoli dimensioni, perché nelle periferie delle grandi città, spesso degradate, dove maggiore è l'inurbamento, si stanno verificando situazioni inquietanti.

A Nuoro è sorto, con l'istituzione della facoltà di Scienze ambientali e della facoltà di Scienze forestali, un polo universitario orientato sull'ambiente.. Oggi è in atto un dibattito, al quale partecipano con una certa passione anche intellettuali della provincia di Nuoro, e ci si domanda che senso ha avere una facoltà di Scienze ambientali e una facoltà di Scienze forestali se non esiste uno sbocco lavorativo conseguente. Se non esiste cioè la possibilità che questi studenti, che oggi si formano, possano mettere a frutto sul campo l'esperienza acquisita e anche il titolo di studio conseguito. Ebbene, io credo che uno di questi sbocchi potrebbe essere il Parco nazionale del Gennargentu; meglio, non chiamiamolo Parco nazionale, perché disturba, lo chiameremo Polo ambientale, con ciò che ne consegue. Intorno al Parco è stata fatta troppa ideologia, si sono mossi troppi interessi di piccolo cabotaggio, interessi anche di tipo elettoralistico, che sono pure leciti, purché non creino dei danni irreparabili, Io credo però che se noi liberassimo il confronto che deve avvenire tra di noi da una sterile e dannosa contrapposizione non potremmo non riconoscere i vantaggi che deriverebbero sul piano economico, sociale e culturale per le nostre popolazioni dall'istituzione del Parco. E i vantaggi culturali ed economici si estenderebbero a tutto il territorio della Sardegna, perché quei determinati episodi i che,in modo particolare, si concentrano nel nuorese, si riverberano in maniera negativa sull'immagine della Sardegna nel suo complesso. E credo, in modo particolare chi sta a Nuoro, ma certamente anche chi sta a Cagliari, a Olbia, a Sassari, o da altre parti, che debba avere a cuore lo sviluppo culturale e il progresso economico del nostro territorio.

A questo punto vorrei chiedere all'assessore Onida con il quale, quando era Assessore dell'ambiente, abbiamo concordato sempre su tutte le posizioni che dovevano essere assunte, quali politiche comuni può portare avanti con l'assessore Pittalis con il quale lei non concordava assolutamente.. Allora, se liberiamo dalle ideologie e dalle dietrologie e quant'altro il palcoscenico, forse arriveremo alla determinazione che sia necessario andare avanti con l'istituzione del Parco. Però, se il Parco non lo si vuole bisogna dire una parola definitiva e dire anche che bisogna chiudere l'Università di Nuoro., Ma questa Giunta, questa maggioranza di centro-destra devono assumersi la responsabilità di una simile decisione. Altrimenti rischiamo di continuare a perdere tempo in sterili polemiche che servono solo ad avvelenare ulteriormente un territorio di per sé già molto avvelenato, per responsabilità che certamente non appartengono a questa parte politica. Se vogliamo costruire qualcosa non indugiamo oltre, correggiamo errori che pure ci sono stati, però cerchiamo di elaborare una linea e una strategia.

Quindi quale nesso esiste tra l'emendamento proposto e il contenuto del mio discorso? Io ritengo indispensabile che questa amministrazione dia un segnale, che dimostri una volontà concreta di voler incidere su quei territori, visto e considerato che è stata enunciata una strategia diversa , ma al momento non ne vediamo traccia. Non c'è niente! E se riuscirete a individuare un'ipotesi di sviluppo che non tenga conto della risorsa ambiente sarete bravissimi, però ho dei serissimi dubbi che questo possa accadere. Allora, questo segnale che io, ripeto, ritengo indispensabile, credo che possiate darlo anche dimezzando l'importo da noi proposto, portandolo da 40 a 20 miliardi, e prevedendolo soltanto per l'anno in corso, il 2000.

Assessore, è necessario che si dia veramente seguito alle parole che sono state dette. In questo testo non c'è la parola "Parco Nazionale", si tratta di un territorio però nel quale ritroviamo quelle valenze culturali ed ambientali di cui abbiamo parlato. E' necessario perciò allocarvi delle risorse per dare un segnale concreto. Altrimenti diciamo chiaramente che di questo argomento non se ne deve più parlare, con le conseguenze e le responsabilità che ciascuno si dovrà assumere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Sì, Presidente, pochissimi secondi, perché vorrei richiamare l'attenzione dell'Aula sull'emendamento numero 53, relativo alle incentivazioni destinate a compensare il differenziale dei costi di trasporto per le merci al fine di realizzare un regime di continuità territoriale per le imprese sarde. Assessore Pirastu, io credo che anche per il suo Assessorato sia importante dare un piccolo segnale. La norma che noi stiamo proponendo al Consiglio per l'approvazione rispetta le norme comunitarie, inoltre esisteva già in passato una legge che consentiva la concessione di agevolazioni alle imprese. Si parla di sviluppo, si è parlato giustamente dell'attuazione della legge nazionale sulla continuità territoriale per quanto riguarda le persone, non riesco a comprendere perché l'Assessore non debba accogliere questo emendamento. Comprendo certamente le difficoltà di carattere finanziario, e quindi che manchi la copertura per i venti miliardi, ma credo che questo Consiglio, comunque, debba dare un segnale alle imprese Assessore, se siamo d'accordo, possiamo anche ridurre lo stanziamento previsto che è di venti miliardi. E, poiché stamattina sta per essere depositata la legge per l'abolizione dei CO.CI.CO, io propongo che venga utilizzata la somma destinata alle indennità che percepiscono le persone che sono state nominate. Io credo che una parte della copertura finanziaria possa essere reperita in questo modo senza incidere su altri capitoli di bilancio.

Quindi l'invito che io rivolgo all'Assessore, visto e considerato che i rappresentanti che abbiamo nominato nei CO.CI.CO. rimarranno in carica per pochissimi mesi, perché riteniamo tutti che siano degli organismi inutili, è quello di dare un segnale alle imprese ripristinando una norma che favorisca le imprese e non soltanto le persone. Non credo che si stravolga la manovra finanziaria, basteranno alcuni miliardi per iniziare, poi vedremo negli anni successivi che cosa sarà possibile fare. Però credo che da parte della Giunta regionale e dell'Assessore dell'industria questo sarebbe un segnale importante a favore di un settore che tutti a parole diciamo di voler privilegiare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, intervengo perché anche questo è un articolo importante, ed anche questo come il precedente raggruppa ed aggrega una serie di problemi, sui quali brevissimamente mi soffermerò.

Il primo problema che mi viene in mente è quello relativo all'informatizzazione, problema sul quale si è svolto un dibattito interessante, anche con qualche punta polemica, ma su questo abbiamo trovato un accordo complessivo. Noi avevamo rimproverato l'Assessore di essersi appropriato di un'idea che era quanto meno patrimonio comune, anzi di cui noi rivendichiamo la primogenitura dato che il nostro emendamento reca il numero 41, mentre l'emendamento della Giunta reca il numero 269. Non diciamo questo per fare una polemica che non ci interessa e che non porta da nessuna parte, ma lo diciamo perché vorremmo che almeno in sede di replica la Giunta ci desse atto di ciò, così come noi lo abbiamo fatto in altre occasioni nei suoi confronti.

Questo vale, l'hanno già detto i colleghi che sono intervenuti, anche per altri emendamenti che abbiamo concordato, e che costituiscono sicuramente un miglioramento complessivo, secondo noi, della manovra. In materia di turismo, per esempio, ma anche di edilizia abitativa, sono previsti stanziamenti significativi. Non abbiamo quindi condotto la nostra opposizione secondo schemi classici per cercare di imbrigliare la Giunta, ma abbiamo condotto una opposizione, lo ribadisco e lo ribadirò fino alla fine, volta a dare strumenti, risorse e potenzialità di governo alla Giunta, perché la Giunta, la Regione, il Consiglio abbiano gli strumenti per sostenere lo sviluppo, l'occupazione e la crescita.

Ci sono però un paio di interventi che non sono condivisi dalla Giunta; e a noi un po' dispiace. Immaginiamo che sia solo per un fatto di copertura finanziaria. Io credo però che se noi diminuiamo l'entità delle risorse richieste e la Giunta verifica le risorse disponibili, forse si possono avviare delle iniziative anche con coperture finanziarie simboliche. E` il caso del Parco. Le nostre realtà locali vedono il Parco sempre come un insieme di vincoli, ma se l'amministrazione regionale, se la Giunta e il Consiglio insieme, prima di parlare di vincoli, prima di parlare di condizionamenti, dicessero alle amministrazioni locali che su quei territori si avvierebbero comunque investimenti,, questo comporterebbe più attenzione sul tema da parte dei comuni interessati e un dialogo tra i comuni stessi e l'amministrazione regionale.

Lo stesso discorso vale per il settore dei trasporti. Noi riconosciamo, e condividiamo, l'impegno che la Giunta sta portando avanti nella Conferenza dei servizi per abbattere le tariffe; ma in prospettiva dobbiamo estendere la nostra attenzione alla sfera della sicurezza, delle fasce orarie, e via dicendo.

Però io credo che se noi riuscissimo a destinare al settore dei trasporti, uno stanziamento anche minimo sarebbe un fatto significativo, perché dimostrerebbe alle imprese del settore che la Regione si preoccupa di contenere il costo dei trasporti.

Naturalmente tralascio di parlare dei progetti speciali per l'occupazione, nonché di altri argomenti connessi agli stessi, ma su questi temi, Parco e trasporti, gradiremmo un'attenzione maggiore da parte della Giunta nei nostri confronti. Infine sottolineo ancora che sull'informatizzazione si era impegnato lo stesso presidente Floris; riteniamo perciò che questo sia il momento di rivendicare, da parte nostra, senza particolare enfasi o attribuzione di primogeniture, il dovuto riconoscimento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Demuru. Ne ha facoltà.

DEMURU (D.S.-F.D.). Presidente, intervengo sull'emendamento 76 per dire, intanto, che condivido e faccio mie tutte le considerazioni che testé ha svolto l'onorevole Pirisi; e aggiungo che molte volte, da quando si è iniziato a parlare di programmazione in quest'Aula, nelle dichiarazioni dei vari Presidenti, ultimo il Presidente Floris, è stato richiamato il concetto dello sviluppo della nostra Isola attribuendo al turismo, avendo la Sardegna una vocazione turistica, un ruolo trainante. Dalle considerazioni sulla materia emergeva che lo sviluppo turistico dovrebbe articolarsi in diverse direttrici. La prima linea guida, fondamentale, era che il turismo in Sardegna non dovesse rimanere, legato esclusivamente al turismo estivo, al mare, ma dovesse sicuramente tendere prima di tutto ad un allungamento della stagione turistica estiva, andando oltre i quattro mesi che in genere caratterizzano questo tipo di turismo, arrivando almeno a sei mesi inizialmente, ma con l'intento di coprire tutto l'anno, individuando nelle zone interne lo strumento e la risorsa necessari per poter raggiungere questo scopo. Si è parlato di sviluppo ecocompatibile, di sviluppo legato all'ambiente, un ambiente che, nelle zone interne, ha delle potenzialità da tutti riconosciute. E la conservazione di un ambiente che è bellissimo comporta, non solo in Sardegna e non solo in Italia, come alcuni hanno già ricordato, il mantenimento di quell'equilibrio che si è consolidato nei secoli, e cioè l'equilibrio tra uomo e natura, tra uomo e territorio. Un equilibrio che è presente anche nelle zone interne, e qui parliamo soprattutto di quelle zone che sono state inserite nel territorio del Parco del Gennargentu, ma nelle quali, come giustamente ha osservato l'onorevole Pirisi - ed io mi richiamo a quell'intervento - non si vuole parlare di parco perché, come testé diceva anche l'onorevole Selis, ogni volta che si parla di parco dalle nostre parti si intendono "vincoli".

Probabilmente è mancata, anche in questa circostanza, quella dose di informazione equilibrata che avrebbe forse portato a considerare il parco, da parte di quelli che oggi lo contestano, in modo diverso. Io sono convinto, anche per riscontri obiettivi avuti in loco, che se all'inizio della vicenda non fosse intervenuta una polemica di tipo elettoralistico e propagandistico, probabilmente si sarebbe potuto recuperare sul Parco del Gennargentu un discorso in positivo. Ma tant'è, le cose sono andate così!

Io sono convinto che la stragrande maggioranza delle popolazioni ed anche dei consigli comunali, che purtroppo - io dico per loro disgrazia - si sono trovati coinvolti in una polemica rovente, agli inizi fosse decisamente favorevole. Io allora non svolgevo attività politica, ma ascoltavo i cittadini che si esprimevano, numerosi, a favore di un referendum per verificare se le popolazioni fossero favorevoli o non favorevoli al parco.

Comunque sia, tralasciando queste considerazioni che hanno un po' il sapore della polemica, io dico che lo spirito di questo emendamento, ed è questo che voglio richiamare chiudendo il mio intervento, non è di contrapposizione nei confronti di alcuno L'emendamento intende sottolineare che se quanto, espresso nelle dichiarazioni e nei programmi dei vari Presidenti, che qui si sono succeduti, sul turismo interno, sullo sviluppo ecocompatibile, ha un vero significato, è necessario prevedere delle adeguate dotazioni finanziarie, così dice il nostro emendamento, che consentano interventi in quelle zone. Zone che, anziché costituire, come avviene oggi, un problema, di natura economica, sociale, di ordine pubblico, potranno costituire quell'altro polo di attrazione turistica che consenta sviluppo per tutta l'Isola, estendendo la stagione turistica a tutto l'anno e, finalmente, operando una inversione di tendenza rispetto allo spopolamento delle zone interne.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). Intervengo brevemente, non per ripetere i concetti che hanno espresso i colleghi nell'illustrazione degli emendamenti e negli interventi sugli articoli, ma per riprendere una considerazione del collega Pittalis il quale, intervenendo sugli emendamenti in quel momento in discussione, si è richiamato alla responsabilità del Consiglio. Sul termine, chiaramente, ci troviamo d'accordo, però, come hanno detto altri colleghi, questa responsabilità, va quantificata, perché è diverso per ognuno il livello di responsabilità. Allora, se su questo richiamo al senso di responsabilità occorre una breve riflessione, facciamola rimanendo tutti in aula; se invece, come penso e spero, questo senso di responsabilità è già stato mentalmente e praticamente calcolato dall'Assessore della programmazione, è bene che venga comunicato, perché determina una conseguenza sull'esito del voto sugli emendamenti e sugli articoli, quindi interviene positivamente anche in relazione all'iter procedurale che abbiamo deciso questa mattina.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

(Segue CUGINI) Io penso che noi possiamo concorrere, anche attraverso la formulazione di emendamenti verbali, per cercare di trovare un accordo almeno su quegli emendamenti che l'assessore Pittalis ha accolto come raccomandazione, perché in modo favorevole li aveva proposti alla attenzione dell'Aula anche il presidente La Spisa illustrando la posizione della Commissione. Ci tengo a sottolineare che non è una questione di quantità, ma almeno su alcuni dei temi trattati, si può trovare un accordo. E' una questione di sensibilità, e questa sensibilità va di pari passo con la responsabilità cui ci richiamava l'assessore Pittalis.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Penso che il collega Cugini si dovrebbe preoccupare quando vede l'Assessore o la Giunta indecisi, ma noi prendiamo le nostre decisioni perché abbiamo chiara anche la strategia. Sui problemi posti, relativi alle politiche ambientali, che sono problemi di grandissimo interesse, di grandissima rilevanza, che meritano tutti un'attenzione particolare, noi possiamo scegliere come metodo di soluzione quello richiamato dal collega Pirisi che circoscrive le politiche ambientali ad un determinato territorio e, quindi, ad un determinato problema. Noi abbiamo detto a chiare lettere che siamo contrari all'istituzione del Parco nazionale del Gennargentu così come lo ha delineato la legge numero 394. Lo abbiamo detto ieri, e questa Giunta lo ha confermato in atti che tutti possono conoscere. Ciò non di meno abbiamo già posto in essere un'attenta ed accurata programmazione, che prevede una serie di interventi, anche con riferimento alle risorse del Quadro comunitario di sostegno, dedicando alle problematiche ambientali un'attenzione particolare che non si limita a destinare risorse per una annualità, ma estende i finanziamenti a tutto il settennio, dal 2000 al 2006.

E per quei territori che il collega Pirisi ha richiamato noi riteniamo che si debbano prevedere i interventi alla cui realizzazione destinare risorse finanziarie ancor più adeguate rispetto a quelle richiamate nell'emendamento. Quindi, , quando riformeremo il bilancio, passando da quello strutturato in capitoli, come quello odierno, a quello strutturato in unità previsionali di base, avremo sicuramente anche contezza di quante risorse vengono destinate a quel territorio. Io so che purtroppo in Sardegna non tutte le aree, nel passato, hanno avuto la stessa attenzione, quindi io sono perfettamente d'accordo con lei che per alcuni territori occorre porre in essere uno sforzo maggiore.

Per quanto riguarda quanto è stato affermato circa l'ambiente da considerare come risorsa principale di quella grande industria che è il turismo, mi pare che abbiamo fatto uno sforzo comune, io do atto di questo alle opposizioni concordando un intervento ad hoc per il settore turistico-alberghiero che prevede addirittura ulteriori cinquanta miliardi a valere sulla legge numero 9.

Del problema trasporti, per la verità, tutti ce ne siamo occupati. Voglio ricordare in proposito che l'onorevole Pili, nella sua veste di Presidente della Giunta, convocò la Conferenza di servizi e protestò con forza, vibratamente nei confronti del Governo nazionale e del Ministero dei trasporti e della navigazione. Il problema è stato poi ripreso da questa Giunta, e non è un caso che io richiami la Conferenza di servizi perché proprio una legge nazionale, la legge del 17 maggio 1999, numero 144, prevede che siano concessi - prego l'onorevole Pinna di prendere atto di questo, e poi dirò anche perché - alle piccole e medie imprese industriali di trasformazione con stabilimenti aventi sede in Sardegna, che esportano semilavorati o prodotti finiti, agevolazioni sui costi di trasporto nei limiti stabiliti dall'Unione Europea in materia di aiuti statali alle imprese. La legge indica anche il limite e soprattutto le dotazioni finanziarie, prevedendo l'importo di lire 20 miliardi per l'anno 1999 e di lire 30 miliardi a decorrere dall'anno 2000.

Ho richiamato una legge dello Stato, e ho richiamato gli interventi convergenti, sia della maggioranza che delle opposizioni, su questo tema della continuità territoriale, perché riteniamo che sia lo Stato a doversi far carico di questi oneri. Noi non possiamo continuare a fare ulteriori sacrifici. Noi sardi abbiamo il diritto di poterci spostare, da e per la nostra Isola, come e al pari di qualunque altro cittadino italiano. Questo è un diritto che noi rivendichiamo e lo Stato su questo deve fare fino in fondo la propria parte. Lo Stato ha già stanziato delle risorse per la soluzione della questione posta dall'emendamento dell'onorevole Sanna, e noi riteniamo che si debba continuare in questa direzione. Vogliamo evitare infatti che risorse del bilancio ordinario della Regione, che dobbiamo sicuramente destinare allo sviluppo, ma di altri settori produttivi, vadano a sostituire o integrare gli interventi di competenza dello Stato.

Sulla informatizzazione, è vero che le opposizioni hanno presentato un emendamento, anzi due emendamenti. Non abbiamo assolutamente alcuna difficoltà a riconoscere ciò che risulta per tabulas, né siamo così presuntuosi o immodesti da fare affermazioni non conformi alla realtà. E' altrettanto vero però che sulla questione della informatizzazione, posta fortemente all'attenzione da parte delle opposizioni, c'è stata attenzione anche da parte della maggioranza, e sia l'Assessore della pubblica istruzione che lo stesso Presidente della Giunta regionale ne avevano fatto oggetto di un'attenta riflessione.

Ci fa piacere che le opposizioni su questo tema ci abbiano preceduto attraverso la presentazione di un emendamento formale, e l'abbiamo detto in tutte le sedi; abbiamo accolto l'emendamento e insieme porteremo avanti una battaglia a favore dell'innovazione alla quale si apre anche la nostra Regione, tenuto conto oltretutto degli sviluppi del mercato (richiamo per tutte la grande esperienza di Tiscali). Il nostro impegno in questa direzione contribuirà a far sì che tanti giovani, tanti studenti, i nostri comuni, si aprano alle nuove conoscenze, all'informatizzazione che ormai rappresenta il domani anche per lo sviluppo della nostra Isola.

PRESIDENTE. Colleghi, scusatemi se insisto, ma debbo richiamarvi ad un uso limitato dei cellulari. Vi pregherei inoltre di utilizzarli attivando il sistema di silenziamento. In caso contrario saremo costretti a prendere decisioni drastiche e a vietarne l'uso in Aula, così come avviene alla Camera e al Senato.

Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.-F.D.). Avevo chiesto all'Assessore una risposta relativamente alla copertura finanziaria dell'articolo 6 bis del collegato, in attuazione del decreto legislativo numero 152 che è all'esame della Commissione ambiente. Quella proposta prevede, così si dice, uno stanziamento di 17 miliardi, però dalla lettura attenta fatta in Commissione non è segnalato alcun capitolo di spesa di riferimento, non esiste una norma finanziaria. Quindi sarebbe opportuno un chiarimento, che non c'è stato in sede di replica, da parte dell'Assessore. Naturalmente l'emendamento che abbiamo presentato resta in piedi se il chiarimento che lei vorrà fornire sarà ritenuto insufficiente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (D.S.-F.D.). Intervengo, mi rivolgo all'Assessore, per precisare che nella stessa legge numero 144 è ben specificato che quell'intervento dello Stato, che pure si può dire ha fatto la sua parte, è relativo soltanto alle piccole e medie imprese industriali. La nostra proposta tende a coprire settori diversi da quello industriale, in particolare il settore dell'artigianato, dell'agricoltura, dell'agroalimentare, in generale i settori relativi ai prodotti agricoli e ai prodotti zootecnici.

E' vero che lo Stato deve fare la sua parte, e in questa circostanza l'ha fatta. Credo, viceversa, che noi non possiamo sottrarci all'impegno di svolgere un nostro ruolo come Regione, soprattutto in favore di un sistema nevralgico come quello della produzione, e in particolare dei prodotti destinati all'esportazione. Allora, dopo queste precisazioni, mi permetto di presentare un emendamento orale che riduce, proprio per rendere tangibile l'attenzione di questo Consiglio verso il mondo delle imprese, l'importo del finanziamento da 20 a 2 miliardi. Contemporaneamente propongo di modificare la copertura finanziaria utilizzando non più il capitolo 03017, ma il capitolo 36103, come proposto in precedenza dal collega Scano.

PRESIDENTE. Onorevole Pinna, gli emendamenti orali non sono previsti dal Regolamento. Qualche volta li abbiamo accettati, ma io sono del parere che si debbano evitare le eccezioni al Regolamento. Può invece chiedere agli uffici che si tenga conto del suo suggerimento in sede di coordinamento. Questo al fine di non complicare i lavori.

Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.

PUSCEDDU (D.S.-F.D.). Nel corso della discussione, in particolare intervenendo sull'emendamento numero 274, ho posto dei quesiti specifici all'Assessore del bilancio e al Presidente della Giunta, cui fa capo lo stanziamento del capitolo 01080 relativo ai progetti speciali per l'occupazione.

L'articolo 18 della legge numero 37, al comma 4 consente di stabilizzare, attraverso l'intervento finanziario della Regione, le attività, e quindi l'occupazione, dei soggetti esecutori che hanno realizzato i progetti speciali per l'occupazione di cui agli articoli 92 e 93 della legge numero 11 dell'88. Poiché l'avviso per la formulazione del piano triennale è stato pubblicato l'estate scorsa, non tutti i soggetti esecutori avevano realizzato al tempo i progetti. Di conseguenza, soprattutto quei soggetti che avevano ricevuto finanziamenti a valere sull'Azione 4, riqualificazione urbana, non hanno potuto presentare l'istanza perché il loro progetto si sarebbe concluso solo a fine anno. Io ritengo quindi che il Presidente della Giunta debba fornire le necessarie assicurazioni sulla pubblicazione di un ulteriore avviso, in modo che vengano posti sullo stesso piano tutti i soggetti esecutori dei progetti speciali. Dovrò prendere atto altrimenti, che dovremo ricorrere agli strumenti che consente il Regolamento per arrivare ad una interpretazione autentica del comma 4 e successivi dell'articolo 18 della legge numero 37.

PRESIDENTE. . Ricordo ai colleghi consiglieri che non è possibile riaprire il dibattito dopo che ha parlato la Giunta. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto per una brevissima precisazione. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Rinuncio, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per fornire, suppongo, le ulteriori precisazioni richieste.

PITTALIS, (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Assicuro il collega Sanna che nel testo del disegno di legge collegato alla manovra economico-finanziaria, in attuazione del decreto legislativo numero 152 del 1999, vi è la copertura finanziaria. Ho già chiarito che gli importi previsti sono anche superiori a quelli indicati nell'emendamento; vengono infatti stanziati 11 miliardi e 10 milioni per il 2000, e 7 miliardi e 930 milioni per le due successive annualità.

SANNA ALBERTO (D.S.-F.D.). Assessore, può dirmi, per cortesia, il capitolo di riferimento?

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si tratta del capitolo 03056.

PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione, si può intervenire solo per dichiarazione di voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.-F.D.). Signor Presidente, intervengo solamente per chiedere la votazione per appello nominale dell'emendamento numero 76. Ritiriamo l'emendamento numero 189 che è comunque identico.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (D.S.-F.D.). Sull'emendamento numero 53, più che un emendamento orale ho fatto quella che chiamerei una precisazione sui numeri dello stesso emendamento. Se non fosse accolta neppure questa ulteriore proposta che ho posto alla attenzione della Giunta, chiedo che anche per l'emendamento numero 53 si proceda alla votazione per appello nominale.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 161.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.-F.D.). Mi pare che il capitolo 03056, cui ha fatto riferimento l'onorevole Pittalis, sia il capitolo sui PIA. Se così è, sarebbe un fatto molto grave perché significherebbe che la Giunta sta mettendo in atto un disegno di depotenziamento di una legge, sulla programmazione negoziata, di grandissima importanza. Io non posso accettare che si attinga a queste risorse, neanche per finanziare interventi certamente importantissimi, perché di fatto, lo ribadisco, si vanificherebbe uno strumento di grande rilevanza qual è appunto la legge numero 16. Quindi confermo di votare a favore dell'emendamento numero 161, così come è stato proposto da me e dagli altri sottoscrittori.

PRESIDENTE. Era in votazione l'emendamento numero 161. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 162. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 70. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 163. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Sull'emendamento numero 53 è stata chiesta la votazione per appello nominale. Il Regolamento prescrive che tale modalità di votazione debba essere richiesta da otto consiglieri. Prego i richiedenti di alzarsi in piedi.

(Si alzano in piedi i consiglieri PIRISI, CUGINI, Salvatore SANNA, Ivana DETTORI, SCANO, Alberto SANNA, FALCONI, MORITTU.)

Ha domandato di parlare il consigliere Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA (D.S.-F.D.). Io francamente devo esprimere tutto il mio disappunto per l'atteggiamento assunto dalla Giunta e dalla maggioranza sul problema proposto con questo emendamento. E'un problema di carattere generale che attiene al sistema produttivo, quel sistema produttivo che diciamo di voler incentivare e che finora attingeva a fondi messi a disposizione dalla Regione. Questa opportunità offerta alle imprese, come dicevamo, è stata cassata, per una volontà estranea ai nostri bisogni, dalle norme comunitarie. Con la direttiva del 1998 l'Unione Europea ha reintrodotto queste opportunità a favore del sistema produttivo delle aree periferiche marginalizzate, con ritardo di sviluppo.

Noi vogliamo sostenere questo sistema come fattore di crescita, come fattore di incremento del prodotto interno lordo, come elemento per l'aumento del gettito fiscale, quindi delle entrate della nostra Regione, perché vogliamo evitare, e lotteremo per questo, di doverci indebitare per mancanza di entrate. . Allora, , per l'intervento che noi proponiamo con l'emendamento numero 53, sul quale a parole sono d'accordo il Presidente della Commissione e la Giunta regionale, comprendiamo che la dotazione finanziaria richiesta sia rilevante per cui siamo disponibili a operare una riduzione dello stanziamento medesimo. Francamente quindi ritengo incomprensibile questo atto di tangibile insensibilità da parte della Giunta regionale che comunque non accoglie l'emendamento. Per cui io, nell'annunciare il voto ovviamente favorevole, voglio l'attenzione e la sensibilità di tutti i consiglieri. Attenzione e sensibilità che diventeranno tangibili ed evidenti con l'appello nominale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.-Sardegna). Intervengo per esprimere, attraverso la dichiarazione di voto, una valutazione politica su questo emendamento. Un emendamento intelligente sul piano demagogico e che rappresenta un chiaro autogol per chi lo propone. C'è da domandarsi dove siano stati i rappresentanti del centro-sinistra in questi anni di governo , sia a livello nazionale che regionale.

CUGINI (D.S.-F.D.) Se dobbiamo polemizzare allora ci iscriviamo tutti a parlare!.

PILI (F.I.-Sardegna). Onorevole Cugini, sarebbe stato sufficiente non chiedere la votazione per appello nominale.

PRESIDENTE. Onorevole Cugini, non possiamo suggerire noi le cose da dire. Se lei la chiede io le do la parola per dichiarazione di voto. Onorevole Pili, la prego di continuare.

PILI (F.I.-Sardegna). Mi dispiace che l'onorevole Cugini sia così sensibile alle prime quattro parole del mio intervento. Ma ribadisco che io, votando contro questo emendamento, esprimo una valutazione politica, ovviamente. E' assolutamente improponibile, a mio avviso, che la Regione sarda faccia gravare sul proprio bilancio, sulle risorse dei sardi, un finanziamento che deve essere assolutamente di competenza statale.

Se noi vogliamo la continuità territoriale, se vogliamo che questo progetto, importantissimo nello sviluppo della nostra Sardegna, dispieghi veramente il suo potenziale, non possiamo pensare di scaricare il relativo onere sulla Sardegna. E' evidente che lo Stato ha una sua responsabilità, che qui non viene richiamata, ed aggiungo che è indispensabile che su questo fronte l'intero Consiglio regionale sia unito.

Se lasciamo comprendere allo Stato che la Regione è disposta a utilizzare le proprie risorse per promuovere la continuità territoriale, allo stato assolutamente carente, è evidente che stiamo aprendo un varco tale da precludere quell'incisivo intervento statale che tutti attendiamo. E' evidente quindi che su questo problema occorre una riflessione, ma soprattutto occorre un fronte unico del Consiglio regionale. Non possiamo, per a favorire la continuità territoriale, aprire le casse regionali cercando, anche in maniera demagogica, di accattivarci la simpatia delle imprese. Le imprese sanno che la Regione sarda vuole utilizzare quelle risorse, come dice il bilancio, per realizzare le migliori condizioni atte a promuovere, nei tempi e nei modi più favorevoli, il loro sviluppo. I venti miliardi proposti nell'emendamento sono assolutamente insufficienti, e la Giunta regionale credo lo abbia sottolineato più volte. Questo problema è stato affrontato nelle relazioni al bilancio in tutti i suoi aspetti. E certamente un problema così grave; non si affronta in questi termini, con una cifra così insufficiente.

Io credo che questo emendamento ci consente - forse è questo l'elemento positivo - di impegnare questo Consiglio regionale in una forte vertenza con lo Stato su tutta la partita della continuità territoriale, che non può gravare né sulle risorse regionali né sui trasferimenti ordinari dello Stato costantemente in diminuzione. . Quella sì che è la grande vertenza, non certamente quello che propone un emendamento di venti miliardi sul quale noi voteremo contro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Nei nostri interventi, volti a sollecitare l'accoglimento di questo emendamento da parte della Giunta, non abbiamo parlato di demagogia, mentre il collega Mauro Pili è il demagogo per eccellenza.

Io vorrei ricordare al collega Pili che quando ha convocato la Conferenza dei servizi non ha avuto neanche la dignità di ricordare ai sardi che cosa aveva fatto Forza Italia in Parlamento quando il centro-sinistra - visto che ci ha richiamato - aveva proposto per la nostra Isola i primi ottanta miliardi di contributi per la continuità territoriale. Allora è bene che i sardi e quest'Aula sappiano che cosa ha fatto Forza Italia in Parlamento su questo argomento, e in che modo il Presidente Pili allora utilizzò questa legge voluta dal centro-sinistra in Parlamento, voluta dalla Giunta regionale guidata dal Presidente Palomba, perché ci siamo battuti in questa direzione. Vedremo che cosa la Giunta Floris riuscirà a fare sul problema del trasporto delle merci. Vedremo come gestirà i rapporti col Governo. Noi siamo disponibili a stare a fianco della Giunta anche in queste battaglie, però non ci può accusare di demagogia chi la demagogia l'ha fatta anche in tempi, tra altro, di campagna elettorale, non riconoscendo quello che il centrosinistra aveva realizzato e che era un segnale dato alle imprese.

Io vorrei sfogliare questa finanziaria per verificare quanti oneri, che dovrebbero essere a carico dello Stato, stiamo coprendo noi.

Allora, se il centro-destra segue questo ragionamento, assessore Pittalis, io le chiedo, per gentilezza, che si esamini tutta la finanziaria e si blocchino tutti i finanziamenti che noi eroghiamo per interventi di competenza dello Stato. Ci renderemo conto allora che nelle casse regionali rimarrebbero davvero tantissimi fondi da destinare ad altri settori o di effettiva competenza della Regione. E soprattutto per il settore produttivo di cui stiamo parlando abbiamo il dovere morale di effettuare questa verifica. Questo settore in passato godeva di facilitazioni a cui ha posto fine una direttiva della UE; quindi noi non abbiamo più avuto la possibilità di favorire i trasporti delle merci. La richiesta di ripristinare queste agevolazioni l' abbiamo fatta con molta umiltà. Diamo un segnale a questo settore affinché, in attesa che si vincano queste battaglie, non venga penalizzato.

Credo che lo sviluppo della nostra Isola passi anche attraverso questi segnali, ed è per questo che mi dichiaro favorevole all'emendamento. Poiché il collega Pili ha sostenuto che le risorse sono poche, io proporrei, anziché diminuire gli importi, come ha proposto il collega Pinna, di aumentarli per rispondere a pieno alle aspettative del settore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). Chiedo scusa prima di tutto per aver interrotto il collega Pili, non lo avrei dovuto fare; però mi sembra di capire che si vuole introdurre anche nella votazione degli emendamenti la polemica, altrimenti non si sarebbe usato il termine "demagogo". Un termine questo che in origine non era connotato negativamente, diventa tale quando viene utilizzato strumentalmente, come ha fatto il collega Pili. Io voterò a favore dell'emendamento numero 53, ed aggiungo che sulla legge numero 144, che prevede l'intervento dello Stato, Forza Italia in Parlamento ha votato contro. Quindi l'appello dell'onorevole Pili non può essere proposto alla nostra attenzione perché risulta essere viziato all'origine da un voto già espresso. E devo dire, per amore di verità, che Alleanza Nazionale in quella occasione si è astenuta, mentre altre forze politiche, pure presenti in questo Consiglio, hanno votato a favore, al pari del centro-sinistra. L'indicazione che dava il collega Pinna, che di fatto l'assessore Pittalis sembrava aver accolto nella sua dichiarazione, e cioè quella di dare un segnale specifico, ma non in contraddizione, né con la normativa dell'Unione europea né con i provvedimenti previsti dalla legge numero 144, era da apprezzare, non da rappresentare nei termini delineati dal collega Pili. Al collega Pili va ricordato, infatti, che nel corso della discussione del provvedimento approvato dopo alluvione, per far fronte ai danni da essa provocati, l'onorevole Balletto svolse un intervento, appunto alla "Balletto", nel quale attaccò con forza lo Stato perché in prima battuta aveva stanziato poche risorse per far fronte ad un dramma di quella portata. E fummo noi, inizialmente, a mettere a disposizione un elevato volume di risorse, e subito dopo arrivarono le ulteriori risorse messe a disposizione dallo Stato. Nessuno di noi ha chiesto di sospendere l'intervento regionale una volta divenuto operativo quello statale, non lo si fa quando ci si rende conto che l'intervento attiene ad argomenti pregnanti, importanti e quindi può essere utile.

Chiediamo il voto favorevole anche perché abbiamo portato la dotazione finanziaria da venti a due o tre miliardi, ; ma sono convinto che se c'è disponibilità, al di là della rissa, sulla questione di principio, si può trovare ancora adesso il punto d'incontro. Anziché votare contro si può far passare il principio dell'attenzione, e questa disponibilità sarà un segnale senz'altro apprezzato da chi attende una risposta da parte della Regione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Volevo richiamare all'attenzione degli onorevoli colleghi che questa discussione, su uno dei temi fondamentali per lo sviluppo della Sardegna, è abbastanza pericolosa. Ci troviamo, infatti, per la prima volta nella storia dell'autonomia, di fronte a una ferma volontà di intervento, da parte dell'Unione europea e dello Stato, nei confronti delle isole europee per il riconoscimento pieno della continuità territoriale.

La Conferenza sui servizi che abbiamo tenuto ultimamente non è stata convocata per formulare una proposta della Regione autonoma della Sardegna nei confronti delle compagnie aeree; è il compito della Regione quello di fissare le tariffe, gli orari, la qualità dei voli e quant'altro. E quando si indirà la gara internazionale quelle tariffe potranno puntare soltanto al ribasso e non al rialzo. Noi avremmo potuto anche scegliere la soluzione di intervenire direttamente sulle imprese, ma con questo provvedimento viene dato un altro riconoscimento per cui lo Stato si trova a dover dire che se queste risorse messe a disposizione non saranno sufficienti (come hanno già detto alcuni autorevoli esponenti del Governo) ne verranno messe a disposizione delle altre.

Questa provvedimento, che viene attuato in via sperimentale nei confronti della Sardegna, è atteso da tutto il Mezzogiorno d'Italia che spera in un intervento dello Stato che modifichi tutto il sistema degli spostamenti dal Sud d'Italia verso l'Europa unita. Alcuni giorni fa la Sardegna ha firmato un accordo con Lazio e Toscana per un ulteriore riconoscimento di cento miliardi nei confronti delle isole. Questo per sottolineare il fatto che abbiamo le porte aperte a livello nazionale e a livello europeo per ottenere, sulla continuità territoriale, le risorse di cui abbiamo bisogno.

Se poi dovessimo constatare che queste risorse sono insufficienti o se la Regione volesse intervenire in un settore strategico così importante,agiremo di conseguenza. Ma destinare, oggi, come Consiglio regionale, una cifra anche simbolica ad un problema la cui soluzione non è di nostra competenza, ma è di competenza della Comunità europea e dello Stato italiano, non sembra utile, pur comprendendo le intenzioni legittime, giuste che supportano questo emendamento.

In questo momento, noi ci stiamo ponendo il problema del trasporto delle merci, ma io non posso qui in poche parole spiegare qual è la strategia che la Giunta regionale, mi auguro con l'appoggio del Consiglio, intende seguire per quanto riguarda il trasporto delle merci da e per la Sardegna. Non ritengo neanche, però, che questo sia il momento adatto per aprire una polemica tra di noi in ordine ad un problema che credo tutti, sentiamo. Vi assicuro, comunque, che lunedì venturo alla riapertura delle trattative per dare attuazione all'intesa con lo Stato, questo problema sarà discusso, mi auguro anche con successo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Presidente, onorevoli colleghi, ho già detto, intervenendo sull'emendamento numero 53, quanto fosse condivisibile l'intenzione degli estensori. Io avevo già qualche notizia su quanto ha riferito il Presidente della Giunta, in merito a ciò che si sta muovendo intorno a questo argomento a livello nazionale, e posi comunque il problema se dovesse provvedere la Regione oppure no, per quanto io sia convinto che, pur dovendo la Regione fare la sua parte, sia, questa, una competenza dello Stato.

Ma, per dovere di informazione, informazione che non sempre segue le giuste vie, occorre un attimo leggere il testo di questo emendamento. Qui sta nascendo infatti un caso, caro collega Cugini, caro amico e avversario Cugini, e voi vi state specializzando in questo periodo nel montare dei casi. E` ora di smetterla, perché se "si prendono le misure", non si arriva ad alcuna conclusione positiva, e ad alcun accordo; tanto più che gli accordi sono a senso unico, perché continuate a farci lezioni, continuate a dirci che cosa dobbiamo fare. Credo che la Giunta, la maggioranza, per quanto non così numericamente consistente come avrebbe potuto essere, abbia teste pensanti tali da porle in grado di camminare con le proprie gambe. O volete portarci per mano facendoci fare il compitino ogni giorno? Noi siamo zitti da un mese, e ascoltiamo le vostre lezioni mentre dilazionate la manovra.. Ma non si può andare avanti così, caro collega Cugini!

CUGINI (D.S.-F.D.). Te la devi prendere con Cogodi, perché te la prendi con me?

BIGGIO (A.N.). Perché tu sei più subdolo di Cogodi, Cogodi è chiaro, tu ti insinui poi poni le condizioni. Ma io ti dico che condizioni non ne poni! Io voglio, per la verità, che la gente, il popolo sardo capisca di che cosa stiamo parlando! L'ho detto altre volte nei miei interventi che la gente ci osserva. Ho sentito " vomitare" vagoni di idiozie in quest'Aula, vagoni di insulti! E' ora di smetterla e di avere comportamenti più seri e più responsabili.

Stiamo parlando di un emendamento che dice: "Proposta di legge concernente incentivazioni destinate a compensare il differenziale dei costi di trasporto per le merci al fine di realizzare un regime di continuità territoriale per le imprese sarde". Condivisibilissimo il contenuto, ma si fa riferimento a una proposta di legge. Si sta parlando di un provvedimento che ancora non esiste. Questa è la sostanza.

PINNA (D.S.-F.D.). E i disegni di legge della Giunta?

BIGGIO (A.N.). Il commento lo lascio ai terzi. Qui stiamo parlando di un finanziamento da inserire in un provvedimento che non esiste. Questo non è corretto! E vorreste porre anche condizioni?

PRESIDENTE. Devo ricordare ai colleghi che stiamo discutendo l'emendamento 53, aggiuntivo, prima dell'emendamento 53, sul quale adesso terminano le dichiarazioni di voto, io metterò in votazione l'articolo.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto sull'emendamento 53. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Come sempre l'intervento conciliante del collega Biggio aiuta la discussione e il confronto.

Io dichiaro il voto favorevole su questo emendamento con una motivazione, che ritengo, a nome mio e del Gruppo della Rifondazione Comunista, utile illustrare perché nettamente contrastante con le argomentazioni che hanno svolto dapprima alcuni esponenti della destra e anche, da ultimo, e mi dispiace un po', il Presidente della Giunta.

Ho detto che mi dispiace un po' perché in materia di trasporti e di relativa vertenza con lo Stato, con particolare riferimento alla vertenza sulla continuità territoriale, ci era parso, e vorremmo che fosse così, che soprattutto il Presidente della Giunta, non la Giunta nel suo complesso e neppure la maggioranza, avesse enunciato dei propositi abbastanza condivisibili. Dico, e lo sottolineo, che per ora si è trattato solo di enunciazioni. Quando dalle enunciazioni si passa alle scelte politiche, alle decisioni, agli atti concludenti, quelle enunciazioni, alla prova dei fatti, vengono immediatamente contraddette.

Presidente e colleghi, soprattutto della maggioranza, non può essere che venga considerata addirittura pericolosa una discussione in Consiglio regionale che ponga al centro dei problemi della Sardegna ancora la grande questione dei trasporti e della parificazione dei costi per il trasporto delle merci. Una discussione pericolosa, perché? Perché scopriremmo le carte? Pericolosa, perché? Perché sveglieremmo i cani addormentati, quelli di Roma e quelli di Bruxelles? Pericolosa, perché? Perché metteremmo in luce una concezione dell'autonomia sempre e comunque di carattere residuale, secondo la quale dovremmo completare quello che dovrebbero fare, anche se non lo fanno, lo Stato e l'Unione Europea?

Ma la grande idea di una Regione protagonista di una nuova stagione di autonomia, di una Regione quasi Stato, di una Regione che non solo si appella, ma si fonda sui valori nazionalitari, dov'è? Dov'è la robustezza e la dignità di quel ragionamento che è servito per legittimare, sul piano formale solamente, la nascita di questa maggioranza e di questa Giunta? Che cosa vuol dire che in materia di trasporti - hanno detto bene tutti i colleghi prima - è lo Stato che deve operare, e si accinge a farlo, perché c'è stata una rivendicazione forte di questa Regione per anni, per decenni, una rivendicazione forte e in gran parte vincente.

Siete voi, attuale maggioranza, e lei in particolare, collega Pili, che avete iniziato la lunga marcia elettorale su posizioni demagogiche, partendo dai porti e dagli aeroporti, definendo quei porti e quegli aeroporti come cumuli di macerie. Non era così, non è così, perché in parte quei porti e quegli aeroporti sono stati già migliorati e rinnovati.

PILI (F.I.- Sardegna). Prenda la nave!

COGODI (R.C.). Io prendo anche la nave, la prendo oggi ma l'ho presa anche vent'anni e trent'anni fa, per cui si faccia dare, lei, in casa qualche appunto per sapere quale era la condizione dei trasporti in questa Regione anche soltanto dieci anni fa. Si faccia dire dov'erano i bivacchi quando si partiva e quando si rientrava, bivacchi che oggi non ci sono più. Non si può negare l'evidenza dei fatti, perché voi non siete angioletti venuti dal cielo, siete figli...

SANNA NIVOLI (A.N.). Tempo!

COGODI (R.C.). Eh, tempo! Est s'unica cosa chi scis nai, o Noemi! Tempo, tempo, c'è brutto tempo? Riparati!

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, la invito anch'io a rispettare il tempo.

COGODI (R.C.). Scusi, ma lei mi vuole tutelare o no?

PRESIDENTE. Io la sto tutelando, le sto facendo osservare che il suo tempo è scaduto. Le concedo un altro minuto di tempo.

COGODI (R.C.). Ho accennato a un ragionamento che è molto importante riguardo a questa materia, ma siccome emendamenti ce ne sono anche altri, questo minuto, ovviamente, in ragione e in connessione con altri emendamenti, potrà essere variamente distribuito. Le assicuro comunque che una osservazione che ancora volevo fare avrò modo di introdurla nel rispetto più assoluto e totale sia del Regolamento sia della consigliera Noemi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Intervengo innanzitutto per dire al collega Biggio, con molta serenità e pacatezza, che non ci fa piacere che voi stiate zitti perché dovete ascoltare i nostri interventi. Se servisse a stimolare qualche intervento della maggioranza noi potremmo anche rinunciare a qualcuno dei nostri, perché sono convinto che su problemi così importanti, in un momento così vitale per la storia della Regione, siano fondamentali gli interventi sia della maggioranza che dell'opposizione.

La seconda considerazione che vorrei fare è che, in altre occasioni, per interventi considerati importanti - e a parole questo sembra essere considerato tale da tutti - la Regione ha anticipato risorse che poi vengono comunque rivendicate nei confronti dello Stato.

La terza considerazione è questa, si fa appello all'unità delle forze politiche presenti in Consiglio regionale per portare avanti la battaglia su questa materia dei trasporti. Noi l'abbiamo detto altre volte e, chiaramente, lo ribadiamo. Siamo disponibili a portare avanti una battaglia unitaria, però devo rilevare che anche in materia di trasporti si è convocata la Conferenza di servizi senza interpellare, coinvolgere, interessare e informare né prima né dopo, il Consiglio. Quindi la linea della Regione è la linea della Giunta, il Consiglio non ha potuto fornire alcun contributo, e abbiamo appreso i risultati della Conferenza dai giornali.

Le proposte ci sembrano anche interessanti e avremmo voluto contribuire con proposte di miglioramento, suggerimenti, riflessioni. Ma, se si vuole coinvolgere l'opposizione, la sede giusta è questa. Un'ultima osservazione; per portare avanti battaglie unitarie non basta un dibattito. Cari colleghi della maggioranza, in questa legislatura sulle battaglie unitarie, da fare per i trasporti, per le entrate, per le riforme, noi abbiamo dato e diamo la nostra disponibilità. Però sta a voi eliminare una serie di fattori e di condizionamenti che hanno creato tensioni e rotture, che hanno creato un clima per superare il quale noi, anche in questo bilancio, stiamo facendo un grosso sforzo. Ma ci sembra che voi dovete con più coraggio, con più determinazione, con più forza, riflettere sui condizionamenti che impediscono il dialogo e il confronto, e di conseguenza l'unità. Se fate questo, da parte nostra la cooperazione el'unità di intenti su questi temi non mancheranno, ma voi non potete chiedere, a noi solamente, di contribuire a rafforzare l'unità della Regione quando non si coinvolge il Consiglio, quando permangono fatti seri, gravi, a tutti conosciuti, sui quali non mi soffermo, che provocano forti tensioni, rotture e lacerazioni. Credo che ci vogliano il coraggio e la volontà di rimuoverli.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.-F.D.). Io voterò a favore dell'emendamento numero 53 che, nella sostanza, lo ripeto per coloro i quali non fosse chiarissimo, propone semplicemente di accantonare una somma che può essere quella indicata o può essere diversa, per finanziare un progetto di legge che sostenga le esportazioni. Si tratta di questo.

Mi permetto di aggiungere, ricorrendo più al ragionamento che all'invettiva e alla polemica, che è curioso come cambino le posizioni a seconda del mutare del ruolo politico in questa Assemblea. Badate infatti che il finanziamento dell'articolo 11 della legge numero 268, o di un intervento sostitutivo, è stato uno dei cavalli di battaglia del Polo negli ultimi due anni della scorsa legislatura.

Leggo dagli atti (ho visto nella tribuna del pubblico un consigliere regionale della scorsa legislatura, l'onorevole Lippi, ed è un suo intervento, ma era un tema ricorrente negli interventi di Balletto, di Emilio Floris, dell'assessore Pittalis e di altri): "Quello dell'esportazione è stato un tema che ci ha appassionato nelle scorse settimane. Per la legge sull'esportazione, Forza Italia è da tre anni che si batte puntualmente in fase di bilancio perché l'articolo 11 della legge numero 268 venga rifinanziato.", e via di questo passo. La sostanza è: o si rifinanzia l'articolo 11 o si fa una nuova legge. E' quello che noi adesso esattamente stiamo proponendo. "Se non si vuole incentivare l'esportazione dei prodotti e delle aziende sarde che producono ed esportano verso il continente e verso l'estero che lo si dica a chiare lettere" eccetera eccetera", "Basta con gli inganni, la si smetta di produrre leggi per fare conferenze stampa e convegni", e si conclude dicendo "La si smetta di prendere in giro i sardi, e soprattutto di prendere in giro questa Assemblea, perché lo spettacolo odierno sembra essere veramente desolante". Io potrei anche fermarmi qui e non aggiungere nulla. Si proponeva quindi in questo intervento di destinare risorse regionali per interventi previsti da una legge nazionale, la "268", che - come tutti ricorderanno - è un Piano di rinascita. Oppure, esattamente come il collega Pinna ha proposto, si chiedeva di accantonare dei soldi per proporre un provvedimento che sostenga....

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ma non lo avete fatto!

SCANO (D.S.-F.D.). No, infatti, ma ti rispondo che concludemmo l'anno scorso - se lo ricorderà chi c'era e ha buona memoria - dicendo che il provvedimento sarebbe derivato da un accordo tra maggioranza ed opposizione. Era il dicembre del 1998; poi, come sapete, ad aprile è iniziata la preparazione delle liste e, probabilmente, né la maggioranza né l'opposizione hanno avuto in Commissione il tempo e forse lo stimolo per elaborare ed esitare questo provvedimento. Ciò che non è stato fatto allora può essere fatto oggi. Tra l'altro l'abbiamo scritto esattamente così nel DPEF, approvato quasi all'unanimità mi pare, non mi ricordo, da questo Consiglio qualche settimana fa.

Concludo dichiarando di votare a favore dell'emendamento, ma potremmo anche soprassedere di fronte ad un'apertura politica seria. Ma che cosa vieta che trovi oggi accoglimento una vostra proposta presentata nella scorsa legislatura? Ma che cosa impedisce di trovarci oggi d'accordo su ciò su cui eravamo d'accordo qualche mese fa? Accantoniamo due miliardi, tre miliardi, cinque miliardi. Accantoniamo ciò che è possibile e decidiamo di andare in Commissione tra due settimane a mettere a punto il regime sostitutivo dell'articolo 11 della "268", cioè una legge che sostenga le esportazioni. Rimane fermo il fatto che dovremo fare la battaglia nel senso indicato dal Presidente Floris, il cui intervento su questo punto io condivido. Ma nulla vieta che la Sardegna per intanto, diciamo in funzione sia anticipatoria che ausiliaria, metta in essere uno strumento di sostegno alle imprese. Che cosa lo vieta? Che cosa lo proibisce? Il fatto che adesso siete in maggioranza invece che all'opposizione?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MASIA (F.S.D.). Intervengo naturalmente per dichiarare il mio voto favorevole su questo emendamento, ma anche per continuare il discorso introdotto dal collega Scano. Io voglio sottolineare che ritengo enormemente sbagliato affrontare un argomento di questa entità portando avanti un gioco delle parti che non produce sicuramente risultati positivi. Così come non ritengo positivo dibattere un problema così importante solo durante la discussione della finanziaria.

Credo anche che vada sottolineato che questo aspetto del problema, che rappresenta solo una parte della questione più generale della continuità territoriale, e cioè la concessione di facilitazioni per favorire l'esportazione dei nostri prodotti oltre Tirreno, sicuramente avrebbe dovuto trovare maggiore attenzione, tenuto conto che la cifra che viene prevista è appena sufficiente per riuscire a parlare di questo problema, che non può trovare soluzione comunque con un semplice emendamento. E' vero che è stato fatto molto ma sicuramente non basta, e non basta neanche, come dicevo poco fa, parlarne durante la discussione della finanziaria; e non ci convince sicuramente l'atteggiamento della maggioranza che rifiuta, in maniera assoluta, di prendere in considerazione un argomento così importante. Un argomento che, lo ribadisco, è stato inserito all'interno della finanziaria soltanto per tener viva l'attenzione su un tema che è fondamentale per la nostra Regione. Solo per questo motivo bisognerebbe votare a favore di questo emendamento.

Io non credo che sia il caso di andare a pietire i due/tre miliardi, io credo che bisognerebbe, facendo fronte comune, dimostrare nei fatti quella sensibilità che tutti, a parole, sosteniamo di avere e che poi, in momenti come questi, viene a mancare perché si sceglie di votare contro un emendamento soltanto perché è stato presentato dall'opposizione. Io credo che sia da sottolineare che questo emendamento deve essere respinto con la sola argomentazione che è stato presentato dall'opposizione. Io credo che vada accolto invece per la funzione che vuole assolvere che è quella, scusate se mi ripeto, di riprendere in mano una questione che è fondamentale per la nostra Regione, emendamento che rappresenta una piccola cosa rispetto a quello che deve essere fatto.

I problemi che vivono le imprese, oggi, sicuramente devono trovare risposte ben più significative rispetto a quelle che questo emendamento, in questo momento, sta cercando di dare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dettori Bruno per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DETTORI BRUNO (I Democratici). E` vero che si fa molta demagogia, se riusciamo ad essere in disaccordo anche su argomenti sui quali dovremmo esprimere un parere unanime, e sui quali invece sono volate parole pesanti in quest'Aula.

Questo della continuità territoriale, è uno degli argomenti che ha appassionato di più e credo appassioni di più tutti i sardi, anche perché vivono il problema sulla loro pelle. Il diritto alla mobilità è irrinunciabile, lo sappiamo, ma non siamo riusciti a fare più di tanto per risolvere la questione e, spesso, ci attardiamo in sterili polemiche - oggi l'onorevole Scano ce ne ha dato l'esempio - che poi si sostanziano, in pareri favorevoli o contrari a seconda che si sia in maggioranza o all'opposizione.

Noi dichiariamo il voto favorevole su questo emendamento perché vogliamo dare un segnale, un segnale vero, un segnale che favorisca una inversione di marcia su questo fronte.

I giornali spesso riportano le mortificazioni che subiscono i nostri conterranei. Sul problema posto da questo emendamento io credo che potremmo dare un segnale positivo, al di là della carenza di risorse. La maggioranza deve comunque assumersi le proprie responsabilità in questo senso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Intervengo per dichiarare che voterò contro questo emendamento ma, contemporaneamente, per dire che il tema della continuità territoriale, che ha suscitato questo ampio dibattito in Aula, non può essere oggetto di un gioco delle parti tra maggioranza e opposizione o tra Giunta e Consiglio, è un tema sul quale tutti vogliamo intervenire e che vorremmo fosse risolto a favore della nostra Isola.

Per questo propongo alle opposizioni di ritirare l'emendamento e di formulare insieme un ordine del giorno in modo che la Giunta, con gli strumenti che le competono, riesca a risolvere il problema della continuità territoriale, sia tra la Sardegna e il Continente che anche all'interno della Sardegna, perché dobbiamo parlare di continuità territoriale anche sul piano interno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Io vorrei sottolineare come non vi sia forza politica in questa Aula che non sia sensibile al problema della continuità territoriale. E` emerso anche nel corso delle dichiarazioni di voto. Però, proprio per le motivazioni che ha dato il Presidente Floris sulla situazione attuale, che è diversa, oggettivamente diversa rispetto a quella dell'ultimo scorcio della passata legislatura, anche la posizione politica di quella che era allora la minoranza è diversa attualmente in relazione ai nuovi fatti che si sono verificati e che il Presidente Floris ha rappresentato.

Va anche detta poi un'altra cosa, colleghi, che se è vero che con la riforma della legge di contabilità si sono date indicazioni tassative sul contenuto della legge finanziaria, è anche vero che un problema di tale importanza deve essere affrontato in una sede diversa e, quindi, nelle commissioni competenti. Quindi bene ha fatto il nostro Capogruppo, il collega Emilio Floris, a suggerire la predisposizione di un ordine del giorno che vada proprio nella direzione di una soluzione del problema che non può, comunque, essere quella proposta nell'emendamento. Quindi io, mio malgrado, pur dichiarandomi sensibile al problema, dichiaro il mio voto contrario all'emendamento.

PRESIDENTE. Non ci sono altre dichiarazioni di voto. L'onorevole Floris Emilio ha formulato una proposta sulla quale è opportuno sentire un rappresentante dell'opposizione.

Ha facoltà di parlare il consigliere Cugini.

CUGINI (D.S.-F.D.). Noi confermiamo il voto favorevole all'emendamento 53 ed anche la richiesta di votazione per appello nominale. Per quanto riguarda l'ordine del giorno, il collega Floris, che è il proponente, lo scriva, noi lo valuteremo e, successivamente, diremo la nostra opinione.

Votazione per appello nominale

PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che la votazione tramite sistema elettronico è valida solamente se il votante rimane seduto al suo posto fino a quando non appare il risultato sul tabellone, perché questo consente di vedere chi ha votato a favore e chi ha votato contro. Altrimenti dobbiamo procedere all'appello nominale vero e proprio, come previsto dal Regolamento. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (D.S.-F.D.). Chiediamo la votazione per appello nominale.

CORDA (A.N.). Ma questi qua che cosa vogliono!

CUGINI (D.S.-F-.D.).Usa termini civili, questi qua saranno i tuoi!

CORDA (A.N.). Questi sono termini civili, gli incivili siete voi!

PRESIDENTE. Il Regolamento all'articolo 96, comma 5, recita: "Nei casi in cui è prevista la votazione per alzata di mano si procede a votazione per appello nominale quando lo richiedano almeno otto consiglieri". Io ho effettuato la verifica e ho constatato che la richiesta è stata formulata da otto consiglieri. L'articolo 93, secondo comma dice: "Nel caso di votazione per appello nominale il Presidente indica il significato del "Sì" e del "No". L'appello nominale in Assemblea comincia dal nome del Consigliere estratto a sorte", eccetera. Indico la votazione per appello nominale dell'emendamento 53. Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì, coloro i quali sono contrari risponderanno no. Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello (E` estratto il numero 18, corrispondente al nome del consigliere Demontis Vincenzo).

Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello iniziando dal consigliere Demontis Vincenzo.

MAMCA, Segretario procede all'appello.

Rispondono sì i consiglieri: DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - LAI - LODDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' -ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - VASSALLO - BALIA - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA.

Rispondono no i consiglieri: DEMONTIS - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - TUNIS Marco - USAI - AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 74

votanti 73

astenuti 1

maggioranza 37

favorevoli 32

contrari 41

(Il Consiglio non approva)

C'è adesso una richiesta di votazione, con lo stesso sistema, per gli emendamenti 76 o 189. Poiché gli emendamenti hanno lo stesso contenuto, chiedo ai proponenti, di decidere quali dei due emendamenti deve essere messo in votazione.

DETTORI IVANA (D.S.-F.D.). L'emendamento numero 76.

PRESIDENTE. Ricordo che la richiesta di votazione per appello nominale deve essere appoggiata sempre da otto consiglieri.

Prego i consiglieri che intendono appoggiare la richiesta di levarsi in piedi.

(Si alzano in piedi i consiglieri Pirisi, Falconi, Scano, Sanna Emanuele, Salvatore Sanna, Ivana Dettori, Pinna ,)

Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.-F.D.). Presidente, io dichiaro il voto favorevole sull'emendamento proposto, però registro con rammarico la posizione espressa dall'onorevole Pittalis sul Parco del Gennargentu. L'assessore Pittalis ha affermato che continuano ad essere contrari, oggi come ieri, al parco che è stato proposto. Ma il rammarico che io esprimo non deriva dal fatto che l'assessore Pittalis abbia ribadito una sua nota posizione. Il rammarico sta nel fatto che una parte di Forza Italia, e ribadisco, solo una parte di questo partito politico, cioè quella, tanto per intenderci, che non perde occasione per mostrare i muscoli, abbia trascinato tutta la Giunta su una posizione pericolosa e velleitaria.

Ma come è possibile, io mi chiedo, che l'ex Assessore dell'ambiente, oggi Assessore della pubblica istruzione, che è stato giustamente l'alfiere e il propugnatore del parco possibile, da realizzare col consenso della gente, a favore delle popolazioni di quell'area, a favore dei pastori dell'area del Gennargentu, e non contro di loro possa accettare, senza neppure una embrionale reazione, il giudizio liquidatorio che è stato espresso, su tutta l'attività che ha svolto come Assessore dell'ambiente, da parte dell'assessore Pittalis? Io, caro assessore Onida, non riesco a capire come lei possa accettare questo fatto. Noi abbiamo tolto la parola "nazionale" dalla intestazione del Parco del Gennargentu perché pareva fosse questo che creasse problemi, però la sostanza rimane tutta quanta intera. Il territorio è quello, le popolazioni sono quelle, anche se ogni giorno, va detto, diminuiscono gli abitanti in quel territorio. Ma la sostanza del ragionamento che viene fatto qual è? La sostanza è che un pezzo di Forza Italia è riuscita a trascinare tutta la maggioranza di centro-destra. Io mi auguro che ci siano dei momenti di resipiscenza nel corso della votazione, per evitare di infliggere un ulteriore colpo alle popolazioni di quell'area del Nuorese.

Un altro aspetto che voglio sottolineare è quello relativo all'esistenza stessa dell'Università della città di Nuoro. Le due facoltà, Scienze ambientali e Scienze forestali, senza uno sbocco di tipo occupazionale, senza una palestra nella quale si possano esercitare le professionalità acquisite, sono destinate a morire. Allora c'è una sorta di vacuo parlare intorno a queste tematiche, però, caro assessore Pittalis, lei non può dire che arriveranno in futuro risorse superiori a quelle da noi previste con questo emendamento. La verità è che quando si offre l'opportunità di concretizzare un intervento a favore di quei territori si ostacola la destinazione delle risorse necessarie. Questa è la sostanza dei fatti, non possiamo nasconderla dietro infingimenti di qualunque natura essi siano; rimane comunque l'aspetto di cui ho parlato precedentemente, e cioè che certamente l'assessore Onida avrà qualche crisi di coscienza ripensando alla grande passione con cui aveva portato avanti quella battaglia. E sappiamo anche che l'assessore Pittalis era uno strenuo oppositore di quelle posizioni. Questa opposizione, che io trovo però irresponsabile, gli ha fruttato anche un ampio consenso elettorale. Lei, assessore Onida, non ha avuto certamente lo stesso consenso, su questo non ho dubbi, anche perché la posizione che lei appoggiava era quella che il centro-sinistra portava avanti, e che è diametralmente opposta rispetto a quella del contro-destra, anche se oggi, per gli strani casi della vita, vi trovate sugli stessi banchi. E lei ha continuato a dire, comunque, anche ricoprendo il ruolo di Assessore della pubblica istruzione, di essere d'accordo sul Parco, mentre l'assessore Pittalis conferma la sua contrarietà . Ed allora qui si vede che anche sotto il profilo politico e programmatico siete completamente disuniti rispetto alle cose da portare avanti.

Abbiamo chiesto l'appello nominale perché rimanga una testimonianza delle scelte che si compiranno questa mattina a favore delle popolazioni della provincia di Nuoro, e in modo particolare verso le popolazioni di quel territorio indicato all'interno del perimetro dell'area del Parco del Gennargentu.

Votazione per appello nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale dell'emendamento numero 76. Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì, coloro i quali sono contrari risponderanno no. Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello (E` estratto il numero 71, corrispondente al nome del consigliere Sanna Salvatore).

Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello iniziando dal consigliere Sanna Salvatore.

MANCA, Segretario procede all'appello.

Rispondono sì i consiglieri: - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - VASSALLO - BALIA - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI Ivana - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - LAI - LODDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PINNA - PIRISI - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio.

Rispondono no i consiglieri: TUNIS Marco - USAI - AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 69

votanti 68

astenuti 1

maggioranza 35

favorevoli 28

contrari 40

(Il Consiglio non approva)

Metto in votazione l'emendamento numero 272. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 273. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 274. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 241. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 244. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Ha domandato di parlare il consigliere Selis per dichiarazione di voto sull'emendamento numero 269. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Intervengo, oltre che per dichiarare il mio voto, anche per sottolineare che, in seguito a quanto concordato tra maggioranza e opposizione, era stato modificato lo stanziamento portandolo a 25 miliardi nei due emendamenti, il 269 della Giunta e il 41 della opposizione. Inizialmente invece l'emendamento 41 proponeva 50 miliardi per il 2000 e 50 miliardi per il 2001, mentre il 269 prevedeva rispettivamente13 e 20 miliardi. Ora, dato l'accordo esistente, si tratta di verificare se unificare gli emendamenti o quale altra decisione assumere perché se votiamo così potrebbero insorgere poi dei problemi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il collega Selis ha posto correttamente un problema. Effettivamente è stato raggiunto un accordo per cui possiamo sospendere la votazione su questo emendamento. Presenteremo, infatti, come Giunta regionale, un emendamento che sintetizzi quanto deciso, tecnicamente quindi è possibile sospendere.

PRESIDENTE. Poiché l'onorevole Selis è d'accordo, sospendiamo la votazione su questo emendamento.

Metto in votazione l'emendamento numero 271. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 240. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 5.

CAPPAI, Segretario:

Art. 5

Trasferimento delle giacenze esistenti
sui conti di tesoreria

1. Il punto f) dell'articolo 12 della legge regionale 26 agosto 1988, n. 32, è sostituito dal seguente:

"f) con propria determinazione allo scopo di fronteggiare eventuali deficienze di cassa, disporre i trasferimenti delle quote di giacenza esistenti sui conti di tesoreria e compensare detti trasferimenti entro l'anno finanziario in cui sono stati disposti, mediante retrocessione ai conti di provenienza delle somme trasferite".

2. La legge regionale 1° settembre 1977, n. 38, è abrogata.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 5 bis.

CAPPAI, Segretario:

Art. 5 bis

Modifica alla L.R. n. 11 del 1983

(legge di contabilità regionale)

1. Nell'articolo 62 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11 e successive modificazioni ed integrazioni, sono introdotte le seguenti variazioni:

a) dopo l'articolo 4 ter, introdotto dall'articolo 37, comma 8, della legge regionale 24 dicembre 1998, n. 37, è inserito il seguente:

"4 quater. Le somme di cui al comma 4 ter, qualora impegnate, permangono nel conto dei residui sino al termine ultimo di pagamento stabilito dall'Unione Europea.".

b) dopo il comma 5, è inserito il seguente:

"5 bis. Le somme stanziate per spese correnti e per spese di investimento correlate ad accertamento di entrate aventi in tutto o in parte destinazione vincolata per legge, qualora non impegnate alla chiusura dell'esercizio, sono mantenute in bilancio quali residui per essere utilizzate nell'esercizio successivo.".

2. La disposizione di cui al comma 5 bis dell'articolo 62 della legge regionale n. 11 del 1983, introdotto dal precedente comma 1, trova applicazione a decorrere dall'anno finanziario 1999.

PRESIDENTE. Colleghi, debbo precisare che per un refuso alla lettera a) del primo comma le parole "dopo l'articolo 4 ter" sono da sostituire con le parole "dopo il comma 4 ter".

Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.-F.D.). Intervengo, molto rapidamente, per far rilevare che vi è stata un'inversione di marcia che non trova giustificazione nel merito, ma solo nel mutamento di schieramento politico. Noi, nel riformare la legge di contabilità - richiamo in particolare l'attenzione del collega Balletto che su questa materia ha imperversato (lo dico in senso positivo) per anni - , con la nota legge approvata al termine della scorsa legislatura, abbiamo cercato, con una posizione della Giunta di allora e della maggioranza, e con un energico concorso e con la funzione di stimolo dell'opposizione, di limitare il ricorso alla conservazione delle somme stanziate e non impegnate, o impegnate e non spese nella forma dei residui.

Ora, stiamo di nuovo, invertita la rotta, ampliando la conservazione dei residui nel bilancio. Allora, io potrei capire, e sarei d'accordo, se lo limitassimo a categorie ben precise per l'esercizio in questione, senza ricorrere a una modifica generale della legge di contabilità. Cioè, dicendolo proprio in modo pedestre, se si scrivesse: "Le somme non spese e non impegnate alla data del… vengono conservate a residuo per l'esercizio 2000 o per l'esercizio 2001", questo lo comprenderei. Sarebbe una deroga, anche motivata, argomentata, ma non introdurrebbe una modifica diciamo di carattere generale nella legge di contabilità. Se così fosse io non avrei e noi non avremmo obiezioni. Se invece si dice come qui si dice: "le somme di cui... permangono nel conto dei residui" allora è una modifica che contraddice la legge di contabilità appena approvata, contraddice i nostri convincimenti e contraddice anche i convincimenti dell'attuale maggioranza. -Naturalmente ciascuno, quando ritiene, ha il diritto di contraddirsi e noi abbiamo però il dovere di rilevare la contraddizione.

PRESIDENTE. Poiché nessuno altro domanda di parlare sull'articolo 5 bis, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 6.

CAPPAI,Segretario:

Art. 6

Recupero somme da fondi di rotazione

1. E' disposto nell'anno 2000 il versamento in conto entrate del bilancio regionale (cap.36103) della somma di lire 189.806.000.000 proveniente dai sottoelencati fondi di rotazione:

a) lire 23.844.000.000 dal fondo per la concessione di mutui all'industria alberghiera di cui alla legge regionale 7 aprile 1964, n. 8, costituito presso la Banca CIS S.p.A.;

b) lire 29.298.000.000 dal fondo per la concessione di provvidenze all'artigianato di cui all'art. 5 della L.R. 21 luglio 1976, n. 40, costituito presso la Banca CIS S.p.A.; tale recupero, per lire 25.550.000.000, è destinato ai sensi dell'articolo 40, comma 3, lett. d), della legge regionale 24 dicembre 1998, n. 37, alle finalità previste dall'articolo 3 della medesima legge (cap. 07026/06);

c) lire 25.000.000.00 dal fondo per la concessione del contributo in conto capitale alle imprese di cui all'art.5 della L.R. 20 giugno 1989, n. 44, costituito presso la Banca CIS S.p.A.;

d) lire 14.000.000.000 dal fondo per la concessione di crediti di esercizio alle imprese di cui alla L.R. 18 maggio 1957, n. 23, costituito presso la Banca CIS S.p.A.;

e) lire 5.252.000.000, dal fondo per la concessione di contributi in conto interessi per il comparto agro-industriale, di cui all'articolo 2 della legge regionale 3 novembre 1992, n. 19, in ragione di lire 1.750.000.000 da quello costituito presso la Banca di Sassari S.p.A., lire 465.600.000 da quello presso la Banca Nazionale del Lavoro S.p.A., lire 297.000.000 da quello presso la Banca Commerciale Italiana S.p.A., lire 629.850.000 da quello presso l'UNICREDITO S.p.A., lire 48.000.000 da quello presso la Cassa di Risparmio delle Province Lombarde, lire 84.400.000 da quello presso la Banca di Credito Cooperativo di Arborea S.p.A., lire 1.977.150.000 da quello presso il Banco di Sardegna S.p.A.;

f) lire 186.414.641 dal fondo per le anticipazioni a cooperative e altre associazioni di produttori, viticoltori e allevatori di animali lattiferi, di cui all'articolo 1 della legge regionale 29 dicembre 1950, n. 74, costituito presso la Banca C.I.S. S.p.A.;

g) lire 176.883.088 dal fondo destinato alla concessione di prestiti di esercizio a pastori e allevatori associati in cooperative, gruppi o latterie sociali, di cui alla legge regionale 15 luglio 1962, n. 9, costituito presso il Banco di Sardegna S.p.A.;

h) lire 497.508.928 dal fondo destinato ad interventi in agricoltura di cui agli articoli 4 e 12 della legge regionale 15 marzo 1956, n. 9, in ragione di lire 434.061.028 da quello presso il Banco di Sardegna S.p.A. e di lire 63.447.900 da quello presso la Banca Commerciale Italiana S.p.A.;

i) lire 5.384.417.165 dal fondo per le concessioni di prestiti a cooperative ortofrutticole e loro consorzi, di cui alla legge regionale 21 maggio 1971, n. 7, costituito presso il Banco di Sardegna S.p.A.;

l) lire 14.000.000.000 dal fondo per lo sviluppo della proprietà coltivatrice di cui all'articolo 2, lettere a) e b), della legge regionale 23 novembre 1979, n. 60, costituito presso il Banco di Sardegna;

m) lire 2.790.134.521 dal fondo regionale per lo sviluppo della zootecnia di cui all'articolo 27 della legge regionale 23 gennaio 1981, n. 4, costituito presso il Banco di Sardegna S.p.A.;

n) lire 4.010.205.729 dal fondo per la trasformazione delle passività delle cooperative agricole di cui all'articolo 40 della legge regionale 7 maggio 1981, n. 14, in ragione di lire 3.438.894.581 dal fondo costituito presso il Banco di Sardegna e di lire 571.311.148 da quello presso la Banca Nazionale del Lavoro S.p.A.;

o) lire 1.606.862.368 dal fondo per le anticipazioni dei contributi U.E. per l'imboschimento dei terreni seminativi di cui all'articolo 35 della legge regionale 30 aprile 1991, n. 13, costituito presso il Banco di Sardegna S.p.A.;

p) lire 6.700.000.000 dal fondo per la concessione di mutui all'industria alberghiera di cui alla legge regionale 7 aprile 1964, n. 8, in ragione di lire 6.300.000.000 da quello costituito presso il Banco di Sardegna S.p.A. e di lire 400.000.000 da quello presso la Banca di Sassari S.p.A.;

q) lire 17.424.338.620 dal fondo per la concessione di provvidenze all'artigianato di cui all'articolo 5 della legge regionale 21 luglio 1976, n. 40, in ragione di lire 6.700.000.000 da quello costituito presso il Banco di Sardegna S.p.A., di lire 10.224.338.620 da quello presso la Banca di Sassari S.p.A. e di lire 500.000.000 da quello presso l'Artigiancassa;

r) lire 3.149.318 dal fondo per la concessione del concorso interessi sui prestiti alle aziende artigiane di cui all'articolo 40 della legge regionale 21 luglio 1976, n. 40, costituito presso la Banca di Sassari S.p.A.;

s) lire 250.000.000 dal fondo per la concessione del concorso interessi sui prestiti nei settori del commercio, dei servizi, del turismo e dell'artigianato di cui all'articolo 53 della legge regionale 31 maggio 1984, n. 26, costituito presso la Banca Commerciale Italiana S.p.A.;

t) lire 468.474 dal fondo per l'abbattimento dei tassi di interesse sui prestiti alle cooperative artigiane di cui all'articolo 53 bis della legge regionale 31 maggio 1984, n. 26, costituito presso la Banca di Sassari;

u) lire 380.782.072 dal fondo per la tutela dei livelli occupativi nel settore artigiano di cui alla legge regionale 22 aprile 1987, n. 19, in ragione di lire 71.502.408 da quello costituito presso il Banco di Sardegna S.p.A., di lire 282.989.050 da quello presso la Banca di Sassari S.p.A. e di lire 26.290.614 da quello presso la Banca C.I.S. S.p.A.;

v) lire 26.183.040 dal fondo per la concessione di contributi a favore degli agenti e rappresentanti di commercio di cui all'articolo 70 della legge regionale 4 giugno 1987, n. 19, in ragione di lire 1.521.376 da quello presso il Banco di Sardegna S.p.A., di lire 916.198 da quello presso la Banca di Sassari S.p.A. e di lire 23.695.466 da quello presso la Banca C.I.S. S.p.A.;

z) lire 925.995.840 dal fondo per la gestione delle disponibilità del PNIC di cui all'articolo 26 della legge regionale 22 gennaio 1990, n. 1;

aa) lire 3.409.583.852 dal fondo per la concessione di provvidenze a favore delle imprese commerciali di cui all'articolo 59 della legge regionale 31 ottobre 1991, n. 35, in ragione di lire 2.797.170.580 dal fondo costituito presso la Banca di Sassari S.p.A. e di lire 612.413.272 da quello presso la Banca di Credito Cooperativo di Arborea;

bb) lire 2.648.122.344 dal fondo per la concessione di credito di esercizio alle imprese di cui alla legge regionale 18 maggio 1957, n. 23, in ragione di lire 930.777.689 da quello presso la Banca C.I.S. S.p.A. e di lire 1.717.344.655 da quello presso la SFIRS;

cc) lire 27.000.000.000 dal fondo per la concessione di finanziamenti a tasso agevolato ad imprese in difficoltà congiunturali di cui alla legge regionale 10 dicembre 1976, n. 66, in ragione di lire 17.000.000.000 da quello presso la Banca C.I.S. S.p.A. e di lire 10.000.000.000 da quello presso la SFIRS;

dd) lire 5.000.000.000 dal fondo per il consolidamento finanziario delle imprese di cui all'articolo 3 della legge regionale 20 giugno 1989, n. 44, costituito presso la SFIRS.

2. Al recupero dei fondi di cui al comma 1 provvede l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PRESIDENTE. All'articolo 6 erano stati presentati due emendamenti, il numero 56 e il 275 che vengono riassunti nell'emendamento numero 285. Si dia lettura dell'emendamento numero 285.

CAPPAI, Segretario:

Emendamento modificativo GIUNTA REGIONALE

Art. 6

Recupero da fondi di rotazione

L'importo di lire 189.806.000.000 indicato nel primo alinea del comma 1, è modificato in lire 276.704.596.143;

l'importo di lire 14.000.000.000, indicato nella lettera d) è modificato in lire 32.000.000.000;

l'elenco delle voci dei fondi di rotazione è integrato come segue:

ee) lire 20.000.000.000 dal fondo per la concessione di prestiti concessi alle imprese artigiane di cui all'articolo 7 della legge regionale 19 ottobre 1993, n. 51 in ragione di lire 8.000.000.000 dal fondo costituito presso il Banco di Sardegna, di lire 4.000.000.000 da quello presso la Banca Nazionale del Lavoro e di lire 8.000.000.000 da quello costituito presso la Banca di Sassari S.p.A.:

ff) lire 6.367.596.143 dal fondo per la concessione di finanziamenti all'industria cantieristica e alla pesca, di cui alla legge regionale 28 novembre 1950, n. 65, costituito presso la Banca CIS SpA;

gg) lire 10.000.000.000 dal fondo di garanzia in agricoltura, di cui all'articolo 1 della legge regionale 13 dicembre 1988, n. 44, costituito presso il Banco di Sardegna SpA;

hh) lire 2.531.000.000 dal fondo per la concessione di provvidenze alle imprese di navigazione, di cui alla legge regionale 15 maggio 1951, n. 20, costituito presso la banca CIS SpA;

ii) lire 30.000.000.000 dal fondo per l'assunzione di partecipazioni al capitale di enti, di cui all'aritcolo 5 della legge regionale 7 maggio 1953, n. 22, costituito presso la banca CIS SpA.

Variazioni conseguenti:

In aumento

ENTRATA

Cap. 36103 Ricuperi somme assegnate su fondi rotazione (art. 6 L.F.)

+ 86.898.596.143

07 - TURISMO

Cap. 07026/06 Fondi costituiti per concessione contributi in conto capitale alle imprese artigiane

+ 820.000.000.000

(285)

PRESIDENTE. I lavori del Consiglio sono sospesi e riprenderanno alle ore 15.

(La seduta sospesa alle ore 13 e 51, viene ripresa alle ore 15 e 24)

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CARLONI

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. E' stata data lettura dell'articolo 6 e degli emendamenti. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Presidente, credo che sia sotto gli occhi di tutti, o meglio, di coloro che sono presenti, la visione poco edificante di un'Aula vuota. Rimetto a lei per la funzione, più che per la carica che rappresenta, perché voglia stigmatizzare nel modo più energico che le è possibile l'assenza pressoché totale dei consiglieri. Credo che sia necessario rinviare di quanto basta la riunione del Consiglio perché si abbia una rappresentazione degna dell'Aula consiliare.

PRESIDENTE. Sospendo i lavori per un quarto d'ora.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie Presidente, lei non si è accorto che io avevo chiesto la parola, e penso che la Giunta ne abbia diritto quanto i consiglieri.

COGODI (R.C.). La seduta è già sospesa.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Chiedo scusa ai colleghi ma l'Aula non è a disposizione delle opposizioni!

COGODI (R.C.). Il Presidente ha già rinviato di un quarto d'ora perché eravamo in tre.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Onorevole Cogodi io non ho interrotto quando lei ha parlato; e sappia che la Giunta è qui presente dalle ore 15. Presidente, mi dà la parola per cortesia?

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, l'assessore Pittalis ha chiesto la parola prima che io sospendessi i lavori. Prego, onorevole Pittalis.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, sono contrario al rinvio, perché è presente in Aula anche l'onorevole Selis per cui si può discutere degli emendamenti. Infatti avrei chiesto io stesso una sospensione solo se non fosse stato presente l'onorevole Selis che, a quanto so, doveva intervenire su questi emendamenti. Chiaramente se al momento del voto non fosse assicurato il numero legale saremmo noi stessi, eventualmente, a chiedere una sospensione. Se non vi sono necessità di altra natura inviterei pertanto i colleghi a dare una accelerata ai lavori, altrimenti rimaniamo in una situazione di stallo dalla quale, oramai, sembra veramente difficile uscire. Alla ripresa dei lavori dovevamo procedere alla illustrazione degli emendamenti.

COGODI (FR.C.). Guardi che la seduta è sospesa per un quarto d'ora.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Allora io pregherei il Presidente di procedere, ma è il Presidente che decide, onorevole Cogodi, non lei!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.-F.D.). Io intervengo sul Regolamento. L'opposizione, nella persona del collega Cogodi, ha proposto argomentatamente e legittimamente un quarto d'ora di sospensione.

COGODI (R.C.). Io non ho proposto niente. E' stato il Presidente che ha deciso.

SCANO (D.S.-F.D.). La Giunta altrettanto legittimamente si è opposta, però c'è un piccolo particolare; io sono anche ben disposto verso il collega Pittalis, e potrei perfino dargli un mazzo di fiori. Ma, il problema non è questo. Il problema è che la seduta era stata sospesa, quindi il problema non è né se l'opposizione ha una sua legittima proposta e se la Giunta ne ha una contraria; è se il Presidente è d'accordo con se stesso, oppure se il Presidente si sta opponendo a se stesso. Il Presidente aveva dichiarato di accogliere la proposta di rinvio ed aveva già dichiarato la seduta aggiornata per un quarto d'ora. Quindi, ripeto, qui non è il problema della maggioranza o dell'opposizione, il problema - io lo dico molto garbatamente e senza polemizzare - è del Presidente; cioè se il Presidente è d'accordo con se stesso, oppure se per essere d'accordo con la Giunta è in contrasto con se stesso.

PRESIDENTE. Nelle more di questa discussione di minuti ne sono decorsi già cinque quindi la seduta è sospesa e riprenderà tra 10 minuti.

(La seduta, sospesa alle ore15 e 31, viene ripresa alle ore15 e 41.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.

DORE (I Democratici). Presidente dovrei intervenire brevemente sull'ordine dei lavori. Stamani tutti o quasi tutti abbiamo letto "L'Unione Sarda" sulla quale, in prima pagina, campeggia un titolo su sei colonne: "Inchiesta sui consiglieri".

PRESIDENTE. Onorevole Dore, questo argomento non attiene ai nostri lavori .

DORE (I Democratici). Ai sensi dell'articolo 62 del Regolamento io chiedo la parola come consigliere regionale.

PRESIDENTE. Lei ha la parola sull'ordine dei lavori, prego.

DORE (I Democratici). Dicevo che credo che tutti abbiamo letto questo articolo, quanto meno il titolo. Si parla di un'inchiesta che è stata aperta dalla magistratura penale di Cagliari; è evidente che si tratta di un fatto gravissimo che non ha precedenti nei cinquant'anni dell'autonomia regionale. Ma non è tanto grave il fatto che la magistratura abbia aperto l'inchiesta, perché la magistratura evidentemente svolge il proprio ruolo, qui il problema della gravità è dato dal fatto...

PRESIDENTE. Mi scusi onorevole Dore, lei non sta parlando sull'ordine dei lavori; al momento è in discussione l'emendamento all'articolo 6, lei sta introducendo un argomento che con l'ordine dei lavori manifestamente non ha niente a che vedere. Mi dica di che cosa vuol parlare, per cortesia.

DORE (I Democratici). Io ho chiesto di parlare ai sensi dell'articolo 62 del Regolamento come consigliere regionale della Sardegna.

PRESIDENTE. Onorevole Dore, non si può parlare di tutto, dica quali proposte vuole avanzare in merito all'ordine dei lavori, perché l'ordine del giorno riguarda la discussione degli emendamenti all'articolo 6; la prego di essere attinente all'argomento all'ordine del giorno.

DORE (I Democratici). Io sto facendo riferimento ad un fatto di gravità inaudita nella storia dell'autonomia regionale, credo che nessuno possa dire che non si tratta...

PRESIDENTE. Onorevole Dore se non specifica l'argomento attinente all'ordine del giorno sono costretto a toglierle la parola.

DORE (I Democratici). Semplicemente, Presidente, io ritengo che il Consiglio regionale non possa far finta che questa notizia di estrema gravità non sia stata pubblicata, credo che il Consiglio regionale, per il rispetto che tutti dobbiamo all'istituzione, non possa far finta che questo problema non esista e debba in qualche modo farsene carico.

PRESIDENTE. Le ricordo che lei ha nel Regolamento gli strumenti di cui avvalersi per farsi portavoce di queste questioni. Usi questi strumenti e li porti all'attenzione del Consiglio; il Consiglio in questo istante si sta occupando dell'emendamento all'articolo 6; la prego di essere attinente a questo argomento altrimenti sarò costretto, glielo ripeto, a toglierle la parola.

DORE (I Democratici). Ma questo è un fatto straordinario, di gravità eccezionale e credo che non possa passare completamente sotto silenzio, perché se no, davanti all'opinione pubblica, credo che tutti i componenti di questa Assemblea farebbero una pessima figura. Quindi, ripeto, ci auguriamo tutti che queste notizie non abbiano un seguito; il fatto esiste, evidentemente, perché non è inventato, spero allora che queste notizie gravi, gravissime non abbiano un seguito ma credo anche che la giustizia debba fare il proprio corso.

PRESIDENTE. Onorevole Dore, la prego, tutti hanno letto il giornale, lei ha gli strumenti adatti per far valere le sue lamentele all'interno del Consiglio, se ne avvalga, sono costretto a toglierle la parola.

Continuazione della discussione del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2000)"(21/A)

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 285, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere su questo emendamento ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Io faccio presente che la Commissione non ha esaminato questo emendamento. In ogni caso, su questo emendamento, come per altri di questo tenore che sono frutto dell'accordo tra maggioranza ed opposizione, credo che il parere debba essere positivo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.).Vorrei sapere se l'emendamento 56 è stato illustrato.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. No.

SELIS (Popolari-P.S.). Probabilmente l'emendamento 56 è stato assorbito dal 285; poi gli emendamenti numero 24, 213, 86 e così via, Presidente, sono stati letti ma non mi risulta che siano stati illustrati.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, forse non c'è stata chiarezza sul punto; gli emendamenti da lei citati sono quelli relativi all'articolo 6 bis, mentre noi stiamo discutendo sugli emendamenti all'articolo 6. Si era convenuto di formulare un emendamento di sintesi, il 285, che avrebbe assorbito il 56 e il 275.

Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). Presidente, lei, giustamente, richiama un emendamento di sintesi tra diversi emendamenti. A noi, però, sono stati consegnati tutti gli emendamenti per cui è bene che questo emendamento di sintesi, che racchiude quelli che dovrebbero essere ritirati venga illustrato dall'assessore Pittalis che ne è il proponente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io posso anche rispondere a questo invito delle opposizioni, ma mi pare che l'emendamento nella sua articolazione sia talmente chiaro che non abbisogna di ulteriore esplicitazione. Se sull'emendamento il Consiglio ritenesse di dover avere dei chiarimenti, io sono pronto a dare tutti i chiarimenti necessari. L'emendamento 285 è una sintesi, un emendamento riassuntivo di quelli precedentemente presentati anche dall'opposizione, ed evidentemente tiene conto delle reali consistenze dei fondi di cui alle leggi richiamate nel contesto appunto dell'emendamento. E' chiaro che, come si può notare rispetto alla previsione iniziale dell'articolo 6, sulla base di una verifica al 31 dicembre 1999 sono state recuperate, dai fondi di rotazione ulteriori fondi il che ha consentito di portare la somma destinata ai fondi di rotazione da 189 a 276 miliardi complessivi, che, quindi, noi possiamo utilizzare come somme aggiuntive per questa manovra.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). All'articolo 6 sono stati presentati tre emendamenti. L'emendamento 285, secondo i proponenti, assorbe gli emendamenti 275 e 56; io sto solamente cercando di capire in che senso li assorbe. Il 56, infatti, firmato oltre che da altri colleghi anche da me, prevedeva un recupero di somme per 262 miliardi, l'emendamento 275 ne prevedeva invece 20, il totale dovrebbe essere 282. Nell'emendamento di sintesi la somma prevista è pari a 276 miliardi. Quindi esiste un problema tecnico, la Giunta lo chiarisca tecnicamente. Noi non abbiamo né vogliamo porre un problema tecnico, volevo solamente dire che non ho verificato quanto sostiene la Giunta, e cioè che il 285 ricomprende sia il 56 che il 275. Al momento non ho problemi, ma mi riservo di verificarlo. Sto chiedendo quindi che gli Uffici verifichino il carattere riassuntivo dell'emendamento 285 soprattutto in ordine agli stanziamenti previsti..

Invece il problema politico che , noi abbiamo più volte posto, che la Giunta conosce, e che io adesso ripropongo è relativo all'esigenza di avere i dati aggiornati ad oggi, se è possibile (abbiamo avuto i dati aggiornati ad un mese, un mese e mezzo fa), perché verosimilmente stiamo recuperando risorse non spese dai fondi di rotazione sulla base di verifiche che dovrebbero essere aggiornate. Se la Giunta ha il dato aggiornato le chiedo di fornircelo, e qua si chiude il discorso. Se non l'abbiamo, e quindi stiamo procedendo con approssimazione, possiamo commettere errori o per difetto o per eccesso. Se operiamo prelevamenti in eccesso ci troveremo scoperti; se preleviamo delle risorse per difetto lasciamo giacere in questi fondi una quantità eccessiva di risorse che invece sarebbe bene utilizzare.

La prima richiesta che rivolgo alla Giunta è quella di fornici la chiusura più recente possibile in modo tale che anche noi possiamo avere un quadro più realistico.

La seconda richiesta concerne il problema dei conti correnti, problema del quale sia il Presidente della Giunta, sia la Giunta nel suo complesso, sia noi stessi, in Commissione e pubblicamente, abbiamo parlato. Io ho chiesto i dati da qualche giorno alla Ragioneria, e approfitto per chiedere tramite gli Uffici del Consiglio e della Giunta, alla Giunta stessa, di volerci fornire l'elenco dei conti correnti aperti, la data della loro apertura, il saldo e una indicazione della strategia di chiusura e di liquidazione di questi conti ,presso i quali non solo giacciono risorse spesso inutilizzate e dimenticate ma che, soprattutto, comportano un costo di gestione elevatissimo.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, mi sembra di ricordare che stamattina si fosse soprasseduto all'esame dell'emendamento 285, per dare modo di verificare il suo possibile raccordo con gli altri due emendamenti. Supponevo quindi che si fosse già raggiunto il chiarimento di cui lei sta parlando.

SELIS (Popolari-P.S.). Io, alla luce di un esame parziale, in quanto non in possesso di tutte le informazioni necessarie, se sommo gli stanziamenti previsti nell'emendamento 56 a quelli dell'emendamento 275 ottengo un totale diverso rispetto a quello riportato nell'emendamento 285. Può darsi che il mio calcolo sia sbagliato o approssimativo, appunto per questo vorrei un chiarimento tecnico da parte della Giunta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. E' stata operata una revisione complessiva di tutti i fondi di rotazione fino al 31 dicembre 1999, come ho detto prima. In numerosi casi i fondi indicati nell'emendamento 56 coincidono con quelli indicati nel testo del disegno di legge della finanziaria e negli emendamenti presentati dalla Giunta regionale. Ma in alcuni casi non vi è coincidenza per quanto attiene l'entità degli importi, perché evidentemente la Giunta regionale ha tenuto conto di un dato che il Consiglio non ha, e cioè gli impegni assunti dagli istituti di credito. Tenuto conto degli impegni assunti noi abbiamo operato in conformità a quanto riassunto nell'emendamento 285.

Per quanto attiene la richiesta di documenti, noi abbiamo fornito alla Commissione i documenti, sia pure alla data del 31 dicembre 1999 e del 23 gennaio 2000. Nel momento in cui avremo il dato aggiornato, così come avevamo già dichiarato in Commissione, lo metteremo a disposizione del Consiglio.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 285. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'articolo 6.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico.

PRESIDENTE. E' stata chiesta la votazione nominale con procedimento elettronico.

Ha domandato di parlare il consigliere Usai. Ne ha facoltà.

USAI (A.N.). Chiedo scusa, stiamo votando per appello nominale, che cosa?

PRESIDENTE. E' stata richiesta la votazione nominale con procedimento elettronico. Ognuno deve rimanere nella propria postazione per verificare la presenza dei votanti.

Dichiaro aperta la votazione. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

(Interruzioni)

BALLETTO (F.I.). Ritiro la richiesta di intervento perché vedo che i colleghi dell'opposizione non mi vogliono far parlare.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 6.

Rispondono sì i consiglieri:AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORONA - COSSA - DEMONTIS - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOMBARDO - MASALA - MILIA - NUVOLI - ONIDA - OPPI - PILI - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - TUNIS Marco - USAI.

Si sono astenuti i consiglieri: SELIS - DETTORI Ivana - SCANO - CUGINI - CALLEDDA - SANNA Gian Valerio - FADDA - COGODI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 45

votanti 37

astenuti 8

maggioranza 19

favorevoli 37

(Il Consiglio approva)

PRESIDENTE. Ricordo che, ai sensi dell'articolo 96, comma 5, sono da considerare presenti, oltre il consigliere Selis, altri sette consiglieri che si intende abbiano appoggiato la richiesta di votazione nominale.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Noi abbiamo chiesto la votazione nominale con procedimento elettronico, ma eravamo e siamo intenzionati a non chiedere nessuna sospensione, anche in assenza del numero legale. Abbiamo chiesto l'appello nominale, non la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. La richiesta di votazione per appello nominale ai sensi del Regolamento, deve essere avanzata da otto consiglieri. In mancanza di tale requisito si procede. una votazione normale.

SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, noi riaffermiamo che, anche se mancasse, come manca, il numero legale noi non chiederemo nessuna sospensione, perché abbiamo concordato una tabella di marcia che vogliamo rispettare.

PRESIDENTE. La votazione nominale deve essere richiesta da otto persone che devono essere comunque presenti. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). E` vero, abbiamo votato con il sistema che è stato richiamato, abbiamo verificato che c'erano delle assenze, abbiamo visto che il collega Corda che, normalmente è assente, era assente anche questa volta, però adesso è in Aula e quindi, a mio giudizio, si deve procedere nei lavori perché è chiaro che se non c'è il numero legale le delibere non sono assumibili, però Corda, che è arrivato in ritardo, adesso è presente, ci dà la possibilità di andare avanti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda. Sull'ordine dei lavori?

CORDA (A.N.). Per fatto personale.

PRESIDENTE. Lo trattiamo dopo, onorevole Corda.

CORDA (A.N.). Sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. L'ordine dei lavori prevede in questo istante l'esame dell'articolo 6 bis. Abbiamo approvato l'articolo 6 e siamo all'esame...

CORDA (A.N.). Presidente, io rinuncio per il momento all'intervento che farò dopo la votazione. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 6 bis. Se ne dia lettura.

LODDO, Segretario:

Art. 6 bis

Modalità di dismissione delle partecipazioni detenute dalla Regione

1. La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore degli enti locali, entro il 30 settembre 2000, sulla base delle partecipazioni direttamente detenute dalla Regione e dai suoi enti strumentali definisce, ai fini della eventuale dismissione, le modalità idonee a realizzare la massimizzazione del gettito, il contenimento dei costi e la rapidità di esecuzione della cessione.

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 85, 24, 213 e 86. Se ne dia lettura.

LODDO, Segretario:

Emendamento sostitutivo totale Pusceddu - Pirisi - Lai - Moruttu

Art. 6 bis

L'articolo 6 bis è sostituito dal seguente:

? Art. 6 bis

Modalità di dismissione delle partecipazioni detenute dalla Regione

1. La Giunta regionale, entro il 30 aprile 2000, individua le partecipazioni direttamente detenute dalla Regione e dai suoi Enti strumentali e definisce, ai fini della dismissione, le modalità idonee a realizzare la massimizzazione del gettito, il contenimento dei costi e la rapidità di esecuzione della cessione.? (85)

Emendamento aggiuntivo Sanna Giacomo - Manca

Art. 6 bis

Nell'articolo 6 bis dopo le parole ?Assessore degli enti locali? sono inserite le parole ? su conforme parere delle competenti commissioni consiliari?. (24)

Emendamento aggiuntivo Cogodi - Ortu - Vassallo

Art. 6 bis

Dopo la parola ?dismissione? sono aggiunte le seguenti parole: ?previa individuazione di adeguate misure di tutela dei lavoratori impiegati nelle società partecipate?. (213)

Emendamento aggiuntivo Pusceddu- Lai- Pirisi - Calledda - Sanna Salvatore

Dopo l'articolo 6 bis è inserito il seguente:

Art. 6 bis/1

Destinazione somme recuperate

1. Le somme derivanti dai recuperi di cui alla lettera e) del 4 comma dell'art. 28 della legge regionale 1 giugno 1979, n. 47 sono vincolate per destinazione ad incrementare le disponibilità degli stanziamenti, per le rispettive quote di competenza, dei capitoli nei quali è ripartita la spesa di cui all'art. 4 della legge regionale 13 giugno 1989, n. 42. (86)

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 85 ha facoltà di parlare il consigliere Pusceddu.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

PUSCEDDU (D.S.-F.D.). L'emendamento numero 85, si può ritirare perché l'articolo 6 bis, in effetti, recupera (sposta solo la data da aprile a settembre) il senso dell'emendamento. Viene mantenuto fermo infatti l'impegno a definire le partecipazioni detenute direttamente dalla Regione, dai sui enti strumentali e si avvia, comunque, un processo per arrivare alla dismissione delle partecipazioni che, eventualmente, non verranno più ritenute utili e di interesse per la Regione.

Io intervengo quindi per illustrare l'emendamento 86, aggiuntivo, con il quale si mira a vincolare la destinazione delle risorse derivanti dal recupero delle somme di cui alla lettera e) del quarto comma dell'articolo 28 della legge regionale numero 47 dell'89, sulla formazione professionale. Sulla base di questo articolo e della legge numero 47, le somme già destinate adattività formative e che vengono recuperate o perché per qualsiasi titolo l'attività formativa non si è potuta svolgere, o perché in sede di verifica del rendiconto alcune somme non vengono ammesse a rendiconto e devono essere restituite, mentre prima con l'istituzione del fondo della formazione professionale queste somme andavano automaticamente a rialimentare lo stesso fondo che aveva una funzione di fondo di rotazione, ora con la nuova impostazione del bilancio e con l'abolizione del fondo della formazione, è necessario che comunque, da un punto di vista politico e non solo politico ma anche tecnico, le risorse destinate alle attività formative assumano sempre lo stesso vincolo di destinazione, a prescindere dal fatto che per adempimenti tecnici alcune somme vengano restituite.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Manca per illustrare l'emendamento numero 24.

MANCA (Gruppo Misto). L'emendamento 24 trae origine dal fatto che l'articolo 6 bis del disegno di legge in discussione, prevede che le modalità di dismissione del patrimonio regionale avvengano, su proposta dell'Assessore degli enti locali, da parte della Giunta regionale entro il 20 settembre 2000. Queste modalità non prevedono il parere delle commissioni consiliari permanenti. Noi riteniamo che, trattandosi appunto del patrimonio della Regione, questo Consiglio debba essere a conoscenza, attraverso il parere delle Commissioni consiliari competenti, delle determinazioni riguardanti la vendita delle partecipazioni direttamente detenute dalla Regione.

Auspichiamo quindi che la Giunta e il Consiglio diano il giusto rilievo a questo emendamento..

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per illustrare l'emendamento numero 213.

COGODI (R.C.). L'emendamento numero 213, relativo all'articolo 6 bis (lo dico subito perché ci intendiamo prima di entrare nelle questioni di ordine apparentemente tecnico o formale), vorrebbe, se è possibile, non dico dare un'anima (che sarebbe una cosa un po' troppo ambiziosa) però dare almeno un alito, un qualcosa che assomigli all'umano o all'animale, in questa materia apparentemente tecnica e fredda, apparentemente oggettiva e produttivistica che si definisce, in modo eufemistico, anche in questa legge e in questo articolo "dismissioni".

"Dismissioni", parola magica, parola apparentemente neutra che però è ricca di significati e di conseguenze. Dismettere, vuole dire togliere; in questo caso, per essere precisi in ragione dell'argomento, vorrebbe dire cambiare, togliere ad uno per dare ad un altro.

Qui stiamo parlando di un articolo di legge che parla di togliere al pubblico per dare al privato; e il titolo di questo articolo, in modo estremamente pudico, usa un'altra parola delicata:"modalità di dismissioni". Cioè, parrebbe che stiamo parlando dei modi nei quali si deve cambiare d'abito. E invece non è così.

La Regione qui sta definendo, con un articolo di legge, i modi attraverso i quali i beni pubblici, la ricchezza pubblica, l'appartenenza collettiva passano alla parte privata. E con il termine "modalità", che è presente nel titolo, di questo passaggio indica tre obiettivi. Primo, realizzare la massimizzazione del gettito, cioè come dire: massimo, immediato incasso. Secondo, contenimento dei costi, cioè: meno spendo meglio è. Terzo, rapidità dell'esecuzione: veloci come il fulmine.

Se si realizzano queste tre condizioni, secondo il testo legislativo della Regione, il passaggio dei beni pubblici ai privati avverrebbe con le migliori modalità.

Ma, scusate, qui non si tratta di richiamare ragionamenti o riferimenti di ordine ideologico, né di sinistra né di destra, sull'antica questione della proprietà pubblica o della proprietà privata; qui si tratta di definire un punto. Qual è, dal punto di vista della legge, quale può essere l'obiettivo principale del passaggio dalla mano pubblica alla mano privata di un bene, se non l'utilità sociale, se non la migliore utilizzazione dello stesso da parte dei destinatari finali, che sono i cittadini proprietari in effetti dei beni pubblici?

E se in ipotesi un bene pubblico viene venduto ad un privato, ricavando il massimo nell'immediato, ma magari perdendo nel futuro, con rapidità d'esecuzione, magari con procedure semplificate, all'insegna del "Vieni, compra e prendi", e ai costi più bassi per questa operazione, io mi domando quali criteri adotterebbe un privato se dovesse vendere beni propri. Quali modalità adotterebbe? Queste tre modalità?

O il privato non si porrebbe il problema, invece, nel momento in cui vende un bene suo, non solo di quanto ricavare massimamente nell'immediato, ma anche di quanto mantenere di quota di mercato, di risorsa strategica, di partecipazione a settori in evoluzione, oppure pensate che il privato venda un bene solo in ragione di quanto realizza nell'immediato, cioè di quanto può incassare oggi? O solo se l'operazione è fulminea? O solo se spende di meno per pagare il notaio?

Questi sono i tre criteri che indicate voi. Quello che non farebbe un privato per vendere a un altro privato, invece, voi dite, inserendolo in legge, che dovrebbe fare il pubblico per dare al privato. Badate, in questa materia stanno accadendo molte nefandezze, ma io non tratto del piano morale, non tratto del piano dell'affarismo spicciolo che si sta creando intorno a noi; e tutti fanno finta di non vedere con questa storia delle dismissioni che in realtà sono privatizzazioni, che spesso diventano regalie o semi regalie, l'affarismo pubblico o privato che si sta determinando.

C'è gente che compra aziende, e le paga zero perché dice che continuerà la produzione, poi chiude l'attività produttiva e si tiene gli immobili.

Gli immobili valgono poco perché nel bilancio aziendale sono elementi che non concorrono alla formazione degli utili ma, nel momento in cui il privato chiude l'azienda, quegli immobili sono immessi nel mercato immobiliare e immediatamente valgono molto. Non cito esempi, li conoscete tutti, faccio un nome a caso, Arbatax, per non parlare di altro.

Ecco dove si realizza un'altra forma di rendita, di parassitismo, d'inganno, d'imbroglio, di arricchimento facile. Si arricchisca chi vuole, ma dentro le regole, non in modo così agevolato dalle leggi della Regione. Io avrei immaginato che con questo articolo, il cui titolo è "modalità di dismissione" la Regione finalmente si ponesse l'obiettivo di porre un argine, di porre regole, di incanalare questi processi, di garantirne i risultati, e invece no! Questa è una regola faccendiera, è una regola libertina e è una regola immorale perché non dice nulla sull'utilità finale, non dice nulla sulla produttività d'insieme, non dice nulla sul fattore umano presente in tali aziende. Quando si vende un'azienda e quell'azienda è in crisi, anche se pubblica, e ci sono cento lavoratori o quaranta lavoratori, o tre lavoratori, non si vendono i lavoratori, non si buttano i lavoratori.

Ecco la motivazione del nostro emendamento. Poi quelli che parlano molto di economia, che sanno tanto su questa materia, chiedano lumi ed informazioni ai loro consulenti per dire qual è il modo migliore per vendere, ma per vendere ricavando utilità di insieme. Noi invece diciamo soltanto che, qualunque cosa venda la Regione, dove c'è un uomo o una donna, una persona che vi lavora si debbono individuare adeguate misure di tutela. Solo fino a poco tempo fa, in alcune plaghe del sud America, quando si vendevano le aziende agricole, le fazendas per intenderci, si vendevano anche tutti i coloni che vi lavoravano. Oggi le leggi di quei paesi hanno abrogato questa forma impropria di schiavitù. Invece qui, quando si vende un'azienda, si prescinde dalla tutela della ragione per la quale molte aziende sono nate e si sono conservate per decisione pubblica, perché vi erano persone che non solo dovevano campare, ma dovevano produrre.

Ecco perché noi chiediamo che si introduca questo elemento di valutazione e, nel porre questa condizione, anche se mi rendo conto che non è questa la fase del miglioramento formale, auspichiamo che si tenga conto, se non in questa sede, in altra sede, che questa norma deve essere ulteriormente migliorata , perché la finalità della dismissione di un bene pubblico è quella di avere di più per il pubblico e per le utilità sociali, non invece quella di creare nuove forme di rendita, di parassitismo come oggi tanto facilmente accade, ma come accadeva al tempo dei feudatari, quando con la mano sulla spalla si concedeva ad una persona di dominare su una parte del territorio. Troppa gente, lo sapete (e qui c'è gente che sa tanto su questa materia), si è arricchita e ancora si sta arricchendo, e ancora pensa di arricchirsi, ereditando senza titolo i beni pubblici.

Quindi noi poniamo questo problema e troviamo il modo, con questo emendamento che introduce un elemento umano, e comunque organizzando meglio la norma, affinché quello che deve essere pubblico sia pubblico, quello che deve essere privato sia privato, ma senza agevolare, con la copertura delle leggi, queste operazioni malandrine.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 24 la Commissione si rimette all'Aula; però faccio osservare che i continui rinvii alle commissioni consiliari per pareri su atti, o di programmazione o semplicemente atti amministrativi, costituiscono un appesantimento delle procedure, e credo che per un'opera di bonifica della nostra legislazione dovrebbero essere evitati.

Per quanto riguarda l'emendamento 213 la Commissione si rimette all'Aula, credo che ci possa essere comunque una disponibilità ad accoglierlo. Per quanto riguarda l'emendamento numero 86 ugualmente la Commissione si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non si accoglie l'emendamento 24, l'emendamento 213 lo si accoglie, ma non per le motivazioni espresse dal collega Cogodi, dalle quali in gran parte dissentiamo; l'emendamento 86 non si accoglie.

PRESIDENTE. Dunque, non si accoglie il 24, si accoglie il 213 e non si accoglie l'86.

Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Presidente, colleghi, mi pare di aver fatto un tuffo negli anni lontani del liceo, quando con i miei amici, vostri compagni, parlavamo di cose di sinistra. Anche stasera abbiamo ascoltato una buona lezione sulla proprietà collettiva eccetera.

Ma di anni ormai ne sono passati tanti, abbiamo imparato che ogni medaglia ha il suo rovescio e il rovescio sono alcune cose, peraltro anche condivisibili, denunciate dall'onorevole Cogodi; i rovesci sono tanti, compreso quello della realtà di alcune società, guarda caso, pubbliche, sovraccariche a dismisura di personale. Aziende che avrebbero potuto ancora essere della collettività, se gli organi di controllo dei lavoratori, gli strumenti di controllo che regolano e che "agitano" i lavoratori si fossero attenuti a quella norma precisa, seria per cui ognuno deve compiere il proprio dovere.

Allora, va bene l'emendamento, ma va modificato. Io propongo una piccola variazione, e cioè propongo di inserire "la tutela dei lavoratori necessari per lo svolgimento del lavoro necessario in quella determinata azienda"; perché la vendita delle aziende, se siamo costretti a venderle, e abbiamo venduto gioielli dello Stato, forse in minor numero anche qualche gioiello della Regione, è dovuta non solo al fatto che alcuni mercati dell'est sono diventati fortemente concorrenziali, vedi il caso delle miniere, ma anche ai numerosi casi di sovraffollamento di personale. Guarda caso, in alcune aziende che hanno cambiato mano il numero dei lavoratori dipendenti è diminuito di 200-300 unità;; quelli che sono rimasti sono ben attaccati al lavoro, hanno capito alcune cose e le aziende incominciano anche a produrre reddito.

Quindi non si può pensare di alienare qualcosa che non funziona, scaricando su terzi aziende che noi non siamo stati capaci di gestire. Allora, al di là del grande rispetto per i nostri lavoratori, del grande rispetto per il nostro patrimonio, l'emendamento va modificato, aggiungendo "previa individuazione delle adeguate misure di tutela dei lavoratori impiegati e necessari per la conduzione aziendale". Non possiamo imporre niente di più a chi si impegna sulla carta, perché oltre gli esempi negativi, come quelli citati dall'onorevole Cogodi, e ne posso citare anch'io, ce ne sono anche alcuni positivi. Ecco perché bisogna sempre tenere d'occhio le due facce della medaglia.

Quindi io dichiaro, a titolo personale, che voterò l'emendamento se modificato, diversamente ritengo che normare in legge questo aspetto sia un qualcosa in più. Anche perché questa esigenza peraltro (e tra l'altro voi che avete gestito fino ad oggi o fino a ieri queste situazioni, guarda caso, non avete sentito l'esigenza di normare questo aspetto) di tutelare i lavoratori è già stata recepita, attraverso clausole di salvaguardia dei posti di lavoro in essere, da coloro i quali operano per la dismissione dei beni pubblici. Questa vostra iniziativa, non voglio usare certi aggettivi, ma certamente è da imputare a quella vostra grande, superba capacità di fare notizia, di subornare l'opinione pubblica attraverso determinati, precisi interventi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Poche parole per chiedere alla Giunta se abbia preso in considerazione il fatto che trattandosi di partecipazioni azionarie non sempre la loro dismissione ricade nella competenza dell'Assessorato degli enti locali, ma spesso si tratta di aziende sottoposte al controllo di altri assessorati. Possono essere aziende agricole se gestite dall'Assessorato dell'agricoltura, o aziende industriali sottoposte al controllo dell'Assessorato dell'industria, o altre di altra natura, e nella gestione di questo patrimonio si prevede che venga messa in vendita l'azienda stessa, non che venga cessata l'attività. Allora, la nostra perplessità, che vorremmo porre all'attenzione della Giunta perché la valuti, è sul fatto se sia formalmente corretto e ineccepibile attribuire la competenza in materia esclusivamente all'Assessorato degli enti locali o se non potrà nascere qualche problema in fase di attuazione delle dismissioni. La seconda considerazione, sulla quale vorrei richiamare l'attenzione, è che la norma mi sembra importante ma ha, a mio avviso, qualche lacuna, per cui vediamo se riusciamo a colmarla. Cioè dire che la Giunta, entro una certa data, definisce gli strumenti per porre in essere le eventuali dismissioni, mi sembra giuridicamente debole; probabilmente dovremo trovare il modo di disciplinare direttamente, nella stessa norma, i criteri per le dismissioni. E' difficile fare una norma che rinvia alla Giunta quello che la Giunta, secondo la diligenza ordinaria, dovrebbe già fare, massimizzare il profitto, il ricavo a favore della Regione, e così via.

Quindi da questo punto di vista, quanto meno, il parere della Commissione è necessario perché, trattandosi di risorse ingenti, anche il Consiglio sia a conoscenza di come il patrimonio regionale viene amministrato.

Io credo che sarebbe forse opportuna una riflessione sui criteri che davvero debbono ispirare questa politica di gestione delle risorse; qualora non riuscissimo, visti i tempi, dato il fatto che siamo in Aula, a inserirli nel provvedimento in esame, direi che diventa un fatto inevitabile che il Consiglio, tramite la Commissione competente,sia informato di questa gestione.

Quindi mi sembra strano che la Giunta non accolga questa proposta, , perché non accogliendola di fatto la Giunta sembra dire di voler gestire questa entità patrimoniale senza informare il Consiglio di quello che fa.

L'emendamento firmato dai colleghi Sanna Giacomo e Manca invece dice proprio che la Giunta deve operare con diligenza deve seguire i criteri migliori, ma poi deve informare e sentire a sua volta il Consiglio su partite che valgono probabilmente centinaia di miliardi. Mi sembra infatti discutibile pensare che il Consiglio sia del tutto tagliato fuori da queste scelte quanto meno a livello di parere e di audizioni.

Io vorrei anche sottolineare il fatto, ben conosciuto, che quando si gestiscono partite così delicate, in cui sono in ballo interessi e risorse di queste dimensioni, la mancanza di informazione genera il sospetto comunque, invece la trasparenza che si può ottenere informando il Consiglio rende anche più agevoli, più spediti e più chiari i comportamenti.

Quindi rivolgo un appello perché l'Assessore e la Giunta rivedano il loro atteggiamento su questa norma. Io sono d'accordo, in linea di principio, sulle cose che hanno detto sia l'Assessore che il collega La Spisa, che forse dovremo rivedere tutta la materia perché non ha senso che in capo alla Commissione vengano poste materie e competenze della Giunta, ma una partita di queste dimensioni e di queste implicazioni può, se non esistesse un rapporto trasparente tra Giunta e Consiglio, generare sospetti e un clima non piacevole.

Se io fossi in Giunta credo che avrei tutto l'interesse a dare al Consiglio le necessarie informazioni sui criteri, sul percorso e sulle procedure seguite in tema di privatizzazioni.

Proprio perché condivido l'ipotesi che molti pareri non debbano più essere richiesti alle Commissioni, in questo caso, vista l'importanza della partita riterrei utile questo passaggio in Commissione. Per questo chiedo all'Assessore e alla Giunta di rivedere il loro parere sull'emendamento numero 24. Permettetemi di spendere solo un'altra parola sull'emendamento numero 213 che, a mio avviso, è un emendamento politico, o direi quasi etico. Si dice che occorre tenere conto dei bisogni dei lavoratori presenti nelle aziende, e poiché i beni non sono formati solamente dalle parti murarie o dalle produzioni, ma anche dalle risorse umane, queste debbono essere non solamente sistemate purché sia, ma soprattutto valorizzate, per le esperienze e le professionalità acquisite in anni e in decenni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). Anche io ritengo che l'articolo 6 così come è stato formulato meriti attenzione da parte della Giunta. Il riferimento al solo Assessore degli enti locali fa prevedere che la Giunta abbia già in mente quali sono i beni da dismettere, perché diversamente l'articolo sarebbe stato formulato impegnando l'insieme della Giunta e non solo l'Assessore degli enti locali.

Quindi c'è una scelta che precede la scrittura dell'articolo, se è così è bene che nella discussione emerga a quali beni stiamo pensando e magari, se nella discussione si chiarisce questo aspetto, forse qualche emendamento che è stato proposto potrebbe essere superfluo e quindi ritirato, ma con questa formulazione, che mette in capo all'Assessore degli enti locali la competenza, emerge che i beni sono stati già individuati. Se così non fosse, se questa considerazione che sto facendo dovesse essere non veritiera, è bene che valutiamo gli emendamenti, tenendo presente che in un passato, neanche lontano, lo dico per i colleghi della maggioranza, molte attività svolte da società alla cui proprietà partecipava l'amministrazione regionale sono state prima pubblicizzate, poi privatizzate e, successivamente, nuovamente pubblicizzate.

Quindi il riferimento all'assetto societario, al mantenimento dei livelli occupazionali, cioè alla garanzia del posto di lavoro, che si richiama nell'emendamento 213, mi sembra giusto, e va sostenuto. Aggiungo, anche l'emendamento numero 86 deve essere valutato con attenzione; si parla infatti di destinare ad usi produttivi le nuove entrate da ottenere attraverso le privatizzazioni . Allora, se dobbiamo destinarle ad usi produttivi è corretto quanto scritto nell'emendamento numero 86 e riferito all'articolo 4 della legge regionale numero 42 del 1989, che tratta in modo specifico la programmazione, così come abbiamo visto, di risorse in capo alla Regione.

Prima di esprimere un giudizio negativo, prima di respingerli, valutiamoli attentamente. Certo, noi siamo per le privatizzazioni, l'abbiamo detto, l'abbiamo anche sostenuto e buona parte delle privatizzazioni, in particolare nel settore industriale, è stata realizzata nel corso della precedente legislatura, quindi siamo su quella posizione e su quella linea, confermiamo questa nostra disponibilità e questa nostra opzione, chiediamo che ci sia un riferimento chiaro, nell'articolo 6, alla Giunta, non solo all'Assessore; e in più, trattandosi di risorse nuove, fresche, che derivano dalle privatizzazioni, è bene che si preveda il passaggio in Commissione trattandosi di argomenti attinenti comunque alla programmazione e al bilancio. Allora la funzione della Commissione non è una funzione di controllo, come potrebbe apparire impropriamente dall'emendamento, ma è una funzione di partecipazione alle scelte sulla destinazione delle risorse aggiuntive che derivano dalle privatizzazioni.

Quindi chiedo alla Giunta di valutare l'articolo così come è stato predisposto, e di valutare approfonditamente anche gli emendamenti che sono stati presentati, che potrebbero essere magari accorpati, quindi ridotti, per promuovere la partecipazione del Consiglio, e quella collegiale della Giunta, per garantire il mantenimento dei livelli occupazionali, per determinare, tramite la Commissione, una nuova programmazione delle risorse aggiuntive.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.) Anche per quanto ci riguarda, penso sia utile fare qualche ulteriore precisazione, ritenendo che da un lato sia apprezzabile la posizione espressa dall'Assessore quando dice, per quanto riguarda l'emendamento numero 213, che c'è la disponibilità della Giunta ad accoglierlo; dall'altro lato ha dell'incredibile quando l'Assessore poi, non si capisce bene perché, presumo per una pura e semplice contrapposizione, non ne accetta le motivazioni.

Allora noi riteniamo che vada colta la disponibilità, ma vadano anche ribadite le motivazioni. Le motivazioni stanno proprio nella modalità con cui è stato scritto l'articolo; l'articolo parla di realizzare la massimizzazione del gettito, il contenimento dei costi e la rapida cessione. In sostanza l'articolo prescrive di recuperare subito risorse e poi vada come vada preoccupandosi ben poco delle conseguenze. E questo - per dire la verità - in una legge regionale ha dell'incredibile, e quindi merita la reazione che noi abbiamo manifestato in Aula. Noi quindi vogliamo porre l'esigenza che l'amministrazione disponga di strumenti che le consentano, da un lato, di fare anche le cessioni, ma di tutelare più complessivamente l'interesse dell'economia regionale e l'interesse generale della nostra Isola. Il nostro emendamento infatti prescrive non di bloccare le privatizzazioni, bensì di inserire dopo la parola "dismissioni" le parole "previa individuazione di adeguate misure di tutela dei lavoratori impiegati nelle società partecipate".

Una preoccupazione più che giusta, che è stata accolta, ma che va colta nel significato con il quale l'abbiamo presentata e motivata nel corso del dibattito in Aula. Quindi, per essere chiari, anche noi vogliamo ribadire la nostra posizione! Badate, noi non abbiamo mai detto che siamo, a priori, contrari alle privatizzazioni, abbiamo detto che siamo contro alcune privatizzazioni! Soprattutto siamo contro la privatizzazione di quei settori che riteniamo strategici per l'economia del nostro Paese e per l'economia della nostra Isola. E' chiaro che quando si tratta di compiere operazioni, quali quelle indicate nell'articolo 6 bis, riteniamo che di norma dovrebbero essere utilizzate alcune precauzioni, anche per evitare che accada quello che è accaduto e che sta accadendo nel nostro Paese e nella nostra Isola. La Giunta regionale, il Presidente, l'Assessore dell'industria, mi auguro che quanto hanno espresso nel corso di quella riunione, di cui dirò, non siano state parole buttate al vento, ma siano state parole espresse consapevolmente, con grande preoccupazione per l'interesse di quei lavoratori ma anche per l'interesse della nostra Isola.

Una settimana fa il Presidente della Giunta e l'Assessore dell'Industria hanno ricevuto in delegazione, dopo una marcia di tre giorni, i lavoratori della Scaini, un'industria pubblica che, tra l'altro, era stata ubicata in Sardegna per riaprire o per risarcire l'Isola e un suo territorio del processo di dismissione selvaggia operato per l'attività mineraria, in qualche modo quindi per compensare quanto era accaduto in passato.

Nel corso di quell'incontro il Presidente della Giunta e l'Assessore dell'Industria hanno espresso l'esigenza di intervenire, in modo adeguato, perché quella realtà produttiva possa essere mantenuta per la nostra Isola, perché costituisce un tassello importante dello sviluppo economico di quel territorio e della Sardegna, così da garantire a quei lavoratori anche una prospettiva di lavoro. Penso che il Presidente della Giunta e l'Assessore dell'Industria conoscano le vicende di quell'industria. Un'industria a partecipazione statale, un'industria che è stata ceduta ai privati nel quadro del programma di dismissioni, un'industria che i privati hanno portato e stanno portando al fallimento; e il privato, che oggi detiene il pacchetto di maggioranza di quella industria, impedisce addirittura che possa essere ricollocata non nel settore pubblico ma addirittura nel settore privato perché, in qualche modo, pensa di avere diritto di lucrare su un'operazione di privatizzazione che è stata fatta - guarda caso - a discapito della Sardegna, di quel territorio e di quei lavoratori.

Ecco da dove deriva la nostra preoccupazione, dal fatto che episodi di questo tipo non abbiano a ripetersi e non possano ripetersi. E non solo, che non possa e non debba essere la Regione protagonista di episodi di quel tipo. Noi rimaniamo convinti, e lo ribadiamo con grande efficacia, che così come non siamo contrari in modo aprioristico alla privatizzazione di alcune attività economiche nel nostro Paese, siamo anche convinti che il pubblico sia in grado di fare quanto il privato, se il pubblico gestisce - così come deve gestire - nell'interesse generale del Paese, nell'interesse generale dell'economia del nostro Paese e della nostra Isola, quindi nell'interesse generale dello sviluppo, scopo questo, tra l'altro, a cui è stata demandata l'attività delle partecipazioni statali nel nostro Paese.

L'onorevole Biggio diceva anche che bisogna considerare il dritto e il rovescio della medaglia. Noi siamo d'accordo con lui: bisogna considerare il dritto e il rovescio della medaglia, ma il dritto non sta tutto nelle privatizzazioni, come siamo convinti che non stia tutto nell'uso pubblico o per lo meno nella pubblicizzazione delle attività economiche, bisogna trovare un equilibrio giusto.

Siamo convinti che il pubblico può concorrere allo sviluppo del Paese e della nostra Isola, e debba concorrere soprattutto in quelle realtà dove più duramente è stato pagato il processo di dismissioni. Ma badate, che il rovescio della medaglia, e ho concluso, sta nei dati che la Banca d'Italia ha pubblicato sull'andamento dell'economia della nostra Isola per il 1998; non sono ancora disponibili quelli del 1999 ma non penso che siano poi così diversi.

Il rovescio sta nel fatto che nella grande industria, nel settore primario dell'economia, si perde il 13,1 per cento degli occupati; il rovescio sta nel fatto che i lavoratori in mobilità sono aumentati nel corso del 1998 del 17,7 per cento; sta nel fatto che la cassa integrazione ordinaria è aumentata del 7 per cento rispetto all'anno precedente.

Questo è il rovescio di un processo economico che, per quanto ci riguarda, va controllato, e per questo esistono i Governi e le Giunte regionali. Ed è per questo che noi chiediamo che, con le motivazioni indicate e per quelle motivazioni, venga accolto il nostro emendamento; noi pensiamo che ci deve essere un processo che deve essere guidato, che deve tutelare l'economia della nostra Isola, che deve tutelare i lavoratori e per il quale occorrono direttive specifiche, in direzione della difesa degli interessi generali della nostra Isola e, se non vi dispiace, per quanto ci riguarda, soprattutto dei lavoratori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.-F.D.). La discussione sugli articoli e sugli emendamenti mi convince che, effettivamente, c'è un grosso equivoco e forse è necessario intervenire per capire.

La legge che determina le procedure da seguire per l'alienazione dei beni patrimoniali regionali è la legge numero 35 del '95, che mette le relative competenze in capo all'Assessorato degli enti locali. La suddetta legge prevede un insieme di procedure di salvaguardia, anche quelle contenute negli emendamenti del collega Sanna. Queste misure di salvaguardia prevedono l'obbligo di predisporre gli elenchi dei beni alienabili, le procedure da seguire per alienare questi beni e anche il parere della commissione competente in riferimento a questi beni. Mi riferisco a terreni, fabbricati, pertinenze e così via, che sono gestiti dall'Assessorato degli enti locali che ne ha competenza diretta.

La Giunta presentò, nel contesto della finanziaria, all'articolo 12, una proposta di modifica -di questa legge volta a snellire le procedure di dismissioni dei beni patrimoniali regionali. L'articolo 12 è sparito dalla finanziaria, credo ad opera della Commissione; accogliendo un emendamento della Giunta poi è nato l'articolo 6 bis, che porta appunto a questo equivoco.

Anch'io vorrei chiedere alla Giunta se l'articolo 6 bis vuole, tutto d'un colpo, annullare la legge numero 35 del '95 e di conseguenza le procedure in essa previste come, per esempio, l'obbligo di informare ed anche di sentire la commissione. Non solo, ma così com'è scritto, effettivamente sembrerebbe che l'articolo 6 bis non solo modifichi tutto d'un colpo la legge numero 35 del '95, cioè quella sulle procedure da seguire per alienare i beni patrimoniali, ma tenda anche ad introdursi in un settore diverso - quello relativo all'alienazione delle partecipazioni regionali a imprese, società, e così via - e quindi intenda modificare anche la legge che, per esempio, quest'Aula approvò sulle dismissioni e lo scioglimento dell'EMSA, (era prevista anche in questo caso tutta una serie di procedure); provvedimento che impegnò quest'Aula in numerose giornate di discussione, di scontro e di ricorso al voto segreto.

Quindi, in effetti, l'articolo 6 bis induce un equivoco che può essere pericoloso, perché sembrerebbe che voglia introdurre una radicale modifica della "35", che non viene neppure citata, che - ripeto - voi volevate modificare, come Giunta, con l'articolo 12 del testo della finanziaria pervenuto in Commissione.

Contemporaneamente introduce una modifica per cui sembrerebbe che quella procedura si estenda a tutte le partecipazioni regionali, divenendo così reale quel pericolo richiamato dai colleghi, e che è stato oggetto di lunga discussione in quest'Aula quando si è affrontato il tema delle partecipazioni regionali; mi riferisco alla questione dell'EMSA, tant'è che l'emendamento Cogodi, Vassallo e Ortu, per quanto riguarda le privatizzazioni richiama quanto già previsto in relazione all'EMSA e alle sue partecipate la cui legge prevede già quel tipo di garanzia, sia per i lavoratori dipendenti direttamente dall'EMSA, sia per quelli dipendenti dalle partecipate.

Non solo, il Consiglio regionale, a seguito di quel dibattito, approvò una mozione che impegnava la Giunta a rispettare quelle procedure e quelle tutele anche per le privatizzazioni che sono state avviate di altre partecipate regionali, vedi SIPAS e simili, e che la Giunta, in verità, ha rispettato, perché le direttive sulle privatizzazioni hanno tenuto conto anche di questo emendamento. Allora, se l'emendamento di fatto sostituisce e modifica la "35", nonchè le altre due leggi previste una per le dismissioni e l'altra per le privatizzazioni, è chiaro che si rende necessaria l'approvazione degli emendamenti proposti dal collega Sanna e dal collega Cogodi, perché vengono ribaditi come punti fermi di salvaguardia dei livelli occupativi la garanzia per il personale e, allo stesso tempo, il parere della commissione.

Aggiungo che sarebbe necessario, lo dico all'Assessore, che per quanto riguarda le dismissioni e l'utilizzo del patrimonio ex EMSA si accelerassero le direttive. Mentre ritengo sia necessario ed utile evitare tutte quelle contraddizioni che il collega Cogodi ha richiamato, nell'eventuale alienazione di beni patrimoniali a terzi o a privati. Ritengo invece che l'aspetto della pubblica utilità, richiamata dalla legge sull'EMSA, cioè l'aspetto del passaggio di proprietà ai comuni o ad altri organi regionali, possa essere accelerato.

Mi riferisco all'azione di protesta dei giovani disoccupati di Guspini i quali chiedono che si proceda a trasferire all'Azienda foreste demaniali il patrimonio immobiliare, in particolare i terreni dell'area di Crocorigas e di Guspini, per i quali sarebbe sufficiente una semplice delibera di Giunta trattandosi, non di un'alienazione di un patrimonio, ma di un passaggio dalla mano pubblica che è l'IGEA, ad un'altra mano pubblica che è il demanio.

Quindi, questo equivoco che, secondo me, l'articolo sta introducendo sulla "35" e sulle leggi per le privatizzazioni, porta a far sì che l'articolo vada o modificato o cassato, rinviando tutto ad una legge specifica che affronti in modo preciso sia la modifica della "35", come da voi chiesto con l'articolo 12 della proposta originaria, sia le procedure da seguire per le privatizzazioni, cassando quindi l'articolo 6 bis. Altrimenti è chiaro che se l'articolo 6 bis rimane così, crea quell'equivoco qui denunciato e richiede ovviamente che passino quelle due norme di salvaguardia previste nell'emendamento Cogodi e nell'emendamento Sanna.

Personalmente sarei favorevole alla soppressione dell'articolo ed alla predisposizione di un progetto di legge che disciplinasse questi aspetti perché, ripeto, l'equivoco è pericoloso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Manca. Ne ha facoltà.

MANCA (Gruppo Misto). Voglio fare anch'io alcune brevi considerazioni sull'emendamento presentato da me e dal collega Sanna, che la Giunta respinge. Non mi pare che l'emendamento 24 contenga al suo interno norme che comportino - come sosteneva il presidente della Commissione onorevole La Spisa - un allungamento dei tempi delle dismissioni delle partecipazioni detenute dalla Regione. Anzi, a noi pare che l'emendamento vada nella giusta direzione, che è quella di far conoscere preventivamente al Consiglio, tramite le commissioni consiliari competenti, tutte quelle dismissioni che sono nell'interesse della Regione, quindi dell'intera comunità sarda , acquisendo il parere su di esse.

Come giustamente diceva il collega Cogodi, quello delle dismissioni è un problema molto importante e sentito, e cercare di risolverlo senza porre in essere le dovute misure di salvaguardia ci sembra un po' azzardato. Ripeto che il parere della Commissione a me sembrerebbe, più che altro, un atto dovuto; conoscere con un certo anticipo quali sono le dismissioni che si intendono effettuare, farle conoscere al Consiglio, non mi sembra un atto tale da allungare i tempi della dismissione.

Quindi, non accogliere questo emendamento significa per me esautorare il Consiglio dalle decisioni, e questo non porta grande chiarezza nei rapporti tra Giunta e Consiglio. A mio avviso questa materia di così grande interesse, e di così grandi interessi, ritengo debba preventivamente avere il parere della Commissione, il cui parere debba essere, quindi, di aiuto all'Assessore e alla Giunta.

A noi pare che il Consiglio debba conoscere tutti gli intendimenti che deve adottare la Giunta in un settore così importante. Non vorremmo, alla fin fine, venire a conoscenza di certe decisioni dagli organi di informazione - come purtroppo accade molte volte - e che il Consiglio venga esautorato e non partecipi minimamente a quelle decisioni che sono di interesse generale. Il coinvolgimento del Consiglio solleverebbe l'Assessore e la Giunta dal prendere decisioni di notevole rilevanza, sulle quali, aprioristicamente, subirebbero sicuramente le critiche di una larga fascia dell'opinione pubblica.

Mi auguro, quindi, che da parte della Giunta e del Consiglio ci sia un ripensamento che porti all'accoglimento di questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Le argomentazioni portate in Aula dall'opposizione, a mio avviso, avrebbero già dovuto determinare nella Giunta il convincimento dell'incongruenza dell'intero articolo e, di conseguenza il ritiro dello stesso.

Visto che questo non è stato fatto, penso sia opportuno ribadire alcuni concetti fondamentali. Mi sembra che l'onorevole Marrocu abbia sottolineato l'incongruenza tra questo articolo e la sua applicazione anche per l'influenza che può avere su due legislazioni diverse, quella relativa alle dismissioni dei beni patrimoniali e quella delle dismissioni delle partecipazioni azionarie detenute dalla Regione, che si riferiscono a due questioni completamente diverse.

Leggendo questo articolo 6 bis, abbiamo considerato l'aspetto preminente in quanto riteniamo che non sia possibile, comunque, con un articolo di otto righe, cancellare completamente la legge numero 35 del '95, e con la legge tutti i criteri che nella stessa, alcuni anni fa, sono stati indicati.

La questione, secondo noi, si poneva, in modo particolare, per le dismissioni delle partecipazioni detenute dalla Regione, di conseguenza per le attività produttive; così abbiamo letto questo articolo 6 bis. Quando abbiamo cercato di introdurre misure di tutela dei lavoratori, le abbiamo intese in termini più ampi, ma avremmo dovuto riscrivere completamente l'articolo per esplicitare esattamente quale era il nostro pensiero, anche perché ritenevamo che fosse opportuno, così come stiamo facendo, esplicitarlo compiutamente in Aula.

Per misure di tutela in quanto tali - quando ci riferiamo ai lavoratori - intendiamo il fatto che quando si tutelano i lavoratori si tutelano le aziende, si tutelano le attività produttive. La nostra Regione spende decine e decine di miliardi per incentivare le imprese, per fare in modo che le imprese siano produttive, e molte volte alcune imprese, pur avendo possibilità di mercato, pur avendo possibilità di consolidamento degli attuali livelli occupativi, vengono lasciate sole, abbandonate, molte volte gestite da manager non all'altezza della situazione, per cui invece di colpire il cuore del problema, cioè sostituire quei soggetti che hanno determinato le cause della crisi dell'azienda, si pensa di buttare a mare tutta l'azienda. E quando si butta a mare tutta l'azienda (così appare leggendo questo articolo), non si valuta assolutamente il danno che si crea, ma si valuta solamente come recuperare il più velocemente possibile il massimo profitto da questa vendita, così da toglierci una spina dal fianco.

Mi sembra che questo sia un metodo molto semplicistico, ma anche deleterio, che non soltanto colpisce i lavoratori, ma colpisce la stessa economia isolana, se è vero, com'è vero, che l'economia va avanti se la produzione in Sardegna viene incentivata e soprattutto se la produzione può essere sviluppata. Per cui è un atteggiamento assolutamente contraddittorio rispetto alle stesse cose che in quest'Aula parecchie volte dichiariamo, anche rispetto alla volontà di voler fare andare avanti la nostra economia e di voler salvaguardare le produzioni locali.

Che altro dire? Vi è da dire che questo articolo, così com'è formulato, pone un'altra serie di problemi che influiranno di sicuro negativamente sull'intero processo di privatizzazione. Questi articoli noi li elaboriamo, li votiamo, c'è chi vota a favore e chi vota contro, però chiaramente spesso vengono letti anche e soprattutto da chi ne deve usufruire. E vorrei sapere che cosa esattamente capiscono coloro i quali ci accingono o si dovrebbero accingere a partecipare all'acquisto di alcuni beni della Regione, vedendo che la Regione punta solamente alla massimazione del gettito. E' chiaro che se questo è l'atteggiamento di chi vende anche l'approccio degli stessi acquirenti sarà tipicamente e solamente di tipo economicistico.

Questo è un fatto altamente negativo che deve essere, a mio avviso, rigettato dall'Aula (ed io mi auguro che la Giunta ritiri l'articolo 6 bis); ed è necessario non soltanto che la Commissione, eventualmente, abbia la possibilità di approfondire e di esprimere un proprio giudizio nel merito delle azioni che si porranno in essere, ma sono convinto che vi sia la necessità di un approfondimento più congruo, più articolato e più appropriato non soltanto da parte della Commissione, ma in questo caso da parte di tutto il Consiglio, perché ci stiamo accingendo ad approvare otto righe di un articolo che, a mio avviso, possono avere conseguenze assai disastrose per la nostra Isola.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.

PUSCEDDU (D.S.-F.D.). Signor Presidente e colleghi del Consiglio, prioritariamente vorrei sottolineare la pertinenza di questo articolo 6 bis, e della discussione in atto, col complesso della manovra finanziaria.

La discussione sulla manovra finanziaria si è incentrata in particolar modo su una duplice esigenza, da una parte quella del reperimento di nuove entrate; dall'altra parte quella della riqualificazione della spesa. L'intento è far sì che, attraverso il convergere di questi due elementi, si possa riuscire ad avere una manovra di bilancio meno rigida che, di conseguenza, offra la possibilità di intervenire in settori strategici per lo sviluppo economico e sociale della nostra Regione.

Non a caso nell'articolo 1 bis (quello che è stato voluto da quest'Aula quando abbiamo discusso del patto di stabilità e crescita) sono stati individuati gli interventi prioritari della manovra economica e finanziaria, ed è stato affermato il principio del reperimento di nuove risorse attraverso il recupero di nuove entrate di diretta emanazione regionale; e questo dopo i vari discorsi sul patrimonio regionale e sulle dismissioni dello stesso. Per cui è pertinente anche il riferimento alla legge regionale numero 35.

Ora stiamo parlando di un altro aspetto, che è quello delle dismissioni di società partecipate dalla Regione; sempre in quell'articolo strategico noi abbiamo voluto mettere in evidenza un'altra esigenza, relativa alla realizzazione di interventi di riorganizzazione e di riforma di questa Regione. Voglio sottolineare proprio questo aspetto; ritengo che un'ipotesi di riforma della Regione debba necessariamente passare attraverso lo snellimento delle procedure e il minor appesantimento dell'attività, anche invasiva, che la Regione ha svolto in diversi settori economici e nella vita sociale della nostra Isola. Per cui vi è la necessità di alleggerire soprattutto l'intervento diretto della Regione nei settori economici. Uno dei limiti, infatti, diciamo la palla al piede dello sviluppo del nostro Stato ed anche della Regione, talvolta, è stato proprio il fatto che abbiamo avuto molto Stato nel mercato, mentre abbiamo avuto poco mercato nello Stato, e ancor meno all'interno della Regione. Allora, dobbiamo fare una riconsiderazione anche critica dell'esperienza che è stata finora vissuta e, aggiungo, che qui non stiamo parlando di dismettere gioielli di famiglia, perché comunque è necessario che venga effettuata una ricognizione puntuale degli eventuali utili realizzati da certe imprese partecipate della Regione, oppure degli eventuali disavanzi che di volta in volta sono stati coperti attraverso il ricorso all'aumento di capitale, attraverso risorse di diretta emanazione della Regione.

Vi è la necessità, comunque, di arrivare ad un momento conoscitivo dell'intervento pubblico regionale nelle società partecipate, per verificare quali e quante sono, se producono utili oppure disavanzi, la loro utilità in generale. Sottolineo che anch'io sono favorevole all'accoglimento dell'emendamento del Gruppo di Rifondazione, all'adozione cioè di misure di salvaguardia per il mantenimento dei livelli occupativi. Non bisogna però perseverare nel mantenere in piedi parti di settori economici se creano disavanzi ed incidono pesantemente sul bilancio della Regione. Occorre eventualmente arrivare a processi di mobilità, ma non si possono finanziare industrie decotte e che si reggono solo attraverso gli aumenti di capitale.

Noi sappiamo quanto incide, e quanto ha inciso, sulle casse della Regione la legge numero 22 degli anni '50, che ha consentito senz'altro dei salvataggi, talvolta giustificati, ma altre volte ingiustificati. E proprio sulla rubrica dell'Assessorato dell'industria, laddove si parla di azione a sostegno dell'attività produttiva, non può essere destinato oltre il 30 per cento delle risorse al fondo di partecipazione del capitale delle imprese. Va fatta una riconsiderazione sull'utilità e sulle modalità dell'intervento che deve fare la Regione in questi settori.

Per cui io ritengo che un momento di verifica vada comunque previsto, sul numero e l'indicazione delle società partecipate che devono essere dismesse; si deve pervenire ad un percorso che sia chiaro e che coinvolga anche la volontà del Consiglio regionale. Per cui io sono d'accordo sull'emendamento proposto dai colleghi Manca e Sanna, in modo che ci sia comunque, una volta espletato questo atto ricognitivo da parte della Giunta, il coinvolgimento della Commissione permanente e, eventualmente, del Consiglio regionale.

Per quanto riguarda il mantenimento dei livelli occupativi, anche questo è un elemento fondamentale per cui ritengo che l'emendamento debba essere accolto. Bisogna infatti tener presente anche l'aspetto del vissuto dei lavoratori che non possono essere messi sulla strada ma che eventualmente, attraverso opportune iniziative, possono essere ricollocati in altri settori che siano utili alle esigenze di sviluppo socio-economico della nostra Regione.

Sulla base delle affermazioni fatte dall'Assessore del bilancio, vorrei rifare un brevissimo cenno all'emendamento numero 86 relativamente al recupero delle somme con destinazione vincolata previste dalla legge regionale numero 47 del '79. Noi sappiamo che soprattutto le attività formative operano in regime di cofinanziamento, e difatti annualmente, puntualmente ed anche nel disegno di legge della finanziaria, all'articolo 17 viene ripartita la quota da destinare alle attività sulla base dell'incidenza della quota afferente ai fondi regionali, alla quota delle assegnazioni statali e alla quota proveniente dal fondo sociale europeo.

Normalmente le attività formative agiscono in regime di cofinanziamento: il 75 per cento proviene dal Fondo sociale europeo, il 20 per cento dal Fondo di rotazione della legge statale numero 845, il 5 per cento da risorse proprie della Regione autonoma della Sardegna.

Se noi sulle economie realizzate per le attività previste dalla legge regionale numero 47 non ristabiliamo il vincolo di destinazione, non agiamo correttamente neanche dal punto di vista contabile, , anche perché c'è il pericolo che se le quote, che con legge finanziaria noi ripartiamo sulla base della provenienza del gettito, ma soprattutto sulla base delle finalità, rivanno nel calderone unico delle risorse regionali, vengano sottratte alla loro specifica destinazione.

Mentre questo aspetto non aveva ragion d'essere nel momento in cui esisteva la contabilità speciale, e quindi il fondo per la formazione professionale veniva rialimentato con risorse ripartite all'interno delle voci secondo cui era articolato il fondo stesso, oggi ci troviamo in una situazione che anche tecnicamente può creare delle complicazioni e delle difficoltà.

Per questo, io ritengo che sia comunque necessario ribadire il vincolo di destinazione delle somme eventualmente recuperate, sia per non diminuire il volume di risorse destinate a questo settore, ma soprattutto per evitare che ci siano problemi dal punto di vista contabile; anche perché l'abolizione dei fondi delle contabilità speciali avrebbe avuto un senso se contestualmente, nell'ambito della riforma dell'apparato regionale, fossero state istituite le ragionerie d'assessorato. Noi siamo in ritardo anche rispetto a questo adempimento; rischiamo di avere una gestione del bilancio centralistica da parte dell'Assessorato della programmazione a tutto scapito della velocità della spesa, delle aspettative dei fruitori dei provvedimento regionali, ma anche soprattutto della snellezza, della chiarezza e della leggibilità del bilancio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Ritengo che alla luce delle molte, puntuali ed argomentate osservazioni che hanno svolto diversi colleghi, la Giunta regionale potrebbe ancora chiedere la soppressione di questa norma introdotta dall'articolo 6 bis. Infatti a me pare anche una norma che, al di là di quello che chi l'ha pensata, proposta e la sta sostenendo ritiene, sia una norma del tutto inefficace. I criteri ipotizzati dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore degli enti locali, definiti qui "modalità", per realizzare questi contenuti, cioè massimizzare il gettito, contenere le spese ed essere rapidi nell'esecuzione, sembrano criteri così generici, così labili e così insufficienti a definire una modalità di cessione di un bene pubblico che, sicuramente, non possono sostituire, questi elementi, tutti gli altri che il sistema giuridico contiene a tutela e a garanzia del bene pubblico e delle modalità di utilizzazione e quindi anche, a maggior ragione, di dismissione del bene pubblico.

Per cui, non riesco a capire quale sia la finalità più vera riposta dietro questa insistenza nel voler mantenere, introducendola e difendendola, questa norma nel contesto della finanziaria.

Tra l'altro, la norma ha un elemento di estremo rischio sotto il profilo della legittimità, ho già detto dell'inefficacia, perché nel momento in cui si chiamano "modalità idonee" quelle che in realtà saranno norme regolamentari, cioè le regole attraverso cui si potranno alienare i beni (le partecipazioni; qui non stiamo parlando dei cespiti patrimoniali ma delle partecipazioni della Regione) non serve chiamarle modalità idonee, in realtà questi sono criteri di regolazione.

I criteri di regolazione fanno regolamento e ben sapete, e sappiamo, che il regolamento differisce essenzialmente dalle direttive, dalle modalità puramente applicative. Questa è una norma dispositiva e dispositive saranno le norme che vengono delegate alla Giunta su proposta dell'Assessore degli enti locali. Ben sapete che dopo la nota sentenza della Corte Costituzionale la potestà regolamentare in questa Regione non è della Giunta ma è del Consiglio regionale per cui, almeno sotto il profilo della cautela, l'emendamento numero 24 dovrebbe essere accolto. Cointeressare il Consiglio regionale, almeno nell'ambito della commissione competente è un atto di tutela anche ai fini della validità di una norma che, diversamente, potrebbe essere fortemente criticata ed anche inficiata sotto il profilo della legittimità.

Per cui le cose dette, sono cose fondate, ragionate e serie; la Giunta è anche abbastanza attenta e quindi non serve che la maggioranza faccia finta che sta giocando a chissà quale gioco! Qui si sta cercando di migliorare davvero i contenuti della prima legge della Regione, che è la legge finanziaria, per avere dei risultati veri e non di immagine, non fittizi, come molti di voi riterrebbero.

Però, che la maggioranza si disinteressi di queste cose, per noi è una questione ovvia, perché questa non è una maggioranza politica che vuole fare politica, che vuole affermare seppure in modo diverso ed anche, se volete, contrario a quello che affermiamo noi, fatti rilevanti, utili alla comunità, dal loro punto di vista. Date l'impressione o meglio dimostrate proprio, distraendovi, allontanandovi o disertando questo confronto e il contributo da dare al miglioramento della legge, di essere un gruppo di persone che puramente e semplicemente hanno inteso ed intendono occupare il potere qui e lì, non certo contribuire a migliorare le cose sotto il profilo dei contenuti. Se no non avrei capito perché almeno questa osservazione, questo contributo serio che è stato dato da più parti non sia stato almeno ripreso per dire "lo condivido" oppure per dire "non lo condivido", cioè contestare almeno la fondatezza dei contributi che vengono dati e che sono veramente utili e rilevanti.

Una parola ancora, invece, vorrei dire sull'emendamento 213, che la Giunta ha dichiarato di accogliere, e quindi non c'è bisogno che spendiamo molte parole, se non per dire che anche qui, la poca attenzione che è stata manifestata da parte della maggioranza, attraverso l'intervento del collega Biggio, a noi pare priva di fondamento, nel senso che è del tutto ovvio che quando noi parliamo di una adeguata tutela dei lavoratori impiegati, impiegati nelle aziende nelle quali producono, noi parliamo di lavoratori impiegati e non dei lavoratori non impiegati. Impiegati nella produzione, impiegati nell'attività, utili per la finalità di quella azienda, nell'organizzazione di quella azienda. Certo che in senso lato lavoratori sono tutti, però è anche noto a tutti noi, e a voi forse anche di più, che di conduzione aziendale e di bilanci e dei modi come si fanno i bilanci siete molto più pratici di noi, che talora la pesantezza finanziaria di una società, soprattutto di una società pubblica o partecipata pubblica, non è data dai lavoratori addetti alla produzione; spesso l'appesantimento è dato da tutto quel contorno di direttori, vice direttori, consulenti, cioè da quell'insieme di figure che, badate, anche quando l'azienda passa dal pubblico al privato, non ci perdono mai nulla, perché se erano prima direttori poi si chiameranno manager, e sono pagati dopo quanto prima, se non più di prima, e se vanno dal privato al pubblico, sono pagati di più dal pubblico; se vanno dal pubblico al privato sono pagati ugualmente di più dal privato.

Non ho visto uno di questi che voi chiamate manager, che qualche volta è gente senza né arte e né parte, disoccupato, o in crisi perché cambia il titolo giuridico da pubblico a privato o da privato a pubblico; non ho visto questa schiera di consulenti, e tutti quelli che vi aderiscono e la formano e la sostengono, preoccuparsi tanto se il titolo giuridico sia privato o sia pubblico, e sono quelli che appesantiscono il bilancio.

Noi intendiamo che deve essere, invece, tenuta in massimo conto la condizione della parte diciamo debole, ma quando continuiamo a dire che i lavoratori sono la parte debole diciamo una cosa nel contempo vera e non vera. Sono deboli i lavoratori perché sono meno tutelati, ma sono forti perché senza i lavoratori non si produce. E senza quelle capacità di produzione non c'è neppure azienda che valga.

Quindi, quando parliamo di tutela dei lavoratori parliamo di tutela professionale sotto il profilo sociale, ma anche produttivo,. E qui non si è detto di impegnare tutti i lavoratori nella nuova società costituita in seguito ad una dismissione, o privatizzazione, o riorganizzazione che dir si voglia; noi diciamo non che siano impegnati tutti lì, ma che siano tutelati lì o là.

Se un progetto industriale di riordino, di rilancio prevede che siano impiegate non 40 ma 30 figure professionali, e le altre figure professionali sono ugualmente utili e produttive, se non possono essere impegnate in quella azienda bisogna trovare il modo, il luogo e le modalità per occupare anche quelle professionalità..

Questo vuol dire l'emendamento, non intende condizionare un privato che, peraltro, se fosse messo in condizioni di non competitività, come dite voi, o comunque di non convenienza, sicuramente non comprerebbe. Quindi l'emendamento 213 noi lo intendiamo giustamente, come ci è parso lo abbia inteso la Giunta, come una tutela, ma intesa come un vincolo assoluto, cioè come tutela di tutti i lavoratori, non necessariamente legati al progetto di riordino, quando questo progetto sia valido e fondamentale per l'attività e per la finalità che si intende perseguire.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.

MASIA (F.S.D.). Grazie signor Presidente; io voglio sottolineare che all'articolo 6 bis sono stati presentati tre emendamenti, la cui valenza, sicuramente, è quella di poter essere definiti dei correttivi volti a migliorare questo articolo.

Io penso che in tempi come questi, in cui la Regione si fa carico della salvaguardia e, spesso, anche della creazione di posti dei lavoro, di sostenere l'occupazione, in attesa di tempi migliori, forse sarebbe stato il caso di aspettare prima di dismettere alcune partecipazioni.

Ma tant'è, nessuno, neanche da parte della opposizione, ha pensato che fosse più utile magari sopprimere questo articolo 6 bis, perché nelle intenzioni di chi ha proposto gli emendamenti è prevalso l'intento di migliorare questo articolo. Questo miglioramento passa attraverso l'esigenza, come qui è stato sottolineato, di far sì che nel momento in cui si dismette una proprietà o una partecipazione, questo non può essere fatto senza un coinvolgimento, una valutazione corretta di tutto il Consiglio.

Si chiede che questa valutazione venga fatta nelle Commissioni competenti, perché sicuramente, per citare un proverbio, quattro occhi vedono meglio di due. Nel corso dell'esame in Commissione si può meglio valutare se sia il caso o meno di effettuare quella dismissione particolare di cui si sta parlando.

Io credo che ciò sia meglio non solo per gli aspetti che il collega Cogodi ha evidenziato, per cui in tema di dismissioni da parte della Regione è meglio dividere le responsabilità, ma anche perché dalla discussione all'interno delle Commissioni competenti, per il caso specifico, possono arrivare quei consigli, quelle soluzioni per fare in modo che l'operazione vada meglio in porto.

Quindi io ritengo che il non accoglimento da parte della Giunta di questo emendamento non può che impoverire l'articolo, impoverimento che sicuramente determinerà, nel momento in cui si discuterà di argomenti di questo genere, l numerose difficoltà che la stessa Giunta, dovrà affrontare a meno di non voler prendere decisioni in maniera semplicistica.

Sull'emendamento che prevede la salvaguardia dei posti di lavoro io dico che la Giunta ha fatto bene ad accoglierlo. L'impegno nel cercare di creare i posti di lavoro sarebbe infatti in contraddizione con l'intento di alleggerire il proprio impegno diretto in economia, fatto questo che potrebbe portare alla perdita di posti di lavoro estremamente importanti in questo periodo, e sulla cui salvaguardia mi pare che tutti quanti concordiamo.

E quindi se è vero che siamo tutti d'accordo sull'ipotesi di diminuire le partecipazioni regionali, mi pare estremamente utile, e questa è la finalità del terzo emendamento, verificare la destinazione finale degli eventuali proventi derivanti dalle dismissioni, anche perché dalla utilizzazione dei proventi si può sicuramente riscontrare la bontà dell'operazione che si conduce in porto e, allo stesso tempo, far sì che la vendita di queste partecipazioni azionarie che l'Amministrazione regionale ha voluto a suo tempo acquisire sicuramente per creare posti di lavoro, procuri risorse che principalmente contribuiscano a determinare ulteriori posti di lavoro.

Io credo che a tutti e tre gli emendamenti occorrerebbe dare un voto favorevole. Voto favorevole proprio perché si è fatto carico, chi li ha proposti, ed io condivido tale finalità, di migliorare il contenuto di questo articolo, di partecipare alla discussione, non per essere ripetitivi, ma per sottolineare che questa opposizione sta cercando di dare il meglio per arricchire i contenuti degli articoli; articoli che, forse, per disattenzione, per approssimazione, probabilmente anche per la fretta, non sono stati sufficientemente approfonditi; e mi pare che su alcuni argomenti questo si possa rilevare., Per cui io credo che si sia sempre in tempo ad accogliere i suggerimenti, se arrivano. Questo era, in sostanza, quello che volevo precisare, perché a mio avviso dobbiamo caratterizzarci in questa direzione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Lo dico evidentemente senza polemica, ma mi pare che in relazione a questo articolo la teoria, tanto cara agli scolastici, della doppia verità abbia veramente toccato il culmine, cioè nel senso che si afferma tutto e il contrario di tutto. Questa Giunta ha accolto un emendamento proposto in Commissione, ma riportandolo tale e quale all'emendamento 85, dei colleghi Pusceddu, Pirisi, Lai, Morittu e Calledda. Questo emendamento, accolto dalla Giunta, fatto proprio, quindi in questo dimostrando anche la maggioranza una apertura alle istanze che provenivano dalle opposizioni, oggi viene sottoposto a grave critica e a grave censura.

Ed allora, chiudo qui il mio intervento, invitando la maggioranza a bocciare l'articolo 6 bis.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 6 bis. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

In seguito alla bocciatura dell'articolo dichiaro decaduti gli emendamenti numeri 85, 24 e 213.

Onorevole Pusceddu, l'emendamento numero 86 all'articolo 6 bis è aggiuntivo e potrebbe avere un percorso autonomo. Chiedo ai proponenti se lo ritirano o se lo vogliono mantenere.

PUSCEDDU (D.S.-F.D.). Lo manteniamo.

PRESIDENTE. Assessore, l'emendamento numero 86 ha un suo percorso autonomo, perché è aggiuntivo rispetto all'articolo 6 bis, potrebbe essere il sostitutivo del 6 bis. Poiché i proponenti non l'hanno ritirato lo devo mettere in votazione

Metto in votazione l'emendamento numero 86. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Si dia lettura dell'articolo 7.

LODDO, Segretario:

Art. 7

Riutilizzo disponibilità contabilità speciali

e recupero da fondi di rotazione

1. La somma di lire 17.000.000.000 nel titolo di spesa 11.2.02 del programma d'intervento per gli anni 1988-89-90 di cui alla Legge 24 giugno 1974, n. 268, è impegnata quale stanziamento integrativo per il finanziamento degli interventi di cui alla legge regionale 15 aprile 1994, n. 15 previsti dal titolo di spesa 12.3.01 del programma d'interventi di cui alla legge 23 giugno 1994, n. 402.

2. Con decreto dell'Assessore della programmazione si provvede alle necessarie variazioni nelle relative contabilità.

3. Gli stanziamenti del titolo di spesa 12.3.01 del programma stralcio 1994/1995 destinati all'aumento del capitale INSAR per un importo di lire 14.300.000.000 e del programma di interventi 1998/1999 destinati al finanziamento della legge regionale 1993, n. 21, per un importo di lire 18.000.000.000, sono destinati al finanziamento della legge regionale di cui al comma 1.

4. E' disposto nell'anno 2000 il versamento alle entrate della contabilità speciale di cui alla Legge 24 giugno 1974, n. 268, della somma di lire 4.475.000.000 rinveniente dal fondo per la concessione di prestiti per acquisto di scorte e mutui, nella misura di lire 2.884.237.325 dal fondo costituito presso il Banco di Sardegna S.p.A. e di lire 1.590.762.675 da quello costituito presso la Banca di Sassari.

5. La somma riversata di cui al comma 4 è impiegata, quale stanziamento integrativo, per il finanziamento degli interventi previsti dal comma 1.

6. Al recupero dei fondi di cui al comma 4 provvede l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio; lo stesso Assessore, con proprio decreto, provvede alle conseguenti variazioni nelle relative contabilità.

PRESIDENTE. All'articolo 7 sono stati presentati gli emendamenti numeri 87, 90, 88, 89, 16 e 257. Se ne dia lettura.

LODDO, Segretario:

Emendamento soppressivo totale Vassallo - Cogodi - Ortu

L'articolo 7 è soppresso. (87)

Emendamento sostitutivo parziale Sanna Alberto - Sanna Gian Valerio -Calledda - Spissu - Sanna Salvatore

Art. 7

Riutilizzo disponibilità contabilità speciali

Il comma 3 è così sostituito:

3. Gli stanziamenti del titolo di spesa 12.3.01 del programma stralcio 1994/1995 sono destinati al finanziamento della legge regionale di cui al comma 1, fatti salvi gli stanziamenti previsti di lire 15.000.000.000 destinati all'aumento del capitale INSAR. (90)

Emendamento aggiuntivo Pusceddu- Lai- Pirisi - Demuru - Sanna Salvatore

Art. 7

Riutilizzo disponibilità contabilità speciali

Dopo il 6 comma è introdotto il seguente comma:

7. La decorrenza dell'applicazione dell'art. 58 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, indicata dall'art. 7 della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1, relativamente al fondo di cui alla lettera d), è differita al termine della vigenza del Quadro Comunitario di Sostegno 2000-2006. (88)

Emendamento aggiuntivo Pusceddu- Lai- Pirisi - Demuru - Sanna Salvatore

Art. 7

Riutilizzo disponibilità contabilità speciali

Dopo il 7 comma è introdotto il seguente comma:

8. La lettera d) del comma 1 dell'art. 7 della legge regionale 18 gennaio 1999, è soppressa. (89)

Emendamento aggiuntivo Fois Pietro

Dopo l'art. 7 è aggiunto il seguente:

Art. 7 bis

Progettazioni opere di viabilità Intesa Stato - Regione

Lo stanziamento attribuito al titolo di spesa 12.2 del programma d'intervento per gli anni 1998-1999 della legge 23 giugno 1994 n. 402 è destinato, oltre alle finalità previste dal citato titolo di spesa, alla totale copertura degli oneri relativi alla redazione della progettazione esecutiva delle opere di viabilità indicate nell'Intesa Stato - Regione del 21.04.1999 e del relativo Accordo di programma quadro per la viabilità statale. (16)

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Dopo l'articolo 7 è aggiunto il seguente:

Art. 7 bis

Progettazioni opere di viabilità Intesa Stato - Regione

Lo stanziamento attribuito al titolo di spesa 12.2 del programma d'intervento per gli anni 1998-1999 della legge 23 giugno 1994 n. 402 è destinato, oltre alle finalità previste dal citato titolo di spesa, alla totale copertura degli oneri relativi alla redazione della progettazione esecutiva delle opere di viabilità indicate nell'Intesa Stato - Regione del 21.04.1999 e del relativo Accordo di programma quadro per la viabilità statale. (257)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 87 ha facoltà di illustrarlo.

COGODI (R.C.). L'emendamento numero 87 è abbastanza chiaro nella sua formulazione, perché recita: "L'articolo 7 è soppresso". Siccome può accadere che si verifichi una convergenza di valutazione tra l'opposizione e la Giunta, prima che la Giunta proponga alla sua maggioranza di sopprimere l'articolo 7, noi ritiriamo questo emendamento.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 90 ha facoltà di illustrarlo.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Presidente, l'emendamento interviene sul comma 3, sostanzialmente rispettando l'impostazione dell'articolo, ma tendendo a preservare, dal riutilizzo delle disponibilità contabili speciali, una quota che è stata indicata qui in 15 miliardi ( dirò meglio in dettaglio dopo), per l'aumento di capitale dell'INSAR, sul quale esisteva un impegno già dalla precedente legislatura. Noi riteniamo che questo intervento debba trovare accoglimento; da un confronto che ho avuto con l'Assessore è emerso che sarebbero sufficienti risorse inferiori, e dovrebbero essere meglio precisate anche le dotazioni finanziarie. Fatto salvo il principio contenuto nell'emendamento, per quanto riguarda questi due aspetti, quello della dotazione precisa e quello relativo ai fondi da cui attingere, mi rimetto alla Giunta.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 88 ha facoltà di illustrarlo.

PUSCEDDU (D.S.-F.D.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 89 ha facoltà di illustrarlo.

PUSCEDDU (D.S.-F.D.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. L'emendamento 16 è stato presentato dal consigliere Fois Pietro, che non è in aula, pertanto si dà per illustrato. Mi dicono gli Uffici che è uguale all'emendamento numero 257, presentato dalla Giunta.

Per illustrare l'emendamento numero 257 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Poiché anche gli emendamenti presentati all'articolo 7 non sono stati esaminati dalla Commissione, questa si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.

PIRASTU (F.I.-Sardegna), Assessore dell'industria. Per quanto concerne l'emendamento numero 90, prima di tutto c'è da dire che per sottoscrivere l'aumento di capitale dell'INSAR da parte della Regione sono sufficienti 7 miliardi. Ritengo, ovviamente, che debbano essere individuate risorse aggiuntive, perché la fonte che viene indicata è destinata a finanziare la legge numero 15. Credo che la Giunta possa prendere l'impegno, considerato che l'aumento di capitale avverrà a fine giugno, di individuare in sede di assestamento di bilancio questi 7 miliardi.

CUGINI (D.S.-F.D.). Si accoglie con questa dizione?

PIRASTU, (F.I.-Sardegna), Assessore dell'industria. Sì.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Onorevole Cugini, a mio avviso, la richiesta della Giunta è di ritirare l'emendamento.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si chiede di ritirarlo con l'impegno di risolvere la questione nell'assestamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). Solo un chiarimento, la Giunta si è espressa tramite l'assessore Pirastu sull'emendamento numero 16, ma poiché tale emendamento

la competenza non dell'assessore Pirastu, ma dell'assessore Ladu, ci terrei ad avere il suo parere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'industria. Ne ha facoltà.

PIRASTU (F.I.-Sardegna), Assessore dell'industria. Vorrei specificare che io ho parlato con riferimento all'emendamento numero 90, e ribadisco che c'è l'impegno della Giunta in sede di assestamento di individuare i 7 miliardi per effettuare l'operazione di aumento di capitale sociale dell'INSAR.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti numeri 88, 89, 16, 257, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento numero 88 non si accoglie così come il numero 89, anzi io invito il proponente al ritiro perché se l'emendamento venisse approvato, si creerebbe addirittura un vuoto legislativo. L'emendamento numero 257 è presentato dalla Giunta regionale e assorbe il numero 16, che è praticamente identico. ed

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Molto brevemente sull'emendamento numero 90. Io prendo atto con soddisfazione che la Giunta di fatto accoglie, pur riducendo la cifra e rinviandolo all'assestamento di bilancio, l'emendamento numero 90.. Io vorrei dire all'Assessore che noi siamo costretti a tenere in piedi l'emendamento, anche con l'importo del finanziamento ridotto a 7 miliardi, perché siamo convinti che qualsiasi incidente di percorso nell'assestamento di bilancio potrebbe compromettere l'aumento di capitale. Quindi tutti gli sforzi che la Giunta può fare, li deve fare adesso, perché adesso queste spese occorre fare. Si possono trovare anche altre fonti, come ha detto il collega Scano stamattina, attingendo magari sul capitolo 36103/00, però credo che sia importante, assessore Pirastu, che i 7 miliardi vengano individuati adesso, perché io ritengo che l'assestamento di bilancio non verrà approvato dal Consiglio in tempo utile.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.

PUSCEDDU (D.S.-F.D.). Io trovo alquanto singolare che si proponga di destinare le risorse derivanti dalla legge numero 402, piano di rinascita, , anziché alla realizzazione di opere utili per lo sviluppo della nostra Regione, a coprire gli oneri per spese di progettazione di opere riferite all'Intesa istituzionale di programma. Intesa istituzionale di programma, stipulata l'anno scorso con lo Stato, che rientra così nella finanziaria. Però io ritengo che sarebbe stato opportuno, da parte della Giunta, innanzitutto riferire, perché si fa anche specifico riferimento all'accordo di programma quadro, a che punto è proprio l'approvazione degli accordi di programma quadro. Le spese di progettazione debbano invece rientrare, a mio avviso all'interno dei capitolati delle singole opere da realizzare.

Quindi, poiché questo emendamento, il "257", l tende a sottrarre risorse per la realizzazione di opere,al fine di incrementare invece un fondo di progettazione, non può ricevere il mio consenso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Brevemente, colleghi, sull'INSAR noi ancora una volta abbiamo cercato di definire quello che potrebbe essere più utile alla Regione e direi, oltre che alla Regione, alla Giunta. Però non insistiamo su questo punto e se la Giunta lo vuol rimandare all'assestamento faccia pure, noi ci atterremo a questa decisione; ci sembrava comunque più utile avere ora la disponibilità finanziaria per partecipare ad una politica di ricapitalizzazione. La seconda argomentazione riguarda gli emendamenti 16 e 257 che, come detto, si equivalgono, potremmo chiamarlo "Fondo Fois per la progettazione", o "Fondo Giunta per la progettazione", giusto per capire di che cosa stiamo parlando.

Il testo è uguale, ciò che ci sfugge è il senso dell'emendamento. Nell' emendamento infatti si dice che lo stanziamento attribuito al titolo di spesa 12.02, del programma d'intervento straordinario della "402", è destinato oltre che alle finalità previste dal citato titolo di spesa alla totale copertura degli oneri relativi alla redazione della progettazione esecutiva delle opere di viabilità indicate nell'Intesa Stato-Regione e nel relativo accordo di programma quadro per la viabilità statale. Le opere statali sono finanziate e pagate in base all'accordo di programma, mentre nell'emendamento stiamo dicendo che noi paghiamo tutta la progettazione. Potrebbe valere il discorso che abbiamo fatto stamattina, perché dobbiamo pagarla noi la progettazione? Perché rientra in una Intesa? Allora vuol dire che quando sono opere che riteniamo utili per avviare una certa iniziativa, un certo programma, anticipiamo i fondi, ma allora non si capisce perché non si possa anticipare anche sul fondo dei trasporti come chiedevamo stamattina. E` sicuro, cari colleghi, che le spese per la progettazione di queste opere richiederanno molto più di venti miliardi, molto più di quanto abbiamo preventivato noi per il sostegno alle imprese, posto che eravamo anche decisi a ridurre quella cifra.

Quindi mi chiedo com'è che si usino due argomentazioni, due pesi e due misure. Se non si vuole anticipare un intervento dello Stato, non lo si deve anticipare nè per i trasporti, nè per la progettazione. Se si sceglie la linea della anticipazione per le progettazioni, ,ed è comprensibile, non è la prima volta che si fa, la si segua anche su altre iniziative. Mi sembra che la Giunta altrimenti cada in contraddizione.

Un'altra considerazione riguarda il fatto che non è segnalata in questo emendamento l'entità delle risorse da destinare alla progettazione. Non è detto neanche quanto è previsto sul 12.02; allora perché non si istituisce un capitolo 12.03, oppure un 12.02/1 e si dividono i fondi della progettazione dai fondi per altre destinazioni? Io non so quale sia, perché l'emendamento non lo dice, la denominazione del titolo del 12.02, né conosco l'entità delle risorse accantonate, ma mi pare comunque che, per quanto necessario, non sia consentito adesso autorizzare un intervento a sostegno della progettazione su quel titolo. Quindi non capisco perché non si debba istituire un altro capitolo nel quale, in modo trasparente, si stanzino le risorse per questa destinazione. Seguendo invece la procedura prevista nell'emendamento operiamo una commistione non trasparente, non chiara, anzi per essere chiari un po' pasticciata.

Infine, vorremmo sapere dalla Giunta, e chiedo agli uffici del Consiglio di farsi carico di questa richiesta, a quanto ammontano oggi i fondi destinati, nel bilancio regionale, alla progettazione. Vorremmo sapere a quanto ammontano non soltanto i fondi stanziati per l'Assessorato dei lavori pubblici, ma anche, se sono previsti, a quanto ammontano quelli per gli altri assessorati; e, a questo punto chiedo se non sia anche utile, magari, fare il punto su tutte le risorse destinate alla progettazione. Anche in questo caso si potrà dire che questo si poteva fare prima e non si è fatto; ma non stiamo facendo un processo al passato o al presente, io sto dando un suggerimento utile per il futuro, per accrescere la trasparenza. A me sembra che soprattutto l'Assessore dei lavori pubblici, perché questo riguarda soprattutto lui, debba avere o debba rivendicare l'accorpamento di tutti i fondi presso un unico assessorato e realizzare le progettazioni in maniera integrata.

In definitiva noi chiediamo di sapere quali e quanti sono i fondi oggi utilizzati per le progettazioni, e quali sono le progettazioni in corso. Io chiedo quindi alla Giunta, posto che sostenga questa iniziativa, di dirci il titolo e l'entità delle risorse stanziate nel titolo di spesa 12.02, se è possibile disgiungere da questo titolo quello per la progettazione, se è possibile precisare le risorse che vanno a favore della progettazione vera e propria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Di fronte ad una richiesta di chiarimento rispondere mi pare doveroso. Il titolo di spesa è quello relativo alle progettazioni, lo stanziamento complessivo è di dieci miliardi, una parte dei quali è stata già utilizzata, vi è un residuo che è immobilizzato e che, quindi, mancando le richieste per una utilizzazione, abbiamo ritenuto di poter estendere alla copertura degli oneri relativi alla redazione delle progettazioni esecutive delle opere di viabilità, indicate nell'Intesa Stato - Regione. Con questo non intendiamo sostituirci allo Stato ma, come sicuramente ben sa l'onorevole Gian Mario Selis, partecipare a tali spese, come è prescritto, con una quota regionale che si aggiunge alla quota statale e a quella comunitaria. Quindi non è una sostituzione, semmai è la previsione di risorse, proprio per far fronte agli impegni che devono vedere anche la Regione partecipare, nell'ambito di quella Intesa, con risorse proprie.

SELIS (Popolari-P.S.). La denominazione del titolo qual è?

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. E` il titolo 12.02, "Progettazioni".

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare metto in votazione l'emendamento numero 90. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'articolo 7. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 88. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 89. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 16 e l'emendamento numero 257, che sono uguali. Chi li approva alzi la mano.

(Sono approvati)

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, ai fini del coordinamento, occorre sottolineare che l'emendamento 16 è all'articolo 7 bis, mentre il 257 è all'articolo 7.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Fadda, molto gentile, il suo è stato un utile contributo. Si dia lettura dell'articolo 8.

LODDO, Segretario:

Art. 8

Rideterminazione di limiti d'impegno e di autorizzazioni di spese

1. Il limite di impegno di cui all'articolo 10, comma 3, della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1, è soppresso; sono autorizzati i limiti di impegno di lire 2.000.000.000 dall'anno 2000 al 2016 e di lire 1.000.000.000 dall'anno 2001 al 2017 per la concessione del concorso negli interessi sui mutui per opere di miglioramento agrario e fondiario di cui all'articolo 22 della legge regionale 11 marzo 1998, n. 8 (cap. 06029/01).

2. I limiti di impegno di cui all'articolo 10, comma 4, della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1, sono soppressi (cap. 06121-01); è autorizzato il limite di impegno di lire 1.000.000.000 dall'anno 2000 al 2004 per la concessione degli aiuti per i danni alla produzione agricola previsti dall'articolo 23, della legge regionale 11 marzo 1998, n. 8 (cap. 06140/04).

3. Il limite di impegno di lire 1.000.000.000 autorizzato dall'articolo 27 della legge regionale 29 aprile 1994, n. 18, è rideterminato in lire 400.000.000 per gli anni dal 2000 al 2003 (cap. 06129/01).

4. In applicazione dell'articolo 41 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, l'articolo 20, comma 1, della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1 è abrogato (cap. 06011/03).

5. Gli oneri derivanti dall'applicazione dell'articolo 30 della legge regionale 24 dicembre 1998, n. 37, sono rideterminati, per l'anno 2000, in lire 20.000.000.000 (cap. 06245/02).

6. L'autorizzazione di spesa destinata alla ricomposizione fondiaria di cui all'articolo 19 della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1, è rideterminata in lire 20.000.000.000 per ciascuno degli anni dal 2000 al 2009 (cap. 06081).

7. Il limite di impegno autorizzato dall'articolo 15 della legge regionale 31 maggio 1984, n. 26, e successive modificazioni ed integrazioni, è rideterminato per ciascuno degli anni 2000, 2001 e 2002 in lire 8.000.000.000 (cap. 08109).

8. L'autorizzazione di spesa disposta dall'articolo 10, comma 7, della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1, è rideterminata in lire 2.000.000.000 per il 2000, in lire 10.000.000.000 per il 2001 e in lire 5.000.000.000 per il 2002 (cap. 08082).

9. Per la prosecuzione degli interventi previsti dalla legge regionale 30 dicembre 1985, n. 32, e successive modificazioni ed integrazioni, è autorizzata l'ulteriore spesa di lire 10.000.000.000 nell'anno 2000 e di lire 25.000.000.000 nell'anno 2002 (cap. 08112).

10. Per l'attuazione degli interventi previsti dalla legge regionale 15 aprile 1994, n. 15 la spesa è rideterminata in lire 46.525.000.000 per l'anno 2000 ed il lire 10.000.000.000 per ciascuno degli anni 2001-2002 (cap. 09045/15).

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CARLONI

PRESIDENTE. All'articolo 8 sono stati presentati i seguenti emendamenti, 57 sostitutivo parziale, 91 sostitutivo parziale, 54 sostitutivo parziale, 31 sostitutivo parziale, 55 sostitutivo parziale, 28 aggiuntivo, 92 aggiuntivo, 254 aggiuntivo. Se ne dia lettura.

LODDO, Segretario:

Emendamento sostitutivo parziale Marrocu - Dettori Ivana - Balia - Demuru

Art. 8

Al comma 6, l'importo di lire "20.000.000.000" è sostituito dall'importo di lire "25.000.000.000".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 06081 - (Ricomposizione fondiaria)

Competenza anno 2000 lire 5.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 5.000.000.000

Competenza anno 2002 lire 5.000.000.000

In diminuzione

Cap. 04024 - (Funzionamento Uffici Amministrazione Regionale)

Competenza anno 2000 lire 5.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 5.000.000.000

Competenza anno 2002 lire 5.000.000.000

(91)

Emendamento sostitutivo parziale Scano - Selis - Manca - Balia - Marrocu - Dettori Ivana

Art. 8

Il comma 6 è sostituito dal seguente:

"6. Per le finalità previste dall'articolo 19 della L.R. 18 gennaio 1999, n. 1 è autorizzata la spesa di lire 20.000.000.000 per ciascuno degli anni dal 2002 al 2009."

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 06081 - (Ricomposizione fondiaria)

Competenza anno 2000 lire 30.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 30.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03017 - Voce 7

Competenza anno 2000 lire 30.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 30.000.000.000

Competenza anno 2002 lire 5.000.000.000

(57)

Emendamento sostitutivo parziale Selis - Scano - Balia

Art. 8

Al comma 7, il limite di spesa previsto in lire 8.000.000.000 è rideterminato in lire 10.000.000.000.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 08109

Competenza anno 2000 lire 2.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 2.000.000.000

Competenza anno 2002 lire 2.000.000.000

In diminuzione

Cap. 04024-00 - (Funzionamento Uffici)

Competenza anno 2000 lire 2.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 2.000.000.000

Competenza anno 2002 lire 2.000.000.000

(54)

Emendamento modificativo Fois - Capelli - Biggio - Frau

Art. 8

Nell'articolo 8, comma 9, l'importo di lire 10.000.000.000 per l'anno 2000 è modificato in lire 40.000.000.000.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 08112

Anno 2000 lire 30.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03056 - (PIA)

Anno 2000 lire 30.000.000.000

N.B. Ridurre di pari importo la tabella C relativa all'articolo 3, comma 1 della legge finanziaria (Cap. 03056). (31)

Emendamento sostitutivo parziale Selis - Scano - Balia

Art. 8

Al comma 9, l'importo di "lire 25.000.000.000" è sostituito dall'importo di "lire 30.000.000.000".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 08112

Competenza anno 2002 lire 5.000.000.000

In diminuzione

Cap. 04023-00 - (Spese per affitti e locazioni)

Competenza anno 2002 lire 5.000.000.000

(55)

Emendamento aggiuntivo Capelli - Fois - Pilo

Art. 8

All'art. 8, dopo il comma 10, è aggiunto il seguente comma:

10 bis. A valere sulla disponibilità del capitolo 11102/03 limitatamente all'anno finanziario 2000, una quota pari al 5% è destinata alla realizzazione di iniziative, promosse da organismi che non abbiano ricevuto nel triennio precedente contributi ai sensi dell'art. 56 della L.R. 22.1.90, n. 1, nelle aree di programma che risultino sottofinanziate rispetto alle percentuali indicate dalla L.R. 22 agosto 1990, n. 40 e nel cui territorio ricadano strutture teatrali per le quali l'amministrazione regionale è intervenuta attraverso i benefici previsti dall'art. 5 della L.R. 8 luglio 1993, n. 30. (28)

Emendamento aggiuntivo Cogodi - Ortu - Vassallo

Dopo l'articolo 8 è aggiunto il seguente:

Art. 8 bis

Osservatorio fiscale

La Regione, in relazione alla rilevanza delle quote di gettito fiscale sulle proprie entrate finanziarie, istituisce, nell'ambito della Presidenza della Giunta Regionale, un Osservatorio con compiti di studio finalizzati all'individuazione dei fenomeni più rilevanti di elusione ed evasione fiscale e delle cause che li determinano.

Di tale attività di studio la Giunta Regionale dà comunicazione al Consiglio con specifica relazione in accompagnamento del Disegno di Legge Finanziaria.

La predetta relazione, contenente anche adeguate proposte di intervento è approvata dal Consiglio e trasmessa al Governo.

Gli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo sono valutati in Lire 500 milioni per gli anni 2000, 2001, 2002 a valere sul Cap. 01077 (N.I.).

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 01077 (N.I.)

Anno 2000 lire 500.000.000

Anno 2001 lire 500.000.000

Anno 2002 lire 500.000.000

In diminuzione

Cap. 03017-00

Anno 2000 lire 500.000.000

Anno 2001 lire 500.000.000

Anno 2002 lire 500.000.000

(254)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Selis per illustrare gli emendamenti numeri 57, 54 e 55.

SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, vorrei sottolineare che l'emendamento 57 tende a sostenere una politica di ricomposizione fondiaria, sulla quale era intervenuto anche un accordo Giunta - opposizione, maggioranza - opposizione. Era un intervento che avevamo concordato, sostenuto, ma non ricordo quale fosse la dotazione finanziaria prevista. Si tratta di verificare se la cifra riportata nell'emendamento è quella che avevamo concordato. Qualora la somma prevista fosse diversa, noi restiamo favorevoli su ciò che avevamo concordato e crediamo che la Giunta possa accogliere l'emendamento con questa precisazione.

L'emendamento 54 riguarda un rimpinguamento del fondo a favore dell'edilizia popolare; l'emendamento 55 si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna per illustrare l'emendamento numero 92.

SANNA Gian Valerio (Popolari-P.S.). L'emendamento numero 92 è ritirato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Marrocu per illustrare l'emendamento numero 91.

MARROCU (D.S.-F.D.) Mi pare sia stato già illustrato insieme all'emendamento 57. Per quanto riguarda la ricomposizione fondiaria erano state presentate alla Giunta due ipotesi. Noi crediamo molto nella ricomposizione fondiaria e riteniamo che l'agricoltura sarda ne abbia veramente bisogno; lo spezzettamento fondiario è infatti una della cause della crisi e delle difficoltà che vive il mondo agricolo, e quindi i processi di ricomposizione vanno incentivati. Nella finanziaria del '99 erano previsti e stanziati 120 miliardi per il triennio 1999-2001, 20 miliardi nel '99, 50 nel 2000 e 50 nel 2001.

La Giunta, nella finanziaria 2000, ha rimodulato questo intervento portando i 120 miliardi a 200 ma diluendoli in 10 anni: 20 miliardi all'anno.

Noi abbiamo presentato due emendamenti in merito; nell'emendamento 91 si porta l'investimento a 250 miliardi; però, a questo punto, io ritirerei questo emendamento dopo l'accordo che è stato raggiunto rispetto a questo argomento. Si può accogliere parzialmente l'emendamento 57, mantenendo l'investimento decennale di 20 miliardi all'anno, e rimodulando l'intervento del 2000, così come era previsto anche nell'accordo.

Quindi, io direi che l'emendamento 91 può essere ritirato perché comunque riduce, rispetto a quello previsto nell'ipotesi del '99 l'investimento per il 2000; si mantiene quindi l'emendamento 57 attraverso la rimodulazione concordata che prevede un incremento, se non ricordo male, di 10 miliardi rispetto agli attuali 20.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 31 ha facoltà di parlare il consigliere Frau.

FRAU (A.N.). L'emendamento 31 è ritirato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 28 ha facoltà di illustrarlo.

CAPELLI (C.C.D.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per illustrare l'emendamento numero 254.

COGODI (R.C.). Il Consiglio nel suo insieme ci darà atto del fatto che, nell'ambito dell'attività complessiva che svolge l'opposizione, noi abbiamo tentato e tentiamo di dare anche un contributo specifico attraverso la presentazione di alcuni emendamenti, di cui secondo noi questo è uno importante, che contrariamente alla natura ordinaria degli emendamenti al bilancio, nei quali si chiede sempre una devoluzione di somme, tentano di migliorare il sistema normativo.

Questo emendamento, per esempio, non chiede alla Regione, alla Giunta, alla sua maggioranza, di spendere una lira in più; propone uno strumento attraverso il quale si possono invece recuperare molte lire, e la copertura finanziaria prevista per questo strumento, 500 milioni, ma può essere anche di meno, è chiaro che è un'indicazione che vale per creare uno strumento che può produrre risultati notevoli. In buona sostanza noi proponiamo che presso la Presidenza della Giunta si istituisca un osservatorio fiscale. Questa è una Regione piena di osservatori,oltre gli osservatori astronomici esistono gli osservatori industriali, commerciali, artigianali, agricoli. Questa è una Regione dove mancano solo gli osservatori degli osservatori; tutti osservano, salvo poi sapere ben poco di tutto quello che è stato osservato, perché è una Regione che osserva attraverso una miriade di strumenti, di enti, di comitati e poi non sa neanche come si spende il denaro del bilancio e deve costituire gruppi di lavoro speciali, deve costituire équipe convenzionate ad hoc per monitorare la spesa della Regione.

Noi proponiamo con questo emendamento l'istituzione di un osservatorio fiscale, presso la Presidenza della Giunta, non con il compito di essere un doppione e neppure un'appendice degli uffici finanziari dello Stato, non stiamo pensando per niente ad una sorta di doppione dell'ufficio dei tributi.. Questo ufficio esiste già, è dello Stato, deve funzionare bene; noi pensiamo invece a un ufficio che abbia un compito specifico, quello di studiare e di analizzare in maniera finalizzata, i fenomeni più rilevanti, non la minutaglia, non le cosette, ma i grandi fenomeni, che sappiamo esistere anche nella nostra Regione, di elusione e di evasione fiscale. Tutto questo finalizzato non semplicemente a riferire ad altri o a dare giudizi morali, ma tutto questo finalizzato a migliorare il sistema delle entrate. Perché?

Perché è chiaro ed evidente che avendo la nostra Regione un sistema delle entrate derivato, attraverso il gettito fiscale, dallo Stato, in concreto l'elusione fiscale, oltre all'evasione fiscale, non è solo un fatto di immoralità sul piano fiscale, è anche un fatto di insensibilità autonomistica, perché l'evasione e l'elusione fiscale si traducono immediatamente in consistenti minori entrate della Regione. L'evasione e l'elusione fiscale in Sardegna, significano minori entrate, nelle casse della Regione, cioè nella cassa comune che provvede ai bisogni dei sardi Ricordiamo infatti che le entrate della Regione sono costituite dai sette decimi del gettito delle imposte sul reddito delle persone fisiche e di quelle giuridiche riscosse nel territorio della Regione, nonché dai nove decimi del gettito delle imposte sul bollo, di registro e così via, più altri gettiti. In buona sostanza noi pensiamo che alcuni grandi fenomeni, dei quali si parla frequentemente, ripetutamente negli anni, se volete, ma sempre a livello di inchiesta giornalistica, ed anche in circostanze che ormai sono diventate come la festa di Sant'Efisio, non c'è BIT di Milano alla quale la Regione partecipa da molti anni a questa parte, che parli di turismo, , e non vi sia un'inchiesta giornalistica che viene - come dire? - propagandata, nella quale, per pagine e pagine si dice che in questa nostra regione il classificato alberghiero nel settore turistico è di 60 mila posti letto, cioè quello per cui si emette fattura, mentre nel corso della stagione alta del turismo si superano i 600 mila posti letto; una cifra 10 volte superiore a quella ufficiale. Il che vuole dire che in quel settore vi sono più di 500 mila posti letto, per una parte dell'anno, fuori dal sistema. Li si può chiamare informali, li si può chiamare non classificati, li si può chiamare seconde case, albergo diffuso, distribuito, si possono inventare i nomi che si vogliono, però è stata approssimata una cifra enorme di elusione fiscale che tradotta, invece, in una contribuzione anche minima, significherebbe per la Regione un introito notevole.

Per altro, un secondo fenomeno rilevante, che io posso soltanto richiamare in questa sede, ma al quale la stessa Prefettura si è interessata tanto da convocare di recente una riunione con l'Ispettorato del lavoro, riunione alla quale la stessa Regione è stata convocata, è il fenomeno del lavoro nero. Un fenomeno censito nella sua entità, però di cui poco si sa nella sua conformazione interiore. Si valuta che nella nostra regione, è scritto nei testi, è scritto nei trattati, nella stessa relazione della Confindustria in alcuni settori specialmente dell'edilizia ma anche del terziario, del commercio, del turismo e quant'altro, vi è una consistenza di lavoro nero, cioè non garantito per i lavoratori dipendenti, ma anche non garantito per il fisco, che è superiore al 10 per cento della forza lavoro occupata. E una consistenza di oltre il 10 per cento vuol dire più di 50 mila unità di lavoro che producono ma non sono garantite ai fini previdenziali e, di conseguenza, neppure la Regione è garantita ai fini fiscali.

Ecco che cosa dovrebbe essere questo osservatorio, non un altro ufficio del fisco, bensì un luogo di analisi, di elaborazione e di studio, che fornisca al Consiglio regionale innanzitutto elementi conoscitivi, sufficienti e puntuali, perché il sistema delle entrate, mentre si lavora per la riforma del sistema stesso, mentre si rivendica dallo Stato di avere di più, nel frattempo sia reso abbastanza efficiente, cioè funzioni.

Io credo che la Regione sia uno dei pochi soggetti, tra quelli pubblici e quelli privati, che non si cura se le sue entrate effettive corrispondono a quelle che dovrebbe avere.. Quelle che dovrebbe avere naturalmente in base alle leggi e al sistema attuali. Io ho fatto l'esempio di due grandi fenomeni, ma potremmo articolare il ragionamento e valutare che di esempi del genere ce ne sono anche tanti altri.

Ed allora, una struttura di osservazione, di studio, finalizzata, che non si traduce in un'altra consulenza generica, ma è un ufficio costituito presso la Presidenza della Giunta per dare informazioni alla Giunta e anche al Consiglio, per intervenire in modo opportuno in questa materia, noi riteniamo che possa essere uno strumento utile, da realizzarsi con una dotazione finanziaria minima. Noi abbiamo indicato uno stanziamento di 500 milioni, ma in fase di avvio può essere anche minore, sarà però di grande utilità perché, come avremo modo di dire quando passeremo a discutere il bilancio, se vogliamo avere più denaro da spendere, si deve prestare alle fonti di entrata, e cioè alla parte attraverso cui la provvista finanziaria si costruisce, la stessa attenzione che si presta alla parte del bilancio relativa alla spesa.

Questo è il valore della proposta contenuta in questo emendamento, sul quale non abbiamo ragione di ritenere che la Giunta e la maggioranza non possano che esprimere parere favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.

MASIA (F.S.D.). Prendo la parola perché voglio far mio un emendamento che è stato ritirato. Parlo dell'emendamento numero 31, che è stato presentato dai colleghi Fois, Capelli, Biggio e Frau.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. E' stata già fatta la variazione, lei riduce la somma così, lo sa? Lo stanziamento è' stato già portato a 55 miliardi, lei sta retrocedendo. Probabilmente non ha seguito i lavori.

MASIA (F.S.D.). Mi sembra che sia opportuno entrare in merito a questo argomento, Assessore, perché non è un argomento di poco conto. e Questo emendamento, a mio avviso, andava sicuramente condiviso e, dal momento che è stato ritirato, se mi consente, intendo farlo mio perché su questo argomento occorre spendere un minimo di parole.

Chiedo di far mio questo emendamento, ai sensi del comma 9 dell'articolo 85 del Regolamento, che consente ai consiglieri di poter riprendere gli emendamenti che sono ritirati. In questo emendamento si dice che nell'articolo 8, comma 9, l'importo di lire 10 miliardi per l'anno 2000 è modificato in lire 40 miliardi.

Viene poi indicata la copertura finanziaria, ma a me pare sia opportuno evidenziare un altro aspetto. Nel 1999 in base alla legge numero 32, di sostegno all'edilizia abitativa, era previsto un fondo di 76 miliardi e 330 milioni,che è stato totalmente utilizzato. Nel 2000 lo stanziamento è stato ridotto di 31 miliardi e 330 milioni, nel senso che si prevede una spesa di 45 miliardi. La riduzione operata non è cosa di poco conto, vengono meno infatti importanti risorse a sostegno di un'attività, l'edilizia, che per la Sardegna è fondamentale per l'occupazione. Quindi credo che da parte di tutti, e non soltanto nostra, l'edilizia deve essere tenuta nella giusta considerazione Questi 31 miliardi e 330 milioni vengono erogati per contribuire all'abbattimento degli interessi dei mutui per l'acquisto della prima casa, con l'indotto che ne consegue. Non dobbiamo dimenticare che quei 31 miliardi possono costituire un moltiplicatore per gli investimenti nel settore.

Ecco perché io intendo far mio questo emendamento, ecco perché intendo sottolineare la disattenzione che, ancora una volta, si presta verso un importante settore qual è appunto l'edilizia. Non riesco a capire come sia possibile, nel momento in cui si vuole dare sostegno all'occupazione, in cui si cerca di incrementare i posti di lavoro, disattendere le aspettative del settore edilizio che, attraverso la legge numero 32, ha avuto un importante sostegno.

Poiché conosciamo i costi che devono affrontare coloro i quali vogliono accedere alla prima casa, dati gli alti valori degli immobili oggi, mi pare estremamente importante sottolineare questa disattenzione da parte della Giunta. Io non ho capito i motivi per cui viene ritirato questo emendamento, dopo essere stato presentato proprio da rappresentanti di importanti Gruppi che di questa maggioranza fanno parte. Faccio mio questo emendamento perché ritengo necessaria maggiore attenzione nei confronti di questa legge che costituisce un importante sostegno per l'edilizia. Deve essere operato un ripensamento, che mi pare utile, ripeto, necessario perché non è possibile incontrare i rappresentanti del settore edilizio, promettergli il massimo sostegno e poi al momento opportuno far mancare il finanziamento ad una legge che ha dimostrato appieno la sua validità anche nel favorire l'occupazione.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Su tutti gli emendamenti illustrati, la Commissione si rimette all'Aula.

Faccio presente che l'emendamento numero 31, sull'edilizia abitativa, è stato ritirato perché, evidentemente, è stato concordato un altro emendamento tra maggioranza e opposizione che prevede un incremento del capitolo di bilancio superiore alla quota stabilita da questo emendamento.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La materia dell'emendamento 57 ha già trovato composizione in Commissione. La Giunta ha infatti presentato un disegno di legge in materia di ricomposizione fondiaria che prevede una dotazione complessiva di 217 miliardi, in luogo dei 120 miliardi previsti nella legge finanziaria precedente. La dotazione quindi viene incrementata per consentire un programma organico di ricomposizione fondiaria. Invito perciò i proponenti al ritiro dell'emendamento numero 57.

Per quanto riguarda l'emendato numero 54, il parere è negativo.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 31, a mio parere i colleghi della maggioranza hanno fatto bene a ritirare l'emendamento. Da una lettura attenta del complesso delle norme finanziarie emerge chiaramente che la dotazione complessiva è di 55 miliardi. L'approvazione di questo emendamento riporterebbe lo stanziamento a 40 miliardi. Ecco perché mi sono permesso di interloquire nel corso del suo intervento, onorevole Masia, per evidenziare questo paradosso. Io ho capito le motivazioni di base del suo intervento, però mi premeva correggerla in corso d'opera, proprio ad evitare una riduzione di risorse.

L'emendamento numero 55 non si accoglie; invito i presentatori dell'emendamento numero 28, onorevoli Capelli, Fois e Pilo, a ritirarlo. Si tratta infatti di materia che può trovare la sua corretta collocazione in uno degli allegati alla finanziaria, dove può operarsi una riflessione più attenta.

L'emendamento numero 92 è ritirato; sull'emendamento numero 254, ne cogliamo lo spirito, ma la materia merita una migliore definizione, anche a seguito di iniziative che la Giunta e il Consiglio dovranno assumere in merito per via delle nuove competenze che lo Stato è in procinto di trasferire alla Regione. L'emendamento quindi non si accoglie.

Il "91" era stato ritirato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.-F.D.). Intervengo esclusivamente su un punto, esattamente sul sesto comma dell'articolo 8, quello relativo al tema della ricomposizione fondiaria.

La Giunta ha invitato i proponenti a ritirare l'emendamento numero 57, le cui richieste per incrementare lo stanziamento avrebbero trovato già una parziale soddisfazione nell'accordo raggiunto tra la Giunta e l'opposizione. Questo è vero, e poi valuteremo se ritirare o mantenere l'emendamento. Io intervengo però, prima di questa determinazione, perché mi preme e ci preme che siano chiari i termini della questione. E` vero che la risposta della Giunta, dopo che noi abbiamo sollevato la questione, porta nell'arco pluriennale considerato ad un incremento complessivo delle risorse. Questo fatto è sicuramente positivo, noi siamo d'accordo e l'apprezziamo, però non ci sta a cuore solo l'ammontare complessivo dello stanziamento nell'arco di tempo considerato, che è diciamo il lungo periodo, ma ci sta a cuore anche la dotazione nel breve periodo e quindi, nel triennio considerato, a partire dall'esercizio 2000.

Il nostro obiettivo, l'obiettivo che abbiamo dichiarato, era quello della ricostituzione integrale dello stanziamento. Abbiamo ottenuto un risultato parziale, siamo lieti del risultato parziale, ma non siamo dal tutto soddisfatti; questo è il punto, questa è la ragione per cui io intervengo. Perché la questione della ricomposizione fondiaria, è stata una delle scelte di fondo che il Consiglio regionale, nel suo insieme, ha operato nella finanziaria '99 e io penso che sia difficile non condividere l'opinione, la tesi, secondo la quale la ricomposizione fondiaria, insieme alla disponibilità dell'acqua e insieme all'assistenza tecnica è una delle tre condizioni di fondo per un rilancio dell'agricoltura, dell'agroalimentare e dell'agroindustria sarda che, a sua volta, è una delle direttrici fondamentali del nostro sviluppo. Siamo d'accordo su questo? Io penso che su questo siamo d'accordo; sono convinto che anche la Giunta ed anche la maggioranza condividano questa tesi ed allora, io penso che la diminuzione dello stanziamento nel breve periodo, mi è chiarissimo che siamo di fronte ad un incremento invece nel medio-lungo periodo, contraddica.

Un convincimento che sicuramente ci è comune, e che cioè bisogna lavorare per la ricomposizione fondiaria perché senza la ricomposizione fondiaria noi abbiamo voglia di parlare di ripresa dell'agricoltura, in Sardegna questa non ci sarà.

Io capisco l'obiezione che può essere fatta, ma la cosa a cui tengo è proprio rispondere a questa obiezione. L'obiezione può essere la non spendibilità nell'immediato. Io sono convinto che la questione non stia in questi termini. Se mi si dice che lo stanziamento deciso nella finanziaria '99 non è stato speso, questa non è una opinione, questo è un fatto e i fatti hanno la testa dura. Ma se non sono stati spesi è per un difetto, non della legge, ma di chi avrebbe dovuto applicare la legge, e io non dico di più su questo punto.

Perché sostengo questo argomento? Sostengo questo argomento perché l'articolo della legge finanziaria '99 - adesso non ricordo quale era - che disciplina questa materia, non prevede solo la soluzione organica. Dice infatti che questa è la provvista finanziaria e questa è la soluzione organica, cioè un'apposita normativa più snella, più efficace rispetto alle norme di cui attualmente disponiamo per favorire la ricomposizione fondiaria. Poi dice, però, un'altra cosa su cui richiamo l'attenzione della Giunta e dell'Assessore dell'agricoltura che non è in Aula, ma qualcuno glielo dirà. In assenza e in attesa della soluzione organica, c'è una soluzione ponte; e cioè che, su proposta dell'Assessore della agricoltura, la Giunta predisponga per l'esercizio in corso, quello cui si riferisce la norma, il programma annuale o pluriennale della ricomposizione fondiaria. Non c'è dunque nessuna giustificazione per i soldi non spesi, salvo la difficoltà oggettiva di una materia che richiede un approccio complesso e sapiente, e non esiste nessuna giustificazione a sostegno della tesi della non spendibilità degli stanziamenti. Ed allora, se tanto mi da tanto, trattandosi - parlo dell'agricoltura - di una delle scelte fondamentali per lo sviluppo della nostra isola, la ricomposizione fondiaria essendo una delle condizioni indispensabili per raggiungere quell'obiettivo, la diminuzione dello stanziamento nel breve periodo, ancorché mitigata dall'emendamento che abbiamo concordato, tuttavia è in contraddizione con le tesi di fondo sulle quali sia la maggioranza, sia l'opposizione, sia la Giunta, dichiarano di essere d'accordo.

Ho voluto dire queste cose perché siamo lieti che sia stato parzialmente accolto un nostro obiettivo, ma siamo meno lieti del fatto che non sia stato accolto integralmente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Intervengo, signor Presidente, sull'emendamento 254; noi apprezziamo il fatto che l'Assessore ne accolga lo spirito, però mi sembra che accoglierne soltanto lo spirito non sia sufficiente, essendo noi più materialisti vogliamo qualcosa di più concreto. Per altro, voglio dire, se veramente si voleva cogliere lo spirito, ed anzi qualche cosa in più, poteva esserci l'indicazione di includere questa modesta cifra al limite nella tabella B) o nella tabella A) del provvedimento dimostrando concretamente l'intenzione della Giunta di voler affrontare questo problema. Un problema, per altro, trattato anche da voi nelle stesse dichiarazioni programmatiche e in altri documenti, quando si parla della necessità di una maggiore attenzione agli strumenti che la Regione deve attivare per favorire e incentivare le proprie entrate. Invece vediamo che non soltanto non vi è questa attenzione, ma si rifiuta addirittura di accettare un semplicissimo emendamento che cerca di inserire, all'interno della finanziaria un concetto che noi abbiamo definito innovatore, innovatore rispetto al fatto che non c'è nulla attualmente, ma che di innovativo ha ben poco. La stessa normativa statale, e il decentramento che lo Stato sta attuando nei confronti delle Regioni, impone ad esse di uniformarsi e darsi strumenti capaci di affrontare i nuovi impegni che gli vengono trasferiti.

E` chiaro che questo che noi proponiamo non è uno strumento completo, però noi riteniamo che sia un primo passo affinché la nostra Regione, la Giunta in primo luogo ma anche il Consiglio regionale, conosca esattamente lo stato dell'arte rispetto all'evasione e all'elusione fiscale nella nostra Isola.

Per altro, vedete, la nostra Regione eroga decine, centinaia e in alcuni casi anche migliaia di miliardi complessivamente, se facciamo il conto di tutti i fondi che vengono attivati; e di queste erogazioni non abbiamo cognizione esatta, e non soltanto di come vengono spese. Certo, sappiamo a chi vanno , ma non sappiamo gli effetti che questi denari hanno direttamente e indirettamente sull'economia della nostra Isola. E soprattutto le loro ricadute ai fini fiscali in applicazione dell'articolo 8 del Titolo III del nostro Statuto. Per cui, a noi sembra opportuno che la Giunta riconsideri l'emendamento, accogliendone non solo lo spirito ma anche la sostanza.

Luigi Cogodi, nostro Capogruppo, ha altresì precisato che non è una questione di importo; se si ritiene che 500 milioni siano un problema, siamo disponibili a una riduzione, perché ci rendiamo conto che sarebbe necessaria una fase di assestamento e di studio sulle modalità di attivazione di questo osservatorio fiscale. Se si dovesse riscontrare la necessità di ulteriori risorse, queste si possono agevolmente recuperare nella fase successiva di assestamento di bilancio. Quello che non possiamo condividere è che, a nostro avviso, in termini strumentali se ne apprezzi lo spirito però non se ne accolga la sostanza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.

MASIA (F.S.D.). Vorrei riprendere l' argomento della legge 32. Debbo dire che l'Assessore ha riportato dei fatti che un po' mi hanno bloccato e che, invece, sono risultati inesistenti. Io invito l'Assessore a leggere bene il comma 9 dell'articolo 8, in cui si dice chiaramente che per la prosecuzione degli interventi previsti dalla legge regionale 30 dicembre 1985, numero 32, e successive modificazioni ed integrazioni, è autorizzata l'ulteriore spesa di lire 10 miliardi.

In effetti questo ulteriore finanziamento di 10 miliardi è stato voluto dalla Commissione e la somma di 45 miliardi prevista in bilancio, è stata portata appunto a 55. L'emendamento è altrettanto chiaro soprattutto non è vero che va respinto, perché altrimenti diminuirebbe le risorse messe a disposizione di questa legge; avviene questo se lo si interpreta nel senso di aumentare di 10 miliardi lo stanziamento già previsto di 45 miliardi portandolo a 55; ma in effetti l'emendamento prevede un aumento di altri 40 miliardi perché nell'intenzione di coloro che hanno presentato questo emendamento, si ritiene che i 76 miliardi stanziati nel 1999, e tutti spesi, non siano sufficienti per attuare pienamente questa legge, che come abbiamo detto, senza voler spendere ancora ulteriori parole, è una legge efficace, importante e tanto attesa. Quaranta miliardi di finanziamento aggiuntivo significherebbe portare i 45 già previsti a 85. Questo era l'intendimento di coloro che hanno presentato l'emendamento; questo è l'intendimento del sottoscritto nel momento in cui, ripeto, importanti rappresentanti dei Gruppi che fanno parte di questa maggioranza lo hanno ritirato. Io ritenevo invece che fosse giusto e corretto presentarlo, perché è una risposta - senza voler ripetersi - importante a una aspettativa che, mi pare, tutti quanti noi riconosciamo valida. E se queste risorse che la Regione mette a disposizione hanno un effetto moltiplicatore per gli investimenti altrettanto si può dire, e per una cifra anche superiore, in riferimento a coloro che vendendo la prima casa, e acquistandone una nuova, si aspettano di trovare una collocazione definitiva. Sono interventi questi che tutti aspettavano. Quello che non io mi aspettavo, invece, è una risposta evasiva, una risposta che in qualche modo ha cercato di sviare il problema. Io non mi sarei aspettato nè questa assenza di sensibilità e neanche la scorrettezza di una risposta di questo genere. Io credo invece che la risposta avrebbe dovuto tenere conto delle esigenze di questo importante settore, e non essendoci la disponibilità si sarebbero potute trovare motivazioni diverse. Io credo che vada ribadita l'importanza del rifinanziamento della legge numero 32; se in questo momento le risorse non sono disponibili, devono essere trovate in fase di assestamento del bilancio perché 55 miliardi, a fronte dei 76 che si sono rivelati insufficienti l'anno scorso, credo siano una non risposta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Sull'emendamento 254; io sono pienamente d'accordo con i proponenti sull'utilità di questo emendamento, anche perché con questa norma si darebbe almeno in parte attuazione all'articolo 9 dello Statuto che prevede, appunto, al suo secondo comma, che la Regione collabora all'accertamento delle imposte erariali sui redditi dei soggetti con domicilio fiscale nel suo territorio. Ed è anche condivisibile, ne sono fermamente convinto. Ma io credo che nessuno in quest'Aula possa essere contrario all'idea che la lotta all'evasione sia una delle battaglie principali del Governo centrale e che, per quanto riguarda la Sardegna, anche la Regione debba concorrere a fare la sua parte. Qui si porrebbe ovviamente un'altra questione, che è quella dello studio del perché l'evasione esiste. Vi sono infatti forme di evasione necessitate, sempre condannabili, ma che hanno una giustificazione per chi le pone in essere, e forme di evasione invece fini a se stesse e che procurano solamente lucro e guadagno ingiustificato a chi le persegue.

Sono ancora d'accordo che è argomento importantissimo, e quindi condivido le osservazioni e il parere della Giunta, espresso dall'assessore Pittalis, secondo il quale l'argomento è tanto importante da dover essere oggetto di un approfondimento nella Commissione di merito attraverso la presentazione di una proposta di legge. Proposta di legge sulla quale mi dichiaro sin d'ora disposto a collaborare con i colleghi di Rifondazione Comunista.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Demuru. Ne ha facoltà.

DEMURU (D.S.-F.D.). Vorrei solo avere un chiarimento sull'emendamento 31. In effetti l'intervento dell'onorevole Masia mi ha chiarito la reale natura dell'emendamento che è stato ritirato. Inizialmente avevo capito, sia dalla dichiarazione dell'assessore Pittalis, sia dalla dichiarazione del Presidente della Commissione bilancio, che questo emendamento 31 era superato da una proposta, fatta dalla Giunta, che portava il finanziamento da 45 a 55 miliardi. E in effetti questo sarebbe stato un fatto positivo, non so se anche i proponenti intendessero questo. Però, leggendo il loro emendamento, in effetti mi sembra che Masia abbia perfettamente ragione.

Il mio intervento non ha nessun carattere polemico, vorrei solo avere io stesso un chiarimento definitivo. Effettivamente, se si interpreta l'emendamento nel senso che si aggiungerebbero 40 miliardi anziché 10 al finanziamento previsto per la legge numero 32, il che porterebbe effettivamente lo stanziamento a 85 miliardi, sarebbe un emendamento eccezionale quello proposto da Fois, Cappelli, Biggio e Frau. Vorrei quindi un chiarimento definitivo in modo da essere consapevoli del contenuto delle norme che ci accingiamo a votare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Quando ho invitato l'onorevole Masia a ritirare l'emendamento 31 credo di averlo fatto con tutto il garbo possibile e senza nessuna scorrettezza, e gli atti sono qui alla luce del sole; perciò, onorevole Masia, quando lei parla di scorrettezza veramente non comprendo. Abbiamo già approvato un emendamento, l'emendamento numero 244, che prevede per l'edilizia abitativa un ulteriore incremento di 20 miliardi. Noi abbiamo ripristinato per intero l'originario stanziamento riportandolo a 75 miliardi. Forse prima non mi sono espresso bene, ma le ho detto che, paradossalmente, proprio perché vi è probabilmente un mancato coordinamento fra gli emendamenti, con l'approvazione di questo emendamento noi combineremmo qualche pasticcio. Quarantacinque sono i miliardi già previsti nella proposta originaria, 10 sono quelli previsti nel disegno di legge della finanziaria, 20 sono quelli che abbiamo portato in aumento con l'emendamento 244, il complessivo stanziamento per la legge regionale numero 32 è di 75 miliardi, quindi va nell'ottica che prima lei diceva.

Ritenevo di essermi spiegato prima sul punto con sufficiente chiarezza; pennso, con questo ulteriore chiarimento anche sull'emendamento 244, di aver fugato ogni equivoco e ogni suo dubbio sul punto in questione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.

PUSCEDDU (D.S.-F.D.). Prima di procedere alla votazione vorrei sapere, relativamente all'emendamento numero 28, se l'invito al ritiro del medesimo rivolto dall'Assessore agli onorevoli Capelli, Fois e Pilo viene accolto. In caso contrario, prima di procedere al voto, vorrei sapere dai presentatori, poiché riservano una quota del 5 per cento dello stanziamento, a valere sul capitolo 11102/03 limitatamente all'anno finanziario 2000, da destinare alla realizzazione di iniziative - stiamo parlando del settore teatrale - promosse da organismi che non abbiano ricevuto nel triennio precedente contributi e quant'altro, localizzati in determinate aree; poiché questo emendamento era stato presentato quando su quel capitolo era prevista una disponibilità pari a 9 miliardi; poiché ieri noi abbiamo approvato l'emendamento numero 256, in cui erroneamente - lo ricordo - erano stati indicati 11 miliardi che poi invece erano sono stati portati a 14, per ripristinare lo stanziamento originariamente previsto per il triennio 1999-2002 sul capitolo 11102; vorrei sapere, dicevo, nel caso l'emendamento non venisse ritirato, se nella volontà dei proponenti il 5 per cento si intende riferito ai 9 o ai 14 miliardi. Mi riservo eventualmente di intervenire in merito.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.-F.D.). Ho chiesto la parola per ritirare l'emendamento numero 57, naturalmente per evitare che venga respinto, non perché siamo integralmente soddisfatti.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 54. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non l'approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 31, presentato dall'onorevole Biggio e più, era stato ritirato dai proponenti e fatto proprio dall'onorevole Masia.

Metto in votazione l'emendamento numero 31. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non l'approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 55. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non l'approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 8. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Io ho chiesto lo scrutinio segreto quando lei non aveva ancora indetto la votazione; non facciamo storie, però se ci rispettiamo reciprocamente andiamo avanti tranquillamente.

PRESIDENTE. Io non ho nessun interesse a non procedere alla votazione a scrutinio segreto, però lei deve manifestare la sua volontà in modo da farsi sentire. Una volta che ho proceduto alla votazione non si può tornare indietro.

SELIS (Popolari-P.S.). Non aveva proceduto alla votazione, Presidente, perchè io l'ho chiesto subito. Poi, se vogliamo andare avanti così…

PRESIDENTE. Non vado avanti in nessun modo, basta che la richiesta venga rivolta per tempo e non ho nessuna difficoltà a procedere.

SELIS (Popolari-P.S.). Allora, Presidente, per non creare incidenti, ogni volta che mette in votazione un articolo guardi, per cortesia, se c'è qualcuno di noi che sta chiedendo una modalità di votazione diversa da quella ordinaria, perché se lei va velocissimo, anche se uno chiede la parola, gli altri alzano la mano, e succede come è successo prima. La prego, tra un articolo e l'altro e tra un emendamento e l'altro di interpellare, almeno con gli occhi, l'Aula per sapere se è richiesta una diversa modalità di votazione.

PRESIDENTE. Invito i colleghi a stare attenti ai lavori dell'Aula e ad avanzare le proprie richieste nei tempi e nei modi dovuti.

Stiamo procedendo alla votazione degli emendamenti aggiuntivi. Siamo all'emendamento numero 28, presentatori Fois, Pilo e Capelli.

Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). L'emendamento numero 28 è stato proposto da Capelli Fois, e Pilo, ma nonostante il collega Pittalis l'abbia chiesto per due o tre volte non è stato ritirato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io ho invitato i presentatori di questo emendamento, i colleghi Capelli, Fois e Pilo, al ritiro perché riteniamo che non sia conforme al disposto di cui alla lettera b), dell'articolo 13 della legge 9 giugno 1999, numero 23, in quanto trattasi di materia da rimettere al collegato.

CAPELLI (Gruppo Misto). E' ritirato.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 28 è ritirato.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Facciamo nostro questo emendamento per sottoporre all'Assemblea un problema rilevantissimo, quello del riequilibrio dei finanziamenti. Credo che lo spirito dell'emendamento sia da condividere; perché liquidare un problema di questa portata, dicendo che contrasta con l'articolo 13, credo che non sia corretto nei confronti di chi ha presentato, secondo me giustamente, questo emendamento.

Il problema del riequilibrio, che non è proprio soltanto delle zone interne, è un problema che questo Consiglio si deve porre per un fatto di giustizia nei confronti di quei territori, tantissimi, che hanno ricevuto molto meno rispetto ad altri. Quindi, se la Giunta regionale si impegna ad affrontare in modo organico il problema del riequilibrio, come è già stato fatto nella scorsa legislatura per alcuni settori, io ritirerò questo emendamento. Io ritengo un fatto importante che un problema di questa portata venga discusso da quest'Aula, con l'intento di ridefinire la distribuzione delle risorse regionali sul territorio, per cercare di offrire delle possibilità di sviluppo a tantissimi territori che finora ne sono stati esclusi. PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ho già avuto modo di esprimere ai presentatori il mio apprezzamento sul contenuto di questo emendamento. Mi fa piacere che anche da parte dell'opposizione vi sia il consenso a rivedere la questione del riequilibrio delle risorse, soprattutto nel settore citato nell'emendamento. Con le precisazioni già formulate la questione potrà essere meglio valutata nel collegato. Quindi apprezzo anche l'intenzione dell'opposizione di ritirare l'emendamento.

FADDA (Popolari-P.S.). Si ritira l'emendamento.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 254. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non l'approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Si dia lettura dell'articolo 9.

LODDO, Segretario:

CAPO II

DISPOSIZIONI IN MATERIA DI OPERE PUBBLICHE E PATRIMONIO REGIONALE

Art. 9

Opere pubbliche di interesse locale e regionale

1. L'autorizzazione di spesa disposta dall'articolo 33, comma 2, della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1, per l'attuazione di un programma pluriennale di opere d'interesse regionale, è rideterminata in lire 16.000.000.000 per l'anno 2000, in lire 25.000.000.000 per l'anno 2001, ed in lire 10.000.000.000 per l'anno 2002 (cap. 08029/05).

2. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere contributi ai comuni per il restauro di chiese monumentali di particolare valore storico-artistico; a tal fine è autorizzata la spesa di lire 4.000.000.000 per l'anno 2000, lire 3.000.000.000 per l'anno 2001 e lire 2.000.000.000 per l'anno 2002 (cap. 08033/01).

3. Per la prosecuzione del programma di interesse degli enti locali relativo al completamento funzionale di opere acquedottistiche e fognarie, l'autorizzazione di spesa disposta dall'articolo 33, comma 3, della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1, è rideterminata in lire 10.000.000.000 per ciascuno degli anni 2000, 2001 e 2002 (cap. 08035/03).

4. Per il completamento degli interventi di cui alla legge regionale 18 gennaio 1993, n. 4, e successive modificazioni ed integrazioni, è autorizzata nell'anno 2000 l'ulteriore spesa di lire 3.000.000.000 (cap. 08264).

5. E' autorizzata la spesa di lire 2.000.000.000 per l'anno 2000 per la realizzazione o il completamento di edifici di culto; il relativo programma di intervento è predisposto dalla Giunta regionale ai sensi dell'articolo 4, lett. i), della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1 e successive modifiche e integrazioni (cap. 08033).

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati i seguenti emendamenti: 98, 187, 33, 97, 186, 96, 188, 179, 94, 95, 100, 32, 99, 185, 8, 34, 93, 21 e 101. Se ne dia lettura.

LODDO, Segretario:

Emendamento sostitutivo parziale Sanna Gian Valerio - Calledda - Sanna Salvatore - Pirisi - Falconi

Art. 9

Opere pubbliche di interesse locale e regionale

Al comma 1, l'importo di "lire 16.000.000.000 per l'anno 2000" è sostituito dall'importo di "lire 10.000.000.000 per l'anno 2000". (98)

Emendamento sostitutivo parziale Sanna Gian Valerio - Calledda - Sanna Salvatore - Demuru - Pirisi

Art. 9

Opere pubbliche di interesse locale e regionale

Al comma 1, l'importo di "lire 16.000.000.000 per l'anno 2000" è sostituito dall'importo di "lire 10.000.000.000 per l'anno 2000". (187)

Emendamento modificativo Capelli - Fois- Biggio - Frau

Art. 9

Nell'articolo 9, comma 1, l'importo di lire 16.000.000.000 per l'anno 2000 è modificato in lire 41.000.000.000.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 08029-05

Anno 2000 lire 25.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03056 - (PIA)

Anno 2000 lire 25.000.000.000

N.B. Ridurre di pari importo la tabella C relativa all'articolo 3, comma 1 della legge finanziaria (Cap. 03056). (33)

Emendamento sostitutivo parziale Sanna Gian Valerio - Calledda - Sanna Salvatore - Falconi - Dettori Bruno

Art. 9

Opere pubbliche di interesse locale e regionale

Al comma 1, l'importo di "lire 25.000.000.000 per l'anno 2001" è sostituito dall'importo di "lire 15.000.000.000 per l'anno 2001". (97)

Emendamento sostitutivo parziale Sanna Gian Valerio - Calledda - Sanna Alberto - Demuru - Pirisi

Art. 9

Opere pubbliche di interesse locale e regionale

Al comma 1, l'importo di "lire 25.000.000.000 per l'anno 2001" è sostituito dall'importo di "lire 15.000.000.000 per l'anno 2001". (186)

Emendamento sostitutivo parziale Calledda - Sanna Gian Valerio - Sanna Salvatore - Falconi - Dettori Bruno

Art. 9

Opere pubbliche di interesse locale e regionale

Al comma 1, l'importo di "lire 10.000.000.000 per l'anno 2002" è sostituito dall'importo di "lire 5.000.000.000 per l'anno 2002". (96)

Emendamento sostitutivo parziale Calledda - Sanna Gian Valerio - Sanna Alberto - Demuru - Pirisi

Art. 9

Opere pubbliche di interesse locale e regionale

Al comma 1, l'importo di "lire 10.000.000.000 per l'anno 2002" è sostituito dall'importo di "lire 5.000.000.000 per l'anno 2002". (188)

Emendamento sostitutivo parziale Selis - Scano - Balia - Calledda - Dettori Bruno

Art. 9

Al comma 2, l'importo di "lire 4.000.000.000 per l'anno 2000" è sostituito dall'importo di "lire 15.000.000.000 per l'anno 2000".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 08033-01 (art. 9, comma 2, DL finanziaria)

Competenza anno 2000 lire 11.000.000.000

In diminuzione

Cap. 08029-05 (art. 9, comma 2, DL finanziaria)

Competenza anno 2000 lire 11.000.000.000

(179)

Emendamento sostitutivo parziale Sanna Gian Valerio - Calledda - Fadda - Demuru - Marrocu

Art. 9

Al comma 2, l'importo di "lire 3.000.000.000 per l'anno 2001" è sostituito dall'importo di "lire 5.000.000.000 per l'anno 2001".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 08033-01 (art. 9, comma 2, DL finanziaria)

Competenza anno 2001 lire 2.000.000.000

In diminuzione

Cap. 08029-05 (art. 9, comma 2, DL finanziaria)

Competenza anno 2001 lire 2.000.000.000

(94)

Emendamento sostitutivo parziale Sanna Gian Valerio - Calledda - Fadda - Sanna Salvatore - Pirisi

Art. 9

Al comma 2, l'importo di "lire 2.000.000.000 per l'anno 2002" è sostituito dall'importo di "lire 5.000.000.000 per l'anno 2002".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 08033-01 (art. 9, comma 2, DL finanziaria)

Competenza anno 2002 lire 3.000.000.000

In diminuzione

Cap. 08029-05 (art. 9, comma 2, DL finanziaria)

Competenza anno 2002 lire 3.000.000.000

(95)

Emendamento sostitutivo parziale Morittu - Calledda - Sanna Alberto - Dore - Lai - Dettori Ivana - Pirisi - Sanna Gian Valerio - Spissu - Masia - Sanna Salvatore

Art. 9

Il comma 3 è sostituito dal seguente:

"3. Per la prosecuzione del programma di interesse degli enti locali relativo al completamento funzionale di opere acquedottistiche e fognarie, l'autorizzazione di spesa disposta dall'articolo 33, comma 3, della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1 è rideterminata in lire 30.000.000.000 per ciascuno degli anni 2000, 2001 e 2002. (Cap. 08035-03)"

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 08035-03 - Spese per l'esecuzione di opere acquedottistiche e fognarie

Competenza anno 2000 lire 20.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 20.000.000.000

Competenza anno 2002 lire 20.000.000.000

In diminuzione

1) Cap. 08029-05 - Spese per l'attuazione di un programma pluriennale di opere pubbliche di interesse regionale

Competenza anno 2000 lire 10.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 10.000.000.000

Competenza anno 2002 lire 10.000.000.000

2) Cap. 08015-03 - Finanziamenti per l'attuazione di un programma pluriennale straordinario di opere pubbliche di interesse degli enti di cui all'art. 16 della LR 29.1.1994, n. 2

Competenza anno 2000 lire 10.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 10.000.000.000

Competenza anno 2002 lire 10.000.000.000

(100)

Emendamento modificativo Capelli - Fois - Biggio - Frau

Art. 9

Nell'articolo 9, comma 3, la frase "è rideterminata in lire 10.000.000.000 per ciascuno degli anni 2000, 2001 e 2002" è modificata in "è rideterminata in lire 35.000.000.000 per l'anno 2000 ed in lire 10.000.000.000 per ciascuno degli anni 2001 e 2002"

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 08035-03

Anno 2000 lire 25.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03056 - (PIA)

Anno 2000 lire 25.000.000.000

N.B. Ridurre di pari importo la tabella C relativa all'articolo 3, comma 1 della legge finanziaria (Cap. 03056). (32)

Emendamento sostitutivo parziale Calledda - Fadda - Sanna Salvatore - Pirisi - Falconi

Art. 9

Al comma 3, l'importo di "lire 10.000.000.000" è sostituito dall'importo di "lire 15.000.000.000".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 08035-03 (Prog. EE.LL. per op. acquedottistiche)

Competenza anno 2000 lire 5.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 5.000.000.000

Competenza anno 2002 lire 5.000.000.000

In diminuzione

Cap. 04024-00 (Funzionamento uffici Amministrazione regionale)

Competenza anno 2000 lire 5.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 5.000.000.000

Competenza anno 2002 lire 5.000.000.000

(99)

Emendamento sostitutivo parziale Calledda - Fadda - Sanna Salvatore - Demuru - Pirisi

Art. 9

Al comma 3, l'importo di "lire 10.000.000.000" è sostituito dall'importo di "lire 15.000.000.000".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 08035-03 (Prog. EE.LL. per op. acquedottistiche)

Competenza anno 2000 lire 5.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 5.000.000.000

Competenza anno 2002 lire 5.000.000.000

In diminuzione

Cap. 04024-00 (Funzionamento uffici Amministrazione regionale)

Competenza anno 2000 lire 5.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 5.000.000.000

Competenza anno 2002 lire 5.000.000.000

(185)

Emendamento aggiuntivo Piana Salvatore

Art. 9

Nell'articolo 9, dopo il comma 5, è aggiunto il seguente:

"5 bis. A valere sullo stanziamento recato dal capitolo 08033 del bilancio per l'anno 2000, una quota pari a £. 300.000.000 è destinata al completamento del complesso parrocchiale "SS. Nome di Gesù" nella borgata di Ottava di Sassari."

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

08 - Ass.to Lavori Pubblici

Cap. 08033

Anno 2000 lire 300.000.000

In diminuzione

03 - Ass.to Bilancio

Cap. 03009

Anno 2000 lire 300.000.000

(8)

Emendamento aggiuntivo Fois - Capelli- Biggio - Frau

Art. 9

Nell'articolo 9, dopo il comma 5 è aggiunto il seguente:

"5 bis. L'autorizzazione di spesa di lire 22.000.000.000 per l'anno 2000 prevista dall'articolo 33, comma 1 della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1, è rideterminata in lire 50.000.000.000 (Cap. 08015-03)."

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 08015-03

Anno 2000 lire 28.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03056 - (PIA)

Anno 2000 lire 28.000.000.000

N.B. Ridurre di pari importo la tabella C relativa all'articolo 3, comma 1 della legge finanziaria (Cap. 03056). (34)

Emendamento aggiuntivo Pinna - Calledda - Morittu - Cugini

Art. 9

Dopo il comma 5 dell'articolo 9 sono aggiunti i seguenti:

"6. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere un contributo straordinario al Consorzio di Bonifica del Cixerri per l'acquisizione, la ristrutturazione e il riutilizzo della diga di Bellicai in comune di Iglesias; a tal fine è autorizzata la spesa di lire 1.500.000.000 per l'anno 2000 (Cap. 08053-00 - N.I.)."

7. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere un contributo straordinario al Comune di Guspini per l'acquisizione, la ristrutturazione e l'utilizzo della diga di Donegani; a tal fine è autorizzata la spesa di lire 1.000.000.000 per l'anno 2000 (Cap. 08053-00 - N.I.).

8. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere un contributo straordinario al Consorzio Industriale del Sulcis-Iglesiente per assicurare l'approvvigionamento idrico dell'area industriale di Portovesme attraverso l'utilizzo (opere di spesa e di trasporto) delle acque sotterranee del bacino idrogeologico dell'iglesiente (Miniere di Monteponi e San Giovanni); a tal fine è autorizzata la spesa di lire 10.000.000.000 per l'anno 2000 e di lire 5.000.000.000 per l'anno 2001 (Cap. 08053-00 - N.I.)."

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 08053-00 - N.I.

Competenza anno 2000 lire 12.500.000.000

Competenza anno 2001 lire 5.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03017 - Fondo speciale per fronteggiare spese in conto capitale dipendenti da nuove disposizioni legislative

Competenza anno 2000 lire 12.500.000.000

Competenza anno 2001 lire 5.000.000.000

(93)

Emendamento aggiuntivo Floris Emilio - Corona

Art. 9

Dopo l'articolo 9 è aggiunto il seguente:

Art. 9 bis

1. Lo stanziamento destinato alle strutture portuali di lire 3.000.000.000, così come determinato dall'art. 10, comma 8 della L.R. 18/1/1999, n. 1 è incrementato di lire 7.000.000.000 (Cap. 08180).

Tale stanziamento verrà così ripartito: - lire 300.000.000 per l'anno 2000;

- lire 3.200.000.000 per l'anno 2001;

- lire 3.500.000.000 per l'anno 2002.

COPERTURA FINANZIARIA

Cap. 03017 - Voce 8 Lire 7.000.000.000

(21)

Emendamento aggiuntivo Sanna Alberto - Sanna Gian Valerio - Morittu - Sanna Salvatore - Falconi

Art. 9

Dopo l'articolo 9 è introdotto il seguente:

Art. 9 bis

Nella Legge 19.10.98 n. 29 sono introdotte le seguenti modifiche:

1) all'articolo 2 comma 2, le parole "Appartiene a questa categoria ogni altra struttura insediativa" sono sostituite dalle "Appartengono a questa categoria i centri abitati vincolati ai sensi della legge 23.6.39 n. 1497 ed ogni altra struttura insediativi";

2) all'articolo 4 comma 1, le parole "nelle zone classificate A" sono sostituite dalle "nei centri storici come definiti al precedente art. 2";

3) all'articolo 9 comma 2, dopo la parola "immobili" viene aggiunto quanto segue ", tra di loro non contigui o appartenenti ad omogenei ambiti del centro storico ma,". (101)

PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti numeri 96, 97 e 98 uguali rispettivamente agli emendamenti numeri 188, 186 e 187, ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio.

Sanna GiaN VALERIO (Popolari-P.S.). Gli emendamenti numeri 96, 97 e 98 intervengono tutti sul comma 1 dell'articolo 9. Non vi è dubbio che l'impostazione che noi abbiamo colto dalla lettura dell'articolo 9 della finanziaria, che poi nel tempo si è andata consolidando con l'inquadramento più complessivo della manovra finanziaria, dia subito l'idea che in qualche modo si tenti di restaurare una sorta di neocentralismo regionale in materia di opere pubbliche. Basta scorrere le cifre dei commi di questo articolo per rendersi conto di come all'operazione, per altro in parte modificata ma in modo non del tutto sufficiente per stessa ammissione della Giunta, che si è impegnata a provvedervi in sede di assestamento di bilancio, di un recupero di protagonismo degli enti locali (protagonismo che non può essere penalizzato oltre un certo livello di guardia), questo articolo oppone invece, integrale, questa impostazione di depauperamento delle risorse a favore dei piani di interesse locale per i comuni e per gli enti locali incrementando invece, senza alcuna giustificazione, le partite che riguardano l'attuazione di programmi pluriennali di interesse regionale.

Su questo aspetto intervengono i tre emendamenti che hanno una funzione non di censura ma di ridimensionamento dell'impegno finanziario della Regione a valere sui propri programmi. Teniamo conto che il contesto sul quale noi operiamo in questo momento, e gli strumenti di programmazione esistenti sul territorio, lo dico all'Assessore, sono in gran parte rivolti al potenziamento dello sviluppo locale, e questa dimensione dello sviluppo locale vede l'assenza quasi totale della Regione.

Allora, voglio capire di quali adeguati strumenti, almeno relativamente alle parti che riguardano la competenza regionale, noi possiamo approvvigionare gli enti locali. di Parliamo di decine di miliardi a favore del piano di attuazione pluriennale di interesse regionale, e siamo ampiamente sotto i dieci miliardi per quanto riguarda le dotazioni finanziarie annuali nei confronti dei programmi che riguardano i contributi ai comuni per il restauro di chiese monumentali, immobili di valore storico artistico, per continuare sino al programma di interesse degli enti locali per il completamento di opere di importanza primaria e così via.

Il senso di questo emendamento tuttavia, al di là del ridimensionamento di queste cifre, è quello di porre alla Giunta e alla maggioranza un problema di riequilibrio. Un riequilibrio che non presenta, ovviamente, nel caso in cui dovesse essere accolta la nostra proposta, nessun problema di copertura finanziaria perché oggettivamente opera, e lo vedremo poi con altri emendamenti a commi diversi dello stesso articolo un riequilibrio di risorse che mette in una condizione non evidentemente paritaria ma più congrua, per usare un termine più corretto, il ruolo degli enti locali e della Regione in materia programmazione di opere pubbliche. Mi sembrerebbe questo un tentativo, per ridare congruità al contenuto dell'articolo 9, neanche troppo scandaloso rispetto all'impostazione originaria nel quadro dell'accordo che abbiamo tentato di raggiungere per rimettere in corsa un protagonismo anche finanziario degli enti locali. Su questo ci mancano per altro ulteriori elementi di conoscenza, perché quasi sempre ci viene detto che i programmi e le cifre sono determinati dagli impegni esistenti. Però non si può sottoporre all'attenzione del Consiglio regionale nulla che non abbia una documentazione adeguata, perché le nostre valutazioni si esprimono sulla proposta, che comunque è sottoposta alla valutazione libera del Consiglio regionale.

Nel bilancio prevale una impostazione di carattere diverso, per cui il consigliere che opera è nella condizione di verificare, perché è specificato quando si tratta di capitoli per spese obbligatorie sui quali, evidentemente, la valutazione del consigliere e le sue facoltà di proposta sono limitate. Io attendo di conoscere, se e nell'eventualità l'Assessore, anche in questo caso, dovesse fornire questa motivazione a giustificazione di questa dotazione, per la quale noi chiediamo con questi tre emendamenti un riequilibrio degli impegni già assunti, se questi impegni devono essere notificati al Consiglio perché ne possa prendere atto; diversamente crediamo che sia possibile operare questo riequilibrio che è in linea con lo sforzo che la Giunta stessa ha fatto, in collaborazione con l'opposizione, per ridistribuire con maggiore equità le opportunità di spesa per dare agli enti locali in questa fase particolare, in cui sono state recuperate alcune parti importanti degli strumenti di programmazione incentrati sullo sviluppo locale e comunale, risorse che sono fondamentali per dare una giustificazione non formale, ma sostanziale al protagonismo di questi enti per quella che noi riteniamo una parte importante, non esclusiva ma importante di un processo di mantenimento dell'attuale fase di ripresa economica.

Questa impostazione - ho avuto modo di dire altre volte qual è l'errore che si sta commettendo - è consentita dal fatto che per altri cinque - sei anni sarà in vigore il sostegno comunitario, noi abbiamo di fronte tutto sommato una strada in discesa. ai . Quindi la Regione in queste condizioni o si tenta di accelerare i suoi processi di sviluppo, per poter guadagnare dopo il 2006 una fase inerziale di sviluppo, o il venir meno di questi finanziamenti provocherà un diverso andamento dei parametri di sviluppo, per cui ho paura che dovremo ritenere fra qualche anno, se dovesse permanere questa impostazione, che anche l'apporto dell'Unione europea che erogherà ingenti risorse, soprattutto per infrastrutture, non incontrerà favorevoli precondizioni territoriali e di contorno, che riguardano anche gli aspetti culturali, sociali e antropologici delle nostre comunità. Perché anche questo nostro atteggiamento di non riflettere, quando programmiamo il bilancio, su quale sviluppo vogliamo per la Sardegna, per cui teniamo conto, anche senza citarle, delle aree con delle vocazioni determinate, già prestabilite e non diamo opportunità a quei territori, che invece stanno facendo sforzi enormi, anche se non conosciuti da parte della Regione, per riportarsi su livelli di competitività, non ci porterà un grande vantaggio. Avremo infatti uno sbilanciamento territoriale regionale che si aggiunge a quello nazionale che poi ha le sue ripercussioni e i suoi valori aggiunti sul piano comunitario.

La nostra proposta va nella direzione che abbiamo puntualmente percorso con tutte le nostre proposte di modifica della finanziaria, e cioè non demolire un impianto o un ruolo regionale, ma riproporzionare il ruolo regionale rispetto al protagonismo dei territori e delle nostre comunità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Calledda. Ne ha facoltà.

calledda (D.S.-F.D.). Rispetto alle osservazioni del collega Sanna vorrei svolgere una ulteriore considerazione. Ci pare, effettivamente, che emerga un atteggiamento di neocentralizzazione dell'intervento da parte della Regione; e io credo che, rispetto a questo problema, sia utile fare un ragionamento che ci consenta di uscire da questa logica e ridare nuove opportunità al decentramento delle competenze verso gli enti locali e i comuni, per favorire anche la soluzione di alcuni problemi che è, a mio modo di vedere, fondamentale.

Credo che se la Giunta ha compiuto comunque lo sforzo di accogliere una serie di osservazioni, dovrebbe anche rispetto a questo problema dare risposte.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 33 ha facoltà di illustrarlo.

BIGGIO (A.N.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Selis per illustrare l'emendamento numero 179.

SELIS (Popolari-P.S.). Poiché la Giunta ha dimostrato in Commissione disponibilità sull'emendamento di partenza, consentendo un incremento già significativo, pensavamo che grazie a questa sensibilità potesse fare un ulteriore sforzo su questo emendamento portando lo stanziamento dai 7 miliardi attuali a 15. L'intento sarebbe quello di intervenire in maniera meno frammentaria, meno episodica di quanto sino adesso si è fatto. Questo intervento riguarda il fondo a sostegno degli edifici di culto, del restauro e consolidamento di chiese di particolare interesse storico e artistico. Ripeto, poiché su questo problema la Giunta ha dimostrato sensibilità, vorremmo che questa sensibilità compisse un passo avanti e consentisse di stanziare una cifra che, vista così, può sembrare significativa, perché 15 miliardi in sè sono significativi, ma che rispetto alla quantità di richieste è sempre molto limitata.

Questo patrimonio edilizio ha valore artistico e culturale, ma sicuramente ha anche una funzione sociale che va sostenuta e alimentata. A noi sembra che da questo punto di vista si possa fare appello alla maggioranza, alla Giunta, perché accolga questo emendamento sul quale richiamiamo l'attenzione di quest'Aula. PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per illustrare l'emendamento numero 94.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Credo che sia opportuno illustrare contemporaneamente il 94 e il 95 che riguardano aspetti rientranti nel ragionamento che ho svolto sugli emendamenti al comma uno dell'articolo in esame.

Svolgo brevemente alcune considerazioni per rendere conto alla Giunta di quello che ho sottolineato poc'anzi riguardo a una rimodulazione, anche qui parliamo del 2002 per il 95 e del 2001 per l'emendamento 94, che porti le risorse da tre a cinque miliardi, interventi e contributi ai comuni per il restauro di chiese monumentali di particolare valore storico ed artistico. Vorrei puntualizzare che siamo nell'anno 2000, nell'anno giubilare, e credo che con molta vergogna, (ripeto con molta vergogna) la Regione sarda affronti quest'anno. Basterebbe girare, un giro anche piccolo, per le nostre città, per le città più importanti, non dico per i piccoli comuni, per quanto anche nei piccoli comuni ci siano strutture di grande valore artistico, per verificare che ci troviamo in una condizione vergognosa. Ci presentiamo alla celebrazione dell'anno giubilare con cattedrali avvolte da impalcature, con cattedrali dove stanno cadendo gli intonaci, cattedrali che hanno musei di incredibile valore artistico che non possono essere aperti perché non sono agibili le chiese; lasciamo da parte l'aspetto religioso sul quale ognuno si esprime secondo coscienza, ma noi siamo nell'anno 2000 e destiniamo la cifra di due - tre miliardi con l'ambizione di intervenire in questo settore! Questo è il dato che io sottopongo a questo Consiglio con responsabilità. Ci sono cattedrali al cui interno piove, e i comuni non possono intervenire, mentre dovremmo valorizzare questi edifici non solo per un fatto di dignità, non di alcuni, ma dell'intero popolo sardo, soprattutto per quello che rappresentano, ma anche come fonte di nuova e possibile occupazione.

Questo lo dico perché, se fosse possibile, occorrerebbe aprire un barlume di elasticità in una rigidità contabile, e mi rendo comunque conto che non sono in gioco partite di due, tre miliardi, ma sono in gioco questioni che attengono alla dignità complessiva di tutti noi. La realizzazione di queste opere rappresenterebbe infatti un segno tangibile della nostra credibilità, non solo sul piano della civiltà ma anche sul piano di un effettivo richiamo. Spesso sono riportate nei depliant le fotografie e le caratteristiche monumentali di queste opere e, poi, qualche volta con vergogna non possiamo farle visitare ai turisti perché sono o del tutto inagibili o con i teli che raccolgono pezzi di affreschi che cadono senza che noi muoviamo un dito, mentre ingrassiamo i programmi triennali per l'edilizia o per gli interventi infrastrutturali regionali che spesso durano decenni senza arrivare a conclusione.

Ho fatto queste considerazioni, signor Assessore e Giunta, per sollecitare una riflessione seria sull'argomento; e se questa riflessione non ci sarà nell'anno 2000, nell'anno del Giubileo, credo che la Sardegna dovrà attendere ancora per molto tempo.

PRESIDENTE. Uno dei proponenti ha facoltà di illustrare gli emendamenti numero 100 e 99.

CALLEDDA (D.S.-F.D.) Si danno per illustrati.

PRESIDENTE. Si presume illustrato anche il numero 185 poiché è identico al 99.

Uno dei presentatori dell'emendamento numero 8 ha facoltà di illustrarlo.

PIANA (C.C.D.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 34 ha facoltà di illustrarlo.

BIGGIO (A.N.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 93 ha facoltà di illustrarlo.

CALLEDDA (D.S.-F.D.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 21 ha facoltà di illustrarlo.

GRANARA (F.I.-Sardegna). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 101 ha facoltà di illustrarlo.

SANNA Gian Valerio (Popolari-P.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. La Commissione si rimette all'Aula non avendo potuto procedere all' esame degli emendamenti.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.

LADU (P.P.S.), Assessore dei lavori pubblici. Per quanto riguarda l'emendamento numero 98, praticamente si riduce il finanziamento per il 2000 da 16 miliardi a 10 miliardi. Si tratta di opere di interesse regionale che sono state inserite nella manovra finanziaria.

Ho ascoltato attentamente le considerazioni dell'onorevole Gian Valerio Sanna e dell'onorevole Calledda, e noi tutti condividiamo il principio secondo il quale bisogna dare maggiore autonomia ai comuni. Su questo siamo perfettamente d'accordo. Però io credo che alla Regione debba comunque rimanere una possibilità di intervento, per lo meno sulle opere di interesse sovracomunale; diversamente noi impediremmo alla Regione Sardegna di intervenire qualora si verificassero delle urgenze, il cui numero è sempre elevato. Purtroppo, già allo stato, noi non possiamo sempre dare risposte e, in questo modo, riducendo ulteriormente i fondi previsti in bilancio non avremmo più alcuna possibilità di intervento.

Devo dire che uno stanziamento di 16 miliardi è assolutamente irrisorio rispetto alle necessità che vi sono in questo settore. Però, voglio sottolineare anche un altro aspetto; la Regione ha assunto in merito degli impegni, perché il programma dei lavori pubblici si articola in piani triennali. L'anno scorso, nel bilancio 1999, avevamo previsto a iniziare dal 2000 e 2001 certe poste in bilancio e stiamo operando una riduzione, quando la stessa Regione Sardegna ha assunto degli impegni nei confronti degli amministratori locali. Noi diciamo di voler salvaguardare l'autonomia e gli interessi dei comuni talvolta, però sappiamo anche che la Regione Sardegna, sulla base dei piani triennali, ha stabilito degli impegni, elaborato dei programmi, decretato anche i finanziamenti, e noi oggi ci troviamo nella condizione di non poter rispettare neanche quegli impegni che abbiamo assunto nei confronti dei consigli comunali, degli enti locali in genere, proprio perché stiamo prevedendo in bilancio cifre assolutamente insufficienti per portare a termine quei programmi.

Devo ricordare che nel triennale 1999-2001 erano previsti 30 miliardi e 500 milioni per il 2000, e addirittura 38 miliardi per il 2001. Con la riduzione che stiamo operando, ovviamente, non siamo in condizioni di programmare un bel nulla, ma soprattutto non siamo in condizioni di rispettare gli impegni che abbiamo assunto nei confronti degli enti locali.

Quindi, credo che l'emendamento numero 98 sia da respingere. Così come è da respingere l'emendamento numero 187, che è perfettamente identico al 98, mentre è da accogliere l'emendamento numero 33, proprio perché va nella direzione di cui parlavo prima. C'è la necessità di fare degli interventi nel territorio e la Regione Sardegna, in questo modo, dà e ha la possibilità di operare qualora ci siano degli interventi di una certa urgenza, soprattutto quelli che riguardano le infrastrutture sovracomunali, perché senza questo tipo di intervento, senza questa posta in bilancio, noi non siamo assolutamente in condizioni di garantire alcun intervento.

Devo dire che tutti i giorni, gli amministratori locali dei comuni, ma anche delle comunità montane, vengono in Regione perché hanno bisogno di interventi nel territorio e se noi svuotiamo completamente questo capitolo non comprendo come noi possiamo programmare e realizzare interventi di natura straordinaria nel territorio.

L'emendamento numero 97è ugualmente da respingere perché tende a diminuire la posta in bilancio così come gli emendamenti precedenti.

E' da respingere anche l'emendamento numero 186 che più o meno è sulla falsa riga dei precedenti; così come sono da respingere gli emendamenti numero 96 e 188 sempre per le stesse motivazioni.

Sull'emendamento numero 179 è necessario soffermarsi per una riflessione. In pratica si tratta di una posta in bilancio di 4 miliardi per il 2000, per interventi di restauro e ristrutturazione delle chiese che hanno particolare valore storico e artistico. Devo dire che la cifra è assolutamente inadeguata, questo lo riconosco, considerato che anche su questo capitolo ci sono tantissime richieste. Ricordo che ci sono alcuni comuni, ad esempio Isili, dove il parroco in questo momento sta celebrando la messa in una scuola, perché la chiesa parrocchiale è assolutamente inagibile. Così come ci sono tantissime altre situazioni che richiedono interventi, credo anche immediati; pertanto è necessario rimpinguare questo capitolo e su questo emendamento sarei d'accordo.

Non sono d'accordo sul fatto che, mi rivolgo all'Assessore della programmazione, praticamente le risorse necessarie vengano prelevate dal capitolo 08029/05, che riguarda le opere pubbliche di interesse regionale. Sono quei fondi cioè che noi vogliamo mantenere proprio perché sono assolutamente indispensabili per gli interventi di una certa urgenza, ma, come dicevo prima, anche perché sono stati già programmati. Darei ora la parola all'Assessore della programmazione che è il più competente per decidere su quali capitoli eventualmente si può intervenire.

La Giunta non accoglie neanche, sempre per le motivazioni già espresse, gli emendamenti numeri 95, 94 e100. L'emendamento numero 32…

FADDA (Popolari-P.S.). E' ritirato, Assessore, la aiutiamo noi.

LADU, (P.P.S.), Assessore dei lavori pubblici. E' stato ritirato? Questo invece era un emendamento che doveva essere approvato.

FADDA (Popolari-P.S.). Le do un suggerimento, lo faccia proprio la Giunta.

LADU (P.P.S.), Assessore dei lavori pubblici. La Giunta non accoglie gli emendamenti numeri 99 e 185. L'emendamento numero 34 si accoglie.

PIANA (C.C.D.). L'emendamento numero 8 è ritirato.

LADU (P.P.S.), Assessore dei lavori pubblici. La Giunta non accoglie l'emendamento numero 93,mentre accoglie l'emendamento numero 21. PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento numero 101, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento 101 attiene ad una materia che inviterei i proponenti a rimettere al collegato, quindi non si accoglie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). Vorrei sapere quali sono gli emendamenti che il collega Ladu ha accolto e quali quelli che non ha accolto, ma lo vorrei sapere da lei che presiede l'Assemblea perché io non sono riuscito a seguire l'esposizione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, vorrei ribadire la richiesta, già rivolta stamattina, all'assessore Ladu, proprio per valutare le motivazioni che ha addotto nell'accogliere e nel respingere una serie di emendamenti, di avere lo stato di attuazione degli interventi di carattere regionale.

Siccome questi documenti non sono stati allegati al bilancio, se domani l'Assessore potesse darci questa informazione saremmo tutti più consapevoli delle questioni e di conseguenza potremmo valutare meglio la giustezza o meno delle sue posizioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.

LADU (P.P.S.), Assessore dei lavori pubblici. Per rispondere alla domanda che ha fatto l'onorevole Selis, devo dire che noi nel collegato alla finanziaria abbiamo chiesto la verifica di tutte le somme che sono state impegnate dal bilancio regionale ed assegnate agli enti locali. Pertanto, entro il 30 settembre, come è previsto nel collegato alla finanziaria, noi saremo in condizione di fare il punto sulla situazione delle risorse impegnate. L'orientamento della maggioranza e dell'Assessorato dei lavori pubblici è quello di recuperare quelle somme che effettivamente incontrano grossissime difficoltà ad essere spese, trasferendole in capitoli dove, invece, possano essere spese immediatamente.

Ci rendiamo conto che in tutti questi anni si sono accumulati tantissimi ritardi, molti comuni e molti enti locali hanno a disposizione fondi da tanti anni che devono essere rimessi in circolazione.

Noi abbiamo la volontà di effettuare una verifica entro il 30 settembre e poi tentare di recuperare quei fondi che abbiamo la certezza non possano essere spesi dagli enti locali per diverse motivazioni.

SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, solo una battuta.

PRESIDENTE. Prego.

SELIS (Popolari-P.S.). Se l'Assessore mi dice che verificherà entro settembre, vuol dire che non ha i programmi, per cui dei fondi che sta chiedendo non spenderà una lira. Io invece, poiché presumo che l'Assessore stia chiedendo questi fondi per finanziare programmi che ha sul tavolo, chiedo che questi programmi, anche con una semplice fotocopia, domani ci vengano consegnati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Presidente e colleghi, vorrei offrire un contributo perché possiate affrontare con più serenità l'accettazione o meno di questi emendamenti.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 21 devo ricordare che attiene ad un recupero di somme. Furono stanziati già anni fa sei miliardi per i porti (riparazioni, eccetera) che dalle vostre Giunte furono distratti per altri usi; questa volta sono compresi forse anche gli interessi e si è arrivati a una cifra complessiva di sette miliardi a disposizione di quei porti, molti, che attendono di dare il via alle necessarie ristrutturazioni.

PRESIDENTE. Secondo gli accordi presi in precedenza sospendiamo la seduta per fare una breve Conferenza dei Capigruppo al fine di organizzare i lavori di domani.

Ha domanda di parlare il consigliere Cugini sull'ordine dei lavori.

CUGINI (D.S.-F.D.). Sono d'accordo per la sospensione, chiaramente, perché era concordata. Però vorrei ricordare all'assessore Ladu che domani dobbiamo discutere un articolo molto impegnativo corredato da tanti emendamenti. Poiché buona parte degli emendamenti non è stata accolta, noi abbiamo chiesto la documentazione necessaria per confermare o ritirare gli emendamenti. Io tendenzialmente sono favorevole a contribuire allo snellimento delle procedure, ma molto, anzi, posso dire tutto, dipenderà dalla documentazione che l'assessore Ladu ci fornirà domani mattina. Se dovessimo trovarci in carenza di documentazione, lo dico alla Giunta, la discussione sarà più approfondita perché non ci possiamo limitare solo alle considerazioni, sia pure positive o parzialmente positive, dell'assessore Ladu.

PRESIDENTE. La seduta è sospesa, viene convocata una Conferenza dei Capigruppo.

(La seduta sospesa alle ore 20 e 10, viene ripresa alle ore 20 e 57.)

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

Presidente. Riprendiamo i lavori del Consiglio per comunicare all'Aula le determinazioni della Conferenza dei Capigruppo.

I lavori del Consiglio riprenderanno domani mattina alle ore 10, si interromperanno alle ore 14, riprenderanno alle ore 15 per concludersi alle 20. Si riunirà di nuovo la Conferenza dei Capigruppo che stabilirà i lavori per la giornata di venerdì.

La seduta è tolta alle ore 20 e 58.



Allegati seduta

XLVI SEDUTA

MERCOLEDI' 8 MARZO 2000

Presidenza del Presidente SERRENTI

indi

del Vicepresidente CARLONI

indi

del Presidente SERRENTI

indi

del Vicepresidente CARLONI

indi

del Presidente SERRENTI

indi

del Vicepresidente CARLONI

indi

del Presidente SERRENTI

La seduta è aperta alle ore 9 e 25.

MANCA, Segretario, lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 24 febbraio 2000, che è approvato.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). Signor Presidente, poiché c'è stato forse un equivoco sull'orario d'inizio dei lavori, chiederei alla sua cortesia una breve sospensione della seduta.

PRESIDENTE. Se non vi sono opposizioni sospendo la seduta per quindici minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 9 e 27, viene ripresa alle ore 9 e 51)

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Pietro Fois ha chiesto di poter usufruire di i un giorno di congedo a far data da oggi, 8 marzo 2000. Se non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.

Elezioni suppletive di due componenti del Consiglio di amministrazione dell'ARST Votazione segreta per schede

PRESIDENTE. Il Consiglio regionale deve procedere all'elezione di un rappresentante degli enti locali e di un esperto in materia di trasporti, quali componenti del Consiglio di amministrazione dell'ARST, in sostituzione di Gianluca Grosso e Marco Carboni che, eletti nella seduta del 29 febbraio ultimo scorso, hanno dichiarato di non accettare l'incarico.

Ogni consigliere dovrà scrivere nelle proprie schede un solo nome, risulteranno eletti i nominativi che avranno ottenuto il maggior numero di voti per ogni categoria.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione per l'elezione di un componente nel Consiglio di amministrazione dell'ARST, in sostituzione di Gian Luca Grosso:

presenti 66

votanti 63

astenuti 3

schede bianche 25

Ha ottenuto voti: Antonio MANCONI, 38.

Viene proclamato eletto: Antonio MANCONI.

Proclamo il risultato della votazione per l'elezione di un componente nel Consiglio di amministrazione dell'ARST, in sostituzione di Marco Carboni:

presenti 66

votanti 63

astenuti 3

schede bianche 25

Ha ottenuto voti: Marco CARBONI, 38.

Viene proclamato eletto: Marco CARBONI.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI -CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DEMURU - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI -FLORIS Emilio - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI -LODDO - LOMBARDO - MANCA - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILO - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SCANO - TUNIS Gianfranco - TUNS Marco - USAI - VASSALLO.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - Mario FLORIS - SANNA Gian Valerio.)

Continuazione della discussione del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2000)" (21/A)

PRESIDENTE. Ricordo che l'ordine del giorno reca la continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge 21/A e che nella precedente seduta è stata data lettura dell'articolo 4 e dei relativi emendamenti; gli emendamenti debbono essere ancora illustrati Uno dei presentatori dell'emendamento numero 161 ha facoltà di illustrarlo.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 162 ha facoltà di illustrarlo.

PINNA (D.S.-F.D.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 70, ha facoltà di illustrarlo.

PUSCEDDU (D.S.-F.D.). Signor Presidente, l'emendamento numero 70 tende, oltre che a rimpinguare la provvista finanziaria, tanche a modificare la Voce 7 della tabella B relativa a "Nuovi oneri legislativi", dando la possibilità di poter effettuare interventi non solo nei settori produttivi e del territorio, ma anche nei settori sociali e culturali.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 16 ha facoltà di illustrarlo.

PUSCEDDU (D.S.-F.D.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 53 ha facoltà di illustrarlo.

PINNA (D.S.-F.D.). Signor Presidente, cari colleghi, l'emendamento in esame, a nostro avviso, ha una grande rilevanza. Riprende infatti un tema ormai ampiamente discusso in Sardegna, quello della continuità territoriale, che nell'ambito dell'Intesa Stato-Regione ha trovato una ratifica molto importante.

Tuttavia in quella sede il discorso si è incentrato soprattutto sulla necessità della continuità territoriale per favorire la mobilità delle persone; invece non si è prestata, assolutamente, alcuna attenzione al sistema di abbattimento del differenziale dei costi delle merci in uscita dalla Sardegna, per cercare di raggiungere l'obiettivo della continuità territoriale in favore anche del sistema produttivo.

E'nostro intendimento presentare una proposta di legge, nelle prossime settimane, che ha come obiettivo quello di creare uno strumento legislativo, in linea con gli orientamenti previsti nel DPEF appena approvato, che consenta di intervenire attraverso un sistema di aiuti alle imprese nel settore dei servizi connessi al trasporto delle merci. Naturalmente la nostra proposta tiene conto della direttiva dell'Unione Europea, che tende ad impedire la concessione di finanziamenti specifici in conto esportazione, ma che comunque tiene conto di questa esigenza di assicurare anche alle imprese la continuità territoriale.

Con questo emendamento, perciò noi vogliamo istituire nel fondo "Nuovi oneri legislativi" una voce che copra i fabbisogni finanziari di questa proposta.

Devo rilevare che con la legge numero 144, approvata nel mese di maggio, il Governo ha dato copertura finanziaria al sistema del servizio pubblico aereo per quanto riguarda la continuità territoriale delle persone. Nel comma successivo a quello che prevede questo stanziamento è previsto un altro stanziamento, estremamente importante, che è destinato proprio a sostenere il principio della continuità territoriale per le imprese. Vengono stanziati 70 miliardi - e non è poco - per garantire una serie di servizi; in particolare si prevede un contenimento delle tasse di attracco per le navi, un contenimento delle tasse aeroportuali per quanto riguarda il trasporto di merci con il vettore aereo. Tuttavia, questo intervento che il Governo ha inserito nella legge numero 144 è molto limitato, e non è sicuramente sufficiente a reintegrare quello strumento, importantissimo, operante in Sardegna fino a due anni fa, talmente apprezzato da tutte le imprese che le richieste di utilizzo hanno superato le disponibilità. Mi riferisco all'incentivo in conto occupazione, previsto dall'articolo 11 della legge 268, per le imprese che esportavano più del 20 per cento delle loro produzioni. l'Intesa Stato-Regione, indubbiamente, ha fatto nascere i presupposti per consentire la continuità territoriale a favore delle persone, ma noi crediamo che le persone si possano muovere nella misura in cui hanno la possibilità di lavorare, nella misura in cui in Sardegna si produce. Dunque chiediamo una continuità territoriale per le imprese e per le merci di dignità e di importanza di pari a quella delle persone, perché la continuità territoriale per le imprese, per le produzioni e per le merci è quella che consentirà ed amplierà la mobilità delle persone, è quella che, assieme allo sviluppo dei rapporti che dovrà avere la comunità sarda, sosterrà lo sviluppo. Sviluppo che è proprio il presupposto perché la nostra realtà isolana e la nostra Regione si possano inserire nei circuiti internazionali, anche per quanto riguarda i tassi di sviluppo e la capacità di affermare i propri prodotti sul mercato.

Questo emendamento si prefigge proprio questo obiettivo, e noi chiediamo alla Giunta che lo faccia proprio. Noi, pur chiedendo una dotazione finanziaria di un certo rilievo, possiamo anche accedere ad eventuali proposte della Giunta in ordine alla dimensione della copertura finanziaria prevista per il primo anno da questa proposta di legge che, speriamo, venga approvata da questo Consiglio regionale. Io credo, tuttavia, che pur essendo disponibili a contenere la richiesta di finanziamento, anche in base alla disponibilità di cui darà prova la stessa Giunta, sia indispensabile non trascurare questo problema, perché diversamente la cosiddetta continuità territoriale per le persone rischia di diventare un fatto davvero limitante, se contemporaneamente non siamo capaci di promuovere lo sviluppo che può venire dall'esportazione delle nostre produzioni.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 76 ha facoltà di illustrarlo.

PIRISI (D.S.-F.D.). Signor Presidente, l'emendamento numero 76 prevede "Interventi a favore della Provincia e dei Comuni, e di altri soggetti pubblici o privati ricadenti entro i confini dell'area del Parco del Gennargentu". Non l'abbiamo chiamato Parco nazionale del Gennargentu perché il termine "nazionale" ha già creato tante discussioni e tante polemiche.

PRESIDENTE. Onorevole Pirisi, l'emendamento 76 e l'emendamento 189 trattano lo stesso argomento, li sta illustrando entrambi?

PIRISI (D.S.-F.D.). Sono uguali, per un disguido allo stesso emendamento è stata data una diversa numerazione.

Si tratta di una proposta per interventi, il cui costo complessivo supera i cento miliardi in tre anni, che noi avanziamo perché in diverse occasioni questa Giunta ha sostenuto di voler destinare risorse a favore di quei territori utilizzando strategie diverse rispetto a quella che punta principalmente su un parco nazionale.

Io credo che la questione del Parco nazionale del Gennargentu non sia nato recentissimamente, cioè dopo il decreto del Ministro Ronchi, perché si tratta di una vicenda che risale al 1927, periodo in cui un senatore di Orgosolo, il senatore Mastinu, aveva prospettato la possibilità di creare in quei territori un'area protetta.

Nella legge regionale numero 31, del 1989, si parlava già di Parco del Gennargentu, la perimetrazione fu fatta dalla Regione sarda e includeva quattordici comuni della zona del Gennargentu, ricadenti parte nella Barbagia e parte nell'Ogliastra. Si trattava quindi e si tratta di intervenire su una realtà territoriale dotata di una risorsa ritenuta unica, non solo in Sardegna, ma in tutto il Mediterraneo e certamente in Europa. Si ipotizzava di consorziare questi comuni per realizzare un parco che potesse, e possa, creare sviluppo in quei territori. Evidentemente sarebbe troppo lungo ripercorrere tutta la vicenda, però, siccome qui ci sono state anche delle insinuazioni da parte del Presidente della Giunta circa l'assegnazione di incarichi e quant'altro, io posso mostrare la delibera, adottata dal Consiglio provinciale di Nuoro il 17 aprile 1992 che ha per oggetto: "Studi per l'istituzione del Parco del Gennargentu - designazione del gruppo di coordinamento per lo studio del piano operativo di ricerca e relative metodologie. Approvazione dello schema di convenzione". Il Presidente dell'amministrazione provinciale di Nuoro era in quel periodo il dottor Achille Crisponi, e posso accludere anche l'elenco di tutti i consiglieri che votarono a favore di questa delibera. Vorrei sottolineare, tra l'altro, che la Giunta in questione non era neanche di centro - sinistra, come risulta dagli atti, perché il PDS, per esempio, allora era all'opposizione e non partecipò neppure a quel voto. Ma va detto invece che nell'elenco dei consiglieri figurano i nomi di coloro che oggi agitano, con grande veemenza, la bandiera dell'antiparco, che in qualità di consiglieri provinciali votarono a favore dello studio sul Parco del Gennargentu.

Le vicende degli ultimi anni sono abbastanza note, però riteniamo fondamentale che la risorsa ambientale, nonostante la battuta d'arresto subita dal Parco del Gennargentu, venga valorizzata ai massimi livelli; questo porterebbe benessere, certamente, a quel territorio, ma noi riteniamo che la risorsa ambientale deve essere messa a disposizione dello sviluppo di tutta la Sardegna.

Ebbene, noi crediamo che la Giunta, considerato che non ha indicato alcun tipo di strategia in generale, né l'ha indicata nel bilancio di previsione e neppure nella finanziaria, debba mettere a disposizione di quei territori delle risorse per realizzare quanto è previsto nelle leggi, sia nella "394" che nella "31", cioè per creare sviluppo in quel territorio. Noi abbiamo quantificato in quaranta miliardi annui la spendita per la realizzazione delle strutture, ma riteniamo che le risorse che possono essere attratte da quei territori con la realizzazione del parco siano certamente superiori alle somme che noi abbiamo indicato per l'infrastrutturazione.

La Giunta ha asserito di non avere nessuna intenzione di interloquire con lo Stato su questo argomento; e, se non ricordo male, anche l'Assessore Pittalis in un intervento recente ha sostenuto che, con boiardi di Stato come il direttore generale dell'ambiente non si intendeva aprire nessuna interlocuzione. Invece, se noi, oggi, non intervenissimo a favore di quei comuni, contribuiremmo a creare una fortissima desertificazione. Il problema dello spopolamento di quei territori è legato anche al fatto che non si intravede una prospettiva di sviluppo, né questa Giunta ha indicato prospettive di sviluppo per quei territori alternative al parco. Noi crediamo che la risorsa ambientale sia una risorsa fondamentale ed importantissima per la Sardegna, e che dev'essere valorizzata al massimo.

L'allungamento della stagione turistica può passare anche attraverso la realizzazione del Parco del Gennargentu, e noi sappiamo bene quali siano gli interventi previsti a favore dei territori che ricadono all'interno di queste aree. Sono previsti degli interventi a favore dei centri storici, a favore della ricerca di fonti energetiche non inquinanti, a favore del recupero delle comunità rurali, dell'architettura rurale, a favore dei settori agro-silvo-pastorali. E quindi crediamo che senza un intervento massiccio noi condanniamo una zona importante del nostro territorio ad una lenta e costante agonia.

Quindi il nostro emendamento ha lo scopo di cercare di richiamare l'attenzione della Giunta sulla necessità di programmare interventi consistenti a favore di questi territori. E crediamo anche che non si possa continuare a presentare l'ipotesi di sviluppo ambientale come un qualcosa di estraneo alle popolazioni, che sarebbe gestita dai giannizzeri romani o quant'altro E' importante che con il consenso delle popolazioni noi, senza indugio, andiamo avanti per la creazione di un Parco del Gennargentu.

Quindi, in assenza di parco nazionale, riteniamo che l'Assessorato all'ambiente, unitamente a tutta la Giunta e il Consiglio, possa indicare una strategia di sviluppo affinché in questi territori il parco venga visto come, una reale e concreta opportunità di sviluppo, e non invece come un tentativo di mummificare in qualche modo quel territorio. Bisogna dire con chiarezza, invece, che nessun pastore andrà via dai territori del Gennargentu. Questo emerge con chiarezza dagli studi commissionati, uno dalla Regione e uno dalla Provincia; esistono infatti, e questo è un paradosso, due studi che hanno seguito un percorso parallelo e complementare, pur giungendo a conclusioni leggermente diverse. E, tra l'altro, sarebbe anche interessante capire che fine ha fatto lo studio commissionato dalla Regione. Lo studio della Provincia è anche a disposizione degli studenti universitari che debbono effettuare ricerche o altro; lo studio della Regione, a questo punto, non sappiamo che fine abbia fatto.

In entrambi gli studi, comunque, è detto in maniera chiara che nei secoli si è creato un equilibrio tra l'uomo e l'ambiente.

Si è creato cioè un rapporto armonico che negli anni e nei secoli si è estrinsecato nei modi e nelle forme che conosciamo. Non è assolutamente pensabile che possano essere messe in atto delle azioni che prevedano l'espulsione da quei territori dei residenti; o, semmai l'obiettivo è l'esatto contrario: far permanere coloro che oggi lì insistono, e possibilmente fare in modo che quel territorio, anche attraverso le politiche ambientali che dovremo portare avanti, attragga nuovamente le persone che si sono allontanate.

PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti numero 272, 273, 274, 241, 244, 269, 271, 240 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si danno per illustrati.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 161 la Commissione si rimette all'Aula, ricordando che già in sede referente è stata accolta, almeno parzialmente, la previsione di inserire un ulteriore aumento di cinque miliardi nel 2000.

Sull'emendamento numero 162 la Commissione si rimette ugualmente all'Aula, rilevando che nel fondo "Nuovi oneri legislativi" è già stata prevista anche in Commissione, in aumento, una dotazione consistente per il settore del commercio. Siamo nell'ordine, se non ricordo male, non ho qui le cifre, dei venticinque miliardi..

Sugli emendamenti numero 70 e 163, che sono evidentemente collegati, la Commissione si rimette all'Aula perché non li ha materialmente esaminati. Faccio però notare che c'è un problema abbastanza evidente di copertura finanziaria.

Ancora per l'emendamento numero 53 il relatore si rimette all'Aula, pur comprendendo e condividendo le motivazioni politiche che sottendono queste richieste così come si rimette all'Aula sugli emendamenti numero 76 e 189 che sono uguali. Il parere è favorevole sugli emendamenti numero 272, 273, 274, 241, 244, 269, 271 e 240.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta regionale invita i presentatori a ritirare l'emendamento numero 161, perché ha già presentato un disegno di legge, collegato alla finanziaria, nel quale individua le risorse finanziarie. E l'entità delle risorse previste è anche maggiore rispetto a quella richiesta nell'emendamento; vengono stanziati infatti esattamente 11 miliardi e 10 milioni per l'anno 2000, 7 miliardi e 930 milioni per gli anni 2001 e 2002. In ogni caso l'emendamento come tale è irricevibile perché la voce 7 non contiene la copertura indicata dall'emendamento.

Il contenuto dell'emendamento numero 162 ha già trovato accoglimento in Commissione, tant'è che il testo esitato dalla Commissione alla tabella B, voce 3, prevede un importo complessivo di 49 miliardi e 300 milioni per interventi nel settore del commercio. Quindi la Giunta invita i proponenti a ritirare anche questo emendamento.

L'emendamento numero 70 è inammissibile, per le ragioni che ho anzidetto, perché la voce 7 della tabella B non contiene la copertura finanziaria necessaria. . L'emendamento numero 173 non si accoglie. L'emendamento numero 53 viene accolto dalla Giunta come raccomandazione, perchè non ha la copertura finanziaria, in quanto tale non è inammissibile; lo stesso discorso vale per gli emendamenti numero 76 e 189, i quali si accolgono ugualmente come raccomandazione. Sull'emendamento numero 273 vorrei far rilevare, e prego gli uffici di operare la correzione, che per un errore materiale nell'ultimo alinea occorre sostituire le parole "del medesimo anno", con le parole "dei medesimi anni". La Giunta si riserva di ritirare, invece, l'emendamento numero 269, relativo agli incentivi per l'informatizzazione diffusa, in quanto è stato già concordato un altro emendamento che dovrebbe sostituirlo.

PRESIDENTE. Sulla base della segnalazione dell'Assessore Pittalis, debbo chiedere ai proponenti degli emendamenti privi di copertura finanziaria di precisarla, altrimenti sarò costretto a dichiarare non ammissibili gli emendamenti medesimi..

E' aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna . Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.-F.D.). Io mi scuso col Consiglio perché nel momento in cui avrei dovuto illustrare l'emendamento numero 161 mi sono dovuto assentare un attimo dall'Aula.

Questo emendamento nasce dalla necessità di prevedere risorse adeguate per un doppio intervento da effettuare nello stagno di Cabras. Da un lato mira al risanamento e al recupero dello stagno che, nel mese di giugno dell'anno scorso,è stato colpito da una calamità naturale a tutti nota, e dall'altro intende rispondere all'esigenza di prevedere un adeguato indennizzo per i pescatori che operano in quel compendio ittico.

Debbo dire che le osservazioni dell'assessore Pittalis sull'argomento non mi convincono del tutto. E' vero che la Giunta ha previsto, nel collegato alla finanziaria, in attuazione del decreto legislativo numero 152, 17 miliardi nel triennio per l'azione in oggetto, però questa proposta non mi convince comunque in quanto, da un esame approfondito fatto in Commissione del testo proposto dalla Giunta, non emerge chiaramente il capitolo al quale fare riferimento per la copertura finanziaria.

Pertanto ho ritenuto opportuno, assieme ad altri colleghi, presentare questo emendamento che prevede complessivamente 22 miliardi di investimenti nel corso del triennio.

Il riferimento alla voce 7, interventi vari nei settori produttivi del fondo per nuovi oneri legislativi del capitolo 03017 è un riferimento obbligato, perché quello era il fondo su cui si poteva prevedibilmente ritenere che ci fossero delle risorse disponibili, è il capitolo al quale hanno fatto riferimento tantissimi emendamenti. Poi è chiaro che, in sede di coordinamento, sarà compito della Giunta trovare anche risposte a queste diverse esigenze.

C'è un problema, ripeto, di chiarezza sulla copertura finanziaria dell'articolo 6 bis del collegato che ha presentato la Giunta in attuazione del decreto legislativo numero 152. Se l'assessore Pittalis, rispetto a questa questione, chiarisce definitivamente il problema, io non ho alcun motivo per mantenere in piedi l'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dettori Ivana. Ne ha facoltà.

DETTORI IVANA (D.S.-F.D.). Presidente, innanzitutto voglio sottolineare che l'emendamento contiene una imprecisione. Quando sono state individuate le risorse finanziarie per la copertura di questo emendamento si era fatto riferimento, erroneamente, alla tabella B, voce 7, del testo presentato dalla Giunta, e non al testo della tabella modificato in Commissione. Pertanto, deve intendersi la voce 6 e non la voce 7 del capitolo 03017 in diminuzione. .

Io credo, detto questo, che sia importante, da parte del Consiglio e della Giunta, dare un segnale in generale rispetto alla questione dei parchi e in particolare a quella del Parco del Gennargentu; ritengo infatti che noi tutti, il Consiglio e la Giunta in modo particolare, abbiamo il dovere di governare i processi che avvengono, non di cavalcare i malumori di taluni, a volte molto pochi, fino a rischiare di innescare conflitti di ordine sociale.

Pertanto noi riteniamo che sia necessario destinare risorse a quelle comunità affinché possano capire e verificare che investire sul Parco significa mettere in moto risorse, mettere in moto investimenti, pensare ad un decollo economico e ad una risorsa culturale importante.

Quindi, credo che sia fondamentale che questa Giunta dia un segnale chiaro e preciso di voler invertire quel processo che l'ha vista mettersi a capo di un movimento particolare, quello dell'antiparco, che spesso rischia il qualunquismo, che anziché informare su che cosa significa istituire i parchi, disinforma sostenendo che si colpiscono soprattutto gli usi civici e la caccia; seppure io dico rispetto alla caccia che bisogna ragionare sui significati e sulle modalità di controllo di tale attività.

Io credo che questa Giunta che rappresenta, certo, una parte del Consiglio, ma anche tutti i sardi, debba necessariamente e incontrovertibilmente dare risposte, ma non sulla base degli umori di alcuni. L'ex Assessore dell'ambiente aveva dato, infatti, segnali di tipo diverso; e poiché adesso è diventato Assessore della pubblica istruzione, proprio in quanto tale ha un dovere in più, quello di informare e di insegnare che ci si deve comportare civilmente e rispettare le opinioni di tutti. Non cavalchiamo quindi proteste, non innestiamo ulteriori disordini sociali in un territorio che non ne ha proprio bisogno, ma piuttosto cerchiamo di investire risorse in un settore che, così supportato, può davvero modificare il volto di quel territorio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Presidente, colleghi, intervengo solo per un chiarimento in merito all'emendamento numero 53 in materia di trasporti. Vorrei ricordare all'Aula ed ai colleghi estensori dell'emendamento, che stanno lavorando anche ad una proposta di legge, che negli anni Ottanta, sulla spinta di una richiesta forte dell'imprenditoria sarda, fu varata una normativa che prevedeva la concessione di uno sconto alle aziende sui trasporti da e per la Sardegna sulle linee ferroviarie e sulle linee marittime, dietro presentazione della necessaria documentazione. . E' avvenuto che le Ferrovie grazie a questo sconto riempivano i loro vagoni falsando la libera concorrenza sul mercato. Chiaramente altri imprenditori hanno presentato ricorso alla Corte de l'Aja, e la stessa UE, - attraverso un suo documento che posso anche reperire e passare agli amici estensori della nuova norma - ha vietato tassativamente l'applicazione di questa norma; e credo abbia anche promosso un'azione di infrazione nei confronti dello Stato italiano.

La proposta inizialmente prevedeva una sorta di compenso alle imprese in base a dei parametri, indipendentemente dal settore scelto, invece poi si introdusse la compensazione soltanto sul tratto mare e sul vettore ferrovia. Quindi si creò già dall'inizio una disparità di trattamento, perché chiaramente i trasportatori privati potevano offrire una riduzione solo sul tratto mare mentre le ferrovie, partendo dalle zone di produzione, potevano offrire uno sconto su tutta la tratta, terra e mare, fino alla consegna in Continente. Questo è un aspetto.

Un altro aspetto riguarda il ruolo che la Regione deve svolgere in questa materia così delicata e così interessante. La Regione, certo, deve fare la sua parte, ma deve intervenire in via prioritaria, o deve invece intervenire lo Stato? A me pare che debba essere un compito dello Stato darci le autostrade del mare, che debba essere lo Stato a darci le opportunità per misurarci sul mercato in condizioni di parità con gli altri. Quindi, su questo provvedimento occorrerà operare gli opportuni approfondimenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (D.S.-F.D.). Io, Presidente e colleghi, vorrei iniziare il mio intervento riprendendo l'ultima parte di quello dell'onorevole Biggio. Le questioni a cui si riferiva il collega sono note ma ormai superate; tuttavia l'Unione Europea, pur ponendo limiti ed avendo cancellato quelle disposizioni, più recentemente, per le Regioni ultraperiferiche dell'Unione Europea, ha proprio previsto la possibilità di reintegrare,norme orientate all'abbattimento dei sovracosti di trasporto. Mi riferisco alla direttiva 7406 del 1998, quindi recentissima, dove si dice che, in base al criterio della densità della popolazione, così definito nella direttiva stessa, possono essere autorizzati degli aiuti intesi a compensare in parte i sovracosti di trasporto. Questo lo dice l'Unione Europea, collega Biggio, quindi l'Unione Europea consente che le Regioni svantaggiate, ultraperiferiche, possano intervenire su questo aspetto.

E` anche vero, certamente, che lo Stato deve aiutare la nostra Regione a compensare e ad alleviare gli svantaggi, legati alla nostra insularità, ma a questo ho già fatto riferimento nell'illustrazione dell'emendamento quando ho citato la legge numero 144. In questo provvedimento, che è recentissimo (la legge numero 144 è del 17 maggio 1999), oltre a prevedere con uno stanziamento di 70 miliardi la copertura degli oneri di servizio pubblico per favorire la mobilità delle persone, nello stesso articolo, il numero 36, è contenuta una disposizione di grande rilevanza per la Sardegna e per le merci in uscita dalla Sardegna. Infatti, al comma 5 del suddetto articolo si dice: "Sono concesse alle piccole e medie imprese industriali e di trasformazione, con sede di stabilimento in Sardegna, che esportano semilavorati o prodotti finiti, ad eccezione di quelle di distillazione del petrolio", ovviamente per il noto peso che la raffineria della SARAS ha in Sardegna, " agevolazioni sui costi di trasporto, nei limiti stabiliti dall'Unione Europea in materia di aiuti statali alle imprese, mediante credito di imposta determinato nelle seguenti misure: fino al limite dell'ottanta per cento dell'importo delle tasse e delle soprattasse di ancoraggio di cui alla legge 9 febbraio 1963, numero 82, e successive modificazioni, pagate per operazioni di commercio nei porti sardi". Ora, io ritengo in primo luogo che gli operatori non siano ancora a conoscenza di questa norma, e in secondo luogo che non sia possibile limitare all'industria queste agevolazioni escludendo gli altri operatori economici, come se gli artigiani, gli agricoltori, e le altre categorie non avessero gli stessi diritti e non dovessero godere delle stesse opportunità per il movimento delle loro merci. Questo è un limite, se si vuole, della legge numero 144, a cui noi intendiamo porre rimedio con questo provvedimento. La copertura finanziaria che ha previsto lo Stato, dicevo prima, ammonta in tre anni ad ottanta miliardi di cui venti miliardi per il 1999, ancora tutti da utilizzare e trenta miliardi per gli anni successivi a decorrere dall'anno 2000.

L'altro beneficio che la legge numero 144 prevede, sempre relativamente ai costi di trasporto delle merci, è un abbattimento, fino al limite dell'ottanta per cento, dell'importo dei diritti aeroportuali previsti dalla legge 5 maggio 1976, numero 324 e successive modificazioni, pagato per le operazioni commerciali negli aeroporti sardi.

Questa è una innovazione estremamente importante, che dimostra l'interesse dello Stato e del Governo nei confronti della nostra Regione; noi dobbiamo quindi prestare la necessaria attenzione al completamento di questa norma, al fine di creare per gli operatori sardi, per le imprese, un sistema di continuità territoriale che, come dicevo prima, non riguardi soltanto le piccole e medie imprese industriali, ma possa essere esteso agli artigiani, agli agricoltori, a tutti i produttori del settore agroindustriale.

Per questo noi abbiamo previsto di proporre la norma successivamente, e mi fa piacere che il relatore, l'onorevole La Spisa, abbia condiviso questa necessità, così come debbo dire che ho apprezzato anche la disponibilità della Giunta ad accogliere questo emendamento; anche se voglio sperare che la Giunta non l'accolga soltanto come raccomandazione. Se la voce 7 della tabella B, assessore Pittalis ha una così limitata disponibilità, per la copertura finanziaria possiamo fare riferimento alle voci 4 e 5 della medesima tabella e contenere lo stanziamento portandolo da 20 a 2 miliardi. Ci rendiamo conto che i tempi per l'approvazione e l'attuazione del provvedimento sono ristretti, per cui non è pensabile che entro quest'anno si possano utilizzare i venti miliardi che noi proponiamo nell'emendamento. Tuttavia questa riduzione dello stanziamento spero comporti che il contenuto dell'emendamento venga accolto non come raccomandazione ma diventi un impegno serio della Giunta e di questo Consiglio al fine di dare una speranza a quella miriade di imprenditori che fino a due anni fa hanno usufruito di quei benefici cui faceva riferimento il collega Biggio, e che oggi si trovano effettivamente svantaggiati a causa della nostra condizione di insularità. Diversamente il tema della continuità territoriale rischia di diventare davvero soltanto uno slogan; e, comunque, se ci limitassimo soltanto a portare a termine quanto fatto dal Governo nazionale e dalla precedente Giunta con le intese di programma, i benefici per la nostra comunità sarebbero limitati.

Io insisto ancora affinché la condivisione dell'emendamento da parte del Presidente della Commissione programmazione e da parte della Giunta non comporti un accoglimento del medesimo soltanto come raccomandazione, ma diventi in questa finanziaria un fatto tangibile, perché questo Consiglio regionale possa dare al mondo dell'impresa, al mondo della produzione quei segnali di speranza attesi riguardo alla movimentazione e alla collocazione sui mercati delle merci e delle produzioni sarde. Noi vorremmo che entro quest'anno si possa arrivare a definire una norma di compensazione di quanto è stato cancellato dall'Unione Europea, ma al contempo ottenere quei benefici oggi consentiti dall'Unione medesima e contenuti nella direttiva del 1998. A nostro parere, infatti, è necessario ripristinare questi benefici che sono indispensabili per promuovere lo sviluppo economico della Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare consigliere Falconi. Ne ha facoltà.

FALCONI (D.S.-F.D.). Signor Presidente, intervengo per svolgere qualche breve considerazione sull'emendamento numero 53 e sull'emendamento numero 76. Condivido le ultime cose dette dal collega Pinna sull'emendamento numero 53, ma io mi riferisco anche al 76 che è stato accolto dalla Giunta come raccomandazione dal significato non ben quantificato.

Sull'emendamento numero 53 io penso che la Giunta debba andare oltre l'accoglimento dello stesso come semplice raccomandazione; nella nostra Regione ha operato infatti per diversi anni la legge numero 268, che premiava le esportazioni dei prodotti sardi. Questa legge è stata dichiarata incompatibile con il regime di aiuti dall'Unione Europea, e attualmente in materia di incentivi alle esportazioni non è operante alcuna legge.

Io penso che il meccanismo da noi previsto ci consenta un parziale recupero di questo mancato abbattimento di costi per l'esportazione. Naturalmente bisogna operare secondo le direttive dell'Unione Europea;La "268", che premiava le esportazioni, di fatto prevedeva incentivi in conto occupazione. Anche in questo caso bisognerà prevedere qualche intervento sostitutivo, altrimenti rischiamo di provocare un aumento dei prezzi di tali merci. Sull'emendamento numero 76 si sono ampiamente espressi i colleghi nuoresi. Io concordo con ciò che loro hanno già ribadito questa mattina in quest'Aula, ma vorrei solo aggiungere che anche questo emendamento non può essere accolto come semplice raccomandazione dall'assessore Pittalis, soprattutto dopo che si è sciupata una occasione di sviluppo per quei territori come quella del Parco del Gennargentu. Una occasione che poteva essere gestita meglio cercando di convincere le popolazioni, che ancora manifestavano e manifestano delle perplessità, sull'importanza del Parco. Io credo infatti che, dopo avere cancellato una occasione di sviluppo bisogna iniziare a costruire qualcosa di positivo. Ecco perché questo emendamento non può essere accolto solo come raccomandazione.

L'emendamento numero 241 finanzia per la prima volta la legge numero 9 del 1998 ed interviene nel comparto turistico-alberghiero per favorire il riordino e la messa a punto delle strutture ricettive esistenti.

Attraverso la legge numero 9 si può intervenire anche sui centri storici (di questo argomento ne abbiamo parlato tanto ieri e io lo voglio riprendere brevemente), per finanziare la tipologia, ormai riconosciuta come tale solo qui in Sardegna, i dell'albergo diffuso nei centri storici, nelle zone A) del piano di fabbricazione dei comuni.

Ciò che preoccupa, Assessore Pittalis, è la copertura finanziaria indicata per questo emendamento. Perché, se per costituire il finanziamento si prelevano ancora risorse dai fondi destinati ai PIA, uno strumento di programmazione negoziata regionale, questo non va bene perché questo strumento verrebbe ulteriormente depauperato, quando dovremmo invece andare in senso inverso.

Ormai la programmazione negoziata, a breve, sarà comunque regionalizzata, quindi noi abbiamo uno strumento già operativo da perfezionare, certamente, ma non da smantellare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.-F.D.). Io intervengo sinteticamente su tre questioni. La prima riguarda la questione della copertura finanziaria di alcuni emendamenti presentati dal centro-sinistra, in particolare il 161, il 162, il 70, il 103, il 53, il 76 o il 189, per dire che non sono del tutto d'accordo col criterio indicato dalla Giunta. Faccio un esempio per comprenderci; se un emendamento porta come copertura il capitolo 03017, voce 6, "cofinanziamento dei fondi comunitari", sto facendo un'ipotesi, io comprendo, sul piano politico, che la Giunta sottolinei il fatto che verrebbero a mancare risorse. Se dovesse passare un emendamento con una copertura su quel capitolo, si ridurrebbe l'importo delle risorse destinate al "cofinanziamento", ma sul piano tecnico questa obiezione non si può accogliere.

La copertura sul piano tecnico è perfetta, perché la capienza c'è; se l'Aula approvasse un emendamento la cui copertura finanziaria fosse imputata alla voce 6 della tabella B, la Giunta dovrebbe impinguare quel capitolo con una ulteriore operazione di bilancio. E l'operazione si può fare, come sempre si è fatto, anche in sede di coordinamento. In ogni caso, per gli emendamenti per i quali ci fosse una comprovata non correttezza della copertura, noi indichiamo il capitolo 36103-00 sul quale c'è una capienza di oltre duecento miliardi.

La seconda considerazione attiene al fatto che alcuni degli emendamenti all'articolo 4, sono frutto di un accordo con l'opposizione, nel senso cioè che alcuni emendamenti presentati dalla Giunta raccolgono proposte e istanze avanzate dalle opposizioni. Questo vale in particolare (li elenco rapidamente), per gli emendamenti numero 274, progetti speciali finalizzati all'occupazione; 241, incentivi finanziari e contributivi a favore delle imprese turistico alberghiere; 244, fondo regionale di edilizia abitativa; 269, incentivi per l'informatizzazione diffusa; 271, provvedimenti urgenti per favorire l'occupazione; e forse qualche altro che mi sfugge. Quindi, l'opposizione di centro-sinistra concorrerà all'approvazione di questi emendamenti, che noi consideriamo in parte nostri, perché riteniamo di aver concorso con questi emendamenti, al miglioramento della manovra e, in particolare, all'irrobustimento dell'intervento per quanto riguarda lo sviluppo e l'occupazione.

Permettetemi, infine, una considerazione aggiuntiva. Una parte di questi emendamenti sono finanziati con risorse originariamente destinate ai Programmi integrati d'area sui quali la nostra posizione, poc'anzi la ricordava il collega Falconi, è nota. Noi riteniamo che siano uno strumento moderno, efficace, che va migliorato, che va corretto, ma su cui bisogna insistere come scelta strategica. Dunque noi oggi consentiamo che per la copertura finanziaria degli interventi previsti negli emendamenti si faccia riferimento alla dotazione dei piani integrati d'area, ma fermo restando ciò che abbiamo insieme stabilito nell'articolo 1 bis, e cioè che con l'assestamento di bilancio dovrà essere integralmente ripristinata la dotazione finanziaria prevista per i Piani integrati d'area.

Un'ultima questione, e ho concluso. L'emendamento 53 è un emendamento importante; io non voglio riprendere le considerazioni svolte dal collega Pinna, che condivido totalmente, comprendo anche come sia difficile in questo momento reperire la dotazione finanziaria indicata nell'emendamento, che se ricordo bene è di 20 miliardi. Sarebbe tuttavia importante dare un segnale di apertura in quella direzione, istituendo uno stanziamento anche modesto. Sto parlando delle incentivazioni destinate a compensare il differenziale dei costi di trasporto per le merci da esportare. Tra l'altro questo è un punto che, quasi esattamente nei termini proposti dall'emendamento 53, è compreso nei due DPEF(99/2001 e 2000/2002) approvati, l'ultimo di recente, da questo Consiglio. Sarebbe importante, e in questo senso io chiedo attenzione e sensibilità alla Giunta, all'Assessore e alla maggioranza, se con una modesta dotazione finanziaria, anche due o tre miliardi per iniziare, si aprisse questa nuova linea di sostegno all'economia, che va in una direzione che tutti abbiamo detto, votando il DPEF, di condividere.

PRESIDENTE. Devo chiedere all'Assessore se è d'accordo come indicava l'onorevole Scano, di far gravare sul capitolo 36103-00 gli emendamenti 161, 172, 70, 163, 53, 76, 189.

Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore alla programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta non è d'accordo con questa indicazione, anche perché si rischia di far saltare il complesso degli emendamenti che, pure, sono stati concordati con le opposizioni. L'accordo raggiunto su questi emendamenti era che la Giunta li accogliesse come raccomandazione. Evidentemente la loro approvazione farebbe venir meno l'accordo su tutta una serie di emendamenti sui quali invece l'opposizione e la maggioranza avevano convenuto. Quindi lascio la decisione alla prudente valutazione dell'Aula.

PRESIDENTE. Il problema è di natura politica. Dal punto di vista meramente tecnico l'emendamento è ammissibile, poiché nel capitolo 36103-00 vi è la necessaria capienza; dal punto di vista politico invece è un problema che riguarda i rapporti tra maggioranza ed opposizione; io non posso esimermi dal mettere gli emendamenti in votazione e quindi far decidere l'Aula.

Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.

PUSCEDDU (D.S.-F.D.). Io intervengo in particolare sull'emendamento della Giunta numero 274, che introduce, dopo l'articolo 4, un articolo 4 bis, per progetti speciali finalizzati all'occupazione. Io ritengo che sia necessario soffermarci un attimo per sottolineare l'importanza di questo articolo, ma soprattutto per definirne il percorso attuativo. E' pur vero, infatti, che con questo articolo si ripristina una dotazione finanziaria, per altro già prevista dalla legge regionale numero 37 del 24 dicembre 1998, ma è altrettanto vero che il riferimento specifico è all'articolo 18, quello che tratta dei progetti speciali finalizzati all'occupazione, e in particolare al comma 4 e ai successivi.

Noi conosciamo perfettamente la lunga vicenda che ha interessato il piano straordinario del lavoro, quello del 1988, che si reggeva su due cardini fondamentali. Da una parte si sanciva l'intervento diretto dell'amministrazione regionale attraverso quanto previsto dagli articoli 92 e 93 della legge 11/88, e dall'altro in base all'articolo 94 della stessa legge 11/88, si attribuiva direttamente agli enti locali e ai comuni la realizzazione dei progetti comunali finalizzati all'occupazione.

La storia di questo decennio ha dato proprio la dimensione della diversa velocità di attuazione dell'intervento in materia di occupazione. La previsione dell'articolo 94, grazie a procedure di attuazione particolarmente snelle e spedite ha consentito agli enti locali di realizzare progetti comunali finalizzati all'occupazione che, comunque, seppure in termini limitati temporalmente, hanno dato una risposta al bisogno di occupazione. L'attuazione degli articoli 92 e 93 è stata invece più tormentata. Mi riferisco proprio alla parte di interventi di diretta gestione dell'amministrazione regionale. Per lungo tempo questi progetti rimasero bloccati, seppur a distanza di anni, negli anni '92 e '93, in attesa del parere della Commissione consiliare competente, poi per problemi di carattere procedurale. Si pose infatti la questione della titolarità degli interventi che prima era in capo agli Assessorati competenti per materia e, in seguito, fu istituita ad hoc una task force o un ufficio speciale per l'occupazione che è stato allocato presso la Presidenza della Giunta regionale. Solo con un successivo intervento legislativo si è riusciti a dare attuazione ai progetti speciali di cui agli articoli 92 e 93.

Ora, con l'articolo 18 della legge regionale numero 37 si è inteso recuperare l'esperienza maturata dai soggetti esecutori dei progetti speciali; per cui il comma 4 dell'articolo 18 della suddetta legge dava la possibilità, laddove sussistevano presupposti per lo svolgimento di attività stabili nel tempo, uguali, analoghe o connesse a quelle dei progetti approvati e regolarmente realizzati, di ottenere finanziamenti finalizzati alla stabilizzazione dell'attività e dell'occupazione. Questa procedura introdotta dal quarto comma dell'articolo 18, secondo la specificazione dei commi successivi, ha avuto un primo momento d'attuazione l'anno scorso. Io ho necessità che l'Assessore della programmazione, ma soprattutto il Presidente della Giunta regionale, che è titolare dello stanziamento previsto al capitolo 01080, che fa capo alla Presidenza della Giunta regionale, su cui insistono queste risorse finanziarie, mi diano un'interpretazione autentica del percorso attuativo.

Io vorrei anche sottolineare, e ho necessità già in questa sede di una prima risposta, che l'anno scorso è stato indetto, anche a mezzo stampa, una sorta di bando, in base al quale i soggetti esecutori dei progetti speciali potevano presentare domanda, mi sembra nel mese di agosto, per stabilizzare l'occupazione e le attività già realizzate. Però occorre dire che l'estate scorsa non tutti i progetti speciali di cui agli articoli 92 e 93 avevano trovato completamento; alcuni erano ancora in corso di attuazione. Mi riferisco in particolare ad alcuni progetti la cui titolarità è in capo agli enti locali, e in particolare all'Azione 4, quella cosiddetta di riqualificazione urbana. In questo caso gli enti locali erano i soggetti attuatori e hanno affidato gli interventi a soggetti esecutori che, l'estate scorsa, ancora non avevano concluso l'intervento e di conseguenza non hanno avuto la possibilità di presentare l'istanza per poter usufruire dei benefici previsti dall'articolo 18 della legge numero 37. E'necessario quindi, a mio parere, che venga emanata una direttiva di attuazione. Nel momento in cui oggi noi rifinanziamo l'intervento stiamo dando la possibilità di stabilizzare alcune attività, soprattutto quelle che potranno reggersi sul mercato e potranno creare nel tempo stabili possibilità occupazionali.

Per questo motivo è necessario che il Presidente della Giunta chiarisca questo aspetto, e dia la possibilità a tutti i soggetti esecutori dei progetti speciali, di cui agli articoli 92 e 93 della legge 11 dell'88, di poter accedere a queste provvidenze.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CARLONI

(Segue PUSCEDDU) Io ritengo che questo tipo di intervento vada sostenuto; è un intervento utile, necessario, che proprio partendo dall'esperienza dei progetti speciali può consentire il prosieguo di alcune attività lavorative, anche se mi rendo conto che forse sarà necessario arrivare a modificare la denominazione del capitolo 01080. Non si tratta di un fondo per l'attuazione di progetti per creare nuova occupazione, ma si fa specificatamente riferimento ai progetti speciali previsti dagli articoli 92 e 93 della legge 11/88 che, in base alle modifiche previste dal disposto del comma 4 e successivi dell'articolo 18 della legge numero 37 del '98, mirano a dare la possibilità di stabilizzare l'occupazione e le attività che sono state avviate con i progetti speciali.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.-F.D.). Signor Presidente, brevemente, vorrei intervenire per ritornare sull'emendamento che ho illustrato poc'anzi, anche alla luce delle posizioni assunte dalla Giunta tramite l'Assessore alla programmazione. Personalmente mi trovo d'accordo sugli emendamenti che sono stati proposti dall'opposizione in Consiglio, e ritengo anzi che bene farebbe la maggioranza a ragionare con attenzione sulle motivazioni che sono state addotte dai colleghi che mi hanno preceduto. Ma sull'emendamento 76, che sostanzialmente è identico al 189, mi voglio soffermare ancora qualche minuto, perché credo che ci sia molta distrazione intorno a queste tematiche, prescindendo dall'attenzione che l'Aula può riservare al mio intervento.

Ogni qualvolta succedono dei fatti criminali, quali sequestri di persona, omicidi, attentati agli amministratori, o altri fatti meno gravi ma certamente molto preoccupanti, quali atti di teppismo e di vandalismo, si dice, e tutti a quel punto si è d'accordo, che è necessario intervenire sul versante della cultura, dell'istruzione e della formazione, e, contestualmente, è necessario intervenire sul versante economico, valorizzando in modo particolare le risorse locali per creare nuova occupazione e nuovo sviluppo.

Destra, sinistra e centro si è tutti quanti d'accordo, quando succedono determinati fatti, sulle ricette che devono essere messe in campo. Ma quali sono gli strumenti concreti, mi domando, da adottare a fronte dell'analisi sulla quale si è d'accordo tutti? Io credo che sia un fatto positivo che l'assessore Pittalis abbia accolto, a nome della Giunta, come raccomandazione, l'emendamento che abbiamo proposto. Ma, nel concreto, assessore Pittalis, mi domando che significato ha la raccomandazione che lei, a sua volta, ha fatto quando ha detto che la Giunta accettava questo emendamento come raccomandazione; che cosa vuol dire nel concreto? Una raccomandazione che viene accolta come si traduce sul piano operativo?

Io credo che lei conosca bene i problemi derivanti dallo spopolamento, e non voglio tediare nessuno perché ormai l'argomento è trito e ritrito, però il fenomeno dello spopolamento che porta come conseguenza un inurbamento selvaggio, provoca un danno economico e un danno sociale di notevoli dimensioni, perché nelle periferie delle grandi città, spesso degradate, dove maggiore è l'inurbamento, si stanno verificando situazioni inquietanti.

A Nuoro è sorto, con l'istituzione della facoltà di Scienze ambientali e della facoltà di Scienze forestali, un polo universitario orientato sull'ambiente.. Oggi è in atto un dibattito, al quale partecipano con una certa passione anche intellettuali della provincia di Nuoro, e ci si domanda che senso ha avere una facoltà di Scienze ambientali e una facoltà di Scienze forestali se non esiste uno sbocco lavorativo conseguente. Se non esiste cioè la possibilità che questi studenti, che oggi si formano, possano mettere a frutto sul campo l'esperienza acquisita e anche il titolo di studio conseguito. Ebbene, io credo che uno di questi sbocchi potrebbe essere il Parco nazionale del Gennargentu; meglio, non chiamiamolo Parco nazionale, perché disturba, lo chiameremo Polo ambientale, con ciò che ne consegue. Intorno al Parco è stata fatta troppa ideologia, si sono mossi troppi interessi di piccolo cabotaggio, interessi anche di tipo elettoralistico, che sono pure leciti, purché non creino dei danni irreparabili, Io credo però che se noi liberassimo il confronto che deve avvenire tra di noi da una sterile e dannosa contrapposizione non potremmo non riconoscere i vantaggi che deriverebbero sul piano economico, sociale e culturale per le nostre popolazioni dall'istituzione del Parco. E i vantaggi culturali ed economici si estenderebbero a tutto il territorio della Sardegna, perché quei determinati episodi i che,in modo particolare, si concentrano nel nuorese, si riverberano in maniera negativa sull'immagine della Sardegna nel suo complesso. E credo, in modo particolare chi sta a Nuoro, ma certamente anche chi sta a Cagliari, a Olbia, a Sassari, o da altre parti, che debba avere a cuore lo sviluppo culturale e il progresso economico del nostro territorio.

A questo punto vorrei chiedere all'assessore Onida con il quale, quando era Assessore dell'ambiente, abbiamo concordato sempre su tutte le posizioni che dovevano essere assunte, quali politiche comuni può portare avanti con l'assessore Pittalis con il quale lei non concordava assolutamente.. Allora, se liberiamo dalle ideologie e dalle dietrologie e quant'altro il palcoscenico, forse arriveremo alla determinazione che sia necessario andare avanti con l'istituzione del Parco. Però, se il Parco non lo si vuole bisogna dire una parola definitiva e dire anche che bisogna chiudere l'Università di Nuoro., Ma questa Giunta, questa maggioranza di centro-destra devono assumersi la responsabilità di una simile decisione. Altrimenti rischiamo di continuare a perdere tempo in sterili polemiche che servono solo ad avvelenare ulteriormente un territorio di per sé già molto avvelenato, per responsabilità che certamente non appartengono a questa parte politica. Se vogliamo costruire qualcosa non indugiamo oltre, correggiamo errori che pure ci sono stati, però cerchiamo di elaborare una linea e una strategia.

Quindi quale nesso esiste tra l'emendamento proposto e il contenuto del mio discorso? Io ritengo indispensabile che questa amministrazione dia un segnale, che dimostri una volontà concreta di voler incidere su quei territori, visto e considerato che è stata enunciata una strategia diversa , ma al momento non ne vediamo traccia. Non c'è niente! E se riuscirete a individuare un'ipotesi di sviluppo che non tenga conto della risorsa ambiente sarete bravissimi, però ho dei serissimi dubbi che questo possa accadere. Allora, questo segnale che io, ripeto, ritengo indispensabile, credo che possiate darlo anche dimezzando l'importo da noi proposto, portandolo da 40 a 20 miliardi, e prevedendolo soltanto per l'anno in corso, il 2000.

Assessore, è necessario che si dia veramente seguito alle parole che sono state dette. In questo testo non c'è la parola "Parco Nazionale", si tratta di un territorio però nel quale ritroviamo quelle valenze culturali ed ambientali di cui abbiamo parlato. E' necessario perciò allocarvi delle risorse per dare un segnale concreto. Altrimenti diciamo chiaramente che di questo argomento non se ne deve più parlare, con le conseguenze e le responsabilità che ciascuno si dovrà assumere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Sì, Presidente, pochissimi secondi, perché vorrei richiamare l'attenzione dell'Aula sull'emendamento numero 53, relativo alle incentivazioni destinate a compensare il differenziale dei costi di trasporto per le merci al fine di realizzare un regime di continuità territoriale per le imprese sarde. Assessore Pirastu, io credo che anche per il suo Assessorato sia importante dare un piccolo segnale. La norma che noi stiamo proponendo al Consiglio per l'approvazione rispetta le norme comunitarie, inoltre esisteva già in passato una legge che consentiva la concessione di agevolazioni alle imprese. Si parla di sviluppo, si è parlato giustamente dell'attuazione della legge nazionale sulla continuità territoriale per quanto riguarda le persone, non riesco a comprendere perché l'Assessore non debba accogliere questo emendamento. Comprendo certamente le difficoltà di carattere finanziario, e quindi che manchi la copertura per i venti miliardi, ma credo che questo Consiglio, comunque, debba dare un segnale alle imprese Assessore, se siamo d'accordo, possiamo anche ridurre lo stanziamento previsto che è di venti miliardi. E, poiché stamattina sta per essere depositata la legge per l'abolizione dei CO.CI.CO, io propongo che venga utilizzata la somma destinata alle indennità che percepiscono le persone che sono state nominate. Io credo che una parte della copertura finanziaria possa essere reperita in questo modo senza incidere su altri capitoli di bilancio.

Quindi l'invito che io rivolgo all'Assessore, visto e considerato che i rappresentanti che abbiamo nominato nei CO.CI.CO. rimarranno in carica per pochissimi mesi, perché riteniamo tutti che siano degli organismi inutili, è quello di dare un segnale alle imprese ripristinando una norma che favorisca le imprese e non soltanto le persone. Non credo che si stravolga la manovra finanziaria, basteranno alcuni miliardi per iniziare, poi vedremo negli anni successivi che cosa sarà possibile fare. Però credo che da parte della Giunta regionale e dell'Assessore dell'industria questo sarebbe un segnale importante a favore di un settore che tutti a parole diciamo di voler privilegiare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, intervengo perché anche questo è un articolo importante, ed anche questo come il precedente raggruppa ed aggrega una serie di problemi, sui quali brevissimamente mi soffermerò.

Il primo problema che mi viene in mente è quello relativo all'informatizzazione, problema sul quale si è svolto un dibattito interessante, anche con qualche punta polemica, ma su questo abbiamo trovato un accordo complessivo. Noi avevamo rimproverato l'Assessore di essersi appropriato di un'idea che era quanto meno patrimonio comune, anzi di cui noi rivendichiamo la primogenitura dato che il nostro emendamento reca il numero 41, mentre l'emendamento della Giunta reca il numero 269. Non diciamo questo per fare una polemica che non ci interessa e che non porta da nessuna parte, ma lo diciamo perché vorremmo che almeno in sede di replica la Giunta ci desse atto di ciò, così come noi lo abbiamo fatto in altre occasioni nei suoi confronti.

Questo vale, l'hanno già detto i colleghi che sono intervenuti, anche per altri emendamenti che abbiamo concordato, e che costituiscono sicuramente un miglioramento complessivo, secondo noi, della manovra. In materia di turismo, per esempio, ma anche di edilizia abitativa, sono previsti stanziamenti significativi. Non abbiamo quindi condotto la nostra opposizione secondo schemi classici per cercare di imbrigliare la Giunta, ma abbiamo condotto una opposizione, lo ribadisco e lo ribadirò fino alla fine, volta a dare strumenti, risorse e potenzialità di governo alla Giunta, perché la Giunta, la Regione, il Consiglio abbiano gli strumenti per sostenere lo sviluppo, l'occupazione e la crescita.

Ci sono però un paio di interventi che non sono condivisi dalla Giunta; e a noi un po' dispiace. Immaginiamo che sia solo per un fatto di copertura finanziaria. Io credo però che se noi diminuiamo l'entità delle risorse richieste e la Giunta verifica le risorse disponibili, forse si possono avviare delle iniziative anche con coperture finanziarie simboliche. E` il caso del Parco. Le nostre realtà locali vedono il Parco sempre come un insieme di vincoli, ma se l'amministrazione regionale, se la Giunta e il Consiglio insieme, prima di parlare di vincoli, prima di parlare di condizionamenti, dicessero alle amministrazioni locali che su quei territori si avvierebbero comunque investimenti,, questo comporterebbe più attenzione sul tema da parte dei comuni interessati e un dialogo tra i comuni stessi e l'amministrazione regionale.

Lo stesso discorso vale per il settore dei trasporti. Noi riconosciamo, e condividiamo, l'impegno che la Giunta sta portando avanti nella Conferenza dei servizi per abbattere le tariffe; ma in prospettiva dobbiamo estendere la nostra attenzione alla sfera della sicurezza, delle fasce orarie, e via dicendo.

Però io credo che se noi riuscissimo a destinare al settore dei trasporti, uno stanziamento anche minimo sarebbe un fatto significativo, perché dimostrerebbe alle imprese del settore che la Regione si preoccupa di contenere il costo dei trasporti.

Naturalmente tralascio di parlare dei progetti speciali per l'occupazione, nonché di altri argomenti connessi agli stessi, ma su questi temi, Parco e trasporti, gradiremmo un'attenzione maggiore da parte della Giunta nei nostri confronti. Infine sottolineo ancora che sull'informatizzazione si era impegnato lo stesso presidente Floris; riteniamo perciò che questo sia il momento di rivendicare, da parte nostra, senza particolare enfasi o attribuzione di primogeniture, il dovuto riconoscimento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Demuru. Ne ha facoltà.

DEMURU (D.S.-F.D.). Presidente, intervengo sull'emendamento 76 per dire, intanto, che condivido e faccio mie tutte le considerazioni che testé ha svolto l'onorevole Pirisi; e aggiungo che molte volte, da quando si è iniziato a parlare di programmazione in quest'Aula, nelle dichiarazioni dei vari Presidenti, ultimo il Presidente Floris, è stato richiamato il concetto dello sviluppo della nostra Isola attribuendo al turismo, avendo la Sardegna una vocazione turistica, un ruolo trainante. Dalle considerazioni sulla materia emergeva che lo sviluppo turistico dovrebbe articolarsi in diverse direttrici. La prima linea guida, fondamentale, era che il turismo in Sardegna non dovesse rimanere, legato esclusivamente al turismo estivo, al mare, ma dovesse sicuramente tendere prima di tutto ad un allungamento della stagione turistica estiva, andando oltre i quattro mesi che in genere caratterizzano questo tipo di turismo, arrivando almeno a sei mesi inizialmente, ma con l'intento di coprire tutto l'anno, individuando nelle zone interne lo strumento e la risorsa necessari per poter raggiungere questo scopo. Si è parlato di sviluppo ecocompatibile, di sviluppo legato all'ambiente, un ambiente che, nelle zone interne, ha delle potenzialità da tutti riconosciute. E la conservazione di un ambiente che è bellissimo comporta, non solo in Sardegna e non solo in Italia, come alcuni hanno già ricordato, il mantenimento di quell'equilibrio che si è consolidato nei secoli, e cioè l'equilibrio tra uomo e natura, tra uomo e territorio. Un equilibrio che è presente anche nelle zone interne, e qui parliamo soprattutto di quelle zone che sono state inserite nel territorio del Parco del Gennargentu, ma nelle quali, come giustamente ha osservato l'onorevole Pirisi - ed io mi richiamo a quell'intervento - non si vuole parlare di parco perché, come testé diceva anche l'onorevole Selis, ogni volta che si parla di parco dalle nostre parti si intendono "vincoli".

Probabilmente è mancata, anche in questa circostanza, quella dose di informazione equilibrata che avrebbe forse portato a considerare il parco, da parte di quelli che oggi lo contestano, in modo diverso. Io sono convinto, anche per riscontri obiettivi avuti in loco, che se all'inizio della vicenda non fosse intervenuta una polemica di tipo elettoralistico e propagandistico, probabilmente si sarebbe potuto recuperare sul Parco del Gennargentu un discorso in positivo. Ma tant'è, le cose sono andate così!

Io sono convinto che la stragrande maggioranza delle popolazioni ed anche dei consigli comunali, che purtroppo - io dico per loro disgrazia - si sono trovati coinvolti in una polemica rovente, agli inizi fosse decisamente favorevole. Io allora non svolgevo attività politica, ma ascoltavo i cittadini che si esprimevano, numerosi, a favore di un referendum per verificare se le popolazioni fossero favorevoli o non favorevoli al parco.

Comunque sia, tralasciando queste considerazioni che hanno un po' il sapore della polemica, io dico che lo spirito di questo emendamento, ed è questo che voglio richiamare chiudendo il mio intervento, non è di contrapposizione nei confronti di alcuno L'emendamento intende sottolineare che se quanto, espresso nelle dichiarazioni e nei programmi dei vari Presidenti, che qui si sono succeduti, sul turismo interno, sullo sviluppo ecocompatibile, ha un vero significato, è necessario prevedere delle adeguate dotazioni finanziarie, così dice il nostro emendamento, che consentano interventi in quelle zone. Zone che, anziché costituire, come avviene oggi, un problema, di natura economica, sociale, di ordine pubblico, potranno costituire quell'altro polo di attrazione turistica che consenta sviluppo per tutta l'Isola, estendendo la stagione turistica a tutto l'anno e, finalmente, operando una inversione di tendenza rispetto allo spopolamento delle zone interne.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). Intervengo brevemente, non per ripetere i concetti che hanno espresso i colleghi nell'illustrazione degli emendamenti e negli interventi sugli articoli, ma per riprendere una considerazione del collega Pittalis il quale, intervenendo sugli emendamenti in quel momento in discussione, si è richiamato alla responsabilità del Consiglio. Sul termine, chiaramente, ci troviamo d'accordo, però, come hanno detto altri colleghi, questa responsabilità, va quantificata, perché è diverso per ognuno il livello di responsabilità. Allora, se su questo richiamo al senso di responsabilità occorre una breve riflessione, facciamola rimanendo tutti in aula; se invece, come penso e spero, questo senso di responsabilità è già stato mentalmente e praticamente calcolato dall'Assessore della programmazione, è bene che venga comunicato, perché determina una conseguenza sull'esito del voto sugli emendamenti e sugli articoli, quindi interviene positivamente anche in relazione all'iter procedurale che abbiamo deciso questa mattina.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

(Segue CUGINI) Io penso che noi possiamo concorrere, anche attraverso la formulazione di emendamenti verbali, per cercare di trovare un accordo almeno su quegli emendamenti che l'assessore Pittalis ha accolto come raccomandazione, perché in modo favorevole li aveva proposti alla attenzione dell'Aula anche il presidente La Spisa illustrando la posizione della Commissione. Ci tengo a sottolineare che non è una questione di quantità, ma almeno su alcuni dei temi trattati, si può trovare un accordo. E' una questione di sensibilità, e questa sensibilità va di pari passo con la responsabilità cui ci richiamava l'assessore Pittalis.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Penso che il collega Cugini si dovrebbe preoccupare quando vede l'Assessore o la Giunta indecisi, ma noi prendiamo le nostre decisioni perché abbiamo chiara anche la strategia. Sui problemi posti, relativi alle politiche ambientali, che sono problemi di grandissimo interesse, di grandissima rilevanza, che meritano tutti un'attenzione particolare, noi possiamo scegliere come metodo di soluzione quello richiamato dal collega Pirisi che circoscrive le politiche ambientali ad un determinato territorio e, quindi, ad un determinato problema. Noi abbiamo detto a chiare lettere che siamo contrari all'istituzione del Parco nazionale del Gennargentu così come lo ha delineato la legge numero 394. Lo abbiamo detto ieri, e questa Giunta lo ha confermato in atti che tutti possono conoscere. Ciò non di meno abbiamo già posto in essere un'attenta ed accurata programmazione, che prevede una serie di interventi, anche con riferimento alle risorse del Quadro comunitario di sostegno, dedicando alle problematiche ambientali un'attenzione particolare che non si limita a destinare risorse per una annualità, ma estende i finanziamenti a tutto il settennio, dal 2000 al 2006.

E per quei territori che il collega Pirisi ha richiamato noi riteniamo che si debbano prevedere i interventi alla cui realizzazione destinare risorse finanziarie ancor più adeguate rispetto a quelle richiamate nell'emendamento. Quindi, , quando riformeremo il bilancio, passando da quello strutturato in capitoli, come quello odierno, a quello strutturato in unità previsionali di base, avremo sicuramente anche contezza di quante risorse vengono destinate a quel territorio. Io so che purtroppo in Sardegna non tutte le aree, nel passato, hanno avuto la stessa attenzione, quindi io sono perfettamente d'accordo con lei che per alcuni territori occorre porre in essere uno sforzo maggiore.

Per quanto riguarda quanto è stato affermato circa l'ambiente da considerare come risorsa principale di quella grande industria che è il turismo, mi pare che abbiamo fatto uno sforzo comune, io do atto di questo alle opposizioni concordando un intervento ad hoc per il settore turistico-alberghiero che prevede addirittura ulteriori cinquanta miliardi a valere sulla legge numero 9.

Del problema trasporti, per la verità, tutti ce ne siamo occupati. Voglio ricordare in proposito che l'onorevole Pili, nella sua veste di Presidente della Giunta, convocò la Conferenza di servizi e protestò con forza, vibratamente nei confronti del Governo nazionale e del Ministero dei trasporti e della navigazione. Il problema è stato poi ripreso da questa Giunta, e non è un caso che io richiami la Conferenza di servizi perché proprio una legge nazionale, la legge del 17 maggio 1999, numero 144, prevede che siano concessi - prego l'onorevole Pinna di prendere atto di questo, e poi dirò anche perché - alle piccole e medie imprese industriali di trasformazione con stabilimenti aventi sede in Sardegna, che esportano semilavorati o prodotti finiti, agevolazioni sui costi di trasporto nei limiti stabiliti dall'Unione Europea in materia di aiuti statali alle imprese. La legge indica anche il limite e soprattutto le dotazioni finanziarie, prevedendo l'importo di lire 20 miliardi per l'anno 1999 e di lire 30 miliardi a decorrere dall'anno 2000.

Ho richiamato una legge dello Stato, e ho richiamato gli interventi convergenti, sia della maggioranza che delle opposizioni, su questo tema della continuità territoriale, perché riteniamo che sia lo Stato a doversi far carico di questi oneri. Noi non possiamo continuare a fare ulteriori sacrifici. Noi sardi abbiamo il diritto di poterci spostare, da e per la nostra Isola, come e al pari di qualunque altro cittadino italiano. Questo è un diritto che noi rivendichiamo e lo Stato su questo deve fare fino in fondo la propria parte. Lo Stato ha già stanziato delle risorse per la soluzione della questione posta dall'emendamento dell'onorevole Sanna, e noi riteniamo che si debba continuare in questa direzione. Vogliamo evitare infatti che risorse del bilancio ordinario della Regione, che dobbiamo sicuramente destinare allo sviluppo, ma di altri settori produttivi, vadano a sostituire o integrare gli interventi di competenza dello Stato.

Sulla informatizzazione, è vero che le opposizioni hanno presentato un emendamento, anzi due emendamenti. Non abbiamo assolutamente alcuna difficoltà a riconoscere ciò che risulta per tabulas, né siamo così presuntuosi o immodesti da fare affermazioni non conformi alla realtà. E' altrettanto vero però che sulla questione della informatizzazione, posta fortemente all'attenzione da parte delle opposizioni, c'è stata attenzione anche da parte della maggioranza, e sia l'Assessore della pubblica istruzione che lo stesso Presidente della Giunta regionale ne avevano fatto oggetto di un'attenta riflessione.

Ci fa piacere che le opposizioni su questo tema ci abbiano preceduto attraverso la presentazione di un emendamento formale, e l'abbiamo detto in tutte le sedi; abbiamo accolto l'emendamento e insieme porteremo avanti una battaglia a favore dell'innovazione alla quale si apre anche la nostra Regione, tenuto conto oltretutto degli sviluppi del mercato (richiamo per tutte la grande esperienza di Tiscali). Il nostro impegno in questa direzione contribuirà a far sì che tanti giovani, tanti studenti, i nostri comuni, si aprano alle nuove conoscenze, all'informatizzazione che ormai rappresenta il domani anche per lo sviluppo della nostra Isola.

PRESIDENTE. Colleghi, scusatemi se insisto, ma debbo richiamarvi ad un uso limitato dei cellulari. Vi pregherei inoltre di utilizzarli attivando il sistema di silenziamento. In caso contrario saremo costretti a prendere decisioni drastiche e a vietarne l'uso in Aula, così come avviene alla Camera e al Senato.

Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.-F.D.). Avevo chiesto all'Assessore una risposta relativamente alla copertura finanziaria dell'articolo 6 bis del collegato, in attuazione del decreto legislativo numero 152 che è all'esame della Commissione ambiente. Quella proposta prevede, così si dice, uno stanziamento di 17 miliardi, però dalla lettura attenta fatta in Commissione non è segnalato alcun capitolo di spesa di riferimento, non esiste una norma finanziaria. Quindi sarebbe opportuno un chiarimento, che non c'è stato in sede di replica, da parte dell'Assessore. Naturalmente l'emendamento che abbiamo presentato resta in piedi se il chiarimento che lei vorrà fornire sarà ritenuto insufficiente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (D.S.-F.D.). Intervengo, mi rivolgo all'Assessore, per precisare che nella stessa legge numero 144 è ben specificato che quell'intervento dello Stato, che pure si può dire ha fatto la sua parte, è relativo soltanto alle piccole e medie imprese industriali. La nostra proposta tende a coprire settori diversi da quello industriale, in particolare il settore dell'artigianato, dell'agricoltura, dell'agroalimentare, in generale i settori relativi ai prodotti agricoli e ai prodotti zootecnici.

E' vero che lo Stato deve fare la sua parte, e in questa circostanza l'ha fatta. Credo, viceversa, che noi non possiamo sottrarci all'impegno di svolgere un nostro ruolo come Regione, soprattutto in favore di un sistema nevralgico come quello della produzione, e in particolare dei prodotti destinati all'esportazione. Allora, dopo queste precisazioni, mi permetto di presentare un emendamento orale che riduce, proprio per rendere tangibile l'attenzione di questo Consiglio verso il mondo delle imprese, l'importo del finanziamento da 20 a 2 miliardi. Contemporaneamente propongo di modificare la copertura finanziaria utilizzando non più il capitolo 03017, ma il capitolo 36103, come proposto in precedenza dal collega Scano.

PRESIDENTE. Onorevole Pinna, gli emendamenti orali non sono previsti dal Regolamento. Qualche volta li abbiamo accettati, ma io sono del parere che si debbano evitare le eccezioni al Regolamento. Può invece chiedere agli uffici che si tenga conto del suo suggerimento in sede di coordinamento. Questo al fine di non complicare i lavori.

Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.

PUSCEDDU (D.S.-F.D.). Nel corso della discussione, in particolare intervenendo sull'emendamento numero 274, ho posto dei quesiti specifici all'Assessore del bilancio e al Presidente della Giunta, cui fa capo lo stanziamento del capitolo 01080 relativo ai progetti speciali per l'occupazione.

L'articolo 18 della legge numero 37, al comma 4 consente di stabilizzare, attraverso l'intervento finanziario della Regione, le attività, e quindi l'occupazione, dei soggetti esecutori che hanno realizzato i progetti speciali per l'occupazione di cui agli articoli 92 e 93 della legge numero 11 dell'88. Poiché l'avviso per la formulazione del piano triennale è stato pubblicato l'estate scorsa, non tutti i soggetti esecutori avevano realizzato al tempo i progetti. Di conseguenza, soprattutto quei soggetti che avevano ricevuto finanziamenti a valere sull'Azione 4, riqualificazione urbana, non hanno potuto presentare l'istanza perché il loro progetto si sarebbe concluso solo a fine anno. Io ritengo quindi che il Presidente della Giunta debba fornire le necessarie assicurazioni sulla pubblicazione di un ulteriore avviso, in modo che vengano posti sullo stesso piano tutti i soggetti esecutori dei progetti speciali. Dovrò prendere atto altrimenti, che dovremo ricorrere agli strumenti che consente il Regolamento per arrivare ad una interpretazione autentica del comma 4 e successivi dell'articolo 18 della legge numero 37.

PRESIDENTE. . Ricordo ai colleghi consiglieri che non è possibile riaprire il dibattito dopo che ha parlato la Giunta. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto per una brevissima precisazione. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Rinuncio, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per fornire, suppongo, le ulteriori precisazioni richieste.

PITTALIS, (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Assicuro il collega Sanna che nel testo del disegno di legge collegato alla manovra economico-finanziaria, in attuazione del decreto legislativo numero 152 del 1999, vi è la copertura finanziaria. Ho già chiarito che gli importi previsti sono anche superiori a quelli indicati nell'emendamento; vengono infatti stanziati 11 miliardi e 10 milioni per il 2000, e 7 miliardi e 930 milioni per le due successive annualità.

SANNA ALBERTO (D.S.-F.D.). Assessore, può dirmi, per cortesia, il capitolo di riferimento?

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si tratta del capitolo 03056.

PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione, si può intervenire solo per dichiarazione di voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.-F.D.). Signor Presidente, intervengo solamente per chiedere la votazione per appello nominale dell'emendamento numero 76. Ritiriamo l'emendamento numero 189 che è comunque identico.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (D.S.-F.D.). Sull'emendamento numero 53, più che un emendamento orale ho fatto quella che chiamerei una precisazione sui numeri dello stesso emendamento. Se non fosse accolta neppure questa ulteriore proposta che ho posto alla attenzione della Giunta, chiedo che anche per l'emendamento numero 53 si proceda alla votazione per appello nominale.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 161.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.-F.D.). Mi pare che il capitolo 03056, cui ha fatto riferimento l'onorevole Pittalis, sia il capitolo sui PIA. Se così è, sarebbe un fatto molto grave perché significherebbe che la Giunta sta mettendo in atto un disegno di depotenziamento di una legge, sulla programmazione negoziata, di grandissima importanza. Io non posso accettare che si attinga a queste risorse, neanche per finanziare interventi certamente importantissimi, perché di fatto, lo ribadisco, si vanificherebbe uno strumento di grande rilevanza qual è appunto la legge numero 16. Quindi confermo di votare a favore dell'emendamento numero 161, così come è stato proposto da me e dagli altri sottoscrittori.

PRESIDENTE. Era in votazione l'emendamento numero 161. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 162. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 70. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 163. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Sull'emendamento numero 53 è stata chiesta la votazione per appello nominale. Il Regolamento prescrive che tale modalità di votazione debba essere richiesta da otto consiglieri. Prego i richiedenti di alzarsi in piedi.

(Si alzano in piedi i consiglieri PIRISI, CUGINI, Salvatore SANNA, Ivana DETTORI, SCANO, Alberto SANNA, FALCONI, MORITTU.)

Ha domandato di parlare il consigliere Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA (D.S.-F.D.). Io francamente devo esprimere tutto il mio disappunto per l'atteggiamento assunto dalla Giunta e dalla maggioranza sul problema proposto con questo emendamento. E'un problema di carattere generale che attiene al sistema produttivo, quel sistema produttivo che diciamo di voler incentivare e che finora attingeva a fondi messi a disposizione dalla Regione. Questa opportunità offerta alle imprese, come dicevamo, è stata cassata, per una volontà estranea ai nostri bisogni, dalle norme comunitarie. Con la direttiva del 1998 l'Unione Europea ha reintrodotto queste opportunità a favore del sistema produttivo delle aree periferiche marginalizzate, con ritardo di sviluppo.

Noi vogliamo sostenere questo sistema come fattore di crescita, come fattore di incremento del prodotto interno lordo, come elemento per l'aumento del gettito fiscale, quindi delle entrate della nostra Regione, perché vogliamo evitare, e lotteremo per questo, di doverci indebitare per mancanza di entrate. . Allora, , per l'intervento che noi proponiamo con l'emendamento numero 53, sul quale a parole sono d'accordo il Presidente della Commissione e la Giunta regionale, comprendiamo che la dotazione finanziaria richiesta sia rilevante per cui siamo disponibili a operare una riduzione dello stanziamento medesimo. Francamente quindi ritengo incomprensibile questo atto di tangibile insensibilità da parte della Giunta regionale che comunque non accoglie l'emendamento. Per cui io, nell'annunciare il voto ovviamente favorevole, voglio l'attenzione e la sensibilità di tutti i consiglieri. Attenzione e sensibilità che diventeranno tangibili ed evidenti con l'appello nominale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.-Sardegna). Intervengo per esprimere, attraverso la dichiarazione di voto, una valutazione politica su questo emendamento. Un emendamento intelligente sul piano demagogico e che rappresenta un chiaro autogol per chi lo propone. C'è da domandarsi dove siano stati i rappresentanti del centro-sinistra in questi anni di governo , sia a livello nazionale che regionale.

CUGINI (D.S.-F.D.) Se dobbiamo polemizzare allora ci iscriviamo tutti a parlare!.

PILI (F.I.-Sardegna). Onorevole Cugini, sarebbe stato sufficiente non chiedere la votazione per appello nominale.

PRESIDENTE. Onorevole Cugini, non possiamo suggerire noi le cose da dire. Se lei la chiede io le do la parola per dichiarazione di voto. Onorevole Pili, la prego di continuare.

PILI (F.I.-Sardegna). Mi dispiace che l'onorevole Cugini sia così sensibile alle prime quattro parole del mio intervento. Ma ribadisco che io, votando contro questo emendamento, esprimo una valutazione politica, ovviamente. E' assolutamente improponibile, a mio avviso, che la Regione sarda faccia gravare sul proprio bilancio, sulle risorse dei sardi, un finanziamento che deve essere assolutamente di competenza statale.

Se noi vogliamo la continuità territoriale, se vogliamo che questo progetto, importantissimo nello sviluppo della nostra Sardegna, dispieghi veramente il suo potenziale, non possiamo pensare di scaricare il relativo onere sulla Sardegna. E' evidente che lo Stato ha una sua responsabilità, che qui non viene richiamata, ed aggiungo che è indispensabile che su questo fronte l'intero Consiglio regionale sia unito.

Se lasciamo comprendere allo Stato che la Regione è disposta a utilizzare le proprie risorse per promuovere la continuità territoriale, allo stato assolutamente carente, è evidente che stiamo aprendo un varco tale da precludere quell'incisivo intervento statale che tutti attendiamo. E' evidente quindi che su questo problema occorre una riflessione, ma soprattutto occorre un fronte unico del Consiglio regionale. Non possiamo, per a favorire la continuità territoriale, aprire le casse regionali cercando, anche in maniera demagogica, di accattivarci la simpatia delle imprese. Le imprese sanno che la Regione sarda vuole utilizzare quelle risorse, come dice il bilancio, per realizzare le migliori condizioni atte a promuovere, nei tempi e nei modi più favorevoli, il loro sviluppo. I venti miliardi proposti nell'emendamento sono assolutamente insufficienti, e la Giunta regionale credo lo abbia sottolineato più volte. Questo problema è stato affrontato nelle relazioni al bilancio in tutti i suoi aspetti. E certamente un problema così grave; non si affronta in questi termini, con una cifra così insufficiente.

Io credo che questo emendamento ci consente - forse è questo l'elemento positivo - di impegnare questo Consiglio regionale in una forte vertenza con lo Stato su tutta la partita della continuità territoriale, che non può gravare né sulle risorse regionali né sui trasferimenti ordinari dello Stato costantemente in diminuzione. . Quella sì che è la grande vertenza, non certamente quello che propone un emendamento di venti miliardi sul quale noi voteremo contro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Nei nostri interventi, volti a sollecitare l'accoglimento di questo emendamento da parte della Giunta, non abbiamo parlato di demagogia, mentre il collega Mauro Pili è il demagogo per eccellenza.

Io vorrei ricordare al collega Pili che quando ha convocato la Conferenza dei servizi non ha avuto neanche la dignità di ricordare ai sardi che cosa aveva fatto Forza Italia in Parlamento quando il centro-sinistra - visto che ci ha richiamato - aveva proposto per la nostra Isola i primi ottanta miliardi di contributi per la continuità territoriale. Allora è bene che i sardi e quest'Aula sappiano che cosa ha fatto Forza Italia in Parlamento su questo argomento, e in che modo il Presidente Pili allora utilizzò questa legge voluta dal centro-sinistra in Parlamento, voluta dalla Giunta regionale guidata dal Presidente Palomba, perché ci siamo battuti in questa direzione. Vedremo che cosa la Giunta Floris riuscirà a fare sul problema del trasporto delle merci. Vedremo come gestirà i rapporti col Governo. Noi siamo disponibili a stare a fianco della Giunta anche in queste battaglie, però non ci può accusare di demagogia chi la demagogia l'ha fatta anche in tempi, tra altro, di campagna elettorale, non riconoscendo quello che il centrosinistra aveva realizzato e che era un segnale dato alle imprese.

Io vorrei sfogliare questa finanziaria per verificare quanti oneri, che dovrebbero essere a carico dello Stato, stiamo coprendo noi.

Allora, se il centro-destra segue questo ragionamento, assessore Pittalis, io le chiedo, per gentilezza, che si esamini tutta la finanziaria e si blocchino tutti i finanziamenti che noi eroghiamo per interventi di competenza dello Stato. Ci renderemo conto allora che nelle casse regionali rimarrebbero davvero tantissimi fondi da destinare ad altri settori o di effettiva competenza della Regione. E soprattutto per il settore produttivo di cui stiamo parlando abbiamo il dovere morale di effettuare questa verifica. Questo settore in passato godeva di facilitazioni a cui ha posto fine una direttiva della UE; quindi noi non abbiamo più avuto la possibilità di favorire i trasporti delle merci. La richiesta di ripristinare queste agevolazioni l' abbiamo fatta con molta umiltà. Diamo un segnale a questo settore affinché, in attesa che si vincano queste battaglie, non venga penalizzato.

Credo che lo sviluppo della nostra Isola passi anche attraverso questi segnali, ed è per questo che mi dichiaro favorevole all'emendamento. Poiché il collega Pili ha sostenuto che le risorse sono poche, io proporrei, anziché diminuire gli importi, come ha proposto il collega Pinna, di aumentarli per rispondere a pieno alle aspettative del settore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). Chiedo scusa prima di tutto per aver interrotto il collega Pili, non lo avrei dovuto fare; però mi sembra di capire che si vuole introdurre anche nella votazione degli emendamenti la polemica, altrimenti non si sarebbe usato il termine "demagogo". Un termine questo che in origine non era connotato negativamente, diventa tale quando viene utilizzato strumentalmente, come ha fatto il collega Pili. Io voterò a favore dell'emendamento numero 53, ed aggiungo che sulla legge numero 144, che prevede l'intervento dello Stato, Forza Italia in Parlamento ha votato contro. Quindi l'appello dell'onorevole Pili non può essere proposto alla nostra attenzione perché risulta essere viziato all'origine da un voto già espresso. E devo dire, per amore di verità, che Alleanza Nazionale in quella occasione si è astenuta, mentre altre forze politiche, pure presenti in questo Consiglio, hanno votato a favore, al pari del centro-sinistra. L'indicazione che dava il collega Pinna, che di fatto l'assessore Pittalis sembrava aver accolto nella sua dichiarazione, e cioè quella di dare un segnale specifico, ma non in contraddizione, né con la normativa dell'Unione europea né con i provvedimenti previsti dalla legge numero 144, era da apprezzare, non da rappresentare nei termini delineati dal collega Pili. Al collega Pili va ricordato, infatti, che nel corso della discussione del provvedimento approvato dopo alluvione, per far fronte ai danni da essa provocati, l'onorevole Balletto svolse un intervento, appunto alla "Balletto", nel quale attaccò con forza lo Stato perché in prima battuta aveva stanziato poche risorse per far fronte ad un dramma di quella portata. E fummo noi, inizialmente, a mettere a disposizione un elevato volume di risorse, e subito dopo arrivarono le ulteriori risorse messe a disposizione dallo Stato. Nessuno di noi ha chiesto di sospendere l'intervento regionale una volta divenuto operativo quello statale, non lo si fa quando ci si rende conto che l'intervento attiene ad argomenti pregnanti, importanti e quindi può essere utile.

Chiediamo il voto favorevole anche perché abbiamo portato la dotazione finanziaria da venti a due o tre miliardi, ; ma sono convinto che se c'è disponibilità, al di là della rissa, sulla questione di principio, si può trovare ancora adesso il punto d'incontro. Anziché votare contro si può far passare il principio dell'attenzione, e questa disponibilità sarà un segnale senz'altro apprezzato da chi attende una risposta da parte della Regione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Volevo richiamare all'attenzione degli onorevoli colleghi che questa discussione, su uno dei temi fondamentali per lo sviluppo della Sardegna, è abbastanza pericolosa. Ci troviamo, infatti, per la prima volta nella storia dell'autonomia, di fronte a una ferma volontà di intervento, da parte dell'Unione europea e dello Stato, nei confronti delle isole europee per il riconoscimento pieno della continuità territoriale.

La Conferenza sui servizi che abbiamo tenuto ultimamente non è stata convocata per formulare una proposta della Regione autonoma della Sardegna nei confronti delle compagnie aeree; è il compito della Regione quello di fissare le tariffe, gli orari, la qualità dei voli e quant'altro. E quando si indirà la gara internazionale quelle tariffe potranno puntare soltanto al ribasso e non al rialzo. Noi avremmo potuto anche scegliere la soluzione di intervenire direttamente sulle imprese, ma con questo provvedimento viene dato un altro riconoscimento per cui lo Stato si trova a dover dire che se queste risorse messe a disposizione non saranno sufficienti (come hanno già detto alcuni autorevoli esponenti del Governo) ne verranno messe a disposizione delle altre.

Questa provvedimento, che viene attuato in via sperimentale nei confronti della Sardegna, è atteso da tutto il Mezzogiorno d'Italia che spera in un intervento dello Stato che modifichi tutto il sistema degli spostamenti dal Sud d'Italia verso l'Europa unita. Alcuni giorni fa la Sardegna ha firmato un accordo con Lazio e Toscana per un ulteriore riconoscimento di cento miliardi nei confronti delle isole. Questo per sottolineare il fatto che abbiamo le porte aperte a livello nazionale e a livello europeo per ottenere, sulla continuità territoriale, le risorse di cui abbiamo bisogno.

Se poi dovessimo constatare che queste risorse sono insufficienti o se la Regione volesse intervenire in un settore strategico così importante,agiremo di conseguenza. Ma destinare, oggi, come Consiglio regionale, una cifra anche simbolica ad un problema la cui soluzione non è di nostra competenza, ma è di competenza della Comunità europea e dello Stato italiano, non sembra utile, pur comprendendo le intenzioni legittime, giuste che supportano questo emendamento.

In questo momento, noi ci stiamo ponendo il problema del trasporto delle merci, ma io non posso qui in poche parole spiegare qual è la strategia che la Giunta regionale, mi auguro con l'appoggio del Consiglio, intende seguire per quanto riguarda il trasporto delle merci da e per la Sardegna. Non ritengo neanche, però, che questo sia il momento adatto per aprire una polemica tra di noi in ordine ad un problema che credo tutti, sentiamo. Vi assicuro, comunque, che lunedì venturo alla riapertura delle trattative per dare attuazione all'intesa con lo Stato, questo problema sarà discusso, mi auguro anche con successo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Presidente, onorevoli colleghi, ho già detto, intervenendo sull'emendamento numero 53, quanto fosse condivisibile l'intenzione degli estensori. Io avevo già qualche notizia su quanto ha riferito il Presidente della Giunta, in merito a ciò che si sta muovendo intorno a questo argomento a livello nazionale, e posi comunque il problema se dovesse provvedere la Regione oppure no, per quanto io sia convinto che, pur dovendo la Regione fare la sua parte, sia, questa, una competenza dello Stato.

Ma, per dovere di informazione, informazione che non sempre segue le giuste vie, occorre un attimo leggere il testo di questo emendamento. Qui sta nascendo infatti un caso, caro collega Cugini, caro amico e avversario Cugini, e voi vi state specializzando in questo periodo nel montare dei casi. E` ora di smetterla, perché se "si prendono le misure", non si arriva ad alcuna conclusione positiva, e ad alcun accordo; tanto più che gli accordi sono a senso unico, perché continuate a farci lezioni, continuate a dirci che cosa dobbiamo fare. Credo che la Giunta, la maggioranza, per quanto non così numericamente consistente come avrebbe potuto essere, abbia teste pensanti tali da porle in grado di camminare con le proprie gambe. O volete portarci per mano facendoci fare il compitino ogni giorno? Noi siamo zitti da un mese, e ascoltiamo le vostre lezioni mentre dilazionate la manovra.. Ma non si può andare avanti così, caro collega Cugini!

CUGINI (D.S.-F.D.). Te la devi prendere con Cogodi, perché te la prendi con me?

BIGGIO (A.N.). Perché tu sei più subdolo di Cogodi, Cogodi è chiaro, tu ti insinui poi poni le condizioni. Ma io ti dico che condizioni non ne poni! Io voglio, per la verità, che la gente, il popolo sardo capisca di che cosa stiamo parlando! L'ho detto altre volte nei miei interventi che la gente ci osserva. Ho sentito " vomitare" vagoni di idiozie in quest'Aula, vagoni di insulti! E' ora di smetterla e di avere comportamenti più seri e più responsabili.

Stiamo parlando di un emendamento che dice: "Proposta di legge concernente incentivazioni destinate a compensare il differenziale dei costi di trasporto per le merci al fine di realizzare un regime di continuità territoriale per le imprese sarde". Condivisibilissimo il contenuto, ma si fa riferimento a una proposta di legge. Si sta parlando di un provvedimento che ancora non esiste. Questa è la sostanza.

PINNA (D.S.-F.D.). E i disegni di legge della Giunta?

BIGGIO (A.N.). Il commento lo lascio ai terzi. Qui stiamo parlando di un finanziamento da inserire in un provvedimento che non esiste. Questo non è corretto! E vorreste porre anche condizioni?

PRESIDENTE. Devo ricordare ai colleghi che stiamo discutendo l'emendamento 53, aggiuntivo, prima dell'emendamento 53, sul quale adesso terminano le dichiarazioni di voto, io metterò in votazione l'articolo.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto sull'emendamento 53. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Come sempre l'intervento conciliante del collega Biggio aiuta la discussione e il confronto.

Io dichiaro il voto favorevole su questo emendamento con una motivazione, che ritengo, a nome mio e del Gruppo della Rifondazione Comunista, utile illustrare perché nettamente contrastante con le argomentazioni che hanno svolto dapprima alcuni esponenti della destra e anche, da ultimo, e mi dispiace un po', il Presidente della Giunta.

Ho detto che mi dispiace un po' perché in materia di trasporti e di relativa vertenza con lo Stato, con particolare riferimento alla vertenza sulla continuità territoriale, ci era parso, e vorremmo che fosse così, che soprattutto il Presidente della Giunta, non la Giunta nel suo complesso e neppure la maggioranza, avesse enunciato dei propositi abbastanza condivisibili. Dico, e lo sottolineo, che per ora si è trattato solo di enunciazioni. Quando dalle enunciazioni si passa alle scelte politiche, alle decisioni, agli atti concludenti, quelle enunciazioni, alla prova dei fatti, vengono immediatamente contraddette.

Presidente e colleghi, soprattutto della maggioranza, non può essere che venga considerata addirittura pericolosa una discussione in Consiglio regionale che ponga al centro dei problemi della Sardegna ancora la grande questione dei trasporti e della parificazione dei costi per il trasporto delle merci. Una discussione pericolosa, perché? Perché scopriremmo le carte? Pericolosa, perché? Perché sveglieremmo i cani addormentati, quelli di Roma e quelli di Bruxelles? Pericolosa, perché? Perché metteremmo in luce una concezione dell'autonomia sempre e comunque di carattere residuale, secondo la quale dovremmo completare quello che dovrebbero fare, anche se non lo fanno, lo Stato e l'Unione Europea?

Ma la grande idea di una Regione protagonista di una nuova stagione di autonomia, di una Regione quasi Stato, di una Regione che non solo si appella, ma si fonda sui valori nazionalitari, dov'è? Dov'è la robustezza e la dignità di quel ragionamento che è servito per legittimare, sul piano formale solamente, la nascita di questa maggioranza e di questa Giunta? Che cosa vuol dire che in materia di trasporti - hanno detto bene tutti i colleghi prima - è lo Stato che deve operare, e si accinge a farlo, perché c'è stata una rivendicazione forte di questa Regione per anni, per decenni, una rivendicazione forte e in gran parte vincente.

Siete voi, attuale maggioranza, e lei in particolare, collega Pili, che avete iniziato la lunga marcia elettorale su posizioni demagogiche, partendo dai porti e dagli aeroporti, definendo quei porti e quegli aeroporti come cumuli di macerie. Non era così, non è così, perché in parte quei porti e quegli aeroporti sono stati già migliorati e rinnovati.

PILI (F.I.- Sardegna). Prenda la nave!

COGODI (R.C.). Io prendo anche la nave, la prendo oggi ma l'ho presa anche vent'anni e trent'anni fa, per cui si faccia dare, lei, in casa qualche appunto per sapere quale era la condizione dei trasporti in questa Regione anche soltanto dieci anni fa. Si faccia dire dov'erano i bivacchi quando si partiva e quando si rientrava, bivacchi che oggi non ci sono più. Non si può negare l'evidenza dei fatti, perché voi non siete angioletti venuti dal cielo, siete figli...

SANNA NIVOLI (A.N.). Tempo!

COGODI (R.C.). Eh, tempo! Est s'unica cosa chi scis nai, o Noemi! Tempo, tempo, c'è brutto tempo? Riparati!

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, la invito anch'io a rispettare il tempo.

COGODI (R.C.). Scusi, ma lei mi vuole tutelare o no?

PRESIDENTE. Io la sto tutelando, le sto facendo osservare che il suo tempo è scaduto. Le concedo un altro minuto di tempo.

COGODI (R.C.). Ho accennato a un ragionamento che è molto importante riguardo a questa materia, ma siccome emendamenti ce ne sono anche altri, questo minuto, ovviamente, in ragione e in connessione con altri emendamenti, potrà essere variamente distribuito. Le assicuro comunque che una osservazione che ancora volevo fare avrò modo di introdurla nel rispetto più assoluto e totale sia del Regolamento sia della consigliera Noemi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Intervengo innanzitutto per dire al collega Biggio, con molta serenità e pacatezza, che non ci fa piacere che voi stiate zitti perché dovete ascoltare i nostri interventi. Se servisse a stimolare qualche intervento della maggioranza noi potremmo anche rinunciare a qualcuno dei nostri, perché sono convinto che su problemi così importanti, in un momento così vitale per la storia della Regione, siano fondamentali gli interventi sia della maggioranza che dell'opposizione.

La seconda considerazione che vorrei fare è che, in altre occasioni, per interventi considerati importanti - e a parole questo sembra essere considerato tale da tutti - la Regione ha anticipato risorse che poi vengono comunque rivendicate nei confronti dello Stato.

La terza considerazione è questa, si fa appello all'unità delle forze politiche presenti in Consiglio regionale per portare avanti la battaglia su questa materia dei trasporti. Noi l'abbiamo detto altre volte e, chiaramente, lo ribadiamo. Siamo disponibili a portare avanti una battaglia unitaria, però devo rilevare che anche in materia di trasporti si è convocata la Conferenza di servizi senza interpellare, coinvolgere, interessare e informare né prima né dopo, il Consiglio. Quindi la linea della Regione è la linea della Giunta, il Consiglio non ha potuto fornire alcun contributo, e abbiamo appreso i risultati della Conferenza dai giornali.

Le proposte ci sembrano anche interessanti e avremmo voluto contribuire con proposte di miglioramento, suggerimenti, riflessioni. Ma, se si vuole coinvolgere l'opposizione, la sede giusta è questa. Un'ultima osservazione; per portare avanti battaglie unitarie non basta un dibattito. Cari colleghi della maggioranza, in questa legislatura sulle battaglie unitarie, da fare per i trasporti, per le entrate, per le riforme, noi abbiamo dato e diamo la nostra disponibilità. Però sta a voi eliminare una serie di fattori e di condizionamenti che hanno creato tensioni e rotture, che hanno creato un clima per superare il quale noi, anche in questo bilancio, stiamo facendo un grosso sforzo. Ma ci sembra che voi dovete con più coraggio, con più determinazione, con più forza, riflettere sui condizionamenti che impediscono il dialogo e il confronto, e di conseguenza l'unità. Se fate questo, da parte nostra la cooperazione el'unità di intenti su questi temi non mancheranno, ma voi non potete chiedere, a noi solamente, di contribuire a rafforzare l'unità della Regione quando non si coinvolge il Consiglio, quando permangono fatti seri, gravi, a tutti conosciuti, sui quali non mi soffermo, che provocano forti tensioni, rotture e lacerazioni. Credo che ci vogliano il coraggio e la volontà di rimuoverli.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.-F.D.). Io voterò a favore dell'emendamento numero 53 che, nella sostanza, lo ripeto per coloro i quali non fosse chiarissimo, propone semplicemente di accantonare una somma che può essere quella indicata o può essere diversa, per finanziare un progetto di legge che sostenga le esportazioni. Si tratta di questo.

Mi permetto di aggiungere, ricorrendo più al ragionamento che all'invettiva e alla polemica, che è curioso come cambino le posizioni a seconda del mutare del ruolo politico in questa Assemblea. Badate infatti che il finanziamento dell'articolo 11 della legge numero 268, o di un intervento sostitutivo, è stato uno dei cavalli di battaglia del Polo negli ultimi due anni della scorsa legislatura.

Leggo dagli atti (ho visto nella tribuna del pubblico un consigliere regionale della scorsa legislatura, l'onorevole Lippi, ed è un suo intervento, ma era un tema ricorrente negli interventi di Balletto, di Emilio Floris, dell'assessore Pittalis e di altri): "Quello dell'esportazione è stato un tema che ci ha appassionato nelle scorse settimane. Per la legge sull'esportazione, Forza Italia è da tre anni che si batte puntualmente in fase di bilancio perché l'articolo 11 della legge numero 268 venga rifinanziato.", e via di questo passo. La sostanza è: o si rifinanzia l'articolo 11 o si fa una nuova legge. E' quello che noi adesso esattamente stiamo proponendo. "Se non si vuole incentivare l'esportazione dei prodotti e delle aziende sarde che producono ed esportano verso il continente e verso l'estero che lo si dica a chiare lettere" eccetera eccetera", "Basta con gli inganni, la si smetta di produrre leggi per fare conferenze stampa e convegni", e si conclude dicendo "La si smetta di prendere in giro i sardi, e soprattutto di prendere in giro questa Assemblea, perché lo spettacolo odierno sembra essere veramente desolante". Io potrei anche fermarmi qui e non aggiungere nulla. Si proponeva quindi in questo intervento di destinare risorse regionali per interventi previsti da una legge nazionale, la "268", che - come tutti ricorderanno - è un Piano di rinascita. Oppure, esattamente come il collega Pinna ha proposto, si chiedeva di accantonare dei soldi per proporre un provvedimento che sostenga....

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ma non lo avete fatto!

SCANO (D.S.-F.D.). No, infatti, ma ti rispondo che concludemmo l'anno scorso - se lo ricorderà chi c'era e ha buona memoria - dicendo che il provvedimento sarebbe derivato da un accordo tra maggioranza ed opposizione. Era il dicembre del 1998; poi, come sapete, ad aprile è iniziata la preparazione delle liste e, probabilmente, né la maggioranza né l'opposizione hanno avuto in Commissione il tempo e forse lo stimolo per elaborare ed esitare questo provvedimento. Ciò che non è stato fatto allora può essere fatto oggi. Tra l'altro l'abbiamo scritto esattamente così nel DPEF, approvato quasi all'unanimità mi pare, non mi ricordo, da questo Consiglio qualche settimana fa.

Concludo dichiarando di votare a favore dell'emendamento, ma potremmo anche soprassedere di fronte ad un'apertura politica seria. Ma che cosa vieta che trovi oggi accoglimento una vostra proposta presentata nella scorsa legislatura? Ma che cosa impedisce di trovarci oggi d'accordo su ciò su cui eravamo d'accordo qualche mese fa? Accantoniamo due miliardi, tre miliardi, cinque miliardi. Accantoniamo ciò che è possibile e decidiamo di andare in Commissione tra due settimane a mettere a punto il regime sostitutivo dell'articolo 11 della "268", cioè una legge che sostenga le esportazioni. Rimane fermo il fatto che dovremo fare la battaglia nel senso indicato dal Presidente Floris, il cui intervento su questo punto io condivido. Ma nulla vieta che la Sardegna per intanto, diciamo in funzione sia anticipatoria che ausiliaria, metta in essere uno strumento di sostegno alle imprese. Che cosa lo vieta? Che cosa lo proibisce? Il fatto che adesso siete in maggioranza invece che all'opposizione?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MASIA (F.S.D.). Intervengo naturalmente per dichiarare il mio voto favorevole su questo emendamento, ma anche per continuare il discorso introdotto dal collega Scano. Io voglio sottolineare che ritengo enormemente sbagliato affrontare un argomento di questa entità portando avanti un gioco delle parti che non produce sicuramente risultati positivi. Così come non ritengo positivo dibattere un problema così importante solo durante la discussione della finanziaria.

Credo anche che vada sottolineato che questo aspetto del problema, che rappresenta solo una parte della questione più generale della continuità territoriale, e cioè la concessione di facilitazioni per favorire l'esportazione dei nostri prodotti oltre Tirreno, sicuramente avrebbe dovuto trovare maggiore attenzione, tenuto conto che la cifra che viene prevista è appena sufficiente per riuscire a parlare di questo problema, che non può trovare soluzione comunque con un semplice emendamento. E' vero che è stato fatto molto ma sicuramente non basta, e non basta neanche, come dicevo poco fa, parlarne durante la discussione della finanziaria; e non ci convince sicuramente l'atteggiamento della maggioranza che rifiuta, in maniera assoluta, di prendere in considerazione un argomento così importante. Un argomento che, lo ribadisco, è stato inserito all'interno della finanziaria soltanto per tener viva l'attenzione su un tema che è fondamentale per la nostra Regione. Solo per questo motivo bisognerebbe votare a favore di questo emendamento.

Io non credo che sia il caso di andare a pietire i due/tre miliardi, io credo che bisognerebbe, facendo fronte comune, dimostrare nei fatti quella sensibilità che tutti, a parole, sosteniamo di avere e che poi, in momenti come questi, viene a mancare perché si sceglie di votare contro un emendamento soltanto perché è stato presentato dall'opposizione. Io credo che sia da sottolineare che questo emendamento deve essere respinto con la sola argomentazione che è stato presentato dall'opposizione. Io credo che vada accolto invece per la funzione che vuole assolvere che è quella, scusate se mi ripeto, di riprendere in mano una questione che è fondamentale per la nostra Regione, emendamento che rappresenta una piccola cosa rispetto a quello che deve essere fatto.

I problemi che vivono le imprese, oggi, sicuramente devono trovare risposte ben più significative rispetto a quelle che questo emendamento, in questo momento, sta cercando di dare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dettori Bruno per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DETTORI BRUNO (I Democratici). E` vero che si fa molta demagogia, se riusciamo ad essere in disaccordo anche su argomenti sui quali dovremmo esprimere un parere unanime, e sui quali invece sono volate parole pesanti in quest'Aula.

Questo della continuità territoriale, è uno degli argomenti che ha appassionato di più e credo appassioni di più tutti i sardi, anche perché vivono il problema sulla loro pelle. Il diritto alla mobilità è irrinunciabile, lo sappiamo, ma non siamo riusciti a fare più di tanto per risolvere la questione e, spesso, ci attardiamo in sterili polemiche - oggi l'onorevole Scano ce ne ha dato l'esempio - che poi si sostanziano, in pareri favorevoli o contrari a seconda che si sia in maggioranza o all'opposizione.

Noi dichiariamo il voto favorevole su questo emendamento perché vogliamo dare un segnale, un segnale vero, un segnale che favorisca una inversione di marcia su questo fronte.

I giornali spesso riportano le mortificazioni che subiscono i nostri conterranei. Sul problema posto da questo emendamento io credo che potremmo dare un segnale positivo, al di là della carenza di risorse. La maggioranza deve comunque assumersi le proprie responsabilità in questo senso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Intervengo per dichiarare che voterò contro questo emendamento ma, contemporaneamente, per dire che il tema della continuità territoriale, che ha suscitato questo ampio dibattito in Aula, non può essere oggetto di un gioco delle parti tra maggioranza e opposizione o tra Giunta e Consiglio, è un tema sul quale tutti vogliamo intervenire e che vorremmo fosse risolto a favore della nostra Isola.

Per questo propongo alle opposizioni di ritirare l'emendamento e di formulare insieme un ordine del giorno in modo che la Giunta, con gli strumenti che le competono, riesca a risolvere il problema della continuità territoriale, sia tra la Sardegna e il Continente che anche all'interno della Sardegna, perché dobbiamo parlare di continuità territoriale anche sul piano interno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Io vorrei sottolineare come non vi sia forza politica in questa Aula che non sia sensibile al problema della continuità territoriale. E` emerso anche nel corso delle dichiarazioni di voto. Però, proprio per le motivazioni che ha dato il Presidente Floris sulla situazione attuale, che è diversa, oggettivamente diversa rispetto a quella dell'ultimo scorcio della passata legislatura, anche la posizione politica di quella che era allora la minoranza è diversa attualmente in relazione ai nuovi fatti che si sono verificati e che il Presidente Floris ha rappresentato.

Va anche detta poi un'altra cosa, colleghi, che se è vero che con la riforma della legge di contabilità si sono date indicazioni tassative sul contenuto della legge finanziaria, è anche vero che un problema di tale importanza deve essere affrontato in una sede diversa e, quindi, nelle commissioni competenti. Quindi bene ha fatto il nostro Capogruppo, il collega Emilio Floris, a suggerire la predisposizione di un ordine del giorno che vada proprio nella direzione di una soluzione del problema che non può, comunque, essere quella proposta nell'emendamento. Quindi io, mio malgrado, pur dichiarandomi sensibile al problema, dichiaro il mio voto contrario all'emendamento.

PRESIDENTE. Non ci sono altre dichiarazioni di voto. L'onorevole Floris Emilio ha formulato una proposta sulla quale è opportuno sentire un rappresentante dell'opposizione.

Ha facoltà di parlare il consigliere Cugini.

CUGINI (D.S.-F.D.). Noi confermiamo il voto favorevole all'emendamento 53 ed anche la richiesta di votazione per appello nominale. Per quanto riguarda l'ordine del giorno, il collega Floris, che è il proponente, lo scriva, noi lo valuteremo e, successivamente, diremo la nostra opinione.

Votazione per appello nominale

PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che la votazione tramite sistema elettronico è valida solamente se il votante rimane seduto al suo posto fino a quando non appare il risultato sul tabellone, perché questo consente di vedere chi ha votato a favore e chi ha votato contro. Altrimenti dobbiamo procedere all'appello nominale vero e proprio, come previsto dal Regolamento. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (D.S.-F.D.). Chiediamo la votazione per appello nominale.

CORDA (A.N.). Ma questi qua che cosa vogliono!

CUGINI (D.S.-F-.D.).Usa termini civili, questi qua saranno i tuoi!

CORDA (A.N.). Questi sono termini civili, gli incivili siete voi!

PRESIDENTE. Il Regolamento all'articolo 96, comma 5, recita: "Nei casi in cui è prevista la votazione per alzata di mano si procede a votazione per appello nominale quando lo richiedano almeno otto consiglieri". Io ho effettuato la verifica e ho constatato che la richiesta è stata formulata da otto consiglieri. L'articolo 93, secondo comma dice: "Nel caso di votazione per appello nominale il Presidente indica il significato del "Sì" e del "No". L'appello nominale in Assemblea comincia dal nome del Consigliere estratto a sorte", eccetera. Indico la votazione per appello nominale dell'emendamento 53. Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì, coloro i quali sono contrari risponderanno no. Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello (E` estratto il numero 18, corrispondente al nome del consigliere Demontis Vincenzo).

Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello iniziando dal consigliere Demontis Vincenzo.

MAMCA, Segretario procede all'appello.

Rispondono sì i consiglieri: DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - LAI - LODDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' -ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - VASSALLO - BALIA - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA.

Rispondono no i consiglieri: DEMONTIS - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - TUNIS Marco - USAI - AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 74

votanti 73

astenuti 1

maggioranza 37

favorevoli 32

contrari 41

(Il Consiglio non approva)

C'è adesso una richiesta di votazione, con lo stesso sistema, per gli emendamenti 76 o 189. Poiché gli emendamenti hanno lo stesso contenuto, chiedo ai proponenti, di decidere quali dei due emendamenti deve essere messo in votazione.

DETTORI IVANA (D.S.-F.D.). L'emendamento numero 76.

PRESIDENTE. Ricordo che la richiesta di votazione per appello nominale deve essere appoggiata sempre da otto consiglieri.

Prego i consiglieri che intendono appoggiare la richiesta di levarsi in piedi.

(Si alzano in piedi i consiglieri Pirisi, Falconi, Scano, Sanna Emanuele, Salvatore Sanna, Ivana Dettori, Pinna ,)

Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.-F.D.). Presidente, io dichiaro il voto favorevole sull'emendamento proposto, però registro con rammarico la posizione espressa dall'onorevole Pittalis sul Parco del Gennargentu. L'assessore Pittalis ha affermato che continuano ad essere contrari, oggi come ieri, al parco che è stato proposto. Ma il rammarico che io esprimo non deriva dal fatto che l'assessore Pittalis abbia ribadito una sua nota posizione. Il rammarico sta nel fatto che una parte di Forza Italia, e ribadisco, solo una parte di questo partito politico, cioè quella, tanto per intenderci, che non perde occasione per mostrare i muscoli, abbia trascinato tutta la Giunta su una posizione pericolosa e velleitaria.

Ma come è possibile, io mi chiedo, che l'ex Assessore dell'ambiente, oggi Assessore della pubblica istruzione, che è stato giustamente l'alfiere e il propugnatore del parco possibile, da realizzare col consenso della gente, a favore delle popolazioni di quell'area, a favore dei pastori dell'area del Gennargentu, e non contro di loro possa accettare, senza neppure una embrionale reazione, il giudizio liquidatorio che è stato espresso, su tutta l'attività che ha svolto come Assessore dell'ambiente, da parte dell'assessore Pittalis? Io, caro assessore Onida, non riesco a capire come lei possa accettare questo fatto. Noi abbiamo tolto la parola "nazionale" dalla intestazione del Parco del Gennargentu perché pareva fosse questo che creasse problemi, però la sostanza rimane tutta quanta intera. Il territorio è quello, le popolazioni sono quelle, anche se ogni giorno, va detto, diminuiscono gli abitanti in quel territorio. Ma la sostanza del ragionamento che viene fatto qual è? La sostanza è che un pezzo di Forza Italia è riuscita a trascinare tutta la maggioranza di centro-destra. Io mi auguro che ci siano dei momenti di resipiscenza nel corso della votazione, per evitare di infliggere un ulteriore colpo alle popolazioni di quell'area del Nuorese.

Un altro aspetto che voglio sottolineare è quello relativo all'esistenza stessa dell'Università della città di Nuoro. Le due facoltà, Scienze ambientali e Scienze forestali, senza uno sbocco di tipo occupazionale, senza una palestra nella quale si possano esercitare le professionalità acquisite, sono destinate a morire. Allora c'è una sorta di vacuo parlare intorno a queste tematiche, però, caro assessore Pittalis, lei non può dire che arriveranno in futuro risorse superiori a quelle da noi previste con questo emendamento. La verità è che quando si offre l'opportunità di concretizzare un intervento a favore di quei territori si ostacola la destinazione delle risorse necessarie. Questa è la sostanza dei fatti, non possiamo nasconderla dietro infingimenti di qualunque natura essi siano; rimane comunque l'aspetto di cui ho parlato precedentemente, e cioè che certamente l'assessore Onida avrà qualche crisi di coscienza ripensando alla grande passione con cui aveva portato avanti quella battaglia. E sappiamo anche che l'assessore Pittalis era uno strenuo oppositore di quelle posizioni. Questa opposizione, che io trovo però irresponsabile, gli ha fruttato anche un ampio consenso elettorale. Lei, assessore Onida, non ha avuto certamente lo stesso consenso, su questo non ho dubbi, anche perché la posizione che lei appoggiava era quella che il centro-sinistra portava avanti, e che è diametralmente opposta rispetto a quella del contro-destra, anche se oggi, per gli strani casi della vita, vi trovate sugli stessi banchi. E lei ha continuato a dire, comunque, anche ricoprendo il ruolo di Assessore della pubblica istruzione, di essere d'accordo sul Parco, mentre l'assessore Pittalis conferma la sua contrarietà . Ed allora qui si vede che anche sotto il profilo politico e programmatico siete completamente disuniti rispetto alle cose da portare avanti.

Abbiamo chiesto l'appello nominale perché rimanga una testimonianza delle scelte che si compiranno questa mattina a favore delle popolazioni della provincia di Nuoro, e in modo particolare verso le popolazioni di quel territorio indicato all'interno del perimetro dell'area del Parco del Gennargentu.

Votazione per appello nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale dell'emendamento numero 76. Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì, coloro i quali sono contrari risponderanno no. Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello (E` estratto il numero 71, corrispondente al nome del consigliere Sanna Salvatore).

Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello iniziando dal consigliere Sanna Salvatore.

MANCA, Segretario procede all'appello.

Rispondono sì i consiglieri: - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - VASSALLO - BALIA - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI Ivana - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - LAI - LODDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PINNA - PIRISI - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio.

Rispondono no i consiglieri: TUNIS Marco - USAI - AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 69

votanti 68

astenuti 1

maggioranza 35

favorevoli 28

contrari 40

(Il Consiglio non approva)

Metto in votazione l'emendamento numero 272. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 273. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 274. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 241. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 244. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Ha domandato di parlare il consigliere Selis per dichiarazione di voto sull'emendamento numero 269. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Intervengo, oltre che per dichiarare il mio voto, anche per sottolineare che, in seguito a quanto concordato tra maggioranza e opposizione, era stato modificato lo stanziamento portandolo a 25 miliardi nei due emendamenti, il 269 della Giunta e il 41 della opposizione. Inizialmente invece l'emendamento 41 proponeva 50 miliardi per il 2000 e 50 miliardi per il 2001, mentre il 269 prevedeva rispettivamente13 e 20 miliardi. Ora, dato l'accordo esistente, si tratta di verificare se unificare gli emendamenti o quale altra decisione assumere perché se votiamo così potrebbero insorgere poi dei problemi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il collega Selis ha posto correttamente un problema. Effettivamente è stato raggiunto un accordo per cui possiamo sospendere la votazione su questo emendamento. Presenteremo, infatti, come Giunta regionale, un emendamento che sintetizzi quanto deciso, tecnicamente quindi è possibile sospendere.

PRESIDENTE. Poiché l'onorevole Selis è d'accordo, sospendiamo la votazione su questo emendamento.

Metto in votazione l'emendamento numero 271. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 240. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 5.

CAPPAI, Segretario:

Art. 5

Trasferimento delle giacenze esistenti
sui conti di tesoreria

1. Il punto f) dell'articolo 12 della legge regionale 26 agosto 1988, n. 32, è sostituito dal seguente:

"f) con propria determinazione allo scopo di fronteggiare eventuali deficienze di cassa, disporre i trasferimenti delle quote di giacenza esistenti sui conti di tesoreria e compensare detti trasferimenti entro l'anno finanziario in cui sono stati disposti, mediante retrocessione ai conti di provenienza delle somme trasferite".

2. La legge regionale 1° settembre 1977, n. 38, è abrogata.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 5 bis.

CAPPAI, Segretario:

Art. 5 bis

Modifica alla L.R. n. 11 del 1983

(legge di contabilità regionale)

1. Nell'articolo 62 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11 e successive modificazioni ed integrazioni, sono introdotte le seguenti variazioni:

a) dopo l'articolo 4 ter, introdotto dall'articolo 37, comma 8, della legge regionale 24 dicembre 1998, n. 37, è inserito il seguente:

"4 quater. Le somme di cui al comma 4 ter, qualora impegnate, permangono nel conto dei residui sino al termine ultimo di pagamento stabilito dall'Unione Europea.".

b) dopo il comma 5, è inserito il seguente:

"5 bis. Le somme stanziate per spese correnti e per spese di investimento correlate ad accertamento di entrate aventi in tutto o in parte destinazione vincolata per legge, qualora non impegnate alla chiusura dell'esercizio, sono mantenute in bilancio quali residui per essere utilizzate nell'esercizio successivo.".

2. La disposizione di cui al comma 5 bis dell'articolo 62 della legge regionale n. 11 del 1983, introdotto dal precedente comma 1, trova applicazione a decorrere dall'anno finanziario 1999.

PRESIDENTE. Colleghi, debbo precisare che per un refuso alla lettera a) del primo comma le parole "dopo l'articolo 4 ter" sono da sostituire con le parole "dopo il comma 4 ter".

Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.-F.D.). Intervengo, molto rapidamente, per far rilevare che vi è stata un'inversione di marcia che non trova giustificazione nel merito, ma solo nel mutamento di schieramento politico. Noi, nel riformare la legge di contabilità - richiamo in particolare l'attenzione del collega Balletto che su questa materia ha imperversato (lo dico in senso positivo) per anni - , con la nota legge approvata al termine della scorsa legislatura, abbiamo cercato, con una posizione della Giunta di allora e della maggioranza, e con un energico concorso e con la funzione di stimolo dell'opposizione, di limitare il ricorso alla conservazione delle somme stanziate e non impegnate, o impegnate e non spese nella forma dei residui.

Ora, stiamo di nuovo, invertita la rotta, ampliando la conservazione dei residui nel bilancio. Allora, io potrei capire, e sarei d'accordo, se lo limitassimo a categorie ben precise per l'esercizio in questione, senza ricorrere a una modifica generale della legge di contabilità. Cioè, dicendolo proprio in modo pedestre, se si scrivesse: "Le somme non spese e non impegnate alla data del… vengono conservate a residuo per l'esercizio 2000 o per l'esercizio 2001", questo lo comprenderei. Sarebbe una deroga, anche motivata, argomentata, ma non introdurrebbe una modifica diciamo di carattere generale nella legge di contabilità. Se così fosse io non avrei e noi non avremmo obiezioni. Se invece si dice come qui si dice: "le somme di cui... permangono nel conto dei residui" allora è una modifica che contraddice la legge di contabilità appena approvata, contraddice i nostri convincimenti e contraddice anche i convincimenti dell'attuale maggioranza. -Naturalmente ciascuno, quando ritiene, ha il diritto di contraddirsi e noi abbiamo però il dovere di rilevare la contraddizione.

PRESIDENTE. Poiché nessuno altro domanda di parlare sull'articolo 5 bis, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 6.

CAPPAI,Segretario:

Art. 6

Recupero somme da fondi di rotazione

1. E' disposto nell'anno 2000 il versamento in conto entrate del bilancio regionale (cap.36103) della somma di lire 189.806.000.000 proveniente dai sottoelencati fondi di rotazione:

a) lire 23.844.000.000 dal fondo per la concessione di mutui all'industria alberghiera di cui alla legge regionale 7 aprile 1964, n. 8, costituito presso la Banca CIS S.p.A.;

b) lire 29.298.000.000 dal fondo per la concessione di provvidenze all'artigianato di cui all'art. 5 della L.R. 21 luglio 1976, n. 40, costituito presso la Banca CIS S.p.A.; tale recupero, per lire 25.550.000.000, è destinato ai sensi dell'articolo 40, comma 3, lett. d), della legge regionale 24 dicembre 1998, n. 37, alle finalità previste dall'articolo 3 della medesima legge (cap. 07026/06);

c) lire 25.000.000.00 dal fondo per la concessione del contributo in conto capitale alle imprese di cui all'art.5 della L.R. 20 giugno 1989, n. 44, costituito presso la Banca CIS S.p.A.;

d) lire 14.000.000.000 dal fondo per la concessione di crediti di esercizio alle imprese di cui alla L.R. 18 maggio 1957, n. 23, costituito presso la Banca CIS S.p.A.;

e) lire 5.252.000.000, dal fondo per la concessione di contributi in conto interessi per il comparto agro-industriale, di cui all'articolo 2 della legge regionale 3 novembre 1992, n. 19, in ragione di lire 1.750.000.000 da quello costituito presso la Banca di Sassari S.p.A., lire 465.600.000 da quello presso la Banca Nazionale del Lavoro S.p.A., lire 297.000.000 da quello presso la Banca Commerciale Italiana S.p.A., lire 629.850.000 da quello presso l'UNICREDITO S.p.A., lire 48.000.000 da quello presso la Cassa di Risparmio delle Province Lombarde, lire 84.400.000 da quello presso la Banca di Credito Cooperativo di Arborea S.p.A., lire 1.977.150.000 da quello presso il Banco di Sardegna S.p.A.;

f) lire 186.414.641 dal fondo per le anticipazioni a cooperative e altre associazioni di produttori, viticoltori e allevatori di animali lattiferi, di cui all'articolo 1 della legge regionale 29 dicembre 1950, n. 74, costituito presso la Banca C.I.S. S.p.A.;

g) lire 176.883.088 dal fondo destinato alla concessione di prestiti di esercizio a pastori e allevatori associati in cooperative, gruppi o latterie sociali, di cui alla legge regionale 15 luglio 1962, n. 9, costituito presso il Banco di Sardegna S.p.A.;

h) lire 497.508.928 dal fondo destinato ad interventi in agricoltura di cui agli articoli 4 e 12 della legge regionale 15 marzo 1956, n. 9, in ragione di lire 434.061.028 da quello presso il Banco di Sardegna S.p.A. e di lire 63.447.900 da quello presso la Banca Commerciale Italiana S.p.A.;

i) lire 5.384.417.165 dal fondo per le concessioni di prestiti a cooperative ortofrutticole e loro consorzi, di cui alla legge regionale 21 maggio 1971, n. 7, costituito presso il Banco di Sardegna S.p.A.;

l) lire 14.000.000.000 dal fondo per lo sviluppo della proprietà coltivatrice di cui all'articolo 2, lettere a) e b), della legge regionale 23 novembre 1979, n. 60, costituito presso il Banco di Sardegna;

m) lire 2.790.134.521 dal fondo regionale per lo sviluppo della zootecnia di cui all'articolo 27 della legge regionale 23 gennaio 1981, n. 4, costituito presso il Banco di Sardegna S.p.A.;

n) lire 4.010.205.729 dal fondo per la trasformazione delle passività delle cooperative agricole di cui all'articolo 40 della legge regionale 7 maggio 1981, n. 14, in ragione di lire 3.438.894.581 dal fondo costituito presso il Banco di Sardegna e di lire 571.311.148 da quello presso la Banca Nazionale del Lavoro S.p.A.;

o) lire 1.606.862.368 dal fondo per le anticipazioni dei contributi U.E. per l'imboschimento dei terreni seminativi di cui all'articolo 35 della legge regionale 30 aprile 1991, n. 13, costituito presso il Banco di Sardegna S.p.A.;

p) lire 6.700.000.000 dal fondo per la concessione di mutui all'industria alberghiera di cui alla legge regionale 7 aprile 1964, n. 8, in ragione di lire 6.300.000.000 da quello costituito presso il Banco di Sardegna S.p.A. e di lire 400.000.000 da quello presso la Banca di Sassari S.p.A.;

q) lire 17.424.338.620 dal fondo per la concessione di provvidenze all'artigianato di cui all'articolo 5 della legge regionale 21 luglio 1976, n. 40, in ragione di lire 6.700.000.000 da quello costituito presso il Banco di Sardegna S.p.A., di lire 10.224.338.620 da quello presso la Banca di Sassari S.p.A. e di lire 500.000.000 da quello presso l'Artigiancassa;

r) lire 3.149.318 dal fondo per la concessione del concorso interessi sui prestiti alle aziende artigiane di cui all'articolo 40 della legge regionale 21 luglio 1976, n. 40, costituito presso la Banca di Sassari S.p.A.;

s) lire 250.000.000 dal fondo per la concessione del concorso interessi sui prestiti nei settori del commercio, dei servizi, del turismo e dell'artigianato di cui all'articolo 53 della legge regionale 31 maggio 1984, n. 26, costituito presso la Banca Commerciale Italiana S.p.A.;

t) lire 468.474 dal fondo per l'abbattimento dei tassi di interesse sui prestiti alle cooperative artigiane di cui all'articolo 53 bis della legge regionale 31 maggio 1984, n. 26, costituito presso la Banca di Sassari;

u) lire 380.782.072 dal fondo per la tutela dei livelli occupativi nel settore artigiano di cui alla legge regionale 22 aprile 1987, n. 19, in ragione di lire 71.502.408 da quello costituito presso il Banco di Sardegna S.p.A., di lire 282.989.050 da quello presso la Banca di Sassari S.p.A. e di lire 26.290.614 da quello presso la Banca C.I.S. S.p.A.;

v) lire 26.183.040 dal fondo per la concessione di contributi a favore degli agenti e rappresentanti di commercio di cui all'articolo 70 della legge regionale 4 giugno 1987, n. 19, in ragione di lire 1.521.376 da quello presso il Banco di Sardegna S.p.A., di lire 916.198 da quello presso la Banca di Sassari S.p.A. e di lire 23.695.466 da quello presso la Banca C.I.S. S.p.A.;

z) lire 925.995.840 dal fondo per la gestione delle disponibilità del PNIC di cui all'articolo 26 della legge regionale 22 gennaio 1990, n. 1;

aa) lire 3.409.583.852 dal fondo per la concessione di provvidenze a favore delle imprese commerciali di cui all'articolo 59 della legge regionale 31 ottobre 1991, n. 35, in ragione di lire 2.797.170.580 dal fondo costituito presso la Banca di Sassari S.p.A. e di lire 612.413.272 da quello presso la Banca di Credito Cooperativo di Arborea;

bb) lire 2.648.122.344 dal fondo per la concessione di credito di esercizio alle imprese di cui alla legge regionale 18 maggio 1957, n. 23, in ragione di lire 930.777.689 da quello presso la Banca C.I.S. S.p.A. e di lire 1.717.344.655 da quello presso la SFIRS;

cc) lire 27.000.000.000 dal fondo per la concessione di finanziamenti a tasso agevolato ad imprese in difficoltà congiunturali di cui alla legge regionale 10 dicembre 1976, n. 66, in ragione di lire 17.000.000.000 da quello presso la Banca C.I.S. S.p.A. e di lire 10.000.000.000 da quello presso la SFIRS;

dd) lire 5.000.000.000 dal fondo per il consolidamento finanziario delle imprese di cui all'articolo 3 della legge regionale 20 giugno 1989, n. 44, costituito presso la SFIRS.

2. Al recupero dei fondi di cui al comma 1 provvede l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PRESIDENTE. All'articolo 6 erano stati presentati due emendamenti, il numero 56 e il 275 che vengono riassunti nell'emendamento numero 285. Si dia lettura dell'emendamento numero 285.

CAPPAI, Segretario:

Emendamento modificativo GIUNTA REGIONALE

Art. 6

Recupero da fondi di rotazione

L'importo di lire 189.806.000.000 indicato nel primo alinea del comma 1, è modificato in lire 276.704.596.143;

l'importo di lire 14.000.000.000, indicato nella lettera d) è modificato in lire 32.000.000.000;

l'elenco delle voci dei fondi di rotazione è integrato come segue:

ee) lire 20.000.000.000 dal fondo per la concessione di prestiti concessi alle imprese artigiane di cui all'articolo 7 della legge regionale 19 ottobre 1993, n. 51 in ragione di lire 8.000.000.000 dal fondo costituito presso il Banco di Sardegna, di lire 4.000.000.000 da quello presso la Banca Nazionale del Lavoro e di lire 8.000.000.000 da quello costituito presso la Banca di Sassari S.p.A.:

ff) lire 6.367.596.143 dal fondo per la concessione di finanziamenti all'industria cantieristica e alla pesca, di cui alla legge regionale 28 novembre 1950, n. 65, costituito presso la Banca CIS SpA;

gg) lire 10.000.000.000 dal fondo di garanzia in agricoltura, di cui all'articolo 1 della legge regionale 13 dicembre 1988, n. 44, costituito presso il Banco di Sardegna SpA;

hh) lire 2.531.000.000 dal fondo per la concessione di provvidenze alle imprese di navigazione, di cui alla legge regionale 15 maggio 1951, n. 20, costituito presso la banca CIS SpA;

ii) lire 30.000.000.000 dal fondo per l'assunzione di partecipazioni al capitale di enti, di cui all'aritcolo 5 della legge regionale 7 maggio 1953, n. 22, costituito presso la banca CIS SpA.

Variazioni conseguenti:

In aumento

ENTRATA

Cap. 36103 Ricuperi somme assegnate su fondi rotazione (art. 6 L.F.)

+ 86.898.596.143

07 - TURISMO

Cap. 07026/06 Fondi costituiti per concessione contributi in conto capitale alle imprese artigiane

+ 820.000.000.000

(285)

PRESIDENTE. I lavori del Consiglio sono sospesi e riprenderanno alle ore 15.

(La seduta sospesa alle ore 13 e 51, viene ripresa alle ore 15 e 24)

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CARLONI

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. E' stata data lettura dell'articolo 6 e degli emendamenti. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Presidente, credo che sia sotto gli occhi di tutti, o meglio, di coloro che sono presenti, la visione poco edificante di un'Aula vuota. Rimetto a lei per la funzione, più che per la carica che rappresenta, perché voglia stigmatizzare nel modo più energico che le è possibile l'assenza pressoché totale dei consiglieri. Credo che sia necessario rinviare di quanto basta la riunione del Consiglio perché si abbia una rappresentazione degna dell'Aula consiliare.

PRESIDENTE. Sospendo i lavori per un quarto d'ora.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie Presidente, lei non si è accorto che io avevo chiesto la parola, e penso che la Giunta ne abbia diritto quanto i consiglieri.

COGODI (R.C.). La seduta è già sospesa.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Chiedo scusa ai colleghi ma l'Aula non è a disposizione delle opposizioni!

COGODI (R.C.). Il Presidente ha già rinviato di un quarto d'ora perché eravamo in tre.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Onorevole Cogodi io non ho interrotto quando lei ha parlato; e sappia che la Giunta è qui presente dalle ore 15. Presidente, mi dà la parola per cortesia?

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, l'assessore Pittalis ha chiesto la parola prima che io sospendessi i lavori. Prego, onorevole Pittalis.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, sono contrario al rinvio, perché è presente in Aula anche l'onorevole Selis per cui si può discutere degli emendamenti. Infatti avrei chiesto io stesso una sospensione solo se non fosse stato presente l'onorevole Selis che, a quanto so, doveva intervenire su questi emendamenti. Chiaramente se al momento del voto non fosse assicurato il numero legale saremmo noi stessi, eventualmente, a chiedere una sospensione. Se non vi sono necessità di altra natura inviterei pertanto i colleghi a dare una accelerata ai lavori, altrimenti rimaniamo in una situazione di stallo dalla quale, oramai, sembra veramente difficile uscire. Alla ripresa dei lavori dovevamo procedere alla illustrazione degli emendamenti.

COGODI (FR.C.). Guardi che la seduta è sospesa per un quarto d'ora.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Allora io pregherei il Presidente di procedere, ma è il Presidente che decide, onorevole Cogodi, non lei!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.-F.D.). Io intervengo sul Regolamento. L'opposizione, nella persona del collega Cogodi, ha proposto argomentatamente e legittimamente un quarto d'ora di sospensione.

COGODI (R.C.). Io non ho proposto niente. E' stato il Presidente che ha deciso.

SCANO (D.S.-F.D.). La Giunta altrettanto legittimamente si è opposta, però c'è un piccolo particolare; io sono anche ben disposto verso il collega Pittalis, e potrei perfino dargli un mazzo di fiori. Ma, il problema non è questo. Il problema è che la seduta era stata sospesa, quindi il problema non è né se l'opposizione ha una sua legittima proposta e se la Giunta ne ha una contraria; è se il Presidente è d'accordo con se stesso, oppure se il Presidente si sta opponendo a se stesso. Il Presidente aveva dichiarato di accogliere la proposta di rinvio ed aveva già dichiarato la seduta aggiornata per un quarto d'ora. Quindi, ripeto, qui non è il problema della maggioranza o dell'opposizione, il problema - io lo dico molto garbatamente e senza polemizzare - è del Presidente; cioè se il Presidente è d'accordo con se stesso, oppure se per essere d'accordo con la Giunta è in contrasto con se stesso.

PRESIDENTE. Nelle more di questa discussione di minuti ne sono decorsi già cinque quindi la seduta è sospesa e riprenderà tra 10 minuti.

(La seduta, sospesa alle ore15 e 31, viene ripresa alle ore15 e 41.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.

DORE (I Democratici). Presidente dovrei intervenire brevemente sull'ordine dei lavori. Stamani tutti o quasi tutti abbiamo letto "L'Unione Sarda" sulla quale, in prima pagina, campeggia un titolo su sei colonne: "Inchiesta sui consiglieri".

PRESIDENTE. Onorevole Dore, questo argomento non attiene ai nostri lavori .

DORE (I Democratici). Ai sensi dell'articolo 62 del Regolamento io chiedo la parola come consigliere regionale.

PRESIDENTE. Lei ha la parola sull'ordine dei lavori, prego.

DORE (I Democratici). Dicevo che credo che tutti abbiamo letto questo articolo, quanto meno il titolo. Si parla di un'inchiesta che è stata aperta dalla magistratura penale di Cagliari; è evidente che si tratta di un fatto gravissimo che non ha precedenti nei cinquant'anni dell'autonomia regionale. Ma non è tanto grave il fatto che la magistratura abbia aperto l'inchiesta, perché la magistratura evidentemente svolge il proprio ruolo, qui il problema della gravità è dato dal fatto...

PRESIDENTE. Mi scusi onorevole Dore, lei non sta parlando sull'ordine dei lavori; al momento è in discussione l'emendamento all'articolo 6, lei sta introducendo un argomento che con l'ordine dei lavori manifestamente non ha niente a che vedere. Mi dica di che cosa vuol parlare, per cortesia.

DORE (I Democratici). Io ho chiesto di parlare ai sensi dell'articolo 62 del Regolamento come consigliere regionale della Sardegna.

PRESIDENTE. Onorevole Dore, non si può parlare di tutto, dica quali proposte vuole avanzare in merito all'ordine dei lavori, perché l'ordine del giorno riguarda la discussione degli emendamenti all'articolo 6; la prego di essere attinente all'argomento all'ordine del giorno.

DORE (I Democratici). Io sto facendo riferimento ad un fatto di gravità inaudita nella storia dell'autonomia regionale, credo che nessuno possa dire che non si tratta...

PRESIDENTE. Onorevole Dore se non specifica l'argomento attinente all'ordine del giorno sono costretto a toglierle la parola.

DORE (I Democratici). Semplicemente, Presidente, io ritengo che il Consiglio regionale non possa far finta che questa notizia di estrema gravità non sia stata pubblicata, credo che il Consiglio regionale, per il rispetto che tutti dobbiamo all'istituzione, non possa far finta che questo problema non esista e debba in qualche modo farsene carico.

PRESIDENTE. Le ricordo che lei ha nel Regolamento gli strumenti di cui avvalersi per farsi portavoce di queste questioni. Usi questi strumenti e li porti all'attenzione del Consiglio; il Consiglio in questo istante si sta occupando dell'emendamento all'articolo 6; la prego di essere attinente a questo argomento altrimenti sarò costretto, glielo ripeto, a toglierle la parola.

DORE (I Democratici). Ma questo è un fatto straordinario, di gravità eccezionale e credo che non possa passare completamente sotto silenzio, perché se no, davanti all'opinione pubblica, credo che tutti i componenti di questa Assemblea farebbero una pessima figura. Quindi, ripeto, ci auguriamo tutti che queste notizie non abbiano un seguito; il fatto esiste, evidentemente, perché non è inventato, spero allora che queste notizie gravi, gravissime non abbiano un seguito ma credo anche che la giustizia debba fare il proprio corso.

PRESIDENTE. Onorevole Dore, la prego, tutti hanno letto il giornale, lei ha gli strumenti adatti per far valere le sue lamentele all'interno del Consiglio, se ne avvalga, sono costretto a toglierle la parola.

Continuazione della discussione del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2000)"(21/A)

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 285, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere su questo emendamento ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Io faccio presente che la Commissione non ha esaminato questo emendamento. In ogni caso, su questo emendamento, come per altri di questo tenore che sono frutto dell'accordo tra maggioranza ed opposizione, credo che il parere debba essere positivo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.).Vorrei sapere se l'emendamento 56 è stato illustrato.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. No.

SELIS (Popolari-P.S.). Probabilmente l'emendamento 56 è stato assorbito dal 285; poi gli emendamenti numero 24, 213, 86 e così via, Presidente, sono stati letti ma non mi risulta che siano stati illustrati.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, forse non c'è stata chiarezza sul punto; gli emendamenti da lei citati sono quelli relativi all'articolo 6 bis, mentre noi stiamo discutendo sugli emendamenti all'articolo 6. Si era convenuto di formulare un emendamento di sintesi, il 285, che avrebbe assorbito il 56 e il 275.

Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). Presidente, lei, giustamente, richiama un emendamento di sintesi tra diversi emendamenti. A noi, però, sono stati consegnati tutti gli emendamenti per cui è bene che questo emendamento di sintesi, che racchiude quelli che dovrebbero essere ritirati venga illustrato dall'assessore Pittalis che ne è il proponente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io posso anche rispondere a questo invito delle opposizioni, ma mi pare che l'emendamento nella sua articolazione sia talmente chiaro che non abbisogna di ulteriore esplicitazione. Se sull'emendamento il Consiglio ritenesse di dover avere dei chiarimenti, io sono pronto a dare tutti i chiarimenti necessari. L'emendamento 285 è una sintesi, un emendamento riassuntivo di quelli precedentemente presentati anche dall'opposizione, ed evidentemente tiene conto delle reali consistenze dei fondi di cui alle leggi richiamate nel contesto appunto dell'emendamento. E' chiaro che, come si può notare rispetto alla previsione iniziale dell'articolo 6, sulla base di una verifica al 31 dicembre 1999 sono state recuperate, dai fondi di rotazione ulteriori fondi il che ha consentito di portare la somma destinata ai fondi di rotazione da 189 a 276 miliardi complessivi, che, quindi, noi possiamo utilizzare come somme aggiuntive per questa manovra.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). All'articolo 6 sono stati presentati tre emendamenti. L'emendamento 285, secondo i proponenti, assorbe gli emendamenti 275 e 56; io sto solamente cercando di capire in che senso li assorbe. Il 56, infatti, firmato oltre che da altri colleghi anche da me, prevedeva un recupero di somme per 262 miliardi, l'emendamento 275 ne prevedeva invece 20, il totale dovrebbe essere 282. Nell'emendamento di sintesi la somma prevista è pari a 276 miliardi. Quindi esiste un problema tecnico, la Giunta lo chiarisca tecnicamente. Noi non abbiamo né vogliamo porre un problema tecnico, volevo solamente dire che non ho verificato quanto sostiene la Giunta, e cioè che il 285 ricomprende sia il 56 che il 275. Al momento non ho problemi, ma mi riservo di verificarlo. Sto chiedendo quindi che gli Uffici verifichino il carattere riassuntivo dell'emendamento 285 soprattutto in ordine agli stanziamenti previsti..

Invece il problema politico che , noi abbiamo più volte posto, che la Giunta conosce, e che io adesso ripropongo è relativo all'esigenza di avere i dati aggiornati ad oggi, se è possibile (abbiamo avuto i dati aggiornati ad un mese, un mese e mezzo fa), perché verosimilmente stiamo recuperando risorse non spese dai fondi di rotazione sulla base di verifiche che dovrebbero essere aggiornate. Se la Giunta ha il dato aggiornato le chiedo di fornircelo, e qua si chiude il discorso. Se non l'abbiamo, e quindi stiamo procedendo con approssimazione, possiamo commettere errori o per difetto o per eccesso. Se operiamo prelevamenti in eccesso ci troveremo scoperti; se preleviamo delle risorse per difetto lasciamo giacere in questi fondi una quantità eccessiva di risorse che invece sarebbe bene utilizzare.

La prima richiesta che rivolgo alla Giunta è quella di fornici la chiusura più recente possibile in modo tale che anche noi possiamo avere un quadro più realistico.

La seconda richiesta concerne il problema dei conti correnti, problema del quale sia il Presidente della Giunta, sia la Giunta nel suo complesso, sia noi stessi, in Commissione e pubblicamente, abbiamo parlato. Io ho chiesto i dati da qualche giorno alla Ragioneria, e approfitto per chiedere tramite gli Uffici del Consiglio e della Giunta, alla Giunta stessa, di volerci fornire l'elenco dei conti correnti aperti, la data della loro apertura, il saldo e una indicazione della strategia di chiusura e di liquidazione di questi conti ,presso i quali non solo giacciono risorse spesso inutilizzate e dimenticate ma che, soprattutto, comportano un costo di gestione elevatissimo.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, mi sembra di ricordare che stamattina si fosse soprasseduto all'esame dell'emendamento 285, per dare modo di verificare il suo possibile raccordo con gli altri due emendamenti. Supponevo quindi che si fosse già raggiunto il chiarimento di cui lei sta parlando.

SELIS (Popolari-P.S.). Io, alla luce di un esame parziale, in quanto non in possesso di tutte le informazioni necessarie, se sommo gli stanziamenti previsti nell'emendamento 56 a quelli dell'emendamento 275 ottengo un totale diverso rispetto a quello riportato nell'emendamento 285. Può darsi che il mio calcolo sia sbagliato o approssimativo, appunto per questo vorrei un chiarimento tecnico da parte della Giunta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. E' stata operata una revisione complessiva di tutti i fondi di rotazione fino al 31 dicembre 1999, come ho detto prima. In numerosi casi i fondi indicati nell'emendamento 56 coincidono con quelli indicati nel testo del disegno di legge della finanziaria e negli emendamenti presentati dalla Giunta regionale. Ma in alcuni casi non vi è coincidenza per quanto attiene l'entità degli importi, perché evidentemente la Giunta regionale ha tenuto conto di un dato che il Consiglio non ha, e cioè gli impegni assunti dagli istituti di credito. Tenuto conto degli impegni assunti noi abbiamo operato in conformità a quanto riassunto nell'emendamento 285.

Per quanto attiene la richiesta di documenti, noi abbiamo fornito alla Commissione i documenti, sia pure alla data del 31 dicembre 1999 e del 23 gennaio 2000. Nel momento in cui avremo il dato aggiornato, così come avevamo già dichiarato in Commissione, lo metteremo a disposizione del Consiglio.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 285. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'articolo 6.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico.

PRESIDENTE. E' stata chiesta la votazione nominale con procedimento elettronico.

Ha domandato di parlare il consigliere Usai. Ne ha facoltà.

USAI (A.N.). Chiedo scusa, stiamo votando per appello nominale, che cosa?

PRESIDENTE. E' stata richiesta la votazione nominale con procedimento elettronico. Ognuno deve rimanere nella propria postazione per verificare la presenza dei votanti.

Dichiaro aperta la votazione. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

(Interruzioni)

BALLETTO (F.I.). Ritiro la richiesta di intervento perché vedo che i colleghi dell'opposizione non mi vogliono far parlare.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 6.

Rispondono sì i consiglieri:AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORONA - COSSA - DEMONTIS - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOMBARDO - MASALA - MILIA - NUVOLI - ONIDA - OPPI - PILI - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - TUNIS Marco - USAI.

Si sono astenuti i consiglieri: SELIS - DETTORI Ivana - SCANO - CUGINI - CALLEDDA - SANNA Gian Valerio - FADDA - COGODI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 45

votanti 37

astenuti 8

maggioranza 19

favorevoli 37

(Il Consiglio approva)

PRESIDENTE. Ricordo che, ai sensi dell'articolo 96, comma 5, sono da considerare presenti, oltre il consigliere Selis, altri sette consiglieri che si intende abbiano appoggiato la richiesta di votazione nominale.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Noi abbiamo chiesto la votazione nominale con procedimento elettronico, ma eravamo e siamo intenzionati a non chiedere nessuna sospensione, anche in assenza del numero legale. Abbiamo chiesto l'appello nominale, non la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. La richiesta di votazione per appello nominale ai sensi del Regolamento, deve essere avanzata da otto consiglieri. In mancanza di tale requisito si procede. una votazione normale.

SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, noi riaffermiamo che, anche se mancasse, come manca, il numero legale noi non chiederemo nessuna sospensione, perché abbiamo concordato una tabella di marcia che vogliamo rispettare.

PRESIDENTE. La votazione nominale deve essere richiesta da otto persone che devono essere comunque presenti. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). E` vero, abbiamo votato con il sistema che è stato richiamato, abbiamo verificato che c'erano delle assenze, abbiamo visto che il collega Corda che, normalmente è assente, era assente anche questa volta, però adesso è in Aula e quindi, a mio giudizio, si deve procedere nei lavori perché è chiaro che se non c'è il numero legale le delibere non sono assumibili, però Corda, che è arrivato in ritardo, adesso è presente, ci dà la possibilità di andare avanti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda. Sull'ordine dei lavori?

CORDA (A.N.). Per fatto personale.

PRESIDENTE. Lo trattiamo dopo, onorevole Corda.

CORDA (A.N.). Sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. L'ordine dei lavori prevede in questo istante l'esame dell'articolo 6 bis. Abbiamo approvato l'articolo 6 e siamo all'esame...

CORDA (A.N.). Presidente, io rinuncio per il momento all'intervento che farò dopo la votazione. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 6 bis. Se ne dia lettura.

LODDO, Segretario:

Art. 6 bis

Modalità di dismissione delle partecipazioni detenute dalla Regione

1. La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore degli enti locali, entro il 30 settembre 2000, sulla base delle partecipazioni direttamente detenute dalla Regione e dai suoi enti strumentali definisce, ai fini della eventuale dismissione, le modalità idonee a realizzare la massimizzazione del gettito, il contenimento dei costi e la rapidità di esecuzione della cessione.

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 85, 24, 213 e 86. Se ne dia lettura.

LODDO, Segretario:

Emendamento sostitutivo totale Pusceddu - Pirisi - Lai - Moruttu

Art. 6 bis

L'articolo 6 bis è sostituito dal seguente:

? Art. 6 bis

Modalità di dismissione delle partecipazioni detenute dalla Regione

1. La Giunta regionale, entro il 30 aprile 2000, individua le partecipazioni direttamente detenute dalla Regione e dai suoi Enti strumentali e definisce, ai fini della dismissione, le modalità idonee a realizzare la massimizzazione del gettito, il contenimento dei costi e la rapidità di esecuzione della cessione.? (85)

Emendamento aggiuntivo Sanna Giacomo - Manca

Art. 6 bis

Nell'articolo 6 bis dopo le parole ?Assessore degli enti locali? sono inserite le parole ? su conforme parere delle competenti commissioni consiliari?. (24)

Emendamento aggiuntivo Cogodi - Ortu - Vassallo

Art. 6 bis

Dopo la parola ?dismissione? sono aggiunte le seguenti parole: ?previa individuazione di adeguate misure di tutela dei lavoratori impiegati nelle società partecipate?. (213)

Emendamento aggiuntivo Pusceddu- Lai- Pirisi - Calledda - Sanna Salvatore

Dopo l'articolo 6 bis è inserito il seguente:

Art. 6 bis/1

Destinazione somme recuperate

1. Le somme derivanti dai recuperi di cui alla lettera e) del 4 comma dell'art. 28 della legge regionale 1 giugno 1979, n. 47 sono vincolate per destinazione ad incrementare le disponibilità degli stanziamenti, per le rispettive quote di competenza, dei capitoli nei quali è ripartita la spesa di cui all'art. 4 della legge regionale 13 giugno 1989, n. 42. (86)

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 85 ha facoltà di parlare il consigliere Pusceddu.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

PUSCEDDU (D.S.-F.D.). L'emendamento numero 85, si può ritirare perché l'articolo 6 bis, in effetti, recupera (sposta solo la data da aprile a settembre) il senso dell'emendamento. Viene mantenuto fermo infatti l'impegno a definire le partecipazioni detenute direttamente dalla Regione, dai sui enti strumentali e si avvia, comunque, un processo per arrivare alla dismissione delle partecipazioni che, eventualmente, non verranno più ritenute utili e di interesse per la Regione.

Io intervengo quindi per illustrare l'emendamento 86, aggiuntivo, con il quale si mira a vincolare la destinazione delle risorse derivanti dal recupero delle somme di cui alla lettera e) del quarto comma dell'articolo 28 della legge regionale numero 47 dell'89, sulla formazione professionale. Sulla base di questo articolo e della legge numero 47, le somme già destinate adattività formative e che vengono recuperate o perché per qualsiasi titolo l'attività formativa non si è potuta svolgere, o perché in sede di verifica del rendiconto alcune somme non vengono ammesse a rendiconto e devono essere restituite, mentre prima con l'istituzione del fondo della formazione professionale queste somme andavano automaticamente a rialimentare lo stesso fondo che aveva una funzione di fondo di rotazione, ora con la nuova impostazione del bilancio e con l'abolizione del fondo della formazione, è necessario che comunque, da un punto di vista politico e non solo politico ma anche tecnico, le risorse destinate alle attività formative assumano sempre lo stesso vincolo di destinazione, a prescindere dal fatto che per adempimenti tecnici alcune somme vengano restituite.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Manca per illustrare l'emendamento numero 24.

MANCA (Gruppo Misto). L'emendamento 24 trae origine dal fatto che l'articolo 6 bis del disegno di legge in discussione, prevede che le modalità di dismissione del patrimonio regionale avvengano, su proposta dell'Assessore degli enti locali, da parte della Giunta regionale entro il 20 settembre 2000. Queste modalità non prevedono il parere delle commissioni consiliari permanenti. Noi riteniamo che, trattandosi appunto del patrimonio della Regione, questo Consiglio debba essere a conoscenza, attraverso il parere delle Commissioni consiliari competenti, delle determinazioni riguardanti la vendita delle partecipazioni direttamente detenute dalla Regione.

Auspichiamo quindi che la Giunta e il Consiglio diano il giusto rilievo a questo emendamento..

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per illustrare l'emendamento numero 213.

COGODI (R.C.). L'emendamento numero 213, relativo all'articolo 6 bis (lo dico subito perché ci intendiamo prima di entrare nelle questioni di ordine apparentemente tecnico o formale), vorrebbe, se è possibile, non dico dare un'anima (che sarebbe una cosa un po' troppo ambiziosa) però dare almeno un alito, un qualcosa che assomigli all'umano o all'animale, in questa materia apparentemente tecnica e fredda, apparentemente oggettiva e produttivistica che si definisce, in modo eufemistico, anche in questa legge e in questo articolo "dismissioni".

"Dismissioni", parola magica, parola apparentemente neutra che però è ricca di significati e di conseguenze. Dismettere, vuole dire togliere; in questo caso, per essere precisi in ragione dell'argomento, vorrebbe dire cambiare, togliere ad uno per dare ad un altro.

Qui stiamo parlando di un articolo di legge che parla di togliere al pubblico per dare al privato; e il titolo di questo articolo, in modo estremamente pudico, usa un'altra parola delicata:"modalità di dismissioni". Cioè, parrebbe che stiamo parlando dei modi nei quali si deve cambiare d'abito. E invece non è così.

La Regione qui sta definendo, con un articolo di legge, i modi attraverso i quali i beni pubblici, la ricchezza pubblica, l'appartenenza collettiva passano alla parte privata. E con il termine "modalità", che è presente nel titolo, di questo passaggio indica tre obiettivi. Primo, realizzare la massimizzazione del gettito, cioè come dire: massimo, immediato incasso. Secondo, contenimento dei costi, cioè: meno spendo meglio è. Terzo, rapidità dell'esecuzione: veloci come il fulmine.

Se si realizzano queste tre condizioni, secondo il testo legislativo della Regione, il passaggio dei beni pubblici ai privati avverrebbe con le migliori modalità.

Ma, scusate, qui non si tratta di richiamare ragionamenti o riferimenti di ordine ideologico, né di sinistra né di destra, sull'antica questione della proprietà pubblica o della proprietà privata; qui si tratta di definire un punto. Qual è, dal punto di vista della legge, quale può essere l'obiettivo principale del passaggio dalla mano pubblica alla mano privata di un bene, se non l'utilità sociale, se non la migliore utilizzazione dello stesso da parte dei destinatari finali, che sono i cittadini proprietari in effetti dei beni pubblici?

E se in ipotesi un bene pubblico viene venduto ad un privato, ricavando il massimo nell'immediato, ma magari perdendo nel futuro, con rapidità d'esecuzione, magari con procedure semplificate, all'insegna del "Vieni, compra e prendi", e ai costi più bassi per questa operazione, io mi domando quali criteri adotterebbe un privato se dovesse vendere beni propri. Quali modalità adotterebbe? Queste tre modalità?

O il privato non si porrebbe il problema, invece, nel momento in cui vende un bene suo, non solo di quanto ricavare massimamente nell'immediato, ma anche di quanto mantenere di quota di mercato, di risorsa strategica, di partecipazione a settori in evoluzione, oppure pensate che il privato venda un bene solo in ragione di quanto realizza nell'immediato, cioè di quanto può incassare oggi? O solo se l'operazione è fulminea? O solo se spende di meno per pagare il notaio?

Questi sono i tre criteri che indicate voi. Quello che non farebbe un privato per vendere a un altro privato, invece, voi dite, inserendolo in legge, che dovrebbe fare il pubblico per dare al privato. Badate, in questa materia stanno accadendo molte nefandezze, ma io non tratto del piano morale, non tratto del piano dell'affarismo spicciolo che si sta creando intorno a noi; e tutti fanno finta di non vedere con questa storia delle dismissioni che in realtà sono privatizzazioni, che spesso diventano regalie o semi regalie, l'affarismo pubblico o privato che si sta determinando.

C'è gente che compra aziende, e le paga zero perché dice che continuerà la produzione, poi chiude l'attività produttiva e si tiene gli immobili.

Gli immobili valgono poco perché nel bilancio aziendale sono elementi che non concorrono alla formazione degli utili ma, nel momento in cui il privato chiude l'azienda, quegli immobili sono immessi nel mercato immobiliare e immediatamente valgono molto. Non cito esempi, li conoscete tutti, faccio un nome a caso, Arbatax, per non parlare di altro.

Ecco dove si realizza un'altra forma di rendita, di parassitismo, d'inganno, d'imbroglio, di arricchimento facile. Si arricchisca chi vuole, ma dentro le regole, non in modo così agevolato dalle leggi della Regione. Io avrei immaginato che con questo articolo, il cui titolo è "modalità di dismissione" la Regione finalmente si ponesse l'obiettivo di porre un argine, di porre regole, di incanalare questi processi, di garantirne i risultati, e invece no! Questa è una regola faccendiera, è una regola libertina e è una regola immorale perché non dice nulla sull'utilità finale, non dice nulla sulla produttività d'insieme, non dice nulla sul fattore umano presente in tali aziende. Quando si vende un'azienda e quell'azienda è in crisi, anche se pubblica, e ci sono cento lavoratori o quaranta lavoratori, o tre lavoratori, non si vendono i lavoratori, non si buttano i lavoratori.

Ecco la motivazione del nostro emendamento. Poi quelli che parlano molto di economia, che sanno tanto su questa materia, chiedano lumi ed informazioni ai loro consulenti per dire qual è il modo migliore per vendere, ma per vendere ricavando utilità di insieme. Noi invece diciamo soltanto che, qualunque cosa venda la Regione, dove c'è un uomo o una donna, una persona che vi lavora si debbono individuare adeguate misure di tutela. Solo fino a poco tempo fa, in alcune plaghe del sud America, quando si vendevano le aziende agricole, le fazendas per intenderci, si vendevano anche tutti i coloni che vi lavoravano. Oggi le leggi di quei paesi hanno abrogato questa forma impropria di schiavitù. Invece qui, quando si vende un'azienda, si prescinde dalla tutela della ragione per la quale molte aziende sono nate e si sono conservate per decisione pubblica, perché vi erano persone che non solo dovevano campare, ma dovevano produrre.

Ecco perché noi chiediamo che si introduca questo elemento di valutazione e, nel porre questa condizione, anche se mi rendo conto che non è questa la fase del miglioramento formale, auspichiamo che si tenga conto, se non in questa sede, in altra sede, che questa norma deve essere ulteriormente migliorata , perché la finalità della dismissione di un bene pubblico è quella di avere di più per il pubblico e per le utilità sociali, non invece quella di creare nuove forme di rendita, di parassitismo come oggi tanto facilmente accade, ma come accadeva al tempo dei feudatari, quando con la mano sulla spalla si concedeva ad una persona di dominare su una parte del territorio. Troppa gente, lo sapete (e qui c'è gente che sa tanto su questa materia), si è arricchita e ancora si sta arricchendo, e ancora pensa di arricchirsi, ereditando senza titolo i beni pubblici.

Quindi noi poniamo questo problema e troviamo il modo, con questo emendamento che introduce un elemento umano, e comunque organizzando meglio la norma, affinché quello che deve essere pubblico sia pubblico, quello che deve essere privato sia privato, ma senza agevolare, con la copertura delle leggi, queste operazioni malandrine.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 24 la Commissione si rimette all'Aula; però faccio osservare che i continui rinvii alle commissioni consiliari per pareri su atti, o di programmazione o semplicemente atti amministrativi, costituiscono un appesantimento delle procedure, e credo che per un'opera di bonifica della nostra legislazione dovrebbero essere evitati.

Per quanto riguarda l'emendamento 213 la Commissione si rimette all'Aula, credo che ci possa essere comunque una disponibilità ad accoglierlo. Per quanto riguarda l'emendamento numero 86 ugualmente la Commissione si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non si accoglie l'emendamento 24, l'emendamento 213 lo si accoglie, ma non per le motivazioni espresse dal collega Cogodi, dalle quali in gran parte dissentiamo; l'emendamento 86 non si accoglie.

PRESIDENTE. Dunque, non si accoglie il 24, si accoglie il 213 e non si accoglie l'86.

Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Presidente, colleghi, mi pare di aver fatto un tuffo negli anni lontani del liceo, quando con i miei amici, vostri compagni, parlavamo di cose di sinistra. Anche stasera abbiamo ascoltato una buona lezione sulla proprietà collettiva eccetera.

Ma di anni ormai ne sono passati tanti, abbiamo imparato che ogni medaglia ha il suo rovescio e il rovescio sono alcune cose, peraltro anche condivisibili, denunciate dall'onorevole Cogodi; i rovesci sono tanti, compreso quello della realtà di alcune società, guarda caso, pubbliche, sovraccariche a dismisura di personale. Aziende che avrebbero potuto ancora essere della collettività, se gli organi di controllo dei lavoratori, gli strumenti di controllo che regolano e che "agitano" i lavoratori si fossero attenuti a quella norma precisa, seria per cui ognuno deve compiere il proprio dovere.

Allora, va bene l'emendamento, ma va modificato. Io propongo una piccola variazione, e cioè propongo di inserire "la tutela dei lavoratori necessari per lo svolgimento del lavoro necessario in quella determinata azienda"; perché la vendita delle aziende, se siamo costretti a venderle, e abbiamo venduto gioielli dello Stato, forse in minor numero anche qualche gioiello della Regione, è dovuta non solo al fatto che alcuni mercati dell'est sono diventati fortemente concorrenziali, vedi il caso delle miniere, ma anche ai numerosi casi di sovraffollamento di personale. Guarda caso, in alcune aziende che hanno cambiato mano il numero dei lavoratori dipendenti è diminuito di 200-300 unità;; quelli che sono rimasti sono ben attaccati al lavoro, hanno capito alcune cose e le aziende incominciano anche a produrre reddito.

Quindi non si può pensare di alienare qualcosa che non funziona, scaricando su terzi aziende che noi non siamo stati capaci di gestire. Allora, al di là del grande rispetto per i nostri lavoratori, del grande rispetto per il nostro patrimonio, l'emendamento va modificato, aggiungendo "previa individuazione delle adeguate misure di tutela dei lavoratori impiegati e necessari per la conduzione aziendale". Non possiamo imporre niente di più a chi si impegna sulla carta, perché oltre gli esempi negativi, come quelli citati dall'onorevole Cogodi, e ne posso citare anch'io, ce ne sono anche alcuni positivi. Ecco perché bisogna sempre tenere d'occhio le due facce della medaglia.

Quindi io dichiaro, a titolo personale, che voterò l'emendamento se modificato, diversamente ritengo che normare in legge questo aspetto sia un qualcosa in più. Anche perché questa esigenza peraltro (e tra l'altro voi che avete gestito fino ad oggi o fino a ieri queste situazioni, guarda caso, non avete sentito l'esigenza di normare questo aspetto) di tutelare i lavoratori è già stata recepita, attraverso clausole di salvaguardia dei posti di lavoro in essere, da coloro i quali operano per la dismissione dei beni pubblici. Questa vostra iniziativa, non voglio usare certi aggettivi, ma certamente è da imputare a quella vostra grande, superba capacità di fare notizia, di subornare l'opinione pubblica attraverso determinati, precisi interventi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Poche parole per chiedere alla Giunta se abbia preso in considerazione il fatto che trattandosi di partecipazioni azionarie non sempre la loro dismissione ricade nella competenza dell'Assessorato degli enti locali, ma spesso si tratta di aziende sottoposte al controllo di altri assessorati. Possono essere aziende agricole se gestite dall'Assessorato dell'agricoltura, o aziende industriali sottoposte al controllo dell'Assessorato dell'industria, o altre di altra natura, e nella gestione di questo patrimonio si prevede che venga messa in vendita l'azienda stessa, non che venga cessata l'attività. Allora, la nostra perplessità, che vorremmo porre all'attenzione della Giunta perché la valuti, è sul fatto se sia formalmente corretto e ineccepibile attribuire la competenza in materia esclusivamente all'Assessorato degli enti locali o se non potrà nascere qualche problema in fase di attuazione delle dismissioni. La seconda considerazione, sulla quale vorrei richiamare l'attenzione, è che la norma mi sembra importante ma ha, a mio avviso, qualche lacuna, per cui vediamo se riusciamo a colmarla. Cioè dire che la Giunta, entro una certa data, definisce gli strumenti per porre in essere le eventuali dismissioni, mi sembra giuridicamente debole; probabilmente dovremo trovare il modo di disciplinare direttamente, nella stessa norma, i criteri per le dismissioni. E' difficile fare una norma che rinvia alla Giunta quello che la Giunta, secondo la diligenza ordinaria, dovrebbe già fare, massimizzare il profitto, il ricavo a favore della Regione, e così via.

Quindi da questo punto di vista, quanto meno, il parere della Commissione è necessario perché, trattandosi di risorse ingenti, anche il Consiglio sia a conoscenza di come il patrimonio regionale viene amministrato.

Io credo che sarebbe forse opportuna una riflessione sui criteri che davvero debbono ispirare questa politica di gestione delle risorse; qualora non riuscissimo, visti i tempi, dato il fatto che siamo in Aula, a inserirli nel provvedimento in esame, direi che diventa un fatto inevitabile che il Consiglio, tramite la Commissione competente,sia informato di questa gestione.

Quindi mi sembra strano che la Giunta non accolga questa proposta, , perché non accogliendola di fatto la Giunta sembra dire di voler gestire questa entità patrimoniale senza informare il Consiglio di quello che fa.

L'emendamento firmato dai colleghi Sanna Giacomo e Manca invece dice proprio che la Giunta deve operare con diligenza deve seguire i criteri migliori, ma poi deve informare e sentire a sua volta il Consiglio su partite che valgono probabilmente centinaia di miliardi. Mi sembra infatti discutibile pensare che il Consiglio sia del tutto tagliato fuori da queste scelte quanto meno a livello di parere e di audizioni.

Io vorrei anche sottolineare il fatto, ben conosciuto, che quando si gestiscono partite così delicate, in cui sono in ballo interessi e risorse di queste dimensioni, la mancanza di informazione genera il sospetto comunque, invece la trasparenza che si può ottenere informando il Consiglio rende anche più agevoli, più spediti e più chiari i comportamenti.

Quindi rivolgo un appello perché l'Assessore e la Giunta rivedano il loro atteggiamento su questa norma. Io sono d'accordo, in linea di principio, sulle cose che hanno detto sia l'Assessore che il collega La Spisa, che forse dovremo rivedere tutta la materia perché non ha senso che in capo alla Commissione vengano poste materie e competenze della Giunta, ma una partita di queste dimensioni e di queste implicazioni può, se non esistesse un rapporto trasparente tra Giunta e Consiglio, generare sospetti e un clima non piacevole.

Se io fossi in Giunta credo che avrei tutto l'interesse a dare al Consiglio le necessarie informazioni sui criteri, sul percorso e sulle procedure seguite in tema di privatizzazioni.

Proprio perché condivido l'ipotesi che molti pareri non debbano più essere richiesti alle Commissioni, in questo caso, vista l'importanza della partita riterrei utile questo passaggio in Commissione. Per questo chiedo all'Assessore e alla Giunta di rivedere il loro parere sull'emendamento numero 24. Permettetemi di spendere solo un'altra parola sull'emendamento numero 213 che, a mio avviso, è un emendamento politico, o direi quasi etico. Si dice che occorre tenere conto dei bisogni dei lavoratori presenti nelle aziende, e poiché i beni non sono formati solamente dalle parti murarie o dalle produzioni, ma anche dalle risorse umane, queste debbono essere non solamente sistemate purché sia, ma soprattutto valorizzate, per le esperienze e le professionalità acquisite in anni e in decenni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). Anche io ritengo che l'articolo 6 così come è stato formulato meriti attenzione da parte della Giunta. Il riferimento al solo Assessore degli enti locali fa prevedere che la Giunta abbia già in mente quali sono i beni da dismettere, perché diversamente l'articolo sarebbe stato formulato impegnando l'insieme della Giunta e non solo l'Assessore degli enti locali.

Quindi c'è una scelta che precede la scrittura dell'articolo, se è così è bene che nella discussione emerga a quali beni stiamo pensando e magari, se nella discussione si chiarisce questo aspetto, forse qualche emendamento che è stato proposto potrebbe essere superfluo e quindi ritirato, ma con questa formulazione, che mette in capo all'Assessore degli enti locali la competenza, emerge che i beni sono stati già individuati. Se così non fosse, se questa considerazione che sto facendo dovesse essere non veritiera, è bene che valutiamo gli emendamenti, tenendo presente che in un passato, neanche lontano, lo dico per i colleghi della maggioranza, molte attività svolte da società alla cui proprietà partecipava l'amministrazione regionale sono state prima pubblicizzate, poi privatizzate e, successivamente, nuovamente pubblicizzate.

Quindi il riferimento all'assetto societario, al mantenimento dei livelli occupazionali, cioè alla garanzia del posto di lavoro, che si richiama nell'emendamento 213, mi sembra giusto, e va sostenuto. Aggiungo, anche l'emendamento numero 86 deve essere valutato con attenzione; si parla infatti di destinare ad usi produttivi le nuove entrate da ottenere attraverso le privatizzazioni . Allora, se dobbiamo destinarle ad usi produttivi è corretto quanto scritto nell'emendamento numero 86 e riferito all'articolo 4 della legge regionale numero 42 del 1989, che tratta in modo specifico la programmazione, così come abbiamo visto, di risorse in capo alla Regione.

Prima di esprimere un giudizio negativo, prima di respingerli, valutiamoli attentamente. Certo, noi siamo per le privatizzazioni, l'abbiamo detto, l'abbiamo anche sostenuto e buona parte delle privatizzazioni, in particolare nel settore industriale, è stata realizzata nel corso della precedente legislatura, quindi siamo su quella posizione e su quella linea, confermiamo questa nostra disponibilità e questa nostra opzione, chiediamo che ci sia un riferimento chiaro, nell'articolo 6, alla Giunta, non solo all'Assessore; e in più, trattandosi di risorse nuove, fresche, che derivano dalle privatizzazioni, è bene che si preveda il passaggio in Commissione trattandosi di argomenti attinenti comunque alla programmazione e al bilancio. Allora la funzione della Commissione non è una funzione di controllo, come potrebbe apparire impropriamente dall'emendamento, ma è una funzione di partecipazione alle scelte sulla destinazione delle risorse aggiuntive che derivano dalle privatizzazioni.

Quindi chiedo alla Giunta di valutare l'articolo così come è stato predisposto, e di valutare approfonditamente anche gli emendamenti che sono stati presentati, che potrebbero essere magari accorpati, quindi ridotti, per promuovere la partecipazione del Consiglio, e quella collegiale della Giunta, per garantire il mantenimento dei livelli occupazionali, per determinare, tramite la Commissione, una nuova programmazione delle risorse aggiuntive.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.) Anche per quanto ci riguarda, penso sia utile fare qualche ulteriore precisazione, ritenendo che da un lato sia apprezzabile la posizione espressa dall'Assessore quando dice, per quanto riguarda l'emendamento numero 213, che c'è la disponibilità della Giunta ad accoglierlo; dall'altro lato ha dell'incredibile quando l'Assessore poi, non si capisce bene perché, presumo per una pura e semplice contrapposizione, non ne accetta le motivazioni.

Allora noi riteniamo che vada colta la disponibilità, ma vadano anche ribadite le motivazioni. Le motivazioni stanno proprio nella modalità con cui è stato scritto l'articolo; l'articolo parla di realizzare la massimizzazione del gettito, il contenimento dei costi e la rapida cessione. In sostanza l'articolo prescrive di recuperare subito risorse e poi vada come vada preoccupandosi ben poco delle conseguenze. E questo - per dire la verità - in una legge regionale ha dell'incredibile, e quindi merita la reazione che noi abbiamo manifestato in Aula. Noi quindi vogliamo porre l'esigenza che l'amministrazione disponga di strumenti che le consentano, da un lato, di fare anche le cessioni, ma di tutelare più complessivamente l'interesse dell'economia regionale e l'interesse generale della nostra Isola. Il nostro emendamento infatti prescrive non di bloccare le privatizzazioni, bensì di inserire dopo la parola "dismissioni" le parole "previa individuazione di adeguate misure di tutela dei lavoratori impiegati nelle società partecipate".

Una preoccupazione più che giusta, che è stata accolta, ma che va colta nel significato con il quale l'abbiamo presentata e motivata nel corso del dibattito in Aula. Quindi, per essere chiari, anche noi vogliamo ribadire la nostra posizione! Badate, noi non abbiamo mai detto che siamo, a priori, contrari alle privatizzazioni, abbiamo detto che siamo contro alcune privatizzazioni! Soprattutto siamo contro la privatizzazione di quei settori che riteniamo strategici per l'economia del nostro Paese e per l'economia della nostra Isola. E' chiaro che quando si tratta di compiere operazioni, quali quelle indicate nell'articolo 6 bis, riteniamo che di norma dovrebbero essere utilizzate alcune precauzioni, anche per evitare che accada quello che è accaduto e che sta accadendo nel nostro Paese e nella nostra Isola. La Giunta regionale, il Presidente, l'Assessore dell'industria, mi auguro che quanto hanno espresso nel corso di quella riunione, di cui dirò, non siano state parole buttate al vento, ma siano state parole espresse consapevolmente, con grande preoccupazione per l'interesse di quei lavoratori ma anche per l'interesse della nostra Isola.

Una settimana fa il Presidente della Giunta e l'Assessore dell'Industria hanno ricevuto in delegazione, dopo una marcia di tre giorni, i lavoratori della Scaini, un'industria pubblica che, tra l'altro, era stata ubicata in Sardegna per riaprire o per risarcire l'Isola e un suo territorio del processo di dismissione selvaggia operato per l'attività mineraria, in qualche modo quindi per compensare quanto era accaduto in passato.

Nel corso di quell'incontro il Presidente della Giunta e l'Assessore dell'Industria hanno espresso l'esigenza di intervenire, in modo adeguato, perché quella realtà produttiva possa essere mantenuta per la nostra Isola, perché costituisce un tassello importante dello sviluppo economico di quel territorio e della Sardegna, così da garantire a quei lavoratori anche una prospettiva di lavoro. Penso che il Presidente della Giunta e l'Assessore dell'Industria conoscano le vicende di quell'industria. Un'industria a partecipazione statale, un'industria che è stata ceduta ai privati nel quadro del programma di dismissioni, un'industria che i privati hanno portato e stanno portando al fallimento; e il privato, che oggi detiene il pacchetto di maggioranza di quella industria, impedisce addirittura che possa essere ricollocata non nel settore pubblico ma addirittura nel settore privato perché, in qualche modo, pensa di avere diritto di lucrare su un'operazione di privatizzazione che è stata fatta - guarda caso - a discapito della Sardegna, di quel territorio e di quei lavoratori.

Ecco da dove deriva la nostra preoccupazione, dal fatto che episodi di questo tipo non abbiano a ripetersi e non possano ripetersi. E non solo, che non possa e non debba essere la Regione protagonista di episodi di quel tipo. Noi rimaniamo convinti, e lo ribadiamo con grande efficacia, che così come non siamo contrari in modo aprioristico alla privatizzazione di alcune attività economiche nel nostro Paese, siamo anche convinti che il pubblico sia in grado di fare quanto il privato, se il pubblico gestisce - così come deve gestire - nell'interesse generale del Paese, nell'interesse generale dell'economia del nostro Paese e della nostra Isola, quindi nell'interesse generale dello sviluppo, scopo questo, tra l'altro, a cui è stata demandata l'attività delle partecipazioni statali nel nostro Paese.

L'onorevole Biggio diceva anche che bisogna considerare il dritto e il rovescio della medaglia. Noi siamo d'accordo con lui: bisogna considerare il dritto e il rovescio della medaglia, ma il dritto non sta tutto nelle privatizzazioni, come siamo convinti che non stia tutto nell'uso pubblico o per lo meno nella pubblicizzazione delle attività economiche, bisogna trovare un equilibrio giusto.

Siamo convinti che il pubblico può concorrere allo sviluppo del Paese e della nostra Isola, e debba concorrere soprattutto in quelle realtà dove più duramente è stato pagato il processo di dismissioni. Ma badate, che il rovescio della medaglia, e ho concluso, sta nei dati che la Banca d'Italia ha pubblicato sull'andamento dell'economia della nostra Isola per il 1998; non sono ancora disponibili quelli del 1999 ma non penso che siano poi così diversi.

Il rovescio sta nel fatto che nella grande industria, nel settore primario dell'economia, si perde il 13,1 per cento degli occupati; il rovescio sta nel fatto che i lavoratori in mobilità sono aumentati nel corso del 1998 del 17,7 per cento; sta nel fatto che la cassa integrazione ordinaria è aumentata del 7 per cento rispetto all'anno precedente.

Questo è il rovescio di un processo economico che, per quanto ci riguarda, va controllato, e per questo esistono i Governi e le Giunte regionali. Ed è per questo che noi chiediamo che, con le motivazioni indicate e per quelle motivazioni, venga accolto il nostro emendamento; noi pensiamo che ci deve essere un processo che deve essere guidato, che deve tutelare l'economia della nostra Isola, che deve tutelare i lavoratori e per il quale occorrono direttive specifiche, in direzione della difesa degli interessi generali della nostra Isola e, se non vi dispiace, per quanto ci riguarda, soprattutto dei lavoratori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.-F.D.). La discussione sugli articoli e sugli emendamenti mi convince che, effettivamente, c'è un grosso equivoco e forse è necessario intervenire per capire.

La legge che determina le procedure da seguire per l'alienazione dei beni patrimoniali regionali è la legge numero 35 del '95, che mette le relative competenze in capo all'Assessorato degli enti locali. La suddetta legge prevede un insieme di procedure di salvaguardia, anche quelle contenute negli emendamenti del collega Sanna. Queste misure di salvaguardia prevedono l'obbligo di predisporre gli elenchi dei beni alienabili, le procedure da seguire per alienare questi beni e anche il parere della commissione competente in riferimento a questi beni. Mi riferisco a terreni, fabbricati, pertinenze e così via, che sono gestiti dall'Assessorato degli enti locali che ne ha competenza diretta.

La Giunta presentò, nel contesto della finanziaria, all'articolo 12, una proposta di modifica -di questa legge volta a snellire le procedure di dismissioni dei beni patrimoniali regionali. L'articolo 12 è sparito dalla finanziaria, credo ad opera della Commissione; accogliendo un emendamento della Giunta poi è nato l'articolo 6 bis, che porta appunto a questo equivoco.

Anch'io vorrei chiedere alla Giunta se l'articolo 6 bis vuole, tutto d'un colpo, annullare la legge numero 35 del '95 e di conseguenza le procedure in essa previste come, per esempio, l'obbligo di informare ed anche di sentire la commissione. Non solo, ma così com'è scritto, effettivamente sembrerebbe che l'articolo 6 bis non solo modifichi tutto d'un colpo la legge numero 35 del '95, cioè quella sulle procedure da seguire per alienare i beni patrimoniali, ma tenda anche ad introdursi in un settore diverso - quello relativo all'alienazione delle partecipazioni regionali a imprese, società, e così via - e quindi intenda modificare anche la legge che, per esempio, quest'Aula approvò sulle dismissioni e lo scioglimento dell'EMSA, (era prevista anche in questo caso tutta una serie di procedure); provvedimento che impegnò quest'Aula in numerose giornate di discussione, di scontro e di ricorso al voto segreto.

Quindi, in effetti, l'articolo 6 bis induce un equivoco che può essere pericoloso, perché sembrerebbe che voglia introdurre una radicale modifica della "35", che non viene neppure citata, che - ripeto - voi volevate modificare, come Giunta, con l'articolo 12 del testo della finanziaria pervenuto in Commissione.

Contemporaneamente introduce una modifica per cui sembrerebbe che quella procedura si estenda a tutte le partecipazioni regionali, divenendo così reale quel pericolo richiamato dai colleghi, e che è stato oggetto di lunga discussione in quest'Aula quando si è affrontato il tema delle partecipazioni regionali; mi riferisco alla questione dell'EMSA, tant'è che l'emendamento Cogodi, Vassallo e Ortu, per quanto riguarda le privatizzazioni richiama quanto già previsto in relazione all'EMSA e alle sue partecipate la cui legge prevede già quel tipo di garanzia, sia per i lavoratori dipendenti direttamente dall'EMSA, sia per quelli dipendenti dalle partecipate.

Non solo, il Consiglio regionale, a seguito di quel dibattito, approvò una mozione che impegnava la Giunta a rispettare quelle procedure e quelle tutele anche per le privatizzazioni che sono state avviate di altre partecipate regionali, vedi SIPAS e simili, e che la Giunta, in verità, ha rispettato, perché le direttive sulle privatizzazioni hanno tenuto conto anche di questo emendamento. Allora, se l'emendamento di fatto sostituisce e modifica la "35", nonchè le altre due leggi previste una per le dismissioni e l'altra per le privatizzazioni, è chiaro che si rende necessaria l'approvazione degli emendamenti proposti dal collega Sanna e dal collega Cogodi, perché vengono ribaditi come punti fermi di salvaguardia dei livelli occupativi la garanzia per il personale e, allo stesso tempo, il parere della commissione.

Aggiungo che sarebbe necessario, lo dico all'Assessore, che per quanto riguarda le dismissioni e l'utilizzo del patrimonio ex EMSA si accelerassero le direttive. Mentre ritengo sia necessario ed utile evitare tutte quelle contraddizioni che il collega Cogodi ha richiamato, nell'eventuale alienazione di beni patrimoniali a terzi o a privati. Ritengo invece che l'aspetto della pubblica utilità, richiamata dalla legge sull'EMSA, cioè l'aspetto del passaggio di proprietà ai comuni o ad altri organi regionali, possa essere accelerato.

Mi riferisco all'azione di protesta dei giovani disoccupati di Guspini i quali chiedono che si proceda a trasferire all'Azienda foreste demaniali il patrimonio immobiliare, in particolare i terreni dell'area di Crocorigas e di Guspini, per i quali sarebbe sufficiente una semplice delibera di Giunta trattandosi, non di un'alienazione di un patrimonio, ma di un passaggio dalla mano pubblica che è l'IGEA, ad un'altra mano pubblica che è il demanio.

Quindi, questo equivoco che, secondo me, l'articolo sta introducendo sulla "35" e sulle leggi per le privatizzazioni, porta a far sì che l'articolo vada o modificato o cassato, rinviando tutto ad una legge specifica che affronti in modo preciso sia la modifica della "35", come da voi chiesto con l'articolo 12 della proposta originaria, sia le procedure da seguire per le privatizzazioni, cassando quindi l'articolo 6 bis. Altrimenti è chiaro che se l'articolo 6 bis rimane così, crea quell'equivoco qui denunciato e richiede ovviamente che passino quelle due norme di salvaguardia previste nell'emendamento Cogodi e nell'emendamento Sanna.

Personalmente sarei favorevole alla soppressione dell'articolo ed alla predisposizione di un progetto di legge che disciplinasse questi aspetti perché, ripeto, l'equivoco è pericoloso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Manca. Ne ha facoltà.

MANCA (Gruppo Misto). Voglio fare anch'io alcune brevi considerazioni sull'emendamento presentato da me e dal collega Sanna, che la Giunta respinge. Non mi pare che l'emendamento 24 contenga al suo interno norme che comportino - come sosteneva il presidente della Commissione onorevole La Spisa - un allungamento dei tempi delle dismissioni delle partecipazioni detenute dalla Regione. Anzi, a noi pare che l'emendamento vada nella giusta direzione, che è quella di far conoscere preventivamente al Consiglio, tramite le commissioni consiliari competenti, tutte quelle dismissioni che sono nell'interesse della Regione, quindi dell'intera comunità sarda , acquisendo il parere su di esse.

Come giustamente diceva il collega Cogodi, quello delle dismissioni è un problema molto importante e sentito, e cercare di risolverlo senza porre in essere le dovute misure di salvaguardia ci sembra un po' azzardato. Ripeto che il parere della Commissione a me sembrerebbe, più che altro, un atto dovuto; conoscere con un certo anticipo quali sono le dismissioni che si intendono effettuare, farle conoscere al Consiglio, non mi sembra un atto tale da allungare i tempi della dismissione.

Quindi, non accogliere questo emendamento significa per me esautorare il Consiglio dalle decisioni, e questo non porta grande chiarezza nei rapporti tra Giunta e Consiglio. A mio avviso questa materia di così grande interesse, e di così grandi interessi, ritengo debba preventivamente avere il parere della Commissione, il cui parere debba essere, quindi, di aiuto all'Assessore e alla Giunta.

A noi pare che il Consiglio debba conoscere tutti gli intendimenti che deve adottare la Giunta in un settore così importante. Non vorremmo, alla fin fine, venire a conoscenza di certe decisioni dagli organi di informazione - come purtroppo accade molte volte - e che il Consiglio venga esautorato e non partecipi minimamente a quelle decisioni che sono di interesse generale. Il coinvolgimento del Consiglio solleverebbe l'Assessore e la Giunta dal prendere decisioni di notevole rilevanza, sulle quali, aprioristicamente, subirebbero sicuramente le critiche di una larga fascia dell'opinione pubblica.

Mi auguro, quindi, che da parte della Giunta e del Consiglio ci sia un ripensamento che porti all'accoglimento di questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Le argomentazioni portate in Aula dall'opposizione, a mio avviso, avrebbero già dovuto determinare nella Giunta il convincimento dell'incongruenza dell'intero articolo e, di conseguenza il ritiro dello stesso.

Visto che questo non è stato fatto, penso sia opportuno ribadire alcuni concetti fondamentali. Mi sembra che l'onorevole Marrocu abbia sottolineato l'incongruenza tra questo articolo e la sua applicazione anche per l'influenza che può avere su due legislazioni diverse, quella relativa alle dismissioni dei beni patrimoniali e quella delle dismissioni delle partecipazioni azionarie detenute dalla Regione, che si riferiscono a due questioni completamente diverse.

Leggendo questo articolo 6 bis, abbiamo considerato l'aspetto preminente in quanto riteniamo che non sia possibile, comunque, con un articolo di otto righe, cancellare completamente la legge numero 35 del '95, e con la legge tutti i criteri che nella stessa, alcuni anni fa, sono stati indicati.

La questione, secondo noi, si poneva, in modo particolare, per le dismissioni delle partecipazioni detenute dalla Regione, di conseguenza per le attività produttive; così abbiamo letto questo articolo 6 bis. Quando abbiamo cercato di introdurre misure di tutela dei lavoratori, le abbiamo intese in termini più ampi, ma avremmo dovuto riscrivere completamente l'articolo per esplicitare esattamente quale era il nostro pensiero, anche perché ritenevamo che fosse opportuno, così come stiamo facendo, esplicitarlo compiutamente in Aula.

Per misure di tutela in quanto tali - quando ci riferiamo ai lavoratori - intendiamo il fatto che quando si tutelano i lavoratori si tutelano le aziende, si tutelano le attività produttive. La nostra Regione spende decine e decine di miliardi per incentivare le imprese, per fare in modo che le imprese siano produttive, e molte volte alcune imprese, pur avendo possibilità di mercato, pur avendo possibilità di consolidamento degli attuali livelli occupativi, vengono lasciate sole, abbandonate, molte volte gestite da manager non all'altezza della situazione, per cui invece di colpire il cuore del problema, cioè sostituire quei soggetti che hanno determinato le cause della crisi dell'azienda, si pensa di buttare a mare tutta l'azienda. E quando si butta a mare tutta l'azienda (così appare leggendo questo articolo), non si valuta assolutamente il danno che si crea, ma si valuta solamente come recuperare il più velocemente possibile il massimo profitto da questa vendita, così da toglierci una spina dal fianco.

Mi sembra che questo sia un metodo molto semplicistico, ma anche deleterio, che non soltanto colpisce i lavoratori, ma colpisce la stessa economia isolana, se è vero, com'è vero, che l'economia va avanti se la produzione in Sardegna viene incentivata e soprattutto se la produzione può essere sviluppata. Per cui è un atteggiamento assolutamente contraddittorio rispetto alle stesse cose che in quest'Aula parecchie volte dichiariamo, anche rispetto alla volontà di voler fare andare avanti la nostra economia e di voler salvaguardare le produzioni locali.

Che altro dire? Vi è da dire che questo articolo, così com'è formulato, pone un'altra serie di problemi che influiranno di sicuro negativamente sull'intero processo di privatizzazione. Questi articoli noi li elaboriamo, li votiamo, c'è chi vota a favore e chi vota contro, però chiaramente spesso vengono letti anche e soprattutto da chi ne deve usufruire. E vorrei sapere che cosa esattamente capiscono coloro i quali ci accingono o si dovrebbero accingere a partecipare all'acquisto di alcuni beni della Regione, vedendo che la Regione punta solamente alla massimazione del gettito. E' chiaro che se questo è l'atteggiamento di chi vende anche l'approccio degli stessi acquirenti sarà tipicamente e solamente di tipo economicistico.

Questo è un fatto altamente negativo che deve essere, a mio avviso, rigettato dall'Aula (ed io mi auguro che la Giunta ritiri l'articolo 6 bis); ed è necessario non soltanto che la Commissione, eventualmente, abbia la possibilità di approfondire e di esprimere un proprio giudizio nel merito delle azioni che si porranno in essere, ma sono convinto che vi sia la necessità di un approfondimento più congruo, più articolato e più appropriato non soltanto da parte della Commissione, ma in questo caso da parte di tutto il Consiglio, perché ci stiamo accingendo ad approvare otto righe di un articolo che, a mio avviso, possono avere conseguenze assai disastrose per la nostra Isola.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.

PUSCEDDU (D.S.-F.D.). Signor Presidente e colleghi del Consiglio, prioritariamente vorrei sottolineare la pertinenza di questo articolo 6 bis, e della discussione in atto, col complesso della manovra finanziaria.

La discussione sulla manovra finanziaria si è incentrata in particolar modo su una duplice esigenza, da una parte quella del reperimento di nuove entrate; dall'altra parte quella della riqualificazione della spesa. L'intento è far sì che, attraverso il convergere di questi due elementi, si possa riuscire ad avere una manovra di bilancio meno rigida che, di conseguenza, offra la possibilità di intervenire in settori strategici per lo sviluppo economico e sociale della nostra Regione.

Non a caso nell'articolo 1 bis (quello che è stato voluto da quest'Aula quando abbiamo discusso del patto di stabilità e crescita) sono stati individuati gli interventi prioritari della manovra economica e finanziaria, ed è stato affermato il principio del reperimento di nuove risorse attraverso il recupero di nuove entrate di diretta emanazione regionale; e questo dopo i vari discorsi sul patrimonio regionale e sulle dismissioni dello stesso. Per cui è pertinente anche il riferimento alla legge regionale numero 35.

Ora stiamo parlando di un altro aspetto, che è quello delle dismissioni di società partecipate dalla Regione; sempre in quell'articolo strategico noi abbiamo voluto mettere in evidenza un'altra esigenza, relativa alla realizzazione di interventi di riorganizzazione e di riforma di questa Regione. Voglio sottolineare proprio questo aspetto; ritengo che un'ipotesi di riforma della Regione debba necessariamente passare attraverso lo snellimento delle procedure e il minor appesantimento dell'attività, anche invasiva, che la Regione ha svolto in diversi settori economici e nella vita sociale della nostra Isola. Per cui vi è la necessità di alleggerire soprattutto l'intervento diretto della Regione nei settori economici. Uno dei limiti, infatti, diciamo la palla al piede dello sviluppo del nostro Stato ed anche della Regione, talvolta, è stato proprio il fatto che abbiamo avuto molto Stato nel mercato, mentre abbiamo avuto poco mercato nello Stato, e ancor meno all'interno della Regione. Allora, dobbiamo fare una riconsiderazione anche critica dell'esperienza che è stata finora vissuta e, aggiungo, che qui non stiamo parlando di dismettere gioielli di famiglia, perché comunque è necessario che venga effettuata una ricognizione puntuale degli eventuali utili realizzati da certe imprese partecipate della Regione, oppure degli eventuali disavanzi che di volta in volta sono stati coperti attraverso il ricorso all'aumento di capitale, attraverso risorse di diretta emanazione della Regione.

Vi è la necessità, comunque, di arrivare ad un momento conoscitivo dell'intervento pubblico regionale nelle società partecipate, per verificare quali e quante sono, se producono utili oppure disavanzi, la loro utilità in generale. Sottolineo che anch'io sono favorevole all'accoglimento dell'emendamento del Gruppo di Rifondazione, all'adozione cioè di misure di salvaguardia per il mantenimento dei livelli occupativi. Non bisogna però perseverare nel mantenere in piedi parti di settori economici se creano disavanzi ed incidono pesantemente sul bilancio della Regione. Occorre eventualmente arrivare a processi di mobilità, ma non si possono finanziare industrie decotte e che si reggono solo attraverso gli aumenti di capitale.

Noi sappiamo quanto incide, e quanto ha inciso, sulle casse della Regione la legge numero 22 degli anni '50, che ha consentito senz'altro dei salvataggi, talvolta giustificati, ma altre volte ingiustificati. E proprio sulla rubrica dell'Assessorato dell'industria, laddove si parla di azione a sostegno dell'attività produttiva, non può essere destinato oltre il 30 per cento delle risorse al fondo di partecipazione del capitale delle imprese. Va fatta una riconsiderazione sull'utilità e sulle modalità dell'intervento che deve fare la Regione in questi settori.

Per cui io ritengo che un momento di verifica vada comunque previsto, sul numero e l'indicazione delle società partecipate che devono essere dismesse; si deve pervenire ad un percorso che sia chiaro e che coinvolga anche la volontà del Consiglio regionale. Per cui io sono d'accordo sull'emendamento proposto dai colleghi Manca e Sanna, in modo che ci sia comunque, una volta espletato questo atto ricognitivo da parte della Giunta, il coinvolgimento della Commissione permanente e, eventualmente, del Consiglio regionale.

Per quanto riguarda il mantenimento dei livelli occupativi, anche questo è un elemento fondamentale per cui ritengo che l'emendamento debba essere accolto. Bisogna infatti tener presente anche l'aspetto del vissuto dei lavoratori che non possono essere messi sulla strada ma che eventualmente, attraverso opportune iniziative, possono essere ricollocati in altri settori che siano utili alle esigenze di sviluppo socio-economico della nostra Regione.

Sulla base delle affermazioni fatte dall'Assessore del bilancio, vorrei rifare un brevissimo cenno all'emendamento numero 86 relativamente al recupero delle somme con destinazione vincolata previste dalla legge regionale numero 47 del '79. Noi sappiamo che soprattutto le attività formative operano in regime di cofinanziamento, e difatti annualmente, puntualmente ed anche nel disegno di legge della finanziaria, all'articolo 17 viene ripartita la quota da destinare alle attività sulla base dell'incidenza della quota afferente ai fondi regionali, alla quota delle assegnazioni statali e alla quota proveniente dal fondo sociale europeo.

Normalmente le attività formative agiscono in regime di cofinanziamento: il 75 per cento proviene dal Fondo sociale europeo, il 20 per cento dal Fondo di rotazione della legge statale numero 845, il 5 per cento da risorse proprie della Regione autonoma della Sardegna.

Se noi sulle economie realizzate per le attività previste dalla legge regionale numero 47 non ristabiliamo il vincolo di destinazione, non agiamo correttamente neanche dal punto di vista contabile, , anche perché c'è il pericolo che se le quote, che con legge finanziaria noi ripartiamo sulla base della provenienza del gettito, ma soprattutto sulla base delle finalità, rivanno nel calderone unico delle risorse regionali, vengano sottratte alla loro specifica destinazione.

Mentre questo aspetto non aveva ragion d'essere nel momento in cui esisteva la contabilità speciale, e quindi il fondo per la formazione professionale veniva rialimentato con risorse ripartite all'interno delle voci secondo cui era articolato il fondo stesso, oggi ci troviamo in una situazione che anche tecnicamente può creare delle complicazioni e delle difficoltà.

Per questo, io ritengo che sia comunque necessario ribadire il vincolo di destinazione delle somme eventualmente recuperate, sia per non diminuire il volume di risorse destinate a questo settore, ma soprattutto per evitare che ci siano problemi dal punto di vista contabile; anche perché l'abolizione dei fondi delle contabilità speciali avrebbe avuto un senso se contestualmente, nell'ambito della riforma dell'apparato regionale, fossero state istituite le ragionerie d'assessorato. Noi siamo in ritardo anche rispetto a questo adempimento; rischiamo di avere una gestione del bilancio centralistica da parte dell'Assessorato della programmazione a tutto scapito della velocità della spesa, delle aspettative dei fruitori dei provvedimento regionali, ma anche soprattutto della snellezza, della chiarezza e della leggibilità del bilancio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Ritengo che alla luce delle molte, puntuali ed argomentate osservazioni che hanno svolto diversi colleghi, la Giunta regionale potrebbe ancora chiedere la soppressione di questa norma introdotta dall'articolo 6 bis. Infatti a me pare anche una norma che, al di là di quello che chi l'ha pensata, proposta e la sta sostenendo ritiene, sia una norma del tutto inefficace. I criteri ipotizzati dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore degli enti locali, definiti qui "modalità", per realizzare questi contenuti, cioè massimizzare il gettito, contenere le spese ed essere rapidi nell'esecuzione, sembrano criteri così generici, così labili e così insufficienti a definire una modalità di cessione di un bene pubblico che, sicuramente, non possono sostituire, questi elementi, tutti gli altri che il sistema giuridico contiene a tutela e a garanzia del bene pubblico e delle modalità di utilizzazione e quindi anche, a maggior ragione, di dismissione del bene pubblico.

Per cui, non riesco a capire quale sia la finalità più vera riposta dietro questa insistenza nel voler mantenere, introducendola e difendendola, questa norma nel contesto della finanziaria.

Tra l'altro, la norma ha un elemento di estremo rischio sotto il profilo della legittimità, ho già detto dell'inefficacia, perché nel momento in cui si chiamano "modalità idonee" quelle che in realtà saranno norme regolamentari, cioè le regole attraverso cui si potranno alienare i beni (le partecipazioni; qui non stiamo parlando dei cespiti patrimoniali ma delle partecipazioni della Regione) non serve chiamarle modalità idonee, in realtà questi sono criteri di regolazione.

I criteri di regolazione fanno regolamento e ben sapete, e sappiamo, che il regolamento differisce essenzialmente dalle direttive, dalle modalità puramente applicative. Questa è una norma dispositiva e dispositive saranno le norme che vengono delegate alla Giunta su proposta dell'Assessore degli enti locali. Ben sapete che dopo la nota sentenza della Corte Costituzionale la potestà regolamentare in questa Regione non è della Giunta ma è del Consiglio regionale per cui, almeno sotto il profilo della cautela, l'emendamento numero 24 dovrebbe essere accolto. Cointeressare il Consiglio regionale, almeno nell'ambito della commissione competente è un atto di tutela anche ai fini della validità di una norma che, diversamente, potrebbe essere fortemente criticata ed anche inficiata sotto il profilo della legittimità.

Per cui le cose dette, sono cose fondate, ragionate e serie; la Giunta è anche abbastanza attenta e quindi non serve che la maggioranza faccia finta che sta giocando a chissà quale gioco! Qui si sta cercando di migliorare davvero i contenuti della prima legge della Regione, che è la legge finanziaria, per avere dei risultati veri e non di immagine, non fittizi, come molti di voi riterrebbero.

Però, che la maggioranza si disinteressi di queste cose, per noi è una questione ovvia, perché questa non è una maggioranza politica che vuole fare politica, che vuole affermare seppure in modo diverso ed anche, se volete, contrario a quello che affermiamo noi, fatti rilevanti, utili alla comunità, dal loro punto di vista. Date l'impressione o meglio dimostrate proprio, distraendovi, allontanandovi o disertando questo confronto e il contributo da dare al miglioramento della legge, di essere un gruppo di persone che puramente e semplicemente hanno inteso ed intendono occupare il potere qui e lì, non certo contribuire a migliorare le cose sotto il profilo dei contenuti. Se no non avrei capito perché almeno questa osservazione, questo contributo serio che è stato dato da più parti non sia stato almeno ripreso per dire "lo condivido" oppure per dire "non lo condivido", cioè contestare almeno la fondatezza dei contributi che vengono dati e che sono veramente utili e rilevanti.

Una parola ancora, invece, vorrei dire sull'emendamento 213, che la Giunta ha dichiarato di accogliere, e quindi non c'è bisogno che spendiamo molte parole, se non per dire che anche qui, la poca attenzione che è stata manifestata da parte della maggioranza, attraverso l'intervento del collega Biggio, a noi pare priva di fondamento, nel senso che è del tutto ovvio che quando noi parliamo di una adeguata tutela dei lavoratori impiegati, impiegati nelle aziende nelle quali producono, noi parliamo di lavoratori impiegati e non dei lavoratori non impiegati. Impiegati nella produzione, impiegati nell'attività, utili per la finalità di quella azienda, nell'organizzazione di quella azienda. Certo che in senso lato lavoratori sono tutti, però è anche noto a tutti noi, e a voi forse anche di più, che di conduzione aziendale e di bilanci e dei modi come si fanno i bilanci siete molto più pratici di noi, che talora la pesantezza finanziaria di una società, soprattutto di una società pubblica o partecipata pubblica, non è data dai lavoratori addetti alla produzione; spesso l'appesantimento è dato da tutto quel contorno di direttori, vice direttori, consulenti, cioè da quell'insieme di figure che, badate, anche quando l'azienda passa dal pubblico al privato, non ci perdono mai nulla, perché se erano prima direttori poi si chiameranno manager, e sono pagati dopo quanto prima, se non più di prima, e se vanno dal privato al pubblico, sono pagati di più dal pubblico; se vanno dal pubblico al privato sono pagati ugualmente di più dal privato.

Non ho visto uno di questi che voi chiamate manager, che qualche volta è gente senza né arte e né parte, disoccupato, o in crisi perché cambia il titolo giuridico da pubblico a privato o da privato a pubblico; non ho visto questa schiera di consulenti, e tutti quelli che vi aderiscono e la formano e la sostengono, preoccuparsi tanto se il titolo giuridico sia privato o sia pubblico, e sono quelli che appesantiscono il bilancio.

Noi intendiamo che deve essere, invece, tenuta in massimo conto la condizione della parte diciamo debole, ma quando continuiamo a dire che i lavoratori sono la parte debole diciamo una cosa nel contempo vera e non vera. Sono deboli i lavoratori perché sono meno tutelati, ma sono forti perché senza i lavoratori non si produce. E senza quelle capacità di produzione non c'è neppure azienda che valga.

Quindi, quando parliamo di tutela dei lavoratori parliamo di tutela professionale sotto il profilo sociale, ma anche produttivo,. E qui non si è detto di impegnare tutti i lavoratori nella nuova società costituita in seguito ad una dismissione, o privatizzazione, o riorganizzazione che dir si voglia; noi diciamo non che siano impegnati tutti lì, ma che siano tutelati lì o là.

Se un progetto industriale di riordino, di rilancio prevede che siano impiegate non 40 ma 30 figure professionali, e le altre figure professionali sono ugualmente utili e produttive, se non possono essere impegnate in quella azienda bisogna trovare il modo, il luogo e le modalità per occupare anche quelle professionalità..

Questo vuol dire l'emendamento, non intende condizionare un privato che, peraltro, se fosse messo in condizioni di non competitività, come dite voi, o comunque di non convenienza, sicuramente non comprerebbe. Quindi l'emendamento 213 noi lo intendiamo giustamente, come ci è parso lo abbia inteso la Giunta, come una tutela, ma intesa come un vincolo assoluto, cioè come tutela di tutti i lavoratori, non necessariamente legati al progetto di riordino, quando questo progetto sia valido e fondamentale per l'attività e per la finalità che si intende perseguire.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.

MASIA (F.S.D.). Grazie signor Presidente; io voglio sottolineare che all'articolo 6 bis sono stati presentati tre emendamenti, la cui valenza, sicuramente, è quella di poter essere definiti dei correttivi volti a migliorare questo articolo.

Io penso che in tempi come questi, in cui la Regione si fa carico della salvaguardia e, spesso, anche della creazione di posti dei lavoro, di sostenere l'occupazione, in attesa di tempi migliori, forse sarebbe stato il caso di aspettare prima di dismettere alcune partecipazioni.

Ma tant'è, nessuno, neanche da parte della opposizione, ha pensato che fosse più utile magari sopprimere questo articolo 6 bis, perché nelle intenzioni di chi ha proposto gli emendamenti è prevalso l'intento di migliorare questo articolo. Questo miglioramento passa attraverso l'esigenza, come qui è stato sottolineato, di far sì che nel momento in cui si dismette una proprietà o una partecipazione, questo non può essere fatto senza un coinvolgimento, una valutazione corretta di tutto il Consiglio.

Si chiede che questa valutazione venga fatta nelle Commissioni competenti, perché sicuramente, per citare un proverbio, quattro occhi vedono meglio di due. Nel corso dell'esame in Commissione si può meglio valutare se sia il caso o meno di effettuare quella dismissione particolare di cui si sta parlando.

Io credo che ciò sia meglio non solo per gli aspetti che il collega Cogodi ha evidenziato, per cui in tema di dismissioni da parte della Regione è meglio dividere le responsabilità, ma anche perché dalla discussione all'interno delle Commissioni competenti, per il caso specifico, possono arrivare quei consigli, quelle soluzioni per fare in modo che l'operazione vada meglio in porto.

Quindi io ritengo che il non accoglimento da parte della Giunta di questo emendamento non può che impoverire l'articolo, impoverimento che sicuramente determinerà, nel momento in cui si discuterà di argomenti di questo genere, l numerose difficoltà che la stessa Giunta, dovrà affrontare a meno di non voler prendere decisioni in maniera semplicistica.

Sull'emendamento che prevede la salvaguardia dei posti di lavoro io dico che la Giunta ha fatto bene ad accoglierlo. L'impegno nel cercare di creare i posti di lavoro sarebbe infatti in contraddizione con l'intento di alleggerire il proprio impegno diretto in economia, fatto questo che potrebbe portare alla perdita di posti di lavoro estremamente importanti in questo periodo, e sulla cui salvaguardia mi pare che tutti quanti concordiamo.

E quindi se è vero che siamo tutti d'accordo sull'ipotesi di diminuire le partecipazioni regionali, mi pare estremamente utile, e questa è la finalità del terzo emendamento, verificare la destinazione finale degli eventuali proventi derivanti dalle dismissioni, anche perché dalla utilizzazione dei proventi si può sicuramente riscontrare la bontà dell'operazione che si conduce in porto e, allo stesso tempo, far sì che la vendita di queste partecipazioni azionarie che l'Amministrazione regionale ha voluto a suo tempo acquisire sicuramente per creare posti di lavoro, procuri risorse che principalmente contribuiscano a determinare ulteriori posti di lavoro.

Io credo che a tutti e tre gli emendamenti occorrerebbe dare un voto favorevole. Voto favorevole proprio perché si è fatto carico, chi li ha proposti, ed io condivido tale finalità, di migliorare il contenuto di questo articolo, di partecipare alla discussione, non per essere ripetitivi, ma per sottolineare che questa opposizione sta cercando di dare il meglio per arricchire i contenuti degli articoli; articoli che, forse, per disattenzione, per approssimazione, probabilmente anche per la fretta, non sono stati sufficientemente approfonditi; e mi pare che su alcuni argomenti questo si possa rilevare., Per cui io credo che si sia sempre in tempo ad accogliere i suggerimenti, se arrivano. Questo era, in sostanza, quello che volevo precisare, perché a mio avviso dobbiamo caratterizzarci in questa direzione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Lo dico evidentemente senza polemica, ma mi pare che in relazione a questo articolo la teoria, tanto cara agli scolastici, della doppia verità abbia veramente toccato il culmine, cioè nel senso che si afferma tutto e il contrario di tutto. Questa Giunta ha accolto un emendamento proposto in Commissione, ma riportandolo tale e quale all'emendamento 85, dei colleghi Pusceddu, Pirisi, Lai, Morittu e Calledda. Questo emendamento, accolto dalla Giunta, fatto proprio, quindi in questo dimostrando anche la maggioranza una apertura alle istanze che provenivano dalle opposizioni, oggi viene sottoposto a grave critica e a grave censura.

Ed allora, chiudo qui il mio intervento, invitando la maggioranza a bocciare l'articolo 6 bis.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 6 bis. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

In seguito alla bocciatura dell'articolo dichiaro decaduti gli emendamenti numeri 85, 24 e 213.

Onorevole Pusceddu, l'emendamento numero 86 all'articolo 6 bis è aggiuntivo e potrebbe avere un percorso autonomo. Chiedo ai proponenti se lo ritirano o se lo vogliono mantenere.

PUSCEDDU (D.S.-F.D.). Lo manteniamo.

PRESIDENTE. Assessore, l'emendamento numero 86 ha un suo percorso autonomo, perché è aggiuntivo rispetto all'articolo 6 bis, potrebbe essere il sostitutivo del 6 bis. Poiché i proponenti non l'hanno ritirato lo devo mettere in votazione

Metto in votazione l'emendamento numero 86. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Si dia lettura dell'articolo 7.

LODDO, Segretario:

Art. 7

Riutilizzo disponibilità contabilità speciali

e recupero da fondi di rotazione

1. La somma di lire 17.000.000.000 nel titolo di spesa 11.2.02 del programma d'intervento per gli anni 1988-89-90 di cui alla Legge 24 giugno 1974, n. 268, è impegnata quale stanziamento integrativo per il finanziamento degli interventi di cui alla legge regionale 15 aprile 1994, n. 15 previsti dal titolo di spesa 12.3.01 del programma d'interventi di cui alla legge 23 giugno 1994, n. 402.

2. Con decreto dell'Assessore della programmazione si provvede alle necessarie variazioni nelle relative contabilità.

3. Gli stanziamenti del titolo di spesa 12.3.01 del programma stralcio 1994/1995 destinati all'aumento del capitale INSAR per un importo di lire 14.300.000.000 e del programma di interventi 1998/1999 destinati al finanziamento della legge regionale 1993, n. 21, per un importo di lire 18.000.000.000, sono destinati al finanziamento della legge regionale di cui al comma 1.

4. E' disposto nell'anno 2000 il versamento alle entrate della contabilità speciale di cui alla Legge 24 giugno 1974, n. 268, della somma di lire 4.475.000.000 rinveniente dal fondo per la concessione di prestiti per acquisto di scorte e mutui, nella misura di lire 2.884.237.325 dal fondo costituito presso il Banco di Sardegna S.p.A. e di lire 1.590.762.675 da quello costituito presso la Banca di Sassari.

5. La somma riversata di cui al comma 4 è impiegata, quale stanziamento integrativo, per il finanziamento degli interventi previsti dal comma 1.

6. Al recupero dei fondi di cui al comma 4 provvede l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio; lo stesso Assessore, con proprio decreto, provvede alle conseguenti variazioni nelle relative contabilità.

PRESIDENTE. All'articolo 7 sono stati presentati gli emendamenti numeri 87, 90, 88, 89, 16 e 257. Se ne dia lettura.

LODDO, Segretario:

Emendamento soppressivo totale Vassallo - Cogodi - Ortu

L'articolo 7 è soppresso. (87)

Emendamento sostitutivo parziale Sanna Alberto - Sanna Gian Valerio -Calledda - Spissu - Sanna Salvatore

Art. 7

Riutilizzo disponibilità contabilità speciali

Il comma 3 è così sostituito:

3. Gli stanziamenti del titolo di spesa 12.3.01 del programma stralcio 1994/1995 sono destinati al finanziamento della legge regionale di cui al comma 1, fatti salvi gli stanziamenti previsti di lire 15.000.000.000 destinati all'aumento del capitale INSAR. (90)

Emendamento aggiuntivo Pusceddu- Lai- Pirisi - Demuru - Sanna Salvatore

Art. 7

Riutilizzo disponibilità contabilità speciali

Dopo il 6 comma è introdotto il seguente comma:

7. La decorrenza dell'applicazione dell'art. 58 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, indicata dall'art. 7 della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1, relativamente al fondo di cui alla lettera d), è differita al termine della vigenza del Quadro Comunitario di Sostegno 2000-2006. (88)

Emendamento aggiuntivo Pusceddu- Lai- Pirisi - Demuru - Sanna Salvatore

Art. 7

Riutilizzo disponibilità contabilità speciali

Dopo il 7 comma è introdotto il seguente comma:

8. La lettera d) del comma 1 dell'art. 7 della legge regionale 18 gennaio 1999, è soppressa. (89)

Emendamento aggiuntivo Fois Pietro

Dopo l'art. 7 è aggiunto il seguente:

Art. 7 bis

Progettazioni opere di viabilità Intesa Stato - Regione

Lo stanziamento attribuito al titolo di spesa 12.2 del programma d'intervento per gli anni 1998-1999 della legge 23 giugno 1994 n. 402 è destinato, oltre alle finalità previste dal citato titolo di spesa, alla totale copertura degli oneri relativi alla redazione della progettazione esecutiva delle opere di viabilità indicate nell'Intesa Stato - Regione del 21.04.1999 e del relativo Accordo di programma quadro per la viabilità statale. (16)

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Dopo l'articolo 7 è aggiunto il seguente:

Art. 7 bis

Progettazioni opere di viabilità Intesa Stato - Regione

Lo stanziamento attribuito al titolo di spesa 12.2 del programma d'intervento per gli anni 1998-1999 della legge 23 giugno 1994 n. 402 è destinato, oltre alle finalità previste dal citato titolo di spesa, alla totale copertura degli oneri relativi alla redazione della progettazione esecutiva delle opere di viabilità indicate nell'Intesa Stato - Regione del 21.04.1999 e del relativo Accordo di programma quadro per la viabilità statale. (257)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 87 ha facoltà di illustrarlo.

COGODI (R.C.). L'emendamento numero 87 è abbastanza chiaro nella sua formulazione, perché recita: "L'articolo 7 è soppresso". Siccome può accadere che si verifichi una convergenza di valutazione tra l'opposizione e la Giunta, prima che la Giunta proponga alla sua maggioranza di sopprimere l'articolo 7, noi ritiriamo questo emendamento.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 90 ha facoltà di illustrarlo.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Presidente, l'emendamento interviene sul comma 3, sostanzialmente rispettando l'impostazione dell'articolo, ma tendendo a preservare, dal riutilizzo delle disponibilità contabili speciali, una quota che è stata indicata qui in 15 miliardi ( dirò meglio in dettaglio dopo), per l'aumento di capitale dell'INSAR, sul quale esisteva un impegno già dalla precedente legislatura. Noi riteniamo che questo intervento debba trovare accoglimento; da un confronto che ho avuto con l'Assessore è emerso che sarebbero sufficienti risorse inferiori, e dovrebbero essere meglio precisate anche le dotazioni finanziarie. Fatto salvo il principio contenuto nell'emendamento, per quanto riguarda questi due aspetti, quello della dotazione precisa e quello relativo ai fondi da cui attingere, mi rimetto alla Giunta.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 88 ha facoltà di illustrarlo.

PUSCEDDU (D.S.-F.D.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 89 ha facoltà di illustrarlo.

PUSCEDDU (D.S.-F.D.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. L'emendamento 16 è stato presentato dal consigliere Fois Pietro, che non è in aula, pertanto si dà per illustrato. Mi dicono gli Uffici che è uguale all'emendamento numero 257, presentato dalla Giunta.

Per illustrare l'emendamento numero 257 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Poiché anche gli emendamenti presentati all'articolo 7 non sono stati esaminati dalla Commissione, questa si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.

PIRASTU (F.I.-Sardegna), Assessore dell'industria. Per quanto concerne l'emendamento numero 90, prima di tutto c'è da dire che per sottoscrivere l'aumento di capitale dell'INSAR da parte della Regione sono sufficienti 7 miliardi. Ritengo, ovviamente, che debbano essere individuate risorse aggiuntive, perché la fonte che viene indicata è destinata a finanziare la legge numero 15. Credo che la Giunta possa prendere l'impegno, considerato che l'aumento di capitale avverrà a fine giugno, di individuare in sede di assestamento di bilancio questi 7 miliardi.

CUGINI (D.S.-F.D.). Si accoglie con questa dizione?

PIRASTU, (F.I.-Sardegna), Assessore dell'industria. Sì.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Onorevole Cugini, a mio avviso, la richiesta della Giunta è di ritirare l'emendamento.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si chiede di ritirarlo con l'impegno di risolvere la questione nell'assestamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). Solo un chiarimento, la Giunta si è espressa tramite l'assessore Pirastu sull'emendamento numero 16, ma poiché tale emendamento

la competenza non dell'assessore Pirastu, ma dell'assessore Ladu, ci terrei ad avere il suo parere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'industria. Ne ha facoltà.

PIRASTU (F.I.-Sardegna), Assessore dell'industria. Vorrei specificare che io ho parlato con riferimento all'emendamento numero 90, e ribadisco che c'è l'impegno della Giunta in sede di assestamento di individuare i 7 miliardi per effettuare l'operazione di aumento di capitale sociale dell'INSAR.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti numeri 88, 89, 16, 257, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento numero 88 non si accoglie così come il numero 89, anzi io invito il proponente al ritiro perché se l'emendamento venisse approvato, si creerebbe addirittura un vuoto legislativo. L'emendamento numero 257 è presentato dalla Giunta regionale e assorbe il numero 16, che è praticamente identico. ed

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Molto brevemente sull'emendamento numero 90. Io prendo atto con soddisfazione che la Giunta di fatto accoglie, pur riducendo la cifra e rinviandolo all'assestamento di bilancio, l'emendamento numero 90.. Io vorrei dire all'Assessore che noi siamo costretti a tenere in piedi l'emendamento, anche con l'importo del finanziamento ridotto a 7 miliardi, perché siamo convinti che qualsiasi incidente di percorso nell'assestamento di bilancio potrebbe compromettere l'aumento di capitale. Quindi tutti gli sforzi che la Giunta può fare, li deve fare adesso, perché adesso queste spese occorre fare. Si possono trovare anche altre fonti, come ha detto il collega Scano stamattina, attingendo magari sul capitolo 36103/00, però credo che sia importante, assessore Pirastu, che i 7 miliardi vengano individuati adesso, perché io ritengo che l'assestamento di bilancio non verrà approvato dal Consiglio in tempo utile.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.

PUSCEDDU (D.S.-F.D.). Io trovo alquanto singolare che si proponga di destinare le risorse derivanti dalla legge numero 402, piano di rinascita, , anziché alla realizzazione di opere utili per lo sviluppo della nostra Regione, a coprire gli oneri per spese di progettazione di opere riferite all'Intesa istituzionale di programma. Intesa istituzionale di programma, stipulata l'anno scorso con lo Stato, che rientra così nella finanziaria. Però io ritengo che sarebbe stato opportuno, da parte della Giunta, innanzitutto riferire, perché si fa anche specifico riferimento all'accordo di programma quadro, a che punto è proprio l'approvazione degli accordi di programma quadro. Le spese di progettazione debbano invece rientrare, a mio avviso all'interno dei capitolati delle singole opere da realizzare.

Quindi, poiché questo emendamento, il "257", l tende a sottrarre risorse per la realizzazione di opere,al fine di incrementare invece un fondo di progettazione, non può ricevere il mio consenso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Brevemente, colleghi, sull'INSAR noi ancora una volta abbiamo cercato di definire quello che potrebbe essere più utile alla Regione e direi, oltre che alla Regione, alla Giunta. Però non insistiamo su questo punto e se la Giunta lo vuol rimandare all'assestamento faccia pure, noi ci atterremo a questa decisione; ci sembrava comunque più utile avere ora la disponibilità finanziaria per partecipare ad una politica di ricapitalizzazione. La seconda argomentazione riguarda gli emendamenti 16 e 257 che, come detto, si equivalgono, potremmo chiamarlo "Fondo Fois per la progettazione", o "Fondo Giunta per la progettazione", giusto per capire di che cosa stiamo parlando.

Il testo è uguale, ciò che ci sfugge è il senso dell'emendamento. Nell' emendamento infatti si dice che lo stanziamento attribuito al titolo di spesa 12.02, del programma d'intervento straordinario della "402", è destinato oltre che alle finalità previste dal citato titolo di spesa alla totale copertura degli oneri relativi alla redazione della progettazione esecutiva delle opere di viabilità indicate nell'Intesa Stato-Regione e nel relativo accordo di programma quadro per la viabilità statale. Le opere statali sono finanziate e pagate in base all'accordo di programma, mentre nell'emendamento stiamo dicendo che noi paghiamo tutta la progettazione. Potrebbe valere il discorso che abbiamo fatto stamattina, perché dobbiamo pagarla noi la progettazione? Perché rientra in una Intesa? Allora vuol dire che quando sono opere che riteniamo utili per avviare una certa iniziativa, un certo programma, anticipiamo i fondi, ma allora non si capisce perché non si possa anticipare anche sul fondo dei trasporti come chiedevamo stamattina. E` sicuro, cari colleghi, che le spese per la progettazione di queste opere richiederanno molto più di venti miliardi, molto più di quanto abbiamo preventivato noi per il sostegno alle imprese, posto che eravamo anche decisi a ridurre quella cifra.

Quindi mi chiedo com'è che si usino due argomentazioni, due pesi e due misure. Se non si vuole anticipare un intervento dello Stato, non lo si deve anticipare nè per i trasporti, nè per la progettazione. Se si sceglie la linea della anticipazione per le progettazioni, ,ed è comprensibile, non è la prima volta che si fa, la si segua anche su altre iniziative. Mi sembra che la Giunta altrimenti cada in contraddizione.

Un'altra considerazione riguarda il fatto che non è segnalata in questo emendamento l'entità delle risorse da destinare alla progettazione. Non è detto neanche quanto è previsto sul 12.02; allora perché non si istituisce un capitolo 12.03, oppure un 12.02/1 e si dividono i fondi della progettazione dai fondi per altre destinazioni? Io non so quale sia, perché l'emendamento non lo dice, la denominazione del titolo del 12.02, né conosco l'entità delle risorse accantonate, ma mi pare comunque che, per quanto necessario, non sia consentito adesso autorizzare un intervento a sostegno della progettazione su quel titolo. Quindi non capisco perché non si debba istituire un altro capitolo nel quale, in modo trasparente, si stanzino le risorse per questa destinazione. Seguendo invece la procedura prevista nell'emendamento operiamo una commistione non trasparente, non chiara, anzi per essere chiari un po' pasticciata.

Infine, vorremmo sapere dalla Giunta, e chiedo agli uffici del Consiglio di farsi carico di questa richiesta, a quanto ammontano oggi i fondi destinati, nel bilancio regionale, alla progettazione. Vorremmo sapere a quanto ammontano non soltanto i fondi stanziati per l'Assessorato dei lavori pubblici, ma anche, se sono previsti, a quanto ammontano quelli per gli altri assessorati; e, a questo punto chiedo se non sia anche utile, magari, fare il punto su tutte le risorse destinate alla progettazione. Anche in questo caso si potrà dire che questo si poteva fare prima e non si è fatto; ma non stiamo facendo un processo al passato o al presente, io sto dando un suggerimento utile per il futuro, per accrescere la trasparenza. A me sembra che soprattutto l'Assessore dei lavori pubblici, perché questo riguarda soprattutto lui, debba avere o debba rivendicare l'accorpamento di tutti i fondi presso un unico assessorato e realizzare le progettazioni in maniera integrata.

In definitiva noi chiediamo di sapere quali e quanti sono i fondi oggi utilizzati per le progettazioni, e quali sono le progettazioni in corso. Io chiedo quindi alla Giunta, posto che sostenga questa iniziativa, di dirci il titolo e l'entità delle risorse stanziate nel titolo di spesa 12.02, se è possibile disgiungere da questo titolo quello per la progettazione, se è possibile precisare le risorse che vanno a favore della progettazione vera e propria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Di fronte ad una richiesta di chiarimento rispondere mi pare doveroso. Il titolo di spesa è quello relativo alle progettazioni, lo stanziamento complessivo è di dieci miliardi, una parte dei quali è stata già utilizzata, vi è un residuo che è immobilizzato e che, quindi, mancando le richieste per una utilizzazione, abbiamo ritenuto di poter estendere alla copertura degli oneri relativi alla redazione delle progettazioni esecutive delle opere di viabilità, indicate nell'Intesa Stato - Regione. Con questo non intendiamo sostituirci allo Stato ma, come sicuramente ben sa l'onorevole Gian Mario Selis, partecipare a tali spese, come è prescritto, con una quota regionale che si aggiunge alla quota statale e a quella comunitaria. Quindi non è una sostituzione, semmai è la previsione di risorse, proprio per far fronte agli impegni che devono vedere anche la Regione partecipare, nell'ambito di quella Intesa, con risorse proprie.

SELIS (Popolari-P.S.). La denominazione del titolo qual è?

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. E` il titolo 12.02, "Progettazioni".

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare metto in votazione l'emendamento numero 90. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'articolo 7. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 88. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 89. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 16 e l'emendamento numero 257, che sono uguali. Chi li approva alzi la mano.

(Sono approvati)

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, ai fini del coordinamento, occorre sottolineare che l'emendamento 16 è all'articolo 7 bis, mentre il 257 è all'articolo 7.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Fadda, molto gentile, il suo è stato un utile contributo. Si dia lettura dell'articolo 8.

LODDO, Segretario:

Art. 8

Rideterminazione di limiti d'impegno e di autorizzazioni di spese

1. Il limite di impegno di cui all'articolo 10, comma 3, della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1, è soppresso; sono autorizzati i limiti di impegno di lire 2.000.000.000 dall'anno 2000 al 2016 e di lire 1.000.000.000 dall'anno 2001 al 2017 per la concessione del concorso negli interessi sui mutui per opere di miglioramento agrario e fondiario di cui all'articolo 22 della legge regionale 11 marzo 1998, n. 8 (cap. 06029/01).

2. I limiti di impegno di cui all'articolo 10, comma 4, della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1, sono soppressi (cap. 06121-01); è autorizzato il limite di impegno di lire 1.000.000.000 dall'anno 2000 al 2004 per la concessione degli aiuti per i danni alla produzione agricola previsti dall'articolo 23, della legge regionale 11 marzo 1998, n. 8 (cap. 06140/04).

3. Il limite di impegno di lire 1.000.000.000 autorizzato dall'articolo 27 della legge regionale 29 aprile 1994, n. 18, è rideterminato in lire 400.000.000 per gli anni dal 2000 al 2003 (cap. 06129/01).

4. In applicazione dell'articolo 41 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, l'articolo 20, comma 1, della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1 è abrogato (cap. 06011/03).

5. Gli oneri derivanti dall'applicazione dell'articolo 30 della legge regionale 24 dicembre 1998, n. 37, sono rideterminati, per l'anno 2000, in lire 20.000.000.000 (cap. 06245/02).

6. L'autorizzazione di spesa destinata alla ricomposizione fondiaria di cui all'articolo 19 della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1, è rideterminata in lire 20.000.000.000 per ciascuno degli anni dal 2000 al 2009 (cap. 06081).

7. Il limite di impegno autorizzato dall'articolo 15 della legge regionale 31 maggio 1984, n. 26, e successive modificazioni ed integrazioni, è rideterminato per ciascuno degli anni 2000, 2001 e 2002 in lire 8.000.000.000 (cap. 08109).

8. L'autorizzazione di spesa disposta dall'articolo 10, comma 7, della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1, è rideterminata in lire 2.000.000.000 per il 2000, in lire 10.000.000.000 per il 2001 e in lire 5.000.000.000 per il 2002 (cap. 08082).

9. Per la prosecuzione degli interventi previsti dalla legge regionale 30 dicembre 1985, n. 32, e successive modificazioni ed integrazioni, è autorizzata l'ulteriore spesa di lire 10.000.000.000 nell'anno 2000 e di lire 25.000.000.000 nell'anno 2002 (cap. 08112).

10. Per l'attuazione degli interventi previsti dalla legge regionale 15 aprile 1994, n. 15 la spesa è rideterminata in lire 46.525.000.000 per l'anno 2000 ed il lire 10.000.000.000 per ciascuno degli anni 2001-2002 (cap. 09045/15).

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CARLONI

PRESIDENTE. All'articolo 8 sono stati presentati i seguenti emendamenti, 57 sostitutivo parziale, 91 sostitutivo parziale, 54 sostitutivo parziale, 31 sostitutivo parziale, 55 sostitutivo parziale, 28 aggiuntivo, 92 aggiuntivo, 254 aggiuntivo. Se ne dia lettura.

LODDO, Segretario:

Emendamento sostitutivo parziale Marrocu - Dettori Ivana - Balia - Demuru

Art. 8

Al comma 6, l'importo di lire "20.000.000.000" è sostituito dall'importo di lire "25.000.000.000".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 06081 - (Ricomposizione fondiaria)

Competenza anno 2000 lire 5.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 5.000.000.000

Competenza anno 2002 lire 5.000.000.000

In diminuzione

Cap. 04024 - (Funzionamento Uffici Amministrazione Regionale)

Competenza anno 2000 lire 5.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 5.000.000.000

Competenza anno 2002 lire 5.000.000.000

(91)

Emendamento sostitutivo parziale Scano - Selis - Manca - Balia - Marrocu - Dettori Ivana

Art. 8

Il comma 6 è sostituito dal seguente:

"6. Per le finalità previste dall'articolo 19 della L.R. 18 gennaio 1999, n. 1 è autorizzata la spesa di lire 20.000.000.000 per ciascuno degli anni dal 2002 al 2009."

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 06081 - (Ricomposizione fondiaria)

Competenza anno 2000 lire 30.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 30.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03017 - Voce 7

Competenza anno 2000 lire 30.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 30.000.000.000

Competenza anno 2002 lire 5.000.000.000

(57)

Emendamento sostitutivo parziale Selis - Scano - Balia

Art. 8

Al comma 7, il limite di spesa previsto in lire 8.000.000.000 è rideterminato in lire 10.000.000.000.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 08109

Competenza anno 2000 lire 2.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 2.000.000.000

Competenza anno 2002 lire 2.000.000.000

In diminuzione

Cap. 04024-00 - (Funzionamento Uffici)

Competenza anno 2000 lire 2.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 2.000.000.000

Competenza anno 2002 lire 2.000.000.000

(54)

Emendamento modificativo Fois - Capelli - Biggio - Frau

Art. 8

Nell'articolo 8, comma 9, l'importo di lire 10.000.000.000 per l'anno 2000 è modificato in lire 40.000.000.000.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 08112

Anno 2000 lire 30.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03056 - (PIA)

Anno 2000 lire 30.000.000.000

N.B. Ridurre di pari importo la tabella C relativa all'articolo 3, comma 1 della legge finanziaria (Cap. 03056). (31)

Emendamento sostitutivo parziale Selis - Scano - Balia

Art. 8

Al comma 9, l'importo di "lire 25.000.000.000" è sostituito dall'importo di "lire 30.000.000.000".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 08112

Competenza anno 2002 lire 5.000.000.000

In diminuzione

Cap. 04023-00 - (Spese per affitti e locazioni)

Competenza anno 2002 lire 5.000.000.000

(55)

Emendamento aggiuntivo Capelli - Fois - Pilo

Art. 8

All'art. 8, dopo il comma 10, è aggiunto il seguente comma:

10 bis. A valere sulla disponibilità del capitolo 11102/03 limitatamente all'anno finanziario 2000, una quota pari al 5% è destinata alla realizzazione di iniziative, promosse da organismi che non abbiano ricevuto nel triennio precedente contributi ai sensi dell'art. 56 della L.R. 22.1.90, n. 1, nelle aree di programma che risultino sottofinanziate rispetto alle percentuali indicate dalla L.R. 22 agosto 1990, n. 40 e nel cui territorio ricadano strutture teatrali per le quali l'amministrazione regionale è intervenuta attraverso i benefici previsti dall'art. 5 della L.R. 8 luglio 1993, n. 30. (28)

Emendamento aggiuntivo Cogodi - Ortu - Vassallo

Dopo l'articolo 8 è aggiunto il seguente:

Art. 8 bis

Osservatorio fiscale

La Regione, in relazione alla rilevanza delle quote di gettito fiscale sulle proprie entrate finanziarie, istituisce, nell'ambito della Presidenza della Giunta Regionale, un Osservatorio con compiti di studio finalizzati all'individuazione dei fenomeni più rilevanti di elusione ed evasione fiscale e delle cause che li determinano.

Di tale attività di studio la Giunta Regionale dà comunicazione al Consiglio con specifica relazione in accompagnamento del Disegno di Legge Finanziaria.

La predetta relazione, contenente anche adeguate proposte di intervento è approvata dal Consiglio e trasmessa al Governo.

Gli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo sono valutati in Lire 500 milioni per gli anni 2000, 2001, 2002 a valere sul Cap. 01077 (N.I.).

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 01077 (N.I.)

Anno 2000 lire 500.000.000

Anno 2001 lire 500.000.000

Anno 2002 lire 500.000.000

In diminuzione

Cap. 03017-00

Anno 2000 lire 500.000.000

Anno 2001 lire 500.000.000

Anno 2002 lire 500.000.000

(254)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Selis per illustrare gli emendamenti numeri 57, 54 e 55.

SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, vorrei sottolineare che l'emendamento 57 tende a sostenere una politica di ricomposizione fondiaria, sulla quale era intervenuto anche un accordo Giunta - opposizione, maggioranza - opposizione. Era un intervento che avevamo concordato, sostenuto, ma non ricordo quale fosse la dotazione finanziaria prevista. Si tratta di verificare se la cifra riportata nell'emendamento è quella che avevamo concordato. Qualora la somma prevista fosse diversa, noi restiamo favorevoli su ciò che avevamo concordato e crediamo che la Giunta possa accogliere l'emendamento con questa precisazione.

L'emendamento 54 riguarda un rimpinguamento del fondo a favore dell'edilizia popolare; l'emendamento 55 si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna per illustrare l'emendamento numero 92.

SANNA Gian Valerio (Popolari-P.S.). L'emendamento numero 92 è ritirato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Marrocu per illustrare l'emendamento numero 91.

MARROCU (D.S.-F.D.) Mi pare sia stato già illustrato insieme all'emendamento 57. Per quanto riguarda la ricomposizione fondiaria erano state presentate alla Giunta due ipotesi. Noi crediamo molto nella ricomposizione fondiaria e riteniamo che l'agricoltura sarda ne abbia veramente bisogno; lo spezzettamento fondiario è infatti una della cause della crisi e delle difficoltà che vive il mondo agricolo, e quindi i processi di ricomposizione vanno incentivati. Nella finanziaria del '99 erano previsti e stanziati 120 miliardi per il triennio 1999-2001, 20 miliardi nel '99, 50 nel 2000 e 50 nel 2001.

La Giunta, nella finanziaria 2000, ha rimodulato questo intervento portando i 120 miliardi a 200 ma diluendoli in 10 anni: 20 miliardi all'anno.

Noi abbiamo presentato due emendamenti in merito; nell'emendamento 91 si porta l'investimento a 250 miliardi; però, a questo punto, io ritirerei questo emendamento dopo l'accordo che è stato raggiunto rispetto a questo argomento. Si può accogliere parzialmente l'emendamento 57, mantenendo l'investimento decennale di 20 miliardi all'anno, e rimodulando l'intervento del 2000, così come era previsto anche nell'accordo.

Quindi, io direi che l'emendamento 91 può essere ritirato perché comunque riduce, rispetto a quello previsto nell'ipotesi del '99 l'investimento per il 2000; si mantiene quindi l'emendamento 57 attraverso la rimodulazione concordata che prevede un incremento, se non ricordo male, di 10 miliardi rispetto agli attuali 20.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 31 ha facoltà di parlare il consigliere Frau.

FRAU (A.N.). L'emendamento 31 è ritirato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 28 ha facoltà di illustrarlo.

CAPELLI (C.C.D.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per illustrare l'emendamento numero 254.

COGODI (R.C.). Il Consiglio nel suo insieme ci darà atto del fatto che, nell'ambito dell'attività complessiva che svolge l'opposizione, noi abbiamo tentato e tentiamo di dare anche un contributo specifico attraverso la presentazione di alcuni emendamenti, di cui secondo noi questo è uno importante, che contrariamente alla natura ordinaria degli emendamenti al bilancio, nei quali si chiede sempre una devoluzione di somme, tentano di migliorare il sistema normativo.

Questo emendamento, per esempio, non chiede alla Regione, alla Giunta, alla sua maggioranza, di spendere una lira in più; propone uno strumento attraverso il quale si possono invece recuperare molte lire, e la copertura finanziaria prevista per questo strumento, 500 milioni, ma può essere anche di meno, è chiaro che è un'indicazione che vale per creare uno strumento che può produrre risultati notevoli. In buona sostanza noi proponiamo che presso la Presidenza della Giunta si istituisca un osservatorio fiscale. Questa è una Regione piena di osservatori,oltre gli osservatori astronomici esistono gli osservatori industriali, commerciali, artigianali, agricoli. Questa è una Regione dove mancano solo gli osservatori degli osservatori; tutti osservano, salvo poi sapere ben poco di tutto quello che è stato osservato, perché è una Regione che osserva attraverso una miriade di strumenti, di enti, di comitati e poi non sa neanche come si spende il denaro del bilancio e deve costituire gruppi di lavoro speciali, deve costituire équipe convenzionate ad hoc per monitorare la spesa della Regione.

Noi proponiamo con questo emendamento l'istituzione di un osservatorio fiscale, presso la Presidenza della Giunta, non con il compito di essere un doppione e neppure un'appendice degli uffici finanziari dello Stato, non stiamo pensando per niente ad una sorta di doppione dell'ufficio dei tributi.. Questo ufficio esiste già, è dello Stato, deve funzionare bene; noi pensiamo invece a un ufficio che abbia un compito specifico, quello di studiare e di analizzare in maniera finalizzata, i fenomeni più rilevanti, non la minutaglia, non le cosette, ma i grandi fenomeni, che sappiamo esistere anche nella nostra Regione, di elusione e di evasione fiscale. Tutto questo finalizzato non semplicemente a riferire ad altri o a dare giudizi morali, ma tutto questo finalizzato a migliorare il sistema delle entrate. Perché?

Perché è chiaro ed evidente che avendo la nostra Regione un sistema delle entrate derivato, attraverso il gettito fiscale, dallo Stato, in concreto l'elusione fiscale, oltre all'evasione fiscale, non è solo un fatto di immoralità sul piano fiscale, è anche un fatto di insensibilità autonomistica, perché l'evasione e l'elusione fiscale si traducono immediatamente in consistenti minori entrate della Regione. L'evasione e l'elusione fiscale in Sardegna, significano minori entrate, nelle casse della Regione, cioè nella cassa comune che provvede ai bisogni dei sardi Ricordiamo infatti che le entrate della Regione sono costituite dai sette decimi del gettito delle imposte sul reddito delle persone fisiche e di quelle giuridiche riscosse nel territorio della Regione, nonché dai nove decimi del gettito delle imposte sul bollo, di registro e così via, più altri gettiti. In buona sostanza noi pensiamo che alcuni grandi fenomeni, dei quali si parla frequentemente, ripetutamente negli anni, se volete, ma sempre a livello di inchiesta giornalistica, ed anche in circostanze che ormai sono diventate come la festa di Sant'Efisio, non c'è BIT di Milano alla quale la Regione partecipa da molti anni a questa parte, che parli di turismo, , e non vi sia un'inchiesta giornalistica che viene - come dire? - propagandata, nella quale, per pagine e pagine si dice che in questa nostra regione il classificato alberghiero nel settore turistico è di 60 mila posti letto, cioè quello per cui si emette fattura, mentre nel corso della stagione alta del turismo si superano i 600 mila posti letto; una cifra 10 volte superiore a quella ufficiale. Il che vuole dire che in quel settore vi sono più di 500 mila posti letto, per una parte dell'anno, fuori dal sistema. Li si può chiamare informali, li si può chiamare non classificati, li si può chiamare seconde case, albergo diffuso, distribuito, si possono inventare i nomi che si vogliono, però è stata approssimata una cifra enorme di elusione fiscale che tradotta, invece, in una contribuzione anche minima, significherebbe per la Regione un introito notevole.

Per altro, un secondo fenomeno rilevante, che io posso soltanto richiamare in questa sede, ma al quale la stessa Prefettura si è interessata tanto da convocare di recente una riunione con l'Ispettorato del lavoro, riunione alla quale la stessa Regione è stata convocata, è il fenomeno del lavoro nero. Un fenomeno censito nella sua entità, però di cui poco si sa nella sua conformazione interiore. Si valuta che nella nostra regione, è scritto nei testi, è scritto nei trattati, nella stessa relazione della Confindustria in alcuni settori specialmente dell'edilizia ma anche del terziario, del commercio, del turismo e quant'altro, vi è una consistenza di lavoro nero, cioè non garantito per i lavoratori dipendenti, ma anche non garantito per il fisco, che è superiore al 10 per cento della forza lavoro occupata. E una consistenza di oltre il 10 per cento vuol dire più di 50 mila unità di lavoro che producono ma non sono garantite ai fini previdenziali e, di conseguenza, neppure la Regione è garantita ai fini fiscali.

Ecco che cosa dovrebbe essere questo osservatorio, non un altro ufficio del fisco, bensì un luogo di analisi, di elaborazione e di studio, che fornisca al Consiglio regionale innanzitutto elementi conoscitivi, sufficienti e puntuali, perché il sistema delle entrate, mentre si lavora per la riforma del sistema stesso, mentre si rivendica dallo Stato di avere di più, nel frattempo sia reso abbastanza efficiente, cioè funzioni.

Io credo che la Regione sia uno dei pochi soggetti, tra quelli pubblici e quelli privati, che non si cura se le sue entrate effettive corrispondono a quelle che dovrebbe avere.. Quelle che dovrebbe avere naturalmente in base alle leggi e al sistema attuali. Io ho fatto l'esempio di due grandi fenomeni, ma potremmo articolare il ragionamento e valutare che di esempi del genere ce ne sono anche tanti altri.

Ed allora, una struttura di osservazione, di studio, finalizzata, che non si traduce in un'altra consulenza generica, ma è un ufficio costituito presso la Presidenza della Giunta per dare informazioni alla Giunta e anche al Consiglio, per intervenire in modo opportuno in questa materia, noi riteniamo che possa essere uno strumento utile, da realizzarsi con una dotazione finanziaria minima. Noi abbiamo indicato uno stanziamento di 500 milioni, ma in fase di avvio può essere anche minore, sarà però di grande utilità perché, come avremo modo di dire quando passeremo a discutere il bilancio, se vogliamo avere più denaro da spendere, si deve prestare alle fonti di entrata, e cioè alla parte attraverso cui la provvista finanziaria si costruisce, la stessa attenzione che si presta alla parte del bilancio relativa alla spesa.

Questo è il valore della proposta contenuta in questo emendamento, sul quale non abbiamo ragione di ritenere che la Giunta e la maggioranza non possano che esprimere parere favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.

MASIA (F.S.D.). Prendo la parola perché voglio far mio un emendamento che è stato ritirato. Parlo dell'emendamento numero 31, che è stato presentato dai colleghi Fois, Capelli, Biggio e Frau.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. E' stata già fatta la variazione, lei riduce la somma così, lo sa? Lo stanziamento è' stato già portato a 55 miliardi, lei sta retrocedendo. Probabilmente non ha seguito i lavori.

MASIA (F.S.D.). Mi sembra che sia opportuno entrare in merito a questo argomento, Assessore, perché non è un argomento di poco conto. e Questo emendamento, a mio avviso, andava sicuramente condiviso e, dal momento che è stato ritirato, se mi consente, intendo farlo mio perché su questo argomento occorre spendere un minimo di parole.

Chiedo di far mio questo emendamento, ai sensi del comma 9 dell'articolo 85 del Regolamento, che consente ai consiglieri di poter riprendere gli emendamenti che sono ritirati. In questo emendamento si dice che nell'articolo 8, comma 9, l'importo di lire 10 miliardi per l'anno 2000 è modificato in lire 40 miliardi.

Viene poi indicata la copertura finanziaria, ma a me pare sia opportuno evidenziare un altro aspetto. Nel 1999 in base alla legge numero 32, di sostegno all'edilizia abitativa, era previsto un fondo di 76 miliardi e 330 milioni,che è stato totalmente utilizzato. Nel 2000 lo stanziamento è stato ridotto di 31 miliardi e 330 milioni, nel senso che si prevede una spesa di 45 miliardi. La riduzione operata non è cosa di poco conto, vengono meno infatti importanti risorse a sostegno di un'attività, l'edilizia, che per la Sardegna è fondamentale per l'occupazione. Quindi credo che da parte di tutti, e non soltanto nostra, l'edilizia deve essere tenuta nella giusta considerazione Questi 31 miliardi e 330 milioni vengono erogati per contribuire all'abbattimento degli interessi dei mutui per l'acquisto della prima casa, con l'indotto che ne consegue. Non dobbiamo dimenticare che quei 31 miliardi possono costituire un moltiplicatore per gli investimenti nel settore.

Ecco perché io intendo far mio questo emendamento, ecco perché intendo sottolineare la disattenzione che, ancora una volta, si presta verso un importante settore qual è appunto l'edilizia. Non riesco a capire come sia possibile, nel momento in cui si vuole dare sostegno all'occupazione, in cui si cerca di incrementare i posti di lavoro, disattendere le aspettative del settore edilizio che, attraverso la legge numero 32, ha avuto un importante sostegno.

Poiché conosciamo i costi che devono affrontare coloro i quali vogliono accedere alla prima casa, dati gli alti valori degli immobili oggi, mi pare estremamente importante sottolineare questa disattenzione da parte della Giunta. Io non ho capito i motivi per cui viene ritirato questo emendamento, dopo essere stato presentato proprio da rappresentanti di importanti Gruppi che di questa maggioranza fanno parte. Faccio mio questo emendamento perché ritengo necessaria maggiore attenzione nei confronti di questa legge che costituisce un importante sostegno per l'edilizia. Deve essere operato un ripensamento, che mi pare utile, ripeto, necessario perché non è possibile incontrare i rappresentanti del settore edilizio, promettergli il massimo sostegno e poi al momento opportuno far mancare il finanziamento ad una legge che ha dimostrato appieno la sua validità anche nel favorire l'occupazione.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Su tutti gli emendamenti illustrati, la Commissione si rimette all'Aula.

Faccio presente che l'emendamento numero 31, sull'edilizia abitativa, è stato ritirato perché, evidentemente, è stato concordato un altro emendamento tra maggioranza e opposizione che prevede un incremento del capitolo di bilancio superiore alla quota stabilita da questo emendamento.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La materia dell'emendamento 57 ha già trovato composizione in Commissione. La Giunta ha infatti presentato un disegno di legge in materia di ricomposizione fondiaria che prevede una dotazione complessiva di 217 miliardi, in luogo dei 120 miliardi previsti nella legge finanziaria precedente. La dotazione quindi viene incrementata per consentire un programma organico di ricomposizione fondiaria. Invito perciò i proponenti al ritiro dell'emendamento numero 57.

Per quanto riguarda l'emendato numero 54, il parere è negativo.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 31, a mio parere i colleghi della maggioranza hanno fatto bene a ritirare l'emendamento. Da una lettura attenta del complesso delle norme finanziarie emerge chiaramente che la dotazione complessiva è di 55 miliardi. L'approvazione di questo emendamento riporterebbe lo stanziamento a 40 miliardi. Ecco perché mi sono permesso di interloquire nel corso del suo intervento, onorevole Masia, per evidenziare questo paradosso. Io ho capito le motivazioni di base del suo intervento, però mi premeva correggerla in corso d'opera, proprio ad evitare una riduzione di risorse.

L'emendamento numero 55 non si accoglie; invito i presentatori dell'emendamento numero 28, onorevoli Capelli, Fois e Pilo, a ritirarlo. Si tratta infatti di materia che può trovare la sua corretta collocazione in uno degli allegati alla finanziaria, dove può operarsi una riflessione più attenta.

L'emendamento numero 92 è ritirato; sull'emendamento numero 254, ne cogliamo lo spirito, ma la materia merita una migliore definizione, anche a seguito di iniziative che la Giunta e il Consiglio dovranno assumere in merito per via delle nuove competenze che lo Stato è in procinto di trasferire alla Regione. L'emendamento quindi non si accoglie.

Il "91" era stato ritirato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.-F.D.). Intervengo esclusivamente su un punto, esattamente sul sesto comma dell'articolo 8, quello relativo al tema della ricomposizione fondiaria.

La Giunta ha invitato i proponenti a ritirare l'emendamento numero 57, le cui richieste per incrementare lo stanziamento avrebbero trovato già una parziale soddisfazione nell'accordo raggiunto tra la Giunta e l'opposizione. Questo è vero, e poi valuteremo se ritirare o mantenere l'emendamento. Io intervengo però, prima di questa determinazione, perché mi preme e ci preme che siano chiari i termini della questione. E` vero che la risposta della Giunta, dopo che noi abbiamo sollevato la questione, porta nell'arco pluriennale considerato ad un incremento complessivo delle risorse. Questo fatto è sicuramente positivo, noi siamo d'accordo e l'apprezziamo, però non ci sta a cuore solo l'ammontare complessivo dello stanziamento nell'arco di tempo considerato, che è diciamo il lungo periodo, ma ci sta a cuore anche la dotazione nel breve periodo e quindi, nel triennio considerato, a partire dall'esercizio 2000.

Il nostro obiettivo, l'obiettivo che abbiamo dichiarato, era quello della ricostituzione integrale dello stanziamento. Abbiamo ottenuto un risultato parziale, siamo lieti del risultato parziale, ma non siamo dal tutto soddisfatti; questo è il punto, questa è la ragione per cui io intervengo. Perché la questione della ricomposizione fondiaria, è stata una delle scelte di fondo che il Consiglio regionale, nel suo insieme, ha operato nella finanziaria '99 e io penso che sia difficile non condividere l'opinione, la tesi, secondo la quale la ricomposizione fondiaria, insieme alla disponibilità dell'acqua e insieme all'assistenza tecnica è una delle tre condizioni di fondo per un rilancio dell'agricoltura, dell'agroalimentare e dell'agroindustria sarda che, a sua volta, è una delle direttrici fondamentali del nostro sviluppo. Siamo d'accordo su questo? Io penso che su questo siamo d'accordo; sono convinto che anche la Giunta ed anche la maggioranza condividano questa tesi ed allora, io penso che la diminuzione dello stanziamento nel breve periodo, mi è chiarissimo che siamo di fronte ad un incremento invece nel medio-lungo periodo, contraddica.

Un convincimento che sicuramente ci è comune, e che cioè bisogna lavorare per la ricomposizione fondiaria perché senza la ricomposizione fondiaria noi abbiamo voglia di parlare di ripresa dell'agricoltura, in Sardegna questa non ci sarà.

Io capisco l'obiezione che può essere fatta, ma la cosa a cui tengo è proprio rispondere a questa obiezione. L'obiezione può essere la non spendibilità nell'immediato. Io sono convinto che la questione non stia in questi termini. Se mi si dice che lo stanziamento deciso nella finanziaria '99 non è stato speso, questa non è una opinione, questo è un fatto e i fatti hanno la testa dura. Ma se non sono stati spesi è per un difetto, non della legge, ma di chi avrebbe dovuto applicare la legge, e io non dico di più su questo punto.

Perché sostengo questo argomento? Sostengo questo argomento perché l'articolo della legge finanziaria '99 - adesso non ricordo quale era - che disciplina questa materia, non prevede solo la soluzione organica. Dice infatti che questa è la provvista finanziaria e questa è la soluzione organica, cioè un'apposita normativa più snella, più efficace rispetto alle norme di cui attualmente disponiamo per favorire la ricomposizione fondiaria. Poi dice, però, un'altra cosa su cui richiamo l'attenzione della Giunta e dell'Assessore dell'agricoltura che non è in Aula, ma qualcuno glielo dirà. In assenza e in attesa della soluzione organica, c'è una soluzione ponte; e cioè che, su proposta dell'Assessore della agricoltura, la Giunta predisponga per l'esercizio in corso, quello cui si riferisce la norma, il programma annuale o pluriennale della ricomposizione fondiaria. Non c'è dunque nessuna giustificazione per i soldi non spesi, salvo la difficoltà oggettiva di una materia che richiede un approccio complesso e sapiente, e non esiste nessuna giustificazione a sostegno della tesi della non spendibilità degli stanziamenti. Ed allora, se tanto mi da tanto, trattandosi - parlo dell'agricoltura - di una delle scelte fondamentali per lo sviluppo della nostra isola, la ricomposizione fondiaria essendo una delle condizioni indispensabili per raggiungere quell'obiettivo, la diminuzione dello stanziamento nel breve periodo, ancorché mitigata dall'emendamento che abbiamo concordato, tuttavia è in contraddizione con le tesi di fondo sulle quali sia la maggioranza, sia l'opposizione, sia la Giunta, dichiarano di essere d'accordo.

Ho voluto dire queste cose perché siamo lieti che sia stato parzialmente accolto un nostro obiettivo, ma siamo meno lieti del fatto che non sia stato accolto integralmente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Intervengo, signor Presidente, sull'emendamento 254; noi apprezziamo il fatto che l'Assessore ne accolga lo spirito, però mi sembra che accoglierne soltanto lo spirito non sia sufficiente, essendo noi più materialisti vogliamo qualcosa di più concreto. Per altro, voglio dire, se veramente si voleva cogliere lo spirito, ed anzi qualche cosa in più, poteva esserci l'indicazione di includere questa modesta cifra al limite nella tabella B) o nella tabella A) del provvedimento dimostrando concretamente l'intenzione della Giunta di voler affrontare questo problema. Un problema, per altro, trattato anche da voi nelle stesse dichiarazioni programmatiche e in altri documenti, quando si parla della necessità di una maggiore attenzione agli strumenti che la Regione deve attivare per favorire e incentivare le proprie entrate. Invece vediamo che non soltanto non vi è questa attenzione, ma si rifiuta addirittura di accettare un semplicissimo emendamento che cerca di inserire, all'interno della finanziaria un concetto che noi abbiamo definito innovatore, innovatore rispetto al fatto che non c'è nulla attualmente, ma che di innovativo ha ben poco. La stessa normativa statale, e il decentramento che lo Stato sta attuando nei confronti delle Regioni, impone ad esse di uniformarsi e darsi strumenti capaci di affrontare i nuovi impegni che gli vengono trasferiti.

E` chiaro che questo che noi proponiamo non è uno strumento completo, però noi riteniamo che sia un primo passo affinché la nostra Regione, la Giunta in primo luogo ma anche il Consiglio regionale, conosca esattamente lo stato dell'arte rispetto all'evasione e all'elusione fiscale nella nostra Isola.

Per altro, vedete, la nostra Regione eroga decine, centinaia e in alcuni casi anche migliaia di miliardi complessivamente, se facciamo il conto di tutti i fondi che vengono attivati; e di queste erogazioni non abbiamo cognizione esatta, e non soltanto di come vengono spese. Certo, sappiamo a chi vanno , ma non sappiamo gli effetti che questi denari hanno direttamente e indirettamente sull'economia della nostra Isola. E soprattutto le loro ricadute ai fini fiscali in applicazione dell'articolo 8 del Titolo III del nostro Statuto. Per cui, a noi sembra opportuno che la Giunta riconsideri l'emendamento, accogliendone non solo lo spirito ma anche la sostanza.

Luigi Cogodi, nostro Capogruppo, ha altresì precisato che non è una questione di importo; se si ritiene che 500 milioni siano un problema, siamo disponibili a una riduzione, perché ci rendiamo conto che sarebbe necessaria una fase di assestamento e di studio sulle modalità di attivazione di questo osservatorio fiscale. Se si dovesse riscontrare la necessità di ulteriori risorse, queste si possono agevolmente recuperare nella fase successiva di assestamento di bilancio. Quello che non possiamo condividere è che, a nostro avviso, in termini strumentali se ne apprezzi lo spirito però non se ne accolga la sostanza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.

MASIA (F.S.D.). Vorrei riprendere l' argomento della legge 32. Debbo dire che l'Assessore ha riportato dei fatti che un po' mi hanno bloccato e che, invece, sono risultati inesistenti. Io invito l'Assessore a leggere bene il comma 9 dell'articolo 8, in cui si dice chiaramente che per la prosecuzione degli interventi previsti dalla legge regionale 30 dicembre 1985, numero 32, e successive modificazioni ed integrazioni, è autorizzata l'ulteriore spesa di lire 10 miliardi.

In effetti questo ulteriore finanziamento di 10 miliardi è stato voluto dalla Commissione e la somma di 45 miliardi prevista in bilancio, è stata portata appunto a 55. L'emendamento è altrettanto chiaro soprattutto non è vero che va respinto, perché altrimenti diminuirebbe le risorse messe a disposizione di questa legge; avviene questo se lo si interpreta nel senso di aumentare di 10 miliardi lo stanziamento già previsto di 45 miliardi portandolo a 55; ma in effetti l'emendamento prevede un aumento di altri 40 miliardi perché nell'intenzione di coloro che hanno presentato questo emendamento, si ritiene che i 76 miliardi stanziati nel 1999, e tutti spesi, non siano sufficienti per attuare pienamente questa legge, che come abbiamo detto, senza voler spendere ancora ulteriori parole, è una legge efficace, importante e tanto attesa. Quaranta miliardi di finanziamento aggiuntivo significherebbe portare i 45 già previsti a 85. Questo era l'intendimento di coloro che hanno presentato l'emendamento; questo è l'intendimento del sottoscritto nel momento in cui, ripeto, importanti rappresentanti dei Gruppi che fanno parte di questa maggioranza lo hanno ritirato. Io ritenevo invece che fosse giusto e corretto presentarlo, perché è una risposta - senza voler ripetersi - importante a una aspettativa che, mi pare, tutti quanti noi riconosciamo valida. E se queste risorse che la Regione mette a disposizione hanno un effetto moltiplicatore per gli investimenti altrettanto si può dire, e per una cifra anche superiore, in riferimento a coloro che vendendo la prima casa, e acquistandone una nuova, si aspettano di trovare una collocazione definitiva. Sono interventi questi che tutti aspettavano. Quello che non io mi aspettavo, invece, è una risposta evasiva, una risposta che in qualche modo ha cercato di sviare il problema. Io non mi sarei aspettato nè questa assenza di sensibilità e neanche la scorrettezza di una risposta di questo genere. Io credo invece che la risposta avrebbe dovuto tenere conto delle esigenze di questo importante settore, e non essendoci la disponibilità si sarebbero potute trovare motivazioni diverse. Io credo che vada ribadita l'importanza del rifinanziamento della legge numero 32; se in questo momento le risorse non sono disponibili, devono essere trovate in fase di assestamento del bilancio perché 55 miliardi, a fronte dei 76 che si sono rivelati insufficienti l'anno scorso, credo siano una non risposta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Sull'emendamento 254; io sono pienamente d'accordo con i proponenti sull'utilità di questo emendamento, anche perché con questa norma si darebbe almeno in parte attuazione all'articolo 9 dello Statuto che prevede, appunto, al suo secondo comma, che la Regione collabora all'accertamento delle imposte erariali sui redditi dei soggetti con domicilio fiscale nel suo territorio. Ed è anche condivisibile, ne sono fermamente convinto. Ma io credo che nessuno in quest'Aula possa essere contrario all'idea che la lotta all'evasione sia una delle battaglie principali del Governo centrale e che, per quanto riguarda la Sardegna, anche la Regione debba concorrere a fare la sua parte. Qui si porrebbe ovviamente un'altra questione, che è quella dello studio del perché l'evasione esiste. Vi sono infatti forme di evasione necessitate, sempre condannabili, ma che hanno una giustificazione per chi le pone in essere, e forme di evasione invece fini a se stesse e che procurano solamente lucro e guadagno ingiustificato a chi le persegue.

Sono ancora d'accordo che è argomento importantissimo, e quindi condivido le osservazioni e il parere della Giunta, espresso dall'assessore Pittalis, secondo il quale l'argomento è tanto importante da dover essere oggetto di un approfondimento nella Commissione di merito attraverso la presentazione di una proposta di legge. Proposta di legge sulla quale mi dichiaro sin d'ora disposto a collaborare con i colleghi di Rifondazione Comunista.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Demuru. Ne ha facoltà.

DEMURU (D.S.-F.D.). Vorrei solo avere un chiarimento sull'emendamento 31. In effetti l'intervento dell'onorevole Masia mi ha chiarito la reale natura dell'emendamento che è stato ritirato. Inizialmente avevo capito, sia dalla dichiarazione dell'assessore Pittalis, sia dalla dichiarazione del Presidente della Commissione bilancio, che questo emendamento 31 era superato da una proposta, fatta dalla Giunta, che portava il finanziamento da 45 a 55 miliardi. E in effetti questo sarebbe stato un fatto positivo, non so se anche i proponenti intendessero questo. Però, leggendo il loro emendamento, in effetti mi sembra che Masia abbia perfettamente ragione.

Il mio intervento non ha nessun carattere polemico, vorrei solo avere io stesso un chiarimento definitivo. Effettivamente, se si interpreta l'emendamento nel senso che si aggiungerebbero 40 miliardi anziché 10 al finanziamento previsto per la legge numero 32, il che porterebbe effettivamente lo stanziamento a 85 miliardi, sarebbe un emendamento eccezionale quello proposto da Fois, Cappelli, Biggio e Frau. Vorrei quindi un chiarimento definitivo in modo da essere consapevoli del contenuto delle norme che ci accingiamo a votare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Quando ho invitato l'onorevole Masia a ritirare l'emendamento 31 credo di averlo fatto con tutto il garbo possibile e senza nessuna scorrettezza, e gli atti sono qui alla luce del sole; perciò, onorevole Masia, quando lei parla di scorrettezza veramente non comprendo. Abbiamo già approvato un emendamento, l'emendamento numero 244, che prevede per l'edilizia abitativa un ulteriore incremento di 20 miliardi. Noi abbiamo ripristinato per intero l'originario stanziamento riportandolo a 75 miliardi. Forse prima non mi sono espresso bene, ma le ho detto che, paradossalmente, proprio perché vi è probabilmente un mancato coordinamento fra gli emendamenti, con l'approvazione di questo emendamento noi combineremmo qualche pasticcio. Quarantacinque sono i miliardi già previsti nella proposta originaria, 10 sono quelli previsti nel disegno di legge della finanziaria, 20 sono quelli che abbiamo portato in aumento con l'emendamento 244, il complessivo stanziamento per la legge regionale numero 32 è di 75 miliardi, quindi va nell'ottica che prima lei diceva.

Ritenevo di essermi spiegato prima sul punto con sufficiente chiarezza; pennso, con questo ulteriore chiarimento anche sull'emendamento 244, di aver fugato ogni equivoco e ogni suo dubbio sul punto in questione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.

PUSCEDDU (D.S.-F.D.). Prima di procedere alla votazione vorrei sapere, relativamente all'emendamento numero 28, se l'invito al ritiro del medesimo rivolto dall'Assessore agli onorevoli Capelli, Fois e Pilo viene accolto. In caso contrario, prima di procedere al voto, vorrei sapere dai presentatori, poiché riservano una quota del 5 per cento dello stanziamento, a valere sul capitolo 11102/03 limitatamente all'anno finanziario 2000, da destinare alla realizzazione di iniziative - stiamo parlando del settore teatrale - promosse da organismi che non abbiano ricevuto nel triennio precedente contributi e quant'altro, localizzati in determinate aree; poiché questo emendamento era stato presentato quando su quel capitolo era prevista una disponibilità pari a 9 miliardi; poiché ieri noi abbiamo approvato l'emendamento numero 256, in cui erroneamente - lo ricordo - erano stati indicati 11 miliardi che poi invece erano sono stati portati a 14, per ripristinare lo stanziamento originariamente previsto per il triennio 1999-2002 sul capitolo 11102; vorrei sapere, dicevo, nel caso l'emendamento non venisse ritirato, se nella volontà dei proponenti il 5 per cento si intende riferito ai 9 o ai 14 miliardi. Mi riservo eventualmente di intervenire in merito.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.-F.D.). Ho chiesto la parola per ritirare l'emendamento numero 57, naturalmente per evitare che venga respinto, non perché siamo integralmente soddisfatti.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 54. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non l'approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 31, presentato dall'onorevole Biggio e più, era stato ritirato dai proponenti e fatto proprio dall'onorevole Masia.

Metto in votazione l'emendamento numero 31. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non l'approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 55. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non l'approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 8. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Io ho chiesto lo scrutinio segreto quando lei non aveva ancora indetto la votazione; non facciamo storie, però se ci rispettiamo reciprocamente andiamo avanti tranquillamente.

PRESIDENTE. Io non ho nessun interesse a non procedere alla votazione a scrutinio segreto, però lei deve manifestare la sua volontà in modo da farsi sentire. Una volta che ho proceduto alla votazione non si può tornare indietro.

SELIS (Popolari-P.S.). Non aveva proceduto alla votazione, Presidente, perchè io l'ho chiesto subito. Poi, se vogliamo andare avanti così…

PRESIDENTE. Non vado avanti in nessun modo, basta che la richiesta venga rivolta per tempo e non ho nessuna difficoltà a procedere.

SELIS (Popolari-P.S.). Allora, Presidente, per non creare incidenti, ogni volta che mette in votazione un articolo guardi, per cortesia, se c'è qualcuno di noi che sta chiedendo una modalità di votazione diversa da quella ordinaria, perché se lei va velocissimo, anche se uno chiede la parola, gli altri alzano la mano, e succede come è successo prima. La prego, tra un articolo e l'altro e tra un emendamento e l'altro di interpellare, almeno con gli occhi, l'Aula per sapere se è richiesta una diversa modalità di votazione.

PRESIDENTE. Invito i colleghi a stare attenti ai lavori dell'Aula e ad avanzare le proprie richieste nei tempi e nei modi dovuti.

Stiamo procedendo alla votazione degli emendamenti aggiuntivi. Siamo all'emendamento numero 28, presentatori Fois, Pilo e Capelli.

Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). L'emendamento numero 28 è stato proposto da Capelli Fois, e Pilo, ma nonostante il collega Pittalis l'abbia chiesto per due o tre volte non è stato ritirato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io ho invitato i presentatori di questo emendamento, i colleghi Capelli, Fois e Pilo, al ritiro perché riteniamo che non sia conforme al disposto di cui alla lettera b), dell'articolo 13 della legge 9 giugno 1999, numero 23, in quanto trattasi di materia da rimettere al collegato.

CAPELLI (Gruppo Misto). E' ritirato.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 28 è ritirato.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Facciamo nostro questo emendamento per sottoporre all'Assemblea un problema rilevantissimo, quello del riequilibrio dei finanziamenti. Credo che lo spirito dell'emendamento sia da condividere; perché liquidare un problema di questa portata, dicendo che contrasta con l'articolo 13, credo che non sia corretto nei confronti di chi ha presentato, secondo me giustamente, questo emendamento.

Il problema del riequilibrio, che non è proprio soltanto delle zone interne, è un problema che questo Consiglio si deve porre per un fatto di giustizia nei confronti di quei territori, tantissimi, che hanno ricevuto molto meno rispetto ad altri. Quindi, se la Giunta regionale si impegna ad affrontare in modo organico il problema del riequilibrio, come è già stato fatto nella scorsa legislatura per alcuni settori, io ritirerò questo emendamento. Io ritengo un fatto importante che un problema di questa portata venga discusso da quest'Aula, con l'intento di ridefinire la distribuzione delle risorse regionali sul territorio, per cercare di offrire delle possibilità di sviluppo a tantissimi territori che finora ne sono stati esclusi. PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ho già avuto modo di esprimere ai presentatori il mio apprezzamento sul contenuto di questo emendamento. Mi fa piacere che anche da parte dell'opposizione vi sia il consenso a rivedere la questione del riequilibrio delle risorse, soprattutto nel settore citato nell'emendamento. Con le precisazioni già formulate la questione potrà essere meglio valutata nel collegato. Quindi apprezzo anche l'intenzione dell'opposizione di ritirare l'emendamento.

FADDA (Popolari-P.S.). Si ritira l'emendamento.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 254. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non l'approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Si dia lettura dell'articolo 9.

LODDO, Segretario:

CAPO II

DISPOSIZIONI IN MATERIA DI OPERE PUBBLICHE E PATRIMONIO REGIONALE

Art. 9

Opere pubbliche di interesse locale e regionale

1. L'autorizzazione di spesa disposta dall'articolo 33, comma 2, della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1, per l'attuazione di un programma pluriennale di opere d'interesse regionale, è rideterminata in lire 16.000.000.000 per l'anno 2000, in lire 25.000.000.000 per l'anno 2001, ed in lire 10.000.000.000 per l'anno 2002 (cap. 08029/05).

2. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere contributi ai comuni per il restauro di chiese monumentali di particolare valore storico-artistico; a tal fine è autorizzata la spesa di lire 4.000.000.000 per l'anno 2000, lire 3.000.000.000 per l'anno 2001 e lire 2.000.000.000 per l'anno 2002 (cap. 08033/01).

3. Per la prosecuzione del programma di interesse degli enti locali relativo al completamento funzionale di opere acquedottistiche e fognarie, l'autorizzazione di spesa disposta dall'articolo 33, comma 3, della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1, è rideterminata in lire 10.000.000.000 per ciascuno degli anni 2000, 2001 e 2002 (cap. 08035/03).

4. Per il completamento degli interventi di cui alla legge regionale 18 gennaio 1993, n. 4, e successive modificazioni ed integrazioni, è autorizzata nell'anno 2000 l'ulteriore spesa di lire 3.000.000.000 (cap. 08264).

5. E' autorizzata la spesa di lire 2.000.000.000 per l'anno 2000 per la realizzazione o il completamento di edifici di culto; il relativo programma di intervento è predisposto dalla Giunta regionale ai sensi dell'articolo 4, lett. i), della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1 e successive modifiche e integrazioni (cap. 08033).

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati i seguenti emendamenti: 98, 187, 33, 97, 186, 96, 188, 179, 94, 95, 100, 32, 99, 185, 8, 34, 93, 21 e 101. Se ne dia lettura.

LODDO, Segretario:

Emendamento sostitutivo parziale Sanna Gian Valerio - Calledda - Sanna Salvatore - Pirisi - Falconi

Art. 9

Opere pubbliche di interesse locale e regionale

Al comma 1, l'importo di "lire 16.000.000.000 per l'anno 2000" è sostituito dall'importo di "lire 10.000.000.000 per l'anno 2000". (98)

Emendamento sostitutivo parziale Sanna Gian Valerio - Calledda - Sanna Salvatore - Demuru - Pirisi

Art. 9

Opere pubbliche di interesse locale e regionale

Al comma 1, l'importo di "lire 16.000.000.000 per l'anno 2000" è sostituito dall'importo di "lire 10.000.000.000 per l'anno 2000". (187)

Emendamento modificativo Capelli - Fois- Biggio - Frau

Art. 9

Nell'articolo 9, comma 1, l'importo di lire 16.000.000.000 per l'anno 2000 è modificato in lire 41.000.000.000.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 08029-05

Anno 2000 lire 25.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03056 - (PIA)

Anno 2000 lire 25.000.000.000

N.B. Ridurre di pari importo la tabella C relativa all'articolo 3, comma 1 della legge finanziaria (Cap. 03056). (33)

Emendamento sostitutivo parziale Sanna Gian Valerio - Calledda - Sanna Salvatore - Falconi - Dettori Bruno

Art. 9

Opere pubbliche di interesse locale e regionale

Al comma 1, l'importo di "lire 25.000.000.000 per l'anno 2001" è sostituito dall'importo di "lire 15.000.000.000 per l'anno 2001". (97)

Emendamento sostitutivo parziale Sanna Gian Valerio - Calledda - Sanna Alberto - Demuru - Pirisi

Art. 9

Opere pubbliche di interesse locale e regionale

Al comma 1, l'importo di "lire 25.000.000.000 per l'anno 2001" è sostituito dall'importo di "lire 15.000.000.000 per l'anno 2001". (186)

Emendamento sostitutivo parziale Calledda - Sanna Gian Valerio - Sanna Salvatore - Falconi - Dettori Bruno

Art. 9

Opere pubbliche di interesse locale e regionale

Al comma 1, l'importo di "lire 10.000.000.000 per l'anno 2002" è sostituito dall'importo di "lire 5.000.000.000 per l'anno 2002". (96)

Emendamento sostitutivo parziale Calledda - Sanna Gian Valerio - Sanna Alberto - Demuru - Pirisi

Art. 9

Opere pubbliche di interesse locale e regionale

Al comma 1, l'importo di "lire 10.000.000.000 per l'anno 2002" è sostituito dall'importo di "lire 5.000.000.000 per l'anno 2002". (188)

Emendamento sostitutivo parziale Selis - Scano - Balia - Calledda - Dettori Bruno

Art. 9

Al comma 2, l'importo di "lire 4.000.000.000 per l'anno 2000" è sostituito dall'importo di "lire 15.000.000.000 per l'anno 2000".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 08033-01 (art. 9, comma 2, DL finanziaria)

Competenza anno 2000 lire 11.000.000.000

In diminuzione

Cap. 08029-05 (art. 9, comma 2, DL finanziaria)

Competenza anno 2000 lire 11.000.000.000

(179)

Emendamento sostitutivo parziale Sanna Gian Valerio - Calledda - Fadda - Demuru - Marrocu

Art. 9

Al comma 2, l'importo di "lire 3.000.000.000 per l'anno 2001" è sostituito dall'importo di "lire 5.000.000.000 per l'anno 2001".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 08033-01 (art. 9, comma 2, DL finanziaria)

Competenza anno 2001 lire 2.000.000.000

In diminuzione

Cap. 08029-05 (art. 9, comma 2, DL finanziaria)

Competenza anno 2001 lire 2.000.000.000

(94)

Emendamento sostitutivo parziale Sanna Gian Valerio - Calledda - Fadda - Sanna Salvatore - Pirisi

Art. 9

Al comma 2, l'importo di "lire 2.000.000.000 per l'anno 2002" è sostituito dall'importo di "lire 5.000.000.000 per l'anno 2002".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 08033-01 (art. 9, comma 2, DL finanziaria)

Competenza anno 2002 lire 3.000.000.000

In diminuzione

Cap. 08029-05 (art. 9, comma 2, DL finanziaria)

Competenza anno 2002 lire 3.000.000.000

(95)

Emendamento sostitutivo parziale Morittu - Calledda - Sanna Alberto - Dore - Lai - Dettori Ivana - Pirisi - Sanna Gian Valerio - Spissu - Masia - Sanna Salvatore

Art. 9

Il comma 3 è sostituito dal seguente:

"3. Per la prosecuzione del programma di interesse degli enti locali relativo al completamento funzionale di opere acquedottistiche e fognarie, l'autorizzazione di spesa disposta dall'articolo 33, comma 3, della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1 è rideterminata in lire 30.000.000.000 per ciascuno degli anni 2000, 2001 e 2002. (Cap. 08035-03)"

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 08035-03 - Spese per l'esecuzione di opere acquedottistiche e fognarie

Competenza anno 2000 lire 20.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 20.000.000.000

Competenza anno 2002 lire 20.000.000.000

In diminuzione

1) Cap. 08029-05 - Spese per l'attuazione di un programma pluriennale di opere pubbliche di interesse regionale

Competenza anno 2000 lire 10.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 10.000.000.000

Competenza anno 2002 lire 10.000.000.000

2) Cap. 08015-03 - Finanziamenti per l'attuazione di un programma pluriennale straordinario di opere pubbliche di interesse degli enti di cui all'art. 16 della LR 29.1.1994, n. 2

Competenza anno 2000 lire 10.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 10.000.000.000

Competenza anno 2002 lire 10.000.000.000

(100)

Emendamento modificativo Capelli - Fois - Biggio - Frau

Art. 9

Nell'articolo 9, comma 3, la frase "è rideterminata in lire 10.000.000.000 per ciascuno degli anni 2000, 2001 e 2002" è modificata in "è rideterminata in lire 35.000.000.000 per l'anno 2000 ed in lire 10.000.000.000 per ciascuno degli anni 2001 e 2002"

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 08035-03

Anno 2000 lire 25.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03056 - (PIA)

Anno 2000 lire 25.000.000.000

N.B. Ridurre di pari importo la tabella C relativa all'articolo 3, comma 1 della legge finanziaria (Cap. 03056). (32)

Emendamento sostitutivo parziale Calledda - Fadda - Sanna Salvatore - Pirisi - Falconi

Art. 9

Al comma 3, l'importo di "lire 10.000.000.000" è sostituito dall'importo di "lire 15.000.000.000".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 08035-03 (Prog. EE.LL. per op. acquedottistiche)

Competenza anno 2000 lire 5.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 5.000.000.000

Competenza anno 2002 lire 5.000.000.000

In diminuzione

Cap. 04024-00 (Funzionamento uffici Amministrazione regionale)

Competenza anno 2000 lire 5.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 5.000.000.000

Competenza anno 2002 lire 5.000.000.000

(99)

Emendamento sostitutivo parziale Calledda - Fadda - Sanna Salvatore - Demuru - Pirisi

Art. 9

Al comma 3, l'importo di "lire 10.000.000.000" è sostituito dall'importo di "lire 15.000.000.000".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 08035-03 (Prog. EE.LL. per op. acquedottistiche)

Competenza anno 2000 lire 5.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 5.000.000.000

Competenza anno 2002 lire 5.000.000.000

In diminuzione

Cap. 04024-00 (Funzionamento uffici Amministrazione regionale)

Competenza anno 2000 lire 5.000.000.000

Competenza anno 2001 lire 5.000.000.000

Competenza anno 2002 lire 5.000.000.000

(185)

Emendamento aggiuntivo Piana Salvatore

Art. 9

Nell'articolo 9, dopo il comma 5, è aggiunto il seguente:

"5 bis. A valere sullo stanziamento recato dal capitolo 08033 del bilancio per l'anno 2000, una quota pari a £. 300.000.000 è destinata al completamento del complesso parrocchiale "SS. Nome di Gesù" nella borgata di Ottava di Sassari."

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

08 - Ass.to Lavori Pubblici

Cap. 08033

Anno 2000 lire 300.000.000

In diminuzione

03 - Ass.to Bilancio

Cap. 03009

Anno 2000 lire 300.000.000

(8)

Emendamento aggiuntivo Fois - Capelli- Biggio - Frau

Art. 9

Nell'articolo 9, dopo il comma 5 è aggiunto il seguente:

"5 bis. L'autorizzazione di spesa di lire 22.000.000.000 per l'anno 2000 prevista dall'articolo 33, comma 1 della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1, è rideterminata in lire 50.000.000.000 (Cap. 08015-03)."

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 08015-03

Anno 2000 lire 28.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03056 - (PIA)

Anno 2000 lire 28.000.000.000

N.B. Ridurre di pari importo la tabella C relativa all'articolo 3, comma 1 della legge finanziaria (Cap. 03056). (34)

Emendamento aggiuntivo Pinna - Calledda - Morittu - Cugini

Art. 9

Dopo il comma 5 dell'articolo 9 sono aggiunti i seguenti:

"6. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere un contributo straordinario al Consorzio di Bonifica del Cixerri per l'acquisizione, la ristrutturazione e il riutilizzo della diga di Bellicai in comune di Iglesias; a tal fine è autorizzata la spesa di lire 1.500.000.000 per l'anno 2000 (Cap. 08053-00 - N.I.)."

7. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere un contributo straordinario al Comune di Guspini per l'acquisizione, la ristrutturazione e l'utilizzo della diga di Donegani; a tal fine è autorizzata la spesa di lire 1.000.000.000 per l'anno 2000 (Cap. 08053-00 - N.I.).

8. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere un contributo straordinario al Consorzio Industriale del Sulcis-Iglesiente per assicurare l'approvvigionamento idrico dell'area industriale di Portovesme attraverso l'utilizzo (opere di spesa e di trasporto) delle acque sotterranee del bacino idrogeologico dell'iglesiente (Miniere di Monteponi e San Giovanni); a tal fine è autorizzata la spesa di lire 10.000.000.000 per l'anno 2000 e di lire 5.000.000.000 per l'anno 2001 (Cap. 08053-00 - N.I.)."

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

Cap. 08053-00 - N.I.

Competenza anno 2000 lire 12.500.000.000

Competenza anno 2001 lire 5.000.000.000

In diminuzione

Cap. 03017 - Fondo speciale per fronteggiare spese in conto capitale dipendenti da nuove disposizioni legislative

Competenza anno 2000 lire 12.500.000.000

Competenza anno 2001 lire 5.000.000.000

(93)

Emendamento aggiuntivo Floris Emilio - Corona

Art. 9

Dopo l'articolo 9 è aggiunto il seguente:

Art. 9 bis

1. Lo stanziamento destinato alle strutture portuali di lire 3.000.000.000, così come determinato dall'art. 10, comma 8 della L.R. 18/1/1999, n. 1 è incrementato di lire 7.000.000.000 (Cap. 08180).

Tale stanziamento verrà così ripartito: - lire 300.000.000 per l'anno 2000;

- lire 3.200.000.000 per l'anno 2001;

- lire 3.500.000.000 per l'anno 2002.

COPERTURA FINANZIARIA

Cap. 03017 - Voce 8 Lire 7.000.000.000

(21)

Emendamento aggiuntivo Sanna Alberto - Sanna Gian Valerio - Morittu - Sanna Salvatore - Falconi

Art. 9

Dopo l'articolo 9 è introdotto il seguente:

Art. 9 bis

Nella Legge 19.10.98 n. 29 sono introdotte le seguenti modifiche:

1) all'articolo 2 comma 2, le parole "Appartiene a questa categoria ogni altra struttura insediativa" sono sostituite dalle "Appartengono a questa categoria i centri abitati vincolati ai sensi della legge 23.6.39 n. 1497 ed ogni altra struttura insediativi";

2) all'articolo 4 comma 1, le parole "nelle zone classificate A" sono sostituite dalle "nei centri storici come definiti al precedente art. 2";

3) all'articolo 9 comma 2, dopo la parola "immobili" viene aggiunto quanto segue ", tra di loro non contigui o appartenenti ad omogenei ambiti del centro storico ma,". (101)

PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti numeri 96, 97 e 98 uguali rispettivamente agli emendamenti numeri 188, 186 e 187, ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio.

Sanna GiaN VALERIO (Popolari-P.S.). Gli emendamenti numeri 96, 97 e 98 intervengono tutti sul comma 1 dell'articolo 9. Non vi è dubbio che l'impostazione che noi abbiamo colto dalla lettura dell'articolo 9 della finanziaria, che poi nel tempo si è andata consolidando con l'inquadramento più complessivo della manovra finanziaria, dia subito l'idea che in qualche modo si tenti di restaurare una sorta di neocentralismo regionale in materia di opere pubbliche. Basta scorrere le cifre dei commi di questo articolo per rendersi conto di come all'operazione, per altro in parte modificata ma in modo non del tutto sufficiente per stessa ammissione della Giunta, che si è impegnata a provvedervi in sede di assestamento di bilancio, di un recupero di protagonismo degli enti locali (protagonismo che non può essere penalizzato oltre un certo livello di guardia), questo articolo oppone invece, integrale, questa impostazione di depauperamento delle risorse a favore dei piani di interesse locale per i comuni e per gli enti locali incrementando invece, senza alcuna giustificazione, le partite che riguardano l'attuazione di programmi pluriennali di interesse regionale.

Su questo aspetto intervengono i tre emendamenti che hanno una funzione non di censura ma di ridimensionamento dell'impegno finanziario della Regione a valere sui propri programmi. Teniamo conto che il contesto sul quale noi operiamo in questo momento, e gli strumenti di programmazione esistenti sul territorio, lo dico all'Assessore, sono in gran parte rivolti al potenziamento dello sviluppo locale, e questa dimensione dello sviluppo locale vede l'assenza quasi totale della Regione.

Allora, voglio capire di quali adeguati strumenti, almeno relativamente alle parti che riguardano la competenza regionale, noi possiamo approvvigionare gli enti locali. di Parliamo di decine di miliardi a favore del piano di attuazione pluriennale di interesse regionale, e siamo ampiamente sotto i dieci miliardi per quanto riguarda le dotazioni finanziarie annuali nei confronti dei programmi che riguardano i contributi ai comuni per il restauro di chiese monumentali, immobili di valore storico artistico, per continuare sino al programma di interesse degli enti locali per il completamento di opere di importanza primaria e così via.

Il senso di questo emendamento tuttavia, al di là del ridimensionamento di queste cifre, è quello di porre alla Giunta e alla maggioranza un problema di riequilibrio. Un riequilibrio che non presenta, ovviamente, nel caso in cui dovesse essere accolta la nostra proposta, nessun problema di copertura finanziaria perché oggettivamente opera, e lo vedremo poi con altri emendamenti a commi diversi dello stesso articolo un riequilibrio di risorse che mette in una condizione non evidentemente paritaria ma più congrua, per usare un termine più corretto, il ruolo degli enti locali e della Regione in materia programmazione di opere pubbliche. Mi sembrerebbe questo un tentativo, per ridare congruità al contenuto dell'articolo 9, neanche troppo scandaloso rispetto all'impostazione originaria nel quadro dell'accordo che abbiamo tentato di raggiungere per rimettere in corsa un protagonismo anche finanziario degli enti locali. Su questo ci mancano per altro ulteriori elementi di conoscenza, perché quasi sempre ci viene detto che i programmi e le cifre sono determinati dagli impegni esistenti. Però non si può sottoporre all'attenzione del Consiglio regionale nulla che non abbia una documentazione adeguata, perché le nostre valutazioni si esprimono sulla proposta, che comunque è sottoposta alla valutazione libera del Consiglio regionale.

Nel bilancio prevale una impostazione di carattere diverso, per cui il consigliere che opera è nella condizione di verificare, perché è specificato quando si tratta di capitoli per spese obbligatorie sui quali, evidentemente, la valutazione del consigliere e le sue facoltà di proposta sono limitate. Io attendo di conoscere, se e nell'eventualità l'Assessore, anche in questo caso, dovesse fornire questa motivazione a giustificazione di questa dotazione, per la quale noi chiediamo con questi tre emendamenti un riequilibrio degli impegni già assunti, se questi impegni devono essere notificati al Consiglio perché ne possa prendere atto; diversamente crediamo che sia possibile operare questo riequilibrio che è in linea con lo sforzo che la Giunta stessa ha fatto, in collaborazione con l'opposizione, per ridistribuire con maggiore equità le opportunità di spesa per dare agli enti locali in questa fase particolare, in cui sono state recuperate alcune parti importanti degli strumenti di programmazione incentrati sullo sviluppo locale e comunale, risorse che sono fondamentali per dare una giustificazione non formale, ma sostanziale al protagonismo di questi enti per quella che noi riteniamo una parte importante, non esclusiva ma importante di un processo di mantenimento dell'attuale fase di ripresa economica.

Questa impostazione - ho avuto modo di dire altre volte qual è l'errore che si sta commettendo - è consentita dal fatto che per altri cinque - sei anni sarà in vigore il sostegno comunitario, noi abbiamo di fronte tutto sommato una strada in discesa. ai . Quindi la Regione in queste condizioni o si tenta di accelerare i suoi processi di sviluppo, per poter guadagnare dopo il 2006 una fase inerziale di sviluppo, o il venir meno di questi finanziamenti provocherà un diverso andamento dei parametri di sviluppo, per cui ho paura che dovremo ritenere fra qualche anno, se dovesse permanere questa impostazione, che anche l'apporto dell'Unione europea che erogherà ingenti risorse, soprattutto per infrastrutture, non incontrerà favorevoli precondizioni territoriali e di contorno, che riguardano anche gli aspetti culturali, sociali e antropologici delle nostre comunità. Perché anche questo nostro atteggiamento di non riflettere, quando programmiamo il bilancio, su quale sviluppo vogliamo per la Sardegna, per cui teniamo conto, anche senza citarle, delle aree con delle vocazioni determinate, già prestabilite e non diamo opportunità a quei territori, che invece stanno facendo sforzi enormi, anche se non conosciuti da parte della Regione, per riportarsi su livelli di competitività, non ci porterà un grande vantaggio. Avremo infatti uno sbilanciamento territoriale regionale che si aggiunge a quello nazionale che poi ha le sue ripercussioni e i suoi valori aggiunti sul piano comunitario.

La nostra proposta va nella direzione che abbiamo puntualmente percorso con tutte le nostre proposte di modifica della finanziaria, e cioè non demolire un impianto o un ruolo regionale, ma riproporzionare il ruolo regionale rispetto al protagonismo dei territori e delle nostre comunità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Calledda. Ne ha facoltà.

calledda (D.S.-F.D.). Rispetto alle osservazioni del collega Sanna vorrei svolgere una ulteriore considerazione. Ci pare, effettivamente, che emerga un atteggiamento di neocentralizzazione dell'intervento da parte della Regione; e io credo che, rispetto a questo problema, sia utile fare un ragionamento che ci consenta di uscire da questa logica e ridare nuove opportunità al decentramento delle competenze verso gli enti locali e i comuni, per favorire anche la soluzione di alcuni problemi che è, a mio modo di vedere, fondamentale.

Credo che se la Giunta ha compiuto comunque lo sforzo di accogliere una serie di osservazioni, dovrebbe anche rispetto a questo problema dare risposte.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 33 ha facoltà di illustrarlo.

BIGGIO (A.N.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Selis per illustrare l'emendamento numero 179.

SELIS (Popolari-P.S.). Poiché la Giunta ha dimostrato in Commissione disponibilità sull'emendamento di partenza, consentendo un incremento già significativo, pensavamo che grazie a questa sensibilità potesse fare un ulteriore sforzo su questo emendamento portando lo stanziamento dai 7 miliardi attuali a 15. L'intento sarebbe quello di intervenire in maniera meno frammentaria, meno episodica di quanto sino adesso si è fatto. Questo intervento riguarda il fondo a sostegno degli edifici di culto, del restauro e consolidamento di chiese di particolare interesse storico e artistico. Ripeto, poiché su questo problema la Giunta ha dimostrato sensibilità, vorremmo che questa sensibilità compisse un passo avanti e consentisse di stanziare una cifra che, vista così, può sembrare significativa, perché 15 miliardi in sè sono significativi, ma che rispetto alla quantità di richieste è sempre molto limitata.

Questo patrimonio edilizio ha valore artistico e culturale, ma sicuramente ha anche una funzione sociale che va sostenuta e alimentata. A noi sembra che da questo punto di vista si possa fare appello alla maggioranza, alla Giunta, perché accolga questo emendamento sul quale richiamiamo l'attenzione di quest'Aula. PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per illustrare l'emendamento numero 94.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Credo che sia opportuno illustrare contemporaneamente il 94 e il 95 che riguardano aspetti rientranti nel ragionamento che ho svolto sugli emendamenti al comma uno dell'articolo in esame.

Svolgo brevemente alcune considerazioni per rendere conto alla Giunta di quello che ho sottolineato poc'anzi riguardo a una rimodulazione, anche qui parliamo del 2002 per il 95 e del 2001 per l'emendamento 94, che porti le risorse da tre a cinque miliardi, interventi e contributi ai comuni per il restauro di chiese monumentali di particolare valore storico ed artistico. Vorrei puntualizzare che siamo nell'anno 2000, nell'anno giubilare, e credo che con molta vergogna, (ripeto con molta vergogna) la Regione sarda affronti quest'anno. Basterebbe girare, un giro anche piccolo, per le nostre città, per le città più importanti, non dico per i piccoli comuni, per quanto anche nei piccoli comuni ci siano strutture di grande valore artistico, per verificare che ci troviamo in una condizione vergognosa. Ci presentiamo alla celebrazione dell'anno giubilare con cattedrali avvolte da impalcature, con cattedrali dove stanno cadendo gli intonaci, cattedrali che hanno musei di incredibile valore artistico che non possono essere aperti perché non sono agibili le chiese; lasciamo da parte l'aspetto religioso sul quale ognuno si esprime secondo coscienza, ma noi siamo nell'anno 2000 e destiniamo la cifra di due - tre miliardi con l'ambizione di intervenire in questo settore! Questo è il dato che io sottopongo a questo Consiglio con responsabilità. Ci sono cattedrali al cui interno piove, e i comuni non possono intervenire, mentre dovremmo valorizzare questi edifici non solo per un fatto di dignità, non di alcuni, ma dell'intero popolo sardo, soprattutto per quello che rappresentano, ma anche come fonte di nuova e possibile occupazione.

Questo lo dico perché, se fosse possibile, occorrerebbe aprire un barlume di elasticità in una rigidità contabile, e mi rendo comunque conto che non sono in gioco partite di due, tre miliardi, ma sono in gioco questioni che attengono alla dignità complessiva di tutti noi. La realizzazione di queste opere rappresenterebbe infatti un segno tangibile della nostra credibilità, non solo sul piano della civiltà ma anche sul piano di un effettivo richiamo. Spesso sono riportate nei depliant le fotografie e le caratteristiche monumentali di queste opere e, poi, qualche volta con vergogna non possiamo farle visitare ai turisti perché sono o del tutto inagibili o con i teli che raccolgono pezzi di affreschi che cadono senza che noi muoviamo un dito, mentre ingrassiamo i programmi triennali per l'edilizia o per gli interventi infrastrutturali regionali che spesso durano decenni senza arrivare a conclusione.

Ho fatto queste considerazioni, signor Assessore e Giunta, per sollecitare una riflessione seria sull'argomento; e se questa riflessione non ci sarà nell'anno 2000, nell'anno del Giubileo, credo che la Sardegna dovrà attendere ancora per molto tempo.

PRESIDENTE. Uno dei proponenti ha facoltà di illustrare gli emendamenti numero 100 e 99.

CALLEDDA (D.S.-F.D.) Si danno per illustrati.

PRESIDENTE. Si presume illustrato anche il numero 185 poiché è identico al 99.

Uno dei presentatori dell'emendamento numero 8 ha facoltà di illustrarlo.

PIANA (C.C.D.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 34 ha facoltà di illustrarlo.

BIGGIO (A.N.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 93 ha facoltà di illustrarlo.

CALLEDDA (D.S.-F.D.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 21 ha facoltà di illustrarlo.

GRANARA (F.I.-Sardegna). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 101 ha facoltà di illustrarlo.

SANNA Gian Valerio (Popolari-P.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. La Commissione si rimette all'Aula non avendo potuto procedere all' esame degli emendamenti.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.

LADU (P.P.S.), Assessore dei lavori pubblici. Per quanto riguarda l'emendamento numero 98, praticamente si riduce il finanziamento per il 2000 da 16 miliardi a 10 miliardi. Si tratta di opere di interesse regionale che sono state inserite nella manovra finanziaria.

Ho ascoltato attentamente le considerazioni dell'onorevole Gian Valerio Sanna e dell'onorevole Calledda, e noi tutti condividiamo il principio secondo il quale bisogna dare maggiore autonomia ai comuni. Su questo siamo perfettamente d'accordo. Però io credo che alla Regione debba comunque rimanere una possibilità di intervento, per lo meno sulle opere di interesse sovracomunale; diversamente noi impediremmo alla Regione Sardegna di intervenire qualora si verificassero delle urgenze, il cui numero è sempre elevato. Purtroppo, già allo stato, noi non possiamo sempre dare risposte e, in questo modo, riducendo ulteriormente i fondi previsti in bilancio non avremmo più alcuna possibilità di intervento.

Devo dire che uno stanziamento di 16 miliardi è assolutamente irrisorio rispetto alle necessità che vi sono in questo settore. Però, voglio sottolineare anche un altro aspetto; la Regione ha assunto in merito degli impegni, perché il programma dei lavori pubblici si articola in piani triennali. L'anno scorso, nel bilancio 1999, avevamo previsto a iniziare dal 2000 e 2001 certe poste in bilancio e stiamo operando una riduzione, quando la stessa Regione Sardegna ha assunto degli impegni nei confronti degli amministratori locali. Noi diciamo di voler salvaguardare l'autonomia e gli interessi dei comuni talvolta, però sappiamo anche che la Regione Sardegna, sulla base dei piani triennali, ha stabilito degli impegni, elaborato dei programmi, decretato anche i finanziamenti, e noi oggi ci troviamo nella condizione di non poter rispettare neanche quegli impegni che abbiamo assunto nei confronti dei consigli comunali, degli enti locali in genere, proprio perché stiamo prevedendo in bilancio cifre assolutamente insufficienti per portare a termine quei programmi.

Devo ricordare che nel triennale 1999-2001 erano previsti 30 miliardi e 500 milioni per il 2000, e addirittura 38 miliardi per il 2001. Con la riduzione che stiamo operando, ovviamente, non siamo in condizioni di programmare un bel nulla, ma soprattutto non siamo in condizioni di rispettare gli impegni che abbiamo assunto nei confronti degli enti locali.

Quindi, credo che l'emendamento numero 98 sia da respingere. Così come è da respingere l'emendamento numero 187, che è perfettamente identico al 98, mentre è da accogliere l'emendamento numero 33, proprio perché va nella direzione di cui parlavo prima. C'è la necessità di fare degli interventi nel territorio e la Regione Sardegna, in questo modo, dà e ha la possibilità di operare qualora ci siano degli interventi di una certa urgenza, soprattutto quelli che riguardano le infrastrutture sovracomunali, perché senza questo tipo di intervento, senza questa posta in bilancio, noi non siamo assolutamente in condizioni di garantire alcun intervento.

Devo dire che tutti i giorni, gli amministratori locali dei comuni, ma anche delle comunità montane, vengono in Regione perché hanno bisogno di interventi nel territorio e se noi svuotiamo completamente questo capitolo non comprendo come noi possiamo programmare e realizzare interventi di natura straordinaria nel territorio.

L'emendamento numero 97è ugualmente da respingere perché tende a diminuire la posta in bilancio così come gli emendamenti precedenti.

E' da respingere anche l'emendamento numero 186 che più o meno è sulla falsa riga dei precedenti; così come sono da respingere gli emendamenti numero 96 e 188 sempre per le stesse motivazioni.

Sull'emendamento numero 179 è necessario soffermarsi per una riflessione. In pratica si tratta di una posta in bilancio di 4 miliardi per il 2000, per interventi di restauro e ristrutturazione delle chiese che hanno particolare valore storico e artistico. Devo dire che la cifra è assolutamente inadeguata, questo lo riconosco, considerato che anche su questo capitolo ci sono tantissime richieste. Ricordo che ci sono alcuni comuni, ad esempio Isili, dove il parroco in questo momento sta celebrando la messa in una scuola, perché la chiesa parrocchiale è assolutamente inagibile. Così come ci sono tantissime altre situazioni che richiedono interventi, credo anche immediati; pertanto è necessario rimpinguare questo capitolo e su questo emendamento sarei d'accordo.

Non sono d'accordo sul fatto che, mi rivolgo all'Assessore della programmazione, praticamente le risorse necessarie vengano prelevate dal capitolo 08029/05, che riguarda le opere pubbliche di interesse regionale. Sono quei fondi cioè che noi vogliamo mantenere proprio perché sono assolutamente indispensabili per gli interventi di una certa urgenza, ma, come dicevo prima, anche perché sono stati già programmati. Darei ora la parola all'Assessore della programmazione che è il più competente per decidere su quali capitoli eventualmente si può intervenire.

La Giunta non accoglie neanche, sempre per le motivazioni già espresse, gli emendamenti numeri 95, 94 e100. L'emendamento numero 32…

FADDA (Popolari-P.S.). E' ritirato, Assessore, la aiutiamo noi.

LADU, (P.P.S.), Assessore dei lavori pubblici. E' stato ritirato? Questo invece era un emendamento che doveva essere approvato.

FADDA (Popolari-P.S.). Le do un suggerimento, lo faccia proprio la Giunta.

LADU (P.P.S.), Assessore dei lavori pubblici. La Giunta non accoglie gli emendamenti numeri 99 e 185. L'emendamento numero 34 si accoglie.

PIANA (C.C.D.). L'emendamento numero 8 è ritirato.

LADU (P.P.S.), Assessore dei lavori pubblici. La Giunta non accoglie l'emendamento numero 93,mentre accoglie l'emendamento numero 21. PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento numero 101, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento 101 attiene ad una materia che inviterei i proponenti a rimettere al collegato, quindi non si accoglie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.-F.D.). Vorrei sapere quali sono gli emendamenti che il collega Ladu ha accolto e quali quelli che non ha accolto, ma lo vorrei sapere da lei che presiede l'Assemblea perché io non sono riuscito a seguire l'esposizione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, vorrei ribadire la richiesta, già rivolta stamattina, all'assessore Ladu, proprio per valutare le motivazioni che ha addotto nell'accogliere e nel respingere una serie di emendamenti, di avere lo stato di attuazione degli interventi di carattere regionale.

Siccome questi documenti non sono stati allegati al bilancio, se domani l'Assessore potesse darci questa informazione saremmo tutti più consapevoli delle questioni e di conseguenza potremmo valutare meglio la giustezza o meno delle sue posizioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.

LADU (P.P.S.), Assessore dei lavori pubblici. Per rispondere alla domanda che ha fatto l'onorevole Selis, devo dire che noi nel collegato alla finanziaria abbiamo chiesto la verifica di tutte le somme che sono state impegnate dal bilancio regionale ed assegnate agli enti locali. Pertanto, entro il 30 settembre, come è previsto nel collegato alla finanziaria, noi saremo in condizione di fare il punto sulla situazione delle risorse impegnate. L'orientamento della maggioranza e dell'Assessorato dei lavori pubblici è quello di recuperare quelle somme che effettivamente incontrano grossissime difficoltà ad essere spese, trasferendole in capitoli dove, invece, possano essere spese immediatamente.

Ci rendiamo conto che in tutti questi anni si sono accumulati tantissimi ritardi, molti comuni e molti enti locali hanno a disposizione fondi da tanti anni che devono essere rimessi in circolazione.

Noi abbiamo la volontà di effettuare una verifica entro il 30 settembre e poi tentare di recuperare quei fondi che abbiamo la certezza non possano essere spesi dagli enti locali per diverse motivazioni.

SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, solo una battuta.

PRESIDENTE. Prego.

SELIS (Popolari-P.S.). Se l'Assessore mi dice che verificherà entro settembre, vuol dire che non ha i programmi, per cui dei fondi che sta chiedendo non spenderà una lira. Io invece, poiché presumo che l'Assessore stia chiedendo questi fondi per finanziare programmi che ha sul tavolo, chiedo che questi programmi, anche con una semplice fotocopia, domani ci vengano consegnati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Presidente e colleghi, vorrei offrire un contributo perché possiate affrontare con più serenità l'accettazione o meno di questi emendamenti.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 21 devo ricordare che attiene ad un recupero di somme. Furono stanziati già anni fa sei miliardi per i porti (riparazioni, eccetera) che dalle vostre Giunte furono distratti per altri usi; questa volta sono compresi forse anche gli interessi e si è arrivati a una cifra complessiva di sette miliardi a disposizione di quei porti, molti, che attendono di dare il via alle necessarie ristrutturazioni.

PRESIDENTE. Secondo gli accordi presi in precedenza sospendiamo la seduta per fare una breve Conferenza dei Capigruppo al fine di organizzare i lavori di domani.

Ha domanda di parlare il consigliere Cugini sull'ordine dei lavori.

CUGINI (D.S.-F.D.). Sono d'accordo per la sospensione, chiaramente, perché era concordata. Però vorrei ricordare all'assessore Ladu che domani dobbiamo discutere un articolo molto impegnativo corredato da tanti emendamenti. Poiché buona parte degli emendamenti non è stata accolta, noi abbiamo chiesto la documentazione necessaria per confermare o ritirare gli emendamenti. Io tendenzialmente sono favorevole a contribuire allo snellimento delle procedure, ma molto, anzi, posso dire tutto, dipenderà dalla documentazione che l'assessore Ladu ci fornirà domani mattina. Se dovessimo trovarci in carenza di documentazione, lo dico alla Giunta, la discussione sarà più approfondita perché non ci possiamo limitare solo alle considerazioni, sia pure positive o parzialmente positive, dell'assessore Ladu.

PRESIDENTE. La seduta è sospesa, viene convocata una Conferenza dei Capigruppo.

(La seduta sospesa alle ore 20 e 10, viene ripresa alle ore 20 e 57.)

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

Presidente. Riprendiamo i lavori del Consiglio per comunicare all'Aula le determinazioni della Conferenza dei Capigruppo.

I lavori del Consiglio riprenderanno domani mattina alle ore 10, si interromperanno alle ore 14, riprenderanno alle ore 15 per concludersi alle 20. Si riunirà di nuovo la Conferenza dei Capigruppo che stabilirà i lavori per la giornata di venerdì.

La seduta è tolta alle ore 20 e 58.