Seduta n.56 del 17/12/2004 

LVI SEDUTA

Venerdì 17 dicembre 2004

Presidenza del Presidente Spissu

La seduta è aperta alle ore 10 e 49.

CORDA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di mercoledì 1 Dicembre 2004 (51), che è approvato.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione, in applicazione dell'articolo 24 della legge regionale 7 gennaio 1977 numero 1, ha trasmesso l'elenco delle deliberazioni adottate dalla Giunta regionale nelle sedute del 24 e 30 novembre 2004.

Annunzio di presentazione di disegni di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono pervenuti alla Presidenza i seguenti disegni di legge:

"Approvazione del rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 2003". (71)

(Pervenuto il 10 dicembre 2004 ed assegnato alla terza Commissione.)

"Interventi urgenti conseguenti agli eventi alluvionali e di dissesto idrogeologico verificatisi in Sardegna nel mese di dicembre 2004". (73)

(Pervenuto il 15 dicembre 2004 ed assegnato alla quarta Commissione.)

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza le seguenti proposte di legge:

VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO: "Riorganizzazione su base provinciale degli ambiti territoriali delle ASL della Sardegna". (66)

(Pervenuta il 7 dicembre 2004 ed assegnata alla prima Commissione.)

VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO: "Soppressione degli enti regionali". (67)

(Pervenuta il 7 dicembre 2004 ed assegnata alla prima Commissione.)

VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO: "Istituzione dell'Agenzia regionale per la sanità". (68)

(Pervenuta il 7 dicembre 2004 ed assegnata alla settima Commissione.)

PILI - LA SPISA - OPPI - DIANA - VARGIU - LADU - CONTU - LICANDRO - LOMBARDO - MILIA - PETRINI - SANCIU - SANNA Paolo Terzo - SANJUST - RASSU - AMADU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CUCCU - RANDAZZO - ARTIZZU - LIORI - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - ONIDA - CASSANO - DEDONI - PISANO: "Interventi urgenti conseguenti all'alluvione del dicembre 2004". (69)

(Pervenuta il 7 dicembre 2004 ed assegnata alla quarta Commissione.)

FLORIS Mario - CHERCHI Oscar: "Elezione in Sardegna alla carica di Presidente della provincia e di Sindaco e doppio turno elettorale". (70)

(Pervenuta il 9 dicembre 2004 ed assegnata alla prima Commissione.)

DIANA - ARTIZZU - LIORI - MORO - SANNA Matteo: "Statuto speciale della Sardegna". (72)

(Pervenuta il 14 dicembre 2004 ed assegnata alla prima Commissione.)

Risposta scritta ad interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

"Interrogazione FLORIS Vincenzo - PIRISI - BARRACCIU sulla situazione di degrado in cui versa il sistema postale nella provincia di Nuoro". (33)

(Risposta scritta in data 10 dicembre 2004.)

"Interrogazione SERRA sui ritardi di attuazione della legge regionale del 14 luglio 2003, n. 9, relativa al recepimento delle disposizioni contenute nel decreto legislativo 10 aprile 2001, n. 180, in materia di lavoro e servizi all'impiego". (39)

(Risposta scritta in data 10 dicembre 2004.)

"Interrogazione CASSANO sull'espletamento dei concorsi interni all'Amministrazione regionale". (63)

(Risposta scritta in data 10 dicembre 2004.)

"Interrogazione CHERCHI Oscar sulla selezione pubblica per l'affidamento a tempo determinato di incarichi di collaborazione a laureati presso l'Assessorato dei trasporti". (65)

(Risposta scritta in data 10 dicembre 2004.)

"Interrogazione CUCCA - BIANCU - ADDIS - CUCCU Giuseppe - COCCO - FADDA Paolo - GIAGU - MANCA - SABATINI - SANNA Francesco - SANNA Simonetta - SECCI sulla urgente necessità di completamento dei lavori di ristrutturazione dell'edificio del Palazzo di Giustizia di Nuoro". (67)

(Risposta scritta in data 10 dicembre 2004.)

"Interrogazione BARRACCIU - FLORIS Vincenzo - PIRISI - CUCCA - BALIA sulla grave perdurante situazione di crisi amministrativa in cui versa il Comune di Osidda". (72)

(Risposta scritta in data 10 dicembre 2004.)

"Interrogazione CALIGARIS - BARRACCIU - CERINA - COCCO - LANZI - SANNA Simonetta sull'utilizzo della CONSIP (Concessionaria servizi informatici pubblici) da parte della pubblica amministrazione e degli enti regionali per gli acquisti e sulle conseguenze negative per le imprese commerciali e produttive della Sardegna". (74)

(Risposta scritta in data 10 dicembre 2004.)

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

CORDA, Segretario:

"Interrogazione MANCA, con richiesta di risposta scritta, sulla gravissima situazione determinatasi dalla ventilata chiusura del call center Multiservizi Telematica di Sassari, operante per conto della compagnia aerea Volare". (88)

"Interrogazione ONIDA - LADU - MURGIONI, con richiesta di risposta scritta, sul reparto ostetricia e ginecologia dell'ospedale di Ghilarza". (89)

"Interrogazione PISANO - CASSANO - DEDONI - VARGIU, con richiesta di risposta scritta, sul gravissimo ritardo con il quale la Giunta regionale sta dando attuazione all'ordine del giorno approvato all'unanimità dal Consiglio regionale in data 20 ottobre 2004 e con il quale la Giunta regionale veniva impegnata a dare 'immediato avvio' ai percorsi sperimentali dell'obbligo formativo". (90)

"Interrogazione DAVOLI - CERINA, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata attuazione dell'accordo di programma per la realizzazione del collegamento alla Strada statale 125/131 raccordo in territorio di Galtellì". (91)

"Interrogazione PILI, con richiesta di risposta scritta, sul programma di emissione obbligazionaria della Regione Autonoma della Sardegna per l'ammontare di euro 2.500.000.000". (92)

"Interrogazione CUCCU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di una maggior tutela dell'habitat marino particolarmente riferita alla indiscriminata pesca del riccio, presso la costa di Arbus". (93)

"Interrogazione SANNA Matteo, con richiesta di risposta scritta, sul progetto e-mountain Sardegna della Comunità montana n. 9". (94)

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza:

CORDA, Segretario:

"Interpellanza SANJUST - LA SPISA sui profili di irregolarità e sui problemi della sicurezza pubblica in relazione ai lavori sulla Strada Statale 195". (47)

"Interpellanza LICHERI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - LANZI - PISU - URAS sulla grave situazione prodotta dal progetto di riqualificazione del parco Torpedini e della banchina dell'Amministrazione della difesa della penisola di Punta Rossa nell'isola di Caprera". (48)

"Interpellanza ATZERI - SCARPA sul mancato indennizzo per i danni derivanti dalla vaccinazione contro la febbre catarrale dei ruminanti". (49)

"Interpellanza BALIA - MARROCU - BIANCU - PINNA - LICHERI - MARRACINI - MASIA - PIRISI - SANNA Alberto sull'insostenibile aggravio finanziario ingiustamente derivante ai comuni sardi dalla normativa regionale di indirizzo sullo smaltimento dei rifiuti". (50)

Dichiarazioni della Giunta, ai sensi dell'articolo 120 del Regolamento, sui recenti gravi eventi calamitosi

PRESIDENTE. Colleghi, iniziamo il nostro lavoro. Come sapete, l'ordine del giorno prevede dichiarazioni del Presidente della Regione, rese ai sensi dell'articolo 120 del Regolamento, sui recenti gravi eventi calamitosi che, abbiamo potuto verificare anche di persona, sono piuttosto gravi e, per quanto mi riguarda, sicuramente più gravi di quello che mi sarei immaginato. Le Commissioni quarta e terza, ringrazio i Presidenti e tutti i componenti, hanno inoltre concluso l'esame della proposta di legge numero 69 e del disegno di legge numero 73, predisponendo un testo unificato che, come deciso dalla Conferenza dei Presidenti di Gruppo, può essere preso in esame dall'Assemblea nella giornata odierna proprio per dare una risposta, anche da parte del Consiglio, proporzionata all'urgenza dei problemi che abbiamo davanti.

Ora ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente, per rendere le dichiarazioni all'ordine del giorno.

DESSI', Assessore della difesa dell'ambiente. Signor Presidente, signor Presidente della Regione e onorevoli consiglieri, a nome della Giunta farò un breve e succinto rapporto sulle vicende che hanno caratterizzato le giornate dal 6 al 12 dicembre 2004, date nelle quali si può considerare ricompresa una situazione di grave emergenza climatica che ha colpito una parte importante della Sardegna centrale e orientale, con qualche effetto limitato in zone confinanti:a nord, nel Gallurese, e a sud, nel Cagliaritano. Nella serata del 6 dicembre una perturbazione di grandi dimensioni ha colpito ed ha attraversato tutta la Sardegna centro-orientale, con una particolare intensità, nel corso della serata, sull'Ogliastra, in particolare sul comune di Villagrande che intorno alle 19 del lunedì 6 risultava invaso dalle acque meteoriche e dalle acque fluviali dei rii che attraversano il paese, e isolato completamente per l'interruzione dei ponti e delle strade intorno. Si è riusciti a riprendere i collegamenti con l'intervento urgente della Prefettura e delle forze dell'ordine, soltanto intorno alle 21; per un paio di ore il paese è rimasto completamente in balia degli eventi. L'evento meteorologico ha comportato l'ingrossamento dei bacini fluviali intorno al Flumendosa e quindi anche delle dighe costruite sul fiume, la potente esondazione del Cedrino, nella bassa valle dello stesso fiume, intorno a Galtellì e complessivamente una situazione di criticità in numerosi fiumi, in particolare il Posada, il Coghinas, il Liscia, poi nel Cagliaritano man mano che si espandeva la perturbazione anche verso il Cixerri. A causa dell'immediato evento meteorologico estremamente violento che ha colpito Villagrande, proprio in quelle ore il paese era completamente in balia degli eventi meteorologici e dell'acqua, si verificava purtroppo il decesso della bambina Maria Longoni e della nonna Maria Bidotti, investite dall'acqua mentre cercavano di sottrarsi alla sua furia.

Nel corso della serata del 6, in cui vi è stato l'epicentro di un fatto particolarmente intenso, sono cominciate le operazioni di soccorso e sono stati attivati l'unità di crisi presso la Prefettura di Nuoro e il centro operativo regionale del Corpo Forestale, nel quale è confluito anche il servizio di protezione civile regionale, sono stati immediatamente aperti dei centri operativi misti a Villagrande e a Galtellì. Bisogna riconoscere che, nel corso delle ore, si è messa in moto una macchina imponente di soccorso, che ha visto impegnate le forze dell'ordine dello Stato, i Carabinieri, la Polizia, la Guardia di Finanza, i Vigili del Fuco e ha visto un imponente impegno, che man mano cresceva, anche delle strutture della Regione che sono state sul campo fin dalle prime ore.

Nel corso delle giornate dal 6 al 12, i fenomeni meteorologici sono diventati intensi, continuativi, non c'è stato praticamente un momento di tregua, anche se la criticità acuta non si è riverificata. Noi temevamo fenomeni acuti anche nei giorni successivi: non ce ne sono stati, però la quantità d'acqua che è piovuta dal cielo ha comportato una situazione di emergenza generalizzata. In quei giorni, siamo riusciti a coordinare un'imponente macchina di soccorso che ha visto impegnati: il servizio di Protezione Civile della Regione, che ha coordinato 150 volontari, il Corpo Forestale della Regione che ha messo in campo 3 colonne mobili e 270 tra agenti, guardie e ufficiali, l'Ente Foreste della Sardegna che ha messo in campo 450 uomini e 60 automezzi, insieme al Genio Civile della Regione, al servizio dighe e all'Ente Autonomo del Flumendosa impegnati in quei giorni nella stima dei pericoli e dei danni e nel controllo degli invasi.

Le opere di soccorso sono iniziate immediatamente. Il 7 mattina la Giunta regionale, guidata dal suo Presidente, ha fatto un sopralluogo a Villagrande ed abbiamo potuto constatare che la gente di Villagrande, la popolazione, si è messa a lavorare immediatamente, con dignità, con robusto senso del proprio ruolo e della propria capacità di reagire anche autonomamente. in quelle ore, mentre le case erano invase da metri di fango, la gente stava già spalando il fango e ripulendo le strade. E' un'opera che è continuata per giorni. Devo dire che al terzo sopralluogo, io ne ho fatto tre, domenica 12, quando siamo arrivati lì insieme al Prefetto Bertolaso, il direttore generale della Protezione Civile, i paesi erano riportati alla normalità, fatte salve le ferite gravi che si evidenziavano proprio per l'aver ormai ripulito il fango. Si vedevano, infatti, chiaramente le voragini, le case danneggiate, le strade saltate, i corsi d'acqua che avevano esondato; tuttavia si è riusciti a riportare una relativa normalità in tutti i centri abitati, in particolare a Villagrande, nella sua frazione Villanova, a Talana, a Galtellì. Il lavoro della Protezione civile e delle forze di soccorso è stato notevole, non ci sono state polemiche, c'è stato un grande coordinamento, la reazione della popolazione è stata composta e forte. In questi giorni stiamo constatando i danni. Sono stati gravi i danni alle strade, ci sono stati danni molto gravi alle abitazioni, ci sono stati danni molto gravi alle attività produttive e in particolare al comparto zootecnico, all'agricoltura, all'artigianato, cioè le fonti di attività e le fonti economiche tipiche di questi paesi e di queste zone.

Fin dal 7 la Giunta, di pomeriggio, si è immediatamente convocata e ha deliberato lo stato di calamità naturale chiedendo anche al Governo, lo aveva preannunciato il Presidente della Regione al ministro Pisanu, l'adozione del provvedimento governativo di riconoscimento del rilievo nazionale della calamità. Nel pomeriggio ci siamo riuniti, sono state adottate due delibere: una con la quale la Giunta ha stanziato i fondi, 1 milione e 400 mila euro, per finanziare i primi, immediati soccorsi; una seconda delibera con la quale abbiamo quantificato le esigenze, in quel momento in una cifra non inferiore ai 30 milioni di euro, ma nelle ore che si sono susseguite, man mano che la valutazione e la stima dei danni andava avanti, abbiamo fatto una richiesta, con lettera del presidente Soru al Governo, al Presidente del Consiglio Berlusconi, di un intervento complessivo dello Stato non inferiore a 60 milioni di euro.

Nei giorni successivi sono stati molto intensi i rapporti con la Protezione Civile nazionale perché facesse quello che le compete, cioè insieme a noi valutare le misure di intervento a carico dello Stato e quelle a carico della Regione. Quindi è stata in qualche misura concordata un'ordinanza, che il Presidente del Consiglio dei Ministri ha firmato ieri, che contiene i provvedimenti di somma urgenza, attribuendone la competenza, quale commissario straordinario delegato, al Presidente della Regione; tuttavia, rispetto all'entità delle risorse necessarie, si tratta di risorse ancora modeste, nel senso che il Governo, nell'immediato, come primo stanziamento, a fronte delle nostre richieste, ha previsto 10 milioni di euro. È ben vero che è stato preannunciato che si tratta di una prima somma, che il Governo ha comunicato di essere disponibile ad incrementarla successivamente, però allo stato attuale questa è la somma che mette a disposizione lo Stato.

La Giunta regionale ha approvato e trasmesso al Consiglio un proprio disegno di legge che ieri è stato discusso nella competente Commissione, è stato discusso congiuntamente ad un altra proposta di legge presentata dall'opposizione avente le stesse finalità, c'è stato ieri un confronto ed è stato approvato conclusivamente un testo che rispecchia largamente gli orientamenti della Giunta regionale; è un testo che sostanzialmente prevede che la Regione disponga di uno stanziamento immediato a carico del proprio bilancio, integrativo e aggiuntivo rispetto alle risorse statali, pari a 50 milioni di euro, messi a disposizione del Presidente della Regione il quale, anche con i poteri di commissario delegato, adotterà il piano di utilizzo delle risorse.

L'intervento regionale si rende necessario perché l'ordinanza di protezione civile prevede soltanto alcune tipologie di interventi da parte dello Stato, cioè alcuni interventi strutturali e a favore delle persone colpite dalla calamità, in particolare non prevede il ristoro dei danni alle attività economiche, che invece hanno assunto una dimensione piuttosto rilevante. Pertanto si aggiunge l'intervento della Regione che diventa non più un intervento di protezione civile in senso stretto o di emergenza, ma di solidarietà e di ricostruzione. Ma di questo immagino che si parlerà meglio successivamente.

Io vorrei fare, però, alcune considerazioni su quello che è successo perché, diciamoci la verità, è andata bene nonostante, purtroppo, ci siano state due vittime che abbiamo pianto insieme alle famiglie, e come comunità regionale siamo rimasti tutti molto impressionati. Poteva andare peggio perché quel territorio si è trovato esposto certamente ad un evento molto intenso ma è anche risultato assolutamente indifeso. E per fortuna in quelle ore la gente è riuscita anche ad allertarsi, non tutti erano a casa, ma quando fiumi d'acqua entravano dai secondi piani, non da terra, ma dall'alto delle case, invadendole, strappando via mobili, suppellettili, attrezzature, macchine, poteva davvero andare molto peggio! Poteva andare peggio anche l'opera dei soccorsi; i soccorsi hanno funzionato con una tempestività veramente notevole ed anche con un senso di collaborazione che ha portato ad eliminare ogni elemento possibile di frizione, di contrasto e di scontro tra le diverse istituzioni che hanno agito: Regione, Comuni, organi dello Stato. Tutto ha funzionato e ha funzionato molto bene. Io sono rimasto impressionato perché il martedì quando sono stato a Villagrande ho visto un paese che sembrava distrutto da un bombardamento; ci sono tornato la domenica successiva ed ho trovato un paese completamente ripulito e pieno, consentitemi di dirlo con orgoglio, delle nostre formiche verdi, degli operai dell'Ente foreste, dei ranger del Corpo forestale, dei volontari della Protezione Civile, che si sono veramente mossi in maniera encomiabile.

Eppure tutto questo è avvenuto in una situazione in cui la Regione sarda non aveva un piano per la Protezione Civile, nonostante abbia una legge dal 1989 sulla Protezione Civile, e nessun comune ha piani comunali per la Protezione Civile. Questa non è cosa da poco: abbiamo supplito col volontarismo ad una assenza totale di strumenti di prevenzione del rischio; ci siamo appoggiati sull'unica struttura collaudata che è quella del tradizionale intervento del servizio antincendi, cioè abbiamo messo in piedi le stesse forze che mettiamo in piedi d'estate; non è normale nemmeno questo. Il Servizio di Protezione civile dell'Assessorato regionale dell'ambiente, tenete conto che la Protezione Civile è ormai una funzione prevalentemente attribuita alla Regione, che deve averne il coordinamento e la direzione, è composto da un funzionario, due geometri e otto operai; questo è il Servizio di Protezione Civile della Regione.

Aggiungo: poteva essere previsto l'evento? L'evento ha avuto delle caratteristiche particolari; su Villagrande si è concentrata, la sera del 6, una lente meteorologica che ha comportato in sei ore precipitazioni anche di tipo solido, grandine, pari a 250 millimetri e in ventiquattro ore pari a 500 millimetri; analogamente su Bitti e Oliena sono state registrate precipitazioni superiori ai 100 millimetri in ventiquattro ore. Indubbiamente l'evento è stato pesante. Poteva essere previsto e poteva essere prevedibile? Questa è una domanda che ci dobbiamo fare, perché la Protezione Civile nazionale, fino alle tre e mezzo di quel giorno, prevedeva assenza di fenomeni di criticità significativi in Sardegna, e perché lo stesso Servizio agro-meteorologico regionale prevedeva solo, per il 6 dicembre, cielo molto nuvoloso, ma con probabilità di deboli piogge. In pratica qualcosa non ha funzionato nei servizi di previsione meteorologica nazionali e in quelli che, pur non essendo direttamente collegati alla Regione, avrebbero potuto in quel momento manifestare l'allarme e la criticità; qualcosa non ha funzionato nei servizi di previsione.

Questa non è una cosa da poco perché vuol dire che c'è un pezzo della Protezione Civile non coperto. Noi siamo privi del Centro regionale di Protezione Civile, ne siamo privi perché lo si era individuato nel Sar, ma si è verificato che il Sar non era in grado di garantire un servizio ventiquattro ore su ventiquattro ore; quindi la Regione ha rimesso a suo tempo allo Stato la competenza dell'allerta, ma anche l'allerta dello Stato non è stata tempestiva. Per fortuna la tempestività c'è stata per il fatto che uomini, stazioni e mezzi sono distribuiti su tutto il territorio e quando sono cominciati gli eventi, hanno iniziato a telefonarsi a vicenda, però un pezzo strutturale non c'è.

Non c'è un piano per la Protezione Civile, quindi non c'è una struttura adeguata di Protezione Civile. Ma potremmo anche dire qualcosa di più. Poteva essere prevenuto quello che è successo? Noi abbiamo accuratamente evitato polemiche con chicchessia, abbiamo espresso la nostra solidarietà, siamo stati vicini ai sindaci, agli amministratori locali, però quando si vedono i fiumi completamente tombinati, quando si vedono le abitazioni costruite su quelli che erano prima letti fluviali - esi è verificato un fatto analogo un mese fa, perché a Bonorva è successa esattamente la stessa cosa per un evento meteorologico molto minore di questo -; quando si scopre che negli anni settanta la Regione finanziava la copertura in cemento armato dei fiumi, c'è da chiedersi che cosa abbiamo fatto in tutti questi anni. Quale cultura del territorio abbiamo coltivato. E questo non riguarda solo le amministrazioni pubbliche, ma riguarda i progettisti, riguarda le persone che hanno fatto la pianificazione.

PRESIDENTE. Prego Assessore, concluda.

DESSI', Assessore alla difesa dell'ambiente. E quando vedo che il piano di assetto idrogeologico elaborato faticosamente dalla Regione, è stato adottato dalla Giunta nel 2003, ma non è mai stato pubblicato, non è mai stato reso cogente, non è mai stato reso prescrittivo, mi chiedo quali indicazioni abbiamo dato ai comuni perché facessero una programmazione adeguata. Bene, questo è il lavoro che la Giunta intende fare nell'immediato.

Noi renderemo immediatamente operativo il piano di assetto idrogeologico, noi daremo ai comuni, perché lo stesso principio avete stabilito anche con la legge di difesa delle coste, le prescrizioni e gli strumenti per fare una pianificazione adeguata non solo nelle coste ma anche nell'interno, perché l'interno è rimasto abbandonato in termini di cultura del territorio, in termini di promozione di uno sviluppo equilibrato, quanto e più delle coste e i nostri paesi sono rimasti sguarniti e indifesi. Questo è quello che farà la Giunta immediatamente con atti concreti, dei quali puntualmente riferiremo in Consiglio.

PRESIDENTE. Grazie Assessore. Alcuni colleghi si sono iscritti a parlare. Chiedo ai Presidenti dei Gruppi e ai colleghi se intendono procedere discutendo adesso le dichiarazioni della Giunta, per poi ripetere la medesima discussione in sede di esame del provvedimento legislativo che abbiamo all'ordine del giorno o se ritengano opportuno invece lavare un'unica discussione, per evitare ripetizioni e per ottimizzare l'utilizzo del nostro tempo e il nostro lavoro.

Quindi, siccome c'è stata anche una richiesta da parte di un Capogruppo di sospensione dei lavori dell'Aula prima dell'inizio dell'esame del provvedimento legislativo, vi chiedo di dedicare qualche momento all'organizzazione del lavoro. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Non ho chiesto subito di intervenire per ribadire ufficialmente in Aula la richiesta di una breve sospensione, finalizzata a una breve riunione, almeno dei Gruppi dell'opposizione, per esaminare il testo della legge che poi l'Aula dovrà discutere ed approvare, certamente celermente e con senso di responsabilità.

Sul fatto che si possano o no fare delle considerazioni sulle comunicazioni della Giunta da parte dei colleghi che eventualmente vogliono intervenire, mi rimetto e mi rimettevo già fin dall'inizio alle valutazioni del Presidente,. Quindi la sospensione dovrebbe essere accordata quando l'argomento comunicazioni della Giunta sarà esaurito e si andrà all'esame della legge.

PRESIDENTE. Va bene, colleghi. Onorevole Biancu, vorrei sapere se intende intervenire sulle comunicazioni oppure se rinviamo questo dibattito alla discussione generale del testo unificato.

Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita - D.L.). Grazie Presidente. Nulla osta ad una breve sospensione non tanto per esaminare la legge, perché la legge è stata esaminata dalla Commissione di merito, ieri e anche questa mattina dopo il parere della Commissione bilancio, ma per tenere una breve riunione della Conferenza dei Capigruppo per definire l'organizzazione dei lavori.

Poi ogni Gruppo che avrà esigenza di fare valutazioni e approfondimenti ne avrà il tempo; peraltro, come dicevo prima, per quanto riguarda il testo unificato ciascuno di noi ha potuto approfondire i diversi problemi con i propri rappresentanti nella Commissione ed anche al margine dei lavori della Commissione medesima. Quindi va bene una breve sospensione per discutere in Conferenza dei Capigruppo sulla organizzazione dei lavori.

PRESIDENTE. Onorevole Biancu, penso che i lavori siano già stati organizzati ieri dalla Conferenza dei Capigruppo. Se ritenete necessario fare una brevissima sospensione per capire come procedere la facciamo, ma vorrei capire se è utile consentire ai colleghi che hanno già chiesto di parlare di intervenire in sede di discussione delle dichiarazioni della Giunta, o se non sia forse più utile farlo in sede di discussione generale del testo unificato, per evitare di intervenire due volte sul medesimo argomento nella stessa giornata.

Quindi io vorrei capire da voi come intendete procedere, naturalmente rispetterò l'opinione dell'Aula. Colleghi, possiamo sospendere la seduta, così come richiesto dall'onorevole La Spisa, e poi passare direttamente all'esame del provvedimento? Va bene, interrompiamo i lavori fino alle ore dodici.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 24, viene ripresa alle ore 12 e 14.)

Discussione del testo unificato della proposta di legge Pili - La Spisa - Oppi - Diana - Vargiu - Ladu - Contu - Licandro - Lombardo - Milia - Petrini - Sanciu - Sanna Paolo Terzo - Sanjust - Rassu - Amadu - Biancareddu - Capelli - Cappai - Cuccu - Randazzo - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo - Murgioni - Onida - Cassano - Dedoni - Pisano: "Interventi urgenti conseguenti all'alluvione del dicembre 2004" (69/A) e del disegno di legge: "Interventi urgenti conseguenti agli eventi alluvionali e di dissesto idrogeologico verificatisi in Sardegna nel mese di dicembre 2004" (73/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del testo unificato della proposta di legge numero 69 e del disegno di legge numero 73. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi, relatore.

PIRISI (D.S.), relatore. Grazie. Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta, Assessori, colleghi consiglieri. Dopo la puntuale comunicazione resa a quest'Aula dall'Assessore dell'ambiente Dessì, a nome della Giunta, sulla calamità gravissima ed eccezionale che ha colpito diverse zone della nostra Regione, mi accingo ad illustrare molto brevemente il testo unificato, che è stato esitato dalla Commissione quarta nella mattinata odierna, dopo il parere espresso dalla Commissione terza, tempestivamente convocata dal Presidente, onorevole Secci. Il testo unificato è la sintesi della proposta di legge numero 69, che è stata presentata dai colleghi del centrodestra, il cui primo firmatario è l'onorevole Pili, e del disegno di legge presentato dalla Giunta regionale, su proposta del Presidente Soru di concerto con gli assessori Dessì e Mannoni. Questo testo unificato ha per titolo "Interventi urgenti conseguenti agli eventi alluvionali di dissesto idrogeologico verificatisi in Sardegna nel mese di dicembre 2004".

Molto brevemente, signor Presidente, prima di passare all'illustrazione del testo della legge, vorrei sottolineare la fattiva collaborazione che c'è stata tra tutti i componenti della quarta Commissione che ho l'onore di presiedere, sia i commissari di opposizione che quelli della maggioranza, e voglio anche ringraziare il funzionario che anche ieri ha lavorato fino a tarda notte affinché oggi potessimo avere il testo in quest'Aula. Vorrei anche rimarcare, colleghi e signor Presidente, che di fronte ad un dramma, della cui portata ci ha parlato l'assessore Dessì, un dramma così grande come quello che stanno vivendo le popolazioni che sono state così duramente colpite, sono state accantonate molte ragioni di schieramento per far prevalere invece lo spirito di collaborazione, affinché alle popolazioni possa arrivare in tempi rapidissimi un ristoro immediato e significativo. Mi auguro che lo stesso spirito con cui abbiamo lavorato in Commissione permanga nel proseguo dei lavori di questa Assemblea.

Credo, signor Presidente, che molti di coloro che hanno visitato quei luoghi siano rimasti impressionati realmente dalla enorme portata del danno che è stato subito, ma credo che sia doveroso anche rimarcare, così come è stato già fatto stamattina, la compostezza e la determinazione di quelle popolazioni che hanno reagito veramente in una maniera encomiabile di fronte al dramma che hanno vissuto, di tipo materiale ma anche di tipo personale per il lutto che ha colpito la comunità di Villagrande.

Di fronte ad un disastro come questo, credo che sia giusto che ci uniamo al plauso che è stato espresso per la macchina organizzativa che in tempi rapidi ha operato con un'efficienza ed un'efficacia di cui, posso dirlo, possiamo andare fieri, perché tante volte, di fronte a fatti come questi, ai danni subiti dobbiamo aggiungere anche la lamentazione per l'inefficienza e per il tardivo intervento della macchina organizzativa dei soccorsi. In questo caso, invece, credo che sia doveroso che anche da quest'Aula inviamo un plauso e un ringraziamento a tutti coloro che hanno a vario titolo lavorato, e stanno continuando a farlo, per dare delle risposte alle popolazioni così duramente colpite.

Credo, signor Presidente, che comunque non possiamo non cogliere che da quello che è accaduto dobbiamo trarre un insegnamento severo, cioè che la natura deve essere rispettata, deve essere salvaguardata e dobbiamo cercare di prevenire, per quello che possiamo, la furia e gli eventi scatenanti della natura. Lo ricordava l'assessore Dessì: ha fatto impressione vedere i fiumi tombinati che sono letteralmente esplosi di fronte alla furia dell'acqua, che ha cercato altre vie per sfogare la propria forza distruttiva. Credo che sia opportuno che in tempi rapidi, come diceva l'Assessore, facciamo un intervento per il riassetto idrogeologico di cui la nostra Regione ha bisogno. In sostanza, mi pare che ne abbia parlato l'assessore Dessì, non possiamo parlare soltanto di interventi salva-coste, non voglio introdurre questo come elemento polemico, ma è importante che noi facciamo delle leggi specifiche per la montagna, per l'interno, in modo che fatti di questa natura non debbano più accadere.

La legge, e mi accingo brevemente ad illustrare il testo unificato, si compone di quattro articoli ed è la sintesi di due progetti assegnati alla Commissione: un disegno di legge e una proposta di legge. Va detto anche, ed è giusto che io lo dica, che è pervenuta per prima la proposta di legge numero 69, presentata dai colleghi del centrodestra, che ha un'impostazione che ricalca in qualche misura la legge del 1999, la 26, che fu esitata in occasione di un altro evento calamitoso.La Giunta ha presentato un disegno di legge di tipo diverso, formato soltanto da due articoli più la norma finanziaria e quella sull'entrata in vigore. Noi abbiamo optato, pur avendo discusso ampiamente con i colleghi, e lo ripeto, con quello spirito di cui ho accennato all'inizio, per la legge che proponeva una innovazione, anche sotto il profilo della snellezza, a partire dal numero degli articoli stessi.

Nell'articolo 1 del testo sono indicati gli interventi urgenti e l'autorizzazione di spesa, per un importo, nel disegno di legge della Giunta, di 30 milioni di Euro più i 10 milioni di anticipazione dei fondi che sono stati erogati dallo Stato, mentre la proposta di legge del centrodestra prevedeva uno stanziamento di 150 milioni di Euro. La Commissione, dopo una approfondita discussione, ha ritenuto di dover proporre all'Aula un incremento di 10 milioni di Euro a carico della Regione, portando lo stanziamento da 30 a 40 milioni di Euro, chiaramente lasciando inalterato lo stanziamento di 10 milioni, che sono quelli che allo stato sono stati erogati da parte del Governo centrale. L'auspicio è che il Governo possa intervenire con delle risorse aggiuntive più cospicue, perché allo stato non abbiamo la percezione esatta dell'ammontare dei danni. Come ci hanno riferito i due Assessori che hanno con grande efficacia partecipato ai lavori della Commissione quarta,, allo stato attuale, salvo 22 milioni di euro quantificati dalla provincia di Nuoro per i danni subiti dalla rete stradale, più una nota presentata dal Genio civile di Nuoro che indica per sommi capi gli interventi che dovranno essere fatti, non abbiamo la portata esatta dell'onore di tipo finanziario.

Quindi, così come è stabilito dalla legge stessa, entro dieci giorni la Giunta regionale dovrà, con propria deliberazione, indicare i comuni che hanno subito i danni reali. A tale proposito mi permetto anche di raccomandare al Presidente della Giunta, mi rivolgo anche al Presidente del Consiglio, che non ci sia un allargamento del numero dei comuni colpiti, che siano indicati realmente quelli che hanno subito danni, perché la memoria storica ci dice che forse nel '99 c'è stato qualche eccesso sotto questo profilo. Quindi entro dieci giorni dovranno essere indicati i comuni e mi auguro che possa arrivare in tempi rapidissimi il ristoro.

L'assessore Dessì ci ha detto anche che, con un'ordinanza, il Presidente del Consiglio dei Ministri ha nominato il Presidente Soru commissario straordinario per gli interventi di emergenza. Nella legge noi abbiamo cercato di combinare un po' l'intervento della Regione in quanto tale con l'intervento del commissario straordinario.

Al comma 2 dell'articolo 1 sono indicate le diverse tipologie di intervento: i finanziamenti ai comuni per le operazioni di emergenza di cui alla legge regionale 21 novembre 1985 numero 28; i finanziamenti ai comuni, alle province, agli enti o società a capitale pubblico gestori di pubblici servizi per la riparazione dei danni; i contributi ai privati per il ripristino delle unità immobiliari danneggiate e per il reperimento di sistemazioni alternative, nonché per il ristoro del danno subito dai beni mobili di prima necessità. Alla lettera d) sono indicati gli aiuti alle aziende agricole, e a questa lettera è stato presentato un emendamento molto importante, che è stato introdotto dalla Commissione bilancio, in cui si dice che si provvederà con le risorse provenienti dal fondo di solidarietà in agricoltura, cioè i fondi destinati alle aziende agricole per i danni alle strutture aziendali, comprese le strade interpoderali, non graveranno direttamente su questa legge. Crediamo che sia un fatto importante e quindi dobbiamo, credo, ringraziare per la grande collaborazione e il lavoro produttivo che è stato fatto, la Commissione terza. Sono previsti: finanziamenti per favorire la ripresa delle attività delle imprese commerciali, artigianali, professionali e così via; finanziamenti per favorire la ripresa delle attività delle imprese produttive e la riparazione dei danni subiti dalle relative strutture e dalle infrastrutture primarie delle aree industriali e artigianali; interventi di sistemazione e riassetto idrogeologico. Poi ci sono delle altre norme che sono di carattere generale.

All'articolo 2, su cui c'è stata una discussione abbastanza approfondita all'interno della Commissione, sono indicati i criteri per la ripartizione dei finanziamenti tra le tipologie di intervento e viene stabilito che lo stanziamento di 50 milioni di euro, in ragione di 40 per l'anno 2004 e di 10 milioni di euro per l'anno 2005, è iscritto in apposito fondo istituito nello stato di previsione della spesa dell'Assessorato della programmazione, bilancio credito ed assetto del territorio per essere successivamente ripartito tra le unità previsionali di base, istituite o da istituire, degli stati di previsione della spesa degli Assessorati, individuati con la delibera della Giunta regionale da adottarsi entro trenta giorni dall'entrata in vigore della legge, competenti all'attuazione degli interventi. Si prevede anche che il Presidente della Regione, anche in qualità di commissario delegato per il superamento dell'emergenza alluvionale, predisponga un programma complessivo di interventi da realizzare con i fondi di cui alla legge e con risorse comunitarie, nazionali, regionali e locali. Crediamo che questo dia veramente alla Giunta la possibilità di poter effettuare degli interventi rapidi e di concerto con l'Assemblea.

Il comma 3 dell'articolo 2 recita: "Agli interventi di cui alla presente legge, ricompresi nel programma del commissario di cui al comma 2, si applicano le deroghe previste dall'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri di cui all'articolo 1, comma 1. Per gli interventi finanziati con le risorse provenienti dal bilancio regionale, si applicano le disposizioni di maggior favore di cui alla legge regionale 17 dicembre 1999, numero 26 e successive modifiche ed integrazioni". Quindi rimandiamo, per quanto non indicato in maniera precisa e specifica da questa legge, alla legge numero 26 del 1999. La norma finanziaria prevede uno stanziamento complessivo di 50 milioni di euro di cui 10 milioni di contributo dello Stato e 40 milioni di euro a valere sulla UPB S 03.015.

L'ultimo articolo riguarda l'entrata in vigore della legge e prevede che essa entri in vigore nel giorno della sua pubblicazione sul BURAS.

Presidente, mi fermerei qui perché ritengo che le popolazioni di questo territorio, del nostro territorio, abbiano necessità di avere immediatamente, così come prevede questa legge, interventi urgenti. Crediamo che quando verrà predisposto il bilancio e la finanziaria regionale, si dovrà quantificare la portata precisa dei danni, in modo da dare delle risposte puntuali a alle popolazioni colpite da questa calamità, senza allocare subito delle risorse che rischierebbero di essere immobilizzate per lungo tempo.

In ultimo, vorrei dire che - per rispondere ad una esigenza che è stata avanzata e che abbiamo ritenuto di non porre all'interno della legge - alla fine di questa seduta verrà presentato un ordine del giorno con il quale impegnamo l'Esecutivo a presentare alla Commissione competente, ogni due mesi, una relazione sullo stato di attuazione degli interventi. Credo che questo sia un fatto importante per porre questo Consiglio in condizione di conoscere lo stato di attuazione della legge e per realizzare una grande collaborazione tra il Governo della Regione e il Consiglio regionale, indispensabile soprattutto nei momenti di grande difficoltà come questo.

PRESIDENTE. Vorrei comunicare all'Aula che abbiamo concordato con i Capigruppo che gli emendamenti possono essere presentati entro le ore 15, perché l'accelerazione della discussione non ha consentito di presentarli entro i termini previsti dal nostro Regolamento.

E' iscritto a parlare il consigliere Onida. Ne ha facoltà.

ONIDA (Fortza Paris). Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta, colleghe e colleghi e amici Assessori, prendo la parola più che per entrare nel merito del testo unificato che oggi viene presentato dalla Commissione all'Aula, per fare qualche riflessione sulle dichiarazioni dell'assessore Dessì, a nome della Giunta, e su alcune valutazioni, che ho letto sulla stampa di questi giorni, dell'Assessore dei lavori pubblici, sempre in ordine ai gravi eventi che si sono verificati in questi giorni in Sardegna soprattutto nelle aree dell'Ogliastra, della Gallura e delle Baronie.

Il mio intervento tende a recuperare un minimo di oggettività sulle vicende che hanno interessato i Governi della Regione in ordine alle sensibilità politiche e all'attenzione a problemi come i dissesti idrogeologici, problemi gravi che ogni tanto, ricordiamo tutti la precedente alluvione del 1999, hanno creato danni così decisi e gravi alle persone e alle famiglie. E' stato detto nell'intervento dell'assessore Dessì, molto mite, molto condivisibile per tutta una serie di motivi, che la Regione sarebbe arrivata a questi fatti impreparata, senza strumenti di prevenzione, senza aver riflettuto mai prima d'oggi su che cosa fare, su quali interventi predisporre per prevenire questi danni; più o meno, poi chiaramente può essere che ci sia qualche differenza, ma non di sostanza, rispetto alle cose che sto dicendo. Invece l'assessore Mannoni - premetto anche che si tratta, credo senza possibilità di smentita, di due assessori amici da tanto tempo e credo che sia un'amicizia basata su valori veri e quindi non su questioni che riguardano le nostre esperienze, i nostri contrasti o le nostre differenze politiche - a un giornalista de Il Giornale di Sardegna consegna una valutazione virgolettata, che è questa: "Quando l'Assessore dei lavori pubblici prende in mano il piano di riassetto idrogeologico approvato dalla Giunta di Mauro Pili, e mai diventato operativo, nella scheda di Villagrande Strisaili trova un rischio frana catalogato R3 e R4, cioè il massimo del pericolo. I geologi avevano scritto che il versante della montagna sul quale sorge il paese è instabile per tipologia e - spiega l'Assessore - avevano aggiunto che il pericolo di caduta di materiali è legato a eventi meteorologici con l'arrivo di grandi precipitazioni. E' davvero impressionante, un'istantanea di quello che poi è avvenuto la scorsa settimana, quando violentissime piogge hanno rovesciato sul paese ogliastrino una colata di acqua, con tutto quello che ne è derivato". Continua il giornalista: "Non accusa nessuno Mannoni, fa soltanto notare che: 'La nostra Giunta ha trovato negli uffici questo piano adottato nell'estate del 2003 eppure mai entrato in vigore per motivi che non conosco". Mi fermo a questo aspetto, l'articolo poi continua quasi con tono subdolo e insinuante, individuando nell'Assessore del momento il mostro che passerà alla storia a causa di questi eventi.

Voglio dire pochissime cose con determinazione e anche con orgoglio: il piano stralcio per l'assetto idrogeologico è stato presentato alla Giunta presieduta da Mauro Pili nel luglio 2003. Debbo ringraziare innanzitutto il mio predecessore Ladu, che dal 2000 al 2003 ha portato a compimento tutte le istruttorie tenendo i rapporti con i comuni, le province, con tutti i soggetti coinvolti nella predisposizione del piano, che poi io ho portato all'attenzione della Giunta. Così come debbo ringraziare il gruppo degli operatori coordinati dalla Balia, dal direttore generale Balzarini, che con passione hanno lavorato su uno strumento di grandissima importanza e di grandissimo valore per tutto quello che noi forse non abbiamo fatto, poi dirò perché, e che voi vorrete fare, ma che è la conseguenza e la conclusione di quegli studi, di quel lavoro, di quella passione, di quel senso civico che ha contrassegnato quegli anni, quella esperienza di governo e gli uomini che in quella esperienza di governo si sono ritrovati.

Perché, viene detto, il piano di assetto idrogeologico è rimasto fermo nei cassetti? Aveva necessità di tutta una serie di concerti, due sono arrivati alla Giunta contestualmente alla proposta, quello dell'Assessorato dei lavori pubblici e quello dell'Assessorato dell'agricoltura, l'Ufficio legale della Presidenza ha dato il suo parere nei tempi più brevi, ma l'Assessorato dell'urbanistica - che doveva esprimere un parere essenziale per le implicazioni che sono ovvie ed evidenti prevedendo il piano di assetto opere da fare, prevedendo aree da vincolare, quindi voi capite le interrelazioni con l'urbanistica - bene, l'Assessorato dell'urbanistica, signori, colleghi, giornalisti, ha dato il parere il 10 dicembre 2004, avantieri, dopo che sono avvenuti i fatti di cui oggi stiamo parlando e per i quali stiamo predisponendo una sana, corretta e intelligente legge per venire incontro ai bisogni della gente di quel territorio. Io credo che sia doveroso sempre dire la verità, tutta quanta la verità, per evitare che si inventino veramente mostri. Io ho vissuto alcuni giorni una difficoltà interiore, perché credo che qui tutti quanti veniamo per lavorare nell'intersesse generale. Poi possiamo essere più o meno bravi, può essere che abbiamo delle responsabilità, e non dovrei dire, ma lo dico con amicizia e con affetto, che gli Assessori di turno hanno avuto sollecitazioni dalla struttura affinché venisse definito il parere dell'Assessorato dell'urbanistica. Questo, ripeto, è avvenuto qualche giorno fa.

Un'altra cosa voglio ricordare, però, a chi non porta a conoscenza dell'opinione pubblica, a conoscenza degli amministratori il quadro generale, complessivo delle questioni: nonostante la deliberazione della Giunta fosse del 21 luglio, quindi alle soglie dell'agosto - tempo in cui normalmente le Giunte che si sono succedute in Sardegna dall'inizio dell'autonomia fino ad oggi, salvo la Giunta Soru, hanno fatto ordinaria amministrazione, dando particolare attenzione agli incendi, ma certamente non lavorando al ritmo consueto - quando è stato avviato il piano e quando su di esso non sono stati espressi i pareri, quelli dati nei tempi giusti, per quanto attiene all'ultimo di essi evidentemente le responsabilità si sono succedute, nonostante il piano non fosse operativo, nel senso che la delibera non era stata tradotta in decreto esecutivo, è stato assunto come documento di pianificazione valido per la spendita delle risorse della misura 1.3 del POR, quindi nella direzione dei grandi rischi di quel territorio. Anche a questo proposito vorrei dire un altro pezzo di verità: il rischio di cui al PAI è il rischio frana non il rischio per la pericolosità idraulica, è una contraddizione, io credo che i geologi e i tecnici che hanno fatto il piano l'abbiano fatto con grande coscienza professionale e con grande onestà. Spesso la natura ha architetti e registi diversi, per cui laddove è il rischio frana si verifica l'evento di pericolosità idraulica. Bene sono state spese le risorse previste, contenute nel piano di assetto idrogeologico. Quindi dal punto di vista finanziario la pianificazione ha operato come se fosse esistente. La pubblicazione nel BURAS non è potuta avvenire per i motivi che vi ho detto, oggi questo è possibile. Ma è vero che volete fare la legge salvamontagne? Bene, se aveste invertito le due leggi, se aveste deciso di discutere la legge salvacoste dopo la salvamontagna probabilmente - questo non so se sia vero, anzi io non ci credo - almeno dal punto di vista della consecutio logica dei tempi, questo credo di poterlo dire con molta correttezza, sarebbe stato meglio. Si poteva fare, doveva essere fatto, il parere dell'Assessorato dell'urbanistica non doveva rimanere inespresso fino a dicembre senza prestare l'attenzione che è stata prestata ad evento avvenuto, quando si sono consumati, purtroppo, i drammi di cui stiamo parlando.

Voglio rimanere nella linea che è stata indicata dal Presidente della Commissione, le convergenze e gli sforzi e le sensibilità comuni attorno a queste cose credo che siano fondamentali. Il Consiglio regionale non può essere diviso nella valutazione dei drammi che riguardano la Sardegna, ma deve essere unito, e credo che il testo che sarà approvato rispecchierà questa sensibilità e avrà questi contenuti, soprattutto se modificato da qualche emendamento che anche l'opposizione vuole presentare, migliorativo indubbiamente e non finalizzato a provocare divisioni. Credo che questa sia la strada da seguire, però abbiamo il dovere di essere corretti; ci dobbiamo difendere tutti, perché oggi può toccare a me, ma domani può toccare a voi, colleghi. Quando si agisce con lealtà ed onestà si deve sentire il giudizio favorevole dei colleghi, della gente, dell'opinione pubblica, non possiamo essere indicati all'esterno come persone che non sanno fare il proprio dovere, anzi la cui inerzia determina gravi danni alla Sardegna. Questo lo dico un po' a mia difesa, ma io sono tra quelli che hanno avuto lunga vita, per fortuna, qui dentro, ma soprattutto lo dico ai giovani, perché credo che sia opportuno che qualche riflessione attorno a questo metodo debba essere fatta anche da parte vostra.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Grazie, Presidente. Anch'io intervengo con lo spirito che è stato richiamato dai colleghi che mi hanno preceduto, dal collega Onida e dal Presidente della Commissione lavori pubblici che ha illustrato questa legge.

Dico subito che questa è una legge che alla fine ci unirà. Io non credo ci possa essere alcun tipo di divisione sul voto finale di questa legge, e lo dico nella consapevolezza che qualsiasi legislatore ha l'obbligo di lavorare per creare tutte le condizioni favorevoli all'approvazione di una legge che sia capace di soddisfare le esigenze di quel territorio. Esprimo, ovviamente, così come molti hanno fatto, la mia personale solidarietà oltre che alle popolazioni, a quei tanti sindaci che in quelle ore, in quei giorni, si sono trovati nella necessità di dare risposte immediate, urgenti spesso senza avere le strutture per poter affrontare un dramma come quello che si è verificato in quei territori.

Ora, però, per noi, colleghi, è giunto il tempo di agire, il tempo di legiferare, e credo che ci siano almeno cinque elementi su cui dobbiamo concentrarci. Non credo che ci sia un problema di tempi, nella giornata di oggi credo che riusciremo ad approvare questa legge col consenso di tutti, ma dobbiamo cercare di utilizzare al meglio queste ore per migliorare il testo di legge esitato dalla Commissione per raggiungere cinque obiettivi. Il primo: l'urgenza e l'immediatezza dell'intervento nelle zone colpite dall'evento calamitoso. Il secondo: la certezza di diritto, perché colleghi, attraverso norme certe siamo sicuri di salvaguardare la velocità e la chiarezza dell'intervento che la Regione si propone di realizzare in quei territori. Vi è un terzo elemento, quello della trasparenza, che diventa garanzia per il Presidente della Regione, per i sindaci e per il Consiglio regionale. L'elemento della trasparenza nella gestione dei fondi è un elemento sacrosanto che da una parte e dall'altra deve essere posto alla base del nostro provvedimento legislativo. Il quarto: agire con buon senso. Ciò significa che le diverse posizioni devono trovare il giusto equilibrio, che non si deve giocare al rialzo, così come si è verificato nel passato anche su partite analoghe a queste. Noi non vogliamo giocare al rialzo, ma semmai essere obiettivi. L'ultimo riguarda le risorse finanziarie. Le risorse finanziarie possono essere individuate nella norma finanziaria attraverso due percorsi, ma tenendo anche conto delle esigenze che già si sono configurate. Guai pensare che una legge possa essere aggiornata di volta in volta, così come è stato nella storia degli eventi calamitosi di questi ultimi anni, che hanno purtroppo provocato una serie innumerevole di danni al settore zootecnico, a partire dall'epidemia della lingua blu, per arrivare agli eventi siccitosi che hanno danneggiato l'agricoltura e all'alluvione del '99. Credo sia doveroso soffermarci un attimo anche su questo punto per individuare puntualmente le azioni che devono essere fatte.

Credo, colleghi, che proprio dalle risorse finanziarie si debba partire perché, lo dico con estrema chiarezza, lo stanziamento previsto è assolutamente inadeguato. Lo dico non con lo spirito di chi deve far aprire la borsa alla maggioranza di oggi; guardate, chi ha avuto l'onore di governare, seppur per poco tempo, la Sardegna capisce che non può adottare questa logica, ma le risorse sono davvero inadeguate, se noi pensiamo che per l'alluvione del '99 questo Consiglio regionale stanziò 265 miliardi delle vecchie lire e che la Giunta regionale presentò il proprio disegno di legge stanziando cento miliardi. L'onorevole Paolo Fadda che era stato sindaco e aveva rapporti con quel territorio, disse: "abbiamo sentito i comuni" e presentò in sede di discussione in Aula un emendamento per portare quello stanziamento a 202 miliardi; la Giunta regionale nel frattempo riuscì a recuperare ulteriori risorse finanziarie per portare lo stanziamento a 265 miliardi, tutto nell'arco di venti giorni dall'evento calamitoso.

Allora, colleghi, cito due criteri da seguire per arrivare a determinare le risorse necessarie: basarsi sull'esperienza passata, in particolare sulla stima dei danni provocati dall'alluvione del '99, oppure, e secondo me è la cosa più fondata, basarsi sulla relazione che il Genio civile ha presentato. In base ad essa, considerando soltanto la lunghezza degli assi viari interni ai centri abitati che sono stati danneggiati voi sapete benissimo che si può calcolare immediatamente l'entità del danno: c'è un tratto di strada danneggiato per una larghezza di tot, per una lunghezza di tot, basta fare una moltiplicazione per costo unitario di risistemazione di quella strada per arrivare a capire quanto è necessario stanziare. Lo ha fatto la provincia di Nuoro che puntualmente, nella relazione del Genio civile, calcola che la spesa necessaria per la riparazione del danno della rete viaria principale della provincia ammonta a 22 milioni di euro. Non voglio soffermarmi su quello che viene scritto in ordine ai danni subiti dai comuni di Talana, di Urzulei, di Arzana, di Villanovatulo, di Seulo, di Osini, di Gairo, di Ierzu, di Orgosolo, di Torpè, Dorgali, Onifai, Galtellì, per arrivare a Villagrande un paese devastato e distrutto, dai ponti di accesso alla viabilità interna a tutti gli edifici pubblici che sono stati devastati. Allora, colleghi, credo che noi non possiamo sottrarci al nostro dovere. Cosa bisogna fare in questi casi? Quello che ha fatto l'onorevole Marrocu poc'anzi in Commissione programmazione. Bisogna segnalare alla Giunta, se la il Giunta non ha ancora fatto questa ricognizione, tutte quelle risorse finanziarie che sono disponibili ma non impegnate. E l'onorevole Marrocu, a cui riconosco onestà intellettuale, ha detto: non facciamo l'errore che fu commesso quando, in occasione della stima dei danni provocati dalla siccità nel settore agricolo, "giocammo - parole testuali dell'onorevole Marrocu - al rialzo", portando lo stanziamento a cifre che poi oggi si sono rivelate inutili perché non impegnate; e se non erro, se sbaglio mi corregga il collega Secci, Presidente della Commissione terza, è stato detto in Commissione dall'onorevole Marrocu che ci sono 180 milioni di euro inutilizzati e praticamente non impegnabili perché sono un sovrappiù rispetto alle esigenze del passato. Se è vero quello che l'onorevole Marrocu ha detto esiste una disponibilità finanziaria che noi chiediamo di utilizzare, quanto meno per il primo anno, per raddoppiare lo stanziamento già previsto, quanto meno per coprire i danni indicati in questa relazione. Questo perché nella norma che è stata modificata in Commissione con un lavoro serrato, e a questo proposito concordo con il giudizio espresso dall'onorevole Pirisi, è stata introdotta tutta una serie di interventi che non erano previsti nel disegno di legge della Giunta, mi riferisco per esempio al ristoro per il danno subito dai beni mobili di prima necessità, che non era contenuto nel disegno di legge della Giunta. Pensate soltanto ai danni subiti da tali beni mobili di prima necessità situati al piano terra, dove, secondo la tradizione di quei territori, praticamente si vive per la gran parte del tempo; solo il ristoro di quei danni, certamente fa elevare lo stanziamento. Quindi noi diciamo: ci sono le risorse disponibili, vanno immediatamente messe a disposizione dell'evento calamitoso che si è verificato, è inutile tenerle allocate in un capitolo non utilizzabile a questo fine.

C'è un emendamento, che noi ripresenteremo anche in quest'Aula, sulla ripartizione delle risorse. Non si può lasciare un fondo indistinto di tale portata, senza dare alla Giunta regionale e al Presidente della Regione un'indicazione di massima. L'indicazione di massima non è un vincolo per il Presidente, è l'esplicazione di un potere di indirizzo che, per quanto ci riguarda, deve essere esercitato dal Consiglio e non va visto in termini prevaricatori. C'è un problema politico: i sindaci. Il Governo nazionale, nell'ordinanza che ha emesso il Presidente Berlusconi nelle scorse ore, ha più volte richiamato il ruolo dei sindaci che vengono individuati come soggetti attuatori. Noi riteniamo che quella dizione di soggetti attuatori attraverso l'istituto dell'avvalimento sia corretta, ma non può essere limitata all'utilizzo dei soli dieci milioni di euro dello Stato. Occorre una norma specifica di questo Consiglio regionale che subdelighi il potere derogatorio, che è in capo al Presidente della Regione in qualità di commissario governativo, a tutti i primi cittadini che hanno il compito di dare risposte in tempi rapidi; mi riferisco ai poteri derogatori, quindi di accelerazione di tutte le procedure. Su questo noi già da adesso preannunciamo la presentazione di un emendamento che possa creare una rete importante di collaborazione tra il Presidente della Regione e i sindaci, lo sottolineo perché mi pare politicamente corretto. Noi abbiamo presentato la nostra proposta di legge il 7 dicembre, cioè il giorno dopo l'alluvione, e abbiamo indicato in quella proposta di legge il Presidente della Regione come commissario governativo per affidare a lui tutti i poteri di gestione in questa materia, perché riteniamo che il Presidente della Regione, seppure di altra parte politica, sia il Presidente della Regione, e a lui vada riconosciuto il dovere, l'onere e anche l'onore di guidare un intervento così difficile per la Regione sarda su un tema così delicato come quello che stiamo affrontando.

Ecco, colleghi, io credo che su questi temi occorra un confronto franco, serrato, che possa dare al Consiglio regionale gli strumenti per approvare una legge compiuta; questo è il problema, colleghi. Noi vorremmo arrivare con un po' di sforzo da parte di tutti ad una legge compiuta, che non lasci varchi; non si faccia l'errore che facemmo noi, per essere più chiari. Noi tornammo tre volte sulla legge del 1999 perché vi fu l'esigenza, di volta in volta, di adeguarla alla situazione concreta. E' indispensabile che oggi invece questo sforzo lo si faccia subito imparando dagli errori che sono stati commessi nel passato, ma anche qualche volta dalle cose giuste. Per quanto riguarda quest'ultimo aspetto, le cose giuste, io mi sento molto solidale col collega Onida perché davvero quelle affermazioni, forse riportate un po' maldestramente, ci inducono ad una riflessione: chi governa non sempre è chiamato a cancellare quello che hanno fatto i suoi predecessori, che molto spesso hanno operato con lo stesso senso civico, con la stessa coscienza, con la stessa passione politica.

Quando nel 2002 fu avviata l'esperienza della Giunta da me presieduta, i colleghi Assessori li ha richiamati l'onorevole Onida, sia l'onorevole Ladu e sia l'onorevole Onida dopo, ponemmo a base della nostra azione una filosofia: per stare bene in pianura bisognava curare bene la montagna. Fu sulla base di questo ragionamento che approvammo, per la prima volta nella storia autonomistica, il piano di assetto idrogeologico attraverso il quale si tutela e si valorizza, nelle sue caratteristiche fondamentali, l'ambiente di una terra così difficile come quella sarda. Pasquale e Silvestro ve lo voglio ricordare, erano le ultime ore della nostra Giunta, dicemmo allora: "Anche se non si riesce a portare a compimento l'iter di approvazione del piano di assetto idrogeologico, facciamo in modo che tutti gli stanziamenti comunitari, regionali e statali vengano utilizzati seguendo obbligatoriamente le indicazioni contenute nello stesso piano, e così fu fatto. Cioè anche se il piano non era esecutivo, se era stato semplicemente adottato dalla Giunta regionale e aveva bisogno del parere dell'assessorato dell'Urbanistica per concludere il suo iter noi dicemmo: "Tutte le risorse finanziarie vanno allocate in funzione dell'attuazione di quel piano". Credo che di questo vada dato merito a chi ha lavorato. Ha fatto bene l'onorevole Onida a richiamare i nomi dei funzionari e dei tecnici di questa Regione che molto spesso, senza costringerci a rivolgerci a soggetti esterni, hanno dimostrato la loro competenza, così come si è verificato in relazione al piano di assetto idrogeologiche che poi è stato approvato.

Concludo, colleghi. Noi chiediamo 150 milioni di euro, ne sono stati stanziati 40 e non 50 dal disegno di legge, anche questo va specificato, perché nella chiarezza si può ragionare, quelli stanziati dalla Giunta erano 30 più 10 di cassa; la Commissione ieri ha portato lo stanziamento a 40 milioni di euro più 10 di cassa, quei 10 di cassa sono un'anticipazione dei fondi che sono già disponibili perché già sanciti da un'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri, che, sottolineo, prevede stanziamenti per i primi interventi, in ordine ai quali la competenza è del Presidente del Consiglio dei Ministri, che decide attraverso l'ordinanza. E' ovvio che prima arriva la quantificazione dei danni e prima si può aprire una vertenza con lo Stato, per evitare che si verifichi nuovamente quello che fece lo Stato allora, che si fermò ai primi stanziamenti. Il precedente Governo, colleghi, si fermò a 15 miliardi e lasciò così la posta, pur avendo, il Presidente Floris prima ed io successivamente, rivendicato più volte un ristoro pari al 50 per cento delle somme che la Regione sarda aveva stanziato. Ebbene, colleghi, credo che questo debba essere fatto ma non oggi, rivendicare oggi somme senza avere i dati sui quali aprire la trattativa col Governo sarebbe fare demagogia, anche spicciola. Bisogna arrivare invece ad un piano esatto, questo però non presuppone che oggi non si abbia un quadro delle risorse necessarie. Io credo che la Giunta regionale abbia gli strumenti per poter quantificare a grandi linee, così come fece il centrosinistra nel 1999 e come fece la Giunta Floris nel 1999, le somme necessarie per affrontare questa emergenza, entro dieci giorni.

Colleghi, concludo. Ci sarà ovviamente la massima collaborazione. In questo Consiglio regionale su questo tema troveremo sicuramente l'unità di intenti nella chiarezza e nella certezza di raggiungere l'obiettivo di dare risposte puntuali a quelle popolazioni e a quelle comunità.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Pili. E' iscritta a parlare la consigliera Corrias. Ne ha facoltà.

CORRIAS (D.S.). Grazie signor Presidente. Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta, signori Assessori e colleghi, è certamente difficile in situazioni cruciali come queste, riuscire ad esprimere le sensazioni che si provano, i pensieri sono tumultuosi come l'acqua che ha causato il disastro a Villagrande in particolare e negli altri territori. I pensieri sono quelli di mamma, di sindaco, di consigliere regionale del territorio ogliastrino, un territorio che conosco, abitato da gente che conosco, da amici che in questi giorni hanno vissuto e vivono eventi imponderabili. E' difficile superare l'emozione, è difficile ragionare con distacco quando il coinvolgimento è totale sia dal punto di vista istituzionale che umano. Il pensiero va a ciò che questo disastro ha causato di irrecuperabile, ai morti e le parole diventano inutili e assurde quando si cerca di lenire un dolore tanto lacerante. Solo vedere e toccare con mano quello che è successo dà la dimensione reale di quello che questo evento ha provocato e trascinato con sé e mentre osservi questo pensi a quello che conosci di quella realtà, di Villagrande e Villanova Strisaili in particolare, al grande coraggio, che ha costituito in questi anni un esempio per tutto il territorio, di imprenditori, di giovani che hanno creato impresa con fatica scommettendo sulle zone interne, sapendo affrontare le sfide della modernità, nonostante le lacerazioni vissute da quelle comunità, dalla comunità villagrandese e da quella ogliastrina, che sempre rendono tutto quanto, anche la vita quotidiana, più difficile che in altri luoghi.

Dico queste cose da ogliastrina non spinta da animo retorico e neanche solo da un sentimento di sofferenza, ma mossa dalla necessità di comprendere, di cogliere l'attimo della tragedia per riflettere su questo territorio, sulla capacità della sua gente di ricomporsi e di esprimere solidarietà, e anche sul fatto che la straordinarietà negativa, il dolore e la distruzione possono forse servire a ricreare l'unità di una comunità che ha bisogno di poter credere che ci sia un futuro possibile, che questa forza la si deve trovare innanzitutto all'interno della comunità e della sua classe dirigente, ma che molto si può fare anche non perdendo un'occasione simile dopo l'emergenza che ha comunque visto un impegno imponente, fattivo, efficace e anche tempestivo della macchina dei soccorsi, ricordata dall'Assessore regionale dell'ambiente, che ha contribuito a scongiurare ulteriori pericoli e ad alleviare i disagi di una comunità in ginocchio.

Dopo tutto questo è anche forse utile pensare molto seriamente alla creazione di un coordinamento in capo ad un assessorato che si occupi della Protezione Civile con mezzi, uomini e strumenti adeguati. Le risorse necessarie sono ingenti e, nonostante l'attuale situazione del bilancio regionale sia preoccupante, lo sforzo messo in campo è notevole; l'attuazione dei programmi deve essere fatta nella chiarezza e nella trasparenza massima perché ritorni la speranza negli sguardi della gente, scongiurando il pericolo di un ritorno all'isolamento con un impegno ancora più forte dopo l'emozione e la commozione. La preoccupazione più grande della comunità è quella, una volta spenti i riflettori, di vivere un senso di solitudine. I provvedimenti e gli interventi vanno in una doppia direzione: la ricostruzione delle infrastrutture pubbliche, la messa in sicurezza, i risarcimenti, ma anche le buone azioni amministrative come le proroghe di tipo fiscale e tributario, le agevolazioni delle leggi di settore che aiuteranno, spero, il vivace tessuto economico villagrandese a risorgere.

Per scongiurare il ripetersi di fenomeni di questo tipo in futuro, è indispensabile d'ora in poi trovare gli strumenti giusti per innescare un processo culturale che faccia crescere, in ognuno di noi, una maggiore sensibilità riguardo all'esigenza che tutto quello che realizziamo deve essere improntato al rispetto dell'ambiente e orientato a costruire un modello di sviluppo sostenibile, che deve vedere partecipi anche le zone interne. Deve essere reso operativo il piano stralcio di assetto idrogeologico corredandolo di tutti gli allegati e gli strumenti necessari, in modo che non succeda mai più che ci si trovi impreparati di fronte ad eventi eccezionali.

Chiudo, colleghi, con l'ultima parte di una lettera che mi ha scritto in questi giorni un ex sindaco amico di Villagrande, perché credo che renda l'idea di quello che si prova: "Villagrande ha bisogno di essere aiutata, di essere messa in sicurezza, ha bisogno subito di concretezza, deve poter credere che ci sia un futuro possibile. Affido a te questo mio stato d'animo perché ho fiducia, come i miei compaesani, nelle istituzioni, nel Consiglio regionale, nella Giunta regionale e nello Stato italiano. La tenue speranza dei bambini che rientrano nella loro scuola ha bisogno di un incoraggiamento, di una pronta e coraggiosa risposta da parte delle istituzioni per evitare che in seguito torni la paura ogni volta che piove". Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Davoli. Ne ha facoltà.

DAVOLI (R.C.). Grazie Presidente. È evidente che il primo sguardo, va alle popolazioni colpite da questa tragedia. L'intervento di Angela lo ricorda molto bene: immagini tragiche, ma immagini anche di grande forza collettiva, immagini di vera solidarietà popolare. Mi sono rimaste impresse quelle che ho visto ieri in televisione di quei quindici detenuti della colonia penale di Mamone - molto bravo il direttore del carcere di Mamone, uno dei più bravi che ci siano in Sardegna - quei quindici detenuti che sono andati a Villagrande a dare un aiuto a questa popolazione, a questa gente che umilmente, ma con molta forza, sta cercando di reagire.

Da parte mia e di tutto il mio Gruppo vogliamo manifestare questo grande affetto verso la popolazione di Villagrande, dell'Ogliastra, della Baronia, di Galtellì, ma anche di altre popolazioni che per ragioni ovvie non sono state citate e che hanno subito comunque danni; le campagne sono un po' devastate dappertutto.

Detto questo però, signor Presidente, mi corre l'obbligo di fare anche una riflessione, non voglio entrare in polemica con le Giunte precedenti, con i governi di questi ultimi trent'anni; non m'interessa proprio perché c'è molta colpa da parte di tutti. Per me quello che è accaduto, sostanzialmente era già annunciato, era un dissesto annunciato. È vero, sono eventi eccezionali, sono state precipitazioni di straordinaria intensità e forse, per certi versi, anche di difficile previsione; però è anche vero che in Sardegna questi fenomeni si stanno verificando da mezzo secolo a questa parte con una certa insistenza, con una certa frequenza.

E' più o meno dal 1951 che da noi si verificano questi eventi con scadenza decennale quasi, 1951, 1961, 1972, 1973, 1976, ma sono stati quattro o cinque eventi straordinari di grande intensità e incalcolabili danni all'ambiente, alle popolazioni e ai beni materiali appunto della gente. Ce ne sono stati anche altri, è vero, che si dimenticano facilmente perché sono stati localizzati in superfici molto ristrette; anche lì danni molto molto forti.

Bene, se i danni sono stati così incalcolabili, ciò non è dovuto al caso, forse c'entra anche il caso, ma è dovuto soprattutto al fatto che in questi ultimi cinquant'anni anche in Sardegna vi è stata una consistente alterazione ambientale, soprattutto sui bacini idrografici che, secondo la letteratura "ambientalista", devono essere considerati fondamentali per una seria pianificazione della difesa del suolo; ciò che non è avvenuto.

Ripeto, non voglio fare polemiche con nessuna Giunta precedente, non m'interessa. Questo dissesto da noi è stato prodotto in parte perché c'è stata una utilizzazione in funzione di un interesse antropico; è stato disordinato, caotico e poco attento agli equilibri ecosistemici e risulta evidente dappertutto. Depauperamento nelle foreste, scomparsa dei suoli per erosione, denudamento di aree boscate e di quelle aree con pendenze elevatissime che voi tutti potete vedere; quando attraversate le strade dell'interno della Sardegna voi tutti vedete quegli erbai che vengono ottenuti attraverso l'aratura di pendii assolutamente impressionanti; i pastori riescono a fare anche questo; ebbene, quelli sono pericolosissimi e sono classificati addirittura non arabili.

Ci sono gli incendi. C'è l'apertura di strade senza gli appositi interventi per favorire il deflusso; ora, non dico che abbia influito la circonvallazione di Villagrande sul dissesto che c'è stato in paese, però quella strada: andate a controllarla e vedete come è stata costruita! Ci sono tante altre strade che vengono costruite in zone franose, in zone scistose, sono degli orrori, sono dei delitti, il disordine è evidente. Pensate alle zone dove si esercita l'estrazione lapidea, alle cave; nella zona di Galtellì, se non sbaglio, è crollata una parte consistente di una cava ma era evidente, era annunciato, era ovvio; pensate alla costruzione dei ponti, all'inadeguatezza delle reti di drenaggio a valle.

Insomma, tante cose sono state fatte in questi trent'anni; trent'anni fa, infatti, è iniziata quella cultura modernista, quella cultura "sviluppista" che ha preso praticamente in affitto tutto il nostro territorio e lo ha utilizzato esclusivamente per trarne profitto, lo ha utilizzato esclusivamente in termini di mercato economico, non ha pensato assolutamente ad altro; oggi ne paghiamo appunto le conseguenze.

L'assessore Dessì parlava di corsi d'acqua intombati; li vediamo in qualunque strada, in qualunque paese vediamo questo tipo di intervento, vediamo i letti dei fiumi, signor Presidente, occupati. Allora mi chiedo: ma il Genio Civile in questi anni che cosa ha fatto? Vediamo i letti dei fiumi occupati da strutture, da edifici, da cave, da tantissime altre cose, qualcuno addirittura ha costruito qualche diga in terra; ma allora se questi sono stati gli interventi che l'uomo ha fatto era anche prevedibile che eventi eccezionali, ma comunque frequenti, avrebbero prodotto quello che è appunto sotto i nostri occhi.

Allora cosa è necessario fare? È necessario che l'intervento di assetto idrogeologico sia una cosa seria, sia soprattutto puntuale e preciso nella individuazione delle zone a rischio; non basta fare una legge, non basta prendere una cartina e stabilire che Galtellì è a rischio; già prima di costruire la diga di Perdu e Otoni era assolutamente prevedibile che il Cedrino avrebbe allagato la zona a valle; è sempre successo, ci sono anche dei documentari molto interessanti dal punto di vista storico, però è mancato un intervento preciso, serio, dettagliato appunto, per cercare di bonificare il territorio da questo punto di vista. Che cosa fare? Una programmazione seria, efficace, elaborata con tutta la tecnica che la scienza propone e produce; ogni volta che capita una calamità naturale lo si dice e lo si propone, poi lo si dimentica facilmente. Perché non proporre un piano straordinario di lavoro verde? Perché non proporre un esercito di giovani formati, in modo tale da buttarli nelle nostre campagne e nelle nostre montagne?

Per favore onorevole Pili non ci dica che prima dovevamo salvare la montagna! La montagna è stata desertificata, la montagna è stata spopolata da un modello di sviluppo che ha preferito, appunto, quello sviluppo costiero che pensa solamente a produrre interessi e profitti; la montagna è stata spopolata in questo modo. Allora perché non proporre un esercito di operai verdi per cercare di bonificare il territorio sardo? Siamo ancora in tempo, certo qualcosa è già stato distrutto ma siamo ancora in tempo a costruire ipotesi e interventi che possono permettere, tra l'altro, di creare anche occupazione. Credo con semplice buonsenso che questo sia possibile, naturalmente l'intervento deve essere pianificato, le risorse devono essere tante; credo che nel tempo poi risparmieremo molto, molto di più.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Davoli. Colleghi, abbiamo stabilito con i Presidenti dei Gruppi di fare una pausa di un'ora per consentire la predisposizione degli emendamenti. Quindi sospendiamo adesso i lavori, li riprenderemo alle quattordici e trenta ed andremo avanti fino alla conclusione. La seduta è sospesa, i lavori riprenderanno alle quattordici e trenta.

(La seduta, sospesa alle ore13 e 25, viene ripresa alle ore 14 e 57.)

PRESIDENTE. Colleghi, direi che possiamo riprendere il nostro lavoro, non senza aver censurato questa cattiva abitudine di arrivare con calma e con mezzora di ritardo all'inizio dei lavori, perché non si deve abusare della pazienza di chi arriva puntuale in Aula, si può stabilire di iniziare anche mezzora dopo, purché la gente a quell'ora sia in Aula, ma non si deve fare attendere i colleghi puntuali.

È iscritto a parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghe e colleghi consiglieri. Come più volte è accaduto, anche questa volta è un drammatico fenomeno di emergenza a sollevare inquietanti interrogativi e imporre nuove misure strutturali di prevenzione rispetto ai rischi connessi ai fenomeni naturali e a quelli conseguenti alle attività umane. Il problema della recente alluvione che ha interessato l'area dell'alto Flumendosa, dell'Ogliastra, delle Baronie e in particolare i comuni di Villagrande e Galtellì, rappresenta infatti per la nostra Regione un momento e banco di prova di eccezionale importanza per ridefinire le politiche ambientali, gli indirizzi dello sviluppo, le regole di gestione del territorio, l'organizzazione dei servizi tecnico-scientifici per l'ambiente e il territorio.

Come presupposto ad ogni possibile risposta a quanto accaduto e ad ogni efficace proposta d'intervento, deve esserci la consapevolezza che la nostra storia autonomistica ha dimostrato l'inefficienza delle politiche di corto respiro. Al di là del carattere eccezionale dell'evento, non bisogna dimenticare che fenomeni del genere si ripetono ormai con sempre maggiore frequenza da una parte all'altra del territorio regionale e non possono più essere affrontati con la logica dell'emergenza, del risarcimento del danno o con politiche settoriali o comunque di corto respiro. Occorre invece adottare una visione politica alta e responsabile, lungimirante nelle prospettive, rigorosa nel rispetto dei piani e delle regole, pronta a dare risposte efficaci e capaci d'intervenire sul complesso dei problemi e sulle loro interconnessioni, in una logica che si fondi sulla previsione degli eventi.

Non è il caso, almeno in quest'Aula, occuparsi degli eventuali aspetti giudiziari della vicenda, anche se non vi è dubbio che, almeno all'aggravamento delle conseguenze della catastrofe, hanno concorso negligenze, disattenzioni e manchevolezze dell'uomo. Se saranno accertate responsabilità specifiche sarà la magistratura a definirne gli esiti, se cioè qualcuno ha sbagliato infrangendo le leggi vigenti pagherà come è giusto che sia. Anche se si accertasse che l'intervento dell'uomo in qualche modo non ha concorso in maniera determinante a causare i gravi danni e i tristissimi lutti di questi giorni e che le stesse opere sono state realizzate nel rispetto delle leggi vigenti, ciò non significa che la politica non abbia comunque gravi responsabilità in termini di pianificazione e di corretta gestione delle aree a rischio, perché dietro le calamità naturali si nasconde sempre il dramma dell'analfabetismo ambientale e l'assenza di una seria politica di sviluppo sostenibile. Uno sviluppo concepito in maniera non astratta e declamatoria, ma fondato sulla conoscenza scientifica e codificata nella cartografia e nei sistemi informativi geografici e sulla comprensione e il controllo dei fenomeni e dei processi evolutivi. Si tratta allora di analizzare in maniera sistematica quelli che sono i dati fondamentali del problema e di servirsene per approntare interventi legislativi coerenti, ben calibrati strumenti di pianificazione, adeguati interventi per prevenire e attenuare questi fenomeni ed efficienti servizi tecnici capaci di aggredire i problemi del rischio ambientale e di ridare certezza e fiducia ai cittadini, ai lavoratori, agli agricoltori, agli allevatori.

Si è parlato in questi giorni della necessità di costruire e di aggiornare la cosiddetta mappa del rischio ambientale e si è sottolineato, giustamente, che per individuare le zone a rischio occorre elaborare carte della pericolosità e della vulnerabilità territoriale relativamente ai differenti rischi. Ma tali strumenti necessitano in primo luogo di un'adeguata base conoscitiva e geologica. Si è appreso anche un dato inaudito, che dovrebbe seriamente farci riflettere: in Sardegna sui circa 50 fogli previsti ne sono stati realizzati e pubblicati solamente 4. Sul resto regna l'ignoranza, l'incertezza, insomma, una base informativa inadeguata nonostante sia fondamentale per tanti scopi. Non sappiamo se quest'ignoranza sia solo colpevole o abbia invece i tratti del dolo, non sappiamo cioè, o forse lo si può immaginare, a chi e a cosa sia servito non disporre di strumenti analitici così importanti come quelli relativi alle aree a rischio di inondazione, di frana o di erosione costiera, per esempio, cosa che ha consentito la realizzazione di tante lottizzazioni sulle coste e sulle vallate alluvionali.

L'unica certezza è che oggi la classe politica non può far finta di niente. Allora si proceda con urgenza ad approntare corretti e adeguati strumenti conoscitivi del nostro territorio e accanto alla cartografia geologica e tecnica, a quella della vulnerabilità e dei rischi ambientali, si obblighino le autonomie locali a elaborare strumenti conoscitivi a scala adeguata, che siano un efficace supporto alle scelte di pianificazione. Si proceda con celerità a rafforzare la rete delle stazioni meteorologiche e a coordinare e integrare le informazioni delle stazioni esistenti, gestite da enti diversi della stessa amministrazione regionale: servizio idrografico e servizio agro-meteorologico regionale. Si provveda a dotare i bacini di stazioni idrometriche, si predispongano strumenti e modelli di gestione dei bacini fluviali, si preparino piani per le emergenze e si creino le strutture tecniche professionali per la loro gestione, come fanno tante Regioni più avanzate della nostra. Sia chiaro, senza strumenti adeguati sarà impossibile dare sostanza al piano di assetto idrogeologico regionale e superare la logica delle linee guida generali, che sono inadeguate, o quella della tutela perseguita attraverso strumenti di vincolo di parti del territorio ignorando il funzionamento sistemico e la complessità dell'ambiente.

Non si comprende inoltre come possano essere elaborati seri PUC senza adeguate direttive regionali in tema di sicurezza e prevenzione. Su questi strumenti vi deve essere un'attenzione pressante e continua, coinvolgendo il meglio delle conoscenze esistenti, creando comitati tecnico-scientifici che facciano da supporto alle scelte, ai piani ed i programmi complessi, coinvolgendo il mondo della ricerca e dell'università nell'individuazione delle direttrici generali d'azione. Intanto, però, si coordini in modo efficace l'esistente perché non accada che uno dei servizi essenziali per la prevenzione e il monitoraggio del rischio idrogeologico, il Sar, la domenica non rilevi dati perché è chiuso, come riportava in questi giorni un giornale regionale. Signor Presidente, forse i nubifragi e le catastrofi osservano il turno di riposo settimanale come i parrucchieri?

Dopo questi disastri verificatisi da Castiadas a Capoterra, da Bosa a San Vito, da Villagrande a Galtellì, la nostra comunità regionale, che ogni giorno deve affrontare tante avversità legate alle tremende crisi che l'attanagliano, dell'industria, dell'agricoltura, dei trasporti costosi e inefficienti, del prezzo stracciato del latte, del costo della vita più alto che altrove, ha necessità di recuperare fiducia, serenità e soprattutto sicurezza. Questo lo si può fare se si ricostruisce un clima di fiducia, se i nostri concittadini, così severamente provati, sentono le istituzioni pronte, vicine e consapevoli dei gravi problemi che debbono affrontare per ricostruire le case, i servizi, ripristinare le infrastrutture che hanno ceduto anch'esse, disastro nel disastro. E in tal senso deve essere chiaro che la stima dei danni per la ricostruzione e il ripristino è poca cosa rispetto a quanto necessario per prevenire ulteriori ed analoghi eventi che in certi territori, come hanno affermato anche altri colleghi che mi hanno preceduto, si ripetono con una certa periodicità.

Per questo è indispensabile che si lavori alacremente e non solo per riabilitare i servizi e ripristinare le infrastrutture, ma si approntino seri e ponderati progetti per fare una seria prevenzione: sistemazioni collinari e montane, briglie, arginature e canali di guardia, il cui onere deve essere a carico del Governo nazionale, che anch'esso è venuto sempre meno al suo dovere di affrontare seriamente i problemi della difesa del suolo dalle catastrofi idrogeologiche, ed ora non può cavarsela con le briciole o con il disinteresse, come mostra di fare, purtroppo, con le nostre ferrovie. Occorre insomma intervenire massicciamente con cognizione di causa.

È stato anche giustamente rilevato che sarebbe importante ripristinare il corpo delle guardie idrauliche, che potrebbe garantire una costante e competente vigilanza lungo le aste fluviali o affidarne i compiti ad altri soggetti appositamente preparati. Sulla stessa scia, occorre rivedere il ruolo degli uffici del Genio Civile e ripensare ad un piano complessivo d'intervento in tema di protezione civile, con particolare riferimento ad una puntuale individuazione dei mezzi, delle attrezzature, delle responsabilità, delle aree di rifugio per l'emergenza. Infatti, una misura fondamentale per reagire ai disastri è sempre la tempestività dell'intervento e il suo ottimale coordinamento. A questo punto è doveroso chiedersi: ma che fine ha fatto il piano regionale di protezione civile previsto dalla legge regionale 17 gennaio 1989 numero 3, recante interventi regionali in materia di protezione civile? Dove sono le attività regionali di previsione, prevenzione ed emergenza? In quale strumento conosciuto sono contenuti gli interventi diretti a tutelare l'incolumità delle persone, i beni, le attività produttive e l'ambiente dai danni derivanti da eventi calamitosi o da catastrofi di cui appunto all'articolo 1 della citata legge? Le vicende di questi giorni passati dimostrano che forse questa fondamentale norma era stata per molti versi dimenticata o non applicata. Si impone quindi un ripensamento, un suo recupero, un suo riesame, e se è necessario, una sua revisione. Ma gli obiettivi della norma sono validi e la sua applicazione è necessaria perché, non è superfluo dirlo, è necessario spendere subito e in maniera efficiente le somme già oggi disponibili per realizzare le opere infrastrutturali in tema di prevenzione.

Si pone poi il problema delle responsabilità degli amministratori locali. È stata commovente la collega Corrias, che ha esternato la sua solitudine come primo cittadino in una delle comunità più colpite da queste calamità, e ha la nostra solidarietà. Infatti la legge, come è noto e come è stato ricordato, affida al sindaco la responsabilità organizzativa della gestione delle emergenze idrogeologiche e sismiche, senza però che gli siano affidati contestualmente fondi sufficienti per far fronte a tali compiti. E poiché si tratta di compiti gravosissimi, non è giusto che a pagare per eventuali responsabilità siano solo i sindaci, che per altro operano in un quadro normativo e politico assai poco chiaro. Servono, insomma, regole certe e una politica complessiva capace di offrire sicurezza alle popolazioni, di preservare e valorizzare ecologicamente le nostre ricchezze paesaggistiche e il nostro inestimabile patrimonio ambientale.

Questa legislatura deve porsi l'obiettivo di contrastare il far west, le lottizzazioni selvagge, le politiche industriali dannose, gli abusi grandi e piccoli che depauperano irrimediabilmente le nostre risorse. È tempo di riportare al centro la politica questi problemi e contrastare senza indugi le zone franche dell'abuso e dell'illegalità. Da sempre noi Sardisti abbiamo condotto battaglie inascoltate per la difesa del nostro ambiente, unico e irripetibile, dall'assalto degli sfruttatori senza scrupoli. La Sardegna ha storicamente subito il taglio indiscriminato dei boschi e violenze ambientali di ogni genere. Si pensi ai disastri e agli inquinamenti lasciati dalle miniere che tingono di un rosso problematico e preoccupante i corsi d'acqua. Questi interventi sono stati spacciati per interventi indispensabili e necessari per garantire lo sviluppo, e troppo spesso, una volta fallite le imprese, ai sardi sono rimaste le rovine di un progresso effimero. Oggi questi fatti, purtroppo, dimostrano la preveggenza di noi Sardisti. Il sacco del territorio e scellerate politiche di sviluppo hanno messo a repentaglio una delle nostre risorse inestimabili. Oggi siamo chiamati a correre ai ripari.

Senza nuove regole e seri strumenti conoscitivi, sono impossibili una seria pianificazione urbanistica, una politica turistica rispettosa della nostra specialità, una politica industriale legata alle vocazioni del nostro territorio, un'agricoltura biocompatibile. L'ambiente è la nostra carta vincente, la nostra vera risorsa strategica. Su questo noi valuteremo l'operato della Giunta regionale e anche quello del Governo centrale, perché non vorremmo che la disponibilità finanziaria stabilita dal Governo centrale - gli diamo atto, con una certa tempestività - si risolva poi in una visione "balneare" di questi abusi se sono avvenuti sulle nostre più belle coste. Insomma, vorrei che ci fosse una sensibilità politica migliore, più coerenza e vorrei, appunto, raccogliendo una parte dell'intervento dell'onorevole Pili, che ho apprezzato per il modo costruttivo con cui l'ha esposto, che si raggiungesse una sintesi di fronte a un dramma del genere, al di là delle somme che possono essere quantificate in 150 o 50 milioni di euro. Io vorrei invitare l'onorevole Marrocu, che ha svolto il ruolo di rabdomante nel corso della discussione dell'assestamento di bilancio ed ha sostenuto che esistono 180 milioni di euro ibernati, se lo desidera, a prendere la parola e chiarire se ci sono anche queste somme a disposizione: In caso affermativo parte di queste deve essere utilizzata per dare risposte veloci a tutti i paesi che hanno subito questi disastri e soprattutto alle persone, che sono sempre e comunque quelle che pagano un caro prezzo, perché una volta passato il disastro le persone che hanno subito danni vengono dimenticate ed emarginate.

Mi auguro che si raggiunga una sintesi e si esiti una legge che dia risposte celeri, anche se dall'intervento dell'onorevole Pirisi ho capito che non ci sono preclusioni a reperire altre risorse quando discuteremo la manovra finanziaria. Adesso è opportuno consumare fino all'ultimo euro le somme a disposizione in attesa che si conosca, dopo un serio monitoraggio, il danno reale subito da queste comunità, danno che spesso viene erroneamente valutato a causa di una frettolosa analisi. Avremo il tempo, quindi, di investire subito queste somme e quantificare meglio, nell'arco di un paio di settimane, i danni reali che sono, secondo il nostro punto di vista, ben al di sopra di queste stime effettuate a caldo.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Assessori, colleghi, vorrei anch'io, in apertura del mio intervento, ringraziare la collega Corrias, sindaco di Baunei, perché credo che ci abbia ricordato il significato della nostra discussione di oggi, cioè la necessità sostanzialmente di dare alle popolazioni colpite una risposta che sia pronta e coraggiosa, come ha detto nel suo intervento che è stato forte nei sentimenti, ma misurato e dignitoso nei toni. Ci ha ricordato che in queste circostanze quello che conta non sono le parole, ma il fare, la concretezza e la dignità operosa e che in queste occasioni è opportuno ed importante lasciare da parte dissapori, divisioni, modi di pensare diversi che possono avere ragione d'essere in altre circostanze, ma non certamente in questa. Vorrei quindi provare ad essere misurato, come lo è stata lei e come, devo dire, lo sono stati in gran parte coloro che sono intervenuti oggi.

L'assessore Dessì ci ha ricordato alcuni fatti che comunque ci devono far riflettere; ci sono lacune importanti nel sistema di prevenzione, le ha anche ricordate il collega Atzeri. L'Assessore ha parlato di carenze nel sistema di progettazione e pianificazione delle infrastrutture, ha parlato di responsabilità diffuse, anche tra i progettisti, che non hanno tenuto conto dei vincoli idrogeologici; ci ha spiegato che per svariati motivi non è ancora operativo il Piano di assetto idrogeologico, che non abbiamo un sistema di protezione civile efficiente - ci sono soltanto dieci addetti a livello regionale - che non esiste un sistema di protezione civile delegato a livello locale e poi ci ha spiegato anche che il nostro servizio meteorologico in realtà non è in grado di operare in maniera compiuta, per cui il sistema di allerta è delegato al servizio nazionale.

Ecco, io credo che tutto questo, collega Onida, che ha provato a spiegarci alcune cose, l'Assessore non l'abbia detto per additare responsabilità specifiche. Io credo che le responsabilità affondino nel tempo, affondino nei decenni e di queste responsabilità non ha senso oggi richiamare il colore, forse non ha proprio senso parlarne, se non perché riteniamo, tutti insieme, che si possa fare di più e meglio, in termini di prevenzione, di quanto non si sia fatto fino a oggi. Quindi, forse, dobbiamo capire a che punto siamo senza guardare indietro, perché questo ci potrebbe dividere, per provare a pensare cosa invece possiamo fare.

Ho apprezzato altri interventi come quello del collega Davoli, ma anche del collega Atzeri, che ha parlato di una cultura pseudo modernista, che ci ha portato in passato a violentare la natura, ad avere con essa un rapporto conflittuale, a pensare che la possiamo imbrigliare. Concordo profondamente con quanto detto: negli ultimi decenni affondano le vere cause, le vere responsabilità anche di gran parte dei fenomeni che sono accaduti in questi giorni: l'erosione dei suoli, la desertificazione, gli incendi, il taglio indiscriminato dei boschi; è sparita, in questi decenni, dall'inizio del secolo, una superficie boschiva che era praticamente grande quanto tutto il Campidano, che ha la funzione di compattare i suoli e se fosse rimasta intatta almeno in parte, molti disastri sarebbero stati evitati. Ha parlato di strade costruite in maniera indiscriminata, senza considerare vincoli idrogeologici, cave abbandonate che sono in disuso, dove non sono state fatte le opere di ripristino ambientale. Possiamo aggiungere, qualcuno lo ha fatto, la presenza di un sistema minerario dismesso, non bonificato e poi, per gli eventi di questi giorni l'abbiamo riscoperto, perché lo sapevamo già, la costruzione di abitazioni anche sugli argini fluviali, in zone legate ai letti alluvionali dei fiumi, come è avvenuto purtroppo nella bassa Baronia, su canali tombati che sono esplosi, accanto a pareti soggette a crolli. Ecco, credo che su questo rapporto con la natura e l'ambiente dobbiamo profondamente riflettere.

Un'altra cosa su cui vorrei riflettere insieme a voi è che questo colpo che è stato inferto dall'alluvione alle zone interne non è soltanto un colpo che ci scuote negli affetti, che danneggia il nostro sistema economico, ma tocca la nostra stessa cultura e identità. Infatti l'Ogliastra e la bassa Baronia, sono zone dove le attività produttive sono quelle più tradizionali, sono legate al settore zootecnico, al settore agricolo, al settore caseario, sono quelle più vicine alla nostra cultura e alla nostra identità. Quindi credo di poter dire che oggi ognuno di noi è colpito, siamo colpiti e siamo tutti in qualche modo ogliastrini e baroniesi. Io ho in quei luoghi, nella bassa Baronia, la mia personale origine, ma credo che il nostro sentire sia comune. Ho in quelle zone rapporti e affetti con persone che sono state singolarmente colpite, ma soprattutto è stato colpito un sistema economico che era già minacciato, che era già profondamente in difficoltà. Sono state colpite, è vero, infrastrutture, attività produttive, abitazioni, ma sono stati colpiti anche gli strumenti per procacciarsi un reddito. Ci sono famiglie che non hanno perso soltanto i campi coltivati, non hanno perso soltanto il loro bestiame, hanno perso non solo un capitale, ma la possibilità di procacciarsi un reddito, di vivere, di vivere in maniera dignitosa, hanno perso un lavoro. Ecco, credo che questa preoccupazione debba essere anche alla base del lavoro che dovrà fare il commissario, perché questa sia anche un'occasione per ripensare allo sviluppo complessivo di queste zone.

Vorrei chiudere con un accenno a questa legge. Questa legge, a mio avviso, non è un contenitore di risorse, non va vista come un'operazione meramente finanziaria con la quale sommiamo delle cifre perché riteniamo che quelle cifre da sole possono in qualche modo risolvere i problemi. Questa legge è uno strumento per porre rimedio urgente al disastro che si è verificato nelle nostre terre. Va letta unitamente all'ordinanza ministeriale che dà poteri straordinari e speciali al commissario, e questi poteri non sono conferiti a caso, ma per dare flessibilità, immediatezza, snellezza agli interventi e per evitare che si ripetano episodi occorsi in occasione di altri disastri. Sono stati stanziati 50 milioni di euro, qualcuno dice che sono insufficienti, sicuramente dobbiamo adoperarci, e chiediamo tutti che la Giunta e il commissario si adoperino in questo senso, perché lo Stato nazionale non ci lasci soli e sappia mettere in campo altre risorse, oltre ai 10 milioni di euro stanziati in questi giorni . Però, come dice il comma 2 dell'articolo 2, questo è un contenitore dove potranno affluire altre risorse se sarà necessario e questo è un potere che, di fatto, viene dato al commissario.

Io concordo con quanto ha detto l'onorevole Pili, contrario alla politica del rialzo. L'ha detto con forza, l'ha detto con vigore, l'ha ripetuto, lo apprezzo per averlo detto e apprezzo anche il tono del suo intervento. I recenti sacrifici affrontati con la manovra di assestamento, in occasione della cui discussione abbiamo faticosamente recuperato, dalle pieghe del bilancio, 170 milioni di euro, al di là dei poteri rabdomantici del collega Marrocu, e che abbiamo dovuto impiegare per rimediare al disavanzo della sanità, ci dicono che la nostra Regione non ha risorse in eccesso, ma fa fatica a reperire quelle per mantenere in piedi la macchina amministrativa. Abbiamo vissuto, negli ultimi anni, al di sopra delle nostre possibilità, il nostro livello di indebitamento è cresciuto di dieci volte. Credo che anche in questa circostanza, soprattutto in questa circostanza, dobbiamo essere misurati, dobbiamo essere operosi, dobbiamo essere dignitosi come le popolazioni colpite, come i sindaci, come i mezzi di soccorso regionali, come i volontari che hanno, con dignità e coraggio, prestato la loro opera di primo soccorso alle popolazioni colpite.

Vogliamo quindi evitare, seguendo il suggerimento dell'onorevole Pili, che questa diventi un'occasione di spreco di risorse, che sarebbe poco comprensibile alla luce dei problemi attuali, sarebbe poco dignitoso. Vogliamo invece far sì che questa diventi un'occasione per attuare una politica di maggior rispetto della natura, per realizzare un riequilibrio profondo nel nostro rapporto con l'ambiente. Vogliamo e ci auspichiamo che questa diventi un'occasione non solo di ristoro per le popolazioni colpite, non solo di ricostruzione, ma anche di rilancio sociale, culturale ed economico delle zone dell'interno, dei centri minori dove risiede un pezzo importante, fondamentale della nostra identità e quindi anche un pezzo fondamentale del nostro futuro. Non possiamo permetterci di perdere questa occasione.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, io credo che oggi il Consiglio regionale sardo stia scrivendo una pagina importante e anche doverosa della sua attività e credo che la disponibilità che c'è stata da parte di tutti i Gruppi politici, andando al di là della prassi consolidata, di portare immediatamente in discussione una legge che dia ristoro ai danni che le popolazioni delle zone alluvionate hanno subito, sia un fatto importante. Così come credo che siano importanti i dati riportati dall'Assessore dell'ambiente, e peraltro anche dai giornali, sull'attività che è stata svolta dalle popolazioni dei territori colpiti; un'attività che essendo già volta al ripristino delle condizioni di agibilità dei paesi, delle vie di accesso e di comunicazione delle zone che sono state colpite dall'alluvione, la dice lunga sulla volontà che i sardi hanno di ritornare alla normalità e quindi sulla volontà delle popolazioni che sono state colpite negli affetti più cari e nei propri beni dall'alluvione della settimana scorsa, di ritrovare presto una nuova normalità. Credo che nell'aiutare la ricerca di questa normalità il Consiglio regionale stia facendo nient'altro che il suo dovere, mettendosi anche economicamente a fianco delle popolazioni colpite.

E, facendo forse una considerazione che in qualche misura è diversa rispetto a quella di colleghi che mi hanno preceduto, vorrei dire che io trovo anche ragionevole la ricerca delle cause, se cause ci sono, che hanno determinato i danni collegati all'evento atmosferico, nel senso che è compito di questo Consiglio regionale e non soltanto della magistratura, interrogarsi sull'eventuale sussistenza di responsabilità. Visto che noi abbiamo il dovere-diritto di servire la Sardegna anche attraverso leggi buone o interventi amministrativi buoni che eliminano i fattori di rischio eventualmente presenti, io credo che sia giusto che questo Consiglio regionale si interroghi sulla presenza di eventuali responsabilità, si interroghi sulle cause, soprattutto perché dalle cause discende la possibilità di accertare le eventuali responsabilità.

Credo che questo sarebbe estremamente significativo non soltanto per l'individuazione di eventuali responsabilità, ma anche per l'individuazione degli interventi più idonei per garantire nel futuro la prevenzione, nel senso che ciascuno di noi vorrebbe che episodi come quello che si è verificato due settimane fa in Sardegna non si verificassero mai, quindi ciascuno di noi ha particolarmente a cuore l'eliminazione di tutte quelle cause e di tutte quelle condizioni che possono essere fattori predisponenti che, insieme con quelli atmosferici, poi comportano lo scatenamento di eventi naturali che tanto danno possono fare alle persone e alle cose.

Fatta questa premessa doverosa, vorrei dire di aver letto con apprensione i giornali che hanno fatto il resoconto degli eventi dell'Ogliastra, di averli letti con apprensione perché in alcuni momenti ho visto, ho intuito una ricerca di responsabilità che, fatta a mezzo stampa e fatta tramite dichiarazioni che qualche volta sono frettolose e qualche volta sono rilasciate sotto la spinta dei sentimenti del momento, poi rimangono come dei macigni nella carta stampata e qualche volta, è la mia opinione personale, suscitano l'interesse della magistratura che noi vorremmo che non entrasse all'interno della politica, ma che può legittimamente indagare sugli eventi disastrosi che si sono verificati in Sardegna in questi giorni. Ecco, questo io lo dico perché credo che sia veramente importante che noi ci rendiamo conto di tutto ciò che abbiamo evocato in quest'Aula e quindi che nelle nostre parole mettiamo quel buonsenso, quella ragionevolezza, quell'equilibrio che poi è fondamentale a fare sì che la ricerca di responsabilità sia seria. Soltanto terminata la ricerca seria delle responsabilità, quindi, qualora abbiamo dei riscontri a questa ricerca, possiamo parlare con lingua libera e con cervello sgombro.

Dico questo perché è stata richiamata, all'interno di quest'Aula o sui giornali, l'esistenza del Piano per l'assetto idrogeologico (PAI), licenziato dalla Giunta regionale nel luglio del 2003, senza tuttavia dire a quanto ammontavano le risorse complessivamente quantificate dal PAI per poter fronteggiare il rischio idraulico e per mitigare il rischio di frana. Si è detto che su Villagrande Strisaili e sui territori che sono stati colpiti dall'alluvione per mettere in sicurezza il costone erano necessari 6 milioni di euro, non si è detto che l'intervento complessivo preventivato dal PAI è di 831 milioni di euro, cioè un intervento di 1.600 miliardi di vecchie lire, intervento che comunque non si poteva ipotizzare di eseguire in una volta sola. Forse non si è neanche tenuto conto delle dichiarazioni che sono state comunque rilasciate da autorevoli tecnici della Regione Sardegna stessa, si tratta di tecnici dell'Assessorato regionale dell'ambiente, che sui giornali assolvono gli amministratori di Villagrande dicendo che di fronte a precipitazioni che in poche ore hanno concentrato in un'area ristretta un metro di grandine e quantità eccezionali di pioggia, qualsiasi sistema di drenaggio si sarebbe rivelato inutile.

Ecco, io credo che di queste considerazioni, se sono frutto di uno studio approfondito e accurato della situazione ambientale, come noi pensiamo, l'Aula debba tenere conto, ma ne debba tenere conto nei suoi ragionamenti e anche nelle sue scelte, ad evitare che poi in quest'Aula o fuori da quest'Aula, affidiate alle pagine dei giornali, molte volte armate di armi impietose molto più delle dichiarazioni rese dai politici all'interno di quest'Aula, esternazioni che possano poi essere di nocumento, di intralcio a qualsiasi ragionamento serio sul problema e finiscano invece con l'essere come dei fucili puntati nei confronti di chi, come i sindaci dei comuni, in questo momento sta invece adoperandosi per cercare di contenere gli effetti del danno ambientale provocato dalle calamità naturali.

Per questo credo che bene abbia fatto l'assessore Mannoni a rilasciare dichiarazioni sul giornale, o comunque a fornire delle dichiarazioni che sono state interpretate dai giornalisti, indicando che non intende lanciare accuse nei confronti di nessuno. E ci mancherebbe altro! Nel senso che se l'assessore Mannoni potesse lanciare, il 10 o il 15 dicembre, delle accuse a qualcuno significherebbe che l'assessore Mannoni era a conoscenza, il 1° dicembre, di situazioni di gravissimo rischio e di situazioni di imminente pericolo e che, non avendo fatto niente, sarebbe ovviamente, come minimo colluso, ma direi colpevole, forse più degli altri. Quindi ragionevole è stata anche la dichiarazione che l'assessore Mannoni ha voluto rilasciare alla stampa, così come il ragionamento che l'assessore Dessì ha svolto oggi in Aula, assolutamente apprezzabile.

Per concludere, bene fa la Regione oggi a stanziare, poi continueremo a discutere sull'entità delle somme, quantità considerevoli di denaro per il ristoro di danni, che abbiamo la sensazione siano estremamente rilevanti, a favore dei territori dell'Ogliastra. Io direi che sarebbe importante tener conto delle preoccupazioni espresse nei giorni immediatamente successivi agli eventi quando ancora nel lutto della perdita delle vite umane già perveniva da parte di alcuni sindaci dei comuni più colpiti quasi una dichiarazione preventiva: "Per favore non utilizziamo male i soldi che stiamo andando a stanziare; per favore che siano di ristoro a chi ha subito danni seri e reali dall'alluvione e non a coloro che non avendo subito danni o avendone subito pochi poi riescono comunque a rientrare tra i beneficiari delle leggi che stanziano provvidenze regionali o statali." Ecco io credo che questo sia un messaggio importante, forse non tanto opportuno nel momento in cui è stato mandato, ma sicuramente importante nella sua sostanza, cioè un messaggio che dice: "Nessuno si arroghi il diritto di fare ciò che le popolazioni non consentirebbero o riterrebbero una beffa nei confronti dei danni reali subiti".

Ed è per questo che noi, che condividiamo assolutamente l'impostazione del testo unificato del disegno di legge e della proposta di legge che prevede che ci sia un commissario unico per la spendita delle risorse, quindi un commissario che si raccordi con gli Assessori competenti però sia il responsabile della spendita delle risorse, suggeriamo, e lo abbiamo fatto poi attraverso un emendamento presentato da tutti i Gruppi dell'opposizione, che ci sia il coinvolgimento, attraverso incarichi sub commissariali, di tutti i sindaci dei comuni che hanno subito danni. Primi fra tutti i sindaci di Galtellì e i sindaci di Villanova, di Villagrande, ma immediatamente dopo i sindaci di quegli altri comuni che sono stati comunque coinvolti dall'alluvione subendo anch'essi dei danni, e penso al comune di Talana, penso al comune di Orosei, dove ci sono gli sbocchi del fiume Cedrino che ha completamente tracimato invadendo totalmente la campagna di Orosei; penso a tutti quei comuni i quali con danni maggiori o minori sentono le proprie popolazioni coinvolte nell'evento calamitoso e quindi sarebbero ben contenti e soddisfatti se da questo palazzo del Consiglio regionale arrivasse un messaggio chiaro, cioè che i soldi stanziati vengono gestiti da un'autorità unica, da un'autorità controllabile, da un'autorità responsabile, quindi da un'autorità in capo alla quale sono allocate tutte le responsabilità nei confronti dei territori che hanno subito danni, ma non c'è la volontà di escludere le popolazioni e i rappresentanti delle popolazioni da questa gestione, anzi, c'è la volontà di operare insieme a loro, di operare insieme ai sindaci che hanno avuto i loro territori colpiti da queste sventure e cioè la disponibilità a lavorare insieme per la ricostruzione.

Alle popolazioni che hanno subito i danni non si può chiedere soltanto di operare insieme alle formichine verdi della protezione civile e del corpo forestale, come ha descritto l'assessore Dessì. Alle popolazioni colpite si deve chiedere anche sinergia con le autorità istituzionali regionali e quindi rapporto tra i sindaci e l'alto Commissario per la ricostruzione, cioè il Presidente della Regione, nella gestione diretta dei fondi che serviranno a riportare alla normalità la vita in questi territori dopo quanto si è verificato e che si può constatare visibilmente. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà. Il consigliere Liori rinuncia.

E' iscritto a parlare il consigliere Sanciu. Ne ha facoltà.

SANCIU (F.I.). Signor Presidente, Assessori e colleghi, vorrei innanzitutto esprimere la mia solidarietà alle famiglie delle vittime dell'alluvione e a tutte le popolazioni che sono state colpite da questa calamità. Quando la forza della natura si sprigiona con tutto il suo impeto e la sua irruenza, privando le persone della loro casa, dei loro beni, in molti casi della loro unica fonte di reddito e qualche volta purtroppo anche della vita dei propri cari, è naturale abbandonarsi alla disperazione e allo sconforto.

Per questo motivo, colgo l'occasione per ringraziare il Presidente del Consiglio e i Vicepresidenti che con la loro presenza immediata nei territori interessati dalla calamità hanno portato e trasmesso la solidarietà del Consiglio regionale, facendo sentire alla gente la vicinanza e il coinvolgimento delle istituzioni. Ho apprezzato molto anche le dichiarazioni del Presidente della Regione, che ha precisato e ribadito che quei territori non resteranno soli, e la sua sollecitudine e quella della Giunta nel recarsi sul posto e portare conforto alle popolazioni.

Adesso è necessario però che tutti noi, così come hanno fatto le genti del luogo, ci rimbocchiamo le maniche, forse con meno impegno fisico, ma con maggiore impegno politico, affinché la solidarietà si concretizzi in interventi reali, efficaci e commisurati all'entità dei danni subiti. In Commissione abbiamo già avuto occasione di soffermarci e confrontarci sull'ammontare della spesa che deve essere affrontata dalla Regione per superare l'emergenza e riportare quei territori ad una situazione di, speriamo, normalità e tranquillità. La Commissione, come ha riferito il Presidente Pirisi, ha lavorato con spirito collaborativo; le uniche divergenze riguardano la somma da stanziare per fronteggiare l'emergenza. La nostra richiesta, mi riferisco a quella del centrodestra, di stanziare per l'evento calamitoso la somma di 150 milioni di euro non va vista come una richiesta pretestuosa in una sorta di gioco al rilancio, ma si basa e si fonda sull'esperienza pregressa e sul dato storico. Siamo convinti che i 30 milioni di euro proposti dalla Giunta, che la Commissione ha elevato poi a 40 milioni, ai quali si aggiungeranno i 10 milioni del Governo nazionale, non siano affatto sufficienti, anzi, se volessi dirla tutta non sono sufficienti né gli uni e né gli altri. Ed è per questo che invito il Presidente della Regione, in qualità di commissario per l'emergenza, ad attivarsi presso il Governo nazionale per ottenere un incremento delle risorse statali. La cifra proposta di 150 milioni di euro, invece, è frutto di una riflessione e di un raffronto con quanto stanziato in analoghe situazioni.

Per l'ultimo evento calamitoso, mi riferisco all'alluvione del 1999, furono messi a disposizione 275 miliardi di vecchie lire, anche dopo aver preso in considerazione le istanze e le proposte avanzate dal centrosinistra. Secondo tecnici ed esperti che hanno effettuato sopralluoghi nei territori colpiti da questa alluvione, secondo quanto riferito dai sindaci e dagli amministratori locali delle comunità coinvolte e secondo la relazione presentata dal Genio civile, i danni visibili e immediatamente quantificabili in questa circostanza sono nettamente superiori a quelli del 1999, anche in relazione alle diverse dinamiche dell'evento. La nostra richiesta è confortata anche dalle autorevoli parole pronunciate oggi dal Presidente Spissu che, nel corso del sopralluogo, ha rilevato una situazione più grave di quanto immaginava ed è confermata dalla stessa relazione e dalle parole dell'Assessore dell'ambiente che ha tracciato un quadro grave della situazione in cui si trovano le popolazioni, definendo quel territorio bombardato.

Comprendo le difficoltà della Regione, ma ritengo che di fronte a questo stato di grave necessità non debbano esistere impedimenti di sorta, ma che si debba fare un ulteriore sforzo per recuperare tutte le risorse disponibili per fronteggiare e superare l'emergenza. Sono convinto che queste risorse possono essere individuate in quei capitoli di spesa che, con molta probabilità, non saranno impiegati o, come ha riferito l'onorevole Marrocu in Commissione, nel capitolo dei fondi straordinari per la calamità in agricoltura dove c'è una disponibilità di circa 180 milioni di euro. A questo proposito, mi sarebbe piaciuto sapere quanti soldi sono nascosti nei meandri dei capitoli del bilancio regionale.

Io inviterei il Consiglio ad accogliere l'emendamento che verrà presentato, perché la gravità della situazione richiede l'impegno di risorse adeguate e tempestività nell'azione per superare la drammatica situazione in cui si trovano e riportare quei territori alla vita normale. E' necessario innanzitutto rispondere ad un'esigenza primaria, consentire a coloro che hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni di farvi rientro al più presto, intervenendo con le opere di ristrutturazione e assestamento, mettendo le persone nella condizione di riacquistare arredi e beni irrimediabilmente o parzialmente distrutti. Occorre, di concerto, intervenire per ripristinare la rete viaria compromessa dall'alluvione e riattivare i collegamenti tra le zone colpite e il resto della Sardegna e tra i comuni limitrofi alle zone interessate. Vanno anche ripristinati i collegamenti rurali, in molti casi cancellati dalla furia delle acque, ma che sono fondamentali per il proseguo delle attività agro-pastorali. E' necessario intervenire per il risanamento dei campi, per la ristrutturazione dei capannoni, per ripristinare gli allevamenti e per dotare allevatori ed agricoltori di quelle attrezzature agricole compromesse o distrutte dall'alluvione. Bisogna pensare, quindi, alla ripresa dell'economia della zona che, come ha riferito l'Assessore, è stata colpita nelle sue attività primarie: la zootecnia, l'agricoltura, l'artigianato e il commercio, attività che rappresentano l'ossatura del sistema economico di queste aree e che hanno oggi subito ingenti danni. Una sommatoria di interventi e azioni urgenti e articolati che occorre mettere in atto per riaccendere la fiammella della speranza tra le popolazioni colpite. Le ricordo, inoltre, che la natura si è accanita con particolare violenza sull'Ogliastra, ma che anche altri territori, come ad esempio la Gallura, hanno subito danni: Padru è rimasta isolata per alcuni giorni. Quindi c'è da risolvere la questione generale della messa in sicurezza e la realizzazione delle opere di consolidamento dei terreni interessati dai dissesti idrogeologici nelle aree colpite e a rischio alluvione.

Non mi soffermo ulteriormente sulla questione del piano di assetto idrogeologico perché condivido quanto espresso dall'onorevole Onida. E' necessario che noi oggi non continuiamo a buttarci addosso le colpe l'un l'altro ma, sulla base dell'insegnamento che questo evento ci ha lasciato, dobbiamo impegnarci affinché non si verifichino più casi come quello che ha visto coinvolto il Sar, affinché il lodevole lavoro portato avanti dai suoi operatori non si limiti più alle normali ore di ufficio, ma possa essere svolto con continuità. Dobbiamo essere pronti perché quello che non si verifica in una vita si può verificare in poche ore, in pochi minuti, in pochi secondi.

Cogliamo l'occasione anche per ringraziare il Governo e il Ministro Pisanu per la tempestività con cui ha agito in questa e in altre occasioni, mi viene subito in mente il caso di Bonorva. Questo evento calamitoso si è verificato il 6 dicembre ed oggi abbiamo già il decreto governativo. Soprattutto esprimo un plauso alle forze dell'ordine, al corpo forestale, ai vigili del fuoco, ai Sassarini, a tutti i volontari che insieme alle popolazioni coinvolte e ai sindaci hanno lavorato instancabilmente giorno e notte per fare tornare subito quei territori ad una situazione di parziale normalità. Se permettete un augurio particolare lo voglio fare al Presidente della Regione che, in quanto nominato commissario per l'emergenza, sia da subito messo in condizione di poter disporre di risorse adeguate per poter affrontare questa emergenza, perché gli amministratori, gli operatori e le famiglie di quei territori si rivolgeranno a lei per essere aiutati. Mi rivolgo quindi a voi, colleghi consiglieri, affinché tutti insieme consentiamo al Presidente commissario di operare al meglio e con la giusta copertura finanziaria. Di nuovo auguri al Presidente per tutto quello che potrà fare e sappia che, in occasioni come questa, il nostro impegno sarà totale. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, Assessori e colleghi, il Consiglio regionale è chiamato a discutere sull'ennesima calamità naturale che ha colpito la Sardegna ed in modo particolare alcune zone della Sardegna, l'Ogliastra, la Baronia, la Gallura, ma anche tante altre zone della Sardegna. E' evidente che i sentimenti che pervadono oggi i colleghi del Consiglio regionale sono sentimenti di sgomento e di dolore per tutto quello che è successo, per le vite umane che sono state perse, per i danni materiali che sono stati causati: solo chi ha visto quelle zone può rendersi conto del reale danno che è stato causato da quest'alluvione. Oggi però credo che noi con mente serena possiamo fare un ragionamento in questo Consiglio, iniziando a dire che le operazioni di soccorso hanno visto una partecipazione congiunta per risolvere i problemi che sono stati creati dall'alluvione. Devo dire che la presenza dei volontari in Sardegna è stata determinante, ma anche gli organi dello Stato, della Regione, il corpo forestale, hanno avuto un ruolo fondamentale; pertanto si sono create delle sinergie e oggi, a pochi giorni da quell'evento, possiamo dire che la vita è ripresa nella sua normalità in quelle zone, le scuole sono state riaperte e quindi si sta già seriamente pensando alla ricostruzione.

Devo dire anche che in questi giorni non ci sono state polemiche, la gente e tutte le forze politiche, sia di maggioranza che di opposizione, hanno pensato che in questo momento di grande difficoltà per le popolazioni della Sardegna è assolutamente indispensabile, come primo obiettivo da raggiungere, superare la fase di emergenza. Naturalmente poi ci si confronta, si discute e si vede cosa fare nel prossimo futuro, però devo sottolineare che c'è stata una grande maturità politica da parte di tutte le forze presenti in questo Consiglio regionale, perché non mi pare che ci siano state delle speculazioni in merito, a parte forse qualche incomprensione.

Detto questo però, Assessore, bisogna anche capire cosa è accaduto, la gente vuole effettivamente comprendere perché è potuto succedere tutto questo e si domanda anche, come è ovvio, se era possibile evitare o prevenire questi eventi, domanda che oggi si deve porre anche questo Consiglio. Allora io dico subito che è difficile arginare eventi calamitosi di questa portata, perché qualunque intervento noi avessimo fatto credo che non avremmo potuto evitare questo disastro, però bisogna anche dire che l'opera dell'uomo può facilitare o attenuare la forza distruttrice della natura. Pertanto questo Consiglio regionale, nella passata legislatura, ha avviato un piano di assetto idrogeologico predisposto grazie all'apporto di tecnici capaci, che hanno fatto uno studio approfondito in tutto il territorio e che hanno portato oggi alla conoscenza del Consiglio regionale della Sardegna i punti di fragilità , e sono tanti, del territorio sardo. Pertanto è indispensabile adesso trovare le risorse affinché questo piano di assetto idrogeologico venga attuato. A questo fine sono necessarie ingenti risorse e non basteranno sicuramente soltanto quelle presenti nel bilancio regionale, ma è assolutamente indispensabile provvedere non solo con i finanziamenti comunitari, ma anche con i finanziamenti del Governo nazionale perché sicuramente gli interventi che devono essere fatti sono tantissimi.

Io credo che i fondi stanziati non sarebbero stati davvero sufficienti per evitare quanto è successo a Villagrande, ad esempio, perché gli interventi previsti nel PAI, il cui costo per quanto riguarda le frane nella zona di Villagrande ammonta a circa 6 milioni di euro, se anche noi li avessimo attuati tutti, se anche avessimo avuto le risorse disponibili e le avessimo spese, credo che noi non saremmo riusciti ad evitare tutto quello che è successo, perché nei decenni scorsi sono stati fatti interventi di chiusura dei canali o altri interventi che in qualche modo avrebbero dovuto impedire che questo potesse succedere.

Questa alluvione ha colpito in particolare Villagrande, ma non solo Villagrande, Villagrande possiamo dire che è stato l'epicentro di questo evento atmosferico, ma ci sono anche comuni importanti come Orzulei, Talana, Arzana che sono stati colpiti; così come nella valle del Cedrino in modo particolare Galtellì, ma anche altri comuni come Orosei, Irgoli, Loculi e Onifai hanno subito dei danni rilevanti, così come i comuni che si affacciano nel bacino del rio Posada, quali Torpè in modo particolare, ma anche Posada, Siniscola ed altri hanno avuto dei danni ingenti.

Assessore, io voglio fare una riflessione questa sera, perché con quello che è successo in questi giorni in Sardegna si potevano verificare danni ancora peggiori per tutta l'acqua che è stata riversata in quest'Isola nell'arco di poco tempo. In modo particolare, io ho già avuto modo di parlarne a Galtellì con l'Assessore ed il responsabile della Protezione Civile nazionale, nella zona di Oristano le precipitazioni sono state così intense che la diga cantoniera ha accumulato in questi giorni quasi 100 milioni di metri cubi di acqua dei quali 20 milioni soltanto in una giornata; questo significa che se non ci fosse stato quel grande invaso, quel grande serbatoio, sicuramente la zona di Oristano avrebbe avuto danni enormi a seguito di questa alluvione. Così come le dighe del Flumendosa hanno impedito che le zone meridionali della Sardegna subissero danni peggiori di quelli che hanno avuto, così come la zona della Gallura, a seguito degli invasamenti che ci sono stati nella diga del Liscia, ha potuto evitare danni peggiori.

Assessore, io ho presentato una interpellanza, in data 20 agosto del 2004, e praticamente chiedevo notizie sull'ipotesi di congelamento dei finanziamenti di due dighe la cui costruzione era stata già deliberata e programmata dalla Giunta precedente, cioè la diga di Santa Vittoria nell'Oristanese e quella di Abba Lughente sul rio Posada. Questo perché oggi noi ci rendiamo conto della importanza degli invasi la cui presenza non solo ci ha garantito risorse idriche per i prossimi anni, ma soprattutto ha evitato danni peggiori. Devo dire anche che ci sono stati allagamenti nelle due zone della Baronia, sia nella zona del Cedrino che sul rio Posada, proprio perché il sistema delle dighe a monte è insufficiente. Noi nella diga del Cedrino abbiamo un invaso in costruzione che è quello del comune di Orgosolo a Cumbidanovu che sicuramente, se fosse stato già ultimato, avrebbe consentito, con la sua capienza di circa 13-14 milioni di metri cubi d'acqua, di trattenere una parte delle acque che sono scese a valle. Anche per il rio Posada, in un bacino idrografico che mediamente garantisce circa 200 milioni di metri cubi d'acqua e con un invaso che è capace di invasare appena 25 milioni c'è un progetto importante per la costruzione di un invaso che potrebbe contenere circa 60 milioni di metri cubi d'acqua; io sono convinto che se quell'invaso fosse stato già realizzato quelle zone non avrebbero subito i danni e l'allagamento che si è verificato in questi giorni.

Questo praticamente significa che siccome spesso sulle dighe si è parlato e sparlato, perché adesso sono diventati tutti ambientalisti, tutti quanti vorrebbero che ci fosse la risorsa idrica ma che non si costruissero dighe, però poi ci rendiamo conto che sono utili non soltanto nei lunghi periodi di siccità quando abbiamo bisogno dell'acqua ma, come abbiamo visto in questi giorni, anche in caso di alluvioni, queste dighe, che sono nate come dighe di laminazione, hanno un ruolo importantissimo perché evitano gli allagamenti che storicamente si sono ripetuti in quei territori. Pertanto, se si attuassero gli interventi che sono stati già ampiamente previsti e programmati in quei territori, credo che nel prossimo futuro si potrebbero evitare simili tragedie. È ovvio che questo non basta, ci vogliono anche altri interventi, lo diceva prima qualche collega, bisogna fare i banchinamenti giusti, non coprendo i canali ma lasciandoli aperti, la manutenzione dei canali, bisogna fare tutta una serie di interventi nel territorio - e non solo a valle ma anche a monte, riattivando la forestazione - ampiamente previsti nel piano di assetto idrogeologico, il cui iter di approvazione la Giunta regionale ha in qualche modo completato e che, dalle dichiarazioni che ho sentito proprio questa mattina, sarà tra breve reso esecutivo.

Però bisogna dire anche che, nonostante il PAI non sia stato definitivamente approvato, noi da un paio di anni stiamo programmando e stiamo impegnando le risorse stanziate sulla base dello studio che è stato predisposto dalla Regione sarda, per cui non sarebbe cambiato molto se anche noi l'avessimo approvato qualche anno prima. Voglio dire che anche se sicuramente c'è stato qualche ritardo da parte di qualche Assessorato, la Regione non è stata con le mani in mano, ha fatto quello che doveva fare. Io mi auguro che questo strumento così importante per la crescita e lo sviluppo della Sardegna, divenga finalmente esecutivo e soprattutto che vengano recuperate le risorse per fare in modo che questi fenomeni che hanno caratterizzato la Sardegna in tutti questi anni non si verifichino più.

Le risorse che la Giunta regionale ha stanziato per risarcire i danni causati da questa alluvione, in tutto quaranta milioni di euro più dieci milioni di euro distanziati dal Governo nazionale, secondo noi sono insufficienti. Noi diciamo che sono insufficienti perché sappiamo che i danni sono maggiori, anche perché io credo che la stessa Giunta, dal momento in cui ha chiesto sessanta milioni di euro già in piena fase di emergenza, ha ritenuto che i danni fossero ancora maggiori. Però io, come altri che mi hanno preceduto, non sono d'accordo che si faccia la corsa al rialzo su questa materia, verifichiamo i reali danni che ci sono stati e poi impegniamo le risorse. Io credo che in questa materia ci voglia realismo, bisogna risarcire quelli che hanno subito danni, bisogna fare gli interventi che devono essere fatti, però dobbiamo impegnare le risorse che servono, non di più, ma neanche di meno. Credo che se bastano sessanta milioni di euro sia giusto spendere questa cifra, però se sono necessarie, come riteniamo, maggiori risorse, sia necessario reperirle.

Noi abbiamo presentato un emendamento che prevede 150 milioni di euro, perché crediamo che effettivamente questo sia l'ammontare dei danni, però dal testo di legge che è stato approvato anche dalla Commissione mi pare che non sia chiaro, per esempio, chi debba fare l'istruttoria per quanto riguarda i danni che sono stati causati, e non ho capito se il comma 3 dell'articolo 2 praticamente si riferisca ad una parte dei danni, o a tutti i danni che sono stati provocati, perché nella legge numero 26 del '99 noi abbiamo individuato alcuni soggetti che dovevano fare l'istruttoria e quindi dovevano quantificare i reali danni. Ad esempio per quanto riguarda i danni agricoli noi abbiamo individuato gli ispettorati agrari, per quanto riguarda i danni alle infrastrutture, alla viabilità etc. abbiamo individuato gli uffici del genio civile e comunque non so se questo comma si riferisca a tali istruttorie. Vorrei che su questo ci fosse maggiore chiarezza anche per evitare che si verifichino cose spiacevoli.

Io credo che la trasparenza, come diceva qualcuno, sia un elemento essenziale anche per la ripresa della vita normale di quei territori, anche per fare in modo che gli interventi vengano fatti con la dovuta attenzione e che vengano, come dicevo prima, risarciti i danni realmente subiti. La Provincia di Nuoro ha fatto un suo studio e i soli danni alla viabilità provinciale ammonterebbero a venti milioni di euro, il genio civile ho visto che ha presentato un lungo elenco di danni causati da questi eventi, soprattutto nella Provincia di Nuoro, oltre la viabilità ci sono danni al settore agricolo, non solo alle colture ma soprattutto ai mezzi. Noi abbiamo presentato un emendamento in tal senso perché io ho visto certe aziende agricole che hanno perso i trattori, che hanno perso tutta una serie di attrezzature che servono per la conduzione delle aziende; pertanto vorrei che fosse previsto anche il pagamento di questi danni perché in un settore come quello agricolo, che noi sappiamo essere già in gravissima crisi, vorremmo - e credo che comunque questa sia anche la sensibilità della Giunta - che nessuno venisse lasciato a piedi, che tutti quanti avessero la possibilità di essere risarciti da parte del Governo della Regione e quindi che la legge che ci apprestiamo ad approvare sia idonea a sopperire a tutte queste esigenze.

Io chiudo dicendo che questo Consiglio regionale in un momento così drammatico è chiamato a dare risposte…

PRESIDENTE. Penso che abbia esaurito il tempo a sua disposizione, onorevole.

Hanno rinunciato a parlare gli onorevoli Cucca, Barracciu, Liori e Marrocu. Quindi si sono conclusi gli interventi dei consiglieri. Ha facoltà di parlare l''Assessore dei lavori pubblici.

MANNONI, Assessore dei lavori pubblici. Signor Presidente, signori consiglieri è la prima volta che intervengo in Consiglio quindi provo una comprensibile emozione, ma devo dire che l'emozione maggiore è quella di parlare di un evento che ha colpito la nostra Isola, le nostre popolazioni, quindi il nostro territorio. Come si è già detto è un evento che si ripete, un evento quasi ciclico al quale probabilmente ancora non ci siamo preparati ed attrezzati completamente, come diceva stamattina l'assessore Dessì.

Io ho partecipato quasi tutta la giornata di ieri ai lavori della Commissione consiliare, nel corso dei quali ho potuto apprezzare la collaborazione e l'intesa con l'opposizione, si è lavorato attivamente e devo dire che, al di là di qualche accento polemico che poi tenterò di spiegare, anche in Aula il dibattito è stato molto approfondito, interessante e molto concorde sull'analisi della situazione e anche spesso sui rimedi. Abbiamo elaborato insieme in Commissione un testo di legge ed oggi la discutiamo, una legge tempestiva, in soli dieci giorni il Consiglio regionale ha predisposto un testo, quasi pareggiando l'intervento del Governo che solo ieri - non dico solo ieri sennò poi faccio una gaffe - ha emanato un'ordinanza che tutti aspettavamo. Devo anche dire, però, che la Giunta il giorno stesso dell'evento, il 7 dicembre, è stata presente nei luoghi colpiti dall'alluvione; io ho festeggiato il mio compleanno, non ne faccio una questione personale, mi ha fatto piacere, stando vicino - non è retorica, lo dicevo al Presidente e all'assessore Dessì - a chi stava male; ho camminato per tre ore con un Assessore comunale di Villagrande, che tra l'altro è un dipendente della Regione, un geologo, e ho potuto constatare la situazione subito dopo quello che era avvenuto ed era veramente terribile, sembrava quasi che si fosse verificato un terremoto. Questo per dirvi che la partecipazione è stata personale ed istituzionale.

Dagli interventi oggi è emersa proprio la necessità fare qualcosa, ma anche di cambiare qualcosa. Parliamo delle cause degli eventi. Io non ho fatto il processo a nessuno, non lo potevo fare, ho solo fatto una dichiarazione - e mi rivolgo in particolare all'onorevole Onida che c'è e saluto perché apprezzo il suo richiamo all'amicizia, che io rinnovo e credo che sia anche adesso viva come sempre - ho solo risposto, può darsi che mi si perdonerà forse per la poca esperienza, ad un giornalista dicendo che la Regione aveva adottato il PAI (il piano di assetto idrogeologico) nel luglio 2003. Mi è stato chiesto perché non è entrato in vigore, ed ho risposto che non lo sapevo. Ho detto una bugia, perché conosco le ragioni per cui non è entrato in vigore, conosco le difficoltà che l'assessore Onida ha incontrato, difficoltà anche di tipo tecnico, che potrebbero essere le stesse che ho trovato io in questo periodo, però non ho fatto un processo a nessuno. Mi è parso importante ricordare e riconoscere la validità di quel piano, perché ho detto, nel caso di Villagrande ho letto la scheda, che era tutto previsto; ma non che la Giunta doveva intervenire immediatamente per impedire che l'evento si verificasse, come diceva l'onorevole Vargiu. Il PAI prevede per le zone a rischio R4 e R3 - in termini non tecnici rischio molto elevato e rischio elevato - una spesa di almeno 1500 miliardi di vecchie lire; è chiaro che nessuno addebita alla Giunta scorsa di non avere speso questi soldi perché non li aveva.

Se io vi leggo la descrizione del PAI fa venire i brividi, perché c'è scritto che "L'area interessata dal fenomeno coinvolge masse di intrusioni granitiche e localmente di ipoabisaliti (sarà una roccia probabilmente) sui versanti spogli e ripidi, destabilizzati sovente dall'inserimento del tracciato stradale", quindi già vedete come l'intervento umano non si coordina con la natura, anzi si sovrappone alla natura; e ancora: "I fenomeni verificati sono connessi generalmente ad eventi metereologici notevoli che agiscono su materiale instabile che si distacca da pareti, nelle ipoabisaliti, o rotola lungo il versante nei graniti", cioè è scritto quello che è avvenuto. Ma non ho detto che la Giunta presieduta dall'onorevole Pili e che gli Assessori erano responsabili, me ne guarderei bene, non l'ho detto e non l'ho pensato, ho solo riconosciuto la validità di un PAI che adesso noi riprendiamo e che sarà reso esecutivo, anche perché è un obbligo previsto dalle leggi nazionali.

Ho sentito che l'onorevole Pili ha detto: "Abbiamo fatto un piano", avete fatto un piano che si doveva fare perché la legge così prevede; io non voglio accusare nessuno, ma è un dovere istituzionale, il piano va fatto e va reso esecutivo entro dicembre, perché se non lo facciamo, a parte la sicurezza delle persone e dei beni, non ottemperiamo ad un obbligo imposto dalla Comunità europea, e non potremo più avere fondi comunitari per l'azione organica 1.3 cioè la difesa del suolo. Quindi vorrei proprio che questo fosse chiaro, nessuno ha fatto il processo a nessuno, e voglio chiarirlo formalmente e darle assicurazione di ciò, onorevole Onida. Tra l'altro lei citava i funzionari che hanno collaborato alla stesura del piano come persone validissime, che io conosco, come lei ben sa, da anni per averci lavorato insieme, perchè sono stati miei collaboratori, e mi vanto con loro di avere elaborato prima del 2000, anche se poi è stato approvato nel 2000, il primo piano di individuazione del rischio idrogeologico in Sardegna. È stato fatto con i soli tecnici della Regione, eravamo nel '99, nello stesso anno in cui l'onorevole Ladu divenne assessore, e fu approvato dalla Giunta nei primi del 2000. Quindi a quei dirigenti e a quei funzionari io mi sono rivolto e mi rivolgo anch'io per ringraziarli per la loro grande professionalità.

Però abbiamo detto che qualcosa non va, qualcosa non è andato nelle politiche della regione e del sistema pubblico in termini di difesa idrogeologica. Io riflettevo col mio direttore generale l'altro giorno e ci dicevamo: "Insomma, perché non funziona il sistema, cosa manca?" La prima analisi che faccio è questa: l'organizzazione della Regione è oggi sostanzialmente un'organizzazione di spesa. Occorre fare una rivoluzione culturale all'interno della Regione, credo che questo sia un dovere nostro e della Giunta, su questo credo che il presidente Soru abbia già dato dei segnali abbastanza forti, interni ed esterni. Il presidente Soru in questo momento è riunito con i direttori generali, sta lavorando proprio sul terreno dell'organizzazione per cambiare le cose in Regione. ma cosa vuol dire? La Regione è oggi attrezzata come soggetto di spesa. Quindi bisogna fare un salto forte di qualità, gli ingegneri devono smettere di fare i decretatori e passacarte, devono lavorare sul territorio. Gli uffici del genio civile devono smettere di progettare i gabinetti delle caserme dei Carabinieri, perchè a questo siamo arrivati, o gli stanzini delle prefetture, e devono tornare a fare quel lavoro che lo Stato italiano, ahimè, prima che fosse istituita la Regione faceva; gli uffici del genio civile erano punti di riferimento sul territorio, c'erano i sorveglianti idraulici che oggi non esistono più. Quindi è necessario fare un salto di qualità, un salto culturale, un salto organizzativo, e soprattutto è indispensabile una nuova Regione che si rapporti agli Enti locali in modo diverso.

Guardate, la difesa idrogeologica oggi è finanziata così come si finanziano le piazze, come si finanziano le chiese, come si finanziano le strade urbane. Ma la difesa idrogeologica è un'altra cosa. Onorevole Ladu, onorevole Onida, il comune di Villagrande - io sono stato vicino al sindaco e l'ho abbracciato proprio affettuosamente, perchè ho capito il suo dramma, il suo dolore, che era un dolore incredibilmente vero, forte - ha finanziamenti dal 2000 per fare un piccolo canale di guardia, non avrebbe risolto niente, metto le mani avanti, però non li ha ancora spesi. I consorzi di bonifica solo oggi fanno gli appalti per le opere decise dopo l'alluvione del '99. Il consorzio di bonifica della Sardegna meridionale fa l'appalto oggi, dopo cinque anni! Ma erano o no interventi da fare con urgenza? Avevano addirittura i poteri acceleratori. Allora mi chiedo: che facciamo? Il sistema in questo modo non tiene, allora occorre probabilmente far sì che gli interventi di difesa del suolo non siano più interventi ordinari ma interventi straordinari, occorre creare strutture della Regione forti, dotate anche di poteri sostitutivi nei confronti del sistema degli Enti locali, perché noi non vogliamo negare la loro funzione, non tutti gli Enti locali hanno difficoltà, ma spesso io riscontro che nel sistema della difesa del suolo, la progettazione è carente, è fatta spesso da progettisti che non sono all'altezza del mestiere. Scusate se questa è una denuncia, ma io la voglio fare in questa sede. Quindi ci riorganizzeremo, certo che ci riorganizzeremo, assumiamo l'impegno di creare uffici più efficienti, tecnici, presidi del territorio, una Regione che sappia veramente essere una struttura di riferimento e di assistenza tecnica nel settore.

Torno alla legge, perché abbiamo proposto una legge apparentemente semplice, di pochi articoli; mi sono cimentato io personalmente a scriverla, mi sono chiesto come scriverla. In un primo momento mi sono detto: ricopio la legge 26; poi ho pensato: no, non conviene, perchè facciamo una legge troppo lunga, piuttosto è meglio fare una legge che la richiami, anche perché noi sabato eravamo già in contatto con la protezione civile, con dottor De Bernardinis e poi abbiamo avuto contatti con Bertolaso; avevamo già il loro testo a disposizione, ed è un testo che sostanzialmente ci è piaciuto, abbiamo proposto alcune integrazioni che sono state accolte. Questo testo dà poteri straordinari al Presidente della Giunta regionale, che è nominato commissario delegato per l'emergenza dell'alluvione ed ha una serie di poteri straordinari di intervento, sulla base di tipologie di spesa e di intervento definite, ha poteri derogatori, quindi fondamentalmente l'ordinanza copre una buona parte di tipologie degli interventi necessari, però non le copre tutte. Per questo ho deciso di integrarla con la legge numero 26, facendo un unico provvedimento per fare sì che intorno al commissario si coagulino tutte le risorse disponibili in un protetto di intervento unitario, integrato ed efficiente. Si tratta, quindi, di una legge di finanziamento ma, anche se indirettamente, qui non è scritto, di una legge di organizzazione, perché, guardate, non si spende, non si spende in modo efficiente e non si spende bene se non si è attrezzati e organizzati in modo efficiente. Inoltre la spesa va selezionata e qui andiamo all'importo totale del finanziamento. Diciamo che è un importo iniziale, ma non è tutto, perché si fa riferimento anche ad altri fondi del bilancio ordinario della regione, al fondo di solidarietà in agricoltura, ma dobbiamo spendere queste risorse in modo efficiente.

Quando siamo stati a Galtellì e Villagrande, mi sono permesso di anticipare ai sindaci, e credo che il Presidente su questo sia d'accordo, anzi sono sicuro che lo è, la decisione che il Commissario governativo non starà Cagliari ma nei comuni, questo perché non dobbiamo intendere il Commissario governativo come una persona. Vorrei rispondere all'onorevole Pili, il Commissario governativo è un'organizzazione che ha un responsabile che è il Presidente, ma non è una persona. Guai se pensassimo che tutto si svolge intorno ad una persona, sarebbe un uomo solo, totalmente solo, incapace ad organizzare alcunché. L'uomo lavora con l'organizzazione. Allora noi diciamo: "intorno all'ordinanza noi creiamo un'organizzazione", quindi creiamo degli uffici che affianchino le amministrazioni locali, anzi li creiamo direttamente nei comuni, perché dobbiamo rapportarci questa volta direttamente alle popolazioni, alle famiglie, a coloro che hanno le attività commerciali danneggiate, agli agricoltori. Io credo che noi dobbiamo fare uno sforzo organizzativo, dare una risposta da lunedì mattina, da quando avremo la legge pubblicata e da quando avremo l'ordinanza esecutiva, dovremo fare uno sforzo fortemente organizzativo che questa ordinanza ci consente. Perché è vero che qui non ci sono i sub commissari, che guardate non ci interessano, a noi interessa il sistema complessivo integrato; l'ordinanza è fatta dal Governo di centrodestra, non abbiamo niente da dire, è fatta bene, perché prevede la possibilità di avvalersi dei sindaci, delle strutture pubbliche, prevede una libertà organizzativa e un'articolazione che può essere utilizzata, secondo me, devo dire anche a livello sperimentale, dobbiamo dimostrare ai sindaci che non saranno soli. I sindaci ci hanno chiesto di stare al loro fianco anche nelle valutazioni. In alcune zone della Sardegna c'è un modo anche delicato di rapportarsi, da parte dei sindaci, alle famiglie danneggiate, ai soggetti danneggiati. La Regione sarà a fianco dei sindaci con strutture amministrative e strutture tecniche; articoleremo il sistema in modo efficiente e al Consiglio daremo risposte in termini di programmi avviati e di programmi realizzati.

Torniamo alla legge velocemente: la legge è una legge integrata. Noi creiamo un fondo unico di quaranta milioni di euro, e complessivamente però attiviamo cinquanta milioni di euro che sono cento miliardi di lire. Vorrei che si tornasse un po' alla valutazione in lire, perché cinquantamila euro sembrano poca cosa ma sono cento miliardi di lire. Noi vogliamo fare interventi selettivi, immediati, io sono sommerso dalle richieste, sono tutti alluvionati, sono tutti terremotati. Un comune ha chiesto, non faccio il nome, la calamità naturale perché ha avuto le fogne intasate. Ho apprezzato - e l'assessore Dessì era con me il giorno che siamo stati a Villagrande - il sindaco di Lanusei che ha detto: "Io ho avuto danni, non ne chiederò il rimborso", perché capiva che rispetto a Villagrande Lanusei non aveva avuto quasi danni. Allora faremo una selezione della spesa e stabiliremo le priorità e questo fondo sarà ripartito quando avremo la certezza, a breve, magari fra venti giorni, circa la destinazione dei fondi stanziati. È inutile, onorevole Pili, che si mettano i soldi già nei capitoli, è una finzione, un puro formalismo giuridico. Noi non siamo per i formalismi giuridici, noi siamo per una legge che sia realmente applicabile in modo efficiente e con strumenti nuovi. L'istituzione di un fondo unico non implica l'attribuzione di troppa discrezionalità alla Giunta; serve a dare al Presidente della Giunta i poteri commissariali che l'ordinanza gli attribuisce.

Quindi nell'articolo 1 abbiamo il fondo, diciamo che questo fondo viene utilizzato per attuare tutti gli interventi che la legge attiva, compresi quelli dei 10 milioni di euro stanziati dal Governo. Al comma 2 sono previste tutte le tipologie di intervento, quelle stabilite dall'ordinanza e quelle stabilite dalla legge 26, pertanto questa è una legge che prevede l'integrazione di tutti gli interventi. C'è tutto. Forse mi si dirà che la lettura non è facile. Bene, allora se non è facile ci impegneremo martedì mattina a fare come fanno le regioni più serie, a predisporre un testo coordinato che disciplini veramente il sistema completo. Però vi assicuro che qui c'è tutto; abbiamo i finanziamenti ai Comuni per le operazioni di emergenza, abbiamo i finanziamenti ai comuni e alle province per la riparazione di danni alle infrastrutture pubbliche in genere; abbiamo i contributi ai privati per il ripristino di unità immobiliari danneggiate e per il reperimento di sistemazioni alternative - intervento questo, che non era contemplato dalla legge 26 e che è presente in questa legge perché lo prevede l'ordinanza - nonché per il ristoro del danno subito dai i beni immobili di prima necessità. Prevediamo gli aiuti alle aziende agricole per i danni alle strutture aziendali, ai sensi dell'articolo 23 della legge regionale numero 8, disponendo, e questo è un emendamento che è stato proposto in Commissione, che alla copertura finanziaria si provveda con le risorse provenienti dal fondo di solidarietà in agricoltura, quindi sono fondi aggiuntivi che arriveranno.

Abbiamo previsto finanziamenti per favorire la ripresa delle attività delle imprese commerciali, artigianali, professionali, di servizi e turistiche e per la riparazione dei danni alle relative strutture. Qui integriamo due ipotesi, una che è nella ordinanza e una che era nella legge numero 26, cioè si integrano le due possibilità. Abbiamo gli interventi di sistemazione e di riassetto idrogeologico privilegiando, diciamo, sto pensando adesso alle cose richiamate in diversi interventi, ai tombamenti - così si chiamano, non tombinamenti - privilegiamo tecniche di rinaturalizzazione, di ingegneria naturalistica. A questo proposito non mi piacerebbe farlo, ma devo ricordare che la Regione qualche ventennio fa ha fatto programmi, finanziando direttamente gli interventi di tombamento di questi canali, ha fatto addirittura programmi di spesa, quando i soldi erano molto di più di quelli di oggi, di centinaia di miliardi; programmi addirittura pluriennali, i cui risultati abbiamo visto a Villagrande in questa occasione, sempre senza fare processi.

Abbiamo previsto quindi tutta la gamma degli interventi che verranno realizzati attraverso un piano che il Presidente farà, anche in qualità di commissario delegato per il superamento dell'emergenza alluvionale. Sarà un programma complessivo nel quale confluiranno non solo i finanziamenti di questa legge, ma se leggiamo il secondo comma dell'articolo 2 anche tutte le altre risorse comunitarie, nazionali, regionali e locali comunque assegnate o destinate agli interventi che siano strettamente correlati alle finalità del superamento dell'emergenza. Quindi tutto ciò che nel bilancio in qualche modo attiene alla difesa del suolo, potrà essere individuato e utilizzato per queste finalità. C'è poi la possibilità di procedere ad un assestamento sulla base delle varie esigenze, attraverso successivi variazioni ed assestamenti di bilancio perché questi fondi andranno, ovviamente, nelle UPB degli assessorati...

PRESIDENTE. Prego Assessore, concluda il suo intervento.

MANNONI, Assessore dei lavori pubblici. Ho finito. Ringrazio ancora tutto il Consiglio per questo dibattito utile, che ha arricchito anche me personalmente, che è stato di stimolo, e ringrazio la Commissione per avere lavorato unitariamente. È un ringraziamento a tutti, anche perché oggi ho fatto il mio primo discorso ed è stato per me una grande emozione.

PRESIDENTE. Grazie Assessore. Siamo in fase di votazione. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Chiedo la votazione nominale.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri AMADU, ARTIZZU, RANDAZZO, MORO, Matteo SANNA, LIORI, MURGIONI.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

Rispondono sì i consiglieri: ADDIS - AMADU - ARTIZZU - ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCAREDDU - BIANCU - BRUNO - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPELLI - CERINA - CHERCHI Silvio - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - DEDONI - DIANA - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LA SPISA - LADU - LANZI - LICANDRO - LICHERI - LIORI - LOMBARDO - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MORO - MURGIONI - ONIDA - ORRU'- PILI - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PORCU - RANDAZZO - RASSU - SABATINI - SALIS - SANCIU - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo - SANNA Simonetta - SCARPA - SECCI - SERRA - SPISSU - URAS - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 71

Votanti 71

Maggioranza 36

Favorevoli 71

(Il Consiglio approva).

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 1, al quale sono stati presentati due emendamenti.

Si riporta il testo dell'articolo e degli emendamenti

Art. 1

Interventi urgenti e autorizzazione di spesa

1. Per fronteggiare le conseguenze degli eventi alluvionali e di dissesto idrogeologico verificatisi in Sardegna nel mese di dicembre del 2004, nei comuni individuati con deliberazione della Giunta regionale entro dieci giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, è autorizzato, a titolo di anticipazione o a titolo di integrazione dei finanziamenti che verranno disposti dallo Stato per le medesime finalità, lo stanziamento di euro 40.000.000. La Regione è, altresì, autorizzata ad anticipare la somma di euro 10.000.000 derivante dal primo stanziamento previsto dall'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri relativa ai primi interventi urgenti di protezione civile diretti a fronteggiare i danni conseguenti ai suddetti eventi alluvionali. Con tali stanziamenti, da gestire nell'ambito del proprio bilancio, la Regione è autorizzata ad attuare gli interventi previsti nel programma di cui al successivo articolo 2, comma 2.

2. Lo stanziamento di cui al comma 1 è destinato alle seguenti tipologie di intervento:

a) finanziamenti ai comuni per le operazioni di emergenza di cui alla legge regionale 21 novembre 1985, n. 28 e successive modifiche ed integrazioni;

b) finanziamenti ai comuni, alle province ed agli enti o società a capitale pubblico gestori di pubblici servizi, per la riparazione dei danni alle infrastrutture viarie, idriche, idrauliche, fognarie e igienico sanitarie o comunque destinate a pubblici servizi;

c) contributi ai privati per il ripristino delle unità immobiliari danneggiate e per il reperimento di sistemazioni alternative, nonché per il ristoro del danno subito dai beni mobili di prima necessità;

d) aiuti alle aziende agricole per i danni alle strutture aziendali, comprese le strade interpoderali, alle produzioni ed alle scorte vive e morte ai sensi dell'articolo 23 della legge regionale 11 marzo 1998, n. 8; ad essi si provvede con le risorse provenienti dal fondo di solidarietà in agricoltura. Tali interventi sono effettuati nel rispetto dei criteri e degli orientamenti in materia di aiuti di stato approvati dall'Unione Europea;

e) finanziamenti per favorire la ripresa delle attività delle imprese commerciali, artigianali, professionali, di servizi e turistiche e per la riparazione dei danni subiti dalle relative strutture;

f) finanziamenti per favorire la ripresa delle attività delle imprese produttive e per la riparazione dei danni subiti dalle relative strutture e dalle infrastrutture primarie delle aree industriali ed artigianali ricadenti nei comuni di cui al precedente comma 1;

g) interventi di sistemazione e riassetto idrogeologico, privilegiando tecniche di rinaturalizzazione e di ingegneria naturalistica.

3. Gli interventi previsti dal comma 2 non sono cumulabili con i benefici derivanti da garanzia assicurativa.

4. Le direttive di attuazione degli interventi sono fissate dalla Giunta regionale, su proposta del Presidente della Regione, sentiti gli Assessori competenti per materia.

5. Per le esigenze di attuazione degli interventi di cui al comma 2 del presente articolo, non si applicano i limiti di cui al comma 1 dell'articolo 40 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31.

EMENDAMENTO sostitutivo parziale PILI - LA SPISA - OPPI - DIANA -VARGIU - LADU - ONIDA - CAPELLI

Art. 1

II comma 2 art. 1 è sostituito dal seguente:

Lo stanziamento di cui al comma 1 è destinato al seguenti tipologie di interventi :

a) Euro 60.000.000 per la concessione di finanziamenti agli enti competenti per territorio e settore per la riparazione dei danni subiti dalle infrastrutture viarie, idriche, idrauliche, fognarie e igienico sanitarie o comunque destinate a pubblici servizi compresi beni mobili;

b) Euro 20.000.000 per la concessione di contributi, da erogare attraverso i comuni, ai privati per il ripristino delle unità immobiliari abitative e diverse da quelle abitative, secondo le procedure di cui alla legge 17 dicembre 1999, n. 26 e successive modifiche e integrazioni, danneggiate e dei beni mobili danneggiati;

c) Euro 40.000.000 per le opere di consolidamento dei dissesti idrogeologici e di riassetto idraulico della rete idrogeologica nelle aree colpite dagli eventi alluvionali;

d) Euro 10.000.000 per la concessione di contributi a favore delle aziende agricole danneggiate compresi beni mobili, scorte e mezzi;

e) Euro 10.000.000 per la concessione di finanziamenti ai comuni per le operazioni di emergenza di cui alla legge 21 novembre 1985, n. 28, e successive modifiche e integrazioni;

f) Euro 10.000.000. per la ripresa delle attività produttive delle piccole e medie imprese compresi beni mobili, scorte e mezzi;

Il Presidente della Regione, può, per compravate e urgenti esigenze, proporre alla giunta l'adozione di una delibera di rimodulazione degli stanziamenti di cui al presente comma. (2)

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - LA SPISA - OPPI - DIANA - VARGIU - LADU - ONIDA - CAPELLI

Art. 1

Allo stanziamento di euro 40.000.000 previsto all'articolo 1 comma 1 è aggiunto lo stanziamento di euro 110.000.000. (1)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Pili per illustrare gli emendamenti.

PILI (F.I.). Signor Presidente, le ragioni dell'emendamento numero 1 sono state già abbondantemente richiamate da diversi colleghi nel corso della discussione generale, che io molto sommessamente cercherò di riprendere perché il Consiglio possa fare quelle valutazioni che meglio riterrà opportune rispetto ad uno stanziamento che devo dire, in maniera molto puntuale, è stato già oggetto di valutazioni nella precedente legislatura. Per essere più chiari, non sono d'accordo con chi ha sostenuto in quest'Aula che questa è una legge di poteri o una legge di procedura. Per coloro che stanno vivendo questo dramma in queste ore, in questi giorni, per i sindaci che dovranno dare risposte puntuali per risarcire i danni, le procedure e i poteri sono pure importanti, ma se non vi sono le risorse per concretizzare gli interventi necessari, tutto sarà ridotto sicuramente ad un nulla di fatto. Così come, agli onorevoli colleghi del centrosinistra che hanno affermato che non si può stanziare una somma senza avere contezza delle esigenze, vorrei ricordare, se fosse ancora necessario, l'emendamento sostitutivo parziale che fu presentato il 3 dicembre del '99, dall'allora centrosinistra, e per essere più preciso voglio richiamare i nomi dei presentatori, il collega Fadda, il collega Tunis, il collega Piersandro Scano, il collega Salvatore Sanna, il collega Orrù, il collega Calledda, il collega Marrocu, i colleghi Emanuele Sanna, Ortu, Pusceddu, Dore, Mereu, Manca e Pacifico, i quali privi del senso civico che noi oggi vogliamo dimostrare di avere, non alla pari vostra, proposero un notevole incremento delle risorse stanziate, nonostante la Giunta ne avesse previsto già una notevole quantità. Oggi avete stanziato risorse inferiori rispetto a quelle previste allora, e noi vi stiamo dicendo che dal rapporto che l'assessore Mannoni qui ha detto di avere già ricevuto dai sindaci risultano danni per un ammontare ben maggiore.

Io non voglio in alcun modo richiamare le fogne occluse o i canali fognari occlusi, perché significherebbe ridurre la portata di un dramma i cui danni si possono già quantificare. I colleghi che sono stati sul posto si sono potuti rendere conto che il dramma rispetto all'alluvione del '99 è ben più consistente, sia per i danni provocati che per l'impatto del fenomeno che ha avuto in qualche modo conseguenze dirette sull'assetto idrogeologico del territorio stesso. Allora è evidente che noi non possiamo non tener conto di quello che fece la Giunta nel '99, cioè andò a rinvenire tutte le risorse disponibili nei singoli capitoli di tutti gli Assessorati, in particolar modo i residui, cioè le somme che erano state autorizzate ma non impegnate, e che erano inutilizzate e inutilizzabili per quelle finalità per cui erano state stanziate. Allora, colleghi, bisogna da questo punto di vista essere coerenti e tener conto di quel dato che noi abbiamo fornito e che ci ha fornito, a grandi linee, il Genio civile di Nuoro, che ha elencato tutta una serie di opere che richiedono un pronto intervento, perché altrimenti non sarebbero state contenute in questa relazione. Io non so come potrà la Giunta autorizzare gli interventi progettuali. Assessore Mannoni, lei meglio di me sa che per realizzare un'opera non occorre un prestanziamento; per far partire la progettazione occorre che la Giunta abbia predisposto un programma con risorse certe. E se non vi è la certezza delle risorse finanziarie in legge quelle opere non si potranno progettare e quindi non si potranno appaltare e realizzare. Allora è evidente che lo stanziamento che noi stiamo chiedendo per quei territori, per quei comuni, è uno stanziamento ragionevole, non abbiamo voluto giocare al rialzo, come qualcuno ha fatto forse anche nel passato, ma l'abbiamo calcolato sapendo in maniera puntuale che occorrono quelle risorse finanziarie per sopperire a tutta una serie di bisogni che sono stati richiamati.

Con l'emendamento aggiuntivo, che poi vedremo quando si discuterà della copertura finanziaria, abbiamo colto il suggerimento dato dal collega Marrocu in Commissione programmazione, e l'abbiamo puntualmente ripreso per allocare lo stanziamento in apposite UPB e capitoli di bilancio. Noi riteniamo che lo stanziamento di cui all'articolo 1 comma 1, debba passare da 40 milioni di euro, a una complessiva somma di 150 milioni di euro che noi riteniamo possibile sul piano finanziario e abbiamo scritto come è possibile, perché se è vero che si sono 180 milioni di residui sul capitolo delle calamità, che non possono trovare nessun tipo di impiego se non - che Dio ci assista! - per evitare e scongiurare ulteriori calamità naturali, è evidente che quei fondi possono essere prioritariamente, in maniera immediata, utilizzati per l'evento alluvionale che si è verificato nel mese di dicembre 2004, nelle zone di cui si è abbondantemente parlato.

Ecco, colleghi, oggi questo emendamento rappresenta lo strumento fondamentale per passare dalle parole, dal buon senso auspicato, alla concreta solidarietà di questo Consiglio regionale. Per tante altre cose sono state trovate risorse che sono assolutamente superiori alle reali esigenze, oggi c'è una reale esigenza che necessita di uno stanziamento puntuale aggiuntivo di 110 milioni di euro. Io, Presidente, non voglio elencare tutti i dati che il Genio civile ha indicato nella propria relazione, però già da tale documentazione si comprende, comune per comune, la vastità del danno riscontrato. Non stiamo parlando di interventi strategici, che pure abbiamo previsto puntualmente in ordine all'assetto idrogeologico nella ripartizione dei fondi, poi lo vedremo in sede di illustrazione dell'altro emendamento, ma per quanto riguarda questo emendamento noi riteniamo che si possa, si debba assolutamente intervenire guardando ai concreti bisogni emergenziali e immediati, per attivare il ripristino delle infrastrutture di collegamento, delle infrastrutture idriche, fognarie, quelle strutture pubbliche che sono a servizio delle comunità colpite da questo drammatico evento alluvionale.

Io, Presidente, per quanto riguarda il primo emendamento mi fermerei qui per poi chiedere la parola per illustrare l'emendamento numero 2.

PRESIDENTE. Prego, onorevole Pili, se deve essere lei a illustrare anche il numero 2 lo illustri.

PILI (F.I.). Signor Presidente, noi abbiamo presentato, con i colleghi della coalizione del centrodestra, un altro emendamento che riguarda la ripartizione dei fondi. All'Assessore Mannoni, che è bravo tecnico, bravo funzionario, la cui competenza è unanimemente riconosciuta, probabilmente sfugge il fatto politico, gli sfugge o fa finta di farselo sfuggire per convenienza, ovviamente, di schieramento. Infatti è evidente che non c'è a memoria d'uomo, a meno che la memoria del collega Secci, che è più lunga della mia, possa venirmi in soccorso, uno stanziamento di tale natura senza che il Consiglio abbia individuato una ripartizione, un indirizzo, cosa che rientra nell'esercizio delle sue prerogative. Questa indicazione non è una formalità giuridica, ma serve ad individuare tipologie di interventi, ma soprattutto, individua le priorità in base agli stanziamenti previsti. Quando noi diciamo che stanziamo più soldi per rifare le abitazioni, piuttosto che le unità immobiliari in genere, stiamo scegliendo, come Consiglio regionale - non può essere nessun altro a sceglierlo - che destiniamo più soldi per la prima casa piuttosto che per rifare i garage. E' una scelta politica che deve essere mantenuta in capo al Consiglio regionale. Quando noi stabiliamo di dare ai comuni parte di questi finanziamenti, cioè 60 milioni di euro, per la riparazione dei danni subiti dalle infrastrutture viarie e aggiungo qui, presidente Pirisi, perché poi lei dovrà dare un parere anche su questo, anche per il pagamento dei beni mobili delle istituzioni pubbliche, o dei beni pubblici danneggiati, cosa che ci siamo dimenticati di prevedere in Commissione. Con questa legge, infatti, se viene devastata una biblioteca noi non abbiamo la possibilità di pagare i danni ad essa causati, così come non possiamo pagare quelli causati al centro sanitario di quel comune o agli uffici comunali. Non possiamo pagarli perché manca un richiamo ai beni mobili pubblici, che va assolutamente introdotto e noi, con questo emendamento, in termini più precisi e puntuali rispetto alla norma di legge, proponiamo di aggiungerlo.

Così come proponiamo 20 milioni di euro per i danni causati alle unità immobiliari abitative e diverse da quelle abitative, prevedendo, per quanto riguarda le unità immobiliari abitative, il ristoro del 70 per cento del danno subito e per gli altri tipi di immobili del 50 per cento, in base alla legge numero 26. Prevediamo 40 milioni di euro per le opere di consolidamento del dissesto idrogeologico e di riassetto idraulico della rete idrogeologica nelle aree colpite dagli eventi alluvionali; proponiamo 10 milioni di euro per la concessione di contributi a favore delle aziende agricole danneggiate. E anche in questo caso, collega Pirisi, aggiungiamo: "compresi beni mobili, scorte e mezzi", cioè nel settore agricolo le scorte sono un fattore importante e gli stessi mezzi che sono stati gravemente danneggiati diventano elemento determinante per la ripresa dell'attività produttiva. Prevediamo uno stanziamento di 10 milioni di euro per la concessione di finanziamenti ai Comuni per le operazioni di emergenza, in base alla legge numero 28, e proponiamo 10 milioni di euro per la ripresa delle attività produttive delle piccole e medie imprese, anche in questo caso aggiungendo le parole "compresi beni mobili, scorte e mezzi". Perché il funzionario che dovrà firmare deve avere la copertura legislativa, perché se non è prevista il funzionario potrebbe anche decidere di non firmare ed è giusto che sia una legge a coprire il funzionario, perché non si blocchino gli stanziamenti e perché non si blocchi il ristoro dei danni causati dall'alluvione.

Nell'emendamento numero 2 c'è un capoverso che io vorrei i colleghi guardassero con attenzione, perché vuole dimostrare l'onestà politica di chi lo ha proposto. Si prevede che il Presidente della Regione può, per comprovate e urgenti esigenze, proporre alla Giunta regionale l'adozione di una delibera di rimodulazione degli stanziamenti di cui al presente comma. Vi stiamo dicendo: questo è l'indirizzo del Consiglio regionale, ma se il Presidente della Giunta ritenesse che è necessario rimodulare le stesse cifre, lo può fare. Mi pare che questo sia un segno, un messaggio molto chiaro che vi stiamo dando, per consentire al Consiglio di mantenere un margine di indirizzo su una partita così importante come quella che stiamo affrontando. Fare una legge così come l'hanno proposta gli Assessori in Commissione, cioè onnicomprensiva di tutti gli interventi, una legge senza paletti, è controproducente; quando una legge non norma, quando una legge non indica criteri e regole finisce per ingessare tutto quello che si deve fare. Chi ha fatto l'amministratore sa bene che la macchina amministrativa si può muovere meglio quando ha delle regole certe, rischia di fermarsi di fronte all'incertezza normativa che finisce storicamente per bloccare qualsiasi processo amministrativo, dalla progettazione alla spesa, alla realizzazione delle opere stesse.

Vi invito pertanto a tener conto di questi due emendamenti all'articolo 1, perché il fatto stesso che siano stati presentati anche con quest'ultimo passaggio che vi ho letto, credo che dimostri l'onestà intellettuale e politica di chi li ha presentati, nell'interesse non di una parte politica, ma della comunità che è stata colpita dall'evento alluvionale.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi, relatore. L'emendamento 1 è stato impropriamente classificato come un emendamento aggiuntivo, in realtà è un emendamento sostitutivo parziale che modifica la posta di bilancio e la quantità di risorse messe a disposizione.

PIRISI (D.S.), relatore. Grazie, Presidente. Come l'onorevole Pili sa, abbiamo dibattuto lungamente in Commissione e abbiamo votato sugli emendamenti che sono stati proposti già in Commissione. La Commissione sarebbe ben lieta di poter aumentare le risorse, mi riferisco all'emendamento numero 1, anche oltre ciò che è ipotizzato, però, onorevole Pili, abbiamo detto che la Giunta farà l'inventario preciso dei danni e abbiamo tempo - lo abbiamo già detto stamattina, lo ribadiamo - per poter eventualmente, nella legge finanziaria e nel bilancio, inserire le risorse che sono necessarie oltre a quelle che si stanno stanziando. Io comunque vorrei dire che 50 milioni di euro per gli interventi urgenti sono una cifra notevole, onorevole Pili. Io le chiedo scusa, ma il suo tono enfatico, rispetto anche alla discussione che c'è stata stamattina e anche ieri, mi è sembrato un po' eccessivo, mi scusi se glielo dico. Presidente, do subito il parere, chiedo scusa, però io vorrei che quello spirito di cui parlavamo continuasse ad aleggiare in quest'Aula, quindi spreco soltanto un minuto e chiudo immediatamente. Io trovo che ci sia un accordo forte, 50 milioni di euro sono una cifra ragguardevole per questo primo intervento, ci sono le risorse che sono state suggerite dalla Commissione terza e inserite nella lettera d) del comma 2, per cui io, Presidente, più che esprimere un parere chiederei all'onorevole Pili di ritirare questo e anche gli altri emendamenti proposti. Se l'onorevole Pili accoglie questo suggerimento io mi asterrei dall'esprimere un parere, che altrimenti non potrà che essere quello che abbiamo già espresso nella giornata di ieri.

L'altra cosa che vorrei dire comunque è che, ove non fosse tutto indicato nella legge, nel comma è fatto un esplicito richiamo alle modalità stabilite dalla legge numero 26 del 1999, e viene detto anche che dovranno essere utilizzate le condizioni di maggior favore. Quindi io, sinceramente, onorevole Pili, la pregherei davvero di ritirarlo, altrimenti il parere non potrà che essere negativo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

DESSI', Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. La Giunta condivide il parere del relatore della Commissione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Ringrazio il presidente Pirisi per questo puntuale invito. Non è lo stesso invito che il presidente Floris, nel 1999, rivolgeva ai colleghi che presentavano un emendamento analogo, però io non voglio ripercorrere quelle vicende.

PIRISI (D.S.). E' una sindrome!

PILI (F.I.). Non è una sindrome. Piuttosto è la vostra volontà di far fronte alle necessità ad essere davvero una scarsa, perché è stato già detto che ci sono 180 milioni di euro di fondi inutilizzati; se è così si possono già utilizzare quelli, ma abbiamo previsto una triennalità delle somme anche nel testo unificato, che consente di iscrivere le risorse finanziarie nei futuri esercizi finanziari del 2005 e del 2006.

Io credo, colleghi, che anche in passato, andando a rivedere la legge e i capitoli finanziari, si possa capire quante difficoltà vi fossero a rinvenire le risorse. E' chiaro che qui si tratta di fare una scelta, la si vuole fare o non la si vuole fare? Chi non la vuole fare si assuma le responsabilità di non farla, non è che dobbiamo ritirare gli emendamenti. Questa parte politica ritiene che ci siano le risorse finanziarie e che ci siano le condizioni per stanziarle. Per quanto riguarda il senso enfatico che richiamava l'onorevole Pirisi, ognuno usa il tono che più gli si addice e che più geneticamente gli è proprio, e quindi se lei vuole utilizzare un tono dimesso può continuare a farlo e nessuno avrà da protestare per il suo tono dimesso, io evidentemente ho un tono diverso, quindi mi consenta di potermi almeno esprimere secondo le mie caratteristiche genetiche e di avere un tono un po' più allegro rispetto a quello di chi evidentemente non lo ha. Però credo veramente che l'individuazione delle risorse non sia un fatto secondario anzi prioritario, non si può tornare in Aula tre volte su una legge emergenziale come questa, stiamo parlando di tutti quegli interventi che sono posti alla base dell'azione prioritaria ed emergenziale, non stiamo parlando di altri interventi.

Nel momento in cui abbiamo previsto una norma che rinvia alla legge 26 nella parte relativa al ristoro dei privati, per stiamo prevedendo un ristoro del 70 per cento dei danni, questa legge potrebbe non avere la copertura finanziaria. Onorevole Presidente del Consiglio, aver previsto che a tutti i privati cittadini che hanno avuto danneggiata la prima abitazione o l'unità immobiliare abitativa debbano essere risarciti per un ammontare pari al 70 per cento del danno subito, non quantificando la cifra necessaria, significa due cose, o che si sta prevedendo un finanziamento fuori bilancio, cioè che non è stato previsto, oppure si sta dicendo che quella copertura finanziaria non esiste e che quindi quei cittadini non potranno avere questo tipo di ristoro. Non c'è davvero nessuno spirito polemico nei confronti di chi oggi esprime un parere negativo su questo emendamento. Ci sono sensibilità diverse: nel 1999 la maggioranza di allora ebbe una sensibilità diversa, andò a rintracciare le risorse, non eravamo spreconi, stavamo guardando con sensibilità diversa anche le richieste dell'opposizione, cosa che oggi non si sta facendo. Riteniamo che questo emendamento non solo debba essere approvato, ma debba essere condiviso dell'intera Assemblea legislativa, perché è chiaro che tra un po' si dirà che 180 milioni di euro non ci sono più, questo dato lo conosce solo chi controlla il bilancio. Noi siamo convinti che queste somme ci siano, ma siamo anche convinti che se si vuole si può trovare la copertura finanziaria e non spetta all'opposizione, ma semmai al Governo, individuarla puntualmente perché noi siamo certi, per avere un minimo, consentitecelo, di conoscenze anche del bilancio, delle pieghe di bilancio, che ci sia la possibilità di individuarla con estrema facilità.

Non vogliamo sottrarci a un ruolo che è stato sempre dell'Esecutivo e quindi crediamo che se c'è sensibilità si possano incrementare queste risorse, se questa sensibilità non c'è, ne prenderemo atto e ovviamente prenderemo atto del voto che la maggioranza vorrà dare a questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Volevo semplicemente dare qualche chiarimento relativo al continuo richiamo che si fa a queste risorse disponibili nel settore agricolo.

Io stamani nella Commissione terza ho ritenuto opportuno suggerire una modifica del provvedimento, per consentire che il ristoro dei danni per le aziende agricole non gravasse sulla disponibilità delle risorse messe a disposizione - in modo straordinario e, secondo me, congruo per il primo intervento - da parte della Giunta regionale per la legge che stiamo discutendo, che spero approveremo rapidamente, ma gravasse sulle risorse già a disposizione per le calamità in agricoltura, in modo da liberare da questo interventi i 40, anzi 50 milioni di euro, se consideriamo l'anticipazione di fondi statali. Noi sappiamo che il ristoro dei danni del settore agricolo ha un'incidenza notevolissima rispetto al ristoro dei danni dell'attività produttiva, perché nella precedente alluvione ha inciso forse per il 70 o 80 per cento, di fatto ciò significa raddoppiare le somme, se non di più, messe a disposizione. Questo suggerimento è stato accolto dalla Commissione quarta inserendo al primo articolo, al comma 2, lettera (d, una norma che prevede che per i danni all'agricoltura si fa riferimento alla disponibilità già presente nel bilancio regionale per i danni derivanti da calamità naturali. Impropriamente, secondo me - voglio dare un altro suggerimento tecnico - impropriamente si fa riferimento al fondo di solidarietà. Il fondo di solidarietà per l'agricoltura non esiste più, fu abolito tre anni fa, per cui sarebbe forse più opportuno far riferimento esclusivamente all'UPB S06.028 e al capitolo 06103 che ha una disponibilità finanziaria notevolissima, di quasi 400 miliardi di risorse stanziate per le precedenti calamità, che non si sono spese Forse avevamo esagerato nel calcolare i danni oppure li abbiamo ristorati troppo poco, sta di fatto comunque che questi fondi sono rimasti non spesi. Noi, nell'assestamento del bilancio 2003, avevamo inserito una norma che li manteneva in quel capitolo residuo; allora, lo dico al collega Pili, è evidente che quelle risorse non possono essere distratte da quelle finalità, cioè devono essere impiegate per le calamità in agricoltura, quindi non si possono togliere le risorse da quel capitolo e utilizzarle per un'altra finalità se non quella per la quale sono rimaste lì a residuo. Si possono utilizzare esclusivamente per le calamità in agricoltura, ed è quello che la legge dice. Quindi per quanto riguarda i danni all'agricoltura, si fa riferimento all'UPB S06.028, indicando impropriamente il fondo di solidarietà, e quindi chiederei di correggere questa indicazione.

PILI (F.I.). La norma, cambia la norma.

MARROCU (D.S.). Questo non è possibile, lo abbiamo già verificato tecnicamente in Commissione bilancio già in fase di assestamento, per cui queste risorse rimangono per l'agricoltura e c'eravamo posti il problema già allora, se continuare a mantenere queste risorse negli anni, per intervenire sulle calamità che, come vediamo, un po' anche per responsabilità nostra, diffusa, si verificano spesso nel mondo agricolo, oppure se recuperarle ed utilizzarle in seguito per altre finalità con altri provvedimenti. Pertanto il ristoro dei danni agricoli va fatto ricadere su questa disponibilità finanziaria notevole che c'è già per le calamità in agricoltura, con riferimento all'UPB che ho indicato, e già questo significa aumentare notevolmente le risorse per il provvedimento che stiamo approvando. Penso inoltre che ripartire i fondi già da oggi secondo quei presunti danni, senza che i danni siano stati accertati, verificati, possa far sì che in qualche settore magari il ristoro, perché si stabilisce preventivamente l'entità delle risorse, sia più alto in percentuale che in altri settori, per cui anche su questo condivido l'impostazione che ha dato la Giunta e che ha dato la Commissione.

PRESIDENTE. Onorevole Marrocu, in buona sostanza lei propone, se non ho capito male, una modifica della lettera (d del comma 2.

MARROCU (D.S.). Propongo di sostituire le parole "fondo di solidarietà" con un riferimento diretto all'UPB S06.028 ed al capitolo 06103.

PRESIDENTE. Lo possiamo distribuire in forma scritta se ci sono difficoltà, ma il senso è chiaro. Penso che in parte vada anche nella direzione da lei indicata, onorevole Pili, perché attraverso questa modifica si incrementano le risorse.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Grazie Presidente, intervengo sugli emendamenti. Non mi dilungherò sulle osservazioni di merito e di sostanza alla legge e agli emendamenti, riservandomi di intervenire nella dichiarazione di voto sulla legge e dicendo che sostanzialmente condivido ben poco di tutto quello che è stato detto in discussione generale, una discussione generale svoltasi nel segno dell'ovvietà. Ma spiegherò nel prossimo intervento il perché di queste mie affermazioni. Dopo aver sentito il collega Marrocu e ponendomi nelle condizioni di un cittadino comune che deve interpretare tutte queste alchimie di bilancio, a cui ci sottoponiamo, suggerirei all'assessore Dadea, che sta predisponendo un disegno di legge di riforma della legge numero 1, di istituire l'Assessorato complicazioni affari semplici, perché risulterebbe, per chi non ha immediata conoscenza e pratica di bilancio, incomprensibile sentire che abbiamo 400 miliardi disponibili sul fondo di solidarietà, o meglio sull'UPB che giustamente ha indicato il collega Marrocu, ma non li possiamo utilizzare in quanto, condivido con lui, forse il Consiglio regionale in passato ha ecceduto nella gara alla sovrastima di alcuni capitoli, perché abbiamo fatto a gara, anche se tutti dichiariamo che non bisogna farlo di fronte ad eventi di questo genere, nel mostrare la volontà di dare di più. Perciò, sia nei fondi disponibili per i danni all'agricoltura sia nel fondo di solidarietà, scopriamo che in bilancio abbiamo diverse centinaia di miliardi disponibili, ma siccome sono allocati dove non ci servono, per finalità che al momento non richiedono spendita di quei fondi, non li possiamo usare perché la legge di contabilità lo vieta. Allora mi viene da chiedere perché in fase di discussione della legge di assestamento di bilancio non abbiamo svuotato quelli di capitoli, perché non abbiamo utilizzato quei 400 miliardi del fondo di solidarietà, lasciandone magari 100 per sopperire alle eventuali necessità e utilizzando i residui 300 di cui invece non potremmo disporre da qui a fine anno, sicuramente non ne potremmo disporre, e nel contempo si esprime parere sfavorevole sugli emendamenti numero 1 e 2, che invece cercano di bilanciare un intervento di emergenza sul quale, ripeto, mi esprimerò in conclusione della discussione della legge.

E' vero, come ha detto l'assessore Mannoni, che dobbiamo dimenticarci la politica dello stanziamento, però è anche vero che per la complessità degli interventi da attuare enunciata poc'anzi, se non saranno sufficienti le somme stanziate dovremo tornare in quest'Aula per aggiungere ulteriori risorse per l'assessore Mannoni e la Giunta, risorse che magari in questa situazione di emergenza sarebbe opportuno avere immediatamente. Peraltro nessuno, né l'Assessore né il Presidente della Commissione in sede di espressione dei pareri, è entrato nel merito della ripartizione del fondo, che a me sembra più che opportuna, e della norma prevista dall'ultimo comma di questo emendamento, sulla quale invece Pili ha posto l'accento in sede di illustrazione, da cui si evince l'onestà intellettuale che ci ha spinto a scrivere che il Presidente della Regione può, per comprovate e urgenti esigenze, proporre alla Giunta l'adozione di una delibera di rimodulazione degli stanziamenti, è il Presidente che lo può fare, senza coinvolgere le Commissioni e il Consiglio. Mi sembra più che corretto orientare la spesa ripartendola per tipologia di interventi, ed indicando nello stesso tempo le priorità, dando comunque al Presidente la possibilità di rimodularla qualora dovesse verificare che per la ripresa delle attività produttive delle piccole e medie imprese, non servono 10 milioni di euro, ma 50, magari per gli interventi di cui alla lettera c). Mi sembra una proposta corretta, lungimirante e che dà risposta ai problemi sollevati dall'Assessore nel suo intervento.

Ecco perché tutto quello che si è detto precedentemente mi sembra che si stia svuotando per l'ennesima volta e si stia convertendo nella contrapposizione a chi ha proposto gli emendamenti. Inoltre, visto che abbiamo avuto una lunga pausa per il pranzo, che è stata dedicata da alcuni alla predisposizione degli emendamenti, anche l'onorevole Marrocu, invece di limitarsi all'emendamento orale, poteva predisporre un emendamento scritto per sostituire le parole "del fondo di solidarietà in agricoltura" con l'UPB di riferimento, forse avremmo semplificato i lavori e, ripeto, avremmo tentato di risolvere i problemi che presumo risolverà la prossima riforma della legge numero 1 con l'istituzione dell'Assessorato complicazione affari semplici. Allora se non c'è scontro politico e si deve soltanto ragionare sulla opportunità di predisporre, da parte di questo Consiglio, una legge che possa essere efficace ed efficiente e che non ci costringa, come si è verificato nel 1999, a tornare sull'argomento alluvione per altre due volte in quest'Aula, per fare le opportune correzioni, sarebbe meglio aspettare una mezz'ora in più, discutere bene senza aver fretta di andare via, perché rischiamo che alla prossima votazione nominale l'Aula si svuoti. Sarebbe opportuno riflettere che gli emendamenti numero 1 e 2 non sono stati proposti per fare la gara, sono stati proposti, l'1 e il 2, e anche gli altri che vedremo successivamente, per poter migliorare la legge insieme, per poterla rendere efficace immediatamente ed efficiente da oggi al futuro. La copertura finanziaria, lo vedremo nell'emendamento numero 5, arriva ad impegnare le risorse del bilancio sino al 2006, è indice della consapevolezza del fatto che non spenderemo tutto nel 2004 che sta per lasciarci e neanche nei primi mesi del 2005. Sono d'accordo, non dobbiamo pensare solo ed unicamente alla politica dello stanziamento, ma a dare opportuna copertura finanziaria a dei capitoli che, ahimè, devono essere utilizzati con urgenza, senza che sia necessario approvare ulteriori leggi e leggine che poi si rincorrerebbero tra Commissione e Aula per l'urgenza, perché magari abbiamo sbagliato qualcosa all'inizio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Grazie. Presidente, Assessori, colleghi, sarò brevissimo. E' pur vero che la storia si ripete a cicli, però sinceramente si parla di cicli trentennali, questa volta il ciclo è stato quinquennale, di un lustro. Cinque anni fa, manco a farlo apposta, il Consiglio in questi stessi giorni si trovava a discutere una legge di intervento emergenziale per l'alluvione di Capoterra e Assemini. Voglio dire solo alcune cose, ho sentito gli interventi dei colleghi in sede di discussione generale, qualcuno ha parlato di ricerca di responsabilità, di disastri ambientali e quant'altro. Io credo che quando si verifica un evento come quello che è capitato in Ogliastra, dove in 24 ore è caduta una quantità di pioggia pari a quella che cade in un anno, ci sia ben poco da ricercare responsabilità di ieri, di oggi e di domani, sono eventi calamitosi, eventi naturali e la natura si sa, non è controllabile, non la controlla nessuno. Quindi è consentito porre questi interrogativi nel corso del dibattito, ma alcune interviste rilasciate ai mass media sono di carattere demagogico e basta; questo evento è capitato e bisogna affrontarlo.

Voglio solo dire alcune cose: cinque anni fa, per una superficie interessata che praticamente sì e no era un terzo o un quarto di quella interessata dall'attuale alluvione, sia come superficie che come centri abitati, questo Consiglio non ha assolutamente dubitato del fatto che fosse necessario un intervento quantitativamente e qualitativamente adeguato. E cioè non ha certamente dibattuto sull'entità dell'importo richiesto in quest'Aula con un emendamento presentato dall'opposizione di allora, e l'Aula all'unisono ha approvato quell'emendamento e ha destinato a quei territori le somme necessarie per poter attuare gli interventi urgenti che dovevano essere fatti. Stiamo parlando di interventi dettati da uno stato di emergenza, interventi dettati da un disastro naturale, stiamo parlando di interventi in una zona dove lo stesso Governo, come tutti sappiamo, ha dichiarato lo stato di emergenza che richiede un intervento immediato, pena la perdita non solo della struttura del territorio, ma di tutto il tessuto economico e sociale dei comuni interessati da questo evento.

Allora io mi domando: perché ieri sì e oggi no? Perché? Forse perché allora il peso di alcuni consiglieri rappresentanti quel territorio in quest'Aula era molto più significativo di quello che possono avere i colleghi che rappresentano oggi i territori del nuorese, non lo so. Sono d'accordo i colleghi di quei territori che queste cifre sono, al momento, sufficienti per quell'intervento? A mio avviso non sono assolutamente sufficienti, e non si può dire aspettiamo la finanziaria. La finanziaria, lo sappiamo, per prassi, si discuterà fino a febbraio o a marzo, io spero che il suo esame si chiuda molto prima, ma ammesso e non concesso che la legge venga approvata a febbraio, sino a febbraio questi stanziamenti sono sufficienti? Non sono sufficienti perché bisogna intervenire immediatamente, con urgenza, per riparare i danni non solo causati alle infrastrutture pubbliche, ma anche quelli che le famiglie, una per una, hanno subito in quei centri già provati per altro da altre calamità e la cui struttura economica è messa a dura prova dalla crisi che attanaglia l'economia agro-pastorale, quindi questi stanziamenti non sono assolutamente sufficienti.

Ecco perché io sono favorevole all'emendamento numero 1, che dispone, almeno come somma iniziale, centodieci milioni di euro, perché non si deve aspettare che il Governo, tra qualche mese, mandi la sua quota parte maggiorata rispetto a quello che fino ad oggi ha stanziato. Il testo unificato, invece, prevede uno stanziamento abbastanza limitato e non si vogliano utilizzare altre risorse per non intaccare alcuni capitoli del bilancio. Dico questo perché non ci si può nascondere dietro un dito e perché mi piace essere chiaro e coerente, con me stesso innanzitutto,. E se è pur vero che possono essere assegnate ulteriori somme con la legge finanziaria poiché la legge finanziaria fa capo a un bilancio, le somme che si impegnano ora di quel bilancio tra due o tre mesi non saranno più presenti in quei capitoli perché sono già impegnate, e quindi questo è un artificio che sinceramente non mi convince.

Il collega Marrocu ha ragione quando dice che fondi che possono essere utilizzati sono a destinazione vincolata, ma comunque nessuno impedisce in questo momento, con questa nuova norma, di legiferare diversamente perché si tratta, ripeto ancora, di uno stato di emergenza e credo che quelle popolazioni non abbiano certo necessità di un dibattito polemico, ma abbiamo necessità prima di tutto e essenzialmente dell'unità di questo Consiglio. Sappiamo che la somma prevista è irrisoria, insufficiente, come saranno insufficienti anche i centodieci milioni di euro e non ci spaventa questa grossa cifra di cento miliardi di vecchie lire, sappiamo cosa vogliono dire cento miliardi, perché se sono state danneggiate strade, reti idriche, reti fognarie e quant'altro, cento miliardi per centri come Villagrande, Gairo e altri che sono stati interessati - senza parlare poi dei danni provocati a tutte le infrastrutture poderali e interpoderali - sono un'inezia, non una grande somma, sono un'inezia per affrontare questa gravissima emergenza. Io non trovo sinceramente spiegazione alcuna al fatto che oggi non si voglia intervenire, non dico per risarcire tutto ma con una cifra più consistente per far fronte nell'immediato e nei prossimi due o tre o quattro mesi non solo al ripristino delle infrastrutture pubbliche, ma ai bisogni immediati delle famiglie, al risarcimento dei danni subiti ai beni mobili, e per ripagare quanto le famiglie di quei centri hanno perso. Come se non bastasse quello che già hanno perso a causa delle calamità precedenti: blue tongue, siccità e quant'altro.

Mi meraviglia questa resistenza da parte dei colleghi della maggioranza; cosa impedisce, stante l'emergenza, di intervenire con maggiori stanziamenti? Quando c'è un malato che sta per morire, momentaneamente si trascurano gli altri malati che non sono in pericolo di vita e si interviene per salvare la vita a quello che sta per morire. Questo è il caso, ma da parte vostra c'è il mutismo totale, stiamo entrando nell'assurdo. Io non voglio essere polemico, sto facendo solo riflessioni logiche, riflessioni basate sui fatti e dispiace moltissimo che da parte di tutta la maggioranza, ad iniziare dall'Assessore competente e dalla Giunta, ci sia poca attenzione a questo problema, che non si veda l'ora di chiudere il discorso. Comunque sia, ognuno si prenderà le sue responsabilità.

Perché vi renderete conto, cari colleghi, e mi rivolgo ai colleghi di quel territorio, che quando tra due o tre mesi non si avranno ancora disponibili le somme, a qualcuno verrà chiesto conto, perché questa è volontà politica. Non sono di quel territorio ma anch'io sono sardo, so quello che è successo, mi rendo perfettamente conto delle necessità di quel territorio e del perché non si interviene concretamente e con maggiori risorse. Non è assolutamente giusto né logico. Forse perché qua dentro, lo ripeto ancora perché ne sono convinto, quella zona non ha il peso politico che aveva la zona del Campidano cinque anni fa. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Grazie. Io vorrei tentare ancora di argomentare, sulla scia di quanto detto dai miei colleghi, per motivare e rafforzare la ragione politica per cui abbiamo presentato questi emendamenti, non per giocare al rialzo, ma semplicemente per una ragione forte, di previsione realistica del danno subito da questi territori e dalle popolazioni. Una ragione che, sull'onda anche dell'emozione e della necessità di intervenire in una situazione di emergenza, consente al Consiglio di prevedere norme che, così come noi chiediamo anche attraverso gli altri emendamenti, possono essere snelle e attribuire principalmente al Presidente della Regione poteri di intervento, di decisione, di velocizzazione effettiva delle procedure di spesa, di individuazione dei danni e dei destinatari legittimi, secondo procedimenti seri, per consentire uno sbocco operativo, un effettivo trasferimento di risorse in tempi rapidi ai soggetti che lo meritano effettivamente, ma in quantità adeguate al danno subito.

Io credo che incrementare la somma prevista dal disegno di legge della Giunta sia un semplicissimo atto di realismo; tra l'altro, a fine esercizio si può realisticamente imputare la spesa a stanziamenti previsti nel passato, così come è stato già detto, per altri eventi calamitosi che hanno colpito la Sardegna, per i quali sono stati previsti interventi puntuali con dotazioni finanziarie, allora sì probabilmente eccessive, sull'onda anche di una discussione in Consiglio che, lo vorrei ricordare, a differenza di quella attuale, portava continuamente a incrementare gli stanziamenti. Essendoci somme non spese, tutti sappiamo che esistono stanziamenti che possono essere utilizzati attraverso norme contabili che possono effettivamente renderli ancora disponibili per quest'evenienza particolare e che possono dare alla Giunta stessa la capacità di intervenire in maniera incisiva ed equa a favore di territori che, sottolineo quanto ha detto il collega Rassu, probabilmente non hanno lo stesso peso politico che altri territori sanno far valere nel sistema regionale e nazionale, ma che di fronte ad un'emergenza credo che rivendichino giustamente un intervento più puntuale.

Vorrei ricordare che sulla base delle cose dette sia dai colleghi che sono intervenuti nel dibattito sia dallo stesso Assessore dei lavori pubblici, non tutti gli interventi da fare possono essere considerati tesi semplicemente a fronteggiare l'emergenza o a ristorare danni subiti a seguito dell'alluvione, ma possono essere intelligentemente indirizzati a fare opere pubbliche che comunque avremmo dovuto fare, iniziando cioè ad attuare nella sostanza il piano di assetto idrogeologico, di cui si è parlato, a cui giustamente si è data tanta importanza, individuando prioritariamente territori e popolazioni colpite in questo momento. Non si tratta cioè di stanziare risorse che semplicemente colmano un vuoto e che sono destinate a riparare un danno che poteva essere evitato con una adeguata prevenzione, certo ci sarà da fare anche quello, ma c'è innanzitutto da scegliere tra gli interventi prioritari quelli che stabilmente possono dare al nostro territorio, a quei territori colpiti, una maggiore sicurezza per il futuro. Io credo che tutti possiamo testimoniare che alcuni territori non hanno subito danni, in occasione di questo evento atmosferico particolare, probabilmente perché a seguito di altre alluvioni si è intervenuti razionalmente; credo che questo possa essere confermato da un'analisi tecnica.

Allora cogliamo l'occasione di un evento straordinario, alluvionale, di un evento calamitoso, per fare interventi mirati a migliorare l'assetto idrogeologico del territorio. Quindi destinare un maggior numero di risorse per questi territori non è sprecare risorse, se fatto intelligentemente, con un'adeguata programmazione; noi siamo certi che sia il Consiglio regionale, con appositi e responsabili atti di indirizzo, sia la Giunta, con il programma che noi chiediamo faccia, attribuendo poi al Presidente il compito di rendere veloci le procedure di spesa, possano intervenire per qualificare maggiormente il territorio ed evitare per il futuro danni che potrebbero essere ancora maggiori.

PRESIDENTE. Sono stati richiesti dalla Giunta dieci minuti di sospensione, quindi i lavori riprenderanno alle 17 e 40.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 29, viene ripresa alle ore 18 e 05)

PRESIDENTE. La Presidenza dichiara ammissibili, in quanto utili ad una miglior comprensione del testo, gli emendamenti numero 6 e 7, uno della Giunta regionale ed uno a firma Pili e La Spisa che pertanto vengono ammessi alla discussione ed alla successiva votazione.

Si riporta il testo degli emendamenti

EMENDAMENTO sostitutivo parziale PILI - LA SPISA - OPPI - LADU -VARGIU - CAPELLI

Emendamento all'emendamento n. 2

La lettera d) dell'art. 1 em. n. 2 è sostituita dalla seguente:

"d) Euro 60.000.000 per gli interventi infrastrutturali funzionali al settore agricolo, compresi quelli necessari per la messa in sicurezza dei territori interessati alle attività agricole, e per la concessione di contributi a favore delle aziende agricole danneggiate compresi beni mobili, scorte e mezzi.

Tali risorse fanno capo alla UPB S06.028 capitolo 6103.00. (6)

EMENDAMENTO modificativo GIUNTA REGIONALE

Art. 1

Al comma 2, lettera d) è soppresso l'inciso: "ad essi si provvede con le risorse provenienti dal fondo di solidarietà in agricoltura".

Dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:

2 bis . Agli aiuti di cui alla lettera d) del comma 2, si provvede altresì con le risorse di cui all'articolo 23 della legge regionale 8 marzo 1998, n. 8 (UPB S06.028). (7)

PRESIDENTE. Li diamo per illustrati, appunto, perché servono ad una miglior comprensione di parti contenute in emendamenti o nel testo della legge, altrimenti non si potrebbero ammettere.

Metto in votazione il titolo della legge: "Interventi urgenti conseguenti ad eventi alluvionali e al dissesto idrogeologico verificatosi in Sardegna nel mese di dicembre 2004". Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione degli emendamenti in quest'ordine: prima il numero 6, che sostituisce parzialmente l'emendamento numero 2, poi gli emendamenti numero 2, 1 e 7. Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Presidente, l'emendamento che è stato presentato col numero 6, è un emendamento all'emendamento numero 2 dei colleghi La Spisa, Oppi, Ladu, Vargiu e Capelli che tende a stanziare una risorsa certa...

PRESIDENTE. Scusi onorevole Pili, ho fatto un errore, viene prima il numero 1 che abbiamo riclassificato come emendamento sostitutivo parziale; prima l'avevamo classificato erroneamente come un emendamento aggiuntivo, in realtà è un sostitutivo parziale perché modifica la dotazione finanziaria portandola da 40.000.000,00 di euro a 110.000.000,00 di euro.

PILI (F.I.). Credo che sia più opportuna, invece, la precedente classificazione, perché è evidente che prevedendo l'articolo 1 l'intero ammontare dello stanziamento stabilito dalla legge, qualora l'emendamento 6 dovesse essere approvato, poi resterebbe invece invariata la cifra precedentemente determinata, quindi è corretta la prima interpretazione che lei ha dato.

PRESIDENTE. L'ordine i votazione è stato deciso sulla base della disposizione dei commi, onorevole Pili, siccome il comma 1 viene prima del 2 è giusto che noi votiamo prima l'emendamento modificativo del comma 1. Quindi l'ordine deriva da questo, non da una decisione arbitraria del Presidente.

PILI (F.I.). Certo, se è stata già predeterminata la bocciatura di quest'emendamento è chiaro e evidente Presidente….

PRESIDENTE. Il Presidente non può decidere l'esito delle votazioni.

PILI (F.I.). No, non mi riferivo al Presidente, mi riferivo ad una considerazione logica: se l'emendamento numero 6 prevede uno stanziamento di 60 miliardi di euro che fanno capo all'UPB 06.028 è evidente che con la bocciatura dell'emendamento numero 1 l'ammontare dello stanziamento rimarrebbe invariato,cioè 40 miliardi di euro, e quindi è evidente che l'emendamento numero 6 decadrebbe. Quindi, Presidente, non insisto nella richiesta di procedere in quest'ordine perché l'esito della votazione mi sembra assolutamente scontato, però se lei ritiene di dover votare prima l'emendamento numero 1 io comprendo che l'altro decade, sostanzialmente.

PRESIDENTE. Onorevole Pili, il comma 2, soprattutto la lettera d), fa riferimento non alla dotazione generale della legge, quanto piuttosto ad un'individuazione delle risorse necessarie per le aziende agricole, risorse previste da una UPB apposita, e che pertanto sono aggiuntive rispetto alla dotazione finanziaria della legge prevista nel comma 1 e che lei nel suo emendamento numero 6 intende determinare con precisione, al contrario di quello che invece viene fatto dall'emendamento della Giunta che dice: tutti gli interventi necessari in quel settore trovano copertura nell'UPB S06.028; quindi, insomma, mi sembra che ci stiamo un po' attorcigliando inutilmente su questa questione.

PILI (F.I.). Sempre in termini procedurali. È evidente che la somma iscritta all'articolo 1 è riepilogativa delle tipologie d'intervento previste al comma 2 e l'obiettivo che ci siamo posti è quello di arrivare alla sintesi nell'articolo 1 per far ricadere tutte le risorse finanziarie della Regione, comprese quelle per il settore agricolo, sotto i poteri commissariali del Presidente della Regione. Quindi l'obiettivo che noi ci siamo posti è che i fondi per l'agricoltura non possono essere slegati in termini di accelerazione, derogatorie eccetera, dalla disciplina prevista dall'articolo 1. Quindi per poter andare in questa direzione, Presidente, noi chiediamo di votare per primo l'emendamento numero 6.

PRESIDENTE. Onorevole Pili, procediamo pure con la votazione del l'emendamento numero 6.

PILI (F.I.). Grazie Presidente. L'emendamento numero 6 all'emendamento numero 2 prevede una destinazione certa di risorse finanziarie di cui alla lettera d) senza lasciarle imprecisate, perché noi riteniamo che qualora la legge che abbiamo richiamato, la cui copertura è assicurata dall'UPB 06.028, dovesse essere utilizzata per altri eventi calamitosi, noi dobbiamo dare la certezza di garantire a questi territori una cifra già stabilita.

L'emendamento che vedremo dopo, sul quale preannuncio il mio voto contrario, non circoscrive le risorse necessarie per quei territori. In questo modo si corre il rischio che quelle somme possano essere utilizzate tutte per altri eventi e che non si lasci assolutamente niente per i territori colpiti dall'alluvione. Io preferisco una certezza di 60 miliardi di euro per gli interventi funzionali al settore agricolo, tra i quali anche gli interventi infrastrutturali necessari per la messa in sicurezza dei territori interessati alle attività agricole e per la concessione di contributi. Siccome abbiamo già detto, e lo hanno detto anche i colleghi che mi hanno preceduto, che esiste uno stanziamento a residuo di oltre 380 miliardi delle vecchie lire, non si capisce perché questo Consiglio non possa scorporare, da questi 380 miliardi di vecchie lire (circa 190 milioni di euro), 60 milioni di euro da utilizzare subito per i territori colpiti. Se non lo si vuole fare è un problema di sensibilità politica, colleghi. Io vi invito a percorrere questa strada per dare certezze, è un fatto positivo per la Giunta, per la maggioranza; si tratta di risorse che utilizzerà il Presidente della Regione e non l'opposizione, per essere chiari, e con le quali si possono immediatamente attivare tutti gli interventi infrastrutturali funzionali al settore agricolo. Con questo io non sto cercando un escamotage, sto dicendo che siccome sono state colpite tutta una serie di attività alle quali sono stati provocati danni che hanno ricadute anche sul piano infrastrutturale e idrogeologico, una parte di quegli stanziamenti possono essere individuati all'interno di queste somme. Credo che gli stessi Assessori competenti, e mi riferisco a quelli dell'ambiente e dei lavori pubblici che sono qui presenti, potrebbero, in coordinamento con l'Assessore dell'agricoltura, utilizzare queste somme che altrimenti resterebbero inutilizzate, per interventi infrastrutturali utili a superare l'emergenza.

Io credo quindi, che quest'emendamento da noi proposto, dia certezza dei finanziamenti necessari per avviare le progettazioni e gli interventi che possono avere una ricaduta importante anche sulle infrastrutture che sono state duramente colpite dall'evento calamitoso alluvionale. Per questa ragione io voterò a favore di quest'emendamento, ma colgo l'occasione per condividere il senso della proposta di collaborazione che è venuta dall'onorevole Marrocu. Noi siamo pronti a condividere questo emendamento con la maggioranza che l'ha suggerito in Commissione e questo può anche essere fatto ritirando questo emendamento e ripresentandolo tutti insieme.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento sostitutivo numero 6. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Chiedo la votazione nominale.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri RASSU, SANCIU, SANJUST, VARGIU, ARTIZZU, LIORI, CAPELLI.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento sostitutivo numero 6.

(segue la votazione)

PRESIDENTE. Prendo atto che il consigliere Alberto Sanna ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MURGIONI - PILI -RASSU - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LANZI - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MATTANA - ORRU' - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 54

Votanti 53

Astenuti 1

Maggioranza 27

Favorevoli 17

Contrari 36

(Il Consiglio non approva).

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento sostitutivo parziale numero 2.

Ha domandato di parlare il Consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). sull'emendamento numero 2?

PRESIDENTE. Sì, abbiamo votato l'emendamento all'emendamento 2, onorevole Pili, nell'ordine che lei aveva richiesto; quindi adesso dobbiamo votare il numero 2.

PILI (F.I.). Dichiaro il voto favorevole e chiedo la votazione nominale.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri RASSU, SANCIU, SANJUST, VARGIU, ARTIZZU, LIORI, CAPELLI.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento sostitutivo parziale numero 2.

Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LICANDRO - LOMBARDO - MURGIONI - PILI - RASSU - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LANZI - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MATTANA - ORRU' - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 52

Votanti 51

Astenuti 1

Maggioranza 26

Favorevoli 15

Contrari 36

(Il Consiglio non approva).

Colleghi, io vi do la parola se vi iscrivete a parlare quando è il momento di farlo.

LADU (Fortza Paris). Posso dichiarare il voto?

PRESIDENTE. Andiamo avanti, siamo in fase di votazione dell'emendamento numero 1. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Chi sostiene la richiesta dell'onorevole Capelli?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri RASSU, SANCIU, SANJUST, VARGIU, ARTIZZU, LIORI, PILI.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1.

Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MURGIONI - PILI -RASSU - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LANZI - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MATTANA - ORRU' - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 54

Votanti 53

Astenuti 1

Maggioranza 27

Favorevoli 17

Contrari 36

(Il Consiglio non approva).

Passiamo ora alla votazione dell'emendamento numero 7.

Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Presidente, chiedo se è possibile modificare questo emendamento, sul quale comunque preannuncio il mio voto favorevole, prevedendo la possibilità di inserire tra gli interventi indicati nella lettera d) anche gli interventi infrastrutturali funzionali al settore agricolo. Quindi proporrei questa aggiunta come emendamento orale, se la Presidenza ritenesse di poterlo accogliere.

PRESIDENTE. Cioè oltre "le strutture aziendali e le strade interpoderali"?

PILI (F.I.). Sì.

PRESIDENTE. L'onorevole Pili propone un'integrazione all'emendamento numero 7. Onorevole Marrocu, se lei o la Giunta si pronunciasse sarebbe meglio. L'onorevole Pili fa una proposta, se la proposta non viene accolta o se ci sono dei motivi per non accoglierla è bene che venga dichiarato in Aula.

Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Io credo che non sia possibile accogliere questo emendamento perché i fondi mantenuti a residuo sono destinati al risarcimento dei danni alle aziende e quindi a me pare impossibile che si aggiungano le strade interpoderali che invece sono finanziate da un altro capitolo, e per le quali non sono disponibili risorse tra quelle del 2003 che sono rimaste a residuo, finalizzate al risarcimento danni alle aziende agricole e quindi allargare l'utilizzo...

PRESIDENTE. Chiedo scusa, forse sono io che la sto inducendo in errore, l'onorevole Pili non propone di allargare l'intervento alle strade interpoderali che sono già comprese nella lettera d), l'onorevole Pili propone un'estensione ulteriore ad altre infrastrutture.

MARROCU (D.S.). L'emendamento della Giunta in pratica prevede che gli interventi della lettera d), compresi quelli relativi alle strade interpoderali, possono essere fatti con i fondi dell'articolo 23 della legge numero 8. Tali risorse, però, hanno una destinazione vincolata e pertanto possono essere utilizzate solo per risarcire i danni delle aziende, eventualmente per le strade interpoderali si interviene con parte degli altri 40 milioni di euro stanziati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Presidente, l'emendamento è della Giunta regionale e quindi aspettavo una risposta dalla Giunta regionale, però credo che l'onorevole Marrocu sintetizzi il pensiero della Giunta e quindi prendo il suo intervento come un non accoglimento dell'emendamento orale che io proponevo.

La necessità è data dal fatto che l'onorevole Marrocu ha più volte ribadito che l'articolo 23 della legge regionale numero 8 è immodificabile per quanto attiene alla destinazione delle risorse. Io non voglio insegnare all'onorevole Marrocu, che ha più esperienza in questo Consiglio di quanta ne possa avere io, che se a una norma succede un'altra norma la modifica. Se la Giunta regionale, per sua agilità nella programmazione delle risorse, potesse finanziare alcuni interventi infrastrutturali per i quali non ha la copertura, con i fondi di cui all'UPB 06.028 dell'articolo 23, della legge numero 8, sarebbe un vantaggio per la Giunta. Ritengo invece sbagliato mantenere l'attuale destinazione indistinta di quelle risorse, così come la scelta del capitolo indistinto per quanto riguarda l'intervento agricolo, perché mi chiedo che senso abbia, se c'è una condotta di adduzione principale che porta l'acqua a quell'azienda, che io faccia la canalizzazione interna all'azienda e poi a quell'azienda non arrivi l'acqua, perché la condotta di adduzione principale non è stata riparata. E' una cosa elementare! Lo stesso ragionamento vale per la strada interpoderale: se la strada interpoderale serve per accedere a diversi lotti aziendali e poi non c'è la strada primaria per accedere alla strada interpoderale è chiaro che diventa davvero perdente come investimento quello di consentire ad aziende di avere un bel giardinetto dentro, lasciandole del tutto prive di infrastrutture al di fuori, cosa che non consente loro di vivere.

Con questo spirito abbiamo proposto l'emendamento aggiuntivo sul quale certamente la Giunta avrebbe dovuto dare parere positivo. Io credo che sia difficile adesso, dopo l'intervento del Capogruppo del partito di maggioranza, modificare una posizione su un emendamento che probabilmente la Giunta avrebbe potuto tranquillamente accogliere, perché si tratta di una possibilità in più che avrebbe utilizzato la Giunta stessa, nell'interesse degli interventi. Io capisco la posizione dell'onorevole Marrocu, che in quel territorio forse non ha alcun interesse politico diretto, ma forse i suoi colleghi di quell'area geografica bene avrebbero fatto a intervenire e a dire qualche volta anche la loro, perché credo che bisogna qualche volta assumersi le proprie responsabilità. Guardate, il silenzio non paga e qui si tratta di tutelare gli interessi di una comunità alla quale state destinando, con questa legge, appena 40 milioni di euro, a differenza di quanto si fece per un'area come quella del Campidano che cinque anni e mezzo fa portò a casa, per interventi infrastrutturali, 265 miliardi di lire. Oggi stiamo stabilendo molto meno della metà, con danni che, a mio avviso, possono essere stimati anche il doppio di quelli che si sono verificati nel 1999 nel Campidano.

Quindi il mio voto è comunque favorevole a questo emendamento, ma con l'amarezza di non aver potuto dare un contributo, perché la Giunta non ha voluto accogliere, o perlomeno non ha voluto accogliere per voce dell'onorevole Marrocu, un contributo che sarebbe servito a dare agilità ulteriore all'azione della stessa Giunta regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). L'emendamento della Giunta si riferisce al comma 2, lettera d). Io volevo proporre un emendamento orale, che consiste nell'aggiunta di una parola, alla lettera e) del comma 2. Propongo di aggiungere alla fine del periodo: "i finanziamenti per favorire la ripresa delle attività delle imprese commerciali, artigianali e professionali di servizi e turistiche per la riparazione dei danni subiti dalle relative strutture" le parole "e mezzi", perché praticamente con questa norma vengono penalizzate quelle aziende che hanno perso in questa circostanza i propri mezzi, che non sono ricompresi nell'intervento. Mi pare che questo non sia giusto. Credo che noi dobbiamo fare una legge che possa risarcire tutti i danni subiti. Quindi, dopo "relative strutture" chiedo di poter aggiungere "e mezzi".

PRESIDENTE. Onorevole Ladu, io andrei avanti con ordine: siccome siamo all'emendamento alla lettera d) cerchiamo di completare questo pezzo di discussione, poi io riproporrò all'Assemblea l'emendamento che lei oralmente ci ha appena proposto.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'assessore dei lavori pubblici.

MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Sulla proposta dell'onorevole Pili sulle infrastrutture noi esprimiamo parere contrario come Giunta perché riteniamo che le infrastrutture se sono pubbliche sono già comprese nella tipologia di cui alla lettera b) del secondo comma, se sono strumentali e strettamente legate all'azienda rientrano nelle strutture aziendali di cui alla lettera d), quindi l'emendamento proposto ci pare inutile. Le infrastrutture in sé o sono pubbliche o sono private, se sono pubbliche sono finanziate, se sono private rientrano nelle strutture aziendali. Quindi la Giunta non accoglie l'emendamento da lei proposto.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 7. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

E' stato proposto dall'onorevole Ladu un emendamento orale aggiuntivo alla lettera e). Propone di aggiungere dopo: "le relative strutture" le parole "e mezzi".

LADU (Fortza Paris). Può capitare che si siano verificati danni non solo alle strutture delle aziende ma anche ai loro mezzi per cui mi pare che la mia sia una proposta giusta perché altrimenti rischiamo di non estendere i benefici a tutti quelli che sono realmente danneggiati.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

DESSI', Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. La Giunta accoglie l'emendamento orale se l'Aula è favorevole.

PRESIDENTE. Onorevole Rassu, su che cosa intende intervenire, per dichiarazione di voto?

RASSU (F.I.). Sarebbe opportuno indicare non "mezzi" ma "macchine e attrezzi", perché è questo che si vuole intendere.

PRESIDENTE. Dal punto di vista legislativo la dizione più congrua è "macchinari e attrezzature".

Metto in votazione l'articolo 1 così modificato. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 2, al quale sono stati presentati due emendamenti.

Si riporta il testo dell'articolo e degli emendamenti

Art. 2

Ripartizione dei finanziamenti

tra le categorie di intervento

1. Lo stanziamento di euro 50.000.000, in ragione di euro 40.000.000 per l'anno 2004 e di euro 10.000.000 per l'anno 2005 è iscritto in un apposito fondo istituito nello stato di previsione della spesa dell'Assessorato della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per essere successivamente ripartito tra le Unità Previsionali di Base, istituite o da istituire, degli stati di previsione della spesa degli Assessorati individuati con delibera della Giunta regionale da adottarsi entro 30 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, competenti all'attuazione degli interventi.

2. Il Presidente della Regione, anche in qualità di Commissario delegato per il superamento dell'emergenza alluvionale, predispone un programma complessivo di interventi da realizzare con i fondi di cui alla presente legge e con risorse comunitarie, nazionali, regionali e locali comunque assegnate o destinate ad interventi che siano strettamente correlati alla finalità del superamento dell'emergenza. Il Presidente verifica la congruità degli stanziamenti ed accerta lo stato di attuazione del programma. Nel caso di accertata carenza e di contestuale eccedenza di disponibilità finanziarie, relativamente agli interventi autorizzati dalla presente legge, l'Assessore competente in materia di bilancio, con proprio decreto, provvede, su specifiche indicazioni del Presidente, alle necessarie variazioni compensative tra gli stanziamenti iscritti nelle relative Unità Previsionali di Base.

3. Agli interventi di cui alla presente legge, ricompresi nel programma del Commissario di cui al comma 2 si applicano le deroghe previste dall'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri di cui all'articolo 1, comma 1. Per gli interventi finanziati con le risorse provenienti dal bilancio regionale, si applicano le disposizioni di maggior favore di cui alla legge regionale 17 dicembre 1999, n. 26 e successive modifiche e integrazioni.

CORDA, Segretario:

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - LA SPISA - OPPI - DIANA -VARGIU - LADU - ONIDA - CAPELLI

Art. 2

Dopo l'art. 2 è aggiunto il seguente art. 2 bis:

Delega poteri ai Sindaci

1. Poiché gli interventi compresi nella presente legge sono dichiarati nella loro interezza di assoluta urgenza, in quanto derivanti da calamità naturali, ai sensi dell'art. 5 comma 4, della Legge 24 Febbraio 1992 n. 225, il Presidente della Regione, anche in qualità di commissario governativo, può estendere anche alle risorse di cui alla presente legge, le procedure, i poteri derogatori e di accelerazione previsti nelle apposite ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri.

2. Al fine di attuare gli interventi di cui al programma previsto all'art. 1 il Presidente della Regione, anche in qualità di Commissario governativo, delega appositi e specifici poteri derogatori e di accelerazione ai Sindaci dei comuni colpiti dall'alluvione che ne facciano richiesta. (3)

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - LA SPISA - OPPI - DIANA -VARGIU - LADU - ONIDA - CAPELLI

Art. 2

Dopo il comma 3 dell'art. 2 è aggiunto il seguente:

Al fine di accertare l'ammontare dei danni per una rapida erogazione dei fondi si stabilisce che alla certificazione dei danni per la tipologia di intervento si applicano le procedure di cui alla legge regionale 17 dicembre 1999 n. 26. (4)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori degli emendamenti ha facoltà di illustrarli.

PILI (F.I.). Con l'emendamento numero 3, il cui titolo recita: "Delega poteri ai sindaci", noi vogliamo riproporre all'Aula la possibilità di estendere alla spesa anche delle risorse di cui alla presente legge, non limitandoli soltanto a quelle contenute nell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri, tutti i poteri di deroga, di procedura e di accelerazione previsti appunto nelle apposite ordinanze del Presidente del Consiglio dei ministri. Richiamiamo tutte le ordinanze perché in alcuni casi, per esempio se si dovessero attuare interventi di natura idrica, sarebbe possibile utilizzare i poteri previsti dalle ordinanze emanate per affrontare l'emergenza idrica, se funzionali all'evento alluvionale. Al comma 2 si propone però che la Giunta regionale, anzi il Presidente della Regione, anche in qualità di commissario governativo, deleghi appositi e specifici poteri derogatori di accelerazione delle procedure, ai sindaci colpiti dall'evento alluvionale e aggiungiamo "che ne facciano richiesta", perché può darsi che qualche sindaco non voglia avere questi poteri e possa anche ritenere opportuno non chiederli.

E' un fatto politico rilevante, la delega dei poteri ai sindaci è applicativa del principio costituzionale della pari dignità istituzionale dello Stato, della Regione, delle Province e dei Comuni. Noi riteniamo che per i richiami che sono stati fatti nella stessa ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri anche per la spendita dei fondi regionali si debba intervenire delegando i relativi poteri ai sindaci, per dare la possibilità agli stessi di operare celermente nel proprio territorio comunale senza dover attendere l'intervento di altri uffici o di altri soggetti.

Io non ho condiviso quello che ha detto l'assessore Mannoni relativamente al fatto che il commissario sarà presente nei territori colpiti. Io credo che non ci sia da costituire nuovi uffici, i comuni con tutte le deroghe che sono contenute nella stessa ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri per quanto riguarda la possibilità di assumere nuovo personale, di utilizzare dei volontari, in termini anche retributivi e quant'altro, abbiano già questi poteri. E' un fatto politico sul quale credo che ognuno di voi possa liberamente esprimersi; noi abbiamo fatto una scelta politica tempo addietro, individuando nei sindaci i soggetti che con delega ampia, utilizzando tutti i poteri commissariali, potevano gestire i fondi per l'emergenza idrica. In questo caso non abbiamo parlato, come avrete potuto notare, di poteri commissariali, proprio per non entrare in contrasto con l'ordinanza che parla di avvallamento dei sindaci da parte del commissario governativo. Quindi, rimanendo nella stessa ottica, noi parliamo di delega di specifici poteri derogatori e di accelerazione. Per questa ragione riteniamo sia assolutamente utile questo tipo di procedura.

Presidente, illustro molto velocemente anche l'emendamento aggiuntivo numero 4 che riguarda la certificazione dei danni. Noi riteniamo che occorra seguire per la certificazione dei danni, le procedure previste dalla legge regionale numero 26, che danno garanzia e nel contempo accelerano l'erogazione dei fondi stessi.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza.

PIRISI (D.S.), relatore. Di questo problema abbiamo discusso ampiamente in Commissione, sappiamo che c'è l'istituto dell'avvalimento, che è introdotto anche nell'ordinanza che conferisce i poteri di commissario al Presidente della Giunta regionale; i sindaci saranno i collaboratori più stretti del commissario nel territorio, cosa che l'onorevole Pili, che sta ponendo la questione, conosce bene, ma riteniamo che sia assolutamente improponibile….

(Interruzione del consigliere Pili)

PIRISI (D.S.). No, io non lo faccio; ieri notte avremmo potuto finire anche un paio di ore prima, stiamo ripetendo esattamente la discussione di ieri, onorevole Pili, noi ci stiamo però astenendo dall'intervenire per esitare più in fretta questa legge. Comunque il parere della Commissione è contrario

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

DESSI', Assessore della difesa dell'ambiente. La Giunta concorda con il relatore.

PRESIDENTE. Non vi sono dichiarazioni di voto. Metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 4.

VARGIU (Rif.Sardi). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Sette colleghi che sostengono la richiesta alzino la mano.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri PILI, LOMBARDO, SANJUST, SANCIU, RASSU, CAPPAI, ARTIZZU, LADU.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 4.

Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CUCCU Franco Ignazio - LADU - LICANDRO - LOMBARDO - MURGIONI - PETRINI - PILI -RASSU - SANJUST - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LANZI - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - ORRU' - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 52

Votanti 51

Astenuti 1

Maggioranza 26

Favorevoli 15

Contrari 36

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 3.

Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Chiedo la votazione nominale, Presidente.

PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri VARGIU, LOMBARDO, SANJUST, SANCIU, RASSU, CAPPAI, ARTIZZU, LADU.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 3.

(segue la votazione)

PRESIDENTE. Prendo atto che il consigliere Artizzu ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CUCCU Franco Ignazio - LADU - LICANDRO - LOMBARDO - MURGIONI - PETRINI - PILI -RASSU - SANJUST - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LANZI - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - ORRU' - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 52

Votanti 51

Astenuti 1

Maggioranza 26

Favorevoli 15

Contrari 36

(Il Consiglio non approva).

PRESIDENTE. Passiamo ora all'esame dell'articolo 3 al quale è stato presentato un emendamento.

Si riporta il testo dell'articolo e dell'emendamento

Art. 3

Norma finanziaria

1. Nel bilancio della Regione per l'anno finanziario 2004-2006 sono introdotte le seguenti variazioni:

Entrata

In aumento

UPB E03.003

Entrate e recuperi vari ed eventuali

2004 -------------------

2005 euro 10.000.000.

Spesa

03 - PROGRAMMAZIONE

In diminuzione

UPB S03.015

Somme per le quali sussiste l'obbligo a pagare

competenza

2004 euro 40.000.000

cassa euro 25.000.000

In aumento

Direzione 00

Servizio 00

UPB S03.009

N.I. 03.27 - Interventi urgenti per eventi alluvionali 2004

competenza

2004 euro 40.000.000

cassa

2004 euro 25.000.000

2005 euro 10.000.000

2 Le somme stanziate dalla presente legge e quelle individuate per la realizzazione del programma commissariale, qualora non impegnate entro il 31 dicembre 2004 permangono nel conto dei residui per essere utilizzate nell'esercizio successivo.

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - LA SPISA - OPPI - DIANA - VARGIU - LADU - ONIDA- CAPELLI

Art. 3

All'art. 3 è aggiunto :

In diminuzione

UPB S06.028 - 06.103.00

Competenza 2005 Euro 60.000.000

con le risorse del Bilancio 2006

UPB / 2006

Competenza 2006 Euro 50.000.000

In aumento

UPB S03.009 N.I. 03.27

Interventi urgenti per interventi alluvionali 2004

Competenza 2005 Euro 60.000.000

Competenza 2006 Euro 50.000.000 (5)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 3. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Chi sostiene la richiesta?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri LOMBARDO, RASSU, CAPPAI, LADU, SANJUST, PETRINI, MURGIONI.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 3.

(segue la votazione)

PRESIDENTE. Prendo atto che il consigliere Capelli ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: ADDIS - ARTIZZU - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CERINA - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LADU - LANZI - LICANDRO - LOMBARDO - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MATTANA - MURGIONI - ORRU' - PETRINI - PILI - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - RASSU - SABATINI - SALIS - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SPISSU - URAS - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 52

Votanti 52

Maggioranza 27

Favorevoli 52

(Il Consiglio approva).

L'emendamento numero 5 è decaduto.

Passiamo ora all'esame dell'articolo 4.

Si riporta il testo dell'articolo

Art. 4

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Sono stati presentati due ordini del giorno: il numero 1 a firma Capelli, La Spisa, Oppi, Diana, Vargiu e Ladu ed il numero 2 a firma Pirisi, Sanciu, Cuccu e più.

Si riporta il testo degli ordini del giorno

ORDINE DEL GIORNO CAPELLI - LA SPISA - OPPI - DIANA - VARGIU - LADU sulla necessità di conoscere lo stato di attuazione degli interventi sulla difesa del suolo e sul rischio idrogeologico e sulla necessità di mettere in atto i provvedimenti necessari per porre in essere un piano permanente di prevenzione dei rischi naturali.

IL CONSIGLIO REGIONALE

A conclusione della discussione sulle dichiarazioni del Presidente della Regione ai sensi dell'art. 120 su recenti gravi eventi calamitosi, e del disegno di legge n° 73 e proposta di legge n° 69,

CONSIDERATO il periodico ripetersi di calamità naturali che colpiscono in particolare alcune aree del territorio regionale;

RILEVATO che i danni causati da fenomeni naturali, anche di eccezionale gravità, possono essere fortemente contenuti, se non del tutto eliminati, con una più adeguata politica di gestione del territorio;

impegna la Giunta Regionale

1. a presentare, entro 90 giorni, al Consiglio regionale un rapporto sullo stato di attuazione delle leggi sulla difesa del suolo e il rischio idrogeologico;

2. ad adottare gli atti amministrativi più adeguati per dare piena attuazione alle leggi sulla difesa del suolo e il rischio idrogeologico;

3. a promuovere, entro 90 giorni, gli atti amministrativi e legislativi più idonei ad assicurare l'attuazione di un piano organico di prevenzione attraverso l'acquisizione delle conoscenze, la mappatura e il monitoraggio di tutto il territorio regionale istituendo a tal fine il servizio idrogeologico regionale;

4. a dare attuazione alla legge di riforma dell'Ente forestale, al fine di migliorare, in collaborazione con gli enti locali e le imprese private, la qualità e la quantità del sistema vegetale e forestale della Sardegna pesantemente compromesso dal devastante fenomeno degli incendi. (1)

ORDINE DEL GIORNO PIRISI - SANCIU - CUCCU Franco - GIORICO - MANCA - MATTANA - MURGIONI - PORCU - SABATINI - URAS sulla necessità di avere una puntuale informazione sullo stato di attuazione degli interventi conseguenti all'alluvione ed al dissesto idrogeologico verificatisi in Sardegna nel mese di dicembre 2004.

IL CONSIGLIO REGIONALE

a conclusione del dibattito sulle dichiarazioni della Giunta Regionale, ai sensi dell'articolo 120 del Regolamento, e dell'esame del testo unificato del progetto di legge n. 69 e disegno di legge n. 73 sui recenti eventi calamitosi;

RILEVATO che è emersa l'esigenza di una ampia e puntuale informativa in ordine allo stato di attuazione degli interventi conseguenti ai recenti gravi eventi calamitosi;

CONSIDERATO che è attualmente in corso una puntuale verifica ed il censimento dei danni verificatisi a seguito degli eventi alluvionali e della situazione di dissesto idrogeologico

impegna la Giunta regionale

1) a presentare, a cadenza bimestrale, alla competente Commissione IV, una relazione sullo stato di attuazione degli interventi necessari e urgenti di protezione civile diretti a fronteggiare i danni conseguenti ai suddetti eventi alluvionali;

2) a dare attuazione agli strumenti amministrativi e legislativi necessari, quali il Piano di assetto idrogeologico, per la prevenzione del rischio idrogeologico e per la difesa del suolo;

3) a predisporre in tempi brevi un organico disegno di legge che detti norme di disciplina e organizzazione degli interventi regionali in dipendenza dei vari casi di calamità naturali. (2)

PRESIDENTE. Il numero 1 può essere illustrato. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per illustrarlo. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Presidente, noon mi attarderò nell'illustrazione in quanto ritengo che l'ordine del giorno si possa dare in linea di massima per illustrato, sottolineando però che quanto richiamato purtroppo è attuale ed a mio avviso, se si completa con l'ordine del giorno numero 2, si potrebbe fare un ordine del giorno unitario di sintesi. volevo anche sottolineare che questo ordine del giorno riprende quanto si era stabilito unitariamente alla conclusione della discussione della legge fatta in occasione dell'alluvione del 1999. Il dispositivo e la premessa sono perfettamente identici anche nella punteggiatura a quanto il Consiglio stabilì allora con un analogo ordine del giorno. Purtroppo devo sottolineare che è ancora attuale, e spero anche condivisibile, visto che allora fu condiviso da tutti i Capigruppo e da tutto il Consiglio che votò all'unanimità, a conclusione del dibattito sulla legge che fu esitata allora, la premessa e gli impegni richiesti alla Giunta regionale e a tutto il Consiglio. Ritengo che sia purtroppo ancora condivisibile, ecco perché intendiamo riproporlo all'attenzione dell'Aula. Ritengo anche che possa essere a sua volta integrato con l'ordine del giorno numero 2.

PRESIDENTE. Prego i colleghi presentatori dell'ordine del giorno numero 2 di pronunciarsi sulla proposta fatta dall'onorevole Capelli.

Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Noi in Commissione già da ieri avevamo deciso, sulla base delle sollecitazioni fatte nel corso del dibattito, di chiedere alla Giunta in sostanza un'informativa costante, ogni due mesi, addirittura è stato chiesto ogni mese, soprattutto nella fase di avvio; abbiamo optato di chiedere una relazione bimestrale da inviare alla Commissione competente, cioè alla quarta Commissione, sullo stato di attuazione degli interventi necessari ed urgenti perché, purtroppo, in occasione dell'evento calamitoso del 1999 poi il Consiglio, come ricordava mi pare l'onorevole Capelli, è dovuto ritornare due volte sulla legge numero 26, ma non abbiamo avuto una informazione di tipo sistematico, quindi questo è stato richiesto nel primo punto.

Voglio ricordare che questo ordine del giorno numero 2 è presentato da tutti i componenti della Commissione quarta nella sua interezza, e al punto 2 si dice che si impegna la Giunta regionale a dare attuazione agli strumenti amministrativi e legislativi necessari, quali il piano di assetto idrogeologico per la prevenzione del rischio idrogeologico e per la difesa del suolo. Con il terzo punto si impegna la Giunta a predisporre in tempi brevi un organico disegno di legge che detti le norme di disciplina ed organizzazione degli interventi regionali in dipendenza dei vari casi di calamità naturale, legge organica che attualmente non abbiamo. Credo che accogliendo lo spirito della proposta dell'onorevole Capelli - mi pare che nella sostanza anche nell'ordine del giorno numero 1 ci siano questi elementi - si potrebbe pervenire ad un ordine del giorno unitario. Concordiamo su questa ipotesi che è stata avanzata, perché i contenuti dell'uno e dell'altro sono analoghi, si tratta di integrarli.

PRESIDENTE. Espressa la volontà politica, bisogna materialmente integrare i due ordini del giorno e proporre all'Assemblea un testo. Pertanto sospendo la seduta. I lavori riprenderanno alle ore 19.

(La seduta, sospesa alle ore 18 e 53, viene ripresa alle ore 19 e 18.)

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori. E' stato proposto un testo unificato degli ordini del giorno numero 1 e 2, quindi siamo in presenza di un ordine del giorno unanime, che stiamo riproducendo.

Si riporta il testo dell'ordine del giorno.

ORDINE DEL GIORNO MARROCU - LA SPISA - BIANCU - OPPI - PINNA - DIANA - LICHERI -VARGIU - CACHIA - LADU - CAPELLI - PIRISI - SANCIU - CUCCU Franco - GIORICO - MANCA - MATTANA - MURGIONI - PORCU - SABATINI - URAS sulla necessità di avere una puntuale informazione sullo stato di attuazione degli interventi conseguenti all'alluvione ed al dissesto idrogeologico verificatisi in Sardegna nel mese di dicembre 2004.

IL CONSIGLIO REGIONALE

a conclusione del dibattito sulle dichiarazioni della Giunta Regionale, ai sensi dell'articolo 120 del Regolamento, e dell'esame del testo unificato del progetto di legge n. 69 e disegno di legge n. 73 sui recenti eventi calamitosi

RILEVATO che:

- è emersa l'esigenza di un'ampia e puntuale informativa in ordine allo stato di attuazione degli interventi conseguenti ai recenti gravi eventi calamitosi;

- i danni causati da fenomeni naturali, anche di eccezionale gravità, possono essere fortemente contenuti, se non del tutto eliminati, con una più adeguata politica di gestione del territorio;

CONSIDERATO che:

- è attualmente in corso una puntuale verifica ed il censimento dei danni verificatisi a seguito degli eventi alluvionali e della situazione di dissesto idrogeologico;

- il periodico ripetersi di calamità naturali che colpiscono in particolare alcune aree del territorio regionale

impegna la Giunta regionale

1) a presentare, a cadenza bimestrale, alla competente Commissione IV, una relazione sullo stato di attuazione degli interventi necessari e urgenti di protezione civile diretti a fronteggiare i danni conseguenti ai suddetti eventi alluvionali;

2) a dare attuazione agli strumenti amministrativi e legislativi necessari, quali il Piano di assetto idrogeologico, per la prevenzione del rischio idrogeologico e per la difesa del suolo attraverso l'acquisizione delle conoscenze, la mappatura ed il monitoraggio di tutto il territorio regionale;

3) a predisporre entro novanta giorni un organico disegno di legge che detti norme di disciplina e organizzazione degli interventi regionali in dipendenza dei vari casi di calamità naturali;

4) a dare attuazione alla legge di riforma dell'Ente forestale, al fine di migliorare, in collaborazione con gli enti locali e le imprese private, la qualità e la quantità del sistema vegetale e forestale della Sardegna pesantemente compromesso. (3)

PRESIDENTE. Qualche collega intende intervenire per dichiarazione di voto sull'ordine del giorno?

Metto in votazione il testo dell'ordine del giorno unificato. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Siamo alla votazione finale della legge, prego i colleghi di predisporsi alla votazione nominale tramite sistema elettronico.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione, con procedimento elettronico, del testo unificato della proposta di legge numero 69/A e del disegno di legge numero 73/A.

Rispondono sì i consiglieri: ADDIS - ARTIZZU - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - DEDONI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - LADU - LANZI - LOMBARDO - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MATTANA - MURGIONI - ORRU' - PETRINI - PILI - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SPISSU - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 49

Votanti 49

Maggioranza 25

Favorevoli 49

(Il Consiglio approva).

Grazie ai colleghi per il buon lavoro che è stato fatto. Il Consiglio è convocato martedì 21 dicembre alle ore 10 con all'ordine del giorno il documento di programmazione economica e finanziaria.

La seduta è tolta alle ore 19 e 21.



Allegati seduta

LVI SEDUTA

Venerdì 17 dicembre 2004

Presidenza del Presidente Spissu

La seduta è aperta alle ore 10 e 49.

CORDA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di mercoledì 1 Dicembre 2004 (51), che è approvato.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione, in applicazione dell'articolo 24 della legge regionale 7 gennaio 1977 numero 1, ha trasmesso l'elenco delle deliberazioni adottate dalla Giunta regionale nelle sedute del 24 e 30 novembre 2004.

Annunzio di presentazione di disegni di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono pervenuti alla Presidenza i seguenti disegni di legge:

"Approvazione del rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 2003". (71)

(Pervenuto il 10 dicembre 2004 ed assegnato alla terza Commissione.)

"Interventi urgenti conseguenti agli eventi alluvionali e di dissesto idrogeologico verificatisi in Sardegna nel mese di dicembre 2004". (73)

(Pervenuto il 15 dicembre 2004 ed assegnato alla quarta Commissione.)

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza le seguenti proposte di legge:

VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO: "Riorganizzazione su base provinciale degli ambiti territoriali delle ASL della Sardegna". (66)

(Pervenuta il 7 dicembre 2004 ed assegnata alla prima Commissione.)

VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO: "Soppressione degli enti regionali". (67)

(Pervenuta il 7 dicembre 2004 ed assegnata alla prima Commissione.)

VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO: "Istituzione dell'Agenzia regionale per la sanità". (68)

(Pervenuta il 7 dicembre 2004 ed assegnata alla settima Commissione.)

PILI - LA SPISA - OPPI - DIANA - VARGIU - LADU - CONTU - LICANDRO - LOMBARDO - MILIA - PETRINI - SANCIU - SANNA Paolo Terzo - SANJUST - RASSU - AMADU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CUCCU - RANDAZZO - ARTIZZU - LIORI - MORO - SANNA Matteo - MURGIONI - ONIDA - CASSANO - DEDONI - PISANO: "Interventi urgenti conseguenti all'alluvione del dicembre 2004". (69)

(Pervenuta il 7 dicembre 2004 ed assegnata alla quarta Commissione.)

FLORIS Mario - CHERCHI Oscar: "Elezione in Sardegna alla carica di Presidente della provincia e di Sindaco e doppio turno elettorale". (70)

(Pervenuta il 9 dicembre 2004 ed assegnata alla prima Commissione.)

DIANA - ARTIZZU - LIORI - MORO - SANNA Matteo: "Statuto speciale della Sardegna". (72)

(Pervenuta il 14 dicembre 2004 ed assegnata alla prima Commissione.)

Risposta scritta ad interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

"Interrogazione FLORIS Vincenzo - PIRISI - BARRACCIU sulla situazione di degrado in cui versa il sistema postale nella provincia di Nuoro". (33)

(Risposta scritta in data 10 dicembre 2004.)

"Interrogazione SERRA sui ritardi di attuazione della legge regionale del 14 luglio 2003, n. 9, relativa al recepimento delle disposizioni contenute nel decreto legislativo 10 aprile 2001, n. 180, in materia di lavoro e servizi all'impiego". (39)

(Risposta scritta in data 10 dicembre 2004.)

"Interrogazione CASSANO sull'espletamento dei concorsi interni all'Amministrazione regionale". (63)

(Risposta scritta in data 10 dicembre 2004.)

"Interrogazione CHERCHI Oscar sulla selezione pubblica per l'affidamento a tempo determinato di incarichi di collaborazione a laureati presso l'Assessorato dei trasporti". (65)

(Risposta scritta in data 10 dicembre 2004.)

"Interrogazione CUCCA - BIANCU - ADDIS - CUCCU Giuseppe - COCCO - FADDA Paolo - GIAGU - MANCA - SABATINI - SANNA Francesco - SANNA Simonetta - SECCI sulla urgente necessità di completamento dei lavori di ristrutturazione dell'edificio del Palazzo di Giustizia di Nuoro". (67)

(Risposta scritta in data 10 dicembre 2004.)

"Interrogazione BARRACCIU - FLORIS Vincenzo - PIRISI - CUCCA - BALIA sulla grave perdurante situazione di crisi amministrativa in cui versa il Comune di Osidda". (72)

(Risposta scritta in data 10 dicembre 2004.)

"Interrogazione CALIGARIS - BARRACCIU - CERINA - COCCO - LANZI - SANNA Simonetta sull'utilizzo della CONSIP (Concessionaria servizi informatici pubblici) da parte della pubblica amministrazione e degli enti regionali per gli acquisti e sulle conseguenze negative per le imprese commerciali e produttive della Sardegna". (74)

(Risposta scritta in data 10 dicembre 2004.)

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

CORDA, Segretario:

"Interrogazione MANCA, con richiesta di risposta scritta, sulla gravissima situazione determinatasi dalla ventilata chiusura del call center Multiservizi Telematica di Sassari, operante per conto della compagnia aerea Volare". (88)

"Interrogazione ONIDA - LADU - MURGIONI, con richiesta di risposta scritta, sul reparto ostetricia e ginecologia dell'ospedale di Ghilarza". (89)

"Interrogazione PISANO - CASSANO - DEDONI - VARGIU, con richiesta di risposta scritta, sul gravissimo ritardo con il quale la Giunta regionale sta dando attuazione all'ordine del giorno approvato all'unanimità dal Consiglio regionale in data 20 ottobre 2004 e con il quale la Giunta regionale veniva impegnata a dare 'immediato avvio' ai percorsi sperimentali dell'obbligo formativo". (90)

"Interrogazione DAVOLI - CERINA, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata attuazione dell'accordo di programma per la realizzazione del collegamento alla Strada statale 125/131 raccordo in territorio di Galtellì". (91)

"Interrogazione PILI, con richiesta di risposta scritta, sul programma di emissione obbligazionaria della Regione Autonoma della Sardegna per l'ammontare di euro 2.500.000.000". (92)

"Interrogazione CUCCU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di una maggior tutela dell'habitat marino particolarmente riferita alla indiscriminata pesca del riccio, presso la costa di Arbus". (93)

"Interrogazione SANNA Matteo, con richiesta di risposta scritta, sul progetto e-mountain Sardegna della Comunità montana n. 9". (94)

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza:

CORDA, Segretario:

"Interpellanza SANJUST - LA SPISA sui profili di irregolarità e sui problemi della sicurezza pubblica in relazione ai lavori sulla Strada Statale 195". (47)

"Interpellanza LICHERI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - LANZI - PISU - URAS sulla grave situazione prodotta dal progetto di riqualificazione del parco Torpedini e della banchina dell'Amministrazione della difesa della penisola di Punta Rossa nell'isola di Caprera". (48)

"Interpellanza ATZERI - SCARPA sul mancato indennizzo per i danni derivanti dalla vaccinazione contro la febbre catarrale dei ruminanti". (49)

"Interpellanza BALIA - MARROCU - BIANCU - PINNA - LICHERI - MARRACINI - MASIA - PIRISI - SANNA Alberto sull'insostenibile aggravio finanziario ingiustamente derivante ai comuni sardi dalla normativa regionale di indirizzo sullo smaltimento dei rifiuti". (50)

Dichiarazioni della Giunta, ai sensi dell'articolo 120 del Regolamento, sui recenti gravi eventi calamitosi

PRESIDENTE. Colleghi, iniziamo il nostro lavoro. Come sapete, l'ordine del giorno prevede dichiarazioni del Presidente della Regione, rese ai sensi dell'articolo 120 del Regolamento, sui recenti gravi eventi calamitosi che, abbiamo potuto verificare anche di persona, sono piuttosto gravi e, per quanto mi riguarda, sicuramente più gravi di quello che mi sarei immaginato. Le Commissioni quarta e terza, ringrazio i Presidenti e tutti i componenti, hanno inoltre concluso l'esame della proposta di legge numero 69 e del disegno di legge numero 73, predisponendo un testo unificato che, come deciso dalla Conferenza dei Presidenti di Gruppo, può essere preso in esame dall'Assemblea nella giornata odierna proprio per dare una risposta, anche da parte del Consiglio, proporzionata all'urgenza dei problemi che abbiamo davanti.

Ora ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente, per rendere le dichiarazioni all'ordine del giorno.

DESSI', Assessore della difesa dell'ambiente. Signor Presidente, signor Presidente della Regione e onorevoli consiglieri, a nome della Giunta farò un breve e succinto rapporto sulle vicende che hanno caratterizzato le giornate dal 6 al 12 dicembre 2004, date nelle quali si può considerare ricompresa una situazione di grave emergenza climatica che ha colpito una parte importante della Sardegna centrale e orientale, con qualche effetto limitato in zone confinanti:a nord, nel Gallurese, e a sud, nel Cagliaritano. Nella serata del 6 dicembre una perturbazione di grandi dimensioni ha colpito ed ha attraversato tutta la Sardegna centro-orientale, con una particolare intensità, nel corso della serata, sull'Ogliastra, in particolare sul comune di Villagrande che intorno alle 19 del lunedì 6 risultava invaso dalle acque meteoriche e dalle acque fluviali dei rii che attraversano il paese, e isolato completamente per l'interruzione dei ponti e delle strade intorno. Si è riusciti a riprendere i collegamenti con l'intervento urgente della Prefettura e delle forze dell'ordine, soltanto intorno alle 21; per un paio di ore il paese è rimasto completamente in balia degli eventi. L'evento meteorologico ha comportato l'ingrossamento dei bacini fluviali intorno al Flumendosa e quindi anche delle dighe costruite sul fiume, la potente esondazione del Cedrino, nella bassa valle dello stesso fiume, intorno a Galtellì e complessivamente una situazione di criticità in numerosi fiumi, in particolare il Posada, il Coghinas, il Liscia, poi nel Cagliaritano man mano che si espandeva la perturbazione anche verso il Cixerri. A causa dell'immediato evento meteorologico estremamente violento che ha colpito Villagrande, proprio in quelle ore il paese era completamente in balia degli eventi meteorologici e dell'acqua, si verificava purtroppo il decesso della bambina Maria Longoni e della nonna Maria Bidotti, investite dall'acqua mentre cercavano di sottrarsi alla sua furia.

Nel corso della serata del 6, in cui vi è stato l'epicentro di un fatto particolarmente intenso, sono cominciate le operazioni di soccorso e sono stati attivati l'unità di crisi presso la Prefettura di Nuoro e il centro operativo regionale del Corpo Forestale, nel quale è confluito anche il servizio di protezione civile regionale, sono stati immediatamente aperti dei centri operativi misti a Villagrande e a Galtellì. Bisogna riconoscere che, nel corso delle ore, si è messa in moto una macchina imponente di soccorso, che ha visto impegnate le forze dell'ordine dello Stato, i Carabinieri, la Polizia, la Guardia di Finanza, i Vigili del Fuco e ha visto un imponente impegno, che man mano cresceva, anche delle strutture della Regione che sono state sul campo fin dalle prime ore.

Nel corso delle giornate dal 6 al 12, i fenomeni meteorologici sono diventati intensi, continuativi, non c'è stato praticamente un momento di tregua, anche se la criticità acuta non si è riverificata. Noi temevamo fenomeni acuti anche nei giorni successivi: non ce ne sono stati, però la quantità d'acqua che è piovuta dal cielo ha comportato una situazione di emergenza generalizzata. In quei giorni, siamo riusciti a coordinare un'imponente macchina di soccorso che ha visto impegnati: il servizio di Protezione Civile della Regione, che ha coordinato 150 volontari, il Corpo Forestale della Regione che ha messo in campo 3 colonne mobili e 270 tra agenti, guardie e ufficiali, l'Ente Foreste della Sardegna che ha messo in campo 450 uomini e 60 automezzi, insieme al Genio Civile della Regione, al servizio dighe e all'Ente Autonomo del Flumendosa impegnati in quei giorni nella stima dei pericoli e dei danni e nel controllo degli invasi.

Le opere di soccorso sono iniziate immediatamente. Il 7 mattina la Giunta regionale, guidata dal suo Presidente, ha fatto un sopralluogo a Villagrande ed abbiamo potuto constatare che la gente di Villagrande, la popolazione, si è messa a lavorare immediatamente, con dignità, con robusto senso del proprio ruolo e della propria capacità di reagire anche autonomamente. in quelle ore, mentre le case erano invase da metri di fango, la gente stava già spalando il fango e ripulendo le strade. E' un'opera che è continuata per giorni. Devo dire che al terzo sopralluogo, io ne ho fatto tre, domenica 12, quando siamo arrivati lì insieme al Prefetto Bertolaso, il direttore generale della Protezione Civile, i paesi erano riportati alla normalità, fatte salve le ferite gravi che si evidenziavano proprio per l'aver ormai ripulito il fango. Si vedevano, infatti, chiaramente le voragini, le case danneggiate, le strade saltate, i corsi d'acqua che avevano esondato; tuttavia si è riusciti a riportare una relativa normalità in tutti i centri abitati, in particolare a Villagrande, nella sua frazione Villanova, a Talana, a Galtellì. Il lavoro della Protezione civile e delle forze di soccorso è stato notevole, non ci sono state polemiche, c'è stato un grande coordinamento, la reazione della popolazione è stata composta e forte. In questi giorni stiamo constatando i danni. Sono stati gravi i danni alle strade, ci sono stati danni molto gravi alle abitazioni, ci sono stati danni molto gravi alle attività produttive e in particolare al comparto zootecnico, all'agricoltura, all'artigianato, cioè le fonti di attività e le fonti economiche tipiche di questi paesi e di queste zone.

Fin dal 7 la Giunta, di pomeriggio, si è immediatamente convocata e ha deliberato lo stato di calamità naturale chiedendo anche al Governo, lo aveva preannunciato il Presidente della Regione al ministro Pisanu, l'adozione del provvedimento governativo di riconoscimento del rilievo nazionale della calamità. Nel pomeriggio ci siamo riuniti, sono state adottate due delibere: una con la quale la Giunta ha stanziato i fondi, 1 milione e 400 mila euro, per finanziare i primi, immediati soccorsi; una seconda delibera con la quale abbiamo quantificato le esigenze, in quel momento in una cifra non inferiore ai 30 milioni di euro, ma nelle ore che si sono susseguite, man mano che la valutazione e la stima dei danni andava avanti, abbiamo fatto una richiesta, con lettera del presidente Soru al Governo, al Presidente del Consiglio Berlusconi, di un intervento complessivo dello Stato non inferiore a 60 milioni di euro.

Nei giorni successivi sono stati molto intensi i rapporti con la Protezione Civile nazionale perché facesse quello che le compete, cioè insieme a noi valutare le misure di intervento a carico dello Stato e quelle a carico della Regione. Quindi è stata in qualche misura concordata un'ordinanza, che il Presidente del Consiglio dei Ministri ha firmato ieri, che contiene i provvedimenti di somma urgenza, attribuendone la competenza, quale commissario straordinario delegato, al Presidente della Regione; tuttavia, rispetto all'entità delle risorse necessarie, si tratta di risorse ancora modeste, nel senso che il Governo, nell'immediato, come primo stanziamento, a fronte delle nostre richieste, ha previsto 10 milioni di euro. È ben vero che è stato preannunciato che si tratta di una prima somma, che il Governo ha comunicato di essere disponibile ad incrementarla successivamente, però allo stato attuale questa è la somma che mette a disposizione lo Stato.

La Giunta regionale ha approvato e trasmesso al Consiglio un proprio disegno di legge che ieri è stato discusso nella competente Commissione, è stato discusso congiuntamente ad un altra proposta di legge presentata dall'opposizione avente le stesse finalità, c'è stato ieri un confronto ed è stato approvato conclusivamente un testo che rispecchia largamente gli orientamenti della Giunta regionale; è un testo che sostanzialmente prevede che la Regione disponga di uno stanziamento immediato a carico del proprio bilancio, integrativo e aggiuntivo rispetto alle risorse statali, pari a 50 milioni di euro, messi a disposizione del Presidente della Regione il quale, anche con i poteri di commissario delegato, adotterà il piano di utilizzo delle risorse.

L'intervento regionale si rende necessario perché l'ordinanza di protezione civile prevede soltanto alcune tipologie di interventi da parte dello Stato, cioè alcuni interventi strutturali e a favore delle persone colpite dalla calamità, in particolare non prevede il ristoro dei danni alle attività economiche, che invece hanno assunto una dimensione piuttosto rilevante. Pertanto si aggiunge l'intervento della Regione che diventa non più un intervento di protezione civile in senso stretto o di emergenza, ma di solidarietà e di ricostruzione. Ma di questo immagino che si parlerà meglio successivamente.

Io vorrei fare, però, alcune considerazioni su quello che è successo perché, diciamoci la verità, è andata bene nonostante, purtroppo, ci siano state due vittime che abbiamo pianto insieme alle famiglie, e come comunità regionale siamo rimasti tutti molto impressionati. Poteva andare peggio perché quel territorio si è trovato esposto certamente ad un evento molto intenso ma è anche risultato assolutamente indifeso. E per fortuna in quelle ore la gente è riuscita anche ad allertarsi, non tutti erano a casa, ma quando fiumi d'acqua entravano dai secondi piani, non da terra, ma dall'alto delle case, invadendole, strappando via mobili, suppellettili, attrezzature, macchine, poteva davvero andare molto peggio! Poteva andare peggio anche l'opera dei soccorsi; i soccorsi hanno funzionato con una tempestività veramente notevole ed anche con un senso di collaborazione che ha portato ad eliminare ogni elemento possibile di frizione, di contrasto e di scontro tra le diverse istituzioni che hanno agito: Regione, Comuni, organi dello Stato. Tutto ha funzionato e ha funzionato molto bene. Io sono rimasto impressionato perché il martedì quando sono stato a Villagrande ho visto un paese che sembrava distrutto da un bombardamento; ci sono tornato la domenica successiva ed ho trovato un paese completamente ripulito e pieno, consentitemi di dirlo con orgoglio, delle nostre formiche verdi, degli operai dell'Ente foreste, dei ranger del Corpo forestale, dei volontari della Protezione Civile, che si sono veramente mossi in maniera encomiabile.

Eppure tutto questo è avvenuto in una situazione in cui la Regione sarda non aveva un piano per la Protezione Civile, nonostante abbia una legge dal 1989 sulla Protezione Civile, e nessun comune ha piani comunali per la Protezione Civile. Questa non è cosa da poco: abbiamo supplito col volontarismo ad una assenza totale di strumenti di prevenzione del rischio; ci siamo appoggiati sull'unica struttura collaudata che è quella del tradizionale intervento del servizio antincendi, cioè abbiamo messo in piedi le stesse forze che mettiamo in piedi d'estate; non è normale nemmeno questo. Il Servizio di Protezione civile dell'Assessorato regionale dell'ambiente, tenete conto che la Protezione Civile è ormai una funzione prevalentemente attribuita alla Regione, che deve averne il coordinamento e la direzione, è composto da un funzionario, due geometri e otto operai; questo è il Servizio di Protezione Civile della Regione.

Aggiungo: poteva essere previsto l'evento? L'evento ha avuto delle caratteristiche particolari; su Villagrande si è concentrata, la sera del 6, una lente meteorologica che ha comportato in sei ore precipitazioni anche di tipo solido, grandine, pari a 250 millimetri e in ventiquattro ore pari a 500 millimetri; analogamente su Bitti e Oliena sono state registrate precipitazioni superiori ai 100 millimetri in ventiquattro ore. Indubbiamente l'evento è stato pesante. Poteva essere previsto e poteva essere prevedibile? Questa è una domanda che ci dobbiamo fare, perché la Protezione Civile nazionale, fino alle tre e mezzo di quel giorno, prevedeva assenza di fenomeni di criticità significativi in Sardegna, e perché lo stesso Servizio agro-meteorologico regionale prevedeva solo, per il 6 dicembre, cielo molto nuvoloso, ma con probabilità di deboli piogge. In pratica qualcosa non ha funzionato nei servizi di previsione meteorologica nazionali e in quelli che, pur non essendo direttamente collegati alla Regione, avrebbero potuto in quel momento manifestare l'allarme e la criticità; qualcosa non ha funzionato nei servizi di previsione.

Questa non è una cosa da poco perché vuol dire che c'è un pezzo della Protezione Civile non coperto. Noi siamo privi del Centro regionale di Protezione Civile, ne siamo privi perché lo si era individuato nel Sar, ma si è verificato che il Sar non era in grado di garantire un servizio ventiquattro ore su ventiquattro ore; quindi la Regione ha rimesso a suo tempo allo Stato la competenza dell'allerta, ma anche l'allerta dello Stato non è stata tempestiva. Per fortuna la tempestività c'è stata per il fatto che uomini, stazioni e mezzi sono distribuiti su tutto il territorio e quando sono cominciati gli eventi, hanno iniziato a telefonarsi a vicenda, però un pezzo strutturale non c'è.

Non c'è un piano per la Protezione Civile, quindi non c'è una struttura adeguata di Protezione Civile. Ma potremmo anche dire qualcosa di più. Poteva essere prevenuto quello che è successo? Noi abbiamo accuratamente evitato polemiche con chicchessia, abbiamo espresso la nostra solidarietà, siamo stati vicini ai sindaci, agli amministratori locali, però quando si vedono i fiumi completamente tombinati, quando si vedono le abitazioni costruite su quelli che erano prima letti fluviali - esi è verificato un fatto analogo un mese fa, perché a Bonorva è successa esattamente la stessa cosa per un evento meteorologico molto minore di questo -; quando si scopre che negli anni settanta la Regione finanziava la copertura in cemento armato dei fiumi, c'è da chiedersi che cosa abbiamo fatto in tutti questi anni. Quale cultura del territorio abbiamo coltivato. E questo non riguarda solo le amministrazioni pubbliche, ma riguarda i progettisti, riguarda le persone che hanno fatto la pianificazione.

PRESIDENTE. Prego Assessore, concluda.

DESSI', Assessore alla difesa dell'ambiente. E quando vedo che il piano di assetto idrogeologico elaborato faticosamente dalla Regione, è stato adottato dalla Giunta nel 2003, ma non è mai stato pubblicato, non è mai stato reso cogente, non è mai stato reso prescrittivo, mi chiedo quali indicazioni abbiamo dato ai comuni perché facessero una programmazione adeguata. Bene, questo è il lavoro che la Giunta intende fare nell'immediato.

Noi renderemo immediatamente operativo il piano di assetto idrogeologico, noi daremo ai comuni, perché lo stesso principio avete stabilito anche con la legge di difesa delle coste, le prescrizioni e gli strumenti per fare una pianificazione adeguata non solo nelle coste ma anche nell'interno, perché l'interno è rimasto abbandonato in termini di cultura del territorio, in termini di promozione di uno sviluppo equilibrato, quanto e più delle coste e i nostri paesi sono rimasti sguarniti e indifesi. Questo è quello che farà la Giunta immediatamente con atti concreti, dei quali puntualmente riferiremo in Consiglio.

PRESIDENTE. Grazie Assessore. Alcuni colleghi si sono iscritti a parlare. Chiedo ai Presidenti dei Gruppi e ai colleghi se intendono procedere discutendo adesso le dichiarazioni della Giunta, per poi ripetere la medesima discussione in sede di esame del provvedimento legislativo che abbiamo all'ordine del giorno o se ritengano opportuno invece lavare un'unica discussione, per evitare ripetizioni e per ottimizzare l'utilizzo del nostro tempo e il nostro lavoro.

Quindi, siccome c'è stata anche una richiesta da parte di un Capogruppo di sospensione dei lavori dell'Aula prima dell'inizio dell'esame del provvedimento legislativo, vi chiedo di dedicare qualche momento all'organizzazione del lavoro. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Non ho chiesto subito di intervenire per ribadire ufficialmente in Aula la richiesta di una breve sospensione, finalizzata a una breve riunione, almeno dei Gruppi dell'opposizione, per esaminare il testo della legge che poi l'Aula dovrà discutere ed approvare, certamente celermente e con senso di responsabilità.

Sul fatto che si possano o no fare delle considerazioni sulle comunicazioni della Giunta da parte dei colleghi che eventualmente vogliono intervenire, mi rimetto e mi rimettevo già fin dall'inizio alle valutazioni del Presidente,. Quindi la sospensione dovrebbe essere accordata quando l'argomento comunicazioni della Giunta sarà esaurito e si andrà all'esame della legge.

PRESIDENTE. Va bene, colleghi. Onorevole Biancu, vorrei sapere se intende intervenire sulle comunicazioni oppure se rinviamo questo dibattito alla discussione generale del testo unificato.

Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita - D.L.). Grazie Presidente. Nulla osta ad una breve sospensione non tanto per esaminare la legge, perché la legge è stata esaminata dalla Commissione di merito, ieri e anche questa mattina dopo il parere della Commissione bilancio, ma per tenere una breve riunione della Conferenza dei Capigruppo per definire l'organizzazione dei lavori.

Poi ogni Gruppo che avrà esigenza di fare valutazioni e approfondimenti ne avrà il tempo; peraltro, come dicevo prima, per quanto riguarda il testo unificato ciascuno di noi ha potuto approfondire i diversi problemi con i propri rappresentanti nella Commissione ed anche al margine dei lavori della Commissione medesima. Quindi va bene una breve sospensione per discutere in Conferenza dei Capigruppo sulla organizzazione dei lavori.

PRESIDENTE. Onorevole Biancu, penso che i lavori siano già stati organizzati ieri dalla Conferenza dei Capigruppo. Se ritenete necessario fare una brevissima sospensione per capire come procedere la facciamo, ma vorrei capire se è utile consentire ai colleghi che hanno già chiesto di parlare di intervenire in sede di discussione delle dichiarazioni della Giunta, o se non sia forse più utile farlo in sede di discussione generale del testo unificato, per evitare di intervenire due volte sul medesimo argomento nella stessa giornata.

Quindi io vorrei capire da voi come intendete procedere, naturalmente rispetterò l'opinione dell'Aula. Colleghi, possiamo sospendere la seduta, così come richiesto dall'onorevole La Spisa, e poi passare direttamente all'esame del provvedimento? Va bene, interrompiamo i lavori fino alle ore dodici.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 24, viene ripresa alle ore 12 e 14.)

Discussione del testo unificato della proposta di legge Pili - La Spisa - Oppi - Diana - Vargiu - Ladu - Contu - Licandro - Lombardo - Milia - Petrini - Sanciu - Sanna Paolo Terzo - Sanjust - Rassu - Amadu - Biancareddu - Capelli - Cappai - Cuccu - Randazzo - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo - Murgioni - Onida - Cassano - Dedoni - Pisano: "Interventi urgenti conseguenti all'alluvione del dicembre 2004" (69/A) e del disegno di legge: "Interventi urgenti conseguenti agli eventi alluvionali e di dissesto idrogeologico verificatisi in Sardegna nel mese di dicembre 2004" (73/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del testo unificato della proposta di legge numero 69 e del disegno di legge numero 73. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi, relatore.

PIRISI (D.S.), relatore. Grazie. Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta, Assessori, colleghi consiglieri. Dopo la puntuale comunicazione resa a quest'Aula dall'Assessore dell'ambiente Dessì, a nome della Giunta, sulla calamità gravissima ed eccezionale che ha colpito diverse zone della nostra Regione, mi accingo ad illustrare molto brevemente il testo unificato, che è stato esitato dalla Commissione quarta nella mattinata odierna, dopo il parere espresso dalla Commissione terza, tempestivamente convocata dal Presidente, onorevole Secci. Il testo unificato è la sintesi della proposta di legge numero 69, che è stata presentata dai colleghi del centrodestra, il cui primo firmatario è l'onorevole Pili, e del disegno di legge presentato dalla Giunta regionale, su proposta del Presidente Soru di concerto con gli assessori Dessì e Mannoni. Questo testo unificato ha per titolo "Interventi urgenti conseguenti agli eventi alluvionali di dissesto idrogeologico verificatisi in Sardegna nel mese di dicembre 2004".

Molto brevemente, signor Presidente, prima di passare all'illustrazione del testo della legge, vorrei sottolineare la fattiva collaborazione che c'è stata tra tutti i componenti della quarta Commissione che ho l'onore di presiedere, sia i commissari di opposizione che quelli della maggioranza, e voglio anche ringraziare il funzionario che anche ieri ha lavorato fino a tarda notte affinché oggi potessimo avere il testo in quest'Aula. Vorrei anche rimarcare, colleghi e signor Presidente, che di fronte ad un dramma, della cui portata ci ha parlato l'assessore Dessì, un dramma così grande come quello che stanno vivendo le popolazioni che sono state così duramente colpite, sono state accantonate molte ragioni di schieramento per far prevalere invece lo spirito di collaborazione, affinché alle popolazioni possa arrivare in tempi rapidissimi un ristoro immediato e significativo. Mi auguro che lo stesso spirito con cui abbiamo lavorato in Commissione permanga nel proseguo dei lavori di questa Assemblea.

Credo, signor Presidente, che molti di coloro che hanno visitato quei luoghi siano rimasti impressionati realmente dalla enorme portata del danno che è stato subito, ma credo che sia doveroso anche rimarcare, così come è stato già fatto stamattina, la compostezza e la determinazione di quelle popolazioni che hanno reagito veramente in una maniera encomiabile di fronte al dramma che hanno vissuto, di tipo materiale ma anche di tipo personale per il lutto che ha colpito la comunità di Villagrande.

Di fronte ad un disastro come questo, credo che sia giusto che ci uniamo al plauso che è stato espresso per la macchina organizzativa che in tempi rapidi ha operato con un'efficienza ed un'efficacia di cui, posso dirlo, possiamo andare fieri, perché tante volte, di fronte a fatti come questi, ai danni subiti dobbiamo aggiungere anche la lamentazione per l'inefficienza e per il tardivo intervento della macchina organizzativa dei soccorsi. In questo caso, invece, credo che sia doveroso che anche da quest'Aula inviamo un plauso e un ringraziamento a tutti coloro che hanno a vario titolo lavorato, e stanno continuando a farlo, per dare delle risposte alle popolazioni così duramente colpite.

Credo, signor Presidente, che comunque non possiamo non cogliere che da quello che è accaduto dobbiamo trarre un insegnamento severo, cioè che la natura deve essere rispettata, deve essere salvaguardata e dobbiamo cercare di prevenire, per quello che possiamo, la furia e gli eventi scatenanti della natura. Lo ricordava l'assessore Dessì: ha fatto impressione vedere i fiumi tombinati che sono letteralmente esplosi di fronte alla furia dell'acqua, che ha cercato altre vie per sfogare la propria forza distruttiva. Credo che sia opportuno che in tempi rapidi, come diceva l'Assessore, facciamo un intervento per il riassetto idrogeologico di cui la nostra Regione ha bisogno. In sostanza, mi pare che ne abbia parlato l'assessore Dessì, non possiamo parlare soltanto di interventi salva-coste, non voglio introdurre questo come elemento polemico, ma è importante che noi facciamo delle leggi specifiche per la montagna, per l'interno, in modo che fatti di questa natura non debbano più accadere.

La legge, e mi accingo brevemente ad illustrare il testo unificato, si compone di quattro articoli ed è la sintesi di due progetti assegnati alla Commissione: un disegno di legge e una proposta di legge. Va detto anche, ed è giusto che io lo dica, che è pervenuta per prima la proposta di legge numero 69, presentata dai colleghi del centrodestra, che ha un'impostazione che ricalca in qualche misura la legge del 1999, la 26, che fu esitata in occasione di un altro evento calamitoso.La Giunta ha presentato un disegno di legge di tipo diverso, formato soltanto da due articoli più la norma finanziaria e quella sull'entrata in vigore. Noi abbiamo optato, pur avendo discusso ampiamente con i colleghi, e lo ripeto, con quello spirito di cui ho accennato all'inizio, per la legge che proponeva una innovazione, anche sotto il profilo della snellezza, a partire dal numero degli articoli stessi.

Nell'articolo 1 del testo sono indicati gli interventi urgenti e l'autorizzazione di spesa, per un importo, nel disegno di legge della Giunta, di 30 milioni di Euro più i 10 milioni di anticipazione dei fondi che sono stati erogati dallo Stato, mentre la proposta di legge del centrodestra prevedeva uno stanziamento di 150 milioni di Euro. La Commissione, dopo una approfondita discussione, ha ritenuto di dover proporre all'Aula un incremento di 10 milioni di Euro a carico della Regione, portando lo stanziamento da 30 a 40 milioni di Euro, chiaramente lasciando inalterato lo stanziamento di 10 milioni, che sono quelli che allo stato sono stati erogati da parte del Governo centrale. L'auspicio è che il Governo possa intervenire con delle risorse aggiuntive più cospicue, perché allo stato non abbiamo la percezione esatta dell'ammontare dei danni. Come ci hanno riferito i due Assessori che hanno con grande efficacia partecipato ai lavori della Commissione quarta,, allo stato attuale, salvo 22 milioni di euro quantificati dalla provincia di Nuoro per i danni subiti dalla rete stradale, più una nota presentata dal Genio civile di Nuoro che indica per sommi capi gli interventi che dovranno essere fatti, non abbiamo la portata esatta dell'onore di tipo finanziario.

Quindi, così come è stabilito dalla legge stessa, entro dieci giorni la Giunta regionale dovrà, con propria deliberazione, indicare i comuni che hanno subito i danni reali. A tale proposito mi permetto anche di raccomandare al Presidente della Giunta, mi rivolgo anche al Presidente del Consiglio, che non ci sia un allargamento del numero dei comuni colpiti, che siano indicati realmente quelli che hanno subito danni, perché la memoria storica ci dice che forse nel '99 c'è stato qualche eccesso sotto questo profilo. Quindi entro dieci giorni dovranno essere indicati i comuni e mi auguro che possa arrivare in tempi rapidissimi il ristoro.

L'assessore Dessì ci ha detto anche che, con un'ordinanza, il Presidente del Consiglio dei Ministri ha nominato il Presidente Soru commissario straordinario per gli interventi di emergenza. Nella legge noi abbiamo cercato di combinare un po' l'intervento della Regione in quanto tale con l'intervento del commissario straordinario.

Al comma 2 dell'articolo 1 sono indicate le diverse tipologie di intervento: i finanziamenti ai comuni per le operazioni di emergenza di cui alla legge regionale 21 novembre 1985 numero 28; i finanziamenti ai comuni, alle province, agli enti o società a capitale pubblico gestori di pubblici servizi per la riparazione dei danni; i contributi ai privati per il ripristino delle unità immobiliari danneggiate e per il reperimento di sistemazioni alternative, nonché per il ristoro del danno subito dai beni mobili di prima necessità. Alla lettera d) sono indicati gli aiuti alle aziende agricole, e a questa lettera è stato presentato un emendamento molto importante, che è stato introdotto dalla Commissione bilancio, in cui si dice che si provvederà con le risorse provenienti dal fondo di solidarietà in agricoltura, cioè i fondi destinati alle aziende agricole per i danni alle strutture aziendali, comprese le strade interpoderali, non graveranno direttamente su questa legge. Crediamo che sia un fatto importante e quindi dobbiamo, credo, ringraziare per la grande collaborazione e il lavoro produttivo che è stato fatto, la Commissione terza. Sono previsti: finanziamenti per favorire la ripresa delle attività delle imprese commerciali, artigianali, professionali e così via; finanziamenti per favorire la ripresa delle attività delle imprese produttive e la riparazione dei danni subiti dalle relative strutture e dalle infrastrutture primarie delle aree industriali e artigianali; interventi di sistemazione e riassetto idrogeologico. Poi ci sono delle altre norme che sono di carattere generale.

All'articolo 2, su cui c'è stata una discussione abbastanza approfondita all'interno della Commissione, sono indicati i criteri per la ripartizione dei finanziamenti tra le tipologie di intervento e viene stabilito che lo stanziamento di 50 milioni di euro, in ragione di 40 per l'anno 2004 e di 10 milioni di euro per l'anno 2005, è iscritto in apposito fondo istituito nello stato di previsione della spesa dell'Assessorato della programmazione, bilancio credito ed assetto del territorio per essere successivamente ripartito tra le unità previsionali di base, istituite o da istituire, degli stati di previsione della spesa degli Assessorati, individuati con la delibera della Giunta regionale da adottarsi entro trenta giorni dall'entrata in vigore della legge, competenti all'attuazione degli interventi. Si prevede anche che il Presidente della Regione, anche in qualità di commissario delegato per il superamento dell'emergenza alluvionale, predisponga un programma complessivo di interventi da realizzare con i fondi di cui alla legge e con risorse comunitarie, nazionali, regionali e locali. Crediamo che questo dia veramente alla Giunta la possibilità di poter effettuare degli interventi rapidi e di concerto con l'Assemblea.

Il comma 3 dell'articolo 2 recita: "Agli interventi di cui alla presente legge, ricompresi nel programma del commissario di cui al comma 2, si applicano le deroghe previste dall'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri di cui all'articolo 1, comma 1. Per gli interventi finanziati con le risorse provenienti dal bilancio regionale, si applicano le disposizioni di maggior favore di cui alla legge regionale 17 dicembre 1999, numero 26 e successive modifiche ed integrazioni". Quindi rimandiamo, per quanto non indicato in maniera precisa e specifica da questa legge, alla legge numero 26 del 1999. La norma finanziaria prevede uno stanziamento complessivo di 50 milioni di euro di cui 10 milioni di contributo dello Stato e 40 milioni di euro a valere sulla UPB S 03.015.

L'ultimo articolo riguarda l'entrata in vigore della legge e prevede che essa entri in vigore nel giorno della sua pubblicazione sul BURAS.

Presidente, mi fermerei qui perché ritengo che le popolazioni di questo territorio, del nostro territorio, abbiano necessità di avere immediatamente, così come prevede questa legge, interventi urgenti. Crediamo che quando verrà predisposto il bilancio e la finanziaria regionale, si dovrà quantificare la portata precisa dei danni, in modo da dare delle risposte puntuali a alle popolazioni colpite da questa calamità, senza allocare subito delle risorse che rischierebbero di essere immobilizzate per lungo tempo.

In ultimo, vorrei dire che - per rispondere ad una esigenza che è stata avanzata e che abbiamo ritenuto di non porre all'interno della legge - alla fine di questa seduta verrà presentato un ordine del giorno con il quale impegnamo l'Esecutivo a presentare alla Commissione competente, ogni due mesi, una relazione sullo stato di attuazione degli interventi. Credo che questo sia un fatto importante per porre questo Consiglio in condizione di conoscere lo stato di attuazione della legge e per realizzare una grande collaborazione tra il Governo della Regione e il Consiglio regionale, indispensabile soprattutto nei momenti di grande difficoltà come questo.

PRESIDENTE. Vorrei comunicare all'Aula che abbiamo concordato con i Capigruppo che gli emendamenti possono essere presentati entro le ore 15, perché l'accelerazione della discussione non ha consentito di presentarli entro i termini previsti dal nostro Regolamento.

E' iscritto a parlare il consigliere Onida. Ne ha facoltà.

ONIDA (Fortza Paris). Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta, colleghe e colleghi e amici Assessori, prendo la parola più che per entrare nel merito del testo unificato che oggi viene presentato dalla Commissione all'Aula, per fare qualche riflessione sulle dichiarazioni dell'assessore Dessì, a nome della Giunta, e su alcune valutazioni, che ho letto sulla stampa di questi giorni, dell'Assessore dei lavori pubblici, sempre in ordine ai gravi eventi che si sono verificati in questi giorni in Sardegna soprattutto nelle aree dell'Ogliastra, della Gallura e delle Baronie.

Il mio intervento tende a recuperare un minimo di oggettività sulle vicende che hanno interessato i Governi della Regione in ordine alle sensibilità politiche e all'attenzione a problemi come i dissesti idrogeologici, problemi gravi che ogni tanto, ricordiamo tutti la precedente alluvione del 1999, hanno creato danni così decisi e gravi alle persone e alle famiglie. E' stato detto nell'intervento dell'assessore Dessì, molto mite, molto condivisibile per tutta una serie di motivi, che la Regione sarebbe arrivata a questi fatti impreparata, senza strumenti di prevenzione, senza aver riflettuto mai prima d'oggi su che cosa fare, su quali interventi predisporre per prevenire questi danni; più o meno, poi chiaramente può essere che ci sia qualche differenza, ma non di sostanza, rispetto alle cose che sto dicendo. Invece l'assessore Mannoni - premetto anche che si tratta, credo senza possibilità di smentita, di due assessori amici da tanto tempo e credo che sia un'amicizia basata su valori veri e quindi non su questioni che riguardano le nostre esperienze, i nostri contrasti o le nostre differenze politiche - a un giornalista de Il Giornale di Sardegna consegna una valutazione virgolettata, che è questa: "Quando l'Assessore dei lavori pubblici prende in mano il piano di riassetto idrogeologico approvato dalla Giunta di Mauro Pili, e mai diventato operativo, nella scheda di Villagrande Strisaili trova un rischio frana catalogato R3 e R4, cioè il massimo del pericolo. I geologi avevano scritto che il versante della montagna sul quale sorge il paese è instabile per tipologia e - spiega l'Assessore - avevano aggiunto che il pericolo di caduta di materiali è legato a eventi meteorologici con l'arrivo di grandi precipitazioni. E' davvero impressionante, un'istantanea di quello che poi è avvenuto la scorsa settimana, quando violentissime piogge hanno rovesciato sul paese ogliastrino una colata di acqua, con tutto quello che ne è derivato". Continua il giornalista: "Non accusa nessuno Mannoni, fa soltanto notare che: 'La nostra Giunta ha trovato negli uffici questo piano adottato nell'estate del 2003 eppure mai entrato in vigore per motivi che non conosco". Mi fermo a questo aspetto, l'articolo poi continua quasi con tono subdolo e insinuante, individuando nell'Assessore del momento il mostro che passerà alla storia a causa di questi eventi.

Voglio dire pochissime cose con determinazione e anche con orgoglio: il piano stralcio per l'assetto idrogeologico è stato presentato alla Giunta presieduta da Mauro Pili nel luglio 2003. Debbo ringraziare innanzitutto il mio predecessore Ladu, che dal 2000 al 2003 ha portato a compimento tutte le istruttorie tenendo i rapporti con i comuni, le province, con tutti i soggetti coinvolti nella predisposizione del piano, che poi io ho portato all'attenzione della Giunta. Così come debbo ringraziare il gruppo degli operatori coordinati dalla Balia, dal direttore generale Balzarini, che con passione hanno lavorato su uno strumento di grandissima importanza e di grandissimo valore per tutto quello che noi forse non abbiamo fatto, poi dirò perché, e che voi vorrete fare, ma che è la conseguenza e la conclusione di quegli studi, di quel lavoro, di quella passione, di quel senso civico che ha contrassegnato quegli anni, quella esperienza di governo e gli uomini che in quella esperienza di governo si sono ritrovati.

Perché, viene detto, il piano di assetto idrogeologico è rimasto fermo nei cassetti? Aveva necessità di tutta una serie di concerti, due sono arrivati alla Giunta contestualmente alla proposta, quello dell'Assessorato dei lavori pubblici e quello dell'Assessorato dell'agricoltura, l'Ufficio legale della Presidenza ha dato il suo parere nei tempi più brevi, ma l'Assessorato dell'urbanistica - che doveva esprimere un parere essenziale per le implicazioni che sono ovvie ed evidenti prevedendo il piano di assetto opere da fare, prevedendo aree da vincolare, quindi voi capite le interrelazioni con l'urbanistica - bene, l'Assessorato dell'urbanistica, signori, colleghi, giornalisti, ha dato il parere il 10 dicembre 2004, avantieri, dopo che sono avvenuti i fatti di cui oggi stiamo parlando e per i quali stiamo predisponendo una sana, corretta e intelligente legge per venire incontro ai bisogni della gente di quel territorio. Io credo che sia doveroso sempre dire la verità, tutta quanta la verità, per evitare che si inventino veramente mostri. Io ho vissuto alcuni giorni una difficoltà interiore, perché credo che qui tutti quanti veniamo per lavorare nell'intersesse generale. Poi possiamo essere più o meno bravi, può essere che abbiamo delle responsabilità, e non dovrei dire, ma lo dico con amicizia e con affetto, che gli Assessori di turno hanno avuto sollecitazioni dalla struttura affinché venisse definito il parere dell'Assessorato dell'urbanistica. Questo, ripeto, è avvenuto qualche giorno fa.

Un'altra cosa voglio ricordare, però, a chi non porta a conoscenza dell'opinione pubblica, a conoscenza degli amministratori il quadro generale, complessivo delle questioni: nonostante la deliberazione della Giunta fosse del 21 luglio, quindi alle soglie dell'agosto - tempo in cui normalmente le Giunte che si sono succedute in Sardegna dall'inizio dell'autonomia fino ad oggi, salvo la Giunta Soru, hanno fatto ordinaria amministrazione, dando particolare attenzione agli incendi, ma certamente non lavorando al ritmo consueto - quando è stato avviato il piano e quando su di esso non sono stati espressi i pareri, quelli dati nei tempi giusti, per quanto attiene all'ultimo di essi evidentemente le responsabilità si sono succedute, nonostante il piano non fosse operativo, nel senso che la delibera non era stata tradotta in decreto esecutivo, è stato assunto come documento di pianificazione valido per la spendita delle risorse della misura 1.3 del POR, quindi nella direzione dei grandi rischi di quel territorio. Anche a questo proposito vorrei dire un altro pezzo di verità: il rischio di cui al PAI è il rischio frana non il rischio per la pericolosità idraulica, è una contraddizione, io credo che i geologi e i tecnici che hanno fatto il piano l'abbiano fatto con grande coscienza professionale e con grande onestà. Spesso la natura ha architetti e registi diversi, per cui laddove è il rischio frana si verifica l'evento di pericolosità idraulica. Bene sono state spese le risorse previste, contenute nel piano di assetto idrogeologico. Quindi dal punto di vista finanziario la pianificazione ha operato come se fosse esistente. La pubblicazione nel BURAS non è potuta avvenire per i motivi che vi ho detto, oggi questo è possibile. Ma è vero che volete fare la legge salvamontagne? Bene, se aveste invertito le due leggi, se aveste deciso di discutere la legge salvacoste dopo la salvamontagna probabilmente - questo non so se sia vero, anzi io non ci credo - almeno dal punto di vista della consecutio logica dei tempi, questo credo di poterlo dire con molta correttezza, sarebbe stato meglio. Si poteva fare, doveva essere fatto, il parere dell'Assessorato dell'urbanistica non doveva rimanere inespresso fino a dicembre senza prestare l'attenzione che è stata prestata ad evento avvenuto, quando si sono consumati, purtroppo, i drammi di cui stiamo parlando.

Voglio rimanere nella linea che è stata indicata dal Presidente della Commissione, le convergenze e gli sforzi e le sensibilità comuni attorno a queste cose credo che siano fondamentali. Il Consiglio regionale non può essere diviso nella valutazione dei drammi che riguardano la Sardegna, ma deve essere unito, e credo che il testo che sarà approvato rispecchierà questa sensibilità e avrà questi contenuti, soprattutto se modificato da qualche emendamento che anche l'opposizione vuole presentare, migliorativo indubbiamente e non finalizzato a provocare divisioni. Credo che questa sia la strada da seguire, però abbiamo il dovere di essere corretti; ci dobbiamo difendere tutti, perché oggi può toccare a me, ma domani può toccare a voi, colleghi. Quando si agisce con lealtà ed onestà si deve sentire il giudizio favorevole dei colleghi, della gente, dell'opinione pubblica, non possiamo essere indicati all'esterno come persone che non sanno fare il proprio dovere, anzi la cui inerzia determina gravi danni alla Sardegna. Questo lo dico un po' a mia difesa, ma io sono tra quelli che hanno avuto lunga vita, per fortuna, qui dentro, ma soprattutto lo dico ai giovani, perché credo che sia opportuno che qualche riflessione attorno a questo metodo debba essere fatta anche da parte vostra.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Grazie, Presidente. Anch'io intervengo con lo spirito che è stato richiamato dai colleghi che mi hanno preceduto, dal collega Onida e dal Presidente della Commissione lavori pubblici che ha illustrato questa legge.

Dico subito che questa è una legge che alla fine ci unirà. Io non credo ci possa essere alcun tipo di divisione sul voto finale di questa legge, e lo dico nella consapevolezza che qualsiasi legislatore ha l'obbligo di lavorare per creare tutte le condizioni favorevoli all'approvazione di una legge che sia capace di soddisfare le esigenze di quel territorio. Esprimo, ovviamente, così come molti hanno fatto, la mia personale solidarietà oltre che alle popolazioni, a quei tanti sindaci che in quelle ore, in quei giorni, si sono trovati nella necessità di dare risposte immediate, urgenti spesso senza avere le strutture per poter affrontare un dramma come quello che si è verificato in quei territori.

Ora, però, per noi, colleghi, è giunto il tempo di agire, il tempo di legiferare, e credo che ci siano almeno cinque elementi su cui dobbiamo concentrarci. Non credo che ci sia un problema di tempi, nella giornata di oggi credo che riusciremo ad approvare questa legge col consenso di tutti, ma dobbiamo cercare di utilizzare al meglio queste ore per migliorare il testo di legge esitato dalla Commissione per raggiungere cinque obiettivi. Il primo: l'urgenza e l'immediatezza dell'intervento nelle zone colpite dall'evento calamitoso. Il secondo: la certezza di diritto, perché colleghi, attraverso norme certe siamo sicuri di salvaguardare la velocità e la chiarezza dell'intervento che la Regione si propone di realizzare in quei territori. Vi è un terzo elemento, quello della trasparenza, che diventa garanzia per il Presidente della Regione, per i sindaci e per il Consiglio regionale. L'elemento della trasparenza nella gestione dei fondi è un elemento sacrosanto che da una parte e dall'altra deve essere posto alla base del nostro provvedimento legislativo. Il quarto: agire con buon senso. Ciò significa che le diverse posizioni devono trovare il giusto equilibrio, che non si deve giocare al rialzo, così come si è verificato nel passato anche su partite analoghe a queste. Noi non vogliamo giocare al rialzo, ma semmai essere obiettivi. L'ultimo riguarda le risorse finanziarie. Le risorse finanziarie possono essere individuate nella norma finanziaria attraverso due percorsi, ma tenendo anche conto delle esigenze che già si sono configurate. Guai pensare che una legge possa essere aggiornata di volta in volta, così come è stato nella storia degli eventi calamitosi di questi ultimi anni, che hanno purtroppo provocato una serie innumerevole di danni al settore zootecnico, a partire dall'epidemia della lingua blu, per arrivare agli eventi siccitosi che hanno danneggiato l'agricoltura e all'alluvione del '99. Credo sia doveroso soffermarci un attimo anche su questo punto per individuare puntualmente le azioni che devono essere fatte.

Credo, colleghi, che proprio dalle risorse finanziarie si debba partire perché, lo dico con estrema chiarezza, lo stanziamento previsto è assolutamente inadeguato. Lo dico non con lo spirito di chi deve far aprire la borsa alla maggioranza di oggi; guardate, chi ha avuto l'onore di governare, seppur per poco tempo, la Sardegna capisce che non può adottare questa logica, ma le risorse sono davvero inadeguate, se noi pensiamo che per l'alluvione del '99 questo Consiglio regionale stanziò 265 miliardi delle vecchie lire e che la Giunta regionale presentò il proprio disegno di legge stanziando cento miliardi. L'onorevole Paolo Fadda che era stato sindaco e aveva rapporti con quel territorio, disse: "abbiamo sentito i comuni" e presentò in sede di discussione in Aula un emendamento per portare quello stanziamento a 202 miliardi; la Giunta regionale nel frattempo riuscì a recuperare ulteriori risorse finanziarie per portare lo stanziamento a 265 miliardi, tutto nell'arco di venti giorni dall'evento calamitoso.

Allora, colleghi, cito due criteri da seguire per arrivare a determinare le risorse necessarie: basarsi sull'esperienza passata, in particolare sulla stima dei danni provocati dall'alluvione del '99, oppure, e secondo me è la cosa più fondata, basarsi sulla relazione che il Genio civile ha presentato. In base ad essa, considerando soltanto la lunghezza degli assi viari interni ai centri abitati che sono stati danneggiati voi sapete benissimo che si può calcolare immediatamente l'entità del danno: c'è un tratto di strada danneggiato per una larghezza di tot, per una lunghezza di tot, basta fare una moltiplicazione per costo unitario di risistemazione di quella strada per arrivare a capire quanto è necessario stanziare. Lo ha fatto la provincia di Nuoro che puntualmente, nella relazione del Genio civile, calcola che la spesa necessaria per la riparazione del danno della rete viaria principale della provincia ammonta a 22 milioni di euro. Non voglio soffermarmi su quello che viene scritto in ordine ai danni subiti dai comuni di Talana, di Urzulei, di Arzana, di Villanovatulo, di Seulo, di Osini, di Gairo, di Ierzu, di Orgosolo, di Torpè, Dorgali, Onifai, Galtellì, per arrivare a Villagrande un paese devastato e distrutto, dai ponti di accesso alla viabilità interna a tutti gli edifici pubblici che sono stati devastati. Allora, colleghi, credo che noi non possiamo sottrarci al nostro dovere. Cosa bisogna fare in questi casi? Quello che ha fatto l'onorevole Marrocu poc'anzi in Commissione programmazione. Bisogna segnalare alla Giunta, se la il Giunta non ha ancora fatto questa ricognizione, tutte quelle risorse finanziarie che sono disponibili ma non impegnate. E l'onorevole Marrocu, a cui riconosco onestà intellettuale, ha detto: non facciamo l'errore che fu commesso quando, in occasione della stima dei danni provocati dalla siccità nel settore agricolo, "giocammo - parole testuali dell'onorevole Marrocu - al rialzo", portando lo stanziamento a cifre che poi oggi si sono rivelate inutili perché non impegnate; e se non erro, se sbaglio mi corregga il collega Secci, Presidente della Commissione terza, è stato detto in Commissione dall'onorevole Marrocu che ci sono 180 milioni di euro inutilizzati e praticamente non impegnabili perché sono un sovrappiù rispetto alle esigenze del passato. Se è vero quello che l'onorevole Marrocu ha detto esiste una disponibilità finanziaria che noi chiediamo di utilizzare, quanto meno per il primo anno, per raddoppiare lo stanziamento già previsto, quanto meno per coprire i danni indicati in questa relazione. Questo perché nella norma che è stata modificata in Commissione con un lavoro serrato, e a questo proposito concordo con il giudizio espresso dall'onorevole Pirisi, è stata introdotta tutta una serie di interventi che non erano previsti nel disegno di legge della Giunta, mi riferisco per esempio al ristoro per il danno subito dai beni mobili di prima necessità, che non era contenuto nel disegno di legge della Giunta. Pensate soltanto ai danni subiti da tali beni mobili di prima necessità situati al piano terra, dove, secondo la tradizione di quei territori, praticamente si vive per la gran parte del tempo; solo il ristoro di quei danni, certamente fa elevare lo stanziamento. Quindi noi diciamo: ci sono le risorse disponibili, vanno immediatamente messe a disposizione dell'evento calamitoso che si è verificato, è inutile tenerle allocate in un capitolo non utilizzabile a questo fine.

C'è un emendamento, che noi ripresenteremo anche in quest'Aula, sulla ripartizione delle risorse. Non si può lasciare un fondo indistinto di tale portata, senza dare alla Giunta regionale e al Presidente della Regione un'indicazione di massima. L'indicazione di massima non è un vincolo per il Presidente, è l'esplicazione di un potere di indirizzo che, per quanto ci riguarda, deve essere esercitato dal Consiglio e non va visto in termini prevaricatori. C'è un problema politico: i sindaci. Il Governo nazionale, nell'ordinanza che ha emesso il Presidente Berlusconi nelle scorse ore, ha più volte richiamato il ruolo dei sindaci che vengono individuati come soggetti attuatori. Noi riteniamo che quella dizione di soggetti attuatori attraverso l'istituto dell'avvalimento sia corretta, ma non può essere limitata all'utilizzo dei soli dieci milioni di euro dello Stato. Occorre una norma specifica di questo Consiglio regionale che subdelighi il potere derogatorio, che è in capo al Presidente della Regione in qualità di commissario governativo, a tutti i primi cittadini che hanno il compito di dare risposte in tempi rapidi; mi riferisco ai poteri derogatori, quindi di accelerazione di tutte le procedure. Su questo noi già da adesso preannunciamo la presentazione di un emendamento che possa creare una rete importante di collaborazione tra il Presidente della Regione e i sindaci, lo sottolineo perché mi pare politicamente corretto. Noi abbiamo presentato la nostra proposta di legge il 7 dicembre, cioè il giorno dopo l'alluvione, e abbiamo indicato in quella proposta di legge il Presidente della Regione come commissario governativo per affidare a lui tutti i poteri di gestione in questa materia, perché riteniamo che il Presidente della Regione, seppure di altra parte politica, sia il Presidente della Regione, e a lui vada riconosciuto il dovere, l'onere e anche l'onore di guidare un intervento così difficile per la Regione sarda su un tema così delicato come quello che stiamo affrontando.

Ecco, colleghi, io credo che su questi temi occorra un confronto franco, serrato, che possa dare al Consiglio regionale gli strumenti per approvare una legge compiuta; questo è il problema, colleghi. Noi vorremmo arrivare con un po' di sforzo da parte di tutti ad una legge compiuta, che non lasci varchi; non si faccia l'errore che facemmo noi, per essere più chiari. Noi tornammo tre volte sulla legge del 1999 perché vi fu l'esigenza, di volta in volta, di adeguarla alla situazione concreta. E' indispensabile che oggi invece questo sforzo lo si faccia subito imparando dagli errori che sono stati commessi nel passato, ma anche qualche volta dalle cose giuste. Per quanto riguarda quest'ultimo aspetto, le cose giuste, io mi sento molto solidale col collega Onida perché davvero quelle affermazioni, forse riportate un po' maldestramente, ci inducono ad una riflessione: chi governa non sempre è chiamato a cancellare quello che hanno fatto i suoi predecessori, che molto spesso hanno operato con lo stesso senso civico, con la stessa coscienza, con la stessa passione politica.

Quando nel 2002 fu avviata l'esperienza della Giunta da me presieduta, i colleghi Assessori li ha richiamati l'onorevole Onida, sia l'onorevole Ladu e sia l'onorevole Onida dopo, ponemmo a base della nostra azione una filosofia: per stare bene in pianura bisognava curare bene la montagna. Fu sulla base di questo ragionamento che approvammo, per la prima volta nella storia autonomistica, il piano di assetto idrogeologico attraverso il quale si tutela e si valorizza, nelle sue caratteristiche fondamentali, l'ambiente di una terra così difficile come quella sarda. Pasquale e Silvestro ve lo voglio ricordare, erano le ultime ore della nostra Giunta, dicemmo allora: "Anche se non si riesce a portare a compimento l'iter di approvazione del piano di assetto idrogeologico, facciamo in modo che tutti gli stanziamenti comunitari, regionali e statali vengano utilizzati seguendo obbligatoriamente le indicazioni contenute nello stesso piano, e così fu fatto. Cioè anche se il piano non era esecutivo, se era stato semplicemente adottato dalla Giunta regionale e aveva bisogno del parere dell'assessorato dell'Urbanistica per concludere il suo iter noi dicemmo: "Tutte le risorse finanziarie vanno allocate in funzione dell'attuazione di quel piano". Credo che di questo vada dato merito a chi ha lavorato. Ha fatto bene l'onorevole Onida a richiamare i nomi dei funzionari e dei tecnici di questa Regione che molto spesso, senza costringerci a rivolgerci a soggetti esterni, hanno dimostrato la loro competenza, così come si è verificato in relazione al piano di assetto idrogeologiche che poi è stato approvato.

Concludo, colleghi. Noi chiediamo 150 milioni di euro, ne sono stati stanziati 40 e non 50 dal disegno di legge, anche questo va specificato, perché nella chiarezza si può ragionare, quelli stanziati dalla Giunta erano 30 più 10 di cassa; la Commissione ieri ha portato lo stanziamento a 40 milioni di euro più 10 di cassa, quei 10 di cassa sono un'anticipazione dei fondi che sono già disponibili perché già sanciti da un'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri, che, sottolineo, prevede stanziamenti per i primi interventi, in ordine ai quali la competenza è del Presidente del Consiglio dei Ministri, che decide attraverso l'ordinanza. E' ovvio che prima arriva la quantificazione dei danni e prima si può aprire una vertenza con lo Stato, per evitare che si verifichi nuovamente quello che fece lo Stato allora, che si fermò ai primi stanziamenti. Il precedente Governo, colleghi, si fermò a 15 miliardi e lasciò così la posta, pur avendo, il Presidente Floris prima ed io successivamente, rivendicato più volte un ristoro pari al 50 per cento delle somme che la Regione sarda aveva stanziato. Ebbene, colleghi, credo che questo debba essere fatto ma non oggi, rivendicare oggi somme senza avere i dati sui quali aprire la trattativa col Governo sarebbe fare demagogia, anche spicciola. Bisogna arrivare invece ad un piano esatto, questo però non presuppone che oggi non si abbia un quadro delle risorse necessarie. Io credo che la Giunta regionale abbia gli strumenti per poter quantificare a grandi linee, così come fece il centrosinistra nel 1999 e come fece la Giunta Floris nel 1999, le somme necessarie per affrontare questa emergenza, entro dieci giorni.

Colleghi, concludo. Ci sarà ovviamente la massima collaborazione. In questo Consiglio regionale su questo tema troveremo sicuramente l'unità di intenti nella chiarezza e nella certezza di raggiungere l'obiettivo di dare risposte puntuali a quelle popolazioni e a quelle comunità.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Pili. E' iscritta a parlare la consigliera Corrias. Ne ha facoltà.

CORRIAS (D.S.). Grazie signor Presidente. Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta, signori Assessori e colleghi, è certamente difficile in situazioni cruciali come queste, riuscire ad esprimere le sensazioni che si provano, i pensieri sono tumultuosi come l'acqua che ha causato il disastro a Villagrande in particolare e negli altri territori. I pensieri sono quelli di mamma, di sindaco, di consigliere regionale del territorio ogliastrino, un territorio che conosco, abitato da gente che conosco, da amici che in questi giorni hanno vissuto e vivono eventi imponderabili. E' difficile superare l'emozione, è difficile ragionare con distacco quando il coinvolgimento è totale sia dal punto di vista istituzionale che umano. Il pensiero va a ciò che questo disastro ha causato di irrecuperabile, ai morti e le parole diventano inutili e assurde quando si cerca di lenire un dolore tanto lacerante. Solo vedere e toccare con mano quello che è successo dà la dimensione reale di quello che questo evento ha provocato e trascinato con sé e mentre osservi questo pensi a quello che conosci di quella realtà, di Villagrande e Villanova Strisaili in particolare, al grande coraggio, che ha costituito in questi anni un esempio per tutto il territorio, di imprenditori, di giovani che hanno creato impresa con fatica scommettendo sulle zone interne, sapendo affrontare le sfide della modernità, nonostante le lacerazioni vissute da quelle comunità, dalla comunità villagrandese e da quella ogliastrina, che sempre rendono tutto quanto, anche la vita quotidiana, più difficile che in altri luoghi.

Dico queste cose da ogliastrina non spinta da animo retorico e neanche solo da un sentimento di sofferenza, ma mossa dalla necessità di comprendere, di cogliere l'attimo della tragedia per riflettere su questo territorio, sulla capacità della sua gente di ricomporsi e di esprimere solidarietà, e anche sul fatto che la straordinarietà negativa, il dolore e la distruzione possono forse servire a ricreare l'unità di una comunità che ha bisogno di poter credere che ci sia un futuro possibile, che questa forza la si deve trovare innanzitutto all'interno della comunità e della sua classe dirigente, ma che molto si può fare anche non perdendo un'occasione simile dopo l'emergenza che ha comunque visto un impegno imponente, fattivo, efficace e anche tempestivo della macchina dei soccorsi, ricordata dall'Assessore regionale dell'ambiente, che ha contribuito a scongiurare ulteriori pericoli e ad alleviare i disagi di una comunità in ginocchio.

Dopo tutto questo è anche forse utile pensare molto seriamente alla creazione di un coordinamento in capo ad un assessorato che si occupi della Protezione Civile con mezzi, uomini e strumenti adeguati. Le risorse necessarie sono ingenti e, nonostante l'attuale situazione del bilancio regionale sia preoccupante, lo sforzo messo in campo è notevole; l'attuazione dei programmi deve essere fatta nella chiarezza e nella trasparenza massima perché ritorni la speranza negli sguardi della gente, scongiurando il pericolo di un ritorno all'isolamento con un impegno ancora più forte dopo l'emozione e la commozione. La preoccupazione più grande della comunità è quella, una volta spenti i riflettori, di vivere un senso di solitudine. I provvedimenti e gli interventi vanno in una doppia direzione: la ricostruzione delle infrastrutture pubbliche, la messa in sicurezza, i risarcimenti, ma anche le buone azioni amministrative come le proroghe di tipo fiscale e tributario, le agevolazioni delle leggi di settore che aiuteranno, spero, il vivace tessuto economico villagrandese a risorgere.

Per scongiurare il ripetersi di fenomeni di questo tipo in futuro, è indispensabile d'ora in poi trovare gli strumenti giusti per innescare un processo culturale che faccia crescere, in ognuno di noi, una maggiore sensibilità riguardo all'esigenza che tutto quello che realizziamo deve essere improntato al rispetto dell'ambiente e orientato a costruire un modello di sviluppo sostenibile, che deve vedere partecipi anche le zone interne. Deve essere reso operativo il piano stralcio di assetto idrogeologico corredandolo di tutti gli allegati e gli strumenti necessari, in modo che non succeda mai più che ci si trovi impreparati di fronte ad eventi eccezionali.

Chiudo, colleghi, con l'ultima parte di una lettera che mi ha scritto in questi giorni un ex sindaco amico di Villagrande, perché credo che renda l'idea di quello che si prova: "Villagrande ha bisogno di essere aiutata, di essere messa in sicurezza, ha bisogno subito di concretezza, deve poter credere che ci sia un futuro possibile. Affido a te questo mio stato d'animo perché ho fiducia, come i miei compaesani, nelle istituzioni, nel Consiglio regionale, nella Giunta regionale e nello Stato italiano. La tenue speranza dei bambini che rientrano nella loro scuola ha bisogno di un incoraggiamento, di una pronta e coraggiosa risposta da parte delle istituzioni per evitare che in seguito torni la paura ogni volta che piove". Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Davoli. Ne ha facoltà.

DAVOLI (R.C.). Grazie Presidente. È evidente che il primo sguardo, va alle popolazioni colpite da questa tragedia. L'intervento di Angela lo ricorda molto bene: immagini tragiche, ma immagini anche di grande forza collettiva, immagini di vera solidarietà popolare. Mi sono rimaste impresse quelle che ho visto ieri in televisione di quei quindici detenuti della colonia penale di Mamone - molto bravo il direttore del carcere di Mamone, uno dei più bravi che ci siano in Sardegna - quei quindici detenuti che sono andati a Villagrande a dare un aiuto a questa popolazione, a questa gente che umilmente, ma con molta forza, sta cercando di reagire.

Da parte mia e di tutto il mio Gruppo vogliamo manifestare questo grande affetto verso la popolazione di Villagrande, dell'Ogliastra, della Baronia, di Galtellì, ma anche di altre popolazioni che per ragioni ovvie non sono state citate e che hanno subito comunque danni; le campagne sono un po' devastate dappertutto.

Detto questo però, signor Presidente, mi corre l'obbligo di fare anche una riflessione, non voglio entrare in polemica con le Giunte precedenti, con i governi di questi ultimi trent'anni; non m'interessa proprio perché c'è molta colpa da parte di tutti. Per me quello che è accaduto, sostanzialmente era già annunciato, era un dissesto annunciato. È vero, sono eventi eccezionali, sono state precipitazioni di straordinaria intensità e forse, per certi versi, anche di difficile previsione; però è anche vero che in Sardegna questi fenomeni si stanno verificando da mezzo secolo a questa parte con una certa insistenza, con una certa frequenza.

E' più o meno dal 1951 che da noi si verificano questi eventi con scadenza decennale quasi, 1951, 1961, 1972, 1973, 1976, ma sono stati quattro o cinque eventi straordinari di grande intensità e incalcolabili danni all'ambiente, alle popolazioni e ai beni materiali appunto della gente. Ce ne sono stati anche altri, è vero, che si dimenticano facilmente perché sono stati localizzati in superfici molto ristrette; anche lì danni molto molto forti.

Bene, se i danni sono stati così incalcolabili, ciò non è dovuto al caso, forse c'entra anche il caso, ma è dovuto soprattutto al fatto che in questi ultimi cinquant'anni anche in Sardegna vi è stata una consistente alterazione ambientale, soprattutto sui bacini idrografici che, secondo la letteratura "ambientalista", devono essere considerati fondamentali per una seria pianificazione della difesa del suolo; ciò che non è avvenuto.

Ripeto, non voglio fare polemiche con nessuna Giunta precedente, non m'interessa. Questo dissesto da noi è stato prodotto in parte perché c'è stata una utilizzazione in funzione di un interesse antropico; è stato disordinato, caotico e poco attento agli equilibri ecosistemici e risulta evidente dappertutto. Depauperamento nelle foreste, scomparsa dei suoli per erosione, denudamento di aree boscate e di quelle aree con pendenze elevatissime che voi tutti potete vedere; quando attraversate le strade dell'interno della Sardegna voi tutti vedete quegli erbai che vengono ottenuti attraverso l'aratura di pendii assolutamente impressionanti; i pastori riescono a fare anche questo; ebbene, quelli sono pericolosissimi e sono classificati addirittura non arabili.

Ci sono gli incendi. C'è l'apertura di strade senza gli appositi interventi per favorire il deflusso; ora, non dico che abbia influito la circonvallazione di Villagrande sul dissesto che c'è stato in paese, però quella strada: andate a controllarla e vedete come è stata costruita! Ci sono tante altre strade che vengono costruite in zone franose, in zone scistose, sono degli orrori, sono dei delitti, il disordine è evidente. Pensate alle zone dove si esercita l'estrazione lapidea, alle cave; nella zona di Galtellì, se non sbaglio, è crollata una parte consistente di una cava ma era evidente, era annunciato, era ovvio; pensate alla costruzione dei ponti, all'inadeguatezza delle reti di drenaggio a valle.

Insomma, tante cose sono state fatte in questi trent'anni; trent'anni fa, infatti, è iniziata quella cultura modernista, quella cultura "sviluppista" che ha preso praticamente in affitto tutto il nostro territorio e lo ha utilizzato esclusivamente per trarne profitto, lo ha utilizzato esclusivamente in termini di mercato economico, non ha pensato assolutamente ad altro; oggi ne paghiamo appunto le conseguenze.

L'assessore Dessì parlava di corsi d'acqua intombati; li vediamo in qualunque strada, in qualunque paese vediamo questo tipo di intervento, vediamo i letti dei fiumi, signor Presidente, occupati. Allora mi chiedo: ma il Genio Civile in questi anni che cosa ha fatto? Vediamo i letti dei fiumi occupati da strutture, da edifici, da cave, da tantissime altre cose, qualcuno addirittura ha costruito qualche diga in terra; ma allora se questi sono stati gli interventi che l'uomo ha fatto era anche prevedibile che eventi eccezionali, ma comunque frequenti, avrebbero prodotto quello che è appunto sotto i nostri occhi.

Allora cosa è necessario fare? È necessario che l'intervento di assetto idrogeologico sia una cosa seria, sia soprattutto puntuale e preciso nella individuazione delle zone a rischio; non basta fare una legge, non basta prendere una cartina e stabilire che Galtellì è a rischio; già prima di costruire la diga di Perdu e Otoni era assolutamente prevedibile che il Cedrino avrebbe allagato la zona a valle; è sempre successo, ci sono anche dei documentari molto interessanti dal punto di vista storico, però è mancato un intervento preciso, serio, dettagliato appunto, per cercare di bonificare il territorio da questo punto di vista. Che cosa fare? Una programmazione seria, efficace, elaborata con tutta la tecnica che la scienza propone e produce; ogni volta che capita una calamità naturale lo si dice e lo si propone, poi lo si dimentica facilmente. Perché non proporre un piano straordinario di lavoro verde? Perché non proporre un esercito di giovani formati, in modo tale da buttarli nelle nostre campagne e nelle nostre montagne?

Per favore onorevole Pili non ci dica che prima dovevamo salvare la montagna! La montagna è stata desertificata, la montagna è stata spopolata da un modello di sviluppo che ha preferito, appunto, quello sviluppo costiero che pensa solamente a produrre interessi e profitti; la montagna è stata spopolata in questo modo. Allora perché non proporre un esercito di operai verdi per cercare di bonificare il territorio sardo? Siamo ancora in tempo, certo qualcosa è già stato distrutto ma siamo ancora in tempo a costruire ipotesi e interventi che possono permettere, tra l'altro, di creare anche occupazione. Credo con semplice buonsenso che questo sia possibile, naturalmente l'intervento deve essere pianificato, le risorse devono essere tante; credo che nel tempo poi risparmieremo molto, molto di più.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Davoli. Colleghi, abbiamo stabilito con i Presidenti dei Gruppi di fare una pausa di un'ora per consentire la predisposizione degli emendamenti. Quindi sospendiamo adesso i lavori, li riprenderemo alle quattordici e trenta ed andremo avanti fino alla conclusione. La seduta è sospesa, i lavori riprenderanno alle quattordici e trenta.

(La seduta, sospesa alle ore13 e 25, viene ripresa alle ore 14 e 57.)

PRESIDENTE. Colleghi, direi che possiamo riprendere il nostro lavoro, non senza aver censurato questa cattiva abitudine di arrivare con calma e con mezzora di ritardo all'inizio dei lavori, perché non si deve abusare della pazienza di chi arriva puntuale in Aula, si può stabilire di iniziare anche mezzora dopo, purché la gente a quell'ora sia in Aula, ma non si deve fare attendere i colleghi puntuali.

È iscritto a parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghe e colleghi consiglieri. Come più volte è accaduto, anche questa volta è un drammatico fenomeno di emergenza a sollevare inquietanti interrogativi e imporre nuove misure strutturali di prevenzione rispetto ai rischi connessi ai fenomeni naturali e a quelli conseguenti alle attività umane. Il problema della recente alluvione che ha interessato l'area dell'alto Flumendosa, dell'Ogliastra, delle Baronie e in particolare i comuni di Villagrande e Galtellì, rappresenta infatti per la nostra Regione un momento e banco di prova di eccezionale importanza per ridefinire le politiche ambientali, gli indirizzi dello sviluppo, le regole di gestione del territorio, l'organizzazione dei servizi tecnico-scientifici per l'ambiente e il territorio.

Come presupposto ad ogni possibile risposta a quanto accaduto e ad ogni efficace proposta d'intervento, deve esserci la consapevolezza che la nostra storia autonomistica ha dimostrato l'inefficienza delle politiche di corto respiro. Al di là del carattere eccezionale dell'evento, non bisogna dimenticare che fenomeni del genere si ripetono ormai con sempre maggiore frequenza da una parte all'altra del territorio regionale e non possono più essere affrontati con la logica dell'emergenza, del risarcimento del danno o con politiche settoriali o comunque di corto respiro. Occorre invece adottare una visione politica alta e responsabile, lungimirante nelle prospettive, rigorosa nel rispetto dei piani e delle regole, pronta a dare risposte efficaci e capaci d'intervenire sul complesso dei problemi e sulle loro interconnessioni, in una logica che si fondi sulla previsione degli eventi.

Non è il caso, almeno in quest'Aula, occuparsi degli eventuali aspetti giudiziari della vicenda, anche se non vi è dubbio che, almeno all'aggravamento delle conseguenze della catastrofe, hanno concorso negligenze, disattenzioni e manchevolezze dell'uomo. Se saranno accertate responsabilità specifiche sarà la magistratura a definirne gli esiti, se cioè qualcuno ha sbagliato infrangendo le leggi vigenti pagherà come è giusto che sia. Anche se si accertasse che l'intervento dell'uomo in qualche modo non ha concorso in maniera determinante a causare i gravi danni e i tristissimi lutti di questi giorni e che le stesse opere sono state realizzate nel rispetto delle leggi vigenti, ciò non significa che la politica non abbia comunque gravi responsabilità in termini di pianificazione e di corretta gestione delle aree a rischio, perché dietro le calamità naturali si nasconde sempre il dramma dell'analfabetismo ambientale e l'assenza di una seria politica di sviluppo sostenibile. Uno sviluppo concepito in maniera non astratta e declamatoria, ma fondato sulla conoscenza scientifica e codificata nella cartografia e nei sistemi informativi geografici e sulla comprensione e il controllo dei fenomeni e dei processi evolutivi. Si tratta allora di analizzare in maniera sistematica quelli che sono i dati fondamentali del problema e di servirsene per approntare interventi legislativi coerenti, ben calibrati strumenti di pianificazione, adeguati interventi per prevenire e attenuare questi fenomeni ed efficienti servizi tecnici capaci di aggredire i problemi del rischio ambientale e di ridare certezza e fiducia ai cittadini, ai lavoratori, agli agricoltori, agli allevatori.

Si è parlato in questi giorni della necessità di costruire e di aggiornare la cosiddetta mappa del rischio ambientale e si è sottolineato, giustamente, che per individuare le zone a rischio occorre elaborare carte della pericolosità e della vulnerabilità territoriale relativamente ai differenti rischi. Ma tali strumenti necessitano in primo luogo di un'adeguata base conoscitiva e geologica. Si è appreso anche un dato inaudito, che dovrebbe seriamente farci riflettere: in Sardegna sui circa 50 fogli previsti ne sono stati realizzati e pubblicati solamente 4. Sul resto regna l'ignoranza, l'incertezza, insomma, una base informativa inadeguata nonostante sia fondamentale per tanti scopi. Non sappiamo se quest'ignoranza sia solo colpevole o abbia invece i tratti del dolo, non sappiamo cioè, o forse lo si può immaginare, a chi e a cosa sia servito non disporre di strumenti analitici così importanti come quelli relativi alle aree a rischio di inondazione, di frana o di erosione costiera, per esempio, cosa che ha consentito la realizzazione di tante lottizzazioni sulle coste e sulle vallate alluvionali.

L'unica certezza è che oggi la classe politica non può far finta di niente. Allora si proceda con urgenza ad approntare corretti e adeguati strumenti conoscitivi del nostro territorio e accanto alla cartografia geologica e tecnica, a quella della vulnerabilità e dei rischi ambientali, si obblighino le autonomie locali a elaborare strumenti conoscitivi a scala adeguata, che siano un efficace supporto alle scelte di pianificazione. Si proceda con celerità a rafforzare la rete delle stazioni meteorologiche e a coordinare e integrare le informazioni delle stazioni esistenti, gestite da enti diversi della stessa amministrazione regionale: servizio idrografico e servizio agro-meteorologico regionale. Si provveda a dotare i bacini di stazioni idrometriche, si predispongano strumenti e modelli di gestione dei bacini fluviali, si preparino piani per le emergenze e si creino le strutture tecniche professionali per la loro gestione, come fanno tante Regioni più avanzate della nostra. Sia chiaro, senza strumenti adeguati sarà impossibile dare sostanza al piano di assetto idrogeologico regionale e superare la logica delle linee guida generali, che sono inadeguate, o quella della tutela perseguita attraverso strumenti di vincolo di parti del territorio ignorando il funzionamento sistemico e la complessità dell'ambiente.

Non si comprende inoltre come possano essere elaborati seri PUC senza adeguate direttive regionali in tema di sicurezza e prevenzione. Su questi strumenti vi deve essere un'attenzione pressante e continua, coinvolgendo il meglio delle conoscenze esistenti, creando comitati tecnico-scientifici che facciano da supporto alle scelte, ai piani ed i programmi complessi, coinvolgendo il mondo della ricerca e dell'università nell'individuazione delle direttrici generali d'azione. Intanto, però, si coordini in modo efficace l'esistente perché non accada che uno dei servizi essenziali per la prevenzione e il monitoraggio del rischio idrogeologico, il Sar, la domenica non rilevi dati perché è chiuso, come riportava in questi giorni un giornale regionale. Signor Presidente, forse i nubifragi e le catastrofi osservano il turno di riposo settimanale come i parrucchieri?

Dopo questi disastri verificatisi da Castiadas a Capoterra, da Bosa a San Vito, da Villagrande a Galtellì, la nostra comunità regionale, che ogni giorno deve affrontare tante avversità legate alle tremende crisi che l'attanagliano, dell'industria, dell'agricoltura, dei trasporti costosi e inefficienti, del prezzo stracciato del latte, del costo della vita più alto che altrove, ha necessità di recuperare fiducia, serenità e soprattutto sicurezza. Questo lo si può fare se si ricostruisce un clima di fiducia, se i nostri concittadini, così severamente provati, sentono le istituzioni pronte, vicine e consapevoli dei gravi problemi che debbono affrontare per ricostruire le case, i servizi, ripristinare le infrastrutture che hanno ceduto anch'esse, disastro nel disastro. E in tal senso deve essere chiaro che la stima dei danni per la ricostruzione e il ripristino è poca cosa rispetto a quanto necessario per prevenire ulteriori ed analoghi eventi che in certi territori, come hanno affermato anche altri colleghi che mi hanno preceduto, si ripetono con una certa periodicità.

Per questo è indispensabile che si lavori alacremente e non solo per riabilitare i servizi e ripristinare le infrastrutture, ma si approntino seri e ponderati progetti per fare una seria prevenzione: sistemazioni collinari e montane, briglie, arginature e canali di guardia, il cui onere deve essere a carico del Governo nazionale, che anch'esso è venuto sempre meno al suo dovere di affrontare seriamente i problemi della difesa del suolo dalle catastrofi idrogeologiche, ed ora non può cavarsela con le briciole o con il disinteresse, come mostra di fare, purtroppo, con le nostre ferrovie. Occorre insomma intervenire massicciamente con cognizione di causa.

È stato anche giustamente rilevato che sarebbe importante ripristinare il corpo delle guardie idrauliche, che potrebbe garantire una costante e competente vigilanza lungo le aste fluviali o affidarne i compiti ad altri soggetti appositamente preparati. Sulla stessa scia, occorre rivedere il ruolo degli uffici del Genio Civile e ripensare ad un piano complessivo d'intervento in tema di protezione civile, con particolare riferimento ad una puntuale individuazione dei mezzi, delle attrezzature, delle responsabilità, delle aree di rifugio per l'emergenza. Infatti, una misura fondamentale per reagire ai disastri è sempre la tempestività dell'intervento e il suo ottimale coordinamento. A questo punto è doveroso chiedersi: ma che fine ha fatto il piano regionale di protezione civile previsto dalla legge regionale 17 gennaio 1989 numero 3, recante interventi regionali in materia di protezione civile? Dove sono le attività regionali di previsione, prevenzione ed emergenza? In quale strumento conosciuto sono contenuti gli interventi diretti a tutelare l'incolumità delle persone, i beni, le attività produttive e l'ambiente dai danni derivanti da eventi calamitosi o da catastrofi di cui appunto all'articolo 1 della citata legge? Le vicende di questi giorni passati dimostrano che forse questa fondamentale norma era stata per molti versi dimenticata o non applicata. Si impone quindi un ripensamento, un suo recupero, un suo riesame, e se è necessario, una sua revisione. Ma gli obiettivi della norma sono validi e la sua applicazione è necessaria perché, non è superfluo dirlo, è necessario spendere subito e in maniera efficiente le somme già oggi disponibili per realizzare le opere infrastrutturali in tema di prevenzione.

Si pone poi il problema delle responsabilità degli amministratori locali. È stata commovente la collega Corrias, che ha esternato la sua solitudine come primo cittadino in una delle comunità più colpite da queste calamità, e ha la nostra solidarietà. Infatti la legge, come è noto e come è stato ricordato, affida al sindaco la responsabilità organizzativa della gestione delle emergenze idrogeologiche e sismiche, senza però che gli siano affidati contestualmente fondi sufficienti per far fronte a tali compiti. E poiché si tratta di compiti gravosissimi, non è giusto che a pagare per eventuali responsabilità siano solo i sindaci, che per altro operano in un quadro normativo e politico assai poco chiaro. Servono, insomma, regole certe e una politica complessiva capace di offrire sicurezza alle popolazioni, di preservare e valorizzare ecologicamente le nostre ricchezze paesaggistiche e il nostro inestimabile patrimonio ambientale.

Questa legislatura deve porsi l'obiettivo di contrastare il far west, le lottizzazioni selvagge, le politiche industriali dannose, gli abusi grandi e piccoli che depauperano irrimediabilmente le nostre risorse. È tempo di riportare al centro la politica questi problemi e contrastare senza indugi le zone franche dell'abuso e dell'illegalità. Da sempre noi Sardisti abbiamo condotto battaglie inascoltate per la difesa del nostro ambiente, unico e irripetibile, dall'assalto degli sfruttatori senza scrupoli. La Sardegna ha storicamente subito il taglio indiscriminato dei boschi e violenze ambientali di ogni genere. Si pensi ai disastri e agli inquinamenti lasciati dalle miniere che tingono di un rosso problematico e preoccupante i corsi d'acqua. Questi interventi sono stati spacciati per interventi indispensabili e necessari per garantire lo sviluppo, e troppo spesso, una volta fallite le imprese, ai sardi sono rimaste le rovine di un progresso effimero. Oggi questi fatti, purtroppo, dimostrano la preveggenza di noi Sardisti. Il sacco del territorio e scellerate politiche di sviluppo hanno messo a repentaglio una delle nostre risorse inestimabili. Oggi siamo chiamati a correre ai ripari.

Senza nuove regole e seri strumenti conoscitivi, sono impossibili una seria pianificazione urbanistica, una politica turistica rispettosa della nostra specialità, una politica industriale legata alle vocazioni del nostro territorio, un'agricoltura biocompatibile. L'ambiente è la nostra carta vincente, la nostra vera risorsa strategica. Su questo noi valuteremo l'operato della Giunta regionale e anche quello del Governo centrale, perché non vorremmo che la disponibilità finanziaria stabilita dal Governo centrale - gli diamo atto, con una certa tempestività - si risolva poi in una visione "balneare" di questi abusi se sono avvenuti sulle nostre più belle coste. Insomma, vorrei che ci fosse una sensibilità politica migliore, più coerenza e vorrei, appunto, raccogliendo una parte dell'intervento dell'onorevole Pili, che ho apprezzato per il modo costruttivo con cui l'ha esposto, che si raggiungesse una sintesi di fronte a un dramma del genere, al di là delle somme che possono essere quantificate in 150 o 50 milioni di euro. Io vorrei invitare l'onorevole Marrocu, che ha svolto il ruolo di rabdomante nel corso della discussione dell'assestamento di bilancio ed ha sostenuto che esistono 180 milioni di euro ibernati, se lo desidera, a prendere la parola e chiarire se ci sono anche queste somme a disposizione: In caso affermativo parte di queste deve essere utilizzata per dare risposte veloci a tutti i paesi che hanno subito questi disastri e soprattutto alle persone, che sono sempre e comunque quelle che pagano un caro prezzo, perché una volta passato il disastro le persone che hanno subito danni vengono dimenticate ed emarginate.

Mi auguro che si raggiunga una sintesi e si esiti una legge che dia risposte celeri, anche se dall'intervento dell'onorevole Pirisi ho capito che non ci sono preclusioni a reperire altre risorse quando discuteremo la manovra finanziaria. Adesso è opportuno consumare fino all'ultimo euro le somme a disposizione in attesa che si conosca, dopo un serio monitoraggio, il danno reale subito da queste comunità, danno che spesso viene erroneamente valutato a causa di una frettolosa analisi. Avremo il tempo, quindi, di investire subito queste somme e quantificare meglio, nell'arco di un paio di settimane, i danni reali che sono, secondo il nostro punto di vista, ben al di sopra di queste stime effettuate a caldo.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Assessori, colleghi, vorrei anch'io, in apertura del mio intervento, ringraziare la collega Corrias, sindaco di Baunei, perché credo che ci abbia ricordato il significato della nostra discussione di oggi, cioè la necessità sostanzialmente di dare alle popolazioni colpite una risposta che sia pronta e coraggiosa, come ha detto nel suo intervento che è stato forte nei sentimenti, ma misurato e dignitoso nei toni. Ci ha ricordato che in queste circostanze quello che conta non sono le parole, ma il fare, la concretezza e la dignità operosa e che in queste occasioni è opportuno ed importante lasciare da parte dissapori, divisioni, modi di pensare diversi che possono avere ragione d'essere in altre circostanze, ma non certamente in questa. Vorrei quindi provare ad essere misurato, come lo è stata lei e come, devo dire, lo sono stati in gran parte coloro che sono intervenuti oggi.

L'assessore Dessì ci ha ricordato alcuni fatti che comunque ci devono far riflettere; ci sono lacune importanti nel sistema di prevenzione, le ha anche ricordate il collega Atzeri. L'Assessore ha parlato di carenze nel sistema di progettazione e pianificazione delle infrastrutture, ha parlato di responsabilità diffuse, anche tra i progettisti, che non hanno tenuto conto dei vincoli idrogeologici; ci ha spiegato che per svariati motivi non è ancora operativo il Piano di assetto idrogeologico, che non abbiamo un sistema di protezione civile efficiente - ci sono soltanto dieci addetti a livello regionale - che non esiste un sistema di protezione civile delegato a livello locale e poi ci ha spiegato anche che il nostro servizio meteorologico in realtà non è in grado di operare in maniera compiuta, per cui il sistema di allerta è delegato al servizio nazionale.

Ecco, io credo che tutto questo, collega Onida, che ha provato a spiegarci alcune cose, l'Assessore non l'abbia detto per additare responsabilità specifiche. Io credo che le responsabilità affondino nel tempo, affondino nei decenni e di queste responsabilità non ha senso oggi richiamare il colore, forse non ha proprio senso parlarne, se non perché riteniamo, tutti insieme, che si possa fare di più e meglio, in termini di prevenzione, di quanto non si sia fatto fino a oggi. Quindi, forse, dobbiamo capire a che punto siamo senza guardare indietro, perché questo ci potrebbe dividere, per provare a pensare cosa invece possiamo fare.

Ho apprezzato altri interventi come quello del collega Davoli, ma anche del collega Atzeri, che ha parlato di una cultura pseudo modernista, che ci ha portato in passato a violentare la natura, ad avere con essa un rapporto conflittuale, a pensare che la possiamo imbrigliare. Concordo profondamente con quanto detto: negli ultimi decenni affondano le vere cause, le vere responsabilità anche di gran parte dei fenomeni che sono accaduti in questi giorni: l'erosione dei suoli, la desertificazione, gli incendi, il taglio indiscriminato dei boschi; è sparita, in questi decenni, dall'inizio del secolo, una superficie boschiva che era praticamente grande quanto tutto il Campidano, che ha la funzione di compattare i suoli e se fosse rimasta intatta almeno in parte, molti disastri sarebbero stati evitati. Ha parlato di strade costruite in maniera indiscriminata, senza considerare vincoli idrogeologici, cave abbandonate che sono in disuso, dove non sono state fatte le opere di ripristino ambientale. Possiamo aggiungere, qualcuno lo ha fatto, la presenza di un sistema minerario dismesso, non bonificato e poi, per gli eventi di questi giorni l'abbiamo riscoperto, perché lo sapevamo già, la costruzione di abitazioni anche sugli argini fluviali, in zone legate ai letti alluvionali dei fiumi, come è avvenuto purtroppo nella bassa Baronia, su canali tombati che sono esplosi, accanto a pareti soggette a crolli. Ecco, credo che su questo rapporto con la natura e l'ambiente dobbiamo profondamente riflettere.

Un'altra cosa su cui vorrei riflettere insieme a voi è che questo colpo che è stato inferto dall'alluvione alle zone interne non è soltanto un colpo che ci scuote negli affetti, che danneggia il nostro sistema economico, ma tocca la nostra stessa cultura e identità. Infatti l'Ogliastra e la bassa Baronia, sono zone dove le attività produttive sono quelle più tradizionali, sono legate al settore zootecnico, al settore agricolo, al settore caseario, sono quelle più vicine alla nostra cultura e alla nostra identità. Quindi credo di poter dire che oggi ognuno di noi è colpito, siamo colpiti e siamo tutti in qualche modo ogliastrini e baroniesi. Io ho in quei luoghi, nella bassa Baronia, la mia personale origine, ma credo che il nostro sentire sia comune. Ho in quelle zone rapporti e affetti con persone che sono state singolarmente colpite, ma soprattutto è stato colpito un sistema economico che era già minacciato, che era già profondamente in difficoltà. Sono state colpite, è vero, infrastrutture, attività produttive, abitazioni, ma sono stati colpiti anche gli strumenti per procacciarsi un reddito. Ci sono famiglie che non hanno perso soltanto i campi coltivati, non hanno perso soltanto il loro bestiame, hanno perso non solo un capitale, ma la possibilità di procacciarsi un reddito, di vivere, di vivere in maniera dignitosa, hanno perso un lavoro. Ecco, credo che questa preoccupazione debba essere anche alla base del lavoro che dovrà fare il commissario, perché questa sia anche un'occasione per ripensare allo sviluppo complessivo di queste zone.

Vorrei chiudere con un accenno a questa legge. Questa legge, a mio avviso, non è un contenitore di risorse, non va vista come un'operazione meramente finanziaria con la quale sommiamo delle cifre perché riteniamo che quelle cifre da sole possono in qualche modo risolvere i problemi. Questa legge è uno strumento per porre rimedio urgente al disastro che si è verificato nelle nostre terre. Va letta unitamente all'ordinanza ministeriale che dà poteri straordinari e speciali al commissario, e questi poteri non sono conferiti a caso, ma per dare flessibilità, immediatezza, snellezza agli interventi e per evitare che si ripetano episodi occorsi in occasione di altri disastri. Sono stati stanziati 50 milioni di euro, qualcuno dice che sono insufficienti, sicuramente dobbiamo adoperarci, e chiediamo tutti che la Giunta e il commissario si adoperino in questo senso, perché lo Stato nazionale non ci lasci soli e sappia mettere in campo altre risorse, oltre ai 10 milioni di euro stanziati in questi giorni . Però, come dice il comma 2 dell'articolo 2, questo è un contenitore dove potranno affluire altre risorse se sarà necessario e questo è un potere che, di fatto, viene dato al commissario.

Io concordo con quanto ha detto l'onorevole Pili, contrario alla politica del rialzo. L'ha detto con forza, l'ha detto con vigore, l'ha ripetuto, lo apprezzo per averlo detto e apprezzo anche il tono del suo intervento. I recenti sacrifici affrontati con la manovra di assestamento, in occasione della cui discussione abbiamo faticosamente recuperato, dalle pieghe del bilancio, 170 milioni di euro, al di là dei poteri rabdomantici del collega Marrocu, e che abbiamo dovuto impiegare per rimediare al disavanzo della sanità, ci dicono che la nostra Regione non ha risorse in eccesso, ma fa fatica a reperire quelle per mantenere in piedi la macchina amministrativa. Abbiamo vissuto, negli ultimi anni, al di sopra delle nostre possibilità, il nostro livello di indebitamento è cresciuto di dieci volte. Credo che anche in questa circostanza, soprattutto in questa circostanza, dobbiamo essere misurati, dobbiamo essere operosi, dobbiamo essere dignitosi come le popolazioni colpite, come i sindaci, come i mezzi di soccorso regionali, come i volontari che hanno, con dignità e coraggio, prestato la loro opera di primo soccorso alle popolazioni colpite.

Vogliamo quindi evitare, seguendo il suggerimento dell'onorevole Pili, che questa diventi un'occasione di spreco di risorse, che sarebbe poco comprensibile alla luce dei problemi attuali, sarebbe poco dignitoso. Vogliamo invece far sì che questa diventi un'occasione per attuare una politica di maggior rispetto della natura, per realizzare un riequilibrio profondo nel nostro rapporto con l'ambiente. Vogliamo e ci auspichiamo che questa diventi un'occasione non solo di ristoro per le popolazioni colpite, non solo di ricostruzione, ma anche di rilancio sociale, culturale ed economico delle zone dell'interno, dei centri minori dove risiede un pezzo importante, fondamentale della nostra identità e quindi anche un pezzo fondamentale del nostro futuro. Non possiamo permetterci di perdere questa occasione.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, io credo che oggi il Consiglio regionale sardo stia scrivendo una pagina importante e anche doverosa della sua attività e credo che la disponibilità che c'è stata da parte di tutti i Gruppi politici, andando al di là della prassi consolidata, di portare immediatamente in discussione una legge che dia ristoro ai danni che le popolazioni delle zone alluvionate hanno subito, sia un fatto importante. Così come credo che siano importanti i dati riportati dall'Assessore dell'ambiente, e peraltro anche dai giornali, sull'attività che è stata svolta dalle popolazioni dei territori colpiti; un'attività che essendo già volta al ripristino delle condizioni di agibilità dei paesi, delle vie di accesso e di comunicazione delle zone che sono state colpite dall'alluvione, la dice lunga sulla volontà che i sardi hanno di ritornare alla normalità e quindi sulla volontà delle popolazioni che sono state colpite negli affetti più cari e nei propri beni dall'alluvione della settimana scorsa, di ritrovare presto una nuova normalità. Credo che nell'aiutare la ricerca di questa normalità il Consiglio regionale stia facendo nient'altro che il suo dovere, mettendosi anche economicamente a fianco delle popolazioni colpite.

E, facendo forse una considerazione che in qualche misura è diversa rispetto a quella di colleghi che mi hanno preceduto, vorrei dire che io trovo anche ragionevole la ricerca delle cause, se cause ci sono, che hanno determinato i danni collegati all'evento atmosferico, nel senso che è compito di questo Consiglio regionale e non soltanto della magistratura, interrogarsi sull'eventuale sussistenza di responsabilità. Visto che noi abbiamo il dovere-diritto di servire la Sardegna anche attraverso leggi buone o interventi amministrativi buoni che eliminano i fattori di rischio eventualmente presenti, io credo che sia giusto che questo Consiglio regionale si interroghi sulla presenza di eventuali responsabilità, si interroghi sulle cause, soprattutto perché dalle cause discende la possibilità di accertare le eventuali responsabilità.

Credo che questo sarebbe estremamente significativo non soltanto per l'individuazione di eventuali responsabilità, ma anche per l'individuazione degli interventi più idonei per garantire nel futuro la prevenzione, nel senso che ciascuno di noi vorrebbe che episodi come quello che si è verificato due settimane fa in Sardegna non si verificassero mai, quindi ciascuno di noi ha particolarmente a cuore l'eliminazione di tutte quelle cause e di tutte quelle condizioni che possono essere fattori predisponenti che, insieme con quelli atmosferici, poi comportano lo scatenamento di eventi naturali che tanto danno possono fare alle persone e alle cose.

Fatta questa premessa doverosa, vorrei dire di aver letto con apprensione i giornali che hanno fatto il resoconto degli eventi dell'Ogliastra, di averli letti con apprensione perché in alcuni momenti ho visto, ho intuito una ricerca di responsabilità che, fatta a mezzo stampa e fatta tramite dichiarazioni che qualche volta sono frettolose e qualche volta sono rilasciate sotto la spinta dei sentimenti del momento, poi rimangono come dei macigni nella carta stampata e qualche volta, è la mia opinione personale, suscitano l'interesse della magistratura che noi vorremmo che non entrasse all'interno della politica, ma che può legittimamente indagare sugli eventi disastrosi che si sono verificati in Sardegna in questi giorni. Ecco, questo io lo dico perché credo che sia veramente importante che noi ci rendiamo conto di tutto ciò che abbiamo evocato in quest'Aula e quindi che nelle nostre parole mettiamo quel buonsenso, quella ragionevolezza, quell'equilibrio che poi è fondamentale a fare sì che la ricerca di responsabilità sia seria. Soltanto terminata la ricerca seria delle responsabilità, quindi, qualora abbiamo dei riscontri a questa ricerca, possiamo parlare con lingua libera e con cervello sgombro.

Dico questo perché è stata richiamata, all'interno di quest'Aula o sui giornali, l'esistenza del Piano per l'assetto idrogeologico (PAI), licenziato dalla Giunta regionale nel luglio del 2003, senza tuttavia dire a quanto ammontavano le risorse complessivamente quantificate dal PAI per poter fronteggiare il rischio idraulico e per mitigare il rischio di frana. Si è detto che su Villagrande Strisaili e sui territori che sono stati colpiti dall'alluvione per mettere in sicurezza il costone erano necessari 6 milioni di euro, non si è detto che l'intervento complessivo preventivato dal PAI è di 831 milioni di euro, cioè un intervento di 1.600 miliardi di vecchie lire, intervento che comunque non si poteva ipotizzare di eseguire in una volta sola. Forse non si è neanche tenuto conto delle dichiarazioni che sono state comunque rilasciate da autorevoli tecnici della Regione Sardegna stessa, si tratta di tecnici dell'Assessorato regionale dell'ambiente, che sui giornali assolvono gli amministratori di Villagrande dicendo che di fronte a precipitazioni che in poche ore hanno concentrato in un'area ristretta un metro di grandine e quantità eccezionali di pioggia, qualsiasi sistema di drenaggio si sarebbe rivelato inutile.

Ecco, io credo che di queste considerazioni, se sono frutto di uno studio approfondito e accurato della situazione ambientale, come noi pensiamo, l'Aula debba tenere conto, ma ne debba tenere conto nei suoi ragionamenti e anche nelle sue scelte, ad evitare che poi in quest'Aula o fuori da quest'Aula, affidiate alle pagine dei giornali, molte volte armate di armi impietose molto più delle dichiarazioni rese dai politici all'interno di quest'Aula, esternazioni che possano poi essere di nocumento, di intralcio a qualsiasi ragionamento serio sul problema e finiscano invece con l'essere come dei fucili puntati nei confronti di chi, come i sindaci dei comuni, in questo momento sta invece adoperandosi per cercare di contenere gli effetti del danno ambientale provocato dalle calamità naturali.

Per questo credo che bene abbia fatto l'assessore Mannoni a rilasciare dichiarazioni sul giornale, o comunque a fornire delle dichiarazioni che sono state interpretate dai giornalisti, indicando che non intende lanciare accuse nei confronti di nessuno. E ci mancherebbe altro! Nel senso che se l'assessore Mannoni potesse lanciare, il 10 o il 15 dicembre, delle accuse a qualcuno significherebbe che l'assessore Mannoni era a conoscenza, il 1° dicembre, di situazioni di gravissimo rischio e di situazioni di imminente pericolo e che, non avendo fatto niente, sarebbe ovviamente, come minimo colluso, ma direi colpevole, forse più degli altri. Quindi ragionevole è stata anche la dichiarazione che l'assessore Mannoni ha voluto rilasciare alla stampa, così come il ragionamento che l'assessore Dessì ha svolto oggi in Aula, assolutamente apprezzabile.

Per concludere, bene fa la Regione oggi a stanziare, poi continueremo a discutere sull'entità delle somme, quantità considerevoli di denaro per il ristoro di danni, che abbiamo la sensazione siano estremamente rilevanti, a favore dei territori dell'Ogliastra. Io direi che sarebbe importante tener conto delle preoccupazioni espresse nei giorni immediatamente successivi agli eventi quando ancora nel lutto della perdita delle vite umane già perveniva da parte di alcuni sindaci dei comuni più colpiti quasi una dichiarazione preventiva: "Per favore non utilizziamo male i soldi che stiamo andando a stanziare; per favore che siano di ristoro a chi ha subito danni seri e reali dall'alluvione e non a coloro che non avendo subito danni o avendone subito pochi poi riescono comunque a rientrare tra i beneficiari delle leggi che stanziano provvidenze regionali o statali." Ecco io credo che questo sia un messaggio importante, forse non tanto opportuno nel momento in cui è stato mandato, ma sicuramente importante nella sua sostanza, cioè un messaggio che dice: "Nessuno si arroghi il diritto di fare ciò che le popolazioni non consentirebbero o riterrebbero una beffa nei confronti dei danni reali subiti".

Ed è per questo che noi, che condividiamo assolutamente l'impostazione del testo unificato del disegno di legge e della proposta di legge che prevede che ci sia un commissario unico per la spendita delle risorse, quindi un commissario che si raccordi con gli Assessori competenti però sia il responsabile della spendita delle risorse, suggeriamo, e lo abbiamo fatto poi attraverso un emendamento presentato da tutti i Gruppi dell'opposizione, che ci sia il coinvolgimento, attraverso incarichi sub commissariali, di tutti i sindaci dei comuni che hanno subito danni. Primi fra tutti i sindaci di Galtellì e i sindaci di Villanova, di Villagrande, ma immediatamente dopo i sindaci di quegli altri comuni che sono stati comunque coinvolti dall'alluvione subendo anch'essi dei danni, e penso al comune di Talana, penso al comune di Orosei, dove ci sono gli sbocchi del fiume Cedrino che ha completamente tracimato invadendo totalmente la campagna di Orosei; penso a tutti quei comuni i quali con danni maggiori o minori sentono le proprie popolazioni coinvolte nell'evento calamitoso e quindi sarebbero ben contenti e soddisfatti se da questo palazzo del Consiglio regionale arrivasse un messaggio chiaro, cioè che i soldi stanziati vengono gestiti da un'autorità unica, da un'autorità controllabile, da un'autorità responsabile, quindi da un'autorità in capo alla quale sono allocate tutte le responsabilità nei confronti dei territori che hanno subito danni, ma non c'è la volontà di escludere le popolazioni e i rappresentanti delle popolazioni da questa gestione, anzi, c'è la volontà di operare insieme a loro, di operare insieme ai sindaci che hanno avuto i loro territori colpiti da queste sventure e cioè la disponibilità a lavorare insieme per la ricostruzione.

Alle popolazioni che hanno subito i danni non si può chiedere soltanto di operare insieme alle formichine verdi della protezione civile e del corpo forestale, come ha descritto l'assessore Dessì. Alle popolazioni colpite si deve chiedere anche sinergia con le autorità istituzionali regionali e quindi rapporto tra i sindaci e l'alto Commissario per la ricostruzione, cioè il Presidente della Regione, nella gestione diretta dei fondi che serviranno a riportare alla normalità la vita in questi territori dopo quanto si è verificato e che si può constatare visibilmente. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà. Il consigliere Liori rinuncia.

E' iscritto a parlare il consigliere Sanciu. Ne ha facoltà.

SANCIU (F.I.). Signor Presidente, Assessori e colleghi, vorrei innanzitutto esprimere la mia solidarietà alle famiglie delle vittime dell'alluvione e a tutte le popolazioni che sono state colpite da questa calamità. Quando la forza della natura si sprigiona con tutto il suo impeto e la sua irruenza, privando le persone della loro casa, dei loro beni, in molti casi della loro unica fonte di reddito e qualche volta purtroppo anche della vita dei propri cari, è naturale abbandonarsi alla disperazione e allo sconforto.

Per questo motivo, colgo l'occasione per ringraziare il Presidente del Consiglio e i Vicepresidenti che con la loro presenza immediata nei territori interessati dalla calamità hanno portato e trasmesso la solidarietà del Consiglio regionale, facendo sentire alla gente la vicinanza e il coinvolgimento delle istituzioni. Ho apprezzato molto anche le dichiarazioni del Presidente della Regione, che ha precisato e ribadito che quei territori non resteranno soli, e la sua sollecitudine e quella della Giunta nel recarsi sul posto e portare conforto alle popolazioni.

Adesso è necessario però che tutti noi, così come hanno fatto le genti del luogo, ci rimbocchiamo le maniche, forse con meno impegno fisico, ma con maggiore impegno politico, affinché la solidarietà si concretizzi in interventi reali, efficaci e commisurati all'entità dei danni subiti. In Commissione abbiamo già avuto occasione di soffermarci e confrontarci sull'ammontare della spesa che deve essere affrontata dalla Regione per superare l'emergenza e riportare quei territori ad una situazione di, speriamo, normalità e tranquillità. La Commissione, come ha riferito il Presidente Pirisi, ha lavorato con spirito collaborativo; le uniche divergenze riguardano la somma da stanziare per fronteggiare l'emergenza. La nostra richiesta, mi riferisco a quella del centrodestra, di stanziare per l'evento calamitoso la somma di 150 milioni di euro non va vista come una richiesta pretestuosa in una sorta di gioco al rilancio, ma si basa e si fonda sull'esperienza pregressa e sul dato storico. Siamo convinti che i 30 milioni di euro proposti dalla Giunta, che la Commissione ha elevato poi a 40 milioni, ai quali si aggiungeranno i 10 milioni del Governo nazionale, non siano affatto sufficienti, anzi, se volessi dirla tutta non sono sufficienti né gli uni e né gli altri. Ed è per questo che invito il Presidente della Regione, in qualità di commissario per l'emergenza, ad attivarsi presso il Governo nazionale per ottenere un incremento delle risorse statali. La cifra proposta di 150 milioni di euro, invece, è frutto di una riflessione e di un raffronto con quanto stanziato in analoghe situazioni.

Per l'ultimo evento calamitoso, mi riferisco all'alluvione del 1999, furono messi a disposizione 275 miliardi di vecchie lire, anche dopo aver preso in considerazione le istanze e le proposte avanzate dal centrosinistra. Secondo tecnici ed esperti che hanno effettuato sopralluoghi nei territori colpiti da questa alluvione, secondo quanto riferito dai sindaci e dagli amministratori locali delle comunità coinvolte e secondo la relazione presentata dal Genio civile, i danni visibili e immediatamente quantificabili in questa circostanza sono nettamente superiori a quelli del 1999, anche in relazione alle diverse dinamiche dell'evento. La nostra richiesta è confortata anche dalle autorevoli parole pronunciate oggi dal Presidente Spissu che, nel corso del sopralluogo, ha rilevato una situazione più grave di quanto immaginava ed è confermata dalla stessa relazione e dalle parole dell'Assessore dell'ambiente che ha tracciato un quadro grave della situazione in cui si trovano le popolazioni, definendo quel territorio bombardato.

Comprendo le difficoltà della Regione, ma ritengo che di fronte a questo stato di grave necessità non debbano esistere impedimenti di sorta, ma che si debba fare un ulteriore sforzo per recuperare tutte le risorse disponibili per fronteggiare e superare l'emergenza. Sono convinto che queste risorse possono essere individuate in quei capitoli di spesa che, con molta probabilità, non saranno impiegati o, come ha riferito l'onorevole Marrocu in Commissione, nel capitolo dei fondi straordinari per la calamità in agricoltura dove c'è una disponibilità di circa 180 milioni di euro. A questo proposito, mi sarebbe piaciuto sapere quanti soldi sono nascosti nei meandri dei capitoli del bilancio regionale.

Io inviterei il Consiglio ad accogliere l'emendamento che verrà presentato, perché la gravità della situazione richiede l'impegno di risorse adeguate e tempestività nell'azione per superare la drammatica situazione in cui si trovano e riportare quei territori alla vita normale. E' necessario innanzitutto rispondere ad un'esigenza primaria, consentire a coloro che hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni di farvi rientro al più presto, intervenendo con le opere di ristrutturazione e assestamento, mettendo le persone nella condizione di riacquistare arredi e beni irrimediabilmente o parzialmente distrutti. Occorre, di concerto, intervenire per ripristinare la rete viaria compromessa dall'alluvione e riattivare i collegamenti tra le zone colpite e il resto della Sardegna e tra i comuni limitrofi alle zone interessate. Vanno anche ripristinati i collegamenti rurali, in molti casi cancellati dalla furia delle acque, ma che sono fondamentali per il proseguo delle attività agro-pastorali. E' necessario intervenire per il risanamento dei campi, per la ristrutturazione dei capannoni, per ripristinare gli allevamenti e per dotare allevatori ed agricoltori di quelle attrezzature agricole compromesse o distrutte dall'alluvione. Bisogna pensare, quindi, alla ripresa dell'economia della zona che, come ha riferito l'Assessore, è stata colpita nelle sue attività primarie: la zootecnia, l'agricoltura, l'artigianato e il commercio, attività che rappresentano l'ossatura del sistema economico di queste aree e che hanno oggi subito ingenti danni. Una sommatoria di interventi e azioni urgenti e articolati che occorre mettere in atto per riaccendere la fiammella della speranza tra le popolazioni colpite. Le ricordo, inoltre, che la natura si è accanita con particolare violenza sull'Ogliastra, ma che anche altri territori, come ad esempio la Gallura, hanno subito danni: Padru è rimasta isolata per alcuni giorni. Quindi c'è da risolvere la questione generale della messa in sicurezza e la realizzazione delle opere di consolidamento dei terreni interessati dai dissesti idrogeologici nelle aree colpite e a rischio alluvione.

Non mi soffermo ulteriormente sulla questione del piano di assetto idrogeologico perché condivido quanto espresso dall'onorevole Onida. E' necessario che noi oggi non continuiamo a buttarci addosso le colpe l'un l'altro ma, sulla base dell'insegnamento che questo evento ci ha lasciato, dobbiamo impegnarci affinché non si verifichino più casi come quello che ha visto coinvolto il Sar, affinché il lodevole lavoro portato avanti dai suoi operatori non si limiti più alle normali ore di ufficio, ma possa essere svolto con continuità. Dobbiamo essere pronti perché quello che non si verifica in una vita si può verificare in poche ore, in pochi minuti, in pochi secondi.

Cogliamo l'occasione anche per ringraziare il Governo e il Ministro Pisanu per la tempestività con cui ha agito in questa e in altre occasioni, mi viene subito in mente il caso di Bonorva. Questo evento calamitoso si è verificato il 6 dicembre ed oggi abbiamo già il decreto governativo. Soprattutto esprimo un plauso alle forze dell'ordine, al corpo forestale, ai vigili del fuoco, ai Sassarini, a tutti i volontari che insieme alle popolazioni coinvolte e ai sindaci hanno lavorato instancabilmente giorno e notte per fare tornare subito quei territori ad una situazione di parziale normalità. Se permettete un augurio particolare lo voglio fare al Presidente della Regione che, in quanto nominato commissario per l'emergenza, sia da subito messo in condizione di poter disporre di risorse adeguate per poter affrontare questa emergenza, perché gli amministratori, gli operatori e le famiglie di quei territori si rivolgeranno a lei per essere aiutati. Mi rivolgo quindi a voi, colleghi consiglieri, affinché tutti insieme consentiamo al Presidente commissario di operare al meglio e con la giusta copertura finanziaria. Di nuovo auguri al Presidente per tutto quello che potrà fare e sappia che, in occasioni come questa, il nostro impegno sarà totale. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, Assessori e colleghi, il Consiglio regionale è chiamato a discutere sull'ennesima calamità naturale che ha colpito la Sardegna ed in modo particolare alcune zone della Sardegna, l'Ogliastra, la Baronia, la Gallura, ma anche tante altre zone della Sardegna. E' evidente che i sentimenti che pervadono oggi i colleghi del Consiglio regionale sono sentimenti di sgomento e di dolore per tutto quello che è successo, per le vite umane che sono state perse, per i danni materiali che sono stati causati: solo chi ha visto quelle zone può rendersi conto del reale danno che è stato causato da quest'alluvione. Oggi però credo che noi con mente serena possiamo fare un ragionamento in questo Consiglio, iniziando a dire che le operazioni di soccorso hanno visto una partecipazione congiunta per risolvere i problemi che sono stati creati dall'alluvione. Devo dire che la presenza dei volontari in Sardegna è stata determinante, ma anche gli organi dello Stato, della Regione, il corpo forestale, hanno avuto un ruolo fondamentale; pertanto si sono create delle sinergie e oggi, a pochi giorni da quell'evento, possiamo dire che la vita è ripresa nella sua normalità in quelle zone, le scuole sono state riaperte e quindi si sta già seriamente pensando alla ricostruzione.

Devo dire anche che in questi giorni non ci sono state polemiche, la gente e tutte le forze politiche, sia di maggioranza che di opposizione, hanno pensato che in questo momento di grande difficoltà per le popolazioni della Sardegna è assolutamente indispensabile, come primo obiettivo da raggiungere, superare la fase di emergenza. Naturalmente poi ci si confronta, si discute e si vede cosa fare nel prossimo futuro, però devo sottolineare che c'è stata una grande maturità politica da parte di tutte le forze presenti in questo Consiglio regionale, perché non mi pare che ci siano state delle speculazioni in merito, a parte forse qualche incomprensione.

Detto questo però, Assessore, bisogna anche capire cosa è accaduto, la gente vuole effettivamente comprendere perché è potuto succedere tutto questo e si domanda anche, come è ovvio, se era possibile evitare o prevenire questi eventi, domanda che oggi si deve porre anche questo Consiglio. Allora io dico subito che è difficile arginare eventi calamitosi di questa portata, perché qualunque intervento noi avessimo fatto credo che non avremmo potuto evitare questo disastro, però bisogna anche dire che l'opera dell'uomo può facilitare o attenuare la forza distruttrice della natura. Pertanto questo Consiglio regionale, nella passata legislatura, ha avviato un piano di assetto idrogeologico predisposto grazie all'apporto di tecnici capaci, che hanno fatto uno studio approfondito in tutto il territorio e che hanno portato oggi alla conoscenza del Consiglio regionale della Sardegna i punti di fragilità , e sono tanti, del territorio sardo. Pertanto è indispensabile adesso trovare le risorse affinché questo piano di assetto idrogeologico venga attuato. A questo fine sono necessarie ingenti risorse e non basteranno sicuramente soltanto quelle presenti nel bilancio regionale, ma è assolutamente indispensabile provvedere non solo con i finanziamenti comunitari, ma anche con i finanziamenti del Governo nazionale perché sicuramente gli interventi che devono essere fatti sono tantissimi.

Io credo che i fondi stanziati non sarebbero stati davvero sufficienti per evitare quanto è successo a Villagrande, ad esempio, perché gli interventi previsti nel PAI, il cui costo per quanto riguarda le frane nella zona di Villagrande ammonta a circa 6 milioni di euro, se anche noi li avessimo attuati tutti, se anche avessimo avuto le risorse disponibili e le avessimo spese, credo che noi non saremmo riusciti ad evitare tutto quello che è successo, perché nei decenni scorsi sono stati fatti interventi di chiusura dei canali o altri interventi che in qualche modo avrebbero dovuto impedire che questo potesse succedere.

Questa alluvione ha colpito in particolare Villagrande, ma non solo Villagrande, Villagrande possiamo dire che è stato l'epicentro di questo evento atmosferico, ma ci sono anche comuni importanti come Orzulei, Talana, Arzana che sono stati colpiti; così come nella valle del Cedrino in modo particolare Galtellì, ma anche altri comuni come Orosei, Irgoli, Loculi e Onifai hanno subito dei danni rilevanti, così come i comuni che si affacciano nel bacino del rio Posada, quali Torpè in modo particolare, ma anche Posada, Siniscola ed altri hanno avuto dei danni ingenti.

Assessore, io voglio fare una riflessione questa sera, perché con quello che è successo in questi giorni in Sardegna si potevano verificare danni ancora peggiori per tutta l'acqua che è stata riversata in quest'Isola nell'arco di poco tempo. In modo particolare, io ho già avuto modo di parlarne a Galtellì con l'Assessore ed il responsabile della Protezione Civile nazionale, nella zona di Oristano le precipitazioni sono state così intense che la diga cantoniera ha accumulato in questi giorni quasi 100 milioni di metri cubi di acqua dei quali 20 milioni soltanto in una giornata; questo significa che se non ci fosse stato quel grande invaso, quel grande serbatoio, sicuramente la zona di Oristano avrebbe avuto danni enormi a seguito di questa alluvione. Così come le dighe del Flumendosa hanno impedito che le zone meridionali della Sardegna subissero danni peggiori di quelli che hanno avuto, così come la zona della Gallura, a seguito degli invasamenti che ci sono stati nella diga del Liscia, ha potuto evitare danni peggiori.

Assessore, io ho presentato una interpellanza, in data 20 agosto del 2004, e praticamente chiedevo notizie sull'ipotesi di congelamento dei finanziamenti di due dighe la cui costruzione era stata già deliberata e programmata dalla Giunta precedente, cioè la diga di Santa Vittoria nell'Oristanese e quella di Abba Lughente sul rio Posada. Questo perché oggi noi ci rendiamo conto della importanza degli invasi la cui presenza non solo ci ha garantito risorse idriche per i prossimi anni, ma soprattutto ha evitato danni peggiori. Devo dire anche che ci sono stati allagamenti nelle due zone della Baronia, sia nella zona del Cedrino che sul rio Posada, proprio perché il sistema delle dighe a monte è insufficiente. Noi nella diga del Cedrino abbiamo un invaso in costruzione che è quello del comune di Orgosolo a Cumbidanovu che sicuramente, se fosse stato già ultimato, avrebbe consentito, con la sua capienza di circa 13-14 milioni di metri cubi d'acqua, di trattenere una parte delle acque che sono scese a valle. Anche per il rio Posada, in un bacino idrografico che mediamente garantisce circa 200 milioni di metri cubi d'acqua e con un invaso che è capace di invasare appena 25 milioni c'è un progetto importante per la costruzione di un invaso che potrebbe contenere circa 60 milioni di metri cubi d'acqua; io sono convinto che se quell'invaso fosse stato già realizzato quelle zone non avrebbero subito i danni e l'allagamento che si è verificato in questi giorni.

Questo praticamente significa che siccome spesso sulle dighe si è parlato e sparlato, perché adesso sono diventati tutti ambientalisti, tutti quanti vorrebbero che ci fosse la risorsa idrica ma che non si costruissero dighe, però poi ci rendiamo conto che sono utili non soltanto nei lunghi periodi di siccità quando abbiamo bisogno dell'acqua ma, come abbiamo visto in questi giorni, anche in caso di alluvioni, queste dighe, che sono nate come dighe di laminazione, hanno un ruolo importantissimo perché evitano gli allagamenti che storicamente si sono ripetuti in quei territori. Pertanto, se si attuassero gli interventi che sono stati già ampiamente previsti e programmati in quei territori, credo che nel prossimo futuro si potrebbero evitare simili tragedie. È ovvio che questo non basta, ci vogliono anche altri interventi, lo diceva prima qualche collega, bisogna fare i banchinamenti giusti, non coprendo i canali ma lasciandoli aperti, la manutenzione dei canali, bisogna fare tutta una serie di interventi nel territorio - e non solo a valle ma anche a monte, riattivando la forestazione - ampiamente previsti nel piano di assetto idrogeologico, il cui iter di approvazione la Giunta regionale ha in qualche modo completato e che, dalle dichiarazioni che ho sentito proprio questa mattina, sarà tra breve reso esecutivo.

Però bisogna dire anche che, nonostante il PAI non sia stato definitivamente approvato, noi da un paio di anni stiamo programmando e stiamo impegnando le risorse stanziate sulla base dello studio che è stato predisposto dalla Regione sarda, per cui non sarebbe cambiato molto se anche noi l'avessimo approvato qualche anno prima. Voglio dire che anche se sicuramente c'è stato qualche ritardo da parte di qualche Assessorato, la Regione non è stata con le mani in mano, ha fatto quello che doveva fare. Io mi auguro che questo strumento così importante per la crescita e lo sviluppo della Sardegna, divenga finalmente esecutivo e soprattutto che vengano recuperate le risorse per fare in modo che questi fenomeni che hanno caratterizzato la Sardegna in tutti questi anni non si verifichino più.

Le risorse che la Giunta regionale ha stanziato per risarcire i danni causati da questa alluvione, in tutto quaranta milioni di euro più dieci milioni di euro distanziati dal Governo nazionale, secondo noi sono insufficienti. Noi diciamo che sono insufficienti perché sappiamo che i danni sono maggiori, anche perché io credo che la stessa Giunta, dal momento in cui ha chiesto sessanta milioni di euro già in piena fase di emergenza, ha ritenuto che i danni fossero ancora maggiori. Però io, come altri che mi hanno preceduto, non sono d'accordo che si faccia la corsa al rialzo su questa materia, verifichiamo i reali danni che ci sono stati e poi impegniamo le risorse. Io credo che in questa materia ci voglia realismo, bisogna risarcire quelli che hanno subito danni, bisogna fare gli interventi che devono essere fatti, però dobbiamo impegnare le risorse che servono, non di più, ma neanche di meno. Credo che se bastano sessanta milioni di euro sia giusto spendere questa cifra, però se sono necessarie, come riteniamo, maggiori risorse, sia necessario reperirle.

Noi abbiamo presentato un emendamento che prevede 150 milioni di euro, perché crediamo che effettivamente questo sia l'ammontare dei danni, però dal testo di legge che è stato approvato anche dalla Commissione mi pare che non sia chiaro, per esempio, chi debba fare l'istruttoria per quanto riguarda i danni che sono stati causati, e non ho capito se il comma 3 dell'articolo 2 praticamente si riferisca ad una parte dei danni, o a tutti i danni che sono stati provocati, perché nella legge numero 26 del '99 noi abbiamo individuato alcuni soggetti che dovevano fare l'istruttoria e quindi dovevano quantificare i reali danni. Ad esempio per quanto riguarda i danni agricoli noi abbiamo individuato gli ispettorati agrari, per quanto riguarda i danni alle infrastrutture, alla viabilità etc. abbiamo individuato gli uffici del genio civile e comunque non so se questo comma si riferisca a tali istruttorie. Vorrei che su questo ci fosse maggiore chiarezza anche per evitare che si verifichino cose spiacevoli.

Io credo che la trasparenza, come diceva qualcuno, sia un elemento essenziale anche per la ripresa della vita normale di quei territori, anche per fare in modo che gli interventi vengano fatti con la dovuta attenzione e che vengano, come dicevo prima, risarciti i danni realmente subiti. La Provincia di Nuoro ha fatto un suo studio e i soli danni alla viabilità provinciale ammonterebbero a venti milioni di euro, il genio civile ho visto che ha presentato un lungo elenco di danni causati da questi eventi, soprattutto nella Provincia di Nuoro, oltre la viabilità ci sono danni al settore agricolo, non solo alle colture ma soprattutto ai mezzi. Noi abbiamo presentato un emendamento in tal senso perché io ho visto certe aziende agricole che hanno perso i trattori, che hanno perso tutta una serie di attrezzature che servono per la conduzione delle aziende; pertanto vorrei che fosse previsto anche il pagamento di questi danni perché in un settore come quello agricolo, che noi sappiamo essere già in gravissima crisi, vorremmo - e credo che comunque questa sia anche la sensibilità della Giunta - che nessuno venisse lasciato a piedi, che tutti quanti avessero la possibilità di essere risarciti da parte del Governo della Regione e quindi che la legge che ci apprestiamo ad approvare sia idonea a sopperire a tutte queste esigenze.

Io chiudo dicendo che questo Consiglio regionale in un momento così drammatico è chiamato a dare risposte…

PRESIDENTE. Penso che abbia esaurito il tempo a sua disposizione, onorevole.

Hanno rinunciato a parlare gli onorevoli Cucca, Barracciu, Liori e Marrocu. Quindi si sono conclusi gli interventi dei consiglieri. Ha facoltà di parlare l''Assessore dei lavori pubblici.

MANNONI, Assessore dei lavori pubblici. Signor Presidente, signori consiglieri è la prima volta che intervengo in Consiglio quindi provo una comprensibile emozione, ma devo dire che l'emozione maggiore è quella di parlare di un evento che ha colpito la nostra Isola, le nostre popolazioni, quindi il nostro territorio. Come si è già detto è un evento che si ripete, un evento quasi ciclico al quale probabilmente ancora non ci siamo preparati ed attrezzati completamente, come diceva stamattina l'assessore Dessì.

Io ho partecipato quasi tutta la giornata di ieri ai lavori della Commissione consiliare, nel corso dei quali ho potuto apprezzare la collaborazione e l'intesa con l'opposizione, si è lavorato attivamente e devo dire che, al di là di qualche accento polemico che poi tenterò di spiegare, anche in Aula il dibattito è stato molto approfondito, interessante e molto concorde sull'analisi della situazione e anche spesso sui rimedi. Abbiamo elaborato insieme in Commissione un testo di legge ed oggi la discutiamo, una legge tempestiva, in soli dieci giorni il Consiglio regionale ha predisposto un testo, quasi pareggiando l'intervento del Governo che solo ieri - non dico solo ieri sennò poi faccio una gaffe - ha emanato un'ordinanza che tutti aspettavamo. Devo anche dire, però, che la Giunta il giorno stesso dell'evento, il 7 dicembre, è stata presente nei luoghi colpiti dall'alluvione; io ho festeggiato il mio compleanno, non ne faccio una questione personale, mi ha fatto piacere, stando vicino - non è retorica, lo dicevo al Presidente e all'assessore Dessì - a chi stava male; ho camminato per tre ore con un Assessore comunale di Villagrande, che tra l'altro è un dipendente della Regione, un geologo, e ho potuto constatare la situazione subito dopo quello che era avvenuto ed era veramente terribile, sembrava quasi che si fosse verificato un terremoto. Questo per dirvi che la partecipazione è stata personale ed istituzionale.

Dagli interventi oggi è emersa proprio la necessità fare qualcosa, ma anche di cambiare qualcosa. Parliamo delle cause degli eventi. Io non ho fatto il processo a nessuno, non lo potevo fare, ho solo fatto una dichiarazione - e mi rivolgo in particolare all'onorevole Onida che c'è e saluto perché apprezzo il suo richiamo all'amicizia, che io rinnovo e credo che sia anche adesso viva come sempre - ho solo risposto, può darsi che mi si perdonerà forse per la poca esperienza, ad un giornalista dicendo che la Regione aveva adottato il PAI (il piano di assetto idrogeologico) nel luglio 2003. Mi è stato chiesto perché non è entrato in vigore, ed ho risposto che non lo sapevo. Ho detto una bugia, perché conosco le ragioni per cui non è entrato in vigore, conosco le difficoltà che l'assessore Onida ha incontrato, difficoltà anche di tipo tecnico, che potrebbero essere le stesse che ho trovato io in questo periodo, però non ho fatto un processo a nessuno. Mi è parso importante ricordare e riconoscere la validità di quel piano, perché ho detto, nel caso di Villagrande ho letto la scheda, che era tutto previsto; ma non che la Giunta doveva intervenire immediatamente per impedire che l'evento si verificasse, come diceva l'onorevole Vargiu. Il PAI prevede per le zone a rischio R4 e R3 - in termini non tecnici rischio molto elevato e rischio elevato - una spesa di almeno 1500 miliardi di vecchie lire; è chiaro che nessuno addebita alla Giunta scorsa di non avere speso questi soldi perché non li aveva.

Se io vi leggo la descrizione del PAI fa venire i brividi, perché c'è scritto che "L'area interessata dal fenomeno coinvolge masse di intrusioni granitiche e localmente di ipoabisaliti (sarà una roccia probabilmente) sui versanti spogli e ripidi, destabilizzati sovente dall'inserimento del tracciato stradale", quindi già vedete come l'intervento umano non si coordina con la natura, anzi si sovrappone alla natura; e ancora: "I fenomeni verificati sono connessi generalmente ad eventi metereologici notevoli che agiscono su materiale instabile che si distacca da pareti, nelle ipoabisaliti, o rotola lungo il versante nei graniti", cioè è scritto quello che è avvenuto. Ma non ho detto che la Giunta presieduta dall'onorevole Pili e che gli Assessori erano responsabili, me ne guarderei bene, non l'ho detto e non l'ho pensato, ho solo riconosciuto la validità di un PAI che adesso noi riprendiamo e che sarà reso esecutivo, anche perché è un obbligo previsto dalle leggi nazionali.

Ho sentito che l'onorevole Pili ha detto: "Abbiamo fatto un piano", avete fatto un piano che si doveva fare perché la legge così prevede; io non voglio accusare nessuno, ma è un dovere istituzionale, il piano va fatto e va reso esecutivo entro dicembre, perché se non lo facciamo, a parte la sicurezza delle persone e dei beni, non ottemperiamo ad un obbligo imposto dalla Comunità europea, e non potremo più avere fondi comunitari per l'azione organica 1.3 cioè la difesa del suolo. Quindi vorrei proprio che questo fosse chiaro, nessuno ha fatto il processo a nessuno, e voglio chiarirlo formalmente e darle assicurazione di ciò, onorevole Onida. Tra l'altro lei citava i funzionari che hanno collaborato alla stesura del piano come persone validissime, che io conosco, come lei ben sa, da anni per averci lavorato insieme, perchè sono stati miei collaboratori, e mi vanto con loro di avere elaborato prima del 2000, anche se poi è stato approvato nel 2000, il primo piano di individuazione del rischio idrogeologico in Sardegna. È stato fatto con i soli tecnici della Regione, eravamo nel '99, nello stesso anno in cui l'onorevole Ladu divenne assessore, e fu approvato dalla Giunta nei primi del 2000. Quindi a quei dirigenti e a quei funzionari io mi sono rivolto e mi rivolgo anch'io per ringraziarli per la loro grande professionalità.

Però abbiamo detto che qualcosa non va, qualcosa non è andato nelle politiche della regione e del sistema pubblico in termini di difesa idrogeologica. Io riflettevo col mio direttore generale l'altro giorno e ci dicevamo: "Insomma, perché non funziona il sistema, cosa manca?" La prima analisi che faccio è questa: l'organizzazione della Regione è oggi sostanzialmente un'organizzazione di spesa. Occorre fare una rivoluzione culturale all'interno della Regione, credo che questo sia un dovere nostro e della Giunta, su questo credo che il presidente Soru abbia già dato dei segnali abbastanza forti, interni ed esterni. Il presidente Soru in questo momento è riunito con i direttori generali, sta lavorando proprio sul terreno dell'organizzazione per cambiare le cose in Regione. ma cosa vuol dire? La Regione è oggi attrezzata come soggetto di spesa. Quindi bisogna fare un salto forte di qualità, gli ingegneri devono smettere di fare i decretatori e passacarte, devono lavorare sul territorio. Gli uffici del genio civile devono smettere di progettare i gabinetti delle caserme dei Carabinieri, perchè a questo siamo arrivati, o gli stanzini delle prefetture, e devono tornare a fare quel lavoro che lo Stato italiano, ahimè, prima che fosse istituita la Regione faceva; gli uffici del genio civile erano punti di riferimento sul territorio, c'erano i sorveglianti idraulici che oggi non esistono più. Quindi è necessario fare un salto di qualità, un salto culturale, un salto organizzativo, e soprattutto è indispensabile una nuova Regione che si rapporti agli Enti locali in modo diverso.

Guardate, la difesa idrogeologica oggi è finanziata così come si finanziano le piazze, come si finanziano le chiese, come si finanziano le strade urbane. Ma la difesa idrogeologica è un'altra cosa. Onorevole Ladu, onorevole Onida, il comune di Villagrande - io sono stato vicino al sindaco e l'ho abbracciato proprio affettuosamente, perchè ho capito il suo dramma, il suo dolore, che era un dolore incredibilmente vero, forte - ha finanziamenti dal 2000 per fare un piccolo canale di guardia, non avrebbe risolto niente, metto le mani avanti, però non li ha ancora spesi. I consorzi di bonifica solo oggi fanno gli appalti per le opere decise dopo l'alluvione del '99. Il consorzio di bonifica della Sardegna meridionale fa l'appalto oggi, dopo cinque anni! Ma erano o no interventi da fare con urgenza? Avevano addirittura i poteri acceleratori. Allora mi chiedo: che facciamo? Il sistema in questo modo non tiene, allora occorre probabilmente far sì che gli interventi di difesa del suolo non siano più interventi ordinari ma interventi straordinari, occorre creare strutture della Regione forti, dotate anche di poteri sostitutivi nei confronti del sistema degli Enti locali, perché noi non vogliamo negare la loro funzione, non tutti gli Enti locali hanno difficoltà, ma spesso io riscontro che nel sistema della difesa del suolo, la progettazione è carente, è fatta spesso da progettisti che non sono all'altezza del mestiere. Scusate se questa è una denuncia, ma io la voglio fare in questa sede. Quindi ci riorganizzeremo, certo che ci riorganizzeremo, assumiamo l'impegno di creare uffici più efficienti, tecnici, presidi del territorio, una Regione che sappia veramente essere una struttura di riferimento e di assistenza tecnica nel settore.

Torno alla legge, perché abbiamo proposto una legge apparentemente semplice, di pochi articoli; mi sono cimentato io personalmente a scriverla, mi sono chiesto come scriverla. In un primo momento mi sono detto: ricopio la legge 26; poi ho pensato: no, non conviene, perchè facciamo una legge troppo lunga, piuttosto è meglio fare una legge che la richiami, anche perché noi sabato eravamo già in contatto con la protezione civile, con dottor De Bernardinis e poi abbiamo avuto contatti con Bertolaso; avevamo già il loro testo a disposizione, ed è un testo che sostanzialmente ci è piaciuto, abbiamo proposto alcune integrazioni che sono state accolte. Questo testo dà poteri straordinari al Presidente della Giunta regionale, che è nominato commissario delegato per l'emergenza dell'alluvione ed ha una serie di poteri straordinari di intervento, sulla base di tipologie di spesa e di intervento definite, ha poteri derogatori, quindi fondamentalmente l'ordinanza copre una buona parte di tipologie degli interventi necessari, però non le copre tutte. Per questo ho deciso di integrarla con la legge numero 26, facendo un unico provvedimento per fare sì che intorno al commissario si coagulino tutte le risorse disponibili in un protetto di intervento unitario, integrato ed efficiente. Si tratta, quindi, di una legge di finanziamento ma, anche se indirettamente, qui non è scritto, di una legge di organizzazione, perché, guardate, non si spende, non si spende in modo efficiente e non si spende bene se non si è attrezzati e organizzati in modo efficiente. Inoltre la spesa va selezionata e qui andiamo all'importo totale del finanziamento. Diciamo che è un importo iniziale, ma non è tutto, perché si fa riferimento anche ad altri fondi del bilancio ordinario della regione, al fondo di solidarietà in agricoltura, ma dobbiamo spendere queste risorse in modo efficiente.

Quando siamo stati a Galtellì e Villagrande, mi sono permesso di anticipare ai sindaci, e credo che il Presidente su questo sia d'accordo, anzi sono sicuro che lo è, la decisione che il Commissario governativo non starà Cagliari ma nei comuni, questo perché non dobbiamo intendere il Commissario governativo come una persona. Vorrei rispondere all'onorevole Pili, il Commissario governativo è un'organizzazione che ha un responsabile che è il Presidente, ma non è una persona. Guai se pensassimo che tutto si svolge intorno ad una persona, sarebbe un uomo solo, totalmente solo, incapace ad organizzare alcunché. L'uomo lavora con l'organizzazione. Allora noi diciamo: "intorno all'ordinanza noi creiamo un'organizzazione", quindi creiamo degli uffici che affianchino le amministrazioni locali, anzi li creiamo direttamente nei comuni, perché dobbiamo rapportarci questa volta direttamente alle popolazioni, alle famiglie, a coloro che hanno le attività commerciali danneggiate, agli agricoltori. Io credo che noi dobbiamo fare uno sforzo organizzativo, dare una risposta da lunedì mattina, da quando avremo la legge pubblicata e da quando avremo l'ordinanza esecutiva, dovremo fare uno sforzo fortemente organizzativo che questa ordinanza ci consente. Perché è vero che qui non ci sono i sub commissari, che guardate non ci interessano, a noi interessa il sistema complessivo integrato; l'ordinanza è fatta dal Governo di centrodestra, non abbiamo niente da dire, è fatta bene, perché prevede la possibilità di avvalersi dei sindaci, delle strutture pubbliche, prevede una libertà organizzativa e un'articolazione che può essere utilizzata, secondo me, devo dire anche a livello sperimentale, dobbiamo dimostrare ai sindaci che non saranno soli. I sindaci ci hanno chiesto di stare al loro fianco anche nelle valutazioni. In alcune zone della Sardegna c'è un modo anche delicato di rapportarsi, da parte dei sindaci, alle famiglie danneggiate, ai soggetti danneggiati. La Regione sarà a fianco dei sindaci con strutture amministrative e strutture tecniche; articoleremo il sistema in modo efficiente e al Consiglio daremo risposte in termini di programmi avviati e di programmi realizzati.

Torniamo alla legge velocemente: la legge è una legge integrata. Noi creiamo un fondo unico di quaranta milioni di euro, e complessivamente però attiviamo cinquanta milioni di euro che sono cento miliardi di lire. Vorrei che si tornasse un po' alla valutazione in lire, perché cinquantamila euro sembrano poca cosa ma sono cento miliardi di lire. Noi vogliamo fare interventi selettivi, immediati, io sono sommerso dalle richieste, sono tutti alluvionati, sono tutti terremotati. Un comune ha chiesto, non faccio il nome, la calamità naturale perché ha avuto le fogne intasate. Ho apprezzato - e l'assessore Dessì era con me il giorno che siamo stati a Villagrande - il sindaco di Lanusei che ha detto: "Io ho avuto danni, non ne chiederò il rimborso", perché capiva che rispetto a Villagrande Lanusei non aveva avuto quasi danni. Allora faremo una selezione della spesa e stabiliremo le priorità e questo fondo sarà ripartito quando avremo la certezza, a breve, magari fra venti giorni, circa la destinazione dei fondi stanziati. È inutile, onorevole Pili, che si mettano i soldi già nei capitoli, è una finzione, un puro formalismo giuridico. Noi non siamo per i formalismi giuridici, noi siamo per una legge che sia realmente applicabile in modo efficiente e con strumenti nuovi. L'istituzione di un fondo unico non implica l'attribuzione di troppa discrezionalità alla Giunta; serve a dare al Presidente della Giunta i poteri commissariali che l'ordinanza gli attribuisce.

Quindi nell'articolo 1 abbiamo il fondo, diciamo che questo fondo viene utilizzato per attuare tutti gli interventi che la legge attiva, compresi quelli dei 10 milioni di euro stanziati dal Governo. Al comma 2 sono previste tutte le tipologie di intervento, quelle stabilite dall'ordinanza e quelle stabilite dalla legge 26, pertanto questa è una legge che prevede l'integrazione di tutti gli interventi. C'è tutto. Forse mi si dirà che la lettura non è facile. Bene, allora se non è facile ci impegneremo martedì mattina a fare come fanno le regioni più serie, a predisporre un testo coordinato che disciplini veramente il sistema completo. Però vi assicuro che qui c'è tutto; abbiamo i finanziamenti ai Comuni per le operazioni di emergenza, abbiamo i finanziamenti ai comuni e alle province per la riparazione di danni alle infrastrutture pubbliche in genere; abbiamo i contributi ai privati per il ripristino di unità immobiliari danneggiate e per il reperimento di sistemazioni alternative - intervento questo, che non era contemplato dalla legge 26 e che è presente in questa legge perché lo prevede l'ordinanza - nonché per il ristoro del danno subito dai i beni immobili di prima necessità. Prevediamo gli aiuti alle aziende agricole per i danni alle strutture aziendali, ai sensi dell'articolo 23 della legge regionale numero 8, disponendo, e questo è un emendamento che è stato proposto in Commissione, che alla copertura finanziaria si provveda con le risorse provenienti dal fondo di solidarietà in agricoltura, quindi sono fondi aggiuntivi che arriveranno.

Abbiamo previsto finanziamenti per favorire la ripresa delle attività delle imprese commerciali, artigianali, professionali, di servizi e turistiche e per la riparazione dei danni alle relative strutture. Qui integriamo due ipotesi, una che è nella ordinanza e una che era nella legge numero 26, cioè si integrano le due possibilità. Abbiamo gli interventi di sistemazione e di riassetto idrogeologico privilegiando, diciamo, sto pensando adesso alle cose richiamate in diversi interventi, ai tombamenti - così si chiamano, non tombinamenti - privilegiamo tecniche di rinaturalizzazione, di ingegneria naturalistica. A questo proposito non mi piacerebbe farlo, ma devo ricordare che la Regione qualche ventennio fa ha fatto programmi, finanziando direttamente gli interventi di tombamento di questi canali, ha fatto addirittura programmi di spesa, quando i soldi erano molto di più di quelli di oggi, di centinaia di miliardi; programmi addirittura pluriennali, i cui risultati abbiamo visto a Villagrande in questa occasione, sempre senza fare processi.

Abbiamo previsto quindi tutta la gamma degli interventi che verranno realizzati attraverso un piano che il Presidente farà, anche in qualità di commissario delegato per il superamento dell'emergenza alluvionale. Sarà un programma complessivo nel quale confluiranno non solo i finanziamenti di questa legge, ma se leggiamo il secondo comma dell'articolo 2 anche tutte le altre risorse comunitarie, nazionali, regionali e locali comunque assegnate o destinate agli interventi che siano strettamente correlati alle finalità del superamento dell'emergenza. Quindi tutto ciò che nel bilancio in qualche modo attiene alla difesa del suolo, potrà essere individuato e utilizzato per queste finalità. C'è poi la possibilità di procedere ad un assestamento sulla base delle varie esigenze, attraverso successivi variazioni ed assestamenti di bilancio perché questi fondi andranno, ovviamente, nelle UPB degli assessorati...

PRESIDENTE. Prego Assessore, concluda il suo intervento.

MANNONI, Assessore dei lavori pubblici. Ho finito. Ringrazio ancora tutto il Consiglio per questo dibattito utile, che ha arricchito anche me personalmente, che è stato di stimolo, e ringrazio la Commissione per avere lavorato unitariamente. È un ringraziamento a tutti, anche perché oggi ho fatto il mio primo discorso ed è stato per me una grande emozione.

PRESIDENTE. Grazie Assessore. Siamo in fase di votazione. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Chiedo la votazione nominale.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri AMADU, ARTIZZU, RANDAZZO, MORO, Matteo SANNA, LIORI, MURGIONI.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

Rispondono sì i consiglieri: ADDIS - AMADU - ARTIZZU - ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCAREDDU - BIANCU - BRUNO - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPELLI - CERINA - CHERCHI Silvio - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - DEDONI - DIANA - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LA SPISA - LADU - LANZI - LICANDRO - LICHERI - LIORI - LOMBARDO - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MORO - MURGIONI - ONIDA - ORRU'- PILI - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PORCU - RANDAZZO - RASSU - SABATINI - SALIS - SANCIU - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo - SANNA Simonetta - SCARPA - SECCI - SERRA - SPISSU - URAS - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 71

Votanti 71

Maggioranza 36

Favorevoli 71

(Il Consiglio approva).

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 1, al quale sono stati presentati due emendamenti.

Si riporta il testo dell'articolo e degli emendamenti

Art. 1

Interventi urgenti e autorizzazione di spesa

1. Per fronteggiare le conseguenze degli eventi alluvionali e di dissesto idrogeologico verificatisi in Sardegna nel mese di dicembre del 2004, nei comuni individuati con deliberazione della Giunta regionale entro dieci giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, è autorizzato, a titolo di anticipazione o a titolo di integrazione dei finanziamenti che verranno disposti dallo Stato per le medesime finalità, lo stanziamento di euro 40.000.000. La Regione è, altresì, autorizzata ad anticipare la somma di euro 10.000.000 derivante dal primo stanziamento previsto dall'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri relativa ai primi interventi urgenti di protezione civile diretti a fronteggiare i danni conseguenti ai suddetti eventi alluvionali. Con tali stanziamenti, da gestire nell'ambito del proprio bilancio, la Regione è autorizzata ad attuare gli interventi previsti nel programma di cui al successivo articolo 2, comma 2.

2. Lo stanziamento di cui al comma 1 è destinato alle seguenti tipologie di intervento:

a) finanziamenti ai comuni per le operazioni di emergenza di cui alla legge regionale 21 novembre 1985, n. 28 e successive modifiche ed integrazioni;

b) finanziamenti ai comuni, alle province ed agli enti o società a capitale pubblico gestori di pubblici servizi, per la riparazione dei danni alle infrastrutture viarie, idriche, idrauliche, fognarie e igienico sanitarie o comunque destinate a pubblici servizi;

c) contributi ai privati per il ripristino delle unità immobiliari danneggiate e per il reperimento di sistemazioni alternative, nonché per il ristoro del danno subito dai beni mobili di prima necessità;

d) aiuti alle aziende agricole per i danni alle strutture aziendali, comprese le strade interpoderali, alle produzioni ed alle scorte vive e morte ai sensi dell'articolo 23 della legge regionale 11 marzo 1998, n. 8; ad essi si provvede con le risorse provenienti dal fondo di solidarietà in agricoltura. Tali interventi sono effettuati nel rispetto dei criteri e degli orientamenti in materia di aiuti di stato approvati dall'Unione Europea;

e) finanziamenti per favorire la ripresa delle attività delle imprese commerciali, artigianali, professionali, di servizi e turistiche e per la riparazione dei danni subiti dalle relative strutture;

f) finanziamenti per favorire la ripresa delle attività delle imprese produttive e per la riparazione dei danni subiti dalle relative strutture e dalle infrastrutture primarie delle aree industriali ed artigianali ricadenti nei comuni di cui al precedente comma 1;

g) interventi di sistemazione e riassetto idrogeologico, privilegiando tecniche di rinaturalizzazione e di ingegneria naturalistica.

3. Gli interventi previsti dal comma 2 non sono cumulabili con i benefici derivanti da garanzia assicurativa.

4. Le direttive di attuazione degli interventi sono fissate dalla Giunta regionale, su proposta del Presidente della Regione, sentiti gli Assessori competenti per materia.

5. Per le esigenze di attuazione degli interventi di cui al comma 2 del presente articolo, non si applicano i limiti di cui al comma 1 dell'articolo 40 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31.

EMENDAMENTO sostitutivo parziale PILI - LA SPISA - OPPI - DIANA -VARGIU - LADU - ONIDA - CAPELLI

Art. 1

II comma 2 art. 1 è sostituito dal seguente:

Lo stanziamento di cui al comma 1 è destinato al seguenti tipologie di interventi :

a) Euro 60.000.000 per la concessione di finanziamenti agli enti competenti per territorio e settore per la riparazione dei danni subiti dalle infrastrutture viarie, idriche, idrauliche, fognarie e igienico sanitarie o comunque destinate a pubblici servizi compresi beni mobili;

b) Euro 20.000.000 per la concessione di contributi, da erogare attraverso i comuni, ai privati per il ripristino delle unità immobiliari abitative e diverse da quelle abitative, secondo le procedure di cui alla legge 17 dicembre 1999, n. 26 e successive modifiche e integrazioni, danneggiate e dei beni mobili danneggiati;

c) Euro 40.000.000 per le opere di consolidamento dei dissesti idrogeologici e di riassetto idraulico della rete idrogeologica nelle aree colpite dagli eventi alluvionali;

d) Euro 10.000.000 per la concessione di contributi a favore delle aziende agricole danneggiate compresi beni mobili, scorte e mezzi;

e) Euro 10.000.000 per la concessione di finanziamenti ai comuni per le operazioni di emergenza di cui alla legge 21 novembre 1985, n. 28, e successive modifiche e integrazioni;

f) Euro 10.000.000. per la ripresa delle attività produttive delle piccole e medie imprese compresi beni mobili, scorte e mezzi;

Il Presidente della Regione, può, per compravate e urgenti esigenze, proporre alla giunta l'adozione di una delibera di rimodulazione degli stanziamenti di cui al presente comma. (2)

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - LA SPISA - OPPI - DIANA - VARGIU - LADU - ONIDA - CAPELLI

Art. 1

Allo stanziamento di euro 40.000.000 previsto all'articolo 1 comma 1 è aggiunto lo stanziamento di euro 110.000.000. (1)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Pili per illustrare gli emendamenti.

PILI (F.I.). Signor Presidente, le ragioni dell'emendamento numero 1 sono state già abbondantemente richiamate da diversi colleghi nel corso della discussione generale, che io molto sommessamente cercherò di riprendere perché il Consiglio possa fare quelle valutazioni che meglio riterrà opportune rispetto ad uno stanziamento che devo dire, in maniera molto puntuale, è stato già oggetto di valutazioni nella precedente legislatura. Per essere più chiari, non sono d'accordo con chi ha sostenuto in quest'Aula che questa è una legge di poteri o una legge di procedura. Per coloro che stanno vivendo questo dramma in queste ore, in questi giorni, per i sindaci che dovranno dare risposte puntuali per risarcire i danni, le procedure e i poteri sono pure importanti, ma se non vi sono le risorse per concretizzare gli interventi necessari, tutto sarà ridotto sicuramente ad un nulla di fatto. Così come, agli onorevoli colleghi del centrosinistra che hanno affermato che non si può stanziare una somma senza avere contezza delle esigenze, vorrei ricordare, se fosse ancora necessario, l'emendamento sostitutivo parziale che fu presentato il 3 dicembre del '99, dall'allora centrosinistra, e per essere più preciso voglio richiamare i nomi dei presentatori, il collega Fadda, il collega Tunis, il collega Piersandro Scano, il collega Salvatore Sanna, il collega Orrù, il collega Calledda, il collega Marrocu, i colleghi Emanuele Sanna, Ortu, Pusceddu, Dore, Mereu, Manca e Pacifico, i quali privi del senso civico che noi oggi vogliamo dimostrare di avere, non alla pari vostra, proposero un notevole incremento delle risorse stanziate, nonostante la Giunta ne avesse previsto già una notevole quantità. Oggi avete stanziato risorse inferiori rispetto a quelle previste allora, e noi vi stiamo dicendo che dal rapporto che l'assessore Mannoni qui ha detto di avere già ricevuto dai sindaci risultano danni per un ammontare ben maggiore.

Io non voglio in alcun modo richiamare le fogne occluse o i canali fognari occlusi, perché significherebbe ridurre la portata di un dramma i cui danni si possono già quantificare. I colleghi che sono stati sul posto si sono potuti rendere conto che il dramma rispetto all'alluvione del '99 è ben più consistente, sia per i danni provocati che per l'impatto del fenomeno che ha avuto in qualche modo conseguenze dirette sull'assetto idrogeologico del territorio stesso. Allora è evidente che noi non possiamo non tener conto di quello che fece la Giunta nel '99, cioè andò a rinvenire tutte le risorse disponibili nei singoli capitoli di tutti gli Assessorati, in particolar modo i residui, cioè le somme che erano state autorizzate ma non impegnate, e che erano inutilizzate e inutilizzabili per quelle finalità per cui erano state stanziate. Allora, colleghi, bisogna da questo punto di vista essere coerenti e tener conto di quel dato che noi abbiamo fornito e che ci ha fornito, a grandi linee, il Genio civile di Nuoro, che ha elencato tutta una serie di opere che richiedono un pronto intervento, perché altrimenti non sarebbero state contenute in questa relazione. Io non so come potrà la Giunta autorizzare gli interventi progettuali. Assessore Mannoni, lei meglio di me sa che per realizzare un'opera non occorre un prestanziamento; per far partire la progettazione occorre che la Giunta abbia predisposto un programma con risorse certe. E se non vi è la certezza delle risorse finanziarie in legge quelle opere non si potranno progettare e quindi non si potranno appaltare e realizzare. Allora è evidente che lo stanziamento che noi stiamo chiedendo per quei territori, per quei comuni, è uno stanziamento ragionevole, non abbiamo voluto giocare al rialzo, come qualcuno ha fatto forse anche nel passato, ma l'abbiamo calcolato sapendo in maniera puntuale che occorrono quelle risorse finanziarie per sopperire a tutta una serie di bisogni che sono stati richiamati.

Con l'emendamento aggiuntivo, che poi vedremo quando si discuterà della copertura finanziaria, abbiamo colto il suggerimento dato dal collega Marrocu in Commissione programmazione, e l'abbiamo puntualmente ripreso per allocare lo stanziamento in apposite UPB e capitoli di bilancio. Noi riteniamo che lo stanziamento di cui all'articolo 1 comma 1, debba passare da 40 milioni di euro, a una complessiva somma di 150 milioni di euro che noi riteniamo possibile sul piano finanziario e abbiamo scritto come è possibile, perché se è vero che si sono 180 milioni di residui sul capitolo delle calamità, che non possono trovare nessun tipo di impiego se non - che Dio ci assista! - per evitare e scongiurare ulteriori calamità naturali, è evidente che quei fondi possono essere prioritariamente, in maniera immediata, utilizzati per l'evento alluvionale che si è verificato nel mese di dicembre 2004, nelle zone di cui si è abbondantemente parlato.

Ecco, colleghi, oggi questo emendamento rappresenta lo strumento fondamentale per passare dalle parole, dal buon senso auspicato, alla concreta solidarietà di questo Consiglio regionale. Per tante altre cose sono state trovate risorse che sono assolutamente superiori alle reali esigenze, oggi c'è una reale esigenza che necessita di uno stanziamento puntuale aggiuntivo di 110 milioni di euro. Io, Presidente, non voglio elencare tutti i dati che il Genio civile ha indicato nella propria relazione, però già da tale documentazione si comprende, comune per comune, la vastità del danno riscontrato. Non stiamo parlando di interventi strategici, che pure abbiamo previsto puntualmente in ordine all'assetto idrogeologico nella ripartizione dei fondi, poi lo vedremo in sede di illustrazione dell'altro emendamento, ma per quanto riguarda questo emendamento noi riteniamo che si possa, si debba assolutamente intervenire guardando ai concreti bisogni emergenziali e immediati, per attivare il ripristino delle infrastrutture di collegamento, delle infrastrutture idriche, fognarie, quelle strutture pubbliche che sono a servizio delle comunità colpite da questo drammatico evento alluvionale.

Io, Presidente, per quanto riguarda il primo emendamento mi fermerei qui per poi chiedere la parola per illustrare l'emendamento numero 2.

PRESIDENTE. Prego, onorevole Pili, se deve essere lei a illustrare anche il numero 2 lo illustri.

PILI (F.I.). Signor Presidente, noi abbiamo presentato, con i colleghi della coalizione del centrodestra, un altro emendamento che riguarda la ripartizione dei fondi. All'Assessore Mannoni, che è bravo tecnico, bravo funzionario, la cui competenza è unanimemente riconosciuta, probabilmente sfugge il fatto politico, gli sfugge o fa finta di farselo sfuggire per convenienza, ovviamente, di schieramento. Infatti è evidente che non c'è a memoria d'uomo, a meno che la memoria del collega Secci, che è più lunga della mia, possa venirmi in soccorso, uno stanziamento di tale natura senza che il Consiglio abbia individuato una ripartizione, un indirizzo, cosa che rientra nell'esercizio delle sue prerogative. Questa indicazione non è una formalità giuridica, ma serve ad individuare tipologie di interventi, ma soprattutto, individua le priorità in base agli stanziamenti previsti. Quando noi diciamo che stanziamo più soldi per rifare le abitazioni, piuttosto che le unità immobiliari in genere, stiamo scegliendo, come Consiglio regionale - non può essere nessun altro a sceglierlo - che destiniamo più soldi per la prima casa piuttosto che per rifare i garage. E' una scelta politica che deve essere mantenuta in capo al Consiglio regionale. Quando noi stabiliamo di dare ai comuni parte di questi finanziamenti, cioè 60 milioni di euro, per la riparazione dei danni subiti dalle infrastrutture viarie e aggiungo qui, presidente Pirisi, perché poi lei dovrà dare un parere anche su questo, anche per il pagamento dei beni mobili delle istituzioni pubbliche, o dei beni pubblici danneggiati, cosa che ci siamo dimenticati di prevedere in Commissione. Con questa legge, infatti, se viene devastata una biblioteca noi non abbiamo la possibilità di pagare i danni ad essa causati, così come non possiamo pagare quelli causati al centro sanitario di quel comune o agli uffici comunali. Non possiamo pagarli perché manca un richiamo ai beni mobili pubblici, che va assolutamente introdotto e noi, con questo emendamento, in termini più precisi e puntuali rispetto alla norma di legge, proponiamo di aggiungerlo.

Così come proponiamo 20 milioni di euro per i danni causati alle unità immobiliari abitative e diverse da quelle abitative, prevedendo, per quanto riguarda le unità immobiliari abitative, il ristoro del 70 per cento del danno subito e per gli altri tipi di immobili del 50 per cento, in base alla legge numero 26. Prevediamo 40 milioni di euro per le opere di consolidamento del dissesto idrogeologico e di riassetto idraulico della rete idrogeologica nelle aree colpite dagli eventi alluvionali; proponiamo 10 milioni di euro per la concessione di contributi a favore delle aziende agricole danneggiate. E anche in questo caso, collega Pirisi, aggiungiamo: "compresi beni mobili, scorte e mezzi", cioè nel settore agricolo le scorte sono un fattore importante e gli stessi mezzi che sono stati gravemente danneggiati diventano elemento determinante per la ripresa dell'attività produttiva. Prevediamo uno stanziamento di 10 milioni di euro per la concessione di finanziamenti ai Comuni per le operazioni di emergenza, in base alla legge numero 28, e proponiamo 10 milioni di euro per la ripresa delle attività produttive delle piccole e medie imprese, anche in questo caso aggiungendo le parole "compresi beni mobili, scorte e mezzi". Perché il funzionario che dovrà firmare deve avere la copertura legislativa, perché se non è prevista il funzionario potrebbe anche decidere di non firmare ed è giusto che sia una legge a coprire il funzionario, perché non si blocchino gli stanziamenti e perché non si blocchi il ristoro dei danni causati dall'alluvione.

Nell'emendamento numero 2 c'è un capoverso che io vorrei i colleghi guardassero con attenzione, perché vuole dimostrare l'onestà politica di chi lo ha proposto. Si prevede che il Presidente della Regione può, per comprovate e urgenti esigenze, proporre alla Giunta regionale l'adozione di una delibera di rimodulazione degli stanziamenti di cui al presente comma. Vi stiamo dicendo: questo è l'indirizzo del Consiglio regionale, ma se il Presidente della Giunta ritenesse che è necessario rimodulare le stesse cifre, lo può fare. Mi pare che questo sia un segno, un messaggio molto chiaro che vi stiamo dando, per consentire al Consiglio di mantenere un margine di indirizzo su una partita così importante come quella che stiamo affrontando. Fare una legge così come l'hanno proposta gli Assessori in Commissione, cioè onnicomprensiva di tutti gli interventi, una legge senza paletti, è controproducente; quando una legge non norma, quando una legge non indica criteri e regole finisce per ingessare tutto quello che si deve fare. Chi ha fatto l'amministratore sa bene che la macchina amministrativa si può muovere meglio quando ha delle regole certe, rischia di fermarsi di fronte all'incertezza normativa che finisce storicamente per bloccare qualsiasi processo amministrativo, dalla progettazione alla spesa, alla realizzazione delle opere stesse.

Vi invito pertanto a tener conto di questi due emendamenti all'articolo 1, perché il fatto stesso che siano stati presentati anche con quest'ultimo passaggio che vi ho letto, credo che dimostri l'onestà intellettuale e politica di chi li ha presentati, nell'interesse non di una parte politica, ma della comunità che è stata colpita dall'evento alluvionale.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi, relatore. L'emendamento 1 è stato impropriamente classificato come un emendamento aggiuntivo, in realtà è un emendamento sostitutivo parziale che modifica la posta di bilancio e la quantità di risorse messe a disposizione.

PIRISI (D.S.), relatore. Grazie, Presidente. Come l'onorevole Pili sa, abbiamo dibattuto lungamente in Commissione e abbiamo votato sugli emendamenti che sono stati proposti già in Commissione. La Commissione sarebbe ben lieta di poter aumentare le risorse, mi riferisco all'emendamento numero 1, anche oltre ciò che è ipotizzato, però, onorevole Pili, abbiamo detto che la Giunta farà l'inventario preciso dei danni e abbiamo tempo - lo abbiamo già detto stamattina, lo ribadiamo - per poter eventualmente, nella legge finanziaria e nel bilancio, inserire le risorse che sono necessarie oltre a quelle che si stanno stanziando. Io comunque vorrei dire che 50 milioni di euro per gli interventi urgenti sono una cifra notevole, onorevole Pili. Io le chiedo scusa, ma il suo tono enfatico, rispetto anche alla discussione che c'è stata stamattina e anche ieri, mi è sembrato un po' eccessivo, mi scusi se glielo dico. Presidente, do subito il parere, chiedo scusa, però io vorrei che quello spirito di cui parlavamo continuasse ad aleggiare in quest'Aula, quindi spreco soltanto un minuto e chiudo immediatamente. Io trovo che ci sia un accordo forte, 50 milioni di euro sono una cifra ragguardevole per questo primo intervento, ci sono le risorse che sono state suggerite dalla Commissione terza e inserite nella lettera d) del comma 2, per cui io, Presidente, più che esprimere un parere chiederei all'onorevole Pili di ritirare questo e anche gli altri emendamenti proposti. Se l'onorevole Pili accoglie questo suggerimento io mi asterrei dall'esprimere un parere, che altrimenti non potrà che essere quello che abbiamo già espresso nella giornata di ieri.

L'altra cosa che vorrei dire comunque è che, ove non fosse tutto indicato nella legge, nel comma è fatto un esplicito richiamo alle modalità stabilite dalla legge numero 26 del 1999, e viene detto anche che dovranno essere utilizzate le condizioni di maggior favore. Quindi io, sinceramente, onorevole Pili, la pregherei davvero di ritirarlo, altrimenti il parere non potrà che essere negativo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

DESSI', Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. La Giunta condivide il parere del relatore della Commissione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Ringrazio il presidente Pirisi per questo puntuale invito. Non è lo stesso invito che il presidente Floris, nel 1999, rivolgeva ai colleghi che presentavano un emendamento analogo, però io non voglio ripercorrere quelle vicende.

PIRISI (D.S.). E' una sindrome!

PILI (F.I.). Non è una sindrome. Piuttosto è la vostra volontà di far fronte alle necessità ad essere davvero una scarsa, perché è stato già detto che ci sono 180 milioni di euro di fondi inutilizzati; se è così si possono già utilizzare quelli, ma abbiamo previsto una triennalità delle somme anche nel testo unificato, che consente di iscrivere le risorse finanziarie nei futuri esercizi finanziari del 2005 e del 2006.

Io credo, colleghi, che anche in passato, andando a rivedere la legge e i capitoli finanziari, si possa capire quante difficoltà vi fossero a rinvenire le risorse. E' chiaro che qui si tratta di fare una scelta, la si vuole fare o non la si vuole fare? Chi non la vuole fare si assuma le responsabilità di non farla, non è che dobbiamo ritirare gli emendamenti. Questa parte politica ritiene che ci siano le risorse finanziarie e che ci siano le condizioni per stanziarle. Per quanto riguarda il senso enfatico che richiamava l'onorevole Pirisi, ognuno usa il tono che più gli si addice e che più geneticamente gli è proprio, e quindi se lei vuole utilizzare un tono dimesso può continuare a farlo e nessuno avrà da protestare per il suo tono dimesso, io evidentemente ho un tono diverso, quindi mi consenta di potermi almeno esprimere secondo le mie caratteristiche genetiche e di avere un tono un po' più allegro rispetto a quello di chi evidentemente non lo ha. Però credo veramente che l'individuazione delle risorse non sia un fatto secondario anzi prioritario, non si può tornare in Aula tre volte su una legge emergenziale come questa, stiamo parlando di tutti quegli interventi che sono posti alla base dell'azione prioritaria ed emergenziale, non stiamo parlando di altri interventi.

Nel momento in cui abbiamo previsto una norma che rinvia alla legge 26 nella parte relativa al ristoro dei privati, per stiamo prevedendo un ristoro del 70 per cento dei danni, questa legge potrebbe non avere la copertura finanziaria. Onorevole Presidente del Consiglio, aver previsto che a tutti i privati cittadini che hanno avuto danneggiata la prima abitazione o l'unità immobiliare abitativa debbano essere risarciti per un ammontare pari al 70 per cento del danno subito, non quantificando la cifra necessaria, significa due cose, o che si sta prevedendo un finanziamento fuori bilancio, cioè che non è stato previsto, oppure si sta dicendo che quella copertura finanziaria non esiste e che quindi quei cittadini non potranno avere questo tipo di ristoro. Non c'è davvero nessuno spirito polemico nei confronti di chi oggi esprime un parere negativo su questo emendamento. Ci sono sensibilità diverse: nel 1999 la maggioranza di allora ebbe una sensibilità diversa, andò a rintracciare le risorse, non eravamo spreconi, stavamo guardando con sensibilità diversa anche le richieste dell'opposizione, cosa che oggi non si sta facendo. Riteniamo che questo emendamento non solo debba essere approvato, ma debba essere condiviso dell'intera Assemblea legislativa, perché è chiaro che tra un po' si dirà che 180 milioni di euro non ci sono più, questo dato lo conosce solo chi controlla il bilancio. Noi siamo convinti che queste somme ci siano, ma siamo anche convinti che se si vuole si può trovare la copertura finanziaria e non spetta all'opposizione, ma semmai al Governo, individuarla puntualmente perché noi siamo certi, per avere un minimo, consentitecelo, di conoscenze anche del bilancio, delle pieghe di bilancio, che ci sia la possibilità di individuarla con estrema facilità.

Non vogliamo sottrarci a un ruolo che è stato sempre dell'Esecutivo e quindi crediamo che se c'è sensibilità si possano incrementare queste risorse, se questa sensibilità non c'è, ne prenderemo atto e ovviamente prenderemo atto del voto che la maggioranza vorrà dare a questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Volevo semplicemente dare qualche chiarimento relativo al continuo richiamo che si fa a queste risorse disponibili nel settore agricolo.

Io stamani nella Commissione terza ho ritenuto opportuno suggerire una modifica del provvedimento, per consentire che il ristoro dei danni per le aziende agricole non gravasse sulla disponibilità delle risorse messe a disposizione - in modo straordinario e, secondo me, congruo per il primo intervento - da parte della Giunta regionale per la legge che stiamo discutendo, che spero approveremo rapidamente, ma gravasse sulle risorse già a disposizione per le calamità in agricoltura, in modo da liberare da questo interventi i 40, anzi 50 milioni di euro, se consideriamo l'anticipazione di fondi statali. Noi sappiamo che il ristoro dei danni del settore agricolo ha un'incidenza notevolissima rispetto al ristoro dei danni dell'attività produttiva, perché nella precedente alluvione ha inciso forse per il 70 o 80 per cento, di fatto ciò significa raddoppiare le somme, se non di più, messe a disposizione. Questo suggerimento è stato accolto dalla Commissione quarta inserendo al primo articolo, al comma 2, lettera (d, una norma che prevede che per i danni all'agricoltura si fa riferimento alla disponibilità già presente nel bilancio regionale per i danni derivanti da calamità naturali. Impropriamente, secondo me - voglio dare un altro suggerimento tecnico - impropriamente si fa riferimento al fondo di solidarietà. Il fondo di solidarietà per l'agricoltura non esiste più, fu abolito tre anni fa, per cui sarebbe forse più opportuno far riferimento esclusivamente all'UPB S06.028 e al capitolo 06103 che ha una disponibilità finanziaria notevolissima, di quasi 400 miliardi di risorse stanziate per le precedenti calamità, che non si sono spese Forse avevamo esagerato nel calcolare i danni oppure li abbiamo ristorati troppo poco, sta di fatto comunque che questi fondi sono rimasti non spesi. Noi, nell'assestamento del bilancio 2003, avevamo inserito una norma che li manteneva in quel capitolo residuo; allora, lo dico al collega Pili, è evidente che quelle risorse non possono essere distratte da quelle finalità, cioè devono essere impiegate per le calamità in agricoltura, quindi non si possono togliere le risorse da quel capitolo e utilizzarle per un'altra finalità se non quella per la quale sono rimaste lì a residuo. Si possono utilizzare esclusivamente per le calamità in agricoltura, ed è quello che la legge dice. Quindi per quanto riguarda i danni all'agricoltura, si fa riferimento all'UPB S06.028, indicando impropriamente il fondo di solidarietà, e quindi chiederei di correggere questa indicazione.

PILI (F.I.). La norma, cambia la norma.

MARROCU (D.S.). Questo non è possibile, lo abbiamo già verificato tecnicamente in Commissione bilancio già in fase di assestamento, per cui queste risorse rimangono per l'agricoltura e c'eravamo posti il problema già allora, se continuare a mantenere queste risorse negli anni, per intervenire sulle calamità che, come vediamo, un po' anche per responsabilità nostra, diffusa, si verificano spesso nel mondo agricolo, oppure se recuperarle ed utilizzarle in seguito per altre finalità con altri provvedimenti. Pertanto il ristoro dei danni agricoli va fatto ricadere su questa disponibilità finanziaria notevole che c'è già per le calamità in agricoltura, con riferimento all'UPB che ho indicato, e già questo significa aumentare notevolmente le risorse per il provvedimento che stiamo approvando. Penso inoltre che ripartire i fondi già da oggi secondo quei presunti danni, senza che i danni siano stati accertati, verificati, possa far sì che in qualche settore magari il ristoro, perché si stabilisce preventivamente l'entità delle risorse, sia più alto in percentuale che in altri settori, per cui anche su questo condivido l'impostazione che ha dato la Giunta e che ha dato la Commissione.

PRESIDENTE. Onorevole Marrocu, in buona sostanza lei propone, se non ho capito male, una modifica della lettera (d del comma 2.

MARROCU (D.S.). Propongo di sostituire le parole "fondo di solidarietà" con un riferimento diretto all'UPB S06.028 ed al capitolo 06103.

PRESIDENTE. Lo possiamo distribuire in forma scritta se ci sono difficoltà, ma il senso è chiaro. Penso che in parte vada anche nella direzione da lei indicata, onorevole Pili, perché attraverso questa modifica si incrementano le risorse.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Grazie Presidente, intervengo sugli emendamenti. Non mi dilungherò sulle osservazioni di merito e di sostanza alla legge e agli emendamenti, riservandomi di intervenire nella dichiarazione di voto sulla legge e dicendo che sostanzialmente condivido ben poco di tutto quello che è stato detto in discussione generale, una discussione generale svoltasi nel segno dell'ovvietà. Ma spiegherò nel prossimo intervento il perché di queste mie affermazioni. Dopo aver sentito il collega Marrocu e ponendomi nelle condizioni di un cittadino comune che deve interpretare tutte queste alchimie di bilancio, a cui ci sottoponiamo, suggerirei all'assessore Dadea, che sta predisponendo un disegno di legge di riforma della legge numero 1, di istituire l'Assessorato complicazioni affari semplici, perché risulterebbe, per chi non ha immediata conoscenza e pratica di bilancio, incomprensibile sentire che abbiamo 400 miliardi disponibili sul fondo di solidarietà, o meglio sull'UPB che giustamente ha indicato il collega Marrocu, ma non li possiamo utilizzare in quanto, condivido con lui, forse il Consiglio regionale in passato ha ecceduto nella gara alla sovrastima di alcuni capitoli, perché abbiamo fatto a gara, anche se tutti dichiariamo che non bisogna farlo di fronte ad eventi di questo genere, nel mostrare la volontà di dare di più. Perciò, sia nei fondi disponibili per i danni all'agricoltura sia nel fondo di solidarietà, scopriamo che in bilancio abbiamo diverse centinaia di miliardi disponibili, ma siccome sono allocati dove non ci servono, per finalità che al momento non richiedono spendita di quei fondi, non li possiamo usare perché la legge di contabilità lo vieta. Allora mi viene da chiedere perché in fase di discussione della legge di assestamento di bilancio non abbiamo svuotato quelli di capitoli, perché non abbiamo utilizzato quei 400 miliardi del fondo di solidarietà, lasciandone magari 100 per sopperire alle eventuali necessità e utilizzando i residui 300 di cui invece non potremmo disporre da qui a fine anno, sicuramente non ne potremmo disporre, e nel contempo si esprime parere sfavorevole sugli emendamenti numero 1 e 2, che invece cercano di bilanciare un intervento di emergenza sul quale, ripeto, mi esprimerò in conclusione della discussione della legge.

E' vero, come ha detto l'assessore Mannoni, che dobbiamo dimenticarci la politica dello stanziamento, però è anche vero che per la complessità degli interventi da attuare enunciata poc'anzi, se non saranno sufficienti le somme stanziate dovremo tornare in quest'Aula per aggiungere ulteriori risorse per l'assessore Mannoni e la Giunta, risorse che magari in questa situazione di emergenza sarebbe opportuno avere immediatamente. Peraltro nessuno, né l'Assessore né il Presidente della Commissione in sede di espressione dei pareri, è entrato nel merito della ripartizione del fondo, che a me sembra più che opportuna, e della norma prevista dall'ultimo comma di questo emendamento, sulla quale invece Pili ha posto l'accento in sede di illustrazione, da cui si evince l'onestà intellettuale che ci ha spinto a scrivere che il Presidente della Regione può, per comprovate e urgenti esigenze, proporre alla Giunta l'adozione di una delibera di rimodulazione degli stanziamenti, è il Presidente che lo può fare, senza coinvolgere le Commissioni e il Consiglio. Mi sembra più che corretto orientare la spesa ripartendola per tipologia di interventi, ed indicando nello stesso tempo le priorità, dando comunque al Presidente la possibilità di rimodularla qualora dovesse verificare che per la ripresa delle attività produttive delle piccole e medie imprese, non servono 10 milioni di euro, ma 50, magari per gli interventi di cui alla lettera c). Mi sembra una proposta corretta, lungimirante e che dà risposta ai problemi sollevati dall'Assessore nel suo intervento.

Ecco perché tutto quello che si è detto precedentemente mi sembra che si stia svuotando per l'ennesima volta e si stia convertendo nella contrapposizione a chi ha proposto gli emendamenti. Inoltre, visto che abbiamo avuto una lunga pausa per il pranzo, che è stata dedicata da alcuni alla predisposizione degli emendamenti, anche l'onorevole Marrocu, invece di limitarsi all'emendamento orale, poteva predisporre un emendamento scritto per sostituire le parole "del fondo di solidarietà in agricoltura" con l'UPB di riferimento, forse avremmo semplificato i lavori e, ripeto, avremmo tentato di risolvere i problemi che presumo risolverà la prossima riforma della legge numero 1 con l'istituzione dell'Assessorato complicazione affari semplici. Allora se non c'è scontro politico e si deve soltanto ragionare sulla opportunità di predisporre, da parte di questo Consiglio, una legge che possa essere efficace ed efficiente e che non ci costringa, come si è verificato nel 1999, a tornare sull'argomento alluvione per altre due volte in quest'Aula, per fare le opportune correzioni, sarebbe meglio aspettare una mezz'ora in più, discutere bene senza aver fretta di andare via, perché rischiamo che alla prossima votazione nominale l'Aula si svuoti. Sarebbe opportuno riflettere che gli emendamenti numero 1 e 2 non sono stati proposti per fare la gara, sono stati proposti, l'1 e il 2, e anche gli altri che vedremo successivamente, per poter migliorare la legge insieme, per poterla rendere efficace immediatamente ed efficiente da oggi al futuro. La copertura finanziaria, lo vedremo nell'emendamento numero 5, arriva ad impegnare le risorse del bilancio sino al 2006, è indice della consapevolezza del fatto che non spenderemo tutto nel 2004 che sta per lasciarci e neanche nei primi mesi del 2005. Sono d'accordo, non dobbiamo pensare solo ed unicamente alla politica dello stanziamento, ma a dare opportuna copertura finanziaria a dei capitoli che, ahimè, devono essere utilizzati con urgenza, senza che sia necessario approvare ulteriori leggi e leggine che poi si rincorrerebbero tra Commissione e Aula per l'urgenza, perché magari abbiamo sbagliato qualcosa all'inizio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Grazie. Presidente, Assessori, colleghi, sarò brevissimo. E' pur vero che la storia si ripete a cicli, però sinceramente si parla di cicli trentennali, questa volta il ciclo è stato quinquennale, di un lustro. Cinque anni fa, manco a farlo apposta, il Consiglio in questi stessi giorni si trovava a discutere una legge di intervento emergenziale per l'alluvione di Capoterra e Assemini. Voglio dire solo alcune cose, ho sentito gli interventi dei colleghi in sede di discussione generale, qualcuno ha parlato di ricerca di responsabilità, di disastri ambientali e quant'altro. Io credo che quando si verifica un evento come quello che è capitato in Ogliastra, dove in 24 ore è caduta una quantità di pioggia pari a quella che cade in un anno, ci sia ben poco da ricercare responsabilità di ieri, di oggi e di domani, sono eventi calamitosi, eventi naturali e la natura si sa, non è controllabile, non la controlla nessuno. Quindi è consentito porre questi interrogativi nel corso del dibattito, ma alcune interviste rilasciate ai mass media sono di carattere demagogico e basta; questo evento è capitato e bisogna affrontarlo.

Voglio solo dire alcune cose: cinque anni fa, per una superficie interessata che praticamente sì e no era un terzo o un quarto di quella interessata dall'attuale alluvione, sia come superficie che come centri abitati, questo Consiglio non ha assolutamente dubitato del fatto che fosse necessario un intervento quantitativamente e qualitativamente adeguato. E cioè non ha certamente dibattuto sull'entità dell'importo richiesto in quest'Aula con un emendamento presentato dall'opposizione di allora, e l'Aula all'unisono ha approvato quell'emendamento e ha destinato a quei territori le somme necessarie per poter attuare gli interventi urgenti che dovevano essere fatti. Stiamo parlando di interventi dettati da uno stato di emergenza, interventi dettati da un disastro naturale, stiamo parlando di interventi in una zona dove lo stesso Governo, come tutti sappiamo, ha dichiarato lo stato di emergenza che richiede un intervento immediato, pena la perdita non solo della struttura del territorio, ma di tutto il tessuto economico e sociale dei comuni interessati da questo evento.

Allora io mi domando: perché ieri sì e oggi no? Perché? Forse perché allora il peso di alcuni consiglieri rappresentanti quel territorio in quest'Aula era molto più significativo di quello che possono avere i colleghi che rappresentano oggi i territori del nuorese, non lo so. Sono d'accordo i colleghi di quei territori che queste cifre sono, al momento, sufficienti per quell'intervento? A mio avviso non sono assolutamente sufficienti, e non si può dire aspettiamo la finanziaria. La finanziaria, lo sappiamo, per prassi, si discuterà fino a febbraio o a marzo, io spero che il suo esame si chiuda molto prima, ma ammesso e non concesso che la legge venga approvata a febbraio, sino a febbraio questi stanziamenti sono sufficienti? Non sono sufficienti perché bisogna intervenire immediatamente, con urgenza, per riparare i danni non solo causati alle infrastrutture pubbliche, ma anche quelli che le famiglie, una per una, hanno subito in quei centri già provati per altro da altre calamità e la cui struttura economica è messa a dura prova dalla crisi che attanaglia l'economia agro-pastorale, quindi questi stanziamenti non sono assolutamente sufficienti.

Ecco perché io sono favorevole all'emendamento numero 1, che dispone, almeno come somma iniziale, centodieci milioni di euro, perché non si deve aspettare che il Governo, tra qualche mese, mandi la sua quota parte maggiorata rispetto a quello che fino ad oggi ha stanziato. Il testo unificato, invece, prevede uno stanziamento abbastanza limitato e non si vogliano utilizzare altre risorse per non intaccare alcuni capitoli del bilancio. Dico questo perché non ci si può nascondere dietro un dito e perché mi piace essere chiaro e coerente, con me stesso innanzitutto,. E se è pur vero che possono essere assegnate ulteriori somme con la legge finanziaria poiché la legge finanziaria fa capo a un bilancio, le somme che si impegnano ora di quel bilancio tra due o tre mesi non saranno più presenti in quei capitoli perché sono già impegnate, e quindi questo è un artificio che sinceramente non mi convince.

Il collega Marrocu ha ragione quando dice che fondi che possono essere utilizzati sono a destinazione vincolata, ma comunque nessuno impedisce in questo momento, con questa nuova norma, di legiferare diversamente perché si tratta, ripeto ancora, di uno stato di emergenza e credo che quelle popolazioni non abbiano certo necessità di un dibattito polemico, ma abbiamo necessità prima di tutto e essenzialmente dell'unità di questo Consiglio. Sappiamo che la somma prevista è irrisoria, insufficiente, come saranno insufficienti anche i centodieci milioni di euro e non ci spaventa questa grossa cifra di cento miliardi di vecchie lire, sappiamo cosa vogliono dire cento miliardi, perché se sono state danneggiate strade, reti idriche, reti fognarie e quant'altro, cento miliardi per centri come Villagrande, Gairo e altri che sono stati interessati - senza parlare poi dei danni provocati a tutte le infrastrutture poderali e interpoderali - sono un'inezia, non una grande somma, sono un'inezia per affrontare questa gravissima emergenza. Io non trovo sinceramente spiegazione alcuna al fatto che oggi non si voglia intervenire, non dico per risarcire tutto ma con una cifra più consistente per far fronte nell'immediato e nei prossimi due o tre o quattro mesi non solo al ripristino delle infrastrutture pubbliche, ma ai bisogni immediati delle famiglie, al risarcimento dei danni subiti ai beni mobili, e per ripagare quanto le famiglie di quei centri hanno perso. Come se non bastasse quello che già hanno perso a causa delle calamità precedenti: blue tongue, siccità e quant'altro.

Mi meraviglia questa resistenza da parte dei colleghi della maggioranza; cosa impedisce, stante l'emergenza, di intervenire con maggiori stanziamenti? Quando c'è un malato che sta per morire, momentaneamente si trascurano gli altri malati che non sono in pericolo di vita e si interviene per salvare la vita a quello che sta per morire. Questo è il caso, ma da parte vostra c'è il mutismo totale, stiamo entrando nell'assurdo. Io non voglio essere polemico, sto facendo solo riflessioni logiche, riflessioni basate sui fatti e dispiace moltissimo che da parte di tutta la maggioranza, ad iniziare dall'Assessore competente e dalla Giunta, ci sia poca attenzione a questo problema, che non si veda l'ora di chiudere il discorso. Comunque sia, ognuno si prenderà le sue responsabilità.

Perché vi renderete conto, cari colleghi, e mi rivolgo ai colleghi di quel territorio, che quando tra due o tre mesi non si avranno ancora disponibili le somme, a qualcuno verrà chiesto conto, perché questa è volontà politica. Non sono di quel territorio ma anch'io sono sardo, so quello che è successo, mi rendo perfettamente conto delle necessità di quel territorio e del perché non si interviene concretamente e con maggiori risorse. Non è assolutamente giusto né logico. Forse perché qua dentro, lo ripeto ancora perché ne sono convinto, quella zona non ha il peso politico che aveva la zona del Campidano cinque anni fa. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Grazie. Io vorrei tentare ancora di argomentare, sulla scia di quanto detto dai miei colleghi, per motivare e rafforzare la ragione politica per cui abbiamo presentato questi emendamenti, non per giocare al rialzo, ma semplicemente per una ragione forte, di previsione realistica del danno subito da questi territori e dalle popolazioni. Una ragione che, sull'onda anche dell'emozione e della necessità di intervenire in una situazione di emergenza, consente al Consiglio di prevedere norme che, così come noi chiediamo anche attraverso gli altri emendamenti, possono essere snelle e attribuire principalmente al Presidente della Regione poteri di intervento, di decisione, di velocizzazione effettiva delle procedure di spesa, di individuazione dei danni e dei destinatari legittimi, secondo procedimenti seri, per consentire uno sbocco operativo, un effettivo trasferimento di risorse in tempi rapidi ai soggetti che lo meritano effettivamente, ma in quantità adeguate al danno subito.

Io credo che incrementare la somma prevista dal disegno di legge della Giunta sia un semplicissimo atto di realismo; tra l'altro, a fine esercizio si può realisticamente imputare la spesa a stanziamenti previsti nel passato, così come è stato già detto, per altri eventi calamitosi che hanno colpito la Sardegna, per i quali sono stati previsti interventi puntuali con dotazioni finanziarie, allora sì probabilmente eccessive, sull'onda anche di una discussione in Consiglio che, lo vorrei ricordare, a differenza di quella attuale, portava continuamente a incrementare gli stanziamenti. Essendoci somme non spese, tutti sappiamo che esistono stanziamenti che possono essere utilizzati attraverso norme contabili che possono effettivamente renderli ancora disponibili per quest'evenienza particolare e che possono dare alla Giunta stessa la capacità di intervenire in maniera incisiva ed equa a favore di territori che, sottolineo quanto ha detto il collega Rassu, probabilmente non hanno lo stesso peso politico che altri territori sanno far valere nel sistema regionale e nazionale, ma che di fronte ad un'emergenza credo che rivendichino giustamente un intervento più puntuale.

Vorrei ricordare che sulla base delle cose dette sia dai colleghi che sono intervenuti nel dibattito sia dallo stesso Assessore dei lavori pubblici, non tutti gli interventi da fare possono essere considerati tesi semplicemente a fronteggiare l'emergenza o a ristorare danni subiti a seguito dell'alluvione, ma possono essere intelligentemente indirizzati a fare opere pubbliche che comunque avremmo dovuto fare, iniziando cioè ad attuare nella sostanza il piano di assetto idrogeologico, di cui si è parlato, a cui giustamente si è data tanta importanza, individuando prioritariamente territori e popolazioni colpite in questo momento. Non si tratta cioè di stanziare risorse che semplicemente colmano un vuoto e che sono destinate a riparare un danno che poteva essere evitato con una adeguata prevenzione, certo ci sarà da fare anche quello, ma c'è innanzitutto da scegliere tra gli interventi prioritari quelli che stabilmente possono dare al nostro territorio, a quei territori colpiti, una maggiore sicurezza per il futuro. Io credo che tutti possiamo testimoniare che alcuni territori non hanno subito danni, in occasione di questo evento atmosferico particolare, probabilmente perché a seguito di altre alluvioni si è intervenuti razionalmente; credo che questo possa essere confermato da un'analisi tecnica.

Allora cogliamo l'occasione di un evento straordinario, alluvionale, di un evento calamitoso, per fare interventi mirati a migliorare l'assetto idrogeologico del territorio. Quindi destinare un maggior numero di risorse per questi territori non è sprecare risorse, se fatto intelligentemente, con un'adeguata programmazione; noi siamo certi che sia il Consiglio regionale, con appositi e responsabili atti di indirizzo, sia la Giunta, con il programma che noi chiediamo faccia, attribuendo poi al Presidente il compito di rendere veloci le procedure di spesa, possano intervenire per qualificare maggiormente il territorio ed evitare per il futuro danni che potrebbero essere ancora maggiori.

PRESIDENTE. Sono stati richiesti dalla Giunta dieci minuti di sospensione, quindi i lavori riprenderanno alle 17 e 40.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 29, viene ripresa alle ore 18 e 05)

PRESIDENTE. La Presidenza dichiara ammissibili, in quanto utili ad una miglior comprensione del testo, gli emendamenti numero 6 e 7, uno della Giunta regionale ed uno a firma Pili e La Spisa che pertanto vengono ammessi alla discussione ed alla successiva votazione.

Si riporta il testo degli emendamenti

EMENDAMENTO sostitutivo parziale PILI - LA SPISA - OPPI - LADU -VARGIU - CAPELLI

Emendamento all'emendamento n. 2

La lettera d) dell'art. 1 em. n. 2 è sostituita dalla seguente:

"d) Euro 60.000.000 per gli interventi infrastrutturali funzionali al settore agricolo, compresi quelli necessari per la messa in sicurezza dei territori interessati alle attività agricole, e per la concessione di contributi a favore delle aziende agricole danneggiate compresi beni mobili, scorte e mezzi.

Tali risorse fanno capo alla UPB S06.028 capitolo 6103.00. (6)

EMENDAMENTO modificativo GIUNTA REGIONALE

Art. 1

Al comma 2, lettera d) è soppresso l'inciso: "ad essi si provvede con le risorse provenienti dal fondo di solidarietà in agricoltura".

Dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:

2 bis . Agli aiuti di cui alla lettera d) del comma 2, si provvede altresì con le risorse di cui all'articolo 23 della legge regionale 8 marzo 1998, n. 8 (UPB S06.028). (7)

PRESIDENTE. Li diamo per illustrati, appunto, perché servono ad una miglior comprensione di parti contenute in emendamenti o nel testo della legge, altrimenti non si potrebbero ammettere.

Metto in votazione il titolo della legge: "Interventi urgenti conseguenti ad eventi alluvionali e al dissesto idrogeologico verificatosi in Sardegna nel mese di dicembre 2004". Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione degli emendamenti in quest'ordine: prima il numero 6, che sostituisce parzialmente l'emendamento numero 2, poi gli emendamenti numero 2, 1 e 7. Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Presidente, l'emendamento che è stato presentato col numero 6, è un emendamento all'emendamento numero 2 dei colleghi La Spisa, Oppi, Ladu, Vargiu e Capelli che tende a stanziare una risorsa certa...

PRESIDENTE. Scusi onorevole Pili, ho fatto un errore, viene prima il numero 1 che abbiamo riclassificato come emendamento sostitutivo parziale; prima l'avevamo classificato erroneamente come un emendamento aggiuntivo, in realtà è un sostitutivo parziale perché modifica la dotazione finanziaria portandola da 40.000.000,00 di euro a 110.000.000,00 di euro.

PILI (F.I.). Credo che sia più opportuna, invece, la precedente classificazione, perché è evidente che prevedendo l'articolo 1 l'intero ammontare dello stanziamento stabilito dalla legge, qualora l'emendamento 6 dovesse essere approvato, poi resterebbe invece invariata la cifra precedentemente determinata, quindi è corretta la prima interpretazione che lei ha dato.

PRESIDENTE. L'ordine i votazione è stato deciso sulla base della disposizione dei commi, onorevole Pili, siccome il comma 1 viene prima del 2 è giusto che noi votiamo prima l'emendamento modificativo del comma 1. Quindi l'ordine deriva da questo, non da una decisione arbitraria del Presidente.

PILI (F.I.). Certo, se è stata già predeterminata la bocciatura di quest'emendamento è chiaro e evidente Presidente….

PRESIDENTE. Il Presidente non può decidere l'esito delle votazioni.

PILI (F.I.). No, non mi riferivo al Presidente, mi riferivo ad una considerazione logica: se l'emendamento numero 6 prevede uno stanziamento di 60 miliardi di euro che fanno capo all'UPB 06.028 è evidente che con la bocciatura dell'emendamento numero 1 l'ammontare dello stanziamento rimarrebbe invariato,cioè 40 miliardi di euro, e quindi è evidente che l'emendamento numero 6 decadrebbe. Quindi, Presidente, non insisto nella richiesta di procedere in quest'ordine perché l'esito della votazione mi sembra assolutamente scontato, però se lei ritiene di dover votare prima l'emendamento numero 1 io comprendo che l'altro decade, sostanzialmente.

PRESIDENTE. Onorevole Pili, il comma 2, soprattutto la lettera d), fa riferimento non alla dotazione generale della legge, quanto piuttosto ad un'individuazione delle risorse necessarie per le aziende agricole, risorse previste da una UPB apposita, e che pertanto sono aggiuntive rispetto alla dotazione finanziaria della legge prevista nel comma 1 e che lei nel suo emendamento numero 6 intende determinare con precisione, al contrario di quello che invece viene fatto dall'emendamento della Giunta che dice: tutti gli interventi necessari in quel settore trovano copertura nell'UPB S06.028; quindi, insomma, mi sembra che ci stiamo un po' attorcigliando inutilmente su questa questione.

PILI (F.I.). Sempre in termini procedurali. È evidente che la somma iscritta all'articolo 1 è riepilogativa delle tipologie d'intervento previste al comma 2 e l'obiettivo che ci siamo posti è quello di arrivare alla sintesi nell'articolo 1 per far ricadere tutte le risorse finanziarie della Regione, comprese quelle per il settore agricolo, sotto i poteri commissariali del Presidente della Regione. Quindi l'obiettivo che noi ci siamo posti è che i fondi per l'agricoltura non possono essere slegati in termini di accelerazione, derogatorie eccetera, dalla disciplina prevista dall'articolo 1. Quindi per poter andare in questa direzione, Presidente, noi chiediamo di votare per primo l'emendamento numero 6.

PRESIDENTE. Onorevole Pili, procediamo pure con la votazione del l'emendamento numero 6.

PILI (F.I.). Grazie Presidente. L'emendamento numero 6 all'emendamento numero 2 prevede una destinazione certa di risorse finanziarie di cui alla lettera d) senza lasciarle imprecisate, perché noi riteniamo che qualora la legge che abbiamo richiamato, la cui copertura è assicurata dall'UPB 06.028, dovesse essere utilizzata per altri eventi calamitosi, noi dobbiamo dare la certezza di garantire a questi territori una cifra già stabilita.

L'emendamento che vedremo dopo, sul quale preannuncio il mio voto contrario, non circoscrive le risorse necessarie per quei territori. In questo modo si corre il rischio che quelle somme possano essere utilizzate tutte per altri eventi e che non si lasci assolutamente niente per i territori colpiti dall'alluvione. Io preferisco una certezza di 60 miliardi di euro per gli interventi funzionali al settore agricolo, tra i quali anche gli interventi infrastrutturali necessari per la messa in sicurezza dei territori interessati alle attività agricole e per la concessione di contributi. Siccome abbiamo già detto, e lo hanno detto anche i colleghi che mi hanno preceduto, che esiste uno stanziamento a residuo di oltre 380 miliardi delle vecchie lire, non si capisce perché questo Consiglio non possa scorporare, da questi 380 miliardi di vecchie lire (circa 190 milioni di euro), 60 milioni di euro da utilizzare subito per i territori colpiti. Se non lo si vuole fare è un problema di sensibilità politica, colleghi. Io vi invito a percorrere questa strada per dare certezze, è un fatto positivo per la Giunta, per la maggioranza; si tratta di risorse che utilizzerà il Presidente della Regione e non l'opposizione, per essere chiari, e con le quali si possono immediatamente attivare tutti gli interventi infrastrutturali funzionali al settore agricolo. Con questo io non sto cercando un escamotage, sto dicendo che siccome sono state colpite tutta una serie di attività alle quali sono stati provocati danni che hanno ricadute anche sul piano infrastrutturale e idrogeologico, una parte di quegli stanziamenti possono essere individuati all'interno di queste somme. Credo che gli stessi Assessori competenti, e mi riferisco a quelli dell'ambiente e dei lavori pubblici che sono qui presenti, potrebbero, in coordinamento con l'Assessore dell'agricoltura, utilizzare queste somme che altrimenti resterebbero inutilizzate, per interventi infrastrutturali utili a superare l'emergenza.

Io credo quindi, che quest'emendamento da noi proposto, dia certezza dei finanziamenti necessari per avviare le progettazioni e gli interventi che possono avere una ricaduta importante anche sulle infrastrutture che sono state duramente colpite dall'evento calamitoso alluvionale. Per questa ragione io voterò a favore di quest'emendamento, ma colgo l'occasione per condividere il senso della proposta di collaborazione che è venuta dall'onorevole Marrocu. Noi siamo pronti a condividere questo emendamento con la maggioranza che l'ha suggerito in Commissione e questo può anche essere fatto ritirando questo emendamento e ripresentandolo tutti insieme.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento sostitutivo numero 6. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Chiedo la votazione nominale.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri RASSU, SANCIU, SANJUST, VARGIU, ARTIZZU, LIORI, CAPELLI.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento sostitutivo numero 6.

(segue la votazione)

PRESIDENTE. Prendo atto che il consigliere Alberto Sanna ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MURGIONI - PILI -RASSU - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LANZI - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MATTANA - ORRU' - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 54

Votanti 53

Astenuti 1

Maggioranza 27

Favorevoli 17

Contrari 36

(Il Consiglio non approva).

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento sostitutivo parziale numero 2.

Ha domandato di parlare il Consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). sull'emendamento numero 2?

PRESIDENTE. Sì, abbiamo votato l'emendamento all'emendamento 2, onorevole Pili, nell'ordine che lei aveva richiesto; quindi adesso dobbiamo votare il numero 2.

PILI (F.I.). Dichiaro il voto favorevole e chiedo la votazione nominale.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri RASSU, SANCIU, SANJUST, VARGIU, ARTIZZU, LIORI, CAPELLI.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento sostitutivo parziale numero 2.

Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LICANDRO - LOMBARDO - MURGIONI - PILI - RASSU - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LANZI - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MATTANA - ORRU' - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 52

Votanti 51

Astenuti 1

Maggioranza 26

Favorevoli 15

Contrari 36

(Il Consiglio non approva).

Colleghi, io vi do la parola se vi iscrivete a parlare quando è il momento di farlo.

LADU (Fortza Paris). Posso dichiarare il voto?

PRESIDENTE. Andiamo avanti, siamo in fase di votazione dell'emendamento numero 1. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Chi sostiene la richiesta dell'onorevole Capelli?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri RASSU, SANCIU, SANJUST, VARGIU, ARTIZZU, LIORI, PILI.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1.

Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MURGIONI - PILI -RASSU - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LANZI - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MATTANA - ORRU' - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 54

Votanti 53

Astenuti 1

Maggioranza 27

Favorevoli 17

Contrari 36

(Il Consiglio non approva).

Passiamo ora alla votazione dell'emendamento numero 7.

Ha domandato di parlare il consigliere Pili per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Presidente, chiedo se è possibile modificare questo emendamento, sul quale comunque preannuncio il mio voto favorevole, prevedendo la possibilità di inserire tra gli interventi indicati nella lettera d) anche gli interventi infrastrutturali funzionali al settore agricolo. Quindi proporrei questa aggiunta come emendamento orale, se la Presidenza ritenesse di poterlo accogliere.

PRESIDENTE. Cioè oltre "le strutture aziendali e le strade interpoderali"?

PILI (F.I.). Sì.

PRESIDENTE. L'onorevole Pili propone un'integrazione all'emendamento numero 7. Onorevole Marrocu, se lei o la Giunta si pronunciasse sarebbe meglio. L'onorevole Pili fa una proposta, se la proposta non viene accolta o se ci sono dei motivi per non accoglierla è bene che venga dichiarato in Aula.

Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Io credo che non sia possibile accogliere questo emendamento perché i fondi mantenuti a residuo sono destinati al risarcimento dei danni alle aziende e quindi a me pare impossibile che si aggiungano le strade interpoderali che invece sono finanziate da un altro capitolo, e per le quali non sono disponibili risorse tra quelle del 2003 che sono rimaste a residuo, finalizzate al risarcimento danni alle aziende agricole e quindi allargare l'utilizzo...

PRESIDENTE. Chiedo scusa, forse sono io che la sto inducendo in errore, l'onorevole Pili non propone di allargare l'intervento alle strade interpoderali che sono già comprese nella lettera d), l'onorevole Pili propone un'estensione ulteriore ad altre infrastrutture.

MARROCU (D.S.). L'emendamento della Giunta in pratica prevede che gli interventi della lettera d), compresi quelli relativi alle strade interpoderali, possono essere fatti con i fondi dell'articolo 23 della legge numero 8. Tali risorse, però, hanno una destinazione vincolata e pertanto possono essere utilizzate solo per risarcire i danni delle aziende, eventualmente per le strade interpoderali si interviene con parte degli altri 40 milioni di euro stanziati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Presidente, l'emendamento è della Giunta regionale e quindi aspettavo una risposta dalla Giunta regionale, però credo che l'onorevole Marrocu sintetizzi il pensiero della Giunta e quindi prendo il suo intervento come un non accoglimento dell'emendamento orale che io proponevo.

La necessità è data dal fatto che l'onorevole Marrocu ha più volte ribadito che l'articolo 23 della legge regionale numero 8 è immodificabile per quanto attiene alla destinazione delle risorse. Io non voglio insegnare all'onorevole Marrocu, che ha più esperienza in questo Consiglio di quanta ne possa avere io, che se a una norma succede un'altra norma la modifica. Se la Giunta regionale, per sua agilità nella programmazione delle risorse, potesse finanziare alcuni interventi infrastrutturali per i quali non ha la copertura, con i fondi di cui all'UPB 06.028 dell'articolo 23, della legge numero 8, sarebbe un vantaggio per la Giunta. Ritengo invece sbagliato mantenere l'attuale destinazione indistinta di quelle risorse, così come la scelta del capitolo indistinto per quanto riguarda l'intervento agricolo, perché mi chiedo che senso abbia, se c'è una condotta di adduzione principale che porta l'acqua a quell'azienda, che io faccia la canalizzazione interna all'azienda e poi a quell'azienda non arrivi l'acqua, perché la condotta di adduzione principale non è stata riparata. E' una cosa elementare! Lo stesso ragionamento vale per la strada interpoderale: se la strada interpoderale serve per accedere a diversi lotti aziendali e poi non c'è la strada primaria per accedere alla strada interpoderale è chiaro che diventa davvero perdente come investimento quello di consentire ad aziende di avere un bel giardinetto dentro, lasciandole del tutto prive di infrastrutture al di fuori, cosa che non consente loro di vivere.

Con questo spirito abbiamo proposto l'emendamento aggiuntivo sul quale certamente la Giunta avrebbe dovuto dare parere positivo. Io credo che sia difficile adesso, dopo l'intervento del Capogruppo del partito di maggioranza, modificare una posizione su un emendamento che probabilmente la Giunta avrebbe potuto tranquillamente accogliere, perché si tratta di una possibilità in più che avrebbe utilizzato la Giunta stessa, nell'interesse degli interventi. Io capisco la posizione dell'onorevole Marrocu, che in quel territorio forse non ha alcun interesse politico diretto, ma forse i suoi colleghi di quell'area geografica bene avrebbero fatto a intervenire e a dire qualche volta anche la loro, perché credo che bisogna qualche volta assumersi le proprie responsabilità. Guardate, il silenzio non paga e qui si tratta di tutelare gli interessi di una comunità alla quale state destinando, con questa legge, appena 40 milioni di euro, a differenza di quanto si fece per un'area come quella del Campidano che cinque anni e mezzo fa portò a casa, per interventi infrastrutturali, 265 miliardi di lire. Oggi stiamo stabilendo molto meno della metà, con danni che, a mio avviso, possono essere stimati anche il doppio di quelli che si sono verificati nel 1999 nel Campidano.

Quindi il mio voto è comunque favorevole a questo emendamento, ma con l'amarezza di non aver potuto dare un contributo, perché la Giunta non ha voluto accogliere, o perlomeno non ha voluto accogliere per voce dell'onorevole Marrocu, un contributo che sarebbe servito a dare agilità ulteriore all'azione della stessa Giunta regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). L'emendamento della Giunta si riferisce al comma 2, lettera d). Io volevo proporre un emendamento orale, che consiste nell'aggiunta di una parola, alla lettera e) del comma 2. Propongo di aggiungere alla fine del periodo: "i finanziamenti per favorire la ripresa delle attività delle imprese commerciali, artigianali e professionali di servizi e turistiche per la riparazione dei danni subiti dalle relative strutture" le parole "e mezzi", perché praticamente con questa norma vengono penalizzate quelle aziende che hanno perso in questa circostanza i propri mezzi, che non sono ricompresi nell'intervento. Mi pare che questo non sia giusto. Credo che noi dobbiamo fare una legge che possa risarcire tutti i danni subiti. Quindi, dopo "relative strutture" chiedo di poter aggiungere "e mezzi".

PRESIDENTE. Onorevole Ladu, io andrei avanti con ordine: siccome siamo all'emendamento alla lettera d) cerchiamo di completare questo pezzo di discussione, poi io riproporrò all'Assemblea l'emendamento che lei oralmente ci ha appena proposto.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'assessore dei lavori pubblici.

MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Sulla proposta dell'onorevole Pili sulle infrastrutture noi esprimiamo parere contrario come Giunta perché riteniamo che le infrastrutture se sono pubbliche sono già comprese nella tipologia di cui alla lettera b) del secondo comma, se sono strumentali e strettamente legate all'azienda rientrano nelle strutture aziendali di cui alla lettera d), quindi l'emendamento proposto ci pare inutile. Le infrastrutture in sé o sono pubbliche o sono private, se sono pubbliche sono finanziate, se sono private rientrano nelle strutture aziendali. Quindi la Giunta non accoglie l'emendamento da lei proposto.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 7. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

E' stato proposto dall'onorevole Ladu un emendamento orale aggiuntivo alla lettera e). Propone di aggiungere dopo: "le relative strutture" le parole "e mezzi".

LADU (Fortza Paris). Può capitare che si siano verificati danni non solo alle strutture delle aziende ma anche ai loro mezzi per cui mi pare che la mia sia una proposta giusta perché altrimenti rischiamo di non estendere i benefici a tutti quelli che sono realmente danneggiati.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

DESSI', Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. La Giunta accoglie l'emendamento orale se l'Aula è favorevole.

PRESIDENTE. Onorevole Rassu, su che cosa intende intervenire, per dichiarazione di voto?

RASSU (F.I.). Sarebbe opportuno indicare non "mezzi" ma "macchine e attrezzi", perché è questo che si vuole intendere.

PRESIDENTE. Dal punto di vista legislativo la dizione più congrua è "macchinari e attrezzature".

Metto in votazione l'articolo 1 così modificato. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 2, al quale sono stati presentati due emendamenti.

Si riporta il testo dell'articolo e degli emendamenti

Art. 2

Ripartizione dei finanziamenti

tra le categorie di intervento

1. Lo stanziamento di euro 50.000.000, in ragione di euro 40.000.000 per l'anno 2004 e di euro 10.000.000 per l'anno 2005 è iscritto in un apposito fondo istituito nello stato di previsione della spesa dell'Assessorato della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per essere successivamente ripartito tra le Unità Previsionali di Base, istituite o da istituire, degli stati di previsione della spesa degli Assessorati individuati con delibera della Giunta regionale da adottarsi entro 30 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, competenti all'attuazione degli interventi.

2. Il Presidente della Regione, anche in qualità di Commissario delegato per il superamento dell'emergenza alluvionale, predispone un programma complessivo di interventi da realizzare con i fondi di cui alla presente legge e con risorse comunitarie, nazionali, regionali e locali comunque assegnate o destinate ad interventi che siano strettamente correlati alla finalità del superamento dell'emergenza. Il Presidente verifica la congruità degli stanziamenti ed accerta lo stato di attuazione del programma. Nel caso di accertata carenza e di contestuale eccedenza di disponibilità finanziarie, relativamente agli interventi autorizzati dalla presente legge, l'Assessore competente in materia di bilancio, con proprio decreto, provvede, su specifiche indicazioni del Presidente, alle necessarie variazioni compensative tra gli stanziamenti iscritti nelle relative Unità Previsionali di Base.

3. Agli interventi di cui alla presente legge, ricompresi nel programma del Commissario di cui al comma 2 si applicano le deroghe previste dall'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri di cui all'articolo 1, comma 1. Per gli interventi finanziati con le risorse provenienti dal bilancio regionale, si applicano le disposizioni di maggior favore di cui alla legge regionale 17 dicembre 1999, n. 26 e successive modifiche e integrazioni.

CORDA, Segretario:

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - LA SPISA - OPPI - DIANA -VARGIU - LADU - ONIDA - CAPELLI

Art. 2

Dopo l'art. 2 è aggiunto il seguente art. 2 bis:

Delega poteri ai Sindaci

1. Poiché gli interventi compresi nella presente legge sono dichiarati nella loro interezza di assoluta urgenza, in quanto derivanti da calamità naturali, ai sensi dell'art. 5 comma 4, della Legge 24 Febbraio 1992 n. 225, il Presidente della Regione, anche in qualità di commissario governativo, può estendere anche alle risorse di cui alla presente legge, le procedure, i poteri derogatori e di accelerazione previsti nelle apposite ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri.

2. Al fine di attuare gli interventi di cui al programma previsto all'art. 1 il Presidente della Regione, anche in qualità di Commissario governativo, delega appositi e specifici poteri derogatori e di accelerazione ai Sindaci dei comuni colpiti dall'alluvione che ne facciano richiesta. (3)

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - LA SPISA - OPPI - DIANA -VARGIU - LADU - ONIDA - CAPELLI

Art. 2

Dopo il comma 3 dell'art. 2 è aggiunto il seguente:

Al fine di accertare l'ammontare dei danni per una rapida erogazione dei fondi si stabilisce che alla certificazione dei danni per la tipologia di intervento si applicano le procedure di cui alla legge regionale 17 dicembre 1999 n. 26. (4)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori degli emendamenti ha facoltà di illustrarli.

PILI (F.I.). Con l'emendamento numero 3, il cui titolo recita: "Delega poteri ai sindaci", noi vogliamo riproporre all'Aula la possibilità di estendere alla spesa anche delle risorse di cui alla presente legge, non limitandoli soltanto a quelle contenute nell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri, tutti i poteri di deroga, di procedura e di accelerazione previsti appunto nelle apposite ordinanze del Presidente del Consiglio dei ministri. Richiamiamo tutte le ordinanze perché in alcuni casi, per esempio se si dovessero attuare interventi di natura idrica, sarebbe possibile utilizzare i poteri previsti dalle ordinanze emanate per affrontare l'emergenza idrica, se funzionali all'evento alluvionale. Al comma 2 si propone però che la Giunta regionale, anzi il Presidente della Regione, anche in qualità di commissario governativo, deleghi appositi e specifici poteri derogatori di accelerazione delle procedure, ai sindaci colpiti dall'evento alluvionale e aggiungiamo "che ne facciano richiesta", perché può darsi che qualche sindaco non voglia avere questi poteri e possa anche ritenere opportuno non chiederli.

E' un fatto politico rilevante, la delega dei poteri ai sindaci è applicativa del principio costituzionale della pari dignità istituzionale dello Stato, della Regione, delle Province e dei Comuni. Noi riteniamo che per i richiami che sono stati fatti nella stessa ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri anche per la spendita dei fondi regionali si debba intervenire delegando i relativi poteri ai sindaci, per dare la possibilità agli stessi di operare celermente nel proprio territorio comunale senza dover attendere l'intervento di altri uffici o di altri soggetti.

Io non ho condiviso quello che ha detto l'assessore Mannoni relativamente al fatto che il commissario sarà presente nei territori colpiti. Io credo che non ci sia da costituire nuovi uffici, i comuni con tutte le deroghe che sono contenute nella stessa ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri per quanto riguarda la possibilità di assumere nuovo personale, di utilizzare dei volontari, in termini anche retributivi e quant'altro, abbiano già questi poteri. E' un fatto politico sul quale credo che ognuno di voi possa liberamente esprimersi; noi abbiamo fatto una scelta politica tempo addietro, individuando nei sindaci i soggetti che con delega ampia, utilizzando tutti i poteri commissariali, potevano gestire i fondi per l'emergenza idrica. In questo caso non abbiamo parlato, come avrete potuto notare, di poteri commissariali, proprio per non entrare in contrasto con l'ordinanza che parla di avvallamento dei sindaci da parte del commissario governativo. Quindi, rimanendo nella stessa ottica, noi parliamo di delega di specifici poteri derogatori e di accelerazione. Per questa ragione riteniamo sia assolutamente utile questo tipo di procedura.

Presidente, illustro molto velocemente anche l'emendamento aggiuntivo numero 4 che riguarda la certificazione dei danni. Noi riteniamo che occorra seguire per la certificazione dei danni, le procedure previste dalla legge regionale numero 26, che danno garanzia e nel contempo accelerano l'erogazione dei fondi stessi.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza.

PIRISI (D.S.), relatore. Di questo problema abbiamo discusso ampiamente in Commissione, sappiamo che c'è l'istituto dell'avvalimento, che è introdotto anche nell'ordinanza che conferisce i poteri di commissario al Presidente della Giunta regionale; i sindaci saranno i collaboratori più stretti del commissario nel territorio, cosa che l'onorevole Pili, che sta ponendo la questione, conosce bene, ma riteniamo che sia assolutamente improponibile….

(Interruzione del consigliere Pili)

PIRISI (D.S.). No, io non lo faccio; ieri notte avremmo potuto finire anche un paio di ore prima, stiamo ripetendo esattamente la discussione di ieri, onorevole Pili, noi ci stiamo però astenendo dall'intervenire per esitare più in fretta questa legge. Comunque il parere della Commissione è contrario

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

DESSI', Assessore della difesa dell'ambiente. La Giunta concorda con il relatore.

PRESIDENTE. Non vi sono dichiarazioni di voto. Metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 4.

VARGIU (Rif.Sardi). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Sette colleghi che sostengono la richiesta alzino la mano.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri PILI, LOMBARDO, SANJUST, SANCIU, RASSU, CAPPAI, ARTIZZU, LADU.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 4.

Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CUCCU Franco Ignazio - LADU - LICANDRO - LOMBARDO - MURGIONI - PETRINI - PILI -RASSU - SANJUST - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LANZI - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - ORRU' - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 52

Votanti 51

Astenuti 1

Maggioranza 26

Favorevoli 15

Contrari 36

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 3.

Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Chiedo la votazione nominale, Presidente.

PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri VARGIU, LOMBARDO, SANJUST, SANCIU, RASSU, CAPPAI, ARTIZZU, LADU.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 3.

(segue la votazione)

PRESIDENTE. Prendo atto che il consigliere Artizzu ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CUCCU Franco Ignazio - LADU - LICANDRO - LOMBARDO - MURGIONI - PETRINI - PILI -RASSU - SANJUST - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LANZI - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - ORRU' - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 52

Votanti 51

Astenuti 1

Maggioranza 26

Favorevoli 15

Contrari 36

(Il Consiglio non approva).

PRESIDENTE. Passiamo ora all'esame dell'articolo 3 al quale è stato presentato un emendamento.

Si riporta il testo dell'articolo e dell'emendamento

Art. 3

Norma finanziaria

1. Nel bilancio della Regione per l'anno finanziario 2004-2006 sono introdotte le seguenti variazioni:

Entrata

In aumento

UPB E03.003

Entrate e recuperi vari ed eventuali

2004 -------------------

2005 euro 10.000.000.

Spesa

03 - PROGRAMMAZIONE

In diminuzione

UPB S03.015

Somme per le quali sussiste l'obbligo a pagare

competenza

2004 euro 40.000.000

cassa euro 25.000.000

In aumento

Direzione 00

Servizio 00

UPB S03.009

N.I. 03.27 - Interventi urgenti per eventi alluvionali 2004

competenza

2004 euro 40.000.000

cassa

2004 euro 25.000.000

2005 euro 10.000.000

2 Le somme stanziate dalla presente legge e quelle individuate per la realizzazione del programma commissariale, qualora non impegnate entro il 31 dicembre 2004 permangono nel conto dei residui per essere utilizzate nell'esercizio successivo.

EMENDAMENTO aggiuntivo PILI - LA SPISA - OPPI - DIANA - VARGIU - LADU - ONIDA- CAPELLI

Art. 3

All'art. 3 è aggiunto :

In diminuzione

UPB S06.028 - 06.103.00

Competenza 2005 Euro 60.000.000

con le risorse del Bilancio 2006

UPB / 2006

Competenza 2006 Euro 50.000.000

In aumento

UPB S03.009 N.I. 03.27

Interventi urgenti per interventi alluvionali 2004

Competenza 2005 Euro 60.000.000

Competenza 2006 Euro 50.000.000 (5)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 3. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Chi sostiene la richiesta?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri LOMBARDO, RASSU, CAPPAI, LADU, SANJUST, PETRINI, MURGIONI.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 3.

(segue la votazione)

PRESIDENTE. Prendo atto che il consigliere Capelli ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: ADDIS - ARTIZZU - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CERINA - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LADU - LANZI - LICANDRO - LOMBARDO - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MATTANA - MURGIONI - ORRU' - PETRINI - PILI - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - RASSU - SABATINI - SALIS - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SPISSU - URAS - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 52

Votanti 52

Maggioranza 27

Favorevoli 52

(Il Consiglio approva).

L'emendamento numero 5 è decaduto.

Passiamo ora all'esame dell'articolo 4.

Si riporta il testo dell'articolo

Art. 4

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Sono stati presentati due ordini del giorno: il numero 1 a firma Capelli, La Spisa, Oppi, Diana, Vargiu e Ladu ed il numero 2 a firma Pirisi, Sanciu, Cuccu e più.

Si riporta il testo degli ordini del giorno

ORDINE DEL GIORNO CAPELLI - LA SPISA - OPPI - DIANA - VARGIU - LADU sulla necessità di conoscere lo stato di attuazione degli interventi sulla difesa del suolo e sul rischio idrogeologico e sulla necessità di mettere in atto i provvedimenti necessari per porre in essere un piano permanente di prevenzione dei rischi naturali.

IL CONSIGLIO REGIONALE

A conclusione della discussione sulle dichiarazioni del Presidente della Regione ai sensi dell'art. 120 su recenti gravi eventi calamitosi, e del disegno di legge n° 73 e proposta di legge n° 69,

CONSIDERATO il periodico ripetersi di calamità naturali che colpiscono in particolare alcune aree del territorio regionale;

RILEVATO che i danni causati da fenomeni naturali, anche di eccezionale gravità, possono essere fortemente contenuti, se non del tutto eliminati, con una più adeguata politica di gestione del territorio;

impegna la Giunta Regionale

1. a presentare, entro 90 giorni, al Consiglio regionale un rapporto sullo stato di attuazione delle leggi sulla difesa del suolo e il rischio idrogeologico;

2. ad adottare gli atti amministrativi più adeguati per dare piena attuazione alle leggi sulla difesa del suolo e il rischio idrogeologico;

3. a promuovere, entro 90 giorni, gli atti amministrativi e legislativi più idonei ad assicurare l'attuazione di un piano organico di prevenzione attraverso l'acquisizione delle conoscenze, la mappatura e il monitoraggio di tutto il territorio regionale istituendo a tal fine il servizio idrogeologico regionale;

4. a dare attuazione alla legge di riforma dell'Ente forestale, al fine di migliorare, in collaborazione con gli enti locali e le imprese private, la qualità e la quantità del sistema vegetale e forestale della Sardegna pesantemente compromesso dal devastante fenomeno degli incendi. (1)

ORDINE DEL GIORNO PIRISI - SANCIU - CUCCU Franco - GIORICO - MANCA - MATTANA - MURGIONI - PORCU - SABATINI - URAS sulla necessità di avere una puntuale informazione sullo stato di attuazione degli interventi conseguenti all'alluvione ed al dissesto idrogeologico verificatisi in Sardegna nel mese di dicembre 2004.

IL CONSIGLIO REGIONALE

a conclusione del dibattito sulle dichiarazioni della Giunta Regionale, ai sensi dell'articolo 120 del Regolamento, e dell'esame del testo unificato del progetto di legge n. 69 e disegno di legge n. 73 sui recenti eventi calamitosi;

RILEVATO che è emersa l'esigenza di una ampia e puntuale informativa in ordine allo stato di attuazione degli interventi conseguenti ai recenti gravi eventi calamitosi;

CONSIDERATO che è attualmente in corso una puntuale verifica ed il censimento dei danni verificatisi a seguito degli eventi alluvionali e della situazione di dissesto idrogeologico

impegna la Giunta regionale

1) a presentare, a cadenza bimestrale, alla competente Commissione IV, una relazione sullo stato di attuazione degli interventi necessari e urgenti di protezione civile diretti a fronteggiare i danni conseguenti ai suddetti eventi alluvionali;

2) a dare attuazione agli strumenti amministrativi e legislativi necessari, quali il Piano di assetto idrogeologico, per la prevenzione del rischio idrogeologico e per la difesa del suolo;

3) a predisporre in tempi brevi un organico disegno di legge che detti norme di disciplina e organizzazione degli interventi regionali in dipendenza dei vari casi di calamità naturali. (2)

PRESIDENTE. Il numero 1 può essere illustrato. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per illustrarlo. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Presidente, noon mi attarderò nell'illustrazione in quanto ritengo che l'ordine del giorno si possa dare in linea di massima per illustrato, sottolineando però che quanto richiamato purtroppo è attuale ed a mio avviso, se si completa con l'ordine del giorno numero 2, si potrebbe fare un ordine del giorno unitario di sintesi. volevo anche sottolineare che questo ordine del giorno riprende quanto si era stabilito unitariamente alla conclusione della discussione della legge fatta in occasione dell'alluvione del 1999. Il dispositivo e la premessa sono perfettamente identici anche nella punteggiatura a quanto il Consiglio stabilì allora con un analogo ordine del giorno. Purtroppo devo sottolineare che è ancora attuale, e spero anche condivisibile, visto che allora fu condiviso da tutti i Capigruppo e da tutto il Consiglio che votò all'unanimità, a conclusione del dibattito sulla legge che fu esitata allora, la premessa e gli impegni richiesti alla Giunta regionale e a tutto il Consiglio. Ritengo che sia purtroppo ancora condivisibile, ecco perché intendiamo riproporlo all'attenzione dell'Aula. Ritengo anche che possa essere a sua volta integrato con l'ordine del giorno numero 2.

PRESIDENTE. Prego i colleghi presentatori dell'ordine del giorno numero 2 di pronunciarsi sulla proposta fatta dall'onorevole Capelli.

Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Noi in Commissione già da ieri avevamo deciso, sulla base delle sollecitazioni fatte nel corso del dibattito, di chiedere alla Giunta in sostanza un'informativa costante, ogni due mesi, addirittura è stato chiesto ogni mese, soprattutto nella fase di avvio; abbiamo optato di chiedere una relazione bimestrale da inviare alla Commissione competente, cioè alla quarta Commissione, sullo stato di attuazione degli interventi necessari ed urgenti perché, purtroppo, in occasione dell'evento calamitoso del 1999 poi il Consiglio, come ricordava mi pare l'onorevole Capelli, è dovuto ritornare due volte sulla legge numero 26, ma non abbiamo avuto una informazione di tipo sistematico, quindi questo è stato richiesto nel primo punto.

Voglio ricordare che questo ordine del giorno numero 2 è presentato da tutti i componenti della Commissione quarta nella sua interezza, e al punto 2 si dice che si impegna la Giunta regionale a dare attuazione agli strumenti amministrativi e legislativi necessari, quali il piano di assetto idrogeologico per la prevenzione del rischio idrogeologico e per la difesa del suolo. Con il terzo punto si impegna la Giunta a predisporre in tempi brevi un organico disegno di legge che detti le norme di disciplina ed organizzazione degli interventi regionali in dipendenza dei vari casi di calamità naturale, legge organica che attualmente non abbiamo. Credo che accogliendo lo spirito della proposta dell'onorevole Capelli - mi pare che nella sostanza anche nell'ordine del giorno numero 1 ci siano questi elementi - si potrebbe pervenire ad un ordine del giorno unitario. Concordiamo su questa ipotesi che è stata avanzata, perché i contenuti dell'uno e dell'altro sono analoghi, si tratta di integrarli.

PRESIDENTE. Espressa la volontà politica, bisogna materialmente integrare i due ordini del giorno e proporre all'Assemblea un testo. Pertanto sospendo la seduta. I lavori riprenderanno alle ore 19.

(La seduta, sospesa alle ore 18 e 53, viene ripresa alle ore 19 e 18.)

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori. E' stato proposto un testo unificato degli ordini del giorno numero 1 e 2, quindi siamo in presenza di un ordine del giorno unanime, che stiamo riproducendo.

Si riporta il testo dell'ordine del giorno.

ORDINE DEL GIORNO MARROCU - LA SPISA - BIANCU - OPPI - PINNA - DIANA - LICHERI -VARGIU - CACHIA - LADU - CAPELLI - PIRISI - SANCIU - CUCCU Franco - GIORICO - MANCA - MATTANA - MURGIONI - PORCU - SABATINI - URAS sulla necessità di avere una puntuale informazione sullo stato di attuazione degli interventi conseguenti all'alluvione ed al dissesto idrogeologico verificatisi in Sardegna nel mese di dicembre 2004.

IL CONSIGLIO REGIONALE

a conclusione del dibattito sulle dichiarazioni della Giunta Regionale, ai sensi dell'articolo 120 del Regolamento, e dell'esame del testo unificato del progetto di legge n. 69 e disegno di legge n. 73 sui recenti eventi calamitosi

RILEVATO che:

- è emersa l'esigenza di un'ampia e puntuale informativa in ordine allo stato di attuazione degli interventi conseguenti ai recenti gravi eventi calamitosi;

- i danni causati da fenomeni naturali, anche di eccezionale gravità, possono essere fortemente contenuti, se non del tutto eliminati, con una più adeguata politica di gestione del territorio;

CONSIDERATO che:

- è attualmente in corso una puntuale verifica ed il censimento dei danni verificatisi a seguito degli eventi alluvionali e della situazione di dissesto idrogeologico;

- il periodico ripetersi di calamità naturali che colpiscono in particolare alcune aree del territorio regionale

impegna la Giunta regionale

1) a presentare, a cadenza bimestrale, alla competente Commissione IV, una relazione sullo stato di attuazione degli interventi necessari e urgenti di protezione civile diretti a fronteggiare i danni conseguenti ai suddetti eventi alluvionali;

2) a dare attuazione agli strumenti amministrativi e legislativi necessari, quali il Piano di assetto idrogeologico, per la prevenzione del rischio idrogeologico e per la difesa del suolo attraverso l'acquisizione delle conoscenze, la mappatura ed il monitoraggio di tutto il territorio regionale;

3) a predisporre entro novanta giorni un organico disegno di legge che detti norme di disciplina e organizzazione degli interventi regionali in dipendenza dei vari casi di calamità naturali;

4) a dare attuazione alla legge di riforma dell'Ente forestale, al fine di migliorare, in collaborazione con gli enti locali e le imprese private, la qualità e la quantità del sistema vegetale e forestale della Sardegna pesantemente compromesso. (3)

PRESIDENTE. Qualche collega intende intervenire per dichiarazione di voto sull'ordine del giorno?

Metto in votazione il testo dell'ordine del giorno unificato. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Siamo alla votazione finale della legge, prego i colleghi di predisporsi alla votazione nominale tramite sistema elettronico.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione, con procedimento elettronico, del testo unificato della proposta di legge numero 69/A e del disegno di legge numero 73/A.

Rispondono sì i consiglieri: ADDIS - ARTIZZU - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - DEDONI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - LADU - LANZI - LOMBARDO - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MATTANA - MURGIONI - ORRU' - PETRINI - PILI - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SPISSU - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 49

Votanti 49

Maggioranza 25

Favorevoli 49

(Il Consiglio approva).

Grazie ai colleghi per il buon lavoro che è stato fatto. Il Consiglio è convocato martedì 21 dicembre alle ore 10 con all'ordine del giorno il documento di programmazione economica e finanziaria.

La seduta è tolta alle ore 19 e 21.