Seduta n.324 del 13/03/2003
CCCXXIV Seduta
Giovedì 13 Marzo 2003
(Pomeridiana)
Presidenza del Vicepresidente Salvatore Sanna
indi
del Presidente Serrenti
indi
del Vicepresidente Biggio
La seduta è aperta alle ore 16 e 11.
ortu, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 7 marzo 2003 (318).
PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che eravamo nella fase delle dichiarazioni di voto. Ha domandato di parlare il consigliere Granara. Ne ha facoltà.
GRANARA (F.I.-Sardegna). Per informarla, che abbiamo provveduto ad una verifica, so che non è all'ordine del giorno, di un controllo dell'impianto per votare, e il tecnico, gentilmente, ha fatto un sopralluogo all'ora di pranzo e ha verificato che tante volte, in effetti, il meccanismo d'ingresso ha bisogno di uno, due secondi per essere operativo. Quindi, se per cortesia, stabiliamo un tempo minimo di almeno cinque, sette, dieci secondi come minimo e poi lo può allungare quanto vuole, ma è proprio il meccanismo che ha bisogno di qualche secondo. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Tutti i colleghi hanno avuto modo di sentire, spero che questo contribuisca anche a rasserenare l'ambiente. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Dichiaro il mio voto favorevole all'emendamento numero 419.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Ringrazio il collega Cogodi per la velocità nell'esprimere il voto su questo emendamento che è un fatto insolito e sorprendente, però finalmente si attiene al Regolamento. Cercherò di essere altrettanto rapido. Non credo di riuscirci, però cercherò, mi sforzerò quanto meno.
L'emendamento 419 per tutte le ragioni che sono emerse nel corso della discussione generale, non possono, a mio modo di vedere essere condivise per diversi ordini di motivi. Proprio per la celerità alla quale mi sono invocato, mi sono riferito nella fase iniziale di questo mio intervento cercherò solamente di indicarne alcune. Primo, 47 milioni e 800 mila euro recuperati alle entrate della Regione sarda, consentono, pur nella politica di rigore avviata da questa maggioranza, perseguita dalla Giunta e magistralmente trasfusa negli atti della manovra finanziaria e di bilancio, vietano che questo emendamento possa essere accolto. Novantre, 94 miliardi circa di risorse, che oggi si trovano spalmate negli stati di previsione della spesa, comporterebbero lavori di non poco conto per sistemare il bilancio per quella parte di tagli che necessariamente dovrebbero essere praticati in relazione alla diminuzione delle entrate, non facilmente attuabile e anche sotto questo aspetto, a termini regolamentari, ho difficoltà a credere che possano essere presentati emendamenti successivi, perché in questa fase gli emendamenti che possono essere presentati sono, solo da parte della Giunta e dei Capigruppo, quelli che si riferiscono ad una migliore lettura del testo laddove esistano difficoltà di interpretazioni per effetto di approvazioni e bocciature che nel corso della discussione e delle votazioni dovesse emergere.
Quindi ci sarebbe questo problema di effettuare tagli a recupero delle risorse che non ci sarebbero più in quanto non più disponibili e poi c'è un problema di legittimità in ordine alla praticità di questo procedimento.
Per quanto riguarda l'utilità poi del provvedimento, quindi entrando nel merito, così come è stato ricordato, è stata la prassi attraverso la quale si sono recuperate alle disponibilità dell'amministrazione regionale risorse, è stata attuata per la prima volta nella scorsa legislatura dell'assessore di allora il professor Sassu. In quell'occasione, come è stato ricordato da me in un intervento che ho fatto, e ribadito del collega Pittalis con più e maggiore dovizia di particolari, e non certamente questo fatto disconosciuto ai colleghi dell'opposizione, così allora noi rimproverammo la Giunta di allora per il tardivo intervento perché per anni aveva consentito agli istituti di credito gestori di questi fondi di ingrassarsi con risorse messe a disposizione loro da questa amministrazione.
Quindi rimproverammo il tardivo intervento, oggi in questo processo di affinamento sulla base delle indicazioni che risultano dal prospetto della gestione dei fondi di rotazione consegnato a ciascun collega e oggetto anche di discussione in commissione, oggi si arriva ad un processo di affinamento nel recupero di quelle risorse per quei fondi che dimostrano di essere abbondantemente dotati e che per la movimentazione delle somme stesse non necessitano di stanziamenti così corposi; e così facendo impediamo a spalle del contribuente di ingrassare e di fare utili
SPISSU (D.S.). Signor Presidente, chiediamo la votazione palese con procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Rassu. Ne ha facoltà. In tutti i casi voglio avvertire i colleghi che la seduta ha avuto inizio alle ore 16 e 11 e dobbiamo aspettare almeno le 16 e 21 per poter procedere con le votazioni quindi, onorevole Rassu può fare la sua dichiarazione di voto.
RASSU (F.I.-Sardegna). Vede Presidente, io ho pensato molto sulla necessità di un intervento, ma lo faccio solo per chiarezza, ho sentito la sollecitazione dei colleghi della Commissione su questo articolo, i dubbi, le perplessità che hanno espresso, ma debbo affermare con tutta sincerità che di fatto si tratta di un artificio contabile, necessario affinché i fondi stessi poi possano essere riutilizzati nelle stesse poste. Certo in un primo momento il dubbio forte che si potessero togliere incentivi e risorse a dei settori ai quali e per i quali io stesso in Commissione, la Commissione stessa ha segnalato la loro scarsità, non solo, ma segnalando alla Giunta che questi dovessero essere aumentati, mi ha lasciato un po' perplesso. Un approfondito esame e comunque un chiarimento abbastanza profondo, sia con l'Assessore dell'industria che con l'Assessore dell'artigianato e con l'Assessore della programmazione mi hanno convinto che non vengono assolutamente tolte le risorse dalle varie leggi di settore, parlo della "66", della "23", della "51", della "20" e delle altre che sono riportate nell'articolo 4, ma bensì trattandosi di fondi di rotazione, non dovendo lasciare gli stessi fondi ad ingrassare, ad impinguare le casse delle banche vengono richiamati per poi rimessi, chiaramente il termine stesso lo dice, per poi essere rimessi nel giro e quindi essere ridestinati a quelle che sono le attività produttive.
Ho voluto dire questo affinché non venga detto che il Presidente della sesta Commissione è stato disattento al dibattito né tanto meno che non voleva prendere posizione. La tentazione in un primo momento di astenermi in questo articolo è stata fortissima, debbo confessarlo; ma ripeto ancora: dopo quanto ho voluto appurare sulle delucidazioni datemi dalla Giunta in primo momento e dal Presidente della Commissione bilancio poi, ma anche per quella poca conoscenza che posso avere, diciamo così, delle poste di bilancio, mi hanno convinto che non si tratta di un prelievo delle somme destinate già alle attività produttive ma bensì della sola e momentanea ripresa dei fondi che giacciono inutilizzati in sovrappiù nelle casse delle banche per essere poi rimessi, come è stato per altro fatto negli esercizi passati e da sempre da parte degli assessori della programmazione per essere poi rimessi appunto nei settori delle attività produttive.
Detto questo, non mi sottraggo a quanto in Commissione è stato deliberato, e fortemente sostenuto dal sottoscritto, che per le attività produttive è necessario prestare una particolare attenzione ma non solo a parole, perché se si crede nell'impresa, se si crede nella piccola e media impresa è necessario non crederci solo a parole ma dare alle imprese gli incentivi e le risorse necessarie affinché la nostra economia possa risollevarsi, affinché la nostra economia possa rispondere a quelle che sono anche le esigenze, la domanda di mercato che attualmente è pur presente in Sardegna, ma che di fatto avendo delle imprese sotto capitalizzate non si riesce e dovendo le stesse agire in un sistema, in una struttura che strutturalmente è debole, e agendo le stesse imprese in un sistema economico strutturalmente debole non possono chiaramente sopravvivere senza le incentivazioni indispensabili e necessarie al nostro sistema..
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Usai. Ne ha facoltà
USAI (A.N). Molto brevemente, Presidente, per continuare in quel ragionamento…
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. Le chiedo scusa, onorevole Usai, chiedo ai colleghi per cortesia il massimo dell'attenzione possibile e il silenzio.
USAI (A.N.). Dicevo, per continuare in quel ragionamento che si era tentato di introdurre ieri e che invece non riesce a produrre sino adesso, chissà tra un mese è possibile riesca a produrre qualche effetto, quel ragionamento iniziato ieri. Quando si presenta un emendamento, soppressivo di un intero articolo, e su questo si tenta anche di fare un'imboscata, mi sembra che il clima non sia tra i migliori, perché molti di noi, molti di noi, anche molti colleghi che non sono qua presenti, conoscendo la facondia dell'onorevole Cogodi, erano certi che l'onorevole Cogodi si sarebbe preso tutti i minuti necessari e regolamentari per esporre le sue tesi, più i due minuti di riserva (onorevole Cogodi qualche minuto per concludere). Questo non è accaduto. L'onorevole Cogodi contravvenendo a quelle che sono le sue abitudini, le sue caratteristiche, ha rinunciato a parlare e ha detto che condivideva il senso dell'emendamento.
Quindi questo tipo di spirito collaborativo che potrebbe aleggiare all'interno di questa Aula, ogni tanto si presenta, qualche altra volta viene vanificato, non so se da destra, da sinistra, dal centro non mi interessa, mi interessa il discorso complessivo. Ecco, su questo bisogna obiettivamente, credo, riflettere.
Il mio voto, proprio perché ritengo sia un emendamento dannoso, questo, ma dannoso non per la Giunta, e per la maggioranza, ma dannoso per la Sardegna e non faccio demagogia e lo sanno anche gli amici e i colleghi del centrosinistra, il mio voto su questo emendamento è un voto negativo, ovviamente, con la riserva e con la speranza soprattutto che questo tipo di accadimenti possa trovare, quanto prima, una soluzione essendo tutti quanti più seri, io per primo e soltanto io.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Licandro. Ne ha facoltà.
Invito un collega Segretario della maggioranza a prendere posto in Presidenza, perché ci avviamo verso le operazioni di voto.
LICANDRO (P.P.S.-Sardistas.). Signor Presidente, colleghi, anche io voglio fare la mia dichiarazione di voto e chiaramente sono contrario, il mio è un voto contrario a questo emendamento, un emendamento soppressivo, uno dei tanti che l'opposizione ha presentato in questa discussione per la manovra finanziaria. Fra l'altro l'articolo 4, che parla del recupero dei fondi di rotazione, parla di una norma che va nel senso di una razionalizzazione della spesa e dell'uso delle risorse pubbliche, non va certamente invece in una direzione che è stata ipotizzata, che più di un collega dell'opposizione ha detto, nella direzione appunto di una razionalizzazione della spesa.
Chi non vuole questa norma in effetti vuole soltanto che i soldi, i soldi pubblici quindi, i soldi che non appartengono certamente a noi ma che sono risorse di tutti i sardi, rimangano nelle banche e in pratica vadano ad ingrassare i conti e gli interessi delle banche. Si tratta di un provvedimento che permette di ridurre le giacenze e, quindi, come tale, noi non siamo assolutamente d'accordo su questo emendamento soppressivo e pertanto voteremo conto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda. Ne ha facoltà.
CORDA (A.N.). Solo per dire che per consentire una maggiore celerità nell'approvazione di questa finanziaria, migliorandola dove è possibile, rinuncio all'intervento.
PRESIDENTE. Siamo in sede di votazione, stiamo votando l'emendamento 419, primo firmatario l'onorevole Falconi. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Una brevissima dichiarazione di voto, riprendendo anche la discussione che abbiamo fatto questa mattina, che abbiamo fatto ieri e per uscire un po' dalle secche di una discussione che l'onorevole Balletto, quando gli conviene continua a definire noiosa, tediosa, poco utile per la comunità sarda. Noi ci rendiamo conto che a momenti può essere così, a momenti può essere così, così non è stato certamente ieri, quando abbiamo bocciato l'articolo 2 e l'articolo 3, che non riguardava l'utilizzo di fondi comunitari, come è stato raccontato, o l'introduzione di procedure che migliorano la qualità della spesa dell'amministrazione regionale. Si è trattato semplicemente di poste di bilancio consistenti a favore del Consorzio 21 per quasi 160 miliardi di lire, nonostante il Consorzio 21, così come ha ben spiegato la Seconda Commissione, non abbia le caratteristiche per svolgere questo genere di attività non essendo agenzia governativa, ma che nonostante tutte le buone argomentazioni addotte all'unanimità dalla Commissione la maggioranza, a cominciare dell'assessore competente, continua a voler mettere in campo, così come avete continuato a tenere in campo, nonostante le nostre buone ragioni portate avanti in modo noioso e tedioso, onorevole Balletto e sono d'accordo con lei, la posta di bilancio di 5 miliardi l'anno per verificare la possibilità di introdurre la contabilità economica e patrimoniale a cominciare dal 2007.
Noi siamo disponibili a ragionare nel merito di questa finanziaria ma se questa finanziaria viene modificata nei punti in cui abbiamo detto e se viene bonificata da tutti gli emendamenti che, noi ci siamo permessi di fare un calcolo rapido, comporterebbero un aggravio in questa finanziaria gli emendamento proposti dalla maggioranza, un aggravio in questa finanziaria pari a 500 miliardi di vecchie lire, 256 milioni di Euro. Se la maggioranza intende discutere seriamente, noi siamo disponibili non a trattare, perché non dobbiamo trattare proprio niente, siamo disponibili a fare una discussione che migliori questa finanziaria, che orienti le risorse nei settori che noi riteniamo fondamentali e discutiamo con voi se è così anche per voi, se viene bonificata di tutti quegli aspetti inquinanti di questa manovra finanziaria in tutti quei settori nei quali la maggioranza, che pure ha lavorato costruirla, evidentemente intende scardinarla e intende manometterla. Per questo motivo noi continuiamo a discutere, a proporre gli emendamenti come quello in votazione fra poco sul quale io esprimo il mio voto favorevole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (S.D.I.- S.U.). Grazie Presidente, anche io intervengo per esprimere il nostro voto a favore di questo emendamento; naturalmente anche per evidenziare che ascoltando i vari interventi che si sono susseguiti in questi giorni, tanti giorni, non si può non evidenziare un fatto, quello che in qualche modo è venuto fuori da parte di alcuni e cioè una certa disponibilità ad entrare in merito a quelli che sono i problemi che in questa finanziaria sono sempre più evidenti.
La disponibilità che però non mi pare che sia ampiamente condivisa, non mi pare che ci sia da parte di chi dovrebbe prendere un po' in mano la situazione, portata avanti con delle iniziative che facciamo capire davvero, che c'è questa disponibilità a far sì che in quest'Aula non si vada avanti così come si sta andando avanti quasi a voler perdere tempo, con un gioco che di sicuro non fa bene a nessuno. Tempi lunghi, come stiamo vedendo, che non evidenziano chiarezza, non evidenziano disponibilità. Troppi emendamenti e se questi emendamenti fossero stati soltanto del centro sinistra avrei anche capito che fa parte di quello che è uno dei modi di fare opposizione, uno dei modi che serve a far capire che ci sono problemi, che ci sono esigenze, a far si che questa finanziaria, così come è stata portata in questo Consiglio, venga in qualche modo modificata. Non è così, ci sono emendamenti che vengono presentati anche da parte del centro destra a dimostrare, così come l'ha dimostrato una serie di votazioni che hanno messo in evidenza queste fratture, hanno messo in evidenza che non c'è accordo anche da parte del centro destra in questa finanziaria. Allora io chiedo ai colleghi, a quelli del centro destra in particolare, i motivi per cui in alcun modo non si vuole cercare di trovare un momento di accordo. E` stato detto da diversi, è stato detto in certi momenti che forse questo momento si poteva anche trovare e invece mi pare che non sia così. Noi nei giorni scorsi abbiamo potuto constatare che ci sono, da parte del centro destra, disponibilità anche ad accettare questo tipo di dialogo e si è messo in evidenza anche con la bocciatura di un articolo, un articolo in particolare, l'articolo 3 che è caduto dopo giorni di discussione, dopo che si è in qualche modo confrontati su emendamenti che in qualche modo evidenziavano ancora una volta lo sperpero, ancora una volta il modo non condivisibile di spendere le risorse in questa regione. Allora, voglio dire: ma perché non ci si deve fermare un attimo, perché invece continuare con questo continuo dibattito, questo continuo volere intervenire solo per evidenziare, così come qualcuno ha detto, "che siamo in quest'Aula", come qualcuno ha detto solo per evidenziare che c'è bisogno di intervenire per essere all'attenzione della Sardegna e, perché no, anche nella possibilità di essere rieletti, cosa che mi ha lasciato davvero perplessi e che mi fanno capire quanto siamo lontani noi da quelle che sono le aspettative della gente che in questo momento ci sta guardando e sta considerando il nostro lavoro. Il mio è un invito, più che altro, a far sì che ci sia questo attimo di riflessione, un invito a far sì che non ci siano tutta una serie di interventi portati solo ad un effetto, che è quello di prendere per fatica, per stanchezza, magari questa opposizione, che di sicuro per stanchezza non sarà presa, che di sicuro farà di tutto per evitare che vengano portate in porto, diciamo, alcuni di questi articoli che, così come abbiamo visto, servono soltanto a far sì che si incrementi quello che è l'indebitamento, si incrementi questa politica sbagliata che sta portando avanti questa Giunta, si incrementi quello che è ancora per un anno una politica di sperpero che ha fatto sì che la nostra Regione si sia indebitata così come si è indebitata, che i nostri assessorati davvero non siano più rispondenti nella politica a quelli che sono i bisogni della gente. Mi va di fare degli esempi, ma sono sicuro che questi esempi sono davanti a tutti, per cui ritengo il nostro voto a questo emendamento è un voto che serve a far capire che anche questo articolo è sbagliato totalmente e non è sicuramente quello che serve alla gente della nostra Sardegna, non è quello che serve a far si che questo Consiglio possa bene operare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SECCI (La Margherita - D.L.). Intervengo sull'emendamento 419 per dichiararmi d'accordo con lo stesso e fare alcune precisazioni su qualche elemento portato alla discussione soprattutto dal collega Balletto e dall'Assessore Masala. Intanto, caro collega Balletto, il problema del recupero dei fondi di rotazione portato all'attenzione del Consiglio regionale con la finanziaria, mi sembra del '96, dall'allora assessore Sassu, se il collega Balletto fosse un testimone più veritiero si ricorderebbe che in quella circostanza, quando il professor Sassu, allora Assessore alla programmazione, portò questo elemento di novità alla proposta di finanziaria, ci fu un lungo ed articolato dibattito che vide la partecipazione prevalente alla discussione, alla problematicità della innovazione, soprattutto i Commissari dell'allora maggioranza. E quindi è una materia che abbiamo discusso a fondo in Commissione bilancio e programmazione e che soltanto dopo una discussione profonda e articolata vide per una parte applicata, in quella circostanza, questa innovazione al bilancio. Al collega Balletto, che continuamente fa riferimento all'incapacità propositiva di questa opposizione, voglio solo ricordare, dovrebbe essere testimone abbastanza attento e anche interessato essendo il Presidente della Commissione, che in Commissione bilancio durante tutto l'esame della manovra finanziaria ad una partecipazione attiva, costante, intelligente, preparata, da parte dei commissari dell'opposizione, è stato contrapposto il silenzio totale dei commissari della maggioranza, compreso il Presidente. E se il Presidente si capisce perché deve svolgere un ruolo in qualche maniera di sintesi, di uomo al di sopra delle parti, quando riesce a farlo e sarebbe bene che qualche volta lo facesse anche in Aula da Presidente della Commissione questo lavoro, meno si è capito, meno si è apprezzato, meno si è giustificato da parte degli altri commissari. E allora, collega Balletto, abbia più rispetto delle posizioni della minoranza che anche quando propone emendamenti abrogativi lo fa a seguito di un esame attento ed approfondito delle materie che questi emendamenti abrogativi trattano. All'Assessore Masala voglio ricordare una cosa, che ha detto stamattina forse con un eccesso di generosità: Assessore Masala si stanno togliendo soldi dai fondi di rotazione e si stanno mettendo nelle entrate del bilancio. Non c'è scritto da nessuna parte dove vanno questi soldi; c'è scritto nella manovra finanziaria che i soldi destinati all'attività produttiva, al sistema produttivo della nostra regione sono stati ridotti, sono stati ridotti. Certo i soldi non hanno qualificazione, non c'è scritto nel bigliettino da un Euro dove questo deve essere collocato, però di sicuro c'è un risultato, Assessore Masala, che i fondi destinati all'incentivazione del sistema produttivo non soltanto per dichiarazione nostra, ma per dichiarazione anche delle forze sociali che a questa materia sono interessate, sono giudicati insufficienti e sono giudicati in contrazione rispetto al passato. Allora, concludendo, perché il tempo è sempre tiranno, dico che forse è il tempo che il recupero dai fondi di rotazione vada visto con occhio differente; non è pensabile che negli ultimi quattro esercizi, Assessore Masala, siano stati tolti dai fondi di rotazione, per essere introdotti nel bilancio, 565 miliardi di vecchie lire. Allora se era giustificata all'inizio del professor Sassu nel 1996, probabilmente non è una politica che può essere continuata, salvo che non si voglia pregiudicare tutto quel sistema di incentivazione del sistema delle imprese. Salvo che non si voglia, Assessore, mettere mano alle leggi che hanno 50 anni di vita e che probabilmente se le rivisitassimo potrebbero consentire un altro tipo di manovra che io in quel che tipo di circostanza ho avuto l'onore di chiedere a lei e alla sua Giunta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA. (S.D.I. - S.U.). Il nostro voto all'emendamento 419, teso a sopprimere l'articolo 4, è naturalmente favorevole; naturalmente perché, Presidente, ne abbiamo già spiegato le ragioni ed i motivi che ci inducono ad osteggiare una scelta fatta dall'assessore, dall'intera Giunta regionale, che rischia alla fine di compromettere la funzionalità di una serie di leggi. Se è vero come è vero, così come ora ha richiamato l'onorevole Secci, che questa metodica è diventata regola usuale e che nell'arco degli ultimi quattro esercizi finanziari la somma di ben 500 miliardi è stata sottratta dai fondi di rotazione, quindi, dal diretto impiego in leggi di settore tese a garantire produttività ed operatività ai settori più fragili e più deboli del nostro sistema economico, una metodica di questo tipo non può evidentemente che vederci schierati dalla parte opposta rispetto alla scelta della Giunta. Io colgo l'occasione per rifarmi all'intervento dell'onorevole Pittalis di questa mattina; intervento, onorevole Pittalis, che io ho apprezzato, ho apprezzato nella parte in cui lei pari nostro, sollecitava il Presidente della Giunta regionale, ma anche tutti gli altri componenti, a rendere pubblici gli incarichi. E diceva, giustamente onorevole Pittalis, che non devono essere resi pubblici gli incarichi di questa legislatura, ma che devono essere a richiesta, lei l'ha richiesto ed è giusto che così venga fatto, resi pubblici gli incarichi anche relativi ad altre legislature. Ora se il Presidente della Giunta regionale, posto che ci stia ascoltando, se il Presidente della Giunta regionale raccoglie questi inviti che a questo punto vengono dai banchi dell'opposizione ma anche dai banchi della maggioranza e ci rassicura che nella giornata odierna o domani mattina ci fornirà questi elenchi, non avrà per altro difficoltà ad ottenerli in un sistema di meccanizzazione dove basta premere un pulsante per ottenere dati relativi agli ultimi 10 anni. Se il Presidente della Giunta regionale ci rassicura in questa direzione, ci toglierebbe l'incombenza di dover richiamare questo elemento ad ogni intervento; diversamente, Presidente Pili, se ci dedica un attimo di attenzione, diversamente Presidente Pili saremo costretti a continuare a svolgere questi richiami. Ne approfitto per dire che vi è un altro elemento che ci preoccupa e che ci induce, sempre in un tema di assunzioni, a richiamare comportamenti, anche questi recenti, se non direttamente della Giunta regionale per parte di enti strumentali della Regione. E anche stavolta intendo riferirmi ad assunzioni operate attraverso l'Ente Foreste, assunzioni che hanno interessato, onorevole Oppi, onorevole Oppi! Gradirei che lo sentisse perché, riguarda in parte anche lei...
PS/3 PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia. Prego onorevole Balia, concluda.
BALIA (S.D.I.-S.U.). Assunzioni, dicevo, che attraverso una società interinale hanno interessato non sono l'Ente Foreste e in specifico quello del territorio sassarese, ma anche pezzi di ASL soprattutto per quanto attiene al 118, trascurando le assunzioni dirette e rivolgendosi invece a una società interinale. L'assessore Oppi non è naturalmente che abbia provveduto personalmente; presumibilmente conosce la procedura che ovviamente è in capo ai direttori generali, però se vi sono motivi e ragioni perché nella sanità si seguano quei comportamenti, e presumibilmente vi sono, non comprendo quali siano i motivi e le ragioni che inducono agli stessi comportamenti presso l'Ente Foreste. E mi si consenta un'ultima annotazione: è vero che anche i nostri figli hanno tutti il diritto a esercitare un'attività lavorativa, però nasce in ogni caso un'ombra e un maggiore sospetto quando le assunzioni da una società interinale per l'Ente Foreste vengono fatte sotto il diretto controllo del figlio di un parlamentare sardo di centrodestra. Quando le cose avvengono seguendo queste procedure i sospetti aumentano. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sulla modalità di voto il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Sicuramente ci sono sette colleghi che appoggiano la richiesta.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri SPISSU, PIRISI, Emanuele SANNA, MORITTU, MARROCU, CALLEDDA, FALCONI.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 419 all'articolo 4.
(Segue la votazione)
USAI (A.N.). Un attimo, Presidente, non funziona, abbia pazienza.
PRESIDENTE. L'onorevole Usai può dichiarare il voto.
USAI (A.N.). Dichiaro voto contrario.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 75
votanti 75
maggioranza 38
favorevoli 33
contrari 42
(Il Consiglio non approva)
Metto in votazione gli emendamenti numero 420 e 603, che sono uguali.
FADDA (La Margherita-D.L.). Chiedo il voto segreto.
Votazione a scrutinio segretoPRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 420 e 603.
(Segue la votazione)
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 75
votanti 75
maggioranza 38
favorevoli 28
contrari 46
nulli 1
(Il Consiglio non approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI -CAPPAI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.)
Metto in votazione l'emendamento numero 421. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). In apertura di seduta io non ho rinunciato alla dichiarazione di voto, puramente e semplicemente ho reso una dichiarazione di voto in termini essenziali, brevi, posto anche il fatto che la seduta prevista per le ore 16, alle 16 e 10 minuti pieni ancora non era iniziata e che pochissimi colleghi di maggioranza erano presenti in aula. Comunque rientra nei diritti del consigliere di parlare per il tempo previsto dal Regolamento, di parlare anche per meno del tempo previsto.
CORDA (A.N.). Anche di non parlare!
COGODI (R.C.). O anche non parlare, tanto è stato sufficiente perché dai banchi della maggioranza si sia levata ancora una volta un'accusa di imboscata. Se l'opposizione interviene e argomenta è ostruzionismo, se l'opposizione propone che si proceda è imboscata. Io vorrei capire come ci si deve comportare in questo Consiglio. Non so se il collega Usai, che parla di imboscata solo perché uno parla breve…
USAI (A.N.). Non uno, Cogodi!
COGODI (R.C.). …ha mai visto un bosco, sa cos'è un bosco o almeno un cespuglio. Tuttavia così è, però quelli che erano presenti di maggioranza, a iniziare dal collega Balletto e via tutti in fila indiana, quelli che erano presenti a rendere le loro dichiarazioni di voto interamente per il tempo concesso per consentire ai loro colleghi ritardatari di pervenire in aula, dopo che ieri hanno voluto imprimere un ritmo, dicono loro, più accelerato ai lavori, anticipando l'ora di inizio e di chiusura del Consiglio, dopo che a turno gridano che il popolo aspetta, la Sardegna soffre, l'economia langue e quindi bisognerebbe approvare immediatamente la finanziaria. Noi diciamo che la finanziaria andava approvata ben più di due mesi fa, se voi, maggioranza, aveste rispettato i tempi e gli obblighi e che non potete impedire oggi che si discuta il merito di questa finanziaria, perché la Regione ha bisogno di una legge finanziaria e di bilancio, ma non di questa legge finanziaria e di bilancio, perché questa è la legge finanziaria e di bilancio che voi volete imporre in modo arrogante e dannoso tagliando la spesa produttiva, tagliando gli interventi per il lavoro, tagliando le sovvenzioni agli enti locali della Sardegna e invece incrementando, o tentando di incrementare, ogni e qualsiasi altra direzione di spesa che risulti essere arbitrariamente gestibile, comunque clientelare. E su ognuna di queste cose noi abbiamo l'obbligo di fare il punto, come finora abbiamo fatto e come faremo se non interverrà una diversa opinione nella maggioranza, come dice l'opposizione e come dice anche una parte della stessa maggioranza, che cambi non interamente, ma che cambi almeno sostanzialmente, profondamente l'equilibrio di questa manovra finanziaria.
Per cui non si tratta, come da più parti si dice, si indica, di diplomazie che lavorerebbero chissà dove; qui non ci sono diplomazie, qui ci sono politiche e noi vogliamo discutere prima o poi del lavoro e delle leggi per il lavoro e del perché voi pretendete di farla franca tagliando i finanziamenti alle leggi per il lavoro in questa regione.
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Cogodi, per cortesia.
COGODI (R.C.). Leggi insufficienti e finanziamenti insufficienti che vanno incrementati o comunque almeno consolidati, migliorandone l'utilizzo, e non invece tagliati. Ne parleremo sicuramente. Voi oggi fate melina, fate manfrina, però ci arriveremo al punto e ai punti dolenti, più di questi, nei quali si dovranno fare i conti, e allora non potrete dire: "Ma non ci sono le risorse". Ecco dove sono le risorse, non è da qui che le dovete togliere, è dalla spesa clientelare e dispersiva che alloggia altrove. Punto per punto tutto questo verrà chiaramente rappresentato.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 421. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 422. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 657. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, io credo che ormai in quest'aula le cose sono talmente strane che quando la maggioranza vince sembra un caso straordinario. La maggioranza ha vinto e ha vinto su un emendamento sul quale c'è stata una normale libertà di voto da parte anche dell'opposizione, così come era successo l'altra volta quando abbiamo votato l'articolo sui mutui per le spese in agricoltura. Perché vi meravigliate tanto? Se l'emendamento e se la votazione di prima è riuscita a dare un po' di sorriso all'onorevole Pili, così si calma un attimo quando gli chiediamo i dati sulle consulenze, eccetera, se questo è servito per renderlo più sereno e più disponibile alla collaborazione, ditecelo...
OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Si può fare anche un'altra volta.
PRESIDENTE. Per cortesia, onorevole Selis.
SELIS (La Margherita-D.L.). Si può fare anche qualche altra volta. Noi ci serviamo dei suggerimenti dell'onorevole Oppi, che quando serve può essere utile. Cari colleghi, quello che stiamo discutendo ha certo un valore tattico nella politica, però ha anche un valore di sostanza. Mi sembra che la tattica in politica sia essenziale e qualche volta, almeno nella finanziaria, i problemi nella sostanza possono essere richiamati.
Stamattina l'assessore Masala mi ha detto: "Avete ragione, il documento che vi abbiano presentato è di dicembre, noi lo sappiamo, ed è aggiornato a giugno dell'anno scorso". Chiedo all'onorevole Masala: quest'Aula può deliberare con un documento giustamente presentato a giugno dell'anno scorso, o non ha diritto, come abbiamo chiesto in diversi, di avere un documento aggiornato quantomeno a dicembre, posto che siamo a marzo? Se questo è legittimo noi ci saremmo aspettati che la Giunta, venendo incontro alla legittima esigenza, ci proponesse un documento della situazione dei fondi di rotazione aggiornato a dicembre, perché in quel caso, lo dico al collega Fantola e al collega Usai, che sono le colombe, non bisogna volare molto perché in questo periodo e con questo clima di guerra che c'è... Bruno, anche tu sei una colombella, però qualche volta poi ti tocca fare il falco!
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Selis. Colleghi, per cortesia, potete prendere posto?
SELIS (La Margherita-D.L.). Massimo, questo era un argomento tipico su cui il clima in Aula si poteva distendere perché stavamo ragionando su come recuperare risorse dai fondi di rotazione ed evitare di prendere mutui pagandoli ad interessi alti e poi lasciare le giacenze sulle banche riscuotendo interessi bassi. La Giunta ha detto "Ma noi su questo abbiamo fatto dei passi in avanti", io non ho motivo di ritenere che così non sia, anzi, ne prendo atto. Il problema è mettere l'Aula in condizione di conoscere i passi in avanti, di conoscere la situazione delle giacenze per capire quanto insieme potevamo ricavare per finanziare emendamenti. Perchè anche l'opposizione, assessore Masala, ha presentato gli emendamenti, quando ci arriveremo ci saranno verosimilmente problemi di copertura; sapere dove sono le giacenze serviva per avere una discussione.
L'altra considerazione è che noi abbiamo giacenze in una serie di banche, invece queste vengono recuperate tutte dal CIS. Noi non abbiamo niente, né a favore né contro il CIS, avremmo solo necessità di capire come mai si era aggregata questa quantità di risorse nel CIS o se le risorse sono anche da altre banche, per cui si possa riprendere. Per dirla tutta abbiamo necessità di fare con serietà e consapevolezza il nostro lavoro, certo contrapponendoci alla Giunta, perchè giudichiamo pessimamente la manovra, ma anche dialogando, quando è possibile dialogare. Quando è possibile dialogare e alcune colombe ci hanno invitato a farlo, noi vorremmo anche capire se si riesce a dialogare sui problemi reali, ma se c'è da parte della Giunta l'indisponibilità a fornire anche le indicazioni più, direi tra virgolette, banali, è difficilissimo entrare nel merito dei problemi.
Colgo l'occasione per ricordare anch'io al Presidente Pili quelli che sono i suoi doveri istituzionali e al Presidente del Consiglio per incoraggiarlo ad adempiervi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Signor Presidente, due cose. Una che attiene all'emendamento 657 per segnalare un errore tecnico, è la lettera g), non d). La seconda cosa, onorevole Selis, lei ha ragione, ha bene udito quello che ho detto stamattina, che abbiamo fatto qualcosa in più, nel senso che abbiamo chiesto agli istituti di credito di fornirci non solo il movimento dei fondi di rotazione, così come riportato nel documento allegato alla manovra, ma anche di integrare questi dati con le situazioni delle pratiche pregresse. Lei ha anche ragione di chiedere queste cose, però, ahimè, io le posso dare solo quello che ho, e non ce l'ho non perchè non ce l'ho io materialmente, ma non l'hanno ancora gli uffici in quanto le banche, queste banche non hanno ancora, la prego di credermi, fatta eccezione di SFIRS, trasmesso, stanno ancora ultimando le chiusure al 31 dicembre del 2002 e quindi non le abbiamo ancora materialmente. Relativamente alla questione CIS o altre banche, non è che c'è una sproporzione, io le garantisco che la struttura non ha avuto nessun input per una o per altra banca, ha fatto questa valutazione sulla base della movimentazione che c'è nelle singole partite e quindi l'ha fatto con la massima possibile cautela per mantenere la consistenza dei fondi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Dichiaro il mio voto contrario a questo emendamento perchè in un certo senso il significato di questo emendamento, anche senza l'intervento testè fatto dall'Assessore, ci orientava a comprendere e a confermare come questo sistema di finanziamento delle entrate in maniera surrettizia avviene totalmente al buio, cioè senza nessuna conoscenza; questa addizionale al punto g) l'avete inserita, come ha detto poc'anzi, senza avere cognizione alcuna dello stato attuale dei flussi, voi togliete perchè avete bisogno di finanziare le entrate, questa è la verità, e quando si fa questo è del tutto evidente che non c'è criterio, assessore Masala. Perchè lei intervenendo in questo momento ci avrebbe dovuto spiegare a che cosa è ispirata questa scelta del punto g), per quale motivo e avrebbe dovuto fornirci i dati che in qualche modo confermavano questo elemento.
Non solo, il fatto che questa valutazione dei recuperi dei fondi di rotazione venga perfezionata nel corso del dibattito della finanziaria, ormai a distanza di tre mesi dalla sua redazione, fatto che non comportava un aggiustamento in corso d'opera, perchè sono dati che devono essere conosciuti nel momento della formulazione, avvalora
PRESIDENTE. Colleghi per cortesia. Scusi onorevole Sanna, i colleghi possono prendere posto dove normalmente siedono senza dare le spalle alla Presidenza? Per cortesia, colleghi! Prego onorevole Sanna.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Avvalora ancora di più l'indicazione che noi abbiamo posto all'inizio del dibattito di questo articolo 4 sulle modalità un po', cosiddette, garibaldine con le quali si affrontano problemi così delicati.
A questo proposito volevo ricordare che era stata assunta una iniziativa da parte della Giunta Floris, che noi avevamo giudicato nel suo complesso sufficientemente positiva, anche se andava perfezionata, quella di recuperare ed andare a chiudere una serie di conti correnti, che poi tra l'altro era nata anche da una nostra indicazione, e di questo aspetto non se n'è più parlato, si è chiusa intorno a quel momento di finanziaria, ed anche quello sarebbe stato un modo intelligente per andare a verificare, a ripulire il bilancio prima ancora di andare a ricercare fondi di rotazione, riforme più o meno definite, ed esigenza di avere un bilancio complessivamente più leggibile.
Noi riteniamo che la Giunta continui ad operare un po' a dispregio non solo del Consiglio, della modalità e del rituale che dovrebbe essere posto in essere per la predisposizione del bilancio, ma tutto sommato in sfavore anche dei sistemi produttivi, perchè quando si tagliano 12 miliardi di incentivi a favore delle piccole e medie imprese, e qui noi non sappiamo poi di fatto dove andiamo a collocare queste maggiori entrate, probabilmente a soddisfare alcune di quelle partite che durante la commissione sono state modificate e hanno creato una maggiore necessità di entrata. Questo è un fatto molto grave perchè conferma in senso generale questo atteggiamento non programmatorio, assessore Masala, ma meramente aritmetico, non si potrebbe neanche dire contabile, perchè normalmente una contabilità si rifà ad un disegno programmatico previsionale, che manca del tutto.
Io credo che i richiami che hanno fatto le categorie produttive a voi in questo momento siano più significative in questa fase della legislatura di qualunque altra operazione clientelare che pensiate di mettere in essere da qui alla fine della legislatura, perchè il peso dell'indebitamento, il peso di una politica senza obiettivi e senza anima alla fine pesa sul sistema economico; e non a caso in tutte le province ormai si attivano tavoli di coordinamento dei sistemi imprenditoriali proprio perchè sono fortemente allarmati dalla mancanza di dialogo, dalla sordità del governo regionale, dall'incapacità di essere ascoltati e posti in una condizione di compartecipazione alla vita pubblica. In questi anni abbiamo assistito non ad un arretramento delle posizioni della politica per fare avanzare quelle di maggiore conoscenza e di partecipazione del sistema economico, ma ad una sublimazione di questa pretesa tuttologica della politica, questa volta persino orientata a fini poco nobili, come stiamo dimostrando.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.
FALCONI (D.S.). Grazie Presidente. Io reintervengo su questo emendamento perchè è un modo di fare veramente singolare; noi già in sede di commissione avevamo lamentato ciò che poi abbiamo riportato qui in Aula, che alcune di queste lettere andavano cassate o ridimensionate. L'Assessore, io non ripeto tutte le argomentazioni che ha portato per giustificare un prelievo da leggi operative, non solo non ha corretto questo modo di fare ma ha presentato, come giunta regionale naturalmente, un ulteriore emendamento che invece di correggere ha aggravato la situazione. E cioè invece di andare a prelevare ancora da quei fondi che sono inoperativi ha prelevato nuovamente da una legge che è operativa, cioè " 21" e che tra l'altro è particolarmente efficace.
Noi vorremmo sentire, se è possibile, in qualche passaggio su questi prelievi così indiscriminati anche gli assessori di competenza di queste materie, ma per ora è il silenzio, si continua a prelevare.
Non ci scandalizza neanche questo, Assessore, però bisogna farlo nella chiarezza, perchè non bisogna dire in replica che comunque quei fondi restano lì dove sono o vanno a finire nuovamente alle imprese, perchè non è così! Quei fondi sono per le imprese, prelevati dal sistema degli incentivi delle imprese, e vanno a finire nel calderone generale, dove vanno riprogrammati, poi in parte infinitesimale vanno a finire nuovamente al sistema, vanno a finire anche nello stesso capitolo che alimenta quel fondo, ma vanno a finire appunto in forma infinitesimale.
Si può pure fare questa cosa, però facciamolo con chiarezza, con trasparenza, in modo che le categorie, non solo noi, ma le categorie interessate debbano sapere che si sta prelevando da quei fondi a loro disposizione, si riversa in un calderone generale e poi, se ne avanza, dopo aver foraggiato tutta un'altra serie di capitoli, vanno a finire pure al fine che hanno avuto prima del prelievo.
Prima di chiudere su questo io volevo fare alcune considerazioni, che peraltro ha rilevato già il collega Selis quando diceva che ormai sta diventando una notizia in quest'Aula e fuori da quest'Aula quando la maggioranza riesce ad ottenere la maggioranza, e cioè quando i numeri vengono ribaditi in forma palese o in forma segreta. Poco fa c'è stato un voto che ha in effetti creato qualche perplessità, non solo nella maggioranza, ma qualche perplessità anche all'interno delle opposizioni; perchè obiettivamente c'è stato un soccorso che ha aiutato la maggioranza, perchè nascondersi, il voto segreto in questo caso non nasconde nulla. A questo modo di fare non frappongo il modo di fare che qualche giorno fa il Presidente ha frapposto, e cioè una serie di minacce, di intimidazioni a chi nel voto segreto non votava come votava la sua coalizione.
Noi diciamo solamente, almeno io dico a questi amici, a questi compagni che sbagliano a sciupare un lavoro ben fatto, che il centrosinistra ha fatto bene e le opposizioni hanno fatto bene ieri, stavano facendo bene oggi e sciupano, è questa la loro responsabilità, un lavoro comune fatto bene.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente questo emendamento della Giunta va sostenuto ed approvato, e in questo senso è la mia dichiarazione di voto, perchè si incardina in tutte quelle argomentazioni che sono state fornite tanto dall'Assessore in sede di illustrazione dell'emendamento e nei suoi interventi successivi e che sono poi state anche confortate da pareri conformi, variamente e diffusamente articolati che ne condividevano la ratio, non solo dell'emendamento ma anche dell'intero articolo, volto ed estremamente funzionale alla razionalizzazione della spesa pubblica.
Fa piacere che finalmente si discuta e si entri nel merito delle cose, dove i diversi convincimenti affiorano, su questi ci si può misurare e, ovviamente, nella misura in cui le argomentazioni di una parte rivolta all'altra non riescono a fare breccia nei convincimenti è giusto che si affermi quella volontà che democraticamente si afferma nell'Aula, perchè il voto dell'Aula può piacere o non piacere a seconda dei momenti e come si manifesta, ma sempre è il voto dell'Aula, dell'Aula sovrana, e tutti quanti lo dobbiamo accettare come volontà del Consiglio.
Voglio ancora precisare, sulla base di affermazioni che sono state fatte, che il recupero di queste disponibilità dai fondi di rotazione non comporta minimamente tagli nelle leggi di incentivazione, così come taluno ha affermato, perchè non si tratta qui di ridurre stanziamenti perchè gli stanziamenti trovano la loro veste, natura, forma e consistenza negli stati di previsione della spesa, dove le leggi di settore vengono finanziate, qui è un particolare meccanismo di risorse che sono accumulate nel tempo e che servono proprio per mantenere il funzionamento e l'efficienza delle erogazioni con i successivi rientri.
Quindi una volta che si è accertata l'entità ottimale del fondo, questo non ha bisogno né di essere impinguato né di essere ridotto perchè si autoalimenta e si autosostiene. Quindi sarebbe opportuno, può anche essere una improprietà di linguaggio quando si è parlato di tagli ai settori, però è anche opportuno, perchè ciò che noi diciamo è rivolto all'esterno, usare termini appropriati e quando impropriamente in buona fede vengono assunti è anche opportuno così rettificare.
Per quanto riguarda affermazioni che sono state fatte sul comportamento del Presidente della commissione io tengo a ricordare, colleghi, allo stimato collega Secci, del quale mi onoro anche di essere amico, che il Presidente di commissione è un Presidente di parte, è un Presidente della maggioranza alla quale io appartengo, mi onoro di appartenervi ed ovviamente il lavoro e la funzione del Presidente della commissione è solo quello del rispetto del Regolamento, ma poi è uomo di parte, e io sono uomo di parte, sono partigiano perchè appartengo alla maggioranza, sono fedele alla maggioranza, quando ho qualcosa da dissentire lo dico nelle forme dovute in maniera palese ed evidente e dimostro il mio dissenso come è nelle forme dovute. Quindi, sotto questo aspetto, dovevo dare questa spiegazione, tra virgolette, se spiegazione può essere, perchè la funzione del Presidente della Commissione non può essere quella di super partes ed è solo a tutela del rispetto del Regolamento.
Per quanto riguarda l'assenza di partecipazione, così richiamata dal collega Secci, in commissione, mi piace dire che in commissione, nonostante il termine regolamentare per il termine dei lavori sia di 17 giorni, questo termine è stato abbondantemente superato con l'impegno di tutti. In quella circostanza io penso che una attività sollecitata a dismisura dall'opposizione avrebbe solamente tardato i lavori, che per sua natura sono già stati ritardati abbondantemente dall'azione e dal contributo che a quella discussione la opposizione ha dato, ma che non era certamente condivisa dalla maggioranza della commissione.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Balletto. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Per dire che l'emendamento 657, datato 5 marzo 2003, fresco fresco, non di giornata, ma insomma, aggrava la situazione. Questo articolo 4 era stato oggetto di riflessione, di una riflessione anche abbastanza pensosa, preoccupata ed anche articolata già nella fase di esame, seppure non tanto approfondito in Commissione. Si ha un bel dire che le leggi di settore a sostegno del credito alle imprese artigiane o agricole, alla piccola e media imprese in generale, cioè tutto l'insieme delle situazioni che sono prese in esame in questo articolo 4 non subirebbero dei danni. Eh no, ne subiscono di danni, perchè ridurre la dotazione finanziaria senza aver accertato quali siano le cause dei ritardi nell'accesso al credito è un fatto che non depone bene, perchè tutto il mondo agricolo, ma anche il mondo artigiano principalmente unitariamente e fortemente denunciano e rivendicano rispetto al Governo ed anche all'organo legislativo regionale una maggiore attenzione, un miglioramento anche del sistema complessivo delle norme oltre che una maggiore dotazione finanziaria per il comparto. Dico unitariamente e fortemente tutte le associazioni artigiane, per cui non basta dire "Ma c'è un ritardo nella rotazione, la ruota gira lenta"; qual è la ragione per cui gira lenta la ruota? perchè non c'è fretta di arrivare o perchè chi doveva arrivare è comunque arrivato? Cioè, c'è o no una domanda nel mondo economico sardo, nella organizzazione dell'economia? C'è o no una domanda inespressa o espressa e non ancora appagata di nuova istituzione di impresa artigiana o di ammodernamento dell'impresa artigiana? E tutti dicono sì.
L'assessore dell'artigianato che dice? Oppure quel comparto di impresa è saturo, tutto funziona bene, la ruota gira alla perfezione. Non è così. C'è tanto di fatto e c'è tanto forse ancora da fare e da migliorare, e questo è un dato riconosciuto da tutti. Ogni tanto si dice "Bisogna trovare punte di unità, di convergenza, di intesa." Ecco, questo è uno dei punti di convergenza possibile, porsi la domanda perchè il sistema normativo non funziona e perchè le risorse da tutti riconosciute non sufficienti, pur tuttavia non vengono spese in termini adeguati.
Il voto di prima, sotto questo profilo, il voto è sempre libero, consapevole, chi lo esprime non si censura il voto né quando conviene né quando non conviene, però il voto di prima che è stato espresso, per quanto mi riguarda e per quanto ci riguarda è un voto che è riprovevole sotto il profilo della valenza di quel voto, perchè si esprimeva proprio nel colpo forte più di tutti gli altri colpi che si dava al comparto artigiano, la lettera D), 40 miliardi, d'un colpo, 40 miliardi tolti alla legge 51, cioè alle provvidenze e alle imprese artigiane del fondo costituito presso l'Artigiancassa. E` da migliorare quel sistema, ma si migliori nel...
PRESIDENTE. Concluda onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Ho concluso. Ma varrebbe se quei 40 miliardi non cambiano campo, se sempre nel comparto artigiano si utilizzano nel frattempo in migliori impieghi. Invece qui si spalmano nel bilancio complessivo; quindi chissà dove vanno. Quindi in realtà si toglie il comparto artigiano, così come non è vero neppure contabilmente dire che questo è un fondo che si ricompone da sé. Non è vero neppure in termini contabili, perchè quello che viene restituito non è tutto; ovviamente è parte di quello che viene prelevato, se no dove sarebbe l'agevolazione? E` chiaro che viene restituito il capitale ed una parte di interessi, perchè è agevolato. Quindi non è neppure vero contabilmente quello che è stato affermato. A maggior ragione quindi l'emendamento 657 della Giunta aggrava questa situazione, però, siccome il Consiglio deve ancora votare non solo questo ma anche altri articoli, altri commi ed anche il voto finale, questa riflessione può essere utile se si vuole che la volontà sempre libera del Consiglio possa in modo sempre più pertinente esprimersi.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 657.
Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'articolo 4. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Presidente, per chiedere il voto segreto sull'articolo 4.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio, con procedimento elettronico, dell'articolo 4
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 76
votanti 76
maggioranza 39
favorevoli 43
contrari 33
(Il Consiglio approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.)
Si dia lettura dell'articolo 5.
CAPPAI, Segretario:
Chiusura di contabilità speciali
1. A decorrere dal 1° gennaio 2003 sono soppresse le contabilità speciali di cui alle Leggi 11 giugno 1962, n. 588 e 24 giugno 1974, n. 268 limitatamente ai programmi d'intervento fino a quello del biennio 1986-1987 compreso.
2. Le somme rinvenienti da tale chiusura sono attribuite al fondo di cui al titolo di spesa 11.04.02/I del programma d'intervento per gli anni 1988/1990; alle conseguenti variazioni di bilancio provvede l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, con proprio decreto.
3. All'assolvimento degli obblighi preesistenti in capo all'Amministrazione regionale si provvede mediante attingimento dal fondo di cui al comma 2 secondo le procedure previste dall'articolo 31 della legge regionale n. 11 del 1983 e successive modifiche ed integrazioni.
PRESIDENTE. All'articolo 5 sono stati presentati gli emendamenti soppressivo totale 418, soppressivi parziali 417 e 416, sostitutivo parziale 4 e il 116 aggiuntivo. Se ne dia lettura.
CAPPAI, Segretario:
Emendamento soppressivo totale Falconi - Spissu - Demuru - Pirisi
Art. 5
L'articolo 5 è soppresso. (418)
Emendamento soppressivo parziale Falconi - Spissu - Demuru - Pirisi
Art. 5
Il comma 2 dell'articolo 5 è soppresso. (417)
Emendamento soppressivo parziale Falconi - Spissu - Demuru - Pirisi
Art. 5
Il comma 3 dell'articolo 5 è soppresso. (416)
Emendamento sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE
Art. 5
Il comma 2 è sostituito dal seguente:
2. Le somme rivenienti da tale chiusura sono destinate:
- per una quota fino ad euro 40.000.000 al titolo di spesa 12.3.02 lett. c) del programma di intervento 1998/1999 di cui alla legge 23 giugno 1994, n. 402;
- e per la restante quota al titolo di spesa 11.4.02/I del programma di intervento per gli anni 1988-1990; alle conseguenti variazioni di bilancio provvede, con proprio decreto l'Assessore della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del Territorio. (4)
Emendamento aggiuntivo Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Selis - Secci
Art. 5
Dopo l'articolo 5 è inserito il seguente:
"L'Amministrazione regionale provvede ad effettuare una revisione straordinaria della consistenza dei residui attivi e passivi del Bilancio.
I residui passivi che, a seguito della revisione, vengono eliminati per insussistenza o cessazione dei vincoli giuridici per i quali furono assunti i relativi impegni, sono disimpegnati e le somme rese disponibili costituiscono economie di bilancio e non possono essere riutilizzate.
I residui di stanziamento, la cui conservazione discenda da norme emanate in deroga al disposto di cui all'articolo 62 della L.R. 5/5/83 n° 11, qualora ancora sussistenti alla chiusura dell'esercizio finanziario 2003, costituiscono economie di bilancio. " (116)
PRESIDENTE. Il 418 è stato presentato dai colleghi Falconi, Spissu e più; può essere illustrato. Anche il 417 e 416 sono presentati dagli stessi colleghi, quindi chi prende la parola, se vuole, può illustrarli tutti assieme.
Ha facoltà di parlare il consigliere Falconi per illustrare gli emendamenti.
FALCONI (D.S.). Grazie Presidente. Questo articolo che sopprime alcune contabilità speciali che noi proponiamo con questi emendamenti, il 418 propone la soppressione dell'intero articolo, poi via via in subordine noi proponiamo la soppressione di qualche comma di questo articolo. Perchè vogliamo sopprimerli? Questo non vuol dire essere contrari ad un riordino e ad una razionalizzazione del sistema di contabilità, questo è un obiettivo condivisibile, che condividiamo, che abbiamo condiviso ed anche noi ci sforziamo in questa direzione. E` il modo di fare che non condividiamo, perchè si attua per alcune contabilità speciali, non per altre, e all'interno di queste contabilità speciali, poi vedremo nel merito, via via anche nel proseguo della discussione, fa delle cernite, delle scelte che appunto non condividiamo.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI
(Segue FALCONI.) Anche qui, come nell'articolo precedente, si recuperano delle somme che vanno sì, riversate in un fondo unico per pagare gli impegni assunti da quelle contabilità speciali, ma successivamente queste somme vengono riversate in quello che poco fa abbiamo definito calderone generale e riprogrammate per altri fini, per altri luoghi, per altri capitoli etc..
Vediamo cosa succede nel dettaglio nell'approvazione di queste contabilità speciali; si abroga la contabilità speciale della 268 fino al biennio '86 - '87; in questa contabilità speciale, colleghi del centro destra del nuorese, vi è un qualcosa che per noi doveva essere di svolta storica, di svolta importante, ma non solo nel nuorese. Doveva attuare quella riforma agropastorale che il piano di rinascita, finanziato con la 268 si proponeva di fare con un finanziamento allora complessivo e consistente di cento miliardi di lire, che era consistente. Sono rimasti nell'arco di questi lunghi anni, decenni, cento miliardi, e, ahinoi, molti di questi cento miliardi non sono stati spesi per la riforma agropastorale. La 268 finanziava non solo la riforma agropastorale ma finanziava altre cose; fra queste cose, grandi cose, grandi interventi, c'era anche il grande intervento del porto canale di Cagliari, che io ho sempre definito grande opera pubblica di interesse regionale non solo per Cagliari ma per l'intera Isola. Non è questo che voglio criticare. Voglio invece soffermarmi sulle entità di finanziamento per queste due grandi operazioni che sono iniziate alcuni decenni fa e che hanno visto massicci interventi nei diversi piani di rinascita.
La riforma agropastorale, con cento miliardi, che sono rimasti tali, ed oggi stiamo togliendo quello che non si è riusciti a spendere, ma non per i pastori o per i comprensori agropastorali che nel frattempo si sono creati e non hanno avuto i finanziamenti; non si sono spesi perchè non hanno funzionato gli ispettorati agrari, non hanno funzionato gli uffici regionali, i trasferimenti, le competenze, eccetera, eccetera, eccetera, e nel frattempo le cooperative, i comprensori agropastorali si sono sciolti, sono morti di inedia, in alcuni casi.
Diverso destino ha avuto il porto canale, che da 100 miliardi è passato ad oltre mille miliardi di lire. Si è completato, si sono fatte grandi spese, l'unica cosa che non si è fatta, mentre i pastori e i comprensori agropastorali erano in produzione, sono rimasti in produzione e mai la Sardegna, come in questo momento, ha prodotto latte e ha prodotto agroalimentare e ha prodotto industria ed anche quel po' di benessere che abbiamo, mai come in questa fase il porto canale ha prodotto spese, spese e solo spese, tutto ha fatto tranne l'avvio dei lavori, con mille e oltre miliardi. Questo è ciò che si è riusciti a completare. Ed è questo che io contesto oggi: il fatto che si tolga ancora una volta da territori deboli, perché deboli, e si dia ancora a settori forti, perché forti. E' questo che noi come sinistra, come centro sinistra, dobbiamo contestare, questo modo di fare. E allora, dicevo, colleghi del centro destra del nuorese voi che avete sbandierato nei nostri territori un emendamento che prevede un finanziamento ex novo di un accordo di programma quadro con un emendamento di 10 milioni di Euro, proposti dai colleghi della Giunta e successivamente altri 10 milioni di Euro proposti dai colleghi del Centro Destra, come vedete, tutto cade di fronte a queste operazioni, perchè non bastava lo scippo dei fondi della Sardegna centrale con 109 miliardi, si aggiunge questa ulteriore beffa per i territori dell'interno, per i territori marginali in ritardo di sviluppo, ma torneremo su questi temi, stiamo solo iniziando, torneremo e allora, si aggiunge questa ulteriore beffa. Da qui e solo qui si tolgono ulteriori 50 miliardi. Dove vanno a finire i vostri emendamenti, i vostri sforzi, i vostri sbandieramenti? Vogliamo vedere, alla prova dei fatti, quando andremo al voto su questo articolo e su questi commi cosa faranno i colleghi non solo di Nuoro, ma anche di Oristano del centro destra, ma quelli particolarmente sensibili che hanno a cuore le sorti di tutti i territori in ritardo di sviluppo in Sardegna e che raccolgono quell'invito che viene soprattutto dalla Comunità europea, ed è l'invito che bisogna operare e per questo invito ci finanziano lautamente, che bisogna operare per la coesione di territori diversi in diverso stato di sviluppo. Se noi vogliamo ristabilire questo buon Governo tra territori diversi, è necessario che il centro destra si dia una smossa in questa direzione perchè - ed è su quest'affermazione che chiudo - queste tematiche, il voler investire, il voler far recuperare il GAP di sviluppo a territori in difficoltà, il Centro Sinistra l'ha già fatto proprio patrimonio, ma patrimonio suo, patrimonio politico di elaborazione, ma l'hanno fatto i colleghi consiglieri di Nuoro, di Oristano, ma anche quelli di Sassari e di Cagliari, lo hanno assunto come dovere politico - morale per andare a finanziare e a non toccare queste risorse la dove ci sono, a non toccarle. Allora, che cosa proponiamo, assessore alla programmazione? Noi proponiamo certamente di riordinare il bilancio, di andare a rivedere delle contabilità datate che sono partite il 1972, il '62 addirittura con la 588, che sono riprogrammate, che stiamo parlando del programma di spesa dell'86 - '87, di 15 anni fa, di 16 anni fa. Noi siamo per rivedere queste cose, ma lasciando le risorse finanziarie in quei territori, in quei settori che sono, come settori, particolarmente deboli perché stiamo parlando di pastorizia e di agricoltura, e ancora di più come territori, di questi che, purtroppo per loro, forse hanno solo questo, e se si tocca quel poco che hanno davvero in quei territori si andrà in ulteriore difficoltà.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 4 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 116 ha facoltà di illustrarlo.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, l'emendamento 116 è un emendamento aggiuntivo, si propone un problema che è stato già affrontato nello scorso bilancio, ma diciamo che è stato affrontato nello stile del presidente Pili, cioè praticamente è stata adottata una norma, il comma 4 dell'articolo 10 della scorsa finanziaria, che dice: "L'amministrazione regionale provvede ad effettuare una revisione straordinaria della consistenza dei residui attivi e passivi del bilancio. Detta revisione è certificata da una società di revisione di livello internazionale" - addirittura - "a tal fine abilitata, appositamente individuata mediante procedure selettive di evidenza pubblica". Non sappiamo che cosa sia avvenuto intorno a questo aspetto, né è dato conto di informazioni in questo senso nei confronti del Consiglio da parte della Giunta. E' del tutto evidente che di fronte a questi problemi stanno o ancora cercando la società oppure credo che un aggiornamento su questa attuazione ci sarebbe dovuta essere. Tuttavia le modalità sono molto diverse da quelle che noi crediamo debbano intervenire, in quanto nell'emendamento 116 noi proponiamo l'eliminazione per insussistenza o cessazione dei vincoli giuridici per i residui passivi e disimpegnate per costituire poi economie di bilancio, senza poter essere riutilizzate. Per quanto riguarda invece i residui di stanziamento, magari conservati da discipline di deroghe all'articolo 62 della legge numero 11, in effetti questa attività di deroga riguarderebbe maggiormente i lavori pubblici, qualora ancora sussistenti alla chiusura dell'esercizio finanziario 2003 proponiamo costituiscano economie di bilancio.
Sarebbe questo, in fondo, un modo di affrontare la presenza dei residui, di migliaia di miliardi di residui soprattutto nel campo dei lavori pubblici in maniera tale da rimettere in sesto e in maniera più chiara un bilancio che è appesantito solo nel campo dei lavori pubblici da quasi 2000 miliardi di residui passivi. Se l'attività di deroga diventa un'attività libera che porta l'applicazione dell'articolo 62 a una sua sostanziale inutilità, è del tutto evidente che utilizziamo la deroga per non applicare una norma e ne discende da questo un atteggiamento di interferenza nella compilazione e nella lettura del bilancio. Noi proponiamo, invece, che questa revisione straordinaria sia fatta con queste finalità e anche con questi limiti alle attività di deroga, che in qualche modo possa mettere mano a una montagna di residui passivi che di fatto rendono praticamente insopportabile l'idea che un Assessorato venga ogni anno finanziato con partite di 500-400 miliardi ad esercizio e disponga di somme a residuo che sfiorano o superano i 2000 miliardi. E' il segno anche che non esiste evidentemente un monitoraggio delle attività di appalto e di realizzazione delle opere, non c'è probabilmente una commisurata attività di progettazione che faccia corrispondere lo stanziamento alla reale possibilità di spendere le risorse.
Mi rendo conto che l'impostazione data nella scorsa finanziaria dalla Giunta si colloca senza limiti di tempo, senza possibilità di accertamento e, in ogni caso, disabilita la possibilità che comunque è data, perché qualunque società esterna, questo ce l'hanno detto a suo tempo gli stessi funzionari della Regione, comunque si dia all'esterno un'attività di questo genere, chiunque avrà in assegnazione questo tipo di attività di revisione per forza deve passare per i tavoli dei funzionari regionali, perché solo attraverso di essi potrà svolgere il proprio mandato. Tanto vale semmai, come abbiamo detto e come diremo poi ulteriormente, e abbiamo detto anche nella scorsa finanziaria, individuare dei progetti obiettivo e delle particolari incentivazioni al sistema regionale perché operi rapidamente in questa direzione, dando anche maggiori garanzie di celerità proprio per il possesso diretto che possono avere delle informazioni e delle pratiche.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore di maggioranza.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. L'emendamento 418 non si accoglie; l'emendamento 417 non si accoglie; l'emendamento 416 non si accoglie; l'emendamento numero 4 si accoglie; l'emendamento numero 116 non si accoglie.
Presidente, vorrei dare una breve spiegazione, quantomeno sull'emendamento numero 116. La Commissione si è espressa per il non accoglimento, però per le ragioni che dirò, e parlerò ovviamente a titolo personale, su questo emendamento, portando elementi importanti e spunti di non poco conto su quello che può essere il futuro della finanza regionale, io avrò modo di dire il mio parere personale.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è negativo per gli emendamenti numero 418, 417 e 416; ovviamente il 4 è della Giunta. Sull'emendamento numero 116 è ugualmente negativo. Naturalmente, passo adesso a dare la motivazione di questo parere.
Segnatamente, incominciamo dagli emendamenti numero 418 e 417, anche se la spiegazione sarà a beneficio dei colleghi, ma difficilmente sortirà alcun effetto se il proponente che ha sollevato le questioni non fosse nelle condizioni di ascoltare. Con il primo comma vengono utilizzati 10 milioni e 766 mila euro che erano compresi nel titolo di spesa 5602, che costituivano e costituiscono tuttora, fino alla sua soppressione, un fondo di riserva che non viene utilizzato. Quindi è inutilizzabile e conseguentemente viene messo a disposizione tra le entrate. Relativamente alla legge numero 268, vengono eliminate le contabilità speciali limitatamente ai programmi di intervento fino a quelli del biennio 1986-1987 compresi, ed è su questo che si è accentrata l'attenzione del proponente, il quale ha affermato che si tratterebbe di risorse che vengono sottratte alla Sardegna centrale. Ora, in realtà, i titoli di spesa relativi, e sono dieci, si riferiscono tutti a programmi già esauriti, sui quali non esiste una lira, perché è a disposizione evidentemente del proponente anche la consultazione del riepilogo; si tratta di titoli di spesa che erano stati previsti per acquisti ed espropri di terreni per la costituzione del monte dei pascoli, miglioramenti e trasformazione e tutta una serie di attività che erano riferiti proprio all'attuazione dell'allora legge di trasformazione del cosiddetto monte pascoli. Fino al titolo numero 10 non esistono spese da impegnare perché tutte le somme a suo tempo impegnate risultano pagate. Esiste un residuo di 47099,58 euro da impegnare a fronte di 396.000 da pagare che riguardano il titolo 010/50102 miglioramento e trasformazione del monte pascoli e quindi sono 47099, cioè un residuo trascurabile. Le cifre alle quali si è riferito invece il proponente riguardano il titolo 11 che rimane integro perché il titolo 11, che è quello relativo alla forestazione, mantiene nella sua dotazione i 5.913.570,65 euro che ancora risultano da impegnare. Conseguentemente, anche per la tranquillità dell'assessore Contu, nessuna somma viene sottratta da queste disponibilità. Si tratta della soppressione dei titoli di spesa relativi a questo.
Ora, il comma che è stato detto, e sul quale evidentemente mi posso riservare nel corso della discussione anche di fare ulteriori precisazioni, qualora fosse necessario, determina comunque, collegandolo all'emendamento numero 4 della Giunta, la possibilità di recuperare una somma complessiva di poco superiore ai 40 milioni di euro che sono destinati, con l'emendamento numero 4, a ripristinare la dotazione ex legge regionale 28/84 già prevista nel bilancio ordinario. Relativamente all'emendamento numero 116 debbo dire che la norma contenuta nella finanziaria dello scorso anno, che prevedeva la revisione straordinaria dei residui attivi e passivi e la loro certificazione attraverso una dichiarazione di società a ciò abilitate, non è stata completata relativamente a questa parte, cioè non esiste la certificazione ufficiale da parte della società, però la revisione straordinaria dei residui attivi e passivi è stata comunque fatta. E' del 24 febbraio 2003 l'ultimo rapporto che viene trasmesso alla Giunta, e che io ho già portato alla conoscenza in sede di Commissione, del Corpo ispettivo che era stato incaricato di svolgere questo lavoro, che è evidentemente a disposizione, ma non l'ho messo ufficialmente ancora a disposizione del Consiglio perché deve essere ancora valutato in tutte le sue parti; posso dire soltanto che tutti gli Assessorati e tutte le direzioni generali già si stanno attivando per approntare una serie di iniziative volte al recupero dei residui attivi.
Relativamente alla seconda parte dell'emendamento, cioè quella che prevede di evitare la conservazione e mandare in economia, diciamo che la norma stessa è superflua perché già oggi c'è la durata di un anno e quindi queste somme andranno in economia, scadono cioè nel dicembre 2003, già è operativa di fatto questa norma.
Quindi per quanto concerne l'emendamento numero 116 il parere della Giunta è negativo, nel senso che l'operazione si sta già facendo, è, diciamo così, grossomodo già ultimata. Io metterò a disposizione dei proponenti il risultato di questo lavoro che è stato già compiuto dal Corpo ispettivo e che è in sede di valutazione tecnica.
PRESIDENTE. Assessore, io non l'ho interrotto, però le ricordo che quando siamo nella fase del parere bisogna essere più brevi. Poi lei ha diritto di intervenire dopo il dibattito e tornare sull'argomento in maniera piena ed esaustiva. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (Gruppo Misto). Sarò abbastanza sintetico. Voglio esprimere, parto della coda, innanzitutto un apprezzamento per l'emendamento 116, che è uno di quegli emendamenti che potrebbe anche essere preso in considerazione, ma ho sentito l'espressione di attenzione di Balletto e anche della Giunta, dall'intera Aula, perché affronta il problema dei residui diciamo in un'ottica di chiarezza, di limpidità in una prospettiva di risanamento. L'unica cosa, lo dico amichevolmente a Gian Valerio, che io non scriverei è che provvediamo a effettuare una "revisione straordinaria" dei residui, perché la cosa più forte non è fare la revisione straordinaria dei residui, ma farla ordinariamente ogni anno, come le leggi dicono che andrebbe fatta. Detto questo, però io sulla sostanza e anche sul modo in cui è scritto l'emendamento sono assolutamente d'accordo e lo ritengo estremamente positivo.
Naturalmente io comprendo che presentiamo - l'ho fatto anch'io tante volte, in una logica politica - tanti emendamenti un po' di tutti i generi, alcuni motivati, altri meno, però debbo dire, per coerenza con cose dette dal centrosinistra nel passato, che la chiusura delle contabilità speciali non è un fatto negativo, è un fatto positivo. E' un fatto positivo perché stiamo parlando di contabilità speciali di vent'anni fa quando i fondi siano sostanzialmente esauriti, questa era la sostanza dell'argomentazione che io in parte condivido dell'Assessore, personalmente chiuderei le contabilità speciali anche quando ci siano ancora fondi, quando risalgono a vent'anni fa, perché andrebbero riprogrammate sulla base di finalità che siano giudicate prioritarie e urgenti o più importanti. Cioè io non credo onestamente, capisco perché li abbiamo presentati, ma non credo onestamente che sia giusto fare una battaglia politica per tenere aperte quelle contabilità speciali, e quindi inviterei gli amici e compagni che li hanno presentati a ragionarci un attimo e a vedere se dobbiamo insistere oppure no. Personalmente riterrei che non debbano rimanere. Naturalmente, se rimanessero - così ho già fatto anche la dichiarazione di voto - io voto con i colleghi del centrosinistra, ma il fatto che li difendiamo e che li votiamo non fa diventare le cose poco motivate molto motivate e le cose sbagliate non è che solo per questo diventerebbero giuste.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Come ho anticipato nella fase di dazione dei pareri, voglio soffermarmi condividendo ovviamente l'impostazione dell'articolo in discussione così come predisposto nel disegno di legge e così come licenziato dalla Commissione per ciò che riguarda la chiusura delle contabilità speciali, e in ciò mi sento anche confortato dall'autorevole parere che ha appena dato il collega Scano ricordando - ma non ce n'è bisogno - che in materia ha una competenza specifica e notevole che gli deriva proprio dall'aver svolto il ruolo nella scorsa legislatura per diversi anni di assessore della programmazione e del bilancio.
Quelle valutazioni sono da me perfettamente condivise e quindi, non faccio perdere tempo all'Aula soffermandomi a parlare di cose che sono, tra virgolette, acquisite. Per ciò che riguarda invece l'emendamento 116 io credo che sia opportuno soffermarsi perchè uno dei motivi, forse il principale per il quale oggi ci ritroviamo a avere un indebitamento, io dico, sempre per spiegarmi meglio, un indebitamento che è nominale in quanto non dà la rappresentazione effettiva e concreta di quelle che sono le obbligazioni dell'amministrazione regionale e cioè che costituiscono diritto per gli aventi causa a percepirne il regolare pagamento. Quindi, sotto questo aspetto, pur essendoci anche l'articolo 62 della legge 11 di contabilità che disciplina l'argomento in maniera anche compiuta, di fatto sia nella scorsa legislatura che in questa, abbiamo dei seri problemi nell'individuazione, non solo degli stanziamenti che attiene alla fase propositiva, ma soprattutto abbiamo dei problemi per quanto attiene gli stanziamenti e quindi gli impegni delle somme stanziate, laddove materialmente e obiettivamente non possono dare seguito a erogazioni nella spesa. Ed allora, è invalso l'uso e la consuetudine di legiferare in deroga incrementando a dismisura il conto dei residui di stanziamento che sono poi quelli che dicono la Regione è indebitata, potenzialmente è indebitata ma effettivamente non lo è.
Questo modo di procedere, nel tempo passato e anche in questa legislatura, costituisce anche motivo di diseducazione da parte dell'apparato amministrativo-burocratico che a volte per insufficienza dell'azione politica, forse di questa legislatura e di questa amministrazione, ma altrettanto e nella stessa misura anche in passato, ma soprattutto per mancanza di responsabilità si sentono portati ad impegnare a fine anno somme che altrimenti dovrebbero essere recuperate a economia, ridurre i disavanzi e, quindi, ridurre anche l'indebitamento, nulla togliendo, perchè anche l'articolo 62 della legge 11 prevede che le somme recuperate a economia possono, nella previsione dell'anno successivo e quindi, rientriamo nel bilancio di previsione di competenza, essere nuovamente stanziate a ristoro di quelle unioni e di quelle U.P.B. e dei vari articoli...
Collega Falconi, sto spezzando una lancia a favore di un problema che è stato posto, non sto dicendo il contrario. Sto condividendo, anche perchè questa posizione non solo è emersa nella scorsa finanziaria per quella che era stata la relazione di maggioranza, ma è presente pure in questa. Quindi, io dico e sono favorevole perchè venga mantenuto l'articolo 62 della legge 11 nella sua formulazione e venga rispettata, questa per dare stimolo ed impulso all'attività politica per quanto di sua competenza e spettanza ad essere più efficiente, ma soprattutto anche all'apparato amministrativo-burocratico che di fronte alle difficoltà è più facile stanziare piuttosto che programmare e dar luogo ai pagamenti consecutivi.
Quindi, che cosa dire? Che dal punto di vista normativo la materia è già disciplinata, come è stato osservato, ma di fatto non viene applicata; ed allora, sotto questo aspetto il richiamo che viene fatto con l'emendamento 116 è molto utile alla causa perchè dobbiamo prendere coscienza che questo problema è un problema reale, effettivo e che occorre porre rimedio. Se non basta la legge di contabilità che purtroppo non avendo una gerarchia delle fonti, perchè l'unica legge che è insuperabile dal Consiglio regionale è lo Statuto, noi dovremmo, proprio per introdurre un vincolo forte, ineludibile, operarci in maniera tale che questa normativa venga ripresa in una legge di rango superiore e quindi, è importante che questo problema sia stato riproposto in Aula perchè deve essere affrontato e comunque deve essere risolto.
E` ovvio che io non posso che schierarmi da un punto di vista concettuale a sostegno di questo emendamento che ripropone un principio di cui non dovremmo assolutamente dimenticarci, però è anche vero che se non dovessimo trovare in questa sede lo strumento forte per superare i limiti che derivano non tanto dalla legge ma dai comportamenti ai quali facevo riferimento, io non potrò che, per vincolo di appartenenza e di maggioranza, schierarmi e votando così come la maggioranza deciderà. Però questo problema esiste e questo problema deve essere affrontato seriamente per essere risolto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). L'emendamento 116 a firma di Sanna Gian Valerio e più, offre già una prima occasione per comprendere se si può trovare un punto di incontro in relazione a un problema portato dall'emendamento sul quale io dico subito, non si può non essere d'accordo, pur trattandosi di un'attività di carattere..., vorrei che il collega Gian Valerio Sanna però prestasse attenzione così probabilmente ci comprendiamo e direi che se anche il collega qui davanti...
(Interruzioni)
PITTALIS (F.I.-Sardegna). No, anche perchè è la prima, una delle prime occasioni di un utile confronto tra maggioranza e opposizione, e anche ad evitare quella leggenda che vuole che tutto ciò che viene dall'opposizione trova un muro nei banchi della maggioranza. Io sono d'accordo su questo emendamento, lo dico subito; un emendamento che coglie una parte del problema perchè altra è già normata, sono sufficienti atti amministrativi, però la finalizzazione indicata al secondo comma dei residui, beh, è una novità che sottoporla anche a normazione, diciamo, può essere anche una giusta regola da introdurre nelle norme di contabilità. Mi rivolgo quindi, sia ai proponenti per eventualmente meglio anche formulare il testo dell'emendamento, forse è irrituale, ma se l'Assessore sul punto volesse anche dare il suo parere, se possiamo dunque eventualmente definire un testo che in questo caso, con il contributo dell'opposizione appunto, possa trovare d'accordo almeno, io penso la maggioranza, ma noi per quanto ci riguarda.
Secondo aspetto; al collega Falconi voglio solo ricordare che i fondi per la Sardegna centrale sono andati in perenzione non per la responsabilità né della giunta di centrosinistra della scorsa legislatura, né della giunta di centrodestra di questa legislatura. Lei lo sa bene, ci sono stati purtroppo ritardi, inadempienze di amministrazioni comunali, il fatto della perenzione non è arbitrio dell'assessore di turno, semmai bisogna ricordare che proprio questa giunta regionale, questo Consiglio in sede di finanziaria ha approvato proprio il recupero di 40 miliardi che sono stati destinati sempre per quelle iniziative e mi pare che con l'articolo 5, ma l'ha già chiarito l'assessore Masala e per questa ragione non ci torno, non vengono minimamente lese prerogative o diritti di beneficiari di provenienza delle zone centrali. Si utilizza sempre questo argomento in maniera a volte, mi si consenta, impropria.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Avrei una proposta da fare su questo emendamento 116. Io personalmente non avrei niente in contrario a che l'emendamento stesso, opportunamente coordinato, possa essere approvato. Però poiché si sta facendo una valutazione attenta nell'Assessorato dell'agricoltura perchè hanno numerose leggi e qui siamo in camera caritatis e ce lo possiamo dire, non notificate, cose sulle quali poi ci sono impegni, possono cessare ope legis determinate cose, e quindi stanno facendo un'attenta valutazione per verificare se una, soprattutto il secondo comma, non tanto la questione della revisione dei residui attivi e passivi, su cui non c'è problema, quello noi possiamo anche prevedere che si possano fare ordinariamente questi, cioè diciamo così, si stabilisce il principio che vengano fatte con determinate conseguenze. Però poiché l'emendamento numero 116, questa è la proposta operativa, è aggiuntivo e quindi non tocca l'articolo 5, lo stesso potrebbe - questa è la mia proposta - essere sospeso in attesa che si faccia la dovuta verifica soprattutto di merito da parte dell'Assessorato all'agricoltura e così, noi possiamo tranquillamente, eventualmente, o riportarlo successivamente per la votazione così com'è o integrato o con i necessari coordinamenti se fossero necessari, diciamo così, subito dopo. Credo che questa sia una prassi che abbiamo seguito in altre circostanze.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, io non ho grandi obiezioni su questo, anche se ritengo che l'affermazione che debbano essere cessati i vincoli giuridici per i quali sussistono determinati impegni garantisce anche questa verifica, e nessuno vuole intervenire in fase di legittima rivendicazione dei titoli di impegno, per carità.
Io invece voglio in qualche modo fare chiarezza su un aspetto; io non intendo sostenere una revisione a regime, in fondo questa è già prevista dal regolamento contabile, dovrebbe avvenire ma non avviene. Quindi in un certo senso questo è un altro genere di problema, cioè bisogna cominciare ad entrare nell'ordine di idee che i regolamenti si rispettano, ma la finalità dell'emendamento è quella di operare, in via eccezionale, uno sgrossamento straordinario che in qualche modo operi nella direzione delle economie di bilancio un risanamento, cioè quello che non è stato fatto nelle politiche di risanamento, in un qualche modo si può fare attraverso una gestione di questa fase in via globale, cioè se queste somme non possono essere riutilizzate costituiscono economia di bilancio, in qualche modo si può fare un po' di pulizia in questo bilancio, no? in una fase straordinaria; e in questo senso si può agganciare all'articolo della finanziaria precedente.
Però io credo che siccome la materia deve essere chiara reciprocamente nelle sue finalità e nelle sue esplicazioni, se è necessario attivare una sospensiva per vederlo poi in chiave tecnica, in maniera che sia chiaro a entrambe le parti, io non ho nessuna difficoltà. Quello che mi preme dire è che sui residui di stanziamento bisognerebbe fare un approfondimento più radicale, cioè bisogna intervenire con una riforma. E l'idea che ha ispirato questo atteggiamento è proprio quella di anticipare in qualche modo una discussione su questo argomento, perchè quello è il vero elemento che cambia la filosofia del bilancio. Può cambiare il corso di una concezione di bilancio.
Per cui noi accettiamo anche questa sospensiva, se fosse necessaria, e vediamo in chiave tecnica come possiamo operare, chiaramente senza tornare a reiterare cose che già i regolamenti contabili prevedono e che sarebbe una presa in giro reciproca.
PRESIDENTE. E` un po' irrituale perchè in genere l'intervento dell'Assessore conclude il dibattito e poi si passa ai voti, però qui c'è una proposta; ha chiesto anche l'onorevole Demuru, se è nel merito della questione io do la parola, nel merito della questione però sulla sospensione, brevemente perchè poi andiamo ai voti. Il dibattito ormai è chiuso, almeno per ciò che riguarda questo emendamento, può sempre intervenire nel prossimo. L'Assessore mi ha chiesto anche la parola per precisare meglio la proposta. Io gliela darei perchè così sentiamo.
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, solo per dire che dalla stessa presidenza mi fanno notare che l'emendamento 116 affronta il medesimo argomento oppure sotto forma diversa l'emendamento 122 e 123 che sono legati all'articolo 7, se non sia il caso di determinarne già da questo momento un'unificazione, una riunione e trattati contestualmente a questo, come unico argomento. Questa era la proposta che volevo precisare.
PRESIDENTE. Va bene, allora questo argomento lo consideriamo chiuso così e sospendiamo il 116.
Ha domandato di parlare il consigliere Demuru. Ne ha facoltà.
DEMURU (D.S.). Signor Presidente, in effetti io non volevo intervenire sull'emendamento 116, ma sull'articolo e sugli emendamenti soppressivi che hanno anche la mia firma. E` evidente che molti emendamenti si presentano per porre all'attenzione della discussione alcuni problemi. Io ho seguito attentamente anche l'intervento dell'onorevole Scano e devo dire che mi trova anche d'accordo sul fatto che la chiusura di contabilità speciale che datano per decenni e decenni è di per sé un fatto positivo. Anche io riconosco che questo può essere un fatto positivo. Quello che invece voglio rimarcare è che la chiusura porta giustamente, come ha sottolineato anche l'onorevole Scano, alla riprogrammazione delle risorse ed è qui il punto, è evidente che la riprogrammazione delle risorse deve tener conto e devono essere indirizzate per le stesse finalità che avevano in origine, con leggi migliori, con leggi nuove, con riconsiderazione degli investimenti, perchè se non fosse così, noi ci allontaniamo da quelli che erano i principi generali di quella riforma stessa. Io aggiungo anche che qui sono state citate le inadempienze di amministrazioni comunali e sicuramente ci sono state. Bisogna anche andare a considerare quelle che erano le condizioni di partenza di queste amministrazioni comunali, errori sicuramente se ne sono fatti da più parti, sicuramente la Regione, con la sua amministrazione, non è stata di grande aiuto a queste amministrazioni comunali, però la finalità vera qual è? E` andare a rendere produttivo un settore che per la Sardegna è di fondamentale importanza e quindi, gli emendamenti io non so, adesso il primo firmatario dirà, personalmente si possono anche ritirare perchè la discussione che interessava era questa e l'attenzione della riprogrammazione di queste risorse e non solo di queste, ma molto più consistenti, deve rivolgersi a quel settore che per la Sardegna, ripeto, e soprattutto per certe aree della Sardegna che sono in netto ritardo, e qui ci ricolleghiamo al discorso del vero intervento per poter consentire a questi territori un vero sviluppo, riprogrammare dunque queste risorse, ma riprogrammarle per quelle finalità.
PRESIDENTE. Vi prego, facciamo in modo che l'ultima a parlare sia la Giunta, così ai problemi posti dai colleghi la Giunta può dare una risposta, sennò non c'è neanche interlocuzione. E` iscritto a parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.
FALCONI (D.S.). Intervengo per aiutare la discussione e dico subito che gli emendamenti 418, 417 e 416 sono ritirati. Naturalmente non sono ritirate le ragioni che abbiamo esposto prima nell'esporre questi emendamenti e sono tuttora valide. Cogliamo con parziale soddisfazione il fatto che si accolga come emendamento aggiuntivo, non a questo articolo ma ad altro articolo, l'emendamento 116 dei colleghi Sanna Gian Valerio e più. Noi vorremmo comunque ribadire il fatto che è importante questo concetto che venga accolto e semmai ascolteremo con la dovuta attenzione la replica dell'Assessore Masala, se vorrà replicare in questo ma anche in altri articoli, a noi interessa questo concetto, che le somme perenti che ad esso vengono riprogrammate, tolte della contabilità speciale per essere successivamente riconfermate, quanto meno nei fini originali; cioè se erano in agricoltura che restino in agricoltura. Questo noi cercavamo di dire nel nostro primo intervento, cioè se la legge 17, collega Pittalis, aveva un certo scopo, è vero che i fondi sono andati in perenzione, però vanno rispettate se rimettiamo delle somme in quella direzione, vanno rispettati i presupposti originali che quella legge aveva, così la 268 così le altre leggi; poi sul fatto che si riordina il bilancio. In apertura noi abbiamo detto che eravamo subito d'accordo con queste operazioni e se questo è l'intento della Giunta io ritiro tre emendamenti del quale sono primo firmatario ed aspettiamo almeno una dichiarazione di intenti che vada in quella direzione a parziale recupero di tante somme che non sono state spese non sempre per colpa delle amministrazioni comunali, me lo consenta collega Pittalis, a volte le amministrazioni comunali sono alla disperata ricerca di quei consensi dei vari uffici regionali, per cui noi riusciamo a mandare noi stessi le somme che impegnano per un determinato obiettivo e magari le blocchiamo nel Genio Civile sempre della Regione Sardegna. Ecco perché, a volte, non in tempo utile, le amministrazioni comunali non riescono a spendere quelle somme, ma torneremo anche su questi argomenti quando parleremo di enti locali e più avanti nella finanziaria. Adesso ci interessa andare avanti con questo articolo 5, sulla chiusura delle contabilità speciali, però ribadendo il fatto che pure riprogrammandole debbano restare negli indirizzi originali di queste contabilità. PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita - D.L.). Presidente, credo che i colleghi che hanno parlato e che sono intervenuti abbiamo dimostrato con tutta evidenza uno spirito costruttivo e una serietà culturale di cultura politica, facendosi carico di problemi anche tecnici, delicati, e mi pare che abbiamo avuto - per la verità - l'apprezzamento dei colleghi della maggioranza. Vorrei sollevare un problema, aprire una parentesi, per ripercorrere il senso storico delle contabilità speciali. Le contabilità speciali avevano un significato particolare, pensiamo alla contabilità del Piano di Rinascita. Quando c'erano delle strettoie burocratiche legate ai controlli, certe volte eccessivi, pensiamo ai controlli preventivi della Corte dei Conti, la contabilità speciale consentiva un percorso accelerato, consentiva di mandare i decreti di attuazione ai controlli successivi. Quindi aveva un percorso straordinario di accelerazione che consentiva di fare ed attivare gli interventi in maniera più rapida possibile. Oggi non hanno più senso le contabilità speciali, perché non c'è più questo percorso agevolato della Corte dei Conti, perché siamo in un altro quadro istituzionale. Ma il problema qual è? Lo dico all'Assessore Masala ed ai colleghi, che nel frattempo non è venuto meno solo il controllo preventivo della Corte dei Conti, sostituito da altre forme di controllo di gestione a posteriori per altro poco significative, è venuto meno il controllo del governo sulla legislazione, giustamente ai sensi dell'articolo 15, per cui siamo totalmente autonomi nella legge, per cui per esempio, richiamo l'attenzione dei colleghi, molte volte molte nostre leggi erano state rinviate per eccesso di delega quando il Consiglio delegava eccessivamente alla Giunta regionale delle competenze, il Governo ci rinviava la legge per eccesso di delega perché sosteneva che il Consiglio non potesse rinunciare a competenze che sono proprie, trasferendole alla Giunta; invece questo non è più possibile, sta succedendo sempre più spesso che in Consiglio la maggioranza deleghi competenze tipicamente legislative alla Giunta. Quindi questo è un fatto estremamente delicato. Il terzo elemento che è avvenuto è che col passaggio al bilancio per articoli, anche questo giusto, al bilancio per unità previsionali di base che consente lo spostamento delle risorse all'interno della stessa unità previsionale di base con decreti amministrativi, si ha una grande flessibilità della gestione. In terzo luogo, quindi, anche il contesto interno dell'amministrazione si è adeguato a questa flessibilizzazione dei controlli. Per esempio la ragioneria non ha più forme e funzioni di controllo se non di natura contabile, deve limitarsi a verificare se ci sono nei capitoli la capienza, tutto al più può fare qualche rilievo interno. Che cosa è successo quindi in questi anni? Che il sistema dei controlli precedenti: controllo del Governo sulle leggi, controllo della Corte dei Conti sugli atti preventivi, sui decreti preventivi, controllo della ragioneria anche certe volte di merito eccetera, sono venuti meno, sono totalmente venuti meno. Perché dico questo? Perché questa linea di riforma è verosimilmente giusta, condivisa, però se a fianco a questa linea non si rafforza la funzione di verifica, di indirizzo del controllo del Consiglio regionale, non c'è più nessun livello di verifica. Ecco perché dico che sia a livello di riforma del Regolamento, sia a livello di riforma dello Statuto, sia a livello di prassi tra noi e la Giunta, tra il Consiglio e la Giunta, il Consiglio deve trovare una sua funzione di controllo, perché sennò oggi c'è questo governo, domani ce ne può essere un altro, ma sono saltate tutte le forme di controllo. Se non c'è da parte del Consiglio un minimo di possibilità di conoscere l'attività amministrativa, si entra in una fase di arbitrio totale, e lo dico con molta serenità, senza provocazione, di arbitrio che oggi può essere vostro e domani può essere di un altro, che non è giovevole, non giova né alla trasparenza dell'amministrazione né alla serenità e alla correttezza dell'amministrazione né alla dialettica tra Giunta e Consiglio, tra maggioranza ed opposizione. Ecco perchè dico che da un lato bisogna fare un lavoro serio di revisione del Regolamento, perché siamo entrati in un altro quadro istituzionale, con la riforma dell'articolo quinto e bisogna, nell'andare verso una regione di tipo presidenzialista, ripensare alla fisionomia, al ruolo del Consiglio, ma oggi nella prassi, oggi già adesso questo ruolo del Consiglio deve essere tutelato e rafforzato ed è per questo che torno, non per essere petulante, ma per affermare un principio fondamentale nelle nostre richieste di informazione, di conoscenza, di verifica, di stimolazione della trasparenza. Lo facciamo non per essere provocatori nei confronti del Presidente Pili o di un assessore, ma perché siamo entrati in un contesto istituzionale diverso in cui l'Assemblea legislativa deve assumere la tutela dei principi di trasparenza, di veridicità, di correttezza, posto che tutti gli altri livelli di controllo sono stati aboliti. Se noi ci attestiamo su questo anche le cose giuste come l'abolizione delle contabilità speciali rischiano di essere delle occasioni in cui tutto rientra nel calderone, nel mucchio, ma nessuno sa che oggi, dico qua solennemente per quanto mi riguarda, almeno di noi o del Consiglio, cosa sta succedendo dentro l'amministrazione, e non è che non lo sappiamo solo per le consulenze, le progettazioni o altre cose, non lo sappiamo per tutte le altre vicende, non lo sappiamo per lo stato di attuazione del bilancio, non lo sappiamo perché non c'è un'informazione e vi prego di credere che così entriamo in una fase di oscurità e di incomunicabilità che non giova né alla trasparenza, né al rigore, né al ruolo dell'opposizione ma sicuramente neanche al ruolo della maggioranza.
PRESIDENTE. Onorevole Selis, devo dire che lei ha messo il dito in un nervo scoperto. Questo è un problema che ormai è all'ordine del giorno in tutte le assemblee legislative italiane. Purtroppo la riforma del Titolo quinto ha rimesso tutti in discussione, gli Statuti dovrebbero fissare regole nuove. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'Agricoltura e riforma agro pastorale. Ne ha facoltà.
CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro pastorale. Sarò brevissimo, ho ascoltato con attenzione l'ultimo intervento, quello del collega Selis, che come sempre è stato abbastanza puntuale e ha sollevato delle problematiche che sicuramente esulano da quello che era l'argomento in corso. Però indubbiamente le problematiche che sono state esposte esistono. E` vero che i nuovi statuti dovrebbero in qualche maniera regolamentare meglio tutta la questione, che è molto delicata. Mi permetterei d'aggiungere che mentre abbiamo affrontato il problema del rapporto Stato-Regione, non abbiamo mai affrontato il problema del rapporto Regione-Europa che oggi, secondo me, sta diventando molto più condizionante del rapporto che esisteva prima tra Regione e Stato. Detto questo, voglio arrivare all'argomento che è in discussione. Io ho qualche piccola perplessità, onorevole Sanna Gian Valerio, sull'emendamento 116 perché, pur essendo d'accordo su quello che può essere l'intelaiatura e la sostanza probabilmente dell'emendamento, ho qualche preoccupazione perché mi rendo conto che tocca - come diceva pochi minuti fa il Presidente - un nervo scoperto, cioè alcuni residui del settore dell'agricoltura. Mi riferisco soprattutto al problema sollevato dal collega Falconi per quanto riguarda fondi sul vecchio piano di rinascita, soprattutto per le zone interne, probabilmente, nel senso che molti si sono dimenticati che la legge 33 del 1995, che era una legge omnibus, fatta di ben 38 articoli, è ancora sub judice presso la Comunità Economica Europea e buona parte dei fondi che sono stati utilizzati con quella legge provengono proprio dai fondi del piano di rinascita ed anche dalla riforma agropastorale. Non conosciamo ancora come finisce la controversia tra noi e l'Europa e quindi un attimo di meditazione secondo me è necessario. Accolgo volentieri l'ipotesi di lavoro che ha prospettato l'Assessore Masala, cioè di discutere quest'emendamento con l'articolo 7 in modo da darci, forse un paio d'ore per rimeditare un po tutto l'argomento che merita veramente un'ulteriore meditazione.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 4. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'articolo 5, chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
L'emendamento numero 116 è sospeso. Si dia lettura dell'articolo 6.
ORTU, Segretario:
Modifiche alla legge regionale n. 14 del 1995
1. Il comma 6 dell'articolo 4 della legge regionale 15 maggio 1995, n. 14 (Indirizzo, controllo, vigilanza e tutela sugli enti, istituti ed aziende regionali), è sostituito dal seguente:
"6. Per gli atti di cui alle lettere b) ed e) del comma 1 dell'articolo 3 i termini per l'esercizio del controllo sono raddoppiati e, per i bilanci di previsione degli enti e le relative variazioni, quando le entrate derivano anche in parte da trasferimenti dalla Regione, decorrono dalla data di approvazione, da parte della Giunta regionale, della proposta di bilancio regionale.".
2. Dopo il comma 6 del medesimo articolo 4 della legge regionale n. 14 del 1995, sono inseriti i seguenti:
"6 bis. Entro 30 giorni dalla data di pubblicazione del bilancio regionale, gli enti di cui al comma 6 devono adeguare l'entità dei contributi previsti nei propri bilanci a quelli contenuti nel bilancio regionale, mediante apposite variazioni di bilancio.
6 ter. Sino alla data di pubblicazione del bilancio regionale, la gestione dei bilanci contenenti contributi regionali è consentita con le modalità previste dall'articolo 35 della legge regionale n. 11 del 1983.".
PRESIDENTE. All'articolo 6 sono stati presentati gli emendamenti soppressivi totali 117 e 415 e i soppressivi parziali 118 e 414 che sono uguali, hanno lo stesso testo; il 119 e il 413; il 117 è stato presentato dai colleghi Sanna Gian Valerio, Fadda e più. Se ne dia lettura.
ORTU, Segretario:
Emendamento soppressivo totale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 6
L'articolo 6 è soppresso. (117)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 6
Il comma 1 dell'articolo 6 è soppresso. (118)
Emendamento soppressivo parziale Falconi - Spissu - Demuru
Art. 6
Il comma 1 dell'articolo 6 è soppresso. (414)
Emendamento soppressivo totale Falconi - Spissu - Demuru
Art. 6
L'articolo 6 è soppresso. (415)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 6
Il comma 2 dell'articolo 6 è soppresso. (119)
Emendamento soppressivo parziale Falconi - Spissu - Demuru
Art. 6
Il comma 3 dell'articolo 6 è soppresso. (413)
PRESIDENTE. Può essere illustrato il 117. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per illustrare l'emendamento.
Sanna Gian Valerio (La Margherita - D.L.). L'emendamento 117 è soppressivo dell'articolo 6. Vogliamo anche qui spiegare le ragioni di una soppressione che non sono attività meramente ostruzionistiche rispetto alla legge finanziaria. La legge 14, lo ricordo ai colleghi, è la legge che stabilisce norme sull'indirizzo, controllo, vigilanza e tutela degli enti, istituti ed aziende regionali. L'intervento proposto dalla Giunta in qualche modo è singolare, perché il primo comma dell'articolo 6, riprendendo e modificando il comma 6 dell'articolo 4 della legge 14 dice: "I termini per l'esercizio del controllo della Regione sugli enti, per quanto riguarda i bilanci di previsione e variazioni ai bilanci e bilanci consuntivi, nonché regolamenti ed atti di contenuto generale riguardante l'ordinamento e l'organizzazione, i termini di controllo sono raddoppiati" ed era già così. Per i bilanci di previsione degli enti e relative variazioni, quando le entrate derivano da trasferimento della Regione, la Regione dice: "Siccome ormai il senso è questo, siccome ormai è prassi consolidata che io presento il bilancio Regionale in ritardo, quindi sto istituzionalizzando i miei ritardi, i termini per il controllo decorrono dalla data di approvazione da parte della Giunta regionale e della proposta di bilancio regionale, in maniera tale che tutto sia collegato e i termini non siano raddoppiati inutilmente". Al comma 2, anche qui c'è una sostanziale istituzionalizzazione dei ritardi, perché dice: "entro 30 giorni dalla data di pubblicazione del bilancio regionale, gli enti di cui al comma 6 devono adeguare le entità dei contributi previsti nei propri bilanci a quelli del bilancio regionale". Vorrei proprio vedere un ente regionale che si mette nel bilancio somme che non gli sono state date, come potrebbe diversamente operare. Credo che complessivamente questa sia la dimostrazione di una controriforma che, rispetto all'esigenza di metter mano alla legislazione in essere per darle un significato di maggiore efficienza, più stringente e più rispondente anche alle tempistiche di questi enti - lasciamo perdere l'annoso problema della razionalizzazione degli enti - ma a prescindere da questo noi consentiamo che i tempi siano, attraverso questo intervento legislativo, ulteriormente dilatati in funzione dell'elasticità che si è data alla Giunta in questi anni, di presentare i bilanci quando "cavolo" gli pare, in barba a tutti i termini fissati.
Io voglio ricordare alla Giunta che ci saremmo aspettati non nessun intervento, ma certamente qualche intervento anche sulla legge 14, come per esempio quello di poter avere resoconto dell'applicazione dell'articolo 7. "La Giunta regionale" - dice la legge 14 - "può disporre in ogni tempo ispezioni e accertamenti diretti sull'attività degli enti". Invece, è cronaca di questi giorni, arrivano gli ispettori dei Ministeri negli enti regionali a dire quello che è dovere primario della Regione, erogatore di risorse, di dover dire, verificare come si spendono i soldi, verificare se si rispettano le procedure di evidenza pubblica, se si rispettano le leggi in materia di concorsi, come si selezionano le persone. Di queste cose non se ne vede neanche l'ombra! Si tenta, invece, di adottare le norme che dilatino ulteriormente i tempi di un controllo e di una verifica a discapito dell'efficienza, dell'efficacia, qualche volta persino dell'economicità, ma complessivamente della trasparenza. Credo che noi abbiamo invece bisogno, necessità estrema, di fare un ragionamento opposto, Assessore, che è quello di mettere mano alla legge 14 per irrigidirne i suoi valori nella direzione dell'efficienza e del rigore, perché è inutile che poi voi andiate a sedervi in prima fila il giorno dell'inaugurazione dell'anno giudiziario o alla Corte dei Conti a sentirvi dire il rosario di inadempienze e di illegittimità che gli enti regionali combinano con la compiacenza dei governanti di turno, e osservare che indipendentemente dalle leggi regionali esistono leggi dello Stato che dicono che quando determinati dirigenti della Regione, vedasi i dirigenti delle ASL, sfondano i limiti del pareggio di bilancio vanno licenziati. E sono lì, fermi, a perpetrare, anche dopo le ispezioni ministeriali, danni all'amministrazione, ingiustizie all'amministrazione. E voi ci presentate proposte di questo genere? Ci costringete a osservare queste cose, anche a uscire dagli elementi della normale prudenza che vorremmo usare di fronte a queste cose. E sono pochissimi gli esempi di ottemperanza ai principi dell'ispezione e del rigore negli enti regionali. Allora qual è la vostra posizione? Spiegateci la ratio di una normativa di questo genere, che fa dipendere i tempi di decorrenza del controllo già raddoppiati in legge, per quanto si tratta di argomenti di bilancio e di organizzazione, li fa decorrere dalla data certa nella quale o la Giunta approva il bilancio oppure il bilancio viene approvato per dar corso alla variazione di bilancio. Vale a dire che state dicendo agli enti regionali: "Fate pure il bilancio, fatelo su base falsa", perché così è, perché se mi dite che devono fare la variazione di bilancio gli dite: "Siete autorizzati a fare il bilancio che vi pare, fatelo così". Lo possono fare sugli stanziamenti dell'anno precedente, lo possono fare sulle aspettative dell'anno in corso, lo possono fare sulla fantasia di chi lo fa, e questo vi sembra un elemento serio? Autorizzandoli poi, una volta sono certe le risorse della Regione, grazie a Dio, gli imponete di fare la variazione per adeguare, come se potesse sussistere in assenza di questa norma, la possibilità che un ente regionale si faccia un bilancio su somme che non ha o di cui non dispone. Cioè, rendiamoci conto che molte volte facciamo delle norme che, se lette in chiave logica, sono delle aberrazioni, e trascinano dei significati pericolosissimi che sono esattamente il contrario di quelli che noi vorremmo indurre negli organismi di gestione degli enti che purtroppo, ahimè, devo dire che questo è poi l'elemento che complica tutta la storia, sono gli amici, gli amici degli amici, i parenti e gli affini della compagine di maggioranza.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 415 ha facoltà di illustrarlo.
FALCONI (D.S.). Signor Presidente, intervengo per illustrare l'emendamento e non solo. Condividendo già le cose che poco fa diceva il collega Gian Valerio Sanna, io vorrei aggiungerne altre e diverse sempre sugli enti, perché l'articolo 6 si propone anch'esso delle finalità, in linea di massima condivisibili: accelerare i tempi di approvazione dei bilanci di previsione degli enti strumentali. Un enunciato del genere è assolutamente condivisibile, ciò che invece vorremmo sottolineare, in questi pochi minuti, è che degli enti strumentali non solo vanno accelerate la predisposizione e l'approvazione dei rispettivi bilanci, ma soprattutto, Assessore e presidente Pili, gli enti strumentali vanno prima riformati e successivamente vanno controllati. Sono queste due grandi cose che vi eravate prefissati di attuare nell'arco di questa legislatura, nelle diverse dichiarazioni programmatiche della Giunta Floris e delle Giunte Pili, ma che non presentano nulla di nuovo né sulla finanziaria né sulle altre leggi su questo fronte. Direte: "Poco avete fatto durante la precedente legislatura su questo fronte, come centrosinistra". Avete ragione, poco abbiamo fatto però poco lo abbiamo fatto; sarà solo l'EMSA e qualche altra cosa riformata come enti, però lo abbiamo fatto. Voi, colleghi Riformatori e colleghi della maggioranza di centrodestra, su questo nulla avete fatto.
E questo è il primo aspetto, cioè l'aspetto forse principale della riforma degli enti, perché se continuiamo ad andare così dobbiamo anche continuare a tenerci nel turismo qualcosa come tredici enti strumentali, che sono non enti strumentali per favorire l'incoming del turismo, ma sono palle al piede costosissime che ormai non reggono più neanche loro stessi. Allora dobbiamo davvero, dovete davvero proporci qualcosa prima della fine della legislatura, torneremo poi nei capitoli di competenza sugli enti del turismo, sugli enti dell'agricoltura.
L'altro aspetto che mi preme sottolineare, sempre in questi pochi minuti, colleghi, è l'aspetto dei controlli. Quali controlli abbiamo oggi sugli enti, cosa sta succedendo, cosa succede? Assistiamo a questo enorme paradosso, che se un Assessore, l'Assessore del turismo o l'Assessore dell'agricoltura vuole assumere un'iniziativa esterna, un'iniziativa che può essere da tutti condivisa, il più delle volte questa sua iniziativa non può essere attuata e allora quell'Assessore dell'agricoltura o del turismo è costretto a passare attraverso il sistema degli enti, che dovrebbero essere controllati da questo Assessore. Perché fa questo? Lo fa perché è più facile, gli enti lo possono fare, l'Assessorato non può farlo. Naturalmente ci sono le diverse competenze, a parità anche di competenze succede questo, badate, cioè riusciamo più a controllare noi stessi che chi dobbiamo effettivamente controllare. Ma non succede solo questo, ne succedono di tutti i colori a proposito di bilancio. Non so a quanti di voi sarà capitato di sentire di uno strano sport che si sta manifestando nel sottobosco degli enti ed è una nuova forma di investimento: noi trasferiamo delle somme agli enti, somme che il più delle volte sono destinate a spese di mantenimento, cioè a spese correnti. Generalmente la spesa di investimento di questi enti, che sono preposti allo sviluppo, oscilla fra il 5 e il 10 per cento, tutto il resto è spesa corrente. Però queste somme che noi trasferiamo, dove vanno a finire? Come vengono utilizzate per alcuni mesi? E' questo l'aspetto pericoloso che io voglio denunciare. Sempre più stanno circolando voci inquietanti di consulenti finanziari che vogliono utilizzare le somme degli enti strumentali della Regione Sardegna, da investire in borsa, da investire in CCT, in BOT, eccetera. Badate, questo è davvero inquietante, davvero c'è la necessità di porre freno, di porre rimedio a questo degrado nell'utilizzo della spesa pubblica, perché assistiamo al fatto che la Regione è costretta a indebitarsi per le spese correnti, e lo avete fatto con l'articolo 1, contraendo o assumendo l'impegno di contrarre ulteriori 2.000 miliardi di debiti, per poi foraggiare gli enti strumentali che utilizzano queste somme. Almeno i primi mesi del loro bilancio le utilizzano con rischi enormi e con chissà quale procedura di trasparenza pubblica, le utilizzano, dicevo, in una gestione di fondi assolutamente esterna, assolutamente incontrollabile e incontrollata dalla mano pubblica.
Sono alcune delle cose inquietanti che avvengono nel sistema degli enti regionali, altre avremo modo di sottolinearle nei capitoli dei vari Assessorati di competenza.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 118 ha facoltà di illustrarlo.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. L'emendamento 414 ha lo stesso contenuto, è uguale, quindi li voteremo insieme, così pure il 117 e il 415. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 414 ha facoltà di illustrarlo.
FALCONI (D.S.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 119 ha facoltà di illustrarlo.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 413 ha facoltà di illustrarlo. Forse c'è un errore materiale, il comma 3 non esiste nell'articolo 6.
FALCONI (D.S.). Allora è ritirato.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 413 è quindi ritirato. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore di maggioranza.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Sugli emendamenti numero 117, 415, 118, 414 e 119 il parere è contrario. L'emendamento numero 413 è ritirato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.); Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello della Commissione, però debbo illustrare il senso dell'articolo 6, perché, onorevole Falconi, è vero che la legge 14 del 1995 fu approvata nel 1995, però è una legge che è stata approvata su iniziativa della Commissione, di cui io ero non dico magna pars, ma comunque un modesto portatore di acqua e credo anche di qualche idea e forse anche di qualche articolo, se non almeno di qualche comma, me lo consenta, quindi conosco la legge 14 come le mie tasche.
Sul piano teorico io sono perfettamente d'accordo con quanto hanno detto i proponenti, però dal 1995 a oggi ci sono stati sette od otto esercizi finanziari e salvo l'eccezione del 1998, tutti gli altri hanno avuto il bilancio approvato oltre il 31 dicembre dell'esercizio di riferimento, sono stati tutti approvati oltre, siamo andati sempre all'esercizio provvisorio. Questo è il fatto, cioè la realtà. Allora con questo articolo che cosa si è detto? Si è detto questo: "Noi ogni volta dobbiamo fare questo lavoro: la Giunta approva il bilancio, lo presenta in Commissione, gli enti devono fare l'esercizio provvisorio, lo mandano, deve essere approvato entro i termini eccetera". Succede una grande confusione e allora, poiché le risorse regionali non sono una variabile indipendente dalla proposta di bilancio, ma sono una posta di bilancio certa, della proposta di bilancio regionale, in quanto gli enti non lo possono modificare, quella è e quella rimane almeno fino a quando questo Consiglio non disponga diversamente, si è detto: noi consideriamo i termini decorrenti dalla data di approvazione del bilancio da parte della Giunta regionale, gli enti utilizzino le risorse che sono state messe a disposizione della proposta di bilancio regionale e su quella base facciano pure i loro bilanci. Quindi non ricorrono all'esercizio provvisorio. Ovviamente loro però possono utilizzare queste risorse, nei limiti di quelle indicate dal bilancio regionale, nei limiti dei dodicesimi, quindi dodicesimo per dodicesimo, man mano che va avanti l'eventuale bilancio regionale. Per cui, quando invece il bilancio regionale della Regione viene approvato, se il Consiglio avesse in ipotesi o in aumento o in diminuzione modificato la quota di contributo che viene erogata dalla Regione agli enti, è chiaro che loro hanno trenta giorni di tempo per adeguare i loro bilanci a queste nuove scritture. E' abbastanza semplice, nel senso che non tocca assolutamente il modello organizzativo degli enti, nel senso cioè che se il modello era buono allora è buono anche con questa variazione, se non lo era non lo è non certo per questa modifica. Si tratta di adeguarsi alla realtà che non è e non vuole essere, evidentemente, un invito di questa o di altre Giunte a presentare il bilancio in ritardo, ma è semplicemente un evitare che i ritardi di eventuale approvazione del bilancio, la parte relativa a quella della Regione, non si ripercuotano negativamente sulla operatività degli enti. Non c'è niente di sconvolgente dal punto di vista… è in perfetta linea con i principi della legge 14, senza togliere niente al regime dei controlli che continuano a rimanere com'era.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Va bene che è preso da questa furia "votatoria", ma dia il tempo prima di esprimere un po' di furia "discussoria".
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, ha ragione, chiedo scusa, ero distratto.
COGODI (R.C.). Onestamente pensavo che gli argomenti esposti dal collega Gian Valerio Sanna prima e Bachisio Falconi dopo, essendo di tale serietà e anche di tale linearità avessero indotto l'Assessore del bilancio o inducessero l'Assessore del bilancio a poter dire: "Ma volevamo, con questa proposta di articolo 6, raggiungere un certo obiettivo, però i rischi che voi avete rappresentato meritano una riflessione.". Invece no! La replica dell'Assessore è disarmante. Io mi ero appuntato qualcosa che non mi serve più a niente, dopo la replica dell'Assessore, perché immaginavo che le parole, quelle scritte in quest'articolo rappresentassero qualcosa - come si suol dire qualche volta - che va oltre il proprio pensiero, invece no, sono al di qua del pensiero della Giunta. L'assessore Masala conosce la legge 14 come le sue tasche, ma una cosa sono le sue tasche, una cosa sono le leggi della Regione. A parte il fatto che anche quell'espressione non è sempre felice, perché noi delle nostre tasche sappiamo cosa abbiamo dentro e cosa non abbiamo, è la cosa che conosciamo di meno proprio perché la tasca difficilmente si riesce a vederla, la parte interna. Questa norma, se interpretata nel senso che ha espresso poc'anzi l'Assessore del bilancio per conto della Giunta, è una norma killer che uccide o è mirata a uccidere la certezza della pubblica amministrazione non solo per alcuni mesi dell'anno, ma a ferirla gravemente per tutto l'andamento dell'annualità. Ora concretamente non è così difficile la cosa, scusa Eliseo, questa è materia di cui sei molto esperto, della contabilità e del controllo degli enti regionali, degli istituti e delle aziende regionali. Ora il sistema normativo attuale è che gli enti regionali e gli istituti e le aziende, alla pari di tutti gli altri soggetti destinatari e beneficiari di danari della Regione, autorizzati attraverso il bilancio regionale e la finanziaria hanno la disponibilità di quelle risorse nel momento nel quale lo strumento vero che è la finanziaria di bilancio, vengono approvati. Prima che la finanziaria venga approvata dal Consiglio regionale, noi abbiamo una proposta di legge finanziaria e di bilancio. Il Consiglio regionale ha la competenza e ha il potere e la sovranità, quel bilancio, di approvarlo così com'è, come la Giunta lo presenta al Consiglio, anche la potestà, anche senza impiccare la Giunta, anche di modificarla quella proposta anche senza impiccare la Giunta. Cosa vuol dire modificare il sistema per cui gli enti e gli istituti e le aziende regionali d'ora in poi iscriverebbero nei loro bilanci e potrebbero avere approvati i loro bilanci, salva la modifica successiva, non dal momento dell'approvazione da parte del Consiglio regionale, quando il Consiglio regionale dice: "A questo ente Y vanno 200 milioni", no. Quell'ente può approvare il suo bilancio e renderlo operativo e addirittura avere il controllo di coerenza con la programmazione regionale e con tutte le finalità sue proprie fin dal momento della proposta da parte della Giunta. La proposta da parte della Giunta non è ancora certezza di un finanziamento, è un'ipotesi di finanziamento, è una possibilità, è la fase nella quale quell'ente non deve stare a dormire, è la fase nella quale quell'ente comincia a predisporre tutte le sue carte e le ipotesi del suo bilancio in modo che un attimo dopo che il Consiglio ha approvato la sua legge, quella della Regione, quell'ente immediatamente ha predisposto tutto e approva il suo bilancio che va al controllo. perché diversamente opinando e diversamente autorizzando accade che quell'ente o azienda o istituto, sulla base di una ipotesi di finanziamento, senza fare processi alle intenzioni di nessuno, si potrebbe anche in una certa situazione, siccome la proposta costa nulla, anche abbondare nella proposta e ipotizzare che a quell'ente si proponga di attribuire non 10 ma 40; poi nelle compatibilità complessive delle utilità della Regione, quando si farà davvero la finanziaria e il bilancio, torna 10. Sulla base di quelle ipotesi di 40, quell'ente fa il suo bilancio, il bilancio è effettivo, è finito e può anche spendere in base a 40, con quella mitigazione parziale che è contenuta nei commi successivi, va tenuto in conto anche questo che può spendere in dodicesimi, cioè applicata la stessa procedura che la legge di contabilità applica alla Regione. Ma c'è una differenza fondamentale, che anche la spendita in dodicesimi nella condizione nella quale la Regione ormai usualmente si richiama il fatto, dice: "Solo un anno, nel 1998, è stato approvato il bilancio di previsione in termini", gli altri anni si approva due, tre, di norma adesso quattro mesi dopo, be' quattro dodicesimi sono comunque già un terzo di una spesa di bilancio e se quel bilancio, che è già fatto ed è completo, viene attuato, cioè viene eseguito in direzione di spesa per esempio non le prioritarie o le più come dire essenziali, un ente se dispone di 40 può dire: "Questo 40 lo distribuisco tra cose fondamentali e prioritarie e anche cose secondarie o terziarie". Nell'attuazione della spesa non è tenuto a distribuire i dodicesimi in percentuale, può benissimo, purché spenda il dodicesimo. Quindi può azionare una direzione di spesa anziché un'altra, se quell'ente ha deciso per esempio che in quell'annualità con dieci riorganizza la sua attività complessiva e con dieci cambia le macchine di rappresentanza, può benissimo, potendo azionare solo dieci, non partire dal riordino complessivo, ma intanto cambiare le macchine di rappresentanza.
Quando il bilancio definitivo viene approvato quella spesa si riduce, ma si riduce in ragione di quanto è riducibile, cioè quello che ha funzionato in base ad una legittimità che c'era quando è stata azionata la spesa rimane, a parte il fatto che i commi che si richiamano riguardano anche uffici, ordinamento di uffici, pianta organica, stato giuridico, trattamento economico del personale e quant'altro. Voi comprendete che una provvisorietà, una precarietà, una transizione in questo modo può essere diventato diritto costituito non più aspettativa, pure legittima di qualcuno, ma diritto costituito quindi diventa a quel punto spesa obbligatoria. Cioè questo articolo in buona sostanza contiene un messaggio devastante, che è quello della "provvisorizzazione" dell'Amministrazione pubblica, della precarizzazione come sistema. Il ritardo nell'approvazione dei bilanci ancorché sia purtroppo un fatto ricorrente deve rimanere una patologia, deve rimanere comunque una negatività, deve rimanere comunque una cosa che dev'essere ovviata, non può diventare la regola, tanto diventerebbe regola in questo modo che se ne dà un'estensione con effetti perversi anche a tutto il sistema degli enti, delle aziende e degli istituti regionali. Quello che ne consegue è qualcosa veramente di estremamente non solo confuso non estremamente negativo e per molti versi anche perverso. Va be' ci sarà modo ancora di approfondire, forse ci sarà modo ancora che la Giunta, la maggioranza, valuti meglio questa previsione, forse non è interamente quanto volevano, ma siccome è possibile che ne derivano questi effetti può essere una di quelle norme che può essere ripensata e opportunamente anche ritirata.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Orrù. Ne ha facoltà.
ORRU' (D.S.). Grazie Presidente, io inizialmente confesso di aver ascoltato con attenzione un po' sia l'esposizione degli emendamenti, ma in particolare l'intervento della Giunta, dell'assessore Masala in particolare.
Io vorrei non aver capito bene, però mi sembra una sorta di...lo definirei "un articolo scorciatoia", una sorta di rimedio peggiore del male insomma. Qual è il male? Ma il male è ovvio risiede nei ritardi, nell'approvazione dei documenti contabili, nei documenti di bilancio che ovviamente non solo blocca, rallenta, crea difficoltà al principale centro di spesa che è la Regione, ma a cascata questo poi ricade su tutti gli enti, su tutti gli enti regionali e così via.
Ora anziché intervenire alla radice, quindi eliminare il male, cioè avere dei tempi di riferimento certi entro cui si approvano i documenti di bilancio e conseguentemente poi tutti i gli enti collegati non scrivono le loro cifre sulla sabbia, ma le scrivono sulla base di atti certi. Il rimedio che si propone in questo articolo qual è, e ripeto vorrei aver capito male, non più sulla base del dato certo e quindi della decretazione di quel provvedimento a favore dell'ente, ma sulla base dell'iscrizione nel bilancio di previsione che viene approvato dalla Giunta che come tale non è un atto come dire consolidato certo, ma è un atto in corso di scrittura, di approvazione. Domanda poiché dice che questi enti possono spendere, possono cominciare sulla base del… cominciare a mettere in attività, a dare esecuzione ai loro strumenti di bilancio quindi lo faranno in dodicesimi certamente secondo quanto prescritto dall'articolo 35 del numero 11, però che cosa succede? Prendiamo ad esempio l'articolo recentemente bocciato da quest'Aula. Il BIC, per non parlare del Consorzio 21, ma il BIC aveva nel bilancio di previsione approvato dalla Giunta 1 milione e 550 mila euro per anno per gestire alcune misure del POR, fare l'attività di animazione economica e quant'altro. Quindi in base a questa prescrizione il BIC poteva incominciare ad operare, stipulare le relative convenzioni, fare tutti i piani di investimento che doveva fare eccetera, e questo già da un po' di tempo, già da quattro mesi, in dodicesimi significa un terzo di quella somma. Quell'articolo è stato bocciato, chi paga? Propongo una serie di domande; chi si farebbe carico di una questione del genere? Credo che sia una cosa che non ha nessuna validità dal punto di vista della…, perché non si costruiscono cose di questo genere in maniera abborracciata, ripeto che il rimedio non è e non sta nelle toppe, oppure nel cercare la scorciatoia, nel cercare cose di questo genere, il rimedio sta nel fatto che ciascun ente, ciascun livello rispetti i tempi, lo faccia sulla base di dati certi e non sulla base invece di cose virtuali che mettono in difficoltà e metteranno in ulteriore difficoltà sia gli enti stessi e sia naturalmente chi lo ha autorizzato naturalmente a seguire una strada certamente non corretta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (Gruppo Misto). Io desidero intervenire trenta secondi sull'articolo 6 più che altro per porre una domanda all'assessore Masala. Io capisco che si possa disciplinare la gestione finanziaria degli enti nell'ipotesi del ritardo da parte della Regione nell'approvazione del bilancio, non è che non capisca questo, però pongo una domanda: fare una disciplina e se anche così minuta, condivisibile o non condivisibile, adesso non mi interessa questo, delle ricadute sulle ricadute a livello degli enti dei ritardi della Regione, questa è la domanda, non è un po' implicitamente, assessore Masala, come considerare normale il ritardo della Regione nell'esame dell'approvazione della manovra di bilancio? Non è come considerare ordinario l'esercizio provvisorio? A me sembra onestamente, anche se - ripeto - capisco che ci possa essere una disciplina di questo genere perchè qualche problemino può essere che venga anche affrontato meglio, ma è più grave il danno che facciamo a mio giudizio con l'elevare, perché di questo rischia di trattarsi, a norma l'inosservanza della norma? Di questo passo noi, lo dico un po' adesso forzando il ragionamento, ma insomma per capirci, finiremo col considerare anormale il rispetto della legge, infatti l'Assessore diceva, no, non voglio attribuirle una tesi così eversiva, ma ho sentito lei che diceva: "Salvo che nel '98, per il resto l'esercizio provvisorio è un fatto normale.". Ma non riduciamoci a pensare il '98 come la nevicata a Cagliari, cos'era del '56, insomma, o come se fosse stato chissà quale evento. Cosa c'era nel '98? C'è stata un'occupazione militare? C'erano i tedeschi, gli americani che ci hanno consentito di approvare il bilancio rispettando la legge? No, io, insomma al di là delle battute, credo che invece che spremerci le meningi per inventare rimedi per il ritardo nell'approvazione del bilancio sarebbe molto più semplice, perché nulla osta, salvo la volontà politica e la capacità politica delle Giunte e delle maggioranze, eliminare il ritardo e rispettare le leggi, perché è possibile rispettarle; abbiamo dimostrato (scusate non voglio fare una affermazione, una rivendicazione di meriti alla Giunta o alla coalizione di cui ho fatto parte nel '98) che si può fare, che cioè la Giunta può tranquillamente approvare il bilancio entro il 30 settembre e che il Consiglio regionale può tranquillamente approvare il bilancio entro il 31 dicembre, così non ci sarebbero problemi per gli enti e non dovremmo inventarci queste normative che per certi versi possono anche essere comprensibili, ma che consentitemi sono un po' strane, come quelle appunto contenute nell'articolo che in questo momento il Consiglio regionale, l'articolo 6 mi pare, sta esaminando.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Signor Presidente, brevissimamente perchè non mi sembra che siano necessari lunghi ragionamenti che per altro sono stati già efficacemente portati avanti dai colleghi che hanno preceduto. A me pare che questo articolo 6 contenga alcuni elementi di preoccupazione che devono fare preoccupare il legislatore; il primo elemento di preoccupazione è attribuibile al fatto che c'è una sorta di codificazione del ritardo cronico della Regione nell'approvazione dei suoi bilanci di previsione. Per cui si rinuncia, attraverso l'introduzione di questa norma di tutela degli enti, di tutela della provvisorietà della spesa per dodicesimi, in caso di mancata approvazione del bilancio per i primi tre, quattro mesi, così come sta avvenendo in questi ultimi anni, c'è una sorta di rinuncia a rientrare entro quelli che sono i termini di una fisiologia del sistema e quindi si estende la patologia a sistema. Ma, a parte questa considerazione che è una considerazione politica, io vorrei richiamare sulla pericolosità di una norma di questo genere per quanto riguarda i bilanci degli enti, i quali bilanci degli enti, di previsione, quelli di previsione, possono essere predisposti sulla base del bilancio di previsione approvato dalla Giunta regionale. Per cui è possibile che un ente, il BIC-Sardegna, il Consorzio 21, sulla base delle poste previste nel bilancio della Regione, che la Giunta ha approvato nel mese di novembre, vengano inserite nei bilanci di previsione degli enti.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non è il BIC, sono gli enti strumentali.
SPISSU (D.S.). Se non è il BIC sono gli enti strumentali, vale lo stesso ragionamento, per cui gli enti possono fare i loro bilanci sulla base delle poste di previsione del bilancio della Regione e naturalmente iniziare per dodicesimi a spendere in tutte le materie, a spendere anche e a fare previsioni e programmi per quanto riguarda l'ordinamento degli uffici, la pianta organica, lo stato giuridico e il trattamento economico del personale, facendo o rischiando di produrre verso il Consiglio una forma di pressione indiretta che deriva dal fatto che una parte del bilancio, una parte dei denari previsti per il finanziamento degli enti possono essere già stati spesi per dodicesimi, ma comunque già stati spesi. Quindi facendo trovare il Consiglio in una difficile condizione di modifica del bilancio di previsione della Giunta regionale. A me pare onestamente questo un rimedio la cui finalità si comprende, è anche tesa e mirata a migliorare la qualità del lavoro degli enti, soprattutto ad evitare che si creino pericolosi vuoti e pericolose situazioni di difficoltà derivanti dal protrarsi della discussione del bilancio della Regione, ma tuttavia il rimedio mi sembra un rimedio peggiore del male che introduce pesantissime distorsioni nello stesso bilancio della Regione facendo venire meno anche la libertà del legislatore nel momento in cui assumesse decisioni diverse da quelle proposte dalla Giunta, fatte proprio dagli enti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Ribadisco, Assessore, che l'idea di introdurre variazioni alla legge 14 del '95 è stata tutto sommato una leggerezza ed anche un'imprudenza anche perché quando voi introducete un argomento vi dovete aspettare che su questo argomento la gente argomenti e vi chieda. E allora io due cose voglio porre, una agli uffici, se è legittima una norma come quella contenuta nel comma 2, che di fatto consente la variazione di bilancio agli enti 30 giorni dopo la data di pubblicazione di bilancio quando il comma 4 dell'articolo 35 della legge numero 11, prescrive che il termine massimo per l'esercizio provvisorio a carico degli enti sia 4 mesi, di fatto qui c'è un mese in più che non si sa bene come si deve gestire, se come quinto mese di esercizio provvisorio, perché nell'ipotesi male augurata che la Regione maturi tutti i quattro mesi di esercizio provvisorio, quattro mesi sono certamente anche per gli enti, sulla base di questa norma gli enti regionali dovrebbero averne autorizzati cinque, perché entro 30 giorni prima della variazione non possono che continuare o a non gestire un bilancio oppure avere il quinto mese dell'esercizio provvisorio, cosa che espressamente viene negata, impedita dal comma 4 dell'articolo 35. Quindi c'è bisogno di un coordinamento perché così messa questa norma non sta in piedi, c'è una violazione di un'altra norma e quindi dev'essere regolata. Seconda cosa, assessore Masala, visto che parliamo della legge 14, che abbiamo parlato della pubblicità istituzionale, che voi ci avete detto che siete con un'attività indefessa a dare indirizzi e direttive, anche per l'uso delle risorse per la pubblicità istituzionale, noi anche se è decorso il 30 aprile di ogni anno, anche dell'anno scorso, vi chiediamo perlomeno quello dell'anno scorso, i risultati delle verifiche e delle misure eventualmente adottate in carico, documentate come dice il comma 3 dell'articolo 2, sull'attività degli enti.
Ci dite anche le assunzioni che sono state fatte, con che criteri sono state fatte, e tutte queste belle cose perché così ci renderemo conto se ci avete effettivamente messo mano oppure le direttive sono quelle che producono, mi spiace ricordarlo, segnalazioni di questa natura.
Allora la trattativa privata costituisce la norma e non l'eccezione. Raramente si ricorre, salvo i casi per i quali è prevista l'obbligatorietà ad altre procedure; i contratti vengono prorogati e rinnovati dopo l'inizio dell'erogazione del servizio e non prima; l'azienda paga in ritardo, 90 giorni le forniture dei servizi, otto-dieci mesi le forniture in genere, con la diretta conseguenza di interessi passivi in aumento, stiamo parlando di miliardi e miliardi di oneri giudiziari e legali carico degli enti.
Queste cose è bene che noi conosciamo, per capire che cosa avete fatto, non dico le ispezioni, ma perlomeno se avete quanto meno adottato le direttive.
Come vede le ho posto due questioni che denotano l'inopportunità di mettere mano alle leggi in questo modo. Noi non possiamo istituzionalizzare l'inefficienza come regola della legislazione, noi dobbiamo porre al centro della legislazione strumenti, opportunità di efficienza e di efficacia, che è esattamente il contrario che si sta facendo qua. Noi vi invitiamo, disponibili a sederci intorno ad un tavolo su un disegno di riforma legislativa della 14, a ragionare complessivamente su questo, ma a ritirare in questa sede il contenuto dell'articolo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L.). Presidente, nel corso della giornata di oggi, di ieri, ma anche nei giorni scorsi alcuni colleghi, ricordo colleghi che sono intervenuti anche della maggioranza, ci siamo posti alcuni di noi, sia della maggioranza che dell'opposizione, il problema di come trovare percorsi che snelliscano il nostro lavoro in Aula e che comunque trovino una procedura più rapida di approvazione della finanziaria. Ricordo per tutti il collega Floris che diceva: "Bisogna abolire la finanziaria" perché è un elemento di inciampo; e altri colleghi hanno ripreso quell'argomento e lo hanno applicato anche ad una serie di emendamenti.
Io stesso dicevo che se si vuole trovare l'incontro sulla procedura, perché sulla politica non lo possiamo trovare naturalmente, ma se si vuole trovare un incontro sulla procedura, questo di snellire la finanziaria, anche questa, sia degli emendamenti ridondanti della maggioranza soprattutto che deve dare il buon esempio, sia di una serie di norme improprie, è un passo significativo.
Io invito un momento la maggioranza a capire e a dirci se ritiene proprio assolutamente utile, un pilastro della finanziaria questo articolo 6, tanto da impegnare il Consiglio una serata per discutere una cosa, un articolo che secondo me è del tutto discutibile, scusate il bisticcio di parole, ma oltre tutto è un inciampo.
E' discutibile, i colleghi che sono intervenuti hanno argomentato, non si può istituzionalizzare l'inefficienza, non si può sancire e dare dignità di legge all'inefficienza, non si può pensare di mescolare, di intervenire sulle leggi sostanziali dei controlli che sono leggi delicate, così come la legge di contabilità, così come le altre leggi con articoli così vaganti nella finanziaria.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIO(Segue SELIS.) Io su questo ribadisco, semplifichiamoci la vita, noi siamo disponibilissimi a discutere cose di questo genere, ma in una sede propria, non in una parentesi della legge finanziaria in cui nella congestione dei dibattiti del traffico d'Aula rischiamo di approvare cose strane. La maggioranza vota per disciplina senza capire sempre che cosa approva, forse l'opposizione fa altrettanto per opposizione, ma saltano fuori delle norme che non sono proprio limpide, non sono proprio razionali e rischiamo di impattare con una legislazione sostanziale.
La seconda considerazione di carattere più sostanziale è questa, stiamo parlando sempre, da giorni, sul problema del controllo, ecco perché noi non siamo favorevoli a manipolare la legge sul controllo, perché stiamo ancora chiedendo e lo ha chiesto il collega Sanna, ma l'hanno chiesto anche altri, alla Giunta di dirci quali sono, qual è l'andamento degli enti, in che modo gli enti stanno, non formalmente o almeno non solo formalmente, seguendo le direttive della Giunta, gli obiettivi istituzionali, ma in che modo si stanno operando. E` possibile, dico alla Giunta, avere un rapporto sugli enti che ci dica quali sono, quanto meno le vostre valutazioni sulla loro efficienza, efficacia, sul perseguimento degli obiettivi istituzionali. Il problema del controllo non è tanto un problema di controllo formale e di autorizzazione a spostare di un mese l'esercizio provvisorio eccetera, ma nel merito c'è qualcuno di voi che sa quello che sta succedendo negli enti, come si spendono le risorse, almeno la Giunta, perché se lo sapesse la Giunta glielo potremmo chiedere. Oggi è in grado la Giunta di dire: domani mattina vi diamo un rapporto dei nostri uffici, dell'ufficio ispettivo che certifica se l'Esit, l'Isola, l'Ersat il Cras, l'Esaf e quanti altri ci dicano se stanno perseguendo gli obiettivi, quanto costano, cosa rendono questa molteplicità di enti che dovevate semplificare, razionalizzare, rendere efficienti, privatizzare, non si è per caso in questa legislatura moltiplicata, non è per caso accaduto che ogni ente ha prodotto per partenogenesi suoi enti a valle, ancora di più sottratti al controllo e di più quindi oggetto di incursioni clientelari e di gestione clientelare.
Io credo che sia questo il terreno del confronto politico, io credo che sia questo il terreno che interessa ai cittadini, che vogliono sapere se le decine, le centinaia di miliardi sono spesi per obiettivi reali o se invece stanno davvero creando ulteriori zone franche dell'amministrazione.
Presidente, Assessore, io ho questa sensazione, che in questi anni nel silenzio, nella disattenzione, nel crollo di tutto il sistema del controllo, nella vostra attività che non risponde al Consiglio mai, e non fornisce dati, non avete semplificato gli enti, non li avete privatizzati, non li avete accorpati, ma sono nati decine forse di nuovi organismi, magari sotto forma di società miste in cui la Regione partecipa al 99 per cento e il privato, chiunque, partecipa all'1 per cento, ma questo è sufficiente a sottrarre quell'ente al controllo pubblico perché diventa una forma privatistica nella quale si riversano una quantità di risorse pubbliche che servono a fare assunzioni di tipo clientelare fuori da qualunque controllo, che servono a dare incarichi, a dare progettazioni, che servono ad alimentare un clientelismo sfrenato che sta davvero portando questa Regione al fallimento.
Ecco perché vogliamo discutere del controllo seriamente e non vogliamo farlo di passaggio in una legge e in un articolo della legge finanziaria, vorremmo trovare con voi la sede in cui assieme anche razionalizziamo questo problema. Se su questi argomenti siete sordi e continuate ad essere sordi vuol dire che non vi sfugge la quantità di problemi che questa Regione ha, e che non vengono affrontati perché gran parte delle risorse le state dirottando verso fini del tutto eterogenei e impropri dell'Amministrazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito assetto del territorio. Siccome ci stiamo incanalando, diciamo così, in percorso istituzionalmente corretto e cioè degli interventi, un dibattito e poi due parole di replica da parte della Giunta, anche per dare le risposte, chiedo scusa, alle domande che vengono poste. Ora tutte le argomentazioni che vengono portate, diciamo così, in merito alla efficienza o inefficienza degli enti, tutte le questioni che attengono al controllo, al non controllo, all'attività del controllo, eccetera, possono essere tutte argomentazioni condivisibili e certo non è questa la sede per affrontare queste cose. Io vorrei però che venisse circoscritto il problema, qui noi non abbiamo toccato il sistema dei controlli, gli atti degli enti continuano ad essere controllati, cioè le proposte dei bilanci preventivi continuano ad essere sottoposti al controllo, non abbiamo aumentato di un giorno quello che c'è scritto nella legge 14, neanche di cinque secondi. Rimane né più e né meno quello che era, è stata soltanto inserita una piccola modifica nel senso della decorrenza dei termini ai fini del controllo, perché sul piano pratico è un'esigenza oggettiva che non tocca il resto che rimane integro; è la risposta ad una esigenza pratica, che è quella che, diciamo così, deve essere tenuta presente anche dal legislatore, cioè il legislatore deve fare le leggi che siano pratiche, operative, che siano attuabili perché diversamente è inutile fare le leggi se devono rimanere nella teoria. Ora, di fatto indipendentemente dalla volontà del legislatore, gli atti legislativi possono o non possono essere prodotti in ritardo? L'esperienza negli ultimi 9 anni di legislatura ci dicono di si, perché quattro volte il centro sinistra ha approvato il bilancio in ritardo e, per adesso, il centro destra lo ha approvato per tre anni, quasi quattro in ritardo, magari l'anno prossimo lo approva in termini, ma questo non significa che si vuole legalizzare, fermo restando che le leggi vanno approvate in ritardo. Di fatto è così, e cioè noi approviamo il bilancio, sì noi approviamo il bilancio, per esempio, nel mese di febbraio per ipotesi, gli enti che cosa fanno? Gli enti devono approvare i loro bilanci e li devono mandare al controllo e quindi ci sono i quaranta giorni di termine per l'approvazione, cioè praticamente viene approvato con due mesi di ritardo. Quindi il ritardo di due mesi comporta un ulteriore ritardo di altri due mesi per gli enti, cioè di fatto, con il ritardo che si è verificato, per esempio nel 2002, gli enti hanno visto approvare il loro bilancio nel mese di giugno, luglio, agosto e anche di settembre; questo è un dato di fatto. Ora, l'onorevole Spissu ha fatto un'osservazione, dice: però l'autorizzazione a spendere in dodicesimi va fatto sulla base del bilancio preventivo, e quindi ci possono essere delle poste anomale che determinano quindi una spendita anticipata dei soldi che invece il Consiglio poi toglie. Bene, ora attualmente cosa accade? Attualmente accade che gli enti presentano il bilancio preventivo, fanno l'esercizio provvisorio e questo comporta un'autorizzazione della spesa di un dodicesimo del bilancio precedente, che può essere stato maggiorato rispetto a quello che la Giunta ha deliberato di fare, perché da tre anni, per esempio, le dotazioni a favore degli enti vengono ridotte nel 2001 del 12 per cento, nel 2002 del 5 per cento e nel 2003 ancora del 5 per cento rispetto alle dotazioni dell'anno scorso. Per cui stranamente è l'esatto contrario, cioè con questa modifica l'Ersat, per esempio, non è autorizzato a spendere un dodicesimo dell'esercizio scorso, che è pari a cento, ma verrebbe autorizzato a spendere un dodicesimo dell'esercizio attuale, che è pari a 95, quindi diciamo che questo argomento può essere rovesciato ugualmente.
Io ho sollevato, cioè gli uffici, gli enti, le amministrazioni degli enti sollevano un problema pratico. Non è una cosa, come diceva l'onorevole Selis, che diventa una questione di guerra civile, è un problema pratico che viene sotto posto all'esame del Consiglio. Il Consiglio lo approverà, lo boccerà, però non viene toccato niente del sistema dei controlli che è disciplinato dell'articolo 14 della legge, se non quella modifica dei termini decorrenti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico, sugli emendamenti 117 e 415, di identico contenuto.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 72
votanti 72
maggioranza 37
favorevoli 32
contrari 40
(Il Consiglio non approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.)
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione degli emendamenti soppressivi parziali 118 e 414, che sono uguali.
Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI ((U.D.C.). Non so, siccome si è aperto un dibattito io gradirei esprimere una mia valutazione, perché non vorrei passare tra coloro i quali accettano passivamente insulti di un degrado dell'istituzione, assunzioni, perdita di denaro, sperpero di denaro pubblico ai vari livelli. Io ricordo, ho buona memoria, che gli enti ce li siamo trovati, i presidenti degli enti erano di altra parte politica e debbo dire che ho assistito, nella passata legislatura per esempio, per un ente che è soggetto ad un minimo di controllo da parte della sanità, lo zooprofilattico, che sono stati assunti con criteri che possono essere discutibili dei giovani che ho difeso assieme a molti di voi, mi sono prestato alle vostre sollecitazioni; ma sono state assunte anche decine di persone in termini clientelari, non mi consta che sia stata assunta una sola... persino le selezioni erano abbastanza allineate e coperte e permangono ancora fino a qualche giorno fa le stesse graduatorie. Ebbene, tutte queste assunzioni probabilmente sono di un cartello, non mi consta che in questa legislatura sia stata assunta una persona allo zooprofilattico, quindi se è questione di metodo ognuno si assuma le sue responsabilità. E di questi enti ne potrei citare molti. Siccome stasera c'è stato un riferimento, però, va detto subito che noi facciamo la mattanza, ma nel Sulcis siamo quasi arrivati al periodo, però ci sono cose che si possono fare, sono legittime e cose che non lo sono. Gli enti vanno riformati, pensate, ogni giorno c'è una lamentela diffusa in Giunta, io forse più degli altri verifico che gli enti possono assumere, gli enti possono sperperare, gli enti praticamente sono soggetti a mancanza di controllo, perché non dircelo, ce lo diciamo sempre, non hanno controllo, possono andare a Tokio o a Dortmund (?), possono andare a New York a sperperare miliardi, molte volte anche in carovana, e quindi ci saranno occasioni per le quali al di là del rinnovamento di cui tanto si parla, che poi magari non si mette in pratica, si dovrebbe fare per esempio un accorpamento dei consorzi, lo letto oggi sul giornale, il vostro illuminato assessore nella passata legislatura, mi riferisco all'onorevole Pinna, anziché ridurli li ha incrementati. Basta andare a guardare, qualcuno nell'alto oristanese, qualcuno dall'altra parte, sta di fatto che in Sardegna sono aumentati, non solo ma sono aumentate, Gian Mario, le retribuzioni perché si è fatta, praticamente, una normativa regionale non applicata al CASIC, perchè poi c'è stato chi l'ha proposta e poi non l'ha applicata, in cui si è stabilito il compitino, bisognava non derogare in linea generale, bisognava eliminare le posizioni di privilegio che non ci sono più nei vari consorzi e si è detto: "deve guadagnare il presidente la stessa retribuzione dei presidenti di prima categoria, quindi aggiornabile nel tempo, e i consiglieri devono guadagnare praticamente il 30 per cento del presidente, cioè due milioni", tipo la Comunità Montana. Ne parliamo sempre, abbiamo regalato a duecento, trecento persone, risorse finanziarie notevolissime, dovremo avere il coraggio di metterci mano. Perché io ho detto questo? Perché sono stato anche invitato giustamente dall'onorevole Balia per quanto riguarda la sanità e con la sanità i meccanismi sono perversi. Noi abbiamo fatto un'ispezione in quel di Oristano, perché l'altra riguarda gli anni '98 - '99 - 2000 e quindi non riguardano questi amministratori per amore della verità. Abbiamo riscontrato che non c'è una risposta nei confronti degli enti locali, per esempio non si partecipa alla conferenza, cosa gravissima; abbiamo riscontrato delle illegittimità, siamo andati a fare questi riscontri, domani si andrà in un'altra sede, ma la sanità non fa sul serio. C'è un potere enorme che ha determinato l'onorevole Bindi, perchè l'ha fatta lei la legge, ha determinato un potere enorme dei direttori generali che possono, a loro insindacabile giudizio, scegliere chi vogliono come primario, anche se è un asino; è un rapporto fiduciario. Questo non ce l'ha, quindi noi stiamo a guardare troppo spesso, si è verificato recentemente, ne do atto, che l'utilizzo che si è fatto, ovviamente nell'ambito delle competenze per quanto riguarda le assunzioni in forma interinale nella sanità, sono state determinate dal fatto che nell'emergenza del 118 non trovandosi le figure, cioè per quanto attiene soprattutto gli infermieri che devono fare il concorso e non trovando...
PRESIDENTE. Qualche secondo per concludere onorevole Oppi.
OPPI (U.D.C.). ...devono avere cinque anni di prestazioni fatte presso strutture pubbliche o private, si sia ricorso ad una forma interinale per consentire, anche perchè mancavano una serie di medici che non avevano superato praticamente… avevano l'idoneità per poter attivare il 118, sono state fatte queste assunzioni e soltanto quelle in forma interinale. Quindi, su quelle noi abbiamo dato un placet perchè volevamo che partisse il 118.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Una dichiarazione di voto per tentare, se è possibile, di ribadire e quindi richiamare l'attenzione di chi vorrà o avrà la bontà di prestare attenzione, che l'articolo di cui ci occupiamo e gli emendamenti che il Consiglio sta votando non riguardano materia né di assunzioni, nè di promozioni. L'articolo di cui ci occupiamo pone una questione di ordine diverso, ora il Consiglio la può valutare come vuole, però che qualunque cosa si discuta in quest'Aula, qualunque istituto che ha, come dire, riflessi anche abbastanza incisivi poi nell'organizzazione dell'amministrazione pubblica in generale, debba essere sempre deviato, sempre verso una cosa particolare, per cui alla fino bisticciamo "chi ha assunto chi", non mi pare che sia il modo migliore per produrre cose buone, e neppure per decidere bene in questo Consiglio. Avete assunto di più voi clientelarmente, o più quelli o più quegli altri? Ognuno di noi potrebbe dire, anche io, e non dico lo posso dire più di altri: io non ho assunto mai nessuno, però non serve a nulla che lo dica, perchè anche altri sono nella stessa identica situazione. Ma non è questa la graduatoria che stiamo facendo. Il problema è se approvando leggi noi facciamo passi in avanti verso un riordino che riguardi il modo migliore di funzionare della regione nel suo insieme, cioè se si fa un passo avanti o se si fanno passi indietro. Tutto qui, perchè per rimanere fermi basta non fare nulla, non ci facciamo nulla manco noi qui.
Ora questo articolo 6, del quale in tutto o in parte si propone la soppressione, dice una cosa che è una norma, una misura di controriforma, cioè un passo indietro di sicuro, per tutti, chiunque governi. Non è che ha la bandierina azzurra di Forza Italia o la bandierina rosa di altri. Quando si dice che gli enti regionali e le aziende e gli istituti, questo è che stiamo discutendo, possono fare i loro bilanci e quindi averli operativi d'ora in poi in poi, non quando la regione ha deciso quanti danari può dare e vuole dare, cioè approvando la sua legge finanziaria, ma che può fare i suoi bilanci l'ente e l'istituto, chiunque lo amministri, dal momento nel quale la Giunta propone il bilancio, quindi può mettere legalmente in bilancio e ipotizzare di spendere, non quanto davvero potrà spendere, che sono i danari che la legge gli darà, ma quanto la Giunta ha di fatto solo promesso o ipotizzato, diciamo così, attraverso la proposta di bilancio, e qui che si sta modificando il sistema, è qui che la patologia diventa norma anche giuridica, è qui che il ritardo diventa ritenuto ovvio e naturale. E` qui che la patologia la si vorrebbe far figurare fisiologia, tutto qui, …perché si vuole fare questa cosa? Qual è, diciamo, il principio d'ordine? Qualche volta, polemicamente, quando discutiamo di queste cose invochiamo Fantola e gli amici Riformatori. Ma davvero vi voglio chiamare amici, ma siate amici davvero qualche volta, almeno della Regione e della buona Amministrazione? Ma vi rendete conto che questa norma può favorire questo o quel direttore di ente che l'avrà manifestata, rappresentata, chiesta, ma che nell'insieme introduce un disastro, una distorsione enorme nel sistema, che va oltre quelli che la propongono ed anche oltre quelli che in buona fede magari l'approvano? Perchè vuol dire poter avere tutti gli enti regionali...
PRESIDENTE Qualche secondo per concludere, onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.)... Per tre quattro mesi all'anno, se non di più, cinque o sei mesi perchè, fra la proposta della Giunta che può essere ad ottobre e poi, che diventi definitiva la legge di bilancio può essere ad aprile, possono essere cinque o sei mesi, mezzo anno, dove quel bilancio è apparentemente vero ed è legale, è legittimo, perchè sarebbe autorizzato dalla legge. Però non è fondato su risorse che, poi, definitivamente avranno. Questo è il punto, le altre cose, dell'assunzione di Tizio o di Caio, si risolveranno in un solo modo: assumendo tutti i disoccupati da qualche parte in Regione e, poi, distribuendoli tutti a lavorare bene.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Mario Selis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita - D.L.). Sono stato molto attento all'intervento del collega Oppi che mi consente di dialogare e di tentare di capire se troviamo su questa materia delicata un punto in comune di tipo istituzionale, di tipo - come si dice - parlamentare, perchè l'amico Giorgio Oppi dice: "Beh, insomma, non stracciamoci le vesti"; alcune irregolarità o alcuni arbitri o alcune disinvolture ci sono state gli anni scorsi, forse ci sono adesso, non è il caso di fare gli innocenti. Io lo dico dall'inizio della legislatura, l'ho detto anche ieri, scusate, lo ridico adesso: per definizione nessuno di noi, a cominciare e soprattutto io, sono al di sopra di ogni sospetto, per natura siamo tutti al di sotto di ogni sospetto, perchè essendo espressione di una collettività per essere al di sopra di ogni sospetto abbiamo necessità di essere controllati e di controllarci reciprocamente ed abbiamo necessità, quindi, nel ruolo diverso, voi maggioranza oggi, noi opposizione, l'altra volta noi maggioranza e voi opposizione, la prossima volta speriamo nell'alternanza, abbiamo necessità di mettere le cose in chiaro. Cosa vuol dire questo? Non vuol dire un atto di arroganza, io non dico che la scorsa legislatura andava tutto bene, dico che se c'è stato qualcosa bisogna metterlo in evidenza, tra l'altro, e se c'è qualcosa in questa legislatura bisogna metterlo in evidenza. Voi avete la possibilità di controllare quello che è stato fatto nella scorsa legislatura perchè siete al Governo, quindi, per quello che mi riguarda vi inviterei a rendere pubblico tutto della scorsa legislatura, però contemporaneamente vi inviterei a rendere pubblico questo di questa legislatura, vi inviterei a farlo, vi inviterei a capire che cosa sta succedendo nelle assunzioni.
Io non so che cosa sta succedendo, non dico che c'è stato un Tizio, un amico assunto; non lo so, dico semplicemente che in questa regione, che ha il 50 per cento di giovani disoccupati, in questa regione in cui c'è un collasso in questo periodo del sistema industriale, agricolo, turistico, eccetera, se non c'è trasparenza e se le assunzioni arrivano solamente dalla pubblica amministrazione e se la pubblica amministrazione, gli enti, le società collegate, i consorzi fanno assunzioni non in chiave di trasparenza, noi stiamo trasmettendo un messaggio nel mondo giovanile, gli stiamo dicendo: "Ragazzi, per lavorare dovete essere sudditi, non cittadini". E questo non lo vogliamo sicuramente noi, ma probabilmente neanche voi. Allora, voglio dire, in questo periodo facciamo, io non so come si possa fare, per esempio potrei fare, invitando a votarla anche la maggioranza, una commissione d'inchiesta del Consiglio, fatta assieme, che vada a vedere come avvengono nelle ASL (Giorgio diceva che hanno un potere straordinario, possono assumere), oppure negli enti particolari, nei consorzi industriali, nei consorzi agrari, e si fanno delle verifiche. Questo è un atto di trasparenza che ci legittima tutti, che dà a tutti credibilità, magari pone qualche vincolo alla flessibilità ma dà a tutti... E' troppo complicato questo? Lo vuol fare la Giunta dando mandato all'ufficio ispettivo? Lo faccia la Giunta, ma credo che ne guadagneremo tutti in credibilità e ne guadagneremo tutti in legittimazione. Se questo non avviene, il sospetto, le cose, eccetera, continuano ad andare. Io credo che gran parte del sistema degli enti rischi di essere fuori controllo, della stessa Giunta, vorrei che non fosse così, ma della stessa Giunta. E allora, il problema del controllo: non si tratta solamente di fare questa norma su cui si può discutere, non è quello; si tratta di aprire il discorso complessivo, nessuno di noi si mette sopra il piedistallo, ci mettiamo tutti sotto il piedistallo, ma ci aiutiamo ad essere entrambi trasparenti. Nella divisione dei ruoli. La divisione dei ruoli in questa legislatura - ahimè - è che voi governate e noi dobbiamo fare il controllo. Fateci fare almeno il controllo, fateci fare la verifica, chiediamo che cosa sta succedendo, aiutateci in questo, che non è una domanda eversiva, è probabilmente una domanda che aiuta anche voi a gestire, ad amministrare e ad avere più legittimazione nella opacità o nella poca trasparenza la delegittimazione invade anche voi e alimenta i sospetti che possono essere invece fugati.
PRESIDENTE. Qualche secondo per concludere.
SELIS (La Margherita - D.L.). Grazie, Presidente, ho concluso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCANO (Gruppo Misto). Per sdrammatizzare io inizio con una battuta, ma non so se è la Commissione d'inchiesta la strada giusta, spero solo che la Commissione d'inchiesta non debba assumere archivisti, autisti, consulenti, perché altrimenti...!
Stavo per intervenire stamattina quando si è parlato di consulenze e di assunzioni, poi ho lasciato perdere. Prima di quello di Gian Mario ho sentito l'intervento del collega Oppi, che ha fatto un discorso duro, rigoroso sul tema della moralizzazione della cosa pubblica. Non voglio polemizzare, Giorgio, voglio che ci intendiamo. La preoccupazione quando sento questi discorsi è che il messaggio che rischiamo, malgrado le intenzioni, di trasmettere è questo… Allora, Istituto Zooprofilattico della scorsa legislatura: e dai che anche voi non siete stati proprio cristallini, in fin dei conti tutti hanno famiglia, una mano lava l'altra! Il messaggio che rischiamo di dare è che tutto è uguale, che è tutto un po' degradato. Io penso che il clientelismo non sia monopolio di una parte politica; penso che vada scovato, combattuto, condannato quando lo fa la destra, quando lo fa il centro, quando lo fa la sinistra, quando lo fa il sopra, quando lo fa il sotto. Penso anche che il clientelismo - adesso non è il momento per fare questo discorso, ma è per fare un dibattito su questo - non sia solo né tanto l'illecito, la violazione delle leggi, perché le violazioni delle leggi vanno denunciate politicamente, ma vanno denunciate anche alle autorità preposte alla punizione di chi viola le leggi. Io penso che il clientelismo sia anche l'uso non assennato, non corretto delle risorse pubbliche, la gestione del potere che anche quando non violi le leggi sia però poco rispondente a principi generali della democrazia, del bene pubblico, sia per esempio l'assenza di imparzialità nel gestire la cosa pubblica, nella gestione del potere, che quindi questo discorso andrebbe visto un po' ad ampio raggio, perché si tratta degli enti, si tratta dei consorzi industriali, si tratta, com'è stato detto, delle ASL, si tratta delle Comunità montane, si tratta dei comuni, si tratta delle società miste, e però non possiamo fare di ogni erba un fascio, anche quando si tratta della Regione, anche quando si tratta delle Giunte regionali, non per mettere nessuno sul piedistallo, per dire che le cose vanno viste caso per caso, volta per volta, documento per documento. Per esempio, per quanto riguarda il discorso di stamattina, consulenze e assunzioni, se qualcuno dice, lo diceva Pittalis stamattina: "Bisogna andare a vedere anche nella scorsa legislatura", io mica lo prendo come una minaccia questo! Lo chiedo io, per la Giunta di cui ho fatto parte. Si vada a vedere tutte le assunzioni, tutte le consulenze. Io non ho paura che si aprano gli armadi, perché so cosa c'è nei miei armadi; io avrei paura invece di una situazione in cui nessuno apre un armadio perché ha paura che se si apre un armadio si aprono tutti gli armadi. Questa è la situazione che mi preoccupa. Se invece si decide di aprire gli armadi, ben venga, Dio lo voglia! Perché non si è tutti uguali, non tutti hanno fatto tante consulenze, non tutti hanno fatto assunzioni scorrette, così è nella scorsa legislatura e così è sicuramente anche in questa. Io non credo ai discorsi generici in cui si fa blocco di tutto; io credo che questi discorsi andrebbero messi con i piedi per terra.
Quindi, per quanto mi riguarda e credo di poterlo dire - credo, nessuno mi rimproveri - anche per i colleghi che con me, sicuramente lo posso fare per il collega Cogodi, ma credo anche per altri colleghi, andate a vedere tutti gli atti delle Giunte Palomba, andateli a vedere.
PRESIDENTE. Qualche secondo per concludere.
SCANO (Gruppo Misto). Mi basta solo un secondo per dire che va rifiutata la logica "del tutto è uguale" e che siccome una mano lava l'altra e non sappiamo cosa c'è negli armadi è meglio tenerli chiusi. Apriamoli, apriamoli!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (S.D.I.-S.U.). Signor Presidente, è evidente che il dibattito in questa fase si è canalizzato su una serie di argomenti che con le dichiarazioni di voto e con la finanziaria nulla hanno a che fare. Però, siccome l'Aula è sovrana e siccome gli argomenti sono appetibili, forse è inutile che questo dibattito continui. Non continuerà naturalmente a margine della finanziaria, ma è utile che venga ripreso.
Intanto le affermazioni che sono state fatte in quest'aula, e in modo specifico dal sottoscritto, non avevano nulla di generico, né tanto meno avevano un intento di natura scandalistica; tendevano a porre all'attenzione di quest'Aula e perché no, della Giunta regionale e degli Assessori competenti, compreso l'assessore Pani, una problematica che è preoccupante; ed è una problematica preoccupante perché nasce, tra l'altro, in un momento in cui i sindacati, che non sono estranei, che non sono altra parte, che non sono altra cosa, ma che sono parte, in un momento, dicevo, assessore Pani, in cui i sindacati sono soggetti non a generiche critiche, ma a ricevere lettere minatorie, a subire azioni e attentati, a ricevere lettere con all'interno bossoli e proiettili. E allora, non si sono fatte, da questa sede, accuse assolutamente generiche, di maniera che tutti colpevoli e non vi è nessun colpevole. No, si sono mossi alcuni problemi in maniera assolutamente specifica, chiamando i fatti con riferimenti specifici. Tra l'altro si è pure avvertito che il ricorso fatto dal settore sanità per quanto riguarda le società interinali e quello fatto dall'Ente unico assumono significati completamente differenti l'uno dall'altro. Per esempio, sarebbe utile se ai margini dei lavori della finanziaria l'assessore Pani ci dicesse che tipo di intervento ha fatto perché le regole vengano rispettate. Voglio rammentare, Assessore, che la legge 24 e la legge 12, istitutive dell'Ente Foreste, prevedono percorsi specifici e definiti, e che quei percorsi specifici e definiti devono essere valorizzati e non accantonati, senza che ciò costituisca elemento di scandalo. Ma vorremmo comprendere se il ricorso alle società interinali è una metodica utile a superare percorsi e procedure trasparenti o se quel percorso è invece frutto di una metodica necessitata... Assessore Pani, ho capito che la cosa la fa sorridere, per cui...
PANI, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. E' totalmente fuori strada, perché io non ho la possibilità di intervenire nei confronti dell'Ente, perché l'Ente è nato con quella autonomia che voi gli avete dato.
BALIA (S.D.I.- S.U.). Non è così.
PANI, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. E' così, io non ho all'interno dell'Ente nessun rappresentante.
BALIA (S.D.I.-S.U.). Non è così, Assessore, e poi vedremo perché lei...
PRESIDENTE. Onorevole Balia, onorevole Assessore, per cortesia. Ho chiamato l'uno e l'altro, forse avrei dovuto fare l'altro e l'uno, ma non ha importanza, ha un significato sia un richiamo che l'altro. Comunque qui bisogna chiedere il permesso per qualunque azione che si debba compiere, sarebbe il caso di lasciare che ciascuno svolga il proprio ruolo, soprattutto quando cerca di svolgerlo senza disturbare i manovratori, e sono tanti qui dentro. Continui, onorevole Balia.
BALIA (S.D.I.-S.U.). Grazie Presidente, non ha alcuna importanza che abbia richiamato me, anziché l'assessore Pani, non è assolutamente questo il problema.
Assessore Pani, torneremo su questo argomento, torneremo sulle responsabilità, torneremo sulle capacità e sui diritti di indirizzo, oltre che sulle responsabilità di natura etica che in ogni caso, in capo a un Assessore permangono, ieri e oggi. Presidente Pili, apra per cortesia anche lei quegli armadi per la parte che le compete. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Balia, il voto? Vota naturalmente a favore degli emendamenti?
BALIA (S.D.I.-S.U.). L'ha chiesto solo a me! Favorevole.
PRESIDENTE. Sono stato più attento forse al suo intervento, abbia pazienza. Grazie, onorevole Balia. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, anch'io intervengo molto brevemente. Ho condiviso totalmente l'intervento che ha fatto il collega Scano, ecco aprite gli armadi! Apriteli, perché se lei pensa, presidente Pili, che si possa permettere di dire in aula quello che ha detto per quanto riguarda il misfatto della gestione sanitaria della precedente legislatura, io la sfido di nuovo: lei porti in Aula i misfatti che sono stati compiuti. Quindi non in spirito polemico, un invito anche al collega Oppi, visto che era informato di queste assunzioni dell'Istituto Zooprofilattico, ecco io desidero anche su questo, per le responsabilità di controllo che i funzionari potevano avere anche su questi enti, di portare in Consiglio regionale con la massima serenità e la massima trasparenza gli atti che sono stati compiuti. Credo che questo non possa significare che il Consiglio regionale in carica non possa chiedere documenti e atti a questa Giunta regionale. Io noon mi sono mai permesso, da Assessore, di andare a vedere che cosa era stato fatto dai miei predecessori. E' un mio stile personale, però io adesso invito invece l'assessore Oppi e il presidente Pili a farlo, andate, vedete le cose, portatele in Aula, comunque se pensate che con queste cose voi ci condizionate sbagliate. Noi continueremo a chiedere tutti gli atti con la massima trasparenza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FLORIS (Rif. Sardi-U.D.R.) Brevemente, Presidente, intervengo per dire che non voglio entrare in merito al problema sollevato in quest'aula ripetutamente da alcuni colleghi della minoranza, relativo agli atti, che sono pubblici, compiuti da questa Giunta regionale, anche perché quando io ero Presidente, nei primi due anni di legislatura, il collega Selis mi scriveva un giorno sì e l'altro pure, chiedendo, sulla legge sulla trasparenza, tutti gli atti che venivano compiuti dalla Giunta e io davo disposizioni ai miei funzionari perché prendessero gli atti e li mandassero al capo della opposizione. Credo che sia un loro diritto, per quanto riguarda i cinque anni trascorsi io ho anche qui, in Consiglio regionale, tutti gli atti della precedente Giunta, li posso anche mettere a disposizione del Consiglio, anche se non mi sembra questa la sede opportuna per discutere di questo problema.
Voglio più che altro parlare un attimino del problema dei controlli e dire in quest'aula che i controlli non vengono svolti. Non ci sono i controlli! Da quando manca l'Ufficio controllo enti della Regione, che è stato smobilitato, gli Assessorati non fanno i controlli sugli enti, e quindi bisogna ricostituire l'ufficio che deve controllare gli atti degli enti, portarli in Giunta e a conoscenza del Consiglio, se no mi sembra inutile, assessore Masala, raddoppiare questo termine, entro dieci giorni, nell'articolo 6.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non si raddoppia, è uguale, rimane invariato.
FLORIS (Rif. Sardi-U.D.R.). No? L'articolo 6, che stiamo discutendo, dice: "Per gli atti di cui alle lettere b) ed e) del comma 1 dell'articolo 3 i termini per l'esercizio del controllo sono raddoppiati" e per i bilanci di previsione, quindi, attualmente cosa avviene? Che entro dieci giorni l'Ente manda al controllo degli Assessorati, entro venti giorni gli Assessorati rispondono sì o no. Ma non sta qui il problema.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il termine è identico a quello iniziale previsto dalla legge, non è cambiato.
FLORIS (Rif. Sardi-U.D.R.) Comunque io volevo sottoporre all'attenzione del Consiglio invece l'esigenza che ci sia da parte della Giunta regionale, del Governo della Regione, un vero, effettivo ed efficace controllo nei confronti degli enti, perchè gli Assessorati sono già oberati del proprio lavoro e molte volte tutto passa attraverso la decorrenza dei termini.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione gli emendamenti 118 e 114, soppressivi parziali, in quanto uguali, lo stesso contenuto. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non é approvato)
Emendamento 119. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L.). Vorrei dare lettura di una simbolica, emblematica, di stile ed eleganza, dichiarazione del Presidente Pili che dice testualmente: "Il delirante patetico comunicato dell'onorevole Selis" - e non è dell'onorevole Selis perchè era una nota stampa del coordinamento delle opposizioni - "ancora duramente colpito e provato dalla cocente sconfitta del 1999 rappresenta il livello sempre più basso e bieco del modo di fare politica di un aspirante Presidente sconfitto..."
PRESIDENTE. Onorevole Selis, stiamo parlando di finanziaria, non stiamo facendo una polemica sui comunicati stampa.
SELIS (La Margherita-D.L.). Sì, Presidente, stiamo parlando…
PRESIDENTE. Onorevole Selis, semmai dopo.
SELIS (La Margherita-D.L.). Presidente, faccia la cortesia, perché vedrà se lei ascolta, c'è un'attinenza alla finanziaria e c'è un'attinenza…
PRESIDENTE. No, onorevole Selis, qui è tutta la sera che si parla di tutto fuorché di finanziaria. Si sta parlando di costume fuorché di finanziaria.
SELIS (La Margherita-D.L.). C'è un'attinenza, perché voglio fare la mia proposta.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Lei chieda di intervenire per fatto personale. Alla fine del voto lei farà il suo intervento. Abbia pazienza, onorevole Selis.
SELIS (La Margherita-D.L.). Allora alla fine dei lavori mi faccia intervenire per fatto personale.
PRESIDENTE. Sì, senz'altro.
SELIS (La Margherita-D.L.). Scusi, chiedo di parlare per dichiarazione di voto sull'emendamento.
PRESIDENTE. Prego.
SELIS (La Margherita-D.L.). Allora "Il patetico e delirante…", le spiego perchè le faccio questa...
(Interruzioni)
Ma perché, vi vergognate?
PRESIDENTE. Onorevole Selis, le tolgo la parola, dopo le do la parola, per cortesia!
(Interruzioni)
Sospendo la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 20 e 34, viene ripresa alle ore 20 e 35.)
PRESIDENTE. Vi prego di riprendere posto.
SELIS (La Margherita-D.L.). Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Onorevole Selis, colleghi, io non voglio togliere a nessun consigliere il diritto e il dovere e quant'altro gli compete per esprimersi in quest'Aula. Rifaccio la proposta, dopodiché se troviamo un accordo bene, altrimenti sospendiamo i lavori. Onorevole Selis, per l'argomento di cui stava parlando prima, lei ha la possibilità, può intervenire appena terminiamo il voto, siamo in fase di voto; lei ha diritto di dichiarare se vota a favore o no e la motivazione. Non può leggermi, fondarsi e continuare qui una polemica fra lei e il suo Gruppo di maggioranza e il Presidente, in occasione della dichiarazione di voto. E` pretestuoso l'utilizzo di un argomento per parlare di un altro. Nessuno le toglie il diritto di intervenire, sia chiaro perchè poi avvengono i malintesi, appena abbiamo terminato l'opzione di voto, salvo che non ci siano altri interventi per dichiarazione di voto. Se così non è, io sospendo i lavori e si va a domattina. E` d'accordo, onorevole Selis? Se intende proseguire, io sospendo i lavori.
(Interruzioni)
DORE (La Margherita-D.L.). La dichiarazione di voto, la può fare o non la può fare?
PRESIDENTE. Sto parlando con l'onorevole Selis e prego che gli sia dato un attimo il microfono.
SELIS (La Margherita-D.L.). Esprimo il voto favorevole all'emendamento 119 e lo motivo perchè esprimo il voto favorevole all'emendamento 119. Mi inserisco in un dialogo che si è sviluppato in quest'Aula per appello del collega Fantola, del collega Edoardo Usai, del collega Floris e degli altri che hanno detto, che ci siamo, ed anche di qualche componente della Giunta, coi quali abbiamo detto: "Cerchiamo di trovare un percorso per affrettare e rendere più rapida la…", nel corso di vari interventi del pomeriggio, io ho sottolineato l'esigenza e qual era il senso della richiesta delle informazioni, che essendo venuti meno i controlli del Governo sulla finanziaria, della Corte dei Conti, della Ragioneria eccetera, c'era l'esigenza che l'Aula avesse delle informazioni ed in questo senso i colleghi sono intervenuti tutti, Balia, Gian Valerio Sanna, tutti per dire che c'era quest'esigenza. Vedendo che il Presidente Pili era imperturbabile, continueremo ad intervenire. Questo è stato notificato alla pubblica opinione con una nota stampa del coordinamento del centrosinistra. Perché dico a Massimo, ad Edoardo, a Mariolino e a tutti quanti voi che ci avete invitato, che mi sembra difficilmente percorribile questa strada? Perchè mi sembra che da parte vostra non ci sia questa volontà, e come faccio ad affermare che non c'è questa volontà? Leggendovi la posizione del Presidente Pili su questa materia, ecco perchè dico che è pertinente. E` pertinente sulla possibilità di dialogo, non su altro. Non è una rissa. Allora io dico che quando il Presidente scrive, dopo una giornata di discorsi sereni e costruttivi, a fine serata rispondendo al nostro malessere che non abbiamo informazioni, dice: "Il delirante e patetico comunicato dell'onorevole Selis..."
PRESIDENTE. Onorevole Selis, ne parliamo fra cinque minuti.
(Interruzioni)
SELIS (La Margherita-D.L.). Ma io come faccio ad interloquire se non mi date...
PRESIDENTE. Ce ne andiamo!
SELIS (La Margherita-D.L.). Sto motivando perché trovo difficile il dialogo con la Giunta e perchè non vorrei che i colleghi Edoardo Usai, Fantola, Mario Floris pensassero che io non voglio dialogare. Ma come faccio a dialogare se non mi fate parlare? Perché voglio dire questo? La posizione del Presidente Pili in merito a questo dialogo che oggi ha visto in quest'Aula sforzi significativi, da parte nostra e da parte vostra, la posizione è sancita in questa lettera. Allora, io non voglio fare polemiche, ma voglio rendere l'Aula edotta di quella che è la posizione del Presidente in merito al dialogo, e dice questo...
CORDA (A.N.). Non ha niente a che vedere con l'articolo!
SELIS (La Margherita-D.L.). Ma sì che ha a che vedere!
(Interruzioni)
Ma mi volete togliere la parola su una cosa di questo genere? Dice… non è un problema personale
PRESIDENTE. Onorevole Selis, lei lo sa che si può togliere la parola.
SELIS (La Margherita-D.L.). Non è un fatto personale, è un fatto politico!
PRESIDENTE. Va bene, poi darà la possibilità di replica al Presidente.
SELIS (La Margherita-D.L.). Non è un fatto personale, dice: "Il delirante e patetico comunicato dell'onorevole Selis…" e non è dell'onorevole Selis ...
PRESIDENTE. Onorevole Selis, se lei continua a leggere il comunicato questo non va bene, lo fa tra cinque minuti.
SELIS (La Margherita-D.L.). Ma perché io non posso dire ai miei colleghi della maggioranza che mi hanno invitato a dialogare, perchè non è possibile dialogare? Perchè non posso dire che non è possibile dialogare? Allora, io in giornata, durante tutta la giornata ci siamo - dateci atto, porca miseria - impegnati ad abbassare i toni, ci siamo abituati, abbiamo motivato anche teoricamente qual era l'esigenza, è intervenuto Oppi, ho ripreso Oppi per dire che nessuno di noi è al di sopra di ogni sospetto, che siamo tutti quanti in discussione, abbiamo fatto uno sforzo comune oggi di dialogo. Alla fine di questa giornata di sforzo comune di dialogo arriva questa nota e la leggo perchè è un atto pubblico, non è un fatto privato tra me e Pili, mica ci scriviamo le lettere: "Il delirante e patetico comunicato dell'onorevole Selis" - e non è dell'onorevole Selis ma è di tutti i colleghi che sono intervenuti in quest'Aula - "ancora duramente colpito e provato dalla cocente sconfitta del 1999, rappresenta il livello sempre più basso e bieco del modo di far politica di un aspirante Presidente sconfitto dalla storia, dalla democrazia e soprattutto dai sardi…", se mi consentite è sconfitto dalla valigetta di Berlusconi, portata da Comincioli…
(Interruzioni da parte dei consiglieri di Forza Italia)
Le accuse sono gratuite! Le accuse gratuite che mi ha rivolto non solo meritano una puntale risposta, ma avranno la risposta che meritano. In quest'Aula abbiamo fatto un dibattito e stiamo invitando il Presidente a rispondere puntale, come volete. Cancellate la battuta polemica di prima, troviamo la serenità della cosa. "Non appena terminerà l'ostruzionismo di questo vecchio signore della politica, affetto di smania da calunnia, e privo di idee e di proposte, presenterò al Consiglio un rapporto sulle questioni oggetto delle farneticanti dichiarazioni di guerra dell'onorevole Selis.". Non mi pare di aver fatto ostruzionismo. Di idee ne ho caterve, ma si commentano da sole. "Si scopriranno fatti assolutamente interessanti che faranno impallidire chi oggi si erge a censore di altrui comportamenti"...
PRESIDENTE. Almeno da parte vostra consentitegli di finire, visto che sta terminando. Grazie.
SELIS (La Margherita-D.L.). "Parleremo delle risorse dilapidate, faremo i debiti raffronti, parleremo degli incarichi di progettazione, quelli che si sostiene abbia affidato io e quelli affidati e gestiti da altri." -altri non si capisce, ma! - "All'onorevole Selis mi permetto di rivolgere un umile consiglio: la smetta di provocare la rissa" - se io sono quello che provoca la rissa, questa che cos'è - "faccia qualche proposta seria per evitare di contraddistinguersi solo per povertà di idee e di etica politica. La Regione è dei Sardi, non proprietà privata, né mia, ma nemmeno sua e dei suoi amici. L'unico saccheggio del danaro pubblico e il mal governo che emerge è quello che lui ha sostenuto da protagonista nei cinque anni di governo del centrosinistra, quando i debiti e i privilegi erano una costante.".
Allora, Presidente, se questo è - e lo dico anche ai colleghi e ad Edoardo in particolare - lo stile, se questo è il modo - oggi Giorgio Oppi ci ha detto di trovare un accordo di lavoro - se questo è lo stile, voi dovete serenamente, mi aspetto che ci sia una valutazione, serenamente dire se su queste basi si può dialogare, si possono trovare percorsi; se e quanti sono gli insulti. Io posso aver fatto anche interventi duri, ma non ho mai utilizzato aggettivi ed attributi così insultanti. Non lo faccio per carattere, non lo faccio per formazione e non lo faccio per educazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
(Interruzioni)
Per dichiarazione di voto. Sulla dichiarazione di voto, avete interrotto una prassi, e allora ve la sorbite tutta! Eh cari, e per cortesia non interrompete perchè applico il Regolamento in pieno, d'ora in poi. Vi invito a non interrompere.
PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della Regione. Presidente, prendo la parola per dichiarazione di voto, per esprimere il mio voto contrario sugli emendamenti all'attenzione dell'Aula e per cercare di argomentare in maniera pacata, così come credo i colleghi della maggioranza stessero puntualmente facendo, d'intesa con la Giunta, con i leaders dell'opposizione. Un dialogo concordato con la Giunta per trovare i punti d'intesa.
Non si comprende come qui si possano levare gli scudi della guerra, solo quando qualcuno come il sottoscritto è costretto nonostante il silenzio di tre giorni, a seguito di accuse, vi posso garantire, gratuite, totalmente infondate, tre giorni di silenzio qui a prendere cazzotti in pieno volto, tre giorni di silenzio ed oggi durante una trattativa politica, seria, demandata da questa Giunta e concordata con la maggioranza, l'onorevole Selis manda in onda un comunicato un'ora prima della mia risposta in cui dice: "Un uso disinvolto delle risorse pubbliche", dove si accusa questa Giunta e questa maggioranza di aver provocato una bancarotta finanziaria, dove l'onorevole Selis parla del mal governo... Chiedo scusa colleghi, lasciatemi parlare!
(Interruzioni)
PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della Regione. Nel mio documento non vi è una sola accusa fatta all'onorevole Selis, ma qui si parla del mal governo e si parla del saccheggio delle risorse pubbliche, fatta da questa Giunta e da questa maggioranza. Non può esistere che da questa parte si prendano i cazzotti e nessuno può rispondere! Rispondo e risponderò in ogni angolo della Sardegna, onorevole Selis! Se c'è stato uno scatto d'ira ieri era legato al mal di denti e non certo alla sua provocazione.
Onorevole Selis, non si può scrivere che le risorse che questa Giunta e quella dell'onorevole Floris e tutta questa maggioranza siano state utilizzate - e leggo il suo comunicato - "per alimentare le clientele, per sanare i dissidi politici e soddisfare appetiti insani di una maggioranza fondata sui ribaltoni e sul mercato politico"; vergogna, onorevole Selis, vergogna! Questa Regione non è certo di proprietà privata, né come dice lei di Pili, di Comincioli, di Berlusconi, ma non è certamente di proprietà privata sua, onorevole Selis. Questo documento suo è una vergogna, e la risposta, quella che le ho trasmesso con lo stesso mezzo, con molta intensità, le posso garantire, di concretezza di atti, sarà portata all'attenzione di questo Consiglio. Dopo che sarà conclusa - io mi auguro bene - questa vicenda, garantendole che quello che emergerà della trasparenza, dell'onestà intellettuale, politica, morale di questa maggioranza, né lei, né nessun altro potrà metterla in discussione.
(Applausi dei consiglieri del centrodestra)
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti 118 e 414.
(Interruzioni)
La seduta è tolta. Riprendiamo domani mattina alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 20 e 50.
Allegati seduta
CCCXXIV Seduta
Giovedì 13 Marzo 2003
(Pomeridiana)
Presidenza del Vicepresidente Salvatore Sanna
indi
del Presidente Serrenti
indi
del Vicepresidente Biggio
La seduta è aperta alle ore 16 e 11.
ortu, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 7 marzo 2003 (318).
PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che eravamo nella fase delle dichiarazioni di voto. Ha domandato di parlare il consigliere Granara. Ne ha facoltà.
GRANARA (F.I.-Sardegna). Per informarla, che abbiamo provveduto ad una verifica, so che non è all'ordine del giorno, di un controllo dell'impianto per votare, e il tecnico, gentilmente, ha fatto un sopralluogo all'ora di pranzo e ha verificato che tante volte, in effetti, il meccanismo d'ingresso ha bisogno di uno, due secondi per essere operativo. Quindi, se per cortesia, stabiliamo un tempo minimo di almeno cinque, sette, dieci secondi come minimo e poi lo può allungare quanto vuole, ma è proprio il meccanismo che ha bisogno di qualche secondo. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Tutti i colleghi hanno avuto modo di sentire, spero che questo contribuisca anche a rasserenare l'ambiente. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Dichiaro il mio voto favorevole all'emendamento numero 419.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Ringrazio il collega Cogodi per la velocità nell'esprimere il voto su questo emendamento che è un fatto insolito e sorprendente, però finalmente si attiene al Regolamento. Cercherò di essere altrettanto rapido. Non credo di riuscirci, però cercherò, mi sforzerò quanto meno.
L'emendamento 419 per tutte le ragioni che sono emerse nel corso della discussione generale, non possono, a mio modo di vedere essere condivise per diversi ordini di motivi. Proprio per la celerità alla quale mi sono invocato, mi sono riferito nella fase iniziale di questo mio intervento cercherò solamente di indicarne alcune. Primo, 47 milioni e 800 mila euro recuperati alle entrate della Regione sarda, consentono, pur nella politica di rigore avviata da questa maggioranza, perseguita dalla Giunta e magistralmente trasfusa negli atti della manovra finanziaria e di bilancio, vietano che questo emendamento possa essere accolto. Novantre, 94 miliardi circa di risorse, che oggi si trovano spalmate negli stati di previsione della spesa, comporterebbero lavori di non poco conto per sistemare il bilancio per quella parte di tagli che necessariamente dovrebbero essere praticati in relazione alla diminuzione delle entrate, non facilmente attuabile e anche sotto questo aspetto, a termini regolamentari, ho difficoltà a credere che possano essere presentati emendamenti successivi, perché in questa fase gli emendamenti che possono essere presentati sono, solo da parte della Giunta e dei Capigruppo, quelli che si riferiscono ad una migliore lettura del testo laddove esistano difficoltà di interpretazioni per effetto di approvazioni e bocciature che nel corso della discussione e delle votazioni dovesse emergere.
Quindi ci sarebbe questo problema di effettuare tagli a recupero delle risorse che non ci sarebbero più in quanto non più disponibili e poi c'è un problema di legittimità in ordine alla praticità di questo procedimento.
Per quanto riguarda l'utilità poi del provvedimento, quindi entrando nel merito, così come è stato ricordato, è stata la prassi attraverso la quale si sono recuperate alle disponibilità dell'amministrazione regionale risorse, è stata attuata per la prima volta nella scorsa legislatura dell'assessore di allora il professor Sassu. In quell'occasione, come è stato ricordato da me in un intervento che ho fatto, e ribadito del collega Pittalis con più e maggiore dovizia di particolari, e non certamente questo fatto disconosciuto ai colleghi dell'opposizione, così allora noi rimproverammo la Giunta di allora per il tardivo intervento perché per anni aveva consentito agli istituti di credito gestori di questi fondi di ingrassarsi con risorse messe a disposizione loro da questa amministrazione.
Quindi rimproverammo il tardivo intervento, oggi in questo processo di affinamento sulla base delle indicazioni che risultano dal prospetto della gestione dei fondi di rotazione consegnato a ciascun collega e oggetto anche di discussione in commissione, oggi si arriva ad un processo di affinamento nel recupero di quelle risorse per quei fondi che dimostrano di essere abbondantemente dotati e che per la movimentazione delle somme stesse non necessitano di stanziamenti così corposi; e così facendo impediamo a spalle del contribuente di ingrassare e di fare utili
SPISSU (D.S.). Signor Presidente, chiediamo la votazione palese con procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Rassu. Ne ha facoltà. In tutti i casi voglio avvertire i colleghi che la seduta ha avuto inizio alle ore 16 e 11 e dobbiamo aspettare almeno le 16 e 21 per poter procedere con le votazioni quindi, onorevole Rassu può fare la sua dichiarazione di voto.
RASSU (F.I.-Sardegna). Vede Presidente, io ho pensato molto sulla necessità di un intervento, ma lo faccio solo per chiarezza, ho sentito la sollecitazione dei colleghi della Commissione su questo articolo, i dubbi, le perplessità che hanno espresso, ma debbo affermare con tutta sincerità che di fatto si tratta di un artificio contabile, necessario affinché i fondi stessi poi possano essere riutilizzati nelle stesse poste. Certo in un primo momento il dubbio forte che si potessero togliere incentivi e risorse a dei settori ai quali e per i quali io stesso in Commissione, la Commissione stessa ha segnalato la loro scarsità, non solo, ma segnalando alla Giunta che questi dovessero essere aumentati, mi ha lasciato un po' perplesso. Un approfondito esame e comunque un chiarimento abbastanza profondo, sia con l'Assessore dell'industria che con l'Assessore dell'artigianato e con l'Assessore della programmazione mi hanno convinto che non vengono assolutamente tolte le risorse dalle varie leggi di settore, parlo della "66", della "23", della "51", della "20" e delle altre che sono riportate nell'articolo 4, ma bensì trattandosi di fondi di rotazione, non dovendo lasciare gli stessi fondi ad ingrassare, ad impinguare le casse delle banche vengono richiamati per poi rimessi, chiaramente il termine stesso lo dice, per poi essere rimessi nel giro e quindi essere ridestinati a quelle che sono le attività produttive.
Ho voluto dire questo affinché non venga detto che il Presidente della sesta Commissione è stato disattento al dibattito né tanto meno che non voleva prendere posizione. La tentazione in un primo momento di astenermi in questo articolo è stata fortissima, debbo confessarlo; ma ripeto ancora: dopo quanto ho voluto appurare sulle delucidazioni datemi dalla Giunta in primo momento e dal Presidente della Commissione bilancio poi, ma anche per quella poca conoscenza che posso avere, diciamo così, delle poste di bilancio, mi hanno convinto che non si tratta di un prelievo delle somme destinate già alle attività produttive ma bensì della sola e momentanea ripresa dei fondi che giacciono inutilizzati in sovrappiù nelle casse delle banche per essere poi rimessi, come è stato per altro fatto negli esercizi passati e da sempre da parte degli assessori della programmazione per essere poi rimessi appunto nei settori delle attività produttive.
Detto questo, non mi sottraggo a quanto in Commissione è stato deliberato, e fortemente sostenuto dal sottoscritto, che per le attività produttive è necessario prestare una particolare attenzione ma non solo a parole, perché se si crede nell'impresa, se si crede nella piccola e media impresa è necessario non crederci solo a parole ma dare alle imprese gli incentivi e le risorse necessarie affinché la nostra economia possa risollevarsi, affinché la nostra economia possa rispondere a quelle che sono anche le esigenze, la domanda di mercato che attualmente è pur presente in Sardegna, ma che di fatto avendo delle imprese sotto capitalizzate non si riesce e dovendo le stesse agire in un sistema, in una struttura che strutturalmente è debole, e agendo le stesse imprese in un sistema economico strutturalmente debole non possono chiaramente sopravvivere senza le incentivazioni indispensabili e necessarie al nostro sistema..
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Usai. Ne ha facoltà
USAI (A.N). Molto brevemente, Presidente, per continuare in quel ragionamento…
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. Le chiedo scusa, onorevole Usai, chiedo ai colleghi per cortesia il massimo dell'attenzione possibile e il silenzio.
USAI (A.N.). Dicevo, per continuare in quel ragionamento che si era tentato di introdurre ieri e che invece non riesce a produrre sino adesso, chissà tra un mese è possibile riesca a produrre qualche effetto, quel ragionamento iniziato ieri. Quando si presenta un emendamento, soppressivo di un intero articolo, e su questo si tenta anche di fare un'imboscata, mi sembra che il clima non sia tra i migliori, perché molti di noi, molti di noi, anche molti colleghi che non sono qua presenti, conoscendo la facondia dell'onorevole Cogodi, erano certi che l'onorevole Cogodi si sarebbe preso tutti i minuti necessari e regolamentari per esporre le sue tesi, più i due minuti di riserva (onorevole Cogodi qualche minuto per concludere). Questo non è accaduto. L'onorevole Cogodi contravvenendo a quelle che sono le sue abitudini, le sue caratteristiche, ha rinunciato a parlare e ha detto che condivideva il senso dell'emendamento.
Quindi questo tipo di spirito collaborativo che potrebbe aleggiare all'interno di questa Aula, ogni tanto si presenta, qualche altra volta viene vanificato, non so se da destra, da sinistra, dal centro non mi interessa, mi interessa il discorso complessivo. Ecco, su questo bisogna obiettivamente, credo, riflettere.
Il mio voto, proprio perché ritengo sia un emendamento dannoso, questo, ma dannoso non per la Giunta, e per la maggioranza, ma dannoso per la Sardegna e non faccio demagogia e lo sanno anche gli amici e i colleghi del centrosinistra, il mio voto su questo emendamento è un voto negativo, ovviamente, con la riserva e con la speranza soprattutto che questo tipo di accadimenti possa trovare, quanto prima, una soluzione essendo tutti quanti più seri, io per primo e soltanto io.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Licandro. Ne ha facoltà.
Invito un collega Segretario della maggioranza a prendere posto in Presidenza, perché ci avviamo verso le operazioni di voto.
LICANDRO (P.P.S.-Sardistas.). Signor Presidente, colleghi, anche io voglio fare la mia dichiarazione di voto e chiaramente sono contrario, il mio è un voto contrario a questo emendamento, un emendamento soppressivo, uno dei tanti che l'opposizione ha presentato in questa discussione per la manovra finanziaria. Fra l'altro l'articolo 4, che parla del recupero dei fondi di rotazione, parla di una norma che va nel senso di una razionalizzazione della spesa e dell'uso delle risorse pubbliche, non va certamente invece in una direzione che è stata ipotizzata, che più di un collega dell'opposizione ha detto, nella direzione appunto di una razionalizzazione della spesa.
Chi non vuole questa norma in effetti vuole soltanto che i soldi, i soldi pubblici quindi, i soldi che non appartengono certamente a noi ma che sono risorse di tutti i sardi, rimangano nelle banche e in pratica vadano ad ingrassare i conti e gli interessi delle banche. Si tratta di un provvedimento che permette di ridurre le giacenze e, quindi, come tale, noi non siamo assolutamente d'accordo su questo emendamento soppressivo e pertanto voteremo conto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda. Ne ha facoltà.
CORDA (A.N.). Solo per dire che per consentire una maggiore celerità nell'approvazione di questa finanziaria, migliorandola dove è possibile, rinuncio all'intervento.
PRESIDENTE. Siamo in sede di votazione, stiamo votando l'emendamento 419, primo firmatario l'onorevole Falconi. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Una brevissima dichiarazione di voto, riprendendo anche la discussione che abbiamo fatto questa mattina, che abbiamo fatto ieri e per uscire un po' dalle secche di una discussione che l'onorevole Balletto, quando gli conviene continua a definire noiosa, tediosa, poco utile per la comunità sarda. Noi ci rendiamo conto che a momenti può essere così, a momenti può essere così, così non è stato certamente ieri, quando abbiamo bocciato l'articolo 2 e l'articolo 3, che non riguardava l'utilizzo di fondi comunitari, come è stato raccontato, o l'introduzione di procedure che migliorano la qualità della spesa dell'amministrazione regionale. Si è trattato semplicemente di poste di bilancio consistenti a favore del Consorzio 21 per quasi 160 miliardi di lire, nonostante il Consorzio 21, così come ha ben spiegato la Seconda Commissione, non abbia le caratteristiche per svolgere questo genere di attività non essendo agenzia governativa, ma che nonostante tutte le buone argomentazioni addotte all'unanimità dalla Commissione la maggioranza, a cominciare dell'assessore competente, continua a voler mettere in campo, così come avete continuato a tenere in campo, nonostante le nostre buone ragioni portate avanti in modo noioso e tedioso, onorevole Balletto e sono d'accordo con lei, la posta di bilancio di 5 miliardi l'anno per verificare la possibilità di introdurre la contabilità economica e patrimoniale a cominciare dal 2007.
Noi siamo disponibili a ragionare nel merito di questa finanziaria ma se questa finanziaria viene modificata nei punti in cui abbiamo detto e se viene bonificata da tutti gli emendamenti che, noi ci siamo permessi di fare un calcolo rapido, comporterebbero un aggravio in questa finanziaria gli emendamento proposti dalla maggioranza, un aggravio in questa finanziaria pari a 500 miliardi di vecchie lire, 256 milioni di Euro. Se la maggioranza intende discutere seriamente, noi siamo disponibili non a trattare, perché non dobbiamo trattare proprio niente, siamo disponibili a fare una discussione che migliori questa finanziaria, che orienti le risorse nei settori che noi riteniamo fondamentali e discutiamo con voi se è così anche per voi, se viene bonificata di tutti quegli aspetti inquinanti di questa manovra finanziaria in tutti quei settori nei quali la maggioranza, che pure ha lavorato costruirla, evidentemente intende scardinarla e intende manometterla. Per questo motivo noi continuiamo a discutere, a proporre gli emendamenti come quello in votazione fra poco sul quale io esprimo il mio voto favorevole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (S.D.I.- S.U.). Grazie Presidente, anche io intervengo per esprimere il nostro voto a favore di questo emendamento; naturalmente anche per evidenziare che ascoltando i vari interventi che si sono susseguiti in questi giorni, tanti giorni, non si può non evidenziare un fatto, quello che in qualche modo è venuto fuori da parte di alcuni e cioè una certa disponibilità ad entrare in merito a quelli che sono i problemi che in questa finanziaria sono sempre più evidenti.
La disponibilità che però non mi pare che sia ampiamente condivisa, non mi pare che ci sia da parte di chi dovrebbe prendere un po' in mano la situazione, portata avanti con delle iniziative che facciamo capire davvero, che c'è questa disponibilità a far sì che in quest'Aula non si vada avanti così come si sta andando avanti quasi a voler perdere tempo, con un gioco che di sicuro non fa bene a nessuno. Tempi lunghi, come stiamo vedendo, che non evidenziano chiarezza, non evidenziano disponibilità. Troppi emendamenti e se questi emendamenti fossero stati soltanto del centro sinistra avrei anche capito che fa parte di quello che è uno dei modi di fare opposizione, uno dei modi che serve a far capire che ci sono problemi, che ci sono esigenze, a far si che questa finanziaria, così come è stata portata in questo Consiglio, venga in qualche modo modificata. Non è così, ci sono emendamenti che vengono presentati anche da parte del centro destra a dimostrare, così come l'ha dimostrato una serie di votazioni che hanno messo in evidenza queste fratture, hanno messo in evidenza che non c'è accordo anche da parte del centro destra in questa finanziaria. Allora io chiedo ai colleghi, a quelli del centro destra in particolare, i motivi per cui in alcun modo non si vuole cercare di trovare un momento di accordo. E` stato detto da diversi, è stato detto in certi momenti che forse questo momento si poteva anche trovare e invece mi pare che non sia così. Noi nei giorni scorsi abbiamo potuto constatare che ci sono, da parte del centro destra, disponibilità anche ad accettare questo tipo di dialogo e si è messo in evidenza anche con la bocciatura di un articolo, un articolo in particolare, l'articolo 3 che è caduto dopo giorni di discussione, dopo che si è in qualche modo confrontati su emendamenti che in qualche modo evidenziavano ancora una volta lo sperpero, ancora una volta il modo non condivisibile di spendere le risorse in questa regione. Allora, voglio dire: ma perché non ci si deve fermare un attimo, perché invece continuare con questo continuo dibattito, questo continuo volere intervenire solo per evidenziare, così come qualcuno ha detto, "che siamo in quest'Aula", come qualcuno ha detto solo per evidenziare che c'è bisogno di intervenire per essere all'attenzione della Sardegna e, perché no, anche nella possibilità di essere rieletti, cosa che mi ha lasciato davvero perplessi e che mi fanno capire quanto siamo lontani noi da quelle che sono le aspettative della gente che in questo momento ci sta guardando e sta considerando il nostro lavoro. Il mio è un invito, più che altro, a far sì che ci sia questo attimo di riflessione, un invito a far sì che non ci siano tutta una serie di interventi portati solo ad un effetto, che è quello di prendere per fatica, per stanchezza, magari questa opposizione, che di sicuro per stanchezza non sarà presa, che di sicuro farà di tutto per evitare che vengano portate in porto, diciamo, alcuni di questi articoli che, così come abbiamo visto, servono soltanto a far sì che si incrementi quello che è l'indebitamento, si incrementi questa politica sbagliata che sta portando avanti questa Giunta, si incrementi quello che è ancora per un anno una politica di sperpero che ha fatto sì che la nostra Regione si sia indebitata così come si è indebitata, che i nostri assessorati davvero non siano più rispondenti nella politica a quelli che sono i bisogni della gente. Mi va di fare degli esempi, ma sono sicuro che questi esempi sono davanti a tutti, per cui ritengo il nostro voto a questo emendamento è un voto che serve a far capire che anche questo articolo è sbagliato totalmente e non è sicuramente quello che serve alla gente della nostra Sardegna, non è quello che serve a far si che questo Consiglio possa bene operare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SECCI (La Margherita - D.L.). Intervengo sull'emendamento 419 per dichiararmi d'accordo con lo stesso e fare alcune precisazioni su qualche elemento portato alla discussione soprattutto dal collega Balletto e dall'Assessore Masala. Intanto, caro collega Balletto, il problema del recupero dei fondi di rotazione portato all'attenzione del Consiglio regionale con la finanziaria, mi sembra del '96, dall'allora assessore Sassu, se il collega Balletto fosse un testimone più veritiero si ricorderebbe che in quella circostanza, quando il professor Sassu, allora Assessore alla programmazione, portò questo elemento di novità alla proposta di finanziaria, ci fu un lungo ed articolato dibattito che vide la partecipazione prevalente alla discussione, alla problematicità della innovazione, soprattutto i Commissari dell'allora maggioranza. E quindi è una materia che abbiamo discusso a fondo in Commissione bilancio e programmazione e che soltanto dopo una discussione profonda e articolata vide per una parte applicata, in quella circostanza, questa innovazione al bilancio. Al collega Balletto, che continuamente fa riferimento all'incapacità propositiva di questa opposizione, voglio solo ricordare, dovrebbe essere testimone abbastanza attento e anche interessato essendo il Presidente della Commissione, che in Commissione bilancio durante tutto l'esame della manovra finanziaria ad una partecipazione attiva, costante, intelligente, preparata, da parte dei commissari dell'opposizione, è stato contrapposto il silenzio totale dei commissari della maggioranza, compreso il Presidente. E se il Presidente si capisce perché deve svolgere un ruolo in qualche maniera di sintesi, di uomo al di sopra delle parti, quando riesce a farlo e sarebbe bene che qualche volta lo facesse anche in Aula da Presidente della Commissione questo lavoro, meno si è capito, meno si è apprezzato, meno si è giustificato da parte degli altri commissari. E allora, collega Balletto, abbia più rispetto delle posizioni della minoranza che anche quando propone emendamenti abrogativi lo fa a seguito di un esame attento ed approfondito delle materie che questi emendamenti abrogativi trattano. All'Assessore Masala voglio ricordare una cosa, che ha detto stamattina forse con un eccesso di generosità: Assessore Masala si stanno togliendo soldi dai fondi di rotazione e si stanno mettendo nelle entrate del bilancio. Non c'è scritto da nessuna parte dove vanno questi soldi; c'è scritto nella manovra finanziaria che i soldi destinati all'attività produttiva, al sistema produttivo della nostra regione sono stati ridotti, sono stati ridotti. Certo i soldi non hanno qualificazione, non c'è scritto nel bigliettino da un Euro dove questo deve essere collocato, però di sicuro c'è un risultato, Assessore Masala, che i fondi destinati all'incentivazione del sistema produttivo non soltanto per dichiarazione nostra, ma per dichiarazione anche delle forze sociali che a questa materia sono interessate, sono giudicati insufficienti e sono giudicati in contrazione rispetto al passato. Allora, concludendo, perché il tempo è sempre tiranno, dico che forse è il tempo che il recupero dai fondi di rotazione vada visto con occhio differente; non è pensabile che negli ultimi quattro esercizi, Assessore Masala, siano stati tolti dai fondi di rotazione, per essere introdotti nel bilancio, 565 miliardi di vecchie lire. Allora se era giustificata all'inizio del professor Sassu nel 1996, probabilmente non è una politica che può essere continuata, salvo che non si voglia pregiudicare tutto quel sistema di incentivazione del sistema delle imprese. Salvo che non si voglia, Assessore, mettere mano alle leggi che hanno 50 anni di vita e che probabilmente se le rivisitassimo potrebbero consentire un altro tipo di manovra che io in quel che tipo di circostanza ho avuto l'onore di chiedere a lei e alla sua Giunta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA. (S.D.I. - S.U.). Il nostro voto all'emendamento 419, teso a sopprimere l'articolo 4, è naturalmente favorevole; naturalmente perché, Presidente, ne abbiamo già spiegato le ragioni ed i motivi che ci inducono ad osteggiare una scelta fatta dall'assessore, dall'intera Giunta regionale, che rischia alla fine di compromettere la funzionalità di una serie di leggi. Se è vero come è vero, così come ora ha richiamato l'onorevole Secci, che questa metodica è diventata regola usuale e che nell'arco degli ultimi quattro esercizi finanziari la somma di ben 500 miliardi è stata sottratta dai fondi di rotazione, quindi, dal diretto impiego in leggi di settore tese a garantire produttività ed operatività ai settori più fragili e più deboli del nostro sistema economico, una metodica di questo tipo non può evidentemente che vederci schierati dalla parte opposta rispetto alla scelta della Giunta. Io colgo l'occasione per rifarmi all'intervento dell'onorevole Pittalis di questa mattina; intervento, onorevole Pittalis, che io ho apprezzato, ho apprezzato nella parte in cui lei pari nostro, sollecitava il Presidente della Giunta regionale, ma anche tutti gli altri componenti, a rendere pubblici gli incarichi. E diceva, giustamente onorevole Pittalis, che non devono essere resi pubblici gli incarichi di questa legislatura, ma che devono essere a richiesta, lei l'ha richiesto ed è giusto che così venga fatto, resi pubblici gli incarichi anche relativi ad altre legislature. Ora se il Presidente della Giunta regionale, posto che ci stia ascoltando, se il Presidente della Giunta regionale raccoglie questi inviti che a questo punto vengono dai banchi dell'opposizione ma anche dai banchi della maggioranza e ci rassicura che nella giornata odierna o domani mattina ci fornirà questi elenchi, non avrà per altro difficoltà ad ottenerli in un sistema di meccanizzazione dove basta premere un pulsante per ottenere dati relativi agli ultimi 10 anni. Se il Presidente della Giunta regionale ci rassicura in questa direzione, ci toglierebbe l'incombenza di dover richiamare questo elemento ad ogni intervento; diversamente, Presidente Pili, se ci dedica un attimo di attenzione, diversamente Presidente Pili saremo costretti a continuare a svolgere questi richiami. Ne approfitto per dire che vi è un altro elemento che ci preoccupa e che ci induce, sempre in un tema di assunzioni, a richiamare comportamenti, anche questi recenti, se non direttamente della Giunta regionale per parte di enti strumentali della Regione. E anche stavolta intendo riferirmi ad assunzioni operate attraverso l'Ente Foreste, assunzioni che hanno interessato, onorevole Oppi, onorevole Oppi! Gradirei che lo sentisse perché, riguarda in parte anche lei...
PS/3 PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia. Prego onorevole Balia, concluda.
BALIA (S.D.I.-S.U.). Assunzioni, dicevo, che attraverso una società interinale hanno interessato non sono l'Ente Foreste e in specifico quello del territorio sassarese, ma anche pezzi di ASL soprattutto per quanto attiene al 118, trascurando le assunzioni dirette e rivolgendosi invece a una società interinale. L'assessore Oppi non è naturalmente che abbia provveduto personalmente; presumibilmente conosce la procedura che ovviamente è in capo ai direttori generali, però se vi sono motivi e ragioni perché nella sanità si seguano quei comportamenti, e presumibilmente vi sono, non comprendo quali siano i motivi e le ragioni che inducono agli stessi comportamenti presso l'Ente Foreste. E mi si consenta un'ultima annotazione: è vero che anche i nostri figli hanno tutti il diritto a esercitare un'attività lavorativa, però nasce in ogni caso un'ombra e un maggiore sospetto quando le assunzioni da una società interinale per l'Ente Foreste vengono fatte sotto il diretto controllo del figlio di un parlamentare sardo di centrodestra. Quando le cose avvengono seguendo queste procedure i sospetti aumentano. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sulla modalità di voto il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico.
PRESIDENTE. Sicuramente ci sono sette colleghi che appoggiano la richiesta.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri SPISSU, PIRISI, Emanuele SANNA, MORITTU, MARROCU, CALLEDDA, FALCONI.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 419 all'articolo 4.
(Segue la votazione)
USAI (A.N.). Un attimo, Presidente, non funziona, abbia pazienza.
PRESIDENTE. L'onorevole Usai può dichiarare il voto.
USAI (A.N.). Dichiaro voto contrario.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 75
votanti 75
maggioranza 38
favorevoli 33
contrari 42
(Il Consiglio non approva)
Metto in votazione gli emendamenti numero 420 e 603, che sono uguali.
FADDA (La Margherita-D.L.). Chiedo il voto segreto.
Votazione a scrutinio segretoPRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 420 e 603.
(Segue la votazione)
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 75
votanti 75
maggioranza 38
favorevoli 28
contrari 46
nulli 1
(Il Consiglio non approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI -CAPPAI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.)
Metto in votazione l'emendamento numero 421. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). In apertura di seduta io non ho rinunciato alla dichiarazione di voto, puramente e semplicemente ho reso una dichiarazione di voto in termini essenziali, brevi, posto anche il fatto che la seduta prevista per le ore 16, alle 16 e 10 minuti pieni ancora non era iniziata e che pochissimi colleghi di maggioranza erano presenti in aula. Comunque rientra nei diritti del consigliere di parlare per il tempo previsto dal Regolamento, di parlare anche per meno del tempo previsto.
CORDA (A.N.). Anche di non parlare!
COGODI (R.C.). O anche non parlare, tanto è stato sufficiente perché dai banchi della maggioranza si sia levata ancora una volta un'accusa di imboscata. Se l'opposizione interviene e argomenta è ostruzionismo, se l'opposizione propone che si proceda è imboscata. Io vorrei capire come ci si deve comportare in questo Consiglio. Non so se il collega Usai, che parla di imboscata solo perché uno parla breve…
USAI (A.N.). Non uno, Cogodi!
COGODI (R.C.). …ha mai visto un bosco, sa cos'è un bosco o almeno un cespuglio. Tuttavia così è, però quelli che erano presenti di maggioranza, a iniziare dal collega Balletto e via tutti in fila indiana, quelli che erano presenti a rendere le loro dichiarazioni di voto interamente per il tempo concesso per consentire ai loro colleghi ritardatari di pervenire in aula, dopo che ieri hanno voluto imprimere un ritmo, dicono loro, più accelerato ai lavori, anticipando l'ora di inizio e di chiusura del Consiglio, dopo che a turno gridano che il popolo aspetta, la Sardegna soffre, l'economia langue e quindi bisognerebbe approvare immediatamente la finanziaria. Noi diciamo che la finanziaria andava approvata ben più di due mesi fa, se voi, maggioranza, aveste rispettato i tempi e gli obblighi e che non potete impedire oggi che si discuta il merito di questa finanziaria, perché la Regione ha bisogno di una legge finanziaria e di bilancio, ma non di questa legge finanziaria e di bilancio, perché questa è la legge finanziaria e di bilancio che voi volete imporre in modo arrogante e dannoso tagliando la spesa produttiva, tagliando gli interventi per il lavoro, tagliando le sovvenzioni agli enti locali della Sardegna e invece incrementando, o tentando di incrementare, ogni e qualsiasi altra direzione di spesa che risulti essere arbitrariamente gestibile, comunque clientelare. E su ognuna di queste cose noi abbiamo l'obbligo di fare il punto, come finora abbiamo fatto e come faremo se non interverrà una diversa opinione nella maggioranza, come dice l'opposizione e come dice anche una parte della stessa maggioranza, che cambi non interamente, ma che cambi almeno sostanzialmente, profondamente l'equilibrio di questa manovra finanziaria.
Per cui non si tratta, come da più parti si dice, si indica, di diplomazie che lavorerebbero chissà dove; qui non ci sono diplomazie, qui ci sono politiche e noi vogliamo discutere prima o poi del lavoro e delle leggi per il lavoro e del perché voi pretendete di farla franca tagliando i finanziamenti alle leggi per il lavoro in questa regione.
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Cogodi, per cortesia.
COGODI (R.C.). Leggi insufficienti e finanziamenti insufficienti che vanno incrementati o comunque almeno consolidati, migliorandone l'utilizzo, e non invece tagliati. Ne parleremo sicuramente. Voi oggi fate melina, fate manfrina, però ci arriveremo al punto e ai punti dolenti, più di questi, nei quali si dovranno fare i conti, e allora non potrete dire: "Ma non ci sono le risorse". Ecco dove sono le risorse, non è da qui che le dovete togliere, è dalla spesa clientelare e dispersiva che alloggia altrove. Punto per punto tutto questo verrà chiaramente rappresentato.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 421. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 422. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 657. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, io credo che ormai in quest'aula le cose sono talmente strane che quando la maggioranza vince sembra un caso straordinario. La maggioranza ha vinto e ha vinto su un emendamento sul quale c'è stata una normale libertà di voto da parte anche dell'opposizione, così come era successo l'altra volta quando abbiamo votato l'articolo sui mutui per le spese in agricoltura. Perché vi meravigliate tanto? Se l'emendamento e se la votazione di prima è riuscita a dare un po' di sorriso all'onorevole Pili, così si calma un attimo quando gli chiediamo i dati sulle consulenze, eccetera, se questo è servito per renderlo più sereno e più disponibile alla collaborazione, ditecelo...
OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Si può fare anche un'altra volta.
PRESIDENTE. Per cortesia, onorevole Selis.
SELIS (La Margherita-D.L.). Si può fare anche qualche altra volta. Noi ci serviamo dei suggerimenti dell'onorevole Oppi, che quando serve può essere utile. Cari colleghi, quello che stiamo discutendo ha certo un valore tattico nella politica, però ha anche un valore di sostanza. Mi sembra che la tattica in politica sia essenziale e qualche volta, almeno nella finanziaria, i problemi nella sostanza possono essere richiamati.
Stamattina l'assessore Masala mi ha detto: "Avete ragione, il documento che vi abbiano presentato è di dicembre, noi lo sappiamo, ed è aggiornato a giugno dell'anno scorso". Chiedo all'onorevole Masala: quest'Aula può deliberare con un documento giustamente presentato a giugno dell'anno scorso, o non ha diritto, come abbiamo chiesto in diversi, di avere un documento aggiornato quantomeno a dicembre, posto che siamo a marzo? Se questo è legittimo noi ci saremmo aspettati che la Giunta, venendo incontro alla legittima esigenza, ci proponesse un documento della situazione dei fondi di rotazione aggiornato a dicembre, perché in quel caso, lo dico al collega Fantola e al collega Usai, che sono le colombe, non bisogna volare molto perché in questo periodo e con questo clima di guerra che c'è... Bruno, anche tu sei una colombella, però qualche volta poi ti tocca fare il falco!
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Selis. Colleghi, per cortesia, potete prendere posto?
SELIS (La Margherita-D.L.). Massimo, questo era un argomento tipico su cui il clima in Aula si poteva distendere perché stavamo ragionando su come recuperare risorse dai fondi di rotazione ed evitare di prendere mutui pagandoli ad interessi alti e poi lasciare le giacenze sulle banche riscuotendo interessi bassi. La Giunta ha detto "Ma noi su questo abbiamo fatto dei passi in avanti", io non ho motivo di ritenere che così non sia, anzi, ne prendo atto. Il problema è mettere l'Aula in condizione di conoscere i passi in avanti, di conoscere la situazione delle giacenze per capire quanto insieme potevamo ricavare per finanziare emendamenti. Perchè anche l'opposizione, assessore Masala, ha presentato gli emendamenti, quando ci arriveremo ci saranno verosimilmente problemi di copertura; sapere dove sono le giacenze serviva per avere una discussione.
L'altra considerazione è che noi abbiamo giacenze in una serie di banche, invece queste vengono recuperate tutte dal CIS. Noi non abbiamo niente, né a favore né contro il CIS, avremmo solo necessità di capire come mai si era aggregata questa quantità di risorse nel CIS o se le risorse sono anche da altre banche, per cui si possa riprendere. Per dirla tutta abbiamo necessità di fare con serietà e consapevolezza il nostro lavoro, certo contrapponendoci alla Giunta, perchè giudichiamo pessimamente la manovra, ma anche dialogando, quando è possibile dialogare. Quando è possibile dialogare e alcune colombe ci hanno invitato a farlo, noi vorremmo anche capire se si riesce a dialogare sui problemi reali, ma se c'è da parte della Giunta l'indisponibilità a fornire anche le indicazioni più, direi tra virgolette, banali, è difficilissimo entrare nel merito dei problemi.
Colgo l'occasione per ricordare anch'io al Presidente Pili quelli che sono i suoi doveri istituzionali e al Presidente del Consiglio per incoraggiarlo ad adempiervi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Signor Presidente, due cose. Una che attiene all'emendamento 657 per segnalare un errore tecnico, è la lettera g), non d). La seconda cosa, onorevole Selis, lei ha ragione, ha bene udito quello che ho detto stamattina, che abbiamo fatto qualcosa in più, nel senso che abbiamo chiesto agli istituti di credito di fornirci non solo il movimento dei fondi di rotazione, così come riportato nel documento allegato alla manovra, ma anche di integrare questi dati con le situazioni delle pratiche pregresse. Lei ha anche ragione di chiedere queste cose, però, ahimè, io le posso dare solo quello che ho, e non ce l'ho non perchè non ce l'ho io materialmente, ma non l'hanno ancora gli uffici in quanto le banche, queste banche non hanno ancora, la prego di credermi, fatta eccezione di SFIRS, trasmesso, stanno ancora ultimando le chiusure al 31 dicembre del 2002 e quindi non le abbiamo ancora materialmente. Relativamente alla questione CIS o altre banche, non è che c'è una sproporzione, io le garantisco che la struttura non ha avuto nessun input per una o per altra banca, ha fatto questa valutazione sulla base della movimentazione che c'è nelle singole partite e quindi l'ha fatto con la massima possibile cautela per mantenere la consistenza dei fondi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Dichiaro il mio voto contrario a questo emendamento perchè in un certo senso il significato di questo emendamento, anche senza l'intervento testè fatto dall'Assessore, ci orientava a comprendere e a confermare come questo sistema di finanziamento delle entrate in maniera surrettizia avviene totalmente al buio, cioè senza nessuna conoscenza; questa addizionale al punto g) l'avete inserita, come ha detto poc'anzi, senza avere cognizione alcuna dello stato attuale dei flussi, voi togliete perchè avete bisogno di finanziare le entrate, questa è la verità, e quando si fa questo è del tutto evidente che non c'è criterio, assessore Masala. Perchè lei intervenendo in questo momento ci avrebbe dovuto spiegare a che cosa è ispirata questa scelta del punto g), per quale motivo e avrebbe dovuto fornirci i dati che in qualche modo confermavano questo elemento.
Non solo, il fatto che questa valutazione dei recuperi dei fondi di rotazione venga perfezionata nel corso del dibattito della finanziaria, ormai a distanza di tre mesi dalla sua redazione, fatto che non comportava un aggiustamento in corso d'opera, perchè sono dati che devono essere conosciuti nel momento della formulazione, avvalora
PRESIDENTE. Colleghi per cortesia. Scusi onorevole Sanna, i colleghi possono prendere posto dove normalmente siedono senza dare le spalle alla Presidenza? Per cortesia, colleghi! Prego onorevole Sanna.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Avvalora ancora di più l'indicazione che noi abbiamo posto all'inizio del dibattito di questo articolo 4 sulle modalità un po', cosiddette, garibaldine con le quali si affrontano problemi così delicati.
A questo proposito volevo ricordare che era stata assunta una iniziativa da parte della Giunta Floris, che noi avevamo giudicato nel suo complesso sufficientemente positiva, anche se andava perfezionata, quella di recuperare ed andare a chiudere una serie di conti correnti, che poi tra l'altro era nata anche da una nostra indicazione, e di questo aspetto non se n'è più parlato, si è chiusa intorno a quel momento di finanziaria, ed anche quello sarebbe stato un modo intelligente per andare a verificare, a ripulire il bilancio prima ancora di andare a ricercare fondi di rotazione, riforme più o meno definite, ed esigenza di avere un bilancio complessivamente più leggibile.
Noi riteniamo che la Giunta continui ad operare un po' a dispregio non solo del Consiglio, della modalità e del rituale che dovrebbe essere posto in essere per la predisposizione del bilancio, ma tutto sommato in sfavore anche dei sistemi produttivi, perchè quando si tagliano 12 miliardi di incentivi a favore delle piccole e medie imprese, e qui noi non sappiamo poi di fatto dove andiamo a collocare queste maggiori entrate, probabilmente a soddisfare alcune di quelle partite che durante la commissione sono state modificate e hanno creato una maggiore necessità di entrata. Questo è un fatto molto grave perchè conferma in senso generale questo atteggiamento non programmatorio, assessore Masala, ma meramente aritmetico, non si potrebbe neanche dire contabile, perchè normalmente una contabilità si rifà ad un disegno programmatico previsionale, che manca del tutto.
Io credo che i richiami che hanno fatto le categorie produttive a voi in questo momento siano più significative in questa fase della legislatura di qualunque altra operazione clientelare che pensiate di mettere in essere da qui alla fine della legislatura, perchè il peso dell'indebitamento, il peso di una politica senza obiettivi e senza anima alla fine pesa sul sistema economico; e non a caso in tutte le province ormai si attivano tavoli di coordinamento dei sistemi imprenditoriali proprio perchè sono fortemente allarmati dalla mancanza di dialogo, dalla sordità del governo regionale, dall'incapacità di essere ascoltati e posti in una condizione di compartecipazione alla vita pubblica. In questi anni abbiamo assistito non ad un arretramento delle posizioni della politica per fare avanzare quelle di maggiore conoscenza e di partecipazione del sistema economico, ma ad una sublimazione di questa pretesa tuttologica della politica, questa volta persino orientata a fini poco nobili, come stiamo dimostrando.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.
FALCONI (D.S.). Grazie Presidente. Io reintervengo su questo emendamento perchè è un modo di fare veramente singolare; noi già in sede di commissione avevamo lamentato ciò che poi abbiamo riportato qui in Aula, che alcune di queste lettere andavano cassate o ridimensionate. L'Assessore, io non ripeto tutte le argomentazioni che ha portato per giustificare un prelievo da leggi operative, non solo non ha corretto questo modo di fare ma ha presentato, come giunta regionale naturalmente, un ulteriore emendamento che invece di correggere ha aggravato la situazione. E cioè invece di andare a prelevare ancora da quei fondi che sono inoperativi ha prelevato nuovamente da una legge che è operativa, cioè " 21" e che tra l'altro è particolarmente efficace.
Noi vorremmo sentire, se è possibile, in qualche passaggio su questi prelievi così indiscriminati anche gli assessori di competenza di queste materie, ma per ora è il silenzio, si continua a prelevare.
Non ci scandalizza neanche questo, Assessore, però bisogna farlo nella chiarezza, perchè non bisogna dire in replica che comunque quei fondi restano lì dove sono o vanno a finire nuovamente alle imprese, perchè non è così! Quei fondi sono per le imprese, prelevati dal sistema degli incentivi delle imprese, e vanno a finire nel calderone generale, dove vanno riprogrammati, poi in parte infinitesimale vanno a finire nuovamente al sistema, vanno a finire anche nello stesso capitolo che alimenta quel fondo, ma vanno a finire appunto in forma infinitesimale.
Si può pure fare questa cosa, però facciamolo con chiarezza, con trasparenza, in modo che le categorie, non solo noi, ma le categorie interessate debbano sapere che si sta prelevando da quei fondi a loro disposizione, si riversa in un calderone generale e poi, se ne avanza, dopo aver foraggiato tutta un'altra serie di capitoli, vanno a finire pure al fine che hanno avuto prima del prelievo.
Prima di chiudere su questo io volevo fare alcune considerazioni, che peraltro ha rilevato già il collega Selis quando diceva che ormai sta diventando una notizia in quest'Aula e fuori da quest'Aula quando la maggioranza riesce ad ottenere la maggioranza, e cioè quando i numeri vengono ribaditi in forma palese o in forma segreta. Poco fa c'è stato un voto che ha in effetti creato qualche perplessità, non solo nella maggioranza, ma qualche perplessità anche all'interno delle opposizioni; perchè obiettivamente c'è stato un soccorso che ha aiutato la maggioranza, perchè nascondersi, il voto segreto in questo caso non nasconde nulla. A questo modo di fare non frappongo il modo di fare che qualche giorno fa il Presidente ha frapposto, e cioè una serie di minacce, di intimidazioni a chi nel voto segreto non votava come votava la sua coalizione.
Noi diciamo solamente, almeno io dico a questi amici, a questi compagni che sbagliano a sciupare un lavoro ben fatto, che il centrosinistra ha fatto bene e le opposizioni hanno fatto bene ieri, stavano facendo bene oggi e sciupano, è questa la loro responsabilità, un lavoro comune fatto bene.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente questo emendamento della Giunta va sostenuto ed approvato, e in questo senso è la mia dichiarazione di voto, perchè si incardina in tutte quelle argomentazioni che sono state fornite tanto dall'Assessore in sede di illustrazione dell'emendamento e nei suoi interventi successivi e che sono poi state anche confortate da pareri conformi, variamente e diffusamente articolati che ne condividevano la ratio, non solo dell'emendamento ma anche dell'intero articolo, volto ed estremamente funzionale alla razionalizzazione della spesa pubblica.
Fa piacere che finalmente si discuta e si entri nel merito delle cose, dove i diversi convincimenti affiorano, su questi ci si può misurare e, ovviamente, nella misura in cui le argomentazioni di una parte rivolta all'altra non riescono a fare breccia nei convincimenti è giusto che si affermi quella volontà che democraticamente si afferma nell'Aula, perchè il voto dell'Aula può piacere o non piacere a seconda dei momenti e come si manifesta, ma sempre è il voto dell'Aula, dell'Aula sovrana, e tutti quanti lo dobbiamo accettare come volontà del Consiglio.
Voglio ancora precisare, sulla base di affermazioni che sono state fatte, che il recupero di queste disponibilità dai fondi di rotazione non comporta minimamente tagli nelle leggi di incentivazione, così come taluno ha affermato, perchè non si tratta qui di ridurre stanziamenti perchè gli stanziamenti trovano la loro veste, natura, forma e consistenza negli stati di previsione della spesa, dove le leggi di settore vengono finanziate, qui è un particolare meccanismo di risorse che sono accumulate nel tempo e che servono proprio per mantenere il funzionamento e l'efficienza delle erogazioni con i successivi rientri.
Quindi una volta che si è accertata l'entità ottimale del fondo, questo non ha bisogno né di essere impinguato né di essere ridotto perchè si autoalimenta e si autosostiene. Quindi sarebbe opportuno, può anche essere una improprietà di linguaggio quando si è parlato di tagli ai settori, però è anche opportuno, perchè ciò che noi diciamo è rivolto all'esterno, usare termini appropriati e quando impropriamente in buona fede vengono assunti è anche opportuno così rettificare.
Per quanto riguarda affermazioni che sono state fatte sul comportamento del Presidente della commissione io tengo a ricordare, colleghi, allo stimato collega Secci, del quale mi onoro anche di essere amico, che il Presidente di commissione è un Presidente di parte, è un Presidente della maggioranza alla quale io appartengo, mi onoro di appartenervi ed ovviamente il lavoro e la funzione del Presidente della commissione è solo quello del rispetto del Regolamento, ma poi è uomo di parte, e io sono uomo di parte, sono partigiano perchè appartengo alla maggioranza, sono fedele alla maggioranza, quando ho qualcosa da dissentire lo dico nelle forme dovute in maniera palese ed evidente e dimostro il mio dissenso come è nelle forme dovute. Quindi, sotto questo aspetto, dovevo dare questa spiegazione, tra virgolette, se spiegazione può essere, perchè la funzione del Presidente della Commissione non può essere quella di super partes ed è solo a tutela del rispetto del Regolamento.
Per quanto riguarda l'assenza di partecipazione, così richiamata dal collega Secci, in commissione, mi piace dire che in commissione, nonostante il termine regolamentare per il termine dei lavori sia di 17 giorni, questo termine è stato abbondantemente superato con l'impegno di tutti. In quella circostanza io penso che una attività sollecitata a dismisura dall'opposizione avrebbe solamente tardato i lavori, che per sua natura sono già stati ritardati abbondantemente dall'azione e dal contributo che a quella discussione la opposizione ha dato, ma che non era certamente condivisa dalla maggioranza della commissione.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Balletto. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Per dire che l'emendamento 657, datato 5 marzo 2003, fresco fresco, non di giornata, ma insomma, aggrava la situazione. Questo articolo 4 era stato oggetto di riflessione, di una riflessione anche abbastanza pensosa, preoccupata ed anche articolata già nella fase di esame, seppure non tanto approfondito in Commissione. Si ha un bel dire che le leggi di settore a sostegno del credito alle imprese artigiane o agricole, alla piccola e media imprese in generale, cioè tutto l'insieme delle situazioni che sono prese in esame in questo articolo 4 non subirebbero dei danni. Eh no, ne subiscono di danni, perchè ridurre la dotazione finanziaria senza aver accertato quali siano le cause dei ritardi nell'accesso al credito è un fatto che non depone bene, perchè tutto il mondo agricolo, ma anche il mondo artigiano principalmente unitariamente e fortemente denunciano e rivendicano rispetto al Governo ed anche all'organo legislativo regionale una maggiore attenzione, un miglioramento anche del sistema complessivo delle norme oltre che una maggiore dotazione finanziaria per il comparto. Dico unitariamente e fortemente tutte le associazioni artigiane, per cui non basta dire "Ma c'è un ritardo nella rotazione, la ruota gira lenta"; qual è la ragione per cui gira lenta la ruota? perchè non c'è fretta di arrivare o perchè chi doveva arrivare è comunque arrivato? Cioè, c'è o no una domanda nel mondo economico sardo, nella organizzazione dell'economia? C'è o no una domanda inespressa o espressa e non ancora appagata di nuova istituzione di impresa artigiana o di ammodernamento dell'impresa artigiana? E tutti dicono sì.
L'assessore dell'artigianato che dice? Oppure quel comparto di impresa è saturo, tutto funziona bene, la ruota gira alla perfezione. Non è così. C'è tanto di fatto e c'è tanto forse ancora da fare e da migliorare, e questo è un dato riconosciuto da tutti. Ogni tanto si dice "Bisogna trovare punte di unità, di convergenza, di intesa." Ecco, questo è uno dei punti di convergenza possibile, porsi la domanda perchè il sistema normativo non funziona e perchè le risorse da tutti riconosciute non sufficienti, pur tuttavia non vengono spese in termini adeguati.
Il voto di prima, sotto questo profilo, il voto è sempre libero, consapevole, chi lo esprime non si censura il voto né quando conviene né quando non conviene, però il voto di prima che è stato espresso, per quanto mi riguarda e per quanto ci riguarda è un voto che è riprovevole sotto il profilo della valenza di quel voto, perchè si esprimeva proprio nel colpo forte più di tutti gli altri colpi che si dava al comparto artigiano, la lettera D), 40 miliardi, d'un colpo, 40 miliardi tolti alla legge 51, cioè alle provvidenze e alle imprese artigiane del fondo costituito presso l'Artigiancassa. E` da migliorare quel sistema, ma si migliori nel...
PRESIDENTE. Concluda onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Ho concluso. Ma varrebbe se quei 40 miliardi non cambiano campo, se sempre nel comparto artigiano si utilizzano nel frattempo in migliori impieghi. Invece qui si spalmano nel bilancio complessivo; quindi chissà dove vanno. Quindi in realtà si toglie il comparto artigiano, così come non è vero neppure contabilmente dire che questo è un fondo che si ricompone da sé. Non è vero neppure in termini contabili, perchè quello che viene restituito non è tutto; ovviamente è parte di quello che viene prelevato, se no dove sarebbe l'agevolazione? E` chiaro che viene restituito il capitale ed una parte di interessi, perchè è agevolato. Quindi non è neppure vero contabilmente quello che è stato affermato. A maggior ragione quindi l'emendamento 657 della Giunta aggrava questa situazione, però, siccome il Consiglio deve ancora votare non solo questo ma anche altri articoli, altri commi ed anche il voto finale, questa riflessione può essere utile se si vuole che la volontà sempre libera del Consiglio possa in modo sempre più pertinente esprimersi.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 657.
Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'articolo 4. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Presidente, per chiedere il voto segreto sull'articolo 4.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio, con procedimento elettronico, dell'articolo 4
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 76
votanti 76
maggioranza 39
favorevoli 43
contrari 33
(Il Consiglio approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.)
Si dia lettura dell'articolo 5.
CAPPAI, Segretario:
Chiusura di contabilità speciali
1. A decorrere dal 1° gennaio 2003 sono soppresse le contabilità speciali di cui alle Leggi 11 giugno 1962, n. 588 e 24 giugno 1974, n. 268 limitatamente ai programmi d'intervento fino a quello del biennio 1986-1987 compreso.
2. Le somme rinvenienti da tale chiusura sono attribuite al fondo di cui al titolo di spesa 11.04.02/I del programma d'intervento per gli anni 1988/1990; alle conseguenti variazioni di bilancio provvede l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, con proprio decreto.
3. All'assolvimento degli obblighi preesistenti in capo all'Amministrazione regionale si provvede mediante attingimento dal fondo di cui al comma 2 secondo le procedure previste dall'articolo 31 della legge regionale n. 11 del 1983 e successive modifiche ed integrazioni.
PRESIDENTE. All'articolo 5 sono stati presentati gli emendamenti soppressivo totale 418, soppressivi parziali 417 e 416, sostitutivo parziale 4 e il 116 aggiuntivo. Se ne dia lettura.
CAPPAI, Segretario:
Emendamento soppressivo totale Falconi - Spissu - Demuru - Pirisi
Art. 5
L'articolo 5 è soppresso. (418)
Emendamento soppressivo parziale Falconi - Spissu - Demuru - Pirisi
Art. 5
Il comma 2 dell'articolo 5 è soppresso. (417)
Emendamento soppressivo parziale Falconi - Spissu - Demuru - Pirisi
Art. 5
Il comma 3 dell'articolo 5 è soppresso. (416)
Emendamento sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE
Art. 5
Il comma 2 è sostituito dal seguente:
2. Le somme rivenienti da tale chiusura sono destinate:
- per una quota fino ad euro 40.000.000 al titolo di spesa 12.3.02 lett. c) del programma di intervento 1998/1999 di cui alla legge 23 giugno 1994, n. 402;
- e per la restante quota al titolo di spesa 11.4.02/I del programma di intervento per gli anni 1988-1990; alle conseguenti variazioni di bilancio provvede, con proprio decreto l'Assessore della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del Territorio. (4)
Emendamento aggiuntivo Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Selis - Secci
Art. 5
Dopo l'articolo 5 è inserito il seguente:
"L'Amministrazione regionale provvede ad effettuare una revisione straordinaria della consistenza dei residui attivi e passivi del Bilancio.
I residui passivi che, a seguito della revisione, vengono eliminati per insussistenza o cessazione dei vincoli giuridici per i quali furono assunti i relativi impegni, sono disimpegnati e le somme rese disponibili costituiscono economie di bilancio e non possono essere riutilizzate.
I residui di stanziamento, la cui conservazione discenda da norme emanate in deroga al disposto di cui all'articolo 62 della L.R. 5/5/83 n° 11, qualora ancora sussistenti alla chiusura dell'esercizio finanziario 2003, costituiscono economie di bilancio. " (116)
PRESIDENTE. Il 418 è stato presentato dai colleghi Falconi, Spissu e più; può essere illustrato. Anche il 417 e 416 sono presentati dagli stessi colleghi, quindi chi prende la parola, se vuole, può illustrarli tutti assieme.
Ha facoltà di parlare il consigliere Falconi per illustrare gli emendamenti.
FALCONI (D.S.). Grazie Presidente. Questo articolo che sopprime alcune contabilità speciali che noi proponiamo con questi emendamenti, il 418 propone la soppressione dell'intero articolo, poi via via in subordine noi proponiamo la soppressione di qualche comma di questo articolo. Perchè vogliamo sopprimerli? Questo non vuol dire essere contrari ad un riordino e ad una razionalizzazione del sistema di contabilità, questo è un obiettivo condivisibile, che condividiamo, che abbiamo condiviso ed anche noi ci sforziamo in questa direzione. E` il modo di fare che non condividiamo, perchè si attua per alcune contabilità speciali, non per altre, e all'interno di queste contabilità speciali, poi vedremo nel merito, via via anche nel proseguo della discussione, fa delle cernite, delle scelte che appunto non condividiamo.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI
(Segue FALCONI.) Anche qui, come nell'articolo precedente, si recuperano delle somme che vanno sì, riversate in un fondo unico per pagare gli impegni assunti da quelle contabilità speciali, ma successivamente queste somme vengono riversate in quello che poco fa abbiamo definito calderone generale e riprogrammate per altri fini, per altri luoghi, per altri capitoli etc..
Vediamo cosa succede nel dettaglio nell'approvazione di queste contabilità speciali; si abroga la contabilità speciale della 268 fino al biennio '86 - '87; in questa contabilità speciale, colleghi del centro destra del nuorese, vi è un qualcosa che per noi doveva essere di svolta storica, di svolta importante, ma non solo nel nuorese. Doveva attuare quella riforma agropastorale che il piano di rinascita, finanziato con la 268 si proponeva di fare con un finanziamento allora complessivo e consistente di cento miliardi di lire, che era consistente. Sono rimasti nell'arco di questi lunghi anni, decenni, cento miliardi, e, ahinoi, molti di questi cento miliardi non sono stati spesi per la riforma agropastorale. La 268 finanziava non solo la riforma agropastorale ma finanziava altre cose; fra queste cose, grandi cose, grandi interventi, c'era anche il grande intervento del porto canale di Cagliari, che io ho sempre definito grande opera pubblica di interesse regionale non solo per Cagliari ma per l'intera Isola. Non è questo che voglio criticare. Voglio invece soffermarmi sulle entità di finanziamento per queste due grandi operazioni che sono iniziate alcuni decenni fa e che hanno visto massicci interventi nei diversi piani di rinascita.
La riforma agropastorale, con cento miliardi, che sono rimasti tali, ed oggi stiamo togliendo quello che non si è riusciti a spendere, ma non per i pastori o per i comprensori agropastorali che nel frattempo si sono creati e non hanno avuto i finanziamenti; non si sono spesi perchè non hanno funzionato gli ispettorati agrari, non hanno funzionato gli uffici regionali, i trasferimenti, le competenze, eccetera, eccetera, eccetera, e nel frattempo le cooperative, i comprensori agropastorali si sono sciolti, sono morti di inedia, in alcuni casi.
Diverso destino ha avuto il porto canale, che da 100 miliardi è passato ad oltre mille miliardi di lire. Si è completato, si sono fatte grandi spese, l'unica cosa che non si è fatta, mentre i pastori e i comprensori agropastorali erano in produzione, sono rimasti in produzione e mai la Sardegna, come in questo momento, ha prodotto latte e ha prodotto agroalimentare e ha prodotto industria ed anche quel po' di benessere che abbiamo, mai come in questa fase il porto canale ha prodotto spese, spese e solo spese, tutto ha fatto tranne l'avvio dei lavori, con mille e oltre miliardi. Questo è ciò che si è riusciti a completare. Ed è questo che io contesto oggi: il fatto che si tolga ancora una volta da territori deboli, perché deboli, e si dia ancora a settori forti, perché forti. E' questo che noi come sinistra, come centro sinistra, dobbiamo contestare, questo modo di fare. E allora, dicevo, colleghi del centro destra del nuorese voi che avete sbandierato nei nostri territori un emendamento che prevede un finanziamento ex novo di un accordo di programma quadro con un emendamento di 10 milioni di Euro, proposti dai colleghi della Giunta e successivamente altri 10 milioni di Euro proposti dai colleghi del Centro Destra, come vedete, tutto cade di fronte a queste operazioni, perchè non bastava lo scippo dei fondi della Sardegna centrale con 109 miliardi, si aggiunge questa ulteriore beffa per i territori dell'interno, per i territori marginali in ritardo di sviluppo, ma torneremo su questi temi, stiamo solo iniziando, torneremo e allora, si aggiunge questa ulteriore beffa. Da qui e solo qui si tolgono ulteriori 50 miliardi. Dove vanno a finire i vostri emendamenti, i vostri sforzi, i vostri sbandieramenti? Vogliamo vedere, alla prova dei fatti, quando andremo al voto su questo articolo e su questi commi cosa faranno i colleghi non solo di Nuoro, ma anche di Oristano del centro destra, ma quelli particolarmente sensibili che hanno a cuore le sorti di tutti i territori in ritardo di sviluppo in Sardegna e che raccolgono quell'invito che viene soprattutto dalla Comunità europea, ed è l'invito che bisogna operare e per questo invito ci finanziano lautamente, che bisogna operare per la coesione di territori diversi in diverso stato di sviluppo. Se noi vogliamo ristabilire questo buon Governo tra territori diversi, è necessario che il centro destra si dia una smossa in questa direzione perchè - ed è su quest'affermazione che chiudo - queste tematiche, il voler investire, il voler far recuperare il GAP di sviluppo a territori in difficoltà, il Centro Sinistra l'ha già fatto proprio patrimonio, ma patrimonio suo, patrimonio politico di elaborazione, ma l'hanno fatto i colleghi consiglieri di Nuoro, di Oristano, ma anche quelli di Sassari e di Cagliari, lo hanno assunto come dovere politico - morale per andare a finanziare e a non toccare queste risorse la dove ci sono, a non toccarle. Allora, che cosa proponiamo, assessore alla programmazione? Noi proponiamo certamente di riordinare il bilancio, di andare a rivedere delle contabilità datate che sono partite il 1972, il '62 addirittura con la 588, che sono riprogrammate, che stiamo parlando del programma di spesa dell'86 - '87, di 15 anni fa, di 16 anni fa. Noi siamo per rivedere queste cose, ma lasciando le risorse finanziarie in quei territori, in quei settori che sono, come settori, particolarmente deboli perché stiamo parlando di pastorizia e di agricoltura, e ancora di più come territori, di questi che, purtroppo per loro, forse hanno solo questo, e se si tocca quel poco che hanno davvero in quei territori si andrà in ulteriore difficoltà.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 4 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 116 ha facoltà di illustrarlo.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, l'emendamento 116 è un emendamento aggiuntivo, si propone un problema che è stato già affrontato nello scorso bilancio, ma diciamo che è stato affrontato nello stile del presidente Pili, cioè praticamente è stata adottata una norma, il comma 4 dell'articolo 10 della scorsa finanziaria, che dice: "L'amministrazione regionale provvede ad effettuare una revisione straordinaria della consistenza dei residui attivi e passivi del bilancio. Detta revisione è certificata da una società di revisione di livello internazionale" - addirittura - "a tal fine abilitata, appositamente individuata mediante procedure selettive di evidenza pubblica". Non sappiamo che cosa sia avvenuto intorno a questo aspetto, né è dato conto di informazioni in questo senso nei confronti del Consiglio da parte della Giunta. E' del tutto evidente che di fronte a questi problemi stanno o ancora cercando la società oppure credo che un aggiornamento su questa attuazione ci sarebbe dovuta essere. Tuttavia le modalità sono molto diverse da quelle che noi crediamo debbano intervenire, in quanto nell'emendamento 116 noi proponiamo l'eliminazione per insussistenza o cessazione dei vincoli giuridici per i residui passivi e disimpegnate per costituire poi economie di bilancio, senza poter essere riutilizzate. Per quanto riguarda invece i residui di stanziamento, magari conservati da discipline di deroghe all'articolo 62 della legge numero 11, in effetti questa attività di deroga riguarderebbe maggiormente i lavori pubblici, qualora ancora sussistenti alla chiusura dell'esercizio finanziario 2003 proponiamo costituiscano economie di bilancio.
Sarebbe questo, in fondo, un modo di affrontare la presenza dei residui, di migliaia di miliardi di residui soprattutto nel campo dei lavori pubblici in maniera tale da rimettere in sesto e in maniera più chiara un bilancio che è appesantito solo nel campo dei lavori pubblici da quasi 2000 miliardi di residui passivi. Se l'attività di deroga diventa un'attività libera che porta l'applicazione dell'articolo 62 a una sua sostanziale inutilità, è del tutto evidente che utilizziamo la deroga per non applicare una norma e ne discende da questo un atteggiamento di interferenza nella compilazione e nella lettura del bilancio. Noi proponiamo, invece, che questa revisione straordinaria sia fatta con queste finalità e anche con questi limiti alle attività di deroga, che in qualche modo possa mettere mano a una montagna di residui passivi che di fatto rendono praticamente insopportabile l'idea che un Assessorato venga ogni anno finanziato con partite di 500-400 miliardi ad esercizio e disponga di somme a residuo che sfiorano o superano i 2000 miliardi. E' il segno anche che non esiste evidentemente un monitoraggio delle attività di appalto e di realizzazione delle opere, non c'è probabilmente una commisurata attività di progettazione che faccia corrispondere lo stanziamento alla reale possibilità di spendere le risorse.
Mi rendo conto che l'impostazione data nella scorsa finanziaria dalla Giunta si colloca senza limiti di tempo, senza possibilità di accertamento e, in ogni caso, disabilita la possibilità che comunque è data, perché qualunque società esterna, questo ce l'hanno detto a suo tempo gli stessi funzionari della Regione, comunque si dia all'esterno un'attività di questo genere, chiunque avrà in assegnazione questo tipo di attività di revisione per forza deve passare per i tavoli dei funzionari regionali, perché solo attraverso di essi potrà svolgere il proprio mandato. Tanto vale semmai, come abbiamo detto e come diremo poi ulteriormente, e abbiamo detto anche nella scorsa finanziaria, individuare dei progetti obiettivo e delle particolari incentivazioni al sistema regionale perché operi rapidamente in questa direzione, dando anche maggiori garanzie di celerità proprio per il possesso diretto che possono avere delle informazioni e delle pratiche.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore di maggioranza.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. L'emendamento 418 non si accoglie; l'emendamento 417 non si accoglie; l'emendamento 416 non si accoglie; l'emendamento numero 4 si accoglie; l'emendamento numero 116 non si accoglie.
Presidente, vorrei dare una breve spiegazione, quantomeno sull'emendamento numero 116. La Commissione si è espressa per il non accoglimento, però per le ragioni che dirò, e parlerò ovviamente a titolo personale, su questo emendamento, portando elementi importanti e spunti di non poco conto su quello che può essere il futuro della finanza regionale, io avrò modo di dire il mio parere personale.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è negativo per gli emendamenti numero 418, 417 e 416; ovviamente il 4 è della Giunta. Sull'emendamento numero 116 è ugualmente negativo. Naturalmente, passo adesso a dare la motivazione di questo parere.
Segnatamente, incominciamo dagli emendamenti numero 418 e 417, anche se la spiegazione sarà a beneficio dei colleghi, ma difficilmente sortirà alcun effetto se il proponente che ha sollevato le questioni non fosse nelle condizioni di ascoltare. Con il primo comma vengono utilizzati 10 milioni e 766 mila euro che erano compresi nel titolo di spesa 5602, che costituivano e costituiscono tuttora, fino alla sua soppressione, un fondo di riserva che non viene utilizzato. Quindi è inutilizzabile e conseguentemente viene messo a disposizione tra le entrate. Relativamente alla legge numero 268, vengono eliminate le contabilità speciali limitatamente ai programmi di intervento fino a quelli del biennio 1986-1987 compresi, ed è su questo che si è accentrata l'attenzione del proponente, il quale ha affermato che si tratterebbe di risorse che vengono sottratte alla Sardegna centrale. Ora, in realtà, i titoli di spesa relativi, e sono dieci, si riferiscono tutti a programmi già esauriti, sui quali non esiste una lira, perché è a disposizione evidentemente del proponente anche la consultazione del riepilogo; si tratta di titoli di spesa che erano stati previsti per acquisti ed espropri di terreni per la costituzione del monte dei pascoli, miglioramenti e trasformazione e tutta una serie di attività che erano riferiti proprio all'attuazione dell'allora legge di trasformazione del cosiddetto monte pascoli. Fino al titolo numero 10 non esistono spese da impegnare perché tutte le somme a suo tempo impegnate risultano pagate. Esiste un residuo di 47099,58 euro da impegnare a fronte di 396.000 da pagare che riguardano il titolo 010/50102 miglioramento e trasformazione del monte pascoli e quindi sono 47099, cioè un residuo trascurabile. Le cifre alle quali si è riferito invece il proponente riguardano il titolo 11 che rimane integro perché il titolo 11, che è quello relativo alla forestazione, mantiene nella sua dotazione i 5.913.570,65 euro che ancora risultano da impegnare. Conseguentemente, anche per la tranquillità dell'assessore Contu, nessuna somma viene sottratta da queste disponibilità. Si tratta della soppressione dei titoli di spesa relativi a questo.
Ora, il comma che è stato detto, e sul quale evidentemente mi posso riservare nel corso della discussione anche di fare ulteriori precisazioni, qualora fosse necessario, determina comunque, collegandolo all'emendamento numero 4 della Giunta, la possibilità di recuperare una somma complessiva di poco superiore ai 40 milioni di euro che sono destinati, con l'emendamento numero 4, a ripristinare la dotazione ex legge regionale 28/84 già prevista nel bilancio ordinario. Relativamente all'emendamento numero 116 debbo dire che la norma contenuta nella finanziaria dello scorso anno, che prevedeva la revisione straordinaria dei residui attivi e passivi e la loro certificazione attraverso una dichiarazione di società a ciò abilitate, non è stata completata relativamente a questa parte, cioè non esiste la certificazione ufficiale da parte della società, però la revisione straordinaria dei residui attivi e passivi è stata comunque fatta. E' del 24 febbraio 2003 l'ultimo rapporto che viene trasmesso alla Giunta, e che io ho già portato alla conoscenza in sede di Commissione, del Corpo ispettivo che era stato incaricato di svolgere questo lavoro, che è evidentemente a disposizione, ma non l'ho messo ufficialmente ancora a disposizione del Consiglio perché deve essere ancora valutato in tutte le sue parti; posso dire soltanto che tutti gli Assessorati e tutte le direzioni generali già si stanno attivando per approntare una serie di iniziative volte al recupero dei residui attivi.
Relativamente alla seconda parte dell'emendamento, cioè quella che prevede di evitare la conservazione e mandare in economia, diciamo che la norma stessa è superflua perché già oggi c'è la durata di un anno e quindi queste somme andranno in economia, scadono cioè nel dicembre 2003, già è operativa di fatto questa norma.
Quindi per quanto concerne l'emendamento numero 116 il parere della Giunta è negativo, nel senso che l'operazione si sta già facendo, è, diciamo così, grossomodo già ultimata. Io metterò a disposizione dei proponenti il risultato di questo lavoro che è stato già compiuto dal Corpo ispettivo e che è in sede di valutazione tecnica.
PRESIDENTE. Assessore, io non l'ho interrotto, però le ricordo che quando siamo nella fase del parere bisogna essere più brevi. Poi lei ha diritto di intervenire dopo il dibattito e tornare sull'argomento in maniera piena ed esaustiva. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (Gruppo Misto). Sarò abbastanza sintetico. Voglio esprimere, parto della coda, innanzitutto un apprezzamento per l'emendamento 116, che è uno di quegli emendamenti che potrebbe anche essere preso in considerazione, ma ho sentito l'espressione di attenzione di Balletto e anche della Giunta, dall'intera Aula, perché affronta il problema dei residui diciamo in un'ottica di chiarezza, di limpidità in una prospettiva di risanamento. L'unica cosa, lo dico amichevolmente a Gian Valerio, che io non scriverei è che provvediamo a effettuare una "revisione straordinaria" dei residui, perché la cosa più forte non è fare la revisione straordinaria dei residui, ma farla ordinariamente ogni anno, come le leggi dicono che andrebbe fatta. Detto questo, però io sulla sostanza e anche sul modo in cui è scritto l'emendamento sono assolutamente d'accordo e lo ritengo estremamente positivo.
Naturalmente io comprendo che presentiamo - l'ho fatto anch'io tante volte, in una logica politica - tanti emendamenti un po' di tutti i generi, alcuni motivati, altri meno, però debbo dire, per coerenza con cose dette dal centrosinistra nel passato, che la chiusura delle contabilità speciali non è un fatto negativo, è un fatto positivo. E' un fatto positivo perché stiamo parlando di contabilità speciali di vent'anni fa quando i fondi siano sostanzialmente esauriti, questa era la sostanza dell'argomentazione che io in parte condivido dell'Assessore, personalmente chiuderei le contabilità speciali anche quando ci siano ancora fondi, quando risalgono a vent'anni fa, perché andrebbero riprogrammate sulla base di finalità che siano giudicate prioritarie e urgenti o più importanti. Cioè io non credo onestamente, capisco perché li abbiamo presentati, ma non credo onestamente che sia giusto fare una battaglia politica per tenere aperte quelle contabilità speciali, e quindi inviterei gli amici e compagni che li hanno presentati a ragionarci un attimo e a vedere se dobbiamo insistere oppure no. Personalmente riterrei che non debbano rimanere. Naturalmente, se rimanessero - così ho già fatto anche la dichiarazione di voto - io voto con i colleghi del centrosinistra, ma il fatto che li difendiamo e che li votiamo non fa diventare le cose poco motivate molto motivate e le cose sbagliate non è che solo per questo diventerebbero giuste.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Come ho anticipato nella fase di dazione dei pareri, voglio soffermarmi condividendo ovviamente l'impostazione dell'articolo in discussione così come predisposto nel disegno di legge e così come licenziato dalla Commissione per ciò che riguarda la chiusura delle contabilità speciali, e in ciò mi sento anche confortato dall'autorevole parere che ha appena dato il collega Scano ricordando - ma non ce n'è bisogno - che in materia ha una competenza specifica e notevole che gli deriva proprio dall'aver svolto il ruolo nella scorsa legislatura per diversi anni di assessore della programmazione e del bilancio.
Quelle valutazioni sono da me perfettamente condivise e quindi, non faccio perdere tempo all'Aula soffermandomi a parlare di cose che sono, tra virgolette, acquisite. Per ciò che riguarda invece l'emendamento 116 io credo che sia opportuno soffermarsi perchè uno dei motivi, forse il principale per il quale oggi ci ritroviamo a avere un indebitamento, io dico, sempre per spiegarmi meglio, un indebitamento che è nominale in quanto non dà la rappresentazione effettiva e concreta di quelle che sono le obbligazioni dell'amministrazione regionale e cioè che costituiscono diritto per gli aventi causa a percepirne il regolare pagamento. Quindi, sotto questo aspetto, pur essendoci anche l'articolo 62 della legge 11 di contabilità che disciplina l'argomento in maniera anche compiuta, di fatto sia nella scorsa legislatura che in questa, abbiamo dei seri problemi nell'individuazione, non solo degli stanziamenti che attiene alla fase propositiva, ma soprattutto abbiamo dei problemi per quanto attiene gli stanziamenti e quindi gli impegni delle somme stanziate, laddove materialmente e obiettivamente non possono dare seguito a erogazioni nella spesa. Ed allora, è invalso l'uso e la consuetudine di legiferare in deroga incrementando a dismisura il conto dei residui di stanziamento che sono poi quelli che dicono la Regione è indebitata, potenzialmente è indebitata ma effettivamente non lo è.
Questo modo di procedere, nel tempo passato e anche in questa legislatura, costituisce anche motivo di diseducazione da parte dell'apparato amministrativo-burocratico che a volte per insufficienza dell'azione politica, forse di questa legislatura e di questa amministrazione, ma altrettanto e nella stessa misura anche in passato, ma soprattutto per mancanza di responsabilità si sentono portati ad impegnare a fine anno somme che altrimenti dovrebbero essere recuperate a economia, ridurre i disavanzi e, quindi, ridurre anche l'indebitamento, nulla togliendo, perchè anche l'articolo 62 della legge 11 prevede che le somme recuperate a economia possono, nella previsione dell'anno successivo e quindi, rientriamo nel bilancio di previsione di competenza, essere nuovamente stanziate a ristoro di quelle unioni e di quelle U.P.B. e dei vari articoli...
Collega Falconi, sto spezzando una lancia a favore di un problema che è stato posto, non sto dicendo il contrario. Sto condividendo, anche perchè questa posizione non solo è emersa nella scorsa finanziaria per quella che era stata la relazione di maggioranza, ma è presente pure in questa. Quindi, io dico e sono favorevole perchè venga mantenuto l'articolo 62 della legge 11 nella sua formulazione e venga rispettata, questa per dare stimolo ed impulso all'attività politica per quanto di sua competenza e spettanza ad essere più efficiente, ma soprattutto anche all'apparato amministrativo-burocratico che di fronte alle difficoltà è più facile stanziare piuttosto che programmare e dar luogo ai pagamenti consecutivi.
Quindi, che cosa dire? Che dal punto di vista normativo la materia è già disciplinata, come è stato osservato, ma di fatto non viene applicata; ed allora, sotto questo aspetto il richiamo che viene fatto con l'emendamento 116 è molto utile alla causa perchè dobbiamo prendere coscienza che questo problema è un problema reale, effettivo e che occorre porre rimedio. Se non basta la legge di contabilità che purtroppo non avendo una gerarchia delle fonti, perchè l'unica legge che è insuperabile dal Consiglio regionale è lo Statuto, noi dovremmo, proprio per introdurre un vincolo forte, ineludibile, operarci in maniera tale che questa normativa venga ripresa in una legge di rango superiore e quindi, è importante che questo problema sia stato riproposto in Aula perchè deve essere affrontato e comunque deve essere risolto.
E` ovvio che io non posso che schierarmi da un punto di vista concettuale a sostegno di questo emendamento che ripropone un principio di cui non dovremmo assolutamente dimenticarci, però è anche vero che se non dovessimo trovare in questa sede lo strumento forte per superare i limiti che derivano non tanto dalla legge ma dai comportamenti ai quali facevo riferimento, io non potrò che, per vincolo di appartenenza e di maggioranza, schierarmi e votando così come la maggioranza deciderà. Però questo problema esiste e questo problema deve essere affrontato seriamente per essere risolto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). L'emendamento 116 a firma di Sanna Gian Valerio e più, offre già una prima occasione per comprendere se si può trovare un punto di incontro in relazione a un problema portato dall'emendamento sul quale io dico subito, non si può non essere d'accordo, pur trattandosi di un'attività di carattere..., vorrei che il collega Gian Valerio Sanna però prestasse attenzione così probabilmente ci comprendiamo e direi che se anche il collega qui davanti...
(Interruzioni)
PITTALIS (F.I.-Sardegna). No, anche perchè è la prima, una delle prime occasioni di un utile confronto tra maggioranza e opposizione, e anche ad evitare quella leggenda che vuole che tutto ciò che viene dall'opposizione trova un muro nei banchi della maggioranza. Io sono d'accordo su questo emendamento, lo dico subito; un emendamento che coglie una parte del problema perchè altra è già normata, sono sufficienti atti amministrativi, però la finalizzazione indicata al secondo comma dei residui, beh, è una novità che sottoporla anche a normazione, diciamo, può essere anche una giusta regola da introdurre nelle norme di contabilità. Mi rivolgo quindi, sia ai proponenti per eventualmente meglio anche formulare il testo dell'emendamento, forse è irrituale, ma se l'Assessore sul punto volesse anche dare il suo parere, se possiamo dunque eventualmente definire un testo che in questo caso, con il contributo dell'opposizione appunto, possa trovare d'accordo almeno, io penso la maggioranza, ma noi per quanto ci riguarda.
Secondo aspetto; al collega Falconi voglio solo ricordare che i fondi per la Sardegna centrale sono andati in perenzione non per la responsabilità né della giunta di centrosinistra della scorsa legislatura, né della giunta di centrodestra di questa legislatura. Lei lo sa bene, ci sono stati purtroppo ritardi, inadempienze di amministrazioni comunali, il fatto della perenzione non è arbitrio dell'assessore di turno, semmai bisogna ricordare che proprio questa giunta regionale, questo Consiglio in sede di finanziaria ha approvato proprio il recupero di 40 miliardi che sono stati destinati sempre per quelle iniziative e mi pare che con l'articolo 5, ma l'ha già chiarito l'assessore Masala e per questa ragione non ci torno, non vengono minimamente lese prerogative o diritti di beneficiari di provenienza delle zone centrali. Si utilizza sempre questo argomento in maniera a volte, mi si consenta, impropria.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Avrei una proposta da fare su questo emendamento 116. Io personalmente non avrei niente in contrario a che l'emendamento stesso, opportunamente coordinato, possa essere approvato. Però poiché si sta facendo una valutazione attenta nell'Assessorato dell'agricoltura perchè hanno numerose leggi e qui siamo in camera caritatis e ce lo possiamo dire, non notificate, cose sulle quali poi ci sono impegni, possono cessare ope legis determinate cose, e quindi stanno facendo un'attenta valutazione per verificare se una, soprattutto il secondo comma, non tanto la questione della revisione dei residui attivi e passivi, su cui non c'è problema, quello noi possiamo anche prevedere che si possano fare ordinariamente questi, cioè diciamo così, si stabilisce il principio che vengano fatte con determinate conseguenze. Però poiché l'emendamento numero 116, questa è la proposta operativa, è aggiuntivo e quindi non tocca l'articolo 5, lo stesso potrebbe - questa è la mia proposta - essere sospeso in attesa che si faccia la dovuta verifica soprattutto di merito da parte dell'Assessorato all'agricoltura e così, noi possiamo tranquillamente, eventualmente, o riportarlo successivamente per la votazione così com'è o integrato o con i necessari coordinamenti se fossero necessari, diciamo così, subito dopo. Credo che questa sia una prassi che abbiamo seguito in altre circostanze.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, io non ho grandi obiezioni su questo, anche se ritengo che l'affermazione che debbano essere cessati i vincoli giuridici per i quali sussistono determinati impegni garantisce anche questa verifica, e nessuno vuole intervenire in fase di legittima rivendicazione dei titoli di impegno, per carità.
Io invece voglio in qualche modo fare chiarezza su un aspetto; io non intendo sostenere una revisione a regime, in fondo questa è già prevista dal regolamento contabile, dovrebbe avvenire ma non avviene. Quindi in un certo senso questo è un altro genere di problema, cioè bisogna cominciare ad entrare nell'ordine di idee che i regolamenti si rispettano, ma la finalità dell'emendamento è quella di operare, in via eccezionale, uno sgrossamento straordinario che in qualche modo operi nella direzione delle economie di bilancio un risanamento, cioè quello che non è stato fatto nelle politiche di risanamento, in un qualche modo si può fare attraverso una gestione di questa fase in via globale, cioè se queste somme non possono essere riutilizzate costituiscono economia di bilancio, in qualche modo si può fare un po' di pulizia in questo bilancio, no? in una fase straordinaria; e in questo senso si può agganciare all'articolo della finanziaria precedente.
Però io credo che siccome la materia deve essere chiara reciprocamente nelle sue finalità e nelle sue esplicazioni, se è necessario attivare una sospensiva per vederlo poi in chiave tecnica, in maniera che sia chiaro a entrambe le parti, io non ho nessuna difficoltà. Quello che mi preme dire è che sui residui di stanziamento bisognerebbe fare un approfondimento più radicale, cioè bisogna intervenire con una riforma. E l'idea che ha ispirato questo atteggiamento è proprio quella di anticipare in qualche modo una discussione su questo argomento, perchè quello è il vero elemento che cambia la filosofia del bilancio. Può cambiare il corso di una concezione di bilancio.
Per cui noi accettiamo anche questa sospensiva, se fosse necessaria, e vediamo in chiave tecnica come possiamo operare, chiaramente senza tornare a reiterare cose che già i regolamenti contabili prevedono e che sarebbe una presa in giro reciproca.
PRESIDENTE. E` un po' irrituale perchè in genere l'intervento dell'Assessore conclude il dibattito e poi si passa ai voti, però qui c'è una proposta; ha chiesto anche l'onorevole Demuru, se è nel merito della questione io do la parola, nel merito della questione però sulla sospensione, brevemente perchè poi andiamo ai voti. Il dibattito ormai è chiuso, almeno per ciò che riguarda questo emendamento, può sempre intervenire nel prossimo. L'Assessore mi ha chiesto anche la parola per precisare meglio la proposta. Io gliela darei perchè così sentiamo.
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, solo per dire che dalla stessa presidenza mi fanno notare che l'emendamento 116 affronta il medesimo argomento oppure sotto forma diversa l'emendamento 122 e 123 che sono legati all'articolo 7, se non sia il caso di determinarne già da questo momento un'unificazione, una riunione e trattati contestualmente a questo, come unico argomento. Questa era la proposta che volevo precisare.
PRESIDENTE. Va bene, allora questo argomento lo consideriamo chiuso così e sospendiamo il 116.
Ha domandato di parlare il consigliere Demuru. Ne ha facoltà.
DEMURU (D.S.). Signor Presidente, in effetti io non volevo intervenire sull'emendamento 116, ma sull'articolo e sugli emendamenti soppressivi che hanno anche la mia firma. E` evidente che molti emendamenti si presentano per porre all'attenzione della discussione alcuni problemi. Io ho seguito attentamente anche l'intervento dell'onorevole Scano e devo dire che mi trova anche d'accordo sul fatto che la chiusura di contabilità speciale che datano per decenni e decenni è di per sé un fatto positivo. Anche io riconosco che questo può essere un fatto positivo. Quello che invece voglio rimarcare è che la chiusura porta giustamente, come ha sottolineato anche l'onorevole Scano, alla riprogrammazione delle risorse ed è qui il punto, è evidente che la riprogrammazione delle risorse deve tener conto e devono essere indirizzate per le stesse finalità che avevano in origine, con leggi migliori, con leggi nuove, con riconsiderazione degli investimenti, perchè se non fosse così, noi ci allontaniamo da quelli che erano i principi generali di quella riforma stessa. Io aggiungo anche che qui sono state citate le inadempienze di amministrazioni comunali e sicuramente ci sono state. Bisogna anche andare a considerare quelle che erano le condizioni di partenza di queste amministrazioni comunali, errori sicuramente se ne sono fatti da più parti, sicuramente la Regione, con la sua amministrazione, non è stata di grande aiuto a queste amministrazioni comunali, però la finalità vera qual è? E` andare a rendere produttivo un settore che per la Sardegna è di fondamentale importanza e quindi, gli emendamenti io non so, adesso il primo firmatario dirà, personalmente si possono anche ritirare perchè la discussione che interessava era questa e l'attenzione della riprogrammazione di queste risorse e non solo di queste, ma molto più consistenti, deve rivolgersi a quel settore che per la Sardegna, ripeto, e soprattutto per certe aree della Sardegna che sono in netto ritardo, e qui ci ricolleghiamo al discorso del vero intervento per poter consentire a questi territori un vero sviluppo, riprogrammare dunque queste risorse, ma riprogrammarle per quelle finalità.
PRESIDENTE. Vi prego, facciamo in modo che l'ultima a parlare sia la Giunta, così ai problemi posti dai colleghi la Giunta può dare una risposta, sennò non c'è neanche interlocuzione. E` iscritto a parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.
FALCONI (D.S.). Intervengo per aiutare la discussione e dico subito che gli emendamenti 418, 417 e 416 sono ritirati. Naturalmente non sono ritirate le ragioni che abbiamo esposto prima nell'esporre questi emendamenti e sono tuttora valide. Cogliamo con parziale soddisfazione il fatto che si accolga come emendamento aggiuntivo, non a questo articolo ma ad altro articolo, l'emendamento 116 dei colleghi Sanna Gian Valerio e più. Noi vorremmo comunque ribadire il fatto che è importante questo concetto che venga accolto e semmai ascolteremo con la dovuta attenzione la replica dell'Assessore Masala, se vorrà replicare in questo ma anche in altri articoli, a noi interessa questo concetto, che le somme perenti che ad esso vengono riprogrammate, tolte della contabilità speciale per essere successivamente riconfermate, quanto meno nei fini originali; cioè se erano in agricoltura che restino in agricoltura. Questo noi cercavamo di dire nel nostro primo intervento, cioè se la legge 17, collega Pittalis, aveva un certo scopo, è vero che i fondi sono andati in perenzione, però vanno rispettate se rimettiamo delle somme in quella direzione, vanno rispettati i presupposti originali che quella legge aveva, così la 268 così le altre leggi; poi sul fatto che si riordina il bilancio. In apertura noi abbiamo detto che eravamo subito d'accordo con queste operazioni e se questo è l'intento della Giunta io ritiro tre emendamenti del quale sono primo firmatario ed aspettiamo almeno una dichiarazione di intenti che vada in quella direzione a parziale recupero di tante somme che non sono state spese non sempre per colpa delle amministrazioni comunali, me lo consenta collega Pittalis, a volte le amministrazioni comunali sono alla disperata ricerca di quei consensi dei vari uffici regionali, per cui noi riusciamo a mandare noi stessi le somme che impegnano per un determinato obiettivo e magari le blocchiamo nel Genio Civile sempre della Regione Sardegna. Ecco perché, a volte, non in tempo utile, le amministrazioni comunali non riescono a spendere quelle somme, ma torneremo anche su questi argomenti quando parleremo di enti locali e più avanti nella finanziaria. Adesso ci interessa andare avanti con questo articolo 5, sulla chiusura delle contabilità speciali, però ribadendo il fatto che pure riprogrammandole debbano restare negli indirizzi originali di queste contabilità. PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita - D.L.). Presidente, credo che i colleghi che hanno parlato e che sono intervenuti abbiamo dimostrato con tutta evidenza uno spirito costruttivo e una serietà culturale di cultura politica, facendosi carico di problemi anche tecnici, delicati, e mi pare che abbiamo avuto - per la verità - l'apprezzamento dei colleghi della maggioranza. Vorrei sollevare un problema, aprire una parentesi, per ripercorrere il senso storico delle contabilità speciali. Le contabilità speciali avevano un significato particolare, pensiamo alla contabilità del Piano di Rinascita. Quando c'erano delle strettoie burocratiche legate ai controlli, certe volte eccessivi, pensiamo ai controlli preventivi della Corte dei Conti, la contabilità speciale consentiva un percorso accelerato, consentiva di mandare i decreti di attuazione ai controlli successivi. Quindi aveva un percorso straordinario di accelerazione che consentiva di fare ed attivare gli interventi in maniera più rapida possibile. Oggi non hanno più senso le contabilità speciali, perché non c'è più questo percorso agevolato della Corte dei Conti, perché siamo in un altro quadro istituzionale. Ma il problema qual è? Lo dico all'Assessore Masala ed ai colleghi, che nel frattempo non è venuto meno solo il controllo preventivo della Corte dei Conti, sostituito da altre forme di controllo di gestione a posteriori per altro poco significative, è venuto meno il controllo del governo sulla legislazione, giustamente ai sensi dell'articolo 15, per cui siamo totalmente autonomi nella legge, per cui per esempio, richiamo l'attenzione dei colleghi, molte volte molte nostre leggi erano state rinviate per eccesso di delega quando il Consiglio delegava eccessivamente alla Giunta regionale delle competenze, il Governo ci rinviava la legge per eccesso di delega perché sosteneva che il Consiglio non potesse rinunciare a competenze che sono proprie, trasferendole alla Giunta; invece questo non è più possibile, sta succedendo sempre più spesso che in Consiglio la maggioranza deleghi competenze tipicamente legislative alla Giunta. Quindi questo è un fatto estremamente delicato. Il terzo elemento che è avvenuto è che col passaggio al bilancio per articoli, anche questo giusto, al bilancio per unità previsionali di base che consente lo spostamento delle risorse all'interno della stessa unità previsionale di base con decreti amministrativi, si ha una grande flessibilità della gestione. In terzo luogo, quindi, anche il contesto interno dell'amministrazione si è adeguato a questa flessibilizzazione dei controlli. Per esempio la ragioneria non ha più forme e funzioni di controllo se non di natura contabile, deve limitarsi a verificare se ci sono nei capitoli la capienza, tutto al più può fare qualche rilievo interno. Che cosa è successo quindi in questi anni? Che il sistema dei controlli precedenti: controllo del Governo sulle leggi, controllo della Corte dei Conti sugli atti preventivi, sui decreti preventivi, controllo della ragioneria anche certe volte di merito eccetera, sono venuti meno, sono totalmente venuti meno. Perché dico questo? Perché questa linea di riforma è verosimilmente giusta, condivisa, però se a fianco a questa linea non si rafforza la funzione di verifica, di indirizzo del controllo del Consiglio regionale, non c'è più nessun livello di verifica. Ecco perché dico che sia a livello di riforma del Regolamento, sia a livello di riforma dello Statuto, sia a livello di prassi tra noi e la Giunta, tra il Consiglio e la Giunta, il Consiglio deve trovare una sua funzione di controllo, perché sennò oggi c'è questo governo, domani ce ne può essere un altro, ma sono saltate tutte le forme di controllo. Se non c'è da parte del Consiglio un minimo di possibilità di conoscere l'attività amministrativa, si entra in una fase di arbitrio totale, e lo dico con molta serenità, senza provocazione, di arbitrio che oggi può essere vostro e domani può essere di un altro, che non è giovevole, non giova né alla trasparenza dell'amministrazione né alla serenità e alla correttezza dell'amministrazione né alla dialettica tra Giunta e Consiglio, tra maggioranza ed opposizione. Ecco perchè dico che da un lato bisogna fare un lavoro serio di revisione del Regolamento, perché siamo entrati in un altro quadro istituzionale, con la riforma dell'articolo quinto e bisogna, nell'andare verso una regione di tipo presidenzialista, ripensare alla fisionomia, al ruolo del Consiglio, ma oggi nella prassi, oggi già adesso questo ruolo del Consiglio deve essere tutelato e rafforzato ed è per questo che torno, non per essere petulante, ma per affermare un principio fondamentale nelle nostre richieste di informazione, di conoscenza, di verifica, di stimolazione della trasparenza. Lo facciamo non per essere provocatori nei confronti del Presidente Pili o di un assessore, ma perché siamo entrati in un contesto istituzionale diverso in cui l'Assemblea legislativa deve assumere la tutela dei principi di trasparenza, di veridicità, di correttezza, posto che tutti gli altri livelli di controllo sono stati aboliti. Se noi ci attestiamo su questo anche le cose giuste come l'abolizione delle contabilità speciali rischiano di essere delle occasioni in cui tutto rientra nel calderone, nel mucchio, ma nessuno sa che oggi, dico qua solennemente per quanto mi riguarda, almeno di noi o del Consiglio, cosa sta succedendo dentro l'amministrazione, e non è che non lo sappiamo solo per le consulenze, le progettazioni o altre cose, non lo sappiamo per tutte le altre vicende, non lo sappiamo per lo stato di attuazione del bilancio, non lo sappiamo perché non c'è un'informazione e vi prego di credere che così entriamo in una fase di oscurità e di incomunicabilità che non giova né alla trasparenza, né al rigore, né al ruolo dell'opposizione ma sicuramente neanche al ruolo della maggioranza.
PRESIDENTE. Onorevole Selis, devo dire che lei ha messo il dito in un nervo scoperto. Questo è un problema che ormai è all'ordine del giorno in tutte le assemblee legislative italiane. Purtroppo la riforma del Titolo quinto ha rimesso tutti in discussione, gli Statuti dovrebbero fissare regole nuove. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'Agricoltura e riforma agro pastorale. Ne ha facoltà.
CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro pastorale. Sarò brevissimo, ho ascoltato con attenzione l'ultimo intervento, quello del collega Selis, che come sempre è stato abbastanza puntuale e ha sollevato delle problematiche che sicuramente esulano da quello che era l'argomento in corso. Però indubbiamente le problematiche che sono state esposte esistono. E` vero che i nuovi statuti dovrebbero in qualche maniera regolamentare meglio tutta la questione, che è molto delicata. Mi permetterei d'aggiungere che mentre abbiamo affrontato il problema del rapporto Stato-Regione, non abbiamo mai affrontato il problema del rapporto Regione-Europa che oggi, secondo me, sta diventando molto più condizionante del rapporto che esisteva prima tra Regione e Stato. Detto questo, voglio arrivare all'argomento che è in discussione. Io ho qualche piccola perplessità, onorevole Sanna Gian Valerio, sull'emendamento 116 perché, pur essendo d'accordo su quello che può essere l'intelaiatura e la sostanza probabilmente dell'emendamento, ho qualche preoccupazione perché mi rendo conto che tocca - come diceva pochi minuti fa il Presidente - un nervo scoperto, cioè alcuni residui del settore dell'agricoltura. Mi riferisco soprattutto al problema sollevato dal collega Falconi per quanto riguarda fondi sul vecchio piano di rinascita, soprattutto per le zone interne, probabilmente, nel senso che molti si sono dimenticati che la legge 33 del 1995, che era una legge omnibus, fatta di ben 38 articoli, è ancora sub judice presso la Comunità Economica Europea e buona parte dei fondi che sono stati utilizzati con quella legge provengono proprio dai fondi del piano di rinascita ed anche dalla riforma agropastorale. Non conosciamo ancora come finisce la controversia tra noi e l'Europa e quindi un attimo di meditazione secondo me è necessario. Accolgo volentieri l'ipotesi di lavoro che ha prospettato l'Assessore Masala, cioè di discutere quest'emendamento con l'articolo 7 in modo da darci, forse un paio d'ore per rimeditare un po tutto l'argomento che merita veramente un'ulteriore meditazione.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 4. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'articolo 5, chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
L'emendamento numero 116 è sospeso. Si dia lettura dell'articolo 6.
ORTU, Segretario:
Modifiche alla legge regionale n. 14 del 1995
1. Il comma 6 dell'articolo 4 della legge regionale 15 maggio 1995, n. 14 (Indirizzo, controllo, vigilanza e tutela sugli enti, istituti ed aziende regionali), è sostituito dal seguente:
"6. Per gli atti di cui alle lettere b) ed e) del comma 1 dell'articolo 3 i termini per l'esercizio del controllo sono raddoppiati e, per i bilanci di previsione degli enti e le relative variazioni, quando le entrate derivano anche in parte da trasferimenti dalla Regione, decorrono dalla data di approvazione, da parte della Giunta regionale, della proposta di bilancio regionale.".
2. Dopo il comma 6 del medesimo articolo 4 della legge regionale n. 14 del 1995, sono inseriti i seguenti:
"6 bis. Entro 30 giorni dalla data di pubblicazione del bilancio regionale, gli enti di cui al comma 6 devono adeguare l'entità dei contributi previsti nei propri bilanci a quelli contenuti nel bilancio regionale, mediante apposite variazioni di bilancio.
6 ter. Sino alla data di pubblicazione del bilancio regionale, la gestione dei bilanci contenenti contributi regionali è consentita con le modalità previste dall'articolo 35 della legge regionale n. 11 del 1983.".
PRESIDENTE. All'articolo 6 sono stati presentati gli emendamenti soppressivi totali 117 e 415 e i soppressivi parziali 118 e 414 che sono uguali, hanno lo stesso testo; il 119 e il 413; il 117 è stato presentato dai colleghi Sanna Gian Valerio, Fadda e più. Se ne dia lettura.
ORTU, Segretario:
Emendamento soppressivo totale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 6
L'articolo 6 è soppresso. (117)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 6
Il comma 1 dell'articolo 6 è soppresso. (118)
Emendamento soppressivo parziale Falconi - Spissu - Demuru
Art. 6
Il comma 1 dell'articolo 6 è soppresso. (414)
Emendamento soppressivo totale Falconi - Spissu - Demuru
Art. 6
L'articolo 6 è soppresso. (415)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Biancu - Dore - Giagu - Granella - Secci - Selis
Art. 6
Il comma 2 dell'articolo 6 è soppresso. (119)
Emendamento soppressivo parziale Falconi - Spissu - Demuru
Art. 6
Il comma 3 dell'articolo 6 è soppresso. (413)
PRESIDENTE. Può essere illustrato il 117. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per illustrare l'emendamento.
Sanna Gian Valerio (La Margherita - D.L.). L'emendamento 117 è soppressivo dell'articolo 6. Vogliamo anche qui spiegare le ragioni di una soppressione che non sono attività meramente ostruzionistiche rispetto alla legge finanziaria. La legge 14, lo ricordo ai colleghi, è la legge che stabilisce norme sull'indirizzo, controllo, vigilanza e tutela degli enti, istituti ed aziende regionali. L'intervento proposto dalla Giunta in qualche modo è singolare, perché il primo comma dell'articolo 6, riprendendo e modificando il comma 6 dell'articolo 4 della legge 14 dice: "I termini per l'esercizio del controllo della Regione sugli enti, per quanto riguarda i bilanci di previsione e variazioni ai bilanci e bilanci consuntivi, nonché regolamenti ed atti di contenuto generale riguardante l'ordinamento e l'organizzazione, i termini di controllo sono raddoppiati" ed era già così. Per i bilanci di previsione degli enti e relative variazioni, quando le entrate derivano da trasferimento della Regione, la Regione dice: "Siccome ormai il senso è questo, siccome ormai è prassi consolidata che io presento il bilancio Regionale in ritardo, quindi sto istituzionalizzando i miei ritardi, i termini per il controllo decorrono dalla data di approvazione da parte della Giunta regionale e della proposta di bilancio regionale, in maniera tale che tutto sia collegato e i termini non siano raddoppiati inutilmente". Al comma 2, anche qui c'è una sostanziale istituzionalizzazione dei ritardi, perché dice: "entro 30 giorni dalla data di pubblicazione del bilancio regionale, gli enti di cui al comma 6 devono adeguare le entità dei contributi previsti nei propri bilanci a quelli del bilancio regionale". Vorrei proprio vedere un ente regionale che si mette nel bilancio somme che non gli sono state date, come potrebbe diversamente operare. Credo che complessivamente questa sia la dimostrazione di una controriforma che, rispetto all'esigenza di metter mano alla legislazione in essere per darle un significato di maggiore efficienza, più stringente e più rispondente anche alle tempistiche di questi enti - lasciamo perdere l'annoso problema della razionalizzazione degli enti - ma a prescindere da questo noi consentiamo che i tempi siano, attraverso questo intervento legislativo, ulteriormente dilatati in funzione dell'elasticità che si è data alla Giunta in questi anni, di presentare i bilanci quando "cavolo" gli pare, in barba a tutti i termini fissati.
Io voglio ricordare alla Giunta che ci saremmo aspettati non nessun intervento, ma certamente qualche intervento anche sulla legge 14, come per esempio quello di poter avere resoconto dell'applicazione dell'articolo 7. "La Giunta regionale" - dice la legge 14 - "può disporre in ogni tempo ispezioni e accertamenti diretti sull'attività degli enti". Invece, è cronaca di questi giorni, arrivano gli ispettori dei Ministeri negli enti regionali a dire quello che è dovere primario della Regione, erogatore di risorse, di dover dire, verificare come si spendono i soldi, verificare se si rispettano le procedure di evidenza pubblica, se si rispettano le leggi in materia di concorsi, come si selezionano le persone. Di queste cose non se ne vede neanche l'ombra! Si tenta, invece, di adottare le norme che dilatino ulteriormente i tempi di un controllo e di una verifica a discapito dell'efficienza, dell'efficacia, qualche volta persino dell'economicità, ma complessivamente della trasparenza. Credo che noi abbiamo invece bisogno, necessità estrema, di fare un ragionamento opposto, Assessore, che è quello di mettere mano alla legge 14 per irrigidirne i suoi valori nella direzione dell'efficienza e del rigore, perché è inutile che poi voi andiate a sedervi in prima fila il giorno dell'inaugurazione dell'anno giudiziario o alla Corte dei Conti a sentirvi dire il rosario di inadempienze e di illegittimità che gli enti regionali combinano con la compiacenza dei governanti di turno, e osservare che indipendentemente dalle leggi regionali esistono leggi dello Stato che dicono che quando determinati dirigenti della Regione, vedasi i dirigenti delle ASL, sfondano i limiti del pareggio di bilancio vanno licenziati. E sono lì, fermi, a perpetrare, anche dopo le ispezioni ministeriali, danni all'amministrazione, ingiustizie all'amministrazione. E voi ci presentate proposte di questo genere? Ci costringete a osservare queste cose, anche a uscire dagli elementi della normale prudenza che vorremmo usare di fronte a queste cose. E sono pochissimi gli esempi di ottemperanza ai principi dell'ispezione e del rigore negli enti regionali. Allora qual è la vostra posizione? Spiegateci la ratio di una normativa di questo genere, che fa dipendere i tempi di decorrenza del controllo già raddoppiati in legge, per quanto si tratta di argomenti di bilancio e di organizzazione, li fa decorrere dalla data certa nella quale o la Giunta approva il bilancio oppure il bilancio viene approvato per dar corso alla variazione di bilancio. Vale a dire che state dicendo agli enti regionali: "Fate pure il bilancio, fatelo su base falsa", perché così è, perché se mi dite che devono fare la variazione di bilancio gli dite: "Siete autorizzati a fare il bilancio che vi pare, fatelo così". Lo possono fare sugli stanziamenti dell'anno precedente, lo possono fare sulle aspettative dell'anno in corso, lo possono fare sulla fantasia di chi lo fa, e questo vi sembra un elemento serio? Autorizzandoli poi, una volta sono certe le risorse della Regione, grazie a Dio, gli imponete di fare la variazione per adeguare, come se potesse sussistere in assenza di questa norma, la possibilità che un ente regionale si faccia un bilancio su somme che non ha o di cui non dispone. Cioè, rendiamoci conto che molte volte facciamo delle norme che, se lette in chiave logica, sono delle aberrazioni, e trascinano dei significati pericolosissimi che sono esattamente il contrario di quelli che noi vorremmo indurre negli organismi di gestione degli enti che purtroppo, ahimè, devo dire che questo è poi l'elemento che complica tutta la storia, sono gli amici, gli amici degli amici, i parenti e gli affini della compagine di maggioranza.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 415 ha facoltà di illustrarlo.
FALCONI (D.S.). Signor Presidente, intervengo per illustrare l'emendamento e non solo. Condividendo già le cose che poco fa diceva il collega Gian Valerio Sanna, io vorrei aggiungerne altre e diverse sempre sugli enti, perché l'articolo 6 si propone anch'esso delle finalità, in linea di massima condivisibili: accelerare i tempi di approvazione dei bilanci di previsione degli enti strumentali. Un enunciato del genere è assolutamente condivisibile, ciò che invece vorremmo sottolineare, in questi pochi minuti, è che degli enti strumentali non solo vanno accelerate la predisposizione e l'approvazione dei rispettivi bilanci, ma soprattutto, Assessore e presidente Pili, gli enti strumentali vanno prima riformati e successivamente vanno controllati. Sono queste due grandi cose che vi eravate prefissati di attuare nell'arco di questa legislatura, nelle diverse dichiarazioni programmatiche della Giunta Floris e delle Giunte Pili, ma che non presentano nulla di nuovo né sulla finanziaria né sulle altre leggi su questo fronte. Direte: "Poco avete fatto durante la precedente legislatura su questo fronte, come centrosinistra". Avete ragione, poco abbiamo fatto però poco lo abbiamo fatto; sarà solo l'EMSA e qualche altra cosa riformata come enti, però lo abbiamo fatto. Voi, colleghi Riformatori e colleghi della maggioranza di centrodestra, su questo nulla avete fatto.
E questo è il primo aspetto, cioè l'aspetto forse principale della riforma degli enti, perché se continuiamo ad andare così dobbiamo anche continuare a tenerci nel turismo qualcosa come tredici enti strumentali, che sono non enti strumentali per favorire l'incoming del turismo, ma sono palle al piede costosissime che ormai non reggono più neanche loro stessi. Allora dobbiamo davvero, dovete davvero proporci qualcosa prima della fine della legislatura, torneremo poi nei capitoli di competenza sugli enti del turismo, sugli enti dell'agricoltura.
L'altro aspetto che mi preme sottolineare, sempre in questi pochi minuti, colleghi, è l'aspetto dei controlli. Quali controlli abbiamo oggi sugli enti, cosa sta succedendo, cosa succede? Assistiamo a questo enorme paradosso, che se un Assessore, l'Assessore del turismo o l'Assessore dell'agricoltura vuole assumere un'iniziativa esterna, un'iniziativa che può essere da tutti condivisa, il più delle volte questa sua iniziativa non può essere attuata e allora quell'Assessore dell'agricoltura o del turismo è costretto a passare attraverso il sistema degli enti, che dovrebbero essere controllati da questo Assessore. Perché fa questo? Lo fa perché è più facile, gli enti lo possono fare, l'Assessorato non può farlo. Naturalmente ci sono le diverse competenze, a parità anche di competenze succede questo, badate, cioè riusciamo più a controllare noi stessi che chi dobbiamo effettivamente controllare. Ma non succede solo questo, ne succedono di tutti i colori a proposito di bilancio. Non so a quanti di voi sarà capitato di sentire di uno strano sport che si sta manifestando nel sottobosco degli enti ed è una nuova forma di investimento: noi trasferiamo delle somme agli enti, somme che il più delle volte sono destinate a spese di mantenimento, cioè a spese correnti. Generalmente la spesa di investimento di questi enti, che sono preposti allo sviluppo, oscilla fra il 5 e il 10 per cento, tutto il resto è spesa corrente. Però queste somme che noi trasferiamo, dove vanno a finire? Come vengono utilizzate per alcuni mesi? E' questo l'aspetto pericoloso che io voglio denunciare. Sempre più stanno circolando voci inquietanti di consulenti finanziari che vogliono utilizzare le somme degli enti strumentali della Regione Sardegna, da investire in borsa, da investire in CCT, in BOT, eccetera. Badate, questo è davvero inquietante, davvero c'è la necessità di porre freno, di porre rimedio a questo degrado nell'utilizzo della spesa pubblica, perché assistiamo al fatto che la Regione è costretta a indebitarsi per le spese correnti, e lo avete fatto con l'articolo 1, contraendo o assumendo l'impegno di contrarre ulteriori 2.000 miliardi di debiti, per poi foraggiare gli enti strumentali che utilizzano queste somme. Almeno i primi mesi del loro bilancio le utilizzano con rischi enormi e con chissà quale procedura di trasparenza pubblica, le utilizzano, dicevo, in una gestione di fondi assolutamente esterna, assolutamente incontrollabile e incontrollata dalla mano pubblica.
Sono alcune delle cose inquietanti che avvengono nel sistema degli enti regionali, altre avremo modo di sottolinearle nei capitoli dei vari Assessorati di competenza.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 118 ha facoltà di illustrarlo.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. L'emendamento 414 ha lo stesso contenuto, è uguale, quindi li voteremo insieme, così pure il 117 e il 415. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 414 ha facoltà di illustrarlo.
FALCONI (D.S.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 119 ha facoltà di illustrarlo.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 413 ha facoltà di illustrarlo. Forse c'è un errore materiale, il comma 3 non esiste nell'articolo 6.
FALCONI (D.S.). Allora è ritirato.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 413 è quindi ritirato. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore di maggioranza.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Sugli emendamenti numero 117, 415, 118, 414 e 119 il parere è contrario. L'emendamento numero 413 è ritirato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.); Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello della Commissione, però debbo illustrare il senso dell'articolo 6, perché, onorevole Falconi, è vero che la legge 14 del 1995 fu approvata nel 1995, però è una legge che è stata approvata su iniziativa della Commissione, di cui io ero non dico magna pars, ma comunque un modesto portatore di acqua e credo anche di qualche idea e forse anche di qualche articolo, se non almeno di qualche comma, me lo consenta, quindi conosco la legge 14 come le mie tasche.
Sul piano teorico io sono perfettamente d'accordo con quanto hanno detto i proponenti, però dal 1995 a oggi ci sono stati sette od otto esercizi finanziari e salvo l'eccezione del 1998, tutti gli altri hanno avuto il bilancio approvato oltre il 31 dicembre dell'esercizio di riferimento, sono stati tutti approvati oltre, siamo andati sempre all'esercizio provvisorio. Questo è il fatto, cioè la realtà. Allora con questo articolo che cosa si è detto? Si è detto questo: "Noi ogni volta dobbiamo fare questo lavoro: la Giunta approva il bilancio, lo presenta in Commissione, gli enti devono fare l'esercizio provvisorio, lo mandano, deve essere approvato entro i termini eccetera". Succede una grande confusione e allora, poiché le risorse regionali non sono una variabile indipendente dalla proposta di bilancio, ma sono una posta di bilancio certa, della proposta di bilancio regionale, in quanto gli enti non lo possono modificare, quella è e quella rimane almeno fino a quando questo Consiglio non disponga diversamente, si è detto: noi consideriamo i termini decorrenti dalla data di approvazione del bilancio da parte della Giunta regionale, gli enti utilizzino le risorse che sono state messe a disposizione della proposta di bilancio regionale e su quella base facciano pure i loro bilanci. Quindi non ricorrono all'esercizio provvisorio. Ovviamente loro però possono utilizzare queste risorse, nei limiti di quelle indicate dal bilancio regionale, nei limiti dei dodicesimi, quindi dodicesimo per dodicesimo, man mano che va avanti l'eventuale bilancio regionale. Per cui, quando invece il bilancio regionale della Regione viene approvato, se il Consiglio avesse in ipotesi o in aumento o in diminuzione modificato la quota di contributo che viene erogata dalla Regione agli enti, è chiaro che loro hanno trenta giorni di tempo per adeguare i loro bilanci a queste nuove scritture. E' abbastanza semplice, nel senso che non tocca assolutamente il modello organizzativo degli enti, nel senso cioè che se il modello era buono allora è buono anche con questa variazione, se non lo era non lo è non certo per questa modifica. Si tratta di adeguarsi alla realtà che non è e non vuole essere, evidentemente, un invito di questa o di altre Giunte a presentare il bilancio in ritardo, ma è semplicemente un evitare che i ritardi di eventuale approvazione del bilancio, la parte relativa a quella della Regione, non si ripercuotano negativamente sulla operatività degli enti. Non c'è niente di sconvolgente dal punto di vista… è in perfetta linea con i principi della legge 14, senza togliere niente al regime dei controlli che continuano a rimanere com'era.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Va bene che è preso da questa furia "votatoria", ma dia il tempo prima di esprimere un po' di furia "discussoria".
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, ha ragione, chiedo scusa, ero distratto.
COGODI (R.C.). Onestamente pensavo che gli argomenti esposti dal collega Gian Valerio Sanna prima e Bachisio Falconi dopo, essendo di tale serietà e anche di tale linearità avessero indotto l'Assessore del bilancio o inducessero l'Assessore del bilancio a poter dire: "Ma volevamo, con questa proposta di articolo 6, raggiungere un certo obiettivo, però i rischi che voi avete rappresentato meritano una riflessione.". Invece no! La replica dell'Assessore è disarmante. Io mi ero appuntato qualcosa che non mi serve più a niente, dopo la replica dell'Assessore, perché immaginavo che le parole, quelle scritte in quest'articolo rappresentassero qualcosa - come si suol dire qualche volta - che va oltre il proprio pensiero, invece no, sono al di qua del pensiero della Giunta. L'assessore Masala conosce la legge 14 come le sue tasche, ma una cosa sono le sue tasche, una cosa sono le leggi della Regione. A parte il fatto che anche quell'espressione non è sempre felice, perché noi delle nostre tasche sappiamo cosa abbiamo dentro e cosa non abbiamo, è la cosa che conosciamo di meno proprio perché la tasca difficilmente si riesce a vederla, la parte interna. Questa norma, se interpretata nel senso che ha espresso poc'anzi l'Assessore del bilancio per conto della Giunta, è una norma killer che uccide o è mirata a uccidere la certezza della pubblica amministrazione non solo per alcuni mesi dell'anno, ma a ferirla gravemente per tutto l'andamento dell'annualità. Ora concretamente non è così difficile la cosa, scusa Eliseo, questa è materia di cui sei molto esperto, della contabilità e del controllo degli enti regionali, degli istituti e delle aziende regionali. Ora il sistema normativo attuale è che gli enti regionali e gli istituti e le aziende, alla pari di tutti gli altri soggetti destinatari e beneficiari di danari della Regione, autorizzati attraverso il bilancio regionale e la finanziaria hanno la disponibilità di quelle risorse nel momento nel quale lo strumento vero che è la finanziaria di bilancio, vengono approvati. Prima che la finanziaria venga approvata dal Consiglio regionale, noi abbiamo una proposta di legge finanziaria e di bilancio. Il Consiglio regionale ha la competenza e ha il potere e la sovranità, quel bilancio, di approvarlo così com'è, come la Giunta lo presenta al Consiglio, anche la potestà, anche senza impiccare la Giunta, anche di modificarla quella proposta anche senza impiccare la Giunta. Cosa vuol dire modificare il sistema per cui gli enti e gli istituti e le aziende regionali d'ora in poi iscriverebbero nei loro bilanci e potrebbero avere approvati i loro bilanci, salva la modifica successiva, non dal momento dell'approvazione da parte del Consiglio regionale, quando il Consiglio regionale dice: "A questo ente Y vanno 200 milioni", no. Quell'ente può approvare il suo bilancio e renderlo operativo e addirittura avere il controllo di coerenza con la programmazione regionale e con tutte le finalità sue proprie fin dal momento della proposta da parte della Giunta. La proposta da parte della Giunta non è ancora certezza di un finanziamento, è un'ipotesi di finanziamento, è una possibilità, è la fase nella quale quell'ente non deve stare a dormire, è la fase nella quale quell'ente comincia a predisporre tutte le sue carte e le ipotesi del suo bilancio in modo che un attimo dopo che il Consiglio ha approvato la sua legge, quella della Regione, quell'ente immediatamente ha predisposto tutto e approva il suo bilancio che va al controllo. perché diversamente opinando e diversamente autorizzando accade che quell'ente o azienda o istituto, sulla base di una ipotesi di finanziamento, senza fare processi alle intenzioni di nessuno, si potrebbe anche in una certa situazione, siccome la proposta costa nulla, anche abbondare nella proposta e ipotizzare che a quell'ente si proponga di attribuire non 10 ma 40; poi nelle compatibilità complessive delle utilità della Regione, quando si farà davvero la finanziaria e il bilancio, torna 10. Sulla base di quelle ipotesi di 40, quell'ente fa il suo bilancio, il bilancio è effettivo, è finito e può anche spendere in base a 40, con quella mitigazione parziale che è contenuta nei commi successivi, va tenuto in conto anche questo che può spendere in dodicesimi, cioè applicata la stessa procedura che la legge di contabilità applica alla Regione. Ma c'è una differenza fondamentale, che anche la spendita in dodicesimi nella condizione nella quale la Regione ormai usualmente si richiama il fatto, dice: "Solo un anno, nel 1998, è stato approvato il bilancio di previsione in termini", gli altri anni si approva due, tre, di norma adesso quattro mesi dopo, be' quattro dodicesimi sono comunque già un terzo di una spesa di bilancio e se quel bilancio, che è già fatto ed è completo, viene attuato, cioè viene eseguito in direzione di spesa per esempio non le prioritarie o le più come dire essenziali, un ente se dispone di 40 può dire: "Questo 40 lo distribuisco tra cose fondamentali e prioritarie e anche cose secondarie o terziarie". Nell'attuazione della spesa non è tenuto a distribuire i dodicesimi in percentuale, può benissimo, purché spenda il dodicesimo. Quindi può azionare una direzione di spesa anziché un'altra, se quell'ente ha deciso per esempio che in quell'annualità con dieci riorganizza la sua attività complessiva e con dieci cambia le macchine di rappresentanza, può benissimo, potendo azionare solo dieci, non partire dal riordino complessivo, ma intanto cambiare le macchine di rappresentanza.
Quando il bilancio definitivo viene approvato quella spesa si riduce, ma si riduce in ragione di quanto è riducibile, cioè quello che ha funzionato in base ad una legittimità che c'era quando è stata azionata la spesa rimane, a parte il fatto che i commi che si richiamano riguardano anche uffici, ordinamento di uffici, pianta organica, stato giuridico, trattamento economico del personale e quant'altro. Voi comprendete che una provvisorietà, una precarietà, una transizione in questo modo può essere diventato diritto costituito non più aspettativa, pure legittima di qualcuno, ma diritto costituito quindi diventa a quel punto spesa obbligatoria. Cioè questo articolo in buona sostanza contiene un messaggio devastante, che è quello della "provvisorizzazione" dell'Amministrazione pubblica, della precarizzazione come sistema. Il ritardo nell'approvazione dei bilanci ancorché sia purtroppo un fatto ricorrente deve rimanere una patologia, deve rimanere comunque una negatività, deve rimanere comunque una cosa che dev'essere ovviata, non può diventare la regola, tanto diventerebbe regola in questo modo che se ne dà un'estensione con effetti perversi anche a tutto il sistema degli enti, delle aziende e degli istituti regionali. Quello che ne consegue è qualcosa veramente di estremamente non solo confuso non estremamente negativo e per molti versi anche perverso. Va be' ci sarà modo ancora di approfondire, forse ci sarà modo ancora che la Giunta, la maggioranza, valuti meglio questa previsione, forse non è interamente quanto volevano, ma siccome è possibile che ne derivano questi effetti può essere una di quelle norme che può essere ripensata e opportunamente anche ritirata.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Orrù. Ne ha facoltà.
ORRU' (D.S.). Grazie Presidente, io inizialmente confesso di aver ascoltato con attenzione un po' sia l'esposizione degli emendamenti, ma in particolare l'intervento della Giunta, dell'assessore Masala in particolare.
Io vorrei non aver capito bene, però mi sembra una sorta di...lo definirei "un articolo scorciatoia", una sorta di rimedio peggiore del male insomma. Qual è il male? Ma il male è ovvio risiede nei ritardi, nell'approvazione dei documenti contabili, nei documenti di bilancio che ovviamente non solo blocca, rallenta, crea difficoltà al principale centro di spesa che è la Regione, ma a cascata questo poi ricade su tutti gli enti, su tutti gli enti regionali e così via.
Ora anziché intervenire alla radice, quindi eliminare il male, cioè avere dei tempi di riferimento certi entro cui si approvano i documenti di bilancio e conseguentemente poi tutti i gli enti collegati non scrivono le loro cifre sulla sabbia, ma le scrivono sulla base di atti certi. Il rimedio che si propone in questo articolo qual è, e ripeto vorrei aver capito male, non più sulla base del dato certo e quindi della decretazione di quel provvedimento a favore dell'ente, ma sulla base dell'iscrizione nel bilancio di previsione che viene approvato dalla Giunta che come tale non è un atto come dire consolidato certo, ma è un atto in corso di scrittura, di approvazione. Domanda poiché dice che questi enti possono spendere, possono cominciare sulla base del… cominciare a mettere in attività, a dare esecuzione ai loro strumenti di bilancio quindi lo faranno in dodicesimi certamente secondo quanto prescritto dall'articolo 35 del numero 11, però che cosa succede? Prendiamo ad esempio l'articolo recentemente bocciato da quest'Aula. Il BIC, per non parlare del Consorzio 21, ma il BIC aveva nel bilancio di previsione approvato dalla Giunta 1 milione e 550 mila euro per anno per gestire alcune misure del POR, fare l'attività di animazione economica e quant'altro. Quindi in base a questa prescrizione il BIC poteva incominciare ad operare, stipulare le relative convenzioni, fare tutti i piani di investimento che doveva fare eccetera, e questo già da un po' di tempo, già da quattro mesi, in dodicesimi significa un terzo di quella somma. Quell'articolo è stato bocciato, chi paga? Propongo una serie di domande; chi si farebbe carico di una questione del genere? Credo che sia una cosa che non ha nessuna validità dal punto di vista della…, perché non si costruiscono cose di questo genere in maniera abborracciata, ripeto che il rimedio non è e non sta nelle toppe, oppure nel cercare la scorciatoia, nel cercare cose di questo genere, il rimedio sta nel fatto che ciascun ente, ciascun livello rispetti i tempi, lo faccia sulla base di dati certi e non sulla base invece di cose virtuali che mettono in difficoltà e metteranno in ulteriore difficoltà sia gli enti stessi e sia naturalmente chi lo ha autorizzato naturalmente a seguire una strada certamente non corretta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (Gruppo Misto). Io desidero intervenire trenta secondi sull'articolo 6 più che altro per porre una domanda all'assessore Masala. Io capisco che si possa disciplinare la gestione finanziaria degli enti nell'ipotesi del ritardo da parte della Regione nell'approvazione del bilancio, non è che non capisca questo, però pongo una domanda: fare una disciplina e se anche così minuta, condivisibile o non condivisibile, adesso non mi interessa questo, delle ricadute sulle ricadute a livello degli enti dei ritardi della Regione, questa è la domanda, non è un po' implicitamente, assessore Masala, come considerare normale il ritardo della Regione nell'esame dell'approvazione della manovra di bilancio? Non è come considerare ordinario l'esercizio provvisorio? A me sembra onestamente, anche se - ripeto - capisco che ci possa essere una disciplina di questo genere perchè qualche problemino può essere che venga anche affrontato meglio, ma è più grave il danno che facciamo a mio giudizio con l'elevare, perché di questo rischia di trattarsi, a norma l'inosservanza della norma? Di questo passo noi, lo dico un po' adesso forzando il ragionamento, ma insomma per capirci, finiremo col considerare anormale il rispetto della legge, infatti l'Assessore diceva, no, non voglio attribuirle una tesi così eversiva, ma ho sentito lei che diceva: "Salvo che nel '98, per il resto l'esercizio provvisorio è un fatto normale.". Ma non riduciamoci a pensare il '98 come la nevicata a Cagliari, cos'era del '56, insomma, o come se fosse stato chissà quale evento. Cosa c'era nel '98? C'è stata un'occupazione militare? C'erano i tedeschi, gli americani che ci hanno consentito di approvare il bilancio rispettando la legge? No, io, insomma al di là delle battute, credo che invece che spremerci le meningi per inventare rimedi per il ritardo nell'approvazione del bilancio sarebbe molto più semplice, perché nulla osta, salvo la volontà politica e la capacità politica delle Giunte e delle maggioranze, eliminare il ritardo e rispettare le leggi, perché è possibile rispettarle; abbiamo dimostrato (scusate non voglio fare una affermazione, una rivendicazione di meriti alla Giunta o alla coalizione di cui ho fatto parte nel '98) che si può fare, che cioè la Giunta può tranquillamente approvare il bilancio entro il 30 settembre e che il Consiglio regionale può tranquillamente approvare il bilancio entro il 31 dicembre, così non ci sarebbero problemi per gli enti e non dovremmo inventarci queste normative che per certi versi possono anche essere comprensibili, ma che consentitemi sono un po' strane, come quelle appunto contenute nell'articolo che in questo momento il Consiglio regionale, l'articolo 6 mi pare, sta esaminando.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Signor Presidente, brevissimamente perchè non mi sembra che siano necessari lunghi ragionamenti che per altro sono stati già efficacemente portati avanti dai colleghi che hanno preceduto. A me pare che questo articolo 6 contenga alcuni elementi di preoccupazione che devono fare preoccupare il legislatore; il primo elemento di preoccupazione è attribuibile al fatto che c'è una sorta di codificazione del ritardo cronico della Regione nell'approvazione dei suoi bilanci di previsione. Per cui si rinuncia, attraverso l'introduzione di questa norma di tutela degli enti, di tutela della provvisorietà della spesa per dodicesimi, in caso di mancata approvazione del bilancio per i primi tre, quattro mesi, così come sta avvenendo in questi ultimi anni, c'è una sorta di rinuncia a rientrare entro quelli che sono i termini di una fisiologia del sistema e quindi si estende la patologia a sistema. Ma, a parte questa considerazione che è una considerazione politica, io vorrei richiamare sulla pericolosità di una norma di questo genere per quanto riguarda i bilanci degli enti, i quali bilanci degli enti, di previsione, quelli di previsione, possono essere predisposti sulla base del bilancio di previsione approvato dalla Giunta regionale. Per cui è possibile che un ente, il BIC-Sardegna, il Consorzio 21, sulla base delle poste previste nel bilancio della Regione, che la Giunta ha approvato nel mese di novembre, vengano inserite nei bilanci di previsione degli enti.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non è il BIC, sono gli enti strumentali.
SPISSU (D.S.). Se non è il BIC sono gli enti strumentali, vale lo stesso ragionamento, per cui gli enti possono fare i loro bilanci sulla base delle poste di previsione del bilancio della Regione e naturalmente iniziare per dodicesimi a spendere in tutte le materie, a spendere anche e a fare previsioni e programmi per quanto riguarda l'ordinamento degli uffici, la pianta organica, lo stato giuridico e il trattamento economico del personale, facendo o rischiando di produrre verso il Consiglio una forma di pressione indiretta che deriva dal fatto che una parte del bilancio, una parte dei denari previsti per il finanziamento degli enti possono essere già stati spesi per dodicesimi, ma comunque già stati spesi. Quindi facendo trovare il Consiglio in una difficile condizione di modifica del bilancio di previsione della Giunta regionale. A me pare onestamente questo un rimedio la cui finalità si comprende, è anche tesa e mirata a migliorare la qualità del lavoro degli enti, soprattutto ad evitare che si creino pericolosi vuoti e pericolose situazioni di difficoltà derivanti dal protrarsi della discussione del bilancio della Regione, ma tuttavia il rimedio mi sembra un rimedio peggiore del male che introduce pesantissime distorsioni nello stesso bilancio della Regione facendo venire meno anche la libertà del legislatore nel momento in cui assumesse decisioni diverse da quelle proposte dalla Giunta, fatte proprio dagli enti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Ribadisco, Assessore, che l'idea di introdurre variazioni alla legge 14 del '95 è stata tutto sommato una leggerezza ed anche un'imprudenza anche perché quando voi introducete un argomento vi dovete aspettare che su questo argomento la gente argomenti e vi chieda. E allora io due cose voglio porre, una agli uffici, se è legittima una norma come quella contenuta nel comma 2, che di fatto consente la variazione di bilancio agli enti 30 giorni dopo la data di pubblicazione di bilancio quando il comma 4 dell'articolo 35 della legge numero 11, prescrive che il termine massimo per l'esercizio provvisorio a carico degli enti sia 4 mesi, di fatto qui c'è un mese in più che non si sa bene come si deve gestire, se come quinto mese di esercizio provvisorio, perché nell'ipotesi male augurata che la Regione maturi tutti i quattro mesi di esercizio provvisorio, quattro mesi sono certamente anche per gli enti, sulla base di questa norma gli enti regionali dovrebbero averne autorizzati cinque, perché entro 30 giorni prima della variazione non possono che continuare o a non gestire un bilancio oppure avere il quinto mese dell'esercizio provvisorio, cosa che espressamente viene negata, impedita dal comma 4 dell'articolo 35. Quindi c'è bisogno di un coordinamento perché così messa questa norma non sta in piedi, c'è una violazione di un'altra norma e quindi dev'essere regolata. Seconda cosa, assessore Masala, visto che parliamo della legge 14, che abbiamo parlato della pubblicità istituzionale, che voi ci avete detto che siete con un'attività indefessa a dare indirizzi e direttive, anche per l'uso delle risorse per la pubblicità istituzionale, noi anche se è decorso il 30 aprile di ogni anno, anche dell'anno scorso, vi chiediamo perlomeno quello dell'anno scorso, i risultati delle verifiche e delle misure eventualmente adottate in carico, documentate come dice il comma 3 dell'articolo 2, sull'attività degli enti.
Ci dite anche le assunzioni che sono state fatte, con che criteri sono state fatte, e tutte queste belle cose perché così ci renderemo conto se ci avete effettivamente messo mano oppure le direttive sono quelle che producono, mi spiace ricordarlo, segnalazioni di questa natura.
Allora la trattativa privata costituisce la norma e non l'eccezione. Raramente si ricorre, salvo i casi per i quali è prevista l'obbligatorietà ad altre procedure; i contratti vengono prorogati e rinnovati dopo l'inizio dell'erogazione del servizio e non prima; l'azienda paga in ritardo, 90 giorni le forniture dei servizi, otto-dieci mesi le forniture in genere, con la diretta conseguenza di interessi passivi in aumento, stiamo parlando di miliardi e miliardi di oneri giudiziari e legali carico degli enti.
Queste cose è bene che noi conosciamo, per capire che cosa avete fatto, non dico le ispezioni, ma perlomeno se avete quanto meno adottato le direttive.
Come vede le ho posto due questioni che denotano l'inopportunità di mettere mano alle leggi in questo modo. Noi non possiamo istituzionalizzare l'inefficienza come regola della legislazione, noi dobbiamo porre al centro della legislazione strumenti, opportunità di efficienza e di efficacia, che è esattamente il contrario che si sta facendo qua. Noi vi invitiamo, disponibili a sederci intorno ad un tavolo su un disegno di riforma legislativa della 14, a ragionare complessivamente su questo, ma a ritirare in questa sede il contenuto dell'articolo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L.). Presidente, nel corso della giornata di oggi, di ieri, ma anche nei giorni scorsi alcuni colleghi, ricordo colleghi che sono intervenuti anche della maggioranza, ci siamo posti alcuni di noi, sia della maggioranza che dell'opposizione, il problema di come trovare percorsi che snelliscano il nostro lavoro in Aula e che comunque trovino una procedura più rapida di approvazione della finanziaria. Ricordo per tutti il collega Floris che diceva: "Bisogna abolire la finanziaria" perché è un elemento di inciampo; e altri colleghi hanno ripreso quell'argomento e lo hanno applicato anche ad una serie di emendamenti.
Io stesso dicevo che se si vuole trovare l'incontro sulla procedura, perché sulla politica non lo possiamo trovare naturalmente, ma se si vuole trovare un incontro sulla procedura, questo di snellire la finanziaria, anche questa, sia degli emendamenti ridondanti della maggioranza soprattutto che deve dare il buon esempio, sia di una serie di norme improprie, è un passo significativo.
Io invito un momento la maggioranza a capire e a dirci se ritiene proprio assolutamente utile, un pilastro della finanziaria questo articolo 6, tanto da impegnare il Consiglio una serata per discutere una cosa, un articolo che secondo me è del tutto discutibile, scusate il bisticcio di parole, ma oltre tutto è un inciampo.
E' discutibile, i colleghi che sono intervenuti hanno argomentato, non si può istituzionalizzare l'inefficienza, non si può sancire e dare dignità di legge all'inefficienza, non si può pensare di mescolare, di intervenire sulle leggi sostanziali dei controlli che sono leggi delicate, così come la legge di contabilità, così come le altre leggi con articoli così vaganti nella finanziaria.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIO(Segue SELIS.) Io su questo ribadisco, semplifichiamoci la vita, noi siamo disponibilissimi a discutere cose di questo genere, ma in una sede propria, non in una parentesi della legge finanziaria in cui nella congestione dei dibattiti del traffico d'Aula rischiamo di approvare cose strane. La maggioranza vota per disciplina senza capire sempre che cosa approva, forse l'opposizione fa altrettanto per opposizione, ma saltano fuori delle norme che non sono proprio limpide, non sono proprio razionali e rischiamo di impattare con una legislazione sostanziale.
La seconda considerazione di carattere più sostanziale è questa, stiamo parlando sempre, da giorni, sul problema del controllo, ecco perché noi non siamo favorevoli a manipolare la legge sul controllo, perché stiamo ancora chiedendo e lo ha chiesto il collega Sanna, ma l'hanno chiesto anche altri, alla Giunta di dirci quali sono, qual è l'andamento degli enti, in che modo gli enti stanno, non formalmente o almeno non solo formalmente, seguendo le direttive della Giunta, gli obiettivi istituzionali, ma in che modo si stanno operando. E` possibile, dico alla Giunta, avere un rapporto sugli enti che ci dica quali sono, quanto meno le vostre valutazioni sulla loro efficienza, efficacia, sul perseguimento degli obiettivi istituzionali. Il problema del controllo non è tanto un problema di controllo formale e di autorizzazione a spostare di un mese l'esercizio provvisorio eccetera, ma nel merito c'è qualcuno di voi che sa quello che sta succedendo negli enti, come si spendono le risorse, almeno la Giunta, perché se lo sapesse la Giunta glielo potremmo chiedere. Oggi è in grado la Giunta di dire: domani mattina vi diamo un rapporto dei nostri uffici, dell'ufficio ispettivo che certifica se l'Esit, l'Isola, l'Ersat il Cras, l'Esaf e quanti altri ci dicano se stanno perseguendo gli obiettivi, quanto costano, cosa rendono questa molteplicità di enti che dovevate semplificare, razionalizzare, rendere efficienti, privatizzare, non si è per caso in questa legislatura moltiplicata, non è per caso accaduto che ogni ente ha prodotto per partenogenesi suoi enti a valle, ancora di più sottratti al controllo e di più quindi oggetto di incursioni clientelari e di gestione clientelare.
Io credo che sia questo il terreno del confronto politico, io credo che sia questo il terreno che interessa ai cittadini, che vogliono sapere se le decine, le centinaia di miliardi sono spesi per obiettivi reali o se invece stanno davvero creando ulteriori zone franche dell'amministrazione.
Presidente, Assessore, io ho questa sensazione, che in questi anni nel silenzio, nella disattenzione, nel crollo di tutto il sistema del controllo, nella vostra attività che non risponde al Consiglio mai, e non fornisce dati, non avete semplificato gli enti, non li avete privatizzati, non li avete accorpati, ma sono nati decine forse di nuovi organismi, magari sotto forma di società miste in cui la Regione partecipa al 99 per cento e il privato, chiunque, partecipa all'1 per cento, ma questo è sufficiente a sottrarre quell'ente al controllo pubblico perché diventa una forma privatistica nella quale si riversano una quantità di risorse pubbliche che servono a fare assunzioni di tipo clientelare fuori da qualunque controllo, che servono a dare incarichi, a dare progettazioni, che servono ad alimentare un clientelismo sfrenato che sta davvero portando questa Regione al fallimento.
Ecco perché vogliamo discutere del controllo seriamente e non vogliamo farlo di passaggio in una legge e in un articolo della legge finanziaria, vorremmo trovare con voi la sede in cui assieme anche razionalizziamo questo problema. Se su questi argomenti siete sordi e continuate ad essere sordi vuol dire che non vi sfugge la quantità di problemi che questa Regione ha, e che non vengono affrontati perché gran parte delle risorse le state dirottando verso fini del tutto eterogenei e impropri dell'Amministrazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito assetto del territorio. Siccome ci stiamo incanalando, diciamo così, in percorso istituzionalmente corretto e cioè degli interventi, un dibattito e poi due parole di replica da parte della Giunta, anche per dare le risposte, chiedo scusa, alle domande che vengono poste. Ora tutte le argomentazioni che vengono portate, diciamo così, in merito alla efficienza o inefficienza degli enti, tutte le questioni che attengono al controllo, al non controllo, all'attività del controllo, eccetera, possono essere tutte argomentazioni condivisibili e certo non è questa la sede per affrontare queste cose. Io vorrei però che venisse circoscritto il problema, qui noi non abbiamo toccato il sistema dei controlli, gli atti degli enti continuano ad essere controllati, cioè le proposte dei bilanci preventivi continuano ad essere sottoposti al controllo, non abbiamo aumentato di un giorno quello che c'è scritto nella legge 14, neanche di cinque secondi. Rimane né più e né meno quello che era, è stata soltanto inserita una piccola modifica nel senso della decorrenza dei termini ai fini del controllo, perché sul piano pratico è un'esigenza oggettiva che non tocca il resto che rimane integro; è la risposta ad una esigenza pratica, che è quella che, diciamo così, deve essere tenuta presente anche dal legislatore, cioè il legislatore deve fare le leggi che siano pratiche, operative, che siano attuabili perché diversamente è inutile fare le leggi se devono rimanere nella teoria. Ora, di fatto indipendentemente dalla volontà del legislatore, gli atti legislativi possono o non possono essere prodotti in ritardo? L'esperienza negli ultimi 9 anni di legislatura ci dicono di si, perché quattro volte il centro sinistra ha approvato il bilancio in ritardo e, per adesso, il centro destra lo ha approvato per tre anni, quasi quattro in ritardo, magari l'anno prossimo lo approva in termini, ma questo non significa che si vuole legalizzare, fermo restando che le leggi vanno approvate in ritardo. Di fatto è così, e cioè noi approviamo il bilancio, sì noi approviamo il bilancio, per esempio, nel mese di febbraio per ipotesi, gli enti che cosa fanno? Gli enti devono approvare i loro bilanci e li devono mandare al controllo e quindi ci sono i quaranta giorni di termine per l'approvazione, cioè praticamente viene approvato con due mesi di ritardo. Quindi il ritardo di due mesi comporta un ulteriore ritardo di altri due mesi per gli enti, cioè di fatto, con il ritardo che si è verificato, per esempio nel 2002, gli enti hanno visto approvare il loro bilancio nel mese di giugno, luglio, agosto e anche di settembre; questo è un dato di fatto. Ora, l'onorevole Spissu ha fatto un'osservazione, dice: però l'autorizzazione a spendere in dodicesimi va fatto sulla base del bilancio preventivo, e quindi ci possono essere delle poste anomale che determinano quindi una spendita anticipata dei soldi che invece il Consiglio poi toglie. Bene, ora attualmente cosa accade? Attualmente accade che gli enti presentano il bilancio preventivo, fanno l'esercizio provvisorio e questo comporta un'autorizzazione della spesa di un dodicesimo del bilancio precedente, che può essere stato maggiorato rispetto a quello che la Giunta ha deliberato di fare, perché da tre anni, per esempio, le dotazioni a favore degli enti vengono ridotte nel 2001 del 12 per cento, nel 2002 del 5 per cento e nel 2003 ancora del 5 per cento rispetto alle dotazioni dell'anno scorso. Per cui stranamente è l'esatto contrario, cioè con questa modifica l'Ersat, per esempio, non è autorizzato a spendere un dodicesimo dell'esercizio scorso, che è pari a cento, ma verrebbe autorizzato a spendere un dodicesimo dell'esercizio attuale, che è pari a 95, quindi diciamo che questo argomento può essere rovesciato ugualmente.
Io ho sollevato, cioè gli uffici, gli enti, le amministrazioni degli enti sollevano un problema pratico. Non è una cosa, come diceva l'onorevole Selis, che diventa una questione di guerra civile, è un problema pratico che viene sotto posto all'esame del Consiglio. Il Consiglio lo approverà, lo boccerà, però non viene toccato niente del sistema dei controlli che è disciplinato dell'articolo 14 della legge, se non quella modifica dei termini decorrenti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico, sugli emendamenti 117 e 415, di identico contenuto.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 72
votanti 72
maggioranza 37
favorevoli 32
contrari 40
(Il Consiglio non approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.)
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione degli emendamenti soppressivi parziali 118 e 414, che sono uguali.
Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI ((U.D.C.). Non so, siccome si è aperto un dibattito io gradirei esprimere una mia valutazione, perché non vorrei passare tra coloro i quali accettano passivamente insulti di un degrado dell'istituzione, assunzioni, perdita di denaro, sperpero di denaro pubblico ai vari livelli. Io ricordo, ho buona memoria, che gli enti ce li siamo trovati, i presidenti degli enti erano di altra parte politica e debbo dire che ho assistito, nella passata legislatura per esempio, per un ente che è soggetto ad un minimo di controllo da parte della sanità, lo zooprofilattico, che sono stati assunti con criteri che possono essere discutibili dei giovani che ho difeso assieme a molti di voi, mi sono prestato alle vostre sollecitazioni; ma sono state assunte anche decine di persone in termini clientelari, non mi consta che sia stata assunta una sola... persino le selezioni erano abbastanza allineate e coperte e permangono ancora fino a qualche giorno fa le stesse graduatorie. Ebbene, tutte queste assunzioni probabilmente sono di un cartello, non mi consta che in questa legislatura sia stata assunta una persona allo zooprofilattico, quindi se è questione di metodo ognuno si assuma le sue responsabilità. E di questi enti ne potrei citare molti. Siccome stasera c'è stato un riferimento, però, va detto subito che noi facciamo la mattanza, ma nel Sulcis siamo quasi arrivati al periodo, però ci sono cose che si possono fare, sono legittime e cose che non lo sono. Gli enti vanno riformati, pensate, ogni giorno c'è una lamentela diffusa in Giunta, io forse più degli altri verifico che gli enti possono assumere, gli enti possono sperperare, gli enti praticamente sono soggetti a mancanza di controllo, perché non dircelo, ce lo diciamo sempre, non hanno controllo, possono andare a Tokio o a Dortmund (?), possono andare a New York a sperperare miliardi, molte volte anche in carovana, e quindi ci saranno occasioni per le quali al di là del rinnovamento di cui tanto si parla, che poi magari non si mette in pratica, si dovrebbe fare per esempio un accorpamento dei consorzi, lo letto oggi sul giornale, il vostro illuminato assessore nella passata legislatura, mi riferisco all'onorevole Pinna, anziché ridurli li ha incrementati. Basta andare a guardare, qualcuno nell'alto oristanese, qualcuno dall'altra parte, sta di fatto che in Sardegna sono aumentati, non solo ma sono aumentate, Gian Mario, le retribuzioni perché si è fatta, praticamente, una normativa regionale non applicata al CASIC, perchè poi c'è stato chi l'ha proposta e poi non l'ha applicata, in cui si è stabilito il compitino, bisognava non derogare in linea generale, bisognava eliminare le posizioni di privilegio che non ci sono più nei vari consorzi e si è detto: "deve guadagnare il presidente la stessa retribuzione dei presidenti di prima categoria, quindi aggiornabile nel tempo, e i consiglieri devono guadagnare praticamente il 30 per cento del presidente, cioè due milioni", tipo la Comunità Montana. Ne parliamo sempre, abbiamo regalato a duecento, trecento persone, risorse finanziarie notevolissime, dovremo avere il coraggio di metterci mano. Perché io ho detto questo? Perché sono stato anche invitato giustamente dall'onorevole Balia per quanto riguarda la sanità e con la sanità i meccanismi sono perversi. Noi abbiamo fatto un'ispezione in quel di Oristano, perché l'altra riguarda gli anni '98 - '99 - 2000 e quindi non riguardano questi amministratori per amore della verità. Abbiamo riscontrato che non c'è una risposta nei confronti degli enti locali, per esempio non si partecipa alla conferenza, cosa gravissima; abbiamo riscontrato delle illegittimità, siamo andati a fare questi riscontri, domani si andrà in un'altra sede, ma la sanità non fa sul serio. C'è un potere enorme che ha determinato l'onorevole Bindi, perchè l'ha fatta lei la legge, ha determinato un potere enorme dei direttori generali che possono, a loro insindacabile giudizio, scegliere chi vogliono come primario, anche se è un asino; è un rapporto fiduciario. Questo non ce l'ha, quindi noi stiamo a guardare troppo spesso, si è verificato recentemente, ne do atto, che l'utilizzo che si è fatto, ovviamente nell'ambito delle competenze per quanto riguarda le assunzioni in forma interinale nella sanità, sono state determinate dal fatto che nell'emergenza del 118 non trovandosi le figure, cioè per quanto attiene soprattutto gli infermieri che devono fare il concorso e non trovando...
PRESIDENTE. Qualche secondo per concludere onorevole Oppi.
OPPI (U.D.C.). ...devono avere cinque anni di prestazioni fatte presso strutture pubbliche o private, si sia ricorso ad una forma interinale per consentire, anche perchè mancavano una serie di medici che non avevano superato praticamente… avevano l'idoneità per poter attivare il 118, sono state fatte queste assunzioni e soltanto quelle in forma interinale. Quindi, su quelle noi abbiamo dato un placet perchè volevamo che partisse il 118.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Una dichiarazione di voto per tentare, se è possibile, di ribadire e quindi richiamare l'attenzione di chi vorrà o avrà la bontà di prestare attenzione, che l'articolo di cui ci occupiamo e gli emendamenti che il Consiglio sta votando non riguardano materia né di assunzioni, nè di promozioni. L'articolo di cui ci occupiamo pone una questione di ordine diverso, ora il Consiglio la può valutare come vuole, però che qualunque cosa si discuta in quest'Aula, qualunque istituto che ha, come dire, riflessi anche abbastanza incisivi poi nell'organizzazione dell'amministrazione pubblica in generale, debba essere sempre deviato, sempre verso una cosa particolare, per cui alla fino bisticciamo "chi ha assunto chi", non mi pare che sia il modo migliore per produrre cose buone, e neppure per decidere bene in questo Consiglio. Avete assunto di più voi clientelarmente, o più quelli o più quegli altri? Ognuno di noi potrebbe dire, anche io, e non dico lo posso dire più di altri: io non ho assunto mai nessuno, però non serve a nulla che lo dica, perchè anche altri sono nella stessa identica situazione. Ma non è questa la graduatoria che stiamo facendo. Il problema è se approvando leggi noi facciamo passi in avanti verso un riordino che riguardi il modo migliore di funzionare della regione nel suo insieme, cioè se si fa un passo avanti o se si fanno passi indietro. Tutto qui, perchè per rimanere fermi basta non fare nulla, non ci facciamo nulla manco noi qui.
Ora questo articolo 6, del quale in tutto o in parte si propone la soppressione, dice una cosa che è una norma, una misura di controriforma, cioè un passo indietro di sicuro, per tutti, chiunque governi. Non è che ha la bandierina azzurra di Forza Italia o la bandierina rosa di altri. Quando si dice che gli enti regionali e le aziende e gli istituti, questo è che stiamo discutendo, possono fare i loro bilanci e quindi averli operativi d'ora in poi in poi, non quando la regione ha deciso quanti danari può dare e vuole dare, cioè approvando la sua legge finanziaria, ma che può fare i suoi bilanci l'ente e l'istituto, chiunque lo amministri, dal momento nel quale la Giunta propone il bilancio, quindi può mettere legalmente in bilancio e ipotizzare di spendere, non quanto davvero potrà spendere, che sono i danari che la legge gli darà, ma quanto la Giunta ha di fatto solo promesso o ipotizzato, diciamo così, attraverso la proposta di bilancio, e qui che si sta modificando il sistema, è qui che la patologia diventa norma anche giuridica, è qui che il ritardo diventa ritenuto ovvio e naturale. E` qui che la patologia la si vorrebbe far figurare fisiologia, tutto qui, …perché si vuole fare questa cosa? Qual è, diciamo, il principio d'ordine? Qualche volta, polemicamente, quando discutiamo di queste cose invochiamo Fantola e gli amici Riformatori. Ma davvero vi voglio chiamare amici, ma siate amici davvero qualche volta, almeno della Regione e della buona Amministrazione? Ma vi rendete conto che questa norma può favorire questo o quel direttore di ente che l'avrà manifestata, rappresentata, chiesta, ma che nell'insieme introduce un disastro, una distorsione enorme nel sistema, che va oltre quelli che la propongono ed anche oltre quelli che in buona fede magari l'approvano? Perchè vuol dire poter avere tutti gli enti regionali...
PRESIDENTE Qualche secondo per concludere, onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.)... Per tre quattro mesi all'anno, se non di più, cinque o sei mesi perchè, fra la proposta della Giunta che può essere ad ottobre e poi, che diventi definitiva la legge di bilancio può essere ad aprile, possono essere cinque o sei mesi, mezzo anno, dove quel bilancio è apparentemente vero ed è legale, è legittimo, perchè sarebbe autorizzato dalla legge. Però non è fondato su risorse che, poi, definitivamente avranno. Questo è il punto, le altre cose, dell'assunzione di Tizio o di Caio, si risolveranno in un solo modo: assumendo tutti i disoccupati da qualche parte in Regione e, poi, distribuendoli tutti a lavorare bene.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Mario Selis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita - D.L.). Sono stato molto attento all'intervento del collega Oppi che mi consente di dialogare e di tentare di capire se troviamo su questa materia delicata un punto in comune di tipo istituzionale, di tipo - come si dice - parlamentare, perchè l'amico Giorgio Oppi dice: "Beh, insomma, non stracciamoci le vesti"; alcune irregolarità o alcuni arbitri o alcune disinvolture ci sono state gli anni scorsi, forse ci sono adesso, non è il caso di fare gli innocenti. Io lo dico dall'inizio della legislatura, l'ho detto anche ieri, scusate, lo ridico adesso: per definizione nessuno di noi, a cominciare e soprattutto io, sono al di sopra di ogni sospetto, per natura siamo tutti al di sotto di ogni sospetto, perchè essendo espressione di una collettività per essere al di sopra di ogni sospetto abbiamo necessità di essere controllati e di controllarci reciprocamente ed abbiamo necessità, quindi, nel ruolo diverso, voi maggioranza oggi, noi opposizione, l'altra volta noi maggioranza e voi opposizione, la prossima volta speriamo nell'alternanza, abbiamo necessità di mettere le cose in chiaro. Cosa vuol dire questo? Non vuol dire un atto di arroganza, io non dico che la scorsa legislatura andava tutto bene, dico che se c'è stato qualcosa bisogna metterlo in evidenza, tra l'altro, e se c'è qualcosa in questa legislatura bisogna metterlo in evidenza. Voi avete la possibilità di controllare quello che è stato fatto nella scorsa legislatura perchè siete al Governo, quindi, per quello che mi riguarda vi inviterei a rendere pubblico tutto della scorsa legislatura, però contemporaneamente vi inviterei a rendere pubblico questo di questa legislatura, vi inviterei a farlo, vi inviterei a capire che cosa sta succedendo nelle assunzioni.
Io non so che cosa sta succedendo, non dico che c'è stato un Tizio, un amico assunto; non lo so, dico semplicemente che in questa regione, che ha il 50 per cento di giovani disoccupati, in questa regione in cui c'è un collasso in questo periodo del sistema industriale, agricolo, turistico, eccetera, se non c'è trasparenza e se le assunzioni arrivano solamente dalla pubblica amministrazione e se la pubblica amministrazione, gli enti, le società collegate, i consorzi fanno assunzioni non in chiave di trasparenza, noi stiamo trasmettendo un messaggio nel mondo giovanile, gli stiamo dicendo: "Ragazzi, per lavorare dovete essere sudditi, non cittadini". E questo non lo vogliamo sicuramente noi, ma probabilmente neanche voi. Allora, voglio dire, in questo periodo facciamo, io non so come si possa fare, per esempio potrei fare, invitando a votarla anche la maggioranza, una commissione d'inchiesta del Consiglio, fatta assieme, che vada a vedere come avvengono nelle ASL (Giorgio diceva che hanno un potere straordinario, possono assumere), oppure negli enti particolari, nei consorzi industriali, nei consorzi agrari, e si fanno delle verifiche. Questo è un atto di trasparenza che ci legittima tutti, che dà a tutti credibilità, magari pone qualche vincolo alla flessibilità ma dà a tutti... E' troppo complicato questo? Lo vuol fare la Giunta dando mandato all'ufficio ispettivo? Lo faccia la Giunta, ma credo che ne guadagneremo tutti in credibilità e ne guadagneremo tutti in legittimazione. Se questo non avviene, il sospetto, le cose, eccetera, continuano ad andare. Io credo che gran parte del sistema degli enti rischi di essere fuori controllo, della stessa Giunta, vorrei che non fosse così, ma della stessa Giunta. E allora, il problema del controllo: non si tratta solamente di fare questa norma su cui si può discutere, non è quello; si tratta di aprire il discorso complessivo, nessuno di noi si mette sopra il piedistallo, ci mettiamo tutti sotto il piedistallo, ma ci aiutiamo ad essere entrambi trasparenti. Nella divisione dei ruoli. La divisione dei ruoli in questa legislatura - ahimè - è che voi governate e noi dobbiamo fare il controllo. Fateci fare almeno il controllo, fateci fare la verifica, chiediamo che cosa sta succedendo, aiutateci in questo, che non è una domanda eversiva, è probabilmente una domanda che aiuta anche voi a gestire, ad amministrare e ad avere più legittimazione nella opacità o nella poca trasparenza la delegittimazione invade anche voi e alimenta i sospetti che possono essere invece fugati.
PRESIDENTE. Qualche secondo per concludere.
SELIS (La Margherita - D.L.). Grazie, Presidente, ho concluso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCANO (Gruppo Misto). Per sdrammatizzare io inizio con una battuta, ma non so se è la Commissione d'inchiesta la strada giusta, spero solo che la Commissione d'inchiesta non debba assumere archivisti, autisti, consulenti, perché altrimenti...!
Stavo per intervenire stamattina quando si è parlato di consulenze e di assunzioni, poi ho lasciato perdere. Prima di quello di Gian Mario ho sentito l'intervento del collega Oppi, che ha fatto un discorso duro, rigoroso sul tema della moralizzazione della cosa pubblica. Non voglio polemizzare, Giorgio, voglio che ci intendiamo. La preoccupazione quando sento questi discorsi è che il messaggio che rischiamo, malgrado le intenzioni, di trasmettere è questo… Allora, Istituto Zooprofilattico della scorsa legislatura: e dai che anche voi non siete stati proprio cristallini, in fin dei conti tutti hanno famiglia, una mano lava l'altra! Il messaggio che rischiamo di dare è che tutto è uguale, che è tutto un po' degradato. Io penso che il clientelismo non sia monopolio di una parte politica; penso che vada scovato, combattuto, condannato quando lo fa la destra, quando lo fa il centro, quando lo fa la sinistra, quando lo fa il sopra, quando lo fa il sotto. Penso anche che il clientelismo - adesso non è il momento per fare questo discorso, ma è per fare un dibattito su questo - non sia solo né tanto l'illecito, la violazione delle leggi, perché le violazioni delle leggi vanno denunciate politicamente, ma vanno denunciate anche alle autorità preposte alla punizione di chi viola le leggi. Io penso che il clientelismo sia anche l'uso non assennato, non corretto delle risorse pubbliche, la gestione del potere che anche quando non violi le leggi sia però poco rispondente a principi generali della democrazia, del bene pubblico, sia per esempio l'assenza di imparzialità nel gestire la cosa pubblica, nella gestione del potere, che quindi questo discorso andrebbe visto un po' ad ampio raggio, perché si tratta degli enti, si tratta dei consorzi industriali, si tratta, com'è stato detto, delle ASL, si tratta delle Comunità montane, si tratta dei comuni, si tratta delle società miste, e però non possiamo fare di ogni erba un fascio, anche quando si tratta della Regione, anche quando si tratta delle Giunte regionali, non per mettere nessuno sul piedistallo, per dire che le cose vanno viste caso per caso, volta per volta, documento per documento. Per esempio, per quanto riguarda il discorso di stamattina, consulenze e assunzioni, se qualcuno dice, lo diceva Pittalis stamattina: "Bisogna andare a vedere anche nella scorsa legislatura", io mica lo prendo come una minaccia questo! Lo chiedo io, per la Giunta di cui ho fatto parte. Si vada a vedere tutte le assunzioni, tutte le consulenze. Io non ho paura che si aprano gli armadi, perché so cosa c'è nei miei armadi; io avrei paura invece di una situazione in cui nessuno apre un armadio perché ha paura che se si apre un armadio si aprono tutti gli armadi. Questa è la situazione che mi preoccupa. Se invece si decide di aprire gli armadi, ben venga, Dio lo voglia! Perché non si è tutti uguali, non tutti hanno fatto tante consulenze, non tutti hanno fatto assunzioni scorrette, così è nella scorsa legislatura e così è sicuramente anche in questa. Io non credo ai discorsi generici in cui si fa blocco di tutto; io credo che questi discorsi andrebbero messi con i piedi per terra.
Quindi, per quanto mi riguarda e credo di poterlo dire - credo, nessuno mi rimproveri - anche per i colleghi che con me, sicuramente lo posso fare per il collega Cogodi, ma credo anche per altri colleghi, andate a vedere tutti gli atti delle Giunte Palomba, andateli a vedere.
PRESIDENTE. Qualche secondo per concludere.
SCANO (Gruppo Misto). Mi basta solo un secondo per dire che va rifiutata la logica "del tutto è uguale" e che siccome una mano lava l'altra e non sappiamo cosa c'è negli armadi è meglio tenerli chiusi. Apriamoli, apriamoli!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (S.D.I.-S.U.). Signor Presidente, è evidente che il dibattito in questa fase si è canalizzato su una serie di argomenti che con le dichiarazioni di voto e con la finanziaria nulla hanno a che fare. Però, siccome l'Aula è sovrana e siccome gli argomenti sono appetibili, forse è inutile che questo dibattito continui. Non continuerà naturalmente a margine della finanziaria, ma è utile che venga ripreso.
Intanto le affermazioni che sono state fatte in quest'aula, e in modo specifico dal sottoscritto, non avevano nulla di generico, né tanto meno avevano un intento di natura scandalistica; tendevano a porre all'attenzione di quest'Aula e perché no, della Giunta regionale e degli Assessori competenti, compreso l'assessore Pani, una problematica che è preoccupante; ed è una problematica preoccupante perché nasce, tra l'altro, in un momento in cui i sindacati, che non sono estranei, che non sono altra parte, che non sono altra cosa, ma che sono parte, in un momento, dicevo, assessore Pani, in cui i sindacati sono soggetti non a generiche critiche, ma a ricevere lettere minatorie, a subire azioni e attentati, a ricevere lettere con all'interno bossoli e proiettili. E allora, non si sono fatte, da questa sede, accuse assolutamente generiche, di maniera che tutti colpevoli e non vi è nessun colpevole. No, si sono mossi alcuni problemi in maniera assolutamente specifica, chiamando i fatti con riferimenti specifici. Tra l'altro si è pure avvertito che il ricorso fatto dal settore sanità per quanto riguarda le società interinali e quello fatto dall'Ente unico assumono significati completamente differenti l'uno dall'altro. Per esempio, sarebbe utile se ai margini dei lavori della finanziaria l'assessore Pani ci dicesse che tipo di intervento ha fatto perché le regole vengano rispettate. Voglio rammentare, Assessore, che la legge 24 e la legge 12, istitutive dell'Ente Foreste, prevedono percorsi specifici e definiti, e che quei percorsi specifici e definiti devono essere valorizzati e non accantonati, senza che ciò costituisca elemento di scandalo. Ma vorremmo comprendere se il ricorso alle società interinali è una metodica utile a superare percorsi e procedure trasparenti o se quel percorso è invece frutto di una metodica necessitata... Assessore Pani, ho capito che la cosa la fa sorridere, per cui...
PANI, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. E' totalmente fuori strada, perché io non ho la possibilità di intervenire nei confronti dell'Ente, perché l'Ente è nato con quella autonomia che voi gli avete dato.
BALIA (S.D.I.- S.U.). Non è così.
PANI, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. E' così, io non ho all'interno dell'Ente nessun rappresentante.
BALIA (S.D.I.-S.U.). Non è così, Assessore, e poi vedremo perché lei...
PRESIDENTE. Onorevole Balia, onorevole Assessore, per cortesia. Ho chiamato l'uno e l'altro, forse avrei dovuto fare l'altro e l'uno, ma non ha importanza, ha un significato sia un richiamo che l'altro. Comunque qui bisogna chiedere il permesso per qualunque azione che si debba compiere, sarebbe il caso di lasciare che ciascuno svolga il proprio ruolo, soprattutto quando cerca di svolgerlo senza disturbare i manovratori, e sono tanti qui dentro. Continui, onorevole Balia.
BALIA (S.D.I.-S.U.). Grazie Presidente, non ha alcuna importanza che abbia richiamato me, anziché l'assessore Pani, non è assolutamente questo il problema.
Assessore Pani, torneremo su questo argomento, torneremo sulle responsabilità, torneremo sulle capacità e sui diritti di indirizzo, oltre che sulle responsabilità di natura etica che in ogni caso, in capo a un Assessore permangono, ieri e oggi. Presidente Pili, apra per cortesia anche lei quegli armadi per la parte che le compete. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Balia, il voto? Vota naturalmente a favore degli emendamenti?
BALIA (S.D.I.-S.U.). L'ha chiesto solo a me! Favorevole.
PRESIDENTE. Sono stato più attento forse al suo intervento, abbia pazienza. Grazie, onorevole Balia. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, anch'io intervengo molto brevemente. Ho condiviso totalmente l'intervento che ha fatto il collega Scano, ecco aprite gli armadi! Apriteli, perché se lei pensa, presidente Pili, che si possa permettere di dire in aula quello che ha detto per quanto riguarda il misfatto della gestione sanitaria della precedente legislatura, io la sfido di nuovo: lei porti in Aula i misfatti che sono stati compiuti. Quindi non in spirito polemico, un invito anche al collega Oppi, visto che era informato di queste assunzioni dell'Istituto Zooprofilattico, ecco io desidero anche su questo, per le responsabilità di controllo che i funzionari potevano avere anche su questi enti, di portare in Consiglio regionale con la massima serenità e la massima trasparenza gli atti che sono stati compiuti. Credo che questo non possa significare che il Consiglio regionale in carica non possa chiedere documenti e atti a questa Giunta regionale. Io noon mi sono mai permesso, da Assessore, di andare a vedere che cosa era stato fatto dai miei predecessori. E' un mio stile personale, però io adesso invito invece l'assessore Oppi e il presidente Pili a farlo, andate, vedete le cose, portatele in Aula, comunque se pensate che con queste cose voi ci condizionate sbagliate. Noi continueremo a chiedere tutti gli atti con la massima trasparenza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FLORIS (Rif. Sardi-U.D.R.) Brevemente, Presidente, intervengo per dire che non voglio entrare in merito al problema sollevato in quest'aula ripetutamente da alcuni colleghi della minoranza, relativo agli atti, che sono pubblici, compiuti da questa Giunta regionale, anche perché quando io ero Presidente, nei primi due anni di legislatura, il collega Selis mi scriveva un giorno sì e l'altro pure, chiedendo, sulla legge sulla trasparenza, tutti gli atti che venivano compiuti dalla Giunta e io davo disposizioni ai miei funzionari perché prendessero gli atti e li mandassero al capo della opposizione. Credo che sia un loro diritto, per quanto riguarda i cinque anni trascorsi io ho anche qui, in Consiglio regionale, tutti gli atti della precedente Giunta, li posso anche mettere a disposizione del Consiglio, anche se non mi sembra questa la sede opportuna per discutere di questo problema.
Voglio più che altro parlare un attimino del problema dei controlli e dire in quest'aula che i controlli non vengono svolti. Non ci sono i controlli! Da quando manca l'Ufficio controllo enti della Regione, che è stato smobilitato, gli Assessorati non fanno i controlli sugli enti, e quindi bisogna ricostituire l'ufficio che deve controllare gli atti degli enti, portarli in Giunta e a conoscenza del Consiglio, se no mi sembra inutile, assessore Masala, raddoppiare questo termine, entro dieci giorni, nell'articolo 6.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non si raddoppia, è uguale, rimane invariato.
FLORIS (Rif. Sardi-U.D.R.). No? L'articolo 6, che stiamo discutendo, dice: "Per gli atti di cui alle lettere b) ed e) del comma 1 dell'articolo 3 i termini per l'esercizio del controllo sono raddoppiati" e per i bilanci di previsione, quindi, attualmente cosa avviene? Che entro dieci giorni l'Ente manda al controllo degli Assessorati, entro venti giorni gli Assessorati rispondono sì o no. Ma non sta qui il problema.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il termine è identico a quello iniziale previsto dalla legge, non è cambiato.
FLORIS (Rif. Sardi-U.D.R.) Comunque io volevo sottoporre all'attenzione del Consiglio invece l'esigenza che ci sia da parte della Giunta regionale, del Governo della Regione, un vero, effettivo ed efficace controllo nei confronti degli enti, perchè gli Assessorati sono già oberati del proprio lavoro e molte volte tutto passa attraverso la decorrenza dei termini.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione gli emendamenti 118 e 114, soppressivi parziali, in quanto uguali, lo stesso contenuto. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non é approvato)
Emendamento 119. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L.). Vorrei dare lettura di una simbolica, emblematica, di stile ed eleganza, dichiarazione del Presidente Pili che dice testualmente: "Il delirante patetico comunicato dell'onorevole Selis" - e non è dell'onorevole Selis perchè era una nota stampa del coordinamento delle opposizioni - "ancora duramente colpito e provato dalla cocente sconfitta del 1999 rappresenta il livello sempre più basso e bieco del modo di fare politica di un aspirante Presidente sconfitto..."
PRESIDENTE. Onorevole Selis, stiamo parlando di finanziaria, non stiamo facendo una polemica sui comunicati stampa.
SELIS (La Margherita-D.L.). Sì, Presidente, stiamo parlando…
PRESIDENTE. Onorevole Selis, semmai dopo.
SELIS (La Margherita-D.L.). Presidente, faccia la cortesia, perché vedrà se lei ascolta, c'è un'attinenza alla finanziaria e c'è un'attinenza…
PRESIDENTE. No, onorevole Selis, qui è tutta la sera che si parla di tutto fuorché di finanziaria. Si sta parlando di costume fuorché di finanziaria.
SELIS (La Margherita-D.L.). C'è un'attinenza, perché voglio fare la mia proposta.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Lei chieda di intervenire per fatto personale. Alla fine del voto lei farà il suo intervento. Abbia pazienza, onorevole Selis.
SELIS (La Margherita-D.L.). Allora alla fine dei lavori mi faccia intervenire per fatto personale.
PRESIDENTE. Sì, senz'altro.
SELIS (La Margherita-D.L.). Scusi, chiedo di parlare per dichiarazione di voto sull'emendamento.
PRESIDENTE. Prego.
SELIS (La Margherita-D.L.). Allora "Il patetico e delirante…", le spiego perchè le faccio questa...
(Interruzioni)
Ma perché, vi vergognate?
PRESIDENTE. Onorevole Selis, le tolgo la parola, dopo le do la parola, per cortesia!
(Interruzioni)
Sospendo la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 20 e 34, viene ripresa alle ore 20 e 35.)
PRESIDENTE. Vi prego di riprendere posto.
SELIS (La Margherita-D.L.). Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Onorevole Selis, colleghi, io non voglio togliere a nessun consigliere il diritto e il dovere e quant'altro gli compete per esprimersi in quest'Aula. Rifaccio la proposta, dopodiché se troviamo un accordo bene, altrimenti sospendiamo i lavori. Onorevole Selis, per l'argomento di cui stava parlando prima, lei ha la possibilità, può intervenire appena terminiamo il voto, siamo in fase di voto; lei ha diritto di dichiarare se vota a favore o no e la motivazione. Non può leggermi, fondarsi e continuare qui una polemica fra lei e il suo Gruppo di maggioranza e il Presidente, in occasione della dichiarazione di voto. E` pretestuoso l'utilizzo di un argomento per parlare di un altro. Nessuno le toglie il diritto di intervenire, sia chiaro perchè poi avvengono i malintesi, appena abbiamo terminato l'opzione di voto, salvo che non ci siano altri interventi per dichiarazione di voto. Se così non è, io sospendo i lavori e si va a domattina. E` d'accordo, onorevole Selis? Se intende proseguire, io sospendo i lavori.
(Interruzioni)
DORE (La Margherita-D.L.). La dichiarazione di voto, la può fare o non la può fare?
PRESIDENTE. Sto parlando con l'onorevole Selis e prego che gli sia dato un attimo il microfono.
SELIS (La Margherita-D.L.). Esprimo il voto favorevole all'emendamento 119 e lo motivo perchè esprimo il voto favorevole all'emendamento 119. Mi inserisco in un dialogo che si è sviluppato in quest'Aula per appello del collega Fantola, del collega Edoardo Usai, del collega Floris e degli altri che hanno detto, che ci siamo, ed anche di qualche componente della Giunta, coi quali abbiamo detto: "Cerchiamo di trovare un percorso per affrettare e rendere più rapida la…", nel corso di vari interventi del pomeriggio, io ho sottolineato l'esigenza e qual era il senso della richiesta delle informazioni, che essendo venuti meno i controlli del Governo sulla finanziaria, della Corte dei Conti, della Ragioneria eccetera, c'era l'esigenza che l'Aula avesse delle informazioni ed in questo senso i colleghi sono intervenuti tutti, Balia, Gian Valerio Sanna, tutti per dire che c'era quest'esigenza. Vedendo che il Presidente Pili era imperturbabile, continueremo ad intervenire. Questo è stato notificato alla pubblica opinione con una nota stampa del coordinamento del centrosinistra. Perché dico a Massimo, ad Edoardo, a Mariolino e a tutti quanti voi che ci avete invitato, che mi sembra difficilmente percorribile questa strada? Perchè mi sembra che da parte vostra non ci sia questa volontà, e come faccio ad affermare che non c'è questa volontà? Leggendovi la posizione del Presidente Pili su questa materia, ecco perchè dico che è pertinente. E` pertinente sulla possibilità di dialogo, non su altro. Non è una rissa. Allora io dico che quando il Presidente scrive, dopo una giornata di discorsi sereni e costruttivi, a fine serata rispondendo al nostro malessere che non abbiamo informazioni, dice: "Il delirante e patetico comunicato dell'onorevole Selis..."
PRESIDENTE. Onorevole Selis, ne parliamo fra cinque minuti.
(Interruzioni)
SELIS (La Margherita-D.L.). Ma io come faccio ad interloquire se non mi date...
PRESIDENTE. Ce ne andiamo!
SELIS (La Margherita-D.L.). Sto motivando perché trovo difficile il dialogo con la Giunta e perchè non vorrei che i colleghi Edoardo Usai, Fantola, Mario Floris pensassero che io non voglio dialogare. Ma come faccio a dialogare se non mi fate parlare? Perché voglio dire questo? La posizione del Presidente Pili in merito a questo dialogo che oggi ha visto in quest'Aula sforzi significativi, da parte nostra e da parte vostra, la posizione è sancita in questa lettera. Allora, io non voglio fare polemiche, ma voglio rendere l'Aula edotta di quella che è la posizione del Presidente in merito al dialogo, e dice questo...
CORDA (A.N.). Non ha niente a che vedere con l'articolo!
SELIS (La Margherita-D.L.). Ma sì che ha a che vedere!
(Interruzioni)
Ma mi volete togliere la parola su una cosa di questo genere? Dice… non è un problema personale
PRESIDENTE. Onorevole Selis, lei lo sa che si può togliere la parola.
SELIS (La Margherita-D.L.). Non è un fatto personale, è un fatto politico!
PRESIDENTE. Va bene, poi darà la possibilità di replica al Presidente.
SELIS (La Margherita-D.L.). Non è un fatto personale, dice: "Il delirante e patetico comunicato dell'onorevole Selis…" e non è dell'onorevole Selis ...
PRESIDENTE. Onorevole Selis, se lei continua a leggere il comunicato questo non va bene, lo fa tra cinque minuti.
SELIS (La Margherita-D.L.). Ma perché io non posso dire ai miei colleghi della maggioranza che mi hanno invitato a dialogare, perchè non è possibile dialogare? Perchè non posso dire che non è possibile dialogare? Allora, io in giornata, durante tutta la giornata ci siamo - dateci atto, porca miseria - impegnati ad abbassare i toni, ci siamo abituati, abbiamo motivato anche teoricamente qual era l'esigenza, è intervenuto Oppi, ho ripreso Oppi per dire che nessuno di noi è al di sopra di ogni sospetto, che siamo tutti quanti in discussione, abbiamo fatto uno sforzo comune oggi di dialogo. Alla fine di questa giornata di sforzo comune di dialogo arriva questa nota e la leggo perchè è un atto pubblico, non è un fatto privato tra me e Pili, mica ci scriviamo le lettere: "Il delirante e patetico comunicato dell'onorevole Selis" - e non è dell'onorevole Selis ma è di tutti i colleghi che sono intervenuti in quest'Aula - "ancora duramente colpito e provato dalla cocente sconfitta del 1999, rappresenta il livello sempre più basso e bieco del modo di far politica di un aspirante Presidente sconfitto dalla storia, dalla democrazia e soprattutto dai sardi…", se mi consentite è sconfitto dalla valigetta di Berlusconi, portata da Comincioli…
(Interruzioni da parte dei consiglieri di Forza Italia)
Le accuse sono gratuite! Le accuse gratuite che mi ha rivolto non solo meritano una puntale risposta, ma avranno la risposta che meritano. In quest'Aula abbiamo fatto un dibattito e stiamo invitando il Presidente a rispondere puntale, come volete. Cancellate la battuta polemica di prima, troviamo la serenità della cosa. "Non appena terminerà l'ostruzionismo di questo vecchio signore della politica, affetto di smania da calunnia, e privo di idee e di proposte, presenterò al Consiglio un rapporto sulle questioni oggetto delle farneticanti dichiarazioni di guerra dell'onorevole Selis.". Non mi pare di aver fatto ostruzionismo. Di idee ne ho caterve, ma si commentano da sole. "Si scopriranno fatti assolutamente interessanti che faranno impallidire chi oggi si erge a censore di altrui comportamenti"...
PRESIDENTE. Almeno da parte vostra consentitegli di finire, visto che sta terminando. Grazie.
SELIS (La Margherita-D.L.). "Parleremo delle risorse dilapidate, faremo i debiti raffronti, parleremo degli incarichi di progettazione, quelli che si sostiene abbia affidato io e quelli affidati e gestiti da altri." -altri non si capisce, ma! - "All'onorevole Selis mi permetto di rivolgere un umile consiglio: la smetta di provocare la rissa" - se io sono quello che provoca la rissa, questa che cos'è - "faccia qualche proposta seria per evitare di contraddistinguersi solo per povertà di idee e di etica politica. La Regione è dei Sardi, non proprietà privata, né mia, ma nemmeno sua e dei suoi amici. L'unico saccheggio del danaro pubblico e il mal governo che emerge è quello che lui ha sostenuto da protagonista nei cinque anni di governo del centrosinistra, quando i debiti e i privilegi erano una costante.".
Allora, Presidente, se questo è - e lo dico anche ai colleghi e ad Edoardo in particolare - lo stile, se questo è il modo - oggi Giorgio Oppi ci ha detto di trovare un accordo di lavoro - se questo è lo stile, voi dovete serenamente, mi aspetto che ci sia una valutazione, serenamente dire se su queste basi si può dialogare, si possono trovare percorsi; se e quanti sono gli insulti. Io posso aver fatto anche interventi duri, ma non ho mai utilizzato aggettivi ed attributi così insultanti. Non lo faccio per carattere, non lo faccio per formazione e non lo faccio per educazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
(Interruzioni)
Per dichiarazione di voto. Sulla dichiarazione di voto, avete interrotto una prassi, e allora ve la sorbite tutta! Eh cari, e per cortesia non interrompete perchè applico il Regolamento in pieno, d'ora in poi. Vi invito a non interrompere.
PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della Regione. Presidente, prendo la parola per dichiarazione di voto, per esprimere il mio voto contrario sugli emendamenti all'attenzione dell'Aula e per cercare di argomentare in maniera pacata, così come credo i colleghi della maggioranza stessero puntualmente facendo, d'intesa con la Giunta, con i leaders dell'opposizione. Un dialogo concordato con la Giunta per trovare i punti d'intesa.
Non si comprende come qui si possano levare gli scudi della guerra, solo quando qualcuno come il sottoscritto è costretto nonostante il silenzio di tre giorni, a seguito di accuse, vi posso garantire, gratuite, totalmente infondate, tre giorni di silenzio qui a prendere cazzotti in pieno volto, tre giorni di silenzio ed oggi durante una trattativa politica, seria, demandata da questa Giunta e concordata con la maggioranza, l'onorevole Selis manda in onda un comunicato un'ora prima della mia risposta in cui dice: "Un uso disinvolto delle risorse pubbliche", dove si accusa questa Giunta e questa maggioranza di aver provocato una bancarotta finanziaria, dove l'onorevole Selis parla del mal governo... Chiedo scusa colleghi, lasciatemi parlare!
(Interruzioni)
PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della Regione. Nel mio documento non vi è una sola accusa fatta all'onorevole Selis, ma qui si parla del mal governo e si parla del saccheggio delle risorse pubbliche, fatta da questa Giunta e da questa maggioranza. Non può esistere che da questa parte si prendano i cazzotti e nessuno può rispondere! Rispondo e risponderò in ogni angolo della Sardegna, onorevole Selis! Se c'è stato uno scatto d'ira ieri era legato al mal di denti e non certo alla sua provocazione.
Onorevole Selis, non si può scrivere che le risorse che questa Giunta e quella dell'onorevole Floris e tutta questa maggioranza siano state utilizzate - e leggo il suo comunicato - "per alimentare le clientele, per sanare i dissidi politici e soddisfare appetiti insani di una maggioranza fondata sui ribaltoni e sul mercato politico"; vergogna, onorevole Selis, vergogna! Questa Regione non è certo di proprietà privata, né come dice lei di Pili, di Comincioli, di Berlusconi, ma non è certamente di proprietà privata sua, onorevole Selis. Questo documento suo è una vergogna, e la risposta, quella che le ho trasmesso con lo stesso mezzo, con molta intensità, le posso garantire, di concretezza di atti, sarà portata all'attenzione di questo Consiglio. Dopo che sarà conclusa - io mi auguro bene - questa vicenda, garantendole che quello che emergerà della trasparenza, dell'onestà intellettuale, politica, morale di questa maggioranza, né lei, né nessun altro potrà metterla in discussione.
(Applausi dei consiglieri del centrodestra)
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti 118 e 414.
(Interruzioni)
La seduta è tolta. Riprendiamo domani mattina alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 20 e 50.
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