Seduta n.388 del 30/03/1999 

Seduta CCCLXXXVIII

Martedì 30 Marzo 1999

Presidenza del Presidente Selis

indi

del Vicepresidente Milia

indi

del Vicepresidente Zucca

indi

del Vicepresidente Milia

La seduta è aperta alle ore 17 e 14.

DEMONTIS, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del mercoledì 24 marzo 1999 (384), che è approvato.

CONGEDO

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Francesco Berria ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 30 marzo 1999. Se non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

DEMONTIS, Segretario:

"Interrogazione BOERO, con richiesta di risposta scritta, sulle problematiche del mondo agropastorale in Sardegna" (1271);

"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di ripristino all'uso della strada Oschiri- Monti a scorrimento veloce" (1272);

"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla vertenza dei ventiquattro ex minatori della Sardabauxite di Olmedo" (1273);

"Interrogazione MANUNZA, con richiesta di risposta scritta, sulla maggiorazione del 2 per cento del tasso di interesse sui mutui prima casa praticata dal Banco di Sardegna" (1274);

"Interrogazione VASSALLO, con richiesta di risposta scritta, sull'istituzione del consultorio in località Baldinca" (1275);

"Interrogazione BONESU - SANNA Giacomo - SERRENTI, con richiesta di risposta scritta, sulla produttività e la situazione ecologica delle lagune di Santa Giusta e S'Ena Arrubia" (1276);

"Interrogazione LA ROSA, con richiesta di risposta scritta, sulle prospettive delle saline del Sulcis" (1277);

"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla non applicazione in Sardegna del decreto Dini del 2 ottobre 1995 relativo all'uso dell'orimulsion" (1278);

"Interrogazione FANTOLA, con richiesta di risposta scritta, sul pagamento dell'indennizzo ai proprietari dei terreni espropriati dall'EAF per la realizzazione della condotta di collegamento tra il lago Mulargia e la rete idrica cagliaritana" (1279);

"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sul blocco del rilascio di nuove licenze di pesca professionale" (1280).

Annunzio di interpellanza

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interpellanza pervenuta alla Presidenza.

DEMONTIS, Segretario:

"Interpellanza BIANCAREDDU sullo stato di calamità naturale causato da eccezionali avversità atmosferiche verificatesi nel mese di dicembre 1998 e sul mancato risarcimento dei danni subiti dai privati" (541).

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo.

VASSALLO (Gruppo Misto). Sull'ordine dei lavori, Presidente. Dato che lo scorso Consiglio avevamo sospeso la discussione della proposta di legge numero 380/A in quanto non si era definita una posizione comune, dato che sembra che questa posizione comune con gli altri Gruppi sia arrivata ad un buon punto, nel senso che si è definito come procedere, considerando che la proposta di legge riguarda non più di sei articoli, io proporrei al Consiglio di poter continuare con la "380" che era stata sospesa la volta scorsa.

PRESIDENTE. Onorevole Vassallo, lo dico rispondendo a lei ma così per informare l'Assemblea che la Conferenza dei Capigruppo, riunitasi ora prima della seduta odierna per stabilire l'ordine dei lavori, ha preso in considerazione anche questo problema della "380/A" e ha definito questa priorità, di tenere anche all'ordine del giorno naturalmente già inserito anche il "380/A", ma di seguire questo ordine prioritario, prima fare oggi pomeriggio lo sport, domani le leggi sul personale, domani pomeriggio lo schema sulle province e poi continuare con la legge di riforma del bilancio, il testo unico sugli incentivi, il servizio idrico. Verranno inseriti, in momenti interstiziali della seduta, la legge cosiddetta Gairo-Osini, il problema dei termini sull'articolo 17 (è uno spostamento di termini), la legge sui canoni IACP e la legge "380/A" che lei ha citato, e troveremo il modo di inserirli nel corso di questa tornata proprio perché sono elementi più semplici cerchiamo di capire in che modo si possono inserire, però la Conferenza ha deciso la struttura di questa tornata con questi provvedimenti più "portanti". Poi, questi di minore dimensione, quindi che occupano meno tempo ed attenzione, troveremo il modo di inserirli tra un provvedimento e l'altro.

Ha domandato di parlare il consigliere Montis. Ne ha facoltà.

MONTIS (Gruppo Misto). Presidente, io vorrei ricordare che abbiamo sospeso la conclusione del dibattito su quella mozione, sui fatti della penisola balcanica, del Kosovo e della Serbia, per concluderlo oggi. E` stato predisposto un ordine del giorno, se si concorderà su questo, altrimenti si voterà sulla mozione, come prevede il Regolamento.

PRESIDENTE. La ringrazio onorevole Montis. Anche su questo problema, che io ho richiamato in Conferenza dei Capigruppo, la Conferenza mi pregava di poter consentire a ciascun Gruppo, ai Gruppi stessi un momento ancora di riflessione su questa tematica.

Mi pare che sia necessario che ci sia questo momento di confronto proprio perché, essendo un tema così delicato, non si arrivi a posizioni differenziate. E` stato richiamato in corso di Conferenza e mi sembrava opportuno accettare la possibilità che, su un tema di questa portata, un confronto ulteriore per consentire di evitare divisioni su questa tema fosse essenziale, e comunque anche questo è presente nella Assemblea, in Conferenza dei Capigruppo, naturalmente inserito all'ordine del giorno, non foss'altro perché è stata già iniziata la discussione e deve essere solo votato.

Però la Conferenza concordava sul fatto che, prima delle votazioni, fosse necessario ancora un momento di confronto reciproco. Preso atto di questo, io mi auguro che questo confronto si sviluppi; tenendoci in contatto si troverà il momento in cui si possa procedere alla votazione di questo argomento stesso.

MONTIS (Gruppo Misto). I Capigruppo hanno la facoltà di decidere l'ordine del giorno del Consiglio, ma non possono impedire che il Consiglio continui una discussione che è già in atto. Possiamo anche sospendere per qualche ora, fino ad un certo momento della seduta del Consiglio, per questo ulteriore confronto, ma non possiamo eliminarla, sarebbe un atto assolutamente fuori dall'ordinario.

PRESIDENTE. Lo dico per tutti i colleghi, né la Conferenza dei Capigruppo, tanto meno questa Presidenza, vuole impedire alcunché, però se mi si chiede un momento ulteriore di riflessione per arrivare ad una posizione più unificante, vista anche la delicatezza dell'argomento, a me sembra opportuno accogliere questa possibilità. Quindi, nel prendere atto delle cose che diceva anche l'onorevole Montis, prego i Capigruppo di trovare un momento di interlocuzione e di dialogo che consenta di procedere alle votazioni.

Discussione del disegno di legge: "Provvedimenti per lo sviluppo dello sport in Sardegna" (335)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 335/A. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Zucca, relatore.

ZUCCA (Progr. Fed.), relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima di svolgere le mie considerazioni introduttive alla discussione sul testo esitato dall'ottava Commissione ritengo utile, anche se forse non indispensabile, precisare il valore semantico del termine sport, senza fare la storia sistematica dell'evoluzione semantica del termine. E non si creda nemmeno che sia scontato ed univoco il valore assegnato alla parola sport, se è vero, come è vero, che in origine, come ci dice il Battaglia, indicava il semplice svago, e cito anche alcune fonti letterarie in questo Consiglio. Visto che ad ogni seduta nascono numerosi neologismi sia consentito anche a me fare qualche citazione dotta; per esempio Gramsci scrive "Non sono questi momenti di fare dello sport sindacale", intendendo che non è il momento di scherzare, siamo nel periodo dell'Ordine Nuovo. Ma anche nella lingua colta troviamo un uso singolare del termine, cito da Montale: "C'è un solo mondo abitato da uomini, e questo è più che certo, un solo mondo, un globo in cui la caccia all'uomo è lo sport in cui tutti sono d'accordo", una poesia tragicamente attuale in questi giorni, ma io l'ho citata in rapporto all'uso che si fa del termine sport. E, penultima citazione, nei manifesti del Futurismo si legge "Il declamatore futurista deve declamare con le gambe come con le braccia. Questo sport lirico obbligherà i poeti a essere meno piagnucolosi". L'ultima citazione, dulcis in fundo, la prendo da Vasco Pratolini, che scrive "Se il biliardo gli procura l'ammirazione degli amici e gli arrotonda le entrate, le ragazze rappresentano il suo vero sport".

Ovviamente nessuno di questi significati sarà sposato né nella legge sullo sport né nella relazione che mi accingo a svolgere; leggo piuttosto, per chiarire qual è il valore preciso del termine, la definizione che ne dà l'ottimo Devoto Oli, il quale dice "Sport: attività che impegna sul piano dell'agonismo oppure dell'esercizio individuale o collettivo le capacità fisico - psichiche in connessione o meno con intenti ricreativi". E` una definizione molto pregnante nella sua sinteticità, molto complessa, ma forse non esaustiva di tutti gli aspetti che lo sport abbraccia e sempre più abbraccerà. Ed abbraccerà sempre più perché siamo alle soglie del 2000 e il rapporto tra il tempo di lavoro e il tempo libero è vertiginosamente mutato e destinato a mutare ancora, nel senso di una crescita dello spazio temporale non impegnato nel lavoro. E` già questo un aspetto di sconvolgente novità, che implica nuova responsabilità per chi deve legiferare e organizzare il tempo libero dei cittadini, giovani e meno giovani. Riprendo qualche dato dalla prima conferenza regionale sullo sport che si è tenuta due anni fa in attuazione dell'articolo 3 della legge numero 36 dell'89. La vita media della generazione che ci ha preceduto nel secolo scorso era di 300.000 ore, di cui 120.000 dedicate al lavoro; la vita media della nostra generazione è di 700.000 ore di cui 60.000 dedicate al lavoro; la vita media della generazione del terzo millennio si ipotizza in un milione di ore, di cui 40.000 dedicate al lavoro. Questo dato, di per sé, è molto eloquente, ma sono dati statistici e come tutte le statistiche hanno il limite delle statistiche, sono abbastanza avveduto per essere cosciente di questo. Ma anche la progressiva esclusione dell'impegno e dello sforzo fisico nelle attività lavorative è un'altra faccia della nuova dimensione dello sport nella società del 2000. Tutto questo per insistere sull'importanza dello sport come elemento essenziale nell'impiego del tempo libero e dunque sull'importanza di una legge che ne renda più facile per tutti la praticabilità, fornendo ed adeguando strutture e risorse organicamente distribuite nel territorio. La situazione istituzionale riguardo a questa legge è piuttosto confusa, perché lo Statuto né all'articolo 3, che stabilisce le potestà legislative primarie, né all'articolo 4, nè agli articoli 5 e 6, che parlano delle funzioni delegate, né nei decreti di attuazione dello Statuto, parla dello sport come materia a sé stante. Le strutture funzionali sono prese in considerazione nel D.P.R. 480 del '75, nel titolo dedicato ai lavori pubblici, che all'articolo 2 attribuisce alla Regione le funzioni concernenti le attrezzature sportive di interesse regionale. Poi, il 348 del 1979, nel capo dedicato al turismo e all'industria alberghiera, attribuisce ai comuni le funzioni di promozione di attività ricreative e sportive. Quanto infine alla connessione sport - salute è la legge 833, come è noto, che disciplina questo aspetto.

E` quindi un quadro confuso, dal quale comunque si può desumere che la Regione ha competenza legislativa primaria relativamente all'impiantistica sportiva, ha competenza legislativa primaria in ordine alle attività sportive non agonistiche, per ciò che attiene dunque all'aspetto ricreativo. Nell'esercizio di tale competenza, comunque, la Regione autonoma deve rispettare il limite posto dall'articolo 47, lettera b) del D.P.R. 348 che attribuisce ai comuni, i quali dunque la esercitano in proprio e non in forza di delega statale o regionale, le funzioni amministrative corrispondenti. La promozione e l'organizzazione delle attività sportive agonistiche invece rientrano interamente nell'ambito di autonomia del Coni. La legislazione attualmente in vigore nel settore dello sport è costituita dalla legge regionale numero 36, dalla legge regionale numero 14, dalla legge regionale numero 21 e, ovviamente, in senso più generale dalla legge numero 25 con le deleghe ai comuni. Le leggi 14 e 36 hanno avuto una valutazione sostanzialmente positiva nel corso di questi anni, ma si è anche sentita l'esigenza di una legge più organica, che in qualche misura fosse la sintesi degli aspetti più positivi di quelle citate, e in qualche modo un superamento, anche in ragione della situazione mutata in Sardegna, non solo come entità del fenomeno sportivo, della pratica sportiva, venti per cento della popolazione, seimila sodalizi, sessanta discipline sportive, 13 enti di promozione, oltre al mondo della scuola. Situazione mutata, dunque, come dicevo, non solo quantitativamente, ma anche forse più qualitativamente, nel senso che ci sono nuovi utenti che ieri non c'erano, ed io dico che fortunatamente ci sono anche questi nuovi utenti, cioè gli anziani e i portatori di handicap.

La legge si muove su due piani complementari tra loro, da un lato inquadrare l'impiantistica sportiva pubblica nell'ambito di un'organica programmazione regionale, dall'altro trasferire competenze e risorse agli enti locali nell'ambito di una visione moderna di federalismo e di decentramento. Penso che questi due principi raccolgano il consenso sia degli utenti, dei praticanti lo sport, sia degli organizzatori delle attività sportive.

Altro principio ispiratore ben presente e fondamentale nella legge è la volontà di rivalutare la socialità del servizio sportivo e della pratica sportiva, la valorizzazione delle attività di base ludiche e di recupero delle categorie particolarmente disagiate e disadattate. Lo sport, insomma, come diritto di tutti i cittadini, senza distinzione; tutto questo ispirandosi ai principali atti internazionali, e in particolare alla Carta europea dello sport, che è stata approvata dalla settima conferenza dei ministri europei dello sport.

Io non starò a illustrare titoli ed articoli della legge, insisto invece sull'intento di programmare gli interventi, provvedendo dunque ad una ricognizione puntuale prevista dall'articolo 10, che stabilisce l'albo regionale delle società sportive, per poter programmare sulla base di una esatta conoscenza delle esigenze del territorio. E' tempo di finirla con le palestre faraoniche in paeselli piccoli e confinanti. Le strutture debbono essere funzionali ad una razionale distribuzione degli impianti nel territorio, e dunque ad un riequilibrio che si rende sempre più urgente quanto più sono ampie le richieste e ristrette le risorse. Questa apparente contraddizione tra ampliamento delle richieste, restrizioni delle risorse e miglioramento dei servizi si può risolvere, come sempre, con un uso più razionale e più qualificato delle risorse. A questo fine tendono gli organismi e i comitati previsti dalla legge che non devono diventare, non è questo l'intento, né carrozzoni, né carrozzini, ma strumenti di un'autentica programmazione, essendo - come sono - rappresentativi delle più varie esigenze della società.

Questa interconnessione, del resto, tra vari segmenti della vita sociale mi porta a mettere in luce sinteticamente altri aspetti della legge; uno è il rapporto con il mondo della scuola. Potrei farla lunga sulla paideia(?), sulla (?). di origine greca, per cui nella formazione, nella paideia, di un giovane e di un uomo era inscindibile la pratica dello sport, la pratica dell'atletica, con le qualità intellettuali e morali. Lasciamo stare queste ascendenze rispetto alla paideia, ma anche l'uso delle strutture scolastiche è previsto nell'articolo 25 bis, ed è reso possibile, mentre attualmente ci sono mille inghippi a renderlo possibile.

Il rapporto con la valorizzazione dei beni ambientali e culturali e con i trasporti è previsto in altri due articoli fondamentali, così come la formazione degli operatori è prevista in un altro articolo, ed è assurdo a questo riguardo pensare che l'ISEF, cioè l'istituto che forma gli insegnanti di educazione fisica, sia ancora una dependance dall'istituto nazionale dell'Aquila. Noi non abbiamo un ISEF autonomo, ma dipende dall'Aquila; è tempo - nella discussione sul federalismo che si è fatta oggi mi pare che i principi generali siano stati messi a fuoco - di dire basta a questa assurda situazione.

Ancora, la legge insiste moltissimo per promuovere le attività non agonistiche, cioè lo sport per tutti con il suo valore sociale, ed ancora insiste sulla salvaguardia delle professionalità locali, ed anche questo è un punto importante. Io posso avere un esempio molto significativo, la pluricampionessa italiana di salto in lungo, che è di Oristano, Valentina Uccheddu, è arrivata a questo punto grazie all'attività di un eroico allenatore, che tra l'altro era professore di ginnastica nella mia scuola, e ha dovuto resistere ai tentativi molto allettanti di tante società nazionali che volevano fare propria l'attività di questa grande atleta sarda ed oristanese. Ebbene, noi, con questa legge, dobbiamo incoraggiare la difesa dei grandi talenti locali con nostre risorse, per evitare che ci vengono presi da altri.

Quindi due aspetti che non sono confliggenti ma complementari: da un lato lo sport come pratica sociale per tutti, non agonistica, riabilitativa; anche sotto questo aspetto abbiamo il grande campione Onorato, che è campione olimpionico dello sport per handicappati. Difendere queste professionalità, lo sport per tutti, però difendere anche i grandi talenti che abbiamo in Sardegna e che rischiamo di perdere se non ci sono risorse adeguate per consentire la loro permanenza e la loro attività in loco.

I problemi della tutela della salute, invece, non possono essere contemplati in maniera molto approfondita in questa legge, perché sono di pertinenza della legge sulla sanità. Io, per non farla lunga, concludo augurandomi che ci sia un unanime riconoscimento del lavoro che la Commissione ha svolto su questa legge, con la massima disponibilità eventualmente ad emendare nel caso in cui sia necessario, a renderla ancora più completa. Comunque è una legge che ha grande positività, anche perché raccoglie i frutti della prima conferenza regionale sullo sport, alla quale hanno partecipato tutte le categorie sociali, dagli imprenditori ai sindacati, alle associazioni sportive, al CONI, alla Chiesa, etc., quindi socialmente rappresentativa di tutte le esigenze nella misura in cui siamo riusciti a fare questo.

PRESIDENTE. E` iscritta a parlare la consigliera Petrini. Ne ha facoltà.

PETRINI (G.D.R.I. e Ind.). Sono molto lieta oggi che, come presidente dell'Ottava Commissione Cultura, questa legge vede finalmente la luce. E` stata una lunga gestazione, ma gli auguriamo una vita lunga e felice. Un mio più sentito ringraziamento alla Commissione e ai funzionari, che si sono molto prodigati perché questa legge finalmente fosse portata in Aula. Io vorrei fare due considerazioni, non mi perderò, perché credo proprio che mi perderei, nei meandri etimologici della parola sport, ma l'ha già fatto il collega, fatemene venia. Io posso dire, da parte mia, che lo sport è nato con l'uomo, infatti il più antico sport, a mio parere, è la caccia, praticata certo sin dai primordi per procurarsi il cibo, ma anche per il piacere della lotta. Infatti vediamo che negli antichi bassorilievi assiri e babilonesi ci sono scene di caccia di una veridicità impressionante. Anche gli etruschi furono degli appassionati cacciatori, seguiti dai romani; i romani nell'era imperiale usavano un tipo di caccia tutta particolare, la caccia al leone africano, logicamente dedicata all'imperatore, e anche in questo direi che non c'è niente di nuovo sotto il sole.

Tra i primissimi giochi, molti vanno accomunati alle necessità di sopravvivenza, ma via via si andarono perfezionando, diventando dei veri e propri sport, alcuni dei quali si praticano ancora oggi, per esempio un tipo di pugilato malese, una corsa a piedi di alcuni popoli australiani, il salto in alto del giavellotto dei watussi, un tipo di tennis praticato dai muscogi (?), i bravissimi cavalcatori arabi e indiani, da nuotatori, tuffatori e schermitori giapponesi.

Ma il primo popolo in senso assoluto a sviluppare e a praticare lo sport quasi a livello artistico è stato il popolo greco, popolo che raggiunse culturalmente, politicamente e militarmente le più alte vette del sapere, tanto da chiamare "barbari" tutti gli altri popoli, romani compresi.

Come avete ascoltato dal professor Zucca, nel giovinetto greco si usava la paideia, cioè veniva istruito nell'amor patrio e trascorreva la sua adolescenza a temprare il corpo per le necessità future.

I greci fecero dello sport un mito, i loro poeti cantarono le vittorie degli atleti, per esempio la prima grande antica civiltà, quella cretese, tremila anni prima dell'era volgare, aveva raggiunto con la tauromachia dei livelli eccezionali, come possiamo ben vedere da numerosi affreschi pervenutici. I greci avevano quattro grandi feste con competizioni sportive: le pitie, le nemee, le istmiche e le olimpiadi. La prime tre erano esclusivamente religiose, mentre le olimpiadi, pur avendo una parte di religiosità, erano il vero e proprio agone sportivo, erano dedicate al Dio Zeus. Le olimpiadi nacquero nel 776 a.C., e furono talmente importanti da segnare le epoche della storia greca. Si svolgevano ogni quattro anni, nella piana di Altis (?), nel Peloponneso, dove sorgeva il tempio di Zeus.

Io ho avuto il privilegio di visitare i resti di Olimpia e ho visto questo clima caldo, ma mitigato dai venti e da alberi altissimi che riparano e riparavano gli spettatori che assistevano alle gare. Gli spettatori assistevano alle gare sdraiati sull'erba perché era posta in una conca, dove c'era la pista e tutto intorno questo manto erboso a scivolo, ripeto, gli spettatori erano posti a spicchio e se volevano rinfrescarsi potevano usare l'acqua dei ruscelli che scorreva lì a fianco.

Alla città di Olimpia spettava tutta l'organizzazione delle gare e avevano nei magistrati, gli elladonici, che erano dodici alti personaggi investiti di questa autorità, in pratica dovevano controllare che i giovinetti che partecipavano fossero allenati, ma soprattutto che prima non si fossero macchiati di nessuna colpa.

I giochi duravano sette giorni, dalla fine di giugno ai primi di luglio. Si cominciava in genere con le corse, che erano molto sentite, correvano in batterie di quattro e i vincitori poi si sfidavano fra di loro e alla sera, al tramonto, avveniva la premiazione. Questa premiazione consisteva in una corona d'alloro e in un ramo di palma, però il vincitore aveva il diritto di avere il proprio nome inciso nell'Altis e talvolta, se la sua bravura era veramente eccelsa, gli si dedicava una statua.

Se disturbo cercherò di abbreviare, Presidente, ma mi sembra un peccato che questa storia dello sport, così affascinante nei tempi, così seguita, debba essere ascoltata soltanto davanti alla TV. Mi sembra un vero peccato!

Dicevo che il vincitore olimpico era considerato in Grecia un grande eroe, e seppure appartenendo ad una umilissima famiglia poteva aspirare ai più alti onori; per lui la sua città, quando rientrava dalla gara, abbatteva un tratto delle mura della città per rendergli l'omaggio più grande che era possibile; poteva aspirare ad un matrimonio di alto lignaggio, e anche in questo oserei dire che non c'è niente di nuovo sotto il sole.

Nel 396 d.C., dopo 1172 anni dal loro inizio, l'imperatore Teodosio I fece abolire i giochi olimpici e Teodosio II, dopo pochi anni, fece abbattere la statua di Zeus che dominava Olimpia, una statua d'oro e di avorio alta circa 30 metri.

Questo per la Grecia. I romani ebbero, invece, i loro ludi, molto lontani però dall'ideologia greca, perché questi erano veri e propri combattimenti fra due o fra più schiere, senza contenuto sportivo, ma un'esaltazione della tecnica del combattimento, diciamolo pure, di efferata crudeltà. Il giovane cittadino romano si esercitava nel nuoto e nell'equitazione, perché per necessità doveva avere un'istruzione militare.

Con l'avvento del Cristianesimo lo sport scomparve, perché la nuova religione condannava lo spirito di agonismo. Lo sport riappare nel Medioevo, con spirito cavalleresco, col senso dell'onore e della lealtà. E' però uno sport guerriero, infatti lo troviamo nei tornei, nelle cacce, negli svaghi delle corti feudali. Solo nel Rinascimento riappare la necessità di una vera attività sportiva; infatti sorsero numerose scuole dove venivano praticati i vari tipi di sport e da allora si scrissero i primi libri sullo sport.

Direi che in tutti questi secoli, in circa 16 secoli, le olimpiadi sono sempre state rimpiante, tant'è vero che il barone Pierre de Coubertin formò un comitato di cui fu eletto presidente, carica che tenne fino al giorno della sua morte, avvenuta nel 1925, che fece rinascere questi giochi olimpici. La prima rinascita si ebbe ad Atene, come giusto omaggio, e da allora si sono svolte sempre, ogni quattro anni, ad eccezione degli anni bellici, dei grandi conflitti bellici.

Qui mi farebbe piacere fare una considerazione: ai tempi delle olimpiadi della Grecia antica, se vi erano dei combattimenti e delle tensioni particolarmente importanti, si fermavano le guerre per poter tenere questi giochi olimpici. Se anche in tempi moderni noi avessimo seguito questa linea probabilmente avremmo avuto qualche milione di morti in meno.

Moltissimi gli sport che si disputano nelle olimpiadi e tutti sono tesi ad ottenere dagli atleti una maggiore prestazione per abbattere i precedenti primati. Devo dire che pur non abbattendo le mura della città di appartenenza, le varie nazioni ancora oggi sono molto fiere dei loro atleti campioni olimpionici.

Un punto fondamentale di diversità fra le olimpiadi antiche e le nostre olimpiadi moderne è questo: nell'antichità non erano ammesse a gareggiare le donne. Se figura femminile vi era, era quella della sacerdotessa che accendeva la fiaccola e delle sue ancelle, tutte molto giovani e belle, e siccome sono una persona molto maligna, credo che stessero lì, nei loro succinti costumini, per la gioia degli occhi degli spettatori. Oggi non è così, assistiamo a strepitose vittorie di atlete leggendarie, il collega Zucca ne ha nominato una nostra.

Vorrei terminare dicendo che è un merito importante, di tutte le nazioni, incitare i propri atletici a gareggiare, perché come disse il barone de Coubertin, quello che importa nei giochi non è il vincere, ma il partecipare. Nella vita non è essenziale la vittoria, ma il combattere bene.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.

SECCI (Popolari). Signor Presidente, colleghi, mi scuseranno i colleghi se l'assenza di studi classici nel mio patrimonio culturale non mi consente di fare riferimenti al passato remoto nè prossimo. Però mi sembra importante intervenire nella discussione generale per questa legge, perché ritengo che essa rappresenti per il Consiglio regionale e per il mondo dello sport in Sardegna un punto di arrivo importante di un percorso che è stato difficile in molti momenti e che è stato esaltante in altri momenti invece.

Non è nascondibile a nessuno che alcune delle leggi che oggi costituiscono questo testo unico sono state prese ad esempio, a livello nazionale, per la capacità di incidenza che hanno avuto nel mondo dello sport e nel promuovere lo sport nella nostra isola.

Non sfugge altrettanto a nessuno che la difficoltà economica, che la nostra economia attraversa, rende purtroppo l'istituzione pubblica e la Regione per essa elemento determinante nel mantenimento di un sistema sportivo che possa guardare a traguardi importanti e ad obiettivi significativi. Non si può dimenticare che le squadre di eccellenza in tutti gli sports, sia di squadra che di singoli, oggi sono finanziati attraverso meccanismi di finanziamento regionale per quanto riguarda l'attività dilettantistica con la partecipazione della Regione al rimborso delle spese di viaggio per i campionati nazionali, per quanto riguarda le attività professionistiche, o semiprofessionistiche, attraverso quel meccanismo che è stato inventato ormai molti anni fa e che ha consentito ai sardi di poter arrivare all'eccellenza dello sport, al Cagliari in serie A, alla pallacanestro nella serie A, alla pallavolo, finché c'è stata, in serie A e a tutte le altre squadre di eccellenza nei vari campionati, nei livelli nazionali di competenza.

Quindi il testo che viene proposto su iniziativa del consigliere Serrenti quando era Assessore della Pubblica Istruzione, e seguito con attenzione dalla Giunta che si è succeduta, dall'onorevole Ballero, Assessore attuale dello sport, mi sembra che sia il risultato di uno sforzo, peraltro vissuto in Commissione in maniera mirabile dal Presidente e da tutti i colleghi che si sono occupati della materia, che sia un punto d'arrivo che è significativo.

Non ci sono dubbi che come tutte le proposte che in qualche maniera arrivano all'Aula hanno bisogno, probabilmente, di un minimo di correzioni ulteriori, e penso in questo di poter dire che le proposte di emendamento, che ho avuto modo di osservare, di vedere, di leggere e di approfondire, presentate dalla Giunta Regionale, sono sicuramente un elemento migliorativo del testo che contribuirà a rendere più efficace e più incidente il provvedimento nel mondo dello sport.

La legge si presenta come una legge organica, di incentivo e di assistenza al mondo dello sport, sia in termini di incentivazione all'attività, sia in termini di incentivazione alla costruzione dell'impiantistica sportiva, sia in termini di contributo per la gestione dello sport nella sua interezza.

Per quanto riguarda il problema dell'impiantistica sportiva mi sembra che porti a riflettere, ed è una riflessione che io propongo ai colleghi, che un meccanismo che è stato introdotto a suo tempo, mi sembra nel '93, con la "25" che ha inglobato... Presidente, mi sembra che l'assenza dei giovani nel Consiglio Regionale giustifichi il brusio, però l'incapacità di concentrarsi poi disturba l'oratore...

PRESIDENTE. Vi prego di seguire l'oratore.

SECCI (Popolari). Capisco che non posso dire cose che possono essere per tutti significative, però mi è difficile riuscire a seguire un ragionamento logico.

Dicevo che la legge soprattutto nell'impiantistica sportiva ha fatto emergere un problema, che è un problema molto serio e che la legge in qualche maniera si propone di affrontare, cioè quello della polverizzazione degli interventi che erano previsti sull'impiantistica sportiva con la legge "36" che si propone di abrogare, cioè non è pensabile distribuire nel territorio, in maniera diffusa, con criteri di obiettività presunta le risorse necessarie alla realizzazione dell'impiantistica sportiva, perché con questo si rischia di far sì che i Comuni, presi da altre emergenze, destinino le risorse ad altre funzioni importanti del loro amministrare i bisogni dei propri cittadini.

Allora mi sembra che il reintrodurre in questa legge un meccanismo che in qualche maniera non surroga e non sostituisce completamente il meccanismo della "25", sia un elemento importante che consenta di far ripartire la dotazione di impiantistica sportiva, soprattutto in termini sovraccomunali, che consenta ai nostri giovani, soprattutto dell'interno, di poter svolgere quelle discipline sportive che altrimenti gli sarebbero impedite.

Mi sembra altresì di poter indicare che il trasferimento all'Assessorato dello sport della competenza sul sistema promo-pubblicitario istituzionale per le società sportive, sia finalmente il riconoscimento di una singolarità dell'intervento e di una specificità dell'intervento e che non si presti più, com'è stato nel passato anche recente, a meccanismi per cui all'interno del capitolo contenitore si stanziavano risorse anche ingenti, poi il mondo dello sport veniva trascurato e si doveva ogni volta ricorrere a correttivi in fase di assestamento che qualche volta sono stati abbastanza difficili, e che comunque hanno determinato una difficoltà gestionale alle società sportive.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE MILIA

(Segue SECCI.) Mi sembra quindi che la legge si presenti nella sua globalità come una proposta positiva, e che se il Consiglio approverà, come mi auguro e come sosterrò, gli emendamenti che la Giunta sta presentando, venga fuori un testo che risponda con molta coerenza agli interessi del mondo sportivo regionale, sia esso visto attraverso gli occhi della rappresentanza massima dello sport in Sardegna, che è il CONI e che ha seguito con attenzione, insieme alla Commissione, insieme all'assessore e insieme a chi si è occupato di questa materia, il corretto svilupparsi di questo testo, sia per le federazioni sportive, sia per tutte quelle strutture che operano nel mondo dello sport.

Mi sembra di poter fare un'osservazione, che peraltro mi sembra recepita negli emendamenti che fa la stessa Giunta, cioè che questa è una legge per lo sport, che questa è una legge che deve normare e che deve contenere norme all'interno del mondo sportivo nella propria globalità e nella propria interezza, e quindi a tutti i livelli che lo sport si faccia; mi sembra che ci entrasse poco, e la Giunta propone di cassare questi elementi ed altre attività di tipo amatoriale o del tempo libero, che devono essere sicuramente normate, che devono essere sicuramente all'attenzione del Consiglio Regionale, ma che devono trovare allocazione in altri provvedimenti di legge e di settore che sono più propri e più ordinati rispetto a questo.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.

FRAU (A.N.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, questa legge regionale sullo sport, così come oggi viene proposta, e lo dico subito, mi auguro che non venga bistrattata da emendamenti strani che sono già arrivati, perché altrimenti sarebbe veramente inutile che la Commissione abbia lavorato per tempo, seriamente, perché altrimenti, lo dico con la massima tranquillità, le Commissioni potremmo tranquillamente annullarle e portare tutto quanto in Aula, eventualmente di queste cose ne parleremo dopo.

Quindi dicevo che la legge, così come viene proposta dalla Commissione, assume una particolare importanza per la capacità che evidenzia, in ognuna delle sue parti, a rispondere in modo complessivo alla molteplicità delle richieste avanzate dal mondo sportivo isolano, e fa questo affrontando in modo abbastanza preciso i vari aspetti e fattori a cui è collegata e condizionata l'attività sportiva in Sardegna.

Tutto ciò è stato sviluppato in molti mesi di lavoro, non solo non sganciandosi, ma anzi sviluppando quegli elementi positivi già presenti nella precedente normativa e di cui appare la naturale prosecuzione, con la differenza che per la prima volta una legge sullo sport affonda le sue radici in modo esplicito nella cultura sportiva europea, come si evince dallo stesso articolo 1, confrontandosi nel contempo con le altre disposizioni regionali e nazionali.

La sua attualità europea la si evince dal richiamo alla stessa definizione di sport, data dalla carta europea dello sport, approvata dalla settima Conferenza dei Ministri europei, che sviluppa fra l'altro la stessa richiesta dell'UNESCO sullo sport, che recita testualmente: "Si intende per sport qualsiasi forma di attività fisica che, attraverso la partecipazione organizzata e non, abbia per obiettivo l'espressione ed il miglioramento della condizione fisica e psichica, lo sviluppo delle relazioni sociali e l'ottenimento di risultati in competizioni di tutti i livelli".

Questa dicitura, accolta nella nostra legge regionale, non rimane un mero dettato di principio, ma cerca di divenire nel corpo della legge elemento coordinatore e ispiratore vitale, trasparendo dalla lettura delle varie articolazioni della normativa, e dal cui insieme emerge chiaramente un conquistato equilibrio fra le varie e pressanti richieste sociali che vanno dal volontariato alle competenze professionali, dall'agonismo di punta, alle diffusissime attività motorie e di base, visibili nelle nostre città a tutte le ore, a tutti i livelli e a tutte le età, in modo così capillare e duraturo.

Questa legge sullo sport, di cui tutto il Consiglio si deve sentire partecipe ed orgoglioso, sempre che non venga snaturata, potrà essere uno dei fiori all'occhiello della Sardegna agli occhi non solo delle altre realtà regionali, ma anche sicuro termine di confronto a livello internazionale.

Essa infatti tiene conto, primo, delle differenti competenze presenti sul territorio, della storia sportiva pregressa, ma anche delle più vitali energie emergenti a cui si darà credito, facendole contribuire in modo complesso e partecipativo alle decisioni e alle scelte nei vari organismi regionali. Secondo, della reale situazione delle strutture del territorio, progettando per la prima volta un tentativo serio di valorizzare tutte quelle già presenti, attraverso un adeguamento alle necessità motorie polivalenti, la maggior parte sono le palestre scolastiche, ma anche pianificando in modo oculato e collegando alle reali esigenze della popolazione, attraverso parametri precisi, la creazione e lo sviluppo differenziato di strutture di base e strutture specifiche. Terzo, dell'utilizzo di tutte le energie presenti sul territorio sia su basi volontarie, come per esempio le società sportive, sia su basi professionali, che più capillarmente sono diffuse, facendole non soltanto destinatarie di fondi, ma anche partecipi di un progetto sportivo globale, stuzzicandone le capacità organizzative attraverso il loro coinvolgimento ai vari livelli istituzionali. Quarto, del soddisfacimento di tutte le richieste motorie, che vedono coinvolte ormai nel tempo libero, in modo organizzato e non, una notevole parte della popolazione sarda di ogni età e sesso, e non si dimentichi infine che si parla per età e per cultura di popolazioni molto attente e ormai sensibili alle risposte che riceveranno dal mondo politico. Quinto, dello sviluppo di una cultura sportiva generalizzata e del suo utilizzo nei differenti campi sociali, a questo proposito non bisogna infatti dimenticare i risvolti non secondari in altri ambiti, da quello turistico a quello cooperativistico, da quello preventivo a quello sociale, con ricadute evidenti anche sull'economia. Sesto, delle giuste richieste economiche degli operatori del settore, il cui sostegno è indispensabile per una gestione continuativa di attività serie: impianti, attrezzature, spostamenti interni, eccetera, ma anche per un adeguamento a situazioni ben più fortunate delle aggregazioni sportive presenti sul resto del territorio nazionale. Settimo, delle esigenze di controllo, verifica, adeguamento di dati, strutture, strumenti ed attrezzature da parte dell'organismo regionale in grado di agire in modo celere e puntuale. Ottavo, della imprescindibile necessità di aggiornamento, di formazione degli operatori del settore, coinvolgendo le varie competenze, associazioni di categoria, università, CONI, eccetera, e di ricerca scientifica applicata, indispensabili per una ricaduta positiva sul territorio, per l'opportunità del miglioramento culturale e per mantenere il passo con le altre realtà nazionali.

Onorevoli colleghi, come dicevo prima, con la speranza che la legge nel suo complesso resti quella che la Commissione ha esitato, credo che questa sia una proposta innovativa e lungimirante, che sicuramente sarà ben accetta da tutto il mondo sportivo isolano, agonistico e non.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, finalmente arriva in Consiglio questa proposta che ormai, data da due anni. Credo che riordinare la normativa in materia di sport fosse impegnativo, la Commissione l'ha fatto e ci troviamo di fronte questo lavoro che, polemizzo con l'onorevole Frau, non può comunque essere considerato un tabù, perché mi sembra che questa proposta che arriva in Aula abbia, in materia di ordinamento fra Regione ed enti locali, alcuni passi indietro rispetto a ciò che abbiamo approvato in altre norme e comunque rispetto a quelli che sono i principi generali che ormai dominano i rapporti fra Regione e Comuni.

Per questo motivo, insieme ad altri colleghi, ho presentato una serie di emendamenti e credo che questi emendamenti migliorino l'applicabilità della legge, evitando che il tutto diventi una affastellare di pratiche burocratiche, che portano molta carta nell'assessorato ma poche risorse nel territorio.

In questo senso la legge che cerca di dare concreti aiuti allo sport in tutte le sue manifestazioni, mi sembra che comunque abbia un carattere estremamente positivo e quindi fa bene il Consiglio ad approvarla leggendola e capendola, non un'approvazione a scatola vuota, ma un'approvazione convinta di certe norme.

Credo che questa normativa, come dicevo, soffra molto di accentramento presso la Regione, un accentramento che non giova certamente perché chiaramente la Regione deve fare programmazione, non deve fare singoli contributi, invece questa legge per troppi articoli prevede singoli contributi che chiaramente snaturano il ruolo della Regione, creano lungaggini, tutti sappiamo che i programmi la Giunta li approva all'ultimo momento per non perdere i fondi stanziati e il capitolo, e che le società magari li hanno ad attività conclusa per cui crea anche dei problemi finanziari; spesso le leggi regionali sono leggi a favore delle banche, perché per realizzare l'attività chi chiede i fondi regionali è costretto a indebitarsi e a pagare anticipazioni.

Credo che in questo senso la legge, nel limiti del possibile, vada corretta e che quindi ci aspetti un lavoro sugli emendamenti, per cui mi riprometto di intervenire per evidenziare i problemi sui singoli articoli.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Sassu. Ne ha facoltà.

SASSU (Progr. Fed.). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, il disegno di legge numero 335 arriva in quest'Aula, devo dirlo, con un ritardo rilevante e un ritardo rispetto non solo alla Conferenza regionale sullo sport, che si era tenuta, se non ricordo male, nel mese di marzo '96, ma il ritardo soprattutto è rispetto alle aspettative che il mondo dello sport e della società sarda aveva rispetto alla proposta e al disegno di legge.

Credo che però oggi vada considerata positivamente la volontà del Consiglio di pervenire in ogni caso alla sua approvazione e in ogni caso alla conclusione di questa undicesima legislatura, arricchendo in questo modo un elenco a questo punto notevole di leggi già approvate dal Consiglio Regionale, che stanno caratterizzando e qualificando questa legislatura. Il relatore ed altri interventi hanno già detto molto sulla legge, quindi mi limito, signor Presidente, ad alcune considerazioni.

La prima è questa, ed è di carattere generale, certo, senza ricorrere ai richiami storici e culturali, a cui hanno fatto largo riferimento il relatore ed anche il Presidente della Commissione, ma anch'io voglio tentare un richiamo ad una considerazione generale.

Noi, signor Presidente e colleghi, viviamo in una società che da un lato reclama giustamente più lavoro per combattere la piaga della disoccupazione, ma questa nostra società, che vive questa necessità vitale, si trova anche di fronte ad un'altra necessità, che è quella di dover gestire in modo nuovo il tempo libero. C'è bisogno di più lavoro, ma c'è il bisogno anche di gestire in maniera nuova e diversa il tempo libero.

Viviamo in una fase della storia che vede aumentare sempre in modo più evidente i tempi di vita mentre, lo diceva forse anche il relatore di maggioranza, si riduce drasticamente, per effetto dell'effetto tecnologico, il tempo che l'uomo dedica al lavoro. E` evidente che tutto questo pone nuovi bisogni e richiede, credo, una nuova strategia per il futuro.

E` sufficiente pensare, per esempio, all'incidenza notevole che può avere il tempo libero nella formazione dei giovani, sui quali invece sempre meno appare determinante il ruolo, purtroppo, della famiglia e della scuola, mentre il tempo libero, vissuto in termini negativi, può essere invece l'occasione per fare le prime esperienze drammatiche della droga, oppure invece se vissuto in maniera positiva può diventare una palestra positiva, nella quale si apprende il mestiere di diventare uomini per davvero.

Rispetto a questi ragionamenti non credo sia estraneo a questo problema il tema dello sport, come non credo possa essere estraneo al tema dello sport oltre ai problemi, a cui richiamavo, quello dei giovani, altri soggetti. Penso ai portatori di handicap, agli anziani che sino a questo momento invece erano esclusi, ma che invece ora, in modo sempre più evidente, si affacciano a questo mondo e alla pratica sportiva.

Quindi la valutazione che faccio è che ci troviamo di fronte ad una società che si è modificata in questi anni, che impone in termini nuovi e più pressanti che nel passato un bisogno di sport e un bisogno di motricità, per i giovani, per i bambini, per gli anziani, per i portatori di handicap, quindi per tutti.

Signor Presidente, colleghi del Consiglio, da questa considerazione nasce la necessità di operare una netta distinzione tra lo sport agonistico, ad alto livello, e lo sport di base, lo sport che parla a tutti e che riguarda tutta la società. Non voglio pensare di voler mettere in contrasto, in contraddizione questi due aspetti del problema, perché a me appaiono entrambi importantissimi, però è necessario che la Regione svolga la sua funzione di ente programmatore in grado di garantire il giusto equilibrio tra le attività di vertice, tra le attività di base, tra le attività agonistiche - federali e quelle ludico - amatoriali, deve guardare con grande equilibrio a questo grande mondo dello sport. Quindi occorre più di ieri, forse, un intervento più incisivo per assicurare il soddisfacimento del diritto allo sport alla generalità dei cittadini secondo le aspirazioni e le possibilità di ciascuno.

Quindi voglio affermare questo principio nella discussione generale su questa legge dello sport per tutti, che deve significare la garanzia di attività motorie per ogni fascia di età, per l'infanzia, per l'adolescenza, per la gioventù, come dicevo prima, ma anche per gli adulti e per gli stessi anziani. Quindi non va sottovalutata la funzione sociale dello sport, quella funzione che favorisce la crescita di quei valori culturali che portano alla solidarietà, che portano alla condivisione, che portano al rispetto delle regole, che più complessivamente quindi concorre alla crescita dell'uomo e alla crescita della società.

Quindi la prima grande e vera novità di questa legge credo che deve essere l'idea dello sport per tutti, non dello sport agonistico e dello sport ad alto livello, sport per tutti e allo stesso tempo grande equilibrio tra i due livelli di sport nell'attività.

La seconda considerazione che voglio fare, e che è fortemente positiva rispetto a questa legge, è che questo disegno di legge costituisce uno strumento utile per semplificare e per unificare una miriade di leggi approvate in tanti anni di vita autonomistica di questa Regione. A dire il vero noi in questa legislatura c'eravamo posti l'obiettivo di operare in questa direzione su tutti i settori, in altre leggi, in altri campi, nell'agricoltura, nell'industria, nella programmazione allo sviluppo economico, non credo di sbagliarmi se affermo che con questa legge noi stiamo muovendo il primo passo timido nella direzione dell'unificazione e della semplificazione della miriade di leggi che appesantiscono la vita di questa nostra Regione sarda. Quindi con questa legge, con la semplificazione e con l'unificazione stiamo muovendo un primo passo, anche se importante.

In materia di sport la Regione Sarda ha legiferato a partire dei primissimi anni della sua autonomia, io ho individuato nove leggi che si occupano dello sport, in più tutti gli interventi non previsti dalle leggi specifiche, che alcuni assessorati, come per esempio l'agricoltura, utilizzano nel campo della propaganda dei prodotti alimentari.

Certo, questa grande produzione di leggi, da un lato ha denotato una certa attenzione nei confronti dello sport, ma sicuramente ha prodotto una serie di conseguenze non positive nella gestione della legge stessa, ha creato confusione tra assessorati e quindi ha creato difficoltà a programmare lo sviluppo dello sport in Sardegna. Per questo motivo ci sono stati eccessi di burocratizzazione, c'è stata sicuramente una polverizzazione di risorse; quindi una legge unica che non tende a buttare a mare gli aspetti positivi della precedente legislazione, ma allo stesso tempo, giustamente, mira a determinare una visione unitaria delle tematiche dello sport.

Un'altra breve considerazione voglio riferirla al tema delle risorse, tralascio tutta una serie di considerazioni importanti già richiamate da altri interventi. A livello nazionale si sta realizzando, per quanto riguarda le risorse, una politica di rigore economico che tende sempre di più a tagliare alle regioni le risorse, per cui credo che anche per la Regione Sarda sarà difficile realizzare una politica finanziaria attenta a temi che apparentemente non attengono allo sviluppo economico della Sardegna, come i temi dello sport.

Però, secondo me, è necessario che anche in questo campo la Regione faccia uno sforzo notevole per quanto riguarda lo sport, perché anche in questo campo in Sardegna abbiamo, ma anche complessivamente nel Mezzogiorno, dei ritardi storici; sono andato a vedere i dati ISTAT che riguardano da un lato lo sviluppo economico, dove si registrano due Italie: un'Italia del nord, che va a velocità sempre più alta rispetto all'Italia del sud e a quella insulare, ma ci sono due Italie anche con il forte divario nelle attività fisiche e del tempo libero, che vanno da un 71 per cento del nord - ovest e del nord - est ad un 48 per cento delle isole, così come c'è un forte divario per quanto riguarda l'impiantistica sportiva. Quindi più risorse in Sardegna, anche finalizzate a colmare il divario che intercorre nelle attività sportive rispetto al resto dell'Italia.

Debbo dire che la legge fa uno sforzo in questa direzione, la proposta originaria indicava una cifra intorno ai 21 miliardi, una cifra di avvio, il testo finale denota un impegno rilevante con 35 miliardi, ma non pongo solo un tema di quantità di risorse, credo che non sia secondario parlare, anche per questa legge, del tema della semplificazione burocratica, della necessità cioè di snellire le procedure per l'approvazione dei programmi, di snellire le procedere per l'evasione delle pratiche, della parametrazione anche oggettiva della concessione dei contributi, perché è giusto che le società sportive per poter vivere, per poter avere una vita normale, possano avere certezza nella quantità, nella qualità e nei tempi delle contribuzioni da parte della Regione.

Credo che da questo punto di vista sarà forse più opportuna una rilettura meticolosa del disegno di legge, perché risponda maggiormente ai requisiti che tendono ad evitare eccessivi tempi lunghi nell'erogazione delle risorse. Ho visto che nel passato si realizzavano due anni, due anni e mezzo di attesa da parte delle società sportive. Non ho ancora avuto modo di verificare gli emendamenti proposti, mi piacerebbe vedere, verificare la possibilità di correzioni in questa direzione.

L'ultima breve considerazione riguarda i soggetti che gestiranno la legge sullo sport. Originariamente, lo dico con molta serenità, era una legge con un'unica targa, un unico timbro: il CONI. Bisogna dire che da parte della Commissione la riscrittura della legge ha rivalutato il ruolo e la funzione di tanti altri soggetti che guardano e che lavorano nel campo dello sport. E sono la scuola, gli enti di promozione sportiva e gli enti locali, ugualmente importantissimi nella loro gestione.

Credo che a tutti loro questo Consiglio regionale deve affidare questa legge, perché realizzino quelle finalità che la legge prevede.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Lippi. Ne ha facoltà.

LIPPI (F.I.). Presidente, colleghi, qualcuno intervenendo prima di me, ha sottolineato, come spesso è accaduto in questa legislatura, la tempistica con la quale da una parte si sono scritte e presentate le proposte o i disegni di legge e dall'altra i tempi nei quali poi sono state discusse e approvate da questo Consiglio regionale non hanno sempre reso giustizia a quelle che erano le esigenze e le urgenze che venivano sollecitate invece da importanti segmenti e settori della nostra comunità, tra questi a pieno titolo e a pieno diritto anche quello che riguarda tutto l'ambiente sportivo isolano.

Però come recitava un detto, meglio tardi che mai. Credo che questa legislatura ormai volga al termine e sia un elemento importante e anche caratterizzante di questa legislatura il fatto che questa Assemblea regionale, tra tutte le sue vicissitudini, riesca in corsa di fine legislatura ad approvare un testo che è estremamente atteso, non solo dalle società sportive che chiaramente recitano il ruolo di primo attore all'interno di questo disegno di legge, ma anche dai comuni e dalle scuole, che hanno un interesse altrettanto importante nella gestione di quelle che saranno le risorse e le provvidenze che interessano e investono questo disegno di legge.

E` già stato detto dal collega Sassu, ma mi piace riprendere il concetto: questa è una legge che non si rivolge solo ed esclusivamente a chi fa attività sportiva in maniera agonistica, ma è una legge che realmente apre lo sport a tutti, quindi anche lo sport del tempo libero. In una società dove sempre di più lo stress del lavoro impegna ogni singolo individuo, credo che sia e importante e ragionevole creare una rete di impianti sportivi che sia in grado di soddisfare la sempre più crescente necessità di sfogo anche nelle manifestazioni sportive.

Un dato che emerge anche dalla relazione che era stata presentata a suo tempo dalla Giunta Regionale fa emergere che il 20 per cento della popolazione residente in Sardegna pratica attivamente dello sport, e rispetto a questo dato certamente gli impianti sportivi non sono sufficienti ed adeguati il più delle volte a sopportare questo elevato numero di atleti e non che praticano attività sportiva quotidianamente.

Io, che vivo in una città come Cagliari, che per popolazione e densità di abitanti certamente è la più vasta che ci sia sul territorio regionale, per esempio riscontro la carenza in questo senso di impianti sportivi, nonostante la città abbia ospitato anche nel recente importanti manifestazioni e si accinga ad ospitarne altrettanto di importanti, gli impianti sportivi ci rendiamo conto sempre di più che non sono sufficienti ad accogliere quella che è una richiesta crescente.

Quindi è importante che all'interno di questo disegno di legge sia contenuto anche un rapporto stretto che esiste, che è presente nell'articolato, tra quelle che saranno le provvidenze della legge e la gestione che ne potranno avere gli stessi comuni proprio in realizzazione di strutture sportive.

Cagliari ha già da tempo in essere una serie di progetti per la realizzazione per esempio dei cosiddetti play-ground, che sono delle piccole strutture sportive che saranno dislocate nelle diverse circoscrizioni di Cagliari, questo proprio per garantire da una parte un accesso più diretto a tutti i cittadini alle attività sportive, ma dall'altra anche come funzione sociale per togliere dalla strada tanti giovani che il più delle volte non riescono ad inserirsi, o hanno difficoltà ad inserirsi nella società che invece, proprio attraverso lo sport, potrebbero trovare anche una ragione di convivenza con gli altri soggetti, il che è certamente importante per tutti noi.

Riscontro anche l'importanza che potrà avere in un prossimo futuro l'istituzione dell'albo regionale delle società sportive, che finalmente darà più chiarezza anche su quella che sarà la distribuzione delle risorse finanziarie, e poi c'è tutta una serie di contributi altrettanto importanti, che vanno dall'attività sportiva giovanile, a carattere dilettantistico, certamente una misura importante, come quelli altrettanto importanti di contributi per i campionati nazionali. Un problema che questo Consiglio regionale ha ampiamente discusso anche in altre occasioni, è la grande difficoltà che hanno le nostre squadre che partecipano ai campionati nazionali. Sono veramente tanti ad abbandonare l'Isola per far fronte agli impegni sportivi, ma non solo, anche l'introduzione di contributi per singole trasferte in territori extraregionali che darà la possibilità a tanti giovani di poter concorrere, di poter partecipare e gareggiare in campionati extraregionali.

C'è un ultimo problema in ordine di importanza, che certamente viene ampiamente tutelato all'interno del disegno di legge, che è quello che riguarda l'attività sportiva e le manifestazioni, in particolare le manifestazioni. La Sardegna da sempre ha una ricca tradizione per aver ospitato manifestazioni importanti di carattere non solo nazionale, ma anche internazionale nelle varie discipline, quindi credo che anche in questo senso si possa in un prossimo futuro pensare allo sviluppo di un turismo sportivo - perché no? - sempre che si riesca nel breve periodo a realizzare da una parte l'impiantistica e dall'altra a promuovere la nostra regione, la nostra Sardegna, dove alcuni periodi dell'anno, che per altre regioni possono apparire dei periodi morti, potrebbero essere utilizzati per lo sviluppo di attività sportive quali la vela o l'equitazione, che certamente troverebbero in Sardegna il tempo ideale per poter essere praticate 12 mesi su 12.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Boero. Ne ha facoltà.

BOERO (A.N.). Signor Presidente, gentili colleghe e colleghi, il mio intervento sarà breve e non certo per ripetere le ottime parole del collega Frau e di quanti altri mi hanno preceduto, ma per esprimere una preoccupazione: che vi fosse bisogno assoluto di una buona legge per promuovere e regolamentare tutto il mondo dello sport isolano, scopro l'acqua calda! Che lo sport e le attività sportive rappresentino per noi, isola, un momento fondamentale della crescita dei nostri giovani, dell'educazione dei nostri giovani, di tutta la nostra società e di sentirci meno isolati, è un fatto altrettanto indiscutibile.

La preoccupazione viene dal fatto che questo importante testo di legge, come altrettanti importanti testi di legge, viene portato all'Aula, alla discussione e all'eventuale approvazione, in un momento affrettato, in un momento di fine legislatura, in un momento sospetto. Ma ciò che ancora è più sospetto, più che sospetto è assai concretamente preoccupante, è la massa di emendamenti prodotti dalla Giunta, in buona sostanza dalla parte politica nel suo complesso che ha prodotto il primo testo di legge, anche se poi l'allora Assessore non si trova più nella Giunta, mentre il lavoro che è stato fatto in Commissione, dai Commissari e dal collega Frau, che fa parte di quella Commissione, ha senz'altro contribuito a presentare un testo definitivo della Commissione accettabile, buono, ancorché perfettibile perché nulla è perfetto, ma che va verso l'indirizzo sperato di tutto il mondo sportivo.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ZUCCA

(Segue BOERO.) Ecco questa pioggia di emendamenti strumentali della Giunta riportano o riporterebbero la legge fuori dai suoi binari, da quei binari concordati con la stessa maggioranza, perché è una legge che in Commissione alla fine ha trovato un'unanimità. Allora ecco il senso di preoccupazione, perché stravolgere il lavoro fatto anche dalla stessa parte politica che poi dovrebbe essere in simbiosi con la Giunta? Dico: "Come mai la Giunta, in buona sostanza, con una massa di emendamenti, smentisce la propria parte politica che ha lavorato in Commissione?" Perché non si tratta di alcune correzioni, di alcuni dettagli in corso d'opera; si tratta, se accolti tutti questi emendamenti, di stravolgere il senso compiuto di questo disegno di legge.

Ecco la preoccupazione, ecco che l'approssimarsi della campagna elettorale può far partorire una legge che potrebbe tradire le attese di tutto il mondo sportivo.

PRESIDENTE. E` iscritta a parlare la consigliera Busonera. Ne ha facoltà.

BUSONERA (Progr. Fed.). Molto brevemente voglio riportare l'attenzione sul binomio sport e salute. In tempi in cui lo sport è messo sotto accusa, mi sembra opportuno riportare la riflessione sulla valenza che lo sport ha come strumento di salute, di formazione del carattere, di formazione della personalità. Lo sport, infatti, vissuto come puro agonismo, aiuta a socializzare, aiuta ad allevare una società altruista, generosa, eticamente pulita. Dal punto di vista del beneficio fisico, voglio sottolineare quanta capacità ha lo sport nel correggere patologie muscolari o dismorfismi che se, affrontati con adeguati sport nell'età prima dello sviluppo, è capace di modificare patologie quali scoliosi e altre patologie dello scheletro. Come pure voglio sottolineare la valenza dello sport...

PRESIDENTE. Prego i colleghi di evitare questo borbottio continuo, siamo così pochi, vergognosamente pochi e addirittura disturbiamo l'oratore. Non è giusto! Prego.

BUSONERA (Progr.Fed.). Come pure voglio sottolineare la valenza che ha lo sport nel dare beneficio a persone anziane, sofferenti di patologie cardiache o dismetaboliche, naturalmente in questi casi lo sport deve essere praticato sotto il controllo di un medico specialista.

La proliferazione di palestre, luoghi nei quali si pratica l'attività sportiva, voi sapete quanto siano aumentate in questi ultimi anni queste palestre, sono il chiaro segno di quante persone trovino nell'attività motoria benessere fisico, ma anche psicologico.

Non c'è dubbio che questa attività, che porta grande beneficio all'organismo, quando praticata e vissuta in modo distorto, sia capace anche di provocare grandissimi danni. L'attuale abnorme diffusione di sostanze che alterano le normali capacità di resistenza fisica sono un modo distorto di vivere lo sport. L'uso di integratori semplici o complessi che da un po' di tempo sono diventati un criterio del miglioramento, della performance della pratica sportiva per molti atleti, se da un lato possono aiutare l'atleta nelle sue performances, in alcuni casi se utilizzati in maniera indiscriminata possono determinare gravi danni alla salute.

E` per questo che voglio sottolineare la necessità di attenti controlli medici e di corretti accertamenti ematochimici e strumentali per valutare la perfetta forma fisica degli atleti, soprattutto di quelli che si sottopongono all'attività sportiva agonistica.

Voi sapete quanto anche in questo mondo si sia in qualche modo alterato un normale criterio di eseguire accertamenti ematochimici e anche accertamenti strumentali, spesso con gravi danni dell'atleta. La presenza quindi di un medico di medicina sportiva nella pratica dell'attività agonistica è indispensabile, come è indispensabile che sia almeno annualmente controllata la condizione fisica dell'atleta.

Purtroppo, voglio sottolinearlo in modo forte, il mondo dello sport, da sempre vissuto come un mondo integro anche dal punto di vista etico, sta mostrando quanto le logiche del business siano penetrati a corromperlo. Il gran parlare di doping, in molte attività sportive, ci fanno comprendere come questo metodo sleale di competizione stia sottilmente modificando la mentalità e la cultura dello sportivo, che ha sempre visto nello sport la sana e leale competizione con l'avversario. Legiferare sullo sport significa quindi non solo definire mezzi e metodi di sviluppo dell'attività e della pratica sportiva, ma anche individuare strumenti di controllo perché lo sport mantenga quella valenza di eticità, che sempre l'ha connotato, quella valenza di difesa e di valori positivi, ottica nella quale ogni cittadino vuole continuare a viverlo.

PRESIDENTE. E` iscritta a parlare la consigliera Dettori Ivana. Ne ha facoltà.

DETTORI IVANA (Progr. Fed.). Presidente, colleghe e colleghi, la nuova legge regionale allo sport, il D.L. 335, licenziata dalla Commissione Ottava all'unanimità, con una mole di lavoro che già il relatore ha sottolineato e non riprendo, tanto agognata dal mondo sportivo regionale in occasione di pubblici dibattiti, della conferenza regionale sullo sport, convegni, sta finalmente per giungere in porto.

Questa legge oltre che sostituire, come già detto da altri, le tre leggi regionali che finora hanno regolato l'attività sportiva in Sardegna, introduce importanti novità nell'organizzazione dello sport e vede lo sport non solo a sé stante, ma come un'attività che in qualche modo permea tutte le attività della vita e della socialità.

Bisogna dire che la legge che stiamo per discutere e che stiamo per approvare ha dei punti di contatto molto importanti con la normativa nazionale che è all'attenzione della Camera, e credo che rispetto a questo noi, molto opportunamente, e precedendo alcune delle importanti novità che verranno istituite con la legge nazionale, le abbiamo già anticipate nella nostra legge regionale.

Bisogna dire soprattutto che nel mio intervento, per ragioni di tempo, tratterò solo quei punti che ritengo abbiano segnato in modo differenziato, rispetto alla legislazione vigente, il D.L. 335.

L'albo regionale delle società sportive, vado per titoli, nel disegno di legge viene introdotta giustamente questa importante innovazione, e parallelamente si può vedere che nazionalmente viene istituito l'albo nazionale delle società sportive, questo sta a significare che la formazione dell'albo regionale delle società sportive è importante non tanto perchè questo possa naturalmente declinare la capacità e come dire l'importanza, la bravura e la professionalità delle società stesse. Ma soprattutto perchè in questo modo noi siamo in grado di avere la certezza di quali società sportive dobbiamo finanziare nella nostra programmazione, quindi in definitiva di attuare una programmazione regionale che risponda sul serio e davvero ai bisogni reali che vengono da tutti i territori della regione. D'altronde lo stesso disegno di legge nazionale prevede l'istituzione di un albo nazionale, per cui noi troveremo sicuramente e successivamente i punti di contatto tra i due strumenti legislativi. Come dicevo, pur essendo molto importante il riconoscimento e il monitoraggio delle società sportive, sia l'albo regionale che il registro nazionale, quando verrà istituito, e l'albo comunale, che noi abbiamo introdotto rispetto al testo presentatoci dall'Assessore, da soli non saranno sufficienti ad accertare i reali standard di professionalità e qualità delle prestazioni delle società sportive, ma certamente rappresenta un punto di inizio importante rispetto alla selva a cui in questi anni abbiamo assistito.

I centri di attività motoria. Non sempre - bisogna dirlo - le società sportive sono gestite con puro ed encomiabile spirito di volontariato; talvolta i sodalizi sportivi confluiscono nel complesso mondo dell'imprenditoria privata, che non sto demonizzando, ma certo bisogna essere in grado di separare le finalità del settore che talvolta, non sempre, agisce per puro spirito di servizio. Quindi la tutela dell'utenza, cosa che la legge si prefigge, deve naturalmente farsi carico di regolamentare l'attività anche del fitness e in questo, ad esempio (ma probabilmente ne discuteremo in sede di discussione degli articoli), la Commissione ha posto dei punti, anzi dei "puntelli" forse è meglio dire. Perché appunto, come si diceva, non possiamo confondere tutto quel variegato mondo di palestre private - che ben vengano - rispetto a quella che è un'attività organizzata e costruita a rete nel territorio.

La promozione dell'attività sportiva. Non voglio intervenire sulla gestione dell'impiantistica sportiva, ci tornerò in fase di discussione degli articoli. Un altro settore sul quale la nostra legge interviene massicciamente è quello della promozione dell'attività sportiva. In questo campo è di particolare rilevanza, per le sue implicazioni sociali ed educative, la promozione dell'attività sportiva in età giovanile, Non riprendo gli argomenti portati dalle collega Sassu, che condivido ed assumo come miei, soprattutto, come tutti noi abbiamo presente, ciò che è la vita sociale nei nostri piccoli centri. Per l'importanza che riveste questo argomento, così come noi abbiamo fatto in Commissione, che la legge sia estremamente chiara negli scopi e nelle procedure di intervento, per evitare in questo fraintendimenti. Gli interventi nel settore giovanile si devono qualificare per la diffusione della pratica sportiva, piuttosto che per la selezione di talenti. Questo è il punto di fondo, dove rispetto a questo abbiamo altre strutture preposte a fare ciò.

L'attività giovanile va riferita alla capacità delle società sportive di diffondere la pratica motoria e sportiva riducendo al massimo la percentuale di abbandono dei giovani, non dando rilevanza ai titoli conquistati. Perché dico questo? Perché così come avviene nella scuola, anche all'interno dei settori delle società sportive vi è una mortalità molto alta. Questa mortalità è dovuta molto spesso al fatto che i ragazzi e le ragazze non si sentono all'interno di un gruppo che fa sport, certo anche per far vincere la propria società, ma dove la competizione è esasperata. E la competizione portata a limiti tali non fa né crescere i giovani e non fa neanche crescere la capacità delle società sportive di vincere, se così si può dire.

Credo che ciò che questa legge rispetto alla promozione delle attività sportive pone - e quello che altri miei colleghi hanno sottolineato - è il cosiddetto sport per tutti. Lo sport per tutti va inteso nella nostra legge come uno sport alla cui promozione concorrono tutti gli enti, e tra questi in primis la scuola, come ente di formazione educativa nel territorio fondamentale ed importante. Infatti, poiché il sistema sport non può affidarsi totalmente all'iniziativa privata, quindi alle società sportive, e delegare ed esse la risposta a tutte le esigenze che pone la nostra moderna società, occorre che la struttura pubblica come la scuola assuma su di sé, in qualità di principale agenzia educativa sul territorio, la responsabilità di inserire l'attività motoria e sportiva tra le sue iniziative formative, educative ed io direi anche culturali. Nell'articolato troverete un capitolo a parte su questo, lo vedremo in seguito; soprattutto ora in cui la scuola è interessata da una profonda riforma globale, i cui caratteri salienti andranno ad espandere la sua capacità di autogoverno ed autonomia, che può consentirle di introdurre nella sua azione educativa maggiore flessibilità e possibilità di intervento. Ora, sulla base di quanto affermato sopra, se mi è permesso in questa sede, vorrei poter dire che questa legge forse è una legge che in qualche modo abbraccia la globalità degli interventi che in tutti gli articolati vengono proposti. E` importante, come ha ricordato la collega Busonera, anche per l'attività sanitaria, e qui in un articolo (articolo 40, tutela sanitaria dell'attività sportiva) viene finalmente riconosciuto e legalizzato quel controllo che, dagli eventi che in questi ultimi anni si stanno susseguendo, possiamo ben vedere quanto sia importante e fondamentale per la tutela della salute ed anche la prevenzione sanitaria. Credo che lo sport possa pienamente concorrere a raggiungere anche questi obiettivi.

Credo che il lavoro fatto dalla Commissione, e concludo, sia stato un lavoro importante. Ha lavorato in sintonia, su alcuni punti abbiamo - pur approvandoli all'unanimità - sollevato talvolta dubbi, credo che sia possibile migliorarla ancora. Migliorarla ancora sta a significare valutare attentamente gli emendamenti proposti e vedere come ancora la Commissione nella sua interezza, e spero ancora all'unanimità, possa ulteriormente migliorarla.

Ad esempio voglio sottolineare solo una questione, che è quella del decentramento agli enti locali. Forse in questo senso possiamo fare ancora qualcosa in più, in tal modo io intenderò proporlo e lo proporrò innanzitutto alla Commissione e poi al Consiglio.

Credo che con questa legge questa Commissione abbia terminato lodevolmente i suoi lavori di questa legislatura.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Milia. Ne ha facoltà.

MILIA (F.I.). Non era mia intenzione intervenire, ho dovuto scomodare l'onorevole Zucca, per far qualche riflessione che credo non sia irriverente nei confronti di chi ha lavorato a questa legge, quindi chiedo scusa in anticipo ai colleghi che, facendo parte della Commissione, hanno lavorato alacremente per sfornare questo testo di legge. Però alcune riflessioni di chi mi ha preceduto, in particolar modo dell'onorevole Bonesu, che intervenendo ha detto che la legge deve essere interpretata leggendola e capendola, e poi a seguire l'intervento dell'onorevole Sassu e l'intervento dell'onorevole Busonera, mi hanno dato degli spunti che credo debbano portare ad una riflessione, senza che questa legge, da chi l'ha materialmente elaborata, venga stravolta, però allo stesso tempo una riflessione comune che vada nell'interesse dello sport sardo.

Ricordo all'inizio di questa legislatura quando l'onorevole Palomba con le sue dichiarazioni dimenticò lo sport, nel mio intervento sulle dichiarazioni programmatiche gli ricordai che lo sport in Sardegna è il più grosso partito politico, perché ha la bellezza di quattrocento, cinquecentomila(?) iscritti nelle varie federazioni sportive. La Sardegna è, in graduatoria nazionale, una delle regioni al top per partecipazione ed iscrizione alle discipline sportive. Questo è un dato che deve far riflettere.

Questa legge che vuole in qualche modo e tenta di promuovere ancora di più lo sport in Sardegna, a mio avviso non contempera le esigenze di tutti. Non contempera le esigenza di tutti perché - qua inizio a riferirmi a quanto sostenuto dall'onorevole Sassu - se nella prima bozza si sentiva fortemente l'influenza del CONI, unico ente depositario e titolare dello sport in Italia, anche in questa legge, io non parlo di poteri forti, ma a leggerla bene, a capirla come ha chiesto nel suo intervento l'onorevole Bonesu, chi è dentro alle segrete cose dello sport si rende conto che qualche articolo forse nasconde dei privilegi e dei vantaggi per società che, seppure ammantate dall'etichetta dilettantistica, svolgono sport a livello professionistico nazionale ed internazionale. Fra tutti, parlando di funzione sociale, come l'onorevole Sassu giustamente ha voluto ricordare, negli articoli che promuovono, tipo l'articolo 32 e l'articolo 22, se non sbaglio, l'articolo 32 e 39, si trovano tutti quei requisiti che l'onorevole Dettori nel suo intervento ha detto che non debbono essere perseguiti, perché in questi articoli si favoriscono quelle società che lo sport lo fanno in maniera seria, ma fanno uno sport che non è dilettantistico. Non voglio entrare nel merito e disquisire chi è dilettante e chi non è dilettante, però forse è dilettante più chi fa professionismo ad alto livello e dà l'esempio ai giovani che fanno sport, che vengono attratti dallo sport, piuttosto che chi, sotto la patente di dilettante, promuove corse campestri che hanno come cachet per i partecipanti trenta, quaranta, cinquantamila dollari e sono finanziati da tutte le leggi e gli interventi che la Regione Sarda fa. Tornando a questi articoli che ho appena citato, sotto la funzione di agevolare a chi partecipa ad alto livello allo sport c'è un finanziamento a quelle pochissime società che, ammantate della patente del dilettantismo riusciranno, per i criteri inseriti in questi articoli, ad avvalersi dei finanziamenti come da questa legge sono proposti. Queste sono cose un po' serie, che hanno bisogno di un po' di riflessione. Chiaramente so benissimo che tra le migliaia di società sarde ci sono società e società, ma noi per promuovere lo sport dobbiamo dimenticarci le sigle, dobbiamo promuovere lo sport globalmente, come ha ricordato l'onorevole Sassu. Allora una riflessione su questi articoli e sugli emendamenti che sono stati presentati a questi articoli io penso occorra farla, perché la fretta è cattiva consigliera e questa legge potrebbe anche creare dei problemi.

Guardo l'articolo 32: interventi per favorire la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico della Sardegna. Colleghi, penso che bisognerebbe leggerlo; bisognerebbe leggere questo articolo, bisognerebbe leggere i criteri, bisognerebbe leggere chi ha autorizzato e chi deve autorizzare sponsorizzazioni che questo mostro ha creato - articolo 7 mi pare -, sarebbe il comitato regionale per lo Sport. Leggiamo l'articolo 7 e poi leggiamo l'articolo 32 e ci rendiamo conto che non so se sia tutto chiaro e se leggendola, interpretandola e capendo questa legge, sia la migliore che possa essere varata e possa essere approvata da questo Consiglio.

Due altre riflessioni: la scuola. Ogni volta che si parla di sport ci si riferisce alla scuola. La scuola in Italia non è capace e non ha mai promosso lo sport, ma non per cattiva volontà o perché i professori delegati a promuoverlo non sono i migliori interpreti ed i migliori docenti perché questa disciplina venga promossa, ma perché le strutture scolastiche non sono in grado di permettere ai giovani in età scolastica di avvicinarsi a questo sport, perché le strutture scolastiche non sono in grado di fornire quel minimo di elementi, quel minimo di strutture ed infrastrutture che permettano ai giovani in età scolastica di svolgere lo sport. Mi riferisco a tutte le palestre sprovviste di servizi sanitari, a tutte le palestre scolastiche sprovviste di docce ed ai giovani che purtroppo tra un'ora e l'altra di lezione debbono fare questa ora di educazione fisica in condizioni disagiate. Questo è un esempio lampante di come non si può fare lo sport a scuola. Lo sport dilettantistico, quello vero, viene dagli Stati Uniti dove la scuola promuove lo sport al liceo e all'università, poi lo sport dilettantistico finisce. Qua è tutto un inverso, si tenta di ammantare di dilettantismo quello che dilettantismo non è. E` inutile entrare nel merito, ma sappiamo le società dilettantistiche nel calcio e negli altri sport quanto dilettantismo fanno, e quanto ne fanno le altre discipline che per loro fortuna non sono annoverate tra quelle dilettantistiche.

Un accenno all'intervento dell'onorevole Busonera, condivisibile in tutto, ma voglio ricordare all'onorevole Busonera, che questo Consiglio regionale ha esitato una legge in materia di tutela di salute dello sport - che mi sembra sia quella del '95 - sulla certificazione tanto necessaria perché chiunque si avvicini allo sport e possa e debba essere tutelato. Questa legge, a seguito di un regolamento emanato dall'Assessorato della sanità, ha precluso ai medici che hanno raggiunto l'abilitazione ad esercitare la medicina dello sport, specialisti in medicina dello sport, di rilasciare certificati, perché tutte le certificazioni sono demandate al CONI ed alla Federazione dei medici sportivi, precludendo di fatto a chi ha avuto la specializzazione di esercitare a meno che non si convenzioni presso la Regione Sardegna e che adotti tutte quelle formalità, sempre burocrazia in più, che non permettono di fatto alle centinaia di migliaia di sportivi di avere preventivamente un controllo, perché è chiaro che moltissime società, perché possano far partecipare i propri atleti alle attività agonistiche, devono aspettare magari il mese di ottobre, di novembre, di dicembre quando va bene, perché le prenotazioni per le visite medico sportive ormai sono diventate una specie di attesa che non finisce più.

Altra riflessione riguarda l'Assessorato dello sport, nel quale la materia sportiva spesso viene in secondo piano rispetto all'altra materia disciplinata dall'Assessorato stesso, cioè la cultura, però vediamo che in questa legge si fa riferimento ad associazioni culturali, ad associazioni ambientaliste che possono avere accesso ai benefici. Io penso che ogni materia abbia bisogno di specializzazione, ogni materia deve essere governata e aiutata dagli assessorati di competenza. Quindi facciamo una legge per lo sport e solo per lo sport, cerchiamo da fare il meglio che possiamo perché lo sport in Sardegna ha bisogno di una buona legge.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Signor Presidente, questo disegno di legge, che data 8 maggio 1997, giunge finalmente all'esame di quest'Aula e così si cerca, e a ragione a mio avviso, ma anche con colpevole ritardo, di dare finalmente una disciplina unitaria e organica alla preesistente normativa regionale sullo sport. Il Consiglio regionale e le forze politiche che lo compongono non potevano esaurire il proprio compito istituzionale senza dare il proprio contributo a un settore che, se si esclude l'aspetto professionistico, dal potere politico è stato ampiamente trascurato o quanto meno sottovalutato.

Altri colleghi che mi hanno preceduto hanno sottolineato l'importanza dello sport in campo sociale, e non starò qui a dilungarmi, tuttavia non si può trascurare di dire che lo sport a livello dilettantistico e amatoriale, se ben sostenuto, rappresenta una forma di lotta e una valida contrapposizione al lassismo dei giovanissimi che sempre più nella strada trovano conforto alla loro disperazione che deriva dall'essere studenti senza prospettive reali per il futuro, e dei meno giovani che da disoccupati spesso, per lo sconforto che loro deriva dal considerarsi inutili, sono indotti ad azioni delittuose.

E' vero infatti che dalla noia, dalla inettitudine che deriva dalla loro triste condizione sociale essi tendono inesorabilmente verso azioni delinquenziali. Si afferma, quindi, l'idea che lo sport non debba essere considerato come attività spettacolistica, poiché l'attività sportiva rappresenta uno dei momenti più importanti della crescita fisica e intellettuale dei nostri giovani.

Ma lo sport non si rivolge solo a questa categoria di soggetti, cioè i più giovani, va incontro anche alle persone meno giovani, che occupate nelle quotidiane relazioni, fatte di lavoro, impegni e preoccupazioni, devono, per rigenerare lo spirito e il corpo, dedicarsi ad attività motorie di tipo sportivo. Dicevano i nostri padri mens sana in corpore sano e non sbagliavano certamente.

La connessione tra sport e salute è evidente; la collega Busonera sotto questo aspetto ci ha illuminato, ma ci ha messo anche sull'avviso dei pericoli che un uso distorto e indiscriminato della pratica sportiva può avere sulla salute. Mi riferisco all'uso di farmaci per migliorare le prestazioni e all'esercizio dell'attività sportiva da parte di soggetti affetti da malattie incompatibili con la stessa pratica sportiva. Da qui l'esigenza di una regolamentazione e disciplina dell'attività sportiva che non può, una volta organizzata, svolgersi senza adeguati controlli a garanzia dell'utenza e a garanzia della tutela dell'utenza. Ciò però, ovviamente, non deve tradursi in una generalizzata e non giustificata forma di avversione dello sport quando sia promosso ed esercitato da organizzazioni e società sportive private. Non si può e non si deve, secondo la cultura dilagante della sinistra, demonizzare il privato a vantaggio del pubblico, e questo anche quando ci si rivolge all'attività e alla pratica sportiva.

Alcuni limiti condivisibili di questo disegno di legge sono stati poc'anzi evidenziati dal collega Milia. Non starò qui a ripetermi, saremo evidentemente più precisi e più particolareggiati nel corso dell'esame dell'articolato.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.

BALLERO (F.D.S.- Progr. Fed.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Signor Presidente, colleghi, interverrò brevemente esprimendo l'apprezzamento della Giunta regionale per il lavoro fatto dalla Commissione che ha esitato un disegno di legge che era stato presentato dall'onorevole Serrenti, allora Assessore dello sport. E` un fatto sicuramente importante perché è un provvedimento atteso da tutto il mondo dello sport isolano.

Credo di poter dire che, contrariamente a quanto esposto in qualcuno degli interventi svolti nel dibattito generale, non c'è stata e non c'è nessuna volontà di stravolgimento del lavoro fatto in Commissione da parte della Giunta, e la maggioranza che esprime la Giunta è ovviamente la stessa che assieme a tutte le altre parti del Consiglio ha portato all'approvazione di un testo in Commissione. Voglio solo ricordare che tutti gli emendamenti non sono oggetto di specifiche o individuali valutazioni, ma derivano da una massiccia fase di consultazione che è stata compiuta. Ricordo che il primo incontro con le federazioni sportive, con il CONI e con gli enti di promozione si è svolto presso l'Assessorato, con l'invito anche ai componenti della Commissione (l'onorevole Presidente infatti era presente al tavolo della presidenza), e poi c'è stata una ulteriore consultazione richiesta espressamente dalle amministrazioni provinciali e dall'ANCI a nome dei comuni della Sardegna. Da queste tre sedi di consultazione sono nati gli emendamenti che sono stati presentati dalla Giunta.

Ovviamente credo che questi emendamenti siano nella logica di un perfezionamento di un disegno che viene condiviso e confermato, e che ovviamente comportano nella loro gran parte quasi esclusivamente degli aggiustamenti tecnici. Ci sono alcuni emendamenti soppressivi che sono richiesti dall'ANCI, ci sono alcuni emendamenti che spostano il sistema delle competenze verso il settore degli enti locali, province e comuni, più di quanto non fosse già stato fatto in Commissione. Ma questo credo sia un indirizzo generale che il Consiglio sta seguendo in tutti i provvedimenti legislativi.

La legge è importante perché contiene tutta una serie di provvedimenti che si aggiungono a quelli tradizionalmente operati nel mondo dello sport, sulla base di una legislazione che - ricordava l'onorevole Secci - era sicuramente già allora all'avanguardia nel sistema e nella panoramica regionale italiana. Con questo provvedimento si va ad un ulteriore rafforzamento dell'intervento regionale in materia di sport, e pur in un momento di scarsa disponibilità di risorse finanziarie lo stanziamento complessivo della legge è assestato intorno ai 35 miliardi, certamente un po' meno di quanto la Commissione di merito aveva fatto in sede di approvazione, ma con compatibilità che la Commissione terza e l'Assessorato del bilancio hanno ritenuto di poter rideterminare e che mi paiono comunque complessivamente soddisfacenti.

Ricordo che tra gli interventi nuovi ve ne sono alcuni particolarmente significativi, alcuni di questi, per esempio, proposti con gli emendamenti della Giunta. Quelli per esempio per sostenere nell'attività sportiva i giovani atleti formati in Sardegna che hanno bisogno di un sostegno finanziario non disponendo molto spesso, nonostante il loro valore nazionale, di fondi di sponsorizzazioni, come è più facile acquisire in altre parti l'Italia. Voglio ricordare che anche il settore delle sponsorizzazioni sportive viene ridefinito con l'individuazione delle competenze in materia attribuite all'Assessorato dello sport. La legge contiene gli altri interventi in materia di impianti, in materia di intervento a favore delle iniziative sportive per le manifestazioni sportive, anche su queste due linee c'è una sostanziale conferma dei provvedimenti precedentemente vigenti, ma con una ulteriore razionalizzazione e selezione dell'intervento regionale, anche alla luce della minor disponibilità di risorse e del fatto che le competenze relative alle attività minori vanno dismesse dal livello regionale e attribuite al livello degli enti locali.

Credo sia importante che in questa fine legislatura il Consiglio arrivi all'approvazione di un testo che è fortemente atteso, come dicevo in premessa, dal mondo dello sport; il mondo dello sport sia per pratica diretta, sia per attività sportiva che viene seguita con passione da tanti cittadini sardi è un mondo che coinvolge nelle proprie attività e nei propri interessi centinaia di migliaia di cittadini della Sardegna.

Credo che sia una risposta che il Consiglio nella sua unità, e quindi anche senza distinzione di maggioranze e di opposizioni, su questa materia possa dare, e quindi, anche in quest'ottica credo vadano valutati tutti gli emendamenti presentati e che, io credo, siano tutti finalizzati, da qualunque parte provengano, a migliorare il testo complessivo della legge. Per alcuni c'è forse un problema di compatibilità finanziaria che comporta una necessità di approfondimento della disponibilità di risorse, ma io credo che se, come mi pare di capire, il relatore ritiene utile una rapida valutazione di questo complesso di emendamenti da parte della Commissione, in questa sede possa utilmente arrivarsi alla formulazione di una proposta unitaria che veda il consenso di tutto il Consiglio.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Petrini. Ne ha facoltà.

PETRINI (G.D.R.I. e Ind.). Chiedo che l'esame di questo disegno di legge venga sospeso per fare in modo che la Commissione possa riunirsi e prendere in esame collegialmente gli emendamenti che sono stati presentati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.

MARTEDDU (Popolari). Circa l'ordine dei lavori, per concordare sulla proposta del Presidente dell'ottava Commissione e per chiederle comunque di non sospendere i lavori dall'Aula, ed eventualmente passare alla discussione del disegno di legge 501/A della Giunta "Interventi per il completamento del trasferimento degli abitati di Gairo, Cardedu e Osini", provvedimento che è già stato inserito all'ordine del giorno dalla Conferenza dei Capigruppo e che potremmo esaminare nel momento in cui la Commissione ottava discute gli emendamenti al disegno di legge sullo sport.

PRESIDENTE. Se non ci sono obiezioni la proposta del Presidente, l'avrei fatta io se fossi stato al posto del relatore e non del Presidente, la proposta dell'onorevole Marteddu se non ci sono obiezioni penso che si possa accogliere.

Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S.d'Az.). Ricordo che non si possono tenere riunioni in Commissione se non c'è il consenso di tutti i Gruppi nei giorni in cui c'è Aula. Quindi io mi oppongo a che venga fatta Commissione e contemporaneamente Aula. I consiglieri hanno diritto di partecipare in Commissione e in Aula.

PRESIDENTE. Nel caso che invece si sospendano i lavori dell'Aula, lei partecipa ai lavori della Commissione.

Di fronte a un'obiezione formale di questa natura direi che adesso si riunisce la Commissione e domani mattina, all'inizio di seduta, si vota il provvedimento di Osini.

Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (Progr. Fed.). Presidente, l'obiezione del collega Bonesu è opposta, mi sembra. Il collega Bonesu dice di essere contrario a che si riunisca la Commissione, non che si svolga l'Aula.

PRESIDENTE. Onorevole Cugini, non mi insegni ad interpretare le cose che sono chiare, abbia pazienza! L'onorevole Bonesu dice che non si può riunire in contemporanea la Commissione e il Consiglio! A un'ulteriore mia domanda ha precisato che, invece, nel caso si sospendano i lavori dell'Aula, partecipa come estensore di emendamenti. Onorevole Cugini, abbia pazienza!

Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (F.D.S.-Progr.Sard.). Presidente, accogliendo la proposta dell'onorevole Bonesu, che mi pare viaggi in una logica abbastanza comprensibile, prima, però, di sospendere i lavori dell'Aula perché possa riunirsi la Commissione onde esaminare gli emendamenti sulla legge per lo sport, intendevo proporre, così come è avvenuto peraltro nella Conferenza dei Capigruppo, che si veda la proposta per gli interventi per il completamento del trasferimento degli abitati di Gairo, Cardedu e Osini.

PRESIDENTE. Questa è un'altra proposta che, nel caso si proceda rapidissimamente, può essere fatta.

(Voci)

CUGINI (Progr.Fed.). E' la stessa!

PRESIDENTE. Non è la stessa! La proposta originaria era che si sospendesse, la Commissione esaminasse e nel contempo il Consiglio si riunisse. Questa proposta è invece che il Consiglio ora esamini la proposta numero 501/A e dopo si sospendano i lavori. Questa è sostanzialmente diversa!

Se non ci sono obiezioni, possiamo accogliere questa proposta dell'onorevole Balia, sempre che ci sia l'impegno di approvare questo provvedimento nel volgere di pochissimo tempo.

Se non ci sono obiezioni, passiamo all'esame del disegno di legge 501/A "Interventi per il completamento del trasferimento degli abitati di Gairo, Cardedu e Osini".

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE MILIA

Discussione e approvazione del disegno di legge: "Interventi per il completamento del trasferimento degli abitati di Gairo, Cardedu e Osini (NU)" (501)

PRESIDENTE. Passiamo alla discussione del disegno di legge numero 501/A, relatore il consigliere Ladu. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Ladu, relatore.

LADU (Popolari), relatore. La quarta Commissione consiliare ha approvato all'unanimità, nel seduta del 17 marzo, il disegno di legge numero 501, che reca "Interventi per il completamento del trasferimento degli abitati di Gairo, Cardedu e Osini".

La Commissione quarta, dopo un'attenta valutazione dei contenuti della normativa della stessa, che a suo tempo ha proposto la Giunta regionale, e preso atto anche di un ordine del giorno, il numero 105, approvato dal Consiglio regionale nel marzo del 1998, il quale ordine del giorno del Consiglio impegnava la Giunta regionale a promuovere concrete iniziative per portare a compimento gli interventi necessari al completamento della ristrutturazione e risanamento dei comuni interessati, ha inteso dare risposta alle pressanti esigenze della popolazione dei due comuni originari di Gairo, di Osini e del nuovo comune di Cardedu, costituitosi in comune autonomo dopo la sua iniziale formazione quale frazione di Gairo e coinvolti nei dissesti verificatisi nelle alluvioni dell'ottobre del 1951.

Devo dire che a distanza di quasi cinquant'anni non sono state ancora portate a compimento quelle opere finalizzate per la ricostruzione vera di questi tre comuni e non sono stati neanche risolti i problemi di natura idrogeologica dei territori interessati.

Oggi la situazione rimane alquanto precaria per quanto riguarda il completamento degli abitati, ma soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo sociale di questi tre comuni che hanno risentito pesantemente di questa situazione, i quali sono colpiti da una mancanza di iniziative produttive proprio perché c'è una situazione di instabilità permanente nel territorio, soprattutto per quanto riguarda gli abitanti.

La Commissione ha concordato con la necessità di provvedere urgentemente ad avviare opere di consolidamento per quanto riguarda le frane ed anche per quanto riguarda gli interventi di sistemazione idrogeologica nelle zone consentite per il completamento, e a distanza di quarant'anni diciamo che si ritiene che questi comuni abbiano diritto ad avere nuclei abitativi sicuri e ad avere finalmente una situazione che permetta di vivere stabilmente in questi comuni.

Crediamo che con questi interventi che vengono stabiliti in legge, si tratta di un intervento quinquennale, con finanziamenti di cinque miliardi per i primi tre anni, e poi dodici miliardi e mezzo per altri due anni, ci siano le condizioni per ricostruire realmente questi comuni che da quasi cinquant'anni aspettano interventi concreti da parte della Regione. Questa legge sicuramente dà risposte a questa popolazione e l'auspicio della Commissione è che venga approvata immediatamente per dare la possibilità a questi comuni di fare interventi efficaci nel territorio.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Presidente, molto brevemente perché penso che questa sia non una battaglia di schieramento, ma ciò che sto per dire è sicuramente sentito e condiviso da tutti i Gruppi consiliari, perché il Consiglio regionale in questo modo mantiene un impegno assunto con i rappresentanti dei comuni di Gairo, Osini e Cardedu, quei comuni che nel lontano 1951 furono interessati dalla ben nota alluvione, e si ricorderà che proprio in occasione dell'approvazione della finanziaria si assunse l'impegno di uno sforzo da parte di tutti noi per portare una proposta di legge compiuta che prevedesse adeguate risorse per il completamento dei lavori di ricostruzione e di risanamento urbanistico di questi comuni.

Mi pare che questo sforzo rappresenti da parte di tutto il Consiglio regionale un segno tangibile dell'attenzione, una risposta seria e concreta alle richieste dei sindaci, degli amministratori, delle popolazioni interessate e mi pare che veramente, se ha un senso dire che giustizia è stata fatta e viene fatta, questo mi pare che sia il caso tangibile di giustizia verso popolazioni che veramente dal 1951 sono state completamente dimenticate dallo Stato e dalla Regione.

In questo modo si pone riparo ad una grave ingiustizia. L'auspicio è che approvata questa legge si dia corso alla spendita delle risorse che dovranno essere programmate con il fattivo contributo delle amministrazioni interessate.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare dichiaro chiusa la discussione generale.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, molto rapidamente per dire che con questo disegno di legge si adempie ad un impegno assunto prima in sede di sessione di bilancio '98, sancito da un ordine del giorno, come è stato ricordato dal relatore, votato dal Consiglio regionale, successivamente impegno ancora ripetuto durante la sessione di bilancio recente, relativa al '99 - 2000 - 2001.

Si è anche fatto uno sforzo molto serio per il reperimento delle risorse, si tratta di quaranta miliardi complessivi, cinque miliardi per anno, per il triennio, e il rimanente a valere sugli esercizi successivi 2002 - 2003.

Mi pare si tratti di un intervento le cui motivazioni sono state riconosciute da tutto il Consiglio e sul quale quindi la Giunta ha ritenuto di dover assumere questa iniziativa che la Commissione ha fatto propria votando il disegno di legge.

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 1.

PIRAS, Segretario:

Art. 1

1. Per il completamento dei lavori di trasferimento, consolidamento e risanamento igienico-urbanistico degli abitati di Gairo, Cardedu e Osini (Nuoro) danneggiati dalle alluvioni dell'autunno 1951 è disposto il complessivo stanziamento di lire 40.000.000.000 da ripartire nel quinquennio 1999-2003, in ragione di lire 5.000.000.000 per ciascuno degli anni 1999, 2000, 2001 e di lire 12.500.000.000 per ciascuno degli anni 2002 e 2003.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 2.

PIRAS, Segretario:

Art. 2

Interventi

1. Alla realizzazione degli interventi finanziati con la presente legge provvedono i comuni interessati su delega della Regione. Gli interventi possono comprendere:

a) concessione di contributi sulla spesa occorrente per la costruzione di fabbricati urbani destinati alla prima abitazione per gli aventi diritto;

b) completamento delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria delle aree prescelte per la ricostruzione;

c) ogni altra opera pubblica d'interesse locale ivi comprese eventuali opere di edilizia scolastica o connesse all'attività didattica e di culto;

d) pagamento delle indennità delle aree soggette ad espropriazione;

e) riordino delle proprietà demaniali, regionali, comunali e private.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 3.

PIRAS, Segretario:

Art. 3

Piano attuativo degli interventi

1. Entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore dei lavori pubblici, determina l'entità dei finanziamenti attribuiti a ciascun comune in conformità al contenuto dei piani attuativi degli interventi predisposti da ciascun comune e approvati dal servizio del Genio civile di Nuoro.

2. Il piano deve contenere:

a) l'elenco nominativo degli aventi diritto, con relativa opzione, non ancora assegnatari di area edificabile o di alloggio, desunti dagli appositi elenchi già predisposti ai sensi dell'articolo 66 della Legge 9 luglio 1908, n. 445, dai Consigli comunali di Gairo e Osini riferentesi agli anni 1973 e 1976, ovvero di quelli che pur assegnatari non abbiano ottenuto la disponibilità delle aree e degli alloggi da parte della Regione;

b) l'elenco individuante gli alloggi, non ancora assegnati in via definitiva, disponibili per l'assegnazione e riportante altresì i nominativi degli attuali occupanti o detentori, iscritti e non negli elenchi dei proprietari o capi famiglia con l'indicazione del relativo titolo di occupazione (assegnatari in via provvisoria, detentori senza titolo, occupanti abusivi);

c) l'individuazione delle aree oggetto dell'intervento, delimitate e dimensionate in funzione del numero dei lotti ancora necessari per il completamento;

d) la progettazione preliminare delle opere di urbanizzazione primaria, completa di relazione e stima delle opere nonché della relazione geologica;

e) l'eventuale compatibilità con gli strumenti urbanistici vigenti o la previsione di deroga.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

L'articolo 4 è soppresso. Si dia lettura dell'articolo 5.

PIRAS, Segretario:

Art. 5

1. Per il completamento della ricostruzione degli abitati dei comuni di Gairo, Osini e Cardedu, già intrapreso e in parte già attuato in applicazione delle Leggi n. 445 del 1908, 10 gennaio 1952, n. 9, 28 gennaio 1960, n. 31, 12 aprile 1973, n. 168, il limite del contributo di cui all'articolo 1, lettera i), della Legge n. 9 del 1952, e successive modificazioni, è elevato a lire 40.000.000 riferito alla costruzione di una unità immobiliare di tre stanze e accessori, con assunzione dei relativi oneri da parte della Regione.

2. Il contributo di cui al comma 1 è erogato in tre soluzioni:

a) il 50 per cento della somma dopo la comunicazione al comune dell'inizio dei lavori di costruzione, a seguito del rilascio della concessione edilizia, previo accertamento dell'effettivo inizio dei lavori;

b) il 25 per cento in corso d'opera, previa verifica tecnico contabile che il beneficiario ha eseguito almeno due terzi dei lavori previsti in progetto;

c) il restante 25 per cento ad ultimazione dei lavori accertati e previo rilascio dell'alloggio eventualmente detenuto o assegnato in via provvisoria;

d) a garanzia dell'importo del contributo da erogare il beneficiario è tenuto alla presentazione di fideiussione bancaria o assicurativa per tutto il periodo di realizzazione dell'opera, intestata all'ente erogatore del contributo;

e) la fideiussione è svincolata dall'ente erogatore del contributo con l'emissione del certificato di regolare esecuzione.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 6.

PIRAS, Segretario:

Art. 6

1. La quota della spesa non coperta da contributo può essere assistita dal concorso sugli interessi assicurato dalla Regione ai sensi della legge regionale 30 dicembre 1985, n. 32, e successive modifiche.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 7.

PIRAS, Segretario:

Art. 7

Contributo integrativo

1. I proprietari che all'entrata in vigore della presente legge abbiano ottenuto l'erogazione in acconto del contributo a norma della Legge 10 gennaio 1952, n. 9, e successive modifiche, con l'assegnazione dell'area edificabile hanno diritto, se detentori di un alloggio assegnato in via provvisoria, ad ottenere il saldo del contributo sino alla concorrenza massima di lire 15.000.000, a condizione che provvedano a rilasciare l'alloggio eventualmente detenuto in via provvisoria.

2. Le domande per la concessione del contributo integrativo di cui al presente articolo devono essere inoltrate all'Assessorato regionale dei lavori pubblici, Servizio del Genio Civile di Nuoro, entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge.

3. L'Assessore regionale dei lavori pubblici provvede all'erogazione del conguaglio del contributi a tutti gli aventi diritto a norma del presente articolo, previo accertamento dell'avvenuto rilascio dell'alloggio detenuto in via provvisoria.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 8.

PIRAS, Segretario:

Art. 8

1. Gli alloggi costruiti dallo Stato nei nuovi abitati di Gairo, Osini e Cardedu sono ceduti in proprietà a coloro che hanno titolo, in applicazione delle leggi regolanti il trasferimento degli stessi abitati.

2. Dal prezzo di vendita dell'alloggio riferito al momento temporale del provvedimento di cessione in proprietà e calcolato con le modalità di cui agli articoli 3 e 4 della Legge n. 952 del 1966, e successive modificazioni, è portato in detrazione un importo pari al contributo rideterminato ai sensi dell'articolo 5.

3. Il contributo da portare in detrazione è ridotto del 20 per cento per coloro che alla data della cessione risultino già occupanti di alloggio nei centri interessati, per effetto di assegnazione definitiva o provvisoria.

PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.

PIRAS, Segretario:


PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Bonesu per illustrare l'emendamento.

BONESU (P.S.d'Az.). La formulazione dell'articolo 8 così come è fatta non va bene, perché chiaramente noi non abbiamo nessun potere se gli alloggi sono restati statali; quindi occorre precisare che li cediamo in proprietà agli occupanti se sono trasferiti alla Regione, come sembra dagli accertamenti fatti siano.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda, metto in votazione l'articolo 8. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 9.

PIRAS, Segretario:

Art. 9

1. All'erogazione dei finanziamenti ai comuni si provvede con le modalità previste dall'articolo 4, comma 3, della legge regionale 22 aprile 1987, n. 24, e successive modifiche e integrazioni.

2. Per quanto non previsto della presente legge, trovano applicazione le norme in materia di deleghe per opere pubbliche di cui alla stessa legge regionale n. 24 del 1987.

PRESIDENTE. Poiché nessuno di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Si dia lettura dell'articolo 10.

PIRAS, Segretario:

Art. 10

1. Nei bilanci della Regione per l'anno 1999 e per gli anni 1999/2001 sono introdotte le seguenti variazioni:

SPESA

03 - PROGRAMMAZIONE

In diminuzione

Cap. 03017 -

Fondo speciale per fronteggiare spese in conto capitale dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11 e art.4, L.R. 18 gennaio 1999, n. 1)

1999 lire 5.000.000.000

2000 lire 5.000.000.000

2001 lire 5.000.000.000

mediante pari riduzione della riserva di cui alla voce 13 della tabella A allegata alla legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1

08 - LAVORI PUBBLICI

In aumento

Cap. 08146 - (D.V.) -

Interventi per il completamento del trasferimento degli abitati di Gairo, Cardedu e Osini (L. 31 ottobre 1966, n. 952, L. 12 aprile 1973, n. 168, art. 74, D.P.R. 19 giugno 1979, n. 348 e art. 1 della presente legge)

1999 lire 5.000.000.000

2000 lire 5.000.000.000

2001 lire 5.000.000.000

2. Gli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge fanno carico al sopracitato capitolo del bilancio regionale per gli anni 1999/2001 e al capitolo corrispondente dei bilanci per gli anni successivi.

3. Ai maggiori oneri, determinati in lire 7.500.000.000, per gli anni 2002 e 2003, si provvede con legge di bilancio.

PRESIDENTE. Poiché nessuno di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 501.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DEMONTIS - DIANA - FADDA - FALCONI - FEDERICI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIORDO - LA ROSA - LADU - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SERRENTI - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.

Si è astenuta la consigliera: DETTORI Ivana.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 63

votanti 62

astenuti 1

maggioranza 32

favorevoli 62

(Il Consiglio approva).

PRESIDENTE. I lavori del Consiglio riprenderanno domani mattina alle ore 10.

La seduta è tolta alle ore 19 e 35.



Allegati seduta

Testo dell'interpellanza e delle interrogazioni annunziate in apertura di seduta

INTERPELLANZA BIANCAREDDU sullo stato di calamità naturale causato da eccezionali avversità atmosferiche verificatesi nel mese di dicembre 1998 e sul mancato risarcimento dei danni subiti dai privati.

Il sottoscritto,

PREMESSO che nel mese di dicembre 1998 un evento meteorologico di eccezionale intensità, seppure di limitata durata, si è abbattuto sull'Isola interessando ben quattordici comuni della Gallura;

CONSIDERATO che l'evento si è manifestato come fenomeno alluvionale nella quasi totalità del territorio indicato causando nel complesso notevoli danni ad infrastrutture pubbliche, a pertinenze produttive e beni della cittadinanza e causando l'interruzione di pubblici servizi;

PRESO ATTO che a seguito di una ispezione sull'accaduto, prontamente disposta dalla Protezione Civile con la partecipazione degli enti locali interessati, anche in carenza delle formali denunce impedite dalla contingenza dei fatti, sulla base delle segnalazioni della Prefettura di Sassari e di alcuni comuni interessati, le tipologie di danno e di pericolo sono state:

1) infrastrutture stradali, talvolta asportate per tratti di centinaia di metri e relative opere (ponti, attraversamenti, muri di sostegno e di sotto scarpa, ecc.);

2) danneggiamento o interruzione di sistemi acquedottistici, depurativi, elettrici;

3) danneggiamento di edifici pubblici, di beni architettonici e di strutture a salvaguardia di beni archeologici;

4) danneggiamento o asportazione di opere di difesa spondale di alcuni corsi d'acqua;

5) necessità di intervento di natura idrogeologica;

6) danni minori e indotti;

CONSTATATO che la Giunta regionale con propria delibera ha dato mandato all'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio affinché disponga i provvedimenti necessari da presentare al Consiglio regionale per le necessarie variazioni di bilancio in base all'articolo 9 della legge regionale n. 3 del 1989, per gli adeguati stanziamenti finalizzati agli interventi di spesa assunti dagli enti locali per lavori di massima urgenza e garanzia dei servizi primari e ai finanziamenti in delegati ai comuni al fine del ripristino delle infrastrutture pubbliche danneggiate;

RILEVATO che le necessità di ripristino alle infrastrutture e servizi pubblici sopra detti, così come denunciati dai comuni, sommariamente ammontano a 18,5 miliardi di lire e non tengono conto quindi dei danni subiti da privati e da operatori del comparto produttivo (crollo muretti, serre, recinzioni, sughero, pozzi approvvigionamento idrico, bestiame - pascolo, alberi frutto, filari viti, allagamento officina, ecc.),

chiede di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per sapere se intendano adottare urgentemente opportuni provvedimenti affinché nella proposta di variazione al bilancio siano previsti interventi finanziari di natura straordinaria per far fronte alle numerosissime richieste di provvidenze da parte di privati e attività produttive colpite dall'eccezionale evento atmosferico del dicembre u.s.. (541)

INTERROGAZIONE BOERO, con richiesta di risposta scritta, sulle problematiche del mondo agro-pastorale in Sardegna.

Il sottoscritto,

OSSERVATO che la nostra agricoltura e i nostri allevamenti, per una serie molteplice di concause negative di tipo climatico e di lentezze di carattere burocratico legislativo versano in condizioni di coma economico profondo;

CONSIDERATO che l'indebitamento agro-pastorale ha raggiunto vertici assai preoccupanti per tutta l'economia isolana;

RILEVATO che la predetta e perdurante siccità colpisce in particolar modo quelle numerose aziende che si trovano al di fuori delle reti di distribuzione dei consorzi di bonifica, in quanto fiumi, torrenti, pozzi, sorgenti non danno più un goccio d'acqua e che gli stessi consorzi, in molti siti, "mentre le colture stagionali in atto abbisognano di un supporto di irrigazione", attualmente non distribuiscono l'acqua;

RILEVATO, ancora, che ai danni della perdurante siccità si sono aggiunti considerevoli danni causati da eccezionali gelate;

CONSIDERATO inoltre che, stante l'attuale grave situazione siccitosa, il mondo agro-pastorale non può porre in essere le colture di questo periodo, in quanto, come già osservato, sono a grave rischio i raccolti primaverili di cui certamente la qualità e quantità dei medesimi risultano già gravemente danneggiate, con aggravio dei costi per quelle aziende che possono e devono intervenire con risorse proprie per una irrigazione eccezionale,

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale, l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, l'Assessore della difesa dell'ambiente e l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per sapere se abbiano preso coscienza del gravissimo stato economico ambientale derivante dalla perdurante siccità che continua a colpire tutto il mondo agro-pastorale.

In particolare chiede di interrogare:

1) il Presidente della Giunta regionale per sapere se abbia posto in essere, ovvero intenda porre in essere, la richiesta, presso il Governo nazionale, di riconoscimento di stato di calamità naturale;

2) l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per conoscere quali eccezionali urgenti misure intenda intraprendere per fronteggiare la situazione di gravità assoluta mai conosciuta negli ultimi settant'anni dal mondo agro-pastorale:

3) l'Assessore della difesa dell'ambiente per conoscere quali urgenti misure intenda intraprendere in ordine alla campagna antincendi, di fronte ad una situazione ambientale che si profila assai preoccupante, e quali ulteriori provvedimenti eccezionali intenda intraprendere per fornire con strutture mobili la necessaria acqua per la sopravvivenza del nostro patrimonio faunistico;

4) l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per sapere se di fronte a questo quadro di autentica catastrofe del mondo agro-pastorale intenda procedere ad una rapida revisione del nostro bilancio, stornando quelle innumerevoli voci del medesimo non prioritarie e tanto meno vitali nel breve periodo per la nostra economia, allo scopo di reperire quei fondi che a causa delle lungaggini burocratiche nazionali ed europee, se dovutamente attivate, arriverebbero comunque a funerale celebrato della nostra economia agro-pastorale. (1271)

INTERROGAZIONE AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di ripristino all'uso della strada Oschiri-Monti a scorrimento veloce.

Il sottoscritto,

PREMESSO che recentemente i sindaci di Olbia, Monti, Berchidda, Oschiri, Tula e Ozieri hanno espresso il loro sostegno al Presidente della VI Comunità Montana a proposito della vertenza sulla chiusura della strada Oschiri-Monti, importante arteria di comunicazione sull'asse Sassari-Olbia;

CONSIDERATO che, infatti, la chiusura di tale infrastruttura di importanza strategica per le comunicazioni in Sardegna pone un grave ostacolo alla facilità di collegamento tra le diverse zone dell'Isola, con ulteriore danno per i cittadini, per l'economia e per il sistema produttivo del territorio;

RILEVATO che il tratto stradale in questione attende solo il collaudo per essere effettivamente operativo e che il problema sembra essere di ordine burocratico per l'acquisizione da parte dell'A.N.A.S.,

chiede di interrogare l'Assessore dei lavori pubblici per sapere se è a conoscenza della vertenza che porterebbe alla chiusura del tratto stradale a scorrimento veloce Oschiri-Monti, importante segmento nei collegamenti tra Sassari e Olbia, se intende intervenire affinché la strada in questione venga acquisita celermente dall'A.N.A.S. che ne predisponga il collaudo e l'operatività, al fine di sbloccare un "impasse" burocratico che compromette l'utilizzo di una così importante infrastruttura. (1272)

INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla vertenza dei ventiquattro ex minatori della Sardabauxite di Olmedo.

Il sottoscritto, premesso che:

a) nonostante gli accordi raggiunti fra Regione, EMSA e sindacati prima della cessione della miniera di bauxite di Olmedo, che prevedevano per ventiquattro lavoratori in esubero misure per l'esodo volontario o la ricollocazione in altre aziende del settore minerario, a tutt'oggi niente di concreto è stato posto in essere e questi ventiquattro ex minatori rischiano di andare ad infoltire la lunga schiera dei disoccupati;

b) sembrerebbe che le prospettive future non siano rosee, perché i legali del disciolto ente minerario sardo darebbero una interpretazione riduttiva dell'accordo dell'ottobre 1997, situazione che di fatto cancella i più elementari diritti dei lavoratori in esubero;

c) in questo modo si profila, oltre il danno, anche la beffa nei riguardi di questi lavoratori, che hanno l'unico torto di voler lavorare o di essere messi nelle condizioni - tramite incentivi - di potersi inserire in altri settori del mondo produttivo,

chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'industria per sapere:

1) che valore abbiano ancora per l'Assessorato gli accordi precedentemente sottoscritti - che tanta soddisfazione provocarono fra gli interessati;

2) quali interventi urgenti intenda intraprendere, affinché anche ai ventiquattro ex minatori in esubero venga assicurato un futuro di certezze, altrimenti i patti non rispettati getterebbero ombre tragiche sulla serietà delle istituzioni. (1273)

INTERROGAZIONE MANUNZA, con richiesta di risposta scritta, sulla maggiorazione del 2 per cento del tasso di interesse sui mutui prima casa praticata dal Banco di Sardegna.

Il sottoscritto,

PREMESSO che, ai sensi della legge regionale 30 dicembre 1985, n. 32, e successive integrazioni, la Regione sarda, Assessorato dei lavori pubblici, interviene con l'agevolazione sulla riduzione del tasso di interesse per la contrattazione di mutui per l'acquisto e/o costruzione della prima casa;

CONSIDERATO che gli istituti di credito convenzionati sono impegnati alla concessione del mutuo al tasso del 4 per cento sulle prime 18 rate semestrali, in favore dei beneficiari in possesso del nulla osta dell'Assessorato dei lavori pubblici;

ACCERTATO che il Banco di Sardegna, in sede di contrattazione del mutuo a diversi beneficiari, ha calcolato gli interessi in ragione del 6 per cento complessivamente, anziché del 4 per cento stabilito dalla regione sarda,

chiede di interrogare l'Assessore regionale dei lavori pubblici per conoscere le ragioni che consentono al Banco di Sardegna di applicare una maggiorazione del 2 per cento sul tasso di interesse sui mutui regionali ex legge regionale n. 32 del 1985 e per conoscere, altresì, se tale maggiorazione sul tasso stabilito del 4 per cento sia autorizzata dalla vigente convenzione tra codesto Assessorato e l'Istituto di credito Banco di Sardegna. (1274)

INTERROGAZIONE VASSALLO, con richiesta di risposta scritta, sull'istituzione del consultorio in località Baldinca.

Il sottoscritto,

CONSIDERATO che il Piano sanitario regionale 1998/2000, in attuazione della legge quadro nazionale (n. 405/75) e della legge regionale n. 8 del 1979, prevede l'istituzione dei consultori;

RILEVATO che attualmente sono in corso diverse iniziative atte a sollecitare l'istituzione di un consultorio in località Baldinca;

RILEVATO, altresì, che:

- l'area di Baldinca risulta essere una zona favorevole sia perché facilmente raggiungibile con mezzi pubblici, sia per la presenza di altre importanti funzioni pubbliche;

- le zone extraurbane interessate hanno un bacino di utenza di venticinquemila persone,

chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere se intenda intervenire con urgenza al fine di elaborare una direttiva, in collaborazione con la presidenza della ASL n. 1 di Sassari, che preveda l'istituzione di un consultorio in località Baldinca considerando l'idoneità che riveste tale area e soprattutto l'importanza del bacino d'utenza, non solo dal punto di vista numerico, ma per lo stato di disagio e degrado sociale dell'intera zona. (1275)

INTERROGAZIONE BONESU - SANNA Giacomo - SERRENTI, con richiesta di risposta scritta, sulla produttività e la situazione ecologica delle lagune di Santa Giusta e S'Ena Arrubia.

I sottoscritti, chiedono di interrogare l'Assessore della difesa dell'ambiente sui seguenti fatti:

- la laguna di Santa Giusta comprende, con le paludi adiacenti, poco più di 800 ettari ed è gestita dalla Cooperativa Santa Giusta composta attualmente da 70 soci, mentre in passato dava lavoro ad oltre 120 pescatori;

- negli anni precedenti il 1980 la produttività della laguna si aggirava fra i 400 e gli 800 Kgr. all'ettaro, mentre attualmente la produttività è pressoché nulla per le ripetute morie totali della fauna ittica;

- la laguna infatti è soggetta a rilevanti afflussi di sostanze inquinanti che comportano fenomeni di eutrofizzazione e, soprattutto nei mesi estivi, gravi carenze di ossigeno;

- in tale quadro si inserisce anche la proliferazione della mercerella enigmatica che, formando vere e proprie isole all'interno della laguna, crea ulteriori problemi per un corretto ricambio delle acque;

- le opere di sistemazione idraulica, effettuate con costi plurimiliardari, non hanno minimamente risolto il problema;

- simile appare la situazione della laguna di S'Ena Arrubia, gestita dalla cooperativa pescatori S. Andrea di Marrubiu, attualmente composta da 23 soci, mentre in passato erano oltre 40;

- anche in tale laguna, che sino a pochi anni fa era considerata un habitat naturale di pregio, si è avuto un rapido degrado delle condizioni ecologiche con conseguente crollo delle produzioni, dai 600 Kgr. per ettaro a valori assolutamente trascurabili;

- le produzioni che si registrano oggi nei due ambienti non consentono ai lavoratori che sono restati un reddito decoroso, mentre le situazioni ambientali, oltre a ridimensionare le prospettive anche future di pesca, non consentono lo sviluppo di attività produttive quali la piscicoltura semintensiva o la molluschicoltura.

I sottoscritti chiedono di interrogare, altresì, l'Assessorato della difesa dell'ambiente per sapere quali azioni abbia intrapreso o intenda intraprendere per il risanamento delle due lagune, partendo dalla depurazione degli scarichi urbani e agricoli che vi si riversano, per ripristinare normali livelli di produttività ed arrestare la continua perdita di posti di lavoro. (1276)

INTERROGAZIONE LA ROSA, con richiesta di risposta scritta, sulle prospettive delle saline del Sulcis.

Il sottoscritto, premesso che:

a) governo, Regione, organizzazioni sindacali hanno raggiunto un'intesa sulle prospettive delle saline di Stato di Sant'Antioco;

b) tali prospettive dovrebbero risiedere nel potenziamento e qualificazione dell'attività produttiva dello stabilimento;

c) il piano estrattivo dell'azienda prevede invece una produzione di ottantamila tonnellate in luogo della massima produzione di circa trecentomila tonnellate;

d) tale decisione disattende gli impegni sottoscritti e mette in serio pericolo le prospettive dell'azienda medesima,

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dell'industria per sapere quali azioni siano state messe in atto o si intendano intraprendere per garantire il rispetto degli impegni, solide prospettive allo stabilimento e la piena tutela dei livelli occupazionali. (1277)

INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla non applicazione in Sardegna del decreto Dini del 2 ottobre 1995 relativo all'uso dell'orimulsion.

Il sottoscritto, premesso che:

a) da alcune settimane viene bruciato presso la termocentrale di Fiume Santo il combustibile naturale orimulsion nonostante il parere contrario delle istituzioni locali, ma principalmente delle popolazioni di quel territorio;

b) l'ENEL utilizza tale prodotto in virtù del tanto discusso decreto Dini del 2 ottobre 1995, col quale è stata sensibilmente elevata la soglia inquinante ammessa in relazione a prodotti bituminosi emulsionati in acqua;

c) il voler ad ogni costo utilizzare l'orimulsion, in assenza di una seria valutazione del suo impatto sull'ambiente e sulla salute dei cittadini, dimostra tutta la strafottenza dell'ente elettrico, il quale non solo si disinteressa per motivi aziendali dei desiderata delle popolazioni, ma disattende un ordine del giorno, approvato dal Senato della Repubblica e fatto proprio dal Governo, sulla sospensione dell'utilizzo del combustibile proveniente dal Venezuela,

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale per sapere:

1) se non sia opportuno intervenire presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per chiedere che il decreto Dini del 2 ottobre 1995 sull'uso dell'orimulsion sia dichiarato illegale almeno nella nostra Isola, facendo valere almeno in questo caso la specialità della nostra autonomia statutaria, e così rispondendo in modo concreto e non con le solite parole di circostanza alle aspettative delle nostre popolazioni, giustamente preoccupate della alta tossicità di tale combustibile naturale;

2) per quali motivi le varie Giunte regionali, che si sono succedute negli anni, abbiano taciuto e nascosto che nella nostra Isola tale combustibile è stato sperimentato già dal 1993, quando lo stesso era illegale, e se in tale silenzio non debbano ravvisarsi responsabilità e connivenze sulla pelle dei sardi. (1278)

INTERROGAZIONE FANTOLA, con richiesta di risposta scritta, sul pagamento dell'indennizzo ai proprietari dei terreni espropriati dall'EAF per la realizzazione della condotta di collegamento tra il lago Mulargia e la rete idrica cagliaritana.

Il sottoscritto,

PREMESSO che, nell'ambito degli espropri effettuati per conto dell'EAF in agro di Senorbì e in altri territori comunali per la realizzazione della condotta di collegamento tra il lago Mulargia e la rete idrica cagliaritana, l'impresa incaricata ha effettuato lo "stato di consistenza" in data 7 dicembre 1998, senza darne alcuna comunicazione ai proprietari dei terreni stessi;

CONSIDERATO che, in una sola giornata, sembra sia stato effettuato lo "stato di consistenza" di ben ottanta terreni, per un totale di circa 125.000 m2 in agro di Senorbì, con ovvie implicazioni negative sulla precisione e sul dettaglio del lavoro svolto;

RILEVATO che l'impresa incaricata dall'EAF ha provveduto ad informare i proprietari dei terreni da espropriare dell'operazione in corso solo in data 3 dicembre 1998,

chiede di interrogare l'Assessore regionale dei lavori pubblici per sapere se corrispondano al vero le premesse suesposte e quali provvedimenti intenda adottare perché venga garantito il pagamento dell'equo indennizzo ai proprietari contestualmente all'esproprio dei terreni e perché sia garantito il mantenimento delle condizioni attuali dei terreni circostanti nella fascia di 25 metri di larghezza che verrà utilizzata dall'EAF per i lavori citati. (1279)

INTERROGAZIONE AMADU, con richiesta di risposta scritta, sul blocco del rilascio di nuove licenze di pesca professionale.

Il sottoscritto,

premesso che all'ordine del giorno dei lavori del Consiglio regionale sono inseriti alcuni provvedimenti legislativi - una proposta di legge vede lo scrivente primo firmatario - in materia di pesca e che si tratta di leggi molto attese che potrebbero conferire un notevole impulso all'attività di pesca anche in Sardegna;

rilevato che grazie ai nuovi investimenti provenienti dall'Unione Europea, dallo Stato e dalla Regione sarda sarà possibile procedere ad un ulteriore ammodernamento della flotta con un incremento dell'occupazione, ma che questa situazione contrasta con il fatto che sono state bloccate le richieste di nuove licenze di pesca professionale da parte del Ministero competente;

considerato che tutto ciò di fatto preclude a tanti giovani la possibilità di dedicarsi all'attività di pesca o per continuare una tradizione professionale familiare o perché individuano nel settore ittico una prospettiva occupativa concreta;

ritenuto che questa situazione debba essere rivista per consentire nuova occupazione nel settore della pesca,

chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente per conoscere i provvedimenti che intendono assumere per avviare con il Ministro competente un confronto sulla possibilità di sbloccare le licenze di pesca. (1280)