Seduta n.301 del 22/02/2007
CCCI SEDUTA
(Antimeridiana)
Giovedì 22 febbraio 2007
Presidenza del Vicepresidente Secci
Congedi.................................................................................................................. 1
Disegno di legge: "Legge statutaria della Regione Autonoma della Sardegna" (5-Stat/A). (Continuazione della discussione dell'articolato):
DIANA.................................................................................................................. 15
MORO.................................................................................................................. 19
MANINCHEDDA................................................................................................. 25
CONTU................................................................................................................ 29
URAS.............................................................................................................. 34, 57
FARIGU................................................................................................................ 38
PORCU................................................................................................................. 41
DADEA, Assessore degli affari generali, personale e riforma
della Regione................................................................................................. 48, 54
PINNA, relatore.................................................................................................... 52
CALIGARIS.......................................................................................................... 56
(Verifica del numero legale)..................................................................................... 12
(Risultato della votazione)....................................................................................... 13
(Seconda verifica del numero legale)....................................................................... 55
(Risultato della verifica)........................................................................................... 56
La seduta è aperta alle ore 10 e 18.
MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di giovedì 15 febbraio 2007 (295), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Cachia, Cucca e Vargiu hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana di giovedì 22 febbraio 2007.
Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge 5-Stat/A.
Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.
PINNA (Progetto Sardegna). Signor Presidente, chiedo una breve sospensione, perché mi sembra che l'affluenza sia ancora lenta. Per consentire all'Aula di affrontare un articolo così importante, chiederei, perlomeno, dieci minuti di sospensione.
PRESIDENTE. "Perlomeno" cosa vuol dire, onorevole Pinna?
PINNA (Progetto Sardegna). Usque alle 10 e 30.
PRESIDENTE. L'onorevole Pinna propone la sospensione dei lavori sino alle ore 10 e 30; se non ci sono opposizioni, sospendo la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 19, viene ripresa alle ore 10 e 31.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori.
Proseguiamo con l'esame dell'articolo 13, al quale sono stati presentati 44 emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 13 e dei relativi emendamenti:
Art. 13
Funzioni del Consiglio regionale
1. Il Consiglio regionale è l'organo rappresentativo della comunità regionale. Esercita funzioni legislative, di indirizzo politico, di controllo e di vigilanza sull'attività degli organi di governo e sull'amministrazione regionale.
2. Il Consiglio regionale esercita le funzioni legislative attribuite alla Regione dalla Costituzione o dallo Statuto.
3. In particolare il Consiglio regionale:
a) discute il programma politico di governo e ne verifica l'attuazione;
b) approva i bilanci, i rendiconti, gli atti generali di programmazione e quelli di pianificazione non delegati alla Giunta dalla legge, e le loro variazioni;
c) approva i regolamenti e gli altri atti di programmazione generale attuativi della normativa comunitaria;
d) ratifica gli accordi conclusi dalla Regione con organi dello Stato, nei casi in cui comportino variazione agli atti di programmazione o pianificazione di cui alla lettera b);
e) elabora documenti di indirizzo in materia di rapporti internazionali e ratifica gli accordi conclusi dalla Regione con altri Stati e le intese con enti territoriali interni ad essi, nei casi, nei limiti e con le forme di cui all'articolo 117 della Costituzione;
4. Il Consiglio regionale esercita le altre funzioni ad esso attribuite dallo Statuto, dalla presente legge e, in conformità ad essi, dalle leggi.
EMENDAMENTO sostitutivo totale BIANCU - SANNA Francesco - CUCCA - MANCA - CUCCU Giuseppe.
Articolo 13
Al Capo II°, l'articolo 13, è così integralmente sostituito:
1. Il Consiglio regionale è l'organo rappresentativo della comunità regionale. Esercita funzioni legislative, di indirizzo politico, di controllo e di vigilanza sull'attività degli organi di governo e sull'amministrazione regionale.
2. Il Consiglio regionale esercita le funzioni legislative attribuite alla Regione dalla Costituzione o dallo Statuto.
3. In particolare il Consiglio regionale:
a) discute il programma politico di governo e ne verifica l'attuazione;
b) approva i bilanci, i rendiconti, gli atti generali di programmazione e quelli di pianificazione non delegati alla Giunta dalla legge, e le loro variazioni;
b) bis autorizza la costituzione e la messa in liquidazione di società a prevalente partecipazione o a controllo regionale; autorizza altresì la costituzione o la soppressione di agenzie o di altri enti o istituti delegati ad esercitare funzioni regionali;
c) approva i regolamenti e gli altri atti di programmazione generale attuativi della normativa comunitaria;
d) ratifica gli accordi conclusi dalla Regione con organi dello Stato, nei casi in cui comportino variazione agli atti di programmazione o pianificazione di cui alla lettera b);
e) elabora documenti di indirizzo in materia di rapporti internazionali e ratifica gli accordi conclusi dalla Regione con altri Stati e le intese con enti territoriali interni ad essi, nei casi, nei limiti e con le forme di cui all'articolo 117 della Costituzione;
4. Il Consiglio regionale esercita le altre funzioni ad esso attribuite dallo Statuto, dalla presente legge e, in conformità ad essi, dalle leggi. (791)
EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - MILIA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.
Articolo 13
Al 1 comma dell'art. 13, le parole da "Il Consiglio" fino a "comunità regionale" sono soppresse. (82)
EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - MILIA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.
Articolo 13
Il 2 comma dell'art. 13 è soppresso. (85)
EMENDAMENTO soppressivo parziale URAS - LICHERI - DAVOLI - FADDA - LANZI - PISU.
Articolo 13
Il comma 2 dell'art. 13 è soppresso. (238)
EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPELLI - MILIA - CUCCU Franco Ignazio - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.
Articolo 13
Alla lett. b) del 3 comma dell'art. 13, le parole da "non delegati alla Giunta della legge" sono soppresse. (86)
EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Articolo 13
Al comma 3, lettera b), le parole "non delegati alla Giunta dalla legge" sono soppresse. (517)
EMENDAMENTO soppressivo parziale FLORIS Mario - CHERCHI Oscar.
Articolo 13
Nella lettera d) del terzo comma è eliminata la frase dalle parole "nei casi in cui" sino alla lettera "b)". (37)
EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - MILIA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.
Articolo 13
Alla lett. d) del 3 comma dell'art. 13, sono soppresse le parole da "nei casi" fino a "lettera b". (88)
EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Articolo 13
Al comma 3, lettera d), le parole "nei casi in cui comportino variazione agli atti di programmazione o pianificazione di cui alla lettera b)" sono soppresse. (518)
EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - MILIA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.
Articolo 13
Alla lett. e) del 3 comma dell'art. 13, sono soppresse le parole da "e ratifica" fino a "della Costituzione". (90)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale URAS - LICHERI - DAVOLI - FADDA - LANZI - PISU.
Articolo 13
Il comma 1 dell'art. 13 è modificato come segue:
Il Consiglio regionale, è l'organo rappresentativo della comunità regionale ed esercita le funzioni legislative e regolamentari attribuite alla Regione dalla Costituzione, dallo Statuto Speciale e dalle leggi. Esercita, inoltre, le funzioni di indirizzo politico di controllo e vigilanza sull'attività degli organi di governo della Regione e sulle amministrazioni pubbliche regionali e su quelle, comunque, sottoposte al controllo della Regione,.". (239)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale LA SPISA - VARGIU - ARTIZZU - RANDAZZO Alberto - FARIGU - LADU - GALLUS - MURGIONI - MORO - SANNA Matteo - RASSU -SANJUST - CONTU - PETRINI - LOMBARDO - PILERI - PISANO - CASSANO - DEDONI - AMADU - RANDAZZO Vittorio.
Articolo 13
Nel comma 1 le parole "della comunità regionale" sono sostituite dalle seguenti: "della nazione sarda". (715)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale LA SPISA - VARGIU - ARTIZZU - RANDAZZO Alberto - FARIGU - LADU - GALLUS - MURGIONI - MORO - SANNA Matteo - RASSU -SANJUST - CONTU - PETRINI - LOMBARDO - PILERI - PISANO - CASSANO - DEDONI - AMADU - RANDAZZO Vittorio.
Articolo 13
Nel comma 1 le parole "della comunità regionale" sono sostituite dalle seguenti: "del popolo sardo". (710)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale PINNA - ORRU' - SANNA Francesco - CORRIAS - CUGINI.
Articolo 13
Al comma 1 le parole "comunità regionale" sono sostituite da: "popolo sardo". (768)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale VARGIU - ARTIZZU - RANDAZZO Alberto - FARIGU - LADU - LA SPISA - GALLUS - MURGIONI - MORO - SANNA Matteo - RASSU -SANJUST - CONTU - PETRINI - LOMBARDO - PILERI - PISANO - CASSANO - DEDONI - AMADU - RANDAZZO Vittorio.
Articolo 13
Nel comma 1 le parole "Esercita funzioni" sono sostituite dalle seguenti: "Ha potestà". (679)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale CAPELLI - MILIA - CUCCU Franco Ignazio -RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.
Articolo 13
Al 1 comma dell'art. 13 le parole "degli organi di governo e sull'amministrazione regionale" sono sostituite dalle parole: "della giunta regionale, degli assessori, dei rami dell'amministrazione cui questi ultimi sono preposti e del Presidente della Regione". (84)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale PINNA - ORRU' - SANNA Francesco - CORRIAS - CUGINI.
Articolo 13
Il comma 2 è così sostituito: "Il Consiglio regionale esercita le funzioni legislative e regolamentari attribuite alla Regione. (764)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale BALIA - MASIA - MANINCHEDDA - SERRA - SALIS - MARRACINI - ATZERI - PITTALIS - LAI Vittorio Renato.
Articolo 13
Nel comma 2 l'espressione "o" è sostituita dalla parola "e". (357)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale BALIA - MASIA - MANINCHEDDA - SERRA - SALIS - MARRACINI - ATZERI - PITTALIS - LAI Vittorio Renato.
Articolo 13
Nel comma 3 la lettera a) è sostituita dalla seguente: " a) discute il programma politico iniziale di governo e delibera su di esso; delibera, altresì, sugli aggiornamenti annuali che la Giunta è tenuta a presentare entro 15 giorni dall'approvazione del bilancio; ne verifica poi l'attuazione;". (358)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale FARIGU.
Articolo 13
All'articolo 13 c. 3 la lettera a) è sostituita dalla seguente: "elegge il Presidente della Regione". (253)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale FLORIS Mario - CHERCHI Oscar.
Articolo 13
Nella lettera a) del 3° comma sostituire le parole "discute" con le parole "approva". (36)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale URAS - PISU - LICHERI - DAVOLI - LANZI - FADDA.
Articolo 13
Il comma 4 dell'art. 13 è modificato come segue: "4. Il Consiglio regionale esercita tutte le altre funzioni ad esso attribuite dalla Costituzione, dallo statuto e dalle leggi". (270)
EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - MILIA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.
Articolo 13
Al comma 1, prima della parola "esercita" sono aggiunte le parole: "Il Consiglio regionale". (95)
EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - MILIA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.
Articolo 13
Al 1 comma dell'art. 13, dopo le parole "funzioni legislative", sono aggiunte le parole: "e regolamentari attribuite alla Regione dalla Costituzione, dallo Statuto e dalle leggi regionali". (83)
EMENDAMENTO aggiuntivo CALIGARIS.
Articolo 13
Nel comma 1 dell'articolo 13 dopo l'aggettivo "legislative" aggiungere le parole "e regolamentari". (176)
EMENDAMENTO aggiuntivo BALIA - MASIA - MANINCHEDDA - SERRA - SALIS - MARRACINI - ATZERI - PITTALIS - LAI Vittorio Renato.
Articolo 13
Nel comma 1 dopo le parole "funzioni legislative" sono aggiunte le parole "e regolamentari". (346)
EMENDAMENTO aggiuntivo PISANO - CASSANO - DEDONI - VARGIU.
Articolo 13
Al comma 2 dell'articolo 13 dopo le parole "Esercita le funzioni legislative" sono aggiunte le parole "e regolamentari". (164)
EMENDAMENTO aggiuntivo ARTIZZU - RANDAZZO Alberto - FARIGU - LADU - LA SPISA - VARGIU -GALLUS - MURGIONI - MORO - SANNA Matteo - RASSU -SANJUST - LOMBARDO - CONTU - PETRINI - PILERI - PISANO - CASSANO - DEDONI - AMADU - RANDAZZO Vittorio.
Articolo 13
Nel terzo comma alla lettera a) sono anteposte le parole: "approva le leggi," (714)
EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Articolo 13
Al comma 3, lettera a), subito dopo la parola "verifica" è aggiunto: "periodicamente". (519)
EMENDAMENTO aggiuntivo URAS - LICHERI - DAVOLI - FADDA - LANZI - PISU.
Articolo 13
Al comma 3 dell'art. 13 dopo la lett. a) è aggiunta la seguente lett. a.1): "elegge, a voto segreto il Presidente della Regione, tra i consiglieri regionali eletti nella coalizione risultata vincente". (237)
EMENDAMENTO aggiuntivo MANINCHEDDA - ATZERI - SERRA - BALIA - MASIA - PITTALIS - MARRACINI - LAI Vittorio Renato - SALIS.
Articolo 13
Dopo la lettera a) è aggiunto quanto segue: "a bis) Sottopone a valutazione gli assessori regionali designati prima della seduta del Consiglio in cui questi devono prestare giuramento. Tale verifica, che si conclude con un voto, avviene dinanzi ad una Commissione consiliare appositamente costituita subito dopo l'insediamento del Consiglio regionale. Il Regolamento consiliare determina le modalità di composizione ed insediamento della Commissione.". (322)
EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - MILIA - CUCCU Franco Ignazio - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.
Articolo 13
Alla lett. b) del 3 comma dell'art. 13, dopo le parole "di pianificazione" sono aggiunte le parole "di sua competenza". (87)
EMENDAMENTO aggiuntivo MARROCU - ORRU' - CUGINI - CORRIAS - BARRACCIU - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - FLORIS Vincenzo - LAI Silvio - MATTANA - PACIFICO - PIRISI - SANNA Alberto - SANNA Franco.
Articolo 13
Al Capo II°, articolo 13, comma 3), dopo la lettera b) è aggiunta la seguente lettera:
b) bis autorizza la costituzione e la messa in liquidazione di società a prevalente partecipazione o a controllo regionale; autorizza altresì la costituzione o la soppressione di agenzie o di altri enti o istituti delegati ad esercitare funzioni regionali. (758)
EMENDAMENTO aggiuntivo BIANCU - SANNA Francesco - CUCCA - UGGIAS - SABATINI - CUCCU Giuseppe - COCCO - SANNA Simonetta.
Articolo 13
Al Capo II°, articolo 13, comma 3), dopo la lettera b) è aggiunta la seguente lettera:
b) bis autorizza la costituzione e la messa in liquidazione di società a prevalente partecipazione o a controllo regionale, autorizza altresì la costituzione o la soppressione di agenzie o di altri enti o istituti delegati ad esercitare funzioni regionali. (780)
EMENDAMENTO aggiuntivo PINNA - ORRU' - SANNA Francesco - CORRIAS - CUGINI.
Articolo 13
Nel comma 3 dopo la lettera c) è aggiunta la seguente: "c bis) approva i regolamenti delegati alla Regione da leggi dello Stato;". (765)
EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - MILIA - CUCCU Franco Ignazio - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.
Articolo 13
Alla lett. d) del 3 comma dell'art. 13, dopo le parole "dello Stato", sono aggiunte le parole: ", con altre Regioni nonché , nei casi, nei limiti e con le forme di cui all'art. 117 della Costituzione, gli accordi con altri Stati e le intese con enti territoriali interni ad altri Stati;". (89)
EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - MILIA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.
Articolo 13
Al 3 comma dell'art. 13, dopo la lett. o), è aggiunta la seguente lett. o) bis "delibera le nomine e le elezioni di sua competenza, nonché quelle in cui vi sia l'obbligo di assicurare la rappresentanza delle opposizioni e quelle concernenti gli organismi di garanzia;". (71)
EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - MILIA - CUCCU Franco Ignazio - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.
Articolo 13
Al 3 comma dell'art. 13, dopo la lett. e) è aggiunta la seguente lett. e) bis: "delibera la partecipazione della Regione ad associazioni, fondazioni e società, anche a carattere consortile, ovvero la promozione della costituzione di tali enti e società, nonché la cessione della predetta partecipazione". (91)
EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - MILIA - CUCCU Franco Ignazio - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.
Articolo 13
Al 3 comma dell'art. 13, dopo la lett. e), è aggiunta la seguente lett. e) bis: "istituisce, disciplina e sopprime con legge entri, agenzie e aziende dipendenti dalla Regione o a partecipazione regionale e ne determina gli indirizzi della loro attività;". (94)
EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.
Articolo 13
Al comma 3, dopo la lett. e) è aggiunta la seguente: e)bis "discute e approva i regolamenti, con eccezione del regolamento interno della Giunta". (520)
EMENDAMENTO aggiuntivo PINNA - SANNA Francesco - ORRU' - CORRIAS - CUGINI - PITTALIS.
Articolo 13
Nel comma 3 dopo la lettera e) è aggiunta la seguente: "e bis delibera sul rendiconto generale della Regione anche avvalendosi del giudizio di parificazione dalle sezioni riunite della Corte dei conti". (778)
EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - MILIA - CUCCU Franco Ignazio - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.
Articolo 13
Al 4 comma dell'art. 13, dopo la parola "esercita" è aggiunta la parola: "tutte". (92)
EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - MILIA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.
Articolo 13
Al 4 comma dell'art. 13, dopo la parola "dalle leggi" sono aggiunte le parole: "dello Stato e regionali". (93)
EMENDAMENTO aggiuntivo ATZERI - MANINCHEDDA.
Articolo 13
Dopo il comma 4 è aggiunto il seguente: "4.bis Il Consiglio regionale presenta proposte di legge alle Camere ai sensi dell'art. 121, comma 2, della Costituzione.". (224).)
PRESIDENTE. Comunico che, di tali emendamenti, quelli numero 253 e 237 sono decaduti.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Presidente, chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Invito un altro Capogruppo ad appoggiare la richiesta.
(Appoggia la richiesta il consigliere Alberto Randazzo.)
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
Prendo atto che i consiglieri Serra, Masia, Manca, Alberto Randazzo e La Spisa sono presenti.
PRESIDENTE. Dichiaro che sono presenti 38 consiglieri.
(Risultano presenti i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Caligaris - Cassano - Cocco - Corda - Corrias - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - La Spisa - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marracini - Masia - Mattana - Murgioni - Pacifico - Pinna - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo Alberto - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Secci - Serra - Uggias - Uras.)
Poiché il Consiglio non è in numero legale, sospendo la seduta per trenta minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 34, viene ripresa alle ore 11 e 06.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori. Siamo in sede di esame dell'articolo 13 e degli emendamenti relativi.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Giusto per capire, Presidente. A questo articolo è stato presentato un sostitutivo totale che è il numero 791, a pagina 321; ma è un sostitutivo totale, Presidente?
PRESIDENTE. No, onorevole Diana, verrà ribattezzato aggiuntivo perché l'unica cosa che viene modificata è la lettera b) bis del comma 2, che è un'aggiunta, il resto è invariato.
DIANA (A.N.). Per cui rimangono in piedi tutti gli emendamenti presentati all'articolo 13?
PRESIDENTE. Non ci sono dubbi.
DIANA (A.N.). Grazie.
PRESIDENTE. Grazie a lei onorevole Diana. Non essendoci richieste di intervento, passiamo al voto degli...
(Interruzione del consigliere Moro)
PRESIDENTE. Capisco tutto, però capite anche me, la discussione era aperta, l'onorevole Diana ha chiesto una precisazione, non si è iscritto nessuno per cui io stavo passando al voto...
(Interruzioni)
Va bene, va bene, prendiamo atto, volevo solo segnalarvelo perché ci si regoli per il futuro.
E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, avevo chiesto la parola solo per avere il conforto da parte sua per evitare che potesse succedere ciò che è successo già con altri articoli e che venissero dichiarati decaduti tutti gli emendamenti che sono stati presentati da noi e anche da altri. Questo articolo 13, che vorrebbe riscrivere quelle che sono le funzioni del Consiglio regionale, di fatto soffre già in partenza perché non si caratterizza o meglio non caratterizza il Consiglio regionale con quelle funzioni che in qualche modo dovrebbero stabilire pesi e contrappesi nei confronti del Presidente della Regione e della Giunta. E' un articolo che ribadisce concetti che sono in altre norme perché dice: "esercita le funzioni legislative attribuite alla Regione dalla Costituzione e dallo Statuto", insomma già il fatto che faccia riferimento allo Statuto ci fa capire quale sia la portata di questo articolo.
Nell'emendamento di cui abbiamo parlato viene aggiunto un comma, così come lei ha precisato, anzi dovrebbe essere la lettera b) bis, se non sbaglio, al comma 2, nella quale si dice: "autorizza la costituzione e la messa in liquidazione di società a prevalente partecipazione o a controllo regionale; autorizza altresì la costituzione e la soppressione di agenzie e di altri…". Non mi pare che questa possa essere considerata una modifica dell'articolo, in linea di massima posso essere d'accordo sul fatto che il Consiglio regionale autorizzi la costituzione e la messa in liquidazione. E' certamente una limitazione di ciò che oggi invece fa la Giunta, anche se sempre al vaglio del Consiglio regionale, per esempio lo scioglimento di tutti gli enti in agricoltura sono stati votati dal Consiglio.
Ciò che mi preoccupa di questo articolo è che, nel momento in cui abbiamo individuato, come nuovo strumento di programmazione, il Piano di sviluppo regionale, esso non abbia necessità di un passaggio in Consiglio perché il Piano di sviluppo regionale viene predisposto dalla Giunta. Allora io mi chiedo come è possibile che queste funzioni (alcune delle quali, in particolare quelle contenute nella lettera b) bis sulla costituzione e la messa in liquidazione) mi sembrano degli argomenti che sono vanificati da altre norme. Anche per quanto riguarda i rapporti internazionali, che vengono citati in questo articolo e che obbligatoriamente dovrebbero passare all'interno di questo Consiglio regionale, di fatto abbiamo avuto notizie, anzi certezze di determinazioni firmate anche qualche mese fa dal direttore generale della Presidenza della Giunta per collaborazioni necessarie ai rapporti interistituzionali tra la Regione Sardegna e l'Unione Europea.
Allora mi chiedo, se c'è oggi un'interlocuzione, e sono certo che ci sia, tra Stati diversi dallo Stato italiano e la Regione Sardegna, cosa ammissibile, e che il Consiglio regionale non ne sia venuto e non ne venga a conoscenza. Il fatto che nell'articolo 13 si dica che il Consiglio regionale elabora documenti di indirizzo in materia di rapporti internazionali e ratifica gli accordi conclusi tra la Regione con gli Stati, beh, i fatti sono due, a ratificare è il Presidente della Regione, a elaborare dovremmo essere noi. Se il Consiglio regionale non è stato chiamato a elaborare programmi e progetti che interagiscono con l'Unione Europea, mi viene da pensare su quale motivo siano stati nominati dei consulenti e dei tecnici che dovrebbero in qualche maniera aiutarci nel rispetto dell'articolo 117 della Costituzione.
Ora, su questo articolo sono stati presentati, anche da noi, diversi emendamenti, per esempio l'emendamento numero 517, ove si chiede di sopprimere le parole "non delegati alla Giunta dalla legge". Al comma 3, lettera d) si dice: "ratifica gli accordi conclusi dalla Regione con organi dello Stato, nei casi in cui comportino variazione agli atti di programmazione o pianificazione di cui alla lettera b)". Sono emendamenti che appaiono strumentali, però qui siamo nella fattispecie in cui tutte le volte che una Giunta regionale volesse dare attuazione ai programmi stabiliti dal Consiglio regionale, poi per ogni piccola modifica o variazione si deve tornare in Consiglio regionale.
Chiedo scusa, sto verificando tutti gli emendamenti, per esempio, ecco, un altro emendamento che mi interessa sostenere è il "519" all'articolo 13, comma 3, lettera a), il quale in particolare dice: "discute il programma politico di governo e ne verifica l'attuazione"; detto in questi termini ha poco senso, "verifica" ma quando? Deve essere previsto un termine e noi diciamo, con l'emendamento citato che l'attuazione deve essere verificata "periodicamente". Così come, sempre sull'articolo 13, ove si parla di regolamenti, noi puntualizziamo: "discute e approva i regolamenti, con eccezione del Regolamento interno della Giunta"; sarà superfluo, ma stiamo facendo una legge statutaria e io credo che debba essere previsto anche questo. Credo che, fra tutte le competenze possibili del Consiglio regionale, non possa esserci quella di dare una regolamentazione alla Giunta. Immagino che non sia compito nostro insomma, però bisogna scriverlo in legge statutaria.
Non mi pare di dover aggiungere molte altre cose a questo articolo, che, ribadisco, limita fortemente le funzioni del Consiglio regionale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Moro. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Presidente, questo articolo 13, che appunto tratta delle funzioni del Consiglio regionale, mi sembra che sia quasi fondamentale all'interno della legge statutaria, mi riferisco anche alla definizione che dette (lo faccio per cercare di introdurre il discorso) un liberale dell'800 come Alexis de Tocqueville (profondamente convinto della democrazia, ma altrettanto severo nel denunciarne i mali), definizione che potremmo definire oggi "politicamente scorretta", della differenza che passa fra dittatura e democrazia secondo la quale nella dittatura non si può dire nulla, mentre nella democrazia si può dire tutto, ma non conta nulla. E' stato uno dei più convinti teorici del principio dell'equilibrio fra i poteri, violando il quale si sarebbe inevitabilmente caduti proprio nel suo paradosso, e l'abbiamo citato dalla lezione del pensatore francese. Ne ricaviamo uno spunto per individuare due problemi di importanza decisiva a proposito della definizione delle funzioni del Consiglio regionale, di cui si occupa proprio questo articolo in esame.
Occorre, quindi, sicuramente dire cosa può fare il Consiglio regionale, ma immediatamente dopo bisogna chiedersi quanto conta ciò che il Consiglio dice e fa. Lo abbiamo vissuto, quasi in diretta, in questi giorni, quanto dice il Consiglio, quanto conta e quanto fa. L'impianto generale della proposta che esaminiamo contiene, a nostro giudizio, un filo rosso che unisce i testi della Giunta e della Commissione, i quali si ostinano a tenere separati questi due punti, si soffermano magari con accenti diversi, più o meno condivisibili, sulle prerogative del Consiglio, ma sorvolano con evidente omogeneità di vedute sul peso reale e sulle conseguenze pratiche di queste prerogative.
La conferma di questa analisi arriva subito fin dal primo comma. Lasciamo stare per carità di patria il testo della Giunta che, come abbiamo visto e come i colleghi possono vedere, aveva liquidato il tutto, in questo articolo 13, in otto righe, e concentriamoci invece su quello della Commissione. Le funzioni individuate sono "legislative, di indirizzo politico, di controllo e vigilanza"; bene, già alla lettera a) del terzo comma si capisce perfettamente che alcune di queste funzioni ci sono, ma non hanno alcun peso. Cosa significa, in particolare, dire che il Consiglio regionale "discute il programma politico di governo"? Vuol dire che si fa un bel dibattito, che si conclude con l'ultimo intervento o magari con la replica del Presidente che ringrazia tutti, eccetera. Non c'è un voto! Se voi analizzate l'articolo 13, non c'è un voto, il Consiglio non si pronuncia, ha facoltà di parole, ma le sue parole, appunto, restano agli atti dell'Assemblea e non contano nulla.
Eppure, almeno quel voto dovrebbe essere scontato all'indomani delle elezioni, non ci sarebbero preoccupazioni, non ci sarebbero problemi, non ci sarebbe nessuna scorta di persone, di consiglieri, che dovrebbero sparare da dietro il muretto. Qualcuno ne ha paura perché si tratterebbe di fatto di un voto di fiducia, e anche questo si può dire. E se fosse, che male ci sarebbe? Al limite, se proprio non si volesse codificare la formula del voto di fiducia, si potrebbe votare un ordine del giorno. E' un fatto tecnico, se ne può discutere. Ma perché sancire, dopo la discussione, questa specie di strano silenzio-assenso del Consiglio regionale, non tanto della opposizione, quanto della maggioranza, che si presume abbia contribuito a scrivere il programma di governo?
In effetti, conosciamo solo una persona a cui dà spesso fastidio il voto dell'Assemblea, ma dobbiamo renderci conto che stiamo lavorando per il futuro, le cose non andranno sempre così, ci stiamo impegnando tutti, crediamo, per cercare di migliorarle. Perché partire con questo precedente così incomprensibile, che non ha tra l'altro nessuna motivazione pratica? Il voto sul programma c'è in Parlamento, nei comuni, nelle province, in moltissime regioni, se il problema è che il voto sul programma sarebbe inutile perché il Presidente e la sua maggioranza hanno già ottenuto la piena legittimazione dagli elettori, rispondiamo che questa legittimazione non è in discussione, ci mancherebbe, solo che il programma può essere realizzato solo attraverso l'apporto determinante della maggioranza consiliare. Sta qui, e non è solo un fatto formale, ma di grande sostanza politica, la legittimità e la necessità del voto nell'aula. Se manca quel voto, tutto quello che viene dopo, assume un altro valore, cioè non ha nessun valore.
Qualcuno ha capito, per esempio, come fa il Consiglio regionale a verificare l'attuazione del programma di governo, sempre stando alla lettera a) del terzo comma? Com'è possibile, tornando per un attimo alla previsione anche del primo comma sui cosiddetti poteri di indirizzo politico, che il Consiglio possa elaborare documenti di indirizzo in materia di rapporti internazionali della Regione, come si dice alla lettera a) del terzo comma e non possa fare la stessa cosa sul programma di governo e nemmeno sugli eventuali aggiornamenti in corso di legislatura? Stando all'impianto della Giunta e della Commissione una coerenza di fondo indubbiamente c'è; se il Consiglio non vota il programma di governo, è chiaro che non può intervenire nemmeno dopo, eppure la maggioranza sostiene che ci troveremmo di fronte ad un sistema neoparlamentare, peccato che questo sistema sia costruito in realtà non sulla centralità del parlamento regionale (e questo è stato denunciato in questi giorni e in queste settimane parlando di statutaria), ma attorno al potere esecutivo e alla figura del Presidente, quindi non è sicuramente parlamentare e men che meno nuovo. Perché le funzioni dell'organo legislativo sono quelle classiche, al massimo con qualche riscrittura dal punto di vista terminologico.
C'è appena un po' di fumo e niente arrosto, mentre c'è invece molto arrosto, e in quantità assolutamente indigeribile, nello strapotere privo di controlli che viene cucito addosso all'Esecutivo e al Presidente; di questo noi dobbiamo essere consci e sono convinto che ne pagheremo le conseguenze. E' proprio questo il punto che si è voluto, a tutti i costi, eludere, aggirare ed annacquare. Infatti questi salti delle discussioni tra articoli omessi alcuni di discutere, saltati dal 12 al 15, al 18, eccetera, sono tutti in funzione della necessità, che ha questa maggioranza, di cucire attorno ad un Presidente e all'Esecutivo uno strapotere privo di qualsiasi controllo. Non ci può essere equilibrio o bilanciamento dei poteri se, da una parte, c'è un vero potere e dall'altra un organo con alcune funzioni, nessuna delle quali si configura come effettivo potere, con strumenti chiari per poterlo esercitare nelle forme previste dalla legge. Noi stiamo operando e stiamo redigendo una legge che, tra l'altro, vede ancora di più depotenziata la possibile azione di governo e di controllo di questo Consiglio. Lo denunciano molti consiglieri anche della maggioranza, ma poi al momento clou, che è quello di esprimersi con il voto in Aula, si tirano indietro o escono addirittura dall'aula.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Presidente, noi discutiamo dell'articolo 13 e dei poteri del Consiglio regionale dopo una scelta già operata, da parte del Consiglio stesso, a favore di una opzione presidenzialista. Questo deve, necessariamente, guidare le nostre considerazioni. I poteri del Consiglio vanno, quindi, illuminati e concepiti nell'ottica di un sistema equilibrato dove abbiamo un potere in capo al Presidente della Giunta, che personalmente io giudico eccessivo ma il Consiglio ieri ha deciso invece essere adeguato. Tra i poteri riconosciuti al Presidente della Giunta vi è quello della nomina e della revoca degli Assessori. Dobbiamo avere chiaro un meccanismo che forse non è presente a tutti noi: gli Assessori della Giunta regionale stanno a capo di vari rami della pubblica amministrazione, non sono configurabili come invece sono configurati gli assessori in un comune, gli assessori nominati da un sindaco sono differenti dagli assessori regionali. Gli assessori comunali ricevono delle deleghe, gli uffici sono organizzati in dipartimenti e il sindaco può decidere come montare il puzzle delle competenze affidate ad un assessore; gli assessori regionali sono invece a capo di rami dell'amministrazione. Hanno cioè un ruolo e una funzione che non è solo politica, ma anche amministrativa, ben più ampia rispetto a quella che ha un assessore comunale. Aggiungo, la Giunta regionale è un organo collegiale e alla collegialità della Giunta sono poste in capo, dall'ordinamento, importantissime decisioni, per cui noi ci troviamo di fronte un organo collegiale, nominato e revocabile da una sola persona che però come collegio assume decisioni.
Allora, in questa architettura, che ruolo può svolgere il Consiglio regionale? Io credo che non dobbiamo inventarci nulla perché in altre istituzioni, dove presidenti forti hanno il potere di nomina e revoca degli assessori e dei ministri, sono stati messi in campo dei meccanismi importanti di bilanciamento. E' quello che gli inglesi chiamano advice and consent, cioè il procedimento di analisi e di verifica delle competenze e delle capacità degli assessori da parte delle assemblee. Quando ci fu il clamoroso caso Buttiglione, Buttiglione si trovò ad essere esaminato dal Consiglio d'Europa. Mario Monti, ne Il Corriere della Sera, di qualche mese fa, anche di più, ricordava che questo meccanismo di verifica, da parte delle assemblee parlamentari, delle competenze delle capacità dei ministri designati, è un grande contrappeso all'arbitrarietà delle scelte da parte di chi è dotato di un grande potere. Ossia, è un meccanismo che seleziona la qualità dei partecipanti a un governo regionale, limita le improvvisazioni, ma limita anche, tra virgolette, quelle che un tempo erano le "brutalità delle lottizzazioni", si può essere capi di una parte di un partito e per questo riuscire ad essere candidabile a un ruolo assessoriale ma poi non avere le capacità per svolgere quel ruolo.
Mario Monti ci diceva che se i parlamenti si mettono in campo ed esigono di poter discutere con gli assessori, vedere che cultura hanno, che competenza hanno per fare i ministri della Sardegna, nel nostro caso, poi si esprimono su questa competenza, non decidendo se fanno o non fanno gli assessori, perché questo è in capo al Presidente, ma dicendo, con un voto, se risultano competenti, capaci, all'altezza di quel ruolo, agli occhi di chi è stato eletto dai sardi a svolgere una funzione parlamentare.
Un ruolo, una funzione, un filtro di questo tipo migliora la qualità del governo, noi abbiamo presentato un emendamento in tal senso che attribuisce al Consiglio questo potere, cioè il potere di sottoporre a valutazione gli assessori regionali designati, prima della seduta del Consiglio in cui questi devono prestare giuramento, e di concludere questa verifica con un voto; questa verifica si propone di realizzarla dinanzi ad una Commissione che si insedia, nelle forme che decideremo, subito dopo l'insediamento del Parlamento. Qualcuno obietta: ma che ha a che fare il Consiglio con le funzioni di governo? Cioè, perché un Consiglio si deve occupare di fare l'esame ai ministri del governo regionale? Intanto dobbiamo ricordarci che, con l'elezione diretta così acclamata e voluta da questo Consiglio regionale, non si ha il voto di fiducia, qui si prevede una discussione del programma ma non si prevede nessuna valutazione sulle scelte del Presidente rispetto alla formazione del governo. Badate che l'assenza del voto di fiducia - su cui un giorno bisognerà pur parlare - è un'assenza che, in un sistema presidenziale, è ampiamente giustificata ma ha delle conseguenze democratiche, cioè di crisi della democrazia.
Allora, si dice che ormai il Governo è incardinato sul Presidente e ci si chiede perché il Consiglio attiva una procedura di valutazione delle persone candidate al governo; procedura che non è sanzionatoria, nel senso che, qualora anche la Commissione che fa l'esame dei ministri, degli Assessori candidati, decida che non hanno competenze, non è che il Presidente è obbligato a sostituire l'Assessore. Ma si dice che non è una competenza del legislativo, mentre io penso che sia una competenza del legislativo perché è una classica funzione, un classico strumento di controllo, questo. I Parlamenti hanno funzione di controllo e verificano se le scelte fatte dal Presidente rispondono a quei requisiti di qualità, di competenza e di rappresentatività che deve avere un ministro della Sardegna. Noi chiediamo che il Consiglio regionale prenda in esame questo emendamento, lo valuti nei suoi contenuti e non lo - come dire - espunga con troppa leggerezza.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Presidente, un articolo, l'articolo 13 sulle funzioni del Consiglio regionale, che va a delineare il ruolo cardine, il ruolo che è stato oggetto e sarà ancora oggetto di ampi approfondimenti; sono quelle che stiamo definendo le attribuzioni al Parlamento sardo.
Credo che l'attenzione su questo punto debba essere massima perché se noi non dovessimo avere chiare quali funzioni attribuire al Parlamento, molto probabilmente, non solo la legge ma anche proprio la nostra funzione verrebbe ulteriormente sminuita e non troverebbero accoglimento tutte quelle rispondenze che alla funzione del Consiglio andiamo chiedendo.
Diceva chi mi ha preceduto, il collega Maninchedda, che, fatta la scelta sul presidenzialismo, è chiaro che il tema che rimane più vivo è quello di come il Consiglio regionale può attenuare, modulare, vigilare sull'azione di governo del Presidente e della sua Giunta.
Credo che ci sia, tra le righe, nell'architettura di questo articolo, tutta una serie di debolezze sulle quali molto probabilmente dovremo incidere per trovare i contrappesi a quel potere sfrenato - si dice, in alcuni momenti - del Presidente in capo al quale c'è un potere che non trova giustificazione e un potere, soprattutto, che non si riesce a modulare.
Allora, riprendendo dal primo comma, credo che un concetto ormai superato, o quanto meno esaustivamente condiviso, sia che il termine o la definizione del popolo sardo venga acquisita anche nel primo paragrafo di questo comma dove alle parole "comunità regionale" si sostituiscono le parole "popolo sardo"; in fondo, l'abbiamo già definito come le persone che, alla fine, vanno ad esprimere il consesso regionale, ovvero gli elettori sardi che, a termine non solo di Statuto ma anche della legge statutaria, sono le persone, gli individui che vengono chiamati ad esercitare l'elettorato attivo per l'elezione dell'Assise regionale.
Credo che, invece, il primo punto di debolezza sia già nel secondo paragrafo, dove si attribuisce al Parlamento sardo la funzione legislativa, nel momento in cui non viene attribuito al Consiglio anche il potere regolamentare, soprattutto non viene attribuito al Consesso regionale quella attività di controllo e di verifica sull'attività della Giunta regionale e degli Assessori, sull'attività del Presidente e sull'attività delle amministrazioni pubbliche regionali, comunque sia di tutte quelle amministrazione pubbliche sottoposte al controllo della Regione.
Credo che, già nell'esame del primo comma, noi possiamo di sicuro definire meglio i ruoli cardine delle funzioni attribuibili al Consiglio regionale. Certo che la proposta che faceva il collega Maninchedda è contenuta nell'emendamento dove si prevede l'istituzione di una commissione che valuti e che eserciti - già dal momento dell'insediamento della Giunta - una funzione di analisi non solo delle professionalità, dei curricula ma anche delle capacità eventualmente richieste nei confronti di chi deve esercitare funzioni non solo di tipo politico, come viene chiesto agli amministratori locali, ma funzioni amministrative nelle varie branche dell'Amministrazione e soprattutto, direi io, anche in tutta la Pubblica amministrazione, quand'anche in capo al Presidente fosse delegata la nomina diretta delle rappresentanze negli enti regionali; ruolo e compito che, comunque sia, non viene neanche citato tra le funzioni attribuite al consesso regionale, al Parlamento regionale.
Credo che sia necessario uscire da questo momento che trova nell'arbitrarietà, soprattutto nella non rispondenza al sistema democratico, la rappresentanza esprimibile in direzione di tutte le branche dell'Amministrazione regionale. Credo che l'arbitrarietà sia un elemento che condiziona moltissimo gli atti fino ad ora operati dal Presidente anche quando ha nominato, nei giorni scorsi, senza darne neanche notizia in Consiglio, la direzione dei nuovi enti agricoli.
Credo che la proposta che il collega Maninchedda delineava per il Consiglio, non solo nella proposizione dell'emendamento faceva emergere le contraddizioni che hanno in questa Aula attirato l'interesse, ma soprattutto l'impegno di molti colleghi.
Io credo che se noi dovessimo fermarci nell'analisi complessiva di questo articolato, troveremmo che certo ci siamo ricavati un ruolo di partecipazione, ma di partecipazione senza grosso impegno. Io richiamo un attimo l'attenzione del Presidente della Commissione, perché molto probabilmente c'era la necessità di porre più intensità nel ricavare un ruolo per il Consiglio che fosse davvero incisivo, su quella che è la potestà dell'Aula, su quella che è la potestà dai consiglieri, perché credo che il grosso problema che dovremo superare, è quello di essere enunciati soltanto come dei numeri compositi, che realizzano volta per volta la maggioranza e l'opposizione, e poco più.
Spero che, nel corso dell'esame di questo articolo, ci sia la possibilità di ulteriori approfondimenti, e che il contributo, vista la presenza di emendamenti presentati anche dalla maggioranza, ci possa rendere ragione di un ragionamento che davvero sia stimolante alla partecipazione di tutti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Presidente, onorevoli colleghi, intanto intervengo per sottolineare l'esigenza (in ragione del numero anche cospicuo degli emendamenti presentati per questo articolo e per gli articoli successivi da gruppi di maggioranza e di minoranza) che sia consentito a tutti noi di partecipare alla discussione e anche alla decisione in modo ordinato. Avanzo la proposta, poi potrà essere esaminata e meglio definita nel corso di questa discussione sull'articolo 13, di un attimo di sospensione per vedere se riusciamo a coordinare, anche ritirando molti emendamenti ripetitivi o che sono sparsi in articoli anche successivi, a sintetizzare insomma un po' i lavori per accelerarne, ma soprattutto per ordinarne meglio lo svolgimento.
Relativamente all'articolo 13, che riguarda, come è stato detto poc'anzi dai colleghi che mi hanno preceduto, in modo particolare le funzioni del Consiglio regionale, noi ribadiamo il concetto espresso in più di un intervento, proprio perché la legge statutaria, prevista dall'articolo 15, non è una legge che sostituisce o che ha o debba avere la presunzione di sostituire lo Statuto; noi pensiamo che lo Statuto debba essere oggetto di un'iniziativa del Consiglio, della Commissione competente, di ciascuna delle poche forze politiche rappresentate in questa sede anche con un allargamento.
Avevamo acceduto ad una formulazione della Consulta statutaria, che non è che fosse il massimo possibile rispetto a ciò che noi pensiamo, era un ibrido, una costituente, diciamo in sede locale, non certificata dall'assenso del Parlamento e quindi da una norma costituzionale, però aveva senso dire che era coinvolta la società nella stesura di una proposta di Statuto, poi approvata dal Consiglio e inviata al Parlamento che ne ha competenza.
Purtroppo quella occasione è stata persa, io credo per responsabilità esclusiva delle minoranze; anche questa legge poteva essere meglio, poteva essere di più, di ciò che sarà a causa degli strumentalismi delle minoranze, quindi, purtroppo, lavoriamo attorno a questo. Cerchiamo allora di fare una legge che sia funzionale, diciamo che precisi ciò che già esiste, perché anche ieri quando abbiamo discusso di "presidenzialismo" o "non presidenzialismo", abbiamo visto che le strumentalità le conoscono tutti, tutte le dinamiche d'aula di tipo politico le leggono tutti correttamente, il tentativo di non approvare la Statutaria, cioè di bloccarla, da parte delle minoranze non è che introducesse il parlamentarismo, ma manco per sogno! Era un'azione di testimonianza, che veniva fatta da chi è convinto di quel sistema, con destinazione una e soltanto una, cioè il mantenimento del presidenzialismo senza regole, cioè il mantenimento della legge elettorale di tipo presidenziale nazionale ereditata, conservando esattamente le cose come sono, come sono state determinate da quella legge in questa legislatura.
Siccome tutti sanno leggere e scrivere, per fortuna, perché c'è stata dopo la liberazione, diciamo una democrazia che è intervenuta anche sul piano culturale con l'alfabetizzazione, allora, sempre per fortuna, sono tutti alfabetizzati, inoltre adesso voglio anche dire perché la sanità pubblica, così tanto denigrata, che funziona anche meglio di quella che non c'era prima, che non c'era nel ventennio, funziona, sono tutti anche vaccinati! Quindi sono tutti alfabetizzati e vaccinati! Tutto il giochino di ieri è scoperto, cioè voi presidenzialisti volevate rimanere presidenzialisti senza regole, affidandovi soltanto alla legge elettorale presidenzialista, facendo finta anche di creare un incidente vero nel rapporto, ma che cosa avete salvato? Lo dico ai Riformatori! Non avete salvato niente e nessuno! Non c'era nessuno da salvare, perché qua non attecchisce il tentativo di ribaltare la volontà popolare.
Questo tanto per chiarire gli argomenti che riguardano la giornata di ieri. Per quanto riguarda quella di oggi, lavoriamo per costruire al meglio le regole, adesso non parliamo più di "Presidente sì" e "Presidente no", dobbiamo parlare di Consiglio, dobbiamo parlare dei poteri della Giunta, dobbiamo parlare del fatto che la Giunta sia e rimanga, effettivamente, un organo di governo collegiale, quindi che non venga assorbito dalla personalità di qualunque Presidente eletto. Dobbiamo parlare di come far funzionare alcune prerogative, in capo al Consiglio e ai consiglieri, e di come migliorare le relazioni tra i diversi organi della Regione. Dobbiamo parlare di cose importanti che riguardano tutti quanti noi, i nostri Gruppi politici e la funzionalità delle istituzioni.
Per cui dichiaro questa disponibilità: noi abbiamo presentato degli emendamenti, alcuni possono essere rivisti, altri possono essere ritirati, se riusciamo a lavorare, ad ordinare al meglio almeno per questo e per tutti gli articoli che riguardano le funzioni del Consiglio, del Presidente e della Giunta, tra Gruppi di maggioranza, prima, e con le minoranze, poi, ritengo che in tal modo si potrebbero accelerare notevolmente i lavori dell'Aula.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Farigu. Ne ha facoltà.
FARIGU (Gruppo Misto). Signor Presidente, sarò brevissimo perché ho maturato anche io la convinzione che questa Statutaria vada licenziata il più presto possibile. Gli interessi, evidentemente, che io esprimo non saranno coincidenti con quelli del Governatore e della sua maggioranza, ma sono dettati dall'esigenza di trovare una valida ed efficace occasione per ristabilire i rapporti con gli elettori, i rapporti col popolo sardo. Il referendum, che sicuramente conseguirà a questa legge che stiamo esaminando, ci da questa grande opportunità, servirà a ristabilire un rapporto con i cittadini, un rapporto con gli elettori e sarà un buon esercizio anche preparatorio per la prossima campagna elettorale.
Ormai, questo Consiglio regionale, già mortificato da tempo, perché non è che lo stia modificando questa legge, era mortificato precedentemente, soltanto che adesso gli stiamo dando crismi di solennità. Il Consiglio regionale o i consiglieri regionali, fino a poco tempo fa, erano accreditati dall'opinione pubblica e resi responsabili di quella che era l'attività di governo. La domanda era molto semplice: "Ma cosa state facendo?", quando il cittadino aveva qualcosa da lamentare, si riferiva al consigliere regionale, che era quello con il quale aveva avuto e manteneva un qualche rapporto diretto. Per cui il cattivo governo era l'unico modo, i giudizi negativi che scaturivano dall'attività di governo venivano riversati sul consigliere regionale, e quindi sul Consiglio regionale.
Ora, francamente, non stiamo esaminando lo Statuto, ma se la volontà dominante fosse quella che viene rappresentata attraverso questa legge, in una riforma statutaria, io proporrei l'estinzione del Consiglio regionale per devolvere le sue competenze al Consiglio delle autonomie locali, francamente, il consigliere regionale non ha più nessuna funzione. Il distacco del cittadino, si dice, dalla politica, il distacco dalle istituzioni è strettamente legato alla venuta meno, al declino della funzione del Consiglio e quindi del consigliere regionale. Se noi lamentiamo questo come un aspetto patologico del nostro sistema democratico, è certo che è patologico il distacco del cittadino dalla politica, il distacco del cittadino dalle istituzioni. E' un aspetto patologico. Vogliamo rassegnarci a questo o vogliamo reagire? Fino a ieri, ho sperato che si volesse reagire, che nel Consiglio ci fosse la consapevolezza di questa drammaticità e la conseguente volontà di una risposta per ricondurre a una positività il rapporto tra cittadino elettore, le istituzioni e il Consiglio regionale. Col voto di ieri, la speranza mi è scomparsa.
Presidente, io volevo soltanto richiamare la sua attenzione, la sua attenzione come Presidente del Consiglio. Qui ci sono disposizioni, secondo me, che sono materia di Statuto, non di legge, ancorché di legge statutaria, come la si chiama, si chiama legge statutaria soltanto per indicare l'ambito dentro il quale il tipo di legge può essere espressa, quella indicata dal secondo comma dell'articolo 15 del Regolamento. Ma qui si parla di definizione del Consiglio, di competenze del Consiglio. Presidente, questa è materia statutaria, non di legge ordinaria, ancorché rafforzata! Io volevo richiamare la sua attenzione su questa questione, come mi piacerebbe poi richiamarla anche su un'altra: il Consiglio regionale rappresenta la comunità regionale. Francamente, con l'espressione "comunità" si definisce una comunità religiosa o terapeutica, allora io mi chiedo: perchè non si scrive "popolo sardo"?
Se ci fosse ancora bisogno e possibilità di aggravare la questione, quando si parla delle competenze, si dice che "discute" il programma politico, "discute", non si dice "approva". Pertanto, secondo questo intendimento, è privato anche di questa potestà. Poi finalmente si parla di un gesto democratico del Presidente della Giunta, quando si chiede il parere dei direttori generali, dei managers da nominare, ma glielo si chiede dopo la nomina. Infatti si dice che il parere va espresso tra il momento della nomina e il momento della sua efficacia. Vorrei vedere, davvero, quale straordinaria capacità politica ci vorrebbe per rinnegare una nomina! Se i pareri si chiedono, servono per maturare una decisione, per concorrere alla formulazione della decisione.
Presidente, io mi fermo qui, perché, davvero, a parte che non ho null'altro da dire, voglio dare un mio contributo all'accelerazione dell'approvazione di questo provvedimento di legge, per le ragioni che ho prima spiegato.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). Presidente, poche battute, su questo articolo e soprattutto sugli emendamenti, per riportare alcuni concetti che, solo affiorati nel dibattito dei giorni scorsi, questo articolo e anche gli emendamenti all'articolo ci aiutano invece a richiamare, essi sono i concetti della responsabilità, della trasparenza e della valutabilità. Ecco, una cosa, credo, da apprezzare nella struttura di forma di governo, proposta da questa legge elettorale, è che ci si sforza, nell'autonomia dei ruoli, di operare una distinzione netta tra potere esecutivo e potere legislativo o potere assegnato all'Assemblea legislativa. Io credo che questo sia un valore che, per esempio, dà la possibilità ai cittadini, con grande chiarezza, di capire di chi sia la responsabilità o chi si assume la responsabilità, per esempio, di portare avanti un programma di governo e di rispondere di quel programma di governo agli elettori. Credo che sia un valore un po' dimenticato perché, anche nel dibattito di ieri, ci siamo affannati a parlare di forme presidenziali o parlamentari, associando ad esse il concetto di democrazia, ma dimenticandoci che il concetto di democrazia più importante è quello che dà al cittadino la possibilità di capire per chi vota, per cosa vota e di valutare le azioni di governo e della maggioranza che sostiene il governo in rapporto a quell'impegno e a quel programma.
Credo, quindi, che l'articolo 13 (che la Commissione, con il supporto importante dell'Assessore delle riforme, ha completamente cambiato rispetto al testo originale) forse è l'articolo che è stato maggiormente arricchito, giustamente, e che ha beneficiato maggiormente del testo della Commissione; in questo articolo credo che si sia fatto inoltre proprio lo sforzo non di sminuire il potere dell'Esecutivo, ma di rafforzare le possibilità per l'Assemblea rappresentativa del popolo sardo (come mi sembra emendamenti sia della maggioranza che della minoranza hanno deciso di chiamarla), per svolgere il compito di indirizzo, di programmazione, di controllo, di legislazione, nel senso di intervento sulla legislazione, e di verifica delle politiche pubbliche. Credo che sia un articolo molto equilibrato, forte, che da dignità al Consiglio, anche dove si riserva la possibilità, nel caso di incarichi della massima dirigenza regionale, di fare uno screening, uno screening che non è un'interferenza rispetto a una responsabilità che si assume il Presidente della Regione nello scegliere, per esempio, un Assessore, ma è uno screening di capacità di un soggetto di sviluppare una politica che è stata oggetto di un atto magari programmatorio.
Ho accolto con favore la disponibilità di colleghi della maggioranza e spero anche della minoranza di trovare magari la possibilità, prima di passare al voto degli emendamenti, di qualche sintesi, perchè alcuni emendamenti presentati, secondo me, rischiano di compromettere questa distinzione dei ruoli di cui beneficiano innanzitutto i cittadini e l'istituzione nel momento in cui ha un ruolo distinto e complementare, come deeve essere quello della nostra Assemblea, a quello del Governo.
Il primo riferimento lo faccio all'emendamento presentato dai colleghi Balia, Masia e più, l'emendamento numero 358, che chiede un'approvazione in Consiglio del programma di governo. Io credo che un'approvazione formale in Consiglio del programma di governo sarebbe una cosa sbagliata, perché verrebbe meno quel legame stretto dato dall'elettore tra Presidente, maggioranza e programma, che quella maggioranza deve realizzare, che sono un tutt'uno imprescindibile perché altrimenti sarebbe legato semplicemente ad un colore politico o ad una preferenza personale. Io credo che quel programma, quel programma politico, elettorale, sia un vincolo imprescindibile per la maggioranza e non possa essere soggetto a successiva approvazione perché diventa un vincolo per ognuno di noi che lo ha sottoscritto nel momento in cui ha accettato la candidatura ed è un elemento forte di democrazia, un elemento forte di partecipazione, è una cosa che dà un senso al voto dell'elettore, per esempio un senso al voto dell'elettore che è stato perso, in questi giorni, o ieri, con le vicende in Parlamento in cui la possibilità di portare avanti quel programma e quel vincolo è stato in qualche modo scisso.
Inviterei i colleghi, da questo punto di vista, a riflettere se, quanto abbiamo scritto nella legge di contabilità, non sia addirittura più efficace, più forte di quell'emendamento, perché noi, nella legge di contabilità, abbiamo scritto una cosa che disegna un tracciato molto chiaro, molto netto e molto utile dove ha un ruolo il cittadino e ha un ruolo il nostro Consiglio, cioè che entro 180 giorni dall'insediamento, la Giunta regionale presenta al Consiglio, per la sua approvazione, il Piano regionale di sviluppo elaborato in sintonia con il programma della coalizione. Questo è un atto forte, non un programma elettorale che chiaramente è fatto anche con scopi divulgatori e che ha poco senso per un'Assemblea perché è un atto programmatorio. Noi abbiamo scritto nella nostra legge di contabilità un qualcosa di molto più forte, di molto più vincolante, cioè che la Giunta prepara un Piano regionale di sviluppo in coerenza col programma della coalizione, ma un programma regionale di sviluppo fatto in funzione di un obiettivo e quindi anche più consono a quelli che sono gli strumenti di programmazione che il Consiglio, proprio per la sua funzione di indirizzo, approva a tutti gli effetti; da quel programma regionale di sviluppo discende il documento di programmazione economica annuale e quindi il bilancio.
Quindi io invito i colleghi, che non sono in questo momento in Aula, a riflettere sul fatto che, in qualche modo, quell'emendamento è superato, è ampliato, il ruolo del Consiglio è addirittura potenziato rispetto a quanto viene scritto che invece è riduttivo e che, oltre ad essere riduttivo, crea, a mio avviso, una confusione nel cittadino al quale dobbiamo chiedere il voto, che si domanderà se quel programma votato è un programma veramente vincolante per la coalizione o è un programma che il Consiglio si sente libero di stravolgere nel momento in cui entra in Aula.
E' questo un aspetto fondamentale, non vorrei che, nel chiuso di questa Aula, ci dimenticassimo che ai cittadini, soprattutto, dobbiamo sempre rendere conto, non su basi di discorsi soggettivi, ma su basi di impegni precisi che abbiamo preso e sottoscritto e che sono verificabili e non lasciati al ricordo di ognuno.
L'altro emendamento che io richiamo, e che vedo andare in una direzione di non distinzione, è quello dove si chiede una valutazione preventiva degli Assessori con addirittura un voto in Commissione; è cosa ben diversa esprimersi su un assessore che fa parte di una squadra, di una Giunta con un potere esecutivo, che condivide l'azione del governo ed è compartecipe all'azione di governo da quella di manifestare un parere su un direttore generale che ha una caratteristica prevalentemente tecnica di competenza, di coerenza con le politiche che sono state individuate e interessate. Credo che anche quell'emendamento non aiuti il cittadino a capire di chi è la responsabilità delle scelte, anche quell'emendamento va nella direzione opposta al chiarire al cittadino se il suo voto vale, e di poter capire, alla fine, se prevale un gioco trasversale magari finalizzato ad affossare un assessore perché è di una corrente o di una componente non gradita a qualcuno e non invece una persona perfettamente in grado di svolgere un ruolo politico oltre che tecnico.
Spero che l'emendamento possa essere rivisto o ritirato per far sì che i principi, a cui mi richiamavo inizialmente, di responsabilità, trasparenza e valutabilità siano pienamente garantiti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Signor Presidente e onorevoli consiglieri, penso che, con l'articolo 13, si completi, in qualche modo, l'architettura istituzionale che sta alla base di questo articolato di legge, nel senso che una volta che abbiamo definito l'elezione diretta a suffragio universale del Presidente della Regione, e quindi i poteri che sono connessi a questa elezione diretta, la funzione di questo articolato è di individuare dei contrappesi che, in qualche modo, riescano a riequilibrare un sistema istituzionale che, attraverso l'elezione diretta del Presidente, se rimanesse così come è, è indubbiamente sbilanciato verso il potere esecutivo.
L'architettura istituzionale di questo articolato di legge prevede due possibilità attraverso le quali si può controbilanciare il potere del Presidente eletto a suffragio universale diretto. Il primo elemento di riequilibrio, l'abbiamo già affrontato, è quello del potere legato alla partecipazione popolare, quindi la possibilità che i cittadini possano utilizzare uno strumento diretto, di democrazia diretta, di democrazia partecipativa diretta, il referendum e le diverse modalità del referendum, il quale è un elemento che, in qualche modo, bilancia un potere esecutivo che, indubbiamente, ha subito un suo incremento.
L'altro elemento di forte riequilibrio è derivante dal fatto che noi possiamo individuare ed esaltare la centralità del Consiglio regionale attraverso l'individuazione di poteri molto più stringenti, poteri effettivi da parte del Consiglio regionale che possa esercitare concretamente, attraverso una forma di riequilibrio nei confronti del potere esecutivo. Da qui l'esercizio che è stato fatto positivamente, a mio modo di vedere, dalla Commissione, con il concorso anche della Giunta regionale, la quale ha cercato di porre, appunto, al centro di questo riequilibrio dei poteri, il Consiglio, esaltandone prima di tutto, la funzione e il potere legislativo che, nell'ambito dei poteri democratici, è il potere più nobile in assoluto, consistente nel poter elaborare e approvare le leggi; quindi il potere di indirizzo, di indirizzo politico anche nei confronti dell'esecutivo e il potere di controllo.
Questi sono i tre poteri attraverso i quali si esplica quell'elemento di riequilibrio nei confronti dell'elezione diretta del Presidente, su questo io penso che la Commissione abbia esercitato compiutamente con uno sforzo di elaborazione anche positivo, anche innovativo da questo punto di vista. E' evidente però che il ruolo del Consiglio regionale ha subito una qualche decurtazione. Rispetto al passato, la legittimazione del Presidente della Regione, la legittimazione nei confronti della Giunta regionale, non è più affidata al Consiglio regionale, ma al popolo. E' il popolo che legittima il Presidente della Regione e conseguentemente è il Presidente che esercita il suo potere di nomina e di revoca degli Assessori e, quindi, nei confronti dell'Esecutivo. Questo è il primo elemento di novità: una decurtazione di ruolo del Consiglio.
Il secondo elemento innovativo è legato al venir meno di quel potere di co-amministrazione che storicamente in questi sessant'anni di autonomia il Consiglio regionale ha esercitato. Una commistione di poteri, di responsabilità e, in qualche modo, di funzioni, di co-amministrazione appunto. L'elezione diretta del Presidente della Regione pone una separazione netta tra il potere esecutivo e il potere legislativo. E' evidente allora che, in questa distinzione netta di poteri e quindi anche di responsabilità, la responsabilità dell'Esecutivo, la responsabilità del Presidente, si esplica attraverso atti di governo concreti e questi atti di governo non possono essere in qualche modo condivisi dall'Assemblea regionale; quella sarebbe co-amministrazione.
Allora, delineiamo in maniera precisa quali sono gli atti di governo, quali sono le responsabilità di governo che devono essere chiaramente indicate in capo al Presidente della Regione e invece quali devono essere i poteri che devono stare in capo al Consiglio regionale. Una commistione di funzioni, una commistione di poteri in questo senso porterebbe a riprodurre quella co-amministrazione che, in qualche modo, ha connotato, in alcuni casi positivamente, in altri negativamente, l'operato del Consiglio regionale in tutti questi primi sessant'anni della nostra autonomia regionale.
Io sono sicuro che la Commissione abbia fatto un ottimo lavoro, un lavoro fortemente innovativo, un lavoro di elaborazione anche rispetto ad altre realtà, ma anche un lavoro che ha portato ad individuare poteri precisi, cogenti, efficaci in capo al Consiglio regionale, delineando e determinando una separazione netta rispetto al potere dell'Esecutivo. Poteri netti e divisi, responsabilità precise e delineate. Penso che questo sia stato l'operato della Commissione e che questo operato debba essere valutato positivamente.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pinna, relatore.
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Si esprime parere contrario per gli emendamenti numero 82, 85, 238, 86, 517, 37, 88, 518, 90. Per l'emendamento numero 239 la Commissione ha sospeso il giudizio in attesa, eventualmente, di una sintesi o di una riformulazione. Per l'emendamento numero 715 si esprime parere contrario, mentre invece è favorevole per gli emendamenti numero 710 e 768, il cui contenuto è identico. Si esprime parere contrario per gli emendamenti numero 679 e 84, mentre favorevole per il "764", "357"; parere contrario per gli emendamenti numero 358, 253 e 36. Ancora si esprime parere favorevole per l'emendamento numero 270 quando integra il comma 4 dell'articolo 16 con riferimento alla Costituzione, mentre è negativo per il "95". Per quanto riguarda l'emendamento numero 83, di fatto lo spirito viene accolto anche se poi andrà riformulato con il testo di un emendamento che abbiamo precedentemente accolto.
Anche per quanto riguarda il "176" si esprime parere favorevole, così come per il "346" e anche per il "164", proprio quando introduce la funzione regolamentare accanto a quello legislativa, poi va raccordata la formulazione. Si esprime parere contrario per gli emendamenti numero 714, 519, 237, 322 e 87. Per quanto riguarda gli emendamenti numero 758 e 780, unitamente al "791", la Commissione ha valutato gli emendamenti ma non ha espresso compiutamente un giudizio, tant'è che chiederò, subito dopo, una breve sospensione per consentire una eventuale riscrittura congiunta dei tre emendamenti. Ancora si esprime parere favorevole per il "765", mentre parere contrario per gli emendamenti numero 89, 71, 91, 94 e 520. L'emendamento numero 778 è stato esaminato ed è stato sospeso nel senso che bisogna proporre una più convincente riformulazione; sugli emendamenti numero 92, 93 e 224 il parere è contrario.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Signor Presidente, io ho qualche difficoltà ad esprimere il parere sugli emendamenti anche per l'esigenza che è stata posta, mi pare, dall'onorevole Uras di una sospensione che eventualmente può avvenire direttamente dopo l'espressione del parere. C'è un'esigenza anche di coordinare gli emendamenti, alcuni probabilmente sono decaduti, altri forse necessitano di essere spostati su articoli successivi. Comunque essendoci un'esigenza reale e concreta di coordinamento, rischieremmo, nell'esprimere il parere, mi rivolgo anche al Presidente della Commissione, magari di esprimerlo su qualcosa che poi può essere collocato in una fase successiva, oppure su un emendamento che probabilmente può risultare decaduto. Mi appello anche alla sua attenzione, Presidente, per valutare se non sia il caso di sospendere e di esprimere eventualmente poi un parere compiuto sui singoli emendamenti.
(Interruzione del consigliere Uras)
PRESIDENTE. Onorevole Uras, su che cosa intende intervenire?
URAS (R.C.). Sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Intervengo per confermare la richiesta di sospensione che, secondo me, può agevolare i lavori dell'Aula e renderli anche più celeri e più produttivi.
PRESIDENTE. Quanto tempo propone, onorevole Uras?
URAS (R.C.). Almeno mezz'ora, Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Bene. L'onorevole Ladu, prima della sospensione, chiede la verifica del numero legale.
Invito i colleghi che appoggiano la richiesta ad alzarsi.
(Appoggia la richiesta il consigliere Alberto Randazzo.)
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
PRESIDENTE. Dichiaro che sono presenti 68 consiglieri.
(Risultano presenti i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Balia - Barracciu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cassano - Cerina - Cherchi Oscar - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda - Farigu - Floris Mario - Floris Vincenzo - Gallus - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licandro - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Masia - Mattana - Meloni - Milia - Moro - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pittalis - Porcu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Serra - Uggias - Uras.)
Il Consiglio è in numero legale, pertanto proseguiamo.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Volevo soltanto richiamare l'attenzione sul fatto che ci siano dei tempi certi, non vorrei che si arrivasse ad un'ora in cui poi non si riesce più a lavorare; chiedo che si valuti bene se sospendere solo mezz'ora o se, non essendoci una particolare fretta, non si possano riprendere i lavori direttamente alle ore 16, per evitare così di andare avanti e indietro magari in una situazione di incertezza sino al completamento dei lavori da parte della Commissione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris. Il suo auspicio è anche il mio, però se a me chiedono mezz'ora di sospensione, a questo mi devo attenere e questo devo comunicare all'Aula. Onorevole Uras, in quanto tempo è determinata la proposta di sospensione? Onorevole Uras, per gentilezza...
URAS (R.C.). Concordo, Presidente. Se ci sono le condizioni, andiamo avanti con l'esame anche sugli altri articoli...
PRESIDENTE. Scusi? Non ho capito. Ha chiesto la sospensione, per quanto tempo?
URAS (R.C.). Ho chiesto mezz'ora di sospensione, ma visto che ci sono altre ipotesi per andare a questo pomeriggio, diciamo che si lavora attorno agli emendamenti non solo di questo articolo attualmente in discussione ma anche dei prossimi, per cui si possono riprendere, è meglio, i lavori questo pomeriggio.
PRESIDENTE. C'è una proposta di aggiornamento dei lavori a questo pomeriggio. Se non ci sono pareri contrari, i lavori della mattinata finiscono qui. La seduta riprende questo pomeriggio alle ore 16 e 30.
La seduta è tolta alle ore 12 e 27.
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