Seduta n.274 del 31/07/2002 

CCLXXIV SEDUTA

Mercoledì 31 luglio 2002

(Pomeridiana)

Presidenza del Vicepresidente Salvatore Sanna

indi

del Presidente Serrenti

indi

del Vicepresidente Salvatore Sanna

La seduta è aperta alle ore 16 e 30.

ORTU, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 24 luglio 2002, che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Pacifico ha richiesto di poter usufruire di congedo per la seduta pomeridiana del 31 luglio 2002. Se non vi sono opposizioni, il congedo si intende accordato.

Continuazione della discussione dell'articolato e approvazione del disegno di legge: "Modifiche alla legge regionale 9 giugno 1999, n. 24, recante: 'Istituzione dell'Ente Foreste della Sardegna, soppressione dell'Azienda Foreste Demaniali della Regione sarda e norme sulla programmazione degli interventi regionali in materia di forestazione'" (177/A)

PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che l'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del disegno di legge numero 177/A.

Si dia lettura dell'articolo 4 bis.

ORTU, Segretario:

Art. 4 bis

Presidente

1. Il comma 1 dell'articolo 5 della legge regionale n. 24 del 1999 è sostituito dal seguente:

"1. Il Presidente è nominato fra i consiglieri di amministrazione con decreto del Presidente della Giunta regionale, su conforme deliberazione della Giunta medesima.".

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 4 ter.

ORTU, Segretario:

Art. 4 ter

Consiglio di amministrazione

1. I commi da 1 a 4 dell'articolo 6 della legge regionale n. 24 del 1999 sono sostituiti dai seguenti:

"1. Il Consiglio di amministrazione è composto da cinque consiglieri, nominati con decreto del Presidente della Giunta regionale.

2. Due consiglieri, esperti in materia forestale o agricola, provvisti di titolo di laurea e di esperienza maturata nell'amministrazione di enti od organismi pubblici o privati, sono designati dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore della difesa dell'ambiente.

3. Tre consiglieri, scelti tra i sindaci in carica, all'atto della nomina, in comuni in cui siano presenti terreni amministrati a qualsiasi titolo dall'Ente, sono eletti, con voto limitato a due, dal Consiglio delle autonomie locali, o dal Consiglio regionale nelle more della sua costituzione.

4. Ai consiglieri di cui al comma 3 non si applica l'incompatibilità con le cariche di amministratore locale prevista dall'articolo 4, comma 5, lettera a), della legge regionale n. 20 del 1995. In caso di perdita delle funzioni di sindaco essi decadono e si procede ad un'elezione suppletiva; l'eletto resta in carica fino alla scadenza del consiglio di amministrazione di cui entra a far parte.".

2. Il comma 1 trova applicazione a decorrere dalla ordinaria scadenza del consiglio di amministrazione attualmente in carica.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 4 ter, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

L'articolo 5 è soppresso.

Si dia lettura dell'articolo 6.

ORTU, Segretario:

Art. 6

Controllo interno di gestione

1. L'articolo 8 della legge regionale n. 24 del 1999 è sostituito dal seguente:

"Art. 8 (Controllo interno di gestione)

1. Il controllo interno di gestione sull'attività dell'Ente è svolto da un apposito ufficio istituito con regolamento dell'Ente. Le risultanze dell'attività dell'ufficio sono inviate inoltre all'Assessore della difesa dell'ambiente, che le sottopone alle valutazioni della Giunta regionale e ne trasmette copia al Consiglio regionale.".

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 7.

ORTU, Segretario:

Art. 7

Regime contrattuale

1. L'articolo 9 della legge regionale n. 24 del 1999 è sostituito dal seguente:

"Art. 9 (Regime contrattuale del personale dell'Ente)

1. Al personale dell'Ente, che costituisce un comparto di contrattazione distinto dal comparto del personale dell'Amministrazione regionale e degli altri enti regionali, si applica il contratto collettivo nazionale di lavoro degli operai forestali ed impiegati agricoli addetti ai lavori di sistemazione idraulico-forestale eseguiti in amministrazione diretta da enti, aziende o istituzioni pubbliche e il contratto integrativo regionale stipulato secondo quanto previsto dai seguenti commi.

2. Il contratto integrativo è negoziato per la Regione da un apposito comitato composto da tre membri, nominati con decreto dell'Assessore competente in materia di personale, su conforme deliberazione della Giunta regionale, adottata su proposta formulata d'intesa fra l'Assessore competente in materia di personale e l'Assessore competente in materia di ambiente; la Giunta regionale decide anche sulla durata dell'incarico e sul relativo compenso. I membri del comitato sono scelti tra esperti di riconosciuta competenza in materia di relazioni sindacali e di gestione del personale, anche estranei alla pubblica amministrazione, che non rivestano incarichi pubblici elettivi o cariche in partiti politici o in organizzazioni sindacali, che non ricoprano rapporti continuativi di collaborazione o di consulenza con le predette organizzazioni e che non siano dipendenti, in servizio o in quiescenza, dell'Amministrazione o degli enti regionali. Il comitato elegge nel suo seno un presidente. Le deliberazioni del comitato sono adottate all'unanimità e sottoscritte da tutti i componenti.

3. Per le attività di segreteria il comitato si avvale di personale dell'Ente, ovvero di personale dell'Amministrazione regionale messo a sua disposizione, sulla base di apposita intesa con l'Assessore competente in materia di personale.

4. Al personale dirigente si applica il contratto collettivo nazionale dei dirigenti dell'agricoltura.".

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati sei emendamenti. Se ne dia lettura.

ORTU, Segretario:

Emendamento soppressivo totale Rassu

Art. 7

L'articolo 7 è soppresso. (1)

Emendamento soppressivo totale Frau - Murgia - Locci - Liori - Carloni - Sanna Nivoli

Art. 7

L'articolo 7 è soppresso. (12)

Emendamento sostitutivo totale Rassu

L'articolo 7 è sostituito dal seguente:

?Art. 7

1. È esteso al personale dell'Ente Foreste della Sardegna il regime contrattuale previsto dal titolo VI della legge regionale n. 31 del 1998.

2. Il personale dell'Ente Foreste della Sardegna conserva la propria posizione previdenziale.

3. Sono abrogati gli articoli 9, 10 e 11 della legge regionale n. 24 del 1999.?

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S05.057 - Cap. 05036-02 + euro 16.000.000

In diminuzione

UPB S03.006 - voce 2 - euro 16.000.000

(2)

Emendamento sostitutivo totale Rassu

Art. 7

L'articolo 7 è sostituito dall'articolo 9 della L.R. n. 24/1999. (3)

Emendamento aggiuntivo Onida

Art. 7

All'articolo 7 alla fine del comma 4 sono aggiunte le seguenti parole:

"e il contratto integrativo regionale". (8)

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 7

All'articolo 7 comma 4 dopo le parole "dei dirigenti dell'agricoltura" sono aggiunte le seguenti parole:

"e il relativo contratto integrativo". (9)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Rassu per illustrare l'emendamento numero 1.

RASSU (F.I.-Sardegna). Grazie Presidente. Molti diranno che questa è la solita pietra con cui si tenta a tutti i costi di far traballare un carico che passa su una strada ben delineata e precisa, e comunque, molte volte, sono le piccole pietre, quelle che riescono a destabilizzare un carico che si presenta stabilmente idoneo.

Perché ho presentato questo emendamento? Le motivazioni le ho appena accennate stamattina, in quanto ritengo che l'articolo 9 della legge 24 sia completamente consono a quelli che sono i compiti inerenti il regime contrattuale dell'Ente foreste. Con questo articolo - forse è sfuggito, o forse no -, di fatto si toglie all'Ente foreste l'identità di ente pubblico per trasformarlo in un ente, seppure dipendente dalla regione, con personale il cui contratto è di natura privatistica. Mentre con l'articolo 9 della legge 24 si dava la possibilità di stipulare il contratto regionale con i lavoratori a tempo indeterminato, riferendosi al contratto nazionale per l'agricoltura, con questo articolo, di fatto, si privatizza l'Ente, e cioè, d'ora in avanti, la contrattazione del rapporto di lavoro del personale dell'Ente è solo ed esclusivamente competenza sindacale. Con questo non voglio assolutamente dire che io sono contro i sindacati, anzi, ma questo articolo, di fatto, toglie all'Ente foreste la caratteristica di ente pubblico. Questo di fatto sta succedendo, e io voglio che a questo la Giunta stia attenta. Di fatto, nella pratica, succederà questo, Se così non fosse non capisco perché non debba rimanere in vigore l'articolo 9 della legge 24? Ecco lo scopo e l'obiettivo dei miei emendamenti. Io sono, come amministratore regionale, politicamente preoccupato, e non ho assolutamente niente da rimproverare come ho detto stamani, al centrosinistra che ha, in maniera magistrale, architettato questa strategia, presentando in Commissione questa proposta di legge che poi è stata approvata all'unanimità, perché la struttura politica di questa legge, è completamente identificata nell'articolo 7. Se la gente l'ha capito, bene, se non l'ha capito, non è colpa mia. Se io ho capito il contrario e me lo si dimostra, sono pronto a fare immediatamente marcia indietro.

Io dico questo: l'Ente foreste, in base all'articolo 2 della legge 24 del 1999 e al decreto legislativo 165 del 2001, è un ente pubblico non economico, dotato di personalità giuridica. Perché si vuole stravolgere completamente questa identità? La mia domanda è questa. Se mi si potesse chiarire questo dubbio mi riterrei soddisfatto. Inoltre, Corte di Cassazione, Consigli di Stato e quant'altro, in numerose sentenze, hanno identificato, ad oggi, i dipendenti dell'Ente foreste come dipendenti pubblici a tutti gli effetti, seppure con un contratto di natura totalmente privatistica, e questo è vero. Quindi c'è già il presupposto che il contratto dei dipendenti dell'ente è un contratto di natura privatistica, pur trattandosi di un ente pubblico non economico dotato di personalità giuridica. Allora ripeto ancora: perché variare questo articolo 9? Le motivazioni ve le ho dette poc'anzi. Io non sto, in questo momento, a disquisire sul trattamento economico che discende, giustamente, dalla classificazione dell'ente come ente pubblico, perché è una cosa ovvia. Se un ente è riconosciuto come ente pubblico è chiaro che il trattamento economico dev'essere equiparato al trattamento economico dei dipendenti degli altri enti pubblici, ma io mi pongo anche un'altra domanda: perché con leggi ad hoc sono stati normalizzati enti tipo l'ERSAT, il CRAAI, l'ESAF, e si vuol fare dell'Ente foreste un figlio spurio di questa Regione? Credetemi, colleghi, sono domande che io mi sono posto serenamente, ed è questa la motivazione del mio contendere. A queste mie domande non è stata ancora data nessuna risposta. Di fatto, se dovesse essere approvato l'articolo 7, tutto questo andrebbe a cadere. Mi dice l'amico e collega Marrocu "Ma guarda che qui si sta fomentando l'idea di molti che fanno causa alla Regione perché vogliono essere dipendenti regionali"; ma io chiedo al collega: innanzitutto sono dipendenti di un ente regionale e non dipendenti regionali, qual è la paura?

FADDA (Popolari-P.S.). Chiedi al centrodestra e alla Giunta.

RASSU (F.I.-Sardegna). No, io chiedo a chi mi ha posto la domanda. Il disegno di legge del centrodestra diceva altre cose.

FADDA (Popolari-P.S.). Chiedi alla Giunta.

PRESIDENTE. Collega Fadda, per cortesia.

RASSU (F.I.-Sardegna). L'articolo 7 della Giunta dice cose diverse.

FADDA (Popolari-P.S.). Chiedi alla Giunta.

RASSU (F.I.-Sardegna). No, lo sto chiedendo alla Commissione.

SPISSU (D.S.). Che cosa c'entra la Commissione?

RASSU (F.I.-Sardegna). Dice delle cose diverse, collega Fadda. E` la verità.

FADDA (Popolari-P.S.). Chiedi alla Giunta.

RASSU (F.I.-Sardegna). No, la Giunta non ha stravolto l'articolo 9. Ecco la verità, io non voglio assolutamente parlare sopra le righe, ma questa è una cosa lampante ed è agli occhi di tutti, e vi spiego perché io chiedo di cassare di questo articolo. Perché esiste una disparità all'interno dell'ente, che attualmente ha circa 5200 dipendenti, ivi compresi i lavoratori a tempo determinato, che sono circa 700, che, considerando i turni trimestrali e semestrali, nell'arco dell'anno, diventano oltre 2000. Ci siamo? Diciamo che l'Ente mediamente ha 4800 dipendenti. Questa è la struttura vera e propria. Attualmente gli operai percepiscono sulle 500 mila lire al mese in meno rispetto agli impiegati.

Se noi dovessimo approvare questo articolo, è vero che ci sarà una contrattazione di natura privatistica, con i sindacati, come dev'essere, per carità, ma è pur vero che si sta disattendendo un'aspettativa che gli operai e gli impiegati hanno sin da quando esisteva l'Azienda foreste. Io credo che, per quanto riguarda l'articolo 7, se si fosse mantenuto il testo proposto dalla Giunta, ci poteva essere qualcosa da discutere, ma poteva essere anche accettato, ma il testo esitato dalla Commissione stravolge completamente l'articolo 9 della legge 24. Ecco perché ho chiesto la cassazione di questo articolo. Lo faccio, credetemi, convinto di quello che ho appena detto.

FADDA (Popolari-P.S.). Lo votiamo!

RASSU (F.I.-Sardegna). Benissimo. Vi ringrazio se lo votate.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Frau per illustrare l'emendamento numero 12.

FRAU (A.N.). Onorevole Presidente, molto brevemente, io condivido tutte le osservazioni che ha fatto l'onorevole Rassu sulla ratio della richiesta della soppressione dell'articolo 7 affinché resti in vigore l'articolo 9 della legge 24. Questo articolo ha funzionato fino a questo momento, non vedo perché debba essere variato. Grazie.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Rassu per illustrare l'emendamento numero 2.

RASSU (F.I.-Sardegna). Questo è un emendamento sostitutivo totale dell'articolo 7, qualora non fosse approvato l'emendamento numero 1. Mi riferisco a quanto detto poco fa, e quindi all'articolo 9 della legge 24 e all'articolo 7 proposto dalla Giunta regionale, non all'articolo 7 proposto, seppur all'unanimità, dalla Commissione. Ho detto poc'anzi che l'ente di fatto mediamente dispone di 4800 dipendenti effettivi, se vogliamo chiamarli così, ivi compresi - sto dividendo per due le turnazioni - anche i lavoratori a tempo indeterminato. L'emendamento testualmente dice: "E' esteso al personale dell'ente foreste della Sardegna il regime contrattuale previsto …...". Io non ho mai chiesto di inserire nei ruoli regionali il personale dell'ente foreste. Sto solo dicendo - forse è mal detto - che si devono equiparare gli stipendi, sto dicendo questo, e lo ribadisco e voglio che sia inteso, Perché è questo è lo scopo dell'emendamento.

Lo scopo dell'emendamento è l'equiparazione degli stipendi dei dipendenti dell'ente foreste a quelli dei dipendenti degli altri enti strumentali della Regione. E' solo questo lo scopo di questo emendamento. Non riesco a capire perché ci debba essere un'opposizione così fiera.

Io ho recepito il problema della consistenza finanziaria, e vorrei, sinceramente, che si aprisse un dibattito su questo e che non ci fosse un rifiuto a priori. Non ho fatto io i calcoli, li ho chiesti all'ente e li ho chiesti a due sigle sindacali. Bene, la differenza di spesa per questa equiparazione si attesta intorno ai trenta miliardi di vecchie lire. Vi faccio un paragone. Noi andremo ad approvare la legge sull'Emsa, con un finanziamento annuale di circa 150 miliardi.

COGODI (R.C.). Ma che cosa sta dicendo. Non è vero.

RASSU (F.I.-Sardegna). L'anno scorso erano 80, due anni fa erano 60, sto dicendo quello che sto dicendo.

PRESIDENTE. Per cortesia, colleghi, facciamo parlare il consigliere Rassu.

RASSU (F.I.-Sardegna). Ora, senza niente togliere a chicchessia, mi piace fare il paragone; abbiamo da una parte non più di 1300 dipendenti, dall'altra ne abbiamo 4800 con un quinto della spesa, a meno che non mi si dimostri che i calcoli che mi hanno fornito, ripeto, due sigle sindacali e l'ente, sono completamente sballati, ma ancora non mi è stato dimostrato, perché ho i dati sottomano. Io non ho chiesto la regionalizzazione dei lavoratori dell'ente, ho chiesto l'equiparazione degli stipendi. Mi si deve spiegare perché ciò non è possibile farlo oggi in legge, mentre sarà possibile farlo con la contrattazione, giusta, necessaria, indispensabile, che faranno un domani le sigle sindacali. Io non voglio fare il sindacalista, ma bisogna dire la verità, bisogna dire che si deve lasciar perdere perché questa materia debbono trattarla solamente i sindacati. Allora io mi arrendo e me ne sto zitto, ma sino ad oggi non è stata data una risposta plausibile.

Ecco perché ho presentato questo emendamento. Può dar fastidio, lo so che dà fastidio, ma il fatto stesso che si siano alzati a discuterne dieci colleghi della minoranza, mi ha fatto pensare. Io ripeto, se mi si dimostra il contrario, credetemi, sono pronto a riconoscere che ho sbagliato, ma, nel caso, sto sbagliando in buona fede. Ecco perché chiedo un confronto su questo; ecco perché ho chiesto la sospensione dell'esame di questo articolo affinché ci sia un confronto sereno, e eventualmente si ripristini l'articolo 9 e si esamini questa norma all'interno del disegno di legge che l'assessore Fois si è impegnato a presentare al Consiglio entro 60 giorni, insieme a tutti gli altri emendamenti miei, della maggioranza e della minoranza. Perché non se ne discute serenamente? Rispondo anche a questo, mi faccio la domanda e mi do la risposta. Perché qui c'è in ballo la gestione non da parte della Regione ma dall'esterno, come ho detto stamattina, dell'Ente foreste. Questa è la verità, allora bisogna essere chiari e dirla tutta, però bisogna anche dire, a quegli operai che devono abbandonare l'idea di avere equiparato il loro stipendio, così come lo debbono, di diritto, avere. Tutto qui.

Si apra un dibattito. Quando ho parlato con i sindacati ieri, ho detto: si apra un dibattito, nessuno deve avere la primogenitura, tanto meno io, però se è vero che si vuol fare un discorso sereno, se si vuol venire incontro veramente e parlare di politica e di lavoro dell'Ente foreste, apriamo un dibattito. Io non voglio dire altro, credetemi.

Ecco perché sto dicendo che attualmente l'articolo 7 dev'essere cassato e deve vivere momentaneamente l'articolo 9, sinché l'Assessore non porta in Aula il suo disegno di legge, e su questa materia ci si confronta e si tenta di risolverla. E` un bene per tutti. Se poi, finanziariamente, così come si dice, questa è un'ipotesi assurda, ce lo dica la Giunta, non può dirmelo un collega, la Giunta deve dimostrare alla virgola quanto costerebbe questa operazione o cosa bisognerebbe fare per regolarizzare questo rapporto all'interno dell'unico ente spurio che ha la Regione.

Il senso del mio emendamento è solo questo, se la gente vuol crederlo, non voglio fare politiche di parte, può darsi che stia prendendo una cantonata completa, ma io parlo non di regionalizzazione, ma di equiparazione, ed uso la stessa parola che ha usato l'Assessore stamattina, e dico che l'equiparazione, le basi per il futuro regime contrattuale di natura privatistica, nessuno impedisce che vengano messe in questa legge.

Allora, se c'è la volontà politica, perché questo ho capito, di equiparare gli stipendi del personale dell'Ente foreste agli stipendi dei dipendenti degli altri enti regionali, perché oggi non si gettano le basi per questo? Io sono pronto a ritirare l'emendamento se in alternativa, oggi, in legge, si inserisse una formula che non sia la mia, una formula che non sia quella del mio emendamento, ma che garantisca per il domani quell'equiparazione che anche l'Assessore ha citato. E se la volontà politica è questa, perché non lo si vuole dire in legge? Non c'è scritto da nessuna parte, caro Assessore, che debbono essere dipendenti regionali. Quando parlo di estensione di contratto anche ai dipendenti dell'Ente sto parlando di parità di stipendio, di equiparazione dei diritti, solo di questo. E siccome questo è stato ribadito anche dalla Giunta ed è stato detto che nel contratto di natura privatistica viene affermato ed asserito questo, perché oggi non si vuole gettare la base per questo?

La domanda che ho posto è solo questa, la mia non è una proposta demagogica, è un invito a discutere del problema; può darsi anche che io abbia preso una cantonata completa, ma non credo che sia così.

COGODI (R.C.). Il tempo! È mezz'ora che sta parlando!

RASSU (F.I.-Sardegna). Io parlo per tutto il tempo a cui ho diritto, caro collega Cogodi, perché far rispettare il Regolamento non è una prerogativa del collega Cogodi, che mai e poi mai ha rispettato i tempi.

PRESIDENTE. Collega Rassu, non interloquisca, per cortesia. Prego i colleghi di far silenzio.

RASSU (F.I.-Sardegna). Rispondo alle provocazioni. Io ho parlato per il tempo che mi è consentito dal Regolamento. Questo è il senso, poi, con tutta serenità e pace, questa è la conclusione del mio intervento. Ripeto quello che ho detto, se c'è la volontà effettiva da parte della Giunta e del Consiglio di porre rimedio a questo problema, è chiaro che l'emendamento non ha ragion d'essere, però ci sia una dimostrazione concreta di volontà stabilendo in legge le basi della contrattazione.

CUGINI (D.S.). Ma chi deve rispondere? La Giunta?

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Rassu per illustrare l'emendamento numero 3.

Onorevole Rassu, le debbo far presente che la sorte dell'emendamento numero 3 è strettamente legata all'esito della votazione sull'emendamento numero 1.

RASSU (F.I.-Sardegna). Ho parlato per tutti gli emendamenti.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Onida per illustrare l'emendamento numero 8 aggiuntivo.

ONIDA (P.P.S.-SARDISTAS). Signor Presidente, intervengo per dire una volta per tutte che, per quanto riguarda me e il gruppo del P.P.S., gli emendamenti numero 4, 5, 6, 7 e 8 si intendono ritirati per semplificare i lavori dell'Aula. Riteniamo che l'Assessore del personale possa recuperare le problematiche all'interno del testo che sta elaborando, sulla base dell'impegno che il Consiglio regionale ha assunto, e per cui ha avuto delega e mandato la Giunta qualche settimana fa, e però credo di poter introdurre qualche riflessione più ampia sulla questione dell'articolo 7 e dell'emendamento Rassu.

Io non sono preoccupato né leggo con ostilità la preoccupazione del collega onorevole Rassu. Io credo che le sue preoccupazioni e la sua proposta derivino da una valutazione che, in coscienza, probabilmente ha fatto sulla condizione generale del rapporto di lavoro che la Regione apre, direttamente o indirettamente, con tantissima gente di Sardegna, con tanti giovani, e quindi io credo che le considerazioni che l'onorevole Rassu ha portato all'attenzione dell'Aula vadano tenute in seria considerazione.

Per chiarire subito il quadro, io sono assolutamente contrario all'emendamento che tende ad abolire l'articolo 7, sono assolutamente contrario...

PRESIDENTE. Onorevole Onida, le chiedo scusa, posso chiederle cortesemente di svolgere questo suo intervento appena apriamo la discussione sull'articolo? Siamo ancora nella fase della illustrazione degli emendamenti.

ONIDA (P.P.S.-SARDISTAS). Volevo chiudere una volta per tutte per non parlare più su questo tema. Se è utile all'economia dei lavori continuo, sennò concludo e interverrò in seguito nella discussione, ma credo che sia opportuno che concluda subito, così non renderemo più difficili i lavori conclusivi.

Essendo contrario alla proposta che viene dal collega Rassu per motivi estremamente seri, che dovrebbero preoccupare anche lui, chiedo al collega che ritiri gli emendamenti, impegnando noi stessi e soprattutto la Giunta, a riaprire una discussione su questo argomento quando andremo a valutare il disegno di legge che la Giunta presenterà sul personale. Perché è necessario che si faccia chiarezza una volta per tutte su tre questioni; una è quella dell'atteggiamento dei sindacati perché mentre la posizione assunta dai sindacati confederali è in linea con le decisioni assunte all'unanimità dalla Commissione, gli autonomi hanno problemi e si differenziano. Ma anche all'interno della C.G.I.L., C.I.S.L. e U.I.L. esistono delle differenze. .

Il secondo problema è che su questo argomento è necessario che, una volta per tutte, con chiarezza estrema, venga portata a conoscenza dell'Aula una tabella di confronto tra l'una e l'altra ipotesi di applicazione contrattuale. Io so già per certo che la Regione sarebbe drammaticamente esposta a difficoltà finanziarie ed economiche se prendesse il sopravvento la decisione di regionalizzare i dipendenti dell'ente foreste, i quali non sono danneggiati da questo contratto privatistico. Non sono danneggiati! Ma se, per avventura, questo avvenisse, io credo che potrebbe anche essere tenuta in considerazione la necessità di una omogeneizzazione mantenendo la diversità del contratto, non c'è nessuno che sia contrario a questo. Però tutti questi argomenti ci portano a riflettere sul fatto che oggi il provvedimento deve camminare. Io chiedo alla sensibilità del collega e degli amici di Forza Italia, che sono molto attenti alla proposta dell'onorevole Rassu, che questo argomento lo si riveda in maniera organica all'interno della materia del personale più avanti, ma che oggi si dia il via alla definizione e all'approvazione del provvedimento che la Commissione, con sforzo, con notevole sensibilità, intuito e intelligenza, ha voluto portare avanti trattandosi di materia complessa sulla quale, se mettiamo mine, se creiamo problemi, veramente rischiamo di scardinare un rapporto con seimila persone; non solo, ma rischiamo di porre problemi nuovi all'Assessorato che gestisce il territorio in ordine, per esempio, alla questione della tutela ambientale, in ordine all'antincendio, in ordine alla pace sociale delle nostre comunità. Noi faremmo danno ai comuni, alla gente, e faremmo un grande danno soprattutto ai lavori dell'Aula e alla nostra dignità.

Quindi prestiamo attenzione alle cose che Rassu dice, vediamole con calma, vediamole dopo, io prego il collega di ritirare questo emendamento, con l'impegno che venga seriamente - per i motivi che ho detto - rivisto alla luce delle questioni che sono oggettivamente importanti, però oggi andiamo avanti.

Io vi prego di ritirare questi emendamenti per consentire l'avvio del provvedimento che e comunque un'altra tappa e corregge, in termini positivi, la legge 24, perché questo l'avevamo messo nel conto e lo riteniamo assolutamente giusto.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente per illustrare l'emendamento numero 9 della Giunta regionale.

PANI, Assessore della difesa dell'ambiente. L'emendamento numero 9 della Giunta regionale è un emendamento che in buona sostanza ripete quello illustrato dall'onorevole Onida nella prima parte del suo intervento. Io ritengo che sia un emendamento dovuto e legato soprattutto alla necessità di legare, anche per i dirigenti dell'ente, il rapporto di lavoro non solo al contratto originario del settore agricolo, ma anche a quello integrativo regionale derivato perché ci sia anche in questo caso una giusta perequazione.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Giovannelli, relatore.

GIOVANNELLI (F.I.-Sardegna), relatore. Il relatore si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente. La pregherei, Assessore, di esprimere il parere della Giunta emendamento per emendamento.

PANI, Assessore della difesa dell'ambiente. Sull'emendamento numero 1 la Giunta esprime parere contrario e invita il presentatore a ritirarlo.

Sul numero 12 il parere della Giunta è contrario così come è contrario sull'emendamento 3, quello riassuntivo.

PRESIDENTE. L'emendamento 9 è della Giunta, quindi suppongo che il parere sia favorevole.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Il fatto che la Giunta abbia espresso il suo parere contrario ad alcuni emendamenti e che la maggioranza del Consiglio, pare di comprendere, abbia una sua opinione favorevole per una soluzione positiva ed equilibrata di questa vicenda potrebbe anche esimere dall'ulteriore sviluppo delle considerazioni di ordine generale su questo punto, che invece appaiono opportune.

Appaiono opportune, ripeto, perché alcune delle cose dette, se non contraddette, non dico che potrebbero diventare vere o assomigliare al vero, ma potrebbe ritenersi che abbiano una qualche parvenza di serietà e di fondatezza. Io non mi preoccupo tanto delle cose dette dal collega Rassu, non perché le cose che ha detto non valgano, ha detto molte cose validissime, che avrebbero ragione di essere prese in considerazione se valessero sempre (in materia di tutela delle posizioni di lavoro, di applicazione dei contratti, di equiparazione delle retribuzioni), invece accade che questo assunto vale solo in qualche circostanza, non vale sempre e non vale per tutti i lavoratori, il che la dice lunga su chi difende o su chi crede di difendere onestamente e coerentemente le posizioni di lavoro e chi invece pensa ad altro. Io credo che sia più preoccupante, invece, il dato o il lato, diciamo il lato politico di destra di questa vicenda. Perché uno degli emendamenti è firmato dal gruppo di A.N., da tutti o quasi tutti i componenti di questo gruppo, però l'Assessore al bilancio, che è l'Assessore di A.N., non siede sui banchi della Giunta, si defila e non dà parere finanziario favorevole all'emendamento del suo Gruppo consiliare. E siccome il Gruppo consiliare non ha dato la sfiducia al suo Assessore al bilancio, né l'Assessore al bilancio si sente sfiduciato, è chiaro ed evidente che qui assistiamo ad un gioco delle parti. Allora siamo seri, per favore! Perché attardarci, in piena estate, con le urgenze che abbiamo, in questi giochini delle parti? Se quella proposta ha dignità, fondatezza, serietà, quindi vuol essere per davvero perseguita, la prima cosa da fare sarebbe che l'Assessore al bilancio di quel gruppo di riferimento politico venisse invitato a reperire le risorse e a rispondere positivamente. Invece l'Assessore al bilancio non solo non risponde positivamente, neppure viene invitato a fare ciò, ma la Giunta ha dato la sua valutazione e il suo parere negativo. Ben si vede la strumentalità. E' brutta questa espressione, perché può esistere anche, qualche volta, una strumentalità positiva, cioè usare un mezzo per arrivare ad un buon fine, però qui il fine non è buono, è peloso. Qui Rassu ed altri vogliono dire: "Io avanzo proposte di legge non perché si ottenga un risultato, ma perché non si ottenga, così i lavoratori non avranno quello che io rappresento che dovrebbero avere, però io avrò la possibilità di dire che li volevo accontentare". Voi siete la maggioranza, se quell'assunto è giusto traducetelo in legge! Invece non lo volete tradurre in legge, volete fare solo un'agitazione! E fare agitazione in un'assemblea parlamentare, in un'assemblea politica, in un'istituzione pubblica non è lecito. Poi si dicono delle cose che sono anche del tutto infondate...

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, un po' di silenzio!

COGODI (R.C.). E le cose infondate debbono essere sottoposte a vaglio critico. Come fa qualche collega legislatore, che è qui per essere legislatore, non per essere agitatore, a dire che questa norma dell'articolo 7 privatizza l'ente foreste? Ma dove è scritto che privatizza l'ente foreste? Come fa un legislatore a dire questo? Se quel consigliere legislatore sostenesse un esame verrebbe bocciato, cioè verrebbe cancellato dall'albo dei consiglieri regionali, perché dice una cosa completamente infondata, sbagliata tecnicamente, e le leggi sono fatte di ratio, di finalità, di filosofia, ma sono fatte anche di norme di legge. Quel legislatore è inidoneo a essere legislatore perché dice che l'articolo 7 - lo dice testualmente, è negli atti del Consiglio - privatizza l'ente. L'ente non viene affatto privatizzato perché l'articolo 2 della legge 24 recita - e quell'articolo 2 rimane - che l'ente è dotato di personalità giuridica di diritto pubblico. Però lui può dire bellamente: "Viene privatizzato", uno lo sente e dice: "Accidenti, stanno privatizzando". In realtà chi privatizza siete voi, è la destra che privatizza anche quello che non deve privatizzare; state privatizzando anche la SFIRS, nel senso che i danari pubblici della SFIRS andrebbero a soccorrere i grandi compratori dei terreni di Costa Smeralda, con il mega affare Master Plan! Voi state privatizzando, noi siamo perché quel che è pubblico sia pubblico e tutto il sistema delle garanzie pubbliche sia conservato. E così è e così rimane.

Si dice ancora: "Si toglie all'Ente foreste l'identità di ente pubblico, si privatizza l'ente pubblico". Sono cose infondate. Quindi rimanga certificato che c'è chi denuncia e rappresenta che quelle sono affermazioni gratuite che non hanno neppure dignità di interlocuzione politica e parlamentare in una assemblea legislativa.

Si aggiunge: "richiamando il contratto collettivo nazionale di lavoro", e non dimentichiamo: contratto collettivo nazionale di lavoro, più contratto integrativo regionale, "voi volete dare tutto il potere ai sindacati". Qui traspare l'altra anima vera, l'anima nera della destra, destra politica e destra sociale. Voi non volete i sindacati, voi volete i contratti per legge, in modo da distribuire a chi volete, arbitrariamente, e non volete i sindacati! Ma i sindacati, se sono buoni sindacati, sono la rappresentanza legittima dei lavoratori e la forza organizzata dei lavoratori! I sindacati fanno i contratti e fanno i contratti privati ed anche i contratti pubblici. Anzi, non la tendenza, ma la legislazione attuale di riordino e di riforma obbliga la contrattazione collettiva anche nel settore pubblico, e il potere politico non può più fare contratti con legge, tant'è che anche la contrattazione dei dipendenti regionali è affidata ad un'agenzia esterna alla quale si attribuisce un budget e criteri direttivi e poi c'è la contrattazione collettiva e quindi è delegificato anche il contratto degli enti pubblici. Per cui non c'è tutto questo disastro che si rappresenta, la verità è che l'animo antisindacale, quindi antilavoratore, è tale per cui si è portati sempre ad esagerare in tal senso. L'odio antisindacale è odio contro i lavoratori ed esprimete in questo modo il vostro fondamentale contrasto. E non dite tutto! Il sistema normativo è tale per cui deve essere visto sotto tutti i profili e tutti lati; c'è un articolo successivo, che dice una cosa importante, che noi riteniamo sia utile alla Regione, alla comunità sarda, ai lavoratori dei territori e alle comunità locali. Qual è questo articolo successivo?

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

(Segue COGODI.) E' quell'articolo che mantiene e rafforza il criterio delle assunzioni territorializzate, cioè che se quel territorio, quel compendio pubblico, è in quel Comune ed è di quella comunità, l'accesso al lavoro è garantito innanzitutto ai lavoratori e ai cittadini e agli operatori di quel territorio! Il che non sarebbe possibile se noi dessimo una veste integralmente pubblicistica alla contrattazione, perché negli enti pubblici, non per la legge regionale, ma per la Costituzione della Repubblica, l'accesso al lavoro può avvenire solo per concorso o per selezione pubblica, e cadrebbe la territorializzazione degli accessi...

PRESIDENTE. Qualche secondo ancora all'onorevole Cogodi per concludere.

COGODI (R.C.). La territorializzazione dell'accesso al lavoro, cioè che i lavoratori del compendio pubblico di quel Comune siano prevalentemente o esclusivamente, se possibile, di quel Comune è un punto forte, che dice di quell'affezione che abbiamo detto, di quel valore comunitario fra il territorio, i valori ambientali, i patrimoni pubblici e le comunità locali, che devono essere chiamate non solo a voler bene al territorio e all'ambiente ma anche a curarlo e ad avere occasioni di lavoro e di sviluppo. Non ci si rende conto che a dire e a volere di più in modo esasperato, in realtà si avrebbe di meno e si recherebbe un danno enorme. Quindi, conclusivamente, su qualche punto si dovrebbe ancora interloquire e chiarire, ma questa legge introduce un sistema equilibrato di norme, che vanno viste nell'insieme, che hanno la loro validità, non si può prenderne una e non considerare l'altra. E c'è il rischio che una norma, con il pretesto che migliorerebbe - in realtà peggiorerebbe - poi travolga altre norme che sono ugualmente di fondamentale e vitale importanza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Signor Presidente, cari colleghi, io vorrei non credere alle cose che ha detto poco fa il collega Cogodi, riferendosi agli emendamenti. E` un gioco delle parti, tutto porterebbe a pensare che è un gioco delle parti. Sono emendamenti che non vogliono affrontare e risolvere questo problema ma semplicemente agitarlo per avere un piccolo parziale risultato propagandistico. Tutto porterebbe a pensare questo. E poiché li presenta un consigliere che tenacemente dice: "non li ritiro", allora un'altra parte politica dice: "Io non mi posso far fregare nel mio territorio, devo presentarli anch'io, altrimenti la propaganda la fa solo Rassu". E' giusto che la faccia anche Antonio Frau, che è Presidente della Quinta Commissione, e che ha quindi competenze in materia di ambiente. Ma è questo? Oppure c'è dell'altro? Allora, il pericolo vero è che spesso vengano sottovalutati questi problemi.Il collega Rassu dice "Non voglio la regionalizzazione, il regime previdenziale deve rimanere immutato, ho solo interesse ad omogeneizzare le questioni contrattuali per evitare che ci siano situazioni di discriminazione nei confronti di queste categorie di lavoratori, è il sindacato che invece frena". Io dico che dovremmo tutti dire grazie ad un sindacato responsabile, che invece non fa sue queste tesi, e responsabilmente agisce con i lavoratori, anche a costo di rischiare disdette rispetto a chi fa demagogia e strumentalizzazioni, come quei signori che in questi giorni ci hanno bloccato all'ingresso di quest'Aula.

Vorrei ricordare al collega Rassu cosa avvenne per altre vicende che riguardano gli anni passati, che io ho vissuto tra l'altro da sindacalista. Anche per il CRAAI i lavoratori furono assunti dall'amministrazione regionale, e vennero assunti prima per tre mesi, poi per sei, poi per nove mesi, e si diceva: "L'obiettivo non è regionalizzare, è stabilizzarli" e poi li si passò a tempo indeterminato. Poi si disse: "Non si possono avere operai a tempo indeterminato, nell'amministrazione regionale, con regime contrattuale e previdenziale privato, li regionalizziamo, ma creiamo un ruolo speciale perché il servizio va mantenuto". E si fece un ruolo speciale. Il risultato è che quei lavoratori oggi sono distribuiti in tutti gli uffici regionali e che quel servizio non c'è più. Non c'è più il servizio, era un servizio inventato per bonificare, per uccidere le zanzare, oggi il servizio non viene più effettuato. La tattica che viene proposta dagli emendamenti Rassu è la stessa "Non vogliamo questo", però si costruisce la situazione per favorire poi i ricorsi legali. Non si vuole questo, però si costituiscono le condizioni per andare in quella direzione.

Ma la differenza è che al CRAAI i lavoratori erano centinaia, e nonostante fosse una cosa secondo me sbagliata, forse l'amministrazione regionale l'ha saputa sopportare ed assorbire. Gli operai forestali sono settemila, e questa situazione non è assorbibile.

Allora, io sfido il collega Rassu che diceva "Se vengo convinto della bontà delle vostre proposte ritiro l'emendamento", e dico che se l'obiettivo non è la regionalizzazione, se l'obiettivo non è modificare la situazione previdenziale dei lavoratori, se l'obiettivo è quello di equiparare il trattamento economico, questo è possibile, perché l'articolo 7, che lui vuole abolire, dice che il contratto integrativo è negoziato per la Regione da un apposito comitato composto da tre membri nominati con decreto dell'Assessore competente in materia di personale, su conforme deliberazione della Giunta regionale, adottato su proposta formulata d'intesa tra l'assessore competente in materia di personale e l'assessore competente in materia di ambiente. La Giunta regionale decide anche sulla durata dell'incarico e il relativo compenso. E può dare le direttive. Cioè chi contratta rappresenta la Giunta regionale, allora si approvi un ordine del giorno che dica che mettiamo a disposizione risorse tali da consentire che il contratto integrativo vada nella direzione di chiudere la forbice che separa, a parità di qualifica, i dipendenti dell'Ente foreste dai dipendenti regionali. L'articolo 7 questo lo consente. Si reperiscano le risorse, si esca dal gioco delle parti, si decida quali risorse vanno date per il contratto degli operai forestali, e si vada nella direzione di chiudere la forbice, ma non si facciano strumentalizzazioni e demagogia. L'articolo 7 lo consente all'interno del contratto integrativo regionale.

E questo consentirebbe di raggiungere l'obiettivo che pone Rassu, ma non apre spiragli per la regionalizzazione, non apre varchi come furono aperti per il CRAAI. Settemila forestali la Regione non li può sopportare e non si può fare neanche propagandisticamente un processo che vada in quella direzione. Il contratto integrativo regionale viene stipulato con un comitato i cui componenti sono nominati della Regione le direttive le dà la Regione, se è un obiettivo solo contrattuale, basta mettere a disposizione le risorse e dire a chi va a contrattare per la Regione che l'obiettivo è quello.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente. Ne ha facoltà.

PANI, Assessore della difesa dell'ambiente. Signor Presidente, signori consiglieri, l'intervento che mi ha accingo a fare vuol essere prima di tutto un intervento rassicurativo circa il contenuto, nelle diverse proposte, dell'articolo 7, che è nato nella legge 24 come articolo 9, e che testualmente recitava che

"1. In deroga all'articolo 58, comma 2, della legge regionale numero 31/1998, il personale dell'Ente costituisce un comparto di contrattazione unico e distinto dal comparto del personale dell'amministrazione regionale e degli altri enti regionali.

2. Nella negoziazione nel contratto collettivo regionale del comparto la Regione è legalmente rappresentata da un apposito comitato composto da tre membri in possesso dei requisiti di cui all'articolo 59, comma 1, della legge regionale numero 31/1998, i cui nominativi sono proposti alla Giunta regionale d'intesa tra l'Assessore competente in materia di personale e l'assessore competente in materia di ambiente.

3. Per le attività di segreteria il comitato si avvale di personale dell'Ente, ovvero di personale dell'amministrazione regionale messo a sua disposizione sulla base di apposita intesa con l'assessore competente in materia di personale.

4. Nella sua attività il comitato è assistito da una o più organizzazioni datoriali del comparto agricolo forestale con le quali l'Assessore regionale competente in materia di ambiente, d'intesa con l'Assessore regionale competente in materia di personale è autorizzato a definire le necessarie intese.

5. In sede di prima applicazione il comitato per la rappresentanza negoziale ammette alla contrattazione collettiva regionale anche le organizzazioni sindacali che aderiscono a organizzazioni o confederazioni presenti su tutto il territorio nazionale e che siano firmatarie dei contratti collettivi nazionali del settore agricolo, forestale, nonché le confederazioni cui le stesse sono associate.

6. Gli oneri derivanti dall'attuazione dei commi 2, 3 e 4 gravano sul bilancio dell'Ente".

Ho voluto leggervi questo testo per dimostrare, ove ce ne fosse bisogno, che nella modifica, onorevole Rassu, e nella diversa formulazione dell'articolo 7 non si è giunti a nessuna ulteriore trasformazione. Sono state concettualmente rispettate queste condizioni, di questa legge che, come ho già riferito ieri, poteva essere oggetto da parte mia di qualche ripensamento iniziale, di qualche dubbio, di qualche perplessità che però nel frattempo, credetemi, si sono dileguati.

E allora, nella proposta che si vuole mantenere, in questo tipo di rapporto differenziato, poiché non è ammissibile, onorevole Rassu e onorevole Frau, che da un rapporto di lavoro che dia una retribuzione pari a 100 si possa passare, attraverso una trasformazione del regime contrattuale, a una retribuzione pari a 90, non è assolutamente possibile - e mi assumo la responsabilità di garantire quanto sto dicendo - che ci sia una modifica sostanziale nel livello retributivo.

Questo è un principio generale che è rispettato nel nostro ordinamento già da tempo immemorabile. Il rapporto di lavoro, soprattutto quando si tratta di rapporto di lavoro con enti o aziende o derivate regionali, non può essere modificato dando retribuzioni inferiori; ne sortirebbe un effetto talmente dirompente, in presenza di organizzazioni sindacali rappresentative di pochi o di molti lavoratori, comunque rappresentative nel loro complesso di tutti i lavoratori, che certamente non sarebbe di facile soluzione.

Io ritengo che dopo queste assicurazioni, onorevole Rassu e onorevole Frau, voi dovreste ritirare gli emendamenti proposti, perché, così come ha detto lei, onorevole Frau, il contenuto dell'articolo 9 viene rispettato, nella ipotesi che si preveda, naturalmente, il rispetto del contratto nazionale agricolo, ma soprattutto si preveda un contratto integrativo che insieme a quello deve essere verificato e posto a base del nuovo regime contrattuale. Non è questo il punto oggetto di particolare interesse e riguardo per quanto si riferisce agli emendamenti proposti e votati in Commissione dalla unanimità dei commissari. Il fatto importante, importantissimo, è che connessa a questo - è questo l'aspetto che io già da ieri voglio cercare di rimarcare -,è la partecipazione alla gestione di questo ente da parte della Regione, che nella legge 24, invece, era vista, soprattutto da me, come assolutamente estranea. Il che poneva ed ancora pone, sino a quando questa nuova legge non verrà approvata, il problema della verifica e del controllo, della necessità di rispondere al Consiglio regionale di quanto in quell'Ente si fa, di come in quell'Ente si opera, perché le risorse sono pubbliche e il loro ammontare è deciso da quest'Aula, da questa Giunta. E io accetto la critica, perché so che è fondata, su quanto non è stato fatto al riguardo in questi anni. Ed è per questo che io ritengo che con la nuova stesura, con questa modifica, con le maggiori responsabilità che competono all'Assessorato dell'ambiente d'intesa con l'Assessorato del personale, questo problema sia ormai avviato a una soluzione nuova e diversa.

I rapporti, certo, dovranno essere migliorati; le leggi prossime future che interessano il personale regionale, e il personale degli enti dovranno prevedere le garanzie alle quali io sto facendo riferimento. Ma in questo caso, vi ripeto, io sono sicuro che chiunque sia alla guida dell'Assessorato dell'ambiente non troverà difficoltà ad avere un rapporto reale, puntuale, preciso con questo Ente che opera nel settore dell'ambiente.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro chiede di parlare, passiamo alla votazione dell'articolo e degli emendamenti.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Io condivido molte delle considerazioni fatte dall'Assessore, però mi preme dire che le considerazioni del collega Rassu, non so se mi sente perché è lontano, ci dicono che il collega Rassu non propone - non vorrei sbagliare - la regionalizzazione. Non la propone, quindi sono balle quelle che sono state dette, che Rassu vuole far diventare regionali i forestali. E' una bugia, e va restituito l'onore al collega Rassu. Non propone la regionalizzazione.

Poi, il collega Rassu aggiunge: "Occorre prevedere un incremento della retribuzione dei lavoratori", e noi siamo d'accordo. Noi diciamo che è giusto, quando si va alla trattativa per il rinnovo dei contratti, dare una provvista finanziaria che permetta un incremento della retribuzione. Noi siamo d'accordo.

RASSU (F.I.-Sardegna). Approviamo l'emendamento.

CUGINI (D.S.). Il collega Rassu ha anche dichiarato onestamente che lui non vuole fare demagogia. Rassu non è un demagogo, nel modo più assoluto. Rassu dice: "Quando si va alla trattativa ci devono essere le risorse sufficienti per rispondere positivamente alle aspettative dei lavoratori". E noi siamo d'accordo. Poi dice a noi del centrosinistra: "Fate in modo che questa indicazione, senza che il merito venga attribuito a nessuno, venga sostenuta", e noi siamo d'accordo.

RASSU (F.I.-Sardegna). Non ho detto la frase precedente.

CUGINI (D.S.). Qual era?

PRESIDENTE. Io devo chiedere la cortesia al collega Rassu e anche al collega Cugini di non interloquire tra loro. La prego, onorevole Cugini.

CUGINI (D.S.). Presidente, mi rivolgo a lei perché Rassu non sente, però io sto dicendo che per quanto riguarda le questioni principali, in parte proposte con l'emendamento, in parte esposte, chiaramente in modo confuso, da Rassu nel suo intervento, noi, che abbiamo espresso come centrosinistra la nostra posizione, voteremo conseguentemente, però sia chiaro, e lo dico ai rappresentanti dei lavoratori che sbagliando si sono affidati al collega Rassu, che quanto è stato detto impropriamente in questi giorni non corrisponde al vero. Conseguentemente io voterò così come i colleghi della Commissione e i colleghi delle opposizioni hanno proposto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Demuru. Ne ha facoltà.

DEMURU (D.S.). Signor Presidente, intervengo solo per esprimere un mio dubbio e una preoccupazione, che è stata espressa anche in un intervento precedente. In effetti le problematiche che l'onorevole Rassu ha esposto, per quanto riguarda il quantum stipendiale, non esistono perché è stato già detto che l'articolo 7 di questo disegno di legge prevede che ci sia un contratto integrativo regionale con il quale si possono colmare le eventuali differenze che esistono tra il contratto dei regionali e quello dei dipendenti dell'Ente. Quello che veramente preoccupa me, è che quando si era iniziata una discussione in Prima Commissione, quando io facevo ancora parte di questa Commissione, si era osservato proprio che la regionalizzazione o comunque avere un contratto di diritto pubblico implicava l'obbligatorietà delle assunzioni attraverso concorsi e selezioni. Questa era la preoccupazione maggiore. Nell'Ente gli operai sono prevalentemente legati al territorio; molti comuni e anche molti privati conferiscono all'Ente per la gestione i propri territori solo ed esclusivamente se c'è un ritorno di assunzioni territoriali. Questa è la vera preoccupazione, onorevole Rassu.

Per quanto concerne l'equiparazione stipendiale, l'aver previsto nell'articolo 7 l'integrativo regionale supererebbe il problema, qualora chiaramente le poste finanziarie per questo benedetto contratto integrativo ci fossero. Quindi io sgombrerei il campo dal problema delle differenze stipendiali. Il vero dubbio che rimane e che mi impone di essere contrario a questa ipotesi di contratto di diritto pubblico, è il fatto che questo tipo di contratto impedirebbe l'assunzione territoriale degli operai, il che creerebbe una condizione di gravi difficoltà anche territoriali e sociali, che già ci sono, ma sicuramente molti comuni e anche molti privati non darebbero mai l'assenso per concedere all'ente di amministrare questi territori. Questo è il punto fondamentale che, secondo me, bisogna mettere in risalto, evitando che ciò succeda.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, ringrazio il collega Cugini che con la sua arringa ha già posto...

CUGINI (D.S.). Parla bene!

PRESIDENTE. Colleghi, non interrompiamo l'onorevole Rassu.

RASSU (F.I.-Sardegna). il collega Rassu nella categoria dei bugiardi, dei millantatori, grazie a Dio non dei demagoghi.

Ebbene, ricordo le prime battute sull'emendamento: "Questo vuol dire causare lo sfascio finanziario della Regione". Mi è stato detto in tutto le lingue, è agli atti.

CUGINI (D.S.). Io non l'ho detto.

RASSU (F.I.-Sardegna). Non dal collega Cugini, da altra gente, da altri colleghi che sono intervenuti: "Se passasse questo emendamento" - è stato detto oggi, è stato detto nella discussione del disegno di legge numero 310 e della legge finanziaria - "si causerebbe lo sfascio finanziario della Regione" - questo è stato l'argomento principe della contestazione del famigerato emendamento Rassu - "quindi si tratta di una strumentalizzazione perché il collega Rassu sa che le casse regionali non possono affrontare un dispendio così grave, e quindi fa demagogia ben sapendo che l'emendamento non potrà mai essere accolto". Oggi mi si dice: "Ma no, guarda che in sede contrattuale, effettivamente, verranno raggiunti gli obiettivi". E dice il collega Cugini: "Quindi il collega Rassu ha detto una balla". Io non ho parlato con i dipendenti dell'Ente, ho parlato con quel signor "Speranza" che mi chiamava al telefono da quei banchi - mi spiego? - a cui ho risposto, per essere chiari, in tutto e per tutto, poiché molte volte la discrezione e l'educazione sono considerate un segno di debolezza. Non è così, caro Cugini. Io sono nato cinquanta chilometri all'interno della Gallura, mi consenta, parlo poco, so anche rispondere, e non a sproposito, per essere chiari.

CUGINI (D.S.). Sul fatto che parli poco lasciamo perdere!

RASSU (F.I.-Sardegna). Comunque sia, mai e poi mai nel mio emendamento è stato scritto che deve essere riconosciuto il ruolo di dipendenti regionali ai dipendenti dell'Ente foreste. Questo non c'è scritto, c'è scritto solo (parlo di stipendi e poi rispondo) che è necessario ed è giusto, è un diritto dei dipendenti dell'Ente foreste avere - è detto in altre parole - l'equiparazione degli stipendi. Questo è stato detto, questo è stato scritto, questo è stato sostenuto, questo è stato difeso. Il problema esiste. Il problema nasce dal fatto che un regime contrattuale di natura non privatistica (ma l'Ente foreste è sempre un ente pubblico e lo resterà) non consentirebbe, così come dovrebbe, l'assunzione dei lavoratori locali in quei comuni che effettivamente hanno ceduto le aree all'Ente foreste, l'ex Azienda foreste demaniali. Questo è il vero nodo sociale che non ha niente a che fare con l'emendamento, il nodo sociale è questo, e se c'è una ragione, appunto, per dire sì, al regime privatistico, è solo questa, perché solo in questo modo potrebbero verificarsi giustamente quei presupposti che consentirebbero di assumere i lavoratori nei comuni i quali cedono le aree o almeno nella circoscrizione dell'Ufficio di collocamento in cui ricadono.

Io ho ascoltato attentamente ciò che ha detto il collega Onida, e lo chiamo a garante. Per carità, non dubito assolutamente della buona fede della gente, ma voglio anche sentire il parere dell'Assessore del personale, se chiaramente lui è disposto a farlo, affinché dia assoluta garanzia sul contenuto di quel disegno di legge che ancora sta predisponendo, su questa materia, così come ha precisato il collega Onida, che in materia è competente, essendo stato anche Assessore dell'ambiente, quindi diretto interessato al settore, oltre alla garanzia dell'assessore Pani, della cui parola non posso dubitare, e di cui apprezzo la signorilità ed educazione. Chiedo che l'Assessore del personale si impegni formalmente, ed è la terza volta che lo sta facendo in quest'Aula, e garantisca che, nel disegno di legge che sta andando a predisporre, questa materia verrà trattata seriamente una volta per tutte, affrontata e risolta, altrimenti gli emendamenti restano e non sono strumentali. Solo a queste condizioni, giustamente, poiché me lo impone il Gruppo, me lo impone la maggioranza, me lo impone la minoranza, me lo impone la Giunta, sono pronto a ritirarli.

PRESIDENTE. Onorevole Rassu, lei ha chiesto la parola per dichiarazione di voto, deduco che voterà a favore dei suoi emendamenti, ma non l'ha detto. Aveva chiesto la parola per questo.

(Interruzioni)

Ha domandato di parlare il consigliere Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS (Rif. Sardi-U.D.R.). Signor Presidente, io ho chiesto la parola perché credo che una delle anomalie che esistono in questo Consiglio regionale sia il ruolo che i Gruppi devono svolgere nei confronti dei singoli consiglieri regionali. Perché è vero quello che dice l'onorevole Cogodi, che le Commissioni hanno un compito istruttorio, è altrettanto vero che il Consiglio regionale è sovrano rispetto anche alle Commissioni, ma quando un provvedimento viene licenziato all'unanimità da una Commissione, probabilmente, prima di portare questo provvedimento in Aula, ogni Gruppo deve fare un esame al proprio interno, perché gli argomenti che abbiamo sentiti questa sera la Commissione li ha esaminati. Il problema della equiparazione, il problema di disciplinare i diversi comparti esistenti nella Regione con un provvedimento cosiddetto omnibus, è già stato trattato. Si avvicinano velocemente le elezioni regionali, se ognuno di noi ripropone in Aula argomenti che sono stati già sviscerati, e si perde una giornata per un provvedimento del genere, io credo che noi non stiamo facendo una cosa seria. Io non so quale possa essere il meccanismo che bisogna trovare, ma se su un provvedimento approvato all'unanimità da una Commissione, ci sono divergenze all'interno dei Gruppi, lo si dica prima di portarlo in Aula, perché sinceramente perdere un giornata per cose che ormai sono vecchie, fritte e strafritte, credo che non sia compito del Consiglio regionale e di ogni singolo consigliere.

PRESIDENTE. Come voterà, onorevole Floris?

FLORIS (Rif.Sardi-U.D.R.). Voterò come ho votato in Commissione.

PRESIDENTE. Però io non ero in Commissione.

FLORIS (Rif.Sardi-U.D.R.). Voto contro tutti gli emendamenti che sono stati presentati in Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'assessore Fois, suppongo anche per dare una risposta all'onorevole Rassu, che potrebbe anche decidere di ritirare gli emendamenti. Ne ha facoltà.

FOIS (P.P.S.-Sardistas), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Grazie Presidente. Io non ho partecipato alla stesura di questa legge, e non ho neanche avuto il modo e la fortuna di partecipare ai lavori della Commissione, è una legge che ho ereditato dal mio predecessore, però in qualche modo ho sentito di accoglierla, perché mi sembra, comunque, che questa legge rientri nel quadro delle grandi riforme che da tempo auspichiamo e che è uno di punti salienti della nostra politica. E devo dire che, dopo la legge 31 del 1998, questa è stata la prima legge che ha dimostrato una volontà vera, concreta, di riformare qualcosa e c'è riuscita; però come tutte le cose che stiamo vedendo anche nel comparto generale della legge 31 e nella stessa "31", alcune cose vanno riviste e rivisitate. E non c'è nulla da fare, caro onorevole Rassu, l'articolo 9 della legge 24 era un articolo che si prestava ad ambiguità, perché oggi qui non stiamo discutendo se lasciare fuori l'Ente dal comparto regionale o farlo rientrare, oggi il nodo è cercare di dare garanzie certe circa il regime contrattuale. Questo è l'aspetto che è stato sviscerato benissimo, mi risulta, in Aula, ma che continua ad essere una sua forte preoccupazione. Ebbene, l'articolo 7 del disegno di legge su cui stiamo lavorando riesce a chiarire perfettamente quale sarà il sistema di contrattazione, sia a livello generale, sia a livello specifico. Quindi, tutte le sue preoccupazioni dovrebbero cadere perché era l'articolo 9 della legge 24 che si prestava a poca chiarezza, quindi io la prego di ritirare l'emendamento, anche perché con le direttive che noi daremo ai CORAN che andremo ad istituire, cercheremo di dare direttive che non facciano figli e figliastri, ma che garantiscano nella generalità tutti i livelli retributivi. Ci mancherebbe altro che facessimo figli e figliastri o che non ritenessimo i dipendenti dell'Ente anch'essi figli nostri, ci mancherebbe che ce ne lavassimo le mani. Questo è un impegno che ha preso l'assessore Pani, che io mi sento di prendere con lui, e tutti gli aspetti che ancora, onorevole Rassu, non dovessero essere stati chiariti circa la posizione dei dipendenti e del ruolo, abbiamo assunto l'impegno con l'ordine del giorno approvato in Aula di rivederli nel disegno di legge che io sto mettendo in essere, che entro i primi giorni di settembre presenterò in Giunta, e stia tranquillo che, come abbiamo fatto in occasione della rivisitazione di alcuni punti della legge 31, manterremo anche questo impegno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.-Sardegna). Dichiaro di ritirare gli emendamenti.

PRESIDENTE. L'onorevole Rassu ritira l'emendamento numero 1. Resta l'emendamento numero 12. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.

FRAU (A.N.). Io ritiro l'emendamento numero 12. Comunque, personalmente voterò contro l'articolo 7.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 1 e l'emendamento numero 12 sono ritirati. Gli emendamenti numero 2 e 3, naturalmente, decadono. L'emendamento numero 8 è stato ritirato. Rimane solo l'emendamento numero 9.

Quindi metto in votazione l'articolo 7. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 9. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

L'articolo 8 è soppresso. Si dia lettura dell'articolo 9.

ORTU, Segretario:

Art. 9

Indirizzi per la contrattazione integrativa

1. L'articolo 11 della legge regionale n. 24 del 1999 è sostituito dal seguente:

"Art. 11 (Indirizzi per la contrattazione integrativa)

1. Gli indirizzi per la contrattazione integrativa sono deliberati dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di ambiente d'intesa con l'Assessore competente in materia di personale.".

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.

MASIA (S.D.I.-S.U.). Chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico dell'articolo 9.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione nominale dell'articolo 9:

presenti 76

votanti 75

astenuti 1

maggioranza 38

favorevoli 75

(Il Consiglio approva)

Si dia lettura dell'articolo 10.

ORTU, Segretario:

Art. 10

Personale dell'Ente

1. L'articolo 12 della legge regionale n. 24 del 1999 è sostituito dal seguente:

"Art. 12 (Personale dell'Ente)

1. Il personale, inquadrato nei ruoli dell'Amministrazione regionale o degli enti strumentali della Regione, in servizio presso l'Azienda delle Foreste Demaniali alla data del 31 dicembre 2000, è trasferito dal 1° gennaio 2001 alle dipendenze dell'Ente.

2. Il personale di cui al comma 1 può optare, entro i sei mesi successivi, per il trasferimento nel ruolo ed organico di provenienza.

3. E' altresì trasferito alle dipendenze dell'Ente dal 1° gennaio 2001 il personale in servizio presso gli uffici periferici dell'Azienda delle Foreste Demaniali e degli Ispettorati ripartimentali delle foreste con rapporto di lavoro a tempo indeterminato regolato dai contratti collettivi del settore forestale.

4. E' infine trasferito alle dipendenze dell'Ente dal 1° gennaio 2001 il personale con rapporto di lavoro a turno regolato dai contratti collettivi del settore forestale, in servizio nei dodici mesi precedenti il 1° gennaio 2001 presso gli uffici periferici dell'Azienda Foreste Demaniali e presso gli Ispettorati ripartimentali delle foreste, e quello con rapporto di lavoro a tempo determinato, regolato dagli stessi contratti, che scada in data successiva allo scioglimento dell'Azienda Foreste Demaniali; tale personale conserva la posizione giuridica ed economica posseduta.

5. La dotazione organica del personale dell'Ente, fino all'approvazione del relativo regolamento, è costituita dalla somma delle unità di cui ai commi 1, 3 e 4, nonché dal contingente di personale che ha prestato servizio nei cantieri forestali dalla data della loro istituzione.".

PRESIDENTE. All'articolo 10 erano stati presentati due emendamenti, ma sono stati ritirati.

Metto in votazione l'articolo 10. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 11.

ORTU, Segretario:

Art. 11

Assunzioni

1. L'articolo 13 della legge regionale n. 24 del 1999 è sostituito dal seguente:

"Art. 13 (Assunzioni)

1. Le assunzioni agli impieghi nell'Ente avvengono:

a) per le mansioni di operaio comune, qualificato o superiore mediante avviamento degli iscritti nelle liste di collocamento degli uffici circoscrizionali del lavoro, secondo quanto previsto dal decreto-legge n. 7 del 1970, convertito in Legge n. 83 del 1970, e successive modifiche e integrazioni;

b) per i disabili, secondo le procedure previste dalla Legge 12 marzo 1999, n. 68;

c) per le funzioni impiegatizie e dirigenziali, mediante concorso pubblico, sulla base del regolamento dell'ente;

d) per le mansioni di operaio qualificato o superiore e per le funzioni impiegatizie non dirigenziali l'Ente può attivare procedure di selezione interne del personale dipendente, in misura non superiore al 40 per cento delle disponibilità complessive previste in organico, secondo modalità stabilite dal regolamento interno.".

PRESIDENTE. All'articolo 11 sono stati presentati quattro emendamenti sostitutivi parziali. C'era un altro emendamento, il numero 4, che è stato ritirato..

Se ne dia lettura.

ORTU, Segretario:

Emendamento sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE

Art. 11

All'articolo 11 comma 1 punto d) le parole "non superiore al 40%" sono sostituite dalle seguenti parole:

"non superiore al 50%". (10)

Emendamento sostitutivo parziale Tunis Marco - Sanna Noemi - Locci - Randazzo - Pirastu - Businco

Art. 11

La lettera a) è sostituita dalle seguenti:

"a) per le mansioni di operaio comune mediante avviamento degli iscritti nelle liste di collocamento degli uffici circoscrizionali del lavoro, secondo quanto previsto dal decreto-legge n. 7 del 1970, e successive modifiche e integrazioni;

a1) per le mansioni di operaio qualificato o superiore mediante selezione pubblica disciplinata dal regolamento dell'Ente". (11)

Emendamento sostitutivo parziale Diana - Murgia - Locci - Corda

Art. 11

Il titolo di "Assunzioni" deve essere modificato con "Modalità di accesso ai ruoli dell'Ente Foreste". (13)

Emendamento sostitutivo parziale Diana - Murgia - Locci - Corda

Art. 11

Al comma d) dell'articolo 11 le parole "e per le funzioni impiegatizie non dirigenziali" sono sostituite con la dicitura "e per le funzioni impiegatizie e dei quadri". (14)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente per illustrare l'emendamento numero 10.

PANI, Assessore della difesa dell'ambiente. Signor Presidente e signori consiglieri, anche questo è un emendamento legato ad una considerazione di carattere generale, ma soprattutto alla considerazione che la recente legge di riforma del personale del ruolo regionale ha riservato al personale interno della Regione, per i concorsi interni, il cinquanta per cento dei posti a concorso. Io ho ritenuto, e con me la Giunta, e con me buona parte dei consiglieri regionali del mio Gruppo, che questo emendamento si ponesse come atto di rettifica dovuto per pareggiare le due situazioni, equipararle, renderle ancora una volta conformi a quello che è il trattamento generale tra i diversi tipi di contratti di lavoro regionali.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Tunis per illustrare l'emendamento numero 11.

TUNIS (Rif. Sardi-U.D.R.). Signor Presidente e colleghi consiglieri, l'emendamento è il superamento di una situazione di equilibrio raggiunta in Commissione, dove avevamo previsto le modalità di assunzione, per le qualifiche di operaio comune, di operaio qualificato e di quello specializzato. Però nel momento della stesura è nato un equivoco, cioè si è scritto che tutte le assunzioni possono essere fatte dalle liste di collocamento, questo va bene per l'operaio generico e per quello comune, che, quando deve portare i sassi, deve saperli portare con la carriola, ma quando occorre personale qualificato e specializzato noi riteniamo che debba avere una preparazione di base, che non debba essere esclusivamente quella derivante dalla sua posizione nelle liste di collocamento. Cito un esempio: negli ospedali quando viene assunta una persona, viene sottoposta a un test attitudinale, ma anche nel bosco non è che si possano mandare, per compiti di tipo specialistico, persone che non hanno la predisposizione, noi riteniamo che almeno una vocazione debbano averla. E pertanto, mentre manteniamo fermo il principio dell'assunzione dalle liste di collocamento, per le mansioni di operaio comune, per le mansioni si operaio specializzato riteniamo che l'assunzione debba essere fatta mediante selezione, appunto per valutarne almeno la predisposizione a conoscere cosa vuol dire la vita del bosco, così come avviene per altre amministrazioni. Nessun imprenditore quando deve procedere a un'assunzione deve per forza prendere quello che gli si offre, noi sappiamo comunque che quelli che sono ai primi posti nelle liste di collocamento sono quelli che notoriamente hanno rifiutato le offerte di lavoro anche per due, tre o sei mesi, aspettando la grande occasione.

E` giusto che l'imprenditore abbia la possibilità di fare una valutazione, perciò si propone che per gli operai qualificati e specializzati ci sia la possibilità di una selezione. Io però, in qualità di primo firmatario dell'emendamento, presento un emendamento orale all'emendamento e propongo che si cassi la parola "pubblica", e si lasci solo la parola "selezione". Io mi affido alla comprensione dei colleghi, perché ho partecipato ai lavori o non abbiamo avuto la necessaria concentrazione su questo aspetto.

PRESIDENTE. Si tratta di sopprimere una parola, se non ci sono osservazioni, io credo che l'emendamento orale possa ritenersi accoglibile.

Ha facoltà di parlare il consigliere Diana per illustrare gli emendamenti numero 13 e 14.

DIANA (A.N.). Il titolo "Assunzioni" dovrebbe essere sostituito da "Modalità di accesso ai ruoli dell'Ente Foreste". Il titolo va modificato poiché è difforme dal contenuto dell'articolo, il titolo infatti recita assunzioni, mentre il contenuto riguarda le assunzioni, ma riguarda anche, al comma D), le selezioni interne per l'accesso a mansioni superiori mediante selezioni interne. Per cui ritengo che la dicitura corretta debba essere "Modalità di accesso ai ruoli dell'Ente Foreste".

PRESIDENTE. Prego, illustri anche l'altro emendamento.

DIANA (A.N.). L'emendamento 14 propone che la dicitura "e per le funzioni impiegatizie non dirigenziali", sia sostituita dalla la dicitura "per le funzioni impiegatizie e dei quadri", visto che la definizione della figura dei quadri, che è presente nel contratto nazionale sta ad un livello intermedio tra i ruoli dirigenti e i ruoli impiegatizi, al fine di evitare che possano essere sollevati dubbi sull'appartenenza dei quadri al ruolo dirigenziale o impiegatizio, vista la presenza nell'Ente di personale idoneo a ricoprire tali ruoli. Sarebbe meglio prevedere esplicitamente in legge la possibilità di svolgere selezioni interne per questi ruoli, cioè per i quadri.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore su tutti gli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Giovannelli.

GIOVANNELLI (F.I.-Sardegna), relatore. Ci rimettiamo all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore Pani.

PANI, Assessore della difesa dell'ambiente. La Giunta è favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Signor Presidente, io non condivido l'emendamento e vorrei che chi lo ha illustrato mi seguisse un attimo, perché non esiste la possibilità di assumere operai qualificati e specializzati se non dalle liste di collocamento, nel senso che la legge 83 regola il collocamento agricolo e le assunzioni degli operai comuni, qualificati, specializzati, e prevede le diverse discipline di assunzione, nel senso che l'operaio comune obbligatoriamente viene assunto dall'ufficio di collocamento con richiesta numerica. C'è una norma che gli uffici circoscrizionali del lavoro adottano, che è quella che prevede che il novanta per cento degli assunti sia del comune nel quale si trova il cantiere, se il cantiere interessa più comuni le assunzioni si fanno in rapporto al territorio che ogni comune ha conferito, e questo dà la possibilità di evitare i problemi che spesso si verificano nei cantieri forestali.

Per quanto riguarda gli operai qualificati e per quanto riguarda gli operai specializzati, si opera nello stesso modo. Ci sono alcune qualifiche per le quali non è prevista la richiesta nominativa e si fa la richiesta numerica, altre per le quali invece è possibile, sempre attraverso gli uffici di collocamento, fare assunzioni nominative Non è escludendo il ricorso al collocamento per gli operai qualificati e specializzati che si raggiunge l'obiettivo posto dal collega Tunis, perché comunque, anche quando si è conclusa la selezione, si deve attivare la normativa di assunzione dall'ufficio di collocamento secondo la normativa della legge 83; non è che l'operaio qualificato, l'autista o il falegname non vengano assunti dall'ufficio di collocamento. Vengono attivate, secondo il regolamento dell'Ente, delle selezioni e poi ci si rivolge all'ufficio di collocamento per assumere quel lavoratore che risulta iscritto nelle liste di collocamento in quell'ufficio circoscrizionale del lavoro e da lì viene assunto.

Quindi, eliminare l'obbligo di ricorrere alle liste di collocamento per gli operai qualificati e specializzati è, secondo me, un contrasto che si apre con la legge sul collocamento, che non ritengo utile. La norma dell'articolo 11, così come si diceva in Commissione, consente di raggiungere l'obiettivo che poneva il collega Tunis, ma di rispettare la legge che prevede comunque che ci si rivolga all'ufficio di collocamento per le assunzioni di operai comuni, qualificati e specializzati. Poi in un caso la richiesta è numerica, e nell'altro caso è nominativa dopo una selezione, ma sempre dalle liste di collocamento si assume. Per cui sono perché l'emendamento sia ritirato, anche nel rispetto di quanto ha affermato lo stesso rappresentante del Gruppo a cui appartiene il collega Tunis, il collega Floris che invitava a ritirare gli emendamenti in quanto questa era la sintesi della Commissione. Quindi credo che il collega Tunis debba accogliere il mio invito e l'invito che ha fatto prima il collega Floris.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.

PUSCEDDU (D.S.). Il collega Tunis, illustrando l'emendamento numero 11 all'articolo 11, richiamava l'esigenza della concentrazione e tale concentrazione dovrebbe utilizzarla anche per la lettura integrale dell'articolo 11; di fatti si sarebbe reso conto, se non si fosse soffermato solo alla lettura della lettera A) ma fosse arrivato sino in fondo alla lettera D), che in parte viene accolta la possibilità di selezioni, per le qualifiche superiori, di personale interno all'Ente; in misura non superiore al quaranta per cento. Questo dà la possibilità di utilizzare le professionalità interne all'Ente, però viene salvaguardato il principio generale che per operai qualificati o specializzati - mi riferisco a motoseghisti, florovivaisti, conduttori di macchine agricole - non è detto che tali professionalità siano presenti sempre e totalmente all'interno dell'Ente. E allora, la regola generale è che si acceda tramite il collocamento per chi è in possesso di specifiche professionalità; però con la lettera D) viene comunque salvaguardata la possibilità di trovare queste professionalità all'interno dell'ente. Per cui io invito, così come ha fatto il collega Marrocu, il collega Tunis a ritirare l'emendamento 11.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Condivido le osservazioni che sono state fatte sull'emendamento 11. Vorrei dire una parola invece sull'emendamento 10 della Giunta regionale, col quale emendamento si eleva dal quaranta al cinquanta per cento la selezione interna per le funzioni impiegatizie non dirigenziali, per dire una cosa semplice. Qui si parla di armonia, di linearità, di correttezza, di criteri oggettivi, non si capisce perché questa percentuale del quaranta per cento, che è il tetto, che il sistema complessivo della Regione, la legge 31 ha già stabilito per la Regione e per gli Enti, senza una motivazione plausibile, posto che il provvedimento è stato istruito, prima di arrivare in Aula, con un confronto serrato sia con la Giunta regionale, sia con le forze sociali, con i sindacati dei lavoratori tutti, e si è definito il quaranta per cento, perché evidentemente quel criterio di armonia complessiva che richiama il quaranta per cento della "31", quello che vale per tutti, improvvisamente diventa cinquanta per cento. Saranno alcune decine di unità, ma da quale calcolo oggettivo, da quale esigenza motivata della pubblica amministrazione deriva questo emendamento per cui il quaranta per cento diventa cinquanta? Perché lo propone la Giunta, cioè l'assessore! O l'assessore motiva e dà elementi, ma l'assessore non motiva perché sta motivando le ragioni sue col collega degli affari generali, se generali sono! Affari di sicuro! Qual è la ragione oggettiva per cui il quaranta per cento diventa cinquanta per cento? Non è stata data nessuna spiegazione, nessuna motivazione, evidentemente è una di quelle cose strampalate, interne, indicibili, perché non corrisponde a nessuna armonia del sistema legislativo regionale, alla legge quadro "31", e neppure all'esame di merito puntuale, specifico, che di questo comparto si è fatto quando si è istruita la legge e c'è stato il confronto con le forze sociali, cioè con chi conosce la situazione.

Non c'è stata una rivendicazione in tal senso da nessuna parte, non si comprende perché la Giunta adesso dice: "No, non quaranta, cinquanta!". Dia le ragioni, porti le tabelle, spieghi perché; stiamo parlando peraltro di funzioni impiegatizie e non dirigenziali.

Perché si deve promuovere una percentuale di impiegati più alta di quella che si ritiene congrua in una fase di passaggio, in modo equilibrato, che è quel quaranta per cento che è stato previsto nel sistema regionale? Il resto va a concorso pubblico, l'altro sessanta per cento. O siete difensori, Rassu in testa e tutti gli altri rassiani, del diritto del lavoro e degli operai e dei dipendenti e degli impiegati, solo quando vi conviene? E perché un giovane, un sardo, uno di quelli che ha studiato, che è bravo, che è capace e vuole accedere, perché è meritevole, ad essere impiegato dell'Ente foreste, non vi può accedere, partecipando a un concorso pubblico? O gli impiegati, che poi sono quelli che dovrebbero reggere con competenza e professionalità e imparzialità anche questo comparto delicato di servizio regionale, mai e poi mai potrebbero essere professionalità selezionate dallo studio, dalla capacità, dalla professionalità propria? Sempre e comunque devono risalire per selezioni interne, perché un'idoneità per via interna non si nega a nessuno? È giusto riconoscere anche le professionalità interne, è giusto in una certa percentuale promuovere anche, con particolare occhio di riguardo, chi è già interno all'Ente, l'operaio bravo che diventa impiegato, al quale si riconosce l'idoneità ad essere impiegato, ma il sistema regionale dice il quaranta per cento. Giochiamo sempre al rialzo, alla napoletana, Assessore dell'ambiente?

Non si comprende perché si invitano tutti i consiglieri a ritirare gli emendamenti non giustificati e non giustificabili e perché non si debba invitare la Giunta e cioè l'assessore a ritirare anche il suo emendamento. Perché quel quaranta per cento che diventa cinquanta non vuol dire nulla in questa sede, non è motivato, non è giustificato, non si è data una ragione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Voglio dire due sole cose sull'emendamento numero 11, perché non si comprende quale sia il senso dell'emendamento se non quello di far bottega, in quanto gli argomenti portati risultano pretestuosi e non motivati, per due ordini di motivi.

Il primo riguarda l'assunzione del personale non specializzato, che è regolata da una precisa normativa di legge, per altro voglio ricordare che lo stesso personale comunque è sottoposto ad una visita psicofisica di idoneità al lavoro. Gli operai specializzati invece devono avere una specializzazione, nel senso che sono supportati da una qualifica acquisita o nell'Ente stesso o in altre attività svolte in aziende private. Anche in questo caso, di fronte a certificazioni fasulle, l'Ente comunque ha la possibilità di rigettare il lavoratore se risulta palesemente non adatto a svolgere quella mansione oppure non ha le attitudini e le conoscenze tecniche per svolgere la funzione per la quale è stato assunto. Per cui la motivazione che poc'anzi l'onorevole Tunis ha dato del suo l'emendamento, di regolare le assunzioni attraverso un regolamento interno, è veramente al di fuori di ogni logica, in quanto le norme che danno garanzia di trasparenza e soprattutto di regolarità nelle assunzioni ci sono già.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (SDI-SU). Mi ha dato voce adesso, Presidente, la ringrazio. Interverrò rapidamente sull'articolo 11 e sugli emendamenti numero 10 e numero 11.

A me pare, Presidente, che l'articolo 11, quello rivolto al reclutamento del personale dell'Ente tracci un percorso procedurale abbastanza chiaro. Tra l'altro la formulazione dell'articolo 11, così come è nata, è anche frutto di una serie di incontri, non ultimi gli incontri che abbiamo avuto con gli amministratori locali che, naturalmente, chiedevano la riconferma di quelle garanzie relativamente al reclutamento del personale operaio, nella percentuale prefissata, all'interno del comune cedente in uso il proprio territorio. Peraltro, i sindaci rappresentavano anche l'esigenza giusta, legittima, che entro certi limiti, e non in maniera esasperata, entro certi limiti, anche per funzioni particolari e superiori fosse data la possibilità di accedere ad una parte del personale già dipendente con la qualifica di operaio ma in possesso di particolari requisiti.

Per cui mi pare che, sia con l'emendamento 11, che parrebbe voler superare, per quanto riguarda il reclutamento di persone per le mansioni di operaio qualificato o superiori, l'ufficio di collocamento, che non è in ogni caso allo stato dei fatti superabile; così come con l'emendamento numero 10, che porta la percentuale dei posti riservati agli interni dal quaranta al cinquanta per cento, le prescrizioni contenute nell'articolo 11, che mi paiono abbastanza rispondenti alle richieste dei sindaci, sarebbero invece stravolte.

Siccome non comprendo appieno la logica che ha mosso la Giunta regionale nel presentare questo emendamento, ritengo che sarebbe cosa utile se entrambi venissero ritirati e non si sottoponesse l'Aula ad un inutile allungamento dei lavori e del dibattito.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Brevemente, Presidente, voglio dire alcune cose sull'emendamento numero 11. Io mi riferisco alle considerazioni fatte dal presidente Floris. Collega Tunis, lei nel suo emendamento sostanzialmente ripropone il testo originario della legge numero 24.

Io ho solo da osservare che la Commissione su questo argomento si è mossa sostanzialmente su una esplicita e puntuale richiesta da parte dei sindaci che sono venuti a rappresentare in Commissione una posizione di preoccupazione riguardo al sottile equilibrio che tiene in piedi il funzionamento dell'Ente rispetto ai profili sociali che sostengono il rapporto con il territorio.

Questa richiesta di eliminare il comma b) per assoggettare gli operai qualificati alla stessa procedura di reclutamento contenuta nella lettera a) è espressamente contenuta nel loro documento, con l'appello all'esigenza di non ingenerare all'interno di quei territori ulteriori preoccupanti tensioni tra personale che esiste in quegli ambiti, anche con quelle qualifiche, che diversamente verrebbe estromesso attraverso una procedura di evidenza più generale.

Questa tesi è stata esplicitamente confermata nell'audizione da parte del Consiglio di amministrazione del direttore generale dell'Ente il quale, a rafforzamento di questa esigenza, e quindi in adesione totale a questa modifica che noi abbiamo recepito integralmente, ha anche sottolineato - ed è riportato a verbale - che l'Ente in questi mesi non si è assolutamente mosso nella direzione del reclutamento del personale mancante proprio in attesa della modifica legislativa e proprio a tutela dell'esigenza, che sentono prioritariamente, di tutelare totalmente il rapporto con i territori e con i comuni.

Da questo punto di vista diventa assolutamente preoccupante il ritorno a una condizione che evocherebbe una paralisi rispetto alle procedure che invece debbono essere rapidamente messe in campo con l'approvazione di questa legge, perché l'Ente riprenda organico e organizzazione e proceda ai suoi compiti istituzionali. Da qui la precisazione che volevo fare, nello spirito dell'intervento anche del Presidente Floris, per una accelerazione e anche a conferma di una valutazione che è stata fatta opportunamente in Commissione per il ritiro di questo emendamento da parte dell'onorevole Tunis.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Orrù. Ne ha facoltà.

ORRU' (D.S.). Signor Presidente, sarò brevissimo; sull'emendamento 10, ho ascoltato con attenzione le motivazioni della Giunta e non mi hanno convinto perché uno degli aspetti che abbiamo affrontato e che abbiamo anche risolto, nel testo licenziato dalla Commissione, era condiviso dalla Giunta, condiviso dalle forze sociali, condiviso anche dall'insieme delle forze politiche, cioè quello di sganciare nettamente il regime contrattuale dalla legge "31"; tant'è che dalla legge 24 sono stati eliminati tutti i riferimenti normativi a quella legge.

La motivazione che ha portato la Giunta è questa: siccome recentemente abbiamo modificato la legge 31 con il disegno di legge 310, portando il limite per l'accesso attraverso selezioni interne dal quaranta per cento al cinquanta per cento, analogamente si modifica anche questo.

Io pongo questo problema con molta pacatezza: se questo costituiva il primo passaggio verso un sistema contrattuale non più agganciato alla legge 31 ma al contratto nazionale degli operai agricoli e forestali, perché ci si riaggancia alla legge 31? Si pensa una cosa e se ne fa un'altra.

Io penso che debba essere invece mantenuto quel limite anche per una ragione di principio che abbiamo valutato e visto Quel limite del quaranta per cento, se non ricordo male, ma posso sbagliarmi, era anche contenuto nella norma contrattuale, infatti non a caso ci si riferiva a quella e non alla legge 31, nei ragionamenti che erano stati fatti, ragion per cui, anche per una ragione di principio, quel dieci per cento in più lasciamolo all'accesso esterno, non tanto e sempre alla disponibilità interna.

Sull'emendamento numero 11 siamo intervenuti più volte. Ha ragione il Presidente Floris quando dice che non si può ritornare ogni volta sulle cose già discusse. Di fatto questo emendamento ripropone il problema che è stato sollevato soprattutto dai sindaci, cioè che il non ricorso alla legge 83 del 1970 per quanto riguarda gli operai qualificati e specializzati, e quindi di qualifica superiore, era uno degli elementi di intralcio che suscitavano notevoli problemi attuativi in quelle realtà.

E tutti quanti abbiamo detto che eravamo d'accordo per rimuovere questi ostacoli, anche per le conseguenze deleterie che questo provoca. Non è che possiamo affermarlo a ogni piè sospinto in Commissione, negli articoli precedenti, nelle dichiarazioni di principio, e poi contraddirci attraverso misure di questo genere. Credo che questo non sia corretto nei confronti soprattutto di coloro i quali fidavano sul mantenimento di questo principio di riferimento. C'è una legge che vale per gli operai comuni, vale anche per gli operai qualificati, con le specificazioni che il collega Marrocu ha dato in maniera molto chiara. Si può ricorrere ad uno strumento o ad un'altro a seconda delle qualifiche, la legge lo consente, lo farà l'ufficio circoscrizionale. Perché devono farlo gli uffici dell'Ente, sono anche privi di dirigenti, oltretutto, quanto impiegherebbero per mettere su tutta questa roba? Stiamo creando degli intralci, non stiamo agevolando il compito dell'Ente. Quindi, chiedo una valutazione ulteriore sia alla Giunta e sia ai presentatori dell'emendamento numero 11.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

PANI, Assessore della difesa dell'ambiente. Signor Presidente, signori consiglieri, la Giunta, sentite le argomentazioni presentate durante la discussione degli emendamenti, ritiene opportuno ritirare l'emendamento numero 10 e, nel contempo, sollecitare i consiglieri che hanno presentato l'emendamento numero 11 a ritirarlo, anche per abbreviare i termini della discussione, ove fosse ciò ritenuto opportuno.

PRESIDENTE. Onorevole Tunis, l'Assessore la invita a ritirare l'emendamento di cui lei è primo firmatario? Cosa intende fare?

TUNIS (Rif. Sardi - U.D.R.). La prego di metterlo in votazione perché intendo intervenire per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Va bene, d'accordo.

SANNA EMANUELE (D.S.). L'ha ritirato?

PRESIDENTE. No, non l'ha ritirato. E` stato ritirato l'emendamento numero 10 presentato dalla Giunta. L'emendamento numero 11 rimane, l'onorevole Tunis ha chiesto che venga messo in votazione. Procediamo quindi alla votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Tunis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TUNIS (Rif. Sardi - U.D.R.). Signor Presidente e colleghi consiglieri, a me dispiace che su questo punto abbiamo avuto una discussione, ma è una discussione positiva, perché da un lato si presentano determinati aspetti e dall'altro se ne presentano degli altri; la verità è che c'è stato un equivoco. Il consiglio di amministrazione e i componenti della Commissione ritenevano, che la norma oggi in vigore, fosse di ostacolo alle selezioni, in quanto si prevedeva una selezione pubblica, e quindi è chiaro che l'Ente Foreste, per procedere all'assunzione di personale specializzato doveva fare una selezione che doveva essere estesa a tutto il territorio della regione e anche al territorio nazionale, e forse, per le normative europee oggi in vigore, anche all'Europa. Per cui per procedere all'assunzione di un fabbro si doveva fare un bando che doveva essere valido non solo in quella circoscrizione, ma anche in Sardegna, in Italia e forse in Europa.

Occorreva perciò togliere la parola "pubblica", e lasciare la parola "selezione", di modo che si potesse favorire l'assunzione e la selezione fra coloro che erano iscritti nell'ufficio di circoscrizione competente, laddove doveva essere effettuata l'assunzione. Per questa ragione, ho sentito la necessità di presentare una proposta che dà la possibilità di poter scegliere la persona da assumere. Io sfido tutti voi, a affermare in coscienza che ritenete che il primo nella lista di collocamento sia il migliore in quella qualifica; probabilmente non lo è, è soltanto un indice di anzianità di disoccupazione, non di professionalità o di vocazione per quel tipo di professione. Il bosco è una cosa seria, non si possono mandare a lavorare nel bosco persone che non hanno la predisposizione, io vi chiedo pertanto di valutare questo aspetto e dichiaro il mio voto favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Intervengo per dichiarare ancor più il voto contrario, se ancora più contrario potesse essere un voto contrario, dopo le cose dette dal primo firmatario dell'emendamento 11, il collega Tunis, perché non si possono banalizzare le cose serie. Questo emendamento non ottiene il risultato di accrescere il tasso di professionalità di coloro che verranno assunti all'Ente Foreste, accresce solo ed esclusivamente il tasso di discrezionalità di chi dirige l'Ente Foreste e della commissione che verrà nominata per assumere chi vuole, perché stiamo parlando di operai specializzati, non stiamo parlando di manager. Il sistema delle garanzie, della imparzialità, della oggettività, della Regione di tutti, impone che intanto ci si rivolga a chi è iscritto nelle liste del collocamento pubblico, con i requisiti che prevedono le leggi.

Qui c'è gente che è refrattaria alle leggi dello Stato e della Regione, perché poi ci sono i criteri che consentono per vie interne, con i deliberati che sono stati assunti negli anni dalla C.R.I. la Commissione Regionale per l'Impiego, di riservare la quasi totalità degli assumendi ai luoghi nei quali si deve svolgere il lavoro. Io ricordo che la prima delibera della C.R.I. fu fatta, io stesso Presidente, negli anni Ottanta, con il concorso ed il consenso dello stesso Ministero del Lavoro, per consentire in Sardegna, nei programmi di sviluppo locale, nelle politiche del lavoro e nelle attività collegate al territorio, la riserva del novanta per cento dei posti, addirittura, se si volesse, ai lavoratori disponibili nel territorio nel quale si svolge l'attività. La selezione significa, invece, allungare i tempi, perché bisogna bandire la selezione, indicare i criteri, poi è chiaro che i selezionatori diranno: "Tu mi piaci, tu non mi piaci", e le selezioni che durano anni sono quelle che consentono, a chi la pensa come il collega Tunis, per assumere dieci operai di promettere l'assunzione a cento, di promettere a trecento e di allungare i tempi, perché non si sa mai che si debba coltivare l'illusione. Invece, la chiamata attraverso l'ufficio di collocamento non è vero che necessariamente impone che sia assunto il primo; il primo è quello che ha diritto per primo, ma poi c'è l'accertamento di idoneità, cioè l'Ente che deve utilizzare quella professionalità poi sottopone a prova di idoneità quell'iscritto al collocamento, e se uno fosse iscritto abusivamente come autista, abusivamente nel senso che ha forzato un poco le qualifiche, e viene sottoposto alla prova di idoneità di autista provetto, e non è in condizioni di superare la prova, nessun ente è tenuto ad assumerlo. L'Ente dice all'ufficio di collocamento: "Mandamene un altro, o altri tre, perché io li devo sottoporre ad accertamento di idoneità", però è una procedura imparziale e si evita di promettere inutilmente a chi non deve essere assunto, ed anche di discriminare odiosamente chi merita di essere assunto. E' che a voi questa idea che il lavoro sia un diritto, e che dovrebbe essere tendenzialmente - come dire - concesso a tutti, ma intanto a chi ha più diritto, non vi entra in testa, volete sempre l'arbitrio, la discrezionalità, il paternalismo e il clientelismo. Questa cosa deve finire.

Diamo atto all'Assessore ancora una volta di aver dimostrato di essere, almeno nel comportamento istituzionale, un galantuomo. Aveva, evidentemente, le sue ragioni e gli saranno arrivate pressioni perché con il quaranta per cento non si può sistemare tutti, e magari il cinquanta per cento è meglio, però preso atto della discussione e di argomenti che hanno una loro validità oggettiva ha detto: "Ritiro l'emendamento".

PRESIDENTE. Qualche secondo per concludere, onorevole.

COGODI (R.C.). Per concludere. E l'Assessore, che pure aveva qualche ragione, perché gli sarà stata rappresentata questa convenienza almeno di tipo interno, dice: "Ritiro, io che sono l'Assessore, l'emendamento" ed invita un consigliere della maggioranza a ritirare l'altro emendamento, ma quel consigliere non lo ritira, lui no. Solitariamente insiste per una ipotesi di mena clientelare che veramente non fa onore, credo, a quest'Aula e che non ho dubbi che quest'Aula valuterà per come merita.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Rif. Sardi - U.D.R.). Presidente, io intervengo per esprimere la mia dichiarazione di voto e per fare una piccola precisazione, se questa può essere utile in quest'Aula. L'emendamento che è stato presentato dal collega Tunis è un emendamento di fatto quasi ininfluente, nel senso che la legge 83 alla quale lui si richiama, è una legge che ormai non ha più efficacia. I meccanismi di assunzione non solo quelli che ha richiamato poco fa il collega Cogodi, che sono quelli precedenti all'avvento delle nuove normative sul collocamento. Di fatto già oggi, volendo, l'Ente Foreste potrebbe fare le assunzioni dirette nominative. Di fatto non le fa perché è una scelta propria dell'Ente. Di fatto tutte le assunzioni, sia per operai cosiddetti generici, sia per operai qualificati vengono fatte in funzione di una cosiddetta convenzione di preselezione, il che significa che è l'Ente che affida, naturalmente all'ufficio del lavoro, il compito di preselezionare attraverso le proprie graduatorie gli iscritti nelle liste dei disoccupati. E questo ha una ragione profonda, importante, che deriva dal fatto che gran parte delle autorità locali, soprattutto dei sindaci, si ritrovano nella oggettiva necessità di far riferimento a quelle che sono le graduatorie degli uffici di lavoro, proprio per avere delle tutele e delle garanzie, che altrimenti verrebbero veramente a mancare.

Quindi, io credo che davvero questo emendamento che è stato proposto abbia il significato di richiamare su una possibilità che già di fatto esiste, e che assolutamente non andava nemmeno proposta e formulata come emendamento.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pisano, lei ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, ma non ha dichiarato come voterà.

PISANO (Rif. Sardi- U.D.R.). Voterò a favore; nel senso che il meccanismo di assunzione previsto nell'emendamento esiste già.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALIA (SDI - SU). Presidente, ringrazio anch'io l'Assessore per avere accolto con molta sensibilità le richieste che venivano dall'Aula ritirando l'emendamento che aveva proposto ed anche per l'invito rivolto al primo firmatario ed agli altri per il ritiro dell'emendamento numero 11. Dopo l'intervento dell'onorevole Tunis, le mie perplessità originarie sono persino aumentate. Se prima nutrivo perplessità, dubbi, incertezze o comunque mi ponevo in una posizione di confronto, dopo l'intervento dell'onorevole Tunis, i dubbi sono decisamente scemati, soprattutto nel sentire l'affermazione che l'emendamento avrebbe lo scopo di evitare procedure complesse, lungaggini, partecipazioni estranee a quei comuni. Le partecipazioni sono quelle che la legge garantisce. Ma il livello di perplessità aumenta quando sento dire che la parola "pubblica", inserita nell'emendamento, andrebbe, se possibile, perfino cassata, cioè dall'emendamento Tunis che recita "mediante selezioni pubbliche" si avrebbe poi la pretesa, con un emendamento orale, di stralciare la parola "pubbliche" e di lasciare solo "selezioni". Onorevole Tunis, mi sto riferendo al suo ultimo intervento, quindi vorrei comprendere se estrapola e cancella...

PRESIDENTE. Colleghi, un po' di silenzio per cortesia.

BALIA (SDI - SU). Vorrei capire, se cancella la parola "pubblica" nel suo emendamento, dopo le parole "mediante selezione", se intende percorrere l'ipotesi di selezioni private anziché pubbliche, visto che in alternativa alla parola "pubblica" esiste soltanto la parola "privata". Per cui le ragioni per essere contrario aumentano.

Relativamente alle osservazioni che proponeva l'onorevole Pisano nell'annunciare il voto favorevole, onorevole Pisano io credo che tutti noi abbiamo consapevolezza delle nuove metodiche di avvio del personale al mondo del lavoro. Io credo che l'onorevole Cogodi le conosca al pari degli altri, almeno in una formulazione generica, e che tutti noi sappiamo che le modalità oggi sono più larghe e più ampie di quanto ieri non fossero, ma questo non significa che la legge 83 non continui a dispiegare efficacia e che noi non dobbiamo fare riferimento ad essa, anzi la legge 83 continua e deve continuare ad essere il nostro riferimento.

Vede, onorevole Pisano, la nostra contrarietà all'emendamento permane, anche dopo il suo intervento, quando lei sostiene che altre metodiche di avviamento al lavoro esistono già e che già da oggi l'Ente Foreste potrebbe fare ricorso a quelle metodiche. La nostra contrarietà permane, perché, pure esistendo quelle metodiche alternative, non riteniamo che un ente che è di diretta emanazione della Regione sarda, e quindi della massima istituzione della Sardegna, debba adottare d'ora innanzi nelle assunzioni criteri di assoluto privilegio e di assoluta discrezionalità. Approvare l'emendamento significherebbe sancire con legge che le assunzioni da questo momento in poi, per gli enti strumentali della Regione, dovrebbero avvenire con metodo assolutamente discrezionale, che si traduce naturalmente in metodo clientelare.

PRESIDENTE. Qualche secondo ancora, onorevole Balia, per concludere.

BALIA (SDI - SU). Mi scuso, Presidente, concludo con la dichiarazione di voto che è evidente. Per questo motivo il Gruppo dei Socialisti Uniti voterà contro l'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Presidente, sarò brevissimo, anche perché concordo...

PRESIDENTE. Onorevole Ortu, mi scusi un secondo. Devo chiedere ai colleghi, un po' di silenzio.

ORTU (R.C.). Dicevo, sarò brevissimo perché concordo con le considerazioni di poc'anzi del collega Balia che in parte, tra l'altro, ha proposto le argomentazioni che io intendevo riproporre nella dichiarazione di voto, rifacendomi all'intervento del collega Pisano. A maggior ragione, le considerazioni svolte dal collega Pisano, che non sono in contrasto con la dichiarazione del mio collega di Gruppo, Cogodi, dovrebbero indurre l'onorevole Tunis a ritirare l'emendamento e dovrebbero anche - sinceramente non capisco la contraddizione dell'onorevole Pisano - dovrebbero indurre l'onorevole Pisano, qualora l'onorevole Tunis insistesse nel mantenere l'emendamento, a votare contro, perché l'onorevole Pisano ha spiegato in modo chiaro come deve avvenire la selezione. Allora, se il richiamo fatto da Tunis alla legge non ha alcun senso e alcun significato, al punto tale che l'emendamento Tunis verrebbe vanificato, perché si sta richiamando una legge che non può essere nemmeno applicata, a maggior ragione...

PRESIDENTE. Onorevole Ortu, scusi un secondo, io devo insistere perché i colleghi facciano silenzio. Non si capisce, sembra che ci siano più riunioni in quest'Aula!

ORTU (R.C.). C'è gente che vuole perdere tempo. Dicevo che, a maggior ragione, anche l'onorevole Pisano dovrebbe votare contro e convincere l'onorevole Tunis a ritirare l'emendamento, proprio perché la selezione, così come veniva indicata dal collega Pisano, dà le garanzie che noi abbiamo richiamato anche nel nostro intervento, quindi non si capisce perché si debba introdurre una bardatura in legge che non servirebbe, tra l'altro, a niente.

L'altra considerazione che voglio fare è che non capisco perché l'onorevole Tunis voglia fare lui quello che agli altri ha rimproverato l'onorevole Floris. L'onorevole Mario Floris ha invitato i consiglieri regionale ad attenersi al mandato della Commissione, anche perché un provvedimento così delicato lì sarebbe stato discusso ed esaminato con grande attenzione, quindi con attenzione anche a tutta una serie di problemi che poi sono stati riproposti in Aula, e l'onorevole Floris ha richiamato i consiglieri regionali e i Gruppi ad una sorta di autodisciplina, per evitare che ogni qualvolta si apre una discussione in aula si ripropongano tutte le questioni che pure hanno avuto modo di essere valutate.

Mi auguro che l'onorevole Floris, che giustamente ha fatto questo richiamo, che io condivido, almeno per gli aspetti che non pongono ai consiglieri problemi anche di innovazione rispetto al testo approvato in Commissione, il richiamo l'abbia fatto anche per l'onorevole Marco Tunis. Quindi, a maggior ragione, visto che l'emendamento non ha alcuna validità pratica, visto che toglierlo significa anche togliere equivoci e richiamare una procedura che qui è stata indicata dai colleghi Cogodi e Pisano, io invito nuovamente l'onorevole Tunis a ritirare l'emendamento. Qualora questo non avvenisse noi voteremmo contro. E invito Pisano e gli altri componenti della maggioranza ad essere una volta ogni tanto, così come abbiamo potuto fare questa sera e in tante occasioni, coerenti con quello che ci diciamo in Aula, oltre che con quello che ci diciamo in Commissione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Brevemente, Presidente, la ringrazio. Io ho capito che il collega Tunis, dopo le diverse argomentazioni sul suo emendamento, è disponibile a ritirarlo. Questo è quello che io ho capito.

La sua preoccupazione - e io sono solidale con lui - è che se lui lo dovesse ritirare, qualcuno di noi, magari lo farebbe proprio. Io voglio comunicargli che questo non succederà e penso che neanche i colleghi che hanno sottoscritto l'emendamento di Tunis vogliano confermare l'emendamento in presenza di una disponibilità del collega Tunis a ritirarlo.

Io chiaramente, se dovesse essere confermato, voterei contro per tutte le ragioni che sono state espresse. Però mi pare che la volontà del collega Tunis di ritirare l'emendamento debba essere accolta e sostenuta dall'Aula. Quindi, se dovesse confermare quello che ha detto a me, mi pare che il problema sarebbe risolto.

PRESIDENTE. Onorevole Tunis, lei ha già fatto la dichiarazione di voto, le do la parola solo se intende ritirare l'emendamento, altrimenti la discussione è chiusa e si mette in votazione l'emendamento. Ha domandato di parlare il consigliere Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS (Rif. Sardi-U.D.R.). Chiedo di intervenire sulla modalità di votazione.

PRESIDENTE. Allora le darò la parola successivamente. Stiamo facendo le dichiarazioni di voto. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (I DEMOCRATICI). Signor Presidente, intervengo molto brevemente per cercare di ripercorrere gli incontri e le audizioni che la Commissione ha avuto con i diversi soggetti e, in particolare, con la rappresentanza dei sindaci dei comuni dove sono stati attivati i cantieri dell'Ente foreste.

Io ricordo che uno dei punti che i sindaci di quei Comuni ritenevano irrinunciabile era proprio quello relativo alla necessità di avere la certezza dell'assunzione degli operai - siano essi comuni, qualificati o specializzati - nell'ambito comunale, facendoci presente anche che, in molti casi le situazioni di malessere che si sono create in determinate realtà erano dovute soprattutto alla non garanzia che le intere maestranze venissero assunte nel territorio del comune che aveva messo a disposizione una porzione significativa del proprio territorio.

Per cui io vorrei ricordare ai Commissari della maggioranza della prima Commissione che questo fu un impegno recepito e condiviso da parte di tutti i componenti della Commissione che hanno ritenuto che questo problema andasse accolto, per cui mi sembra strano che il collega Tunis, che mi sembra che tra l'altro fosse anche presente in quella riunione, in sostituzione del collega Floris, non voglia mantenere fede a quell'impegno che tutti quanti abbiamo assunto con i sindaci dei Comuni interessati dai cantieri di forestazione dell'Ente foreste.

Per cui io chiudo dicendo che, se l'onorevole Tunis non dovesse ritirare l'emendamento, il mio voto sarebbe contrario; ma sono sicuro che il collega Tunis, facendo memoria anche di quel passaggio e di quell'impegno, procederà, così come gli è stato chiesto da diversi colleghi, al ritiro medesimo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, sarò brevissimo, anche perché ritengo che i tempi del Consiglio su questa legge si stiano allungando notevolmente rispetto a quanto previsto, e non sicuramente perché ho preso la parola adesso io.

Faccio un richiamo agli accordi, e a quanto è stato detto anche poc'anzi in quest'Aula, che la legge è stata sviscerata nel suo contenuto nella discussione in Commissione, e mi limito semplicemente a richiamare quanto richiesto dai sindaci e quanto già recepito nel testo esitato dalla Commissione, per cui il mio voto e quello del Gruppo dell'U.D.C. è contrario agli emendamenti.

PRESIDENTE. L'Onorevole Tunis ha chiesto di parlare sulla modalità di voto, devo però ricordargli, qualora gli fosse sfuggito, che non è consentito il voto segreto perché ci sono già state le dichiarazioni di voto. Ha domandato di parlare il consigliere Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS (Rif. Sardi-U.D.R.). Ho chiesto di parlare sulla modalità di votazione, signor Presidente, poiché ci sono stati dei colleghi che non hanno saputo interpretare il mio pensiero - mi dispiace che il collega Cugini abbia perso lo smalto, perché frequenta di meno le Aule del Consiglio regionale, a seguito della grande esperienza che ha acquisito con la nomina - quindi, io chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico.

PRESIDENTE. La sua richiesta deve essere appoggiata da sette consiglieri.

(I consiglieri RANDAZZO, PITTALIS, MILIA, PILO, RASSU, MURGIA, LOMBARDO appoggiano la richiesta.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 11. C'è un problema che bisogna definire prima: l'onorevole Tunis aveva chiesto di togliere la parola "pubblica" laddove è detto "mediante selezione pubblica disciplinata dal Regolamento dell'Ente". Devo rivolgermi all'onorevole Tunis per dirgli che questa parola cambia la sostanza dell'emendamento.

TUNIS (Riformatori Sardi-U.D.R.). Ha ragione, se mi dà la parola lo spiego.

PRESIDENTE. Non c'è da spiegare, onorevole Tunis, perché le espressioni "mediante selezione pubblica" o "mediante selezione fatta dall'Ente" hanno significati completamente diversi.

Onorevole Tunis, trattandosi di una parola che cambia la sostanza dell'emendamento, io non posso accettare questa proposta di modifica. L'emendamento verrà votato nel testo originario.

E' stata chiesta la votazione nominale con procedimento elettronico. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (SDI-S.U.). Presidente, vorrei che ricordasse qual è la posizione della Giunta regionale sull'emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. La Giunta regionale ha pregato l'onorevole Tunis di ritirare l'emendamento. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della Giunta. La Giunta si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. La Giunta, quindi, si rimette all'Aula.

(Segue la votazione)

PRESIDENTE. Onorevole Licandro, come ha votato?

LICANDRO (P.P.S.-Sardistas). A favore.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BUSINCO - CASSANO - CORONA - DIANA - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LADU - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - CORDA - GIOVANNELLI - MURGIA - RASSU - SATTA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 72

votanti 66

astenuti 6

maggioranza 34

favorevoli 25

contrari 41

(Il Consiglio non approva)

Metto in votazione l'emendamento numero 13. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 14. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Le ricordo che la richiesta di votazione nominale deve essere appoggiata da altri sette consiglieri.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri SPISSU, MORITTU, PIRISI, SECCI, Gian Valerio SANNA, PINNA.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 14.

(Segue la votazione)

PRESIDENTE. Onorevole Granara, come ha votato?

GRANARA (F.I.-Sardegna). Contrario.

PRESIDENTE. Onorevole Satta, lei come ha votato?

SATTA (F.I.-Sardegna). Mi sono astenuto.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - DIANA - FOIS - FRAU - LA SPISA - LADU - LIORI - LOCCI - MASALA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PILI - PISANO - RANDAZZO - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - FANTOLA - GIOVANNELLI - LOMBARDO - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RASSU - SATTA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 73

votanti 64

astenuti 9

maggioranza 32

favorevoli 28

contrari 36

(Il Consiglio non approva)

Metto in votazione l'articolo 11. Ha domandato di parlare il consigliere Corona. Ne ha facoltà.

CORONA (F.I.-Sardegna). Chiedo che si voti l'articolo per parti, e per quanto riguarda la lettera a) del primo comma chiedo la votazione a scrutinio segreto.

PRESIDENTE. Sull'articolo 11 il collega Capogruppo di Forza Italia ha chiesto il voto per parti, e ha chiesto sulla parte a) il voto segreto, quindi chiedo ai colleghi di prepararsi al voto.

Ha chiesto di parlare l'onorevole Cogodi, sul Regolamento. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Voglio fare un richiamo al Regolamento per significare all'Aula e all'attenzione anche del Presidente del Consiglio che, secondo noi, non dovrebbe potersi procedere alla modalità del voto segreto, perché le dichiarazioni di voto sull'emendamento modificativo dell'articolo 11, che conteneva la sostanza di quanto è contenuto nella lettera A dell'articolo 11, hanno comportato il fatto che l'espressione di volontà dei tanti consiglieri che hanno fatto dichiarazione di voto atteneva formalmente all'emendamento, ma sostanzialmente al contenuto dell'articolo e, in specie, della lettera A dell'articolo 11. Questo per un richiamo alla coerenza e alla linearità dei lavori dell'Assemblea. Perché non si può votare a voto segreto quando c'è una dichiarazione di voto? Perché la dichiarazione esplicita non sia poi negata dalla dichiarazione non esplicitata del voto segreto. Ora accadrebbe che, nell'ipotesi che il Consiglio - ed è libero di farlo - bocciasse la lettera A dell'articolo 11, nessuno avrebbe la paternità e la responsabilità di un pasticcio istituzionale, perché abrogare la lettera A dell'articolo 11 creerebbe una sconnessione, una disarmonia, un'incomprensione, una inapplicabilità di tutto l'articolo 11 che è l'articolo più delicato perché riguarda l'accesso agli impieghi, riguarda le assunzioni. Ne deriverebbe uno sconquasso di cui non si conoscerebbe la paternità e la responsabilità.

Si può dire: "Può accadere che ci contraddiciamo.", però non si può non tenere conto nell'applicare il Regolamento degli aspetti sostanziali, cioè del fatto che l'esplicitazione della volontà da parte dei singoli consiglieri o di una parte di essi, e ciò riguarda il merito, il contenuto e la sostanza, non la forma, non consente il ricorso al voto segreto. Secondo noi, nel merito, in questo caso, non è ammissibile la procedura del voto segreto ad una parte dell'articolo 11 che nel merito è già stata trattata e a proposito del quale è già stata espressa la volontà di voto di molti consiglieri, ed anche il voto è stato espresso, attraverso l'emendamento al contrario, dallo stesso Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, non posso accogliere la sua tesi per ragioni diverse.

COGODI (R.C.). Non avevo dubbi!

PRESIDENTE. La prima considerazione è che le dichiarazioni di voto vengono fatte volta per volta sulle questioni che si stanno votando. La seconda considerazione è che stiamo parlando oltretutto - ma questo lo dico a fortiori - di emendamenti sostitutivi parziali che quindi trattano argomenti completamente diversi dall'articolo, proprio perché sostituivi parziali. Io posso accettare la sua valutazione critica e politica su ciò che si sta facendo, ma dal punto di vista tecnico e regolamentare, la richiesta di voto segreto sulla lettera A dell'articolo 11 è accoglibile. Pertanto io devo procedere.

Colleghi, non ci sono dichiarazioni di voto perché è stato richiesto il voto a scrutinio segreto!

(Interruzione del consigliere Corda)

Ha domandato di parlare il consigliere Corda per dichiarare l'astensione. Ne ha facoltà.

CORDA (A.N.). Presidente, colleghi, io mi astengo dal votare, questo comma, per due ragioni: la prima è che è stato chiesto il voto segreto ed è stato chiesto da un partito di maggioranza che si sta battendo per l'abolizione del voto segreto, quindi questa richiesta mi sembra veramente poco opportuna; la seconda ragione è che non si può pensare di instaurare un sistema clientelare per assumere alla rinfusa; chi è al comando in quel momento assume chi vuole, senza passare per gli uffici di collocamento, senza che tutti abbiano lo stesso diritto e non solamente quelli che sono amici degli amici.

Io credo che sia un atto di grande ingiustizia e, per questa ragione, io non posso votare contro, perché è stata fatta la richiesta di voto segreto, ma mi astengo dal partecipare a questa votazione.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, sulla prima parte dell'articolo 11.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 76

votanti 73

astenuti 3

maggioranza 37

favorevoli 50

contrari 23

(Il Consiglio approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - CORDA - PILI.)

Votiamo adesso la seconda parte dell'articolo 11, cioè le lettere B, C e D. Chi approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 12.

CAPPAI, Segretario:

Art. 12

Proroga

1. Nel comma 5 dell'articolo 18 della legge regionale n. 24 del 1999, come modificato dalla lettera c) dell'articolo 5 della legge regionale 18 luglio 2000, n. 13, le parole "31 dicembre 2000" sono sostituite dalle parole "30 giugno 2001".

PRESIDENTE. Poiché nessuno chiede di parlare, metto in votazione l'articolo 12. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Passiamo adesso alla votazione finale della legge. Ha domandato di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente. Ne ha facoltà.

PANI, Assessore della difesa dell'ambiente. Ai sensi dell'articolo 89 del Regolamento devo proporre, prima del voto finale, che si ovvi ad un errore di trascrizione. Nell'articolo 9, secondo comma, laddove si dice: "Gli indirizzi per la contrattazione integrativa sono deliberati dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore competente in materia di ambiente, d'intesa con l'Assessore competente in materia di personale", devono essere invertiti i ruoli, la competenza deve essere dell'Assessore del personale, mentre l'intesa deve essere dell'Assessore dell'ambiente, perché nella contrattazione collettiva è l'Assessore del personale che tratta con l'organismo sindacale rappresentativo. Grazie.

PRESIDENTE. Se anche il relatore è d'accordo e se non ci sono osservazioni, rimane così stabilito.

GIOVANNELLI (F.I.-Sardegna), relatore. Il relatore è d'accordo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 177/A.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO -COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - GIAGU -GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - FRAU - LIORI.)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 76

votanti 73

astenuti 3

maggioranza 37

favorevoli 73

(Il Consiglio approva)

Discussione generale del disegno di legge: "Interventi per i danni provocati dalla siccità 2001-2002 e dalle gelate dell'inverno 2001-2002" (327/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 327. Sono presenti i due relatori, i consiglieri Frau e Marrocu. Ha facoltà di parlare il consigliere Frau.

FRAU (A.N.), relatore. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto un ringraziamento ai componenti della Commissione per avere lavorato alacremente e con assiduità per esitare in tempi brevi questo disegno di legge, e un ringraziamento anche all'Aula per aver accettato di discuterne nel momento in cui una grave crisi interessa il mondo della campagna. Credo che tutti in questo periodo siamo stati interessati o siamo compartecipi di questo problema. Abbiamo discusso molto e a lungo in quest'Aula nei giorni scorsi dei problemi idrici e dei problemi della siccità, pertanto io non parlerò a lungo, anche perché debbo dividere il tempo con l'altro relatore onorevole Marrocu. Però, una cosa la voglio anche dire, perché spesso, e sono dichiarazioni personali mie, qualche collega è stato un po' ingeneroso nel dire che questa legge è di uno o dell'altro, io direi che la legge è di tutti! La legge è della Commissione nella sua interezza, la legge è di questo Consiglio regionale che ha, come ho detto prima, fatto in modo che si portasse in Aula in tempi brevi. E ancora ingeneroso, e lo dico sempre a titolo del tutto personale, è stato dire anche che quasi quasi la maggioranza è stata costretta a discutere di questo disegno di legge. Mi dispiace anche di questo.

Io ho convocato la Commissione, l'ho detto in altre occasioni, in orari difficili - perché l'orario che va dalle ore 15.00 alle ore 16.30 è quasi impossibile - questo, lo posso dire, l'ho voluto anch'io - e avrei potuto rinviare la riunione - pur sapendo, che in quella Commissione il Presidente è in minoranza, non tanto perché spessissimo mancano i componenti di maggioranza della Commissione, ma perché siamo in "minoranza istituzionale". Nonostante questo, nonostante le difficoltà, io ho convocato la Commissione perché anch'io conosco i problemi dell'agricoltura sarda, ed anch'io, il mio Gruppo, ma credo tutti quanti, vogliamo dare un certo ristoro a coloro i quali lavorano nel mondo della campagna, certi come siamo che il mondo dell'agricoltura, che attraversa questo momento difficile, è un pilastro della nostra economia.

Detto questo (e lo dovevo dire), poche parole per dire che la quinta Commissione oggi, a conclusione della riunione antimeridiana, ha approvato all'unanimità - avendo preso atto che la seconda e la terza Commissione avevano espresso parere favorevole all'unanimità entrambe sugli aspetti di loro competenza - questo disegno di legge. Abbiamo lavorato assiduamente perché il provvedimento ha impegnato la Commissione per numerose sedute, alla presenza, lo dico e lo ringrazio - l'ho fatto altre volte - dell'assessore dell'agricoltura Contu e in una seduta anche dell'assessore della programmazione Masala.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SANNA SALVATORE

(Segue FRAU) La modifica più rilevante che è stata apportata dalla Commissione è l'aumento della dotazione finanziaria che passa dall'iniziale previsione di 25 milioni di euro ai 250 milioni di euro del testo approvato dalla Commissione. Tale aumento è stato deciso dalla Commissione in considerazione della gravità della situazione del comparto agricolo che è stato colpito, come ho detto prima, dalla peggiore siccità del secolo. Siccità che si aggiunge alla difficile situazione del comparto agricolo; non ricordo tutto quello che è successo in questi ultimi anni, siccità prima, alluvione, lingua blu e quant'altro. Un'altra importante modifica è stata introdotta dalla Commissione, sia pure dopo un approfondito dibattito che ha visto i componenti della Commissione schierarsi su differenti posizioni, per decidere a chi dare questo ristoro, se darlo a tutti gli imprenditori agricoli o solamente a una parte di questi imprenditori agricoli, cioè gli imprenditori agricoli professionali, quindi coltivatori diretti, o gli imprenditori agricoli a titolo principale. E` stato deciso che i contributi vengano dati agli imprenditori agricoli professionali.

La Commissione, inoltre, ha inserito nel disegno di legge il principio che il risarcimento deve tendere al ristoro integrale del danno subito dagli agricoltori, conseguentemente la Commissione ha soppresso l'articolo 4 del disegno di legge che prevedeva, anche questo dopo lunga discussione, un tetto massimo per il risarcimento dei danni subiti dalle singole aziende. Non solo, e credo che questo sia importante, la Commissione ha anche deciso che le norme di attuazione della stessa legge debbano essere inviate in Commissione, perché possa dare ancora un supporto, un contributo, contributo che la Commissione agricoltura, pur con tutte quelle cose che ho detto prima, dà, perché questa Commissione, è bene che lo si ricordi, anche se nessuno spesso vuol venire in Commissione agricoltura, lavora e ha lavorato, pur sapendo che ha solamente rogne e pochi onori. La Commissione ha inoltre confermato la previsione contenuta nell'articolo 6 del disegno di legge che dispone la concessione di un contributo ai consorzi di bonifica, quale concorso alle spese per il mantenimento degli impianti consortili. Infine (e concludo subito per dare la parola al collega Marrocu), la Commissione ha soppresso l'articolo 8; era un articolo complesso nel testo originario, cioè si fissavano dei parametri favorevoli ad alcune categorie, principalmente a coloro i quali sono debitori nei riguardi della Regione, dell'Unione Europea, per i contributi ottenuti in base alla legge 44. L'assessore Contu ci ha detto - perché c'è stato un insieme di incontri, di telefonate fra l'Assessore e la Commissione Europea - che questo principio non sarebbe mai passato. Ma nel contempo, avendo la Commissione, per quanto riguarda l'articolo 2 e qualche altro articolo, come ho detto prima, scelto di dare queste provvidenze solamente agli imprenditori professionali, l'articolo 8 è stato eliminato del tutto.

Quindi, cari colleghi, abbiamo lavorato seriamente, spessissimo a tappe forzate perché eravamo certi e lo siamo ancora, che il mondo della campagna, principalmente in questa situazione, debba essere guardato con un occhio di riguardo.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Marrocu, correlatore.

MARROCU (D.S.), correlatore. Signor Presidente, cari colleghi, la decisione, assunta all'unanimità dalla Commissione, di indicare due relatori per questo disegno di legge nasce dal riconoscimento del ruolo determinante, maggioritario, responsabile che ha assunto il centrosinistra nella Commissione agricoltura. Determinante, responsabile e maggioritario nell'approvare questo disegno di legge che reca norme urgenti, urgentissime, fortemente attese dal mondo agricolo regionale, che vive una situazione drammatica.

Ho detto, in occasione della discussione della mozione presentata dal centrosinistra sulla calamità, che questa calamità trova l'azienda agricola sarda già in ginocchio. Feci un esempio, dissi che quando il vento soffia, se l'albero ha radici profonde subisce danni ma resiste, se non ha radici profonde viene sradicato e travolto. Noi siamo in questa drammatica situazione per l'agricoltura, la crisi per la calamità ha trovato le aziende deboli, debolissime, fortemente indebitate, sottocapitalizzate, con una situazione dell'agricoltura, dovuta anche al mancato riordino fondiario, non in grado di reggere l'urto di questa calamità. Quindi abbiamo il dovere e l'obbligo di intervenire rapidamente, approvando questo disegno di legge, approvandolo - lo dico - secondo le indicazioni della Commissione, non facendo di questa legge una battaglia politica centrodestra-centrosinistra, non cercando di ottenere in Aula, da parte del centrodestra, una rivincita rispetto al voto in Commissione, perché non è in discussione chi vince, ma è in discussione il futuro dell'agricoltura sarda. Non è in discussione quindi chi prevarrà nel voto tra i due schieramenti, ma è in discussione l'agricoltura sarda; perché o si interviene adesso ad evitare il tracollo delle aziende agricole, oppure il risultato sarà che questo settore che ha dato comunque tanto lavoro alle nostre popolazioni sarà spazzato via. Ecco perché chiedo che l'Assemblea esamini con attenzione il disegno di legge e le modifiche apportate dalla Commissione, guardando non agli interessi di parte, ma agli interessi della gente che stamattina manifestava davanti alla sede del Consiglio, della gente che ha occupato i comuni, della gente che sta rischiando di perdere l'azienda, ma anche i propri beni personali, la propria casa, il proprio lavoro, frutto di anni ed anni di sacrifici, non solo propri, ma dei propri parenti, dei propri genitori e così via. A questo bisogna guardare quando si affronta il disegno di legge.

Tra le modifiche apportate; io voglio citare soltanto le più importanti e spiegare perché, come centrosinistra, abbiamo chiesto queste modifiche. Alla prima modifica, so quali che la Giunta obietterà che le risorse sono poche; l'Assessorato ha quantificato oltre 800 miliardi di danni già prodotti da questi eventi calamitosi; se le risorse sono poche, non sono sufficienti a integrare e a risarcire il danno agli agricoltori, quindi abbiamo chiesto che queste risorse siano riservate a chi vive di agricoltura, quindi agli imprenditori agricoli a titolo principale e ai coltivatori diretti. E tra gli imprenditori agricoli a titolo principale ci sono le cooperative, ci sono anche le società di capitale, come voi ben sapete dalle normative comunitarie nazionali, ma quelle società di capitale per le quali comunque il 50 per cento del capitale sia posseduto da un imprenditore agricolo a titolo principale. Se le risorse sono poche diamo le risorse a chi vive di quell'attività, quindi al mondo agricolo vero, ai coltivatori diretti, agli imprenditori agricoli a titolo principale.

La seconda modifica: l'Unione europea consente di risarcire il danno sino al 100 per cento. Il meccanismo con il quale si risarcisce il danno sino ad oggi richiede il riconoscimento dello stato di calamità, che scatta quando il danno è superiore al 20 per cento nei comuni svantaggiati e al 30 per cento nei comuni non svantaggiati e successivamente viene fissato un parametro. Faccio un esempio, è meglio che l'Aula lo sappia: per il grano si è quantificato in 600.000 lire il valore di un ettaro di coltivazione, sulla base dei calcoli detratti i costi, e si sono dati gli indennizzi negli anni scorsi nella misura di 1/3 del valore, pari a 200.000 lire all'ettaro. E quel parametro era valido per tutto il territorio regionale indipendentemente dal fatto che ci fossero stati danni del 20 per cento o dell'80/90 per cento.

Allora noi abbiamo ritenuto opportuno stabilire, come Commissione, inserendolo nell'articolo 2, stabilire che si fissino dei parametri per risarcire integralmente il danno, quindi differenziando per colture e per territorio, sulla base degli accertamenti che hanno fatto gli ispettorati e che ha fatto l'ERSAT. Quindi non più parametri unici a livello regionale, non più percentuali ridotte rispetto al danno subito, ma si rispetta la norma comunitaria che consente il cento per cento del risarcimento del danno.

Spesso ci siamo nascosti dietro le norme comunitarie dicendo: "Noi vorremmo, ma l'Unione europea non consente"; penso alla legge 44 e alla richiesta di risarcimento, di recupero dei soldi dagli agricoltori. Oggi l'Unione europea ci consente di fare una norma che risarcisca il danno a chi lo ha subito, non una norma che spalmi le miserie su tutti, che creerebbe un'ingiustizia, e non consentirebbe a chi ha avuto danni di avere ristoro e lo consentirebbe a chi non ne ha avuti. Quindi chiediamo, lo dico anche perché ho visto circolare emendamenti che vanno in quella direzione, che sia mantenuta la norma approvata dalla Commissione, non nell'interesse della parte che l'ha fatta approvare, ma nell'interesse del mondo agricolo. I danni vanno risarciti tutti, vanno risarciti a chi li ha avuti, vanno differenziati per territorio in base ai danni effettivi, e vanno risarciti a chi vive di agricoltura, ai coltivatori diretti.

L'altro aspetto che abbiamo indicato nelle nostre proposte di modifica, è l'eliminazione di alcuni articoli che inserivano parametri che differenziavano, e che tra l'altro rischiavano di non essere accettati a livello comunitario, questi sì, e che rischiavano di determinare una situazione di ingiustizia.

Faccio un'ultima considerazione: si è previsto in legge che le direttive siano esaminate dalla Commissione, non tanto per sfiducia - anche se potrebbe essere legittima, da parte dell'opposizione, la sfiducia in chi governa - ma perché spesso abbiamo verificato che al di là della volontà politica, che magari si esplica in Aula attraverso il voto unanime, poi le direttive di attuazione sono spesso più restrittive delle stesse direttive comunitarie e non fanno pervenire le risorse al mondo agricolo, per cui per la siccità del 2000 abbiamo risarcito i danni in misura minima e sono rimaste le risorse nelle casse regionali. Quindi abbiamo il dovere di verificare le direttive perché le risorse che si stanziano vadano effettivamente al mondo agricolo e vadano effettivamente a chi vive di agricoltura.

Un'ultima considerazione sulle risorse: la Giunta annunciò la presentazione di questo disegno di legge a marzo, in Commissione è pervenuto a giugno, lo discutiamo in Aula a luglio; da marzo ad oggi la situazione è completamente cambiata. Se 250 miliardi potevano sembrare tanti, e comunque in grado di ristorare il dramma che l'agricoltura stava vivendo a marzo, 250 miliardi sono una miseria, poco meno del trenta per cento, in una situazione come quella che il mondo agricolo sta vivendo ora.

Questo ha portato la Commissione a proporre il raddoppio delle risorse e a indicare l'unica strada tecnica che in quel momento era possibile, quella dell'indebitamento, del tramite la contrazione di un mutuo; ma la Commissione, anche quando ha approvato la norma finanziaria che prevede il ricorso al mutuo, ha invitato la Giunta regionale a risparmiare in altri settori, a individuare dentro il bilancio risorse, non solo nei capitoli di spesa dell'Assessorato dell'agricoltura, ma anche in quelli degli altri assessorati, a rinviare eventualmente spese per opere che possono essere rinviate, a reperire dentro il bilancio le risorse, perché dentro il bilancio possono essere reperite, e quindi ridurre il mutuo, perché anche noi siamo consapevoli che il grado di indebitamento a cui sta andando incontro la Sardegna, è sempre più alto e sempre più difficile da gestire. Ad oggi non è avvenuto questo, né il recupero di residui che sappiamo esserci nell'assessorato dell'agricoltura, ma anche in altri assessorati, né si sono fatte scelte prioritarie decidendo di bloccare alcuni investimenti, rinviandoli di qualche anno, e di affrontare in questo momento questa calamità, con lo sforzo finanziario che essa richiede,, cioè con un ristoro adeguato a chi ha subito i danni, pena la sopravvivenza di questo settore.

Quindi noi non torneremo indietro, come centrosinistra, rispetto all'ammontare delle risorse necessarie, perché 500 miliardi sono poco più del settanta per cento del danno e consentirebbero di ristorare l'intero danno dell'agricoltura se viene mantenuta la norma che privilegia esclusivamente, come noi proponiamo, il mondo agricolo vero, cioè quello dei coltivatori diretti e quello degli imprenditori agricoli a titolo principale.

Quindi, siccome anche su questo è stato annunciato che ci sarà battaglia, mi auguro che il dibattito in Aula non tenga conto di chi ha votato in Commissione sì o no, o di chi si è astenuto, tenga conto di quella che è la realtà che l'agricoltura sarda sta vivendo, di quello che ci dicono le organizzazioni professionali agricole, di quello che ci dicono i comitati che hanno occupato i comuni, di quello che ci dicono i sindaci, del dramma che vive veramente l'agricoltura.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.). Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Poiché la Commissione bilancio ha svolto la sua riunione ieri e ha espresso il parere sulla parte finanziaria del disegno di legge numero 327/A di cui abbiamo sentito poc'anzi le relazioni, in assenza dell'Assessore della programmazione, che era impegnato, e quindi era in congedo autorizzato da questo Consiglio per incarichi di carattere istituzionale, e quindi non ha potuto dare il proprio contributo in ordine alla correttezza della copertura finanziaria della legge medesima, chiedo, ove possibile, che il Consiglio acceda alla richiesta di sospensione dell'esame di questo disegno di legge e che venga autorizzata la riunione della Commissione bilancio perché possa esprimere un parere sentito anche il parere dell'Assessore della programmazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Presidente, voglio comunicare all'Aula che la Commissione ieri si è riunita, stante l'urgenza del provvedimento che ha coinvolto e ha mobilitato tutta la categoria per un'emergenza e per un danno di notevole entità e di cui a nessuno sfugge l'importanza.

Ieri, in Commissione, si è appunto rilevata anche la necessità di sentire l'Assessore che, per questioni istituzionali, era fuori e quindi non era presente ai lavori.

Va anche detto che la Commissione ha licenziato e ha dato il parere favorevole al provvedimento proprio per consentire al provvedimento di pervenire in Aula, ben rendendosi conto che la copertura individuata non è conforme al dettato costituzionale, cioè del nostro Statuto, che prevede appunto che la contrazione dei mutui possa essere prevista solamente per la realizzazione di opere a carattere permanente.

Se la Commissione ieri non si fosse riunita, oggi non avremmo potuto portare all'ordine del giorno il provvedimento, e avremmo ritardato anche di poche ore, forse anche di un solo giorno, un provvedimento che, invece, necessitava di arrivare in Aula. Quindi le osservazioni dell'Assessore sono correttissime. Per quanto mi riguarda, nella mia qualità di Presidente, le condivido; c'è la necessità, appunto, di rifare - chiedo scusa per il bisticcio di parole - il punto della situazione, per cui nulla osta alla richiesta dell'Assessore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, noi siamo contrari al rinvio del provvedimento in Commissione. Anche da un punto di vista regolamentare, dopo che la Commissione si è espressa, che il disegno di legge ritorni in commissione per questo motivo mi sembra quanto meno strano. Io sono convinto che noi possiamo continuare la discussione; l'Assessore ha avuto la giornata di oggi, molto probabilmente avrà anche la mattinata di domani, per verificare se ci sono le condizioni, così come previste dalla legge, o se intende, invece, trovare altre soluzioni. Possiamo presentare eventualmente, se siamo d'accordo, mantenendo comunque l'importo dei 500 miliardi, un altro emendamento, siamo in tempo per poterlo fare. Quindi, Assessore, io credo che rimandare in Commissione questo provvedimento non sia utile, c'è una grande attesa, già stamattina, nella Conferenza dei Capigruppo, abbiamo sollecitato e messo al secondo punto all'ordine del giorno questo provvedimento, farlo ritornare in Commissione significa non approvarlo in questa sessione. Quindi noi ci dichiariamo contrari al rinvio del provvedimento in Commissione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Presidente, noi abbiamo acceduto all'esigenza di somma urgenza nella discussione di questo provvedimento consentendo la convocazione delle commissioni durante i lavori del Consiglio. Abbiamo licenziato ieri, dopo le 21.00, in terza Commissione, il parere sulla copertura finanziaria; oggi, alle 15.00, si è riunita la Commissione agricoltura per il parere definitivo. Quindi abbiamo fatto tutte le cose a tappe forzate, per consentire la discussione del provvedimento nella giornata odierna, così come abbiamo concordato, del resto, questa mattina in Conferenza dei Capigruppo. L'Assessore solleva un problema di copertura finanziaria. La copertura finanziaria è tal quale esisteva nel provvedimento presentato dalla Giunta. Se c'era un problema prima di accesso ai mutui per investimenti piuttosto che per spesa corrente, questo esisteva prima ed esiste adesso, non è che il problema esiste perché si è modificata la somma dedicata all'emergenza nel settore agricolo. Il problema è identico, se c'era prima c'è anche adesso; io stesso l'ho rilevato e l'ho fatto rilevare ieri nella Commissione bilancio, nella quale non si sono sollevate voci contrarie.

Adesso noi abbiamo difficoltà a sospendere il provvedimento e a riportarlo in Commissione per discutere di una questione della quale si è discusso a lungo in Commissione, arrivando all'individuazione di questo importo. La maggioranza e la Giunta, che poteva anche questa mattina in Conferenza dei Capigruppo sollevare il problema, e non l'ha fatto, hanno gli strumenti per modificare la copertura finanziaria attraverso gli emendamenti che possono essere presentati prima del passaggio al voto per l'esame degli articoli. Quindi ci sono tutti gli estremi perché in Aula l'Assessore, attraverso gli emendamenti, sollevi le questioni, poi le vedremo nel momento in cui verranno proposte, con le modalità con cui verranno proposte.

Noi abbiamo serissime difficoltà, proprio per le attese che noi stessi, peraltro, abbiamo determinato in questi giorni di discussione, ad accedere ad un'ipotesi di sospensione del provvedimento e ad una ripresa della discussione in Commissione, anche perché, sul piano strettamente regolamentare, non capisco come questo possa avvenire dopo che tutte le commissioni si sono pronunziate, per ultima la Commissione agricoltura per il parere definitivo.

Quindi le relazioni sono già fatte, siamo in fase di discussione generale. Io suggerisco all'assessore una procedura, che è quella emendativa, che è assolutamente possibile, corretta, e noi valuteremo le sue ragioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Presidente, onorevoli colleghi, noi, come centro sinistra, abbiamo fatto un lavoro, in queste settimane, in questi giorni, soprattutto in Commissione agricoltura, che poi si è concretizzato con una profonda modificazione del testo che è stato portato dalla Giunta. Noi abbiamo sentito anche l'onorevole Masala, perché la Commissione agricoltura, prima di procedere all'esame del disegno di legge, ha chiesto e ha ottenuto di sentire l'onorevole Masala proprio sugli aspetti che riguardano la copertura finanziaria del provvedimento. Per la verità l'onorevole Masala, in quell'occasione, nella Commissione agricoltura, aveva espresso molte riserve, molte perplessità sulla disponibilità delle risorse finanziarie da parte dell'Amministrazione regionale, e c'è stato un confronto, però si era anche impegnato a dare una risposta alla Commissione sull'ammontare delle risorse disponibili. Questo, a distanza di oltre una settimana, non è stato fatto. Io credo che, su questa questione, la Giunta, la maggioranza, devono dare risposte rapide ed urgenti. Quindi noi crediamo che questo possa avvenire senza rallentare i lavori dell'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Voglio fare una semplice osservazione, una battuta. Qui accadono cose davvero strane. La Commissione agricoltura ha esitato questo provvedimento nel merito, in prima lettura, almeno una settimana fa. Nel frattempo, i Presidenti di tutti i Gruppi hanno accordato la deroga perché le altre commissioni, la commissione sulle politiche comunitarie e la commissione bilancio, potessero, pure in costanza dei lavori del Consiglio, procedere all'esame di competenza delle altre commissioni, in materia di coerenza comunitaria e in materia di coerenza finanziaria.

Da ultimo la Conferenza dei presidenti di gruppo, stamane, presente la Giunta regionale al massimo livello, cioè presente il Presidente della Giunta, ha unanimemente concordato che l'ingresso in Aula di questo provvedimento sarebbe stato immediato non appena, in seconda lettura, la Commissione di merito, cioè la Commissione agricoltura, avesse definitivamente esaminato il testo legislativo, cosa che è avvenuta stamattina, quindi, con un'applicazione anche, in via eccezionale, di energie e di attenzioni da parte di tutti i Gruppi politici! E l'opposizione, che viene spesso anche, come dire, accusata o sospettata, o indotta in sospetto, di ostacolare l'attività della Giunta e della maggioranza, non solo non ha ostacolato, ma ha tirato il carro. Su questo provvedimento ha fatto tutto quello che era possibile, ed anche di più, perché noi avremmo potuto dire: "Voi siete il governo, voi siete la maggioranza, la siccità non è nata nell'ultima settimana, siete colpevoli, responsabili di ritardo grave e di danno grave ad una categoria di lavoro e di produzione importante com'è quella dell'agricoltura e dell'allevamento in Sardegna". Non l'abbiamo fatto. Responsabilmente abbiamo collaborato, contribuito, costruito insieme un provvedimento che appare essere nel merito sostanzialmente buono, con la copertura finanziaria che si è riusciti ad ipotizzare. In una settimana, posto che è una settimana fa che questa organizzazione della norma finanziaria è stata inizialmente ipotizzata nelle commissioni, l'assessore del bilancio aveva tutto il tempo di coordinare e di ordinare e di visitare e di migliorare il sistema della copertura finanziaria. Non l'ha fatto in una settimana intera? Vuol dire che non lo voleva fare. Lo vuole fare adesso? Lo faccia. E più ordinerà il sistema della copertura finanziaria, meglio è. Meno si ricorre al mutuo e più si recuperano risorse, per esempio, già disponibili e non utilizzate, e forse per lungo tempo non utilizzabili per altri ritardi, da parte dell'Amministrazione regionale, meglio è. Seppure di fronte ad un dramma terribile com'è quello della siccità e dei danni e del dramma dell'agricoltura e degli agricoltori soprattutto, meno si potrà rimproverare che si deve ricorrere al debito regionale per lenire questo peso, e meglio sarà.

Quindi si metta al buon lavoro l'assessore del bilancio, adesso, stanotte, recuperi il tempo che non ha utilizzato nei giorni passati, e domattina, alla ripresa del Consiglio, in Consiglio, avanzi la proposta della Giunta, ferma l'entità delle risorse, come è stato detto; ferma l'entità, avanzi l'ipotesi di migliore organizzazione della copertura finanziaria. Noi saremo attenti, pronti a condividere una migliore proposta che non tocchi, però, l'entità delle risorse che è stata ipotizzata. Peraltro, in termini regolamentari, se ci fosse un rinvio in Commissione, non sarebbe alla Commissione bilancio, che ha già dato il suo parere, a fin di bene dice il Presidente Balletto, e meno male, mica poteva darlo a fin di male, l'ha dato però il suo parere, e il suo parere positivo. A norma di Regolamento, se vi fosse un rinvio in Commissione, il rinvio sarebbe nella Commissione di merito, cioè dovrebbe tornare alla Commissione agricoltura.

A questo punto, sono già state rese le relazioni in Aula, siamo alla discussione generale, può essere solo dato il tempo tecnico - che possono essere le prossime ore, da qui a domattina - perché l'assessore del bilancio ordini le sue idee e le sue proposte da portare in Aula. Ogni altra determinazione e condotta configurerebbe, ben si capisce, un tentativo, neppure tanto coperto, di dilazione, - domani è il 1° agosto - e quindi un tentativo di non esaminare nel merito questo provvedimento che non può non essere esaminato con urgenza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I. - Sardegna). Molto brevemente, signor Presidente, anche perché mi pare che sulla richiesta di sospensiva potessero intervenire un consigliere a favore ed uno eventualmente contro, e stiamo aprendo un dibattito, ma non è questo il problema.

PRESIDENTE. Può intervenire uno per Gruppo, ci siamo all'incirca attenuti a questo, onorevole Pittalis.

PITTALIS (F.I. - Sardegna). Io pensavo non uno per Gruppo, uno a favore, ed uno contro, non uno per Gruppo.

(Interruzioni del consigliere Cogodi)

PRESIDENTE. Sì, ma il Regolamento prevede uno per Gruppo, quindi per cortesia prosegua. Onorevole Cogodi, per cortesia.

PITTALIS (F.I. - Sardegna). Io non sto parlando con l'onorevole Cogodi, non ho necessità di interloquire con lui, finiamola con le sceneggiate, stiamo parlando di cose serie e l'onorevole Cogodi farebbe bene, anche perché forse siamo stanchi di sentire lui, ad abituarsi anche ad ascoltare in silenzio gli altri.

Detto questo, la richiesta dell'assessore Masala non ha assolutamente finalità dilatorie perché per questo provvedimento, così come per altri provvedimenti che sono stati approvati in materia di siccità, che hanno avuto anche un cospicuo finanziamento, c'è tutto l'interesse della maggioranza e della Giunta regionale perché possa essere esitato in tempi rapidissimi. E` un disegno di legge della Giunta regionale e, grazie alla collaborazione fattiva che è venuta dalle opposizioni e dalla maggioranza, è stato reso possibile stasera portarlo in Aula. Il problema che giustamente pongono la Giunta e l'Assessore Masala, problema che mi pare avesse costituito oggetto anche di un possibile accordo con le opposizioni, è quello di valutare attentamente la parte finanziaria, perché è inutile approvare una legge che contiene un impegno di spesa complessivo per la Regione di circa mille miliardi delle vecchie lire...

(Interruzione)

Non sono 500, perché se noi abbiamo riguardo alla norma finanziaria, anche a ciò che viene previsto per gli anni dal 2003 al 2017, da un complesso di altre norme, probabilmente l'onere complessivo stimato è di circa mille miliardi.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia. Prego, onorevole Pittalis.

PITTALIS (F.I. - Sardegna). Siccome, onorevole Cogodi, probabilmente qualcosa di bilancio la capisco rispetto a lei, nonostante sia trent'anni in questa Regione e abbia governato in lungo e in largo, io ribadisco quello che ho detto, perché c'è l'impegno alla contrazione di un mutuo che ha dei costi, d'accordo? Ed allora, se lei, oltreché saper parlare, sa fare anche di calcolo, probabilmente si rende conto che quello che io sto dicendo non è lontano dalla realtà.

FADDA (Popolari - P.S.). Come fai a pagare 500 miliardi di interessi?

PRESIDENTE. Collega Fadda, per cortesia.

PITTALIS (F.I. - Sardegna). Andate a vedere la norma finanziaria. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge sono valutati in Euro 250.000.000 per l'anno 2002 e in Euro 20.000.000 per gli anni dal 2003 al 2017, quindi fate un calcolo.

(Interruzione)

PRESIDENTE. Collega Fadda, per cortesia.

PITTALIS (F.I. - Sardegna). Stiamo parlando proprio del mutuo. Se fate una somma andiamo alla cifra che io ho prima detto. Io sto dicendo dal punto di vista tecnico. Se anche il collega Fadda mi segue, io ho detto che dal punto di vista tecnico è una manovra che complessivamente pone un problema che è valutato nell'ordine dei mille miliardi, non ho detto che mille miliardi vanno nelle tasche degli agricoltori, dei pastori e degli operatori del settore, non ho detto questo, ho detto che è una legge che quindi richiede una particolare attenzione per quanto riguarda la norma finanziaria. La richiesta dell'Assessore della programmazione era finalizzata unicamente ad evitare che su questa legge possano, invece, nascere dei disguidi dopo che viene approvata. Questa è la ragione per la quale questa richiesta è stata avanzata; che poi, anche accedendo all'ipotesi che è stata fatta dai colleghi dell'opposizione, possiamo utilizzare la serata ed anche le prime ore della mattina di domani per consentire una migliore formulazione della norma finanziaria...

PRESIDENTE. Qualche secondo per concludere, onorevole Pittalis.

PITTALIS (F.I. - Sardegna). Che possa essere consentito questo, mi pare che sia nell'interesse di tutti; non si sta chiedendo di rimandare alle calende greche questa legge. Noi diciamo che, se ci fosse la disponibilità di tutti, siamo anche disposti a rinunciare agli interventi perché questa legge possa essere esitata nelle primissime ore della mattina di domani; quindi altro che intento dilatorio. C'è tutto l'interesse per portare a casa, tutti quanti, maggioranza ed opposizione, un risultato che è utile a una importante categoria produttiva.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). La ringrazio Presidente. Avrei certamente evitato di intervenire perché ritengo che anche questo dibattito sia un'ulteriore perdita di tempo verso il traguardo che vogliamo raggiungere.

Io ringrazio le opposizioni, che in Commissione agricoltura hanno contribuito sicuramente, anche in modo determinante, per la predisposizione e per la correzione del disegno di legge che vorrei ricordare la Giunta ha presentato il 6 giugno, prima ancora che venissero presentate le mozioni sulla siccità e sulla crisi in agricoltura. E` bene rimarcare questo, perché vorrei ripetere ancora una volta che questo è un disegno di legge della Giunta e non è un disegno di legge né del centro destra né del centro sinistra. Ma, detto questo, vorrei tornare indietro di nemmeno 24 ore, e vorrei tornare alla riunione della Commissione programmazione e bilancio che si è tenuta ieri sera dopo le 21.00, e cioè dopo che sono terminati i lavori del Consiglio.

Lo stesso centro sinistra, nella riunione di ieri sera, ha votato in modo non omogeneo sulla copertura finanziaria, tant'è che c'è stata un'astensione da parte del consigliere Secci del Partito Popolare, mentre i democratici di sinistra hanno votato a favore.

Vorrei ripetere ciò che ieri sera ho sostenuto in Commissione programmazione sulla copertura finanziaria. Ho detto, e lo ripeto, che questa copertura finanziaria andava votata ieri sera, in modo che, data l'urgenza, i Capigruppo stamattina potessero inserire all'ordine del giorno dei lavori questo disegno di legge. Se non ci fosse stato il passaggio in Commissione programmazione ieri sera e in Commissione agricoltura oggi, alle 13, il provvedimento non sarebbe potuto arrivare in Aula, e abbiamo detto anche che votavamo a favore sulla copertura finanziaria con l'impegno di rivederla in Aula.

Detto questo, mi era sembrato di capire che c'è stata un'interlocuzione stasera in Aula, Presidente, un'interlocuzione svolta direttamente dal Presidente della Giunta, che avrebbe colloquiato con alcuni rappresentanti del centro sinistra, e che gli stessi rappresentanti del centro sinistra nulla avevano da obiettare ad un ritorno in Commissione bilancio anche per un tempo limitato, anche per mezz'ora, per venti minuti, per un quarto d'ora, per un'ora se fosse necessario, ma mi era sembrato di capire che, a seguito di questa interlocuzione, si potesse tornare in Commissione bilancio. Prendo atto ancora una volta che le cose che vengono dette informalmente non vengono mantenute in Aula, la cosa mi dispiace, perché tutti siamo a conoscenza dei problemi che verrebbero creati da un ulteriore indebitamento della Regione, perché a nessuno è consentito di sparare una volta che questa Giunta sta indebitando la Regione, e la volta successiva dire: "Facciamo altri 500 miliardi di debiti". Noi siamo i primi che vorremmo mettere 600 miliardi a disposizione degli agricoltori, però vogliamo metterli con serietà, studiando quali sono tutte le possibilità, e io penso che ce ne siano altre. Ci sono dei residui da recuperare. Allora perché non accettare, una volta, che si ritorni per mezz'ora in Commissione programmazione, si riesamini la copertura finanziaria di questa legge, si cerchi di eliminare i danni che potremmo arrecare al nostro già scarso bilancio, ma tutti concordi, come avete detto, nell'interesse degli agricoltori, nell'interesse degli allevatori, nell'interesse delle categorie deboli, senza che nessuno cerchi di speculare ulteriormente su questa legge, così come è stato fatto finora. Quindi l'invito che io rivolgo al centro sinistra che, ripeto, ringrazio per la fattiva collaborazione nelle due Commissioni, è quello di accettare la proposta della Giunta di tornare per mezzora in Commissione e poi tornare qui in Aula. Se non fosse sufficiente mezz'ora anche un'ora, ma questa è, secondo me, la strada maestra per arrivare ad approvare una buona legge e cercare di arrecare meno danni possibili.

PRESIDENTE. Colleghi, naturalmente è molto complicato, per le questioni che sono state esposte, un semplice rinvio in Commissione del provvedimento. Ritengo, però, e questo è chiaro a tutti i colleghi, che la Giunta abbia bisogno di un certo lasso di tempo per esaminare come trovare una risposta a questo problema.

Quindi la proposta che faccio è la seguente: sospendiamo a questo punto i lavori e li riprendiamo domani mattina alle ore 10 e 30.

La seduta è tolta alle ore 20 e 08.