Seduta n.406 del 27/02/2008 

CDVI Seduta

(ANTIMERIDIANA)

Mercoledì 27 febbraio 2008

Presidenza del Presidente SPISSU

INDICE

La seduta è aperta alle ore 10 e 11.

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la seduta e la sospendo per trenta minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 11 , viene ripresa alle ore 11 e 41.)

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di martedì 19 febbraio 2008 (398), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri Licheri, Lai, Moro, Salis e Sanna Francesco hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 27 febbraio 2008.

Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di proposta di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente proposta di legge:

"Cuccu Giuseppe - Biancu - Cocco - Sabatini - Uggias sulla tutela e valorizzazione degli ulivi monumentali della Regione Sardegna". (314)

(Pervenuto il 25 febbraio 2008 e assegnata alla 5° Commissione)

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Colleghi, do lettura del messaggio che il Presidente della Repubblica ha fatto pervenire al Consiglio regionale della Sardegna nella giornata di ieri.

"Caro Presidente, i numerosi impegni, connessi alla particolare situazione istituzionale nella quale ci troviamo, mi impediscono di accogliere come pure avrei desiderato il suo cortese invito di essere presente alla seduta solenne dell'Assemblea regionale per la commemorazione del sessantesimo anniversario dello Statuto speciale per la Sardegna. Nell'importante ricorrenza, mi è comunque molto gradito rivolgere a lei, ai componenti dell'Assemblea regionale e, idealmente, a tutto il popolo sardo, i sentimenti della mia viva partecipazione all'evento ricordando che lo Statuto speciale della Regione Sardegna ha creato una efficace cornice istituzionale per l'autonomia dell'isola e per la sua crescita civile e politica. Nell'esprimere al Consiglio da lei presieduto i più fervidi auguri di buon lavoro, formulo un auspicio che le istituzioni rappresentative della Regione possano farsi garanti in modo costante e continuativo dello sviluppo e del progresso economico e sociale della Sardegna, nel quadro indefettibile dell'unità nazionale. Con la più viva cordialità, Giorgio Napolitano.".

Ringraziamo il Presidente della Repubblica per questo messaggio che ha voluto indirizzare ai sardi e al Consiglio regionale della Sardegna.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 2008)" (301/S/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 301/S/A.

Colleghi, ieri abbiamo sospeso il nostro lavoro sugli emendamenti sospesi agli articoli 1, 2, 3, 6, 7 e 9. Gli emendamenti che ci trasciniamo dagli articoli precedenti. Avevamo sospeso lavoro perché i presentatori degli emendamenti valutassero il mantenimento degli stessi. Quindi, pregherei l'onorevole Marrocu, o chi deve comunicare l'esito di questo approfondimento, o il Presidente della Commissione, insomma valutate un po' voi.

Onorevole Diana, su che cosa intende intervenire.

DIANA (A.N.). Sono prenotato a seguito.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.

CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Presidente, credo che si possa continuare con i lavori, così come erano stati programmati, prendiamo gli emendamenti sospesi e man mano che si va avanti o vengono ritirati o vengono discussi.

PRESIDENTE. Va bene, siamo all'emendamento numero 515.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Presente, su due…

CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Presidente chiedo scusa, sull'emendamento numero 515…

PRESIDENTE. Scusi onorevole Diana, l'onorevole Cucca…

Ha domandato di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.

CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Presidente, nell'ipotesi in cui non so se l'onorevole Diana stesse intervenendo per dichiarazione di voto l'emendamento numero 515 è ritirato.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Va bene,onorevole Diana prego.

DIANA (A.N.). Sì, mi fa piacere che venga ritirato l'emendamento numero 515 nel senso che poi non so cosa accada. Però, volevo significare Presidente che i lavori ieri non sono stati interrotti per l'emendamento numero 515 e seguenti. I lavori si sono interrotti perché la Giunta ha abbandonato l'Aula, questa è la motivazione che c'è stata data dalla Presidenza, e successivamente il Capogruppo, l'onorevole Marrocu, ha invece corretto il tiro dicendo che i lavori venivano interrotti perché il Partito Democratico aveva una riunione importante, e certamente lo era, per cui vorremo capire le motivazioni quali sono? Sono l'emendamento, sono il fatto che la Giunta abbia abbandonato l'Aula, oppure, come più verosimile, i lavori sono stati interrotti per una richiesta del Presidente del Gruppo del Partito Democratico.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Diana, credo che i lavori siano stati interrotti, almeno così mi ha riferito il presidente Biancu, prevalentemente per una richiesta del Capogruppo del Partito Democratico di aggiornamento dei lavori a causa di una importante riunione, come voi tutti avete potuto apprendere. Stamani la Giunta è in Aula e quindi siamo in condizioni di andare avanti nel lavoro.

Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Grazie, Presidente. Per ricordare a me stesso e all'Aula che ieri i lavori sono stati sospesi mentre si era in discussione sull'emendamento 515, aveva la parola il collega Cuccu che ha illustrato l'emendamento 515, poi - sempre per amore di chiarezza - non è intervenuto il collega Marrocu, che è intervenuto successivamente, ma è intervenuta la Giunta, attraverso l'Assessore alla programmazione, che ha chiesto 15 minuti di sospensione. Sono trascorse ventiquattr'ore, a seguito di quella richiesta di 15 minuti, e non conosciamo i motivi: possiamo aver letto sulla stampa che c'era un grande appuntamento del Partito Democratico a Tramatza, e comprendiamo anche questo, ma i veri motivi che hanno spinto la Giunta a chiedere quei 15 minuti di sospensione ancora non li conosciamo e sarebbe opportuno che l'Aula ne venisse a conoscenza.

Comunque, qualora il proponente Cucca persistesse nella decisione di ritirare l'emendamento, l'emendamento lo facciamo proprio e quindi chiediamo che venga messo in discussione.

PRESIDENTE. Io penso di aver dato delle spiegazioni, almeno quelle che naturalmente risultano poi di tutte le altre non sta a me dare spiegazioni, quindi, io ritornerei sull'emendamento numero 515, sul lavoro e sui motivi che hanno prodotto l'interruzione, chiedendo scusa all'Aula, naturalmente, perché la richiesta è stata avanzata e accolta da tutti i colleghi.

L'emendamento numero 515, come comunicato, è stato ritirato e l'onorevole Cappai adesso lo ha fatto proprio, quindi, i colleghi che interverranno possono intervenire per dichiarazione di voto sull'emendamento 515, fatto proprio dall'onorevole Cappai.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 2008)" (301/S/A)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Io volevo sapere, preliminarmente, se l'emendamento 515 lo si sta ponendo in discussione contestualmente all'emendamento 541, oppure se i due emendamenti saranno discussi separatamente.

PRESIDENTE. No, è contestuale perché gli argomenti sono analoghi, onorevole Pisano.

PISANO (Riformatori Sardi). E' vero che sono analoghi però la copertura finanziaria dell'emendamento 541 è molto differente, le faccio osservare, Presidente, quindi io credo che, anche da un posto di vista cronologico, avremmo dovuto discutere prima l'emendamento 541 che porta una copertura finanziaria per l'annualità 2008 e 2009 di 15 milioni di euro, e quindi credo che sia ovviamente corretto che venga discusso prima l'emendamento 541 e successivamente l'emendamento 515.

PRESIDENTE. No, li discutiamo insieme e, sulla copertura finanziaria, utilizziamo la copertura finanziaria più ampia, prima, che esclude, ovviamente, quella inferiore.

PISANO (Riformatori Sardi). Perfetto, mi è chiaro, la ringrazio, Presidente. Allora intervengo per dichiarazione di voto e quindi voterò a favore dell'emendamento 515, ribadendo ancora una volta l'esigenza di dare concretezza a quello che era un obiettivo che era stato fatto proprio anche dalla Giunta regionale, cioè quello di arrivare veramente ad un comparto unico, ai fini della contrattazione unica, dei dipendenti regionali con i dipendenti degli enti locali. Credo che, perché si possa fare qualche passo in avanti, ma c'era stato da questo punto di vista quasi un impegno anche da parte della Giunta, è necessario che si mettano le risorse, che si mettano risorse sufficienti perché questo si possa fare. E quindi, noi riteniamo che, perché davvero si possa finalmente riempire, superare quella distanza che oggi caratterizza la contrattazione dei dipendenti degli enti locali e delle AA.SS.LL. con quella dei dipendenti regionali, le risorse minime da mettere a disposizione debbano essere nell'ordine di grandezza di 15 milioni di euro. Il che risponderebbe all'obiettivo di poter colmare questa differenza nell'arco di un triennio, nel senso che questo corrisponderebbe a circa un terzo della differenza contrattuale esistente oggi.

Quindi, ci immaginiamo che la sensibilità della Giunta in questo senso sia coerente rispetto alle cose che si sono dette nel passato, e quindi davvero si arrivi ad un voto unanime da parte di quest''Aula e si dia giustizia a tutti i dipendenti degli enti locali. Con il trasferimento delle funzioni dalla Regione alle Province e agli enti locali, d'altro canto, non avrebbe senso ritardare ulteriormente questo processo di perequazione, e quindi anche dei diritti che sono in capo ai dipendenti degli uni e degli altri comparti.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Cuccu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUCCU GIUSEPPE (P.D.). Grazie, Presidente. Per invitare i colleghi a provare ad evitare di fare un uso strumentale di questi emendamenti.

Io ieri ho sviluppato un ragionamento sulla ragione che ci ha indotto a presentare l'emendamento 515 e ho dato la disponibilità al ritiro, il presidente Cucca l'ha confermato.

Di fronte alla disponibilità del Presidente della prima Commissione ad affrontare in tempi veloci l'esame della proposta di legge che gli è stata presentata, quindi la possibilità di arrivare ad una legge organica che tratti la materia, di fronte alla disponibilità della Giunta a dare il contributo perché questa legge venga approvata, di fronte ad un emendamento, il numero 515, che abbiamo cercato di articolare in maniera tale da costituire l'agenzia ma è comunque carente rispetto alla necessità di avere una legislazione organica, e di fronte all'emendamento 541 che comunque non risolve il problema, perché tratta comunque della costituenda agenzia ma non costituisce l'agenzia - mentre il problema oggi nell'armonizzazione dei contratti è avere un'agenzia che sia abilitata a trattare il contratto -, io penso che siamo nelle condizioni... Ci sono degli impegni formali assunti in Aula, dal Presidente della Commissione e dalla Giunta, c'è una disponibilità ampia all'interno di quest'Aula ad affrontare questo problema e ad affrontarlo in questa direzione, io chiedo all'onorevole Cappai di non fare proprio il nostro emendamento, di cui io sono firmatario e sono anche l'estensore materiale, e chiedo anche all'onorevole Pisano di ritirare l'emendamento 541 che comunque non arriva alla soluzione del problema: stanzia delle risorse, superiori sì rispetto a quelle che ci sono, ma non costituisce l'agenzia di contrattazione che è il vero nodo da risolvere per arrivare alla soluzione del problema del personale degli enti locali e dell'equiparazione del trattamento retributivo con il personale della Regione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Per dire che voterò contro l'emendamento 515 e l'emendamento 541. Poi mi riservo 30 secondi per fare una domanda alla Giunta sulle conseguenze dell'emendamento che ieri ha stabilito la promozione per legge di circa 310 dipendenti dell'Amministrazione regionale ma, al contempo, anche la fissazione con legge della dotazione organica delle categorie B e C, con tutte le conseguenze che questo determina anche in attuazione di disposizioni di legge che sono contenute nella stessa manovra di bilancio e che riguardano la stabilizzazione dei precari che in quelle categorie, ovviamente, non troveranno più posto, a mio avviso.

Voto contro per una ragione molto semplice, non perché sia contrario alla costituzione, finalmente, di un sistema pubblico unificato - autonomie locali e Regione - che consenta quindi la mobilità delle professionalità in ragione di quello che il comparto pubblico e il sistema pubblico locale e regionale deve fare per risponde ad esigenze e bisogni della comunità, ma perché non è il modo questo di farlo, questi sono due demagogici, due emendamenti, due norme demagogiche e pasticciate, anche sotto il profilo giuridico, e lo dico perché sono stato anche notevolmente irritato dal comportamento che si è adottato ieri in ragione dell'emendamento che prima citavo, perché non si pensa alle conseguenze di quello che si scrive nel momento in cui lo si scrive, non c'è quella riflessione necessaria per evitare che si determino danni, anche se c'è qualche, diciamo, prospettiva positiva nei confronti dei bisogni delle categorie che vengono coinvolte nella discussione e nella disposizione di legge. Per cui, Presidente, lo chiedo all'Assessore degli affari generali, io vorrei sapere un po' se ci sono conseguenze e quali conseguenze si determineranno sull'organizzazione dell'amministrazione per l'emendamento che è passato ieri, voterò contro l'emendamento numero 515 e l'emendamento numero 541, sarò contento se il Presidente della Commissione prima e l'intera Commissione vorranno valutare nella sede giusta sì, un procedimento legislativo complessivo, il tema della costituzione del comparto del sistema pubblico regionale e locale e quindi anche dell'equiparazione dei trattamenti economici del personale, dei comuni, delle province e della Regione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AMADU (F.I.). Grazie Presidente, colleghe e colleghi. Io intervengo sulla materia oggetto degli emendamenti numero 515 e numero 541, per permettere la parola fine a questa vicenda, e non vorrei, come diceva il collega Cucca, che davvero da qualche parte si voglia strumentalizzare su questo campo qui. Il collega Cucca accennava a qualche tentativo di strumentalizzazione, non vorrei che la strumentalizzazione avvenisse proprio da parte di chi fa intravedere ai dipendenti degli enti locali della Sardegna una soluzione e poi questa soluzione al momento opportuno viene bloccata. Io prima di, riservandomi di chiedere, qualora venisse confermata la volontà del collega Cappai, riservandomi di chiedere il voto elettronico palese, dico che non possiamo fare un passo in avanti e tre indietro, peraltro questa materia, ma lo ricordo più per me stesso, è stato oggetto di due iniziative di legge in passato, ed ha avuto l'ostilità di qualche parte sindacale perché toglieva evidentemente a qualcuno la possibilità di contrattare. Nel momento in cui il legislatore regionale dispone delle regole ben precise, ci sono degli alto là, e questo a me dispiace, perché stiamo parlando di dipendenti nelle cui mani è riposta una parte importante degli esiti riformatori di questa Regione. Quando si decide di trasferire compiti, responsabilità, doveri, cosa da fare dalla macchina regionale a quella degli enti locali dobbiamo sapere, dobbiamo essere consapevoli che vi è un aggravio di impegni, di responsabilità da parte di chi riceve queste nuove norme, che deve attuare queste norme. Quindi dobbiamo metterci dalla parte di chi ha la possibilità di fare sì che le riforme si attuino. Allora io prima di pronunciarmi ulteriormente chiedo all'assessore Dadea, chiedo al Presidente della Commissione prima, di indicare tempi certi entro i quali l'eventuale disegno di legge, proposta di legge verrà licenziato dalla competente Commissione e il termine entro cui verrà decisa ed esaminato dal Consiglio regionale. Solo davanti a termini ben precisi io potrò esprimere una valutazione compiuta e positiva della volontà che si vuole esprimere. In caso contrario rimane il giudizio negativo e soprattutto la volontà sì da parte di qualcuno, che non è certamente nella minoranza, di strumentalizzare una tematica che invece va risolta subito.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Io ho stima dell'onorevole Cuccu, mi è parso strano che ritirasse l'emendamento. Devo dire anche che dopo l'intervento dell'onorevole Uras, che sistematicamente riconosce solo capacità, intelligenza e necessità di intervento per chi e per cosa gli interessa, io credo che non sia corretto andare a sindacare anche una cosa su cui si è parlato, votato e chiuso, anche perché non è vero che porta i gravami che lui intendeva annunciare. Ma nel merito vorrei anche significare, che il comparto autonomie locali, quindi ivi comprendente la Regione, esiste già da tempo come ambito di contrattazione, è solo la Regione Sardegna, che si è attardata da sempre, anche quando in altre circostanze anni e anni fa io stesso responsabile dell'ANCI, parlavo e dicendo all'allora Assessore degli enti locali Cogodi, che c'era un ambito di discussione complessiva che vedeva le autonomie locali nel suo complesso, nel sistema autonomistico totale, che vedeva la Regione Sardegna unita alle province, alle comunità montane ai comuni; e ancor di più oggi, se mi è consentito, devo dire che vi è più che mai presente la necessità di avere un organismo tale che sia onnicomprensivo delle autonomie locali. Quando il presidente Soru, questa Giunta e questa maggioranza altro non fa che identificare il trasferimento anche coatto dei dipendenti della Regione dalla Regione alle province o ad altri comuni, così come ha fatto con legge numero 12 delle comunità montane, che sono state soppresse, non sapendo neanche i danni che effettivamente portavano e lasciando appesi ad un qualcosa che non esiste i dipendenti, è più che mai necessario per chi poi deve svolgere gli stessi ruoli, gli stessi compiti nel sistema delle autonomie avere altresì la stessa gratificazione e la stessa permanenza nella qualificazione del contratto e riconoscerglielo appieno. Ora io dico è un fatto di giustizia, è un fatto di correttezza, e mi spaventa, quando ancora una volta si dice, ma provvediamo con una norma, con la legge, e si alza in piedi il Presidente della Commissione ad assicurare che cosa, quello che non siete stati capaci di fare fino ad oggi, c'è ancora una volta state prendendo in giro le categorie, i dipendenti della Regione, delle province, dei comuni, voi state ancora una volta e concludo e dico che probabilmente, ancora una volta, non si arriva a dare compiutezza ai ragionamenti che qui si fanno, ma ancora una volta si prende in giro questo Consiglio come si è fatto anche con le dichiarazioni di disponibilità ad ampliare dotazioni finanziarie in altre…

PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che il tempo scade ai tre minuti, e siamo in dichiarazione di voto, e ci sono numerosi iscritti a parlare.

Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALIA (Gruppo Misto). Sì grazie Presidente, concluderò nei tre minuti. Ma intanto per fare una osservazione generale. Mi pare che la problematica, che tratta l'emendamento numero 515, e poi in modo differente anche l'altro, che non sia una problematica banale, che non debba essere sottovalutata, e che questa Assemblea debba occuparsene. Intanto, onorevole Uras, anche perché si tratta di dare attuazione, e non solo di ripristinare i criteri di equità e di giustizia, ma anche di dare attuazione a norme, che sono, peraltro, sancite in maniera molto solenne anche dallo Statuto speciale della Sardegna. L'emendamento poi proposto dalla maggioranza, a me non pare un emendamento affatto pasticciato, mi pare un emendamento molto serio, ben articolato e pone assieme a quello del comparto della contrattazione unica, anche il problema del personale e di che fine il personale debba fare a seguito di processi di riorganizzazione o di soppressione di enti. Ed è questo uno dei casi ricorrenti qua in Sardegna. Certo, mi rendo conto - e su questa logica credo che l'invito a non far proprio l'emendamento, fatto dall'onorevole Cuccu, mi pare debba viaggiare - che questa materia, in maniera più organica, altrove dovrebbe essere trattata. Ma allora, in questo senso, l'impegno va assunto. Relativamente all'emendamento numero 503 approvato ieri, io non conosco quali effetti possa produrre, so però che non si trattava di un fatto casuale, onorevole Uras, e che si trattava di dare legittimità e diritti a persone che avevano, guarda caso, superato un concorso, e che legittimità e diritti non avevano.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Balia. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUGINI (Sinistra Autonomista). La ringrazio, Presidente. Io, come ha annunciato il collega Uras, sono convinto che sia giusto ritirare gli emendamenti numero 515 e 541, però intendo fare una considerazione.

Primo. Sulla questione dei salari c'è una riflessione nazionale. Sappiamo tutti che c'è bisogno di un'attenzione perché l'inflazione ha consumato parte delle retribuzioni. Però, la riflessione è un ragionamento che pone temi di bilancio dello Stato e temi di bilancio della Regione, e quindi suggerisco di evitare di muoverci alla cieca su questi argomenti, perché è un argomento complesso, che va trattato con la partecipazione delle parti, per evitare di creare discriminazioni e anche danni.

Secondo. I colleghi presentano un emendamento, poi lo ritirano, altri colleghi lo fanno proprio. Si può fare anche questo, però suggerisco, se i colleghi ritirano l'emendamento, nessuno lo faccia proprio; e, se qualcuno lo dovesse fare proprio, suggerisco ancora, intervenga uno per parte, e poi si proceda con la votazione, perché si comprende di che cosa stiamo parlando.

Terzo. Lo dico a tutti. Ma quando riteniamo di concludere la discussione su finanziaria e bilancio? Pensiamo che si possa concludere oggi? Se si può concludere oggi, cari colleghi, diamoci un metodo, una procedura che ci permetta di fare questo passaggio, perché se pensiamo di conquistare voti perché proponiamo - lo dico per il collega Amadu che non so se è candidato - di aumentare il salario a tutti i dipendenti degli enti locali, se proponiamo un percorso di questo tipo - devo dire che anche dieci anni fa l'argomento lo abbiamo trattato, e dieci anni fa io avevo votato contro -, dobbiamo evitare che ci sia una stagione del passaggio di tutti alla Regione. E' capitato per i forestali. Vi ricordo il collega Biancareddu, che lo proponeva quando era all'opposizione, poi lo ritirava quando era al Governo. Diamoci una linea di serietà. Chi lo ritira eviti di riproporlo, e, se capita che venga riproposto, parli uno per parte e poi si proceda alla votazione, per fare in modo che oggi si licenzi finanziaria e bilancio. Mi sembra una procedura di responsabilità, poi ognuno farà quello che deve fare successivamente, ma mi sembra una posizione di responsabilità; e a questa mi richiamo, pensando di trovare amici e colleghi attenti agli argomenti che sono all'ordine del giorno, quelli complessivi, e non solo quelli degli emendamenti.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cugini. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (P.D.). L'emendamento numero 515, presentato a firma dei colleghi del Gruppo del P.D. non aveva finalità né demagogiche né finalità di rispondere ad altri, se non all'obiettivo di completare un impegno che il Consiglio ha assunto anche con impegni finanziari nei bilanci e nelle finanziarie precedenti. Il tema, però, che è posto nell'emendamento numero 515 è all'attenzione della prima Commissione, come ha ricordato ieri il Presidente della Commissione, il collega Giambattista Orrù, e la Giunta ha annunciato con propria proposta il disegno di legge sullo stesso tema. Questo elemento ha determinato la decisione del Gruppo del P.D., e quindi anche dei quattro colleghi firmatari, di ritirare l'emendamento. Quindi non ha né il valore di rinunciare all'obiettivo che l'emendamento si poneva, né il valore di rinunciare a un impegno che precedentemente il Consiglio aveva assunto con le risorse omesse per queste finalità, né il valore di dire: "Abbiamo commesso l'errore, lo ritiriamo perché lo scopo era uno scopo esclusivamente di tipo demagogico". Ha il dovere semplicemente di rispettare, come è avvenuto per tante altre cose, il processo di costruzione delle leggi che il Consiglio ha: passaggio in Commissione, confronto in Commissione e discussione. E' un tema di cui da anni si discute, c'è un dibattito che impegna le forze sindacali, le forze sociali, c'è una questione più complessiva, che poneva anche il collega Cugini, sui salari, che un problema nazionale che si sta ponendo, c'è però un processo istruttorio che è stato avviato in Commissione, che verrà integrato e arricchito dalle proposta della Giunta, e in questo processo istruttorio noi ci riconosciamo, e quindi questo ha portato alla decisione di ritirare l'emendamento. Poi, i colleghi l'hanno fatto proprio, quindi il Gruppo del P.D. voterà compatto contro perché abbiamo assunto quell'impegno di far sì che questo tema sia discusso e approfondito in Commissione, e poi arrivare in Aula con un disegno abbastanza compiuto e condiviso.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Credo che questo emendamento sia un emendamento che fa sintesi di tutto un ragionamento che è stato fatto in Commissione, in questi mesi, e che riguarda l'equiparazione del trattamento retributivo del personale della Regione, degli enti locali, in genere, e degli enti. Quindi, il discorso del comparto unico è un discorso impegnativo, che mi pare fosse nelle intenzioni, non solo di alcuni componenti della maggioranza, ma anche di gran parte dell'opposizione, almeno per quanto ci riguarda noi siamo d'accordo su questo emendamento. Ecco, quello che io sinceramente non capisco è perché si è arrivati ad oggi a tenere in piedi un emendamento, e adesso, all'ultimo momento, ci chiedono, o meglio, viene ritirato l'emendamento. Allora, caro collega Cuccu, o si è convinti o non si è convinti delle cose che si fanno, perché io non credo più neanche all'impegno che ha assunto la Giunta per quanto riguarda questo testo unico, perché ormai di promesse ne abbiamo sentite troppe durante la discussione di questa finanziaria. Allora, se ci sono altri problemi, ditelo, però non ci dite che, siccome hanno assunto l'impegno di presentare un progetto, una proposta di legge organica, questo viene eliminato. Diciamo la verità, che ci sono altri problemi, che non c'è l'accordo all'interno della maggioranza e, rispondendo anche a ciò che diceva il collega Uras, che è una proposta pasticciata, caro collega Uras, se noi togliamo i pasticci che abbiamo approvato in questa finanziaria, credo che rimarrà veramente ben poco. Quindi io invito i consiglieri della maggioranza, quando presentano agli emendamenti, che siamo conseguenti e coerenti allo stesso tempo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cassano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CASSANO (Riformatori Sardi). Grazie signor Presidente. Per dire brevemente che io intervengo anche per manifestare la mia disponibilità a votare in favore dell'emendamento numero 541, qualora eventualmente venisse messo in votazione, soprattutto per sottolineare un aspetto. In tempi non sospetti, mi pare anche nella precedente legislatura, ma poi successivamente nel 2004, io, come primo firmatario, insieme ai colleghi dei Riformatori abbiamo presentato un disegno di legge, una proposta di legge, quindi non vogliamo né strumentalizzare, né tantomeno fare demagogie in quest'Aula, stamani, anche perché personalmente non sono favorevole a fare propri gli emendamenti, lo dico senza sottolineare in negativo alcuno. Però, voglio dire, io intervengo per l'emendamento numero 541, per dire che siamo in presenza di una norma che già esiste, in effetti all'articolo 12 della legge regionale numero 9 del 2006 già esiste un comparto unico, quindi non dobbiamo legiferare in materia, mi pare, Assessore, quindi credo che si debba solo procedere a dare corso, eventualmente, agli impegni assunti. La stessa Giunta regionale, nella precedente finanziaria, aveva messo delle risorse, anche se noi a suo tempo le abbiamo ritenute insufficienti, però, noi riteniamo che si debba procedere e dare corso agli impegni assunti, noi riteniamo che le competenze tutti i giorni stiano aumentando negli enti locali, nelle province, nei comuni, nelle comunità montane, anche se quelle sono state soppresse, però, voglio dire, è giusto quindi che questi che lavorano fianco a fianco, come ebbi modo di dire in altra occasione, abbiano il giusto riconoscimento economico-finanziario. Le risorse ci sono, si tratta solo di stabilire tutti insieme, come Consiglio regionale, senza voler attribuirci o attribuirmi meriti che nessuno ha. Io credo che tutti quanti insieme, maggioranza ed opposizione, dobbiamo accelerare, dobbiamo ricercare questo percorso e, quindi, dare veramente una risposta alle attese di questi lavoratori che attendono una risposta concreta. Fino ad oggi non è arrivata nessuna risposta, quindi credo che ci siano oggi tutte le condizioni. E' inutile rinviare in Commissione, la Commissione, si sa che, poi, alla fine, non conclude un bel niente, si tratta invece di procedere. Io capisco l'incidente di percorso che si è verificato in quest'Aula, però è altrettanto vero che comunque dobbiamo procedere e quindi dare risposte a questo comparto. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Grazie Presidente. Per dichiarazione di voto sugli emendamenti numero 515 e numero 541. La mia non vuole essere demagogia, come qualcuno ha dichiarato, ma vuole essere il giusto riconoscimento per i dipendenti degli enti locali dei quali anch'io faccio parte. Questa materia è in discussione da nove anni in quest'Aula, e non è limitata a oggi. Mi dispiace, io capisco le difficoltà in cui viene a trovarsi il Partito Democratico dopo aver ricevuto l'ordine dal Presidente della Giunta, che continua ad essere assente in quest'Aula, di ritirare tutti gli emendamenti per arrivare in fretta ad approvare questa finanziaria, scellerata finanziaria. Ma mi meraviglia ancora di più l'intervento del Capogruppo del PD, perché sulla materia dice: giace in Commissione prima una proposta di legge, si può discutere in Commissione; anche i Consorzi industriali sono stati discussi in Commissione, ed è stata approvata anche una norma, stranamente, però, per i Consorzi industriali inserite in finanziaria quello che volete. Allora, non dipende da noi, caro Capogruppo del PD, il ritardo sulla finanziaria. Vede, collega Cugini, il mio Capogruppo ieri ha dichiarato che noi eravamo d'accordo per approvarla ieri la finanziaria, e se fosse stato necessario anche in mattinata, ma le difficoltà interne alla vostra maggioranza determinano questi ritardi. Io non credo che il collega Cuccu, che conosco, e non da oggi, non da quando siamo in questo Consiglio, come un serio amministratore locale, quando ha proposto, insieme al Presidente della Commissione, Cucca, questo emendamento, sicuramente non stava facendo demagogia, stava affrontando un tema serio, un tema che non si vuole affrontare, e mi meraviglia che il difensore dei lavoratori, l'onorevole Uras, voti contro questo emendamento, mi meraviglia! E poi, con quali giustificazioni? Che è scritto male? Che è interpretato peggio? Noi siamo a favore di questo emendamento. Se avete sbagliato correggete il tiro e votatelo anche voi, fregatevene di quello che vi ha detto Soru, abbiate il coraggio di rendere giustizia ai dipendenti degli enti locali, perché spesso e volentieri di rendere giustizia vi dimenticate.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Io mi ero cancellato, signor Presidente, poi mi sono riscritto; ruberò qualche secondo. Io credo che il collega Cuccu e gli altri colleghi abbiano paura di infliggere un secondo colpo, un po' basso, così come è stato ieri, alla Giunta, e benché l'argomento e la materia siano importantissimi e legittimi nei confronti dei dipendenti regionali degli enti locali, vogliono, solo per questo, ritirare l'emendamento, hanno ritirato l'emendamento. Io non ho difficoltà ad ammettere che la materia è una materia complessa e che sia necessario affrontarla con i dovuti modi, con la dovuta ponderatezza e con i dovuti passaggi prima che venga posta in Aula. Ma è altresì vero che ormai da dei illustri si discute di questa materia assenza arrivare ad una conclusione logica e legittima. Dico anche che con l'affrettata riforma degli enti e quant'altro, molto personale è stato destinato agli enti locali con mansioni che prima non ricoprivano e, quindi, oggi più che mai, è indispensabile e necessario dare una norma eguale e una norma equilibrata ai dipendenti degli enti locali e della Regione autonoma della Sardegna, ivi compresi gli enti e tutte le Agenzie che fanno capo alla Regione. E allora dico questo: io non so cosa risponderà l'Assessore alla domanda che le ha fatto il collega Amadu. Se l'emendamento resta vivo io voterò l'emendamento, pur ammettendo, ripeto ancora, che una materia così delicata e così complessa non possa e non debba essere affrontata in finanziaria; è una materia che è necessario affrontare nei modi dovuti, in Commissione, con una norma al più presto possibile, con la massima urgenza per dare, a chi ne ha diritto e legittimità, i diritti che gli competono dal lavoro che svolge e i diritti che una normativa, al pari della normativa che è ormai vigente in tutta Italia, li possa equiparare al pari dei dipendenti delle Regioni e degli enti delle altre Regioni. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BIANCU (P.D.). Sì, grazie Presidente. Semplicemente per cercare di fare un ragionamento ulteriore sull'emendamento numero 515 che il collega Cuccu ha ritirato. Questo emendamento, contrariamente a quello che ha sostenuto l'onorevole Uras, che l'ha definito un emendamento demagogico, io vorrei dire che mai, in tutte le proposte che ha fatto il collega Uras in questa legislatura, sia di proposte di emendamenti, sia di proposte e che ha sostenuto con forza, con convinzione, io non credo e non ritengo che abbia fatto mai proposte demagogiche, anche quando l'onorevole Uras ci ha tenuto per giorni e giorni con determinati provvedimenti nei quali evidentemente lui credeva, credo che fossero delle proposte demagogiche, ha sempre sostenuto cose serie. E io credo che anche questo emendamento, attraverso una riflessione ulteriore, credo che anche l'onorevole Uras lo possa definire non demagogico ma una proposta seria e coerente. Seria e coerente rispetto ad altri provvedimenti che lo stesso onorevole Uras ha votato. Io credo che quando l'onorevole Uras ha votato in questa legislatura la legge numero 9 del 2006, credo che l'onorevole Uras, tra le altre cose che conteneva quella legge importante, di trasferimento di funzioni agli enti locali, vi era anche quella dell'istituzione del comparto unico di contrattazione collettiva, credo che l'onorevole Uras l'abbia votata con convinzione, così come con convinzione ha votato tanti altri provvedimenti in questa legislatura. Così come ha votato con convinzione, nella finanziaria del 2007, l'istituzione di risorse, la previsione di risorse che sono allocate nel bilancio del 2007 e nel bilancio del 2008, che incominciava a dare gambe, perlomeno in termini di riconoscimento di risorse, a questa previsione che avevamo con convinzione inserito all'interno della legge numero 12. Io ritengo utile il ritiro. Lo ritengo utile non per non muoversi alla cieca, come diceva il collega Cugini, ma perché c'è la volontà di andare avanti e questo emendamento aveva questo significato. Le cose che noi facciamo, le scelte che operiamo dobbiamo portarle avanti con coerenza. C'era una dimenticanza da parte della Giunta, vi era una non sufficiente attenzione anche da parte del Consiglio su questo problema, su questa scelta che abbiamo operato.

Noi ritiriamo l'emendamento perché ci riteniamo soddisfatti della volontà di voler riprendere questo capitolo, così come abbiamo previsto nei diversi provvedimenti che abbiamo approvato fino a questo momento.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione.Grazie Presidente. Io cercherò di dare risposte ai due quesiti che sono stati posti. Il primo, quello che è stato posto dall'onorevole Uras, che riguarda le implicazioni e le conseguenze dell'approvazione dell'emendamento numero 503, approvato ieri dal Consiglio. Naturalmente è in corso una valutazione attenta di queste implicazioni. Quello che, allo stato dell'arte, posso dire è che, come conseguenza di questo emendamento, 308 dipendenti della categoria B passeranno in C e che 60 dipendenti della stessa categoria B, invece, rimarranno nella categoria di provenienza, la B. Questo significa naturalmente che avrà delle conseguenze sulle piante organiche perché la categoria B si svuoterà completamente e rimarranno appena 60 dipendenti, che erano già contenuti in quella graduatoria che era scaturita dai concorsi interni, e quindi questo ha delle implicazioni sull'equilibrio tra le diverse categorie all'interno dell'Amministrazione regionale. Quindi 308 dipendenti della categoria B passeranno in C, 60, che invece non hanno i requisiti che erano contenuti in quell'emendamento, rimarranno lì, pur essendo anch'essi parte integrante di quella graduatoria che era scaturita dai concorsi interni. Quindi stiamo valutando tutte le implicazioni sulle piante organiche, stiamo valutando le implicazioni che potranno determinarsi per quanto riguarda il piano per il superamento del precariato, perché avrà sicuramente delle implicazioni su quel versante, e anche le implicazioni di carattere economico che un passaggio così consistente da una categoria all'altra determinerà.

Per quanto riguarda, invece, la questione legata all'emendamento numero 515, la Giunta regionale sta predisponendo un disegno di legge che è propedeutico naturalmente alla creazione del comparto unico, perché non vorrei che si confondesse che attraverso gli stanziamenti che sono previsti si arrivasse immediatamente al comparto unico. La precondizione è che si costituisca l'ARAN Sardegna, cioè l'organismo che, appunto, deve determinare e che dovrà costruire il comparto unico Regioni-enti locali nella nostra Regione, e quindi c'è la necessità di istituirlo con legge. C'è già una proposta di legge, la Giunta regionale la sta predisponendo, anzi è stata già definita, e quindi si creeranno le condizioni perché si possa iniziare a ragionare in termini di comparto unico. Naturalmente io penso che sia necessario mettere il Consiglio di fronte anche a tutte le implicazioni che il comparto unico presenta. L'unica Regione - naturalmente a Statuto autonomo - che si è cimentata nella costruzione del comparto unico è stata la Regione Friuli Venezia Giulia; ha iniziato questo processo alla fine degli anni '80, ancora non si è concluso.

L'altra considerazione di cui dobbiamo tenere conto è anche l'evoluzione del pensiero che si sta sviluppando a livello nazionale. Le Regioni a Statuto ordinario, ad esempio, che hanno, invece, il comparto unico Regione-enti locali, stanno iniziando a pensare a rivendicare una specificità per i dipendenti delle amministrazioni regionali rispetto, per esempio, a quelli degli enti locali. Anche a livello sindacale c'è una riflessione sul comparto unico, ma noi abbiamo tracciato una strada, abbiamo tracciato un indirizzo attraverso l'approvazione della legge numero 9, io penso che noi dobbiamo perseguire quest'obiettivo e siamo talmente convinti che quindi saremo concretamente impegnati sin dalla creazione di precondizione, che è appunto quella dell'istituzione dell'ARAN Sardegna.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANJUST (F.I.). Per dire un sì assolutamente non demagogico a quest'emendamento e per dire che per me coerenza è portare avanti fino in fondo la propria idea, senza ripensamenti rispondenti a logiche opportunistiche del momento ed è quello che purtroppo qui stiamo vedendo.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRU' (P.D.). Sì, anche perché sollecitato dall'intervento di alcuni colleghi, avevo peraltro già espresso la mia opinione e la volontà anche, ritengo, della Commissione che rappresento.

Noi discutiamo di comparto unico da molto tempo - sottolineo del comparto unico, non del contratto unico, non sono la stessa cosa -, ne discutiamo dalla Bassanini in poi, sostanzialmente con più raziocinio, cioè dal '97, e quindi da un processo ulteriore di decentramento, ma se io vado più in là nel tempo anche dal "348" in poi, di funzioni e di competenze dallo Stato, dalla Regione verso gli enti locali, dal Titolo V in poi in modo particolare, quindi stiamo dicendo dal '97, dal 2001 e così via. Però è anche vero che una risposta vera, efficace ed effettiva è stata data con la legge numero 9 nel 2006. Fino ad allora se ne parlava, se ne discuteva, si presentavano proposte di legge, io ricordo il collega Amadu che presentò proposte di legge all'inizio dell'altra legislatura, non se ne fece mai nulla, eppure c'è un quadro di maggioranza del tutto opposto, diverso. Era una materia abbastanza complessa. Bene. Noi nel 2006 abbiamo messo un punto, però quella legge, l'articolo 12 dice che si deve procedere con una legge, non con un intervento così intempestivo in una legge finanziaria. Perché dobbiamo essere coerenti! Se la stessa cosa l'avesse proposta la Giunta noi avremmo dichiarato probabilmente quella proposta norma intrusa. Abbiamo tolto giustamente l'agenzia o tutte le costituzioni di agenzie, sia che trattassero di beni culturali o di altro, dalla legge finanziaria, abbiamo chiesto che venissero tolte, io penso che anche l'istituzione dell'agenzia, e cioè dell'ARAN, non debba far parte di questo. In più ci sono tre proposte di legge in Commissione, si annuncia e abbiamo atteso anche che la Giunta presentasse il suo disegno di legge. Io penso che ci siano tutte le condizioni per discutere in maniera serena, con un confronto serrato su questo e presentare una proposta di legge coerente e non, invece, utilizzare strumentalmente, non dico demagogicamente, ma strumentalmente una contraddizione che può esservi per poi invece fare...

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AMADU (F.I.). Sì, Presidente, preso atto della volontà del collega Cappai di tenere in piedi l'emendamento, solo un flash per dire che le volontà espresse dalla Giunta e dal Presidente della Commissione, pur essendo apprezzabili, non indicano tempi certi per cui rimango fermo nella mia opinione e chiedo in ogni caso il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. Chi sostiene la richiesta dell'onorevole Amadu?

(Appoggia la richiesta il consigliere Artizzu.)

Va bene, colleghi. Votiamo il testo, poi eventualmente la copertura finanziaria, qualora il testo passasse, perché stiamo votando il testo di due emendamenti comuni nella sostanza, ma con una copertura finanziaria differente.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del testo degli emendamenti numero 515 e 541.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Dedoni, Corrias e Porcu hanno votato contro e il consigliere Pileri ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Diana - Farigu - Floris Mario - Gallus - Ladu - Lai Renato - Lombardo - Maninchedda - Marracini - Milia - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Pittalis - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - Lanzi - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uras.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Scarpa - Uggias.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 75

votanti 72

astenuti 3

maggioranza 37

favorevoli 30

contrari 42

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 516. Onorevole Cucca, è ritirato?

Ha domandato di parlare il consigliere Cachia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CACHIA (P.D.). Signor Presidente, questo emendamento è stato firmato da me e da alcuni colleghi nel solco tracciato dalla Giunta per sanare determinate situazioni di disagio per molti lavoratori, tra cui appunto quelli delle Comunità montane. La legge regionale numero 12 del 2005 dice che se questi lavoratori non assegnati all'Amministrazione locale, come prevede la legge, chiaramente la Regione se ne deve occupare. Il problema è che a tutt'oggi la Regione non ha provveduto a istituire nuove Comunità montane, nonostante alcune siano state costituite dai comuni montani che ne avevano i requisiti. Quindi, noi chiediamo soprattutto se i Comuni e le Province rifiutano questo personale che è in esubero ed essendo questi dipendenti pubblici, alla Regione corre l'obbligo chiaramente di trovare a questa gente la giusta collocazione. Voglio ricordare che queste persone chiaramente hanno delle specificità, professionalità, massimamente mi riferisco agli agronomi e agli agrari e quindi vorrei sapere, siamo disposti a questo punto a ritirare l'emendamento se la Giunta ci dà delle assicurazioni in proposito. Se abbiamo delle assicurazioni e degli impegni precisi io sono il primo a ritirare questo emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Io intervengo per sostenere questo emendamento, perché ritengo che colga nel segno, soprattutto anche all'esito di un incontro che ha visto anche forze di opposizione e di maggioranza, ma lo stesso Presidente del Consiglio, ricevere una delegazione di una sessantina di amministratori di enti locali che hanno denunciato un fatto gravissimo rispetto al quale io penso che questo Consiglio debba assolutamente farsi carico, anche se non c'è una competenza diretta, perché hanno denunciato la illegittimità di atti della Giunta regionale che avrebbero palesemente violato le procedure relative alla costituzione dei nuovi organismi, mortificando non solo il sistema delle autonomie locali, ma interferendo pesantemente sui processi di creazione o di riaggregazione degli ambiti cosiddetti ottimali. Allora, io penso che la denuncia fatta ieri dai rappresentanti delle Amministrazioni locali non debba e non possa cadere nel vuoto, questo del personale è un aspetto importantissimo, così come penso che a conclusione dei lavori della finanziaria non possa non essere sottoposto all'approvazione del Consiglio regionale almeno un ordine del giorno, perché si dia una chiara indicazione alla Giunta regionale del rispetto, non solo della legge numero 12, ma anche del rispetto di un principio costituzionale che è la salvaguardia del sistema delle autonomie locali e quindi delle loro libere e autonome determinazioni. Ecco perché ritengo che questo emendamento, sia pure affrontando un aspetto particolare che è relativo al personale, in quest'ottica debba essere sostenuto, ma ho approfittato della circostanza per richiamare intanto la Giunta al rispetto delle regole e delle leggi che il Consiglio si è dato e a noi, in quest'occasione, di assumere ogni utile iniziativa perché la denuncia fatta dagli amministratori nella giornata di ieri non cada assolutamente nel vuoto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Grazie, Presidente. Intanto per chiedere al Presidente della Commissione e alla Giunta se possono esprimere nuovamente il parere su questo emendamento, perché non me lo trovo registrato e quindi probabilmente potrei sbagliare nell'esporre le mie convinzioni. Ho letto, mi pare stamattina, sulla stampa che al 31 marzo le Comunità montane vengono definitivamente sciolte, quindi fra un mese questo personale, il personale che attualmente presta servizio presso le Comunità montane, non sappiamo che fine farà. Quindi, c'è da dire che questo emendamento va votato e va votato positivamente perché rendiamo giustizia, non lo so quanti saranno i dipendenti delle Comunità montane, ma non credo che siano un numero eccessivo, però anche in questo caso rendiamo giustizia a quei lavoratori che probabilmente dal 1° aprile potrebbero trovarsi senza nessuna collocazione.

Aggiungo, mi è sembrato di capire, anche in questo caso, dall'intervento dell'onorevole Cachia che qualora la Giunta desse delle garanzie quest'emendamento potrebbe essere ritirato. Bene, anche in questo caso, Presidente, non per fare demagogia, ma per essere coerente con la mia impostazione di amministratore, faccio l'amministratore dal '75, quindi ho difeso i comprensori prima, ho difeso le Comunità montane successivamente, ma difendo anche i lavoratori avendo esercitato il ruolo di segretario regionale di un sindacato autonomo e quindi a favore dei lavoratori. Per cui, qualora quest'emendamento venisse ritirato la faccio mio, anche a costo di restare solo a difenderlo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Grazie, Presidente. Io naturalmente mi limiterò a dare delle risposte al quesito e alla richiesta che è venuta dall'onorevole Cachia e anche dagli altri che sono intervenuti in merito al contenuto dell'emendamento numero 516. L'assicurazione che la Giunta si sente di dare, sentito anche l'Assessore agli enti locali, è che con il decreto di scioglimento del 31 di marzo delle Comunità montane, con il passaggio quindi dei beni delle Comunità montane, delle risorse al sistema delle autonomie locali, troverà collocazione anche il personale delle Comunità montane che non avesse già trovato una sua collocazione attraverso le procedure che sono state messe in atto in tutte queste settimane e in questi mesi.

Quindi, da questo punto di vista mi sento di tranquillizzare i proponenti dell'emendamento, chi ha sollevato questo problema, nel senso che con il decreto di scioglimento anche il personale verrà assegnato appunto al sistema delle autonomie locali, comuni e unioni dei comuni e soprattutto alle province, soprattutto per quanto riguarda quelle professionalità che potrebbero trovare una corretta collocazione all'interno delle amministrazioni provinciali.

PRESIDENTE. Colleghi, abbiamo dieci dichiarazioni di voto su questo emendamento. Io vi prego, insomma, ci ha provato l'onorevole Cugini a formulare un invito a sintetizzare le dichiarazioni di voto, se ci riusciamo, perché altrimenti l'obiettivo di concludere la finanziaria è un obiettivo che nei fatti si allontana.

Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Prima che intervenisse l'Assessore, che ha un po' chiarito alcune cose, però l'intervento lo farò lo stesso anche perché ritengo che questo è davvero un problema serio, nel senso che con l'abolizione delle comunità montane, ormai è da lungo tempo che le stesse sono commissariate, che i commissari vanno lì per prendere le indennità, ma soprattutto c'è personale qualificato di queste comunità montane che davvero non sa dove sbattere la testa, nel senso che non sanno neanche che fine faranno. Ecco, l'Assessore dice: "Entro il 31 marzo, il giorno in cui le comunità montane verranno sciolte". Quindi, il personale che non ha trovato collocazione verrà assorbito o nell'unione dei comuni o dove non c'erano... nelle province. E diciamo che se questa è la soluzione potrebbe anche star bene. Io voglio semplicemente però dire un'altra cosa che mi pare che l'abbia già sottolineata in qualche altro intervento. Eccola, il discorso delle comunità montane, la legge che noi abbiamo fatto prevedeva la soppressione di alcune realtà per quanto riguarda la soppressione delle comunità montane, ma non la soppressione di tutte le comunità montane, allora, io credo che su questo debba essere fatta chiarezza da parte della Giunta, ma anche, credo dal Presidente del Consiglio regionale che deve rispettare le leggi. La legge non prevede la soppressione di tutte le comunità montane, allora noi chiediamo che in base a quanto previsto dalla legge numero 12, cioè che i comuni che non hanno i requisiti facciano l'unione dei comuni o altro però i comuni che hanno i requisiti possano avere la possibilità di poter istituire le comunità montane previste dalla legge nazionale numero 102, mentre si sta arrogando questa Giunta regionale un diritto, a parer mio, che non ha perché la legge prevede altre cose.

Quindi chiediamo davvero il rispetto della legge numero 12 che prevede appunto l'istituzione delle comunità montane qualora queste abbiano i requisiti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Io intervengo per fare mio questo emendamento qualora fosse ritirato perché non mi fido delle dichiarazioni della Giunta. E' un argomento che porto già dal momento in cui si decise di sopprimere le comunità montane, anche perché questa soppressione ha dato la certificazione come in Sardegna si sono chiusi degli enti che avevano il sostegno finanziario dello Stato almeno per il 50 per cento, per poter poi mettere in campo delle unioni dei comuni che gli stessi comuni si devono pagare come organizzazione e come personale. Io credo che sia una cosa quantomeno sciocca che non ha portato nessun beneficio alla Regione Sardegna, non ha creato nessuna effettiva liberalizzazione o comunque semplificazione nell'ambito istituzionale e ha creato invece disparità, diseguaglianze, ha creato una possibilità che lo Stato possa tenersi in tasca i danari che venivano in Sardegna soprattutto per le zone più povere, per le zone emarginate, io penso a quelle zone che non sono qualificate, montagne tout court come vorrebbe la legislazione posta in capo e in più ha lasciato per terra professionalità, gente che è capace di lavorare, che ha dato servizi. Penso solo alla comunità di Cuglieri, oggi che non riesce ad appaltare più neanche i rifiuti solidi urbani, che crea dei problemi seri in quella zona perché non c'è ancora l'unione dei comuni che si è realizzata. Io credo che questo che ha combinato la Giunta e questa maggioranza lo paghino i sardi anche perché ancora una volta si è chiuso un campo che veramente non si capisce dove voglia portare la furia iconoclasta che il presidente Soru a questa Giunta ha voluto dire: "Semplifichiamo, tagliamo, vogliamo chiudere". Ma in definitiva che cosa realmente avete dato? Avete messo soltanto dei dipendenti che non sanno ancora dove essere collocati, quando anche prima abbiamo detto che ci doveva essere la parificazione degli stipendi è perché ciascuno deve avere la garanzia di poter andare a lavorare in un ambito o l'altro, queste cose ancora una volta le avete negate e continuate a persistere nel fatto di voler mortificare le professionalità che hanno dato tanto nel campo soprattutto dove c'è la difficoltà di operare come nelle comunità montane. Per cui non solo voto a favore, ma ne sono profondamente cosciente e convinto e debbo dire che fate male ancora una volta a non rivisitare quella norma che ha soltanto creato sconquassi e sbagli nella fonte istituzionale perché le unioni dei comuni non sono certamente la salvaguardia di quelle che sono le necessità di uno sviluppo per la Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Sarò breve, io credo che la soluzione sia logica e naturale per la collocazione dei dipendenti delle comunità montane e l'emendamento va in questo senso. Le delucidazioni dell'Assessore possono confortare senz'altro, sarà poi ai presentatori dell'emendamento, a chi l'ha fatto proprio, tenerlo o meno, se viene tenuto è chiaro che da questa parte verrà votato, ma io volevo portare all'attenzione dell'Assessore e della Giunta sulle critiche che i sindaci delle comunità montane dell'hinterland hanno apportato ieri nell'incontro che hanno avuto con il Consiglio regionale e col Presidente del Consiglio regionale. Hanno posto l'accento sulla illegittimità di alcuni atti deliberativi della Giunta che a loro parere appunto forza la legge togliendo dei diritti acquisiti a quelle popolazioni. Ma principalmente voglio rifarmi al fatto della incongruenza della legge regionale che al posto di privilegiare la montanità del territorio, privilegia il numero degli abitanti, come se il numero degli abitanti cessasse di far esistere la zona monttana, non so, del Nuorese, della Barbagia le zone montane del Goceano, le zone montane del Monte acuto e quant'altro. Anche la legge finanziaria nazionale del 2008 privilegia la montanità dei territori a discapito del numero della popolazione, se ci fossero 14.999 abitanti non è zona montana, se ci fossero 15.001 abitanti è zona montana. La zona montana ha di per sé delle caratteristiche pedologiche morfologiche, fisiche, geografiche, storiche, economiche che la identificano come comunità montana a prescindere dal numero della popolazione, è quella caratteristica naturale che le dà quel privilegio, così come giustamente le riconosce anche la finanziaria nazionale. Ecco per cui voglio sollecitare l'attenzione della Giunta su questo fatto, in Sardegna erano state edificate quattro comunità montane di cui due in questo caso nel Sassarese, il Goceano e il Monte acuto. Pregherei la Giunta di rivedere questa norma affinché possa giustamente e legittimamente dare soddisfazioni a quelle popolazioni che vivono da sempre nella zona montana e invece hanno con questa legge visto tolto un loro naturale diritto, un loro diritto acquisito da oltre trent'anni, e che, ora, con una legge a dir poco discutibile, possono essere cancellati questi diritti. Quindi, privilegiare la montanità dei territori, e non certamente le popolazioni. Questo è il richiamo dei sindaci, questo è il richiamo che io mi sento di fare alla Giunta, in quest'occasione, nella discussione di questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALIA (Gruppo Misto). Sì, grazie Presidente, raccolgo il suo invito, per cui sarò assolutamente telegrafico. Comprendo e condivido la filosofia dalla quale parte l'emendamento, Cucca, Cachia e più, per cui, in linea generale, la condivido. Comprendo anche le rassicurazioni che l'onorevole Cachia chiedeva alla Giunta regionale, e i motivi che lo spingono a dire che, in caso queste rassicurazioni arrivino, quelle che l'assessore Dadea poco fa enunciava, lo avrebbe ritirato. Comprendo le ragioni e quindi mi dichiaro della stessa opinione. Io mi auguro che i rappresentanti della Giunta regionale, che sono presenti oggi in Consiglio, si attivino per risolvere questo problema, e il problema di quei Comuni, che hanno chiesto di potersi ricostituire in Comunità montane, e lo hanno fatto in maniera assolutamente aderente alla legge. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BIANCU (P.D.). Grazie Presidente. Io ho ascoltato con molta attenzione l'intervento dell'assessore Dadea, però guardando la delibera della Giunta, del 12 febbraio, che dà le disposizioni per i commissari straordinari, ai fini del trasferimento del patrimonio e del personale, che deve avvenire entro il 31 marzo 2008, non modifica sostanzialmente niente, rispetto alla legge 12. In particolare, nel comma 5, dell'articolo 11, si fa riferimento all'intesa che deve esistere tra l'amministrazione cedente, cioè tra le Comunità montane cessanti, è il nuovo Ente, secondo una determinata graduatoria, che sono, prima le unioni di comuni, i consorzi di comuni, che insistono sul territorio dove la Comunità montana è stata soppressa e, successivamente, nelle amministrazioni provinciali e, ancora successivamente, nei Comuni dell'ambito territoriale delle cessate Comunità montane. Poiché nell'intervento dell'assessore Dadea non ho visto nessun riferimento al tema dell'intesa, che deve esistere tra le amministrazioni delle Comunità montane cessate e le nuove amministrazioni, vorrei fare una domanda all'Assessore, prima di procedere al ritiro dell'emendamento: "Che cosa succede qualora non vi sia l'intesa tra le Comunità montane cessanti e le nuove amministrazioni?". Questa domanda non è una domanda, così, campata in aria, ma è una domanda che tende a sapere quale deve essere la fine del personale delle Comunità montane, qualora non vi sia l'intesa nelle amministrazioni che dovrebbero subentrare a questo personale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Sì, grazie Presidente. Risulta sempre meno comprensibile del perché qualcuno si affanni a fare degli emendamenti, anche di maggioranza, questi emendamenti vengano trasferiti d'articolo in articolo, poi vengono posti in coda, e alla fine si decide di ritirarli, perché ci sono le garanzie della Giunta. Senza mettere in discussione quanto riferito dall'assessore Dadea, io vorrei solo ricordare all'Aula che ci sono degli ordini del giorno, là, depositati e anche firmati da tutti i componenti di maggioranza, che richiamano la Giunta all'applicazione della legge. È assurdo, però è così! Cioè il Consiglio è costretto a richiamare la Giunta ad applicare la legge, che il Consiglio ha affatto. Perciò mi chiedo quale mandato si può dare a questa Giunta. Ha richiamato adesso il collega Biancu la legge 12 e l'articolo 1. Ma, io chiedo ai colleghi, che più di me sanno di legge, in quest'Aula, e che sono qualificati per potersi esprimere. Anche ieri, collega Biancu, è stata fatta una delibera per la costituzione di alcuni Unioni di comuni, in cui sembrerebbe che i Comuni, che compaiono in quella delibera, non abbiano a loro volta fatto nessun tipo di delibera di adesione all'Unione dei comuni. Io, dal mio punto di vista, sono largamente ignorate in materia di legge, dico che quello è un falso in atto pubblico, perché si inseriscono dei Comuni che non hanno chiesto di aderire. Dalle Comunità montane si cancellano dei Comuni che hanno deliberato di aderire, si richiamano gli ambiti omogenei nelle Comunità montane, e non si rispettano gli ambiti omogenei nell'Unione dei comuni, e poi si viene a dire, qui: "Se la Giunta dà garanzie, siamo disponibili a ritirare l'emendamento". Credo che non ci sia corrispondenza tra l'atteggiamento del Consiglio e l'atteggiamento della Giunta. Che fiducia si può avere o riporre in una Giunta che non attua i deliberati del Consiglio regionale? E sulla base di questo semplice dialogo, che già noi abbiamo visto, è stato, innumerevoli volte, inficiato dalle azioni della Giunta, che è stato negato dalle azioni della Giunta, e sul fatto delle Comunità montane in modo particolare, come ci hanno ricordato i Sindaci ieri, siamo qui a rispettare un semplice dialogo fra Consiglio e Giunta, di garanzia, che sappiamo non potrà vedere la luce. Ecco perché lo teniamo, e chiediamo il voto elettronico palese su questo emendamento, e perché votiamo a favore di questo emendamento, come di altri che verranno, che a mio avviso seguiranno stessa sorte: ritiro dalla maggioranza, e fatto proprio dalla minoranza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (F.I.). Grazie Presidente. Io ho ascoltato con molta attenzione la risposta, se risposta si può definire, o meglio la rassicurazione che l'assessore Dadea ha dato ai colleghi della maggioranza, nel garantire che tutto il personale, al 31 marzo, tutto il personale delle Comunità montane, al 31 marzo del 2008, verrà comunque collocato nel sistema degli Enti locali. Però, Assessore, l'emendamento numero 516 chiede un'altra cosa, chiede la possibilità a questo personale di poter essere inserito anche, eventualmente, nel sistema della Regione, degli enti regionali, delle Agenzie regionali. Quindi la rassicurazione per poter, in qualche modo, ritenere questo emendamento da ritirare, quindi con grande soddisfazione, presumo, anche di chi l'abbia sottoscritto, e redatto soprattutto, possa essere accolto, e quindi possa avere un suo proseguo nell'impegno stesso della Giunta regionale. Vorrei capire però, da parte della maggioranza, perché si presentano degli emendamenti, quando poi bastano due parole da parte della Giunta per ritenersi soddisfatti e risolvere, in questo modo, il problema. Credo che saranno un centinaio gli emendamenti che sono stati presentati dalla maggioranza, e che hanno avuto risposta da parte della Giunta regionale in modo favorevole, e quindi, con l'impegno: "Cercheremo di risolvere questo problema". Io vorrei capire allora, a questo punto, a che cosa serve una legge finanziaria? Per cosa facciamo una legge finanziaria? Si potrebbe fare una legge finanziaria, con un impegno generale della Giunta, per risolvere i problemi della Sardegna, o di quelli che risolviamo all'interno di questo Consiglio regionale. Se si presenta un emendamento, si presenta perché si vuole inserire, all'interno della finanziaria, quel comma, quell'articolo, quel dispositivo, perché poi possa essere attuato, a tutti i sensi, e con tutte le regole possibili e immaginabili, da parte della Giunta regionale. Noi, questo chiediamo, siccome sappiamo perfettamente che ne arriveranno anche altri, e che probabilmente altri emendamenti, successivamente, verranno accolti in questo modo, io chiedo la responsabilità da parte della maggioranza, di porre in votazione quegli emendamenti, di non ritirarli perché non hanno nessun significato, anche perché comunque li faremo sempre nostri, e di dare un senso ed un significato a quello che è la responsabilità dell'Aula, la responsabilità di questo Consiglio regionale. Non basta e non può bastare, solo ed esclusivamente, un impegno da parte della Giunta, ma ci deve essere una norma scritta, perché la Giunta regionale possa, realmente, risolvere quel problema.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cachia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CACHIA (P.D.). Grazie Presidente, innanzitutto per ringraziare i colleghi che hanno fatto, i colleghi dell'opposizione, che hanno fatto suo l'emendamento, perché vuol dire che abbiamo colto nel segno, io e gli altri colleghi che l'hanno firmato, nel momento in cui l'abbiamo firmato. Poi per dire che quando si parla di coerenza… la coerenza è vero, però…

PRESIDENTE. Onorevole Cachia, lei è già intervenuto, quindi eventualmente può dire se ritira l'emendamento, solo per questo le posso dare la parola.

CACHIA (P.D.). Sì, le stavo dicendo questo che con l'integrazione che ha fatto l'onorevole Biancu noi ritiriamo l'emendamento perché ci riteniamo soddisfatti.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cachia.

Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Sì, grazie Presidente. Bene, l'onorevole Cachia ha detto che questa proposta ha colto nel segno. Ma una valutazione, la prima che vorrei fare, è che questa finanziaria probabilmente per altri aspetti si è forzato molto di più di quanto non si stia cercando di forzare con questo emendamento, che è condivisibile. Il problema, l'ha accennato qualche collega in precedenza, mi sembra soprattutto politico perché mi pongo una domanda: come mai un Presidente di Commissione e autorevoli esponenti di questa maggioranza presentano emendamenti importanti e poi li ritirano sulla base di rassicurazioni da parte della Giunta. Io dico, visto che voi avete un rapporto privilegiato, o dovreste quanto meno avere un rapporto privilegiato, con la Giunta come maggioranza, forse farebbe il caso di risparmiare tempo perché qualcuno ha detto che è opportuno chiudere la finanziaria, ma ieri non l'abbiamo potuta chiudere per i vostri problemi, oggi non l'abbiamo potuta chiudere per i vostri problemi, e forse stiamo perdendo tempo perché voi semplicemente potreste incontrarvi con la vostra Giunta e raggiungere gli accordi e avere le rassicurazioni prima di venire in Aula. Quindi questo metodo che non è assolutamente condivisibile. Quindi, questa politica di riforme che questa maggioranza sta cercando di portare avanti mi pare che si stia arenando dappertutto. Perché anche per le comunità mondiale, se può essere comprensibile il fatto che sono stati tagliati i "posti destinati ai politici", io credo che per le forze lavorative bisogna che ci sia la tutela e la salvaguardia, perché non mi pare che ci siano ampie rassicurazioni e certezze per questo aspetto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (P.D.). L'emendamento presentato dal collega Cucca, Biancu eccetera aveva un'altra finalità che è quella di porre all'attenzione dell'Esecutivo, e quindi anche nostro, di trovare una soluzione rispetto al personale dell'ex comunità montane, che concluso il processo di trasferimento di competenze e di ridefinizione dell'assetto regionale di comunità montane, unione dei Comuni eccetera potrebbe trovarsi senza una collocazione. In particolare, alcune figure che rispondevano a logiche di comunità montane e rispondono meno a logiche e funzioni che magari esercitano Province o Comuni; penso ai periti agrari, agronomi e altre figure particolari. L'esigenza che viene posta in questo emendamento è dire: a conclusione del processo di riforme, quindi a conclusione dell'attuazione della legge numero 12, nessun dipendente delle comunità montane deve trovarsi senza una collocazione che gli dia lavoro, che gli riconosca la professionalità e la funzione che ha esercitato, e quindi che sia garantito. Però, l'emendamento introduce anche un principio, che vorrei che non vi sfuggisse, che per raggiungere questo obiettivo pone e indica una strada che anche questa è l'ultima ratio che si può seguire, cioè quella di trasferire questo personale dalle comunità montane alla Regione. Questo introduce un aspetto di contraddizione rispetto a una Regione che è sta trasferendo competenze ai Comuni e alle Province, che ha discusso anche in questa finanziaria, un problema di trasferimento di personale dalla Regione alle Province. Perché nel momento in cui trasferisce competenze e funzioni ai Comuni e alle Province, alle unioni dei Comuni e così via, insieme alle competenze che trasferisce ha l'obbligo di trasferire risorse e personale. Quindi, è un po' in contraddizione nel momento in cui da un lato diciamo di voler trasferire competenze e funzioni e personale, e poi il personale ce lo prendiamo in Regione, personale delle comunità montane. Allora, io credo che questo che indica l'emendamento è l'ultima ratio, cioè anche io vorrei che la Giunta garantisse che nessun dipendente delle comunità montane, a conclusione dell'attuazione della legge numero 12, si troverà senza lavoro; che sia assegnato con certezza di diritto e che trovi comunque collocazione o nelle Province o nei nuovi strumenti che si stanno costituendo. In modo da far sì che da un lato si raggiunga l'obiettivo di garantire il personale e dall'altro non si contraddica il principio non di portare il personale dagli enti locali alla Regione, che sarebbe una contraddizione tra chi dice trasferiamo il personale…

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Marrocu.

MARROCU (P.D.). E senza bisogno di ricorrere all'emendamento e questo è uno dei motivi anche per cui ritiriamo l'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cassano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CASSANO (Riformatori Sardi). Brevemente signor Presidente. Per dire che intervengo per due motivi, uno, per dichiarare il mio voto favorevole a questo emendamento anche perché vi è una netta contraddizione su quanto diceva poc'anzi il collega che mi ha preceduto, nel senso che stiamo proponendo delle cose con questo emendamento, tra l'altro che porta la firma dei consiglieri della maggioranza, che fanno riferimento a una legge del 2005. La legge numero 12 è stata approvata da questo Consiglio regionale nel 2005, quindi siamo in presenza di circa quattro anni e dopo l'approvazione di questa legge non è stato fatto niente. Cioè stiamo parlando ancora di come collocare eventualmente gli operatori, cioè i dipendenti delle comunità montane, che abbiamo soppresso nel 2005, che questa maggioranza ha soppresso. Quindi, è veramente misero quello di affermare oggi ciò che si doveva fare ieri, nel senso che sono passati quattro anni quando allora si diceva che i dipendenti non avrebbero subito alcuna difficoltà, quindi sarebbero stati collocati negli enti locali, e invece a tutt'oggi sono passati quattro anni e ancora si parla di come eventualmente verranno collocati i dipendenti. Questa è un'omissione grave che va soprattutto in colpa alla maggioranza di centrosinistra.

La seconda cosa è che io ho presentato un'interrogazione, mi rivolgo agli Assessori, perché non c'è l'Assessore degli enti locali, relativamente alla soppressione delle comunità montane. Il Goceano-Monte Acuto, cioè la Comunità numero 7, che rappresenta una storia anche per le tradizioni per la cultura che in essa sono contenute, non può essere paralizzata. Quindi, noi abbiamo chiesto, io ho chiesto con questa mia interrogazione che la giunta riveda quel provvedimento, cioè riveda quella legge numero 12, che penalizza fortemente quei territori e quelle comunità, in particolare coloro che hanno i requisiti. Io non parlo di comunità montane che probabilmente non avevano i requisiti e che quindi vanno anche soppresse, però io credo che il Goceano sia una storia che rappresenta tutti noi. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, Presidente io francamente ho difficoltà a comprendere una serie di passaggi che sono legati a questo emendamento. In particolare, ho difficoltà a comprendere quali siano le motivazioni, nonostante i colleghi che l'hanno ritirato le abbiano in qualche misura espresse, per cui l'emendamento presentato con convinzione, così i colleghi hanno sostenuto, viene poi non supportato in aula, al punto che si decide il ritiro. Perché chiedo questo? Perché mi sembra che si possa votare, l'emendamento numero 516, con una certa serenità e l'unico motivo per cui la serenità potrebbe mancare, ai consiglieri regionali nell'esprimere il voto, è correlato al fatto che veniamo da una seduta turbolenta d'Aula, nella giornata di ieri, che può avere creato qualche problema di rapporti interpersonali o di rapporti tra Consiglio e Giunta. Ma, in realtà, l'emendamento numero 516 resta, così come l'hanno pensato i colleghi Cucca, Cachia, Sabatini, Biancu e Cuccu che l'hanno proposto, resta un emendamento di buon senso, perché? Perché consente opportunità aggiuntive alla Giunta regionale nel decidere la riallocazione dei dipendenti delle Comunità montane. Quindi, non è un emendamento con cui si comprima la possibilità della Regione di realizzare atti riguardanti i dipendenti delle Comunità montane, ma è, ben diversamente, un emendamento che amplia. Cioè, rifacendoci ad altri problemi che pure sono stati presi in esame da questo Consiglio regionale, noi abbiamo, colleghi, il ricordo di quello che è successo nella formazione professionale per l'albo della legge 42, e abbiamo il ricordo di un'Aula che si è rioccupata, durante ogni manovra finanziaria, dello stesso problema perché, andando avanti nella valutazione dell'impatto che la norma aveva avuto sulla ricollocazione del personale, trovavamo che fosse necessario reintervenire sullo stesso argomento nella finanziaria successiva ampliando le opportunità e le possibilità di azione da parte dell'Amministrazione. Beh, insomma, lo stesso ragionamento dovrebbe essere fatto sulle Comunità montane: se davvero noi vogliamo andare verso una direzione che sia quella della chiusura definitiva del problema delle Comunità montane, dobbiamo mettere in condizioni la Giunta regionale e l'Amministrazione di avere davvero la possibilità di chiudere definitivamente il problema e di trovare soluzioni che siano definitive anche per il personale.

Quindi, il voto all'emendamento 516 non è un voto a dispetto, o un voto contro, è un voto per aiutare sul serio la soluzione del problema che sarà poi consegnata nelle mani della disponibilità espressa da parte dell'Amministrazione.

Quindi, io voto a favore dell'emendamento 516 e spero che l'Aula lo voti nella sua complessità.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Grazie. la Giunta regionale ha cercato di dare una risposta esauriente alle domande che sono contenute all'interno dell'emendamento 516, che sono essenzialmente - e naturalmente si comprende il senso dell'emendamento - il dire: va bene, sono state messe in atto una serie di procedure che, sulla base della legge numero 12, avrebbero dovuto portare in tempi relativamente brevi, e comunque certi, alla collocazione del personale delle Comunità montane nel sistema delle autonomie locali. Allora, se non tutto il personale delle Comunità montane ha trovato una collocazione nel sistema delle autonomie locali, è legittima la preoccupazione di chi dice: dobbiamo fare in modo che questo personale trovi una corretta collocazione. La Giunta regionale, ripeto anche attraverso le parole dello stesso Assessore agli enti locali, si sente di dare queste assicurazioni: col decreto di scioglimento del 31 di marzo, insieme ai beni, insieme alle risorse, verrà assegnato quel personale che non avesse trovato collocazione da qui al 31 marzo nel sistema delle autonomie locali. Quel personale sarà assegnato, assieme ai beni, alle Amministrazioni provinciali o comunque all'interno del sistema delle autonomie locali.

Per quanto riguarda invece l'altra implicazione, è evidente che di fronte ad una preoccupazione di questo tipo, i proponenti dell'emendamento dicono: se non si dovesse trovare una risposta certa a tutto questo, il personale dovrebbe passare all'Amministrazione regionale. E' evidente che, per quanto riguarda la Giunta regionale - e questo vale per le cose che diceva l'onorevole Oscar Cherchi e anche per quelle che diceva l'onorevole Vargiu - questa sarebbe una contraddizione palese nei confronti di quei processi di riforma che, con grande fatica, sono stati approvati da questo Consiglio e sono in via di attuazione, che vedono invece il trasferimento delle competenze e delle funzioni, e quindi delle risorse e del personale, dall'Amministrazione regionale al sistema delle autonomie locali; cioè si invertirebbe quel processo, e addirittura sarebbe una contraddizione palese perché quel personale che è delle Comunità montane, che è del sistema delle autonomie locali, verrebbe invece, invertendo quel processo e invertendo quella direzione di riforma, trasferito all'Amministrazione regionale. Questa sarebbe una contraddizione molto forte e quindi, per evitare questa contraddizione, noi ci sentiamo di dare quelle assicurazioni che l'onorevole Biancu, l'onorevole Cachia e gli altri hanno chiesto in merito alla collocazione di questo personale.

PRESIDENTE. Grazie, Assessore.

Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 516, lo metto in votazione.

DEDONI (Riformatori Sardi). Voto elettronico.

PRESIDENTE. Chi sostiene la richiesta di voto elettronico palese?

CAPPAI (U.D.C.). Lo abbiamo già chiesto prima.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 516.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Atzeri - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Dedoni - Diana - Farigu - La Spisa - Lai Renato - Liori - Lombardo - Marracini - Milia - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Pittalis - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lanzi - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uras.

Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Giorico - Scarpa - Uggias.

Risultato della votazione

Presenti 72

Votanti 68

Astenuti 4

Maggioranza 35

Favorevoli 27

Contrari 41

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo ora all'emendamento numero 884, presentato dalla Giunta regionale.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Presidente, io intervengo per annunciare il voto contrario a questo emendamento.

Mi sono chiesto cosa si fa solitamente, in assenza di questa norma, una norma che peraltro modifica la legge 31, e le modifiche alla legge 31 è consuetudine che vengano valutate attentamente. Ma la cosa che più mi ha preoccupato nel leggere questo emendamento è che questi coordinatori, o coloro che saranno indicati dalla Giunta come coordinatori di programmi o di progetti, avrebbero tra le altre funzioni - è scritto testualmente - anche "poteri gestionali sostitutivi". Beh, questa cosa un attimino mi preoccupa, che un dirigente o un direttore generale incaricato del coordinamento di un progetto o di un programma possa avere la possibilità di utilizzare "poteri gestionali sostitutivi". E questo è il primo problema che sollevo.

L'altro problema è il comma 5. Si dice che "dell'esercizio della funzione di coordinamento si tiene conto di sede di determinazione della retribuzione di risultato prevista per i dirigenti dell'Amministrazione". Beh, qui non so se schierarmi dalla parte dei dirigenti... Oppure devo intendere che c'è un'indennità supplementare, perché, se questi direttori generali o questi coordinatori, come leggo testualmente, i loro risultati, nella funzione di coordinamento di programma o di progetto, venissero poi valutati anche ai fini di quella che è la loro indennità di rendimento, mi chiedo: uno è direttore generale per svolgere funzioni di direttore generale, se poi gli diamo un altro incarico, voglio capire se il rendimento in quell'incarico determina poi l'indennità di rendimento complessiva di questo direttore generale o di questo coordinatore. Su questo, assessore Dadea, io vorrei capire una attimino meglio perché mi pare che, così com'è formulata, si presti a qualche problemino. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Diana. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

Sul Regolamento

PITTALIS (Gruppo Misto). Presidente del Consiglio, io voglio rivolgermi a lei perché chiedo se è stata valutata l'ammissibilità di questo emendamento. E' chiaramente una norma intrusa, a mio avviso, ed è una norma anche assolutamente inopportuna che venga prevista nel contesto della finanziaria perchè va ad incidere -come giustamente ricordava il collega Mario Diana - sulle norme di organizzazione della struttura burocratica della Regione, incide su una norma fondamentale di organizzazione quale è la legge 31.

Allora, l'invito che io formulo alla Presidenza innanzitutto è di non far sì che per alcune norme la valutazione sia in un senso e per altre, perché in questo caso proposta dalla Giunta regionale, sia in altro senso. Allora si tratta di materia che deve e non può che costituire oggetto di un'attenta analisi, esame e anche discussione nella Commissione competente, si può sempre apportare, io non entro neanche nel merito, che può essere condivisibile, ma deve costituire oggetto di esame; e richiamo le norme statutarie, richiamo le norme in materia di programmazione di bilancio, la legge numero 11 del 2006, si vadano a vedere all'articolo 4 quelle che sono le finalità della legge finanziaria, e non si trova assolutamente un riscontro o un appiglio anche normativo o di natura esegetica che ci possa far ritenere che l'emendamento sia coerente con il sistema. E allora l'invito che io formulo preliminarmente alla Presidenza è, appunto, di espungere questo emendamento proprio perché è assolutamente inammissibile.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pittalis, lei ha ragione, quando dice che ci sono degli elementi di perplessità su questo emendamento che può essere considerato, così come lo abbiamo considerato, al limite della intrusione, nel senso che va a modificare la norma sostanziale della legge numero 31, l'argomento che viene usato da chi ha presentato l'emendamento, dalla Giunta regionale in questo caso, che c'è necessità di una maggiore coordinazione, di una maggiore efficacia soprattutto per quanto riguarda i coordinamenti e i progetti di carattere comunitario, sui quali, come noi sappiamo, abbiamo degli obblighi temporali anche per attivare le procedure di spesa. Quindi questa è la giustificazione che viene addotta a favore del mantenimento all'interno della finanziaria, facendola discendere dai compiti previsti dalla legge numero 11, che sono quelli che guidano il Presidente del Consiglio con una maglia molto larga, come sappiamo, nel giudizio di ammissibilità o non ammissibilità. Altra cosa che non è rimessa alla valutazione della Presidenza del Consiglio è l'opportunità che questa norma venga discussa in Aula, ma questo è affidata appunto all'Aula stessa che ne valuta, anche respingendola, la valenza di tipo politico, opportunistico. Avevamo comunicato all'Aula, appunto, che era una di quelle norme al limite della giustificabilità, sia per essere mantenuta, sia per gli argomenti che ci sono stati opposti, per essere tolta. Quindi, insomma, io mi affido anche in questo caso all'Aula non avendo strumenti che non quelli che lei ha richiamato e che io stesso ho utilizzato con gli Uffici per valutare la norma.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e

pluriennale della Regione (legge finanziaria 2008)" (301/S/A)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Sì, ha già detto il collega Pittalis, e la mia osservazione su questo emendamento era simile, e devo dirle Presidente, che è difficile comprendere molto correttamente anche la giustificazione che viene data per portare al voto dell'Aula questo emendamento, quale sia il limite nel giudizio di una ammissibilità o meno secondo la legge numero 11, mi sembra che sia dettata dalla legge numero 11 stessa. Gli altri emendamenti che sono stati giudicati non ammissibili e quindi norma intrusa, tra i quali quelli presentati da alcuni colleghi di maggioranza e opposizione, per quanto riguarda la nostra parte non è stato chiesto di spiegare il perché, perché probabilmente avevamo ugualmente spiegazioni da dare alla Presidenza per convincerla che si poteva essere al limite invece della discussione in aula. Io, se fossimo in un'altra situazione, certo non voglio strappare il sorriso a nessuno, ma inviterei la Giunta a ritirare questo emendamento, ma come azione di buon senso. Questo è un tentativo di una modifica della legge numero 31, che è già presente nel testo di legge presentato dalla Giunta per la riforma della struttura amministrativa della Regione, è stato estrapolato da lì e caricato sulla finanziaria, tra l'altro il buon fine che lei ha riportato all'Aula, per il quale si ritiene ammissibile, non è contemplato proprio nel caso di specie dell'emendamento stesso, che apre questa soluzione a tutti quei progetti innovativi, di progetti di tipo innovativo o strategico. Tra l'altro senza dire neanche chi può determinare che quel progetto sia innovativo o strategico, in un piano di programmazione, non dico in maniera di valutazione di maggioranza, di opposizione, di Giunta, ma non c'è un piano di programmazione che dica secondo quali princìpi il progetto può essere giudicato strategico o innovativo. Per cui non prende e non ingloba soltanto quei progetti da lei richiamati per la Comunità europea e per il nostro rapporto con la Comunità europea, ma li ingloba tutti, li ingloba tutti quanti, così come è formulato. Io ritengo che anche il buon tono, che si sta utilizzando in Aula nella discussione di questi emendamenti possa essere inficiato dalla discussione di questo, e soprattutto dalla votazione di questo emendamento, che sarebbe realmente un atto di sopruso, che viene compiuto nei confronti di chi ha presentato emendamenti ritenuti inammissibili dalla Presidenza, ma soprattutto da parte della Giunta, perciò rinnovo io l'invito, che so che non verrà accolto per pregiudizio e per parte alla Giunta di ritirare l'emendamento numero 884.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Capelli, non è stata accolto né per pregiudizio né per parte, se questo è, invece ritengo fondata l'osservazione che lei fa sulla valutazione della strategicità e della innovazione dei progetti e penso che questo debba essere corretto qualora l'emendamento dovesse restare in piedi.

Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì molto brevemente, Presidente, io pur riconoscendo che possono esserci fondate motivazioni, che hanno portato alla delineazione della figura del coordinatore di progetto, trattandosi di finalità che sembrano sostanzialmente volte alla semplificazione, all'accelerazione dei processi di lavoro, in coerenza tuttavia con quanto ho in più circostanze dichiarato, e cioè avendo sempre affermato che sono contraria alla modifica in finanziaria di leggi così importanti, com'è quella relativa al personale, senza una adeguata e opportuna riflessione, e non essendo state fornite, secondo me, motivazioni sufficienti per il carattere di urgenza che rendono inerudibile l'introduzione di questo nuovo articolo alla legge numero 31, annuncio il voto di astensione.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Sì grazie, Presidente, naturalmente la Giunta non entra nel merito dell'ammissibilità o meno dell'emendamento, però ritiene opportuno spiegare al Consiglio quale è la ratio di quest'emendamento e quali sono le finalità. Innanzitutto si tratta di un emendamento che ha come finalità prioritaria quello di accelerare il processo di spesa, mi pare che accelerare il processo di spesa, ottimizzare la spesa sia una delle finalità che una legge finanziaria, così come contenuto anche nella legge di contabilità, deve porsi. Allora questo emendamento ho proprio come finalità prioritaria quello di accelerare i processi di spesa, di ottimizzare la spesa, di renderla tempestiva soprattutto, come sottolineava anche il Presidente del Consiglio, di fronte a progetti e risorsa comunitarie che richiedono tempi celeri, che richiedono tempestività nella decisione e soprattutto nella realizzazione di quei progetti. Quindi mi pare che questa finalità rientri perfettamente nell'ambito delle finalità di una legge finanziaria, che rientri assolutamente all'interno della legge di contabilità. Devo dire che non è neanche un'innovazione assoluta, se noi guardiamo il panorama legislativo della Regione, una norma come questa è già contenuta nella legge numero 40 del '90, la legge sulla trasparenza. Nella legge sulla trasparenza si individuava un responsabile unico del procedimento amministrativo, e aveva proprio come finalità quella di accelerare i processi di spesa, di rendere più trasparenti i processi di spesa. Quindi non è assolutamente un'innovazione da questo punto di vista. Qual è quindi il senso? Il senso è quello di individuare un responsabile unico del procedimento che metta insieme, che abbia la capacità di coordinare competenze diverse, di più Assessorati. Io sono solito fare l'esempio del porto. Bisogna costruire un porto, sulla costruzione di un porto intervengono competenze dell'Assessorato dell'urbanistica, dall'Assessorato dell'ambiente, dell'Assessorato dei lavori pubblici, dell'Assessorato della programmazione, e tutte queste procedure, il più delle volte, portano ad un allungamento dei tempi. Se c'è un elemento di coordinamento, una figura che abbia la capacità di coordinare questi interventi, si guadagna enormemente tempo. Quindi, la finalità è questa. Invece, sulle richieste che sono state fatte di modifica, eventualmente, qualora venga dichiarata inammissibile, qualora naturalmente il Consiglio si esprima su questo. La prima osservazione che ha fatto l'onorevole Capelli mi sembra che sia assolutamente plausibile e accoglibile. Per cui la proposta che la Giunta fa, che è al primo comma, quando si parla "quando l'attuazione di un programma di un progetto innovativo e strategico", la proposta della Giunta è di eliminare sia "programma" sia "innovativo e strategico"; quindi, "quando l'attuazione di un progetto di particolare rilevanza". Quindi togliamo "innovativo", togliamo "strategico", e togliamo "programma". La seconda osservazione che è stata fatta, che mi pare sia stata fatta dall'onorevole Diana, che è assolutamente pertinente ed è assolutamente rilevante per quanto riguarda il contenuto di questo emendamento, cioè il comma 5: "dell'esercizio della funzione di coordinamento si tiene conto in sede di determinazione", sono d'accordo che è assolutamente irrilevante, quindi lo possiamo togliere perché è evidente nel processo di valutazione di quel dirigente si terrà conto di quello che, appunto, ha fatto. Quindi è assolutamente irrilevante.

Quindi, la preghiera che la Giunta si sente di fare al Consiglio è che, al di là dei giudizi, come diceva il Presidente si tratta di un emendamento che è borderline, però la finalità è una finalità che cerca di andare incontro a un obiettivo importante, che è l'ottimizzazione della spesa, accelerare i processi di spesa, e mi pare che una legge finanziaria questo obiettivo debba assolutamente perseguirlo.

PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Devo dire di essere ancora più perplesso su questo emendamento dopo l'intervento fatto dall'assessore Dadea, e di condividere invece interamente i toni contenuti negli interventi fatti sia da Diana che da Pittalis che da Capelli. Devo dire che chiederei un supplemento di riflessione, veramente, come ha detto il collega Capelli, prima di arrivare alla votazione di questo emendamento. Perché? Perché anche il ragionamento che ha fatto l'assessore Dadea mi ha convinto ancora di più che si tratta di un intervento sulla organizzazione della Regione, nel senso che questo emendamento, che agisce in maniera decisa sulla legge numero 31, cioè una cosa che mai avevamo fatto all'interno della legge finanziaria con questo metodo e con questi contenuti, sostanzialmente cambia l'organizzazione interna della Regione Sardegna. Poi lei ha ragione, assessore Dadea, è finalizzata ad accelerare la spesa. Ma se il ragionamento è che noi qualunque cosa sia finalizzata ad accelerare la spesa la possiamo inserire nella finanziaria, nella finanziaria possiamo inserire tutto, perché se la riorganizzazione della Regione della Regione è finalizzata al miglioramento della velocità della spesa, lei mi capisce, tutta la riorganizzazione strutturale della Regione può essere fatta all'interno della finanziaria perché tutto ha come obiettivo il miglior funzionamento degli uffici, finalizzato alla migliore attuazione dei programmi di spesa e quindi alla velocizzazione della spesa da parte dalla Regione. Però, quello che è previsto in questo emendamento, in realtà, incide in maniera sostanziale sull'organizzazione della Regione, perché, in realtà, dice che sostanzialmente la Regione può creare, attraverso una delibera di Giunta, per qualsiasi progetto che venga definito innovativo, strategico per la Regione Sardegna, un ufficio apposito, affidato a un direttore generale nel quale la Giunta regionale sostanzialmente attribuisce obiettivi, tempi di realizzazione, durata dell'incarico, risorse umane ed economiche necessarie per l'attuazione dell'incarico e ogni altra specificazione necessaria. Cioè, sostanzialmente, la Giunta regionale realizza una sorta di mini Assessorati a progetto, i quali funzionano in maniera che è devastante rispetto all'organizzazione della Regione. Lei, assessore Dadea, potrà sostenere una tesi, e cioè che questo sia meglio. E io posso anche essere d'accordo con lei, nel senso che, in linea di principio, mi sembra che se ci sono dei progetti sui quali sia necessario avere, per l'alto contenuto di innovazione, per l'alto contenuto progettuale specifico, un'azione diversa rispetto a quella con cui è strutturata attualmente la Regione, sia meglio cercare una strutturazione diversa. Ma stiamo parlando della legge di organizzazione della Regione. Cioè, stiamo parlando di qualcosa che incide in maniera sostanziale sull'attuale organizzazione della Regione. Non possiamo dire che dobbiamo accelerare la spesa, e quindi riorganizziamo la Regione attraverso questo emendamento. Quindi, io sarei d'accordo sul fatto che questo emendamento non arrivi in Aula come sta arrivando adesso, e cioè come un emendamento aggiuntivo addirittura alla finanziaria, quindi un emendamento che non è stato neppure discusso in Commissione nella sua articolata complessità, ma che ci arrivi come una proposta organizzata, articolata sul quale il Consiglio si esprime attraverso il passaggio usuale della Commissione e dell'Aula. Questa mi sembra la via ragionevole e razionale attraverso cui questo emendamento va a destinazione, altrimenti il voto contrario che noi esprimiamo ovviamente in questa sede è poca cosa rispetto al vulnus che questo emendamento introduce.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Anche io ho le stesse perplessità che sono state qui manifestate da tanti colleghi relativamente all'ammissibilità di questo emendamento. Credo proprio che anche la motivazione ultima che è stata data dal Presidente del Consiglio non regga, nel senso che i progetti relativi all'Unione Europea hanno già un coordinatore unico, che è il responsabile della misura relativamente all'attuazione del POR Sardegna. Quindi è evidente che il coordinatore unico di progetto e di programma andrebbe a sovrapporsi ad una figura già esistente che è il responsabile unico. Mi chiedo, poi, in funzione di quale norma già esistente non possa essere già fatto questo, che bisogno abbiamo di introdurre in legge la nomina di un… è già vigente, naturalmente, perché le riforme Bassanini sono intervenute anche in Regione Sardegna, e quindi il responsabile unico del procedimento comunque va sempre nominato nel momento stesso in cui si approva qualsiasi programma o qualsiasi progetto. Quindi credo proprio che diventerebbe anche ininfluente da questo punto di vista. Noi pensiamo che farebbe bene la Giunta a ritirare questo emendamento, e in maniera molto più serena portarlo dentro una proposta che non vada ad incidere in maniera così pesante sull'attività di questo Consiglio, attraverso la finanziaria, ma che abbia la collocazione giusta. Credo per ultimo che sull'obiettivo di velocizzare la spesa, Assessore, bisognerebbe che la Giunta monitorasse attentamente a che punto siamo arrivati oggi non con la velocità, ma con il rallentamento della spesa. Oggi siamo veramente ad una situazione di paradosso, di totale rallentamento. I flussi relativi agli accreditamenti a favore delle imprese hanno una tale lentezza che mai si era riscontrato nella Regione sarda questa lentezza. E ci sono delle imprese che stanno chiudendo, che stanno fallendo, perché, a distanza di otto, nove mesi, non riescono ad avere gli accreditamenti relativi naturalmente alle spese che sono loro dovute. Quindi credo proprio che sia inopportuno questo emendamento, e che quindi vada ritirato.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pisano. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Vorrei fare alcune osservazioni che hanno questo scopo. Intanto, per uscire dalla confusione tra il responsabile di procedimento e il responsabile di progetto, che non so dove sia individuato nell'ambito dell'ordinamento regionale, il responsabile del procedimento è un responsabile unico, e in genere tratta una linea di attività dell'Amministrazione regionale, e lo fa nell'ambito delle strutture in cui è organizzata l'Amministrazione regionale.

Direi anche questo, che il contenuto di questa disposizione è quello che avrebbe titolo a stare dentro una legge finanziaria, un po' meno titolo hanno le norme in materia di personale che riguardano l'inquadramento, il trattamento economico di questa o di quella categoria, il riconoscimento dell'anzianità di servizio o quant'altro, perché queste sono materie che dovrebbero essere più propriamente trattate nell'ambito di un provvedimento esclusivamente destinato alla materia del personale. Ciò detto, io mi pongo questo problema, caso mai chiederei all'Assessore se vale la pena di sospenderla ancora per qualche minuto e, casomai, fare una riflessione aggiuntiva sulla possibilità di questa norma di cogliere l'obiettivo che mi pare abbia, cioè, non solo una attività di coordinamento e quindi di riconduzione a unitarietà dell'azione amministrativa della Regione di procedimenti diversi che stanno dentro l'ambito di un intervento di rilevanza particolare che si vuole attuare, in ragione soprattutto delle procedure di spesa, e cioè, è sufficiente che qua sia detto che possono essere esercitate funzioni di coordinamento e poteri gestionali sostitutivi per surrogare con un intervento da parte di questo responsabile le funzioni di spesa che l'ordinamento attribuisce a specifiche figure dell'organizzazione dell'Amministrazione regionale? Mi parrebbe di no. Per cui il mio suggerimento è: se si può per il momento soprassedere, fare una riflessione e insieme poi trovare una soluzione che possa anche garantire le perplessità sollevate dall'altra parte dell'Aula.

PRESIDENTE. La proposta dell'onorevole Uras è quella di sospenderlo per consentire degli ulteriori approfondimenti anche in relazione alle perplessità sollevate da altri colleghi, e riprenderlo magari questo pomeriggio. Se la sospensione di questo emendamento, il numero 884, è accolta, le dichiarazioni di voto previste le sospenderei, e chiederei ai colleghi eventualmente di renderle stasera, quando le riprendiamo. Gli iscritti a parlare sono: l'onorevole Pittalis, Ladu, Sanjust, Orrù e Cappai, chiedo loro se accedono all'ipotesi di sospensione o se comunque vogliono prendere la parola per dichiarazione di voto. Onorevole Sanjust…?

SANJUST (F.I.). Va bene.

PRESIDENTE. Va bene. Rinviamo anche le dichiarazioni di voto, sospendiamo l'emendamento numero 884. Emendamento numero 17, Rassu, Petrini e più.

Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Grazie Presidente, vorrei che l'assessore Dadea ponga attenzione un minuto all'esposizione dell'emendamento presentato. Grazie assessore Dadea. Bene, lo scopo di questo emendamento, che è articolato in due commi, 20 bis e 20 ter, è un aggiuntivo all'articolo 20, il primo comma riguarda la proroga delle graduatorie non ancora scadute dei concorsi effettuati dalla Regione per quanto riguarda il personale amministrativo, ma ritengo che questo sia già stato superato in quanto, mi corregga l'Assessore se sbaglio, la stessa proroga è stata portata a tre anni, se non erro. Ma nel secondo comma, che è il più significativo, si chiede questo; fermo restando, chiaramente, l'attribuzione dei posti ai vincitori di concorso, si chiede che le assunzioni che vengono fatte da quest'anno in poi, sempre a livello amministrativo, possano essere attinte, le assunzioni, dalle graduatorie dei concorrenti dichiarati idonei, almeno rispettando la percentuale che dice l'articolo 36 della legge numero 2 del 2007 della finanziaria, in ossequio a quelli che sono i principi di economicità e comunque di diritto acquisito degli idonei. Quindi lo scopo è questo: attingere dalle graduatorie che sono state prorogate, e dare garanzia affinché i posti vengano man mano ricoperti secondo la percentuale dell'articolo 36 della legge numero 2 dai concorrenti dichiarati idonei e che hanno superato chiaramente nel concorso le migliaia di concorrenti che sono stati dichiarati non idonei. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Sì, molto brevemente. Posso assicurare all'onorevole Rassu innanzitutto, sì, la prima parte dell'emendamento è già contenuta in un altro articolo approvato dalla finanziaria all'articolo 3 che estende la durata delle graduatorie dei concorsi pubblici sino a tre anni. Questo naturalmente rende molto più facile e rende anche più percorribile la possibilità che gli idonei dei concorsi pubblici delle categorie D possano trovare, in quest'arco di tempo, una loro collocazione all'interno dell'Amministrazione regionale. La preoccupazione poi che la possibilità di attingere dalle graduatorie dei concorsi possa in qualche modo interferire con il piano di superamento del precariato, nel piano che è stato approvato con il concorso delle organizzazioni sindacali, c'è specificato che bisogna evitare qualunque sovrapposizione tra l'assunzione dei precari e la possibilità di attingere dalle graduatorie dei concorsi pubblici. Penso che da questo punto di vista, noi, l'Amministrazione regionale voglia assolutamente attingere da quelle graduatorie, dalle graduatorie dei concorsi pubblici, perché in quelle graduatorie c'è personale estremamente qualificato, ci sono delle professionalità di buonissimo livello a cui questa Amministrazione regionale non vuole assolutamente rinunciare.

PRESIDENTE. Grazie Assessore. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Mi sento soddisfatto delle dichiarazioni dell'Assessore e ritiro l'emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 17 è ritirato. L'emendamento numero 877 della Giunta regionale è ritirato. Emendamenti all'articolo…

Ha domandato di parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Per chiedere di fare proprio l'emendamento numero 877 che viene ritirato dalla Giunta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust. Ne ha facoltà.

Sull'ordine dei lavori

SANJUST (F.I.). Sì, Presidente, sull'ordine dei lavori. Volevo semplicemente capire a che ora si terminava e se si terminava stamattina, e a che ora eventualmente si dovrebbe riprendere questo pomeriggio e a che ora si dovrebbe terminare questa sera.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Sanjust. Penso che stamattina termineremo alle 14, così come era previsto, nonostante abbiamo iniziato molto tardi, che alle 15 e 30 si riunisca la Commissione terza per l'esame degli emendamenti sul bilancio, che i lavori dell'Aula possano riprendere alle ore 16, e poi penso che sulla base anche di una rapidissima consultazione che faremo con i Capigruppo, potremo valutare di concludere i lavori nella sera anche inoltrata, di poter lavorare, insomma, per concludere i lavori dell'Aula entro la giornata di oggi. Onorevole Uras, sull'emendamento numero 877 che è stato fatto proprio dall'onorevole Pisano.

Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Presidente, siccome è stato fatto proprio, io chiederei questo: sono le 13 e 59, sarebbe necessario fare un'interlocuzione con l'Assessore degli affari generali, quindi possiamo prevedere una sospensione, tanto sarebbe anticipare di un minuto la conclusione prevista dei lavori e consentirci questo pomeriggio di valutare il contenuto dell'emendamento prima della ripresa.

PRESIDENTE. Possiamo chiudere qui i lavori della mattinata. Io invito però i colleghi, se ci sono emendamenti sui quali è necessario fare interlocuzione, di concludere le interlocuzioni nella pausa che facciamo, e di non riportare in Aula questioni aperte e sulle quali bisogna ancora fare degli approfondimenti, perché questi sarebbero dovuti esser fatti nella serata di ieri. La seduta è tolta, riprendiamo alle ore 16. La Commissione terza è convocata alle ore 15 e 30 nella sala delle Commissioni, naturalmente.

La seduta è tolta alle ore 14