Seduta n.399 del 19/02/2008 

CCCXCIX Seduta

Martedì 19 febbraio 2008

(POMERIDIANA)

Presidenza del Presidente SPISSU

Indi

del Vicepresidente BIANCU

INDICE

La seduta è aperta alle ore 16 e 18.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di mercoledì 13 febbraio 2008 (392), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Giorico, Meloni e Rassu hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana di martedì 19 febbraio 2008.

Poiché non vi sono opposizioni questi congedi si intendono accordati.

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

"Interrogazione Diana - Liori sull'aumento dei canoni demaniali per concessioni di aree marittime con finalità turistico-ricreativa". (957)

(Risposta scritta in data 30 gennaio 2008.)

"Interrogazione Pisano sui motivi che hanno determinato la grave interruzione dei servizi di connettività del Progetto Marte". (1032)

(Risposta scritta in data 6 febbraio 2008.)

"Interrogazione Liori - Diana sulle eccezionali precipitazioni che si sono verificate nel territorio dei Comuni di Pula e Domus de Maria tra il 3 e il 4 aprile 2007". (828)

(Risposta scritta in data 15 febbraio 2008.)

"Interrogazione Diana - Liori sulle iniziative per la promozione del turismo nell'Isola legate al ciclo di eventi "Fenicinsardegna"". (866)

(Risposta scritta in data 15 febbraio 2008.)

"Interrogazione Sanna Matteo sulla crisi dell'azienda conserviera Palmera e sul mantenimento dei livelli occupazionali, a seguito delle indiscrezioni giornalistiche e delle dichiarazioni dei rappresentanti sindacali". (940)

(Risposta scritta in data 15 febbraio 2008.)

"Interrogazione Lanzi - Cugini - Fadda - Licheri - Serra sulle iniziative da adottare per tutelare i posti di lavoro a rischio e per ridurre i costi dell'energia". (945)

(Risposta scritta in data 15 febbraio 2008.)

"Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sulle incongruenze del bando di direttore dell'Agenzia "Sardegna promozione". (948)

(Risposta scritta in data 15 febbraio 2008.)

"Interrogazione Pisano sui motivi dei ritardi nella pubblicazione del bando per l'erogazione di prestiti d'onore regionali per l'avvio di nuove iniziative imprenditoriali FSE-POR Sardegna 2000/2006, Misura 3.10 - azione A1 e Misura 3.11 - azione A, e la previsione della data di pubblicazione". (1016)

(Risposta scritta in data 15 febbraio 2008.)

"Interrogazione Maninchedda sulla situazione in cui versa la Rubinetterie sarde Srl di Santa Giusta". (1017)

(Risposta scritta in data 15 febbraio 2008.)

"Interrogazione Maninchedda sulla grave situazione in cui versano i dipendenti dell'azienda Isola dolce Srl di Santa Giusta". (1018)

(Risposta scritta in data 15 febbraio 2008.)

"Interrogazione Lanzi - Cugini - Fadda - Licheri - Serra sulla mobilità degli ex dipendenti delle aziende EDITAR e DICOVISA". (1024)

(Risposta scritta in data 15 febbraio 2008.)

"Interrogazione Vargiu sull'attività estrattiva nell'area ex Palmas Cave di Sant'Antioco". (1044)

(Risposta scritta in data 15 febbraio 2008.)

"Interrogazione Caligaris sulla situazione dei dipendenti in mobilità della ex EDITAR Spa e della DICOVISA e sui lavoratori ultracinquantenni disoccupati dopo anni di lavoro". (1055)

(Risposta scritta in data 15 febbraio 2008.)

"Interrogazione Dedoni - Vargiu - Cassano - Pisano sulla sospensione dei finanziamenti per i corsi di formazione professionale". (1083)

(Risposta scritta in data 15 febbraio 2008.)

"Interrogazione Vargiu sulla preoccupante situazione di crisi occupazionale e di traffici del Porto industriale di Cagliari". (1109)

(Risposta scritta in data 15 febbraio 2008.)

"Interrogazione Bruno sui lavori di consolidamento del lungomare di Alghero". (1110)

(Risposta scritta in data 15 febbraio 2008.)

"Interrogazione Vargiu sulla sicurezza dei lavoratori della ditta Budrio fotografati nella prima pagina del quotidiano l'Unione Sarda del 15 gennaio 2008". (1127)

(Risposta scritta in data 15 febbraio 2008.)

PRESIDENTE. Va bene colleghi. Riprendiamo la discussione generale. Il primo iscritto a parlare che era stato annunciato questa mattina è l'onorevole Ladu.

LADU (Fortza Paris). Presidente, chiedo 10 minuti di sospensione.

PRESIDENTE. Cinque minuti cinque per l'acclimatamento dell'onorevole Ladu che arriva dalla montagna.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 20, viene ripresa alle ore 16 e 26.)

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 2008)" (301/S/A)

PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto.

E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, Assessori e colleghi, l'articolo 8 della finanziaria è forse quello che ha subito la maggiore evoluzione in questi ultimi giorni, perlomeno da quando la manovra è stata licenziata in Commissione e abbiamo visto che quello che è successo in questi giorni con la Corte Costituzionale che ha bocciato la legge sulla tassa sulle seconde case e sulle plusvalenze ha, di fatto, ridotto la possibilità di poter godere delle entrate della Regione sarda e, pertanto, io credo che ci sia bisogno di una rivisitazione della manovra stessa…

(Interruzioni)

No Presidente, insomma, io… se siamo in due, tre stanno parlando al telefono, io…

PRESIDENTE. Onorevole, prosegua.

LADU (Fortza Paris). Stavo dicendo… praticamente, per bocca del presidente Soru abbiamo saputo che le mancate entrate da parte della Regione sarda ricadranno tutte sulla sanità, e questo è ovvio che, di fatto, ha modificato anche il capitolo che riguarda la sanità e quindi l'articolo 8, quindi credo che sarebbe opportuno oggi sapere quale è di preciso l'ammontare delle risorse che vengono a mancare alla sanità, perché io credo che noi dovremo comunque fare un conto che riguarda naturalmente non soltanto il 2008, ma ciò che riguarda anche il 2007, il 2009 e il 2010, e quindi le risorse che verrebbero a mancare alla sanità sono sicuramente risorse ingenti. Allora io credo che il programma che noi abbiamo approvato in Commissione, che prevede 660 milioni di euro dal 2008 al 2018 per quanto riguarda la sanità, e quindi più specificamente per quanto riguarda il Piano regionale dei servizi sanitari e poi l'ammodernamento del patrimonio edilizio e tecnologico, è chiaro che queste cifre non ci saranno più e quindi io credo che noi dovremmo sapere qui dov'è che verrà fatto il taglio perché c'è già una programmazione in essere e pertanto credo che questo Consiglio dovrà sapere quali saranno i tagli praticati alla sanità. Però io, Assessore, indipendentemente da questo ultimo incidente di percorso, se anche non si fosse verificato questo fatto, io vorrei fare una valutazione per quanto riguarda l'assistenza sanitaria in Sardegna. Io credo che noi, a distanza di quasi quattro anni da quando è nata questa nuova Giunta, dovremmo fare un bilancio per vedere e capire quali sono stati i miglioramenti o i peggioramenti della sanità o comunque cosa è cambiato all'interno della sanità in questi ultimi anni. Io credo, Assessore, per uno che vive nel territorio e che vede tutti i giorni quello che succede nella sanità, io credo che davvero miglioramenti ce ne siano stati pochi, nel senso che noi vediamo che quelli che erano i problemi veri della sanità non sono stati assolutamente risolti. Il problema delle liste d'attesa, Assessore, è sempre lì; c'è gente che per prenotare una visita specialistica impiega anche 6-8 mesi, quindi non c'è stato alcun miglioramento per quanto riguarda queste liste d'attesa e si vorrebbe capire cosa bisogna fare in questa Regione affinché un cittadino che va a prenotare una visita specialistica abbia la possibilità di essere visitato in tempi ragionevoli che non superino sicuramente il mese di tempo. E questo è uno dei motivi per cui si verifica un altro fatto particolare che riguarda la sanità, e cioè che la gente preferisce andare a farsi curare altrove, perché quando un paziente si sente dire che avrà la visita specialistica o l'esame che sta richiedendo dopo 4 o 6 mesi o anche di più è chiaro che quel cittadino alla fine prende il telefono, cerca altre soluzioni e probabilmente andrà in continente o all'estero. Insomma vi è tutta una parte di utenza che, di fatto, non può usufruire del servizio sanitario perché veramente c'è questo grosso problema delle liste d'attesa, che poi comportano effettivamente un trasferimento ancora molto forte di persone che vanno a curarsi in continente e all'estero.

Quindi io credo, Assessore, che noi avremmo voluto approvare una manovra che stabilisse in questo momento che c'è stato davvero un miglioramento per quanto riguarda la sanità. Questo non si è assolutamente verificato. Vediamo che anche l'approvazione del Piano sanitario regionale, che c'è stata l'anno scorso in Consiglio regionale, non mi pare abbia prodotto nessun risultato e soprattutto non mi pare che abbia migliorato la situazione nelle zone più periferiche, perché a fronte di tutta una serie di situazioni, di strutture importanti, di presidi importanti nel territorio che sono stati cancellati - bisogna dire che questi piccoli ospedali che dovevano essere riqualificati comunque dovevano avere un'impostazione diversa e avere un ruolo importante nel territorio - vediamo che, di fatto, i piccoli ospedali sono stati…

(Interruzione)

Per dire che per quanto riguarda, come dicevo prima, la situazione dei piccoli ospedali si è verificato che non c'è da parte della Regione quell'attenzione che credo i cittadini della Sardegna, soprattutto quelli che fanno parte dei territori direttamente interessati da queste importanti strutture sanitarie, non stanno avendo risposta.

Io credo che anche quello che sta succedendo nel resto della sanità, sulla programmazione stessa della sanità, le grandi opere che dovevano essere fatte, i grandi ospedali, io non credo che, visti anche i risultati di queste ultime settimane, si riuscirà a fare molto. Così come non bisogna dimenticarsi, Assessore, che c'è una situazione oggi che riguarda soprattutto la medicina di base dove questa è una delle uniche Regioni d'Italia che non ha ancora firmato la convenzione con la medicina di base e credo che questo dovrebbe far riflettere l'Assessorato stesso.

Infine, un'ultima cosa - la dico velocissimamente - riguarda l'Assessore dei lavori pubblici. Mi riferisco alla legge numero 32 del 1985, la legge sulla prima casa. C'è una modifica sostanziale della legge numero 32. Devo dire che è una legge che ha funzionato sempre bene in questi anni, moltissime persone hanno potuto usufruire di questa legge, c'è una modifica che per dire la verità non mi convince molto, cioè praticamente invece dell'abbattimento…

PRESIDENTE. Concluda onorevole Ladu.

LADU (Fortza Paris). …invece dell'abbattimento del tasso di interesse praticamente si dà un contributo che deve essere del 25 per cento dell'intero intervento o un massimo di 25.000 euro per richiedente. Ecco, io non so se questa può essere la soluzione più giusta, anche perché non vorrei che sorgessero altri problemi di natura fiscale, cioè che poi i cittadini possano pagare le tasse, io vorrei essere confortato stasera dall'Assessore, non vorrei che poi in base a questo contributo il cittadino…

PRESIDENTE. Grazie onorevole Ladu.

LADU (Fortza Paris). Ho finito.

PRESIDENTE. Sì, finisca, ma sono passati già 40 secondi da quando doveva finire. Prego.

LADU (Fortza Paris). Allora finisco davvero. Volevo sapere com'è la situazione per quanto riguarda la legge numero 32; fra l'altro avrei preferito che almeno ci fosse la possibilità di dare un'opzione, che uno potesse scegliere o il contributo oppure il tasso agevolato. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Ladu.

E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, colleghi del Consiglio, avremo modo in questi giorni - in queste ore, speriamo non giorni - di fermarci a discutere di sanità e quindi il ragionamento che io inizio fare durante la discussione generale dell'articolo rappresenta semplicemente un'introduzione a quello che poi noi cercheremo di sostenere attraverso il ragionamento che si svolge sugli emendamenti che abbiamo presentato come minoranza a questa legge finanziaria, emendamenti purtroppo numerosi. Perché sono numerosi? Perché la lettura dell'articolo 8 di questa legge finanziaria veramente dà la misura della sofferenza di questa Giunta regionale, sofferenza per la quale manifesteremmo quasi solidarietà se non fosse che noi siamo stati indicati come controllori da parte dell'elettorato. Perché se questa legge finanziaria ci ha consentito di ragionare punto per punto su tanti aspetti del fallimento complessivo dell'Amministrazione di centrosinistra, per quanto riguarda la parte concernente la sanità veramente diventa quasi imbarazzante alzarsi in piedi e iniziare un ragionamento, perché sembra di ripetere sempre le stesse cose, inascoltati, e sembra che man mano che le previsioni che sembravano profetiche negative, da Cassandra quasi, sono state fatte, man mano che le previsioni si realizzano, bisognerebbe allargare le mani e dire: "Ma noi ve l'avevamo detto, ma noi vi avevamo avvertiti, noi avevamo sottolineato quando voi ipotizzavate certe scelte quali sarebbero stati i risultati, inevitabili, perché è matematico che da certi atteggiamenti e da certe azioni derivino certi risultati". Un anno fa, il 19 di gennaio, abbiamo licenziato il Piano sanitario regionale. Un Piano sanitario regionale che secondo voi aveva la filosofia di spostare prestazioni dall'ospedale al territorio. Noi vi avevamo detto che non eravamo d'accordo su questa filosofia e vi avevamo spiegato il motivo, perché i presidi ospedalieri in Sardegna rappresentano comunque una risposta sanitaria certa, quindi anche i piccoli ospedali, quei piccoli ospedali che noi condividiamo con voi, sarebbe ipocrita dire il contrario, che abbiano una definizione diversa rispetto a quella che hanno avuto per tanti anni in Sardegna, però levare il ruolo, levare la possibilità di esercitare un'azione nel territorio ai piccoli ospedali significa potenziare il territorio, cioè significa avere un trasferimento delle risposte di sanità, delle risposte al cittadino dall'ospedale al territorio e noi vi abbiamo detto: "Questo costerà, perché la distribuzione della popolazione in Sardegna, 1 milione 600 mila abitanti su 24 mila chilometri quadrati di territorio, le difficoltà della rete viaria, la parcellizzazione della distribuzione della popolazione rendono più facile portare un sardo da Esterzili all'ospedale che portare i servizi sanitari dall'ospedale a Esterzili"! Quindi, vi abbiamo detto se volete fare la sanità di qualità nel territorio dovete aumentare i soldi! Bene, cosa avete fatto a oggi? Perché aumentare la sanità nel territorio significa potenziare le cose di sanità che ci sono nel territorio, cioè i medici di famiglia, i pediatri di libera scelta, cioè le risposte di specialistica sul territorio, cioè l'assistenza domiciliare integrata. Bene, a oggi niente di tutto questo è, voi avete un contenzioso, l'Assessore ha un contenzioso personale con i medici di medicina generale, ha impedito la chiusura del contratto della medicina generale in Sardegna, come è fisiologico che sia, e l'ha trasferita a Roma in un'altra sede di contrattazione, con un contrasto e una contrapposizione che non ha senso nei confronti dei medici di famiglia, perché i medici di famiglia sono gli alleati della sanità per quanto riguarda la gestione della medicina del territorio! La stessa cosa si è verificata per la specialistica, i tetti di spesa sono stati ridotti nella specialistica, il che ha comportato che il cittadino abbia difficoltà a farsi fare le prestazioni all'interno della specialistica territoriale. Allora cosa succede? Che si dilatano le liste di attesa. Oggi se si telefona al CUP, al centro unico di prenotazione, della ASL 8 per chiedere una visita, io l'ho fatto stamattina, perché poi i pazienti telefonano a me quando non riescono ad avere le risposte sanitarie, ma non a me perché io sia un deus ex machina che gli risolvo i problemi, perché io chiamerò il mio amico medico e gli chiederò la cortesia di vederlo fuori orario di servizio, cosa che non è possibile perché i servizi sanitari devono essere per tutti, non soltanto per chi ha un amico consigliere regionale o per chi ha un amico medico. Se uno telefona oggi al CUP della ASL 8 chiedendo una visita alla mano, per un dupoitren, un medico sa cos'è, una malattia banale, la visita gli viene prenotata il 22 di settembre! Non è possibile! Questa non è una sanità degna di un posto dignitoso, decente e civile! Quindi avete fallito e quando nelle vostre finanziarie scrivete che mettete dei soldi per ridurre le liste di attesa, io vorrei sapere come le riducete! Le riducete sull'ospedale? Potenziando le attività ambulatoriali di un ospedale? Beh, state facendo il contrario di quella che è la vostra filosofia, perché voi dite che volete svuotare gli ospedali per il territorio! E' schizofrenico quello che è stato fatto in questi anni, in un clima da guerra civile in cui sembrava che da qualche parte stesse la verità e dall'altra parte stesse sempre e soltanto il torto.

Bene, ma allora quanto meno sarà stato raggiunto qualche risultato nel famoso pareggio di bilancio, nei famosi obiettivi di contenimento della spesa che questa Giunta regionale dice di essersi posta. Bene, io non credo, voi avete non soltanto distrutto una parte funzionante della sanità sarda, ma non avete neanche risanato i bilanci, perché i bilanci si risanano portando a razionalità la spesa, cioè cercando di non ridurre né la qualità, né l'intensità delle prestazioni e contemporaneamente cercando di tagliare qualche cosa di quello che è spreco. Bene, questo non lo avete fatto perché non si può dire che la ASL 8 sia diventata virtuosa, perché quando aveva, la ASL 8, nel 2005 un buco di 111 milioni e voi dite: "Adesso, nel 2007 il buco è soltanto di 53 milioni", sì, ma questa riduzione del deficit nasce dal fatto che avete incrementato le entrate e che le avete incrementate alla ASL 8 e non le avete incrementate all'ospedale Brotzu, l'Azienda ospedaliera Brotzu, che nel frattempo va alla tragedia della tecnologia e delle apparecchiature e oggi la Giunta presenta un emendamento a una delle poche cose intelligenti che c'erano nella finanziaria e cioè soldi per l'aggiornamento tecnologico, e ipotizza che venga potato anche questo! Guardate, c'è da allargare le braccia, c'è da sedersi e dirvi: "Ma mandatela dove volete voi la sanità"! Diteci quali sono le cifre dei vostri bilanci, perché voi ci dite, nei vostri ragionamenti, che il bilancio della sanità va verso il risanamento, ma quali sono le cifre? Perché nel Piano sanitario regionale voi dite che nel 2007 si spenderanno 2.539 milioni di euro, poi ci fate avere, ufficiale, chiesto in Commissione, ci fate avere un riepilogo della spesa per strategie da cui sembra che nel 2007 si spenderanno 2.958 milioni di euro, poi escono cifre dall'Assessorato, sempre ufficiali, tabulati dall'Assessorato regionale alla sanità, in cui si dice che lo stanziamento finale del 2006, per la sola sanità, sarà di 2.799 milioni di euro. Insomma, noi conosciamo in realtà le cifre, perché basta fare la somma dei modelli CE che escono dall'Assessorato, sono le cifre ufficiali, e confrontarle con quelle degli anni passati. L'incremento della spesa nei quattro anni della vostra attività è stato dell'11 per cento! Quindi c'è stato un incremento della spesa che è ben superiore agli indici di inflazione che sono quelli calcolati come incremento virtuoso della spesa. Quindi, non avete fatto niente neanche dal punto di vista del risanamento del bilancio, avete creato lacrime e sangue nelle prestazioni assistenziali, avete distrutto la certezza - che non c'era, va detto onestamente - ma la speranza di migliorare le aspettative della qualità della prestazione da parte del paziente e non avete neanche risanati i bilanci! L'articolo 8, noi abbiamo presentato tanti emendamenti, ci sono tante battaglie da fare in Aula, ma verrebbe da dirvi: "Ma fate quello che volete!". L'assessore Dirindin lasciatela, ve lo dico sempre, fino all'ultimo giorno della legislatura per garantire la vittoria dell'opposizione nelle prossime elezioni, perché non si può fare in questa maniera sanità, non si può perché non è un modo ragionevole nei confronti del cittadino sardo e non è neanche un modo onesto e corretto per una sanità di una Regione civile nel 2008!

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Colleghi, io credo che sia molto importante, quando ci si rende conto di avere sbagliato, tornare sui propri passi e avere l'umiltà, alcuni dicono l'intelligenza, di sapersi ricredere. Io credo che l'articolo 8 mi dia questa possibilità, questa possibilità di dire che probabilmente in questi quattro anni di opposizione abbiamo sbagliato. Abbiamo sbagliato perché il sistema sanitario regionale, ricco di interferenze politiche, ricco da diversi decenni di una complicità, a tutti nota, tra politica e sanità, abbia più pensato alla costruzione di gloriose carriere politiche e non ai reali interessi dei cittadini sardi. Perciò è difficile, lo riconosco, dire oggi che forse l'azione proposta dalla Giunta Soru e dal suo Assessore sia l'azione giusta, bisognava rompere questo filo e sicuramente nel nostro ambito regionale povero di professionisti che potessero in questo supportare l'azione dell'Assessorato e della Giunta, fosse giusto rivolgersi a chi era completamente slegato da questo ambiente ormai compromesso. Ed è difficile, riconosco, dire che quell'azione che a volte in solitudine la Giunta regionale e l'Assessore ha portato avanti, era l'unica azione giusta, corretta per iniziare a pensare ai cittadini sardi, a chi di sanità ha bisogno, a chi della sanità ne ha fatto un dogma. Certo, ci è voluto del tempo, però comprendere oggi che quelle azioni hanno comunque portato alla stesura di un nuovo piano sanitario regionale che dopo diciotto anni ha visto la luce, alle difficoltà di muoversi tra mille insidie interne per la presenza di dirigenti e funzionari compiacenti con il vecchio sistema, è stata un'azione difficile e perciò io in questo modo vorrei, come dire, dare atto che questa azione è stata con coraggio portata avanti dall'assessore Dirindin e dal presidente Soru e per chi soltanto non c'è peggior sordo di quello che non vuol sentire. Per tanto tempo ci siamo aggrappati alle liste d'attesa che non funzionano, ma che indubbiamente sotto gli occhi di tutti, soprattutto dei cittadini siano ampiamente migliorate, a investimenti a medio e lungo termine che ovviamente non danno il risultato atteso nell'immediato, ma per chi avrà pazienza di attendere potrà vedere i risultati nel prossimo futuro, al recupero delle somme che sono state dimenticate dai precedenti Assessori, me compreso, che in un primo momento, non nego, carico di pregiudizi, non ha accolto benevolmente la presenza di un Assessore esterno e che soltanto dopo, faccio il mea culpa, ha capito che quella era l'unica soluzione. L'unica soluzione per rompere quel filo, quel turpe dialogo fatto di interferenze continue che miravano soltanto a spremere il limone più grosso della Giunta perché come tutti noi sappiamo l'Assessorato alla sanità costituisce la parte più importante del bilancio regionale e quindi del potere, del potere gestito dalle lobbies dei partiti, dalle lobbies economiche, dalle lobbies della sanità privata. Bene, tutto questo, devo dare atto, è stato smontato, ed è stato smontato obiettivamente con dei risultati, certo non li vedremo tutti ora, ma avremo modo di vederli. I numeri, è vero collega Vargiu, non sempre danno ragione anche perché si modificano continuamente perché ci sono nuove entrate, c'è la necessità dei tagli oggi, e a seguito della sentenza della Corte costituzionale, non si poteva che tagliare lì i 50 milioni di euro. E' normale, perché sono investimenti a medio lungo termine che potranno essere nel tempo recuperati, ma che non incidono sul fatto che il programma possa partire, e su questo io credo che tutti noi dobbiamo essere uniti nel sostegno pieno e incondizionato della Giunta.

A un anno dalle elezioni regionali credo che abbiamo il tempo per programmare un'azione ancora più incisiva di quella che c'è stata, dovremo combattere contro la complessità del sistema burocratico, complessità del sistema che ha causato delle incomprensioni sicuramente. Come fare a non dare ragione a chi cercando di velocizzare la spesa, cerca di incidere o di velocizzare appunto dicendo: "Scelgo il meglio", e il meglio è stato scelto. E' vero, noi abbiamo nominato dei direttori generali che non avevano nessuna capacità di intervento nella programmazione sanitaria, provenivano com'è stato ricordato stamane dal collega Pacifico, da tutt'altra amministrazione, quella penitenziaria è stata nominata. Sono stati errori derivati dalla necessità di ogni partito di mettere il suo tassello, perciò che sapesse o meno di sanità, poco era importante. E se siamo dovuti arrivare a guardare fuori dai confini della nostra Isola, bene, questo era necessitato, ma forse la cecità della politica locale non ha consentito a noi ciechi di poter vedere oltre, di poter guardare oltre e quindi acquisire quelle professionalità che ci potessero aiutare a traghettare fuori da questo sistema perverso, prima di tutto la sanità, ma devo dire tutta la politica e perciò l'azione della Giunta che vede al suo apice, al vertice, una guida che non è derivata, che non è condizionata dai poteri occulti che tutti noi conosciamo, che guidano questa Regione, che condizionano questa Regione, bene ha fatto a non ascoltare chi invece in questo sistema c'è fino al collo e che chiaramente non può guardare al di là del proprio naso. Bisogna guardare oltre e giustamente siccome ci sono uomini che danno il loro contributo e lo danno in maniera spassionata come il presidente Soru, che credo apparterrà alla storia di questa Regione, e dietro ogni grande uomo c'è una grande donna ed è reciproco, dietro ogni grande donna c'è un grande uomo. Ecco perché mi ricredo sull'impostazione generale data dalla Giunta e non condivido quando si dice che oggi o nei prossimi giorni, nei prossimi mesi, comunque è un dato di fatto, verrà a mancare la fiducia anche da un Gruppo politico dell'attuale maggioranza. Io credo che noi responsabilmente valuteremo le azioni della Giunta giorno per giorno e se condivideremo quelle azioni ci metteremo nelle condizioni di sostituire quei Gruppi dissenzienti della maggioranza che oggi invece cercano di minare un'azione di rinnovamento che è sotto gli occhi di tutti. Forse noi usciamo poco dal Palazzo e non ci rendiamo conto di quanto invece i cittadini sardi e la gente sarda stia apprezzando e stia finalmente vedendo con speranza la realizzazione di questo progetto politico.

Bene, noi non vogliamo bloccare questo progetto. Noi ci rendiamo disponibili di volta in volta e a sostituire chi oggi, solo per questioni di poltrone nelle liste di domani o nelle Giunte di dopodomani, cerca di affossare questa Giunta. Le dimissioni eventuali del presidente Soru non sono un suicidio politico della maggioranza, o meglio non devono esserlo per il semplice motivo che se io devo scegliere tra un suicidio politico di un partito o di un Gruppo di maggioranza...

PRESIDENTE. Concluda.

CAPELLI (U.D.C.). ...o l'eventuale omicidio del buon governo che fino ad oggi abbiamo sotto gli occhi, bene, preferisco il suicidio, ma non commettere un omicidio sul buon governo e sull'azione che questa Giunta giorno per giorno ci sta dimostrando di saper portare avanti con caparbietà e con grande competenza.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Silvio Lai. Ne ha facoltà.

LAI SILVIO (P.D.). Io non risponderò adesso alle osservazioni che faceva il collega Capelli anche perché tutta l'impostazione dell'intervento sino agli ultimi due minuti ovviamente la condivido, io sono molto convinto che quello che stiamo facendo sulla sanità sia non la risoluzione, come non è la finanziaria la risoluzione di tutti i mali della Sardegna, guardi io condivido tutto quello che hai detto, vorrei riprendere il tuo intervento, addirittura lo potrei tranquillamente condividere del tutto però, lo dico per qualche collega che mi ha preceduto, ciò che è stato affrontato in questi tre anni sulla sanità lascia comunque un segno, poi può essere un segno che viene in qualche modo esaltato come un segno del malessere dei cittadini, oppure è un segno del malessere delle categorie, però lo dico con franchezza anche al collega Vargiu, qui delle due una: o questa Giunta sulla sanità, tralasciando adesso il commento del collega Capelli, non ha fatto niente, quindi i cittadini si lamentano perché non è stato fatto niente, oppure questa Giunta ha fatto qualcosa, questa maggioranza, sulla sanità, ha fatto qualcosa e la gente si lamenta perché sono stati toccati degli interessi molto ben definiti e molto ben strutturati. Allora bisogna scegliere una strada, la strada è evidente, si è fatto qualcosa, si sono toccate delle cose, è chiaro che il cambiamento non può essere né ha accettato del tutto quando si toccano interessi consolidati né ottenere un cambiamento talmente elevato che i cittadini percepiscono immediatamente la positività dei cambiamenti. Però, lo dico al collega Vargiu che ha presentato moltissimi emendamenti che sono sostanzialmente una sorta di lista della spesa di quello che c'è scritto nel Piano sanitario bisognerebbe fare. Noi siamo al primo anno di attuazione del Piano sanitario collega Vargiu, al primo anno, abbiamo scelto delle priorità lo scorso anno, limitatamente ai fondi che si poteva destinare a questa attività, stiamo scegliendo con questa finanziaria, lo ha detto benissimo il Presidente della Commissione, stiamo scegliendo altre priorità che sono successive e ulteriori rispetto a quelle dello scorso anno per cercare di realizzarle. Però guardate chiunque sia che dirigerà e che guiderà la prossima legislatura, chiunque sia, ci sono cose fatte in questa legislatura che chiunque, anche se voi guiderete la prossima legislatura, anche se il centrodestra vincesse le elezioni la prossima volta, su moltissime delle cose che sono state fatte in questo Piano, con questa legge, su questo tema, non si torna indietro. Perché non solo non si può tornare indietro sul fatto che c'è un riequilibrio finalmente, non a scapito degli ospedali ma per far crescere l'assistenza territoriale, non si torna indietro perché non ve lo consentiranno quelli che stanno ottenendo i risultati positivi dall'assistenza territoriale, non solo nella salute mentale, non solo nella organizzazione finalmente dei distretti, non solo nelle risposte di base, nella risposta della nuova organizzazione sanitaria dati dagli atti aziendali, non si consentirà di ritornare indietro da quello, si potrà solo migliorare ulteriormente, dotare maggiormente di risorse la sanità ma non si tornerà indietro da questo. Così come non si tornerà indietro dalle scelte fatte, sempre in ambito sanitario, sugli investimenti per esempio del piano.. quelli previsti in questa occasione, sugli investimenti sulla salute mentale, che stamattina ha citato il professor Gessa. Non si tornerà indietro su quelle cose, sono cose stabilizzate, non si tornerà indietro soprattutto dalle regole acquisite con la legge numero 10 e con il Piano sanitario, voi potrete fare un altro Piano sanitario, ma se non farete, nella prossima legislatura, qualora vinceste, un altro Piano sanitario vi diranno che non siete stati in grado di farlo il Piano sanitario! Questa è una legislatura che sotto questo aspetto coglie nel segno perché ha fatto delle cose dalle quali non si potrà tornare indietro. Così come non si potrà tornare indietro, l'ha detto molto bene, lo cito ancora, il Presidente della commissione, non si tornerà indietro dalla differenziazione tra ciò che è spesa sociale e ciò che è spesa sanitaria. Tra ciò che si pagava con i soldi della sanità per tenere persone dentro istituti e ciò che invece quei fondi possono fare e fanno meglio, per essere utilizzati per la sanità. Non si torna indietro neanche da quello, perché se tornerete indietro vi diranno che state finanziando altre cose, che non sono quelle corrette, che non sono quelle legali, che non sono quelle giuste. Certo che bisogna spiegare ai cittadini che per tanto tempo hanno avuto gratuitamente dentro gli istituti le persone spesso parcheggiate, che non è giusto che quelle persone siano parcheggiate così e pagate in quel modo, certo che bisogna spiegarlo, e bisogna spiegarlo in questi giorni, non si tornerà indietro una volta che è stato fatto, dalla correttezza delle funzioni tra la sanità e sociale, si potrà solo migliorare, si potrà solo decidere di andare in una direzione leggermente diversa, ma non tornare indietro. Questo è il risultato vero di questa legislatura. Allora, è chiaro che potremmo rimanere giorni e giorni sugli emendamenti, collega Vargiu, è chiaro ci sono emendamenti che singolarmente possiamo anche decidere che sono condivisibili ma singolarmente. Il progetto va visto però nell'insieme, il problema è: quale priorità quella rispetto ad un'altra che è gia posta sulla sanità, perché è facile finanziare quelli emendamenti col fondo, è facile, il tema è questa Regione non solo non ha tagliato la spesa sanitaria ma la sua ulteriormente finanziando, la sta selezionando, eliminando la spesa sociale da quella sanitaria finanziando ulteriormente quella sociale. Allora il tema è: ci sono priorità tra quelle che lei segnala che sono priorità maggiori rispetto a quelle sottolineate? Valutiamole, ma è troppo facile fare l'elenco della spesa e aggiungere: mettiamo i fondi del … non è quella la strada sulla quale si può costruire una cosa, altrimenti è ostruzionismo, altrimenti è tentare di guadagnare del piccolo consenso che non è tra l'altro nelle sue caratteristiche, per quanto io la conosco, e per quanto lei si è dimostrato in tutti questi anni nei quali abbiamo sviluppato insieme un lavoro. Allora scegliamo se ci sono delle cose singole sulle quali ci sono delle priorità che lei ritiene siano più importanti di quelle viste, le valutiamo insieme, ma questo è il modo serio per dire ok, stiamo facendo il Piano sanitario, c'è uno sviluppo di tre anni, il primo anno si è fatto questo, il secondo questo, il terzo questo. Sviluppiamolo, tanto sarà patrimonio di tutti in ogni caso, cerchiamo di percorrerlo insieme. Poi è chiaro che da un anno dalla campagna elettorale ognuno cerca in qualche modo di sostenersi con gli interlocutori che vuole trovare, ma sa bene anche lei che sulla medicina di base abbiamo fatto uno sforzo congiunto e che la volontà di abbandonare il tavolo non è stata unilaterale e non è stata soprattutto da questa parte e dalla parte della Giunta. Lo sa anche lei che ci sono differenze sotto il profilo, non degli obiettivi, ma del modo con il quale si controlla il raggiungimento degli obiettivi. Poi è chiaro che possiamo anche scegliere di rappresentare quelle categorie però… pensiamo che oggi ci siamo noi da questa parte ci potrà essere lei da quest'altra parte fra qualche anno. Questi sono pilastri sui quali si basa uno dei fondamentali diritti della società sarda. Ora su questo io dico l'ultima cosa: io sono convinto che il livello di qualità della sanità sarda abbia soprattutto un difetto, non manchi di eccellenze, queste eccellenze ci sono sempre state, anzi in altri tempi erano anche maggiori, vent'anni fa, venticinque anni fa, penso all'università dove ho studiato io, penso che il vero difetto della Sanità non è nel controllo politico, che abbiamo visto è un male comune e forse nel sistema legislativo è difficile in qualche modo da trovare, forse il tema e nel modo con cui lo si affronta questo controllo politico. Con il rigore che ci si mette nel trovare competenze, però la sfida vera che abbiamo nella società sarda e di consentire a tutti i cittadini, in eguale misura, l'accesso alle risorse della sanità che oggi passano purtroppo attraverso rapporti orizzontali: la conoscenza dell'infermiere, la conoscenza del primario, la conoscenza della politica. Questa è la vera cosa, noi non abbiamo ancora un'opinione pubblica sufficientemente adirata, non con la politica in generale, ma con l'infermiere, con il primario, con l'operatore, per pretendere ciò che è un suo diritto, noi non abbiamo ancora sviluppato questo elemento rispetto alla sanità. Ci sono anche gli strumenti legislativi dentro la legge che abbiamo fatto insieme, la legge numero 10, perché gran parte l'abbiamo fatta insieme, perché questa opinione pubblica si sviluppi. Se non c'è una opinione pubblica matura non si arriverà al livello di accesso qualitativo alla sanità e alla possibilità che alla sanità si acceda tutti nello stesso modo e non soltanto per conoscenza, ed è questa la sfida che dovremmo raggiungere e percorrere insieme.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

Grazie Presidente, onorevoli consiglieri, nella sanità di questa Regione molti passi avanti sono stati fatti in questi anni, tanti ancora ce ne restano da fare, tutti noi credo stiamo lavorando nell'interesse dei cittadini per poter fare anche quelli che ci restano da fare, certamente un tema così delicato come quello della salute della popolazione richiede equilibrio, richiede che siano evitate strumentalizzazioni, richiede anche che ci sia una informazione corretta. Richiede la difficoltà che noi affrontiamo quotidianamente a contrastare la cattiva informazione sulla sanità. Mi pare che anche oggi ci siano state delle affermazioni che in qualche modo siano difficili da comprendere, sulle quali peraltro non voglio soffermarmi più di tanto perché capisco che il dibattito politico possa condurre a qualche eccesso. Certo che bisognerebbe chiarire se siamo accusati di aver speso troppo o troppo poco, perché ho sentito entrambi; se abbiamo ottenuto troppe entrate, o troppo poche; se abbiamo fatto troppo o niente, perché è difficile pensare che, se siamo accusati per quello che abbiamo fatto, si debba al contempo sentirsi dire che siamo accusati perché non abbiamo fatto niente. Forse siamo accusati per quello che abbiamo fatto e per quello che questo può ingenerare nelle preoccupazioni di alcuni settori. Non voglio entrare in questo merito, credo che sia doveroso da parte mia, rapidissimamente, anche ristabilire alcuni elementi di chiarezza. Vorrei, se possibile, confortare, dare elementi di conforto a questa Assemblea. La sanità della Sardegna non è all'ultimo posto in Italia. Intanto, è bene sempre rifarsi ad atti ufficiali. Certo che ci sono dei dati che recentemente sono stati pubblicati da un sindacato, e quindi valgono per quelli di un sindacato, ma probabilmente hanno alcuni elementi di verità importanti. I tassi di mortalità che si riscontrano in Sardegna sono piuttosto elevati, e non si può certo pensare che basti un Piano sanitario o tre anni di governo, ma non ne bastano neanche dieci per evitare la mortalità evitabile, perché fra l'altro ha a che vedere con il sistema dei trasporti, con il sistema del traffico, con i comportamenti e gli stili di vita della popolazione, che, come sapete molto meglio di me, si modificano molto lentamente.

Certo, la sanità di questa Sardegna ha acquisito credibilità a livello nazionale. Ho appena ricevuto, nell'intervallo di pranzo, l'invito a presentare alcune esperienze della Sardegna in Senato, in un momento di conclusione complessiva di valutazione generale che si farà a Roma prossimamente. Quindi io credo che si debba anche valutare le cose con grande serenità a prescindere dalla posizione ideologico-politica a cui si appartiene. Faccio alcuni riferimenti a ciò che è stato detto oggi, sperando di poter dare qualche elemento di conoscenza in più. I precari. In questa finanziaria sono indicati 11 milioni per superare il precariato, sono situazioni di precariato che noi abbiamo trovato, che si riferiscono qualche volta anche a dieci, quindici anni, che stiamo cercando di sistemare. E' una varietà di situazioni molto difficili, che abbiamo deciso l'anno scorso col Piano sanitario di poter affrontare, e stiamo affrontando tutto quello che la legge ci consente di affrontare. Nulla di più e nulla di meno, perché, ovviamente, la contrattazione e le regole costituzionali che disciplinano l'ingresso nella sanità non possono consentirci di fare quello che la legge non prevede. Ma stiamo facendo tutto quello che prevede, anche sostituendoci, in qualche caso, ad altre istituzioni, come l'Università, che ha recentemente trasferito al servizio sanitario la parte della sanità universitaria, e che non ha fatto in tempo a stabilizzare alcuni dei precari, purtroppo non pochi, che lavoravano dentro l'Università.

Medici di medicina generale. E' stato ripreso da molti di voi, nei vostri interventi, il problema della medicina generale. Io credo che siamo ormai in dirittura d'arrivo per chiudere. Credo che su questo si sia detto molto e fatto molto, anche nei giornali e nei media. Voglio solo ricordare che non è certo la parte pubblica che ha rinunciato al dovere, che è venuta meno al dovere di stare al tavolo delle trattative. Il tavolo delle trattative è stato interrotto più volte da uno dei quattro sindacati, che più volte, per lunghissimi mesi, ha evitato di partecipare agli incontri su delle pregiudiziali che poi si sono rivelate infondate. Lo dico con grande amarezza, perché anche io avrei voluto trovare una conclusione più rapidamente. Non voglio entrare nel merito delle questioni sulle quali stiamo trovando degli accordi, probabilmente riusciremo a chiudere entro breve, e se siamo andati a Roma è perché tutti insieme, sindacati e parte pubblica, hanno firmato alla fine, visto che non si riusciva mai a trovare un accordo, perché c'era sempre lo stesso sindacato dei quattro che sono al tavolo delle trattative che si alzava dal tavolo e se ne usciva. Probabilmente, lo dicono le stesse organizzazioni sindacali di livello nazionale, questa trattativa ha risentito di intromissioni che nulla hanno a che vedere con la vertenza sindacale. Però, quando le cose si stanno per concludere va sempre bene, e quindi bisogna rinunciare a parlare delle difficoltà che abbiamo affrontato, e, come io credo sia, essere soddisfatti della conclusione verso la quale stiamo ormai andando.

Lo stesso per la continuità assistenziale. Vorrei tranquillizzare tutti, sulla continuità assistenziale è necessario fare un riordino. Ci siamo presi un impegno che vogliamo mantenere, che è quello di garantire i livelli occupazionali, nonostante il riordino che dovrà essere fatto. Ci stiamo prendendo l'impegno con i sindacati di ribandire le graduatorie, la titolarità, anche se l'anno scorso avevamo concordato con i sindacati di tenerle sospese. Quindi, stiamo creando una situazione che non è assolutamente di allarme, e mi dispiace che qualche volta, forse strumentalmente, siano messe in giro delle posizioni che non sono quelle che sta tenendo questo Assessorato o questa Giunta, e che possono creare preoccupazione fra i medici o fra i cittadini. Lo stesso per quanto riguarda la situazione della rete ospedaliera. Certo che sui giornali è apparso l'esito di un'indagine dei NAS, in cui faceva vedere che le cliniche universitarie di Sassari erano state oggetto di molte valutazioni negative. In nessuna è stata mandata l'autorità giudiziaria, e questo non ci mette fra le regioni peggiori, ma fra le sette migliori, però, sappiamo che ci sono molte debolezze, e anche lì, purtroppo, sull'Università, sulle cliniche universitarie di Sassari sappiamo che le debolezze che sono, e, adesso, con l'azienda mista stiamo cercando di affrontarle, pur con l'enorme difficoltà che in questi anni abbiamo dovuto osservare e che non siamo ancora riusciti a correggere. Lo so bene, non siamo ancora riusciti a correggere, ma certamente non avevamo né l'obiettivo né eravamo così velleitari di pensare di riuscire a correggerle tutte.

Lo stesso per i dati di spesa. Mi spiace quello che è stato detto, che abbiamo speso troppo e che non abbiamo raggiunto il pareggio di bilancio. E' vero, abbiamo ottenuto molte più entrate, siamo riusciti a ottenere molte più entrate. Qualcuno ha chiesto cosa abbiamo fatto. Abbiamo pagati i debiti che abbiamo trovato quando ci siamo insediati, ed è per questo che non siamo stati oggetto, soggetti, di quel vincolo ad aumentare le imposte, l'addizionale IRPEF e l'IRAP, che invece sono state imposte ad altre regioni. Mi pare che di per se questo sia già un grande risultato. Vi faccio presente che ci sono sei regioni in Italia, che, prima di adottare qualunque delibera sulla sanità, devono sottoporla alla valutazione del Ministero dell'economia e del Ministero della sanità, e che la Sardegna era prossima a trovarsi nella stessa situazione nel 2004, per i disavanzi che avevamo, e noi abbiamo scansato questo rischio. Noi non dobbiamo sottoporre preventivamente al Ministero dell'economia le delibere sulla sanità, siamo oggetto di monitoraggio, anche per continuare a recuperare le ultime risorse che potremmo cercare di recuperare sul pregresso, ma abbiamo fatto grandi passi avanti in questo senso, e non solo dal punto di vista economico, ma abbiamo cercato al contempo anche di intervenire. E' stato detto, alcuni settori, che io qui non voglio riprendere perché porterei via troppo tempo, in alcuni settori abbiamo avviato un processo di riqualificazione che non è certamente concluso, ma che sta dando i primi risultati.

Voglio soltanto ricordare ancora quello che in questa finanziaria contraddistingue l'articolo 8, oltre a quello del precariato: gli interventi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, che abbiamo individuato come tema importante ancora prima che diventasse un tema nazionale, richiamato addirittura dal Presidente della Repubblica. Abbiamo previsto ben 7 milioni per la rete trasfusionale, per il piano sangue e per una campagna di informazione per le donazioni, nella consapevolezza che per questa regione il problema del sangue è un problema fondamentale, e l'adeguamento rispetto alla nuova normativa della rete trasfusionale è assolutamente importante. Abbiamo previsto il potenziamento dei consultori con 5 milioni, così come l'assistenza domiciliare e la non autosufficienza.

Ultimo. Ricordo gli interventi per le politiche giovanili a favore delle povertà che contraddistinguono questa regione sul piano sociale, con grande attenzione anche a livello nazionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.

MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Grazie, Presidente, onorevoli consiglieri. Io farò un intervento breve, anche perché la casa, che è inserita nel Capo V della finanziaria - è il secondo anno che viene inserita nel Capo V, non a caso - entra nelle politiche sociali, quindi mi trovo nella sede giusta. La famiglia. E' la famiglia il centro della società e noi abbiamo puntato, nel sostegno della casa, proprio al sostegno della famiglia, all'accesso ad un bene che è poi è un diritto, che è un diritto paragonabile al diritto alla salute, al diritto alla scuola, al diritto all'istruzione e ad altri diritti fondamentali della società.

Vorrei dire che l'articolo 8 è stato citato, probabilmente, solo per la legge sui mutui, io vorrei soffermarmi venti secondi su un comma, quello che prevede il sostegno ai canoni di locazione delle famiglie povere. Vi è una legge dello Stato che stanzia delle risorse annuali e che vede questa Giunta, dal 2005, mettere delle risorse integrative importanti; un fondo che è iniziato nel 1999 e che ha vissuto per alcuni anni, fino a 2004, con i fondi dello Stato, con una media di 3 milioni di euro all'anno, dal 2005 la Regione ha stanziato 2 milioni di euro nel 2005, 4 milioni nel 2006, 4 milioni nel 2007, che hanno portato l'intervento a 5, 8 e 9 milioni di euro all'anno, con una percentuale di soddisfacimento altissima delle famiglie. Sono le famiglie povere, quelle che hanno un reddito sotto le due pensioni minime INPS, che vengono sostenute in modo tale che l'affitto non incida più del 14 per cento sul reddito familiare. E' un intervento importante, che spesso si sottovaluta ma che io voglio citare come punto essenziale della politica sociale di questa Giunta.

E' stata citata a un paio di volte la legge sul sostegno all'accesso alla prima casa. Io ne parlo anche con un po' di orgoglio perché la legge 32 mi ha visto un po' protagonista, da giovane, proprio come scrittore di questa legge, e quindi, paradossalmente, oggi dovrei essere l'Assessore che un po' cerca di abrogarla, non è così: noi abbiamo presentato un emendamento, che voi avete a disposizione ovviamente, nel quale il fondo - mi rivolgo all'onorevole Ladu, mi rivolgo all'onorevole Caligaris - il fondo per l'edilizia viene anche quest'anno rifinanziato, con una articolazione di interventi basata in parte sui contributi in conto interessi e in parte sui contributi in conto capitale. Vorrei dire, per rassicurare anche l'onorevole Caligaris, che, in termini di valori finanziari, anche il contributo in conto capitale, in valori economici, avrebbe dato di più in termini di sostegno reale alla famiglia del contributo in conto interessi; quindi, nel contributo in capitale non c'era una marcia indietro della Regione nei confronti dell'aiuto alla casa ma semmai un'esigenza di fare una valutazione differente, una selezione diversa del bisogno, un diverso rapporto con le famiglie. Nell'emendamento confermiamo, quindi, i mutui ma interveniamo anche per i comuni piccoli, quelli che hanno meno di 5000 abitanti e che rappresentano appena un terzo della popolazione sarda, l'intervento in capitale; spiegheremo poi nella discussione dei singoli emendamenti il perché. Quel che è importante è che si conferma in questa finanziaria un intervento forte della Regione sulla casa, un intervento che spesso è poco conosciuto ma che, in questi tre anni, ha portato a stanziare a favore dell'edilizia sociale a canone moderato qualcosa come 270 milioni di euro. Sono interventi importanti, sono interventi di intervento sulla casa e sulla famiglia, ma sono anche interventi a scala urbana, di riqualificazione delle città: S.Elia a Cagliari è importante, Monte Rosello a Sassari è importante, Viale Indipendenza ad Oristano è importante, e tanti altri. Una politica integrata complessa che ci vede, anche in questa finanziaria, presenti e fortemente partecipi. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore.

CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Grazie, Presidente. Sugli emendamenti numero 145, 403, 404, 138, 139, 405, 143, 402, 154, 804, 16, 359 che è uguale al 361, 149 e 176 il parere è contrario.

Per l'emendamento numero 854 c'è un invito al ritiro, in caso contrario il parere è negativo. L'emendamento 855 e identico all'emendamento 854, quindi invito al ritiro.

Per l'emendamento 655 il parere è contrario. Per l'emendamento 853 c'è l'invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario.

Per gli emendamenti 140, 141, 142, 203, 144, 146, 147, 408 e 407 il parere è contrario. Per l'emendamento 907 il parere è favorevole. Per l'emendamento 21 il parere è contrario.

Per l'emendamento 248 c'è un invito il ritiro, in quanto la materia è ricompresa nell'emendamento 907. Ugualmente per l'emendamento 148 il parere è contrario, e comunque c'è l'invito al ritiro in quanto la materia è regolamentata dall'emendamento 907; altrettanto per l'emendamento numero 15.

Per gli emendamenti numero 360 e 150 il parere è contrario. Per l'emendamento 231 c'è l'invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario.

Per gli emendamenti 215, 440 e 652 il parere è contrario.

Per l'emendamento 491 c'è l'invito al ritiro, facendo presente che ci sono già le risorse per questa materia, ci sono già le risorse ricomprese nel comma 1, lettera d) dell'articolo 8.

Per gli emendamenti 653 e 654 il parere è contrario.

Per l'emendamento 856 il parere rimane sospeso, c'era un orientamento favorevole ma c'è necessità di una interlocuzione con la Giunta, pertanto il parere è sospeso. La Commissione aveva comunque espresso un parere favorevole.

Sull'emendamento 270 c'è l'invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario.

Sugli emendamenti 483 e 484 il parere è contrario.

Sull'emendamento 490 c'è un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario.

Sull'emendamento 656 il parere è contrario.

Sull'emendamento 255 c'è l'invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, così come per l'emendamento 852, sono identici.

Per l'emendamento 858 c'è l'invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario.

Per l'emendamento 508 il parere è favorevole.

Per gli emendamenti numero 657, 658, 401 e 40 il parere è contrario.

Per gli emendamenti 267, 273 e 256 c'è l'invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario.

Per l'emendamento 509 c'è l'invito al ritiro, ma con una raccomandazione all'Assessore, se poi c'è la necessità anche di un'interlocuzione, nell'ipotesi lo vedremo poi quando arriviamo all'emendamento.

Per l'emendamento 841 il parere è contrario. Per l'emendamento 441 c'è l'invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario. Per l'emendamento 271 il parere è contrario. Per l'emendamento 274 c'è l'invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario.

Per l'emendamento numero 906 il parere è favorevole.

Per l'emendamento 41 il parere è contrario. Per l'emendamento 912 c'è l'invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, e così anche per l'emendamento 268.

Per l'emendamento 857 c'è l'invito al ritiro, in quanto si è già provveduto sulla materia.

Sugli emendamenti 50, 22, 153 e 152 il parere è contrario.

Per l'emendamento 913, così come per l'emendamento 914, in effetti è stata una dimenticanza perché in Commissione si era deciso di trattarli all'articolo 6. Il parere rimane quindi sospeso, sia sul 913 che sul 914.

Il 406 il parere è contrario, il 548 è contrario, il 291 il parere è contrario perché di fatto la dizione letterale comprende già quanto indicato. Il 400 è contrario, il 151 è contrario, il 174 è contrario, il 175 è contrario, il 263 invito al ritiro altrimenti è contrario, il 265 invito al ritiro altrimenti è contrario, 272 il parere è contrario, l'86 rimaneva sospeso c'è la necessità di una interlocuzione con la Giunta… chiedo scusa il 535 a pagina 86, Presidente poi dal numero 570 a pagina 87 fino al 673 l'ultimo cioè a pagina 150 il parere è contrario…

Da pagina 87, il numero 535 è sospeso. Rimane sospeso. Da pagina 87 a pagina 150 cioè dall'emendamento numero 570 al 633 il parere è contrario.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, c'è la necessità di elencarli tutti, almeno per trascriverli sul foglio.

PRESIDENTE. Li elenco io, onorevole Vargiu. Il 570, il 571…

CUCCA (P.D.), relatore di maggioranza. Va bene li posso leggere io, sono in numero progressivo dall'emendamento 570. Il parere è contrario per gli emendamenti numero 570, 571, 572, 573, 574, 575, 576, 577, 578, 579, 580, 581, 582, 583, 584, 585, 586, 587, 588, 589, 590, 591, 592, 593, 594, 595, 596, 597, 598, 599, 600, 601, 602, 603, 604, 605, 606, 607, 608, 609, 610, 611, 612, 613, 614, 615, 616, 617, 618, 619, 620, 621, 622, 623, 624, 625, 626, 627, 628, 629, 630, 631, 632, 633.

Volume secondo, il parere è contrario per gli emendamenti numero 634, 635, 636, 637, 638, 639, 640, 641, 642, 643, 644, 645, 646, 647, 648, 649, 650, 651, 659, 660, 661, 662, 663, 664, 665, 666, 667, 668, 669, 670, 671, 672, 673, 674, 675, 676, 677, 678, 679, 680, 681, 682, 683, 684, 685, 686, 687, 688, 689, 690, 691, 692, 693, 694, 695, 696, 697, 698, 699, 700, 701, 702, 703, 704, 705, 706, 707, 708, 709, 710, 711, 712, 713, 714, 715, 716, 717, 718, 719, 720, 721, 722, 723, 724, 725, 726, 727, 728, 729, 730, 731, 732, 733, 734, 735, 736, 737, 738, 739, 740, 741, 742, 743, 744, 745, 746, 747, 748, 749, 750, 751, 752, 753, 754, 755, 756, 757, 758, 759, 760, 761, 762, 763, 764, 765, 766, 767, 768, 769, 770, 771, 772, 773, 774, 775, 776, 777, 778, 779, 780, 781, 782, 783, 784, 785, 786, 787, 790, 791, 792, 793, 794, 795, 940, 155.

PRESIDENTE. Onorevole Cucca, manca l'emendamento sostitutivo totale all'emendamento numero 989, il numero 993… siamo al comma 1.

CUCCA (P.D.), relatore. Io ne ho due. Sull'emendamento numero 992 e sul numero 989 ci si rimette all'Aula per entrambi. Sull'emendamento numero 993 il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Poi ci portiamo dall'articolo 4… l'emendamento numero 73, onorevole Cucca. Dall'articolo 3 ci trasferiamo all'emendamento numero 73 che è sostitutivo…

CUCCA (P.D.), relatore. Il parere è contrario. Sull'emendamento numero 5 il parere è… in effetti, su questa materia, c'era stata un'interlocuzione con la Giunta, era una materia che, avevamo detto, avrebbe dovuto essere approfondita in Aula. Lo lascerei sospeso, perché la Commissione ha comunque raccomandato la Giunta di seguire con particolare attenzione il contenuto di questo emendamento. Comunque, di fatto, è sospeso. Sull'emendamento numero 269 il parere è contrario con invito al ritiro, poi motiveremo quando si arriverà a votarlo. L'emendamento numero 247 segue la stessa sorte di quello dell'articolo 5, e cioè, si è in attesa dei chiarimenti da parte della Giunta, così come l'emendamento numero 961 che poi era l'emendamento all'emendamento precedente, il numero 247.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

SECCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, grazie Presidente, il parere della Giunta è conforme a quello del Presidente della Commissione, fatta esclusione per l'emendamento numero 508 per il quale il parere della Giunta è l'invito al ritiro, e in assenza del ritiro il parere è contrario. Invece, il parere sugli emendamenti che sono stati trasferiti all'articolo 8: per l'emendamento numero 73 che proviene dall'articolo 3 il parere è negativo, così come è negativo per l'emendamento numero 5, il numero 269, il numero 247 e il numero 961.

PRESIDENTE. Emendamento numero 145.

Ha domandato di parlare il consigliere Licandro. Ne ha facoltà.

LICANDRO (F.I.). Sì, Presidente, per dichiarazione di voto.

FARIGU (Gruppo Misto). Posso un attimo, Presidente?

PRESIDENTE. Un attimo onorevole Licandro…

Ha domandato di parlare il consigliere Farigu. Ne ha facoltà.

FARIGU (Gruppo Misto). Grazie Presidente, solo per pregarla di annunciare, insieme al numero dell'emendamento, come avviene per prassi costante e consolidata nei decenni alla Camera e al Senato, accanto al numero, il firmatario, il primo o comunque i primi firmatari dell'emendamento e il parere della Commissione. E' prassi costante fare così sia alla Camera che al Senato, e a me personalmente facilità naturalmente la valutazione del tutto. Grazie Presidente.

PRESIDENTE. Grazie Onorevole Farigu. Emendamento numero 145. Diana è il primo firmatario.

Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LICANDRO (F.I.). Presidente e colleghi, io voterò a favore perché il collega Diana ha presentato un emendamento soppressivo all'articolo 8 che condivido personalmente e voterò a favore. Per la verità bisogna riconoscere che l'onorevole Diana ha presentato un emendamento soppressivo per ogni articolo, ma noi lo capiamo e ha la nostra solidarietà, perché davanti a questa finanziaria noi proviamo lo stesso tipo di sentimento. L'emendamento soppressivo dell'articolo 8 ha una ragione in più per essere votato, e questo motivo è legato al fatto che le rassicurazioni dell'Assessore della sanità non ci hanno assolutamente convinto. Vede Assessore, quando in ambulatorio noi riceviamo un collaboratore scientifico, quelli che lei ogni tanto pensa che siano i nostri diavoli tentatori, e ci presenta un farmaco nuovo, beh, se questo farmaco nuovo… veramente credo che all'Assessore interessino molto le mie dichiarazione di voto... quando ci presentano un farmaco nuovo e questo farmaco è un antiipertesivo, o è un antibiotico, insomma, sono farmaci che è lungo e difficile testare clinicamente; lo vedremo col tempo se questo farmaco, effettivamente, è superiore a quelli che esistevano già nel mercato. Ma quando ci presentano invece un analgesico, ecco, testare un analgesico è estremamente facile: lo prescrivo a cinque pazienti e vedo immediatamente che effetto ha sul dolore, che sia una cefalea, che sia una odontalgia, o che sia una lombalgia. Vede, capire effettivamente se il vostro Piano sanitario regionale può essere valido, magari potranno volerci anche diversi anni, noi in questo momento ancora non ci siamo accorti, però c'è un metro molto sicuro, molto rapido e efficace per capire quale è la validità e la qualità della vostra azione in campo sanitario, e lo ha specificato prima il collega Vargiu, basta telefonare al Centro Unico di Prenotazione e capire se per la radiografia che prima necessitava di due mesi, 60 giorni di attesa, magari ora ce ne vogliono 45, se per fare un'ecografia prima ce ne volevano sei mesi altrimenti il paziente doveva pagarla, mentre adesso ne bastano tre di mesi. Ecco, questi sono tutti parametri che ci aiutano a capire se realmente la qualità della nostra assistenza è migliorata rispetto al passato. Beh, io le posso garantire che non ho bisogno certamente di andare a controllare questi dati telefonando personalmente al CUP, mi bastano i pazienti che vengono tutti i giorni in ambulatorio, che continuano a lamentarsi e continuano a dire che l'assistenza sanitaria in Sardegna è peggiorata.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Licandro. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Grazie Presidente. Per esprimere il mio voto a favore dell'emendamento numero 145. Credo che in questo emendamento sia sintetizzato il pensiero che abbiamo su quelle che sono le azioni che in campo sanitario in modo particolare questo articolo sottende. Io credo che dopo l'intervento nella discussione generale di stamattina i temi che potrebbero essere approfonditi sono diversi, credo di dover soprattutto, per non averlo affrontato stamattina, fare un'osservazione in modo particolare sui commi 20, 21, 22, 23, 24 e 25 e che sono riferiti ai finanziamenti per la prima casa, i finanziamenti per l'edilizia residenziale. Io credo che l'emendamento della Giunta la dica lunga su quelle che sono le conoscenze delle risorse disponibili non solo statali, ma anche quelle che poi sono state messe in conto come risorse regionali. Ma la lucidità, Assessore, si è verificata soprattutto quando rispetto al bonus si è modificata la cifra del contributo a fondo perduto così tanto enunciato, tanto annunciato, tanto portato avanti che alla fine il contributo da 25.000 euro in questo emendamento viene riportato a 20.000 euro. Molto probabilmente avremmo bisogno nel corso della discussione di poter approfondire ulteriormente il tema dell'importanza della disponibilità di risorse per la prima casa, molto probabilmente dovremo chiarire - mi dispiace non sia presente l'Assessore - anche che le politiche per la prima casa non possono essere fatte solo nei piccoli centri che tendono a spopolarsi, molto probabilmente dovrebbero essere fatte anche nei centri… questo dice l'emendamento, Assessore, vada e se lo guardi! Vada e se lo guardi nei contenuti, dove ci si riferisce ai 5000 abitanti per i centri interessati al provvedimento. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, anch'io voto a favore dell'emendamento soppressivo dell'articolo 8, con qualche considerazione, visto che non condivido l'entusiasmo che ha preso il collega Capelli, che adesso è vicino a me, sulla sanità sarda e quindi mantengo le remore che ho manifestato durante il mio intervento.

Devo dire che ho apprezzato - che peccato che venga fatto dopo quattro anni di amministrazione del centrosinistra! - l'intervento che ha fatto il collega Lai, il quale sostanzialmente diceva una cosa che io sostengo da anni, e cioè che una buona parte dei problemi della sanità sarda prima della soluzione di centrodestra e di quella di centrosinistra abbiano una soluzione di buonsenso, e forse ha ragione il collega Lai che una parte delle cose fatte in questa legislatura sono cose che sarebbero state fatte con più facilità e con maggior consenso se si fosse cercata un'ipotesi di ragionamento. Ma vorrei chiedere al collega Lai qual è stato il momento in cui il centrosinistra ha pensato di coinvolgere la minoranza nelle scelte. Qual è stato il momento in cui centrosinistra ha dichiarato una propria disponibilità a verificare e vedere insieme con la minoranza le priorità di attuazione del Piano. Qual è stato il momento in cui si è attivato non dico un'interlocuzione e non dico la ricerca di una concertazione - sono sempre cose che richiamano la prima Repubblica, che noi pensiamo di aver superate e pensiamo che sia arrivato il momento in cui chi governa si prenda responsabilità e in cui chi è minoranza si prenda l'azione di controllo che gli compete -, ma qual è stato il momento in cui si è chiesto alla minoranza di ragionare insieme su alcune cose che potevano diventare priorità condivise, su alcune cose che avrebbero potuto svelenire un clima che invece è sempre stato estremamente teso e di contrapposizione frontale tra maggioranza e minoranza. Quando nell'ambito di centinaia di emendamenti che noi abbiamo presentato non si ritiene di ragionare su uno, fosse quello del finanziamento della medicina generale, della convenzionata esterna, dell'aggiornamento tecnologico degli ospedali, cioè su temi su cui concordare è possibile! Beh non c'è niente! La Commissione esprime parere negativo su tutto! Beh, insomma, collega Lai, le tue intenzioni e i tuoi intendimenti sono senz'altro di tipo positivo, ma devono essere accompagnati da un'ipotesi, da una volontà di ragionamento che sino ad oggi non c'è stata! Per cui purtroppo quando saremo noi maggioranza, semmai saremo, ti garantisco che, almeno per quanto mi riguarda, l'atteggiamento sarà per forza diverso, perché non condividiamo proprio il metodo politico che state utilizzando in sanità in questi anni.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Io voterò contro l'emendamento numero 145. Volevo però far notare, Presidente, che, se non è una mia valutazione erronea, la cifra indicata pari a 660 milioni e 600 mila euro non mi pare corrispondere ai dati oggettivi, essendoci nel conteggio ben 300 mila euro di differenza. Allora volevo segnalare…

PRESIDENTE. Scusi, relativamente a che cosa?

CALIGARIS (Gruppo Misto). Al primo comma dell'articolo, Presidente.

PRESIDENTE. Ma stiamo discutendo l'emendamento soppressivo numero 145, onorevole Caligaris.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Sto dicendo che io voterò contro, volevo però far rilevare che c'è questa discrasia…

PRESIDENTE. …questa incongruenza.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, questa incongruenza e volevo, appunto, soltanto farla rilevare e far osservare se si tratta di un errore mio oppure se effettivamente ci sono questi 300.000 euro in più. Tutto qua, per ora. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Presidente, Assessori e colleghi, anch'io per sostenere le ragioni dell'emendamento numero 145 perché, se non bastasse quanto già detto stamattina nel mio intervento, voglio ricordare, sempre partendo dal parere della Commissione, tutti i successi di questa Giunta regionale, in particolare quelli legati alla recrudescenza della tubercolosi che era stata oggetto di tanti interventi, anche di interessamenti miei con interrogazioni alle quali si sono date delle risposte sufficienti, delle alzate di spalle, salvo poi vedere che c'è una diffusione importante di questa patologia, addirittura la tubercolosi bovina che prende piede, il primo passo della tubercolosi intestinale umana, e così via. E che dire poi dei livelli di assistenza, che questa Regione sembra non garantire a livello neanche delle regioni meno l'avanzate del meridione d'Italia? E poi un discorso a parte bisognerebbe fare per tutto quello che riguarda l'approccio alle patologie psichiatriche; un approccio assolutamente ideologico che è destinato ad avere un insuccesso, così come lo hanno avuto tutti gli altri approcci ideologici a iniziare da quello che la Regione ha portato avanti in questi anni a proposito del Piano paesaggistico regionale.

Io, Assessore, sarei un po' più attento. Va bene che non ha ascoltato l'onorevole Licandro… va beh, vedo che ascolta.

Comunque ritengo che l'aver portato in Sardegna, l'unica regione al mondo che ha copiato il progetto di Trieste, l'averci riempito di consulenti d'oltre Tirreno, l'aver inventato nuove funzioni e nuovi incarichi pur di portarsi in Sardegna strapagati consulenti che non hanno niente da insegnarci, beh, io credo che sia motivazione sufficiente per dare un parere contrario a questa politica sanitaria regionale. Quindi, Assessore, non è possibile cambiare opinione. Per farci cambiare opinione bisogna portare dei risultati, bisogna convincerci della bontà delle proposte che ci vengono fatte. Non ci siete riusciti fino ad adesso. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Farigu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FARIGU (Gruppo Misto). Presidente, per dichiarare il mio voto a favore di quest'emendamento perché mi sembra che tutto l'articolo 8 non sia stato capace di dare risposte alle notevoli lagnanze che anche qui sono state espresse. Mi sembra piuttosto un articolo mirante a realizzare, di fatto, una sorta di vicepresidente della Regione nell'Assessore della sanità, per il resto molto propagandistico, molte deformazioni, per esempio, che avvengono con il trasferimento delle competenze, mi sembra molto propagandistico per dare risposta più al neo gruppo di fatto costituitosi in quest'Assemblea, del gruppo "taglia e cuci", ma non mi sembra assolutamente capace di dare risposta a tutte quelle preoccupazioni che qui sono state espresse.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Io intervengo per dare sostegno all'emendamento numero 145, che è soppressivo totale dell'articolo 8, non già e solo per le molteplici indicazioni che già stamattina nel mio intervento generale ho dato, ma per evidenziare ancora una volta l'incongruità della Giunta e della maggioranza nel settore della sanità, allorquando ritiene di essere non tanto autosufficiente nei numeri, perché i numeri ce li ha essendo maggioranza ed è giusto che li eserciti, ma quanto nel pensare che sia onnicomprensiva di tutte le esigenze della popolazione sarda. Io ho forti perplessità quando una scrittura dell'articolo 8 così... è vivace la discussione interna alla maggioranza, Presidente!

PRESIDENTE. Prosegua lei, onorevole Dedoni.

DEDONI (Riformatori Sardi). Sappiamo farci sentire comunque, Presidente, non c'è problema!

PRESIDENTE. Lo so, se mi serve una mano le chiedo aiuto!

DEDONI (Riformatori Sardi). La ringrazio, sempre a sua disposizione. Comunque sia, quello che a me preoccupa, dicevo, per riprendere il filo del ragionamento, è che si senta autosufficiente in tutto pensando che la sanità possa andare tranquillamente in Sardegna con tutta la scrittura dell'articolo 8, così come abbiamo letto e abbiamo cercato di interpretare. Ma disgraziatamente nel convincimento di avere tutta la scienza infusa, questa maggioranza ritiene che qualunque suggerimento provenga dall'opposizione non debba essere accolto, tant'è che c'è la contrarietà da parte della Commissione, con eco sublime da parte della Giunta, di un no a tutte le indicazioni che vengono dagli emendamenti o sostitutivi, particolarmente, o quelli aggiuntivi e così via. Allora, io credo che la sanità vada rivisitata veramente perché è malata più dei malati che non riesce a curare! Io mi auguro che questa Giunta al più presto se ne vada.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Grazie, Presidente. Sono state dette molte cose su questo articolo, io ovviamente sostengo l'emendamento e vorrei segnalare all'assessore Dirindin che su alcuni argomenti, come quello riguardante l'assistenza domiciliare integrata, era stata presentata anche un'interpellanza e non vedo in questo articolato una risposta importante, soprattutto in termini economici e di finanziamenti. In particolare conoscerà bene la situazione, Assessore, sono stati tagliati tutti i servizi fisioterapici a persone che ne hanno assolutamente bisogno e molte Aziende sanitarie locali - in particolare l'interpellanza riguardava la Gallura - hanno tagliato a sessanta ore la terapia per queste persone, portandola in maniera inopinata a una terapia di mantenimento senza un programma personalizzato.

Per quanto riguarda, invece, gli aspetti legati alla casa, mi sembra un po' inopportuno che possa essere stata inserita nel sociale, perché il diritto alla casa è di tutti, qua si parla di giovani coppie, non mi sembra un problema sociale, piuttosto bisognerebbe dare a loro le opportunità che sono previste ed erano previste anche con la legge numero 32, perché diversamente prevedendo solo un contributo a fondo perduto queste persone vengono messe nuovamente in mano alle banche con interessi spropositati e quindi con un indebitamento che sarà difficile da sostenere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISU (R.C.). Grazie, Presidente. Ho ascoltato anche sull'emendamento numero 145, con attenzione come è mio solito, gli esponenti del centrodestra che sferrano un duro attacco alla gestione della sanità in Sardegna e l'hanno fatto anche nella discussione generale. Devo dire che gli aggettivi che avete usato, cari colleghi, escluso il collega Capelli, sanità distrutta, peggiorata, ridotta a un cumulo di macerie e via dicendo, mi è sembrato sinceramente di vedere il film della famiglia Addams, dove ognuno che parlava dopo l'altro si sentiva in competizione per conquistarsi il primato tra chi era più funereo. Capisco tutto, ma sinceramente mi sembra esagerato, eccessivamente esagerato tutto ciò e persino incomprensibile. Credo che sia soprattutto incomprensibile a chi ci ascolta, e se ci ascoltasse il popolo sardo, ahimè, gli sembrerebbe che non stiamo facendo veramente una riflessione attenta su un tema così importante, arrivare poi a sostenere che sopprime l'articolo 8 in cui vengono stanziati importanti risorse per risolvere una parte significativa dei problemi della sanità...

DEDONI (Riformatori Sardi). Per riscriverlo!

PISU (R.C.). ... è veramente un controsenso perché da un lato si dice che ci sono tanti problemi da risolvere, poi si propone la soppressione dell'articolo 8 e non si vogliono risolvere neanche una parte di questi per le cose stanziate. L'Assessore pacatamente ha detto che tanto si è fatto e tanto c'è da fare. Mi pare una risposta saggia, piena di responsabilità, dove non c'è enfasi di aver fatto tutto, ma non c'è neanche quel sentimento distruttivo di non aver fatto altro.

Sulla casa della salute, onorevole Dedoni, che mi ha interrotto, voglio dirle che non è una succursale della CGIL che può proporre dibattiti quanti ne vuole, è il punto di incontro tra la prevenzione e un tentativo di risposta di cura a cui partecipano enti locali, sindacati, popolazioni, associazioni di cittadini, sicché una sanità gestita dal basso che cerca di dialogare per trovare le soluzioni possibili tra chi è l'utente e chi dovrebbero essere coloro che offrono proposte di soluzioni dei problemi sanitari. Dunque, ragioniamo su questo, io sono d'accordo per le case della salute, per cui il mio voto su questo emendamento sarà negativo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Grazie, Presidente. Sicuramente tutta l'Aula avrà capito il senso dell'intervento del mio Capogruppo e se ancora qualcuno non l'avesse capito dichiaro subito il voto favorevole all'emendamento, a nome del Gruppo. Favorevole perché, onorevole Pisu, noi siamo per la soppressione totale di questo articolo e, come ha detto il collega Vargiu, se fossimo stati coinvolti avremmo sicuramente scritto meglio questo articolo che tutto dice, tutto dice, fuorché quello che noi avevamo intenzione di proporre. Dopo l'approvazione del Piano sanitario abbiamo scritto un'altra legge, mi pare che siano oltre trenta commi nel settore sanitario e sociale, bene, stamattina all'Assessore ho rivolto delle domande sul dottor Harris, sulla mancata sostituzione di personale in servizi importanti della sanità sarda, quali i laboratori e le radiologie, dove i tecnici non vengono sostituiti e le liste d'attesa si allungano, ma l'Assessore ha detto: "E' stato fatto molto, molto resta da fare". Così come le è stata rivolta una domanda dal collega Liori, per non rivolgerla direttamente, io so che lei passeggiava per la strada provinciale di Senorbì venerdì mattina, promettendo ai sindaci il potenziamento dei servizi di quel territorio. Intanto non li potenzia i servizi di quel territorio, lei li elimina perché ha individuato nel distretto di Senorbì quello da sopprimere all'interno della ASL 8, anzi il suo direttore generale - sì, lo chiamo suo perché l'ha voluto lei a tutti i costi il dottor Gumirato - ha detto che verranno potenziati i servizi. Quali servizi, Assessore? Quali ore di specialistica verranno potenziate? Lei non lo conosce quel territorio perché non l'ha girato, si è limitato ad attraversare la strada provinciale di Senorbì, ma non ha certamente girato il territorio per rendersi conto se era necessario o meno mantenere in vita quel distretto. Ma probabilmente due consiglieri del centrosinistra che in quel territorio...

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Assessore, dopo la sua replica è come che mi sia svegliato da un sogno. Ho dato tutta la mia disponibilità, mi sono ravveduto e improvvisamente mi sono risvegliato, e siccome leggo dalla stampa che il consigliere Capelli dà i numeri sui dati di bilancio e che quando vorrà sarò disponibile a un confronto diretto sul bilancio e sui numeri di bilancio, bene, io sono qui Assessore a comprendere il bilancio che lei presenta e sono pronto a ravvedermi se lei mi dimostrerà che quanto da me asserito, anche se fa finta di non ascoltare, non corrisponde ai dati reali di bilancio e le faccio precise domande accettando la sua sfida. E' vero o no che sulla base del 2004 ad oggi, o meglio al 2007 c'è un aumento dell'11 per cento della spesa? Oppure del 23 per cento sul 2005? I dati di bilancio sono quelli del consuntivo del bilancio che io ho visto, magari non li saprò leggere, ma lei me lo dimostrerà. Perciò accettando la sua sfida, parliamo di bilancio, siamo nella sede adeguata, siamo nella massima istituzione, io sono pronto a raccogliere i suoi insegnamenti. Altra domanda su questo articolo; al comma 6 perché c'è un finanziamento di 3 milioni di euro per il 2008 e 5 milioni per il 2009 se c'è un appalto SISAR in corso che recepisce integralmente nella formula del bando di gara tutte le azioni proposte nel comma 6. Ultima domanda per adesso; al comma 8 per l'erogazione dei finanziamenti in favore delle aziende sanitarie per il ripiano del disavanzo relativo agli anni decorsi, a quali anni si riferisce? Sicuramente a quelli antecedenti alla sua gestione, e allora questa potrebbe essere la sua spiegazione da dimostrare, o si riferisce ai disavanzi dal 2004 ad oggi e quindi disavanzi non dichiarati o falsamente occultati per quanto riguarda quest'Aula e il bilancio reale della Regione? Sono domande che le pongo con molta cortesia e serenità in attesa del confronto diretto sui dati di bilancio, se lei raccoglierà questo invito, non una sfida, la sfida l'ha posta lei, io raccolgo l'invito e aspetto le sue risposte.

PRESIDENTE. Votiamo l'emendamento numero 145.

DEDONI (Riformatori Sardi). Voto elettronico palese.

PRESIDENTE. E' stato chiesto il voto elettronico palese. Chi sostiene la richiesta dell'onorevole Dedoni?

(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu)

Dichiaro aperta la votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 145.

(Segue la votazione)

PRESIDENTE. Prendo atto che i consiglieri Balia e Giagu hanno votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Capelli - Cappai - Cassano - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Farigu - Floris Mario - La Spisa - Licandro - Liori - Lombardo - Milia - Moro - Pileri - Pisano - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Atzeri - Lai Renato - Maninchedda - Marracini - Pittalis - Scarpa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 75

votanti 68

astenuti 7

maggioranza 35

favorevoli 24

contrari 44

(Il Consiglio non approva).

PRESIDENTE. Emendamento numero 403 soppressivo parziale, primo firmatario l'onorevole Contu.

Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Per sostenere i contenuti dell'emendamento numero 403 che è riferito a una sostituzione parziale nei contenuti del comma 1 lettera a). E' una cosa importantissima, quasi fantasmagorica che l'aggiornamento tecnologico del patrimonio sanitario pubblico abbia bisogno così nell'elaborazione del comma, di una programmazione decennale. Ma senza ombra di dubbio mi auguro che nel 2018 dell'assessore Dirindin si sia persa memoria, ci auguriamo che sia andata in pensione, come ci auguriamo invece di avere a disposizione nel breve periodo risorse necessarie e sufficienti perché questo aggiornamento tecnologico avvenga nel più breve tempo possibile. Infatti si chiede di spalmare sul triennio 2008, 2009, 2010 quelle che sono le risorse invece contenute per il 2011. Credo che in sostanza si tratterebbe di un provvedimento che rende subito disponibili più risorse perché l'aggiornamento tecnologico avvenga nel breve periodo non diradando nel tempo questi interventi. Io credo poi che nei contenuti della lettera a), Assessore, si sia proprio superato qualsiasi limite pensando di utilizzare le risorse, di programmare le risorse per 660 milioni di euro addirittura fino al 2018. Credo che la sanità abbia bisogno di interventi più rapidi, abbia bisogno di interventi più ... abbia bisogno soprattutto di avere a disposizione tutta quella tecnologia che oggi il mercato offre e che invece stenta ad essere reso operativo quando anche qualche intervento sia stato già realizzato. Io credo che i sardi si attendono con la disponibilità di queste risorse e con quelle già contenute nella legge finanziaria dell'anno scorso, si attendevano risposte più pronte. Questo non è e non ci sono neanche né i propositi sostenuti in questo comma.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Nel condividere l'emendamento del collega Contu che sarà rivisitato però nella sua copertura finanziaria da un emendamento della Giunta che deve recuperare dei denari, e dando parere favorevole all'emendamento, torno sull'argomento di bilancio invitando l'Assessore a prendere la parola, lo può fare quando vuole, lei ha diritto di prendere la parola in qualsiasi momento e dare le risposte alle domande che le vengono fatte. Colgo anche l'occasione riservandomi poi dopo le sue risposte di portare la sua attenzione altre valutazioni di bilancio dell'anno in corso e degli anni passati, per dire al collega Pisu che probabilmente quando parlano i colleghi dovrebbe ascoltare meglio, mi ha ricordato nel suo intervento alcuni passaggi di un noto programma televisivo si chiama "Zelig" dove c'è un cabarettista che pone la domanda, o meglio la figlia pone la domanda a lui: "Ci fai, ci sei, sei connesso?" Sa perché collega Pisu? Perché io quelle cose che lei ha messo in bocca a me nel mio intervento sull'articolo, non le ho mai dette, lei ha riferito che Capelli ha sostenuto queste cose, quelle che ha riferito lei...

PISU (R.C.). Ma io non le ho dette. Escluso!

CAPELLI (U.D.C.). ... se lo rilegga, no l'escluso non mi è giunto, allora le chiedo scusa se ha messo l'escluso, perché ho descritto una situazione totalmente diversa da quella che lei ha riferito. Se lei ha detto escluso, non mi è giunto e le chiedo scusa, perfetto. Per tornare però ai dati di bilancio, io vorrei continuare a insistere sulle osservazioni fatte sia dalla Commissione sanità, sia facilmente riconducibili anche alla relazione che è stata fatta dalla Giunta sul bilancio, esattamente nella presentazione dalla manovra bilancio 2008, Cagliari 16 novembre 2007, e invito i colleghi a fare un semplice riscontro, tra i proposti come risultati in entrata e in investimenti nel documento fornito dalla Giunta appunto manovra di bilancio "Cagliari 16 novembre 2007 versione 1.1" e verificare se questi dati e questi riferimenti di bilancio li troverete nella finanziaria e nel bilancio che abbiamo in discussione, e se c'è congruità tra i numeri dati, visto che la Giunta e i suoi rappresentanti si divertono molto a dare i numeri, ma sono numeri talmente strampalati che non riesce neanche a ricordare quelli che ha dato il giorno prima rispetto a quelli che dà il giorno odierno o che darà il giorno seguente.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Capelli. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, anch'io voto a favore dell'emendamento numero 403 del collega Contu che è in discussione. Io non so… il collega Capelli e ha come riferimento l'assessore Dirindin, io ho un altro degli elementi dell'attuale capannello e cioè il collega Lai, però tanto stanno insieme quindi parlare con la Dirindin o parlare con il muro mi sembra che sia più o meno la stessa cosa. Però, insomma tanto in Aula bisogna in qualche maniera ammazzare il tempo, aspetto ancora qualche istante. Io ascolto sempre il consiglio dell'onorevole Pirisi che è saggio, quindi mi suggerisce di aspettare qualche istante. Bene, collega Lai nel suo intervento, molto apprezzato da me, gliel'ho già detto, lei ha fatto riferimento a temi centrali comunque del dibattito sui problemi della sanità sui quali lei tendeva, proponeva, avrebbe auspicato che ci fosse un approfondimento da parte dell'Aula. Questo che propone il collega Contu è un tema centrale, nel senso che è il tema dell'innovazione tecnologica, quindi il tema della obsolescenza delle apparecchiature degli ospedali, il tema di cosa fare per far sì che gli ospedali mantengano il migliore livello qualitativo possibile e quindi una migliore risposta possibile ai pazienti. Lei è venuto insieme a noi, insieme a me al collega Contu, al collega Pacifico all'ospedale Brotzu e ha sentito dalla viva voce del Direttore generale, nominato dal centrosinistra, una lamentela perché le dotazioni economiche che venivano attribuite all'azienda ospedaliera Brotzu, a differenza di quella della …. ma questo inciso, erano ferme da tre anni e non garantivano neppure l'ammortamento delle macchine, quindi non garantivano la possibilità di effettuare la sostituzione delle apparecchiature tecnologiche, quindi sostanzialmente, secondo il direttore generale nominato da voi, impedivano all'azienda Brotzu di garantire l'alta specializzazione per cui l'azienda stessa nasce. Abbiamo visto che sullo stesso argomento, su cui noi presentiamo l'emendamento numero 403 la Giunta presenta un emendamento inquietante che addirittura alleva fondi rispetto a quello che era l'obiettivo dell'aggiornamento tecnologico, beh insomma… è un argomento di discussione e ci rendiamo conto che potrebbe essere un argomento di discussione interno la minoranza, se nessuno di voi lo raccoglie, e se così fosse vorrà dire che ci prenderemo qualche ora di tempo per discuterne tra di noi alla vostra presenza, se invece voi ne volete parlare è questa la sede opportuna per iniziare a parlare.

(Il consigliere Vargiu richiede la votazione a scrutinio elettronico palese)

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 403.

(Segue la votazione)

PRESIDENTE. Prendo atto che il consigliere Sanna Alberto ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Capelli - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Farigu - La Spisa - Moro - Pileri - Randazzo Alberto - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Cerina - Cocco - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai Silvio - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Lai Renato - Marracini - Scarpa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 54

votanti 50

astenuti 4

maggioranza 26

favorevoli 12

contrari 38

(Il Consiglio non approva).

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 404. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Grazie Presidente, per esprimere il voto a favore dell'emendamento che riguarda la modifica del comma 1, lettera b), dove si chiede espressamente la soppressione dell'annualità 2011. Credo Assessore che in quello che il Piano regionale prevede, l'aggiornamento della rete delle strutture territoriali fosse uno dei temi più importanti, soprattutto perché sono uno dei front office rispetto ai bisogni di salute dei territori. Io credo che fondamentalmente come idea questa vada condivisa, nella misura in cui però gli interventi non vengano dilatati nel tempo, mettere a disposizione 80 milioni di euro in un quadriennio a me sembra davvero improponibile rispetto a quelli che sono ai bisogni di riqualificazione delle strutture della rete di continuità assistenziale. Credo che lei abbia avuto occasione in questi anni di visitare tante guardie mediche, tante strutture fatiscenti, obsolete, dove spesso e volentieri mancano anche i servizi più essenziali. Non scendendo nei particolari si chiede, con questo emendamento, di riportare in un triennio queste risorse, questi 80 milioni di euro, e di intervenire soprattutto in un momento di crisi, anche economica della Regione, sarebbe l'occasione per favorire magari la risalita delle imprese che potrebbero avere a disposizione nel breve periodo, una risorsa importante, perché possano essere trovate anche risposte di tipo lavorativo, interessando la presenza di queste strutture su tutta la rete dei comuni sardi, in buona parte dei comuni sardi potremmo, come si usa dire, cogliere due piccioni con una favola. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Contu. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Sì voterò a favore dell'emendamento numero 404 per il quale chiedo lo scrutinio elettronico palese e voterò a favore perché il collega Contu pone, anche questo emendamento, un problema analogo rispetto a quello precedente, e cioè dice invece di andare impegnare somme del 2011, andiamo a distribuire le somme del 2011 nelle annualità del 2008-2009, somme che servono sempre per il miglioramento delle strutture ospedaliere esistenti, cioè quella sofferenza, quella criticità, che noi vi abbiamo più volte indicato, nel senso che nel frattempo si parla di nuovi ospedali c'è la necessità, come dice il Piano sanitario regionale, lo dice perché avevamo chiesto noi di mettercelo dentro. C'è la necessità di garantire la massima efficienza possibile per le strutture vecchie. Cioè di quelle che oggi garantiscono parità dell'assistenza. Allora colleghi, collega Lai, lei ha detto che ci sono degli argomenti, quello dell'innovazione tecnologica è uno di quelli sui quali vorremmo sapere anche il centrosinistra cosa pensa, perché anche su questo comma 1 lettera b), grava un emendamento della Giunta che o sopprime, se ci rifacciamo al primo, o riduce dimezzandole le somme a disposizione. Una cosa che ci sembra insostenibile rispetto a quelle necessità che voi stessi inizialmente avevate previsto. Quindi capisco che abbiano dichiarato incostituzionali le tasse sulle seconde case, ma non lo deve pagare la sanità il fatto che siano state dichiarate incostituzionali le tasse sulle seconde case. All'assessore Dirindin io farei una preghiera quasi: Assessore lei ha andato dei numeri che sono relativi al risanamento del bilancio, numeri che sono stati considerati dalla minoranza non congrui, però le è stato chiesto dal collega Capelli, in aula, se è possibile avere dei chiarimenti, io credo che non sia la sede giornalistica quella in cui ci si deve scambiare i numeri. I numeri si scambiano nella sede appropriata di discussione. Quella consiliare, allora non credo che un intervento in cui lei possa dare soddisfazione alle legittime richieste che provengono dalla minoranza sui numeri sui quali c'è stata una importante discrepanza tra le informazioni che arrivano a noi, tutte fonti dell'assessorato, che ci arrivano diverse l'una dall'altra, e quelle che invece ci arrivano da lei. Non credo che un'apertura di ragionamento su questi argomenti sia una cosa incompatibile con le esigenze dell'Aula, anzi penso che sia una di quelle cose che poi aiutano sicuramente a comprendersi meglio e a velocizzare i lavori dell'Aula e anche tutto sommato il nostro auspicio che non amiamo trattenerci inutilmente in aula a discutere di qualsivoglia problema. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Vargiu. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà. di p a

CAPELLI (U.D.C.). Io continuo, votando favorevolmente per l'emendamento numero 404, cortesemente a sollecitare un intervento dell'Assessore in risposta alle mie domande, ne aggiungerò di volta in volta, sperando che non ci si nasconda sempre dietro i comunicati stampa dell'ufficio stampa, ma si abbia definitivamente il coraggio di rappresentare la realtà ed eventualmente difendere i dati che l'Assessorato dà. Questa volta, però, li deve dare in Aula, non ai giornali. Un'altra domanda perciò aggiungo alle domande precedentemente fatte, che spero non cadano nell'anonimato di una non risposta. L'altra domanda è questa. Nell'accordo sulle entrate era basato, risulta dagli atti, sulle dichiarazioni della Giunta, che l'aumento della spesa per la sanità negli anni a venire non avrebbe superato il 3,5 per cento, mentre il gettito IVA sarebbe stato sicuramente superiore rispetto alla crescita ipotizzata della spesa sanitaria. Sulla base di questo principio si giustificava l'accordo con lo Stato sul totale accollo della spesa sanitaria. Bene, oggi i dati, purtroppo è stato licenziato chi da questi dati in piena autonomia, ma faceva parte dell'osservatorio, dicono che il gettito IVA è in deciso calo, mentre la spesa sanitaria, secondo quanto vi ho riferito precedentemente, sulla base del 2004, ha subito un aumento, nel 2007, del 23 per cento. Perciò, è ancora valida la giustificazione della Giunta che dava allora sull'opportunità di accollarci integralmente la spesa sanitaria, e, se non è valida quella previsione, quali saranno le ripercussioni sul bilancio regionale? Una delle prime ripercussioni la si può ben vedere per quanto riguarda gli stanziamenti della sanità, che nel 2007 sono passati, compresa l'assistenza sociale di 2 miliardi e 976 milioni di euro, e nel 2008 sono previsti a 3 miliardi 486 milioni di euro, dai quali sicuramente possiamo defalcare i 372 milioni di euro per investimenti nelle infrastrutture e nella tecnologia, per cui abbiamo una crescita sicuramente superiore sulla base dello stanziamento che possiamo vedere, superiore a quel 3,5 per cento, ipotizzato allora dalla Giunta per giustificare il rapporto sulle entrate.

PRESIDENTE. Grazie. Metto in votazione l'emendamento numero 404. Voto elettronico palese. Se qualche Segretario anche dell'opposizione viene qui, ci dà una mano.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 404.

(Segue la votazione)

PRESIDENTE. Dichiaro il mio voto di astensione.

Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Capelli - Cappai - Contu - Farigu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Moro - Petrini - Pileri - Randazzo Alberto - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Lai Renato - Marracini - Scarpa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 58

votanti 54

astenuti 4

maggioranza 28

favorevoli 15

contrari 39

(Il Consiglio non approva).

PRESIDENTE. Emendamento numero 138.

Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Grazie, Presidente. Con l'emendamento numero 138, che io sostengo, si chiede la soppressione della lettera d) del comma 1. Credo, Assessore, che sul conto economico delle risorse messe a disposizione sul comma 1 manchi qualche centinaia di migliaia di euro, però, sa, sono sviste che capitano; nella massa delle risorse di cui si sta parlando, su 600 milioni di euro, può capitare che 300 mila euro così scappino, o cadano dal tavolino, e poi non vengano riportati. Credo di poter dire, Assessore, che di queste risorse ormai se ne parla, se ne è parlato abbondantemente. Sono state individuate anche le aree per la nuova realizzazione dell'ospedale nuovo di Cagliari, e così pure per l'altra ospedalità di nuova realizzazione. Credo che aver contenuto in una lettera, in un subcomma di un comma della finanziaria una massa di risorse di questa importanza sia stato per lo meno gentile nei confronti dell'Aula. Quindi, stiamo certificando di avere la disponibilità di queste risorse. Quello che manca ancora, molto probabilmente, è sapere come definitivamente queste risorse andranno programmate. Credo che, se inizialmente, nell'obiettivo strategico era prevista la realizzazione di strutture ospedaliere di eccellenza, la riqualificazione e la ristrutturazione dell'ospedalità di riferimento dell'isola delle aziende, credo che con queste risorse si potrà iniziare qualche opera. Non credo che queste risorse possano essere sufficienti per creare tutti tutta quella ospedalità nuova che si pensa di realizzare, molto probabilmente queste risorse non potrebbero bastare neanche per la realizzazione della nuova ospedalità su Cagliari. Vedremo, avremo bisogno di vedere la pianificazione, se poi così lei riuscirà, nel corso della serata, a renderci più pratiche le disponibilità di queste risorse nella redistribuzione, in tutta quella che è la pianificazione della nuova ospedalità, forse sarebbe cosa gradita. Io credo, comunque sia, che noi faremo la posa di tante prime pietre, poi per vedere la realizzazione finale di queste opere, dovremo aspettare diverso tempo.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie. Io voterò a favore dell'emendamento proposto dal collega Diana, ed è un voto che, ovviamente, più che avere un significato razionale, ha un significato di tipo provocatorio. Nel senso che la Giunta dice, sostanzialmente, che ha 371 milioni di euro e che li spenderà nel 2008 per i nuovi ospedali. Io ho la convinzione che questi 371 milioni di euro siano il compenso delle spese che non verranno fatte alle entrate che non arriveranno. Nel senso che, se nel bilancio della Regione sono previste delle entrate fasulle, che sono quelle delle famose anticipazioni di cui sappiamo, è necessario che siano previste anche delle uscite fasulle. Questi 371 milioni di euro rappresentano una parte di quella quota di uscite che, nel 2008, non uscirà. Sarebbe interessante andare a vedere nel consuntivo del 2008 quanta parte di questi 371 milioni di euro sarà stata realmente spesa, e sarà interessante vedere quanta parte degli ospedali saranno stati realizzati. Non ci gioverà granché poter dire che abbiamo avuto ragione anche in questo caso, perché ormai le situazioni nelle quali si verifica che noi abbiamo ragione sono talmente tante, talmente diffuse, ma talmente poca soddisfazione c'è nel vederle verificate, che poca importanza questo ha. L'altro elemento importante, che convince a essere profondamente perplessi su questa norma del comma d), è quella che sembra cosa abbastanza atipica e anomala pensare che un programma di 371 milioni di euro possa essere fatto in assoluta autonomia dalla Giunta regionale, senza che si possa vedere per vedere un passaggio all'interno della Commissione consiliare. E mi meraviglio che, in questo senso, c'è un emendamento nostro nelle pagine successive del librone degli emendamenti, che il Presidente della Commissione sanità non abbia ritenuto importante che ci potesse essere e ci dovesse essere un confronto su un argomento fondamentale, quali quasi 800 miliardi di vecchie lire di spesa, sulle linee, sulle direzioni attraverso le quali questi soldi saranno spesi, perché è evidente che, semmai questa spesa di 371 milioni di euro andasse fatta, è importante che il Consiglio sia, non reso edotto, ma partecipe attivamente nella individuazione dei canali, dei tempi e delle scelte attraverso cui la spesa stessa verrà fatta. Quindi, non stiamo parlando di questioni capziose, attraverso cui rallentare il ragionamento, stiamo parlando di cose importanti. Anche su questo, collega Lai, se ci fosse un'indicazione specifica da parte della Giunta e del Consiglio in questa direzione, beh, insomma, ci sarebbe un primo sostanziale elemento di dialogo.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.).Grazie, Presidente. Per dichiarare il nostro voto a favore dell'emendamento è anche qui ribadire che, se fossimo stati coinvolti, probabilmente qualche suggerimento per migliorare questo comma l'avremmo dato.

Intanto, Assessore, sarebbe curioso conoscere se questi 371 milioni di euro previsti alla lettera d), di provenienza statale e comunitaria, contengono anche quei 50 milioni di euro a cui hanno fatto riferimento sia l'Assessore alla programmazione che il Presidente della Giunta; quei 50 milioni di euro che, per pareggiare il bilancio, sarebbero stati pigliati parte agli enti locali e parte alla sanità. Siccome si tratta di fondi provenienti anche dallo Stato, sarei curioso di conoscere se qui sono previsti anche gli altri 50 milioni di euro.

Ma vado oltre, e leggo cosa dice il comma: " (...) per il perseguimento di obiettivi strategici per la salute, attraverso la realizzazione di strutture ospedaliere di eccellenza". Io non lo so se nei banchi dell'opposizione ci sia qualche ingegnere che abbia mai progettato strutture ospedaliere e se possa realizzare strutture ospedaliere in numero... non so quante ne abbia previsto l'Assessore, con 371 milioni di euro. Sarei proprio curioso di sapere quante ne ha previsto, per vedere se questo non è un elemento da valutare con attenzione. Ma poi va oltre, oltre che la realizzazione di strutture ospedaliere di eccellenza, prevede anche, sempre con la stessa somma, la riqualificazione e la ristrutturazione degli altri ospedali e delle Aziende ospedaliere universitarie di Cagliari di Sassari. Secondo me questo è un comma per far capire che questa Giunta vuole fare tante cose nel 2008 ma probabilmente non è realizzerà manco una: primo perché pensiamo che questa Giunta vada via prima del tempo, secondo perché, con questi fondi, probabilmente si potranno solo progettare le strutture ma non realizzarle.

PRESIDENTE. Grazie. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento 138, lo metto in votazione Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 139, primo firmatario l'onorevole Diana.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Io voterò a favore dell'emendamento numero 139 e, se qualche collega del centrosinistra volesse ascoltare, direi che anche questo è un emendamento di buon senso, cioè un emendamento su cui ci si può trovare d'accordo tra maggioranza e minoranza, anche se mi sembra che l'atteggiamento sinora messo in campo dal centrosinistra sia quello un po' di lasciare che questo articolo vada per il verso suo, e che si stanchi la voce della minoranza senza che ci sia nessuna risposta da parte della maggioranza. Però, considerate colleghi il ragionamento che è alla base di questo emendamento, cioè voi dite che, per dare attuazione al piano di superamento del precariato che voi avete predisposto, servono 11 milioni di euro, di cui 6 milioni per l'anno 2008 e 5 milioni per l'anno 2009; noi abbiamo la sensazione che questo ragionamento che voi fate sul piano di superamento del precariato sia sottodimensionato, quindi abbiamo la sensazione che nel 2008, se volete far partire il piano, servano più di 6 milioni di euro, per cui vi diciamo: abolite il vincolo che destina 6 milioni obbligatoriamente per 2008 e 5 milioni per 2009, in maniera che già da 2008 avete la disponibilità di 11 milioni di euro, per cui, se il piano di superamento il precariato, come noi pensiamo, per 2008 richiede una cifra che è ben superiore ai 6 milioni di euro, voi l'avrete immediatamente disponibile senza dover fare nessun tipo di variazione di bilancio. Non mi sembra che l'emendamento che il collega Diana ha presentato come primo firmatario sia un emendamento bislacco, anzi mi sembra che sia un emendamento che mette in condizioni la Giunta di essere più pronta nel suo intervento, nel senso che, se per caso non servissero somme superiori ai 6 milioni di euro come la Giunta sostiene, rimarrà la distribuzione che è prevista nella struttura della norma - cioè 6 milioni per il 2008 e 5 milioni per 2009 - ma se per caso le esigenze del superamento del precariato fossero superiori nel 2008 rispetto a quello che voi avete ipotizzato, beh, non ci troveremo nella condizione di rallentare il piano di inserimento dei precari o addirittura di doverlo rimandare all'anno successivo per assenza di copertura economica, o nella necessità comunque di dover fare delle variazioni di bilancio, sempre difficili in corso d'opera. Per cui, l'emendamento è un emendamento di razionalità e di buon senso, non è certamente un emendamento provocatorio e secondo me sarebbe utile che l'intera Aula lo votasse all'unanimità.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Grazie. Credo che l'emendamento soppressivo parziale presentato dai colleghi Diana e più abbia il senso della ratio rispetto ad un tema quale quello del precariato in sanità. Mi è capitato di fare una elaborazione economica sulle risorse messe a disposizione rispetto al tema del precariato: mi sembra di capire che noi potremo dare in due anni la copertura finanziaria per la regolarizzazione di circa trecento unità, considerando tra le unità quelle persone che portano un impegno finanziario compreso tra i 30 mila e i 35 mila euro, quando noi invece dovessimo andare a stabilizzare del personale medico, queste risorse basterebbero per stabilizzare all'incirca 120-130 unità. Allora, stamattina riferivamo rispetto alla discussione generale, che il problema del precariato in sanità riguardava all'incirca 1.260 persone, allora, dare una risposta di questo tipo, peraltro in un biennio, ci ha portato di sicuro a poter condividere quello che è lo spirito dell'emendamento, ovvero utilizzare le risorse per il 2008, e molto probabilmente porterebbe alla stabilizzazione di queste unità che si è previsto di stabilizzare, nel corso del 2008, invece che rimandare il processo in un biennio. Io credo che si legga, in questo comma, Assessore, la scarsa volontà di regolarizzare i rapporti di lavoro in sanità, ma soprattutto quello che mi sorprende è che noi continuiamo a chiamare dall'esterno personale per lavorare nelle nostre Aziende sanitarie, senza dare nessuna risposta rispetto al personale che magari attende il lavoro, anche da diverso tempo, che sia un lavoro regolare ma soprattutto che sia un lavoro pagato. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

UGGIAS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Io devo dire che trovo significative le ragioni addotte dai colleghi che hanno presentato l'emendamento e devo riportare una delusione dalle parole dell'Assessore nel suo intervento, laddove dice che per affrontare il tema del precariato non si discosta rispetto ad una posizione che è stata già annunciata precedentemente, il che però, Assessore, non risolve i problemi del precariato. Io in discussione generale ho posto il problema della compatibilità della situazione di numerosi precari, che si trovano, di fatto, adesso vincolati dalla normativa contenuta nell'articolo 92 della legge finanziaria nazionale, che prevede il limite dei tre mesi per il rinnovo dei contratti, e vorrei che in questa sede lei desse una risposta su quello che è l'intendimento dell'Assessorato in rapporto a questo tipo di problemi, perché altrimenti l'emendamento così come proposto mi sembra che implementi le risorse e consenta di dare risposte a diversi lavoratori che dalla Regione aspettano le risposte positive. Il mio voto in questo caso sarà favorevole.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 139.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 405 dell'onorevole Contu, primo firmatario.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, a me sembra che anche in questo emendamento, opportunamente presentato dall'onorevole Contu, si esprime una posizione di buon senso. E cioè, collega Lai, quando si getta una pietra dentro uno stagno si deve anche valutare quanti cerchi fa la pietra e magari si fa la gara quanti salti fa la pietra e quanti cerchi genera la pietra. Se la pietra viene gettata e viene abbandonata, tanto valeva tenersela in tasca quando è venuta voglia di scagliarla. Se lei dice che ci sono una serie di elementi su cui è necessario trovare condivisione, ragionamento e via dicendo, insomma è importante che ci dica quali sono gli elementi sui quali la maggioranza intende, aprire un ragionamento. Perché ad ora gli elementi su cui ragionare degli stanziamenti per innovazione tecnologica a quelli per il precariato ne abbiamo proposto diversi, alcuni hanno avuto addirittura la condivisione di qualche collega della maggioranza, il collega Uggias che si è alzato poco fa per intervenire a sostegno di un'indicazione di buon senso per maggiori risorse per il superamento del precariato. Ma se tutto questo cade nell'assoluto silenzio e disinteresse dell'Aula, insomma voi vi assumerete responsabilità di questo silenzio, lei onorevole Lai non faccia più interventi di quelli che accendono anima alla speranza che ci possa essere un clima diverso e di ragionamento in questa Aula, perché evidentemente questo clima non c'è, e ognuno di noi continuerà a fare la propria parte. Su questo emendamento specificamente, devo dire che il ragionamento è sempre lo stesso e si aggiunge, inoltre, quello che verrebbe di conserva rispetto alla finanziaria dell'anno scorso, cioè l'anno scorso Già noi abbiamo individuato una serie di linee di spesa prioritarie per gli obiettivi del piano sanitario regionale a cui destinare dei soldi. Ad oggi non abbiamo, assessore Dirindin, la più pallida idea di quale sia stata la destinazione di quelle somme secondo le linee di spesa, che pure erano indicate all'interno del piano sanitario regionale certamente, ma all'interno della finanziaria dell'anno scorso in quanto erano individuate come priorità, e non sappiamo neanche quali sono le priorità che verranno soddisfatte da quest'ulteriori somme che noi stiamo mettendo in questo momento nella finanziaria. Cioè mi sembra un modo di fare in cui è veramente difficile chiedere il coinvolgimento a qualsiasi titolo della minoranza, perché invece il messaggio che si sta mandando alla minoranza è che le cose vengono fatte in maniera blindata e che qualsiasi tipo di ragionamento e addirittura inibito all'Aula, nel senso che nessuno interviene per sostenere ragioni e argomentazioni che sono quota parte della maggioranza. Le chiederei, Presidente, su questo emendamento il voto a scrutinio elettronico palese.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Grazie Presidente. Intervengo a sostegno dell'emendamento numero 405, che prevede una modifica - è un emendamento sostitutivo parziale - che riguarda le risorse per 5 milioni di euro messe in campo per l'avvio e il funzionamento dei servizi di prevenzione e diagnosi e cura e riabilitazione per le patologie individuate come prioritarie dal piano sanitario regionale 2006-2008. Io vorrei capire, Assessore, a maggior ragione perché queste risorse sono state inserite per portare avanti una di quelle priorità individuate nel piano sanitario regionale, elaborato per un triennio, quello del 2006-2008, lei intenda poi attivare la rete dei servizi di prevenzione, intenda attivarli in quattro anni. Io vorrei capire la ratio logica che sottende questo impegno finanziario pur riconoscendo la necessità di avere una rete di servizi di prevenzione efficienti, efficaci che siano a disposizione dei cittadini, lei trova, invece, anche in questo caso, la necessità di ripartire le risorse in quattro anni. Ma devo dire che molto probabilmente lei come medico, ha ragione, forse, che noi medici non le siamo simpatici, ma vorrei vederla operativamente in un pronto soccorso. Credo ne morirebbe molta di gente con i suoi tempi, Assessore, purtroppo, però questo non fa parte della sua cultura, l'efficienza dell'intervento è basata soprattutto anche sulla rapidità di poter agire e dare davvero una risposta in campo sanitario. Lei purtroppo questi tempi non ce li ha, Assessore, è una di quelle tante manchevolezze, che continuiamo nonostante il collega di Rifondazione ci rimproverasse che noi andiamo a vedere solo i lati negativi. Bene questa è un'altra pecca che la caratterizza, Assessore. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

UGGIAS (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Il mio voto sarà un voto di astensione, io devo manifestare la mia perplessità e la mia delusione, tanto non ascolta l'Assessore, non risponde. Per il fatto che non arrivano le risposte che vengono poste all'Assessore. Non tanto per il fatto che vengano poste da un consigliere, che per quanto poco, rappresenta per quota parte una parte dei cittadini della Sardegna e che pertanto, e pertanto in qualche misura in nome e per conto loro si aspetta delle risposte dalle persone che sono state designate per dare delle risposte hai mezzi, ha le disponibilità economiche, ha le risorse personali, mai l'Assessorato è stato nelle condizioni di dare risposte come oggi, eppure già dal 22 di gennaio di quest'anno, un gruppo di medici precari ha scritto all'Assessore regionale alla sanità e i direttori generali dell'ASL per avere risposte a quel quesito che ho posto io e al quale non ho avuto nessuna risposta. Io credo che avendo molta stima del collega Silvio Lai, collega e amico Silvio Lai, non sia necessario né conoscere infermieri né conoscere medici per avere risposte, soprattutto quando si ha di fronte la persona che per titolo, per incarico e per tutto è in grado di poterle dare, se ne ha da dare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Grazie Presidente, cercherò di dare lettura veloce del comma quattro dell'articolo 32 della finanziaria 2007, per meglio capire il comma quattro della proposta di legge finanziaria di quest'anno. L'anno scorso per l'avvio il funzionamento della rete integrata dei servizi di prevenzione e diagnosi, cura e riabilitazione del diabete e quant'altro noi impegnavamo la somma di 35 milioni di euro per l'avvio e il funzionamento, di questi 35 milioni di euro, 25 dovevano essere spesi nel 2007, non sappiamo se siano stati spesi. La previsione dell'anno scorso, però era per il 2008 e il 2009, 5 milioni di euro. Questo era il vostro intendimento, perché, una volta avviato, sicuramente le somme che servivano erano inferiori. Improvvisamente, quest'anno, non riusciamo a capire il perché, anche per il 2008 e per il 2009 queste somme vengono rideterminate in 10 milioni di euro; non sappiamo se sia stata avviata la procedura, non sappiamo se sia in corso perché questo non c'è stato comunicato dall'Assessore, ma quello che ci meraviglia di più è impegnare, già da oggi, nel 2008, ulteriori 10 milioni di euro per il 2010 e per il 2011. E' vero che il collega Silvio Lai ha cercato di giustificare l'articolo 8 come un articolo necessitato, ma ha dimenticato di spiegarci perché inseriamo le somme per il 2010 e il 2011. Bene farebbe l'Assessore a dirci se sono stati spesi e dove i 25 milioni del 2007, quali sono i servizi che sono andati attivati di tutti quelli indicati al comma 4 dell'articolo 32 della legge numero 2 del 2007, dove è stata attivata, potenziata, o avviata la terapia del dolore, oppure il problema dell'autismo, oppure tutte quelle altre patologie individuate come prioritarie nel Piano sanitario regionale. Ecco, a tutte queste domande l'Assessore non dà risposta, però impegna somme anche del 2011 e per il 2011, anzi, anche del 2013 per il 2011, così recitava il primo articolo della finanziaria, bene avrebbe fatto, probabilmente, a limitare l'impegno di queste somme e a destinarle a nuove assunzioni negli ospedali, nelle strutture, perché gli organici non vengono ricoperti. Ho fatto degli esempi stamattina, ne farò ulteriori stasera, Assessore, perché avete incaricato dirigenti amministrativi che non sono dirigenti, avete lasciato, invece, veri dirigenti dietro una scrivania senza lavoro, e continuate a procedere con le assunzioni di personale che, probabilmente, poco serve alla sanità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARRACINI (Gruppo Misto). Sì, per dichiarare la nostra astensione a questo emendamento, per quanto sarebbe stato possibile anche un voto a favore, ma riteniamo che alcuni altri emendamenti successivi possano essere maggiormente rafforzativi su questo argomento che, di fatto, è considerato il fulcro della medicina degli anni 2000, cioè la prevenzione. Noi crediamo che se denari si fossero dovuti investire nella prevenzione, sicuramente i margini di tempo per investire questi denari sarebbero dovuti essere più ristretti, perché, certamente, avrebbero avuto un'utilità e avrebbero dato un servizio migliore alla popolazione. Diluire questi soldi nell'arco di tutti questi anni vuol dire non aggredire il problema come sicuramente andrebbe fatto. Per cui noi dichiariamo la nostra astensione all'emendamento.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie. Intervengo perché mi muove la curiosità della discrasia, quantomeno accertabile, nel comma che abbiamo in discussione con l'emendamento in parola. Ora, io vorrei capire perché si parla di quadriennio nel finanziamento quando la programmazione è triennale, non capisco quale sia la giustificazione, se ci siano danari in più, se se ne vogliano mettere in più, il perché si è realizzato questa… come dire… non potrei neanche esprimere quale terminologia dire…

BIANCU (P.D.). Già dall'anno scorso è quadriennale.

DEDONI (Riformatori Sardi). …Sì, ma la programmazione è triennale, dovrebbe essere triennale e ancor che fosse così. Io chiederei di capire perché si mettono i danari in bilancio, restano un anno lì, fermi, e non si utilizzano. Allora, il collega Cappai se non sbaglio ha chiesto: l'ADI è stata attivata? Cioè se la terapia del dolore è stata attivata, se l'autismo è stato attivato, se per le malattie rare si è fatto qualcosa; ho chiesto più di una volta di verificare esattamente quello che avviene con il bilancio consuntivo, cioè se i danari sono spesi o no. Ho accusato la Giunta e l'Assessore al bilancio, forse non ma ne farà grazie, ma sicuramente tutte le volte io ho detto: voi avete messo un sacco di danaro in bilancio, non avete utilizzato niente, non c'è stata una politica di spesa adeguata, non si è fatto fronte alle esigenze della gente, abbiamo soltanto dato i titoli del giornale e poi lasciato tutte le colonne in bianco, non abbiamo scritto niente del fatto in materia. Allora, mi pare che, quantomeno, non sia rispondente alle dichiarazioni quello che è stato scritto nel disegno della finanziaria.

PRESIDENTE. Grazie. E' stata chiesta la votazione elettronica palese sull'emendamento numero 405. Dichiaro aperta la votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 405.

(Segue la votazione)

PRESIDENTE. Prendo atto che il consigliere Manca ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Farigu - Floris Mario - La Spisa - Licandro - Liori - Milia - Moro - Pileri - Pisano - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cerina - Cherchi Silvio - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uras.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Lai Renato - Marracini - Pittalis - Scarpa - Uggias.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 67

votanti 61

astenuti 6

maggioranza 31

favorevoli 23

contrari 38

(Il Consiglio non approva).

PRESIDENTE. Emendamento numero 143, primo firmatario l'onorevole Diana.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Chiedo il voto elettronico segreto.

PRESIDENTE. E' stata richiesta la votazione segreta sull'emendamento numero 143 pagina sette. Dichiaro aperta la votazione.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 143.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 68

votanti 67

astenuti 1

nulli 1

maggioranza 34

favorevoli 25

contrari 41

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Amadu - Artizzu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Capelli - Cappai - Cassano - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cugini - Davoli - Dedoni - Espa - Fadda - Farigu - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - La Spisa - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licandro - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Milia - Moro - Orrù - Pacifico - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Matteo - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.)

PRESIDENTE. Emendamento numero 402. Il primo firmatario è l'onorevole Contu.

Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Grazie. Per esprimere il voto a favore dell'emendamento numero 402. L'emendamento numero 402 prevede una serie di risorse al punto c) che sono indirizzate per ciascuno degli anni 2008-2009-2010-2011 per l'acquisto di autoemoteche e la riqualificazione dei centri di raccolta. Bene, nell'emendamento si sostiene la necessità di riportare il milione di euro previsto per il 2011 alla lettera b), ovvero a finanziare il potenziamento della rete dei centri trasfusionali. Credo che se la politica per il sangue è una politica che va a superare le emergenze del quotidiano nella necessità di avere a disposizione quantità sufficiente di sangue per quelle che sono le necessità della nostra isola molto probabilmente, Assessore, noi dovremmo pensare che si tratta di servizi di emergenza, si tratta di servizi che hanno bisogno di efficacia e di efficienza nella loro azione, non si riesce a capire perché le risorse vengano spalmate in quattro anni invece che in tre anni. Allora io credo, nel sostenere la proposizione di quest'emendamento, di avere, collega Lai, dato uno spunto per lo meno per quella che era rivisitazione dell'uso delle risorse che andrebbe… siccome sono sempre insufficienti le risorse che abbiamo a disposizione, perlomeno che se ne faccia un uso congruo invece che relegare queste risorse ad essere magari oggetto di innalzamento dei residui della Regione sarda.

Io credo, colleghi, che questo è solo uno dei motivi che noi poniamo attraverso un discorso che non è basato di sicuro sulla soppressione né dei commi né degli articoli, è basato prevalentemente su un apporto di idee, un apporto comunque sia di testimonianza di una volontà che tende a migliorare complessivamente i contenuti di questo articolo. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Io voto con assoluta convinzione l'emendamento numero 402, primo firmatario il collega Contu, per il quale chiedo lo scrutinio elettronico palese, perché anche questo è un emendamento di buon senso, e cioè è un emendamento che sposta una somma, che è prevista per l'acquisto di autoemoteche e riqualificazione dei centri di raccolta, dalla lettera c) alla lettera b), lettera b) che, invece, prevede il potenziamento della rete dei centri trasfusionali. Chiunque conosca la situazione del sistema trasfusionale sardo sa che l'emergenza delle lettera b) è assai più forte dell'emergenza della lettera c), nel senso che le autoemoteche ci sono, semplicemente non ci sono i soldi per pagare i centri AVIS perché effettuino la raccolta, perché i centri AVIS si possano dotare di un medico supplementare per effettuare la raccolta. Le uscite delle autoemoteche sono ridotte per numero e quindi il complessivo apporto di sacche di sangue dal sistema del volontariato è basso e ciò ci costringe ad acquistare il sangue che ci serve dall'estero, a prezzi assai più alti, perché il sistema è complessivamente debole. Però, colleghi, a questo punto, al solito Grillo parlante Lai che momentaneamente tace, bisognerebbe prendere in mano la pagina 15 del Piano sanitario regionale, laddove recita che "entro 60 giorni dall'entrata in vigore del presente Piano, la Regione predispone il piano sangue per il conseguimento degli obiettivi", i soliti 30 descritti. Beh, insomma il piano sangue doveva essere presentato entro il 19 marzo del 2007 perché questo era l'impegno che la Giunta aveva preso con il Piano sanitario regionale, disgraziatamente era uno di quegli obiettivi in cui si era messo anche un termine temporale. Adesso noi di piano sangue non abbiamo visto nessuna traccia, forse questo comma 7 assomiglia a un piano sangue, ma che noi dobbiamo aspettare di comprendere quali sono le determinazioni della Giunta, che sarebbero dovute arrivare attraverso atti presi un anno fa, le dobbiamo intuire dalla lettura della finanziaria, senza che ci sia un minimo di ragionamento tra maggioranza e minoranza nemmeno sullo spostamento di una posta economica da un comma a un altro, dettata da questioni di opportunità, che chi conosce la situazione della raccolta del sangue e del plasma in Sardegna probabilmente ben sa e potrebbe discutere in Aula in maniera serena e pacata, beh insomma, questo non mi sembra che possa essere considerato un elemento di apertura e di ragionamento, cioè un'idea in cui l'Aula cerca, al di là delle cose condivise…

PRESIDENTE. Grazie. Voto elettronico.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 402.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Cappai - Cassano - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Farigu - Floris Mario - La Spisa - Lai Renato - Lombardo - Marracini - Milia - Moro - Pileri - Pittalis - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Scarpa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 63

votanti 61

astenuti 2

maggioranza 31

favorevoli 21

contrari 40

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 154, primo firmatario l'onorevole Diana. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 804, primo firmatario l'onorevole Vargiu.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Noi con questo soppressivo vorremmo attirare l'attenzione dell'Aula, dei colleghi più sensibili come l'onorevole Cugini, che sicuramente su questo argomento ha una sensibilità, perché il comma 18, collega Cugini, prevede l'erogazione di un milione di euro ad associazioni di volontariato per contrastare il fenomeno del randagismo. Noi abbiamo presentato, oltre a questo soppressivo, un emendamento sostitutivo il quale dice che il milione di euro per contrastare il fenomeno di randagismo più opportunamente andrebbe assegnato ai Comuni perché i Comuni si consorzino tra di loro e affrontino istituzionalmente, perché è il loro compito istituzionale, il fenomeno del randagismo. Lei sa benissimo che moltissimi Comuni della Sardegna hanno difficoltà sia a realizzare canili municipali, anche in modo consortile tra associazioni di Comuni, sia hanno difficoltà ad avere i servizi che ruotano intorno al canile municipale, quindi la richiesta che noi facciamo di riorientare il milione di euro, invece che alle associazioni di volontariato, a chi istituzionalmente è preposto alla lotta contro il randagismo dovrebbe essere proprio una di quelle indicazioni che trova sensibile la sinistra. Perché chi normalmente sostiene che per vicariare l'assenza della pubblica istituzione si debba ricorrere all'associazione del volontariato non è tendenzialmente la cultura che rappresentate voi, ma in questo caso, sapendo ed essendo stato affrontato anche nelle finanziarie precedenti il ragionamento sul randagismo e sapendo bene quali sono le difficoltà dei Comuni nell'affrontare la piaga del randagismo, stupisce che nella vostra finanziaria sia previsto un milione di euro a sostegno della lotta al randagismo attraverso le associazioni di volontariato e non sia prevista una lira per la lotta randagismo affiancando, sostenendo chi istituzionalmente deve fare questa lotta, cioè i Comuni. Quindi basterebbe, colleghi, che si alzasse uno di voi e ci desse spiegazione del fatto che si prediligono le associazioni di volontariato rispetto ai Comuni, perché noi saremmo d'accordo se la somma fosse raddoppiata e si dicesse: "Diamo un milione di euro ai Comuni, un milione di euro alle associazioni volontarie che si occupano di prevenzione". Avrebbe un senso! Ma dire che sono soltanto le associazioni di volontariato destinatarie di questo contributo, mentre i Comuni non lo sono, non ha nessun senso. Quindi, perché si deve svolgere una sorta di confronto al muro di gomma tra noi e voi? Non sono argomenti sui quali è possibile aprire un ragionamento e magari su alcune cose si può constatare che le considerazioni che noi stiamo facendo hanno una ragion d'essere e aiutano a migliorare questa parte della finanziaria? Presidente, anche su questi argomenti io le chiederei il voto a scrutinio elettronico palese.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Grazie, Presidente. Il collega Vargiu, qualora lei, Presidente, non avesse colto, ha chiesto su questo emendamento il voto a scrutinio elettronico palese, lo chiedo anch'io, giusto per la registrazione. Credo che questo emendamento soppressivo del comma 18 vada in una direzione che è quella di voler eliminare una procedura che non è quella di togliere risorse alle associazioni di volontariato, che comunque sia operano nel campo della prevenzione, invece è per conto di Amministrazioni che spesso e volentieri non sono in grado di contrastare il fenomeno del randagismo. Se questo comma, colleghi di maggioranza, fosse stato indirizzato verso una modalità ben precisa, attraverso la realizzazione di strutture, attraverso l'incentivazione verso i Comuni a realizzare strutture per il ricovero in questi animali, se avessimo già un piano che porta allo stroncare, non a contrastare, il fenomeno del randagismo, potevamo essere anche d'accordo, ma che in capo alla delibera di Giunta venga messa la programmazione della lotta al randagismo, l'abbiamo detta tutta, insomma, la Giunta in questo periodo, non avendo altro di meglio e di più da fare, si dedica a elaborare metodiche di contrasto per il randagismo dei cani. Io sinceramente resto perplesso rispetto ai compiti a cui la Giunta è chiamata, rispetto ad avere elaborato un comma di tal fatta. Io credo che queste siano le motivazioni che mi portano a sostenere la soppressione di questo comma. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Io condivido molte delle osservazioni che sono state fatte a sostegno di questo emendamento, ovviamente non condivido che venga abrogato e quindi annuncio il voto di astensione, però le perplessità sulla scelta esclusiva delle associazioni di volontariato le condivido pienamente ritenendo che le Amministrazioni comunali debbano avere un ruolo importante, ma soprattutto faccio notare che non è possibile che da solo l'Assessorato e la Giunta si assumano anche la responsabilità di definire i criteri e le modalità di assegnazione di questi fondi. Quindi, chiederei, se è possibile, visto che c'è anche un emendamento sostitutivo, di prendere in considerazione la possibilità se non altro, se non si vuole accedere in modo diverso, a che comunque la Commissione competente venga investita del compito di fare quantomeno una valutazione in merito ai criteri e alle modalità di erogazione di questo finanziamento, anche perché si rivolge ad associazioni di volontariato e quindi è forse opportuno che queste modalità di assegnazione vengano valutate in modo un po' diverso da quello previsto. Quindi, io annuncio il voto di astensione sull'emendamento, però sono anche del parere che forse questa parte andrebbe integrata nella maniera più opportuna per evitare proprio di assegnare un ruolo determinante alle associazioni di volontariato, lasciando fuori i Comuni che hanno effettivamente grossi problemi nei confronti del fenomeno del randagismo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Farigu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FARIGU (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Questo è un altro esempio che sottolinea la determinazione di questa Presidenza della Giunta regionale di fare dell'Assessorato alla sanità l'Assessorato onnivoro. Questo emendamento, che non risolve il problema del randagismo, non può risolverlo, è una di quelle questioni che accennavo prima, è un'occasione di carattere elettoralistico. Sarei estremamente interessato se Gian Antonio Stella, prima o poi, affrontasse la casta del volontariato, ci sarebbe davvero da divertirsi o da piangere tanto. Ora, come si fa ad espropriare i Comuni di una competenza storica dei Comuni, perché sono sul territorio che si verificano questi fenomeni del randagismo e nessuno è più competente dell'Amministrazione comunale a occuparsi di questo problema. Si diano finanziamenti specifici se si vuole, ma non credo che sia necessario, basta implementare il fondo unico ai Comuni e richiamarli a sviluppare una concreta azione su questo fenomeno. Questo è anche un segno di disistima degli Amministratori locali, lasciando tutto il resto, è un atteggiamento di disistima nei confronti degli Amministratori locali: "Posto che non siete capaci voi, provvediamo noi attraverso il volontariato". Sarei davvero molto soddisfatto se andaste a trovare una associazione di volontariato che ha una specifica e maturata competenza in questa materia. Quindi, voto a favore dell'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (P.D.). Le chiedo la cortesia, raccogliendo anche l'invito di numerosi colleghi, di poter sospendere la votazione su questo emendamento per poter arrivare, eventualmente, a una sintesi più elevata, per non disperdere questa somma ed eventualmente dare valore alle autonomie locali, ai Comuni, nella lotta per il randagismo. L'emendamento si può rinviare di un pochino, il tempo di darci modo di poter rivedere in maniera migliore il testo.

PRESIDENTE. Non lo possiamo rinviare di molto. Se non ho capito male, onorevole Pacifico, lei chiede di sospendere l'emendamento numero 804, che è un emendamento soppressivo del comma 18, per riformulare una scrittura del comma 18.

PACIFICO (P.D.). Per un emendamento sostitutivo all'emendamento.

PRESIDENTE. Dobbiamo chiedere ai colleghi Vargiu, Pisano, Dedoni e moltissimi che l'hanno sottoscritto.

Ha domandato di parlare il consigliere Salis. Ne ha facoltà.

SALIS (Gruppo Misto). Su questo tema, Presidente.

PRESIDENTE. Sì, su questo tema, ma se viene accolta, come mi sembra, la richiesta dell'onorevole Pacifico, facciamo la sospensione.

SALIS (Gruppo Misto). E' una proposta per evitare la sospensione, Presidente, se posso. Un emendamento sottoscritto anche dal Presidente della Commissione, è un sostitutivo o un integrativo...

PRESIDENTE. Lo fate pervenire, lo stampiamo, va bene, e poi lo riprendiamo. Va bene?

SALIS (Gruppo Misto). Perfetto, grazie, Presidente.

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 16.

Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Grazie, Presidente. L'emendamento numero 16 sostiene la soppressione parziale dei commi dal 20 al 25 dell'articolo 8. Parziale rispetto all'articolo, collega Pirisi, attenzione, ponga più attenzione in quello che si dice. Il fatto che la Giunta abbia elaborato l'emendamento numero 907 dove sostituisce due commi, il 20 e il 21, modifica il 22, il 23, il 24 e sopprime addirittura il 25, credo che nel firmare quest'emendamento ci si sia fermati, come peraltro già fatto nella discussione di questa mattina, ha un aspetto che il contenuto di questi commi sia stato così elaborato un po' frettolosamente.

Assessore, mi sembra di cogliere nei contenuti dell'emendamento modificativo numero 907, innanzitutto una disponibilità di risorse che viene modificata, ma quello che mi ha fatto più specie, è verificare che le risorse dello Stato sono risorse che vengono modificate se non mi sbaglio di 10 milioni di euro quasi a dire che non abbiamo la certezza dei contenuti delle risorse che ci mette a disposizione lo Stato. Devo dire inoltre che l'altro aspetto che mi ha sorpreso e in negativo anche questo, è il fatto che si conceda un contributo nel sostitutivo al comma 21 di un contributo di 20.000 euro rispetto ai 25.000 euro previsti nel testo che stiamo analizzando. Allora, la lucidità molto probabilmente, del resto si è avuta anche diverso tempo per poter rielaborare, di poter rielaborare il tema, e molto probabilmente ha portato da una parte a fare dei passi avanti, ma anche a fare dei passi di retromarcia su alcuni punti che sinceramente noi non condividiamo. Per altro credo come nei contenuti dell'emendamento della Giunta, questi articoli, ovvero, questi commi dell'articolo 8 andavano soppressi per davvero.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Io non voterò a favore della soppressione dei commi, del 20 e del 25, però evidentemente il problema che pongono è molto serio tant'è che la Giunta ha presentato appunto l'emendamento numero 907. Io volevo fare qualche osservazione su questo emendamento e ringraziare anche l'Assessore per l'attenzione che ha rivolto alle osservazioni che da parte dei socialisti sono state fatte. Beh, a me sembra che l'emendamento della Giunta benché tenti di ridurre l'impatto della novità che così come viene definita sulla legge numero 32 non corrisponde però alle richieste che i socialisti hanno formulato e che riguardano proprio la scelta di prevedere una modalità e un'opportunità per la legge numero 32 differente. Io, Assessore, colgo qui l'occasione per dirle che intanto c'è una questione relativa alle risorse finanziarie, queste risorse finanziarie sono destinate al netto di quelle destinate a far fronte agli impegni assunti fino alla rata eccetera, ma si sanno a quanto ammontano questi finanziamenti, questa disponibilità, e poi ancora una cosa, le banche mi risulta che abbiano sospeso tutte le pratiche sulla "32" a dicembre 2007 in attesa delle direttive. Ritengo che anche questo sia un atteggiamento non corretto nei confronti dei cittadini e spero che chi ha presentato le domande in tempo utile rispetto al 2007 veda soddisfatta la sua legittima aspettativa.

Quindi io pur non votando a favore di questo emendamento chiedo chiarimenti e spiegazioni in merito alla filosofia di questo emendamento numero 907 in modo tale che si proceda a fare chiarezza.

PRESIDENTE. E' in votazione l'emendamento numero 16.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 359 e 361. Sono uguali, i firmatari sono gli onorevoli Contu, Sanjust e più.

Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Prima di esprimere il mio voto a favore dell'emendamento chiedo la votazione elettronica palese. Esprimendo invece il mio voto sono a favore dell'emendamento soprattutto perché si coglie nei contenuti del comma 21 una contraddizione che si cerca di eliminare rispetto al testo ovvero mentre si afferma "della concessione di un contributo a fondo perduto di importo fino al 25 per cento del costo dell'intervento", subito dopo "e comunque non superiore ad euro 25.000" che poi nell'emendamento della Giunta diventa 20.000, ma allora chiariamoci, Assessore, o è il 25 per cento dell'intervento o è un contributo di 20.000, di 25.000, diciamola fino in fondo! Molto probabilmente andava bene la prima dizione, molto probabilmente. E allora va in questa direzione il contenuto dell'emendamento e si chiede quindi di cassare le parole "e comunque non superiori ad euro 25.000".

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Anch'io per rimarcare questo aspetto contraddittorio relativamente alle quote messe a disposizione. Intanto per chiarire che queste risorse finanziarie sono già definite e stabilite per alcune priorità, allora si parla di acquisto e recupero del patrimonio edilizio esistente con attenzione specifica alle coppie di nuova formazione e alle famiglie costituite da genitori soli con uno o più figli a carico. Io non ho niente, sono favorevole che si tenga conto di questo, ma non può essere che alla fine se non si chiariscono bene le modalità di accesso a questi finanziamenti, una larga parte di cittadini si trovi al di fuori della possibilità di accesso e poi non si capisce perché il 40 per cento di questi importi venga stabilito a fondo perduto per un importo non superiore ai 20.000 euro. Quindi, io ripeto, mi asterrò su questo emendamento di cui è primo firmatario l'onorevole Contu, però sarei molto grata se ci fosse un chiarimento definitivo proprio perché come socialisti abbiamo posto particolarmente l'accento su questo aspetto e forse quanto meno per evitare posizioni estreme, se ci fosse una risposta, non sarebbe sgradita.

PRESIDENTE. Siamo in votazione colleghi degli emendamenti numero 359 e 361. E' stata chiesta la votazione elettronica. Dichiaro aperta la votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 359 e 361.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Cappai - Cassano - Contu - Farigu - Gallus - La Spisa - Lai Renato - Licandro - Lombardo - Marracini - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pittalis - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Caligaris - Scarpa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 61

votanti 58

astenuti 3

maggioranza 30

favorevoli 18

contrari 40

(Il Consiglio non approva).

Emendamento numero 149, primo firmatario l'onorevole Diana.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Solo sulle modalità di voto, Presidente, lo scrutinio elettronico palese.

PRESIDENTE. Elettronico palese sul numero149.

Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Per fare una domanda semplice all'estensore di questo comma. La lettera c) mi pare del comma 23 "aver dimorato in Sardegna con residenza anagrafica continuativa da oltre cinque anni". Cosa significa "con residenza anagrafica continuativa da oltre cinque anni", Assessore? Perché potrebbe dare adito a molte interpretazioni. E cosa vuol dire "aver dimorato in Sardegna?"

Solo questo, poi esprimerò il mio voto.

PRESIDENTE. Stiamo votando colleghi.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 149.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Cassano - Contu - Dedoni - Farigu - Gallus - La Spisa - Ladu - Licandro - Lombardo - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Randazzo Alberto - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Caligaris - Lai Renato - Marracini - Pittalis - Scarpa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 61

votanti 55

astenuti 6

maggioranza 29

favorevoli 17

contrari 38

(Il Consiglio non approva).

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 176.

Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Sì Presidente, solo perché stiamo parlando di materia assai importante, sia l'onorevole Caligaris che il sottoscritto hanno posto delle domande prima di esprimere un voto infatti come lei avrà notato io non ho potuto esprimere il mio voto perché ho fatto una domanda all'Assessore che mi pare fosse anche disponibile a rispondere, però la fretta, l'accelerazione che le vuol dare probabilmente non dà il tempo all'assessore…

PRESIDENTE. Onorevole Cappai quale accelerazione? Se l'Assessore intende parlare si prenota, abbia pazienza, io sono qui…

CAPPAI (U.D.C.). Ho capito, siccome siamo da un'ora che stiamo facendo domande ma gli assessori non parlano…

PRESIDENTE. Le dichiarazioni di voto non servono per fare domande, né per ottenere risposta, qualche risposta se gli assessori vogliono la possono pure dare e glielo consentiamo ma se non si prenotano mi pare chiaro il loro pensiero.

Grazie onorevole Cappai. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Sì grazie Presidente, io esprimo il parere a favore dell'emendamento numero 176, chiedo lo scrutinio elettronico palese sull'emendamento stesso. Devo dire che, l'onorevole Cappai non ha sicuramente bisogno di avvocati difensori, però durante tutto il corso di questa finanziaria, assessori Dirindin e Cannoni, c'è stato uno scambio di ragionamenti tra l'Aula e la Giunta con la disponibilità al chiarimento da parte degli Assessori che hanno ritenuto di avere qualcosa da chiarire ovviamente, nel senso che se le domande sono sembrate agli Assessori speciose, o provocatorie, o comunque domande fuori luogo, dal loro atteggiamento di non risposta si intende che le considerano speciose, fuori luogo o poco rispondenti all'economia del lavoro dell'aula. Però, fermo restando questo, sarebbe interessante comprendere qual è la necessità che porta lo spostamento di una competenza, quella specifica dell'emendamento numero 176 che è sempre stata in capo all'assessorato al lavoro e sicurezza sociale, la porta in campo all'assessorato alla sanità, nel senso che l'assessorato al lavoro ha sempre comunque avuto una propria struttura e una propria agilità, oltre che una competenza specifica sui problemi di inserimento di questa categoria di svantaggiati che ha fatto sì che la Regione lo abbia sempre considerato lo strumento migliore per fondare le proprie politiche di settore. Mentre l'assessorato alla sanità ha, per denuncia fatta dallo stesso assessore Dirindin in più circostanze, comunque una struttura burocratica sicuramente più pesante quindi una capacità complessiva di gestione che è assai meno attiva e capace che lo rende probabilmente meno idoneo a svolgere una mansione che storicamente, per esperienza consolidata, per capacità di soluzione del problema, è sempre stata in capo all'assessorato al lavoro. Ora, sarebbe interessante comprendere, magari il collega Uras che ha esperienza nell'assessorato al lavoro, senza disturbare la Giunta si alzi in piedi ci spieghi qual è la ratio di questo spostamento e può darsi che noi, meno competenti, lo comprendiamo e a quel punto non c'è più nessun argomento di contendere. Se invece fosse una svista o fosse una cosa che può essere ricollocata al posto suo facendo meno danno, è uno di quei piccoli emendamenti su cui l' Aula può manifestare la sua disponibilità.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Vargiu. Ha domandato di parlare il consigliere Farigu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FARIGU (Gruppo Misto).Grazie Presidente, io francamente davvero non capisco, questa norma espressa nel comma 37 è manifestamente ordinamentale, sta modificando le competenze di un assessorato, dell'assessorato al lavoro, cooperazione e sicurezza sociale, come lo modifica, non so se qualche emendamento ci sarà anche nel comma quinto eccetera… Ora io vorrei ricordare e a lei Presidente e anche all'Assessore che le associazioni destinatarie di questi contributi sono state declassate da ente pubblico in associazioni private quali erano prima, con 616 del '77 riconducendo queste associazioni a organizzazioni sindacali rappresentative dei disabili, dei loro iscritti si intende, e non di tutti i disabili di quella categoria. Quindi l'Unione ciechi rappresenta i ciechi iscritti all'Unione ciechi, e così via, ma sono associazioni private, non hanno nessun compito assistenziale. Hanno semplicemente compiti di una organizzazione sindacale di queste categorie di disabili, cosa centri la sanità, semplicemente perché i ciechi sono ciechi in conseguenza di una patologia? Ma essi sono minorati non ammalati, quando sono ammalati se ne occuperà la sanità, ma finché sono soltanto invalidi essi, come tutti i sindacati, il loro sindacato sono le loro associazioni, sono contributi di funzionamento ed organizzazione, non per l'assistenza, queste sono associazioni che non hanno alcuna competenza ad erogare assistenza, e la domanda è: come mai queste se le trasferisce? Ma io l'ho capito, come ho capito quelle sul randagismo, come ho capito il comma quinto sulla questione degli interventi sugli infortuni, è davvero la volontà del Presidente di concentrare tutti i poteri sull'Assessorato alla sanità che evidentemente è di sua esclusiva…. evidentemente l'Assessore al lavoro e formazione professionale eccetera eccetera per la sua giovane età e per la sua non compiuta integrazione evidentemente di questo non si fida abbastanza e allora si conferisce tutto all'assessorato alla sanità. Io voto a favore ovviamente dell'emendamento che io stesso ho presentato.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Farigu. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Sì per dire che voterò a favore dell'emendamento ma soprattutto perché voglio dare merito all'intervento del collega Farigu e manifestare tutto il mio sconcerto per l'atteggiamento che ha assunto la Giunta durante l'intervento del collega Farigu che come voi tutti sapete non ha potuto vedere quello che avveniva nei banchi della Giunta mentre faceva il suo intervento e giustamente, come dice il collega Farigu in merito all'emendamento e in merito a quanto successo è per lui un vantaggio, mi è sembrato di capire, che non abbia potuto vedere ma siccome io credo che questo dibattito sia fatto anche di sensibilità per chi le ha, trovo alquanto inopportuno questo comportamento, e non è stata sicuramente una scena edificante.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Capelli. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (P.D.). Mentre il collega Farigu stava intervenendo, io ero, lì, vicino alla Giunta, che disturbavano, così come ho fatto in altre occasioni, voglio chiedere scusa al collega Farigu. Penso che non sia successo in quest'Aula, durante l'intervento del collega Farigu, nulla di più di quello che è successo durante gli altri interventi, e quindi non mi pare giusto e corretto che si evidenzi l'atteggiamento e il comportamento né del sottoscritto né della Giunta in occasione dell'intervento del collega Farigu, del quale io personalmente ho grande stima e grande rispetto, e per dichiarare che voterò a favore dell'emendamento soppressivo.

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 176.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Atzeri - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cassano - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Espa - Fadda - Farigu - Floris Vincenzo - Frau - Gallus - Gessa - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licandro - Licheri - Lombardo - Manca - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Moro - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo Alberto - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Matteo - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Uggias - Uras - Vargiu.

Si è astenuto il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 64

votanti 63

astenuti 1

maggioranza 32

favorevoli 63

(Il Consiglio approva).

PRESIDENTE. Emendamento sostitutivo parziale numero 993, sostitutivo parziale dell'emendamento numero 889.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Scusi, Presidente, possiamo passare ai sostitutivi essendoci sospeso un soppressivo?

PRESIDENTE. Si.

VARGIU (Riformatori Sardi). Perfetto. Ecco, io credo, esprimendo il mio voto a favore sull'emendamento numero 854, che mi sembra identico al numero 855, chiedo conferma al collega Pacifico, presentatore. Lo faccio mio, nessun problema. Posso continuare la dichiarazione, Presidente?

PRESIDENTE. Dobbiamo votare l'emendamento numero 993, che è sostitutivo totale dell'emendamento numero 889. Sull'emendamento numero 993 c'è il parere favorevole della Commissione e della Giunta.

VARGIU (Riformatori Sardi). L'emendamento numero 993?

PRESIDENTE. L'emendamento numero 993.

VARGIU (Riformatori Sardi). Sull'emendamento numero 993 svegliamoci.

PRESIDENTE. Onorevole Vargiu, dichiara il suo voto sull'emendamento numero 993?

VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, io pensavo di doverlo dichiarare sull'emendamento numero 854. Le chiedo scusa. Io spero che ci sia, da parte dell'Aula, una reazione civile di fronte all'emendamento numero 993, nel senso che questo è veramente un emendamento difficile da digerire e difficile da votare. Quindi, chiederei su questo emendamento lo scrutinio elettronico palese, affinché ognuno prenda le proprie responsabilità, ma soprattutto chiederei, colleghi, di ragionarci un attimo su questo emendamento, nel senso che noi abbiamo sostenuto che la sanità ha un ritardo di innovazione tecnologica, di obsolescenza delle apparecchiature importante, lo abbiamo condiviso tutti, lo ha condiviso la Commissione, lo ha condiviso la Giunta, che ha presentato, nell'articolo 8, il comma 1. Adesso, io comprendo che la Giunta si trovi in difficoltà legate a qualche cosa di cui noi da tempo le avevamo detto che sarebbe successo, e cioè l'incostituzionalità della tassa sulle seconde case, però, colleghi, cerchiamo una maniera per farla pagare da qualcuno che non sia l'innovazione tecnologica in sanità, cioè, cerchiamo di trovare un modo che consenta di evitare che ci sia uno scempio di questo genere. Non è pensabile che un errore della maggioranza sia pagato dalla salute dei cittadini sardi. Colleghi, questo è veramente forse l'emendamento decisivo dell'atteggiamento della minoranza sull'articolo 8, perché non è pensabile che voi possiate chiedere alla minoranza di stare in silenzio durante la discussione di questo articolo, se l'emendamento numero 993 viene approvato in questa stesura, perché è una stesura che crea inquietudine, è una stesura non tollerabile. Se questi soldi servono, non è possibile che, siccome le tasse sul lusso sono andate male, le paghi la sanità, non è pensabile. Io veramente mi appello alla coscienza di ogni singolo consigliere regionale, perché questo non è più un problema di maggioranza o di minoranza, è un problema di coscienza di ognuno di noi. Non aggiungo altro.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PACIFICO (P.D.). Grazie. Pur comprendendo le ragioni che hanno portato a questo emendamento, noi tutti condividiamo le difficoltà di percorso rispetto a quanto è avvenuto sull'abolizione delle tasse sul lusso, e quindi la necessità di trovare e reperire ulteriori finanziamenti. Io pongo un problema da cui deriva anche la mia dichiarazione di astensione. Noi da troppo tempo aspettiamo investimenti, da troppi anni, investimenti sulla tecnologia e il miglioramento tecnologico nella nostra sanità. La tecnologia va in obsolescenza, soprattutto in sanità, dove il profilo di tecnologia è molto alto, si calcola nel giro di quattro, cinque anni, non di più. Da quattro, cinque anni ci sono strutture ospedaliere di alto profilo, io mi riferisco al Brotzu, anche policlinici universitari, e anche altre strutture ospedaliere, che sono in forte sofferenza. Pur capendo le motivazioni che hanno portato la Giunta a proporre questo emendamento, io ritengo di non poter condividere in toto, per cui dichiaro il mio voto di astensione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

SECCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.Grazie, Presidente. Penso che sia estremamente chiara la ragione per cui presentiamo questo emendamento. Intanto, devo dire, se fosse sfuggito a qualcuno, spero di no, che comunque, rispetto alle nostre prime dichiarazioni in cui facevamo carico per tutti i 50 milioni per i quali dobbiamo ridurre la spesa per compensare la mancata entrata, come i signori consiglieri vedono, nell'emendamento numero 993 stiamo facendo carico alla sanità soltanto per 40 milioni di euro, non per 50. Recuperiamo 10 milioni di euro sugli investimenti per manutenzioni. E per confermare anche che tutto l'impegno della Giunta regionale, il Governo della Regione, per il rinnovo della tecnologia e anche delle manutenzioni, troverà capienza in risorse straordinarie diverse da quelle di bilancio. Quindi, l'impegno per il rinnovo della tecnologia attraverso i programmi che erano stati previsti, e l'impegno per destinare 20 milioni di euro alle manutenzioni è confermato, è soltanto spostato l'utilizzo delle risorse. Dobbiamo ancora verificare se è possibile in parte utilizzare le somme dai 371 milioni, e, in alternativa, abbiamo comunque i fondi FAS, sui quali potremmo sicuramente intervenire per la quantità di risorse che sono necessarie a compensare la riduzione che adesso stiamo facendo.

PRESIDENTE. Grazie Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARRACCINI (Gruppo Misto). L'onorevole Vargiu si sorprende. Io credo non ci sia sorpresa su questa operazione, che è un'operazione assolutamente in linea con le diverse azioni contro la sanità. Io credo che l'onorevole Pacifico stia cercando di salvare il salvabile rispetto a quello che è veramente un disastro sulla sanità, e questa la dimostrazione di questo emendamento. Io mi auguro che ancora ci sia qualche barlume su questa manovra, per poter magari, con qualche voto segreto, recuperare qualche posizione, però io ho paura, caro onorevole Pacifico, che sulla sanità, in questa legislatura, abbiamo toccato il fondo. Per quanto lei cerchi di salvare qualche voto di qualche collega medico, di qualche paziente che ancora le è rimasto, io credo che sarà molto, molto in salita. Le auguro il contrario, ma ho l'impressione sostanziale che sarà una debacle totale sul campo della sanità per quanto riguarda questo centrosinistra. Questo emendamento è veramente quanto di più vergognoso, caro onorevole Pacifico, si possa vedere. Io credo che lei non abbia la possibilità di dire diversamente, e mi richiamo ai compagni della Sinistra Autonomista, Arcobaleno e quant'altro. Come fanno a votare un emendamento del genere, quando rimane un milione di euro per il G8? Come fanno a dire Come fanno a dire che questo può essere votato, quando ci sono i 10 milioni su "Sardegna fatti bella" che forse era meglio, per tanti motivi, eliminare? Come fanno a continuare a pensare che togliere soldi alla sanità sia più utile che non per altri tanti sprechi che sono stati fatti?

Io mi richiamo alla loro grande sensibilità e al senso del dovere che li ha sempre caratterizzati, per cercare di trovare un sussulto di orgoglio e bocciare questo emendamento perché veramente è quanto di più deleterio si sia mai visto negli ultimi anni.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marracini.

Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Noi siamo contrari all'approvazione di questo emendamento per due motivazioni. La prima motivazione è nel merito, nel senso che noi non condividiamo il fatto che un errore politico di questa maggioranza poi lo debba pagare la sanità che già sta attraversando un momento difficile in Sardegna; e poi non condividiamo neanche il fatto che, dopo che c'è stata la sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato la legge che prevedeva la tassa sul lusso, io avrei preferito che questo grande cambiamento della finanziaria fosse oggetto di discussione anche nella Commissione bilancio, perché non è giusto che si decida di fare tagli alla sanità sapendo anche che questo continuerà a peggiorare la situazione della sanità stessa.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIANCU

(Segue LADU). Io l'ho detto prima, noi stiamo attraversando un momento particolare nel senso che la sanità, dal punto di vista tecnologico è indietro, dal punto di vista infrastrutturale è indietro e se oggi ci sono liste d'attesa lunghissime, se la gente sta andando a curarsi fuori, è sicuramente perché non siamo preparati per avere una sanità veramente competitiva; ebbene, noi che cosa facciamo? Invece di andare a tagliare i rami secchi - e ce ne sono tanti in questa finanziaria - andiamo a tagliare ancora dalla sanità dove invece avremmo dovuto rimpinguare ancora questi capitoli. Quindi, è un doppio errore politico per quanto ci riguarda, perché questo Governo della Regione avrebbe dovuto andare a verificare dove ci sono veramente gli sprechi in questa finanziaria e avrebbe dovuto lasciare, e anzi rimpinguare, questi capitoli che sono importanti per il presente e per il futuro della sanità. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ladu. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Io credo che siamo arrivati al redde rationem. Quando, stamattina, nell'intervento ho preannunciato che avremo verificato quelle che erano le sussistenti intenzioni della Giunta di voler togliere dei finanziamenti alla sanità per coprire l'incapacità di creare effettive, reali, serie possibilità delle entrate, oggi, in questo mentre, noi ci accorgiamo che, per bocca dell'assessore Secci, non solo si sbaglia ma si persevera nell'errore, non volendo neanche riconoscere il fatto che si sta colpendo un nodo sensibile della sanità sarda, si sta cercando di bloccare ancora una volta quelle che sono le possibilità, le capacità che il sistema della medicina sarda possa dare risposte serie ai malati che sono costretti ad andare fuori dalla Sardegna per trovare adeguate forme di macchinari all'altezza ed adeguati.

Io mi chiedo: perché non toccate e danari che sono destinati ai nuovi ospedali, quando pensate che dei vecchi ospedali volete farne qualcosa di diverso dalla sanità e farci forse anche qualche speculazione turistica!? Perché non incominciate a ragionare con la vostra testa e ipotizzate che, anziché chiudere gli ospedali che possono essere risanati e sistemati, anziché costruirne di nuovi, non togliere danari, almeno momentaneamente, da quella ipotesi, anziché frenare ancora una volta la capacità di poter guarire dei malati, di fare delle analisi sui malati che invece sono costretti ad andar fuori dalla nostra Isola! Vergognatevi!

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dedoni. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Grazie, Presidente. Cominciano ad arrivare al pettine i nodini. Questo emendamento 993 proposto dalla Giunta, sul quale esprimo voto contrario, comincia a dare un significato ben preciso su quelle che sono le volontà della Giunta, su quella che è stata anche la condivisione dell'Assessore della sanità rispetto a quel piano faraonico di 660 milioni di euro che sottende il comma 1 e che viene, con due righe, depauperato di 84 milioni di euro. Già la stranezza che si fosse preventivato, nel comma 1, un piano di investimenti fino al 2018, credo, Assessore, per quanto le possa augurare lunga vita, io non credo che, per l'interesse dei sardi, lei possa rimanere seduto su quello scranno per un altro anno, se Dio ci accompagna al completamento di questa legislatura, perché questo è un altro degli attentati alla sanità sarda: illuderci, e illudere soprattutto chi attende questa innovazione tecnologica, gli operatori, ma soprattutto i cittadini che chiedono di avere a disposizione tutti i giorni non soltanto strutture ma soprattutto strutture efficienti, strutture di qualità, strutture che siano in grado di erogare prestazioni.

Assessore, molto probabilmente avrebbe dovuto soffermarsi un attimino a rielaborarlo tutto il comma 1, visto che lei, non solo toglie le risorse al punto a) e al punto b), lei toglie le risorse anche alla prima parte del comma, dove avrebbe dovuto aggiornare quella cifra di 660 milioni di euro e riportarli, eventualmente, a 576 milioni di euro. Va bene che sui numeri c'è un modo diverso di vedere le cose, bastava, Assessore, quello che stiamo chiedendo fin dal primo momento dell'ingresso in Commissione della finanziaria: un mutuo, bastava un mutuo, molto probabilmente avreste fatto meno danni. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Contu. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MASIA (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Naturalmente cercherò di fare un intervento pacato, per quanto breve. Io ho fatto un intervento poco fa sull'articolo 8 che, nessuno può negare, era positivo, nonostante le vicende che sta vivendo il mio Gruppo e che mi avrebbero dovuto portare, probabilmente, ad essere un pochino più critico. Era un intervento di fiducia, di condivisione dell'articolo 8 e della politica sanitaria. Devo confessare, però, che non avevo visto questo emendamento e questo emendamento prevede cose che non sono di poco conto, e in linea di massima, per alcuni aspetti, modifica quello che era l'indirizzo che io ritenevo sicuramente da sostenere e positivo; un indirizzo che cerca di dare attuazione a tutto quanto quello che si è impostato fino ad oggi.

Capisco il Presidente della Commissione, le difficoltà naturalmente che lo portano anche ad astenersi, ma è un messaggio, un messaggio preciso che io credo non possano essere disattese, anche per quello che rappresentano.

La prospettiva che è stata fatta vedere in questi anni agli operatori, a coloro che gli hanno detto di capire quello che si stava portando avanti, e quindi di aspettare perché si stava lavorando per creare quelli che erano gli strumenti necessari per dare una svolta alla sanità, mi pare che con questo emendamento rinviano nel tempo quelle che sono le aspettative, le opportunità che si possono avere. Quello che è l'ammodernamento tecnologico del patrimonio sanitario - patrimonio sanitario pubblico, intendo - io credo che non possa aspettare. Io posso anche capire che c'è l'esigenza, in funzione di queste mancate entrate, di trovare la possibilità di toglierle da qualche parte, ma perché proprio dalla sanità? Proprio in quel settore dove noi diciamo che, pur avendo fatto molto, tanta è l'attesa e tanta e la possibilità di poter cambiare. Credo che l'ammodernamento tecnologico così come è in previsione, ritenendo anche quelle cifre secondo il mio punto di vista non sufficienti non debba essere toccato, per quell'invito naturalmente è a pensarci, a vedere un attimo che cosa si può fare, a trovare da altre parti queste risorse che pure devono essere trovate e l'invito è in particolare proprio all'Assessore, l'Assessore che naturalmente sa quante difficoltà ci sono per portare avanti questi progetti e in particolare quelle che sono le risposte che devono essere date, operatori che hanno avuto fiducia per i quali naturalmente io ritengo che bisogna tenere buoni e a questi naturalmente dare delle risposte. E' un emendamento che non condivido, credo che nella migliore delle ipotesi, per quelle cose che già detto mi dovrò astenere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì Presidente, io voterò a favore dall'emendamento numero 993, senza però non rinunciare a rimarcare che ancora una volta la decisione è stata assunta in piena autonomia dal Presidente della Giunta che lo ha annunciato in quest'aula, ha annunciato la decisione che era stata già assunta in occasione del dibattito sul giudizio espresso dalla Consulta sulle tasse sulle seconde case. Non posso inoltre non evidenziare che anche in questo caso una riflessione condivisa, almeno con il Presidente della Commissione sanità, sarebbe stata non solo opportuna, ma anche necessaria, visto e considerato che tocca un aspetto veramente importante e sul quale il Presidente della Commissione e l'intera Commissione si sono spesi in questi anni. Ciò a maggior ragione nel momento in cui la maggior parte degli emendamenti sottoscritti dal Presidente della Commissione sanità e dai componenti di maggioranza di quella Commissione, a questi emendamenti è stato chiesto il ritiro, altrimenti ci sarebbe stato il voto, o comunque il parere negativo della Commissione bilancio. Io credo, Presidente, che non si possa continuare a lavorare in questo modo, a non ascoltare i suggerimenti, ad operare senza un più corretto rapporto sia con le Commissioni che con la maggioranza, perché in questo modo si finisce con il creare delle situazioni veramente difficili che potrebbero determinare dei momenti che non possono più tornare indietro. Quindi lo sto facendo come atto di responsabilità, ma sia chiaro, che non condivido quanto è stato scelto in questa circostanza, il modo e il contenuto che è stato portato all'attenzione in questo momento dell'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Sì grazie, Presidente, noi quando abbiamo contestato queste tasse, lo avevamo fatto nell'interesse dei sardi, e mi rivolgo anche all'onorevole Pisu quando si parlava l'anno scorso che queste tasse dovevano servire in qualche modo a portare un po' di ossigeno alle zone interne; qua non solo non abbiamo portato ossigeno alle zone interne, ma lo stiamo togliendo a chi veramente ha bisogno di ossigeno. Era stato un cavallo di battaglia queste tasse populistiche che erano state inventate, si è rivelato un clamoroso errore da parte del Presidente e della sua Giunta, perché oggi tagliare questi fondi, Assessore alla sanità, per l'innovazione tecnologica, probabilmente vuol dire tagliare i fondi per le attrezzature, per la TAC, per le risonanze e per le strumentazioni di cui hanno bisogno gli ammalati sardi. E quindi questo vuol dire mettere a repentaglio probabilmente la salute dei sardi. E quindi la vera sentenza, se dovesse passare questo emendamento, non è la sentenza della Consulta, ma la vera sentenza sarebbe questo emendamento. Una sentenza per chi ha necessità della sanità in Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (P.D.). Neppure la foga dell'intervento può consentire a qualche collega, devo dire mi dispiace, di dire sciocchezze rispetto a quest'emendamento e agli interventi sulla sanità. Quindi, io non mi vergogno per l'emendamento, che voterò a favore, mi vergogno per qualcosa che ho sentito in Aula e che qualche collega avrebbe fatto bene a non dire. Ne ho visto in questi giorni emendamenti tendenti a tagliare rami secchi, del collega Ladu, se non qualche emendamento per tagliare l'albero, non certamente i rami secchi. La botte piena e la moglie ubriaca non si può avere, e non ci sono stati mai nel passato tante risorse per investimenti nella sanità come quelli che sono stanziati nel 2008. E quindi non bisogna esagerare con le affermazioni, né questo emendamento è piovuta in Aula all'improvviso perché questo emendamento è stato discusso, concordato nella maggioranza e ha annunciato dal Presidente il giorno in cui veniva comunicato all'Aula la decisione della Corte costituzionale di ritenere non legittime le tasse che sono state discusse. E si è ritenuto opportuno, già in quell'occasione, segnalare che le risorse sarebbero state recuperate non riducendo le entrate, contemporaneamente le spese e che avremo preso riferimento alle spese l'emendamento che è stato adesso presentato, che è quello che fu annunciata in quest'occasione discusso concordato con la maggioranza. Il collega Pacifico, Presidente della Commissione sanità, ha chiesto al Gruppo di poter sostenere per segnalare quello che ha segnalato, l'esigenza che comunque l'intervento in finanziaria di riduzione delle risorse oggi decise, non significava una rinuncia all'intervento che è stato concordato e da noi voluto, perché non è che questo intervento che, questo è un intervento voluto da questa maggioranza da questa Giunta che ha stanziato per la prima volta ingenti risorse per la sanità nelle politiche come quelle che stiamo discutendo. E l'intervento del collega Pacifico era semplicemente il modo di segnalare la Giunta che questo impegno va mantenuto e siccome non può essere mantenuto con le risorse in finanziaria dovuto al taglio delle entrate, perché non ci sono più le tasse che sono state dichiarate illegittime, ha chiesto alla Giunta impegni precisi, che la Giunta qui ha assunta che per me valgono, e valgono per tutto il nostro Gruppo, ha assunto impegni precisi che la Giunta reperisce le risorse dalle risorse straordinarie, da entrate straordinarie, per mantenere gli impegni, e questa Giunta e questa maggioranza manterrà gli impegni. Per questo noi votiamo compatti, penso eccezione fatta per il collega Pacifico, che aveva solo questa finalità, di chiedere alla Giunta di mantenere quell'impegno e noi è questo impegno lo assumiamo come maggioranza e lo assumiamo come Giunta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Noi, dico, ovviamente, voto certamente contrario, quello che noi diciamo non è un grido allo scandalo così strumentale, è una presa d'atto di un imbarazzo e di una confusione nelle scelte che si manifesta anche in questo emendamento, non capiamo perché dovendo tagliare delle spese si decida di tagliare proprio queste, non capiamo perché non si tagli in altri stanziamenti, anche più cospicui, è stato detto, dove forse si poteva intervenire senza colpire una questione così dolente, un nervo così scoperto del sistema della salute in Sardegna. E ci viene un dubbio, il dubbio è che voi avete deciso di tagliare qui, perché qui ci sono soldi veri, mentre da altre parti dove forse si poteva, o apparentemente sembra si potesse tagliare, forse non ci sono soldi veri.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Io vorrei tentare un leggero dialogo con i colleghi della maggioranza. Cosa che già dall'atteggiamento mi sembra impossibile. E allora chiederei all'Assessore al bilancio, cortesemente, se può dichiarare all'Aula quanto dobbiamo recuperare esattamente per il mancato introito delle cosiddette supertasse, o meglio di due di queste: plusvalenze e l'altra sulla seconda casa. E inoltre, chiedo, siccome la Corte ha sentenziato, dovremmo recuperare o meglio restituire quello che abbiamo già incassato per le annualità precedenti? e a quanto ammonta? A 50 o 60 milioni di euro secondo i dati consuntivi? Perciò dobbiamo recuperare, a mio avviso, dai 95 più 50, circa 140 milioni di euro. Li andiamo a prendere da che cosa? Dalla sanità e dagli investimenti per il rinnovo del patrimonio tecnologico. Colleghi, torniamo alla tabella E, cioè coperta dall'anticipazione delle entrate del 2011, perciò stiamo lavorando sul virtuale, complessivamente. Allora mi chiedo: se questi investimenti non erano necessari, perché sono in finanziaria? Perché sono stati messi in finanziaria? Perché tagliamo proprio questi che invece devono essere interventi primari per l'assistenza al rinnovo del parco tecnologico delle strutture sanitarie. Se fossero stati interventi che potevamo tagliare tranquillamente, bene avrebbe fatto la Giunta a non metterle neanche in finanziaria, ma vi riporto alla tabella E, da cui vengono presi questi denari. Allora, se del virtuale stiamo parlando, perché non portare da 500 a 600 milioni l'anticipazione delle entrate? O a 640, quanto ci vuole per coprire le mancate entrate più quello che dobbiamo restituire degli anni precedenti, facciamo direttamente un'operazione virtuale e non tocchiamo niente sugli investimenti, se così potesse essere. Io credo che questo ragionamento non l'ha seguito né il collega Marrocu né l'Assessore al bilancio, per cui non potrò avere nessuna risposta, ma a questo ormai ci siamo abituati, perché le risposte sui ragionamenti seri qui non arrivano mai, e mai arriveranno finché ci sarà un atteggiamento di indifferenza e di supponenza da parte della Giunta.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Capelli. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LICANDRO (F.I.). Sì, Presidente, io voterò contro questo emendamento e, del resto, io credo che non servano tante parole, credo che serva molto di più l'imbarazzo che è evidente fra i colleghi della maggioranza; rendiamo merito all'attuale Presidente della Commissione sanità che ha dichiarato il suo voto di astensione, come pure del precedente Presidente della Commissione sanità Pierangelo Masia. Sono però d'accordo con il Capogruppo Marrocu quando dice che non c'é nessuno scandalo, che non c'è nessuna sorpresa in questo emendamento. Sono perfettamente d'accordo perché lo scandalo è qualcosa che irrompe in una quotidianità fatta di cose normali, e non è certo questo il caso per questa operazione che viene assolutamente dall'alto. Siamo abituati, del resto il presidente Soru è stato definito, più di una volta, "Monarca assoluto" e si crede così potente da poter superare, tutte le volte che lo ritiene opportuno, i limiti che ci impone la nostra Costituzione e, quindi, quando ogni tanto capita che viene bacchettato dalla Corte Costituzionale, lo costringe a delle marce in dietro che sono assolutamente penose. Io sapevo già, non mi sono sorpreso quando ho saputo che avremmo dovuto restituire i soldi di quelle che impropriamente vengono chiamate "tasse sul lusso", sapevo che la sanità avrebbe pagato il prezzo maggiore, e del resto sono molto preoccupato più per quello che verrà ancora, perché se come temiamo, la Corte Costituzionale farà presto il bis e dopo le tasse cosiddette "sul lusso" valuterà costituzionalmente illegittime le poste in bilancio che si basano su presupposti non veri - come indicare delle risorse che ancora non esistano -, allora io credo che saranno tanti e ben altri i conti che andranno rifatti, e non soltanto quella sanità dove i vostri interessi si concentrano certamente con un'attenzione superiore a quella dei vostri vituperati predecessori.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Licandro. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Grazie Presidente. Stamattina, la collega Caligaris, non me ne voglia se la cito più volte, stasera, ha sollevato una questione e ha detto che i 660 milioni destinati dal 2008 al 2018 era una cifra sbagliata: ha ragione onorevole Caligaris, ma come vede la Giunta non ascolta, cammina imperterrita per la sua strada e non rifà i conti, perché sono 660 milione e 300 mila e non 600 mila; ma questo ha poca importanza. Ciò che ha importanza, invece, è rispondere al Capogruppo del PD che gradirei mi ascoltasse: vede, onorevole Marrocu, io sono un semplice ragioniere, e le posso dire che le somme che voi impegnate su questo comma, sul comma 1 dell'articolo 8 della sanità, assomma solo 32 milioni e 500 mila, e non 660 milioni e 300 mila; da che cosa deriva? Lei ha detto: nel 2008 abbiamo messo ingenti risorse per la sanità. Bene, si faccia i calcoli, 32 milioni e 500 mila, perché tutte le altre risorse sono a valere dal 2009 fino al 2018, cioè, state impegnando anche altre tre legislature per dire che farete qualcosa, ma ciò che è vergognoso è che le togliete a un settore della sanità, perché noi, che operiamo in quel mondo, sappiamo che è carente di strutture tecnologicamente avanzate. Quando noi siamo andati a visitare gli ospedali, i medici non ci chiedevano di costruire nuovi ospedali, ci chiedevano che avevano bisogno di fondi per l'ammodernamento delle strutture tecnologiche. Bene, voi non le ascoltate, e bene ha fatto il Presidente della Commissione a dichiarare il suo voto di astensione, perché conosce la materia, ma per voi quello che si dice in quest'Aula non serve, tanto per voi ha deciso "l'uomo solo al comando" che ha deciso di tagliare qui anziché tagliare dai 371 milioni, però lì non poteva tagliare, perché i 371 milioni non li avete, come ha detto il collega La Spisa, sono soldi che non ci sono, e quindi l'unica possibilità che avevate era di tagliare qui; dite questo alla comunità, dite questo ai cittadini, che li state anche imbrogliando, dovrebbero conoscere la realtà i vostri elettori, per dire che volete fare grandi cose, ma con quanto? Con 32 milioni e 500 mila, ma si rifaccia i calcoli onorevole Marrocu.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Cappai. Ha domandato di parlare il consigliere Farigu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FARIGU (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Io, quando ho letto il comma 1 dell'articolo 8 ho immediatamente realizzato che quello era il frutto di una persona altamente introdotta nel mondo finanziario e sicuramente esperta nel mondo imprenditoriale; 660 milioni di investimenti nell'edilizia e nella tecnologia. Quindi io, pronunciandomi su parti specifiche di questo, cadrei in contraddizione, posto che per me era radicalmente da bocciare, da bocciare proprio per le cose che ho detto nella maniera che mi è riuscita di dire. Ma un'altra riflessione adesso mi viene spontanea: quegli investimenti, secondo quei titoli, erano davvero frutto di una ponderata valutazione? Erano o no necessari? Perché in una gestione razionale della risorsa pubblica, neanche un euro dovrebbe essere in partenza fuori luogo, non necessario; questa vuol dire razionalità della spesa pubblica. Oggi, invece, a seguito di quella sentenza si trova immediatamente e che è necessario; io capisco che sia necessario reperire quelle risorse per restituire l'indebito percepito dai cittadini, contribuenti a seguito della sentenza, però toccarli proprio in un settore della tecnologia della sanità diventa una cosa non comprensibile, perché abbiamo, in quel settore, dei manifesti ritardi che determinano quelle famose "liste d'attesa" per determinate diagnosi ad alta tecnologia sono la conseguenza dell'inadeguatezza delle tecnologie a disposizione della sanità pubblica. E allora noi vogliamo ancora allungare queste liste d'attesa? Vogliamo obbligare i nostri cittadini ad andare verso i viaggi della speranza in Italia e all'estero? Sa, Presidente, quanto bracconaggio sanitario producono questi ritardi, queste lunghe liste d'attesa? Lei sta quanti sanitari che contano, che vanno in privato, si fanno pagare…

PRESIDENTE. Concluda onorevole Farigu.

FARIGU (Gruppo Misto). Presidente, me la lasci dire questa, nell'interesse di tutti! Questo è bracconaggio sanitario! I sardi mi capiscono bene, quanti sanitari autorevoli sottopongono in privato a visita nei propri ambulatori, si fanno pagare in privato per ottenere eventualmente l'accelerazione delle visite specialistiche che altrimenti attenderebbero per lunghissimo periodo. E allora vogliamo stroncare anche questo fenomeno che è eticamente spregevole e pesantemente dannoso per il cittadino in stato di bisogno.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Farigu. Ha domandato di parlare il consigliere Renato Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI RENATO (Gruppo Misto). Grazie signor Presidente. Io ritengo che ridefinire la spesa secondo le indicazioni di questo emendamento offenda la nostra sensibilità non solo di consiglieri regionali, ma anche di operatori sanitari. Io stamattina ho ascoltato con molto interesse diversi interventi che hanno dato giustamente significato nell'articolo 8 a quella che era la destinazione delle risorse per le voci previste nel comma 1 alle lettere a), b) c) e d) e sono destinazioni significative. Abbiamo ricevuto autentiche lezioni di inviti ad avere consapevolezza e il senso dell'etica della spesa e molti di noi sono stati invitati e saranno invitati a ritirare emendamenti che toccano aspetti rilevanti della sanità, e magari vengono accusati, banalizzando il contenuto stesso degli emendamenti, di portare questioni di dettaglio o questioni di carattere locale e localistico. Non è così. Noi riteniamo che quest'operazione di ridefinire le spese su queste voci sia davvero offensiva, lo ripeto, e sarebbe umiliante per professionisti della sanità che siedono in questo Consiglio, come sono io, accettare un'imposizione di questo genere.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Lai. Ha domandato di parlare il consigliere Petrini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PETRINI (F.I.). Grazie Presidente. Io voterò contro l'emendamento numero 993. L'Assessore stamattina ha difeso la sanità, ha detto che non siamo gli ultimi e io ci credo che non siamo gli ultimi, Assessore, perché sono andato diverse volte da lei e l'ho vista lavorando, all'ora di pranzo, mangiava un panino, stava lì, lavorando, non si staccava dal lavoro, riceveva un sacco di gente. E' vero! E' veramente vero! L'ho sempre difesa! Io le ricordo, Assessore, l'anno scorso ho fatto un emendamento per aumentare all'unità spinale cinque posti; è stato da quest'Aula accettato e i posti letto non ci sono ancora, Assessore. Un letto speciale per le piaghe da decubito non c'è ancora, Assessore! Con questo emendamento non c'è più niente! Non arriva più niente, Assessore! Io, mi creda, l'ho sempre difesa tra questi banchi e anche in Commissione, però questo emendamento l'ho scoperto solo poc'anzi, sono mortificato al posto suo, Assessore! Mi creda! Sono mortificato al posto suo. Non ha saputo difendere la sanità in Sardegna! Non l'ha saputa difendere! Perché io credo in lei, credevo in lei! Ma con quest'emendamento, mi dispiace veramente. E i bambini mentali? Si ricorda dei bambini mentali che devono fare otto mesi per una visita? Otto mesi per un ciclo di terapia da Doneddu. Aspetteranno ancora! E così tutte le altre attrezzature. Io stesso vado fuori perché non abbiamo attrezzature sufficienti e moderne, ma io non parlo per me, per noi che grazie a Dio possiamo permettercelo, parlo per la povera gente! Caro onorevole Marrocu, per la povera gente anche della tua zona, del tuo territorio! Votate una volta tanto verde! Oppure sospendiamo quest'emendamento, mettiamoci d'accordo, vediamo cosa si può fare, leviamo i soldi da un'altra parte, ma non votiamolo, sospendiamolo, vediamo un po', mettiamoci a vedere dove si possono trovare i soldi. Assessore, non lo faccia, perché veramente è una delusione per lei e per tutta la Sardegna, tutti i sardi sono delusi, mi creda. La povera gente ne soffrirà di questo emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Petrini. Ha domandato di parlare il consigliere Cachia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CACHIA (P.D.). Signor Presidente, io nel vedere quest'emendamento ho avuto le stesse perplessità che ha il Presidente della Commissione sanità, perché io sono un operatore della sanità, purtroppo anch'io, e ho vissuto le varie vicissitudini della sanità sarda e ultimamente avevo visto un bagliore, che poi mi auguro che diventerà una luce accecante, con il nuovo Piano sanitario regionale, ma nel vedere questo nuovo emendamento effettivamente è successo un nuovo scoramento nella mia mente e quindi ero deciso o ad astenermi o a votare contrario. Poi l'intervento dell'assessore Secci e del Capogruppo del P.D. ha aperto uno spiraglio di luce. Io mi auguro che questi soldi, che chiaramente vengono così, non dico forzatamente, ma per necessità, portati via alla sanità escano dalla porta, ma rientrino dalla finestra. Se c'è l'assicurazione, come credo che già ci sia, da parte dell'Assessore, io voterò…

PRESIDENTE. Onorevole Pirisi, onorevole Petrini, ascoltiamo il collega Cachia per gentilezza o perlomeno se non l'ascoltiamo lasciamolo parlare, non disturbiamolo! Prego onorevole Cachia.

CACHIA (P.D.). Quindi stavo dicendo che se c'è da parte dell'assessore Secci la volontà e l'impegno chiaramente a riempire di nuovo questo capitolo io voterò a favore dell'emendamento.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Cachia. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Mi diceva qualche collega che forse siamo in troppi ad intervenire su quest'emendamento. Ma io penso che non debba sorprendere nessuno perché l'attenzione dell'Aula effettivamente si concentra non su un emendamento qualunque, ma su un emendamento che sottende una questione che ha un'indubbia valenza politica perché si sta ponendo una sorta di pezza ad un vestito originariamente mal cucito, cioè si sta ponendo un rattoppo all'esito di una bocciatura da parte del giudice delle leggi di quella politica sulle imposizioni inaugurata dal presidente Soru. E allora, vedete, se giustamente l'Assessore del bilancio per evitare di commettere un falso in bilancio deve apportare i correttivi, io penso che però altri correttivi dovranno essere da qui a breve apportati, anche in relazione ad altri pronunciamenti, e non solo, da parte dei giudici delle leggi. Mi preme però evidenziare una comune preoccupazione: non è tanto quello che ha detto l'amico Sergio Marracini o Renato Lai, ma le preoccupazioni espresse da autorevoli esponenti della maggioranza, in primo luogo dallo stesso Presidente della Commissione sanità, che pongono serie riflessioni. Pone una seria riflessione la questione della necessità di intaccare risorse della sanità senza considerare che ben si poteva attingere da altri capitoli di spesa, perché forse è meno importante il milione destinato per discutere della pace nel mondo, forse sono meno importanti altri capitoli di spesa in questa variegata e variopinta finanziaria che dà anche oltre le necessità contingenti. Allora, ecco perché il nostro giudizio su quest'emendamento è negativo, ritenendo che un maggiore sforzo di fantasia da parte dello stesso Assessore del bilancio, proprio perché sappiamo persona competente, e una maggiore difesa anche da parte dell'Assessore della sanità, perché è impensabile che si sia ritenuto originariamente necessaria una spesa e che questa spesa subisca una drastica riduzione degli stanziamenti. Allora vuol dire che non era una necessità originariamente e se abbiamo costruito la finanziaria con questo sistema, mi pare davvero che sia un giudizio negativo sull'intero impianto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUGINI (Sinistra Autonomista). La ringrazio, Presidente. Noi prendiamo la parola su questo argomento perché si tratta, in primo luogo, di assumere una responsabilità e noi vogliamo assumere questa responsabilità, superando anche opinioni e valutazioni diverse che sono presenti nella sinistra, perché vogliamo confermare con coerenza quanto abbiamo detto la settimana passata, quando abbiamo discusso della sentenza. Sappiamo di essere di fronte ad una situazione di emergenza e quindi a questa emergenza si deve rispondere con una iniziativa altrettanto di emergenza, avendo chiaro che noi non vogliamo ridurre gli interventi nel settore tecnologico della sanità, nel modo più assoluto, c'eravamo pronunciati a favore, stiamo facendo un ragionamento che tiene conto di un'esigenza e confermiamo allo stesso tempo che quelle risorse per fare gli interventi tecnologici devono essere trovate al più presto possibile con una iniziativa forte, che ci permetta di dire che stiamo facendo un prestito da questo capitolo o da questo argomento all'altro argomento. Per questo noi votiamo a favore e chiediamo ai colleghi, anche ai colleghi dell'opposizione: avete chiaro di che cosa stiamo parlando, collega Pittalis? Ce l'abbiamo chiaro l'argomento? Tutti avremmo voluto prendere da un'altra parte, li stiamo prendendo da questa parte sapendo che confermiamo un intervento e utilizziamo comunque in quest'occasione le risorse e responsabilmente la maggioranza si deve far carico di essere conseguente alla riflessione della settimana passata. Quindi, siccome noi non siamo stati interamente coinvolti, confermando che noi votiamo a favore dell'emendamento, chiedo al Presidente, prima di passare al voto, di sospendere qualche minuto in aula perché credo che sia opportuno che la maggioranza voti tutta compatta al di là dell'opinione di ognuno di noi. E' un segnale di responsabilità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MORO (A.N.). Grazie, Presidente. Intervengo specialmente e soprattutto per l'invito del collega Cugini. Io sono convinto che non si tratti solo ed esclusivamente di un prestito da un capitolo ad un altro, caro collega Cugini, perché qui si tratta della salute pubblica e molto spesso, anche nel comune sentire, diciamo che per i problemi della salute non ci sono preoccupazioni, si deve spendere quanto è necessario. Già i megagalattici manager che ci hanno portato dal continente per amministrare la sanità si sono solo ed esclusivamente preoccupati di quadrare i bilanci, hanno fatto i ragionieri della sanità, la sanità non è un qualcosa in cui bisogna vedere quanto si spende, la sanità è una cosa essenziale, che tocca ciascuna famiglia e ciascun paziente. Qua dei pazienti non si è trattato assolutamente, qua si lascia liberi di fare i viaggi della speranza che poi, tra l'altro, paga la sanità. Quindi, se ci dovesse essere uno storno da un capitolo all'altro non penso che bisognasse attingere dalla sanità. Come qualche collega mi ha detto e ha detto molto bene, forse avremmo dovuto guardare altrove, in un bilancio così variegato, multicolore, si può trovare effettivamente la possibilità di attingere da altre parti, invece qui si è voluto attingere dalla sanità. Quello che mi preoccupa, con tutta la tenacia che ha l'Assessore alla sanità, che abbia accettato supinamente di farsi prendere, rubare, estorcere proprio del suo Assessorato i fondi che sarebbero dovuti servire per quanto riguardava il problema della sanità. E' un problema che, per quanto riguarda l'ammodernamento tecnologico e del patrimonio sanitario, io nel mio intervento iniziale a proposito del capitolo 8 dissi che cos'era capitato per quanto riguardava il finanziamento dell'ospedale civile di Sassari, io non so come facciano a trovare i fondi per cercare di addivenire ad una situazione kafkiana. Il problema è che i tecnici avevano stabilito che ci volevano 104 milioni, l'offerta più bassa, credo, nel progetto finanza, credo che sia di 160 milioni e quello più alto di 240 milioni! Quindi la sanità, sono convinto, che dovesse rimanere senza dover toccare nulla per il semplice motivo che già si trovava in condizioni di grande precarietà. Grazie.

PRESIDENTE. C'è una proposta di sospensione di due minuti, c'è una sospensione in aula per due minuti, si riprende alle 20 e 48.

(La seduta, sospesa alle ore 20 e 46, viene ripresa alle ore 20 e 48.)

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori.

Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (P.D.). Grazie, Presidente. Io non volevo sollevare discussioni e creare problemi né alla maggioranza né alla Giunta perché devo dire che, dopo tanto tempo che siamo qui in quest'aula a discutere, la stanchezza sta iniziando a prevalere. Però ritengo di aver sollevato un problema che è un problema sentito, quel comma era un po' l'orgoglio, diciamo, quando noi abbiamo discusso della finanziaria sia in Commissione settima sia in Commissione terza, quel comma era uno dei punti di riferimento e di gratificazione che noi potevamo anche rappresentare all'esterno la necessità di far capire, da questo punto di vista, con impegni che erano scritti, che vi fosse un intervento forte e tanto atteso in questi anni dagli operatori della sanità rispetto ai problemi dell'obsolescenza tecnologica, io prendo atto delle dichiarazioni dell'assessore Secci...

PRESIDENTE. Onorevole Pacifico, lei la dichiarazione di voto l'aveva già fatta...

PACIFICO (P.D.). Mi scuso, ma sto rettificando la mia dichiarazione.

PRESIDENTE. Sì, però la rettifichi velocemente perché l'ha già fatta la dichiarazione di voto.

PACIFICO (P.D.). Prendo atto delle dichiarazioni dell'assessore Secci, delle dichiarazioni del capogruppo Marrocu e degli altri colleghi che sono intervenuti, mi pare che vi sia una volontà complessiva di voler rispettare comunque gli impegni, per cui il mio voto su questo emendamento sarà favorevole.

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, su che cosa, la richiesta di voto l'ha già fatta.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Devo fare una precisazione, Presidente, anch'io, perché mi sono riferito nella dichiarazione di voto proprio all'intervento del Presidente della Commissione sanità...

PRESIDENTE. Sì però onorevole Pittalis, la prego onorevole Pittalis...

(Interruzioni)

PITTALIS (Gruppo Misto). Consenta anche a me, solo per spiegare e lo dico con amicizia all'onorevole Pacifico, che mi ha convinto più il primo intervento davvero, il secondo intervento rafforza ancora di più il proposito di votare contro l'emendamento.

PRESIDENTE. E' in votazione l'emendamento numero 993 della Giunta.

E' stato chiesto il voto elettronico palese. Dichiaro aperta la votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 993.

(Segue la votazione)

PRESIDENTE. Prendo atto che il consigliere Giagu ha votato a favore e che il consigliere Contu ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uras.

Rispondono no i consiglieri: Amadu - Artizzu - Capelli - Cappai - Cassano - Contu - Dedoni - Farigu - Gallus - La Spisa - Lai Renato - Licandro - Marracini - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pittalis - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Sanna Matteo - Vargiu.

Si è astenuto il consigliere: Scarpa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 66

votanti 65

astenuti 1

maggioranza 33

favorevoli 43

contrari 22

(Il Consiglio approva).

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 854 insieme al numero 855 che sono uguali.

Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (P.D.). L'emendamento numero 854 e numero 855 sono ritirati. E sono ritirati perché per un errore proprio formale nella stesura dell'emendamento, noi abbiamo inserito nell'emendamento alcuni provvedimenti già assunti in altri articoli e già risolti in altri articoli sulla questione del precariato, mi riferisco soprattutto al precariato dell'istituto zooprofilattico e di tutti i lavoratori precari della sanità e anche dei policlinici universitari. Gli impegni della Giunta sono stati verificati e sono soddisfacenti per quanto riguarda i presentatori dell'emendamento. C'è soltanto, se cortesemente viene concesso, una delucidazione che noi chiediamo all'Assessore per poter ritirare l'emendamento sulle azioni 5A e 5B chiedendo se il provvedimento della Giunta del 5 di dicembre del 2007 prevede per tutti gli interventi 5A e 5B le stesse modalità previste nel provvedimento stesso.

PRESIDENTE. Quindi onorevole Pacifico, l'emendamento era ritirato, ma non è ancora ritirato perché c'è il chiarimento dell'Assessore.

Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.

DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

Con riguardo a tutti coloro che hanno partecipato ai progetti 5A e 5B, che hanno i requisiti per la stabilizzazione, stiamo procedendo, confesso che ci sono delle difficoltà perché queste persone in gran parte avrebbero dovuto essere stabilizzate dall'università e in ogni caso in questa fase in cui si è costituita l'azienda mista stiamo provvedendo a emanare un concorso in modo che possano essere stabilizzati dentro il servizio sanitario in sostituzione del concorso che avrebbe dovuto fare l'università. Quindi noi riteniamo, su quella strada che abbiamo intrapreso, di poter arrivare a stabilizzare tutti coloro che hanno i requisiti previsti dalla legge e sono circa una cinquantina.

PRESIDENTE. Dopo i chiarimenti della Giunta, onorevole Pacifico...

PACIFICO (P.D.). Ritirato.

PRESIDENTE. E' ritirato. Gli emendamenti numero 854 e numero 855 sono ritirati. Quindi per quanto riguarda i presentatori è ritirato.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Intendo fare mio l'emendamento numero 854 e numero 855 e chiedere la votazione con scrutinio elettronico palese dell'emendamento. Chiedo la votazione di questo emendamento non per fare un torto al collega Pacifico che lo sta ritirando, ci mancherebbe altro, ma perché ho il dubbio che tutti questi provvedimenti già effettuati che il collega Pacifico ha individuato nelle pieghe della finanziaria e delle altre leggi, in realtà non ci siano e in particolare le mie perplessità sono proprio rivolte alle azioni 5A e 5B dove coloro i quali hanno il titolo per la stabilizzazione rischiano di non avere la stabilizzazione, collega Pacifico, in quanto se la stabilizzazione fosse stata fatta a suo tempo dalle università, questa poteva avvenire in quanto i loro profili professionali erano corrispondenti a qualifiche stabilizzabili mentre una volta che dovessero essere fatti dalle aziende è assai più difficile questo perché molti di questi professionisti hanno il profilo professionale di biologo il quale profilo professionale deve essere inquadrato per forza come dirigente all'interno del servizio sanitario pubblico mentre sarebbe stato possibile inquadrarlo anche sotto altre opportunità se la stabilizzazione fosse avvenuta a tempo debito da parte delle aziende universitarie. Quindi direi che la garanzia che viene data dall'approvazione dell'emendamento è senz'altro più forte, con tutto il rispetto ovviamente per le assicurazioni che ha dato l'Assessore, rispetto ad una semplice articolazione verbale. Per cui l'emendamento che lei ha opportunamente presentato, rimane, lei qualche volta non è cuore di leone, abbiamo visto, quindi ci sostituiamo nell'impeto e nella foga e nel coraggio a lei che è più Don Abbondio e chiediamo la votazione con scrutinio elettronico palese.

PRESIDENTE. Mentre l'onorevole Vargiu lo faceva proprio, mi faceva notare l'onorevole Lai che l'emendamento da parte sua non era ritirato.

Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Io ho una preoccupazione, la dico così come la penso ai colleghi che hanno fatto proprio questo emendamento e che pure hanno mantenuto la firma. Non vorrei che l'atto di buona volontà nei confronti di questi lavoratori poi si rivelasse alla luce della posizione espressa dai proponenti della maggioranza, un danno, cioè non vorrei che questi lavoratori che possono essere legittimamente ricompresi, così mi pare di aver capito, perché questo vorrei, Presidente, riuscire a capire. Ricompresi nel piano di stabilizzazione che richiedeva i 36 mesi, quindi questa è gente che lavora su progetti che ho istruito io negli anni '90, attorno al '94 '95 e '96 nell'ufficio speciale per l'occupazione. Quindi stanno lavorando una roba come 8, 10 anni in condizioni precarie, parliamo di gente specializzata, di grandissimo livello sotto il profilo professionale e non vorrei che ci fosse un impedimento di natura formale ogni volta che sento parlare di profili che modificano le condizioni dell'ordinamento professionale di una determinata amministrazione, mi si rizzano i pochi, anzi non mi si rizzano più i capelli perché ormai li ho persi. Allora, se la Giunta e l'Assessore dicono che questi lavoratori che hanno queste professionalità saranno stabilizzati attraverso il piano di stabilizzazione che è previsto 2006 e 2008, quindi non c'entra niente il concorso, hanno la procedura privilegiata del piano di stabilizzazione, se questi lavoratori sono stabilizzati, io credo che votare oggi negativamente a questo emendamento potrebbe comportare invece l'esclusione di questi lavoratori proprio da quel tipo di intervento. Vorrei non votare, chiederei ai colleghi di non votare perché è un danno...

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Sì, Presidente, dunque siccome è già stato fatto proprio e non è stata ritirata la firma dell'emendamento numero 854, io faccio mio l'emendamento 855 successivo che è uguale.

PRESIDENTE. Si votano assieme onorevole Capelli.

CAPELLI (U.D.C.). Si votano assieme, ma giusto per trovare uno spazio. Ora io credo che le spiegazioni date dal collega Vargiu siano sufficienti ad esaustive, così come le preoccupazioni espresse dal collega Uras, ma non credo che la via sia quella di non votarlo, in modo particolare mi riferisco, oltre alle professionalità impiegate nei progetti speciali ricompresi nelle azioni 5 a) e 5 b), anche alle figure dei veterinari precari, richiamate in questo emendamento, e vorrei che sia chiaro il riferimento che si sta facendo, sono i veterinari precari dello zooprofilattico presumo, anche se non scritto nel modo dovuto che possa richiamarli allo zooprofilattico, allora… no c'è una virgola che sospende "dei veterinari precari", e poi fa riferimento a tutti i lavoratori che operano della sanità regionale, con particolare riguardo eccetera eccetera. Ora io non credo che possa essere ristretto alle azioni riportate, non so quali, dal collega Pacifico. Io credo che per essere convinti di quello che dice l'onorevole Pacifico dovrebbe elencare o fare riferimento alle azioni che sono presenti in finanziaria perché anche io non ho trovato traccia di queste azioni che sono state richiamate. Se ci fosse un richiamo specifico ovviamente sia i dubbi del collega Uras, sia i miei, sia credo quelli ben esposti dal collega Vargiu cadrebbero immediatamente, se soltanto ci fosse un riferimento specifico. Al contrario, proprio per dare più garanzia, io ritengo che sia necessario votare questo emendamento perché, nel caso, aggiungerebbe garanzia a garanzie già presenti e non è pleonastico, perché in alcuni provvedimenti che è vero e comprendono una parte del precariato non vengono inquadrate i progetti speciali ricompresi nelle azioni 5 a) e 5 b) e in modo particolare quelle dei veterinari. Perciò io credo che questo emendamento debba vivere che l'Aula si debba assumere la responsabilità di una scelta.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Capelli. Ha domandato di parlare il consigliere Renato Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI RENATO (Gruppo misto). Volevo intervenire prima per dire che io mantengo la firma su questo emendamento in quanto i motivi per cui l'ho firmato permangono. C'è un emendamento anche simile a questo nostro, che affronta specificamente la situazione dei precari dell'Università di Sassari coinvolti nei progetti di cui all'emendamento stesso che hanno minori garanzie rispetto a quelli di Cagliari perché accedono con più difficoltà ai provvedimenti predisposti con una delibera di Giunta relativamente a queste fattispecie. Quindi io mantengo l'emendamento.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Lai. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARRACINI (Gruppo Misto). Sì per confermare il voto a favore, ci dispiace per l'onorevole Pacifico che per la seconda volta debba essere costretto a subire però fraternamente e affettuosamente gli sono vicino. Non ho politicamente ragioni per non sostenere una stabilizzazione di precariato, così come abbiamo fatto in altri comparti oltre in quello pubblico, lo facciamo anche nel campo della sanità e lo faremo anche in tutti gli altri settori che potranno essere interessati da una stabilizzazione di lavoratori, di giovani, di donne che oggi non hanno… professionisti laureati o non, che oggi hanno una situazione di precarietà, sia nel lavoro e quindi nella vita. Noi in questa finanziaria abbiamo sostenuto e sosterremo tutto quelle che sono le iniziative a favore dell'occupazione, della stabilizzazione del precariato e del lavoro. Quindi non vedo perché questo non debba essere fatto anche nel campo della sanità, anche se questi sono professionisti, io in Commissione bilancio ricordo perfettamente la discussione che facemmo anche in quella occasione, l'onorevole Pacifico venne appositamente come Presidente della Commissione sanità a sostenere questo emendamento, mi dispiace che non possa farlo in aula, quindi per questo continueremo la sua battaglia noi da questa parte.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Marracini. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Grazie Presidente, per esprimere il mio voto a favore dell'emendamento numero 854 e 855, anzi chiederei di poter sottoscrivere gli emendamenti. Credo che i contenuti del comma 3, il superamento del precariato sia stato uno dei temi che è stato dibattuto più a lungo e quello che, mi dispiace dover rilevare qualche carenza da parte di qualche collega, rispetto alla coerenza dei discorsi. I precari della sanità sono precari, quanto diceva poc'anzi il collega Marracini, uno dei coerenti per esempio che in Commissione, prima di arrivare in Aula, e in Aula ha continuato a perseguire il discorso, peraltro anche con il sostegno e il supporto di altri colleghi che su questo tema si sono misurati per diverso tempo. Quello che voglio far rilevare che differenzia notevolmente i contenuti del comma 3 dall'emendamento sono soprattutto le risorse messe in campo, ma non solo in questo emendamento ma anche in un atto successivo già firmato dal sottoscritto, l'emendamento numero 655, dove io, ripeto, credo… l'Assessore ha riferito rispetto ai professionisti impegnati nelle azioni 5 a) e 5 b), che si riuscirebbe a stabilizzare circa 30 unità, così riferiva. Ma io credo che siano da stabilizzare ben più che 30 unità, non vorrei aver capito male. Assessore, ho recepito male, mi correggerà il tiro successivamente. Io questo ho capito, ma credo che le unità che sono impegnate in queste azioni siano ben più di 30. Se noi davvero vogliamo, e in questo chiedo coerenza ai colleghi della maggioranza, affrontare seriamente il tema della precarietà vorrei capire il perché non si stanziano le risorse necessarie in una pianificazione che non sia solo biennale. Allora in questo caso gradirei per esempio una pianificazione anche quadriennale dove comunque sia si completa davvero e si supera il precariato anche in sanità. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Contu. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie, stamattina quando sono intervenuto nella discussione generale io ho fatto un riferimento preciso a questo emendamento, io capisco che qui sia stato citato indirettamente qualche passaggio dei Promessi sposi, sì Manzoni, sul coraggio. E' vero anche che forse, per altri passaggi, io citerei Sciascia e non dico quale. Il perché è molto semplice, vedete, il problema è che qui non si dice la verità, perché c'è un ordine del giorno votato unanimemente dal Consiglio in cui si diceva di trovare piena assoluzione ai precari dei policlinici. Ci sono anche gli altri, ed era da sistemare tutto. A me risulta, vorrei essere smentito, che la dottoressa Dirindin ha fatto degli incontri e da un centro certo numero di questi che venivano identificati di circa 80 persone forse ne salvava 40 e 40 non so dove andassero. Il problema è che se vogliamo fare figli e figliastri dobbiamo fare forse come dice l'onorevole Uras, mettere a tacere tutto e non votare niente perché gli emendamenti bocciati poi non troverebbero altra soluzione. Ma è un modo peggiore rispetto a quello citato prima di risolvere i problemi. E' un fatto di dignità che il Consiglio regionale possa, con chiarezza, portare a compimento le cose che ha deciso attraverso lo strumento esecutivo che è la Giunta, che deve realizzare quello che il Consiglio decide. E in maniera arrogante, farebbe torto a se stessa, questa maggioranza, se votasse non solo contro questo, una volta adesso che è stato ritirato, ma che non controllasse che avvenisse ciò che è stato deliberato unanimemente, perché altrimenti, veramente, ci sarebbe da piangere su noi stessi, per quella poca dignità che rivestiamo come consiglieri regionali.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dedoni. Ha domandato di parlare il consigliere Pisu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISU (R.C.). Grazie, Presidente, Assessori e colleghi. Io vorrei dire all'Assessore alcune cose, anche a nome del mio Gruppo, perché credo sia importante non tanto far sì che in quest'Aula qualche Gruppo appaia più di un altro difensore dei precari, credo che su questo campo la Sinistra Arcobaleno, Rifondazione abbia condotto una battaglia alla luce del sole, visibile a tutti, e di conseguenza ha le carte in regola per parlare di questo tema in quest'Aula. Chiariamoci un aspetto molto importante: questi lavoratori appartengono a quei progetti di ricerca, e questi lavoratori hanno i requisiti per la stabilizzazione. Se la minoranza intende insistere, io chiedo, e noi chiediamo, che l'Assessore assuma l'impegno di mettere questo personale comunque nel piano di stabilizzazione. Se c'è questo impegno, che può essere preso dall'Assessore, io credo che faremmo bene, perché, in questo modo, questi lavoratori precari sarebbero salvaguardati da un danno che deriverebbe dal fatto che noi oggi votiamo questo emendamento. Sicchè, la richiesta che facciamo noi, è che l'Assessore assuma questo impegno, in modo da tutelare sul serio, non solo a parole, i lavoratori precari che sono citati in questo emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pisu. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Il contenuto di questi due emendamenti è talmente sentito dai colleghi dell'opposizione, che, pur avendo presentato trecento emendamenti, su questo tema non hanno presentato un emendamento. Erano talmente convinti della necessità che su questo, ci sono trecento emendamenti dei colleghi dell'opposizione sulla sanità, proprio su questo punto non c'è nessun emendamento dei colleghi, c'è un emendamento presentato dal collega Pacifico e dai colleghi della maggioranza della Commissione settima, non emendamenti vostri. Il collega Pacifico ha spiegato nel suo intervento che il contenuto e l'obiettivo di questo emendamento è già stato raggiunto, l'Assessore ha assunto impegni e ha spiegato perché il contenuto di questo emendamento è già stato raggiunto, lo ha assunto di fronte all'Assemblea, nel suo intervento. Il collega Uras è intervenuto, e vi ha chiesto cortesemente di consentire a chi ha scritto gli emendamenti, chi se ne è fatto carico prima, non qui, prima, e li ha ritirati, e ha detto: "Consentitemi di ritirarli", perché l'emendamento, se accolto, rischia addirittura di portare danno ai lavoratori interessati, e ha spiegato perché rischia di portare danno, rispetto invece a un altro livello di stabilizzazione che è stato concordato. Di che coraggio si parla? Un collega ha scritto un emendamento, ha posto un problema, ha raggiunto l'obiettivo, si rischia di far danno se l'emendamento passa, si è detto ritirato, e votiamo contro, e votiamo contro l'emendamento, perché riteniamo che questo aspetto sia stato per noi già risolto e definito con gli interventi dell'Assessore Dirindin e con l'intervento del collega Pacifico. Voteremo contro l'emendamento.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marrocu. Metto in votazione l'emendamento numero 854 con l'emendamento numero 855.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 854 e 855.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Atzeri - Capelli - Cassano - Contu - Dedoni - Farigu - Gallus - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lombardo - Marracini - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pittalis - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Sanna Matteo - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 61

votanti 61

maggioranza 31

favorevoli 22

contrari 39

(Il Consiglio non approva).

PRESIDENTE. Emendamento numero 655.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Voto a favore dell'emendamento numero 655, di cui sono primo firmatario, che è un emendamento che va nella stessa direzione di un precedente emendamento presentato dal collega Contu, e ha come obiettivo quello di rendere congrua la dotazione del fondo che è necessaria per il piano di risanamento del precariato, nella convinzione che le previsioni che sono contenute all'interno dell'articolo 8 siano sottodimensionate rispetto alle esigenze. Quindi, da parte mia, c'era sia la disponibilità ad accogliere l'emendamento del collega Contu, di cui votato a favore, che ha costituito un unico fondo per il 2008 di 11 milioni di euro, sia un intervento diretto ad aumentare la dotazione complessiva nel biennio 2008-2009, portando le cifre del 2008 a 11 milioni di euro, da 11 milioni a 16 milioni euro la somma complessiva, quindi portando a 10 milioni di euro il 2008 e a 6 milioni di euro il 1009. Questo sarebbe una garanzia per la Giunta di poter attuare interventi che sono previsti nel piano, senza le restrizioni che sembrerebbero doverci essere per quanto riguarda il numero complessivo delle persone che debbono essere stabilizzate.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIANCU

(Segue VARGIU). In questa maniera, tutti gli aventi diritto potrebbero essere stabilizzati. Al collega Marrocu, che ha sollevato un problema che sarebbe reale, cioè quello di emendamenti presentati dal Presidente della Commissione Pacifico, e non sottoscritti da noi, faccio presente che il collega Pacifico ho avuto la cortesia di sottoporci gli emendamenti che la parte di maggioranza della Commissione settima aveva predisposto prima che noi predisponessimo degli emendamenti. Quindi, noi non abbiamo ripresentato, come atto di cortesia nei confronti del collega Pacifico, della maggioranza e della Commissione, gli emendamenti che condividevamo, e che sono sottoscritti dai membri della Commissione sanità, tra cui, ad esempio l'emendamento successivo, il numero 853. Per cui, se il collega Pacifico ritirasse anche quello, è ovvio che saremmo costretti a farlo nostro.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Per esprimere il mio voto a favore dell'emendamento numero 655, come già annunciato nel precedente intervento. Credo che sostanziare con ulteriori 4 milioni di euro l'investimento per il 2008, e complessivamente portare la cifra da 11 a 16 milioni di euro, rende ragione a chi ha sostenuto negli emendamenti precedenti la necessità di avere a disposizione risorse aggiuntive rispetto alla stabilizzazione del precariato in sanità. Io credo che, comunque, noi possiamo fermarci anche ad analizzare i dati che riguardano queste figure professionali. Il collega Uras ci parlava di progetti elaborati circa dieci anni fa, di persone che lavorano in questo regime di precariato, professionisti che lavorano in questo regime di precariato da 8, 7, 6 anni e così via dicendo, credo che alla fine si renda giustizia, soprattutto mettendo a disposizione le risorse necessarie perché queste figure vengano integrate nelle piante organiche delle Aziende sanitarie e delle Aziende speciali.

Io credo, colleghi di maggioranza, che qualche volta provare a ragionare un attimino di più potrebbe aiutare a trovare anche soluzioni che non sono estemporanee e che magari potrebbero accontentare solo una fascia di queste persone, magari dovendo tornare nel breve periodo a ragionare in altri termini. Certo che avremmo avuto bisogno di un piano di stabilizzazione di tutte le figure, e conoscere tutte le figure che agiscono e operano in regime di precariato, purtroppo questi dati, se non a grosse linee... si parlava in Commissione di 1.200 unità, non abbiamo ancora né la distribuzione geografica e né tanto meno il conteggio complessivo.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Contu. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). I rapporti tra me e l'Assessore qualche volta sono burrascosi: l'Assessore ha una cultura moderata e io sono invece molto, diciamo, estremo, così si usa per la sinistra, per quanto attiene in modo particolare le tematiche del lavoro e le tutele dei lavoratori.

Il piano per la stabilizzazione nel comparto sanitario è stato oggetto di una discussione, di una battaglia e anche di un risultato che questo Consiglio ha conseguito nel corso dell'esame del Piano sanitario regionale. Voglio ricordare che è una di quelle norme che è stata approvata all'unanimità da quest'Aula, dopo una battaglia durissima, anche di fondo, anche concettuale. L'Assessore ha fatto una proposta che io giudico molto avanzata rispetto a tutto quello che c'è anche a livello nazionale, che addirittura non si dispiega per tutta la durata possibile, che rischia, favorevolmente, di potersi concentrare e risolvere nell'arco di questo biennio, 2008-2009, senza che ci sia però il divieto di andare avanti. Mi pare che diverse centinaia di lavoratori verranno stabilizzati nel sistema delle nostre Aziende, ivi compresa quella mista; io voglio ricordare solo che qua sotto erano presenti i lavoratori del Policlinico per diversi giorni e per diverse occasioni. Allora, a che cosa serve la strumentalità attorno a questo tema? Stiamo attenti, lavoriamo per migliorare quello che abbiamo, che è una conquista di tutti, non è il merito di qualcuno, è una conquista integralmente di quest'Aula.

Io voterò contro tutti gli emendamenti purtroppo strumentali in questa materia.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uras.

Poiché nessun altro ha domandato di parlare sull'emendamento numero 655, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 853.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Io, su questo emendamento, presentato dal collega Pacifico ma da tutti i componenti della maggioranza della Commissione sanità, esprimo il voto favorevole e ovviamente mi complimento per l'emendamento che ci era stato sottoposto in anteprima, per cui ne conoscevamo il testo e il significato. Lo condividiamo perchè non è possibile non condividere un emendamento che comunque riporta 5 milioni di euro aggiuntivi su una serie di elementi del Piano sanitario che erano stati individuati come priorità dalla Commissione e come priorità dall'Assessore. Oltretutto sono le priorità che avevamo individuato l'anno scorso, quindi, nell'esprimere il voto positivo, sarebbe utile se l'Assessore - terminato il solito conciliabolo che si crea al banco della Giunta - ci dicesse se i soldi, che sono stati stanziati dalla finanziaria 2007, sono stati utilizzati per le stesse identiche poste di bilancio e per gli stessi identici obiettivi che vengono poi adesso nuovamente sottolineati, con l'aggiunta del materno infantile sull'emendamento 853. Perché sarebbe utile - come qualcuno ha chiesto - sapere quali sono le novità che ci sono state nel corso del 2007, ad esempio per quanto riguarda il settore delle malattie rare, ad esempio per quanto riguarda l'autismo, ad esempio per quanto riguarda la terapia del dolore, che sono sicuramente dei settori di emergenza della sanità sarda e sicuramente dei settori di grave sofferenza della sanità sarda; quindi, una volta che la Giunta, insieme al Consiglio, li ha individuati come priorità nell'ambito del Piano sanitario regionale, sono sicuramente degli interventi su cui è opportuno e importante una individuazione di risorse aggiuntive, sarebbe utile comprendere come le risorse già stanziate sono state utilizzate, e quale è quindi l'eventuale valore aggiunto che queste risorse aggiuntive devono determinare all'interno dei singoli capitoli di bilancio. Quindi, se l'Assessore fosse così gentile da dirci, rapidamente, quali sono le linee di intervento e quali sono i risultati che si spera di attendere con l'ulteriore stanziamento previsto dall'emendamento 853, farebbe cosa utile al buon andamento dei lavori del Consiglio; perché in effetti non stiamo, come minoranza, ponendo degli emendamenti strumentali - collega Uras -, come minoranza stiamo sostenendo emendamenti della maggioranza e presentando emendamenti propri che siamo convinti che aiutino a migliorare il livello qualitativo della sanità sarda.

Anche su questo emendamento io le chiederei, Presidente, il voto a scrutinio elettronico palese.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu. Prima di dare laa parola all'onorevole Caligaris, gli Uffici mi facevano notare che sull'emendamento numero 853 c'è un invito al ritiro, altrimenti il parere è negativo.

Onorevole Caligaris, un attimo solo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Ovviamente chiedo scusa ai colleghi che devono intervenire, per chiedere se questo emendamento può essere sospeso per consentire una valutazione dal punto di vista del tentare di recuperare risorse finanziarie, viste anche le difficoltà che ci sono per le risorse. Quindi, una sospensione dell'emendamento, proseguire e tenerlo sospeso.

PRESIDENTE. Se viene sospeso l'emendamento numero 853, è necessario sospendere anche l'emendamento numero 140.

Rimangono sospesi gli emendamenti numero 853 e 140.

PRERSIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Vorrei semplicemente intervenire sul Regolamento per chiedere se è possibile sospendere un emendamento durante le dichiarazioni di voto, quando le dichiarazioni di voto sono state già fatte.

PRESIDENTE. Onorevole Vargiu, io vorrei ricordare a lei e a ciascuno di noi che, durante questa finanziaria, non in altre finanziarie, è successo che avevamo pressoché concluso le richieste di voto ed è stata chiesta la sospensione ed è stato sospeso.

Allora, passiamo all'emendamento numero 141, con il parere negativo della Commissione e della Giunta. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione.

Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 142, primo firmatario l'onorevole Diana. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 853 e l'emendamento numero 140 sono sospesi, il 141 è no, il 142 è no, è in votazione l'emendamento numero 203, parere negativo

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Sì grazie, Presidente anche qui siamo sempre nell'area grigia dell'incomunicabilità tra Aula e Giunta, perché nell'esprimere il parere a favore dell'emendamento di cui è primo firmatario il collega Ladu, si tratta sempre di un argomento attinente al famoso piano sangue, cioè a quel piano che la Giunta aveva preso l'impegno, anzi il Consiglio aveva preso l'impegno con il piano sanitario regionale approvato il 19 di gennaio del 2007 di licenziare entro giorni 60, dopo giorni 60 il piano sangue non è licenziato; la Giunta con il comma sette dell'articolo 8 delinea una serie di stanziamenti che non si capisce su quale piano, su quale progettualità siano appigliati, dove sia appeso l'ombrello. E se questo è il piano sangue, cioè se le indicazioni che provengono dal comma sette sono indicazioni che hanno una linea di coerenza, bene hanno fatto il collega Ladu e il collega Contu a fare delle proposte modificative, perché, lo ripeto, quello di cui c'è grande bisogno nell'emergenza sanitaria sangue, nella difficoltà di approvvigionamento che la Sardegna ha per richieste di quantità di sangue, che sono superiori rispetto all'offerta, non è la cultura della donazione, lo è anche la cultura della donazione, non sono le autoemoteche, che ci sono, ma restano ferme, ma è l'organizzazione dei centri di raccolta, nel senso che ad oggi le strutture che operano la raccolta del sangue sono ferme, perché magari non hanno il medico che fa la raccolta, non hanno l'infermiere che partecipa alla raccolta, quindi non hanno di che pagare i volontari, o coloro, comunque, a cui si deve dare un rimborso spese per l'attività che fanno, che vanno materialmente a fare le giornate di raccolta del sangue. Quindi dalla Giunta regionale, collega Pacifico, colleghi della maggioranza ci saremmo aspettati il famoso piano sangue di cui al piano sanitario regionale che doveva essere fatto 60 giorni dopo il piano sanitario regionale, perché ce l'ho avete scritto nel piano sanitario regionale che doveva essere fatto dopo 60 giorni. Di giorni ne sono passati 360 e passa e non si può fare un intervento estemporaneo in finanziaria in cui dite che sostenete la cultura della donazione, dovete sostenere centri trasfusionali e non la cultura della donazione. Quindi il comma B, quindi i soldi metteteli nella lettera B di questo comma, si tratta semplicemente di spostare 500 mila euro dalla lettera A alla lettera B, non si tratta di dare soldi in più, si tratta di mettere soldi dove servono con maggiore urgenza.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Vargiu è in votazione l'emendamento numero 203.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, voto elettronico palese.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Volevo aggiungere due considerazioni: lo stanziamento per il piano sangue che, appunto, stiamo ancora aspettando venga presentato, comunque è per complessivi 7 milioni di euro, di cui 1 milione di euro per la promozione della cultura della donazione - traete voi le conclusioni - 2 milioni di euro per il potenziamento della rete dei centri trasfusionali, 1 milione di euro per ciascuno degli anni eccetera per l'acquisto di autoemoteche per la riqualificazione dei centri di raccolta. Mancano 2 milioni di euro, gli altri 2 milioni di euro a che cosa sono destinati? Perché sono esattamente, ne mancano tre, scusate, perché sono la lettera A 1 milione, lettera B 2 milioni, lettera C 1 milione…

LAI SILVIO (P.D.). Parli di 2009-10-11, Roberto.

CAPELLI (U.D.C.). Nell'anno 2008, per la complessiva spesa di euro 7 milioni, credo di saper leggere come lei, collega Lai, per l'anno 2008 per la complessiva spesa di euro 7 milioni, o è scritto male o si comprende che per il 2008 ci sono 7 milioni, mentre tra la lettera A, B e C abbiamo complessivi 4 milioni, discutibilissima l'assegnazione sulla lettera A, per cui ritengo che sia eccessivo anche lo stanziamento di 500 mila euro, proprio per le emergenze a cui dobbiamo andare incontro. Ora io capisco che molte cose si scrivono in fretta e furia, ma qui stiamo ragionando su questo già da novembre, insomma, per cui sarebbe più opportuna una specifica e una migliore razionalizzazione dei fondi messi a disposizione per il piano sangue. Un milione di euro potranno essere utili per l'obiettivo che noi tutti ci vogliamo porre nel destinare queste somme. Per cui è per questo che sono favorevole all'emendamento, anzi mi dispiace non aver presentato un emendamento che fosse abrogativo o addirittura della lettera A, per premiare molto di più i servizi e il potenziamento della rete dei centri trasfusionali.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Sì grazie Presidente. Io chiedo scusa, l'ora tarda, probabilmente si disturba il manovratore, ma il problema è che mi pare che stiamo ragionando di cose importanti. Io non sono un medico, sono un povero Cristo che è venuto qui a cercare di dare in via collaborativa, quel poco che conosco, quello che è di vita mi viene insegnato dallo stesso stare insieme alla gente. E qualche volta mi capita per problemi di familiari, qualche volta perché vado a far visita a qualche amico che sta nell'ospedale e sento la gente che lavora negli ospedali: "Manca il sangue!". C'è necessità, chiami gli amici e i parenti del paese perché portino sangue, perché non c'è sangue. Allora io mi chiedo o siamo matti qui, al di là delle cifre che sono sbagliate nella scritturazione della comma dell'articolo, ma siamo matti che non comprendiamo che c'è un'esigenza vitale e che bisognerebbe incidere fortemente su quell'esigenza vitale? E' proprio vero che, onorevole Marrocu, devi urlare subito, rosso! Perché altrimenti si accontenta l'opposizione? Io credo che sia un problema che riguardi opposizione e maggioranza, io credo che sia un problema che riguarda la gente di Sardegna come qualunque cittadino d'Italia, che ha bisogno di essere curato adeguatamente, io credo che se c'è la necessità va portato almeno quel poco in più dove c'è la necessità di quei danari. Io credo che bisogna aprire gli occhi e la testa e soprattutto il cuore a quelle che sono le esigenze vitali di dare un servizio della sanità adeguato. In questa logica, in quest'ottica si fa la buona amministrazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Ma io credo che una maggioranza più attenta avrebbe votato a favore di questo emendamento, nel senso che l'emendamento non determina un aumento di spesa, ma semplicemente vuole spostare 500 mila euro dalla lettera A che riguarda la cultura della donazione alla lettera B che invece riguarda il potenziamento dei centri trasfusionali. Io credo che se non vogliamo fare demagogia anche su questo andando a rimpinguare un capitolo sulla cultura della donazione, che non so fino a che punto possa essere utile, invece andando ad incidere veramente su un capitolo che riguarda i centri trasfusionali, io credo che questo emendamento, se la maggioranza si vuole leggere gli emendamenti, possa essere accolto, perché non determina nessuna variazione di spesa, ma almeno sappiamo che questi soldi vanno ad incidere direttamente su un capitolo che è veramente indispensabile un aumento della spesa. Pertanto io invito veramente la maggioranza a prendere in considerazione questo emendamento e a riflettere perché non c'è davvero nessuna demagogia in tutto questo, ma c'è semplicemente il tentativo di spendere meglio quelle risorse che noi abbiamo a disposizione che devo dire in certi casi sono veramente importanti quanto l'ossigeno. Poi l'altro punto, condivido con ciò che diceva l'onorevole Capelli, effettivamente i (AS/33) 7 milioni di euro si riferiscono al 2008, mentre nella lettera c), effettivamente, i 4 milioni di euro si riferiscono a quattro annualità diverse, pertanto, effettivamente, c'è un errore, nel senso che nel 2008, secondo questo ragionamento, ci sono soltanto 4 milioni di euro e non sette. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Ladu.

Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (P.D.). Presidente, per accogliere le osservazioni dell'onorevole Capelli e rendere coerente il testo, proporre un emendamento orale, una piccola correzione che corregge il significato della frase. Al comma 7, alla quarta riga eliminare le parole "nell'anno 2008" per rendere coerente la premessa rispetto ai successivi commi a, b e c.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Pacifico. Viene proposto di cassare l'inciso "nell'anno 2008" nella terza riga di pagina 55 riferito al comma 7.

Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, Presidente, credo che la correzione che ha apportato l'onorevole Pacifico sia opportuna per dare senso a quello che c'è scritto in questo comma, perché altrimenti, effettivamente, come ha fatto rilevare l'onorevole Capelli, apparirebbe paradossale che ci fosse una valutazione di merito e 7 milioni di euro suddivisi, poi, su tre tematiche ma con riferimento a quattro anni dal 2008 al 2011 eccetera. Però, io volevo anche annunciare il voto favorevole all'emendamento numero 203, perché mi sembra che le considerazioni che sono state svolte e questo accenno forte anche sul fatto che nella sostanza non vengono cambiate le cifre, sia da valutare positivamente, così come sia effettivamente da valutare in modo positivo la proposta, in quanto pone l'accento su una questione che è reale, è un problema che, a mio avviso, va visto al di là di chi lo propone e quindi io darò il mio voto favorevole a questo emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Caligaris. Onorevole Capelli, lei ha già fatto la dichiarazione di voto.

CAPELLI (U.D.C.). Volevo intervenire sulla proposta dell'onorevole Pacifico.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Grazie. Soltanto per segnalare che… magari se sospendiamo un attimo si trova una dicitura migliore, più coerente, perché l'intervento fa riferimento al Piano dei servizi sanitari 2006-2008. Se si fa riferimento al Piano dei servizi sanitari 2006-2008, non si può, nella lettera c), nominare per ciascuno degli anni 2008-2009-2010-2011, perché c'è un termine ben preciso. Allora, invece di fare le cose raffazzonate, se si sospende un attimino e si cerca una formulazione idonea a un testo di legge sarebbe meglio.

PRESIDENTE. Sì, onorevole Capelli, lei ha ragione, facendo riferimento al Piano sanitario 2006-2008 rimangono anche altre incongruenze, per cui, comunque lo possiamo vedere nel momento in cui votiamo l'articolo e quindi ritorneremo sul comma 7, per cui la Giunta è pregata di valutare queste osservazioni che sono state fatte. E' in votazione l'emendamento numero 203. C'è il parere negativo della Giunta e della Commissione. E' stato chiesto il voto elettronico palese. E' aperta la votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 203.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Caligaris - Capelli - Contu - Dedoni - Farigu - La Spisa - Ladu - Petrini - Sanna Matteo - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Cherchi Silvio - Cocco - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 48

votanti 48

maggioranza 25

favorevoli 12

contrari 36

(Il Consiglio non approva).

PRESIDENTE. Emendamento numero 144. C'è il parere negativo della Commissione. E' in votazione l'emendamento numero 144. E' stata chiesta la controprova.

Poiché nessun altro domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 146.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, grazie Presidente, ho autorizzato l'onorevole Capelli a restarmi al fianco anche perché l'emendamento è soppressivo di un comma di cui abbiamo avuto occasione di discutere, e cioè quello che stanzia 8 milioni di euro per le gestioni liquidatorie delle ex unità sanitarie locali e per il ripiano dei disavanzi relativi agli anni decorsi. Allora, non è stato chiaro neanche in Commissione, devo dire onestamente, dove io ho chiesto chiarimenti su questo comma 8, non è stato chiaro quale fosse l'attribuzione delle somme, nel senso che l'unica motivazione che si poteva ritenere alla base di questo articolo e di questo comma era la possibilità che ci fossero dei debiti fuori bilancio, altrimenti, come ovviamente succede a fine di ciascuna annualità, c'è uno stanziamento, che è quello che consente poi il pareggio di bilancio complessivo della sanità che deve essere raggiunto, che esclude che ci possano essere dei disavanzi di gestioni pregresse delle AA.SS.LL., quindi, nell'effettuare questo stanziamento di 8 milioni di euro, si rimane perplessi. Il collega Diana che ha proposto un emendamento che ritiene di dover aumentare lo stanziamento da 8 a 16 milioni di euro, probabilmente conosce una debitorietà delle aziende o delle gestioni dei … delle Aziende che è superiore a quella che è stata registrata dall'Assessorato. Sarebbe interessante e utile comprendere come è stata effettuata questa valutazione di questo pregresso straordinario non rilevato, in altro modo non credo possa essere definito, e quindi comprendere se, effettivamente, la dotazione che è stata prevista è sufficiente per poter sanare questi debiti fuori bilancio, o se è necessaria la dotazione che è proposta dal collega Diana. Devo dire che in assenza di un chiarimento da parte della Giunta, cosa che reputo sia usuale, quindi normale, quindi non mi stupisco se non venisse, evidentemente giudicando ulteriormente speciosa la domanda, io non ho nessun elemento per potermi esprimere sull'emendamento per cui dichiaro il mio voto di astensione.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Vargiu. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Sì, per dichiarare il mio voto di astensione sull'emendamento numero 146. L'emendamento numero 146 è un emendamento che, rispetto al comma 8, pone perlomeno due dubbi. Uno è quello che riguarda il ripiano dei disavanzi degli anni decorsi senza che ci sia una specifica rispetto a quali anni, ma, soprattutto, rispetto a quali aziende la gestione liquidatoria è ancora in corso. Poi, peraltro, se davvero siamo giunti alla conclusione di questo percorso che dobbiamo chiudere praticamente la gestione liquidatoria, si vorrebbe sapere perché le liquidazioni avvengono in due anni, e allora gli 8 milioni diventano 16 milioni. Bene, se davvero l'Assessore è in grado di dirci quale è la posizione delle diverse Aziende che hanno bisogno di un ripiano dei disavanzi, molto probabilmente dovrebbe anche sapere quali sono le risorse da impegnare, ma, soprattutto, chiuderebbe la partita, perché le Aziende sanitarie sono state sciolte alla bellezza di quanti anni, Assessore?... grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Contu. E' in votazione l'emendamento numero 846. E'stata chiesta la controprova…

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Vorrei cortesemente comprendere se l'assessore Secci può dare risposta agli interrogativi che sono stati posti, soprattutto perché anche in Commissione, ricordo bene il comma 8, la risposta è stata: da qui all'Aula vedremo, cioè, non c'è stata una risposta in Commissione, vorrei ricordare anche al collega Vargiu, c'era la necessità di comprendere, anche da parte dell'assessore Secci, quali fossero queste somme, per cui io chiedo anche ai colleghi che stanno votando a favore o contro adesso, c'è qualcuno di voi, per cortesia, che ce lo può spiegare? Sicuramente se state votando state votando a ragion veduta perciò sapete. Noi siamo costretti ad astenerci perché non sappiamo, cioè stiamo destinando 8 milioni di euro per anno, cioè 16 milioni di euro in due anni, in due annualità, perché cosa? E' lecito conoscere cosa vanno a coprire questi stanziamenti? E' lecito comprendere che se stiamo andando alla UPB S 05.01.001, che sto ricercando mentre parlo, che cosa va a coprire? Spese per il servizio sanitario regionale, parte corrente. Vorremmo una spiegazione se è possibile, se è lecito chiedere spiegazioni quest'Aula e sicuramente il Presidente della Commissione sanità o qualcun altro saprà darci, se non parla la Giunta, una risposta in merito, se no la devo chiedere al Presidente del Consiglio. A chi mi devo rivolgere? Non so a chi mi devo rivolgere per avere delle risposte! Se è possibile averle affinché si voti in modo cosciente uno stanziamento di ben 32 miliardi delle vecchie lire si può anche aderire, tant'è che annunciamo il voto di astensione non essendo posti nelle condizioni di esprimere un giudizio compiuto.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Capelli. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Mi scusi, onorevole Dedoni… le chiedo scusa perché l'assessore Dirindin credo che abbia chiesto di intervenire.

DEDONI (Riformatori Sardi). Rinuncio volentieri se c'è una spiegazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.

DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Come sapete i disavanzi pregressi escono in continuazione. Noi abbiamo fatto delle stime sui disavanzi che dobbiamo coprire per il passato, così come l'anno scorso li abbiamo trovati con riguardo alla regolarizzazione degli stipendi, delle remunerazioni lavoratori. Quest'anno abbiamo dei ricorsi in atto, anche per tariffe che avrebbero dovuto essere adeguate in passato e che non sono state adeguate, che noi stiamo riconoscendo e a posteriori dobbiamo rifinanziare. Questo ci costa, ad esempio, una delibera che abbiamo fatto 15 giorni fa, circa 7 milioni e mezzo; abbiamo poi dell'altro pregresso e abbiamo ancora la gestione liquidatoria delle vecchie UU.SS.LL., precedenti al '95, che non è ancora chiusa in questa Regione da tanti anni, così come non è chiusa in altre Regioni, per un contenzioso che deve essere ancora completato. Quindi pian piano stiamo completando anche quel contenzioso.

PRESIDENTE. Grazie Assessore.

DEDONI (Riformatori Sardi). Rinuncio, era per sollecitare.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Dedoni.

Metto in votazione l'emendamento numero 146. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 147. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 408. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Dobbiamo tornare indietro all'emendamento numero 804, a pagina 10, a firma degli onorevoli Vargiu, Pisano, Dedoni e più: "All'articolo 8 il comma 18 è soppresso". Sono stati presentati due emendamenti orali. Il primo emendamento, firma degli onorevoli Salis e Pacifico, dice: "Nel comma 18 le parole 'in favore di associazioni di volontariato' sono sostituite da 'in favore dei comuni e delle associazioni di volontariato'". Il secondo emendamento orale dice: "Nell'articolo 7 comma 1 della legge regionale 21/94 le parole 'concludere con le organizzazioni protezionistiche' sono sostituite da 'concludere con i privati di cui all'articolo 6 e con le associazioni di volontariato iscritte all'albo regionale'".

Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Se abbiamo il testo.

PRESIDENTE. Sì, adesso arriva, onorevole Contu.

CONTU (F.I.). Se è possibile visionare il testo…

PRESIDENTE. Rinuncia?

CONTU (F.I.). No, che rinuncia! Abbia pazienza, Presidente.

PRESIDENTE. Prego, onorevole Contu.

CONTU (F.I.). Sì, un attimo. Lei ha il testo davanti e diventa tutto più facile, noi non abbiamo il testo a disposizione e bisogna verificare la congruità con le modifiche che l'emendamento introduce. Quindi stiamo parlando del comma 18…

Io ho davanti l'emendamento orale numero 2, quello firmato da Salis, Pacifico, Sanna, eccetera, che non contiene i termini riferiti agli enti locali, ai comuni in particolare, che sarebbe il contenuto che vorrei condividere perché credo sia nelle conoscenze di tutti che il tema del randagismo è stato sempre affidato dalla norma come compito alle amministrazioni locali, ai comuni e l'aver tracciato…

PRESIDENTE. Onorevole Contu, posso interromperla un attimo?

CONTU (F.I.). Sì, dica.

PRESIDENTE. L'emendamento orale a cui fa riferimento lei è il primo che, appunto, recita "in favore delle associazioni di volontariato" sono sostituite da "in favore dei comuni e delle associazioni di volontariato".

CONTU (F.I.). Bene. Non capisco come viene intercalato con il contenuto dell'emendamento numero 2.

PRESIDENTE. Sono aggiuntivi, cioè l'uno si aggiunge all'altro.

CONTU (F.I.). Sì, sono aggiuntivi a partire da "comuni", quindi "concludere con le organizzazioni protezionistiche" sono sostituite da "concludere con i privati di cui all'articolo 6…", dovrebbe essere così. Se abbiamo il testo anche dell'altro…

MARROCU (P.D.). Uno sostituisce, l'altro aggiunge un comma!

SECCI, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sono due cose diverse!

PRESIDENTE. Per favore, colleghi. Prego, onorevole Contu.

CONTU (F.I.). Non mi sembra che si colga il senso per intero di quello che si proponeva. Esprimo il mio voto contrario sugli emendamenti orali numero 1 e 2. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, Presidente, intanto per avere un chiarimento e poi per fare un'aggiunta. Intanto pur potendo accogliere l'emendamento orale numero 1, quello che dà indicazione sulle associazioni di volontariato e sui comuni, è rimasto fuori dalla considerazione la possibilità e l'opportunità di fare un passaggio nella Commissione come era stato posto in evidenza. Lo so che questa questione ogni tanto affiora e ogni tanto viene cancellata non si capisce bene perché, però nel momento in cui si fa un programma per assegnare dei finanziamenti e non si stabiliscono prima i criteri forse è opportuno anche che ci sia un passaggio in Commissione e questo io avevo chiesto quando sono intervenuta a proposito dell'allargamento ai comuni, avevo posto anche questa questione. Poi per quanto riguarda l'emendamento orale numero 2, si riferisce ad una legge, la legge numero 21 del '94, quindi non ha, diciamo così, stretta pertinenza con la proposta che era stata fatta prima e un po' mi meraviglia perché va a modificare un testo definito in cui si sostituiscono delle parole e quindi quanto meno io credo debba essere illustrato per capire che cosa va a significare perché altrimenti noi non abbiamo parlato della legge numero 21 del '94, ma ci siamo limitati alla modifica del comma 18 relativamente all'estensione ai comuni del piano sul randagismo. (LC/35) Quindi, mi sembra che ci siano sovrapposizioni di questioni che non attengono lo stesso tema o qualcuno lo chiarisca in che termini si pongono. Grazie.

PRESIDENTE. Onorevole Salis, forse è opportuno anche perché gli emendamenti, essendo orali, devono essere accettati dall'Aula. Quindi è opportuno che spieghi il senso dei due emendamenti.

Ha domandato di parlare il consigliere Salis. Ne ha facoltà.

SALIS (Gruppo Misto). La ringrazio, Presidente. Sono perfettamente d'accordo con lei, anche se pensavo che potesse essere più chiaro, quanto meno l'emendamento orale numero 1, penso che non ci sia bisogno di intervenire, ritengo, perché è un emendamento orale al comma 18 dell'articolo 8 che abbiamo in discussione adesso, ed estende ai Comuni la possibilità di ottenere l'erogazione di contributi che nella stesura della finanziaria attuale invece è solamente destinata all'associazione di volontariato.

L'emendamento numero 2 è stato presentato perché nelle interlocuzioni con molti colleghi, faccio notare che l'emendamento è stato sottoscritto praticamente da tutti i Gruppi del Consiglio regionale, maggioranza e minoranza compresa, con questo emendamento si elimina un vincolo che costituisce un problema enorme per molti Comuni, costituito dalla legge numero 21 del 1994, che è la legge regionale che disciplina le norme per la lotta contro il randagismo. Quindi, con quest'emendamento inseriamo la possibilità che i Comuni possano definire delle convenzioni non solo con le associazioni protezionistiche, come è scritto adesso in legge, bensì anche con i privati di cui all'articolo 6 della legge numero 21, cioè i privati che hanno dei canili regolarmente autorizzati. Questo perché? Perché in molte zone della Sardegna associazioni protezionistiche che facciano attività nel settore del randagismo non ce ne sono e la maggior parte dei sindaci sono disperati perché non sanno come risolvere questo problema del randagismo che in alcune aree è veramente difficile da combattere. Chi ha fatto l'esperienza di sindaco sa che è un problema molto, molto serio. Spero di essere stato chiaro.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Io le chiederei la cortesia, se fosse possibile, di sospendere qui i lavori dell'Aula, sono le 22 e 01, perché tra gli emendamenti aggiuntivi presentati c'è anche l'emendamento numero 743, a pagina 253, che ha lo stesso identico tema e cioè il tema della prevenzione del randagismo e utilizza, Presidente, per l'attribuzione dei fondi, la dizione che era stata prevista dal Piano sanitario regionale e cioè che i fondi siano attribuiti ai Comuni per l'attività di prevenzione del randagismo, ma anche al fine di realizzare un monitoraggio regionale sul rischio epidemiologico di malattie diffusive nell'ambito del patrimonio animale allo stato randagio, selvatico e brado, che è, appunto, l'obiettivo del Piano. Quindi, mentre sull'emendamento numero 2 orale nulla questio, sull'emendamento numero 1 magari sarebbe utile un raccordo con la Giunta per comprendere qual è la dizione che può essere più utilmente utilizzata secondo i fini che sono previsti nel Piano sanitario regionale. Quindi, forse se sospendiamo qui i lavori è possibile, prima dell'inizio dei lavori di domani mattina, raccordarsi e utilizzare la dizione che è più utile tra i vari emendamenti presentati sullo stesso argomento.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu, credo che sia pertinente la sua osservazione, il suo suggerimento, quindi si invitano i presentatori sia degli emendamenti, sia degli emendamenti orali che sono stati presentati, a definire un emendamento di sintesi che sarà la prima votazione di domani mattina. I lavori si sospendono qui, si riprendano domani alle ore 10. La seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 22 e 03.



Allegati seduta

Risposta scritta ad interrogazioni

Risposta scritta dell'assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica all'interrogazione DIANA - LIORI sull'aumento dei canoni demaniali per concessioni di aree marittime con finalità turistico-ricreativa". (957)

Con l'interrogazione in oggetto, i consiglieri Diana e Liori chiedono al Presidente della Regione e all'Assessore regionale degli enti locali, finanze e urbanistica di conoscere;

1. quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di tutelare il turismo diportistico, settore di vitale importanza per lo sviluppo turistico della Sardegna, messo in crisi dai costi eccessivi che i turisti si trovano a sostenere per ormeggiare le loro imbarcazioni nell'isola;

2. se la Giunta regionale intende avvalersi della facoltà di introdurre l'addizionale regionale sui canoni demaniali.

In relazione alle questioni sollevate e limitatamente agli aspetti di natura giuridico amministrativa di competenza di questa Direzione generale si espone quanto segue.

La legge 27 dicembre 2006 n. 296 contenente disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato ha introdotto, all'art. 1 commi 251 - 257 modifiche nella Secondo quanto disposto dalla lettera a) della norma citata, a decorrere dal 1 gennaio 2007 le aree, pertinenze demaniali marittime e specchi acquei sono classificate in due categorie:

- A: aree, manufatti, pertinenze e specchi acquei o parti di essi concessi per utilizzazioni ad uso pubblico ad alta valenza turistica;

- B: aree, manufatti, pertinenze e specchi acquei, o parti di essi concessi per utilizzazione ad uso pubblico a normale valenza turistica.

Al punto 2 della stessa lettera a) la norma precisa, inoltre, che l'accertamento dei requisiti di alta e normale valenza turistica è riservato alle regioni competenti per territorio con proprio provvedimento e che nelle more dell'emanazione di tale accertamento la categoria di riferimento è da intendersi la B.

La stessa lettera dispone, inoltre, che una quota pari al 10 per cento delle maggiori entrate annue rispetto alle previsioni di bilancio derivanti dall'utilizzo delle aree, pertinenze e specchi acquei inseriti nella categoria A sia devoluta alle regioni competenti per territorio.

L'articolo citato stabilisce alla lettera b) le misure dei canoni annui per tipologia di area occupata; alle lettere e), d) ed f) i criteri per la riduzione dei canoni ed alla lettera e) l'obbligo per i titolari di concessione di consentire il libero e gratuito accesso e transito per il raggiungimento della battigia antistante l'area ricompresa nella concessione anche al fine della balneazione.

In applicazione della norma sopra richiamata, i competenti Servizi centrale e territoriali demanio e patrimonio di questa Direzione generale hanno provveduto a determinare l'importo dei canoni dovuti dai titolari di concessioni (rilasciate o rinnovate) tenendo conto che le aree, i manufatti, le pertinenze e gli specchi acquei o parti di essi situati nel territorio costiero regionale, rientrano nella categoria B della classificazione prevista dalla norma sopra richiamata.

La regione Sardegna, infatti, non si è avvalsa finora della facoltà di accertamento dei requisiti di alta e normale valenza turistica e pertanto non può beneficiare del trasferimento statale pari al 10% delle maggiori entrate annuali rispetto alle previsioni di bilancio, deri1 dall'utilizzo delle aree, pertinenze e specchi acquei inseriti nella categoria A in cui rientrar utilizzazioni ad alta valenza turistica.

Risposta scritta dell'assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport all'interrogazione PISANO sui motivi che hanno determinato la grave interruzione dei servizi di connettività del Progetto Marte. (1032)

Con riferimento all'interrogazione in oggetto, le risposte ai tre quesiti posti sono le seguenti:

1) 1 ) Il contratto per la fornitura dei servizi di connettività IP per il progetto M@rte è stato stipulato il 9 dicembre 2004. Il termine previsto per la scadenza era il 13 maggio 2007. La Direzione Generale degli Affari Generali, responsabile dell'appalto, dopo aver comunicato, in data 8.5.2007, al Servizio Istruzione dell'Assessorato della Pubblica Istruzione e alla Direzione Generale dell'Innovazione Tecnologica la prossima scadenza del contratto, ha rinnovato lo stesso, dietro richiesta del Servizio Istruzione, per consentire alle scuole di continuare a fruire del servizio. Il rinnovo è stato disposto fino al 30 settembre 2007, poiché le somme ancora a disposizione consentivano di assicurare la copertura al massimo fino a tale data. Conseguentemente, divenuta impossibile un'ulteriore proroga, per mancanza di copertura finanziaria, a partire dal 1 ottobre il servizio è stato interrotto.

2) Con Deliberazione n. 41/17 del 17 ottobre 2007, la Giunta Regionale ha destinato una quota di fondi di cui alla misura 6.3 del POR ad interventi di estensione della RTR, tra i quali è previsto anche il "collegamento telematico alla rete Internet per le scuole della Sardegna già precedentemente servite dalla rete del progetto Marte".

3) Come già esposto al punto 1), non sarebbe stato possibile addivenire ad una ulteriore proroga del contratto in essere, essendo stati esauriti i fondi a disposizione.

Risposta scritta dell'assessore del turismo, artigianato e commercio all'interrogazione LIORI - DIANA sulle eccezionali precipitazioni che si sono verificate nel territorio dei Comuni di Pula e Domus de Maria tra il 3 e il 4 aprile 2007. (828)

In relazione ai quesiti esposti nell'interrogazione in oggetto, per quanto di competenza dello scrivente Assessorato, si espone quanto segue.

L'Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio non ha alcuna competenza in materia di interventi in occasione di calamità naturali, né e leggi di finanziamento a favore delle attività turistiche prevedono il caso di specie.

Pertanto nessuna attività in merito può essere posta in essere dallo scrivente.

Risposta scritta dell'assessore del turismo, artigianato e commercio all'interrogazione DIANA - LIORI, con richiesta di risposta scritta, sulle iniziative per la promozione del turismo nell'Isola legate al ciclo di eventi "Fenicinsardegna". (866)

In relazione ai quesiti enunciati nell'interrogazione in oggetto, si espone quanto segue.

Il progetto "Rotta dei Fenici", rientra nel più ampio ambito degli itinerari culturali europei promossi dal Consiglio d'Europa a partire dal 1987. Il punto di partenza dell'iniziativa comunitaria è quello di dimostrare attraverso percorsi trasversali al tempo e allo spazio, come il patrimonio dei vari paesi rappresenta a base del patrimonio culturale europeo, nell'ambito del quale rispecchiare gli ideali e i principi su cui si fonda l'Unione Europea: diritti umani, democrazia-culturale diversità e identità culturale europea, dialogo scambio e arricchimento culturale.

La Rotta dei Fenici, è stata promossa dall'Italia e rientra nel protocollo d'intesa firmato dal Ministero per i beni e le attività culturali con le Associazioni degli Enti locali ed è stato accettato dall'istituto europeo quale progetto pilota del turismo culturale in Europa, ricevendo altresì la menzione di itinerario culturale del Consiglio d'Europa.

Il progetto si snoda lungo le direttrici nautiche che, dal XII secolo a.c. furono utilizzate dal popolo dei Fenici, direttrici che costituirono le principali vie di comunicazione commerciali e culturali nel Mediterraneo e attraverso le quali si sviluppo nell'area una grande civiltà. L'itinerario si base sulle relazioni storiche, culturali e sociali che i Fenici hanno stabilito lungo le rotte marittime seguite e lungo gli approdi e le colonie che hanno fondato nel bacino del Mediterraneo. Per realizzare il progetto è stata costituita una Associazione internazionale a cui possono aderire città, province amministrazioni, enti culturali e no profit, istituzioni scientifiche etc.

Per quanto riguarda la Sardegna le città individuata dalla Rotta sono state:Tharros (Cabras), Monte Sirai (Carbonia), Santadi, Othoca (Santa Giusta), Antas (Fluminimaggiore), Nora (Pula), Sulcis (San Antioco), Senorbì, Olbia, Capo Carbonara (Villasimius), Karalis (Cagliari), Bithya (Domus De Maria).

L'assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio, reputando questa una ottima opportunità per coniugare cultura e turismo, ha bandito il servizio per l'ideazione e realizzazione di un itinerario turistico culturale basato sulla presenza fenicio punica in Sardegna. L'importo a base d'asta è stato pari a € 600.000,00 (Iva esclusa) a corpo. Il costo totale dell'operazione, come da aggiudicazione,è stato di complessivi € 560.000,00 (Iva esclusa).

Il progetto aggiudicatario dell'appalto ha previsto una serie di iniziative articolate in sette itinerari culturali, in corrispondenza delle città sarde fondate dai fenici e nelle quali sono presenti siti archeologici, attività di marketing territoriale e di comunicazione indirizzata ad target di residenti e non residenti, consistenti in conferenze stampa, passaggi televisivi, radio, e sulla carta stampata, manifesti, seminari informativi, e dvd rom, aggiornamenti su sito web , mostre fotografiche, attività teatrali. L'aggiudicataria ha previsto la realizzazione di gadget destinati a diversi target: i parei di Marta Marzotto, con l'indicazione geografica delle aree rientranti nella Rotta dei Fenici, e le magliette dello stilista Fiorucci, nelle quali sono riprodotti i simboli tipici della scrittura fenicia. Tali oggetti sono stati destinati esclusivamente per i giornalisti della stampa nazionale ed internazionale e per i testimonial. La loro realizzazione non ha comportato la conclusione di alcun contratto con gli stilisti citati, in quanto la realizzazione dei gadget rientrava tra le iniziative proposte dall'aggiudicatario. I rapporti con gli stilisti e con le personalità culturali scientifiche ed artistiche coinvolte nella manifestazione sono stati intrattenuti esclusivamente dall'aggiudicatario.

La manifestazione non interferisce (né potrebbe in alcun modo) con il sistema tributario isolano.

Si ricorda che il regime fiscale e tributario è stabilito da apposite norme di legge alle quali non è pensabile di poter derogare con semplici bandi di gara o addirittura sulla base di ipotetici contratti.

Dall'iniziativa, partita in via sperimentale nel corso del 2007 e che si spera di poter ripetere, ci si attende un incremento del turismo tramite al diversificazione dell'offerta mostrando come la Sardegna non sia solo terra di mare e sole ma anche terra con un importante patrimonio storico culturale e archeologico.

Si sottolinea che l'iniziativa si inserisce nell'ambito di un programma di attività, promosso dal Ministero per i Beni e le Attività culturali, che coinvolge le diverse parti del territorio italiano nelle quali è riscontrabile la presenza del popolo dei fenici.

Come già saprà precisato il pareo realizzato dalla Marzotto e le t-shirt di Fiorucci non hanno lo scopo di veicolare l'immagine "etnografica" della Sardegna essendo stati distribuiti solo ai testimonial della stampa estera e nazionale e rappresentano un aspetto marginale dell'offerta complessiva.

Per sensibilizzare il grosso pubblico riguardo alla cultura isolana (sempre nell'ottica del filo guida della manifestazione che, non bisogna scordare, è la presenza dei fenici in Sardegna) è stato previsto, nel programma del soggetto aggiudicatore dell'appalto la realizzazione da parte dei fratelli Nioi (importanti artigiani, della ceramica della Sardegna), del "piatto dei fenici da distribuire nella rete dei ristoranti del territorio interessati all'itinerario, e che aderiscono alla proposta del "menù fenicio", i quali hanno provveduto a donarlo ai clienti che nella settimana dei siti fenici aperti hanno ordinato appunto il predetto menù.

Risposta scritta dell'assessore dell'industria all'interrogazione SANNA Matteo sulla crisi dell'azienda conserviera Palmera e sul mantenimento dei livelli occupazionali, a seguito delle indiscrezioni giornalistiche e delle dichiarazioni dei rappresentanti sindacali. (940)

In riferimento all'interrogazione di cui all'oggetto, si forniscono di seguito gli elementi utili per una puntuale risposta.

La Società Palmera s.p.a. nel settembre 2006, a seguito della ricorrente crisi finanziaria determinata dalle crescenti difficoltà a mantenere le quote di mercato, a causa della forte competitività della concorrenza che da tempo ha delocalizzato parte delle produzioni nei paesi dell'Est asiatico, ha presentato un Piano di ristrutturazione con le Banche.

Il Piano ha previsto in 24 mesi la crescita della produzione sulle linee di formati speciali e per la diversificazione di nuovi prodotti,

In data 31 luglio 2007 in sede di apposito incontro, convocato dallo scrivente Assessore alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni locali, delle segreterie sindacali regionali e territoriali, la Direzione della società Palmera s.p.a. ha manifestato la volontà di cessare l'attività produttiva dello stabilimento in Olbia, a decorrere dal mese di settembre, a causa della critica situazione economica e finanziaria in cui versa la società.

In tale sede, a seguito di pressanti sollecitazioni d'ordine politico, la Direzione della Società aveva dichiarato la disponibilità a procedere celermente a delle verifiche, unitamente ai vertici della finanziaria regionale Sfirs al fine di ricercare possibili soluzioni alternative finalizzate a scongiurare il blocco dell'attività produttiva nel sito di Olbia,

Nonostante le verifiche economico-finanziarie fossero state avviate, a società Palmera spa, ai primi del mese di agosto attivava le procedure per modificare alla scadenza (primi di settembre dello scorso anno) la cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione aziendale in cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività.

Preliminarmente all'attivazione delle richieste procedure degli ammortizzatori sociali l'Amministrazione regionale ha proseguito nella ricerca di possibili alternative di sviluppo e di rilancio della produzione industriale mediante il coinvolgimento anche della Sfirs per verificare le condizioni per un intervento finanziario a favore di un sostenibile progetto agro-alimentare nel territorio interessato.

Nonostante l'assunzione di una importante deliberazione della finanziaria regionale SFIRS in favore della società Palmera, il legale rappresentante della società, in occasione dell'incontro promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico in data 22 novembre 2007 alla presenza dei rappresentanti della Regione, della Provincia di Olbia-Tempio, del Comune di Olbia e delle Organizzazioni Sindacali, comunicava la cessione del marchio alla società multinazionale Bolton Alimentari proprietaria del marchio Rio Mare, perché la Società riteneva quell'offerta l'unica che rispettasse tempi e condizioni tali da evitare il fallimento della medesima, senza alcuna prospettiva di ripresa produttiva ed occupazionale del sito di Olbia.

Con ciò disattendendo una soluzione che tenesse insieme la soluzione dei problemi finanziari alle prospettive industriali e occupazionali senza alcuna separazione delle prime dalle altre.

Con rammarico i rappresentanti delle Istituzioni e delle Organizzazioni Sindacali preso allo di quanto formalmente comunicato dalla società, al termine dell'incontro presso il Ministero dell'attività produttiva, hanno ritenuto non conclusa la vicenda "Palmera", auspicando in tempi brevi, la ricerca di soluzioni diverse.

Infatti, a seguito di un'intensa azione congiunta tra i rappresentanti delle istituzioni, dell'associazione degli industriali e dei sindacati si è riattivato un tavolo di trattative tra la proprietà Palau ed altri imprenditori del settore, tra cui il rappresentante della società Generale Conserve S.p.A. con sede in Genova per la ripresa produttiva dello stabilimento di Olbia.

Allo stato attuale le Istituzioni insieme alle OOSS e la Confindustria hanno condiviso la necessità di promuovere dei formali incontri con la proprietà Palau e gli imprenditori che hanno manifestato l'interesse per una ripresa produttiva del sito industriale.

Risposta scritta dell'assessore dell'industria all'interrogazione LANZI - CUGINI - FADDA - LICHERI - SERRA sulle iniziative da adottare per tutelare i posti di lavoro a rischio e per ridurre i costi dell'energia. (945)

In riferimento all'interrogazione di cui all'oggetto, si forniscono di seguito, per quanto di competenza dello scrivente Assessorato, gli elementi utili per una puntuale risposta.

Il sistema produttivo sardo è caratterizzato, nonostante importanti eccezioni e nuove realtà recenti, da un tessuto in parte ancora fragile in alcuni settori e in particolari aree dì crisi a causa di problemi spesso legati a una inadeguata programmazione del passato, contraddistinto talvolta da eccessivi interventi esclusivamente assistenzialistici e di corto respiro che non hanno tenuto conto dei cambiamenti imposti dallo scenario competitivo.

Il sistema di supporto pubblico alle imprese vigente per molti anni, soprattutto quello nazionale (con molte negative esperienze dei Contratti d'Area e delle attività finanziate con L. 488/92), ha spesso attivato iniziative che fin dal principio non avevano condizioni di competitività.

A ciò sì aggiunga che solo oggi si sta intervenendo con politiche strutturali su quelli che sono sempre stati definiti nodi storici allo sviluppo dell' impresa: le infrastrutture materiali e immateriali, la scarsa semplificazione amministrativa, le monocolture, la bassa intensità imprenditoriale, la distanza dai mercati e dalle materie prime, la insufficiente innovazione tecnologica, la propensione all'individualismo e la limitata tendenza all'internazionalizzazione.

Lo scenario politico ed economico dei prossimi anni si presenta aggressivo, con cambiamenti repentini e in grado di determinare rilevanti mutamenti strutturali della competitività dei diversi sistemi economici,

Il settore industria in particolare è molto sensibile a questi fenomeni, soggetto come è alle delocalizzazioni, alla competitività e ai costi nei paesi in via di sviluppo.

Si rendono pertanto necessarie politiche selettive concentrate su settori e attività che presentano vantaggi comparati e contemporaneamente interventi di consolidamento dell'impresa esistente, sia di breve che di lungo e medio termine, distinti per tipologia di impresa e settori.

La Commissione UE ha limitato molto l'ambito di intervento delle regioni, le quali non hanno strumenti propri di finanziamento a supporto della grande impresa, che sono invece gestiti a livello nazionale, compreso il Fondo di salvataggio.

Nella gestione delle situazioni di crisi, molte delle quali, citate nell'interrogazione, riguardano imprese in forte difficoltà da anni, ormai chiuse o prossime alla chiusura su cui è difficile programmare interventi di rilancio nel breve periodo, oltre la gestione del contingente attraverso gli ammortizzatori sociali, la Regione intende intervenire con azioni nel medio - lungo periodo differenti rispetto a quelle ordinarie o basate sulle tradizionali forme di incentivazione.

In particolare l'attività della Regione è rivolta a:

- stimolare le imprese in crisi, che hanno produzioni scarsamente competitive, a riconvertirsi su attività a maggiore valore aggiunto e di più significativo successo;

- ricercare nuovi progetti industriali in grado di assicurare la ripresa produttiva nei casi di crisi irreversibile e di attività ormai chiuse o prossime alla chiusura;

- individuare strumenti, non solo finanziari, in grado dì assicurare la ripresa e garantire condizioni di competitività, con una qualificata azione di scouting, da realizzarsi attraverso la Sfirs, tesa a individuare nuovi investitori o partner ad imprenditori locali;

- favorire la reindustrializzazione anche con interventi programmati con legge, destinando risorse all'acquisizione di fabbricati industriali in disuso per nuove attività produttive e realizzando attraverso Sfirs interventi di promozione di cui alla L.R. 37/1998;

- attuare azioni a sostegno della competitività ora previste negli strumenti della nuova programmazione regionale e nelle leggi finanziarie (nuova politica degli incentivi, infrastrutture, miglioramento della qualità delle reti, semplificazione amministrativa, opportunità localizzative in aree industriali dismesse, azioni di promozione per settori strategici e aree, valorizzazione della ricerca e della collaborazione con Università e Centri di ricerca, valorizzazione e creazione di distretti).

Tali azioni hanno già prodotto importanti risultati, anche nelle vertenze citate in interrogazione, e diversi percorsi sono stati attivati per risolvere altre situazioni di crisi.

In sintesi, e solo a titolo semplificativo citando alcuni casi, si pensi all'impegno della Regione con le azioni descritte e anche con importanti interventi finanziari, sia diretti sia attraverso la Sfirs, che hanno portato: ad attivare la reindustrializzazione e riconversione della ex cartiera di Arbatax in un polo per la cantieristica che oggi è oggetto di importanti manifestazioni di interesse e di impegni per la localizzazione di nuove imprese; alla cessione e riattivazione degli stabilimenti della Ali e della la, che erano ormai chiuse, salvaguardando importanti livelli occupativi; alla riapertura della Carbosulcis che era ferma da anni; alla apertura dei cantieri per le bonifiche e i risanamenti ambientali; alla previsione, nella nuova Intesa Stato-Regione, di nuovi interventi nei settori più sofferenti che oggi attraversano crisi molto complicate che vengono da lontano e su cui la Regione è comunque impegnata con notevoli sforzi politici e finanziari (tessile, agroalimentare, chimica).

Nel quadro dell'Intesa si sta provvedendo a concordare con i Ministeri competenti l'impegno di risorse FAS nazionali e regionali da rivolgere a tali settori.

Intanto, nell'ambito delle iniziative nel campo della chimica, mentre nulla era stato attivato in precedenza, ora tutti! progetti presentati sorto stati finanziati con deliberazioni CIPE a seguito di approfondita istruttoria e negoziato politico (nel 2005 il Governo tagliò le percentuali di finanziamento, recuperate dopo ampio e discusso negoziato).

A tal proposito si ricorda che l'Accordo di Programma sulla chimica del 14 luglio 2004 non metteva a disposizione concretamente delle risorse accantonate e immediatamente erogabili: l'attuazione dell'Accordo ha seguito la normale strada dei contratti di programma con ricorso al fondo generico previsto per tutti i contratti di programma in Italia.

Solo nel 2006 si è avuto un importante cambio di marcia nella definizione delle istruttorie e nell'erogazione dei contributi.

I progetti presentati, tutti approvati, sono descritti nella tabella che segue.

Delibera CIPE del 22 dicembre 2006

valori in migliaia di €

LA TABELLA È ALLEGATA AGLI ATTI DEL CONSIGLIO

Delibera CIPE del 27 maggio 2005

LA TABELLA È ALLEGATA AGLI ATTI DEL CONSIGLIO

Per quanto riguarda i terni dell'energia e dei costi per l'impresa, si ricorda la assenza di competenze della Regione in una materia che è dominata da dinamiche ultranazionali e da scelte di politica energetica che risalgono a decenni precedenti.

Ciononostante la Regione si è impegnata a fornire allo Stato e agli organi comunitari gli elementi perché sia dichiarata l'eccezionalità del sistema elettrico sardo, che comporta costi insostenibili per particolari produzioni ritenute strategiche per l'intera economia nazionale.

In tale ottica è in corso un negoziato con a Commissione Ue teso a individuare misure transitorie e . soluzioni strutturali che garantiscano costi più competitivi per tali imprese. Nel frattempo sono state promosse iniziative volte a favorire l'incontro di domanda e offerta di energia a condizioni più favorevoli tra produttori di energia e imprese energivore: si sono conclusi tra le parti contratti bilaterali ritenuti soddisfacenti.

E' stato sottoscritto con Enel un Protocollo d'intesa che prevede, tra l'altro, l'impegno della società per il miglioramento della qualità del servizio elettrico di distribuzione nelle aree industriali. Gli interventi hanno l'obiettivo di garantire entro 2 anni l'allineamento della Sardegna agli standard delle aree industriali nazionali sul numero e i tempi delle interruzioni e sulla riduzione dei tempi di allacciamento. Ciò, naturalmente, si traduce in minori costi per le imprese.

La soluzione strutturale attuabile nel medio periodo per tutte le imprese sarde sarà garantita dall'arrivo del metano che consentirà costi energetici più compatibili con le medie europee.

Il metanodotto costituirà anche un'importante occasione di lavoro per le imprese sarde che potranno essere impegnate nei lavori e che già ora possono essere attive nei cantieri finanziati con i 230 milioni programmati con varie delibere della Giunta regionale per l'attuazione del Piano di metanizzazione della Sardegna.

La Regione inoltre, nel definire la propria politica energetica, promuove lo sviluppo delle fonti rinnovabili e la localizzazione di impianti eolici e fotovoltaici che producano incidenti ricadute sotto il profilo dell'abbattimento dei costi di fornitura elettrica, dell'insediamento di iniziative industriali applicate alle fonti rinnovabili e dell'occupazione

Accanto alla gestione delle situazioni di crisi importante è stato il lavoro di attrazione di nuovi investimenti, con contratti di programma cofinanziati anche dalla Regione o con altri strumenti, che hanno portato alla localizzazione di importanti imprese e all'ampliamento di attività (alcuni casi: Telit che ha attivato una sua unità produttiva e assume ingegneri elettronici, Eutelsat con 22 milioni di investimenti e 60 occupati nel settore delle tèlecomunicazioni, CICT con oltre 60 milioni di investimenti e circa 60 nuove assunzioni, Bridgestone con 20 milioni di nuovi investimenti e un incremento previsto di 15 lavoratori, i nuovi investimenti delle imprese chimiche a valere su nuovi contratti di programma nell'ambito dell'Accordo di programma sulla chimica).

Occorre poi citare gli interventi infrastrutturali finanziati dalla Regione per potenziare e migliorare le aree industriali e le loro opportunità localizzative: 76 milioni di euro in infrastrutture primarie, programmazione di interventi per l'erogazione dei servizi a banda larga, protocollo con Enel sul miglioramento del servizio elettrico.

L'Assessore

Concetta Rau

Risposta scritta dell'assessore del turismo, artigianato e commercio all'interrogazione VARGIU sulle incongruenze del bando di direttore dell'Agenzia "Sardegna promozione". (948)

In relazione ai quesiti esposti nell'interrogazione in oggetto, per quanto di competenza dello scrivente Assessorato, si espone quanto segue.

Il bando relativo all'individuazione del Direttore Generale dell'Agenzia Sardegna promozione è stato disposto dalla Presidenza della Giunta Regionale la quale ha altresì provveduto a gestire tutte le fasi successive.

Nessuna attività in merito è stata posta in essere dallo scrivente.

Risposta scritta dell'assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale all'interrogazione PISANO sui motivi dei ritardi nella pubblicazione del bando per l'erogazione di prestiti d'onore regionali per l'avvio di nuove iniziative imprenditoriali FSE-POR Sardegna 2000/2006, Misura 3.10 - azione A1 e Misura 3.11 - azione A, e la previsione della data di pubblicazione.(1016)

Con riferimento alla interrogazione in oggetto, si comunica quanto segue.

A seguito dell'annullamento della prima aggiudicazione, è stata avviata una nuova procedura di valutazione, alla quale sono state invitate le due sole imprese partecipanti alla selezione annullata, in considerazione della rilevanza esclusivamente procedurale del vizio; la nuova valutazione, effettuata da una nuova commissione, si è conclusa in data 19-06-2007 e con determinazione n. 28217/1820 del 27/06/2007 la gara è stata definitivamente aggiudicata all'INSAR - Iniziative Sardegna S.p.A.

A seguito dell'aggiudicazione definitiva, è stato ripreso l'esame delle direttive per l'emanazione del bando pubblico che ai sensi del capitolato di gara l'INSAR dovrà pubblicare, direttive a suo tempo trasmesse al Direttore Generale fin dalla prima aggiudicazione, in data 26.03.2007.

Successivamente si è proceduto al riesame del testo. A seguito dell'approvazione definitiva le Direttive sono state trasmesse all'INSAR in data 11.10.2007. Il soggetto aggiudicatario ha pubblicato il 28.11.2007 il relativo avviso che prevede la presentazione delle istanze nel periodo compreso tra il 15 gennaio ed il 15 febbraio 2008.

Il Capo di Gabinetto

Alberto Sechi

Risposta scritta dell'assessore dell'industria all'interrogazione MANINCHEDDA sulla situazione in cui versa la Rubinetterie Sarde S.r.l. di Santa Giusta.(1017)

In riferimento all'interrogazione di cui all'oggetto, si forniscono di seguito gli elementi utili per una puntuale risposta.

Occorre preliminarmente segnalare che, da una verifica effettuata presso il Servizio politiche per l'impresa della Direzione Generale dell'Assessorato dell'Industria, non risulta alcuna agevolazione concessa a favore della società Rubinetterie Sarde Srl.

L'azienda ha usufruito di finanziamenti e agevolazioni previsti dalla Legge n. 488 del 1992

In ragione di quanto sopra, sembra utile dover ricordare che la Legge 488/92 e tutti i documenti correlati, non ultimo il D.M. MISE 1° febbraio 2006, art. 7, prevedono un coinvolgimento soltanto indiretto della Regione nella fase istruttoria (copia della domanda è inviata alla regione interessata") e nessun potere di controllo e ispezione (D.M. MISE 1° febbraio 2006, art. 14) nelle fasi successive; potere che spetta invece al Ministero delle attività produttive e, indirettamente, ai fini del monitoraggio dei programmi agevolati, alla banca concessionaria che riceve dall'impresa beneficiaria i dati attestanti lo stato di avanzamento del programma. La mancata, incompleta o inesatta dichiarazione dei dati richiesti può determinare la revoca totale delle agevolazioni concesse.

L'Ufficio scrivente ha quindi attivato, al fine di ottenere tutte le informazioni del caso, interlocuzioni con il Ministero dello Sviluppo Economico, dalle quali risulta quanto segue.

L'impresa Rubinetterie Sarde Srl. ha presentato domanda di agevolazioni con progetto N. 1268/98 - 3° Bando. L'investimento riguardava la realizzazione di un nuovo impianto per la produzione di rubinetti e valvole da ubicarsi nel Comune di Santa Giusta (OR).

Per tale progetto sono state concesse in via provvisoria, con D.M. n. 62131 del 14/09/1998, agevolazioni in contributo capitale per un importo complessivo di € 3.301.538,52 e con D.M. n. 119996 del 16/09/2002 in via definitiva per € 2.950.652,55. Il contributo finora erogato ammonta a complessivi € 2.592.654,95.

In data 27/09/2007 è stata richiesta al Ministero da parte della Guardia di Finanza la documentazione relativa a detto progetto, ai tini di un indagine, avviata dall'Autorità Giudiziaria.

Per quanto di competenza della Regione, l'attenzione è massima affinché vengano rispettate le condizioni di affidabilità e garanzia richieste agli operatori economici che fanno richiesta di risorse pubbliche; ma, ancora di più, in questi anni si è lavorato al fine di promuovere azioni che ridisegnano le politiche di sostegno alle imprese in un'ottica di sviluppo e non di assistenzialismo.

L'Assessore

Concetta Rau

Risposta scritta dell'assessore dell'industria all'interrogazione MANINCHEDDA sulla grave situazione in cui versano i dipendenti dell'azienda Isola Dolce S.r.l. di Santa Giusta. (1018)

In riferimento all'interrogazione di cui all'oggetto, si forniscono di seguito gli elementi utili per una puntuale risposta.

Il 23 e il 27 agosto 2007 gli Assessori Regionali dell'Industria e del Lavoro, su invito della Provincia di Oristano, hanno incontrato le parti, accompagnate dalle rispettive organizzazioni sindacali. Nella data del 23 agosto sono stati sentiti i lavoratori e, non essendo presente l'impresa, si è reso necessario un secondo incontro, il 27 agosto, finalizzato ad acquisire le informazioni necessarie a comprendere se le ragioni addotte dalla società Isola Dolce S.r.l. potessero lasciare spazio ad una composizione della vertenza.

Durante questo secondo incontro si è preso allo che la società, cosi come viene evidenziato nel documento avente ad oggetto l'avviamento della procedura di mobilità Legge 223/91 redatto dall'API Sarda di Oristano in data 4 luglio 2007, prot. n. 588, "al fine di tornare competitiva sul mercato deve necessariamente porre in essere importanti interventi di ristrutturazione e di riorganizzazione del lavoro", comportanti tra gli altri, una diminuzione dell'organico sia impiegatizio che operaio". La riunione si chiude con la prospettiva che l'incontro previsto nel pomeriggio dello stesso giorno presso l'Amministrazione Provinciale di Oristano, finalizzato alla conclusione della procedura di mobilità, avrebbe raggiunto un'ulteriore "mancato accordo".

L'Ufficio scrivente ha immediatamente attivato le necessarie interlocuzioni con il Ministero dello Sviluppo Economico, al fine di segnalare il comportamento dell'azienda e di ottenere tutte le informazioni del caso, dalle quali risulta quanto segue.

L'impresa Isola Dolce SRL, avente sede legale ad Oristano (OR), ha presentato richiesta dì agevolazioni con progetto n. 32696/98. L'investimento prevedeva a realizzazione di un nuovo impianto nel Comune di Santa Giusta (OR) per la produzione di cacao, cioccolato, caramelle. Per tale progetto sono state concesse in via provvisoria, con D.M. n. 71249 del 03/03/1999, agevolazioni in contributo capitale per un importo di € 9.663.116,59 e con D.M. n. 120260 del 03/10/2002 in via definitiva per un importo di € 9.569.393,73 completamente erogate.

E' utile ricordare che la Legge 488/92 e tutti i documento correlati, non ultimo il D.M. MISE 1° febbraio 2006, art. 7, prevedono un coinvolgimento marginale della Regione ("copia della domanda è inviata alla regione interessata") e nessun potere di controllo e ispezione (D.M. MISE 1° febbraio 2006, art. 14) nelle fasi successive; potere che spetta invece al Ministero delle attività produttive e, indirettamente, ai fini del monitoraggio dei programmi agevolati, alla banca concessionaria che riceve dall'impresa beneficiaria i dati attestanti lo stato di avanzamento del programma. La mancata, incompleta o inesatta dichiarazione dei dati richiesti può determinare la revoca totale delle agevolazioni concesse.

L'Assessore

Concetta Rau

Risposta scritta dell'assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale all'interrogazione LANZI - CUGINI - FADDA - LICHENI - SERRA "sulla mobilità degli ex dipendenti delle aziende EDITAR e DICOVISA". (1024)

Con riferimento alla interrogazione consiliare in oggetto, si comunica quanto segue.

I 22 lavoratori della EDITAR fruiranno della mobilità in deroga per tutto il 2007 grazie all'accordo istituzionale sottoscritto dall'Assessore del Lavoro in data 18.5.52007, così come i 7 lavoratori ex DICOVISA.

Inoltre, alcuni tra i predetti lavoratori hanno inoltrato a questo Assessorato, in data 30.05.2007, un'istanza nella quale hanno manifestato la propria disponibilità ad intraprendere eventuali percorsi di ricollocazione o di riqualificazione professionale che dovessero essere predisposti dalla Regione Sardegna.

Nessuna altra informazione è in possesso dell'Assessorato riguardo alle aziende in questione.

Il Capo di Gabinetto

Alberto Sechi

Risposta scritta dell'assessore dell'industria all'interrogazione LANZI - CUGINI - FADDA - LICHERI - SERRA sulla mobilità degli ex dipendenti delle aziende EDITAR e DICOVISA. (1024)

In riferimento all'interrogazione n 1024/A, per quanto di competenza dello scrivente Assessorato, si forniscono i seguenti elementi di risposta

Premesso che le vicende delle due aziende EDITAR e DICOVISA hanno portato a che gli ex dipendenti si siano trovati a condividendo l'analogo disagio economico e sociale dato dallo stato di mobilità

- EDITAR Spa nasce con il nome di Gr El Spa (Grafiche Elmas) nel 1979 e nel 1986 cambia proprietà e ragione sociale divenendo così EDITAR Spa con capitale misto italo-libico e facente parte della multinazionale LAFICO, negli anni, con la riduzione crescente delle commesse, i lavoratori subiscono diversi tagli e passano da 200 unità a 29, infine, nell'aprile del 2004. anche gli ultimi 29 vengono messi in mobilità dopo la decisione dell'azienda di cessare l'attività produttiva,

- la DICOVISA nasce alla fine degli anni '60, pur godendo anche del sostegno dei contributi regionali e rappresentando una realtà concreta e affidabile nel settore, all'inizio del 1990 con l'attuazione delle direttive CEE sugli espianti e il conseguente calo di produzione d'uva, la distilleria entra in crisi, l'agonia continua fino al 2002 finche il consiglio d'amministrazione decide di chiuderla

A seguito di quanto sopra brevemente esposto, lo scrivente Assessorato ha avviato una serie di incontri con le Organizzazioni sindacali e i vertici aziendali rappresentando a questi ultimi le nuove azioni poste in campo dall'Amministrazione regionale e finalizzate alla ripresa produttiva delle aziende operanti nel territorio regionale, senza peraltro, che da parte della Società venissero formulate proposte imprenditoriali utili a un rilancio economico

Intanto con l'accordo sottoscritto il 18 05 2007 tra l'Amministrazione regionale, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, l'Inps e la Direzione regionale del Lavoro, ai lavoratori non ancora inseriti nel mercato del lavoro e privi dei requisiti per essere collocati in pensione, è stata estesa la "mobilità in deroga" per tutto il anno 2007

Per gli stessi lavoratori e stata attuata la possibilità di partecipare alle iniziative promosse dalla Regione per il reinserimento lavorativo dei lavoratori in mobilità In particolare, l'art. 29 della L R 20/2005 prevedeva che al fine di incentivare il reimpiego dei lavoratori in cassa integrazione straordinaria, in mobilità o iscritti da almeno dodici mesi all'anagrafe del Centro dei servizi per il lavoro, la Regione avrebbe erogato alle Province, nei limiti degli stanziamenti iscritti in bilancio, finanziamenti per la realizzazione di programmi annuali finalizzati all'attuazione di progetti predisposti da enti di formazione, enti bilaterali e organismi tecnici di emanazione di associazioni imprenditoriali e delle organizzazioni sindacali dei lavoratori, con l'assistenza dell'Agenzia regionale per il lavoro

L'Assessorato non e in possesso di altre informazione riguardo alle aziende in questione

Risposta scritta dell'assessore dell'industria all'interrogazione VARGIU sull'attività estrattiva nell'area ex Palmas Cave d Sant'Antioco. (1044)

In riferimento all'interrogazione di cui all'oggetto, si forniscono di seguito per quanto di competenza dello scrivente Assessorato gli elementi utili per una puntuale risposta.

In proposito, e preliminarmente, si specifica che nell'area in argomento non è in corso alcuna attività estrattiva.

Ciò premesso, si rappresenta che con distinti contratti in data 11 settembre 2002 e 18 novembre 2002 la società Palmas Cave ha venduto alla ditta F.lli Locci S.r.l.. un totale di 150.000 tonnellate di tout-venant di cava misto a pietrame di piccola e media pezzatura, esclusa la terra vegetale, giacente all'interno dell'area di cava in località "Su Monti de su Sennori".

Il contratto ha avuto quindi per oggetto la vendita di materiale già abbattuto, e, pertanto, . il, ritiro del materiale stesso da parte dell'acquirente non richiedeva né richiede autorizzazione alcuna da parte del Servizio attività estrattive della Direzione Generale dell'Industria.

Infine, non si intravede alcuna turbativa della gara in corso al momento della presentazione della presente interrogazione e i cui termini si sono chiusi nel dicembre 2007, considerato che il bando internazionale di evidenza pubblica, pubblicato on line sul sito della Regione, il 12 settembre 2007, avente ad oggetto l'affitto, la riqualificazione e la trasformazione di ambiti di particolare interesse paesaggistico della proprietà Palmas Cave Srl in liquidazione in località "Su monti de su Sennori" in Comune di Sant'Antioco (Provincia Carbonia-Iglesias), pone a carico dell'aggiudicatario l'onere della messa in sicurezza e riabilitazione ambientale dell'area, senza che quest'ultimo possa, ovviamente, disporre di materiale di proprietà altrui.

L'Assessore

Concetta Rau

Risposta scritta dell'assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale all'interrogazione CALIGARIS sulla situazione dei dipendenti in mobilità della ex EDITAR Spa e della DICOVISA e sui lavoratori ultracinquantenni disoccupati dopo anni di lavoro. (1055)

Con riferimento alla interrogazione consiliare in oggetto, si comunica quanto segue.

I 22 lavoratori della ex EDITAR fruiranno della mobilità in deroga per tutto il 2007, grazie all'accordo istituzionale sottoscritto dall'Assessore del Lavoro in data 18.5.2007, così come i 7 lavoratori ex DICOVISA.

Inoltre, alcuni tra i predetti lavoratori hanno inoltrato a questo Assessorato, in data 30.05.2007, un'istanza nella quale hanno manifestato la propria disponibilità ad intraprendere eventuali percorsi di ricollocazione o di riqualificazione professionale che dovessero essere predisposti dalla Regione Sardegna.

Nessuna altra informazione è in possesso dell'Assessorato riguardo alle aziende in questione.

In merito alla situazione dei lavoratori ultracinquantenni va detto che è in corso di attuazione il programma PARI, volto a facilitare il reimpiego anche di questa fattispecie di disoccupati e che il progetto verrà, con ogni probabilità, riproposto anche per il 2008.

Risposta scritta dell'assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale all'interrogazione DEDONI - VARGIU - CASSANO - PISANO sulla sospensione dei finanziamenti per i corsi di formazione professionale. (1083)

La manovra finanziaria per il 2008, al momento ancora in discussione, mira, sul sistema della formazione professionale in Sardegna, a concretizzare la fase di trasformazione necessaria per realizzarne la trasparenza, la competitività e l'efficienza in armonia con le linee di sviluppo prefissate.

L'indirizzo politica regionale, infatti, persegue l'obiettivo di far crescere la qualità dell'istruzione pubblica in Sardegna al fine di invertire in maniera radicale • il preoccupante fenomeno della dispersione scolastica e, nel contempo, garantire il diritto all'apprendimento in tutte le fasi della vita creando un sistema integrato nel quale istruzione e formazione professionale abbiano pari dignità, interagiscano e si armonizzino in funzione della valorizzazione della persona.

In quest'ottica il DDL (finanziaria regionale 2008) ha previsto un programma di interventi contro la dispersione scolastica a favore delle scuole di ogni ordine e grado della Sardegna a cui far fronte con un impegno finanziario di € 10.000.000.

Nei corso dell'anno giovani di età compresa tra i 16 ed i 18 anni conseguiranno una qualifica professionale di primo livello, portando a compimento gli interventi formativi finanziati dal Fondo Sociale Europeo (bando POR Carlo Magno Misura 3.2). Detti percorsi formativi, frutto di un'attenta rilevazione del fabbisogno territoriale espresso dalle 8 province regionali, garantiscono una qualificazione spendibile nel marcato del lavoro isolano, assicurando nel contempo, per gli allievi che ne fossero privi, il conseguimento del diploma di licenza media inferiore.

Sulla base delle succitate previsioni la Regione ha quindi, per quanto attiene la materia dei corsi sperimentali, garantito una previsione economica tale da fornire esaudienti risposte alle esigenze formative nel tempo manifestate.

Inoltre, sulla paventata discriminante nei confronti degli istituti privati di formazione professionale occorre ricordare che già dal novembre 2004 il Ministro pro tempore dell'Istruzione, Letizia Moratti, invitava, con propria nota, il Presidente della Giunta regionale ad attivarsi per consentire il rientro dei giovani nel sistema dell'istruzione pubblica ed a programmare le attività di formazione e istruzione compatibilmente con le risorse disponibili. •

Condividendo l'indirizzo ministeriale, la Regione Autonoma della Sardegna ha, a suo tempo, sottoscritto un protocollo d'intesa con la Direzione scolastica regionale per coordinare e gestire il rientro dei giovani nel sistema di istruzione pubblica e, contestualmente, stipulato accordi con i sindacati regionali ed i rappresentanti degli enti di formazione operanti in Sardegna per l'avvio, a favore dei giovani interessati, delle seconde annualità dei percorsi sperimentali adoperandosi per favorirne, in ogni caso, il rientro nella scuola pubblica.

Sulla scorta di quanto già realizzato lo scopo della riforma regionale intrapresa è quello di superare l'insostenibile dicotomia tra scuola pubblica e formazione professionale privata a favore di una formazione professionale pubblica.

A maggior sostegno di quanto sopra esposto occorre ricordare che anche il Programma Operativo Nazionale (PON Ob.2 - Azioni di sistema - 2007/2013) prevede, tra i processi di riforma sulle politiche e la strutturazione dei sistemi e delle reti per la formazione ed il lavoro, un intervento normativo volto a costruire un sistema di apprendimento permanente - "istituti tecnici superiori" e "poli tecnico- professionali" - in grado di raccordare, in modo organico, l'istruzione e la formazione tecnico professionale a tutti i livelli formativi con il sistema impresa e con i centri di innovazione e ricerca.

Conseguentemente, per il corrente anno, i percorsi sperimentali attivati dagli istituti scolastici in raccordo con le Agenzie formative del sistema regionale, che prenderanno avvio con un ulteriore finanziamento da parte del Ministero della Pubblica Istruzione pari a c.a. € 500.000, saranno curati dalla Circoscrizione Scolastica Regionale in raccordo con il competente Assessorato della Pubblica Istruzione.

Risposta scritta dell'assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale all'interrogazione VARGIU sulla preoccupante situazione di crisi occupazionale e di traffici del Porto industriale di Cagliari. (1109)

Con riferimento alla interrogazione consiliare in oggetto, si comunica quanto segue.

1) Il Protocollo d'Intesa stipulato il 05 novembre 2004 (prot. N. D/483) fra la Regione Sardegna e il Porto Industriale di Cagliari S.p.A. - CICT istituiva corsi di formazione finalizzati all'assunzione.Il citato protocollo prevedeva la formazione di 60 giovani disoccupati, suddivisi in 4 corsi, con la garanzia di assunzione di almeno '80% degli allievi, pari a 48 unità e con conclusione del programma entro dicembre 2007. Ad oggi sono stati effettuati 4 corsi di formazione. La situazione delle assunzioni è, invece, la seguente: 15 corsisti a tempo indeterminato fra dicembre 2005 e gennaio 2006, 33 corsisti ancora da inserire per arrivare al totale delle 48 unità previste dal Protocollo d'intesa.

2) Il Porto Industriale Cagliari S.p.A. - CICT, con lettera del 24. 04.2007, loro prot. n. 1851, ha chiesto all'Assessorato del Lavoro della Regione la possibilità di procrastinare di 12 mesi (da dicembre 2007 a dicembre 2008) la scadenza per il completamento delle assunzioni programmate secondo il citato Protocollo d'Intesa: La richiesta è stata motivata dal determinarsi di eventi eccezionali e non prevedibili conseguenti al subentro di nuovi soci nella compagine azionaria con impatti significativi sui traffici del terminal.
Questo Assessorato, con successiva lettera dei 14.05.2007, prot. n. 367/FP/CA ha concesso la possibilità di procrastinare le assunzioni di 12 mesi e contestualmente di differire di un anno la polizza fideiussoria, prevista dal Protocollo d'Intesa, a garanzia dell'obbligo di assunzione del personale formato.

3) Per quanto concerne eventuali garanzie aggiuntive fornite dalla Società CICT, va evidenziato che i referenti della Società CICT hanno rappresentato alla scrivente, in diverse occasioni, quali iniziative stiano intraprendendo per attutire l'attuale situazione di stallo, nello specifico:

a) consolidamento e accelerazione dei tempi di chiusura dei contratti con i nuovi clienti;

b) deliberazione da parte degli azionisti per un piano di investimento, nel quadriennio 2007-2011 , del valore di 60,6 milioni di euro, mirato all'ammodernamento ed al potenziamento degli impianti del terminal (gru di banchina e di piazzale) per affrontare le sfide del mercato e delle navi di nuova generazione;

c) completamento dei dragaggi a 18 metri e l'allungamento della banchina esistente di 380 metri, di prossima realizzazione, da parte dell'Autorità Portuale;

d) collaborazione da parte della CICT con l'Autorità Portuale per l'inserimento di Cagliari nel sistema dei porti di transhipment del Mediterraneo e sollecitazioni presso il Governo ad attivare misure concrete per favorire l'integrazione e la competitività dello scalo sardo nel mercato del Mediterraneo;

e) atteggiamento responsabile dell'Azienda, durante tutto il 2007, che ha evitato il ricorso alla cassa integrazione, mantenendo invariati i livelli occupazionali supportando, inoltre, la locale Compagnia Lavoratori Portuali e la ITERC S.r.l., azienda fornitrice i servizi di rizzaggio a bordo nave dei contenitori.

Per quanto attiene gli altri quesiti dell'interrogazione, si ritiene non ricadano nella sfera di competenza dell'Assessorato.

Risposta scritta dell'assessore degli enti locali, finanze e urbanistica all'interrogazione BRUNO sui lavori di consolidamento del lungomare di Alghero. (1110)

Con l'interrogazione in oggetto, il consigliere Bruno chiede al Presidente della Regione, all'Assessore regionale dei lavori pubblici e all'Assessore regionale degli enti locali, finanze e urbanistica:

1. se siano a conoscenza dei lavori di consolidamento nel lungomare Las Tronas - Calabona;

2. se non ritengano di dover urgentemente verificare lo stato dei lavori al fine di evitare eventuali danni all'ambiente che comprometterebbero irrimediabilmente un luogo storico di accesso al mare della Città di Alghero.

In relazione alle questioni sollevate si comunica che questa Direzione generale non ha alcuna . competenza n merito all'occupazione dell'area interessata dai lavori di consolidamento del lungomare Las Tronas Calabona.

Si significa, infatti che, dal rilievo cartografico del S.I.D. predisposto dal Ministero dei Trasporti che si allega in copia (con evidenziata l'area interessata dai lavori), nonché dalle fotografie allegate, emerge che i lavori in argomento interessano un'area posta entro i m. 30 dal confine del demanio marittimo (confine indicato nel S.I.D. con una linea nera che, nel caso specifico, sembra coincidere con il punto in cui l'acqua del mare si infrange sugli scogli), per cui la relativa . realizzazione è sottoposta all'autorizzazione dei competenti Uffici della Capitaneria di Porto di Porto Torres, ai sensi dell'art. 55 cod. nav.

Si evidenzia, inoltre che, qualora il confine del demanio marittimo fosse stato riportato nel S.I.D. in maniera non corretta e l'area interessata dai lavori tosse ascrivibile al demanio marittimo, la competenza alla consegna dell'area all' Amministrazione di Alghero per l'esecuzione di opere pubbliche spetterebbe comunque alla Capitaneria di Porto ai sensi dell'art. 34 cod. nav.

Si allegano copia della deliberazione n. 6/23 del 20/02/2002, inerente il finanziamento dei lavori in argomento, adottata dalla Giunta Regionale su proposta degli Assessori dei Lavori Pubblici e della Difesa dell'Ambiente, nonché copia della risposta fornita dall'Assessore dei Lavori Pubblici di cui si è venuti a conoscenza attraverso il sito istituzionale del Consiglio regionale.

Il Direttore Generale

Gabriele Asunis

Risposta scritta dell'assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale all'interrogazione VARGIU sulla sicurezza dei lavoratori della ditta Budrio fotografati nella prima pagina del quotidiano l'Unione Sarda del 15 gennaio 2008. (1127)

Si informa che l'Ufficio scrivente non è in possesso di alcuna informazione al riguardo in quanto l'Amministrazione Regionale non possiede poteri ispettivi in materia. Questi ultimi competono esclusivamente alle amministrazioni statali.