Seduta n.292 del 07/11/2002
CCXCII SEDUTA
Giovedì 7 novembre 2002
(Pomeridiana )
Presidenza del Vicepresidente Salvatore SANNA
indi
del Presidente SERRENTI
indi
del Vicepresidente Salvatore SANNA
La seduta è aperta alle ore 16 e 40.
ORTU, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di giovedì 24 ottobre 2002 (286), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che la consigliera regionale Pilo ha chiesto di usufruire di congedo per la seduta pomeridiana del 7 novembre 2002.
Poiché non vi sono opposizioni, il congedo si intende accordato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Corona. Ne ha facoltà.
CORONA (F.I.-Sardegna). Chiedo mezz'ora di sospensione dei lavori in quanto è in corso una riunione. Grazie.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa, i lavori riprenderanno alle ore 17 e 15.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 41, viene ripresa alle ore 17 e 16.)
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo la seduta. Ricordo che è all'ordine del giorno la continuazione della discussione del disegno di legge numero 306/A. Nei lavori della mattinata abbiamo approvato l'articolo 3, quindi proseguiamo con l'articolo 4. Se ne dia lettura.
ORTU, Segretario:
Art. 4
Pregresso
1. Resta di competenza degli organi e delle amministrazioni statali e centrali, fino al compimento degli atti di liquidazione, erogazione e controllo, la gestione dei procedimenti amministrativi inerenti ad agevolazioni, contributi, sovvenzioni, incentivi e benefici di qualunque genere alle imprese, per i quali, alla data dell'effettivo esercizio delle funzioni conferite, sia già avviato il relativo procedimento amministrativo.
PRESIDENTE. All'articolo 4 era stato presentato l'emendamento numero 7 che è stato ritirato. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 4.
Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Intervengo sul tipo di votazione, Presidente. Chiedo il voto segreto sull'articolo 4.
PRESIDENTE. E' stato chiesto il voto segreto sull'articolo 4, i colleghi sono pregati di prendere posto. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Trattandosi della prima votazione della seduta pomeridiana chiediamo il rispetto del termine regolamentare per dare la possibilità ai colleghi di partecipare alla votazione.
PRESIDENTE. Onorevole Balletto, abbiamo sospeso per mezz'ora, quindi siamo abbondantemente fuori dai termini. Naturalmente non posso accordare questa richiesta.
I colleghi sono pregati di prendere posto perché procediamo alla votazione.
Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto di astensione il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Presidente, io sono abituato a rispettare le decisioni della Presidenza qualunque dei colleghi la rappresenti nel momento in cui si vota, e come tale aderisco alla sua decisione pur dichiarando che non la condivido, ma comunque è così.
Per ciò che riguarda l'articolo in questione, trattandosi dell'articolo 4, in relazione al quale erano stati anche presentati degli emendamenti poi ritirati, e con riferimento all'andamento del dibattito che ha visto impegnati i colleghi dell'opposizione e della maggioranza con apporti di contributi che sono stati oggetto di modifiche del testo, in funzione dei quali poi si è avuta anche l'approvazione degli articoli così rivisti, sino all'articolo 3, è di tutta evidenza che il mio ruolo, prima di tutto in quanto relatore della legge e poi come componente di maggioranza, non può che essere un atteggiamento teso solo ed esclusivamente a porre in essere un comportamento in Aula tattico che si contrappone ad analogo atteggiamento tenuto dall'opposizione per raggiungere le finalità che, nell'ambito del confronto democratico, danno soddisfazione alle motivazioni che quei comportamenti spingono.
Poiché tutti quanti noi siamo in grado di ben capire quali sono queste ragioni e quali utilità portano alla fattiva produzione di atti legislativi, e che, quale finalità ultima, si propongono di dare soddisfazione alle esigenze personali, non voglio entrare nel merito, pur ovviamente avendo la mia personale opinione, però è altrettanto vero che la maggioranza, che più di una volta ha qualche problema a garantire il numero legale, di fronte ad atteggiamenti che sono puramente ostruzionistici, o meglio, per non suscitare la reazione di alcuno, preferisco definirli atteggiamenti tattici, altrettanto sia consentito di fare alla maggioranza per cercare di rimediare a situazioni che si presentano in Aula.
Pertanto il mio voto è chiaramente di astensione, perché la dichiarazione di voto, quando la modalità di votazione prevista è a scrutinio segreto, non può che avere quella espressione, chiaramente in questo senso sarà la mia astensione, pur essendo ben chiare le mie posizioni in ordine non solo alla legge nel suo complesso, ma anche con particolare riferimento all'articolo 4 che adesso è stato posto in votazione.
Pertanto con queste precisazioni che erano doverose e con la speranza che l'intervento sia servito per far sì che i colleghi della maggioranza possano, con la loro presenza, garantire il numero legale e l'approvazione della legge, dichiaro il mio voto di astensione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Balletto. Invito, per cortesia, un collega Segretario della maggioranza e un collega Segretario della opposizione a prendere posto qui al banco della Presidenza.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'articolo 4.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 38
votanti 35
astenuti 3
maggioranza 19
favorevoli 34
contrari 1
(Il Consiglio approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BIANCU - BIGGIO - CAPELLI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORONA - DEIANA - DIANA - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - PIANA - PILI - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RASSU - SATTA - TUNIS - USAI - VARGIU.
Si sono astenuti: BALLETTO - FADDA - SANNA Salvatore.)
Si dia lettura dell'articolo 5.
LICANDRO, Segretario:
Art. 5
Autorizzazione della Commissione Europea
1. I contributi previsti dalla presente legge sono erogati solo in seguito all'esito favorevole dell'esame compiuto dalla Commissione Europea a norma dell'articolo 88, paragrafo 3), del Trattato CE e successive modifiche e integrazioni.
PRESIDENTE. All'articolo 5 era stato presentato l'emendamento numero 8 che è stato ritirato. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 5.
Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico.
PRESIDENTE. E' stata chiesta la votazione nominale con il sistema elettronico. I colleghi sono invitati a prendere posto.
Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C). Io dichiaro il voto contrario a questo articolo 5 per ragioni che sono state primariamente annunciate e anche esposte stamani nel corso della discussione dei precedenti articoli. Siccome è anche l'ultimo articolo che attiene al merito di questa legge…
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia. Onorevole Deiana, per cortesia. Prego onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Grazie. Siccome è anche l'ultimo articolo che attiene al merito di questa legge, intervengo per richiamare rapidamente le ragioni per le quali abbiamo ritenuto che si dovesse discutere ed anche - per quanto possibile ciò è anche accaduto - migliorare la legge, che la Giunta aveva proposto e che la maggioranza inizialmente si apprestava ad approvare, ritenendola condivisa, nel testo che originariamente era stato presentato.
La legge è stata modificata, però anche di quelle modifiche migliorative, che l'opposizione ha suggerito e che parte della maggioranza poi ha anche accolto, varrebbe la pena di farne tesoro. Si sono accettate modifiche migliorative che riconducono le misure di aiuto al sistema economico, ai settori produttivi, nell'alveo della normativa generale, quindi leggi di settore, finalità esplicite, garanzia di pubblicità, iscrizione nel bilancio della Regione, quindi nessuna gestione fuori bilancio come voi prevedevate inizialmente col fondo a disposizione della Giunta, senza che vi fosse l'intervento programmatorio della spesa da parte del Consiglio; però fatto il più, pare che vi vogliate accanire contro voi stessi in definitiva, mantenendo istituti che entrano in contrasto con le norme precedenti che sono state migliorate e meglio approvate.
Ma che senso ha prevedere ancora nell'articolo 5 che i contributi previsti dalla presente legge devono essere rimessi, perché vengono erogati, o sarebbero erogati, in seguito all'esito favorevole dell'esame compiuto dalla Commissione Europea. Ma se la Regione ha recepito leggi dello Stato e quelle leggi dello Stato funzionavano perché erogavano contributi al sistema produttivo e quelle leggi dello Stato sono tutte munite di regolamento e voi vi siete riservati, con l'articolo precedente, di specificare anche attraverso direttive in via amministrativa, laddove un regolamento non ci fosse, o laddove avete aggiunto, anche fosse insufficiente, di precisare con direttive amministrative l'applicazione, l'operatività di quelle leggi di incentivazione, adesso vi riproponete di riattivare la procedura di notifica all'Unione Europea. Di che cosa? Delle direttive, no, data la legge sostanziale che esiste a monte, che ha funzionato per lo Stato, perché mai non dovrebbe funzionare per la Regione, visto che la Regione la sta recependo così com'è?
PRESIDENTE. Qualche secondo per concludere, onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Visto che i regolamenti ci sono già e che lo Stato avrà pure legittimato queste leggi nella sua relazione con l'Unione Europea, voi introducete di nuovo questa cosa, perché delle due l'una, o pensate ancora che le direttive possono essere norme sostanziali, modificative o sostitutive di legge (il che non può essere, prima lo pensavate, poi avete detto di aver cambiato idea), oppure volete complicare tutto, per cui questi flussi di sostegno alle imprese in Sardegna, che prima attraverso le leggi dello Stato arrivavano, adesso andrebbero a disperdersi, ad aspettare, a non soccorrere il sistema economico regionale perché le dovete inserire in chissà quale altro circuito dannoso che ritarderebbe, nella migliore della ipotesi, l'utilizzazione delle risorse.
Questo articolo 5 non c'entra niente, ecco perché, certo è voto palese, ma palesemente e tranquillamente se il Consiglio regionale casserà questo articolo, avrà fatto solo una buona azione, rendendo il sistema appena appena più lineare e più credibile, se no rimarrebbe sempre, come dire, non dico il sospetto, ma il dubbio che si dice una cosa per farne un'altra.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cogodi.
Ha domandato di parlare l'Assessore dell'industria per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.-Sardegna), Assessore dell'industria. Tutto sommato, anche a seguito delle modifiche emendative compiute stamattina, in particolare all'articolo 2, io credo che si possa considerare ormai questo articolo 5 certamente non dannoso ma probabilmente effettivamente inutile; nel senso che, poiché si può ritenere che non dovendo essere necessaria, se non in sede transitoria, la ripartizione del fondo, il ricorso alle direttive potrà essere molto limitato, per cui evidentemente qualora fosse necessario notificare sarà fatto, ma può essere, a questo punto, anche non opportuno esprimere esplicitamente un condizionamento dell'erogazione dei contributi ad una notifica che, di fatto, quasi sicuramente noi crediamo non avverrà, se non nei casi in cui si ritenesse strettamente necessario fare delle direttive, così come abbiamo previsto nell'articolo 3.
Quindi io dichiaro il mio voto contrario all'articolo, per sopprimerlo, e invito tutti a fare altrettanto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore. Presidente, grazie. Stamane nel corso del parere che la Commissione ha dato sugli emendamenti, ho avuto modo di riferirlo anche con riferimento all'emendamento numero 8 che è stato poi ritirato. L'emendamento numero 8 recava proprio "l'articolo 5 è soppresso", in quella occasione avevo proprio detto che questo articolo qui si manifestava pleonastico, nel senso che forse era una indicazione superflua in relazione al fatto che le leggi nazionali, che sono oggetto di recepimento, sicuramente e certamente, hanno già avuto, per gli interventi che si propongono di attuare, quindi a sostegno dei vari settori produttivi, il parere favorevole dell'Unione Europea, e che in quest'ottica tutto sommato quell'emendamento poteva essere accolto.
Quindi, preso atto del parere e dell'intervento reso in dichiarazione di voto dall'Assessore competente, a nome della Commissione, quindi della maggioranza, posso affermare che il voto può essere anche nella direzione della sua soppressione. Grazie.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 5.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - LADU - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RASSU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - TUNIS - USAI - VARGIU.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 66
votanti 66
maggioranza 34
contrari 66
(Il Consiglio non approva)
Per quanto riguarda l'articolo 6, vi è da precisare che, per un refuso, è stato riportato il termine "lire" al posto di "euro", quindi si intende euro e non lire, così come è correttamente riportato al primo comma di questo articolo.
Si dia lettura dell'articolo 6.
LICANDRO, Segretario:
Art. 6
Norma finanziaria
1. Agli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge, quantificati in euro 49.813.000 per l'anno 2002 e per gli anni successivi, si fa fronte con le risorse messe a disposizione dallo Stato in attuazione degli articoli 2 e 4 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 22 dicembre 2001; gli stessi oneri fanno carico alle sottoindicate UPB del bilancio della Regione per gli anni 2002-2004. Agli oneri successivi all'anno 2004 si provvede con legge di bilancio.
2. Nel bilancio della Regione per l'anno 2002 ed in quello pluriennale per gli anni 2002-2004 sono introdotte le seguenti variazioni:
Entrata
In aumento
03 - PROGRAMMAZIONE
UPB E03.002
(NI) Dir. 01 203 II
Contributi statali per agevolazioni a favore del sistema produttivo
2002 lire 49.813.000
2003 lire 49.813.000
2004 lire 49.813.000
Spesa
In aumento
03 - PROGRAMMAZIONE
UPB S03.010
(NI) Dir. 00 02 12 II
Fondo per agevolazioni a favore del sistema produttivo
2002 lire 49.782.000
2003 lire 49.782.000
2004 lire 49.782.000
02 - AFFARI GENERALI
UPB S02.045
Oneri per il trattamento economico dei dipendenti, ivi compreso il salario accessorio
2002 lire 25.000
2003 lire 25.000
2004 lire 25.000
UPB S02.069
Versamenti di ritenute e acconti
2002 lire 6.000
2003 lire 6.000
2004 lire 6.000
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L.). Presidente, credo che sarebbe interessante per il Consiglio e per tutti noi, lo domando così per informazione visto che non è stata prodotta adesso, chiedere all'Assessore e alla Giunta la specifica dei fondi, in base a quali leggi arrivano, perché essendo leggi differenziate verosimilmente hanno ciascuna uno stanziamento, quindi sarebbe interessante capire quali sono le leggi finanziate e quali no, perché anche questo resti agli atti e sia un'ulteriore occasione di valutazione per conto nostro, anche per seguire l'iter di questa legge.
Chiedo, appunto, alla Giunta se è possibile avere questa informazione e la relativa documentazione, e poi capire; colgo l'occasione anche per chiedere se questi fondi sono stati già accreditati, direi di no, ma su questo vorrei qualche informazione, perché credo che il problema - lo dico qua incidentalmente - della situazione finanziaria, dei rapporti tra noi e il Governo sui trasferimenti di fondi, stia subendo un momento di seria difficoltà, quindi vorrei capire se questi soldi ci sono, se questi fondi sono stati già versati, quando ci verranno trasferiti, se c'è una previsione. Conoscere questo è essenziale per capire la decorrenza della legge stessa.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'industria. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.-Sardegna), Assessore dell'industria. Preciso che non c'è uno stanziamento legge per legge; ovviamente ciò che il decreto del dicembre 2001 ha ripartito fra le Regioni (non ricordo esattamente la quota per la Sardegna non avendo qui le carte adesso, mi pare si aggiri intorno al 4,7 per cento del totale), è stabilito sulla base degli stanziamenti dell'ultimo anno in cui le leggi erano di competenza statale, quindi 2001.
Quindi noi abbiamo iscritta in bilancio la quota di 49 milioni di euro perché questi sono i dati di quanto, ad oggi, tra l'altro con una certa prudenza, sappiamo verrà trasferito. Possiamo dare, legge per legge, quelle che sono state le erogazioni effettive nel 2001, le quali non corrispondono esattamente a questo stanziamento. Se i colleghi del Consiglio sono d'accordo, do la comunicazione qui agli uffici perché possano consegnarla a tutti i consiglieri, può essere un dato effettivamente interessante, però con l'avvertenza che quel totale di 42 milioni non corrisponde perché il dato riguarda le somme stanziate nel 2001, mentre qui abbiamo i dati delle erogazioni effettuate nel 2001.
I fondi non sono accreditati perché si attendeva l'approvazione della legge, esattamente l'istituzione di questo nostro fondo unico per poter permettere l'accreditamento. Se noi, infatti, oggi non approvassimo questa legge, ci sarebbe il rischio che lo Stato, non avendo la Regione permesso l'accreditamento, potrebbe decidere coerentemente di ripartire queste somme tra le altre Regioni.
PRESIDENTE. Grazie onorevole La Spisa. Si disponga perché venga distribuito, anche durante il proseguo dei lavori, una copia di questi prospetti.
Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 6.
(Interruzioni)
Chiedo scusa ai colleghi, non ho dato il via alla votazione. Il collega Selis ha chiesto di poter prendere visione della tabella che adesso faremo distribuire. Quindi, sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 46 , viene ripresa alle ore 18 e 08.)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori.
Onorevole Selis, possiamo riprendere i lavori?
SELIS (La Margherita-D.L.). Sì, sì.
PRESIDENTE. Lei ha visto ciò che doveva vedere. Colleghi, per gentilezza, riprendiamo posto. Ricordo che siamo in sede di discussione dell'articolo 6.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Presidente, la consegna di questa tavola è abbastanza significativa. La prima considerazione che emerge è che vengono finanziate solo sette leggi a fronte delle ventiquattro di cui chiediamo il recepimento, cioè su 24 solo 7 sono oggetto della costituzione del fondo e quindi motivano questa urgenza di dover disporre l'accantonamento nel fondo unico. Sarebbe opportuno, quanto necessario conoscere perché non esistano risorse sulle altre leggi e per quali ragioni esse vengano inserite nell'elenco di cui all'articolo 1 se non ci sono risorse finanziarie in trasferimento, e non ci sono nel 2000 e neanche nel 2001.
Parrebbe che sia una costante, non un incidente causale allocabile in un anno. Noi non vorremmo, come abbiamo supposto e paventato, che, in maniera surrettizia, la Giunta e la Commissione (che devo dire spesso parla più a nome della maggioranza che non a nome della Commissione, dovrebbe infatti essere adoperato un linguaggio diverso e appropriato; lo dico con senso di collaborazione anche al collega Balletto il quale spesso si fa trascinare dalle sue appartenenze) abbiano utilizzato questa norma non tanto per non perdere l'opportunità di ricevere queste risorse, ma per altre finalità. Noi abbiamo manifestato dubbi che via via sono stati accresciuti dalle informazioni e dai documenti che abbiamo acquisito nel corso di questo dibattito, questi ultimi confermano, anzi dilatano ulteriormente le nostre perplessità. Sarebbe utile che ci venisse spiegato quanto chiediamo di sapere, assieme al fatto che la Commissione, invece di addentrarsi in altre cose o fare altro, avrebbe dovuto anche prestare attenzione a che gli importi venissero riportati in euro e non in lire, come invece risulta nel testo di legge.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Noi abbiamo compiuto, quando dico noi adesso mi pare di poterlo dire da parte dell'opposizione nel suo insieme, uno sforzo serio concentrato in alcune ore di lavoro nella giornata di oggi, perché per due giorni abbondanti il Consiglio regionale non ha potuto operare minimamente perché la maggioranza ha fatto mancare il numero legale e perché il Presidente ha ritenuto di rinviare ad oggi i lavori del Consiglio anziché a ieri. Concentrando la nostra iniziativa, il nostro lavoro in alcune ore, abbiamo discusso una legge importante.
Abbiamo proposto di migliorare questa legge importante ed è stata migliorata sostanzialmente, dando una buona indicazione di lavoro serio, di lavoro produttivo, di lavoro utile, che è il metodo che il Consiglio regionale dovrebbe adottare sempre, senza intemperanze, senza disturbi, senza facilonerie, non confondendo il diritto elementare alla informazione, perché se tutti in questo mondo devono decidere, quelli che possono decidere qualcosa, a maggior ragione chi decide leggi, cioè decide cose per gli altri, hanno il dovere essenziale di essere informati e di informarsi oltreché il dovere essenziale di fermarsi quando non hanno le informazioni necessarie per poter decidere. Mentre per poter chiacchierare liberamente, non c'è bisogno di molte informazioni, basta che si dica quello che passa per la testa, come anche in questo momento fa la gran parte del Consiglio.
Da ultimo, per quanto riguarda la cognizione e quindi la trasparenza che si dà alla portata di questa legge, ai suoi effetti, attraverso la richiesta formulata dal collega Selis e la tabella indicativa fornita dalla Giunta, mi chiedo: perché la Giunta fornisce i dati che sono in suo possesso, che sono dati essenziali per valutare la portata delle leggi, solo quando vengono richiesti e magari in articulo mortis, lì di fronte alla bara, quando si sta votando l'ultimo articolo della legge? Questi dati non era importante averli prima? Non era rilevante per tutto il Consiglio, a partire della maggioranza che porta più responsabilità nell'approvare le leggi della Giunta? Ma questi non erano dati importanti da conoscere prima? Ancorché tutto venga pilotato, ancorché sentiamo da tre o da cinque giorni a questa parte che la politica regionale sarebbe tutta ed esclusivamente attenta al momento in cui Pili riunirà la maggioranza per concordare la vicenda dell'ambito delle acque (anche quello è un problema e ci arriveremo), nel frattempo il Consiglio regionale sta discutendo cose importanti, una volta tanto sta discutendo cose importanti in modo serio.
E da queste tabelle si evince; vale sottolinearlo, vale che si sappia, si conosca e si valuti fuori da quest'Aula, stiamo parlando dei sostegni, del regime degli aiuti dello Stato italiano ad una Regione come la Sardegna per tutti i comparti economici. E questo Stato italiano, questo Governo dello Stato italiano, questo Governo amico vostro e nemico della Sardegna come se la cava? Con 90 miliardi, con 40 milioni di euro. Questo Governo amico vostro, il Governo Berlusconi, è nemico della Sardegna e del suo assetto produttivo! Ma l'industria della Sardegna, ma l'agricoltura della Sardegna, ma il turismo della Sardegna (che tanto pare vi stia a cuore solo quando dovete massacrare il territorio), ma l'artigianato, ma tutte le forme produttive di questa Regione sono riassunte in ventiquattro leggi che sono state calendate e recepite nella normativa regionale; tutte queste leggi sono finanziate dallo Stato italiano per il riequilibrio, per lo sviluppo, per superare il gap, il ritardo, per tutto questo sono stati previsti 90 miliardi. E di ventiquattro leggi di settore solo nove hanno una lira? E le altre quindici leggi non hanno manco una lira, tabella "zero", anno 2000 "zero", anno 2001 "zero". Questo è il Governo amico! Questo è il sostegno che la politica del Governo nazionale dà all'economia della Regione? E le intese, gli accordi e le pacche sulle spalle quando chiamate le televisioni per prendere qualche miliardo riciclato, si toglie da tutte le parti e si dà, o si dice che si darà qualcosa nei prossimi 7 anni? Aria riciclata ed aria viziata, sempre e comunque ciò traspare da questa tabella.
Questa legge, non ne avesse altri, un merito l'ha avuto e l'ha, quello di notificare a tutto il sistema produttivo della Sardegna, agli imprenditori, al mondo del lavoro e alla società sarda, che mai il Governo fu più amico vostro e più nemico della Sardegna, perché toglie anche il poco che storicamente e tradizionalmente ogni Governo nazionale ha potuto disporre per il Mezzogiorno, per le isole ed anche per la nostra Regione. Questo è il dato che si manifesta.
Ecco perché voi nascondete le tabelle fino a quando potete, e le esibite solo quando formalmente, anche all'ultimo minuto, vi vengono richieste;le avete lì e non le fate vedere, almeno non le fate vedere al Consiglio, non le fate vedere all'opposizione. C'è da pensare che non le facciate vedere neppure alla maggioranza o a tutta la maggioranza e che gran parte della maggioranza vi segua così, passivamente, pensando ad altro. Però a quei colleghi della maggioranza che adottassero questo comportamento bisognerebbe ricordare che fanno male, malissimo. Fate la maggioranza, ma fatela! State al governo ma governate! Difendete almeno il ruolo, difendete almeno la funzione, consentite al Consiglio di lavorare. Consentite all'opposizione di dare un contributo, così come lo sta dando, ma consentite anche a voi stessi di dare quel contributo che è indispensabile perché il Consiglio possa produrre leggi buone, cioè efficaci ed utili, in questo caso, per tutto il sistema produttivo isolano, quindi per tutta la società sarda.
PRESIDENTE. Onorevole Selis, lei è già intervenuto? Sull'articolo 6, lei è intervenuto; mi dicono così, onorevole Selis. Non si può intervenire due volte, lo sa.
COGODI (R.C.). E' intervenuto per chiedere le tabelle.
PRESIDENTE. Guardi che l'onorevole Selis non ha bisogno di un avvocato.
(Interruzioni)
Neanche io, può stare tranquillo, guardi. Non ho bisogno di avvocati in genere, di un medico qualche volta mi capita, avvocati no.
Onorevole Selis, la prego, mi dicono che lei ha già parlato, ci sono i suoi compagni di Gruppo che possono invece intervenire.
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Mi riservo di intervenire anch'io in un secondo momento, Presidente, chiedo di parlare adesso per dire come sono andate le cose. Presidente, il collega Selis ha semplicemente chiesto delle tabelle prima di procedere al voto; tant'è vero che, dopo la sua richiesta, si sono sospesi i lavori del Consiglio in quanto l'assessore La Spisa ha dichiarato la propria disponibilità a consegnarle. Io vorrei capire, allora, dagli Uffici, visto che qualcuno glielo ha riferito, come deve votare l'onorevole Selis. Qual è la dichiarazione di voto o che intervento ha fatto l'onorevole Selis?
PRESIDENTE. Onorevole Fadda, stiamo discutendo l'articolo 6, Mi dicono, poiché in quel momento non presiedevo io, che l'onorevole Selis ha già fatto il suo intervento, il Regolamento dice che si può intervenire una sola volta. Può intervenire, così può fare dichiarazione di voto, sull'ordine dei lavori; questo è consentito dal Regolamento.
Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L.). Presidente, sull'ordine dei lavori vorrei dire che spesso leggi così importanti abbisognano di un qualche chiarimento. Io ho chiesto una tabella (che spero sia stata utile a tutti i colleghi) che consentiva di procedere alla discussione e alla votazione. La questione sull'ordine dei lavori che pongo è questa: non ritengono la Presidenza, la Giunta e l'intero Consiglio, che quando ci sono da votare articoli di una qualche complessità, chiedere la specifica, che non è stata ancora fornita, né in Commissione, né in Aula, sia un atto utile, propedeutico ad una votazione consapevole? Secondo me, lo è, per cui lo propongo perché resti agli atti per il futuro, non per adesso; adesso andremo avanti e voteremo.
Nel dire queste cose, vorrei sottolineare che il mio intervento sull'ordine dei lavori ha un senso perché la richiesta della tabella tendeva utilmente a farci sapere che cosa stiamo votando, cioè la sua conoscenza ci consente di avere consapevolezza da un lato del fatto che le leggi che stiamo recependo sono per due terzi senza copertura finanziaria, quindi la Giunta, soprattutto con il nostro sostegno, se lo ritiene, apra su questo una vertenza con il Governo, e si trovi almeno su questo un'unità autonomistica, come si chiamava una volta; dall'altro lato suggerisco alla Giunta di cogliere l'occasione di questa questione con il Governo per riaprire l'intera vertenza sulle entrate, sia su quelle future (abbiamo sentito il Presidente Pili che ci parlava del Piano di rinascita), sia su quelle che ancora attendono una conclusione, le partite Iva e quanto altro.
Infine, lo dico all'Assessore e al Presidente, perché immagino che siano preoccupati, si riapra e si porti in quest'Aula la vertenza sui trasferimenti finanziari, perché il Governo non solo non ci sta dando i soldi futuri dei piani di rinascita, come prima ho detto, ma non ci sta trasferendo neanche quello che ci deve; la Regione sta ricorrendo, per problemi di cassa, al credito ordinario, è una cosa delicata. Queste cose che sto dicendo non sono di sinistra, di destra, di centro, è un problema di amministrazione, e io le sto dicendo adoperandomi perché questo argomento entri all'ordine del giorno dei lavori, ci entri in questa fase, se vogliamo, o nella fase finale, ma ci coinvolga tutti.
Ecco inserisco un altro argomento all'attenzione del Consiglio e della Giunta sull'ordine dei lavori, perché ritengo invece che in relazione a questa legge, che abbiamo un po' preso sottogamba, ci siano problemi e tematiche da esaminare in qualche modo con più attenzione in quanto non riguardano l'interesse della sinistra, della destra o del centro, ma l'interesse di questa amministrazione e soprattutto l'equilibrio finanziario che oggi è fortemente compromesso.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 6. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita - D.L.). Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. Sull'articolo 6 è stato chiesto il voto segreto. Prego i colleghi di prendere posto.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto per dichiarazione di voto di astensione. Ne ha facoltà. Mi permetto di rammentare che può essere svolta solo la dichiarazione di voto di astensione in quanto è stata chiesta la votazione a scrutinio segreto.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Fa bene, Presidente, anche perché in precedenza ho reso una dichiarazione di voto di astensione e poi nel momento in cui ho votato, per abitudine, ho votato esprimendo un voto non di astensione, per cui poi gli Uffici ovviamente hanno provveduto a correggere e rettificare.
La mia dichiarazione di voto è di astensione; ovviamente devo dire, così come ho fatto in analoga e precedente dichiarazione di voto, che questa dichiarazione viene resa in atteggiamento altrettanto tattico rispetto a quanto non venga fatto dall'opposizione che, dal proprio punto di vista, non perde occasione per far rilevare il limite della maggioranza quando quest'ultima non è in grado di garantire il numero legale.
E` vero che forse in questa circostanza, anche alla luce delle argomentazioni dei colleghi che sono intervenuti (il collega Selis, quando ha chiesto la specifica degli stanziamenti relativi alle leggi nazionali che con questo provvedimento si recepiscono nell'ordinamento legislativo regionale, e con i successivi interventi in ulteriore chiarimento, entrando poi nel merito del problema sulla base del documento, della tabella che è stata presentata dall'Assessore e distribuita ai colleghi del Consiglio, da parte dell'onorevole Gian Valerio Sanna), sono stati sollevati dei problemi che attengono al contenuto e non solo a questioni di carattere tattico-strategico-ostruzionistico, lo si definisca come si vuole a seconda della parola che a ciascuno di noi può apparire più appropriata.
Nonostante tutto questo, ovviamente, la risposta non può che essere altrettanto tattica per consentire ai colleghi (pure presenti, perché oggi la maggioranza ha dimostrato di essere in Aula)di garantire il numero legale e supportare i provvedimenti all'esame con il proprio voto; è anche vero che i colleghi sono in prossimità dell'Aula, dunque non esistendo e non essendo previsto dal nostro Regolamento un tempo minimo che consenta a coloro che sono fuori di poter essere in Aula, necessariamente occorre dar loro il tempo che è necessario per provvedere all'espressione del voto che poi è un diritto di ciascuno di noi.
Credo altrettanto tatticamente di avere assolto al mio compito di componente della maggioranza, di avere dato questo tempo ai colleghi e con questo, pur essendo chiara la mia posizione non solo sull'articolo, ma sull'intera legge, esprimo il voto di astensione.
PRESIDENTE. Però, onorevole Balletto, il suo discorso mi costringe a dire che bisogna sempre intervenire nel merito delle questioni, invece capita spesso che non sia così, non solo da parte sua,. Capisco che uno strategicamente possa anche intervenire per fare ciò che ha fatto lei, che può avere dal punto di vista politico anche una certa legittimità, non è necessario dirlo però, perché se lei dice che prende la parola per questo, io gliela devo togliere, infatti non le posso dare la parola per consentire ai colleghi che sono fuori di arrivare. Mi perdoni questa precisazione. Quando chiede di intervenire, intervenga, lei è uomo che senz'altro sa trovare le parole per valutare, criticare o esprimere pareri favorevoli. Io apprezzo moltissimo la sincerità, non c'è ombra di dubbio, l'apprezzo molto e credo che lei mi avrà capito.
Siamo in sede di votazione dell'articolo 6, ricordo che è stato chiesto il voto segreto.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'articolo 6.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 39
votanti 36
astenuti 3
maggioranza 19
favorevoli 34
contrari 2
(Il Consiglio approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - PIANA - PILI - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RASSU - SATTA - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.
Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - BALLETTO - FADDA.)
Passiamo ora alla votazione della legge nel suo complesso. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Presidente, noi voteremo contro questa legge, ma vogliamo precisare il significato del nostro votare contro perché questo non si presti a facili strumentalizzazioni, bensì venga ripercorso correttamente il senso logico che noi abbiamo dato, in questa tornata, all'esame di questa legge. Votiamo contro perché c'è un'incongruenza tra quello che è stato dichiarato necessario per il tramite di questa legge e quello che effettivamente si sta andando a fare. La sproporzione fra... Presidente, se la tecnica di parlare è un modo per avere una scorciatoia, per accelerare i tempi, bisogna che si sappia, la gente rinuncia e si va veloci...
Abbiamo detto che su ventiquattro leggi, recepite in questo provvedimento, solo sette finanziate, sono una enormità che ha bisogno di una spiegazione. Probabilmente il tentativo che abbiamo fatto, di far capire che attraverso simili atti si concretano delle ferite mortali all'autonomia, non ha avuto successo; credo che sia molto debole il senso della difesa dell'autonomia di questa maggioranza e, conseguentemente, in questo Consiglio. Basterebbe far riferimento alle sette leggi finanziate. Pensate che il 50 per cento di quei fondi attengono a interventi per attività minerarie e per tutela ambientale, la metà. Mentre alcuni interventi irrisori, quali gli incentivi fiscali al commercio, gli interessi sulle operazioni di credito che non superano ciascuno i tre o quattro miliardi, e gli interventi per le piccole imprese commerciali, vengono affrontati come una priorità sulle priorità quando noi abbiamo, a causa del vostro Governo, le leggi sull'artigianato ferme perché senza convenzione con gli istituti di credito, la legge del commercio inattiva nonostante la copertura finanziaria perché non le avete dato direttive e attuazione. L'Assessorato, che è il recettore maggiore di questi fondi per le tabelle che ci avete consegnato, ha oggi ancora in cassa 80 miliardi fra competenza e residui e voi volete far credere che questo atto che umilia l'autonomia sia un atto necessario e non un capriccio per concretare, anche attraverso un mezzuccio, quella potestà monocratica che volete portare su questo Consiglio.
Il nostro voto è contrario per queste ragioni, per questo tentativo continuo che inducete per truffare la buona fede dei colleghi di questo Consiglio che non si vogliono adattare ad una logica di silenzio-assenso nei confronti di una sciagurata esperienza di governo che si accompagna ad assenza di democrazia, ad ostinato atteggiamento antidemocratico quando non vuole prendere atto di non avere i numeri in quest'Aula, ciononostante prende anche delle posizioni incomprensibili nell'accettare acriticamente una posizione dello Stato che è minimalista, quasi da presa in giro nei confronti della nostra autonomia, con quattro lire che noi vogliamo far apparire agli occhi dei sardi o agli occhi delle imprese.
Certo, 80 miliardi sono importanti, ma quelli che giacciono nelle nostre casse e che non vengono erogati per la nostra insipienza sono dieci, venti volte tanto, bisogna che queste cose si dicano con chiarezza. Ma il nostro voto contrario è perché noi non accetteremo da qui in poi il vilipendio dell'autonomia che state portando avanti ogni giorno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FALCONI (D.S.). Signor Presidente, intervengo brevemente per dire che anche noi voteremo contro questa legge, ma non perché siamo contrari a recepire le leggi nazionali e con esse il finanziamento proveniente. Noi, già negli anni scorsi, abbiamo sollecitato il recepimento del decreto 112, e non solo, però oggi abbiamo assistito, ma a dire il vero ne avevamo già avuto la sensazione in Commissione Terza, a un modo di procedere che è assolutamente inefficace anzi iniquo nei confronti del mondo delle imprese, come poc'anzi è stato sottolineato. Noi, da tempo, abbiamo suggerito, con la presentazione di testi di legge, che peraltro la stessa Giunta ha presentato in forme analoghe, un modo di procedere moderno, in linea con ciò che le imprese si aspettano e che soprattutto l'Europa ci suggerisce di fare.
Ad oggi questa maggioranza non è stata in grado di assicurare, nelle Commissioni e in quest'Aula, né voglia di fare né tanto meno i numeri, collega Balletto, per garantire un lavoro serio, proficuo ed efficace a vantaggio di quel mondo che voi stessi dite di rappresentare qui dentro e nella società sarda. Quel mondo delle imprese che deve invece accontentarsi di un marasma legislativo che noi volevamo semplificare, rendere efficace, trasparente soprattutto. Lo volevamo rendere trasparente attraverso la forma di bandi e, in qualche caso, solamente in qualche caso, a sportello. Ditemi voi come si potrà dare risposta al recepimento di queste leggi nazionali, in alcune non vi sono somme disponibili, però le recepiamo ugualmente, in altre vi sono somme ridicole, in altre ancora vi sono, come nel caso della "221" del 1990, somme consistenti.
Ma, sulla "221" del 1990, voglio richiamare l'attenzione della Giunta, sto parlando delle aree minerarie dismesse, essa riguarda non certamente e non solo il Sulcis, ma la gran parte della Sardegna che ancora aspetta finanziamenti per porre rimedio ai danni che, in molti casi, hanno causato le miniere. Ricordo che questa legge è efficace in un raggio di 50 chilometri attorno al punto dove insiste oppure c'è stata una miniera nei decenni precedenti, per cui riguarda pressoché tutta la Sardegna. Non so come si farà fronte a quelle misure e a quella necessità di risposte con 18 milioni di euro, con 35 miliardi di vecchie lire, ma di questo ne riparleremo.
Voteremo contro questa legge perché riteniamo, e chiudo su questo argomento, che la forma corretta di dare risposte e di lavorare non sia questa, ma sia invece quella di partecipare davvero alle Commissioni in modo fattivo, costruttivo, per poi arrivare in Aula, come siamo arrivati oggi noi, in forma costruttiva. Badate, il provvedimento in esame esce in forma "meno peggio", passatemi la dicitura, perché l'abbiamo parzialmente corretto in Commissione Terza, e successivamente in Aula; ma, collega Balletto, non l'hanno corretta le vostre assenze, l'abbiamo corretta noi, l'hanno corretta i nostri emendamenti in Commissione Terza e in Aula. Per fare le cose bene nei confronti dell'intera Regione, in particolare del mondo delle imprese, ci vuole presenza e soprattutto costruttività e questa non è certamente una legge che va in quella direzione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L.). Presidente, chiedo di intervenire per dichiarazione di voto. Io voto contro questa legge, ma lo faccio con amarezza e malvolentieri perché avrei gradito che la Giunta mi mettesse in condizione di votare a favore un provvedimento che avrebbe potuto rappresentare un momento di unificazione delle forze autonomiste di quest'Aula. Invece, nei pochi minuti consentitimi dal Regolamento, voglio motivare questo mio voto.
Il primo motivo è il ritardo con cui la legge arriva in Aula. Una legge che è in attuazione di un decreto della fine dell'anno scorso e quindi dopo un anno, allora per motivi, quelli che volete, verificateli, non si può arrivare in Aula, come sempre all'ultimo momento, e dire: "Siccome non si può fare altro di meglio, votiamo!".
Il secondo motivo è la correttezza legislativa. Io non credo che questo modo di legiferare sia istituzionalmente corretto, ho sollevato un'eccezione formale, che la Giunta e il Consiglio hanno ritenuto di non recepire, sulla correttezza dell'articolo e la coerenza con l'articolo 30 dello Statuto. Non credo che sia un sistema corretto, lo ribadisco perché resti agli atti, questo è un motivo fondamentale per cui ci è impedito di collaborare alla costruzione di una legge che avrebbe potuto giovarsi dei contributi che in Commissione i colleghi hanno dato, che non ha consentito di migliorarla compiutamente.
Il terzo motivo è il reiterato tentativo di esautorare il Consiglio trasferendo, con eccessi di delega, funzioni che sono tipicamente regolamentari dal Consiglio alla Giunta, senza che per questo ci sia più nessuna azione di vigilanza, per cui il Consiglio non è messo nelle condizioni di svolgere il suo compito.
L'essenza del mio voto contrario trova riscontro e motivo soprattutto per quanto riguarda la parte politico-finanziaria. La tabellina che ci è stata fornita non è un fatto secondario: in essa riscontriamo ventiquattro leggi, di cui solo sette sono finanziate. Dovremmo chiederci assieme come mai le altre leggi nel 2001 non hanno avuto una sola lira di finanziamento in Sardegna; invece sono solo io che chiedo, prima di tutto, se c'è un'attività promozionale, un'attività informativa, una carenza di iniziative delle imprese o, ancora, se c'è anche carenza di iniziative del Governo e di questo stesso Consiglio regionale.
In secondo luogo, se queste leggi non sono finanziate e non hanno avuto in Sardegna alcun riscontro, non sarà il caso di discutere e contestare il metodo della spesa storica, come altre volte questa Regione ha fatto, maggioranza e opposizione di turno, nei decenni scorsi, nei confronti dei governi, per avere quella maggiore attenzione che non si è avuta nel passato, perché quindici leggi non hanno avuto in Sardegna un finanziamento e riaprire la questione finanziaria?
Terzo: cogliere l'occasione per rilanciare compiutamente la vertenza delle entrate, in modo tale che tutte le partite aperte, alla luce anche di questa nuova, ritrovino un loro compimento. Quarto: in questo quadro, avere per noi più forza autonomistica per rilanciare anche il discorso del Piano di rinascita e le altre cose con una vertenza che presuppone l'esistenza di una capacità vostra di coinvolgere il Consiglio, le forze e le parti sociali, le forze produttive, ma soprattutto una vostra volontà di Giunta, di maggioranza, di non essere subordinati e succubi di questo Governo e di questa maggioranza che sta mortificando la nostra autonomia e compromettendo il nostro avvenire.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, io voterò a favore del disegno di legge numero 306/A, anche se riconosco che i finanziamenti relativi sono insufficienti alle esigenze che il mondo delle imprese sarde ha.
Però mi corre l'obbligo di essere onesto fino in fondo nei confronti di quest'Aula e di richiamare alla nostra attenzione il fatto che il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, datato 22 dicembre 2001, nient'altro poteva fare che confermare le cifre percentuali già definite con il decreto dello stesso Presidente del Consiglio dei Ministri, datato 10 febbraio 2000, a firma, per il Presidente, del Ministro Visentini, il quale assegnava alla Sardegna la percentuale del 6,57 per cento del totale delle risorse che, a termini del decreto legislativo 112, veniva messo a disposizione delle Regioni. Quindi è chiaro che, partendo da queste cifre nel 2001, nient'altro poteva essere fatto se non confermarle e limitarsi a disporre il loro trasferimento.
Però la sostanza del problema rimane, infatti questa Giunta regionale, anche se non ha, ma è pronta a farlo, reso conto a questo Consiglio dell'attività già svolta in materia di vertenza nei confronti del Governo centrale, continua a rivendicare per la Sardegna le risorse che noi riteniamo le debbano competere, non solo per il futuro, ma parliamo anche per il pregresso per quanto riguarda l'adeguamento delle entrate a quelle, così come concordato, delle altre Regioni a Statuto speciale, per quanto riguarda l'iva, come è stato citato, per quanto riguarda la partita della sanità e per quanto riguarda tutta una serie di entrate della Regione che debbono essere riportate agli stessi livelli di contribuzione percentuale riferite al 1983, così come richiamato nell'intesa dell'11 aprile 1999. Tutta questa attività è stata svolta in continuo confronto con il Governo e quindi, se il Consiglio riterrà opportuno, la Giunta non avrà alcuna difficoltà a rendere conto della stessa, svolta fino a questo momento, in situazione di contestazione, chiamiamola così, di contrapposizione, di vertenza, nei confronti del Governo centrale in materia di entrate.
Quindi, in conclusione, il voto mio è favorevole nonostante l'insufficienza delle risorse messe a disposizione dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri datato 2000, firmato Bassanini.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, procediamo alla votazione.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 306/A.
Colleghi, il voto è palese, mi pare di capire che qualcuno abbia sbagliato, si può anche chiarire.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Lo lasci dire a lui!
PRESIDENTE. Onorevole Tunis, cosa mi vuole dire?
TUNIS (Rif. Sardi-U.D.R.). Signor Presidente, ho sbagliato nel votare, il mio voto è favorevole.
PRESIDENTE. Non è la prima volta che prendiamo atto che un collega ha sbagliato, può succedere, votando qualche volta si può sbagliare.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - PIANA - PILI - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RASSU - SATTA - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 67
votanti 66
astenuti 1
maggioranza 34
favorevoli 38
contrari 28
(Il Consiglio approva)
PRESIDENTE. Il terzo punto all'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 229/A. Ha domandato di parlare sull'ordine del giorno il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Voglio rammentare a lei, signor Presidente, e a tutti i Presidenti di Gruppo, che avranno presente la cosa perché è abbastanza fresca, che l'altro ieri, nel corso della riunione della Conferenza dei Presidenti di Gruppo, convocata per definire l'ordine degli argomenti da esaminare in Consiglio, è stata posta, in modo esplicito, la questione di alcuni di essi, tra cui questo appena nominato, non sufficientemente istruiti e non portati alla conoscenza minima, nei loro contenuti, dell'Assemblea legislativa; per cui si era chiesto un rimedio a quel limite, cioè al fatto che gli atti, di cui nella norma secca di poche righe si dice siano allegati, e se ne dà atto in legge che sono allegati, quindi sono parte costituiva dell'eventuale norma che si approvasse, non erano pervenuti alla conoscenza dei consiglieri regionali, per lo meno non erano pervenuti nella nostra conoscenza.
Ho anche presente che, in conclusione della riunione antimeridiana di oggi, rinviando il Consiglio a questo pomeriggio, il Presidente del Consiglio avvertiva che questi allegati erano stati depositati in Aula. A parte che, a chi chiede una cosa, comunicargliela in conclusione della seduta significa farlo lavorare nel breve intervallo, mentre invece noi siamo applicati, quando c'è Consiglio, a lavorare in Consiglio, poi qualcuno critica, qualcuno si offende, ma noi siamo qui per lavorare, per prendere parte ai lavori dell'Aula, e riteniamo che l'intervallo tra la seduta antimeridiana e pomeridiana sia quell'intervallo necessario a tirare il fiato e non invece a inseguire, se anche volessimo non ci riusciremmo, la lettura di atti e volumi estremamente corposi dei quali abbiamo chiesto di avere cognizione a tempo, come è nostro diritto.
Per cui quella comunicazione data alle ore 14 di oggi è quasi come non data, perché nessuno potrà pretendere che si recuperi nell'intervallo dei lavori una conoscenza e un necessario approfondimento per i quali, anche a voler solo leggere, non ci sarebbe stato il tempo materiale. In ogni caso, qui in Aula, è stata depositata una scarna relazione, non tutti gli atti presupposti e connessi che, mi dicono gli Uffici, mi dicono nel senso che rispondono a domanda di tipo informativo, sarebbero invece depositati nella sede della Commissione in esemplare unico, in unico testo, per cui i consiglieri regionali se volessero anche prenderne visione dovrebbero comunqque fare la fila, perché se non si riproducono neppure gli atti, mi dite voi come è possibile che quegli atti depositati, voluminosi e corposi, che saranno tenuti, immagino, dentro un armadio, possano essere visitati dai consiglieri regionali a turno, se ce n'è un unico esemplare.
Per cui la questione preliminare che pongo, preliminare per modo di dire, niente preliminare, perché mi è già stato detto una volta che nel Regolamento c'è scritto che non si possono porre questioni preliminari. Io non pongo questioni preliminari, pongo una questione di ovvietà, pongo una questione di normale attività, noi riteniamo di poter essere non un poco d'accordo, riteniamo di poter essere molto d'accordo su un provvedimento che il Consiglio deve discutere, però per poter essere d'accordo o in eventuale, totale o parziale, anche disaccordo, questo vale per chiunque, gli atti devono essere conosciuti. Conosciuti nel senso che non è che è un optional, ma è un requisito indispensabile per poter procedere.
La questione l'abbiamo posta e l'abbiamo posta regolarmente e delicatamente in Conferenza, nessuno ha provveduto e provvede, parrebbe che le cose si pongano così tanto per porle, trattiamo di materia estremamente delicata, tutte le materie che il Consiglio delibera sono delicate, ma alcune hanno più implicazioni per il presente, per il futuro, per i riferimenti, per le analogie e per quant'altro, è inutile che in questa materia ci dilunghiamo più di tanto, per cui richiedo formalmente che sia data la necessaria, doverosa possibilità e disponibilità degli atti a tutto il Consiglio perché si possa procedere all'esame dell'argomento che figura a questo punto iscritto all'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, gli Uffici hanno seguito la prassi di sempre, hanno distribuito tutto il materiale e hanno messo a disposizione altra parte del materiale che poteva soddisfare le esigenze di informazione di chi naturalmente aveva la necessità e voleva informarsi. Mi risulta che questo argomento sia stato trattato in Commissione la quale ha concordato di seguire questa strada che ormai è prassi. Tutti i documenti che dovevano essere inviati come doverosa informazione da parte del Consiglio sono stati inviati a ogni singolo consigliere. Per ciò che riguarda le planimetrie, e solamente quelle, poiché si tratta di faldoni abbastanza grossi li si è messi a disposizione ei colleghi che hanno voluto consultarli sono venuti e hanno consultato le planimetrie.
Quindi a me pare che non ci sia un difetto di informazione. C'erano i documenti, chi aveva bisogno di approfondire ha approfondito. Onorevole Cogodi, peraltro lei ha sollevato il problema in Conferenza dei Capigruppo, in cui è stato detto che questi documenti erano qui a disposizione e stiamo parlando di martedì scorso, ho ripetuto oggi io stesso che se qualcuno aveva bisogno di consultare i documenti erano qua a disposizione, credo che francamente di più non possiamo fare, pertanto mi dispiace ma non posso accogliere la sua richiesta e do la parola all'onorevole Satta perché faccia la relazione.
(Interruzioni)
Ha domandato di parlare il consigliere Ortu sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Presidente, per sottolineare che io, l'altro giorno, mi sono recato negli uffici del Servizio Assemblea del Consiglio regionale per chiedere il materiale relativo ai provvedimenti iscritti all'ordine del giorno della riunione del Consiglio. A me sono stati dati i testi di legge e non mi è stata data alcuna relazione né per quanto riguarda l'atto che qui è denominato "Progetto di fattibilità economica" e, per la verità, nemmeno l'altro atto che qui è denominato "Schema di accordo di programma". Io non so cosa uno debba fare per poter disporre eventualmente del materiale.
Se questo poi consente ragionevolmente, perché il problema l'abbiamo posto in questi termini, di poter affrontare con ampia disponibilità un argomento di questo tipo, ampia disponibilità a discuterlo e anche approvarlo nel merito!
PRESIDENTE. Onorevole Ortu, le hanno dato tutti i documenti che sono stati inviati e le hanno detto...
COGODI (R.C.). Lei ci dimostri che sono stati inviati!
PRESIDENTE. Perché lei mi interrompe sempre, onorevole Cogodi, mi interrompe sempre e lo fa peraltro anche in modo poco garbato. Abbia pazienza, ma non può avere sempre ragione lei!
COGODI (R.C.). Lei dice cose non vere, noi non li abbiamo ricevuti quindi lei non può dire che sono stati inviati. Noi non li abbiamo ricevuti.
PRESIDENTE. Senta, onorevole Cogodi, lei ha ricevuto... Mi fa fare il mio lavoro, per favore! Lei, perché non lascia lavorare il Consiglio, onorevole Cogodi! Lei ci deve lasciar lavorare anche, lei non può avere sempre ragione.
COGODI (R.C.). Noi vogliamo gli atti di cui abbiamo diritto!
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, gli atti le solo stati forniti.
COGODI (R.C.). No, non li abbiamo avuti. Lei verifichi.
PRESIDENTE. Senta, io non invio posta a nessuno, chi mi deve informare mi dice: "Gli atti sono stati regolarmente messi a disposizione", punto e basta. Quali siano le ragioni politiche che la portino ad affermare il contrario, questo lo sa lei e non lo so io.
Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
Lei non ha la parola, onorevole Cogodi, stia comodo, la prego.
COGODI (R.C.). Lei non può dire che li abbiamo ricevuti.
CORONA (F.I.-Sardegna). E basta!
COGODI (R.C.). Che basta! Basta a casa tua, non qui!
CORONA (F.I.-Sardegna). Questa è casa mia.
PRESIDENTE. Sì, ma questa è casa di tutti, onorevole Cogodi, non è solo casa sua. Non ha la parola lei, ce l'ha adesso l'onorevole Cugini.
COGODI (R.C.). Noi non abbiamo ricevuto gli atti.
PRESIDENTE. Colleghi, io non so che cosa fare, abbiate pazienza. Credo che tutti i consiglieri regionali si dovrebbero ribellare a questo sistema, non è possibile!
(Interruzione del consigliere Cogodi)
Le chiedo scusa, onorevole Cugini. Prego, ha facoltà di parlare.
CUGINI (D.S.). Accetto le scuse. Voglio dire che si tratta di una pratica che può essere considerata nella storia del Consiglio regionale come una primizia, perché su questi argomenti mai il Consiglio ha espresso pareri, né a favore e né contro. Si pone una esigenza, io lo dico per cercare di costruire una ipotesi di soluzione positiva, chiaramente, si tratta di determinare in Consiglio regionale consapevolezza su quello che stiamo facendo. Al di là del merito, poi nel merito ognuno potrà esprimere la propria posizione e la propria valutazione.
Io ho una mia personale posizione sull'argomento. Non è una pratica nuova questa, è una pratica che viene da lontano, che ha impegnato diverse maggioranze, che ha dato la possibilità di misurare le opinioni sull'argomento, però la procedura ha un limite che non è da attribuire chiaramente al Presidente del Consiglio, onorevole Serrenti, non può essere attribuita al Presidente Serrenti. Questa pratica - che può essere considerata l'inizio di un'esperienza politica, perché si tratta del primo accordo sulla legge "45", non ne è stato mai fatto uno in questo Consiglio regionale in Sardegna - passa in Commissione con la presenza di una parte del Consiglio, solo della maggioranza, devo dire anche con una procedura - è un'opinione personale - abbastanza forzata, nel senso che in quella occasione doveva essere sentito l'Assessore il quale, per motivi non certamente di natura politica, ma per un disguido di tipo tecnico, non è stato sentito, e allora la Commissione ha votato, forse penso anche all'unanimità, in assenza delle minoranze, dell'opposizione.
Io non so cosa avremmo detto noi in quell'occasione, se avremmo approvato cose di questo tipo, certo è che questa procedura, che è una procedura non conosciuta dal Consiglio, ha bisogno della partecipazione di tutti. Quindi quello che dicono i colleghi e compagni della Rifondazione Comunista va considerato come un contributo, adesso il collega Ortu dice "Noi potremmo persino votare a favore, perché ci volete costringere ad una posizione diversa.".
Io chiedo che l'argomento (lo dico perché si tratta di un provvedimento, dal punto di vista della prospettiva economica del comparto, estremamente importante ed anche delicato, il collega Satta non me ne voglia) possa essere ripreso, confermato al primo punto dell'ordine del giorno della prossima seduta, quando la Conferenza deciderà di farla, in modo che tutte le parti politiche siano associate al ragionamento. Il collega Satta, che è conoscitore della materia, sa che si tratta di un argomento estremamente importante per quanto riguarda il settore, pertanto avanzo questa proposta onde evitare che si determini una posizione di rottura dentro il Consiglio che non produrrebbe la consapevolezza e la partecipazione che l'argomento merita, perché si tratta di iniziative di tipo turistico che possono ampliare il periodo della stagione turistica, che possono essere un riferimento anche per altri imprenditori, che possono essere, Presidente, il principio o l'inizio di una valutazione diversa sulle questioni turistiche riferite alla nostra Regione.
Io non vorrei, lo dico molto pacatamente, ma molto convinto, che su un principio dell'allargamento della stagione si determini tra di noi uno scontro invece che una partecipazione. Non succede nulla, è una pratica vecchia per quanto riguarda la domanda, molto vecchia e questo è negativo, se procediamo per un aggiornamento, se il Presidente Tunis - che è forse tra gli attori principali di questa situazione - mi ascolta, in modo tale che si determini, Presidente Tunis, in Commissione un minimo di confronto tra le diverse posizioni politiche, se tali dovessero essere, per riportarla in Aula rapidamente, faremo in modo che ci sia una partecipazione convinta alla decisione finale.
Il giudizio favorevole alla procedura, lasciamo perdere le ultime cose, è nato con la Giunta Palomba e procede con l'attuale maggioranza, quindi ci sono le condizioni per fare un confronto di merito, Presidente, che può essere utile al tema che vogliamo trattare, perché un'attenzione alle cose che stiamo facendo, essendo la prima pratica che arriva in Consiglio, credo che dovrebbe portare tutti ad una valutazione di merito sull'argomento.
Io chiedo al collega Satta che non svolga stasera la relazione, che si vada per un aggiornamento del tema - ed è chiaramente nella possibilità della maggioranza - in Commissione, nella quale si procederà ad una valutazione di merito; sono convinto che, entrando nel merito dell'argomento, si possano trovare punti di convergenza per accelerare l'iter.
Iniziative altre non è vero che producono una soluzione più accelerata di quella che vi sto prospettando io, non credo che la producano, perché se il collega Satta dovesse fare la relazione e dovessimo passare alla votazione per il passaggio all'esame degli articoli, si può determinare una situazione non certo favorevole ad una serena valutazione di merito e io sono perché si faccia una valutazione di merito.
CORONA (F.I.-Sardegna). Anche minacce!
CUGINI (D.S.). Presidente, siccome il collega Corona dice che io sto minacciando, è chiaro che io sto parlando con lei.
PRESIDENTE. Non ho sentito nessuna minaccia.
CUGINI (D.S.). Quello che ha sentito lei, l'ha sentito anche Corona, però lei capisce diversamente.
PRESIDENTE. Io la penso in maniera diversa, non ho sentito cosa ha detto l'onorevole Corona. La ringrazio invece per avere portato la questione su un terreno concreto, dove le argomentazioni che ha portato sono fondate dal punto di vista politico e, naturalmente, essendo argomentazioni di tipo politico, hanno bisogno, onorevole Cugini, di risposte politiche. Io ho un ordine del giorno che abbiamo discusso e concordato in Conferenza dei Capigruppo. A questo punto, lei chiede anche in maniera formale che su questo argomento ci sia ancora la possibilità di discutere. Io passo la sua richiesta all'Aula, a chi deve eventualmente dare una risposta, se c'è un accordo in tal senso possiamo procedere diversamente, se invece questo accordo non ci fosse, io devo per forza andare avanti. Onorevole Pittalis, le darò la parola dopo che sarà definito questo aspetto; c'è stata infatti una proposta.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Presidente, intervengo a prescindere dalle richieste estemporanee dell'onorevole Cogodi, perché qui si confonde...
PRESIDENTE. Forse non mi sono spiegato, l'onorevole Cugini ha fatto una richiesta.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Ho capito, Presidente, io intervengo a prescindere da problemi, poi se c'è una proposta la si formalizzi e discuteremo, io voglio intervenire.
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, siccome nessuno si può alzare e parlare così, le devo chiedere su che cosa interviene.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Intervengo sulle stesse questioni sulle quali sono intervenuti l'onorevole Cogodi e l'onorevole Cugini e chiedo lo stesso tempo da loro utilizzato sull'argomento.
PRESIDENTE. L'onorevole Cugini ha posto un problema, io devo chiedere all'Aula...
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Benissimo, Presidente. Scusi, Presidente, io voglio intervenire lo stesso sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Prego.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Grazie Presidente. Invale in quest'Aula, Presidente, un vezzo, ogni argomento che si porta in Aula deve essere sistematicamente messo in discussione, su di esso viene aperta una discussione o perché si censura che non sia stato sufficientemente istruito, o si fa un addebito alla Presidenza e agli Uffici della Presidenza che l'argomento non sia corredato dei dovuti documenti, cioè tutte questioni che io reputo risolte,Presidente, una volta che un provvedimento approda in Aula e si ritiene che appunto debba seguire il suo iter.
Allora, perché intervengo sugli aspetti che hanno posto i colleghi che mi hanno preceduto? Perché ritengo che siano privi di fondamento, Presidente. Lei dice che sono problemi che hanno un fondamento politico. No, Presidente, non hanno nessun fondamento politico, e non devono costituire oggetto neppure di interlocuzione, se mi consente.
Onorevole Cogodi, lei pretende di prendere in giro l'Aula? Qui stiamo parlando di un accordo di programma del 1997 quando Assessore dell'urbanistica era l'onorevole Cogodi. Chi ha negoziato con la Giunta Palomba questo accordo di programma…
COGODI (R.C.). Tu sei pazzo in testa.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Lei lo è stato nel '98...
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, chieda la parola e, quando le spetta il turno, io gliela darò. Lei non può interrompere sempre chi sta parlando.
COGODI (R.C.). Io non ero Assessore!
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Se parliamo di pazzia, lei è maestro della pazzia...
(Interruzione del consigliere Cogodi)
PRESIDENTE. Ma abbia pazienza. Lui ha la parola, lo lasci parlare. Dopo lei interverrà. Ma perché offende la gente così, ma perché offende!
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Si figuri se mi faccio intimidire da chi veramente è maestro della pazzia e della scemenza.
Ritornando alle questioni che ho posto, l'accordo di programma, presentato nel '97 quando Presidente era Federico Palomba, è stato negoziato successivamente fino al '98 quando è stato nominato Assessore dell'urbanistica l'onorevole Cogodi. Da allora questo accordo di programma, e qui è la vergogna, perché è datato 1997 e siamo nel 2002, è rimasto nei cassetti di quell'Assessorato; ecco perché c'è una diversa filosofia, Presidente, e su questo io richiamo l'aspetto politico, di come concepisce l'onorevole Cogodi lo sviluppo in un territorio come la Gallura e come lo concepisce il centrodestra. E` una filosofia completamente diversa.
Allora, se si pone il problema in questi termini, noi siamo contrari. Mi dispiace, onorevole Cugini, perché egli effettivamente ha posto il problema in maniera serena, ma l'averlo posto come lo ha posto l'onorevole Cogodi ci induce in una ferma determinazione ad andare avanti e a chiedere che si proceda, che si voti perché non dobbiamo far perdere ulteriormente tempo ad imprenditori, e perché non dobbiamo vanificare possibilità di sviluppo come le ha vanificate l'onorevole Cogodi nel corso di questi anni.
PRESIDENTE. Colleghi, io non nascondo, voi comprendete, l'esistenza di una difficoltà da parte mia; lei risponde all'onorevole Cogodi mentre il problema con l'onorevole Cogodi era già chiuso perché avevo dato una risposta io. Non posso, peraltro, aprire un dibattito che dovrebbe essere preliminare a una relazione che deve essere svolta, C'è una richiesta che sul piano politico è fondata, io non posso entrare nel merito; ma l'opposizione, poiché le cose sono andate in questo modo, riterrebbe forse opportuno un approfondimento, se questo è accettato, bene, se non è accettato procediamo. Io non posso continuare questo dibattito che non ha senso. Onorevole Tunis, abbia pazienza. C'è stata una proposta, io aspetto dalla maggioranza la risposta che mi pare sia negativa, perciò andiamo avanti.
Il consigliere Tunis è il Presidente della Commissione, allora è giusto ed opportuno che parli. Ha domandato di parlare il consigliere Tunis. Ne ha facoltà.
TUNIS (Rif.Sardi-U.D.R.). Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta, colleghi consiglieri, come Presidente della Commissione e non relatore, sento il dovere comunque di intervenire perché è sembrato, dalla discussione sull'ordine dei lavori, che in Commissione qualche fatto non abbia consentito di esprimere democraticamente un giudizio secondo le norme regolamentari. Io non voglio creare polemiche di alcun tipo ma voglio dire che i Presidenti di Commissione, siano essi di maggioranza o di minoranza, quando assolvono al loro compito, lo assolvono come presidenti e coordinatori e quindi devono essere i notai dei fatti che avvengono all'interno della Commissione stessa. Allora, per completezza di informazione e non per creare divaricazioni fra una parte e l'altra, io dico che questo argomento - il quale sembra quasi che si sia affacciato di nascosto, magari portato dalla Presidenza o dall'Ufficio di Presidenza in maniera subdola - è frutto del lavoro della mia Commissione; io mi trovo in grande difficoltà ad affermare questo, perché le Commissioni sono state tacciate da tutti, anche dai giornali, come Commissioni che non lavorano, però, in questo caso, noi siamo criticati perché la Commissione ha lavorato, ha prodotto un provvedimento che ora è giunto in Aula.
Voglio ricordare - ne ho le testimonianze, anche dai verbali che sono depositati agli atti, e chiedo ai colleghi di andare a leggerli - che la decisione di portare in discussione questo disegno di legge in Commissione non è stata una decisione improvvisa del Presidente,bensì è scaturita dalla riunione che si è tenuta il 16 aprile 2002, come riportato nei verbali della Commissione del 18 settembre, a seguito di proteste da parte di alcuni consiglieri regionali dell'opposizione. In quella sede abbiamo ricordato, ne hanno convenuto tutti, che la Commissione è stata convocata il 12 luglio 2002 con all'ordine del giorno "Audizione dell'Assessore dell'urbanistica, ed audizione dell'Assessore dei lavori pubblici" riguardane il disegno di legge che stiamo discutendo, il quale era già stato inserito nella programmazione dei lavori della Commissione in data 16 aprile 2002, e 10 luglio 2002, quest'ultima riunione poi non si è tenuta per concomitanti impegni degli Assessori convocati.
E' chiaro che poi questo argomento è stato portato nella seduta successiva, alla quale era presente l'Assessore, il funzionario responsabile, e sei componenti della Commissione. Il Presidente, di fronte a questi fatti formali, non ha potuto fare altro che mandare avanti la riunione e arrivare ai voti. Pertanto, a norma di Regolamento, essendoci un verbale ed essendoci anche un funzionario che ne è stato testimone con la regolare firma depositata agli atti, io vi sto dicendo che ho fatto tutto il mio dovere.
Però, se i Capigruppo dovessero eventualmente decidere in senso diverso, non è competenza del Presidente della Commissione. Il Presidente della Commissione dice che si sono verificati tutti i fatti in maniera cronologica perfetta e pertanto dal punto di vista formale questo provvedimento si può discutere in Aula.
PRESIDENTE. Colleghi, poiché dobbiamo arrivare ad una qualche conclusione, io sentirei solo i Capigruppo in relazione alla proposta fatta dall'onorevole Cugini, sennò apriamo un dibattito senza fine, naturalmente intendo i Capigruppo che chiedono di parlare.
Ha domandato di parlare il consigliere Scano a nome del Gruppo Misto. Ne ha facoltà. Poi l'onorevole Fadda e l'onorevole Murgia. Dopodiché chiudiamo ed andiamo avanti.
SCANO (Gruppo Misto). Io intervengo pochi secondi, e solo sul problema posto all'Aula dal Presidente, per dire che ritengo fondata l'esigenza avanzata prima da Cogodi, e che sono d'accordo con la proposta avanzata dal collega Cugini, nel senso che mi sembra utile prendere il tempo, quello strettamente necessario, per un approfondimento rispetto ad una materia estremamente delicata. Non sono invece d'accordo su altre cose dette, anche dal collega Cugini, e su altre cose annunciate, ma questo lo vedremo quando entreremo nel merito, compreso l'argomento su cosa c'entrino e cosa non c'entrino le Giunte Palomba.
PRESIDENTE. Grazie a lei, onorevole Scano. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che la proposta che ha fatto il collega Cugini possa essere condivisa anche dai colleghi della maggioranza. Sono le ore 19 e 30, signor Presidente, anche se dovessimo svolgere la relazione credo che nella giornata di oggi non riusciremmo comunque a completare l'esame di questo provvedimento. Del resto, in termini formali, signor Presidente, le opposizioni chiesero al Presidente della Commissione, perché erano in corso anche i lavori del Consiglio, di non discutere di questo argomento perché si voleva partecipare alla discussione.
Per quanto riguarda l'intervento del collega Pittalis, naturalmente sempre portato a distendere un po' gli animi, io lo ringrazio per questa sua grande capacità di distendere gli animi, di cercare di far lavorare il Consiglio. Del resto comprendiamo tutti l'esistenza di qualche problema dato che dal 1999 esiste un'altra maggioranza e questo provvedimento è stato concordato a fine anni novanta, nel 1997. E` vero, onorevole Pittalis, che voi volete trattare gli imprenditori in questo modo, sono passati tre anni e mezzo, potevate farlo prima perché l'accordo era stato comunque fatto prima, secondo le sue osservazioni; noi invece diciamo che richiedere su questo provvedimento una settimana di riflessione, di verifica per chi non ha esaminato ancora il provvedimento, sia legittimo. Credo che in mezz'ora non riusciremmo ad affrontare questo problema, quindi chiedo anche alla maggioranza di soprassedere al rifiuto della proposta avanzata dal collega Cugini, e di rimandare tutto alla prossima settimana.
Poi, mi rivolgo al Presidente della Commissione in termini anche di sensibilità. Visto che non c'è stata la possibilità di discuterne in Commissione anche con i colleghi della Commissione, e che manca una settimana, io credo che sia nell'interesse dell'economia degli stessi lavori del Consiglio che questo provvedimento possa essere esaminato in quello spirito unitario, onorevole Tunis, che sta caratterizzando i lavori della sua Commissione.
Siccome noi non abbiamo potuto partecipare, chiediamo che si sospenda l'esame di questo provvedimento per una settimana, dopo la quale credo che tutti, molto probabilmente, lo condivideremo; una settimana per poterlo esaminare e poi approvare con la massima serenità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Murgia. Ne ha facoltà.
MURGIA (A.N.). Presidente, proverò a dire le stesse cose che ha detto il collega Pittalis con molto più garbo e con più moderazione. Io credo che le questioni poste dai colleghi del centrosinistra trovino una risposta ovvia nella relazione, per cui noi siamo per andare avanti.
Poiché il lavoro di istruzione è stato compiuto dalla quarta Commissione, autorevolmente presieduta dal collega Tunis, non si capisce quale altro supplemento di indagine, quale altra conoscenza noi dobbiamo avere rispetto a questo accordo di programma che, peraltro, deve avere una risposta da parecchi anni. La Commissione è il luogo più importante nel quale devono essere approfonditi i temi, se poi alcune questioni non piacciono o alcune scelte della maggioranza non piacciono non è detto che bisogna abbandonare la Commissione, come talvolta avviene.
Questi sono i semplicissimi motivi che volevo esporre, poi non apro l'altro fronte, proposto sempre dal collega Pittalis, sulle differenze che vi sono riguardo a impostazioni di tesi sullo sviluppo tra noi e voi, il quale potrebbe essere momento di altra discussione; quindi cerco di salvarmi in corner, rispetto al garbo e alla moderazione con cui ho iniziato questo intervento e me ne scuso col mio amico Pietro Pittalis, credo che questa discussione, Presidente, non dovrebbe avvenire, c'è un relatore pronto a fare la sua relazione, andiamo avanti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Io, prima dell'intervento del collega Fadda, avrei dato sicuramente un'impostazione diversa al mio intervento ma, poiché effettivamente il collega Fadda ha chiesto cortesemente di poter avere qualche giorno in più per esaminare e approfondire il testo di legge, con la cortesia che ci contraddistingue, che non è però bilaterale, perché ricordo al collega Fadda che egli si è opposto a che noi esaminassimo la mozione martedì e non domani e che il collega Contu usasse una tessera di altro collega, visto che non riusciva a ritrovare la sua, e che costantemente si oppone, non dimostrando quel garbo istituzionale che invece ha palesato in questo intervento e per il quale noi ci sentiamo sicuramente sensibilizzati. Per tutte queste motivazioni noi potremmo valutare l'eventualità di esaminare questo disegno di legge nel corso dei lavori della prossima settimana.
E' chiaro che comunque qualche sottolineatura va fatta, prima di tutto per verificare che si tratti di una prima applicazione dell'articolo 28 bis, introdotto dalla legge numero 23 del 1993, ad integrazione della legge numero 45 del 1989, cioè dopo nove anni dalla sua approvazione, insomma qualcosa vorrà pur dire nel merito, visto che questa legge è stata fatta nel 1989; allora vuol dire che l'impostazione politica di questa maggioranza, l'impostazione dello sviluppo, visto dall'ottica di questa maggioranza, è sicuramente diversa da quello visto dalla minoranza.
Questo la dice lunga non solo in questo caso, ma la dice lunga allo stesso modo per tutti i provvedimenti che si discutono a volte in quest'Aula, portati dalla maggioranza, che per un motivo o per un altro non vengono esitati; nonostante la necessità più volte sottolineata dalla minoranza di lavorare in quest'Aula, di esitare dei provvedimenti, ogni qualvolta se ne presenta l'opportunità, devo dire che non sempre c'è la collaborazione istituzionale, perché questo si possa verificare, ognuno sta dalla sua parte.
Anche sul precedente provvedimento di legge, devo dire che non c'è stata una grande collaborazione della minoranza, lo stesso abuso della richiesta del voto segreto, abuso nell'uso, ma legittimo perché previsto per Regolamento, non fa parte di quel garbo istituzionale che invece il collega Fadda poc'anzi ha richiesto. Perciò, se non si produce in quest'Aula è perché a volte si utilizzano i legittimi metodi per fare un tipo di opposizione che, non condivido, ovviamente dal mio punto di vista. Perciò io ritengo che per quanto ci riguarda si possa anche trasferire la discussione, abbiamo già aspettato tanti anni, perché questo "28 bis" potesse essere applicato, certo che è difficile spiegare alla gente che ci vuole del tempo per esaminare un articolo.
Noi siamo perché quest'Aula sia produttiva, vogliamo andare avanti, vogliamo realizzare quanto previsto dalle nostre e dalle vostre leggi, vogliamo porre rimedio all'inerzia che c'è stata nell'applicazione di una legge regionale, per cui è ovvio che esaminare un articolo composto da due commi non credo che necessiti di tutto questo tempo per grandi approfondimenti. Non è nel merito, ma è nella sostanza, e ciò che significa l'applicazione del "28 bis" con questo disegno di legge dovrebbe portarci al confronto, confronto che è chiaro anche nel silenzio delle parti. Noi abbiamo una data impostazione di sviluppo, noi vogliamo applicare le leggi della Regione, noi vorremmo correre nel produrre progetti e disegni di legge affinché quest'Aula, tutta nel suo complesso, risulti decisamente produttiva.
PRESIDENTE. Considerato anche il tempo, farei una proposta. Facciamo fare la relazione all'onorevole Satta e poi sugli argomenti di merito si vedrà. Ricordo che domani si deve discutere di una mozione, quindi torneremo in Consiglio la prossima settimana, abbiamo anche il tempo necessario, eventualmente, per approfondire aspetti che devono essere approfonditi.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 229/A.
Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Satta, relatore. Chiedo scusa all'onorevole Satta e, ringraziandolo per la pazienza, come sempre, gli chiedo la cortesia di svolgere la sua relazione.
SATTA (F.I.-Sardegna), relatore. Signor Presidente del Consiglio, colleghe e colleghi, il disegno di legge numero 229/A si riferisce all'accordo di programma tra la Regione autonoma della Sardegna, il Comune di Palau, in provincia di Olbia-Tempio, la Palau Golfo S.p.A e la Fratelli Filigheddu S.r.l..
Ritengo doveroso aprire il mio intervento con una considerazione di ordine generale. Nel 1989, ovvero ben tredici anni or sono, il Consiglio regionale della Sardegna approvava la legge urbanistica regionale numero 45. Quattro anni più tardi, nel 1993, la stessa legge era integrata dalla numero 23 con l'introduzione, tra l'altro, dell'articolo 28 bis che prevedeva la possibilità per i privati di stipulare accordi di programma, aventi per oggetto le aree individuate dai piani territoriali paesistici come zone 2d*, con le amministrazioni comunali e con l'amministrazione regionale.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SANNA SALVATORE
(Segue SATTA.) Sin dall'introduzione di quest'ultima norma, la Palau Golf S.p.A. e la Fratelli Filigheddu S.r.l., dopo aver redatto un progetto preliminare di sviluppo turistico integrato, iniziavano le consultazioni e le trattative con l'amministrazione locale di Palau e con gli amministratori regionali. Da quel momento, mi dispiace dire inutilmente, sono trascorsi oltre nove anni, durante i quali si sono avvicendati quattro Presidenti di Giunta ed una dozzina di Assessori competenti prima che la proposta ricevesse la dovuta attenzione da parte di questo Consesso.
Da questa valutazione dovrebbe sorgere spontanea una seria, responsabile ed approfondita riflessione politica sull'efficacia, oltremodo insufficiente, degli attuali strumenti di governo e di sviluppo del territorio regionale. L'analisi della complessa procedura amministrativa, diretta all'approvazione di ogni eventuale accordo di programma ed in specie di quello oggi in esame, evidenzia la grave e perniciosa lentezza e indeterminatezza temporale, fonte di danni e perdite per la classe imprenditoriale, ma soprattutto di opportunità di sviluppo per l'intera comunità.
Alla luce di questa esperienza, come di altre che noi tutti conosciamo, posso decisamente affermare che non appare più praticabile uno strumento amministrativo così concepito e strutturato che impone un arco temporale di circa dieci anni per pervenire alla determinazione della mera proposta complessiva di accordo.
Ciò premesso entrerò nel merito dell'accordo di programma che è oggetto del provvedimento legislativo in discussione nell'odierna seduta dei lavori. Esso fa riferimento alla realizzazione di un complesso di opere finalizzate allo sviluppo di due aree contigue, per una superficie complessiva di 272 ettari, parte in zona F e parte in zona G, poste a sud dell'abitato del Comune di Palau, ricadenti in larga misura nella fascia compresa tra i 500 e 2000 metri dalla linea di battigia, con due porzioni entro la fascia dei 500 metri e oltre la fascia dei 2000 metri dalla battigia.
La volumetria complessiva è di 211.800 metri cubi di cui 25.180 pubblici. Il suddetto accordo di programma comprende un complesso turistico alberghiero, un centro sportivo e di servizi integrato e un polo golfistico con due campi da 18 e 9 buche per una volumetria complessiva di 90.600 metri cubi pari al 48,7 per cento, ed un complesso di unità residenziali con una volumetria complessiva di 95.300 metri cubi.
Lo stesso accordo, oltre ad essere coerente con il piano territoriale paesistico numero 1 che, come sapete, è fra quei sette ancora vigenti, comporta, in sede di adeguamento del piano urbanistico comunale, dotazioni volumetriche non superiori al 50 per cento rispetto a quelle consentite con l'applicazione dei parametri massimi stabiliti dal decreto assessoriale 2266/U dell'83 per le zone F (stiamo parlando del decreto Floris).
Sotto l'aspetto ambientale, il progetto è stato preliminarmente sottoposto ad un'analisi di compatibilità paesistico-ambientale di tipo multidisciplinare da parte di una qualificata equipe di esperti. Quest'ultima ha verificato lo stato delle diverse componenti ambientali coinvolte nell'iniziativa (aria, acqua, suolo, fauna, vegetazione e paesaggio), al fine di evitare impatti e prevenire condizioni di vulnerabilità e rischio.
Parimenti, sotto l'aspetto socio-economico, esso testimonia la volontà della locale amministrazione comunale nel segno di un rafforzamento e di una riqualificazione dell'offerta turistica, trasformando quest'ultima da offerta esclusivamente balneare, qual è oggi, in offerta di ospitalità differenziata e diffusa, avente come target il tempo libero e lo svago legati non solo all'ambiente costiero, ma anche a quello rurale e a quello urbano.
Il Comune di Palau è difatti un'area a prevalente vocazione turistica che, pur avendo raggiunto negli ultimi venti anni significativi e lodevoli risultati riguardo all'incremento della popolazione, l'aumento del reddito e la crescita del settore terziario, segnala ancora qualche dato preoccupante in campo occupazionale.
Il progetto in esame, più precisamente in un'ottica socio-economica, risulta caratterizzato da un programma di interventi turistici a medio termine della durata di circa otto anni, interventi turistici diretti allo sviluppo e alla valorizzazione dell'area interessata attraverso l'investimento di cospicue risorse finanziarie, ammontanti ad oltre cento milioni di euro, capaci di produrre rilevanti e diffuse ricadute economiche che attireranno, sia in fase di realizzazione, sia di gestione dei molteplici servizi, una consistente domanda di lavoro ed una conseguente massa salariale, ciò è illustrato nella tabella riepilogativa degli investimenti che può essere sintetizzato così come segue: l'occupazione di cantiere necessaria per la realizzazione delle strutture pari a 1860 unità distribuite nell'arco di tempo di otto anni, con una media annuale di 232 posti di lavoro e un numero complessivo di occupati a regime di 310 unità, di cui 130 stagionali e 180 fissi.
Per quanto riguarda le ricadute economiche, la previsione calcolata al sesto anno, anno in cui comincia ad entrare a regime l'intervento, utilizzando sia i dati economici di situazioni turistiche di eguale livello qualitativo, sia una stagionalità più allungata conseguente all'effetto trainante, golf, sport, struttura ricettiva e residenze a supporto, riferite a duemila posti letto con 296 mila presenze derivanti dalla spesa turistica diretta e indotta, è stata calcolata in 49,9 miliardi annui di vecchie lire, di cui 30 durante il periodo estivo, e, fatto molto importante, 19,9 durante la primavera, l'autunno e l'inverno.
In conclusione, vorrei ricordare e ripercorrere alcuni aspetti più squisitamente amministrativi del provvedimento oggetto in discussione. In primis, l'accordo proposto assume veste legislativa in quanto l'area in esso considerata ricade nella classificazione 2d* del piano territoriale paesistico, ricordo ancora che, a differenza di altri sette che sono stati cassati, in ordine a questa classificazione, le norme di attuazione del PTP, articolo 17 comma 2, impongono, per la realizzazione degli interventi previsti, la stipulazione di un accordo di programma ai sensi dell'articolo 28 bis della legge regionale numero 45 del 1989.
In secundis, sia il Comune di Palau sia la Giunta regionale del Presidente Palomba, con deliberazione assunta il 26 giugno 1997, esprimevano una preliminare valutazione positiva sull'ipotesi di accordo, tanto che la medesima Giunta istituiva un tavolo tecnico interassessoriale incaricato di procedere ad un più approfondito esame della pratica.
Terzo punto: il CTRU, Comitato Tecnico Regionale Urbanistico, inoltre, nella seduta svoltasi in data 19 dicembre 2000, esprimeva parere positivo riguardo lo studio di compatibilità paesistico ambientale che, presentato in prima istanza nel 1996, riceveva due aggiornamenti nel luglio del 1997 e nel settembre del 2000.
Quarto punto: la Quarta Commissione consiliare permanente, inoltre, approvava nella seduta del 17 luglio 2002, il disegno di legge numero 229/A recante il placet dell'accordo.
Infine, il presente disegno di legge che approva lo schema di accordo di programma consiste in un articolo unico che recita: "1. Ai sensi e per gli effetti dell'articolo 28 bis della legge regionale 22 dicembre 1989, numero 45, introdotto dall'articolo 6 della legge regionale 7 maggio 1993 numero 23, è approvato lo schema di accordo di programma e il relativo progetto di fattibilità economica, tra la Regione Autonoma della Sardegna, il Comune di Palau, la Palau Golf S.p.A., e la Fratelli Filigheddu s.r.l., nei testi allegati alla presente legge. 2. Le parti interessate procedono alla stipula dell'accordo entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge.".
Mi preme sottolineare, in conclusione, la notevole portata politica del disegno di legge oggi in esame e la sua fondamentale importanza sia per il territorio specificatamente e direttamente interessato dallo stesso, sia per le positive prospettive che esso può offrire, nella sua veste di progetto pilota, a simili iniziative nel resto del territorio della nostra Isola.
Per tutte queste ragioni, ringraziandovi per l'attenzione concessami, chiedo a tutti i colleghi, sia della maggioranza sia dell'opposizione, l'approvazione della legge proposta.
PRESIDENTE. I lavori della giornata si concludono qui, riprenderanno domani mattina, venerdì 8 novembre, alle ore 10 per la discussione della mozione sulla crisi idrica, come unico argomento all'ordine del giorno.
La seduta è tolta alle ore 19 e 53.
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