Seduta n.143 del 27/03/2001 

SEDUTA CxlIII

Martedì 27 marzo 2001

Presidenza del Vicepresidente Spissu

indi

del Presidente Serrenti

indi

del Vicepresidente Carloni

La seduta è aperta alle ore 10 e 51.

RANDAZZO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di mercoledì 21 marzo 2001, che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Mauro Pili ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo, e la data da oggi martedì 27 marzo 2001, per impegni politici.

Poiché non ci sono opposizioni il congedo si ritiene accordato.

Continuazione e fine della discussione degli articoli del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2001)" (141/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la combinazione della discussione degli articoli del disegno di legge numero 141. Ricordo che nella precedente seduta si è conclusa la discussione dei commi dal 12 al 16 dell'articolo 4 e dei relativi emendamenti.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Ritiro l'emendamento numero 225.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 70. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Gli emendamenti numero 173, 380 e 234 hanno identico contenuto: sono tutti soppressivi del comma 16 dell'articolo 4.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, già nel corso della discussione si era evidenziato come questi emendamenti ponessero all'attenzione del Consiglio un problema di cui si dovranno fare carico le competenti Commissioni di merito. La Giunta è d'accordo per la soppressione della lettera A e della lettera C; quindi se i proponenti sono d'accordo gli emendamenti si possono accogliere in questi limiti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, in Commissione avevamo ragionato in questi termini, anch'io sono d'accordo. Viene bocciata la lettera B. No, il contrario viene salvata la lettera B, e vengono soppresse le lettere A e C.

PRESIDENTE. Per procedere ordinatamente: poiché sono stati presentati dei successivi emendamenti alla lettera A e alla lettera C, ritiriamo quelli che sopprimono l'intero comma, se siete d'accordo, e quando arriviamo a quelli soppressivi delle singole lettere votiamo come è stato proposto anche dall'Assessore.

SELIS (Popolari-P.S.). Va bene, ritiro gli emendamenti numero 173 e 234.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Anche noi ritiriamo l'emendamento numero 380.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 233. Chi lo approva alzi lo mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 232, uguale al numero 24. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione i commi dal 12 al 16. Chi li approva alzi la mano.

(Sono approvati)

Metto in votazione l'emendamento numero 25. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, con questo emendamento si vuole eliminare il vincolo di destinazione dei proventi della vendita dei beni immobili. Questa è una esigenza che è stata rappresentata, anche perché si ritiene che il tutto debba essere inquadrato in un piano organico, e quindi anche i proventi destinati...

SELIS (Popolari-P.S.). Diventano entrate.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Esattamente. Soprattutto perché possono andare a ridurre il disavanzo, per ipotesi, o per essere destinati ad investimenti produttivi. Con i vincoli attuali, invece, questo tipo di operazioni non sarebbero possibili.

SELIS (Popolari-P.S.). Adesso dove vanno?

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sono vincolati all'acquisto di nuovi immobili.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 25. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Passiamo all'emendamento numero 39.

Ha domandato di parlare il consigliere Deiana. Ne ha facoltà.

DEIANA (I DEMOCRATICI). Signor Presidente, ieri sera avevo offerto la disponibilità al ritiro di questo emendamento dopo avere sentito l'assessore Frongia; quindi aspetto una sua risposta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio. Ne ha facoltà.

FRONGIA, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Solo poche parole, signor Presidente, per dire che nonostante l'emendamento sia certamente opportuno, perché porrebbe rimedio ad un controsenso che, appunto, è rappresentato dall'eventualità di accesso al credito presentato dalla Giunta. unicamente alle iniziative che garantiscono un'apertura di almeno sette mesi, sarebbe meglio che il problema venisse esaminato in sede di notifica della legge numero 9 del 1998, contenuta in un allegato alla finanziaria

In questa proposta di modifica della legge numero 9, infatti, è stato, per esempio, eliminato quel vincolo che impedisce la presentazione di domande per nuove strutture ricettive. Essendo quindi anche questa, una di quelle modifiche che rientra nel disegno di legge della Giunta regionale, credo che sia più opportuno che venga dapprima esaminata dalla Commissione; poi l'Aula deciderà.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bruno Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI BRUNO (I DEMOCRATICI). Signor Presidente, intervengo per confermare l'offerta di ritiro dell'emendamento avanzata dall'onorevole Deiana, ma con un'ulteriore precisazione se mi è consentito. Il ritiro viene effettuato anche in funzione di un alleggerimento della legge finanziaria, perché questa volta credo che si sia esagerato, nel senso che insistere per inserire in uno strumento che i sardi stanno aspettando ormai da troppo tempo, argomenti che è palese che debbano essere oggetto di discussione all'interno della Commissione, di un'istruzione attenta da parte della Commissione, ci sembra a questo punto assai più opportuno.

Per cui il ritiro è legato certo a quanto detto adesso dall'assessore Frongia, ma anche alla volontà di offrire un contributo allo snellimento del testo, nella speranza che questo comportamento venga seguito un po' da tutto il Consiglio.

PRESIDENTE. Quindi l'emendamento è ritirato.

Sull'emendamento numero 481 ha facoltà di parlare il consigliere Falconi per dichiarazione di voto.

FALCONI (D.S.). Signor Presidente, il collega Dettori, su un problema ugualmente pertinente, sentito, ha ritirato con il collega della minoranza che lo aveva presentato, con il collega Deiana, un emendamento proprio in considerazione del fatto che queste modifiche a leggi di settore devono essere preliminarmente istruite in Commissione, in quanto necessitano di un giusto inquadramento all'interno di un riordino complessivo della legislazione di sostegno.

Ieri noi siamo intervenuti affermando che con questo emendamento numero 481, si avanzava una giusta proposta in una forma sbagliata, e abbiamo invitato il presentatore al ritiro dello stesso. Adesso ci troviamo di fronte ad un'opposizione sensibile a questo problema, a non appesantire la finanziaria, a procedere spediti e ad una maggioranza, invece, che non solo non ritira gli emendamenti e appesantisce la finanziaria con inserimenti non pertinenti, non rispettosi della legge, ma che addirittura non appare rispettosa dei lavori delle stesse Commissioni competenti, introducendo modifiche di non poco conto.

Non si può modificare una legge con una legge finanziaria maldestramente, facendo riferimento a leggi nazionali di settore, a leggi quadro già superate, a successive modificazioni, senza nemmeno che si sappiano quali siano le successive modificazioni. Nonostante ripetuti inviti da parte di diversi colleghi al ritiro, si insiste nel voler porre ai voti l'emendamento. Intervenga qualcuno della maggioranza, vorremmo sentire se, dopo che ha finito la telefonata, l'Assessore competente su questo ha da dirci qualcosa. Perché non riusciamo davvero a capire come si intende procedere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (P.P.S. C.D.U. Sardi). Signor Presidente, io ho sentito quanto sostiene l'onorevole Falconi. Credo che ci siano norme e norme, che ci sia una lettura decisamente sbagliata degli intenti di questo emendamento, e mi stupisce molto che persone, che nel settore sono competenti, non capiscano che questa è una norma che consente per soli sei mesi di porre fine a turbative nell'ambito del mercato dei direttori tecnici delle agenzie di viaggio in Sardegna.

Come voi tutti saprete nel febbraio del 2001 è stata emanata una sentenza della Corte Costituzionale - sicuramente anche l'onorevole Falconi è informato - che ha completamente liberalizzato la direzione tecnica delle agenzie di viaggio. Oggi un direttore tecnico in carico alla società può gestire 20, 30 "punti vendita" relativi alle agenzie di viaggio. E' decollato, cioè, il modello del franchising nelle agenzie di viaggio.

Le più organizzate, relativamente a questo sistema del franchising, sono le grosse compagnie oltre Tirreno. Chi gira un po' per le strade delle nostre città, avrà senz'altro notato l'apertura di nuove agenzie che sicuramente non sono a capitale locale, che operano in franchising. Ora, tenendo conto che le agenzie locali sono quelle che più si danno da fare per prenotare i posti letto dei nostri alberghi, credo che con questo emendamento si possano risolvere due problemi.

Il primo è quello di conferire dignità agli operatori del settore. Con l'emendamento, infatti, si prevede che possano iscriversi all'albo dei direttori tecnici delle agenzie di viaggio, coloro che abbiano esercitato per almeno tre anni consecutivamente - e questo non è di poco conto - mansioni di direttore tecnico e presentino domande entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge. Tutto questo, onorevole Falconi, è già presente nella legislazione relativa al settore del commercio; questa variazione è intervenuta per volontà nazionale, non di questo Consiglio. Coloro che venivano precedentemente chiamati "responsabili di punto vendita" dovevano infatti essere iscritti alla Camera di Commercio e erano responsabili del singolo punto vendita. Oggi questo, grazie ad un intervento della legge nazionale, non è più possibile, ed ogni società che ha un addetto alle vendite può operare in tutti i settori.

Questo titolo è riconosciuto, nel settore del commercio, anche agli amministratori, direttori e soci prestatori d'opera, nonché agli operatori che da almeno due anni abbiano lavorato all'interno del settore con quelle mansioni e possono essere al registro esercenti il commercio delle Camere di Commercio. Questo invece non è possibile nelle agenzie di viaggio, perché il direttore tecnico delle agenzie di viaggio è visto quasi come un componente del C.N.R. Invece è una professione come tutte le altre, gratificante come qualsiasi altra professione che venga svolta bene e con grande senso della professionalità e del dovere, ma non è niente di più. Pertanto non comprendo perché dobbiamo contribuire a mantenere alla figura un carattere di "casta chiusa", favorendo quello dei direttori delle agenzie di viaggio, quando con una semplice norma, che non è abrogativa, ma che prevede solo una deroga per sei mesi, possiamo venire incontro ai nostri operatori.

Il secondo problema che questo emendamento contribuisce a risolvere è quello dell'esame di idoneità dei direttori di agenzia. Noi parliamo sempre di semplificazione, allora io ritengo che delegando alla Camera di Commercio lo svolgimento degli esami di idoneità, contribuiremo ad alleggerire un assessorato oberato di tante altre problematiche, delle quali questa non è sicuramente la più importante. Naturalmente voto a favore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio, per una precisazione. Ne ha facoltà.

FRONGIA, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Signor Presidente, intervengo per dire che anche questo emendamento sicuramente affronta un problema reale e le modifiche in esso contenute, a proposito delle agenzie di viaggio, sono presenti anche nel collegato alla finanziaria. Conosciamo i problemi degli agenti di viaggio, tra l'altro in una manifestazione, tenuta all'inizio del mese di dicembre, avevano reclamato con forza queste modifiche alla legge numero 13 del 1988.Tuttavia il recepimento di queste istanze nel collegato mi inducono a chiedere anche al presentatore di questo emendamento, così come ho fatto anche per il precedente, di ritirarlo in modo che il problema possa essere esaminato dalla Commissione competente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (P.P.S. C.D.U. Sardi). Signor Presidente, pur chiarendo che sull'emendamento stesso era stato espresso il parere della Commissione competente, dichiaro di ritirarlo unicamente nell'interesse della Giunta e dietro sue pressioni e per conservare i buoni rapporti all'interno di questo Consiglio, ma credo che sia una.. non posso usare il termine che mi viene in mente, comunque se siete contenti così, ritiro l'emendamento.

PRESIDENTE. L'emendamento è ritirato.

Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.). Chiedo scusa Presidente, siamo in sede di discussione o di dichiarazione di voto?

PRESIDENTE. Eravamo in sede di dichiarazioni di voto sull'emendamento numero 481 che è stato ritirato in questo momento dall'onorevole Capelli.

SCANO (D.S.). E` stato ritirato? Ha fatto bene.

PRESIDENTE. Onorevole Vassallo, la sua dichiarazione di voto, a questo punto, mi sembra che non abbia ragione d'essere.

Gli emendamenti numero 98 e 99 erano stati ritirati nella precedente seduta. Ha domandato di parlare la consigliera Ivana Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI IVANA (D.S.) Ritiro l'emendamento numero 291.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 455. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Signor Presidente, intervengo per dichiarare il mio voto favorevole e per ricordare all'Aula che in occasione della legge sulla blue tongue l'esigenza di reperire risorse da parte del Consiglio portò, appunto, sottrarle alla legge di assestamento del bilancio, appunto all'articolo 35 della legge numero 17 del 2000, facendo venire meno un impegno che il Consiglio aveva assunto per finanziare una iniziativa delle M.O.C. (Macro Organizzazioni Commerciali) relativa ad un progetto regionale per rilanciare il settore serricolo floro-vivaistico. Successivamente all'approvazione della legge sulla blue tongue, dopo appunto che furono recuperate le risorse di quella iniziativa di investimento, c'è stata un'interlocuzione con la Giunta a seguito della quale essa assunse un impegno a valutare l'opportunità di ripristinare quelle risorse per destinarle alla loro originaria finalità, cioè il finanziamento di quel progetto floro-vivaistico all'interno delle macro organizzazioni commerciali.

Noi abbiamo atteso che fosse la Giunta a presentare l'emendamento e a ripristinare quelle risorse; considerato però che essa non si muoveva l'hanno presentato i Capi Gruppo del centro sinistra. Io mi auguro che la Giunta comunque tenga fede all'impegno di ripristinare le risorse e che l'emendamento numero 455 possa essere accolto. Per quanto mi riguarda, ovviamente, voterò a favore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari - P.S.). Chiedo la votazione nominale.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri BIANCU, DEIANA, Ivana DETTORI, LAI, SCANO, MARROCU, PIRISI.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 455.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - GIAGU - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORTU - PINNA - PIRISI - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - VASSALLO..

Rispondono no i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - FANTOLA - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - ONNIS - OPPI - PIANA - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VARGIU.

Si è astenuto: il Vicepresidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione

Presenti 63

Votanti 62

Astenuti 1

Maggioranza 32

Favorevoli 25

Contrari 37

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 473

Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I. - Sardegna). Signor Presidente, con questo emendamento si intende intervenire nel comparto delle piccole e medie imprese commerciali, che ormai da due anni non godono più di alcuna incentivazione e per questo si dibattono in gravissime difficoltà, non potendo competere con l'operatività dei grandi centri commerciali e delle strutture commerciali medie e grandi. Con questo emendamento si intende incentivare i consorzi e le associazioni di via che prevedono, tra l'altro, la rivitalizzazione dei centri storici.

Questo emendamento fornirà senz'altro ossigeno alle piccole e medie imprese commerciali, in attesa che la nuova legge sul commercio e le incentivazioni proposte nel disegno di legge della Giunta siano approvate in Commissione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari - P.S.). Volevo chiedere ai presentatori dell'emendamento che cosa si intende per associazioni di via. Via vuol dire valutazioni di impatto ambientale o che altro?

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Vuol dire strada.

SELIS (Popolari - P.S.). Volevo solo capire di che cosa si trattava.Se comunque è soltanto una norma finanziaria e non una notifica sostanziale non abbiamo problemi; adesso non ho presente il caso, ma va bene così. La Giunta accoglie l'emendamento?

PRESIDENTE. Si erano rimessi all'Aula sia il relatore di maggioranza sia la Giunta.

SELIS (Popolari - P.S.). La Giunta lo accoglie o no?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credo e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I. - Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, si tratta di una di quelle richieste che sono state poste al tavolo della concertazione dal tavolo unico degli imprenditori e, in particolare, dalla CONFESERCENTI e dalla CONFCOMMERCIO. Per una dimenticanza o una sottovalutazione del problema, non è stato possibile farla propria in Commissione. Tanto è vero che i presentatori sono alcuni consiglieri della Commissione competente del centro destra e del centro sinistra.

Quindi non si tratta di incidere su norme sostanziali, ma di colmare una lacuna nei confronti di una particolare categoria. Non vi sono, del resto, risorse aggiuntive, sono risorse che vengono prelevate sempre dal settore commercio. Propongo però di riportare la copertura finanziaria alla originaria previsione di 1 miliardo per ciascun anno nel triennio, quindi in luogo di 3, 1 miliardi. Mi permetto infine di segnalare ai proponenti l'emendamento numero 473 la seguente correzione: sostituire la parola "decisione" con "regolamento 96/C".

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Signor Presidente, colleghi, io non sono contrario al principio che si cerca di introdurre, però se si vuole essere coerenti - parlo per il centrosinistra ma anche per il centro destra - io penso che occorra anche essere conseguenti. Poc'anzi abbiamo chiesto il ritiro di un emendamento presentato dall'onorevole Capelli, che aveva anch'esso carattere d'urgenza ed era stato sollecitato dalle associazioni di categoria. forse, pensandoci bene, si poteva benissimo votare il primo comma, che in effetti non abrogava nessuna legge, introduceva soltanto un principio.

Comunque abbiamo preso atto che il collega Capelli ha ritirato coscienziosamente l'emendamento; adesso però ci troviamo di fronte ad un altro emendamento, la cui problematica può essere discussa benissimo in sede d'esame del collegato, e sul quale invece si esprime addirittura parere positivo. Per cui, fermo restando che siamo favorevoli a misure quali quelle proposte dall'emendamento, ci sembra più opportuno che anche queste problematiche vengano discusse in sede d'esame del collegato. Dopodiché, volete votare ugualmente l'emendamento? Votatelo. Però coerenza richiederebbe che quando si assume un orientamento, una decisione sul metodo di discussione, si mantenesse dall'inizio sino alla fine.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.

FALCONI (D.S.). Signor Presidente, rubo solo un minuto per dichiarare che voterò a favore di questo emendamento e per esprimere qualche brevissima considerazione su quanto ricordava poc'anzi il collega Vassallo.

Sono d'accordo con lui che le norme che modificano leggi di settore non vanno inserite in legge finanziaria; siamo intervenuti diverse volte in questi giorni per sostenerlo e sosteniamo questa posizione anche per quanto riguarda l'emendamento numero 111. L' emendamento numero 111, infatti, non modifica alcuna legge di settore, destina semplicemente 1 miliardo ai consorzi che si costituiscono fra commercianti e anche tra altre categorie, all'interno di una via dei centri storici dei nostri paesi e delle nostre città. Nessuna modifica, quindi, di normativa sostanziale.

Diverso era l' emendamento precedente, che pure abbiamo condiviso nel merito. Noi sappiamo bene che quello è un problema serio, ma per risolvere quel problema, come giustamente è stato ricordato, sono già in discussione in Commissione i disegni di legge collegati alla finanziaria. In questo caso non vi è nessun collegato alla finanziaria che comprenda gli interventi sui consorzi di via.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Bruno Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI BRUNO (I DEMOCRATICI). Confermo, signor Presidente, il voto favorevole dei Democratici su questo emendamento, totalmente in linea con quanto asseriva adesso l'onorevole Falconi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Frau. Ne ha facoltà.

FRAU (A.N.). Onorevole Presidente, annuncio il mio voto favorevole su questo emendamento; mi trovo d'accordo su quanto ha affermato l'onorevole Falconi, perché questi finanziamenti servono. Parliamo sempre di centri storici che ormai si spopolano, di centri storici che non sono più vivibili; questo è un modo per far sì, attraverso le organizzazioni di categoria, attraverso i commercianti, che questi centri storici possano rivitalizzarsi.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 473 con le correzioni proposte dall'assessore Pittalis. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Signor Presidente, noi voteremo favorevolmente sull' emendamento numero 111,- Io mi auguro che la Giunta, nelle direttive applicative, recepisca questo emendamento nella maniera più saggia , perché veramente, così com'è scritto, lascia spazi interpretativi che possono raggiungere anche l'assurdo.

Si dice infatti: "Sono concessi contributi a fondo perduto nella misura massima del 70 per cento delle spese gestionali e promozionali ritenute ammissibili". Voi capite cosa significa questo? Spese gestionali e promozionali, cosa sono? Le spese gestionali sono tutte le spese che un esercente ha. Si può comprendere benissimo la finalità, ma se quanto meno non si precisa cosa si intende ammissibile di tutte queste spese gestionali, veramente, a mio avviso, il livello di applicazione potrà divenire un grande punto interrogativo, perché così si rischia di dover sostenere finanziariamente tutti gli esercizi commerciali esistenti nei centri storici.

E' chiaro che non potete pensare che questa misura si fermi qui, che chi attiverà questa misura saranno soltanto coloro che si sono organizzati in associazioni o consorzi. E' naturale che domani, anche tutti coloro che vorranno vedersi riconoscere un rimborso del 70 per cento di tutte le spese gestionali e promozionali si organizzeranno. Mi sembra un comportamento normale. Si rischia quindi di scovare un'ulteriore voragine nelle casse della Regione, perché il miliardo di che oggi abbiamo messo a disposizione è ben poca cosa rispetto alle decine, a mio avviso centinaia di miliardi, che bisognerà stanziare se si vorrà rispettare lo spirito di questo emendamento.

Per cui noi dichiariamo il nostro voto favorevole, però riteniamo che su questioni di questo tipo, su cui tutti si dichiarano favorevoli, forse sarebbe stato necessario un minimo di riflessione, in modo che l'applicazione e la concessione di contributi venisse normata in modo preciso, per evitare speculazioni. Voglio capire, infatti, come verranno dimostrate queste spese di gestione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, innanzitutto esprimo il voto favorevole del Gruppo di Forza Italia sull'emendamento, ma, allo stesso tempo, sentite le giuste osservazioni dell'onorevole Vassallo, ritengo che dall'emendamento numero 111 possa essere eliminata l'espressione "gestionali e promozionali", lasciando "nella misura massima del 70 per cento delle spese ritenute ammissibili", in quanto poi, ai sensi dell'emendamento numero 473 i criteri e le modalità di concessione dei contributi verranno stabiliti con atto della Giunta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Signor Presidente, colleghi, lo scopo di questo emendamento è favorire la promozione nei quartieri dell'attività commerciale; e allora se togliamo il termine "promozionali" che cosa finanziamo? Siamo concreti: le osservazioni di Vassallo, valgono per ogni provvedimento di legge, ogni provvedimento se non è in qualche modo "blindato", se non vengono fissati degli argini, si perde in mille rivoli. Allora, cassiamo pure l'espressione "gestionali", ma la funzione dei consorzi di via è fare promozione commerciale; quando pagano le bande, i suonatori, i pifferai, i nani e ballerine per attirare clientela in queste zone, fanno delle spese promozionali. Se togliamo le spese promozionali, che cosa riconosciamo a questi consorzi? Nulla. Allora non approviamo il provvedimento.

E` evidente e giusta la preoccupazione dell'onorevole Vassallo, però è prevista una regolamentazione che è affidata all'Assessorato competente. Quindi al massimo si può espungere il termine "gestionali", ma non il termine "promozionali", perché la funzione dei consorzi di via è proprio la promozione dell'attività commerciale.

RASSU (F.I.-Sardegna). Per me va bene.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 111 con le modifiche proposte.

Ha domandato di parlare il consigliere Dettori Bruno. Ne ha facoltà.

DETTORI BRUNO (I DEMOCRATICI). Chiedo la votazione nominale. (Appoggiano la richiesta i consiglieri Deiana, Demuru, Selis, Cugini, Ivana Dettori, Lai, Scano).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 111, cassando le parole "nella misura del 70 per cento" e "gestionali".

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FALCONI - FANTOLA - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GIAGU - GRANARA - IBBA - LA SPISA - LAI - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - ONNIS - OPPI - ORTU - PIANA - PILO - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - RASSU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU - TUNIS Marco - USAI - VARGIU - VASSALLO.

.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 58

Votanti 58

Maggioranza 30

Favorevoli 58

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 468 che sostituisce l'emendamento 77. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Gli emendamenti numero 489 e 38 erano stati ritirati.

Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu, per dichiarazione di voto sull'emendamento numero 75. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Signor Presidente, io voterò contro l'emendamento numero 75, perché, come ho ricordato già ieri, la modifica della legge numero 24 del 1999 giace in Commissione prima da oltre un mese, e all'interno di quella modifica viene affrontato anche il problema degli uffici periferici dell'Ente foreste della Sardegna. Ora, gli uffici periferici dell'ente possono essere o quelli indicati qui, cioè il vecchio sistema degli ispettorati, o anche altri Anzi io so che l'Ente foreste, proprio perché sta ereditando le aziende d'ispettorato e ha una dimensione diversa, sta pensando ad uffici ancora più decentrati rispetto a quelli stessi degli ispettorati perché l'Ente foreste è un'altra realtà rispetto agli ispettorati. Quindi, considerato che è in carico alla Commissione il progetto di modifica della legge numero 24, mi pare corretto che sia la Commissione ad esitarlo sentendo l'ente. Ripeto, l'emendamento tende a sollevare un problema che è giusto che vada affrontato, però all'interno della proposta di modifica della legge numero 24.

So che l'ente si sta predisponendo a un ulteriore decentramento di uffici nel territorio, perché la gestione dell'ente è un qualcosa di diverso rispetto ai compiti facenti capo agli uffici dell'Ispettorato, sia per dimensione di territorio, sia per dimensione e numero di cantieri, per numero di operai utilizzati, per le strutture ecc; operare così, attraverso un emendamento alla finanziaria, non mi pare corretto. Quindi voterò contro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Il collega Marrocu ha ragione nel merito chiaramente, però l'emendamento nasce da una preoccupazione: che si voglia smantellare l'attuale organizzazione per sostituirla con un'organizzazione che penalizzi i territori oggi provvisti di uffici.

Porto l'esempio di Tempio, Lanusei, eccetera, tanto è vero che la firma di molti Presidenti di Gruppo nasce da un incontro intercorso con i sindaci che sollevavano questa preoccupazione. Allora, Presidente Floris, se il concetto è che la nuova organizzazione può prevedere un'articolazione diversa degli uffici, non ci sono problemi, ma se si prevede invece lo smantellamento dell'attuale organizzazione è chiaro che ciò crea problemi. Questa è la nostra preoccupazione.

Marrocu (D.S.). Questo può valere per alcuni, ad Iglesias cantieri non ce ne sono... altrimenti non ha più senso.

CUGINI (D.S.). ...Sì, ma infatti la preoccupazione nasceva da quelle realtà dove ci sono i cantieri. La formulazione dell'emendamento può prestarsi ad interpretazioni diverse, però nasce da questa preoccupazione.Noi non diciamo con l'emendamento che occorre tenere gli uffici dove non ci sono cantieri, non stiamo dicendo questo, noi diciamo che occorre tenere gli uffici dove ci sono i cantieri, e una nuova organizzazione deve tenere presente questo aspetto.

Da qui la nostra preoccupazione, che non vuole né scavalcare la Commissione, né introdurre rigidità nell'organizzazione dell'ente ma vuole rispondere a una preoccupazione che è molto diffusa in quella realtà dove la forestazione è in corso: la preoccupazione che il provvedimento possa rivelarsi punitivo per quei territori. Questo era il fine dell'iniziativa.

Chiedo pertanto al Presidente o alla Giunta se c'è una risposta che viene incontro a questa esigenza che noi abbiamo evidenziato. E' vero che si può ragionare anche per il superamento, ma ci deve essere un impegno in questa direzione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.) Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il problema va visto sotto due punti di vista, uno generale e uno particolare.Da un punto di vista generale c'è da dire che tutta la materia organizzativa, quindi l'istituzione di servizi e di uffici sottostanti ai servizi medesimi è materia delegificata; sia per quanto riguarda l'Amministrazione centrale, sia per quanto riguarda gli enti, la regolamentazione viene sempre operata con provvedimenti dell'organo di governo, quindi Giunta, Consigli di Amministrazione, eccetera. Pertanto l'Ente foreste dovrà dotarsi una sua struttura e dovrà istituire i servizi rispondenti alle sue esigenze organizzative, osservando i principi della legge numero 31 del 1998. Quindi prevedere in legge una organizzazione di servizi significa effettuare un passo indietro di anni rispetto all'evoluzione in questa materia.

Questo sotto il profilo generale. Da un punto di vista più specifico, il Consiglio di Amministrazione dell'Ente foreste appena insediato, come primo atto deliberativo relativamente alla materia organizzativa, ha riconfermato tutti i servizi e tutti i settori già esistenti presso l'Azienda Foreste.L'Ente foreste, infatti, non è un istituto nuovo che cade dall'alto, ma è un ente che si sostituisce ad un'azienda che svolgeva la sua attività e aveva una sua articolazione nei territori, per questo ne è stata mantenuta la struttura organizzativa.

Qualora un domani l'Ente foreste dovesse presentare una proposta per un sistema organizzativo diverso, non rispondente cioè alle esigenze funzionali, l'assessorato degli affari generali, che ai sensi della legge numero 14 del 95 esercita il controllo di legittimità su questi atti, per quanto mi riguarda, non potrà permettere che venga cancellato quell'impianto organizzativo che esiste perché consolidato da un'esperienza di quarant'anni in materia. Quindi nessun sistema organizzatorio diverso, che non sia rispondente a queste esigenze, potrà superare il controllo dell'assessorato.

Pertanto, sotto questo profilo, l'impegno è totale; si tratta soltanto di riportare nei giusti binari della legalità un procedimento. La fonte della normativa deve essere l'atto amministrativo e non la legge; è tutto qui il problema. Il resto si risolve nei modi con i quali sono sempre stati risolti questi problemi. Pertanto io confermo l'invito, che è stato già rivolto ieri, al ritiro dell'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dettori, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DETTORI BRUNO (I DEMOCRATICI). Signor Presidente, questo mi sembra il classico emendamento che nasce dalla preoccupazione che oggi sta vivendo il mondo dei forestali, lo stesso Ente foreste, in questa fase di transizione. E la preoccupazione è legata al fatto che c'è poca chiarezza; quanto adesso ha affermato l'assessore Masala in un certo senso dovrebbe tranquillizzare ma, come accade spesso di questi tempi, la preoccupazione nasce dal fatto che magari in una sede si dice una cosa e in un altra sede se ne dice un'altra.

C'è un po' di fermento e siccome, così come giustamente ha riferito l'Assessore Masala, l'Ente foreste nasce dalla trasformazione dell'Azienda foreste demaniali, dunque non sta nascendo ex novo , è naturale che vi siano aspettative e preoccupazioni da parte di chi opera all'interno dell'Ente; aspettative e preoccupazioni che magari si fanno sentire attraverso degli emendamenti che hanno valenza di semplici precisazioni. Io non sono firmatario di questo emendamento, lo condividevo perché nutrivo le stesse preoccupazioni; ma se l'Assessore, così come oggi ha confermato, ritiene che possa essere ritirato, assicurandoci che le diverse sedi succederanno nell'espletamento delle nuove funzioni, credo che i presentatori potranno ripensarci e l'emendamento potrà essere anche ritirato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BIANCAREDDU (F.I.-Sardegna). Signor Presidente e colleghi, volevo ricordare all'Aula che questo emendamento non nasce da un sogno fatto da me, ma da un impegno ben preciso assunto circa tre mesi fa, presente il sottoscritto per Forza Italia e altri Capigruppo e rappresentanti delle forze politiche, con i sindaci dei territori presso i quali l'istituzione del nuovo ente unico aveva creato confusione, perché non si sapeva ancora con certezza se presso quei territori ci sarebbe stato un servizio dell'ente o se l'articolazione territoriale sarebbe dovuta essere - come è di moda - esclusivamente su base provinciale.

Siccome l'ente unico e i servizi non sono enti locali, ma servono e corrispondono a una gestione del territorio e non a una gestione delle province e dei cittadini dei capoluoghi, noi e gli altri Capigruppo abbiamo assunto impegno formale, se il Consiglio di Amministrazione dell'ente non avesse deliberato l'istituzione dei servizi prima della legge finanziaria, di presentare un emendamento per istituirli noi. Quindi siccome un vecchio proverbio dice "non fare domani quello che puoi fare oggi", io mi fido di tutti ma l'emendamento non lo ritiro e chiedo che venga votato. Del resto è un emendamento che non comporta nessun impegno di spesa, serve solo a conferire certezza a una situazione. Pertanto chiedo ai colleghi di rispettare gli impegni altrimenti rischieremmo di passare per dei "parolai".

PRESIDENTE. Quindi, l'emendamento è mantenuto. Ha domandato di parlare il consigliere Balia, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALIA (F.S.D.). Signor Presidente, in linea con quanto ha testè sostenuto l'onorevole Biancareddu, confermo che l'emendamento non è nato a caso; natomi scaturisce da una forte preoccupazione, espressa in più occasioni, dai sindaci dei territori di paesi non capoluoghi di provincia. Essi avevano avvertito evidentemente che stavano nascendo perplessità rispetto al mantenimento di alcune localizzazioni considerate da tutti ormai stabilizzate. D'altronde, mi consenta signor Presidente, ma questo è un periodo in cui, relativamente all'Ente Foreste, assistiamo a una gestione che ci lascia perlomeno preoccupati; in quest'Aula sono stati presentati emendamenti, poi per fortuna ritirati, che rappresentavano il segnale di un desiderio di controriforma. Ecco, quindi, anche da che cosa nasce l'esigenza di tenere in piedi l'emendamento. Io voglio rammentare che sono state applicate all'ente unico norme previste per l'Azienda foreste demaniali e per i dipendenti della Regione, che non erano invece automaticamente applicabili. Onorevole Masala, a mio avviso quei comportamenti rischiano persino, ove venissero sollevate eccezioni, di pregiudicare l'attività dell'ente unico nei primi due mesi dell'anno 2001. Dovevano essere emanate le direttive entro il 31 dicembre 2000, e invece credo che non se ne sappia ancora nulla, credo che nulla ancora si sia fatto. Quindi, pure comprendendo le argomentazioni di chi rassicura, le argomentazioni di chi intende rinviare questi aspetti all'approvazione di una norma specifica, io ritengo che nulla osti a che oggi si tenga fede, così come diceva l'onorevole Biancareddu, a quell'impegno che, come Capigruppo di maggioranza e di opposizione, abbiamo assunto con i sindaci dei territori cosiddetti a rischio. Per cui anch'io sono favorevole all'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.

FRAU (A.N.). Onorevole Presidente, io sono uno dei firmatari di questo emendamento, perché a nome del mio Capogruppo partecipai alla riunione con i sindaci e i consiglieri comunali dei territori che erano stati esclusi nella ripartizione delle sedi periferiche.In quella sede è stato assunto un impegno, un impegno da parte di tutti, che credo dobbiamo onorare, pure comprendendo quello che oggi ci ha detto l'assessore Masala.

In questo momento non voglio entrare nel merito dei tanti avvenimenti che si sono succeduti prima nell'azienda e ora nel nuovo ente; queste sono questioni di cui parlerò eventualmente in un'altra occasione, perché si tratta veramente coseni fatti strani, anzi direi stranissimi. Però, voglio ricordare che durante la discussione della legge sull'istituzione dell'ente unico, in prima battuta l'articolazione territoriale provvisoria era stata suddivisa in sette zone, come tante quanti erano gli ispettorati, ed erano quindi comprese le zone di Tempio, Iglesias e Lanusei, oltre ai quattro capoluoghi di provincia. Poi nella stesura definitiva tutto questo è scomparso, e ciò ha generato indubbiamente molti dubbi in capo alle popolazioni; ecco il perché di quella riunione con i sindaci. Io vorrei allora rispondere molto brevemente all'onorevole Marrocu che affermava che gli ispettorati non gestivano cantieri, portando l'esempio dell'ispettorato di Tempio, che è stato assorbito dagli uffici di Sassari. Il personale dell'ispettorato di Tempio, per la parte che è passata a Sassari, è composto da cinquanta unità e per decenni ha gestito in forma pressoché autonoma il bilancio e le risorse, nonché la direzione tecnica dei lavori del sistema idraulico - forestale in un comprensorio di quattordici comuni con tredici cantieri operativi. quindi, può darsi che ci fosse qualche ispettorato che non facesse niente, ma per quanto riguarda quello di Tempio, e quindi l'alta e la bassa Gallura, credo che avesse la sua utilità e che pertanto debba mantenere la propria autonomia, sconsiderato anche che interessa una superficie di circa dodicimila ettari, impegnando una mano d'opera quasi costante nel tempo di circa seicento unità a tempo indeterminato e un contingente variabile di operai a tempo determinato durante la campagna antincendio.

La zona dell'alta e bassa Gallura, deve quindi avere la possibilità di una articolazione territoriale autonoma, e pertanto, ripeto, io che ho preso parte a quella riunione resto fermo del mio parere. Se l'onorevole Biancareddu, primo firmatario, dovesse ritirare l'emendamento, vediamo che cosa succederà domani e nell'ambito del consiglio d'amministrazione dell'ente o in quel disegno di legge che è in commissione. Se l'onorevole Biancareddu invece decidesse di mantenere in vita l'emendamento io voterò a favore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Emanuele Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA EMANUELE (D.S.). Signor Presidente, io invece intervengo molto brevemente perché le preoccupazioni espresse dal collega Marrocu sono anche mie, sulla base dell'esperienza che ho vissuto qualche anno fa alla guida di quel complesso assessorato della difesa dell'ambiente della nostra Regione autonoma. Io credo che siano condivisibili le preoccupazioni ed anche le esigenze che i presentatori dell'emendamento hanno posto all'attenzione del Consiglio, sia pure in sede di esame della legge finanziaria della Regione, così come ritengo che occorra fornire risposte e una sponda istituzionale alle richieste avanzate dai sindaci, che hanno contattato nelle scorse settimane tutte le forze e i Gruppi consiliari presenti in questa Assemblea, e cioè quelle di un maggiore decentramento dell'organizzazione tecnica ed amministrativa nel campo della tutela ambientale e della forestazione. Questa esigenza è stata posta anche in passato dai sindaci di comuni non capoluoghi di provincia che dispongono di importantissimi patrimoni e compendi forestali (l'Ogliastra, la Gallura eccetera). Però quello che a me sembra sbagliato è che si voglia in questo momento - come dire - sovrapporre meccanicamente al nuovo ente, al neonato ente unico forestale, l'articolazione, l'organizzazione territoriale degli ispettorati forestali precedenti. Noi sappiamo, lo sanno i colleghi che si sono occupati di questa materia, che gli ispettorati forestali in parte operavano in competizione perversa con gli uffici amministrativi dell'Azienda foreste demaniali e del territorio, con tutte le conseguenze che conosciamo, perché in alcuni cantieri gestiti dagli ispettorati c'erano più addetti e più operai che alberi da curare.Con l'ente unico, abbiamo cercato di superare questo sistema.

C'erano, peraltro, ispettorati forestali istituiti con legge sulla base della mappa dei comitati di controllo nella nostra Regione, che pure essendo stati istituiti con legge non sono mai nati (cito per tutti quello di Iglesias e del Sulcis) perché non c'era una motivazione sufficiente. Allora la mia preoccupazione è che con questo emendamento, nonostante il lodevole, condivisibile intendimento dei presentatori, si organizzi la parte burocratica dell'intervento forestale nei territori, senza dare all'ente unico, appena nato, la possibilità di programmare, di coordinare e di indirizzare tutti gli interventi che sono necessari in questo delicato settore.

Per queste ragioni, signor Presidente e cari colleghi, a me sembrava saggia la proposta avanzata dal collega Marrocu recepita anche dalla Giunta regionale con l'intervento molto equilibrato dell'assessore Masala. Io credo che l'approvazione di questo emendamentorecherebbe un danno infilando una sorta di camicia di forza all'ente unico forestale proprio adesso che sta muovendo i primi passi.Pertanto ritengo che voterei contro questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Signor Presidente, io penso che l'emendamento possa essere formulato diversamente in modo tale che le preoccupazioni sollevate sia da noi che vogliamo rispondere ad un'esigenza che è stata avanzata dai sindaci, sia dal Marrocu e da altri colleghi che invece esprimono la preoccupazione di un intervento che possa invece che agevolare danneggiare l'ente, possano venir meno. Quindi, chiedo la sospensione dell'esame dell'emendamento per permettere l'individuazione di una formulazione che risponda alle diverse esigenze.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 75 è sospeso. L'emendamento numero 119 è ritirato.

(Interruzione del consigliere Biancareddu)

PRESIDENTE. Chiedo scusa, io pensavo che il consigliere Cugini parlasse a nome di tutti i firmatari, se così non è, le do la parola.

Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu. Ne ha facoltà.

BIANCAREDDU (F.I. - Sardegna). Sull'emendamento numero 75, volevo chiedere in quali termini e per quanto tempo viene decisa la sospensione. Sospendiamo per due minuti, quanto basta per individuare una formulazione che soddisfi tutti, oppure lo teniamo sospeso sine die?

PRESIDENTE. E' sospeso nel senso che lo mettiamo in coda a questa discussione e alle votazioni per consentire ai presentatori, sulla base della discussione che si è sviluppata in Aula, di pervenire a una eventuale diversa formulazione e lo voteremo naturalmente nel corso delle sedute.

Gli emendamenti numero 119, 53, 496 al numero 92 e il numero 92 sono ritirati. L'emendamento numero 462 e l'emendamento numero 109 vertono sul medesimo oggetto, quindi potrebbero essere unificati.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, come avevo già fatto presente agli uffici, l'emendamento numero 109 va integrato indicando il capitolo in diminuzione, lo 09031.

PRESIDENTE. Chiedo scusa ai colleghi, io devo mettere in votazione gli emendamenti secondo il seguente ordine: prima il numero 462 e poi il numero 109. Il numero 109 pertanto decadrebbe. Chiedo allora ai colleghi se non sia il caso di sospendere per qualche minuto per individuare una formulazione unificata dei due emendamenti.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, poichè alla formulazione dell'emendamento numero 109 si è addivenuti con il supporto tecnico dell'Assessore dell'industria, se sono d'accordo i firmatari dell'emendamento numero 462 le loro firme si intendono apposte all'emendamento numero 109.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Calledda. Ne la facoltà.

CALLEDDA (D.S.). Signor Presidente, intervengo solo per rimarcare la differenza di dicitura tra i due emendamenti. A me pare che l'emendamento numero 109 sia molto generico dal punto di vista del contenuto, mentre l'emendamento numero 462 specifica chiaramente l'uso che si deve fare dei soldi che vengono stanziati. Quindi, io credo che il numero 462 sia più chiaro rispetto al numero 109, pertanto chiedo che venga messo in votazione il primo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Signor Presidente, ogni giorno qua viene modificata la logica di programmazione. Non si può tirare in ballo un consorzio, un'area industriale e dedicare loro un'attenzione particolare, quasi che il completamento delle opere non costituisca un problema di tutte le aree industriali della Sardegna.

Ci è stato detto nei giorni scorsi che i problemi "di campanile" era meglio evitarli, e noi abbiamo cercato di evitarli il più possibile ritirando gli emendamenti. Invece, adesso, con serenità, stiamo discutendo e portando in votazione un emendamento che rispecchia a pieno tutto ciò che sino ad oggi abbiamo cercato di evitare in quest'Aula. Allora, è bene capirlo, perché la legislatura non finisce con questa finanziaria e se quello che si dice la mattina viene contraddetto la sera, in occasione della discussione della prossima legge finanziaria potremmo prenderci la briga di presentare emendamenti su emendamenti a favore dei collegi di appartenenza. Non arriviamo da altre realtà del Nord Italia; arriviamo da una realtà che è unica per tutti: la Sardegna, dove i problemi esistono, dove le aree industriali hanno necessità di essere completate, ammodernate e quant'altro. Oggi, invece, vedo che si discute serenamente come portare avanti questo emendamento.

Io aspetterò fino in fondo per vedere fino a che punto si intende arrivare, e in base a come questo Consiglio si attiverà mi sentirò obbligato a tenere un comportamento ispirato esclusivamente ad un'ottica municipalistica. chiedo inoltre il voto segreto su questo emendamento, per evitare di dilungarci con dichiarazioni di voto.

PRESIDENTE. Esistono due proposte in merito a questi due emendamenti: una dell'Assessore della programmazione, che chiede ai presentatori dell'emendamento numero 462 di apporre le loro firme sull'emendamento numero 109; l'altra, invece, del consigliere Calledda che chiede di fare il contrario, cioè chiede ai presentatori dell'emendamento numero 109 di apporre le firme sull'emendamento 462, perché di più semplice lettura e più preciso. Chiedo ai presentatori di accordarsi sulla proposta di porre in votazione l'emendamento numero 462 includendo tra i proponenti anche quelli del numero 109.

Poichè non vi sono opposizioni, votiamo l'emendamento numero 462, su cui si intendono apposte le firme anche dei presentatori del numero 109.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 462, con la modifica finanziaria proposta dall'Assessore della programmazione per quanto riguarda il capitolo.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 56

Votanti 56

Maggioranza 29

Favorevoli 29

Contrari 27

(Il Consiglio approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - CUGINI - DEMURU - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MASALA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - ORTU - PIANA - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SELIS - SPISSU - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VASSALLO.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per precisare una questione relativa ai capitoli di riferimento. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Perché non sorga alcun dubbio, signor Presidente, preciso che l'emendamento numero 462 si intende integratocon il secondo capoverso dell'emendamento numero 109, che inizia con le parole "detto stanziamento" e termina con le parole "legge 24 giugno 74 numero 278", Mi pare che il Presidente avesse già chiarito il punto ma per maggior sicurezza la Giunta voleva avere conferma che così fosse stato inteso.

PRESIDENTE. Torniamo indietro all'emendamento numero 75, quello relativo alle sedi e circoscrizioni delle articolazioni periferiche degli uffici dell'Ente foreste. E' stata proposta una formulazione che probabilmente permetterà di trovare un accordo. La formulazione è la seguente: "Le sedi e le circoscrizioni delle articolazioni periferiche degli uffici dell'ente corrispondono provvisoriamente, e in attesa della nuova organizzazione dello stesso a quelle degli ispettorati ripartimentali delle foreste". Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Per la Giunta va bene.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 75 con le modifiche proposte. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Sull'emendamento numero 110 ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Soltanto per apportare una correzione: la cifra indicata in aumento e in diminuzione va limitata a 51 miliardi. Rimane invariata l'indicazione della UPB e dei capitoli indicati.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 110 nel testo così modificato. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 154. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Signor Presidente, non sono intervenuto in sede di discussione generale né nell'illustrazione svolta dall'onorevole Marrocu, che condivido, però ho già avuto modo di esprimere il mio parere su questo emendamento in sede di esame del comma 21 dell'articolo 1 nella parte del sub comma CC, relativo al recupero dei 4 miliardi e 700 milioni destinati sin dal 1996 alle aree di Ingurtosu e di Montevecchio. Tra l'altro in quell'occasione ho sottolineato come venisse disinvoltamente cancellata una norma importante, un intervento che verso quell'area costituiva un atto dovuto, che era stato a suo tempo concordato.

Quell'intervento era la risultanza di numerose iniziative promosse dalle amministrazioni comunali e dalle organizzazioni sindacali in relazione alla dismissione dell'attività mineraria in quelle aree. Adesso si tratta di recuperare quelle somme con una destinazione che ne consenta l'utilizzazione. Quindi, non è novero che si tratta di un problema di natura campanilistica, è un problema che riguarda lo sviluppo di quelle aree, e anche di natura interpretativa.

Quando, infatti, nell'articolo 34 della legge 21 dicembre 1996 numero 37, si faceva riferimento agli interventi nelle aree minerarie di Montevecchio e di Ingurtosu, era chiaro che, essendo le aree minerarie di Montevecchio e di Ingurtosu collocate nei comuni di Guspini e di Arbus, gli interventi dovevano considerarsi relativi a quei comuni, all'interno delle aree destinate ad attività di deindustrializzazione. Ora noi riteniamo che il recupero di quelle somme previsto dall'articolo 1, possa essere definito meglio con lo stanziamento indicato nell'emendamento numero 154.

Per rimuovere anche le difficoltà che hanno bloccato l'utilizzazione di quei finanziamenti, viene inoltre precisato che gli interventi potranno essere realizzati nelle aree di quei comuni destinate agli insediamenti produttivi. Non dobbiamo dimenticare che le somme richiamate nell'articolo 34 della legge numero 37 del 1996, in realtà derivavano da un finanziamento più ampio, disposto anni prima dalla stessa Amministrazione regionale con l'obiettivo di fornire una risposta positiva all'esigenza - che in quelle aree era molto pressante - di avviare un processo di ricostituzione delle attività produttive venute meno con la cessazione delle attività minerarie, cioè di uno dei settori economici più importanti, che avevano governato l'equilibrio di quei territori sia in termini di sviluppo economico sia in termini di sviluppo sociale.

Quindi, io richiamo l'esigenza - e concludo anche - che l'emendamento numero 154 venga approvato, perché con l'approvazione dell'emendamento numero 154 si cancella l'ingiustizia perpetrata con l'approvazione del subcomma CC) dell'articolo 1 e, nello stesso tempo, si consente anche l'utilizzo di quelle sommee l'avvio concreto di quel progetto di rilancio dello sviluppo del territorio che giustamente a suo tempo, in quest'Aula, fu riconosciuto da tutti necessario . Il mio voto, pertanto, sarà favorevole.

PRESIDENTE. Poichè nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 154. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Presidente. L'emendamento numero 179 che è uguale al numero 248.

Ha domandato di parlare il consigliere Falconi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Falconi (D.S.). Signor Presidente, su questo emendamento io ho colto una parziale disponibilità della Giunta e dell'assessore Pittalis quando hanno affermato, in relazione ad alcuni emendamenti (almeno così ho inteso e per questo chiedo qualche ulteriore delucidazione), che se venissero ritirati potrebbero trovare accoglimento nell'ambito dei programmi di spesa dei rispettivi assessorati.

Ecco, volevo capire se l'affermazione si riferiva anche a questo emendamento, in considerazione del fatto che si tratta di un debito pregresso, maturato nei primi anni '90 e ancora oggi in parte non pagato.

Presidente. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'industria. Ne ha facoltà.

Pirastu (F.I.-Sardegna), Assessore dell'industria. Signor Presidente, nell'ambito della predisposizione dei programmi a favore dei consorzi industriali, terremo presente questa problematica riservando le risorse necessarie (non so se tutte in una volta), per far fonte a questo problema erogando il relativo contributo a favore del consorzio di Tortolì.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà

FALCONI (D.S.). L'emendamento è ritirato

Presidente. Quindi l'emendamento numero 179 è ritirato e di conseguenza anche il numero 248. Poichè nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 186. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

ritiratola domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.

MASIA (F.S.D.). Gli emendamenti numero 243 e 270 sono ritirati.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 271. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Cugini (D.S.). Signor Presidente, io ritengo che ognuno possa votare come meglio crede, ma gli amici colleghi di Sassari sanno che stiamo parlando di un evento che si presenta puntualmente tutti gli anni appena si verifica una alluvione a Sassari.Mi riferisco allo straripamento del Rio Calamaxiu, quello vicino al cimitero di Sassari. Si tratta di un alveo che necessita di interventi urgenti di manutenzione, perché anche quest'anno, in due occasioni, si sono verificati danni grossissimi a quella zona, con richieste di risarcimento anche nei confronti dell'Amministrazione comunale. Quindi è un problema serio, Presidente Floris, che è stato oggetto anche recentemente di diverse discussioni in Consiglio comunale. Il Presidente Spissu può confermare quello che sto dicendo.

Spissu (D.S.). Qui va male, però sottoscrivo essendo il primo firmatario dell'emendamento.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 271. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 429. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.).Chiedo la votazione nominale.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri Masia, Scano, Pacifico, Demuru, Dore, Lai, Morittu).

Votazione nominale

Presidente. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 429.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: CALLEDDA - CUGINI - DEMURU - DORE - FADDA - FALCONI - IBBA - LAI - MASIA - MORITTU - ORTU - PACIFICO - PIRISI - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CORDA - CORONA - COSSA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - PIANA - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RASSU - SANNA NIVOLI - TUNIS Marco - VARGIU.

Si è astenuto il consigliere: SCARPA.

Risultato della votazione

Presidente. Comunico il risultato della votazione:

Presenti 57

Votanti 56

Astenuti 1

Maggioranza 29

Favorevoli 19

Contrari 37

(Il Consiglio non approva)

PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti numero 105 e 134, di uguale contenuto. Chi li approva alzi la mano.

(Sono approvati)

Metto in votazione l'emendamento numero 265.

Ha domandato di parlare il consigliere Falconi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Falconi (D.S.). Signor Presidente, intervengo brevemente per ricordare che questo emendamento non prevede alcun impegno di spesa, si tratta solamente di salvare dalla perenzione alcuni finanziamenti concessi alle comunità montane, ai consorzi industriali, ai comuni e più un generale a tutti gli enti locali, quindi ai consorzi di secondo grado.

Si tratta, in sostanza, di concedere una ulteriore proroga per realizzare l'opera prevista; quindi non stiamo facendo nulla di nuovo rispetto a quanto abbiamo fatto anche in articoli precedenti; stiamo esclusivamente cercando di salvare dei fondi dalla perenzione.

Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Pirisi (D.S.). Signor Presidente, intervengo per dichiarazione di voto, ma anche per chiedere il parere dell'assessore del bilancio e della programmazione su questo emendamento. Noi riteniamo che sia importante che la Giunta si esprima in maniera chiara, visto e considerato che l'emendamento in discussione non comporta nessun aggravio di costi per la Regione. Nell'eventualità che ci fosse, da parte della Giunta, l'assicurazione di intervenire nella direzione indicata, noi, credo sia d'accordo anche il collega Falconi, ritireremmo l'emendamento.

Presidente. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

pittalis(F.I. - Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, intervengo per richiamare due norme particolarmente importanti nell'economia del dibattito.

La prima è quella contenuta nel comma 2 dell'articolo 1, dove si dice chiaramente che "all'assolvimento degli obblighi persistenti in capo all'Amministrazione regionale, in conseguenza proprio dell'applicazione del comma 1 e dell'articolo 3 della legge regionale 20 gennaio 2001 numero 3 , si provvede mediante attingimento dai fondi di cui all'articolo 31 della legge regionale 5 maggio 1983, numero 11…".Ora, la legge regionale numero 3 del 2001 è quella che ha consentito di portare in economia risorse immobilizzate, ma fa espressamente salvi gli impegni già assunti.

La seconda norma - con la quale questo emendamento si pone in contraddizione - addirittura dovrà impegnare anche gli assessorati, e prevede che se questi non impegneranno almeno l'80 per cento delle risorse nel corso dell'esercizio non potranno pretendere di avere nei loro capitoli risorse aggiuntive. Abbiamo così uniformato il sistema nell'ottica dell'accelerazione della spesa, per evitare di lasciar vincolate ingenti risorse, come appunto è capitato nel passato.

Quindi, la preoccupazione che hanno rappresento con questo emendamento i colleghi Falconi e Pirisi, mi sembra non abbia più ragion d'essere alla luce proprio di quella norma che fa salvi gli impegni già assunti o in corso di attuazione.

Presidente. Se l'emendamento non viene ritirato lo poniamo in votazione.

Metto in votazione l'emendamento numero 265. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Rinnovo l'invito, spero per l'ultima volta, ai Segretari perché almeno quando votiamo stiano al loro posto.

Un Segretario di maggioranza ed uno dell'opposizione, indipendentemente dai turni , si mettano d'accordo fra di loro e garantiscano la presenza.

Sospendo la seduta per qualche minuto in attesa che i segretari prendano posto.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 40, viene ripresa alle ore 13 e 01)

Presidente. Invito i Segretari ad assicurare la presenza nei banchi della Presidenza.

Se i colleghi sono d'accordo, propongo di concludere l'esame degli articoli per poi passare agli emendamenti precedentemente accantonati.

Si dia lettura dell'articolo 5

COSSA, Segretario:

Art. 5

Copertura finanziaria

1. Le spese derivanti dall'applicazione della presente legge trovano copertura nelle previsioni d'entrata del bilancio pluriennale della Regione per il triennio 2001-2002-2003 ed in quelle dei bilanci per gli anni successivi.

Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 6

COSSA, Segretario:

Art. 6

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione.

Presidente. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Torniamo indietro all'articolo 2, per l'esame degli emendamenti che avevamo lasciato in sospeso.

All'articolo 2 comma 12 era stato presentato l'emendamento numero 471, che è stato sostituito dall'emendamento numero 493. Si dia lettura di quest'ultimo.

COSSA, Segretario:

Art. 2

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE.

Dopo il comma 13 è aggiunto il seguente:

Per l'attuazione degli impegni previsti ai commi 12 e 13 è autorizzata la spesa complessiva di lire 31 miliardi nell'anno 2001 e di lire 7 miliardi nell'anno 2002 e di lire 5 miliardi nell'anno 2003 secondo la seguente ripartizione:

- azioni 7/A e 7/A4 - lire 6,5 miliardi nel 2001

lire 6,5 miliardi nel 2002

lire 5 miliardi nel 2003

- art. 38, LR 4/2000 - lire 24,5 miliardi nel 2001

- lire 500 milioni nel 2002

Copertura del maggior onere:

UPB S.03.006 cap. 03016 TAB. A

Voce 15 5,8 miliardi

Voce 16 1,2 miliardi

TOT. 7 miliardi

Copertura in aumento

UPB S.11.031. (cap. 11129)

Stanziamento esistente lire 16.500

Incremento con FMOL 7.000

Incremento con residuo comma 13 5.000

totale 28.500 (493)

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

pittalis(F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, chiedo che l'emendamento venga messo in votazione con la sola copertura finanziaria relativa all'UPB S 03006 capitolo 03016 Tabella A. Il resto è infatti solo una esplicitazione che va ritirata dal corpo dell'emendamento.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 493. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'articolo 3, comma 5, e segnatamente agli emendamenti numero 130 e 288.

All'emendamento numero 130 è stato presentato l'emendamento numero 492. Se ne dia lettura.

COSSA, Segretario:

Art. 3

Emendamento sostitutivo totale GIUNTA REGIONALE.

A valere sulle disponibilità recate dalla U.P.B. 8.11.050 nell'anno 2001 è autorizzata la spesa di £ 200.000.000 per la costituzione ed il primo avviamento della fondazione "Maria Carta". (492).

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.

morittu (D.S.). Signor Presidente, intervengo brevemente per dichiarare che ritiro l'emendamento numero 130, così abbiamo concordato anche con il collega Rassu, per aderire all'emendamento di sintesi proposto dalla Giunta.

Per quanto riguarda appunto questo emendamento, io suggerisco di individuare anche nel comune il soggetto al quale destinare il finanziamento. Ripropongo quindi oralmente questo piccolo emendamento all'emendamento della Giunta per inserire quale soggetto fruitore del finanziamento il Comune di Siligo. Aggiungo una considerazione brevissima. Intanto ringrazio non solo i consiglieri, ma l'intero Consiglio per avere aderito positivamente alla proposta, seppure avanzando alcune riserve. Mi riferisco, in particolare, ad alcuni interventi che suggerivano di attribuire alla Fondazione Maria Carta un ingresso dalla cosiddetta porta principale.

Voglio solo ricordare che questo ingresso dalla porta principale io lo avevo favorito presentando una proposta di legge che giace, ahimè, in Commissione da oltre cinque mesi, così come ho anche ricordato che la legge per la Fondazione Maria Carta era stata esitata unanimemente dalla Commissione nella precedente legislatura. Quindi, il tentativo di fare entrare la Fondazione Maria Carta dalla porta principale è stato esperito più volte, ma con scarsi risultati. Mi rendo anche conto - e l'ho detto - che la proposta che ho avanzato con l'emendamento numero 130 è in qualche misura intrusiva rispetto alla legge finanziaria, però l'obiettivo era soprattutto quello di attirare l'attenzione su questo problema e, da questo punto di vista, mi pare che, seppure parzialmente, sia stato centrato.

Mi riservo comunque di richiamare direttamente in Aula la legge qualora questa non fosse in tempi brevissimi esitata dalla Commissione consiliare competente. Quindi, dichiaro il mio voto favorevole all'emendamento proposto dalla Giunta.

Presidente. L'onorevole Morittu ha proposto l'inserimento del Comune di Siligo come destinatario e soggetto attuatore di questa misura.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

pittalis(F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il destinatario è già individuato, è la Fondazione Maria Carta. All'interno della Fondazione è chiaro che uno dei soggetti partecipanti sarà sicuramente il Comune di Siligo, insieme ad altri soggetti istituzionali pubblici e privati. Quindi, confermiamo l'emendamento nei termini in cui è formulato.

Presidente. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 492. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

L'emendamento numero 130 è stato ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 228. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo agli emendamenti numero 469, 49 e 415, all'articolo 3.

A questi emendamenti sono stati presentati due emendamenti di contenuto diverso. Se ne dia lettura.

Art. 49-415-469 (Art. 3, pag.7)

Emendamento di sintesi degli emendamenti Vassallo - Nuvoli - Frau.

La Regione promuove adeguati studi epidemiologici sui lavoratori, sugli ex lavoratori e sulle popolazioni residenti delle zone industriali a più elevato rischio ambientale. A tal fine sono stanziate £ 1.500.000.000 per l'annualità 2001, da assegnare alle ASL dei territori interessati, le quali potranno operare anche avvalendosi delle opportune collaborazioni di centri, istituti di ricerca qualificati, anche universitari.

Lo stanziamento di cui al precedente capoverso è destinato prioritariamente alla attivazione dello studio epidemiologico nell'area di Porto Torres. (494).

Copertura finanziaria.

2001 U.P.B. 8.12.005 cap. 12107-01 N.I. £ 1.500.000.000

2001 U.P.B. 8.03.015 cap. 63009-01 £ 1.500.000.000

Art.3-bis

Emendamento di sintesi degli emendamenti N. 49, 469 (art. 3 pag.78) Scarpa - Nuvoli - Frau - Rassu - Fois - Piana - Cassano - Biancareddu - Federici - Sanna Nivoli.

La Regione promuove la realizzazione di uno studio epidemiologico sui lavoratori, sugli ex lavoratori e sulle popolazioni residenti nei territori interessati dai fenomeni di inquinamento ambientale correlati allo svolgimento delle attività produttive nell'area industriale di Porto Torres.

Lo studio dovrà tra l'altro individuare e quantificare secondo rigorosi criteri scientifici:

1) l'incidenza delle patologie tumorali e croniche invalidanti per singola tipologia, ed i casi di mortalità ad esse imputabili;

2) gli agenti inquinanti presenti nell'ambiente, costituenti fattori di rischio idonei ad ingenerare patologie tumorali e croniche invalidanti;

3) le fonti dalle quali provengono detti agenti inquinanti;

4) la eventuale correlazione tra i singoli agenti inquinanti e le singole patologie rilevate;

5) la rispondenza degli impianti agli standards di sicurezza per la tutela della salute.

Lo studio verrà realizzato con riferimento ai fenomeni di morbilità e mortalità verificatisi negli ultimi quindici anni.

I risultati dell'indagine saranno comparati con i dati riferiti ad analoga popolazione residente in area del nord-Sardegna non interessata da fenomeni di inquinamento ambientale causato dallo svolgimento di attività industriali.

Lo studio conterrà l'elaborazione di un piano di intervento a favore delle categorie e delle popolazioni interessate, finalizzato alla educazione alla salute, che tenga conto delle esigenze di politica sanitaria scaturenti dall'indagine.

Lo studio dovrà essere realizzato tramite la ASL competente per territorio, che potrà avvalersi della collaborazione di centri di ricerca o di istituti scientifici qualificati, anche universitari.

Lo studio dovrà essere ultimato entro il 31.12.2002 ed i suoi risultati dovranno essere presentati alle popolazioni e alle categorie interessate entro il 28.02.2003.

Per l'attuazione del presente articolo è autorizzata nell'anno 2001 la spesa di lire 1.500.000.000. (499).

COPERTURA FINANZIARIA:

IN AUMENTO

12.SANITA'

UPB 5. 12.005 (nuova denominazione)

Programmi speciali di ricerca, sperimentazione, prevenzione ed educazione sanitaria.

CAP. N.I. 2001 1.500.000.000
IN DIMINUZIONE

03. PROGRAMMAZIONE

UPB 5.03.015 CAP 03009/01 2001 1.500.000.000

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.

Scarpa (Gruppo Misto). Signor Presidente, l'emendamento numero 469 è un emendamento all'emendamento numero 49 e riguarda solo la copertura finanziaria. L'emendamento numero 499 è invece un emendamento di sintesi presentato da tutti i firmatari del numero 49 e del numero 469; per accorpare i primi due emendamenti e operare qualche piccola modifica di testo senza però cambiarne il contenuto.

Vorrei fare presente che questo studio è un atto dovuto da parte dalla Regione, perché è richiesto da un decreto del Ministro dell'ambiente e del Ministro dei beni culturali ed ambientali del 5 novembre 1998, ed è posto come condizione per l'attività degli impianti di cumene e di fenolo del petrolchimico di Porto Torres. Oltre che dai due Ministeri (in quasi tre anni ancora questo studio non è stato neppure iniziato, né vi sono le risorse) questo studio è stato chiesto a gran voce dalle popolazioni interessate, dal Consiglio comunale di Porto Torres, dalla classe medica della zona. A Porto Torres uno studio del genere non è mai stato fatto, mentre in altre realtà è stato già realizzato. Nel Sulcis mi risulta che siano stati effettuati più di quattro studi finanziati dalla Regione.

Faccio anche rilevare che lo studio non è rivolto solo ai residenti di un comune, ma a quelli di un'area vasta interessata dall'inquinamento e a categorie professionali, cioè lavoratori dello stabilimento che, come è noto, non sono residenti solo a Porto Torres ma risiedono in tutta la Sardegna.

Vorrei fare presente anche un'altra questione. L'emendamento è abbastanza articolato, tuttavia i proponenti sono disponibili ad accettare che vengano votati soltanto il primo, il sesto, l'ottavo capoverso e la copertura finanziaria e a contemplare in un ordine del giorno tutte altre disposizioni. Questo per evitare che la legge finanziaria venga appesantita da questioni che possono anche non essere disciplinate dalla norma.

Quindi, credo che non si tratti di un emendamento di natura localistica, bensì di un atto dovuto. Ritengo che i siti nei quali non sia ancora stato effettuato lo studio epidemiologico debbano essere anch'essi sottoposti a questo studio. Tuttavia, ripeto, questo emendamento è una risposta a una richiesta precisa del Governo nazionale e delle popolazioni interessate.

Presidente. Quindi, l'onorevole Scarpa propone di emendare l'emendamento che emendava altri emendamenti.

Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

Vassallo (R.C.). Signor Presidente, io credo che sarebbe opportuno che l'onorevole Scarpa producesse le sue proposte in un emendamento scritto, ha parlato così velocemente che non si è capito quello che intende lasciare e quello che intende intralciare.

Secondo punto, noi abbiamo presentato insieme ai colleghi Nuvoli e Frau un emendamento di raccordo con gli altri emendamenti. Questo emendamento ha un carattere, a mio avviso, preciso, che recepisce quanto era emerso dall'Aula, e cioè che su una materia come questa, presentare un emendamento che, in via di principio, esclude gli altri territori, è sbagliato.

Ora noi sappiamo bene che questi studi non possono essere realizzati in una annualità, perché lo stesso progetto, presentato dalla U.S.L. numero 1 di Sassari, prevede come minimo una cadenza biennale, per cui prevedere - come abbiamo fatto - uno stanziamento di un miliardo e 500 milioni in una sola annualità avrebbe significato lasciare fermo più di un anno più della metà dello stanziamento. Per questo, nel nostro emendamento, mantenendo il concetto generale che la Regione promuove questi studi, e mantenendo lo stanziamento di un miliardo e 500 milioni, abbiamo previsto in capo all'Assessorato, ferme restando le esigenze prioritarie di attivare lo studio nell'area industriale di Porto Torres, la possibilità, di promuovere altri studi in altri territori che presentassero situazioni analoghe a quelle di Porto Torres.

Noi siamo consiglieri regionali, non possiamo ragionare con criteri puramente localistici. Noi abbiamo un serio problema di impatto ambientale nelle grandi aree industriali; è vero che in alcune aree gli studi sono già stati effettuati, è pure vero che in altre aree non sono stati fatti, come quella di Ottana. Io ricordo che, proprio l'onorevole Pittalis, quando era presidente del Gruppo Forza Italia, appoggiò un ordine del giorno, mi sembra presentato dall'onorevole Diana e più, compresi alcuni esponenti di Forza Italia, dove si dava analoga indicazione.

Io capisco che forse si vuole fare una questione di lana caprina per un problema di paternità dell'iniziativa; poiché nell'emendamento come primo firmatario appare un nome anzichè un altro. Se il problema è solo questo, lo dico chiaramente, io posso anche ritirare la mia firma dall'emendamento numero 494, perché noi guardiamo alla sostanza e non alla forma. Lasciamo pure che tutto il merito se lo prenda il centrodestra; per noi non ci sono problemi.

La questione però non mi sembra che sia questa; è una questione di ragionevolezza, caro Scarpa. Così come abbiamo protestato quando il Presidente della Giunta regionale ha cancellato il nome di Porto Torres dalle norme relative ai finanziamenti per il risanamento ambientale (non chiedevamo soldi, chiedevamo che almeno rimanesse il nome) allo stesso modo ci fa male quando vediamo che si presenta un emendamento che preclude preliminarmente tutti gli altri siti. Non so se si vuole ragionare o se si rivogliono assumere delle posizioni fini a se stesse rispetto all'interesse generale della Sardegna, ma allora io mi domando: che segnale di solidarietà, rispetto alle altre zone della nostra Isola che comunque avvertono la medesima esigenza, noi inviamo?

Io non mi sento rappresentante soltanto della mia città, di Porto Torres e dei suoi cittadini, io mi sento rappresentante di tutte quelle popolazioni che hanno lo stesso problema di Porto Torres. Per questa ragione chiedo a voi, e soprattutto a lei, onorevole Scarpa, dato che l'emendamento numero 494 è stato concordato anche con il rappresentante di Forza Italia e con il rappresentante di Alleanza Nazionale, di dare una manifestazione di buon senso. Ritiro la mia firma, al posto della mia metta la sua, ma approvate l'emendamento numero 494, in caso contrario darete la dimostrazione che la politica è diventata ben poca cosa in quest'Aula.

Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Biggio (A.N.). Signor Presidente, colleghi, io credo che si possa rimediare al problema denunciato dal collega Vassallo, superando ogni scoglio ed ogni riserva che è stata avanzata, perché è facoltà dei consiglieri apporre la loro firma su emendamenti anche presentati da terzi e possono farli a loro volta propri. Io non ho seguito molto attentamente quanta vicenda, la sto esaminando, però mi sembra che sarebbe sufficiente che si aggiungesse la firma di Vassallo, che ha lavorato su questo argomento, anche sull'emendamento numero 499 (se il numero 499 è quello che contiene una sintesi più completa) perché ogni problema venga risolto.

Adesso non solleviamo problemi del tipo di quelli che sono stati esposti perché non mi sembra proprio il caso. Non so poi se un'imposizione del ministero nel senso indicato dal collega Scarpa possa essere considerato del tutto legittimo, ma è un-aspetto che mi riservo di appurare in sede diversa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Signor Presidente, volevo ricordare che ho affermato io stesso nel mio intervento - forse l'onorevole Vassallo era distratto - che auspicavo che gli interventi si estendessero anche ad altri siti; ma siccome le risorse disponibili per lo studio sono quelle indicate, e questo è lo studio più urgente lo si ottiene perché da tre anni, ed altre istanze, del resto, non ne sono pervenute, sembra che si debba parlare di atto dovuto più che di manifestazione di localismo. Se l'Assessore si rendesse disponibile ad incrementare le risorse, noi saremmo felici di accogliere le eventuali istanze di altri territori.

Quindi non abbiamo nessun problema ad inserire il nome dell'onorevole Vassallo nell'emendamento, anzi lo faremo molto volentieri, né ad estendere l'intervento alle altre località, ma siccome le risorse disponibili sul capitolo sono appena sufficienti per quello studio, estendere i finanziamenti a tutti significherebbe vanificare l'intervento, continuare a non fare niente.

PRESIDENTE. Leggo le modifiche apportate dall'onorevole Scarpa al suo emendamento, il numero 499. L'onorevole Scarpa propone di mantenere dell'emendamento le seguenti parti: il comma primo fino a "Porto Torres"; il comma quinto da "lo studio dovrà essere realizzato tramite la A.S.L. competente..." fino a "universitari", e il comma settimo da "per l'attuazione" fino a "1.500.000.000". Tutto il resto dovrebbe essere ? (pag. 84).

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, nel dibattito svoltosi due giorni or sono, la settimana scorsa, avevo chiesto di sospendere l'esame di questo emendamento perché ritenevo che le dichiarazioni pronunciate anche oggi dal collega Vassallo dovessero essere recepite dall'Aula. Noi siamo convinti che un provvedimento del genere debba essere allargato a tutte le popolazioni dei paesi vicini a grandi siti industriali. Sono convinto che non c'era bisogno neanche di presentare un emendamento alla finanziaria, bastava un ordine del giorno approvato dal Consiglio che impegnasse l'Assessore della sanità, di concerto con l'Assessore dell'ambiente, ad effettuare queste indagini.

Naturalmente, il problema dei fondi non esiste, perché vi sono le risorse del fondo sanitario nazionale e regionale. Quindi, se vogliamo affrontare veramente questo problema, che è un problema sentito dappertutto nella nostra Isola, credo che si potrebbero ritirare gli emendamenti e presentare un ordine del giorno dove si chiede all'Assessore della sanità, di concerto con l'Assessore dell'ambiente, di dare il via a questi studi, a queste indagini nei nostri territori, inserendo anche i tempi perché di completamento, poiché effettuare queste indagini rientra nei compiti normali della Regione.

Se i proponenti sono d'accordo sostituirei questi due emendamenti con un ordine del giorno col quale si impegna la Giunta regionale, e in particolare i due Assessori competenti, ad effettuare questa indagine nel territorio.

PRESIDENTE. Questa è un'ulteriore proposta.

Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo per rispondere alla proposta del collega Fadda.

Ripeto ancora una volta che mentre in alcune zone gli studi sono stati completati (nel febbraio del 2000 è stato consegnato lo studio riguardante i comuni di Carbonia, Gonnesa, Sant'Antioco, San Giovanni Suergiu, Portoscuso e sono sorti anche procedimenti giudiziari a carico dei responsabili) è da ben dieci anni che lo studio per Porto Torres viene reclamato invano, con atti formali di consigli comunali, popolazioni, medici eccetera, eccetera.

Altre proposte per singoli impianti non ne sono pervenute, se ne perverranno saranno oggetto di pronuncia da parte del Consiglio. Ritengo però che oggi il Consiglio debba pronunciarsi su questa questione, perché siamo fortemente in ritardo. Le risorse ci sono, è stato concordato con la Giunta il capitolo, non vedo nessun motivo perché l'emendamento debba essere ritirato. Spero che i colleghi comprendano che non si tratta di un problema di Porto Torres, ma intanto è un problema che deve essere affrontato. Se verranno fuori altre richieste, saranno esaminate anche queste. Auspico che chiunque voglia aggiungere la propria firma sull'emendamento apponga, perché non è una questione né di centrodestra, né di centrosinistra.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Signor Presidente, riflettendo sulle modifiche proposte all'emendamento numero 49 con l'emendamento numero 499 propongo, per mantenere il carattere generale della finalità e nel contempo garantire alla zona di Porto Torres la priorità dell'intervento, la seguente formulazione del primo comma: "Per lo svolgimento dell'attività produttiva nelle aree a più alta concentrazione industriale, con particolare riferimento all'area industriale di Porto Torres". In questo modo noi, pur non escludendo nessuno in via di principio, manteniamo la priorità nei confronti di Porto Torres, perché giustamente, come ricordava poco fa l'onorevole Scarpa, per quella zona esiste già un progetto, per cui lo studio si può attivare da subito. Mi sembra che questa piccola proposta di modifica del primo comma possa mettere d'accordo tutti .

PRESIDENTE. L'onorevole Vassallo propone di aggiungere, nell'emendamento numero 499 presentato da Scarpa, Nuvoli e più, al primo comma, dopo l'espressione "correlati allo svolgimento delle attività produttive" la frase "nelle aree a più alta concentrazione industriale con particolare riferimento all'area industriale di Porto Torres".

Ha domandato di parlare il consigliere Nuvoli. Ne ha facoltà.

NUVOLI (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, dal momento che io sono firmatario del primo emendamento in discussione ed anche del secondo, e sono firmatario del secondo perché nei giorni in cui io, l'onorevole Vassallo e l'onorevole Frau l'abbiamo predisposto, l'onorevole Scarpa era assente da questo Consiglio (era in missione, quindi assente giustificato), voglio precisare che se dovesse passare il primo emendamento che reca anche la mia firma dopo quella dell'onorevole Scarpa, è chiaro che la mia firma nel secondo emendamento in discussione, quella che è riportata insieme a quella dell'onorevole Vassallo e dell'onorevole Frau, viene a decadere.

Vorrei inoltre raccomandare all'onorevole Vassallo e agli altri di unificare la proposta, ma di unificarla in una direzione ben precisa. Deve cioè essere chiaro che innanzitutto va assicurato lo studio su Porto Torres, perché corrisponde a verità quanto ha sostenuto l'onorevole Scarpa, che su Porto Torres non è stato mai effettuato uno studio epidemiologico serio. C'è stato un tentativo di studio, quello riferito, credo che l'onorevole Vassallo me ne possa dare atto, ai medici di famiglia; è uno studio apprezzabile, che ha rappresentato uno sforzo di volontà notevole, ma che dal punto di vista scientifico, non c'è dubbio, non ha potuto offrire delle risposte conclusive ed esaurienti rispetto al problema.

Quindi, sottolineato che altre zone della Sardegna ugualmente a rischio hanno comunque usufruito dei finanziamenti al fine di effettuare studi scientifici che potessero attestare un nesso tra patologie tumorali e insediamenti industriali , è evidente che la priorità su Porto Torres, onorevole Vassallo, deve essere comunque assicurata. Al di là del forma, dobbiamo assicurare la sostanza; la sostanza è che per Porto Torres deve essere assicurato questo studio. Poi se ci sono altri fondi, nessuno impedisce, nessuno è contrario che possano essere riservati alla stesura di altri studi, su altre zone a rischio del territorio della Sardegna.

PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Capelli e poi di nuovo all'onorevole Scarpa, ripeto la formulazione che è stata proposta dall'onorevole Vassallo, che a questo punto unificherebbe gli emendamenti con le firme anche dell'onorevole Vassallo e degli altri. Dopo "attività produttive", al primo comma dell'emendamento numero 499, si aggiunge "nelle aree a più alta concentrazione industriale, a partire dall'area industriale di Porto Torres". Questa è la proposta avanzata dall'onorevole Vassallo.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (P.P.S. - C.D.U. Sardi). Signor Presidente, io ritengo la formulazione proposta dall'onorevole Vassallo la più completa. Inizialmente intendevo prendere la parola per sostenere questi emendamenti, così come ho fatto in precedenza per altri emendamenti di alcuni colleghi, anche dell'opposizione, perché ritengo lo studio di per se utile, necessario e doveroso, e invito i colleghi a non dimenticare che ci sono altre zone industriali, magari numericamente meno importanti, o appartenenti a collegi diversi, che necessitano di questi studi.

Pertanto credo che quanto meno la Giunta debba prendere un impegno in tal senso. Penso che comunque questo atteggiamento che stiamo tenendo oggi non sia coerente con atteggiamenti tenuti in quest'Aula nei giorni passati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Signor Presidente, poichè è stato chiesto il mio parere sulla proposta dell'onorevole Vassallo, volevo rispondere dicendo che sono d'accordo a patto che vengano aumentate le risorse.In caso contrario, lasciando inalterati gli stanziamenti, non faremmo altro che prenderci in giro, prendere in giro tutti e non fare niente. Se decidiamo che lo studio riguardante Porto Torres deve essere fatto, quelle sono le risorse necessarie. Se intendiamo invece allargare l'intervento ad altri siti allora dobbiamo aumentare le risorse.

Quindi, se la Giunta aumenta le risorse sono d'accordo ad allargare il raggio di intervento. Se le risorse non ci sono approviamo la norma così come è stata proposta e poi per il resto se ci sono esigenze concrete, serie, nelle prossime scadenze di bilancio si approverà un ordine del giorno, si impegnerà la Giunta. Però questo emendamento è stato istruito, è pronto, c'era l'accordo della commissione, della maggioranza e della Giunta; non vedo, pertanto, perché dobbiamo impedire che questo studio venga realizzato; gli altri si faranno in seguito.

PRESIDENTE. Se non si trova rapidamente l'intesa sul testo sospendiamo ancora una volta questi emendamenti per riprenderli quando si addiverrà ad un testo unificato, perché cercare un accordo in Aula è troppo complicato, altrimenti sono costretto a porre in votazione gli emendamenti così come sono stati presentati.

Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Signor Presidente, volevo preliminarmente sottolineare che sull'argomento non ho ancora preso la parola. Mi auguro che quando poniamo noi questioni e problemi o presentiamo emendamenti, si utilizzi lo stesso metodo che è stato utilizzato con l'onorevole Scarpa, che è diventato una sorta di interlocutore su tutto e in rapporto a tutti.

Comunque, per quanto riguarda l'argomento in discussione, se il problema non è di "timbro", perché è vero che ormai i pochi mesi o le poche settimane che ci separano dalle elezioni fa entrare un po' tutti in fibrillazione, non capiamo di che natura sia. L'onorevole Vassallo ha infatti già offerto alcune disponibilità ben precise, affermando che noi intendiamo porre una questione di carattere generale, che riteniamo importante, ed all'interno della questione di carattere generale assegniamo la priorità, come è previsto nell'emendamento numero 494, allo studio per l'area industriale di Porto Torres. Allora, non capisco , se non è una questione di "timbro", di firma, quale sia l'oggetto del contendere.

Questo è un intervento che vuole salvare un'esigenza generale, consente di dare risposte ad un problema particolare di una determinata area. Se il problema è l'insufficienza della dotazione finanziaria, benissimo, noi abbiamo previsto questa dotazione per un senso di misura e di responsabilità, ma non siamo affatto contrari ad un maggiore stanziamento.Quindi, non ci si venga a dire che la proposta che abbiamo avanzato noi è una proposta che comunque va respinta, perché è una proposta che aveva nel suo insieme l'obiettivo di conseguire il maggiore equilibrio possibile, a prescindere da quello che succederà in campagna elettorale.

Tra l'altro il collega Vassallo ha anche suggerito, qualora non si volesse accogliere l'emendamento numero 494, correggasi correggere con una formulazione più accettabile l'emendamento numero 499; tanto in quello c'è il "timbro" dell'onorevole Scarpa, così lo può esibire anche nel corso delle prossime settimane, dei prossimi mesi durante le elezioni.

PRESIDENTE. Mi pare che questo lavoro, nonostante l'impegno dei colleghi, si sia rivelato poco produttivo. A questo punto, non essendo andato a buon fine il tentativo di unificazione dei testi in discussione, mi sembra opportuno sospendere l'esame degli emendamenti per agevolare i lavori dell'Aula e favorire il conseguimento di un'intesa.

Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.

OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Signor Presidente, io credo che la proposta avanzata dall'onorevole Vassallo possa essere accolta, in quanto nella circolare a cui ha fatto riferimento l'onorevole Scarpa si parlava di questo studio epidemiologico molto importante, di altre aree industriali, meritevoli sotto il profilo in esame.

Ora, siccome gli studi epidemiologici sono di competenza del Ministero della sanità, se noi inseriamo nell'emendamento la dizione suggerita dal collega Vassallo nulla ci impedirà, fermo restando che noi spenderemo i soldi necessari per Porto Torres, di chiedere al Ministero le risorse necessarie o inserirei stanziare risorse per realizzare questi studi che servono a Sarroch come a Ottana, come ai poli industriali. Del resto un allargamento dell'intervento può portare anche ad una contrazione dei costi per ogni singolo studio.

Quindi, se l'onorevole Scarpa è d'accordo, ritengo opportuno accogliere la proposta dell'onorevole Vassallo.

SCARPA (Gruppo Misto). Sono d'accordo.

PRESIDENTE. Se l'onorevole Scarpa e i presentatori sono d'accordo, metto in votazione l'emendamento numero 499, integrato dalle firme dei presentatori del numero 494, lasciando in piedi solo i commi 1, 5 e 7 e inserendo al comma 1, dopo le parole "attività produttive", l'inciso "nelle aree a più alta concentrazione industriale, a partire dall'area industriale di Porto Torres..", con i chiarimenti forniti in conclusione dall'Assessore della sanità.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda . Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, le osservazioni pronunciate dall'assessore Oppi sono condivisibili. Io chiedo alla Giunta regionale, al di là della questione di Porto Torres, di comprendere (perché ci dobbiamo riferire a istituzioni esterne oltre che alle A.S.L.) che effettuare uno studio di questa portata su tutto il territorio regionale comporta costi inferiori con rispetto ad uno studio per Porto Torres, poi allargato a Ottana o a Sarroch.

Allora, siccome è un problema molto serio e non si tratta, onorevole Capelli, di questioni campanilistiche, siccome è un problema che è avvertito da tutto il territorio regionale, (non credo che ci siano problemi di fondi, perché la copertura finanziaria può essere trovata tranquillamente nel capitolo che riguarda il Fondo sanitario nazionale) io accetto, pur di chiudere la questione, che venga lasciata l'indicazione di Porto Torres, però sono convinto che questo problema debba essere affrontato contemporaneamente anche per gli altri siti e attraverso le risorse ordinarie del Fondo sanitario nazionale.

Ritengo ciò scientificamente più valido perché operare contemporaneamente nella zona industriale di Ottana, di Porto Torres, di Sarroch vuol dire effettuare uno studio con le stesse metodologie, con la stessa Università, cercando di trovare tutti gli strumenti validi. Se poi la visione campanilistica vuole prevalere e dire che bisogna inserire espressamente Porto Torres, accetto anche Porto Torres. Si è avuto il merito, con questo emendamento, di porre un problema che è sentito dalle nostre popolazioni. L'invito che ho rivolto non è stato accolto. Chiedo però alla Giunta regionale che questo studio parta con gli stessi sistemi, con lo stesso metodo su tutti i siti industriali più importanti della nostra Isola.

Non credo che ci vogliano, tra altro, chissà quali mezzi finanziari; comunque se anche ci volessero potrebbero essere rinvenuti tranquillamente all'interno del Fondo sanitario nazionale.

PRESIDENTE. Onorevole Fadda, credo che le sue preoccupazioni vengano un po' meno grazie a un comma di questo emendamento che prevede che lo studio debba essere realizzato tramite le ASL competenti per territorio, che potranno avvalersi della collaborazione di eventuali centri di ricerca esterni. Mi pare che anche le parole dell'Assessore vadano nella direzione da lei indicata.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Bruno Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI BRUNO (I DEMOCRATICI). Signor Presidente, adesso che c'è un testo mi permetto di pronunciare la mia dichiarazione di voto, per annunciare che il mio voto sarà favorevole all'emendamento, e per fare un'affermazione che probabilmente apparirà scontata.

Io non credo, cioè, che l'Assemblea e la Giunta possano dichiararsi soddisfatti di questo emendamento, perché con questo emendamento si finanzia solo uno studio per rilevare le cause per le quali si muore. Io penso che questo costituisca solo il primo elemento per poter intervenire tentando di evitare di morire per le cause che stiamo ricercando. Per questo non è giusto che l'intervento riguardi soltanto Porto Torres; è giusto che in tutta la Sardegna la qualità della vita sia rispettata.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri Pinna, Calledda, Alberto Sanna, Morittu, Pirisi, Marrocu, Falconi )

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 499, Con le modifiche precedentemente richiamate.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - CUGINI - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GIAGU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - ORRU' - ORTU - PIANA - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SELIS - SPISSU - TUNIS Marco - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto il consigliere: CARLONI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 63

Votanti 62

Astenuti 1

Maggioranza 32

Favorevoli 62

(Il Consiglio approva).

Pertanto gli emendamenti numero 494, 469, 49 e 415 decadono.

Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta. Signor Presidente, colleghi del Consiglio, fra poco voteremo alcuni emendamenti che hanno impegnato questo Consiglio per diverse ore, mi riferisco a quelli relativi all'esercizio dell'attività venatoria. A me sembra di non avere registrato divergenti e differenti posizioni politiche in ordine a questo problema. Prendo atto anche della fondatezza degli emendamenti e della coerenza che gli stessi mostrano con la normativa nazionale. Non si tratta di innovazioni stravolgenti, sonora di una regolamentazione legittima.

Abbiamo chiesto semplicemente uniche vi fosse coerenza tra le norme che verranno inserite in finanziaria e quelle contenute nella legge di contabilità che questo Consiglio si è dato. D'altra parte stamattina, leggendo il disegno di legge finanziaria, mi sono posto la domanda: come fa un cittadino qualunque, un cittadino normale a leggere questa legge? E` impossibile! Quindi ritengo che quella scelta non soltanto vada mantenuta ma rafforzata, perché i nostri documenti e le nostre leggi devono essere leggibili per chiunque.

Io credo di poter assumere, nei confronti del presentatore degli emendamenti, l'impegno a far approvare immediatamente in Giunta regionale le norme sulla caccia nelle quali introdurre anche il contenuto degli emendamenti e a chiedere al Consiglio l'adozione di una corsia preferenziale. E` per questo motivo che rinnovo un cortese, caloroso, pressante invito perché l'onorevole Onnis e il Gruppo di Alleanza Nazionale ritirino gli emendamenti.

PRESIDENTE. Ricordo che stiamo esaminando gli emendamenti numero 7, 9 e 10 dell'articolo 4.

Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Floris. Ne ha facoltà.

Floris EMILIO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, intervengo per esprimere la mia adesione a quanto ha richiesto adesso al collega Onnis il Presidente della Giunta.Lo faccio anche a nome del Gruppo di Forza Italia, e invito pertanto l'onorevole Onnis a prendere in considerazione il percorso indicato dallo stesso Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Onnis. Ne ha facoltà.

ONNIS (A.N.). Signor Presidente, le assicurazioni e le garanzie che l'illustre Presidente della Giunta ha ritenuto di fornire ai presentatori di questi emendamenti e all'Aula, credo che risolvano i problemi sostanziali che gli emendamenti avevano sollevato.

In tale situazione, data l'autorevolezza dell'impegno pubblico, formale, assunto dal Presidente e dalla Giunta, confermato e rafforzato dalle cortesi dichiarazioni del Capogruppo di Forza Italia, mi pare ragionevole, anche se non proprio esaltante, ritirare gli emendamenti numero 7, 9 e 10 anche per fornire ancora una prova - io credo - di moderazione, e non certo per soggiacere alla logica, talvolta cinica e qualche volta alienante, che governa quest'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, noi apprezziamo la proposta avanzata dal Presidente Floris, ed anche l'accoglienza che la proposta ha ricevuto dai Gruppi della maggioranza e in particolare dal Presidente Onnis. Credo che il confronto anche aspro in quest'Aula e fuori quest'Aula faccia parte della politica, soprattutto quando si rispettano le idee altrui e i percorsi istituzionalmente corretti. Pertanto, nel ribadire l'apprezzamento noi offriamo la disponibilità, per quello che i colleghi soprattutto della Commissione competente hanno sempre espresso, a iniziare da subito un lavoro intenso su tutta la problematica sia della caccia sia dell'agricoltura, che è stata, anche questa, sollevata in quest'Aula.

PRESIDENTE. Quindi gli emendamenti numero 7, 9 e 10, vengono ritirati, a fronte dell'impegno assunto dal Presidente della Giunta.

Passiamo ora all'esame degli emendamenti numero 108, 195 e 490 all'articolo 4. E' stato inoltre presentato un emendamento di sintesi. Se ne dia lettura.

COSSA, Segretario:

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

All'articolo 4, dopo il comma 4, sono inseriti i seguenti commi:

"4.bis. Per la realizzazione di nuove infrastrutture e servizi nel settore della

tecnologia delle informazioni e delle telecomunicazioni (ICT), da parte di operatori,

che abbiano il Centro Direzionale della propria attività nel territorio della Sardegna e

per la creazione in Sardegna di un Polo delle Telecomunicazioni, connesso alle reti

nazionali ed internazionali, è autorizzato, per l'anno 2001, lo stanziamento di L. 20

miliardi. La realizzazione degli interventi di cui sopra è attuata attraverso la stipula di

specifici Accordi di Programma ai sensi dell'art. 27 della L. 8.6.1990, n. 142. Gli

Accordi di Programma sono approvati con decreto del Presidente della Regione,

previa delibera dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore dell'Industria.

"4.ter. Al fine di consentire un immediato progetto di risanamento ambientale

attraverso l'interramento dei cavi telefonici aerei e l'eliminazione delle palificazioni

nei centri storici e nei centri ad alta vocazione turistica, è autorizzato per l'anno 2001

lo stanziamento di L. 10 miliardi. L'Amministrazione regionale è autorizzata a

finanziare in tutto o in parte la realizzazione delle opere di risanamento di cui al

presente comma.

COPERTURA FINANZIARIA

09 - Stato di previsione della spesa dell'Assessorato dell'Industria.

In aumento:

UPB S09.011 Attività promozionali per spese di investimento e di partecipazione al capitale:

capitolo da impinguare:

09014-00 FR (Denominazione variata): spese per l'attuazione di specifici interventi,

anche infrastrutturali, nel campo dell'ITC (Tecnologia dell'informazione e della

comunicazione) finalizzati alla promozione dello sviluppo industriale della Sardegna,

per favorire investimenti nazionali ed esteri per il potenziamento del sistema

produttivo e dei livelli occupativi e per consentire il risanamento ambientale nello

stesso campo (art. 8, L.R. 24 dicembre 1998, n. 37 e art. 4, comma 4 bis della legge

finanziaria).

Anno 2001 Competenza lire 30.000.000.000 Cassa lire 25.000.000.000

In diminuzione anno 2001

S.03.024 (cap. 03070/05) (EM soppressivo art. 4 comma 5, 138 e 379)

L. 5.000.000.000

S.03.007 (cap. 03017) TAB B voce 16

L. 25.000.000.000

TOTALE L. 30.000.000.000 (498)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, intervengo solo per apportare una modifica all'emendamento testè letto. Chiedo di portare lo stanziamento a 30 miliardi, di cui 20 per gli interventi previsti al primo comma, e 10 per gli interventi di cui al secondo comma, portando gli stanziamenti di competenza e cassa per l'anno 2001 a 40 e 35 miliardi, a valere sulla voce 12 della tabella A per 300 milioni, sulla voce 12 della tabella B per 6 miliardi e sulla UPB 09022 per 3 miliardi e 700 milioni..

Consegnerò agli uffici il riepilogo in modo che possa anche essere meglio annotata la variazione così proposta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Signor Presidente, noi chiediamo di sostituire al comma 4 ter le parole " i centri ad alta vocazione turistica" con le parole "i centri di grande pregio ambientale e turistico". Su questo era già stato raggiunto un accordo, in quanto si trattava fondamentalmente di ampliare la gamma di interventi.

Oltre ai centri turistici l'intervento andrebbe esteso, quindi, a tutti quei centri storici (che hanno comunque un pregio e una vocazione turistica anche loro) che debbono essere salvaguardati e in qualche misura adeguati. E` una modifica semplicissima.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.). Signor Presidente, io intervengo per dichiarare il mio voto favorevole sull'emendamento di sintesi presentato dalla Giunta regionale relativamente a un problema, quello delle telecomunicazioni, che in questi mesi ha coinvolto la Commissione industria, i commissari competenti ma anche tanti altri consiglieri, la Giunta regionale e l'Assessore dell'industria in particolare. Un problema che è stato sollevato grazie alle lotte degli operai, degli addetti delle ditte delle telecomunicazioni e in particolare della ditta "Mazzoni".

Non si tratta soltanto di un problema contingente relativo alla difesa del posto di lavoro di questi addetti, ma è un problema che investe lo sviluppo futuro della nostra Isola, la possibilità che essa si renda competitiva nello scenario internazionale della new economy e delle telecomunicazioni più in generale. Da questo punto di vista credo che, per quanto mi riguarda, non si possa non esprimere un voto favorevole, in quanto l'emendamento accoglie molte delle proposte avanzate dal centrosinistra.

In questo modo si inserisce un primo importante (anche se da solo, chiaramente, non sufficiente) tassello, perché questo settore, che è un settore preminente, trainante nel futuro venga seguito e salvaguardato. Solo così potrà produrre frutti pregnanti per la nostra economia dal punto di vista non solo della difesa dei posti di lavoro, ma soprattutto della creazione di nuove opportunità occupative qualificate nella nostra regione.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 498 modificato dall'assessore Pittalis e dal consigliere Ortu. Chi l'approva alzi la mano.

(E` approvato)

Sospendo la seduta sino alle ore 16 e 30.

(La seduta, sospesa alle ore 14 e 10, viene ripresa alle ore 16 e 02)

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

PRESIDENTE. E' stato presentato un emendamento all'emendamento numero 477, il numero 501. Se ne dia lettura.

LICANDRO, Segretario,

Emendamento aggiuntivo Fadda, Cugini, Dettori Bruno.

All'emendamento 477 è aggiunto il seguente:

La carica di consigliere regionale è incompatibile con la carica di Presidente amministratore di enti, aziende e società in cui la partecipazione regionale supera il 20% del capitale sociale. (501)

PRESIDENTE. Poichè i presentatori degli emendamenti numero 497 e 501 non domandano di illustrarli, si danno per illustrati.

Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere la Spisa, relatore di maggioranza.

LA SPISA (F.I. - Sardegna), relatore di maggioranza. Esprimo parere favorevole sull'emendamento numero 497 e contrario sul numero 501.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Faccio presente ai firmatari che l'argomento trattato nell'emendamento 501 non è aderente all'oggetto della discussione. Stiamo esaminando il disegno di legge finanziaria. Questo, invece, è un provvedimento che dovrebbe essere trattato in altra sede. Pertanto prego i colleghi di ritirare l'emendamento; non mi mettano nella condizione di non accettarlo.

CUGINI (D.S.). Ma perché non si può?

PRESIDENTE. Perché non si può nella finanziaria trattare un argomento come questo. La finanziaria deve trattare argomenti che riguardano l'amministrazione della Regione. L'emendamento invece affronta un problema di incompatibilità che credo debba essere trattato in altra sede.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari - P.S.). Apriamo un dibattito su questo come l'abbiamo aperto sugli altri emendamenti.

PRESIDENTE. Va bene.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I. - Sardegna), relatore di maggioranza. Mi è stato chiesto il parere sull'emendamento numero 497 e sul numero 501. In realtà, probabilmente, non è il numero 497 che è collegato al numero 501, ma il numero 477.

PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, è così: l'emendamento base è il numero 477. All'emendamento numero 477 è stato presentato prima l'emendamento numero 497, che essendo emendamento all'emendamento deve essere votato prima. Poi il numero 501, che è sempre emendamento al numero 477.

Quindi facciamo così: lei esprima il parere sull'emendamento numero 477, sul numero 497 e sul numero 501.

LA SPISA (F.I. - Sardegna), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 477 è negativo; sul numero 501, negativo, sul numero 497, favorevole.

PRESIDENTE. La Giunta conferma quanto precedentemente espresso.

Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta. Signor Presidente, colleghi del Consiglio, la Giunta ovviamente non è in condizioni di esprimere alcun parere, perché si tratta di materia regolamentare che va accuratamente confrontata con le norme già operanti in materia di incompatibilità e ineleggibilità.

Noi non siamo contrari a esaminare questa materia appositamente, cioè a stabilire norme che vadano incontro ad esigenze di chiarezza e di trasparenza, ma in questa situazione riteniamo che queste norme non possano trovare accoglimento nella legge finanziaria; siamo disponibili, invece, come Giunta, a esaminare con il Consiglio l'opportunità di modificare le norme già esistenti, quelle di carattere nazionale e quelle di carattere regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO. (Popolari-P.S.). Signor Presidente, mi sembra abbastanza "liquidatorio" l'atteggiamento del Presidente della Commissione allorchè si limita a pronunciare le parole "parere negativo" senza approfondire il fatto che l'emendamento numero 477 è un emendamento a un emendamento che ha già trovato accoglimento e che si muove nella direzione di garantire al funzionamento della macchina amministrativa la massima trasparenza.

Trasparenza significa prima di tutto sedere in Consiglio in pari condizioni, senza poter influenzare a proprio favore i processi legislativi ai quali partecipiamo ogni giorno. Oramai la legislazione nazionale ha concretato una sostanziale parità fra i rapporti discendenti da contratti collettivi nazionali, che ormai hanno assunto natura individuale e privatistica, e le attività di carattere continuativo dipendenti da attività di convenzionamento con l'amministrazione.

Non ho capito, quindi, per non andare lontano, che differenza passi tra la condizione mia, che sono dipendente di un ente che dipende dalla Regione, e che in base ad un decreto legislativo del '93 sono stato messo in condizioni di collocarmi in aspettativa proprio per non concretare questo tipo di situazione, e altre condizioni che invece realizzano in quest'Aula un palese continuo conflitto di interessi, anche su normative che attengono alla loro diretta attività.

Questo è il senso dell'emendamento e a queste domande è necessario che in quest'Aula, chi di competenza, dia una risposta, perché non si tratta di individuare incompatibilità, si tratta di mettere tutti nella medesima condizione operativa nei confronti delle proprie responsabilità generali e collettive, senza nessuna nicchia di privilegio che consenta a qualche collega di intervenire in sede legislativa su materie di propria specificità o di propria attinenza.

Questo era il senso, e su questo credo che sia opportuno argomentare piuttosto che esprimere pareri liquidatori che non servono a elevare, secondo me, la qualità e l'autorevolezza di un'Aula che vuole tutti uguali di fronte alle proprie responsabilità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Signor Presidente, intervengo per riprendere le considerazioni testè espresse dal collega Sanna e per sottolineare che anche il presidente Floris, comunque, con il suo intervento ha riconosciuto che la materia deve essere trattata e disciplinata diversamente. Quindi, nella sostanza, c'è una convergenza tra quanto noi abbiamo proposto all'attenzione del Consiglio e quanto ha affermato il presidente Floris, allorchè ha ammesso che si tratta di un argomento che merita di essere ripreso in un momento diverso da questo, in quanto materia estranea alla finanziaria.

La nostra opinione è diversa, però mi interessa poco questa diversità, mi interessa invece la convergenza sul merito dell'argomento. Se noi non discipliniamo la materia in legge finanziaria, ossia non la discipliniamo in questa occasione, rimane aperto l'argomento. Il presidente Floris afferma che va trattato in altra occasione, comunque riprendendo le norme che disciplinano la compatibilità o l'incompatibilità. Il punto comunque esiste. Esiste, per quanto riguarda il merito, nei termini che adesso ha esposto il collega Sanna.

Allora qual è la strada che noi dobbiamo proporre al Consiglio per affrontare in modo definitivo questo problema? Se i colleghi della maggioranza, riprendendo le considerazioni espresse dal presidente Floris, vogliono indicare al Consiglio un percorso che dia certezza per quanto riguarda la soluzione, da parte nostra ci sarà la massima attenzione, però è chiaro che la risposta non può essere quella che ha fornito il collega La Spisa come Presidente della Commissione. L'argomento che noi abbiamo proposto alla vostra attenzione può infatti apparire estraneo in questa occasione, ma non è certo un argomento estraneo alla finanziaria, perché la legge finanziaria è la legge principe che disciplina le scelte che si operano in Consiglio, quindi è la legge che norma un insieme di comportamenti, che ha una ricaduta di natura economica primaria nella nostra regione.

Comunque, prima di esprimermi sulla prospettiva di questo emendamento, gradirei ascoltare le opinioni dei colleghi della maggioranza, con la piena disponibilità, avendo trattato l'argomento, a trovare soluzioni conseguenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, a me sembra che l'intervento del collega Cugini, prendendo atto delle dichiarazioni del Presidente, indichi e offra una disponibilità a trattare l'argomento in maniera seria, purché effettivamente ci sia la volontà di esaminarlo.

E sotto questo aspetto, per quanto mi riguarda, parlando a titolo personale, sono perfettamente in linea con quanto affermato dal Presidente, e cioè che trattandosi di argomenti di non poco conto, ma che sono seri e che comunque devono essere affrontati, penso che un dibattito in coda alla legge finanziaria, per l'approfondimento che l'argomento merita, potrebbe risultare monco, e la soluzione alla quale si arriverebbe potrebbe risultare non esattamente rispondente e corrispondente all'esigenza che con questo emendamento è stata posta.

Proprio perché si tratta di incompatibilità, e quindi anche di modifica di regole che disciplinano situazioni esistenti, e che hanno anche in una certa misura condizionato, a suo tempo, le scelte di tante persone, consiglieri compresi, ritengo che sia appropriato il percorso individuato dal Presidente, che può essere, anche un po' dilatorio, perché rimanda il problema, ma che certamente, se intrapreso nei tempi e con le modalità dovute, può veramente offrire concreta risposta all'esigenza che è stata posta e che lo stesso Presidente ha ritenuto perfettamente legittima.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (C.C.D.). Onorevole Presidente, l'argomento che è stato toccato da questi emendamenti è veramente molto delicato. Riguarda lo status del consigliere regionale, le sue prerogative, e quindi anche la sua stessa indipendenza nell'esercizio della sua funzione.

Io credo che non si possa liquidare in dieci minuti di dibattito un argomento così importante, e tra l'altro mi meraviglia moltissimo che l'onorevole Gian Mario Selis, ex presidente del Consiglio regionale, non ricordi che esiste già una legge regionale, esattamente la numero 9 del 1955, mai abrogata, che regolamenta in maniera anche molto più precisa, molto più pregnante questo argomento. Se l'Aula me lo consente, io la leggo.

La legge numero 9, mai abrogata, e quindi in vigore, all'articolo 1 recita: "I consiglieri regionali non possono essere nominati o designati a ricoprire cariche o a esercitare funzioni di amministratore, presidente, sindaco o revisore, direttore generale e centrale, consulente legale o amministrativo in associazioni, enti, istituti regionali che gestiscono servizi per conto della Regione sarda o siano costituiti con interventi finanziari della Regione o comunque gestiscano fondi regionali con obbligo di rendiconto". Lo stesso divieto vale nei riguardi delle associazioni, enti, istituti non regionali ma operanti anche nella Regione sarda alla cui amministrazione e al cui controllo la Regione abbia diritto di partecipare, in virtù di leggi speciali, con la nomina o con la designazione di uno o più amministratori, sindaci, revisori, consulenti".

All'articolo 2 poi aggiunge: "Sono escluse dal divieto le cariche in enti culturali e di culto, nei quali sia in qualsiasi momento interessata la Regione sarda". Infine, all'articolo 3 conclude affermando che: "i consiglieri regionali che si trovino in alcune delle condizioni previste dall'articolo 1 dovranno optare fra le cariche che ricoprono e il mandato consiliare. In mancanza di comunicazione si intenderà che il consigliere opti per il mandato consiliare, e gli organi regionali competenti provvederanno alla loro assunzione.

Quindi noi abbiamo già una legge che precisa in maniera piuttosto cogente, in maniera piuttosto dettagliata le incompatibilità e lo status del consigliere regionale. Allora, o voi abrogate questa legge, che tra l'altro nessuno ha mai voluto abrogare, altrimenti chiaramente, non si può, a mio giudizio, introdurre surrettiziamente in legge finanziaria un emendamento che riguardi lo status del consigliere regionale.

Capisco che a molti sia sfuggito, l'esistenza di questa legge, perché in effetti bisogna riconoscere che è stata scarsamente applicata, anzi, direi che non è stata quasi mai applicata. Però la legge esiste, ed io che sono un veterano del Consiglio regionale, non posso fare a meno di ricordare a me stesso e alla stessa Assemblea che esiste una legge ben precisa e che pertanto non c'è bisogno di introdurre altri emendamenti. Se poi, su questa materia così delicata (attenzione: molto delicata!) l'Assemblea ritiene di dover pronunciare una parola diversa, di voler modificare la legge esistente, è sovrana e può sempre farlo, occorre però una iniziativa legislativa, occorre anche un esame da parte delle Commissioni competenti e un dibattito in Aula di una certa delicatezza e di una certa importanza.

Ecco perché io invito il collega Gian Mario Selis a ritirare questi emendamenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Io mi ricollego a quanto affermato dal Presidente Contu (lo chiamo così perché ha parlato nelle vesti di Presidente) relativamente all'emendamento numero 501 Sull'emendamento numero 501 credo che il compito dei proponenti, sia quello di sollevare un problema, che potrebbe anche essere discusso ora in quest'Aula e che riguarda la materia delle incompatibilità. Questo è solo un caso indicato emblematicamente dai proponenti, forse uno dei più eclatanti: dire cioè che non può essere consigliere regionale chi è amministratore, sempre per conto della Regione, di enti, aziende e società a partecipazione regionale, a partecipazione sociale regionale, è uno dei casi più eclatanti possibili. Ce ne possono essere anche altri, la sede non consente un'analisi specifica, però consente, come si è fatto, come si sta facendo, qualche riflessione.

Poco fa qualcuno ha sottolineato che sono stati discussi e ritirati emendamenti che la Giunta ha ritenuto di non accogliere; l'esempio più immediato è quello degli emendamenti sulla caccia. Ma gli emendamenti sulla caccia sono stati ritirati dietro impegno della Giunta di approvare, in tempi brevissimi, dopo aver chiesto al Consiglio regionale l'attivazione di una corsia preferenziale, con provvedimento apposito. Se questo impegno venisse assunto per l'emendamento numero 501, se la Giunta si impegnasse in tempi brevi a chiedere l'utilizzo di una corsia preferenziale su un problema che, come giustamente ha detto il collega Contu, è delicato, io credo che i presentatori potrebbero valutare di ritirarlo; ma questo non spetta a me dirlo.

L'esigenza che abbiamo è quella di colmare un deficit legislativo, che in alcuni casi, come in questo, pone sicuramente un problema delicato. Personalmente non avrei difficoltà, pur non essendo firmatario, se questo impegno venisse assunto, a invitare i colleghi a ritirare questo emendamento. L'importante è che si tratti di un impegno preciso, determinato, schietto e molto serio come quello che il Presidente ha assunto per quanto riguarda le attività venatorie. Ciò che è necessario è quindi avere la disponibilità della Giunta ad approvare in tempi rapidi e certi il provvedimento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.). Signor Presidente, colleghi, io pronuncerò un intervento privo di qualsiasi significato di carattere politico, giusto per portare un contributo alla comprensione del tema di cui stiamo parlando. C'è una legge, la legge costituzionale numero 2 del 2001, recentemente approvata, che si occupa, tra le altre cose, della materia di cui non stiamo parlando; è la legge costituzionale che modifica la normativa costituzionale e statutaria in materia di elezione, di funzioni, di poteri degli organi regionali.

Così recita l'articolo 3 di dette leggi: "In armonia con la Costituzione, i principi dell'ordinamento giuridico della Repubblica e con l'osservanza di quanto disposto dal presente titolo, la legge regionale approvata dal Consiglio regionale con la maggioranza assoluta dei suoi componenti determina la forma di governo della Regione, e specificatamente, le modalità di elezione, sulla base dei principi di rappresentatività e di stabilità, del Consiglio regionale, del Presidente della Regione e dei componenti della Giunta regionale, i rapporti tra gli organi della Regione, la presentazione e l'approvazione della mozione motivata di sfiducia nei confronti del Presidente della Regione, i casi di ineleggibilità e di incompatibilità con le predette cariche, nonchè l'esercizio del diritto di iniziativa legislativa…", eccetera eccetera.

Stiamo parlando di questo. Non stiamo parlando della caccia, non stiamo parlando di indennità varie, stiamo parlando di una legge fondamentale che il Consiglio regionale per la prima volta avrà la titolarità ad approvare; stiamo parlando di una legge che riguarderà sia la materia elettorale, sia la forma di governo, sia l'incompatibilità.

Non ho altro da aggiungere. Gli emendamenti contengono sollecitazioni e stimoli giusti e condivisibili che il Consiglio regionale dovrà meditare non attraverso viottoli, dovrà meditare e raccogliere nel dare attuazione nel suo insieme alla legge costituzionale numero 2 del 2001.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI (C.C.D). signor Presidente, non sarò saccente come il mio Capogruppo, come l'onorevole Selis o come l'onorevole Scano, però voglio ricordare a me stesso e a molti di voi, all'onorevole Scano, all'onorevole Selis, all'onorevole Floris (non all'onorevole Contu) e ad altri, che negli anni 1988-1989 si verificò uno scambio vivace, violento, fra me e l'onorevole Emanuele Sanna, perché l'allora ministro Misasi mi nominò presidente dell'Ente lirico. Io buttai una pietra nello stagno per cercare di rimuovere le migliaia di incompatibilità che esistevano all'interno di questo Consiglio, che vedeva al suo interno colleghi che ricoprivano anche venti incarichi!

Sono passati dodici anni e non si è fatto niente! Io lanciai la pietra nello stagno, mi dimisi, come ho fatto anche recentemente dimettendomi dalla carica di presidente del Nucleo industriale del Sulcis Iglesiente. Presidente, siamo d'accordo su tutto. In questo Consiglio, dove non si agisce da anni, da dodici anni, bisogna rimuovere le incompatibilità. Esiste una legge a cui ha fatto riferimento l'onorevole Contu. Oggi, votando, io voterei a favore, lo dico in modo molto esplicito, perché è un atto di giustizia, è un modo per arginare chi vuole perpetuare costantemente abusi facendosi parte dei propri ruoli istituzionali.

Credo che noi possiamo approfondire questo problema in termini molto più pacati, magari istituendo una corsia preferenziale; però bisogna sin da ora assumere l'impegno (il Consiglio lo assunse anche allora, ma non arrivammo a nessun risultato) perché tutti i casi di incompatibilità esistenti oggi in quest'Aula vengano rimossi, perché non ci possono essere fillusu e fillastusu, non possono promuovere casi eclatanti di incompatibilità. Esistono delle regole precise che vanno rispettate da tutti. Per me è indifferente che vi si arrivi alla seconda fase o nella prima fase, però ritengo che sia corretto, visto che esistono le norme, che queste vengano da tutti quanti applicate.

Sono passati troppi anni. Ricordo che allora c'era un collega che ricopriva 28 - 30 incarichi e non si dimise da nessuno di questi (ve lo ricordate tutti, sapete a chi faccio riferimento). Anche oggi ci sono altri casi che bisogna rimuovere. Diversamente dobbiamo sapere tutti quanti che ognuno può fare tutto e il contrario di tutto. Esiste una norma precisa - io l'ho citato al Presidente, nel momento stesso in cui andavo a rappresentare il Gruppo dei C.C.D. - che prevede delle incompatibilità, e queste incompatibilità devono essere rimosse. E devono essere rimosse attraverso precise posizioni che la Presidenza del Consiglio deve assumere nel momento stesso in cui, attraverso le dichiarazioni che noi rendiamo, viene a conoscenza di eventuali incarichi in enti e strutture pubbliche.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bruno Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI BRUNO (I DEMOCRATICI). Signor Presidente, molto brevemente, pur rendendomi conto e rendendoci conto che al termine dell'esame di una legge finanziaria aprire un dibattito di questo genere potrebbe essere interpretato anche come un diversivo tattico, non so, credo che le preoccupazioni espresse dai sostenitori dell'emendamento non possono che essere condivisibili.

Sono convinto che, al di là della legge, di cui non conoscevo l'esistenza, ma che io ritenevo dovesse esistere non fosse altro come morale (oggi abbiamo appurato l'esistenza anche della sua "versione scritta") non ci sia consigliere in quest'Aula che non possa che approvare il contenuto di questo emendamento. Per cui, pur apprezzando ciò che il Presidente Floris ha dichiarato nel suo intervento, ritengo che sicuramente l'Aula non si possa spaccare su questo argomento, non posso crederci.

Forse questo emendamento ha toccato alcuni nervi scoperti del Consiglio o dell'amministrazione, ma credo che il problema possa essere superato facilmente. Chiederei pertanto due minuti, tre minuti di pazienza, senza sospendere formalmente i lavori, per facilitare una consultazione in merito alla posizione da assumere riguardo al voto su questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (C.C.D.). Se il Presidente me lo consente io vorrei rivolgere un appello ai colleghi consiglieri; sarà che sono stato Presidente dell'Assemblea, quindi di questa un concetto molto alto, ma ritengo che se una materia così delicata (mi dispiace per la Giunta, ho grande rispetto per la Giunta) non debba essere l'Esecutivo a proporre l'incompatibilità ma dobbiamo essere noi Presidenti di gruppo; questo è un diritto sovrano di noi consiglieri regionali, spetta all'Assemblea delimitare esattamente lo status del consigliere regionale.

Quindi francamente anche l'appello alla Giunta mi pare un po' fuori luogo. Se siamo invece persone serie - e io ritengo che lo siamo - e vogliamo tutelare la nostra dignità, credo che noi stessi potremmo, all'uopo, presentare le iniziative per idonee al raggiungimento di quel risultato, non dimenticando, ripeto, che esiste una legge che detta norme piuttosto rigide nei confronti dei consiglieri.

Badate che questa legge, che purtroppo è entrata un po' in desuetudine, perché non è stata quasi mai applicata, è molto chiara, possiamo modificarla, ma intanto cominciamo ad applicare le leggi che esistono. Nel frattempo nulla ci vieta nella di esprimere nella maniera più rapida possibile, le nostre opinioni e valutazioni, assumendo le iniziative conseguenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta. Ho già avuto modo di chiarire la posizione della Giunta, anche se condivido le opinioni espresse dall'onorevole Oppi e dall'onorevole Contu.

E` chiaro che in materia di ineleggibilità e di incompatibilità bisogna stare attenti; bisogna stare attenti perché le norme non riguardano soltanto il Consiglio regionale, riguardano anche gli enti locali, posto che la Regione ha competenza legislativa primaria in materia di enti locali. Bisogna stare attenti perché a seconda delle incompatibilità che si prefigurano si potrebbe perfino verificare una carenza di candidature o l'impossibilità di gestire i nostri comuni. E comunque le regole devono essere decise sempre all'inizio, mai a gioco iniziato. Non si può, quando la partita è iniziata, presentare gli emendamenti; le norme che prevedono l'incompatibilità e l'ineleggibilità devono essere chiare a colui che si candida al Consiglio regionale della Sardegna fin dall'inizio.

Se questo è vero noi siamo già in condizioni di presentare, come Giunta, ai sensi della legge costituzionale che richiamava l'onorevole Scano, al Consiglio regionale, la proposta di nuova legge elettorale soniche contiene anche le norme in materia di ineleggibilità e incompatibilità.

E` chiaro che la nostra non può che essere una proposta aperta, perché ha ragione l'onorevole Contu quando afferma: "Questa è una materia propria del Consiglio". Però, onorevole Selis, introdurre nella finanziaria, che è un disegno di legge della Giunta, un problema che invece riguarda il Consiglio, mi sembra un po' una forzatura.

Quindi ribadisco questo impegno da parte della Giunta a esaminare questa materia anche in tempi rapidi, se volete noi possiamo anche presentare informalmente il disegno...

SCANO (D.S.). Non è materia della Giunta.

FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta. No, non è materia della Giunta, allapperò è contenuta nella legge elettorale che dovremmo comunque presentare.

SCANO (D.S.). E' materia del Consiglio.

FLORIS MARIO. (C.S.), Presidente della Giunta. Non c'è dubbio, l'ho detto che è materia del Consiglio, ma siccome qualcuno la proposta la deve presentare, non ci sottraiamo a questo dovere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Signor Presidente, il collega Oppi prima richiamava la sua esperienza di consigliere regionale eletto e, al momento, Presidente anche di un consorzio industriale che intrattiene rapporti economici diretti con la Regione.

Era il mio caso. Uguale. Non ero presidente, sedevo nel consiglio di amministrazione, ma la norma è uguale, e mi sono dimesso. Così come sono andato in aspettativa non retribuita, pur essendo direttore di un'associazione di imprese che intratteneva rapporti diretti con la Regione per i finanziamenti che otteneva. Ho chiesto di essere collocato in aspettativa non retribuita, poi la legge che normava le aspettative non retribuite è stata modificata dal Parlamento con la finanziaria dell'anno scorso, e tutti i soggetti che ne usufruivano sono stati dal Parlamento costretti, se volevano restare in aspettativa non retribuita, a far fronte al pagamento dei contributi, allora detti "figurativi" perché pagati dall'Erario.

Quindi coloro che si trovavano nella mia condizione, hanno nella prima fase richiesto l'aspettativa non retribuita, quindi senza assegni; nella seconda fase, in applicazione di una legge del Parlamento nazionale, hanno dovuto pagare i contributi che prima erano invece a carico dell'INPS. Se ci fossero colleghi che dovessero, secondo la legge che ha citato il collega Contu, autonomamente chiedere di essere collocati in aspettativa non retribuita, è chiaro che subirebbero delle conseguenze anche di natura economica perché dovrebbero pagare i contributi previdenziali.

Siccome sappiamo tutti che ci sono colleghi che si trovano in questa situazione, invece di investire la Giunta regionale occorre dare incarico alla Presidenza del Consiglio affinché assuma un'iniziativa per regolarizzare le situazioni di incompatibilità, per esempio fra la funzione di consigliere regionale e quella di dipendente, ad esempio, della A.S.L.. Se in Aula i colleghi che ritengono di trovarsi in una situazione di incompatibilità confermassero rapidamente l'orientamento di chiedere che gli venga applicata la legge, io non avrei nessuna difficoltà a ritirare la mia firma dall'emendamento numero 477. Se invece questi colleghi non dovessero dichiarare questa volontà, è chiaro che io avrei difficoltà a ritirare la firma dall'emendamento numero 477, anzi chiederei su questo la votazione a scrutinio segreto per fare in modo che sulle persone, a quel punto, perché si sposta l'argomento, ci fosse la possibilità di una verifica diretta.

Io preferirei seguire la strada indicata dal Presidente Floris, ma non dipende da me. Per quanto mi riguarda sono favorevole a un passaggio morbido, che richiami ciascuno di noi alle proprie responsabilità e definisca bene l'argomento, perché diversi colleghi dipendenti dalle A.S.L. hanno chiesto di essere collocati, e sono stati collocati in aspettativa non retribuita (ce ne sono diversi che hanno responsabilmente proceduto su quella strada) mentre altri, che magari si considerano forse più intelligenti ad esempio, il venerdì non partecipano mai alle sedute del Consiglio, perché sono impegnati in attività evidentemente per loro più importanti che approvare leggi come la finanziaria.

Quindi sono chiaramente disponibile, come ho detto, alle soluzioni più semplici, però non dipende solo da noi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fois. Ne ha facoltà.

FOIS (P.P.S. - C.D.U. Sardi). Signor Presidente, intanto abbiamo scoperto che una legge esiste, quindi non c'è un vuoto legislativo e chi ha posto il problema si è reso conto che chiunque di noi era garantito da una legge già esistente da tantissimi anni.

Ho cercato di capire l'attinenza del problema con la legge finanziaria e francamente non ci sono riuscito. Ma un aspetto volevo sottolineare: il problema della trasparenza, il problema del ruolo che ognuno di noi ricopre deve essere sempre al primo punto della vita quotidiana di ogni consigliere, e questa è una preoccupazione di fatti; non solo di una parte politica. La trasparenza la vogliamo tutti e tutti vogliamo autogarantirci, e nel caso vi fossero delle posizioni illegittime è giusto che a ciò venga posto rimedio.

Siccome però io non voglio che su questo problema si prendano scorciatoie, perché è un problema sentito, è un problema giusto e legittimo, e bene hanno fatto i colleghi a sottoporlo alla nostra attenzione, chiedo all'Aula e a tutti i Capigruppo di sottoscrivere un ordine del giorno affinché non appena possibile questo problema possa essere ripreso ed affrontato con l'attenzione che merita.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

Selis (Popolari - p.s.). signor Presidente, riteniamo che il dibattito, per quanto svoltosi in tempi brevi, abbia avuto un risultato positivo: quello di portare all'attenzione di tutti noi - l'hanno detto sia i colleghi della maggioranza sia quelli dell'opposizione - questo problema. Abbiamo sentito anche i pronunciamenti della maggioranza, della Giunta ed anche di autorevoli colleghi dell'opposizione. Chiederei pertanto dieci minuti di sospensione per decidere la posizione da assumere su un argomento che è abbastanza delicato.

Chiedo la cortesia ai colleghi della Giunta e della maggioranza e al Presidente del Consiglio, naturalmente, di accogliere questa proposta.

PRESIDENTE. L'onorevole Selis chiede dieci minuti di sospensione. Poiché non ci sono opposizioni la seduta è sospesa per dieci minuti. I lavori riprenderanno alle ore 18.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 51, viene ripresa alle ore 18 e 09.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Signor Presidente, riprendendo le considerazioni del Presidente della Giunta, che ha proposto un percorso che anche prima ho in parte condiviso, penso che si possa trovare un punto d'incontro e quindi si possano trasformare gli emendamenti che trattano l'argomento in un ordine del giorno, che impegni non solo il Consiglio ma anche, perché è una sua competenza, il Presidente del Consiglio.

Entro trenta giorni gli uffici, non tanto e non solo gli uffici della Regione, ma anche quelli che operano nelle realtà dove sono in essere casi di incompatibilità, dovranno rendere edotti i colleghi incompatibili per metterli nella condizione di scegliere. Il Presidente del Consiglio, dovrà poi comunicare all'Aula il lavoro che è stato svolto e l'esito dell'iniziativa che nell'ordine del giorno viene richiamata. La comunicazione all'Aula è importante perché offre la possibilità, a noi che ritiriamo gli emendamenti, di essere aggiornati sulla situazione che si determinerà e di assumere, conseguentemente, le iniziative che possono derivare dalla disponibilità o indisponibilità a che la legge e le norme vengano applicate a tutti.

Penso che l'argomento possa essere, almeno per questa parte, disciplinato in questo modo, visto che effettivamente, non si presta ad essere esaminato in sede di approvazione della legge finanziaria, perché ne rende complicato il percorso successivo. Quindi per atto di responsabilità i presentatori dell'emendamento propongono questo percorso. I dieci minuti sono serviti per effettuare una verifica tra noi, e il collega Salvatore Sanna ci ha chiarito cosa potrebbe succedere se l'emendamento dovesse essere approvato.

Volevo inoltre ricordare ai colleghi che si trovano in una situazione di incompatibilità che c'è una responsabilità complessiva, loro e dell'intero Consiglio, che suggerisce di essere disciplinati nella applicazione, anche per noi stessi, delle norme sulla incompatibilità.

PRESIDENTE. Ringrazio lei, onorevole Cugini, e i presentatori dell'emendamento numero 501, rassicurando...

CUGINI (D.S.). E' chiaro che gli emendamenti sono sospesi, verranno ritirati in presenza dell'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Il Presidente del Consiglio farà tutto quanto è in suo potere perché questa questione venga acclarata.

Quindi gli emendamenti numero 501, 497 e 477 sono sospesi.

Ha domandato di parlare sull'emendamento numero 139 il consigliere Salvatore Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA SALVATORE. (D.S.). Signor Presidente, io sono già intervenuto, a dire il vero, per illustrare questo emendamento (i Capigruppo mi avevano chiesto di farlo) e già in fase di illustrazione avevo evidenziato i presupposti per i quali si chiedeva di approvare questa norma. Si tratta di una norma che riveste un carattere assolutamente provvisorio, ma che assume, allo stesso tempo una funzione di salvaguardia, in quanto offre quel quadro di riferimento omogeneo per tutta la Sardegna che oggi manca per via dell'annullamento di sette piani territoriali paesistici su quattordici. Quindi abbiamo una parte della Sardegna che non ha i PTP, e un'altra parte che li ha.

Questo, a parte le altre implicazioni, provoca anche dei grossi problemi ai comuni che si accingono ad adottare i piani urbanistici comunali perché chiaramente, con l'annullamento dei PTP viene a mancare il necessario quadro di riferimento.

E' stato presentato dalla Giunta un disegno di legge che propone di rivedere contestualmente la normativa urbanistica e anche quella paesaggistica. Noi riteniamo che il dibattito che si aprirà non appena il disegno di legge inizierà il suo iter, sarà un dibattito necessariamente complesso, che coinvolgerà tutte le articolazioni ordinamentali e istituzionali della Sardegna, nonché (credo che siano interessate) le categorie sociali ed economiche. Quindi prevedo che non sarà necessariamente un iter velocissimo e che pertanto passerà ancora parecchio tempo prima che il disegno di legge venga approvato.

Questa norma che si chiede di approvare, pur nella consapevolezza che si tratta comunque di materia sicuramente non pienamente attinente alla legge finanziaria, garantirebbe comunque ai comuni per un arco di tempo limitato (avevo infatti chiesto di ripristinare il termine di un anno, precedentemente cessato) un quadro normativo di riferimento, e consentirebbe alla Giunta di portare avanti il suo disegno di legge affinché possa essere discusso, confrontato, emendato (laddove si deciderà di emendarlo) e, infine, approvato. In attesa che tutto questo avvenga ritengo necessario e indispensabile che comunque si approvi questa norma.

Naturalmente questo lo dico anche partendo da un'altra considerazione: mi pare che ci sia da parte di tutte le forze politiche la consapevolezza che il patrimonio ambientale e paesaggistico della nostra Isola vada comunque salvaguardato; e salvaguardato non nel senso di una salvaguardia passiva, come molti in diverse occasioni hanno voluto e fatto intendere; ma, partendo anche da alcune affermazioni che abbiamo avuto modo di pronunciare durante la discussione di questa finanziaria, di una salvaguardia attiva che presuppone un uso intelligente della nostra risorsa più importante, quella ambientale. Uno sviluppo basato su una qualità ambientale mantenuta ad alti livelli - a mio avviso - è uno sviluppo fondato su un presupposto reale, su un presupposto che, sul mercato internazionale, ha enormi possibilità di essere competitivo, naturalmente se a questo si aggiunge anche un adeguamento qualitativo di tutta la nostra organizzazione ordinamentale, sociale politica eccetera.

Questa è la mia opinione: però credo che il punto centrale sia la difesa, la tutela e la salvaguardia di questa specificità ambientale che la Sardegna ha e che va mantenuta, che si pone non contro l'uso corretto della risorsa ma a favore della promozione di un uso razionale e intelligente, che richiede però, un quadro normativo certo. Noi, dal momento dell'annullamento dei sette PTP ci troviamo, invece, di fronte ad un quadro normativo incerto. Né, peraltro, è sufficiente avere annunciato un disegno di legge per coprire questo vuoto normativo. Riempiamolo provvisoriamente per un anno con questa norma in maniera tale da poter poi lavorare con più serenità ad un disegno di legge che diventi legge, però con il consenso, con la condivisione del maggior numero di forze politiche possibili.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.

MORITTU (D.S.). Signor Presidente, colleghi, mi aspettavo per la verità, anche perché così mi è sembrato di capire dagli interventi pronunciati in Aula in occasione dell'illustrazione dell'emendamento, che la Giunta regionale stesse lavorando ad un emendamento "di sintesi" (utilizzo un termine che si usa ormai comunemente per indicare gli emendamenti presentati dalla Giunta in sostituzione di altri) a seguito anche, mi pare, di una annunciata interlocuzione sulla materia.

Mi meraviglio, non vedo ancora questo emendamento di sintesi, e devo dire che la questione mi preoccupa non poco, anche perché i problemi che l'emendamento numero 139 affronta non sono di poco conto né, come diceva l'onorevole Sanna, possono essere affrontati con un disegno di legge approvato dalla Giunta ma che mi risulta non sia ancora pervenuto in Consiglio. Mi pare che questo disegno di legge stia "viaggiando" insieme agli Assessori, nelle diverse province della Sardegna per essere illustrato ai sindaci.

Quindi ritengo che il percorso di questo disegno di legge non sarà breve, e intanto lo stato dell'arte registra la carenza di sette PTP, il che vuol dire che la metà del territorio regionale resta sprovvisto di norme di salvaguardia e di tutela. Tutti noi sappiamo bene, abbiamo ben presente quanto queste norme siano importanti per tutelare in maniera attiva il nostro territorio. Io concordo pienamente con le considerazioni espresse dall'onorevole Sanna: è necessaria una tutela attiva che in una qualche misura dia il segno di un uso del territorio sardo in armonia con i valori che questo territorio è capace di esprimere, che non sono solo valori astratti di natura paesistica, ma sono valori anche economici.

Sappiamo che molti dei nostri comuni hanno da tempo in itinere l'approvazione dei loro piani urbanistici comunali in adeguamento ai PTP, e sappiamo anche bene che molte risorse regionali sono state impiegate per questo scopo. Sappiamo, infine, quanto una situazione di indecisione e di incertezza possa costituire un presupposto davvero pericoloso per la tutela del nostro territorio, e quanto i nostri amministratori locali abbiano lavorato per elaborare i loro strumenti urbanistici, con tutte le tensioni e pressioni e che questo lavoro talvolta comporta. Vanificare pertanto questo lavoro o lasciarlo appeso sine die costituirebbe davvero un atteggiamento, da parte nostra, pilatesco e molto pericoloso.

Questo emendamento si propone semplicemente di mantenere in piedi le norme che sì, sono state annullate dal Presidente della Repubblica a seguito del parere del Consiglio di Stato, ma sono state annullate per carenza di tutela, non per eccesso di tutela. Allora si potrebbe obiettare: "Ma se sono state annullate non possono essere semplicemente riproposte". Però, badate, se noi non le riproponessimo alla carenza di tutela staremmo in qualche modo rispondendo con una assenza totale di tutela. Questa è una norma di buonsenso, è una norma transitoria che consentirà ai comuni, se approvata, di completare il loro iter in attesa dell'approvazione di un disegno di legge organico.

Non esprimo in questa sede giudizi sul disegno di legge della Giunta perché non è ancora arrivato in Consiglio. Mi limito semplicemente a dire che presenta notevoli carenze e certamente avrà bisogno di essere profondamente discusso e modificato attraverso il confronto sia con le diverse istituzioni locali interessate, sia con le diverse parti politiche in commissione e in Aula. Invito davvero il Consiglio e gli Assessori competenti a rinunciare a questo atteggiamento pilatesco che non ci rende assolutamente onore e che peraltro sta aprendo la strada ad un atteggiamento più generale da parte nostra, di assenza, di mancanza di attenzione nei confronti di questo tema.

I buoni osservatori non si saranno sicuramente lasciati sfuggire una serie di notizie che sono apparse durante tutto questo anno, relative a incursioni sulle nostre fasce costiere che hanno determinato anche un'azione della magistratura. Cito semplicemente il caso di Monte Russu, di Costa Rei, del Bagaglino a Stintino e così via. Il nostro atteggiamento di noncuranza e di disattenzione sembra quasi far passare l'idea che le cose si possano fare, che la nuova tendenza regionale sia quella di abbandonare il terreno della tutela per lasciar spazio a un laissez faire che davvero diventerebbe pernicioso e pericoloso per la nostra Isola.

Allora l'invito è al buonsenso, l'invito al Consiglio e alla Giunta è quello di prendere in considerazione questa norma che ha un carattere assolutamente transitorio ma che consente, in una situazione di assenza di tutela, di porre un primo rimedio, che sicuramente avrà una sua efficacia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, credo che sia determinante, alla luce dei problemi che hanno sollevato i colleghi, la posizione della Giunta.Chiedo quindi alla Giunta di esprimere una posizione, per consentirci, poi, di poter meglio decidere.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica.

MILIA (F.I.-Sardegna), Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica. Signor Presidente del Consiglio, colleghi, noi crediamo che il metodo sino ad ora seguito porti a dire che questa norma non può trovare dimora nella finanziaria odierna. Ma, entrando nel merito, e anche per riferirmi in qualche modo a quanto affermato dal collega Morittu e dal collega Salvatore Sanna, che sul piano della sostanza trova accoglimento, crediamo di dover formulare due precisazioni.

Prima di tutto si parla di norme cassate per carenza di salvaguardia dal Presidente della Repubblica su parere del Consiglio di Stato, quindi sotto il profilo della legittimità potremmo anche esprimere i nostri dubbi sulla reintroduzione di queste norme.

Secondo punto, per quanto riguarda la proposta della Giunta, la proposta non è quella di cui si discute e si dovrà discutere insieme ad altre proposte di legge giacenti presso la quarta Commissione permanente da quasi quattro anni, cioè dal parere del Consiglio di Stato e conseguente decreto del Presidente della Repubblica, la proposta della Giunta è quella di non reintrodurre dalla finestra ciò che è uscito dalla porta a seguito del decreto del Presidente della Repubblica, ma di recepire la normativa nazionale, adeguandola a quella regionale, ai cosiddetti "galassini" e ai decreti congiunti dell'Assessore della tutela del paesaggio e dell'Assessore dell'ambiente.

Si tratta, cioè, di introdurre delle norme di salvaguardia ben specifiche, che sono sì previste nel disegno di legge degli Assessori della pubblica istruzione e dell'urbanistica, ma che ormai stanno a fondamento di tutta la pianificazione paesistica nazionale, disciplinata col decreto legislativo numero 490 del '99, cosiddetto decreto Melandri. Questa è stata la proposta della Giunta, ed è stata notificata ai colleghi Morittu, Gian Valerio Sanna e allo stesso collega Selis.

Su questa proposta non abbiamo ricevuto risposta; crediamo che in ogni caso sia opportuno, così come per le altre norme fin qui richiamate, predisporre che il Consiglio segua una corsia preferenziale; la quarta Commissione permanente, all'indomani dell'esito favorevole della finanziaria e del bilancio, dovrebbe mettersi al lavoro per sanare una posizione ed una situazione che purtroppo ormai da quattro anni vede l'assenza di norme urbanistiche e di tutela del territorio sardo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). L'Assessore ha fatto riferimento ad una proposta della Giunta che recepisce una normativa nazionale e l'adatta alle congiunture regionali. Ma dov'è la proposta della Giunta?

MILIA (F.I.-Sardegna), Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica. La proposta si trovava nell'articolato del disegno di legge presentato dalla Giunta regionale e consegnato da me personalmente. Una copia è stata consegnata anche nelle mani del collega Gian Valerio Sanna.

SELIS (Popolari-P.S.). Siccome della questione si sono occupati altri colleghi, i quali non disponevano del testo della norma, chiedo all'Assessore se può fornirne copia.

MILIA (F.I. - Sardegna), Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica. Le norme di salvaguardia fanno riferimento ad una normativa nazionale.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, prosegua.

SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, ribadisco quanto hanno affermato i colleghi; i PTP annullati sono stati annullati per carenza di tutela. Noi, in via provvisoria, volevamo adottare quegli strumenti che sono stati considerati carenti dal punto di vista della tutela, per dotare l'Isola quanto meno di una tutela minima, prima di arrivare ad una normativa più completa, che sarà quella che verrà inserita nella legge regionale urbanistica.

Mi pare che noi e la Giunta stiamo proponendo due cose diverse; la Giunta propone una legge urbanistica organica che passi attraverso le consultazioni, il dialogo, il confronto in tutte le sedi istituzionali eccetera. I proponenti di questo emendamento, invece, si pongono in una dimensione temporale molto più definita, molto più provvisoria; la funzione di questo emendamento è infatti quella di colmare il vuoto normativo esistente tra il momento dell'annullamento e l'approvazione della nuova legge urbanistica. Questo è il senso. Non mi pare che ci sia una contraddizione.

L'idea è quella di trovare in questo momento, in una situazione di emergenza, una norma di tutela, di garanzia, anche provvisoria, prima di arrivare all'approvazione di una legge urbanistica che ha un iter sicuramente più complesso. Non riesco a capire dove sia il contrasto tra le due proposte. Per questo motivo chiedevo all'Assessore di intervenire prima.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, io devo procedere.

Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari - P.S.). Signor Presidente, noi non siamo contrari, in linea di principio, alla proposta dell'Assessore, però mi sembra che costituisca comunque un atto di poco rispetto nei confronti del Consiglio, perché non si può far diventare regola operante un disegno di legge presentato dalla Giunta, ancor prima che venga sottoposto ad esame nelle commissioni e nelle altre sedi.

Noi non vogliamo ostacolare questo percorso, noi vogliamo però che il tutto avvenga limpidamente, legittimamente, che sia il frutto di una nuova normativa organica. Si è sostenuto che non è correttissimo che la Regione faccia rivivere norme precedentemente annullate, ma certamente non si può non tener conto che l'annullamento di quei piani paesistici è stato determinato da carenza di tutela, non da altre anomalie applicative, e pertanto si configurerebbe, all'interno di questa carenza di tutela, l'onere a carico della Regione di provvedere quasi in sede di autotutela, cioè con una misura provvisoria che ripristini almeno quel livello minimo di tutela. Ciò mi sembra un atto dovuto, considerato che quella normativa non presentava altri vizi se non una carenza di tutela.

La nostra proposta era quella di approvare un provvedimento temporaneo, in attesa che il Consiglio potesse sviluppare serenamente un confronto di merito sulle proposte di legge organiche relative a questa materia ed addivenire… ma nessuno mi ascolta! Credo che queste siano materie delicate. Mi pare anche, tra l'altro, che sia invalso il costume, da parte di questa Regione, di fare tutto e il contrario di tutto, nella consapevolezza di essere esente da qualunque controllo. Però io credo che il diritto dei cittadini di essere trattati in tutto il territorio regionale in maniera uniforme, impone di sottolineare, come dicevo prima, che il fatto che questi piani paesistici siano stati bocciati per ragioni di carenza di tutela, impone al Governo regionale l'onere di provvedere, quasi in sede di autotutela, per ripristinare almeno una condizione minima.

Questo è il nostro scopo! Noi non vogliamo interferire né rifar vivere una norma che è stata annullata. Vogliamo solo affidare alla più generale attività di controllo e di vigilanza delle amministrazioni comunali il ripristino di questa normativa per legge all'interno delle loro normative di attuazione locali, in maniera tale che il principio di tutela minimo individuato dai piani paesistici per questo anno, termine che riteniamo congruo per approvare organicamente la legge, non consenta ad una parte considerevole del territorio regionale di rimanere priva di tutela.

Questo è il problema. Poi troviamo la stesura tecnicamente più idonea dell'emendamento, ma il principio è questo! E credo che sia interesse della Giunta arrivare a coprire questa vacatio legis, che è pericolosa, non solo per ragioni di tutela paesistica, ma soprattutto per la carenza e l'inerzia del Governo regionale rispetto alla bocciatura di uno strumento organico che priva una parte del territorio della necessaria regolamentazione.

PRESIDENTE. Questo emendamento, in effetti, al pari del numero 501 non ha nulla a che vedere con la legge finanziaria; l'unica differenza è che è stato esaminato in Commissione, e solo per questo non lo dichiaro irricevibile, però vorrei pregare la Commissione di operare almeno una prima verifica di ricevibilità! Questo emendamento, infatti, poteva non essere ricevuto in Commissione, anzi, non doveva essere ricevuto , perché è materia che davvero non ha nulla a che vedere con la legge finanziaria. Mi perdonino il Presidente e i colleghi della Commissione, lo dico perché bisogna che ai vari livelli ognuno si assuma le proprie responsabilità, altrimenti si rischia di rendere estremamente difficile il lavoro dell'Aula.

Ha domandato di parlare il consigliere Bruno Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI BRUNO (I DEMOCRATICI). Signor Presidente, in effetti lei ha ragione quando afferma che questo è un emendamento che tocca dei problemi che attengono al ruolo del Consiglio regionale; che poi la finanziaria non sia lo strumento più indicato per affrontare questi problemi, ritengo sia anche questo discutibile quando si ha a cuore l'interesse che certe realtà non vengano compromesse.

In effetti, il fatto che siamo arrivati a discutere dell'emendamento numero 139 precedentemente sospeso, lascia intendere che era in corso una riflessione da parte di tutte le forze politiche sulla materia. Pertanto, a questo punto, io interrogherei le forze politiche in maniera palese, perché mi piacerebbe sapere che cosa ne pensano del problema legato alla tutela ambientale, specie quando questa può essere aggredita per assenza di norme. Io credo che anche l'Assessore dell'ambiente debba esprimere la sua opinione in materia, così come il Presidente della Giunta e le singole forze politiche di quest'Aula; questo, infatti, è un emendamento che serve a richiamare la responsabilità che abbiamo in capo.

E una risposta ci deve pur essere; certo non può essere quella di far finta di niente, di lasciare che nelle singole realtà locali si approvino progetti che un domani potrebbero compromettere quella che tutti noi oggi riteniamo una delle risorse più importanti della nostra Isola: l'ambiente. Si può arrivare a dare una risposta se l'Assemblea trova una via d'uscita, e la via d'uscita può essere quella di aderire non più, a questo punto, presidente Serrenti, a un ordine del giorno; ma di creare il presupposto perché effettivamente ci possa essere - finché non arriverà una legge di tutela - quel freno, quella garanzia che da questo Connsiglio il centrosinistra, tramite i suoi Capigruppo, sta invocando. Noi comunque speriamo di sentire, su questa materia, anche una voce da parte della maggioranza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Salvatore Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA SALVATORE (D.S.). Signor Presidente, io non mi aspettavo da questa Giunta e da questa maggioranza un improvviso cambio delle idee che in questi due anni hanno abbondantemente manifestato in materia di tutela del paesaggio, dell'ambiente, dell'urbanistica eccetera. Era solo un tentativo per affermare che di fronte ad un fatto comunque nuovo, rappresentato dalla presentazione di un disegno di legge molto ambizioso della Giunta in materia di revisione della normativa urbanistica con valenza anche paesaggistica, ne prendiamo atto e siamo convinti che occorrerà del tempo per approfondire, discutere, condividere, contrastare questo progetto, però nel frattempo è necessario dotarci di una norma che arresti il gioco e ci consenta di ragionare su questa nuova legge senza preoccupazioni aggiuntive.

E' stato presentato un emendamento sicuramente intruso rispetto alla finanziaria, ma se il presidente Serrenti avesse manifestato la stessa preoccupazione che ha manifestato di fronte a questo emendamento sin dall'inizio della discussione sulla legge finanziaria, probabilmente ci saremmo risparmiati ore, giorni e forse mesi di lavoro. Ciò che io ho difficoltà ad accettare è che anche nell'attività di conduzione dell'Aula le decisioni varino a seconda dei momenti e a seconda di chi presiede. Perché ieri, sulla questione della caccia, quando c'era una interlocuzione in atto, come in questo caso, ci sono stati dei colleghi che sono intervenuti quaranta volte. E non è concepibile che le regole del gioco cambino a seconda di chi sta presiedendo, o a seconda di chi sta parlando. Chiusa questa parentesi.

Dicevo che noi abbiamo evidenziato un problema serio, concreto, al quale occorre trovare una risposta immediatamente. Non lo si vuole risolvere in sede di esame della legge finanziaria per i motivi che conosciamo? Va bene, Allora la Giunta ci dica come intende affrontarlo. Con un provvedimento che verrà presentato immediatamente? Oppure si darà disposizione perché delle due o tre proposte di legge pendenti in Commissione su questo argomento la Commissione se ne occupi con immediatezza e le porti in Aula per l'approvazione?

A me va bene qualsiasi soluzione. Però, il punto è che di fronte a una questione rilevante come quella che è in campo in questo momento, ancora una volta, il Governo regionale si limita ad affermare che l'unica politica che è in grado di portare avanti è quella del lasciar fare.La Giunta regionale, infatti, è pienamente consapevole del fatto che anche il disegno di legge non approderà mai da nessuna parte, perché ci vorranno anni di tempo per approvarlo. Nel frattempo, però, noi ci troviamo in carenza di una normativa e nessuno sa dirci come intende far fronte a questo problema. Può darsi, pertanto, che questo sia uno strumento di risposta non adeguato, ma non vedo proposte alternative.

La risposta che ha fornito l'assessore Milia porterebbe a conseguire il risultato opposto. Se infatti applicassimo le norme di salvaguardia previste nell'articolo 5, se non ricordo male, del disegno di legge, anziché salvaguardare, noi porremmo le basi per la città lineare della Sardegna.

Io non sono un esperto della materia, vorrei o avrei preferito che qualcuno mi dicesse: il problema che poni è giusto, lo riconosciamo, si può risolvere tecnicamente in questo modo. Invece non mi viene fornita nessuna risposta e per giunta il Presidente del Consiglio mi bacchetta asserendo che intervengo a sproposito. Comunque voto a favore dell'emendamento.

PRESIDENTE. Io non l'ho bacchettata, onorevole Sanna, né le ho detto che interviene a sproposito. Però, devo andare avanti con i lavori, non posso consentire che tutti intervengano su tutto senza che peraltro si approdi da nessuna parte.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.

MORITTU (D.S.). Signor Presidente, anch'io intervengo brevemente per esprimere il mio voto a favore dell'emendamento e per dire che, è vero, la norma è una norma intrusiva, ma è vero anche che di norme intrusive su questa materia la Giunta e la maggioranza ne hanno proposte diverse sia nella finanziaria del 2000, sia nella variazione di bilancio dell'agosto sempre del 2000. Vi ricordo semplicemente la norma sulla VIA (valutazione di impatto ambientale), proposta dall'onorevole Pili, passata in Commissione e poi, dopo un'ampia discussione e anche, in qualche modo, una mediazione dell'Aula, approvata dalla stessa nella finanziaria di assestamento dell'agosto del 2000.

E' vero che di norma la legge finanziaria non può contenere disposizioni in materie diverse da quelle considerate ammissibili dalla legge di contabilità regionale, ma è anche vero, come qualcuno peraltro ha affermato (e non è stato smentito da nessuno), che esistono anche le eccezioni alle regole. Questo, secondo me, è uno di quei casi, perché vi sono tutti i presupposti. Vi sono i presupposti d'urgenza e vi sono i presupposti che derivano da un'inerzia che data dall'agosto del 1998.

Voglio anche ricordare all'onorevole assessore Milia che una delle proposte giacenti in Commissione da più di un anno sulla materia, nonostante le ripetute richieste dell'opposizione , non è stata quasi mai posta all'ordine del giorno. Una sola volta è stata posta all'ordine del giorno, ma in coda a tutti gli altri punti, al settimo o all'ottavo punto. Naturalmente, il Presidente della Commissione, per rispondere alle sollecitazioni della Giunta, ha sempre attivato un binario, diciamo così, preferenziale per le proposte che provenivano dall'Esecutivo.

Noi abbiamo ripetutamente chiesto in Commissione di richiamare in discussione questa proposta, ma non c'è stata fornita alcuna risposta seria da parte del Presidente della Commissione. Il che ci ha fatto capire da subito che l'atteggiamento della Giunta e della maggioranza era quello, come dire, di soprassedere, di lasciare nel cassetto la proposta perché si diceva, già da allora, che era in preparazione una nuova proposta da parte della Giunta. Poi la proposta della Giunta l'abbiamo vista.

Adesso ho compreso meglio il pensiero dell'Assessore, con il quale ho anche interloquito per capire qual era la norma che lui aveva intenzione di proporre in sostituzione o comunque come sintesi dell'emendamento proposto dal centrosinistra. Si tratta dell'articolo 5 che titola "misure di salvaguardia"; io ritengo che questo articolo 5 contenga non "misure di salvaguardia" ma "misure di scassinamento" del sistema della tutela regionale, perché se qualcuno se lo va a leggere - puntualmente molti commentatori lo hanno anche fatto rilevare - al comma 2, dove elenca gli interventi consentiti, consente "di tutto e di più" anche entro la fascia dei trecento metri dal mare; altro che misure di salvaguardia!

Sono davvero misure di sconquasso del sistema della tutela regionale, che è carente, certo, e va rafforzato, ma non mi pare che l'articolo 5, al di là di una citazione del decreto legislativo 490 del 1999, che è davvero generica, si muova in questa direzione. Anzi, il merito dell'articolo 5 è davvero molto, molto pericoloso e preoccupante. Si prevede davvero di tutto e di più. Si prevede l'ampliamento dei centri urbani nella fascia dei trecento metri (il riferimento è alla zona di Pittulongu?). Si prevedono risanamenti urbanistici in aggiunta a quelli già fatti (le opere abusive che sono state a suo tempo sanate?). Si prevedono interventi cosiddetti di tutela di una salute pubblica e della qualità dell'ambiente che non si capisce bene in che cosa consistano, a meno che non ci si riferisca all'ospedale di Olbia o a qualunque altro intervento.

Mi pare che l'articolo 5, anziché tutela, offra una risposta alla miriade di progetti che non hanno avuto risposta in Sardegna negli ultimi dieci anni, o forse vent'anni, e che aspettano lo spiraglio giusto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dettori Bruno. Ne ha facoltà.

DETTORI BRUNO (I DEMOCRATICI). Chiedo la votazione nominale.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri Demuru, Lai, Scano, Ivana Dettori, Morittu, Deiana )

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con il procedimento elettronico, dell'emendamento numero139.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - CALLEDDA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - GIAGU - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - PIANA - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RASSU - SANNA NIVOLI - SCARPA - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 68

Votanti 67

Astenuti 1

Maggioranza 34

Favorevoli 26

Contrari 41

(Il Consiglio non approva)

Passiamo ora all'esame dell'emendamento numero 459 all'articolo 4, già precedentemente illustrato. All'emendamento numero 459, è stato presentato un ulteriore emendamento, il numero 500. Se ne dia lettura.

MANCA, Segretario:

Art. 4

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:

"Le disposizioni circa la stipula di convenzioni inerenti la gestione di "fondi di

rotazione e assimilati" tra la Regione e controparti individuate per legge decadono

entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge e comunque non

oltre la data di stipula della convenzione sostitutiva; per il loro affidamento e la loro

gestione si applica il Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n, 123 e successive

modifiche e integrazioni". (500)

PRESIDENTE. L'emendamento viene dato per illustrato dalla Giunta. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Chiedo che gli emendamenti siano illustrati.

PRESIDENTE. Questi emendamenti sono stati già illustrati.

SELIS (Popolari-P.S.). Allora pronuncio il mio intervento sull'emendamento numero 459, poi lascio alla Giunta la possibilità di esprimere il parere sullo stesso. Questo emendamento, nelle intenzioni dei presentatori, si pone l'obiettivo di colmare una carenza esistente nella legge finanziaria, che potrebbe porre a rischio la sopravvivenza della stessa, configurando un eccesso di delega all'Esecutivo, che, come voi sapete, costituisce una delle più frequenti cause di rinvio delle leggi finanziarie.

Preciso il mio pensiero in modo tale che sia chiaro il senso delle nostre comuni responsabilità. In più parti di questa finanziaria - voi lo ricorderete perché è stato oggetto di dibattito anche in quest'Aula - erano presenti delle norme che autorizzavano gli Assessori a fornirsi di consulenti. Io sostenevo, e ne ho parlato più volte, anche informalmente, con l'assessore Pittalis, che quell'autorizzazione per avere una piena validità doveva essere contemplata da una norma procedurale; allora, o richiamiamo la norma procedurale o ce la diamo. Perché altrimenti come fa l'Assessore a fornirsi di consulenti?

Questa era un'ipotesi, o, se me lo consentite, quasi un contribuito tecnico, tant'è vero che la norma recita: "La Giunta regionale è autorizzata a stipulare convenzioni con consulenti, altamente professionalizzati, anche per consentire l'attuazione dei programmi comunitari su proposta degli Assessori competenti per materia. La delibera dovrà illustrare i motivi per i quali si provvede, è abrogata ogni norma in materia..." Insomma è una norma di carattere tecnico. All'opposizione può non interessare se voi l'accoglierete o non l'accoglierete; all'opposizione interessa in questo caso sottolineare il rischio, insito nella carenza normativa della finanziaria, di un possibile rilievo per eccesso di delega, anche perché, come dice il collega Usai, rimanga agli atti e i futuri rappresentanti se ne ricordino.

Noi non siamo legati a questo testo, se la Giunta ritiene di scriverne un altro a noi va bene ugualmente. L'importante è che ci sia una norma procedurale che chiarisca come l'obiettivo deve essere perseguito; quanto meno occorre la delibera della Giunta, e quanto meno ci vuole una giustificazione alla delibera della Giunta. Questo prevede il nostro emendamento, che si pone quindi come una norma tecnica, presentata con spirito di collaborazione, per ovviare a quella che ci sembrava e ci sembra una carenza della legge finanziaria stessa.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento numero 459, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio,

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Per la verità, per quanto concerne le norme che riguardano in particolare le misure dell'Asse 4, e quindi che coinvolgono direttamente l'Assessorato dell'industria e l'Assessorato del turismo, sono stati previsti nelle norme, che abbiamo già approvato, alcuni criteri che ci appaiono addirittura di maggior tutela rispetto a quelli contenuti nell'emendamento.

Richiamo, per esempio, l'attenzione dei colleghi sempre sull'articolo 1, comma 33, lettera D), dove si prevede che, per la gestione della misura, l'Assessorato competente possa stipulare idonea convenzione con consulenti esterni estranei alla gestione dei fondi. Proprio per quel problema di distinguere la gestione dal controllo. Andando avanti, nella lettera F) si fa riferimento alle procedure di evidenza pubblica; nella lettera I) si parla sempre dell'affidamento di incarico a soggetti regionali rispondenti ai requisiti di agenzia governativa, nonché attraverso eventuali convenzioni con soggetti esterni sulla base della migliore offerta. Tutto va fatto attraverso la massima trasparenza, anche perché altrimenti non potremmo rendicontare le spese.

Ecco perché riteniamo che già la normativa contenuta nella legge finanziaria possa assolvere a quelle finalità che l'emendamento ora in discussione si propone di conseguire.

Voglio inoltre precisare che quando nella legge si parla di consulenti non ci si vuole riferire ai consulenti dell'Assessore; sono chiamati consulenti, anche forse impropriamente, quelle figure estranee all'amministrazione, di cui essa si serve qualora abbia la gestione o il controllo della misura, e non sia possibile assolutamente individuare al suo interno i soggetti che devono compiere ora l'una ed ora l'altra operazione.

SELIS (Popolari-P.S.). Delibera la Giunta?

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Certamente, perché il programma contiene anche la previsione della nomina, laddove è necessaria.

Noi infatti abbiamo valutato che in molti dei casi, dove pure abbiamo previsto per esempio il ricorso ad esterni, questo non è assolutamente necessario. L'organizzazione di alcuni assessorati rende infatti possibile ricondurre tutto all'interno dell'Amministrazione regionale, e con questa precisazione ed anche questa assicurazione doverosa riconosco che il problema che pone l'onorevole Selis è un giusto problema, ma va visto nell'ambito più generale del problema delle consulenze, che ha però poca attinenza con il problema oggetto dei fondi strutturali.

PRESIDENTE. Poichè nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 500. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 459. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Chiedo la votazione nominale dell'emendamento numero 459.

(Sette consiglieri dell'opposizione appoggiano la richiesta)

Presidenza del Vicepresidente Carloni

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 459.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI Bruno - DORE - FADDA - FALCONI - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU.

Rispondono no i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - PIANA - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RASSU - SANNA NIVOLI - SCARPA - TUNIS Marco - USAI - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione:

Presenti 67

Votanti 67

Maggioranza 34

Favorevoli 28

Contrari 39

(Il Consiglio non approva)

Si procede ora all'esame della tabella A, che viene data per letta. Alla tabella A erano stati presentati due emendamenti, il numero 168 e il numero 171, successivamente ritirati dai presentatori.

Poiché nessuno domanda di parlare su questa tabella, la metto in votazione. Chi la approva alzi la mano.

(E` approvata)

Si dia lettura della tabella B.

MANCA, Segretario:

(Segue lettura)

Alla tabella B) sono stati presentati gli emendamenti numero169, 170, 172, e 46.

Se ne dia lettura.

MANCA, Segretario:

Emendamento modificativo Selis, Cugini, Spissu, Balia, Dettori Bruno, Fadda, Cogodi.

Nella Tabella B allegata alla legge finanziaria sono introdotte le seguenti modificazioni:

Voce 17 bis. Interventi a sostegno dell'autonomia universitaria e del potenziamento degli insegnamenti nelle materie dell'elettronica, dell'informatica, delle comunicazioni, delle biotecnologie.

Anno 2001 lire 100.000.000.000

Anno 2002 lire 100.000.000.000

Anno 2003 lire 100.000.000.000

Voce 17 ter. Riordino degli strumenti regionali di intervento a sostegno della ricerca scientifica e tecnologica.

Anno 2001 lire 100.000.000.000

Anno 2002 lire 100.000.000.000

Anno 2003 lire 100.000.000.000

Copertura finanziaria: ricorso a mutui o prestiti obbligazionari con conseguente incremento degli importi di cui all'articolo 1, commi 4 e 8, della legge finanziaria. (169)

Emendamento aggiuntivo Selis, Cugini, Spissu, Dettori Bruno, Balia, Fadda, Cogodi, Ortu, Vassallo.

Nella Tabella B allegata alla legge finanziaria, l'importo di cui alla voce 16 è incrementato per ogni anno dal 2001 al 2003 di lire 50 miliardi.

Copertura finanziaria: ricorso a mutui o prestiti obbligazionari con conseguente incremento degli importi di cui all'articolo 1, commi 4 e 8, della legge finanziaria. (170)

Emendamento aggiuntivo Spissu, Selis, Cugini, Dettori Bruno, Balia, Fadda, Cogodi.

Nella Tabella B allegata alla legge finanziaria è aggiunta la seguente voce:

17 bis. Norme concernenti la riforma, il riordino, la soppressione degli enti strumentali regionali.

Anno 2002 lire 400 miliardi

Anno 2003 lire 400 miliardi

Copertura finanziaria: mediante riduzione dei pertinenti capitoli di spesa relativi a ciascun ente strumentale fatta eccezione per quanto riguarda l'Ente Regionale Foreste. (172)

Emendamento aggiuntivo Sanna Giacomo - Manca

Nella tabella B allegata alla legge finanziaria è aggiunta la seguente voce:

" 17bis Riforma del trasporto locale anno 2001 lire 180.000.000.000

anno 2002 lire 180.000.000.000

anno 2003 lire 180.000.000.000"

COPERTURA FINANZIARIA

03 BILANCIO

IN AUMENTO

UPB S03.007 Fondo per nuovi oneri legislativi in conto capitale

anno 2001 lire 180.000.000.000

anno 2002 lire 180.000.000.000

anno 2003 lire 180.000.000.000

capitolo da impinguare:

03017 FNOL investimenti

UPB E03.032 Ricavo di mutui

anno 2001 lire 180.000.000.000

anno 2002 lire 180.000.000.000

anno 2003 lire 180.000.000.000

Conseguentemente gli importi del comma 8 dell'articolo 1 relativi alle rate di ammortamento dei mutui sono incrementati nella misura di lire 20.000.000.000 dall'anno 2002 all'anno 2017.

IN DIMINUZIONE

SANITA'

UPB S12.027

anno 2002 lire 20.000.000.000

anno 2003 lire 20.000.000.000

(46).

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari - P.S.). Signor Presidente, molto probabilmente è necessario un minimo di coordinamento, perché è chiaro che alcuni emendamenti devono considerarsi automaticamente ritirati in quanto caduti quelli che devono modificare la finanziaria; di altri può darsi che debba essere modificato l'importo, quindi occorre fare un lavoro di coordinamento in base agli emendamenti approvati dalla finanziaria, che io adesso non riesco a fare.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Siamo d'accordo; il coordinamento verrà eseguito dagli uffici. Quindi questi emendamenti si intendono ritirati.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione la tabella B. Chi la approva alzi la mano.

(E` approvata)

PRESIDENTE. Si dia lettura della tabella C

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questa tabella, la metto in votazione. Chi la approva alzi la mano.

(E` approvata)

PRESIDENTE. Si dia lettura della tabella D.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Alla tabella D, sono stati presentati tre emendamenti.

Se ne dia lettura.

MANCA, Segretario:

Emendamento soppressivo parziale Giunta Regionale.

TABELLA D

Dalla tabella D è eliminato il seguente riferimento con gli stanziamenti accanto allo stesso indicati:

L.R. 14/99 - Trasferimento abitato di Gairo, Osini e Cardedu U.P.B. Cap.08146

COPERTURA FINANZIARIA

SPESA

IN AUMENTO

08 - LAVORI PUBBLICI

U.P.B. S08.076 Protezione e consolidamento dei centri abitati.

(Cap. 08146)

COMPETENZA CASSA

2001 lire 1.000.000.000 lire 1.000.000.000

2002 lire 8.900.000.000

2003 lire 9.000.000.000

IN DIMINUZIONE

03 - PROGRAMMAZIONE

U.P.B. S03.002 Fondo di riserva per spese obbligatorie e impreviste.

(Cap. 03009)

COMPETENZA

2001 lire 1.000.000.000

12 - SANITA'

U.P.B. S12.027 Spese per il Servizio Sanitario Nazionale. Parte corrente.

(Cap. 12133/02)

COMPETENZA

2002 lire 8.900.000.000

2003 lire 9.000.000.000

(22).

Emendamento sostitutivo parziale Giunta Regionale.

TABELLA D

Inserire:

art. 4, L.R. 17/2000 catalogazione beni librari U.P.B. S11.036 cap. 11097/01/

2002-L.3.000.000.000

ART. 1, COMMA 15

IN DIMINUZIONE

U.P.B. S03.006 (cap. 03016 voce 13) 2001 L. 3.000.000.000

IN AUMENTO

U.P.B. S.11.036 2001 L. 3.000.000.000

(452).

Emendamento modificativo Fois - Capelli.

TABELLA D

Nella tabella D allegata alla legge finanziaria è eliminata la riduzione di lire 500.000.000 per l'anno 2001 dalla U.P.B. S11.016 - capitolo 11061/05

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento:

U.P.B. S11.016

2001 lire 500.000.000 (comp. e cassa)

capitolo da impinguare 11061/05

In diminuzione:

U.P.B. S03.006

2001 lire 500.000.000 (comp. e cassa)

capitolo da stornare 03016

mediante riduzione della voce 16 della tabella A allegata alla legge finanziaria. (443).

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare gli emendamenti numero 22 e 452.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento numero 22 si dà per illustrato. La tabella D recepisce un emendamento che era stato presentato anche dai consiglieri dell'opposizione per ripristinare le risorse già previste nella finanziaria del 1999 per gli abitati di Gairo, Osini e Cardedu, che per un errore erano state sottratte.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 443 ha facoltà di illustrarlo.

FOIS (P.P.S.-C.D.U. Sardi). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.-Sardegna)., relatore di maggioranza. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento numero 443 ha facoltà di parlare l'assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta lo accoglie.

Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 22. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 443.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Sto cercando di capire. Siccome gli emendamenti alle tabelle non sono di semplice comprensione...

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Glielo dico io, onorevole Selis. E' per rendere possibile la celebrazione della festa di Sa die de sa Sardigna

FRAU (A.N.). Non abbiamo soldi per altre cose.

ONIDA (P.P.S. - C.D.U. Sardi). Assessore alla pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Presenta una proposta di legge per abrogarla.

FRAU (A.N.). Ma se non ci sono soldi!

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Era già previsto; non ci sono risorse aggiuntive.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI BRUNO (I DEMOCRATICI). Signor Presidente, è giusta l'importanza e la considerazione tributata alla festa di "Sa die de sa Sardinia", non capisco però perché la Giunta abbia la necessità di finanziarla con un emendamento approvato dal Consiglio. Mi sembra che essendo questa una festa e una celebrazione che costituisce patrimonio della Regione, dovrebbe essere già patrimonio dello stesso Esecutivo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Potete verificare, a pagina 71 del disegno di legge della finanziaria, che era stata operata una riduzione di 500 milioni di lire per gli interventi. Mi correggo, l'emendamento non riguarda "Sa die de sa Sardinia" ma i corsi universitari di cultura sarda. Era stata operata per errore una riduzione e qui viene reintegrata la dotazione nei termini in cui era già prevista nel bilancio del 2000. Quindi, era stata una svista dell'Assessore che aveva presentato una proposta di bilancio con questa riduzione.

"Sa die de sa Sardinia", che è una festa che noi teniamo in alta considerazione, in questo caso non c'entra nulla.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 443. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 452. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

L'emendamento numero 441 è assorbito dal numero 452. Metto in votazione la tabella D.

Chi la approva alzi la mano.

(E` approvata)

Si dia lettura della tabella E

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Alla tabella E sono stati presentati due emendamenti.

Se ne dia lettura.

MANCA, Segretario:

Emendamento modificativo Giunta Regionale.

TABELLA E

IN AUMENTO

TABELLA E

08 - LAVORI PUBBLICI

U.P.B. S08.044 Finanziamenti agli Enti Locali per la realizzazione di opere di loro interesse. (Cap. 08015-03)

COMPETENZA

2002 lire 10.000.000.000

U.P.B. S08.058 Interventi per lo sviluppo e la realizzazione del sistema idrico. (Cap. 08035-03)

COMPETENZA CASSA

2001 lire 10.000.000.000

U.P.B. S08.035 Investimenti per la viabilità.

(Cap. 08029-07: 2001 lire 4.140)

(Cap. 08042-07: 2002 lire 5.000)

COMPETENZA CASSA

2001 lire 4.140.000.000

2002 lire 5.000.000.000

IN DIMINUZIONE

03 - PROGRAMMAZIONE

U.P.B. S03.002 Fondo di riserva per le spese obbligatorie e impreviste.

(Cap. 03009)

COMPETENZA

2002 lire 5.000.000.000

12 - IGIENE E SANITA'

U.P.B. S12.027 Spese per il Servizio Sanitario regionale. Parte corrente.

(Cap. 12133-02)

COMPETENZA

2002 lire 10.000.000.000

(23).

TABELLA E

Emendamento modificativo Marrocu - Pirisi - Pusceddu - Lai - Orrù - Fadda - Selis.

Alla tabella E - Pubblica Istruzione - L.R. n. 35/89 - Partecipazione della Regione alla costituzione della "Fondazione Dessì" e al finanziamento del premio letterario "G. Dessì":

sono apportate le seguenti variazioni:

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S11.050

- Cap. 11087 -00-

Competenza anno 2001 lire 140.000.000

Alla voce 16




Cap. 11088-00-

- Competenza anno 2001 - lire 110.000.000

In diminuzione

UPB S03.006 - Cap. 03016-00

Competenza anno 2001 lire 80.000.000=

(48).

PRESIDENTE. Ha facoltà di illustrare l'emendamento numero 23 l'assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.

Uno dei presentatori dell'emendamento numero 48 ha facoltà di illustrarlo.

Marrocu (D.S.). Signor Presidente, l'emendamento numero 48 è volto a recuperare un errore intervenuto nella tabella E. Penso che si tratti di un errore, perché il contributo regionale per il Premio Dessì e per la Fondazione Dessì è da dieci anni immutato; è rimasto lo stesso previsto dalla legge numero 35 dell'89. Mi pare pertanto che sia impensabile che si possa, nel 2001, decidere di ridurre il premio e il contributo alla Fondazione, che sono rimasti per dieci anni sempre uguali.

Tra l'altro, proprio in relazione al Dessì la Giunta addirittura ha proposto, nel POR, il finanziamento del parco letterario; ciò sta a significare che anche la Giunta ritiene giusto continuare ad investire sia sul Premio Dessì sia sulla Fondazione Dessì. Tra l'altro il contributo per il Premio Dessì è di 110 milioni, il contributo per la Fondazione è di 140; sono stati tolti complessivamente 80 milioni. Noi pensiamo di ripristinare quegli 80 milioni per ripristinare lo stesso contributo del 2000, del 1999, del 1998; non stiamo chiedendo di incrementare i fondi. La voce relativa è la numero 16 della tabella A.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore di maggioranza.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Su questo emendamento mi rimetto all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.

ONIDA (P.P.S.-C.D.U. Sardi), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Signor Presidente, sul problema delle due Fondazioni, Nivola e Dessì, che sono due Fondazioni istituite per legge, probabilmente la finanziaria avrebbe potuto mantenere inalterati gli stanziamenti previsti negli anni passati, nelle more di un ripensamento di tutto il sistema di erogazione dei contributi.

Oggi, con questo sistema di elargire un contributo alla Fondazione e un contributo al Comune, stanno sorgendo dei problemi, dei conflitti e delle situazioni che spesso diventano non governabili, e comunque che non contribuiscono a realizzare la funzione della Fondazione nel modo migliore. Ecco perché invece un'opera di razionalizzazione; ecco perché serve la legge quadro.

Ad ogni modo l'Assessore del bilancio e della programmazione ha ritenuto che il collegato che dovrebbe vedere la luce immediatamente (credo che il Presidente della Commissione ottava l'abbia già inserito all'ordine del giorno) dovrebbe contenere la rivisitazione dei problemi che riguardano appunto queste due Fondazioni, l'unificazione dei contributi, eccetera.

Sulla questione sollevata dal collega Marrocu, invece, mi rimetto all'Aula; effettivamente si tratta di evitare la diminuzione di una contribuzione che esiste da lunghissimo tempo e che creerebbe, oggettivamente, delle difficoltà a quella comunità, per i programmi che la stessa si è data.

PRESIDENTE. Preciso che gli stanziamenti definitivi sono quelli di 140 milioni e 110 milioni, da imputare alla voce 16, con un aumento complessivo di 80 milioni.

Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Signor Presidente, quello che abbiamo di fronte è un caso simile ad altri che abbiamo esaminato in altra occasione: qui non si prevede solo un contributo per il premio, ma anche un contributo per la costituzione di una fondazione nota per l'assegnazione di un premio che è veramente poco noto, di cui la stampa nazionale - occorre tenerlo presente - non parla mai. E' un premio che ha una caratterizzazione strettamente locale. Non credo che ogni volta e per qualsiasi manifestazione a carattere locale dobbiamo finanziare organizzazioni, costituzione di fondazioni, eccetera, con aggravio notevole anche dei costi per la Regione.

Io sono d'accordo con l'Assessore quando afferma che occorre una legge di riferimento un po' più precisa, e anche un po' più selettiva. Non mi opporrò, se l'Aula voterà a favore di questo emendamento, ma non mi sembra si possa sottovalutare la considerazione che questo Premio registra una scarsa partecipazione di concorrenti, e riveste scarsa importanza nel mondo letterario a cui si rivolge. E questo è un aspetto importante.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 23. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 48. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

MARROCU (D.S.). Per Nivola il problema l'avete risolto in Commissione; avete previsto 50 milioni in più; non ve ne siete neanche accorti. Per Dessì invece togliete 40 milioni.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. No, Siro, non è questo il problema.

PRESIDENTE. Mi sembra che sia il caso di rimettere in votazione l'emendamento poiché non è risultato chiaro l'esito. Ricordo che si sta votando un emendamento sul quale ha espresso parere favorevole l'Assessore competente.

Metto in votazione l'emendamento numero 48. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione la tabella E. Chi l'approva alzi la mano.

(E' approvata)

Si dia lettura della tabella F.

(Segue lettura)

Alla tabella F sono stati presentati due emendamenti.

Se ne dia lettura.

MANCA, Segretario:

.

TABELLA F

Emendamento modificativo Capelli - Murgia - Contu - Cossa - Fois.

Nella tabella F di cui all'articolo 1, comma 17 sono apportate le seguenti modifiche:

UPB S11.010

Capitolo 11017 lire 800.000.000 (anno 2001)

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

UPB S11.010 Interventi per il diritto allo studio

Anno 2001 lire 400.000.000 (comp.) lire 400.000.000 (cassa)

Cap. da impinguare

11017 acquisto arredamenti scuole materne

IN DIMINUZIONE

UPB S03.006 Fondo nuovi oneri legislativi

Anno 2001 lire 400.000.000 (comp.) lire 400.000.000 (cassa)

Cap. da stornare

3016 FNOL - CORRENTI

Mediante riduzione della voce 16 della tabella A allegata alla legge finanziaria.(86)

Emendamento modificativo Spissu - Fadda - Selis - Pusceddu - Masia - Cugini - Cogodi.

Nella tabella "F" allegata alla Legge finanziaria UPB S11.010, lo stanziamento del Cap. 11003-01, è incrementato lire 1.000.000.000.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S11.010 - Cap. 11003-01 - Spese per le attività integrative, di sostegno, di sperimentazione

Competenza anno 2001 lire 1.000.000.000 cassa lire 1.000.000.000

In diminuzione

UPB S03.006 - Cap. 03016-00 - Fondo per nuovi oneri legislativi

Competenza anno 2001 lire 1.000.000.000 cassa lire 1.000.000.000

Mediante riduzione della voce 16 della Tabella "A" allegata alla Legge finanziaria. (164)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 86 ha facoltà di illustrarlo.

CAPELLI (P.P.S.-C.D.U. Sardi). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 164 ha facoltà di illustrarlo.

SPISSU (D.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore di maggioranza.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Esprimo parere favorevole sul numero 86, contrario sul numero 164.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Poichè nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 86. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 164. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione la Tabella F. Chi la approva alzi la mano.

(E` approvata)

Si dia lettura della tabella G.

MANCA, Segretario:

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Alla Tabella G è stato presentato un emendamento.

Se ne dia lettura.

MANCA, Segretario:

TABELLA G

Emendamento modificativo GIUNTA RGIONALE

Nella tabella "G" allegata al DDL finanziaria, sono introdotte le seguenti variazioni:

U.P.B. Capitolo Oggetto capitolo 2001 2002

S04.017 04019 Investimenti Enti locali 200.000

S04.017 04021/02 Interventi comunali per l'occupazione 35.000

S05.029 05012/03 Interventi di bonifica e recupero ambientale 3.317

S05.041 05050 Finanziamenti per progetti relativi ad aree protette

POR 2000 - 2006 1.843

S05.067 05052 Realizzazione di sistemi di monitoraggio

POR 200 - 2006 2.186

S05.083 05314 Finanziamenti ai Comuni per la realizzazione di

vasche collinari per la difesa dagli incendi 3.000

S06.010 06430 Miglioramento degli impianti secondo le norme

sanitarie - POR 2000 - 2006 2.378

S06.010 06438 Finanziamenti alle zone orticole

POR 2000-2006 1.370

S06.010 06439 Coltivazioni floro-vivaistiche POR 2000-2006 1.217

S06.010 06444 * Interventi a favore delle aziende viti-vinicole

POR 2000 - 2006 1.357

S06.010 06446 Finanziamenti per la costruzione di nuovi

oleifici POR 2000 - 2006 1.425

S06.010 06450 Recupero impianti per la commercializzazione di

produzioni tradizionali e tipiche POR 200 - 2006 1.838

S08.060 08052 Completamento opere idriche 4.000

S08.060 08164 Completamento e manutenzione opere idrauliche10.000

S08.075 08264 Diga di Monte Crispu 2.400

S08.076 08146 Completamento trasferimenti abitati Gairo, Osini 4.000

S09.023 09049/08 Sostegno alle infrastrutture produttive

POR 2000 - 2006 1.460

S09.033 09052 Finanziamenti di opere pubbliche nelle zone industriali 10.000

S09.034 09134 Infrastrutture zone minerarie 5.000

S10.027 10074 Riadattamento strutture centri per l'impiego

POR 2000 - 2006 1.259

S13.025 13065 Realizzazione di interporti POR 2000 - 2006 1.950

Totali 2001 60.000

2002 235.000

* Quota parte dello stanziamento di 2.451 ml. (31)

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore di maggioranza.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Si accoglie.

PRESIDENTE. Poichè nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 31. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione la Tabella G. Chi la approva alzi la mano.

(E` approvata)

Riprendiamo gli emendamenti precedentemente accantonati, che erano già stati illustrati e discussi.

Metto in votazione l'emendamento numero 497. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Riprendiamo adesso in esame gli emendamenti numero 477 e numero 501; per quest'ultimo era stata chiesta un'interlocuzione per poter consentire la presentazione di un ordine del giorno.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, sono rimasti da votare due emendamenti, il numero 477 e il numero 501. Il numero 477, come i colleghi sanno, prevede la parificazione dei professionisti convenzionati con l'amministrazione regionale, o comunque con organismi regionali, ai pubblici dipendenti. E` una norma di carattere generale ed astratto e noi preferiremmo affrontare i problemi sempre con norme di carattere generale ed astratto. Io credo che sia meglio affrontare un problema di questa delicatezza con una norma di questa natura, con un principio generale, che non investa direttamente le persone.

La Giunta ci chiede di ritirare questi emendamenti, almeno così mi pare di capire, chiedo conferma; il secondo emendamento riveste un carattere ancora più generale: ci sembra un principio talmente lapalissiano che gli amministratori di enti, società regionali o a grande partecipazione regionale non possano ricoprire la carica di consiglieri regionali, che non necessita di essere spiegato. Anche questo emendamento ci viene chiesto di ritirarlo, un po' per la sede impropria, e un po' perché probabilmente la materia andrebbe meglio affrontata alla luce delle norme di carattere costituzionale, con una legge regionale. Prima, infatti, le incompatibilità erano previste e disciplinate da norme di carattere nazionale; adesso la nuova riforma costituzionale attribuisce questo potere alla Regione, quindi possiamo farlo noi direttamente.

Noi eravamo convinti che queste norme potessero essere provvisoriamente accolte in questa sede, poiché si trattava di norme molto generali e generiche, abbastanza scontate, che non avrebbero creato - a nostro avviso - particolari problemi. Nel dibattito che si è sviluppato, noi abbiamo inteso richiamare l'attenzione di quest'Aula, della Giunta, del Consiglio, della maggioranza e dell'opposizione, sull'urgenza di legiferare in materia di incompatibilità, di conflitto d'interessi e di trasparenza, anche alla luce della recente riforma costituzionale.

Abbiamo più o meno concordato su un ordine del giorno che rinvia l'iniziativa agli organi istituzionali, Presidente del Consiglio e Presidente della Giunta, ciascuno per il proprio ruolo. L'ordine del giorno è ancora in fase di elaborazione, comunque, considerato che gli ordini del giorno vengono votati sempre alla fine dell'esame della finanziaria, abbiamo ancora un po' di tempo, anche perché l'onorevole Contu ci ha ricordato una legge del 1956 che disciplina, per certi versi, una serie di incompatibilità.

Il punto è questo: al di là delle esigenze che noi poniamo con molta forza, di legiferare in materia di incompatibilità, di conflitto di interessi e di trasparenza, alla luce delle competenze trasferiteci dalla norma costituzionale, probabilmente esistono già delle norme, le ha richiamate l'onorevole Contu, che determinano un qualche grado di incompatibilità. Allora, mentre ci riserviamo anche noi di assumere, per il futuro, iniziative legislative che pongano al centro del Consiglio i problemi della nuova legislazione in materia di incompatibilità, di conflitto di interessi, eccetera, eccetera, credo che alla fine di questo dibattito, nel ritirare gli emendamenti (perché questo ci avete chiesto) tenendo conto anche di quanto detto dalla Giunta, dal collega Contu e da altri, sia comunque indispensabile in tempi brevi, ancora prima di legiferare - che gli organi deputati, consiliari e governativi, verifichino l'esistenza di casi di incompatibilità, in quest'aula, o a livello di governo, che meritino un attimo di valutazione e di attenzione da parte del Consiglio, della Presidenza del Consiglio e della Presidenza della Giunta.

Io aggiungo a quanto ci ha riferito l'onorevole Contu, che non ripeto, perché è agli atti di quest'Aula e all'attenzione del Presidente del Consiglio, un altro elemento di incompatibilità, che è costituito dall'articolo 39 dello Statuto. Sono due righe che leggo testualmente, per chiedere al Presidente della Giunta e al Presidente del Consiglio di operare una valutazione: "L'ufficio di Presidenza della Giunta Regionale, e di membro della Giunta è incompatibile con qualsiasi altro ufficio pubblico"; credo che spetti al Presidente del Consiglio, o al Presidente della Giunta, accertare l'esatto significato della dizione "Ufficio pubblico", o "pubblico ufficiale".

Per quello che riguarda noi consegniamo agli atti una serie di sentenze della Cassazione e di altri organi che in diverse occasioni si sono espressi su queste fattispecie. Ne cito una a caso, perché rimanga nella nostra memoria: "Il medico convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale, in quanto svolge una tipica attività amministrativa, disciplinata da norme di diritto pubblico, in relazione alle prestazioni cui il cittadino ha diritto nell'ambito del pubblico servizio sanitario, va ritenuto pubblico ufficiale, esplicando poteri pubblicistici di accertamento, di emissione eventuale, ed ulteriori prestazioni mediante l'esercizio di poteri di certificazione".

E` solo una delle tante sentenze; io non mi arrogo il diritto di esprimere valutazioni, non spetta a me. Spetta a me, come a chiunque in quest'Aula, sollevare e porre i problemi; lo ha fatto bene prima il Presidente Contu, lo faccio io per un altro aspetto, probabilmente ci sono altre norme che in questo momento ci sfuggono. Credo che, in attesa di legiferare per il futuro, alla luce delle norme esistenti già ora, alla luce delle Statuto, alla luce della giurisprudenza di cui ho fatto cenno ( che mi limito a citare senza trarre alcuna conclusione) spetti al Presidente della Giunta e al Presidente del Consiglio, eventualmente trarre conclusioni e conseguenze, tenendo conto, questo lo lascio agli atti, che l'incompatibilità decorre dal momento in cui viene sollevato il problema, ed io lo sto sollevando in questo momento.

Con questo contributo al chiarimento, al rasserenamento dei rapporti, ritiro gli emendamenti a nome dei presentatori.

PRESIDENTE. Sono quindi ritirati gli emendamenti numero 477 e 501; il numero 497 l'abbiamo già votato. Lo stanziamento di cui all'emendamento numero 497 sarà imputato al bilancio del Consiglio.

L'esame degli articoli della legge finanziaria è terminato. La votazione finale deve essere effettuata al termine dell'esame dell'intera manovra finanziaria. Adesso dovremmo iniziare l'esame del disegno di legge sul bilancio.

Ha domandato di parlare consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, chiedo, come abbiamo fatto per la finanziaria, che gli emendamenti presentati vengano esaminati in Commissione, prima di procedere alla votazione sul passaggio e all'esame degli articoli.

FLORIS Mario (C.S.), Presidente della Giunta. Sarebbe bene prima votare il passaggio all'esame degli articoli e poi sospendere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I. - Sardegna). Al fine di agevolare anche l'iter di lavori si chiede la convocazione di una Conferenza dei Presidenti di Gruppo.

PRESIDENTE. Convoco la Conferenza dei Presidenti di Gruppo e sospendo la seduta per un quarto d'ora.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 55, viene ripresa alle ore 20 e 09.)

Discussione dell'articolato del disegno di legge: "Bilancio di previsione per l'anno 2001 e bilancio pluriennale per gli anni 2001-2002-2003" (142/A)

PRESIDENTE. In sede di Conferenza dei Presidenti di Gruppo si è deciso di procedere alla votazione del passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge numero 142.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. I lavori del Consiglio riprenderanno domani mattina alle ore 10.30. Alle ore 9 si riunirà la commissione competente.

La seduta è tolta alle ore 20 e 10.