Seduta n.345 del 03/12/1998
SEDUTA CCCXLV
Giovedì 3 dicembre 1998
Presidenza del Vicepresidente ZUCCA
indi
del Vicepresidente MILIA
indi
del Vicepresidente ZUCCA
indi
del Vicepresidente MILIA
La seduta è aperta alle ore 9 e 35.
SASSU, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta del 12 novembre 1998, che è approvato.
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sassu. Ne ha facoltà.
SASSU (Progr. Fed.). La Commissione non ha ancora concluso i lavori per l'esame degli emendamenti presentati in aula al disegno di legge numero 447, quindi ritengo che sia necessario lavorare ancora per circa un'ora per concludere l'esame di tutti gli emendamenti. Pertanto chiedo una sospensione per consentire questo.
PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni da parte dei "numerosi" presenti in aula, il rinvio si intende accordato e i lavori sono aggiornati alle ore 10 e 30.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 9 e 36, viene ripresa alle ore 10 e 58.)
PRESIDENTE. Riprendono i lavori che sono stati interrotti per dar tempo alla Commissione di esaminare i 160 emendamenti.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Intervengo per chiedere, a nome dei Gruppi di opposizione, una sospensione dei lavori in considerazione della notevole mole di emendamenti, di cui la stessa Presidenza in apertura ha ricordato il numero. Si tratta di coordinare meglio -lo dico proprio anche nell'interesse di una maggiore speditezza dei lavori dell'aula -, valutare se è possibile anche recuperare tempo, tenuto conto della mole, con la disponibilità, sin d'ora, a lavorare anche a ritmi serali, senza nessun problema.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (Progr. Fed.). Mi pare che la sostanza del ragionamento che ha fatto il collega Pittalis sia condivisibile, cioè operare per far sì che l'Aula proceda speditamente nell'esame dei 150 emendamenti. Quindi io mi dichiaro d'accordo, e mi dichiaro d'accordo anche col fatto che, se c'è bisogno, si possa lavorare anche ad orari diversi da quelli normali questa sera.
PRESIDENTE. La Presidenza, all'insegna del più sano realismo, aggiorna i lavori al pomeriggio, alle ore 16.00.
(La seduta, sospesa alle ore 11, viene ripresa alle ore 16 e 15.)
Discussione degli articoli del disegno di legge: "Norme concernenti interventi finalizzati all'occupazione e allo sviluppo del sistema produttivo regionale e di assestamento e rimodulazione del bilancio" (447)
PRESIDENTE. La seduta prosegue. Prego i colleghi consiglieri di prendere posto.
E` all'ordine del giorno il disegno di legge numero 447. L'articolo 1 è soppresso. Si dia lettura dell'articolo 1 bis.
DEMONTIS, Segretario:
Capo I
Consolidamento e sviluppo del sistema produttivo regionale
Art. 1 bis
Interventi a favore delle imprese agro-industriali
- Modifica dell'art. 25 della L.R. n. 11 del 1998
1. Nel comma 4 dell'articolo 25 della legge regionale 15 aprile 1998, n. 11, è abrogato il periodo "per la quota residua dello stanziamento dei predetti capitoli la priorità è attribuita alle imprese non cooperative.".
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Si tratta di una questione su cui il Consiglio aveva deciso in tempi abbastanza recenti, cioè in quest'anno, non capisco perché si voglia tornare indietro, per cui sarebbe necessaria una riflessione. Siccome, anche considerato che siamo quattro gatti, si sta procedendo velocemente, chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. E' stata chiesta la votazione a scrutinio segreto.
SASSU (Progr. Fed.), relatore. Chiedo il tempo a termine di Regolamento.
PRESIDENTE. E' stato chiesto il termine dei venti minuti regolamentari, quindi la seduta riprende alle ore 16 e 38.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 18, viene ripresa alle ore 16 e 40.)
PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Degortes ha chiesto due giorni di congedo a far data da oggi, 3 dicembre, se non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.
Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge: "Norme concernenti interventi finalizzati all'occupazione e allo sviluppo del sistema produttivo regionale e di assestamento e rimodulazione del bilancio" (447)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'articolo 1 bis.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 58
Votanti 58
Maggioranza 30
Favorevoli 35
Contrari 23
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO BERRIA - BERTOLOTTI BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - LADU - LA ROSA - LIPPI - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Si dia lettura dell'articolo 1 ter.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 1 ter
Fondo di garanzia a favore
delle cooperative sociali e culturali
1. Al fine di favorire lo sviluppo ed il potenziamento delle cooperative sociali e culturali, l'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere garanzie sussidiarie sui prestiti concessi dai consorzi fidi delle centrali cooperative.
2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata la costituzione presso il consorzio di cui al comma precedente di uno o più fondi di rotazione con lo stanziamento complessivo di lire 1.000.000.000 (cap. 10139).
3. La gestione del fondo è definita con apposita convenzione da stipularsi ai sensi dell'articolo 99 della legge regionale 30 aprile 1991, n. 13, e successive modifiche e integrazioni (cap. 10139).
PRESIDENTE. All'articolo 1 ter sono stati presentati gli emendamenti numero 15 e 36 aggiuntivi. Se ne dia lettura.
DEMONTIS, Segretario:
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 15 ha facoltà di parlare il consigliere Bonesu.
BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, è con molto piacere che illustro l'emendamento numero 15, anche perché ritengo che, come prima discussione, serva a chiarire la filosofia di questa legge.
Bene, si è detto, al di là del titolo ufficiale e del titolo che era stato proposto dalla Giunta, che questa è la legge sul piano del lavoro. Io nella legge vedo un insieme di provvedimenti slegati, che però si risolvono tutti nell'erogare denari a qualcuno, cioè, più che creare lavoro, il fine sembra quello di regalare quattrini, in taluni casi giustificati, in altri casi ingiustificati, e credo che l'Aula faccia bene a prendere in esame ogni singola norma. Ma io credo che procurare lavoro non si limiti ad erogare quattrini, per cui questo è un emendamento, il numero 15, che crea lavoro e non costa assolutamente niente. Forse il fatto di non costare assolutamente niente, di non muovere denaro, può essere antipatico a qualcuno. Che cosa dice l'emendamento? Che per le cooperative iscritte nella sezione B, e ricordiamo che sono le cooperative che devono avere obbligatoriamente una certa percentuale di handicappati, non valgono i limiti previsti dai piani per le licenze e le autorizzazioni per attività commerciali o pubblici esercizi.
Ricordiamoci che noi, Regione sarda, in violazione delle normative nazionali, e in violazione delle normative europee, non abbiamo ancora proceduto alla liberalizzazione di queste autorizzazioni o licenze.
Bene, io capisco che un provvedimento di liberalizzazione in un'isola con i nostri problemi può essere complesso, anche se poi vedo che l'unica attività liberalizzata è in effetti la grande distribuzione, visto che ogni settimana apre un nuovo esercizio, mentre tutto intorno chiudono i piccoli esercizi.
Ma io dico: siccome questo è un principio, applichiamolo almeno alla categoria che sul mercato del lavoro è più debole, quella degli handicappati che non trovano lavoro sicuramente in attività dipendenti, salvo le assunzioni obbligatorie. Quindi diamo la possibilità di svolgere attività di lavoro autonomo, sennò gli handicappati ce li dovremo tenere come assistiti. O gli diamo la possibilità di lavoro, oppure queste persone peseranno, loro mal volentieri, sulla comunità.
La norma quindi, tende ad incentivare la possibilità, per le cooperative sociali formate da handicappati, di effettuare attività di lavoro autonomo nel settore commerciale e nei pubblici esercizi, attività che spesso oggi vengono loro impedite dai piani che hanno un numero chiuso di attività commerciali o di pubblici esercizi. Io credo che approvando una norma del genere sicuramente creiamo dei posti di lavoro senza che questi costino una lira alle casse pubbliche, e sicuramente diamo posti di lavoro a coloro che più hanno difficoltà ad inserirsi nel mercato del lavoro, quindi è un emendamento in linea con principi generali dell'ordinamento italiano ed europeo, ma che applica questi principi generali a una categoria che sicuramente dovrebbe meritare la comprensione e l'appoggio di questo Consiglio.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 36 ha facoltà di parlare il consigliere Aresu.
ARESU (Gruppo Misto). Questo emendamento intende sopperire a quella che sicuramente è stata una distrazione dell'Assessore del lavoro, perché se è vero come è vero che sono pronte, solamente da decretare, qualcosa come settanta pratiche istruite, completate, portate in assessorato, ferme sul tavolo dell'Assessore, con a disposizione solamente venti miliardi, su una richiesta per le sole settanta pratiche ferme in assessorato, di circa cento miliardi. Lo sappiamo tutti che è una delle poche leggi che attualmente, come si dice, "tirano"; è una legge che è aperta a tutti i settori, eccetto il commercio; è una legge sulla quale moltissimi giovani - perché è ai giovani che è indirizzata - hanno riposto aspettative e fiducia.
La provocazione - perché penso che provocazione sia - dell'Assessore del lavoro nell'usare questa sorta di dama cinese per sorteggiare dieci o dodici pratiche su questi venti miliardi, ripeto, mi auguro che sia solamente una provocazione. Una provocazione che però lascia anche il tempo che trova, assessore Deiana, anche se non c'è, perché durante tutta la fase, sia in Commissione di merito che in Commissione programmazione, non è pervenuta nessuna richiesta da parte dell'Assessore, eventualmente per essere audito nelle Commissioni, e per richiedere i finanziamenti a copertura delle leggi istruite.
L'unica cosa che l'Assessore abbia fatto ultimamente è stata quella, applicando correttamente la legge 28, di dare comunicazione alle banche di sospendere le istruttorie e di non trasmettere le pratiche già istruite in assessorato, per cui, per dare seguito agli impegni che questi giovani con la legge numero 28 hanno assunto, cioè anticipando il dieci per cento sul programma di fattibilità, molte volte anticipando soldi a cauzione, a deposito per l'acquisto di macchinari, Assessore, penso che quaranta miliardi e cinquecento milioni siano anche sufficienti.
E` vero che c'è la 402; non ci credo, assessore Scano, che entro il 18 di dicembre il CIPE riesca a deliberare e a passarla al Governo, o viceversa, anche perché ci è stato detto, se non ricordo male, nel mese di luglio che ad agosto il CIPE avrebbe deliberato; a settembre ci è stato detto che il CIPE ai primi di ottobre avrebbe deliberato; oggi ci si dice che il 18 dicembre il CIPE sicuramente delibererà; andando anche bene arriveremo ad aprile - maggio del 1999, per cui penso che un provvedimento simile, all'interno del piano del lavoro sia un atto dovuto, senza doverlo ulteriormente spiegare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Chiederei che insieme all'emendamento numero 36 venga discusso anche l'emendamento numero 124, che pur essendo aggiuntivo all'articolo 2 tratta dello stesso argomento.
PRESIDENTE. Onorevole Balletto, se lei vuole illustrarlo può illustrarlo, però lo votiamo col 2 perché sono due settori diversi rispetto alla legge 28, quindi l'emendamento numero 124, in ogni caso, va votato con l'articolo 2. Se lei volesse illustrarlo, per motivi di economia, lo illustra adesso, ma poi lo voteremo con l'articolo 2.
BALLETTO (F.I.). Presidente, nell'ipotesi in cui l'emendamento numero 36 non dovesse essere approvato, ancorché le cifre siano diverse e i capitoli non sono tutti coincidenti, non vedo come possa essere poi rimesso in discussione e votato nuovamente l'articolo 124, ma se la Presidenza assicura questo non ci sono problemi.
PRESIDENTE. Onorevole Balletto, sono interventi diversi, comunque se lei lo vuole illustrare lo illustri, diversamente andiamo avanti.
BALLETTO (F.I.). Presidente, allora mi riservo di illustrarlo nel momento in cui sarà messo in discussione.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.
SASSU (Progr. Fed.), relatore. Per quanto riguarda l'emendamento 15 va detto che la Commissione ha valutato positivamente la finalità che contiene l'emendamento stesso, dentro lo spirito di una norma nazionale che tende ad estendere e liberalizzare le attività commerciali, almeno dentro una certa fascia di superficie, ed è una norma nazionale che supera i limiti numerici previsti dagli stessi piani. Naturalmente è una norma che non produce ancora effetti in Sardegna, tuttavia si ritiene che l'emendamento, così come è formulato, intanto non tenga conto delle superfici, quindi potrebbe anche presumersi che sono autorizzazioni per le attività commerciali senza limiti di superficie e, in ogni caso, dovrebbe rientrare in una norma più generale per cui è necessario inserirla dentro un disegno di legge specifico per un esame di merito da parte della Commissione, quindi il parere è contrario.
Per quanto riguarda invece l'emendamento numero 36 debbo dire che su questo tema c'è stata una convergenza unanime all'interno della Commissione, della Giunta regionale, sia della maggioranza ed anche dell'opposizione, perché è un'esigenza giusta che nasce da una domanda forte delle cooperative giovanili e società. Ci sono 70 pratiche, lo ricordava lo stesso consigliere primo firmatario dell'emendamento, che sono istruite, pronte per il decreto, d'altra parte ci troviamo di fronte ad un ritardo direi grave dell'approvazione da parte del CIPE della 402 che prevedeva al suo interno una cifra notevole di risorse per la legge regionale 28, quindi occorre intanto disporre di risorse che mirino a dare una risposta in questa direzione. Ho ascoltato la Giunta regionale per voce dell'Assessore alla Programmazione che ha annunciato, e poi confermato anche in Commissione, un'operazione incrociata tra questo provvedimento, il 447, e quello che verrà discusso subito dopo ed approvato dall'Aula, il 387, un'operazione incrociata che prevede una dotazione finanziaria aggiuntiva per la legge regionale 28 di 30 miliardi. Credo che poi l'assessore dirà meglio come intende procedere in questa direzione, ma se questo è l'iter che la Commissione ha previsto, che la Giunta indica, credo che i presentatori dell'emendamento possano ritirarlo, alla luce delle indicazioni che la Giunta regionale dà in merito alla legge 28.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Per quanto riguarda l'emendamento numero 15 la questione che viene opportunamente sollevata merita, a nostro giudizio, un attimo di istruttoria tecnica per una formulazione più perfetta, e forse verrebbe anche la pena di fare un passaggio in Commissione di merito. Conclusivamente, come atteggiamento di apertura e disponibilità della Giunta, vorrei dire che se dobbiamo votarlo in questa formulazione la Giunta non si trova in condizione di accoglierlo, perché abbiamo delle perplessità e due dubbi, quindi saremmo costretti a dare un'indicazione non positiva. Se c'è invece lo spazio, mi rivolgo ai presentatori e al collega Bonesu, per concordare un ritiro per un approfondimento che porti però ad apportare una formulazione nella legge finanziaria da qui a qualche giorno, credo che questo potrebbe essere positivo. Quindi, se rimane così non si accoglie, se ce invece questa disponibilità studiamo insieme una formulazione che superi le perplessità che allo stato abbiamo, e mi pare che ci sia una disponibilità in questa direzione.
Per quanto riguarda l'emendamento 36 riprendo rapidamente il ragionamento del relatore. In queste settimane è maturata una convergenza molto forte in tutti i settori del Consiglio sulla necessità di potenziare gli interventi e gli stanziamenti per la 28, e la Giunta è d'accordo con questo orientamento che viene con grande forza. Naturalmente la valutazione, la Giunta già ieri nella replica alla discussione generale ha sottolineato questo punto, va riportata ad una valutazione d'insieme, cioè dobbiamo ragionare sull'insieme degli strumenti con cui stiamo operando, il 347, il 387 o 363, a seconda di come vogliamo denominarlo, la legge finanziaria, il bilancio. Nell'insieme di questi strumenti, con particolare riferimento al 363 (interventi per l'occupazione), noi pensiamo di proporre un corposo incremento dello stanziamento per la legge 28, nella misura allo stato quantificabile in 30 miliardi. Si tratta di operazioni contestuali che passano anche attraverso emendamenti tecnici che trovate proposti dalla Giunta al 447. In questo spirito mi sento di poter chiedere ai consiglieri Aresu, Montis e Concas il ritiro nell'emendamento in quanto la Giunta ne accetta la ratio, e nella proposta complessiva dalla Giunta è sostanzialmente accolto con un incremento dello stanziamento di 30 miliardi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S. d'Az.). Presidente, prendo atto delle dichiarazioni dell'assessore Scano, ovviamente non nego che l'argomento abbia necessità di qualche approfondimento, ma visto l'impegno di affrontare il problema in sede di legge finanziaria ritiro l'emendamento, invitando però ad un fattivo interessamento a favore di queste categorie che sono quelle che hanno maggiori difficoltà a trovare posti di lavoro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lippi. Ne ha facoltà.
LIPPI (F.I.). Presidente e colleghi, approfitto dell'occasione datami dall'emendamento 36 a firma Aresu, Montis e Concas per intervenire sul problema che in questi giorni è finito anche sulle cronache dei giornali, che riguarda il finanziamento alla legge regionale numero 28. Un problema, quello del rifinanziamento delle leggi di sportello, che da un po' di tempo a questa parte si ripropone continuamente all'attenzione di questa Assemblea, che nonostante tutto si preoccupa di lavorare su documenti, su disegni di legge come quello che oggi è alla nostra attenzione, "Norme concernenti ad interventi finalizzati all'occupazione", ricercando nuove strade e nuove vie attraverso questi disegni di legge per dare ossigeno e respiro a nuovo occupazione, senza preoccuparsi più di tanto invece di verificare costantemente ed analizzare quindi l'andamento di alcune importanti leggi di sportello che negli ultimi anni stanno dando veramente delle risposte all'intera società regionale e, in particolare per quanto riguarda la 28, ai giovani.
Già nell'intervento sulla discussione generale dell'altro giorno ho avuto modo di apprezzare il lavoro che è stato fatto dall'Assessorato del lavoro che ha di recente realizzato uno studio che ha analizzato in maniera opportuna ed efficace quello che è stato l'andamento e quello che è l'andamento di questa legge in questi anni. Si sono potuti verificare, attraverso questa analisi fatta fare dall'assessorato al lavoro, due dati fondamentalmente importanti: il primo, la bassissima mortalità, al contrario di quello che potevano pensare molti, delle aziende 28; il secondo, il gran numero di occupati che attraverso la creazione di queste nuove società giovanili si è potuto ottenere in questi anni. Certo è vero che le società 28 soffrono in gran parte di un problema che è quello… Ha fretta onorevole Cugini? Noi non abbiamo fretta, noi vogliamo ragionare su questo documento. Se lei, come Capogruppo dei democratici di sinistra, ha fretta può andare al bar a prendersi un caffè, tra un quarto d'ora terminerò il mio intervento. Dicevo, sicuramente c'è un problema che riguarda le società 28, e cioè la necessità di una ricapitalizzazione di alcune di queste. Detto questo, il problema vero e fondamentale che oggi ci troviamo a discutere è capire che futuro dovrà avere questa legge, perché ci stiamo ponendo un problema che è il problema reale di trovare una copertura finanziaria per questi 70 progetti, che non sono quelli che sono presentati, onorevoli Secci, sono quelli già istruiti dalle banche. E su questo voglio aprire una parentesi perché probabilmente anche la provocazione fatta dall'onorevole Deiana che in questi giorni voleva abbandonare il suo posto di assessore per trasformarsi in presentatore televisivo di giochi a premi, a sorteggio, fare il nuovo Mike Bongiorno della Sardegna, probabilmente è nata anche dall'esigenza di fare chiarezza rispetto soprattutto alle procedure attraverso le quali vengono effettuate queste graduatorie. Oggi il protocollo che fissa l'ordine di graduatoria della 28 è frutto del passaggio che avviene della pratica, una volta istruita, dalla banca all'Assessorato. Quindi qua si crea sicuramente un primo equivoco di fondo. Sappiamo tutti che non sempre chi presenta un progetto trova terreno fertile all'interno degli istituti di credito; il più delle volte trova anche qualche funzionario poco solerte che lascia in disparte per mesi, a volte anche per anni, i progetti; altri, a volte più fortunati, hanno invece la possibilità di avere, attraverso altri funzionari o lo stesso funzionario della banca, una velocità e snellezza nella pratica estremamente superiore. Questo crea una disparità tra chi ha presentato un progetto che è stato fortemente rallentato dalla banca e chi invece, attraverso la banca stessa, riesce ad avere un canale preferenziale e quindi essere più favorito nella individuazione finale della graduatoria. Questo è un problema che mi auguro l'Assessore riesca a ricomporre e a ricondurre a quelle che sono le norme contenute nella legge, che parlano di un protocollo di entrata....
(Interruzione)
LIPPI (F.I.). Non è così, Assessore? Poi probabilmente avrà la possibilità di spiegarci meglio, in ogni caso dovrebbe essere questo il sistema utilizzato, cioè al momento della presentazione in Regione prima ancora, anche se deve avvenire contestualmente, alla banca, dovrebbe essere assunto il protocollo in quel momento in maniera tale da fissare una graduatoria al momento di entrata e di richiesta di presentazione del progetto. Ma qual è il futuro per la 28? Oggi ci troviamo di fonte al problema di questi 70 progetti già istruiti dalla banca in attesa della firma del decreto dell'Assessore. Voglio ricordare a tutti che l'Assessore, in ogni caso, ha già una disponibilità di cassa di 20 miliardi che gli derivano dalla legge che questo Consiglio regionale ha approvato non più tardi di qualche mese fa, e che è stata pubblicata nei primi mesi di novembre sul Bollettino ufficiale, e quindi a questo vanno sicuramente ricercate delle altre somme. Ci conforta che l'assessore Scano abbia assunto un impegno, così come l'aveva assunto nei giorni immediatamente precedenti a oggi in Commissione, nel ricercare la formulazione tecnicamente migliore per recuperare questi altri 30 miliardi, ma concedetemi di dire che grida vendetta ed è scandaloso che un Governo di centrosinistra di una Regione quale la Sardegna non riesca a colloquiare con il Governo nazionale di centrosinistra e a snellire quella che è la procedura della 402 tanto da consentire lo sblocco di queste risorse, e quindi consentire anche un maggiore rifinanziamento e rimpinguamento della misura 28. Evidentemente questo è anche un appello e un invito a tutta la Giunta, ma in particolar modo al Presidente della Giunta regionale, per accelerare questa pratica ferma al CIPE che non ha più ragione di esistere, che non può restare bloccata per 5-6-8 mesi.
C'è la necessità di avere immediatamente a disposizione queste risorse, quindi credo che questo sia un impegno dovuto all'Assemblea, ma soprattutto alla Sardegna, da parte della Giunta e ci auguriamo che in questo senso non solo ci sia la certezza che il 18 dicembre ci sia la possibilità che il Consiglio del ministri possa discutere di questa pratica, ma che ci sia anche la possibilità di anticipare i tempi rispetto alla giornata del 18.
Rispetto alle cose che ho sentito per voce dell'Assessore ed anche all'intervento puntuale che ha fatto il primo firmatario dell'emendamento, credo che al di là di tutto ci sia da ponderare sul passaggio al voto di questo emendamento. Se c'è un impegno, se c'è una volontà politica espressa credo che, probabilmente, l'approvazione di questo emendamento in questo testo di legge potrebbe anche creare dei problemi rispetto alla legge stessa che è soggetta a verifica anche dell'Unione Europea. Ma non mi preoccupo tanto per questo disegno di legge che come abbiamo già detto non ci piace, se non per alcuni spunti, mi preoccupo piuttosto per la stessa legge 28 che non vorrei passasse sotto le grinfie dell'Unione Europea con il rischio magari di essere sospesa.
Concludo facendo una domanda all'Assessore che mi auguro nel corso di questa giornata possa rispondere. Mi risulterebbe, ma chiaramente ne chiedo conferma all'Assessore, che l'Assessorato, attraverso l'Assessore, nei giorni scorsi, o nelle settimane scorse, abbia provveduto ad inviare una corrispondenza agli istituti di credito sospendendo l'istruttoria o il recepimento dei progetti 28. Se questo corrispondesse a verità certamente l'Assessore avrebbe fatto bene. L'avevamo chiesto anche nel recente passato, in altre occasioni: non illudiamo o non continuiamo a illudere le persone laddove non ci sono coperture finanziarie. Male, invece, ha fatto l'assessore, se così fosse, a non dare una comunicazione precisa ed esatta agli utenti che, in ogni caso, devono essere informati, soprattutto le centinaia di giovani che magari oggi siedono insieme ai loro consulenti per predisporre un progetto di fattibilità senza sapere che la misura è ferma e senza copertura finanziaria. Su questo attendiamo risposte.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (Progr. Fed.). Credo che qualsiasi cifra venga stanziata sulla 28 sarà sempre insufficiente rispetto a quella che sarà la richiesta di investimenti nella 28. Maggiori risorse vengono stanziate, più sarà sollecitata la presentazione di richieste, perché la legge numero 28 ha un'incentivazione così alta che supera gli investimenti, tra conto capitale, conto interessi, anticipazione IVA, contributi in conto gestione la mette nelle condizioni di essere una legge tra l'altro non solo concorrenziale, ma una legge ad hoc per i prestanome. Per cui, qualsiasi cifra venga stanziata, le richieste sulla "28" saranno sempre ed ulteriormente superiori alle cifre stanziate. Quando si arriverà a presentare, devo essere sincero in questo periodo ero molto distratto e quindi mi ha impedito, una modifica della "28" che prevede che la "28" sia una corsia preferenziale perché si rivolge ai giovani, ma l'incentivo in conto capitale e in conto interesse sia quello della legge di settore, e quindi quello che utilizzano gli artigiani o quello che utilizzeranno gli altri settori, io sono convinto che ci sarà anche richiesta, la "28" continuerà a funzionare, ma funzionerà per i disoccupati non per chi invece ricicla progetti che magari alla "15" non sono passati, trova due ragazzi e presenta la richiesta alla legge numero 28 ottenendo contributi al 60 per cento a fondo perduto, l'altro 40 di mutuo, il conto gestione per due anni e l'anticipazione dell'IVA, quindi questa legge funziona perché ha questo sistema che consente queste situazioni. Qualsiasi cifra ci sarà, più richiesta ci sarà di finanziamenti alla "28", e comunque potremmo anche utilizzare tutte le risorse che sono sicuro che le domande si indirizzeranno sempre sulla "28". Chi andrà a fare investimenti sull'agriturismo che ha il 35 per cento a fondo perduto? Meglio la "28" che ne ha il 60, più il 40, più il conto gestione, più l'IVA. Chi andrà ad investire nell'artigianato? Pochi, perché il contributo della "28" consente di.... Ecco perché nella "28" ci sono 70 progetti che attendono di essere finanziati, ecco perché nella "28" la richiesta di finanziamenti è sempre superiore allo straordinario nostro intervento. Siamo intervenuti con 20 miliardi con una legge pochi mesi fa; siamo intervenuti con la "412" che si attende; siamo intervenuti in assestamento; interveniamo ancora ma saranno sempre insufficienti, sino a che non ci sarà una modifica che consentirà alla legge numero 28 di essere riportata a quelli che sono i massimali di intervento di contribuzione che sono per le altre leggi di settore, allora forse sarà disincentivato il prestanome e la "28" funzionerà veramente come legge rivolta ai disoccupati e ai giovani.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Con l'impostazione che al problema ha dato il collega Marrocu non mi ci ritrovo, anzi ne dissento in modo totale. Intanto va detto che la Regione Sardegna sino adesso è riuscita a darsi queste leggi, e se le leggi sono male applicate, evidentemente, vi è colpa e responsabilità nel manico che le leggi pur buone non è stato capace a farle funzionare. Se prestanomi vi sono in operazioni di questo genere a chi deve istruire, a chi deve erogare e a chi ha il compito e la funzione di controllo spetta individuare dove stanno le operazioni di malaffare, non è certamente nella legge che ricade il limite. Comunque sia, queste sono le leggi che questa amministrazione nel passato e nell'attuale, caro collega Marrocu, è riuscita a darsi. Sono leggi che hanno creato aspettative legittime nei destinatari degli interventi e quindi per impegni che sono stati assunti la Regione, che ha il potere sovrano, non può essere inadempiente, perché non vi è padre che possa educare bene il figlio se poi è il primo che di giorno predicando bene di notte razzola male e va a rubare, quindi è sempre nel manico che sta la colpa. La legge è questa, fintanto che non è abrogata, funziona, in genere crea legittime aspettative. Anch'io in passato ho avuto modo di criticare la legge numero 28, e ho detto proprio in quest'Aula e in questi banchi che se l'Assessorato attivasse le misure di controllo (è vero, assessore Deiana, che ne ho già parlato) per la verifica della permanenza delle condizioni che originano e hanno originato gli incentivi, probabilmente l'80 per cento dei beneficiari dovrebbe restituire i benefici e le agevolazioni ricevute. Quindi vi è una situazione di fatto, e questa situazione di fatto se è precaria la colpa è sempre da parte di chi ha amministrato, che ha consentito che questa situazione si verificasse. Ma in mezzo a tanti soggetti vi sono anche persone serie, i più saranno persone serie, la maggior parte sono persone oneste che intraprendono e che vedono compromesse le loro attività, caro collega Marrocu, proprio per i ritardi che vi sono da parte dell'amministrazione nell'erogare ciò che è dovuto, ed iniziative che probabilmente e potenzialmente erano valide sulla carta sicuramente si sono concluse in procedure fallimentari e concorsuali, o comunque con la cessazione delle iniziative. Se cessano le iniziative si perde lavoro, se le iniziative non partono non si dà risposta alla domanda lavoro. Ed allora quale occasione migliore del piano straordinario del lavoro se non andare a rifinanziare in maniera congrua una legge che esiste, che comunque presenta un alto tasso di richiesta da parte degli imprenditori ai quali, evidentemente, non si vuole dare risposta. Invece con questo piano si sono individuate nuove strade e nuovi strumenti che non danno risposte in tempi brevi ma che, evidentemente, faranno la fortuna solamente di quei soggetti che beneficeranno, ancora una volta, delle particolari attenzioni e dei riguardi che questa amministrazione regionale "matrigna" in questa circostanza, perché trascura tanti altri, ha voluto loro accordare.
Quindi, per quanto mi riguarda questo emendamento non può che trovare la mia personale approvazione anche perché, come dicevo prima, con l'emendamento numero 124 presentato all'articolo 2, Forza Italia opera nella stessa direzione, in particolare anche con la previsione di uno stanziamento suppletivo di misura nettamente superiore a quello che invece indica l'emendamento numero 36.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.
BIGGIO (A.N.). Presidente e colleghi, il dato che sta emergendo è molto preoccupante in quanto stiamo lavorando qui a questa manovra, l'abbiamo richiamato più volte anche in Commissione, c'è stata una discussione anche approfondita, in assenza di un piano di sviluppo, ecco perché nascono tutti questi problemi che si discutono e si dibattono ogni volta in assenza di una filosofia. Il dato che è emerso poi dagli interventi, caro onorevole Marrocu, è questo: abbiate il coraggio di sospendere questa "28". E' stato detto, l'ha ricordato il collega Balletto, l'ha ricordato il collega Lippi, l'ho ricordato anch'io spesso e volentieri, la legge numero 28 ha gli aspetti positivi e negativi che ogni legge si porta dietro, nasce per far fronte alla carenza di capitali spendibili da parte di forze che capitali non hanno, siamo in un territorio dove coloro i quali potrebbe rischiare non rischiano, rischiano solo i soldi della Regione, si è fatto solo un esperimento. Non abbiamo avuto nessun riscontro, non abbiamo monitorato neanche questa leggina, non abbiamo controllato neanche i risultati di questa leggina, non siamo in condizione di dire se, effettivamente, ha funzionato oppure no. Il dato è che la legge è in vigore, ci sono 70 domande in assessorato già approvate in attesa soltanto del finanziamento, questo è il dato. Se vogliamo sospenderlo non possiamo farlo, non sarebbe cosa seria, certo tutto si può fare, senza prima però aver verificato almeno quelle domande giacenti.
E` una riflessione che occorre facciate tutti voi della maggioranza anche insieme a noi dell'opposizione, perché è un problema che investe la sana politica dell'amministrazione di questa nostra Regione. E` il discorso del piano di sviluppo che va affrontato, perché senza un piano di sviluppo non si può continuare a decretare e organizzare dei "pappocchi" come questo 447.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). E` un dibattito piuttosto stimolante questo sulla legge 28 e, in linea di principio, credo che non possiamo non essere favorevoli all'approvazione dell'emendamento. Però, qui in Aula sono emersi anche dei dubbi e dei problemi, allora io ritengo che l'Assessore ci dovrebbe dare qualche lume. C'è stata una verifica dei risultati conseguiti in virtù dei benefici creati da questa legge? Se noi dobbiamo intervenire per creare occupazione bisogna vedere anche se le risorse che vengono destinate sono risorse che producono dei frutti. Mi pare, a quanto ho capito, che non esiste una verifica severa dei risultati ottenuti attraverso questa legge. Da più parti si sollecita il potenziamento delle risorse stabilite dalla legge 28, però credo che a me e a tutti i consiglieri piacerebbe sapere se i risultati prodotti sono quelli sperati e quelli adeguati alle risorse che stiamo stanziando di volta in volta perché, non è la prima volta che riprendiamo questa legge per fare degli stanziamenti, mi pare che il collega Lippi abbia accennato che anche attraverso la 402 vi è stato un potenziamento delle risorse destinate a questo scopo. Gradirei avere una qualche parola da parte dell'Assessore del lavoro che mi tranquillizzi sotto il profilo dei risultati che ha verificato sui benefici di questa legge.
PRESIDENTE. Ha domandato parlare il consigliere Aresu. Ne ha facoltà.
ARESU (Gruppo Misto). Chiederei al Presidente del gruppo del P.D.S., visto che ha tutto questo potere, anziché chiedere al collega Marrocu di parlare poco che gli chieda di non parlare nulla, che est mellus farebbe meno danni. Io ero abituato a sentire provocazioni da un altro settore, e non da compagni, e mi devo ricredere. Fatto sta che Marrocu è molto più bravo; è bravo solamente in agricoltura, e gli altri settori forse non lo interessano, dimenticando anche che la legge 28 fino a poco tempo fa ha riguardato anche l'agricoltura, ma alle provocazioni, in questo momento, è meglio non rispondere; fosse un'altra sede mi divertirei.
Assessore, solamente per dirle che se il suo non è un orientamento, ma è un preciso impegno politico, non abbiamo nessun problema a ritirare questo emendamento, con una avvertenza, con un consiglio, con una raccomandazione se vuole, che è questa: la quantificazione delle risorse necessarie per le pratiche istruite e pronte a decretare in assessorato, venga fatta dall'assessore Deiana, cioè che lei rispetti la richiesta che l'Assessore farà per evadere completamente le domande ferme in assessorato. A queste condizioni non abbiamo nulla in contrario per ritirare questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
SCANO (Prog. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Io non riprendo le questioni, perché potremmo farci un congresso e non mi sembra il caso; mi limito a dire che il potenziamento della legge numero 28 - lo dico ai presentatori - non può essere introdotto con la legge 447 per i motivi che ha, in modo nitido, detto Francesco Lippi, e che io non ripeto perché lo ritengo superfluo. Quindi l'esigenza posta trova accoglimento nella manovra della Giunta, e proprio per questo io chiedo ai presentatori di ritirare l'emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Montis, l'emendamento si intende ritirato?
MONTIS (Gruppo Misto). S'intende ritirato.
PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione dell'articolo 1 ter. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Gli altri emendamenti sono stati ritirati.
Si dia lettura dell'articolo 2.
PIRAS, Segretario:
Art. 2
Interventi a favore delle nuove imprese
1. Nella legge regionale 19 ottobre 1993, n. 51, e successive modifiche, dopo l'articolo 10 è introdotto il seguente:
"Art. 10 bis - Interventi a favore delle nuove imprese
1. A favore delle imprese artigiane operanti in Sardegna, che attuino nuovi investimenti nei comparti manifatturieri, aventi i requisiti di cui all'articolo 6 entro i limiti previsti dagli articoli 7 e 8 ed i massimali dell'articolo 9 della presente legge, per la realizzazione dei relativi piani di impresa, possono essere concesse le agevolazioni contributive previste dall'articolo 30, comma 2, lett. a), della legge regionale 20 aprile 1993, n. 17, con le modalità e i criteri stabiliti con le direttive inerenti l'attuazione della legge regionale n. 15 del 1994. Gli interventi agevolativi anzidetti sono altresì concedibili alle imprese artigiane operanti in Sardegna per la realizzazione degli adeguamenti aziendali prescritti dalla normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
2. La parte dei programmi aziendali di spesa ammissibile eccedente quella agevolata dal contributo di cui al comma 1 può essere ammessa nelle agevolazioni previste nell'articolo 3 della presente legge entro l'importo massimo compatibile con il rispetto del limite dell'intensità d'aiuto alle piccole e medie imprese, stabilito dal regime comunitario e nazionale in materia.".
2. Gli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo sono valutati in lire 101.250.000.000 per l'anno 1998 e in lire 45.500.000.000 per ciascuno degli anni 1999 e 2000 (capp. 07026/04 e 07026/05).
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Io direi che questi articoli, siccome sono tutti abbastanza sostanziosi, venissero letti al completo, con calma, senza eccessive preoccupazioni, ma bisogna rinfrescare la memoria, diversamente alla fine non sappiamo cosa c'è.
PRESIDENTE. Chiederemo uno sforzo al Segretario, onorevole Piras.
PIRAS, Segretario:
CASU (F.I.). Siccome è stato presentato un emendamento sostitutivo totale, allora si può evitare di leggere l'articolo leggendo interamente l'emendamento.
PRESIDENTE. All'articolo 2 sono stati presentati i seguenti emendamenti: 65, 33, 35 e 53 sostitutivi parziali; 14, 111, 17, 19, 31, 32, 34, 37, 66, 124 aggiuntivi.
Se ne dia lettura.
PIRAS, Segretario
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Signor Presidente, riconosco la diligenza del segretario nel cogliere anche le virgole degli emendamenti, e lo ringraziamo. Il problema che ha sottoposto il collega Desiderio Casu, è quello di dare quanto meno un inquadramento dell'emendamento, quindi senza la necessità di una lettura integrale, ma di scorrere le pagine, soprattutto laddove vi sono numerosi emendamenti per ciascun articolo, in modo che si possano individuare, quindi non è necessaria la lettura integrale dei particolari. Si trattava solo di evidenziare la necessità di chi segue i lavori, di poter capire di cosa si sta parlando. Quindi un invito al Presidente e al nostro diligentissimo segretario, perché non c'è bisogno anche di cogliere aspetti dell'emendamento che sono rilevabili anche da tutti quanti noi.
PRESIDENTE. A seguito dell'intervento dell'onorevole Pittalis, che ringraziamo, sarà l'onorevole segretario che dovrà interpretare a seconda delle parti. Il suggerimento, per il futuro, è quello di andare più speditamente, se riesco a cogliere il senso.
Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio per illustrare l'emendamento numero 65 sostitutivo totale della Giunta regionale.
SCANO (Prog. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Due parole per dire che l'emendamento numero 65, che è un emendamento di natura procedurale, sistema le procedure previste nel testo così come è stato esitato dalla terza Commissione, consentendo di rendere operativo un punto così importante della legge com'è l'allargamento della 15 alle imprese artigiane.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Aresu per illustrare l'emendamento numero 35.
ARESU (Gruppo Misto). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Biggio per illustrare l'emendamento numero 53.
BIGGIO (A.N.). L'emendamento numero 53 teneva in considerazione l'eventualità che il settore artigiano in eventuali fasi di crescita si possa organizzare in società o cooperative di artigiani, e quindi praticamente possa sviluppare la propria attività in settori che potessero essere identificati per produttivi e che continuino a svolgere la loro attività praticamente in crescita di livello, ed avvicinarsi quasi, direi, al settore industriale.
La ratio non è stata immediatamente compresa dalla Commissione e, quando è stata poi spiegata in Commissione, fu detto che questo concetto sarebbe stato ripreso nel provvedimento della Giunta, cosa che non è avvenuta. Noi ci aspettiamo che si tenga conto anche di questa possibilità, di questa eventualità per il settore artigiano, che è molto importante e direi qualificante del settore stesso.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Bonesu per illustrare l'emendamento numero 14.
BONESU (P.S. d'Az.). Signor Presidente, sono intercorsi contatti con gli Assessori per vedere di unificare l'emendamento 14 con l'emendamento 111 della Giunta sullo stesso argomento e con le stesse finalità.
Il punto di divergenza era il secondo comma dell'emendamento numero 14, comunque credo che un accordo sia stato raggiunto per integrare l'emendamento numero 111, aggiungendo dopo il secondo comma un comma che riproduce sostanzialmente il secondo comma dell'emendamento numero 14 che suonerebbe: "Qualora siano costituiti nell'ambito del distretto consorzi industriali, consorzi di imprese o di imprese congiuntamente a Enti locali, gli interventi saranno attuati dai medesimi consorzi".
Se gli assessori Scano e Pinna sono d'accordo i due emendamenti potrebbero essere riuniti con questa formulazione.
PRESIDENTE. Mi pare che vi sia l'assenso della Giunta. Per illustrare l'emendamento numero 111 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Rinuncio a illustrare l'emendamento numero 111 perché ne è evidente il senso. Confermo quanto detto da Bonesu, possiamo unificarli introducendo, dopo il secondo comma del 111, l'espressione così come è stata formulata e concordata con la Giunta.
La copertura finanziaria naturalmente è quella indicata nell'emendamento numero 111.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 17 ha facoltà di parlare il consigliere Aresu.
ARESU (Gruppo Misto). Signor Presidente, si tratta, secondo me, di unificare l'età per quelle persone che noi consideriamo giovani. Due o tre articoli del 447 indicano come giovani le persone che lavorano in agricoltura dai 18 ai 40 anni.
Io mi chiedo, in base a quale regola nell'artigianato, nella legge 28, è giovane uno che ha 35 anni, nel commercio magari è giovane uno che ha 32 anni, in agricoltura è giovane uno che ha 40 anni!
Oltre a non essere riusciti, in questi quattro anni, a fare un testo unico di leggi di settore, andiamo ancora a ingarbugliare anche l'età che noi riteniamo si debba avere per poter accedere a finanziamenti o contributi.
Chiedo solamente di unificare o a 35 anni, meglio a 40 anni, un'età per la quale intendiamo che queste persone siano giovani.
PRESIDENTE. Ha facoltà ha parlare il consigliere Aresu per illustrare gli emendamenti numero 19, 31, 32, 34.
ARESU (Gruppo Misto). L'emendamento numero 19 riguarda l'articolo 11 della legge regionale numero 28, quella di cui parlavamo prima, solo che riguarda finanziamenti dati in capo all'Assessorato della pubblica istruzione, se non ricordo male, per progetti predisposti dalle amministrazioni locali in modo particolare - anche le comunità montane possono farlo - finalizzati all'affidamento in gestione di zone archeologiche e turistiche a cooperative o società giovanili, con un cofinanziamento attualmente pari al 10 per cento da parte del comune.
Le risorse in bilancio, benché siano abbastanza elevate quelle per il 2000, sono irrilevanti quelle a completamento per il 1998 e per il 1999. Voglio dire, i comuni sulla legge 28 hanno preso impegni, hanno fatto investimenti, hanno garantito occupazione per società e cooperative che hanno preso in gestione strutture pubbliche, per poi ritrovarsi dopo un anno, molte volte, massimo due anni senza risorse finanziarie per continuare questi lavori.
L'impegno della Giunta è quello di garantire almeno tre anni di contributi sull'articolo 11, per poi consentire alle imprese di andare avanti con i propri mezzi finanziari.
L'emendamento numero 31 riguarda la legge 35, la legge sul commercio. Il settore del commercio è forse l'unico settore, se come sembra ormai passino tutti gli emendamenti relativi alle imprese artigiane per i contributi in conto capitale, che attualmente non goda di nessun tipo di finanziamento.
Non si stanno chiedendo finanziamenti in conto capitale, si stanno chiedendo solamente per le piccole e medie imprese, così come classificate dalla legge numero 35, un minimo di contributo per consentire alle piccole e medie imprese commerciali gli adeguamenti alla "62"6, cioè la messa in sicurezza degli impianti dei negozi.
Moltissime imprese commerciali stanno chiudendo in primis per questo aumento indiscriminato dei grossi centri commerciali, se poi rimangono a loro carico anche gli adeguamenti alle normative della "626", diamo una mano noi affinché questi chiudano molto prima del tempo dovuto.
L'emendamento numero 32 è legato all'articolo 2, però è condizionato a quale emendamento venga approvato. Non so, se passano altri emendamenti, se questo possa essere presentato, Presidente, possiamo vederlo dopo. In tutti casi, sia il "32" che il "34" riguardano solamente i tempi stretti e specifici per l'applicazione dell'articolo 2, secondo me in qualsiasi versione sia esso approvato. Non è altro che, un po' corretto, l'articolo originario del "447". L'emendamento numero 37 lo illustra il collega Montis.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Montis per illustrare l'emendamento numero 37.
MONTIS (Gruppo Misto). Signor Presidente si tratta di supplire ad una legge nazionale che non troverebbe sufficiente copertura per le iniziative sarde di un lavoro autonomo che può essere attivato in tutti i settori produttivi.
La legge nazionale per queste iniziative giovani dispone di 30 miliardi, noi riteniamo che in Sardegna sarà abbastanza esigua la somma che verrà destinata a questa nostra Isola, per cui vi sono attualmente un numero imprecisato, ma abbastanza interessante, di iniziative cantierabili che non avrebbero la copertura con questi finanziamenti nazionali, e che possiamo disporre noi in aggiunta con un relativamente modesto finanziamento di cinque miliardi nel corso del 1998, 1999, 2000, soddisfare queste esigenze e incrementare l'occupazione, perché di occupazione stiamo parlando, di occupazione si occupa quest'Assemblea e di occupazione si occupa il disegno di legge in discussione.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 66 della Giunta regionale ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. E` l'intervento per la PROMIN, si tratta di un articolo noto al Consiglio perché era contenuto nel disegno di legge collegato alla legge Finanziaria del 1998 che stiamo riproponendo perché riteniamo si tratti di cosa utile.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 124 ha facoltà di parlare il consigliere Balletto.
BALLETTO (Forza Italia). Questo emendamento lo darei per illustrato perché, in effetti, si è già parlato del suo contenuto nel momento in cui si è parlato dell'emendamento numero 36 a firma Aresu. Quindi lo do per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.
SASSU (Progr. Fed.), relatore. Per quanto riguarda l'emendamento numero 65, la Commissione esprime parere favorevole. Si tratta di un emendamento che riscrive solo sul piano procedurale l'articolo 2, tra l'altro sulla base anche di una richiesta della stessa Commissione Terza al momento della riformulazione di questo articolo. Quindi esprime parere favorevole sull'emendamento numero 65.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 33, ma anche una serie di altri emendamenti, dovrebbero decadere, se l'emendamento 65 venisse approvato, e quindi chiedo ai presentatori Aresu, Montis e Concas di ritirarlo, in quanto l'emendamento numero 33 si riferisce alla modifica del Titolo che è recepito totalmente dal Titolo dell'emendamento numero 65.
L'emendamento numero 35, ugualmente, si tratta di una riformulazione di un comma dell'articolo 2 che verrebbe modificato ugualmente dall'emendamento numero 65, quindi c'è l'invito a ritirare l'emendamento stesso, diversamente il parere della Commissione è contrario.
L'emendamento numero 53, a firma Biggio e Masala, anche questo è sostituivo di un comma che decadrebbe per il voto dell'emendamento numero 65, ma ha ragione il collega Biggio quando dice che nei lavori della Commissione c'è stata, da parte della Giunta regionale, sul contenuto un'adesione e la Giunta regionale nei lavori della Commissione ha annunciato un possibile, parziale recepimento del contenuto dell'emendamento numero 53 che verrebbe, quindi, recepito e riformulato nell'emendamento numero 65. Se ci sono queste condizioni l'emendamento potrebbe essere ritirato, diversamente il parere della Commissione è negativo.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 14, il primo firmatario Bonesu ha già annunciato, ma anche l'Assessore, che sono collegati i due emendamenti numero 14 (a firma Bonesu) e numero 111 (a firma della Giunta regionale), si tratta di una riscrittura aggiuntiva rispetto al testo della Giunta regionale, inserendo nel secondo comma dell'emendamento della Giunta il testo del secondo comma dell'emendamento numero 14, quindi in questo caso la Commissione esprime parere favorevole.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 17, si riferisce ad un tema sul quale la Commissione ha ampiamente dibattuto; come ricordava il consigliere Aresu si pone una necessità di omogeneizzare questo fatto, perché sui vari temi c'è una differenziazione di indicazione di età, d'altra parte questa omogeneizzazione penso non possa essere fatta in una fugace riflessione qui in Aula rispetto a questo provvedimento, sarebbe invece più utile consentire ad una Commissione di merito di approfondire il tema. Magari si potrebbe, a conclusione del dibattito del provvedimento stesso, predisporre un ordine del giorno che richiami questi temi, che suggerisca questa soluzione, e rispetto a questa indicazione chiederei al consigliere Aresu di ritirare l'emendamento.
L'emendamento numero 19 si riferisce ancora una volta alla legge regionale numero 28, all'articolo 11. Legge regionale numero 28 che è già indicata, recepita secondo le indicazioni che abbiamo già dato come relatore di maggioranza, ma soprattutto come Giunta regionale. C'è da ricordare inoltre che nel bilancio per il 1999 è prevista una somma superiore addirittura all'indicazione che dà il consigliere Aresu nell'emendamento numero 19, sono indicati 13.600.000.000 per il 1999 contro i dieci miliardi dell'emendamento numero 19. Quindi si chiede il ritiro, diversamente la Commissione esprimerebbe parere contrario.
L'emendamento numero 31 si riferisce ad un tema già discusso ampiamente in Commissione, cioè all'estensione dei provvedimenti della "15" quindi non solo alle imprese artigiane, ma anche alle imprese commerciali, da questo punto di vista il parere della Commissione è contrario.
Voglio ricordare, però, che la legge Finanziaria prevede per il commercio una serie di interventi che ne riconoscono la funzione del commercio all'interno del lavoro in Sardegna, quindi se ne chiede il ritiro, diversamente c'è il parere contrario.
Sugli emendamento numero 32 e 34 la Commissione non ha potuto approfondire i contenuti, quindi ci si rimette alla discussione dell'Aula, all'approfondimento, quindi alla decisione stessa dell'Aula, senza che la Commissione dia un'indicazione né positiva, né negativa.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 37, a firma dei consiglieri Montis, Aresu e Concas, la Commissione apprezza la finalità sociale dell'emendamento, c'è da dire che non c'è una compatibilità finanziaria, non c'è neppure la possibilità quindi di venire incontro rispetto a questa finalità sociale indicata dall'emendamento. Quindi non essendoci questa compatibilità sarà anche di difficile attuazione, d'altra parte però ci sono in questo provvedimento tutta una serie di indicazioni che vanno in direzione del lavoro autonomo, ed anche del lavoro sostenuto, e ci sono anche degli interventi da parte dello Stato che vanno in questa direzione. C'è un invito da parte della Commissione a ritirare l'emendamento.
L'emendamento numero 66, a firma della Giunta regionale, prevede un contributo per la PROMIN, ricordo che - così come diceva l'Assessore - oltre alla presenza in un disegno collegato alla finanziaria del 1997 il Consiglio regionale l'anno scorso ha approvato un ordine del giorno che impegnava la Giunta a muoversi in questa direzione, quindi questo emendamento è un diretto accoglimento dell'ordine del giorno del Consiglio stesso.
Infine l'emendamento numero 124, anche questo è riferito alla legge regionale numero 28; per questo emendamento valgono le considerazioni che sono state fatte precedentemente sia dal relatore di maggioranza che della Giunta regionale, quindi credo che i presentatori possano ritirare l'emendamento, diversamente il parere della Commissione sarebbe contrario.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Presidente rapidamente, l'emendamento numero 65 è della Giunta, quindi il parere ovviamente è positivo.
Sul 33 e il 35 mi pare possiamo convenire che sono assorbiti dall'emendamento numero 65, quindi potrebbero essere tranquillamente ritirati.
Una parola sull'emendamento numero 53, illustrato dal collega Biggio. La Giunta in Commissione si era espressa - dopo un chiarimento che aveva consentito di capirne il senso - positivamente, confermiamo questo parere, nel frattempo abbiamo però avuto un elemento aggiuntivo che ci consente di dire che siccome il punto, la ratio dell'emendamento è già previsto nella legislazione, in quanto è previsto nella legge quadro numero 443 a cui la legge numero 51 fa riferimento, quindi è già sostanzialmente operante.
Per quanto riguarda gli emendamenti numero 14 e numero 111 c'è stato un accordo per l'unificazione, quindi il 111 può essere sottoposto al voto integrato con il comma due che diventa comma tre.
Per quanto riguarda la questione dell'omogeneizzazione del criterio delle fasce d'età, l'emendamento numero 17 pone una questione molto seria, non c'è alcun dubbio, perché non è che ogni legge può definire in modo diverso il criterio, se si dovesse votare la Giunta si rimetterebbe all'Aula, io ripropongo la proposta che ho avanzato in Commissione, potrebbe essere utile che il Consiglio con un breve ordine del giorno sancisse questa questione, impegnando la Giunta a presentare una norma di omogeneizzazione.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 19 si tratta - lo abbiamo già detto in precedenza - di escludere per i motivi predetti dal 447 i rifinanziamenti della legge numero 28 per la questione della compatibilità con le direttive comunitarie.
Sull'emendamento numero 31 la Giunta ribadisce il parere negativo espresso in Commissione, non abbiamo contemplato l'estensione di queste provvidenze al commercio.
Per quanto riguarda gli emendamenti numero 32 e 34 la Giunta si esprime conformemente al parere della Commissione, ove siano tecnicamente introducibili - come diceva peraltro Aresu - a seconda dell'iter delle votazioni.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 37 c'è stato un approfondimento in Commissione, noi invitiamo i presentatori a considerare con noi questo aspetto, che la stessa esigenza viene affrontata più efficacemente con alcuni altri strumenti, da una parte gli sgravi contributivi previsti nel 363 e dall'altro con le incentivazioni, gli strumenti di sostegno per la nascita di nuove imprese.
Quindi eventualmente potremmo, proprio perché ne condividiamo il senso ma non la formulazione, prendere in considerazione tra il 447 e la legge finanziaria, potenziamenti degli strumenti che vanno nella stessa direzione.
L'emendamento numero 66 è della Giunta.
Sull'emendamento numero 124 il parere è negativo per lo stesso motivo detto precedentemente per quanto riguarda la legge numero 28, non è prudente inserire rifinanziamenti della "28" nel "447".
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sugli articoli e sugli emendamenti.
Ha domandato di parlare il consigliere Macciotta. Ne ha facoltà.
MACCIOTTA (Gruppo Misto). Volevo soltanto segnalare che sia nel testo originario dell'articolo, sia nella rinnovazione del testo proposto dalla Giunta c'è un riferimento all'articolo 3 della presente legge che è stato soppresso in Commissione. Quindi si tratta di vedere da che cosa sia sostituito quell'articolo e come debba essere fatto correttamente il riferimento.
Era soltanto una annotazione tecnica.
PRESIDENTE. Consigliere Macciotta il riferimento all'articolo 3 è un riferimento alla legge numero 51 del '93 non alla presente legge.
Ha domandato di parlare il consigliere Aresu. Ne ha facoltà.
ARESU (Gruppo Misto). Onestamente Assessore mi sforzo di capire, però le chiedo scusa non ci riesco. Possa anche ringraziarla per gli apprezzamenti, tutto quello che vuole, però il fatto di dirmi "sei bravo ma soldi non te ne do" onestamente non mi va giù Assessore.
Voglio dirle, lei ha fatto proprio il nostro emendamento numero 35 per l'estensione rimodulata e riformulata dell'articolo 2 riguardante il contributo alle imprese artigiane e su quello sono disposto pienamente - anche perché la Giunta anche se lo presenta dopo ha titolo, giustamente, di far votare il suo emendamento prima di quello dei consiglieri - benissimo a ritirarlo e sono io che apprezzo il suo intervento Assessore, anche se l'emendamento presentato adesso - tengo a ricordarglielo - non è l'emendamento originale, non è l'emendamento che la maggioranza, e io non sono maggioranza, ha votato in Commissione programmazione. Ma non voglio fare polemiche.
Però, Assessore, le sarei stato grato se così come è stato solerte nell'accettare e trovare la copertura finanziaria per l'emendamento numero 35, visto che concorda nello spirito, nel metodo, nelle finalità, io le sarei stato molto più grato se avesse trovato lei, anziché io la copertura finanziaria per gli altri emendamenti.
Mi riferisco a quello per l'adeguamento alla "626" delle piccole imprese commerciali, quelle indicate nell'articolo 49 della legge regionale numero 35. C'è stato uno sforzo anche nel cercare, sono cinque miliardi tra l'altro, non sono granché, andare a trovare il finanziamento nel capitolo 03017 che aveva una capienza di centocinquantadue miliardi, cinque miliardi incidono in percentuale pochissimo, non vanno ad incidere come erroneamente incidevano prima sui centoun miliardi destinati all'artigianato, penso che potesse fare uno sforzo nel finanziare, visto che nello spirito l'ha accettato.
Non sono disposto a ritirare l'emendamento numero 33 per un motivo molto semplice. L'emendamento numero 33 parla di modifiche al titolo, "interventi a favore delle imprese", ed è in un certo senso legato all'emendamento numero 31, che riguarda la legge 35 del settore commercio, sulla quale intendo chiedere il voto segreto. Essendo una legge sul settore commercio, il titolo automaticamente deve per forza essere modificato in "interventi a favore delle imprese", e non solo artigiane, benché il finanziamento sia separato, tanto per essere chiari. Se l'emendamento eventualmente non dovesse passare, automaticamente decade l'emendamento numero 33. Eventualmente, Presidente, si potrebbe votare per ultimo.
Non capisco, Assessore, le difficoltà che si hanno nell'approvare l'emendamento numero 17 sull'unificazione a 40 anni, dove tutti siamo d'accordo, demandarla o alla Commissione di merito o ad un ordine del giorno. Intanto sappiamo che fine fanno gli ordini del giorno, almeno gli ultimi abbiamo visto che fine hanno fatto. Onestamente del Presidente non mi fido, posso fidarmi di qualche Assessore, ma non certo del Presidente sugli impegni presi in Aula. Abbiamo visto che mozioni, ordini del giorno vengono archiviati. Oltretutto, Assessore, si fa molto prima, perché è un secondo, ad approvare questo che perdere mezzora per stilare un ordine del giorno, visto che tutti siamo d'accordo. Non ha incidenza, non incide su risorse finanziarie, non chiede nulla, siamo d'accordo, perché mi si deve chiedere di fare un ordine del giorno? Può essere approvato a maggioranza assoluta ed è del Consiglio, non è dei consiglieri Aresu, Montis e Concas.
L'emendamento 19 è sempre sull'impegno dell'Assessore, è ritirato, riguarda l'articolo 11 della 28.
L'emendamento numero 31, adeguamento alla 626 per il settore commercio, intendo lasciarlo e chiedo il voto segreto.
Gli emendamenti numero 32 e 34 sono stati accettati, e intendo lasciarli Assessore, per i motivi che dicevo, perché ne abbiamo avuto di tempo: l'Assessore, anche la Giunta, ha chiesto in Commissione programmazione di proporre iniziative, di proporre soluzioni alternative sul problema del lavoro, qualche consigliere si è impegnato a proporre nuove iniziative, e questa è molto interessante perché riguarda alcune decine di imprese che la IG (Impresa Giovani) ha ritenuto valide come progetti, solo che la legge nazionale prevede in tutta Italia trenta miliardi di finanziamento e puntualmente riesce ad evadere in Sardegna non più di dieci - dodici pratiche. Si tratta con trenta, quaranta milioni non di più, non siamo a livelli della 28, di finanziare un lavoro autonomo allargato a tutti i settori, dai professionisti al commercio, alle imprese in generale. Chiedo che venga votato e chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.
FALCONI (Progr. Fed.). Intervengo molto brevemente sugli emendamenti poc'anzi ripresi anche dal collega Aresu.
Io penso che si stia sbagliando, perché se da un lato molti colleghi si lamentano del fatto che non si fanno leggi di settore ben ordinate, dall'altro lato si ha la pretesa di intervenire su un articolo che riguarda il mondo dell'artigianato, ed è molto importante e molto serio, e si modificano alcune leggi di settore con alcuni emendamenti. Io non penso sia un modo di procedere ordinato e serio; penso invece, anche riferendomi agli interventi sull'articolo precedente, e in particolare sulla 28, che è giusto, è corretto sollevare il problema, è sentito da tutti; occorre rivisitare quella legge, ma non penso sia questa l'occasione per fare bene le cose. Ed allora, se c'è l'impegno di tutti ad andare a rivedere soprattutto i parametri della 28, questo non possiamo chiederlo ai giovani disoccupati. Siccome le leggi le dobbiamo rivedere e correggere noi, assumiamolo noi l'impegno di andare a rivederle.
Ancora, se dovesse passare l'emendamento numero 17, collega Aresu, non è solo a rischio questo provvedimento e questo articolo, perché il tutto verrebbe rinviato d'ufficio dal Governo al controllo comunitario. E` a rischio la legge 28, che a lei sta così a cuore, perché questa legge non è mai stata notificata alla Comunità Europea, ce la richiederebbe, e quindi mette tutto quanto a repentaglio.
Quindi, molto più concretamente e in maniera molto più ordinata, a me pare sia opportuno andare ad approvare questo articolo lasciandolo così com'è; poi, quando parleremo di 28 la rivedremo bene e la rifaremo quella legge, ma non la si può rifare in questo modo, in ordine sparso.
Lo stesso ragionamento vale per la 35: non possiamo appiccicare ad un articolo che riguarda l'artigianato la 28 e la 35, che riguardano il comparto commerciale. Io penso che bisogna andare con le cose in ordine per farle bene.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.
SECCI (Popolari). Intervengo per una velocissima precisazione su un emendamento che è stato discusso, e sul quale il relatore, correttamente, si è rimesso all'Aula.
Io volevo solo ricordare ai colleghi del Consiglio che l'emendamento numero 34, nella sostanza che propone, reintroduce il testo originariamente previsto dall'articolo 2 al comma 3, che la Commissione aveva bocciato, per cui volevo solo ricordare questo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Nivoli. Ne ha facoltà.
SANNA NIVOLI (A.N.). Anche io intervengo brevemente, soprattutto per chiedere un chiarimento all'Assessore, che adesso è impegnato al telefono. E` importante perché possa procedere anche nella valutazione. Mi riferisco all'emendamento numero 111 che il collega Bonesu, fra l'altro, vuole accorpare al suo emendamento numero 14, che rimette in gioco i servizi dei distretti industriali.
Per prima cosa faccio notare all'Aula che anche questo è un emendamento che sostituisce l'originario articolo 3, che era stato bocciato dalla Commissione. C'era stato un emendamento che aveva abrogato l'articolo 3, quindi avrei anche bisogno di capire perché politicamente lo si reinserisce.
Seconda cosa, entrando nei particolari, poiché viene fatto riferimento all'articolo 3 della legge regionale 7 agosto 1997, la quale parla di finanziamenti fino al settanta per cento da parte del Ministero dell'Industria, e nel caso delle regioni che rientrino nell'obiettivo 1, finanziamenti che superino questo settanta per cento.
Allora non capisco perché nella prima allinea, come dice molto elegantemente il professor Macciotta nei suoi interventi, l'Amministrazione regionale è autorizzata a predisporre - nel suo emendamento numero 111, che è una cosa, che è un concetto, che non è soltanto un concetto in termini di ragionamento logico, ma è anche un concetto in termini di ragionamenti legislativi - e/o cofinanziare. Sono due categorie che non hanno niente in comune, cioè non è un finanziamento e/o un cofinanziamento, ma è la predisposizione, che significa semplicemente fare in modo che qualcosa sia preparato per qualcuno, in italiano; mentre finanziare o cofinanziare è un'altra categoria anche in termini legislativi, mi pare. Quindi le chiederei un chiarimento su questo.
Il secondo comma del suo emendamento dice: "La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di industria, adotta apposite direttive di attuazione inerenti priorità, criteri e modalità di concessione, a integrazione delle disposizioni statali in materia", il che significa che se si vuole fare un intervento, predisporre (per scegliere il termine da lei usato) un intervento a favore dei distretti industriali, con questo secondo comma si fa in maniera che il tutto possa non avvenire, perché questo è un intervento prettamente burocratico che spetta strettamente agli uffici dove la volontà politica viene spesso non solo diluita, ma addirittura sopravanzata da, non dico altri interessi, ma da altre priorità, per cui direi che il secondo comma si pone esattamente in conflitto con le intenzioni del primo comma. Quindi, prima di poter dare una valutazione, gradirei un chiarimento ulteriore su questi elementi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Io vorrei un chiarimento, se fosse possibile, da parte dell'assessore Scano, relativamente all'emendamento numero 65, per ciò che riguarda il terzo comma. Al secondo comma vengono estesi i benefici e le agevolazioni di cui al comma 1, anche a quelle imprese artigiane che operano in Sardegna per la realizzazione di iniziative inserite nell'ambito di accordi di programma, eccetera.
Il terzo comma, la parte dei programmi aziendali di spese ammissibili, ma riferite ad imprese artigiane di cui al secondo comma, e che quindi operano nell'ambito di quei territori interessati da accordi di programma, oppure questi incentivi aggiuntivi si riferiscono a tutte le aziende artigiane alle quali sono stati estesi per effetto del comma 1 i benefici della legge 17? Questa è una domanda. A seconda del tipo di risposta, la predisposizione al voto può essere di un tipo piuttosto che di un altro.
Per ciò che riguarda l'emendamento Aresu, che tende a elevare il limite di età, io mi trovo perfettamente allineato con questa posizione, e mi sorprende, o perlomeno desta in me preoccupazione il fatto che non si possa intervenire -secondo quanto sostiene il collega Falconi - con modifiche di questo genere sulla 28, perché, non essendo stata notificata all'Unione Europea, si rischia che l'intera legge possa avere delle complicazioni. Però io a questo punto dico che la motivazione non può essere questa per respingere un emendamento, perché se così facessimo, noi che siamo assemblea legislativa, nasconderemmo situazioni che non sono allineate e coerenti con quelle che sono le disposizioni comunitarie mettendo la testa sottoterra e facendo gli struzzi. Comunque sia, se mai dovessimo intervenire sulla legge 28, caro collega Falconi, questo non sarà evidentemente compito di questa legislatura, ma di chi succederà a noi.
Allora, anche sotto questo aspetto duplice responsabilità nell'aver trascurato di mettere mano ad un provvedimento normativo così importante che, tutto sommato, oggi si ammette non essere conforme a quelle che sono le direttive dell'Unione Economica Europea.
Per ciò che riguarda l'emendamento del quale non ricordo il numero, comunque quello che prevede un contributo di 500 milioni per la Promin - la società di gestione per il contratto d'area di Portotorres - volevo sapere se esistono altre forme di finanziamento di questi soggetti che nascono e sono previsti... altre forme di finanziamento, cioè come vivono queste società di gestione nel momento in cui devono rendere un servizio, e sappiamo in che termini e di quale impegno, e se non sono previste forme di copertura finanziaria per il loro funzionamento, evidentemente la legge istitutiva del contratto d'area è monca e non assolve e non dà risposte.
Mi sorprenderebbe a questo punto, che debba essere sempre la Regione che, con proprie risorse scarse e limitate, debba comunque intervenire per dare risposte di questo tipo. Quindi sarebbe importante sapere e capire quali sono le dotazioni finanziarie di questa società, chi provvede a mettere a disposizione i fondi e in che misura questi sono sufficienti o insufficienti.
Infine, per ciò che riguarda l'emendamento numero 134, di cui sono il primo firmatario, chiederei, se fosse possibile, una sospensione, anche perché si è detto che esistono convergenze tra le forze politiche presenti in aula, e allora si tratterebbe anche, durante le pause dei lavori del Consiglio, di verificare fino a che punto queste convergenze sono tali, e in che termini si può trovare quell'accordo che poi è da recepire in legge finanziaria. Quindi, chiederei la sospensione di questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Alcune delle cose che avrei voluto, o potuto dire, le ha già illustrate il collega Giorgio Balletto. Io intervengo per sostenere tutti gli emendamenti proposti dalle opposizioni, non soltanto per una ragione di principio. Sosteniamo, anzi, con convinzione proprio gli emendamenti proposti dai colleghi Aresu, Montis e Concas, pur sapendo che siamo distinti e lontani anni luce, però noi riconosciamo ai colleghi una sensibilità per le problematiche in materia di lavoro, e siccome abbiamo sempre detto che la questione lavoro non è un problema né di destra né di sinistra, ma è un problema che deve riguardare tutti e deve responsabilmente riguardare il Consiglio regionale nella sua interezza, allora mi pare doveroso spendere qualche parola proprio sugli emendamenti proposti dai colleghi, in particolare l'emendamento numero 17, quello che estende dai 35 ai 40 anni il requisito soggettivo per accedere ai benefici della legge 28. Io non mi spaventerei, lo dico ai colleghi del PDS, che sull'argomento sono intervenuti, perché se non si ha contezza che ormai la disoccupazione sta caratterizzando negativamente sempre più una fascia d'età che non è solo quella giovanile, ma anche quella che si avvia verso appunto l'età dei quarant'anni, persone che rischiano di essere espulse definitivamente dal mercato del lavoro, se non si ha contezza di questo problema mi pare che non si abbia consapevolezza della drammatica situazione che ormai coinvolge anche fasce di età sui quarant'anni.
Così come l'emendamento numero 31, che estende alle piccole e medie imprese commerciali, e sottolineo opportunamente che l'emendamento si preoccupa anche di evidenziare "aventi sede legale ed operanti in Sardegna", perché bisogna ormai smetterla con il regalare troppo a chi viene fuori e poi nulla lascia in Sardegna. Così come l'emendamento numero 34, che riporta a razionalità quella che spesso è la ipertrofia della burocrazia regionale e dei tempi della burocrazia, laddove viene posto un termine preciso - sessanta giorni - per lo svolgimento dell'istruttoria tecnica delle pratiche. Mi pare dunque che questi emendamenti, proprio perché rispondono ad un criterio di serietà e soprattutto di aderenza alla realtà, debbano essere da noi sostenuti. Mentre invece, non poche perplessità suscita l'emendamento numero 66 della Giunta regionale, perché se si vuole sanare una situazione, si dica: "Abbiamo utilizzato la consulenza di questa società consortile per azioni Promin, e dobbiamo pagare a questa società qualcosa come cinquecento milioni". Ma che l'emendamento esordisca testualmente: "Al fine di favorire la ripresa economica ed occupazionale dell'area di crisi della Sardegna nord occidentale", uno pensa che questo emendamento debba prevedere, semmai, chissà quali interventi a favore dei disoccupati e a favore delle attività di impresa di quella zona. E poi, il tutto si risolve invece con la richiesta di autorizzazione ad avvalersi della società consortile per il supporto tecnico operativo in relazione agli interventi statali e regionali nell'ambito territoriale del contratto d'area. Il che farebbe supporre che l'Amministrazione regionale ancora non si è avvalsa di questo supporto. Sennonché si conclude questo emendamento con la richiesta dell'erogazione di un contributo di lire cinquecento milioni per il 1998 - ormai mancano appena venti giorni perché l'anno si chiuda - quale corrispettivo forfettario per l'attività da questa svolte.
Questo è un modo singolare, davvero non è chiaro, non è assolutamente trasparente; vorremmo sapere che cosa ha fatto la società Promin, perché non è stata autorizzata la spesa prima della effettuazione di questa attività, in cosa si è concretizzata questa attività, quali ricadute per favorire la ripresa economica ed occupazionale in quest'area di crisi ha determinato l'intervento della Promin.
Su queste domande, proprio per una ragione di chiarezza, perché altri noi andiamo sempre a fare le sanatorie, si parla addirittura di corrispettivo forfettario, che è una espressione ancor più inquietante, perché non sappiamo a quale attività questo corrispettivo forfettario debba fare riferimento.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Montis. Ne ha facoltà.
MONTIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo molto brevemente; non sarei intervenuto se non avessi sentito un'espressione; ho avuto un momento di distrazione e può darsi che mi sia sbagliato, se mi sono sbagliato chiedo scusa. Qualcuno ha parlato di accanimento delle nostre proposte. Io, vi assicuro, non solo che non c'è nessun accanimento, ma che sono determinate da un esame che può non essere condiviso da parte della maggioranza o da parte del relatore o da parte della Giunta regionale, ma è stato fatto con molta cognizione di causa, con molto senso di responsabilità.
Il nostro impegno è serio e ragionato. Tanto è vero che, pur non impegnandoci ad esprimere in questo momento quale sarà il nostro voto su questo disegno di legge, tuttavia vorrei dire che noi favoriamo una rapida approvazione dello stesso. Lo abbiamo dimostrato anche in questa occasione, dando per esempio per illustrato qualcuno di questi emendamenti, ed intervenendo brevemente. Voi non potete considerare; noi, quando manteniamo alcuni articoli, come questo "37", proprio per le cose che ha detto l'Assessore. Ci sono anche altri riferimenti, ma sono insufficienti.
Io debbo dirvi che oggi sono apparsi sulla stampa i dati sull'occupazione. Ci sono seimila disoccupati in più in Sardegna. E` vero che c'è qualcuno che dice che i disoccupati sono 143 mila e che gli altri sono in cerca di lavoro, sono le nuove leve iscritte agli uffici di collocamento, e sono in cerca di lavoro. Io vorrei però dire a costoro che cosa sono questi, se sono disoccupati, quelli in cerca di lavoro, i giovani, quelli che hanno maturato una nuova leva in questo anno e si sono iscritti all'ufficio di collocamento e non hanno trovato (scusate il bisticcio delle parole) collocazione nelle attività occupative in Sardegna, cosa sono? Noi abbiamo in realtà seimila disoccupati in più in Sardegna dal 1997 al 1998.
Qualunque azione, qualunque iniziativa, qualunque proposta che non sia una proposta demagogica e che non sia di accanimento, può essere considerata valida, e io ritengo che voi avreste dovuto considerarla valida ed accoglierla.
Riteniamo, tra l'altro, che questi cinque miliardi nel capitolo 10137, ci sia abbastanza capienza, perché se nel provvedimento nazionale dell'impegno giovani non è possibile soddisfare che pochissime iniziative che vengono prese dagli stessi giovani in Sardegna perché non incentivarle? Sono posti di lavoro. E` occupazione che può andare in tutte le direzioni, che può andare a vantaggio anche modestissimo di incremento dell'occupazione, e quindi di un miglioramento delle condizioni economiche e sociali del nostro popolo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). E` stato già affrontato il problema dell'emendamento numero 66 presentato alla Giunta, ma mi pare di dover spendere qualche parola anch'io, perché innanzitutto ci troviamo a stanziare una somma per una prestazione evidentemente già avvenuta, perché il 1998, come metteva in evidenza il mio Capogruppo, ormai è concluso, quindi evidentemente si tratta di una sanatoria a posteriori. Poi mi pare che questo corrispettivo stabilito, tra l'altro, in modo forfettario, vada in tutt'altra direzione che quella dell'occupazione e di un provvedimento che intende incidere sulla disoccupazione in Sardegna.
Io ho l'impressione che si tratti del solito provvedimento che eroga le risorse regionali a pioggia, ma non nella direzione voluta, come mettevano in evidenza altri colleghi poco fa, in particolare l'onorevole Montis.
Noi non stiamo andando incontro alla disoccupazione, stiamo andando incontro a delle esigenze particolari, a delle esigenze di gruppo, a delle esigenze clientelari che noi dobbiamo, in qualche modo, assolutamente condannare.
Quindi sono contro, in modo deciso, all'approvazione di questo emendamento della Giunta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sassu. Ne ha facoltà.
SASSU (Progr. Fed.). Presidente, prima di passare al voto dell'articolo e degli emendamenti, intervengo per dire che come relatore di maggioranza ritengo che la proposta del collega Balletto, per quanto riguarda la sospensione dell'emendamento numero 124, finalizzato a verificare una possibile sintesi dell'Aula sull'argomento di quell'emendamento stesso, può essere accolta anche in relazione al fatto che è un emendamento aggiuntivo, quindi ci potrà consentire di votare l'articolo, di votare tutti gli altri emendamenti, quindi di scorporare, per il tempo necessario, l'emendamento numero 124 al fine appunto di trovare questa sintesi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (Gruppo Misto). Intervengo molto brevemente soltanto per ricordare ai colleghi di Forza Italia che l'emendamento numero 66 - Giunta regionale, non è altro che un saldo di impegni rispetto ad un ordine del giorno fatto approvare da questo Consiglio regionale, che recava "impegni del Consiglio regionale nei confronti della Giunta" perché la Giunta stanziasse una cifra, mi sembra proprio di cinquecento milioni in favore della Promin; per cui non è una novità, a mio avviso è soltanto un saldo di impegno, una cosa che arriva in ritardo rispetto ai tempi che la Giunta avrebbe dovuto attuare rispetto al conferimento di questi soldi alla Promin.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.
PINNA, Assessore dell'industria. Intervengo brevemente solo per dare una risposta dovuta all'onorevole Sanna relativamente ai distretti. La riproposizione di questo articolo da parte della Giunta, risponde al fatto che i distretti industriali sono la forza dello sviluppo di intere nostre regioni in Italia. In Sardegna ne abbiamo potuto delimitare soltanto quattro perché la normativa attuale della "317" è molto rigida, ma il Governo nazionale è consapevole di questo e sta già modificando la legge, e questo ci consentirà di estendere l'esperienza dei distretti anche ad altre aree della regione.
Il meccanismo è quello che lei richiamava, del cofinanziamento, forse c'è una "O" di troppo, nel senso che si potrebbe dire "predisporre e cofinanziare", perché l'alternativa non si può dare. E` difficile che noi possiamo cofinanziare senza predisporre programmi, o che possiamo predisporre programmi senza cofinanziare. Quindi si potrebbe dire "predisporre e cofinanziare". Poi, che i programmi li debba proporre la Giunta mi sembra evidente, e non ci sarebbero altrimenti altre modalità per erogare le risorse; naturalmente avverrà sulla base delle richieste delle imprese localizzate nei distretti. A questo riguardo l'emendamento proposto dall'onorevole Bonesu mi sembra una utile integrazione, quello con riferimento all'emendamento numero 14, e che vi debbano essere delle direttive è semplicemente una indicazione alle imprese localizzate nei distretti sulle modalità attraverso le quali possono accedere ai finanziamenti per i servizi.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Per chiudere rapidamente su alcune questioni che sono state poste. Sento di dover tornare sull'emendamento numero 17 e dico, anche un po' accoratamente, collega Aresu, il riferimento alla "28" perché vogliamo inserirlo? Era sfuggita anche a me questa cosa prima, è meglio non inserirlo nel "447", non dico altro.
Sull'emendamento numero 31 non ho nulla da aggiungere a ciò che ha detto Falconi. Sulla PROMIN ha detto Vassallo. Ai colleghi dell'opposizione che hanno posto la questione della PROMIN, voglio dire che si tratta di un finanziamento, anche se presentato nella forma che emerge dall'emendamento, per la fase di avvio.
La PROMIN è il soggetto promotore istruttore del contratto d'area, non è un organismo di partito. Ci sono dentro tutte le forze sociali e imprenditoriali della Provincia di Sassari. I sassaresi lo sanno, credo tutti, anche i colleghi dell'opposizione. Quindi mi permetto di sottolineare la positività di questo emendamento.
Poi andrà avanti con le provvigioni che sono previste dalla legge nazionale, proprio in relazione alle pratiche istruite.
Per quanto riguarda la richiesta di chiarimento che veniva avanzata da Balletto sull'emendamento numero 65, credo che sia opportuno che l'Assessore dell'artigianato dia una breve risposta.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.
PABA, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Mi pare che l'estensione delle agevolazioni della 17 alle imprese artigiane prevede la concessione di un contributo a fondo perduto.
Nel caso in cui l'intensità di questa agevolazione fosse inferiore a quella ammissibile sulla base dei limiti dell'Unione europea è possibile applicare l'articolo 3 della legge 31 che prevede anche un'agevolazione sotto forma di concorso sugli interessi. Quindi questa formulazione consente alle imprese artigiane di utilizzare al massimo tutta la batteria di agevolazioni possibili, pur rimanendo all'interno dei massimali di aiuto dell'Unione europea.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Aresu. Ne ha facoltà.
ARESU (Gruppo Misto). Per accogliere l'invito dei colleghi e dell'Assessore sul ritiro dell'emendamento numero 17, chiedendo all'Assessore, e per lui all'intera Giunta, che accolga di rimbalzo un altro invito. La Commissione lavoro si è impegnata già da domani ad emanare eventualmente un provvedimento che omogeneizzi tutti i settori, per stabilire quale età si intende per giovani in tutti i comparti. Le chiedo solamente, anche per evitare un eventuale ordine del giorno, che la Giunta rispetti l'impegno e la volontà della Commissione lavoro.
Per cui l'emendamento 17 è ritirato; l'emendamento numero 19, l'ho detto prima, è ritirato, rimangono gli altri con la richiesta di voto segreto per quelli che ho enunciato nel primo intervento.
PRESIDENTE. Consigliere Aresu chieda il voto segreto volta per volta.
Ha domandato di parlare il consigliere Aresu. Ne ha facoltà.
ARESU (Progr. Fed.). Sull'ordine dei lavori, è possibile elencare l'ordine di votazione degli emendamenti, per cortesia?
PRESIDENTE. Se passa il 65 decadono il 31, il 33, il 35 e il 53. Il 32 rimane esclusivamente nella parte in cui fa riferimento alla data, cioè entro 60 giorni, mentre il 34 si può votare. Quindi l'ordine dovrebbe essere 65, 14, 111, 34, 37, 66 e 124.
Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 65, sostituivo totale dell'articolo 2.
(E` approvato)
Decadono gli emendamenti numero 31, 33, 35 e 53.
Nel primo comma del 65, consigliere Aresu, è contenuto l'emendamento numero 31.
Ha domandato di parlare il consigliere Aresu. Ne ha facoltà.
ARESU (Gruppo Misto). L'emendamento numero 31 è aggiuntivo, Presidente, non sostituivo, per cui si vota dopo e non decade anche se passa l'emendamento della Giunta.
PRESIDENTE. E` contenuto nell'emendamento della Giunta.
ARESU (Gruppo Misto). Mi dispiace contestarla ma non mi risulta, cioè non riesco a cogliere nessun nesso.
PRESIDENTE. Mi correggo onorevole Aresu, chiedo scusa.
Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento 111 con la correzione proposta dall'onorevole Bonesu. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
ARESU (Gruppo Misto).Chiedo la votazione a scrutinio segreto sull'emendamento numero 31.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 31.
Risultato dalla votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
Presenti 67
Votanti 67
Maggioranza 34
Favorevoli 34
Contrari 33
Il Consiglio approva.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO BERRIA - BERTOLOTTI BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - OPPIA - PALOMBA - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Metto in votazione l'emendamento numero 32, per la parte relativa ai 60 giorni. Chi lo approva alci la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 34. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
ARESU (Gruppo Misto). Chiedo la votazione a scrutinio segreto sull'emendamento numero 37.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento 37.
Risultato dalla votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
Presenti 66
Votanti 66
Maggioranza 34
Favorevoli 25
Contrari 41
Il Consiglio non approva.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Metto in votazione l'emendamento numero 66. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
E` stata chiesta ed accordata la sospensione dell'emendamento numero 124.
L'articolo 3 è soppresso.Si dia lettura dell'articolo 4.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 4
Finanziamento integrativo per la realizzazione di interventi infrastrutturali per gli insediamenti produttivi
1. E' autorizzata la spesa complessiva di lire 20.000.000.000, in ragione di lire 10.000.000.000 per l'anno 1998 e di lire 5.000.000.000 per ciascuno degli anni 1999 e 2000, per la concessione di contributi a comuni per il reperimento e l'attrezzatura di aree da destinare all'insediamento di aziende artigiane e di altre unità produttive in attuazione di Piani per Insediamenti Produttivi (PIP) formalmente approvati (cap. 09052).
2. I contributi di cui al comma 1 sono concessi:
I. per la realizzazione nei PIP di opere infrastrutturali di interesse sovracomunale o per la realizzazione di PIP di interesse sovracomunale o per la trasformazione in senso sovracomunale di PIP, come tali riconosciuti mediante apposita convenzione stipulata tra più comuni limitrofi ai sensi dell'articolo 24 della Legge 8 giugno 1990, n. 142, e con la quale sono anche concordati i criteri e le modalità di assegnazione delle aree attrezzate, tenendo conto dell'interesse dei diversi comuni convenzionati;
II. per il completamento di PIP già parzialmente realizzati;
III. per l'ampliamento o la nuova realizzazione di PIP in comuni privi di agglomerati industriali, a fronte di un numero significativo di domande di aree localizzative presentate da imprese
3. E' autorizzata la spesa complessiva di lire 30.000.000.000 in ragione di lire 10.000.000.000 per ciascuno degli anni 1998, 1999 e 2000, per la realizzazione di infrastrutture negli agglomerati industriali della Sardegna (cap. 09054).
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ZUCCA
PRESIDENTE. All'articolo 4 sono stati presentati sei emendamenti.
Se ne dia lettura.
DEMONTIS, Segretario:
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 29 ha facoltà di illustrarlo.
(?) Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 38 ha facoltà di illustrarlo.
MACCIOTTA (Gruppo Misto). Soltanto una modifica formale perché se la destinazione di questi contributi si riferisce, come dice il testo, al reperimento di attrezzature e di aree, se per reperimento intendiamo l'identificazione di aree questa è stata già fatta dal piano per gli insediamenti produttivi che deve essere, per avere gli aiuti, formalmente già approvato, allora l'emendamento soppressivo è stato presentato con questo scopo e con questo spirito. Se per reperimento, viceversa, intendiamo l'acquisizione delle aree, allora forse è meglio dire chiaramente acquisizione anziché reperimento.
PRESIDENTE. Capisco benissimo il senso della illustrazione, sennonché nell'emendamento c'è scritto semplicemente che è tolta la parola "reperimento" e non c'è scritto che è sostituita dalla parola "acquisizione", come sarebbe più logico. Oralmente ha chiarito, quindi basta mettere acquisizione. Penso che il senso dell'emendamento sia questo.
Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per illustrare l'emendamento numero 126.
BALLETTO (F.I.). Con l'emendamento numero 126 si propone la soppressione della lettera C) dell'articolo 4.
Dibattendo e discutendo in Commissione è emerso un dato che è preoccupante per la sua entità: la Sardegna è la regione d'Italia che ha il massimo numero di PIP. Con questo emendamento addirittura si vuole anche favorire la realizzazione di nuovi PIP, nell'ipotesi in cui ci fosse un numero significativo di domande localizzative presentate dalle imprese.
Mi sembra che questo fatto sia veramente, oltre che eclatante e clamoroso, esclusivamente e solamente eccessivo, per cui se ne propone la soppressione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Tunis Gianfranco per illustrare l'emendamento numero 50.
TUNIS GIANFRANCO (Popolari). L'emendamento numero 50, così come il 46, il 47 e il 48, che hanno un unico filo logico, sostanzialmente ripropone alcune richieste che erano già state espresse dalla sesta Commissione e di cui non si è tenuto conto in sede di Commissione bilancio.
Con l'emendamento in parola si vuole demandare ai Consorzi industriali di sviluppo l'attualizzazione della programmazione regionale e il coordinamento della realizzazione delle infrastrutture pubbliche.
Illustro brevemente anche i successivi emendamenti. Si chiede anche che venga estesa la competenza ai consorzi industriali sullo sportello unico per le attività produttive e di assistenza alle imprese. Questo in raccordo con i comuni, essendo i consorzi stessi istituiti per rispondere alle esigenze sovraccomunali dei comuni consorziati.
Non si vuole con questi emendamenti ridurre competenze dei comuni, tutt'altro, ma allorché in una medesima zona industriale vi è la confluenza di più comuni non si può prescindere dal coinvolgere i consorzi industriali, e questo sempre nel rispetto della normativa vigente.
Per questo chiedo a quest'Aula che la questione venga valutata attentamente. Occorre una riflessione ponderata, perché con la riaffermazione del ruolo dei consorzi industriali si può realizzare perequazione e riequilibrio tra i diversi comuni.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Montis per illustrare l'emendamento numero 30.
MONTIS (Gruppo Misto). Se non ricordo male in occasione della discussione del bilancio 1998 il problema fu affrontato perché si proponeva un'estensione dei PIP, fu detto allora che quelli esistenti erano già un numero sufficiente a produrre insediamenti di carattere artigianale e oltre, tuttavia il reperimento delle aree, l'infrastrutturazione, eccetera, erano così costosi da avere bisogno di ulteriori finanziamenti, cosa che non fu approvata in quella discussione, non credo di ricordare male.
Riteniamo che questo articolo, che predispone questa risorsa finanziaria, sia ancora insufficiente.
I PIP dove hanno funzionato, cioè dove c'è stata un'amministrazione attiva, un processo di pubblicizzazione, di stimolo da parte delle amministrazioni locali, hanno reso un servizio importante e hanno prodotto anche occupazione.
Ecco perché, ritenendolo insufficiente, noi proponiamo per l'anno in corso e per il 1999 un aumento di qualche miliardo di lire, si tratta di poca roba, 5 miliardi per il 1998 e 5 miliardi per il 1999.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 39, a firma Cugini-Macciotta, erroneamente era stato attribuito all'articolo 4, mentre in effetti si riferisce al comma 4 dell'articolo 5 e va illustrato quando passeremo a esaminare l'articolo 5.
Prima di chiedere il parere sia del relatore che della Giunta, debbo chiedere agli estensori dell'emendamento numero 126 e dell'emendamento numero 29 se la loro richiesta di soppressione rimane anche tenendo conto di quanto dice l'emendamento numero 50, che riprende gli stessi temi, gli stessi argomenti relativi al punto in cui si intende sopprimere una parte, però con una riformulazione che mette il problema sotto una nuova luce.
Volevo dire, se il consigliere Balletto intende, anche alla luce dell'emendamento numero 50, mantenere l'emendamento soppressivo parziale che ha ipotizzato, relativo ai PIP, ovvero se la formulazione dell'emendamento numero 50 implica che quella soppressione parziale non abbia più luogo.
Questo voglio sapere sia per l'emendamento numero 126 che per l'emendamento numero 29, a firma Aresu, Montis e più, il problema è analogo, sono stato chiaro?
Consigliere Aresu ho interpellato anche lei. Chiedevo se l'ipotesi di soppressione della lettera A) del comma 2 dell'articolo 4 da lei ipotizzata con l'emendamento numero 29 rimane in piedi, come richiesta, anche nel caso che venga approvato l'emendamento numero 50, a firma Tunis Gianfranco e più, che riprende gli stessi argomenti relativi al PIP ma collocandoli in una nuova luce, con una formulazione diversa, se anche in presenza di questa nuova formulazione la richiesta di soppressione parziale rimane in piedi, questa è la domanda. Prima di passare ai parere mi pare che sia necessario chiarire preliminarmente questo.
ARESU (Gruppo Misto). Ha ragione Presidente, se dovesse passare l'emendamento numero 50 automaticamente, secondo me, andrebbe a cadere l'emendamento numero 29.
PRESIDENTE. Onorevole Aresu, la risposta è chiara, attendo la risposta dell'onorevole Balletto che sarà data dall'onorevole Bertolotti. Prego.
BERTOLOTTI (F.I.). Signor Presidente la combinazione di questi emendamenti vuole porre in luce come si voglia evitare sprechi di risorse e politiche, cosiddette, puramente di campanile. E` chiaro che alla luce dell'emendamento numero 50 che individua, invece, nei consorzi industriali e nelle aree limitrofe la possibilità di realizzare aree di insediamento attrezzate, segue ovviamente una logica e una politica diversa, quella di creare un maggior coordinamento, di evitare gli sprechi e conseguentemente, se dovesse essere approvata la filosofia indicata nell'emendamento numero 50, ci accontentiamo di questo, nel senso che dovremmo ipotizzare che la Giunta regionale, il Governo regionale, finanzino soltanto iniziative collegate alle aree industriali.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti numero 38, 50, 30 e 125, ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.
SASSU (Progr. Fed.), relatore. Per quanto riguarda l'emendamento numero 38 a firma del consigliere Macciotta, il senso della formulazione del comma 1 è questo: il termine reperimento significa acquisizione. Sono convinto che sia più esplicita e più chiara la formulazione "acquisizione", quindi verbalmente propongo che si modifichi il termine "reperimento" in "acquisizione".
Per quanto riguarda l'emendamento numero 50, che però recepisce anche altri emendamenti, quindi è bene che esprima l'opinione della Commissione anche sugli emendamenti numero 29 e 126.
Per quanto riguarda il contenuto dell'emendamento numero 29, che tende a sopprimere la lettera A) del secondo comma dell'articolo 4, e cioè l'indicazione di realizzare nei PIP "opere infrastrutturali di interesse sovracomunale", si dà parere contrario all'emendamento perché è opinione ormai acquisita, anche da parte del Consiglio e di tutte le forze politiche, che va in direzione del favorimento (?) del raccordo fra i Comuni e non solo per quanto riguarda i PIP ma anche per servizi e per altri interventi da parte dei Comuni stessi. Quindi, l' esigenza di trovare forme di coordinamento dei Comuni mi pare più che giustificata.
Per quanto riguarda il tema proposto dall'emendamento numero 126, che poi è recepito nell'emendamento numero 50, finalizzato a sopprimere la lettera C) cioè l'ampliamento e la nuova realizzazione di PIP, si capisce il senso, così com'è stato illustrato da parte del collega Balletto...
PRESIDENTE. Il "126" è ritirato.
SASSU (Progr. Fed.), relatore. E' ritirato, ma è contenuto all'interno del "50". Riprendo il contenuto per esprimere poi il concetto sul "50". La formulazione della lettera C) del secondo comma pone due condizioni che secondo me sono dei limiti importanti, cioè dice che abbiamo ampliamento e nuova realizzazione solo di fronte a due condizioni; la prima è che si tratti di Comuni privi di agglomerati industriali, cioè territori dove non ci sono strutture che possono consentire gli insediamenti produttivi; l'altra condizione, giusta, è che ci si trovi di fronte ad un numero significativo di domande da parte di imprese. Queste sono due condizioni che invece dovrebbero favorire la permanenza del contenuto di questa lettera C) del secondo comma.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 50 sono contrario perché contiene questi due concetti a cui ho fatto riferimento, in più inserisce un nuovo concetto, cioè che il comune dovrebbe subordinare la decisione di insediamento al parere dei Consorzi Industriali. Allora, i Consorzi sono una emanazione dei Comuni, quindi credo che la proposta avanzata da questo emendamento non sia accoglibile, anzi si chiede ai presentatori di ritirarla e di riconsiderare il problema in altri provvedimenti.
(Interruzione del consigliereTunis Gianfranco)
Per quanto riguarda l'emendamento numero 30, a firma dei consiglieri Montis, Aresu e Concas, si chiede un incremento di risorse per quanto riguarda il comma 1 dell'articolo 4, cioè sono gli insediamenti produttivi PIP. Voglio ricordare solamente che nel corso dell'anno il Consiglio regionale ha già approvato un altro provvedimento della "402" che già dedica risorse consistenti per quanto riguarda i PIP, più i venti miliardi di questo provvedimento; 67 miliardi erano già stati già indicati per quanto riguarda gli agglomerati industriali ma già in tutti questi anni ci sono stati una serie di risorse e di impegni finanziari notevolissimi che vanno in questa direzione. Quindi io credo che l'emendamento non possa essere accolto.
Rimane da motivare il parere sull'emendamento numero 125, a firma del consigliere Balletto, Pittalis e più, che tende a modificare la dislocazione delle risorse negli anni del triennio. La terza Commissione, nei suoi lavori, aveva operato nella direzione proposta dall'emendamento avanzato dal collega Balletto, cioè di trasferire tutte le risorse del '98 nelle annualità successive, ed era comprensibile il motivo per cui la Commissione si muoveva in questa direzione.
Però noi abbiamo ascoltato tutti che la Giunta regionale ha detto alla Commissione di essersi trovata di fronte alla necessità di rimodulare le risorse proprio per un problema tecnico di copertura finanziaria nel triennio; quindi, evidentemente, c'è un'esigenza diversa di rimodulazione delle risorse in questo modo. Per questo credo che l'emendamento possa essere ritirato, anche alla luce di queste considerazioni.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Per quanto riguarda l'emendamento numero 38 se c'è un consenso, effettivamente, potrebbe essere sostituita la parola "reperimento" con la parola "acquisizione" e la Giunta è d'accordo.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 50, il parere della Giunta è conforme a quello della Commissione.
Colleghi, come Regione (il Consiglio naturalmente può decidere quello che ritiene giusto) non possiamo vincolare la Regione a definire la propria politica per quanto riguarda i PIP con i consorzi industriali che sono entità soggette alla vigilanza della Regione, e che possono anche avere obiettivi e finalità non necessariamente collimanti con i soggetti che chiedono invece di insediarsi nei PIP.
Credo sia una cosa abbastanza ragionevole. L'intesa è una figura giuridica ben precisa, allora però dobbiamo riscriverlo completamente; se si tratta di una generica o generale esigenza di coordinamento, è un punto, ma se noi scriviamo "intesa" che è ripetuto due volte nel testo, significa un'altra cosa. Anche dal punto di vista di una scrittura tecnica, occorrerebbe una compiuta e completa riformulazione perché così creerebbe numerosissimi problemi.
Quindi, il parere della Giunta sull'emendamento, così come formulato, non può che essere contrario.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 30 facevamo un rapido calcolo: fra il "447", la legge finanziaria, sono stanziati per i PIP 40 miliardi, a cui è da aggiungere la dotazione presente sulla "402" che veniva prima richiamata.
Non voglio dire che siano soddisfacenti; ci sono sicuramente domande, istanze e pratiche eccedenti questa dotazione, ma tuttavia crediamo che si tratti di una dotazione corposa. Probabilmente, ci sono priorità sociali che andrebbero considerate con maggiore sensibilità rispetto ad utilizzazioni di questo genere; qualche settimana fa mi è successo di andare in un territorio dove, in relazione ad un piano integrato d'area, c'era una forte contestazione perché non era stato incluso il finanziamento del PIP. Io ho detto: "Se mi fate pervenire, nel giro di qualche settimana, attraverso contatti formali o informali, una documentazione sui soggetti interessati ad insediarsi nel PIP, assumo l'impegno di proporre alla Giunta regionale di rivedere la fisionomia del programma integrato d'area".
Non ho avuto notizie perché non c'erano, o non c'erano in misura significativa, imprese artigiane interessate a insediarsi in quel PIP. Quindi, dobbiamo avere anche una certa cautela.
Ci sono sicuramente istanze superiori a questa cifra, ma tuttavia stiamo predisponendo, abbiamo predisposto nei vari strumenti a cui ho fatto riferimento, una dotazione che è di una certa rilevanza.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 125, ha detto bene il relatore, c'è quella manovra emendativa tecnica della Giunta che rimodula l'indebitamento nei tre anni.
Un emendamento di questo genere, ove venisse approvato, creerebbe problemi di carattere tecnico e non di carattere politico.
PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti. Ha domandato di parlare il consigliere Aresu. Ne ha facoltà.
ARESU (Gruppo Misto). Gli altri firmatari mi hanno fatto notare che è il caso che l'emendamento numero 29, anche in caso di approvazione dell'emendamento numero 50, rimane perché, per una mia svista, all'interno dell'emendamento numero 50 c'è quello che io con i colleghi intendevamo sopprimere, cioè si trova dentro il punto A dell'articolo 4.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 30, per i PIP nessuno mette in discussione che ci sono state enormi quantità di risorse; siamo d'accordo e condividiamo, ma stiamo andando avanti da un paio d'anni con questo, sapendo che le risorse non mancano, sapendo (come lei sa benissimo ed anche l'Assessore Pinna) che molti PIP sono incompleti e sono incompleti per poche centinaia di milioni.
Possiamo farne tutti esempi di visite sui PIP, in favore e contro, possiamo fare riferimenti nello stesso territorio (e lei sa da quale territorio provengo) tra certi PIP realizzati a metà e certe zone industriali che a oggi sono costate 150 miliardi, ed altri PIP che sono costati un miliardo, un miliardo e mezzo (e l'Assessore Pinna sa a cosa mi riferisco) e con altri 500 milioni riusciamo a completarli.
Il discorso è solamente questo, pur condividendo il fatto che le risorse sono enormi, e lo condivido, ma non bastano anche se sono enormi. Un altro piccolo sforzo, che è nella cifra di 10 miliardi nel biennio, ci consente di completare 15, 20 o 25 PIP. 10 miliardi messi in una "zirri" (?) a "Perd'e cuaddu" o in certe.... (?) non si notano, Assessore, il discorso è questo, senza contestare tutto l'altro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Tunis Gianfranco. Ne ha facoltà.
TUNIS GIANFRANCO (Popolari). Vorrei precisare che sulla base delle cose dette anche dall'Assessore Scano, sono dell'avviso che l'intesa possa essere anche tralasciata, però il coordinamento dei consorzi industriali si impone comunque perché nell'ambito dei consorzi industriali c'è sempre una confluenza di più comuni, quindi ci deve essere un ente sovracomunale che ponga ordine in questa situazione.
Quindi, insisterei almeno per il coordinamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.
SANNA SALVATORE (Progr. Fed.). Volevo dire che mi pare che l'articolo, così come è scritto, abbia un certo equilibrio tra le diverso fattispecie di casi che si possono presentare. Faccio questa affermazione e contestualmente dico che sono contrario agli emendamenti presentati, sia quello che tende a sopprimere la lettera A, sia quello tende a sopprimere la lettera C.
Vorrei ricordare che ci sono delle situazioni particolari, che ricordava anche l'assessore Scano, e cito un esempio: in un patto territoriale che riguarda i Comuni di Selargius, Settimo e Quartucciu, è stata presentata una proposta di un piano per gli insediamenti produttivi. Ora, non si può dire che siccome ci sono troppi PIP in Sardegna, non se ne devono fare altri. Ci sono delle zone dove, obiettivamente, ci sono esigenze reali e concrete. Non dimentichiamo che all'interno dei PIP vanno ad operare soprattutto le piccole imprese artigiane.
Faccio degli esempi; quando le officine meccaniche che sono entro i paesi saranno costrette, a brevissimo tempo, a trasferirsi, perché portano avanti attività insalubri, se non vi sono delle aree debitamente attrezzate, che normalmente sono i PIP, queste ditte artigiane saranno costrette a chiudere.
Allora, ci sono delle realtà che, di volta in volta, debbono essere esaminate e messe nelle condizioni di fare delle scelte che diano risposte concrete. Ecco perché ritengo indispensabile mantenere sia la previsione della lettera A, che indirizza ad una visione sovracomunale degli interventi PIP e non semplicemente comunali, come la massima parte di quelli che sono stati realizzati finora, sia la lettera C, che prevede anche nuove localizzazioni. Mi pare che nella lettera C vi sia contenuto anche un elemento nuovo, costituito dal fatto che ci deve essere una reale e concreta richiesta che emerge e che fa emergere un bisogno.
Per quanto attiene invece all'emendamento presentato dal collega Tunis, io inviterei il collega Tunis a riflettere su un dato: i consorzi industriali sono degli strumenti che si danno i Comuni per portare avanti una certa scelta politica. Non è pensabile che sulla base di questo i consorzi vengano in qualche modo anteposti o sovrapposti ai Comuni. Credo che la scelta vada lasciata, così com'è scritto nell'articolo, e nulla vieta ai Comuni, una volta che avranno deciso di realizzare l'intervento, di affidarne la realizzazione anche ai consorzi, laddove lo decidessero.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Posso anche capire che, in termini di interessi, che si manifestano soprattutto per gli amministratori locali che avranno il problema di dover sistemare alcune attività imprenditoriali che rischiano di non poter più coesistere con i centri abitati, ma questo è un problema che non riguarda solo la Sardegna, ma riguarda tutto il territorio nazionale.
E` giusto che ogni comune, se questo concetto fosse esasperato fino all'estremo limite, debba avere il suo PIP?
Questa è una domanda che noi legislatori dobbiamo porci, e proprio con riferimento ad una possibile risposta, ecco la ragione e la motivazione dell'emendamento di Forza Italia che prevede la soppressione della lettera C; non siamo entrati nel merito delle risorse occorrenti per dare completamento ed attuazione ai PIP già in corso di realizzazione, però ci sembra veramente opportuno che la Regione dia un segnale che inverta la rotta, cercando di evitare che situazioni di questo genere - e quindi creazione di nuovi PIP - possano crearsi in quelle realtà dove non sono affatto giustificati da condizioni economiche di una certa rilevanza.
Va detto che la lettera C parla di un numero significativo di domande, ma il numero significativo di domande, se non è ancorato a parametri ben definiti o determinati, si presta ad un margine di discrezionalità tale che, passatemi il termine, potrebbe anche sfiorare l'arbitrio.
Ecco perché l'emendamento che è stato proposto rimane. Per quello che riguarda invece l'altro emendamento che propone lo spostamento delle risorse, prendiamo atto delle spiegazioni date dal relatore di maggioranza, confortate anche dalle dichiarazioni dell'assessore, pertanto l'emendamento numero 125 si intende ritirato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'assessore dell'industria. Ne ha facoltà.
PINNA, Assessore dell'industria. In particolare, con riferimento all'emendamento numero 50 ma richiamando anche le altre questioni. Credo che tutti noi condividiamo il fatto che la nostra regione abbia uno sviluppo diffuso. Spesso ci sono appassionati dibattiti sui piccoli comuni che muoiono, sulle realtà che si spopolano, sui processi di inurbamento.
Ora, noi siamo strutturalmente una regione con una superficie molto ampia rispetto alla media nazionale, siamo come la Sicilia, meno mille chilometri quadrati, ma abbiamo una popolazione che è meno di un terzo della Sicilia. Questo significa che, se vogliamo avere quello sviluppo diffuso al quale tutti crediamo, dobbiamo avere una rete di infrastrutture diffusa.
Questo non vuol dire che io penso, e nessuno di noi della Giunta auspica, un PIP per ogni comune, anzi occorre invertire questo tipo di tendenza, tant'è vero che si è detto nella norma: priorità ai completamenti, PIP sovracomunali, proprio per evitare la polverizzazione e, in via eccezionale, in aree che risultano isolate (magari anche in riferimento a comuni di una certa dimensione), eventualmente, ma come fatto eccezionale, anche qualche nuovo PIP
Cancellare anche la norma per cui in Sardegna non ci deve essere più un nuovo PIP, a mio giudizio, è un eccesso, naturalmente deve essere sempre più l'eccezione, perché occorre dare priorità ai completamenti e spingere i comuni verso forme consortili che sono date dai PIP di carattere sovracomunale.
Voglio sottolineare un fatto: abbiamo norme che regolano la materia dei PIP e abbiamo norme che regolano i consorzi industriali; sono fattispecie diverse e il tipo di imprese che si localizzano normalmente sono anch'esse diverse. I PIP riguardano il pulviscolo delle piccole e delle micro imprese, in particolare il tessuto delle nostre piccole imprese artigiane, che però hanno una dimensione più grossa delle imprese industriali. L'insieme delle imprese artigiane hanno un peso economico e produttivo in Sardegna di gran lunga superiore alle imprese industriali.
E` chiaro quindi che occorre esprimere una tutela e un sostegno verso questo tipo di iniziativa; spesso, tra l'altro, diciamo che gli interessi rappresentati (lo diceva l'assessore Scano) dalle aree industriali e delle imprese che si localizzano nelle aree industriali è un po' diverso rispetto a quello delle imprese artigiane.
E` da questo punto di vista che, a mio giudizio, dobbiamo tutelare anche le imprese artigiane.
Nell'emendamento numero 50 viene proposta l'intesa. Credo che ci sia un elemento che potrebbe portare alla paralisi perché l'amministrazione regionale, nel predisporre i suoi programmi, dovrebbe soggiacere al fatto che si acquisisca l'intesa da parte dei consorzi industriali, i quali vivono esclusivamente, o quasi esclusivamente, sui finanziamenti della Regione e sono assoggettati alla vigilanza dell'amministrazione regionale.
Questi consorzi vengono spesso sollecitati dall'amministrazione regionale ad utilizzare tempestivamente e in modo adeguato le risorse di cui dispongono; in qualche caso sono stati persino revocati i finanziamenti perché giacenti da lungo tempo e non utilizzati. Mi sembra che associare i consorzi industriali a questa attività sia una cosa impropria.
Alla programmazione dei PIP dovrebbe essere associati i consorzi industriali.
C'è un altro aspetto: ci sono aree estese della nostra regione che non rientrano in consorzi industriali; potrei citare degli esempi e sarebbe singolare che i consorzi industriali, che non ricomprendono quei comuni, concorrano a determinare il fatto che in quei comuni si finanzi o non si finanzi un PIP Guardando i consiglieri, potrei citare i rispettivi comuni di provenienza e ci si troverebbe di fronte ad una situazione di paralisi, perché ci sono comuni che sono fuori dai consorzi industriali, quindi per quei comuni chi decide se bisogna fare i PIP? Occorrerebbe raggiungere l'intesa e il coordinamento con i consorzi.
A me pare che occorra mantenere le due fattispecie, quella dei PIP, se si vuole con ordini del giorno o tutto quello che il Consiglio ritiene, nel senso di un rigore da questo punto di vista, così come diceva mi pare l'onorevole Balletto, che la certificazione che nel comune richiedente l'istituzione del PIP effettivamente ci sia un elevato numero di imprese in forma documentata mi sembra una proposta che deve essere accolta e formalizzata.
Quindi, maggiore rigore attraverso ordini del giorno o altri strumenti, ma a me pare che le due fattispecie debbano essere mantenute distinte, non perché non si voglia accedere allo spirito dell'emendamento numero 50, cioè nel senso che occorre evitare contraddizioni fra aree industriali e PIP, ma perché la formulazione attuale mi pare che ci porterebbe verosimilmente ad un rischio e a un confitto anche con gli enti locali.
PRESIDENTE. Passiamo alle votazioni. L'emendamento 29 è stato mantenuto?
ARESU (Gruppo Misto). Sì, rimane, Presidente.
PRESIDENTE. In caso di approvazione dell'emendamento numero 29 anche un comma dell'emendamento numero 50 decade per ragioni consequenzialità.
Metto in votazione l'emendamento numero 29. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 38.
Ha domandato di parlare il consigliere Sassu. Ne ha facoltà.
SASSU (Progr. Fed.). Signor Presidente, avevamo detto che questo emendamento poteva essere ritirato con un emendamento verbale che modificava il termine "reperimento" in "acquisizione".
PRESIDENTE. Non è neanche il caso di metterlo in votazione perché sulla sostituzione di un termine più preciso rispetto ad un termine impreciso mi pare non ci siano obiezioni, quindi lo consideriamo da non votare.
Metto in votazione l'emendamento sostitutivo parziale numero 50.
Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Signor Presidente, non ho capito.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 38, trattandosi della sostituzione della parola "acquisizione" rispetto alla parola "reperimento", che ci ha trovato tutti concordi, non va neanche votato. E' un emendamento formale che sostituisce una parola impropria con una propria.
PITTALIS (F.I.). Pensavo che si votasse l'emendamento numero 38. Sull'emendamento numero 50 chiedo il voto segreto.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dall'emendamento numero 50.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 64
Votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 27
Contrari 37
Il Consiglio non approva.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALLERO - BALLETTO BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - LADU - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PITTALIS - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SECCI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Ha domandato di parlare il consigliere Aresu (?). Ne ha facoltà.
ARESU (Gruppo Misto). Chiedo la votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 30.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 30.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 63
Votanti 63
Maggioranza 32
Favorevoli 28
Contrari 34
Voti nulli 1
Il Consiglio non approva.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALLERO - BALLETTO BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - LADU - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PITTALIS - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SECCI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 5.
BALLETTO (F.I.). L'emendamento numero 126 non è stato messo in votazione.
PRESIDENTE. E' stato ritirato per le parole che io ho preso come sempre per parole autentiche da parte dell'onorevole Bertolotti.
BALLETTO (F.I.). E` stato ritirato il 125.
PRESIDENTE. Io ho inteso che il 126 era ritirato, così ho inteso e così mi dicono.
BALLETTO (F.I.). Da parte di chi? Io non l'ho ritirato!
PRESIDENTE. Da parte dell'onorevole Bertolotti. Possiamo aver capito male tutti e tutti possiamo capire male, ma così è stato capito da me e da tutti i funzionari qua. Avevo chiarito, mi pare in maniera che non aveva suscitato dubbi, che i temi trattati dall'emendamento 126 erano gli stessi dell'emendamento 50. Almeno di ciò che ho detto io mi ricordo bene, onorevole Bertolotti.
Ha facoltà di parlare il consigliere Bertolotti.
BERTOLOTTI (F.I.). Se vuole l'interpretazione autentica, Presidente, permetta che l'interpretazione autentica la dia chi ha avanzato le proposte.
PRESIDENTE. Le cose dette rimangono verbalizzate e possiamo sentirle anche ai nastri, non ci sono interpretazioni che valgono.
BERTOLOTTI (F.I.). Le cose dette rimangono e io, Presidente, la pregherei di non interrompermi quando ho la parola salvo che non proceda a svolgere una condotta che non sia considerata irreprensibile. Le voglio dire semplicemente che quello che ho io detto -poi lei avrà modo di guardarselo sui verbali - è che la filosofia che ha ispirato il discorso dell'emendamento 50 è una filosofia legata all'evitare spreco di risorse. Mi pare che l'emendamento numero 50 sia stato bocciato, ed allora Presidente non è che sia stato assorbito il "126"(?) o il "125"(?), resta in piedi il discorso legato ad una logica che non è stata recepita dalla maggioranza e da quest'aula, quindi quell'emendamento rimane in piedi.
PRESIDENTE. L'emendamento 125, lei può interpretare quanto vuole, risulta agli atti, e io lo documenterò almeno a memoria, che è stato ritirato, perché se non fosse stato ritirato era previsto nella tabella che ho io e che seguo scrupolosamente e doveva essere votato prima dell'altro emendamento, se non fosse stato ritirato sarebbe stato votato prima dell'emendamento 50. E` stato formalmente ritirato, onorevole Bertolotti, e questo risulta agli atti; qua non si tratta di interpretazione, si tratta di acquisizione di dati di fatto, un emendamento o è ritirato o non è ritirato. Lei ha dichiarato che l'emendamento veniva ritirato, questo mi risulta.
BERTOLOTTI (F.I.).Io la invito nei verbali a trovare la frase da me detta che ho ritirato quell'emendamento, mi dispiace ma non è mai stato detto da me.
BALLETTO (F.I.) Stiamo parlando del "126", non del "125".
PRESIDENTE. Io sto parlando del "125" e anche lei adesso ha usato il numero 125.
Mettiamo in votazione il "126". Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. E' stato chiesto lo scrutinio segreto sull'emendamento numero 126.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 126.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 58
Votanti 58
Maggioranza 30
Favorevoli 24
Contrari 34
Il Consiglio non approva.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLERO - BALLETTO BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANUNZA - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PITTALIS - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SECCI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 5.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 5
Sportello unico per le attività produttive
e assistenza alle imprese
1. Al fine di sostenere lo sviluppo dell'economia regionale, la Regione promuove l'attivazione, presso i Comuni, delle strutture responsabili dell'intero ed unico procedimento amministrativo, di cui agli articoli 23 e 24, comma 1, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, relativo agli adempimenti istruttori ed autorizzativi per gli impianti produttivi e detta norme per il coordinamento tra il predetto procedimento unico e le connesse attività amministrative di competenza regionale.
2. Il procedimento amministrativo in materia di autorizzazione all'insediamento degli impianti produttivi in ambito industriale e artigianale e negli altri ambiti di competenza comunale è unico. L'amministrazione procedente abilitata al rilascio dell'atto unico di autorizzazione è il Comune presso il quale ha sede lo sportello unico. Il funzionario preposto all'apposita struttura organizzativa è responsabile dell'intero procedimento.
3. Il procedimento amministrativo unico si ispira ai principi di cui all'articolo 25, commi 1 e 2, del decreto legislativo n. 112 del 1998. Sono fatte salve le vigenti norme in materia di valutazione di impatto ambientale e paesistico. Per gli impianti nei quali siano utilizzati materiali nucleari, per gli impianti di produzione di materiale d'armamento, per i depositi costieri, per gli impianti di produzione, raffinazione e stoccaggio di oli minerali e di deposito anche temporaneo, smaltimento, recupero e riciclaggio dei rifiuti, per l'apertura di cave, i principi di cui al comma 2, lettera b), del citato articolo si applicano con le esclusioni e con le limitazioni previste dalle vigenti disposizioni di legge e non si applicano i principi di cui alle successive lettere c) e d).
4. Entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge il Presidente della Giunta regionale, con proprio decreto, su proposta dell'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione, di concerto con gli Assessori competenti in materia di industria, commercio e artigianato, previa deliberazione della Giunta, emana le direttive per l'individuazione e il coordinamento delle attività amministrative regionali connesse al procedimento unico di cui al presente articolo. Le direttive debbono assicurare che ogni qual volta la conclusione del procedimento unico comporti lo svolgimento di attività amministrative di competenza regionale, gli organi o uffici ad esse preposti adottino i propri atti o provvedimenti entro i termini fissati dalla legge, ovvero entro quelli stabiliti dal responsabile del procedimento unico o, diversamente, dalle direttive stesse. Fino all'emanazione delle direttive di cui al presente comma gli atti di competenza regionale funzionali alla conclusione del procedimento unico sono adottati entro trenta giorni dalla richiesta da parte del responsabile del procedimento stesso, ove non vi siano termini diversamente stabiliti per legge. Qualora tali atti non siano adottati entro i predetti termini, si applica il disposto di cui all'articolo 25, comma 2, lettera d), del decreto legislativo n. 112 del 1998. I responsabili dei procedimenti regionali funzionali alla conclusione del procedimento unico sono tenuti a concordare col responsabile del procedimento unico i termini di convocazione e le modalità di svolgimento delle Conferenze di servizi e a partecipare alle Conferenze di servizi convocate dal responsabile del procedimento unico.
5. Al fine di coordinare e di migliorare i servizi e l'assistenza alle imprese, con particolare riferimento all'offerta di localizzazione nel territorio regionale, la Regione promuove la raccolta e la diffusione, anche in via telematica, di ogni informazione utile all'insediamento e allo svolgimento delle attività produttive nonché alla fruizione degli incentivi alle imprese e al lavoro previsti dalla normativa comunitaria, statale e regionale e dagli strumenti di programmazione dello sviluppo locale. Per le finalità di cui al presente comma l'Amministrazione regionale provvede in particolare:
a) ad organizzare presso ogni Assessorato competente, anche nell'ambito degli uffici di cui all'articolo 7 della legge regionale 15 luglio 1986, n. 40, una struttura informativa specializzata, dotata di appositi strumenti informatici e telematici e di una banca dati cui possono accedere le amministrazioni e i soggetti privati che ne abbiano un concreto interesse, secondo modalità disciplinate dalle direttive di cui al comma 4;
b) a predisporre, ad aggiornare e a mettere a disposizione degli sportelli unici per le attività produttive un apposito vademecum multimediale e plurilingue contenente tutte le informazioni utili;
c) a promuovere la formazione e l'aggiornamento del personale addetto alle strutture e agli stessi sportelli unici.
6. Laddove siano stipulati patti territoriali, contratti d'area o accordi di programma per la realizzazione di piani integrati d'area, l'accordo tra i soggetti istituzionali interessati può prevedere che la gestione dello sportello unico per gli interventi previsti da tali strumenti sia attribuita ad uno dei Comuni coinvolti.
7. Le amministrazioni comunali possono stipulare convenzioni tra di esse per l'attivazione e la gestione di sportelli unici in forma associata.
8. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere ai Comuni, singoli o associati, contributi finanziari per la copertura, fino al 30 per cento, delle spese di organizzazione e di avvio degli sportelli unici e di quelle sostenute autonomamente dai Comuni per la formazione e l'aggiornamento del personale addetto agli sportelli. A tal fine la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica, di concerto con l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, approva un apposito programma annuale.
9. Per le finalità di cui al comma 5, lettere b) e c), l'Amministrazione regionale è autorizzata ad avvalersi, mediante apposita convenzione, di enti o organismi specializzati.
10. Le spese per l'attuazione del presente articolo sono quantificate in lire 1.000.000.000 per l'anno 1999 (cap. 04018/03).
PRESIDENTE. Prego i colleghi di seguire con attenzione essendo lungo l'elenco degli emendamenti presentati. A questo articolo sono stati presentati 16 emendamenti, di cui il numero 55 è stato ritirato e il numero 39 è stato erroneamente presentato all'articolo 4. Si dia lettura degli emendamenti.
DEMONTIS, Segretario:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Bonesu per illustrare l'emendamento 16 soppressivo parziale.
BONESU (P.S.d'Az.). Credo che il problema sollevato da questo emendamento meriti un po' di attenzione anche per evitare di perdere alcuni mesi di tempo perché credo che costituirà, se passassimo l'articolo 5 in questa forma, motivo di rinvio ampiamente giustificato da parte del Governo.
Queste norme di cui si chiede la soppressione sono delle norme in palese contrasto con l'articolo 6 dello Statuto, perché dobbiamo ricordare che l'articolo 6 dice che appartengono alla competenza dei Comuni le competenze attribuite con legge statale, quindi c'è una facoltà dello Stato di attribuire competenze ai comuni senza che queste passino attraverso la Regione e questa norma non è certamente innovata neppure dalla legge costituzionale 2 del '93, perché questa norma attiene all'autonomia delle comunità locali che non può essere conculcata dalla Regione. La Regione sarda spesso si dimentica che il suo compito sarebbe difendere l'autonomia degli enti locali, e invece tende ad applicare una politica centralista. Ma fin quando lo fa in materie di competenza regionale può essere una scelta politicamente sbagliata ma non ha conseguenze. Invece con queste norme sta rideterminando una materia trasferita ai comuni con legge dello Stato e secondo principi stabiliti dalla legge statale, per cui una materia in cui la Regione assolutamente non può entrare. Per cui noi stiamo chiedendo la soppressione dei commi che incidono sull'autonomia comunale come determinata dallo Stato, e stiamo invece lasciando in piedi commi che riguardano l'organizzazione regionale in relazione a questa materia attribuita alla competenza comunale. Il problema mi sembra, non vorrei indugiare oltre, talmente palese e chiaro che invito il Consiglio a non commettere un atto arbitrario nei confronti dei comuni e una violazione così lampante dello Statuto regionale.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Macciotta per illustrare l'emendamento 41 soppressivo parziale.
MACCIOTTA (Gruppo Misto). Signor Presidente, se lo consente, siccome sono collegati da un filo logico, vorrei illustrare contemporaneamente gli altri due emendamenti presentati da noi stessi a questo articolo, cioè il 39, il 40 e il 41.
La logica degli emendamenti proposti è consentire una maggiore chiarezza nella formulazione dell'articolo. Per chi legge l'articolo nel suo complesso parrebbe evidente che si parli di due cose distinte, cioè parliamo di strutture attrezzate a livello comunale dove si svolge il procedimento unico per arrivare alla sistemazione dell'impresa produttiva in quel determinato territorio eccetera. Se ho ben capito presso questa stessa struttura, di cui un funzionario viene identificato come responsabile del procedimento unico, è ubicato o può essere ubicato lo sportello unico. Sportello unico che però nel contesto dell'articolo viene introdotto improvvisamente senza che in precedenza l'articolo stesso ne definisca esattamente lo scopo e senza averne mai parlato prima. Allora, questi tre emendamenti hanno una finalità di chiarezza in questo senso. L'emendamento 39 (vado sempre in ordine logico) richiama il comma 4 del testo precedente, quello che è stato poi emendato dalla Commissione e che ha visto sopprimere questo comma. Il comma, secondo i presentatori di questi emendamenti, ha la funzione di dire due cose, che presso la struttura che è stata nominata prima viene attivato uno sportello unico che ha queste funzioni per cui, inserendo come comma 3 bis nel nuovo testo il vecchio testo del comma 4 si preciserebbe, in un ordine logico per chi legge l'articolo, cos'è lo sportello unico, dove è sistemato e che funzione ha. Fatto questo nell'emendamento numero 40, quando viene nominato prima di questo comma la parola "sportello unico" c'è il rinvio per la comprensione di cui al comma 3 bis che è quello che introduce l'emendamento che ho precedentemente illustrato.
Invece l'emendamento 41 ha una finalità diversa: la soppressione del testo relativo alla lettera A) del 5° comma, se riprendete la formulazione di questo comma, viene attribuito alle strutture dei diversi assessorati di competenza una struttura informativa specializzata, dotata di appositi strumenti informatici e telematici di una banca dati cui possono accedere le amministrazioni e i soggetti privati che ne abbiano concreto interesse. Se rileggiamo quella che dovrebbe essere, e che era nel testo originario, la funzione dello sportello unico che è proprio di fornire tutte le informazioni concentrate in quel punto all'utente che ne ha bisogno, non capisco nella logica perché deve essere duplicata ed aperta al pubblico anche a quel livello una struttura completamente analoga a livello di ogni assessorato competente. Mi sembrerebbe quindi opportuna la soppressione di questa lettera A) lasciando invece il resto che è quello del predisporre un apposito vademecum che sia utile perché presso la sportello unico possano essere concentrate tutte le informazioni necessarie, aperto a tutti gli utenti interessati, potrebbe esserci, a questo scopo, certamente il giusto intervento degli assessorati nel reperimento e nella fornitura di questo vademecum e un coordinamento tra assessorati per assolvere a questo compito. Questo è lo spirito di questi tre emendamenti.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento 129 ha facoltà di parlare il consigliere Pittalis.
PITTALIS (F.I.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento 54 ha facoltà di parlare il consigliere Masala.
MASALA (A.N.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Salvatore per illustrare l'emendamento numero 98.
sanna salvatore (Progr. Fed.). Oltre alle motivazioni addotte dal collega Bonesu rapidamente vorrei illustrarne alcune altre. A me pare che occorra fare una precisazioni: a proposito di sportello unico erroneamente, anche se l'articolo così come è scritto poi lo precisa meglio e questo è un dato molto positivo, si pensa ad autorizzazioni di carattere quasi ed esclusivamente industriali, invece giustamente l'articolo precisa al comma 1 che si tratta di tutte le attività produttive che in un qualche modo devono essere autorizzate, quindi c'è da specificare che non stiamo parlando soltanto di iniziative di carattere industriale.
La seconda questione è che a me pare che persista una certa confusione tra i due livelli e i due momenti relativi allo sportello unico. Il primo momento è quello che riguarda la potestà autorizzativa che viene posta in capo esclusivamente ai comuni e che nessuno può sognarsi di sottrarre ad essi. La seconda questione è relativa al problema soprattutto dell'assistenza e della circolazione dell'informazione. Deve essere chiaro, così come dice l'articolo 23 del decreto legislativo 112, che solo i comuni sono titolari della potestà autorizzativa in relazione alle attività produttive, e se non essi stessi volontariamente decidano di riunirsi in associazione, non può esserci nessuno che possa sottrarre ai comuni questa potestà o che possa in qualche modo condizionare l'attività stessa. Quindi, il ruolo della Regione non può che essere un ruolo di coordinamento, un ruolo importante soprattutto per quanto attiene l'assistenza, come dice il comma 2 dell'articolo 23 del decreto legislativo 112, e il ruolo della Regione si esplica anche relativamente agli insediamenti industriali nel processo di localizzazione, ma non riguarda in alcun modo la potestà autorizzativa, per dire che sostanzialmente può anche essere la Regione a decidere dove va localizzato un insediamento industriale, ma sarà poi quel comune, nel cui territorio avviene la localizzazione, che dovrà procedere all'istituzione dello sportello unico per quanto attiene l'unificazione dei procedimenti autorizzativi. Allora è del tutto evidente che l'emendamento proposto dal collega Bonesu, così come l'emendamento proposto da me e da altri, sono assolutamente indispensabili se noi non vogliamo incorrere in rilievi chiari che il Governo farà, perché se noi ci mettiamo a legiferare in relazione e in contrasto a quanto previsto dal decreto legislativo 112 a me pare evidente che sia inevitabile che si vada in questa direzione.
Non abbiamo paura i colleghi, è del tutto evidente che poi i comuni dovranno necessariamente associarsi, dovranno trovare delle forme che sono previste dall'articolo 24 del decreto legislativo 112, lo dice con estrema chiarezza questo articolo 24, come i comuni possano anche utilizzare attraverso convenzioni strutture che già hanno un'esperienza in questo campo, per esempio le camere di commercio. Allora non abbiano paura i colleghi del Consiglio, perché la Regione può svolgere anche un altro ruolo importante, che è quello di incentivare i comuni ad associarsi per questo obiettivo e per gli altri obiettivi, come per altro vedremo anche con altri emendamenti che su articoli differenti sono stati presentati in tal senso.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento 67 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed asseto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed asseto del territorio. Due parole solo per dire che si tratta di un emendamento tecnico - finanziario della medesima natura di qualcuno precedente, necessario per rimodulare nel triennio la copertura.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Salvatore per illustrare l'emendamento numero 99.
SANNA SALVATORE (Progr. Fed.). Anche qui rapidamente signor Presidente, per dire che si propone anche una correzione all'emendamento così come è stato formulato, nel senso che a noi pare necessario sopprimere, dal testo dell'articolo, le parole che sostanzialmente consentono l'accesso alla banca dati a soggetti privati che ne abbiano un concreto interesse. A noi pare che trattandosi di banca dati e non di atti amministrativi, l'accesso debba essere indistintamente consentito a tutti, perché per quanto riguarda l'accesso agli atti amministrativi ci sono leggi nazionali precise che ne regolamentano l'uso, compresa l'ultima legge sulla privacy, quindi non ci sono problemi ma la banca dati è data esclusivamente da informazioni che possono e debbono essere rese accessibili a tutti quanti quelli che comunque decidano di consultare la banca dati.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Tunis Gianfranco per illustrare l'emendamento numero 47.
TUNIS GIANFRANCO (Popolari). Signor Presidente, credo che siano stati già illustrati anche prima, quindi, diciamo che c'era già un filo logico fra tutti gli emendamenti proposti e quindi la filosofia è la stessa.
PRESIDENTE. Ciò quindi vale anche per il 48 e il 49. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per illustrare l'emendamento numero 127.
BALLETTO (F.I.). Presidente, la legge 112 del 31 marzo 1998, come ha ben detto il collega Sanna, disciplina in maniera chiara e compiuta l'istituzione dello sportello unico presso i comuni, stabilendo anche quali sono le competenze dei comuni. Quindi, il disporre con legge regionale e regolamentare con legge regionale, è un qualche cosa che va oltre, e che nulla toglie e nulla può togliere a competenze che i comuni hanno per legge dello Stato. Sta di fatto che, sempre la 112, attribuendo il potere e queste competenze ai comuni, non ne esclude nessuno, nel senso che tutti possono istituire uno sportello unico. Qual è l'intervento della Regione? L'intervento della Regione è detto poi anche nell'articolo 5, al primo comma, al fine di sostenere lo sviluppo la Regione promuove l'istituzione degli sportelli unici. Voi immaginate cosa può voler dire se la Regione promuove che ciascun comune istituisca il suo sportello. E allora l'emendamento numero 127 vuole dire che la Regione promuove, sì, ma nell'ambito di quei comuni che abbiano una popolazione che risponde a determinati requisiti numerici e in questo caso, appunto, nella sua attività di promozione, può anche intervenire con i supporti finanziari, che poi sono quelli che sono previsti globalmente nello stanziamento che è previsto dall'articolo 5 stesso.
Presidenza del Vicepresidente Milia
(Segue BALLETTO.) Quindi questa limitazione o questa indicazione non vuole certamente confliggere con quelle che sono le disposizioni statali perché, come dicevo prima, ai comuni nulla può essere tolto di quanto già spetti, però l'intervento della Regione può limitarsi solamente a questa attività di promozione nei confronti di quei comuni.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 159 si dà per illustrato.
Per esprimere il parere ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.
SASSU (Progr. Fed.), relatore. Presidente, seguo l'ordine di presentazione degli emendamenti nell'assemblaggio che è stato consegnato ai consiglieri, per comodità di presentazione e illustrazione. Sull'emendamento numero 39, a firma del consigliere Macciotta, la Commissione esprime parere contrario.
Sull'emendamento numero 16, a firma Bonesu, che è simile anche come contenuto all'emendamento numero 98, a firma del consigliere Salvatore Sanna, si fanno le seguenti osservazioni: la soppressione dei commi 2-3-6-7 in qualche modo modifica profondamente il senso della riformulazione dell'articolo 5 che era stato fatto nei lavori della terza Commissione. Il senso della riformulazione tendeva, da un lato a definire procedure più snelle rispetto alla formulazione originaria, per altro verso tendeva a estendere gli ambiti di interventi da parte dello sportello unico, che si riferisce non solamente al settore dell'industria, ma anche al settore artigianale ed altri settori di competenza dell'amministrazione comunale. La soppressione di questi commi modificherebbe questa estensione della formulazione nuova dell'articolo; il terzo elemento che è presente nella riformulazione, e che secondo me è necessario che rimanga, è il coordinamento delle competenze tra la Regione e le amministrazioni comunali. Io credo che questi tre principi debbano rimanere fermi. Certo le valutazioni che facevano i colleghi Sanna e Bonesu sono vere, sono giuste, però credo che non vengano intaccate. Non vedo una pretesa centralistica da parte della Regione nei confronti dei comuni nella riformulazione dell'articolo 5, però è giusto che rimangano presenti quegli elementi innovativi e necessari che sono presenti nella formulazione dell'articolo 5. Per cui, o troviamo una formula che tenga conto di questo, e allora possiamo lavorare; diversamente il parere della Commissione non è favorevole.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 41, il parere è contrario.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 129 la competenza verrebbe limitata alla sola programmazione, mentre lo sportello unico è in capo alle competenze dei comuni, quindi è giusto che sia l'Assessorato degli enti locali a predisporre un programma per la concessione dei contributi, naturalmente con il concerto dell'Assessorato della programmazione.
L'emendamento numero 128, a firma Balletto, Pittalis e più, ci appare come una limitazione nei confronti dei comuni, sembrerebbe anche contro lo spirito della legge nazionale che consente a ciascun comune, singolo o associato, di istituire lo sportello unico, quindi questa limitazione può oggettivamente limitare la libertà dei comuni stessi.
L'emendamento numero 54, a firma Biggio-Masala viene accolto dalla Commissione.
L'emendamento numero 98 è l'emendamento di cui ho parlato in relazione anche all'emendamento del consigliere Bonesu sui commi 2-3-4-6-7, per il quale ho già espresso il parere della Commissione.
L'emendamento numero 99 a firma dei consiglieri Sanna, Schirru, Berria, è accolto nella sostanza nella discussione che noi abbiamo fatto nella Commissione. Anzi, la Commissione propone un emendamento orale al testo dell'articolo 5: al comma 5 della lettera A), ci si potrebbe fermare, all'ottava alinea, a "le amministrazioni e i soggetti privati". Ci fermiamo a quel punto, e quindi viene meno la limitazione di accesso alla Banca dati, che invece deriverebbe dalla formulazione più ampia, così come è detto nella precedente formulazione, e quindi, in questo modo si accoglie l'emendamento numero 99.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 55, l'opinione della Commissione è contraria, perché è limitativo rispetto al testo originario.
L'emendamento numero 67 della Giunta regionale è un emendamento tecnico e lo si accoglie.
L'emendamento numero 40 non si accoglie.
Per quanto riguarda gli emendamenti numero 47-48 e 49, a firma dei consiglieri Tunis, Piras e più, valgono le considerazioni che abbiamo già fatto per un precedente emendamento, e quindi non si accolgono.
L'emendamento numero 127 si collega all'emendamento numero 128, sempre a firma dei consiglieri Balletto, Pittalis e più, che in qualche modo limitava i comuni con popolazione di 50.000 abitanti, e sul quale avevamo già espresso un parere negativo. Lo stesso parere negativo si esprime per l'emendamento numero 127 che ha lo stesso spirito riferito all'istituzione dello sportello unico, ma con la limitazione dei capoluoghi di provincia e dei comuni che hanno una popolazione superiore ai 25.000 abitanti, quindi valgono le considerazioni che ho già fatto precedentemente.
Si accoglie invece l'emendamento numero 159; e credo che abbiamo finito, mi pare, la lunga serie degli emendamenti.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Con uno sforzo di grande sintesi, esprimo il parere della Giunta cercando di accorparli, ciascuno ha il suo sistema, per affinità.
Gli emendamenti numero 39, 40 e 41. Il numero 39, se ho compreso bene - se non ho compreso bene, mi scuso - punta a reintrodurre il comma 4 del testo originario che, se ricordo bene, è la riscrittura pressoché identica o forse identica, di una delle disposizioni nazionali contenute nel "112". Ecco, allora mi chiedo questo: ma che utilità ha riportare nella legge regionale una disposizione che comunque è operante? Tra l'altro con il rischio (almeno questo, professor Macciotta, ci dice l'esperienza precedente) che, come è successo in situazioni analoghe nel passato, ciò possa dare adito a qualche osservazione da parte del Governo. Quindi, il parere della Giunta è conforme a quello della Commissione e cioè non favorevole.
Il numero 40 è chiaramente connesso al numero 39.
Sul numero 41 mi sto interrogando: ma è utile davvero non procedere ad organizzare negli Assessorati una struttura informativa specializzata? Io ho l'impressione che potrebbe avere invece una qualche utilità, anzi, se mi figuro il funzionamento della legge senza la struttura presso gli Assessorati, non riesco a immaginarmi un procedimento fluente; anzi, vedo dei problemi.
Vengo ora agli emendamenti numero 16 e numero 98 che sono diversi, ma che hanno tuttavia anche dei punti di affinità, come è stato detto, ed anche una ratio, per certi versi, coincidente. Faccio un brevissimo ragionamento per dire questo: i contenuti essenziali, lo ha ricordato il relatore, della riscrittura dell'articolo 5 nel nuovo testo, mi pare possano essere riassumibili in questo modo: innanzitutto, il nuovo articolo estende il procedimento unico di competenza comunale oltre il settore industriale, all'inizio aveva questa impronta. Il secondo contenuto è l'intendimento volto ad attuare un coordinamento. Questo è il punto su cui richiamo un attimo l'attenzione dei colleghi, un coordinamento tra il procedimento unico e le attività amministrative regionali che, in assenza di una disciplina apposita, resterebbero fuori dal procedimento unico. Io capisco, non è che non comprendo le osservazioni fatte dal consigliere Bonesu e dal consigliere Tore Sanna, ma la preoccupazione prevalente che la Giunta ha in questo momento è il fatto che, in assenza di una norma di questo genere, facciamo un esempio, penso alle autorizzazioni per attività di cava o alle autorizzazioni del Genio civile, tutto ciò rimarrebbe al di fuori dell'ambito operativo del responsabile del procedimento unico; cioè, non si otterrebbe il risultato che tutti noi auspichiamo in assenza di una norma che operi in relazione alle autorizzazioni la cui competenza è esclusivamente regionale.
L'emendamento numero 98, a nostro giudizio, sopprime questa forma di coordinamento e prevede una norma abrogativa generale di tutte le disposizioni contrastanti con la normativa statale che da una parte non dovrebbe essere necessaria perché è già implicito ciò nella norma statale, ma potrebbe essere dannosa perché non viene specificato esattamente che cosa viene abrogato e la ricerca e l'applicazione o la non applicazione delle norme coinvolte nell'abrogazione verrebbe affidata, se il testo rimanesse in questo modo, all'interprete amministrativo o giudiziario. Quindi, abbiamo preoccupazioni di altro genere, ma anche queste, come per altro quelle prospettate, molto serie e meditate.
Per quanto riguarda il numero 129, si propone di mettere in capo la predisposizione del programma all'Assessore della programmazione; ma stiamo parlando di enti locali, se dobbiamo espungere un riferimento, secondo me sarebbe proprio quello all'Assessore della programmazione e non quello degli enti locali. Cioè che senso ha che il programma venga predisposto senza la partecipazione dell'Assessore competente in materia; ma dopo di che, non è certo una materia per guerre di religione, non la farà il collega Cogodi, né la faccio certamente io. Penso che sia più ragionevole la norma così come è scritta, e comunque la responsabilità primaria sta in capo all'Assessore competente e non all'Assessore della programmazione. Sul "127" e sul "128", il parere della Giunta è conforme a quello della Commissione, consideriamo limitativo della operatività e dell'ambito di autonomia dei Comuni sia l'uno che l'altro emendamento.
Il numero 54 è accolto; il numero 99 è condiviso e, con quella riformulazione a cui faceva riferimento anche il relatore, può essere accolto.
Riguardo al numero 47, al numero 48 ed al numero 49, io vorrei invitare i presentatori a considerare con attenzione il rischio di illegittimità che questi emendamenti comportano, perché mettono in capo ai consorzi industriali una competenza, una funzione che, dall'emendamento nazionale, dalla legislazione nazionale è affidata esclusivamente ai Comuni. Io credo che se accogliessimo il numero 47, se il Consiglio accogliesse il numero 47, il numero 48 e il numero 49 si creerebbe una evidente contraddizione con la legislazione nazionale che porterebbe a inevitabili osservazioni nel controllo governativo.
Il numero 67 è della Giunta, il numero 159 è accolto; il numero 129, anche questo è simile a quello precedente, non ripeto l'argomentazione relativa al fatto che la cosa più naturale. più giusta, più comprensibile è che il programma venga predisposto dall'Assessore degli enti locali e non dall'Assessore della programmazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.
MARTEDDU (Popolari). Signor Presidente, naturalmente condivido le osservazioni e le determinazioni che, a nome della terza Commissione, ha portato il relatore su tutti gli emendamenti e condivido le osservazioni che ha fatto l'Assessore in questo momento. Mi voglio soffermare molto brevemente sugli emendamenti numero 98 e fare qualche cenno anche all'emendamento numero 127. Lo faccio perché è un argomento che è stato molto dibattuto in questi mesi in Sardegna, è stato dibattuto nel paese, è stato oggetto di interventi molto specifici da parte del Governo del paese, è uno dei punti nodali dello sviluppo in Europa, e cioè la capacità che ha la Pubblica Amministrazione di concorrere in maniera diretta allo sviluppo. Noi sappiamo bene che uno dei vincoli profondamente e tragicamente negativi che bloccano ed ostacolano lo sviluppo è la burocrazia e sappiamo anche, ma credo che ormai sia un dato oggettivo e quasi scientifico, che lo sviluppo non è più condizionato solo dal sistema del credito, che è molto più flessibile, molto più articolato in generale nei paesi sviluppati, ma è condizionato dal rapporto fra l'impresa, la capacità di impresa e la burocrazia del potere pubblico. L'idea dello sportello unico nasce da questa grande e diffusa consapevolezza. Voglio ricordare che nella riunione che è stata fatta tra la Commissione per le politiche regionali a livello comunitario e la seconda Commissione di questo Consiglio regionale con gli europarlamentari, la riflessione che ha fatto il Vice Presidente, onorevole Fois, della Commissione per le politiche regionali, la riflessione dell'onorevole Imbeni, è che le regioni sotto il 75% che aspirano ad essere al 100% del livello del reddito pro capite rispetto al PIL, con i ritmi di crescita attuale e quindi, condizionati anche dal sistema generale della pubblica amministrazione, per raggiungere il 100% impiegherebbero 120 anni. Mi pare che sia e a noi è parso che sia un termine assolutamente non sostenibile. Questo significa che uno dei punti nevralgici del nostro sviluppo è l'intervento radicale nel sistema della burocrazia, l'uso dei bisturi nel sistema della burocratizzazione che affossa le imprese sul nascere. Da questa considerazione partiamo, e da questa considerazione noi siamo partiti per un dibattito molto approfondito in Sardegna in questi mesi. Voglio dire all'onorevole Sanna, all'amico Salvatore Sanna, con il quale, tra l'altro, condividiamo molte cose, e molte idee abbiamo condiviso in questi mesi nel lavoro comune in prima Commissione, che è diverso, direi opposto l'angolo visuale rispetto al quale ci mettiamo su questo problema. Noi non stiamo discutendo di una riforma istituzionale, di una ridistribuzione di poteri fra Stato, Regione e comuni, non stiamo discutendo la riallocazione di alcuni poteri che aveva prima lo Stato o ha la Regione, che passano ai Comuni in un ragionamento tutto interno al sistema istituzionale. Non stiamo ridisciplinando i poteri dei Comuni, noi stiamo esattamente tentando di organizzare la pubblica amministrazione come servizio essenziale per il sistema delle imprese. L'angolo visuale da cui partiamo è quindi quello dell'impresa, quello di dare la possibilità all'impresa di porsi in maniera flessibile, duttile ma soprattutto molto determinata e concreta rispetto alla pubblica amministrazione. Noi crediamo che questo debba farlo un organismo, un organo sovracomunale che non può essere che la Regione che presiede, attraverso i suoi regolamenti attuativi, alla individuazione delle metodologie più concrete e più rapide perché l'impresa trovi nella burocrazia, non un ostacolo, ma una condizione favorevole per lo sviluppo. Ecco perché mi pare che il testo predisposto dalla Commissione risponda di più a questi concetti, il testo emendato, rispetto al testo originario della Giunta, sia più coerente con questa impostazione; e noi vorremmo che rimanesse così come è stato prodotto dalla seconda Commissione, e quindi l'emendamento numero 98 ci sembra che parta da una considerazione errata. Come si fa ad abrogare i commi 3 - 4 - 6 - 7? Il comma 3, per esempio, che dice che sono fatte salve le vigenti norme in materia di valutazione di impatto ambientale e paesistico per gli impianti dove sono utilizzati materiali nucleari, produzioni di materiali di armamento per i depositi costieri, per gli impianti di produzione e raffinazione e stoccaggio di oli minerali, etc., smaltimento e recupero e riciclaggio dei rifiuti, l'apertura di cave. Cioè, a dire, argomenti che non possono essere governati e gestiti da un regime autorizzatorio incentrato esclusivamente sul comune, non può essere, e non è un problema di distribuzione di poteri, è un problema di rendere organica ed omogenea la risposta della pubblica amministrazione alle richieste di impresa, a quelle che ci sono oggi, ai problemi che già oggi le imprese stanno ponendo in maniera drammatica alla pubblica amministrazione. Io credo, per esempio, che da questo punto di vista è nato a cascata anche l'emendamento 127; è chiaro che se il ragionamento è di redistribuzione dei poteri all'interno dei Comuni e poi un po' si ritorna all'ordinamento alla napoletana, allora si dice: i Comuni sopra i 5.000 o sotto i 5.000, i Comuni sopra i 25.000 o sotto i 25.000. Entriamo in un ragionamento che svia e falsa totalmente l'obiettivo che invece lo sportello unico si deve dare. Io ritengo in conclusione, signor Presidente, che noi dobbiamo attestarci sul testo che la Commissione ha prodotto dopo un lungo ed articolato dibattito, non solo tra le forze politiche e consiliari, ma in Sardegna, convinto come sono che questo è uno dei punti nevralgici, è il nervo scoperto che impedisce molto spesso la nascita e la crescita dell'impresa.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.
Sanna SALVATORE (Progr. Fed.). Io chiedo scusa a tutti i colleghi, ma non è una discussione oziosa, a me pare che la discussione che stiamo facendo sull'articolo 5, in particolare sullo sportello unico, sia uno dei punti più qualificanti di questo provvedimento, non tanto per quello che comporta nell'immediato quanto per tutto quello che potrà significare per il futuro, collega Marteddu, soprattutto per le imprese e non per i comuni.
Parto da questo esempio: se un imprenditore oggi nel mio comune vuole fare un albergo deve chiedere ventidue autorizzazioni. Allora, voglio capire se presso il mio comune può essere oggettivamente istituito uno sportello unico che consenta all'imprenditore di utilizzare queste forme di semplificazione estrema che la legge consente, naturalmente escludendo tutto quello che la legge esclude a livello nazionale, per esempio qualsiasi autorizzazione che riguardi questioni di impatto ambientale.
Cosa significa questo? Significa che la localizzazione e la centralizzazione del procedimento autorizzatorio avviene lì, presso il comune, e che non si stanno sottraendo competenze a organi che non siano quelli del comune.
Voglio dire, la semplificazione del procedimento non significa che il comune può sognarsi di superare il nulla osta dei vigili del fuoco, il nulla osta della A.S.L., il nulla osta della Sovrintendenza ai beni ambientali e quant'altro, significa soltanto che in sede di conferenza dei servizi, come viene definito per la legge, il responsabile del procedimento, il funzionario del comune responsabile del procedimento autorizzatorio, che comunque si concluderà con una concessione edilizia, convoca la conferenza dei servizi e tutti i livelli istituzionali e burocratici in sede di conferenza portano il loro parere.
Allora voglio capire, collega Marteddu, stiamo portando avanti una rivendicazione meramente istituzionale, o stiamo invece cercando davvero in questo modo di dare una risposta concreta alla semplificazione amministrativa? Credo che la semplificazione amministrativa, che dà risposte vere agli imprenditori, passi attraverso questo tipo di organizzazione, che è quella prevista dalla legge nazionale.
Dico invece che il ragionamento che fa lei e il ragionamento che faccio io non sono dei ragionamenti opposti, come lei ritiene, perché siamo d'accordo sul risultato finale, sono dei ragionamenti che possono e debbono trovare convergenza.
Accolgo la proposta che ha fatto il relatore della Commissione, chiedo se è possibile sospendere per un attimo, per un'ora, per qualche ora, questo problema, e cercare di trovare una soluzione tutti quanti assieme su questo punto, che è fondamentale, perché se non risolviamo il problema della semplificazione amministrativa, della semplificazione burocratica, utilizzando questi strumenti, questo piano del lavoro complessivamente ne esce depotenziato. Lo sappiamo tutti e tutti ne siamo consapevoli.
Badate, qui non si tratta davvero di fare delle sterili rivendicazioni a favore dei comuni, non mi interessa una cosa di questo genere, mi interessa, invece, mettere il mio comune e gli altri comuni nelle condizioni di utilizzare questo strumento di semplificazione per tutti i momenti autorizzatori che siano collegabili ad attività produttive.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S. d'Az.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, riprendo la parola sullo stesso argomento visto che probabilmente non ci si è capiti, e credo che anche l'ultimo intervento dell'onorevole Sanna sia sulla linea di cercare di far capire a tutto il Consiglio la gravità di queste norme che vengono proposte.
Mi chiedo se il Consiglio, approvando queste norme, non sia affetto da un delirio di onnipotenza, ignorando che esistono poteri a livello, non dico più alto, ma più esteso, e dei poteri che invece appartengono alle comunità locali e che sono tutelati dalle norme costituzionali e, come dicevo prima, dall'articolo 6 del nostro Statuto regionale.
Perché quando si scrive, per esempio, l'ultima parte dell'articolo 2, c'è da chiedersi se effettivamente si vuole, con un'organizzazione da "grande fratello" orwelliano, vigilare su tutti i comuni, perché si va addirittura a dire "che il funzionario responsabile del procedimento in ogni comune...". Guardate che la 112 dice che la struttura deve essere unica all'interno del comune, e questo ovviamente perché il comune non divida lo sportello unico in più sportelli, ma assolutamente non prescrive che debba essere il funzionario preposto, anche ogni comune ha una sua particolare organizzazione, questo soprattutto in Sardegna, perché andare a dire al Comune di Baradili, 95 abitanti, di avere la stessa struttura amministrativa del Comune di Cagliari mi pare semplicemente follia.
Ogni comune si è organizzato, nell'ambito di criteri generali, secondo propri criteri, per esempio in certi comuni dove esistono dirigenti l'istruttoria è fatta da un funzionario e poi la firma è messa da un dirigente. Casi diversi invece sono quelli di comuni che non hanno dirigenti, in cui generalmente chi fa l'istruttoria e chi decide è la stessa persona.
Invece con questa formulazione noi identifichiamo anche nei comuni che hanno dirigenti, ma in cui la responsabilità dell'istruttoria sia di un funzionario e lo indichiamo come responsabile del provvedimento, stravolgendo veramente i criteri che il comune secondo le leggi sia dotato di capacità organizzativa interna.
Dico che il Governo ci fa mille rinvii, se non rinviasse su questo punto veramente sarebbe un atto di cecità mastodontica, e questo lo dice uno che è fermamente convinto dell'unicità della pubblica amministrazione, che condivide che rispetto alla competenza in materia di insediamenti industriali, attribuita dalla legge statale, la Regione non solo può, ma dovrebbe, per imperativo politico, estendere l'ambito di operatività di questi sportelli unici, estendendoli poi, auspicabilmente, un po' a tutte le attività amministrative.
L'esordio mi pare sia veramente fallimentare, perché la Regione anziché avvalersi dei comuni, della loro capacità di aderenza al territorio, della capacità di strutturarsi secondo le esigenze locali, cerca di imporre un modello, quale lo Stato ha già abbandonato. Mentre lo Stato lascia piena libertà di autorganizzazione ai comuni con la legge numero 142, la Regione invece vuol ritornare al modello rigido, ed allora sopprimiamo pure Statuti comunali, regolamenti organici, regolamenti di contabilità, regolamento dei contratti.
Evidentemente la Regione vuole che i comuni diventino semplicemente uffici dei suoi Assessorati, ma non si accorge neppure che sta dettando delle norme che anche quando appaiono ovvie, sono ovvie perché contenute nell'ordinamento statale. Quando il settimo comma dice che le amministrazioni comunali possono stipulare convenzioni tra di esse per l'attivazione e la gestione di sportelli unici in forma associata, sta facendo davvero una legge o sta semplicemente dicendo che i comuni possono fare quello che possono fare. Perché senza questa norma forse i comuni non possono fare convenzioni fra di essi?
E` veramente allucinante questo modo di fare legislazione, in cui si pretende di ridettare le norme che magari già esistono nell'ordinamento, ingarbugliandole con norme varie, eterogenee, con intromissioni in ambiti di autonomia, con il mancato rispetto di competenze attribuite dallo Stato, qua veramente si ha il caso, come dicevo, del delirio di onnipotenza: esiste solo la Regione, non esiste lo Stato, non esistono i comuni, è un dittatore folle che cerca di regolare la vita di tutto e di tutti senza tener conto che le autonomie sono dettate proprio dal fatto che le situazioni sono diverse.
Noi, come Regione, andiamo a chiedere la specialità, poi non riconosciamo ai comuni le proprie particolarità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, sull'ordine dei lavori.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'articolo 5, come già è avvenuto in Commissione, sta suscitando una riflessione complessa ed anche, per molti versi, avvincente, appassionante, almeno per me così è.
Non è una materia questa su cui ci siano contrapposizioni di carattere politico, posizioni di parte, maggioranza, opposizione, c'è la comune preoccupazione di realizzare la massima semplificazione possibile dei procedimenti e la maggiore efficienza della pubblica amministrazione.
La Giunta, raccogliendo le sollecitazioni che sono venute da diverse parti, ritiene che prendere qualche ora su questo articolo, andando a domani per vedere di sciogliere, con una riflessione che veda impegnati i Gruppi, i consiglieri anche più ferrati in materia e più interessati alla questione, possa essere una scelta saggia.
Quindi propongo la sospensione dell'articolo 5, a questo punto nella sua interezza, perché mi sembra difficile procedere per parti, e propongo invece di proseguire con l'articolo successivo.
PRESIDENTE. Poiché non ci sono opposizioni l'articolo 5 viene sospeso.
Ha domandato di parlare il consigliere Lippi sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
LIPPI (F.I.). Per la verità, Presidente, avevo chiesto di intervenire sull'articolo.
La richiesta formulata dall'assessore Scano non so se mi permette di poter intervenire oppure no
PRESIDENTE. Proseguirà domani quando riprenderà la discussione sull'articolo 5, onorevole Lippi.
LIPPI (F.I.). Presidente, credo che sarebbe più opportuno - non so se il mio era l'ultimo intervento previsto sull'articolo - che proprio in relazione alla richiesta formulata adesso dall'assessore Scano, in ragione di una sospensione, che riprende per certi versi la proposta del collega Sanna, sarebbe opportuno quanto meno, fatto salvo che va benissimo la sospensione per riflettere ulteriormente sul contenuto dell'articolo, però sentire anche i colleghi che sono iscritti a parlare sull'articolo stesso, perché potrebbero emergere dagli interventi, probabilmente, delle indicazioni.
Se uno interviene domani, una volta che si sono già riuniti o la Commissione, o i Capigruppo, o chi in ragione di ogni Gruppo, per riformulare quelle che cose che troviamo scritte nell'articolo, credo non abbia più ragione.
Comunque rinuncio all'interno e parlerò domani, Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Le due cose sono tranquillamente conciliabili, nel senso che la proposta della Giunta è di sospendere perché dobbiamo trovare modo di approfondire e comporre la discussione che sta avvenendo, se però ci sono ancora alcuni interventi nella discussione generale nulla quaestio, anzi credo che possano venirne anche dei suggerimenti interessanti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Grazie Presidente, in realtà intendevo fare la stessa proposta dell'Assessore della programmazione, perché ho notato, seguendo il dibattito, che le argomentazioni portate dall'onorevole Bonesu avevano un forte fondamento, quindi erano abbastanza convincenti.
D'altra parte, anche le perplessità manifestate dal relatore erano nella stessa direzione, quindi effettivamente anch'io avevo intenzione di proporre che su questo articolo 5 ci fosse un momento di riflessione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lippi. Ne ha facoltà.
LIPPI (F.I.). Collega Cugini permettendo, intervengo brevemente per sottolineare l'esigenza che proviene soprattutto dal mondo dell'impresa per questo articolo e sulla necessità che lo stesso trovi una sua rispondenza all'interno di questa Assemblea.
Sono andato a rivedere anche le richieste avanzate dalle associazioni di categoria durante le audizioni e ho trovato un favorevole accoglimento dalle parti più direttamente interessate, probabilmente, da questo articolo.
Ciò a dimostrazione proprio che è viva l'esigenza di una semplificazione organica e di una maggiore velocità in quello che può essere l'espletamento burocratico di alcune funzioni.
Credo però che l'articolo stesso sia carente di un problema che sta fortemente a cuore alle imprese, quello di arrivare al certificato unico.
Sappiamo tutti quali sono per le imprese, soprattutto per quelle che devono insediare nuove strutture, o per quelle che operano nel campo di lavori pubblici, le difficoltà che riscontrano ogni volta nel recepire decine e decine di documenti utili alla presentazione delle richieste, delle domande, di tutto quello che concerne l'attività che loro intendono svolgere.
Quindi una riflessione, a mio giudizio, dovrebbe essere fatta anche su questo fronte, cioè capire se può esistere il sistema per arrivare a questo benedetto certificato unico. Sicuramente credo che non di poco si agevolerebbero, in questo caso, non solo le attività che oggi operano, ma daremmo una maggiore rapidità e quindi invoglieremmo anche potenziali nuovi investitori a investire senza correre il pericolo e il rischio di essere bloccati per mesi da lungaggini burocratiche che tante volte scoraggiano anche gli investimenti.
Presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS (F.I.). Sull'ordine dei lavori, perché vorrei capire se dobbiamo proseguire con la discussione dell'articolo 5 o se dobbiamo sospendere questo articolo ed eventualmente passare ad altro articolo. Perché in questo secondo caso, io ritengo che i dubbi che tutti quanti abbiamo sull'articolo 5 permangano anche fino a domani, visto che sono le ore 21.20 e domani mattina se ci dobbiamo riunire come Consiglio alle ore 9.00, non so in quale lasso di tempo si possano appianare le divergenze che riguardano l'articolo 5 stesso.
Per cui vorrei sapere come lei, Presidente, è orientato a condurre l'Assemblea nel prosieguo dei lavori. Grazie.
PRESIDENTE. Il Presidente aveva ipotizzato di concludere alle ore 21.30. C'è stata questa discussione sull'articolo 5 che si è protratta. Non credo che l'articolo 6 possa essere affrontato, quindi se c'è qualche intervento sull'articolo 5, diversamente aggiorniamo il Consiglio domani alle ore 10, perché alle ore 9-9.30 si devono riunire due Commissioni.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I). Mi sono distratto e quindi non voglio abusare della pazienza, ma l'articolo 5 è sospeso e domani mattina si riprende con la discussione per tutti?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (Progr. Fed.). Sull'ordine dei lavori, Presidente. Lei ha annunciato che chiudiamo alle ore 21 e 30, però c'era la volontà di proseguire almeno fino alle ore 22. Quindi si potrebbe passare a esaminare l'articolo 6.
SANNA NIVOLI (A.N.). Non c'è neanche il Segretario per leggerlo!
CUGINI (Progr. Fed.). Il Segretario ce l'abbiamo, Noemi.
PRESIDENTE. Onorevole Cugini, ci sono problemi fisici del Presidente.
CUGINI (Progr. Fed.). Chiedo scusa.
PRESIDENTE. Chiedo scusa io. I lavori riprenderanno domani alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 21 e 22.
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