Seduta n.115 del 28/12/2000
Cxv SEDUTA
(POMERIDIANA)
Giovedì, 28 Dicembre 2000
Presidenza del Presidente SERRENTI
indi
del Vicepresidente CARLONI
indi
del Presidente SERRENTI
INDICE
La seduta è aperta alle ore 16 e 06.
CAPPAI, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del martedì 12 dicembre 2000, che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che consigliere regionale Roberto Cappelli ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo per la seduta pomeridiana del 28 dicembre 2000. Poiché non vi sono opposizioni il congedo è accordato.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del disegno di legge numero 140.
E` iscritto a parlare il consigliere Balia, che è assente, il secondo iscritto a parlare è il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Io ritengo che per il decoro appena sufficiente, appena accettabile dell'Aula e delle istituzioni, si debba dare il tempo (distribuendo caramelle, panettoni, gadget, non so cos'altro) ai consiglieri regionali che sono sicuramente sparsi per anditi e per bar, di potersi, almeno in parte, radunare nell'aula del Consiglio regionale, a partire dal collega Balia, al quale ritengo debba essere data la possibilità di intervenire.
PRESIDENTE. Sospendiamo la seduta per 5 minuti; i lavori riprenderanno alle 16 e 15.
(La seduta, sospesa alle ore16 e 03, viene ripresa alle ore 16 e 16.)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Balia, che è tuttora assente; il secondo iscritto a parlare è il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Pare che la prima annotazione d'obbligo sia ancora questa scarsa intenzione da parte della gran parte - scusate il bisticcio di parole - del Consiglio, ma soprattutto della maggioranza, di non dare troppo significato e troppo peso all'argomento in discussione.
Lo abbiamo già detto stamani, abbiamo la possibilità, e credo anche il dovere politico, di ripeterlo questo pomeriggio: non è accettabile, non è serio, che si pensi di liquidare un argomento come l'autorizzazione all'esercizio provvisorio di un bilancio presentato alla scadenza dell'esercizio finanziario, con quasi tre mesi di ritardo rispetto alla data in cui la legge obbligava a presentarlo, come un fatto di ordinarissima amministrazione, un passaggio formale, una sorta di atto dovuto, un fatto tecnico.
La maggioranza ha deciso di tacere, non ha nulla da dire, fa finta di niente, non interloquisce, sostiene, evidentemente, compatta e corale la sua Giunta; tutto quello che in questo tempo si è verificato: la dialettica interna, la richiesta di chiarimenti, di verifiche, liquidate come "fibrillazioni" dall'attuale Presidente della Giunta, tutta acqua passata. In realtà sappiamo che non è acqua passata, è acqua che sta passando; quanto quest'acqua sia cristallina o sia torbida, saranno i giorni a venire a rivelarlo, tuttavia lo spettacolo al quale assistiamo in questo Consiglio regionale non è dei migliori.
Non è possibile che di fronte anche ad accenni composti, garbatamente problematici, avanzati delicatamente dall'opposizione, la maggioranza diserti il confronto politico, che di quanto si è detto nulla sia considerato valido, nulla possa essere preso in considerazione. L'appello risolutore dell'onorevole Fois, "stringiamoci", ha avuto effetto: vi siete stretti intorno alla Giunta, andate avanti, e fate finta di non capire che quello che sta accadendo non può passare sotto silenzio, che quello che voi state facendo, ancorché il collega Bigio dorma, come sempre, io prego di svegliarlo, perché posso parlare a chi non vuole ascoltare, ma non a chi dorme. E' così.
PRESIDENTE. Non metta in imbarazzo nessuno, la prego.
COGODI (R.C.). Lei può pregare quanto vuole. Io non metto in imbarazzo nessuno, né mai voglio essere messo in imbarazzo io.
Né si può accettare, dicevo, che qui si faccia finta che c'è chi non capisce, oppure che c'è chi capisce, capisce più del tanto e fa finta di niente. Noi non possiamo accettare, sicuramente non noi di Rifondazione Comunista, che a cuor leggero, facendo finta di niente qui dentro, attorno e fuori di qua, non si voglia sentire, non si vogliano dare quelle spiegazioni, quelle giustificazioni che debbono essere date.
Noi abbiamo avanzato una nostra tesi di ordine e di valore politico; può essere confutata, ma non si può fare finta che questa non sia un'Assemblea parlamentare. Noi abbiamo detto, e ripetiamo, che i tre mesi di ritardo accumulati sono voluti, sono programmati, appartengono a una strategia politica della Giunta e della maggioranza, che è quella di portare la discussione della manovra finanziaria e la sua approvazione fra alcuni mesi, cioè in piena campagna elettorale, e che il disegno di legge che avete presentato, differendo all'anno prossimo la spesa possibile di oltre 1.000 miliardi, che dovevano essere impegnati entro quest'anno, non denuncia unicamente un'incapacità, non solo a spendere ma persino a impegnare le somme, più di 1.000 miliardi, ma anche che tutta questa è una manovra consapevole, voluta, spregevole anche sul piano politico, una manovra che ha lo scopo di concentrare l'utilizzazione, la distribuzione delle risorse, in un certo momento della vita politica, che è quello della prossima campagna elettorale. E in questo modo si tenta di attenuare, se non proprio di sopire, le difficoltà interne di una maggioranza, mettendole a tacere momentaneamente, in attesa degli assetti interni che passano anche attraverso la vicenda, importante quanto si vuole, ma tutta interna ai partiti e tutta personale e privata, della scelta delle candidature per le prossime elezioni.
Abbiamo detto quindi che c'è un problema politico, che deve essere preso in considerazione e abbiamo detto e aggiungiamo che c'è un problema anche di serietà della politica e di serietà dell'informazione; perché nella società che voi definite dell'informazione tutto accade eccetto che dare buona, anche se parziale, ma almeno appena sufficiente informazione. Abbiamo denunciato il fatto che non è più ammissibile che dopo tre mesi di ritardo nella presentazione del bilancio rispetto a quanto prescrive la legge, il 24 dicembre, la vigilia di Natale, la Giunta Regionale non trovi altro da fare che tenere, per mezzo del suo Assessore del bilancio, conferenze-stampa, nelle quali, senza che il Consiglio, le sue articolazioni, le sue Commissioni, abbiano potuto ancora neppure leggere e avviare il di confronto sulla manovra finanziaria, già la si presenti all'esterno, alla pubblica opinione, come una grande novità. Lo sarà pure, lo vedremo, ma non è serio che prima ancora che il Consiglio inizi a poterne prendere atto, perché non ha ancora i documenti che consentano una lettura appena sufficiente di che cosa è contenuto nella proposta della maggioranza, già si passi alla fase della propaganda.
"Pittalis difende la finanziaria" - e chi l'ha ancora attaccata? - titola in particolare vistosamente uno dei due quotidiani sardi, il 24 dicembre, vigilia di Natale; per i due giorni successivi poi non sarebbero usciti i giornali. "Pittalis difende la finanziaria", "Manovra rivoluzionaria", "In aula l'opposizione collabori". Di fronte a una manovra rivoluzionaria, cosa dovrebbe fare l'opposizione? Collaborare, schierarsi, sostenervi, sorreggervi. Non c'è neppure dell'ironia, non c'è neppure della curiosità. E poi ancora i giornali titolano: "Un provvedimento in quattro articoli", questa è la rivoluzione. Riprendo quello che ha già detto il collega Ortu, perché evidentemente non è sufficiente che qui le cose si dicano: poco importa ai tanti operatori dell'informazione, il termine informazione mettiamolo tra virgolette, verificare il contenuto dei quattro articoli. Poco importa che quella rivoluzione sia una rivoluzione fasulla, puramente parolaia, neppure cartacea, perché se andiamo a vedere le carte il primo di quei 4 articoli è composto di 13 pagine fitte fitte, con 62 commi che sono subarticoli! Questa sarebbe la rivoluzione? Basta dirlo. E i giornali riprendono la notizia senza che i giornalisti si peritano di curiosare appena, non dico di fare indagini, inchieste, ma almeno di sottoporre ad un minimo vaglio critico le dichiarazioni che vengono rilasciate. Dico i giornalisti, perché i giornali loro li scrivono, e non credo che nessun proprietario di giornali sia sempre lì a scrivere tutto.
Siamo a questo. Di quello che accade in Aula non c'è spesso più traccia, da tempo, neppure nell'informazione esterna. Però, fosse anche debole l'informazione esterna, quanto opera e quanto funziona la fonte interna di informazione? Questo è un Consiglio regionale nel quale c'è un ufficio stampa, con quattro giornalisti, mi pare, oggi aumentati a sette. Di questi tempi, con i sistemi moderni, sette giornalisti professionisti, se vogliono, fanno un giornale! Io non ho capito cosa facciano i sette giornalisti professionisti dell'ufficio stampa del Consiglio regionale. Fanno gli inviati non so dove, rispondono alle missioni commissionate non so da chi, si fa finta di non capire che l'ufficio stampa del Consiglio regionale non è l'ufficio stampa del Presidente del Consiglio, è l'ufficio stampa dell'istituzione consiliare, pagato con il bilancio del Consiglio regionale, cioè con soldi della Sardegna, del popolo sardo, e dovrebbe dare informazione, che può essere ripresa o non ripresa, ma la deve dare. Io vorrei vedere dove sono le sintesi dei lavori consiliari, del lavoro delle Commissioni, di quello che accade davvero nell'Istituzione consiliare. Non c'è traccia, non ce n'è! E noi dobbiamo parlarne di queste cose, ne dobbiamo parlare quando parliamo di bilancio, quando parliamo, cioè, di come destinare i soldi dei sardi, perché noi approveremo l'autorizzazione all'esercizio provvisorio sia del bilancio della Regione, sia del bilancio interno del Consiglio regionale.
Questa questione dell'informazione, sotto tutti i profili, è una questione che va riconsiderata, che va discussa. Non è ammissibile che il Consiglio Regionale discuta giorni e giorni su argomenti - ne può discutere bene, ne può discutere male, noi siamo qui, ci esponiamo al vaglio critico - ma non è ammissibile che per giorni e giorni il Consiglio Regionale sia riunito a discutere di certe cose e che, a latere, chiunque, a partire dalla Giunta, o persino i singoli assessori, chiamino a raccolta i giornalisti per le conferenze-stampa, parlino d'altro, e il popolo sappia altro, e non quello che nella massima Istituzione accade. Accada bene o accada male, che qui all'interno non ci sia nessun sistema di garanzia, che chi dovrebbe garantire non garantisce e quindi... non c'è da fare così Presidente, io non sto mazzolando nessuno, è lei che mazzola le istituzioni; lei non deve fare così dalla più alta sedia del Consiglio Regionale.
PRESIDENTE. Ma di cosa sta parlando lei, mi scusi?!
COGODI (R.C.). Io sto parlando del suo cenno.
PRESIDENTE. Lei non si preoccupi...
COGODI (R.C.). Io non mi preoccupo più di quanto non si debba preoccupare lei.
PRESIDENTE. Non mi sto riferendo a lei, lei capisce sempre male.
COGODI (R.C.). Io capisco quasi sempre male, qualche volta anche bene!
PRESIDENTE. Quasi sempre.
COGODI (R.C.). E` una questione seria, questa che sto ponendo, e non è estranea alla materia che è in discussione.
Ecco quindi che noi avvertiamo questo dovere, di attivare per quanto possibile, di tenere aperto, per quanto ci è possibile, un confronto politico vero, in quest'Aula. Noi non possiamo ricevere più, senza contestare violentemente, discorsi falsamente augurali, neppure per le feste! Dove ancora una volta in modo partigiano, ma partigiano è una parola troppo nobile per essere usata in questa circostanza, in modo peloso, sub specie anche degli auguri festivi, si fanno i complimenti a chi ha presentato certe proposte di legge ben sapendo che in questo Consiglio ci sono proposte di legge che, nel merito, da una parte del Consiglio sono condivise e da un'altra parte del Consiglio non sono condivise; manco gli auguri delle feste sono indenni, ormai, da questo modo fazioso di gestire, di utilizzare, di massacrare le istituzioni.
Voi continuate a tacere, voi continuate ad affermare che non avete niente da dire. Può essere, però tutto quello che accade non è commendevole. Questa commedia degli inganni deve, in qualche modo, non dico finire, ma deve essere in qualche modo superata; deve essere, l'inganno, in qualche modo svelato.
L'autorizzazione all'esercizio provvisorio di cui si parla è l'esercizio provvisorio, per alcuni mesi, di una proposta di bilancio che questo Consiglio non conosce, perché ha ricevuto parte degli atti nei giorni scorsi, e sono chili e chili di carta, alla vigilia di Natale, e molti documenti esplicativi li deve ancora ricevere - e tuttavia chi abita in questa Regione, i cittadini, il popolo in nome del quale, per il quale, nell'interesse del quale, noi stiamo qui, già dovrebbe conoscere il contenuto innovatore, rivoluzionario, risolutore di questo nuovo bilancio - e già si propinano gli inganni, le bugie, che non possono essere contraddette, alla vigilia di Natale, sulla qualità del nuovo bilancio, le cui poste oggi per parti e seppure per alcuni mesi, si chiede l'autorizzazione a cominciare a spendere. Allora bisognerebbe parlare del contenuto del bilancio, perché qui si sta autorizzando a cominciare a spendere quel che è in quel bilancio, in quella previsione di bilancio.
Si dice: "Abbiamo aumentato il bilancio della Regione di 4 mila miliardi"; ma Pinocchio al vostro confronto è senza naso! Ma cosa avete aumentato? I 4 mila miliardi sono quella quota dei finanziamenti comunitari, di cui abbiamo già discusso, ridiscusso, trattato e ritrattato sette o otto volte nel corso dell'anno, che vanno anche iscritti, ovviamente, nella previsione del bilancio della Regione, annuale e triennale. Ma cosa avete aumentato? Quei fondi comunitari che questa Giunta e questa maggioranza conosce, perché altre Giunte, ed altre maggioranze ed altre forze politiche e sociali hanno ottenuto che questa Regione permanesse, o meglio rientrasse, dopo che i parametri adoperati la davano per esclusa, nell'Obiettivo 1 delle politiche comunitarie. Non si vuole riconoscere nulla, tutto state facendo voi, a suon di bugie avete aumentato il bilancio regionale! Non avete aumentato niente! Vedremo cosa avete aumentato quando leggeremo la partita "entrate" nel bilancio della Regione, che cosa state perdendo invece, non che cosa state incrementando!
Nel merito voi cominciate a dire: "Ma abbiamo introdotto, prima Regione in Italia (ma quale vanto!), il fatto che la Regione - questa Regione, che ha più del 20 per cento di disoccupati, che non riesce a far decollare politiche attive del lavoro, perché con tanta fatica, ogni tanto questo Consiglio approva normative, stanzia denari, cerca di attivare questo circuito virtuoso di creare nuova impresa, di mobilitare energie intellettuali, sociali, morali anche, perché si trovino soluzioni, almeno parziali ai drammi individuali collettivi e familiari della mancanza di lavoro;non si riesce a far decollare quelle politiche perché voi le contraddite e voi le svuotate - però, prima Regione in Italia, dite, questa Regione ha deciso di pagare le tasse delle imprese. Questa sarebbe la grande novità del bilancio prossimo, sempre stando agli annunci fatti alla vigilia di Natale, ripresi e propagandati nei titoli dei giornali senza nessun vaglio critico, noi possiamo dirlo solo qui, non abbiamo altri strumenti; chi vuole ascoltare ascolti, chi vuole sentire senta, chi vuole informare informi; ognuno risponderà del suo operato.
Ma perché volete pagare le tasse delle imprese? Già alle imprese avete dato, anche con un provvedimento recente, molti miliardi, perché non paghino gli oneri sociali dei dipendenti che producono per loro, e producono beni, beni vendibili, e profitti. Adesso dite che gli pagherete anche l'IRAP, che è un'imposta che devono pagare le imprese. Gliela pagherete in parte, la pagherete per alcune attività, ma vi sembra questa davvero una vera rivoluzione? Ma non sarebbe più rivoluzionario, in questa Regione, iniziare a fare… ne parleremo dopo, il tempo a mia disposizione adesso volge allo scadere, ne parleremo. Perché mai in questa Regione non si riesce ad applicare un articolo di legge che pure ha una copertura finanziaria sufficiente per poter funzionare quando parla di politiche del lavoro, perché non si riesce mai? E invece tutto si riesce a fare quando si tratta di dare ulteriori finanziamenti alle imprese, alle quali in sovrappiù, grande rivoluzione, vi ponete l'obiettivo di pagare anche le imposte.
Questo farebbe, prima Regione in Italia, speriamo che sia la prima e rimanga pure l'ultima. Io non se che fine farà questa proposta, ne discuteremo nel merito. Ma parlando di autorizzazione all'esercizio provvisorio noi dobbiamo parlare di quel bilancio che provvisoriamente si vorrebbe mettere in esecuzione…
PRESIDENTE. Concluda onorevole Cogodi.
COGODI (R.C.). Ho concluso. Non è possibile che non si abbia nulla da dire e che non vi sia un'interlocuzione neppure minima, che da parte della maggioranza, non vi sia una qualche espressione, non dico di condivisione di argomenti critici, ma almeno di giustificazione delle proposte che si sono avanzate.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, per sua informazione, il Consiglio, quando è riunito, invia giornalmente due note stampa agli organi di informazione, che naturalmente pubblicano quello che ritengono di dover pubblicare; l'informazione è generalmente fatta nel modo corretto.
COGODI (R.C.). Lo riconosco e sono in grado anche di valutare questo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Bruno Dettori. Ne ha facoltà.
DETTORI BRUNO (I DEMOCRATICI). Grazie signor Presidente. Colleghi, colleghe, dirò solo due parole per esprimere la posizione de I Democratici su questo disegno di legge.
Certo autorizzare l'esercizio provvisorio è un atto, per così dire, dovuto, che non si può negare; ma noi della minoranza vorremmo capire cosa sta accadendo all'interno dell'Esecutivo, per poter esprimere un giudizio sui fatti reali. Vorremmo capire in quale direzione, per esempio, sarebbe opportuno intervenire per evitare che accadano, o possano ripetersi, ritardi nella presentazione del bilancio, così come si sta verificando.
Noi chiediamo all'assessore Pittalis, che è competente in questa materia, come riuscirà a far capire ai sardi la gestione della spesa straordinaria, degli impegni di spesa delle risorse europee, se la sua macchina non è in condizione di far fronte alle spese ordinarie. Noi abbiamo questa preoccupazione: se questa macchina regionale non riesce a spendere le risorse ordinarie, come è possibile pensare che riuscirà a spendere la massa straordinaria di risorse che ci verranno trasferite dall'Unione Europea in virtù del nostro permanere all'interno dell'obiettivo uno? Siamo preoccupati anche per questo modo di liquidare questioni così importanti senza la dovuta riflessione, soprattutto su come migliorare la qualità del nostro lavoro, e qui mi riferisco anche al Presidente della Commissione.
Certo sotto queste festività, viene male affrontare questo tema, ma io credo che quest'Assemblea dovrà pur riflettere se effettivamente è in condizioni di dare suggerimenti, e qui dovremmo aprire tutta la partita delle riforme. Dicendo questo naturalmente non è che stia puntando il dito sulle strutture degli assessorati, perché non si può accusare un apparato burocratico che si è accollato questa mole di lavoro, ma se non siamo noi, come ci compete, a consentire il miglioramento della funzionalità amministrativa, ci ritroveremo anche l'anno venturo all'esercizio provvisorio, al ritardo delle spese; poi che ci siano, come dice il consigliere Cogodi, anche dei secondi fini, non lo so, non credo, non voglio pensarci. Certo viene il dubbio, ma non voglio nutrire questo dubbio.
Io credo, invece, che sia proprio la macchina burocratica, per come l'abbiamo riformata, a ritardare l'attuazione di qualsiasi provvedimento, a creare problemi. Non è pensabile che il 28 dicembre chiediate una deroga per poter attuare il piano socio-assistenziale del 2000 nel 2001! - Mi sembra così poco credibile questo modo di essere. E vede, assessore Pittalis, non stiamo e non voglio entrare nel merito delle spese, che potrebbe essere un tema interessantissimo. Io voglio parlare solo di metodo.
In questa Regione, nel 2000, entriamo nel Terzo Millennio, abbiamo cambiato maggioranza perché il centro-sinistra aveva fallito, siamo adesso qui con rinnovato ardore, ma non vedo come si possa essere sereni registrando ritardi così clamorosi. E naturalmente, senza entrare nel merito, ribadisco che questa Assemblea continua a perdere l'opportunità di poter ragionare su questi fatti e poter dare effettivamente una spinta alla soluzione di questi problemi. Credo che attenga alla dignità del ruolo che ognuno di noi esercita non arrivare a questo confronto magari accusandoci del fatto che due mesi di esercizio provvisorio non siano sufficienti, credo che questo non porti beneficio a nessuno; lei stesso lo dice in maniera molto sommessa: è un auspicio che due mesi siano sufficienti, io penso che sarebbe opportuno fare tutti qualsiasi sforzo perché i due mesi siano sufficienti, perché credo che i sardi stiano aspettando, perché conosciamo i danni che l'esercizio provvisorio provoca, soprattutto agli enti locali, ed allora non possiamo far finta di niente, anche se quest'Aula è particolarmente poco partecipe alla discussione di questi problemi, credo che con riflessioni serene queste cose ce le possiamo dire.
L'ultima preoccupazione: assessore Pittalis, siamo convinti che lei non abbia svolto un ruolo di regista in tutta questa vicenda; il bilancio devo dire onestamente che ancora non l'ho visto, ma ci auguriamo che ci sia qualcuno, e richiamo anche il Presidente Floris a questa responsabilità, che sia portatore di una visione complessiva delle esigenze svolgendo una funzione di coordinamento di queste spese, anche nei confronti degli Assessori, perché effettivamente questo disegno di legge sull'esercizio provvisorio ci ha molto stupito e preoccupato anche in questa direzione, ci sembra soprattutto una sommatoria di esigenze quasi sconosciute a chi deve gestire questa partita. Vi ringrazio.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Nella brevità del mio intervento vorrei fare qualche considerazione: primo che nessun collega della maggioranza è intervenuto nel dibattito, sottofondo si dice: "Perché siamo d'accordo", pare di no, almeno i giornali scrivono che non è così, che non siete d'accordo; sulle questioni di fondo, almeno, non siete d'accordo. Non si tratta di un disegno di legge di autorizzazione all'esercizio provvisorio di ordinaria amministrazione, non per affermazione della minoranza, ma per conferma ed ammissione della maggioranza, non può esserlo un provvedimento con cui proroghiamo al 2001 l'impegnabilità di 1000 miliardi che sarebbero dovuti essere spesi nel 2000, e che invece non sono stati spesi. Una parte di queste risorse non è stata spesa non per cattiva volontà della Giunta, anche questo deve essere detto, però la mancata spendita della gran parte di esse conferma il giudizio che noi abbiamo espresso nei mesi passati.
Mille miliardi non spesi: non è giusto dire mille miliardi, perché ripeto che ci sono risorse riferite all'infrastrutturazione primaria della Sardegna che hanno difficoltà a essere spese, ma parliamo della gran parte di questi 1000 miliardi; stamattina il collega Selis ha riletto l'elenco che fa parte del provvedimento che viene sottoposto al nostro esame, ed emerge un dato, che deve preoccupare tutti, non le opposizioni, non la minoranza, cioè la difficoltà a spendere le risorse disponibili per far fronte alle domande primarie dell'economia sarda.
Noi potevamo non riprendere l'argomento, e magari qualche collega della maggioranza avrebbe trattato la questione riferita all'esercizio provvisorio, così come è avvenuto nei giorni passati, in particolare da parte dell'assessore Pittalis, con dichiarazioni eccessive sul piano del trionfalismo. Però, insomma, dire che oltre 1000 miliardi non è stato possibile spenderli e che dobbiamo spenderli nel 2001, e che a queste risorse si accompagneranno giustamente le altre, prevalentemente, bisogna dirlo, risorse derivate, trasferite, perché quando tratteremo il bilancio avremo la possibilità di verificare quante sono le risorse trasferite, e quante sono le risorse accumulate per iniziativa diretta del Governo della Regione, tutto questo, dicevo, non può non suscitare qualche preoccupazione.
Noi intendiamo fare una discussione sull'esercizio provvisorio, prima di tutto per richiamare i circa tre mesi di ritardo, al cui proposito però alcuni colleghi della maggioranza hanno detto che ciò si verificava anche in passato, e però è bene anche ricordare che il collega Pittalis, quando era capogruppo dell'opposizione, metteva giustamente in evidenza il fatto che per diverse volte la maggioranza di allora aveva fatto ricorso all'esercizio provvisorio, criticando duramente quel fatto, e devo dire che quei fatti sono stati anche giudicati dagli elettori. Ora voi presentate la manovra finanziaria con un ritardo di circa tre mesi; noi abbiamo titolo e diritto di fare gli stessi rilievi che facevate voi? Abbiamo lo stesso diritto, Assessore?
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il diritto sì, su questo ci confronteremo.
CUGINI (D.S.). Allora se abbiamo lo stesso diritto e se ci dovesse essere la stessa conseguenza, siamo in presenza di un giudizio nei vostri confronti, negativo, perché basato su un dato di fatto già verificatosi. Ma tutti noi che siamo qui presenti in Consiglio Regionale, non molti per la verità, a trattare questo argomento, dovremmo avere a cuore il fatto che quando viene espresso un giudizio su di noi, e soprattutto quando viene espresso un giudizio non positivo, vuol dire che non si apprezza l'iniziativa che viene assunta e che viene proposta. In questo caso noi non apprezziamo, e la Sardegna insieme a noi non apprezza, il ritardo con il quale voi presentate il bilancio; e non è sufficiente una giustificazione di tipo tecnico, riferita alla riforma della legge di contabilità. Sapete meglio di noi, che non è sufficiente!
Però io intervengo non tanto per evidenziare questi aspetti, ma per richiamarne un altro che abbiamo trattato 10 giorni fa. Noi abbiamo detto, allora, quando si discuteva del Complemento di programmazione: "Badate che state commettendo un errore". L'errore di base, che permane ancora - lo vedremo meglio nel corso della discussione sulla manovra finanziaria - deriva dal fatto che abbiamo annunciato, prima noi centro sinistra, come esigenza, poi voi, centro destra, come impegno, attraverso il DPEF, che avremmo attuato il ciclo unico della programmazione.
Dall'esame dei documenti che avete presentato si evince che non c'è un'idea unitaria della programmazione, certo dico questo non in riferimento all'esercizio provvisorio, ma alla manovra finanziaria che dobbiamo discutere. E siccome già da ieri, ma soprattutto oggi la stampa regionale e nazionale - lo dico per il Presidente Floris che ha trattato questo tema a fine anno, prima di Natale, facendo un bilancio dell'esperienza di Governo - fa emergere un dato nazionale ed anche europeo, per la verità, che è riferito alla ricaduta sull'occupazione delle manovre finanziarie, o dei provvedimenti finanziari. La Sardegna viene confermata allo stesso livello dell'anno precedente per quanto riguarda lo sviluppo dell'occupazione, e ciò viene considerato un dato non positivo, seppure il meridione d'Italia, nei confronti del nord, ma questo si capisce, registra un incremento occupazionale dell'1,7 per cento; la nostra regione non ha il medesimo incremento.
Se nel 2000 abbiamo registrato la mancata spendita di 1000 miliardi e, in presenza di una situazione che a partire dal 2001 sino al 2006 porrà a nostra disposizione un insieme di risorse finanziarie, che tra risorse ordinarie, risorse dell'Unione Europea ed anche risorse che derivano da trasferimenti statali per il meridione d'Italia, sarà molto consistente, e tale dato dovesse confermarsi, è chiaro che saremo di fronte ad un fallimento annunciato.
Perché noi interveniamo, sollecitiamo, rileviamo l'esigenza di un approfondimento, su questi temi? Dico questo al Presidente Floris che, mentre noi in Aula discutevamo sull'esigenza di trovare un punto d'incontro sul complemento della programmazione, diceva ai sindacati: "Occorre, in Consiglio regionale, trovare un punto d'incontro per una gestione collegiale di queste risorse". Ma nel momento stesso in cui il Presidente Floris faceva questa dichiarazione, in Aula si registrava proprio su questo aspetto della partecipazione a decisioni tanto importanti, uno scontro, una rottura, tra maggioranza e minoranza.
Il che vuol dire che siamo di fronte a due impostazioni: una, che noi abbiamo sostenuto anche nei giorni passati, che intende attuare il ciclo unico della programmazione e pone l'esigenza di fare un bilancio sull'uso delle risorse; invece un'altra, abbastanza tracotante, che tende alla rottura, o almeno in quel momento ha proposto la rottura, che sostiene l'esigenza di spostare l'asse decisionale sulla Giunta e la maggioranza sminuendo la funzione del Consiglio Regionale. Ma così operando in questo anno avete registrato una mancata spendita, ripeto non tutta ma in gran parte riferibile all'azione dell'Esecutivo, di circa 1000 miliardi.
Allora noi facciamo preventivamente questa discussione sul disegno di legge di autorizzazione all'esercizio provvisorio, per affermare già da ora che se il vostro atteggiamento sulla finanziaria dovesse essere quello di dieci giorni fa sul Complemento di programmazione, quello che è stato confermato quando la maggioranza, attraverso una conferenza stampa, ci ha accusato di voler fare ostruzionismo, se l'atteggiamento dovesse essere quello, che certo confermerebbe il risultato che voi avete sottoposto alla nostra attenzione, è chiaro che il confronto sulla finanziaria sarà molto duro.
Ed è chiaro, presidente Floris, lo dico adesso, perché nelle prossime settimane possiamo richiamare queste affermazioni, che non saranno sufficienti gli accordi extra Consiglio regionale, per determinare convergenze, perché quella sarà una sede che troverà questa parte, su posizioni totalmente contrarie alle giustificazioni da voi addotte al fatto che non si sia riusciti a spendere 1000 miliardi. Ed è ancora più chiaro, presente Floris, che se l'atteggiamento della maggioranza dovesse essere quello che abbiamo registrato questa mattina, a conclusione della seduta consiliare, quando abbiamo incontrato le organizzazioni sindacali e i lavoratori della UIL, della CISL e della CGIL, per parlare dei lavoratori impiegati nei lavori socialmente utili, se l'atteggiamento dovesse essere quello, non sarà sufficiente la sottoscrizione di un accordo con la CGIL, CISL e UIL per pretendere il silenzio da parte del centrosinistra. Perché se l'atteggiamento è quello delle due verità: da una parte i proclami sulla rapida spendita delle risorse e dall'altra la mancata spendita di mille miliardi; e ancora: da una parte la dichiarata disponibilità a rispondere positivamente alle esigenze poste dai lavoratori impiegati nei lavori socialmente utili e poi, presidente Floris, la diserzione da parte dei Capigruppo che la sostengono, tutti, a differenza della settimana passata, in cui una parte dei Capigruppo erano presenti, ripeto, la diserzione da parte di tutti i Capigruppo della maggioranza dell'incontro con la CGIL, la CISL e la UIL e i lavoratori impiegati nei lavori socialmente utili, e' chiaro che noi non li abbandoneremo e non ci sarà firma di dirigente di sindacato che potrà sostituire la nostra iniziativa, la nostra contestazione e la nostra proposta politica sulla manovra finanziaria. Non ci possono essere due verità. Oggi siamo di fronte a due verità, purtroppo... Ci sono alcuni colleghi della maggioranza che protestano, dovrebbero rimanere in aula, prendere la parola e spiegare la loro posizione. So che è difficile, non pretendo questo, ma almeno, che stiano in silenzio.
Allora, presidente Floris, perché richiamo questo aspetto? Perché queste due verità non possono essere proposte oggi, nel corso della discussione di questo disegno di legge e non potranno essere proposte la prossima settimana, e lo dico soprattutto non per i colleghi del centrosinistra, ma per i colleghi della maggioranza, alcuni dei quali hanno parlato e parlano con noi, e ci dicono di non condividere la nostra posizione perché - direbbe Ladu, se fosse un attimo attento, ma normalmente è disattento e poi ha difficoltà anche ad assimilare - la ritengono strumentale, e invece non è così. Noi stiamo facendo emergere una linea di comportamento, noi abbiamo accettato la vostra richiesta di non chiedere i termini per la presentazione della relazione di minoranza al disegno di legge sull'esercizio provvisorio, perché hanno detto bene i colleghi, l'ha detto bene il collega Dettori, in qualche modo è un atto dovuto, ma non quando è formulato in questo modo. Non è un atto dovuto, presidente Floris, soprattutto tenendo conto che quando noi abbiamo ricevuto il disegno di legge di autorizzazione all'esercizio provvisorio la settimana passata, abbiamo affermato già da allora la nostra disponibilità a non chiedere i termini per la presentazione della relazione di minoranza e a discuterlo direttamente lo stesso giorno in cui si sarebbe dovuta svolgere la seduta del Consiglio, evitando di impegnare giornate su un atto dovuto, però tra la settimana passata e questa settimana, sono stati presentati degli emendamenti relativi alla impegnabilità di risorse non di secondo piano, circa 100 miliardi, risorse che la settimana passata non facevano parte di questo disegno di legge e che sono state introdotte questa mattina con un emendamento. Saggiamente l'assessore Pittalis ha accettato l'idea di ritirare quell'emendamento perché la parte più rilevante di quelle risorse fa capo all'attività dell'Assessorato della sanità; l'assessore Oppi, spiegherà in aula le ragioni non della esigenza di poterle utilizzare nel 2001, ma del fatto che nella settimana passata queste risorse non sono state sottoposte all'attenzione del Consiglio. Si potrebbe dire - non sarebbe stato magari così - che se avessimo trattato l'argomento la settimana passata queste risorse le avremmo perse.
Tutti questi dati e questa situazione ci fanno esprimere un giudizio critico sull'insieme dell'impostazione, compreso il ritardo di tre mesi nella presentazione del bilancio. Ma la cosa che ci preoccupa di più è che questo doppio binario, queste due verità, quella che viene espressa pubblicamente (non so chi, ma qualche collega ha parlato di "finanziaria rivoluzionaria", ma la rivoluzione non è sempre un atto progressista, si fanno le rivoluzioni anche per riportare indietro la democrazia e si chiamano con un altro nome, però il collega Pittalis, essendo stato militante in una forza politica di sinistra, i socialdemocratici, magari chiama rivoluzione quello che è conservazione) e le cose che si praticano. Però io penso che noi dobbiamo essere chiari su questo punto, sulla programmazione dell'uso delle risorse. I segnali che vengono dati non sono segnali positivi. Il presidente Selis stamattina, leggendo il disegno di legge della Giunta, ha fatto l'elenco delle risorse non spese; molte di quelle risorse riguardano le politiche attive del lavoro, sulle quali si può intervenire positivamente nei prossimi mesi, una parte di quelle risorse sono state oggetto di valutazione nell'incontro tra i Capigruppo e i sindacati della CGIL, CISL e UIL la settimana passata, noi coerentemente ci siamo proposti di portare questo problema all'attenzione del Consiglio per risolverlo positivamente; questa mattina abbiamo registrato un cambiamento di posizione da parte della maggioranza, lo dico al collega Cossa, che è stato incaricato di fare da tramite con la Giunta...
PRESIDENTE. Onorevole Cugini, concluda, la prego.
CUGINI (D.S.). Ho finito, ma adesso uso trenta secondi per parlare positivamente di lei. Dicevo che il collega Cossa è stato incaricato di far da tramite tra i Capigruppo del Consiglio, non della sola maggioranza, e la Giunta, per rispondere positivamente alle attese di quei cittadini, di quei lavoratori che sono lì, e che per il momento, non hanno avuto risposta positiva. ' inutile, presidente Serrenti, che lei comunichi alle organizzazioni sindacali che si attiverà per far proporre in Consiglio un ordine del giorno, perché non ci rappresenta. Il nostro ordine del giorno lo proporremo noi autonomamente, noi non facciamo parte della maggioranza che l'ha eletta Presidente del Consiglio. Quindi non si impegni per noi, perché noi non le abbiamo dato la delega per farlo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. A conclusione di questo dibattito, che per la verità suscita non poca sorpresa per i toni utilizzati anche da qualche esponente dell'opposizione nel gridare allo scandalo per il ritardo nella presentazione della manovra finanziaria per l'anno 2001, io inviterei in particolare l'onorevole Cogodi, che è un militante di lungo corso in questo Consiglio, ma anche quelli che hanno sedevano la scorsa legislatura su questi banchi, ad andare a rileggere la storia, e devo dire che fatta eccezione per un esercizio finanziario, quello del 1999, negli ultimi cinque anni per ben quattro volte le Giunte regionali di centrosinistra hanno chiesto l'autorizzazione all'esercizio provvisorio. Questo non perché noi dobbiamo perseverare negli errori fatti nella scorsa legislatura; sono perfettamente d'accordo con quanti sostengono che certamente bisogna superare le fasi critiche, guardare al futuro e noi ci stiamo provando. Io voglio solo ricordare che, nell'anno 2000, questo Governo regionale, la maggioranza, ma il Consiglio nella sua interezza, hanno esitato due documenti di programmazione economica e finanziaria, una manovra di bilancio, un assestamento, il POR, il Complemento di programmazione; hanno esitato leggi importantissime soprattutto quelle ricollegabili all'emergenza alluvione, alla "lingua blu", al problema della siccità, che hanno impegnato la Giunta, e hanno impegnato l'Aula. Ma questo lo dico perché non si può estrapolare il ritardo di due mesi nella presentazione della manovra finanziaria e di bilancio per farne un motivo di battaglia politica, se non si considera anche il lavoro che è stato svolto; è legittimo che lo faccia l'opposizione, ma devo sottolineare che non ho ancora sentito il confronto sul merito, il che mi fa certamente presumere che abbiamo colto nel segno, se è vero come è vero che la manovra finanziaria e di bilancio è il frutto di un'ampia concertazione con le parti sociali e che quindi per lo meno sul merito si può essere d'accordo.
Ma voglio anche richiamare le ragioni del ritardo che non dovrebbero scandalizzare nessuno, perché mi pare che il passato in questo senso insegni. Come qualcuno stamattina ha già ricordato, è stata introdotta per l'anno 2000 la previsione del bilancio non più per capitoli ma per unità previsionali di base. E' un sistema nuovo, che introduce regole nuove per le quali, dobbiamo dirlo, la nostra amministrazione non era preparata. Onorevole Dettori, lei è stato per cinque anni esponente del Governo a guida del centrosinistra, e questi problemi probabilmente già esistevano allora, lei si immagini dovendo utilizzare il nuovo sistema in via sperimentale nel 2000! L'abbiamo fatto riconvertendo il bilancio per capitoli dell'esercizio 2000 in bilancio per unità previsionali di base.
CUGINI (D.S.). Anche Onida è stato in maggioranza, anche Ladu!
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Abbiamo quindi dovuto impostare la manovra secondo questo schema e abbiamo purtroppo registrato tanti ritardi da parte dei diversi rami dell'amministrazione regionale; quindi concordiamo tutti, maggioranza ed opposizione, sul fatto che vi è la necessità di meglio adeguare l'amministrazione regionale, di intervenire con le riforme strutturali necessarie e, per quanto ci riguarda, l'assessore Masala sta lavorando a questo insieme alla Giunta e alla maggioranza. Quindi, penso e spero che con ciò questa questione dei ritardi che spesso viene sbandierata, secondo me a sproposito e in maniera, devo dire, anche strumentale, possa dirsi chiusa e chiarita una volta per tutte. Non senza però aggiungere che la manovra di bilancio, senza la previsione delle risorse del Quadro comunitario di sostegno a valere sul POR, sia dell'annualità 2000 che del 2001, sarebbe stata incompleta. Noi avevamo la necessità di poterle prevedere perché costituiscono parte integrante di questa manovra ed è vero che ci sono stati dei ritardi, ma ritardi che anche questa volta non sono imputabili né alla Regione Sardegna nel suo complesso, né a questa Giunta, perché voglio ricordare… se il Presidente però mi consentisse di parlare, perché altrimenti, Presidente, io prenderò la parola quando ci saranno le condizioni in Aula...
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Prego Assessore.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Dicevo, per quanto riguarda queste risorse, voglio ricordare che il 1° di agosto è stato approvato il Quadro comunitario di sostegno, il documento nazionale, quindi l'8 di agosto è stato approvato dalla Giunta il Programma operativo regionale, poi approvato dagli organi comunitari. Nello stesso giorno la Giunta ha inviato il POR al Consiglio, che l'ha approvato il 26 di ottobre del 2000; solo successivamente è stato possibile predisporre il Complemento di programmazione, che è stato esaminato, discusso ed approvato dal Consiglio e formalmente esitato dal Comitato di sorveglianza l'8 dicembre. Quindi non si poteva assolutamente prima di quella data presentare la manovra finanziaria e di bilancio perché non avremmo potuto inserire quelle importanti risorse che certamente qualificano ancora in senso positivo il complesso della manovra.
Per quanto riguarda invece l'altro aspetto, relativo alla verifica dei residui, effettivamente l'onorevole Piersandro Scano questa mattina ricordava bene che un qualcosa era stato fatto, ma con riferimento alle contabilità speciali; già quell'intervento aveva consentito di recuperare una quantità rilevante di risorse; con la verifica che noi proponiamo all'esame dell'Aula - riferita a risorse relative agli esercizi che vanno dal 1977 al 1995 - recuperiamo qualcosa come 1000 miliardi che serviranno ad alleggerire il disavanzo negativo di amministrazione che, anziché essere proiettato verso i 6000 miliardi come pareva fino a qualche anno fa, sarà contenuto molto al di sotto dei 4000 miliardi. E` un dato sicuramente positivo, che quindi va nella direzione giusta riprendendo appunto, un precedente provvedimento specifico, sia pure limitato alle contabilità speciali.
Sulla questione dei 1000 miliardi: anche qui facciamo chiarezza una volta per tutte, perché la conservazione dei residui riguarda alcune partite rilevanti, questo sì che è scandaloso, relative a risorse del Piano operativo plurifondo 1994 - 1999. Voi pensate che 328 miliardi e 753 milioni sono soltanto la conservazione residui per i ritardi degli interventi sulla strada statale 125, opera che è stato possibile sbloccare soltanto nell'anno 2000.
CUGINI (D.S.). Io l'ho detto.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io non ne faccio una colpa all'allora Presidente della Giunta o agli allora Assessori del bilancio, o alla Giunta...
FADDA (Popolari-P.S.). Ha preso l'impegno di non parlare del passato.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Onorevole Paolo Fadda, io sto dando spiegazione del perché queste risorse sono conservate a residui...
CUGINI (D.S.). Ma io l'ho detto che questo faceva parte del passato.
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, facciamo finire l'Assessore.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Dunque di questi 1000 miliardi, perché si sappia, e lo si sappia chiaramente, 328 sono risorse non tolte alle politiche attive del lavoro o ad altri interventi, ma erano destinate agli interventi sulla strada statale 125, derivanti dai fondi comunitari stanziati dal Piano operativo plurifondo 1994 - 1999, quindi su questo dato riflettiamo tutti quanti. Altri 63 miliardi sono sempre risorse non spese del medesimo piano, così come i 100 miliardi destinati alla costruzione del gassificatore. Quindi iniziate a fare la somma e vedrete quanto residua per arrivare a 1000 miliardi.
CUGINI (D.S.). Assessore, ne rimangono settecento!
PRESIDENTE. Onorevole Cugini, lei avrà la possibilità di prendere la parola dopo, quando discuteremo l'articolato.
CUGINI (D.S.). Ma io non voglio che l'Assessore sbagli!
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Onorevole Cugini, io la ringrazio, ma non rimangono 700 miliardi; facciamo i conti insieme. Già la bellezza di 500 miliardi di quei 1000, riguardano interventi a valere sul Piano operativo plurifondo 1994 - 1999, non solo, ma debbo anche aggiungere che vi sono rilevantissime risorse conservate a residui derivanti da assegnazioni statali che sono intervenute soltanto qualche settimana fa; e se lo Stato, per i meccanismi che conosciamo e di cui non faccio una colpa al Governo nazionale di centrosinistra, ci assegna risorse anche rilevanti con questo ritardo, non possiamo far altro che conservarle a residui. Per esempio tra le risorse destinate al piano di disinquinamento del Sulcis, ci sono 7 miliardi di residui, non solo, ma ci sono fra i residui i 12 miliardi e 548 milioni del fermo biologico, a causa dei tempi tecnici connessi all'istruttoria delle domande di pagamento che sono state presentate alla fine dell'esercizio finanziario. Ricorderete che con l'assestamento abbiamo previsto risorse per consentire di evadere gli impegni. Ma ci sono altri 161 miliardi che si sommano quindi ai 600 che via via ho richiamato, a copertura dell'intervento per l'epizoozia detta blue tongue, risorse che come sapete sono state reperite appena qualche mese fa a valere sulle quali sono già in fase di predisposizione i provvedimenti per il pagamento. Quindi non si tratta di una spesa storica del gennaio o del febbraio del 2000, che giustamente avrebbe potuto creare reazioni ed anche allarmismi da parte di tutti noi.
Ma potrei ancora continuare nell'elencazione, anzi voglio richiamarne anche il progetto Marte, previsto dall'Intesa istituzionale di programma, 47 miliardi, per la cui attuazione, come ha ricordato l'assessore Onida qualche settimana fa, la Regione si sta facendo carico di anticipare addirittura risorse proprie, altrimenti non sarebbe possibile bandire la gara d'appalto.
Come vedete, poi su alcuni aspetti particolari come i fondi per le strutture socio-assistenziali chiarirà meglio il collega, assessore Oppi, di tutte le risorse che noi stiamo proponendo al Consiglio di conservare a residui non ci sono somme destinate a programmi di intervento ma sono, come ho cercato e spero di aver fatto intendere ai colleghi, risorse provenienti per la maggior parte da assegnazioni statali o dai fondi del piano operativo plurifondo '94-'99 per interventi di tale portata che logicamente, anche per difficoltà incontrate nella realizzazione, richiedono appunto di essere portati nell'esercizio 2001.
C'è il dato invece che voglio richiamare, e concludo, relativo al complesso dei residui che questa Regione si porta avanti. Al 2000, onorevole Cogodi, abbiamo registrato qualcosa come 9000 miliardi di residui, e non è una cosa di poco conto, dato che si riferisce non alle mancate spese nell'esercizio 2000, ma alle mancate spese soprattutto degli ultimi 6 anni.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Metto in votazione il passaggio all'esame agli articoli. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Emanuele. Ne ha facoltà.
SANNA Emanuele (D.S.). Signor Presidente, chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico.
PRESIDENTE. La richiesta deve essere appoggiata da otto consiglieri.
(I consiglieri DETTORI Bruno, SANNA Giacomo, PIRISI, DORE, DEIANA, PUSCEDDU, MANCA, DETTORI Ivana, si levano in piedi)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico del passaggio all'esame degli articoli.
(L'assessore OPPI, privo del tesserino magnetico, dichiara il proprio voto favorevole).
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SCARPA - TUNIS Marco - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DORE - FADDA - FALCONI - IBBA - LAI - MANCA - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SELIS - SPISSU - VASSALLO.
Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - SCANO.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 69
votanti 67
astenuti 2
maggioranza 34
favorevoli 40
contrari 27
(Il Consiglio approva)
Si dia lettura dell'articolo 1.
CAPPAI, Segretario:
Art. 1
1. Ai sensi dell'articolo 35 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, e successive modificazioni ed integrazioni la Giunta regionale è autorizzata ad esercitare provvisoriamente, fino a quando sia approvato con legge, e comunque non oltre il 28 febbraio 2001, il bilancio della Regione per l'anno 2001 secondo gli stati di previsione dell'entrata e della spesa, le eventuali note di variazione con le disposizioni e le modalità previste nel relativo disegno di legge, presentati al Consiglio regionale.
2. Negli impegni di spesa la Giunta regionale non può superare i due dodicesimi degli stanziamenti previsti per ciascun capitolo degli stati di previsione della spesa.
3. Il limite di cui al comma 2 non si applica ove si tratti di spese obbligatorie e tassativamente regolate dalla legge e non suscettibili di impegno o di pagamento frazionati in dodicesimi; tale deroga è da intendersi riferita a tutti i casi in cui le norme vigenti dispongono in ordine all'entità ed alla scadenza delle erogazioni.
4. Sul capitolo 03149 è autorizzata l'assunzione di impegni sino al limite dello stanziamento previsto per lo stesso capitolo nel bilancio di cui al comma 1.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 2.
CAPPAI, Segretario:
Art. 2
1. In deroga a quanto previsto dal comma 4 dell'articolo 35 della legge regionale n. 11 del 1983 l'esercizio provvisorio per l'anno 2001 del bilancio dell'Ente foreste della Sardegna. deliberato dal Consiglio di amministrazione, è autorizzato secondo gli stati di previsione ed i relativi provvedimenti di variazione del bilancio presentato a' termini dell'articolo 4 della legge regionale 14 maggio 1995, n. 14.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 3.
CAPPAI, Segretario:
Art. 3
1. Le somme sussistenti, in conto competenza ed in conto residui, non impegnate alla data del 31 dicembre 2000 in conto dei capitoli 01080, 02157, 03014, 03056, 03059/02, 04018/07, 04018/08, 04019/03, 04157, 05085, 06124, 08001, 08151, 08171, 08171/01, 08304, 08304/01, 08305, 08305/01, 08307, 08307/01. 09148, 10156 e 10157 sono conservate nel conto dei residui per essere utilizzate nell'esercizio successivo.
2. Le somme stanziate per le finalità di cui alla legge regionale 26 febbraio 1996, n. 14, non impegnate alla data del 31 dicembre 2000 sono conservate nel conto dei residui per essere utilizzate nell'esercizio successivo.
3. È accertata al 31 dicembre 2000 l'economia degli impegni assunti a tutto il 31 dicembre 1995, nonché dei residui di stanziamento accertati al 31 dicembre 2000 e provenienti da esercizi anteriori al 1996; sono fatti salvi gli impegni ed i residui di stanziamento destinati agli interventi finanziati o cofinanziati dall'Unione europea.
PRESIDENTE. All'articolo 3 sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.
CAPPAI, Segretario:
Emendamento modificativo GIUNTA REGIONALE
Art. 3
Al comma 1 sono inseriti i seguenti capitoli: "05015/20, 11062, 11062/03, 11134/02, 12001/01, 12001/02, 12001/03, 12001/06, 12001/07, 12133/08".
Nello stesso comma sono eliminati i capitoli 04019/03 e 04157. (1)
Emendamento aggiuntivo Pusceddu - Fadda - Masia - Dettori Bruno - Vassallo
Art. 3
Nell'art. 3, comma 1, tra il capitolo 09148 e 10156 è introdotto il capitolo "10136/04". (2)
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 1 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 2 ha facoltà di parlare il consigliere Pusceddu.
PUSCEDDU (D.S.). Questo emendamento fa riferimento alla norma prevista dall'articolo 25 della legge di assestamento di bilancio del 5 settembre, la numero 17, che come ricorderemo ha introdotto, relativamente ai lavoratori socialmente utili, i piani di stabilizzazione occupazionale, che avrebbe dovuto predisporre la Regione una volta acquisiti i piani di stabilizzazione occupazionale da parte degli enti locali. Ora, per ammissione dell'Assessore al lavoro, risulta che questo piano non è stato ancora predisposto, a causa di diversi ritardi. Poiché abbiamo in discussione proprio una problematica relativa ai lavori socialmente utili, a fini cautelativi ed anche per evitare di mandare queste somme in economia, stiamo parlando di 8 miliardi, oppure di dover attendere il nuovo esercizio 2001, che forse diventerà operativo nel mese di aprile, si prevede di poter prorogare l'impegnabilità di questi 8 miliardi anche nell'esercizio 2001.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti numero 1 e 2, ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore di maggioranza.
LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 2 mi rimetto all'Aula, non lo abbiamo visto in Commissione. L'emendamento numero 1, invece, si accoglie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Il parere della Giunta sull'emendamento numero 1 è favorevole. Io però ho l'obbligo di fare alcune precisazioni sui motivi che hanno determinato la richiesta proroga in ordine agli stanziamenti, poche decina di miliardi su 3.700 complessivi, relativi ad alcuni capitoli specifici, precisamente 12001/01, /02, /03, /06, /07 e il 12133/08, indicati nell'emendamento. Va detto subito, infatti, che il responsabile del servizio, nominato nel mese di giugno, ha dovuto ottemperare a ritardi che avevamo dal 1999, per cui ha dovuto predisporre praticamente gli atti relativi al riequilibrio del 1999 e del 2000; il provvedimento relativo al 2000, è stato portato all'attenzione della Giunta e della Commissione, quindi è stato approvato nel mese di novembre. Per quanto riguarda invece il capitolo 12001/01, ci riferiamo agli stanziamenti a favore dei comuni per portatori di handicap, minori, anziani e malati di mente, che è abbinato allo 03, recante un importo di 3 miliardi e 600 milioni derivanti da fondi statali, è evidente che non essendo in condizioni di garantire di poterli impegnare nei tempi tecnici, verificato che si andava anche a sanare situazioni nei confronti di comuni pari a 21 miliardi di saldo di impegni, di cui l'ultima tranche è stata assegnata nel disegno di legge del bilancio del 2001, è evidente che non si vogliono correre rischi.
Per quanto riguarda il capitolo 12001/02, finalizzato alla realizzazione di strutture da adibire a servizi socio assistenziali, centri di aggregazione sociale, case protette, asili nido, eccetera, è evidente che ci siamo trovati in questa situazione, cioè a non avere i tempi tecnici per il doppio passaggio Giunta - Commissione - Giunta, anche perché abbiamo ritenuto opportuno, sulla base di sollecitazioni provenute da tutte le parti politiche, modificare alcuni parametri, in quanto in base a quelli attuali praticamente si sarebbero penalizzate nuove richieste, per circa 88 miliardi, che devono essere analizzate nei tempi previsti.
Per quanto riguarda i 2 miliardi e 900 milioni del capitolo 12001/07, relativo a contributi ai comuni per oneri di ricovero presso strutture socio - assistenziali, va detto che non tutti i comuni hanno fatto la rendicontazione, abbiamo previsto uno slittamento dei tempi abbastanza limitato per consentire loro di fare in modo appropriato la rendicontazione generale, anziché parziale.
Per quanto riguarda in invece l'altro capitolo, che è il 12133/08, esso riguarda assegnazioni dello Stato (18 miliardi) per il settore delle tossicodipendenze, che danno l'opportunità a comuni, a comunità montane, a soggetti privati, alle province, di poter predisporre progetti finalizzati a questi interventi. Siccome la scadenza era il 22 di settembre, e sono arrivate oltre mille domande, è evidente che la Commissione formata da componenti dell'assessorato e da esterni, non ha avuto il tempo materiale per portare a termine l'esame, per il quale impiegherà svariati mesi, di conseguenza lo slittamento al 2001 si è reso indispensabile per non disperdere, come penso sia doveroso, alcuna risorsa finanziaria. Quindi l'emendamento è giustificato dall'impossibilità di poter compiere per motivi tecnici, adempimenti come quelli che ho citato poc'anzi in riferimento agli interventi per i tossicodipendenti, le cui scadenze sono state fissate dalla legge, sulla base di fondi statali assegnati il 22 settembre; è evidente che in due mesi non si può adempiere. In questi due mesi, va detto, abbiamo fatto altro, per esempio circa il 40 per cento degli allevatori in questi giorni hanno potuto avere, non la rendicontazione ma l'assegnazione delle risorse, grazie al fatto che gli stessi dipendenti che avrebbero dovuto esitare le pratiche rimaste inevase, hanno lavorato per raggiungere questo risultato. Quindi la carenza di personale e l'assegnazione dell'incarico al dirigente dal mese di giugno, con una serie di molteplici funzioni, ha impedito, oltre ai ritardi a cui ho accennato, di poter impegnare questi fondi entro il 30 di dicembre. Ci siamo fermati al 13 dicembre perché materialmente non abbiamo i tempi tecnici per poter adempiere.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento numero 2, ha facoltà di parlare l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.
LURIDIANA, Assessore tecnico del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. L'emendamento non è da accogliere perché le somme sono già impegnate, quindi non corriamo il rischio di perderle, anzi le stiamo utilizzando.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.
PUSCEDDU (D.S.). Intervengo solo per chiedere un chiarimento, anche perché ho avuto modo di sentire dire dall'Assessore, proprio in risposta a una specifica richiesta sul piano di stabilizzazione occupazionale che l'articolo 25 della legge regionale numero 17 del 2000 prevede che la Regione adotti, che aveva dato novanta giorni di tempo agli enti utilizzatori dei lavoratori socialmente utili per presentare a loro volta i piani di loro competenza. Ora io vorrei che l'Assessore chiarisse in Consiglio: quanti e quali piani di stabilizzazione occupazionale sono stati presentati alla data del 9 dicembre 2000, vale a dire poco più di due settimane fa, in risposta alla lettera che è stata inviata; a quanto ammontano le richieste degli enti locali; quanti sono sul totale dei lavoratori impegnati coloro che vi rientrano e che potranno usufruire dei benefici e delle risorse previste dalla legislazione regionale. Questo perché l'emendamento aveva una funzione cautelativa, a nostro avviso utile perché discuteremo a breve un ordine del giorno e non vorremmo che qualora l'ordine del giorno, come ci auguriamo, trovi una larga convergenza in questo Consiglio, alla scadenza dei sessanta giorni magari non avessimo più lo strumento finanziario che consenta di coprire le richieste degli enti utilizzatori dei lavoratori socialmente utili, oppure che si debba attendere il prossimo esercizio finanziario per poterle esaudire. Se le somme sono state comunque impegnate e non c'è pericolo di perderle, ne prendiamo atto positivamente, però sarebbe opportuno che a questo punto, anche l'Assessore, riferisse quanto è stato impegnato e quanti sono i piani di stabilizzazione presentati dagli enti utilizzatori e se la Regione poi ha fatto il suo piano regionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
Cogodi (R.C.). Intervengo sull'articolo 3 e sugli emendamenti numero 1 e 2. Mi pare che la vicenda connessa al contenuto dei due emendamenti richiami un po' questa condizione, a voler essere benevoli, di pressappochismo, che sta un po' accompagnando e in qualche modo segnando l'attività della Giunta regionale.
L'emendamento numero 1: oggi abbiamo sentito, adesso in aula, non abbiamo avuto la fortuna di poter sentire neppure stamattina in Commissione, quando l'abbiamo richiesto, una serie di spiegazioni generiche sul perché oggi, 28 dicembre, la Giunta regionale si renda conto che 75 miliardi, non 75 noccioline, ma 75 miliardi del fondo per i servizi socio-assistenziali non sono stati impegnati nel corso dell'anno 2000, per cui se ne chiede la conservazione nel conto residui; questo è il dato complessivo che ci è stato fornito dai funzionari stamattina in Commissione, ne abbiamo preso buona nota tutti, ivi compreso l'assessore Pittalis che ha riferito il dato. Quindi mi riferisco ai 75 miliardi di cui ha parlato in Commissione l'Assessore del bilancio. Risorse considerevoli relative a un settore, quello dell'assistenza, cioè dell'attenzione a chi non ha niente, che più di tutti richiede interventi urgenti in questa parte di mondo. Quanti auguri sprecati di Buon Natale e di Buone feste, quanta gente è andata a solidarizzare almeno un poco col pensiero, per grotte, per ponti, per cavalcavia: poverini i barboni, poverini gli abbandonati, poverini i soli il giorno di Natale, ma insomma un po' meno di solitudine qualcuno in questa regione l'avrebbe avuta se questi 75 miliardi, dico miliardi, nel corso dell'anno 2000 fossero stati, non dico spesi, ma impegnati. In questo caso non parliamo di denari spesi, Pittalis continua a confondere facendo il gioco delle tre, delle sette carte, ma di denari impegnati, cioè destinati a coloro ai quali le leggi dicono che devono essere indirizzati, fondi che non sono ancora spesi, ma impegnati. Ci si accorge da parte della Giunta regionale, oggi 28 dicembre, di questa esigenza, questo dico in risposta alle vostre accuse a noi mosse per aver chiesto questi cinque giorni, cinque, per la presentazione della relazione di minoranza, perché se il Consiglio avesse approvato sette, otto giorni fa il disegno di legge di autorizzazione all'esercizio provvisorio, come voi che avevate più urgenza, avete chiesto, questa proposta non ci sarebbe stata. Delle due l'una, qui non c'è soluzione terza, delle due l'una: o fino a cinque, sei giorni fa, l'Assessore della sanità dormiva, e dormiva profondamente, perché non aveva rappresentato né alla sua Giunta, né al Consiglio l'opportunità di conservazione di questi 75 miliardi, e quindi sarebbero andati in perenzione, e questo è un primo elemento; sarebbe gravissimo se si fosse corso il rischio di perdere quei 75 miliardi se il Consiglio avesse fatto quello che volevate voi, se è vero quello che oggi dite, cioè che se non si approva l'emendamento quelle risorse andrebbero in perenzione o rientrerebbero nel calderone generale. La proposta è stata avanzata stamattina in Commissione senza dare alcuna spiegazione plausibile; dalla mattina alla sera adesso si adducono procedure, ritardi, responsabili di servizi nominati solo a giugno, responsabilità di Giunte precedenti. Che c'entra? Che c'entra?
Lo shock burocratico che dovevate dare alla Regione, la riorganizzazione, l'efficienza, la prontezza, tutta la vostra capacità di governo, che vi porta, non dico a spendere, ma nemmeno a impegnare 75 miliardi nel settore sociale ed assistenziale, ma non è una responsabilità che pesa come un macigno su di voi, Giunta e maggioranza, comunque la vogliate mettere, sia che sino a sette giorni fa vi siate dimenticati, sia che oggi diate questo tipo di giustificazione per poterli impegnare entro l'anno prossimo?
Noi diamo una spiegazione, insistiamo nella nostra tesi: voi lo sapevate bene che c'erano ancora questi 75 miliardi; lavorando ancora nei giorni di dicembre questa somma avrebbe potuto essere impegnata. Appena avete saputo che l'approvazione dell'esercizio provvisorio sarebbe andata a fine anno, cioè ad oggi, avete detto: "Fermiamoci, portiamoli all'anno prossimo, perché adesso li dovremmo impegnare in base ai programmi attuali, se li portiamo all'anno prossimo li possiamo impegnare sotto le elezioni, li possiamo impegnare insieme agli altri 1000 miliardi che ci portiamo da quest'anno all'anno prossimo, facciamo montagne di danari e di clientelismo" come pare sia ormai vostra professionalità eccelsa praticare.
Questa è la spiegazione unica possibile, ogni altra spiegazione sarebbe peggiore di questa; ogni altra spiegazione, come il rischio di perdere 75 miliardi per l'assistenza, sarebbe peggiore di questa interpretazione, che è già quasi benevola, ancorché la vostra motivazione non sia molto condivisibile, anzi, per niente condivisibile.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CARLONI
(Segue COGODI.) Sull'emendamento numero 2, noi in Commissione, stamattina, abbiamo formulato una domanda all'Assessore del bilancio: voi avete presentato un elenco di capitoli di bilancio da salvaguardare nel loro contenuto finanziario, perché possono essere impegnate le relative somme nell'anno prossimo 2001. Siete sicuri, avete fatto una cernita, vi sono altre somme non ancora impegnate e per le quali, in ipotesi, oggi voi non state proponendo la conservazione? La risposta dell'Assessore è stata: "Per quanto ci risulta, cioè per quanto è negli atti che io ho, non ci sono altri capitoli di bilancio con relative somme che non siano state impegnate". Intanto la risposta della Giunta deve essere più precisa, chieda la Giunta ai suoi uffici, non può' essere "Per quanto so, per quanto mi pare"; no, questo era lo stile di un famoso telegiornale di un famoso comico, quello che dava le notizie dicendo: "Pare, sembra". In materia contabile, in materia di denaro pubblico, in materia di bilanci non si può ragionare con i "mi pare", bisogna dire: "è o non è, risulta o non risulta", perché se poi il dato fornito non risultasse giusto qualcuno ne risponda, sul piano politico ed anche sul piano amministrativo, quindi la Giunta chieda riscontri precisi.
Sugli 8 miliardi relativi ai piani di stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili non siamo affatto tranquilli: quegli 8 miliardi sono stanziati a copertura della norma che è contenuta nell'articolo 25 della legge numero 17 di quest'anno. Questo articolo lo abbiamo scritto noi, lo abbiamo proposto al Consiglio, il Consiglio lo ha approvato, è legge della Regione; non è che gli articoli scritti da noi, dopo che il Consiglio li approva e diventano legge della Regione, valgono meno di quelli pensati e scritti da voi. Le leggi della Regione, una volta fatte, sono leggi e basta. Questo articolo non parla genericamente di impegno di somme per interventi a favore dei lavoratori socialmente utili, questo articolo parla di una prima posta, eravamo in sede di assestamento di bilancio, perché l'impegno assunto allora dalla Giunta, impegno che è certificato negli atti del Consiglio, fu di riconsiderare il problema in occasione della presentazione del disegno di legge di bilancio, poi vedremo se c'è: allo stato delle cose mi risulta che non ci sia. Nel bilancio si doveva dare copertura intera ai piani di stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili, ma a noi non risulta che sia stato stabilizzato alcunché. Voi potreste anche aver pensato di utilizzare questi 8 miliardi in qualche altra direzione possibile, che parli e tratti di lavoratori socialmente utili ma, badate, la legge vi vincola ad utilizzarli per i piani di stabilizzazione, e a noi non risulta che vi sia in essere alcun piano di stabilizzazione approvato, quindi chiediamo su questo un chiarimento preventivo.
L'emendamento, l'hanno detto già i colleghi Pusceddu e Vassallo in sede di illustrazione, è stato presentato anche a titolo cautelativo, ma cautelativo anche per voi; accertate questi dati e riferite al Consiglio - se fosse necessario si potrebbe fare una brevissima sospensione, oppure si proceda ai dovuti accertamenti prima che si passi al voto - se davvero queste somme sono impegnate per la finalità indicate dall'articolo 25, quali e quanti sono i piani di stabilizzazione di cui parla l'articolo 25, che a suo tempo avevamo pensato e proposto, che il Consiglio aveva condiviso e che è attualmente legge della Regione.
Quanto avete affermato non ci convince. Riteniamo di sapere, perché abbiamo chiesto, che non c'è alcun piano di stabilizzazione approvato, meno che mai operante, per cui la genericità e il pressappochismo in questa materia valgono davvero poco. Ecco perché, oltre alla contrarietà sulla proposta contenuta nell'emendamento numero 1, ancora insistiamo sulla necessità di chiarimento sulla conservazione delle somme; riprenderemo l'argomento quando parleremo di lavoratori socialmente utili, ai quali è facile dire sì nei corridoi del Consiglio, ai quali, però, bisogna dire sì con le leggi, con i provvedimenti e con gli atti di governo, quando arriva il momento della responsabilità e della decisione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.
LURIDIANA, Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Il comma 6 dell'articolo 25 della legge 17 ci consente di utilizzare, come abbiamo fatto, quegli 8 miliardi, per coprire il 50 per cento degli emolumenti che lo Stato non versa più per i lavoratori socialmente utili.
Posso comunicare tranquillamente al Consiglio che, non soltanto sono già stati utilizzati, ma che, anzi, abbiamo anticipato il Decreto Legge del Governo che consentiva all'INPS di anticiparli; noi avevamo già versato all'INPS questi quattrini, prima che questo provvedimento fosse pubblicato, quindi sono già stati impegnati.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 1. Ha domandato di parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.
DORE (I DEMOCRATICI). A nome del Gruppo de I Democratici, chiedo la votazione a scrutinio segreto.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 1.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 65
votanti 65
maggioranza 33
favorevoli 38
contrari 27
(Il Consiglio approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - CUGINI - DEIANA - DETTORI Bruno -DETTORI Ivana - DORE - FADDA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GRANARA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LOMBARDO - MANCA - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - ORRU' - ORTU - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SELIS - SPISSU - TUNIS Marco - VARGIU - VASSALLO.)
Metto in votazione l'articolo 3. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione dell'emendamento aggiuntivo numero 2, Pusceddu, Fadda, Masia e più. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Per evitare inutili tensioni e incomprensioni le chiederei, come altre volte abbiamo già fatto, tra l'annuncio della votazione e l'inizio delle operazioni di voto, di verificare se vi siano richieste di diverse modalità di votazione, perché così possiamo evitare inutili polemiche.
RESIDENTE. Grazie della raccomandazione, ma ho guardato a 360 gradi, se è possibile. Si dia lettura dell'articolo 3 bis.
CAPPAI, Segretario:
Art. 3 bis
1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi e per gli effetti dell'articolo 33 dello Statuto speciale per la Sardegna ed entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione.
PRESIDENTE. Metto in votazione a l'articolo 3 bis. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, chiedo la votazione a scrutinio segreto.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto dell'articolo 3 bis.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
Presenti 51
Votanti 51
Maggioranza 26
Favorevoli 40
Contrari 10
Nulli 1
(Il Consiglio approva)
Comunico che sono stati presentati due ordini del giorno. Il primo a firma Cogodi e più; il secondo a firma Cugini e più. Se ne dia lettura.
CAPPAI, Segretario
Ordine del giorno COGODI - VASSALLO - ORTU
Sulla stabilizzazione occupazionale dei lavori socialmente utili in Sardegna
Il Consiglio Regionale
ai fini del reinserimento occupazionale dei lavoratori socialmente utili, così come indicato dal Decreto Legge 24 novembre 2000, n. 346
VISTO
- il D.Lgs. 468/97 e successive modificazioni, che dispone in materia di reinserimento occupazionaled egli L.S.U.;
- la L.R. 37/1998 che prevede una serie di misure integrative alle disposizioni di cui al predetto D.Lgs. 468/97 atte a favorire la stabilizzazione occupazionale degli L.S.U. del bacino regionale sardo;
- il comma 1, articolo 1 del Decreto Lgs. 81/2000 che stabilisce che gli enti di cui all'articolo 3, comma 1 D.Lgs. 468/97 e successive modificazioni, denominati dalla nuova disciplina Enti Autorizzatori, possano continuare ad utilizzare i lavoratori socialmente utili;
- l'articolo 25 della Legge Regionale 05.09.2000, n. 17 che dispone in materia di piani locali e regionale di stabilizzazione occupazionale da predisporre, sentita la Commissione Consiliare competente, entro 90 giorni dalla pubblucazione della su citata legge;
- che con la legge finanziaria nazionale per l'anno 2001, all'art. 78, comma 2 punto a), si prevede che nel Piano regionale di stabilizzazione occupazionale dovrà essere predeterminata la quota di LSU da avviare alla stabilizzazione entro il primo anno, e che detta quota non dovrà essere inferiore al 30% degli appartenenti al bacino regionale;
- il sesto comma, dello stesso art. 25, della L.R. 17/2000 che assicura, nelle more dell'attuazione dei predetti piani di stabilizzazione occupazionale le risorse finanziarie per garantire la copertura di un'ulteriore proroga degli LSU della Sardegna, a tutto il 30.04.2001;
- l'articolo 21 della L.R. 6/2000 che estende ai lavoratori impegnati in progetti socialmente utili attuati nell'ambito dell'Amministrazione Regionale e dei suoi Enti strumentali le normative nazionali vigenti in materia;
- vista la L.R. 16/2000 che detta disposizioni in materia di assunzioni tramite selezione dei lavoratori socialmente utili impegnati in progetti promossi e attuati dall'Amministrazione Regionale e dei suoi Enti strumentali;
- l'articolo 2 del citato D.Lgs. 81/2000 che individua i soggetti aventi titolo alla prosecuzione delle attività socialmente utili impegnati al 30.04.2000, ivi compreso quello relativo al progetto L.S.U. "Parco Geominerario della Sardegna";
- il Decreto Legge 24 novembre 2000, n. 346, e in particolare il comma 2, che dispone in materia di reinserimento occupazionale dei lavoratori socialmente utili, impegnando le Regioni alla stabilizzazione dei predetti lavoratori, attraverso la definizione delle previste convenzioni con lo Stato e l'accesso alle risorse finanziarie rese disponibili dal Fondo per l'occupazione nazionale;
VISTO, INOLTRE
- l'Intesa di Programma sottoscritta in data 9.12.1997 tra il Ministero dell'Ambiente, Ministero dei beni culturali, Ministero dell'Industria e la Regione Sardegna per la realizzazione di un piano pluriennale di interventi finalizzati alla valorizzazione ambientale e occupazionale dei siti minerari della Sardegna attraverso il soggetto attuatore del progetto in essere "Emsa-Igea";
- le deliberazioni adottate dalla Giunta regionale il 25.05.2000, n. 19/3 e il 18.05.2000, n. 21/24 con le quali l'Emsa è stato autorizzato a proseguire fino al 31.10.2000 le attività del progetto L.S.U. Parco Geominerario della Sardegna;
- la delibera della Giunta regionale del 31.10.2000 n. 43/2, che stabilisce di prorogare i lavori relativi al progetto LSU Parco Geominerario della Sardegna dal 1° novembre 2000 al 30.04.2001 e di autorizzare l'EMSA-IGEA a continuare a svolgere le sue funzioni di soggetto attuatore anche assicurando le necessarie risorse finanziarie a copertura dei costi ammessi all'ulteriore proroga (mezzi, attrezzature, assicurazioni obbligatorie, integrazione regionale al sussidio) ivi compreso il pagamento del 50 per cento dell'assegno di utilizzo per prestazioni in attività LSU (art. 4 D.Lvo 81/2000), anche in applicazione delle disposizioni impartite dal Ministero del lavoro Direzione Generale - Divisione II con nota n. 2827/06.14 del 18.10.2000;
- la Legge Finanziaria nazionale 2001 e in particolare la norma istitutiva del Parco Geo-Minerario storico e ambientale della Sardegna e che dispone in materia di gestione dello stesso Parco attraverso la costituzione di uno specifico Consorzio assimilato agli Enti di cui alla Legge 168/1989, di cui facciano parte la Regione Autonoma della Sardegna, i Ministeri dell'Ambiente, dell'Industria, Artigianato e Commercio, dell'Università e della Ricerca scientifica e tecnologica, i Comuni interessati ed eventualmente altri soggetti interessati;
CONSIDERATO CHE:
- il progetto L.S.U. del Parco Geo-Minerario è stato promosso dal Ministero dell'Ambiente, d'intesa con la Regione, per garantire una prima necessaria risposta occupazionale ai territori interessati da progressiva dismissione di attività estrattive-energetiche, e nel contempo per assicurare i più urgenti interventi di manutenzione conservativa dei siti minerari e del connesso patrimonio archeologico industriale;
- tale progetto occupa circa 500 lavoratori ai quali è necessario dare prospettive certe di stabilizzazione occupazionale, partendo dallo sviluppo delle attività di realizzazione e gestione del Parco Geo-Minerario;
impegna la Giunta Regionale
1. a predisporre, con immediatezza, il Piano regionale di stabilizzazione, così come disposto dall'art. 25 della L.R. 17/2000, che assicuri la stabilizzazione occupazionale di tutti i lavoratori socialmente utili della Sardegna, al fine di attivare ogni misura e strumento previsto dalla legislazione regionale e nazionale in vigore, quali ad esempio:
- la definizione dei piani locali di stabilizzazione, per cui necessitano precise direttive regionali agli Enti utilizzatori, al fine di quantificare, tra l'altro, le risorse finanziarie necessarie al reinserimento occupazionale dei lavoratori in carico a ciascun Ente.
- La piena attivazione della contribuzione volontaria;
- l'assunzione di LSU in società miste, costituitesi per l'esercizio di servizi di interesse locale con il sostegno finanziario regionale;
- l'erogazione dei contributi e l'attivazione delle procedure di affidamento diretto a soggetti privati di servizi pubblici locali, qualora assumano L.S.U. nelle misure previste dalla legge;
- la previsione nei bandi di gara per lavori pubblici dei benefici di legge a favore delle imprese che si impegnino all'assunzione di LSU nei relativi cantieri;
- l'erogazione dei contributi a favore di LSU per l'avvio di attività di micro-imprenditorialità;
- l'assunzione di LSU negli organici degli Enti utilizzatori, almeno nelle percentuali (50%) indicate nella legislazione nazionale;
2. A prevedere, in sede di Finanziaria e Bilancio 2001,
- la dotazione finanziaria necessaria a consentire il reinserimento occupazionale di tutti i lavoratori del bacino regionale, anche attraverso l'attivazione delle convenzioni con lo Stato e del relatico cofinanziamento a carico del Fondo nazionale per l'occupazione, di cui al Decreto Legge 346/2000;
- l'adeguamento legislativo in materia di formazione professionale e politiche attive del lavoro, anche attraverso la predisposizione degli opportuni collegati.
3. a definire e sottoscrivere, con tempestività e, comunque, entro i tempi stabiliti dalla legge finanziaria nazionale 2001, l'intesa Governo-Regione di cui alla stessa legge finanziaria nazionale, che dovrà contenere, oltre agli indirizzi generali per la costituzione e per la gestione del Consorzio, le quote di partecipazione e la delimitazione del Parco Geo-Minerario, storico e ambientale della Sardegna, compresi i reciproci impegni per la riconversione economica e sociale dei territori dello stesso Parco, che garantiscano l'attuazione di specifici piani d'intervento aventi per oggetto il disinquinamento e la riabilitazione ambientale, il recupero e la valorizzazione dei beni storico-culturali, con finalità sociali, economiche, produttive e occupazionali;
4. a incaricare, entro la prima decade del mese di gennaio 2001, l'ente utilizzatore EMSA-IGEA, art. 10, comma 3, legge 468/97, secondo quanto richiamato in premessa, alla predisposizione, d'intesa con le Organizzazioni Sindacali dei lavoratori, del Piano di stabilizzazione occupazionale dei lavoratori LSU attualmente impegnati nel Progetto Parco Geominerario della Sardegna, anche in convenzione, art. 10, comma 3 legge 468/97, e a tempo determinato, al fine di realizzare prioritariamente i programmi di risanamento, recupero e bonifica ambientale dei siti minerari dimessi. Tali programmi prevedono l'utilizzo delle risorse finanziarie contenute nel Complemento di programmazione del Quadro Comunitario di Sostegno (Q.C.S.) nell'ambito dei POR, e dei finanziamenti previsti nel D.Lgs n. 22/97, art. 17, comma 9 e L. 204/93, e della L. 426 del 9.12.1998 (in materia di bonifica delle aree industriali).
5. a riferire al Consiglio Regionale, entro 30 giorni dall'approvazione del presente ordine del giorno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Va bene che c'è una consuetudine per cui la lettura è sempre approssimata, ma trattandosi di un ordine del giorno il cui senso deve essere compreso, ne chiediamo la lettura integrale, non della prima riga di ogni comma Quindi chiedo che ne venga ripresa la lettura, perché se ne abbia la comprensione.
CAPPAI, Segretario. Onorevole Cogodi, io sto leggendo tutti i richiami alla legge.
COGODI (R.C.). Lei sta leggendo la prima riga di ogni comma.
(Il Segretario ne dà lettura integrale).
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere CUGINI. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Prima che il collega Cappai legga l'altro ordine del giorno, devo ammettere che della lettura di questo primo ordine del giorno io non ho capito niente. Spero che gli altri colleghi, invece, abbiamo capito. Siccome si tratta di un ordine del giorno dal contenuto delicato, che riguarda una vicenda che ha anche impegnato in un'iniziativa di lotta sindacale positiva diversi lavoratori, è bene che chi ha partecipato a questa nostra assemblea ne conosca il contenuto.
Ci sono due modi di leggere un documento: per farlo capire o per non farlo capire. Io penso che in questa situazione sia giusto leggerlo non solo per i consiglieri regionali, che normalmente capiscono tutto.
PRESIDENTE. E` norma che andrebbe applicata a tutti i documenti che l'Aula deve esaminare, compresi i progetti di legge, che sono seri e degni di attenzione quanto gli ordini del giorno; ma se dovessimo applicare questo criterio, e se lo applicassimo, io non so i lavori del Consiglio come andrebbero. Il Segretario ne prenderà nota.
CUGINI (D.S.). Signor Presidente io chiedo che l'ordine del giorno venga letto in modo che sia capito; siccome il collega Cappai ha anche capacità di lettura eccellenti chiedo che sia riletto.
PRESIDENTE. Gliele riconosciamo tutti, e lo ringraziamo per il suo lavoro e lo preghiamo di leggere il secondo ordine del giorno.
CAPPAI, Segretario:
ORDINE DEL GIORNO CUGINI - Dettori Bruno - Fadda - Balia - Cogodi - Sanna Giacomo sulla stabilizzazione occupazionale dei Lavoratori Socialmente Utili (L.S.U.) e sulle problematiche connesse alla realizzazione del Parco Geominerario della Sardegna.
Il Consiglio Regionale
Ai fini del reinserimento occupazionale dei lavoratori socialmente utili, così come indicato dal Decreto Lg.vo n. 468/97, art. 1, e art. 2, comma 2 e dal decreto legge 24 novembre 2000, n. 346
PREMESSO che la legge finanziaria nazionale 2001 che all'articolo 78, comma 2 punto a) prevede la realizzazione da parte della Regione, di programmi di stabilizzazione occupazionale dei soggetti di cui all'art. 2, comma 1, del Decreto Leg.vo 28 febbraio 2000, n. 81, con la indicazione di una quota predeterminata di lavoratori L.S.U. da avviare alla stabilizzazione che, per il primo anno non potrà essere inferiore al 30 per cento del numero dei soggetti appartenenti al bacino regionale;
VISTO
- il decreto legislativo n. 468/97, e successive modificazioni, che dispone in materia di reinserimento occupazionale degli L.S.U.;
- la legge regionale n. 37/98 che prevede una serie di misure integrative alle disposizioni di cui al predetto decreto legislativo n. 468/97 atte a favorire la stabilizzazione occupazionale degli L.S.U. del bacino regionale sardo;
- l'articolo 21 della L.R. 6/2000 che estende ai lavoratori impegnati in progetti socialmente utili attuati nell'ambito dell'Amministrazione Regionale e dei suoi Enti strumentali le normative nazionali vigenti in materia;
- la L.R. 16/2000 che detta disposizioni in materia di assunzioni tramite selezione dei lavoratori socialmente utili impegnati in progetti promossi ed attuati dall'Amministrazione Regionale e dai suoi Enti strumentali;
- l'art. 25 della Legge regionale 5.09.2000, n. 17, che al terzo comma, lettera c), assicura nelle more dell'attuazione dei piani di stabilizzazione occupazionale le risorse finanziarie per garantire la copertura di un'ulteriore proroga a tutto il 30.04.2001;
- la legge regionale 20 aprile 2000, n. 4, che prevede i primi stanziamenti regionali "….per fronteggiare le gravi emergenze ambientali presenti nelle aree del Parco geominerario, storico e ambientale della Sardegna"
RILEVATO che la fermata definitiva dell'attività mineraria tradizionale ha lasciato nei territori interessati un grande patrimonio di strutture e di testimonianze che rivestono uno straordinario valore di carattere tecnico-scientifico, storico-culturale, artistico e paesaggistico-ambientale, tutte indispensabili per comprendere e tramandare l'evolversi degli avvenimenti che hanno scandito le vicende storiche del popolo sardo, della sua cultura e della sua identità nel più ampio contesto della storia industriale mediterranea ed europea;
CONSIDERATO che tale patrimonio deve essere tutelato e valorizzato per promuovere nelle aree minerarie dismesse della Sardegna (Monte Arci-Orani-Funtana Raminosa/Sarcidano-Argentiera/Nurra-Sos Enattos/Lula-Sarrabus/Gerrei -Sulcis/Iglesiente/Guspinese) un nuovo modello di sviluppo integrato sostenibile con l'obiettivo di assicurare la riconversione e la ricostruzione del tessuto economico, sociale e culturale dei territori e delle popolazioni interessate in un contesto di respiro internazionale;
PRESO ATTOche il Parlamento nazionale, nell'ambito della legge finanziaria 2001, ha approvato la norma che prevede l'istituzione del Parco Geominerario storico e ambientale della Sardegna "….entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro dell'Ambiente, di concerto con il Ministro dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato, con il Ministro dell'Università e della Ricerca scientifica e tecnologica e d'intesa con la Regione Autonoma della Sardegna e gestito da un Consorzio assimilato agli enti di cui alla legge 9 maggio 1989, n. 168, costituito dai Ministeri dell'Ambiente, dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato e dell'Università e della Ricerca scientifica e tecnologica, dalla Regione Autonoma della Sardegna, dai Comuni interessati ed eventualmente, da altri soggetti interessati";
VISTO:
- l'intesa di Programma sottoscritta in data 9.12.1997 tra il Ministero dell'Ambiente, Ministero dei Beni Culturali, Ministero dell'Industria e la Regione Sardegna per la realizzazione di un Piano pluriennale di interventi finalizzati alla valorizzazione ambientale e occupazionale dei siti minerari della Sardegna attraverso il soggetto attuatore del progetto in essere "Emsa-Igea";
- le deliberazioni adottate dalla Giunta regionale il 25.05.2000, n. 19/3 e il 18.05.2000, n. 21/24 con le quali l'Emsa è stato autorizzato a proseguire fino al 31.10.2000 le attività del progetto L.S.U. Parco Geominerario della Sardegna;
- il comma 1, articolo 1 del citato Decreto che stabilisce che gli enti di cui all'articolo 3, comma 1 D.Lgs. 468/97 e successive modificazioni, denominati dalla nuova disciplina Enti Utilizzatori, possono continuare ad utilizzare i soggetti di cui all'articolo 1, comma 1;
- l'articolo 2 del citato D.Lgs. 81/2000 che individua i soggetti aventi titolo alla prosecuzione delle attività socialmente utili impegnati al 30.04.2000 nel progetto L.S.U. Parco Geominerario della Sardegna;
- la delibera della Giunta regionale del 31.10.2000 n. 43/2, che stabilisce di prorogare i lavori relativi al progetto LSU Parco Geominerario della sardegna dal 1° novembre 2000 al 30.04.2001 e di autorizzare l'EMSA-IGEA a continuare a svolgere le sue funzioni di soggetto attuatore anche assicurando le necessarie risorse finanziarie a copertura dei costi ammessi all'ulteriore proroga (mezzi, attrezzature, assicurazioni obbligatorie, integrazione regioanle al sussidio), ivi compreso il pagamento del 50 per cento dell'assegno di utilizzo per prestazioni in attività LSU (art. 4 D.Lvo 81/2000), anche in applicazione delle disposizioni impartite dal Ministero del lavoro Direzione Generale - Divisione II con nota n. 2827/06.14 del 18.10.2000;
- l'imminente costituzione del Consorzio di gestione tra gli enti e i soggetti interessati;
CONSIDERATO, inoltre, che il progetto L.S.U. occupa circa 500 lavoratori ai quali è necessario dare prospettive certe di stabilizzazione occupazionale, partendo dallo sviluppo delle attività di realizzazione e gestione del parco Geominerario;
impegna la Giunta Regionale
1. a predisporre con immediatezza piani di impiego e di stabilizzazione occupazionale dei lavoratori socialmente utili e politiche attive del lavoro per il sostegno delle situazioni di maggiore difficoltà, utilizzando per l'anno 2001 le risorse destinate alla Regione, ai sensi dell'articolo 8, commi 1 e 2, del decreto leg.vo 28 febbraio 2000, n. 81, nonché quelle previste dalle leggi regionali 5 settembre 2000, n. 17 e 20 aprile 2000, n. 4, al fine di attivare ogni misura e strumento previsto dalla legislazione regionale e nazionale in vigore, quali ad esempio:
- la definizione dei piani locali di stabilizzazione, per cui necessitano precise direttive regionali agli Enti utilizzatori, al fine di quantificare, tra l'altro, le risorse finanziarie necessarie al reinserimento occupazionale dei lavoratori in carico a ciascun Ente;
- la piena attivazione della contribuzione volontaria;
- l'assunzione di LSU in società miste, costituitesi per l'esercizio di servizi di interesse locale con il sostegno finanziario regionale;
- l'erogazione dei contributi e l'attivazione delle procedure di affidamento diretto a soggetti privati dis ervizi pubblici locali, qualora assumano LSU nelle misure previste dalla legge;
- la previsione nei bandi di gara per lavori pubblici dei benefici di legge a favore delle imprese che si impegnino all'assunzione di LSU nei relativi cantieri;
- l'erogazione dei contributi a favore di LSU per l'avvio di attività di micro-imprenditorialità;
- l'assunzione di LSU negli organici degli Enti utilizzatori, almeno nelle percentuali (50%) indicate nella legislazione nazionale;
2. a prevedere, in sede di Finanziaria e Bilancio 2001,:
- la dotazione finanziaria necessaria a consentire il reinserimento occupazionale di tutti i lavoratori del bacino regionale, anche attraverso l'attivazione delle convenzioni con lo Stato e del relativo cofinanziamento a carico del Fondo nazionale per l'occupazione, di cui al Decreto Legge n. 346/2000;
- l'adeguamento legislativo in materia di formazione professionale e politiche attive del lavoro, anche attraverso la predisposizione degli opportuni collegati;
3. a definire e sottoscrivere, con tempestività e, comunque, entro i tempi stabiliti dalla legge finanziaria nazionale 2001, con i Ministeri competenti l'intesa Governo-Regione di cui alla stessa legge finanziaria nazionale, che dovrà contenere, oltre agli indirizzi generali per la costituzione e per la gestione del Consorzio, le quote di partecipazione e la delimitazione del Parco Geominerario, storico e ambientale della sardegna, compresi i reciproci impegni per la riconversione economica e sociale dei territori dello stesso Parco con particolare riferimento a:
a) l'attuazione di un piano pluriennale di interventi per il disinquinamento e la riabilitazione ambientale delle aree minerarie dimesse inserite nei territori del Parco con il concorso di risorse regionali, statali e comunitarie;
b) l'attuazione di un piano pluriennale di interventi per ilrecupero e la valorizzazione dei beni storico-culturali (strutture e impianti di archeologia industriale-beni archivistici e documentali, aree e siti archeologici) presenti nei territori del Parco con il concorso di risorse regionali, statali e comunitarie;
c) l'utilizzo coordinato degli strumenti di programmazione negoziata e delle misure di incentivazione delle attività produttive per favorire la ripresa economica, produttiva e occupazionale nei territori del Parco, con particolare riguardo ai settori del turismo e della piccola e media impresa;
4. a incaricare, in attesa dell'insediamento degli organismi di gestione del costituendo Parco geominerario, e comunque entro i tempi di cui al punto 2), l'ente utilizzatore IGEA e/o altri enti pubblici e privati, art. 10, comma 3, legge 468/97, secondo quanto richiamato in premessa, alla predisposizione, d'intesa con le Organizzazioni Sindacali dei lavoratori, del Piano di stabilizzazione occupazionale dei lavoratori LSU attualmente impegnati nel Progetto Parco Geominerario della Sardegna, anche in convenzione, art. 10, comma 3 legge 468/97, prevedendo, in via transitoria, la loro assunzione a tempo determinato, per un periodo non inferiore a dodici mesi, con l'impiego degli stessi lavoratori nella realizzazione degli interventi di cui alle lettere a) e b) del precedente punto 2), al fine di realizzare prioritariamente i programmi di risanamento, recupero e bonifica ambientale dei siti minerari dismessi. Tali programmi prevedono l'utilizzo delle risorse finanziarie contenute nel Complemento di programmazione del Quadro Comunitario di Sostegno (Q.C.S.) nell'ambito dei POR, e dei finanziamenti previsti nel D.Lgs n. 22/97, art. 17, comma 9, e nelle Leggi 204/93 e 426 del 09.12.1998, nonché delle leggi regionali n. 4 del 20 aprile 2000, 17 del 5 settembre 2000, e 37 del 24 dicembre 1998.
5. a riferire al Consiglio Regionale, entro trenta giorni dalla approvazione del presente ordine del giorno.
PRESIDENTE. Per illustrare l'ordine del giorno numero 1 ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo.
VASSALLO (R.C.). Seppure brevemente, perché poi spiegherò perché questo ordine del giorno si ritiene in parte superato, ci premeva avere la possibilità soprattutto di spiegare, dato che dalla lettura che è stata fatta poc'anzi, sinceramente io ho cercato di seguire, ma poco si è sentito e poco si è capito, il senso e soprattutto la finalità che l'ordine del giorno ha.
Con questo ordine del giorno ritorniamo su una questione che più di una volta abbiamo affrontato e discusso in questa sede, alcune volte con esiti positivi, nel senso che la discussione in aula ha portato anche al voto di precisi articoli di legge, altre volte devo dire che questo non è avvenuto, per cui le risposte che si riteneva dare in sede di discussione di provvedimenti, anche importanti, non hanno sortito l'effetto che i presentatori si aspettavano.
Quest'ordine del giorno ha due precise finalità: una sembrerà quasi superflua, nel senso che richiama la Giunta regionale al rispetto di precise indicazioni legislative, quindi di precise norme di legge che questo Consiglio regionale, sia in questa legislatura, sia nella precedente legislatura, si è dato, per affrontare una questione annosa che dura ormai da troppo tempo, ormai abbiamo superato il quinquennio, riguardante alcune migliaia di lavoratori che si trovano in una condizione di precariato non più sostenibile. Infatti sono lavoratori non lavoratori, nel senso che non sono lavoratori subordinati, non sono lavoratori che hanno i diritti di tutti gli altri lavoratori, ma sono considerati lavoratori per le attività che essi svolgono.
E' una situazione di precarietà non più accettabile in una società che si considera moderna, e soprattutto che dovrebbe assicurare una eguale tutela dei diritti e dei doveri di tutti i lavoratori. Per altro le migliaia di persone che svolgono questa attività più di una volta hanno rivendicato una loro stabilizzazione, la Regione ha approvato anche delle norme, ma non si è mai riusciti concretamente a passare dalla teoria alla pratica, nel senso che nonostante siano state stanziate anche le dotazioni finanziarie, non è cambiato sostanzialmente niente.
L'ultimo fatto più eclatante è il varo dell'articolo 25 della legge numero 17 di assestamento di bilancio, in cui veniva indicata una precisa procedura che doveva portare alla stabilizzazione di questi lavoratori; tale disposizione che è stata attuata dall'Assessorato del Lavoro, diramando una semplice nota informativa che dava comunicazione agli enti utilizzatori della possibilità di rinnovare i progetti, assicurando agli stessi enti la copertura del 50 per cento delle provvidenze che lo Stato ha ritenuto opportuno che fossero a loro carico, limitandosi cioè ad applicare il comma 6 dell'articolo 25.
In tutto questo tempo si è completamente ignorata, invece, l'attuazione di tutti i commi che precedono il comma 6. Cosa voglio dire con questo? Che quella disposizione, pur utile, in quanto ha dato la possibilità di rinnovare i progetti, in effetti ha depotenziato il valore politico di quella norma, perché l'erogazione dei finanziamenti doveva far seguito non solo al rinnovo dei progetti, ma doveva essere preceduta da precise direttive dell'Assessorato nei confronti degli enti utilizzatori, per la predisposizione dei piani di stabilizzazione. Perché proprio attraverso questi piani di stabilizzazione l'Assessorato regionale doveva essere messo in condizione, successivamente, di fare il proprio piano di stabilizzazione regionale; che cos'è questo piano di stabilizzazione regionale, se non la risultanza delle risposte che la Regione deve dare a tutti quei soggetti che non riescono ad avere risposte dal piano di occupazione locale?
Questo era il senso dell'articolo, invece siamo arrivati al 9 dicembre, non ci risulta che nessuno abbia presentato niente e, per altro, nessuno poteva farlo in assoluta assenza di precise direttive. E le direttive dovevano essere non soltanto specificative dell'articolo, ma anche di indirizzo politico per l'utilizzo più razionale delle risorse che provengono da diverse leggi regionali. Per cui doveva essere posta in essere una azione che agevolasse la conoscenza di tutta la normativa in materia per il migliore utilizzo delle diverse possibilità che gli enti utilizzatori hanno a disposizione, per dare precise e chiare direttive, istruzioni, in base alle quali gli enti locali potessero presentare qualche progetto concreto. Invece si è voluto depotenziare la norma, non si è voluto rispondere a questa esigenza, ci si è limitati a dire: "Rinnovate i progetti, vi daremo il finanziamento del 50 per cento"; ma è ora di finirla, ci possiamo accontentare di continuare a fare assistenza? E' giusto che si faccia pure assistenza, però così come voi avete detto più volte, è ora che dall'assistenza si passi alla stabilizzazione del lavoro, che si passi dal salario precario al salario pieno, da quattro ad almeno otto ore di lavoro al giorno. Insomma che si passi da una fase di precarietà ad una fase di stabilizzazione.
Allora quest'ordine del giorno, a nostro avviso, ha lo scopo di richiamare tutta una serie di norme che già sono presenti nella nostra legislazione invitando la Giunta al loro rispetto puntuale, come è dovere di tutti noi e in primo luogo di chi ha il compito di gestire la cosa pubblica, pertanto della Giunta regionale, che è tenuta per prima ad applicare le norme che questa Regione ha. Questo è il primo obiettivo.
Il secondo obiettivo che ci poniamo è quello del raccordo tra la legislazione regionale e la legislazione nazionale, sensibilizzando gli enti affinché utilizzino tutte le norme che consentono loro di porre in essere in sinergia i diversi interventi consentiti da tale normativa. Possiamo fare diversi esempi, il più lampante, come si vedrà nei prossimi mesi, è quello dell'utilizzo delle grandi risorse che provengono dal Quadro comunitario di sostegno. C'è una precisa normativa nazionale che prevede un'azione premiale per quelle aziende che partecipando a gare per grossi appalti pubblici si impegnano all'assunzione a tempo indeterminato dei lavoratori socialmente utili. Ma ci vuole qualcosa di più che una lettura della normativa nazionale, ci vuole una precisa direttiva da parte dell'Assessorato della programmazione, forse dell'Assessorato del lavoro, congiuntamente all'Assessore dei lavori pubblici o comunque degli Assessori che dispongono le spese verso queste grandi opere pubbliche, perché questa riserva sia applicata concretamente, per cui non rimanga solamente una bella intenzione da parte del legislatore nazionale, ma che anche la legislazione regionale recepisca le disposizioni innovative, sostanzialmente favorevoli alla stabilizzazione di questi lavoratori.
PRESIDENTE. Onorevole Vassallo, il tempo è scaduto.
VASSALLO (R.C.). Mi rendo conto che il tempo...
PRESIDENTE. Le devo far osservare che il suo tempo è scaduto.
VASSALLO (R.C.). Ci sarà modo di approfondire l'argomento nel prosieguo del dibattito su questi ordini del giorno. Concludo dicendo una cosa: poiché abbiamo visto che nell'ordine del giorno numero 2, presentato dai Capigruppo e sottoscritto anche dal Capogruppo della Rifondazione Comunista, sono state recepite sostanzialmente le linee guida del documento presentato da noi, e poiché l'obiettivo ultimo è quello di raggiungere una posizione unitaria di tutto il Consiglio su questo problema, ritiriamo l'ordine del giorno numero 1 ed appoggeremo in fase di votazione l'ordine del giorno numero 2.
PRESIDENTE. Quindi si intende ritirato l'ordine del giorno numero 1. Per illustrare l'ordine del giorno numero 2, ha facoltà di parlare il consigliere Pusceddu.
PUSCEDDU (D.S.). Signor Presidente e colleghi consiglieri, l'ordine del giorno numero 2, sottoscritto dai Gruppi dei Democratici di sinistra, de I Democratici, dei Popolari, dei Socialisti Uniti, di Rifondazione Comunista, e dei Sardisti, ha l'obiettivo di sottoporre all'attenzione del Consiglio una problematica che è di stretta attualità: la stabilizzazione occupazionale dei lavoratori socialmente utili della nostra Regione, che ammontano a diverse migliaia. E in più si inserisce una problematica più specifica che è quella relativa alla realizzazione del Parco geominerario della Sardegna. Questo ordine del giorno, mi corre l'obbligo di ricordare, è frutto di un lavoro di concertazione e di confronto con i lavoratori e con le rappresentanze sindacali, un lavoro che ha impegnato nei giorni scorsi diverse forze politiche. Infatti si stava già lavorando a un ordine del giorno in occasione della seduta precedente le festività e si pensava di agganciarlo al disegno di legge allora in discussione sull'imprenditorialità femminile. Poi per motivi di opportunità si è ritenuto molto più corretto presentarlo nel corso della discussione del disegno di legge relativo all'autorizzazione all'esercizio provvisorio per il 2001, che essendo una legge di bilancio, destina anche le risorse e dunque dà un quadro certo delle disponibilità utilizzabili anche per risolvere questioni come quelle che stiamo affrontando.
Su questi problemi c'è un'attenzione delle parti sociali e dei lavoratori interessati; c'è da ricordare che un nostro collega già da circa tre mesi ha adottato un'iniziativa di lotta che, se pur del tutto particolare ed incominciata in maniera così eclatante, aveva l'obiettivo di porre all'attenzione la difficoltà che incontrava il progetto di legge numero 5584 presentato alla Camera dei Deputati, che rischiava di non essere approvato stante il decorso della legislatura. Per cui l'iniziativa adottata dal collega Giampiero Pinna aveva e l'ha l'obiettivo di porre all'attenzione, del Consiglio regionale e dell'opinione pubblica, una problematica come quella dell'istituzione del Parco geominerario che è importante per i risvolti che ha non solo dal punto di vista della valorizzazione ambientale, ma anche in prospettiva perché l'ambiente può essere senz'altro una risorsa utile per sviluppare attività produttive che abbiano anche un alto impatto occupazionale. Un'iniziativa, questa del Parco geominerario, che ha ripreso decisioni e accordi assunti anche a livello di Conferenza generale dell'Unesco, che l'ha dichiarato primo esempio emblematico della nuova rete mondiale di geositi e geoparchi mondiali, istituita in tale occasione. Decisione che è stata seguita anche da altri pronunciamenti e che da ultimo è stata formalizzata con la sottoscrizione, nel mese di settembre del '98, della "Carta di Cagliari", tutti atti che testimoniano appunto l'esigenza che il Parco geominerario sia considerato una risorsa strategica non solo per i territori in cui insiste ma per l'intera nostra regione; per cui vi è la necessità di dare una puntuale risposta a questa esigenza. Però noi riteniamo che la problematica del Parco geominerario, unitamente a quella relativa alla stabilizzazione occupazionale dei circa 500 lavoratori fino ad ora impegnati attraverso l'ente utilizzatore, che è l'Igea, debbano trovare una risposta compiuta all'interno di un discorso più generale che affronti in maniera ultimativa, a nostro avviso, il problema della stabilizzazione di tutti i lavoratori socialmente utili.
L'ordine del giorno che abbiamo presentato è ricognitivo sotto certi aspetti di tutte le iniziative che fino ad ora sono state poste in essere in questa regione soprattutto anche per nostro impulso. Veniva ricordato poc'anzi anche l'articolo 25 della legge numero 17 del 2000, che prevede proprio l'attuazione dei piani di stabilizzazione occupazionale e col quale in certa misura si è cercato di andare anche oltre le previsioni del decreto legislativo numero 81. Però, dicevo, questa nostra iniziativa cerca di fare una ricognizione anche di tutte le opportunità offerte dalla legislazione regionale, dalla legislazione nazionale, dalle risorse provenienti da vari ambiti, non ultimo, anche dal POR, di cui recentemente attraverso il Complemento di programmazione abbiamo definito come Consiglio i singoli assi e misure, alcune delle quali , soprattutto quelle relative all'archeologia industriale, possono essere utilizzate proficuamente per le finalità istituzionali del Parco geominerario. L'ordine del giorno è aperto chiaramente al contributo di tutte le forze politiche presenti in questo Consiglio regionale, di tutti i Gruppi presenti in aula, perché riteniamo che su una problematica di questo tipo, occorra la massima convergenza possibile, occorra una risposta forte e unitaria.
Preciso subito che il modello a cui noi aspiriamo non è certamente quello della Calabria. Abbiamo letto dagli organi di informazione che alle due di notte della vigilia di Natale, in Calabria, la Giunta di centrodestra ha approvato una legge che stabilizza dodicimila lavoratori socialmente utili inserendo anche i lavoratori di pubblica utilità. Il Presidente di quella Regione che è governata dal centrodestra, Chiara Vallotti, ha espresso giudizi entusiastici che hanno suscitato anche qualche nostra perplessità, perché riteniamo che sia necessario dare risposte occupazionali, che però non possono essere né clientelari, né assistenzialistiche; per cui noi vediamo il modello Calabria come un'espansione abnorme del pubblico impiego, della pubblica amministrazione, così come non ci ispiriamo sempre a quella Regione per quanto riguarda i problemi della forestazione. Però a noi preme sottolineare anche la contraddittorietà di comportamenti delle forze politiche del centrodestra che a seconda delle regioni adottano degli atteggiamenti differenti.
A nostro avviso invece occorre recuperare in pieno tutte le opportunità che sono state offerte dalla più recente legislazione. Nei giorni scorsi è stata approvata dal Parlamento la legge finanziaria 2001, che contiene due articoli che si riconnettono direttamente alla discussione che noi oggi stiamo facendo. In particolare l'articolo 78 che tratta della problematica dei lavoratori socialmente utili, e l'articolo 104 che delinea il percorso di istituzione del Parco geominerario, un cui comma, per altro, dà anche una risposta positiva, dopo tanti anni e dopo tante lotte, al problema del trasferimento dei beni immobili dalle Saline al demanio regionale. Ciò dimostra che da parte del Governo c'è stata un'iniziativa forte; ora è necessario che anche la Regione faccia la sua parte, perché se noi rivendichiamo poteri, autonomia, ambiti d'intervento è necessario che questi poteri li esercitiamo in pieno. Noi possiamo operare in un quadro legislativo che vede il Governo dare risposte anche in termini di grande sensibilità alla problematica dei lavoratori socialmente utili: è prevista una risposta di stabilizzazione occupazionale di circa 30 mila lavoratori a livello nazionale, di questi lavoratori circa 1800 saranno inseriti, attraverso l'intervento del Ministero delle Finanze, nel progetto catasto; 12 mila saranno inseriti attraverso l'intervento del Ministero della Pubblica Istruzione con dei processi di terziarizzazione di società miste e di utilizzazione di servizi connessi e funzionali alle attività collaterali della scuola; c'è poi un'altra parte di lavoratori, circa 10 mila, per i quali sono previsti progetti di stabilizzazione da porre in essere con il concorso attivo delle Regioni. Ciò che prevede l'articolo 78 è proprio la possibilità di stabilire delle convenzioni con la Regione.
Per cui è necessario, e il nostro ordine del giorno a questo scopo recupera anche l'impostazione dell'articolo 25 della legge numero 17, che vengano presentati dei piani di stabilizzazione occupazionale da parte della Regione, degli enti strumentali e degli enti locali per la parte di loro competenza, considerando che ora c'è anche un ulteriore elemento di novità, rispetto alla previsione del decreto legislativo numero 81 che consentiva di erogare 18 milioni ai datori di lavoro privati e agli enti pubblici non economici, giacché ora questa possibilità è estesa anche agli enti locali. Per cui, ricordava poc'anzi il collega Vassallo, occorre che la Regione faccia la sua parte, emani delle direttive precise agli enti locali, svolga un ruolo di coordinamento, di impulso, di incentivazione, venga incontro alle esigenze del nostro territorio e dei nostri lavoratori.
Per quanto riguarda il Parco geominerario, l'ordine del giorno cerca di dare ad esso compiuta definizione, utilizzando anche quanto è stato previsto dall'articolo 104 della finanziaria nazionale 2001. E' vero che entro 60 giorni sarà un decreto del Ministero dell'ambiente a determinare l'istituzione del Parco geominerario della Sardegna e con una struttura del tipo di quella degli enti di ricerca, che prevede una partecipazione di più soggetti (saranno presenti il Ministero dell'ambiente, il Ministero dell'industria, il Ministero dell'Università e della ricerca scientifica, forse per un rifuso non è più indicato il Ministero dei beni culturali) però soprattutto ci sarà la Regione e dovranno esserci i comuni, perché le battaglie che hanno fatto i nostri enti locali per l'assegnazione dei beni minerari dismessi, saranno pienamente messe a frutto nella misura in cui i comuni saranno i protagonisti anche della gestione di questi beni. E noi riteniamo che la risorsa umana proveniente dai lavoratori socialmente utili impegnati in queste attività, possa avere degli effetti positivi per la valorizzazione di quei siti e la produzione di occasioni di sviluppo locale.
L'assessore dell'ambiente Pani, che è qui presente, il 16 novembre scorso, in occasione di una visita alle miniere di Iglesias, aveva ipotizzato per attuare il progetto del parco geominerario un uso concertato di risorse che possono provenire anche dalla legge di tutela delle aree protette, la numero 394 del 1991, e dalla stessa legislazione regionale. Con l'ordine del giorno noi vogliamo sollecitare il Consiglio a un pronunciamento che dia una risposta finalmente ultimativa a una problematica che ci stiamo trascinando da molti anni.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'ordine del giorno numero 2 ha facoltà di parlare il consigliere la Spisa, relatore.
LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza . Il relatore si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'ordine del giorno numero 2, ha facoltà di parlare l'assessore Pani.
PANI, Assessore della difesa dell'ambiente. Signori onorevoli consiglieri, l'argomento che è oggetto dell'ordine del giorno, è stato affrontato dal sottoscritto nelle diverse sedi istituzionali, ma soprattutto nei rapporti che il sottoscritto ha inteso portare a termine direttamente con i dirigenti del Ministero dell'ambiente e col Ministro, che in occasione dell'ultimo incontro, presenti i capi di gabinetto dell'Assessorato dell'ambiente e dell'Assessorato del lavoro, con l'assistenza dei rappresentanti sindacali, ha, attraverso il suo rappresentante, espresso il parere e il giudizio che gli interventi di competenza del ministero fossero urgentemente predisposti. E bene ha fatto l'onorevole Pusceddu a richiamare la necessità che il Ministro si pronunci quanto prima, con l'emanazione del primo decreto promesso che dovrebbe stanziare i 38 miliardi cui ha fatto riferimento in quell'occasione. Io, ricordando queste necessità, e soprattutto in occasione del dibattito su questo problema, che prevedevo sarebbe avvenuto quanto prima, magari non in occasione della presentazione del disegno di legge di autorizzazione all'esercizio provvisorio, avevo proprio chiesto al Capo di Gabinetto del Mistero dell'Ambiente, Armanin, notizie in ordine al provvedimento che ritengo sia la base e il fulcro della azione che la Regione assolutamente deve poter svolgere con la certezza dei finanziamenti relativi, almeno per avviare la prima fase, che ritengo sia come minimo di 60 mesi, per garantire l'occupazione e la stabilizzazione dei lavoratori ai quali, in diverse occasioni, mi sono rivolto.
FADDA (Popolari-P.S.). Sei mesi?
PANI, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Sessanta mesi.
FADDA (Popolari-P.S.). Cinque anni?
PANI, Assessore della difesa dell'ambiente. Certo. Stiamo puntando ad avere i finanziamenti necessari per gli interventi che sono resi indispensabili a questo scopo, relativi all'impegno assunto col Ministero dell'ambiente su questi problemi. Io capisco che si possano prevedere interventi scadenzati nel tempo, per intervalli di dodici, diciotto mesi, però, nel corso delle trattative con il Ministero dell'ambiente, ho chiaramente detto che questi programmi dovevano avere inizialmente uno sviluppo e un relativo impegno governativo almeno di cinque anni. La richiesta ha trovato accoglienza, e in quella sede i sindacati, insieme ai nostri rappresentanti, hanno avuto la chiara assicurazione che sarebbero arrivati quanto prima i decreti di finanziamento, e questi primi 38 miliardi finanziano soltanto la parte iniziale di questo programma, che io vorrei poter presentare quanto prima all'Aula.
Il progetto sul Parco geominerario, nella sua complessità e interezza non si discute neanche; io penso che non ci sia nessuno che voglia mettere in dubbio la validità della creazione di questa struttura, così come ritengo che opportunamente debba essere individuato un soggetto attuatore che può essere il consorzio dei comuni, proprietari o quanto meno titolari della disponibilità mineraria dei sette siti che in Sardegna sono ubicati nell'intero territorio regionale e che vedono proprio le amministrazioni locali impegnate, così come recita lo stesso ordine del giorno, attraverso un piano pluriennale di interventi, nella valorizzazione ambientale, occupazionale, dei siti minerari della Sardegna, attraverso un soggetto attuatore che la stessa Amministrazione regionale si periterà di individuare. Io queste dichiarazioni sento di doverle rendere pubblicamente al Consiglio regionale e siccome è previsto un incontro tra Stato e Regione per il giorno 8 del mese di gennaio, alla conclusione di questo incontro avrò modo di relazionare al Consiglio sugli esiti dello stesso, e poiché mi è stato dato per imminente il decreto sulla prima tranche finanziamento, spero di poter dare garanzie risolutive sul problema che è stato sollevato.
Sono sicuro che il Consiglio regionale in quella circostanza, apprendendo la presentazione dei primi progetti - perché naturalmente gli interventi dovranno essere scadenzati sulla base dell'urgenza; per esempio, ritengo siano prioritari quelli relativi al risanamento del Sulcis-Iglesiente, soprattutto dei siti inquinati a livello ambientale in maniera notevole - in quella circostanza, dicevo, il Consiglio dovrà esprimere il giudizio finale, positivo sul programma che la Regione ha fatto proprio e che presenterà certamente in termini concreti, secondo le scadenze che vi ho indicato.
Il problema della quantità degli occupati è di vitale importanza. Io spero di poter ottenere la collaborazione del collega Assessore del lavoro alla elaborazione e il suo consenso alla presentazione di un progetto generale che possa, almeno per i primi dodici mesi successivi alla proroga già stabilita sino al 30 del mese di aprile dei progetti in essere, garantire l'occupazione della totalità degli interessati. Dopo di che, vi ripeto, verrà attuato il programma che concordemente dovrà essere steso secondo le promesse che abbiamo ricevuto dal Ministero dell'ambiente, perché è il Ministero dell'ambiente che si è fatto carico di stabilizzare i lavoratori socialmente utili nell'ambito dei parchi regionali, di tutti i parchi regionali, non solo di quello geominerario, ma anche degli altri due o tre esistenti, con un programma occupazionale che è di importanza, a mio giudizio, notevole. Il parere della Giunta sull'ordine del giorno è rimesso alle decisioni dell'Aula, naturalmente.
CUGINI (D.S.). Però alcune parti mi sembra che le avesse condivise.
PANI, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Certamente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Io ho apprezzato le considerazioni che ha fatto l'assessore Pani sui punti che ha richiamato dell'ordine del giorno, perché non li ha richiamati tutti. Si è dichiarato d'accordo, e mi pare giusto che la Giunta regionale e conseguentemente il Consiglio si adoperino in tal senso, sulla necessità di applicare le leggi che questo Consiglio ha votato: è la premessa dell'ordine del giorno.
Poi, per quanto riguarda l'utilizzazione della prima tranche delle risorse che l'Assessore ha richiamato, e ha anche quantificato in 38 miliardi, ha dichiarato di voler continuare ad impegnarsi nell'accelerazione della spesa, giustamente ha anche detto di non sapere che rapporto si possa fare in questa prima fase tra spesa e impegni occupazionali, e che tale dato sarà oggetto di verifica. Perché dico questo? Perché mi pare, per la parte che l'Assessore, per conto della Giunta, ha citato, che egli condivida l'ordine del giorno.
Quindi io chiedo ai colleghi della maggioranza, stante questo apprezzamento da parte dell'Assessore, di non votare contro l'ordine del giorno che noi abbiamo presentato. Il che vuol dire che dopo che l'Assessore avrà portato a termine i suoi impegni nei prossimi giorni, ha anche proposto una data alla nostra attenzione, che è quella dell'8 gennaio, l'argomento potrà essere ripreso in Aula, così come lei ha proposto, proposta su cui io mi dichiaro d'accordo, e a quel punto si potrà verificare un ampliamento di questa iniziale convergenza che oggi ha mostrato la Giunta, per il tramite dell'Assessore, su alcune indicazioni che noi abbiamo avanzato attraverso l'ordine del giorno.
In altri termini, presidente Carloni, io mi appello alla sua sensibilità di Presidente: facciamo in modo che quando si vota sia chiaro quello che stiamo votando, perché noi siamo presentatori dell'ordine del giorno e chiaramente voteremo a favore, l'assessore Pani, per i punti dell'ordine del giorno che ha richiamato, a nome della Giunta, si è dichiarato d'accordo, chiedo ai colleghi della maggioranza di non votare contro, stante la dichiarazione che ha fatto la Giunta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Presidente, noi abbiamo udito, così come il collega Cugini, le parole dell'Assessore e su quello che ha dichiarato l'Assessore ci troviamo totalmente d'accordo. Però l'Assessore non ha parlato a favore dell'ordine del giorno. L'Assessore ha detto che l'8 gennaio ci sarà un incontro con il ministro Bordon e a seguito di questo incontro si conosceranno gli impegni dello Stato sulla vicenda. Noi chiediamo all'opposizione che la discussione su questo ordine del giorno venga sospesa e che venga ripresentato un nuovo ordine del giorno, eventualmente apportando le modifiche dovute, dopo l'incontro che l'Assessore Pani avrà con il Ministro.
Il problema all'ordine del giorno per quanto riguarda Forza Italia è sicuramente importante perché riguarda sia i lavoratori socialmente utili, le cui rappresentanze sono alle mie spalle o alle nostre spalle, sia il risanamento ambientale; per cui nessuno si sottrae a questi importantissimi argomenti, però chiediamo che anche lo Stato non si sottragga ai suoi impegni e siccome c'è ad oggi una vertenza aperta con lo Stato, noi vogliamo che l'Assessore Pani riferisca all'Aula dopo l'incontro con il Ministro, circa gli impegni che dovrà assumersi lo Stato. Pertanto allo stato attuale invitiamo l'opposizione a ritirare l'ordine del giorno altrimenti oggi noi voteremo contro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.
BIGGIO (A.N.). Presidente, colleghi, io richiamo spesso l'uso che della parola si fa in quest'aula, in particolare da parte dell'opposizione di oggi, che ieri era maggioranza. Siete sempre molto bravi a interpretare e a svolgere ruoli, anche quelli che non vi competono, cioè quelli di maggioranza in questo caso, o talvolta quelli di minoranza nelle precedenti legislature. Vi va dato atto di questo. Devo dire anche che avrei voluto sentire cosa ne pensa di questo problema l'archimandrita di questo Consiglio, invece ha taciuto, evidentemente stanco degli interventi che ha fatto, facendoci quindi grazia del suo intervento sulla materia.
Detto questo, anch'io non ho udito da parte dell'Assessore, alcuna parola di conferma o di accettazione del documento che è stato presentato unilateralmente da questa opposizione che lo ha accompagnato da un proclama ben preciso: "Noi lo presenteremo da soli, faremo tutto noi, ci aggiusteremo". L'Assessore ha dato precise informazioni su come si sta muovendo la Giunta per avviare a soluzione questo problema. L'impegno a presentare un documento unitario, a me sarebbe piaciuto potervi anche far fronte, se è stato assunto, ma non era, se non ricordo male, per oggi, ma per i primi di gennaio; la presentazione di un ordine del giorno unitario sarebbe stata certamente una cosa più saggia; e certamente questo documento va emendato per alcuni aspetti perché, a parte i numeri, quando si dice che bisogna attuare politiche attive del lavoro per il sostegno delle situazioni di maggiore difficoltà, bisogna chiarire se per lavoratori socialmente utili si intende soltanto un tipo di lavoratori con determinate provenienze, o l'intera categoria. Il problema è ben più vasto e ha una grossa portata politica, questo sì, certamente, è un problema che non può essere liquidato con una manifestazione in via Roma, con l'esposizione di bandiere e la presenza, quasi minacciosa in Aula ed altrove, di rappresentanze.
CUGINI (D.S.). Ma quali minacce!
BIGGIO (A.N.).Io ho taciuto e vi ascolto sempre, per cui vorrei essere ascoltato. Il problema non può essere liquidato in questo modo, ci vuole serenità per poter decidere e per poter approfondire questi argomenti e ci vuole...
CUGINI (D.S.). Nessuno ha fatto minacce.
BIGGIO (A.N.). Non sto affermando di essere stato minacciato, io sto parlando dello spettacolo a cui ho assistito.
CUGINI (D.S.). Ma quale spettacolo!
BIGGIO (A.N.). Perché fino alla settimana scorsa anche il vostro atteggiamento era diverso, se a voi è lecito interpretare le operazioni politiche di questa maggioranza, non vedo perché a me non debba essere consentito interpretare altre cose, che fra l'altro non erano riferite in particolare a nessuno, erano molto più generiche di quanto qualcuno non voglia o non possa intendere, perché se è consentito a voi avanzare critiche, non vedo perché a noi non possa essere consentito, cari colleghi. Perché voi di tutto sapete e di tutto discutete e di tutto fate argomento per criticare, soltanto per criticare; abbiamo scoperto che probabilmente questo Assessore tanto criticato, stava lavorando non male, almeno su questo problema, allora riflettiamo, non po' di ponderatezza. Noi oggi, lo confermo, voteremo contro questo documento.
CUGINI (D.S.). Luigi, non puoi chiamare spettacolo una manifestazione sindacale!
PRESIDENTE. Per dichiarazione di voto, ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi.
COGODI (R.C.). Io penso che, dal punto di vista nostro, della sinistra, del Gruppo della Rifondazione Comunista, ma dal punto di vista di chi ascolta, valuta e naturalmente ragiona, quello che ha detto l'Assessore che è intervenuto da ultimo per conto della Giunta regionale, non debba essere sottoposto a nessuna interpretazione.
Formalmente la Giunta regionale ha dichiarato di rimettersi all'Aula, cioè la Giunta regionale, con la formula con cui si rimette all'Aula, indica uno dei tanti modi attraverso cui esprime il proprio parere, che può essere quello di essere favorevole ad una proposta, quello di essere contrario, e quello di astenersi dal giudizio, poi il voto è un'altra cosa, intendendo che qualunque pronunciamento dell'Aula non è in contraddizione, non è in contrasto con la linea e il programma del Governo della Regione. Questo è accaduto; la Giunta può anche modificare la sua dichiarazione, però allo stato delle cose la dichiarazione della Giunta è di non contrarietà, non è di adesione, non è di ripulsa, non è "sì" e non è "no"; per cui, la responsabilità del voto ricade interamente sull'Aula, cioè su chi la compone, quindi anche su quei componenti della Giunta che sono consiglieri regionali, però la Giunta ritiene per quanto finora detto, formalmente comunicato al Consiglio, che un eventuale voto di approvazione di questo ordine del giorno non è in contrasto con la sua linea politica, col suo programma; questo vuol dire rimettersi all'Aula, perché sennò se la Giunta è contraria lo dice, ma la Giunta ha usato la stessa formula che ha usato il relatore, onorevole La Spisa, si è rimessa all'Aula. Ancora di più, in questo caso, la scelta ricade nella responsabilità politica collegiale, dei gruppi, e individuale dei singoli consiglieri, secondo quello che ognuno di noi pensa e come lo pensa all'interno della sua formazione politica.
Signori della destra, se signori siete, noi siamo arrivati alla seduta di oggi con questo ordine del giorno partendo, sette giorni fa, da una ipotesi di ordine del giorno unitario su questo tema, ed è su richiesta della Giunta regionale, della vostra Giunta regionale, in sede di Conferenza dei Presidenti di Gruppo, che si è soprasseduto alla presentazione e alla discussione dell'ordine del giorno ampiamente unitario, quasi unanime, parziale, ma comunque su questo tema, perché la Giunta riteneva allora di agganciare questa questione, non alla legge sulla imprenditorialità femminile allora in discussione, argomento abbastanza estraneo, comunque tecnicamente difficile da riconnettere al tema oggetto dell'ordine del giorno, ma più coerentemente, come è, di collegarlo alla discussione sul disegno di legge di autorizzazione all'esercizio provvisorio, un atto che predispone, apre, avvia, verso la legge finanziaria della Regione e verso il bilancio, l'uso delle risorse regionali per il futuro.
Abbiamo acceduto a questa ipotesi avanzata dalla Giunta; tutti i Gruppi hanno lavorato, il Gruppo di Rifondazione presentando la sua proposta articolata, e i Gruppi tutti della sinistra e del centro presentando le loro, poi abbiamo realizzato una prima convergenza che è del centro democratico e di tutta la sinistra, su questo ordine del giorno numero due, che contiene le questioni essenziali, cioè la soluzione che deve essere data in concreto e subito, per quanto la Regione può e deve fare, a due questioni. In via prioritaria e urgente al problema dei lavoratori del parco geominerario e in via generale, all'interno di questa soluzione diciamo urgente, a tutti i lavoratori del comparto, chiamiamolo così, della sofferenza, della discriminazione, dell'ingiustizia estrema, che in questa nostra Regione è quello dei lavoratori sociali utili.
Non c'è nulla di nuovo nell'ordine del giorno se non la conferma di quello che il Consiglio ha già approvato nelle sue leggi, l'ha già approvato con la sua legge 37 sul piano straordinario per il lavoro, con norme di legge che sono della Regione, e con finanziamenti che allora, due anni fa e più, erano di entità tale da avviare un processo, scelta che ha riconfermato alcuni mesi or sono con l'articolo 25 della legge numero 17, di assestamento del bilancio, una norma precisa che obbliga la Regione non solo a sostenere progetti, ma ad elaborare programmi di stabilizzazione, cioè di lavoro e attività produttiva per tutti i lavoratori socialmente utili della nostra Regione, per quanto vale e per quanto costa, con i finanziamenti che deve rivendicare dallo Stato, ma anche con le sue risorse, perché anche questa è gente di Sardegna che ha titolo ad ottenere qualcosa e non solo le imprese che voi foraggiate ogni giorno! Non più tardi dell'altro giorno avete stanziato più di cento miliardi per altri sgravi fiscali ed ancora con il bilancio prevedete di pagare anche le imposte rilevando dall'IRAP sempre le imprese. E a questi lavoratori, ai quali non pagate le imposte, ai quali non si assicura un diritto elementare come il lavoro, quando si dà risposta se non a partire da oggi, con un ordine del giorno che richiama un impegno, che traccia un itinerario, un processo, un procedimento per tappe? Tutto quello che l'Assessore ha detto che farà, lo faccia, è tutto dentro questo itinerario, è un pezzo piccolo, ma è un pezzo coerente con la strategia che è indicata in questo ordine del giorno. Oggi è necessario indicare, confermare e rafforzare da parte del Consiglio regionale una strategia di fuoriuscita dalla precarietà nel lavoro per questa parte di umanità di questa nostra regione.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, siamo in sede di dichiarazione di voto, il tempo è scaduto.
COGODI (R.C.). Questo è il senso dell'ordine del giorno, non c'è nessuna ghigliottina che taglia teste, non ci sono mannaie che tagliano mani, c'è solo l'indicazione, anzi la conferma e il rafforzamento di un obiettivo che è già nelle leggi della Regione. Non comprendiamo la reticenza della destra in questo Consiglio, che sottende una posizione di contrarietà a risolvere problemi sociali; però noi non vorremmo che questa contrarietà si traducesse nella possibilità che anche un'indicazione positiva che oggi può essere data da parte di questo Consiglio, anche nella condizione nella quale la Giunta ha detto, rimettendosi all'Aula, cioè non ritenendo contraria al suo equilibrio politico un'eventuale approvazione dell'ordine del giorno, dicevo che non vorremmo che anche questa indicazione positiva venisse negata dal Consiglio.
PRESIDENTE. Per dichiarazione di voto ha facoltà di parlare il consigliere Fadda.
FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, io avevo preso l'impegno di non intervenire in questo dibattito ma credo che quanto dichiarato dal collega Floris e dal collega Biggio, impegni tutti i Capigruppo del Consiglio a ristabilire la verità. Noi avevamo chiesto nella scorsa seduta del Consiglio regionale di abbinare l'ordine del giorno alla legge, come diceva il collega Cogodi, sull'imprenditoria femminile; ma, per meglio precisare quanto riferito dal collega, la Giunta regionale in sede di Conferenza dei Capigruppo ci ha chiesto di soprassedere, non tanto e non solo perché non era opportuno abbinarlo a quel progetto di legge, ma perché aveva necessità di tempo, aveva necessità di valutare la portata dell'ordine del giorno, aveva necessità eventualmente di predisporre insieme ai colleghi della maggioranza emendamenti, perché in questi giorni di Natale non ci si limitasse a manifestazioni di solidarietà, ma si lavorasse perché l'ordine del giorno venisse approvato. Queste sono state le ragioni addotte dalla Giunta!
(Applausi dal pubblico)
PRESIDENTE. Prego il pubblico di non applaudire, di assistere senza disturbare gli interventi.
FADDA (Popolari-P.S.). Questo è quanto è stato chiesto dalla Giunta regionale.
Ebbene, qui ci sono delle forze politiche che si sono impegnate in questi giorni e hanno cercato di elaborare un ordine del giorno, che è stato distribuito stamattina, collega Biggio. Abbiamo sospeso i lavori del Consiglio per il pranzo, ma non tanto per consentire ai colleghi di consumare il pasto quanto perché fosse dato il tempo alla maggioranza di proporre emendamenti alla bozza dell'ordine del giorno che era stato predisposta. Ma da parte vostra non è stato proposto alcun emendamento. Ed allora, onorevole Floris, non possiamo accettare il rinvio per le stesse ragioni per cui lei l'ha chiesto. Noi desideriamo che in questo frattempo, assessore Pani, lei abbia l'appoggio di tutto il Consiglio regionale in modo tale da avere maggiore autorevolezza quando andrà a trattare con il Governo. Mi sapete dire a che cosa servirebbe un ordine del giorno approvato dopo che si sono chiuse le trattative con il Governo? O volete ancora, invece, prendere in giro assieme a noi tutti i lavoratori socialmente utili? Siete ancora in tempo, noi siamo disponibili a ritirare di nuovo l'ordine del giorno; quello che abbiamo consegnato stamattina portava per prima la firma dell'onorevole Floris e poi quella dell'onorevole Cugini, tutti i Capigruppo erano presenti, e non c'è stata data una risposta. Quindi, assessore Pani, quando lei si è rimesso al Consiglio e ha fatto il suo intervento io credo che in cuor suo volesse dire al Consiglio: "Datemi la forza, datemi l'autorevolezza per poter trattare con il Governo", perché altrimenti, come avete fatto sempre, anche in occasione della discussione degli emendamenti che abbiamo presentato oggi, la Giunta regionale avrebbe dovuto dire chiaramente che non lo accoglieva. Invece il fatto che vi siate rimessi all'Aula, credo che dimostri da parte dell'assessore Pani, non dei Capigruppo della maggioranza, la sensibilità di comprendere che é bene che questo ordine del giorno venga approvato da parte del Consiglio.
Abbiamo cercato, nella mattinata di oggi, di migliorare l'ordine del giorno per superare le perplessità che in via informale alcuni Assessori ci hanno manifestato. L'abbiamo modificato al punto 4 secondo quegli indirizzi prevedendo l'impegno a incaricare, in attesa dell'insediamento degli organismi di gestione del costituendo Parco geominerario e comunque entro il termine di sessanta giorni - vorrei ricordare che prima avevamo previsto un termine di dieci giorni - l'IGEA come ente utilizzatore o un altro ente pubblico o privato da individuare, perché non potete pretendere che sia il Consiglio regionale a indicarlo, noi abbiamo pensato all'IGEA, ma abbiamo detto che la Giunta regionale avrebbe potuto indicare altri enti, pubblici o privati, per l'utilizzazione di questi lavoratori; siamo venuti incontro alle esigenze dell'Esecutivo regionale, perché non volevamo che ci fosse nulla che potesse impedire alla Giunta regionale di accogliere questo ordine del giorno.
FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Tu sei anche in campagna elettorale.
FADDA (Popolari-P.S.). Sarò anche in campagna elettorale, non so per chi, ma certamente con il comportamento che il centrodestra sta tenendo la campagna elettorale ce la state facendo voi. C'era poi un'altra osservazione, si diceva che soltanto per i lavoratori socialmente utili impegnati nel Parco geominerario si prevedeva l'assunzione per dodici mesi. Ci è stato detto: "Perché soltanto per questi lavoratori?" Perché in questo caso non esiste ancora neanche l'ente attuatore, mentre gli altri enti, dagli enti locali alle A.S.L., stanno già predisponendo i piani per l'assunzione definitiva di questi lavoratori. Allora, in attesa che venga istituito l'ente gestore dobbiamo garantire a tutti i lavoratori socialmente utili gli stessi diritti, altrimenti nonostante l'impegno del Parlamento, quando scadrà questo termine, non il 30 aprile, assessore Pani, ma il 30 giugno perché è stato prorogato dalla legge finanziaria, i lavoratori del Parco geominerario saranno mandati a casa. Allora noi diciamo, visto che ci sono questi problemi di carattere burocratico soltanto per questi lavoratori socialmente utili, si preveda la proroga del progetto per almeno dodici mesi, in attesa che siano approvati i piani di stabilizzazione definitivi anche per loro. Bene, queste sono istanze che possono e debbono essere approvate da tutto il Consiglio regionale. Io chiedo, e c'è ancora il tempo, che tutto il Consiglio regionale approvi questo ordine del giorno perché chiediamo soltanto il rispetto delle leggi nazionali e regionali.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta. Io voglio porre una questione pregiudiziale sospensiva. Quindi prendo la parola per dire agli onorevoli colleghi che mi hanno preceduto che chi ha lunga milizia in questo Consiglio sa che prima si diceva che un ordine del giorno non si nega a nessuno. Mi pare che adesso non sia così, si dà a tale atto un valore importante nel senso che è un impegno solenne che viene assunto dall'Aula su problemi così importanti.
Non mi pare che ci siano state e ci siano differenti impostazioni, né differenti posizioni; il problema del lavoro socialmente utile è un problema che abbiamo davanti, che abbiamo trattato, che dovremo definire, perché non basta neanche fare le leggi, occorre trovare gli strumenti. Per attuare la stabilizzazione non si può puramente e semplicemente confermare i progetti già in essere trasformando i contratti da contratti a termine a contratti a tempo indeterminato, ma è necessario fare progetti utili e produttivi per la società.
FADDA (Popolari-P.S.). Questo chiediamo.
FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta. No, guardi, non c'è nessun diritto, ci sono soltanto prese di posizione dell'istituzione che valuta, ma i diritti sono sacrosanti per tutti, ed anche i doveri! Quindi non è che si chiama il Consiglio regionale a decidere su una cosa che è delicatissima, perché oggi ci troviamo a trattare un problema che è importante, per il quale abbiamo anche avviato una soluzione, quella del parco geominerario che tutti quanti auspichiamo possa sorgere, per valorizzare questo patrimonio immenso che abbiamo, quando abbiamo di fronte migliaia di lavoratori socialmente utili a cui dovremo dare una risposta, così come la stiamo dando a quelli che oggi sono qui. Per fare questo occorre una trattativa seria nei confronti dello Stato, perché noi non possiamo assolutamente rinunciare al dovere che lo Stato ha nei nostri confronti, di darci le risorse finanziarie che sono necessarie. Allora non si tratta di far andare l'Assessore a questo incontro con lo Stato con più forza; la forza ce l'ha, da parte di tutti, perché noi vogliamo risolvere questo problema. Dobbiamo rivendicare nei confronti dello Stato i provvedimenti che lo Stato ci ha già promesso e che ancora non ha emanato. Ed anche la finanziaria, guardate bene, non dice quasi nulla, perché lascia tutto a questa fatidica intesa tra lo Stato e la Regione, non si capisce neppure quale ruolo abbia la Regione in questa intesa. Noi lo dobbiamo sapere prima, non dopo! Allora io chiedo alla cortesia dei colleghi di sospendere la discussione sull'ordine del giorno. Chiedo, come Presidente della Giunta, ai sensi dell'articolo 86 del Regolamento che la discussione sia rinviata ad altra data, per attendere questo colloquio e riprendere in quest'Aula questo discorso, trovando quella unità che credo sia necessaria per affrontare questo problema.
COGODI (R.C.). Sospendiamo anche la discussione sul disegno di legge di autorizzazione all'esercizio provvisorio.
FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta. No, sospendiamo solo la discussione sull'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Il Presidente Floris si appella al Regolamento, che è la norma che sta sopra tutti noi. Io chiederei una brevissima riunione della Conferenza dei Capigruppo alla presenza del Presidente della Giunta, per verificare la portata della richiesta che ha fatto. Non prima, però, di segnalare al Presidente Floris che la ricerca, così come hanno detto i colleghi, della convergenza unitaria sull'ordine del giorno è stato un nostro obiettivo. Siccome non è la prima volta che ci troviamo di fronte a posizioni non convergenti, non vorrei che chi ha cercato dalla settimana passata sino a questa mattina compresa, la soluzione unitaria, venga poi additato come parte che invece vuol far precipitare le cose. Questo voglio sottolineare perché lo stesso assessore Pani, non su tutto l'ordine del giorno, ma limitatamente alle parti che ha citato, ha confermato la validità delle nostre indicazioni.
E in più, Presidente Floris, l'assessore si è rimesso all'Aula, perché la settimana passata, da un incontro dei Capigruppo è nata la convergenza unitaria sull'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Onorevole Cugini, la proposta!
CUGINI (D.S.). La proposta l'ho già fatta, lei l'ha anche accolta, Presidente. Aggiungevo solo una considerazione.
PRESIDENTE. Facciamo una breve riunione della Conferenza dei Presidenti di Gruppo.
CUGINI (D.S.). No, io non voglio nulla Presidente, non voglio nulla di diverso da quello che è utile a noi per risolvere il problema. Quindi io ho detto: mi dichiaro d'accordo, anzi propongo una breve riunione della Conferenza dei Capigruppo, però vorrei segnalare che noi abbiamo cercato di fare quello che lei adesso ha proposto di fare e che suoi colleghi della maggioranza hanno proposto a noi di non fare. Quindi siamo noi che, anche in quest'occasione, stiamo confermando il sostegno alla richiesta.
PRESIDENTE. Onorevole Cugini, ha proposto la sospensione, non riapra la discussione.
Se non ci sono opposizioni, sospendiamo per dieci minuti i lavori per una breve riunione della Conferenza dei Capigruppo.
Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Vorrei intervenire sull'ordine dei lavori, nel senso che sulla proposta avanzata deve essere data anche a noi la facoltà di esprimerci.
PRESIDENTE. Stiamo per andare con i Capigruppo a discutere di questo.
VASSALLO ((R.C.). Ma io vorrei fare una precisazione, perché la proposta del Presidente della Giunta regionale è riferita, in modo particolare, ad una parte dell'ordine del giorno. L'ordine del giorno contiene una serie di indicazioni che riguardano sia il parco geominerario sia tutti i lavoratori socialmente utili. Con questo cosa voglio dire? Voglio dire che se vi è una richiesta di sospensione, motivata con la necessità di approfondire una parte...
PRESIDENTE. Onorevole Vassallo, questo è il merito di cui stiamo andando a discutere nella Conferenza dei Capigruppo, la cui riunione è stata richiesta dall'onorevole Cugini. La prego di concludere.
VASSALLO (R.C.). Se c'è una richiesta di sospensione motivata dalla necessità di precisare meglio la parte dell'ordine del giorno relativa al contenuto degli accordi tra la Regione e lo Stato, rimane invariata la nostra posizione sul problema riguardante tutti i lavoratori, compresi quelli del Parco, circa l'applicazione delle leggi regionali oggi in vigore, che non hanno bisogno di alcuna intesa, non hanno bisogno di ulteriori interpretazioni, nel senso che si tratta soltanto di applicarle così come sono state scritte.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta e convoco la Conferenza dei Presidente di Gruppo.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 37, viene ripresa alle ore 19 e 58.)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI
PRESIDENTE. Ricordo che siamo in sede di dichiarazioni di voto sull'ordine del giorno numero 2, essendo stato ritirato l'ordine del giorno numero 1.
Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta. Signor Presidente, io avevo avanzato una proposta che mi sembrava raccogliere il frutto del dibattito che si era svolto in aula, e rappresentava un modo per far rimanere ancora aperto il confronto politico e per chiudere questo argomento con un voto unanime da parte del Consiglio regionale. Evidentemente queste condizioni non esistono, per cui, al di là dell'interpretazione del Regolamento, che io reputo corretta, nel senso che l'ho adottata tante volte quando presiedevo questa Assemblea, non voglio entrare però nel merito di tutto questo, ritiro la richiesta.
PRESIDENTE. La richiesta di sospensiva, avanzata prima dal Presidente della Giunta, è stata ritirata.
Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Calledda. Ne ha facoltà.
CALLEDDA (D.S.). Signor Presidente, colleghi consiglieri, la situazione che si è determinata è a dir poco paradossale. Il Presidente della Giunta poc'anzi diceva che un ordine del giorno non si nega a nessuno. Forse sono cambiati i tempi: è vero, stiamo dibattendo sulla situazione dei lavoratori socialmente utili, prodottasi a seguito di una legge che è stata approvata nel 1994 dal Governo Berlusconi, e questa contraddizione ce la portiamo appresso tutti quanti. Noi stiamo lavorando affinché ci possa essere una soluzione che non riguardi solo una parte della Sardegna, ma tutti i lavoratori socialmente utili. E in qualche misura non comprendo le motivazioni che hanno riportato alcuni colleghi in aula, e mi riferisco in modo particolare alla delibera della Giunta regionale del 31.10.2000 numero 43, con la quale voi avete detto di aver iniziato ad affrontare la situazione legata ai lavoratori socialmente utili del parco geominerario. Così non comprendo come l'assessore Onida, che nella passata legislatura era assessore dell'ambiente, e aveva dato un contributo notevolissimo affinché si stabilissero queste condizioni, oggi ci venga a dire d'accordo con tutti voi: "Non ci sono le condizioni per votare a favore". Io credo che già la settimana scorsa, quando in una Conferenza dei Capigruppo siamo rimasti d'accordo che avremmo lavorato nel giro di una settimana per affrontare e risolvere questo problema, ci sia stato una sorta di teatrino. E' tutta la mattina che io insieme ad altri colleghi abbiamo contattato i colleghi della maggioranza e abbiamo lavorato con loro, andando a chiedere se l'ordine del giorno andava bene, se c'erano modifiche da apportare e accogliendo ogni richiesta, consultando sia le organizzazioni sindacali che i lavoratori, e modificando tutto ciò che era possibile modificare. Ebbene, tutto ciò significa che, evidentemente, da parte vostra non c'è alcuna apertura sulla proposta che abbiamo avanzato, né disponibilità ad affrontare e risolvere questo problema. Ma come si può, colleghi consiglieri, utilizzare la situazione precaria di centinaia di lavoratori, farli venire a Cagliari, farli aspettare ore ed ore senza che nessuno di noi mostri un briciolo di dignità tale da garantire il rispetto dei loro interessi? Questi lavoratori, signori consiglieri, prendono 800.000 lire al mese! E io credo che oggi tutto ciò che è contenuto ed è scritto in questo ordine del giorno possa essere approvato. Per questa ragione, arrivati a questo punto, visto che anche il presidente Floris ha ritirato la proposta che inizialmente aveva fatto, io dichiaro che voterò a favore di questo ordine del giorno. Poi saranno gli eventi, saranno i fatti a dimostrare chi ha ragione. Io credo che la ragione sia sempre dalla parte degli ultimi e noi dobbiamo in qualche misura avere il coraggio e la capacità di interpretare questi bisogni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazioni di voto il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.
AMADU (C.S.). Rinuncio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Intervengo per dichiarare il voto favorevole del Gruppo di Rifondazione e mio personale, per due ordini di motivi. Il primo motivo è perché questo ordine del giorno contiene indirizzi precisi nei confronti della Giunta regionale su un tema da noi già ampiamente discusso in varie occasioni, fissando soltanto il principio del rispetto delle leggi che questo Consiglio regionale si è dato. Per cui non facciamo altro che ribadire una serie di concetti che sono contenuti nelle leggi regionali, di cui chiediamo la concreta applicazione. In secondo luogo perché, cogliendo questa occasione ed indicando procedure che riguardano tutti i lavoratori socialmente utili della Sardegna, si precisa la soluzione per una parte di questa - se così si può chiamare - categoria di lavoratori, cioè l'istituzione del parco geominerario della Sardegna, per la valorizzazione e la salvaguardia del grande patrimonio in strutture, ma non soltanto in strutture, anche del patrimonio storico-ambientale che attraverso tale provvedimento si può attuare. Per cui votare questo ordine del giorno ci sembra un fatto doveroso per il rispetto che si deve alle leggi della nostra Regione e soprattutto per la necessità di passare dalle parole ai fatti, dagli impegni scritti sulla carta agli atti concreti. Sono migliaia i lavoratori che da molti anni aspettano una risposta concreta; abbiamo detto in più di un'occasione e all'unisono (nel senso che l'abbiamo detto tutti) che era necessario smettere con l'assistenza e che era necessario consolidare e stabilizzare questi lavoratori. Sono d'accordo con lei, Presidente della Regione, quando dice che ogni progetto di stabilizzazione deve riguardare posti di lavoro sicuri, posti di lavoro produttivo. Noi siamo convinti che, sia con il parco geominerario, sia con l'impegno degli enti locali, sia con i progetti locali di stabilizzazione, questo posto di lavoro sicuro e stabile possa essere concretamente garantito. Però questo obiettivo può realizzarsi se la Giunta regionale comincia a fare quello che la legge gli impone di fare; cioè attivare i progetti di stabilizzazione regionale, dando indicazioni concrete, serie e precise alle amministrazioni, agli enti locali e strumentali della Regione. Gli enti locali stanno aspettando queste direttive, abbiamo sentito con piacere le indicazioni che dava l'Assessore dell'ambiente Pani, non abbiamo sentito niente da parte dell'Assessore del Lavoro, al quale compete principalmente intervenire, ed ancora una volta non ci dice niente! Se questa è la filosofia del "buon governo", lascio a tutti voi le considerazioni che si possono fare! Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha la facoltà.
CUGINI (D.S.). Chiedo la votazione nominale con il sistema elettronico.
PRESIDENTE. Poiché devono essere otto i consiglieri che avanzano la richiesta, suppongo che tutto il Gruppo sia d'accordo con lei.
(Otto consiglieri si levano in piedi per appoggiare la richiesta)
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio palese, dell'ordine del giorno numero 2, col sistema elettronico.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DETTORI Ivana - DORE - FADDA - FALCONI - LAI - MANCA - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU -VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - FANTOLA -FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SCARPA - TUNIS Marco - VARGIU.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 65
votanti 64
astenuti 1
maggioranza 33
favorevoli 25
contrari 39
(Il Consiglio non approva)
(Proteste dalle tribune del pubblico)
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, col sistema elettronico, del disegno di legge numero 140/A. Voglio ricordare che per l'approvazione della clausola dell'urgenza la maggioranza deve essere assoluta, cioè occorrono almeno 41 voti.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SCARPA - TUNIS Marco - VARGIU.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 40
votanti 39
astenuti 1
maggioranza 20
favorevoli 39
(Il Consiglio approva)
Il Consiglio approva, ma senza la clausola dell'urgenza.
C'è da votare l'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio interno del Consiglio. Prego i consiglieri Questori di sedersi sui banchi della Giunta.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il Questore Cassano, relatore.
CASSANO, questore. Mi rimetto alla relazione scritta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Comprendo che sia ritenuta una cosa ovvia, che l'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio interno del Consiglio regionale sia da approvare, con la gente che se ne va, ma non è così. Non credo che questo argomento possa essere liquidato in questo modo. Voglio ricordare che quando fu approvato, da ultimo, il bilancio interno del Consiglio, fu assunto impegno solenne che nel corso di quest'anno si sarebbe proceduto ad una verifica attenta, rigorosa, puntuale e produttiva di effetti. Questo attraverso una preventiva istruttoria che avrebbe dovuto essere, ovviamente, condotta dalla Presidenza del Consiglio perché l'Aula potesse discutere, sulla base di una relazione e di una informativa ragionata da parte dell'Ufficio di Presidenza, come dovevano essere migliorati i servizi interni del Consiglio. E` passato un anno e non se n'è fatto niente! Non si è dato impulso sufficiente a nessuna attività istruttoria, i servizi interni del Consiglio sono visibilmente peggiorati; il disordine interno a questo Palazzo si taglia a fette; è stato rinnovato un contratto interno senza che il Consiglio abbia saputo nulla, se non a cose fatte; un contratto per molti versi imperscrutabile, illeggibile, incomprensibile; alcuni livelli retributivi sono deducibili da formule algebriche di difficile soluzione, per cui ci vuole una commissione di esperti per capire a cosa corrispondono. Io adesso non elenco né cose né cosette, ho preso atto nel corso di quest'anno, ne abbiamo preso atto tutti, che da più parti sono state espresse delle rimostranze, che in questo palazzo si vive ma soprattutto si lavora male, che non si sa più a chi ci si deve rivolgere, se a un Presidente, a una Presidenza, ai Questori che ci sono o che non ci sono, non si capisce nulla; non ci sono, eppure sono uffici interni, dotati di strutture, di mezzi materiali, di ausili personali, di indennità, e di quant'altro. Io adesso non faccio il lungo elenco delle cose che ho richiesto ai diversi uffici interni di questo Consiglio, anche in via di semplice informazione. Impossibile anche sapere - dico la cosa più banale - neppure dal comandante delle guardie che pare sia l'autorità più importante dentro questo palazzo, quale sia la numerazione e quale sia il criterio attraverso cui sono assegnati i posti macchina dentro questo Consiglio regionale. Non ci sono riuscito!
COSSA (Patto Segni-Rif.Sardi). Non sei l'unico.
COGODI (R.C.).Non sono l'unico, infatti sono in buona compagnia del collega Cossa che essendo riformatore, e quindi essendo più di me propenso a riformare cose importanti, quindi a riformare anche il Consiglio regionale, è proteso in questo sforzo. Ed infatti ogni tanto contesta, molto, le cose storte che abbiamo intorno. Io voglio dire, quand'è e com'è che è possibile venire a capo di qualcuna di queste questioni? Non faccio esempi, ne ho fatto uno (lo riconosco!) quasi sciocco, altrimenti finiamo come il Questore Tunis, che ha fatto una critica alla gestione del Presidente del Consiglio, che è stato eletto dalla destra, una critica tanto convinta, che poi dal centrosinistra è passato al centrodestra, che è la parte politica di Serrenti. Tanto criticava la gestione della presidenza del Consiglio che se n'è andato dalla sua parte! Io non corro questo rischio, facessi anche critiche molto più radicali, ma anche questo è un esempio illuminante del disordine politico, oltreché organizzativo e logistico, che imperversa qua dentro.
E' accaduto quest'estate che ci fossero zone del palazzo dov'era impossibile respirare, dico impossibile respirare, non dico lavorare! Per aver chiesto un ventilatore da qualche parte hanno sventrato muri, hanno fatto cose incredibili, mi hanno e ci hanno impedito addirittura di acquistarlo. Hanno detto che dovevano fare una gara d'appalto persino per fare un buco in un vetro. Poi, passando per altre parti di questo palazzo, sempre destinate al medesimo uso, Gruppi e dipendenti dei Gruppi, oppure impiegati ed altri impiegati, passando per altri anditi si sono visti invece grandi lavori, non dico di ventilazione, ma grandi opere. C'erano le infrastrutture, sono state installate pompe di calore, a chi si vuole, come si vuole! Questo non è non dico un Consiglio regionale, ma neanche un ufficio! Queste questioni si devono porre e se ne deve venire a capo! Della gestione interna del Consiglio non se ne sa nulla, delle relazioni interne e dei rapporti di rappresentanza neanche. Io so che i presidenti, lo so da molto tempo, rappresentano l'istituzione ed interpretano i regolamenti. Li interpretano però, non li rifanno o li disfano! Io so bene che i Presidenti rappresentano il Consiglio, lo rappresentano però, non lo sostituiscono! Il rappresentante deve chiedere almeno un parere e dare un'informazione al rappresentato. Ma se il rappresentante presunto, per il mondo, o non so per quali parti del mondo, va a rappresentare chi e che cosa, e neanche si sa perché, e di volta in volta si viene a sapere che Tizio o Caio (si viene a sapere a seconda di come mettono le macchine giù) è in qualche parte del mondo, in delegazione con il Presidente, senza un criterio, senza una logica, senza un'informazione (non dico senza un mandato, sarebbe pretendere troppo!), tutto questo costa, tutto questo rientra nel bilancio interno del Consiglio. Qual è la gestione di queste cose, dov'è la regola? La regola non è neanche il buon senso. Qui non si tratta di cose riservate o meno riservate, qui si tratta di buon senso comune, di correttezza media, che si applica nel gestire qualsiasi cosa. Questo sistema non può essere più accettato. E siccome non se ne può parlare tutti i giorni, c'è solo un giorno dell'anno, o forse due, in cui se ne può parlare, se si approvasse il bilancio nel modo dovuto potremo parlarne per un giorno, per ora dobbiamo esaminare l'autorizzazione al bilancio provvisorio, quindi provvisoriamente cominciamo a parlarne. Quindi sto provvisoriamente enunciando questioni, perché le stesse siano tutte riprese, e però definite, da qui a quando si approverà il bilancio interno del Consiglio. Non è più ammissibile una situazione del genere, una condizione di invivibilità, di disordine, di disagio, di disservizio, di umiliazione per altro, che più di una volta induce anche a reazioni, peraltro insufficienti. Mi sono visto più di una volta apostrofare da qualcuno, più o meno inserviente, al quale ho richiesto un giorno, che mi pare fosse un sabato, perché mai non potessi fruire dei locali del Consiglio. Mi è stato detto che c'era una direttiva; ho chiesto che mi venisse mostrata ma mi è stato risposto che non era scritta bensì orale, è di moda l'oralità di questi tempi, e che il sabato e la domenica viene esercitato solo il controllo di chi entra dagli ingressi del palazzo ma, una volta che uno entra dentro, tutti se ne devono disinteressare e quello può fare ciò che vuole. Ho chiesto perché mai il sabato, se un consigliere regionale vuol lavorare, e può lavorare, nel suo ufficio, qui tutto fosse o bloccato o reso difficoltoso. Mi è stato risposto che c'è una direttiva, anche questa volta orale, che lo vieta perché altrimenti il sabato ognuno mette le macchine di traverso, occupa i locali che vuole. Io ho rappresentato questi problemi, a impiegati, ad uffici, non ho neppure scomodato sempre il Presidente, ma poi li ho rappresentati più di una volta anche in sede di Conferenza dei Presidenti di Gruppo. Qui ogni direttiva è orale; ma è mal fatta, ed anche male in arnese. Allora bisogna venire a capo di questi problemi, non ci si deve solo porre l'obiettivo di andare alla ricerca dell'incarico, di salire sulla sedia più alta, per dire: "Abbiamo risolto il problema di chi fa il Presidente del Consiglio". Non si passa così alla storia, neanche alla geografia! Qui bisogna organizzare alcune cose elementari, prima di tutto bisogna sottoporre a verifica tutte le spese interne del Consiglio. Quelle che riguardano ogni singolo consigliere, che riguardano i Gruppi, che riguardano tutte le attività di gestione, tutto quello che passa di qua, o vicino a qua. Questa deve essere non dico la casa di vetro, ma un luogo dove si deve amministrare in modo direi emblematicamente corretto. Io ho visto uffici pubblici, ne ho anche diretto, ho anche trovato difficoltà, qualche volta, a suggerire moduli di organizzazione, c'è stata difficoltà, ma dappertutto c'è una qualche regola. L'unico luogo dove io ho visto che è impossibile fare valere una regola, o che è impenetrabile all'informazione, o in cui vige un sistema quasi omertoso (insomma, non voglio usare parole più grosse) è questo! Allora io pongo ancora questo quesito, vorrei porlo per l'ultima volta, ad una condizione: che la Presidenza del Consiglio, ed uso non a caso l'espressione "Presidenza", si faccia carico, nei prossimi giorni, di redigere un calendario preciso, un'agenda puntuale di tutte le questioni che sono aperte e che riguardano l'organizzazione interna dei servizi del Consiglio e nel Consiglio, di tutti, e che questo calendario si rispetti, e le questioni, ad una ad una, vengano istruite, discusse e, in ordine alle stesse si individuino delle soluzioni, le migliori che appaiono possibili. Io so che ci possono essere divergenze d'opinione anche su questi aspetti organizzativi, varrà una regola di maggioranza, varrà una regola di buon senso, varrà la regola di dividere qualcosa, come qualche argomento, a metà, però non è possibile che non si venga a capo di nulla e di niente!
Allora, conclusivamente, per ora, io chiedo questo impegno, lo chiedo all'Aula, cari colleghi lo sto chiedendo a voi, lo sto chiedendo ai Gruppi consiliari, perché solo noi ci possiamo reciprocamente garantire. Chiedo che la delegazione dei Presidenti di Gruppo si rechi presso la Presidenza del Consiglio e lì i Presidenti espongano ognuno quello che ritiene opportuno e quello che sa, e si rediga l'elenco, l'ordine dei problemi aperti che ognuno di noi ritiene affrontabili qui dentro, e che in tale occasione si concordi un'agenda precisa per affrontare queste questioni una dopo l'altra, e non tutte insieme, perché non se ne verrebbe mai a capo, ma in sequenza, e che si arrivi ad ipotesi di soluzione di tutte queste questioni organizzative. Chiedo che le soluzioni ai problemi posti vengano rese pubbliche, cioè portate all'Aula, perché l'Aula le discuta in seduta pubblica, non c'è bisogno di fare inserzioni a pagamento sui giornali, non c'è bisogno neppure di fare conferenze stampa bene auguranti, per quanto valgano queste cose, ma che vengano portate a conoscenza non solo dei Gruppi, ma del Consiglio con una relazione, e che ciò avvenga entro il tempo nel quale si predispone il prossimo bilancio interno del Consiglio; che tutto ciò avvenga fra oggi e la presentazione del prossimo bilancio interno del Consiglio. Non so se sia chiara la proposta, la sto avanzando ai Gruppi. Sto chiedendo a tutti i rappresentanti dei Gruppi che si pronuncino su questa proposta. Cioè che i Presidenti dei Gruppi si rechino, non adesso, ma nei prossimi giorni, presso la Presidenza del Consiglio e concordino l'ordine delle questioni, le priorità e il calendario, che deve essere rispettato perché siano istruiti e risolti tutti i problemi. Il nostro Gruppo ne porrà alcuni, altri Gruppi ne porranno altri, non tutti conosciamo tutto e non tutti abbiamo lo stesso tipo di difficoltà o di disagi, c'è chi ne ha da una parte e chi dall'altra, a chi fa male la mano e a chi fa male il piede, però vediamo se, una volta per tutte, non dico che si risolva tutto, ma si avvii a soluzione qualcosa qua dentro.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione. Si dia lettura dell'articolo unico.
COGODI (R.C.). Non risponde?
PRESIDENTE. Lei non ha rivolto la domanda a me l'ha rivolta ad altri, che non rispondono, cosa vuole che faccia? Sto facendo leggere l'articolo, dopo chiederò chi deve intervenire ancora.
(Interruzione del consigliere Cogodi)
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, si preoccupi del suo lavoro. Adesso stia buono, seduto e faccia fare agli altri quello che devono fare. Lei vuole fare tutto: vuole giocare in porta, all'attacco, in difesa; ma abbia pazienza, faccia una cosa e basta, svolga il ruolo di opposizione, come sta facendo, ma consenta agli altri di fare quello che devono fare.
Si dia lettura dell'articolo unico.
RANDAZZO, Segretario:
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cossa. Ne ha facoltà.
COSSA (Patto Segni-Rif. Sardi). Signor Presidente, intervengo brevemente a seguito della provocazione che ci ha rivolto il collega Cogodi, per dire, in termini molto sereni e molto pacati, che forse sarebbe il caso di affrontare alcuni problemi che si stanno verificando nella vita consiliare. Naturalmente non condivido gran parte delle cose che ha detto il collega Cogodi, ma devo dire che io e il mio Gruppo ci riconosciamo pienamente in alcune sottolineature che egli ha fatto. So in questo di rappresentare il disagio anche di diversi altri colleghi, che non so se si vorranno pronunciare in questa sede, comunque bisogna trovare la sede adatta per parlarne. Si tratta di problemi minimali, che però incidono anche sull'attività dei singoli consiglieri. Io mi limito per stasera, rapidamente, ad accennarne due: il fatto che cioè il mio Gruppo si trovi ancora smembrato, in quanto non è stato ancora risolto il problema dei locali, e ormai il tempo, i colleghi non si mettano a ridere, sta continuando a passare senza che il problema sia risolto. L'altro problema, che io ho già posto a più riprese ai Questori, è quello dei posti macchina: non si capisce perché ci sono, per quello che ho potuto vedere io, persone che non sono consiglieri regionali e nemmeno funzionari del Consiglio che parcheggiano nel parcheggio del primo livello, mentre ci sono Presidenti di Gruppo che invece sono costretti a parcheggiare altrove. Sono problemi piccoli, che forse possono essere considerati marginali, però sono problemi che creano disagio e che per essere risolti hanno necessità di essere affrontati nelle sedi dovute.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (C.C.D.). Signor Presidente, io penso che, data l'atmosfera ancora natalizia, e dato anche il fatto che ci scambieremo, spero, gli auguri di buon anno, l'argomento che è stato toccato dai colleghi che mi hanno preceduto meriti un approfondimento e meriti quindi una discussione più appropriata. Siccome però avremo l'occasione di farlo quando discuteremo il bilancio interno del Consiglio nella sede dovuta e nel tempo dovuto, mi riservo di fare qualche osservazione in tale occasione, perché è giusto quello che il collega Cossa ha detto. Si tratta di piccolezze, però anche le piccole cose a volte diventano importanti. Io vorrei ricordare ai Questori (non al Presidente, perché questo è un problema attinente le competenze dei Questori, non del Presidente) che il mio Gruppo ancora non ha una sede. Io, Presidente di Gruppo, non dico ex presidente dell'Assemblea, perché un po' di rispetto almeno per gli ex Presidenti dell'Assemblea alla Camera c'è, qui non c'è neanche questo, ma semplicemente in qualità di Presidente di Gruppo, a distanza di un anno e mezzo dalla mia elezione, non dispongo di una stanza. Il mio Gruppo ha solo due stanze, io entro in una stanza condividendola con gli impiegati, mentre noto che molti miei colleghi hanno la stanza, una bella scrivania, hanno persino la televisione. Ma io non chiedo tanto, chiedo di essere equiparato, non agli altri Presidenti di Gruppo, evidentemente il fatto che io sia Presidente di un piccolo Gruppo non mi dà questo diritto, probabilmente, ma chiedo di essere equiparato almeno a tanti altri miei colleghi di questa Assemblea.
Comunque oggi non è il momento, secondo me, di fare queste osservazioni. Spero, e me lo auguro, lo dico ai Questori ovviamente, che questo e altri problemi verranno discussi a tempo debito, quando esamineremo il bilancio, e quindi mi riservo di fare le mie osservazioni in tale occasione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Io concordo con l'esigenza di dedicare un incontro dei Capigruppo con i colleghi che hanno responsabilità diretta nell'organizzazione della vita del Consiglio, però bisogna anche dire che avevamo già posto l'argomento all'ordine del giorno, per quanto attiene il problema dei locali e anche altri che allora erano stati evidenziati dai partecipanti. Però è bene, visto che stiamo trattando, seppure in dodicesimi, il bilancio del Consiglio che oltre alle questioni della parte fiinanziaria, che verrà chiaramente deliberata oggi, se ne aggiunga un'altra, quella che è stata richiamata dai colleghi nei loro interventi, che sia messa all'ordine del giorno di una seduta apposita della Conferenza dei Presidenti di Gruppo e non venga trattata insieme all'organizzazione dei lavori dell'Aula o alla predisposizione dell'ordine del giorno, per verificare la situazione e cercare di dare risposta e soluzione ai problemi sollevati, perché non dobbiamo far apparire gli interventi dei Capigruppo anche della maggioranza come un atto di sfiducia nei confronti del proprio rappresentante in seno agli organi del Consiglio, come il Collegio dei Questori o altri, competenti a occuparsi di queste questioni, così come era sembrato l'intervento del collega Cossa nei confronti del collega Cassano. Non è questo l'obiettivo che vogliamo perseguire.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu. Ne ha facoltà.
BIANCAREDDU (F.I.-Sardegna). Onorevoli colleghi, siccome sono chiamato in causa mi sento in dovere di dare alcune delucidazioni. Partiamo dalle questioni logistiche: io stesso, su delega del Presidente, ho convocato diverse volte e per diverso tempo i Capigruppo o i loro rappresentanti per chiarire i problemi logistici. Alcuni si sono presentati, altri no. Dopo queste riunioni andate a vuoto il Presidente mi ha delegato a risolvere personalmente almeno il problema delle stanze. E io il problema l'ho risolto, anche con difficoltà, perché voi sapete che quest'anno abbiamo un numero di Gruppi più elevato, quindi personale più numeroso e un numero di locali insufficiente, perché i locali del Consiglio purtroppo sono rimasti immutati. Nonostante tutto ho deciso, e la mia decisione verrà eseguita in queste vacanze di Natale, per non scomodare nessuno, che dividendo in due le sale riunioni di alcuni Gruppi si sarebbe riusciti a recuperare un adeguato numero di stanze anche per i Gruppi e i relativi Presidenti che attualmente ne sono privi. Non ho potuto far eseguire questi lavori prima, perché c'è stata l'opposizione fisica di alcuni Capigruppo contro i poveri muratori che andavano a fare il loro dovere. Quindi adesso, nelle vacanze di Natale, li accompagnerò io personalmente oppure, siccome sono seminfermo (non di mente, però), andranno con i carabinieri a eseguire questi lavori, cosicché lei, al ritorno dalle vacanze, troverà la sua stanza.
Per quanto riguarda invece il garage, non è mai stato stabilito un criterio di assegnazione dei posti macchina tra i consiglieri nei due garage posti alla destra e alla sinistra dell'ingresso di via Roma, quindi mi fa specie che proprio ora si chieda di stabilire un criterio anche per assegnare i parcheggi. Nonostante tutto, ho predisposto una suddivisione dei parcheggi secondo un criterio che prevede l'attribuzione dei parcheggi del piano superiore a coloro che presuntivamente frequentano di più il Consiglio, quindi i Capigruppo, i membri dell'Ufficio di Presidenza, e nel piano di sotto coloro che, almeno a mio parere, dovrebbero venire meno e quindi farebbero meno fatica a fare la salita, visto che anche di queste cose bisogna preoccuparsi. La decisione diverrà esecutiva dopo che verranno terminati i lavori di adeguamento dell'impianto elettrico, che, vi ricordo, fino adesso non era a norma, quindi qualsiasi cosa fosse successa sarebbe stata nostra responsabilità.
Rispondo quindi all'onorevole Cogodi, dicendo che proprio l'impianto elettrico non a norma, proprio gli impianti di condizionamento non a norma, non dipendono solo dal Consiglio, ma dipendono dall'ente proprietario di questo palazzo, che è la Regione, e quindi dall'Assessore al Patrimonio. E volevo ricordare all'onorevole Cogodi che lui è stato per tre anni Assessore al Patrimonio e ha lasciato noi poveri inquilini dell'ala di via Cavour al caldo, quindi noi ci stiamo adoperando - caro onorevole - perché questa volta la Giunta intervenga e provveda all'adeguamento dell'impianto di climatizzazione.
Per quanto invece riguarda le richieste a cui gli uffici del Consiglio, per lo meno quelli su cui ho competenza, non avrebbero dato risposta, lei mi faccia un elenco di tutte le informazioni che vuole e, se non le venissero fornite dagli uffici, lo dia a me che mi impegno personalmente a fornirgliele. Anche il bilancio del Consiglio è un atto trasparentissimo, e se volete ve lo spiego anche: è dato per il 92 per cento dalla somma algebrica degli stipendi nostri, dei dipendenti e del finanziamento dei Gruppi, e per l'8 per cento dalle spese telefoniche, per le pulizie e la vigilanza. Quindi è un bilancio molto rigido, purtroppo, sul quale si possono fare pochi aggiustamenti. Comunque siamo qua convocati per votare l'autorizzazione all'esercizio provvisorio e poiché è prassi ormai consolidata che il bilancio interno del Consiglio venga votato immediatamente dopo l'approvazione del bilancio della Regione, chiedo che analoga autorizzazione venga data anche per l'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio interno.
PRESIDENTE. Poiché non ci sono altri interventi, metto in votazione l'autorizzazione all'esercizio provvisorio del Consiglio. Chi lo approva alzi la mano.
(Il Consiglio approva)
Il Consiglio verrà convocato a domicilio.
La seduta è tolta alle ore 20 e 47.
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