Seduta n.231 del 09/04/2002
CCXXXI Seduta
(POMERIDIANA)
Martedì 9 aprile 2002
Presidenza del Vicepresidente Biggio
indi
del Presidente Serrenti
indi
del Vicepresidente Biggio
indi
del Presidente Serrenti
indi
del Vicepresidente Biggio
La seduta è aperta alle ore 15 e 45.
biancu, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di mercoledì 27 marzo 2002, che è approvato.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del disegno di legge numero 295. Proseguiamo con l'esame dell'articolo 22 e dei relativi emendamenti.
E` stato presentato dalla Giunta l'emendamento numero 597 che è un emendamento di sintesi degli emendamenti numero 81, 369 e 527.
Si dà lettura dell'emendamento numero 597.
biancu, Segretario:
Emendamento di sintesi GIUNTA REGIONALE degli em. 81 - 369 - 527
1. Il controllo preventivo obbligatorio sugli atti degli enti locali è soppresso.
2. Al controllo sugli atti degli altri enti elencati dall'art. 1 della legge regionale 23 ottobre 1978, n. 62, provvedono gli Assessorati regionali competenti per materia con le modalità, i termini e le procedure di cui alla legge regionale 13 dicembre 1994, n. 38 e successive modificazioni ed integrazioni.
3. L'Assessore degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica propone, entro 60 giorni dall'entrata in vigore della presente norma, un disegno di legge contenente le disposizioni per la riorganizzazione dei Servizi periferici dell'Assessorato (Direzione Generale Enti Locali e Finanze) che definisca, tra l'altro
a) le attività e le procedure dell'intervento sostitutivo della Regione sugli enti locali;
b) le procedure per l'esercizio del controllo eventuale su richiesta dei consiglieri;
c) la verifica della coerenza degli atti di programmazione urbanistica generale degli enti locali con gli strumenti sovraordinati di governo del territorio e con le direttive regionali in materia urbanistica.
4. Nelle more dell'approvazione della legge di cui al comma precedente, l'intervento sostitutivo di cui alla lettera a) ed il controllo eventuale di cui alla lettera b) sono esercitati secondo le procedure e le modalità determinate dall'Assessore degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica, con decreto da emanarsi entro 5 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
5. La verifica di coerenza sugli atti di pianificazione urbanistica generale degli enti locali di cui alla lettera c) del comma 3, è svolta, in via transitoria e sulla base di indirizzi politico-amministrativi emanati dalla Giunta regionale, dal Direttore Generale della Pianificazione Urbanistica Territoriale, previo parere del CTRU di cui all'art. 32 della legge regionale 22 dicembre 1989, n. 45, da esprimere entro il termine di 30 giorni dalla data di ricevimento della richiesta. La determinazione del Direttore Generale deve essere assunta entro il termine di 90 giorni dalla ricezione della delibera di adozione definitiva del piano urbanistico. Qualora il piano contrasti con gli strumenti sovraordinati di governo del territorio e con le direttive regionali di cui alla lettera c) del comma 3, viene rimesso dal Direttore Generale della Pianificazione Territoriale Urbanistica all'ente locale per l'eliminazione dei vizi verificati.
6. Sono abrogate le disposizioni incompatibili con le norme del presente articolo. (597)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Presidente, io vorrei intervenire in presenza…
PRESIDENTE. Ci sono 30 consiglieri in aula ed un'altra decina fuori, siamo in numero sufficiente per riprendere i lavori.
SANNA ALBERTO (D.S.). Sì, però io vorrei intervenire in presenza dell'assessore Pani perché devo affrontare problemi che riguardano la pesca, chiedo quindi di poter intervenire successivamente.
PRESIDENTE. Va bene. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Voglio parlare sull'emendamento 597 che è stato distribuito poc'anzi. Quest'emendamento rappresenta un passo avanti rispetto al testo iniziale, però, a nostro avviso, non si può considerare una sintesi delle posizioni politiche che sono state esplicitate in questo Consiglio in quanto l'emendamento stesso porrebbe la funzione di controllo sugli atti degli enti locali in capo all'Assessore regionale degli enti locali.
Per raggiungere un'intesa soddisfacente sarebbe necessario che questo emendamento stabilisse quanto meno lo spostamento di questa competenza in capo ad un organo neutrale, in quanto per mantenere una sorta di controllo sui controlli - scusate il bisticcio di parole - a nostro avviso è fondamentale che questa funzione sia attribuita a una parte terza, non a un organo politico quindi, ma a un organo di natura tecnica.
La seconda questione riguarda l'emendamento numero 371, cioè la concessione dei contributi all'Associazioni nazionale dei perseguitati politici italiani antifascisti e all'Unione Autonoma Partigiani Sardi. Vorrei capire se su questa questione si sia giunti ad una diversa formulazione e se ci sia una disponibilità da parte della Giunta ad accogliere l'emendamento o se invece siano confermate le posizioni espresse in precedenza dall'Assessore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Voglio fare due brevissime considerazioni. La prima riguarda l'emendamento numero 590 a firma dei colleghi Rassu e Corona. La Giunta ha invitato il collega Rassu a ritirare l'emendamento ed a presentarlo, in quanto si tratta di norma sul personale, nel corso dell'esame del disegno di legge sul personale che verrà discusso prossimamente in quest'Aula . Io vorrei invitare il collega Rassu e il collega Corona a completare l'emendamento. I colleghi indicano come stanziamento la cifra di un milione di Euro; siccome bisogna essere seri, dobbiamo dire che, solo per i contributi previdenziali per i lavoratori forestali, la spesa prevista è di 40 milioni di Euro, quindi si passerebbe dal milione previsto a 40 milioni di Euro solo ed esclusivamente per la parte previdenziale; per la parte salariale, occorrono altri 25 milioni di Euro, quindi si andrebbe a 65 milioni di Euro, in più rimarrebbe irrisolto il problema dei 4.500 lavoratori forestali impegnati a turno nei cantieri del sassarese e del nuorese, per i quali o si prevedono altri 50 milioni di Euro per stabilizzarli tutti e assumerli a tempo indeterminato, o comunque servirebbero altri 45 milioni di Euro per consentire loro di recuperare ciò che perderebbero, perché altrimenti si creerebbe una situazione che costerebbe alla Sardegna 60 milioni di Euro, ma ai lavoratori porterebbe solo un danno, facendo perdere loro la copertura previdenziale per l'intero anno nonché l'indennità di disoccupazione che, nella situazione attuale, questi lavoratori percepirebbero.
Allora, voglio dire al collega Rassu, visto che mi hanno detto che di questo emendamento si è parlato anche nei canteri forestali, che presentare un emendamento per rispondere alle aspirazioni dei lavoratori prevedendo una copertura finanziaria ridicola di un milione di Euro quando c'è bisogno di oltre 100 milioni di Euro solo per mantenere lo status quo, non è molto corretto, cioè bisogna trovare 200 miliardi che si aggiungono a quanto si spende già per i lavoratori forestale, senza portare loro nessun miglioramento concreto dal punto di vista retributivo, dal punto di vista previdenziale, dal punto di vista della attività lavorativa. Si avrebbero solo costi in più e quindi un danno per la Sardegna e per gli stessi lavoratori. Quindi io invito i colleghi non solo a ritirare l'emendamento, ma a non ripresentarlo ed a essere seri quando si affrontano problemi come questo, anche perché in Prima Commissione è in discussione il disegno di legge, presentato dalla Giunta con il consenso delle parti sociali, che modifica la legge istitutiva dell'Ente Foreste.
Voglio fare altre due osservazioni su alcuni emendamenti che la Giunta ha accolto. Se la Giunta accoglie, come ha dichiarato, gli emendamenti numero 179, 533, 536, ha ragione da vendere la collega Noemi Sanna che durante la discussione dell'articolo 20, quando si trattava di problemi di sport, di pubblica istruzione eccetera, reclamava il diritto di finanziare una manifestazione culturale nel comune di Padru, che invece non ha avuto le risorse; noi abbiamo contestato quell'emendamento ed anche la Giunta lo ha contestato, sostenendo la tesi che quella manifestazione poteva anche essere finanziata ma non con una norma della finanziaria, ma con il programma di intervento della legge 17 per le manifestazioni culturali o in questo caso sportive. Io penso che questi emendamenti alla legge finanziaria che finanziano manifestazioni tipo Rally della Costa Smeralda e così via, siano offensivi per la stessa Giunta e per l'Assessore regionale che dovrà approvare il programma delle manifestazioni previste dall'articolo 26 della legge 17, nel quale si parla di manifestazioni di carattere regionale, nazionale ed internazionale. Se la Giunta vuole riservare risorse a queste manifestazioni lo faccia nel programma, e se le risorse sono insufficienti stanzi più risorse per l'articolo 26 della legge 17, che riguarda le manifestazioni sportive. Quindi anche se questi emendamenti sono stati accolti dalla Commissione e dalla Giunta, io ritengo che questo non sia corretto e visto quello che abbiamo fatto per l'articolo 20 per analoga iniziativa, io invito i presentatori a ritirare gli emendamenti. Queste manifestazioni - Turisport, Rally eccetera - vanno finanziate nel programma di spesa.
Voglio fare un'ultima osservazione anche sull'emendamento numero 59, io non ho nulla contro il finanziamento al comune di Sassari per una manifestazione svoltasi nel '97, quindi nella precedente legislatura. Se non si spiega perché l'antiquario che organizzò quella manifestazione nel '97 non ha potuto utilizzare i finanziamenti che a suo tempo erano stati stanziati, è difficile ripristinare il finanziamento. Magari non ha potuto avere i finanziamenti perché non è stato in grado di presentare un rendiconto delle spese sostenute, o perché era un'iniziativa di tipo privato, perché non era un'associazione a organizzarla, ma un privato che vende oggetti di antiquariato. Senza una relazione degli uffici che giustifichi perché quel contributo dopo 5 anni non è stato dato, non mi sembra corretto approvare questo emendamento. Io non sono né contro né a favore, però vorrei capire perché dopo cinque anni quella manifestazione non ha ancora usufruito del contributo. Perché l'organizzatore non ha rendicontato o perché era un privato? Qual è la motivazione? Penso che, anche se non si tratta di risorse rilevanti, poiché di emendamenti di questo tipo ne respingiamo tanti, per coerenza rispetto a ciò che abbiamo fatto all'articolo 20, sia giusto che il Consiglio sia informato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Intanto voglio evidenziare l'ingiustizia della celerità nella valutazione di una parte degli emendamenti, sembra quasi che la valutazione si basi sulla firma dei presentatori degli emendamenti, a prescindere dal contenuto.
L'emendamento numero 12 riguarda una situazione che si è venuta a creare nel corso degli anni. Faccio il classico esempio di un comitato tecnico regionale o di un comitato tecnico provinciale, i cui membri sono eletti da questo Consiglio regionale. Qualora, questi, nell'esercizio del loro incarico, dovessero incorrere in un avviso di garanzia, a differenza dei dipendenti regionali e degli amministratori, che vengono supportati da un legale pagato dall'amministrazione, i tecnici nominati da questo Consiglio sono costretti ad anticipare tutte le spese legali. Non vedo quindi perché, anziché procedere al rimborso delle spese in caso di esito positivo del giudizio, non si disponga l'assistenza legale fin dall'inizio, come avviene per dipendenti o amministratori.
Credo che sia un modo inaccettabile di procedere e che questa ingiustizia vada sanata mettendo tutti sullo stesso piano e dando ai componenti dei comitati tecnici regionali o provinciali la possibilità di ricevere un'assistenza legale adeguata, come del resto già avviene per i dipendenti e per gli amministratori.
L'altro emendamento a cui lei, assessore Masala, ha fatto riferimento, è l'emendamento all'emendamento numero 177 della Giunta, che destina all'Associazione nazionale mutilati e invalidi civili, per lo svolgimento dei compiti istituzionali, un contributo di 50.000 euro per l'anno 2002. L'emendamento all'emendamento, il 445, affronta il problema nella sua interezza, perché se è vero che l'Associazione mutilati e invalidi civili ha necessità di un supporto finanziario - e bene sarebbe dire di quali finanziamenti irrisori ha goduto fino ad oggi - non vedo perché in questa circostanza la Giunta proponga di venire incontro alle necessità di questa associazione,trascurando le altre associazioni, come quelle degli invalidi per servizio e degli invalidi sul lavoro e chi più ne ha più ne metta.
Nell'emendamento all'emendamento noi richiamiamo l'attenzione su questo problema, non proponiamo di sottrarre finanziamenti all'Associazione invalidi civili, diamo la giusta attenzione anche alle altre associazioni operanti nel settore che lavorano in egual misura, perché non è vero che non predispongano le domande di pensione; non è vero che quelle dell'Unione invalidi per servizio sono predisposte dall'Associazione degli invalidi civili, glielo posso dire con assoluta certezza e se è necessario posso documentarlo. Ho fatto il Presidente dell'Unione degli invalidi di servizio per due anni in provincia di Sassari, quindi parlo per esperienza diretta di un'esigenza che si è manifestata nel corso degli anni. Non sommiamo ingiustizie ad ingiustizie! Dobbiamo dare a tutte le associazioni che operano in questo settore il giusto riconoscimento. Credo che questo non sia da mettere neanche in discussione, tanto che le diverse associazioni, mantenendo la propria autonomia, si sono federate già, a iniziare dalla provincia di Cagliari. Non riesco a capire perché, solo perché l'ha presentato la Giunta, si voglia approvare l'emendamento numero 177 che interviene esclusivamente a favore dell'Associazione degli invalidi civili, disattendendo le esigenze delle altre associazioni di categoria. Se spiegherete ancora al di fuori di quest'aula, a queste associazione, le ragioni per cui volete ulteriormente penalizzarle, forse riuscirò a capirle anch'io, ma dalle spiegazioni dell'assessore Masala mi sembra molto difficile che ciò avvenga.
Credo però che nel dibattito sugli emendamenti all'articolo 22 si stia riproponendo una situazione già vista nel corso della discussione di questa finanziaria. Si tarda a capire che è possibile trovare degli accordi per dare soluzione a diversi problemi, finalmente si raggiungono gli accordi, ma si mantengono, e non si riesce a capire il perché, diversi emendamenti sia in materia di personale, sia in materia di urbanistica, settori che ci hanno visti impegnati o, per maggiore precisione, vi hanno visti impegnati in lunghe trattative per portare avanti un'opera di mediazione che è stata costata molta fatica.
Ora si sta correndo il rischio di perdere ulteriore tempo riproponendo cose sulle quali ci siamo o vi siete già accordati, si sta correndo il rischio di dilungarsi in un dibattito improduttivo solo perché qualcuno vuole disattendere gli accordi mantenendo determinati emendamenti. Credo che questo non sia utile, è preferibile rispettare gli accordi presi, è preferibile sfoltire l'articolo 22 da tutti gli emendamenti che ormai sono superati, e valutare con attenzione il contenuto degli emendamenti che restano all'attenzione dell'Aula.
Credo che ognuno di noi sia in grado di dare un proprio contributo e questo stiamo facendo, se però questo contributo viene guardato con disinteresse, e la parola d'ordine è quella di bocciare, di non valutare, di non leggere, di non approfondire, continuando anche sull'articolo 22 sulla falsariga di quelli precedenti ad usare lo stesso sistema, il fallimento potrebbe essere completo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Presidente, onorevoli Assessori, mi rivolgo in modo particolare all'assessore Pani e all'Assessore della programmazione perché tratterò questioni di loro competenza. Voglio soffermarmi soprattutto sugli emendamenti che riguardano gli interventi volti ad indennizzare i pescatori dello stagno di Cabras ed al risanamento dello stesso, mi riferisco all'emendamento 261, presentato dal centrosinistra, all'emendamento 175, presentato dalla Giunta regionale, e poi all'emendamento 576, sempre della Giunta regionale, che l'assessore Masala ha definito di unificazione di quelli precedenti. A me non pare, poi dirò come a mio parere stanno le cose.
Voglio fare una brevissima cronistoria della vicenda perché credevo che il Consiglio non avrebbe dovuto più discutere di questo problema perché alla fine, nel giugno del 2000, questo Consiglio aveva approvato la legge regionale numero 14 a seguito di due iniziative legislative, una del centrosinistra ed una della Giunta regionale che furono poi, in Commissione, unificate e portarono a questa legge, che agli articoli 10 e 12 prevede una serie di interventi tra cui anche quelli a sostegno dei pescatori del compendio ittico di Cabras colpito nel '99 da una moria che aveva gravemente interessato quel compendio colpendo anche l'economia delle famiglie dei pescatori. Ripeto, pensavo di non dover parlare ancora di queste questioni, soprattutto in quest'Aula, però i fatti che si sono succeduti nel corso di questi anni, dopo l'approvazione della legge, ci costringono a tornare in questa finanziaria a parlare di questi problemi. L'articolo 12 della legge 14 prevede in modo specifico due azioni, una volta al risanamento dello stagno ed un'altra volta all'indennizzo dei pescatori. L'articolo 10 invece prevede la disponibilità di risorse per indennizzare i pescatori delle altre marinerie sarde interessate da eventi calamitosi. La Giunta regionale come ha gestito questa norma? Intanto voglio ricordare che le risorse previste per indennizzare i pescatori di Cabras, quindi previste dall'articolo 12 che dice testualmente "interventi straordinari per lo stagno di Cabras", quindi non c'era da sbagliare, assessore Pani, erano destinate allo stagno di Cabras, ai pescatori ed al risanamento dello stagno. Invece che cosa è avvenuto? E` avvenuto che quanto previsto per il 2000, cioè 4 miliardi e 300 milioni, é stato regolarmente dato ai pescatori - sto parlando di indennizzi - per il 2001 erano previsti 2 miliardi, sono stati dati soltanto 600 milioni, per il 2002 erano previsti un miliardo e mezzo e non è stata data neanche una lira. Buona parte di queste risorse purtroppo, onorevole Pani, non ci sono più, sono state destinate ad altre marinerie, in particolare a quella di Sant'Antioco, decisione questa che non poteva essere assunta dalla Giunta regionale, perché la Giunta non ha il potere di modificare le leggi approvate dal Consiglio. Questo è un fatto estremamente grave, onorevole Pani, su cui io chiedo formalmente che lei faccia una verifica: chi è che ha disposto il dirottamento di queste risorse decise dal Consiglio regionale altrove? L'articolo su cui si poteva attingere era il numero 10, da lì potevano essere prese le risorse da destinare a Sant'Antioco o dove si volesse.
La seconda questione è quella del risanamento. Per il risanamento nel triennio 2000-2002 erano previsti 700 milioni per il 2000, 4 miliardi per il 2001 e 4 miliardi e mezzo per il 2002. Praticamente sono disponibili soltanto i fondi del 2000 e quelli del 2001, i 4 miliardi e mezzo per il 2002 non sono più in bilancio e non si capisce a cosa siano stati destinati; anche su questo, onorevole Pani, le chiedo un chiarimento.
Insomma, noi come centrosinistra siamo impegnati anche in questa occasione a far rispettare una legge, una legge che abbiamo proposto, che abbiamo voluto con forza e che siamo riusciti a far approvare da questo Consiglio, noi veniamo oggi a proporre, con l'emendamento 261, di rispettare la legge che questo Consiglio ha approvato, cosa che la Giunta avrebbe dovuto fare a prescindere da questa nostra iniziativa di oggi in sede di finanziaria. Questo noi chiediamo con l'emendamento che noi abbiamo presentato, il 261 che prevede 2 miliardi e 600 milioni di indennizzi per i pescatori e 4 miliardi e 200 milioni per il risanamento dello stagno. Sul risanamento voglio dire questo, onorevole Pani, se noi non mettiamo mano ad un'opera seria di risanamento, i pescatori dovremo indennizzarli per sempre, perché se non si risana lo stagno non si creano le condizioni minime per una ripresa produttiva dello stagno e quindi non si creano le condizioni perché i pescatori possano produrre il reddito necessario per le loro famiglie attraverso il loro lavoro, cosa che loro vogliono e che stanno chiedendo.
Sul risanamento poi c'è un ritardo estremamente grave della Giunta regionale, voglio ricordare che sempre l'articolo 12 prevedeva che entro sei mesi la Giunta regionale avrebbe dovuto approvare il piano di risanamento. Siamo ormai a circa due anni, non solo non c'è il piano approvato dalla Giunta, ma c'è una semplice relazione di intenti che dice quali sono le linee fondamentali e gli obiettivi verso i quali la Giunta intende muoversi per risanare lo stagno, insomma una relazione di massima alla quale deve seguire un progetto esecutivo che va mandato in appalto e così via. Io ho paura, onorevole Pani, che se seguiamo questi ritmi, il risanamento lo vedremo chissà tra quanti anni e nel frattempo, nelle prossime finanziarie, dovremo prevedere le risorse per indennizzare ancora i pescatori. Non dimentichiamoci che la condizione perché i pescatori abbiano diritto ad usufruire degli indennizzi è che lo stagno non sia produttivo, quindi se noi non creiamo le condizioni per un rilancio produttivo dello stagno è chiaro che poi la Regione dovrà svolgere questo suo ruolo assistenziale, nonostante questa risorsa enorme per l'economia, non solo della provincia di Oristano, rappresentata dallo stagno di Cabras.
La Giunta regionale, informata ed edotta sui termini delle questioni di cui stiamo parlando, ha presentato l'emendamento numero 175 che prevede circa un miliardo solo per indennizzare i pescatori; intanto il problema grosso non è quello degli indennizzi, mi sia consentito Assessore, gli indennizzi sono uno strumento straordinario ed è chiaro che vanno rispettati. Però noi dobbiamo puntare sul risanamento. Intanto gli indennizzi sono ben poca cosa, un miliardo rispetto ai 2 miliardi e 900 milioni, quindi quasi tre miliardi previsti dalla legge. Non si capisce perché si voglia togliere un miliardo e 900 milioni rispetto a quanto previsto dalla legge.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 576, onorevole Masala, questo emendamento non unifica niente perché prevede semplicemente che all'emendamento 175 della Giunta si colleghi un emendamento che riguarda il bando 2000 relativo agli incentivi per il turismo.. Insomma, onorevole Masala, non c'entra proprio niente, io voglio una risposta su questa questione, io propongo che la Giunta ritiri i suoi emendamenti ed accolga il nostro emendamento, il 261, che è quello che rispetta la legge originaria e che crea condizioni di certezza per tutti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Piana. Ne ha facoltà.
PIANA (P.P.S.-C.D.U.Sardi) Rinuncio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, io interverrò velocemente sull'emendamento numero 59 e sull'emendamento numero 590.
Intervengo solo ed esclusivamente perché il collega Marrocu mi ha tirato per i capelli, mi dispiace che il collega non sia in Aula. Parto dall'emendamento numero 59 che riguarda per l'appunto un contributo di 77 mila euro a favore non di un antiquario privato ma del comune di Sassari che nella finanziaria del '99 non è riuscito a spendere i fondi, già destinati dalla Giunta regionale e andati in economia per la seconda Mostra dell'antiquariato tenutasi nel 1997, tutto qui. Lo dico perché qui si è detto che si tratta di un antiquario privato, io non credo che il soggetto possa essere un privato; sto intervenendo a favore di una legittima aspettativa del comune di Sassari che ha chiesto, presentando una nota spese di oltre 350 milioni, se è possibile recuperare queste somme andate in economia, per pagare parte delle spese sostenute. La Giunta, nell'emendamento numero 578 all'articolo 19 ter, che per me è più che sufficiente, dice chiaramente che sono destinati 77 mila euro per la copertura del comma 4 dell'articolo 35 della legge regionale numero 1 del '99 a copertura di queste spese, suppongo che siano destinati a questo, e vorrei garanzie da parte della Giunta su questo aspetto. Queste risorse non sono destinate ad un privato, bensì all'ente locale, mai mi sognerei di presentare emendamenti di qualunque sorta a favore di qualunque privato, ci mancherebbe altro! Se poi dietro ci sono cose che io non conosco chiedo venia, ma non credo sia questo il caso.
Vengo all'emendamento incriminato, al 590. Io non so chi abbia fatto circolare per i cantieri questo emendamento, io ho presentato un emendamento all'articolo 22 in piena coscienza politica, ho solo detto e ribadisco ancora, se la Giunta mi presta attenzione, che non so chi abbia fatto circolare l'emendamento, i perché e i per come, tengo a precisare che questa è una posizione politica,. è tre mesi che sento suonare questa campana dei dipendenti a tempo determinato ed a tempo indeterminato, che tutti i dipendenti devono avere lo stesso trattamento, che tutti quanti devono avere pari dignità di trattamento, benissimo, allora mi si deve spiegare perché i dipendenti di un ente regionale come l'Ente foreste non devono avere pari trattamento e dignità degli altri dipendenti sia regionali che degli altri enti. Io vorrei che mi si spiegasse questo anche perché questo è sancito, ripeto ancora, dall'articolo 9 della legge 24 del '99, è sancito dal titolo sesto della legge 31, quali sono i motivi? I soldi? Cioè l'imputazione di spesa? Ma è chiaro che l' imputazione di spesa indicata nell'emendamento è un'imputazione meramente indicativa.
Qui abbiamo risparmiato centinaia e centinaia di miliardi grazie alla trasversalità che si è espressa col voto segreto, in questo momento ci sono le disponibilità finanziarie per affrontare la spesa necessaria a pareggiare dignitosamente il trattamento economico dei dipendenti dell'Ente foreste con quello degli altri dipendenti regionali. Io non mi sogno assolutamente che questo possa avvenire nella finanziaria, non me lo sogno nemmeno, possiamo confrontarci su questo problema anche nel corso dell'esame del progetto di legge che verrà portato in Consiglio, ma vediamo di affrontarlo seriamente; non voglio assolutamente primogeniture, però la mia è una provocazione, non bisogna mai nascondersi dietro un dito, o si è coerenti o non si è coerenti. Questo è il senso del mio emendamento, e vorrei che su questo comunque…..
(Interruzioni)
Siccome l'interlocutore, oltre l'Assessore del bilancio, è l'Assessore Fois, vorrei che mi prestasse attenzione. Come ho detto poc'anzi, questo emendamento è chiaro che è dal punto di vista politico importantissimo, è una provocazione a tutta l'Aula, non l'avrei mai presentato, ripeto, se non avessi constatato che dopo la trasversalità, diciamo così, del voto segreto, dopo l'ignominia di quei voti segreti, qui ci sono centinaia e centinaia di miliardi disponibili nel Fondo nuovi oneri legislativi.
Nulla impedisce che anche i dipendenti dell'Ente foreste possano vedere riconosciuta la loro dignità al pari degli altri ed invito tutto il Consiglio, anche la sinistra, a dare una risposta a questa esigenza. Non voglio primogeniture, la mia è solo una provocazione. Io mi impegno a ritirare l'emendamento se c'è un impegno formale da parte della Giunta in questo senso, dopo di che l'emendamento lo può presentare la Giunta o possono presentarlo i Capigruppo durante la discussione del progetto di legge, in armonia. Questo è il senso del mio emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Dettori. Ne ha facoltà.
DETTORI (D.S.). Presidente e colleghi, ruberò due minuti perché voglio sottolineare solo due dei tanti argomenti che si potrebbero affrontare, uno dei quali, e chiedo l'attenzione dell'Assessore della programmazione perché stamani, come ha fatto per diversi argomenti, Assessore, si è prodigato in spiegazioni, motivazioni e quant'altro, per quanto riguarda l'emendamento 343 che riguarda…….
(Interruzioni)
Ancora una volta - parlo di cultura, servizi, sistemi bibliotecari - non abbiamo sentito una parola sulle motivazioni per cui la Giunta non l'accoglie, e voglio sprecare due parole, per riportarlo all'attenzione dell'Aula solo perché voglio ricordare a tutti noi ed a me stessa che dall'inizio della legislatura giace in Commissione Cultura una proposta di legge quadro sul sistema bibliotecario regionale. Ed allora noi continuiamo ad essere costretti a presentare emendamenti di questo tipo perché questa Regione non solo non dà i fondi necessari per il sistema informatico, così come era stato proposto; non possiamo costringere le biblioteche a non funzionare. Ed allora credo che ci debba essere un richiamo formale, innanzitutto da parte della Giunta, e se è vero che la Commissione è ancora in attesa del disegno di legge dell'Assessore e della Giunta, lo si presenti e ci si confronti e si vada avanti, perché non può essere ingaggiata tutti gli anni una lotta per destinare soldi, risorse che sono risorse ordinarie, ai sistemi bibliotecari ed alla cultura, perché non possiamo pensare di parlarci addosso nelle dichiarazioni programmatiche dicendo che la cultura è il presupposto fondamentale perché vi sia uno sviluppo organico ed omogeneo in quest'Isola e poi con gli atti di governo fare esattamente il contrario.
Voglio infine richiamare ancora l'emendamento numero 13 per ricordare a tutti che questo emendamento è legato ad un ordine del giorno approvato all'unanimità in questo Consiglio regionale. Vorremmo conoscere Assessore, per decidere come procedere, la posizione della Giunta sull'emendamento numero 13 che è conseguenza di un ordine del giorno unitario di questo Consiglio regionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (F.S.D.). Presidente, intervengo molto rapidamente solo per segnalare alcuni elementi e chiedere all'assessore Masala qualche chiarimento.
Intanto va rimarcata la singolarità del modo in cui l'assessore Masala si è espresso relativamente agli emendamenti, accogliendo in maniera, ci pare, abbastanza semplicistica quelli presentati da consiglieri della maggioranza ed adducendo giustificazioni non dovute, non opportune, non necessarie, quando doveva esprimere un giudizio negativo - questo ci appare per lo meno singolare - e liquidando invece, in maniera molto semplice, gli emendamenti dell'opposizione.
Ciò detto voglio fermarmi su due punti, assessore Masala, uno è l'emendamento numero 38, relativo ai contributi alla Confindustria regionale della Sardegna e all'API sarda, quanto meno per segnalare un'incongruenza. In questo Consiglio regionale abbiamo approvato una legge istitutiva del CREL, l'abbiamo dotata di risorse finanziarie ed abbiamo individuato le categorie, ora io non le ricordo a memoria, però ricordo che erano state individuate le categorie che potevano entrare a farne parte, e mi pare pure di ricordare che tra le altre categorie fossero ricomprese anche queste. Non si è di fatto attuata la legge, nel senso che il CREL non è operativo, però stranamente ci preoccupiamo di destinare risorse ad altre organizzazioni giustificandole col fatto che in questo modo possono essere chiamate, quasi che solo così possano essere chiamate ad esprimere il proprio parere e a partecipare dall'esterno alla programmazione regionale; ci appare perlomeno singolare come procedura ed in ogni caso ci sembra l'istituzione di un ulteriore doppione e non comprendiamo bene a che cosa sia finalizzato.
L'altro punto sul quale voglio soffermarmi è relativo invece all'emendamento numero 594 del quale l'assessore Masala ha detto che sostituiva l'emendamento 180, mentre a noi pare che quest'ultimo viva invece di vita propria e che il 594 sia aggiuntivo dell'emendamento 180. Allora, mentre ben comprendiamo la portata dell'emendamento numero 180 - ma non la condividiamo neanche poco - Assessore, relativo all'acquisizione di immobili da destinare a biblioteca del Consiglio regionale, non comprendiamo invece, quali siano le leggi regionali numero 10 e 11, dell'11 giugno 1952, che risulterebbero abrogate se questo emendamento venisse approvato. Relativamente alla biblioteca del Consiglio, Assessore, siccome più volte lei stesso ha sollecitato procedure attente, procedure di risparmio, procedure ben finalizzate, considerato che esiste già una biblioteca in locali mi pare ottimali e credo persino nuovi, ma in ogni caso ben organizzata e ben attrezzata, della Giunta regionale, non comprendo perché le due cose non possano essere sommate e concorrere assieme in un unico locale a fornire un servizio e per la Giunta regionale e per il Consiglio regionale, ma si debba procedere invece obbligatoriamente in maniera separata con un notevole aggravio di costi e non so poi con quale funzionalità.
Presidenza del Presidente SERRENTI
(Segue BALIA.) Mi pongo anche un'altra domanda, la dico molto in sordina e anche con molto rispetto, però credo che sia opportuno farlo prima di caricarsi di oneri che sono abbastanza sostanziosi, perché vi erano cifre abbastanza rilevanti, predisposte dall'ufficio di Presidenza. Oggi partiamo con un ridimensionamento ma non sappiamo poi quale sia la conclusione della spesa. Bene, io vorrei sapere, in tempi in cui si parla tanto di monitoraggio, se per caso sono stati monitorati il numero dei visitatori e il numero delle richieste fatte dall'inizio della legislatura e sino ad oggi per la biblioteca del Consiglio regionale, sarebbe utile per comprendere se il suo finanziamento sia utile, oppure se non sia meglio destinare invece quelle risorse con effetti sicuramente più produttivi ad altri settori.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda. Ne ha facoltà.
CORDA (A.N.). Presidente, mi permetta di iniziare questo mio intervento chiedendo scusa. Io voglio chiedere scusa al presidente Serrenti per i toni che ho usato giovedì scorso, anche se a microfoni spenti. Io non intendevo…
(Interruzioni)
CORDA (A.N.). Vi pregherei di essere rispettosi dell'intenzione di chi sta parlando di dire le cose, se siete così corretti e sensibili per capire che questo è il momento di tacere. Le chiedo scusa Presidente perché la mia reazione è stata piuttosto veemente e forse non dovuta, anche se a microfoni spenti. Certamente non volevo mancare di rispetto né all'istituzione, per la quale ho profondo rispetto, né a lei che è persona che stimo.
Detto questo parliamo di norme intruse, le modifiche o i tentativi di modifica, attraverso la finanziaria, della legge 35 del 5 dicembre 1995 e le norme procedurali per l'alienazione dei beni patrimoniali, oppure per la legge urbanistica, oppure ancora per la legge 31 sul personale. Voi avete detto che questi tentativi di inserire in finanziaria norme di questo tipo erano assolutamente non ammissibili, non accettabili e che si tratta di norme cosiddette intruse, e avete fatto su questo una battaglia forte, dura. Ci sono stati da parte vostra centinaia di interventi per fare ostruzionismo rispetto a questa eventualità, cioè che nella finanziaria venissero ammesse norme intruse. Ebbene, io ho letto un emendamento, il 361, che parla di modifiche ed integrazioni alla legge regionale 6 marzo 1979 numero 7, articolo 88 della legge regionale del 1969 così sostituito: "Fatto salvo quanto diversamente previsto dallo Statuto si applicano al Consiglio regionale della Sardegna in materia di incompatibilità le norme previste dagli articoli 65, primo comma, 68, 69 e 70…" eccetera. Io debbo dire che altro che norma intrusa è questa! Questo è un vero e proprio attentato, credo, alla sovranità della nostra autonomia, perché qui si tenta di intervenire, inserendo questa norma veramente intrusa, su un diritto statutario, cioè voi volete, attraverso la finanziaria, recepire una norma nazionale, alla faccia dell'autonomia e alla faccia del diritto di difendere la nostra autonomia, anche perché rispetto a questo tipo di intervento che voi volete fare c'è stata anche una recente sentenza di un tribunale che ha detto che non c'è incompatibilità tra due cariche elettive. E allora francamente non riesco a capire, e lo dico molto pacatamente, perché credo che la coerenza sia una dote che tutti quanti dovremmo avere, io credo che anche voi l'abbiate, allora, in coerenza alla battaglia veemente che avete sostenuto in quest'aula, tenendo il Consiglio inchiodato sull'articolo 2 per diciotto giorni, credo che avreste il dovere, secondo me, ripeto sempre con molto rispetto per quello che poi ovviamente deciderete, di ritirare questo emendamento, perché non è il momento di presentarlo. Non si può inserire in finanziaria un emendamento di questo genere. Fermo restando che sull'opportunità che non si possano e non si debbano avere due incarichi elettivi, tutti quanti siamo d'accordo, tutti siamo del parere che non si possa fare contemporaneamente una cosa e l'altra - non si può essere part time in due posti diversi, questo è evidente a tutti, non si può essere contemporaneamente legislatori e fruitori della legge che si è contribuito ad approvare. Però, detto questo, io vi invito a presentare un provvedimento al di fuori della finanziaria che possa essere discusso da tutto il Consiglio, che con ragionevolezza deciderà quello che potrà decidere, e solo in quell'occasione si potrà modificare eventualmente, se è necessario, lo Statuto oppure si potrà recepire il famoso Testo unico del 2000.
Vorrei dire adesso, visto che c'è il tempo, due parole sull'onorevole Miccichè.
spissu (d.s.). A proposito di norme intruse! Ci sta bene.
CORDA (A.N.). Siamo in fase di discussione generale, anche se sull'articolo. Allora, io ho grande rispetto per le istituzioni, ho grande rispetto per i parlamentari, per i parlamentari oltretutto alleati della nostra coalizione, cioè di Forza Italia, non conosco personalmente l'onorevole Miccichè, ma mi sembra francamente che l'esternazione che ha fatto ieri, e che oggi è stata riportata con grande evidenza dalla stampa, sia abbastanza fuori luogo, abbastanza estemporanea, fuori luogo proprio. Vedete, se un deputato della nostra Isola, fosse andato in Sicilia a dire ai siciliani, al Parlamento siciliano: "Dovete sciogliere il Consiglio", io credo che i siciliani si sarebbero messi a ridere. Io non so che cosa faranno i sardi…
SANNA EMANUELE (D.S.). Pernacchie!
CORDA (A.N.). …ma certamente credo che non si possa accettare che da una regione lontana da noi, anche culturalmente, arrivino suggerimenti su quelle che devono essere la sovranità e le decisioni di autonomia del nostro Consiglio regionale.
Fermo restando che io sono del parere che questo Consiglio dovrebbe essere sciolto, ma non prima di aver fatto almeno tre cose. La prima: una legge elettorale, perché credo che non sia ammissibile che si possa andare a elezioni con una legge elettorale che, per esempio, prevede che vengano portati in Consiglio regionale sedici parlamentari non votati dalla gente, nel famoso listino; credo che non sia possibile pensare che si possa ammettere una legge dove c'è uno sbarramento che taglierebbe fuori tutti i piccoli partiti; credo che comunque noi abbiamo un'autonomia speciale che ci dà il diritto, anzi ci impone forse il dovere di fare una nostra legge regionale e di farla su misura delle nostre esigenze. Questo perché credo che dobbiamo essere noi a decidere della nostra sorte in tema di sviluppo e in tema anche quindi di legge elettorale.
Un'altra cosa da fare è poi la modifica del Regolamento interno del Consiglio, l'attuale Regolamento è un vero e proprio tumore maligno che blocca e impedisce il lavoro del Consiglio e delle Commissioni. Io lo vado dicendo da due anni, ho presentato una proposta di modifica due anni fa, molti di voi non erano d'accordo, qualcuno sorrideva, qualcuno mi scriveva anche i bigliettini, oggi invece tutti siamo d'accordo che va modificato, che questo Regolamento è assolutamente fuori dai tempi e fuori dalla realtà sarda e non serve al Consiglio e alle Commissioni per funzionare.
MARROCU (D.S.). Presidente, questo argomento non è all'ordine del giorno!
CORDA (A.N.). Altra cosa che andrebbe fatta è la legge attuativa delle province già istituite con legge nazionale e legge regionale. Certamente noi dobbiamo fare queste tre cose; fatte queste tre cose credo che sarebbe opportuno che tutti, con senso di responsabilità, dicessimo alla gente: "Noi torniamo a casa, ci dimettiamo spontaneamente". Non ci manderà a casa né Miccichè, né nessun altro, facciamolo noi con grande dignità, fatte queste tre cose firmiamo la lettera di dimissioni e poi lasciamo che gli elettori decidano chi deve tornare in questo Consiglio.
spissu (d.s.). Nel 2009 finiamo quel programma!
PRESIDENTE. Onorevole Corda, lei ha incominciato chiedendo scusa e quindi ha captato la mia benevolenza, perché io avrei dovuto interromperla quando ha cominciato a parlare di questioni che non erano attinenti agli emendamenti in discussione.
Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.
FALCONI (D.S.). Signor Presidente, io cercherò di essere breve e di non utilizzare tutto il tempo che mi mette a disposizione il Regolamento, ma voglio dire qualcosa sull'articolo e sugli emendamenti della maggioranza e dell'opposizione. Sull'articolo, colleghi, io penso che questo articolo sia un po' lo specchio di questa intera finanziaria così come questa Giunta ce l'ha proposta e sia altresì lo specchio della maggioranza, di questa Giunta che è incoerente nelle sue scelte e che dimostra in questo articolo tutta la sua incoerenza, assieme ai colleghi della maggioranza. Voglio andare subito a parlare degli emendamenti per farmi capire maggiormente dall'Aula. Vedete, ripresentare emendamenti ripetutamente bocciati da questo Consiglio, perché l'emendamento 26 il Consiglio l'aveva già bocciato diversi anni fa, ma l'ha bocciato anche l'anno scorso, e la maggioranza ora lo presenta nuovamente, e la Giunta lo accoglie, è un modo - io non uso mai paroloni - ma è sicuramente un modo incoerente di rapportarsi alle cose serie. Come si può riformare un sistema turistico ed in particolare le agenzie di viaggio con un emendamento sbadato, frettoloso, a un articolo di una finanziaria che ormai volge al termine e meno male volge al termine! Come si può dare una risposta seria? La Giunta, l'Assessore competente, cosa pensano di questo emendamento che tra l'altro delega alle Camere di commercio lo svolgimento degli esami di idoneità tecnico professionale dei Direttori tecnici di agenzie di viaggi e turismo? Badate, si va in senso esattamente inverso all'andamento serio delle cose. Noi non dobbiamo essere, neanche nel settore del turismo, accentratori ma avere dei direttori tecnici di agenzie di viaggio che abbiano dei requisiti - almeno i requisiti fondamentali - uguali nelle quattro o nelle otto province sarde. Io penso che sia il minimo. Credo sia necessario rivedere il problema nella Commissione competente, perché con quest'emendamento si pone un problema serio, ma si dà una risposta assolutamente sbagliata.
Mi fermo qualche minuto sull'emendamento 38 sempre della maggioranza che dà due miliardi alla Confindustria Sarda e all'Apisarda. L'Assessore giustifica questo intervento dicendo che tutte le organizzazioni sindacali e tutte le organizzazioni di categoria hanno dei finanziamenti e che anche la Confindustria ha diritto ad avere questo finanziamento. Innanzitutto è un concetto assolutamente nuovo, Assessore, mi consenta. Perché per il fatto che lo abbiano alcune associazioni, perché seguono i rispettivi iscritti con i patronati, non significa che si debba darlo a tutti, non è detto in questo caso che si debba darlo alla Confindustria. A quella Confindustria Sarda, collega Corda, che ieri ha fatto un convegno con il sottosegretario Miccichè e non ha detto una parola, dicasi una parola, neanche i colleghi presenti hanno detto una parola per rispondere al sottosegretario Miccichè che nel suo intervento ha detto ai sardi: "Primo, dovete sciogliere il vostro Consiglio regionale; secondo, non rientrate più nell'Obiettivo 1; terzo, vi smantello, da meridionale, la programmazione negoziata che tanti benefici ha portato al Meridione". Non c'è stato un componente della Giunta o uno dei colleghi della maggioranza lì presenti che abbia risposto al collega Miccichè. Ma non ha risposto, ahinoi, neanche questa Confindustria Sarda che tutto rappresenta fuorché gli interessi reali della Sardegna e della sua economia. A questo articolo, però, noi abbiamo presentato degli emendamenti, alcuni soppressivi di vari commi relativi al personale che peraltro sono stati accolti dalla maggioranza, , come è stato accolto dalla Giunta l'emendamento che riguarda i lapidei, e condividiamo l'emendamento che allarga e chiude finalmente il bando della legge numero 9 che deve migliorare quell'esperienza, comunque a valere sulla stessa legge ci auguriamo che venga anche garantito il bando del 2002 per gli imprenditori turistici.
Ma, per alcuni altri emendamenti che sono stati puntualmente non accolti dalla Giunta, e quindi presumibilmente verranno bocciati dall'Aula, a voto palese, non si fa un'analisi di quello che propongono ma si bocciano in quanto sono stati presentati da colleghi dell'opposizione. Noi abbiamo presentato degli emendamenti seri, e lo diremo anche fuori di quest'Aula che sono molto seri, che riguardano il comparto commerciale, le piccole e medie aziende, quelle quarantamila piccole aziende sarde che stanno aumentando il loro peso occupativo e che stanno resistendo all'attacco della grande distribuzione. Ebbene la Giunta regionale dice che non si devono finanziare i corsi di formazione professionale, non si devono finanziare le migliorie tecniche che il Decreto legislativo Bersani, il 114/98 prevedeva, la Giunta regionale e la sua maggioranza non credono al piccolo commercio diffuso e spalmato nell'intera Isola.
A questi emendamenti avete detto di no. Noi diciamo che questo è profondamente sbagliato anche strategicamente, che si dà ragione, così facendo, alla grande distribuzione e si dà torto a quelle piccole micro-aziende che sono sparse nei 381 comuni sardi. Penso che, nell'insieme dell'articolo e degli emendamenti, vi siano delle cose condivisibili, a volte sono condivisibili anche gli emendamenti cosiddetti territoriali, non clientelari ma territoriali, come quello che riguardava l'ufficio di informazione sulle politiche comunitarie al Carrefour Europeo d'Informazione, l'unico che abbiamo in Sardegna. E' stato finanziato gli anni scorsi, quest'anno proprio quando si stanno bandendo tutti i bandi delle varie misure del POR, decidete di non finanziare il Carrefour, istituito in seno alla IX Comunità Montana del Nuorese. Non le condividiamo, le subiamo tutte queste scelte che riguardano il commercio e riguardano proposte assolutamente ragionate e ragionevoli che volevano migliorare questa manovra, ma ce lo impedite, in alcuni casi proprio ce lo impedite.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Io mi auguro che ci sia sempre la forza di resistere a determinate modifiche che si propongono alla legge finanziaria perché ne sono già state inserite tante che, così come si è avuto modo di dire in altre occasioni, questa manovra finanziaria rispetto a come era stata concepita all'inizio non è certamente migliorata, quindi ben venga la capacità di resistere ad ulteriori pressioni che arrivano dall'opposizione per inserire in finanziaria ulteriori modificazioni. Io voglio far brevemente riscontrare una contraddizione che esiste tra due situazioni che sono, o sembrano, uguali. Una di queste è l'emendamento che prevede il contributo all'associazione degli industriali, ed un'altra è l'emendamento presentato dall'opposizione che prevede un contributo a favore dei commercianti per l'istituzione e il funzionamento dei centri di assistenza tecnica. A me sembra di dover dire che si parla sempre di contributi, contributi ad una associazione di categoria, quella degli industriali, contributi a favore dei commercianti per l'attività che essi svolgono in rappresentanza degli artigiani.
In questo emendamento, il 516, che ha come primo firmatario il collega Falconi, che ha parlato poc'anzi, addirittura si prevede l'elargizione di un contributo per l'istituzione dei cosiddetti Cat, centri di assistenza tecnica, previsti dal Decreto legislativo Bersani, 114/98. Si tratta di un provvedimento che nella scorsa legislatura, pur licenziato come ultimo atto della Commissione industria non arrivò all'esame dell'Aula. Addirittura la Commissione di allora lo respinse. Mi sbaglio collega Falconi?
FALCONI (D.S.). Non fu mai licenziato dalla Commissione.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Allora, mi sbaglio! Allora ricordo male. Comunque il problema è questo, finanziare le associazioni di categoria dei commercianti per costituire dei Centri di Assistenza Tecnica al proprio interno che svolgano a favore delle loro associate attività di assistenza tecnica e di formazione e di aggiornamento in materia di innovazione tecnologica ed organizzativa, gestione economica e finanziaria di impresa ed altre attività previste, eccetera, eccetera. In pratica questi centri di assistenza tendono a sostituirsi - e dirò anche perché si sostituiscono - a tutta un'altra serie di professionalità che nel mercato liberamente esistono e liberamente operano, quali sono rappresentate da altre categorie di imprenditori, liberi professionisti, commercialisti, tecnici ingegneri, tecnici geometri, avvocati e compagnia bella; e questa attività di consulenza verrebbe svolta in concorrenza scorretta e sleale nei confronti di altri soggetti perché queste associazioni di categoria e questi CAT sono finanziati con contributi di carattere pubblico. Io sono d'accordo che i commercianti possano liberamente rivolgersi all'associazione di categoria per ottenere da essa questi tipi di prestazioni, ma questi tipi di prestazioni le devono pagare, perché non possono essere elargite gratuitamente e, se gratuitamente sono elargite, perché interviene il contributo regionale, o a prezzi che non sono competitivi perché su di essi prezzi a favore dell'utenza interviene lo stemperamento del contributo, io dico che siamo in concorrenza non legittima e che pertanto non può essere assolutamente concesso un vantaggio di questo genere che, certamente, va a nocumento di altre categorie che, nell'ambito dello svolgimento della loro attività normale, operano e si adoperano nell'ambito del mercato. Si tratterebbe di una forma di inquinamento insostenibile che recherebbe un alleggerimento effimero nei confronti della categoria e gravissimo nei confronti di quei soggetti che in questa operazione vedrebbero una forma di concorrenza sleale che porterebbe certamente gravi danni alle loro attività.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.
DORE (I DEMOCRATICI). Signor Presidente, voglio fare alcune osservazioni su questa ennesima perla che c'è stata propinata dalla Giunta, l'articolo 22.
Primo comma: deroga all'articolo 8 comma quinto della legge regionale 31 del 1998. Io mi domando se chi ha posto mano a questo che, ancora una volta, non posso fare a meno di definire un mostro, non si sia posto qualche dubbio circa l'obbligo primario che ha il legislatore o colui che pensa, aspira, pretende di essere considerato legislatore, di rispettare i principi della Costituzione. Perché ancora una volta - sembra quasi un elenco che si deve fare, che si è dovuto fare ripercorrendo questo cammino - quasi tutti gli articoli proposti presentano dei grossi problemi di costituzionalità. Anche questo comma non ne è indenne. Si tratta infatti di una palese violazione dell'articolo 117 della Costituzione.
Basta leggere la normativa in materia di privatizzazione e contrattualizzazione del pubblico impiego, e le varie disposizioni che ci sono state, per rendersi conto che questo problema esiste, è un problema del quale evidentemente nessuno si è reso conto ma che esiste; basta richiamare l'articolo 3 del decreto legislativo numero 29, poi riprodotto con modifiche, ma la norma fondamentale è questa, il terzo comma dell'articolo 1 che sottolinea che le disposizioni del presente decreto costituiscono principi fondamentali ai sensi dell'articolo 117 della Costituzione. I principi desumibili dall'articolo 2 della legge 23 ottobre 1992, numero 421, e dall'articolo 11 comma quarto della legge numero 59 del 1997, costituiscono per le regioni a statuto speciale e le province autonome norme fondamentali di riforma economico-sociale della Repubblica. E fra queste, proprio l'articolo 11, comma quarto, comprende il principio della distinzione tra funzioni di governo e funzioni amministrative, è un principio fondamentale.
Allora, come si fa a pretendere di fare eccezione a questo principio? Come si fa? Con quale "faccia tosta" si pretende di fare eccezione a questo principio? Io invito chi ha avuto questa idea a pensarci seriamente, a valutare con un minimo di senso di responsabilità quali possano essere, a parte tutte le altre considerazioni che si potrebbero fare, quali possano essere le conseguenze dell'approvazione di una norma di questo genere. Chi pretende di governare questa Regione le valuti con attenzione.
Tante altre cose ci sarebbero da dire, e magari verranno dette nello sviluppo del discorso, con riferimento ai singoli commi, vedremo quando si andrà a votare; ribadisco i concetti che sono stati già espressi dai colleghi che mi hanno preceduto in relazione alle problematiche sollevate dai commi sei e sette. Vorrei un attimo anch'io riferirmi a questa, veramente spiacevole, esclusione da parte di una Regione che spreca decine, centinaia di miliardi per le cose più assurde di questo mondo, per le cose più inutili, per cose spesso addirittura forse inconfessabili, vorrei capire come si possa negare un finanziamento tra l'altro previsto da una legge regionale, la legge numero 57 del 1987, c'è una legge regionale che lo prevede, io non ho capito cosa intendesse dire stamani l'assessore Masala quando ha detto che la partita è chiusa, cioè il finanziamento alle associazioni nazionali perseguitati politici italiani anti-fascisti e all'unione autonoma partigiani sardi. Io non riesco a capirlo, pregherei l'assessore Masala, di precisare su quali basi pretende di affermare che la questione è chiusa ed è liquidata definitivamente. Non riesco a capirlo! Non riesco a capire come mai quando c'era ancora un senso di responsabilità e si mantenevano fermi i principi dello Stato democratico e soprattutto si teneva a dare importanza alla memoria, a quel bagaglio di nozioni, di principi da cui è nata questa Repubblica, come mai allora si è ritenuto di approvare una legge di questo genere e di garantire un contributo annuo, cioè un impegno della Regione proiettato nel tempo, e adesso, a distanza di non molti anni, quasi che fosse cambiato tutto, quasi che il mondo o che la società italiana fosse saltata per aria e che i principi che non ci fossero più, si pretenda di cancellare questo principio. Si trattava di pochi soldi, non vedo per quale ragione si debba violare un principio di questo genere, quale possa essere la giustificazione, quale possa essere il motivo per negare il contributo a delle associazioni che hanno prodotto dei risultati particolarmente significativi - e vorrei ricordare a tutti i cosiddetti sardisti il libro per esempio sulla fuga di Emilio Lussu dal carcere, che è un'opera veramente importante nella letteratura regionale prodotta da questa associazione, quindi prodotta attraverso questi finanziamenti. Non capisco per quale ragione, solo perché si pensa che costoro forse possano essere considerati non in linea con l'attuale Governo della Regione, si debba fare uno sgarbo ed una prepotenza di questo genere. E` una prepotenza che si sta commettendo a danno dei valori della Sardegna, dei valori dell'autonomia e dei valori della Repubblica. Io invito chi ha avuto questa idea a ripensarci, a tornarci sopra.
Per finire, con riferimento all'onorevole Miccichè, credo che forse la cosa migliore, se si fosse stati ancora in tempo, ieri sarebbe stata gettarlo in acqua e rimandarlo a nuoto in Sicilia!
MURGIA (A.N.). Sei intollerante. Quasi fascista.
DORE (I DEMOCRATICI). Quasi fascista! Peccato che ci sia qualcuno che non è quasi fascista, ma che è fascista sul serio! Quindi, credo che la cosa migliore sarebbe stata rimandarlo a nuoto in Sicilia, in modo che forse potesse riprendere quei conti in sospeso con la giustizia che mi pare non abbia ancora del tutto chiuso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente e colleghi, intervengo brevemente perché credo che non si stia esaurendo solo la finanziaria, forse ci siamo esauriti tutti quanti noi. Forse alla fine di questa vicenda ognuno dovrà fare i conti non solo con il proprio sistema nervoso, ma anche con l'esperienza che non è stata edificante, lo dico perché, senza togliere e senza negare responsabilità certo anche nostre, anche mie, credo che le responsabilità della Giunta siano di gran lunga più ampie. Lo dico con molta pacatezza perché ancora adesso, nell'esaminare l'articolo, continuiamo a vedere una quantità di emendamenti presentati dalla Giunta che si sommano a quelli presentati dalla maggioranza e dall'opposizione, ma che a differenza di quelli presentati dall'opposizione, e spesso anche dalla maggioranza, che vengono normalmente ritirati, permangono. Quindi, c'è una strana contraddizione quando voi dite: stiamo andando troppo per le lunghe. Facciamo i conti con questa sorta di tela di Penelope, la tela di Masala si potrebbe dire, che è fatta e rifatta cento volte e è evidente che non solo voi, ma tutto il Consiglio fa una grande fatica a seguire la costruzione della manovra finanziaria, anche una fatica materiale direi, a fare i conti con tutta questa quantità di emendamenti e a capire che cosa stiamo votando, ed io sfido chiunque al momento in cui daremo il voto finale a scrutinio palese, a capire e a riferire cosa abbiamo complessivamente approvato. So di certo che abbiamo approvato qualcosa che è pernicioso per la Regione. Abbiamo triplicato il debito ed abbiamo approvato una serie di norme intruse ed estruse che sfuggono ad ogni ordinamento, stiamo scassando complessivamente e continuamente l'idea dell'ordinamento stesso.
In questo articolo, in particolare, ci sono delle norme un po' strane, faccio appello - lo dico così, perché anche noi abbiamo forse esaurito gran parte della nostra energia nervosa, intellettuale e culturale - faccio appello alla Giunta e all'Assessore, ma anche alla maggioranza, perché alcune norme che ci sembrano davvero disdicevoli dal punto di vista dello stile giuridico vengano riviste. Quando con l'emendamento 360 si abrogano norme, e si ritiene abrogandole di riesumare vecchie norme che erano state da esse abrogate, mi sembra che sia una cosa - come diceva il collega Gian Valerio Sanna, ma l'hanno detto anche altri colleghi - improponibile, e non mi soffermo su questo. Quando si inseriscono norme con effetto retroattivo con l'intento di regolarizzare pratiche che regolari non erano, credo che si commettano degli abusi di potere e comunque delle grandi scorrettezze giuridiche e credo sia giusto richiamare, sinché siamo ancora in tempo, la Giunta ad essere da questo punto di vista più rigorosa, più coerente e più costruttiva. Questo è un articolo complesso, siamo in sede di discussione generale e, dato il breve tempo a disposizione, non è possibile esaminarlo tutto, io ho scelto quindi di soffermarmi soltanto su due o tre punti. Abbiamo discusso molto in quest'Aula sui problemi del personale, perché la legge di contabilità considera le norme relative norme intruse ed esplicitamente le esclude dalla finanziaria, ed in questo lungo braccio di ferro che c'è stato tra la maggioranza, ma direi tra il Consiglio e la Giunta, sono state tolte dalla finanziaria una serie di norme che saranno oggetto di un disegno di legge, peraltro già approvato.
Io mi chiedo perché la Giunta abbia ritenuto di non riversare anche i commi sei e sette, che riguardano gli uffici di gabinetto e quindi non norme sul personale, in questo disegno di legge, dando al personale regionale questo messaggio: "Più importanti dei vostri problemi sono i nostri uffici di gabinetto". Qual è il senso? Qual è l'utilità per voi? Qual è l'urgenza, visto che abbiamo assunto tutti l'impegno, ed abbiamo dimostrato di rispettarlo facendo lavorare la Commissione durante le sedute dell'Aula, per approvare nei tempi concordati il disegno di legge sul personale? Perché si vuole dimostrare questo pizzico di "arroganza" in più che non giova né a voi né al personale né al Consiglio.
La seconda considerazione che faccio - e invito anche su questo la Giunta a fare una riflessione, l'hanno fatta altri colleghi, consentite che anch'io mi associ ai colleghi che mi hanno preceduto, da ultimo il collega Dore - è che a me sembra che non sia una grande manovra politica sottrarre i finanziamenti all'Associazione nazionale perseguitati politici antifascisti, che è un'associazione che non riguarda solo gli antifascisti, ma si occupa dei perseguitati politici. Ognuno di noi sta facendo i conti con la storia, con la propria e con l'altrui storia, nessuno di noi è al di sopra di ogni sospetto e nessuno di noi vuole dare lezioni di storia agli altri, però credo che in quest'aula dovremmo tutti - questo ci deve unire - fare battaglie perché quanti sono storicamente impegnati nel difendere le idee (l'Associazione perseguitati politici antifascisti difende idee alte che sono a fondamento di questo Paese, di questa Nazione, di questa Repubblica) continuino a fare la loro battaglia con coerenza. Non vorrei - e non è questo il mio pensiero - che, perseverando nel vostro intendimento, vi si potesse accusare di una ritorsione nei confronti di un'Associazione che proclama una visione della storia e un dolore della storia diverso dal vostro. Anche perché, cari colleghi, nello stesso articolo - ed è la terza considerazione - troviamo il famoso contributo alle associazioni degli industriali, le quali hanno una funzione alta che io condivido, che rispetto, che apprezzo, ma io non credo che le stesse associazioni degli industriali abbiano una concezione di sé così meschina da poter scrivere alla Giunta regionale e al Consiglio chiedendo un contributo per la loro attività, perché una cosa è dare contributi ad associazioni di piccolissime imprese, o a sindacati o ad associazioni di volontariato, ma le imprese sono il centro produttivo della ricchezza e io credo che questo emendamento esprima una concezione di un capitalismo questuante e straccione che non corrisponde a verità.
Ritengo che sia umiliante per le stesse associazioni di categoria, per la Confindustria e per l'Apisarda, che sono ancora in Sardegna associazioni di imprese che producono reddito, che producono ricchezza e che devono far quadrare non solo i propri bilanci aziendali, ma anche i propri bilanci di categoria. Se non avessimo questa concezione e se avessimo dell'Associazione degli industriali e delle imprese una concezione fallimentare, da chi dovremmo aspettarci lo sviluppo?
La centralità dell'impresa di cui noi parliamo sarebbe in realtà una centralità fallimentare. Non si tratta, nel dire queste cose, di ostentare ostilità nei confronti di questa associazione di imprese, ma di ridare loro dignità e centralità nel processo economico e sottrarle all'umiliazione di ricevere un obolo per quanto un obolo molto sostanzioso.
E a proposito di oboli sostanziosi, credo che ce ne sia una sequenza, da quello al Rally Costa Smeralda, a quelli alla mostra dell'artigianato, ai vini DOC, al Treno dei sapori, ecc. ecc., che mi sembra non qualifichino e non migliorino né questo articolo né la finanziaria. Io mi auguro che lo stesso Assessore possa invitare i proponenti al ritiro. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Intervengo molto brevemente solo per confermare quanto ha riferito l'assessore Masala con riferimento al contributo per l'Associazione dei partigiani.
Vede, onorevole Cogodi, lei pone sempre il problema in chiave ideologica, definendo l'assessore Masala, fascista per aver assunto una posizione che era stata già assunta anche dalla precedente Giunta regionale. Ricorderete che in quell'occasione si raggiunse l'accordo per quell'annualità, con un impegno comune a rivalutare l'opportunità di continuare a prevedere una forma di contributo.
Siccome si parla della necessità di risparmiare risorse, io non capisco perché ciò debba valere per alcuni e non per altri. Possiamo ragionare anche sull'entità, ma tante piccole entità poi fanno anche una grande quantità. Allora, poiché legittimamente si è posto in quest'aula il problema - e io accolgo di buon grado l'invito alla riflessione, anche se non sono d'accordo - dell'opportunità di concedere un contributo all'Associazione degli industriali e all'Apisarda, e possiamo ragionare anche sull'entità, questo discorso ci porta a rivedere tutta l'impostazione del sistema delle contribuzioni a favore di tutte le associazioni che operano in tutti i settori produttivi. Voglio ricordare che i colleghi del centrosinistra hanno proposto un emendamento per estendere i contributi ad altre associazioni impegnate nel settore dell'agricoltura, anziché restringerli o eliminarli, prevedendo anzi nuove associazioni. Nessuno si è scandalizzato quando - io dico giustamente - sono stati rivalutati, con una revisione anche dell'entità, tutti i contributi alle associazioni nel settore del commercio, nel settore della cooperazione e in altri settori produttivi, come quello agricolo e quello artigianale. Allora non vedo quale sia l'ostacolo alla previsione di contributi anche ad associazioni che stanno svolgendo un'importante funzione, perché al tavolo della concertazione siedono con il sindacato anche la Confindustria e l'Apisarda.
Devo dire di più, probabilmente Apisarda e Confindustria non utilizzano, come ha utilizzato la CGIL, anche in queste ultime occasioni, le risorse per manifestare...
CALLEDDA (D.S.). La CGIL non ce l'ha.
MARROCU (D.S.). La CGIL ha formalmente rinunciato al contributo regionale.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). I contributi del 2001 li sta utilizzando. Io mi auguro restituisca quelli del 2001 e anche quelli degli anni pregressi, se è coerente con la sua impostazione.
Allora, io prendo atto anche di questa nuova posizione che avrebbe assunto una delle organizzazioni sindacali, e questa mi pare che sia la premessa per rivedere tutto il sistema dei contributi che la Regione eroga verso qualunque tipo di associazione, utile o disutile. In qualche caso, veramente non c'è se non quella memoria storica.
Ma allora, Assessore, se dovesse passare il principio che per conservare la memoria storica dobbiamo conservare determinate forme di contribuzione, io rivolgo un appello a quest'Aula perché venga dato un contributo a quelle associazioni che hanno combattuto e combattono e vogliono, nella memoria storica, ricordare i gravi fatti del comunismo e soprattutto coloro che sono caduti a causa del comunismo. Allora, vedete questa è un'impronta di carattere ideologico che ci porterebbe molto lontano.
Su questo quindi l'Assessore Masala ha fatto bene a intervenire. Io concludo le mie osservazioni su questo argomento che penso non meriti maggiore approfondimento almeno in questa sede. Voglio nei pochi minuti che ancora mi competono, signor Presidente…
(Interruzioni)
Però l'onorevole Cogodi che parla molto, anche in quest'occasione non si smentisce.
Volevo toccare solo brevemente un aspetto che è stato già posto all'attenzione dell'Aula anche da colleghi dell'opposizione e che riguarda l'emendamento relativo all'accordo di programma per le zone della Baronia, soprattutto quelle maggiormente colpite dal morbo della lingua blu. Mi riferisco ovviamente al settore agro-pastorale. Ebbene noi siamo del parere che questa iniziativa vada sostenuta, noi chiediamo all'Assessore che, nella sua replica o comunque nell'intervento di chiusura della discussione generale, precisi meglio la fattibilità di un percorso in relazione all'impegno che in questo Consiglio regionale è stato consacrato solennemente in un ordine del giorno, che prevedeva, tra l'altro, l'impegno della Giunta di adottare misure concrete anche di natura patrimoniale per risolvere il problema di quel territorio e rilanciare il comparto agro-pastorale nelle zone particolarmente interessate come quelle della Baronia.
L'impegno finanziario è sicuramente notevole, un emendamento lo precisa mi pare nell'ordine degli 80 miliardi, ci rendiamo conto che si tratta di un onere gravosissimo che non può appunto essere sostenuto in un solo esercizio finanziario, ma riteniamo che, con un atto comune di buona volontà, questo impegno possa essere garantito attraverso la previsione anche triennale, e siamo certi che, nella stipula degli accordi di programma subito dopo la finanziaria, questo debba essere privilegiato, consentitemi il termine tutto particolare, tenuto conto dei gravi pregiudizi che il mondo agro-pastorale ha subito in quel territorio.
Quindi, Assessore, sono certo della sua sensibilità, so che lei ha ricevuto anche i sindaci di quel territorio, sono certo che ella accoglierà nello spirito e nei fatti questo emendamento che prende a cuore le sorti di un settore produttivo particolarmente importante per le zone della Baronia. Grazie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
CUGINI (D.S.). Devi essere chiaro, Italo!
MASALA, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie Presidente. Io mi sforzerò di esserlo, ovviamente ognuno di noi può essere chiaro sulla base sia delle conoscenze che ha, e le mie sono sicuramente limitate, sia della possibilità che ha avuto di raccogliere anche le indicazioni che sono venute nel corso di questa discussione.
Diciamo che, a questo articolo, sono stati presentati vari emendamenti che riguardano il settore produttivo. Ho notato, per esempio, molti emendamenti sia di opposizione che di maggioranza che sono volti ad incrementare ulteriormente i finanziamenti a favore delle piccole e medie imprese, soprattutto nel settore dell'artigianato, del turismo eccetera. Or bene, quando arriveremo al bilancio, io avrò la possibilità di dimostrare a quest'Aula che nonostante tutto i finanziamenti che vengono riservati al mondo produttivo sono di gran lunga superiori a quelli che sono stati assicurati nel 2001, quindi evidentemente la finanziaria si caratterizza almeno per un elemento, cioè una particolare attenzione al mondo della produzione perché, evidentemente, questi investimenti producono ricchezza e producono posti di lavoro.
Il tutto nell'ambito di una concertazione che, sia pure parallelamente alla discussione in Commissione della legge finanziaria, è stata portata avanti e conclusa con tutte le associazioni di categoria, nessuna esclusa, comprese anche quelle del commercio per esempio, in ordine alle quali si è parlato oggi, con un emendamento, dei CAT, di assistenza tecnica e così via di seguito. Anche con riferimento a questo aspetto particolare è stata concertata con le associazioni di categorie la modalità attraverso la quale questa funzione viene garantita.
Si è parlato a lungo dell'emendamento numero 38, che è quello che evita che, mentre si chiede che vengano finanziate ulteriormente le associazioni di categoria o le categorie di riferimento, una o due categorie possano essere escluse da qualunque tipo di contribuzione per la loro partecipazione e collaborazione con gli organi della Regione in materia di programmazione.
Mi limito solo a sottolineare il fatto che in verità l'emendamento numero 38 non riguarda l'associazione degli industriali, o meglio non solo l'associazione degli industriali, ma riguarda anche l'Api sarda che raccoglie tra i suoi associati la gran parte delle imprese piccole e medie, alle quali poi andranno aggiunte quelle del mondo artigiano e non so se si perfezionerà l'accorpamento delle due associazioni, per cui ad un certo punto quando noi parliamo di piccole e medie imprese, comprendiamo tutto l'insieme.
Relativamente alle questioni storiche, per quanto mi riguarda, onorevole Selis, io e il mio partito i conti con la storia li abbiamo già fatti, il mio partito li ha già fatti attraverso congressi pubblici e non esiste niente di pregiudiziale nei confronti di associazioni che si richiamano ai valori ai quali lei ha fatto riferimento. Io ho semplicemente dato esecuzione a una deliberazione che era stata assunta, d'accordo con l'opposizione, dalla Giunta Floris e dall'assessore Pittalis. E` un accordo al quale lei aveva partecipato e mi dispiace che oggi non lo richiami con la dovuta attenzione, ma è un accordo che proprio lei tra i primi, nel senso che era lei che partecipava a questa fase, insieme all'assessore Pittalis, aveva raggiunto. L'accordo era che quella forma di contribuzione doveva cessare con il 31 dicembre 2000, e attuando questo principio io oggi ho dato l'adesione ad un emendamento, anzi l'ho firmato io l'emendamento, che recupera i residui del 2000, non utilizzati nel 2000 e 2001, e li trasferisce al 2002, quindi ancora nel 2002 ci sono 200 milioni non utilizzati nel corso degli anni precedenti da parte di questa associazione. Quindi, come vede, da un lato io firmo un emendamento che salvaguarda gli interessi della categoria, dall'altro richiamo invece alla dovuta attenzione l'Aula sugli accordi precedentemente stipulati.
Relativamente a qualche aspetto particolare che è stato sollevato relativamente all'emendamento 65, non è che l'emendamento 65 si preoccupi di salvaguardare gli interessi di un singolo particolare personaggio. I dati che mi vengono forniti dall'Assessorato dell'Industria, mi dicono che sono pendenti circa 200 ricorsi di soggetti che hanno visto rigettata la loro istanza esclusivamente a causa di un regolamento troppo restrittivo. Quindi, questo intervento non è niente di eclatante, non si vuole nascondere niente, è un intervento di carattere generale, gli uffici e gli esperti dicono che è regolare, io ho le relazioni dei funzionari e dirigenti degli uffici che mi garantiscono in questa direzione.
Relativamente all'emendamento numero 13, che riguarda l'accordo di programma della Baronia, onorevole Sanna, onorevole Manca e onorevole Pittalis che mi avete fatto un'espressa richiesta di chiarimenti, in relazione a questo emendamento c'è da dare una duplice risposta. La prima riguarda l'approvazione, già nel corso di questa finanziaria, dell'emendamento numero 529 che estende i benefici previsti dalla legge numero 1 del 1999, articolo 19, a favore anche della ricomposizione fondiaria. L'abbiamo fatto con riferimento alle problematiche di Gairo, e su questo capitolo esistono 20 miliardi di lire all'anno per 11 anni, quindi, sono 220 miliardi che possono essere una fonte di finanziamento per tutte le problematiche di carattere agricolo.
Ma c'è di più, a seguito delle segnalazioni dell'ordine del giorno votato in questo Consiglio e delle sollecitazioni dei colleghi dell'area - e cioè l'onorevole Manca in primis, al quale devo dare atto dell'interessamento attivo in questa direzione - io ho anche ricevuto i sindaci dell'area interessata, ed è già stato avviato il procedimento per un accordo di programma in questo senso. Quindi, la programmazione ha già attivato di fatto tutte le strutture e gli strumenti a disposizione per definire positivamente questo problema.
Pertanto, la pregherei come primo firmatario di ritirare l'emendamento in quanto ritengo sufficiente questa spiegazione. Relativamente agli emendamenti numero 348 e numero 12, il 348 presentato dall'onorevole Spissu e il numero 12 presentato dell'onorevole Sanna Giacomo, che riguardano l'estensione a favore dei presidenti e dei componenti dei Comitati e Commissioni istituiti con legge regionale presso l'amministrazione regionale dei benefici previsti per il personale dipendente in ordine ad eventuali responsabilità in procedimenti promossi in relazione ad atti compiuti nell'esercizio del loro incarico, e quindi per quanto riguarda l'assistenza legale, io penso che questo problema, se l'assessore Fois e il Consiglio fossero d'accordo, potrebbe eventualmente essere affrontato nel disegno di legge di cui si parla perché evidentemente ha necessità di un approfondimento, perché si tratta di estendere le norme previste dalla legge 51 del '78 che, se non ricordo male, per quanto riguarda questo aspetto particolare, è superata dalla legge 31, e quindi andrebbe risolto in quella sede. Ma su questo l'assessore Fois potrebbe essere più preciso di me.
Relativamente all'emendamento numero 584, per il quale la Giunta ha espresso il parere favorevole, non sono certo che siano stati forniti esattamente i dati relativi alla spesa. L'emendamento 584 prevede una spesa di 500 mila che dovrebbe gravare per 340 mila euro sull'UPB S03006 - FNOL parte corrente, e per160 mila euro sulla UPB S 03007, voce 2.
Sull'emendamento soppressivo numero 594, in relazione al quale mi è stata chiesta la ragione della proposta di abrogazione delle leggi regionali numero 10 e numero 11 dell'11 giugno del 1952, do questa spiegazione: i comitati consultivi del commercio e dell'industria sono inattivi da oltre 30 anni, tuttavia alcune norme prevedono l'acquisizione del loro parere e non possono pertanto essere applicate. Si rende quindi indispensabile la soppressione formale degli stessi.
Relativamente all'emendamento numero 576, è effettivamente aggiuntivo non sostitutivo del 175, il quale invece riguarda la questione del rimborso a favore dei pescatori di Cabras.
Sull'emendamento numero 59, che ha destato un po' di scalpore, debbo dire che, come ben sa l'onorevole Spissu, una legge regionale del 1999 aveva autorizzato la spesa di 150 milioni proprio per rimborsare le spese relative a questa mostra dell'antiquariato che si era tenuta a Sassari nel 1997. Non so la ragione per la quale queste somme a suo tempo non furono erogate, sta di fatto che ancora oggi, nel 2002, ci sono gli atti esecutivi nei confronti della Confcommercio e quindi la ragione del rimborso è questa. Questo discorso vale anche per l'emendamento finalizzato a rimborsare al Comune di Guspini le somme che ha anticipato per Montevecchio.
PRESIDENTE. Assessore, io devo farle notare che se lei continua così c'è bisogno di un'altra mezz'ora, mentre il tempo a disposizione è di dieci minuti. Debbo chiederle di velocizzare.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Per quanto riguarda l'emendamento 590, vorrei ricordare all'onorevole Rassu che, a parte il fatto che anche questo emendamento riguarda il personale e su questo eventualmente parlerà l'assessore Fois, in realtà il terzo comma dell'articolo 22 prevede gli stanziamenti per l'ente foreste, per quanto concerne la stipula del contratto.
E' vero che questo emendamento riguarda l'estensione al personale dell'Ente foreste del contratto esistente, ma è un problema che si dovrà vedere in sede contrattuale e quindi si può benissimo riproporre la questione nel disegno di legge.
C'è poi l'emendamento numero 585 in relazione al quale è intervenuta questa mattina l'onorevole Noemi Sanna. Debbo dire all'onorevole Sanna e agli altri firmatari che, poiché questo emendamento era tra quelli presentati per ultimi, e io non ho avuto nessuna indicazione, non l'ho riconosciuto. Pertanto rettifico il parere da me espresso nel senso che la Giunta l'accoglie perché era già programmato e quindi non c'è nessuna ragione per non accoglierlo.
Credo di avere risposto a tutti, se ho trascurato qualcuno mi spiace ma non posso fare altro.
PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 356 e 422, accolti dalla Giunta, sono identici quindi vanno votati assieme. Se nessuno domanda di parlare, li metto in votazione.
Chi li approva alzi la mano.
(Sono approvati)
Gli emendamenti numero 355 e 357 sono stati ritirati; gli emendamenti 472 e 479 sono identici quindi vanno votati insieme. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.) Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 472 e 479.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
Presenti 78
Votanti 77
Astenuti 1
Maggioranza 39
Favorevoli 31
Contrari 46
Il Consiglio non approva.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
PRESIDENTE. Sull'emendamento numero 358 ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. A me è stato comunicato che i commi 6 e 7 non farebbero parte di quelli riguardanti il personale sul cui stralcio si era raggiunto l'accordo, e infatti non sono presenti tra quelli indicati nell'ordine del giorno!
Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Io ho partecipato alla trattativa, ho scritto l'ordine del giorno, caro Assessore, io prendo atto che non si rispetta l'accordo su questa parte.
SELIS (Popolari-P.S.). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Selis, lei comprende che io non posso aprire il dibattito su questo.
SELIS (Popolari-P.S.). Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Selis per dichiarazione di voto.
SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, voglio solo sottolineare ancora una volta il fatto che la Giunta nell'individuare i problemi del personale che sono ritenuti prioritari, ha mandato fuori dalla finanziaria, e secondo me giustamente, non sto criticando il fatto che siano stati...
(Interruzioni)
Presidente, chiedo 5 minuti di sospensione per esaminare insieme meglio il problema.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per 5 minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 51, viene ripresa alle ore 18 e 15.)
Presidenza del Vicepresidente BIGGIO
PRESIDENTE. E' in discussione l'emendamento numero 358. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Presidente, io credo che noi dobbiamo, almeno da parte nostra, al di là di irrigidimenti e di incomprensioni, tentare di rispettare al massimo sempre gli accordi.
Il comma 6 doveva rimanere e noi lo faremo rimanere, ritirando l'emendamento; però chiediamo la votazione per parti dell'articolo 22. Il comma 7 e il comma 9 si possono votare insieme.
PRESIDENTE. Chiederà la votazione per parti quando metterò in votazione l'articolo, ora dobbiamo votare l'emendamento non il comma, quando voteremo l'articolo potrà indicare quali commi votare insieme. Va bene?
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. E' il Regolamento che viene stravolto; lei me lo insegna, onorevole Selis.
PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 358 e 360 sono ritirati.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ma il 360 non era stato accolto? Perché è ritirato?
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 438. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 593. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 178. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'articolo 22.
Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Chiediamo la votazione per parti dell'articolo 22, estrapolando i commi 7, 9 e 10.
PRESIDENTE. Sta chiedendo che si faccia una votazione separata per ognuno di questi tre commi?.
SPISSU (D.S.). I commi 7 e 9 possono anche essere votati insieme, il 10 separatamente, il resto dell'articolo può essere votato insieme.
FADDA (Popolari-P.S.). Io chiedo il voto segreto sul comma 10.[S1]
PRESIDENTE. Il comma 7 era già stato soppresso.
SELIS (Popolari-P.S.). E' stato bocciato un emendamento soppressivo, il comma non era stato soppresso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, intervengo per chiarire che era stato bocciato un emendamento soppressivo del comma 7, ma la bocciatura di un emendamento soppressivo non significa che sia automaticamente approvato l'articolo a cui si riferisce, anche perché l'articolo o in questo caso il comma ha diverse componenti e quindi se ne può approvare una parte e bocciarne un'altra, e quindi è una votazione autonoma. Non solo negli anni scorsi, ma anche in questa sessione di bilancio abbiamo seguito questa regola.
C'è un po' di nervosismo, siccome abbiamo già tanti motivi di nervosismo, vorrei che cercassimo di evitare le incomprensioni sulle cose su cui concordiamo. Era stato concordato - e credo che diamo per scontata la reciproca volontà di rispettare gli accordi - che il comma 7 venisse abrogato. Per motivi su cui non voglio indagare - per una casualità o per un momento di distrazione, è successo più volte in quest'aula - il nostro emendamento che prevedeva il rispetto degli accordi e quindi l'abrogazione del comma 7 è stato bocciato. E' stato chiaramente un errore procedurale, ma questo non significa che bocciato l'emendamento soppressivo sia automaticamente approvato il comma, perché il comma ha più componenti, quindi va votato come entità autonoma.
Io credo che se la maggioranza, come l'opposizione, ha interesse a rispettare gli accordi, il comma 7 vada votato e, io credo, secondo quanto concordato, bocciato. Se si concorda, e io credo che si possa fare, di bocciarlo, lo si può mettere in votazione separatamente senza legarlo a commi successivi, se invece la maggioranza preferisce che il comma 7 venga legato a commi successivi, noi abbiamo indicato, ma solo a titolo ipotetico, il comma 9. Noi preferiremmo che si votassero separatamente e che la maggioranza avesse la possibilità di rispettare l'accordo fatto, bocciando appunto il comma 7.
Questa è la mia proposta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Sanna Nivoli. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-P.S.). Presidente, è stato chiesto il voto segreto.
SANNA NIVOLI (A.N.). Vorrei capire se siamo in fase di discussione o in fase di votazione.
PRESIDENTE. Si sta discutendo dell'ordine dei lavori. Ha terminato o ha qualcos'altro da dire?
SANNA NIVOLI (A.N.). Vorrei sapere in che fase della votazione siamo.
PRESIDENTE. Stiamo discutendo dell'ordine dei lavori.
OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Scusi!
PRESIDENTE. Scusi, sto parlando io, onorevole Oppi, mi lasci terminare dopo di che le darò la parola.
Stiamo discutendo sulla votazione dell'articolo 22. Sono state fatte delle richieste dall'opposizione, che ha lamentato alcune situazioni, sulle quali questa Presidenza deve prendere delle decisioni delicate. Io ho definito altre volte quello che sta avvenendo in quest'Aula durante questa legislatura, una sorta di ingegneria interpretativa. Siamo arrivati anche a questo punto, nessuno ha disconosciuto gli accordi e gli impegni che erano stati assunti e credo che attraverso un sistema di ingegneria interpretativa sulla finanziaria e sul Regolamento si possa giungere a una soluzione equa per ambo le parti.
Stiamo facendo esattamente questo, onorevole Sanna. Abbiamo sentito le parti che hanno rappresentato la situazione e stiamo cercando di trovare, nell'ambito del Regolamento, una soluzione che sia gradita a entrambe le parti.
Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.
OPPI (C.C.D.). Tra gli accordi raggiunti non c'era quello di bocciare il comma 7, checché se ne dica! Per altro di questi errori sugli accordi raggiunti ce ne sono stati tanti in quest'aula, quindi il discorso può valere per entrambe le parti, perché a disattendere gli accordi molto spesso è stato chi in questo momento si sta lamentando.
Però, ammesso e non concesso che sul comma 7 ci fosse un accordo, non comprendo la motivazione della richiesta del voto segreto per i commi 9 e 10, probabilmente dovuta alle solite convergenze trasversali che evidentemente minano anche gli accordi raggiunti. Per cui prego il Presidente di mettere in votazione i commi dal 2 al 6, che sono l'oggetto immediato della discussione; l'atteggiamento assunto nel bocciare quell'emendamento è comunque significativo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Sanna Nivoli. Ne ha facoltà.
SANNA NIVOLI (A.N.). Sono un pochino a disagio, Presidente, comunque non mi pare che sia stato chiesto il voto segreto, è stato chiesto il voto per parti, sino adesso. C'è stata una richiesta di voto per parti.
FADDA (Popolari-P.S.). Sul comma 10 è stato chiesto il voto segreto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
FOIS (P.P.S.-C.D.U. Sardi), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Presidente, io non so che cosa sia successo in Aula e quale sia stata la dinamica che ha creato questa confusione. Una cosa è certa: una delle poche cose che ha caratterizzato e secondo me anche nobilitato questa finanziaria è l'ordine del giorno che è stato sottoscritto in occasione dell'inizio della discussione di questa finanziaria. E' un ordine del giorno chiarissimo, perché specifica quali sono gli articoli e i commi che abbiamo inteso salvare, pur ritenuti al di fuori della logica della finanziaria, per questioni d'urgenza, e abbiamo sottoscritto i commi 6 e 20 dell'articolo 22. Io direi, per quanto mi riguarda, che va rispettato quell'accordo perché è quello che abbiamo sottoscritto, e fino al comma 6 c'è l'accordo. Quindi spero che, nella logica della collaborazione che fino ad oggi ha caratterizzato la discussione delle questioni riguardanti il personale, si rispetti questo accordo.
Per quanto riguarda il comma 7, io devo essere sincero: quando ho partecipato agli incontri, del comma 7 non se n'è parlato, o meglio se n'è parlato nel senso che il problema era sentito, alcuni lo consideravano anche urgente, ma visto e considerato che stavamo predisponendo un nuovo disegno di legge, la 310, per rivedere il quadro generale, questo aspetto poteva rientrare nel quadro generale. Se può essere utile che io assuma l'impegno di inserirlo nel disegno di legge. che verrà discusso in Aula la settimana prossima, lo sottoscrivo e il contenuto del comma 7 potrà rientrare tranquillamente nel disegno di legge numero 310.
PRESIDENTE. Metto in votazione i commi dal 2 al 6. Chi li approva alzi la mano.
(Sono approvati)
Metto in votazione il comma 7.
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io non vorrei intervenire sul Regolamento perché so che non è corretto da parte della Giunta intervenire sul Regolamento.
PRESIDENTE. Le ricordo che può intervenire solo per dichiarazione di voto.
MASALA (A.N.). Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io non posso dichiarare il voto, Presidente, su una cosa che è stata già votata, perché questo è il punto! Noi ci troviamo in questa situazione! Se fosse esistito - ma l'assessore Oppi ha detto che non c'era - un accordo per la soppressione del comma 7, l'assessore Fois l'avrebbe già trasferito nel disegno di legge.. Il fatto che non sia stato inserito nel disegno di legge vuol dire che la questione era impregiudicata. Questo tanto per fare un po' di storia e di cronaca sull'argomento, e per precisare i termini della questione.
Però, se accordi ci sono stati in questo senso, vorrei che si rispettassero senza violare il Regolamento. Siccome è stato già votato e bocciato un emendamento soppressivo del comma 7, è evidente che questo comma non può essere votato perché altrimenti le due votazioni potrebbero essere in contrasto.
Noi dobbiamo casomai trovare il sistema non perché sia l'assessore Fois a trasferire questa norma nel disegno di legge., ma perché sia chi oggi chiede la soppressione di questo comma a proporre il suo inserimento nel disegno di legge. Questo è il punto! L'assessore Fois si impegna a inserirlo nel disegno di legge.? E poi che succede? Voi dovete impegnarvi insieme a lui, però bisogna trovare il sistema.
SECCI (Popolari-P.S.). Intanto si metta d'accordo la Giunta!
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. No, lo capisco, ma bisogna trovare il sistema per fare le cose senza violare il Regolamento, perché diversamente noi violiamo il Regolamento e creiamo un precedente. Questa è la questione! Io non so che cosa si possa fare su questa cosa.
PRESIDENTE. Metto in votazione il comma 7. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione il comma 8. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Metto in votazione il comma 9. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Noi voteremo contro il comma 9 perchè è illegittimo, così come sono illegittimi i commi 6 e 7 con cui la Giunta intende sanare illegittimità commesse con delibere precedentemente adottate.
Noi abbiamo sottoposto il problema all'attenzione dell'Assessore e non abbiamo bocciato alcuna proposta che l'Assessore ha proposto di inserire nel D.L., a dimostrazione che, quando si tratta, noi abbiamo una sola parola; siamo consapevoli che questi due commi vi creeranno qualche problema in altre sedi, perchè ci sono dei ricorsi pendenti per questa illegittimità. Questa è una caratteristica che lei, assessore Masala, sta mettendo come suo imprimatur in questa finanziaria, compreso questo comma 9 dove riesumate norme bocciate dal Consiglio e non avete il coraggio di guardare alla realtà e al processo legislativo in maniera obiettiva e coerente.
Fate voi, noi cerchiamo di applicarci in maniera conseguente anche agli accordi che abbiamo stabilito. Se l'assessore Fois avesse inserito i commi 6 e 7 e qualunque altra cosa nel D.L., noi non ci saremmo opposti, lui potrà testimoniare queste cose. Se nell'accordo, assessore Masala, era scritto che rimaneva solo il comma 6, il 7 doveva essere escluso.
Io ho molto rispetto dell'Assessore della sanità, ma credo che l'Assessore della sanità dovesse leggere i documenti che sono stati sottoscritti dai capigruppo e che non fosse obbligato a firmare se non riflettevano gli accordi raggiunti. Siccome sono stati firmati e sono stati trasfusi in un atto approvato dall'Aula, noi abbiamo una ragione in più per dire che è stato violato e tradito un accordo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Intervengo sul comma 9, e limitatamente ad esso perché ci accingiamo a votarlo. Era stato presentato un emendamento la cui illustrazione ha portato la Giunta a dichiarare di condividerne lo spirito di questo comma.. Ora questo emendamento è stato strumentalmente ritirato - diciamoci pure la verità - per cui io non posso cambiare l'opinione che ho espresso prima, conseguentemente chiedo alla maggioranza di non chiedere la controprova, in modo che il comma 9 possa essere approvato.
PRESIDENTE. Metto in votazione il comma 9. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Sul comma 10 è stato chiesto il voto segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico del comma 10.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 77
Votanti 77
Maggioranza 39
Favorevoli 36
Contrari 41
Il Consiglio non approva.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI
PRESIDENTE. Stiamo votando l'articolo 22 per parti, adesso votiamo i commi dall'11 al 20.
Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, perché rimanga agli atti, leggo l'ordine del giorno numero 7, che abbiamo votato insieme e che era uno dei capisaldi dell'accordo, di tipo non politico ma procedurale, intervenuto fra maggioranza ed opposizione in quest'Aula, sul quale si è già espresso l'assessore Fois.
Non leggo tutto l'ordine del giorno, ancorché molto breve, ma solo il punto centrale che dice: "Considerato l'impegno assunto dalle forze politiche in Consiglio regionale di stralciare ogni provvedimento legislativo e i relativi emendamenti in materia di personale dal contesto della manovra finanziaria 2002, fatti salvi i residuali provvedimenti di personale, unitariamente valutati urgenti e necessari al buon funzionamento dell'amministrazione, la Giunta...".
Quelli considerati necessari e urgenti sono: l'articolo 10, comma 5, l'articolo 22, comma 6 e comma 20, l'articolo 22 bis, comma 1. Quindi, dell'articolo 22, l'accordo che avevamo raggiunto era di ammettere solamente il comma 6 e il comma 20 e non il comma 7. Questo era alla base dell'accordo; gli accordi si rispettano e si rispettano in tutte le sedi. Quindi mi meraviglio che, nonostante abbiamo ripetuto la votazione, sia a scrutinio palese che a scrutinio segreto, la Giunta abbia voluto venir meno all'accordo raggiunto su questi commi nonostante abbiamo dimostrato di essere del tutto disponibili a votarli nei prossimi giorni all'interno del disegno di legge sul personale.
Se queste sono le basi degli accordi, è inutile farne!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Per ora, voglio fare una rapida dichiarazione di voto perché effettivamente alcuni di noi si sentono un po' a disagio e non è giusto.
E` già da un'ora e più che si tratta questa parte della finanziaria invocando accordi dei quali noi non conosciamo né il luogo, né il modo, né il merito.
SELIS (Popolari-P.S.). Ordini del giorno, Luigi, votati in quest'Aula, non accordi, ma ordini del giorno votati in quest'Aula.
COGODI (R.C.). Ho sentito parlare di accordi ma se c'è un problema di interpretazione, cioè se questo comma c'è o non c'è, evidentemente non si tratta solo dell'ordine del giorno perché l'ordine del giorno elenca delle cose e quindi l'interpretazione è facile, l'interpretazione è più difficile quando il riferimento è ad accordi non precisamente trascritti, il che non significa che sia proibito farli, però mette a disagio la parte del Consiglio che, non avendo fatto quegli accordi, non sa di che cosa stiamo parlando.
Per noi gli articoli 6 e 7 andavano bocciati - ma l'abbiamo detto nella discussione generale - perché sono delle porcherie e in ogni caso non c'entravano nulla nella legge finanziaria, per questo andavano bocciati; perché riconoscere un'indennità aggiuntiva agli uffici di staff, per legge, mentre è materia contrattuale, è una cosa sbagliata; perché non si può prima delegiferare, rinviare alla materia contrattuale, e poi non fare i contratti, o non saperli fare, o non volerli fare e far rientrare per legge, in modo autoritativo, quello che invece dev'essere rimesso alla contrattazione delle parti.
Anche i dirigenti hanno i loro contratti! Non è che da una parte si fa il contratto per i dirigenti dando loro quello che gli spetta come dirigenti e poi, dall'altra parte, si chiede anche che li si garantisca con un articolo di legge. E` una cosa di cui non si capisce granché! Non si capisce nel senso che non va bene, che va male si capisce benissimo! Dice l'Assessore: "L'accordo sul personale è il punto più alto di questa finanziaria". Per carità!
FOIS (P.P.S.-C.D.U.Sardi), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Non ho detto più "alto".
COGODI (R.C.). Se l'accordo sul personale è il punto più alto di questa finanziaria, immaginiamo qual è il punto più basso! E` roba da sprofondare agli inferi, proprio! Ma comunque lasciamo perdere, ognuno dice quello che gli pare.
Questa dichiarazione di voto l'ho fatta anche per anticipare un argomento sul quale torneremo subito dopo; adesso noi stiamo votando, e stiamo dichiarando il nostro voto contrario, su questa parte dell'articolo 22, poi ci sono tutti gli altri emendamenti. Il fatto che noi non abbiamo ripreso l'argomento, come avremmo potuto, in relazione a 40-50 emendamenti, non significa che il problema non meriti una risposta chiara. Noi prima abbiamo posto il problema, su cui attendiamo risposta chiara, di ripristinare il finanziamento di cento milioni, o quello che era storicamente, alle associazioni dei partigiani e abbiamo posto nel contempo il problema di non aggiungere, perché non c'era storicamente nella legislazione regionale, un contributo di due miliardi alla Confindustria per esprimere pareri sulla programmazione regionale.
Badate, da una parte state togliendo i cento milioni che storicamente le associazioni dei partigiani hanno sempre avuto in questa Regione e dall'altra state dando, con un emendamento, un contributo di due miliardi alle associazioni degli industriali che non era previsto nella proposta di legge finanziaria.
Vedete quale disparità e quale cosa insostenibile? Noi questa questione l'abbiamo posta molto tranquillamente, voi avete glissato, noi non abbiamo rimarcato questo concetto intervenendo sui 40 emendamenti precedenti, però vogliamo dire alla Giunta che se ha da riflettere qualcosa la rifletta e lo comunichi all'Aula (e nell'Aula ci siamo anche noi perché non siamo in sede di accordi sul personale), così anche noi possiamo apprendere se il contributo alle associazioni partigiane non viene portato via, indecorosamente, e se soprattutto non viene dato il pacco dono di due miliardi agli industriali che, come tali, si suppone siano anche benestanti.
PRESIDENTE. Metto in votazione i commi dall'11 fino al 20. Chi li approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.
(Sono approvati)
L'emendamento 487 è stato ritirato. Anche gli emendamenti numero 1, 70, 353 e 432 sono stati tutti ritirati.
COGODI (R.C.). Chiediamo il voto segreto sull'emendamento numero 65.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico dell'emendamento numero 65.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 77
Votanti 76
Astenuti 1
Maggioranza 39
Favorevoli 35
Contrari 41
Il Consiglio non approva.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Manca per dichiarazione di voto sull'emendamento numero 13
MANCA (Gruppo Misto). Intervengo sull'emendamento numero 13 per dichiarare che prendo atto degli impegni assunti dall'assessore Masala per risolvere il problema posto nell'emendamento numero 13.
Avrei voluto sicuramente un impegno molto più preciso, più vincolante e più chiaro per non disattendere le esigenze dei territori interessati, però mi auguro che gli impegni presi vengano mantenuti.
E` chiaro che questo emendamento con cui chiedevo all'Aula di approvare lo stanziamento indicato per un accordo di programma, avrebbe consentito, in quel territorio, ad un settore vitale come l'agricoltura e la zootecnia, di riacquistare quella vitalità e quella centralità che fino all'anno scorso aveva.
Infatti, come ricordavo nella illustrazione dell'emendamento, in quei territori l'anno scorso si è verificata la più grande recrudescenza dell'epidemia di lingua blu, soprattutto in Sardegna, ma anche in alcuni territori come il Marghine e l'Oristanese. Diciamo che nel 2001 si è avuta una mortalità elevatissima e le particolari condizioni ambientali nonché strutturali delle aziende agricole hanno fatto sì che la stragrande maggioranza di quel territorio subisse dei danni non indifferenti. Questa è la logica di quell'emendamento e prendendo atto delle assicurazioni date dall'assessore ne annuncio il ritiro.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 13 è ritirato. Gli emendamenti numero 61, 62 e 431 sono ritirati, il 348 e il 12 si votano insieme.
Ha domandato di parlare il consigliere Spissu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Mi è sembrato di capire - se sbaglio chiedo di essere corretto - che l'assessore propone di inserire questa materia nel disegno di legge relativo al personale.
Se è questo l'intendimento della Giunta, siamo d'accordo perché venga inserita nel disegno di legge attinente al personale, e il mio emendamento, di cui sono primo firmatario, è ritirato. Non so se anche l'onorevole Sanna è d'accordo.
PRESIDENTE. I presentatori mi confermano che gli emendamenti numero 348 e 12 sono ritirati. Passiamo all'emendamento numero 574 della Giunta regionale.
COGODI (R.C.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. L'assessore Masala mi dice che l'emendamento numero 574 modifica l'importo previsto dall'emendamento numero 180; quest'ultimo prevede un importo pari a 7 milioni e 700 Euro e l'emendamento numero 574 lo riduce a 2 milioni e 500.000 Euro.
Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Stiamo trattando l'argomento dell'acquisto di un immobile per la biblioteca del Consiglio regionale, prima si è detto per tot miliardi, poi si è detto per 14 miliardi,.
PRESIDENTE. Non solo l'immobile, onorevole Cogodi, l'impianto di condizionamento, eccetera.
COGODI (R.C.). Tutto quello che nell'immobile si può mettere. Allora, sugli emendamenti riguardanti questo argomento, che sono tra di loro interconnessi, noi chiediamo il voto segreto, mi pare che si tratti del 180 e del 594.
PRESIDENTE. Sono gli emendamenti numero 180, 574, 584 e 585. Chiede il voto segreto su tutti?
COGODI (R.C.). Chiedo il voto segreto su tutti.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico dell'emendamento numero 574 all'articolo 22.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 79
Votanti 78
Astenuti 1
Maggioranza 40
Favorevoli 36
Contrari 42
Il Consiglio non approva.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 584 all'articolo 22.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 78
Votanti 77
Astenuti 1
Maggioranza 39
Favorevoli 28
Contrari 48
Voti nulli 1
Il Consiglio non approva.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto sull'emendamento numero 585 la consigliera Sanna Nivoli. Ne ha facoltà.
SANNA NIVOLI (A.N.). Più che fare una dichiarazione di voto voglio dire che io continuo, come l'onorevole Cogodi, ad essere molto confusa, perché secondo me, essendo stato bocciato il comma 9, l'emendamento numero 585, e gli emendamenti numero 180, 594 e tutti gli altri emendamenti a questo comma dovrebbero considerarsi decaduti.
FADDA (Popolari-P.S.). E' così, ha ragione Noemi.
PRESIDENTE. Questo emendamento istituisce il comma 9 bis, però il comma 9 è stato bocciato dall'Aula pertanto l'emendamento decade. Decadono anche gli emendamenti numero 180, 594 e 371. Siamo all'emendamento numero 176 della Giunta regionale.
spissu (d.s.). Chiedo scusa, Presidente, il 371 che precede il 176…
PRESIDENTE. E' decaduto, perché è decaduto il comma 10 a cui era riferito. Onorevole Spissu, sono decaduti tutti, si salva il 176.
spissu (d.s.). Non sono completamente convinto di questo.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 176. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'emendamento numero 261. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Presidente, intervengo sull'ordine del giorno. Voglio chiedere un chiarimento all'onorevole Masala, perché nell'intervento che ha fatto in discussione generale ha presentato l'emendamento numero 576, della Giunta regionale, come un emendamento che unificherebbe - così ha detto l'assessore Masala - l'emendamento numero 261 presentato dal centrosinistra e il 175 della Giunta, che riguardano gli indennizzi per i pescatori di Cabras e il risanamento dello stagno.
Io intervengo per un motivo tecnico, perché l'assessore Masala in sede di replica non ha fatto cenno a questa questione che io ho posto nel mio intervento, siccome il 576 non unifica niente, perché riguarda il settore del turismo che non ha niente a che vedere con l'ambiente e con la pesca, io chiedo un chiarimento rispetto al comportamento che la Giunta intende seguire su questa questione, cioè sui due emendamenti, il 261 e il 175, che non sono unificati dal 576, contrariamente a quanto affermato dall'onorevole Masala, dopo di che interverrò per la dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l' Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Può darsi che, trattandosi di un pacco enorme di emendamenti, nell'illustrare il parere della Giunta, sia stato impreciso nella esposizione. Il 576 è un emendamento aggiuntivo al 175, quindi si lega dal punto di vista tecnico, ma non ha nulla a che vedere con questo. Il 175 dà una risposta alla richiesta fatta dalla Associazione dei pescatori di Cabras, quindi noi rispondiamo totalmente alle finalità previste dall'articolo 10 della legge regionale numero 14 del 2000. Altri problemi affrontati dall'emendamento numero 261 verranno affrontati e risolti in sede di programmazione dell'Assessorato dell'ambiente. Quindi qui non devo fare altro che confermare il parere contrario che è stato dato prima.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Sanna Alberto. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Prima avevo chiesto di intervenire sull'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Siamo in sede di votazione. Lei ha posto un quesito, l'Assessore le ha risposto, l'argomento è chiuso, abbia pazienza onorevole Sanna, dobbiamo proseguire. Faccia la dichiarazione di voto!
SANNA ALBERTO (D.S.). Presidente, brevemente, io ho chiesto un chiarimento tecnico che era il presupposto per capire come ci si deve comportare in quest'Aula, perché se l'emendamento 576 avesse avuto un carattere di unificazione avremmo votato sul 576, siccome così non è, e così finalmente ha detto l'onorevole Masala, adesso io dirò cosa penso e come voterò sull'emendamento numero 261.
Io voterò a favore di questo emendamento perché, onorevole Masala, se lei mi ascolta ancora per una frazione di secondo, le voglio ricordare che l'articolo 10 della legge 14 non riguarda lo stagno di Cabras come invece lei ha detto testé, riguarda gli interventi sulle calamità naturali su tutte le marinerie sarde; l'articolo che riguarda lo stagno di Cabras è l'articolo 12, e l'emendamento che la Giunta ha presentato non esaurisce assolutamente le finalità dell'articolo 12, dove l'azione più forte è quella del risanamento ed invece questa non è assolutamente presente, perché come avevo già detto, le risorse previste in legge le avete dirottate altrove, così come avete fatto in buona parte anche per quanto riguarda gli indennizzi.
Quindi, onorevole Masala, noi voteremo a favore dell'emendamento 261, non faremo niente per impedire che almeno qualche cosa arrivi ai pescatori, ci mancherebbe altro! Stiamo facendo la battaglia per venire incontro alle loro esigenze, però io chiedo che la Giunta assuma l'impegno di rimpinguare entro l'anno le risorse previste dalla legge 14, perché la Giunta regionale non può assolutamente andare contro quanto è stato approvato dal Consiglio con la legge 14. Io chiedo un impegno dell'onorevole Pili in questo senso.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 261. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 576. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Passiamo all'emendamento numero 583. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.
FALCONI (D.S.). E' ritirato.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 591. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, gli emendamenti soprattutto questi che non sono contenuti nei fascicoli, dobbiamo cercarli, quindi ci vuole tempo.
PRESIDENTE. Basta dirlo, onorevole Selis, e ci fermiamo. Il 591 è un emendamento al 175, l'ha trovato?
SELIS (Popolari-P.S.). Avevo solo l'esigenza di capire che cosa stavamo votando.
PRESIDENTE. Possiamo procedere. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 591. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 175. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Passiamo all'emendamento numero 513. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.
FALCONI (D.S.). E' ritirato.
PRESIDENTE. Passiamo agli emendamenti numero 516 e 518. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.
FALCONI (D.S.).Sono ritirati tutti e due.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 38. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Ho chiesto la parola perché voglio capire. Siamo all'emendamento numero 38; è quello dei due miliardi alla Confindustria? Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, è stato chiesto il voto segreto. Può intervenire solo per dichiarare l'astensione. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di astensione. Ne ha facoltà.
CAPELLI (P.P.S-C.D.U. Sardi). Mi astengo perché comunque, visto l'andamento delle votazioni e la costante presenza dei franchi traditori, credo che il mio voto sarà ininfluente. Volevo soltanto spiegare alcune cose su questo emendamento della maggioranza del quale io sono primo firmatario, perché qualcuno si è già espresso in Aula su questo emendamento ed in parte alcune osservazioni possono risultare condivisibili, ma coerenza vorrebbe che se sono condivisibili alcune parti che richiamano alla così tanto declarata inopportunità di questo emendamento, gli stessi presentassero un emendamento abrogativo di tutti i contributi che la Regione dà ad altre categorie, ad esempio all'artigianato, a valere sulle diverse leggi previste per questo settore, in totale circa cinque miliardi e 187 milioni di lire; al commercio, un miliardo e 905 di lire; all'agricoltura, tre miliardi e cento milioni di lire; alla cooperazione, quattro miliardi di lire; ai sindacati dei lavoratori, quattro miliardi e 220 milioni di lire circa.
Io non ho la presunzione di dire, come l'onorevole Cogodi, se è la stessa cosa o meno, in quanto riconosco pari dignità a tutte queste associazioni. Perciò ritengo opportuno che questo emendamento abbia buon esito per una questione di equità. Non faccio valutazioni di tipo politico sulla dichiarazione più o meno opportuna di una delle due associazioni che dovrebbe pensare di più a fare il proprio mestiere e lasciare libero il Consiglio che è sovrano nelle sue decisioni sul proprio scioglimento, e comunque sono competenze che spettano esclusivamente al Consiglio ed ai consiglieri e che non devono subire interferenze esterne da parte di chicchessia. Però, per questioni di equità e coerenza, ritengo che questo emendamento abbia una sua dignità, se vogliamo essere coerenti e riconoscere a tutte le associazioni una pari dignità ed un contributo che poi, se vogliamo entrare nel merito delle cifre assegnate, non è neanche proporzionale, a tutte le associazioni che concorrono alla programmazione di questa Regione.
Ho scelto di astenermi per avere modo di esprimere questa mia valutazione, diversamente il mio voto sarebbe ovviamente favorevole.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 38 all'articolo 22.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione dell'emendamento numero 38. L'onorevole Capelli aveva dichiarato l'astensione, poi invece per errore ha votato a favore ma è ininfluente.
Presenti 77
Votanti 76
Astenuti 1
Maggioranza 39
Favorevoli 30
Contrari 46
Il Consiglio non approva.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 362.
FADDA (Popolari-P.S.). E' ritirato.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 387
ONIDA (P.P.S.-C.D.U.Sardi). E' ritirato.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 445. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA Giacomo (Gruppo Misto). Chiedo il voto segreto.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 445 all'articolo 22.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 78
Votanti 77
Astenuti 1
Maggioranza 39
Favorevoli 35
Contrari 41
Voti nulli 1
Il Consiglio non approva.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
Metto in votazione l'emendamento numero 177 della Giunta regionale.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA Giacomo (Gruppo Misto). Per un discorso di equità, Presidente, non abbiamo voluto dare i finanziamenti a tutte le categorie, ritengo di non doverlo dare neanche ad una sola. Di conseguenza mi astengo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Chiedo il voto segreto.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 177 all'articolo 22.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 78
Votanti 77
Astenuti 1
Maggioranza 39
Favorevoli 34
Contrari 43
Il Consiglio non approva.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
Metto in votazione l'emendamento numero 428
BIGGIO (A.N.). E' ritirato.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento 578 della Giunta regionale. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
L'emendamento numero 533 pertanto decade.
Passiamo all'emendamento numero 536. Onorevole Masala questo emendamento rimane?
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Rimane.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 536.
FADDA (Popolari-P.S.). Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R. C.). Per dichiarare ovviamente il voto contrario anche per invitare i colleghi, per quanto vale la cosa...
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, è stato chiesto il voto segreto dall'onorevole Fadda, se non ho inteso male.
COGODI (R. C.). Siccome intendevo chiederlo anch'io, mi associo a chi lo ha chiesto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 536 all'articolo 22.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 79
Votanti 78
Astenuti 1
Maggioranza 40
Favorevoli 30
Contrari 48
Il Consiglio non approva.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
Metto in votazione l'emendamento numero 539. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA Giacomo (Gruppo Misto). Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 539 all'articolo 22.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 78
Votanti 77
Astenuti 1
Maggioranza 39
Favorevoli 39
Contrari 38
Il Consiglio approva.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
Gli emendamenti numero 29 e 118 decadono.
Metto in votazione l'emendamento 589. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Ha facoltà di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto sull'emendamento numero 590.
RASSU (F.I. - Sardegna). Io ho già spiegato esaurientemente questo emendamento, vorrei sentire il parere dell'Assessore del personale, ho già sentito il parere dell'Assessore della programmazione, se il parere sarà esaustivo sono pronto a ritirare l'emendamento, quindi invito l'assessore Fois ad esprimersi.
PRESIDENTE. L'assessore ha già espresso parere negativo, se non è cambiato.
Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.
FOIS (P.P.S. - C.D.U. Sardi), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. L'impegno, come ho già avuto modo di dire, è di far rientrare anche il personale dell'Ente Foreste all'interno del disegno di legge 310. Voglio precisare però che, come ho già detto in precedenza, l'emendamento non è chiaro, perché prima di tutto non fa distinzione tra la posizione dei lavoratori a tempo determinato e quelli a tempo indeterminato, , e poi l'Ente Foreste è stato istituito dopo l'entrata in vigore della legge 31 del '98, quindi non poteva rientrare in questa legge, comunque l'impegno è di farlo rientrare, come tutti gli altri enti, nel disegno di legge che verrà discusso la settimana prossima.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I. - Sardegna). Ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 590 è ritirato.
Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Chiedo il voto segreto sull'emendamento numero 181.
COGODI (R.C.). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, le do la parola, ma hanno appena chiesto il voto segreto. Lei può parlare solo per dichiarare l'astensione.
COGODI (R.C.). Parlo per dichiarare l'astensione, e per invitare i colleghi ad astenersi davvero, perché è vero che il voto segreto può garantire, di fronte a cose che non sono proprio presentabili e rispetto alle quali il giudizio è chiaramente negativo, la libertà di una valutazione più sincera, però badate, prima è stato approvato a voto segreto un emendamento che attiene direttamente alla materia contrattuale. Lo abbiamo detto diverse volte, ci sono leggi della Regione che prevedono che il trattamento economico del personale dipendente della Regione sia normato con contratto, che viene con tanta difficoltà e con tanta fatica, ed all'interno di un equilibrio complessivo, trattato, quindi noi non possiamo con un articolo della legge finanziaria aumentare le indennità e modificare gli equilibri che si sono creati in una contrattazione collettiva, in un sistema nel quale il contratto dei dipendenti regionali non è più approvato con legge, ma sulla base degli indirizzi della Giunta regionale e del budget stabilito dalla legge finanziaria, quindi dal Consiglio regionale, ma la contrattazione è un'altra cosa.
Io mi astengo rispetto a questo emendamento, poi può anche essere approvato a voto segreto, ma quando si tratta di cose di questa natura è meglio che almeno si chiarisca di che cosa si sta parlando. Ci sono migliaia di emendamenti, a questo punto è difficile anche averne cognizione esatta. "In via transitoria, e fino a specifica disciplina contrattuale, al personale", ma come? La specifica disciplina contrattuale c'è perché il contratto del personale della Regione è stato rinnovato nei mesi scorsi. "Al personale che è in diretta collaborazione con l'organo politico sono estesi i benefici di cui... eccetera eccetera".
Come si fa a estendere per legge i benefici al personale che è in diretta collaborazione con l'organo politico? E poi cosa vuol dire diretta collaborazione con l'organo politico? Cosa vuol dire? E` una collaborazione funzionale? E` una collaborazione d'ufficio? Ma questo è già tutto regolato! Uno sarà capo di Gabinetto, uno sarà segretario, uno sarà consulente, uno sarà nello staff; quali altri tipi di collaborazione possono esserci con l'organo politico? E se una persona collabora con l'organo politico in modo estemporaneo? Questo organo politico in favore dei suoi collaboratori indennità che sono riconosciute ad altre categorie di personale? Ma non è serio! Non è serio proporre cose così estranee alla natura delle leggi. La mia astensione è un'astensione anche di protesta. Mi rendo conto che i colleghi molte volte presentano degli emendamenti anche perché altrimenti solo una parte politica si fa bella di fronte agli interessati, questo per altro mi pare che sia un emendamento della Giunta regionale. Ma, signora Giunta regionale, mi scusi, l'Assessore Fois ha detto poco fa che il punto più alto di questa finanziaria erano le questioni attinenti al personale e, provando ad ironizzare, ci siamo chiesti quale sarebbe il punto più basso. Ma anche questo emendamento appartiene a quel punto più alto, Assessore al personale, che in questa Regione è anche Assessore alla riforma della Regione,, anche questo appartiene al punto più alto? Che lei, che è un organo politico, non so quanto politico, decida di estendere al suo collaboratore delle indennità? Ma per cortesia! La Giunta ritiri emendamenti di tal fatta. Li ritiri, per favore! Dichiari di ritirarli pubblicamente . Questo ed altri.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Selis per dichiarare la propria astensione.
SELIS (Popolari P.S.). Chiederei alla Giunta di ritirare questo articolo perché è una materia che possiamo esaminare con più calma evitando di creare anche su questo un momento di tensione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non mi attardo a spiegare la natura dell'emendamento numero 181 che avrebbe meritato invece un'illustrazione per rendere consapevoli i colleghi che in esso non c'è niente di straordinario, però poiché è stato approvato l'emendamento numero 539, effettivamente l'emendamento numero 181 non ha più ragione di esistere, quindi viene ritirato dalla Giunta e sarà eventualmente esaminato ed approfondito in sede di discussione del disegno di legge sul personale.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 181 è stato ritirato. L'emendamento numero 30 è stato ritirato. Passiamo all'emendamento numero 485. Ha chiesto di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.
FALCONI (D.S.). E' ritirato.
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 59, ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.-Sardegna). E' ritirato.
PRESIDENTE. Emendamento numero 104.Ha domandato di parlare il consigliere Cassano. Ne ha facoltà..
CASSANO (Riformatori Sardi-U.D.R.). E' decaduto.
PRESIDENTE. Non è decaduto. Lo dobbiamo votare.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io chiedo ai questori che hanno sottoscritto l'emendamento numero 104, poiché la materia è stata già trattata con riferimento all'emendamento 180, di ritirarlo, con l'intesa che la Giunta, tramite l'Assessorato degli enti locali, metterà nel programma la soluzione dei problemi riguardanti il Consiglio sollevati in questo emendamento. Lo faremo subito.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 104 è ritirato. L'emendamento numero 121 è ritirato. Passiamo all'emendamento numero 343. Ha chiesto di parlare la consigliera Dettori. Ne ha facoltà.
DETTORI (D.S.). E' ritirato.
PRESIDENTE. Emendamento numero 511. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.
FALCONI (D.S.). E' ritirato.
PRESIDENTE.Emendamento numero 514. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà..
FALCONI (D.S.). E' ritirato.
PRESIDENTE. Emendamento numero 517. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.
FALCONI (D.S.). E' ritirato.
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 349 a firma Spissu e più.
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, la Giunta ha presentato un emendamento modificativo della tabella, nel quale viene recepita la finalità che è indicata in questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Spissu.
SPISSU (D.S.). Chiedo scusa, Presidente, se non ho capito male, l'Assessore mantiene l'emendamento numero 588 della Giunta con le finalità dell'emendamento numero 349? Quindi è un emendamento della Giunta con…
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Con aggiunte le finalità. La tabella va integrata.
spissu (d.s.). Benissimo.
PRESIDENTE. Allora l'emendamento numero 349 è ritirato. Passiamo all'emendamento numero 379, a firma Floris e più.
Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Scusi, Presidente, se io ritiro l'emendamento 349 decade il 588 della Giunta, quindi il nostro emendamento non è ritirato, gli emendamenti sono unificati e coordinati in un testo nuovo.
PRESIDENTE. Questo è chiaro, lo aveva già chiarito anche l'Assessore. E' come dice lei onorevole Spissu.
spissu (d.s.). Quindi va votato.
PRESIDENTE. Io ho detto impropriamente, forse, che è ritirato, è chiaro che confluiscono in un unico emendamento. Quando votiamo l'altro emendamento si vota anche questo. Si votano insieme, uno per volta.
Io ho bisogno, e credo anche i colleghi, di procedere con ordine. Non possiamo tornare indietro rispetto al lavoro fatto, siamo all'emendamento 379. Ha chiesto di parlare l'onorevole Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Sto parlando sulla proposta di unificazione dei due emendamenti.
PRESIDENTE. E' già chiarito questo.
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). No, non è chiarito, ho da dire delle cose. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Io le do la parola però è un argomento superato, non possiamo tornare indietro e riprendere da capo.
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Io ritengo, Presidente, che gli emendamenti numero 349 e 588 non possano essere unificati e che quindi l'emendamento numero 349 debba essere votato così com'è, perché il 588 ripropone il finanziamento al Parco tecnologico che è stato bocciato da quest'Aula all'inizio della finanziaria e quindi non può essere riproposto. Quindi chiedo che venga votato l'emendamento numero 349 perché il 588 non può essere votato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non è esattamente così, perché l'emendamento che è stato bocciato all'inizio di questa sessione recitava così: "A valere sul capitolo UPB, eccetera eccetera", qui invece si tratta di mettere risorse nuove, e quindi l'emendamento è diverso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Per aiutarci a capire. Siamo un po' tutti stanchi della giornata di lavoro e di tutta la vicenda, però, adesso il Presidente dipanerà anche questo bandolo di matassa, lo riacchiapperà da qualche parte. Ma come è possibile? Sono esterrefatto. Una norma è stata bocciata dal Consiglio regionale per il suo merito! La norma indica l'obiettivo che si vuole raggiungere, con i danari della Regione che possono gravare su una UPB o su un'altra; ci mancherebbe altro che tutto quello che il Consiglio regionale ha bocciato si possa riproporre cambiando l'UPB, cioè modificando la provenienza dei fondi! E' veramente una cosa inconcepibile, allora dobbiamo ricominciare da capo: stiamo ripresentando tutti gli emendamenti bocciati, anche i vostri, perché magari, nel frattempo si è chiarita qualcosa, e qualcuno meritava anche di essere approvato.
Presidente, abbiamo fiducia che lei risolva la cosa in quattro e quattr'otto, però risparmiateci simili umiliazioni. Umiliazioni all'intelligenza minima, badate. Come si fa a dire: "L'emendamento e' diverso perché cambia la fonte da cui si attingono i soldi". Quello che conta è la finalità, non "da dove si prendono i soldi", perché i soldi si prendono sempre dalle casse dalla Regione, o no? Ma è veramente incredibile! Si faccia un corso di formazione professionale!
PRESIDENTE. Chiedo scusa, io ho bisogno di qualche minuto per vedere i documenti.
FADDA (Popolari-P.S.). Sospendiamo questo emendamento e andiamo avanti.
PRESIDENTE. No, perché c'è anche la votazione dell'emendamento numero 349. Allora sospendiamo anche il 349, intanto che gli Uffici mi procurano i documenti.
Torniamo all'emendamento numero 379.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Ma non era ritirato?
PRESIDENTE. Non l'ha ritirato nessuno, onorevole Sanna. Ha chiesto di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà..
MASIA (F.S.D.). Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. E' stato chiesto il voto segreto. Ha domandato di parlare sull'ordine del giorno la consigliera Pilo. Ne ha facoltà.
PILO (F.I.-Sardegna). Io ho alzato la mano ripetute volte chiedendo la parola. Pregherei per gentilezza i funzionari e chi è preposto a questo di controllare quali sono i consiglieri che chiedono di parlare perché così ognuno può esercitare il suo diritto di parola. Perchè non esiste solo quella parte dell'Aula, esiste anche questa, Presidente, ho chiesto di parlare diverse volte, certo che se tutti guardano il banco, nessuno guarda chi ha chiesto di parlare.
PRESIDENTE. Le chiedo scusa io, a volte quando sono in corso delle votazioni una mano alzata può far pensare che qualcuno stia votando, le chiedo scusa io, onorevole Pilo.
Metto in votazione l'emendamento numero 379. E' stato chiesto il voto segreto.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. È stato chiesto il voto segreto. Vi prego, abbiate pazienza.
PILO (F.I.-Sardegna). Io ho alzato la mano e ho chiesto di parlare prima.
PRESIDENTE. Onorevole Pilo, è stato chiesto il voto segreto. Io non l'ho vista. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto per dichiarazione di astensione.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Rinuncio.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 379.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 76
Votanti 75
Astenuti 1
Maggioranza 38
Favorevoli 34
Contrari 40
Voti nulli 1
Il Consiglio non approva.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
Passiamo all'emendamento numero 391. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Onorevole Cassano, io la pregherei di ritirare questo emendamento perchè, come le ho detto sia in Commissione che durante la discussione generale, ho necessità di verificare in che modo possa essere affrontato e risolto il problema.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cassano.Ne ha facoltà
CASSANO (Rif. Sardi-U.D.R.). Ritiro l'emendamento numero 391.
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 481, presentato dai colleghi Masia, Morittu e più.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Colleghi, l'emendamento numero 481 è un emendamento soppressivo dell'emendamento numero 6. Se l'emendamento numero 6 viene ritirato decade anche l'emendamento numero 481.
(Interruzioni)
Gli emendamenti vanno ritirati dai proponenti, nessun altro può dire che lo ritira.
PIANA (P.P.S.-C.D.U. Sardi). Ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 26.
Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 26 all'articolo 22.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 76
Votanti 75
Astenuti 1
Maggioranza 38
Favorevoli 32
Contrari 43
Il Consiglio non approva.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
Siamo all'emendamento numero 480 che è soppressivo dell'88. Ha domandato di parlare il consigliere Corona. Ne ha facoltà.
CORONA (F.I.-Sardegna). L'emendamento numero 88 e' ritirato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (P.P.S.-C.D.U. Sardi). Presidente, faccio mio l'emendamento numero 88 e vorrei che nessuno si stupisse in quanto io, insieme all'onorevole Piana, il cosiddetto "Centro d'urbanistica", come qualche giornalista ha definito il nostro partito, riteniamo opportuno, non essendo questa una norma intrusa e condividendo in pieno questo emendamento, chiamare l'Aula ad esprimere una valutazione sullo stesso, tramite il voto e possibilmente palese. Dichiaro naturalmente il mio voto favorevole e propongo di votare l'emendamento per parti, la prima fino al punto quattro perché, pur condividendo il punto cinque, vorrei eliminare qualsiasi discussione in merito ad eventuali abusi, proponendo di inserire il punto cinque nel progetto di legge sull'urbanistica che sarà presto all'esame della Commissione.
PRESIDENTE. Andiamo per ordine. L'onorevole Capelli che è fra i firmatari fa suo l'emendamento e chiede che venga votato per parti.
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Chiedo che l'emendamento numero 480 venga votato a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Onorevole Spissu, le darò la parola dopo, ha chiesto di parlare anche l'onorevole Vargiu.
Sospendiamo la seduta per pochi minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 59, viene ripresa alle ore 20 e 08.)
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIO
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. L'onorevole Capelli ha chiesto di votare l'emendamento per parti, la prima parte dal comma 1 al comma 4, e poi il comma 6.
Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Rif. Sardi-U.D.R.). Intervengo molto brevemente, signor Presidente, per dire che noi voteremo secondo gli accordi che sono stati presi in quest'Aula, e che hanno portato anche all'approvazione di un ordine del giorno che prevede la trattazione autonoma della materia urbanistica.
PRESIDENTE. Onorevole Vargiu, le ricordo che è stato chiesto il voto segreto.
VARGIU (Rif. Sardi-U.D.R.). Da chi? No, Presidente, non è stato chiesto il voto segreto.
SECCI (Popolari-P.S.). Non è stato chiesto da nessuno.
VARGIU (Rif.Sardi-U.D.R.). Volevo confermare che, essendo stati raggiunti in quest'Aula degli accordi sfociati nell'approvazione di un ordine del giorno, che prevede una trattazione omogenea della materia urbanistica, noi voteremo contro l'emendamento numero 88, che secondo gli accordi doveva essere ritirato, quindi rispettiamo, anche se non la condividiamo, la decisione del collega Capelli, e ligi agli accordi raggiunti, voteremo contro l'emendamento 88 o, qualora venga messo prima in votazione l'emendamento soppressivo, a favore dell'emendamento soppressivo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (P.P.S.-C.D.U.Sardi). Signor Presidente, rimarco per l'ennesima volta che il C.D.U. non ha sottoscritto l'accordo ed ha dichiarato più volte che condivideva l'impostazione dell'accordo di programma e il suo inserimento in finanziaria.
Mi rendo conto delle dichiarazioni....
PRESIDENTE. A questo punto lei può fare solo la dichiarazione di voto.
CAPELLI (P.P.S.-C.D.U.Sardi). Sto facendo la dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. L'aveva già fatta, ma giusto perchè il clima e la circostanza sono particolari le ho consentito di intervenire ancora.
CAPELLI (P.P.S.-C.D.U.Sardi). Credo che la mia dichiarazione semplificherà le cose. Voglio solo spiegare che non ho trasgredito nessun impegno e nessun accordo, semmai altri l'hanno fatto in quest'Aula durante tutta la finanziaria.
Il Gruppo del C.D.U. non ha sottoscritto l'ordine del giorno e ha votato contro, e risulta dagli atti, e non ha sottoscritto l'accordo. Però, per questioni di maggioranza alla quale noi comunque siamo legati e poiché siamo rispettosi dei patti di maggioranza, pur da noi condivisi, diversamente da altri che in quest'Aula non riescono ad esprimere le loro ragioni e le loro opinioni…
CUGINI (D.S.). Altri chi, Capelli?
CAPELLI (P.P.S.-C.D.U.Sardi). Sottolineando per l'ennesima volta che questa finanziaria è fortemente caratterizzata dal volere del centrosinistra che ha snaturato la proposta che la Giunta ha presentato, dichiaro di ritirare l'emendamento numero 88.
PRESIDENTE. Quindi l'emendamento 88 è ritirato. L'emendamento numero 500 è soppressivo dell'89.
CAPELLI (P.P.S.-C.D.U.Sardi). L'emendamento 89 è ritirato.
PRESIDENTE. Quindi decade anche l'emendamento 500. L'emendamento 90 è ritirato, quindi decade anche il 501.
Sull'emendamento 361 è stato chiesto lo scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 361 all'articolo 22
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 78
Votanti 78
Maggioranza 40
Favorevoli 34
Contrari 44
Il Consiglio non approva.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.)
Passiamo agli emendamenti numero 81, 369 e 527 riguardanti il CO.CI.CO.
È stato presentato l'emendamento di sintesi, del quale è stata data lettura questo pomeriggio, l'emendamento numero 597, che dovreste aver già esaminato.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Presidente, noi, abbiamo presentato un emendamento all'emendamento 597, del quale chiediamo che sia data contezza al Consiglio.
Dico subito, a scanso di incomprensioni, che il tema dei controlli è un tema complesso, che merita sicuramente di essere trattato dal Consiglio, io non so però se vi siano le condizioni perchè il tema della modifica del sistema dei controlli di legittimità sia trattato a questo punto della discussione della finanziaria, non so neppure se possa essere inserito in finanziaria, perchè è vero che si può sbordare un poco dai binari previsti dalla legge di contabilità, però se c'è una cosa che sicuramente, come si è detto in quest'Aula almeno tremila volte in questi mesi, è materia intrusa nella finanziaria è questa..
In ogni caso, intrusa o non intrusa, in materia di controlli noi intendiamo discutere. L'emendamento 597 non è un emendamento di sintesi, è un altro emendamento che, rispetto agli emendamenti precedenti, organizza il sistema dei controlli in un altro modo. Rispetto a quella normativa il nostro Gruppo ha presentato un emendamento modificativo. Assumendo a base questo nuovo emendamento noi oggi, e solo oggi, perchè oggi abbiamo avuto notizia di questo emendamento, di questa normativa, abbiamo presentato un emendamento che ne modifica alcune parti.
Quindi chiediamo che il nostro emendamento venga distribuito e venga messo in discussione, qualora si ritenga che il tema dei controlli di legittimità sia un tema che deve essere dal Consiglio regionale affrontato a questo punto. I colleghi non se ne abbiano, ma noi su questa materia vogliamo discutere, perchè il controllo di legittimità degli atti amministrativi non è una questione formale, riguarda la garanzia dei diritti dei cittadini, ed è cosa che merita di essere soppesata.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, come le è già stato detto, il suo emendamento non è ammissibile.
Tutti abbiamo vissuto le vicende di questa finanziaria. Talvolta si è stati un po' clementi, si è lasciato perdere qualche aspetto del Regolamento, ma questo è un caso talmente chiaro che non può essere disattesa la norma che regola la presentazione degli emendamenti. Quindi non vedo come possiamo ammettere questo emendamento.
L'articolo 84 del Regolamento, comma 7, dice che gli emendamenti ad emendamento possono essere presentati sino a un'ora prima della seduta nella quale saranno discussi gli articoli a cui si riferiscono.
L'emendamento numero 597 è stato distribuito in Aula questa mattina. Alla riapertura dei lavori, questo pomeriggio, alle tre e dieci, la Presidenza ha ricordato che era stato distribuito l'emendamento e ne è stata data di nuovo lettura. L'emendamento lei l'ha presentato poc'anzi, mezz'ora fa, totalmente fuori orario.
COGODI (R.C.). Ma quale orario?
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, lei mi ha fatto una domanda ed io le ho risposto, non può intervenire più.
COGODI (R.C.). No, io posso intervenire perchè devo porre un'altra questione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Presidente, noi siamo ed ancora di più vogliamo essere estremamente rispettosi delle regole, delle procedure e anche del modo, l'abbiamo riconosciuto e lo riconosciamo, col quale lei in modo specifico si applica a voler rendere i lavori del Consiglio il più possibile improntati a serenità. Però noi abbiamo presentato l'emendamento all'emendamento diverse ore fa, e lo abbiamo presentato esattamente quando potevamo presentarlo, cioè quando abbiamo avuto materialmente la conoscenza dell'emendamento presentato dalla Giunta. Mi si dice che è stato presentato stamattina, ma è stato presentato in tarda mattinata. Noi ci siamo anche impegnati in questa discussione e quindi può essere che non siamo transitati a vedere quali altri emendamenti siano stati depositati, ma la seduta era già iniziata stamattina, quindi non potevamo presentare l'emendamento un'ora prima della seduta perché l'emendamento della Giunta è stato presentato a seduta iniziata. Questa però è la seconda motivazione che ci viene data, perché prima non ci è stata data la motivazione dell'ora della seduta, ma ci è stato detto che l'emendamento non sarebbe stato ammissibile perché riferito a un emendamento di sintesi.
Siccome abbiamo detto allora che sintesi proprio non ce n'era, ma che l'emendamento 597 è un corpus normativo che non ha nulla di sintetico rispetto agli altri emendamenti presentati prima da diverse parti politiche, adesso si cambia la motivazione e si dice che il nostro emendamento doveva essere presentato un'ora prima dell'inizio della seduta. Noi non potevamo presentarlo un'ora prima dell'inizio della seduta perché non c'era ancora l'emendamento della Giunta! L'abbiamo presentato non appena ne abbiamo avuto contezza, peraltro è materia anche complessa, abbiamo dovuto consultare un testo per ricordare qualcuno dei tanti numeri che attengono a questa normativa. Non si può impedire a noi di contribuire a migliorare o a peggiorare o comunque a fare le leggi! Tutto qui.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, la possibilità di presentare emendamenti agli emendamenti di sintesi è riservata ai proponenti. Lei non è neanche proponente di uno degli emendamenti da cui nasce l'emendamento di sintesi. Questo è un ulteriore aspetto aggravante se vuole, però noi abbiamo ripreso la seduta alle 15 e 45 circa.
COGODI (R.C.). Esatto, abbiamo ripreso la seduta già iniziata stamattina.
PRESIDENTE. Quindi c'era il tempo della interruzione dei lavori della mattina. A che ora ha presentato l'emendamento?
COGODI (R.C.). Presidente, l'abbiamo presentato appena l'abbiamo elaborato, non siamo mica degli elaboratori elettronici! L'abbiamo presentato non appena l'abbiamo elaborato, abbia pazienza! Non è che su una materia tecnica di questa natura si schiaccia un bottone e si fa l'emendamento! Sfido chiunque a fare un emendamento con questi riferimenti legislativi in meno del tempo che abbiamo impiegato noi, e poi chi è che ci deve fare l'esame su quanto impieghiamo a elaborare un emendamento?
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, non c'è possibilità, mi dispiace. E' normato anche al comma 12 dell'articolo 84 del Regolamento, siamo già a un emendamento di sintesi.
COGODI (R.C.). Dov'è scritto?
PRESIDENTE. Al comma 12 dell'articolo 84.
Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Presidente, si tratta di comprenderci su che cosa significa emendamento di sintesi. Emendamento di sintesi significa mettere insieme diversi emendamenti che hanno la stessa finalità e nei contenuti si somigliano. Qua siamo di fronte a un emendamento completamente nuovo, che stravolge i tre emendamenti presentati in precedenza, per cui non c'è nessuna sintesi.
Detto questo, noi abbiamo presentato il nostro emendamento alla ripresa dei lavori, mi sembra dopo tre quarti d'ora, se non vado errato, considerando che l'emendamento 597 è stato presentato nella tarda mattinata. Noi non avevamo materialmente il tempo per elaborare questo emendamento durante i lavori del Consiglio, l'abbiamo elaborato nella fase della sospensione.
Detto questo mi sembra assurdo che invece di applicare rigidamente Regolamento non si tenga conto del merito della questione che noi poniamo, perché io sono convinto che se l'Assessore dell'urbanistica, che è poi quello che sembra che abbia fatto questa "sintesi", avesse l'accortezza di leggersi il nostro emendamento, probabilmente non staremmo qua a discutere perché le questioni che noi poniamo hanno un senso e sono convinto che possano essere condivise anche dalla stessa Giunta e dallo stesso Assessore proponente dell'emendamento di sintesi, per cui potremmo essere in grado di fare la sintesi della sintesi, ma farla concretamente e realmente!
PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi, metto in votazione l'emendamento numero 597. Chi è lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
COGODI (R.C.). Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. L'emendamento e' già votato, l'ho detto tre volte.
COGODI (R.C.). Non l'ha detto tre volte. Avevo chiesto la parola per dichiarazione di voto. Non si fanno le leggi della Regione in questo modo. Lei ha perso la stima che avevamo di lei perché ha capito benissimo che cercavo di chiarire un aspetto tecnico. Nel merito….
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, l'aspetto tecnico è stato chiarito, tanto più che...
COGODI (R.C.). Sì, ma abbiamo diritto di dire cosa pensiamo e lei non ce lo può negare. Le leggi vanno messe in discussione. Questa è una legge, non vuole che la possiamo emendare? Ci consenta almeno di dire il nostro parere.
PRESIDENTE. Alla prossima dichiarazione di voto.
COGODI (R.C.). Non si fanno cose così importanti con la fretta!
PRESIDENTE. Quando si va con calma mettete fretta, quando si va con fretta mettete calma, io non riesco più a trovare una soluzione.
Si dia lettura dell'articolo 22 bis.
BIANCU, Segretario:
Art. 22 bis
Disposizioni interpretative
1. I vincitori dei concorsi, banditi dal preesistente ordinamento per qualifiche professionali, sono assunti nelle graduatorie corrispondenti del vigente ordinamento; nel caso in cui alla categoria corrispondano due qualifiche, l'inquadramento avviene con riferimento alla qualifica funzionale inferiore con l'attribuzione del livello di retribuzione iniziale della categoria e, per quella superiore, con l'attribuzione del secondo livello retributivo.
2. E' autorizzato, per esigenze inderogabili connesse alle vacanze dei posti in dotazioni delle direzioni generali - in deroga alle procedure e ai limiti di cui agli articoli 38, 39 e 40 della legge regionale n. 31 del 1998 - il ricorso alla gestione provvisoria delle dotazioni organiche, mediante trasferimenti provvisori o comandi di personale, fatte salve le prescrizioni di cui al comma 7 del medesimo articolo 38.
3. Gli enti e le aziende regionali sono autorizzati a disporre il ricorso a consulenze esterne, solo in caso documentato di necessità e di urgenza, con deliberazione della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente per materia.
4. Il comma 3, dell'articolo 33 della legge regionale n. 31 del 1998, è abrogato.
5. Al comma 4, dell'articolo 33 della medesima legge regionale n. 31 del 1998, dopo le parole "comma 7" sono aggiunte le parole "e il comma 9".
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati dieci emendamenti. Se ne dia lettura.
BIANCU, Segretario:
Emendamento soppressivo totale Sanna Gian Valerio - Spissu - Fadda - Dore - Balia
Art. 22 bis
L'art. 22 bis è soppresso. (363)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Spissu - Fadda - Dore - Balia
Art. 22 bis
Il comma 1 dell'art. 22 bis è soppresso. (364)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Spissu - Fadda - Dore - Balia
Art. 22 bis
Il comma 2 dell'art. 22 bis è soppresso. (365)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Spissu - Fadda - Dore - Balia
Art. 22 bis
Il comma 3 dell'art. 22 bis è soppresso. (366)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Spissu - Fadda - Dore - Balia
Art. 22 bis
Il comma 4 dell'art. 22 bis è soppresso. (367)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Spissu - Fadda - Dore - Balia
Art. 22 bis
Il comma 5 dell'art. 22 bis è soppresso. (368)
Emendamento aggiuntivo Deiana - Giagu - Sanna Giacomo - Granella - Biancu - Dore - Masia - Dettori - Pacifico - Sanna Emanuele
Al termine del comma 2 dell'articolo 22 bis, dopo le parole "fatte salve le prescrizioni di cui al comma 7 del medesimo articolo 38", sono aggiunte le seguenti parole:
"; in ordine a tali esigenze, inoltre, il personale di ruolo del comparto contrattuale regionale che presta servizio in posizione di comando, da almeno un anno alla data di entrata in vigore della presente legge, presso direzioni generali del medesimo comparto contrattuale regionale è inquadrato, a domanda, nel ruolo dell'Amministrazione regionale o dell'ente strumentale regionale presso cui è in atto il comando, in deroga alle disposizioni di cui agli articoli 38 e 40 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31". (189)
Emendamento aggiuntivo Corona - Murgia - Vargiu - Onida - Morittu - Pirisi - Lai - Spissu - Sanna Alberto - Cogodi - Fadda - Calledda - Sanna Gian Valerio - Cappai - Sanna Giacomo - Dore - Balia - Randazzo
Emendamento all'em. n. 180
E' aggiunto il seguente comma:
Finanziamento dei centri storici
9 ter. E' autorizzata per l'anno 2002 l'ulteriore spesa di euro 20.000.000 per le finalità di cui alla legge regionale 13 ottobre 1998 n. 29 e successive modifiche e integrazioni (UPB S04.068 - cap. 04214-00). Tale integrazione è prioritariamente utilizzata per consentire il completamento degli interventi già programmati dagli enti locali, contenuti e approvati nella DGR n. 55/93 del 29 dicembre 2000.
Copertura finanziaria
In aumento
UPB S04.068 Politiche per le aree urbane
Cap. 04214-00 Finanziamento ai comuni per la realizzazione dei programmi integrati dei centri storici, di riqualificazione urbana e di recupero territorio
Competenza 2002 euro 20.000.000
Competenza 2003 -
Competenza 2004 -
In diminuzione
03 Programmazione
UPB S03.025
Cap. 03047
Competenza 2002 euro 20.000.000
Competenza 2003 -
Competenza 2004 - (596)
Emendamento aggiuntivo Corona - Milia - Liori - Tunis - Satta - Giovannelli
Em. n. 425 (art. 22 bis)
La Giunta Regionale è autorizzata nell'esercizio 2002 del bilancio della Regione - rubrica Sanità - alla spesa della somma di € 36 milioni per l'adeguamento delle tariffe di ricovero previsto dal D.M. Sanità 15/04/1994, con l'eliminazione della decurtazione del 20%, adottata in Sardegna con D.G.R. n. 6/29 del 23/02/96 e con il collegato DAIS 197/2250 del 5/03/1996, vigente a partire dal 1/01/1995 per gli anni 2001 e 2002.
La spesa si riferisce alle strutture ospedaliere pubbliche e private le cui prestazioni vengono remunerate in base all'art. 8, comma 6, del D.L. 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni. (598)
Emendamento aggiuntivo Pilo - Piana - Licandro - Satta - Giovannelli - Lombardo - Capelli - Cappai
Al termine del comma 2 dell'articolo 22 bis, dopo le parole "fatte salve le prescrizioni di cui al comma 7 del medesimo articolo 38", sono aggiunte le seguenti parole:
"; in ordine a tali esigenze, inoltre, il personale di ruolo del comparto contrattuale regionale che presta servizio in posizione di comando, da almeno un anno alla data di entrata in vigore della presente legge, presso direzioni generali del medesimo comparto contrattuale regionale è inquadrato, a domanda, nel ruolo dell'Amministrazione regionale o dell'ente strumentale regionale presso cui è in atto il comando, in deroga alle disposizioni di cui agli articoli 38 e 40 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31". (425)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 363 ha facoltà di illustrarlo.
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Signor Presidente, sull'articolo 22 bis, rispettando l'accordo che abbiamo stipulato, ritiriamo l'emendamento 363 che è soppressivo totale dell'articolo; ritiriamo il 364, che mantiene il comma 1, che deve rimanere sulla base dell'accordo, e manteniamo gli emendamenti numero 365, 366, 367 e 368 che eliminano i quattro commi successivi e sui quali mi auguro si possa registrare il parere favorevole della Giunta ed anche della Commissione.
COGODI (R.C.). Facciamo nostri gli emendamenti che sono stati ritirati.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, stiamo finendo le illustrazioni, dopodiché interviene.
Ha facoltà di parlare il consigliere Deiana per illustrare l'emendamento numero 189.
DEIANA (I DEMOCRATICI). Presidente, brevemente per dichiarare il nostro rispetto dell'accordo politico raggiunto in quest'aula e sfociato nell'approvazione di un ordine del giorno in materia di personale, in considerazione del fatto che recentemente è stato approvato dalla Commissione competente il relativo disegno di legge. Possiamo valutare la possibilità di ritirare l'emendamento con l'intento di riproporlo in Aula quando verrà discusso il disegno di legge sul personale.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 596 ha facoltà di parlare il consigliere Pittalis.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 598 ha facoltà di parlare il consigliere Corona.
CORONA (F.I.-Sardegna). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 425 ha facoltà di parlare la consigliera Pilo.
PILO (F.I.-Sardegna). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Facciamo nostri tutti gli emendamenti che sono stati ritirati.
PRESIDENTE. Quindi il 363 e il 364.
Per esprimere il parere della Commissione ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore di maggioranza.
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. La Commissione non accoglie gli emendamenti numero 363, 364, 365, 366, 367, 368, 189, sul 596 e sul 598 si rimette all'Aula; non accoglie il 425.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta esprime parere contrario sull'emendamento 363, sul 364...
PRESIDENTE. E` stato fatto proprio dall'onorevole Cogodi.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Sull'emendamento 364 la Giunta esprime parere contrario; accoglie invece il 365, perchè mi pare che il comma 2 dell'articolo 22 bis rientri, e chiedo conferma all'Assessore Oppi, tra quelli da sopprimere. Quindi rimane solo il comma 1.
Sull'emendamento numero 365 la Giunta esprime parere favorevole. Sugli emendamenti numero 366, 367 e 368 il parere è favorevole; sull'emendamento numero 189 la Giunta esprime parere contrario; il 425 viene ritirato. Sul 596 e 598, che ho avuto solo qualche minuto fa, mi riservo di decidere, perché si tratta di trovare le coperture. Quindi aspettiamo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Presidente, noi esprimiamo innanzitutto non tanto il rammarico ma anche la protesta per come, in conclusione di questa lunga fatica in quest'Aula, molti, troppi, ivi compreso lei, pensano che questo lavoro si possa concludere in modo disordinato. A noi è stato impedito di contribuire con un emendamento che abbiamo elaborato, al quale abbiamo lavorato e che meritava di essere preso in considerazione per migliorare il sistema dei controlli, di essere partecipi della discussione di una legge importante della Regione in quest'Aula. Adesso stanno circolando, anche in ragione di quest'ultimo articolo, emendamenti di portata enorme che prevedono stanziamenti di miliardi, miliardi e miliardi, non ho ancora fatto i conti ma saranno quaranta, qualcuno mi dice forse settanta, in materia sanitaria privata.
Nessuno pensi che, siccome siamo stanchi, adesso è arrivato il momento in cui si dà una spazzolata e si possono fare le più grandi porcherie! Non si può! E lei ha fatto male, Presidente, a violare il Regolamento stasera, in più circostanze. Anche quando abbiamo fatto nostri gli emendamenti ritirati, nonostante il Regolamento le imponga di consentire l'illustrazione degli emendamenti, lei non ci ha consentito di illustrarli, perchè ha aperto la discussione adesso dopo il parere della Giunta...
PRESIDENTE. La fase dell'illustrazione era già terminata, e lei ha fatti suoi gli emendamenti ritirati.
COGODI (R.C.). No, signor Presidente, lei è molto stanco.
PRESIDENTE. Dopodiché inizia un'altra fase. Non è che perchè uno fa propri gli emendamenti li illustra di nuovo. Non è così!
COGODI (R.C.). Ma non due volte, quando due volte!
PRESIDENTE. Due volte! Scusi. L'illustrazione era stata fatta da uno dei presentatori, non era neanche suo l'emendamento! Non è così!
COGODI (R.C.). Quegli emendamenti non sono stati illustrati. Noi avevamo il diritto di illustrarli. In ogni caso non è che vogliamo essere più realisti del re. Ci rendiamo conto che, quando oltre alla stanchezza interviene il fatto che intercorre un largo, larghissimo accordo che coinvolge quasi tutto il Consiglio regionale, è chiaro che si possono anche violare le norme, è chiaro che si può far finta di non capire, però voi avete poc'anzi approvato una normativa complessiva sui controlli giuridici nella Regione senza discussione, senza dare informazione di che cosa è quella legge che avete approvato chiamandola emendamento di sintesi. Questa è una legge organica che avete inserito clandestinamente nel sistema normativo della Regione. Voi direte che avete abolito il controllo di legittimità. Non è vero!
Voi al comma 1 avete abolito il controllo preventivo sugli atti degli enti locali, però, per quanto riguarda tutti gli enti regionali diversi dagli enti locali avete abolito il controllo dell'organo tecnico che era il comitato di controllo, e ritornate al controllo politico, perchè riportate il controllo sugli atti di tutti gli enti, per intenderci, consorzi industriali, aree industriali, camere di commercio, tutto il sistema degli enti regionali che erano soggetti da vent'anni a questa parte al controllo dell'organo tecnico - perché il controllo deve essere fatto da un soggetto terzo rispetto all'amministrazione attiva - voi riportate gli atti di questi enti al controllo politico dell'Assessore! Bella conquista avete fatto! Vent'anni fa si è conquistato il Comitato di controllo con carattere di terzietà rispetto alla Giunta, perché la Giunta non può dare neppure direttive al Comitato di controllo e il Comitato di controllo è eletto dal Consiglio regionale. E voi riportate il controllo giuridico in capo all'autorità politica. Auguri a tutti i riformatori e a tutti i riformisti, pure, se questa è la novità che volete che intervenga in questa Regione. E quando parlate di coerenza degli atti generali anche in materia di territorio voi vi riferite sempre alla programmazione urbanistica ed escludete quella paesistica. Escludete la programmazione paesistica! E vi riferite alla programmazione urbanistica generale ed escludete le varianti! E voi sapete che di variante in variante si può rifare interamente un piano urbanistico. Voi direte: "Parlate pure, tanto, una volta che qui c'è un accordo largo, una volta che fra maggioranza di centrodestra e l'Ulivo e quasi tutto il centrosinistra c'è un accordo così largo, cosa contate voi tre, voi pochi di Rifondazione Comunista!". Noi non vogliamo contare più di quanto siamo, vogliamo avere il diritto di dire quello che pensiamo e di dirvi che avete fatto un atto sbagliato nel merito ed anche sbagliato nel modo.
Non è vero che avete abolito il controllo preventivo, lo avete riportato in gran parte in capo al potere politico!
Noi non siamo d'accordo perchè in modo generalizzato sia eliminato il controllo giuridico di legittimità degli atti della pubblica amministrazione. Noi non siamo d'accordo perchè il controllo di legittimità, non di merito, che può essere autoritario, burocratico, centralistico, quello che vi pare, ma il controllo di legittimità sugli atti della pubblica amministrazione è una garanzia per il cittadino, e voi, in base a questo orientamento a fare tutto in fretta, a essere svelti, ad un efficientismo che nasconde altre finalità, non potete pensare che il cittadino in questa Regione debba essere ormai esposto a questa condizione, che di fronte ad un atto illegittimo della pubblica amministrazione del suo comune, della sua provincia, di un ente pubblico, debba avere come unica difesa il Tribunale amministrativo e la Corte costituzionale.
Voi potete anche non ascoltare, io spero che almeno qualche eco di questa riflessione rimanga da qualche parte.
Voi pensate che i diritti dei cittadini di fronte alla pubblica amministrazione possano essere garantiti solo dal Tribunale amministrativo che si pronuncia quando si può pronunciare, e si pronuncia sul ricorso di un avvocato che prima di avanzare un'istanza ovviamente chiederà alcuni milioni al cittadino! E facendo sì che un atto illegittimo debba essere impugnato dal cittadino, e dal cittadino qualsiasi che non ha molti milioni nella tasca destra per fare ricorso al Tribunale amministrativo, e molti milioni nella tasca sinistra per fare ricorso alla Corte costituzionale, voi credete di aver reso un buon servizio ai cittadini? Non ci sono, per esempio, modalità attraverso cui più atti arrivino almeno al Consiglio comunale, e per questa via siano conosciuti dai cittadini, perchè voi sapete che molti atti amministrativi oggi figurarono di competenza del sindaco o della Giunta comunale, non arrivano neppure al Consiglio comunale, alla rappresentanza locale.
Si poteva decidere, come hanno suggerito tecnici qualificati e stimati, di sostituire il controllo di legittimità almeno con un parere obbligatorio, seppure non vincolante, per la pubblica amministrazione circa la legittimità degli atti? Niente! Voi eliminate ogni e qualsiasi possibilità di controllo sulla legittimità degli atti, e sulla base di un piano urbanistico o paesistico che fosse illegittimo, in attesa che il cittadino, se avrà danari, possa ricorrere al TAR, e se avrà altri danari alla Corte costituzionale, nel frattempo possono essere rilasciate concessioni edilizie. Quanti piani urbanistici contenevano cose abnormi! E si potranno costruire le cose che verranno autorizzate, e quando dopo anni arriverà, se arriverà, una declaratoria di nullità o di illegittimità di quell'atto, quel palazzo sarà già costruito, e quell'amministratore sarà già passato, e chi sarà arrivato non avrà nessuna responsabilità! Voi tutto questo avete pensato di fare con questa modifica!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Signor Presidente, colleghi, penso che non possa passare inosservato il lavoro che noi stiamo facendo. E quando stiamo per giungere alla fine si cerca di introdurre nella finanziaria norme che per la loro vastità e per le conseguenze che provocano nella nostra società hanno una portata, a mio avviso, veramente traumatica. Non si capisce come mai non sia stato ammesso un emendamento, che cercava di recuperare il recuperabile, tenendo conto del fatto che la legislazione italiana in questi ultimi anni ha subìto notevoli innovazioni e variazioni.
Però queste innovazioni sono state possibili anche perchè il Parlamento italiano ha sancito in diversi provvedimenti la separazione delle competenze tra il potere politico e il potere amministrativo, cercando di dare ad ognuno precise competenze e limitando il potere politico alle questioni di propria competenza, cioè alla programmazione e alla indicazione dei programmi di sviluppo e degli indirizzi di carattere generale che possono permettere anche agli enti locali, ai comuni, alle altre amministrazioni della nostra Regione di poter meglio operare.
Presidente, non si è fatto un buon servizio alla nostra isola con l'approvazione dell'emendamento 597, così come non si è fatto un buon servizio non cercando di comprendere le ragioni della nostra proposta, ragioni che sono state da voi volutamente...
PRESIDENTE. Onorevole Vassallo, o parla dell'argomento in discussione o le tolgo la parola. Lei deve intervenire su questo articolo e sugli emendamenti collegati a questo articolo, altrimenti sono costretto a toglierle la parola. Mi dispiace.
VASSALLO (R.C.). Presidente, sto facendo un ragionamento per arrivare a parlare dell'emendamento 598, nel quale si propone uno stanziamento di quasi 70 miliardi, per l'adeguamento delle tariffe di ricovero ospedaliero, perché anche le A.S.L. e gli altri enti sono o dovrebbero essere sottoposti al controllo di questa nostra Regione, controllo che dovrebbe essere esercitato, a nostro avviso, da un organo neutrale. Il governante e il controllore non possono essere la stessa persona. Per cui il problema che poniamo è un problema strettamente legato agli emendamenti che noi abbiamo in discussione. Per cui vi è la necessità, da parte nostra, di capire se vi è la volontà quanto meno di rimediare allo sbaglio che ormai è stato compiuto, in questo disegno di legge che la Giunta dovrebbe presentare, e abbreviando anche i termini che in quell'emendamento abbiamo indicato, per correggere un errore che può avere conseguenze nefaste per la nostra economia e soprattutto per dare garanzie non soltanto ai cittadini e alle stesse assemblee comunali e provinciali, che si vedono, con questa norma, private di qualsiasi possibilità di intervento nei confronti di quelle amministrazioni da voi considerate amiche. Io non so con che serenità l'Assessore competente potrà giudicare gli atti che verranno eventualmente impugnati da consiglieri dell'opposizione in amministrazioni locali governate da Giunte dello stesso colore politico di quella che sta governando la Regione. Per cui si tratta di una questione di trasparenza, per riportare le cose alla loro giusta dimensione, dando le competenze a chi veramente le può esercitare in maniera legittima e soprattutto corretta. Per cui noi indicavamo il CORECO come strumento di garanzia e come organismo terzo rispetto alla posta in gioco. Non si è voluto fare, si è voluta scegliere la via della...
PRESIDENTE. Onorevole Vassallo, mi comunicano adesso che l'emendamento numero 598 è ritirato.
VASSALLO (R.C.). Mi fa piacere, perchè vuol dire che c'è ancora un po' di buonsenso. Mi auguro che venga ritirato anche il 596, o quantomeno che venga modificata l'ultima parte. Se non vado errato il 596 riguarda un finanziamento aggiuntivo di quasi 40 miliardi per le finalità di cui alla legge 29, per i centri storici. L'unica questione è che si parla di completamento degli interventi già programmati dagli enti locali, contenuti ed approvati nella delibera della Giunta regionale numero 55/93. Forse nel merito sarebbe meglio fare un attimo di riflessione, va bene dare questi soldi, ma forse sarebbe bene riflettere un attimo rispetto alla destinazione vincolata del finanziamento previsto in questo emendamento, per cui nell'elaborazione di un programma si potrebbe tener conto anche del passato, ma solo ai fini di una regolarizzazione delle richieste già avanzate, nel senso che, come tutti sappiamo, tanti programmi sono buoni, anzi, in questo caso i comuni si sono ben attivati, però ci sono anche esempi non eclatanti di buona amministrazione, per cui non capisco perché si debbano agevolare anche coloro che non hanno titolo a essere agevolati.
Per cui, Presidente, visto il buonsenso che si sta manifestando in quest'Aula col ritiro di molti degli emendamenti presentati, penso che altrettanto buonsenso vorrebbe che la questione da noi posta venisse quantomeno considerata e venisse da parte non soltanto della Giunta, ma del Consiglio e dei Gruppi politici nel loro complesso, riconsiderata assumendo un impegno preciso: quello di riesaminare quello che abbiamo fatto e concordare un percorso per rimediare all'errore ormai compiuto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Chiedo che venga comunicato all'Aula a che ora è stato presentato l'emendamento numero 598 che stanzia 70 miliardi per l'adeguamento delle tariffe di ricovero nelle strutture ospedaliere private. Chiedo di conoscere a che ora è stato presentato questo emendamento, perché il nostro emendamento precedente è stato dichiarato inammissibile e non è stato distribuito perché si riteneva che non fosse stato presentato un'ora prima della seduta!
PRESIDENTE. Chiederò agli uffici, ricordo che l'emendamento è stato presentato stamattina.
COGODI (R.C.). Quindi a seduta iniziata?
PRESIDENTE. Sì.
COGODI (R.C.). Quindi non un'ora prima della seduta.
PRESIDENTE. No, durante la seduta antimeridiana, verso le undici e mezzo, forse mezzogiorno.
COGODI (R.C.). E perché è pervenuto a noi adesso?
PRESIDENTE. Come, adesso?
COGODI (R.C.). Sì, è stato distribuito adesso, non ci è stato dato stamattina. Perché è stato distribuito adesso un emendamento di 70 miliardi?
PRESIDENTE. Ma di cosa sta parlando?
COGODI (R.C.). Parlo dell'emendamento numero 598.
PRESIDENTE. Del 598 non so nulla. Scusi. Io parlavo di un altro emendamento.
COGODI (R.C.). Allora chieda informazioni perché stiamo ponendo un quesito preciso! Se si vuole creare una condizione di stanchezza e di confusione per inserire lo stanziamento di 70 miliardi per la sanità privata...
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, scusi, non può parlare così, se no le tolgo la parola. Prima chiariamo di che cosa stiamo parlando, perché c'è una grande confusione.
COGODI (R.C.). Dell'emendamento 598; chiedo a che ora è stato presentato e perché è stato distribuito adesso, contiene 70 miliardi diretti alla sanità privata!
PRESIDENTE. E` stato ricevuto stamattina, e come tutti gli emendamenti è stato fotocopiato e messo al posto degli emendamenti in distribuzione.
Io relata refero.
COGODI (R.C.). Non è vero, non c'era, chieda se un solo collega ha visto questo emendamento fino a un quarto d'ora fa. Non si può continuare con le bugie. Sono 70 miliardi.
CORONA (F.I.-Sardegna). L'emendamento e' ritirato.
COGODI (R.C.). Sì, è ritirato, però ve lo siete inventato, capito? Come la legge sui controlli…
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, non ha diritto di parlare, per cortesia stia comodo.
COGODI (R.C.). Lei garantisca il Consiglio, non permetta queste cose.
PRESIDENTE. Io rispondo per quanto mi compete, non per ciò che non mi compete.
COGODI (R.C.). Interverremo fino all'ultima riga e all'ultimo minuto.
PRESIDENTE. Ne abbiamo contezza esattamente, onorevole Cogodi.
Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Presidente, io ho chiesto di intervenire nella discussione generale dell'articolo 22 bis e degli emendamenti; non parlerò dieci minuti per utilizzare il tempo che mi consente il Regolamento e per far perdere all'Aula ulteriori dieci minuti.
Voglio solo dire che la discussione sulla finanziaria si sta concludendo nel caos più generale, come era prevedibile, e per l'impostazione che le è stata data…
PRESIDENTE. Onorevole Pani, per cortesia, perché non prende posto nella zona riservata agli Assessori? Credo che non sia consentito accomodarsi in quegli scanni a chi non è consigliere. Per cortesia, colleghi, prendete posto, se no non riprendiamo gli interventi. Prego, onorevole Ortu.
ORTU (R.C.). Dicevo che in sostanza l'impostazione che è stata data alla finanziaria non consentiva altro. Noi abbiamo posto fin dall'inizio alcune questioni per evitare di dover ricorrere all'articolo 22 bis, dal titolo "Disposizioni interpretative", cioè per evitare che si renda necessario un ulteriore intervento legislativo per interpretare queste norme, e mi chiedo anche come si potrebbe fare, dato il modo caotico con cui abbiamo discusso e approvato questa finanziaria.
Noi abbiamo posto alcune questioni serie durante tutta la discussione, abbiamo riproposto in modo corretto, penso, e anche in modo pacato la discussione su una questione di grande rilevanza, che riguarda i controlli, che avrebbe meritato l'attenzione necessaria da parte di questo Consiglio, per evitare poi di dover emanare disposizioni interpretative, come forse sarà necessario dopo l'approvazione dell'emendamento numero 597, e per andare anche a un riordino dei controlli, così come è necessario, ma per evitare che si debba poi tornare sulla materia.
Avevamo chiesto una finanziaria che, così come prevede la normativa in vigore, si limitasse a impostare il bilancio di previsione per il 2002, invece è stata infarcita di tutta una serie di norme che nulla hanno a che fare con le previsioni di bilancio, con i guasti che questo comporterà, e con i guasti a cui, tra l'altro, si tenta di mettere riparo con l'articolo 22 bis, che interviene ulteriormente in materia, per esempio, di interpretazione di norme che riguardano il personale. Abbiamo fatto una lunga discussione in tutte queste settimane e in tutti questi mesi, e anche stasera, sulle norme intruse, la realtà è che questa finanziaria contiene di tutto.
Per queste ragioni noi abbiamo tentato di dare un contributo, in parte ci siamo riusciti, in parte no, per tentare di semplificare il testo. Pensiamo che anche per quanto riguarda la vicenda che ci ha costretto a intervenire ripetutamente questa sera in aula, si sarebbe potuto adottare un comportamento differente. Sarebbe stato utile per tutti. Per queste ragioni noi esprimiamo un profondo dissenso per il modo in cui è stato condotto il lavoro in aula questa sera e anche per le conseguenze che ciò comporta, e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Sulla gran parte della normativa che stiamo definendo non solo con l'articolo 22 bis ma con l'insieme della finanziaria, saremo costretti molto probabilmente a tornare successivamente con norme interpretative e a rimettere mano al lavoro che non abbiamo saputo fare qui questa sera e in queste settimane.
Noi avremmo voluto ben altro da questa finanziaria, avremmo voluto un bilancio della Regione sul quale poter poi conseguentemente definire interventi seri in modo tale da poter davvero mettere mano alla soluzione dei problemi della nostra Isola. Così non è stato per responsabilità di questa Giunta e di questa maggioranza che si dimostra incapace di intervenire sulle cose serie, e cosa seria è per esempio il riordino del controllo sugli atti degli enti locali.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Propongo il ritiro degli emendamenti numero 365, 366, 367 e 368 e chiedo la votazione per parti, la prima parte il comma 1, e la seconda parte i commi 2, 3, 4 e 5.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Ci rendiamo conto che è giusto che arriviamo all'epilogo di questa vicenda travagliata della discussione della finanziaria, siamo agli ultimi articoli e agli ultimi scampoli di questa finanziaria. Però, come si suol dire, la coda è la più difficile da scorticare, in cauda venenum, e qui nella coda si stanno addensando tutta una serie di cose che noi abbiamo detto vogliamo che siano ugualmente trattate. Cose che sono state aggiunte e quindi sfuggivano anche alla nostra cognizione. Mi scuseranno quindi i colleghi se su alcune di queste cose la nostra analisi e la nostra valutazione sono state un po' approssimative . Però abbiamo posto dei quesiti, li ha posti poc'anzi anche il collega Vassallo, li ha posti il collega Ortu, li riproponiamo. Noi vogliamo conoscere, abbiamo detto prima...
PRESIDENTE. Ma scusi, lei non è già intervenuto, onorevole Cogodi? Lei può intervenire per dichiarazione di voto e basta, non può fare una conferenza!
COGODI (R.C.). Io sto dichiarando il voto contrario e la ragione per la quale sono contrario. Sono contrario per questo modo di procedere, perché non ci è stata data informazione sull'ora nella quale è stato presentato un emendamento di 70 miliardi, e anche perché, perché rimanga agli atti del Consiglio...
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, quello che sta dicendo non è vero! Le è stata data una risposta, se lei non ci crede è padronissimo di usare tutti gli strumenti a sua disposizione, ma non dica che non le è stata data risposta. Una risposta le è stata data tramite mio, è stata data a me dagli uffici e io l'ho data a lei! Quindi non è vero che non le è stata data risposta. Lei poi è padrone di credere o di non credere, di dire che qui si è mentito o non si è mentito, questo rientra nella sua libertà, la più ampia, ma non dica che non le è stata data risposta. Ritorniamo alla questione posta, lei abusa spesso del proprio diritto ad intervenire. Ho detto quello che gli uffici mi hanno riferito, una risposta le è stata data! Quindi la invito a concludere brevemente.
COGODI (R.C.). Concludo brevemente nel tempo che mi assegna il Regolamento, quindi formulo un altro quesito, così potremo avere un'altra risposta. Perché nella giornata di oggi non si è fatta una seduta unica? Perché, cosa che non accade normalmente, quando si sono interrotti i lavori per consentirci di prendere un panino a pranzo, si è dichiarata chiusa la seduta e al pomeriggio si sono ripresi i lavori con un'altra seduta, chiedendo ai consiglieri di rifirmare, se non per legittimare quell'emendamento che per Regolamento deve essere presentato un'ora prima della seduta? Perché, se fosse stata considerata una seduta continua, l'emendamento sarebbe stato fuori termine! Avete quindi fatto due sedute distinte per introdurre quell'emendamento clandestino dei 70 miliardi! Ci dia la risposta anche a questo quesito e ci dia risposta ad un altro quesito ancora, ma non la deve dare lei, Presidente, che ordina i lavori in questo Consiglio.
PRESIDENTE. Ma guardi che c'è anche un emendamento presentato da lei in un certo orario stamattina.
COGODI (R.C.). E' stato dichiarato inammissibile.
PRESIDENTE. L'emendamento 596 ha anche la sua firma, onorevole Cogodi, ma sia coerente per cortesia!
COGODI (R.C.). Io non ho il potere di decidere se la seduta è unica o se sono due sedute a seconda degli emendamenti che vanno legittimati!
In ogni caso poniamo anche un altro quesito: perché nella norma sui controlli si aboliscono i controlli e si lasciano i comitati di controllo? Come si fa a fare una legge che abolisce la funzione di tanti organi lasciandoli in vita? Che faranno i comitati di controllo? E perché i controlli sugli strumenti urbanistici e non paesistici vengono demandati al direttore generale della pianificazione, cioè ad un organo burocratico? Perché non è vero che si sono aboliti i controlli, sono demandati al direttore generale della pianificazione urbanistica che valuterà sulla base di indirizzi politico-amministrativi emanati dalla Giunta. Il controllo di legittimità che prima era oggettivo, che era affidato a un soggetto terzo che era il Comitato di Controllo, che è un organo tecnico, in una materia delicata come la materia urbanistica e la materia paesistica - qui è taciuta quindi speriamo che ci rientri la materia paesistica in questa dizione - va ad un organo burocratico interno alla Regione che valuta sulla base di direttive politico-amministrative. Avete riportato il sistema dei controlli a vent'anni fa, a prima di vent'anni fa, al controllo politico! Almeno aveste lasciato il controllo giuridico semplificandolo, come doveva essere fatto. E voi vorreste spacciare questo come una conquista, una riforma per gli enti locali, e non è vero! E` l'esatto contrario, e ci avete impedito di dare un contributo a migliorare questa normativa, e noi non possiamo accettare un fatto di questo genere. Abbiamo criticato la Giunta durante la discussione della finanziaria, ma perché adesso dovremmo criticare solo la Giunta? Questa operazione non l'ha fatta solo la Giunta, l'ha fatta la Giunta, l'ha fatta la maggioranza e, insieme alla maggioranza, anche quasi tutta la minoranza, e noi siamo dispiaciuti, rammaricati, sconcertati di questo fatto, perché almeno alla minoranza, almeno all'opposizione noi avremmo chiesto più rispetto per tutti noi e più coerenza nei comportamenti. Noi abbiamo chiesto di poter dare un contributo, non ci è stato consentito, ed assistiamo in questo epilogo volutamente disordinato, a questi colpi di mano. Io non dico: "Passino i colpi di mano della maggioranza di centrodestra", perché i colpi di mano non devono passare mai, ma meno che mai quelli sia della mano destra che della mano centrosinistra.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 363, soppressivo totale, fatto proprio dall'onorevole Cogodi, dopodiché voteremo i commi dell'articolo 22 bis.
COGODI (R.C.). Ritiriamo tutto.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 22 bis comma 1. Chi l'approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione i commi dal 2 al 5. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.
(Non sono approvati)
Quindi decadono automaticamente gli altri emendamenti.
Passiamo all'articolo 23. Se ne dia lettura.
BIANCU, Segretario:
DISPOSIZIONI DIVERSE
Copertura finanziaria
1. Le spese derivanti dall'applicazione della presente legge trovano copertura nelle previsioni d'entrata del bilancio pluriennale della Regione per il triennio 2002-2003-2004 ed in quelle dei bilanci per gli anni successivi.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 23. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.
PIRISI (D.S.). Presidente, vorremmo sapere se bisogna approvare le tabelle prima che vengano approvati gli emendamenti che sono stati sospesi. Vorrei un chiarimento da parte sua.
PRESIDENTE. Forse è meglio votare prima gli emendamenti sospesi e poi passare alle tabelle. Procediamo così.
Poichè nessuno chiede di parlare, metto in votazione l'articolo 23. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 24.
BIANCU, Segretario:
Entrata in vigore
1. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 24. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Siccome gli emendamenti sospesi richiedono ulteriori approfondimenti, l'Assessore chiede ancora un po' di tempo per chiarire alcuni aspetti con i proponenti. Potremmo votare prima le tabelle.
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Io chiedo che si voti sulle tabelle; per poi incontrarci per una mezz'oretta per l'esame degli emendamenti sospesi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Presidente, noi chiediamo che il Consiglio regionale e i singoli consiglieri regionali siano posti nella condizione di avere conoscenza degli atti che ancora sono e debbono essere nella nostra disponibilità per il lavoro che ancora dobbiamo compiere. Sto chiedendo una sospensione, perché...
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Cogodi, è a disposizione dei consiglieri una raccolta che reca scritto in caratteri abbastanza evidenti: "Emendamenti sospesi dall'articolo 1 all'articolo 18".
COGODI (R.C.). Presidente, mi scusi, mi riferisco ad altro, mi riferisco agli emendamenti che ancora stanno piovendo, che sono lì depositati, ma lì c'è una montagna di carte. Per esempio, l'emendamento 586, che riguarda le tabelle, a noi pare che voglia reintrodurre, attraverso le tabelle i capitoli dei lavori pubblici che il Consiglio ha bocciato! Quindi abbiamo necessità di vedere e di prendere in considerazione tutti gli emendamenti che sono ancora lì, perché se qui si inseriscono 40 miliardi...
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, ma lei non può discutere per ogni foglio che trova nella raccolta! Quando si arriverà all'emendamento 586...
COGODI (R.C.). Non sono fogli, sono miliardi!
PRESIDENTE. Ma possono essere anche duemila miliardi! Non può prendere un emendamento non ancora in discussione e piantare un problema al Consiglio su quell'emendamento! Quando si arriverà a discutere di quell'emendamento interverrà!
COGODI (R.C.). Non sprechi la credibilità che si è conquistato in questi mesi! Le sto chiedendo...
PRESIDENTE. Mi dispiace onorevole Cogodi, ma non può impostare un intervento sull'ordine dei lavori perché ha trovato un emendamento che non le garba.
COGODI (R.C.). Non l'ho trovato, Presidente!
PRESIDENTE. Guardi il numero, lo stesso numero, 586, le dice che è stato presentato da molto, non può essere arrivato adesso. Guardi la data!
COGODI (R.C.). Io le sto chiedendo una sospensione di mezz'ora almeno, perché noi, così come la Giunta...
PRESIDENTE. Allora non parli per mezz'ora per chiedere una sospensione di mezz'ora. Chieda la sospensione! Scusi.
COGODI (R.C.). Presidente, io le chiedo la sospensione di mezz'ora, perché così come la Giunta, che ha il supporto degli uffici, deve valutare aspetti tecnici relativi a questi emendamenti e alle tabelle, noi abbiamo bisogno di valutare la portata di questi emendamenti, perché alcuni, secondo noi, ripropongono in via surrettizia quello che il Consiglio ha bocciato.
PRESIDENTE. Lo dica al momento opportuno, non ora. Altrimenti ognuno potrebbe fare questi proclami. Lo dica quando sarà il momento e dia notizie esatte, non dia notizie inesatte.
COGODI (R.C.). Io non do notizie, sto chiedendo mezz'ora di tempo...
PRESIDENTE. Lei sta sostenendo che l'emendamento di cui sta parlando è stato presentato un attimo fa. E non è vero neanche questo, onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Io ho chiesto mezz'ora di tempo.
PRESIDENTE. E mi dispiace ed anche io mi dolgo di questo incidente, perché non va bene così, onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Non va bene che lei ci impedisca...
PRESIDENTE. Sta imputando agli uffici delle responsabilità che non hanno. Non hanno responsabilità perché il numero dell'emendamento, il 586, le doveva dare indicazioni anche sul termine entro cui è stato presentato.
La seduta è sospesa per mezz'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 21 e 30, è ripresa alle ore 21 e 32.)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI
PRESIDENTE. A me pare che sospendere i lavori adesso per mezz'ora, che poi diventa anche un'ora, sia una perdita di tempo inutile, poco produttiva. Io sono del parere che forse sarebbe opportuno che ci aggiorniamo a domani mattina.
Non mi pare che ci siano le condizioni per continuare stasera. Anche perché abbiamo, mi pare, sedici emendamenti sospesi.
Allora decidiamo di andare ad oltranza e chiudiamo la seduta alle tre o alle quattro del mattino, se c'è questa disponibilità.
(Interruzioni)
Colleghi, vi chiedo un po' di attenzione Se stasera finiamo molto tardi, c'è un problema di turni del personale. Purtroppo noi non abbiamo moltissimo personale, se chiudiamo molto tardi, domani il personale non può essere presente all'ora consueta. Il che significa che domani non possiamo discutere il bilancio.
Io propongo di chiudere stasera, riprendiamo i lavori domani mattina alle 9 e 30, per chiudere in giornata la finanziaria e il bilancio.
I lavori del Consiglio sono aggiornati a domani mattina.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Convoco la Conferenza dei Capigruppo.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Onorevole Balia, ci troviamo un momento con i Capigruppo e decidiamo assieme.
Sto proponendo un percorso, se ci troviamo un momento ne discutiamo e decidiamo.
Chiedo ai Capigruppo di seguirmi per cortesia.
(La seduta, sospesa alle ore 21 e 34, viene ripresa alle ore 22 e 19)
PRESIDENTE. Proseguiamo i lavori; cominciamo con gli emendamenti sospesi: il primo è il 558 della Giunta regionale che è un emendamento all'emendamento 437.
Poichè nessuno domanda di parlare su questo emendamento lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
PRESIDENTE. L'emendamento 437 decade.
Metto in votazione l'emendamento numero 201.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). E` stato approvato prima l'emendamento 558; il 437 in parte riprende il tema. Chiedo scusa, siamo al 437?
PRESIDENTE. All'emendamento 201.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. L'emendamento numero 201 è ritirato; così come il 202.
Metto in votazione l'emendamento numero 433. Su questo emendamento è stata chiesta la votazione a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento 433.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 55
Votanti 54
Astenuti 1
Maggioranza 28
Favorevoli 10
Contrari 43
Voti nulli 1
Il Consiglio non approva.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - DEMURU - DETTORI - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - ONIDA - OPPI - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PIRISI - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SATTA - SCANO - SECCI - SPISSU - USAI - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
Metto in votazione l'emendamento numero 515.
CALLEDDA (D.S.). Chiedo la votazione nominale.
PRESIDENTE E` stata chiesta la votazione nominale con procedimento elettronico.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Avevamo inteso, io ed altri, principalmente noi del nostro Gruppo, che alcuni emendamenti, particolarmente discussi in Aula, e questo è uno di quelli, erano stati sospesi per individuare un percorso che potesse portare ad una soluzione positiva che tenesse conto di alcune proposte avanzate dall'opposizione. In particolare questo emendamento che è stato discusso a lungo ed approfonditamente, prevede la conferma di una specifica azione mirata a creare occupazione, non solo occupazione, ma un'attività, che è appunto quella che abbiamo chiamato a suo tempo, nel primo piano per il lavoro: azione litorali. Azione litorali che in questa Regione non è solo ritirare i cocci di bottiglia o i pacchetti di sigarette vuoti dalle spiagge, qualche settimana prima dell'inizio della stagione balneare. Questa azione litorali mirava a garantire ai litorali della Sardegna, quindi le spiagge, ma anche le scogliere, il perimetro naturale della Sardegna, una manutenzione, diciamo così, ordinaria, accettabile sotto il profilo ambientale..
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, mi perdoni poi le farò recuperare il tempo. Lei sta parlando per dichiarazione di voto, la discussione è già avvenuta. Se sta argomentando per arrivare a quello…
COGODI (R.C.). Sto argomentando il mio voto favorevole.
PRESIDENTE. Prego.
COGODI (R.C.). Mi pare, no? Se no che dico per essere favorevole? Se non richiamo la bontà della proposta.
PRESIDENTE. Va bene, le chiedo scusa per averla interrotta.
COGODI (R.C.). Lei è ampiamente scusato. Se avessi avuto un cenno, spero che ci sia, perché in quest'aula, nella giornata odierna, sono maturate cose delle quali non tutti abbiamo cognizione, se è intercorso nel frattempo un qualche scambio positivo di messaggi, fra parte dell'opposizione e la maggioranza, e quindi questo emendamento verrà approvato, avrei con soddisfazione acceduto all'idea e avrei anche risparmiato questi minuti di intervento. Nell'assoluta ignoranza di questo fatto, presumo che la maggioranza, che era contraria prima, possa essere contraria ancora.
Sto appunto illustrando ai colleghi, invece, l'esigenza che questo emendamento venga approvato, perché è, sì, all'interno del piano per il lavoro dell'88, e quindi è mirato a creare occupazione o impiego, seppure, per come questa azione è stata gestita, per alcuni mesi, però è anche finalizzato a rendere un beneficio importante all'ambiente, soprattutto alle zone più delicate. Principalmente questo intervento avverrà, data la stagione, lungo le spiagge, nei luoghi più frequentati; è un'azione estremamente positiva, rispetto alla quale varrebbe la pena di approvare intanto questa proposta di conferma, nella linea di intervento finanziario della Regione, di questa attività, e di pensare però, per il futuro, a non dover ogni anno riproporre una conferma solo finanziaria di questo intervento, ma a orientare l'attività verso la creazione di attività economiche possibilmente di carattere stabile. Immaginiamo quanto, lungo i litorali della Sardegna, si potrebbe operare nel corso di tutto l'anno, per avere quell'intervento continuo, leggero che può essere effettuato con programmi principalmente orientati all'occupazione, che però sarebbe di grande beneficio, oltre che per l'occupazione, anche per l'ambiente.
Spero che, non dico queste considerazioni, ma la riflessione che nel frattempo è intervenuta, suggerisca al Consiglio l'opportunità di approvare questa misura, che è tanto attesa, non solo in alcuni comuni, ma più in generale perché porta grande beneficio sul piano sociale e anche sul piano ambientale ed economico.
PRESIDENTE. E' stata chiesta la votazione nominale. Prego i colleghi di prendere posto.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 515.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEMURU - DETTORI - FADDA - FALCONI - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SCANO - SECCI - SPISSU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - TUNIS - USAI - VARGIU.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 70
Votanti 69
Astenuti 1
Maggioranza 35
Favorevoli 29
Contrari 40
(Il Consiglio non approva).
Passiamo all'emendamento numero 463.
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Questo emendamento è accolto limitatamente all'esercizio 2002 per l'importo di un milione di euro a valere sulla UPB S 03007, voce 2.
PRESIDENTE. Con questa precisazione metto in votazione l'emendamento numero 463. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
L'emendamento numero 468 all'articolo 6 è ritirato.
Passiamo all'emendamento numero 534.
PACIFICO (d.s.). E' ritirato.
VARGIU (Riformatori Sardi-U.D.R.). Io non lo ritiro. Vorrei fare una dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Rif. Sardi-U.D.R.). Non ritiro l'emendamento numero 534 esclusivamente perché non c'è stata la possibilità di illustrarlo, e lo vorrei fare brevissimamente durante la dichiarazione di voto che è ovviamente a favore.
Si tratta di un emendamento che cerca di risolvere un problema riguardante i cavallini della Giara, che sono una proprietà indisponibile, nel senso che ciascun cavallino della Giara è marchiato, e quindi ha un proprietario. I cavallini sono allo stato brado, per cui quest'estate, che sarà un'estate siccitosa, i cavallini della Giara riempiranno le pagine dei giornali perché moriranno in quanto nessuno si occuperà di loro.
È un problema che pongo all'attenzione e alla sensibilità dei colleghi chiedendo loro di approvare questo emendamento di cui mi assumo la responsabilità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Avevo capito che c'era la disponibilità da parte dei presentatori a ritirare questo emendamento, però Vargiu insiste con un argomento che dovrebbe portare non a confermarlo, ma a ritirarlo. Perché se i cavallini della Giara, come dice lui, stanno per morire, non so cosa stiamo per comprare. Le carcasse!
Non c'è da ridere. C'è da ridere per il modo in cui si fanno le leggi della Regione, non per i cavallini, che abbisogneranno di essere ben accuditi, perché costituiscono un patrimonio che va oltre la categoria alla quale appartiene anche il collega Tunis, mi pare per sua dichiarazione esplicita. Chissà che da questi cavallini non nasca anche qualche campione!
Però dei cavallini della Giara se ne parla da decenni e io credo che il problema di questi cavallini sia un problema ambientale d'insieme; non una questione che attiene principalmente alla proprietà. Penso che sia una questione che attiene invece a una modalità di organizzazione complessiva dell'ambiente in cui i cavallini stanno, alla relazione che gli enti pubblici debbono avere anche con i privati proprietari di questo patrimonio, e credo che, se c'è da spendere mezzo miliardo non debba venire speso per comprare i cavallini, ma per consentire un ambiente favorevole perché possano vivere bene e possano essere un patrimonio che si mantiene. Cambiare la proprietà dei cavallini non è necessario. Poi una Regione che sta vendendo tutto compra cavalli! Una Regione che sta vendendo i suoi patrimoni, abbiamo detto più di una volta anche i gioielli di famiglia, che agevola la vendita delle attività produttive e di tutto quello che è possibile vendere: "Compro i cavallini della giara!" Ci saranno pure altri modi per utilizzare questi cinquecento milioni, se bastano, o quanto servirà, per sostenere un progetto per cui questi cavallini possano essere custoditi e accuditi? Una volta che i cavallini sono della Regione, mandiamo gli impiegati regionali a custodirli?
(Interruzioni)
Sì, ma è peggio che mai. La comunità montana proprietaria dei cavalli dovrà avere i custodi pubblici dei cavalli? I palafrenieri pubblici? E quant'altro di pubblico e di burocratizzazione possa intervenire in questa materia? Ma non avete detto voi che aziende agricole produttive ce ne sono? La Regione sta andando verso un'altra linea, che è quella delle società partecipate. Noi preferiremmo la linea delle società miste perché ne nella gestione dei beni pubblici, anche produttivi, il pubblico dovrebbe mantenere una sua presenza, per avere la possibilità non solo di vedere e vigilare, ma di avere anche un po' di potere direttivo, di potere di orientamento.
Ma allevare cavalli, come del resto tutte le attività agricole, non richiede personale che lavori ad orario fisso e a stipendio. Si faranno i turni di sei ore? Oppure si dovranno fare gli straordinari per custodire i cavalli, perché una volta che apparterranno a un soggetto pubblico, questo sarà tenuto per legge a custodirli e a fare tutto quello che serve per allevarli. A me sembra che questa sia una cosa estremamente mal fatta. Noi suggeriremmo di tenere questo fondo, e se è necessario anche di incrementarlo, per elaborare - la elabori la Giunta e la proponga attraverso i suoi programmi - una misura che porti definitivamente, se è possibile, alla salvaguardia di questo grande patrimonio, non solo di quella parte della Sardegna, ma dell'intera Sardegna, ed attraverso un progetto che tenga conto dei privati e di quanti sanno fare queste cose...
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io ero stato male informato, quindi se l'emendamento non viene ritirato, io debbo dare la copertura che va sull'UPB 03007, Voce 2.
SECCI (Popolari-P.S.). Quindi esprime parere favorevole.
PRESIDENTE. Mi pare che l'Assessore si stia rimettendo all'Aula, comunque lo metto in votazione.
SECCI (Popolari-P.S.). Significa che ogni anno si stanzia un miliardo per i cavallini della Giara?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Sulla linea espressa nell'intervento del collega Cogodi, la nostra proposta, se viene accolta dai proponenti, è quella di sostituire le parole "per la completa acquisizione al patrimonio pubblico dei cavallini della Giara", con le parole "attivare interventi permanenti per la salvaguardia dei cavallini della Giara", mantenendo quindi l'obiettivo di fondo, ma cambiando il tipo di intervento in modo che la comunità montana attivi le azioni che consentono la salvaguardia di questo patrimonio.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 534...
SECCI (Popolari-P.S.). Come?
PRESIDENTE. Come? Se non ci sono altre richieste di intervento….
MARROCU (D.S.). Con le modifiche proposte?
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 534 nel testo presentato dai proponenti. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
L'emendamento numero 211 è ritirato;
Emendamento numero 212. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Questo emendamento, che prevede l'istituzione dello sportello unico per l'edilizia, viene accolto con un finanziamento limitato all'anno 2002 a valere sull'UPB 03007 Voce 2, di euro 1.030.000.
PRESIDENTE. Con questo chiarimento metto in votazione l'emendamento numero 212. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 43. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 215.
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Sanna Gian Valerio, l'emendamento numero 215 dopo l'approvazione dell'emendamento numero 43 è decaduto.
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Presidente, l'emendamento 43 era stato sospeso insieme al 215, perché si potesse operare un approfondimento che atteneva all'entrata in vigore, con riferimento all'anno di imposta, di questo emendamento all'articolo 6 bis. Siccome la Giunta ha ribadito poco fa questa sua intenzione, poi ha votato il 43, e l'esigenza che ha portato a sospendere questi due emendamenti si è persa nella confusione dei lavori dell'Aula,, io mi lamento con lei perché non poteva mettere in votazione l'emendamento numero 43, senza tenere conto che c'era un altro emendamento sullo stesso argomento che poneva un'altra esigenza. Per fare queste sospensioni si sarebbe potuto tranquillamente andare avanti come siamo andati avanti.
PRESIDENTE. Come lei può capire, io ho di fronte una montagna di carte, non posso vederle tutte prima di mettere in votazione gli emendamenti. Vedo gli emendamenti uno per uno, gli uffici mi aiutano, mi dicono quando ci sono collegamenti o no. Chiaramente ho dovuto mettere in votazione questo emendamento...
SECCI (Popolari-P.S.). L'onorevole Sanna aveva chiesto la parola.
PRESIDENTE. Io ho posto in votazione l'emendamento, tutti hanno alzato la mano, mi dispiace onorevole Sanna. Se c'era un accordo l'emendamento si doveva formulare in modo diverso, perché questo comunque era un emendamento soppressivo.
(Interruzioni)
Onorevole Sanna, mi dispiace, non si può recuperare, perché se c'era un accordo, bisognava dirlo prima, perché una volta che è stata soppressa quella riga...
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Il problema è la sensibilità della maggioranza!
SECCI (Popolari-P.S.). Presidente, è successo altre volte che una votazione è stata ripetuta.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Sì, ma infatti nessuno ha espresso parere diverso. Io so che ciò che stiamo facendo è il frutto anche di un accordo raggiunto.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 6 bis che era sospeso insieme agli emendamenti.
Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Bene, passiamo all'emendamento numero 3 all'articolo 13.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
MASALA, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. L'emendamento numero 3 deve essere unificato con il 460 all'articolo 18, in un emendamento di sintesi, con copertura pari a 3 milioni e 500 mila euro[a2] a valere sulla UPB 03007 voce 2 per il solo anno 2002. Però prego i proponenti di dire con esattezza la formula che l'emendamento di sintesi deve avere.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Come diceva l'Assessore questi due emendamenti sono di fatto unificati, c'è un emendamento di sintesi il cui testo è quello dell'emendamento 460 con l'introduzione dopo la parola "impianti", alla seconda riga delle parole "di incenerimento e termovalorizzazione".
PRESIDENTE. Scusate ma bisogna chiarire bene queste cose prima di fare votare l'emendamento.
Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.
PIRISI (D.S.). Presidente, va bene, voglio dire che è un impianto di termovalorizzazione anche quello che produce un solo chilowatt di energia elettrica, oppure un chilogrammo di compost nell'impianto. Oggi si chiamano impianti di termovalorizzazione, più che impianti di incenerimento.
Abbiamo interloquito con l'assessore Pani e abbiamo verificato che c'era l'esigenza di portare una piccolissima modifica. L'articolo deve essere formulato in questa maniera: "Al fine di favorire la raccolta differenziata l'amministrazione regionale, eccetera, eccetera."
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Era proprio la frase che volevo suggerire io e che mi è stata suggerita dall'assessore Pani.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 460 così modificato.
Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Io sono già intervenuto diverse volte sull'argomento chiedendo una diversa formulazione che fosse più rispettosa degli obiettivi che si vogliono raggiungere con questo emendamento. Stiamo parlando di una cifra considerevole e l'obiettivo dovrebbe essere quello di consentire ai cittadini di risparmiare qualche cosa sulle tariffe e nel contempo operare una migliore gestione della questione dei rifiuti in Sardegna rispetto ad una situazione che risulta di per sé paradossale ed anche drammatica.
Fermo restando che mi sembra che il Consiglio voglia approvare questo emendamento praticamente all'unanimità, a me non sembra che, anche con la modifica proposta, si ottenga l'obiettivo che si intende raggiungere, nel senso che il problema si può risolvere, o si può andare verso una sua risoluzione, con la concessione di un contributo ai comuni sulla base di ciò che i comuni fanno per evitare di portare i rifiuti negli impianti di incenerimento o nelle discariche. Un contributo che non sia legato all'azione di recupero dei rifiuti è assolutamente inutile.
PRESIDENTE. Onorevole Vassallo abbiamo già discusso l'emendamento, perché riapre la discussione? Dichiari il suo voto.
VASSALLO (R.C.). Riapro la discussione perché, se ci fosse un po' di buon senso, dato che noi su questa materia abbiamo presentato due emendamenti molto precisi, sarebbe possibile unificare gli emendamenti per raggiungere un obiettivo che è comune, e che non è soltanto la riduzione delle tariffe, ma il miglioramento della condizione ambientale della nostra Isola rispetto ai rifiuti. Questo non è avvenuto, io non voterò contro questo emendamento, però ritengo che esso non affronti alla radice un problema che invece deve essere affrontato alla radice e con serietà.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto la consigliera Dettori. Ne ha facoltà.
DETTORI (D.S.). Nell'emendamento numero 3 l'UPB indicata è la 028, e lo stanziamento è di tre milioni e cinquecento euro, mentre nell'emendamento numero 460 si indica una UPB diversa. Chiedo all'Assessore che indichi la corretta UPB in aumento.
PRESIDENTE. Assessore, l'onorevole Dettori, considerando che l'emendamento 3 e l'emendamento 460 indicano una UPB diversa, vuole sapere su quale UPB graverà l'importo.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Chiedo scusa, l'avrei dovuto dire io prima, perché l'UPB è quella indicata nell'emendamento numero 460.
PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti numero 3 e 460, con le modifiche dette. Chi li approva alzi la mano.
(Sono approvati)
Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento 50 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento 50 viene accolto, però per quanto riguarda la copertura la formula da usare è più o meno la seguente: "la relativa spesa, valutata in 746.853 euro, farà carico sulle somme derivanti dalla soppressione degli articoli e emendamenti della legge finanziaria". E gli eventuali altri fondi derivanti dalla soppressione di questi emendamenti o degli articoli, come ho detto l'altra volta, essendo questo l'ultimo, sono da destinare al fondo della programmazione negoziata.
PRESIDENTE. Noi non possiamo fare altro che prendere atto della volontà della Giunta che andrà meglio formulata.
Assessore, qualche collega vuole capire meglio la sua proposta, vuole ripetere per gentilezza?
MASALA, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. È molto semplice; siccome l'UPB 03007 voce 2 era l'ultima ad avere disponibilità, e non c'è una lira, evidentemente bisogna andare a guardare, per esempio, l'articolo 11, che prevedeva uno stanziamento di X lire e quindi su quello viene a gravare la relativa spesa. Ovviamente questo lo facciamo in sede di coordinamento, perché non conosco in questo momento né il capitolo né l'articolo, ma i soldi ci sono.
OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Non aggiuntivi?
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non aggiuntivi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Io ritengo che l'emendamento non si possa mettere in votazione, perché noi abbiamo chiesto di avere la possibilità di conoscere e di poter valutare in modo più approfondito questi emendamenti conclusivi, la maggioranza e la Giunta hanno detto: "Andiamo avanti". A noi va bene ma dobbiamo andare avanti ordinatamente e seriamente. Non si può approvare un emendamento, una norma che prevede uno stanziamento intorno ai 15 miliardi, 7.746.853 Euro, e dire "la copertura finanziaria ci sarà". Perché, dice l'assessore, bisogna andare a guardare quello che rimane nell'articolo 11. E vada, Assessore! Andiamo tutti insieme a guardare l'articolo 11, vediamo cosa c'è. La norma è una norma, questo modo così approssimato, così superficiale, così estemporaneo di fare leggi, e leggi rilevanti, non rende onore a nessuno, non al Consiglio ma meno che mai alla Giunta, e meno che mai all'Assessore al bilancio. Quindi io chiedo che venga completata la norma, perché poi una volta completata la norma abbiamo da dire qualcosa nel merito. Presidente, lei deve chiedere alla Giunta che completi la norma, l'ha già fatto cortesemente; la prego, ancora cortesemente, di insistere, perché la Giunta deve fare le cose, non può limitarsi a dire che andrà a guardare; deve andare a guardare, vedere e riportare.
PRESIDENTE. Va bene, onorevole Cogodi, la sua osservazione è stata registrata, io ho già chiesto all'Assessore che controlli. La sua osservazione e' stata registrata nel senso che ne ho preso atto e ho già chiesto alla Giunta che ci dia informazioni più precise. Ora c'è un altro problema: l'emendamento 564 risulta ritirato sia a me che agli uffici, l'onorevole Marrocu dice che non è stato ritirato. Io devo chiedere all'Assessore di pronunciarsi su questo emendamento, il 564, presentato da Marrocu, Orrù, Falconi. Anche questo emendamento riguarda l'articolo 18; è un emendamento all'emendamento numero 154 all'articolo 18.
Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento numero 564, che è legato all'emendamento 154, deve rimanere ancora sospeso perché deve essere fatto l'emendamento di sintesi.
PRESIDENTE. Le faccio notare che se rimane sospeso questo emendamento non possiamo votare le tabelle.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non incide sulle tabelle.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Voglio solo ribadire che l'emendamento non è stato mai ritirato, né da me né da nessuno dei proponenti. Non solo, ma abbiamo iniziato, subito dopo la sospensione, ad interloquire con l'assessore Frongia per arrivare a un testo sostitutivo, testo sostitutivo che la Giunta ha pronto e che presenterà domani. Quindi l'emendamento non è stato mai ritirato da noi, e credo che le registrazioni potranno testimoniarlo. L'equivoco è sorto solo perché il collega Biggio, che presiedeva la seduta, riteneva che essendo un emendamento aggiuntivo bisognasse sospendere anche il voto sull'articolo, e sosteneva questa tesi. Però né il sottoscritto, né gli altri firmatari hanno mai detto di voler ritirare l'emendamento.
Tra l'altro è un emendamento che ha notevole importanza, perché riguarda i PIT. La Giunta intende presentare un proprio emendamento, domani, dopo che verrà presentato l'emendamento della Giunta, noi ritireremo il nostro.
PRESIDENTE. Onorevole Marrocu, prendiamo atto che c'è stato un malinteso, l'emendamento 564 non è ritirato. È sospeso; aspetto dall'Assessore, se è in grado di darla, una risposta sull'emendamento numero 50, se no rimandiamo a domani sia questi emendamenti che le tabelle.
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento 564 non richiede copertura, quindi non incide sulle tabelle, ha solo carattere normativo, per cui la pregherei di lasciarlo sospeso perché non escludo che possiamo essere in grado di allegare l'emendamento di sintesi (chiamiamolo così), anche nel giro di breve tempo, perché l'assessore competente dice di averlo consegnato a me e io non me lo ritrovo, quindi è questione di poco tempo.
PRESIDENTE. Va bene assessore, rinviamo a domani mattina gli emendamenti numero 564 e 50. in modo da poter indicare la copertura finanziaria
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.. Per quanto concerne l'emendamento 50 l'UPB, per la quota parte, è la S 03025. Il resto va sul fondo per programmazione negoziata.
SECCI (Popolari-P.S.). Qual è l'importo?
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'importo è quello indicato nell'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (C.C.D.). Chiedo scusa ai presentatori, ma vorrei dare un chiarimento tecnico, se mi è consentito. Quando voi parlate di rinegoziare i mutui forse vi state dimenticando due cose importanti: primo, che la rinegoziazione del mutuo va a favore della Regione, cioè non è che vada a favore del mutuatario, in quanto il mutuatario paga sempre il 3 per cento, mentre la differenza tra il 3 per cento e il 14, o il 15, nel caso fosse un tasso usurario, chiaramente, è a carico della Regione per cui la rinegoziazione va a vantaggio della Regione. Quindi non è che dobbiamo informare i beneficiari, dobbiamo sapere che i beneficiari siamo noi stessi. E dico di più, che tutte le banche stanno rinegoziando i mutui, solo che alcune banche, per esempio la CARIPLO, li rinegoziano senza iscrivere una nuova ipoteca, mentre il Banco di Sardegna, l'Istituto San Paolo, il Credito Italiano, la Banca Commerciale e la Banca Nazionale del Lavoro protendono, per rinegoziare, una seconda ipoteca. Casomai è su questo che noi dovremmo insistere, perché quello che fa la CARIPLO, che non iscrive la seconda ipoteca, lo facciano anche le altre banche. Perché quando si scrive una seconda ipoteca ci sono spese, oltre che notarili, anche di registro, e così via. Secondo me questo emendamento andrebbe visto meglio, però va bene, perché in tutti i casi la Regione ne avrebbe un vantaggio, perché la rinegoziazione va comunque a vantaggio della Regione, non a vantaggio degli interessati. Questo è bene che lo sappiamo.
SECCI (Popolari-P.S.). Sono entrate, non sono spese.
CONTU (C.C.D.). Dovrebbero essere entrate. Infatti, io non ho capito perché occorrono i 7 miliardi, devo essere sincero, non lo capisco, a meno che non ci sia qualcosa che mi sfugge, ma io questo lavoro lo faccio tutti i giorni, lo conosco benissimo. Mi meraviglia, perché avete previsto 7 miliardi, Rassu? Non capisco.
SECCI (Popolari-P.S.). Per pagare i notai!
CONTU (C.C.D.). Per un accordo fatto a Roma, i notai non percepiscono gli onorari che spetterebbero loro..
(Interruzioni)
CONTU (C.C.D.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Fatemi finire di parlare, a me non importa, vi sto dicendo che, per fortuna, c'è un accordo tra il Consiglio Nazionale del Notariato e le banche, per cui, quando si rinegozia un mutuo, i notai non percepiscono gli onorari spettanti per il contratto di mutuo, ma solo una piccola somma, proprio per agevolare la rinegoziazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, ho dimenticato, di dire che l'UPB in aumento è la 07028.
PRESIDENTE. Passiamo alle tabelle. Si dia lettura della tabella A. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). L'emendamento numero 50 non è in votazione, se ho capito bene.
PRESIDENTE. Se il problema è risolto io lo pongo in votazione.
COGODI (R.C.). Secondo noi non è risolto, però se è in votazione chiedo di rendere una dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Per questioni di metodo è opportuno che votiamo l'emendamento numero 50 prima di esaminare le tabelle.
Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Io vorrei dire una parola che si inserisce in quella linea di riflessione che stasera abbiamo provato a proporre al Consiglio, perché pur essendo tardi e pur essendo stanchi questa non è una buona ragione per fare leggi assolutamente mal fatte.
Questa norma ha un incipit che veramente non si comprende e una conclusione che è ancora peggiore. Inizia dicendo che "in conformità alle disposizioni in materia di usura i tassi di interesse sono rinegoziati". A me risulta che l'usura nel nostro sistema giuridico sia ancora un reato, per cui non comprendo perché questa rinegoziazione debba avvenire in ragione delle disposizioni in materia di usura, perché essendo l'usura un reato, non c'è da rinegoziare un bel niente, né da spendere una lira. Se così è. Se invece così non è, e l'usura viene invocata per rappresentare, per illustrare una ritenuta utilità, allora è un'altra cosa. Per cui già la finalità di questa norma, che invoca il superamento dell'usura, proprio non si comprende, sotto il profilo normativo e giuridico, cosa voglia significare. Meno che mai si capisce, anche alla luce di quello che poc'anzi ha detto il collega onorevole notaio Contu, perché mai dovrebbero essere utilizzabili 15 miliardi della Regione quando il notaio, uso l'espressione per richiamare la competenza tecnica del collega che ci ha rappresentato un fatto, un'evenienza...
CONTU (C.C.D.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Ho sbagliato.
PRESIDENTE. Onorevole Contu, la prego, lasciamolo finire, poi se qualcuno ha da aggiungere o da confutare lo farà.
COGODI (R.C.). Vedete che cosa succede quando si insiste a voler andare avanti nei lavori nonostante la stanchezza. Qui è in atto un dibattito parlamentare, l'interlocuzione si svolge sulla base delle cose che i colleghi dicono, anche con la loro specifica competenza. Però il collega Contu adesso dice: "Ho detto delle cose che però erano sbagliate". Allora, se sono sbagliate - tutti possiamo sbagliare, ci mancherebbe, a turno sbagliamo tutti -credo che il collega Contu ci possa meglio illuminare sulla questione, correggendo un'indicazione che noi abbiamo preso per buona, in modo che possiamo proseguire in una interlocuzione che sia produttiva. La questione non è indifferente, per cui chiederei alla cortesia della Presidenza di ammettere il chiarimento che il collega Contu ci vorrà dare sul punto.
PRESIDENTE. Non è rituale, però io faccio comunque notare all'onorevole Cogodi che qui si parla di disposizioni vigenti in materia di usura. Prego, onorevole Contu.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). L'onorevole Rassu ha chiesto di intervenire. Non deve essere un dialogo tra l'onorevole Contu e l'onorevole Cogodi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.-Sardegna). C'è stato un equivoco di fondo nell'intervento dell'onorevole Contu, in quanto l'onorevole Contu si riferiva, nella sua esposizione, alla legge che favorisce l'acquisto della prima casa, alla legge numero 32; in quel caso i mutui sono stati rinegoziati. E aveva ragione anche nel dire che, nella rinegoziazione dei mutui per l'acquisto della prima casa, venendo ad abbassarsi quello che era il valore stimato, alcune banche giustamente chiedevano delle garanzie reali in più rispetto a quelle già iscritte.
Qui stiamo parlando della vecchia legge numero 40 del '76 che ha finanziato sino all'ottobre 1993 - devo dare dei chiarimenti al collega Cogodi - il settore dell'artigianato. Dal '93 è subentrata la legge numero 51. Oggi, coloro che hanno stipulato dei mutui negli anni '92 e '93 sulla base della legge numero 40 stanno pagando tassi usurari, perché rasentano il 9 per cento. Ora, mentre i mutui stipulati con la legge 51, così come le altre leggi di settore, come la legge 488, la numero 15 e la numero 9, hanno tassi che non superano il 4 per cento, per questi mutui che sono a tasso agevolato, gli artigiani pagano a tutt'oggi quasi il 9 per cento. E' la terza volta da quando sono consigliere regionale che presento questo emendamento; abbiamo anche presentato una proposta di legge in merito. Questo emendamento, in effetti, si prefigge di trattare tutti coloro i quali hanno fatto investimenti nel settore dell'artigianato alla stessa maniera.
PRESIDENTE. Onorevole Contu, io credo che dopo i chiarimenti dell'onorevole Rassu non ci sia bisogno di aggiungere altro.
COGODI (R.C.). Avevo chiesto un chiarimento.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, lei aveva chiesto una spiegazione, l'ha avuta dall'onorevole Rassu, che mi pare abbia di fatto reso inutile un ulteriore intervento dell'onorevole Contu. Io riterrei chiusa la questione chiusa. Siamo in sede di dichiarazione di voto, do la parola all'onorevole Vassallo per dichiarazione di voto. La prego, abbia pazienza.
Onorevole Comodi, abbia pazienza, io non posso darle la parola dieci volte! Le ho già dato la parola per dichiarazione di voto, onorevole Cogodi, ma lei ha utilizzato il tempo in modo diverso, abbia pazienza!
(Interruzione del consigliere Cogodi)
Sì che l'ha utilizzato! La prego, onorevole Cogodi, le sto chiedendo una cortesia personale, non mi complichi le cose, sono le undici e mezza, faccia fare la dichiarazione di voto all'onorevole Vassallo. Perché insiste, onorevole Cogodi?
(Interruzione del consigliere Cogodi)
Rassu aveva diritto di parlare perché era il presentatore dell'emendamento, poteva anche voler dichiarare che lo ritirava. Rassu ha dato una spiegazione ed era la persona più indicata per darla. Io ritengo chiuso l'argomento. Onorevole Cogodi, le do un minuto perché dica quello che deve dire e poi diamo la parola all'onorevole Vassallo. La prego, non metta in difficoltà né me né gli altri colleghi.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Si immagini se io voglio mettere in difficoltà lei.
Regolamento, Regolamento, Regolamento! Ha carpito la sua buona fede il collega Pittalis, ed anche la nostra, perché ha adombrato che Rassu chiedeva la parola per ritirare l'emendamento, tant'è che io ho cessato il mio intervento, tutti abbiamo capito così, perché ha detto: "Di che cosa discutiamo? La questione potrebbe essere superata, si può anche ritirare l'emendamento.", invece non lo doveva ritirare, doveva fare il suo "pistolotto".
Io volevo completare la mia dichiarazione di voto…
CORDA (A.N.). Hai parlato sette volte su questo argomento!
COGODI (R.C.). Io ho parlato una sola volta e non ho concluso.
PRESIDENTE. Io ho dato all'onorevole Cogodi un minuto per concludere, se viene interrotto diventano dieci minuti. Io gli ho dato la parola ed ha diritto di fare la sua dichiarazione. Facciamogliela fare!
COGODI (R.C.). Con molta tranquillità anche dei colleghi, insomma, ci mancherebbe. Io volevo dire che ho una perplessità di fondo su questo, una l'ho espressa, ed è che non può essere invocato un reato, cioè l'usura, per giustificare un intervento legislativo della Regione, punto primo. Punto secondo, qui si dice che verranno rinegoziati questi mutui e a me sembra, tutta questa vicenda, una sorta di captatio benevolentiae che darà ben pochi risultati, perché non è precisato chi rinegozierà e come si dovranno rinegoziare questi mutui e quale sarà il vantaggio effettivo che ne potrà derivare a tutto il sistema regionale e agli stessi artigiani. Però questa è una norma che, potremmo dire, si può tradurre in un augurio, se il sistema funzionasse e si riuscisse a dare un sostegno, un aiuto comunque anche agli artigiani che hanno contratto un mutuo quindici anni fa, sarebbe una cosa ben fatta. Rimane il fatto che norme di questa natura non possono essere ancora una volta, e questo vogliamo sottolineare,...
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cogodi. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà
VASSALLO (R.C.). Questa materia della rinegoziazione dei mutui è già stata affrontata diverse volte in questo Consiglio. Noi non siamo contrari alla rinegoziazione, anzi siamo sempre stati favorevoli. Il problema di questo emendamento, così formulato, è che a noi sembra anche di difficile applicazione, perché, scusate un attimo, dalla lettura delle prime parole "in conformità alle disposizioni in materia di tassi di usura" sembra che si dia atto che la rinegoziazione possa avvenire solamente quando si sia in presenza di un effettivo tasso di usura. Per cui il primo capoverso diventa elemento fondamentale per l'applicazione dell'articolo, invece, anche il proponente, nell'illustrazione che ha fatto alcuni giorni fa, poneva la questione in altri termini, diceva "i tassi dei mutui contratti a suo tempo rasentano il tasso d'usura", non diceva che sono tassi di usura. Per cui l'emendamento così come formulato rischia di non provocare l'effetto sperato, rischia di essere veramente una bolla di sapone. Inoltre si sono inserite le parole "ivi compreso il tasso di mora". Ma, scusate un attimo, noi abbiamo regolato con una convenzione con le banche i tassi di interesse, abbiamo forse negoziato anche il tasso di mora? Non mi risulta. Per cui anche l'applicazione di questa norma è difficile, a prescindere dal fatto che bisogna capire quanto sia giusto che la Regione intervenga a favore di coloro che non hanno pagato le rate dei mutui. Mi sembra quindi logico da parte nostra sollevare una serie di obiezioni, per due motivi: uno perché vogliamo che le norme che approviamo siano applicabili ed efficaci, non vogliamo che accada quello che è avvenuto nel passato per la legge 32, quando è stato approvato proprio in quest'Aula un emendamento elaborato dal collega Sanna, che poi non ha potuto esplicare la sua azione proprio perché inapplicabile. Noi non siamo per far gazzosa, siamo per fare leggi che funzionano, e per questo solleviamo questa obiezione. E se, da parte del Consiglio, da parte del proponente, ci fosse stata anche la sensibilità di ascoltare, probabilmente si sarebbe arrivati ad una conclusione diversa, quindi ad una riformulazione dell'emendamento numero 50 più corrispondente agli obiettivi che si vogliono raggiungere. Cosa che mi sembra invece non si voglia fare. Probabilmente data l'ora tarda, sono le 23 e 22, si ha fretta di finire, però quando si lavora in fretta molte volte non si fanno delle cose buone.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.-Sardegna). Se ciò è possibile, sentito l'intervento del collega Vassallo, sono d'accordo che vengano cassate le parole "in conformità alle vigenti disposizioni in materia di usura", e l'emendamento inizi con le parole "i tassi di interesse applicati". Tutto qui.
PRESIDENTE. Va bene, anche se le disposizioni in materia di usura esistono, non sono un'invenzione. Metto in votazione l'emendamento numero 50, con questa modifica.
Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Granella. Ne ha facoltà.
GRANELLA (I DEMOCRATICI). Apprezzo la bontà di quanto l'onorevole Rassu vuol fare, gli obiettivi a cui vuole arrivare. Certamente un aiuto agli artigiani è necessario, però dobbiamo abolire le parole "in conformità alle vigenti disposizioni in materia di usura". E non si può comprendere il tasso di mora, in quanto il tasso di mora è stabilito fra i due contraenti, quindi non rientra assolutamente nel calcolo dell'usura. L'emendamento andrebbe riformulato, allora sarei d'accordo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Chiedo, in accordo anche con quello che diceva poc'anzi Rassu, di votare l'emendamento per parti, la prima parte dalle parole "i tassi di interesse " sino alle parole "pari ai tassi di interesse", la seconda parte le parole "ivi compreso il tasso di mora", in modo da poter escludere queste parole, e infine la parte restante.
SPISSU (D.S.). Suggerisco al collega Rassu di cassare dall'emendamento, il riferimento al tasso di mora.
FADDA (Popolari-P.S.) Così facciamo un'unica votazione.
PRESIDENTE. Onorevole Vassallo, io ho bisogno di un chiarimento. Lei vuole eliminare le parole "ivi compreso il tasso di mora"? I presentatori dell'emendamento hanno già accettato di cassare le parole "in conformità alle vigenti disposizioni in materia di usura". L'onorevole Vassallo chiede che vengano cassate anche le parole "ivi compreso il tasso di mora". Siamo tutti d'accordo?
RASSU (F.I.-Sardegna). Non è possibile, Presidente.
PRESIDENTE. Allora questa modifica non è accettata. L'onorevole Vassallo ha chiesto la votazione per parti.
Dobbiamo votare la prima parte dalle parole "i tassi di interesse" fino alle parole "pari ai tassi di interesse." Poiché nessuno domanda di parlare, la metto in votazione. Chi la approva alzi la mano.
(E` approvata)
Metto in votazione le parole "ivi compreso il tasso di mora". Stiamo votando la seconda parte dell'emendamento. Chi l'approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Metto in votazione la restante parte. Chi l'approva alzi la mano.
(E` approvata)
Sull'emendamento numero 349 ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sull'emendamento numero 349 ci sono da fare due modifiche, l'importo da euro 258.000 va aumentato a 500.000, e in diminuzione va precisato "voce 4".
PRESIDENTE. L'emendamento presentato aveva come importo 258.000 euro, l'importo è stato corretto a 500.000 euro, sulla base evidentemente dell'accordo fatto.
Metto in votazione l'emendamento con questa modifica. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per una precisazione. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sull'emendamento 539, che è stato già votato ed approvato, la copertura finanziaria deve intendersi limitata all'anno 2002.
PRESIDENTE. Si dia lettura della tabella A.
(Segue lettura)
COGODI (R.C.). La precisazione dell'Assessore ha qualche influenza o no? Come si fa a fare un emendamento verbale?
PRESIDENTE. Non è un emendamento, l'Assessore l'aveva detto prima, l'ha semplicemente chiarito. Onorevole Cogodi, l'Assessore l'aveva detto prima, non solo a me, l'aveva detto anche agli uffici.
COGODI (R.C.). Deve dirlo anche all'Aula, non solo agli uffici.
PRESIDENTE. L'ha detto anche all'Aula. L'abbiamo votato con le modifiche proposte dall'Assessore, onorevole Cogodi. Vi chiedo scusa, se noi lavoriamo con più calma riusciamo a fare meno confusione e quindi ad essere sicuramente più precisi.
Alla tabella A sono stati presentati 5 emendamenti.
Se ne dia lettura.
BIANCU, Segretario:
Emendamento modificativo GIUNTA REGIONALE
Emendamento n° 182
TABELLA A
Nell'emendamento n. 182 è introdotta la seguente variazione:
11 - PUBBLICA ISTRUZIONE
In aumento
UPB S11.016 Formazione universitaria e ricerca
(Cap. 11057)
2002 € 770.000
conseguentemente è modificata la relativa tabella
Copertura finanziaria
03 - PROGRAMMAZIONE
In diminuzione
UPB S03.006
(Voce 4)
2002 € 770.000
(592)
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
TABELLA A
FNOL - PARTE CORRENTE
Nella Tabella A è istituita la seguente riserva:
11 - PUBBLICA ISTRUZIONE
Voce 3 bis Istituzione dell'Agenzia regionale della Sanità
2002 € 2.500.000
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S03.006
(Cap. 03019 - voce 4)
2002 € 2.500.000
(182)
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
Nell'emendamento n. 183 è inserito il seguente:
TABELLA B
Nella Tabella B è istituita la seguente voce:
1 bis) Interventi nelle opere pubbliche
2002 € 40.000
2003 € 35.000
2004 € 10.000
COPERTURA FINANZIARIA
UPB E03.032 ricavo mutui già autorizzati dall'art. 2
(586)
Emendamento modificativo GIUNTA REGIONALE
Emendamento n° 183
TABELLA A
Nell'emendamento n. 183 è aggiunta la seguente modifica:
È introdotta la seguente modifica:
- LR 37/98 art. 26 Parco scientifico e tecnologico
UPB S03.029 (Cap. 03052)
2002 € 750.000
Copertura finanziaria
In diminuzione
UPB S03.007
(Voce 2)
2002 € 750.000
(588)
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
TABELLA A
È inserita la seguente voce:
5 bis. Piani di inserimento professionale (P.I.P.)
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S03.006 Fondo per nuovi oneri legislativi di parte corrente
(Cap. 03019)
2002 € 1.500.000
In diminuzione
UPB S03.006 Fondo per nuovi oneri legislativi di parte corrente
(Cap. 03019 - voce 4)
2002 € 71.500.000
(183)
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 592 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Nell''emendamento numero 592 l'importo viene portato a 1.400.000 Euro, a valere per 630.000 sull'UPB 03007, voce 2, e per 770.000 sulla UPB già indicata..
PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti numero 182, 586, 588 e 183 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si danno per illustrati.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Balletto, relatore..
BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Sul 182 la Commissione esprime parere favorevole. Per l'emendamento 588 faccio rilevare che c'è un problema di ammissibilità, perché l'emendamento si riferisce alla tabella A, fondo nuovi oneri legislativi, per il quale vengono indicati solamente i settori per i quali poi dovrà intervenire …
(Interruzioni)
Assessore, è inutile che mi dica questo, perché purtroppo questa è una cosa che non è ammissibile, perché se questo è possibile, allora è possibile tutto, e francamente non c'è funzione della Commissione, non c'è funzione di niente! Questo emendamento non può essere presentato, per me è inammissibile, quindi il parere è contrario.
Sugli emendamenti numero 183 e 586 il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Qual è il parere sul 592?
(Interruzioni)
E' l'emendamento che l'Assessore ha illustrato poc'anzi...
FADDA (Popolari-P.S.). L'emendamento 592 non esiste. Non è agli atti.
PRESIDENTE. Come non esiste agli atti? Gli uffici mi dicono che ne sono state fatte 120 copie. Se è necessario lo facciamo distribuire.
Ha domandato di parlare l'assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà
Masala (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Chiedo scusa al Presidente della Commissione, ma io non sono un tecnico. In effetti c'era un errore: l'emendamento numero 588 va riferito alla tabella E.
PRESIDENTE. Onorevole Fadda, ha potuto prendere visione dell'emendamento numero 592?
Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari - P.S.). Per quanto riguarda l'emendamento numero 592, Assessore, lei ha detto che l'importo della spesa è aumentato e non sappiamo per che cosa; questi emendamenti orali presentati a quest'ora, ci lasciano un po' perplessi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. L'incremento di 630.000 Euro che io ho proposto oralmente, se l'Assemblea lo accoglie, riguarda la copertura delle spese occorrenti per l'Università di Sassari. E' la quota occorrente. Abbiamo sbagliato nell'indicare gli importi e avevamo indicato 770.000 Euro, mentre le esigenze effettive per l'Università di Sassari e Alghero sono 1.400 Euro. Abbiamo dato la copertura a tutte: Nuoro, Oristano eccetera, quella di Alghero era l'esigenza che è rimasta in piedi. E` così.
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Non ci sono altre Università che hanno esigenze, secondo lei? Ci sono solo quelle?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (D.S.). Presidente, io non ho capito - non so se mi sono distratto un attimo - che fine fa l'emendamento numero 588. Voglio solo far rilevare che se il riferimento fosse alla tabella A, come è parso in un primo momento, sarebbe ovviamente un errore; se il riferimento fosse - come è parso in un secondo momento - alla tabella E, sarebbe un errore ancora più grave. Allo stato non vedrei soluzione.
PRESIDENTE. Assessore ci dica qualcosa.
Masala (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Io riferisco scrupolosamente quello che mi viene detto su questo aspetto. L'emendamento numero 588, per la verità, andava rettificato in questo modo: legge 37/98 articolo 26, UPB S 03029, capitolo 03052, 2002, euro 750.000, euro 250.000, copertura finanziaria in diminuzione UPB S 03.007, voce 2, 2002, euro 750.000, come ho già detto prima. Quindi, non c'è nessun riferimento ad altre cose. Indubbiamente l'emendamento è riferito alla tabella A, oggettivamente è così, quindi era collegato all'emendamento numero 183, però mi garantiscono che è tecnicamente corretto.
PRESIDENTE. Su questo, colleghi, bisogna fare un minimo di storia.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Anche l'emendamento 588 è spostato alla tabella E.
FADDA (Popolari-P.S.). L'emendamento è già bocciato.
PRESIDENTE. Sì, ma non è questo. Assessore Masala, l'emendamento in questione ci ripropone quanto ci aveva proposto prima l'emendamento 37. Il Consiglio ha bocciato l'emendamento 37. Adesso io vorrei capire se l'emendamento 588 riguarda la stessa cosa o no? Perché se riguarda la stessa cosa, io non lo posso considerare ammissibile; se riguarda un'altra cosa ce la spieghi perché io ancora non l'ho capito!
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, lei deve aver appreso dalla formula che c'è nell'emendamento 588, questo collegamento, e non bisogna lasciarsi ingannare dalla formula che io, tra l'altro, ho soppresso, perché l'articolo 26 della legge 37 del 1998 non prevede nessun finanziamento a favore del Parco scientifico e tecnologico e di nessun altro ente diverso dal Consorzio 21. Quindi, i soldi previsti in questa tabella sono destinati al Consorzio 21, ai sensi dell'articolo 26 della legge 37/98. Quindi non ha nessun collegamento con l'emendamento precedente.
PRESIDENTE. Va bene, anche perché l'emendamento 37 era indirizzato alla Scarl, qui stiamo parlando invece del Consorzio 21.
COGODI (R.C.). C'è un sistema di scatole cinesi! Non è così!
LA SPISA (F.I.-Sardegna), Assessore dell'industria. E' così, può andare bene o no.
PRESIDENTE. Procediamo in questo modo: il parere della Giunta è sicuramente favorevole perché sono tutti emendamenti suoi, quindi apriamo la discussione su questi emendamenti.
Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
Fadda (Popolari-P.S.). Assessore Masala, io credo che, nonostante l'ora, lei non ci voglia prendere in giro! Questo è un emendamento già bocciato e sappiamo dove devono andare i soldi. Il discorso delle scatole cinesi, come diceva qualche collega, non lo applichi a quest'Aula. Lei sta trovando un modo che non è corretto.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sta facendo insinuazioni che non mi piacciono!
FADDA (Popolari-P.S.). Guardi che poi intanto queste cose si verificheranno perché sappiamo dove devono andare i soldi, e lo sa anche lei!
Questo emendamento è già stato bocciato dall'Aula, quindi lei può trovare altre formulazioni, ma io le chiedo, così come il Presidente della Commissione, di ritirare questo emendamento. Siamo arrivati quasi sul punto di terminare l'esame della finanziaria, non ci costringa a continuare, perché è comunque un precedente pericoloso per l'intero Consiglio. Quindi la invito, dopo il parere contrario che ha espresso anche il Presidente della Commissione, e non credo che sia di parte, a ritirare l'emendamento.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. E' un aspetto tecnico.
FADDA (Popolari-P.S.). No, non è tecnico, e l'emendamento non era ammissibile!
Presidenza del Vicepresidente Biggio
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Io credo che la questione che il collega Fadda ha riproposto debba essere valutata con molta serenità e serietà. Non è pensabile che, seppure con tanta difficoltà e fatica, e qualche zigzag nel procedere del lavoro di questi giorni, si tenti sempre di reintrodurre in via surrettizia quello che il Consiglio regionale con tutta evidenza e chiarezza ha deciso.
Questo è un comportamento, vorrei dirlo alla Giunta, ma soprattutto all'Assessore che insiste tanto su questo e altri punti, che non rende onore a nessuno. Le risorse che si sono liberate, attraverso questa chiamatela bocciatura o non condivisione delle norme da parte del Consiglio regionale, vanno allocate presso il Fondo nuovi oneri legislativi, perché il Consiglio nel non condividere, quindi bocciare una norma, ha liberato quelle risorse che devono andare a copertura di altre norme che il Consiglio vorrà approvare. Le norme sono le leggi, quindi tutte le risorse che si sono liberate per via delle norme che il Consiglio non ha approvato, le norme sostanziali, non possono che essere allocate presso il Fondo nuovi oneri legislativi.
Questo vale anche per chiarire all'onorevole Assessore, che ogni tanto, interloquendo di diritto, di rovescio o di traverso, enuncia - e non si capisce a chi stia enunciando - che tutte le risorse liberate, lui ritiene, propone, pensa, suggerisce debbano essere sistemate presso i fondi della programmazione negoziata, per chiarire formalmente, perché rimanga certificato agli atti del Consiglio, che se la Giunta regionale vuole raggiungere questo obiettivo deve proporre al Consiglio una norma. E' chiaro? La Giunta non lo ha fatto, l'Assessore non lo ha fatto, e quindi non c'è nessuna via traversa che possa portare le risorse che si sono liberate verso i fondi della programmazione negoziata. Quelle risorse devono andare nel Fondo nuovi oneri legislativi, e se la Giunta vuole dare loro una diversa destinazione la deve proporre al Consiglio, perché solo il Consiglio può, normando, indirizzare le risorse. Non so se questo punto è chiaro all'Assessore, vorrei che fosse altrettanto chiaro per il Presidente del Consiglio, per il Consiglio stesso e per quanto vale - ma non ho dubbi che ciò valga interamente - per gli uffici. Ho sentito almeno sette, per non dire settantasette volte, l'Assessore rivolgersi verso gli uffici per dire: "Quei fondi vanno alla programmazione negoziata...". Si deve rivolgere al Consiglio! E si deve rivolgere al Consiglio proponendo norme in modo formale, e siccome non lo ha fatto finora, non le può neppure proporre più, in questa seduta del Consiglio, i cui lavori avete voluto insistere che si prorogassero ad oltranza. Potrebbe proporle, se si rinviano i lavori a domani, come abbiamo proposto noi. Lei invece, insieme a Pittalis, insiste perché continuiamo stanotte". Continuiamo, però quelle risorse vanno tutte nel Fondo nuovi oneri legislativi. Lo stesso discorso vale per questa furbata! Parliamo di miliardi, e non è con le furbate che si fanno le leggi e si destinano i miliardi; non possono essere indirizzati in via aggiuntiva, a questo punto, al Consorzio 21 dicendo che è cosa diversa dal Parco tecnologico, perché lo comprende un bambino che non è così! È il Presidente che deve esercitare la sua funzione di regolazione in questa materia. Questo emendamento è inammissibile. Che cos'è il Parco scientifico e tecnologico se non quell'entità che, se non al cento per cento, quasi al cento per cento, è del Consorzio 21? E' chiaro ed evidente che, essendo il Parco tecnologico per il 90 per cento del Consorzio 21, incrementando il fondo del Consorzio 21 voi state dicendo al Consorzio 21: "Passa questo fondo al Parco scientifico e tecnologico". Cioè, l'emendamento tanto caro al collega Capelli, che fa lo spiritoso con la normativa urbanistica, bocciato dall'Aula, verrebbe però in altro modo soddisfatto.
Questo non si può! A me dispiace per Capelli perché è anche simpatico quando fa certe cose.
CAPELLI (P.P.S.-C.D.U.Sardi). Non ti sto cercando, tu non fare il buffone che ti conviene di più!
COGODI (R.C.). Non sto dicendo di essere stato cercato, sto dicendo che invece io ho diritto di cercare, anche il collega Capelli, il collega che di più, in questo Consiglio, ha manifestato propensione per quel tipo di proposta, proposta che però il Consiglio ha bocciato. Assieme a Licandro ha espresso quella propensione.
Quindi questo emendamento è chiaramente inammissibile…
(Interruzioni)
Senza minacciare, Assessore, siamo tutti belli calmi e sereni…
MASALA (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non sto parlando con lei.
COGODI (R.C.). Come?
PRESIDENTE. Prosegua, onorevole Cogodi, l'Assessore non parlava con lei, prosegua per cortesia.
COGODI (R.C.). Ho capito che non parlava con me, ma io parlo con lui.
PRESIDENTE. Si tranquillizzi, onorevole Cogodi, non ce l'aveva con lei.
COGODI (R.C.). Sono tranquillissimo, so che l'Assessore non parlava con me, però io sto parlando con l'Assessore.
PRESIDENTE. L'Assessore sta ascoltando.
COGODI (R.C.). Per cui è chiara ed evidente l'inammissibilità di questo emendamento per queste ragioni, perché ripeto il sistema, chiamatele scatole cinesi o chiamatele scatole nuoresi, comunque il sistema è lo stesso! O sassaresi meglio dire.
(Interruzione della consigliera Dettori)
Non prendertela. Perché a Nuoro non hanno scatole? Le scatole ci sono dappertutto. Quindi non cambia la sostanza delle cose. Perciò o si approfondisce opportunamente la questione - la notte o quel che rimane della notte porterà un po' di consiglio-e si va a domani, oppure se la notte non deve portare consiglio, vuol dire che è il Consiglio che porta la notte. Allora restiamo qui ma approfondiamo lo stesso. Quindi, ancora una volta, mi rivolgo alla Presidenza perché, meglio istruita la questione, voglia dichiarare inammissibile questo emendamento perché è materia già solennemente bocciata dal Consiglio.
PRESIDENTE. Onorevole Cugini, di che cosa vuole parlare?
CUGINI (D.S.). Sull'argomento.
PRESIDENTE. Sull'argomento, prima di lei ha chiesto di intervenire l'onorevole Balletto. Credevo volesse parlare sull'ordine dei lavori. Prima di lei si ha domandato di parlare l'onorevole Balletto.
CUGINI (D.S.). Se c'è un collega prima di me, prego. Tanto io sarò l'ultimo senz'altro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Grazie collega Cugini. Voglio fare prima di tutto una precisazione: io non ho assolutamente invitato la Giunta a ritirare l'emendamento numero 588, me ne guarderei bene, io ho solamente parlato di inammissibilità dell'emendamento per una questione tecnica, punto e basta, che è ben diverso! Perché ritirare un emendamento ha un significato politico, una difficoltà di carattere tecnico fa riferimento ad una questione regolamentare; siccome il Regolamento dev'essere applicato sempre e in tutte le circostanze, non vi è nessun significato di carattere politico in questa mia affermazione. Perché, per precisare, dico che non è ammissibile? Intanto perché il riferimento alla Tabella E riguarda stanziamenti autorizzati in relazione a disposizioni di legge, la cui quantificazione annua è demandata alla legge finanziaria. Quindi, la possibilità dell'inserimento nella Tabella E potrebbe anche andar bene proprio perché si fa riferimento alla legge 37 del '98, che all'articolo 26 prevede, interventi a favore del Parco tecnologico, ma le somme che poi vengono messe a disposizione vanno al Consorzio 21. Quindi, sotto questo aspetto, non ci sarebbero problemi per lo spostamento di questo emendamento alla Tabella E. Però l'emendamento numero 588 è un emendamento all'emendamento e per potersi ricomprendere nella Tabella E deve essere agganciato ad un emendamento alla Tabella E, mentre invece l'emendamento al quale si riferisce, il 183, è riferito alla Tabella A. Nella Tabella A questo emendamento non ci può stare solo ed esclusivamente perché nella Tabella A vengono compresi e vengono indicati i settori di spesa sui quali operano le future disposizioni di legge, siano essi disegni di legge, siano esse proposte di legge che promanano dal Consiglio. Questo è il motivo di natura puramente tecnica per il quale ho dato questo tipo di indicazione.
COGODI (R.C.). Va bene anche così:
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Adesso il collega Balletto ha anche dato dei suggerimenti di tipo tecnico che dovrebbero far riflettere l'Assessore con una serenità maggiore di quella che lo caratterizzava qualche minuto fa. Perché può essere che qualche collega, nel ragionamento, abbia insinuato il dubbio, ed insinuare un dubbio, nel rapporto fra chi amministra e ha responsabilità di governo e chi ha responsabilità di controllo, è normale. Insinuare il dubbio non vuol dire offendere nessuno ma richiamare l'attenzione.
Io non penso che in questo momento siamo in grado di approfondire ulteriormente anche le questioni tecniche che ha introdotto il collega Balletto, che io condivido, che sono state apprezzate anche dai colleghi Fadda e in parte anche dal collega Cogodi. Quindi, o si ritira tutto il papier che è stato presentato, oppure non credo sia il caso a mezzanotte di proporre un braccio di ferro perché saremmo costretti ad entrare nel merito anche di considerazioni che ha fatto l'assessore Masala, che volevano in qualche modo essere offensive, nel suo caso, pensando di rispondere ad offese ricevute, nel mio caso solo per aver partecipato alla discussione, così come deve fare un consigliere. Allora, per evitare che si inaspriscano i rapporti, propongo di interrompere i lavori per andare a riflessioni più mature domani mattina. Se invece si insiste su una linea che noi consideriamo sbagliata, è chiaro che sappiamo che l'approfondimento inizia a mezzanotte, ma quando finirà è nelle mani del Consiglio regionale.
Siccome io sono prudente, propongo o la soluzione del ritiro dell'emendamento per andare alla votazione della Tabella o l'aggiornamento dei lavori a domani mattina.
PRESIDENTE. Convoco la Conferenza dei Capigruppo per esaminare la proposta fatta, perché non credo che tutto il Consiglio sia d'accordo.
(La seduta, sospesa alle ore 0 e 05, viene ripresa alle ore 0 e 08.)
PRESIDENTE. I lavori del Consiglio riprenderanno alle ore 10 di domani mattina.
La seduta è tolta alle ore 0 e 08 di mercoledì 10 aprile.
[S1] Questa richiesta, fatta fuori microfono e a bassissima voce mentre parlava il consigliere Spissu, non è stata sentita da nessuno, tant'è che il Presidente continua a rivolgersi a Giacomo Spissu e Noemi Sanna, successivamente, contesta che sia stata fatta una richiesta di voto segreto.
[a2]Vedere processo verbale pag. 23
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