Seduta n.388 del 04/09/2003 

CCCLXXXVIII SEDUTA

Giovedì 4 settembre 2003

(POMERIDIANA)

Presidenza del Presidente SERRENTI

indi

del Vicepresidente Salvatore SANNA

La seduta è aperta alle ore 19 e 14.

CAPPai, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 28 agosto 2003 (382), che è approvato.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Murgia. Ne ha facoltà.

MURGIA (A.N.). Presidente, le chiedo ancora un'ora di sospensione.

PRESIDENTE. Colleghi, vi sono osservazioni in merito a questa richiesta? Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Sì, Presidente, come lei si ricorderà, io stamattina ero l'unico, nella Conferenza dei Capigruppo, che ritenesse esagerata la richiesta di sospensione fino alle ore 18 di questo pomeriggio, perché non capisco quali siano le ragioni che motivino la richiesta di sospensione.

Stamattina è stato detto che bisognava riflettere sulla replica del presidente Masala, per consentire ai colleghi di fare le dichiarazioni di voto. Si capisce tutto, si capisce anche che i colleghi debbano fare le dichiarazioni di voto e riflettere attentamente sulle parole dell'onorevole Masala, ma a questo punto, alle 19 e 15, non si capisce a che cosa serva un'altra ora di sospensione dell'Aula, con tutti i colleghi che sono qui ad attendere non si sa bene cosa, perché noi non capiamo cosa. Perciò io credo che tutte le interlocuzioni che ci dovevano essere siano state sviluppate, si stanno sviluppando, si possono ancora sviluppare mentre in aula si fanno le dichiarazioni di voto ed evitiamo a tutti noi questa protrazione nei tempi e anche nella fatica dei colleghi che intanto che si sviluppano queste interlocuzioni stanno in aula a bighellonare. Quindi io sono contrario alla richiesta di sospensione.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, siccome ha parlato contro, e in queste occasioni parlano uno a favore e uno contro, o ci fermiamo e facciamo una Conferenza dei Capigruppo in modo da sentire tutti i Capigruppo, se no apriamo un dibattito qua in aula su una richiesta di sospensiva di un'ora, non mi pare il caso. Se vuole può parlare a favore.

COGODI (R.C.). No, parlo contro.

PRESIDENTE. Allora facciamo la Conferenza, i colleghi sono invitati a seguirmi, i lavori vengono sospesi.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 17, viene ripresa alle ore 19 e 33.)

PRESIDENTE. Un po' di attenzione per cortesia. La Conferenza dei Capigruppo ha accolto la richiesta fatta dal Gruppo di Alleanza Nazionale, pertanto i lavori riprenderanno alle ore 20 e 30. La seduta è sospesa.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 34, viene ripresa alle ore 20 e 38.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Grazie, Presidente, volevo significarle che alcuni colleghi hanno avuto degli urgenti e imprevisti impegni familiari, per cui si sono dovuti allontanare e in questo momento ovviamente c'è necessità della presenza di tutti in un momento così importante, per cui le chiederei un aggiornamento dei lavori alle ore 10 e 30; minimo alle 10 e 30, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, abbiamo accolto le richieste che sono pervenute dai banchi della maggioranza, comprendiamo la difficoltà del momento, non ci opponiamo alla richiesta di rinvio, ma sarebbe più serio, anche perché noi non dobbiamo dipendere da ciò che succede dietro le quinte di quest'Aula, ma ognuno ha il diritto e la libertà anche di poter utilizzare il tempo convenientemente, chiediamo che i lavori vengano aggiornati direttamente alla giornata di domani.

PRESIDENTE. Colleghi, comprendete che discutere queste cose in aula è estremamente complicato. Adesso ci sono due richieste molto differenti, io ho bisogno - questo non faccia sorridere nessuno - di sentire i Capigruppo, così discutiamo in dieci persone piuttosto che in ottanta un problema come questo. Pertanto chiedo ai colleghi la cortesia di seguirmi, è convocata la Conferenza.

(La seduta, sospesa alle ore 20 e 40, viene ripresa alle ore 20 e 55.)

PRESIDENTE. Colleghi, l'esigenza è quella di prendere ancora un po' di tempo. Io capisco le difficoltà che questo crea ai consiglieri, ma anche agli altri, ai cronisti che sono qua, un po' a tutti, però i tempi della politica qualche volta sono questi, la Conferenza ha deciso di sospendere e i lavori ricominciano alle 23 e 30. La seduta è sospesa.

(La seduta, sospesa alle ore 20 e 56, viene ripresa alle ore 23.59).

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SALVATORE SANNA

PRESIDENTE. Riapriamo la seduta colleghi, vi invito a prendere posto. Per cortesia i colleghi segretari sono pregati di accomodarsi in Presidenza.

E` pervenuto l'ordine del giorno numero 1. Se ne dia lettura.

LICANDRO, Segretario:

ORDINE DEL GIORNO MURGIA - CAPPAI - VARGIU - LADU sull'approvazione delle dichiarazioni programmatiche e sulla nomina dei componenti della Giunta regionale.

IL CONSIGLIO REGIONALE

udite le dichiarazioni programmatiche del Presidente della Regione, MASALA, preso atto del dibattito,

le approva

e, in conformità alle sue proposte, nomina componenti della Giunta medesima:

On. Pietro FOIS - Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione

Interim Presidente Regione - Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio

Interim Presidente Regione - Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica

Dott. Emilio PANI - Assessore della difesa dell'ambiente

On. Felice CONTU - Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale

Avv. Roberto FRONGIA - Assessore del turismo, artigianato e commercio

On. Pasquale ONIDA - Assessore dei lavori pubblici

Interim Presidente Regione - Assessore dell'industria

Dott. Matteo LURIDIANA - Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale

Interim Presidente Regione - Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport

On. Roberto CAPELLI - Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale

On. Salvatore AMADU - Assessore dei trasporti. (1)

PRESIDENTE. Colleghi passiamo alla votazione dell'ordine del giorno, naturalmente sono previste dichiarazioni di voto. Ha domandato di parlare il consigliere Pirastu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIRASTU (F.I.-Sardegna). Signor Presidente del Consiglio regionale, signor Presidente della Regione, colleghi consiglieri, credo che sia importante in un momento così delicato che ognuno di noi sia chiaro e trasparente. Voterò sì per la Giunta dell'onorevole Presidente Italo Masala.

In base alla chiarezza ho già provveduto a rassegnare le dimissioni dal Gruppo di Forza Italia e dal partito a cui appartengo dal 1994, prima delle elezioni politiche del marzo 1994, precisamente dal 28 gennaio del 1994. Non ho condiviso la linea del partito in queste ultime vicende, ma anche in altri aspetti, e quindi ritengo corretto e doveroso rassegnare le dimissioni pur rispettando, ovviamente, la linea che il partito ha ritenuto di dover portare avanti. Avrò occasione con maggiore serenità e lucidità di fare quelle riflessioni politiche che hanno ispirato questa mia sofferta scelta, ma credetemi convinta.

Credo di aver fatto il mio dovere come consigliere regionale, in questa legislatura sono state approvate sette leggi, di queste sette leggi due ho l'onore di essere primo firmatario. Amici di Forza Italia io vi auguro di costruire quello in cui credete veramente, vi considero tutti dei galantuomini e così vi lascio. A tutto il Consiglio, maggioranza ed opposizione, anche se ormai questi sono concetti evanescenti, ricordo che oggi non ci saranno né vinti e né vincitori; mi auguro che oggi vinca l'autonomia che i nostri padri sardisti, democristiani, socialisti, comunisti, repubblicani, socialdemocratici, missini hanno tentato di costruire in questi cinquant'anni. Vi ringrazio per l'attenzione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CORDA (Gruppo Misto). Non vi è dubbio che questo è il momento più difficile che vive la nostra autonomia, forse il più difficile da cinquantacinque anni ad oggi. Io credo che non possa essere accettato che attraverso un ordine mandato via fax, a quanto pare dal senatore Romano Comincioli, segretario di Forza Italia e per questo lo rispettiamo, l'ordine sarebbe quello di sciogliere il Consiglio regionale della Sardegna.

Nessuno credo che in questa Assemblea abbia il diritto di ubbidire a quell'ordine, di votare perché venga sciolto il Consiglio regionale. Vi sono ragioni politiche contingenti, fare la finanziaria e la legge elettorale, e ve ne sono altre di prospettiva, il rischio di assecondare un disegno di "piazzare" in Sardegna uomini ubbidienti che risponderanno ad interessi diversi da quelli dei sardi. Questo è il momento in cui in questo Consiglio debbono essere ammainate tutte le bandiere, tutte quelle insegne di partito e di coalizione nelle quali ognuno di noi crede.

Noi ci riconosciamo nell'unità nazionale ma ora tutti noi, con decisione ed orgoglio, dobbiamo issare in quest'Aula la bandiera della nostra terra, dei nostri avi, della nostra autonomia, del nostro diritto di autodeterminazione. Dobbiamo issarla a difesa della dignità della nostra terra e del nostro popolo. Non possiamo chinare il capo, nessuno di noi può farlo, ad un ordine inviato ai suoi sudditi via fax dal senatore Romano Comincioli, questo non è un demerito, ex venditore di Pubblitalia.

Chi voterà contro la fiducia alla Giunta Masala, oggi, commetterà un oltraggio alla nostra bandiera e darà un colpo mortale alla nostra autonomia che sarà messa sotto i piedi da un fax. Chi lo farà si dovrà assumere la responsabilità di aver sostenuto questo progetto delirante, inaccettabile.

Non vorremmo pensare che i D.S. abbiano fatto a livello nazionale un accordo con Forza Italia per consumare insieme un progetto di elezioni anticipate per liquidare una volta per tutte i piccoli partiti con l'idea che poi chi vince vince, un giro di valzer a testa e gli altri tutti zitti e sottomessi. Se dovesse accadere questo credo che in molti si dovranno preparare argomenti di difesa molto forti, perché le accuse saranno fatte in ogni piazza di ogni paese e suoneremo forte le campane dell'autonomia e della dignità venduta per perseguire interessi ed equilibri nazionali.

Io credo che questo non sia possibile accettarlo da parte di nessuno, di centro, di sinistra o di destra, questo non ha nessuna importanza, qui c'è un ballo ben altro. E per questa ragione io annuncio il voto del Movimento a favore della Giunta Masala.

PRESIDENTE. Vi sono altre dichiarazioni di voto?

Ha domandato di parlare il consigliere Frau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FRAU (A.N.). Onorevole Presidente del Consiglio, onorevole Presidente della Giunta, colleghi e colleghe, credo che mai nella storia dell'autonomia della Sardegna tutte le forze politiche presenti in Consiglio all'unisono abbiano riconosciuto al Presidente incaricato di formare la Giunta serietà, preparazione, voglia di lavorare, moderazione, disponibilità e tanto attaccamento alle istituzioni ed abbiano espresso allo stesso Presidente stima e considerazione. Ma tant'è, queste cose pure importanti, a quanto pare, non sono sufficienti per poter iniziare un percorso che porterebbe l'onorevole Italo Masala, al quale mi lega una lunga e fraterna amicizia, a presiedere in questi pochi mesi che ci separano dallo scioglimento naturale del Consiglio, l'esecutivo della Regione Autonoma della Sardegna.

Non solo, l'onorevole Masala ha compiuto, e questo va a suo merito, un altro miracolo, ha coagulato intorno alla sua persona tutta la maggioranza che aveva appoggiato nel 1999 l'onorevole Floris e nel 2001 l'onorevole Pili raggiungendo ben 41 voti. Una maggioranza, ricordiamolo, che si era sfilacciata per svariate cause e che non si era più riusciti a ricompattare, nonostante l'impegno del Gruppo di Alleanza Nazionale intorno alla persona dell'onorevole Mauro Pili.

Non venti, trenta, trentacinque o trentanove voti, ma ben quarantun voti, ossia la maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati, a dimostrazione della volontà di tutte le forze politiche del centro e della destra di andare avanti sotto la presidenza di un autorevole esponente di Alleanza Nazionale.

Non ci si venga a dire a posteriori, quindi, che non ci sono o che non ci sarebbero le condizioni politiche di andare avanti. Le condizioni politiche si sono palesate pubblicamente ed ufficialmente giovedì 28 agosto quando, come dicevo prima, a scrutinio segreto e senza alcun distinguo l'onorevole Italo Masala veniva eletto Presidente della Regione Sardegna. Quindi lo scenario si è chiarito in quel momento e l'onorevole Masala è stato abilitato a presentare un programma ed una Giunta, a chiedere il voto in Aula.

Amici di Forza Italia, insieme dal 1994 abbiamo lavorato in quest'Aula, abbiamo combattuto, abbiamo proposto e poi abbiamo governato ed è necessario, a mio avviso, continuare insieme ad andare avanti senza rompere quella unità di intenti che ci ha contraddistinto negli anni. Alleanza Nazionale, come ben ricorderete, è sempre stato un alleato fedele; abbiamo creduto nell'alleanza e nella coalizione, abbiamo creduto in quei valori di cui parlava stamane il Presidente Masala e ha pagato questa fedeltà in modo pesante. Guai, quindi, a chi oggi dovesse assumersi la responsabilità di far fallire il varo di questa Giunta ed a mettere in serio pericolo la coalizione di centrodestra.

Amici di Forza Italia abbiate sempre presente che è molto facile distruggere, ma estremamente difficile ricostruire. Credo pertanto che anche in questi ultimi minuti ci sia la possibilità di ritrovarci ancora, se lo vogliamo, gomito a gomito, accomunati dallo stesso desiderio di rinascita per la nostra terra. Onorevole Presidente Masala riconfermandole la mia stima preannuncio il mio voto favorevole all'ordine del giorno che è stato presentato.

PRESIDENTE. Altre dichiarazioni di voto?

Ha domandato di parlare il consigliere Noemi Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA NIVOLI (A.N.). Molto brevemente, Presidente, per annunciare naturalmente il mio voto favorevole ed anche entusiasta, se posso aggettivarlo, per le ragioni che tutti conoscono. Perché è una data storica per Alleanza Nazionale;, per la serietà dell'uomo che ci rappresenta come Presidente, perché - come dire - finalmente l'elezione di Itala Masala ha fatto cadere quell'ultimo velo di conventio ad excludendum che poteva impedire ad un rappresentante di Alleanza Nazionale di occupare le più alte cariche istituzionali. Quindi, oggi Alleanza Nazionale diventa competitiva con tutti gli altri partiti alleati, con Forza Italia, con tutti i partiti di centro ed anche Alleanza Nazionale può esprimere il Presidente della Regione. Permetta però, onorevole Masala, di esprimerle, con una sincerità che lei mi deve riconoscere da sempre, una qualche perplessità sulle modalità con le quali sta nascendo questo esecutivo; e glielo dico adesso perché così, come dire, mi tolgo il dente e non ne parliamo più. Però glielo devo dire perché i nostri rapporti rimangano sereni ancora d'ora in avanti, e perché io ricordo che lei nella sua replica ha sottolineato l'importanza che ha il senso e il significato del concetto coalizione e ha parlato in termini, ha detto che una coalizione non è una somma di numeri, di individui o di gruppi, ma è qualcosa di più. Esiste cioè nella coalizione una sorta di afflato strategico e la mia preoccupazione adesso è proprio che non lo vedo in questa che non oso chiamare coalizione, ma compagine, perché coalizione non è in quanto non vedo quell'afflato strategico che deve solidificare un progetto di una coalizione, perché stanno fuori di questo progetto alcuni dei nostri amici storici.

Forza Italia che rappresenta comunque uno fra i nostri alleati più autorevoli resta per il momento fuori da questa compagine di governo, mentre dentro ci sono personaggi che solo - onorevole Masala - dal punto di vista strategico mi paiono poco affidabili, non sul piano politico, né sul piano personale, ma proprio strategicamente ritengo che siano, rispetto ad altri alleati storici, ben poco affidabili. Quindi, questa è la mia perplessità, onorevole Masala, che io le devo esprimere; così come esprimo agli amici di Forza Italia un richiamo comunque al senso di solidarietà di coalizione che dobbiamo ricostruire in ogni caso, non stasera, ma da domani in avanti perché i nostri avversari che dovremo affrontare fra qualche mese, ed io spero molto più in là di quanto tanti si augurano, e non domani, e quindi io spero che la nostra coalizione possa essere "attrenzata" come si dice da noi a Sassari, cioè organizzata per combattere il vero avversario che è al di là di questa parte, cioè è il centrosinistra.

Noi siamo un governo di centrodestra e lei, onorevole Masala non può non essere a capo di un governo connotato in questo modo. Le ricordo che, come dire, l'entusiasmo che ha accompagnato la sua elezione non era esente da questo significato, perché la gente ha capito che se a guidare un governo era un uomo di destra sicuramente, d'ora in avanti, le cose sarebbero state chiare, nette e pulite.

E quindi io auspico che comunque il governo che verrà fuori da questa elezione sia un governo di centrodestra, con una coalizione di centrodestra che rassicuri la gente di centrodestra che vede in lei sicuramente qualcosa di diverso rispetto a quello che c'è stato fino ad oggi. La ringrazio, le auguro di governare bene in questi prossimi mesi e comunque il mio voto è a favore della sua compagine.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Colleghi per cortesia vi prego a prendere posto e ad osservare silenzio, grazie.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Signor Presidente mi sia consentito, innanzitutto, anche se non è rituale in una dichiarazione di voto, di esprimere i sensi della viva stima nei confronti del collega ed amico Andrea Pirastu, del quale rispettiamo la scelta che sappiamo essere stata sicuramente dolorosa, ma ci auguriamo che, come tutto avviene e diviene nella politica, possano anche un domani rincontrarsi le strade apprezzando il suo impegno e riconoscendo le sue qualità.

Al Presidente Italo Masala, amico di lunghe ed appassionanti anche battaglie fatte nella scorsa legislatura; al Presidente Masala, che noi abbiamo stimato ed apprezzato come Assessore, in questa legislatura, degli affari generali, ottimo Assessore della programmazione, che il Gruppo di Forza Italia ha difeso anche quando le sinistre presentavano nei suoi confronti le mozioni di sfiducia, anche quando l'onorevole Corda e altri colleghi del Gruppo di Alleanza Nazionale esprimevano apertamente il loro dissenso. Amici di Alleanza Nazionale, amici che avete sostenuto i tentativi anche ultimi di formare un governo da parte del presidente Pili, vedete Forza Italia non ha voluto prestarsi ai giochi di prestigio, né ha voluto avallare soluzioni che nascevano su un equivoco, l'equivoco che testé ha richiamato l'onorevole Noemi Sanna, che sostiene questa Giunta, quella disinvoltura con la quale oggi abbiamo sentito dichiarazioni di apprezzamento da parte dell'onorevole Corda, dimenticando nella chiarezza tutto ciò che invece deve essere presupposto perché gli accordi politici nascano non per tirare a campare, non per fare la politica del tatticismo, non per fare la politica del giorno per giorno, ma perché crediamo profondamente nel disegno strategico che le forze che si riconoscono nel progetto del centrodestra, in quel progetto politico e programmatico, autenticamente alternativo a quello proposto dal centrosinistra. Non possiamo certamente condividere in quest'ultimo scorcio di legislatura un'esperienza di governo neppure dall'esterno con chi ammicca verso altri progetti, legittimamente, che noi rispettiamo ma che sono alternativi al nostro. Allora non possiamo prestarci ad avallare pasticci, non possiamo prestarci a dare avallo a governi che nascono deboli e che quindi, al di là veramente della stima sincera e del rispetto che portiamo a lei, onorevole Presidente, al di là veramente della necessità che tra le forze del centrodestra si chiuda questa pagina e si riapra invece una stagione nuova di dialogo, è per queste ragioni, caro Presidente, che pur vincendo le difficoltà di molti colleghi che non sono avvezzi, come forse capita in qualche altro Gruppo in quest'Aula, ma forse siete più abili e più intelligenti nel saper mascherare, noi non riceviamo diktat, noi abbiamo un segretario di partito che si chiama senatore Romano Comincioli, al quale dovete soltanto rispetto.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). E dovete vergognarvi! E dovete soltanto vergognarvi!

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, non costringetemi a sospendere la seduta.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Chiedo di poter recuperare, signor Presidente.

PRESIDENTE. Prego, onorevole Pittalis.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Può piacere o non piacere, Forza Italia è un partito...

PRESIDENTE. Sì, concluda onorevole Pittalis.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Presidente, devo recuperare il tempo, mi consenta. E' un partito di milioni di persone, onorevole Corda, è un partito che ha una dimensione nazionale, è un partito che in Sardegna ha una sua struttura e un suo segretario e porti rispetti quando parla del segretario...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Quando parla del segretario del nostro partito, come noi porteremo rispetto al segretario del suo partito, se il suo partito avrà fortuna di radicarsi in Sardegna.

Queste sono, signor Presidente, le ragioni, che non è possibile certamente in cinque minuti esaurire, per le quali Forza Italia si astiene, pur nella difficoltà di molti colleghi veramente di un voto di astensione perché questa bruttissima pagina dell'autonomia sarda avrebbe indotto a dare il voto contrario tout court. E' proprio per la stima verso di lei, è proprio per consentirvi di poter traghettare, se avete i numeri, questo governo verso - io mi auguro - lidi che possano consentire di dare quelle risposte che a noi sembra difficile in questa contingenza politica dare ai sardi e che per noi l'unica soluzione rimanevano le elezioni anticipate, restituire la parola ai cittadini che sono i veri arbitri di questa partita.

PRESIDENTE. Vi sono altre dichiarazioni di voto? Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Locci. Ne ha facoltà.

LOCCI (Gruppo Misto). Abbiamo compreso, Presidente, le provocazioni dell'ultimo momento e tuttavia alcune hanno superato il segno e quindi crediamo che meritino una risposta, una risposta legata alla logica, ai fatti e alle verità storiche, perché vede il Movimento può darsi che sia composto da tre persone in Sardegna, ma il Movimento è un piccolo partito fatto di persone serie, oneste e leali.

Vede, onorevole Pittalis, io credo che lei, che ha partecipato con noi a degli incontri per mettere in crisi la Giunta Pili…

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Io?

LOCCI (Gruppo Misto). Lei, lei.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Lei si assume la responsabilità di quello che sta dicendo.

CORDA (Gruppo Misto). E confermiamo!

LOCCI (Gruppo Misto). E confermiamo! Lei personalmente.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Sta dicendo una bugia, lei mente, è un bugiardo, glielo dico io.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia. Onorevole Locci, si rivolga alla Presidenza, per cortesia. Continui il suo intervento.

LOCCI (Gruppo Misto). Certo. Alla presenza dell'onorevole Corda e dell'onorevole Carloni lei criticava il presidente Pili e ci invogliava anche a portare avanti un'azione dei sfiducia nei suoi confronti. Questa è la verità.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Non è vero!

LOCCI (Gruppo Misto). Questa è la verità.

(Interruzioni)

LOCCI (Gruppo Misto). Questa è la verità. Questa è la verità dei fatti che noi non ci siamo saremmo mai sognati di raccontare, ma di fronte alla sua ipocrisia noi siamo costretti anche a raccontare questo, onorevole Pittalis.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Lei è un bugiardo.

LOCCI (Gruppo Misto). Lo vedremo.

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia.

LOCCI (Gruppo Misto). Lo vedremo nelle sedi giuste e poi vedremo se questo corrisponde a verità. Tuttavia su questo avremo poi la prova della verità dei fatti con i testimoni che hanno partecipato a questi incontri, ma credo che l'inaffidabilità sia nella storia di questi giorni, perché vedete voi potete spiegare tante cose, ma credo che una cosa resti inspiegabile se non la vostra inaffidabilità totale. Altro che alleati strategici! Voi avete, non più tardi di giovedì scorso, votato il presidente Masala, lo avete fatto, speriamo, in libertà, nella convinzione di scegliere un Presidente che guidasse una Giunta e traghettasse la Sardegna in questo difficile momento e dopo alcuni giorni, senza alcuna spiegazione plausibile voi vi siete rimangiati questa scelta come il peggior partito inaffidabile della storia dell'autonomia della Sardegna.

Questa è la storia di questi giorni, certificata in quest'Aula e credo che voler girare le questioni con delle semplici provocazioni non servisse né alla coalizione, che con grande difficoltà sta tentando di nascere, né al centrodestra. Avete deciso di sfasciare le istituzioni, siete coerenti a questo unico disegno, ma non cercate di gettare sugli altri il fango e le responsabilità che invece appartengono solo a voi stessi.

PRESIDENTE. Vuole esprimere il suo voto, la sua dichiarazione di voto?

LOCCI (Gruppo Misto). Il mio voto, Presidente, è favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto la consigliera Pilo. Ne ha facoltà.

PILO (F.I.-Sardegna). Presidente e colleghi, gli interventi che abbiamo ascoltato, questi ultimi dell'onorevole Corda e dell'onorevole Locci, in realtà da soli basterebbero a dimostrare e a sostenere le ragioni che Forza Italia ha cercato in questi tre giorni di dibattito di spiegare a quest'Aula e che sta spiegando all'esterno di quest'Aula. Sono interventi che contengono menzogne, autentiche menzogne, che rappresentano una povertà politica assoluta da parte della forza che i colleghi Corda e Locci rappresentano. Non c'è altro. Hanno passato tre giorni ad insultare in modo gratuito il presidente Pili e adesso è il turno del collega Pittalis, ma queste cose le valuteranno gli elettori, queste cose le valuterà la gente fuori da qui, ma credo che anche quest'Aula sia in grado di valutarle.

Noi abbiamo sostenuto che avevamo difficoltà a dare fiducia a questa nascente Giunta proprio perché ci trovavamo a dover sostenere una Giunta composta anche dal voto e col voto di forze assolutamente inaffidabili, quali oggi si stanno palesando in quest'Aula. Forza Italia non si sottrae al governo di questa Regione, Forza Italia si sottrae semplicemente ad un governo pasticciato, indebolito proprio dal voto che viene a questa coalizione e a lei, presidente Masala, da forze e da persone come i colleghi Corda e Locci, che basano la loro azione politica sulla bugia, l'insulto, la menzogna e la nefandezza. I sardi non meritano questo, Presidente!

Io, nonostante questo, nel rispetto del patto, che è un patto dal 1994, con Alleanza Nazionale, che mi onoro tra l'altro di aver contribuito a far nascere come patto e come coalizione, allora, in tempi non sospetti, mi asterrò, ma sia chiaro che questo viene fatto in nome di questa coalizione e di questa maggioranza che però, per quanto ci riguarda esclude le forze del Movimento dell'onorevole Corda e per quanto mi riguarda anche le forze dell'UDR dell'onorevole Floris. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pilo, vi sono altre dichiarazioni di voto? Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Deiana. Ne ha facoltà.

Vi chiedo scusa, colleghi, chiedo più tempestività nel rispondere alla richiesta del Presidente di turno, perché se si aprono le votazioni poi non possono essere più ammesse dichiarazioni di voto.

Hanno chiesto di intervenire gli onorevoli Deiana e Cogodi. Prego, onorevole Deiana.

DEIANA (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, prendo la parola come consigliere di opposizione, appartenente a un'area indicata come Ulivo, ma prendo la parola, nei contenuti, come presidente dell'Associazione culturale e politica Centro e a nome di questa esprimo in quest'aula il voto.

Io ho avuto la fortuna di sedere tanti anni in questi banchi del Consiglio regionale, ringrazio gli elettori, ma mi onoro di aver avuto una crescita ascoltando i colleghi, a volte in maggioranza e a volte in opposizione, ma avendo sempre il rispetto di entrambi. E' la prima regola che ho appreso e che ho messo in essere, e non solo la regola, ma anche il credo e il rispetto delle istituzioni, l'osservanza delle regole che governano questa Assemblea e il rispetto e l'osservanza delle leggi, alle quali faccio riferimento anche ai contenuti dello statuto dell'associazione che rappresento, dove esiste come principio il dialogo, la mediazione pubblica e l'equilibro.

Molte volte mi chiedo, essendo uno del consiglieri anziani, se in questa legislatura c'è stato dialogo, mediazione ed equilibrio. Me lo chiedo vedendo esperienze che sono molto più in alto di questo Consiglio regionale; in questi ultimi anni abbiamo visto nazioni potentissime al mondo che si facevano la guerra e non si parlavano e oggi si incontrano, quali la Russia, l'America e la Cina, e parlano di temi di alta politica e quando si è di fronte alla pace, di fronte al benessere mondiale, di fronte al rispetto delle istituzioni mettono da parte anche i vecchi rancori.

Io voterò stasera nel senso di questa responsabilità e credo - scusatemi se lo dico - di interpretare la volontà di molti colleghi che sono in quest'Aula, che in questa occasione non parleranno e quindi solo immagino la volontà che non esprimono. Quindi il mio voto sarà da una parte un voto tecnico e dall'altra un voto istituzionale, perché la mia posizione l'ho detta già in premessa.

Ma non c'è bisogno di affermarlo anche stasera, perché chi ha avuto occasione di leggere gli ultimi comunicati che ho fatto come Centro, se non ricordo male uno l'8 luglio e l'altro il 12 agosto, in quell'occasione mi sono dichiarato sempre contro le elezioni anticipate e non saranno gli ultimi avvenimenti a farmi cambiare posizione. Io voterò affinché questo Consiglio possa approvare la legge elettorale per stabilire qui dentro nelle future elezioni le regole di democrazia e di proporzionalità. Voterò affinché possano essere approvate le leggi di contabilità - finanziaria e bilancio - perché sappiamo a che cosa si va incontro se non ci saranno queste leggi. Voterò affinché i fondi POR, che sono ingenti e che dovranno subire una verifica entro il 31 dicembre del 2003, non vengano persi, ma vengano spesi per risolvere i tanti problemi che affliggono la Sardegna. Non voto per salvare il centrodestra, voto contro il commissariamento delle istituzioni che ci fa apparire ridicoli, incompetenti e incolti. Voto responsabilmente per la dignità delle istituzioni e dei suoi rappresentanti.

Leggo dal mio comunicato stampa del 12 agosto 2003: "E' quanto mai opportuno che il Consiglio regionale si riappropri del suo ruolo senza subire condizionamenti dall'esterno, ma attraverso il recupero dell'autonomia nel suo significato vero e più profondo.

E' un ruolo quello di chi dovrà guidare la Regione con la nuova Giunta regionale, che può caratterizzarsi per questa forte connotazione come il Presidente dell'autonomia, le cui finalità sono di crescita culturale, umana e politica. Voto con coraggio per difendere l'autonomia di questo Consiglio e della gente di Sardegna. Per questo voto sì all'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, nei momenti di difficoltà, non soltanto in politica, può essere difficile avere la lucidità del giudizio ed anche la lucidità dell'espressione di questo stesso giudizio, però quanto più è confuso il modo con cui viene espressa la votazione da più parti in quest'Aula, tanto più è necessario invece che ci si pronunci e si cerchi di spiegare, perché il silenzio non venga equivocato da nessuno in quest'Aula, ma - permettetemi - soprattutto non venga equivocato al di fuori di quest'Aula da chi, in qualche modo, ha ancora la pazienza di ascoltarci.

Forza Italia ha annunciato la sua astensione e lo ha fatto in tutta evidenza concludendo un percorso, un dibattito molto difficile per noi, un dibattito che avrebbe potuto avere per epilogo ben altro tipo di dichiarazione di voto.

Io credo che da parte di tutti si debba avere rispetto per i motivi che spingono oggi il nostro Gruppo ad esprimerci in questo modo, il rispetto lo vorremmo da parte di tutti, ma credo che a noi prema innanzitutto chiederlo con forza e con convinzione a tutti coloro che in quest'Aula, fuori da quest'Aula, e speriamo anche in un percorso futuro, possa condividere un progetto politico e non soltanto una scelta tattica più o meno conveniente.

Noi crediamo che il voto di astensione sia un segno chiaro di solidarietà ai partiti che hanno condiviso un'alleanza in questa legislatura, che speriamo e contiamo possano condividerla per un progetto più grande e speriamo più fortunato per il futuro. In particolare un segno chiarissimo nei confronti del partito di Alleanza Nazionale a cui ci lega un rapporto di lealtà, di amicizia con tantissimi, e di condivisione di una prospettiva, di una strategia, un segnale agli altri partiti del centro con i quali crediamo si possa costruire un percorso.

Questo è l'unico motivo, se poi a questo motivo volete aggiungere anche un minimo di disciplina di partito, che è così tanto dimenticata in questi tempi, aggiungetela pure, io non mi vergogno di essere anche disciplinato in un partito in cui credo, a cui do le mie energie e spero di poterle dare in qualunque modo.

PRESIDENTE.. Ci sono altre dichiarazioni di voto? Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Stiamo tutti consapevoli, cari colleghi, che questo passaggio istituzionale può segnare e dovrebbe segnare la conclusione traumatica di questa legislatura; per altro verso questa situazione può anche rappresentare l'avvio di una fase nuova della vicenda politica sarda. Siamo sicuramente di fronte ad un clamoroso fallimento, ma il fallimento non è né della buona politica, né della vera autonomia, il fallimento è vostro, tutto vostro, tutto intero, del centrodestra.

Dicevamo nel '68, anche in Sardegna, che una grande risata avrebbe potuto seppellire molte brutture e travolgere ogni forma di potere autoritario; pensavamo anche così ad una espressione possibile della nuova politica, la politica dei cittadini, che fosse felice perché era nel contempo libera e liberatoria.

Sono passati 35 anni da allora, tante cose sono accadute nel frattempo, anche in Sardegna, di buono e di meno buono. La società sarda ha sofferto in questo lungo tempo, ma è anche cresciuta in economia, in cultura e soprattutto in consapevolezza, in dignità e senso di sé. Possiamo dire oggi che l'autonomia speciale ha vissuto utilmente il suo tempo e che è in grado oggi di riproporsi come valore liberatorio dei più fondati e fondanti buoni interessi del popolo sardo. Perciò l'autonomia speciale non può ancora essere impunemente maltrattata, l'autonomia speciale della Regione sarda non può essere sequestrata dai più invadenti e prepotenti di turno che passando di qui confondono l'ospitalità con la subalternità, la tolleranza con la debolezza.

Questa nostra terra merita di rimanere e, per molti versi, di essere restituita alla sua condizione di terra pacifica, produttiva e cooperativa nel mondo; terra sana per un popolo civile e libero, terra buona perché ogni persona che meritatamente la abita abbia pienamente garantito il suo diritto di cittadinanza, di lavoro produttivo, di istruzione, di salute, di partecipazione sociale e politica.

Per questa legislatura, che pure si avvia a finire anzitempo, il Gruppo della Rifondazione Comunista ha fatto decisamente la sua parte, non ci siamo risparmiati, lo sanno tutti o quasi tutti. Qui eravamo per mandato popolare e qui ci siamo battuti con tutte le nostre forze perché avanzassero i diritti dei lavoratori e perché fossero salvaguardati i sacrosanti interessi del popolo sardo e sappiamo di aver fatto con ciò nient'altro che il nostro dovere.

Oggi l'autonomia ancora una volta è pesantemente e ciecamente colpita dal furore autoritario e dalla peggiore espressione prevaricante del berlusconismo reale. Il mal governo del centrodestra ha potuto ferire, ma non tramortire e meno che mai umiliare, questa terra e questo popolo.

Sappiamo bene, signori della destra, perché vi vediamo e perché vi guardiamo in faccia, che pure in questa circostanza drammatica fuori di qui e lontano da qui molti di voi se la ridono, ma non è quella risata serena e fiduciosa del futuro migliore, della buona capacità e della immaginazione al potere; la vostra è una risata isterica, che vorrebbe tentare di scongiurare e simulare la vostra difficoltà, la vostra insicurezza e la vostra cattiva coscienza.

La vostra è anche una risata sardonica, che come è noto non rappresenta affatto la ritenuta felicità dei sardi, ma più propriamente esprime le convulsioni penose che conseguono all'ingestione di una speciale erba velenosa, un'essenza tossica che chissà perché gli antichi greci ritenevano avesse origine in Sardegna. Voi berlusconisti in quel tempo non c'eravate ancora, eppure gli antichi vi conoscevano già, evidentemente perché oltre che antichi dovevano essere anche molto preveggenti o almeno attenti ai segni dei tempi. Tuttavia ci rassicura il fatto che per neutralizzare anche i peggiori veleni oggi possono essere utilizzati i più efficaci antidoti. Perciò, anche a titolo di cura, alle dichiarazioni programmatiche del centrodestra, alla Giunta proposta dal Presidente che benevolmente si auto definisce post fascista, noi rispondiamo decisamente "no", un "no" deciso, un "no" secco.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Si è detto poc'anzi che questa maggioranza ha fallito, o meglio si è detto che è il fallimento di un progetto. Amici del centrosinistra ancora una volta da questa postazione, da questo banco, mi vedo costretto a smentire le vostre affermazioni perché, se fallimento c'è stato, è stato un fallimento degli uomini e non del progetto, che si afferma in Italia, che si afferma nei paesi più civili e più progrediti del mondo.

E` stato un fallimento degli uomini che hanno concorso a formare questa maggioranza, che si sono dimostrati non organici al progetto, che hanno dimostrato con i loro comportamenti di badare più propriamente agli interessi del proprio partito, se non addirittura a quelli personali.

Questa maggioranza non ha funzionato sempre per problemi di uomini quando era formata da 44 persone; come si può pensare oggi - e da qui le nostre resistenze e le nostre difficoltà ad appoggiare serenamente e con slancio il tentativo del collega Presidente Masala - come si può ragionevolmente pensare che possa funzionare in questi mesi a venire, in questi otto mesi che mancano sino all'esaurimento della legislatura.

E' una pura follia, si tratta di voler formare e costituire un governo ad ogni costo, che non avrà, necessariamente e sufficientemente, armi e forze per realizzare quel progetto che è vincente se ci sono gli uomini giusti per rappresentarlo.

L'amicizia che mi lega ad Alleanza Nazionale è notoria ed è conosciuta; io stimo e apprezzo anche il lavoro degli altri colleghi della coalizione, a partire dall'U.D.C., per ricordare i Riformatori, per nominare ancora i colleghi del Partito Popolare Sardo e quanti altri mi sfuggono se adesso nel momento, perché mi sento particolarmente emozionato nel dire queste cose, dimentico di citarli. Abbiamo lavorato bene perché abbiamo ottenuto anche risultati che sono epocali, risultati che in cinquant'anni di autonomia le amministrazioni che ci hanno preceduto non sono mai riuscite a dare alla Sardegna. Le contraddizioni sono tante, sono troppe, non possiamo far parte di questa esperienza di governo perché sappiamo già che essa sarà fallimentare. Con quarantun persone non si governa, con quarantun persone le commissioni non potranno funzionare, con quarantun persone il centrodestra perderà la maggior parte delle Commissioni perché le mozioni di sfiducia saranno all'ordine del giorno e noi non saremo in grado di mantenerle.

Presidente, che cosa andrà a fare di buono questa esperienza di governo? Noi ne siamo fortemente dubbiosi e riteniamo, per senso di responsabilità nei confronti degli elettori, di doverne rimanere fuori, augurando ovviamente a lei e a tutte le forze che ancora la sostengono di poterci smentire negli atti e nei fatti.

Per questo motivo il mio voto è di astensione sulla linea che è stata indicata dal collega Pittalis quando ha parlato in precedenza. Non posso dire niente di più, se non ricordare che mentre da una parte oggi questa compagine di maggioranza ha difficoltà ad intervenire sulla legge elettorale per modificarla nel senso richiesto dai cosiddetti "cespugli", di modificarla in maniera tale che venga praticamente impedito il passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica, dando potere di interdizione a talune forze che evidentemente non riescono a riconoscersi organicamente nella coalizione di centrodestra o di centrosinistra, significa accettare anche la contraddizione che nasce dalla dichiarazione del collega Deiana che ha detto che parteciperà solamente ed esclusivamente per modificare la legge elettorale.

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Balletto.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Concludo, non ci sono le condizioni, noi ne abbiamo preso atto. Il nostro voto è di astensione con l'augurio che possiamo essere smentiti dai fatti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Signor Presidente, colleghi, diversi interventi succedutisi ieri e ancora oggi su questo fallimento completo, totale del centrodestra mi hanno stimolato; mi hanno stimolato fortemente perché, se questo è un fallimento, è fallimento perché è quello che è rimasto dai quarant'anni, cinquant'anni della società, ciò che voi avete lasciato, anche in termini di qualità umana, in termini di preparazione della gente a scegliersi gli amministratori, di qualunque colore essi siano.

Si è detto che si è amministrato per la bottega, con assunzioni improprie, cose indecenti, mai avvenute. Prima avveniva nelle soffici camere, negli ovattati uffici della programmazione, le assunzioni improprie e i ricoveri per persone poi che dovevano dedicarsi alla politica, venivano preparate alla politica, o presso tutti gli enti che nascevano man mano, si sono ben riempiti enti, banche, istituti eccetera. e quindi non appariva l'esigenza.

Certo che, maldestri nuovi amministratori, è innegabile che alcuni con la novità possano avere anche sbagliato, abbiano esagerato non avendo ancora le strutture, non essendosi preparati al nuovo e volendo quasi imitare e non creando soluzioni di continuità, ma volendo quasi una continuazione di un sistema di amministrazione.

Però per chi ha conosciuto e conosce ed è informato su come avvenivano oggi intanto si sa molto di più, prima si sapeva di meno, ma chi un po' ha conosciuto le cose sappiamo come funzionavano. E non è di meno, forse le percentuali sono superiori, quelle di allora rispetto a quelle di oggi, per la capacità di collocazione del sistema politico nell'ambito delle strutture pubbliche; era molto più facile, si by passavano concorsi e via dicendo, quindi mettiamo un punto definitivo.

Onorevole Cogodi, io condivido spesso le sue tesi, spesso sono vicino e con passione seguo sempre i suoi interventi, ma certi passaggi veramente a volte richiedono riflessione. Quando si sostiene che è tutto uno sconcio, quando si continua a dire che tutto è stato... Abbiamo imparato un verbo, voi siete molto bravi e abili con la parola, l'ho detto altre volte, mandate dei messaggi ai media con le vostre affermazioni, che tutto quanto viene da voi è sacro e santo, eccetera, tutto quanto viene da altrove è diabolico, è terribile ed è tutto negativo.

Fino a ieri l'acqua serviva per mangiare, l'ho imparato dalla gente, fino a ieri l'acqua in Sardegna non serviva per bere, fino a ieri l'acqua serviva per mangiare.

Forse ancora oggi serve a qualcuno per mangiare, non per bere. Probabilmente fra breve l'acqua non servirà più per mangiare, ma probabilmente servirà solamente per bere e per dissetare la Sardegna, per dissetarla nei campi, per dissetarla nell'industria, per soddisfare le esigenze dell'industria, per soddisfare le esigenze del turismo e di tutta la nostra economia.

Ecco, sono cose che non possono passare nel dimenticatoio, allora lanciamo anche noi qualche messaggio, non neghiamo che ci siano state negatività, è come nei paesi sottosviluppati, qui noi abbiamo vissuto una sorta di sottosviluppo, lo stiamo vivendo ancora. La testimonianza di quello che è successo questo mese ne è la certificazione, ne è la sottoscrizione quanto è successo, è una società che ci è stata consegnata e che non vuole cambiare, vuole tornare a quel sistema, a quei modi, è una società che noi vorremmo cambiata con l'entusiasmo con cui siamo arrivati e vorremmo anche poter riuscire, le forze nuove o vecchie ci hanno creduto e quelle forze che invece vogliono fermarsi a quanto era conosciuto. Io ho detto, e non da ieri, che siamo aperti e abbiamo bisogno anche di forze nuove, laiche, autonomiste veramente. Abbiamo riscoperto noi, non ci vergogniamo, i valori dell'autonomia, l'esigenza di rivendicare a Roma la nostra autonomia, ma qui si distrugge tutto, da sinistra e da destra. Allora non è facile fare i conti soltanto con dichiarazioni di massima per i mass media. Non è vero che è stato tutto negativo, non è assolutamente vero. E' per questo che io darò il voto favorevole alla Giunta Masala.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Signor Presidente, siamo all'epilogo di una brutta pagina dell'Assemblea regionale sarda e della sua storia autonomistica. Una pagina che si è iniziato a scrivere nell'ambiguità dell'inganno e nel disprezzo delle più elementari regole della politica e della volontà degli elettori. Il centrodestra, come abbiamo ripetuto fino alla nausea in questi quattro anni, non aveva vinto le elezioni e, come avevamo profeticamente ipotizzato, è vittima di quelle trame e dell'assemblaggio impolitico delle sue componenti. La forza di quei legami che vi univano, che vi hanno unito, è oggi sotto gli occhi di tutti mostrando tutta la sua fragilità, la sua debolezza, la sua inutilità.

Nessuna politica vi teneva insieme, nessuna politica vi può tenere insieme oggi. Siete senza progetto, non avete nessuno spirito innovatore e di cambiamento. Il cambiamento e lo spirito innovatore, come tutti i sardi possono oggi verificare, era uno slogan buono per la campagna elettorale, insufficiente per governare la nostra terra e i processi complessi, processi economici, sociali e istituzionali che abbiano davanti. Le dichiarazioni di voto che stiamo ascoltando oggi qui e gli interventi che abbiamo ascoltato ieri nel dibattito dimostrano tutta la povertà politica di una coalizione che non c'è e che non esiste.

Noi in questi quattro anni abbiamo cercato di svolgere, perché non era semplice neanche svolgere un ruolo di opposizione, con serietà e impegno il nostro compito di oppositori. Nessuna delle poche leggi che sono state approvate da questo Consiglio è stata approvata senza il contributo determinante delle opposizioni; nessuna attività nelle Commissioni si è potuta svolgere senza la presenza puntuale e costante dei commissari delle opposizioni. In questi quattro anni avete condotto una vita grama, nel Consiglio e fuori del Consiglio.

Onorevole Masala, io non so se la sua Giunta, il suo tentativo estremo e qualche volta patetico che abbiamo vissuto in quest'Aula, il suo tentativo di Giunta, passerà. Io rispetto, per costume personale e per costume del Gruppo al quale appartengo, le opinioni di tutti i colleghi, anche di quei colleghi che la sosterranno per senso di alta responsabilità tecnico-istituzionale.

Non so se la sua Giunta oggi avrà i voti per passare questa difficile situazione, non so se avrà 31, 32, 33 voti, se ne avrà 30 o se ne avrà 29, non è più molto importante. Lo spettacolo che questo Consiglio regionale sta dando alla Sardegna è uno spettacolo desolante, la candela è comunque consumata, il giocattolo si è rotto e meglio per tutti se il sipario cala finalmente, nascondendo le miserie anche di queste ultime convulse ore.

Noi, come abbiamo annunciato e come abbiamo ripetuto dentro, saremo contro questo tentativo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Mi scuserete se dovrò ripetermi, soprattutto negli interventi fatti in quest'Aula e nelle dichiarazioni rilasciate agli organi di informazione in questi due mesi, però i significati che il mio partito dà ai valori dell'autonomia restano tali e sono talmente forti, prima per il contributo che chi mi ha preceduto nella militanza all'interno della forza politica che mi onoro di rappresentare e che ha contribuito in tutti questi anni, con impegno costante e dedizione, a costruire tutti i presupposti fondanti sull'autonomia, la libertà e quell'autodeterminazione che viene richiamata spesso, ma dimenticata altrettanto con frequenza.

Ieri ho detto che calpestare l'autonomia sarebbe stato l'inizio di un tracollo definitivo; oggi noi riteniamo che quell'autonomia vada salvaguardata. Noi non nascondiamo che definirci guardiani di questi valori sia un compito che io e il partito che rappresento abbiamo l'obbligo di continuare a difendere. E' un obbligo davanti al quale non ci tireremo indietro, abbiamo detto che per noi è una questione di vita e la vita di quest'Isola, di questa nazione, è la vita del partito più antico d'Italia, è la vita di un partito che ha scritto una lunga parte della nostra storia, con valori, con radici, con cultura, con dedizione, impegno, che restano non solo patrimonio del Partito Sardo d'Azione, ma credo dell'intera Isola.

Allora chiariamo subito la nostra posizione. Noi non abbiamo nessuna intenzione di far parte di un Esecutivo, di questo Esecutivo, presidente Masala; non l'abbiamo fatto in questi quattro anni, non abbiamo intenzione assolutamente di farlo adesso, ma a chi, dal di fuori di questo palazzo, di quest'Isola, vuole commissariare le istituzioni e i valori autonomistici abbiamo l'obbligo di impedirlo, l'obbligo assoluto che il commissariamento del popolo sardo possa avvenire dal di fuori, senza la volontà di quest'Aula e con scopi diversi da quelli che sino ad oggi sono stati messi all'attenzione dell'opinione pubblica.

Elezioni anticipate e ciò che viene motivato dal partito di maggioranza relativo che ha governato in questi quattro anni non trova giustificazione alcuna. Voi avete detto di aver fallito il progetto, che gli uomini hanno fallito il progetto. Oggi voi state abbandonando la nave che avete comandato in questi quattro anni, una nave che sta affondando, e pretendete di elevarvi a quelli che vogliono salvare le istituzioni richiamando al voto i cittadini sardi. Non è così, voi vi dovete assumere sino in fondo le vostre responsabilità, dovete chiudervi questi otto mesi di legislatura; se avrete la capacità di ricostruire qualcosa sulle macerie che avete creato ben venga, se non ne avrete la capacità allora, a fine legislatura, risponderete ai sardi di ciò che non siete stati in grado di fare, di ciò che avete eventualmente distrutto, di ciò che avete eventualmente fallito, ma non potete tirarvi indietro nel momento più delicato.

Troppo facile scappar via adesso, non si lasciano i compagni di viaggio a metà del guado. Il percorso ve lo farete necessariamente fino in fondo ed è giusto così, se no dovrete dire ai sardi i veri motivi di questa fuga, i motivi di una fuga che non ha giustificazione alcuna se non quel fallimento al quale voi questa sera vi siete richiamati. Se avete fallito ditelo con assoluta chiarezza e assumetevene la responsabilità, ma non scappate. Non scappate, perché una forza politica della vostra portata, della vostra dimensione, che ha avuto responsabilità ampie in questa legislatura, non può pensare che con la via di fuga delle elezioni anticipate si possano nascondere le vere responsabilità. E noi voteremo a favore di quell'ordine del giorno per far sì che quelle responsabilità voi ve le possiate assumere sino in fondo.

Votazione per appello nominale

PRESIDENTE. Se non vi sono altre dichiarazioni di voto passiamo alla votazione per appello nominale, in base all'articolo 93 del Regolamento. Invito i colleghi Segretari a prendere posto in Presidenza.

Do lettura dell'articolo 93, invito tutti i colleghi a stare attenti e invito i Segretari soprattutto a rispettare rigorosamente le disposizioni dell'articolo 93: "Nel caso di votazione per appello nominale il Presidente indica il significato del e del no". In questo caso è chiaro, c'è da approvare o da respingere un ordine del giorno, chi vota sì lo approva, chi vota no lo respinge. "L'appello nominale in Assemblea comincia con il nome del consigliere estratto a sorte, continua fino all'ultimo nome dell'ordine alfabetico e riprende poi con la prima lettera del medesimo fino al nome del consigliere estratto a sorte. Esaurito il primo appello si procede a quello degli assenti". Questo significa che i consiglieri presenti in aula nel momento in cui vengono chiamati sono obbligati ad esprimere il voto; non possono non rispondere riservandosi di rispondere alla seconda chiama. Quindi i consiglieri che sono in aula, una volta chiamati, sono obbligati a rispondere e invito i colleghi Segretari a non procedere nel caso un collega sia presente in aula e, chiamato, non esprima il suo voto. Credo che sia chiaro il motivo delle previsioni di questo articolo.

Detto ciò, indico la votazione per appello nominale dell'ordine del giorno numero 1. Coloro i quali sono favorevoli risponderanno ; coloro i quali sono contrari risponderanno no. Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello. (E' estratto il numero 45, corrispondente al nome del consigliere Morittu).

Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello iniziando dal consigliere Morittu.

CAPPAI, Segretario, procede all'appello.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

(Segue seconda chiama)

Rispondono sì i consiglieri: MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PIRASTU - PISANO - RANDAZZO - SANNA Giacomo - SANNA NIVOLI - SCARPA - SERRENTI - TUNIS - USAI - VARGIU - AMADU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - DEIANA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - LADU - LIORI - LOCCI - MANCA - MASALA.

Rispondono no i consiglieri: MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO - BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MARROCU - MASIA.

Si sono astenuti i consiglieri: PETRINI - PILI - PILO - PITTALIS - RASSU - BALLETTO - BIANCAREDDU - CORONA - GIOVANNELLI - LA SPISA - LICANDRO - LOMBARDO - MILIA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 79

Votanti 66

Astenuti 13

Maggioranza 34

Favorevoli 34

Contrari 32

(Il Consiglio approva).

Presidente, auguri.

Giuramento di Assessori non consiglieri

PRESIDENTE. Colleghi, vi prego, un attimo di attenzione, facciamo giurare gli Assessori tecnici così la Giunta è immediatamente operativa. Invito a dire "Lo giuro".

FRONGIA, Assessore tecnico del turismo, artigianato e commercio. Lo giuro.

LURIDIANA, Assessore tecnico del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Lo giuro

PANI, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Lo giuro.

PRESIDENTE. Vi faccio i miei auguri di buon lavoro.

Il Consiglio sarà riconvocato a domicilio.

La seduta è tolta alle ore 1 e 33 di venerdì 5 settembre.



Allegati seduta

CCCLXXXVIII SEDUTA

Giovedì 4 settembre 2003

(POMERIDIANA)

Presidenza del Presidente SERRENTI

indi

del Vicepresidente Salvatore SANNA

La seduta è aperta alle ore 19 e 14.

CAPPai, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 28 agosto 2003 (382), che è approvato.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Murgia. Ne ha facoltà.

MURGIA (A.N.). Presidente, le chiedo ancora un'ora di sospensione.

PRESIDENTE. Colleghi, vi sono osservazioni in merito a questa richiesta? Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Sì, Presidente, come lei si ricorderà, io stamattina ero l'unico, nella Conferenza dei Capigruppo, che ritenesse esagerata la richiesta di sospensione fino alle ore 18 di questo pomeriggio, perché non capisco quali siano le ragioni che motivino la richiesta di sospensione.

Stamattina è stato detto che bisognava riflettere sulla replica del presidente Masala, per consentire ai colleghi di fare le dichiarazioni di voto. Si capisce tutto, si capisce anche che i colleghi debbano fare le dichiarazioni di voto e riflettere attentamente sulle parole dell'onorevole Masala, ma a questo punto, alle 19 e 15, non si capisce a che cosa serva un'altra ora di sospensione dell'Aula, con tutti i colleghi che sono qui ad attendere non si sa bene cosa, perché noi non capiamo cosa. Perciò io credo che tutte le interlocuzioni che ci dovevano essere siano state sviluppate, si stanno sviluppando, si possono ancora sviluppare mentre in aula si fanno le dichiarazioni di voto ed evitiamo a tutti noi questa protrazione nei tempi e anche nella fatica dei colleghi che intanto che si sviluppano queste interlocuzioni stanno in aula a bighellonare. Quindi io sono contrario alla richiesta di sospensione.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, siccome ha parlato contro, e in queste occasioni parlano uno a favore e uno contro, o ci fermiamo e facciamo una Conferenza dei Capigruppo in modo da sentire tutti i Capigruppo, se no apriamo un dibattito qua in aula su una richiesta di sospensiva di un'ora, non mi pare il caso. Se vuole può parlare a favore.

COGODI (R.C.). No, parlo contro.

PRESIDENTE. Allora facciamo la Conferenza, i colleghi sono invitati a seguirmi, i lavori vengono sospesi.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 17, viene ripresa alle ore 19 e 33.)

PRESIDENTE. Un po' di attenzione per cortesia. La Conferenza dei Capigruppo ha accolto la richiesta fatta dal Gruppo di Alleanza Nazionale, pertanto i lavori riprenderanno alle ore 20 e 30. La seduta è sospesa.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 34, viene ripresa alle ore 20 e 38.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Grazie, Presidente, volevo significarle che alcuni colleghi hanno avuto degli urgenti e imprevisti impegni familiari, per cui si sono dovuti allontanare e in questo momento ovviamente c'è necessità della presenza di tutti in un momento così importante, per cui le chiederei un aggiornamento dei lavori alle ore 10 e 30; minimo alle 10 e 30, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, abbiamo accolto le richieste che sono pervenute dai banchi della maggioranza, comprendiamo la difficoltà del momento, non ci opponiamo alla richiesta di rinvio, ma sarebbe più serio, anche perché noi non dobbiamo dipendere da ciò che succede dietro le quinte di quest'Aula, ma ognuno ha il diritto e la libertà anche di poter utilizzare il tempo convenientemente, chiediamo che i lavori vengano aggiornati direttamente alla giornata di domani.

PRESIDENTE. Colleghi, comprendete che discutere queste cose in aula è estremamente complicato. Adesso ci sono due richieste molto differenti, io ho bisogno - questo non faccia sorridere nessuno - di sentire i Capigruppo, così discutiamo in dieci persone piuttosto che in ottanta un problema come questo. Pertanto chiedo ai colleghi la cortesia di seguirmi, è convocata la Conferenza.

(La seduta, sospesa alle ore 20 e 40, viene ripresa alle ore 20 e 55.)

PRESIDENTE. Colleghi, l'esigenza è quella di prendere ancora un po' di tempo. Io capisco le difficoltà che questo crea ai consiglieri, ma anche agli altri, ai cronisti che sono qua, un po' a tutti, però i tempi della politica qualche volta sono questi, la Conferenza ha deciso di sospendere e i lavori ricominciano alle 23 e 30. La seduta è sospesa.

(La seduta, sospesa alle ore 20 e 56, viene ripresa alle ore 23.59).

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SALVATORE SANNA

PRESIDENTE. Riapriamo la seduta colleghi, vi invito a prendere posto. Per cortesia i colleghi segretari sono pregati di accomodarsi in Presidenza.

E` pervenuto l'ordine del giorno numero 1. Se ne dia lettura.

LICANDRO, Segretario:

ORDINE DEL GIORNO MURGIA - CAPPAI - VARGIU - LADU sull'approvazione delle dichiarazioni programmatiche e sulla nomina dei componenti della Giunta regionale.

IL CONSIGLIO REGIONALE

udite le dichiarazioni programmatiche del Presidente della Regione, MASALA, preso atto del dibattito,

le approva

e, in conformità alle sue proposte, nomina componenti della Giunta medesima:

On. Pietro FOIS - Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione

Interim Presidente Regione - Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio

Interim Presidente Regione - Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica

Dott. Emilio PANI - Assessore della difesa dell'ambiente

On. Felice CONTU - Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale

Avv. Roberto FRONGIA - Assessore del turismo, artigianato e commercio

On. Pasquale ONIDA - Assessore dei lavori pubblici

Interim Presidente Regione - Assessore dell'industria

Dott. Matteo LURIDIANA - Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale

Interim Presidente Regione - Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport

On. Roberto CAPELLI - Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale

On. Salvatore AMADU - Assessore dei trasporti. (1)

PRESIDENTE. Colleghi passiamo alla votazione dell'ordine del giorno, naturalmente sono previste dichiarazioni di voto. Ha domandato di parlare il consigliere Pirastu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIRASTU (F.I.-Sardegna). Signor Presidente del Consiglio regionale, signor Presidente della Regione, colleghi consiglieri, credo che sia importante in un momento così delicato che ognuno di noi sia chiaro e trasparente. Voterò sì per la Giunta dell'onorevole Presidente Italo Masala.

In base alla chiarezza ho già provveduto a rassegnare le dimissioni dal Gruppo di Forza Italia e dal partito a cui appartengo dal 1994, prima delle elezioni politiche del marzo 1994, precisamente dal 28 gennaio del 1994. Non ho condiviso la linea del partito in queste ultime vicende, ma anche in altri aspetti, e quindi ritengo corretto e doveroso rassegnare le dimissioni pur rispettando, ovviamente, la linea che il partito ha ritenuto di dover portare avanti. Avrò occasione con maggiore serenità e lucidità di fare quelle riflessioni politiche che hanno ispirato questa mia sofferta scelta, ma credetemi convinta.

Credo di aver fatto il mio dovere come consigliere regionale, in questa legislatura sono state approvate sette leggi, di queste sette leggi due ho l'onore di essere primo firmatario. Amici di Forza Italia io vi auguro di costruire quello in cui credete veramente, vi considero tutti dei galantuomini e così vi lascio. A tutto il Consiglio, maggioranza ed opposizione, anche se ormai questi sono concetti evanescenti, ricordo che oggi non ci saranno né vinti e né vincitori; mi auguro che oggi vinca l'autonomia che i nostri padri sardisti, democristiani, socialisti, comunisti, repubblicani, socialdemocratici, missini hanno tentato di costruire in questi cinquant'anni. Vi ringrazio per l'attenzione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CORDA (Gruppo Misto). Non vi è dubbio che questo è il momento più difficile che vive la nostra autonomia, forse il più difficile da cinquantacinque anni ad oggi. Io credo che non possa essere accettato che attraverso un ordine mandato via fax, a quanto pare dal senatore Romano Comincioli, segretario di Forza Italia e per questo lo rispettiamo, l'ordine sarebbe quello di sciogliere il Consiglio regionale della Sardegna.

Nessuno credo che in questa Assemblea abbia il diritto di ubbidire a quell'ordine, di votare perché venga sciolto il Consiglio regionale. Vi sono ragioni politiche contingenti, fare la finanziaria e la legge elettorale, e ve ne sono altre di prospettiva, il rischio di assecondare un disegno di "piazzare" in Sardegna uomini ubbidienti che risponderanno ad interessi diversi da quelli dei sardi. Questo è il momento in cui in questo Consiglio debbono essere ammainate tutte le bandiere, tutte quelle insegne di partito e di coalizione nelle quali ognuno di noi crede.

Noi ci riconosciamo nell'unità nazionale ma ora tutti noi, con decisione ed orgoglio, dobbiamo issare in quest'Aula la bandiera della nostra terra, dei nostri avi, della nostra autonomia, del nostro diritto di autodeterminazione. Dobbiamo issarla a difesa della dignità della nostra terra e del nostro popolo. Non possiamo chinare il capo, nessuno di noi può farlo, ad un ordine inviato ai suoi sudditi via fax dal senatore Romano Comincioli, questo non è un demerito, ex venditore di Pubblitalia.

Chi voterà contro la fiducia alla Giunta Masala, oggi, commetterà un oltraggio alla nostra bandiera e darà un colpo mortale alla nostra autonomia che sarà messa sotto i piedi da un fax. Chi lo farà si dovrà assumere la responsabilità di aver sostenuto questo progetto delirante, inaccettabile.

Non vorremmo pensare che i D.S. abbiano fatto a livello nazionale un accordo con Forza Italia per consumare insieme un progetto di elezioni anticipate per liquidare una volta per tutte i piccoli partiti con l'idea che poi chi vince vince, un giro di valzer a testa e gli altri tutti zitti e sottomessi. Se dovesse accadere questo credo che in molti si dovranno preparare argomenti di difesa molto forti, perché le accuse saranno fatte in ogni piazza di ogni paese e suoneremo forte le campane dell'autonomia e della dignità venduta per perseguire interessi ed equilibri nazionali.

Io credo che questo non sia possibile accettarlo da parte di nessuno, di centro, di sinistra o di destra, questo non ha nessuna importanza, qui c'è un ballo ben altro. E per questa ragione io annuncio il voto del Movimento a favore della Giunta Masala.

PRESIDENTE. Vi sono altre dichiarazioni di voto?

Ha domandato di parlare il consigliere Frau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FRAU (A.N.). Onorevole Presidente del Consiglio, onorevole Presidente della Giunta, colleghi e colleghe, credo che mai nella storia dell'autonomia della Sardegna tutte le forze politiche presenti in Consiglio all'unisono abbiano riconosciuto al Presidente incaricato di formare la Giunta serietà, preparazione, voglia di lavorare, moderazione, disponibilità e tanto attaccamento alle istituzioni ed abbiano espresso allo stesso Presidente stima e considerazione. Ma tant'è, queste cose pure importanti, a quanto pare, non sono sufficienti per poter iniziare un percorso che porterebbe l'onorevole Italo Masala, al quale mi lega una lunga e fraterna amicizia, a presiedere in questi pochi mesi che ci separano dallo scioglimento naturale del Consiglio, l'esecutivo della Regione Autonoma della Sardegna.

Non solo, l'onorevole Masala ha compiuto, e questo va a suo merito, un altro miracolo, ha coagulato intorno alla sua persona tutta la maggioranza che aveva appoggiato nel 1999 l'onorevole Floris e nel 2001 l'onorevole Pili raggiungendo ben 41 voti. Una maggioranza, ricordiamolo, che si era sfilacciata per svariate cause e che non si era più riusciti a ricompattare, nonostante l'impegno del Gruppo di Alleanza Nazionale intorno alla persona dell'onorevole Mauro Pili.

Non venti, trenta, trentacinque o trentanove voti, ma ben quarantun voti, ossia la maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati, a dimostrazione della volontà di tutte le forze politiche del centro e della destra di andare avanti sotto la presidenza di un autorevole esponente di Alleanza Nazionale.

Non ci si venga a dire a posteriori, quindi, che non ci sono o che non ci sarebbero le condizioni politiche di andare avanti. Le condizioni politiche si sono palesate pubblicamente ed ufficialmente giovedì 28 agosto quando, come dicevo prima, a scrutinio segreto e senza alcun distinguo l'onorevole Italo Masala veniva eletto Presidente della Regione Sardegna. Quindi lo scenario si è chiarito in quel momento e l'onorevole Masala è stato abilitato a presentare un programma ed una Giunta, a chiedere il voto in Aula.

Amici di Forza Italia, insieme dal 1994 abbiamo lavorato in quest'Aula, abbiamo combattuto, abbiamo proposto e poi abbiamo governato ed è necessario, a mio avviso, continuare insieme ad andare avanti senza rompere quella unità di intenti che ci ha contraddistinto negli anni. Alleanza Nazionale, come ben ricorderete, è sempre stato un alleato fedele; abbiamo creduto nell'alleanza e nella coalizione, abbiamo creduto in quei valori di cui parlava stamane il Presidente Masala e ha pagato questa fedeltà in modo pesante. Guai, quindi, a chi oggi dovesse assumersi la responsabilità di far fallire il varo di questa Giunta ed a mettere in serio pericolo la coalizione di centrodestra.

Amici di Forza Italia abbiate sempre presente che è molto facile distruggere, ma estremamente difficile ricostruire. Credo pertanto che anche in questi ultimi minuti ci sia la possibilità di ritrovarci ancora, se lo vogliamo, gomito a gomito, accomunati dallo stesso desiderio di rinascita per la nostra terra. Onorevole Presidente Masala riconfermandole la mia stima preannuncio il mio voto favorevole all'ordine del giorno che è stato presentato.

PRESIDENTE. Altre dichiarazioni di voto?

Ha domandato di parlare il consigliere Noemi Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA NIVOLI (A.N.). Molto brevemente, Presidente, per annunciare naturalmente il mio voto favorevole ed anche entusiasta, se posso aggettivarlo, per le ragioni che tutti conoscono. Perché è una data storica per Alleanza Nazionale;, per la serietà dell'uomo che ci rappresenta come Presidente, perché - come dire - finalmente l'elezione di Itala Masala ha fatto cadere quell'ultimo velo di conventio ad excludendum che poteva impedire ad un rappresentante di Alleanza Nazionale di occupare le più alte cariche istituzionali. Quindi, oggi Alleanza Nazionale diventa competitiva con tutti gli altri partiti alleati, con Forza Italia, con tutti i partiti di centro ed anche Alleanza Nazionale può esprimere il Presidente della Regione. Permetta però, onorevole Masala, di esprimerle, con una sincerità che lei mi deve riconoscere da sempre, una qualche perplessità sulle modalità con le quali sta nascendo questo esecutivo; e glielo dico adesso perché così, come dire, mi tolgo il dente e non ne parliamo più. Però glielo devo dire perché i nostri rapporti rimangano sereni ancora d'ora in avanti, e perché io ricordo che lei nella sua replica ha sottolineato l'importanza che ha il senso e il significato del concetto coalizione e ha parlato in termini, ha detto che una coalizione non è una somma di numeri, di individui o di gruppi, ma è qualcosa di più. Esiste cioè nella coalizione una sorta di afflato strategico e la mia preoccupazione adesso è proprio che non lo vedo in questa che non oso chiamare coalizione, ma compagine, perché coalizione non è in quanto non vedo quell'afflato strategico che deve solidificare un progetto di una coalizione, perché stanno fuori di questo progetto alcuni dei nostri amici storici.

Forza Italia che rappresenta comunque uno fra i nostri alleati più autorevoli resta per il momento fuori da questa compagine di governo, mentre dentro ci sono personaggi che solo - onorevole Masala - dal punto di vista strategico mi paiono poco affidabili, non sul piano politico, né sul piano personale, ma proprio strategicamente ritengo che siano, rispetto ad altri alleati storici, ben poco affidabili. Quindi, questa è la mia perplessità, onorevole Masala, che io le devo esprimere; così come esprimo agli amici di Forza Italia un richiamo comunque al senso di solidarietà di coalizione che dobbiamo ricostruire in ogni caso, non stasera, ma da domani in avanti perché i nostri avversari che dovremo affrontare fra qualche mese, ed io spero molto più in là di quanto tanti si augurano, e non domani, e quindi io spero che la nostra coalizione possa essere "attrenzata" come si dice da noi a Sassari, cioè organizzata per combattere il vero avversario che è al di là di questa parte, cioè è il centrosinistra.

Noi siamo un governo di centrodestra e lei, onorevole Masala non può non essere a capo di un governo connotato in questo modo. Le ricordo che, come dire, l'entusiasmo che ha accompagnato la sua elezione non era esente da questo significato, perché la gente ha capito che se a guidare un governo era un uomo di destra sicuramente, d'ora in avanti, le cose sarebbero state chiare, nette e pulite.

E quindi io auspico che comunque il governo che verrà fuori da questa elezione sia un governo di centrodestra, con una coalizione di centrodestra che rassicuri la gente di centrodestra che vede in lei sicuramente qualcosa di diverso rispetto a quello che c'è stato fino ad oggi. La ringrazio, le auguro di governare bene in questi prossimi mesi e comunque il mio voto è a favore della sua compagine.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Colleghi per cortesia vi prego a prendere posto e ad osservare silenzio, grazie.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Signor Presidente mi sia consentito, innanzitutto, anche se non è rituale in una dichiarazione di voto, di esprimere i sensi della viva stima nei confronti del collega ed amico Andrea Pirastu, del quale rispettiamo la scelta che sappiamo essere stata sicuramente dolorosa, ma ci auguriamo che, come tutto avviene e diviene nella politica, possano anche un domani rincontrarsi le strade apprezzando il suo impegno e riconoscendo le sue qualità.

Al Presidente Italo Masala, amico di lunghe ed appassionanti anche battaglie fatte nella scorsa legislatura; al Presidente Masala, che noi abbiamo stimato ed apprezzato come Assessore, in questa legislatura, degli affari generali, ottimo Assessore della programmazione, che il Gruppo di Forza Italia ha difeso anche quando le sinistre presentavano nei suoi confronti le mozioni di sfiducia, anche quando l'onorevole Corda e altri colleghi del Gruppo di Alleanza Nazionale esprimevano apertamente il loro dissenso. Amici di Alleanza Nazionale, amici che avete sostenuto i tentativi anche ultimi di formare un governo da parte del presidente Pili, vedete Forza Italia non ha voluto prestarsi ai giochi di prestigio, né ha voluto avallare soluzioni che nascevano su un equivoco, l'equivoco che testé ha richiamato l'onorevole Noemi Sanna, che sostiene questa Giunta, quella disinvoltura con la quale oggi abbiamo sentito dichiarazioni di apprezzamento da parte dell'onorevole Corda, dimenticando nella chiarezza tutto ciò che invece deve essere presupposto perché gli accordi politici nascano non per tirare a campare, non per fare la politica del tatticismo, non per fare la politica del giorno per giorno, ma perché crediamo profondamente nel disegno strategico che le forze che si riconoscono nel progetto del centrodestra, in quel progetto politico e programmatico, autenticamente alternativo a quello proposto dal centrosinistra. Non possiamo certamente condividere in quest'ultimo scorcio di legislatura un'esperienza di governo neppure dall'esterno con chi ammicca verso altri progetti, legittimamente, che noi rispettiamo ma che sono alternativi al nostro. Allora non possiamo prestarci ad avallare pasticci, non possiamo prestarci a dare avallo a governi che nascono deboli e che quindi, al di là veramente della stima sincera e del rispetto che portiamo a lei, onorevole Presidente, al di là veramente della necessità che tra le forze del centrodestra si chiuda questa pagina e si riapra invece una stagione nuova di dialogo, è per queste ragioni, caro Presidente, che pur vincendo le difficoltà di molti colleghi che non sono avvezzi, come forse capita in qualche altro Gruppo in quest'Aula, ma forse siete più abili e più intelligenti nel saper mascherare, noi non riceviamo diktat, noi abbiamo un segretario di partito che si chiama senatore Romano Comincioli, al quale dovete soltanto rispetto.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). E dovete vergognarvi! E dovete soltanto vergognarvi!

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, non costringetemi a sospendere la seduta.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Chiedo di poter recuperare, signor Presidente.

PRESIDENTE. Prego, onorevole Pittalis.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Può piacere o non piacere, Forza Italia è un partito...

PRESIDENTE. Sì, concluda onorevole Pittalis.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Presidente, devo recuperare il tempo, mi consenta. E' un partito di milioni di persone, onorevole Corda, è un partito che ha una dimensione nazionale, è un partito che in Sardegna ha una sua struttura e un suo segretario e porti rispetti quando parla del segretario...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Quando parla del segretario del nostro partito, come noi porteremo rispetto al segretario del suo partito, se il suo partito avrà fortuna di radicarsi in Sardegna.

Queste sono, signor Presidente, le ragioni, che non è possibile certamente in cinque minuti esaurire, per le quali Forza Italia si astiene, pur nella difficoltà di molti colleghi veramente di un voto di astensione perché questa bruttissima pagina dell'autonomia sarda avrebbe indotto a dare il voto contrario tout court. E' proprio per la stima verso di lei, è proprio per consentirvi di poter traghettare, se avete i numeri, questo governo verso - io mi auguro - lidi che possano consentire di dare quelle risposte che a noi sembra difficile in questa contingenza politica dare ai sardi e che per noi l'unica soluzione rimanevano le elezioni anticipate, restituire la parola ai cittadini che sono i veri arbitri di questa partita.

PRESIDENTE. Vi sono altre dichiarazioni di voto? Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Locci. Ne ha facoltà.

LOCCI (Gruppo Misto). Abbiamo compreso, Presidente, le provocazioni dell'ultimo momento e tuttavia alcune hanno superato il segno e quindi crediamo che meritino una risposta, una risposta legata alla logica, ai fatti e alle verità storiche, perché vede il Movimento può darsi che sia composto da tre persone in Sardegna, ma il Movimento è un piccolo partito fatto di persone serie, oneste e leali.

Vede, onorevole Pittalis, io credo che lei, che ha partecipato con noi a degli incontri per mettere in crisi la Giunta Pili…

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Io?

LOCCI (Gruppo Misto). Lei, lei.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Lei si assume la responsabilità di quello che sta dicendo.

CORDA (Gruppo Misto). E confermiamo!

LOCCI (Gruppo Misto). E confermiamo! Lei personalmente.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Sta dicendo una bugia, lei mente, è un bugiardo, glielo dico io.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia. Onorevole Locci, si rivolga alla Presidenza, per cortesia. Continui il suo intervento.

LOCCI (Gruppo Misto). Certo. Alla presenza dell'onorevole Corda e dell'onorevole Carloni lei criticava il presidente Pili e ci invogliava anche a portare avanti un'azione dei sfiducia nei suoi confronti. Questa è la verità.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Non è vero!

LOCCI (Gruppo Misto). Questa è la verità.

(Interruzioni)

LOCCI (Gruppo Misto). Questa è la verità. Questa è la verità dei fatti che noi non ci siamo saremmo mai sognati di raccontare, ma di fronte alla sua ipocrisia noi siamo costretti anche a raccontare questo, onorevole Pittalis.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Lei è un bugiardo.

LOCCI (Gruppo Misto). Lo vedremo.

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia.

LOCCI (Gruppo Misto). Lo vedremo nelle sedi giuste e poi vedremo se questo corrisponde a verità. Tuttavia su questo avremo poi la prova della verità dei fatti con i testimoni che hanno partecipato a questi incontri, ma credo che l'inaffidabilità sia nella storia di questi giorni, perché vedete voi potete spiegare tante cose, ma credo che una cosa resti inspiegabile se non la vostra inaffidabilità totale. Altro che alleati strategici! Voi avete, non più tardi di giovedì scorso, votato il presidente Masala, lo avete fatto, speriamo, in libertà, nella convinzione di scegliere un Presidente che guidasse una Giunta e traghettasse la Sardegna in questo difficile momento e dopo alcuni giorni, senza alcuna spiegazione plausibile voi vi siete rimangiati questa scelta come il peggior partito inaffidabile della storia dell'autonomia della Sardegna.

Questa è la storia di questi giorni, certificata in quest'Aula e credo che voler girare le questioni con delle semplici provocazioni non servisse né alla coalizione, che con grande difficoltà sta tentando di nascere, né al centrodestra. Avete deciso di sfasciare le istituzioni, siete coerenti a questo unico disegno, ma non cercate di gettare sugli altri il fango e le responsabilità che invece appartengono solo a voi stessi.

PRESIDENTE. Vuole esprimere il suo voto, la sua dichiarazione di voto?

LOCCI (Gruppo Misto). Il mio voto, Presidente, è favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto la consigliera Pilo. Ne ha facoltà.

PILO (F.I.-Sardegna). Presidente e colleghi, gli interventi che abbiamo ascoltato, questi ultimi dell'onorevole Corda e dell'onorevole Locci, in realtà da soli basterebbero a dimostrare e a sostenere le ragioni che Forza Italia ha cercato in questi tre giorni di dibattito di spiegare a quest'Aula e che sta spiegando all'esterno di quest'Aula. Sono interventi che contengono menzogne, autentiche menzogne, che rappresentano una povertà politica assoluta da parte della forza che i colleghi Corda e Locci rappresentano. Non c'è altro. Hanno passato tre giorni ad insultare in modo gratuito il presidente Pili e adesso è il turno del collega Pittalis, ma queste cose le valuteranno gli elettori, queste cose le valuterà la gente fuori da qui, ma credo che anche quest'Aula sia in grado di valutarle.

Noi abbiamo sostenuto che avevamo difficoltà a dare fiducia a questa nascente Giunta proprio perché ci trovavamo a dover sostenere una Giunta composta anche dal voto e col voto di forze assolutamente inaffidabili, quali oggi si stanno palesando in quest'Aula. Forza Italia non si sottrae al governo di questa Regione, Forza Italia si sottrae semplicemente ad un governo pasticciato, indebolito proprio dal voto che viene a questa coalizione e a lei, presidente Masala, da forze e da persone come i colleghi Corda e Locci, che basano la loro azione politica sulla bugia, l'insulto, la menzogna e la nefandezza. I sardi non meritano questo, Presidente!

Io, nonostante questo, nel rispetto del patto, che è un patto dal 1994, con Alleanza Nazionale, che mi onoro tra l'altro di aver contribuito a far nascere come patto e come coalizione, allora, in tempi non sospetti, mi asterrò, ma sia chiaro che questo viene fatto in nome di questa coalizione e di questa maggioranza che però, per quanto ci riguarda esclude le forze del Movimento dell'onorevole Corda e per quanto mi riguarda anche le forze dell'UDR dell'onorevole Floris. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pilo, vi sono altre dichiarazioni di voto? Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Deiana. Ne ha facoltà.

Vi chiedo scusa, colleghi, chiedo più tempestività nel rispondere alla richiesta del Presidente di turno, perché se si aprono le votazioni poi non possono essere più ammesse dichiarazioni di voto.

Hanno chiesto di intervenire gli onorevoli Deiana e Cogodi. Prego, onorevole Deiana.

DEIANA (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, prendo la parola come consigliere di opposizione, appartenente a un'area indicata come Ulivo, ma prendo la parola, nei contenuti, come presidente dell'Associazione culturale e politica Centro e a nome di questa esprimo in quest'aula il voto.

Io ho avuto la fortuna di sedere tanti anni in questi banchi del Consiglio regionale, ringrazio gli elettori, ma mi onoro di aver avuto una crescita ascoltando i colleghi, a volte in maggioranza e a volte in opposizione, ma avendo sempre il rispetto di entrambi. E' la prima regola che ho appreso e che ho messo in essere, e non solo la regola, ma anche il credo e il rispetto delle istituzioni, l'osservanza delle regole che governano questa Assemblea e il rispetto e l'osservanza delle leggi, alle quali faccio riferimento anche ai contenuti dello statuto dell'associazione che rappresento, dove esiste come principio il dialogo, la mediazione pubblica e l'equilibro.

Molte volte mi chiedo, essendo uno del consiglieri anziani, se in questa legislatura c'è stato dialogo, mediazione ed equilibrio. Me lo chiedo vedendo esperienze che sono molto più in alto di questo Consiglio regionale; in questi ultimi anni abbiamo visto nazioni potentissime al mondo che si facevano la guerra e non si parlavano e oggi si incontrano, quali la Russia, l'America e la Cina, e parlano di temi di alta politica e quando si è di fronte alla pace, di fronte al benessere mondiale, di fronte al rispetto delle istituzioni mettono da parte anche i vecchi rancori.

Io voterò stasera nel senso di questa responsabilità e credo - scusatemi se lo dico - di interpretare la volontà di molti colleghi che sono in quest'Aula, che in questa occasione non parleranno e quindi solo immagino la volontà che non esprimono. Quindi il mio voto sarà da una parte un voto tecnico e dall'altra un voto istituzionale, perché la mia posizione l'ho detta già in premessa.

Ma non c'è bisogno di affermarlo anche stasera, perché chi ha avuto occasione di leggere gli ultimi comunicati che ho fatto come Centro, se non ricordo male uno l'8 luglio e l'altro il 12 agosto, in quell'occasione mi sono dichiarato sempre contro le elezioni anticipate e non saranno gli ultimi avvenimenti a farmi cambiare posizione. Io voterò affinché questo Consiglio possa approvare la legge elettorale per stabilire qui dentro nelle future elezioni le regole di democrazia e di proporzionalità. Voterò affinché possano essere approvate le leggi di contabilità - finanziaria e bilancio - perché sappiamo a che cosa si va incontro se non ci saranno queste leggi. Voterò affinché i fondi POR, che sono ingenti e che dovranno subire una verifica entro il 31 dicembre del 2003, non vengano persi, ma vengano spesi per risolvere i tanti problemi che affliggono la Sardegna. Non voto per salvare il centrodestra, voto contro il commissariamento delle istituzioni che ci fa apparire ridicoli, incompetenti e incolti. Voto responsabilmente per la dignità delle istituzioni e dei suoi rappresentanti.

Leggo dal mio comunicato stampa del 12 agosto 2003: "E' quanto mai opportuno che il Consiglio regionale si riappropri del suo ruolo senza subire condizionamenti dall'esterno, ma attraverso il recupero dell'autonomia nel suo significato vero e più profondo.

E' un ruolo quello di chi dovrà guidare la Regione con la nuova Giunta regionale, che può caratterizzarsi per questa forte connotazione come il Presidente dell'autonomia, le cui finalità sono di crescita culturale, umana e politica. Voto con coraggio per difendere l'autonomia di questo Consiglio e della gente di Sardegna. Per questo voto sì all'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, nei momenti di difficoltà, non soltanto in politica, può essere difficile avere la lucidità del giudizio ed anche la lucidità dell'espressione di questo stesso giudizio, però quanto più è confuso il modo con cui viene espressa la votazione da più parti in quest'Aula, tanto più è necessario invece che ci si pronunci e si cerchi di spiegare, perché il silenzio non venga equivocato da nessuno in quest'Aula, ma - permettetemi - soprattutto non venga equivocato al di fuori di quest'Aula da chi, in qualche modo, ha ancora la pazienza di ascoltarci.

Forza Italia ha annunciato la sua astensione e lo ha fatto in tutta evidenza concludendo un percorso, un dibattito molto difficile per noi, un dibattito che avrebbe potuto avere per epilogo ben altro tipo di dichiarazione di voto.

Io credo che da parte di tutti si debba avere rispetto per i motivi che spingono oggi il nostro Gruppo ad esprimerci in questo modo, il rispetto lo vorremmo da parte di tutti, ma credo che a noi prema innanzitutto chiederlo con forza e con convinzione a tutti coloro che in quest'Aula, fuori da quest'Aula, e speriamo anche in un percorso futuro, possa condividere un progetto politico e non soltanto una scelta tattica più o meno conveniente.

Noi crediamo che il voto di astensione sia un segno chiaro di solidarietà ai partiti che hanno condiviso un'alleanza in questa legislatura, che speriamo e contiamo possano condividerla per un progetto più grande e speriamo più fortunato per il futuro. In particolare un segno chiarissimo nei confronti del partito di Alleanza Nazionale a cui ci lega un rapporto di lealtà, di amicizia con tantissimi, e di condivisione di una prospettiva, di una strategia, un segnale agli altri partiti del centro con i quali crediamo si possa costruire un percorso.

Questo è l'unico motivo, se poi a questo motivo volete aggiungere anche un minimo di disciplina di partito, che è così tanto dimenticata in questi tempi, aggiungetela pure, io non mi vergogno di essere anche disciplinato in un partito in cui credo, a cui do le mie energie e spero di poterle dare in qualunque modo.

PRESIDENTE.. Ci sono altre dichiarazioni di voto? Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Stiamo tutti consapevoli, cari colleghi, che questo passaggio istituzionale può segnare e dovrebbe segnare la conclusione traumatica di questa legislatura; per altro verso questa situazione può anche rappresentare l'avvio di una fase nuova della vicenda politica sarda. Siamo sicuramente di fronte ad un clamoroso fallimento, ma il fallimento non è né della buona politica, né della vera autonomia, il fallimento è vostro, tutto vostro, tutto intero, del centrodestra.

Dicevamo nel '68, anche in Sardegna, che una grande risata avrebbe potuto seppellire molte brutture e travolgere ogni forma di potere autoritario; pensavamo anche così ad una espressione possibile della nuova politica, la politica dei cittadini, che fosse felice perché era nel contempo libera e liberatoria.

Sono passati 35 anni da allora, tante cose sono accadute nel frattempo, anche in Sardegna, di buono e di meno buono. La società sarda ha sofferto in questo lungo tempo, ma è anche cresciuta in economia, in cultura e soprattutto in consapevolezza, in dignità e senso di sé. Possiamo dire oggi che l'autonomia speciale ha vissuto utilmente il suo tempo e che è in grado oggi di riproporsi come valore liberatorio dei più fondati e fondanti buoni interessi del popolo sardo. Perciò l'autonomia speciale non può ancora essere impunemente maltrattata, l'autonomia speciale della Regione sarda non può essere sequestrata dai più invadenti e prepotenti di turno che passando di qui confondono l'ospitalità con la subalternità, la tolleranza con la debolezza.

Questa nostra terra merita di rimanere e, per molti versi, di essere restituita alla sua condizione di terra pacifica, produttiva e cooperativa nel mondo; terra sana per un popolo civile e libero, terra buona perché ogni persona che meritatamente la abita abbia pienamente garantito il suo diritto di cittadinanza, di lavoro produttivo, di istruzione, di salute, di partecipazione sociale e politica.

Per questa legislatura, che pure si avvia a finire anzitempo, il Gruppo della Rifondazione Comunista ha fatto decisamente la sua parte, non ci siamo risparmiati, lo sanno tutti o quasi tutti. Qui eravamo per mandato popolare e qui ci siamo battuti con tutte le nostre forze perché avanzassero i diritti dei lavoratori e perché fossero salvaguardati i sacrosanti interessi del popolo sardo e sappiamo di aver fatto con ciò nient'altro che il nostro dovere.

Oggi l'autonomia ancora una volta è pesantemente e ciecamente colpita dal furore autoritario e dalla peggiore espressione prevaricante del berlusconismo reale. Il mal governo del centrodestra ha potuto ferire, ma non tramortire e meno che mai umiliare, questa terra e questo popolo.

Sappiamo bene, signori della destra, perché vi vediamo e perché vi guardiamo in faccia, che pure in questa circostanza drammatica fuori di qui e lontano da qui molti di voi se la ridono, ma non è quella risata serena e fiduciosa del futuro migliore, della buona capacità e della immaginazione al potere; la vostra è una risata isterica, che vorrebbe tentare di scongiurare e simulare la vostra difficoltà, la vostra insicurezza e la vostra cattiva coscienza.

La vostra è anche una risata sardonica, che come è noto non rappresenta affatto la ritenuta felicità dei sardi, ma più propriamente esprime le convulsioni penose che conseguono all'ingestione di una speciale erba velenosa, un'essenza tossica che chissà perché gli antichi greci ritenevano avesse origine in Sardegna. Voi berlusconisti in quel tempo non c'eravate ancora, eppure gli antichi vi conoscevano già, evidentemente perché oltre che antichi dovevano essere anche molto preveggenti o almeno attenti ai segni dei tempi. Tuttavia ci rassicura il fatto che per neutralizzare anche i peggiori veleni oggi possono essere utilizzati i più efficaci antidoti. Perciò, anche a titolo di cura, alle dichiarazioni programmatiche del centrodestra, alla Giunta proposta dal Presidente che benevolmente si auto definisce post fascista, noi rispondiamo decisamente "no", un "no" deciso, un "no" secco.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Si è detto poc'anzi che questa maggioranza ha fallito, o meglio si è detto che è il fallimento di un progetto. Amici del centrosinistra ancora una volta da questa postazione, da questo banco, mi vedo costretto a smentire le vostre affermazioni perché, se fallimento c'è stato, è stato un fallimento degli uomini e non del progetto, che si afferma in Italia, che si afferma nei paesi più civili e più progrediti del mondo.

E` stato un fallimento degli uomini che hanno concorso a formare questa maggioranza, che si sono dimostrati non organici al progetto, che hanno dimostrato con i loro comportamenti di badare più propriamente agli interessi del proprio partito, se non addirittura a quelli personali.

Questa maggioranza non ha funzionato sempre per problemi di uomini quando era formata da 44 persone; come si può pensare oggi - e da qui le nostre resistenze e le nostre difficoltà ad appoggiare serenamente e con slancio il tentativo del collega Presidente Masala - come si può ragionevolmente pensare che possa funzionare in questi mesi a venire, in questi otto mesi che mancano sino all'esaurimento della legislatura.

E' una pura follia, si tratta di voler formare e costituire un governo ad ogni costo, che non avrà, necessariamente e sufficientemente, armi e forze per realizzare quel progetto che è vincente se ci sono gli uomini giusti per rappresentarlo.

L'amicizia che mi lega ad Alleanza Nazionale è notoria ed è conosciuta; io stimo e apprezzo anche il lavoro degli altri colleghi della coalizione, a partire dall'U.D.C., per ricordare i Riformatori, per nominare ancora i colleghi del Partito Popolare Sardo e quanti altri mi sfuggono se adesso nel momento, perché mi sento particolarmente emozionato nel dire queste cose, dimentico di citarli. Abbiamo lavorato bene perché abbiamo ottenuto anche risultati che sono epocali, risultati che in cinquant'anni di autonomia le amministrazioni che ci hanno preceduto non sono mai riuscite a dare alla Sardegna. Le contraddizioni sono tante, sono troppe, non possiamo far parte di questa esperienza di governo perché sappiamo già che essa sarà fallimentare. Con quarantun persone non si governa, con quarantun persone le commissioni non potranno funzionare, con quarantun persone il centrodestra perderà la maggior parte delle Commissioni perché le mozioni di sfiducia saranno all'ordine del giorno e noi non saremo in grado di mantenerle.

Presidente, che cosa andrà a fare di buono questa esperienza di governo? Noi ne siamo fortemente dubbiosi e riteniamo, per senso di responsabilità nei confronti degli elettori, di doverne rimanere fuori, augurando ovviamente a lei e a tutte le forze che ancora la sostengono di poterci smentire negli atti e nei fatti.

Per questo motivo il mio voto è di astensione sulla linea che è stata indicata dal collega Pittalis quando ha parlato in precedenza. Non posso dire niente di più, se non ricordare che mentre da una parte oggi questa compagine di maggioranza ha difficoltà ad intervenire sulla legge elettorale per modificarla nel senso richiesto dai cosiddetti "cespugli", di modificarla in maniera tale che venga praticamente impedito il passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica, dando potere di interdizione a talune forze che evidentemente non riescono a riconoscersi organicamente nella coalizione di centrodestra o di centrosinistra, significa accettare anche la contraddizione che nasce dalla dichiarazione del collega Deiana che ha detto che parteciperà solamente ed esclusivamente per modificare la legge elettorale.

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Balletto.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Concludo, non ci sono le condizioni, noi ne abbiamo preso atto. Il nostro voto è di astensione con l'augurio che possiamo essere smentiti dai fatti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Signor Presidente, colleghi, diversi interventi succedutisi ieri e ancora oggi su questo fallimento completo, totale del centrodestra mi hanno stimolato; mi hanno stimolato fortemente perché, se questo è un fallimento, è fallimento perché è quello che è rimasto dai quarant'anni, cinquant'anni della società, ciò che voi avete lasciato, anche in termini di qualità umana, in termini di preparazione della gente a scegliersi gli amministratori, di qualunque colore essi siano.

Si è detto che si è amministrato per la bottega, con assunzioni improprie, cose indecenti, mai avvenute. Prima avveniva nelle soffici camere, negli ovattati uffici della programmazione, le assunzioni improprie e i ricoveri per persone poi che dovevano dedicarsi alla politica, venivano preparate alla politica, o presso tutti gli enti che nascevano man mano, si sono ben riempiti enti, banche, istituti eccetera. e quindi non appariva l'esigenza.

Certo che, maldestri nuovi amministratori, è innegabile che alcuni con la novità possano avere anche sbagliato, abbiano esagerato non avendo ancora le strutture, non essendosi preparati al nuovo e volendo quasi imitare e non creando soluzioni di continuità, ma volendo quasi una continuazione di un sistema di amministrazione.

Però per chi ha conosciuto e conosce ed è informato su come avvenivano oggi intanto si sa molto di più, prima si sapeva di meno, ma chi un po' ha conosciuto le cose sappiamo come funzionavano. E non è di meno, forse le percentuali sono superiori, quelle di allora rispetto a quelle di oggi, per la capacità di collocazione del sistema politico nell'ambito delle strutture pubbliche; era molto più facile, si by passavano concorsi e via dicendo, quindi mettiamo un punto definitivo.

Onorevole Cogodi, io condivido spesso le sue tesi, spesso sono vicino e con passione seguo sempre i suoi interventi, ma certi passaggi veramente a volte richiedono riflessione. Quando si sostiene che è tutto uno sconcio, quando si continua a dire che tutto è stato... Abbiamo imparato un verbo, voi siete molto bravi e abili con la parola, l'ho detto altre volte, mandate dei messaggi ai media con le vostre affermazioni, che tutto quanto viene da voi è sacro e santo, eccetera, tutto quanto viene da altrove è diabolico, è terribile ed è tutto negativo.

Fino a ieri l'acqua serviva per mangiare, l'ho imparato dalla gente, fino a ieri l'acqua in Sardegna non serviva per bere, fino a ieri l'acqua serviva per mangiare.

Forse ancora oggi serve a qualcuno per mangiare, non per bere. Probabilmente fra breve l'acqua non servirà più per mangiare, ma probabilmente servirà solamente per bere e per dissetare la Sardegna, per dissetarla nei campi, per dissetarla nell'industria, per soddisfare le esigenze dell'industria, per soddisfare le esigenze del turismo e di tutta la nostra economia.

Ecco, sono cose che non possono passare nel dimenticatoio, allora lanciamo anche noi qualche messaggio, non neghiamo che ci siano state negatività, è come nei paesi sottosviluppati, qui noi abbiamo vissuto una sorta di sottosviluppo, lo stiamo vivendo ancora. La testimonianza di quello che è successo questo mese ne è la certificazione, ne è la sottoscrizione quanto è successo, è una società che ci è stata consegnata e che non vuole cambiare, vuole tornare a quel sistema, a quei modi, è una società che noi vorremmo cambiata con l'entusiasmo con cui siamo arrivati e vorremmo anche poter riuscire, le forze nuove o vecchie ci hanno creduto e quelle forze che invece vogliono fermarsi a quanto era conosciuto. Io ho detto, e non da ieri, che siamo aperti e abbiamo bisogno anche di forze nuove, laiche, autonomiste veramente. Abbiamo riscoperto noi, non ci vergogniamo, i valori dell'autonomia, l'esigenza di rivendicare a Roma la nostra autonomia, ma qui si distrugge tutto, da sinistra e da destra. Allora non è facile fare i conti soltanto con dichiarazioni di massima per i mass media. Non è vero che è stato tutto negativo, non è assolutamente vero. E' per questo che io darò il voto favorevole alla Giunta Masala.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Signor Presidente, siamo all'epilogo di una brutta pagina dell'Assemblea regionale sarda e della sua storia autonomistica. Una pagina che si è iniziato a scrivere nell'ambiguità dell'inganno e nel disprezzo delle più elementari regole della politica e della volontà degli elettori. Il centrodestra, come abbiamo ripetuto fino alla nausea in questi quattro anni, non aveva vinto le elezioni e, come avevamo profeticamente ipotizzato, è vittima di quelle trame e dell'assemblaggio impolitico delle sue componenti. La forza di quei legami che vi univano, che vi hanno unito, è oggi sotto gli occhi di tutti mostrando tutta la sua fragilità, la sua debolezza, la sua inutilità.

Nessuna politica vi teneva insieme, nessuna politica vi può tenere insieme oggi. Siete senza progetto, non avete nessuno spirito innovatore e di cambiamento. Il cambiamento e lo spirito innovatore, come tutti i sardi possono oggi verificare, era uno slogan buono per la campagna elettorale, insufficiente per governare la nostra terra e i processi complessi, processi economici, sociali e istituzionali che abbiano davanti. Le dichiarazioni di voto che stiamo ascoltando oggi qui e gli interventi che abbiamo ascoltato ieri nel dibattito dimostrano tutta la povertà politica di una coalizione che non c'è e che non esiste.

Noi in questi quattro anni abbiamo cercato di svolgere, perché non era semplice neanche svolgere un ruolo di opposizione, con serietà e impegno il nostro compito di oppositori. Nessuna delle poche leggi che sono state approvate da questo Consiglio è stata approvata senza il contributo determinante delle opposizioni; nessuna attività nelle Commissioni si è potuta svolgere senza la presenza puntuale e costante dei commissari delle opposizioni. In questi quattro anni avete condotto una vita grama, nel Consiglio e fuori del Consiglio.

Onorevole Masala, io non so se la sua Giunta, il suo tentativo estremo e qualche volta patetico che abbiamo vissuto in quest'Aula, il suo tentativo di Giunta, passerà. Io rispetto, per costume personale e per costume del Gruppo al quale appartengo, le opinioni di tutti i colleghi, anche di quei colleghi che la sosterranno per senso di alta responsabilità tecnico-istituzionale.

Non so se la sua Giunta oggi avrà i voti per passare questa difficile situazione, non so se avrà 31, 32, 33 voti, se ne avrà 30 o se ne avrà 29, non è più molto importante. Lo spettacolo che questo Consiglio regionale sta dando alla Sardegna è uno spettacolo desolante, la candela è comunque consumata, il giocattolo si è rotto e meglio per tutti se il sipario cala finalmente, nascondendo le miserie anche di queste ultime convulse ore.

Noi, come abbiamo annunciato e come abbiamo ripetuto dentro, saremo contro questo tentativo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Mi scuserete se dovrò ripetermi, soprattutto negli interventi fatti in quest'Aula e nelle dichiarazioni rilasciate agli organi di informazione in questi due mesi, però i significati che il mio partito dà ai valori dell'autonomia restano tali e sono talmente forti, prima per il contributo che chi mi ha preceduto nella militanza all'interno della forza politica che mi onoro di rappresentare e che ha contribuito in tutti questi anni, con impegno costante e dedizione, a costruire tutti i presupposti fondanti sull'autonomia, la libertà e quell'autodeterminazione che viene richiamata spesso, ma dimenticata altrettanto con frequenza.

Ieri ho detto che calpestare l'autonomia sarebbe stato l'inizio di un tracollo definitivo; oggi noi riteniamo che quell'autonomia vada salvaguardata. Noi non nascondiamo che definirci guardiani di questi valori sia un compito che io e il partito che rappresento abbiamo l'obbligo di continuare a difendere. E' un obbligo davanti al quale non ci tireremo indietro, abbiamo detto che per noi è una questione di vita e la vita di quest'Isola, di questa nazione, è la vita del partito più antico d'Italia, è la vita di un partito che ha scritto una lunga parte della nostra storia, con valori, con radici, con cultura, con dedizione, impegno, che restano non solo patrimonio del Partito Sardo d'Azione, ma credo dell'intera Isola.

Allora chiariamo subito la nostra posizione. Noi non abbiamo nessuna intenzione di far parte di un Esecutivo, di questo Esecutivo, presidente Masala; non l'abbiamo fatto in questi quattro anni, non abbiamo intenzione assolutamente di farlo adesso, ma a chi, dal di fuori di questo palazzo, di quest'Isola, vuole commissariare le istituzioni e i valori autonomistici abbiamo l'obbligo di impedirlo, l'obbligo assoluto che il commissariamento del popolo sardo possa avvenire dal di fuori, senza la volontà di quest'Aula e con scopi diversi da quelli che sino ad oggi sono stati messi all'attenzione dell'opinione pubblica.

Elezioni anticipate e ciò che viene motivato dal partito di maggioranza relativo che ha governato in questi quattro anni non trova giustificazione alcuna. Voi avete detto di aver fallito il progetto, che gli uomini hanno fallito il progetto. Oggi voi state abbandonando la nave che avete comandato in questi quattro anni, una nave che sta affondando, e pretendete di elevarvi a quelli che vogliono salvare le istituzioni richiamando al voto i cittadini sardi. Non è così, voi vi dovete assumere sino in fondo le vostre responsabilità, dovete chiudervi questi otto mesi di legislatura; se avrete la capacità di ricostruire qualcosa sulle macerie che avete creato ben venga, se non ne avrete la capacità allora, a fine legislatura, risponderete ai sardi di ciò che non siete stati in grado di fare, di ciò che avete eventualmente distrutto, di ciò che avete eventualmente fallito, ma non potete tirarvi indietro nel momento più delicato.

Troppo facile scappar via adesso, non si lasciano i compagni di viaggio a metà del guado. Il percorso ve lo farete necessariamente fino in fondo ed è giusto così, se no dovrete dire ai sardi i veri motivi di questa fuga, i motivi di una fuga che non ha giustificazione alcuna se non quel fallimento al quale voi questa sera vi siete richiamati. Se avete fallito ditelo con assoluta chiarezza e assumetevene la responsabilità, ma non scappate. Non scappate, perché una forza politica della vostra portata, della vostra dimensione, che ha avuto responsabilità ampie in questa legislatura, non può pensare che con la via di fuga delle elezioni anticipate si possano nascondere le vere responsabilità. E noi voteremo a favore di quell'ordine del giorno per far sì che quelle responsabilità voi ve le possiate assumere sino in fondo.

Votazione per appello nominale

PRESIDENTE. Se non vi sono altre dichiarazioni di voto passiamo alla votazione per appello nominale, in base all'articolo 93 del Regolamento. Invito i colleghi Segretari a prendere posto in Presidenza.

Do lettura dell'articolo 93, invito tutti i colleghi a stare attenti e invito i Segretari soprattutto a rispettare rigorosamente le disposizioni dell'articolo 93: "Nel caso di votazione per appello nominale il Presidente indica il significato del e del no". In questo caso è chiaro, c'è da approvare o da respingere un ordine del giorno, chi vota sì lo approva, chi vota no lo respinge. "L'appello nominale in Assemblea comincia con il nome del consigliere estratto a sorte, continua fino all'ultimo nome dell'ordine alfabetico e riprende poi con la prima lettera del medesimo fino al nome del consigliere estratto a sorte. Esaurito il primo appello si procede a quello degli assenti". Questo significa che i consiglieri presenti in aula nel momento in cui vengono chiamati sono obbligati ad esprimere il voto; non possono non rispondere riservandosi di rispondere alla seconda chiama. Quindi i consiglieri che sono in aula, una volta chiamati, sono obbligati a rispondere e invito i colleghi Segretari a non procedere nel caso un collega sia presente in aula e, chiamato, non esprima il suo voto. Credo che sia chiaro il motivo delle previsioni di questo articolo.

Detto ciò, indico la votazione per appello nominale dell'ordine del giorno numero 1. Coloro i quali sono favorevoli risponderanno ; coloro i quali sono contrari risponderanno no. Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello. (E' estratto il numero 45, corrispondente al nome del consigliere Morittu).

Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello iniziando dal consigliere Morittu.

CAPPAI, Segretario, procede all'appello.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

(Segue seconda chiama)

Rispondono sì i consiglieri: MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PIRASTU - PISANO - RANDAZZO - SANNA Giacomo - SANNA NIVOLI - SCARPA - SERRENTI - TUNIS - USAI - VARGIU - AMADU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - DEIANA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - LADU - LIORI - LOCCI - MANCA - MASALA.

Rispondono no i consiglieri: MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO - BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MARROCU - MASIA.

Si sono astenuti i consiglieri: PETRINI - PILI - PILO - PITTALIS - RASSU - BALLETTO - BIANCAREDDU - CORONA - GIOVANNELLI - LA SPISA - LICANDRO - LOMBARDO - MILIA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 79

Votanti 66

Astenuti 13

Maggioranza 34

Favorevoli 34

Contrari 32

(Il Consiglio approva).

Presidente, auguri.

Giuramento di Assessori non consiglieri

PRESIDENTE. Colleghi, vi prego, un attimo di attenzione, facciamo giurare gli Assessori tecnici così la Giunta è immediatamente operativa. Invito a dire "Lo giuro".

FRONGIA, Assessore tecnico del turismo, artigianato e commercio. Lo giuro.

LURIDIANA, Assessore tecnico del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Lo giuro

PANI, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Lo giuro.

PRESIDENTE. Vi faccio i miei auguri di buon lavoro.

Il Consiglio sarà riconvocato a domicilio.

La seduta è tolta alle ore 1 e 33 di venerdì 5 settembre.