Seduta n.350 del 10/12/1998 

SEDUTA CCCL

(Antimeridiana)

Giovedì 10 dicembre 1998

(Antimeridiana)

Presidenza del Presidente Selis

indi

del Vicepresidente Milia

indi

del Vicepresidente Zucca

La seduta è aperta alle ore 10 e 15.

FRAU, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta del venerdì 4 dicembre 1998, che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Benedetto Ballero ha chiesto di poter usufruire di due giorni di congedo a far data dal 10 dicembre 1998.

Poiché non vi sono opposizioni, il congedo si intende accordato.

Commemorazione del cinquantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo

PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori. E` all'ordine del giorno l'articolo 35 del disegno di legge numero 447. Prima di dare lettura consentitemi un attimo di fare il punto della situazione. E` stato esaminato tutto il "447", ieri sera si è completata l'analisi con gli articoli e gli emendamenti sospesi, dovremmo concludere stamattina, poi andiamo avanti secondo l'ordine del giorno concordato, vedremo in che modo possiamo procedere. (v.p.v.)

Accenno semplicemente, perché abbiamo una data a tutti presente, oggi è 10 dicembre ricorre il cinquantennale dei diritti dell'uomo. Non credo che sia il caso di fare né nessuna commemorazione, né nessun discorso ufficiale, lo ricordavo perché so che è presente a tutti noi. In questo anno ricorrono per noi, per la Sardegna, tre grandi avvenimenti, l'entrata in vigore della Costituzione, dello Statuto e oggi la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo. Mi pare che in quest'anno abbiamo avuto più volte occasione di riflettere su questi problemi, l'unica cosa che posso (ricordandomi anche le parole di tutti i Capigruppo in quest'Aula) augurare a me, a voi, alla Sardegna è che il nostro impegno sia adeguato alle speranze e alle attese di questa terra.

Credo che ancora la legislatura abbia qualche tempo significativo, potremo valorizzarla, ognuno dando il meglio del proprio contributo e preparando anche gli anni futuri.

Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge: "Norme concernenti interventi finalizzati all'occupazione e allo sviluppo del sistema produttivo regionale e di assestamento e rimodulazione del bilancio" (447)

PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 35.

FRAU, Segretario f.f.:

Art. 35

Copertura finanziaria

1. Gli oneri derivanti dall'applicazione dei Capi dal I, ad eccezione dell'articolo 2, al V e quelli di cui all'articolo 34 ter della presente legge, sono valutati in lire 332.410.000.000 per l'anno 1998, in lire 290.450.000.000 per l'anno 1999, in lire 387.737.000.000 per l'anno 2000, in lire 149.738.000.000 per l'anno 2001, in lire 132.738.000.000 per gli anni dal 2002 al 2010, in lire 92.738.000.000 per gli anni dal 2011 al 2013, in lire 68.786.000.000 per l'anno 2014, in lire 44.749.000.000 per l'anno 2015 ed in lire 10.000.000.000 per gli anni successivi.

2. Agli stessi oneri si fa fronte:

I. quanto a lire 48.570.000.000, per l'anno 1998, mediante il recupero di pari somme da fondi di rotazione a' termini dell'articolo 33;

II. quanto a lire 232.628.000.000 per l'anno 1998, a lire 233.450.000.000 per l'anno 1999 e a lire 337.487.000.000 per l'anno 2000 mediante contrazione dei mutui autorizzati dall'articolo 31;

III. quanto a lire 31.212.000.000, per l'anno 1998, lire 57.000.000.000 per l'anno 1999, lire 50.250.000.000 per l'anno 2000, con le variazioni di cui al comma 4;

IV. quanto agli oneri per gli anni successivi all'anno 2000 si provvede con le risorse recate dai bilanci per i rispettivi anni.

3. Agli oneri derivanti dall'applicazione dell'articolo 2 si fa fronte:

a) quanto a lire 20.000.000.000, per ciascuno degli anni 1999 e 2000, con l'utilizzo di pari risorse già destinate agli interventi di cui alla legge regionale 19 ottobre 1993, n. 51, ed iscritte in conto del capitolo 07026/01 del bilancio regionale per gli stessi anni;

b) quanto a lire 20.000.000.000 per l'anno 1998 mediante le variazioni di cui al comma 4;

c) quanto a lire 55.700.000.000 per l'anno 1998 mediante il recupero di disponibilità sussistenti nei fondi costituiti ai sensi dell'articolo 2 della legge regionale n. 51 del 1993; a tale recupero provvede l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio di concerto con l'Assessore del turismo, artigianato e commercio;

d) quanto a lire 25.550.000.000 per ciascuno degli anni 1998, 1999 e 2000 mediante utilizzo delle maggiori disponibilità e dei maggiori rientri derivanti dai Fondi istituiti a' termini della legge regionale 21 luglio 1976, n, 40, rispetto alle relative entrate previste in conto del capitolo 36103 del bilancio regionale per gli stessi anni.

4. Nel bilancio della Regione per l'anno 1998 e per gli anni 1999/2000 sono introdotte le seguenti variazioni:

ENTRATA

In aumento:

Cap. 36103 -

Recuperi di somme assegnate ad istituti di credito su fondi di rotazione e simili (art. 6 della legge finanziaria e art. 33 della presente legge)

1998 lire 48.570.000.000

Cap. 36202 -

Recupero di somme erogate su capitoli di spesa della parte in conto capitale del bilancio

1998 lire 2.910.000.000

Cap. 51006 -

Ricavo dei mutui contratti per investimenti in opere di carattere permanente (art. 1, L.R. 15 aprile 1998, n. 11, e art. 31 della presente legge)

1998 lire 232.628.000.000

1999 lire 233.450.000.000

2000 lire 337.487.000.000

SPESA:

In diminuzione:

03 - PROGRAMMAZIONE

Cap. 03016 -

Fondo speciale per fronteggiare spese correnti dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11, art. 4 della legge finanziaria e art. 34, comma 2, lett. b), L.R. 15 aprile 1998, n. 12)

1998 lire 1.500.000.000

1999 lire ------

2000 lire 3.250.000.000

mediante utilizzazione della riserva di cui alla voce 1 della tabella A allegata alla legge finanziaria.

Cap. 03017 -

Fondo speciale per fronteggiare spese in conto capitale dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11, art. 4 della legge finanziaria e art. 34, comma 2, lett. b), L.R. 15 aprile 1998, n. 12)

1998 lire 1.012.000.000

1999 lire 57.000.000.000

2000 lire 47.000.000.000

mediante utilizzazione della riserva di cui alla voce 3 per l'anno 1998 e alla voce 1 per gli anni 1999 e 2000 della tabella B allegata alla legge finanziaria

07- TURISMO

Cap. 07026/01 -

Versamenti ai fondi istituiti presso gli Istituti di credito per la concessione del concorso interessi sui prestiti concessi alle imprese artigiane (articolo 7, lettere a), c) e d) L.R. 19 ottobre 1993, n. 51, art. 28, comma 4, L.R. 12 dicembre 1994, n. 36, art. 26, commi 2 e 3, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, art. 40, comma 2, L.R. 10 novembre 1995, n. 28, art. 19, comma 2, L.R. 15 febbraio 1996, n. 9, art. 14, comma 3, L.R. 8 marzo 1997, n. 8, art. 36, lett. g), L.R. 9 dicembre 1997, n. 32 e art. 3, comma 1, L.R. 15 aprile 1998, n. 11 )

1998 lire ------

1999 lire 20.000.000.000

2000 lire 20.000.000.000

09 - INDUSTRIA

Cap. 09148 -

Interventi per la realizzazione dell'impianto di gassificazione a ciclo combinato (D.P.R. 28 gennaio 1994 e art. 31, L.R. 15 aprile 1998, n. 11, e art. 34 della presente legge)

1998 lire 45.790.000.000

In aumento:

01 - PRESIDENZA

Cap. 01080 -

Fondo per l'attuazione di progetti orientati alla creazione di nuova occupazione nei settori della produzione e dei servizi (art. 17, L.R. 30 giugno 1993, n. 27, art. 38, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2, art. 29, L.R. 12 dicembre 1994, n. 36, art. 81, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, art. 40, comma 1, L.R. 11 novembre 1995, n. 28, art. 44, L.R. 15 febbraio 1996, n. 9, art. 30, L.R. 8 marzo 1997, n. 8, art. 36, lett. a), L.R. 9 dicembre 1997, n. 32, art. 3, comma 3, L.R. 15 aprile 1998, n. 11 e artt. 7 e 18 della presente legge)

1998 lire 6.500.000.000

1999 lire 9.200.000.000

2000 lire 7.900.000.000

02 - AFFARI GENERALI

Cap. 02164 -

Spese per la realizzazione di progetti-obiettivo (art. 1, L.R. 29 maggio 1996, n. 22, art. 3, comma 3, L.R. 15 aprile 1998, n. 11, e art. 29 della presente legge)

1998 lire ------

1999 lire 8.000.000.000

2000 lire 4.000.000.000

03 - PROGRAMMAZIONE

Cap. 03017 -

Fondo speciale per fronteggiare spese in conto capitale dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11, art. 4. L.R. 15 aprile 1998, n. 11, art. 34, comma 2, lett. b), L.R. 15 aprile 1998, n. 12 e art. 34 ter della presente legge)

1998 lire 152.500.000.000

1999 lire 28.378.000.000

2000 lire 6.140.000.000

Cap. 03034/01 -

Versamento alla contabilità speciale di cui alla legge 24 giugno 1974, n. 268, di finanziamenti aggiuntivi per l'esecuzione di iniziative previste dai relativi programmi esecutivi (art. 6, commi 6, 7, 8 e 9, L.R. 24 dicembre 1991, n. 39, artt. 29, comma 7, e 56, L.R. 28 aprile 1992, n. 6, artt. 1 e 11, comma 9, L.R. 6 novembre 1992, n. 20, art. 29, L.R. 20 aprile 1993, n. 17, art. 7, comma 10, e 11,comma 6, L.R. 1 ottobre 1993, n. 50, artt. 32, 37 e 49, comma 3, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2, art. 5, L.R. 12 dicembre 1994, n. 36, art. 40, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, artt. 8, comma 1, e 49, L.R. 15 febbraio 1996, n. 9, art. 22, L.R. 15 aprile 1998, n. 11 e artt. 23 e 24 della presente legge)

1998 lire 18.500.000.000

1999 lire ------

2000 lire ------

Cap. 03056 -

Fondo per il finanziamento dei programmi integrati d'area (L.R. 26 febbraio 1996, n. 14, art. 23 L.R. 15 aprile 1998, n. 11, art. 34, comma 2, lett. c), L.R. 15 aprile 1998, n. 12 e artt. 20 e 21 della presente legge)

1998 lire 101.000.000.000

1999 lire 15.000.000.000

2000 lire 15.000.000.000

Cap. 03145 -

Spese per l'ottenimento dei mutui ed il pagamento dei diritti di commissione per la concessione della fideiussione per l'integrale e puntuale pagamento delle rate di ammortamento dei mutui contratti per investimenti in opere di carattere permanente (art. 1, L.R. 9 giugno 1994, n. 27, art. 1, L.R. 7 aprile 1995, n. 6 e art. 1, L.R. 15 aprile 1998, n. 11 e art. 31 della presente legge) (spesa obbligatoria)

1998 lire 2.910.000.000

1999 lire 2.920.000.000

2000 lire 4.208.000.000

Cap. 03146 -

Quota interessi delle rate di ammortamento dei mutui contratti per investimenti in opere di carattere permanente (art. 1, L.R. 9 giugno 1994, n. 27, art. 1, L.R. 7 aprile 1995, n. 6 e art. 1, L.R. 15 aprile 1998, n. 11 e art. 31 della presente legge) (spesa obbligatoria)

1998 lire ------

1999 lire 13.958.000.000

2000 lire 27.365.000.000

Cap. 03147 -

Quota capitale delle rate di ammortamento dei mutui contratti per investimenti in opere di carattere permanente (art. 1, L.R. 9 giugno 1994, n. 27, art. 1, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, art. 1, L.R. 15 aprile 1998, n. 11 e art. 31 della presente legge) (spesa obbligatoria)

1998 lire ------

1999 lire 9.994.000.000

2000 lire 20.624.000.000

04 - ENTI LOCALI

Cap. 04018/03 - (Nuova istituzione)

1.1.1.5.2.2.10.28 (02.02)

Contributi ai comuni per le spese di organizzazione e avvio delle strutture uniche e degli sportelli unici per le attività produttive e l'assistenza alle imprese (art. 5 della presente legge)

1998 lire ------

1999 lire 1.000.000.000

2000 lire ------

Cap. 04019 -

Fondo per gli investimenti degli enti locali (L.R. 1 giugno 1993, n. 25, L.R. 9 giugno 1993, n. 26, art. 75,. L.R. 7 aprile 1995, n. 6, art. 16 L.R. 15 aprile 1998, n. 11 e art. 19, della presente legge)

1998 lire ------

1999 lire 40.000.000.000

2000 lire 40.000.000.000

05 - DIFESA AMBIENTE

Cap. 05017 -

Spese per lavori di sistemazione idraulico-forestale e per l'attività vivaistica in correlazione a quella di rimboschimento (R.D. 30 dicembre 1923, n. 3267, R.D. 13 febbraio 1933, n. 215, legge 8 gennaio 1952, n. 32, L.R. 21 agosto 1980, n. 26, L.R. 13 giugno 1989, n. 40 e art. 26 della presente legge)

1998 lire 10.000.000.000

1999 lire 30.000.000.000

2000 lire 30.000.000.000

06 - AGRICOLTURA

Cap. 06201 - (Nuova istituzione) -

2.1.2.4.3.3.10.10 (02.01)

Contributi per favorire nuova occupazione e sviluppo dell'imprenditorialità giovanile in agricoltura (art. 9 della presente legge)

1998 lire ------

1999 lire 30.000.000.000

2000 lire 30.000.000.000

Cap. 06245/01 -

Contributi per la manutenzione e l'esercizio di opere di bonifica indipendentemente dalla dichiarazione di compimento (art. 2, R.D. 13 febbraio 1933, n. 215, art. 13, L.R. 14 maggio 1954, n. 21, art. 21, L.R. 29 aprile 1994, n. 18 e art. 27 della presente legge)

1998 lire ------

1999 lire 10.000.000.000

2000 lire 10.000.000.000

07 - TURISMO

Cap. 07003/06 - (Nuova istituzione) -

2.1.2.3.2.3.10.24 (06.07)

Contributi agli enti locali per il completamento, la ristrutturazione e l'ampliamento di opere, anche non permanenti, atte a valorizzare le località di particolare interesse turistico (art. 25 della presente legge)

1998 lire ------

1999 lire 15.000.000.000

2000 lire 15.000.000.000

Cap. 07026/04 -

Compensi agli enti creditizi convenzionati per l'amministrazione e la gestione dei fondi destinati alle incentivazioni creditizie alle imprese artigiane (art. 4, L.R. 19 ottobre 1993, n. 51 e art. 2 della presente legge)

1998 lire 1.000.000.000

1999 lire 1.000.000.000

2000 lire 1.000.000.000

Cap. 07026/05 - (Nuova istituzione) -

2.1.2.4.3.3.10.24 (02.03)

Versamenti ai fondi costituiti per la concessione di contributi in conto capitale alle imprese artigiane (art. 2 della presente legge)

1998 lire 19.000.000.000

1999 lire 19.000.000.000

2000 lire 19.000.000.000

08 - LAVORI PUBBLICI

Cap. 08112 -

Fondo regionale per l'edilizia abitativa (L.R. 30 dicembre 1985, n. 32, art. 22, L.R. 30 aprile 1991, n. 13, art. 14, comma 1, L.R. 20 aprile 1993, n. 17, art. 10, L.R. 8 luglio 1993, n. 29, art. 6, comma 1, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2, art. 2, L.R. 30 marzo 1994, n. 13 e art. 10, comma 1, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, art. 3, comma 1, L.R. 8 marzo 1997, n. 8, artt. 3, commi 1 e 3, e 65, L.R. 15 aprile 1998, n. 11 e art. 13 della presente legge)

1998 lire ------

1999 lire 10.000.000.000

2000 lire 10.000.000.000

09 - INDUSTRIA

Cap. 09014 - (Nuova istituzione) -

2.1.2.4.2.3.10.28 (08.02)

Spese per l'attuazione di specifici interventi finalizzati alla promozione dello sviluppo industriale della Sardegna e a favorire investimenti nazionali ed esteri per il potenziamento del sistema produttivo e dei livelli occupativi (art. 6 della presente legge)

1998 lire ------

1999 lire 3.000.000.000

2000 lire 3.000.000.000

Cap. 09052 -

Finanziamenti agli enti locali da destinare al reperimento ed all'attrezzatura di aree da destinare all'insediamento di aziende artigiane e di unità produttive di piccole dimensioni di interesse locale (art. 16, L.R. 31 maggio 1984, n. 26, art. 1, commi 4 e 5, L.R. 29 dicembre 1988, n. 47, art. 14, L.R. 22 gennaio 1990, n. 1 e art. 18, L.R. 28 settembre 1990, n. 43); finanziamenti di opere pubbliche nelle zone industriali (L.R. 18 novembre 1967, n. 47, L.R. 7 luglio 1978, n. 43, art. 19, L.R. 30 aprile 1991, n. 13, art. 6, comma 2, L.R. 24 dicembre 1991, n. 39, art. 29, comma 8, L.R. 30 aprile 1991, n. 13, art. 35, L.R. 28 aprile 1992, n. 6, L.R. 1 giugno 1993, n. 25, art. 29, L.R. 15 febbraio 1996, n. 9, art. 30, L.R. 15 aprile 1998, n. 11 e art. 4, comma 1, della presente legge)

1998 lire 10.000.000.000

1999 lire 5.000.000.000

2000 lire 5.000.000.000

Cap. 09054 -

Spese per la realizzazione di infrastrutture negli agglomerati industriali della Sardegna (art. 32, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2, art. 31, L.R. 7 aprile 1995, n. 6, art. 14, comma 2, L.R. 10 novembre 1995, n. 28, art. 23, L.R. 15 febbraio 1996, n. 9, artt. 3, commi 1 e 3, e 17, L.R. 8 marzo 1997, n. 8, art. 22, L.R. 9 dicembre 1997, n. 32, art. 3, commi 1 e 3, L.R. 15 aprile 1998, n. 11 e art. 4, comma 3, della presente legge)

1998 lire 10.000.000.000

1999 lire 10.000.000.000

2000 lire 10.000.000.000

Cap. 09148 -

Interventi per la realizzazione dell'impianto di gassificazione a ciclo combinato (D.P.R. 28 gennaio 1994, art. 31, L.R. 15 aprile 1998, n. 11 e art. 34 della presente legge)

1998 lire ------

1999 lire ------

2000 lire 114.000.000.000

10 - LAVORO

Cap. 10136/03 -

Quota di partecipazione al capitale sociale di società miste (art.6, L.R. 20 gennaio 1977, n.7, art. 31, comma 2, L.R. 8 marzo 1997, n. 8, artt. 3, comma 3, e 38, L.R. 15 aprile 1998, n. 11 e art. 14 della presente legge)

1998 lire ------

1999 lire 5.000.000.000

2000 lire 2.500.000.000

Cap. 10136/04 - (Nuova istituzione) -

2.1.2.3.2.3.10.07 (03.02)

Contributi agli enti locali promotori di progetti di lavori socialmente utili e di pubblica utilità per l'affidamento a terzi convenzionati di servizi (art. 15 della presente legge)

1998 lire ------

1999 lire 10.000.000.000

2000 lire 10.000.000.000

Cap. 10136/05 - (Nuova istituzione) -

2.1.2.4.3.3.10.02 (02.03)

Contributi per lo sviluppo della micro-imprenditorialità prioritariamente nei settori dell'artigianato artistico e della produzione di prodotti tipici locali (art. 16 della presente legge)

1998 lire ------

1999 lire 9.000.000.000

2000 lire 3.000.000.000

Cap. 10136/07 - (Nuova istituzione) -

2.1.1.6.2.2.12.34 (02.09)

Contributi ai soggetti sottoposti al regime transitorio dell'articolo 12 del D.lgs. 468/97 finalizzati alla contribuzione previdenziale volontaria (art. 17 della presente legge)

1998 lire ------

1999 lire 5.000.000.000

2000 lire ------

Cap. 10139 - (Nuova istituzione) -

2.1.2.4.3.3.10.02 (02.03)

Fondo per la concessione di garanzie sussidiarie sui prestiti concessi dai consorzi fidi delle centrali cooperative (art. 1 ter della presente legge)

1998 lire 1.000.000.000

1999 lire ------

2000 lire ------

11 - PUBBLICA ISTRUZIONE

Cap. 11003/02 - (Nuova istituzione) -

1.1.1.5.3.2.06.04 (05.03)

Finanziamenti alle Province per l'attuazione di programmi d'intervento volti a contrastare e ridurre l'abbandono e la dispersione scolastica (art. 22 della presente legge)

1998 lire ------

1999 lire 20.000.000.000

2000 lire 20.000.000.000

5. L'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, con proprio decreto, provvede all'iscrizione in conto del capitolo di spesa 07026/05 delle somme derivanti dai recuperi di cui alle predette lettere c) e d) in corrispondenza del pari accertamento effettuato in conto del capitolo di entrata 36103.

6. Le somme stanziate per l'anno 1998 per il finanziamento degli interventi previsti in attuazione della presente legge, qualora non impegnate alla chiusura dell'esercizio 1998 sono conservate nel conto dei residui per essere utilizzate nell'esercizio successivo.

PRESIDENTE. All'articolo 35 sono stati presentati gli emendamenti numero 93 e 94. Se ne dia lettura. (V.P.V.)

FRAU, Segretario f.f.:

PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si danno per illustrati non c'è bisogno di spiegazione.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.

SASSU (Progr. Fed.), relatore di maggioranza. Favorevole per entrambi gli emendamenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.

CASU (F.I.). Mi pare che siamo all'epilogo dell'esame di questo disegno di legge, una discussione lunga, travagliata, non priva di tensioni tra le parti politiche presenti in quest'Aula. E` un disegno di legge di una notevole portata finanziaria, questo ritengo che abbia determinato una certa contrapposizione, spesse volte, tra la maggioranza e l'opposizione.

Ritengo però, permettetemi di dirlo, che molti consiglieri della maggioranza e dell'opposizione non abbiano una piena conoscenza dell'impegno finanziario che questo disegno di legge determina per il presente, perché c'è anche l'anno 1998, e per il futuro, un futuro anche lontano. Ritengo che proprio per questa ragione avrebbe meritato una maggiore attenzione da parte di tutti i consiglieri.

Naturalmente le posizioni che si sono manifestate in quest'Aula sono tutte pienamente legittime, chi propugna l'approvazione del provvedimento, perché evidentemente crede nella bontà del provvedimento stesso, chi invece contrasta l'approvazione del disegno di legge è perché ritiene che il disegno di legge non sia capace di consentire il raggiungimento delle finalità per cui il disegno stesso è stato presentato. E` un impegno vi dicevo di notevoli dimensioni, l'articolo 35 condensa in una decina di righe l'impegno finanziario che comporta questo disegno di legge.

Signor Presidente, mi consenta di leggere qual è la copertura finanziaria prevista dalla "33" per gli anni a partire dal 1998 a finire nel 2016.

Nell'anno 1998 la copertura prevista è di lire 332.410.000.000, nell'anno 1999 lire 290.450.000.000, nel 2000 lire 387.737.000.000, nel 2001 lire 149.738.000.000, dal 2002 al 2010 la copertura prevista è di lire 132.738.000.000 per ogni anno, per un totale 2002 - 2010 di lire 1.194.642.000.000; dal 2011 al 2013 sono lire 92.738.000.000 per un totale di lire 278.214.000.000; per il 2014 lire 68.000.000.000; per il 2015 lire 44.000.000.000; dal 2016 in poi lire 10.000.000.000 annui.

Il totale previsto da qui al 2016 è di lire 2.746.726.000.000. Ma in queste cifre non viene computata la copertura finanziaria relativa all'articolo 2 del provvedimento, che è per il 1998 lire 101.250.000.000, per il 1999 lire 45.000.000.000, per il 2000 lire 45.000.000.000, quindi abbiamo un totale di lire 2.937.976.000.000.

Credo che questa cifra totale dovrebbe far riflettere appena appena i consiglieri per vedere qual è l'impegno finanziario che noi stiamo assumendo per l'anno in corso e per i prossimi anni.

Uno sforzo finanziario di queste dimensioni, chiaramente, dovrebbe avere una ricaduta nel settore produttivo dello sviluppo economico e dell'occupazione di un certo rilievo.

Con questo brusio non ci riesco, signor Presidente. E` vero che queste cose le abbiamo dette anche altre volte, ma è anche vero che un invito alla riflessione ai consiglieri, rivolto prima di apporre il sigillo su questa legge, sia legittimo da parte mia.

La nostra convinzione, da cui è derivata l'opposizione in qualche momento dura al provvedimento, è che con questo provvedimento il problema della disoccupazione non venga affrontato e non venga neanche iniziata una seria riflessione sulla disoccupazione. Abbiamo dei provvedimenti sempre tampone, che seppure esistenti in altre parti dello Stato italiano e forse anche all'estero, in Sardegna certamente avranno scarsa efficacia.

Provvedimenti di questo genere possono essere utili solo in una società abbastanza progredita che si trovi con una disoccupazione di livelli ridotti, come può essere del resto la disoccupazione esistente nell'Italia del nord, centro - nord, dove la percentuale di disoccupati non supera il sei - sette per cento. Allora, evidentemente, questi provvedimenti sono in grado di alleviare le condizioni della disoccupazione di questo tipo. Noi che abbiamo una disoccupazione che raggiunge - lo abbiamo visto e ripetuto più volte - il ventotto per cento, che abbiamo una disoccupazione che raggiunge le trecentotrenta mila unità, evidentemente per innescare un processo di produzione, un processo produttivo, un processo di sviluppo economico, non sono sufficienti i "pannicelli caldi" che vengono utilizzati attraverso questa legge.

Con questa legge non facciamo altro che consacrare anche per il futuro delle disposizioni di carattere interventista da parte del potere pubblico, lasciando scarso spazio al potere privato.

E` vero, c'è qualcosa in questo disegno di legge, non lo possiamo ignorare, che va nella direzione dell'incoraggiamento alle imprese private, alle piccole e medie imprese private, ma è di una dimensione assolutamente irrilevante, rispetto a quanto si stabilisce per il pubblico.

E` il pubblico che gioca la parte più sostanziosa del provvedimento, ma è anche vero che il pubblico ad oggi ha manifestato la sua incapacità di portare il Paese dal sottosviluppo allo sviluppo economico.

Credo che ormai ne abbiamo un'esperienza di circa mezzo secolo. Lo Stato ha tentato, attraverso vari provvedimenti, di dare finanziamenti all'Isola per lo sviluppo economico, ma l'Isola non è riuscita, attraverso questi aiuti di notevole peso finanziario, ad imbastire neanche un tessuto produttivo capace di competere con quello delle altre regioni più progredite del nostro Paese.

Il mio discorso, signor Presidente, è stato ed è questo: noi stiamo utilizzando risorse notevoli, siccome stiamo utilizzando risorse notevoli potevamo incidere sul problema delle infrastrutture della Regione che ci mancano. Parlando con qualche collega mi è capitato di dire: noi possiamo - potevamo incominciare - partire con gli esborsi finanziari che avremo nell'anno 1999, che raggiungeranno i 1700 miliardi, non vi faccio l'elenco dei fondi che utilizzeremo nel 1999, certamente non saranno meno di 1700 miliardi extra bilancio, al di fuori del bilancio ordinario, con 1700 miliardi avremmo potuto incominciare a fare un discorso relativamente alle infrastrutture.

Non lo abbiamo fatto. E` vero che le infrastrutture, le grandi infrastrutture, devono essere affrontate dallo Stato, ma è anche vero che se avessimo dato un segno, forse lo Stato avrebbe incominciato a prendere con maggiore considerazione la buona volontà manifestata dai governanti dell'Isola.

Grazie, le chiedo scusa per il tempo, Presidente.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 35. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 93. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 94. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Passiamo ora alle tabelle

Si dia lettura della tabella A).

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questa tabella, la metto in votazione. Chi la approva alzi la mano.

(E` approvata)

Si dia lettura della Tabella F)

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Alla tabella F) è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.

FRAU, Segretario:




PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare l'emendamento.

SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si da per illustrato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.

SASSU (Progr. Fed.). E' favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Su questa tabella vorrei far osservare che la dimostrazione del vincolo, così come indicato dall'articolo 37 della legge 11/83, non è evidentemente un'indicazione e un obbligo di carattere generale, cioè detto tanto per essere detto.

Il problema dell'indebitamento è un problema che il legislatore dell'83, evidentemente, si è posto in termini più responsabili di quanto poi non è avvenuto nel corso del tempo da parte delle diverse assemblee che si sono succedute in occasione delle approvazioni delle leggi finanziarie. Siccome quel legislatore, responsabilmente, si preoccupava di quello che poteva essere il problema dell'indebitamento e della sua crescita nel tempo, aveva deciso e aveva ritenuto opportuno imporre alla Giunta di dare, ogni qualvolta si faceva ricorso alla contrazione di mutui, la dimostrazione che quelle somme, derivanti appunto dai prestiti contratti, dovessero essere utilizzate in investimenti in opere a carattere permanente.

Cioè, si doveva trattare, sostanzialmente, di opere pubbliche, di opere per la realizzazione di infrastrutture, e solo per quello scopo e solo con quelle finalità era ed è consentito alla Giunta proporre, nei propri disegni di legge, l'indebitamento attraverso questa particolare forma.

Allora io dico: che tipo di dimostrazione ci può essere quando la tabella si limita semplicemente a dire: investimenti in opere permanenti. Questa non è altro che la riproposizione di quella che è l'indicazione dell'articolo 37.

Ritengo proprio, Presidente e colleghi, che non si sia affatto data dimostrazione del rispetto del vincolo di destinazione che la legge dell'83 aveva, in maniera così chiara e nitida, voluto definire e determinare.

Se questa è la dimostrazione, dico che questa è carta straccia, si può prendere e buttare direttamente al macero. Sarebbe opportuno, assessore Scano, che in finanziaria venisse anche proposta l'abrogazione, per la parte che ci riguarda, dell'articolo 37 della legge 11, perché questa è una solenne presa per il naso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ho avuto modo ieri di esprimere su questo punto la posizione della Giunta. L'articolo 37 potremmo anche abrogarlo con la finanziaria; c'è un piccolo particolare, c'è un vincolo statutario, che è l'articolo 11 dello Statuto.

Ho sostenuto ieri, e lo ribadisco, questa è la nostra valutazione, che siamo dentro la previsione dell'articolo 11 dello Statuto e dell'articolo 37 della legge di contabilità.

Ci sono state altre volte discussioni su questo punto, in questa legislatura e in quelle precedenti, il concetto di opera di carattere permanente, quindi mi sto riferendo all'articolo 11 dello Statuto, è da riferirsi a tre tipologie, posso provare a riassumerle:

1) spese dirette dell'Amministrazione regionale destinate alla realizzazione, acquisizione, manutenzione straordinaria, completamento di opere di interesse pubblico: acquedotti, fognature, viabilità, porti, stabilimenti termali, infrastrutture varie etc.;

2) spese trasferite sotto forma di finanziamenti o di contributi ad Enti locali e del settore pubblico allargato per la realizzazione di investimenti in opere di loro competenza, quali, per esempio, viabilità, costruzione di alloggi, restauro, patrimonio, opere civili in genere, edilizia scolastica e così via;

3) spese trasferite sotto forma di incentivi vari a soggetti privati per la realizzazione di investimenti, tipo impianti di depurazione, strade vicinali interpoderali, opere di miglioramento fondiario in genere, opere di bonifica, piani di trasformazione aziendale, acquisizione di impianti aziendali, edilizia, acquisto e ristrutturazione di strutture fisse.

Noi siamo convinti di essere quindi nel giusto, di essere nel solco dell'articolo 37 della legge di contabilità e dell'articolo 11.

Siamo talmente sensibili ed attenti - né potrebbe essere diversamente - a questa prescrizione che abbiamo (come ho più volte avuto modo di dire nella discussione sul disegno di legge 447) provveduto a rimodulare nel triennio il ricorso al debito, proprio perché nel testo approvato dalla Commissione non era probabilmente possibile giustificare quel livello di ricorso al mutuo per le annualità 1999 - 2000. Quindi abbiamo rimodulato nel triennio il mutuo proprio per rispettare la prescrizione dell'articolo 11 dello Statuto, e credo che l'abbiamo fatto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Presidente, se sta per mettere in votazione la tabella chiedo, a nome del Gruppo di Forza Italia, la votazione a scrutinio segreto.

PRESIDENTE. Per chiarire, stiamo votando l'emendamento numero 95 sostitutivo totale della Giunta regionale.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 95.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 61

Votanti 60

Astenuti 1

Maggioranza 31

Favorevoli 38

Contrari 22

(Il Consiglio approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BOERO - BONESU - CADONI - CASU - CHERCHI - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIORDO - LA ROSA - LIPPI - LOCCI - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SECCI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.

Si è astenuto: il Presidente SELIS.)

La Tabella G è stata soppressa.

Comunico che sono pervenuti alla Presidenza quattro ordini del giorno.

Ricordo che i primi due possono essere illustrati, mentre i secondi si mettono semplicemente in votazione.

Si dia lettura degli ordini del giorno.

LA ROSA, Segretario:






PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere relatore Ghirra per illustrare l'ordine del giorno numero 1.

GHIRRA (Progr. Fed.). Illustrerò questo tema molto brevemente perché il fatto stesso che sia firmato da tutti i Capigruppo dell'Assemblea indica quanto la questione della FAS delle ferriere nella zona di Elmas sia nota a questo Consiglio. Però, mi sembra giusto sottolineare come la questione FAS possa rappresentare, agli occhi dei cittadini e dei lavoratori di quell'azienda in particolare, un po' il simbolo dell'impotenza e dell'incapacità delle classi dirigenti di affrontare e risolvere un problema così delicato. Parlo di classi dirigenti non parlo solo della politica, perché la sorte di una ferriera rinnovata con il denaro pubblico e che ora verrà distrutta con il danaro pubblico investe sì la responsabilità politica, ma investe anche l'incapacità di un imprenditore che non ha voluto o saputo neppure utilizzare tutte le opportunità previste dalla legge. E` ben vero che il ridimensionamento delle aziende di questo genere è stato deciso a livello di Unione Europea e che forti incentivi sono stati dati proprio per rottamare le fabbriche che pure sono così utili per la rottamazione dei rifiuti, ma è anche vero che la FAS rischia di essere l'unico caso in Italia di un'azienda per cui verranno utilizzati denari per la sua distruzione ma non i denari previsti nella stessa legge per una sua riconversione che garantisca l'occupazione dei lavoratori. Quindi, la Sardegna subirà una serie di danni gravissimi perché è presente a tutti noi quel panorama fatto di rottami sparsi nel territorio; questa industria aveva anche una grossa funzione ecologica ambientale, ma la cosa ancora più grave è che questa industria verrà distrutta con denari pubblici e i suoi lavoratori verranno cacciati per strada senza che l'imprenditore e senza che il potere politico siano in grado di imporre un piano di riconversione. Ora è quindi giusto che sino all'ultimo momento, e il momento ultimo si avvicina, si facciano tutti i tentativi con il Ministero dell'industria per trovare una soluzione al futuro di questa azienda e di questi lavoratori, altrimenti quello che dicevo all'inizio cioè che questa vicenda è un manifesto dell'impotenza e incapacità dei gruppi dirigenti verrà tragicamente conclamato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'ordine del giorno numero 1 ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.

SASSU (Progr. Fed.), relatore di maggioranza. Signor Presidente, la Commissione non ha avuto modo di esaminare gli ordini del giorno presentati, pertanto si rimette all'Aula per questo ed anche per gli altri ordini del giorno.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.

PINNA, Assessore dell'industria. Il problema dell'azienda FAS, Ferriere Acciaierie Sarde, è all'attenzione della Giunta da un certo tempo. Probabilmente sarebbe stato opportuno che diversi anni fa, quindi non è nella responsabilità di questa legislatura, di questo tema ci si fosse occupati quando si discusse appunto della legge 481 e la si applicò, nel senso che questa realtà sarda rispetto ad altre realtà italiane è rimasta, in qualche modo, tagliata fuori. Ora c'è l'impegno della Giunta ad evidenziare questa tematica al Governo nazionale, una interlocuzione è stata già avviata, ma al di là della possibilità di riattivare la produzione originaria di questa realtà produttiva è alla nostra attenzione anche la possibilità di iniziative alternative che, comunque, consentano di mantenere l'occupazione o di creare una prospettiva occupativa a quegli ottanta lavoratori ai quali si fa riferimento nell'ordine del giorno. Debbo dire che con la legge che il Consiglio si prepara a votare vi è una misura che consente un intervento in questo senso, mi riferisco all'articolo 6, e quindi alla possibilità che l'amministrazione regionale avrà d'ora in avanti di fare ricerca di impresa incaricando soggetti esperti che possano, a livello nazionale o internazionale, trovare imprenditori interessati o alla Ferriera o interessati comunque a localizzare in quell'area iniziative produttive che siano in grado da riassorbire questi lavoratori.

Il tema è assolutamente all'attenzione della Giunta e dunque siamo d'accordo per l'accoglimento dell'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Bonesu per dichiarazione di voto.

BONESU (P.S.d'Az.). Voterò a favore dell'ordine del giorno perché riprende i temi che già avevano formato oggetto di una interpellanza svolta in quest'Aula. Avevo segnalato all'Assessore dell'industria che vi era il tentativo di pagare il premio di rottamazione, cioè la cessazione dell'attività di fusione, nonostante unico caso in Italia questo premio non venisse reinvestito in attività produttive, l'Assessore aveva detto che nulla gli risultava, però le ultime notizie invece indicano che siamo proprio verso questa direzione. Credo che vada evitato questo danno e questa beffa; il danno è già avvenuto con la chiusura della FAS, ma se questo danno venisse anche premiato con pagamenti del contributo per la rinuncia all'attività di fusione chiaramente avremmo anche la beffa. Credo che la licenza per la fusione che è stata conservata perché è nei limiti della capacità di produzione di acciaio determinata dall'Unione Europea vada conservata e riattivata, se non altro perché i rottami di ferro possono essere fusi in forma economica solo in Sardegna. E` chiaro che il trasporto fuori Sardegna dei rottami di ferro è un'operazione assolutamente anti-economica, per cui occorre conservare in Sardegna questa attività che contribuirebbe chiaramente al risanamento ecologico del territorio.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per dichiarazione di voto.

BALLETTO (F.I.). Il problema creato dalla chiusura dell'opificio della FAS è un problema che risale al lontano 1995. I motivi che portarono alla cessazione dell'attività sono evidentemente motivi di carattere economico, perché quell'azienda non era in grado di stare sul mercato nel momento in cui erano cessati gli incentivi per la rottamazione che arrivavano dall'Unione Europea. Quando quella fonte notevole di componenti positivi del conto economico venne meno, l'azienda si trovò immediatamente in grossissime difficoltà perché il mercato dell'edilizia isolana era in crisi, e lo è tuttora. Quindi, in assenza di quelle componenti straordinarie che nascevano dagli incentivi, con un'attività sotto sviluppata e con un settore in crisi qual è quello dell'edilizia, lo stabilimento per la fusione del ferro e il recupero del ferro per la produzione di tondini di ferro è un'operazione senza futuro nel momento attuale, così come lo era nel momento precedente.

Lo stabilimento attualmente, e quindi la società, si trova in procedura di concordato preventivo con cessione dei beni ai creditori, il che significa che la società per far fronte a tutte le passività che aveva accumulato nel tempo, e che nascevano proprio da gestione in perdita perché, caro collega Ghirra, io non credo che vi siano imprenditori che avendo attività fiorenti, in utile, cessino la loro attività solo per far dispetto a se stessi o per licenziare il personale così, evidentemente, non è! C'erano problemi grossi strutturali di un'azienda che sul mercato non poteva stare. Questo per dire che anche gli stessi creditori ai quali i beni sono stati ceduti evidentemente non credono nell'iniziativa perché, diversamente, avrebbero fatto in modo che questa iniziativa proseguisse. Anche il ricorso che i commissari liquidatori hanno fatto al mercato per vendere lo stabilimento con tutte le autorizzazioni per proseguire l'attività non sono andate a buon fine perché non ci sono imprenditori che credono in quella iniziativa. Allora, la domanda che io mi pongo è questa: ma non staremo oggi per licenziare un disegno di legge che ha la pretesa di dare risposte in tempi brevi ed immediati all'occupazione? E se così è, e se questa legge coglie nel segno, ma per quale motivi i lavoratori della FAS non avranno la possibilità dall'oggi al domani di trovare un'occupazione? E` la vostra legge che deve risposte a questo tipo di necessità. E comunque, per chiudere, io voterò favorevolmente l'ordine del giorno, ma solo per la parte, e lo dico in dichiarazione di voto, in cui la Regione deve attivarsi presso il Governo per risolvere quei problemi che sono tipici della nostre attività che sono penalizzate dall'insularità, perché produrre ferro per un'economia isolana che è in crisi non è possibile, produrre ferro per l'esportazione è possibile se non ci fossero i costi di trasporto che gravano, ecco dove si deve incidere. Si deve incidere nel rapporto Stato - Regione per creare le possibilità di eliminare queste grosse penalizzazioni che non ci consentiranno mai, in un'economia di tipo industriale, di poter competere con gli altri.

In questo senso voterò favorevolmente l'ordine del giorno perché la Regione deve veramente far sentire la sua voce per eliminare i vincoli che da troppo tempo penalizzano qualsiasi tipo di attività industriale.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto.

marracini(Gruppo Misto). Signor Presidente, in relazione all'ordine del giorno, di cui già sull'argomento siamo intervenuti anni orsono, perché la situazione della FAS era una situazione che aveva già investito gli organi politici regionali, le istituzioni regionali ed anche quelle nazionali. Ricordo che ci fu a suo tempo un interessamento di parlamentari, di diverse forze politiche sarde ed anche di diverse forze politiche presenti in Consiglio regionale. E` evidente che né gli uni e né gli altri hanno ottenuto dei risultati positivi perché oggi siamo arrivati quasi al capolinea di questa vicenda. Esistono due ordini di problemi: un problema relativo alle maestranze che operano nel settore, che stanno rischiando seriamente di perdere il posto di lavoro, e poi esiste un problema non meno celato, relativo alla speculazione che questo risultato negativo potrebbe paventare, ovverosia il sito in cui si trova l'azienda in oggetto è un sito molto appetibile che riscontra già diversi favori da parte di speculatori che vorrebbero approfittare della disgrazia in oggetto per poi potersi inserire in un contesto territoriale molto favorevole a dei costi molto bassi. Questa duplice situazione ha portato l'U.D.R. a firmare questo ordine del giorno nel convincimento che soltanto una totale e amplissima convergenza di obiettivi da parte di tutte le forze politiche presenti nell'Assemblea regionale potrebbe - dico potrebbe perché la situazione, a questo punto, è sicuramente estremamente difficile da recuperare - portare un risultato positivo e a garantire quella occupazione di cui spesso soltanto parliamo ma che poi praticamente, nei fatti, non riusciamo a garantire. E` evidente che lo sforzo dell'Assemblea regionale, senza una presa di posizione da parte del Governo centrale, attraverso una mobilitazione seria, non strumentale, non propagandistica, non demagogica da parte dei parlamentari sardi, solo questo potrebbe, a nostro avviso, dare una garanzia seria di proiezione futura di questa attività d'impresa.

Noi, come parlamentari regionali, possiamo fungere attraverso questo ordine del giorno anche da stimolo, oltre che attraverso il nostro intervento politico reale e concreto, dobbiamo avere un duplice ruolo anche sui parlamentari nazionali, così come in altre occasioni è stato fatto anche su altri settori e comparti come le ferrovie meridionali ed altri ancora, dove il Governo centrale è stato coinvolto in un'operazione di recupero che per noi è sicuramente molto importante.

Presidenza del Vicepresidente Milia

(Segue MARRACINI.) Nel dettaglio credo che tutti le operazioni di impresa, laddove vengono garantite le commesse, garantito un futuro, possano essere comunque uno strumento di occupazione serio, anche in un'Isola come la nostra, dove sicuramente l'industria non ha una forza trainante, dove però è compito nostro dare quelle agevolazioni, intervenire politicamente affinché possa sopravvivere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BERTOLOTTI (F.I.). Signor Presidente, colleghi, voterò anch'io favorevolmente a questo ordine del giorno, anche se lamento alcune mancanze nella previsione di questi impegni che stiamo chiedendo alla Giunta regionale.

Mancanze che rischiano, proprio perché non creano quei motivi per cui possa essere reso possibile creare situazioni di intervento che consentano agli 80 dipendenti della FAS di trovare nuova occupazione, a incominciare dall'impegno, che qua manca, rivolto alla Giunta regionale, di incrementare le voci di capitoli di bilancio riguardanti gli investimenti sulla legge 41, quello per consentire la realizzazione di impianti per il riciclaggio dei rifiuti civili e industriali, a cui lo stabilimento in parte era rivolto nel momento in cui riciclava le carcasse d'auto.

I lavoratori si sono fatti parte attiva anche, proponendo un progetto complessivo per la creazione di una serie di impianti che consentissero di trasformare la FAS in un centro di riciclaggio destinato a favorire anche la raccolta differenziata, Ma questo si è scontrato - ripeto - con la mancanza di volontà del Governo regionale di creare le condizioni per poter prevedere finanziamenti su questo aspetto.

L'altro aspetto che manca è quello dell'impegno nei confronti della Giunta regionale a promuovere un'azione presso il governo dell'industria e l'ENEL per consentire che ci sia una nuova apertura della possibilità di cessione di energia nei confronti dell'ENEL da parte di impianti che facciamo riciclaggio di rifiuti.

Uno dei motivi per cui questi impianti non vengono e non trovano più possibilità di essere realizzati, e che hanno portato a che questa Isola sia in questo momento...

(interruzioni)

PRESIDENTE. Chiedo ai colleghi consiglieri, per favore, di non disturbare l'intervento dell'onorevole Bertolotti.

BERTOLOTTI (F.I.). Dicevo, la tecnologia oggi nel mondo prevede che possano esserci livelli di economicità nello smaltimento solo se questi impianti sono studiati e realizzati per produrre energia, ma questo si scontra con l'impossibilità di poter ottenere nuove possibilità di allaccio per la cessione di questa energia all'ente elettrico che è ancora in condizioni di monopolio in Italia.

Senza questi due elementi, la disponibilità di stanziamenti per la realizzazione di questi impianti e la possibilità di poter consentire la cessione energetica, saremmo destinati a continuare a vivere, anche nel campo dei rifiuti, ne sto parlando proprio perché tocca in parte anche questo problema, quelle famose emergenze che si ripropongono ormai settimanalmente sulle pagine dei giornali.

L'impianto della FAS poteva essere salvato non adesso, ma qualche anno fa, lo diceva anche l'Assessore Pinna, nel momento in cui la Comunità europea prevedeva i tagli alle produzioni nelle attività siderurgiche; in quel momento il Governo regionale avrebbe dovuto contrattare con lo Stato le quote da riservare alla Sardegna.

Questo passaggio non è stato realizzato, non so se ci si possa tornare oggi, ma credo che sia ormai tardi.

Credo che però una possibilità a questi lavoratori la dobbiamo dare. Lo possiamo fare sia richiamando, come dicevo, alcuni impegni da parte del Governo, ma soprattutto facendoci parte diligente in Sardegna per promuovere attività alternative.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Montis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MONTIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, solo per dire che noi ci siamo occupati del problema da anni, abbiamo presentato due interpellanze, l'ultima delle quali raccoglieva in formula dubitativa quello che si sta sussurrando da più parti, l'area nella quale è insediata la FAS è di sessanta ettari, seicento mila metri quadrati a cavallo tra l'aeroporto di Cagliari, la ferrovia, il porto canale, la zona industriale di Macchiareddu, la viabilità al capoluogo. Dicevamo in quella interpellanza, oltre alla salvaguardia dei posti di lavoro eccetera che hanno già espresso i colleghi e sui quali sono assolutamente d'accordo, che la Regione stesse attenta ad un possibile tentativo di speculazione che sarebbe di proporzione enorme, forse uno dei più grandi di questo dopoguerra nell'hinterland cagliaritano.

Chiedevamo anche in quella interpellanza, anzi lo chiediamo perché non è stata mai discussa, che eventualmente se ci fossero dismissioni di queste aree la Regione vedesse la possibilità di acquisirle in proprio e destinarle ad uso pubblico.

Solo per questo motivo sono intervenuto, per il resto sono totalmente d'accordo con l'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'ordine del giorno numero 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. Passiamo all'ordine del giorno numero 2. Ha facoltà di parlare la consigliera Ivana Dettori per illustrarlo.

DETTORI IVANA (Progr. Fed.). Molto velocemente perché credo che le argomentazioni che abbiamo portato in questo ordine del giorno siano sufficientemente chiare, essendo anche un ordine del giorno firmato oltre che dalle colleghe anche da tutti i Capigruppo, credo che sia un argomento non solo sentito, ma anche ormai urgente. D'altronde voglio, iniziando ad illustrarlo, anche ricordare diversi degli impegni assunti in diverse occasioni dagli Assessori regionali per riscrivere alcune delle norme delle leggi di incentivazione, proprio utilizzando le regole per le pari opportunità che l'Unione Europea, ma anche il Governo nazionale, hanno ormai assunto.

L'Assessore dell'industria molto spesso ha detto che avrebbe rivisto la "15" e le altre leggi proprio al fine di agevolare l'ingresso delle donne nell'imprenditoria, proprio perché - voglio soprattutto sottolineare questo fatto - la difficoltà non solo di accedere all'impresa, ma anche poi di rimanere nel mercato, come diverse statistiche hanno dimostrato, riguarda soprattutto il rapporto delle donne che fanno impresa con gli istituti bancari, perché per le donne, per le imprenditrici è molto più difficile l'accesso al credito, alle agevolazioni, alla formazione, all'innovazione ed all'informazione.

E` difficile avere una rete di informazione che consenta a tutte coloro che vogliono fare impresa di accedere e soprattutto di avere in tempi reali finanziamenti ed anche know how a disposizione per far crescere anche l'impresa.

D'altronde è stato dimostrato in diverse ricerche, tra l'altro commissionate dalla Giunta regionale, e quindi con un impegno preciso da parte della Giunta e del Presidente della Giunta di conoscere la realtà di questa tipologia di lavoro, che sostengono che moltissime delle micro imprese che sono presenti in Sardegna sono costituite da imprese femminili, che si sostituiscono in modo molto più veloce di quanto avvenga per le imprese gestite da uomini, e per tipologie di imprese prettamente maschili, questo sta ad indicare che vi è da parte della Giunta sensibilità teorica ed apparente per quanto riguarda questo.

Allora, con questo ordine del giorno l'intero Consiglio regionale chiede che questa sensibilità, dimostrata più volte ed anche commissionando ricerche, e quindi utilizzando risorse del Governo regionale per conoscere, che vengano in qualche modo tramutate in regole che davvero permettano che vi sia pari opportunità nell'accesso anche alle imprese femminili, all'imprenditorialità femminile al credito, ma soprattutto al mercato del lavoro.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'ordine del giorno numero 2 ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.

PINNA, Assessore dell'industria. Brevemente per dire che l'ordine del giorno contiene indicazioni, proposte, sollecitazioni che sono del tutto condivisibili, voglio solo cogliere l'occasione per richiamare un aspetto, che è coerente con precedenti interventi in quest'Aula, mi riferisco in particolare al richiamo fatto nell'ordine del giorno con riferimento alla promozione dell'imprenditoria femminile. Il disegno di legge che la Giunta ha iniziato ad esaminare di riordino del sistema regionale degli incentivi, contiene anche un titolo che riguarda esattamente questo aspetto.

Il disegno di legge ha già avuto un conforto, e anche un contributo di miglioramento da parte delle forze sociali, le organizzazioni sindacali e gli imprenditori, tornerà in Giunta verosimilmente tra qualche settimana; è un ordine del giorno peraltro a costo zero, che non ha oneri finanziari perché di fatto rimodula le risorse finanziarie già previste nelle leggi di incentivazione, e che potrebbe avere un accoglimento, io auspico, abbastanza veloce da parte del Consiglio.

Questo consentirebbe, oltre che riordinare il nostro sistema di incentivi regionali, di renderlo coerente con il sistema europeo e con quello nazionale, anche di dare risposta, almeno per un aspetto, un aspetto importante tuttavia, la promozione dell'imprenditoria femminile con condizioni naturalmente di sostegno speciale verso questo tipo di iniziativa, di poter dare una risposta in tempi molto rapidi.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'ordine del giorno numero 2. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Per esprimere il parere della Giunta sull'ordine del giorno numero 3, ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.

PINNA, Assessore dell'industria. Presidente, l'ordine del giorno numero 3 di fatto ricostruisce e richiama, sia pure rapidamente, l'intera problematica energetica regionale. Debbo dire che, di fatto, per affrontare questo insieme di problemi, perché si passa dal problema del metano a quello delle centrali di Porto Torres, alla gassificazione del carbone Sulcis, alle nuove centrali del Sulcis, ai centri di ricerca, vi è un po' tutta la problematica regionale, è pronta la prima stesura del piano energetico regionale, che era previsto dalla legge numero 10, e che avrebbe dovuto essere predisposto da diversi anni, di fatto è pronto, credo che si dovrà andare ad una conferenza regionale sull'energia che consentirà di esaminare a fondo questa problematica, ma è anche evidente che la conferenza presuppone un approfondimento e, per così dire, anche lo scioglimento di alcuni temi e di alcune questioni preventivamente. Ad esempio quello relativo ai tempi della metanizzazione, e quindi ad un punto importante dell'intesa istituzionale di programma, da chiudere con il Governo - io auspico, la Giunta auspica - nei tempi più rapidi possibili.

Vi è in corso di discussione la vicenda relativa alle centrali di Porto Torres, anche su questo vi è una interlocuzione stringente tra Giunta, Amministrazione centrale dello Stato e Amministrazioni locali (Sassari, Porto Torres) e quel territorio.

E` chiaro che lì si pone un problema abbastanza complesso, come qui viene richiamato, la centrale o le centrali furono costruite, o si decise di costruirle parecchi anni fa, quando l'attenzione e la sensibilità verso i problemi ambientali non era quella attuale, ciò non toglie che comunque sono costate qualcosa come ottocento miliardi.

Si tratta di vedere quale può essere un punto di compromesso in relazione a questa problematica, di qui a quando si avrà a disposizione il metano, perché è evidente che l'obiettivo è quello di bruciare metano.

Su questo è in corso una interlocuzione con il Governo nazionale, come dicevo, ed anche con le istituzioni locali.

Di questo tema si sta discutendo esattamente in questi giorni; ieri, per esempio, vi è stato a livello nazionale un incontro col sottosegretario Carpi, che ha affrontato essenzialmente il problema delle due centrali del Sulcis, quella da demolire e da ricostruire con tecnologia a letto fluido pressurizzato, ma con impegno anche di affrontare più approfonditamente la tematica relativa a Porto Torres.

Ad ogni modo un'occasione che consentirà di fare meglio il punto ed io auspico - anzi spero, questo almeno è l'impegno della Giunta - di venire anche alla soluzione, di individuare delle soluzioni relativamente a queste problematiche richiamate nell'ordine del giorno, lo si avrà nella prossima settimana in un incontro che è stato deciso ieri direttamente con il ministro Bersani. Sarà quella l'occasione in cui si farà il punto su tutte le problematiche che sono richiamate nell'ordine del giorno.

E` evidente che il quadro è reso più complesso, non voglio omettere le difficoltà o sottovalutarle, perché siamo in una fase fluida, dinamica, conseguente alla privatizzazione di questo settore, ad una parte almeno di privatizzazione, e quindi ad una scomposizione del quadro attuale, relativo alla gestione dell'energia, all'amministrazione dell'energia in Italia, con la presenza crescente anche dei privati, e quindi con un ruolo minore e che tende a ridursi dell'ENEL.

Siamo anche, e concludo con questo, un sistema regionale chiuso. Questo per certi versi crea delle difficoltà, per qualche verso anche ci dà maggiori garanzie di poter avere, diciamo, un atteggiamento di maggiore riguardo da parte del Governo nazionale in questa materia, perché è evidente che essendo un sistema chiuso abbiamo bisogno di una riserva di energia superiore alle regioni che invece fanno parte del sistema nazionale.

Il nostro non è esattamente un sistema chiuso, ma è quasi un sistema chiuso, perché vi è solo un cavo che ci collega con la terra ferma, ma è un cavo assolutamente oggi insufficiente a garantire l'erogazione continua e sistematica dell'energia.

E` una tematica che viene richiamata nell'ordine del giorno, che è integralmente condivisibile nelle sue linee generali, che è all'attenzione della Giunta, che riguarda naturalmente tematiche diverse, che la Giunta intende affrontare, come singole questioni, Porto Torres, le centrali del Sulcis, il metano, i centri di ricerca e così via, e che intende ulteriormente affrontare attraverso il piano energetico regionale, che sarà la sede della conferenza in cui in modo più ampio si potrà discutere ed anche individuare linee di comportamento relativamente a questi problemi.

Naturalmente il parere della Giunta, per le cose che ho detto, è positivo per l'accoglimento dell'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione dell'ordine del giorno numero 3.

(interruzioni)

Può essere illustrato, onorevole Balletto, perché sono ordini del giorno presentati alla fine della discussione generale.

Metto in votazione l'ordine del giorno numero 3. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Per esprimere il parere della Giunta sull'ordine del giorno numero quattro ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.

PINNA, Assessore dell'industria. Credo, Presidente, di aver già detto, illustrando il precedente ordine del giorno. Nella prossima settimana vi sarà un incontro con il Governo dove si affronteranno questi temi. Naturalmente noi intendiamo essere presenti alla conferenza Stato - Regioni, che si svolgerà il 18 dicembre, come opportunamente viene richiamato nell'ordine del giorno, e lì si avrà quel confronto che ripeto, lo anticipavo in qualche modo, credo dovrà riservare una maggiore attenzione per la realtà regionale della Sardegna, essendo noi un sistema energetico chiuso, dove le compensazioni che si possono realizzare in altre regioni di terra ferma non sono invece possibili.

E` difficile dire oggi che cosa accadrà, visto che dovremmo prima partecipare alla conferenza, naturalmente per difendere in modo molto energico e molto fermo gli interessi di questa Regione.

Siccome, comunque, l'ordine del giorno evidentemente richiama una tematica assolutamente condivisibile, attuale, sulla quale tuttavia non posso anticipare quali saranno le soluzioni, l'ordine del giorno è del tutto accoglibile e condivisibile.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Montis per dichiarazione di voto.

MONTIS (Gruppo Misto). Non per illustrare l'ordine del giorno, perché non c'è la possibilità per i tempi in cui è stato presentato, solo per chiedere scusa alle altre forze politiche di non aver chiesto anche la loro firma, paventando poi quello che è successo, arrivare in ritardo e non avere la possibilità di illustrarlo.

Tuttavia possono essere associate tutte le forze politiche presenti, perché si tratta di un problema assolutamente grave, se fossimo coinvolti in una decisione - come recita l'ordine del giorno - che affaccia il Governo di una dismissione del quindici per cento della produzione e della distribuzione di energia elettrica.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'ordine del giorno numero 4. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Convoco la Conferenza dei Capigrupp

Diamo cinque minuti di tempo, prima di passare alla votazione del disegno di legge 447. Ricordo ai colleghi che è prossima la votazione sul 447, diamo cinque minuti perché i colleghi che si sono allontanati provvisoriamente dall'aula possano rientrare.

Potremmo impiegare utilmente il tempo nelle dichiarazioni di voto, laddove ci fossero richieste in questo senso.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 37, viene ripresa alle ore 12 e 07.)

Presidenza del Vicepresidente Zucca

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BONESU (P.S. d'Az.). Presidente, il disegno di legge che ci accingiamo a votare ha una sua importanza, perché tratta di un tema fondamentale per la società sarda, che è quello del lavoro. Però credo che dall'impostazione originale al testo finale questo disegno di legge non adempia alla sua fondamentale funzione, perché è stato concepito come una legge che eroga denari, talvolta per incentivare attività produttive, talvolta per fare puro assistenzialismo, talvolta per continuare attività la cui cessazione avrebbe comunque un impatto sociale.

E` una legge che produrrà pochi posti di lavoro veri, forse l'assistenzialismo della prima versione è stato leggermente attenuato, però resta con tutti i difetti che aveva l'impianto iniziale, in primo luogo perché siamo lontani da quella proposta di mille miliardi l'anno per dieci anni, perché l'impostazione finanziaria del provvedimento è di consumare tutte le risorse immediatamente e, anzi, diminuire le risorse negli anni seguenti, in cui ci troveremo a pagare i mutui contratti.

E` mancata quella riflessione globale sul bilancio della Regione che avrebbe dovuto portare a verificare, per ogni capitolo, le ricadute occupative e produttive. Si è invece preferita ancora una volta l'aggiuntività, ma aggiuntività pagata al caro prezzo di incrementare l'indebitamento regionale.

E` quindi un provvedimento una tantum, mentre sarebbero stati necessari provvedimenti strutturali sul bilancio regionale, provvedimenti strutturali sulla normativa regionale, provvedimenti che avrebbero continuato la loro attività nel tempo.

Così non è stato, e ci troviamo quindi un provvedimento slegato da tutto il contesto, un provvedimento che darà un po' di quattrini, forse, sperano i promotori, a primavera del '99, quando ce ne sarà bisogno per ragioni extra economiche, ma molto politiche. E' un provvedimento che forse non conseguirà neppure questa finalità, perché lo stato dell'amministrazione regionale è tale che ai provvedimenti legislativi segue molto spesso un ritardo enorme nell'attuazione amministrativa. Per cui, probabilmente, gli effetti di un momentaneo "drogaggio" dell'occupazione li avremmo più avanti nel tempo, ma si tratterà appunto di una droga che lascerà effetti temporanei e poi ci creerà il grosso problema politico e sociale di continuare interventi che avremmo iniziato sulla base di questa legge e per cui non ci troveremo le risorse necessarie.

Per questi motivi, Presidente, voterò contro questo disegno di legge, perché credo che non raggiunga minimamente gli obiettivi che invece doveva raggiungere.

PRESIDENTE. Ha domandatodi parlare il consigliere Montis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MONTIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, per quanto ci riguarda non ci sono motivi di ripensamento alle cose già dette. Abbiamo illustrato in sede di discussione generale quale era la nostra posizione, le critiche, le proposte per un miglioramento sensibile dell'impostazione. Rimane immodificabile anche la critica per una legge che è finalizzata all'occupazione ed è invece diventata dispersiva, incapace di affrontare la situazione sarda. Nella proposta iniziale mancava la progettualità, è mancata la risposta all'allarme che proviene dalle popolazioni dell'Isola per risanare una china di situazioni e in taluni casi territoriali e persino di province si ha un'occupazione al 30 per cento ed anche superiore. E` mancata la concentrazione delle risorse in settori nevralgici, che avrebbe potuto invertire la tendenza della situazione esistente; non era pensabile che un disegno di legge di questo genere affrontasse una ripartizione di fondi in decine e decine di poste di bilancio, senza centrare l'obiettivo essenziale della concentrazione, e quindi di assolvere a quell'incombenza per la quale era stata prodotto e per la quale le popolazioni e le organizzazioni sindacali si erano battute da tempo; impostazione dispersiva che ha prodotto in realtà una fotocopia minore di una finanziaria. L'impostazione di questo provvedimento, propagandato oltre ogni accettabile misura, è stato anche ingannevole. Solo un deciso intervento della Commissione è riuscito in parte a consentire che le proposte iniziali, così dispersive, e forse persino inutili ai fini dell'occupazione, ha dato risposte positive, comunque non sufficienti a modificare totalmente l'impostazione iniziale. Le maggiori risorse sono state destinate all'industria, con più di un dubbio sull'efficacia, data l'esperienza sarda e la mancanza di qualunque monitoraggio agli effetti dell'occupazione stabile e di una produzione ulteriore della stessa. Il dibattito è rimasto sulle posizioni di partenza: maggioranza ed opposizione si sono confrontate senza punti di incontro accettabili, poche, anche qualche volta significative, sono le proposte accolte. Per questo noi ci asterremmo, non voteremo contro perché siamo stati gli iniziatori di una battaglia per il lavoro nel 1995, non voteremo a favore, non possiamo votare a favore per le cose che ho detto e ci asterremo.

Sottolineo però ancora un problema politico che in questa maggioranza sta rischiando la dissoluzione della stessa. Roma è Roma, come qualcuno vuol far credere, ma i fatti di Roma non possono essere ignorati dal resto del paese. Ripeto quello che ho detto nella discussione generale: abbiamo affrontato una divisione del partito che costruimmo noi in Sardegna e in Italia per dare un governo al paese, per impedire che ci fosse una situazione di ingovernabilità e che gli stessi problemi che ha affrontato questo governo, forse in modo insufficiente, fossero totalmente disattesi da altre maggioranze che potevano formarsi.

Per questi motivi noi ci asterremo, nella consapevolezza di avere in passato, per quattro anni e cinque mesi, votato leggi, provvedimenti e quante volte ci è stato chiesto di votare a favore anche per provvedimenti con i quali non eravamo completamente d'accordo, ma per un senso di responsabilità, per credere ancora che la situazione in Sardegna potesse evolversi in modo positivo con la gestione politica ed economica di questo Governo, di questa Giunta noi abbiamo spesso votato a favore e il risultato è quello di oggi. Siamo stati esclusi da qualunque confronto, non c'è nessuna attenzione ai problemi politici generali che si pongono nel Paese e che si porranno anche nell'Isola tra non molto.

Per questi motivi la nostra posizione rimane una posizione di astensione, coscienti di aver dato fino in fondo il nostro parere con l'onestà politica e intellettuale che ci ha sempre contraddistinto nel dibattito, nelle decisioni, nelle votazioni in quest'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Rosa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA ROSA (G.D.R.I. e Ind.). Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, un intervento brevissimo per sottolineare due aspetti: l'uno, l'impegno di questo Consiglio regionale, e l'altro, la rilevanza di questo provvedimento. Le due cose stanno insieme e credo sia giusto rilevarlo. Molti nei mesi passati, e forse ancora nei giorni scorsi, hanno pensato che questo Consiglio non sarebbe stato in grado di giungere alla fine di un lavoro così difficile come quello che abbiamo fatto, ed invece questo Consiglio è stato capace di portare avanti questo impegno, l'ha fatto con grande responsabilità, con grande consapevolezza e credo che di questo debba essere dato atto all'intero Consiglio.

L'altro aspetto riguarda la rilevanza del provvedimento che stiamo per votare. Un provvedimento sostenuto dalle parti sociali, atteso da tutte le categorie vitali della nostra Regione e dalle Comunità locali; un provvedimento centrale di un pacchetto di misure che riguardano le prospettive di sviluppo e di occupazione della nostra Regione. Altri provvedimenti dicevo appunto, alcuni già presi ed altri che saranno presi nei prossimi giorni, nelle prossime settimane e che insieme costituiscono appunto il fondamento dello sviluppo futuro di questa nostra Regione. Un provvedimento che ha toccato punti diversi, quei punti che si è ritenuto in più momenti e in più occasioni che dovessero essere modificati a partire, per esempio, dallo sportello unico che non è cosa secondaria in un provvedimento come questo, mi auguro che l'attenzione non sia soltanto limitata ad interventi di rifinanziamento o misure incentivanti, ma anche a misure come quelle dello sportello unico, come quello della ricerca e sviluppo tecnologico, sulla dispersione scolastica ed abbandono scolastico, un provvedimento quindi particolarmente positivo e importante. Certo, io so bene che questo provvedimento non è e non sarà la soluzione di tutte le questioni aperte, non sarà la soluzione per aggredire i nodi strutturali che questa Regione conosce e che ostacolano le proprie prospettive di sviluppo ed occupazione. Proprio per questo è bene continuare ad insistere sulla programmazione negoziata; proprio questo è necessario continuare ad insistere e concludere rapidamente il confronto con il Governo sull'intesa che deve essere sottoscritta e riguardare punti fondamentali per lo sviluppo della nostra Regione. Soltanto se riusciremo a completare questo quadro di problematiche, di questioni aperte, questo nostro provvedimento, questo sforzo che la Regione ha voluto compiere in questa ultima fase della legislatura per assicurare al futuro della nostra Regione un provvedimento così importante, potrà dare pienamente i suoi frutti. Non dobbiamo credere minimamente che da domani mattina debba diminuire il nostro impegno su questi temi, debba diminuire il nostro impegno per il negoziato con il Governo sulla conclusione delle intese istituzionali, perché tutti gli strumenti che sono necessari allo sviluppo della Regione devono essere conquistati in via conclusiva, questo mi sembra debba essere il messaggio che può derivare dall'impegno di queste giornate, di questi mesi e dalla conclusione positiva di questo provvedimento.

Non sono ugualmente convinto di tutte le misure contenute in questo provvedimento, ma sono convinto che questo provvedimento nel suo complesso è un provvedimento particolarmente positivo ed è quanto di meglio in questa fase si potesse mettere insieme sia in termini di provvedimenti e di misure, sia in termini di risorse a sostegno del provvedimento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bruno Dettori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DETTORI BRUNO (F.D.S.-Progr.Sar.). C'è in questo provvedimento ai fini dell'occupazione una serie di cose utili alternate da veri e propri sprechi autorizzati per soddisfare scelte sciagurate ormai ampiamente riconosciute demagogiche e improduttive. La Sardegna non si può permettere di indebitarsi ulteriormente e, soprattutto, non se lo può permettere quando si è ancora alla ricerca di una strategia di sviluppo chiara e vincente. La Sardegna non ha bisogno di interventi straordinari in materia di occupazione, ma di un impegno ordinario, non più scelte avventate, pertanto non più indebitamento disordinato, ma spendere in base alla propria tasca, il che significa non solo riflettere sulla spesa, ma introdurre nella spesa il vincolo della programmazione. Per non aver scelto ancora oggi questo vincolo come indirizzo prioritario la nostra è la Regione che vanta tanti tristi primati negativi. A fronte di questa situazione siamo su tutti i fronti in perenne emergenza. Non si può staccare il biglietto per l'Europa senza una seria programmazione, parola questa di forte connotazione politica ma di indiscutibile attinenza con la spesa ragionata. Ebbene, l'impressione che si ha dalla lettura del piano, nonostante i tentativi per assicurargli un veste accettabile, è la totale assenza di questa connotazione. E` un provvedimento di tipo una tantum, con forti incongruenze a forte carattere assistenziale, basti pensare alla superficialità con cui è stata licenziata la questione della sviluppo rurale, ivi compresa la situazione del mondo agricolo con buona pace dei sindacati che hanno sottoscritto un piano nel quale oggi non si riconoscono più. Ancora oggi si avverte un forte senso di disagio verso i problemi reali della disoccupazione. Si è capito che per assicurare adeguate risposte è necessaria serenità tra le forze politiche, è necessaria serenità tra il Consiglio e la Giunta, e a maggior ragione tra le forze politiche della stessa Giunta, serenità che manca, che spesso va oltre il contingente per investire aspetti sostanziali della solidità e della solidarietà di questa stessa Giunta.

La maggioranza ha lavorato priva di un coordinamento all'altezza di questo progetto, né può sfuggire a nessuno come le versione ufficiali del suo stato di salute sono deboli segnali ripetitivi del permanente disagio. Certo, sono convinto che un piano da 300 miliardi seppure in rosso alla scadenza del mandato elettorale non lo si nega a nessuno, ma ciò che colpisce è l'arretramento di metodo alla base di questo atto che oggi il Consiglio è chiamato a votare e in questo clima poco propizio questo piano è espressione di troppi compromessi, troppo poco per essere legittimato ad operare nell'interesse dei sardi, vano il tentativo di migliorarlo, malinconico approccio con una realtà dal futuro ingombro da una sempre più preoccupante rassegnazione. Queste le mie considerazioni e dichiaro di astenermi nel voto del piano per il lavoro.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per dichiarazione di voto.

VASSALLO (Gruppo Misto). Signor Presidente, onorevoli colleghi, seppur con ritardo dobbiamo constatare che questa maggioranza e questo Consiglio si accingono ad esprimere il proprio voto per un provvedimento da tempo atteso dalle forze sociali e produttive della nostra isola. Un provvedimento che non ha l'ambizione di risolvere tutti i problemi che attanagliano la nostra isola, ma che ha la presunzione di iniziare quella terapia d'urto contro la disoccupazione che se sostenuta adeguatamente nei settori delle infrastrutture, fiscalità, continuità territoriali e zona franca dalla politica nazionale, che ancora tarda a farsi sentire, può determinare quel cambio di tendenza da troppo tempo atteso dal popolo sardo.

Questa legge per lo sviluppo e il lavoro è un primo passo tangibile di come si possa adeguatamente dare risposte concrete, di come sia possibile conciliare vincoli di bilancio, i limiti di indebitamento con una politica di sviluppo e per l'occupazione che mette al centro la logica di privilegiare la programmazione dal basso, quella dei nostri comuni, quella degli enti territoriali, che mette in primo piano l'esigenza del consolidamento della base produttiva e la possibilità di sviluppare nuova imprenditorialità con quella di rispondere alle attese dei più deboli, mi riferisco ai lavoratori socialmente utili, ai progetti speciali e agli altri che nel provvedimento sono organicamente presenti. Questa maggioranza, a mio avviso, ha saputo portare a termine questo provvedimento e l'ha fatto con uno stile ormai inusuale per quest'Aula. Sui circa 163 emendamenti una cinquantina erano quelli di Forza Italia, tredici di Alleanza Nazionale, diciassette di Aresu e più, cinque dei comunisti italiani, sei del P.S.d'Az. e una decina vari, mentre sessantatre erano i totali del gruppo di maggioranza compresi quelli della Giunta, di cui trentatre della Giunta che risultavano praticamente quasi tutti di semplice remunerazione finanziaria, e quelli dei gruppi di maggioranza sono stati in grande parte ritirati avendo già trovato in sede di Commissione adeguate risposte. Dico questo perché da tempo, in questi ultimi giorni, sulla stampa veniva riferito dalle dichiarazioni dell'onorevole Pittalis che gli oltre cento emendamenti della maggioranza erano elemento del blocco del lavoro del Consiglio. Così non è, questa è la verità, questi sono i dati. Anzi, si può affermare senza ombra di smentita, che questo provvedimento ha sconfitto il partito trasversale dei franchi tiratori, ha di fatto prevalso la responsabilità e il rispetto dell'accordo politico e programmatico che ha sancito la nascita di questa maggioranza nel gennaio 1998.

Colleghi, siamo nella strada giusta per indicare alla Sardegna una maggioranza politica capace di confrontarsi e dare risposte serie. Per questo esprimo, a nome di Rifondazione Comunista, il mio voto favorevole.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto.

MARRACINI (Gruppo Misto). Presidente, onorevoli colleghi, è chiaro che questo strumento legislativo avrebbe potuto avere una convergenza molto più ampia delle forze politiche rappresentate in quest'Aula, e vorrei dire anche di quelle che non sono rappresentate nel governo della Regione, perché è evidente che la sensibilità su un problema così importante come quello del lavoro e dell'occupazione, o meglio ancora della disoccupazione, è un problema sentito da tutti, è un problema che credo avvertiamo, mi auguro, maggioranza ed opposizione, e su questo nessuno avrebbe avuto da ridire. Poteva e doveva essere uno strumento importante soprattutto nel suo aspetto programmatico, nell'individuazione, una volta per tutte, di dove la Sardegna doveva cominciare ad indirizzare la prua. Perché, badate bene, che tutte le regioni insulari del mondo che hanno trovato la forza, la capacità, la convergenza politica di mantenersi in un sistema globale che ormai tendeva ad isolarle ancora di più, oltre che geograficamente anche economicamente, sono riuscite con degli obiettivi, pochi inizialmente, ma su cui hanno indirizzato tutti gli investimenti, non solo a recuperare il gap che li allontanava dalle nazioni e dalla regioni non insulari, ma addirittura in alcune circostanze anche a superarle. E` questo che noi ci aspettavamo da questo progetto, da questa legge, cioè un'individuazione una volta per tutte di dove l'isola della Sardegna doveva indirizzare i propri sforzi, il proprio impegno per una vera era di rinascita. Questo non c'è stato. Ancora una volta non si capisce come si può recuperare il tempo perduto in tanti anni di mancanza di progettualità. Non c'è un progetto e quindi il denaro è ancora una volta disperso, denaro disperso che non serve se non a illudere i sardi che questa possa essere una legge importante, una legge storica. Non lo è per niente, e quindi il nostro giudizio è negativo proprio in virtù di questo aspetto. Abbiamo cercato di dare un contributo, in alcuni casi c'è stato anche qualche contributo da parte dell'opposizione che poi è stato inserito sempre a maggioranza e in alcuni casi recepito, per cui qualche miglioria in corso d'opera è stata fatta, ma non bastano le migliorie singole, occorreva dare uno scheletro, una impalcatura solida e seria per una progettualità importante.

Quindi, alla luce di tutto questo, con le considerazioni fatte all'inizio, con la sensibilità che il nostro Gruppo ha sempre manifestato nei confronti di un problema così importante, noi riteniamo di non poter votare questa legge perché la riteniamo insufficiente e quindi annunciamo il nostro voto contrario.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la consigliera Petrini per dichiarazione di voto.

PETRINI (G.D.R.I. e Ind.). Signor Presidente e colleghi, è condizione ormai riconosciuta da tutti in cui versa la nostra isola che paga oggi, forse come non mai, un prezzo assai caro, da un lato per essere una bella isola ma purtroppo sempre isolata dal resto dello Stato, che è molto lontano, e dall'altro il prezzo di anni di politica - economica i cui risultati di sono rivelati disastrosi sia per le scelte di indirizzo economico che per incapacità nella gestione delle seppur ingenti risorse a disposizione nel passato.

A poco serve andare indietro nella storia politica sarda ed andare a ricercare chi, come, quando, tutta la classe dirigente dal Dopoguerra ad oggi, noi compresi, è direttamente o indirettamente responsabile dell'attuale stato. La realtà è alla luce del sole, i dati economico - produttivo odierni danno un quadro chiaro sull'enorme difficoltà che attraversa la nostra Isola. Non riesce a stare al passo con gli indici produttivi del resto d'Italia, non riesce, se non di poco, a modificare o comunque ad invertire la tendenza negativa ormai permanente della disoccupazione. E` priva di adeguate ed idonee infrastrutture: energia a basso costo, trasporti celeri e certi prima di tutto, che ci consentano, in un'ottica di continuità del nostro territorio con il continente, il libero e perché tale accessibile scambio di merci e di persone. Attualmente vede sempre più il restringersi, o comunque l'inadeguatezza della propria capacità legislativa, messa ormai troppo spesso in discussione dallo Stato centrale, con conseguente mortificazione della nostra ormai datata autonomia statutaria. E` chiaro che oggi siamo in una situazione di grave emergenza sociale, che richiede una immediatezza e una concretezza straordinaria nelle azioni e nei piani che si predispongono, essendo anche consapevoli che, anche se il mondo va avanti malgrado gli uomini, non abbiamo la possibilità di altre prove d'appello né moralmente, né ce ne concede un mercato in continua velocizzazione, un mercato che non concede tentennamenti né ulteriori passi falsi. Credo, cari colleghi, che la consapevolezza del momento abbia inciso fortemente nella volontà, nella volontà complessiva di questo Consiglio di affrontare la situazione con straordinaria attenzione. Prova di ciò è il dibattito forte, costruttivo, talora acceso nel rispetto delle parti e nei ruoli di maggioranza ed opposizione. Credo che nessuno si sia tirato indietro anche nel tentativo dell'opposizione di bloccare i lavori attraverso la mancanza del numero legale; intravvedo anche in questo una forte tensione su un provvedimento di straordinaria importanza. Duro è stato il lavoro della concertazione con le parti sociali, con il mondo agricolo, il mondo dell'impresa e dell'autonomie locali. Duro il lavoro sui tavoli della maggioranza per portare a sintesi le indicazioni di tutte le componenti che, come sapete, offrono un ampio spettro sia di carattere ideologico che di scelte sulle politiche economiche. Laborioso il lavoro delle Commissioni sui pareri e della terza Commissione, che ha visto tutte le forze politiche confrontarsi su temi di tali importanza. Il risultato è che il provvedimento che ci accingiamo a votare, che sicuramente potrebbe avere, per ogni componente politica presente in Consiglio, un colore più simile alla propria casacca, come per noi che avremmo gradito per esempio un piano più liberale, ma siamo certi che questo piano sia rappresentativo di un equilibrio che ricomprende tutte le aspettative dei sardi. Strumento che giustamente, come già detto, non ha la presunzione di risolvere da solo la situazione, ma è un tassello importante di una più ampia manovra di politica economica che, a nostro avviso, deve vedere il coinvolgimento globale di tutto il tessuto economico - sociale dell'Isola: la classe imprenditoriale, i lavoratori, la scuola. Il piano produrrà un impegno di risorse e flussi finanziari diretti ed indiretti di grande portata, al quale dovrà corrispondere uno straordinario impegno dalla classe dirigente sarda a cui spetta il compito di non far naufragare queste speranza ma di farle diventare certezza. Alla classe politica regionale presente e futura spetta il compito di legare la propria azione politica all'apertura di una nuova stagione autonomistica, capace di interpretare al meglio la volontà di riscatto dei sardi, rinnovando uno Statuto ormai datato e non più al passo con i tempi e le nostre necessità. Quindi, a nostro avviso, occorrerà il massimo impegno di tutti, la massima concentrazione delle forze politiche sarde per ricontrattare con lo Stato nazionale i nuovi cardini della nostra autonomia.

E` con questo impegno che Rinnovamento Italiano e i suoi consiglieri oggi voteranno a favore del piano straordinario per lo sviluppo e l'occupazione, perché riteniamo sia saggiamente indirizzato verso un equilibrio tra il rafforzamento delle realtà imprenditoriali esistenti attraverso l'allargamento della base produttiva con uno sviluppo della piccola e media impresa, e la massima attenzione alle problematiche sociali, cercando di rendere stabile il lavoro attualmente assistito e provvisorio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Aresu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ARESU (Gruppo Misto). Presidente, per dire brevemente che non voterò a favore di un piano del lavoro; non posso votare a favore di un piano del lavoro che non esiste, perché questo è tutto eccetto che un piano del lavoro. E` un classico assestamento di bilancio, né più né meno di quelli che abbiamo approvato negli ultimi tre anni; è un insieme di finanziamenti a valere su leggi di settore, dalla quindici alla cinquantuno, e tolta solamente la quota di mutuo, tutte le risorse impegnate in questo assestamento sono state prese dagli stessi settori, dalle stesse leggi di settore.

Una per tutte: i mille e cento miliardi sull'articolo due per contributi in conto capitale alle imprese artigiane sono state prese quasi per intero dalla legge 51 e dalla ex legge 40, cioè dalla legge che dà finanziamenti, contributi in conto interessi alle imprese artigiane, e la vecchia legge 40 del '76 che dava contributi in conto capitale, sempre alle imprese artigiane.

Si è persa una grandissima occasione per fare un vero piano del lavoro; si è lontani anni luce dalla mozione, dalle proposte, al di là delle risorse finanziarie, che aveva proposto Rifondazione Comunista, cioè non ha nulla a che vedere. E` un testo scritto a più mani, che mentre a livello musicale può generare delle opere in questo caso ha creato solamente caso. Ogni assessorato ha inserito all'interno di questo provvedimento provvedimenti di settore, vietando quasi che gli altri assessori sapessero cosa uno faceva, salvo questa sorta di coordinamento generale, che di fatto ha coordinato una cosa soltanto: ha coordinato tre o quattro mesi, sei mesi di convegni e di alimentazioni di speranze nel territorio della Sardegna.

Questo provvedimento, così come era impostato, Presidente, assessore Scano, assessore Cogodi, ha generato purtroppo grossissime speranze, speranze che non si potranno assolutamente mantenere. Sicuramente qualche posto di lavoro sarà creato, ma sarà creato a discapito di lavori già esistenti, cioè non si è intaccato nulla, non sono andati a cercare risorse in sprechi che ci sono, convegni che non servono a niente, consulenze improvvisate, sprechi negli enti strumentali, sprechi, ad esempio, di questi ultimi giorni sugli straordinari che i funzionari della Regione fanno, non si è voluto assolutamente incidere su quello che era l'obiettivo di questo piano dopo la conferenza sul lavoro.

La possibilità secondo me c'era, c'era se fosse stato coinvolto da subito l'intero Consiglio, le intere Commissioni consiliari e non invece si fosse fatto di questo una sorta di regno privato all'interno della Giunta.

All'interno di questo provvedimento che, secondo me, assessore Scano, è un semplice assestamento di bilancio, io ripeto, tutto sommato c'è qualcosa di interessante; secondo me è il fondo unico. Il fondo unico, però, fatto in questo modo, Assessore, è vuoto. E` vuoto perché non ha inciso per nulla sui fondi di rotazione. Le ricordo solamente che alla data del 30 giugno del '98 sui fondi di rotazione c'erano mille e quattordici miliardi, né più né meno del '97, né più né meno del '96, né più né meno del '95, né più né meno del '94, pur andando ad attingere a questo grandissimo contenitore, perché lo stiamo utilizzando anno per anno per recuperare risorse che sembrano nuove e che nuove non sono, e con le quali le banche continuano ancora oggi a fare cassa. Oggi come oggi quasi sicuramente ci saranno oltre mille miliardi fermi, un piano di rinascita, nei fondi di rotazione. A cosa serve il fondo unico se non si va a incidere in modo vero, reale e concreto sui fondi di rotazione?

Sono sicuramente stati sbagliati gli obiettivi, si è perso tempo, si è perso tempo perché se, ad esempio, per quanto concerne i contributi per le imprese artigiane, avessimo approvato due o tre mesi fa il "441", così come era uscito dalla Commissione, oggi sarebbe legge della Regione, e questo, se va bene, il Governo ce la rimanderà indietro non prima di fine gennaio o primi di febbraio.

Per questi motivi non posso votare a favore, ho grosse difficoltà ad astenermi per quelle piccole cose che la Commissione programmazione e l'Aula, il Consiglio in genere, con gli emendamenti è riuscito ad incidere e a modificare, e spero che la nostra astensione, la mia, quella di Montis e di Concas serva quantomeno a farsi carico degli emendamenti che abbiamo presentato in questo provvedimento per poterli utilizzare e riportare nelle leggi finanziarie che andranno in Aula in questi giorni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Murgia. Ne ha facoltà.

MURGIA (F.D.). Presidente, diversi colleghi hanno detto giustamente che si tratta di un provvedimento probabilmente insufficiente. Dico, anche a nome del Gruppo di Federazione Democratica, che se insufficienze ci sono vanno anche esaminate in rapporto al complesso delle manovre che la maggioranza sta ponendo in essere in questa fase; è difficile isolare questo provvedimento dalla recente approvazione della legge sui centri storici, dai provvedimenti di legge, il "363", il "474", che saranno in Aula, dalla manovra finanziaria complessiva che si sta mettendo in essere. Per cui diciamo che gli interventi e il piano sul lavoro va più valutato sul complesso di questi fatti che sul problema specifico in sé, provvedimento forse insufficiente ma sicuramente necessario.

A questo proposito vorrei ricordare che il piano del lavoro, o interventi sul lavoro, non possono essere ridotti ad una semplice equazione tra sviluppo ed occupazione, primo perché non funziona più nel mondo una relazione stretta tra sviluppo dell'economia e sviluppo dell'occupazione, questo è ormai assodato per tutti; secondo, perché la realtà sarda ha una situazione tale dal punto di vista occupazionale che neanche la migliore politica economica immaginabile col migliore gruppo dirigente immaginabile potrebbe realizzare tassi di sviluppo annui tali da riuscire a garantire per la sola via dell'incremento della produzione l'incremento della occupazione necessaria ad assorbire questa forza lavoro, per cui le due vie del sostegno all'occupazione, il sostegno alla produzione, allo sviluppo dell'impresa sono entrambi da perseguire ed entrambi ineliminabili, e non credo nemmeno siano in così forte alternativa dal momento che penso che oggi il problema dello sviluppo in Sardegna più che un problema di assenza di capitali e di risorse soprattutto in questa situazione che vede il costo del danaro bassissimo come non mai nella storia degli ultimi trent'anni della nostra Regione, ma sia un problema soprattutto di carenza di imprenditorialità e di competenze della stessa imprenditorialità. Per cui credo sia necessario giocare su tutti i tasti possibili che ci consentano di incidere sul problema dell'occupazione, dal sostegno alle imprese, al sostegno allo sviluppo locale, al sostegno e al lavoro sostenuto ed occupato, convinto come sono che per un paese è molto meglio assistere l'occupazione piuttosto che assistere, come sarebbe comunque necessario, i disoccupati, e convinto che nessun paese può permettersi un tasso di disoccupazione così elevato, è molto meglio riuscire a dare questi ammortizzatori necessari, comunque indispensabili, in presenza di un lavoro piuttosto che in una forma totalmente assistenzialista quale alla fine saremo costretti comunque a dare.

Penso piuttosto che i limiti dei provvedimenti e della manovra siano su alcune carenze del modo complessivo di gestire l'economia dalle nostre parti; penso che anche il tema dell'indebitamento in sé non sia assolutamente rilevante se non legato al contenuto specifico delle azioni che si pongono in essere con i soldi reperiti sul mercato, per cui l'indebitamento può essere un investimento se si scelgono accuratamente i finanziamenti e le spese, può essere una perdita secca, come può essere una perdita secca comunque la spesa pubblica e il sostegno alle imprese, qualora venga data in modo non avveduto con istruttorie non adeguate.

Credo che dovremmo quindi accingerci ad un attento esame degli effetti che questa e le altre manovre stanno producendo sulla realtà preparandoci rapidamente a modificare ed aggiustare i provvedimenti. Non stupisca il fatto che approvando una legge si pensi già a cambiarla, credo anzi che uno dei difetti della nostra legislazione di sostegno all'economia è proprio la sua eccessiva durata senza verifiche e senza costanti aggiustamenti in corso d'opera, che sono necessari in materia come questa.

Allora c'è il problema di superare anche delle carenze strutturali ed amministrative; il problema del monitoraggio è un problema all'ordine del giorno, non può essere più allungato perché credo che lì sia la vera questione della verifica dei provvedimenti; credo che a questo proposito vada risolta, e mi sembra assurdo fare un piano del lavoro lasciando deperire l'agenzia del lavoro ridotta ad uno sportello di pagamenti e per giunta decapitata da oltre un anno, così come non si può ignorare che il problema fondamentale dello sviluppo e la formazione di competenze dei lavoratori e di imprenditori, quindi la riforma della formazione professionale, così come ritengo che bisogna andare con più decisione di quanto già rappresentato dall'iniziativa sullo sportello unico e sul decentramento ai comuni, sulla via del decentramento e della delegificazione dei nostri provvedimenti economici.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.

BERTOLOTTI (F.I.). Soltanto se, diceva l'amico Peppino La Rosa, che mi ha preceduto, e se fosse stato un "soltanto se" probabilmente si poteva anche avere qualche parere e qualche speranza diversa su questo provvedimento. Il problema è che sono stati tanti i "soltanto se". Troppi "se" che mandano sopra questa legge un clima di aleatorietà priva di risultati concreti, e non può essere diversamente fino a quando non riusciamo a capire che nell'economia moderna legata alle leggi dell'Europa e del mercato globale si crea occupazione quando si hanno tassi di crescita economica superiori, in rapporto di prodotto interno lordo, ai due punti percentuali all'anno.

In Sardegna abbiamo valori prossimi allo zero, questa manovra non inciderà su quello che può essere un aumento programmato del prodotto interno lordo, e come tale non produrrà risultati.

Ventimila nuovi poveri negli ultimi due anni, Presidente Palomba, oltre trecentotrentamila gli iscritti alle liste dei disoccupati. Erano deucentotrentamila nel settembre del '94, quando lei presentava la sua prima giunta. Quattro anni di politiche incapaci di dare risposte ai problemi della Sardegna. E avete la pretesa oggi di ripagare tutto questo con poco meno di due milioni a disoccupato!

Un intervento che non prevede certamente in questo modo la creazione di posti di lavoro, se è vero come è vero che un posto di lavoro oggi richiede, nella migliore delle ipotesi, e sto parlando di creazione di posti di lavoro nei servizi cosiddetti poveri, almeno cinquanta milioni di investimento per unità di posto di lavoro, e che tale cifra raggiunge facilmente gli investimenti oltre il mezzo miliardo di lire quando andiamo ad affrontare politiche di sviluppo nei settori industriali.

Possono aspettare i disoccupati sardi nella migliore delle ipotesi almeno cinquant'anni per vedere risposte certe.

Non è quindi questo un piano del lavoro; non è straordinario, come ha avuto modo anche lo stesso collega Aresu di evidenziarlo, perché non propone niente di nuovo, interventi che incidono soltanto su leggi di settore, e questa non è certamente una novità, è effettivamente quello per cui è stato intitolato ma nella sua parte conclusiva, una manovra di assestamento e di rimodulazione del bilancio.

Solo un'azione propagandistica per giustificare la permanenza al Governo di alcune forze politiche che peraltro dimostrano di sapersi accontentare, di partire da mire e progetti alti, i famosi mille miliardi all'anno per dieci anni, che si sono considerevolmente ridotti, che non sono andati nella direzione che proponevano; queste forze politiche hanno dimostrato di non avere certamente né l'orgoglio né la forza necessaria a giustificare la loro permanenza nel governo di questa regione.

Un'azione propagandistica che mira non a creare posti di lavoro ma unicamente consensi elettorali, ma la gente è ormai troppo disperata per accontentarsi di questo, e non saranno le pur abili alchimie politiche per perpetuare questa maggioranza nella prossima legislatura.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.

MARTEDDU (Popolari). Presidente, una dichiarazione breve ma chiara di quello che abbiamo inteso fare in questi mesi e di quello che ci accingiamo a votare come Popolari e come maggioranza. Lo dico senza esaltazione, naturalmente, ma senza neanche cospargerci il capo di cenere per quello che abbiamo fatto.

Ritengo che il pacchetto dei provvedimenti, quello che stiamo per votare, ma anche i successivi, il "363", ed eventualmente quello sugli sgravi contributivi, il "474", è il segno di una sintesi, questo sì, straordinaria, dello sforzo che ha fatto il governo della Regione e il Consiglio regionale. Il governo, nel suo insieme, sin dall'inizio, con gli Assessori impegnati alla programmazione, al lavoro, agli enti locali, e il Consiglio regionale, attraverso la Commissione bilancio e programmazione, attraverso la Commissione lavoro, quindi un impegno straordinario e sostanziale sul provvedimento per migliorare il testo della Giunta, per seguire con forza, con determinazione l'evolversi anche del dibattito politico che in Sardegna si è sviluppato.

Chiaro ed evidente a tutti è stato che il risultato di un dibattito forse mai sviluppatosi in Sardegna fino a questi mesi su un provvedimenti concreto, e non solo la Conferenza sul Lavoro, che pure è uno dei fatti fondamentali di questa legislatura, ma anche il dibattito all'interno delle forze sociali e tra le forze sociali che alcune di queste, essendo partite in maniera direi poco convinta, alla fine ci hanno creduto. Hanno creduto in un provvedimento che, comunque la si voglia girare, pone al centro la questione del lavoro in Sardegna.

Non mi scandalizzo neanche delle contrapposizioni che ci sono state in Aula e in commissione; è chiaro che il problema del lavoro, questo pacchetto dei provvedimenti è stato l'atto fondante di questa maggioranza e che quindi il completamento di questo iter, lungo, se vogliamo, va ascritto all'impegno che dentro la maggioranza, ciascuno ponendoci quello che intende, che ha inteso far scaturire dalla propria cultura, dalla propria sensibilità, ma è un provvedimento e un atto che qualifica la maggioranza che esprime questa Giunta.

Ho letto nel dibattito di questi mesi, ma anche in Aula, alcune venature di tatcherismo di ritorno, cioè l'equilibrio di bilancio a tutti i costi, l'evitare a tutti i costi l'ulteriore indebitamento, una scrittura degli anni avvenire che è tutta dipinta di nero quasi che stessimo dilapidando oggi le risorse anche per le future generazioni!

Non credo a questa lettura della storia che ci attende. Credo che proprio questa lettura e, anzi, questa impostazione della politica economica sia ormai sepolta ed archiviata nei fondali dell'Europa, che per fortuna l'Europa, quella di oggi, quella del duemila, sta guardando e sta finalizzando al lavoro tutte le proprie risorse culturali, economiche ed anche delle grandi espressioni della religiosità del mondo europeo.

Ma emersa questa contrapposizione, forse artificiosa, spesso fondata su contrapposizioni politiche ma non reali, contrapposizioni fra impresa, fra liberismo - impresa e fra lavoro sostenuto dalla mano pubblica ritengo che nei provvedimenti ci sia una sintesi e un equilibrio felice, che certo non guarda solo agli equilibri di bilancio, che certo non guarda solo a tinte fosche alla storia che ci attende, ma che guarda molto agli equilibri di civiltà e senza il lavoro, senza la mano pubblica, senza coinvolgere nella democrazia partecipata, e quindi in una civiltà che lavora, tutti, compresi gli esclusi, compresi i più marginali, nei territori della Sardegna, nelle aree della Sardegna ma anche nelle singole comunità della Sardegna, senza coinvolgere questi attraverso una forte presenza, consapevole presenza, rigorosa presenza della mano pubblica si pongono questioni anche di civiltà, di sviluppo civile e di democrazia.

Abbiamo voluto fare questa sintesi, abbiamo voluto inseguire e perseguire con determinazione questo equilibrio.

Signor Presidente, votiamo a favore di questi provvedimenti perché riteniamo che questo sia stato raggiunto anche attraverso il coinvolgimento che ci sarà delle amministrazioni locali e delle comunità locali.

Il nostro è un voto a favore, ma è anche una richiesta pressante di impegno da parte della Giunta perché ponga in essere tutti gli atti già previsti da leggi approvate, penso per esempio al "101" sulla burocrazia e tutti gli atti previsti in questi provvedimenti, perché la Giunta metta in essere con determinazione, nei tempi necessari ma nei tempi immediati tutte le iniziative che servono ad accelerare la spesa, a condizionare in senso positivo la burocrazia perché dalle parole si passi ai fatti, dalle leggi si passi alla consapevolezza in tutta la Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.). Il fatto che questo disegno di legge sia stato espropriato dalla commissione competente, in realtà, dopo il lungo dibattito che si è svolto in quest'Aula non appare più un fatto così grave, perché in effetti non di piano di lavoro si tratta, come è stato abbondantemente detto, anche da settori vicini alla maggioranza, ma di un provvedimento di assestamento di bilancio.

Nel conflitto perenne tra l'apparire e l'essere, la maggioranza ha indubbiamente scelto l'apparire, infatti, già tal titolo pomposo del piano straordinario sul lavoro, evidentemente ha dimostrato e vuole dimostrare di aver scelto l'apparire. A noi invece è toccato il compito di andare a guardare dentro le righe del provvedimento e quindi abbiamo dovuto anche verificare l'essere.

Ebbene, l'essere denuncia innanzitutto un compromesso, è stato persino denunciato, se n'è rammaricata persino l'onorevole Petrini, allorquando ha invocato un maggior tasso di liberismo nel provvedimento, che evidentemente non c'è, a tutto vantaggio evidentemente del dirigismo che è stato più volte denunciato in quest'Aula. Questo provvedimento è figlio di un compromesso tra queste due correnti di pensiero, ma in realtà sul tema del lavoro e dello sviluppo non si possono fare delle compromissioni; evidentemente si tratta di scegliere una linea di politica economica la quale può essere o di natura liberista o di natura dirigistica.

Evidentemente la maggioranza non ha saputo neppure scegliere attraverso questo passaggio di politica economica perché ha confuso, ha saltato completamente quelle che sono le condizioni indispensabili per creare sviluppo, e cioè attraverso gli investimenti per le precondizioni di sviluppo e le infrastrutture. Ha invece provveduto ad adottare un provvedimento che ha soltanto carattere assistenziale, ed anche questo è stato denunciato da settori vicini alla maggioranza, che magari non hanno il coraggio di votare contro questo provvedimento in questa occasione, ma che comunque vedrà la loro astensione. In realtà è una serie di provvedimenti a pioggia, settoriali, destinati a creare centri di clientela che sono sicuramente utili alla vigilia di una campagna elettorale.

Dal nostro punto di vista queste sono le caratteristiche di questo provvedimento, e quello che è stato denunciato in apertura dei lavori non è stato corretto durante il lungo dibattito che si è svolto nell'aula. Conseguentemente il voto del Gruppo di Alleanza Nazionale non può che essere contrario a questo provvedimento di legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Sassu. Ne ha facoltà.

SASSU (Progr. Fed.), relatore di maggioranza. Grazie signor Presidente, brevemente per dire con il voto di oggi il Consiglio regionale assegna alla Giunta, ma anche agli enti locali e alle imprese, un complesso di norme e anche un insieme di risorse che forse non saranno, come è stato detto, la panacea di tutti i mali della Sardegna, ma di certo potranno contribuire, io ne sono convinto, insieme anche agli interventi comunitari ed agli interventi dello Stato, a invertire una condizione sociale ed economica della Sardegna che è negativa.

Abbiamo avuto modo di verificare che si tratta di un provvedimento che destina risorse, credo importanti, sono circa milletrecento miliardi, sono destinati per l'impresa, sono destinati per lo sviluppo locale, ma giustamente rivolge, nel segno della solidarietà, anche la dovuta attenzione verso quei lavoratori che se non aiutati rischiano di ingrossare il numero dei disoccupati.

I temi dell'impresa, dello sviluppo e della solidarietà sono i temi cruciali che stanno appassionando i lavori del Consiglio in questi ultimi mesi, e certo i problemi della Sardegna, che sono così rilevanti e gravi, non potranno essere risolti soltanto con strumenti isolati e straordinari come il disegno di legge 447, ne sono convinto, occorre anche una permanente politica di attenzione in ogni atto che la Regione compie, e sono anche consapevole che spetta in primo luogo allo Stato il compito di esercitare una nuova e più specifica attenzione verso il sud del Paese, e dico anche di particolare attenzione verso la Sardegna, alla quale deve essere riconosciuto il diritto sacrosanto di essere posta, rispetto alle altre regioni, nelle condizioni di pari opportunità.

Questo provvedimento, lo dico come Gruppo Progressista, ma anche come relatore di maggioranza del provvedimento stesso, perviene in Aula dopo un lavoro intenso, è il frutto di un'azione di concertazione lunga con le forze sociali; dico che è anche il frutto di un lungo ed approfondito esame di merito da parte della Commissione bilancio e programmazione. A me sembra che anche i lavori del Consiglio, dell'Aula, abbiano contribuito ad un suo miglioramento ulteriore.

La maggioranza, seppure numericamente non forte, ha saputo dimostrare di reggere, di sapere affrontare e decidere questioni così rilevanti, e l'opposizione, da parte sua, ha potuto utilizzare ancora una volta le opportunità offerte da un Regolamento consiliare ormai superato, che consente di rallentare in qualche modo i lavori consiliari, ma voglio dire, con molta serenità, che all'opposizione va dato atto di aver svolto anche un'azione di merito, anche se non condivisibile, perché ha voluto enfatizzare in qualche modo una contrapposizione tra sviluppo e solidarietà, mentre in questo provvedimento, come giustamente ricordava il collega Marteddu, c'è un giusto equilibrio che mette insieme questi due aspetti.

Con il voto di oggi, signor Presidente, si dà avvio quindi ad una manovra che io definisco né piccola né grande ma che è importante e che va nella giusta direzione verso il lavoro e verso lo sviluppo.

Auspico che i soggetti che dovranno poi dare gambe alla manovra che stiamo per approvare, cioè la Giunta regionale, gli enti locali e le imprese, auspico che sappiano metterla a frutto rapidamente, perché è tanto più necessaria la rapidità e l'urgenza perché grandi e sofferte sono le attese dei sardi.

Signor Presidente, con queste brevi riflessioni annuncio quindi il voto favorevole, anche a nome del Gruppo Progressista, al disegno di legge 447 sulla occupazione e sullo sviluppo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.). Fa piacere che finalmente qualcuno della maggioranza si sia pronunciato su questo disegno di legge, perché in effetti dibattito in Aula, ancorché sostenga la collega Petrini, non ve n'è proprio stato, si possono contare gli interventi degli esponenti della maggioranza sulle dita di una mano.

Con l'approvazione del disegno di legge 447, pomposamente definito "piano per il lavoro", si è concluso l'ultimo atto di una tragicommedia, nella quale chi ride e si diverte sono gli attori di sempre: il presidente Palomba in prima linea, i suoi comprimari rappresentati dagli assessori e le comparse, rappresentate dalla scombinata ed irresponsabile maggioranza, mentre chi piange è il desolato popolo sardo, che ha visto consumare e riversare su di esso inettitudine, inefficienza, spreco e tutto quanto di negativo si può immaginare e dire.

Forza Italia ha criticato aspramente questo piano, dapprima con la predisposizione di un vero e proprio contropiano, con il quale, in maniera seriamente costruttiva, si indicavano le strade da percorrere e gli strumenti per raggiungere il dichiarato obiettivo: sviluppo e lavoro, poi con la presentazione di una quarantina di emendamenti per cercare di migliorare una legge improponibile e per niente idonea a risolvere i problemi che dichiara invece di voler affrontare, e sfido chiunque a dire che gli emendamenti presentati da Forza Italia abbiano avuto finalità diverse, finalità di partito, finalità che non fossero veramente risolte per dare a questo piano un'impronta di serietà e di fattibilità.

La maggioranza, come ho detto all'inizio di questo intervento, ha rifiutato il dibattito in Aula, l'ha rifiutato. La maggioranza ha blindato il piano e l'ha portato avanti in maniera proprio risoluta, ed ogni qualvolta c'è stata la inevitabile dichiarazione per raccogliere il parere del relatore di maggioranza e della Giunta, quando negli inevitabili interventi della maggioranza ci si è limitati talvolta a dire che il problema sollevato era degno di attenzione ma che questa non era né la sede, né era la circostanza per dare risposta o quantomeno per esaminare il problema.

Si è voluto quindi prepotentemente blindare un testo di legge i cui effetti, ahi noi, saranno del tutto fallimentari. Perché il piano, signori della maggioranza, è fallimentare su tutta la linea, è infarcito di promesse che si concretano in interventi di difficile attuazione. Lo sportello unico, articolo 5, come individuato ed incoraggiato dall'intervento regionale, non funzionerà, perché non funzionerà, o quantomeno non darà le risposte attese, e mi rifaccio su questa tematica a quelli che sono stati gli interventi dei colleghi di Forza Italia in Aula durante il dibattito. La società mista, articolo 14, non costituisce strumento valido sia in termini di mediatezza di risposte per il problema disoccupazione, sia in termini di prospettiva, poiché il Comune imprenditore sarà un'esperienza ancora più dolorosa di quella fallimentare della Regione nel governo diretto ed in primissima persona dell'economia isolana.

Lo stesso discorso vale per l'articolo 19 "iniziative per lo sviluppo e l'occupazione" che comporterà un indebitamento di 133 miliardi senza apprezzabili ricadute, forse è bene dire senza nessuna ricaduta.

Signori, i comuni non hanno capacità progettuale, non hanno organizzazione, hanno in più burocrazie inefficienti, ancora più inefficienti di quella regionale, non potranno promuovere attività produttive capaci di produrre ricchezza aggiuntiva, perché è quella che produce occupazione, ancorché dica il collega Murgia che non è più valida l'equazione sviluppo uguale occupazione. Certo che non è più valida, perché lo sviluppo deve avere determinate misure, perché si dice che al di sotto di uno sviluppo inferiore al tre per cento non è possibile creare occupazione aggiuntiva, questo lo sanno tutti e lo diciamo noi per primi, quindi gli impulsi che devono essere dati all'economia sono reali e non quelli di mantenimento di posti precari.

Dicevo, non potranno promuovere attività produttive capaci di produrre ricchezza aggiuntiva

PRESIDENTE. La prego di affrettare la conclusione.

BALLETTO (F.I.). Presidente, trenta secondi e ho finito. Ma rivolgeranno la loro attenzione al settore servizi mantenendo in piedi, procrastinandoli nel tempo, i lavori socialmente utili, lavori di pubblica utilità eccetera.

Non soddisfa le premesse del piano l'ambizioso progetto di intervenire con efficacia sulle problematiche del lavoro, l'impegno di risorse destinate al Parco scientifico regionale e significamente nei confronti del Consorzio Ventuno e sul CRS4 poiché in assenza del piano generale sulla ricerca l'intervento si traduce ancora una volta in misure parziali e frammentarie che danno la sensazione che siano finalizzate al mantenimento di quelle strutture piuttosto che a dare vero impulso alle imprese che questi soggetti dichiarano di voler assistere, quindi sprechi su sprechi. Non soddisfa assolutamente sul piano delle compatibilità con le risorse future, l'indebitamento è tale da impedire o ridurre la capacità di spesa futura, sicché la Regione dovrà limitare il suo ambito di intervento al pagamento delle spese correnti.

L'indebitamento, signori, ha raggiunto cifre considerevoli, circa seimila miliardi; lo sviluppo passa per il risanamento dei bilanci, ciò vale sia per quelli nazionali, sia per quelli locali, quindi per le politiche di rigore della spesa e poi per interventi rivolti a rimuovere i deficit strutturali. In questa legge si va in direzione diametralmente opposta; non si raggiungerà alcuno degli obiettivi dichiarati e propagandati con grande enfasi, sarà veramente arduo ricostruire questa Regione. Non sarà compito facile per nessuno, certamente per voi sarà impossibile.

Ho in breve, molto in breve Presidente, enunciato i motivi per i quali questo piano non ci convince e per il quale il Gruppo consiliare Forza Italia voterà contrario alla legge.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Procediamo alla votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 447.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BERRIA - BUSONERA - CHERCHI - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - FOIS Pietro - GHIRRA - LA ROSA - LADU - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SECCI - TUNIS Gianfranco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - CADONI - CARLONI - CASU - FRAU - GIORDO - LIORI - LIPPI - LOCCI - MANUNZA - MARRACINI - MASALA - MILIA - OPPIA - PIRASTU - PITTALIS - SANNA NIVOLI - SERRENTI - TUNIS Marco - USAI Edoardo.

Si sono astenuti i consiglieri: ARESU - CONCAS - DETTORI Bruno - MONTIS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 68

Votanti 64

Astenuti 4

Maggioranza 33

Favorevoli 39

Contrari 25

(Il Consiglio approva).

PRESIDENTE. La tabella di marcia prevedeva la discussione del combinato disposto di legge 363 A) - 387 A) - 417 A) - 428 A).

Se siamo in condizioni di esaurirlo iniziamo ad esaminarlo, se non siamo in condizioni di esaurirlo, iniziare per interrompere non ha nessun senso. Mi pare di capire che non siamo in condizioni di esaurire.

I lavori sono aggiornati alle ore 16 e 30; alle ore 16.00 è convocata la terza Commissione.

La seduta è tolta alle ore 13 e 23 .