Seduta n.142 del 26/03/2001 

CxlII SEDUTA

Lunedì 26 Marzo 2001

Presidenza del Presidente SERRENTI

indi

del Vicepresidente SPISSU

indi

del Vicepresidente CARLONI

La seduta è aperta alle ore 17 e 11.

LICANDRO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 16 marzo 2001, che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Mauro Pili ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 26 marzo 2001. Se non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.

Annunzio di presentazione di disegno di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono pervenuti alla Presidenza i seguenti disegni di legge:

"Proroga dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno finanziario 2001" (190)

(Pervenuto il 23 marzo 2001 ed assegnato alla terza Commissione.)

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Annunzio che sono state presentate le seguenti proposte di legge:

dai consiglieri COSSA - FANTOLA - VARGIU:

"Disposizioni per la prevenzione e l'eliminazione dell'inquinamento luminoso, per il corretto impiego delle risorse energetiche e la tutela dei siti degli osservatori astronomici e astrofisici". (191)

(Pervenuta il 23 marzo 2001 ed assegnata alla quinta Commissione.)

dai consiglieri FADDA - CUGINI - BALIA - DETTORI Bruno - SANNA Giacomo:

"Interventi regionali per lo sviluppo dell'imprenditoria giovanile della Sardegna". (192)

(Pervenuta il 23 marzo 2001 ed assegnata alla sesta Commissione.)

Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2001)" (141/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge numero 141/A. Siamo in fase di discussione del comma 11 dell'articolo 4, a cui sono stati presentati trentasei emendamenti.

Se ne dia lettura.

LICANDRO, Segretario:

Emendamento aggiuntivo Usai - Frau - Corda - Sanna Nivoli - Murgia - Tunis Marco - Carloni - Cappai - Licandro

Art. 4

Dopo il comma 11 dell'articolo 4 è inserito il seguente:

39 bis. Alla legge regionale 5 settembre 2000, n. 18 "Interventi per i danni provocati dalla siccità dell'anno 2000" sono apportate le seguenti modifiche:

a) il titolo dell'articolo 2 è sostituito dal seguente "Interventi a favore degli operatori agricoli";

b) nel comma 1 dell'articolo 2 le parole "ai coltivatori diretti e agli imprenditori agricoli a titolo principale" sono sostituite dalle seguenti "agli operatori agricoli";

c) nel comma 1 dell'articolo 3 le parole "ai coltivatori diretti e agli imprenditori agricoli a titolo principale" sono sostituite dalle seguenti "agli operatori agricoli";

d) nel comma 2 dell'articolo 3 l'espressione "l'imprenditore agricolo" è sostituita dalla seguente "l'operatore agricolo";

e) l'articolo 4 è abrogato;

f) l'articolo 5 è sostituito dal seguente:

Art. 5

Priorità

1. I coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli a titolo principale godono della priorità nella concessione delle provvidenze previste dagli articoli 2 e 3;

2. Sono considerati imprenditori agricoli a titolo principale gli imprenditori che dedichino all'attività agricola almeno i due terzi del proprio tempo lavorativo e ricavino dall'attività agricola almeno i due terzi del proprio reddito. (2)

Emendamento aggiuntivo Onnis - Usai - Frau - Liori - Carloni - Corda - Cappai - Sanna Nivoli - Murgia - Tunis Marco

Art. 4

Dopo il comma 11 dell'articolo 4 sono inseriti i seguenti commi:

11 bis. E' autorizzata, nell'anno 2001, l'ulteriore spesa di lire 10 miliardi da destinare alla concessione dei contributi per l'acquisto di macchine ed attrezzature agricole previsti dall'articolo 3, lett. d) della legge regionale 14 novembre 2000, n. 21.

4 ter. Nel bilancio della regione per gli anni 2001/2003 sono introdotte le seguenti modifiche:

IN AUMENTO

06 - agricoltura e riforma agro-pastorale

UPB S06.025

Potenziamento dell'impresa agricola - opere di miglioramento fondiario e di trasformazione aziendale

Competenza 2001 lire 10.000.000.000 cassa 2001 lire 10.000.000.000

Competenza 2002 lire -----------------

Competenza 2003 lire -----------------

IN DIMINUZIONE

03 - Programmazione

UPB S03.007

Competenza 2001 lire 10.000.000.000 cassa 2001 lire 10.000.000.000

Competenza 2002 lire -----------------

Competenza 2003 lire ----------------- (4)

Emendamento aggiuntivo Sanna Gian Valerio - Sanna Alberto

Art. 4

Dopo il comma 11 dell'articolo 4 è inserito il seguente:

11 bis. Per la concessione di contributi per l'acquisto di macchine e attrezzi agricoli è autorizzato per l'anno 2001 lo stanziamento di lire 20.000.000.000. (UPB S06.009 - Cap. 06.180.00)

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

UPB S06.009 - Incentivi per la meccanizzazione agricola

Anno 2001 lire 20.000.000.000 cassa lire 20.000.000.000

IN DIMINUZIONE

UPB S03.007 - Fondo per nuovi oneri legislativi

Anno 2001 lire 20.000.000.000 cassa lire 20.000.000.000 (61)

Emendamento aggiuntivo Biancu - Sanna Gian Valerio - Sanna Alberto - Cugini - Fadda - Ortu

Art. 4

Dopo il comma 11 dell'articolo 4, è inserito il seguente:

Per la concessione di contributi per l'acquisto di macchine e attrezzi agricoli è autorizzato per l'anno 2001 lo stanziamento di lire 20.000.000.000. (UPB S06.009 - Cap. 06.180.00)

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

UPB S06.009

Incentivi per la meccanizzazione agricola

2001 lire 20.000.000.000

IN DIMINUZIONE

UPB S03.007

Fondo per nuovi oneri legislativi in conto capitale

2001 lire 20.000.000.000 (183)

Emendamento aggiuntivo Sanna Gian Valerio - Sanna Alberto - Falconi

Art. 4

Dopo il comma 11 dell'articolo 4, è inserito il seguente:

11 bis. Per la concessione di contributi per l'acquisto di macchine e attrezzi agricoli è autorizzato per l'anno 2001 lo stanziamento di lire 20.000.000.000. (UPB S06.009 - Cap. 06.180.00)

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

UPB S06.009

Incentivi per la meccanizzazione agricola

2001 lire 20.000.000.000

IN DIMINUZIONE

UPB S03.007

Fondo per nuovi oneri legislativi in conto capitale

2001 lire 20.000.000.000 (211)

Emendamento aggiuntivo Onnis - Usai - Frau - Liori - Carloni - Corda - Sanna Nivoli - Murgia - Tunis Marco

Art. 4

Dopo il comma 11 dell'articolo 4 sono inseriti i seguenti commi:

11 bis. E' autorizzata, nell'anno 2001, l'ulteriore spesa di lire 10 miliardi da destinare alla Cras (Centro regionale agrario sperimentale) quale contributo per spese correnti.

4 ter. Nel bilancio della regione per gli anni 2001/2003 sono introdotte le seguenti modifiche:

IN AUMENTO

06 - agricoltura e riforma agro-pastorale

UPB S06.023

Finanziamento agli enti strumentali e ai Consorzi per la frutticoltura - Parte corrente

Competenza 2001 lire 1.700.000.000 cassa 2001 lire 1.700.000.000

Competenza 2002 lire -----------------

Competenza 2003 lire -----------------

IN DIMINUZIONE

03 - Programmazione

UPB S03.007

Competenza 2001 lire 1.700.000.000 cassa 2001 lire 1.700.000.000

Competenza 2002 lire -----------------

Competenza 2003 lire ----------------- (5)

Emendamento aggiuntivo Contu - Pinna - Cappai

Art. 4

All'articolo 4, dopo il comma 11, è aggiunto il seguente:

Comma 11 bis

L'articolo 2 della legge regionale 8 gennaio 1986, n. 1, sostituito dall'articolo 13 della legge regionale 8 marzo 1987, n. 8 e l'articolo 3 della predetta legge regionale n. 1 del 1986, sono sostituiti dal seguente:

Art. 2

Sono destinatarie dei contributi le Organizzazioni Professionali Agricole maggiormente rappresentative a livello regionale le cui Organizzazioni Nazionali siano presenti sia negli Organismi dell'Unione Europea (COPA) sia nel CNEL. (36)

Emendamento aggiuntivo Onnis - Tunis Marco - Liori - Murgia - Fois - Frau - Cappai - Usai - Rassu - Lombardo - Corda - Pilo - Nuvoli - Scarpa - Carloni - Biancareddu

Art. 4

Dopo il comma 11 dell'articolo 4 è aggiunto il seguente:

"11 bis. Gli investimenti ammessi a finanziamento dell'articolo 3 della legge regionale 14 novembre 2000, n. 2, e gli interventi previsti dal Programma Operativo regionale 2000-2006 alle misure 4.9, 4.10, 4.11, 4.12, 4.13, 4.16, 4.17, 4.19, 4.20 e 4.21, sono presentati anche con elaborati tecnici redatti da iscritti all'Albo professionale degli agrotecnici." (37)

Emendamento aggiuntivo Biancu - Sanna Gian Valerio - Sanna Alberto

Art. 4

Dopo il comma 11 dell'articolo 4, è inserito il seguente:

"11 bis. Gli investimenti ammessi a finanziamento dell'articolo 3 della legge 14 novembre 2000, n. 21, sono presentati anche con elaborati tecnici redatti da iscritti all'albo professionale degli agrotecnici." (54)

Emendamento aggiuntivo Biancu - Ortu Velio

Art. 4

Dopo il comma 11 dell'articolo 4, è inserito il seguente:

Gli investimenti ammessi a finanziamento dell'articolo 3 della legge 14 novembre 2000, n. 21, sono presentati anche con elaborati tecnici redatti da iscritti all'albo professionale degli agrotecnici." (231)

Emendamento sostitutivo parziale Fois - Capelli - Contu - Cossa

Art. 4

Comma 11

L'articolo 4 comma 11 del disegno di legge concernente: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione" (legge finanziaria 2001) è così sostituito:

"E' autorizzata, nell'anno 2001, la spesa di L. 4.690.000.000 (euro 2.422.182,86) da ripartirsi, a' termini dell'articolo 4, lett. i) della legge regionale 7 gennaio 1977, n° 1, e successive modificazioni ed integrazioni, tra gli enti ed organismi pubblici soci del Consorzio SAR (U.P.B. S06.066 - Cap. 06339.00 "Finanziamento al Consorzio S.A.R. per il completamento degli interventi relativi alla realizzazione del servizio agrometereologico regionale").

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

UPB S06.066

2001 lire 4.690.000.000 (comp. e cassa)

Cap. 06.339

IN DIMINUZIONE

UPB S03.007

2001 lire 4.690.000.000 (comp. e cassa)

Cap. 03017

Mediante riduzione voce 7 tab. B allegata alla L.F. (116)

Emendamento aggiuntivo Cappai - Capelli - Contu - Cossa - Tunis Marco

Art. 4

Dopo il comma 11 dell'art. 4 del disegno di legge concernente: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione" (legge finanziaria 2001) è aggiunto il comma 11 bis:

"E' autorizzata, nell'anno 2001, l'ulteriore spesa di L. 10.400.000.000 (euro 5.164.568,99) per contributi per la regolamentazione catastale dei terreni agricoli, a' termini degli articoli 1 e 2 della L.R. 17 novembre 1986, n° 62 e successive modificazioni ed integrazioni da ripartirsi nelle sottoindicate Unità Previsionali di Base:

SERVIZIO 08 - RIPARTIMENTALE DELL'AGRICOLTURA DI CAGLIARI

UPB S06.080 - Regolazione catastale dei terreni della L. 3.700.000.000

provincia di Cagliari

SERVIZIO 09 - RIPARTIMENTALE DELL'AGRICOLTURA DI IGLESIAS

UPB S06.085 - Regolazione catastale dei terreni L. 500.000.000

dell'Iglesiente

SERVIZIO 10 - RIPARTIMENTALE DELL'AGRICOLTURA DI ORISTANO

UPB S06.090 - Regolazione catastale dei terreni della L. 4.100.000.000

provincia di Oristano

SERVIZIO 11 - RIPARTIMENTALE DELL'AGRICOLTURA DI NUORO

UPB S06.098 - Regolazione catastale dei terreni della L. 700.000.000

provincia di Nuoro

SERVIZIO 12 - RIPARTIMENTALE DELL'AGRICOLTURA DI LANUSEI

UPB S06.104 - Regolazione catastale dei terreni nella L. 200.000.000

zona di Lanusei

SERVIZIO 13 - RIPARTIMENTALE DELL'AGRICOLTURA DI SASSARI

UPB S06.108 - Regolazione catastale dei terreni della L. 1.000.000.000

provincia di Sassari

SERVIZIO 14 - RIPARTIMENTALE DELL'AGRICOLTURA DI TEMPIO

UPB S06.113 - Regolazione catastale dei terreni della L. 200.000.000

zona di Tempio

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

UPB S03.007 - FNOL investimenti

2001 lire 10.400.000.000 (comp.) lire 10.400.000.000 (cassa)

Cap. da stornare:

03017 - FNOL

Mediante riduzione voce 7 tab. B allegata alla L.F. (118)

Emedamento aggiuntivo Sanna Giacomo

Art. 4

Nell'articolo 4 dopo il comma 11 è aggiunto il seguente:

"11 bis. E' autorizzata nell'anno 2001 la spesa di lire 200.000.000 a favore del Consorzio delle Cantine sociali cooperative della Sardegna quale saldo del contributo per la manifestazione regionale tenutasi nell'anno 2000 relativa a "Enoteca della Sardegna - festa del vino" (UPB S06.007 - cap. 06303)."

COPERTURA FINANZIARIA

06 - AGRICOLTURA

IN AUMENTO

UPB S06.007 - Impianti collettivi

Anno 2001 (comp.) lire 250.000.000 (cassa) lire 250.000.000

Capitolo da impinguare:

06303 (NI) Contributo a favore del Consorzio delle Cantine sociali cooperative della Sardegna quale saldo del contributo per la manifestazione regionale tenutasi nell'anno 2000 relativa a "Enoteca della Sardegna - festa del vino (art. 4, comma 11 bis della presente legge).

IN DIMINUZIONE

UPB S06.045 - Colture arboree

Anno 2001 (comp.) lire 250.000.000 (cassa) lire 250.000.000

Capitolo da stornare:

06303 silvicoltura (445)

Emendamento aggiuntivo Spissu - Fadda - Cugini - Dore - Masia - Orrù - Balia

Art. 4

Dopo il comma 11 è aggiunto il seguente:

11/bis. Nell'articolo 12, secondo comma, della L.R. n. 51 del 19 ottobre 1993, sono cancellate le parole:"per un periodo di cinque anni". (177)

Emendamento aggiuntivo Marrocu - Sanna Alberto - Demuru - Giagu - Manca - Fadda - Biancu - Cugini - Ortu - Vassallo

Dopo il comma 11 dell'art. 1 sono inseriti i seguenti commi:

55 bis. Per la concessione degli aiuti a favore delle aziende agricole in difficoltà previsti dalla legge regionale 19 gennaio 1998, n. 4 è autorizzata nell'anno 2001 la spesa di lire 120.000.000.000.

55 ter. Entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge la Giunta regionale, in attuazione dell'articolo 3 della legge regionale 4 del 1998, presenta alla Commissione consiliare competente in materia di agricoltura per l'espressione del previsto parere uno o più piani di rinanamento aziendale.

55 quater. Nel bilancio della Regione per gli anni 2001/2003 sono introdotte le seguenti modifiche:

IN AUMENTO

06 Agricoltura e riforma agro-pastorale

Servizio 02 Bilancio, credito agrario, calamità naturali

UPB S06.027-01 (N.I.)

Interventi a favore delle aziende ageicole in difficoltà

Competenza 2001 lire 120.000.000.000 cassa 2001 lire 120.000.000.000

Euro 61.974,828 Euro 61.974,828

Competenza 2002 --------------------------

Competenza 2003 ---------------------------

IN DIMINUZIONE

03 Programmazione

UPB S03.007

Competenza 2001 lire 120.000.000.000 cassa 2001 lire 120.000.000.000

Euro 61.974,828 Euro 61.974,828

Competenza 2002 ---------------------

Competenza 2003 -------------------------- (184)

Emendamento aggiuntivo Marrocu - Sanna Alberto - Demuru - Giagu - Manca - Fadda - Biancu - Ortu

Dopo l'art. 4 comma 11 è aggiunto il seguente:

"Art. 1 bis

1. Per la concessione degli aiuti a favore delle aziende agricole in difficoltà previsti dalla legge regionale 19 gennaio 1998, n. 4 è autorizzata nell'anno 2001 la spesa di lire 120.000.000.000.

2. Entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge la Giunta regionale, in attuazione dell'articolo 3 della legge regionale 4 del 1998, presenta alla Commissione consiliare competente in materia di agricoltura per l'espressione del previsto parere uno o più piani di rinanamento aziendale.

3. Nel bilancio della Regione per gli anni 2001/2003 sono introdotte le seguenti modifiche:

IN AUMENTO

06 Agricoltura e riforma agro-pastorale

Servizio 02 Bilancio, credito agrario, calamità naturali

UPB S06.027-01 (N.I.)

Interventi a favore delle aziende ageicole in difficoltà

Competenza 2001 lire 120.000.000.000 cassa 2001 lire 120.000.000.000

Euro 61.974,828 Euro 61.974,828

Competenza 2002 --------------------------

Competenza 2003 ---------------------------

IN DIMINUZIONE

03 Programmazione

UPB S03.007

Competenza 2001 lire 120.000.000.000 cassa 2001 lire 120.000.000.000

Euro 61.974,828 Euro 61.974,828

Competenza 2002 ---------------------

Competenza 2003 -------------------------- (314)

Emendamento aggiuntiv Sanna Alberto - Marrocu - Demuru - Manca - Giagu - Fadda - Biancu - Cugini

Dopo il comma 11 dell'art. 1 sono inseriti i seguenti:

11 bis. Nell'anno 2001 una quota di lire 2.000.000.000 per ciascuna delle UPB è destinata alla concessione degli aiuti a favore delle aziende che esercitano l'agricoltura biologica.

11 ter. Nel bilancio della Regione per gli anni 2001/2003 sono introdotte le seguenti modifiche

IN DIMINUZIONE

03-Programmazione

S 03.007

Competenza 2001 lire 14.000.000.000 cassa 2001 lire 14.000.000.000

Competenza 2002

Competenza 2003

IN AUMENTO

06 - agricoltura

S06.081

Potenziamento dell'impresa agricola-opere di miglioramento fondiario e sviluppo dell'agriturismo nella provincia di Cagliari

Competenza 2001 lire 2.000.000.000 cassa 2001 lire 2.000.000.000

Competenza 2002

Competenza 2003

S06.086

Potenziamento dell'impresa agricola-opere di miglioramento fondiario e sviluppo dell'agriturismo nell'iglesiente

Competenza 2001 lire 2.000.000.000 cassa 2001 lire 2.000.000.000

Competenza 2002

Competenza 2003

S06.091

Potenziamento dell'impresa agricola-opere di miglioramento fondiario e sviluppo dell'agriturismo nella provincia di Oristano

Competenza 2001 lire 2.000.000.000 cassa 2001 lire 2.000.000.000

Competenza 2002

Competenza 2003

S06.097

Potenziamento dell'impresa agricola-opere di miglioramento fondiario e sviluppo dell'agriturismo nella provincia di Nuoro

Competenza 2001 lire 2.000.000.000 cassa 2001 lire 2.000.000.000

Competenza 2002

Competenza 2003

S06.102

Potenziamento dell'impresa agricola-opere di miglioramento fondiario e sviluppo dell'agriturismo nella zona di Lanusei

Competenza 2001 lire 2.000.000.000 cassa 2001 lire 2.000.000.000

Competenza 2002

Competenza 2003

S06.109

Potenziamento dell'impresa agricola-opere di miglioramento fondiario e sviluppo dell'agriturismo nella provincia di Sassari

Competenza 2001 lire 2.000.000.000 cassa 2001 lire 2.000.000.000

Competenza 2002

Competenza 2003

S06.081

Potenziamento dell'impresa agricola-opere di miglioramento fondiario e sviluppo dell'agriturismo nella zona di Tempio

Competenza 2001 lire 2.000.000.000 cassa 2001 lire 2.000.000.000

Competenza 2002

Competenza 2003 (189)

Emendamento aggiuntivo Sanna Alberto - Marrocu - Demuru - Giagu - Manca - Biancu

Dopo l'articolo 4 comma 11 è aggiunto il seguente:

11 bis. Per la concessione degli aiuti a favore della silvicoltura e della arboricultura da legno previsti dall'articolo 19 della legge 14 novembre 2000, n. 21, è autorizzata l'ulteriore spesa di lire 50.000.000.000 per ciascuno degli anni 2001, 2002 e 2003.

Nel bilancio della Regione per gli anni 2001/2003 sono introdotte le seguenti modificazioni:

IN AUMENTO

Stato di previsione 06 agricoltura e riforma agro-pastorale

S060045

Interventi per il miglioramento delle colture arboree-investimenti

Competenza 2001 lire 50.000.000.000 cassa 2001 lire 50.000.000.000

Competenza 2002 lire 50.000.000.000

Competenza 2003 lire 50.000.000.000

IN DIMINUZIONE

03-programmazione

UPB S03.007

Competenza 2001 lire 50.000.000.000 cassa 2001 lire 50.000.000.000

Competenza 2002 lire 50.000.000.000

Competenza 2003 lire 50.000.000.000 (289)

Emendamento aggiuntivo Sanna Alberto - Marrocu - Demuru - Giagu - Manca - Biancu

Dopo l'articolo 4 comma 11 è aggiunto il seguente:

11 bis. Per la concessione degli aiuti a favore della silvicoltura e della arboricultura da legno previsti dall'articolo 19 della legge 14 novembre 2000, n. 21, è autorizzata l'ulteriore spesa di lire 50.000.000.000 per ciascuno degli anni 2001, 2002 e 2003.

Nel bilancio della Regione per gli anni 2001/2003 sono introdotte le seguenti modificazioni:

IN AUMENTO

Stato di previsione 06 agricoltura e riforma agro-pastorale

S060045

Interventi per il miglioramento delle colture arboree-investimenti

Competenza 2001 lire 50.000.000.000 cassa 2001 lire 50.000.000.000

Competenza 2002 lire 50.000.000.000

Competenza 2003 lire 50.000.000.000

IN DIMINUZIONE

03-programmazione

UPB S03.007

Competenza 2001 lire 50.000.000.000 cassa 2001 lire 50.000.000.000

Competenza 2002 lire 50.000.000.000

Competenza 2003 lire 50.000.000.000 (313)

Emendamento aggiuntivo Sanna Alberto - Marrocu - Demuru - Giagu - Manca - Biancu

Dopo l'articolo 4 comma 11 è aggiunto il seguente:

"Art.1 bis

1. Per le finalità previste dall'articolo 19 (ricomposizione fondiaria) della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1, è autorizzato l'ulteriore stanziamento di lire 50 miliardi per ciascuno degli anni 2001, 2002 e 2003.

2. Nel bilancio della Regione per gli anni 2001/2003 sono introdotte le seguenti modificazioni:

IN AUMENTO

Stato di previsione 06 agricoltura e riforma agro-pastorale

S060.061

Interventi per lo sviluppo dell'infrastrutturazione diffusa del territorio

Competenza 2001 lire 50.000.000.000 cassa 2001 lire 50.000.000.000

Competenza 2002 lire 50.000.000.000

Competenza 2003 lire 50.000.000.000

IN DIMINUZIONE

03-programmazione

UPB S03.007

Competenza 2001 lire 50.000.000.000 cassa 2001 lire 50.000.000.000

Competenza 2002 lire 50.000.000.000

Competenza 2003 lire 50.000.000.000 (308)

Emendamento aggiuntivo Pirisi - Sanna Alberto - Marrocu - Demuru - Giagu - Manca - Biancu - Ortu

Dopo l'articolo 4 comma 11 è aggiunto il seguente:

"Art.1 bis

1. Per la concessione degli iuti alle associazioni degli allevatori previsti dall'articolo 16 della legge regionale 14 novembre 2000, n. 21, è autorizzata l'ulteriore spesa di lire 4.000.000.000 (UPB S06.038) per ciascuno degli anni 2001, 2002 e 2003.

2. Le risorse regionali previste per la concessione degli iuti a favore delle associazioni degli allevatori possono essere utilizzate anche come anticipazione degli analoghi contributi statali.

3. Nel bilancio della Regione per gli anni 2001/2003 sono introdotte le seguenti modificazioni:

IN AUMENTO

06 agricoltura

UPB S06.038

Incentivi per il potenziamento della produzione zootecnica

Competenza 2001 lire 4.000.000.000 cassa 2001 lire 4.000.000.000

Competenza 2002 lire 4.000.000.000

Competenza 2003 lire 4.000.000.000

IN DIMINUZIONE

03-programmazione

UPB S03.007

Competenza 2001 lire 4.000.000.000 cassa 2001 lire 4.000.000.000

Competenza 2002 lire 4.000.000.000

Competenza 2003 lire 4.000.000.000 (315)

Emendamento aggiuntivo Marrocu - Sanna Alberto - Demuru - Giagu - Manca - Fadda - Biancu - Cugini

Art. 4

Dopo il comma 11 dell'articolo 4 sono inseriti i seguenti commi:

55 bis. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concorrere con proprie risorse finanziarie alla contrazione, da parte dei Comuni, singoli o associati, di mutui per il finanziamento di opere di infrastrutturazione integrata del territorio agricolo.

55 ter. Per le finalità del precedente comma, in aggiunta ai finanziamenti ordinari, le disponibilità di cui alla legge regionale 1 giugno 1993, n. 25 e successive modificazioni ed integrazioni, sono incrementate nell'anno 2001 delle somme occorrenti per la copertura di mutui contratti dai Comuni il cui importo complessivo a livello regionale non sia superiore a lire 320.000.000.000.

55 quater. Le somme per l'attuazione del precedente comma sono ripartite tra i Comuni secondo criteri di cui all'articolo 3, comma 1, della legge regionale 1 giugno 1993, n. 25 e successive modificazioni ed integrazioni; l'assegnazione delle somme spettanti a ciascun comune per la prima annualità avviene anticipatamente per ogni intervento entro quindici giorni dalla presentazione al competente Assessorato regionale degli enti locali della documentazione corredata dallo specifico atto della programmazione locale e della determinazione di contrarre il mutuo.

55 quinquies. I finanziamenti regionali sono destinati a coperture di mutui le cui condizioni di ammortamento non siano superiori a quelle stabilite dalla Cassa Depositi e Prestiti e il cui periodo di ammortamento non superi i quindici anni.

55 sexties. Gli interessi di pre-ammortamento e le annualità di ammortamento sono garantiti dalla Regione mediante iscrizione nei propri bilanci di previsione, per tutta la durata dei mutui medesimi, compreso il periodo di preammortamento, delle somme occorrenti per far fronte ai pagamenti, che vengono corrisposti annualmente, in forma anticipata a ciascun Comune.

55 septies. Per l'attuazione degli interventi di cui al precedente comma è autorizzata per gli anni dal 2001 al 2015 la spesa di lire 37 miliardi.

55 octies. Nel bilancio della Regione per gli anni 2001/2003 sono introdotte le seguenti modifiche:

IN AUMENTO

04 - Enti locali, finanze ed urbanistica

Direzione 01

Servizio 02

UPB S04.017

Trasferimenti agli enti locali - investimenti

Competenza 2001 lire 37.000.000.000 cassa 2001 lire 37.000.000.000

Euro Euro

Competenza 2002 lire 37.000.000.000

Euro

Competenza 2003 lire 37.000.000.000

Euro

IN DIMINUZIONE

03 - Programmazione

UPB S03.007

Trasferimenti agli enti locali - investimenti

Competenza 2001 lire 37.000.000.000 cassa 2001 lire 37.000.000.000

Euro Euro

Competenza 2002 lire 37.000.000.000

Euro

Competenza 2003 lire 37.000.000.000

Euro (190)

Emendamento aggiuntivo Marrocu - Sanna Alberto - Demuru - Giagu - Manca - Biancu - Spissu - Dettori Ivana

Art. 4

Dopo l'articolo 4, comma 11 è aggiunto il seguente:

11/bis

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concorrere con proprie risorse finanziarie alla contrazione, da parte dei Comuni, singoli o associati, di mutui per il finanziamento di opere di infrastrutturazione integrata del territorio agricolo.

2. Per le finalità del precedente comma, in aggiunta ai finanziamenti ordinari, le disponibilità di cui alla legge regionale 1 giugno 1993, n. 25 e successive modificazioni ed integrazioni, sono incrementate nell'anno 2001 delle somme occorrenti per la copertura di mutui contratti dai Comuni il cui importo complessivo a livello regionale non sia superiore a lire 320.000.000.000.

3. Le somme per l'attuazione del precedente comma sono ripartite tra i Comuni secondo criteri di cui all'articolo 3, comma 1, della legge regionale 1 giugno 1993, n. 25 e successive modificazioni ed integrazioni; l'assegnazione delle somme spettanti a ciascun comune per la prima annualità avviene anticipatamente per ogni intervento entro quindici giorni dalla presentazione al competente Assessorato regionale degli enti locali della documentazione corredata dallo specifico atto della programmazione locale e della determinazione di contrarre il mutuo.

4. I finanziamenti regionali sono destinati a coperture di mutui le cui condizioni di ammortamento non siano superiori a quelle stabilite dalla Cassa Depositi e Prestiti e il cui periodo di ammortamento non superi i quindici anni.

5. Gli interessi di pre-ammortamento e le annualità di ammortamento sono garantiti dalla Regione mediante iscrizione nei propri bilanci di previsione, per tutta la durata dei mutui medesimi, compreso il periodo di preammortamento, delle somme occorrenti per far fronte ai pagamenti, che vengono corrisposti annualmente, in forma anticipata a ciascun Comune.

6. Per l'attuazione degli interventi di cui al precedente comma è autorizzata per gli anni dal 2001 al 2015 la spesa di lire 37 miliardi.

7. Nel bilancio della Regione per gli anni 2001/2003 sono introdotte le seguenti modifiche:

IN AUMENTO

04 - Enti locali, finanze ed urbanistica

Direzione 01

Servizio 02

UPB S04.017

Trasferimenti agli enti locali - investimenti

Competenza 2001 lire 37.000.000.000 cassa 2001 lire 37.000.000.000

Euro Euro

Competenza 2002 lire 37.000.000.000

Euro

Competenza 2003 lire 37.000.000.000

Euro

IN DIMINUZIONE

03 - Programmazione

UPB S03.007

Trasferimenti agli enti locali - investimenti

Competenza 2001 lire 37.000.000.000 cassa 2001 lire 37.000.000.000

Euro Euro

Competenza 2002 lire 37.000.000.000

Euro

Competenza 2003 lire 37.000.000.000

Euro (316)

Emendamento aggiuntivo Marrocu - Sanna Alberto - Demuru - Giagu - Manca - Biancu - Ortu

Art. 4

Dopo l'articolo 4, comma 11, è aggiunto il seguente:

Per la concessione dei contributi previsti dall'articolo 18 della legge 2000, n. 21 è autorizzato l'ulteriore stanziamento di lire 120 miliardi per ciascuno degli anni 2001, 2002 e 2003. Gli stanziamenti di cui al presente comma sono concessi prioritariamente ai Comuni, loro Consorzi o alle Comunità montane che realizzano progetti integrati di infrastrutturazione del territorio agricolo comunale. I programmi di spesa sono approvati dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, sentito il parere della Commissione consiliare competente in materia di agricoltura.

Nel bilancio della Regione sono concesse le seguenti modificazioni:

IN DIMINUZIONE

03 - Programmazione

UPB S03.007

Competenza 2001 lire 120.000.000.000 cassa 2001 lire 120.000.000.000

Euro 61.974828 Euro 61.974828

Competenza 2002 lire 120.000.000.000 cassa 2002 lire 120.000.000.000

Euro 61.974828 Euro 61.974828

Competenza 2003 lire 120.000.000.000 cassa 2003 lire 120.000.000.000

Euro 61.974828 Euro 61.974828

IN AUMENTO

UPB S06.082 - Incentivi per lo sviluppo della infrastrutturazione nel territorio dipartimentale di Cagliari

Competenza 2001 lire 17.000.000.000 cassa 2001 lire 17.000.000.000

Euro Euro

Competenza 2002 lire 17.000.000.000 cassa 2002 lire 17.000.000.000

Euro Euro

Competenza 2003 lire 17.000.000.000 cassa 2003 lire 17.000.000.000

Euro Euro

UPB S06.087 - Incentivi per lo sviluppo della infrastrutturazione nel territorio dipartimentale di Iglesias

Competenza 2001 lire 17.000.000.000 cassa 2001 lire 17.000.000.000

Euro Euro

Competenza 2002 lire 17.000.000.000 cassa 2002 lire 17.000.000.000

Euro Euro

Competenza 2003 lire 17.000.000.000 cassa 2003 lire 17.000.000.000

Euro Euro

UPB S06.082 - Incentivi per lo sviluppo della infrastrutturazione nel territorio dipartimentale di Cagliari

Competenza 2001 lire 17.000.000.000 cassa 2001 lire 17.000.000.000

Euro Euro

Competenza 2002 lire 17.000.000.000 cassa 2002 lire 17.000.000.000

Euro Euro

Competenza 2003 lire 17.000.000.000 cassa 2003 lire 17.000.000.000

Euro Euro

UPB S06.092 - Incentivi per lo sviluppo della infrastrutturazione nel territorio dipartimentale di Oristano

Competenza 2001 lire 17.000.000.000 cassa 2001 lire 17.000.000.000

Euro Euro

Competenza 2002 lire 17.000.000.000 cassa 2002 lire 17.000.000.000

Euro Euro

Competenza 2003 lire 17.000.000.000 cassa 2003 lire 17.000.000.000

Euro Euro

UPB S06.098 - Incentivi per lo sviluppo della infrastrutturazione nel territorio dipartimentale di Nuoro

Competenza 2001 lire 18.000.000.000 cassa 2001 lire 18.000.000.000

Euro Euro

Competenza 2002 lire 18.000.000.000 cassa 2002 lire 18.000.000.000

Euro Euro

Competenza 2003 lire 18.000.000.000 cassa 2003 lire 18.000.000.000

Euro Euro

UPB S06.103 - Incentivi per lo sviluppo della infrastrutturazione nel territorio dipartimentale di Lanusei

Competenza 2001 lire 17.000.000.000 cassa 2001 lire 17.000.000.000

Euro Euro

Competenza 2002 lire 17.000.000.000 cassa 2002 lire 17.000.000.000

Euro Euro

Competenza 2003 lire 17.000.000.000 cassa 2003 lire 17.000.000.000

Euro Euro

UPB S06.107 - Incentivi per lo sviluppo della infrastrutturazione nel territorio dipartimentale di Sassari

Competenza 2001 lire 17.000.000.000 cassa 2001 lire 17.000.000.000

Euro Euro

Competenza 2002 lire 17.000.000.000 cassa 2002 lire 17.000.000.000

Euro Euro

Competenza 2003 lire 17.000.000.000 cassa 2003 lire 17.000.000.000

Euro Euro

UPB S06.112 - Incentivi per lo sviluppo della infrastrutturazione nel territorio dipartimentale di Oristano

Competenza 2001 lire 17.000.000.000 cassa 2001 lire 17.000.000.000

Euro Euro

Competenza 2002 lire 17.000.000.000 cassa 2002 lire 17.000.000.000

Euro Euro

Competenza 2003 lire 17.000.000.000 cassa 2003 lire 17.000.000.000

Euro Euro (318)

Emendamento aggiuntivo Marrocu - Giagu - Sanna Alberto - Demuru - Manca - Masia - Selis - Falconi - Orrù

Art. 4

Dopo il comma 11 è aggiunto il seguente:

"39 bis. Dopo il comma 2 dell'articolo 5 della legge regionale 14 maggio 1984, n. 21 (Riordinamento dei consorzi di bonifica) sono aggiunti i seguenti:

I criteri per la determinazione del canone irriguo sono determinati con deliberazione della Giunta regionale su proposta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Detti criteri sono vincolanti per tutti i Consorzi e sono finalizzati a garantire un costo dell'acqua per uso irriguo omogeneo in tutto il territorio regionale.

Le provvidenze previste dalla legislazione regionale a favore dei consorzi di bonifica sono ripartite tra i Consorzi al fine di permettere il raggiungimento della finalità prevista dal precedente comma." (78)

Emendamento aggiuntivo Contu - Cossa - Capelli - Cassano - Fantola - Vargiu

Art. 4

Nell'articolo 4 dopo il comma 11 è aggiunto il seguente:

11 bis. E' autorizzata nell'anno 2001 la concessione di un contributo straordinario di lire 20.000.000.000 ai Consorzi di Bonifica per la riduzione degli oneri di gestione sostenuti negli anni 1995-1996-1997-1998-1999, caratterizzati da una grave siccità (UPB S06.062 - cap. 06245-02)

IN AUMENTO

UPB S06.062 Razionalizzazione dell'uso delle risorse idriche - parte corrente

2001 lire 20.000.000.000 (comp.) lire 20.000.000.000 (cassa)

Capitolo da incrementare:

06245-02 (MI) Contributo straordinario al Consorzio di Bonifica della Sardegna meridionale per la riduzione dei costi dell'acqua (art. 4, comma 8bis della presente legge)

IN DIMINUZIONE

UPB S03.002 Fondo di riserva per spese obbligatorie e impreviste

2001 lire 20.000.000.000 (comp.) lire 20.000.000.000 (cassa)

Capitolo da stornare:

03009 (97 bis)

Emendamento aggiuntivo Marrocu - Orrù - Sanna Alberto - Ortu - Demuru - Giagu - Cugini - Fadda - Cogodi

Dopo il comma 11, è aggiunto il seguente:

"11 bis. L'Amministrazione regionale è autorizzata ad erogare, nell'anno 2001, ai Consorzi di Bonifica un contributo straordinario di lire 50.000.000.000= finalizzato a fronteggiare parzialmente l'aumento degli oneri degli esercizi 1996-1997-1998-1999-2000 conseguenti alla ridotta disponibilità di risorse idriche a causa della siccità. Il relativo programma è definito dalla Giunta Regionale, sentita la Commissione consiliare competente, in rapporto alle dimensioni territoriali e alla ridotta disponibilità di acqua dei Consorzi di Bonifica".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S06.062 - Cap. 06263-02 (N.I.) - Contributo straordinario ai Consorzi di Bonifica per l'anno 2001 per fronteggiare parzialmente l'aumento degli oneri degli esercizi 1996-2000 conseguenti alla ridotta disponibilità di risorse idriche a causa della siccità

Competenza anno 2001 lire 50.000.000.000=

In diminuzione

UPB S03.006 - Cap. 03016-00

Competenza anno 2001 lire 50.000.000.000= (135)

Emendamento aggiuntivo Vassallo - Cogodi - Ortu

All'art. 4, comma 11, è aggiunto il seguente comma: 6 bis.

Nello stato di previsione della spesa dell'Assessorato dei LL.PP. UPB S 08057 cap. 08229-00 nell'anno 2001 è disposto uno stanziamento straordinario di Lire 3.000.000.000 da ripartirsi tra i Consorzi di bonifica e i Comuni rispettivamente nella misura di Lire 2.000.000.000 e di Lire 1.000.000.000, per le spese sostenute nell'annualità precedente, per l'adeguamento degli impianti di sollevamento e i costi energetici.

In diminuzione

UPB S 03007 tab. A voce 1 Lire 3.000.000.000 (422)

Emendamento sostitutivo totale Cugini - Floris - Onnis - Contu - Fadda - Cossa - Dettori - Fois - Balia - Cogodi - Sanna Giacomo

Gli emendamenti 1, 97bis e 135 sono sostituiti dal seguente:

Dopo il comma 11 dell'art. 4 è aggiunto il seguente comma:

11 bis. L'Amministrazione regionale è autorizzata ad erogare nel triennio 2001/2003 un contributo straordinario, rispettivamente di lire 10 miliardi nel 2001, di lire 10 miliardi nel 2002 e di lire 10 miliardi nel 2003, ai Consorzi di bonifica, finalizzato a fronteggiare, parzialmente, l'aumento degli oneri degli esercizi 1995-1996-1997-1998-1999 conseguenti alla ridotta disponibilità di risorse idriche a causa della siccità. Il relativo programma è definito dalla Giunta regionale, sentita la Commissione consiliare competente, in rapporto alla dimensione territoriale, alla estensione delle reti di distribuzione e alla ridotta disponibilità di acque dei Consorzi di bonifica.

COPERTURA FINANZIARIA

IN DIMINUZIONE

03 - PROGRAMMAZIONE

UPB S03.007 Fondo per nuovi oneri legislativi in conto capitale

(Cap. 03017 voce 1) 2001 £. 10.000.000.000

2002 £. 10.000.000.000

2003 £. 10.000.000.000

IN AUMENTO

06 - AGRICOLTURA

UPB S06.062 Realizzazione dell'uso delle risorse idriche - parte corrente

2001 £. 10.000.000.000

2002 £. 10.000.000.000

2003 £. 10.000.000.000 (486)

Emendamento aggiuntivo Onnis - Usai - Frau - Liori - Corda - Sanna Nivoli - Murgia - Tunis Marco - Carloni - Cappai - Licandro

Art. 4

Dopo il comma 11 dell'articolo 1 sono introdotti i seguenti:

11 bis. L'Amministrazione regionale è autorizzata ad erogare un contributo straordinario al Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale a fronte degli oneri di manutenzione per garantire l'efficienza e la funzionalità delle opere pubbliche di distribuzione irrigua esistenti nel comprensorio di bonifica, totalmente o parzialmente inutilizzate nel corso degli ultimi anni per la carenza strutturale di risorsa idrica destinata all'agricoltura.

39 ter. L'Amministrazione regionale è altresì autorizzata ad erogare analogo contributo destinato agli altri comprensori di bonifica ove risulta, per lo stesso periodo di tempo, un fenomeno di carenza strutturale di risorsa idrica destinata all'agricoltura.

39 quater. Per le finalità di cui al comma 39 bis il contributo è pari a lire 20 miliardi e viene erogato nell'arco di un biennio, per lire 12 miliardi nell'anno 2001 e per lire 8 miliardi nell'anno 2002.

39 quinquies. Per le finalità di cui al comma 39 ter il contributo è pari a lire 10 nell'anno 2001 e a lire 8 miliardi nell'anno 2002.

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

Stato di previsione 06 - agricoltura e riforma agro-pastorale

UPB S060.063

Razionalizzazione dell'uso delle risorse idriche - investimenti

Competenza 2001 lire 22.000.000.000 cassa 2001 lire 22.000.000.000

Competenza 2002 lire 13.000.000.000

Competenza 2003 lire

IN DIMINUZIONE

03 - Programmazione

UPB S03.007

Competenza 2001 lire 22.000.000.000 cassa 2001 lire 22.000.000.000

Competenza 2002 lire 13.000.000.000

Competenza 2003 lire (1)

Emendamento aggiuntivo Onnis - Usai - Frau - Liori - Corda - Sanna Nivoli - Murgia - Tunis Marco - Carloni - Cappai - Licandro

Art. 4

Dopo il comma 11 dell'articolo 1 sono introdotti i seguenti:

"11 bis. E' autorizzata nell'anno 2001 la concessione di un contributo straordinario di lire 1.300.000.000 al Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale per la realizzazione di sbarramenti di laminazione sul rio "Bellu" (UPB S08.058 - cap. 08036/01)."

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

08 - LAVORI PUBBLICI

UPB S060.063 Interventi per lo sviluppo e la realizzazione del sistema idrico

Anno 2001 (comp.) lire 1.300.000.000 (cassa) lire 1.300.000.000

Capitolo da impinguare:

08182/01 (NI) Contributo straordinario al Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale per la realizzazione di sbarramenti di laminazione sul rio "Bellu" (art. 1, comma 56bis della presente legge)

IN DIMINUZIONE

03 - PROGRAMMAZIONE

UPB S03.002 Fondo di riserva per spese obbligatorie e impreviste

Anno 2001 (comp.) lire 1.300.000.000 (cassa) lire 1.300.000.000

Capitolo da stornare:

03009 Fondo di riserva per spese obbligatorie e impreviste. (16)

Emendamento aggiuntivo Orrù - Fadda - Ibba - Cugini - Ortu

Art. 4

Nell'articolo 4 dopo il comma 11 è aggiunto il seguente:

"52 bis. E' autorizzata, per l'anno 2001, la concessione di un contributo straordinario di lire 50.000.000.000 al Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale per la realizzazione di opere irrigazione per la Trexenta (UPB S06.061)."

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

06 - AGRICOLTURA

UPB S06.061 Interventi per lo sviluppo dell'infrastrutturazione diffusa nel territorio

Anno 2001 comp. lire 50.000.000.000 cassa lire 10.000.000.000

Capitolo da impinguare: 06028-01 (NI) Contributo al Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale per la realizzazione di opere irrigazione per la Trexenta (art. 1, comma 52bis della presente legge)

IN DIMINUZIONE

03 - PROGRAMMAZIONE

UPB S03.006 Fondo per nuovi oneri legislativi di parte corrente

Anno 2001 comp. lire 50.000.000.000 cassa lire 10.000.000.000

Capitolo da stornare: 03016 (FNOL)

Mediante riduzione della voce 15 della tabella A allegata alla legge finanziaria.

COPERTURA RESTANTE QUOTA DI LIRE 40.000.000.000 MEDIANTE QUOTA PARTE DEL MUTUO. (200)

Emendamento aggiuntivo Selis - Scano - Orrù - Biancu - Masia

Art. 4

Dopo l'articolo 4, comma 11, è aggiunto il seguente:

"11 bis. E' autorizzata, per l'anno 2001, la concessione di un contributo straordinario di lire 50.000.000.000 al Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale per la realizzazione di opere irrigazione per la Trexenta e per la Marmilla (UPB S06.061)."

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

06 - AGRICOLTURA

UPB S06.061 Interventi per lo sviluppo dell'infrastrutturazione diffusa nel territorio

Anno 2001 comp. lire 50.000.000.000 cassa lire 10.000.000.000

Capitolo da impinguare: 06028-01 (NI) Contributo al Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale per la realizzazione di opere irrigazione per la Trexenta e per la Marmilla (art. 1, comma 52bis della presente legge)

IN DIMINUZIONE

03 - PROGRAMMAZIONE

UPB S03.006 Fondo per nuovi oneri legislativi di parte corrente

Anno 2001 comp. lire 50.000.000.000 cassa lire 10.000.000.000

Capitolo da stornare: 03016 (FNOL)

Mediante riduzione della voce 15 della tabella A allegata alla legge finanziaria.

COPERTURA RESTANTE QUOTA DI LIRE 40.000.000.000 MEDIANTE QUOTA PARTE DEL MUTUO. (305)

Emendamento aggiuntivo Masia - Morittu - Deiana - Giagu - Fadda - Vassallo - Dettori Bruno

Art. 4

All'articolo 4 dopo il comma 11 è aggiunto il seguente:

"11/bis. L'Amministrazione regionale è autorizzata, nell'anno finanziario 2001, ad erogare un finanziamento di lire 10.000.000.000 per l'ampliamento, il ripristino e il potenziamento degli impianti di irrigazione nei territori ricadenti nel Consorzio di Bonifica della Nurra (UPB S06.063 - Cap. 06248-02 (NI))."

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

UPB S06.063 - Cap. 06248-02 (NI) - Spese per l'ampliamento, il ripristino e il potenziamento degli impianti di irrigazione nei territori ricadenti nel Consorzio di Bonifica della Nurra

Competenza anno 2001 lire 10.000.000.000=

IN DIMINUZIONE

UPB S03.006 - Cap. 03016-00 (NI)) - Nuovi oneri legislativi

Competenza anno 2001 lire 10.000.000.000= (241)

Emendamento aggiuntivo Masia - Morittu - Deiana - Giagu - Dettori Bruno - Vassallo

Art. 4

All'articolo 4 dopo il comma 11 è aggiunto il seguente:

"5/bis. L'Amministrazione regionale è autorizzata, nell'anno finanziario 2001, ad erogare un finanziamento di lire 10.000.000.000 per l'ampliamento, il ripristino e il potenziamento degli impianti di irrigazione nei territori ricadenti nel Consorzio di Bonifica Anglona-Chilivani (UPB S06.063 - Cap. 06248-02 (NI))."

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

UPB S06.063 - Cap. 06248-02 (NI) - Spese per l'ampliamento, il ripristino e il potenziamento degli impianti di irrigazione nei territori ricadenti nel Consorzio di Bonifica Anglona-Chilivani

Competenza anno 2001 lire 10.000.000.000=

IN DIMINUZIONE

UPB S03.006 - Cap. 03016-00 (NI)) - Nuovi oneri legislativi

Competenza anno 2001 lire 10.000.000.000= (242)

Emendamento aggiuntivo Sanna Alberto - Biancu - Sanna Gian Valerio - Cugini - Fadda - Balia - Dettori Bruno - Demuru

Art. 4

Dopo l'articolo 4, comma 11, è aggiunto il seguente:

"11 bis. E' autorizzata per l'anno 2001 la spesa di lire 11.500.000.000 (euro 5.939.254,34) per la concessione di un contributo straordinario a favore del Consorzio di Bonifica dell'oristanese per il completamento del collaudo della diga Cantoniera sul Tirso, per la riduzione dei tempi di invasamento e per concorrere ai costi derivanti dalla fusione dei consorzi. Il relativo programma di intervento è approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di Lavori pubblici, a' termini dell'articol 4, lettera i) della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1 e successive modifiche e integrazioni. (UPB S08.058)."

IN AUMENTO

UPB S08.058 - Interventi per lo sviluppo e la razionalizzazione del sistema idrico

Competenza 2001 lire 11.500.000.000

Competenza 2002 -----------------------

Competenza 2003 -----------------------

IN DIMINUZIONE

03 - Programmazione UPB S03.007

Competenza 2001 lire 11.500.000.000

Competenza 2002 -----------------------

Competenza 2003 ----------------------- (312)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 2 ha facoltà di illustrarlo.

ONNIS (A.N.). Signor Presidente, colleghi consiglieri, l'emendamento numero 2 non prevede spese, ma introduce due profili di possibile modifica e miglioramento della legge regionale 5 settembre 2000, numero 18. Il primo profilo riguarda l'estensione - molto aleatoria, bisogna dirlo - delle provvidenze agli operatori agricoli non imprenditori a titolo principale; il secondo profilo riguarda l'eliminazione del tetto di 50 e 40 milioni per le provvidenze a favore delle coltivazioni "in asciutto" e "in irriguo", come suol dirsi. Ciò nasce da una esigenza di giustizia, dall'esigenza cioè di riequilibrare e ridistribuire la portata e gli effetti di della legge numero 18 del 2000, concernente interventi per i danni provocati dalla siccità, che aveva avuto ampio consenso in Consiglio regionale, compreso il consenso convinto di chi vi parla.

Peraltro, melius res perpensa, si è considerato che ci sono migliaia di agricoltori non imprenditori agricoli a titolo principale che, in sostanza, con l'attuale vigente testo della legge rimarrebbero tagliati fuori dalla possibilità di ottenere un indennizzo. Ora è chiaro, ed è l'aspetto saliente di questo emendamento, che le possibili modifiche non toccano né lo spirito, né la portata di questa legge, perché questi aiuti sono destinati prioritariamente agli agricoltori i titolo principale, il che significa che innanzitutto con gli stanziamenti previsti in legge dovranno essere soddisfatti gli interessi e le aspettative degli agricoltori a titolo principale, e soltanto un eventuale residuo di risorse finanziarie avvantaggerebbe secondariamente gli altri agricoltori, cioè quelli che non svolgono questa attività a titolo principale.

Si tratta, dunque, di un'esigenza di riequilibrio, come dicevo, al fine di usare lo stesso trattamento nei confronti di tutti gli agricoltori della Sardegna, anche se il concetto di imprenditori agricoli a titolo principale non è assolutamente messo in discussione e quegli agricoltori godranno comunque della priorità nella concessione delle provvidenze previste in legge.

Per quanto riguarda il secondo profilo, la previsione dell'abrogazione dell'articolo 4 della stessa legge numero 18 del 2000 può essere autonoma, può cioè rimanere separata dalla restante parte dell'emendamento numero 2. Questo articolo prevede un tetto di 50 milioni per i danni subiti dagli agricoltori che non utilizzano l'irrigazione, e di soli 40 milioni per la mancata coltivazione nelle zone irrigue. Qual è la situazione sulla base di un calcolo preciso delle superfici coltivate e dell'ammontare complessivo della spesa per questi interventi? Nel primo caso con 50 milioni si soddisfano addirittura le richieste degli agricoltori che operano su una superficie indennizzabile di 250 ettari, mentre, nel secondo caso, con 40 milioni si soddisfano soltanto in parte le esigenze degli agricoltori che operano nelle zone irrigue. Se, invece, si eliminasse il tetto degli aiuti, con la stessa cifra complessivamente stanziata si potrebbero indennizzare sia tutti gli agricoltori che non utilizzano l'irrigazione, sia tutti quelli che invece la utilizzano.

E' stato fatto un calcolo, anche da parte di alcune associazioni di categoria, sulla base delle superfici, considerati i parametri, e cioè gli importi che devono essere corrisposti a seconda delle colture, dal quale risulta una spesa per la mancata coltivazione nelle zone irrigue - ho dei prospetti che sono a disposizione del Consiglio - di 34.135.300.000. Cioè, con uno stanziamento inferiore a quello previsto si possono soddisfare le esigenze di tutti gli agricoltori che non hanno potuto effettuare la coltivazione per mancanza o carenza dell'acqua di irrigazione, qualunque sia la superficie coltivata e dunque la superficie in relazione alla quale devono essere concessi quei contributi.

Per queste ragioni suggerisco l'accoglimento dell'emendamento numero 2.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 4 ha facoltà di illustrarlo.

ONNIS (A.N.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 61 ha facoltà di illustrarlo.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 183 e 211 sono uguali. Uno dei presentatori ha facoltà di illustrarli.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Si danno per illustrati.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 5 ha facoltà di illustrarlo.

ONNIS (A.N.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 36 ha facoltà di illustrarlo.

Piana (P.P.S.-C.D.U. Sardi). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 37 ha facoltà di illustrarlo.

ONNIS (A.N.). Signor Presidente, credo che con una modifica questo emendamento potrebbe essere approvato. Cioè può essere cassato il periodo da "e gli interventi previsti dal Programma operativo regionale 2000-2006" fino a "4.20 e 4.21". Quindi l'emendamento sarebbe così riformulato: "Gli investimenti ammessi a finanziamento dall'articolo 3 della legge regionale 14 novembre 2000, numero 2, sono presentati anche con elaborati tecnici redatti da iscritti all'Albo professionale degli agrotecnici".

PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 54 e 231 sono uguali. Uno dei presentatori ha facoltà di illustrarli.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Si danno per illustrati.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 116 ha facoltà di illustrarlo.

FOIS (P.P.S.-C.D.U. Sardi). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 118 ha facoltà di illustrarlo.

CAPELLI (P.P.S.-C.D.U. Sardi). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 445, che sostituisce il 120, ha facoltà di illustrarlo.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Questo emendamento, con una spesa di 250 milioni tende a sanare, o perlomeno dovrebbe sanare la situazione che si è determinata per un impegno preso dalla Giunta con una delibera, che poi non è andata a buon fine, a favore del Consorzio delle Cantine sociali cooperative della Sardegna, che nel 2000 hanno organizzato la manifestazione "Enoteca della Sardegna-festa del vino", della cui importanza tutti siamo a conoscenza. Purtroppo il fatto che non sia andato a buon fine l'impegno preso, e quindi l'atto deliberativo della Giunta, ha lasciato il Consorzio delle cooperative in grande difficoltà.

Noi abbiamo quindi presentato questo emendamento per sanare un qualcosa che riteniamo giusto e che deriva da uno specifico impegno preso dalla Giunta in ordine a una manifestazione la cui importanza, ripeto, è da tutti riconosciuta.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 177 ha facoltà di illustrarlo.

SPISSU (D.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 184 ha facoltà di illustrarlo.

MARROCU (D.S.). Per evitare di utilizzare più tempo del dovuto, se il Presidente me lo consente, illustrerò di seguito, in pochi minuti, gli emendamenti numero 184, 314, 190, 316, 318 e 486, che sostituisce il 135.

PRESIDENTE. Proceda pure, onorevole Marrocu.

MARROCU (D.S.). Tutti questi emendamenti, che abbiamo presentato come componenti di opposizione della Commissione agricoltura, tendono a inviare un messaggio alla Giunta regionale in materia di politica agricola; messaggio che è stato già lanciato e non accolto in Commissione, perciò abbiamo voluto ripeterlo in Aula.

Con questi emendamenti noi abbiamo inteso porre l'accento sui nodi che oggi impediscono lo sviluppo dell'agricoltura e anzi determinano una situazione di grave crisi in tutto il settore agricolo. Abbiamo invitato l'Assessore dell'agricoltura e l'intera Giunta regionale a valutare se, anziché spalmare le risorse finanziarie previste per questo settore nella manovra finanziaria 2001 (che tra l'altro prevede risorse aggiuntive, sostanziali e notevoli, soprattutto per effetto delle normative comunitarie) in una miriade di capitoli di spesa e di interventi, sia possibile utilizzare quelle stesse risorse per sciogliere due nodi principali che hanno determinato la crisi del mondo agricolo. Mi riferisco al problema della infrastrutturazione e a quello dell'indebitamento.

Gli emendamenti numero 184 e 314, che sono identici, riguardano proprio quest'ultimo argomento. Il livello di indebitamento del settore agricolo ha determinato una situazione che rasenta la bancarotta, nel senso che l'ammontare dell'indebitamento è quasi pari al valore della produzione lorda vendibile (PLV) dell'agricoltura. E la situazione in alcuni settori è ancora più grave; penso, per esempio, al settore serricolo in particolare, le cui aziende si trovano in difficoltà economico-finanziarie e oltre un migliaio di esse corrono il rischio di essere messe all'asta insieme ai beni personali dei titolari e dei loro familiari.

Nel '98 il Consiglio regionale approvò la legge numero 4, che è diventata una legge quadro, con la quale si è recepita una direttiva comunitaria che consentiva agli Stati membri della Comunità Europea di avviare politiche di risanamento economico-finanziario e politiche di ristrutturazione di settori economici di crisi, compreso quindi il settore agricolo. A tal fine dovevano essere predisposti dei piani attuativi, ma la legge numero 4 in realtà non è stata mai finanziata.

In verità noi approvammo, nel '99, un primo piano di risanamento del settore agricolo che fu respinto dalla Comunità Europea perché, contrariamente a quanto richiesto dalla direttiva comunitaria e anche a quanto previsto dalla legge numero 4, non conteneva l'indicazione del modo in cui a una politica di risanamento economico-finanziario sarebbe conseguito l'irrobustimento e la stabilizzazione delle aziende agricole nel mercato. Per cui l'Unione Europea non ci contestò la possibilità di intervenire per risanare le situazioni debitorie di queste aziende, bensì rilevò che il piano approvato dalla Giunta e dal Consiglio non indicava le vie da seguire per il rafforzamento di quelle stesse aziende. In altre parole l'Unione Europea consente agli Stati membri di risanare delle situazioni aziendali debitorie, purché si dimostri che le aziende liberate dai debiti sanno stare sul mercato, sono produttive e garantiscono occupazione e reddito.

Ora, il fatto che sul primo piano siano stati fatti dei rilievi da parte dell'Unione Europea non significa che ci si dimentichi della legge numero 4, di queste aziende che sono in difficoltà e che si abbandoni la possibilità di avviare politiche di risanamento del settore agricolo. Per questo con gli emendamenti numero 184 e 314 (anche se capisco che li stiamo esaminando a conclusione di un lungo dibattito, quando cioè le risorse che si possono ancora impegnare sono ridotte) noi abbiamo inteso, ripeto, sottoporre all'attenzione della Giunta regionale la possibilità di utilizzare le risorse destinate al settore agricolo per affrontare e risolvere due o tre questioni fondamentali, anziché disperderle in migliaia di capitoli. Due di queste questioni riguardano, appunto, il risanamento aziendale e l'infrastrutturazione.

Con gli emendamenti numero 190, 316 e 318 abbiamo inteso indicare all'Assessore dell'agricoltura - che adesso è assente - una strada percorribile per intervenire nel territorio. Lo scopo è quello di impedire, attraverso piani di attuazione della legge 21 e di leggi precedenti, che le risorse siano distribuite secondo la discrezionalità del funzionario o del politico di turno. Con questi emendamenti noi prevediamo la possibilità per i comuni, singoli o associati, anche con il meccanismo previsto dal piano del lavoro, in particolare dall'articolo 19 della legge 37/98, di predisporre progetti integrati di infrastrutturazione rurale riguardanti per esempio la viabilità rurale, il riordino fondiario, l'elettrificazione, forme di approvvigionamento idrico diverse da quelle attualmente in uso, e così via.

Con questo pacchetto di emendamenti sulle politiche agricole noi abbiamo voluto indicare una strada, che però non ha trovato accoglimento né da parte della Commissione, né da parte della Giunta, la quale ha individuato nella mancata infrastrutturazione delle campagne e nell'indebitamento due motivi principali del ritardo dello sviluppo del settore agricolo. Ovviamente per "aggredire" questi nodi si sono stanziate consistenti risorse. Noi abbiamo invece previsto di recuperare risorse finanziarie dal capitolo nuovi oneri legislativi, ma le si poteva recuperare, come in parte si fa per le infrastrutture, anche dagli stessi capitoli di spesa del settore agricolo, perché oggi - ripeto - vengono ripartite in più unità di spesa delle somme che, invece, se fossero destinate ad aggredire questi due nodi principali favorirebbero sicuramente lo sviluppo del settore agricolo.

Un altro emendamento che intendo illustrare è l'emendamento numero 135. Voglio subito precisare che i presentatori lo ritengono sostituito dall'emendamento numero 486, presentato dai Capigruppo. Io non sono, quindi, tra i presentatori di quest'ultimo emendamento, ma mi rappresenta il mio Capogruppo, Renato Cugini, che è il primo firmatario. L'emendamento numero 135 riguarda un problema considerato anche in emendamenti presentati da altri colleghi, cioè il fatto che negli anni dal '95 al '99, a causa della siccità, i consorzi di bonifica si sono trovati nella condizione di dover erogare una quantità d'acqua notevolmente inferiore a quella che sarebbe stata necessaria. A fronte di una rete distributiva di circa sessantamila ettari (penso al consorzio di Cagliari, ma questo vale anche per gli altri consorzi), si aveva una disponibilità di acqua appena sufficiente per coprire le necessità di 7.000 o 8.000 ettari.

Di conseguenza gli oneri, normalmente ripartiti su cinquantamila ettari, se scaricati solo su sette od ottomila ettari avrebbero costituito un peso insostenibile per gli agricoltori, perché, senza un intervento pubblico, si sarebbe raggiunto un costo di tre o quattro milioni per ettaro, il che avrebbe reso ovviamente non remunerativa la messa in atto di qualsiasi coltura.

Negli anni noi siamo perciò intervenuti per rimediare a questa situazione - lo voglio precisare per evitare che si possa dire: ma che cosa si è fatto? - e i consorzi di bonifica, dal '95 al '99, hanno beneficiato di contributi regionali pari a quasi 200 miliardi. Nonostante questo, il pagamento degli oneri relativi a quegli anni, oggi, cioè in un periodo in cui sussistono delle calamità in agricoltura, metterebbe le aziende in gravissime difficoltà. Con l'emendamento numero 135 noi riproponiamo un intervento che è stato già approvato dall'Unione Europea nel 1996, per risanare la situazione relativa al 1991. Lo stanziamento previsto consente di fronteggiare parzialmente l'aumento degli oneri degli esercizi dal 1996 al 2000, per evitare che ricada sugli agricoltori, che in questo momento non sarebbero in grado di sostenerlo. Quindi lo stanziamento previsto in realtà è a favore degli agricoltori, perché, in mancanza di un intervento della Regione, a pagarne le spese non sarebbero né i consigli di amministrazione, né le strutture, forse eccessive, dei consorzi di bonifica, ma appunto gli agricoltori, che si vedrebbero recapitare a casa delle bollette particolarmente esose..

Poiché l'Unione Europea non consente il trasferimento diretto di risorse finanziarie al mondo agricolo, e visto che non siamo più in grado di intervenire attraverso mutui di assestamento, crediti d'esercizio, consorzi fidi e così via, l'intervento previsto in questo emendamento consente, nella sostanza, di ridurre almeno i costi a carico degli agricoltori. E uno dei costi da ridurre è proprio quello dell'acqua, perché in Sardegna l'acqua è poca, ma costa mediamente il doppio o il triplo di quanto costa nelle altre regioni d'Italia. E per un'agricoltura arretrata come la nostra, che si scontra con le difficoltà complessive del mondo agricolo sardo e col fatto che viene praticata in un'isola, se persino il costo dell'acqua è il doppio o il triplo rispetto a quello applicato a livello nazionale, quindi a quello della concorrenza, le difficoltà non possono che aumentare. Quindi non approvando questo emendamento - mi rivolgo ai colleghi che dicevano che i consorzi di bonifica sono un "baraccone" - non si fa un torto ai consorzi di bonifica, ma si fa un torto al mondo agricolo, cioè a quegli agricoltori che, in assenza di questo intervento, si vedrebbero recapitare a casa delle bollette dell'acqua particolarmente elevate che non potrebbero pagare in un momento di così grave difficoltà.

Questi sono i tre obiettivi che noi intendiamo conseguire: ridurre i costi a carico del mondo agricolo attraverso l'abbattimento del costo dell'acqua, migliorare l'infrastrutturazione attraverso uno stanziamento consistente di risorse per progetti integrati comunali, ridurre l'indebitamento in agricoltura con l'applicazione di una legge che il Consiglio approvò all'unanimità nel '98, e che non è stata ancora attivata.

Vorrei ora illustrare un altro emendamento che riguarda anch'esso i consorzi di bonifica e che introduce una novità rispetto alla legge numero 21 del 1984. Si tratta dell'emendamento numero 78, che prevede la possibilità che l'intervento pubblico regionale sia finalizzato a garantire un costo dell'acqua per uso irriguo omogeneo su tutto il territorio regionale, perché, come ho detto prima, mentre esiste una differenza tra la Sardegna e il resto d'Italia, a sfavore della Sardegna, anche in ambito regionale esiste una differenza tra i diversi territori e tra i consorzi di bonifica, perché ci sono consorzi di bonifica che dispongono della risorsa idrica e possono distribuirla per caduta, mentre altri l'acqua la comprano e non la vendono, e magari devono anche gestire gli impianti di sollevamento, con costi energetici elevati. Senza l'intervento pubblico l'acqua in quest'ultimo caso costerebbe un po' di più. Come avviene per l'uso idropotabile, noi con questo emendamento vogliamo introdurre un criterio di equità, consentendo che l'intervento pubblico regionale a favore dei consorzi di bonifica abbia come finalità principale quella di garantire un costo dell'acqua omogeneo a livello regionale, perché l'agricoltura del cagliaritano, del Cixerri o del basso Sulcis non può sopportare costi più alti di quelli della Nurra, della Gallura o dell'Oristanese, e viceversa.

Questo è il quadro degli emendamenti relativi all'agricoltura, dei quali sono firmatario.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 189 ha facoltà di illustrarlo.

SANNA ALBERTO (D.S.). L'emendamento numero 189 rientra in quel pacchetto di emendamenti che il centrosinistra ha elaborato per definire la sua strategia in ambito agricolo. Questo emendamento prevede una spesa di 14 miliardi per sostenere l'agricoltura biologica. Purtroppo, pur essendo questo comparto agricolo piuttosto rilevante in Sardegna (si calcola ormai che più del 30 per cento dell'agricoltura sarda sia rappresentato dalle colture biologiche) e pur rappresentando un'esigenza sempre più diffusa e sentita dai cittadini, tutte le vicende legate al morbo della mucca pazza, ai polli alla diossina, e chi più ne ha più ne metta, hanno creato una coscienza collettiva che richiede sempre di più sicurezza e salute nell'alimentazione.

Questo emendamento, quindi, tende a colmare una carenza presente anche nella manovra finanziaria, appunto il sostegno all'agricoltura biologica. Si tratta di 14 miliardi, di cui 2 miliardi sono destinati all'Ispettorato agrario. E' un segnale, a nostro parere, importante e riteniamo valga la pena che la maggioranza e la Giunta che governa la regione prendano in considerazione questo emendamento.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 289 ha facoltà di illustrarlo.

SANNA ALBERTO (D.S.). Molto rapidamente.

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, se intende illustrare anche altri emendamenti di cui è presentatore, le concedo qualche minuto in più, a termini di Regolamento.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Chiedo scusa al collega Alberto Sanna. Noi ribadiamo la linea che abbiamo già concordato e stiamo facendo delle illustrazioni sintetiche anche su argomenti di grande importanza, come quello dell'agricoltura, ma se mancano l'Assessore dell'agricoltura e il Presidente della Giunta, che rappresenta tutti gli Assessori, chi risponderà ai colleghi Marrocu e Sanna? Lo dico perché si solleciti la presenza dell'Assessore dell'agricoltura, che tra l'altro è veterinario, non medico, quindi non ha particolari problemi che gli possano impedire di essere presente ai lavori dell'Aula.

PRESIDENTE. L'onorevole Alberto Sanna può illustrare i suoi emendamenti, nel frattempo si cercherà di rintracciare l'Assessore dell'agricoltura o il Presidente della Giunta.

SANNA ALBERTO (D.S.). Presidente, l'osservazione dell'onorevole Selis è più che pertinente. Penso che si potrebbe sospendere l'illustrazione di questi emendamenti, in attesa che l'Assessore dell'agricoltura arrivi in aula. Credo che sia corretto procedere così, perché si tratta di argomenti importanti.

PRESIDENTE. Possiamo comunque chiedere al Presidente della Giunta, che si deve essere spostato un momento, se può rientrare in aula. Mi comunicano che l'Assessore dell'agricoltura sta per arrivare, per cui sospendo la seduta per cinque minuti.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, assessore Pittalis, ma se il Presidente decide di sospendere i lavori così resta stabilito, anche se lei non è d'accordo.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, lei è arbitro di questa Assemblea, può sospendere e fare quello che ritiene. A nostro avviso la Giunta è rappresentata, ma se qualche collega ritiene opportuna un'interlocuzione diretta con l'Assessore dell'agricoltura si può anche soprassedere a qualche emendamento e proseguire i lavori con l'esame degli altri emendamenti in discussione.

Presidente, noi abbiamo la necessità di portare a casa questa finanziaria, la preghiamo pertanto di evitare il ricorso frequente alle sospensioni, soprattutto a quelle inutili, e di proseguire con l'esame degli altri emendamenti.

PRESIDENTE. Onorevole Assessore, tutti gli emendamenti adesso in discussione riguardano l'agricoltura, per cui è meglio fare una breve sospensione per dare il tempo all'Assessore dell'agricoltura di arrivare in aula.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 47, viene ripresa alle ore 17 e 54.)

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, può riprendere l'illustrazione dell'emendamento numero 289.

SANNA ALBERTO (D.S.). Signor Presidente, noi abbiamo presentato diversi emendamenti riguardanti i problemi dell'agricoltura e, come dicevo prima, il senso di questi emendamenti è quello di disegnare una strategia di intervento cominciando dai punti che noi riteniamo più importanti per lo sviluppo dell'agricoltura in Sardegna.

L'emendamento numero 289 prevede una spesa di 50 miliardi all'anno a favore della silvicoltura e della arboricoltura. Ci rendiamo conto che a questo punto della discussione della finanziaria la maggior parte delle risorse è già stata in qualche modo allocata, però il nostro obiettivo è quello di porre all'attenzione della Giunta e del Consiglio regionale l'importanza di una politica di ricostituzione ambientale e boschiva della nostra Isola. Il Programma operativo regionale e la stessa manovra di bilancio, nonostante la grande mole di risorse presenti, non danno all'esigenza di ricostituire il manto forestale della Sardegna grande importanza. Considerando anche che la nostra Isola è nell'area del Mediterraneo quella più a rischio di desertificazione e che il processo per molti versi è già in atto, riteniamo che la Regione debba prestare a questo problema l'attenzione che esso merita.

Questo è il senso dell'emendamento numero 289 e vorremmo che l'amministrazione regionale, anche se non in questa sede, lo tenesse nella dovuta considerazione, perché riteniamo che una politica di aumento della superficie boschiva, soprattutto per quanto riguarda le essenze mediterranee, sia fondamentale per la salvaguardia dell'ambiente e per lo sviluppo dell'economia della nostra regione.

L'emendamento numero 313 è identico, mentre gli emendamenti numero 308 e 312 riguardano rispettivamente la ricomposizione fondiaria e il Consorzio di bonifica dell'oristanese. La ricomposizione fondiaria è una delle questioni fondamentali per una politica di ammodernamento dell'agricoltura sarda. Il Parlamento, a più riprese, ha approvato diverse norme, seppure non organiche, su questa materia e anche l'ultima finanziaria ha dato alcune risposte importanti in questo senso. La nostra Regione non si è dotata di una legge che favorisca questo processo, e noi riteniamo invece che per avere aziende competitive, capaci di stare nel mercato, e che quindi possano presentarsi con le carte in regola a questa competizione globale, una politica tesa a favorire la ricomposizione fondiaria sia fondamentale.

Poche sono le risorse stanziate nel POR e non ne sono previste nella manovra di bilancio, quindi prendiamo in considerazione anche questo punto che è molto qualificante. Fra l'altro, assieme alla questione dell'indebitamento delle imprese agricole, questa è una questione che sta molto a cuore alle associazioni di categoria. Per quanto riguarda l'emendamento numero 315.

MARROCU (D.S.). E' ritirato, perché fa riferimento a una legge che risulta ancora bloccata.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 315 è dunque ritirato. L'emendamento numero 190 è già stato illustrato ed è uguale al 316 e al 318. L'emendamento numero 78 è già stato illustrato.

Uno dei presentatori dell'emendamento numero 97 ha facoltà di illustrarlo.

CAPELLI (P.P.S.-C.D.U. Sardi). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 486, che è un emendamento di sintesi, ha facoltà di illustrarlo. Se nessuno intende illustrarlo si dà per illustrato. Gli emendamenti numero 135 e 422 sono ricompresi nel 486, così pure l'emendamento numero 1. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 16 ha facoltà di illustrarlo.

Onorevole Ortu, siamo in fase di illustrazione degli emendamenti. Su che cosa intende parlare?

ORTU (R.C.). L'emendamento numero 422 non è ricompreso nel 486.

PRESIDENTE. Prego, onorevole Ortu, ha facoltà di parlare.

ORTU (R.C.). Questo emendamento è sulla linea degli emendamenti che riguardano gli interventi a favore dei Consorzi di bonifica per abbattere in qualche misura i costi di erogazione delle risorse idriche destinate all'irrigazione. In particolare (per questo va in qualche misura richiamato l'emendamento numero 422, aggiuntivo rispetto al programma che è già stato ampiamente esposto e che condividiamo), con l'emendamento numero 422 si vorrebbe aumentare, con uno stanziamento di dimensioni molto ridotte, l'intervento principale, che rimane prioritario, e porre la questione anche per quanto riguarda i comuni o altri enti erogatori di acqua per uso irriguo, che non sono tanti, ma comunque ce n'è qualcuno.

Nel corso di questi giorni, tra l'altro, forse per lo stesso motivo per cui in passato lo hanno fatto i consorzi di bonifica, anche l'Ente Autonomo del Flumendosa ha fatto pervenire agli utenti bollette milionarie per il recupero dei costi di erogazione delle risorse idriche nell'anno 2000 in alcuni comuni dove gestisce direttamente anche gli impianti di irrigazione. Mi riferisco a tutta la piana di Sanluri, e anche ad altri territori, dove sono sorti grossi problemi e scompensi in quanto le bollette indicavano addirittura un costo di erogazione dell'acqua per uso irriguo di quasi 800.000 lire per ettaro. Evidentemente si è posto un problema di disparità di trattamento nei confronti dei produttori agricoli a seconda del soggetto erogatore.

Quindi, si tratterà, al momento, di definire l'intervento di sintesi per cercare di soddisfare tutte le esigenze evitando che vi sia una disparità di trattamento che penalizzerebbe ulteriormente i produttori agricoli, i quali, come è stato sottolineato, operano già in una situazione di estrema gravità, e potrebbe compromettere l'approvazione in via definitiva dell'intervento, perché è chiaro che in situazioni di conflitto si apre la strada a eventuali ricorsi che alla fine danneggiano tutti, soprattutto l'agricoltura.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 16 ha facoltà di illustrarlo.

BIGGIO (A.N.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 200 ha facoltà di illustrarlo.

MARROCU (D.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 305 ha facoltà di illustrarlo.

SELIS (Popolari-P.S.). Il collega Scano ha già accennato al contenuto di questo emendamento e non ritengo di dover aggiungere altro, se non sottolineare che il problema della irrigazione della Trexenta e della Marmilla rimbalza di volta in volta in quest'aula. Nella scorsa legislatura lo portavano avanti i colleghi dell'attuale maggioranza, prima opposizione, ora noi lo riproponiamo all'attenzione della Giunta perché è un problema reale che nella programmazione degli interventi idrici deve ricevere tutta l'attenzione possibile.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 241 ha facoltà di illustrarlo.

MASIA (F.S.D.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 242 ha facoltà di illustrarlo.

FADDA (Popolari-P.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 312 ha facoltà di illustrarlo.

SANNA ALBERTO (D.S.). E' ricompreso nell'emendamento di sintesi numero 486.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore di maggioranza.

La SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Gran parte di questi emendamenti, come è risultato dalle illustrazioni che sono state fatte, anche se alcuni emendamenti sono stati dati per illustrati, porta evidentemente ad un impegno finanziario che, come tutti comprendiamo, è ben al di là delle realistiche possibilità della Regione sarda.

Preliminarmente non si può non rilevare che buona parte di questi emendamenti (anche se alcuni sono evidentemente di natura localistica) si inserisce in una problematica su cui complessivamente non si può non essere d'accordo. Tuttavia non credo che essi possano essere accolti.

In particolare, sull'emendamento numero 2, che non comporta nuovi oneri, mi rimetto all'Aula; sugli emendamenti numero 4, 61, 183 e 211, che riguardano lo stesso oggetto esprimo parere negativo per il motivo che ho detto prima, cioè per il fatto che pur avendo contenuto rilevante essi si scontrano con un problema oggettivamente altrettanto rilevante, che è quello finanziario. D'altra parte sono emendamenti presentati sia dalla maggioranza sia dall'opposizione.

Sugli emendamenti numero 5, 36 e 37 mi rimetto all'Aula e, conseguentemente, anche sul 54 e 231, aventi stesso contenuto, che non comportano nuove spese, ma credo che occorra semplicemente valutare - e quindi mi rimetto al parere della Giunta -quale effetto potrebbero avere sulle leggi di settore.

Per quanto riguarda gli emendamenti numero 116, 118 e 445 mi rimetto all'Aula; l'emendamento numero 177, se non è stato già ritirato, deve considerarsi decaduto perché è contenuto in una norma precedentemente approvata. Sugli emendamenti numero 184 e 314 credo che vada fatto un discorso un po' più articolato, compatibilmente con i tempi. Questi emendamenti, presentati dal collega Marrocu e da altri colleghi, pone, a mio parere in maniera corretta, un problema oggettivamente rilevante, forse il problema più grave del settore dell'agricoltura, nel senso che l'indebitamento in agricoltura non può che essere affrontato effettivamente guardando al meccanismo attivato dalla legge numero 4, e quindi con un intervento finanziario conseguente. Credo, però, che non si possa, in questa sede, dare un parere favorevole a questi emendamenti perché essi contengono una previsione di spesa veramente rilevante. E' un argomento per il quale si potrebbe predisporre un ordine del giorno o, eventualmente, una norma programmatica che dia rilevanza al problema, ma che non costringa oggi il Consiglio a impegnarsi finanziariamente oltre i limiti che purtroppo ci sono. Comunque, questo argomento ha sicuramente una grandissima rilevanza ed è degno di ricevere attenzione.

Sull'emendamento numero 189 probabilmente occorrerebbe fare lo stesso discorso, tuttavia, poiché la dotazione finanziaria richiesta è minima rispetto all'emendamento precedente, mi rimetto all'Aula; sugli emendamenti numero 289, 313, 308 e 315 - credo che quest'ultimo sia stato ritirato - esprimo parere negativo; sul 190 e sul 316 esprimo ugualmente parere negativo, perché credo che un argomento così rilevante meriti, come minimo, una legge ad hoc; non credo che possa essere affrontato in una legge finanziaria e in questi termini. Sull'emendamento numero 318 esprimo parere negativo; sul 78 mi rimetto all'Aula, e anche, evidentemente, alla Giunta, perché ritengo che gli Assessori dell'agricoltura e dei lavori pubblici dovrebbero valutare gli effetti che la norma in esso prevista avrebbe complessivamente sulla materia delle risorse idriche.

Gli emendamenti numero 97 bis, 135, 1 e direi anche il 422, che pone un problema, come diceva l'onorevole Ortu nella illustrazione, diverso da quello sollevato con gli altri tre emendamenti, ma si pone nella stessa ottica, credo che siano ricompresi in un emendamento di sintesi presentato dai Capigruppo, quindi possono essere ritirati. Il parere sostanzialmente è positivo, ma va rimodulato alla luce dell'emendamento di sintesi.

Sugli emendamenti numero 16, 200, 305, 241, 242 e 312 esprimo parere negativo, per le motivazioni che ho detto prima, cioè occorrerebbe intervenire attraverso un programma specifico.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). L'emendamento numero 177 è ritirato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore, non senza però formulare l'invito, innanzitutto ai consiglieri della maggioranza, a ritirare quegli emendamenti che comportano modifiche sostanziali alle leggi vigenti e che si ritiene debbano costituire oggetto di valutazione presso le Commissioni competenti per materia. Potrebbero quindi essere esaminati nel corso della discussione dei collegati alla finanziaria.

Voglio infatti rappresentare soltanto qualche conseguenza che deriverebbe se il Consiglio dovesse approvare alcuni di questi emendamenti. Per esempio, l'emendamento numero 2 pone un giustissimo problema, ma siccome amplia la categoria dei beneficiari, ci pone nella condizione di dover notificare di nuovo all'Unione Europea la legge numero 18, sulla quale, come sapete, erano state fatte alcune osservazioni. Questo è solo uno degli esempi che dovrebbero, a mio avviso, per le ragioni dette, convincere i presentatori a ritirare gli emendamenti che contengono modifiche sostanziali alle norme vigenti.

Altri emendamenti, che pongono giusti problemi, per esempio quelli relativi alla concessione di contributi per l'acquisto di macchine e attrezzature agricole, agli uffici dell'Ente foreste, e così via, riteniamo che possano trovare giusta e adeguata risposta nei programmi operativi dell'Assessorato dell'agricoltura.

Invito i presentatori a ritirare anche gli emendamenti che riguardano i consorzi di bonifica, proprio perché si è trovato un punto di convergenza tra tutte le forze politiche presenti in Consiglio con la sottoscrizione dell'emendamento di sintesi numero 486. L'emendamento numero 445 riteniamo che possa essere accolto, mentre, per le ragioni anzidette, invito i presentatori a ritirare tutti gli altri emendamenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). A me dispiace che purtroppo una materia così delicata e importante sia discussa solo a questo punto dell'esame della finanziaria, cioè dopo giorni di lavori anche estenuanti e dopo che gran parte delle risorse è stata ormai prosciugata, e quindi non vi può essere la necessaria attenzione da parte dell'Aula per valutare quali interventi, tra i tanti che sono stati proposti, meriterebbero di essere approvati.

I componenti di opposizione della Commissione agricoltura hanno sollevato, con una serie di emendamenti presentati in aula, alcune questioni di fondo che comunque vanno affrontate. In parte io le ho riproposte durante la discussione generale, e per alcuni aspetti le voglio riprendere qui questa sera. In premessa voglio fare riferimento agli emendamenti presentati dall'onorevole Onnis, in relazione anche allo sforzo che noi abbiamo compiuto nel predisporre un pacchetto di emendamenti con l'obiettivo, che noi riteniamo importante, per la condizione particolare in cui versa l'agricoltura, di calibrare un intervento che possa cogliere e risolvere i problemi reali che vi sono all'interno del comparto agricolo, al fine di consentirne il rilancio economico. L'onorevole Onnis, tra l'altro, nell'illustrare i suoi emendamenti, che sono stati accolti dal Presidente della Commissione bilancio, ha affermato che essi non comporterebbero alcuna spesa.

Io non sono d'accordo con questa valutazione e dico anche che gli emendamenti che hanno questa impostazione pongono problemi e sono anche discutibili in relazione alla fase particolare che sta attraversando il nostro Paese. Siamo, infatti, alla vigilia di una campagna elettorale impegnativa e difficile, per cui interventi di questo tipo spesso "solleticano" tentazioni che possono essere più o meno nobili, anche perché in questa materia è difficile raggiungere un equilibrio. L'equilibrio è stato raggiunto quando il Consiglio ha approvato la legge numero 18 del 2000, con il concorso di tutti; riaprire oggi una discussione su quel difficile equilibrio che è stato raggiunto significa far sorgere non pochi problemi. Io lo ritengo anche in qualche modo scorretto, perché sarebbe facile dire: "Interveniamo su tutto e per tutti", e chiaramente chi lo dicesse riceverebbe anche molti applausi. Un intervento generalizzato, però, andrebbe a discapito dell'agricoltura e anche di chi, nel corso di questi anni, compreso l'ultimo, è stato maggiormente penalizzato per i danni provocati dalla siccità. Questo dobbiamo dirlo con chiarezza. Non è vero che gli emendamenti numero 2 e 4 non comportano nuove spese, perché nell'emendamento numero 2 si stabilisce una priorità e nell'emendamento numero 4 si abbatte il limite degli aiuti che pure era stato stabilito in legge. Tra l'altro, si affrontano due questioni differenti: chiaro è che, pur riconoscendo la priorità agli imprenditori agricoli a titolo principale, se si estende il diritto di avere un risarcimento a tutti gli agricoltori, al di là delle risorse disponibili, quel diritto deve essere soddisfatto, perché è ovvio che la priorità stabilisce solo chi viene prima e non dice che chi è secondo non deve essere risarcito. Questa è una materia delicata, ripeto, e non era opportuno trattarla in questa sede, anche perché non è assolutamente vero che l'emendamento numero 2 presentato dal collega Onnis non comporti un onere maggiore per la Regione.

Si è inoltre giustificata la presentazione di questo emendamento col fatto che comunque gli attuali parametri non comportano l'impegno di tutte le risorse che furono stanziate in legge. Ebbene, io concordo con questa valutazione, ma ritengo che i parametri che sono stati approvati siano assolutamente insufficienti e tendano a penalizzare soprattutto gli imprenditori agricoli a titolo principale, cioè i più piccoli. Ancora una volta si fa una discriminazione. Allora, se vi sono risorse disponibili io sono del parere che occorra rivedere i parametri ed eventualmente risarcire gli agricoltori, soprattutto i più piccoli, perché gli indennizzi che sono stati loro riconosciuti con le direttive dell'Assessorato sono del tutto insufficienti.

Lo stesso dicasi per quanto riguarda i risarcimenti per i danni subiti dai produttori agricoli nelle zone non irrigue e per la mancata coltivazione nelle zone irrigue. In Commissione se ne discusse in modo serio e approfondito e tutti convenimmo sul fatto che una cosa è risarcire chi ha messo in atto la coltura e non l'ha portata a buon fine a causa della siccità, cioè ha sostenuto delle spese senza aver avuto alcun ricavo, altro è risarcire chi non ha potuto nemmeno mettere in atto la coltura, ma non ha avuto spese di impianto della stessa. Quindi, da questo punto di vista, questi produttori non hanno avuto le spese che invece hanno dovuto sostenere i produttori che sono stati colpiti dalla siccità durante il ciclo produttivo.

Ritengo, quindi, che questi emendamenti non siano privi di significato, non è vero cioè che non comportano un aumento di oneri per l'amministrazione regionale; anzi, essi vanno a discapito della possibilità di riconoscere ai piccoli produttori, con una revisione dei parametri, il diritto di essere davvero risarciti e quindi di vedersi ricostituito un minimo di reddito per il lavoro che pure hanno svolto nelle loro aziende nell'annata agraria 1999-2000.

Per quanto riguarda il resto degli emendamenti, voglio brevemente sottolineare che noi abbiamo posto alcune questioni di fondo che riguardano l'esigenza di risanare e rilanciare l'agricoltura sarda. Riteniamo che sia necessario un intervento finanziario adeguato e consistente in materia di infrastrutture, e un intervento di risanamento per quanto riguarda l'indebitamento. Di fronte a queste esigenze l'intervento previsto in questo bilancio è invece assolutamente inadeguato, anche in considerazione dello sforzo compiuto dall'amministrazione regionale negli anni scorsi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro. Ne ha facoltà.

LICANDRO (F.I.-Sardegna). Presidente, vorrei intervenire brevemente sulla situazione drammatica che si è venuta a creare nei consorzi di bonifica, dovuta soprattutto alla siccità veramente grave che ha colpito la nostra Isola nel corso dell'anno passato. I problemi che hanno colpito pesantemente soprattutto il Consorzio di bonifica della provincia di Oristano sono però legati anche ad altri fattori. Il Consorzio di bonifica dell'oristanese, infatti, è il risultato della fusione del Consorzio di bonifica del Campidano di Oristano, di quello di Terralba e Arborea e del Consorzio di secondo grado che gestiva le acque irrigue provenienti dal Tirso. Il nuovo consorzio ha un comprensorio con una estensione di circa 85 mila ettari, interessa 30 comuni, ha un'utenza di circa 17 mila persone, che operano su un territorio attrezzato per l'irrigazione di circa 32 mila ettari. La nuova amministrazione si è insediata appena nel dicembre dell'anno scorso, dopo una gestione commissariale di circa quattro anni. All'atto della fusione i dipendenti erano 193, ora sono 175, ai quali si aggiungono più o meno cento avventizi stagionali che vengono occupati mediamente ciascuno per sei mesi all'anno. Il Consorzio ha delle entrate, che gli derivano direttamente dai propri consorziati, di circa 12 miliardi all'anno, a fronte di uscite pari a circa 23 miliardi e mezzo, 15 dei quali rappresentano solamente il costo del personale. Le altre entrate del Consorzio sono rappresentate dalle percentuali delle spese generali sui finanziamenti di opere pubbliche, oltre che dai contributi ordinari della Regione Sardegna, che però incidono in maniera diversa e anche consistente da un anno all'altro. Il bilancio consuntivo del 1999 si è chiuso con uno sbilancio di circa 5 miliardi, e quello del 2000, che non è stato ancora presentato, si assesterà su una cifra più o meno simile, a cui devono aggiungersi le minori entrate per ruoli di utenza dimezzati a causa della siccità, pari a circa 4 miliardi.

Questi risultati negativi sono da addebitarsi intanto all'esaurimento dei finanziamenti per grandi opere pubbliche, e soprattutto alla conclusione dei lavori della grande diga sul Tirso, che erano gestiti dal Consorzio di secondo grado.

Quindi, il deficit di bilancio è aggravato dai costi di gestione della diga, che - è bene ripeterlo - non solo non è un patrimonio esclusivo della provincia di Oristano, ma soprattutto è al servizio dell'intera collettività, e quindi non solo degli agricoltori. Il rischio attualmente è quello di dover ricorrere al licenziamento di oltre il 50 per cento del personale. Se a questo aggiungiamo che la fusione non è stata condivisa dagli operatori del settore, ma è stata imposta dalla Giunta della precedente legislatura, e che è stata giocata sulla pelle degli agricoltori e degli utenti, si può capire il malumore, il malcontento (se vogliamo usare un eufemismo) che attualmente serpeggia nel Consorzio di bonifica dell'oristanese.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Demuru. Ne ha facoltà.

DEMURU (D.S.). Signor Presidente, volendo aderire alle frequenti richieste di essere brevi, io cercherò di esserlo.

Che il settore dell'agricoltura sia importante è stato più volte affermato e molti di noi ne sono anche convinti, pertanto non mi soffermo sugli emendamenti che sono stati già ampiamente illustrati. Inoltre l'intervento, che condivido, svolto dall'onorevole Ortu mi consente di soprassedere ad alcune problematiche già trattate.

Voglio invece intervenire brevemente sull'emendamento numero 2, che dichiaro subito di non condividere. Quando in Commissione si discusse il progetto di legge che poi è diventato la legge numero 18 del 2000, proprio in merito ai contributi in caso di danni causati da eventi eccezionali, avevamo ristretto la concessione degli aiuti alle sole categorie che da questa attività traevano il loro reddito, individuando quindi negli imprenditori agricoli a titolo principale i beneficiari dell'intervento. Questo perché si era d'accordo sul fatto che gli aiuti dati con soldi pubblici, con denari della Regione, per i danni causati da calamità naturali, non dovessero risarcire totalmente i danni subiti, ma offrire una possibilità di ripresa alle aziende agricole che altrimenti avrebbero anche potuto fallire.

Questo fu il principio che portò la Commissione ad escludere gli imprenditori che dall'attività agricola non traggono il loro maggiore reddito, perché se un imprenditore trae il suo reddito da altra attività certamente non corre il rischio che la sua azienda agricola, che pure ha subito dei danni, vada in rovina. Questo è evidente.

Quindi, in virtù di questo concetto, noi abbiamo introdotto la limitazione della concessione degli aiuti agli imprenditori agricoli a titolo principale, per non correre il rischio di dover risarcire chiunque per qualsiasi tipo di danno, provocato da qualsiasi calamità. Questo, come fu rilevato anche in Commissione, dovrebbe essere il compito delle società di assicurazione, e infatti a questo indirizzo ci siamo tutti attenuti. Non vedo dunque ragioni che possano farmi cambiare opinione su questo punto, per cui, ripeto, non condivido l'emendamento numero 2.

Voglio però dire un'altra cosa: la legge numero 18 del 2000 è stata notificata alla Comunità Europea, e ritengo che una sua modifica debba essere ugualmente notificata, il che allungherebbe i tempi e complicherebbe l'erogazione dei contributi a coloro che aspettano questo ristoro. La soppressione dell'articolo 4, come previsto dall'emendamento, contrasta proprio con il principio che il contributo è finalizzato a evitare il fallimento delle aziende, perché, se eliminiamo il tetto di 50 milioni per singola azienda, le risorse disponibili in bilancio dovrebbero essere molto, ma molto più consistenti dei 250 miliardi già stanziati. Allora, la soppressione del tetto degli aiuti intanto determina un innalzamento notevole del finanziamento della legge 18, come giustamente rilevava l'onorevole Ortu, inoltre implica un rischio importante, cioè che poche grandi aziende facciano una specie di razzia di quelle poche risorse stanziate (che non erano comunque così poche), a discapito delle piccole aziende che magari non fanno nemmeno domanda perché non hanno neanche la forza di preparare tutta la documentazione richiesta.

Per questo motivo inviterei i presentatori a ritirare l'emendamento numero 2, soprattutto perché si corre il rischio, con la notifica alla Comunità Europea della modifica della legge 18 del 2000, di complicare l'effetto della legge stessa. Pertanto preannuncio sin d'ora, per evitare di prendere nuovamente la parola per dichiarazione di voto, che voterò sicuramente contro questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Intervengo brevemente perché ho già illustrato prima gli emendamenti, anche se l'Assessore dell'agricoltura non era presente.

Mi è sembrato di capire, dagli interventi del relatore e dell'Assessore della programmazione, che il parere negativo espresso su alcuni emendamenti fosse motivato esclusivamente dall'eccessiva richiesta di risorse finanziarie e dal fatto che forse non era corretto affrontare certi temi attraverso degli emendamenti alla finanziaria. Di altri emendamenti, per esempio quelli relativi all'indebitamento del settore agricolo, si è condiviso il contenuto e anche il modo indicato dal centrosinistra per tentare di risolvere il problema sollevato, però ci sono difficoltà, essendo in fase di conclusione dell'esame della finanziaria, a reperire risorse per quella specifica finalità, tant'è che il relatore di maggioranza ha proposto di stendere un ordine del giorno che impegni il Consiglio a intraprendere su questo argomento iniziative comuni.

Da parte della Giunta c'è stato l'invito a valutare l'ipotesi di ritirare gli emendamenti contenenti modifiche sostanziali a leggi di settore, magari per affrontare la materia con una specifica proposta di legge. Penso che questo invito possa essere da noi preso in considerazione se esso è rivolto ai presentatori di tutti gli emendamenti, anche di quelli specifici, localistici o che prevedono nuove spese. I Gruppi del centrosinistra sono comunque disponibili a predisporre una proposta di legge riguardante le questioni fondamentali, che sono l'indebitamento, l'infrastrutturazione e altri nodi che attanagliano l'agricoltura sarda .

Se poi l'assessore Usai - glielo dico amichevolmente - continuerà a non spendere, come ha fatto fino ad oggi, le risorse ce le darà lui, perché l'anno scorso non ha speso nulla, non ha fatto delibere di impegno e abbiamo trascinato le disponibilità finanziarie con la legge 21, che è ancora bloccata a livello di Unione Europea. Per cui le risorse magari le recuperiamo oltre che dal fondo per nuovi oneri legislativi, anche dal capitolo di spesa di cui dicevo prima, nel quale sono allocate risorse per l'agricoltura che non vengono utilizzate, perché non si fanno delibere di impegno.

Ora, questa disponibilità, ovviamente, io la posso dare per quanto riguarda me personalmente, ma tutti i presentatori di questi emendamenti devono valutare se le modifiche radicali di leggi di settore possono essere eventualmente introdotte attraverso un collegato alla finanziaria, come per altro si è fatto l'anno scorso, quando arrivò in Aula un collegato esitato dalla quinta Commissione che fu poi approvato.

Proprio perché, lo ribadisco, i temi posti, cioè l'indebitamento, l'infrastrutturazione e la necessità di intervenire per abbattere i costi sostenuti dagli imprenditori agricoli, sono centrali, condivido decisamente le osservazioni fatte sia dal collega Ortu che dal collega Demuru per quanto riguarda altri emendamenti presentati su questo argomento anche da colleghi del centrodestra. Farei eccezione su un aspetto soltanto relativo ai consorzi di bonifica, per i quali è stato presentato l'emendamento numero 486, che sostituisce gli emendamenti numero 1, 97 e 135. Io penso - mi rivolgo ai presentatori degli altri emendamenti che trattano lo stesso argomento - che questo emendamento debba ricomprendere anche gli emendamenti numero 241, 242 e 312, che prevedono spese per i singoli consorzi di bonifica. L'emendamento 486, infatti, stanzia risorse per l'intero territorio regionale e stabilisce i criteri di ripartizione delle stesse ai consorzi di bonifica, tenendo conto della dimensione territoriale, della dimensione della rete distributiva e della disponibilità di risorse idriche.

Presidenza del Vicepresidente Spissu

(Segue MARROCU.) Chiederei all'Assessore della programmazione di fare un'eccezione per quanto riguarda l'emendamento numero 78, del quale sono primo firmatario, perché è vero che modifica una legge di settore, esattamente la legge numero 21 del 1984, concernente il riordinamento dei consorzi di bonifica, però sarebbe un ottimo comma aggiuntivo all'emendamento numero 486, in quanto nel momento in cui decidiamo di intervenire per sanare situazioni debitorie per le annualità dal 1995 al 1999 almeno stabiliamo un criterio oggettivo, quello della tariffa unica regionale, per garantire un costo dell'acqua per uso irriguo omogeneo in tutto il territorio regionale. Questo è un obiettivo che dobbiamo porci, e l'emendamento 78, pur modificando una legge di settore, giustifica l'intervento finanziario della Regione, perché altrimenti se facciamo passare la tesi che si interviene comunque e sempre per ripianare le passività a piè di lista non favoriamo neppure un'operazione di corretta gestione da parte dei consorzi di bonifica, che a mio parere vi deve essere. Cioè, noi, oggi, siamo d'accordo sulla concessione di un contributo straordinario ai consorzi di bonifica, previsto con l'emendamento numero 486, perché altrimenti i maggiori costi da essi sostenuti negli anni dal '95 al '99 ricadrebbero sugli agricoltori, ma siamo anche consapevoli del fatto che i consorzi di bonifica vanno veramente e radicalmente riformati. Non siamo riusciti, in passato, neanche a fare gli accorpamenti che era possibile fare, e i consorzi di bonifica vanno invitati, attraverso una riforma, non attraverso una lettera di invito, a gestire in maniera più corretta non solo le risorse idriche, ma anche le risorse umane, cioè il personale. Penso che questo sia giusto, così come è giusto che tutti i consorzi di bonifica applichino una tariffa unica regionale.

Quindi, ripeto, chiedo alla Giunta di rivedere la sua posizione per quanto riguarda l'emendamento numero 78 che, se accolto, potrebbe integrare l'emendamento numero 486, stabilendo che l'intervento pubblico è finalizzato a garantire un costo dell'acqua omogeneo su tutto il territorio regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Faccio alcune osservazioni di carattere generale. Questa manovra di bilancio mi pare che stia ricalcando impostazioni vecchie, che invece la recente legge di bilancio, che noi dovremo applicare da quest'anno, voleva superare.

Da un lato mi pare che la Giunta non abbia una linea, cioè non abbia stabilito paletti entro i quali questa manovra si deve sviluppare, e il numero elevato di emendamenti presentati dalla maggioranza da questo punto di vista è emblematico. E anche gli emendamenti che sono stati approvati in aula, presentati soprattutto dalla maggioranza, sono una conferma di questa mancanza di strategia da parte della Giunta in ordine a questa manovra finanziaria. Insomma, stiamo tornando, purtroppo, a una finanziaria omnibus, contenente cioè un po' di tutto.

Il richiamo dell'onorevole Pittalis lo capisco, però fatto alla fine della discussione dell'articolo 4 questo richiamo mi sembra un po' tardivo, e mi dispiace molto, perché discutendo di una questione così rilevante qual è l'agricoltura per la nostra regione, si ha la sensazione che ormai tutto quello che si doveva fare sia stato fatto e che risorse finanziarie non ce ne siano più. Ma io credo che questo non sia completamente vero, perché nel capitolo nuovi oneri legislativi ci sono risorse notevoli. Cioè, non essendoci norme che consentono la spendita di una parte consistente di quelle risorse, e considerando i tempi di approvazione di questo bilancio, il fatto che stiamo per entrare in campagna elettorale e che poi arriverà l'estate, io credo che buona parte di quei 500 miliardi non solo non sarà spesa ma non sarà neanche impegnata.

Queste considerazioni le faccio perché vorrei che la Giunta avesse, rispetto ai problemi che noi poniamo, un atteggiamento diverso. Voglio anche osservare che nel bilancio di quest'anno, a fronte di 1300 miliardi circa destinati ai diversi comparti agricoli, per quanto riguarda le cinque questioni fondamentali che noi abbiamo posto attraverso gli emendamenti e da cui dipende poi il destino della nostra agricoltura, cioè l'indebitamento delle aziende, il riordino fondiario, l'infrastrutturazione delle campagne, l'agricoltura biologica e la forestazione, non c'è stato uno stanziamento di risorse, e poco è stato destinato anche attraverso il POR o quanto meno non in misura proporzionata alla rilevanza di queste cinque questioni di fondo, di cui le organizzazioni del mondo agricolo ci parlano ogni volta che le incontriamo.

Quindi io credo, assessori Usai e Pittalis, che su queste questioni ci siano margini sufficienti per fare una riflessione e vorrei sapere dalla maggioranza se ritiene che le cose che noi diciamo abbiano un senso. Possiamo, su queste questioni, riflettere ancora, come abbiamo fatto in altre occasioni, perché a me pare che le risorse non manchino. Del resto l'agricoltura non può avere un ruolo marginale o residuale nel dibattito e nella definizione della manovra di bilancio, credo quindi che da questo punto di vista la Giunta debba darci una risposta.

Certo, se rispetto a quest'esigenza politica che noi poniamo, da parte della Giunta non c'è consapevolezza, non c'è volontà, non c'è disponibilità, allora non ci sarà molta differenza tra lasciare che la maggioranza respinga i nostri emendamenti o ritirarli. A quel punto potremo anche ritirarli, poi decideremo come centrosinistra cosa fare, ma certamente metteremo in campo iniziative legislative per fare in modo che queste questioni di fondo trovino le risposte che meritano.

Voglio fare due considerazioni anche sull'emendamento numero 2, proposto dall'onorevole Onnis e da altri colleghi, perché credo che non si possano, con un emendamento, e a distanza di poco tempo, modificare due punti fondamentali della legge sulla siccità che, come altri colleghi giustamente ricordavano, è stata il risultato di un lavoro approfondito e unitario svolto prima in Commissione, poi in Aula, e portato avanti di concerto con le organizzazioni di categoria, le quali, a più riprese, ci hanno ripetuto che le risorse debbono essere date ai coltivatori diretti e agli imprenditori agricoli a titolo principale, evitando quindi di ripetere errori commessi in altre occasioni, quando i contributi per i danni provocati dalla siccità furono dati anche a liberi professionisti che, oltre a svolgere, per esempio, la professione di notaio, avvocato o quant'altro, possedevano un'azienda agricola.

Siccome le risorse sono poche ed è giusto sostenere chi dall'attività agricola trae sostentamento, almeno in modo prevalente, noi riteniamo che modificare quanto attualmente disposto in legge introducendo la generica espressione "operatori agricoli", che ricomprende tutti quelli che a qualsiasi titolo hanno un rapporto con l'agricoltura, snaturerebbe in uno dei punti fondamentali la legge 18 del 2000.

L'altra osservazione che voglio fare riguarda il tetto dei 40 e 50 milioni come risarcimento massimo per singola azienda, a seconda che svolga la sua attività in una zona non svantaggiata o in una zona svantaggiata. Questo è un punto che va tenuto fermo, perché altrimenti c'è il rischio che dieci, quindici o venti grosse aziende si portino via la maggior parte delle risorse. E' vero che l'emendamento numero 2 prevede il criterio della priorità, però è anche vero che nell'attuazione concreta della legge è facile far diventare prioritario anche quello che prioritario in effetti non è.

Ritengo opportuno che per questi due ordini di motivazioni- e l'onorevole Onnis, come Presidente della Commissione agricoltura sa bene quanto abbiamo lavorato in Commissione per definire questi punti fondamentali della legge 18 - l'emendamento 2 sia ritirato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Tunis Marco. Ne ha facoltà.

TUNIS MARCO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, colleghi consiglieri, desidero intervenire brevemente in merito alle questioni sulle quali sono state espresse, in quest'aula, posizioni contrastanti.

Innanzi tutto confermo che condivido l'emendamento numero 486, che è l'emendamento di sintesi predisposto dai Capigruppo, con il quale si autorizza l'erogazione di un contributo straordinario ai consorzi di bonifica. Ritengo giusto questo provvedimento perché nonostante la ridotta o addirittura mancata erogazione dell'acqua a causa della siccità, gli utenti continuano a ricevere bollette di pagamento piuttosto salate, e non sarebbe equo far ricadere su di loro l'aumento degli oneri a carico dei consorzi di bonifica conseguente a tale drammatica situazione. Quindi, ripeto, l'emendamento numero 486, che sostituisce gli emendamenti presentati su questo argomento dalle varie parti politiche, ha anche la mia approvazione.

L'emendamento numero 2, invece, che reca anche la mia firma, potrebbe causare qualche problema. Ferma restando la priorità nella concessione dei contributi per i danni provocati dalla siccità agli imprenditori agricoli a titolo principale, l'intento dei presentatori di questo emendamento era quello di estendere i contributi agli operatori agricoli in generale, perché, a causa della particolare situazione della nostra agricoltura, tanti pensionati, al contrario, per esempio, dei consiglieri regionali Marco Tunis e Felicetto Contu, non hanno la possibilità di avere un reddito, quindi di sopravvivere, svolgendo altre attività.

Quindi è giusto che chi opera a titolo principale in agricoltura abbia priorità, e infatti noi abbiamo semplicemente cercato di venire incontro a coloro che sono esclusi dai contributi, ma con la modifica dell'articolo 5 della legge 18 del 2000 abbiamo salvaguardato gli imprenditori agricoli a titolo principale.

Devo far osservare, però, che le argomentazioni portate dai colleghi Sanna e Demuru, pur avendo una loro validità, sono opinabili e corriamo il rischio che questo emendamento che contiene degli elementi positivi e che sarebbe opportuno valutare non sia approvato. Per cui propongo che sia votato per parti così suddivise: la prima parte è costituita dalle lettere a) e b); la seconda dalle lettere c) e d), la terza dalle lettere e) e f).

Ritengo ora di dover spendere una parola sul punto e), che prevede l'abrogazione dell'articolo 4 della legge 18 del 2000, e quindi l'abbattimento del tetto degli aiuti. La verità è che noi siamo arrivati a questa determinazione, colleghi, partecipando ai lavori in maniera impegnativa e spinti dalla volontà di dare un contributo agli agricoltori in un momento di difficoltà.

Ricordo che per quanto riguarda la concessione degli indennizzi per la siccità si era raggiunto un accordo in Commissione agricoltura, poi la seduta fu sospesa. Successivamente diversi commissari ed io ci siamo ritrovati nella sala dove si riunisce la Conferenza dei Presidenti di Gruppo, e lì, in maniera un po' frettolosa, senza una regolare riunione che consentisse di approfondire adeguatamente l'argomento, decidemmo di introdurre questo famoso tetto degli aiuti, che però è antidemocratico, perché è stato fissato senza avere tutti i dati relativi alle colture e alla loro estensione.

Non voglio tediare l'Assemblea, aggiungo solamente che da un esame da me personalmente fatto, e suffragato dai dati delle organizzazioni agricole, risulta che l'estensione delle colture è tale che si può benissimo concedere il contributo a tutti coloro che presentano la domanda. Ci si era preoccupati che la dotazione finanziaria non fosse sufficiente per far fronte alle eventuali richieste di coloro che operano su grosse estensioni di terreno, ma lo studio puntuale e preciso che è stato fatto dimostra che abbattendo il tetto degli aiuti è possibile venire incontro a tutti in quanto le risorse sono sufficienti.

Concludo il mio intervento ribadendo la richiesta di votare per parti l'emendamento numero 2, in quanto presenta diversi elementi che possono essere singolarmente valutati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (C.C.D.). Onorevole Presidente, colleghi, ho ascoltato con molta attenzione l'intervento dell'onorevole Marco Tunis e francamente ritengo che egli abbia addotto delle argomentazioni che possono anche avere un fondamento logico. Vorrei, però, fare alcune valutazioni che probabilmente faranno cambiare opinione al collega Tunis. Tenterò di fare questo sforzo.

Innanzitutto si pone un problema di principio, cioè noi dobbiamo d'ora innanzi abituarci a riservare i pochi fondi che abbiamo per l'agricoltura a coloro che vivono di agricoltura, perché in fondo il salario dell'agricoltore è dato dal suo reddito, quindi, quando manca il reddito manca anche il salario.

Questo emendamento riguarda tutti gli operatori agricoli e potrebbe anche essere giusto, perché qualunque operatore agricolo può davvero aver avuto un danno provocato dalla siccità. Io stesso sono un operatore agricolo, possiedo dei terreni agricoli, però sono anche un notaio e mi sembrerebbe strano che, in quanto tale, venissi risarcito dei danni causati dalla siccità, nel senso che posso sopravvivere anche se non vengo risarcito per quei danni; invece chi lavora esclusivamente in agricoltura, e quindi ha un solo reddito, è nella stessa condizione di un disoccupato che non ha più un salario. Si tratta quindi di applicare un principio di giustizia.

Però intendo fare altre due considerazioni. La prima: il problema dei pensionati me lo sono posto anch'io, perché in Sardegna vi sono migliaia di coltivatori diretti in pensione, che coltivano la terra ancora oggi e che probabilmente hanno avuto danni causati dalla siccità. Vorrei però prospettare un pericolo terribile: molti di questi pensionati hanno una pensione di anzianità, altri una pensione di invalidità, e il Direttore dell'INPS mi ha spiegato che possiamo anche agire come indicato nell'emendamento numero 2, ma sia ben chiaro che quei pensionati saranno poi chiamati dall'INPS a restituire la loro pensione, perché o hanno smesso di lavorare o sono inabili oppure sono ancora degli agricoltori, ma in tal caso non hanno più diritto alla pensione. Quindi il pericolo è grave, tanto che io stesso mi sono fermato quando il Direttore regionale dell'INPS mi ha detto: "Attenzione perché così migliaia di pensionati rischiano di perdere la pensione".

Inoltre, se modifichiamo la legge numero 18 del 2000, cari amici, una legge che noi tutti abbiamo voluto approvare, maggioranza e minoranza, occorrerà notificare la modifica a Bruxelles, e sappiamo bene che, dati i tempi burocratici, dovremo aspettare altri sei mesi per avere il consenso della Commissione Europea. Ora, ve la sentite voi di bloccare per altri sei mesi quei pochi risarcimenti per i danni provocati dalla siccità nel settore agricolo? Io questa responsabilità non me l'assumo, perché già la gente è contrariata - e questo, Assessore, bisogna che lo diciamo con molta brutale franchezza - a causa della lentezza nel pagamento dei contributi, ma se dovessimo prolungare l'attesa di altri sei mesi chi se la sente di dire ai contadini che abbiamo bloccato i contributi per dare la possibilità al notaio Contu, operatore agricolo, di avere anch'egli un contributo per i danni subiti? Questa è pura follia, dobbiamo stare attenti ed essere molto prudenti e saggi.

TUNIS GIANFRANCO (C.C.D.). E' un paradosso.

CONTU (C.C.D.). Sì, può darsi che sia un paradosso, però questa è la verità e bisogna che ci poniamo questi problemi. Ci vai tu nelle assemblee dei contadini a dire loro che devono aspettare altri sei mesi? Io non me la sento, onestamente parlando. Invito quindi il Presidente della Commissione agricoltura, l'onorevole Onnis, a ritirare l'emendamento numero 2, in quanto può effettivamente produrre questi risultati nocivi e questi condizionamenti che io ritengo veramente gravi, anche se capisco il principio ispiratore che anche a me è sembrato, per certi aspetti, motivato, specialmente per quanto riguarda i pensionati.

Vorrei ora dire due parole, visto che non ne ha parlato nessuno, sull'emendamento numero 36, di cui sono presentatore. Non è un emendamento finanziario, Assessore, semplicemente si chiede che i famosi contributi alle Organizzazioni professionali agricole, previsti dalla legge regionale, siano riservati soltanto alle Organizzazioni professionali agricole maggiormente rappresentative a livello regionale, le cui Organizzazioni nazionali siano presenti sia nel CNEL sia negli Organismi dell'Unione Europea, perché se non poniamo un limite domani vi sarà un proliferare di tante piccole associazioni che chiederanno anche loro di accedere ai contributi, il che non mi pare assolutamente giusto. Se si tratta di organizzazioni serie che fanno parte di organismi europei e del CNEL hanno, secondo me, giustamente diritto ad avere questi contributi. Sono quattro o cinque le organizzazioni interessate, e mi pare che anche questo possa essere accettato.

Sui consorzi di bonifica non dico nulla, perché l'onorevole Marrocu ha già detto quello che avrei voluto dire io. Non le nascondo, onorevole Marrocu, che sono favorevole a quel subemendamento di cui lei ha parlato. Non sarà male, infatti, che d'ora innanzi la Giunta stabilisca un prezzo uniforme su tutto il territorio regionale e che il problema dell'acqua sia affrontato con una strategia diversa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Intervengo anch'io brevemente, intanto per spiegare all'assessore Usai, che è stato chiamato in causa prima solamente perché capivamo che era in ritardo per una ragione indipendente dalla sua volontà. Siccome riconosciamo in lui un interlocutore positivo, il che non significa che abbiamo le stesse idee e (questo vale per tutti gli Assessori), preferivamo aspettare il suo arrivo per non dover ripetere le stesse cose. Quindi è stato citato per una questione di economia di tempo e per poter avviare un dialogo positivo.

Chiarito questo aspetto, perché anche gli aspetti così informali e personali hanno un senso nella vita di tutti i giorni, e anche in quella del Consiglio, voglio fare due brevi considerazioni. Io avevo intenzione di ribadire le osservazioni del collega Siro Marrocu, ma dopo aver sentito il lucido intervento del collega Contu non posso che associarmi a quanto da lui esposto. Corriamo il rischio, egli ha detto, e anch'io ne sono convinto, che una norma fatta a fin di bene crei invece dei problemi. Teniamo aperto il discorso, il Consiglio non finisce con l'esame della finanziaria, continuerà, nonostante un momento un po' particolare che ci attende, e in quella sede affronteremo tutti i problemi.

La seconda considerazione è questa: nello sforzo comune di condurre in porto una cosa non semplice come questa legge finanziaria, anche per la sua dimensione sperimentale, ognuno di noi ha fatto dei passi verso gli altri. L'Assessore della programmazione ci ha invitati poco fa a ritirare gli emendamenti che contengono norme sostanziali. Io credo che questo sia un invito, oltre che autorevole, importante per andare avanti, anche perché implica il rispetto della legge di contabilità nelle sue parti essenziali.

Noi abbiamo sempre detto che da questo punto di vista siamo d'accordo, cioè la legge di contabilità va rispettata, naturalmente, ma, come per tutte le cose, ci possono essere delle eccezioni: quando c'è un problema urgente e quando una determinazione riceve la quasi totalità del consenso, l'Aula è, come si dice, sovrana, ma lo è nella sua unanimità. Mi spiego meglio: nei giorni scorsi abbiamo approvato degli emendamenti che affrontavano problemi delicati riguardanti alcune categorie svantaggiate, per lo stesso motivo, se ci fosse un consenso amplissimo da parte del Consiglio, che coinvolgesse sia la destra sia la sinistra, e in primo luogo ottenesse il beneplacito dalla Giunta, si potrebbe intervenire per rendere omogeneo sul territorio regionale il prezzo dell'acqua. Ma questo genere di modifiche, queste eccezioni alla legge di contabilità si possono fare quando c'è, appunto, un amplissimo consenso. In questo caso, per esempio, la Giunta ha dimostrato che su alcuni punti non ci può essere consenso unanime.

Noi abbiamo detto che altri emendamenti, sui quali non c'è il consenso unanime, sarebbero stati ritirati. Siamo ancora disponibili a ritirare quegli emendamenti che incidono su norme sostanziali e ad accogliere la raccomandazione della Giunta a patto che, mi sembra ovvio, la maggioranza faccia altrettanto. Siamo disponibili a derogare a questo principio di carattere generale se c'è l'unanimità dei consensi su un problema considerato urgente, in quanto l'Aula, nella sua sovranità, può assumersi questa responsabilità.

Chiediamo però alla Giunta di valutare in particolare gli emendamenti riguardanti l'agricoltura che non hanno incidenza su norme sostanziali, ma che riguardano argomenti come l'indebitamento del settore agricolo, l'infrastrutturazione e altri che possono essere affrontati se c'è ancora qualche disponibilità in finanziaria, se no, in una prospettiva programmatica, il Consiglio può prendere un preciso impegno nei confronti delle categorie interessate.

Questa è una condizione che a noi sta molto a cuore, ma credo che stia a cuore anche a tutta la maggioranza. Gli emendamenti riguardanti il debito del settore agricolo, il prezzo dell'acqua, le infrastrutture, le macchine agricole, la forestazione, se non incidono su norme sostanziali potrebbero essere ripresi in considerazione dalla Giunta per valutare se in tutto o in parte possono essere accolti, oppure occorrerà comunque trovare il modo di affrontare questi argomenti successivamente e con grande determinazione.

Ribadisco, in ogni caso, che noi accogliamo l'invito della Giunta a ritirare gli emendamenti che incidono su norme sostanziali, naturalmente il patto è che questo invito sia prima di tutto accolto dalla maggioranza. Si può fare qualche eccezione se c'è l'unanimità dei consensi, ma in ogni caso i problemi dell'agricoltura, che con questo brevissimo dibattito abbiamo ritenuto di richiamare, vanno affrontati per dare al mondo agricolo dei segnali che non siano a tempo indeterminato, ma consistano in un impegno immediato, come mi pare dicesse, a conclusione del suo intervento, anche l'onorevole Contu.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (P.P.S.-C.D.U. Sardi). Presidente, pur condividendolo totalmente, io vorrei una maggiore specifica sull'emendamento numero 486, e in particolare sul "programma definito dalla Giunta regionale, sentita la Commissione consiliare competente, in rapporto alla dimensione territoriale", cioè sui criteri di distribuzione dei contributi. Non essendo un esperto del settore, io non so se un criterio più equo possa essere quello di ripartire le risorse sulla base degli ettari serviti più che della dimensione dei consorzi.

Faccio un'altra considerazione: ci sono consorzi, mi risulta, che pur svolgendo appieno la propria attività hanno, per diversi anni, chiuso in pareggio i loro bilanci. Inoltre alcuni consorzi pare abbiano già ricevuto contributi da parte della Regione, sia nel '98 che nel '97, perciò mi sembra che sia addirittura penalizzante il fatto che dei consorzi, in quanto non previsto nelle modalità di ripartizione dei fondi, siano riusciti a coniugare l'efficienza del servizio con l'economicità di gestione.

Volevo solo fare un richiamo ad alcuni parametri che, a mio avviso, ritengo più equi nella distribuzione dei fondi e per quanto riguarda l'intervento previsto nell'emendamento numero 486 l'Assessore forse mi darà qualche ulteriore spiegazione.

PRESIDENTE. Ha domandato parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Intervengo molto brevemente, signor Presidente, per cercare di convincere i presentatori dell'emendamento numero 2 a ritirarlo. Tanti altri colleghi dell'opposizione, ma anche della maggioranza, l'ultimo è stato l'onorevole Contu, hanno fatto lo stesso invito, perché non si ritiene politicamente corretto - mi rivolgo in modo particolare al Presidente della Commissione agricoltura, l'onorevole Onnis - che una legge come quella sulla siccità, ai cui lavori preparatori l'opposizione ha partecipato attivamente, sia in Commissione che in Aula, e che è stata approvata all'unanimità, sia modificata con un emendamento presentato soltanto da una parte del Consiglio. La domanda che pongo al presidente Onnis è questa: è possibile che le leggi approvate all'unanimità siano modificate soltanto da una parte dell'Aula, senza che le modifiche siano prima discusse in seno alla Commissione? Credo che da parte del presidente Onnis e degli altri presentatori ci voglia un minimo di responsabilità anche di carattere politico, diciamo così. E inoltre, considerato che una delle bandiere che la Giunta regionale sta cercando di sventolare in questo periodo è il problema della concertazione, vorrei chiedere alla Giunta stessa se, per esempio, questo problema è stato già discusso.

Assessore, io credo che sia un argomento che debba convincere dal punto di vista politico e non entro nel merito dei rischi di cui già altri colleghi hanno parlato.

La legge regionale 5 settembre 200, numero 18 è stata approvata dopo un difficoltoso iter procedurale; mi risulta che lo stesso Presidente della Giunta e l'assessore Usai si siano dovuti recare a Bruxelles per cercare di superare tutte le difficoltà che sorgono in caso di approvazione di provvedimenti di questa natura. Quindi invito i presentatori a ritirare l'emendamento numero 2 non soltanto perché corriamo il rischio che possa essere rinviata la stessa legge finanziaria, ma anche perché vi sia un minimo di correttezza politica.

Lei sa, onorevole Onnis, quanto l'opposizione abbia contribuito a migliorare il provvedimento che era stato inizialmente presentato, e sa anche quanto sia importante la fase della concertazione quando si discutono argomenti così importanti, perché altrimenti sarebbe soltanto una finzione. Credo che lo stesso invito lo rivolgerà anche la Giunta, perché argomenti di questa natura non siano affrontati con colpi di mano (con una maggioranza che può ancora essere numericamente tale, sebbene qualche suo esponente si sia dichiarato favorevole al ritiro dell'emendamento in questione), ma siano discussi in Commissione e, se necessario, si possano in quella sede apportare modifiche a leggi vigenti, però sempre con lo spirito unitario che ha caratterizzato l'approvazione della cosiddetta legge sulla siccità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda. Ne ha facoltà.

CORDA (A.N.). Ha chiesto di parlare anche il collega Onnis, e poiché credo che dopo il suo intervento non sarà più necessario che intervenga anch'io, rinuncio a favore dell'onorevole Onnis.

PRESIDENTE. Va bene, onorevole Corda. Ha domandato di parlare il consigliere Onnis. Ne ha facoltà.

ONNIS. (A.N.). Presidente, colleghi, io avevo già illustrato o perlomeno avevo tentato di illustrare le ragioni di fondo, secondo me di sostanza, che mi avevano indotto a presentare questo emendamento. Veda, onorevole Fadda, il suo assunto secondo cui sarebbe politicamente scorretto presentare una proposta di modifica di una legge approvata a maggioranza mi pare un po' un'esagerazione.

FADDA (Popolari-P.S.). Senza discuterla in Commissione!

ONNIS (A.N.). Guai se un'assemblea legislativa si dovesse ingessare e dovesse muovere dal presupposto secondo cui una legge già approvata non può più essere modificata. Lei sa, e credo mi insegni, che le leggi debbono stare al passo con la realtà sociale ed economica e quando le previsioni di una legge non sono più in sintonia con questa realtà quella legge deve essere modificata.

L'emendamento numero 2 nasce dal fatto che vi sono migliaia di agricoltori che non sono imprenditori; non tutti hanno la fortuna di avere dei terreni essendo anche notai, sono invece migliaia i piccoli agricoltori della Sardegna che vengono in sostanza discriminati rispetto agli imprenditori agricoli e non avranno quello che questi ultimi invece riusciranno ad ottenere. Mi stupisce che l'onorevole Fadda non colga questo aspetto sociale del problema.

Detto questo io non posso chiudere gli occhi di fronte alla osservazione del Presidente della Commissione e dell'Assessore della programmazione secondo cui l'eventuale approvazione di questo emendamento potrebbe complicare - io ho molte perplessità su questo possibile sviluppo della vicenda - l'iter della finanziaria, perché dovrebbe di nuovo intervenire il parere della Comunità Europea. E proprio perché non c'è da parte nostra nessun intendimento di ostacolare il cammino della legge finanziaria e perché siamo abituati, con moderazione, a ragionare, con dolore rinunziamo a questo emendamento, perché sappiamo di non tutelare, così come avremmo voluto fare, tanti poveri agricoltori che dovrebbero poter usufruire anch'essi dei contributi previsti dalla legge 18. Piuttosto, chiedo formalmente alla Giunta, preso atto del ritiro di questo emendamento, che era secondo noi un emendamento pesante, di assumere formalmente l'impegno, nel modo che riterrà più opportuno, affinché, in fasi successive, ma immediate, si possa intervenire anche a favore di questi agricoltori che certamente non sono alla pari degli imprenditori agricoli e non sono nemmeno notai. Quindi l'emendamento numero 2 è ritirato.

Presidente. Prego i presentatori di dire se gli emendamenti che saranno chiamati sono ritirati.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Vorrei solo capire a che punto siamo. Abbiamo esaminato gli emendamenti, prima di fare le dichiarazioni di voto credo che l'Assessore dell'agricoltura possa dire qualcosa per agevolare non solo chi è già orientato a ritirare qualche emendamento, ma anche chi sta maturando l'idea di farlo. Potremo poi procedere rapidamente, però per noi è essenziale l'intervento dell'Assessore.

Presidente. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Ne ha facoltà.

Usai, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Penso che le questioni poste oggi in quest'aula sull'agricoltura, soprattutto la questione dell'indebitamento delle aziende agricole e della infrastrutturazione, siano i nodi gordiani in cui sempre l'agricoltura sarda si dibatte e da cui difficilmente riesce ad uscire. Certo, arrivare per certi versi esausti alla fine di questa lunga discussione e con scarsa disponibilità finanziaria non agevola l'impostazione su questi punti importanti.

Penso che la Giunta possa impegnarsi a ritrattare questi argomenti, ma non in uno sterile dibattito e senza che vi sia la disponibilità ad affrontare e risolvere definitivamente questi problemi. Però vi è da dire che la Giunta non è rimasta con le mani in mano, anzi in merito ad alcune problematiche sono stati previsti finanziamenti sostanziali. Per quanto riguarda la forestazione, per esempio, anche se certamente non soddisferà l'effettiva necessità, sono già previsti, in un piano di sviluppo rurale che la Giunta ha approvato proprio nei giorni scorsi, interventi per circa 30 miliardi.

Gli interventi più necessari appaiono quelli relativi all'indebitamento delle aziende agricole, ma anche grazie all'opera del Consiglio, che quest'anno ha approvato all'unanimità per il comparto dell'agricoltura alcune norme sostanziali, si stanno liberando risorse per circa 600 miliardi a fronte di 2.000 miliardi di indebitamento in cui è "avvolto" il comparto agricolo. Seicento miliardi possono essere l'inizio per una verifica dei punti limite dell'agricoltura, quelli che abbiamo da sempre indicato: una situazione idrica che ogni cinque anni diventa deficitaria e non consente una programmazione seria; un settore del credito per il quale certamente è necessaria una rivisitazione degli interventi che ci sono stati in tanti anni e che hanno portato alla ricapitalizzazione del debito, creando in alcune aziende uno sconquasso, perché non c'è stata una valutazione della loro reale possibilità di incidere sul mercato, e quindi dell'eventuale utile che potevano conseguire e utilizzare per il risanamento del settore agricolo. Quindi vi deve essere la disponibilità, come Giunta, a discutere ancora di questi argomenti.

Colgo l'occasione per ringraziare il Presidente della Commissione agricoltura, l'onorevole Onnis, per la disponibilità e la sensibilità che ha dimostrato nel ritirare l'emendamento numero 2, sul quale quindi non mi soffermo. Condivido tutto quanto è stato detto in merito alla possibilità che questo emendamento allungasse i termini, ma soprattutto compromettesse quello spirito unitario che ha consentito, qualche mese fa, l'approvazione della legge 18. Ritengo che sia indispensabile, proprio in questo momento, che la maggioranza e l'opposizione ritirino quegli emendamenti che prevedono l'impegno di notevoli risorse finanziarie. Dichiaro inoltre che la Giunta è disponibile a valutare gli emendamenti che tendono a modificare delle norme senza prevedere impegni di spesa, però inficiano la possibilità di avanzamento di alcuni comparti. Mi riferisco, per esempio, all'emendamento numero 78, che prevede il livellamento del costo dell'acqua, che è interessante e importante per i suoi risvolti, e all'emendamento numero 36, che definisce una volta per tutte quali sono le organizzazioni professionali agricole che possono avere un aiuto da parte dell'amministrazione regionale. Ma mi riferisco anche ad altri emendamenti: l'emendamento numero 486, che ridisegna in maniera unitaria, perché firmato da tutti i Capigruppo della maggioranza e dell'opposizione, l'intervento a favore dei consorzi di bonifica, in un momento in cui essi hanno grosse difficoltà a causa della siccità degli ultimi anni, che non gli ha consentito di recuperare tutte le risorse finanziarie necessarie per il normale svolgimento della loro attività. La Giunta ritiene che si possa accogliere anche l'emendamento numero 468, presentato dai componenti della Commissione agricoltura, che finalmente elimina alcuni grossi ostacoli burocratici che impediscono la valorizzazione, questa sì, delle terre civiche, soprattutto in funzione del recupero ambientale e di forestazione.

(Interruzione del consigliere Marrocu)

Mi pare che ci siano quindi le condizioni per dare delle risposte importanti al mondo dell'agricoltura e chiedo che la disponibilità che quest'Aula ha già dimostrato in passato la dimostri anche in questa occasione. Si tratta, in definitiva, di dare risposte coerenti e importanti cercando ancora una volta, con umiltà, ma anche con realismo, di avvicinare la politica al mondo agricolo. Molte risposte sono state già date nel corso di questi mesi, altre è necessario riformularle in maniera più completa e articolata, la Giunta è sicuramente disponibile a operare in tal senso.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione del comma 11, e successivamente degli emendamenti, che sono tutti aggiuntivi.

Metto in votazione il comma 11. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

L'emendamento numero 2 è stato ritirato, rimangono gli emendamenti numero 4 e 61. Ha domandato di parlare il consigliere Onnis. Ne ha facoltà.

ONNIS (A.N.). L'emendamento numero 4 è ritirato.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 61 è uguale agli emendamenti numero 183 e 211. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Tutti questi emendamenti sono ritirati.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 5?

ONNIS (A.N.). E' ritirato.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 36.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. E' quello concordato con le organizzazioni agricole.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 36. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Ha domandato di parlare il consigliere Onnis. Ne ha facoltà.

ONNIS (A.N.). L'emendamento numero 37 è ritirato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). L'emendamento numero 54 è ritirato.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 231 è uguale a quello precedente, quindi si intende ritirato anch'esso.

Ha domandato di parlare il consigliere Fois. Ne ha facoltà.

FOIS (P.P.S.-C.D.U. Sardi). L'emendamento numero 116 è ritirato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà. CAPELLI (P.P.S.-C.D.U. Sardi). L'emendamento numero 118 è ritirato.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 445. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

L'emendamento numero 177 è decaduto. L'emendamento numero 184 è uguale al 314.

MARROCU (D.S.). Questi emendamenti sono ritirati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto sull'emendamento numero 189 il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Io sono favorevole a mantenere questo emendamento, che riguarda l'agricoltura biologica, anche perché l'attualità del problema è a tutti nota. Le risorse che si chiede di impegnare non sono rilevanti, si tratta di 14 miliardi complessivamente, quindi credo che questo emendamento possa essere accolto favorevolmente dall'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Signor Presidente, intervengo per fare una dichiarazione di voto, ma siccome lei sta procedendo velocemente, il che può essere anche comprensibile, voglio dire qualcosa non tanto sull'emendamento 189, quanto sugli emendamenti riguardanti l'indebitamento delle aziende agricole, più che altro per fare una raccomandazione alla Giunta.

E' vero che la Giunta ha rinviato di sei mesi il recupero delle somme erogate in base alla legge 44/88, e ne ha dato pubblicità sulla stampa in questi giorni, però il problema rimane aperto. Io prendo atto della disponibilità dichiarata da parte dell'Assessore dell'agricoltura e dell'intera Giunta ad affrontare in modo adeguato il problema dell'indebitamento delle aziende agricole, però è chiaro ed anche comprensibile che un rinvio di sei mesi in qualche modo aggrava il problema, perché la restituzione di tali somme da parte degli agricoltori comunque comporta degli oneri, tant'è che è previsto anche il pagamento degli interessi moratori maturati nel corso di questi anni. Va anche detto che l'amministrazione regionale, con atti propri, che ha comunicato anche in sede di Commissione, intende effettuare un recupero consistente (si parla di circa 50 miliardi) che interessa ben cinquemila aziende, aggravando una situazione che tutti abbiamo definito delicata, insopportabile e così via.

Allora io vorrei dire questo: prendiamo atto della disponibilità della Giunta, però questa disponibilità va trasformata in tempi rapidissimi in uno strumento concreto, quale quello che era previsto, per esempio, negli emendamenti precedenti, che non abbiamo fatto in tempo nemmeno a vedere. Ripeto, occorre proporre in tempi rapidissimi un'ipotesi sulla quale si possa discutere e che possa essere trasformata in un disegno di legge organico che ci consenta, prima che siano trascorsi i sei mesi, di operare un risanamento complessivo, eliminando quel problema che pure c'è e rimane. Ma all'interno di un processo di risanamento della situazione debitoria delle aziende agricole, si può trovare in modo equilibrato una risposta anche al problema del recupero delle somme erogate in base alla legge 44.

Se questo non fosse, il rinvio di sei mesi suonerebbe come un grande inganno compiuto a danno degli agricoltori alla vigilia delle elezioni, e questo noi non possiamo consentirlo, perciò con chiarezza diremo queste cose anche nel corso delle prossime settimane.

PRESIDENTE. Consigliere Ortu, ha dichiarato il suo voto?

ORTU (R.C.). Il mio voto è favorevole, visto che lo vuole sapere!

PRESIDENTE. Siccome siamo in fase di dichiarazioni di voto, non sono io che lo voglio sapere, non ho una curiosità personale in merito, semplicemente è così previsto.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Chiedo la votazione nominale sull'emendamento numero 189.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Ne ha facoltà.

USAI, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Per quanto riguarda l'agricoltura biologica concordo sul[S1] l'ipotesi che questa sia la strada forzata da seguire per le nostre produzioni agricole. Proprio per questo, già nel piano di sviluppo rurale abbiamo previsto uno stanziamento per il periodo 2002-2006, pari a 452 miliardi e, sempre per lo stesso periodo, 22 miliardi li abbiamo destinati alla zootecnia biologica.

Come si vede c'è già la volontà da parte della Giunta di favorire una possibile e ulteriore fase positiva della nostra agricoltura, una fase che tenga conto degli aspetti ambientale, naturalistico e biologico, secondo una impostazione che già da tempo abbiamo adottato.

Quindi questi interventi, anche se non risolvono completamente i problemi evidenziati, rappresentano comunque una risposta decisa a questo settore, con la necessità anche di rimodularli, evidentemente laddove si evidenzino nuove iniziative e nuovi comparti.

Per quanto riguarda, invece, ciò che ha sostenuto sull'indebitamento l'onorevole Ortu, la Giunta si impegna a presentare entro sei mesi un articolato e a inviarlo alla Commissione competente, perché su questa partita una volta per tutte bisogna mettere la parola fine se vogliamo che le nostre aziende possano diventare competitive nel mercato globale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Signor Presidente, colleghe e colleghi, forse è un bene che io faccia una dichiarazione di voto dopo l'intervento dell'Assessore dell'agricoltura, perché voglio chiarire, sia alla maggioranza sia all'opposizione, che non potranno più esserci interventi come quelli che sono stati richiesti.

Io avrei votato a favore dell'emendamento numero 189, ma, dopo aver sentito il parere dell'Assessore dell'agricoltura, ho decido di astenermi, però ripeto che non potranno più esserci provvedimenti di sanatoria senza che contemporaneamente si faccia un monitoraggio preciso (che non inizi e poi si chiuda solo perché i vari addetti ai lavori fanno saltare gli impianti di controllo) di queste spese, perché altrimenti chiudiamo un capitolo e ne apriamo un altro, tanto poi la Regione pagherà. E così l'agricoltura è venuta a trovarsi nelle condizioni in cui si trova.

Certo, è un dovere sanare: c'è chi responsabilmente ha lavorato e per ragioni varie e contingenti non è riuscito ad andare avanti, e c'è chi invece continua ad approvvigionarsi dall'agricoltura per investire altrove. Io non voterò mai un provvedimento che non sia accompagnato da opportuni sistemi di controllo, per sapere che fine fa la relativa spesa, se è produttiva oppure no. Grazie.

PRESIDENTE. E' stata chiesta la votazione nominale dell'emendamento numero 189. I consiglieri che appoggiano la richiesta si levino in piedi.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri SELIS, GIAGU, Gian Valerio SANNA, PACIFICO, MARROCU, MORITTU, PIRISI.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico dell'emendamento numero 189.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - CALLEDDA - DEIANA - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - GIAGU - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SCANO - SELIS - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CORDA - CORONA - COSSA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RASSU - SCARPA - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VARGIU.

Si sono astenuti i consiglieri: BIGGIO - CAPELLI - FOIS - PIANA - SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 62

votanti 57

astenuti 5

maggioranza 29

favorevoli 24

contrari 33

(Il Consiglio non approva)

Gli emendamenti numero 289, 308, 190, 316 e 318 sono ritirati.

Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento numero 78 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Questo emendamento, dopo la precisazione fatta dall'assessore Usai, può essere accolto limitatamente al primo periodo, dalle parole "i criteri" fino a "territorio regionale", si sopprime cioè l'ultimo alinea. Se i presentatori sono d'accordo, con questa precisazione la Giunta lo accoglie.

PRESIDENTE. Chiedo che uno dei Segretari si rechi presso il banco della Presidenza. Se non vi sono opposizioni metto in votazione l'emendamento numero 78 nel testo modificato dall'assessore Pittalis. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto sull'emendamento 486, che riassume gli emendamenti numero 1, 97 bis e 135, il consigliere Onnis. Ne ha facoltà.

ONNIS (A.N.). Intervengo per annunciare il voto favorevole mio e del Gruppo di Alleanza Nazionale, o perlomeno dei presentatori dell'emendamento numero 1.

Sul problema a cui l'emendamento si riferisce noi eravamo intervenuti per primi presentando appunto l'emendamento numero 1, ben rendendoci conto della drammaticità della situazione che si era determinata nel mondo agricolo a seguito delle diffide che erano state notificate agli agricoltori da parte dei consorzi di bonifica, e in particolare dal Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale, con cui si comunicava agli agricoltori che sarebbe stato richiesto il pagamento degli oneri relativi agli esercizi 1995-1996-1997-1998 e 1999. Un provvedimento, questo, che avrebbe reso ancora più insostenibile la situazione degli agricoltori.

Dico questo per rimarcare, Presidente, che l'emendamento non è finalizzato a dare un aiuto ai consorzi di bonifica, bensì a venire incontro, ancora una volta, agli agricoltori in una situazione che oggettivamente non poteva non indurre a sollecitare questo intervento.

Di buon grado siamo arrivati alla sintesi di diversi emendamenti sullo stesso argomento e adesso votiamo, e noi voteremo a favore, un emendamento unitario che recepisce appunto le istanze e le esigenze degli agricoltori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Ovviamente mi dichiaro favorevole all'emendamento numero 486. Il testo dell'emendamento ci pare corretto e devo aggiungere che negli anni scorsi analoghi interventi sono stati sempre accolti da quest'Aula ricevendo anche l'approvazione dell'Unione Europea. E questo è un fatto positivo. L'intervento previsto nell'emendamento riguarda tutti i consorzi di bonifica a livello regionale e non crea discriminazioni tra un consorzio e l'altro rispetto a un problema che interessa tutto il territorio regionale.

Si potrebbe esprimere qualche riserva per quanto riguarda la parte finanziaria, perché dalle analisi da noi fatte rispetto alle situazioni che si sono verificate in tutti i consorzi, le risorse necessarie sono superiori a quelle previste. In questa fase, però, nonostante una lunga discussione tra noi e la Giunta, non si sono potute reperire ulteriori risorse. di quelle stanziate. Ciò che è importante è la norma, può darsi che in futuro riusciamo a procurare altre risorse per integrare questa disponibilità finanziaria, in modo che questo problema venga risolto e non tramandato negli anni. Ovviamente il voto è favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Anch'io intervengo brevemente per dire che anche il Gruppo della Rifondazione Comunista voterà a favore dell'emendamento numero 486, perché esso è frutto, tra l'altro, di un accordo. Voglio però dire con chiarezza, che noi lo riteniamo del tutto insufficiente, perché la dotazione finanziaria prevista nell'emendamento da noi presentato era il risultato di un'analisi delle difficoltà che nel corso degli anni, a causa della siccità, si erano determinate all'interno dei consorzi di bonifica, con le ricadute che sappiamo.

Per cui, pur ritenendo l'intervento previsto nell'emendamento 486 positivo, pensiamo che esso rappresenti una soluzione inadeguata e di ripiego che, purtroppo, manterrà aperto il problema nel prossimo futuro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Intervengo soltanto per porre un problema in ordine alla interpretazione di questa norma, in quanto l'intervento previsto, oltre ad avvantaggiare i consorzi di bonifica, dovrebbe avvantaggiare gli agricoltori, essendo finalizzato a fronteggiare, parzialmente, l'aumento degli oneri degli esercizi dal 1995 al 1999. Voglio far presente che per queste annualità, almeno per quel che risulta a me, alcuni consorzi di bonifica hanno stabilito delle tariffe e numerosissime sono le ingiunzioni di pagamento che sono state inviate agli utenti.

Vorrei capire se nell'erogare questo contributo straordinario l'Assessorato emanerà una specifica direttiva applicativa, perché altrimenti c'è il rischio che questi fondi vengano direttamente incamerati dai consorzi di bonifica e nessun beneficio diretto vada a coloro che sono comandati a pagare gli oneri relativi a quegli anni.

Dico questo perché ho visto che già in passato, per un contributo similare, concesso per fronteggiare il parziale aumento degli oneri non c'era stata nessuna ricaduta in favore degli agricoltori. Per cui chiedo se l'Assessore dell'agricoltura, oltre a predisporre il programma si sentirà in dovere di emanare un'apposita direttiva, perché se no veramente avremo fatto una grande cosa, però, gli agricoltori, che sono quelli che noi intendiamo agevolare, non ne trarranno alcun beneficio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.) Intervengo per dire che voterò a favore di questo emendamento di sintesi, anche perché avevo presentato assieme ad altri colleghi del centrosinistra un emendamento tendente a venire incontro alle esigenze del Consorzio di bonifica dell'oristanese che, a seguito della gestione della nuova diga sul Tirso, dovrà sostenere, e già sta sostenendo, delle spese aggiuntive.

Siccome l'acqua del nuovo invaso non servirà soltanto le aziende agricole, ma avrà un uso plurimo, è chiaro che non si può caricare interamente sulle tariffe dell'acqua da distribuire agli agricoltori il costo di gestione del nuovo invaso. Pertanto chiedo all'Assessore dell'agricoltura che, nella definizione delle direttive di attuazione di questo provvedimento, tenga nel dovuto conto la situazione in cui si trova il Consorzio di bonifica dell'oristanese, che gestisce il più grande invaso d'Europa, il cui onere certamente non può essere scaricato per intero sulle tariffe da far pagare agli agricoltori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (C.C.D.). Presidente, dichiaro il mio voto favorevole, d'altra parte sono anche uno dei presentatori dell'emendamento 486, vorrei però nel contempo raccomandare all'Assessore dell'agricoltura che nel determinare la ripartizione dei fondi tra i diversi consorzi si tenga conto di alcuni elementi che peraltro sono già inclusi nell'emendamento, cioè la dimensione territoriale, l'estensione delle reti di distribuzione e così via, e si tenga anche conto del fatto che ci sono consorzi che comprano l'acqua, mentre altri sono proprietari delle dighe, e quindi dell'acqua. Occorre perciò tenere conto anche di questa forma di disparità.

Sono d'accordo con quanto diceva l'onorevole Alberto Sanna, il quale ha fatto notare che esiste una grave discrasia perché gli agricoltori pagano per la gestione di alcune strutture che vengono poi utilizzate da tutti, infatti in molte strade di bonifica ci passo anch'io, ci passiamo tutti, però i costi sono solo a carico dei consorzi di bonifica. Forse sarà il caso di creare un genio rurale, o qualcosa del genere, che sollevi i consorzi di bonifica dalle spese di gestione di strutture che non sono attinenti solo all'agricoltura. Nelle strade di bonifica ci passiamo tutti, molte dighe servono anche i settori dell'industria e del turismo, persino i comuni, e così via, quindi forse sarebbe opportuno fare uno studio che fissi il limite tra ciò che è veramente ad utilizzo esclusivo del settore agricolo, ed è giusto che lo paghino gli agricoltori, e quello che invece è utilizzato anche da chi agricoltore non è.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Deiana. Ne ha facoltà.

DEIANA (I DEMOCRATICI). Signor Presidente, intervengo brevemente per dichiarare il voto favorevole all'emendamento 486 e per fare una raccomandazione, visto che la Giunta poi dovrà predisporre un programma sentita la Commissione competente.

Mi sembra che per il periodo di riferimento dell'emendamento debba essere tenuto in conto anche un altro parametro. In tutti quegli anni ci sono stati consorzi di bonifica che hanno pagato ad un prezzo elevatissimo l'acqua che hanno utilizzato, magari più del doppio del prezzo pagato da altri consorzi di bonifica. Io penso che anche questo aspetto, oltre all'estensione territoriale e ad altri fattori che sono stati richiamati, debba essere tenuto presente, perché è l'effetto più importante.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà. FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, chiedo la votazione nominale su questo emendamento.

PRESIDENTE. Chi sostiene la richiesta dell'onorevole Fadda?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri PIRISI, MARROCU, FALCONI, ORRU', Ivana DETTORI, Gian Valerio SANNA, SELIS.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 486.

Rispondono sì i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - CALLEDDA - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - DEIANA - DEMURU - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - ORRU' - PIANA - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SELIS - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si sono astenuti i consiglieri: BIGGIO - CAPELLI - SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 62

votanti 59

astenuti 3

maggioranza 30

favorevoli 59

(Il Consiglio approva)

Passiamo ora all'emendamento numero 422. .

Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Noi manteniamo questo emendamento per una serie di motivi. Intanto esso è profondamente diverso da quello che abbiamo approvato poc'anzi, per il semplice fatto che prende in considerazione proprio le esigenze dei consorzi di bonifica e in modo particolare dei comuni, che devono far fronte ai costi di sollevamento dell'acqua.

I consorzi di bonifica, è già stato precisato più volte, oltre ad erogare l'acqua ai propri consorziati erogano acqua anche a numerosi comuni, e non si capisce perché questi costi di sollevamento dell'acqua debbano essere a carico dei soli consorziati. E' chiaro che c'è un aggravio improprio nei confronti degli agricoltori per un servizio di cui non usufruiscono solo loro. Lo stesso discorso vale per i comuni che si sono dotati di sistemi di approvvigionamento idrico attraverso il sollevamento delle acque, e soltanto parzialmente utilizzano le acque dell'ESAF o dell'EAF, che sono i principali enti fornitori. Anche in questo caso questi comuni fanno un'opera meritoria nei confronti dei comuni che vengono approvvigionati direttamente, i quali hanno così a disposizione una quantità di risorse idriche maggiore. Se, per esempio, il comune di Porto Torres si approvvigionasse per intero dall'ESAF le risorse idriche per la città di Stintino si ridurrebbero. Non si capisce, quindi, perché si debba continuare in questo modo. Da una parte vi è un atto di solidarietà concreta, che però costa, dall'altra ne traggono beneficio un po' tutti, e non è giusto che la Regione non copra almeno parzialmente questi costi, che ricadrebbero comunque su di essa in quanto partecipa alla gestione degli altri enti, che sono enti regionali.

Noi chiediamo quindi l'approvazione dell'emendamento numero 422. Se poi non sarà approvato ne prenderemo atto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Intervengo per segnalare che a mio parere l'uso del termine "consorzio di bonifica" qui è improprio, perché sicuramente si tratta dei consorzi dei comuni e di comuni, in quanto il capitolo relativo proprio all'abbattimento dei costi energetici nell'UPB dell'agricoltura è già presente, anzi l'anno scorso, con una modifica di legge, avevamo unificato diversi fondi. Quindi se si trattasse veramente dei consorzi di bonifica questo intervento non potrebbe riguardare né la UPB né il capitolo che vengono qui indicati.

Sicuramente, c'è un equivoco e l'emendamento non si riferisce ai problemi dell'agricoltura, ma alla potabilizzazione ed ai costi energetici sostenuti dai comuni e dai consorzi dei comuni, non dai consorzi di bonifica. Quindi si potrebbero sostituire le parole "consorzio di bonifica" con "consorzio dei comuni", e se la Giunta accogliesse questa modifica si potrebbe votare a favore di questo emendamento.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 422. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 16. Ha domandato di parlare il consigliere Granara. Ne ha facoltà.

GRANARA (F.I.-Sardegna). E' ritirato.

PRESIDENTE. Emendamento numero 200. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). E' ritirato.

PRESIDENTE. Emendamento numero 305. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Intervengo brevemente, signor Presidente, per dire che questo emendamento è ritirato, ma visto che siamo alla conclusione dell'esame di questo pacchetto di emendamenti sull'agricoltura, sui quali mi pare ci sia stata una riflessione importante, seppure in tempi brevi, e un'interlocuzione positiva tra maggioranza e opposizione e tra Consiglio e Giunta, io prendo atto, alla luce di questa considerazione, del fatto che l'onorevole Onnis ha ritirato l'emendamento numero 2, di cui era particolarmente convinto, raccomandando alla Giunta di prestare attenzione ai problemi dell'agricoltura.

Credo che l'appello vada rivolto non solo alla Giunta, ma anche a tutto il Consiglio. Noi siamo disponibili da subito e invitiamo l'onorevole Onnis a convocare, il giorno dopo l'approvazione della finanziaria, la Commissione agricoltura per affrontare questo tema in maniera approfondita.

Esistono già delle proposte in merito e ci sono gli emendamenti che stiamo adesso ritirando che possono essere una base costruttiva, e quindi mi pare che dai giorni immediatamente successivi all'approvazione del bilancio si possa iniziare un lavoro comune con grande intensità. Chiediamo all'onorevole Onnis di darci anche in quest'Aula assicurazione che come Presidente della Commissione agricoltura convocherà la Commissione e farà lavorare tutti noi su questa materia.

PRESIDENTE. Quindi l'emendamento numero 305 è ritirato. Emendamento 241. Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.

MASIA (F.S.D.). E' ritirato.

PRESIDENTE. Emendamento numero 242. Ha domandato di parlare la consigliera Dettori Ivana. Ne ha facoltà.

DETTORI IVANA (D.S.). E' ritirato.

PRESIDENTE. Emendamento numero 312. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). E' ritirato.

PRESIDENTE. Abbiamo così terminato l'esame del comma 11 e dei relativi emendamenti aggiuntivi. Passiamo adesso all'esame dei commi dal 12 al 16 dell'articolo 4. Se ne dia lettura.

LICANDRO, Segretario:

12. Nell'articolo 39 della legge regionale n. 4 del 2000 è abrogata l'espressione "limitatamente all'anno finanziario 2000".

13. Nel comma 2 dell'articolo 4 della legge regionale 8 luglio 1993, n. 30, è abrogata l'espressione "purché non abbiano beneficiato di analoghe provvidenze statali".

14. Lo stanziamento da iscrivere al Fondo di cui all'articolo 62 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, relativo agli oneri contrattuali del personale dell'Amministrazione regionale e degli enti, è rideterminato, per l'anno 2001, in lire 40.876.000.000 (euro 21.110.692,21) (UPB S03.005 - cap. 03014); una quota dello stanziamento recato dal fondo di cui al comma 3 dell'articolo 62 della medesima legge regionale n. 31 del 1998, non inferiore a lire 500.000.000 (euro 258.228,45) è destinata alla copertura assicurativa contro i danni recati nei confronti di terzi e dell'erario dai dirigenti dell'Amministrazione regionale e degli enti strumentali nell'esercizio delle loro funzioni.

15. In deroga ai termini previsti dall'articolo 28 della legge regionale 9 giugno 1999, n. 23, per gli enti regionali di cui all'articolo 1, comma 2, della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, le disposizioni previste dalla legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, relative ai bilanci annuali e pluriennali formulati per unità previsionali di base e in termini di cassa, entrano in vigore a decorrere dall'anno finanziario 2002; gli stessi bilanci sono predisposti per l'anno 2001 in via sperimentale.

16. A decorrere dall'anno 2001:

a) la legge regionale 18 dicembre 1987, n. 57, e successive modificazioni ed integrazioni è abrogata;

b) le disposizioni di cui ai commi 2 e 3 dell'articolo 2 della legge regionale 20 aprile 1993, n. 17, non si applicano nell'erogazione degli interventi previsti dalla legge regionale 7 giugno 1984, n. 28, e successive modificazioni ed integrazioni;

c) i commi 3 e 4 dell'articolo 8 della legge regionale 3 luglio 1998, n. 20, sono abrogati.

PRESIDENTE. A questi commi sono stati presentati 42 emendamenti. Se ne dia lettura.

LICANDRO, Segretario:

Emendamento soppressivo parziale Ortu - Cogodi - Vassallo

Art. 4

Il comma 12 dell'art. 4 è soppresso. (436)

Emendamento soppressivo parziale Ortu - Cogodi - Vassallo

Art. 4

Comma 13

Il comma 13 dell'art. 4 è soppresso. (381)

Emendamento soppressivo parziale Ortu - Cogodi - Vassallo

Art. 4

Il comma 13 dell'art. 4 è soppresso. (435)

Emendamento soppressivo parziale Selis - Scano - Giagu - Sanna Gian Valerio

Art. 4

Il comma 15 dell'art. 4 è soppresso. (225)

Emendamento soppressivo parziale Sanna Salvatore - Demuru - Biancu - Pirisi - Sanna Gian Valerio

Art. 4

Nel comma 14 sono soppresse le parole da "una quota dello stanziamento" fino al termine. (70)

Emendamento soppressivo parziale Selis - Spissu - Masia - Dore - Fadda

Art. 4

Il comma 16 è soppresso. (173)

Emendamento soppressivo parziale Cogodi - Vassallo - Ortu

Art. 4

Comma 16

Il comma 16 dell'art. 4 è soppresso. (380)

Emendamento soppressivo totale Selis - Dettori Ivana - Scano

Art. 4

Il comma 16 dell'art. 4 è soppresso. (234)

Emendamento soppressivo parziale Selis - Fadda - Balia - Falconi

Art. 4

La lettera a) del comma 16 dell'art. 4 è soppressa. (233)

Emendamento soppressivo totale Selis - Giagu - Calledda - Orrù

Art. 4

La lettera c) del comma 16 dell'art. 4 è soppressa. (232)

Emendamento soppressivo parziale GIUNTA REGIONALE

Art. 4

Nel comma 16 è eliminata La lettera c). (24)

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 4

Dopo il comma 16 è aggiunto il seguente:

16 bis. "Il comma 4 dell'articolo 43 della legge regionale 8 marzo 1997 n. 8 è abrogato". (25)

Emendamento aggiuntivo Selis - Fadda - Balia - Falconi

Art. 4

Dopo il comma 16 è aggiunto il seguente:

16 bis. "Il comma 6 dell'articolo 2 della legge regionale 11 marzo 1998, n. 9 è abrogato". (39)

Emendamento sostitutivo parziale Capelli - Vargiu - Piana - Fois - Murgia - Cossa

Modifiche e integrazioni alla L.R. 13/88

All'art. 8, 1° comma, dopo la lettera c) è aggiunta la seguente

Lett. d) i titolari e i contitolari di agenzie di viaggi e turismo, i soci delle società proprietarie delle agenzie di viaggi e turismo, nonché i soci amministratori di società proprietarie di agenzie di viaggi e turismo operanti in Sardegna, che di fatto abbiano esercitato per almeno tre anni, in forma continuativa, mansioni di direttore tecnico e siano in possesso dei requisiti di cui all'art. 9 L. 17.05.1983, n. 217 e successive modificazioni e integrazioni, che presentino domanda al competente Assessorato al Turismo, entro sei emsi dall'entrata in vigore della presente legge, in deroga a quanto previsto dalle precedenti lettere a) b) c).

All'art. 8, 2° comma, dopo le parole "a domanda degli interessati per il caso della lett. b)" è inserita "e dalla lett. d)".

L'art. 15 è sostituito dal seguente

Art. 15. Esami di idoneità

1. Le Camere di commercio industria artigianato agricoltura della Sardegna sono delegate allo svolgimento degli esami di idoneità tecnico professionale dei Direttori tecnici di agenzie di viaggi e turismo.

2. Le modalità per lo svolgimento delle prove d'esame e la formazione delle Commissioni giudicatrici, nonché la ripartizione dei fondi del Cap. 07005-00 per la gestione delle attività delegate alle Camere di commercio, sono definite con apposite direttive dell'Assessorato competente in materia di turismo, previo parere della competente Commissione consiliare.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

07-Turismo

UPB S07.013 - cap. 07005-00

Competenza anno 2001 lire 160.000.000

In diminuzione

03-Bilancio

UPB S03.006 - Fondo nuovi oneri legislativi - Parte corrente

Competenza anno 2001 lire 160.000.000

Mediante riduzione della voce 15 tab. A allegata alla Legge Finanziaria

Sono abrogati i segg. Artt. Della L.R. 13/88:

Art. 13, 4° comma

Art. 14 (481)

Emendamento aggiuntivo Usai - Tunis Marco - Corda

Dopo il comma 12 dell'art. 4 è aggiunto il seguente:

PROMOZIONE DELL'IMMAGINE DELLA SARDEGNA

1. L'assessorato regionale al turismo, commercio e artigianato è autorizzato ad erogare all'Esit (Ente sardo Industrie Turistiche) l'importo di £. 300.000.000 a saldo, per iniziative tendenti alla promozione dell'immagine della Sardegna a livello nazionale in campo turistico, svolte entro il 31 dicembre 1997, che pur essendo state autorizzate non hanno tuttavia ricevuto il previsto finanziamento regionale. (UPB 5.07.014 dell'assessorato turismo, artigianato e commercio).

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

07 Assessorato Turismo, artigianato e commercio

S.07.014

Enti turistici - spese di funzionamento + 300 milioni

IN DIMINUZIONE

03 Assessorato Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del Territorio

S.03.006 Fondo per nuovi oneri legislativi di poste correnti. - 300 milioni

Mediante riduzione della riserva di cui alla voce 14 della tabella A allegata alla presente Legge. (98)

Emendamento aggiuntivo Usai - Tunis Marco - Corda

Dopo il comma 12 dell'art. 4 è aggiunto il seguente:

1. E' autorizzata l'erogazione della somma di £. 150.000.000 all'Esit, Ente sardo Industrie Turistiche, per lo svolgimento, ai sensi della L.R. 21.04.1955 n. 7, di manifestazioni pubbliche di grande interesse turistico, che, pur essendo state inserite nel programma di contributi regolarmente approvato con D.G.R. n. 35/66 del 06.08.1996, non sono state svolte per mancanza di fondi.

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

07 Assessorato Turismo, artigianato e commercio

S.07.014 + 150 milioni

IN DIMINUZIONE

03 Assessorato Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del Territorio

S.03.006 Fondo per nuovi oneri legislativi di poste correnti. - 150 milioni

Mediante riduzione della riserva di cui alla voce 14 della tabella A allegata alla presente Legge. (99)

Emendamento aggiuntivo Orrù - Dettori Ivana - Spissu - Calledda - Pusceddu - Masia - Dore

All'art. 3, dopo il comma 12, è aggiunto il seguente:

"1 bis. Al fine di integrare i contributi erogati nell'anno 2000 per manifestazioni pubbliche di grande interesse turistico (articolo 1, lett. c) L.R. 21.04.1955, n. 7), è autorizzata nell'anno 2001 l'ulteriore spesa di lire 3.800.000.000=" (UPB S07.013)

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento:

UPB S07.013 - Cap. 07001-03 - Contributi per promuovere manifestazioni pubbliche di grande interesse artistico.

Competenza anno 2001 lire 3.800.000.000=

In diminuzione

03-BILANCIO

UPB s03.006 - Cap. 03016-00 Fondo nuovi oneri legislativi - parte corrente

Competenza anno 2001 lire 3.800.000.000=

Mediante riduzione della voce 15 della tabella A allegata alla legge finanziaria (291)

Emendamento aggiuntivo Cugini - Fadda - Cogodi - Dettori Bruno - Balia

Emendamento all'emendamento 111:

"Per le finalità previste dall'articolo 35 della legge regionale n. 17 del 2000 è autorizzata per l'anno 2001 la spesa di lire 4.500.000.000. (UPB S07.053 - Cap. 07053/01)"

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

07 - TURISMO, ARTIGIANATO, COMMERCIO

UPB S07.035 Promozione e studi nel settore del commercio

Anno 2001 lire 4.500.000.000 (comp.) lire 4.500.000.000 (cassa)

Capitolo da impinguare:

07053/01 Contributo alle Macro Organizzazioni Commerciali

IN DIMINUZIONE

03 - BILANCIO

UPB S03.006 Fondo nuovi oneri legislativi - parte corrente

Anno 2001 lire 4.500.000.000 (comp.) lire 4.500.000.000 (cassa)

Capitolo da stornare:

03016 FONL - parte corrente

mediante riduzione della riserva prevista dalla voce 16 della tabella A allegata alla legge finanziaria. (455)

Emendamento aggiuntivo Fois - Rassu - Falconi - Amadu

Emendamento n. 111

All'articolo 4, dopo il comma 12 bis, sono aggiunti i seguenti:

12 ter. L'agevolazione di cui al primo comma non può comunque eccedere l'importo consentito dalle norme comunitarie sugli aiuti "de minimis" di cui alla decisione 96/C e 68/CE della Commissione del 6 marzo 1996.

12 quater. Le modalità ed i criteri di concessione dei contributi sono disciplinati mediante direttive adottate con deliberazione della Giunta regionale su proposta dell'Assessore competente in materia di commercio e turismo. (473)

Emendamento aggiuntivo Rassu - Amadu - Falconi - Fois

Art. 4

Dopo il comma 12 è aggiunto il seguente:

12 bis. Ai Consorzi ed alle Associazioni di VIA, costituiti prevalentemente tra piccole e medie imprese commerciali e del comparto turistico e dei servizi, al fine di rivitalizzare i centri urbani e promuovere la qualificazione dell'offerta e la migliore accoglienza dell'utenza, sono concessi contributi a fondo perduto nella misura massima del 70% delle spese gestionali e promozionali, ritenute ammissibili per la realizzazione dei programmi approvati annualmente sulla base dei criteri stabiliti dal competente Assessore regionale del Commercio. Gli oneri relativi sono valutati in lire tre miliardi per ciascuno degli anni dal 2001 al 2006.

IN AUMENTO

UPB S07.036 - Cap. 07055-02 (NI) Contributi ai Consorzi ed alle Associazioni di VIA, costituiti prevalentemente tra piccole e medie imprese commerciali e del comparto turistico e dei servizi per rivitalizzare i centri urbani e per promuovere la qualificazione dell'offerta.

2001 lire 1.000.000.000

2002 lire 1.000.000.000

2003 lire 1.000.000.000

IN DIMINUZIONE

UPB S03.006 - Cap. 03016 Fondo nuovi oneri legislativi di parte corrente

2001 lire 1.000.000.000

2002 lire 1.000.000.000

2003 lire 1.000.000.000 (111)

Emendamento sostitutivo dell'emendamento n° 77 Onnis - Sanna Alberto - Tunis Marco - Frau - Corona - Piana - Rassu - Marrocu - Demuru - Giagu - Manca - Ortu

Art. 4

Dopo il comma 13 dell'articolo 4 è inserito il seguente:

"13 bis. Al comma 2 dell'articolo 17 della legge regionale 14 marzo 1994, n. 12 (Norme in materia di usi civici. Modifica della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1, concernente l'organizzazione amministrativa della regione Sarda) è aggiunto il seguente periodo: "La deliberazione di mutamento di destinanzione è adottata dal Consiglio comunale anche in assenza del piano di valorizzazione e recupero delle terre civiche previsto dall'articolo 8 quando le terre civiche sono destinate a finalità pubbliche di recupero ambientale e di forestazione." (468)

Emendamento sostitutivo totale Vassallo - Cogodi - Ortu

Art. 4

L'emendamento n° 38 è sostituito dal seguente:

Al fine di equiparare le competenze di cui all'art. 20, comma 3, della L.R. 5 novembre 1985, n. 26, attribuite al Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Regione, con quelle applicate nei confronti del corrispondente Corpo Forestale dello Stato ai sensi dell'art. 5 del D.P.R. 27 marzo 1984, n. 69, e successive modificazioni ed integrazioni, la Giunta regionale, per i necessari adeguamenti, dispone ai sensi dell'art. 63, comma 1, della L.R. 31/1998 specifici indirizzi al Comitato per la rappresentanza negoziale della Regione. La presente norma vincola la Giunta regionale anche per la contrattazione collettiva relativa al quadriennio 1998/2001.

IN AUMENTO

02016-00 (stipendi, paghe, indennità)

2001 lire 1.000.000.000

2002 lire 1.000.000.000

2003 lire 1.000.000.000

IN DIMINUZIONE

03016 (fondo nuovi oneri di parte corrente)

2001 lire 1.000.000.000

2002 lire 1.000.000.000

2003 lire 1.000.000.000 (489)

Emendamento aggiuntivo Nuvoli

Art. 4

Dopo il comma 13 sono inseriti i seguenti:

"13 bis. Il comma terzo dell'articolo 20 della legge regionale 5 novembre 1985, n. 26 (Istituzione del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della regione sarda) è sostituito dal seguente:

"L'indennità per servizio d'istituto è corrisposta con le modalità e nella misura stabilita per i corrispondenti gradi degli appartenenti al Corpo Forestale dello Stato ai sensi dell'articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 27 marzo 1984, n. 69, e successive modificazioni ed integrazioni".

13 ter. Il comma quarto dell'articolo 20 della medesima legge è abrogato."

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

02016-00 (stipendi, paghe, indennità…)

2001 lire 1.000.000.000

2002 lire 1.000.000.000

2003 lire 1.000.000.000

IN DIMINUZIONE

03016 (fondo nuovi oneri di parte corrente)

2001 lire 1.000.000.000

2002 lire 1.000.000.000

2003 lire 1.000.000.000

mediante pari riduzione della voce 6) della Tabella A allegata alla legge finanziaria. (38)

Emendamento aggiuntivo Biancareddu - Floris Emilio - Balia - Cugini - Giagu - Vassallo - Masia - Manca - Frau - Piana - Cassano - Rassu - Lombardo

Art. 4

Dopo il comma 14 è inserito il seguente:

14 bis. Dopo l'articolo 15 della legge regionale 9 giugno 1999, n. 24 (Istituzione dell'Ente foreste della Sardegna, soppressione dell'Azienda delle Foreste Demaniali della Regione Sarda e norme sulla programmazione degli interventi regionali in materia di forestazione) è inserito il seguente articolo:

"Art. 15 bis - Uffici dell'Ente

1. Le sedi e le circoscrizioni delle articolazioni periferiche degli uffici dell'Ente corrispondono a quelle degli ispettorati ripartimentali delle foreste.". (75)

Emendamento sostitutivo parziale Fois - Capelli

Art. 4

Il comma 14 dell'articolo 4 è sostituito dal seguente:

14. Lo stanziamento da iscrivere al Fondo di cui all'articolo 62 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, relativo agli oneri contrattuali del personale dell'Amministrazione regionale e degli enti, è rideterminato, per l'anno 2001, in lire 43.876.000.000 (euro 22.660.062,90) (UPB S03.005 - cap. 03014); una quota dello stanziamento recato dal fondo di cui al comma 3 dell'articolo 62 della medesima legge regionale n. 31 del 1998, non inferiore a lire 500.000.000 (euro 258.228,45), è destinata alla copertura assicurativa contro i danni recati nei confronti di terzi e dell'erario dai dirigenti dell'Amministrazione regionale e degli enti strumentali nell'esercizio delle loro funzioni; altresì, una ulteriore quota dello stanziamento medesimo, pari a lire 4.000.000.000 (euro 2.065.827,60), è destinata all'adeguamento dell'indennità d'istituto del personale appartenente al Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, all'analoga indennità dei parigrado del Corpo Forestale dello Stato. (119)

Emendamento aggiuntivo Sanna Gian Valerio - Capelli - Orrù

Art. 4

Dopo il comma 14 dell'art. 4 è inserito il seguente:

"14 bis. Ai componenti della Commissione Regionale tecnico-amministrativa per il controllo dell'attuazione dei Piani di Azione Locale, nell'ambito del Programma dell'Unione Europea "Leader II" è corrisposto, per l'espletamento dei propri compiti connessi all'incarico e per l'intera durata dello stesso, un compenso mensile lordo pari all'indennità di coordinamento di servizio prevista per il personale dell'Amministrazione regionale.

I relativi oneri, valutati in annue lire 124.800.000, fanno carico alla UPB S03.062 (Cap. 03214 - 01) del bilancio regionale.

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

UPB S03.062 (Cap. 03214 - 01)

Anno 2001 lire 124.800.000 cassa lire 124.800.000

IN DIMINUZIONE

UPB S03.002 - Fondo riserva per spese obbligatorie e impreviste

Anno 2001 Competenza lire 124.800.000

UPB S03.003 - Fondo riserva di cassa

Anno 2001 Competenza lire --------------- cassa lire 124.800.000

(53)

Emendamento aggiuntivo Manca - Sanna Giacomo

All'emendamento 92 è aggiunto il seguente comma:

Nella medesima legge regionale n. 31 del 1998, all'articolo 77, comma 2, dopo le parole "dipendenti del ruolo unico dall'amministrazione" inserire le parole "e degli enti strumentali". (496)

Emendamento aggiuntivo Amadu

Art. 4

Dopo il comma 14 è aggiunto il seguente:

14 bis. Il 1° comma dell'art. 54 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 è sostituito dal seguente:

Concorso Unici

"1. Alla assunzioni per concorso del personale dell'Amministraizone si provvede con procedure unificate per qualifiche funzioni e profili professionali identici o assimilabili in ragione della tipologia delle prestazioni secondo le disposizioni adottate degli Enti stessi limitatamente ai concorsi di area tecnica, area amministrativa e degli affari generali". (92)

Emendamento aggiuntivo Floris Emilio - Usai - Contu - Cossa - Fois - Capelli - Amadu

Dopo il comma 4 è aggiunto il seguente:

4bis. Per il completamento del programma di cui all'art. 14 comma 1 lettera a) della legge regionale 30 aprile 1991 n. 13 è autorizzata la concessione di un ulteriore contributo di lire 9 miliardi a favore del Consorzio per l'area di sviluppo industriale di Cagliari.

Detto stanziamento è portato in aumento al Cap. 09054-00 Es. 2001 e sarà successivamente trasferito al titolo di Spesa 11.2.04./I della contabilità speciale di cui all'art. 2 della Legge 24/06/1974, n. 268.

In diminuzione

UPB S.03002 anno 2001 lire 9.000 milioni

In aumento

UPB S.09033 anno 2001 cap. 09054-00 9.000 milioni (109)

Emendamento aggiuntivo Fadda - Cugini - Balia - Dettori Bruno - Cogodi

Em. All'emendamento 109

Dopo l'art. 4 è aggiunto il seguente:

4bis. E' autorizzata per l'anno 2001 la concessione di un contributo di lire 9 miliardi a favore del Consorzio per l'area di sviluppo industriale di Cagliari, per il completamento delle infrastrutture nell'area di Macchiareddu, per la movimentazione e l'immediato impiego dei fluidi liquidi e gassosi consumati dalle principali imprese chimiche dell'area del porto di Cagliari (art. 14 lettera a) legge regionale n. 13 del 30 aprile 1991).

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S09033 Cap. 09054-00 Spese per la realizzazione di infrastrutture negli agglomerati industriali della Sardegna

Competenza anno 2001 lire 9.000.000.000

In diminuzione

UPB S03.002

Competenza anno 2001 lire 9.000.000.000 (462)

Emendamento aggiuntivo Floris Emilio - Usai - Contu - Cossa - Fois - Capelli - Amadu

All'art. 4, dopo il comma 14, è aggiunto il seguente:

14bis. Al fine di garantire la gestione della Carbosulcis S.p.A. l'Amministrazione Regionale è autorizzata al sostenimento delle spese ordinarie di gestione attraverso l'erogazione all'E.M.S.A. in liquidazione della somma di lire 60 miliardi per l'esercizio 2001

copertura finanziaria

In diminuzione

UPB S.09031 cap. 09148-00 anno 2001 lire 60.000 milioni

In aumento

UPB S.09014 cap. 09016-03 anno 2001 lire 60.000 milioni (110)

Emendamento aggiuntivo Marrocu - Ortu - Orrù - Sanna Emanuele

All'art. 4, comma 14, è aggiunto il seguente:

14bis.

1. E' autorizzato, nell'anno 2001, lo stanziamento di lire 5.000.000.000= per reintegrare il fondo per gli interventi nelle aree minerarie di Montevecchio e di Ingurtosu, di cui all'articolo 34 della legge regionale 21 dicembre 1996, n. 37, costituito presso la SFIRS S.p.A.

2. Gli interventi potranno essere insediati anche nelle aree P.I.P. dei Comuni di Guspini e Arbus.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S.09040 cap. 09009-00

Competenza anno 2001 lire 5.000.000.000=

In diminuzione

UPB S.03006 cap. 03016-00

Competenza anno 2001 lire 5.000.000.000= (154)

Emendamento aggiuntivo Falconi - Demuru - Fadda - Cugini - Balia

Dopo il comma 14 è aggiunto il seguente:

"16bis. L'amministrazione regionale è autorizzata, nell'anno finanziario 2001, ad erogare un contributo straordinario nella misura di lire 5.000.000.000= a favore del Consorzio Industriale di Tortolì-Arbatax, a fronte delle passività riscontrate nello stato passivo della procedura della Nuova Cartiera di Arbatax in Amministrazione Straordinaria, quale credito chirografario e delle passività maturate durante la gestione commissariale nei confronti delal società Arbatax 2000 per la fornitura dei servizi di erogazione dell'acqua e del trattamento dei reflui industriali".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S09.010 - Cap. 09025-00

Competenza anno 2001 lire 5.000.000.000=

In diminuzione

UPB S03.006 - Cap. 03016-00 Nuovi oneri legislativi

Competenza anno 2001 lire 5.000.000.000= (179)

Emendamento aggiuntivo Falconi - Demuru - Giagu - Masia - Biancu - Deiana - Fadda

Dopo il comma 14 è aggiunto il seguente:

"16bis. L'amministrazione regionale è autorizzata, nell'anno finanziario 2001, ad erogare un contributo straordinario nella misura di lire 5.000.000.000= a favore del Consorzio Industriale di Tortolì-Arbatax, a fronte delle passività riscontrate nello stato passivo della procedura della Nuova Cartiera di Arbatax in Amministrazione Straordinaria, quale credito chirografario e delle passività maturate durante la gestione commissariale nei confronti delal società Arbatax 2000 per la fornitura dei servizi di erogazione dell'acqua e del trattamento dei reflui industriali".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S09.010 - Cap. 09025-00

Competenza anno 2001 lire 5.000.000.000=

In diminuzione

UPB S03.006 - Cap. 03016-00 Nuovi oneri legislativi

Competenza anno 2001 lire 5.000.000.000= (248)

Emendamento aggiuntivo Orrù - Cugini - Spissu - Masia - Fadda - Cogodi

Dopo il comma 14 è aggiunto il seguente:

"60/bis. L'autorizzazione di spesa prevista per gli interventi infrastrutturali nelle aree attrezzate (UPB S09.033 - Cap. 09052-00) è incrementata di lire 10.000.000.000= per ciascuno degli anni 2001-2002-2003".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S09.033 - Cap. 09052-00

Competenza anno 2001 lire 20.000.000.000=

Competenza anno 2002 lire 10.000.000.000=

Competenza anno 2003 lire 10.000.000.000=

In diminuzione

UPB S03.006 - Cap. 03016-00

Competenza anno 2001 lire 10.000.000.000=

Competenza anno 2002 lire 10.000.000.000=

Competenza anno 2003 lire 10.000.000.000= (186)

Emendamento aggiuntivo Masia - Morittu - Deiana - Giagu - Vassallo - Dettori Bruno

All'articolo 4, dopo il comma 14, è aggiunto il seguente:

"5bis. L'amministrazione regionale è autorizzata, nell'anno finanziario 2001, ad erogare un finanziamento di lire 20.000.000.000 per le spese per le urbanizzazioni e l'ampliamento della Zona Industriale di Truncu Reale nel Consorzio ASI di Sassari (UPB 09033 - cap. 09054-01 (NI)).

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

UPB S09.033 - Cap. 09054-01 (NI) - Spese per le urbanizzazioni e l'ampliamento della Zona Industriale di Truncu Reale nel Consorzio ASI di Sassari

Competenza anno 2001 lire 20.000.000.000=

IN DIMINUZIONE

UPB S03.006 - Cap. 03016-00 - Nuovi oneri legislativi

Competenza anno 2001 lire 20.000.000.000= (243)

Emendamento aggiuntivo Spissu - Masia - Lai - Calledda - Orrù - Vassallo - Dettori Bruno

All'articolo 4, dopo il comma 14, è aggiunto il seguente:

"3/bis. E' stanziata la somma di lire 1.500.000.000 a favore del Consorzio ASI di Sassari-Alghero-Porto Torres per gli impianti di illuminazione nell'agglomerato industriale di San Marco in Comune di Alghero (UPB 09.010 - Cap. 09025-01).

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

UPB S09.010 - Cap. 09025-01 (NI) - Contributo a favore del Consorzio ASI di Sassari-Alghero-Porto Torres per gli impianti di illuminazione nell'agglomerato industriale di San Marco in Comune di Alghero.

Competenza anno 2001 lire 1.500.000.000=

IN DIMINUZIONE

UPB S03.007 - Cap. 03017-00 - Fondo nuovi oneri legislativi

Competenza anno 2001 lire 1.500.000.000= (270)

Emendamento aggiuntivo Spissu - Dettori Ivana - Giagu - Masia - Morittu - Fadda - Dettori Bruno

Art. 4

All'articolo 4, dopo il comma 14, è aggiunto il seguente:

"14/bis. E' stanziata la somma di lire 2.500.000.000 a favore della Z.I.R. di Predda Niedda per importanti opere di sistemazione del Rio Calamasciu".

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

UPB S09.010 - Cap. 09025-01 (NI) - Contributo a favore della Z.I.R. di Predda Niedda per importanti opere di sistemazione del Rio Calamasciu.

Competenza anno 2001 lire 2.500.000.000=

IN DIMINUZIONE

UPB S03.007 - Cap. 03017-00 - Fondo nuovi oneri legislativi

Competenza anno 2001 lire 2.500.000.000= (271)

Emendamento aggiuntivo Vassallo - Cogodi - Ortu

Art. 4

All'articolo 4, dopo il comma 14, è aggiunto il seguente:

40 bis. Per l'attuazione del progetto di recupero dei reflui del depuratore industriale di Porto Torres e del prolungamento dell'acquedotto del Coghinas per l'irrigazione della Nurra, già oggetto d'intesa di programma tra la Regione, la Provincia di Sassari, il Comune di Porto Torres, il Consorzio ASI e la Società ENICHEM S.P.A. è autorizzato il finanziamento di L. 22 miliardi, per il recupero dei reflui, e di L. 18 miliardi per il collegamento verso la Nurra.

Il complessivo stanziamento regionale di L. 40 miliardi per l'attuazione dei due interventi, graverà sulla UPB S08058 per l'anno 2001, rispettivamente per le quote previste sui capitoli 0816200 - Fondi Regionali e 0816201 - Assegnazioni Statali. (429)

Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 4

Nell'articolo 4, dopo il comma 15, è aggiunto il seguente:

"15 bis. I termini per l'assunzione degli impegni di spesa previsti dall'articolo 10 della legge regionale 22 aprile 1987, n. 24 e successive modificazioni, qualora scadenti il 31dicembre 2000 e concernenti interventi finanziati in attuazione della legge regionale 26 febbraio 1996, n. 14 e successive modificazioni, sono prorogati al 31 dicembre 2001. (105)

Emendamento aggiuntivo Spissu - Fadda - Balia - Cugini - Dore - Dettori Bruno - Cogodi

Art. 4

Nell'articolo 4, dopo il comma 15, è aggiunto il seguente:

"15 bis. I termini per l'assunzione degli impegni di spesa previsti dall'articolo 10 della legge regionale 22 aprile 1987, n. 24 e successive modificazioni, qualora scadenti il 31dicembre 2000 e concernenti interventi finanziati in attuazione della legge regionale 26 febbraio 1996, n. 14 e successive modificazioni, sono prorogati al 31 dicembre 2001. (134)

Emendamento aggiuntivo Falconi - Pirisi - Demuru - Calledda - Cogodi

Art. 4

Dopo il comma 15 è aggiunto il seguente:

15 bis. Il termine per l'impiego, da parte degli enti interessati, delle somme assegnate alle Province, ai Comuni, alle Comunità Montane, ai Consorzi Industriali e ai consorzi di Enti Locali per l'esecuzione di opere pubbliche in delega, con i vincoli di cui all'articolo 10 della L.R. 23 aprile 1987, n. 24 e successive modifiche e integrazioni e di cui alla L.R. 22 luglio 1996, n. 29 e successive modifiche e integrazioni, qualora alla data di entrata in vigore della presente legge siano stati almeno conferiti i relativi incarichi di progettazione e l'amministrazione regionale non abbia ancora provveduto al recupero degli stanziamenti, è prorogato al 31 dicembre 2001; il termine per la restituzione delle somme non impegnate entro tale data è prorogato al 30 gennaio 2002". (265)

PRESIDENTE. L'emendamento numero 436 è stato ritirato. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 381 ha facoltà di illustrarlo.

VASSALLO (R.C.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 435, che è uguale al precedente, ha facoltà di illustrarlo.

VASSALLO (R.C.). Noi riteniamo che il comma 13 vada abrogato, perché si riferisce alla legge numero 30 del 1993, che all'articolo 4 tratta di organismi operanti nel settore dello spettacolo (era una legge finanziaria per altro): "L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere, ad organismi pubblici e privati che intendono allestire o abbiano allestito nel biennio precedente l'entrata in vigore della presente legge strutture per l'esercizio teatrale, un contributo in conto capitale sino alla misura massima del 50 per cento delle spese ammissibili, per l'acquisto o la ristrutturazione delle strutture medesime, anche mobili". Il comma 2 diceva che "detto contributo è concesso agli organismi di cui al precedente comma che abbiano presentato apposita domanda entro il 30 novembre dell'anno precedente" - per cui riguardava già la sanatoria delle domande pervenute precedentemente alla predisposizione della norma stessa - "e in prima applicazione entro 30 giorni dell'entrata in vigore della presente legge, purché non abbiano beneficiato di analoghe provvidenze statali". Adesso con questa norma, con questo articolo 13 si cassa l'espressione "purché non abbiano beneficiato di analoghe provvidenze statali". Voi capite benissimo cosa significa questo: significa che si potrebbe determinare una situazione per la quale chi ha ricevuto un contributo dallo Stato, grande o piccolo che sia, ma potrebbe essere anche grande, col contributo regionale può arrivare ad ottenere il cento per cento della spesa che per questa finalità è stata autorizzata. A dire la verità con termini di questo tipo si potrebbe ipotizzare che addirittura si possa superare il cento per cento, perché se uno può attivare analoghe provvidenze statali non è detto che qualcuno sia tenuto a chiedergli quale somma ha ricevuto per questa finalità.

Per cui mi sembra, chiaramente, che questa norma contrasti con il buon senso e soprattutto con le disposizioni in materia di contribuzione ad organismi privati, che prevedono che non si arrivi a coprire l'intera spesa. In questo caso, addirittura, si può prevedere che il contributo ottenibile sia superiore alla spesa effettivamente sostenuta. Penso che la Giunta e il relatore di maggioranza dovrebbero accogliere la richiesta di sopprimere il comma 13 di questo articolo 4.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 225 ha facoltà di illustrarlo.

SELIS (Popolari-P.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 70 ha facoltà di illustrarlo.

SANNA SALVATORE (D.S.). Presidente, avevamo già avuto modo di affrontare anche in sede di discussione dell'assestamento di bilancio questa questione che è stata riproposta, a mio avviso, inopinatamente nell'esame della legge finanziaria. Non si vuole prendere atto che è entrata in vigore la legge numero 31 che rinvia tutto quanto riguarda anche gli oneri del personale alla contrattazione.

Nulla da dire sulla prima parte del comma, ma il mio emendamento propone di cassare la parte finale, a partire dalle parole "una quota dello stanziamento" fino al termine. Perché? Perché qui si pone una questione che riguarda l'assicurazione dei dirigenti dell'amministrazione regionale. A parte il fatto che io ritengo che i dirigenti percepiscano degli emolumenti sufficienti per pagarsi da soli un'assicurazione, come sarebbe opportuno che facessero, senza che gliela paghi la Regione, ciò che non può essere assolutamente consentito è che dei 40 miliardi che vengono stanziati per il nuovo contratto si prenotino, a favore di questa azione, a favore quindi dei dirigenti, 500 milioni. In sostanza si sta dicendo, con questo comma 14, che 500 milioni dei 40 miliardi stanziati, comunque vada a finire, sono riservati all'assicurazione dei dirigenti. Allora i forestali dovrebbero dire dei 40 miliardi 8 miliardi sono riservati a loro e i dattilografi, allo stesso modo, potrebbero dire che 2 miliardi devono essere riservati a loro, e così via. Mi volete spiegare che tipo di contratto andremmo a fare se passasse questo comma, così come è formulato? Cioè, dopo che ogni categoria, in base alla propria forza contrattuale di fatto prenota un pacchetto di risorse finanziarie del totale complessivo che viene riservato alla contrattazione, il Coran cosa fa? Lo mandiamo a casa? Lo dovremmo mandare a casa anche per altre questioni, visto che dopo due anni ancora non ha chiuso il contratto.

In sostanza qui si sta chiedendo semplicemente di cassare la parte finale del comma 14 che innesca questo processo di prenotazione di 500 milioni dal fondo nuovi oneri contrattuali generale per riservarli esclusivamente a questa azione, perché a me appare una cosa assolutamente illegittima, pena la riapertura in norma finanziaria di aspetti che riguardano il contratto. E tutto questo a me pare molto, ma molto preoccupante.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori degli emendamenti numero 173 e 234, che sono simili, ha facoltà di illustrarli.

SELIS (Popolari-P.S.). Si danno per illustrati.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 380 ha facoltà di illustrarlo.

ORTU (R.C.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE Uno dei presentatori dell'emendamento numero 233 ha facoltà di illustrarlo.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 232 ha facoltà di illustrarlo.

SELIS (Popolari-P.S). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti 24 e 25 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si danno per illustrati.

'PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 39 ha facoltà di illustrarlo.

DETTORI BRUNO (I DEMOCRATICI). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 481 ha facoltà di illustrarlo.

CAPELLI (P.P.S. C.D.U. Sardi). Molto brevemente voglio spiegare che l'emendamento numero 481 si pone l'obiettivo di sanare una situazione che dura ormai da tredici anni, visto che è stato espletato soltanto un concorso, nell'arco di quattro anni, per l'iscrizione all'albo dei direttori tecnici di agenzie di viaggio. Si è determinata una situazione per cui queste figure professionali si trovano in una sorta di asta, con costi eccessivi per le stesse agenzie. Perciò si tratta di operare una sanatoria per sei mesi.

Nell'ultima parte dell'emendamento, riguardante l'articolo 15 della legge regionale 13/88, si fa riferimento anche alla necessità di delegare le Camere di commercio allo svolgimento degli stessi esami di idoneità tecnico professionale dei direttori tecnici di agenzie di viaggio e turismo, onde consentire, come previsto dalla legge, che nell'arco dei tre anni ci sia almeno un bando che possa dare titolo all'iscrizione all'albo di questa categoria. E' un mercato in notevole evoluzione, che necessita di una velocizzazione delle procedure burocratiche; nell'emendamento stesso comunque si dà la possibilità di iscriversi all'albo a chi per almeno tre anni e in forma continuativa ha esercitato questo tipo di attività e sia comunque in possesso dei requisiti previsti per legge.

Ritengo che questo tipo di intervento nell'arco di sei mesi possa costituire una sanatoria e possa consentire alle nostre agenzie di viaggio di ridurre gli oneri e soprattutto di eliminare l'asta dei direttori di agenzie di viaggio.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 98 ha facoltà di illustrarlo.

TUNIS MARCO (F.I.-Sardegna). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 99 ha facoltà di illustrarlo.

TUNIS MARCO (F.I.-Sardegna). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 291 ha facoltà di illustrarlo.

ORRU' (D.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 455 ha facoltà di illustrarlo.

CUGINI (D.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 473 ha facoltà di illustrarlo.

RASSU (F.I.-Sardegna). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 111 ha facoltà di illustrarlo.

RASSU (F.I.-Sardegna). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 468 ha facoltà di illustrarlo.

ONNIS (A.N.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 489 ha facoltà di illustrarlo.

VASSALLO (R.C.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 38 ha facoltà di parlare il consigliere Nuvoli.

NUVOLI (F.I.-Sardegna). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 75 ha facoltà di illustrarlo.

BIANCAREDDU (F.I.-Sardegna). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 119 ha facoltà di illustrarlo.

FOIS (P.P.S. C.D.U. Sardi). Non intendo illustrarlo, ma considerando il fatto che questo emendamento è molto simile all'emendamento numero 38, presentato dall'onorevole Nuvoli, chiederei, per gentilezza, se il presentatore è d'accordo, di valutare la possibilità di unificarli.

PRESIDENTE. La sua proposta è stata sentita dall'Aula e ha tutto il tempo, onorevole Fois di verificare, insieme all'onorevole Nuvoli, se ci sono le condizioni per unificare questi due emendamenti, perché siamo ancora in fase di illustrazione dei numerosi emendamenti presentati ai commi dal 12 al 16.

Uno dei presentatori dell'emendamento numero 53 ha facoltà di illustrarlo.

BIANCU (I DEMOCRATICI). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 496 ha facoltà di illustrarlo.

MANCA (Gruppo Misto). Il senso della presentazione di questo emendamento è legato a una norma della legge regionale numero 31 del 1998, che praticamente disciplina il personale regionale e organizza gli uffici della Regione.

L'articolo 77 della suddetta legge, che regola la prima costituzione della dirigenza, al secondo comma attribuisce la qualifica di dirigente esclusivamente ai dipendenti del ruolo unico regionale in possesso di requisiti specifici che sono in quella legge elencati, escludendo però i funzionari degli enti strumentali, che in base alle precedenti normative hanno svolto pari o addirittura superiori mansioni di responsabilità operativa.

Questa norma, che è stata successivamente modificata dalla legge regionale numero 6 del 2000, che all'articolo 13 riconosce anche ad altre categorie la qualifica di dirigente, sempre escludendo però i dipendenti degli enti strumentali. Non credo che essi siano figli di un Dio minore, teniamo presente, inoltre, che a partire dalla legge regionale numero 51 del 1978 e successive modificazioni, il legislatore regionale ha sempre adottato una disciplina uniforme per tutto il personale, compreso quello degli enti strumentali.

Noi abbiamo presentato questo emendamento perché non si riesce a capire quale sia la ragione di questa sperequazione. L'applicazione nel tempo di queste coerenti e uniformi normative ha fatto sì che anche negli enti strumentali, al momento della pubblicazione della legge regionale numero 31, un certo numero di funzionari avesse gli stessi requisiti stabiliti da questa stessa legge per l'attribuzione della qualifica di dirigente, che sono praticamente l'inquadramento, alla data del 31 dicembre 1985, nella fascia apicale dello stesso ruolo, il possesso del diploma di laurea, l'anzianità di servizio non inferiore a quindici anni al 1° gennaio 1998, e l'aver svolto, alla stessa data, funzioni di direzione e di coordinamento.

Questo emendamento è stato presentato per eliminare questa sperequazione, e la semplice modifica dell'articolo 77 della legge regionale numero 31, con l'inserimento al secondo comma della dicitura "e degli enti strumentali", secondo noi elimina questa sperequazione.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 92 ha facoltà di illustrarlo. Poiché nessuno domanda di parlare, si dà per illustrato.

Uno dei presentatori dell'emendamento numero 462 ha facoltà di illustrarlo. Poiché nessuno domanda di parlare, si dà per illustrato.

Uno dei presentatori dell'emendamento numero 109 ha facoltà di illustrarlo. Poiché nessuno domanda di parlare, si dà per illustrato.

Uno dei presentatori dell'emendamento numero 110 ha facoltà di illustrarlo. Poiché nessuno domanda di parlare, si dà per illustrato.

Uno dei presentatori dell'emendamento numero 154 ha facoltà di illustrarlo. Poiché nessuno domanda di parlare, si dà per illustrato.

Uno dei presentatori dell'emendamento numero 179 ha facoltà di illustrarlo.

FALCONI (D.S.) Illustro questo emendamento molto brevemente, anche se per le polemiche che su questo argomento ci sono state sarebbe necessario un po' più di tempo per far capire ai colleghi di che cosa si tratta.

La Giunta regionale, nel 1989, firmò un protocollo d'intesa con la società Burgo, con la SFIRS e con il CIS per la gestione commissariale della Cartiera di Arbatax, di fatto imponendo, con quel protocollo, la depurazione delle acque e la erogazione di acqua potabile a prezzi controllati. Cioè impose gli stessi prezzi con la delibera adottata dalla Giunta regionale allora in carica il 27 giugno 1989.

Con la stessa delibera la Giunta regionale non solo impose al Consorzio Industriale di Tortolì di fornire i servizi di depurazione ed erogazione dell'acqua a prezzi controllati, ma assunse l'impegno di intervenire con il proprio bilancio per appianare le maggiori spese che eventualmente il Consorzio avesse dovuto sostenere. Tutto questo andò avanti per anni e con la finanziaria del 1993 la Giunta mantenne i primi impegni, non attraverso un contributo straordinario, ma pagando in base all'impegno assunto con quella delibera del 1989. Con la legge finanziaria del 1993 si dispose lo stanziamento di 3 miliardi e 300 milioni per le annualità '90 e '91 e per una parte del '92, a fronte dei costi per il servizio di erogazione dell'acqua. La gestione commissariale proseguì fino al 1995; non è stato ancora effettuato il pagamento relativo agli anni '93, '94 e '95. Sto parlando della gestione commissariale che nulla ha a che vedere con la gestione della Società Arbatax 2000; forse l'emendamento, così come è formulato, trae in inganno, ma avendo più tempo avremmo chiarito anche questo aspetto.

Adesso la Regione deve pagare quanto ancora dovuto. Si tratta di un debito pregresso maturato negli anni '92, '93 e '94, che pone il Consorzio Industriale di Tortolì-Arbatax in serie difficoltà economiche. Se la Regione non mantiene l'impegno preso quando sottoscrisse il protocollo d'intesa, e accolto allora dalla Cartiera di Arbatax, e se questo emendamento non sarà accolto, il Consorzio si vedrà costretto a far pagare ai comuni consorziati l'importo dalla stessa Regione dovuto.

Di questo si tratta, non voglio aggiungere altro alle polemiche che in quel territorio si sono scatenate e che forse denotano la precarietà della situazione che si è creata, proprio perché poco si è intervenuti, e se non si interviene neanche questa volta non si farà altro che alimentare quella precarietà.

PRESIDENTE. Onorevole Falconi, poiché l'emendamento numero 248 è uguale al 179 lo diamo per illustrato, ci dirà poi se intende unificarli.

Uno dei presentatori dell'emendamento numero 186 ha facoltà di illustrarlo.

ORRU' (D.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 243 ha facoltà di illustrarlo.

DETTORI IVANA (D.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 270 ha facoltà di illustrarlo.

ORRU' (d.s.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 271 ha facoltà di illustrarlo.

ORRU' (D.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 429 ha facoltà di illustrarlo.

VASSALLO (R.C.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 105 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 134 ha facoltà di illustrarlo.

FADDA (Popolari-P.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 265 ha facoltà di illustrarlo.

falconi (D.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore di maggioranza.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 435 il parere è negativo, e siccome l'onorevole Vassallo, giustamente, chiede sempre la motivazione, voglio precisare che in questo caso il cumulo dei contributi regionali e statali, soprattutto in questo settore è, a mio parere, quasi necessario per poter sostenere investimenti di quel tipo.

VASSALLO (R.C.). Ritiro l'emendamento numero 435.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Perfetto, l'ho convinto al volo! Esprimo parere è contrario sull'emendamento numero 225, mentre per quanto riguarda l'emendamento numero 70 mi rimetto alla decisione dell'Aula, in attesa delle considerazioni che farà la Giunta nel merito. Esprimo parere contrario anche sugli emendamenti numero 173, 380 e 234; favorevole sugli emendamenti numero 233, 232 e 24, quest'ultimo presentato dalla Giunta, che sono identici, e sul 25. Per quanto riguarda l'emendamento numero 39 mi rimetto alla decisione dell'Aula, in attesa anche delle considerazioni che farà la Giunta. Sull'emendamento numero 85 il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole La Spisa, per quanto riguarda l'emendamento numero 481?

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. E' sostitutivo?

PRESIDENTE. Sì.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Esprimo parere favorevole sugli emendamenti numero 481 e 98, sul 99 mi rimetto all'Aula. Il parere è invece contrario sugli emendamenti numero 291 e 455. Per quanto riguarda gli emendamenti numero 111, 468, che sostituisce il 77, 38, 489, 75, 119, 53, 496, 92, 265 e 473 mi rimetto all'Aula; esprimo parere favorevole sugli emendamenti numero 109, 110, 105 e 134, e parere contrario sugli emendamenti numero 154, 179, 248, 186, 243, 270, 271 e 429.

Presidente. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore. Invito però i presentatori a valutare la possibilità di ritirare quegli emendamenti le cui istanze possono essere sicuramente prese in considerazione attraverso i programmi operativi di spesa a valere sugli stanziamenti di bilancio, già previsti, e che sarà cura degli Assessori eventualmente recepire secondo un ordine di priorità.

Per quanto riguarda gli emendamenti che attengono in maniera particolare alle questioni relative al personale risponderà l'assessore Masala. Ricordo in ogni caso che la legge regionale di contabilità, cioè la legge 5 maggio 1983, numero 11, pone dei paletti ben chiari alla possibilità di inserire in finanziaria norme sulla organizzazione e lo status del personale.

Riassumendo, per quel che mi compete in questa fase, nell'esprimere il parere a nome della Giunta, ricordo che tre questioni, fra le tante, vanno qui confermate. Una è quella relativa alla cosiddetta pipeline, e il problema è stato posto con gli emendamenti numero 109 e 462, quindi sia dalla maggioranza sia dall'opposizione, e mi permetto di suggerire sin d'ora una diversa copertura finanziaria, fermo restando l'importo di 9 miliardi in diminuzione sulla UPB 09031.

Confermo l'impegno della Giunta anche per quanto riguarda il problema delle nuove infrastrutture e servizi nel settore della tecnologia, delle informazioni e delle telecomunicazioni, così come era stato a suo tempo concordato con le parti sociali e tra le stesse forze politiche di maggioranza e di opposizione.

Per quanto riguarda l'impegno assunto con riferimento al comma 16 dell'articolo 4, inviterei l'onorevole Selis e gli altri presentatori degli emendamenti che ne prevedono la soppressione a ritirare questi emendamenti, perché la Giunta accoglie gli emendamenti soppressivi con riferimento alle lettere a) e c), ferma restando la lettera b), che è relativa alla modalità di concertazione. Si elimina cioè il concerto dell'Assessore della programmazione per quanto riguarda i provvedimenti di spesa.

Per il resto lascio la parola, se il Presidente lo consente, all'assessore Masala che esprimerà compiutamente il parere sulle questioni che attengono alla materia del personale, poste dagli onorevoli Salvatore Sanna, Nuvoli e altri.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

MASALA (A.N.), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il problema sollevato con l'emendamento numero 70 è stato posto correttamente, perché in effetti la materia è caso mai oggetto di contrattazione, e a questa conclusione quest'Aula era pervenuta già nel corso della discussione del bilancio dell'anno scorso. Quindi mi pare che questo emendamento debba essere accolto integralmente, nel senso cioè che deve essere soppressa la seconda parte del comma 14, da "una quota dello stanziamento" fino alla fine.

Relativamente all'emendamento numero 38, e il discorso vale anche per l'emendamento numero 489, vi è da dire che la legge regionale di contabilità, cioè la legge 5 maggio 1983, numero 11, all'articolo 13, comma 3, lettera c) stabilisce chela legge finanziaria non può contenere norme che riguardano lo stato giuridico ed economico del personale dell'amministrazione regionale e degli enti sottoposti alla sua vigilanza, nonché la materia dell'ordinamento regionale. D'altra parte il tema proposto con i due emendamenti, anche dal punto di vista sostanziale, presenta un motivo di inammissibilità, in quanto riguarda un trattamento economico accessorio, che è oggetto di contrattazione, quindi concerne una materia che è stata delegificata. Invito pertanto i proponenti a ritirare gli emendamenti numero 38 e 489.

Lo stesso discorso è da farsi per quanto concerne l'emendamento numero 75, che attiene ugualmente alla organizzazione degli enti e quindi non è ammissibile in sede di legge finanziaria. Ma c'è anche un'altra considerazione da fare: poiché si tratta di una materia delegificata, nel senso che l'Ente foreste della Sardegna può, attraverso il suo consiglio di amministrazione, darsi la struttura organizzativa che ritiene più idonea per l'ottenimento dei propri obiettivi. Pertanto invito i presentatori a ritirare l'emendamento numero 75.

L'emendamento numero 119 mi pare che sia analogo al 70, quindi una volta accolto l'emendamento numero 70, il 119 va ritirato. Per l'emendamento numero 92 va fatta la stessa considerazione, poiché attiene a materia organizzativa, ai sensi dell'articolo 13 della legge 11/83 non è ammissibile. Lo stesso discorso vale per l'emendamento numero 496, e non entro nel merito dei motivi per cui c'è stata questa distinzione tra amministrazione diretta ed enti, ma intanto l'articolo 77 della legge 31/98 evidentemente concerne la materia organizzativa che deve essere trattata in modo diverso.

Tutti gli emendamenti di questa natura non sono vietati in senso assoluto, perché sappiamo perfettamente che non esiste una gerarchia delle fonti, però occorre considerare che se si intende modificare la legge di contabilità allora si scrive che la legge di contabilità è modificata in toto o in parte, ma non si può approvare oggi una legge e domani pretendere che essa sia violata dallo stesso legislatore che l'ha approvata.

In conclusione invito calorosamente i presentatori di tutti questi emendamenti a ritirarli, fatta eccezione per l'emendamento numero 70, che è stato accolto dalla Giunta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA SALVATORE (D.S.). Prendo atto con soddisfazione di quanto detto dall'assessore Masala e spero che tutto vada a buon fine, secondo la linea che l'Assessore stesso ha esposto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Manca. Ne ha facoltà.

MANCA (Gruppo Misto). Intervengo anch'io brevemente, Presidente, per riparlare velocemente dell'emendamento numero 496 e prendere atto che c'è questa incompatibilità con l'articolo 13 della legge regionale numero 11 del 1983. E' chiaro che in una situazione di questo genere, l'applicazione agli enti strumentali del disposto di cui al comma 2 dell'articolo 77 della legge regionale numero 31/98, così come proponevamo noi, eliminerebbe una inammissibile e ingiustificata sperequazione. Riteniamo che il personale dell'amministrazione regionale e quello degli enti debbano essere equiparati; non è pensabile che funzionari, dipendenti della stessa struttura, abbiano posizioni diverse e che sia privilegiato chi presta servizio in certi enti piuttosto che in altri. A questo si deve aggiungere che sarebbe maggiormente rispettato il fondamentale principio della funzionalità, efficacia e soprattutto efficienza della pubblica amministrazione. Vi sono enti, quali ad esempio l'ERSAT, che si trovano in una situazione particolarmente difficile, perché un certo numero di dirigenti si è volontariamente dimesso o è andato in pensione per raggiunti limiti di età. Allo stato attuale, infatti, a fronte di 34 dirigenti su circa 1200 dipendenti previsti in pianta organica, questo ente dispone di solo quattro dirigenti, con l'imminente pensionamento di due di essi. L'ERSAT, come sappiamo, come ben sa la Giunta regionale, è costituito da circa dodici servizi, a cui devono essere preposti appunto dei dirigenti, senza tenere conto poi dello staff dirigenziale che coadiuva. I dipendenti che sono in possesso dei requisiti previsti dalla legge regionale sono circa nove, quindi non ci sarebbe un aggravio economico così elevato, come si potrebbe pensare. Teniamo conto che due o tre di essi nel giro di pochi anni raggiungeranno l'età pensionabile. Quindi l'inquadramento, come noi prevedevamo con questa modifica del comma 2 dell'articolo 77 della legge 31/98, avrebbe consentito di ricoprire l'attuale periodo di vacanza fino all'espletamento dei concorsi.

Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Nuvoli. Ne ha facoltà.

Nuvoli (F.I.-Sardegna). Intervengo brevemente sull'emendamento numero 38, perché, dopo aver ascoltato con molta attenzione le argomentazioni dell'Assessore, debbo immediatamente sottolineare che questo emendamento non intacca, da un punto di vista sostanziale, la normativa esistente, semplicemente stabilisce una condizione di equità in riferimento a un aspetto molto, ma molto marginale della problematica sul tappeto. Veramente, mi rifiuto di affrontare argomenti di questo tipo in maniera tanto rigida, come qui è stato fatto.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CARLONI

(Segue NUVOLI) Credo che le argomentazioni addotte dall'assessore Masala siano degne del massimo rispetto e della massima considerazione, tuttavia continuo a sostenere la validità sostanziale di questo emendamento. Quindi, non solo mantengo l'emendamento 38, ma preannuncio che chiederò la votazione nominale, perché ogni consigliere si assuma le proprie responsabilità. Peraltro, il Presidente della Commissione ha dichiarato di rimettersi al voto dell'Aula, quindi io invito caldamente questo Consiglio regionale a dare una risposta di giustizia, sul piano sostanziale, ma direi anche sul piano formale.

Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

Vassallo (R.C.). Signor Presidente, vorrei fare soltanto due considerazioni per quanto riguarda gli emendamenti numero 489 e 429.

Noi abbiamo presentato l'emendamento numero 489 come emendamento all'emendamento 38 dell'onorevole Nuvoli, di cui condividiamo il contenuto. Tuttavia, così come è formulato, l'emendamento numero 38 ci sembra troppo formale, ma soprattutto riteniamo che dal punto di vista sostanziale violi la legge 31/98, per cui abbiamo cercato di individuare una formulazione che consenta ugualmente di raggiungere l'obiettivo che ci si è posti.

Anche noi chiediamo l'equiparazione delle competenze attribuite al Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione con quelle del Corpo forestale dello Stato, però demandiamo alla Giunta il compito di disporre i necessari indirizzi al Comitato per la rappresentanza negoziale della Regione, in modo che il Comitato, comunque, ne debba prendere atto. In effetti si tratterebbe di un preciso indirizzo da dare al Comitato per la rappresentanza negoziale della Regione, e nell'emendamento è anche indicata la copertura finanziaria per le spese derivanti dall'applicazione di questa norma.

Noi manteniamo, pertanto, l'emendamento numero 489 che, a nostro avviso, si raccorda benissimo con l'emendamento numero 38, ma consente di raggiungere lo stesso risultato attraverso una procedura più rispondente a quella che è la legislazione vigente.

L'emendamento numero 429 si riferisce all'attuazione del progetto di recupero dei reflui del depuratore industriale di Porto Torres. Mi dispiace che non ci sia in questo momento l'Assessore dell'agricoltura, perché devo dire che sulla stampa è apparso un articolo in cui egli, riferendosi a questo progetto, afferma che si tratta di una scelta già operata dalla Giunta regionale, con certezza di finanziamento.

Io ho letto sia le Note di programma, sia gli stanziamenti previsti nel bilancio, e non ho individuato specifiche risorse finanziarie destinate a questo scopo. Dato che l'Assessore dell'agricoltura in quell'articolo ha fatto affermazioni precise, cioè non solo ha confermato il finanziamento di questo progetto, ma anzi ha detto che l'intervento era già stato programmato, l'emendamento numero 429 intende solo dare seguito a una dichiarazione precisa di un esponente della Giunta. Per cui noi lo manteniamo e chiediamo che venga messo in votazione.

Vorrei fare un'osservazione per quanto riguarda l'emendamento numero 85: più di una volta si è detto che ci sono norme intruse, che devono essere discusse nelle Commissioni competenti per materia, perché sono norme articolate che modificano le leggi e introducono criteri nuovi. L'emendamento numero 85, che reca le firme dei consiglieri Capelli, Vargiu, Piana, Fois, Murgia, Cossa e Contu, modifica sostanzialmente due leggi regionali, e cioè le leggi numero 13 e 26 del 1988. Io capisco che vi sia necessità di intervenire in questo settore, però se si dichiara di voler seguire un certo orientamento rispetto a dei principi che per la maggioranza molte volte sono invalicabili, non si capisce come si possa esprimere parere favorevole sull'emendamento numero 85. Peraltro, se lo leggete attentamente, vi renderete conto che è ben articolato e molto lungo.

(Interruzione)

E' stato ritirato e sostituito dal 481? Chiedo scusa, fra tutti questi emendamenti può darsi che abbia fatto confusione. Faccio riferimento, allora, all'emendamento 481. Ecco, vedo che questo emendamento mantiene il senso dell'emendamento 85, nel senso che si parla anche qui di modifiche e integrazioni alla legge regionale numero 13 del 1988, con riferimento ai requisiti per poter essere considerati idonei a svolgere l'attività di direttore tecnico delle agenzie di viaggio e turismo.

Vedete, io penso che questo argomento meriti da parte del Consiglio un minimo di attenzione, perché noi non possiamo stabilire chi è idoneo o meno a svolgere una certa attività attraverso un semplice emendamento.

So che nella passata legislatura erano state presentate delle proposte di modifica della legge 13/88 e mi rendo conto che si tratta di una legge che necessita di essere riformata e corretta in alcune sue parti, però ritengo che trattandosi di una materia delicata e complessa spetti alla Commissione consiliare competente discutere e approfondire nel merito anche questo argomento. Per quanto ci riguarda noi siamo disponibili a lavorare quanto prima in Commissione per dare una risposta complessiva a questo settore, che ne ha veramente bisogno. Non siamo disponibili a modificare a colpi di emendamenti le leggi vigenti. Per cui, ripeto, non possiamo condividere nel merito l'emendamento numero 481.

Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Fois. Ne ha facoltà.

Fois (P.P.S. C.D.U. Sardi). So che l'assessore Masala ha chiesto il ritiro dell'emendamento 119. Chiedo scusa, ma siccome in quel momento non ero presente, vorrei conoscere le motivazioni di tale richiesta e sapere come intende far fronte al problema sollevato con questo emendamento, eventualmente anche nel bilancio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.

Falconi (D.S.). Intervengo brevemente su due o tre emendamenti e in particolare sull'emendamento numero 98 che voglio poi collegare al 248, perché è veramente singolare la posizione assunta del relatore di maggioranza, il quale esprime parere favorevole su un emendamento (seppure per una spesa di 300 milioni) relativo a manifestazioni effettuate nel 1997, non si sa dove, ed esprime invece parere contrario sul pagamento di debiti pregressi della Giunta regionale nei confronti di consorzi fra comuni. Ripeto, questa posizione del relatore di maggioranza è veramente singolare e mi auguro che ciò che ha fatto intendere l'Assessore, e cioè che il ragionamento che lui ha fatto sui debiti pregressi della Regione, che possono trovare accoglimento nei programmi operativi dei diversi Assessorati, si riferisse, appunto, a questo e ne chiederei conferma, perché altrimenti manterrò l'emendamento. Se questa conferma arriva io mi dichiaro sin d'ora disponibile a ritirare l'emendamento numero 248.

Sull'emendamento numero 481, che sostituisce l'85, vorrei fare alcune brevi considerazioni. Badate, non si può cambiare opinione a giorni alterni a seconda degli argomenti che si trattano. Questo emendamento contiene una profonda modifica a una legge di settore molto delicata e riguarda un argomento la cui discussione è stata avviata nel corso dell'esame di diverse leggi finanziarie. Si tratta, infatti, di un emendamento che viene puntualmente ripresentato ogni anno in occasione della discussione della legge finanziaria, per lo meno da quando io sono consigliere regionale, cioè da circa sette anni. Allora, a mio avviso, si pone un problema giusto in termini sbagliati. Dico questo perché è giusto che chi gestisce da tre anni un'agenzia turistica, proprio perché in quei tre anni ha fatto un tirocinio necessario e sufficiente per diventare direttore tecnico, abbia questa qualifica. E' vero che i direttori tecnici delle agenzie di viaggio in Sardegna sono pochi e questo consente loro di avere una sorta di albo al quale le agenzie sono costrette ad attingere, sottostando alle loro richieste economiche. Tutto giusto fin qui, però ripeto, non si può modificare una legge senza aver riflettuto bene su ciò che si sta modificando.

L'emendamento fa riferimento al contenuto della legge quadro nazionale numero 217 del 1983, che è stata abrogata nel mese di febbraio del corrente anno, e alle successive modificazioni e integrazioni. Badate, fa riferimento a cose che ancora noi non conosciamo, non le conosce la Commissione, non le conosce l'Aula, per cui non sappiamo a che cosa effettivamente si vada incontro.

Il dispositivo successivo dell'emendamento numero 481 demanda alle Camere di commercio lo svolgimento degli esami di idoneità dei direttori tecnici di agenzie di viaggio e turismo. Io su questo non sono d'accordo, perché, per esempio, i direttori tecnici della provincia di Oristano potrebbero non essere riconosciuti dalle altre province, e comunque l'idoneità conseguita può essere diversa a seconda della provincia in cui si sostengono gli esami. Non solo, io non ritengo giusto neanche delegare questa materia alle Camere di commercio, in quanto deve essere tenuta in capo all'Assessorato del turismo.

Concludo invitando il collega Capelli a ritirare questo emendamento, affinché in tempi brevi, e considerato che sono stati presentati degli appositi progetti di legge, la VI Commissione, competente per materia, possa approfondire questo argomento, perché non è opportuno che le modifiche di leggi di settore siano introdotte attraverso la legge finanziaria.

Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Orrù. Ne ha facoltà.

OrrU' (D.S.). Signor Presidente, intervengo su alcuni emendamenti. Per quanto riguarda l'emendamento numero 481 non ripeto le cose che ha sostenuto l'onorevole Falconi prima di me, perché concordo pienamente con quanto egli ha detto. Voglio solo rimarcare quello che sembra un atteggiamento un po' schizofrenico da parte della maggioranza, la quale prima ribadisce che non si modificano le leggi di settore attraverso la legge finanziaria e poi presenta uno schemino di questo genere che interviene eccome su leggi di settore!

Voglio invece soffermarmi sugli emendamenti numero 98, 99 e 291, che prevedono l'erogazione di contributi a valere sulla legge numero 7 del 1955, per manifestazioni pubbliche di grande interesse turistico in Sardegna. Io li definirei, tutti e tre, compreso quello che reca anche la mia firma, degli emendamenti di sanatoria. C'è però un particolare che vorrei far notare: il relatore di maggioranza, l'onorevole La Spisa, si è rimesso all'Aula sui primi due e ha espresso parere contrario sul terzo, cioè sul 291. I primi due emendamenti sono relativi alle manifestazioni - non so quali siano esattamente, ma credo che siano importanti -svolte prima del 31 dicembre 1997, che non hanno ricevuto il previsto finanziamento regionale, e alle manifestazioni inserite nel programma di contributi approvato addirittura nel '96, ma che non si sono tenute per mancanza di fondi. Gli importi da erogare sono rispettivamente di 300 milioni e 150 milioni. Forse sarebbe stato più corretto indicare quali sono le manifestazioni che, quattro o cinque anni dopo, si intende finanziare. Su questo ci si è rimessi all'Aula anziché esprimere un parere che, secondo me, doveva essere contrario.

L'emendamento numero 291 tende a sanare questa situazione, che molti di noi hanno individuato e anche criticato nei mesi scorsi. Come si sa il programma della legge 7/55 per tutte le manifestazioni pubbliche in Sardegna prevedeva una dotazione finanziaria di 3 miliardi e 800 milioni: 3 miliardi sono stati attribuiti ad un unico soggetto, ancorché importante, che ha promosso manifestazioni di grande rilievo, e per il resto si è azzerato qualsiasi sostegno alle altre manifestazioni tenutesi nell'Isola. Quindi, l'emendamento che noi abbiamo presentato si propone di sanare questa situazione, sostenendo il programma di manifestazioni che anche l'anno scorso, con grandi sacrifici, comuni ed enti hanno comunque realizzato nella nostra Isola.

Infine, vorrei dire due parole sull'emendamento numero 154, che riguarda il reintegro dei 5 miliardi che, all'articolo 1 di questa finanziaria, sono stati sottratti dal fondo per gli interventi nelle aree minerarie dismesse, di cui all'articolo 34 della legge 37/96. Bisogna che si sappia che c'è stato un bando pubblico, in base a questa legge, sono state fatte le istruttorie, le imprese hanno sostenuto delle spese e l'unica ragione per cui non si è concluso l'iter è la mancata disponibilità delle aree e degli immobili, ma questo non dipendeva dalle imprese. Adesso che ci sono le direttive per la cessione degli immobili e delle aree si sottraggono le risorse. Non mi sembra un atteggiamento corretto, ecco perché noi riteniamo che sia giusto non solo reintegrare quelle risorse che sono dovute, ma ampliarne la possibilità di utilizzo anche alle aree industriali dei comuni di Guspini e Arbus.

Presidente. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Chiedo scusa, Presidente, siccome alcuni di noi sono iscritti a parlare, volevo sapere se l'intervento del Presidente della Giunta è conclusivo.

PRESIDENTE. No, gliel'ho già chiesto anch'io.

Floris Mario (C.S.), Presidente della Giunta. Signor Presidente, colleghi del Consiglio, volevo rivolgere un apprezzamento all'onorevole Nuvoli per aver sollevato un problema reale, che è presente nella contrattazione che noi stiamo portando avanti per il rinnovo del contratto dei dipendenti regionali. E' per questo che negli incontri che abbiamo avuto con il coraN, ma anche nelle stesse direttive che sono state impartite al coraN per il rinnovo contrattuale, abbiamo osservato che è necessario ridare slancio e fiducia al Corpo forestale della Regione. Tant'è che abbiamo detto, anche alle organizzazioni sindacali che si occupano dei problemi di tutto il personale, che questo problema, nel prossimo contratto, sarà trattato separatamente. Mi pare che di questo si siano rese conto anche le organizzazioni sindacali; il contratto è scaduto il 31 dicembre 2000, quindi appena sarà terminata questa contrattazione ne inizierà un'altra per il nuovo contratto.

Gli stanziamenti che sono stati previsti servono per la nuova contrattazione, perché il Consiglio regionale, attraverso le direttive che sono pervenute dalla Giunta, ha già quantificato la spesa; non sono risorse altrimenti spendibili in questo momento. La Giunta è dell'opinione non solo che al Corpo forestale regionale debba essere corrisposta l'indennità per servizio d'istituto nella misura stabilita per il Corpo forestale dello Stato, ma debbano anche essere previsti interventi di carattere strutturale volti a proteggerlo, valorizzarlo e renderlo efficiente.

Voglio però cogliere questa occasione per richiamare l'attenzione dei colleghi, anche quella dell'onorevole Onnis, sul fatto che tutti gli emendamenti, pur essendo attinenti a competenze regionali, e quindi, da questo punto di vista, sono certamente legittimi, costituiscono, comunque, una forzatura delle norme di contabilità regionale che il Consiglio si è voluto dare.

Le norme di contabilità regionale stabiliscono quello che si può fare e quello che non si può fare con la legge finanziaria e noi non possiamo non fare ad esse riferimento, perché ciò significherebbe che noi stessi le contestiamo, e allora immaginiamoci quanto potrebbero essere contestate dagli altri. E non serve neppure ricordare, come si è detto in quest'aula più volte, che in passato norme simili a quelle che si stanno proponendo oggi non sono state oggetto di censura da parte del Governo nazionale, perché ciò potrebbe invece accadere oggi, e siccome siamo già arrivati al quarto mese dell'esercizio provvisorio, vi prego di credermi, non possiamo assolutamente correre neanche il più piccolo rischio.

In linea puramente teorica, certo, si dice che è tutto molto semplice e chiaro, perché sono norme che non contrastano con quelle dello Stato e che anzi recepiscono norme statuali, ma non possiamo sottacere, guardando il tutto con una lente più attenta, che sussista il pericolo che esse siano oggetto di censura e di rinvio di questa legge finanziaria. Chiunque di noi agirebbe così per quanto riguarda la materia del personale e anche altre materie. E' vero che l'anno scorso le motivazioni erano differenti, ma è altrettanto vero che lo erano perché il Governo nazionale aveva già deciso di cassare quelle norme e quindi di attuare un rinvio che era più pregnante rispetto all'osservazione delle norme stesse.

Quindi, non possiamo non rispettare tassativamente il contenuto delle norme di contabilità che ci siamo dati. Siccome, però, siamo d'accordo su questi provvedimenti, credo che possiamo uscire da questa impasse assumendo come Consiglio regionale la decisione di rinviare questi emendamenti a un apposito progetto di legge, da predisporsi immediatamente, evitando così di ricorrere sempre e soltanto alla legge finanziaria per fare quello che le Commissioni dovrebbero fare normalmente.

Credo che, se il Consiglio vorrà, si possa assumere questo impegno, centrando ugualmente l'obiettivo che si voleva conseguire con questi emendamenti.

Presidente. Con questa ammonizione del Presidente della Giunta la discussione continua. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

Marrocu (D.S.). L'intervento del Presidente della Giunta mi consente di tralasciare una parte del mio intervento, perché anch'io volevo rivolgere un invito alla coerenza, un po' come si è fatto per un gruppo di emendamenti che riguardavano un settore particolare, che comunque vive anch'esso momenti di difficoltà.

Le tensioni sono tante, così come sono tante le pressioni che i singoli consiglieri e Gruppi subiscono per quanto riguarda i problemi legati all'agricoltura; si è dimostrata comunque una grande disponibilità, anche da parte del centrosinistra, a non strumentalizzare queste pressioni, queste richieste di intervento. L'abbiamo fatto, appunto, non accettando queste pressioni, né portandole strumentalmente in Aula, e anzi abbiamo correttamente ritirato alcuni emendamenti per rinviarli a un successivo progetto di legge, che ci siamo impegnati a proporre al resto del Consiglio.

Credo, quindi, anch'io che anche per quanto riguarda questo pacchetto di emendamenti ci debba essere la stessa coerenza. Devo anche dire che il parere espresso dal relatore di maggioranza su alcuni emendamenti non ha convinto neanche me, proprio perché non ha avuto, rispetto a questi temi, un comportamento coerente, anche in considerazione di quello che è avvenuto precedentemente in materia di agricoltura.

Voglio dire che, secondo me, su alcune questioni ci può essere l'accordo unanime del Consiglio. Faccio un esempio: perché dovremmo esaminare oggi, nel corso della discussione della legge finanziaria, l'emendamento numero 75, che introduce una modifica alla legge 24/99, concernente l'istituzione dell'Ente foreste della Sardegna, se da oltre due mesi è giacente in prima Commissione un disegno di legge che modifica appunto la legge 24 e che dovrà essere esaminato dall'Aula al più presto? Valutiamo anche l'emendamento 75 in sede di istruttoria di quel disegno di legge. Tra l'altro, sicuramente, si dovrà realizzare un decentramento che tenga conto della nuova realtà dell'Ente foreste. Per cui, anch'io penso che sia sbagliato prestarsi come singoli consiglieri o come Gruppi a delle strumentalizzazioni o sottostare a certe sollecitazioni quando già nelle Commissioni sono giacenti appositi provvedimenti riguardanti le stesse materie oggetto degli emendamenti adesso in discussione. Ripeto, quindi, l'invito già fatto dal collega Selis, in particolare rivolto a qualche Presidente di Commissione: si convochino subito le Commissioni per discutere di questi argomenti e si portino in Aula i collegati alla finanziaria e i progetti di legge già esitati.

Voglio anch'io brevemente fare riferimento agli emendamenti numero 98, 99 e 291, non per esprimere pregiudizialmente un parere contrario, ma per chiedere ai presentatori dei primi due emendamenti, o a chi li ritiene ammissibili, di spiegare per quale motivo chiedono di finanziare col bilancio 2001 delle manifestazioni che si sono tenute nel 1997. Che cosa è avvenuto? Quelle manifestazioni si sono tenute regolarmente? Il rendiconto delle manifestazioni è stato regolarmente predisposto, oppure non è stato presentato o è stato presentato e ne è nato un contenzioso?

In altre parole, se ad una associazione che ha organizzato una data manifestazione pubblica viene riconosciuto un credito maturato nei confronti dell'amministrazione regionale o di un ente regionale per errori solo ad essi imputabili, io credo che sia giusto anche tornare indietro nel tempo; se invece vi è stata negligenza o la manifestazione non si è tenuta nelle forme stabilite oppure l'ente o l'associazione che ha avuto il finanziamento non ha presentato regolare rendicontazione, il caso è diverso. Tuttavia, perché dovrei votare contro questi emendamenti se magari una associazione si è caricata davvero di debiti per fare una determinata manifestazione e l'amministrazione regionale è responsabile del mancato finanziamento? Qualcuno però spieghi che la situazione è questa, altrimenti posso pensare che quella manifestazione non andava finanziata, che il contributo non andava erogato, perché non è stato presentato il rendiconto. Invece, nessuno spiega nulla. Il collega Orrù, con l'emendamento numero 291, ha sollevato il problema delle manifestazioni turistiche non finanziate nel 2000, ed io voglio porre una domanda: è possibile che noi prevediamo la proroga per utilizzare nel 2001 le risorse destinate alle manifestazioni turistiche culturali e di spettacolo da realizzarsi nel 2000? Significa che le manifestazioni inserite nel programma di contributi del 2000 non si sono tenute. Allora mi chiedo: è corretto che nei programmi di contributi fatti a fine anno siano previste manifestazioni che non si sono tenute e siano escluse tante manifestazione culturali, turistiche per realizzare le quali gli organizzatori magari si sono indebitati o si sono rivolti ad altro mercato? Il collega Orrù ha posto un problema reale e, senza individuare i soggetti beneficiari, ha previsto l'integrazione del finanziamento per l'anno 2001 per consentire l'erogazione dei contributi anche per le manifestazioni pubbliche del 2000 che non erano comprese nel programma perché le risorse sono state destinate esclusivamente ad un consorzio, seppure per un programma di grande valenza turistica.

Io non ho nulla contro la decisione assunta in merito a questi emendamenti, però mi chiedo perché non si accoglie l'emendamento numero 291 e si accolgono invece gli altri due emendamenti? Anche a questo riguardo credo sia necessaria un po' di coerenza.

In conclusione voglio soffermarmi sull'emendamento 154 e mi rivolgo all'assessore Pirastu: per le aree minerarie dismesse di Ingurtosu e Montevecchio da 10 anni è previsto uno stanziamento di 15 miliardi, di cui 7 miliardi e 500 milioni sono stati destinati all'emsa per la creazione di infrastrutture, secondo quanto previsto dalla la legge 37/96, e la restante parte è stata destinata alla SFIRS per attivare iniziative imprenditoriali in quelle aree, di cui alla legge 15/94. E' una risposta che fu correttamente data dal Consiglio, perché quelle aree minerarie avevano bisogno di iniziative imprenditoriali vere, non di lavori socialmente utili. Secondo l'interpretazione dell'articolo 34 della legge 37 data dalla SFIRS, le iniziative dovevano svilupparsi nelle aree minerarie, cioè a Ingurtosu e Montevecchio, oppure non potevano essere finanziate.

Il problema delle aree minerarie di Ingurtosu e Montevecchio non si è ancora risolto, per cui queste iniziative non si sono realizzate. Che cosa è stato fatto quindi? Si sono prelevati 4 miliardi e 700 milioni dal fondo di cui all'articolo 34 della legge 37, lasciandolo quindi senza risorse. Ora stiamo chiedendo di ripristinare quelle risorse e di stabilire che possono essere utilizzate oltre che per Ingurtosu e Montevecchio anche per le aree P.I.P. (Piani di insediamenti produttivi) dei comuni di Guspini e Arbus. Vi chiediamo di valutare questo emendamento, se poi in questo momento non ci sono le risorse per ripristinare il fondo, si approvi almeno il secondo comma dell'emendamento, e magari le risorse per ripristinare quel fondo potranno essere reperite in fase di assestamento del bilancio, però non si dica subito di no, perché ripeto è un problema reale e si tratta di consentire a quei territori che hanno rinunciato da tempo alle miniere, e non si sono fermati a difendere l'esistente o a chiedere assistenza, la possibilità di attuare iniziative imprenditoriali e di avere quindi un minimo di sviluppo.

Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.

Sanna Gian valerio (Popolari-P.S.). Signor Presidente, ritorno brevemente all'emendamento numero 99, che probabilmente merita un po' di attenzione anche dal punto di vista della sua formulazione. Con questo emendamento si autorizza l'erogazione di 150 milioni all'esit per manifestazioni pubbliche di grande interesse turistico, che pur inserite in un programma di contributi del 1996...

TUNIS MARCO (F.I.-Sardegna). E' stato ritirato.

Sanna Gian valerio (Popolari-P.S.). No, è stato dato parere favorevole. L'emendamento numero 99 fa riferimento a "manifestazioni pubbliche di grande interesse turistico, che, pur essendo state inserite nel programma di contributi regolarmente approvato…" - stiamo parlando di contributi del 1996 - "non sono state svolte per mancanza di fondi". Cioè, noi autorizziamo nel 2001 la spesa di 150 milioni per manifestazioni che non si sono svolte.

TUNIS MARCO (F.I.-Sardegna). L'emendamento 99 è ritirato.

Sanna Gian valerio (Popolari-P.S.). Ma, non è stato detto. Se è stato ritirato ne prendo atto.

L'emendamento 98, sulla falsariga del 99, fa riferimento a iniziative di promozione dell'immagine della Sardegna a livello nazionale in campo turistico, svolte entro il 1997, che seppure autorizzate non hanno ricevuto il previsto finanziamento regionale. Dalla lettura sembrerebbe che queste attività siano state svolte, però data la carenza di documentazione al riguardo non si sa da chi sono state autorizzate e in base a quale programma, elementi necessari per poter giustificare una erogazione di risorse di questo genere. Per cui io pongo il problema della legittimità di questi emendamenti.

Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Deiana. Ne ha facoltà. Onorevole Tunis, stiamo rispettando l'ordine delle iscrizioni a parlare.

Presidente. Prego, onorevole Deiana.

Deiana (I Democratici). Approfitto della presenza dell'assessore Frongia per fare alcune riflessioni sull'emendamento numero 39. Questo emendamento non prevede autorizzazioni di spesa, ma riguarda la soppressione del comma 6 dell'articolo 2 della legge regionale numero 9 del 1998, il quale dispone che le agevolazioni previste in legge sono concesse agli imprenditori che tengano aperte le strutture alberghiere al pubblico esercizio per almeno sette mesi all'anno. Ora bisogna vedere se l'esperienza o un attento monitoraggio dimostrano che questo sbarramento è veramente utile.

L'altra riflessione che deve essere fatta riguarda il raccordo con la legge numero 36 del 1998, la quale prevede incentivi per quegli imprenditori turistici che durante il periodo estivo assumono personale per oltre quattro mesi, prolungando così la stagione turistica. Vorrei chiedere all'assessore Frongia se la soppressione di questo comma, da noi proposta, può essere utile in base ai dati che ha in suo possesso, oppure no, in tal caso ritiriamo l'emendamento 39. Se invece l'assessore Frongia, in base anche all'esperienza di governo maturata in questi anni, ritiene che questo emendamento sia significativo, noi chiediamo che venga posto in votazione, visto che il relatore si è rimesso all'Aula.

Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.). Rinuncio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.

Liori (A.N.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo brevemente per sostenere gli emendamenti presentati dall'onorevole Onnis, e anche da me firmati, perché le argomentazioni che sono state finora addotte, sia dai consiglieri dell'opposizione, sia dal Presidente della Giunta, per giustificare la richiesta di ritirarli non mi sembrano abbastanza convincenti. Inoltre, mi risulta che emendamenti dal contenuto non attinente alle disposizioni della legge di contabilità a questa legge finanziaria ne siano stati presentati (e sono stati anche approvati) parecchi da parte di consiglieri della maggioranza e dell'opposizione e soprattutto di chi più di tutti ha aspramente criticato proprio la presentazione di emendamenti di questa natura. Quindi il fatto che questi emendamenti non siano conformi alla legge di contabilità non è un motivo sufficiente perché la Giunta non li accolga.

Inoltre, non convince neanche la motivazione secondo cui gli stessi argomenti potrebbero essere trattati più in là, anche perché una delle motivazioni che ci hanno indotto a presentare questi emendamenti, parlo a titolo personale, perché non so che cosa riterranno di fare l'onorevole Onnis e gli altri presentatori, è che concernono problemi che si sarebbero dovuti affrontare molto tempo fa. Quindi, a mio modesto parere, questa è l'occasione per farlo, perché di promesse facili e di ordini del giorno che non si negano a nessuno in quest'Aula se ne fanno tanti.

Io chiedo a questa maggioranza di rimanere compatta, di sostenere questi emendamenti che sono giusti, che non comportano spese e hanno mille e un motivo per essere approvati da quest'Aula. Se poi ci sono ragioni di altro genere che possono indurre qualcuno a non approvarli le si dica chiaramente, altrimenti questi emendamenti non verranno ritirati, e li farò miei qualora il primo firmatario, l'onorevole Onnis, li ritirasse, perché non mi sembra giusto, non mi sembra corretto né degno di quest'Aula continuare ad argomentare in questo modo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fois. Ne ha facoltà.

FOIS (P.P.S.-C.D.U. Sardi). L'emendamento numero 119 tende ad eliminare una forte sperequazione che c'è tra la condizione economica del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale e quella dei parigrado del Corpo forestale dello Stato e anche di coloro che svolgono lo stesso servizio nelle altre Regioni a Statuto speciale.

Nel sottolineare che questa sperequazione esiste e va eliminata, prendo per buono l'impegno determinato e chiaro assunto dal Presidente della Giunta. Colgo l'occasione per ricordare che la risoluzione è uno strumento idoneo a mettere in risalto l'impegno non solo del Presidente della Giunta, ma anche di tutta l'Aula, quindi mi ritengo soddisfatto e ritiro l'emendamento numero 119.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS MARCO (F.I.-Sardegna). Vorrei fare un breve intervento in riferimento agli emendamenti numero 98 e 99. Tengo a precisare, poiché alcuni colleghi che mi hanno preceduto hanno posto l'accento su questo punto, che le manifestazioni pubbliche di cui si parla si sono regolarmente tenute, ma per problemi sorti all'interno dell'Assessorato del turismo non si è potuto onorare l'impegno preso.

L'assessore Pittalis, anche considerando che il relatore di maggioranza si è rimesso all'Aula, ha precisato che si tratta di un'iniziativa valida che può trovare spazio nelle poste di bilancio, magari tra gli impegni successivi. Pertanto ritiro gli emendamenti numero 98 e 99.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Onnis. Ne ha facoltà.

ONNIS (A.N.). Signor Presidente, colleghi consiglieri, io intervengo con qualche disagio e con molto sconcerto, ma debbo farlo per onore di firma e soprattutto per principio, per tutelare quelle che sono le facoltà, le potestà, i poteri di iniziativa del Consiglio regionale e di ciascun consigliere regionale.

Intervengo per dire che dissento responsabilmente, e credo pacatamente, dalle osservazioni dell'illustre Presidente della Giunta, il quale ha ribadito un'ipotesi che era stata ventilata venerdì, cioè che l'eventuale ingresso nella legge finanziaria di questi emendamenti potrebbe rappresentare un rischio di legittimità, un rischio di "ritualità" della stessa finanziaria. Ed è singolare che lo stesso Presidente della Giunta, con molta franchezza e lealtà parlamentare, abbia ammesso, una volta consultati i suoi uffici, che al contrario di quello che si supponeva venerdì, questi emendamenti sono nella sostanza assolutamente in linea con le previsioni della legge nazionale e che dunque, sotto questo profilo, non compromettono certamente l'approvazione della legge finanziaria.

Presidente, io intanto voglio porre a me stesso e alla Giunta una domanda: se questi emendamenti in qualche modo appesantirebbero i contenuti e la portata della finanziaria, dando concretezza a quel rischio che lei ha ventilato, quale sarebbe la sorte della finanziaria in conseguenza del fatto che altri emendamenti di natura sostanziale, certamente distanti da quelli che sarebbero i contenuti formali della finanziaria, sono stati già approvati da quest'Aula? Mi riferisco, per esempio, all'emendamento numero 166 all'articolo 3, presentato dal collega Selis e da altri che modifica l'articolo 5 della legge regionale 15 luglio 1986, numero 47; mi riferisco all'emendamento numero 82 all'articolo 4, che introduce modifiche al decreto del Presidente della Giunta 14 febbraio 1989, numero 12, all'emendamento numero 12 all'articolo 1, all'emendamento numero 481, che sostituisce l'emendamento 85 e che prevede modifiche agli articoli 8 e 15 della legge regionale 13 luglio 1988, numero 13, ma ce ne sono degli altri.

Allora, se il dato che ho offerto alla vostra attenzione è fondato, e credo che difficilmente possa essere confutato, mi debbo domandare - ecco la ragione di principio, ecco la dignità del consigliere che può sentirsi in qualche modo toccata e intaccata - se dietro questo atteggiamento non ci siano altre valutazioni, se non ci sia in sostanza qualcosa che non emerge, se non si tratti, per esempio, di una contropartita, non voglio parlare di prezzo, che si dovrebbe in qualche modo offrire alle opposizioni per un loro atteggiamento benevolo nella trattativa, e speriamo che la trattativa stessa si concluda.

Io credo che si agiti ancora un fantasma, perché se è vero che sarebbe sostenibile, su un piano assolutamente formale, quella pretesa preclusione della quale lei ha parlato, ma è altrettanto vero che sul piano sostanziale l'ingresso di norme di questo genere, pienamente coincidenti con la legge quadro nazionale, non creerebbe nessun problema in ordine all'accoglimento della finanziaria, e non attirerebbe le attenzioni dei funzionari governativi che su quella stessa finanziaria dovranno esprimere il loro parere.

Le ombre di venerdì si sono diradate, oggi prende corpo quest'altro fantasma, ma si tratta di un fantasma che ha rilevanza sul piano giuridico e temo anche sul piano politico. Rimane un cruccio, signor Presidente, ed è quel cruccio al quale facevo riferimento venerdì, quando mi domandavo, senza polemica, così come senza polemica me lo domando adesso, se i firmatari di questi emendamenti fanno parte di questa maggioranza, se le altre componenti della maggioranza ritengono che la maggioranza deve apparire e deve agire compatta, o se viceversa, per tutelare altre situazioni o altri "interessi politici", le iniziative o le richieste della maggioranza debbono essere accantonate.

Signor Presidente, lei ha scoperto l'acqua calda, mi consenta di dirglielo, quando ci ha ricordato che le istanze sottese a questi emendamenti comunque potrebbero trovare cittadinanza e formare oggetto di un disegno di legge, per venire incontro alle esigenze che sono state prospettare. Si tratta di esigenze sostanziali, di esigenze attuali che oggi debbono essere prese in considerazione e soddisfatte. E' troppo comodo e facile dire: "Si può presentare un progetto di legge". Qualunque consigliere regionale, io stesso, avrei potuto presentare una proposta di legge, ma evidentemente i tempi non sarebbero stati quelli consoni e necessari; evidentemente l'opportunità politica segnalava ad una componente della maggioranza di presentare oggi, in questa sede, emendamenti quali quelli che sono stati presentati, che sono sempre passati, senza che mai siano state sollevate delle obiezioni. Tanto che, quando si è trattato di approvare gli emendamenti che ho citato, e tanti altri che mi riservo adesso di individuare e di segnalare, nessuno ha sollevato difficoltà di sorta.

Ecco perché ritengo che gli emendamenti da me presentati debbano essere in ogni caso oggetto di votazione palese e che ciascuno, anche per problemi che possono apparire di secondaria importanza, ma che talvolta acquisiscono invece una portata politica rilevante, debba assumersi le sue responsabilità e far sapere qual è la sua posizione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, voglio solo dire due parole sugli emendamenti numero 38 e 119, che riguardano l'indennità per servizio d'istituto corrisposta alle guardie forestali. Credo che questa sia una materia degna della massima attenzione; sappiamo perfettamente con quanti sacrifici e con quali rischi il Corpo forestale opera in Sardegna, sappiamo purtroppo che vi sono stati anche degli attentati contro le guardie forestali. Ritengo giusta l'osservazione fatta dall'assessore Masala in merito agli emendamenti in materia di personale, io stesso ho ritirato due emendamenti inerenti al personale dell'Ente foreste, in quanto, come mi è stato suggerito, contenevano norme intruse che potevano inficiare il corso normale della finanziaria, però è necessario che al più presto (non so se sia competente per materia la Commissione presieduta dal collega Nuvoli) venga presentato in Commissione un progetto di legge - e l'assessore Pani, che mi ascolta, credo sia sensibile a questo aspetto - affinché agli appartenenti al Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Sardegna non solo venga riconosciuta un'indennità pari a quella corrisposta ai corrispondenti gradi degli appartenenti al Corpo forestale dello Stato, ma venga riconosciuta anche un'indennità specifica, tenendo conto della particolarità del territorio, dell'ambiente socioeconomico, dell'ambiente agropastorale in cui operano, e dei rischi che corrono giornalmente nell'espletamento del servizio.

Quindi chiedo che venga presentato, nel più breve tempo possibile, un progetto di legge che riconosca al personale del nostro Corpo forestale pari dignità e pari trattamento economico del personale del Corpo forestale dello Stato.

PRESIDENTE. Onorevole Nuvoli lei è già intervenuto, su che cosa intende parlare?

NUVOLI (F.I.-Sardegna). Intervengo sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. E' un suo diritto, certo. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Nuvoli. Ne ha facoltà.

NUVOLI (F.I.-Sardegna). Francamente sarebbe ora di smetterla con questa ipocrisia, cioè si chiede di parlare sull'ordine dei lavori per parlare d'altro. E' una cosa assolutamente ridicola.

Mi è stato rivolto l'invito, in modo particolare dal Presidente della Giunta regionale e da altri colleghi, a ritirare l'emendamento numero 38. L'Assessore del personale l'ha ritenuto inammissibile, punto e basta. Dico subito che sarebbe estremamente comodo e anche facile chiedere, come avevo preannunciato, la votazione palese, proprio perché ognuno si possa assumere la propria responsabilità rispetto ad un problema di giustizia sostanziale, per essere molto chiari. Però, nel corso del dibattito che si è sviluppato su questo emendamento, ho capito che da una posizione iniziale, secondo me, di generale favore da parte di tutte le forze politiche alla soluzione di questo problema, cioè del problema relativo alla corresponsione di una indennità, chiamata indennità di istituto, ai dipendenti del Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione sarda, al pari di quella che viene corrisposta ai loro colleghi statali, si è passati a una posizione quanto meno ipergarantistica.

E' questo il senso degli interventi che ho ascoltato, in particolare quello dell'amico onorevole Tore Sanna e di altri esponenti della Commissione, che hanno plaudito al rispetto delle norme e della forma e alla coerenza nei confronti della Giunta regionale. Siccome, però, non vorrei avere sulle spalle la responsabilità delle sventure che ricadrebbero su tutti i sardi a causa di un'eventuale bocciatura della legge finanziaria dovuta a questa norma considerata intrusa, sia pure con grandi e fondate perplessità, anche sul piano formale, per essere molto chiari, perché non sono del tutto convinto delle argomentazioni portate in modo particolare dall'assessore Masala contro l'emendamento numero 38, che poi è analogo a un emendamento presentato dal collega Pietrino Fois, ritiro il mio emendamento, e prendo per buono l'intervento del Presidente della Giunta, onorevole Floris, il quale ha sostenuto l'esigenza di giungere comunque a una rapidissima soluzione del problema che è stato giustamente sollevato.

Quindi per essere molto chiari, non aspetterò che sia la Giunta regionale a prendere l'iniziativa. A me interessa la solidarietà della Giunta regionale e anche il consenso di tutte le forze politiche presenti in questo Consiglio regionale, e credo che anche l'opposizione non possa che essere d'accordo, per cui presenterò domani mattina una proposta di legge che conterrà pari pari le problematiche succinte, ma importanti, contenute sia nell'emendamento numero 38 sia nell'emendamento del collega Pietrino Fois.

Chiederò ai colleghi della Commissione che questa proposta di legge venga immediatamente inserita all'ordine del giorno, e fin dalla prossima settimana si inizi ad esaminarla per poterla esitare e portare in Aula al più presto, affinché il Consiglio possa dare quella risposta immediata a cui ha fatto riferimento anche il Presidente della Giunta.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Comunque prima delle elezioni.

MARROCU (D.S.). Nuvoli, tu non sarai più in quest'Aula!

SELIS (Popolari-P.S.). E' un augurio!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda. Ne ha facoltà.

CORDA (A.N.). A me sembra che le argomentazioni addotte dall'onorevole Onnis in riferimento a una differente valutazione da parte della Giunta tra gli emendamenti presentati dallo stesso onorevole Onnis e quelli presentati da altri colleghi siano fondate. Per esempio, l'emendamento numero 166, presentato dall'onorevole Selis, prevede la modifica dell'articolo 5 della legge regionale numero 47, l'emendamento 481, che sostituisce l'85, prevede la modifica degli articoli 8 e 15 della legge regionale 13/88, quindi se queste modifiche sostanziali non creano nessun tipo di problema, nessun pericolo alla finanziaria, non riesco veramente a capire la ragione per cui non si usino lo stesso metro di giudizio e la stessa prudenza per tutti gli emendamenti.

E' veramente cosa non buona e non giusta, per esempio, presentare in questa fase emendamenti che riguardano la caccia, cioè una di quelle attività che viene svolta in Sardegna da decine di migliaia di persone. Siccome le modifiche richieste sono in perfetta linea con le norme nazionali, se non esistevano timori di rinvio della legge finanziaria per gli emendamenti già approvati da questa maggioranza e accolti dalla Giunta, non capisco francamente la ragione - ma a questo punto mi sembra evidentemente pretestuosa - per la quale si insiste a chiedere il ritiro degli emendamenti numero 7, 9 e 10.

Credo sia chiaro abbastanza che sosterrò fino in fondo questi emendamenti, e mi auguro che l'Aula usi la stessa coerenza che ha avuto nel votare altri emendamenti apparentemente pericolosi, o comunque pericolosi tanto quanto potrebbero esserlo questi, e in grado di inficiare la validità della legge finanziaria e quindi di mettere in pericolo eventualmente questa manovra col rinvio da parte del Governo.

Sicuramente il Gruppo di Alleanza Nazionale sosterrà fino in fondo questi emendamenti e credo che altrettanto farà la maggioranza, della quale il Gruppo di Alleanza Nazionale fa parte. La votazione sarà palese, come è stato già richiesto, spero che il risultato sia positivo e che ci facciate capire che noi siamo ancora in maggioranza con voi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta. La volta scorsa, onorevole Corda - c'è l'onorevole Onnis, va bene lo stesso -, abbiamo evitato di mettere in votazione gli emendamenti da lei presentati in seguito alla proposta da me avanzata di verificare, attraverso gli Uffici, se essi avrebbero potuto costituire un pericolo per l'approvazione della finanziaria. Io ho riportato qui il pensiero degli Uffici, non c'è nessun'altra questione che possa intaccare i rapporti né col Gruppo di Alleanza Nazionale, né con i singoli consiglieri. Io, ripeto, ho riportato in quest'Aula il parere dei miei Uffici.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Dato che noi vogliamo semplificare i lavori, mi sembra opportuno che ci sia data la possibilità di precisare la nostra posizione, in modo da non far perdere tempo successivamente, in quanto comunque l'emendamento numero 489, che è un emendamento all'emendamento numero 38, rimane in piedi e non decade, anche se riguarda la stessa materia.

Detto questo, noi ci dichiariamo disponibili al ritiro di questo emendamento, con una precisazione: abbiamo sentito il ragionamento che ha fatto il Presidente della Giunta, però voglio fargli notare che può rappresentare una contraddizione solo l'ultimo capoverso dell'emendamento 489, precisamente la parte che recita: "La presente norma vincola la Giunta regionale anche per la contrattazione collettiva relativa al quadriennio 1998/2001". Infatti, ad una lettura attenta ci si accorge che l'emendamento dice semplicemente che la Giunta provvede "ai necessari adeguamenti e dispone, ai sensi dell'articolo 63, comma 1, della legge regionale 31/88, specifici indirizzi al Comitato per la rappresentanza negoziale della Regione".

Questo cosa vuol dire? Vuol dire che l'emendamento non è in contrasto con la legge 31/98, per cui è perfettamente in linea con la legislazione regionale vigente. Poi si può valutare se un emendamento di questo tipo può essere introdotto in una legge finanziaria oppure no, però una cosa era certa: questo emendamento, così come è formulato, permette di equiparare i dipendenti del Corpo forestale della Sardegna - tanto per capirci e per non richiamare specifici articoli - a quelli del Corpo forestale dello Stato.

Preso atto della volontà della Giunta di addivenire quanto prima alla definizione di questa questione, preso atto della volontà del Presidente della Commissione di esitare al più presto un apposito progetto di legge e considerato che comunque la Giunta è disponibile a trattare soltanto per i contratti dal 2001 in poi, visto che siamo in minoranza ritiriamo l'emendamento, però si dia atto che il nostro emendamento dal punto vista formale e sostanziale è corretto e anche ammissibile.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta, colleghi, intervengo con un certo imbarazzo sulla materia, perché qualche volta ho la sensazione che si stiano invertendo i ruoli: il collega Vassallo adesso ha ritirato un emendamento del quale era convinto e l'ha fatto grazie agli interventi del presidente Floris e dell'assessore Masala. Devo dire di più: il collega Nuvoli (voglio precisare che la battuta a lui rivolta prima da qualche collega, "Tu non sarai più in quest'Aula", era un augurio benevolo, ma credo che lui l'abbia capito), dopo aver fatto la sua battaglia a favore dell'emendamento da lui stesso presentato, seguendo una logica sempre presente in politica ha detto: "Ritiro l'emendamento, domani stesso presenterò una proposta di legge al riguardo". Noi abbiamo ritirato una serie di emendamenti riguardanti l'agricoltura e abbiamo altresì detto: "Domani presenteremo una proposta di legge". Cioè, tutti ci stiamo adoperando per condurre in porto la finanziaria dicendo: "Non rinunciamo alle nostre idee né sull'agricoltura, né sul personale, né su altro, ma cerchiamo" - questo è il senso della politica, non è un compromesso - "di trovare una sintesi tra le diverse posizioni dei singoli soggetti e delle singole parti". Se così non fosse, se questa logica non venisse compresa dall'onorevole Onnis e, per esempio, egli ritenesse che i suoi emendamenti sono i migliori del mondo e non intendesse rinunciarvi, è chiaro che i colleghi che hanno presentato gli emendamenti sull'agricoltura o sulle opere pubbliche, accolti favorevolmente anche dall'assessore Ladu, direbbero: "Riapriamo il gioco, rimettiamo tutto in discussione".

La seconda considerazione riguarda un rischio che non è escluso, che io voglio esorcizzare, perché se no non la finiamo più. Ha ragione il presidente Floris quando dice che siamo già al quarto mese di esercizio provvisorio. Vogliamo uscirne facendo ognuno un atto di buona volontà, un passo indietro, e portando a termine l'esame della manovra finanziaria, che noi contestiamo duramente, come è nostro diritto, ma che comunque consente il regolare svolgimento dell'attività amministrativa? Il problema è questo.

Ciò non significa che ci siano emendamenti di serie A ed emendamenti di serie B. Io non contesto le cose che hanno sostenuto gli onorevoli Onnis, Nuvoli, Ortu ed altri; sto dicendo: "Troviamo un criterio per andare avanti". E il criterio è questo, lo ripeto: gli emendamenti che sono in contrasto con la legge di contabilità, ma che sono accolti all'unanimità possono anche passare, possiamo correre il rischio di cui parlavo prima; gli emendamenti per i quali non c'è consenso unanime vanno rinviati in Commissione.

Poco fa l'onorevole Onnis è intervenuto sugli emendamenti riguardanti l'agricoltura, tra cui il famoso emendamento numero 2. L'onorevole Onnis può mettere a punto da subito la sua proposta di legge, convocare la Commissione di cui è presidente sin da domani e rimettere in discussione quegli emendamenti. Per quanto riguarda la caccia, invece, vi prego di prestare attenzione visto che si è scatenata una furiosa battaglia in particolare sul terzo giorno di caccia alla tortora, come se fosse il problema centrale di cui questo Consiglio regionale deve occuparsi, vorrei chiedere all'onorevole Onnis, dato che la Commissione agricoltura ha in carico una proposta di legge al riguardo dai primi del mese di giugno dell'anno scorso, perché, se questo argomento era così importante, non ha convocato la Commissione al fine di esitare al più presto questo provvedimento, e ha invece lasciato la Giunta, in primo luogo, la sua maggioranza, in secondo luogo, e il Consiglio su questo argomento impantanati? Si dirà che non si è avuto abbastanza tempo, ma io ho visto i resoconti sommari delle riunioni della Commissione agricoltura e ho notato che si sono sempre tenute di pomeriggio, o quasi. Allora mi chiedo: se la Commissione agricoltura si fosse riunita anche di mattina ci sarebbe stato il tempo per approvare la proposta di legge sulla caccia, le modifiche alla legge 23/98 e quant'altro? Perché ci tirate per i capelli adesso per fare una politica che è antipatica e che non vogliamo fare? Ci sono regole attinenti al modo di lavorare che devono essere seguite: si lavora mattina e sera e chi ha la responsabilità di convocare la Commissione di cui è presidente deve fare sempre il suo dovere, così come avrebbe dovuto farlo per quanto riguarda la caccia, anziché impantanare il Consiglio con discorsi prolissi su una questione insignificante, come se fosse il problema principale della nostra vita economica, sociale e istituzionale. Se intendete discutere questo argomento sappiate che si riaprirà anche un discorso di carattere generale sui temi importanti dello sviluppo, non su emendamenti banali, che comunque sono e rimangono ritirati.

Allora, cercando di recuperare un momento di serenità reciproca, si può dire che sui problemi su cui c'è una certa sensibilità da parte dei colleghi (nessuno in ogni caso nega la sensibilità dei colleghi Onnis e Marrocu sul problema della caccia o quella dei colleghi Nuvoli e Sanna sui problemi del personale), si può trovare un accordo per non ostacolare il cammino della finanziaria - sembra strano che sia io a dirlo - magari stabilendo che sin dal giorno dopo sarà convocata la Commissione competente per affrontare i problemi dell'agricoltura e della caccia, così come altri problemi urgenti.

Questo non è un discorso di destra, di sinistra o di centro; sto parlando di qualità del lavoro e di impegno per garantire la vita amministrativa di questo Consiglio e il rispetto reciproco, perché anche nella vita parlamentare il rispetto, il dialogo e il confronto, ancora prima della logica dei numeri, sono l'anima della democrazia.

PRESIDENTE. Onorevole Onnis, lei è già intervenuto, su che cosa vuole ancora parlare?

SANNA EMANUELE (D.S.). Ma quante volte si interviene?

ONNIS (A.N.). Intervengo per fatto personale.

PRESIDENTE. Non c'è nessun fatto personale, è un fatto assolutamente politico.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Ma quando si vota se qui si continua a intervenire?

PRESIDENTE. Onorevole Onnis, lei può ancora intervenire, così come hanno fatto altri consiglieri, eventualmente per modificare una posizione assunta in precedenza o per ritirare degli emendamenti. Prego.

ONNIS (A.N.). Signor Presidente, colleghi, intervengo ancora pacatamente e molto brevemente con la convinzione che, nonostante la banalità dell'argomento, il dibattito, il contrasto, la polemica possano in fondo essere utili a tutti, anche all'onorevole Selis, che spesso ritiene di poter dare le pagelle ai consiglieri e alle Commissioni.

SELIS (Popolari-P.S.). Io non do pagelle a nessuno!

ONNIS (A.N.). Io ho ascoltato con molta attenzione l'intervento del Presidente della Giunta, il quale, ancora una volta, responsabilmente, ha ritenuto di farci sapere che il suo atteggiamento era stato determinato dal pensiero dei suoi uffici. Forse qualche cosa sul piano del diritto, dopo qualche anno la capisco anch'io, perciò mi domando se questo parere al quale ha fatto riferimento il Presidente della Giunta sia un parere scritto, perché tutti noi sappiamo, o almeno tutti coloro che hanno a che fare con codici e pandette sanno che un parere non ha rilevanza, non ha dignità formale, non ha autorevolezza se non è scritto. E io ho motivo di ritenere che un parere scritto non ci sia stato, per una ragione molto semplice: mi sono attivato stamattina presso gli Uffici legali della Regione e presso il Consiglio regionale, e ho scoperto che della questione non si sapeva assolutamente nulla.

E' vero che stasera il responsabile dell'Ufficio legale della Giunta regionale era presente e ha avuto la cortesia di ascoltarmi, ma è altrettanto vero che se egli avesse avuto un parere scritto lo avrebbe consegnato di modo che, sul piano del diritto, ciascuno si sarebbe potuto rendere conto della bontà e dell'autorevolezza di quel parere.

Parere scritto, invece, non ce n'è stato, però le domando, signor Presidente della Giunta, sempre con tanta cordialità e tanta ammirazione: quello stesso parere (ma non era un parere, era un pensiero, ed è stata singolare l'espressione da lei usata: "pensiero dei miei uffici") era stato richiesto agli stessi uffici anche con riferimento a quegli emendamenti che ho ritenuto di richiamare poco prima, per esempio gli emendamenti numero 166, 12, 82 e 481?

Se quel parere fosse stato domandato e la risposta fosse stata negli stessi termini esposti dal Presidente noi saremmo più tranquilli, perché quelle preoccupazioni - che secondo me non sussistono, e che comunque verrebbero fugate nell'ipotesi in cui questi emendamenti fossero ritirati - permarrebbero con riferimento agli altri emendamenti che contengono modifiche sostanziali di leggi regionali, quelle stesse che prima ho citato.

Onorevole Selis, vorrei infine farle notare che questi emendamenti "residuali" sulla caccia non stanno a significare che la sensibilità di chi li ha presentati sia circoscritta al problema della caccia.

PRESIDENTE. Il tempo previsto dal Regolamento è scaduto, onorevole Onnis.

ONNIS (A.N.). Io vorrei, se i colleghi cortesemente me lo consentono...

SANNA EMANUELE (D.S.). Ma quale Regolamento? Lei, Presidente, lo sta violando sistematicamente. Quante volte deve intervenire l'onorevole Onnis?

PRESIDENTE. Evidentemente non mi sono espresso bene prima. Onorevole Sanna, ho già precisato che anche altri colleghi sono intervenuti più di una volta, per modificare la loro posizione. L'onorevole Onnis sta ribattendo...

SANNA EMANUELE (D.S.). Ma quale Regolamento prevede che chi modifica la propria posizione può intervenire più volte?

PRESIDENTE. Può intervenire, per esempio, per ritirare gli emendamenti, come hanno fatto altri colleghi. Onorevole Onnis, la prego di non duplicare l'intervento e di dire sinteticamente qual è la sua posizione.

ONNIS (A.N.). Evidentemente non siete abituati allo scambio delle idee, al dibattito. Io non pretendo di dire cose vere, sto soltanto cercando di chiarire il mio pensiero. Vorrei ricordare all'onorevole Selis che sono stati ritirati otto emendamenti, uno dei quali, quello che l'onorevole Selis ha richiamato, ha un particolare peso politico e sociale, e vi assicuro che non è stato facile ritirarlo. Pur tuttavia l'abbiamo fatto, onorevole Selis, proprio secondo quello spirito che lei ha voluto evocare.

PRESIDENTE. Onorevole Onnis, vorrei sapere se intende modificare la posizione precedente assunta o se sta ripetendo un intervento che ha già svolto. Ci sono altri strumenti regolamentari, come lei sa benissimo, che le consentono di intervenire ancora su questo argomento. Può ribadire il suo pensiero in sede di dichiarazione di voto.

ONNIS (A.N.). Non la percepisco bene, signor Presidente.

PRESIDENTE. Lei è già intervenuto su questi emendamenti e ha esposto chiaramente il suo punto di vista. Ha risposto anche all'eccezione sollevata dalla Giunta, vorrei sapere se dopo queste argomentazioni, che tutti abbiamo capito, lei ritira oppure no i suoi emendamenti.

ONNIS (A.N.). Stavo per dire che li mantengo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (D.S.). Io potrò essere molto più breve degli altri colleghi, però c'è un punto che desidero sottolineare e mi esprimo in questo modo: non credo che il problema sia la tortora, né l'indennità per servizio di istituto, e non ce la caviamo dicendo che la tortora e il servizio di istituto stanno deturpando la finanziaria. Se questa fosse la tesi non mi convincerebbe, chiunque la sostenesse, perché non c'è alcun dubbio che la legge finanziaria non può contenere norme in materia di personale, è una cosa elementare. Così come non c'è alcun dubbio che non potrebbe, non deve, io dico, non può contenere norme in materia di caccia. Cosa c'entra la caccia con la finanziaria?

Però, vedete, il problema vero è che sotto il profilo del rispetto dell'articolo 13, che qui è stato richiamato opportunamente, della legge di contabilità, quest'anno si sta facendo un pessimo lavoro. Il pessimo lavoro naturalmente l'hanno fatto la Giunta, innanzitutto, e la maggioranza a ruota; poi, in qualche modo, il Consiglio è naturalmente condizionato dalla Giunta e dalla maggioranza.

Non intendo annoiare nessuno, ma vi invito tutti, a cominciare dalla Giunta, a rileggere l'articolo 13 della legge di contabilità: non vi devono essere nella finanziaria disposizioni che prevedono nuove spese. Altro che tortora, altro che indennità di servizio di istituto! La finanziaria non può contenere disposizioni che modifichino l'oggetto degli interventi delle leggi di spesa e le condizioni degli stessi interventi. Se avete deciso che la legge di contabilità non esiste più, presentate un emendamento che dica: "La legge regionale 5 maggio 1983, numero 11, è abrogata".

Quindi il problema non è né la tortora né l'indennità chiesta dal buon Nuvoli. Il problema è che la legge finanziaria, amici cari, è un "colabrodo" dal punto di vista del rispetto della legge di contabilità. Richiamo questo non per un'astratta esigenza di rispetto formalistico, che non mi interessa, ma perché il rispetto della natura degli strumenti di gestione finanziaria è un fattore di buona amministrazione, è un fattore di rapidità nell'esame degli atti da parte delle Commissioni e del Consiglio; è un fattore di conformità ai tempi e agli scopi previsti.

Allora io non me la prendo, anche se li critico, con i colleghi Onnis, Nuvoli o altri, dico che artefice primo di questo inghippo, scusatemi, è la Giunta, che dall'inizio non ha detto con chiarezza al Consiglio che intendeva, salvo eccezioni, salvo deroghe motivate, questo è un altro discorso, attenersi alla legge di contabilità. Quindi l'artefice di quel che è successo, lo ripeto, è la Giunta, così come la maggioranza è l'artefice di questo autoostruzionismo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Demuru. Ne ha facoltà.

DEMURU (D.S.) Il mio intervento sarà molto breve perché, e ne chiedo scusa, probabilmente per la stanchezza non riesco a capire a che punto siamo. Eravamo in fase di discussione degli emendamenti dal comma 12 al comma 16, e all'improvviso il dibattito si è concentrato sui commi 7, 8, 9 e 10, che ad un certo punto sono stati sospesi. Quindi mi trovo in difficoltà perché non so se posso intervenire sui commi 7 e 10, e vorrei che il Presidente facesse il punto della situazione.

Dopodiché potrei anche dire due parole sui commi 7 e 10, che tanto tempo hanno fatto perdere. Io la vedo in questo modo: l'onorevole Liori ha giustamente posto il problema, e ha condizionato il ritiro degli emendamenti da lui presentati al fatto che anche la maggioranza dica con chiarezza per quale ragione essi costituirebbero un ostacolo. Io ho una mia risposta, non so se valga anche per altri colleghi: questi emendamenti molti consiglieri della maggioranza non li condividono. Questo è il vero motivo. Dov'è il problema? Il problema è che noi ci eravamo fermati al punto in cui si doveva procedere alla votazione palese di questi emendamenti e per uno strano disguido nelle procedure, perché l'onorevole Onnis avrebbe dichiarato il suo voto, il che impediva la richiesta di voto segreto, non si è andati avanti.

ONNIS (A.N.). "Ho" dichiarato il voto.

DEMURU (D.S.). Va bene, "ha dichiarato". Siccome l'onorevole Liori giustamente chiedeva il vero motivo del mancato accoglimento di questi emendamenti, appunto il fatto che molti consiglieri della maggioranza così come della minoranza non li condividono, a questo punto il voto non è più sugli emendamenti, ma sulla tenuta della maggioranza.

Questo è il vero problema, bisogna dirlo. Per esempio, su alcuni emendamenti io sono contrario e voterò in tal senso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Prendo la parola soprattutto a seguito del lucido e chiaro intervento del collega Pier Sandro Scano, al quale ricordo garbatamente che quando anch'io, come lui ora, stavo all'opposizione, nella scorsa legislatura, più di una volta ho rappresentato a lui, che esercitava le funzioni di Assessore del bilancio, il pericolo che un ricorso eccessivo, sia da parte della maggioranza sia da parte della opposizione, allo strumento emendamento - che sistematicamente poi si poneva in contrasto con quelle norme di contabilità che egli ha richiamato - avrebbe snaturato la legge finanziaria. Come è successo nel passato, oggi c'è il rischio e ci sarà anche domani, se non ci atterremo al dettato delle norme di contabilità, di rendere la legge finanziaria un contenitore omnibus, un "colabrodo", come lo stesso collega Scano l'ha chiamata.

Questo io lo denunciai nella scorsa legislatura e mi fa piacere che oggi venga richiamato con forza dall'onorevole Pier Sandro Scano, al quale però voglio anche ricordare che da parte di questo Assessore e dello stesso Presidente della Giunta, in più occasioni, e me ne daranno atto i colleghi rappresentanti dei Gruppi in Commissione bilancio, vi è sempre stato l'invito al rigoroso rispetto delle norme di contabilità. E non soltanto in relazione a quest'ultimo blocco di emendamenti, ma sin dagli emendamenti che sono stati presentati al titolo, è stato formulato l'invito, alla maggioranza innanzitutto e all'opposizione, a ritirare gli emendamenti che pongono problemi di copertura finanziaria. Siamo ricorsi - diciamocelo - in maniera davvero rocambolesca a ipotizzare, nelle voci delle tabelle A e B, delle percentuali dei nuovi oneri legislativi, talvolta ricorrendo a soluzioni che, veramente, se si dovessero apprendere fatti di questo genere al di fuori di quest'aula, sarebbe il caso di scrivere un trattato di barzellette su questo argomento.

Allora, e su questo io mi permetto garbatamente di richiamare l'attenzione, non c'è stata latitanza da parte della Giunta; c'è stata bensì consapevolezza e si è fatto richiamo più volte, in maniera chiara e determinata, al rispetto delle norme di contabilità, perché ritengo che il Consiglio sia il garante del rispetto delle leggi e alla Giunta regionale spetti sottoporre le questioni alla sua attenzione. Quindi faccio un appello al senso di responsabilità di tutti noi nel momento in cui rimaniamo fermi su posizioni che evidentemente si pongono in contrasto con le norme di contabilità.

E' un appello che noi abbiamo fatto sin dal primo momento, che abbiamo perorato nel corso della discussione e che ripeteremo fino all'ultimo atto, quello, come ci auguriamo, dell'approvazione dei disegni di legge finanziaria e di bilancio.

Qualcuno, in quest'aula, può pure essere interessato all'approvazione di un singolo emendamento, ma all'esterno ci sono le categorie produttive che attendono l'approvazione dell'intera legge, e noi stiamo rallentando la spesa, stiamo rallentando i provvedimenti che devono raggiungere il mondo che lavora e che produce, e anche qualche disoccupato.

PRESIDENTE. Per rispondere al collega Demuru, preciso che è terminata la discussione sul blocco dei commi e degli emendamenti che erano rimasti sospesi. .

Si era raggiunto l'accordo che i lavori terminassero alle ore 22. Poiché - questo lo dico per rispondere all'osservazione dell'onorevole Emanuele Sanna - tanti colleghi hanno chiesto di intervenire più volte, i tempi si sono prolungati, ma il buonsenso vuole che i lavori odierni del Consiglio terminino qui. Riprenderanno, con la votazione degli emendamenti, domani mattina, alle ore 10 e 30.

La seduta è tolta alle ore 22 e 47.


[S1]O su?