Seduta n.130 del 12/03/2001 

CxXX SEDUTA

Lunedì, 12 marzo 2001

Presidenza del Presidente Serrenti

indi

del Vicepresidente Spissu

La seduta è aperta alle ore 17 e 03.

ORTU, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di mercoledì 7 marzo 2001 (125).

Sul processo verbale

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Onorevole Selis, le devo chiedere su che cosa intende parlare.

SELIS (Popolari-P.S.). Devo parlare sul processo verbale.

PRESIDENTE. Sì, ma non è prevista una discussione sul processo verbale, come lei ricorderà. Può prendere la parola per proporre correzioni o precisazioni al processo verbale.

SELIS (Popolari-P.S.). Io intendo chiedere al Presidente, vista la delicatezza del momento, che nei prossimi giorni, ma solo per questa circostanza del bilancio, ci venga consegnata copia dei processi verbali. Per il momento, siccome siamo in sede di votazione del processo verbale, chiedo che si voti per appello nominale con votazione elettronica.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri BIANCU, COGODI, CUGINI, DETTORI Ivana, FADDA, MARROCU, SANNA Gian Valerio).

PRESIDENTE. L'onorevole Selis ha chiesto che, per il resto della sessione di bilancio, i processi verbali vengano distribuiti in apertura dei lavori. Ricordo all'onorevole Selis che, trattandosi della prima votazione è necessario attendere dieci minuti, ai sensi del terzo comma dell'articolo 91.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico all'Aula che i consiglieri regionali Silvestro Ladu e Alberto Sanna hanno chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 12 marzo 2001. Se non vi sono osservazioni i congedi si intendono accordati.

COGODI (R.C.). Vorremmo conoscere i motivi della richiesta di congedo.

PRESIDENTE. Per quanto riguarda l'onorevole Sanna Alberto il motivo addotto è un impegno politico nel territorio dell'Oristanese, assunto precedentemente ed indilazionabile.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del processo verbale numero 125.

Rispondono sì i consiglieri: BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - FANTOLA - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MURGIA - ONNIS - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RASSU - SCARPA - TUNIS Marco - USAI - VARGIU.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - BIANCU, COGODI, CUGINI, DETTORI Ivana, FADDA, MARROCU, Gian Valerio SANNA - SELIS.

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Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 41

votanti 32

astenuti 9

maggioranza 17

favorevoli 32

(Il Consiglio approva).

Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2001)" (141/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge numero 141. Ricordo che è in discussione l'articolo 1, e che sono stati votati alcuni emendamenti ai primi 19 commi dello stesso articolo. Rimangono da votare gli emendamenti numero 29, 353, 101 e 153, nonché gli stessi commi. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, sull'emendamento 29 avevamo sospeso la discussione, forse in un momento conclusivo delle dichiarazioni di voto, e dopo aver sottolineato, al di là del merito, le cose che conoscete (l'indebitamento, eccetera), avevo chiesto all'Assessore, in particolare riguardo ai commi 1, 3 e 12, che ci venissero trasmessi i conti della Ragioneria, e comunque i conti presuntivi degli stanziamenti.

L'Assessore aveva in questo senso assunto un impegno, per la verità l'aveva già assunto anche in Commissione, l'ha riassunto l'altro giorno con me qui, chiamando anche il direttore della Ragioneria. Devo dire che, ad oggi, non ho ancora ricevuto nessun documento.

In questo momento magari, lo dico per cercare di capire anche i reciproci stati d'animo, ci possono essere tensioni, ci possono essere incomprensioni e anche conflitti; però vorrei che capiste che il conflitto e le tensioni stanno nascendo non tanto dal fatto che non concordiamo sulla manovra finanziaria o che non viene accolto qualche emendamento che a noi è sembrato giusto proporre, ma da come si sta sviluppando il confronto democratico-parlamentare in quest'Aula.

Allora, quando ci si impegna a fornire le informazioni mancanti,, quando da parte dell'opposizione, lo dico ancora più esplicitamente, ma forse anche da parte della maggioranza, si dà la disponibilità al confronto e poi sistematicamente gli incontri vengono mandati a monte senza alcun preavviso, quando cioè i diritti della opposizione e i diritti del singolo consigliere vengono così palesemente, se mi consentite, violati, perché viene meno l'elemento fondante di una prassi democratica, che è quello di confrontare le reciproche idee, io credo che - ed è questo ciò che stiamo cercando di dirvi - prima ancora di trovare un accordo su proposte concrete, dovremmo trovare un accordo sul metodo di lavoro, sui diritti del Consiglio, sui diritti dei consiglieri, sulle informazioni base che ci consentano di lavorare nel rispetto reciproco; e ad oggi questo non riusciamo a farlo. Per questi motivi va compresa qualche nostra asperità di linguaggio o di comportamento. Allora io mi chiedo e chiedo all'Assessore, ma lo chiedo anche al Presidente del Consiglio e al Presidente della Giunta, che devono tutelare non solo i diritti dei consiglieri ma anche la normale dialettica tra le parti, se è possibile andare avanti in questo modo. La Giunta può impegnarsi in Aula a fornirci i documenti? Ha già assunto questo impegno in Commissione, lo sanno benissimo tutti i consiglieri, attraverso l'assessore Pittalis che l'altro giorno ha cortesemente interpellato in merito il direttore della Ragioneria. Ma, oltre queste questioni, vi è tutta una serie di nostre richieste di informazioni che non hanno ricevuto neanche un cenno di risposta. Io, stamattina, ho mandato agli Assessori, al Presidente della Giunta e, per conoscenza, allo stesso Presidente del Consiglio, un elenco di cinque o sei richieste di informazioni del tutto disattese. Ma insomma, se non c'è questo rispetto reciproco, se è in atto questa violazione, questo disprezzo delle comuni regole parlamentari, come si fa a dialogare?

Chiedo al Presidente, ed anche all'Assessore, se ricordano di essersi impegnati a fornirmi questa documentazione, che ad oggi ancora non è pervenuta. E, badate, quella documentazione non è estranea a questo emendamento 29, anzi, ne è il fondamento; perché un conto è recuperare 700 miliardi di residui, altro conto è recuperarne 300. Questo è l'ostacolo sul quale ci siamo bloccati.

Mi chiedo perché ci sia questa straordinaria indisponibilità allo svolgimento di una normale vita parlamentare nella quale ognuno di noi, maggioranza e opposizione, svolga il suo ruolo e, nella dialettica democratica, porti avanti le proprie posizioni per arrivare a una positiva definizione delle questioni. Ma qua la dialettica democratica è mortificata in partenza.

Io non so se riusciamo a chiarire il nostro pensiero. Non stiamo dicendo che vogliamo assolutamente che il nostro emendamento, il numero "x", venga approvato. Stiamo dicendo che vogliamo che siano rispettati i nostri diritti e le normali regole di vita parlamentare. E' una cosa così clamorosa? Non lo è, ma sino ad oggi è questo l'ostacolo che ci sta bloccando, per essere chiari.

PRESIDENTE. Colleghi, io vorrei evitare di aprire un dibattito su tutte le questioni. Tuttavia, siccome l'onorevole Selis ha posto un problema regolamentare, do la parola al Presidente Floris il cui intervento può consentire di unire i lavori dall'ultima seduta con quelli odierni.

FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta. Anche io sono del parere che non sarebbe il caso di aprire un confronto del genere in Aula. Io ho ricevuto stamattina, da parte dell'onorevole Selis, una serie di lettere datate giugno 2000, indirizzate al direttore della Ragioneria, indirizzate cioè a persone con le quali io non ho rapporti, per cui non sono di mia competenza. La richiesta infatti è stata rivolta non al Presidente della Giunta o all'Assessore della programmazione ma, ai sensi dell'articolo 105 del Regolamento, direttamente a responsabili degli uffici regionali. Non comprendiamo quindi come noi si possa intervenire. Peraltro io stamattina a mezzogiorno ero in Consiglio, ero in contatto col Presidente della Commissione, e insieme abbiamo cercato anche di metterci in contatto con rappresentanti della minoranza.

SELIS (Popolari-P.S.). Siamo andati anche in sala Giunta.

FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta. Evidentemente ci sarà stato un disguido, onorevole Selis, ma è successo lo stesso stasera perché io alle tre e mezza ero presente ma non ho visto nessuno. Credo che il collega La Spisa abbia anche chiamato.

SELIS (Popolari-P.S.). La chiamata di cui parla è pervenuta alle 17.

FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta Non so con precisione che ora fosse; ciò che voglio dire è che non c'è stata nessuna scorrettezza e nessuna intenzione né da parte della Giunta né credo da parte di altri di mettere in discussione il normale confronto dialettico tra la minoranza e la maggioranza.

Mi sembra però che si stia un po' calcando la mano, perché gli accordi se si possono raggiungere si raggiungono, se non si possono raggiungere non si raggiungono, ma dovremmo comunque proseguire i lavori. Se poi, per motivi indipendenti dalla nostra volontà, non è stato possibile incontrarci questo è un altro discorso; però non consideriamo adesso questo fatto la dimostrazione di una presunta mancanza di volontà in tal senso da parte della Giunta, perché così non è.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Su cosa intende intervenire?

Cogodi (R.C.). Su quello su cui sono intervenuti gli altri.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, per evitare di aprire un dibattito su questo argomento, che non mi pare una cosa utile, io le propongo di esaurire prima questa fase votando l'emendamento numero 29; e dopo darle la parola.

CUGINI (D.S.). E' lei che venerdì ha interrotto la seduta!

PRESIDENTE. Onorevole Cugini, adesso siamo in sede di votazione dell'emendamento 29, concludiamo la votazione, dopodiché torniamo sull'argomento.

Io non posso aprire in questo momento un dibattito su una questione che non è prevista all'ordine del giorno, perché se tutti mi chiedono di intervenire io devo interrompere una fase delicata qual è quella della votazione. Prego, onorevole Selis.

SELIS (Popolari-P.S.). Stiamo chiedendo, e lo ribadisco, e su questo avevamo interrotto l'altro giorno, di sospendere l'emendamento numero 29 per consentire all'Assessore di fornirci le informazioni promesse che ci consentirebbero di scegliere con maggiore consapevolezza come votare. Questo è il problema. Io non so di che altro si debba parlare!

PRESIDENTE. Ma su questo argomento io non voglio aprire un dibattito. Per Regolamento su questa richiesta posso far parlare uno a favore ed uno contro, e poi l'Aula voterà. Lei ha parlato a favore.

SELIS (Popolari-P.S.). No, io ho avanzato la proposta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi a favore sulla richiesta di sospensione dell'emendamento 29.

Cogodi (R.C.). No, no. Per me va bene anche che parli l'onorevole Cugini, che parlino tutti quelli che sono a favore. Io ho chiesto la parola sullo stesso argomento su cui hanno parlato gli altri, perché mi pare veramente una situazione strana quella nella quale intervengono dei consiglieri, interviene la Giunta e poi si dice che l'argomento non è in discussione. Gli argomenti che non sono in discussione in questo Consiglio regionale non si inizia a discuterli, quelli che si inizia a discutere sono in discussione, se no stabiliamo che ci sono due Consigli regionali con due regole diverse ed io vorrei sapere a quale dei due appartengo. Questo vale per questo articolo e per tutti gli altri. Per cui, lei cataloghi la mia considerazione nel novero che ritiene, quello che conta è il contenuto.

Mi domandavo, unitamente al collega Selis e a tanti altri colleghi, immagino tutti, di questo Consiglio regionale, perché mai tre giorni fa siano stati sospesi i lavori del Consiglio, perché mai tre giorni fa, su proposta del Presidente del Consiglio ci sia stata una sospensiva ed una Conferenza dei Presidenti di Gruppo, per ipotizzare un itinerario e un calendario per proseguire i lavori del Consiglio, e perché mai tre giorni fa la maggioranza e la Giunta abbiano proposto che si riprendessero i lavori del Consiglio oggi, questo pomeriggio, previa acquisizione di quegli elementi conoscitivi che possono essere inviati per posta, portati a mano, comunicati a voce, che possono passare attraverso l'interscambio, l'incontro, quello che si vuole.

Quello che è da valutare in questa sede e in questo momento è che in questi tre giorni non c'è stata, non dico una compiutezza di informazione rispetto a quella richiesta di documentazione, ma neanche un cenno di riscontro da parte della maggioranza e della Giunta. Noi non siamo gente che si offende in politica o nelle istituzioni per questioni formali; ognuno tratti le questioni formali come ritiene. La Giunta regionale ha ritenuto, stamattina, di chiedere prima un incontro per chiarire le posizioni e poi di fare attendere qui i Gruppi. I rapporti con la maggioranza la Giunta se li regola quando e come vuole, i rapporti con l'opposizione però non ha nessun diritto né di trattarli e meno che mai di maltrattarli.

Non è affatto vero, Presidente Floris, che qualche rappresentante della Giunta regionale, o della maggioranza, stamani, a noi, Presidenti dei Gruppi dell'opposizione, che eravamo qui di buon'ora e fino alle ore 14, abbia dato un cenno di riscontro e abbia neppure risposto a domande reiterate, che anche i Presidenti dei Gruppi di maggioranza, hanno posto. Devo farvi i nomi? Devo addurre prove? Dobbiamo chiamare testimoni? Ma tutto questo è ridicolo! Parleranno i colleghi della maggioranza. Lo dirà Emilio Floris, lo dirà Usai, lo diranno gli altri Capigruppo della maggioranza, i Presidenti dei Gruppi, i vostri, che stamani qui non è circolata anima viva in rappresentanza della Giunta e della maggioranza, disponibile a dare le comunicazioni promesse.

Sto parlando di anime vive, poi se ci fossero anime morte in giro per i corridoi noi non le abbiamo viste, né eravamo tenuti a vederle. Anime vive per parte di Giunta e di maggioranza non ce n'erano, perché io sono testimone dei reiterati tentativi dei Capigruppo, anche di alcuni autorevoli Presidenti di Gruppo della maggioranza, che si adoperavamo a cercare il Presidente, a cercare esponenti della Giunta, a cercare gli altri colleghi di maggioranza, sì, per sapere, che ne era della vostra richiesta di incontrarci stamani per avere queste informazioni.

Allora, ripeto, le relazioni politiche ognuno le consideri come vuole. Le relazioni interne alla maggioranza sono affari della maggioranza, ma le relazioni fra maggioranza e opposizione, per quanto ci riguarda, non sono nelle mani di nessuno e non possono essere né trattate e meno che mai maltrattate da alcuno.

Nel merito, quindi, io ho preso la parola per dire che noi non stiamo chiedendo e non abbiamo mai chiesto accordi; per cui, Presidente, lei sbaglia ad adottare l'espressione: "forzare la mano". Ma quando mai noi vorremmo forzare la mano sua, della sua Giunta e della sua maggioranza! Ma stiamo scherzando? Lei ha usato l'espressione "non si può forzare la mano, calcare la mano", su che cosa?

Noi abbiamo presentato alcuni emendamenti che sono domande di modifica del bilancio della Regione. Noi abbiamo presentato proposte di riequilibrio del bilancio della Regione. Abbiamo chiesto, se non si vuole destinare una parte del patrimonio finanziario a tutti, di dare almeno le briciole a qualcuno che non ha niente. Noi non vi abbiamo chiesto né di dare la mano, meno che mai di calcarla.

E alla luce di questo linguaggio e di questi sistemi ci guarderemmo bene dall'avere uno scambio di opinione, con questa Giunta e con questa maggioranza, che non sia pubblico, pubblicissimo, che non avvenga di fronte a testimoni. Qui non si sta trattando, qui è da giorni che si parla di accordo e non accordo, ma quale accordo? Ma quale non accordo?

Siete voi che dovete dire, se non siete in grado di rispondere a tutto quello che le opposizioni legittimamente domandano, richiedono, avanzano, a che cosa volete rispondere; e, a meno del mancato rispetto delle leggi e delle regole quando risponderete, perché non potete rifiutare di fornire quei dati..

Quando la legge della Regione dice che, dati 1000 miliardi ai comuni in tre anni per le politiche del lavoro, deve essere predisposta dalla Giunta regionale, non dai Capigruppo di Forza Italia, la relazione sullo stato di attuazione e sulla verifica di coerenza alle politiche attive del lavoro della utilizzazione di quelle risorse, in altre parole se sono andate ai disoccupati oppure ai consulenti e alle imprese che fanno ponti e cavalcavia, allora i risultati di quella verifica di coerenza voi li dovete dare, non potete dire "se li darete", potete dire "quando li darete". E, fino a quando non li fornirete, vi ponete in una condizione di improcedibilità.

E se c'è un Presidente del Consiglio, e c'è, se c'è una Presidenza del Consiglio, se c'è un'Assemblea sovrana, e ci sono, su alcuni punti che sono stabiliti in legge debbono obbligarvi a rispondere. E sono tre mesi che noi chiediamo questi e altri documenti ancora, come ad esempio il conto dei residui; non si può dire che la Giunta ha ricevuto questa lettera ultima di sollecitazione, ma è sbagliato l'indirizzo. Ma chi li deve fornire questi dati, ma chi li deve dare questi documenti? Li deve dare la Giunta! La Giunta deve decidere quale pezzo di Regione deve rispondere, però è la Giunta che risponde, è il Governo regionale che risponde al Consiglio.

Qui ci sono condizioni di non procedibilità, si dica quel che si vuole; non si parli poi di difficoltà, di ostruzionismo, di alzare la voce, perché siete voi che state adottando una tecnica che è fuori delle regole.

E noi che su queste cose abbiamo avuto pazienza, in Commissione abbiamo lasciato fare tutto a voi, tanto che i due mesi trascorsi in Commissione li avete usati da soli per farvi proposte e controproposte, emendamenti, tutti vostri e tutti di maggioranza, noi che in Aula stiamo pazientando, che tre giorni fa abbiamo accettato anche un'interruzione dei lavori del Consiglio, perché nel frattempo dovevano maturare fatti nuovi, cioè avere questi elementi di conoscenza, sanare delle difficoltà procedurali anche, che sono di merito però, non sono formalismi che la Giunta non ha sanato e non vuole sanare, a chi ci dobbiamo appellare, noi?

Se la funzione del Presidente del Consiglio, della Presidenza, è quella di garantire il Consiglio, noi ci siamo già appellati anche a questa funzione. In via politica alla Giunta abbiamo detto: "interloquiamo, comprendiamo le difficoltà, però attivatevi"; abbiamo avuto pazienza, ne abbiamo ancora, ne avremo ancora, però non si pretenda che il tempo che passa sia contro di noi. Se la causa del tempo che passa inutilmente siete voi, vuol dire che le conseguenze saranno contro di voi e non contro di noi, per cui ogni strumento che il Regolamento consente legittimamente verrà utilizzato perché noi vogliamo venire a capo, vogliamo venire al dunque, qui in Aula, delle cose che voi stessi della Giunta e della maggioranza avete detto che avreste fatto e non avete fatto.

Oggi si torna in Aula alle 17, dopo tre giorni di sospensione, e giunti alla metà del mese di marzo, in prossimità della scadenza ormai dei termini del quarto mese di esercizio provvisorio, forse, dico forse, per la prima volta nella sua storia, la Regione se utilizziamo le regole in vigore, e legittimamente possiamo utilizzarle, se voi non risponderete, se voi non darete quei chiarimenti che dovete dare, altro che indirizzi sbagliati! si troverà nell'impossibilità di approvare il suo bilancio.

PRESIDENTE. Chi chiede di parlare contro?

CUGINI (D.S.). Io parlo contro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

Cugini (d.s.). Presidente Serrenti, io parlo contro la richiesta del collega Selis perché la considero superata. Infatti oggi ha riproposto all'attenzione del Consiglio la stessa motivazione portata venerdì; quindi, mi pare che occorra richiamarsi a quel momento perché io considero ancora aperta la discussione sull'emendamento 29. Proprio lei, Presidente, ha sospeso i lavori consentire un confronto politico sull'emendamento in questione, confronto che nel merito non si è concluso.

Io sono contro la richiesta del collega Selis, quindi, perché impedisce che lei, Presidente, porti a conclusione positiva la sua iniziativa. Da venerdì ad oggi non è cambiato nulla, se non il fatto che lei ha chiesto una Conferenza dei Capigruppo, ha formulato una proposta, noi ci siamo dichiarati d'accordo, però rimane aperta, a differenza di quanto sostiene il collega Selis, una questione di merito.

Il collega Selis sostiene che occorre sospendere l'emendamento numero 29 perché, se messo in votazione, sarebbe difficile inserirlo in fase di coordinamento, come normalmente si fa quando ci sono emendamenti approvati dall'Aula che in qualche modo entrano in contraddizione con il testo. Io, invece, sono in grado di dimostrare che il contrasto può essere sanato immediatamente, perché le risorse previste nell'emendamento sono destinate a finanziare i provvedimenti che, nella finanziaria, risultano essere già finanziati.

Il collega Selis, quindi, avrebbe dovuto in modo più opportuno entrare nel merito adesso per evitare che l'emendamento venisse effettivamente votato perché difficile poi da coordinare.

Allora io penso che, non essendo successo niente da venerdì ad oggi, sia opportuno fare da parte sua, Presidente, una riflessione per evitare che riprendiamo i lavori sul provvedimento numero 141 senza avere chiaro il percorso che vogliamo proporre all'attenzione del Consiglio. Io stamattina a mezzogiorno ero in Consiglio perché lei sa (non perché ha partecipato alla discussione, ma perché ha sentito le opinioni dei colleghi Capigruppo), che questa mattina ci sarebbe dovuto essere un incontro sul merito, tra altre cose, anche dell'emendamento numero 29; l'incontro non c'è stato, e io che insieme ad altri colleghi ero presente, penso che la richiesta del collega Selis, pur essendo costruttiva, debba essere reinquadrata nell'iniziativa che lei ha assunto e in quell'ambito sia possibiletrovare le soluzioni giuste per uscire dalla situazione nella quale noi oggi ci troviamo. Quindi più che chiedere di sospendere l'emendamento forse occorrerebbe esaminare meglio il merito dello stesso, questo ci permetterebbe di evitare errori che poi sono difficili da sanare.

A questo punto io le chiedo, Presidente, visto che lei ha interrotto i lavori venerdì, e nessuno glielo aveva chiesto, di attivarsi perché si riparta almeno dalle stesse condizioni alle quali ci siamo lasciati venerdì.

PRESIDENTE. Onorevole Cugini, a parte il fatto che io devo fare tutto ciò che è in mio potere perché le questioni si risolvano positivamente e i lavori procedano, però l'interruzione dei lavori della scorsa settimana è derivata da un accordo intercorso tra maggioranza e opposizione per consentire ad alcuni Gruppi politici di onorare degli impegni precedentemente assunti. Questo ad onor del vero.

E' vero, comunque, che io ho cercato di favorire un chiarimento tra maggioranza ed opposizione; un chiarimento che pensavo ci fosse anche stato, mentre prendo atto adesso che non c'è stata nessuna interlocuzione. Però -questo voglio ricordarlo all'Aula - occorre tenere conto che chi presiede il Consiglio deve far proseguire i lavori e che vi sono comunque delle regole da rispettare.

Quindi, ricapitolando, è stata avanzata una richiesta di sospendere l'esame dell'emendamento numero 29; su questa richiesta hanno parlato un consigliere a favore ed uno contro. Io ho di fronte due possibilità. L'onorevole Selis può ritirare la richiesta di sospensiva, oppure la Giunta dà una risposta, e superiamo così i problemi relativi all'emendamento numero 29; altrimenti io devo porre in votazione la richiesta di sospensiva e procedere.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, innanzitutto chiedo scusa ai colleghi per averli indotti a votare sul processo verbale, un fatto - mi rendo conto - inusuale, ma un espediente per non iniziare l'ennesima seduta in un'Aula vuota. Io posso ritirare la richiesta di sospensiva dell'emendamento, però pongo al Presidente del Consiglio, ma ripeto, anche al Presidente della Giunta e all'Assessore, una richiesta di interpretazione dell'articolo 105 del Regolamento che dice: "ogni consigliere, al fine di ottenere notizie e informazioni sull'espletamento del proprio mandato, ha accesso agli uffici della Regione, degli enti e dell'azienda da essa dipendenti". Io l'accesso agli uffici l'ho avuto, come ricordava il Presidente Floris, scrivendo agli uffici che non mi hanno fatto pervenire alcuna risposta.

Ho sollecitato stamattina il Presidente della Giunta affinché inviti i suoi uffici ad essere, quanto meno, più solerti e più rispettosi. Il secondo comma dell'articolo in questione - i leggo solo questo per non annoiarvi - recita: "Ogni consigliere ha diritto di ottenere dagli uffici regionali, compresi quelli degli enti e aziende dipendenti dalla Regione, copia degli atti preparatori dei provvedimenti". Ora, in data 30 novembre, richiamo la vostra attenzione, ho scritto all'assessore Pittalis pregandolo, ai sensi dell'articolo 105 del Regolamento del Consiglio regionale, di inviare con cortese sollecitudine il materiale preparatorio per la predisposizione della manovra finanziaria. Nel materiale preparatorio sono inseriti anche questi documenti che stiamo chiedendo; e questa richiesta di informazioni l'ho reiterata successivamente in Commissione, e in Aula.

Allora, io chiedo a voi, se i diritti dei consiglieri possano essere espropriati o annullati a colpi di maggioranza Io dico di no, perché questi diritti nascono da un patto di rispetto reciproco. Sulla base di questo presupposto io posso ritirare la questione sospensiva, ma vorrei che il Presidente del Consiglio, se vuole anche il Presidente della Giunta, dicano se il mio diritto di avere informazioni sugli atti preparatori del bilancio è un diritto valido o meno.

Per non perdere tempo non vi leggo le lettere che ho inviato allo stesso Presidente e a tutti gli Assessori; non le leggo adesso ma mi riservo di farlo in seguito perché sono brevi, sono richieste di informazioni. Il problema non è quindi sospendere o non sospendere; il problema da risolvere è quello della tutela dei diritti del consigliere, tutela che spetta non solo al Presidente del Consiglio garantire, ma a tutti noi. Votiamo e ci disinteressiamo del problema? Se questo è il clima, noi, mi consenta Presidente, non concordiamo perché non è un clima costruttivo. Così come non è costruttiva l'informazione fornita dal Presidente Floris secondo la quale lui a mezzogiorno era qua, perché a mezzogiorno noi abbiamo certificato la sua assenza.

Io credo che il Presidente si sia espresso male, forse intendeva dire di "essere stato a disposizione di", ma all'appuntamento con noi non si è presentato alcun componente della Giunta. Ora, poiché è la Giunta che predispone il bilancio, non la maggioranza, la maggioranza esprime una volontà politica, io non potevo formulare questa richiesta di informazioni nei confronti dei colleghi della maggioranza perché neanche loro hanno queste informazioni, è chiaro quindi che il nostro interlocutore era la Giunta.

Cerchiamo allora di tenere il nervosismo sotto controllo e di trovare un modo di procedere, se volete anche speditamente, in cui siano tutelati i diritti e le prerogative fondamentali. Se non è messa in atto questa tutela è chiaro che non è possibile il dialogo, non è possibile trovare accordi su ipotesi di miglioramento del bilancio. Ipotesi di miglioramento che noi non stiamo più avanzando perché stiamo ponendo problemi inerenti il metodo di lavoro.

Io chiedo che su questo tema che ho posto alla vostra attenzione, ci sia un pronunciamento formale di quest'Aula anche attraverso la sua massima espressione.

PRESIDENTE. Risolto il problema relativo alla richiesta di sospendere l'esame dell'emendamento 29, rimane in piedi il problema relativo alla denuncia di carenza di documentazione o di difficoltà ad accedere alle informazioni. Io però su questo punto, devo pregare lei, onorevole Selis, e gli altri colleghi di essere precisi nella formulazione dei rilievi; infatti, quando l'opposizione, in sede di discussione del bilancio in Commissione, ha posto il problema della incompletezza dei documenti , io dopo aver verificato la correttezza della critica ho inviato una lettera agli Assessori chiedendo che allegassero i documenti mancanti. I documenti sono pervenuti e sono stati trasmessi alla Commissione. Adesso lei sostiene che mancano altri atti. Allora per poter espletare il mio dovere di tutela del diritto di informazione dei consiglieri, io la prego di uscire dal generico e di elencare per iscritto quali sono esattamente i documenti mancanti. E se sono atti dovuti da parte della Giunta io mi farò parte diligente nel richiedere alla Giunta, appunto, che questi documenti vengano inviati: non posso fare niente di più.

Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Presidente, colleghi, premesso che a mio parere questa discussione non è all'ordine del giorno, è chiaro comunque che l'articolo 105 secondo me va rispettato; e non penso che l'Assessore abbia difficoltà a fornire la documentazione richiesta.

Probabilmente in questo periodo di predisposizione della manovra finanziaria gli uffici, a causa del carico di lavoro, avranno trascurato di rispondere a richieste varie, che adesso potranno essere soddisfatte.

Voglio solo ricordare, per stabilire alcuni punti fermi su questo problema della documentazione, che il discorso non è tanto quello del mero computo ragionieristico delle entrate e delle uscite, ma se sia politico, per apportare una modifica al bilancio, disporre di quel tipo di documentazione poco fa richiesta dall'onorevole Selis.

Voglio ricordare anche che la stessa documentazione fu richiesta nel corso dell'esame della manovra finanziaria dello scorso anno; ebbene, la documentazione inviata, che riempiva un carrello per circa un metro di altezza, giace ancora nei locali della Commissione bilancio e non è mai stata consultata dai richiedenti.

SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, perché non chiede all'assessore Pittalis se venerdì si è impegnato con me a darmi questa documentazione?

PRESIDENTE. Onorevole Selis, mi consenta di andare avanti, l'onorevole Pittalis è presente, se vuole rispondere mi chiederà la parola e io gliela darò.

SELIS (Popolari- P.S.). Presidente, io voglio una sua risposta in merito al dettato dell'articolo 105 del Regolamento. Su questo argomento abbiamo dibattuto venerdì mattina dopo che io ho posto il problema in Aula mentre lei presiedeva.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, io le ho dato la risposta.

SELIS (Popolari-P.S.). Lei mi ha detto di mettere la mia richiesta per iscritto. Ma io posso mettere per iscritto una richiesta quando non c'è Aula, ma quale sede è più ufficiale di questa per formalizzare una richiesta? E' incredibile!

PRESIDENTE. Onorevole Selis, le ho chiesto di essere preciso perché non so a quali documenti lei si riferisce; io le ho dato la mia disponibilità, però per poter inoltrare alla Giuntala sua richiesta devo sapere esattamente a quali documenti lei si riferisce.

SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, l'ho detto venerdì e l'ho ripetuto oggi in apertura, ho chiesto la documentazione relativa ai commi 1, 3 e 12 dell'articolo 1.. L'Assessore si è impegnato con me, molto cortesemente, a fornirmela; non so perché si stia facendo una battaglia su una cosa di questo genere, non vedo perché non debba fornire le informazioni che chiediamo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio credito e assetto del territorio. Io di incredibile vedo il suo comportamento, onorevole Selis, perché io posso ben comprendere e ritenere legittima qualunque richiesta venga formulata da ogni consigliere regionale, ma lei, nella sua qualità di componente della Commissione bilancio per tre mesi ha esaminato ogni virgola, ogni punto, ogni aspetto insomma di questa manovra finanziaria. E alle sue puntuali sollecitazioni l'Assessore ha dato risposta anche con il supporto della ulteriore documentazione richiesta. Che lei oggi, nel corso della discussione, ormai anche avanzata, dell'esame dell'articolato, ponga problemi in relazione a documentazione che non sarebbe agli atti, è una cosa che si commenta da sé.

Allora se lei ha bisogno di ulteriore documentazione, come giustamente diceva il collega Biggio, io ho dato disposizione ai miei uffici affinché prenotino anche un furgone, se è necessario, per portare tutto quello che può esserle utile. SELIS (Popolari-P.S.). Assessore Pittalis, venerdì lei mi ha detto che mi avrebbe inviato la documentazione. Smentisce anche questo? Ha chiamato o no il funzionario competente?

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio credito e assetto del territorio. Onorevole Selis, non perda la sua abituale flemma, stia calmo e sereno. Con questa Giunta e con questa maggioranza non si può tornare indietro, non possono assolutamente essere fatte cose che appartengono al passato. SELIS (Popolari- P.S.). Si è persa la parte migliore, quella della informazione. E' una questione di coraggio!

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Mi consenta di concludere, così la tranquillizzo; lei ha fatto delle affermazioni gratuite sulla Giunta e abbiamo lasciato perdere, ma c'è un limite a tutto. Se lei chiede di integrare con altra documentazione quella già in suo possesso, questa sarà messa non solo a sua disposizione, ma a disposizione di tutti i consiglieri, come è stato sempre fatto.

Io le voglio ricordare, perché è agli atti, che quando lei era Presidente del Consiglio ogni giorno io avanzavo delle richieste, con quale risultato? Che non sono mai riuscito ad avere nessun documento grazie alla sua Presidenza!

PRESIDENTE. Onorevole Selis, devo per forza procedere; lei ha formulato una richiesta di sospensiva che ha ritirato. Quindi io devo mettere in votazione l'emendamento 29.

Voglio ricordare ai colleghi che l'emendamento 29 dovremmo votarlo per parti, perché il secondo alinea dell'emendamento 29 risulta alternativo all'emendamento numero 353.

SELIS (Popolari-P.S.). Lei, Presidente, non sta tutelando i miei diritti!

PRESIDENTE. Io li sto tutelando, onorevole Selis.

SELIS (Popolari-P.S.). Lei, lo ribadisco, non sta tutelando i miei diritti. Chieda se le questioni che ho posto in Aula risultano anche dai verbali della Commissione, chieda al presidente La Spisa se conferma che ho già avanzato queste richieste, se anche l'Assessore lo conferma o se me le sono inventate.

Io prendo atto che in quest'Aula non esiste più nessun diritto!

PRESIDENTE. Onorevole Selis, non è così, ci sono da salvaguardare i diritti di tutti, non solo i suoi.

SELIS (Popolari-P.S.). Io ho il diritto di avere le informazioni propedeutiche all'espressione del mio voto. Queste cose le sanno tutti i colleghi della Commissione. Voi andate avanti calpestando i diritti, calpestando tutto. Prendiamo atto che il clima dominante è quello della violazione sistematica del diritto all'informazione e di altri diritti.

Assessore Pittalis, venerdì durante una pausa lei si è avvicinato, ha parlato con il funzionario competente e gli ha detto di darmi tutte le informazioni che avrei richiesto. Non c'è a questo punto il rispetto della parola data e si ignorano anche i verbali della Commissione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto).Chiedo la votazione nominale.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri DEIANA, CUGINI, PIRISI, MARROCU, FADDA, DETTORI Ivana, FALCONI)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico del primo alinea dell'emendamento numero 29

Rispondono sì i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RASSU - SANNA NIVOLI - SCARPA - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - GIAGU - IBBA - MANCA - MARROCU - ORTU - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - VASSALLO.

Si sono astenuti: Il Presidente SERRENTI - SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 65

votanti 63

astenuti 2

maggioranza 32

favorevoli 41

contrari 22

(Il Consiglio approva).

PRESIDENTE. Pongo in votazione il secondo alinea dell'emendamento numero 29. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà. Voglio però ricordare che le dichiarazioni di voto, onorevole Selis, tenendo conto che sull'emendamento si sarebbe votato per parti, sono state già fatte.

SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, lei mi sta dicendo che non si possono fare dichiarazioni di voto anche se sono due votazioni diverse, io vorrei che riflettesse un attimo su questa affermazione.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, è agli atti che la votazione per parti io l'ho annunciata da subito, pertanto i consiglieri nelle loro dichiarazioni di voto avrebbero dovuto tenerne conto. Non si può chiedere adesso di fare dichiarazioni di voto sulla seconda parte dell'emendamento.

SELIS (Popolari-P.S.). Vorrei parlare in materia regolamentare, perché, Presidente, dovrebbe codificare questa sua un po' strana interpretazione del Regolamento secondo la quale quando un articolo, un emendamento, qualunque atto, si voti per parti sia possibile fare un'unica dichiarazione di voto.

Allora se questa fosse l'interpretazione, badate, e farebbe il paio con quella di prima, sarebbe un precedente gravissimo, perché sino ad ora abbiamo potuto chiedere la votazione per parti, intendendo come parte non solo i commi ma, ad esempio, le singole annualità: 2002, 2003 e 2004, e per Regolamento fare dichiarazioni di voto su ogni singola parte posta in votazione.

Se lei mi dice invece che le dichiarazioni di voto sono abolite perché la votazione è per parti, credo che questa interpretazione non sia conforme al Regolamento. Lei mi può chiedere, per accelerare i tempi, di non fare dichiarazioni di voto e io mi astengo, però non può impedirmi di farla dicendo che la dichiarazione di voto è già stata fatta; perché questo sarebbe un precedente gravissimo.

Un'ultima cosa, poi lascio che decida il Presidente, chiedo che, in relazione alla precedente discussione, vengano acquisiti gli atti della Commissione per verificare ciò che io ho chiesto e i conseguenti impegni assunti dall'assessore Pittalis. Vorrei che il Presidente La Spisa certificasse se questo è o non è avvenuto in Commissione.

PRESIDENTE. Le dichiarazioni di voto sono sempre permesse, ma su questo emendamento fu annunciato dal sottoscritto che si sarebbe votato per parti. Quindi una possibile diversa espressione di voto poteva essere manifestata nel corso delle dichiarazioni di voto fatte in quella fase. Metto in votazione la seconda parte dell'emendamento 29.

SELIS (Popolari-P.S.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto.

PRESIDENTE. Non è possibile, sono state rese le dichiarazioni di voto.

SELIS (Popolari-P.S.). Chiedo allora la votazione nominale.

PRESIDENTE. Col sistema palese elettronico questo si può fare. Otto consiglieri che appoggiano la richiesta dell'onorevole Selis, come prevede il Regolamento, si alzino in piedi.

(I consiglieri CUGINI, SPISSU, PIRISI, FALCONI, SANNA Salvatore, PINNA, MANCA appoggiano la richiesta.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione elettronica nominale del secondo alinea dell'emendamento numero 29.

Rispondono sì i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RASSU - SANNA NIVOLI - SCARPA - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEMURU - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - GIAGU - IBBA - MANCA - MARROCU - ORTU - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU - VASSALLO.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 64

votanti 63

astenuti 1

maggioranza 32

favorevoli 41

contrari 22

(Il Consiglio approva)

L'emendamento numero 353 pertanto decade.

Ricordo che la parte dell'emendamento numero 101 relativa allo stanziamento di 10 miliardi va sospesa per abbinarla all'emendamento 151 all'articolo 4, avendo ambedue ad oggetto la continuità territoriale. Pertanto metto in votazione la prima parte.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, sarebbe il caso di far prevalere un momento la calma…

PRESIDENTE. Onorevole Selis, chiedo scusa. Io ho bisogno di due Segretari, uno dell'opposizione e uno della maggioranza.

CUGINI (D.S.). No, lei ha bisogno di un Segretario della maggioranza, perché quello della opposizione è già al suo posto.

PRESIDENTE. Sì, è vero, ma ho comunque bisogno di due Segretari e ce n'è uno solo.

SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, prima di tutto io credo che dovremmo recuperare un poco, non dico di serenità, siamo tutti probabilmente agitati, ma di razionalità che ci porterebbe quanto meno a rispettare la verità, le cose che ci siamo detti. Mi rivolgo di nuovo a lei, Presidente, per sottolineare che anche questo emendamento è legato alle richieste di chiarimenti che io ho avanzato, e all'impegno che l'Assessore ha assunto e che non intende rispettare.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. I documenti sono qui!

SELIS (Popolari-P.S.). Allora dopo me li darà, ma se invece di darmeli dopo che abbiamo votato me li aveste forniti prima, forse il mio giudizio sarebbe potuto essere anche diverso. Comunque meglio tardi che mai, però siccome queste cose le ho poste come pregiudiziale all'esercizio del diritto di voto, faccio presente al Presidente del Consiglio che questi diritti vanno tutelati, anche nei momenti di maggiore tensione o di maggiore incomprensione, e il medesimo discorso vale anche per l'emendamento numero 101.

A mio avviso l'emendamento 101 non può essere scritto in questo modo. Il procedimento che abbiamo adottato nel provvedimento relativo all'esercizio provvisorio dell'anno scorso, quando abbiamo ripulito alcuni capitoli del bilancio e riversato le somme in certi fondi, oggi lo si sta adottando per tutto il piano di rinascita, per tutto.

Badate che, a differenza di quanto si era fatto con la legge di autorizzazione all'esercizio provvisorio dove erano stati citati uno per uno i capitoli da ripulire, in questo caso non si fa neanche questo sforzo. Non solo, ma si dice che dai fondi che verranno così recuperati, 85 miliardi e 700 milioni - e noi siamo favorevoli a questo utilizzo - verranno destinati al titolo di spesa relativo al programma di intervento previsto dalla legge numero 402, eccetera, mentre dieci miliardi sono destinati agli impieghi previsti nella parte dell'emendamento che abbiamo accantonato.

Quindi io chiedo, su questo emendamento, la discussione e la votazione per parti, perché le posizioni saranno diverse sulle singole parti; e la mia è una dichiarazione di voto solo sul primo comma.

Però, cari colleghi della maggioranza, io vi chiedo come si fa a sapere se la pulizia dei conti dei piani di rinascita è sufficiente a coprire questo stanziamento; e come si fa a sapere ancora se oltre a questo stanziamento ci sono risorse che rimangono e che possono essere trasferite al fondo di riserva successivo.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, mi perdoni, vorrei dare un'informazione che può essere utile anche a lei. Io ho appena ricevuto dalla Giunta la documentazione della spesa e dei residui per ciò che riguarda i conti correnti e per il resto del bilancio, pertanto la passo agli uffici perché ne facciano copia e la distribuiscano a tutti i colleghi.

SELIS (Popolari-P.S.). Era quello che mi segnalava l'Assessore prima. Ora io lo ringrazio, ma continuo a sostenere che se questi documenti li avesse forniti prima avremmo evitato qualche motivo di polemica, avremmo votato con più consapevolezza, avremmo probabilmente avuto meno conflittualità. Non si capisce perché si debba arrivare a questo punto, questo continuo a dirlo, su richieste assolutamente legittime.

Adesso sull'emendamento 101 chiedo che si voti per parti non per un vezzo o per un vizio, ma perché abbiamo di fronte alcuni problemi. Il primo è un problema di metodo; il Piano di rinascita viene ripulito e i fondi vanno a rimpinguare due stanziamenti; il secondo problema è che tutto il resto va al fondo di riserva. Io mi chiedo come facciamo a sapere quanto c'è e che cosa c'è e a capire se la manovra che la Giunta sta portando avanti su queste risorse è sufficiente, e cioè che si possano recuperare da quell'operazione di pulizia almeno 100 miliardi. Questo va certificato. Quindi questa mia dichiarazione di voto vale per il primo comma.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, per evitare equivoci, le chiedo. di specificare come intende dividere l'emendamento ai fini della votazione per parti..

SELIS (Popolari-P.S.). Il secondo alinea è esattamente questo: "Le disposizioni previste dal primo comma dell'articolo 1, comma 3 della legge numero 3 del 2001", la legge di autorizzazione all'esercizio provvisorio che citavo, "valgono in quanto applicabili" - e non sappiamo che significa - "anche per la contabilità speciale di cui alle leggi nn. 588/1962 e 268/1974, le cui economie, disponibilità e recuperi sono attribuiti per il 50 per cento della somma complessiva recuperata sino all'importo di 95 miliardi e 700 milioni rispettivamente". La primo parte è questa.

Voglio esprimere naturalmente un giudizio diverso sulla destinazione degli 87 miliardi...

PRESIDENTE. La prima parte si ferma quindi ai due punti?

SELIS (Popolari-P.S.). Certamente, poi in sede di coordinamento si modificherà anche la punteggiatura.

PRESIDENTE. La parte successiva, fino a "legge regionale 5 settembre 2000 numero 17"; abbiamo stabilito che va invece abbinata all'emendamento 151.

SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, il secondo alinea stabilisce il recupero dei soldi, 95 miliardi e 700 milioni, e si può chiudere il comma con un punto alle parole "fino all'importo di 95 miliardi circa"; poi, di questi 95 miliardi 85 circa vanno su un titolo di spesa e dieci su un altro, e per la differenza al fondo di riserva inerente un altro titolo di spesa.

Ora, io chiedo alla Giunta, perché questo è da dimostrare, di dirci se ha la certezza di avere disponibili questi 95 miliardi e 700 milioni. Poiché l'articolo è scritto in un modo tecnicamente molto discutibile, io ho delle serie perplessità sul medesimo. Chiedo quindi che si discuta sulle diverse destinazioni di queste risorse.

PRESIDENTE. Quindi, ricapitolando, dovremmo chiudere il primo comma subito dopo l'indicazione della cifra in euro. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, io desidero mantenere l'attuale formulazione dell'emendamento; voglio solo chiarire che l'importo indicato è esatto, essendo certificato dagli uffici della Ragioneria della Regione, e che è inequivocabile la destinazione delle risorse.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). La precisazione dell'assessore Pittalis è riferita più alla seconda parte dell'emendamento che alla prima, perché le questioni poste dal collega Selis si riferiscono non tanto alla destinazione degli 85 miliardi e 700 milioni, che saranno impiegati per la metanizzazione, ed è un argomento che abbiamo già trattato nella discussione precedente, quanto alle modalità di recupero di queste risorse. Gli interrogativi dell'onorevole Selis si riferiscono alla prima parte dell'emendamento dove si dice che "le disposizioni previste.." eccetera, "valgono, in quanto applicabili" e così via. Quindi chiedo all'assessore Pittalis, prima che io renda la dichiarazione di voto, un chiarimento non sulla seconda parte, che effettivamente non si presta ad equivoci, ma sulla prima parte.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ho compreso bene il problema posto dal collega Cugini, e mi pare corretto fornire il chiarimento richiesto. Nel primo comma dell'emendamento abbiamo inserito la disposizione già approvata dal Consiglio nella legge di autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio, per cui tutte le risorse non impegnate al 31 dicembre del 1995 vanno in economia; è chiaro che trattandosi di contabilità speciali dicendo " in quanto applicabili" abbiamo voluto evidenziare che si tratta di una norma di salvaguardia rispetto alle norme della contabilità ordinaria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Dopo la spiegazione del collega Pittalis, se troverà effettivo riscontro il sistema che viene proposto, ho difficoltà a votare contro perché non si tratta di una destinazione, ma si tratta di un metodo per recuperare le risorse.

Però occorre dire, seppure il terzo comma lo tratteremo separatamente, che i 95 miliardi e 700 milioni, che all'origine erano cento miliardi…

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Gli 85 miliardi e 700 milioni ricostituiscono i cento miliardi.

CUGINI (D.S.). Diciamo che, se dovesse essere approvato anche il secondo alinea, una parte delle risorse verrebbe destinata alla metanizzazione, una parte, ma un'altra parte no; quindi si tratta di un impegno che era stato assunto alla fine del mandato del 1994, quando nella legge numero 402, vennero stanziati 110 miliardi, poi ridottisi a cento, a favore della Sardegna per la realizzazione delle prime opere infrastrutturali relative appunto alla metanizzazione dell'Isola. Poiché nel frattempo queste risorse della "402" erano state spostate, adesso si recuperano.

Quindi, trattandosi della conferma di un impegno precedentemente assunto, la cui dotazione finanziaria la maggioranza aveva diversamente utilizzato e oggi ripropone all'attenzione del Consiglio, io mi astengo. E' sulla prima parte che mi sono pronunciato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FALCONI (D.S.). Poiché non so ancora se sulla seconda parte mi verrà data la parola, io intervengo brevemente per dire, anticipatamente, che sul secondo comma voterò a favore fornendo qualche ulteriore considerazione rispetto a quelle che già il collega Cugini ha svolto.

Vorrei ricordare all'Aula che questi 85 miliardi e 700 milioni completano i cento miliardi di cofinanziamento regionale previsti dall'accordo di programma quadro per la metanizzazione in Sardegna. E questa decisione non la contesto, anzi, dico che si arriva in ritardo a ristabilire un finanziamento che era previsto da un contratto stipulato fra noi e lo Stato.

Oltre che dichiarare il mio voto, vorrei però sottolineare il fatto che questo programma ancora non è partito; noi rischiamo quindi, se le cose dovessero comunque andare per il giusto verso, di porre in essere l'intervento principale ma non quelli secondari.

PRESIDENTE. Onorevole Falconi, mi perdoni.

FALCONI (D.S.). Io ho premesso che avrei fatto la mia dichiarazione di voto principalmente sulla seconda parte,. perché non sapevo se il Presidente mi avrebbe dato poi la parola.

PRESIDENTE. Onorevole Falconi, era chiaro che avrei permesso le dichiarazioni di voto sui singoli commi una volta decisa la votazione per parti.

FALCONI (D.S.). Presidente, ero incerto visto il precedente incidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.

PUSCEDDU (D.S.). Signor Presidente, a me sembra che dietro l'emendamento 101 ci sia un grande "imbroglio" dal punto di vista finanziario, intendendo con questo termine un artifizio contabile che però non è suffragato dalle norme di legge. Che cosa era avvenuto l'anno scorso con la legge di assestamento del bilancio, la legge numero 17 del 5 settembre 2000? Erano stati destinati 85 miliardi e 700 milioni dello stanziamento previsto dal titolo di spesa 1250/2, più altri due miliardi del programma di intervento della "402", al titolo di spesa 1240, cioè agli interventi per favorire l'occupazione.

Però, sempre l'articolo 2, secondo comma, della legge numero 17 stabiliva che l'intervento previsto nel titolo di spesa da cui erano state sottratte le somme, comunque sarebbe stato garantito dall'amministrazione regionale con fondi propri nell'anno 2001, e a tal fine si scriveva la somma da ripristinare; Si parlava quindi di fondi regionali, in questo emendamento invece si fa affidamento su residui della "402", che sono fondi statali trasferiti alla Regione.

Ecco perché si sta operando, secondo me, un artifizio che non è in linea con quanto previsto dalla legge approvata nel settembre scorso. Inoltre stiamo utilizzando delle somme che avevano già una destinazione ben specifica e, a parte il fatto, come è stato sottolineato, che non conosciamo l'entità di questi residui, in ogni caso sono sempre frutto di un programma che è stato concordato con lo Stato.

Se dobbiamo apportare una variazione alla legge numero 402 si dica che viene operata una variazione sui titoli di spesa della "402", si faccia una rimodulazione e si porti in Aula, con una specificazione puntuale, la rimodulazione del programma della legge numero 402.

Però, lo ribadisco, innanzitutto questi non sono fondi propri della Regione, sono somme aleatorie, perché non sono comunque quantificate, delle quali una parte è destinata a ripristinare il titolo di spesa, mentre un'altra parte serve per finanziare un altro intervento e, in ultimo, il comma recita che la restante parte va al fondo di riserva per le finalità di cui al comma secondo. Io chiederei all'Assessore di specificare questo secondo comma a quale articolo di quale legge si riferisce, perché allo stato non è chiaro; a mio avviso, quindi, non ci sono le condizioni, neanche minime, per poter esprimere un voto favorevole su questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, per dichiarazione di voto, il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Per dichiarare il mio voto su questo emendamento sul quale, come è già stato detto, esistono fortissime perplessità, per non dire che esistono fondate preoccupazioni sul fatto che le risorse proprie in realtà non siano tali, ma siano risorse che rinvengono dai residui non impegnati al 31 dicembre del 2000.

Sulle finalità alle quali questi fondi vengono destinati, almeno per quanto riguarda la prima parte del secondo alinea, , quella relativa cioè agli 85 miliardi e 700 milioni destinati alla metanizzazione, si tratta puramente e semplicemente di una misura che era stata rinviata lo scorso anno, rinvio al quale noi avevamo naturalmente opposto il nostro dissenso. Adesso si intende ripristinare ciò che lo scorso anno era stato tolto ed assegnato ai fondi per l'occupazione con un ritardo, come si può ben vedere di un anno.

Noi siamo naturalmente d'accordo perché venga ripristinato il fondo per la metanizzazione e insistiamo in questo senso. Abbiamo infatti fondate preoccupazioni che i piani che la Giunta sta proponendo, e segnatamente la possibilità di un collegamento tra l'Africa e la Sardegna attraverso un metanodotto che serva l'Europa del nord, in realtà impediranno la metanizzazione della Sardegna o la rinvieranno talmente tanto da far sì che le reti, quando venissero fatte e verranno fatte con ritardo, perché il piano così come detto non è stato avviato, non possano funzionare ad aria propanata. E questo non è esattamente il piano che la Sardegna aveva ottenuto e per il quale si era battuta a suo tempo.

Per questo motivo quindi, e per le preoccupazioni che esistono sul modo con il quale vengono determinate le risorse da destinare alla metanizzazione, io dichiaro il mio voto contrario.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione la prima parte così come richiesto dall'onorevole Selis, dell'emendamento 101. Chi la approva alzi la mano.

(E` approvata)

Metto in votazione la seconda parte dell'emendamento 101, quella relativa alla destinazione degli 85 miliardi e 700 milioni. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, io ho contestato il metodo di reperimento delle risorse previsto nella prima parte, ma la prima e la seconda parte sono due cose diverse.

Quanto stabilito nella prima parte secondo me non si può realizzare (io ve lo dico e poi voi fate quello che volete), non si può apportare una variazione ai piani di rinascita così. Che cosa vuol dire "in quanto applicabili"? Assessore ci sono problemi?

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio Chiediamo il rispetto del Regolamento, perché quel rispetto riteniamo sia dovuto anche alla Giunta.

SELIS (Popolari-P.S.). Se io non sto rispettando il Regolamento mi dispiace, faccio subito ammenda. Se l'Assessore vuole può rivolgermi delle osservazioni, così come io faccio con lui. E` normale questo nella dialettica politica, basta trovare un punto di sintesi.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, il problema è la votazione per parti. Io ho detto, e voglio precisare, che consento dichiarazioni di voto per parti solo su questo emendamento. La dichiarazione di voto su ciascuna parte, quando si vota per parti, non può essere la norma, questa era la questione che sollevava l'assessore Pittalis. SELIS (Popolari-P.S.). Il Regolamento mi consente di impiegare cinque minuti per rendere la mia dichiarazione di voto. Se voterò a favore ho cinque minuti per darne conto, se voterò contro ho cinque minuti per spiegarne le ragioni, non ne ho due e mezzo e due e mezzo. Questo è un principio che vale per tutti. Allora, io continuo a sostenere che la destinazione dello stanziamento di 87 miliardi va bene, e per questo motivo ho chiesto di distinguere le due dichiarazioni di voto.

Però debbo anche ribadire che, a oggi, né io né i colleghi del Consiglio abbiamo gli elementi determinanti per capire se i fondi recuperati siano sufficienti a coprire questa spesa. Ma al di là di questo, che è un problema delicato, e su cui abbiamo chiesto i conteggi che l'Assessore ha dichiarato essere in arrivo, a me sembra poco chiara la formulazione dell'articolo nel punto in cui si dice che si ripuliranno tutti i piani di rinascita, cioè quelli previsti dalle leggi "588", "268", "402". Che cosa vuole dire, che recupererete tutte le somme che non sono state spese? E con quale criterio? Da una parte recuperate delle somme e dall'altra le lasciateE' una posizione che mi incuriosisce, se ho bene inteso ciò che dice l'assessore Pittalis, anche dal punto di vista tecnico.

Come si può dire che si ripulisce tutto? Perché a occhio e croce stiamo parlando di cento capitoli. Da questi cento capitoli cos'è che si toglie, come si toglie e quanto si toglie? Se si vuole apportare una variazione ai piani di rinascita, si porta in Aula, si recuperano le somme, quelle somme verranno destinate alle opere di cui avete detto ed in parte anche per il piano di rinascita.

Non mi pare che attraverso questo articolo si possa fare una variazione dei capitoli di spesa dei piani di rinascita; infatti, secondo me, questo articolo è già nella sua formulazione non chiaro, inaccoglibile e confuso per quanto riguarda la prima parte.

Relativamente alla seconda parte, nella sostanza, noi siamo, per quello che mi riguarda, favorevoli, però il problema è: ci sono questi soldi? E questo come lo dimostrate, come lo dimostra la Giunta? Questo è il punto; se ci fossero, noi saremmo favorevoli al contenuto del comma, però io credo che tutto l'impianto dell'articolo cade perché costruito in maniera non tecnicamente chiara.

Quindi, noi siamo contro la prima parte perché non è credibile, e perché le variazioni ai piani di rinascita si apportano con provvedimenti specifici. Non è possibile inserire le variazioni in questo documento, compiere un atto così delicato aggraverebbe il disastro che si sta compiendo in quest'Aula.

Sulla seconda parte, noi diciamo che se voi siete sicuri di avere la disponibilità delle risorse a noi quella destinazione andrebbe benementre permangono le nostre perplessità sulla costruzione e sulla variazione dei piani di rinascita effettuata in questo modo; mi sembra un modo francamente approssimativo e, probabilmente, non abbiamo la serenità sufficiente per una valutazione ponderata. Ma mi pare che si creerebbe un precedente gravissimo perché si attribuirebbe un eccesso di delega alla Giunta che rischiamo di pagare caro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Abbiamo già votato la prima parte nonostante restino in piedi tutte le preoccupazioni che adesso continuava a rappresentare l'onorevole Selis. E` vero che queste riserve derivano da due leggi nazionali rese operative negli anni passati grazie anche all'inserimento di fondi regionali, utilizzati di volta in volta sulla base di programmi portati in Consiglio, sui quali è possibile che esistano delle economie. Tuttavia, non è dato sapere quali generi di economie esistano se non limitatamente ad una posta di bilancio che viene individuata in 95 miliardi e 700 milioni.

Sulla seconda parte, attualmente in discussione e su cui ho già detto prima, ribadisco che il nostro parere è favorevole relativamente al ripristino dello stanziamento per la metanizzazione della Sardegna. Restano su questa questione della metanizzazione tutte le preoccupazioni, le perplessità e le obiezioni sui ritardi innanzitutto, cioè sul fatto che questo piano abbia un anno di ritardo e sul fatto che esistano incertezze, grandi, sul modo con il quale questa metanizzazione della Sardegna verrà attuata.

Ci convince poco e comunque non è chiaro il modo con il quale si intenda portare avanti questo discorso di collegamento con il nord Africa che, se non chiarito anche nei tempi e nelle modalità di attuazione, rischia di spostare in avanti il processo della metanizzazione della Sardegna, con le reti cittadine che si stanno via via completando e che funzioneranno, in quanto compatibili, ad aria propanata; ma non vorremmo che questa variazione del programma, e cioè il puntare tutte le carte sulla costruzione di questa infrastruttura che colleghi il nord Africa con la Sardegna e poi con il resto del continente, sia in realtà un modo per inseguire un progetto ambiziosissimo ma del quale la Sardegna difficilmente vedrà la luce in tempi medio lunghi, costringendo quindi le reti costruite a funzionare ad aria propanata, che non è esattamente quello per cui ci siamo negli anni passati battuti e che non è esattamente quello che le popolazioni si attenderebbero e si attendono dal processo di metanizzazione della nostra Isola.

Quindi resta il nostro consenso, il mio consenso, per quanto riguarda il ripristino dello stanziamento per far fronte al piano di metanizzazione della Sardegna, resta invece tutto il nostro dissenso sul modo con il quale queste somme vengono reperite e le preoccupazioni per quanto riguarda il programma della metanizzazione stessa.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione la seconda parte dell'emendamento 101. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). La terza parte, lo dico per i colleghi, inizia dalle parole: "e per la differenza al fondo di riserva di cui al titolo di spesa eccetera eccetera". Perché dico questo? Perché anche in questo caso si pone il problema di quantificare la differenza.

PRESIDENTE. Onorevole Selis io le ho dato la parola, però le ricordo che questa parte avevamo stabilito di abbinarla all'emendamento 151.

SELIS (Popolari-P.S.). No, noi portiamo all'articolo quattro la parte relativa ai 10 miliardi della continuità territoriale, però alle ultime tre righe dell'emendamento si parla di una differenza che va al fondo di riserva del piano di rinascita.

Noi chiediamo una quantificazione di queste risorse residue perché finora abbiamo discusso su come e dove recuperare risorse per coprire determinati interventi. Poiché adesso, come opposizione, abbiamo meno possibilità di conoscere i meccanismi di bilancio, che non sono costruiti da noi, se abbiamo almeno un'idea di quanto c'è su questo fondo di riserva noi possiamo reperire la copertura finanziaria per le proposte che stiamo avanzando sotto forma di emendamenti; lo stesso Assessore, se abbiamo l'indicazione delle risorse, può stare più tranquillo. Ecco perché sto chiedendo quanto c'è e se non c'è nulla allora non si può coprire quasi nulla.

Vorrei inoltre ricordare, e lo dico perché (per quello che serve) resti a verbale, come si suol dire, alla Giunta e al Presidente del Consiglio, ma soprattutto alla Giunta - così esplicito anche le mie riserve su tutto l'articolo - che le procedure di modifica delle leggi numero 588 e 268 seguono un iter di approvazione particolare che prevede l'approvazione anche da parte del CIPE, e comunque prima del Consiglio. Chiaramente questa norma che modifica, che incide sul piano di rinascita e che va mandata al CIPE, non la si può inviare con questa generica formulazione. Allora, io chiedo alla Giunta che cosa intenda mandare al CIPE, perché se manda una formulazione analitica di modifica dei piani di rinascita, io credo che quella proposta debba venire approvata prima anche dal Consiglio. A mio avviso la mancanza di tale procedura potrebbe costituire motivo di rinvio da parte del Governo.

Il Governo infatti esercita un controllo di legittimità ( e adesso si tratta di vedere come andrà la nuova legge), ma il CIPE si esprime sul merito perché lo concorda con la Regione. Ho espresso tutte le mie perplessità, di ciò che ho detto fatene l'uso che volete, se siete certi che la procedura sia corretta potete andare avanti.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, siccome è una fase particolarmente delicata quella che stiamo attraversando, lei mi deve dire esattamente qual è la parte che ritiene debba essere estrapolata e votata.

SELIS (Popolari-P.S.). Chiediamo che venga scorporata e votata subito l'ultima parte che inizia con le parole "per la differenza al fondo di riserva", e così via fino alla fine dell'emendamento. E su queste tre righe ho svolto la mia dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Colleghi, stiamo votando la seconda parte dell'emendamento dalle parole "quanto a lire 85 miliardi" fino alle parole "e loro successive modificazioni e integrazioni" e ci fermiamo lì. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Noi abbiamo fatto dichiarazioni di voto sulla prima parte, poi abbiamo fatto dichiarazioni di voto sulla seconda parte dicendo che siamo favorevoli però è la prima che non regge la costruzione finanziaria. Presidente, la parte che va dalle parole "quanto a 10 miliardi" fino alle parole "e loro successive modificazioni e integrazioni" è abbinata all'emendamento 151 all'articolo 4. Le ultime tre righe invece costituiscono la parte che va estrapolata e votata adesso.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non è così.

SELIS (Popolari-P.S.). Non è così? E dillo tu, a me non è che interessi poi molto.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, effettivamente si era deciso che questa parte, l'ho annunciato all'inizio, andava abbinata all'emendamento 151 all'articolo 4.

SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, vorrei ricordare che il centrosinistra ha presentato un altro emendamento nel quale si propone di dirottare i residui destinati al fondo di riserva al fondo nuovi oneri legislativi, così dareperire la copertura finanziaria per altri emendamenti che eventualmente venissero presentati.

Questo è un aggiustamento tecnico, ma se non siete d'accordo possono rimanere nel fondo di riserva, non ha importanza.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, ricapitolando, la parte dell'emendamento relativa ai 10 miliardi, come da accordo, va abbinata all'emendamento 151 all'articolo 4. Alle ultime tre righe, che lei sta chiedendo di votare adesso, propone una modifica, e cioè di destinare il restante 50 per cento non più al fondo di riserva ma al FNOL, al fondo nuovi oneri legislativi.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io chiedo che si voti il testo ufficiale della Giunta.

PRESIDENTE. L'assessore Pittalis chiede che i residui rimangano nel fondo di riserva, onorevole Selis. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Ho ricordato agli Uffici, e anche alla Giunta, che noi, opposizione, abbiamo presentato un emendamento ...

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Onorevole Selis, l'ha ripetuto dieci volte. Io l'ho capito. Ciò che non capisco è perché lei stia ripetendo dieci volte la stessa cosa.

SELIS (Popolari-P.S.). Perché me lo chiede il Presidente. Lei lo conosce l'emendamento?

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Certo, è il 151, onorevole Selis, vuole che gliene dia una copia?

SELIS (Popolari-P.S.). Sto dicendo che, per semplificare, l'emendamento si poteva votare in questa fase, se lo volete votare, altrimenti votiamo più avanti e non succede nulla. Ma l'Assessore non ascolta neppure quando avanzo proposte utili a semplificare il lavoro. A questo punto ritiro la mia proposta e lo votiamo quando ci capita.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ho detto che ero d'accordo su quello che diceva!

PRESIDENTE. Scusate, non si può lavorare così. Poiché sento l'esigenza di chiarire su che cosa stiamo votando, sospendo brevemente la seduta. (La seduta, sospesa alle ore 19 e 01, viene ripresa alle ore 19 e 47.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori del Consiglio. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Propongo, per una migliore comprensione del testo, di aggiungere alla fine dell'emendamento 101,dopo le parole "al comma 2" le parole "del presente articolo". In questo modo dovrebbero cadere anche le perplessità avanzate dall'onorevole Selis.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Si è capito poco prima perché si doveva sospendere l'attività del Consiglio, e si capisce meno adesso perché si riprenda nelle stesse condizioni esatte nelle quali si è sospeso prima, cioè in una condizione di totale confusione e incertezza suciò che viene proposto all'approvazione dell'Aula. Perché apprendere norme, ed emendamenti che sostituiscono norme, oralmente, indicare diversa punteggiatura ed estrapolazione di una parte di norme senza che si abbia la visualizzazione in forma scritta di quello che si sta per votare, è un procedimento che dal punto di vista della tecnica legislativa, come minimo, lascia molto a desiderare. C'è stata una sospensione di un'ora.

BIGGIO (A.N.). Non è durata un'ora!

COGODI (R.C.). Le assicuro comunque che sicuramente non erano dieci minuti. Intendevo dire che c'è stato il tempo tecnico per mettere per iscritto la nuova proposta che si dovrebbe adesso votare. Invece si continua a procedere un po' all'impronta. Ancora un po' e faremo una finanziaria per ammiccamenti e segnali di fumo, ci uniremo agli indigeni del Messico e parteciperemo al riconoscimento delle etnie insieme a quelli del Chapas.

E' un modo di procedere proprio confusionario, proprio superficiale, e noi stiamo trattando una materia complessa, ma la complessità della materia non può essere per nessun consigliere regionale, che è un legislatore, un alibi per dire: "Io non me ne intendo , quelli che se ne intendono fanno le cose anche per me". Qui c'è poco da arzigogolare. Noi abbiamo di fronte una disposizione normativa che ad una lettura semplice, elementare, qui non ci vogliono grandi esperti in materia di tecnica finanziaria, non regge. E` già stato fatto notare e lo faccio notare anche io.

Che cosa vuol dire infatti destinare una percentuale del 50 per cento di una entità non verificata e non definita, e un altro 50 per cento che residua ad altre attività a copertura di spese? Io chiedo di sapere che significato ha una procedura del genere. Che significato ha disporre di un 50 per cento di una entità non definitain quanto derivante da economie, disponibilità e recuperi sui programmi pregressi delle leggi di rinascita; cioè i programmi della "588" del 1962 e quelli della "268" del 1974; e dal 1962 ad oggi pare siano intercorsi 39 anni! Ora, a parte questa rappresentazione che la Regione dà di se stessa, di una Regione cioè che deve andare a recuperare danari che sarebbero ancora in economia, in disponibilità e in recupero, e vorrei capire le sottili differenze tecniche tra questi termini, comunque questa ricognizione delle risorse, se viene fatta, mi deve dare un risultato nel senso che devo sapere se questi fondi ammontano a 300 miliardi o a 300 mila lire. Dopo di che se la cifra è di 300 mila lire posso dire che il 50 per cento, cioè 150 mila lire, lo destino a questo e il restante 50 per cento, cioè le altre 150 mila lire, lo destino a copertura di altre cose. Al di fuori di questo rimane una cosa tutta indeterminata , tutta cervellotica, solo apparentemente diretta a risolvere i problemi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà. BIGGIO (A.N.). Rinuncio.

PRESIDENTE. Mettiamo in votazione l'ultima parte con l'aggiunta di quelle due parole, che servono a chiarire il senso, proposte dall'Assessore. Chi la approva alzi la mano.

(E` approvato)

Adesso poniamo in votazione i primi 19 commi dell'articolo. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Probabilmente dovremmo essere tutti un po' più sereni per riuscire a votare 19 commi in un colpo solo. Poiché molti di questi commi sono articoli veri e propri, credo che sia utile votarli uno per uno ed accettare, con un po' di pazienza da parte di tutti, qualche dichiarazione di voto sui singoli commi.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, non posso essere d'accordo con lei. Io avevo proposto inizialmente di discutere e di votare in conformità al Regolamentoarticolo per articolo e relativi emendamenti. Inoltre, rendendomi conto che i dieci minuti assegnati agli interventi dal Regolamento erano troppo pochi, considerata l'ampiezza degli argomenti, avevo proposto 20 minuti. In mia assenza è stato raggiunto un altro accordo che io sto applicando. Questo accordo prevede di procedere alla discussione per blocchi di commi omogenei per materia. Con questa soluzione vanno votati i primi 19 commi dell'articolo il cui esame così si conclude. E vorrei precisare che se fossi stato presente non avrei accettato questo tipo di soluzione.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà. Su che cosa intende intervenire, onorevole Selis?

selis (Popolari-P.S.). Sull'ordine dei lavori, quindi è un intervento legittimo. Presidente, io sono d'accordo sul fatto che si votino i 19 commi, quello su cui non sono d'accordo è che si votino tutti insieme, e questo neanche lei lo può imporre. I commi hanno un contenuto diverso l'uno dall'altro, quindi io posso votare a favore del primo, contro il secondo, a favore del terzo, contro il quarto e così via. E` sempre possibile.

CUGINI (D.S.). Non era questo l'accordo.

SELIS (Popolari-P.S.). Io non so che accordi si siano raggiunti, però esiste un Regolamento che parla chiaro e chiedo che venga rispettato. Io conosco il Regolamento, posso anche dimenticarne qualche parte ma di sicuro il Regolamento dice che tutto può essere votato per parti.

PRESIDENTE. Certo, si possono votare per parti i 19 commi, se lei lo chiede; allora io proporrò all'Aula una votazione per parti, ma è un discorso diverso!

selis (Popolari-P.S.). Certo, è quello che io sto chiedendo.

PRESIDENTE. L'accordo che è stato raggiunto, onorevole Selis, non era questo.

selis (Popolari-P.S.). Quale era l'accordo?

PRESIDENTE. In fase di votazione i diciannove commi sarebbero stati trattati come un unico articolo.

FADDA (Popolari-P.S.). E l'articolo può essere votato per parti, non sta contraddicendo l'accordo.

selis (Popolari-P.S.). I commi si devono considerare come un unico articolo, ma ciascun articolo si può sempre votare per parti.

PRESIDENTE. Allora non lo stiamo considerando un unico articolo.

selis (Popolari-P.S.). La dichiarazione di voto si può fare perché questo è un unico articolo con 19 commi, i commi sono tutti diversi, non su tutti sono contrario e non su tutti sono favorevole, posso motivare la mia posizione.

PRESIDENTE. Onorevole Selis non posso accettare questa sua proposta.

selis (Popolari-P.S.). In base a quale norma del Regolamento?

PRESIDENTE. Il Regolamento dice che si votano gli emendamenti e l'articolo secondo l'ordine che viene stabilito.

selis (Popolari-P.s.). E non si può votare per parti?

PRESIDENTE. Certo che si può votare per parti..

selis (Popolari-P.s.). Io sto chiedendo la votazione per parti.

PRESIDENTE. Ciò che lei sta chiedendova oltre gli accordi che avevamo raggiunto, allora non valgono più quegli accordi.

selis (Popolari-P.s.). Io non ero presente alla Conferenza dei Capigruppo, quindi non so.

PRESIDENTE. Però c'era il suo Capogruppo.

selis (Popolari-P.s). Non credo che la Conferenza dei Capigruppo abbia preso un accordo contrario ai dettami del Regolamento, non mi pare siapossibile.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

biggio (A.N.). Presidente, colleghi, l'accordo enunciato dal Presidente Serrenti è stato annunciato e spiegato anche in Aula in questi termini,e cioè che si sarebbe proceduto per gruppi di commi con i relativi emendamenti.

Devo ricordare all'Aula, che poi sarà chiamata comunque a pronunciarsi, che questa manovra da mesi viene, come si suol dire, spulciata. In certi casi, forse avete ragione, bisogna proprio chiarire le cose punto per punto, ma per esempio l'intervento precedente dell'onorevole Cogodi era carente di motivazioni, perché ha giustificato la sua posizione sul disegno di legge in discussione citando la "588" del '62, come se noi stessimo destinando risorse a quel provvedimento dal quale, invece, stiamo attingendo. E` una cosa diversa; la motivazione portata dal collega non era esatta, ma sembrava destinata a persone ignoranti che non capiscono che cosa si dice. E lei si riferiva appunto, evidentemente, a qualcuno che non capisce e che non segue, affermando che "tanto qui passa tutto perché non capiscono". Detto questo, ribadisco che questa manovra è stata spulciata virgola per virgola da mesi, adesso non veniamo a raccontarci che su un emendamento si intende votare sì e su un altro emendamento si intende votare no, voti ognuno come ritiene, però un accordo era stato raggiunto. Ora, se si vogliono cambiare le cose prendiamo atto molto chiaramente e molto tranquillamente che stiamo modificando gli accordi, però prendiamone atto tutti quanti, e non diciamo che le responsabilità sono sempre e soltanto da una parte. Qui la barca va male perché va male la classe dirigente, tutta la classe dirigente, non è così che si fanno le cose.

PRESIDENTE. Onorevole Cugini, lei che è saggio ci aiuti ad andare avanti.

cugini (D.S.). Quando voglio sono saggio, quando non voglio no, come tutti, anche come lei quando presiede, quando vuole è imparziale, quando lo vuole è di parte.

Non ho bisogno di molto tempo anche perché il Presidente Carloni che ha lavorato a questa soluzione potrà essere testimone delle considerazioni brevissime che farò.

Noi abbiamo considerato tutti questi commi come se fossero un articolo perché abbiamo accorpato commi e anche emendamenti per materia per dare omogeneità, questo era il punto. Adesso lei mette in votazione i 19 commi come se fossero un articolo, e mi pare che questo sia rispettoso dell'accordo. Però io dell'articolo posso chiedere la votazione per parti e, in questo caso, essendo diventati i commi articoli posso chiedere di votare separatamente. Questo era l'accordo, credo che il Presidente Carloni possa confermare, ed è il senso delle dichiarazioni del Presidente Selis, al di là delle considerazioni del collega Biggio che non c'entravano molto, invece, con la discussione in corso.

PRESIDENTE. Io dico che un accordo, una volta raggiunto, vale per tutto, anche per le modalità di discussione dell'articolo e degli emendamenti. Io ribadisco quindi che l'accordo, nella sua totalità, prevedeva che i commi non si sarebbero votati separatamente; questo è possibile farlo, naturalmente, ma allora io devo prendere atto che non esiste più l'accordo, il che significa che nel proseguo dei lavori io apro la discussione sugli articoli e sugli emendamenti, do la parola come prevede il Regolamento e finisce lì, non si discute ulteriormente. In caso contrario si affronta un tipo di discussione dalla quale non usciremo mai più. Detto questo, voglio sapere se l'accordo c'è o non c'è, se non c'è io devo applicare il Regolamento.

USAI (A.N.). Non si fa la dichiarazione di voto su ogni riga, perché questo è prendere in giro la gente!

PRESIDENTE. Se l'accordo non c'è io applico il Regolamento, e allora diventa legittima la richiesta di votare per parti .

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda Ne ha facoltà.

fadda (Popolari-P.S.). Molto brevemente, perché nella mia qualità di Presidente di Gruppo ho partecipato agli incontri che si sono tenuti e posso dirle, Presidente, che quanto da lei dichiarato non corrisponde al vero.

L'accordo che noi abbiamo raggiunto, nonostante altre parti politiche non l'abbiano rispettato, prevedeva di semplificare in Aula la procedura per l'esame del provvedimento rispetto a quella seguita in Commissione. Cioè in Commissione avevamo esaminato comma per comma, considerandoli degli articoli; per cercare di accelerare i tempi quindi abbiamo deciso di accorpare tutta una serie di commi, riunendoli per materia, così da comporre un unico articolo, e così via.

Certamente non ci siamo impegnati, Presidente, e lei questo non lo può dire, a non rispettare il Regolamento. Noi vogliamo che il Regolamento comunque si rispetti; e la votazione per parti è prevista dal Regolamento, anche se non fa parte degli accordi. Siccome ci sono dei commi che riguardano materie completamente diverse, ciascuno di noi ha il diritto, oltre che il dovere, di poter fare delle dichiarazioni di voto differenziate. Quindi non erano stati presi accordi sulla votazione per parti, di conseguenza non stiamo violando nessun accordo,; noi stiamo continuando a rispettare gli accordi presi. Molto probabilmente ci sono invece altre parti che questi accordi non li vogliono rispettare.

PRESIDENTE. Io naturalmente ho sentito gli uffici su questo che mi dicono che le decisioni assunte erano diverse, come risulta dalle loro verbalizzazioni. Prima di dare la parola all'onorevole Cogodi vorrei sentire l'onorevole Carloni che ha presieduto la Conferenza dei Capigruppo dove si sono stipulati gli accordi.

carloni (A.N.). Signor Presidente, l'accordo intervenuto, dopo un giorno e mezzo di discussione, prevedeva che si votasse per blocchi di commi trattati come se di fatto fossero articoli. I commi sono stati raggruppati per materie e, per esempio, il primo gruppo di commi riguardava la materia finanziaria e comprendeva i commi dall'1 al 19, su questi si sarebbe trattato e discusso come stiamo facendo; dopo che fossero stati esaminati tutti i commi e i relativi emendamenti si sarebbe votato come se si fosse trattato di un unico articolo. E così avremmo proseguito sugli altri gruppi di commi. In totale erano sei gruppi più uno, l'ultimo, attinente materie di carattere generale, per cui andava votato al di fuori dell'articolo. Questo era il senso dell'accordo raggiunto.

Ovviamente occorre rispettare il Regolamento per cui ci sarebbe stata la votazione finale dell'articolo 1 dopo la votazione dei singoli gruppi di commi. Non è stata assolutamente presa in considerazione l'ipotesi di votare i singoli commi o per parti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (r.c.). Mi rendo conto che questo modo di procedere non è per niente simpatico; nessuno qua dentro, infatti, prova molta soddisfazione nel dover subire un clima, una condizione veramente poco piacevole per cui dovremmo andare avanti chissà fino a quando ancora per stabilire se c'è accordo, se non c'è, se c'è stato, in che termini era, se chi c'era l'accordo l'avrebbe accolto o non accolto, a chiedere l'interpretazione autentica ai Presidenti di turno e quanto altro. Finiremo per metterci d'accordo a turno per raccontare qualche barzelletta giusto per risollevare un po' lo spirito.

Io sono tra coloro che dicono, già da qualche giorno e anche più, per la verità, che in questa materia metodo e sostanza vanno insieme. Ha voglia qualcuno di dire che non è così! Come vedete, quando non c'è un sufficiente convincimento, almeno un minimo convincimento, sul merito, anche eventuali ritenuti accordi di metodo non valgono più nulla. Anche perché questi accordi sul metodo sono accordi fondati, solo ed esclusivamente, sulla buona volontà, perché noi abbiamo un Regolamento pensato e scritto in altro tempo, per altre cose, per altre relazioni politiche.

L'abbiamo detto, ne siamo consapevoli, ne siete consapevoli tutti, in questo caso non si può dire che sia brava l'opposizione, questa opposizione, o non sia capace la maggioranza, questa maggioranza; con questo Regolamento qualsiasi maggioranza, qualsiasi Governo anche se dovesse presentare la migliore proposta di finanziaria e di bilancio, non potrebbe integralmente difendere una sua posizione. Meno che mai potrebbe difendere una sua posizione (sto prescindendo dal giudizio, potrebbe anche essere la migliore proposta di bilancio) una maggioranza e una Giunta incorse nei gravi incidenti procedimentali nei quali questa maggioranza e questa Giunta sono incorse.

Ci sono stati tre mesi di ritardo iniziale, due mesi di blocco in Commissione che appartengono interamente alla maggioranza, perché l'opposizione non ha discusso nessun emendamento suo in Commissione, ma sono stati discussi emendamenti a se stessa, alla sua proposta presentati dalla Giunta e dalla maggioranza. Questo insieme di fattori oggi, a metà marzo, porta alla conseguenza che pochi consiglieri regionali, utilizzando questo Regolamento, non altro, se volessero raggiungerebbero l'obiettivo di non far approvare il bilancio della Regione, anche se si dovesse lavorare tutti i giorni e tutte le notti, compresi i festivi.

Allora bisogna mettersi, se non un blocco di ghiaccio, almeno un po' di acqua fresca sulla testa. L'assessore Pittalis non crede possibile ciò che ho detto, l'assessore Pittalis vive questo delirio di onnipotenza che gli deriva da non so quale ascendenza. Non è che Berlusconi sia contagioso? Sto dicendo cose elementari. Il tempo è scaduto, non devo dire altro, andiamo avanti, continuiamo così, che cosa cambia?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.

sanna gIACOMO (Gruppo Misto). Intervengo non per rimettere in discussione accordi già fatti, e sui quali credevo non ci fossero più dubbi, ma per dire che il problema vero è rappresentato dal fatto che sul metodo si è raggiunto facilmente l'accordo, sul merito invece si continuano a perdere giornate intere dando falsi appuntamenti, quasi che l'ora legale abbia imperversato e quindi le lancette degli orologi non siano più posizionate sugli stessi orari per la Giunta e per l'opposizione, che questi incontri sul merito sta cercando.

Sul metodo, Presidente, lei stesso ha ripetuto che i commi, data la modifica intervenuta nella impostazione di questa finanziaria, si era deciso di considerarli come articoli; così abbiamo proceduto, accorpando gli emendamenti e discutendo comma per comma come se fossero dei veri e propri articoli.

Ma stiamo dimenticando un punto fondamentale, e cioè che il nostro Regolamento fa ancora riferimento alla precedente impostazione della finanziaria. Oggi che la finanziaria, con le unità previsionali di base, viene predisposta in quattro articoli, non si può pretendere di discutere questi quattro articoli utilizzando quel Regolamento. Se così fosse avremmo chiuso il discorso già dieci giorni fa. Ma non è così, lo sappiamo tutti, tanto che sul metodo abbiamo raggiunto un accordo; e l'accordo prevedeva di procedere alla discussione per blocchi di commi omogenei, accorpando quindi anche gli emendamenti, per materia.

La proposta che ha fatto il collega Cugini non deve scandalizzare nessuno, perché abbiamo discusso i commi né più e né meno come si discutevano gli articoli prima, e adesso stiamo andando a votare e chiedere la votazione per parti non può né indispettire, né tanto meno preoccupare nessuno, perché questo è il passaggio naturale. Possiamo fare finta di non aver capito che sui commi, anche nel corso della discussione sugli emendamenti, siano venute alla luce posizioni diverse, dette e spiegate in quest'Aula? Sia la maggioranza, che però vedo che si è limitata, ma soprattutto l'opposizione hanno cercato di portare il loro contribuito, anche se da posizioni differenti; , per cui chiedere l'approvazione per commi credo sia il minimo indispensabile.

Se qualcuno pensa che si voglia strumentalizzare la votazione per parti per perdere tempo, per quanto mi riguarda devo dire chenoi non siamo qui per perdere tempo, quindi faremo delle osservazioni solo su due o tre commi. La verità vera è che non si può neanche imporre all'Aula di discutere una finanziaria, impostata su un nuovo sistema, per quanto in fase sperimentale, sulla base di un Regolamento ormai superato.

Quindi credo che anziché perdere tempo rimettendo in discussione il metodo e l'accordo raggiunto su questo, in base al quale si è già iniziato a lavorare, sia preferibile andare avanti e passare alla votazione comma per comma. Se dopo qualcuno vorrà fare dichiarazioni le faccia pure, ma credo che arrivando alla discussione vera dell'articolo 1 e dei commi si possa accelerare e risparmiare il tempo che fino a questo momento abbiamo utilizzato per spiegare qual era il metodo sul quale prima eravamo tutti d'accordo.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, se lei mantiene la richiesta, io devo prendere atto che non c'è nessun accordo e mi atterrò strettamente al Regolamento. Decida lei, se è valido quell'accordo io lo mantengo, se non è valido io vado avanti applicando il Regolamento, significa che quando discuteremo dell'articolo 2 ci saranno dieci minuti per discutere l'articolo e gli emendamenti per chi chiede di parlare, niente di più, perché questo è ciò che prevede il Regolamento. Detto questo se lei chiede di votare per parti, siccome il Regolamento dà questo diritto a lei e a tutti gli altri, io salvaguarderò questo diritto consentendo la votazione comma per comma.

COGODI (R.C.). E' una minaccia.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). L'accordo lo sta mettendo in discussione lei!

PRESIDENTE. No, non lo sto mettendo in discussione io. Gli Uffici e anche l'onorevole Carloni hanno detto cose diverse.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, francamente non riesco a capire; io avevo inteso, visto che il primo articolo si compone di 60 commi e ci sono commi che si articolano in molti punti (pensate che con un solo comma si fa una riforma della legge di contabilità), che si sarebbero suddivisi i commi per materia. Altrimenti, Presidente, l'anno prossimo noi ci troveremo di fronte una finanziaria composta da un unico articolo; ma a questo punto basta dirlo che non si può fare una discussione.

Comunque, l'accordo prevedeva, così io l'ho compreso, e così è stato riferito in Aula, che si divideva l'articolo 1 in sette parti e si considerava ogni parte come un articolo a sé. Se ci considera la parte prima che va dal comma 1 al comma 19 come un articolo a sé, così come concordato...

PRESIDENTE. Onorevole Selis, mi scusi, lei queste cose le ha già dette e io le ho capite molto bene, se le cose stanno così come lei sostiene, io non entro nel merito, dico che va bene, però non era questo, evidentemente, ciò che intendevano tutti. Allora, io devo applicare il Regolamento, per cui votiamo per parti, sappia però che dall'articolo 2 noi procederemo in modo diverso, tutto qui. Pertanto, io porrò in votazione ciascuno dei 19 commi dell'articolo 1.

(Interruzioni)

SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, io sono favorevole alla stipulazione di accordi e al loro rispetto, e l'accordo raggiunto è stato questo ; però, siccome è incredibile che un articolo di una finanziaria sia composto da cento commi, chiedo al Presidente del Consiglio se questo è un modo di lavorare e se voi credete che noi possiamo discutere cento commi e in dieci minuti.

Allora, poiché abbiamo concordato almeno sul fatto che le sedute di Consiglio procedano in modo ordinato, e poiché si sta sviluppando un dibattito che non ci porterà a trovare accordi politici, ma speriamo almeno accordi sui tempi, sì, questo va quanto meno agevolato. Se invece ci impuntiamo sulle virgole, non si troverà nessun accordo e salteranno anche quelli che erano già stati raggiunti sulle modalità organizzative.

Ora, a me sembra credibile dire che seil primo articolo, che è formato da cento punti, si divide in sei, sette punti, e ognuno viene considerato come articolo, e come tale articolato in commi, si possono discutere le singole parti, poi non è detto che discutiamo su tutto.. Questo significa, Presidente, che anziché avere una finanziaria di quattro articolil'avremo composta da una decina di articoli.

L'accordo è stato fatto per accorpare materie omogenee, per cui i primi 19 commi costituiscono un blocco che viene considerato come un articolo, ma all'interno dell'articolo poi si può discutere comma per comma, emendamento per emendamento. Questo è il nostro discorso. Non stiamo chiedendo di fare dichiarazioni di voto su tutti i commi ma solo su alcuni che riteniamo peculiari. Altrimenti io, che non voglio essere né contro gli accordi né contro il Regolamento, chiedo che ci venga fornito il verbale della Conferenza dei Capigruppo e mi atterrò a quello, diversamente penserò di non aver capito io. Io non voglio continuare a fare questa battaglia che non è esaltante né per voi e né per me, io voglio semplicemente discutere la finanziaria nelle sue parti più qualificanti, dando un contributo se è possibile al chiarimento e al miglioramento della stessa, ma una finanziaria che contiene un articolo formato da circa cento commi o giù di lì, io non riesco a discuterla in dieci minuti. Ecco perché chiedo agli uffici il verbale della Conferenza dei Capigruppo alle cui decisioni mi atterrò scrupolosamente, perché probabilmente non ho capito i termini dell'accordo.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, probabilmente c'è stato un malinteso; però, al di là del malinteso, voglio far osservare ai colleghi, non lo faccio per complicare le cose, che finora, dopo due settimane di discussione, noi abbiamo approvato quattro emendamenti. Mi pare, per la verità, che stiamo andando un po' troppo lentamente.

E` stata chiesta la votazione per parti dei primi 19 commi dell'articolo 1.

SELIS (Popolari-P.S.). E' stato chiesto di rispettare l'accordo e il Regolamento.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, io le ho già esposto i termini dell'accordo, quale è stato confermato dal collega Carloni e anche dagli uffici. Io parlerei quindi di un malinteso.

Allora metto in votazione il comma 1 dell'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione il comma 2. Chi lo approva alzi la mano.

(Interruzioni)

Onorevole Spissu, vuole prendere il mio posto per gentilezza; le chiedo di sostituirmi, perché sto presiedendo dalle ore cinque e sono stanco.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SPISSU

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

cugini (D.S.). Nessuno dei colleghi ha chiesto di votare il primo comma; è stato Serrenti che lo ha messo in votazione. L'onorevole Selis ha argomentato sulla possibilità di votare per parti ma non ha formulato nessuna proposta operativa. PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

Cogodi (R.C.). Avevo chiesto la parola precedentemente per dichiarare il mio voto, così come credo che sia diritto mio e di tutti i consiglieri regionali, sul primo comma dell'articolo 1, e io faccio la dichiarazione sul primo comma.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Cogodi, ma è in atto una verifica per chiarire se abbiamo già votato il secondo comma e quindi dobbiamo passare al terzo.

Cogodi (R.C.). A che punto siamo?

PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione del secondo comma. Onorevole Cogodi, prego, ha facoltà di rendere la sua dichiarazione di voto.

Cogodi (R.C.). Prendendo atto del fatto che io e gli altri consiglieri regionali siamo stati privati del diritto di dichiarare e di motivare il voto sul primo comma e che questo diritto viene ripristinato a partire dal secondo comma, vuol dire che daremo le nostre motivazioni a partire dal secondo comma.

(Interruzioni)

Cogodi (R.C.). Presidente, mi dia i pochi minuti che il Regolamento mi concede senza che io debba fronteggiare questa onda di nervosismo che proviene da quella parte del Consiglio e poi, via via, ci assale anche da questa parte. Tenetevela l'onda, fermatela dalla vostra parte, è una ondata di nervosismo che si taglia a fette. State tranquilli, siamo tutti tranquilli.

Io ho provato a dire più volte in questi giorni, e ci provo ancora, che il Regolamento non dovrebbe essere la sostanza delle cose; il Regolamento dovrebbe essere lo strumento attraverso il quale si arriva a delle conclusioni politiche nel merito delle cose. Quindi, se in qualche modo ci aiutiamo nel merito è chiaro che il resto segue.

Perché insistendo invece in questo modo testardo nel voler risolvere i problemi di merito attraverso le procedure non si approda a nulla, non siete approdati a nulla in questi mesi e in questi giorni, non approderete a nulla nei prossimi giorni.

Ed allora, perché qualcuno capisca di che cosa davvero stiamo discutendo, ribadisco, che non è colpa vostra, maggioranza di oggi, se c'è questo Regolamento, ma non è neppure colpa nostra, minoranza di oggi, se c'è questo Regolamento; però è un Regolamento che è utilizzabile e voi non potete impedire a nessuno di utilizzarlo, e vi ho detto che non c'è bisogno di una opposizione forte...

(Interruzioni)

Cogodi (R.C.). Dica Assessore a voce alta, non si lasci andare così sconsolatamente, reagisca!

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Può parlare finché vuole, tanto rimarremo qui stanotte, domani notte.

COGODI (R.C.). Io sto parlando così poco, credo di aver parlato dodici minuti in tutto il giorno oggi, non capisco questa specie di smania che la coglie.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non capisco perché ti rivolgi a me che non ti sto ascoltando nemmeno!

COGODI (R.C.). Mi rivolgo non a te, ma a lei che rappresenta l'Alta Istituzione dell'autonomia della Sardegna, perché se mantenesse un contegno appena più consono, si stravacasse di meno sulla sedia, si agitasse di meno, interrompesse di meno e desse meno in smanie ne guadagnerebbe intanto la sua salute e un pochino anche il benessere delle istituzioni. Però se lei non vuole né una cosa né l'altra tutto rimane in lei, per quanto mi riguarda e ci riguarda non ci turba niente.

Ci turba, invece, e molto, e bisogna che qualcuno capisca, da qualche parte, perché il Consiglio regionale è in questa condizione, quello che per noi è il vero problema, di cui abbiamo già detto nella discussione generale, in più occasioni, e cioè se e come siete o no disponibili a modificare questa finanziaria. Da questo momento in poi noi parleremo solo di questo, e quando dico noi intendo io e i miei colleghi e compagni di Gruppo.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. No.

COGODI (R.C.). Perché no, ma il problema nostro me lo risolvi tu? Tu ne hai qualcuno tuo da risolvere, noi abbiamo i nostri da risolvere, io sto parlando del nostro problema, Pittalis. Sto parlando del nostro punto di vista.

PRESIDENTE. Dichiari il suo voto, onorevole Cogodi, perché il suo tempo è finito.

COGODI (R.C.). Il mio voto è contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.

sanna gIACOMO (Gruppo Misto). Credo che in quest'Aula sia necessario riportare un minimo di serenità, visto e considerato che siamo passati da un semaforo le cui luci stavano mettendo in difficoltà l'Aula, a un semaforo lampeggiante, mi scuso con lei, onorevole Spissu, ma credo che lampeggiante funzioni meglio perché fa più riferimento alla disciplina degli automobilisti che non all'obbligo che si osserva con difficoltà, soprattutto quando viene imposto in modo poco appropriato.

Riportare la serenità significa che può essere accolta la proposta avanzata dall'onorevole Selis poc'anzi, pur rispettando l'accordo raggiunto sul metodo; se decidiamo cioè di accorpare i primi tre, quattro commi, perché questo facilita il discorso, e perché possiamo considerarli un'unica cosa. Diversamente, continuando così, ciascuno irrigidendo le proprie posizioni, utilizzerà tutte le armi a disposizione.

Io credo che questo clima in Aula non serva a nessuno di noi, a prescindere dal ruolo, perché consentendo le dichiarazioni di voto comma per comma, si potrebbe anche facilitare il discorso, Presidente Spissu, mentre la rigidità non può aiutare a dare serenità a quest'Aula.

Io poc'anzi, magari in modo anche troppo scherzoso, ho detto che forse era necessaria una Conferenza dei Capigruppo, ma visto il clima, visto il modo in cui si sta procedendo, credo che un minimo di serenità possa essere ripristinato nel rivedere assieme, e mi sembra impossibile che non sia stato verbalizzato, quell'accordo che ci ha consentito finora di lavorare certamente con tranquillità , anche se in effetti abbiamo lavorato solo per un giorno, nonostante qualcuno pensi che da mesi il Consiglio stia discutendo questa finanziaria. Non è così.

Allora piuttosto che andare avanti con questo sistema che non ci aiuta, io credo sia necessario trovare invece un modo di procedere che sia certamente più spedito, più funzionale e più costruttivo dell'attuale. In questa situazione il mio voto comunque è contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris Emilio. Ne ha facoltà.

Floris emilio (F.I.-Sardegna). Presidente, siccome c'è un dubbio di interpretazione sulle modalità di votazione ed è stata richiesta una Conferenza dei Capigruppo, onde magari al dubbio aggiungere dubbio, io chiedo che sia l'Aula a decidere come votare. Secondo me si deve votare seguendo quanto stabilito dal Regolamento.

PRESIDENTE. Stiamo proseguendo con le dichiarazioni di voto sul comma due, onorevole Floris.

emilio Floris (F.I.-Sardegna). Presidente, si avanza un dubbio di interpretazione sul sistema di votazione, si dice che in Conferenza dei Capigruppo si è raggiunto un accordo che però oggi si mette in discussione, l'Aula è riunita, sia l'Aula ad esprimersi su come votare. La proposta di Forza Italia è che si voti secondo i dettami del Regolamento.

PRESIDENTE. Onorevole Floris, io credo che il Presidente Serrenti abbia ammesso la votazione per parti, quindi si prosegue così come è stato deciso. Il Regolamento in caso di votazione per parti, prevede che prima di ogni votazione ciascun consigliere può chiedere la parola per dichiarazione di voto, per la quale ha a disposizione cinque minuti.

Mi pare che sia l'onorevole Sanna Giacomo che lo stesso onorevole Cugini proponessero di chiedere, eventualmente, se non ho capito male, la votazione per parti su qualche comma di questo primo blocco di commi, dall'1 al 19. .

Prego i colleghi di chiedere la parola soltanto per dichiarazioni di voto sul secondo comma. . Ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta per dichiarazione di voto.

FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta. Io dichiaro innanzitutto il mio voto favorevole. A me non pare che il Presidente del Consiglio abbia detto che si può fare dichiarazioni di voto su ogni comma, anzi ha sottolineato che l'accordo raggiunto le escludeva. Se fossero cambiati i termini dell'accordo, il Presidente ha dichiarato che, a partire dal secondo articolo, avrebbe concesso soltanto il tempo previsto dal nostro Regolamento.

Vedete colleghi, anche il Governo nazionale vara una finanziaria composta da pochi articoli, sui quali si discute il tempo previsto dal Regolamento; poi se ci sono altri accordi possiamo anche accettarli, ma non si tocchi il Regolamento. Perché il Regolamento vale per tutti e non è possibile che noi su ogni comma facciamo le dichiarazioni di voto. Quando ci sono difficoltà di interpretazione l'Aula, signor Presidente, è sovrana, è l'Aula che stabilisce l'interpretazione autentica del Regolamento e all'Aula noi ci rimettiamo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (C.C.D.). Signor Presidente, intervengo per annunciare il mio voto favorevole, però mi siano consentite due considerazioni. E' agli atti un gruppo di emendamenti relativi ai commi dall'1 al 19; questi emendamenti sono stati illustrati e ampiamente discussi tutti assieme. Mi era sembrato di capire che l'accordo prevedesse che si votassero anche tutti assieme.

Adesso si rimette tutto in discussione; ma se ognuno di noi dovesse fare la dichiarazione di voto su ogni comma, che senso avrebbe tutto il dibattito che si è svolto finora? Questa è una riflessione che pongo all'Aula.

Io poco mi intendo di accordi e di sottoaccordi, però dico che le procedure, caro Presidente, devono essere rispettate.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, per dichiarazione di voto il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, non avevo nessuna intenzione di fare una dichiarazione di voto sul comma 2, e quando ho posto il problema della votazione per parti, l'ho posto per potermi esprimere su tre o quattro commi fondamentali. Adesso prendo la parola per fare solo una breve considerazione, ma naturalmente colgo l'occasione per fare la dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. La sua, onorevole Selis, deve essere una dichiarazione di voto.

SELIS (Popolari-P.S.). Sì, la devo fare. Dichiaro il mio voto contrario sul comma 2, sul quale ribadisco che non avevo intenzione di prendere la parola perché non era un comma che mi interessasse particolarmente.

Ciò che voglio riaffermare è che probabilmente non riusciamo a capirci e a dialogare. Io capisco anche il nervosismo del Presidente, della maggioranza, però vorrei sapere che cosa avreste detto voi, ve lo chiedo con tutta la calma possibile, se vi avessero presentato un articolo composto da cento commi a cui venivano presentati altri cento emendamenti...

BIGGIO (A.N.). E' la stessa cosa: un comma vale un articolo.

PRESIDENTE. Onorevole Selis prosegua, onorevole Biggio, la prego.

SELIS (Popolari-P.S.). Rinuncio, così sono contenti!

PRESIDENTE. Io ricordo ai colleghi che sul piano regolamentare noi possiamo riferirci al comma quattro dell'articolo 85, che prevede la votazione per parti separate, e al primo comma dell'articolo 95 che prevede che i consiglieri prima di ogni votazione possano dichiarare di astenersi o dare una succinta spiegazione del proprio voto per un tempo non superiore ai cinque minuti. Questa è la fattispecie regolamentare.

L'accordo che avevamo raggiunto riguardava esclusivamente la discussione di questa finanziaria; l'accordo prevedeva che l'articolo 1, con i sessanta e passa commi, venisse suddiviso in quattro o cinque blocchi anziché essere discusso in un'unica soluzione.

Ciascun consigliere, così come è accaduto, può chiedere la votazione per parti, la votazione è stata ammessa dal Presidente Serrenti e stiamo proseguendo in questa direzione sulla base del nostro Regolamento; un Regolamento che prevedeva una finanziaria composta non da un articolo di 60 commi, ma da molti articoli suddivisi in tre, quattro, cinque commi .

Abbiamo cambiato l'impostazione della finanziaria ma il Regolamento è rimasto quello vecchio. Dobbiamo allora procedere con un minimo di buon senso per evitare che il nostro lavoro venga complicato da discussioni non utili.

Siamo ancora, in fase di votazione del secondo comma.

Ha domandato di parlare, per dichiarazione di voto, il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Signor Presidente, io voto contro il secondo comma però confermo che i termini dell'accordo sono quelli che ha illustrato prima il collega Carloni e che ha richiamato lei adesso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (C.C.D.). Presidente, avrei voluto prendere la parola dopo la votazione del secondo comma perché riconosco che la mia più che una dichiarazione di voto, e chiaramente voto a favore, in realtà è un richiamo al Regolamento. Io che ho svolto le funzione di Presidente del Consiglio mi rendo perfettamente conto che sto compiendo una azione non rituale, nel senso che nel corso della dichiarazione di voto io non potrei fare nessun richiamo al Regolamento. Però, siccome tutti qui chiedono la parola per dichiarazioni di voto e dopo parlano di tutt'altro, se dobbiamo uscire dal seminato, consentite anche a me di uscire dal seminato.

Io non contesto l'accordo, perché lo ricordo benissimo, si era deciso di procedere per blocchi di commi e di emendamenti omogenei per materia. , Ma è anche vero quello che il Presidente dell'Assemblea pochi minuti fa ha detto, quando ha citato l'articolo che prevede la votazione per parti.

Su una cosa io non sono d'accordo con la Presidenza dell'Assemblea; evidentemente le cose sono cambiate da quando io, forse un secolo fa, presiedevo questa Assemblea, ma come tutti i vecchi ho una memoria di ferro e ricordo benissimo che, almeno negli anni in cui ho presieduto io, si poteva votare per parti, ma non abbiamo mai consentito che su ogni pezzettino in cui l'articolo veniva diviso si facessero dichiarazioni di voto.

Le dichiarazioni di voto si facevano globalmente, anche se si consentiva, a volte, per via di differenziazioni esistenti, di estrapolare e considerare come parte anche una sola parola. Questa era la prassi, a meno che, la prassi da quando io sono andato via non sia stata modificata; vorrei sapere se questo sia mai avvenuto, vorrei sapere se sia mai stato consentito in quest'Aula di fare dichiarazioni di voto per ogni pezzettino di emendamento o di comma che sia stato portato all'attenzione dell'Assemblea.

Su questa interpretazione, Presidente, mi consenta di dissentire. L'articolo che lei ha citato dà, è vero, al consigliere il diritto prima della votazione di esprimere la sua opinione, giustissimo, ma si intende che quella espressione di voto va fatta sull'intero articolo, nel senso cioè che, anche se votiamo per parti, l'articolo nella sua interezza riguarda una materia organica e su quella si può fare la dichiarazione di voto, non sulle singole parti, se no arriveremmo all'assurdo che io potrei chiedere di suddividere l'articolo pparola per parola, e su ogni parola potrei fare una dichiarazione di voto.

Signori, questo non mi pare che sia un metodo corretto per andare avanti, francamente per me è una grossa novità. Però, se c'è una prassi in tal senso, poiché voi sapete benissimo che le prassi modificano anche il Regolamento, se mi dite che negli anni scorsi, la Presidenza del Consiglio ha consentito un'aberrazione di questo genere, io ne prendo atto e naturalmente chiedo scusa per il mio intervento e mi siedo.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Contu, i suoi richiami alla memoria sono utili, ma naturalmente possiamo soltanto riferirci al Regolamento in vigore.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.

PUSCEDDU (D.S.). Signor Presidente, esprimo il mio voto contrario al comma 2 dell'articolo 1 proprio a causa delle perplessità che noi abbiamo espresso in merito all'operazione di chiusura dei conti correnti. Opportunamente forse, sotto certi aspetti, questo comma però lascia una via d'uscita, nel senso che consente di poter ricorrere, nelle ipotesi in cui si debba comunque pagare sulla base di impegni assunti, alla reiscrizione dei residui perenti. E' questo il senso dell'articolo 31 della legge numero 11 del 1983.

Mentre rispetto alla discussione che si è svolta in quest'Aula, ritengo che l'onorevole Contu, piuttosto che richiamare vecchi precedenti, avrebbe fatto bene a richiamarsi anche alla consuetudine più recente, a ciò che abbiamo fatto poche ore fa.

Poche ore fa, in occasione della discussione dell'emendamento 101, si è operata una votazione per parti, e sulle tre partiè stato espresso un voto differenziato. Anche il Presidente che presiede in questo momento ha dichiarato il suo voto sulla seconda parte di quell'emendamento, mi sembra di ricordare che riguardasse la metanizzazione, un voto diverso rispetto a quello dato su un'altra parte dell'emendamento. Diciamo, quindi, che quest'Aula ha già indicato una strada, ha già operato secondo una regola ben precisa, per cui rimettere ora in discussione cose che abbiamo sperimentato non meno di un'ora fa mi sembra una cosa quanto meno inopportuna.

Mentre ritengo che vada mantenuto l'impegno che era stato assunto di fare una discussione generale su un determinato numero di commi accorpati e sui relativi emendamenti ad essi agganciati. E' chiaro però che siccome si può votare per parti, è opportuno dare la possibilità di giustificare e opportunamente motivare il voto stesso.

Per cui io ritengo che resti valido l'accordo raggiunto a suo tempo sulle procedure, però in un regime di garanzie dei diritti e delle prerogative di ogni singolo consigliere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Rinuncio.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Intervengo anch'io innanzitutto per dichiarare il mio voto contrario, ma anche per dire che non ho capito la precisazione del collega Contu sul fatto che lui, come tutti i vecchi, ha a una memoria di ferro.Io non so se questa affermazione sia corretta dato che anche da un punto di vista scientifico non è così. Perlomeno, in generale non è proprio così.

CONTU (C.C.D.). Se vuoi dire che sono scemo, sappi che non lo sono ancora!

PRESIDENTE. Onorevole Fadda, la prego di proseguire la sua dichiarazione di voto.

FADDA (Popolari-P.S.). Mi dispiace se l'onorevole Contu ha pensato che io intendessi riferirmi a lui. Questo non intendevo farlo, e quindi chiedo scusa. Io intendevo dire che ci possono essere tantissime persone, sia giovani che anziane, che hanno una memoria lunga e altrettante che invece hanno la memoria corta. La memoria non è legata solo all'età, ci possono essere persone che ricordano e persone che non ricordano.

Però, detto questo, voglio ribadire che mi dispiace che si mettano in discussione gli accordi procedurali, soprattutto tenendo conto del comportamento dell'opposizione. Potremmo parlare tutti, invece c'è solo qualche intervento per qualche dichiarazione di voto; e io credo che potremmo utilizzare anche altri strumenti regolamentari, onorevole Contu, se volessimo. Perché, per esempio, il Regolamento consente la presentazione di emendamenti purché firmati dai Capigruppo. Ma non è questo lo spirito che anima l'opposizione.

Nonostante le pressioni esercitate sulla Giunta regionale, ma credo anche sulla maggioranza, che ha presentato centinaia di emendamenti in Commissione, noi intendiamo resistere ad esse, in caso contrario la pressione della cosiddetta società civile ci avrebbe indotto a presentare ulteriori emendamenti, che già abbiamo, però abbiamo stipulato un accordo, sulla procedura da seguire che vogliamo rispettare. Quindi, credo che la maggioranza abbia l'obbligo di riconoscere che, nonostante gli strumenti regolamentari a disposizione, non poniamo in atto nessun atteggiamento ostruzionistico. Anche questo pomeriggio, per esempio, non abbiamo chiesto la verifica del numero legale, abbiamo aspettato che i colleghi arrivassero, e stiamo procedendo nella discussione con molta serenità. Credo che su alcuni commi verranno rese delle dichiarazioni di voto e su altri no. In ogni caso credo sia giusto invitarci reciprocamente a lavorare con maggiore serenità.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Carloni. Ne ha facoltà.

CARLONI (A.N.). Presidente, visto che si sta instaurando la prassi di aggirare il Regolamento chiedendo di fare una dichiarazione di voto per poi parlare di tutto, anch'io intervengo innanzitutto per dichiarare il mio voto favorevole ma anche per dare la mia interpretazione sull'accordo che era stato raggiunto nella Conferenza dei Capigruppo. E prendo lo spunto da quello che ha detto poco fa l'onorevole Contu che, secondo me, ha rappresentato egregiamente il senso dell'accordo.

Quindi riassumendo, e penso che questo sia incontestabile, tutti eravamo d'accordo sul fatto di accorpare i commi e i relativi emendamenti in blocchi omogenei per materia e di considerare questi blocchi come un unico articolo. Avevamo anche previsto che le discussioni sarebbero state incentrate principalmente sui commi più controversi ai quali erano stati presentatiemendamenti, e così è stato fatto. Di conseguenza io penso che i commi dall'1 al 19 costituiscano un solo articolo. Chiarito questo, diciamo che un consigliere può anche chiedere la votazione per parti di quell'articolo, ma lo deve dichiarare in anticipo, indicando le parti, soprattutto se intendiamo, tutti, comportarci in modo onesto.

Siccome non debbo mettere in dubbio l'onestà delle parole dell'onorevole Selis, io dico che se ci sono dei punti che ancora suscitano delle perplessità e che richiedono, secondo alcuni di noi, di dover essere discussi e votati per parti, lo si dica prima di votare i 19 commi come se fossero un unico articolo.

Mi sembra che questa sia l'unica interpretazione da dare onestamente a quell'accordo, e penso che così si debba procedere se l'Aula non ritiene di doversi esprimere in modo diverso. Io penso che questo sia il punto fondamentale sul quale l'Aula dovrebbe pronunciarsi per risolvere l'impasse attuale; l'Aula cioè dovrebbe stabilire se è corretto questo modo di procedere oppure no. Se si continua a procedere in questo modo si sta facendo ostruzionismo; allora saltano gli accordi e osserviamo il Regolamento alla lettera, per cui discuteremo e voteremo i quattro articoli e i relativi emendamenti. PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare su questo comma, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Signor Presidente, sia lei, che successivamente e opportunamente il collega Carloni, avete sottolineato che un consigliere deve richiedere anticipatamente quali sono le parti sulle quali chiede di votare distintamente. Allora noi chiediamo di votare distintamente su tutti i commi che compongono l'articolo 1. Mi iscrivo per dichiarazione di voto sul terzo comma.

PRESIDENTE. Se non c'è una volontà di procedere accorpando nel voto i 19 commi che costituiscono il primo blocco, così come concordato, e se i consiglieri chiedono di procedere alla votazione per commi, il Regolamento non consente di fare diversamente, come l'onorevole Carloni sa, né possiamo rimetterci alla volontà dell'Aula. Passiamo al comma 3.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Dichiaro il mio voto contrario sul terzo comma, per le seguenti motivazioni. Riprendo il filo di quel ragionamento che dovremo svolgere, da oggi in poi, a pezzetti; ci sarà chi ascolterà, ci sarà qualche difficoltà, ma speriamo che pezzetto più pezzetto, segmento più segmento, si riesca a svolgere un ragionamento che renda comprensibile il nostro argomentare.

Io non interverrò più e non dirò più mezza parola d'ora in poi sul Regolamento. Il Regolamento è questo, si applica il Regolamento che abbiamo. Il Regolamento finché non si cambia si applica, non può essere cambiato con un'interpretazione, il Consiglio è sovrano nel cambiare il Regolamento, quando lo vuole cambiare.

Questo Regolamento, l'ho detto, purtroppo - ho detto purtroppo e ripeto purtroppo - consente quest'anno per il tempo nel quale siamo, a metà marzo, e per il numero di emendamenti che ha presentato soprattutto la maggioranza, e per gli emendamenti che ancora volendo possono essere presentati, di non approvare il bilancio della Regione prima del 1° maggio, festa dei lavoratori.

Allora il tema che ci appassiona, e qualcuno sia qui che fuori di qui bisogna che lo capisca, non è il Regolamento, non sono gli articoli, i commi e le dichiarazioni di voto, il tema che ci appassiona e che d'ora in poi tratteremo seppure a tratti, è quello della rottura di un'ipotesi di accordo e di convergenza vostra, della maggioranza e della Giunta, sul punto che noi dall'inizio avevamo posto. Io mi soffermo su questo argomento, altri poi tratteranno le diverse questioni che dall'opposizione, dalla minoranza, sono state prospettate.

Noi ci fermiamo ad una questione: la questione del lavoro. Noi vi abbiamo detto dall'inizio che è inammissibile che la Regione non trovi cento miliardi, dico cento, all'interno di un bilancio di 13 mila miliardi, per dare una risposta occupazionale a quattro o cinquemila disperati di questa Regione; e cioè i lavoratori socialmente utili, gli operai accampati in strada della "Mazzoni", e, senza indicarli tutti, quelli che si trovano in situazioni consimili.

Non è pensabile, ripeto, che la Regione a fronte di un bilancio di 13 mila miliardi non possa destinare cento miliardi a questa finalità. E questi fondi servono per fare cose utili e diremo poi via via in che cosa consistono queste cose utili per la Regione, per l'economia e per la società, Voi avete detto di sì nei giorni scorsi a questa ipotesi di soluzione, che era minimale rispetto alla nostra proposta di riordinare e di attuare le politiche del lavoro, e ci torneremo, avete detto sì! Ha detto sì la Giunta, ha detto sì la maggioranza. Oggi invece è corsa voce che, non so in base a quali ribaltamenti e rovesciamenti di fronte, maggioranza e Giunta non garantirebbero più questa ipotesi, voi sareste addivenuti all'idea di non offrire più a questi quattro o cinquemila lavoratori la possibilità di un lavoro utile, produttivo e continuativo. Ecco il patto che non volete rispettare!

Caro Contu, il problema non sono i regolamenti! I regolamenti vanno e vengono, noi possiamo concordare che una finanziaria, se esiste una convergenza vera, si possa anche discutere ed approvare non dico in una notte, in un giorno, ma in alcuni giorni, sì.

PRESIDENTE. Poiché non vi sono altre dichiarazioni di voto, metto in votazione il comma 3.

Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Passiamo al comma 4. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Chiedo di nuovo al Presidente, come ho chiesto a tutti i Presidenti di lasciare qualche secondo tra l'indizione della votazione e la votazione stessa.Tutti, infatti, alzano le mani, ma qualcuno la solleva per chiedere la parola e non per votare a favore o contro. Però, capisco che presiedendo queste cose possano succedere, e non ne facciamo un dramma. Sul comma quattro dichiaro il mio voto contrario,ma voglio sottolineare brevemente che questo è uno di quei commi sui quali vale la pena di parlare, perché, riguardando l'indebitamento, è uno dei commi cruciali.

Allora, su questa cifra che a noi pare crescente e preoccupante ci sembra di dover non solo esprimere il nostro voto contrario, ma di dover ancora una volta evidenziare la contraddizione esistente tra l'orientamento della Giunta e della maggioranza e il contenuto del comma; perché la Giunta e la maggioranza avevano portato quest'Aula ad approvare un DPEF che prevedeva una riduzione dell'indebitamento, e per brevità non vi leggo quanto si diceva sul debito, e invece ci troviamo di fronte una crescita considerevole, abnorme dell'indebitamento e questo avviene proprio nel momento in cui si adotta un bilancio integrato, e quindi con maggiori disponibilità rispetto ai precedenti .

Allora, e questa è la nostra preoccupazione, noi pensiamo che se domani dovessimo varare un bilancio più asciutto, più ridotto, se domani davvero passassero alcune linee di politica finanziaria sostenute dalla Lega Nord, e di conseguenza i trasferimenti alle regioni fossero più limitati, noi non solo non potremmo coprire le spese, ma non potremmo coprire neanche le rate dei mutui.

Io chiedo quindi alla maggioranza e alla Giunta se siamo sicuri che questa sia la linea giusta. Se siamo sicuri che sia questa la linea che si vuole perseguire. Non vi sembra infatti che un'accelerazione del debito in presenza di un bilancio così consistente sia eccessiva? Mi potrete rispondere che anche negli anni scorsi c'è stato un indebitamento, ma abbiamo già chiarito che gli anni scorsi erano anni di bilanci più magri, di risorse più contenute. Ora, di fronte alle risorse che crescono, amplificare anche la disponibilità e l'entità dei mutui ci sembra un dato davvero estremamente preoccupante.

Detto per inciso questo comma, secondo noi, andrebbe discusso - ma lo faremo - più avanti quando discuteremo la relativa tabella, perché credo che valga la pena di valutare e di verificare, rigorosamente, se questo indebitamento è davvero completamente finalizzato agli investimenti produttivi. Se fosse invece destinato alla copertura di spese correnti sarebbe ancora più preoccupante.

Voi naturalmente voterete a favore perché è la vostra proposta; però, io credo che non possa sfuggire a nessuno la preoccupazione che un indebitamento di questa natura genera per la sua influenza sul bilancio regionale, non solo per l'entità ma anche, come dicevo prima, e lo ribadisco, per le rate di mutuo che dovremo trascinarci per molti annicon il rischio, se ci sarà un contenimento dei trasferimenti nazionali, che non potremo neppure pagarle. Mi rendo conto che questi nostri discorsi vengono considerati strumentali; magari qualcuno di voi pensa che noi facciamo una dichiarazione di voto per perdere cinque minuti. Noi, invece, su questo problema, che suscita grande preoccupazione, vorremmo richiamare ancora una volta la vostra attenzione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Presidente, dal momento che l'Aula in precedenza ha approvato l'emendamento numero 29, che contiene una rimodulazione delle cifre, sostanzialmente mi sembra di poter affermare che il comma 4 non dovrebbe essere posto in votazione, altrimenti il Consiglio sarebbe costretto a pronunciarsi su argomenti già votati e approvati.

PRESIDENTE. Sì, onorevole Balletto, ho colto il senso del suo intervento; noi però abbiamo approvato un emendamento sostitutivo parziale che comporta comunque la votazione del comma che, teoricamente, potrebbe essere persino respinto dall'Aula. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, il collega Balletto ha ragione quando dice che abbiamo già dibattuto questo tema, che è anche uno dei temiprincipali di questa manovra finanziaria. Poiché , come ha detto il Presidente del Consiglio, l'emendamento richiamato è un sostitutivo parziale, credo sia opportuno che ciascuno di noi possa esprimere in una dichiarazione di voto il proprio parere; naturalmente per quanto è stato detto in Aula il mio voto sarà contrario.

Io sono preoccupato per quello che potrà avvenire nei prossimi anni, ma credo che l'assessore Pittalis ne sia perfettamente consapevole, viste le dichiarazioni pubbliche da lui rese sull'indebitamento della nostra Regione che quest'anno dovrebbe arrivare alla considerevole cifra di quasi duemila miliardi. Se consideriamo le scelte che si stanno operando in campo nazionale in tema di federalismo fiscale, io credo che faremo bene, davvero, a preoccuparci del futuro della nostra Isola.

Come è stato giustamente detto da più colleghi stiamo esaminando una finanziaria ricca e, assessore Pittalis, visto che ci addebita sempre tutti i disastri del passato, avremmo voluto che riconoscesse che la considerevole quantità di fondi di questa finanziaria va ascritta all'azione svolta dal centrosinistra nella scorsa legislatura. Credo sia doveroso da parte suariconoscere che siamo passati da una manovra finanziaria di 9 mila miliardi del 1999, a quella odierna ben più consistente.

Io non so se saremo nelle stesse condizioni nei prossimi anni, il federalismo fiscale sta prendendo piede, sappiamo quale sarà la politica che la Lega metterà in atto nei prossimi anni, del resto si è già visto in questi anni quale atteggiamento assume nei confronti delle regioni meridionali.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ci stai dando per vincenti alle prossime elezioni!

FADDA (Popolari-P.S.). Il fatto è che anche l'opposizione, purtroppo, verrà condizionata, infatti spesso gli esponenti degli altri partiti, per non farsi scavalcare dalla Lega, diventano più oltranzisti di quest'ultima. Dico questo per cercare di spiegare quali saranno i condizionamenti che subirete per i seggi che regalerete alla Lega, i cui esponenti influenzeranno qualsiasi attività parlamentare.

Presidente Spissu, al termine della mia dichiarazione vorrei ricordare che nella Conferenza dei Capigrupposi era deciso di terminare alle ore 22. L'onorevole Contu - mi dispiace citarlo ancora nonostante mi fossi ripromesso di non farlo più - dice che la programmazione dei lavori deve essere comunque rispettata; quindi ricordo che l'accordo, sottoscritto anche dall'onorevole Contu, prevedeva che oggi avremmo terminato alle ore 22. Se si vuole modificare l'accordo raggiunto, Presidente Spissu, credo che la sede opportuna sia la Conferenza dei Presidenti di Gruppo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Io voterò a favore, naturalmente, volevo precisare che si era accennato ad una Conferenza dei Capigruppo, da tenere dopo le nove, per stabilire se proseguire o meno. Vorrei anche tranquillizzare l'onorevole Fadda sulle sue preoccupazioni. Ricorda benissimo, e sa benissimo per essere stato per tanti anni amministratore di questa nostra Regione, che esiste anche la continuità amministrativa, per cui io vorrei che riuscissimo a far fronte ai tanti tanti impegni che la Regione ha, a prescindere della volontà di coloro i quali poi, nell'alternanza democratica delle cose, si trovano a governare.

Vorrei ricordarvi che la manovra chiaramente è diversa da quella che voi avete pensato. Perché c'è un tentativo implicito di vedere se si riesce a disegnare un diverso sviluppo di questa Regione. La Regioneè molto debole, proprio per il fatto che occorre rispettare la continuità amministrativa in alcuni settori. Però, in questa manovra c'è un tentativo di far crescere le aziende produttive implementando gli investimenti a loro favore. Questo al di là della polemica degli artigiani i quali, per dissensi di natura politica in seno alle loro organizzazioni, al di là degli accordi presi, hanno reclamato ulteriori risorse; io spero che trovino soddisfazione in quanto la Regione stabilirà per loro e che, con buona pace del risultato elettorale della CONFARTIGIANATO, si possa proseguire nel cammino che insieme si era deciso di intraprendere.

Detto questo, Presidente, io propongo di terminare questa votazione, e poi convocare una Conferenza dei Capigruppo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Dichiaro il mio voto contrario al comma quarto con le seguenti motivazioni. Accade in questa Regione che quando la finanziaria è povera al povero non si dà niente, perché la finanziaria è povera; quando la finanziaria è ricca al povero non si dà niente, perché si deve dare ai ricchi. Io ho chiesto, qualcuno di noi chiede, quand'è che una parte della popolazione di questa Regione, che è pure parte costitutiva del popolo sardo, che pure concorre a formare l'identità del nostro popolo e della nostra autonomia, quand'è che a questa parte sempre esclusa verrà data non dico la sua quota parte di risorse pubbliche, ma almeno la prospettiva di un'inversione di tendenza.

In questa nostra Regione circa un terzo della popolazione, principalmente giovani e donne, o è esclusa dal lavoro, cioè è disoccupata, oppure ha un lavoro precario, oppure fa un lavoro in nero. Le statistiche dicono che proprio in quelle aziende produttive, Biggio, le uniche che ti stanno a cuore, operano più di cinquanta mila lavoratori in nero; nella nostra Regione più del dieci per cento dei lavoratori lavora in nero, cioè non è assicurato, non ha previdenza. E tu, alzi le mani e ti arrendi.

C'è però chi non si arrende e chi non alza le mani.

BIGGIO (A.N.). Non hai l'esclusiva dei disoccupati!

COGODI (R.C.). Certo che non abbiamo l'esclusiva; noi abbiamo titolo per avanzare proposte e sulle proposte si può convergere, sulle proposte si può essere d'accordo o si può essere in disaccordo.

Noi non vi abbiamo chiesto un terzo della finanziaria, cioè 3 o 4 mila miliardi, per questo terzo di popolazione che è esclusa dal lavoro o è "precarizzata" nel lavoro; vi abbiamo chiesto inizialmente un fondo di 500 miliardi che equivale appena al 4 per cento del bilancio, e che in gran parte è già inserito nella spesa storica della Regione, per costruire politiche attive del lavoro che garantissero davvero la soluzione di questo problema.

Politiche attive del lavoro che vengano rivolte a creare forme di lavoro produttivo, direttamente sostenuto risorse pubbliche, con queste risorse che perché pubbliche, proprio perché pubbliche sono di tutti, o dovrebbero essere di tutti.

Avete detto che non c'è il tempo adesso, nella finanziaria, per riordinare tutte le politiche attive del lavoro, facciamo una norma transitoria, facciamo una norma ponte, facciamo almeno in modo, avete detto voi della maggioranza e noi abbiamo preso in considerazione questa ipotesi, che almeno quella parte più esposta, che almeno quella parte più sofferente, cioè i lavoratori socialmente utili, i lavoratori accampati nelle strade, che almeno quei quattro-cinque mila lavoratori possano trovare una soluzione attraverso una norma ed attraverso parte delle risorse pubbliche della Regione.

Abbiamo quantificato anche in cento miliardi annui il concorso regionale per un progetto di lavoro verde, per un progetto di lavoro produttivo, per un progetto utile, con quale questi quattro-cinque mila lavoratori possano trovare impiego, e quindi avere occasione di lavoro, di una retribuzione degna, di una assicurazione, di una previdenza.

Avete detto sì fino all'altro ieri, in questo fine settimana vi siete evidentemente rimangiati questa idea, ed oggi abbiamo appreso che voi avreste una diversa opinione.

Noi non abbiamo la possibilità di cambiare la vostra opinione, abbiamo solo la possibilità di riaffermare la nostra, abbiamo solo la possibilità di dire e di ridire, e di insistere e di lasciare agli atti del Consiglio regionale la nostra posizione.

PRESIDENTE. Il tempo a sua disposizione è terminato. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (Popolari P.S.). Signor Presidente, intervengo per esprimere il mio voto contrario a questo comma, evidenziando alla Giunta la grave contraddizione presente nei suoi documenti che, a meno che non siano l'esito di una attività propagandistica volta a condannare il passato, scrivono già di quello che sarà lo scenario futuro, tenendo conto che l'indebitamento, rispetto a quanto avevano scritto nel DPEF, è aumentato di mille e cinquecento miliardi.

In quel documento si dice che un indebitamento bloccato, così come si prevedeva costituirebbe alla fine del triennio, cioè al 2003-2004, il 76,7 per cento del conto delle risorse effettivamente disponibili a tale fine. Ci spiega che si arriverebbe in questo caso, a decorrere dal 2003, ad un importo complessivo delle annualità dell'ammortamento di mutui che supererà abbondantemente i mille miliardi, somma che saturerebbe quasi per intero la reale capacità di indebitamento della Regione. Ci spiega ancora che ciò comporterebbe un totale irrigidimento di qualunque manovra finanziaria futura; il bilancio sarebbe infatti costituito da un ininterrotto elenco di spese aventi di fatto carattere obbligatorio.

Sarà pur vero che con questi 1.500 miliardi di indebitamento, onorevole Biggio, che non produrranno nessuna ricaduta, perché sono destinati all'edilizia scolastica, alla sanità e agli enti locali, quindi l'impresa poco la toccano, noi determiniamo, per la quadratura del cerchio che oggi impegna le vostre alchimie politiche, il futuro delle prossime generazioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Presidente, deve scusarmi, la mia non è una dichiarazione di voto. Io preannuncio la richiesta di votazione nominale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (C.C.D.). Rinuncio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C). Signor Presidente, mi sembra doveroso che su questo comma 4 i consiglieri si pronuncino. E' infatti un comma fondamentale, perché prevede un indebitamento per 1.500 miliardi; per cui un minimo di riflessione su una così considerevole cifra è bene che venga posta all'attenzione dell'Aula.

Noi partiamo da un ragionamento che è leggermente diverso da quello portato in quest'Aula da altri consiglieri. Lo abbiamo già detto anche in altre occasioni, a noi non preoccupa tanto l'indebitamento in quanto tale, ci preoccupa il modo in cui i fondi vengono impegnati e spesi, perché non sempre indebitarsi è un fatto negativo se poi le risorse sono spese bene. Impegnare e spendere bene queste risorse può significare attivare quel volano di cui la nostra economia tanto ha bisogno per incominciare a decollare, perché ci possa essere quella ricaduta di tipo economico, per le stesse casse della Regione, che permetta di recuperare non soltanto i fondi spesi, ma soprattutto di far stare meglio il popolo sardo e, quindi, la Sardegna in generale.

La questione che si pone, però, come diceva poc'anzi il mio Capogruppo, Luigi Cogodi, è che questa manovra è priva di un qualsiasi significato per coloro che non hanno mai avuto risposte, sia nel passato, sia nel presente.

Noi pensavamo che di fronte a una così notevole massa finanziaria una parte della stessa, molto molto piccola, potesse essere destinata a quelli che il lavoro non ce l'hanno più, dando un segnale quindi nei confronti del mondo del lavoro. Siamo di fronte invece a una maggioranza sorda a qualsiasi appello e a qualsiasi ragionamento. Ora, io capirei se si sviluppasse un dibattito, sul merito delle questioni, che ci permettesse di ragionare insieme, di trovare anche la giusta convergenza rispetto agli obiettivi che noi ci poniamo, ma che in parte anche voi condividete pur partendo da presupposti diversi.

Siamo invece nella fase in cui noi ragioniamo e voi non rispondete, se non per slogan, se non per rigettare con eleganza le proposte che da questi banchi a più riprese provengono.

Non è la strada certamente più consona per approvare una finanziaria, per approvarla in tempi celeri e soprattutto per approvarla con contenuti che corrispondano alle esigenze più generali di questa nostra Isola. Si vuol fare una forzatura, si vuol proseguire col muro contro muro. Signori, voi sapete che noi fino adesso ci siamo astenuti dall'intervenire, abbiamo mantenuto un atteggiamento molto cauto e prudente; si è limitato a intervenire il Capogruppo; però da questo momento in poi il Gruppo di Rifondazione, così come è stato preannunciato, scenderà in campo, nel senso che non farà nessuno sconto.

Sembra che si debba andare avanti fino a notte tarda; a noi sinceramente non spaventa fare le ore piccole. Per cui annunciamo già da questo momento che il Gruppo di Rifondazione su tutti i commi, su tutti gli articoli interverrà adducendo le proprie motivazioni, chiedendo nel contempo un atteggiamento più ragionevole da parte della maggioranza per trovare, se si vuole, un momento di incontro al fine di recuperare la giusta intesa per poter andare avanti più celermente, ma soprattutto per migliorare una manovra da noi considerata iniqua e insufficiente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Signor Presidente, intervengo per annunciare il mio voto contrario e per chiedere all'assessore Pittalis, se vuole, di darmi una breve risposta.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Dipende.

CUGINI (D.S.). Il collega Balletto prima diceva che il comma 4 non doveva essere votato, perché essendo stato votato e approvato l'emendamento 29 era superfluo. Invece l'emendamento 29, che è sostituivo parziale, aumenta il debito: passiamo da 1500 a 1842 miliardi. L'anno scorso il collega Pittalis ha rilasciato un insieme di dichiarazioni sull'indebitamento che hanno trovato spazio nel DPEF che abbiamo votato e secondo le quali : "La reale capacità di indebitamento della Regione va calcolata tenendo conto delle spese aventi carattere obbligatorio, che le porterebbero a un importo di circa 1000 miliardi annui". Noi stiamo raggiungendo i 1800 miliardi.

Questo è detto a pagina 92, mentre a pagina 93, si dice che: "Si arriverebbe in questo caso, a decorrere dall'anno 2003, a un importo complessivo delle annualità di ammortamento dei mutui di 860 miliardi, che saturerebbe quasi per intero la reale capacità di indebitamento della Regione. Il ricorso al credito, dunque, andrebbe configurandosi non più come supporto della politica di investimento, ma come ipoteca sulla destinabilità delle risorse future a nuovi fabbisogni".

Questo è scritto nel DPEF, Assessore. E contrasta con il comma in votazione e fa a pugni con l'emendamento 29. Quindi è chiaro che noi votiamo contro.

Adesso vorrei rivolgermi invece all'assessore Usai che, notoriamente, è persona di parola e che con noi ha concordato alcune cose in questi giorni. Però mi pare che il collega Usai stia venendo meno a un principio cui si è ispirato in questi anni, da quando lo conosco. E questo mi porta a dire che forse ha ragione il collega Corda quando dice che la destra del centrodestra dovrebbe avere un'unica posizione che dovrebbe essere di contrapposizione al centrosinistra, perché diversamente l'elettorato di riferimento rischia di sbandare e non darebbe più il suo consenso ad Alleanza Nazionale.

CORDA (A.N.). Cugini, se vuoi la mia reazione sappi che io alle tue menzogne non ci sto, hai capito? Tu sei abituato per cultura a dire menzogne. Buffone!

PRESIDENTE. Onorevole Corda, lasci svolgere all'onorevole Cugini il suo intervento, se chiederà di parlare le daremo la parola. Onorevole Cugini, può recuperare i secondi di interruzione. Prego.

CUGINI (D.S.). Chiedo scusa a lei, Presidente, e anche al collega Usai.

CORDA (A.N.). Chiedi scusa a te stesso, alla tua età non ti vergogni?

PRESIDENTE. Onorevole Corda, le dispiace non interrompere?

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Signor Presidente, prendo la parola per esprimere il voto contrario sul comma 4 dell'articolo 1 perché come già accennato poc'anzi anche dal collega Cugini, il ricorso all'indebitamento era visto quasi come un male assoluto al quale non si sarebbe dovuto ricorrere. Appunto l'anno scorso, nel corso della discussione della finanziaria c'era stato detto che non si doveva più ricorrere alla contrazione di mutui. Abbiamo ricordato noi che l'indebitamento qualche volta è utile e che non sempre corrispondeva al vero l'assioma che ci veniva rappresentato l'anno passato.

Ma io credo sia utile anche ricordare uno slogan ripetuto in maniera martellante ed ossessiva nella campagna elettorale dal centrodestra, secondo cui la Regione era stata portata sull'orlo della bancarotta dall'indebitamento che il centrosinistra aveva accumulato negli anni. E l'anno scorso, lo ribadisco, con una furia iconoclasta degna quasi dei Talebani afghani, ci veniva detto appunto che non bisognava fare nessun tipo di indebitamento. Quest'anno nel comma quattro dell'articolo 1 si propone un indebitamento di 1550 miliardi che con l'emendamento numero 29 viene portato a 1842 miliardi.

Ora, noi anche l'anno passato avevamo sostenuto che i mutui in sé non fossero il demonio; siete stati voi a convincerci che invece era un errore gravissimo ricorrere a questa forma di indebitamento. Ritengo anche che non sia il caso che venga fatta pubblica ammenda, in qualche misura ritrattando le parole d'ordine ripetute nei momenti della campagna elettorale, e nel corso della discussione della finanziaria dell'anno passato, ma penso anche che sia doveroso che i sardi sappiano che le scelte che voi state facendo in questo momento sono assolutamente contraddittorie non rispetto a quanto noi abbiamo detto o diciamo, ma rispetto a quanto voi stessi in quest'Aula avete sostenuto.

Quindi credo sia doveroso che spieghiate a noi ed ai sardi tutti, che oggi voi state amministrando, che vi eravate sbagliati in passato e che la scelta giusta che state facendo è quella odierna.

Ma veniva ricordato anche che il ricorso all'indebitamento può essere consentito solo per la realizzazione delle opere di carattere permanente; è evidente che i mutui non si possono contrarre per spese correnti, ma anche in passato veniva fatta la stessa cosa, quindi non c'è assolutamente nella scelta attuale alcuna novità rispetto al passato.

Ma c'è di più; è stato detto in quest'Aula che l'indebitamento produrrà occupazione, sostegno all'impresa e così via. Non è così, lo ricordava poc'anzi il collega Gian Valerio Sanna; indubbiamente i mutui sono contratti per sostenere investimenti comunque importanti, ma con l'abbondanza di risorse di cui oggi l'Esecutivo dispone, avreste potuto dare delle risposte nella stessa direzione evitando un ulteriore indebitamento.

Quindi, in virtù di queste considerazioni, signor Presidente, confermo il voto contrario al comma quattro dell'articolo 1.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Floris Emilio. Ne ha facoltà.

FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Voto a favore del comma quattro perché le finalità per cui si fa ricorso all'indebitamento sono finalità giustificatissime. Però il mio intervento ha anche un altro intento, Presidente, ed è quello di chiedere che sull'andamento dei lavori si esprima l'Aula. Per quanto mi riguarda io ritengo che si debba andare ad oltranza.

PRESIDENTE. Siamo in sede di dichiarazioni di voto, eventualmente lei potrà riformulare la sua proposta in un secondo momento.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Corda. Ne ha facoltà.

CORDA (A.N.). Presidente, saltando a pie' pari il discorso sull'etica della politica, un argomento che forse non è recepito dal collega Cugini, al quale poi lo spiegheremo se volesse sentirlo, in separata sede, credo che di comportamenti in quest'Aula si debba e si possa parlare.

PRESIDENTE. Le ricordo che siamo in sede di dichiarazione di voto.

CORDA (A.N.). Io credo che la correttezza sia una cosa assolutamente irrinunciabile per chi rappresenta, come pretende di fare, il popolo sardo.

Detto questo, dico subito, Presidente, che non voglio fare una dichiarazione di voto ma intendo parlare sul Regolamento.

PRESIDENTE. Lei può parlare solo per dichiarazione di voto.

CORDA (A.N.). Allora, naturalmente voterò a favore, però argomenterò diversamente rispetto ai contenuti del comma in votazione. Il comma quattro dell'articolo 85 dice che è sempre ammessa la votazione per parti separate, l'articolo 7 dice che il Presidente interpreta il Regolamento e ne impone l'osservanza; ma, Presidente, si può interpretare un qualcosa che è scritto, ma qui non c'è scritto quante devono essere le parti e neanche chi deve deciderle.

Ed allora siccome c'è, evidentemente, un dubbio di interpretazione, mi sembra che sia più che legittimo che l'Aula si pronunci, oltretutto dopo aver ascoltato la testimonianza, richiesta dal Presidente del Consiglio, del vicepresidente Carloni (testimonianza confermata da Cugini) che ha detto che in base all'accordo raggiunto i 63 commi sarebbero stati votati in 6 parti, e quindi sui commi dall'1 al 19 ci dovrebbe essere una sola votazione, e una sola dichiarazione di voto. Gli uffici hanno confermato questo accordo. A questo punto io mi domando se siamo in un'Aula del Consiglio regionale o se siamo da qualche altra parte, se la parola degli uffici e la parola di un Vicepresidente conta qualcosa o non conta nulla.

Detto questo, come già richiesto da altri colleghi, io credo che davanti all'incertezza, alla impossibilità di interpretare ciò che non è scritto, l'Aula abbia il sacrosanto diritto, se non il dovere, di esprimersi con un voto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Noi voteremo contro, così come abbiamo anche già sottolineato, però voglio dire all'onorevole Corda che è già stato deciso come procedere.

CORDA (A.N.). Da chi?

ORTU (R.C.). Dall'Aula e dal Presidente che ha accettato quella decisione.

E` stato deciso quando l'onorevole Cogodi ha chiesto di votare i primi 19 commi discussi come se fossero un articolo, e tutti hanno accettato questa decisione. . Poi, siccome un articolo si può votare per parti, è stata richiesta la votazione per parti, la Presidenza ha accolto questa richiesta, e adesso stiamo procedendo a votare i relativi commi. E' chiaro che una volta adottata una procedura non può essere messa in discussione, né tanto meno può essere modificata in corso di votazione, come sta accadendo.

Quindi, noi riteniamo che si debba continuare a votare per commi, e che ogni consigliere debba potersi esprimere giustamente su ogni singolo comma, anzi direi di conseguenza, in relazione al voto che poi esprimerà nella votazione complessiva.

Su questa questione non penso che l'Aula debba tornare, se si è creato un pasticcio non è responsabilità delle opposizioni, se si è creato un pasticcio è perché non si vuole accedere al minimo di buon senso, che è quello di trovare il modo di discutere per tentare di migliorare una proposta che viene discussa in Aula, così come accade in tutte le Assemblee parlamentari.

Il problema è che qui si sta tentando di introdurre forzature, che poi non si è nemmeno capaci di gestire, e il risultato è quello che abbiamo sotto gli occhi. Guardate, il risultato è quello che in qualche misura noi avevamo preannunciato all'inizio, il pasticcio che è stato costruito con questa finanziaria.

Il pasticcio è che si è voluto scegliere una impostazione che dal punto di vista tecnico è stata adottata anche a livello nazionale; noi vi abbiamo detto che era un errore, che era sbagliato continuare a copiare, soprattutto le cose più negative che vengono prodotte altrove, e che sarebbe stato più utile per voi e per l'Assemblea, per la maggioranza e per l'opposizione, un'impostazione diversa.

Quanto sta accadendo in Aula, sta dimostrando che questa nostra previsione era corretta, che non si poteva redigere un articolo con 62 commi, alcuni dei quali tra l'altro molto lunghi, con un'estensione di tre pagine, quindi non facilmente governabili nemmeno a livello di discussione. Era un errore, noi lo abbiamo sottolineato, voi volete continuare a perseverare nell'errore, cioè vi rifiutate di discutere, vi rifiutate all'interno di una manovra finanziaria in grado di mobilitare tredicimila miliardi, così voi dite enfatizzando la cifra, una manovra finanziaria nella quale, voi stessi l'avete sottolineato, aumentano le entrate, quelle proprie, ma cresce anche l'indebitamento, di trovare una risposta ad un problema che noi abbiamo posto, cioè quello del lavoro.

Noi continueremo su questa strada, continueremo a porvi questo problema, pensiamo che su questo punto si possa correggere la finanziaria; quindi per questo vi chiediamo di discutere, per questo vi chiediamo di non insistere nell'errore, e per questo vi chiediamo anche di prendere coscienza e consapevolezza di quello che sta accadendo in Aula per tentare di trovare una soluzione.

PRESIDENTE. E' stata chiesta dall'onorevole Giacomo Sanna la votazione elettronica nominale. Prego gli altri sette colleghi che appoggiano la richiesta di alzarsi in piedi. (Sette consiglieri appoggiano la richiesta)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione con procedimento elettronico del comma quattro all'articolo 1.

Rispondono sì i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RASSU - SANNA NIVOLI - SCARPA - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI -CUGINI - DEIANA - DEMURU - FADDA - FALCONI - GIAGU - ORTU - PACIFICO - PIRISI - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - VASSALLO.

Si è astenuto: il Vicepresidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Comunico l'esito della votazione:

presenti 60

votanti 59

astenuti 1

maggioranza 30

favorevoli 41

contrari 18

(Il Consiglio approva).

Poiché nessuno domanda di parlare pongo in votazione il comma numero 5. Chi è favorevole alzi la mano.

(E` approvato)

Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.) Signor Presidente, l'accordo era di chiudere alle dieci, però, visto che è stata una giornata abbastanza combattuta, chiedo una brevissima Conferenza dei Capigruppo per organizzare i lavori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.

CAPPAI (C.C.D.). A me era sembrato di capire, lo ripeto ancora una volta, che ci fossero degli accordi; questi accordi fino a questo momento sembra non vengano rispettati, per cui io propongo che l'Aula si esprima sulla prosecuzione ad oltranza dei lavori.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, noi siamo in presenza di un calendario dei lavori dell'Aula che era stato già deciso in sede di Conferenza dei Capigruppo.

Il calendario dei lavori del Consiglio regionale è stato poi comunicato dal Presidente Serrenti all'Aula al termine della precedente seduta.

Sospendo quindi la seduta e convoco una breve Conferenza dei Capigruppo.

(La seduta, sospesa alle ore 22 e 04 viene ripresa alle ore 22 e 40.)

PRESIDENTE. I lavori del Consiglio riprenderanno domani mattina alle ore 10.

La seduta è tolta alle ore 22 e 40.