Seduta n.190 del 12/05/2006 

CXC Seduta

Venerdì 12 maggio 2006

Presidenza del Presidente Spissu

indi

della Vicepresidente Lombardo

indi

del Presidente Spissu

INDICE

La seduta è aperta alle ore 9 e 42.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di giovedì 4 maggio 2006 (184), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Mario Bruno, Carmelo Cachia, Vincenzo Floris, Gian Luigi Gessa, Giovanni Giagu, Gerolamo Licandro, Paolo Antonio Licheri, Paolo Maninchedda e Simonetta Sanna hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 12 maggio 2006.

Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

Colleghi, dobbiamo mettere in votazione il passaggio all'esame degli articoli quindi, per consentire il decorso dei termini temporali di cui al comma 3 dell'articolo 91 del Regolamento, sospendo la seduta sino alle ore 10 .

(La seduta, sospesa alle ore 9 e 43 , viene ripresa alle ore 10 e 18.)

Discussione dell'articolato del testo unificato delle proposte di legge Lai - Marrocu - Barracciu - Calledda - Cherchi Silvio - Corrias - Cugini - Floris Vincenzo - Mattana - Orrù - Pacifico - Pirisi: "Istituzione dell'agenzia regionale per l'ambiente (ARPAS)" (51/A), della proposta di legge Cocco - Addis - Biancu - Cucca - Cuccu Giuseppe - Fadda Paolo - Giagu - Manca - Sanna Simonetta - Secci:"Istituzione dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Sardegna" (101/A) e del disegno di legge "Istituzione dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Sardegna (ARPAS)" (125/A)

Presidente. Ricordo ai colleghi che è all'ordine del giorno il testo unificato delle proposte di legge numero 51/A e 101/A e del disegno di legge numero 125/A di cui è terminata la discussione generale.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Normalmente la votazione sul passaggio all'esame degli articoli avviene molto rapidamente; ma poiché ieri, a fine serata, si è tenuta una riunione della Commissione che ha affrontato questioni importanti, intendo prima di tutto dichiarare a nome del mio Gruppo il voto di astensione sul passaggio agli articoli, volendo esprimere con questo voto una fortissima delusione e contrarietà sul metodo con cui si è arrivati al confronto prima in Commissione, poi in Aula e poi di nuovo in Commissione ieri sera.

La discussione su questo importante provvedimento è stata affrontata unitariamente e si è conclusa con la stesura di un testo in gran parte condiviso, pur non avendo l'opposizione partecipato alla votazione, perché l'istituzione dell'ARPAS è sicuramente un atto necessario e fin troppo tardivo. Però, su alcune questioni sollevate ieri in Commissione, lo vedremo meglio quando entreremo nel merito degli articoli, la Giunta a nostro parere si è arroccata sulla propria valutazione, e con lei la maggioranza.

Quindi su un testo concordato fino all'ultimo si opera uno strappo su un problema che riguarda il Collegio dei revisori dei conti; un organo che, a nostro parere, non può essere disciplinato come proposto nell'emendamento presentato dalla maggioranza che contraddice un orientamento espresso in Commissione e, in quella sede, chiaramente e ampiamente condiviso.

Nel corso dell'esame degli articoli verificheremo, sulla base della discussione che speriamo possa essere oggettiva, se sarà possibile modificare il nostro voto di astensione. Al momento giudichiamo la posizione della Giunta molto negativamente e direi ancora di più quella della maggioranza. Chiedi la votazione nominale con procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, anch'io dichiaro il voto di astensione a nome del Gruppo dei Riformatori sul passaggio all'esame degli articoli, e lo motivo brevissimamente. Non votiamo contro perché siamo assolutamente d'accordo sulla necessità che in Sardegna, con l'approvazione di questa legge, si istituisca effettivamente l'ARPAS, ma non possiamo certo votare a favore del testo attualmente in discussione perchè contiene una serie di norme che fanno dell'ARPAS un carrozzone burocratico assolutamente inadeguato al conseguimento degli obiettivi, condivisi, di questo Consiglio.

Quindi, per il momento il nostro giudizio si esprime attraverso un voto di astensione affinché il Consiglio possa avere la possibilità di discutere la legge. Esprimeremo il voto finale secondo coscienza, sulla base delle modifiche che riusciremo ad apportare alla legge stessa.

.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame agli articoli.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Porcu ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FRAU - IBBA - MANCA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PISU - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco- SANNA Franco - SECCI - UGGIAS.

Risponde no il consigliere: ARTIZZU.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - CAPELLI - CAPPAI - CONTU - DEDONI - FLORIS Mario - LA SPISA - LOMBARDO - MILIA - OPPI - PETRINI - RANDAZZO - RASSU - SANJUST - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 51

votanti 36

astenuti 15

maggioranza 19

favorevoli 35

contrari 1

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame del Titolo.

(Si riporta di seguito il testo del Titolo:

Titolo

Istituzione dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Sardegna (ARPAS).)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sul Titolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Art. 1

Istituzione, finalità e natura giuridica dell'Agenzia

1. La presente legge istituisce l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Sardegna, di seguito denominata ARPAS o Agenzia, in attuazione dell'articolo 3 del decreto legge 4 dicembre 1993, n. 496, convertito con modificazioni dalla Legge 21 gennaio 1994, n. 61, ne disciplina l'organizzazione ed il funzionamento e provvede alla riorganizzazione delle strutture preposte ai controlli ambientali e alla promozione e prevenzione della salute collettiva.

2. L'attività dell'ARPAS è funzionale al perseguimento dell'obiettivo regionale di promozione dello sviluppo sostenibile e di tutela e promozione della qualità degli ecosistemi naturali e antropizzati, con particolare attenzione a quelli agricoli, ed è finalizzata:

a) al conseguimento della massima efficacia nella previsione, prevenzione e rimozione dei fattori di degrado che hanno o che potrebbero avere conseguenze dirette o indirette sulla salute umana e sull'ambiente, attraverso il monitoraggio, l'analisi e la previsione dell'evoluzione delle componenti ambientali;

b) a fornire assistenza, consulenza tecnico-scientifica ed altre attività di supporto alla Regione, agli enti locali ed agli altri enti pubblici ai fini dell' espletamento delle funzioni loro attribuite nel campo della programmazione dell'uso del territorio e dell'ambiente, della promozione e prevenzione della salute collettiva e del controllo ambientale.

3. L'ARPAS ha personalità giuridica di diritto pubblico, autonomia amministrativa, tecnica, contabile e patrimoniale; è costituita con decreto del Presidente della Regione ed è sottoposta agli indirizzi, alla vigilanza ed al controllo della Giunta regionale.

4. Dalla data di entrata in vigore della presente legge è fatto divieto alla Regione, agli enti locali ed alle aziende sanitarie locali di mantenere o istituire servizi, uffici, unità operative e strutture tecniche e di laboratorio con compiti analoghi a quelli dell'Agenzia.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo,lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 2. All'articolo 2 sono stati presentati tre emendamenti. .

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2 e dei relativi emendamenti:

Art. 2


Funzioni

1. L'ARPAS esercita le funzioni di interesse regionale di cui all'articolo 1 del decreto legge n. 496 del 1993, convertito dalla Legge n. 61 del 1994, e a tal fine provvede:

a) allo studio, analisi e controllo dei fattori fisici, chimici e biologici rilevanti ai fini della prevenzione, della riduzione o della eliminazione dell'inquinamento acustico, dell'aria, delle acque e del suolo, elettromagnetico, radioattivo, da rifiuti solidi e liquidi, da rischi di incidenti rilevanti;

b) allo studio, analisi e controllo sull'igiene dell'ambiente e allo studio, all'analisi e al controllo dei fattori geologici, metereologici, idrologici, nivologici e sismici, nonché allo studio, analisi e controllo dei processi di trasformazione antropica, ai fini della previsione e prevenzione dei rischi naturali e della tutela dell'ambiente; all'organizzazione e alla realizzazione della cartografia geologica di stato;

c) all'organizzazione e alla gestione del sistema informativo ambientale regionale e, in tale ambito, alla raccolta sistematica, alla validazione, all'elaborazione e alla massima divulgazione dei flussi informativi rilevanti sotto il profilo della prevenzione e della protezione ambientale e territoriale;

d) alla realizzazione ed alla gestione delle reti di monitoraggio e di altri sistemi di indagine, anche ai fini della valutazione del rapporto tra ambiente e salute delle popolazioni;

e) all'assistenza tecnico-scientifica agli enti competenti in materia ambientale, territoriale, agricola, industriale, infrastrutturale e nelle altre attività economiche e sociali che producono un impatto con l'ambiente, nonché agli enti di prevenzione e di protezione civile, per l'elaborazione di normative, piani, programmi, relazioni, pareri, provvedimenti amministrativi ed interventi, anche di emergenza, e per il rilascio delle autorizzazioni in materia ambientale e sanitaria;

f) a fornire il necessario supporto tecnico-scientifico agli uffici competenti per le attività istruttorie relative agli studi di valutazione di impatto ambientale (VIA), alla valutazione ambientale strategica (VAS), al rilascio delle autorizzazioni di cui al decreto legislativo 18 febbraio 2005, n. 59 (IPPC), alla determinazione del danno ambientale;

g) alla promozione ed allo sviluppo della ricerca di base, al fine di una più completa conoscenza dell'ambiente e dei processi che lo governano, applicata sugli elementi dell'ambiente fisico, sui fenomeni di inquinamento, sui fenomeni atmosferici intensi e potenzialmente dannosi per l'ambiente, sulle condizioni generali e di rischio, sul corretto utilizzo delle risorse naturali e sulle forme di tutela degli ecosistemi naturali e sulla gestione sostenibile dei sistemi agricoli, sul monitoraggio e tutela della biodiversità e della carta della natura;

h) allo studio, all'analisi, alla promozione ed alla diffusione delle tecnologie e dei sistemi di gestione ambientalmente compatibili, dei prodotti e dei sistemi di produzione a ridotto impatto ambientale, dei sistemi e delle tecnologie di recupero e bonifica ambientale, anche tramite l'attivazione di programmi di assistenza tecnica al sistema delle imprese e alla promozione di indagini epidemiologiche ambientali;

i) alla verifica e controllo di progetti di interventi sull'ambiente;

l) alla formulazione, agli enti pubblici, di proposte sugli aspetti ambientali riguardanti la produzione energetica, la cogenerazione, il risparmio energetico e le forme alternative di produzione energetica;

m) all'elaborazione ed alla promozione di programmi di informazione, di educazione ambientale e di formazione e aggiornamento del personale degli enti ed organismi pubblici operanti in campo ambientale;

n) alla collaborazione, anche mediante la stipula di apposite convenzioni, con l'Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici (APAT), con l'Agenzia europea dell'ambiente (AEA) e con altri enti ed istituzioni nazionali, comunitari e internazionali operanti nel settore della prevenzione collettiva e del controllo ambientale;

o) alla collaborazione con centri di ricerca d'eccellenza, universitari e non, con sede in Sardegna e di rilievo nazionale ed internazionale a partire dal centro di ricerca internazionale contro la desertificazione NRD-UNISS;

p) alla collaborazione con gli organi competenti per gli interventi di protezione civile e ambientale nei casi di emergenza e alla costituzione del Centro funzionale regionale della protezione civile, di cui al decreto legge 11 giugno 1998, n. 180, convertito dalla Legge 3 agosto 1998, n. 267;

q) alla gestione operativa del Centro funzionale del sistema di allertamento nazionale e regionale per il rischio idrogeologico ed idraulico ai fini di protezione civile, di cui al decreto legge n. 180 del 1998, convertito dalla Legge n. 267 del 1998, ed alla direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 27 febbraio 2004;

r) alla segnalazione alle autorità competenti delle violazioni in materia ambientale;

s) alla redazione di un rapporto annuale sullo stato dell'ambiente in Sardegna;

t) ad ogni altro adempimento derivante da successive norme di attuazione della presente legge;

u) all'esercizio delle competenze del Servizio geologico regionale, in linea con quanto previsto dall'APAT e dal Servizio geologico nazionale - Dipartimento difesa del suolo.

2. In particolare, in relazione alle funzioni di cui al comma 1, l'ARPAS deve:

a) effettuare sopralluoghi, ispezioni, rilievi, prelievi, campionamenti, misure, acquisizioni di notizie e documentazioni tecniche ed altre forme di accertamento in loco, al fine di una completa caratterizzazione dell'ambiente e del territorio;

b) effettuare analisi di laboratorio dei materiali campionati ed elaborare le misure effettuate;

c) procedere all'acquisizione di dati, sia attraverso la raccolta diretta e sistematica, la validazione e l'organizzazione in banche dati, sia attraverso l'accesso ad altre banche dati pubbliche;

d) formulare modelli di simulazione per la definizione di modalità di intervento in situazioni critiche, con particolare riferimento ai rischi industriali, ed alle situazioni derivanti da processi naturali o indotti dalle attività antropiche;

e) effettuare i controlli ambientali e le valutazioni dosimetriche relativi alle attività connesse all'uso dell'energia nucleare e in materia di protezione dell'ambiente dalle radiazioni ionizzanti e dai campi elettromagnetici;

f) garantire l'aggiornamento sullo stato delle conoscenze, delle ricerche, delle sperimentazioni e delle innovazioni tecnologiche nei campi di competenza dell'ARPAS, a livello nazionale ed internazionale;

g) gestire il sistema delle reti idro-meteo-pluviometriche della Regione, i radar meteorologici, i modelli meteoclimatici e svolgere attività finalizzate a fornire previsioni, informazioni ed elaborazioni meteorologiche e climatologiche;

h) fornire qualsiasi altra attività connessa alle competenze in materia di promozione e prevenzione della salute collettiva e di controllo ambientale.

3. L'ARPAS garantisce un sistema di pronta reperibilità per interventi tesi a fronteggiare situazioni di emergenza, anche a supporto delle attività di protezione civile.

4. Le attività di cui alle lettere c) e d) del comma 1 sono svolte secondo metodologie concordate e condivise con gli organismi di livello nazionale e comunitario competenti in materia e secondo protocolli operativi uniformi.

5. Restano ferme le attribuzioni tecniche e di controllo e quelle amministrative spettanti, in base alla legislazione vigente, al Servizio sanitario regionale in materia di igiene e sanità pubblica, di servizi veterinari e di prevenzione, di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro, di cui al comma 2 dell'articolo 2 della legge regionale 26 gennaio 1995, n. 5.

6. Nell'espletamento delle attività di controllo e vigilanza di cui alla presente legge, il personale dell'ARPAS accede agli impianti e alle sedi di attività e richiede i dati, le informazioni e i documenti necessari all'espletamento dei suoi compiti; tale personale è munito di documento di riconoscimento rilasciato dall'ARPAS; il segreto industriale non può essere opposto per evitare od ostacolare le attività di verifica e di controllo.

7. Il direttore generale dell'ARPAS con proprio atto individua il personale che, ai fini dell'espletamento delle attività di istituto, deve disporre della qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria e ne fa proposta al competente Prefetto.

8. L'ARPAS si avvale anche del Corpo forestale e di vigilanza ambientale per le attività di vigilanza e controllo ambientale o per altre attività compatibili con le funzioni istituzionali dello stesso Corpo forestale.

9. L'ARPAS fornisce servizi principalmente a soggetti pubblici ed enti di diritto pubblico; l'ARPAS fornisce servizi ai privati nei limiti e nei modi disciplinati dal comitato regionale di indirizzo; sono in ogni caso incompatibili, e quindi vietate, con l'esigenza di imparzialità nell'esercizio delle attività istituzionali, le prestazioni rese a favore di privati che presuppongano sopralluoghi, pareri e valutazioni preventive su tipologie di attività soggette a vigilanza da parte dell'ARPAS

EMENDAMENTO soppressivo parziale VARGIU

Art. 2

All'articolo 2, il comma 2 è soppresso. (1)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale MASIA - SANNA Alberto - ATZERI - CACHIA - CALLEDDA - COCCO - CORDA - CUCCU Giuseppe - FADDA Giuseppe - FRAU - IBBA - LAI - LANZI - PACIFICO - SERRA - UGGIAS

Art. 2

Il comma 9 è così modificato:

"9. L'ARPAS fornisce servizi principalmente a soggetti pubblici ed enti di diritto pubblico; l'ARPAS fornisce servizi ai privati assicurando il rispetto delle norme che regolano i principi di libera e leale concorrenza; sono in ogni caso incompatibili con l'esigenza di imparzialità nell'esercizio delle attività istituzionali, e quindi vietate, le prestazioni rese a favore di privati che presuppongano sopralluoghi, pareri e valutazioni preventive su tipologie di attività soggette a vigilanza da parte dell'ARPAS. (11)

EMENDAMENTO aggiuntivo MASIA - SANNA Alberto

Art. 2

Al comma 2 dell'articolo 2, dopo la lettera h) è aggiunta la seguente lettera:

"h bis) garantire ogni altra attività necessaria al raggiungimento degli scopi istituzionali.". (18)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà..

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente,, colleghi del Consiglio, nel corso dell'intervento, nel quale proporrò qualche riflessione generale sull'articolo 2, illustrerò anche l'emendamento numero 1, di cui sono firmatario.

Nell'articolo 2 che, insieme all'articolo 1, reputo sia l'articolo più importante di questa legge, sono elencate in maniera abbastanza puntuale le funzioni che l'ARPAS è deputata a svolgere. Sono funzioni di importanza fondamentale per lo sviluppo della Sardegna, per il controllo della qualità della vita e della salute ambientale, che in questo momento, in maniera non completamente omogenea e non chiara a tutti i cittadini sardi, vengono svolte da enti preposti, direi, in maniera abbastanza schizofrenica; la stessa identica funzione è svolta infatti da più enti, mentre altre purtroppo non vengono assolutamente esercitate.

Inoltre, quando questo Consiglio ha avuto la necessità di conoscere la situazione relativa a problematiche ambientali o sanitarie di alcuni territori, ci si è resi conto che la vigilanza esercitata sul territorio non era talmente puntuale da consentire la disponibilità delle informazioni.

A titolo di esempio basterebbe ricordare che quando in quest'Aula, sia in questa che nella scorsa legislatura, si è discusso di inquinamento industriale, o di possibile inquinamento da scorie radioattive o comunque da presenze radioattive in Sardegna, o di potenziale inquinamento correlato alla presenza di insediamenti di carattere militare, le informazioni a disposizione di questo Consiglio regionale erano sempre lacunose, non precise, non aggiornate.

Questo a dimostrazione del fatto che se anche la sola attività di monitoraggio, non solo quella di intervento, non è effettuata con strumenti adeguati rispetto agli obiettivi, in maniera organica e puntuale, difficilmente è in grado di raccogliere quella somma di informazioni necessarie a chi esercita il potere legislativo, ma anche a chi esercita il potere esecutivo, per portare nei territori quelle soluzioni puntuali e rapide che spesso gli stessi territori esigono.

Questa era una premessa indispensabile al fine di sottolineare che ogni qualvolta noi ci poniamo il problema di raggiungere un obiettivo in quest'Aula si debbono fare due ragionamenti. Il primo ragionamento va fatto se si persegue un obiettivo di interesse generale, pertanto condiviso dall'intero Consiglio regionale. Ieri, l'ho ricordato in un precedente intervento, abbiamo approvato, la legge sul commercio quasi all'unanimità in quanto vi era condivisione sugli obiettivi ma anche sul metodo, sulla forma e sullo strumento adottato, esattamente come era successo, per fare un altro esempio, nel caso della legge sui servizi alla persona. Ora, quello che noi Riformatori vorremmo fosse chiaro in merito a questa legge che vi state apprestando a licenziare, che emerge anche dal contenuto degli emendamenti che abbiamo presentato, è che noi abbiamo dubbi seri, dubbi assai seri, dubbi serissimi sul fatto che lo strumento che voi state mettendo in campo sia adeguato rispetto agli obiettivi.

Mi spiego meglio (avrò occasione di tornare sull'argomento quando discuteremo alcuni degli emendamenti specifici); noi sappiamo che la burocrazia regionale sarda è diversa da quella veneta, toscana, emiliano-romagnola, lombarda e via dicendo. Sappiamo, per esperienza consolidata, che la nostra ipertrofica burocrazia, purtroppo, non ha gli stessi meccanismi di funzionamento rapido ed efficace delle burocrazie di altre Regioni; i nostri livelli di controllo intermedi che si intrecciano e si intersecano tra di loro rischiano di rendere ingovernabile questo nuovo strumento.

Questo ragionamento, colleghi, lo facemmo anche nella scorsa legislatura quando discutemmo del problema dell'Agenzia regionale per la sanità, problema che se voi ci pensate, mutatis mutandis me ne rendo conto, non è totalmente difforme e lontano rispetto all'argomento in discussione questa mattina. In quella occasione andammo anche a verificare come funzionavano alcune agenzie nel resto dell'Italia e accertammo che in alcune Regioni queste Agenzie che funzionavano - e funzionavano bene - erano delle grosse strutture; quindi erano strutture dotate di dipartimenti tecnici regionali, erano strutture dotate di articolazioni provinciali, erano strutture dotate di una serie di meccanismi di controllo simili a quelli che voi volete istituire all'interno dell'ARPAS.

Però, nella proposta esitata dalla Commissione sanità, sostanzialmente all'unanimità, venne adottato un criterio completamente diverso; si cercò infatti di dare alla struttura la massima snellezza possibile, dotandola di pochissime figure strutturate e di moltissime figure a progetto; si poteva così modularmente allargare e restringere il numero delle persone afferenti all'Agenzia e lavoranti per la stessa, acquisendo caso per caso le professionalità considerate più utili per la risoluzione di problemi specifici, ma soprattutto evitando di creare un doppione dell'Assessorato regionale della sanità che ne riprendesse quei difetti quali l'iper burocratizzazione e l'autoreferenzialità, che vogliamo superare perché, come sappiamo impediscono poi il raggiungimento concreto degli obiettivi.

Questo, probabilmente, sarebbe stato l'indirizzo da dare anche all'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente. Certo, considerando che non si può cancellare l'esistente, mi riferisco ai cinque presidi multizonali di prevenzione (PMP), considerando che esiste l'esigenza di dare una riposta politica, non tecnica, alla Progemisa, al SAR, a coloro che lavorano nei progetti del Ministero dell'ambiente. mi rendo conto che non si può fare a meno della presenza di una struttura articolata della quale. Però, sulla base di questa strutturazione già esistente anziché fare uno sforzo di semplificazione si sta complicando ulteriormente, come vi dimostrerò negli interventi successivi.

Signori, il vecchio centrodestra governava male perché aveva un voto di maggioranza ed era difficilissimo riuscire a portare in questa Aula un provvedimento condiviso. Voi oggi avete venti voti di maggioranza ma vi state incartando negli stessi errori che ha fatto il centrodestra nella scorsa legislatura!

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Signor Presidente, colleghi, signori della Giunta, dopo 14 anni di vacatio credo si possa dire: "Habemus ARPAS".

Io credo che questo vuoto legislativo, quasi incomprensibile data l'importanza di questo strumento, abbia nuociuto alla nostra Regione sotto diversi aspetti. Mi riferisco alle problematiche dell'ambiente, alla razionalizzazione delle politiche volte alla tutela della salute del cittadino e collegate chiaramente alle politiche di tutela del territorio e dell'ambiente; ma mi riferisco anche alla mancata valorizzazione, anzi parlerei di sfruttamento - scusatemi e passatemi questo termine - di molte professionalità che sono presenti in Sardegna e sono allocate in varie realtà, quali SAR, Progemisa e quant'altro..

Una cosa è certa, che essendo questo previsto in legge l'unico strumento che avrà competenza in queste materie, scomparirà tutta quella miriade (PMP e quant'altro), di "entità" che oggi debbono, o dovrebbero, tutelare la salute del cittadino nel territorio. Quindi credo che relativamente a questo aspetto sia scontato il parere positivo da parte dell'opposizione.

E' una struttura che nasce, per quanto abbiamo potuto verificare, già abbastanza burocratizzata, ma poiché non sarà facile distribuire nel territorio capillarmente le strutture necessarie per attuare le vaste competenze di questo nuovo strumento , ritengo che in seguito la struttura organizzativa debba assolutamente essere rivista e completata. Così come ritengo che debba essere rivista la legge stessa, che pure contiene moltissime novità e tanti aspetti positivi; ma questo si vedrà più avanti.

Salta anche agli occhi il fatto che la dotazione finanziaria, nonostante la Giunta abbia presentato un emendamento per implementarla, sia scarsa, è evidente quindi che l'Agenzia di fatto decollerà non nel breve ma nel medio periodo.

Ricordo che noi siamo l'ultima Regione ad istituire, se il provvedimento verrà approvato, l'Agenzia, anche se va detto che in alcune Regioni questo organismo non ha dato gli esiti sperati. La Commissione competente ha lavorato alacremente e attentamente, in tutte le sue componenti, per esitare questo progetto di legge; l'opposizione, che devo dire per onore della verità in molte occasioni ha garantito lo svolgimento dei lavori, ha dato un contributo positivo alla formulazione di un testo concordato.

La positività di questo atteggiamento attualmente viene però in qualche maniera scalfita dalla presentazione, da parte della Giunta, come ha detto nella dichiarazione di voto sul passaggio agli articoli il Capogruppo di Forza Italia, dell'emendamento sui revisori dei conti il cui contenuto, per quanto si vogliano riprodurre modelli propri degli esecutivi di alcuni enti locali, appare in questo momento come l'ennesima espressione di una volontà politica accentratrice e centralistica.

Eppure nel corso di questi mesi di discussione del testo in Commissione si è parlato di tutto, tutti gli articoli sono stati "rivoltati come calzini" per arrivare a un testo condiviso, ed ora si avanza una richiesta non consona a quanto detto finora e politicamente importante. Perché?

Perché il Consiglio superiore - così era chiamato - il Consiglio di amministrazione dell'ARPAS, che poi è diventato ultimamente il Comitato di coordinamento, non approva i bilanci né tanto meno approva la contabilità, quindi tutti gli atti contabili interni della gestione dell'ARPAS stessa, ma bensì esprime un parere obbligatorio; ed è chiaro in questo caso che dovrà essere giustamente la Giunta ad approvare il bilancio e gli atti contabili dell'ARPAS. Contemporaneamente, con l'emendamento che ci è stato proposto, è la Giunta stessa che nomina i revisori che sono giustamente i tecnici che revisionano gli atti contabili, quindi ispezionano, verificano, controllano gli atti contabili dell'ARPAS, cioè il controllore che poi controlla se stesso.

Ecco qual è il punto di criticità;per quanto mi riguarda avrei detto sì a questo emendamento se, così come è stato detto in Commissione ieri notte, fosse stata già in vigore una legge sulla trasparenza degli atti. Ma così non è e il contenuto di questo emendamento, comunque, non ne rispetterebbe assolutamente lo spirito.

L'ARPAS, come è stato detto giustamente in Commissione, ha dei compiti che travalicano le competenze sia dell'Assessorato dell'ambiente che dell'Assessorato della sanità: ha dei compiti relativamente al territorio di un'importanza vitale! Quindi il contenuto di questo emendamento ha creato, giustamente, disagio nell'opposizione perchè sino ad oggi l'organo di controllo sugli atti di tutti gli altri enti è il Consiglio regionale, è il Consiglio regionale che nomina i revisori. Ma non per controllare se la Giunta va bene o va male, se la Giunta fa o no il suo dovere verso l'ARPAS o verso gli altri enti, ma perché è il Consiglio che ha sempre il controllo sugli atti dell'Esecutivo.

Tra l'altro, verrebbe tutelata con la nomina di un revisore la presenza dell'opposizione in un organo così importante, così come era stata previsto nel testo originario approvato all'unanimità. Questo, per quanto mi riguarda, è il dubbio più rilevante che ho sul provvedimento,anche se credo che con l'esperienza, nel corso degli anni a venire, la legge potrà essere modificata e modellata alle reali esigenze del momento.

Io credo, però, che questo dubbio debba e possa essere fugato affinchè il Consiglio possa esprimersi all'unanimità; dispiacerebbe moltissimo infatti concordare sull'importanza e sulla necessità di istituire questo strumento e poi non poter trovare un accordo a causa di un particolare che in questo momento ha un'importanza politica vitale.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Masia, relatore.

MASIA (Federalista Autonomista Misto), relatore. Il relatore esprime parere contrario sull'emendamento numero 1; esprime parere favorevole sugli emendamenti numero 11 e 18.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente..

DESSI', Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 1. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Presidente, chiedo la votazione nominale sull'emendamento numero 1.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, l'emendamento numero 1 è ritirato.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 11. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Presidente, chiedo la votazione nominale dell'emendamento numero 11.

PRESIDENTE. Invito i consiglieri che appoggiano la richiesta ad alzarsi in piedi.

(Appoggia la richiesta il consigliere La Spisa, Capogruppo.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

UGGIAS (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, una breve dichiarazione di voto per illustrare il senso dell'emendamento numero 11. L'ARPAS svolge sostanzialmente una funzione di tutela degli interessi collettivi alla salute e all'ambiente, in questo senso è previsto che fornisca i propri servizi principalmente a soggetti pubblici e a enti di diritto pubblico.

Nello stesso tempo, Presidente, l'emendamento precisa che anche i privati possono essere destinatari dei servizi forniti dall'Arpas; questo aspetto è stato approfondito in Commissione e in quella sede abbiamo trovato un punto di equilibrio sulla base delle esperienze vissute nelle altre Regioni. Abbiamo avuto anche la possibilità di esaminare delle direttive emanate dal garante, dall'Authority, contenenti una censura dell'operato di altre Arpa regionali e una limitazione dei servizi che le Agenzie possono svolgere nei confronti dei privati. Vengono vietate quindi quelle prestazioni a favore dei privati che presuppongono in generale valutazioni su tipologie di attività soggette a vigilanza da parte dell'Agenzia. Il mio voto è chiaramente favorevole all'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Signor Presidente, anche io esprimo il mio voto favorevole sull'emendamento. Mi sembra importante che l'ARPAS, attraverso questo emendamento, non interferisca con l'attività dei privati e limiti invece la sua attività ai compiti strettamente istituzionali. Si evita così di alterare il mercato privato e si garantisce il ruolo terzo dell'Agenzia perché si evita l'inoltro di richieste di tipo preventivo da parte di privati in merito alla scelta dei percorsi atti a, per esempio, a bonificare dei siti o a rientrare nei parametri di legge previsti per molte attività industriali. Confermo il mio voto favorevole all'emendamento 11.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Io dichiaro il voto di astensione anche su questo emendamento, ripetendo che la motivazione è la stessa espressa per il passaggio agli articoli. Siamo cioè in attesa di una risposta politica sui due punti centrali, o comunque molto importanti, di questo provvedimento che noi consideriamo rivelatori di un certo modo di concepire il rapporto fra l'Esecutivo e il Consiglio: il sistema di controllo esterno e la garanzia per la trasparenza amministrativa; mi sto riferendo alla questione del collegio dei revisori e alla questione, sollevata ieri in Commissione, del metodo di scelta della dirigenza che noi crediamo debba essere ad evidenza pubblica. In attesa di questa risposta confermiamo il voto di astensione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 11.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CALLEDDA - CERINA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FRAU - IBBA - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - Scarpa - Secci - Serra - Uggias.

Risponde no il consigliere: MORO.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - AMADU - CONTU - DEDONI - LA SPISA - PETRINI - PILI - RASSU - SANCIU - SANJUST - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 46

votanti 35

astenuti 11

maggioranza 18

favorevoli 34

contrari 1

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 18. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 3. All'articolo 3 è stato presentato un emendamento.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3 e del relativo emendamento:

Art. 3

Funzioni regionali di coordinamento e di indirizzo

1. La Regione persegue l'obiettivo della massima integrazione, della razionalizzazione e del coordinamento delle attività e dei soggetti operanti nel campo della promozione e prevenzione della salute collettiva e del controllo ambientale, al fine di una gestione unitaria e dell'applicazione di protocolli operativi uniformi.

2. A tal fine, la Giunta regionale, su proposta degli Assessori regionali della difesa dell'ambiente e dell'igiene, sanità e assistenza sociale, entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, approva un atto di indirizzo che individua le rispettive specifiche competenze e le modalità per l'esercizio coordinato ed integrato delle funzioni dell'ARPAS e dei dipartimenti di prevenzione delle aziende sanitarie locali in ordine ai controlli che hanno rilevanza ambientale e sanitaria, ai sensi dell'articolo 7 quinquies del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 così come modificato dal decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229.

3. La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, d'intesa con l'Assessore regionale dell'igiene, sanità e assistenza sociale:

a) definisce, nell'ambito degli strumenti di programmazione e pianificazione previsti dalla normativa vigente, gli obiettivi generali e le priorità strategiche delle attività di promozione e prevenzione della salute collettiva, di vigilanza e di controllo ambientale;

b) emana direttive per l'esercizio delle funzioni di vigilanza di cui al comma 1 dell'articolo 3 del decreto legge n. 496 del 1993, convertito con modificazioni dalla Legge n. 61 del 1994, onde assicurare il buon andamento generale e la regolarità dei provvedimenti posti in essere dall'ARPAS.

EMENDAMENTO aggiuntivo Masia - Sanna Alberto - Cachia - Calledda - Cocco - Corda - Cuccu Giuseppe - Fadda Giuseppe - Frau - Ibba - Lai - Lanzi - Pacifico - Serra - Uggias.

Art. 3

Al comma 3, dopo la lettera b) sono aggiunte le seguenti lettere:

"c) approva il programma triennale e annuale delle attività dell'ARPAS;

d) approva il bilancio preventivo pluriennale ed annuale ed il conto consuntivo" (12).)

PRESIDENTE. Poichè nessuno è iscritto a parlare sull'articolo e sull'emendamento, ha facoltà di parlare il consigliere Masia, relatore, per esprimere il parere sull'emendamento.

MASIA (Gruppo Misto), relatore. Il relatore esprime parere favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

DESSI', Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 3. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 12.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 12.

(Segue la votazione)

Rispondono si consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FRAU - IBBA - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Matteo - SECCI - SERRA - SPISSU - UGGIAS.

Risponde no il consigliere :SANNA Matteo

Si è astenuto: il Presidente SPISSU

Risultato della votazione

Il PRESIDENTE proclama il risultato della votazione:

Presenti 36

Votanti 35

Astenuti 1

Maggioranza 18

Favorevoli 34

Contrari 1

Colleghi, poiché non è presente il numero legale dichiaro nulla la votazione e sospendo la seduta per trenta minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 56, viene ripresa alle ore 11 e 26.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare i consigliere La Spisa. Ne ha facoltà. LA SPISA (F.I.). Reitero la richiesta di votazione nominale.

Seconda Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 12.

(Segue la votazione)

Prendo atto che la consigliera Cerina ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU GIUSEPPE - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FRAU - IBBA - LAI - MANCA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - UGGIAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - LA SPISA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 39

votanti 37

astenuti 2

maggioranza 19

favorevoli 37

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 4. All'articolo 4 non sono stati presentati emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4:

Art. 4

Sistema informativo regionale ambientale

1. Per lo svolgimento delle attività di cui alle lettere c) e d) del comma 1 dell'articolo 2, l'ARPAS organizza e gestisce il sistema informativo regionale per il monitoraggio ambientale (SIRA) che comprende:

a) i sistemi informativi e le reti di monitoraggio ambientale esistenti, sia regionali che degli altri enti pubblici, provvedendo, se necessario, alla loro integrazione, potenziamento e adeguamento, anche con la predisposizione e gestione di scenari e modelli numerici di interesse ambientale;

b) i sistemi informativi e le reti di monitoraggio ambientale la cui realizzazione risulti programmata o in corso di realizzazione da parte della Regione e degli altri enti pubblici al momento dell'entrata in vigore della presente legge.

2. L'ARPAS opera, inoltre, in collaborazione con altri sistemi informativi di livello regionale e locale, con il sistema informativo delle aziende sanitarie locali, anche al fine di correlare la mappatura dei siti inquinati, con le banche dati territoriali relative alla prevalenza ed all'incidenza di determinate patologie, con il sistema informativo nazionale ambientale (SINA), con l'Agenzia per la protezione dell'ambiente e dei servizi tecnici (APAT) di cui all'articolo 38 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e con l'Agenzia europea dell'ambiente (AEA).)

PRESIDENTE. Poichè nessuno è iscritto a parlare metto in votazione l'articolo 4. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Presidente,chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 4.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Vargiu si è astenuto.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Oscar - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU GIUSEPPE - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Mario - FRAU - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - UGGIAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - LA SPISA - LIORI - RASSU - SANCIU - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 44

Votanti 38

Astenuti 6

Maggioranza 20

Favorevoli 38

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 5. All'articolo 5 è stato presentato un emendamento.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5 e del relativo emendamento:

Art. 5

Programma delle attività

1. L'ARPAS svolge le proprie attività sulla base di programmi pluriennali ed annuali, coerenti con gli indirizzi impartiti dalla Regione. Il programma pluriennale, con valenza triennale, fornisce un quadro previsionale delle tipologie degli interventi, delle risorse necessarie, dei tempi e dei risultati attesi, con riferimento sia alla struttura centrale, sia ai dipartimenti provinciali ed ai dipartimenti specialistici regionali; il programma annuale indica in modo aggregato a livello regionale e disaggregato a livello dipartimentale, gli obiettivi, gli interventi, le risorse, nonché il sistema di verifica dei risultati; in prima applicazione il programma annuale dell'Agenzia di cui alla lettera c) del comma 2 dell'articolo 9 è approvato, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale della difesa dell'ambiente d'intesa con l'Assessore regionale dell'igiene, sanità e assistenza sociale.

EMENDAMENTO soppressivo totale VARGIU

Art. 5

L'articolo 5 è soppresso. (2).)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, l'articolo 5 consente di riprendere il discorso, che io avevo fatto a margine della discussione sull'articolo 2, sul fatto che la condivisione espressa sugli obiettivi dell'ARPAS, che ci ha consentito di votare con un prudente giudizio di astensione il momento del passaggio agli articoli, si attenua nel momento in cui entriamo nel merito del costrutto tecnico della legge. Un merito che difficilmente può trovare d'accordo chiunque pensa che le esigenze di prevenzione ambientale in Sardegna richiedono in questo momento uno strumento finalizzato alla loro risoluzione.

Nell'articolo 5 si ha già un'idea abbastanza chiara della articolazione complessiva che negli articoli successivi verrà più puntualmente dettagliata dalla Giunta e dal centrosinistra che propone e appoggia questa legge. Un'articolazione pletorica assolutamente ammalata di ipertrofia; una ipertrofia che, tra l'altro, attira l'attenzione anche di coloro i quali sono fuori da quest'Aula, se è vero come è vero che l'associazione degli industriali ha inviato delle considerazioni, purtroppo tardivamente in quanto non è più possibile prenderle in esame, ai consiglieri regionali affinché ne tenessero conto durante l'esame del provvedimento.

L'Associazione degli industriali sottolinea come, laddove l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente ha una configurazione analoga a quella che noi gli vorremmo dare, quella configurazione è tipica di Regioni la cui burocrazia funziona in maniera molto differente dalla nostra. L'Associazione degli industriali infatti, citando esempi di ARPA funzionanti, si ferma alla "linea gotica", cioè alla Lombardia, all'Emilia Romagna, , al Piemonte, per dirci che, normalmente, all'interno delle Agenzie regionali per l'ambiente di queste Regioni è previsto un coinvolgimento delle associazioni imprenditoriali finalizzato ad acquisire il loro importante contributo sui problemi che riguardano l'inquinamento ambientale, il controllo del territorio, l'ottimizzazione del ripristino delle condizioni di partenza di territori degradati. Così come viene sottolineata la presenza dei tecnici perchè le diverse ARPA regionali prevedono molti organismi tecnici di cui anche la legge regionale sarda è ugualmente ben provvista (per esempio nei comitati provinciali per l'ambiente sono presenti i tecnici delle province), ma nel nostro testo è in piena luce la componente politica e non si mette in evidenza la componente tecnica.

Questo credo sia il problema fondamentale di questa legge di cui, negli interventi che avremo occasione di fare come Riformatori durante la discussione in Aula, sottolineeremo l'importanza; la sottolineeremo non tanto perché siamo convinti che voi possiate oggi fare un passo indietro su ciò che avete scritto, approvato e di cui siete probabilmente convinti, ma perché possa rimanere a futura memoria il fatto che le famose riforme istituzionali di cui l'onorevole Lai ha parlato nel suo appassionato intervento di ieri sera altro non sono se non duplicazioni, triplicazioni, moltiplicazioni di Commissioni, sotto Commissioni, dipartimenti di cui oggi non si sente assolutamente la mancanza. Ciò di cui si sente la mancanza è l'azione di controllo, non la moltiplicazione degli organismi, degli enti e delle sottocommissioni all'interno della struttura che è deputata ad effettuare il controllo. Colleghi, valutate il numero di figure direttive che istituisce la nuova legge.

La nuova legge rischia di istituire una quantità di direttori maggiore della somma di tutti i direttori presenti negli Assessorati dell'intera Regione Sardegna; sono previsti infatti otto direttori dipartimentali provinciali, i direttori delle aree tecnico-scientifica e amministrativa, i direttori dei progetti scientifici regionali. Quanti saranno i progetti scientifici regionali? Non si sa. Al momento due sono sicuri, quelli riferiti alla SAR e alla PROGEMISA. Probabilmente ci saranno tanti di questi altri direttori. Poi c'è il direttore generale, poi ci sono i direttori di settore. Sostanzialmente una struttura che prevede duecento dipendenti, più quelli provenienti da SAR e PROGEMISA, avrà venti direttori; i quali venti direttori saranno trattati con i guanti bianchi, perché a parte il direttore generale, il direttore amministrativo e il direttore sanitario ai quali è assegnato un trattamento identico ai pari grado impiegati nelle ASL, tutti gli altri direttori avranno il trattamento previsto dal contratto della sanità per i direttori di dipartimento.

Chiunque vive e conosce il mondo della sanità, sa che cosa significa dire che avranno lo stesso trattamento economico dei direttori di dipartimento della sanità. Questa pletora di direttori, ovviamente, oltre a relazionarsi al proprio interno, dovrà rapportarsi non soltanto con il direttore regionale, con il direttore generale e con il direttore tecnico-scientifico, ma anche con i direttori del progetto scientifico con i quali dovrà stabilire un modo comportamentale per poter andare d'accordo.

Questa struttura è così complessa, così "infarcita" di direttori che voi, prevedendo la possibilità di qualche litigio tra gli stessi, avete stabilito (non ricordo a memoria il comma) che in caso di dissenso prevale l'indicazione del direttore più alto in grado., Avete cercato di dare alla fine voi stessi una soluzione al problema del conflitto tra direttori che, sicuramente, nascerà in un organismo che dovevamo semplificare nella sua articolazione rispetto alla struttura originaria. Invece abbiamo creato una bella batteria, un bel plotone di direttori di dipartimento ai quali applichiamo il contratto della sanità e che sanno a chi devono gratitudine per il loro incarico, anche se ovviamente sarà poi il vostro direttore generale a scegliere chi promuovere e chi no.

Questi direttori, probabilmente, non sanno però quali sono i loro compiti istituzionali, perché non sanno quali sono le loro competenze, non sanno qual è il limite tra le loro competenze e quelle del direttore di pari grado, del direttore sovrapposto e del direttore sottoposto, con una promessa di funzionalità di questo carrozzone, rispetto agli interessi generali della Sardegna, che a nostro avviso sembra abbastanza modesta.

Inoltre questi direttori si dovranno interfacciare con una quarantina di componenti di comitati ambientali provenienti, come lamenta la Confindustria, più dalle fila dei politici che non da quelle dei tecnici e che costituiscono un'altra bella corona di riferimento di questa struttura pletorica assolutamente non pensata rispetto alle connotazioni tipiche della burocrazia sarda. Una burocrazia che, l'avete detto tante volte voi stessi, occorreva aiutare a crescere, ma la burocrazia sarda non si aiuta a crescere nominando tutti direttori.

La burocrazia sarda si aiuta a crescere facendola confrontare con la burocrazia non sarda, facendola confrontare con ciò che cambia nel mondo dal punto di vista burocratico, dandole quelle caratteristiche di snellezza, di capacità di incidere sulle cose. o Questo è ciò che i cittadini sardi si aspettano dalle strutture nuove e vecchie che il Consiglio regionale deputa al funzionamento delle leggi in Sardegna, ma ci sarà l'occasione per continuare la discussione su questo argomento.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Molto brevemente, su questo articolo, per manifestare una valutazione personale molto simile a quella che l'onorevole Vargiu ha proposto più volte negli interventi su questa legge. Ma, mi forniscono uno spunto anche le considerazioni espresse ieri in Commissione da diversi colleghi del mio Gruppo, relativamente al fatto che questa Agenzia, necessaria certamente, viene disegnata da questa legge in maniera in parte contraddittoria e in parte insufficiente.

Vorrei sottolineare, riguardo a questo articolo, un'incongruenza oggettiva che ci induce a porre una domanda. Nell'articolo si dice che l'ARPAS svolge le proprie attività sulla base di un programma annuale che deve indicare in modo aggregato a livello regionale e disaggregato a livello dipartimentale, gli obiettivi, gli interventi, le risorse, nonché il sistema di verifica dei risultati. Questo programma annuale in prima applicazione è approvato, entro tre mesi dalla entrata in vigore della presente legge, dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore della difesa dell'ambiente d'intesa con l'Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale.

La semplice domanda che vorrei fare è quali risorse verranno subito destinate per questo programma, posto che la copertura di questa legge, che in origine era di 670.000 euro per l'anno 2006, secondo un emendamento appena presentato dalla Giunta, con un grande sforzo arriva a 980.000 euro. L'esiguità dello stanziamento indica che l'attuazione di questa legge rischia, come è accaduto per numerosi provvedimenti che questa Giunta e questa maggioranza hanno approvato, di essere procrastinata a un tempo che non è assolutamente calcolabile a causa degli errori di impostazione. Ci sembra che questa nuova Agenzia entrerà in funzione veramente molto, molto tardi. Avrete fatto un'operazione ancora una volta propagandistica, ma in realtà niente crediamo possa cambiare, vista l'indisponibilità ad adottare adeguate risorse o a calcolare almeno quali risorse possano essere destinate a questa istituzione.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Signor Presidente, anch'io intervengo sull'articolo 5 perché mi pare sia, come hanno già detto il collega Vargiu e il collega Capogruppo La Spisa poc'anzi, la fotografia dell'obiettivo che la Giunta regionale si pone rispetto ad un tema così delicato come quello all'attenzione del Consiglio. Mi pare che emerga, in tutti i passaggi di questo testo di legge, una filosofia politica della sinistra: quella di incrementare a più non posso la burocrazia per cercare di trasformare organismi che sono utili, e che dovrebbero essere utili al corretto utilizzo dell'ambiente e alla sua gestione, in strumenti di potere finalizzati al controllo politico.

L'onorevole Vargiu poc'anzi faceva un giusto richiamo ai tanti organismi che vengono costituiti. Questo è davvero nei numeri il più grande carrozzone che la storia autonomistica ricordi se noi prendiamo come elemento di valutazione gli oltre venti centri di potere che vengono costituiti con questa legge.

PACIFICO (D.S.). E le assunzioni al SAR, chi le ha fatte?

PILI (F.I.). Venti centri di potere che hanno tutti un obiettivo puntuale di mancanza di coordinamento con le linee e con le strategie che la Giunta regionale dovrà individuare. Una confusione di ruoli e di competenze con l'obiettivo di far prevalere la logica del controllo politico.

PIRISI (D.S.). Previsioni del tempo!

PILI (F.I.). Io credo che proprio i richiami che voi fate, con sottili allusioni e battute, intanto non riguardino assolutamente il sottoscritto, mentre è

bene che facciate una riflessione più attenta su questo passaggio, un passaggio che è assolutamente aleatorio sul programma delle attività innanzitutto. Perché quando dite che il programma pluriennale fornisce un quadro previsionale, il fatto stesso di richiamare un quadro e quindi non un programma serio, un programma preciso di tutte le attività che l'ARPAS dovrà svolgere, rende concreta la necessità di fare una riflessione su quanto questa Agenzia riuscirà a fare.

Il collega La Spisa richiamava il nocciolo della questione. Infatti, se esaminiamo punto per punto tutte le attività che l'ARPAS per istituto deve compiere e poi esaminiamo l'ultimo articolo, quello relativo alle risorse finanziarie, ci rendiamo conto di quanto sia insufficiente la capacità di intervento, la capacità di incidere di questo organismo sul problema che si vuole affrontare, quello della gestione dell'ambiente e della sua tutela. Si istituisce un'Agenzia regionale per l'ambiente per la quale non si stanzia nemmeno un milione di euro. E' evidente che appare assolutamente improponibile ed inaccettabile una previsione di spesa di questa portata.

Una Giunta regionale che propone un provvedimento di tale importanza avrebbe dovuto fare una previsione di spesa, previsione di spesa che è assolutamente assente. Questa mancanza denota, a mio avviso, la volontà di tentare un'azione, diciamo così, propagandistica su un tema rilevante come quello dell'ambiente, ma certamente si persegue anche un obiettivo politico: quello di mettere in piedi l'ennesimo grande carrozzone che, nelle intenzioni, doveva essere eliminato dalla scena politica e che invece viene riproposto in tutte le sue peggiori manifestazioni che emergono con grande rilevanza in questa proposta all'esame del Consiglio.

È evidente che il passaggio politico che è stato richiamato anche dai colleghi che mi hanno preceduto è sostanziale: questa maggioranza sta abdicando alle decisioni assunte all'unanimità in Commissione, anche col voto dei suoi commissari, in materia di potere di controllo da parte del Consiglio, attraverso lo strumento dei revisori dei conti, sulla gestione della stessa ARPAS. I commissari della maggioranza si sono rimangiati, fatemi passare questo termine, quella decisione. Vi è quindi un arretramento dei poteri del Consiglio regionale determinato dalla posizione assunta dal Presidente della Regione che ieri molto chiaramente ha detto che la Giunta ritiene improponibile che il Consiglio abbia un qualsiasi potere di controllo sulla gestione di un organismo talmente rilevante sul piano operativo, sul piano delle funzioni, sul piano dei settori di competenza. Ma il Consiglio regionale, per Statuto, ha il potere di controllo su tutta l'attività della Regione; e l'Agenzia è un organismo che assomma a sé i poteri dell'Assessorato dell'ambiente, i poteri dell'Assessorato della sanità, per molti versi ha competenza anche nel campo dell'Assessorato dei lavori pubblici per quanto riguarda l'assetto idrogeologico, dell'Assessorato dell'industria e delle attività produttive per quanto riguarda gli aspetti legati alla gestione delle concessioni delle acque.

Quindi di fatto il Consiglio regionale, per vostra assoluta responsabilità, e io dico per colpa, viene eliminato dal controllo sulla gestione di questa imponente competenza. Vorrei sottolineare inoltre che se voi leggete la relazione allegata al testo vi renderete conto che un Gruppo importante della maggioranza non ha partecipato al voto, si è astenuto; , guarda caso, il progetto che è all'attenzione dell'Aula non ha il parere favorevole del partito del Presidente della Regione. Mi pare davvero l'ennesima dimostrazione della confusione che regna su questo tema all'interno della maggioranza e del fatto che ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, si perseguono obiettivi non certo chiari con la giustificazione che si cerca di porre rimedio, così vorrebbe far credere qualcuno, ad un'assenza di provvedimenti legislativi in questa materia.

Vorrei ricordare a quest'Aula che dal 2002 la Sardegna ha l'ARPAS costituita e istituita con organismi gestionali correttamente insediati, che grazie al provvedimento del 2002 l'ARPAS è riuscita a far avere alla Sardegna la parte della premialità europea relativa all'istituzione dell'ARPAS stessa e vorrei dire che l'unica modifica che il Presidente della Regione ha introdotto nel 2004, cioè abbondantemente due anni dopo, riguarda soltanto la possibilità di nominare alla direzione generale un esterno alla macchina amministrativa regionale. Noi oggi, con un nostro emendamento vogliamo ripristinare la procedura di evidenza pubblica per evitare la chiamata diretta di qualche amico, di qualche soggetto che possa rispondere meglio alle esigenze di questo grande castello di potere che si vuole sostanzialmente creare.

Aggiungo che è evidente che nel momento in cui si sia deciso di avvallare nel 2004 l'ordinanza del 30 settembre 2002, vi era la necessità di dare delle risposte compiute, se quell'ordinanza non era riconosciuta come valida probabilmente non avrebbe meritato nemmeno l'attenzione per quel tipo di modifiche. La realtà è tutt'altra; oggi prevale la scelta della burocratizzazione a tutti i costi che fa nascere un nuovo carrozzone, un centro di potere al servizio di pochi, non certo al servizio della comunità della Sardegna.

PRESIDENTE.

Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Masia, relatore.

MASIA (Federalista Autonomista Sardo), relatore. Il relatore esprime parere negativo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

DESSI', Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 2. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale..

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Oscar Cherchi si è astenuto e che il presidente Soru ha votato contro.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FRAU - IBBA - LAI - LANZI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PISU - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - CHERCHI Oscar - LA SPISA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 40

votanti 37

astenuti 3

maggioranza 19

Contrari 37

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'articolo 5. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 6.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6:

Art. 6

Vigilanza e controllo

1. L'ARPAS è sottoposta alla vigilanza ed al controllo della Giunta regionale.

2. Il controllo preventivo viene esercitato dall'Assessorato regionale della difesa dell'ambiente, tramite il competente servizio, dotato del personale necessario allo svolgimento dell'attività di controllo, ai sensi dell'articolo 4 della legge regionale 15 maggio 1995, n. 14, limitatamente agli atti di cui alle lettere a), b), c) del comma 2 dell'articolo 9 e alla lettera f) del comma 5 dell'articolo 10.

3. Il controllo consiste nell'accertamento della conformità dell'atto alle norme legislative e regolamentari, nonché nella valutazione della coerenza dell'atto con gli obiettivi generali e le priorità strategiche definite dalla Giunta regionale nell'ambito degli strumenti di programmazione e pianificazione regionali.

4. Si estende all'ARPAS il controllo di gestione previsto dell'articolo 10 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31.)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Su questo articolo vorrei, brevissimamente, fare una sottolineatura. Questa legge stabilisce un sistema di vigilanza e di controllo sull'azione amministrativa dell'istituenda Agenzia sicuramente molto forte e tale da stabilire una dipendenza continua della stessa Agenzia nei confronti della Giunta regionale, proprio perché l'azione di vigilanza e di controllo viene dettagliatamente indicata sia relativamente al controllo preventivo all'esercizio delle funzioni amministrative, ovviamente secondo le disposizioni previste dalle leggi sui controlli, sia relativamente al controllo di gestione previsto dalla legge numero 31.

Nel terzo comma si stabilisce anche che: "Il controllo consiste nell'accertamento della conformità dell'atto alle norme legislative regolamentari, nonché nella valutazione della coerenza dell'atto con gli obiettivi generali e le priorità strategiche definite dalla Giunta regionale…", stiamo parlando di una vigilanza e di un controllo non eminentemente formali ma sostanziali effettuati sia sulla legittimità degli atti, sia sul merito dell'azione amministrativa perché si esprime una valutazione della rispondenza alle priorità strategiche e agli obiettivi generali. Successivamente poi abbiamo il controllo di gestione.

Io sottolineo questo aspetto per motivare la nostra insistenza sul fatto che almeno il controllo contabile non sia sottoposto alla direzione e alla totale discrezionalità della Giunta regionale che, nominando i componenti del collegio dei revisori, a questo punto opererebbe sia l'azione di controllo sulla legittimità degli atti, sia il controllo sul merito dell'azione amministrativa, cioè sulla coerenza fra obiettivi, indirizzi e gli atti concreti, quindi è un controllo che è pervasivo di tutta l'amministrazione dell'Agenzia.

La configurazione di un organismo di controllo contabile espresso non dal Consiglio regionale, cioè non dall'organo della Regione che rappresenta effettivamente una funzione di bilanciamento dei poteri, rischia, a nostro parere, di inserire in questa legge, ma ancora di più nel sistema regionale, perché questa legge creerà un precedente, la prassi di limitare l'azione di controllo da parte del Consiglio regionale, almeno nell'indicazione dei nomi di coloro che abbiano il compito di vigilare e di controllare la regolarità contabile dell'azione amministrativa di questa Agenzia e di altre.

Un sistema presidenziale, con tutto un percorso legislativo che ha distinto in maniera molto netta le funzioni amministrative da quelle di indirizzo politico, giustamente pone in capo alla Giunta regionale la totalità della responsabilità dell'azione amministrativa; non vedo però perché nell'indicazione degli organi di controllo contabile debba essere emarginato il Consiglio; insisto sul fatto che si tratta solo di un controllo contabile, perché invece il controllo di legittimità e di merito, che sono quelli più importanti, sono comunque di competenza della Giunta regionale, proprio in forza di questo articolo 6.

Chiedo a tutti di ragionare su questo aspetto che ha una grande importanza che travalica anche la materia di cui stiamo trattando che pure è importante: l'istituzione da tempo attesa di questa Agenzia. E' una questione che credo meriti attenzione e ancora riflessione da parte di tutto il Consiglio. Signor Presidente, chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 6.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Corda, Manca e Uggias hanno votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FRAU - IBBA - LAI - LANZI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - LA SPISA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 39

Votanti 37

Astenuti 2

Maggioranza 19

Favorevoli 37

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 7. All'articolo 7 è stato presentato un emendamento.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7 e del relativo emendamento:

Art. 7

Comitato provinciale per l'ambiente

1. Il comitato provinciale per l'ambiente è l'organismo di coordinamento territoriale per il controllo e la valutazione delle problematiche ambientali del territorio ed è istituito e convocato dal presidente della provincia.

2. Il comitato è composto:

a) dal presidente della provincia, che lo presiede;

b) dall'assessore provinciale dell'ambiente;

c) da tre sindaci eletti dal Consiglio delle autonomie locali.

3. Al fine di favorire il pluralismo, la votazione avviene con voto limitato a due preferenze.

4. Alle riunioni del comitato partecipa, senza diritto di voto, il direttore generale dell'ARPAS ovvero il direttore del dipartimento provinciale.

5. Alle riunioni del comitato partecipano, qualora se ne presenti la necessità, i sindaci dei comuni interessati da crisi ambientali in atto o potenziali.

6. Il comitato ha il compito di:

a) definire proposte relative alle esigenze dei rispettivi ambiti territoriali da presentare al direttore generale dell'ARPA per l'elaborazione dei programmi annuali di attività del dipartimento provinciale;

b) effettuare periodici controlli sullo svolgimento delle attività programmate e sui risultati conseguiti che sono comunicati al comitato regionale di indirizzo di cui all'articolo 9.

7. Il comitato esprime parere obbligatorio sul programmi provinciali dell'ARPAS.

8. Il comitato resta in carica per la stessa durata del consiglio provinciale e si riunisce almeno quattro volte l'anno, ovvero quando almeno due dei suoi componenti lo richiedano.

9. Le province adottano un regolamento di disciplina dello svolgimento delle sedute del comitato.

EMENDAMENTO soppressivo totale VARGIU

Art. 7

L'articolo 7 è soppresso. (3).)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, io credo che questo articolo 7 possa rappresentare davvero uno degli articoli più controversi di questa legge; nel senso non che l'articolo in sé sia articolo che desta in qualche maniera problemi, ma perché è un articolo intrecciato con il resto della costruzione che il centrosinistra ha voluto dare a questa legge, cioè con le articolazioni su base provinciale dell'ARPAS.

Prendiamoci ancora qualche minuto di tempo su questa legge per ragionare insieme, se voi ne avete piacere, perché io non riesco a capire quale sia il motivo per cui, durante una fase di semplificazione delle organizzazioni strutturali burocratiche attraverso cui la Sardegna cerca di dare risposte alle esigenze del proprio territorio, ci sia da parte vostra questo cupio dissolvi che vi porta a moltiplicare gli organismi, a moltiplicare le funzioni di controllo, a moltiplicare le strutture che dovrebbero dare risposte e controllarsi e che, nel frattempo, si intersecano tra di loro sui problemi.

Io vorrei rilevare che l'Assessore della sanità, quando ha presentato un disegno di legge di riforma della legge numero 5, in un articolo ha inserito anche l'Agenzia regionale per la sanità, un organismo di cui questo Consiglio e le Commissioni si sono occupati a lungo. Mentre il Consiglio nella passata legislatura, e sembrerebbe anche in questa, si orientava a dare una personalità giuridica all'Agenzia regionale per la sanità, dotandola di una sua articolazione che le consentisse un'indipendenza rispetto alla struttura stessa dell'Assessorato, l'Assessore proponeva un'Agenzia regionale per la sanità come struttura interna all'Assessorato.

L'Assessore infatti, al di là dell'essere d'accordo o meno sulla proposta, ragionava (ragionamento non privo di logica e utile da cogliere) sul fatto che in altre Regioni italiane, dove l'Agenzia regionale per la sanità è organismo dotato di personalità giuridica, indipendenza, autonomia, eccetera, il suo funzionamento diventa farraginoso; quindi anche nelle Regioni più sviluppate dal punto di vista della cultura della burocrazia e cioè la Toscana, l'Emilia Romagna, quelle del nord Italia quali Veneto, Lombardia, Piemonte, si sta ripensando questa struttura per comprendere se sia più utile e dinamica inserita direttamente all'interno dell'Assessorato oppure collocata all'esterno.

Io personalmente sono un sostenitore, lo dico con chiarezza perché non bisogna neanche fare il gioco delle tre carte, dell'Agenzia regionale per la sanità istituita all'esterno dell'Assessorato, però ho seguito il ragionamento e ho compreso il principio che il ragionamento aveva in sé e cioè quello della creazione di strumenti elastici, dinamici, agevoli, snelli, strumenti funzionali alla soluzione del problema. In questo caso invece mi sembra che la scelta vada esattamente in senso contrario, che si stia creando una specie di pachiderma burocratico, una specie di dinosauro come si vede in qualche film di Disney in cui è stata data nuovamente vita a qualche animale morto, ma morto da qualche era e non da qualche giorno o da qualche mese.

Riprende configurazione quindi questo "tartarugone" gigantesco articolato su base provinciale; così cerchiamo di dare alle Province, senza avere i soldi o utilizzando soldi che potrebbero essere impiegati per ben altro, una qualche vocazione, una qualche ragione d'esistenza. Istituiamo questi bei comitati provinciali con cinque persone ciascuno di cui non è detto assolutamente quanto costano, perché che siano comitati ad uso gratuito nella legge, se voi vi leggete l'articolo 7, non c'è mica scritto; allora ha anche ragione chi sostiene che visto che facciamo i comitati, mettiamoci dentro le strutture tecniche di riferimento, cioè mettiamoci dentro l'ufficio tecnico della Provincia, mettiamoci dentro l'ufficio tecnico dei Comuni.

Stiamo facendo una struttura composta da cinque politici, i quali hanno il compito sostanzialmente di segnalare emergenze ambientali-territoriali, quindi sono una specie di vedetta lombarda o vedetta della nostra forestale; questa è l'ennesima commissione che deve interfacciarsi con le sette teste dell'Idra che voi avete costituito come ARPAS. Ma non sarebbe stato più comodo stabilire che il Presidente della Provincia, avendo notizia di un'emergenza ambientale nel proprio territorio, si interfacciasse direttamente con l'ARPAS? Era necessario per forza costituire un comitato di cinque persone (cinque per otto diventano quaranta), che le Province dovranno regolamentare, che pagheranno profumatamente e che poi si divideranno tra opposizione e maggioranza per indicare, o sarà il Consiglio delle autonomie locali che si dividerà tra maggioranza e minoranza, i membri con un ulteriore imbolsimento della Pubblica Amministrazione?

Colleghi, a me non sembra di fare delle valutazioni polemiche, sono soltanto valutazioni di buon senso. Il collega Balia, io lo ascolto sempre con attenzione, ha una grande esperienza e quindi la sua capacità di insegnamento in quest'Aula è riconosciuta credo un po' da tutti, ha definito il mio intervento come un "intervento esasperato", ma io non faccio nessun intervento esasperato, non sono assolutamente esasperato in nessun modo, mi appello al buon senso, non mi appello all'appartenenza alla sinistra, alla destra, al fatto che abbiamo delle divisioni ideologiche, non ci si divide ideologicamente sul comitato provinciale per l'ambiente.

Sul comitato provinciale per l'ambiente si può semplicemente dire che voi, confermando la cultura burocratica che purtroppo continua ad essere presente in maniera assurda in una certa sinistra, continuate a moltiplicare poltrone, seggiole, sediette e sgabellini, dove far accomodare augusti sederi di personaggi di secondo, terzo, sedicesimo piano del mondo della politica, i quali avranno un gettoncino di presenza, perché non sarà un gettone sarà un gettoncino, e consentiranno al Consiglio delle autonomie locali di avere una sessione dedicata in cui litigare per sapere quale sarà la quota pro capite di ciascun partito anche all'interno dei neo-istituiti comitati provinciali per l'ambiente.

Allora io chiedo: "Vogliamo dare ai sardi un segnale che il palazzo della politica raccoglie l'esigenza di cambiamento, di rinnovamento, di innovazione, di semplificazione, che a tutti e due gli schieramenti viene portata dalla gente della strada ogni giorno?" Lo vogliamo fare? Non lo vogliamo fare? La vostra risposta purtroppo è una risposta negativa, della quale non possiamo che prendere atto. E' una risposta che trasforma un obiettivo condiviso, quello di riuscire a far partire l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, in un obiettivo inesistente una volta che si elimina la possibilità di avere una struttura che realmente risponde alle esigenze della gente per farla diventare una struttura nella quale si intrecciano i livelli di decisione, i livelli di scelta, in mille modi differenti.

Voi conoscete meglio di me la burocrazia della Regione Sardegna. Voi sapete meglio di me a che cosa servono i comitati dei politici, servono a parlarsi addosso per ore. Collega Masia, io faccio questo di mestiere in quest'Aula: i cittadini mi chiedono non di governare, perché non sono riuscito a convincerli di avere le capacità per governare, mi chiedono di controllare la vostra azione di governo, quindi questo è il mio lavoro.

Io non sto svolgendo un'azione con la quale cerco di impedirvi di approvare una legge, non avrei né la forza né la capacità e neanche la volontà perché non mi interessa farlo, svolgo un'azione con la quale cerco di convincervi che alcune delle cose che avete inserito in questa legge sono cose malfatte, sono cose insensate, sono cose che non vanno nella direzione che la gente ci chiede. Poi, può darsi che io sia una voce che parla nel deserto, ma insomma il mio ruolo è quello di piantare il seme, poi dal seme certe volte cresce un albero ben più grosso di quanto uno si aspetti.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Onorevoli colleghi, Presidente, io ho chiesto la parola per dire che abbiamo certamente la necessità di accelerare l'approvazione di questo importante provvedimento di legge, ma anche per sottolineare che mi pare si stia esagerando nel voler presentare il testo in esame come un mostro burocratico. L'onorevole Pili parla di venti centri di potere, ma io penso che a tutto ci sia un limite.

Il lavoro che abbiamo fatto, voglio ricordarlo, Giunta, maggioranza e opposizione, perché è stato un lavoro al quale abbiamo partecipato un po' tutti, ha portato ad un risultato a mio parere importante, fondamentale, essenziale: l'istituzione di un'Agenzia che ha un direttore generale, che ha un comitato regionale di coordinamento che svolge la triplice funzione di esercitare il controllo, di avanzare proposte e di assicurare il giusto raccordo con il sistema delle autonomie locali.

L'ARPAS, inoltre, ha una struttura burocratica centrale e otto dipartimenti provinciali, quindi ha un'articolazione amministrativa che prevede un momento gestionale centrale e un momento per ciascuna Provincia. Prima c'erano quattro province e cinque Presidi Multizonali di Prevenzione (P.M.P), oggi ci sono otto province e abbiamo istituito otto dipartimenti provinciali, uno per ciascuna provincia. A capo di ciascun dipartimento c'è un direttore. In ciascuna provincia, inoltre, c'è il comitato provinciale per l'ambiente, anch'esso con funzioni di controllo e di proposta. A chi? Al direttore del dipartimento.

Questo comitato provinciale per l'ambiente è composto dal Presidente della provincia, dall'Assessore provinciale dell'ambiente e da tre sindaci. Non ci sono nomine di partito. Dove sono i centri di potere? Sono organismi essenziali, alcuni sono organismi amministrativi fondamentali che rappresentano l'ossatura amministrativa dell'Agenzia, e altri sono organismi di controllo e di proposta che assicurano la partecipazione delle istituzioni locali alla vita dell'Agenzia, che assicurano la partecipazione dei cittadini e assicurano la democrazia nella vita di questo organismo.

Non ci sono centri di potere, non ci sono interferenze di partiti, non ci sono costi perché nessuno percepisce indennità di carica e quant'altro. Io non capisco, onorevole Vargiu e onorevole Pili, di che cosa stiate parlando. In cinque anni, e mi riferisco alla scorsa legislatura, non siete stati in grado di portare in Consiglio uno straccio di proposta, vi chiamate Riformatori per nome, ma di fatto non avete mai portato una proposta di riforma in quest'Aula, ed è intollerabile questo atteggiamento. Quindi ognuno presenti le sue proposte, le sue posizioni, si discuta pure, però non si può stravolgere la realtà in questo modo.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Se mi consente, Presidente, io tornerei, proprio in relazione alle argomentazioni dell'onorevole Sanna, che se non erro è anche Presidente della Commissione agricoltura, al primo comma del primo articolo di questa legge, per ricordare ai colleghi dell'attuale maggioranza che il decreto legge che obbligava ad istituire l'ARPAS ha una data ben precisa e che non bisogna tentare, furbescamente, di nascondere le proprie, gravi, responsabilità.

Il decreto legge è del 4 dicembre 1993 e la sua conversione in legge è del 21 gennaio del 1994. In quegli anni, vorrei ricordarlo al Presidente della Commissione, avete governato voi ma non siete riusciti a dare alla Sardegna una struttura che, al pari di tutte le altre Regioni italiane, consentisse la gestione della protezione ambientale. Se una responsabilità politica esiste, è tutta della sinistra, è tutta vostra e certamente non può essere imputata a chi nella precedente legislatura ha sopperito al vuoto legislativo con un'ordinanza commissariale che ci ha consentito di recuperare le risorse della premialità e di avviare il processo che ha consentito alla Sardegna di avere l'ARPAS. Questo per fare davvero chiarezza sulla storia dell'ARPAS stessa.

L'articolo 7, entro nel merito, dimostra quanto questa Giunta regionale e questa maggioranza perseguano il costo della burocrazia in sé, quella burocrazia che è un peso per l'impresa, è un peso per le amministrazioni locali, è un peso per il funzionamento di tutto il sistema, anche di quello ambientale. Non ci interessa quanto può prendere un componente, può prendere anche solo il rimborso spese, non è questo il problema, il problema è l'appesantimento della burocrazia, di un sistema che diventa davvero poco funzionale.

Io mi domando se riuscite ad individuare in questo articolo 7 quali siano effettivamente la funzione e le competenze di questo comitato provinciale per l'ambiente. Non si capisce nemmeno quello che avete scritto nel comma 1, il quale comma recita che questo organismo di coordinamento territoriale serve per il controllo e la valutazione delle problematiche ambientali. Il controllo e la valutazione sono competenza di un organismo tecnico non di un organismo politico. Il Presidente della Provincia forse può dare una valutazione e effettuare un controllo sulle problematiche ambientali, o vi deve essere un soggetto tecnico che, invece, su questo si esprime? E, per assurdo, cancellate il potere che effettivamente doveva essere in capo al comitato provinciale, cioè quello di proposta. Il potere di proporre non c'è il Presidente della Provincia, i sindaci non possono avanzare proposte perché avete escluso la parola "proporre" dall'elenco delle funzioni di questo organismo.

Aggiungo che le unità di crisi ambientale, che sono soggetti che funzionano in accordo con tutte le istituzioni, dalla Prefettura ai comuni alle province alla stessa Regione, sono dotate di strutture tecniche che sulle problematiche ambientali possono dare indicazioni ai fini non soltanto di una valutazione e di un controllo ma anche di intervento.

Mi permetto di chiedere al Presidente del Consiglio, e anche agli uffici, di chiarire che cosa si intenda al comma 3 con le parole: "Al fine di favorire il pluralismo" (e mi pare già questa un'affermazione troppo grande per come vi conosciamo) "la votazione avviene con voto limitato a due preferenze". Se il riferimento è al Consiglio delle autonomie dovete scriverlo, perché questa dizione non vuol dire niente, è campata per aria, non ha nessun aggancio legislativo. E' un comma inserito "gratuitamente" dal contenuto puramente demagogico e, per questo, per darvi una mano nell'errore, vi proporrei con un emendamento orale, siete liberi di accoglierlo o non accoglierlo, meglio se non l'accoglierete, di indicare che la limitazione delle due preferenze è riferita ai tre sindaci eletti dal Consiglio delle autonomie locali. se non l'accoglierete ovviamente dimostrerete ancora una volta di non avere a cuore il servizio che volete proporre alla Sardegna.

Inoltre non è possibile dare, come scrivete al comma 6 dell'articolo, il potere di periodici controlli sullo svolgimento dell'attività programmatica; vi chiedo come può un organismo politico diventare un organismo di monitoraggio senza avere alcun tipo di struttura tecnica al suo servizio che gli consenta di verificare davvero l'attuazione dei programmi stessi e dei risultati conseguiti. E' un organismo di vigilanza senza vigili, è un organismo che volete rendere funzionale al potere di controllare e di coprire, volete utilizzare i coordinamenti provinciali e i comitati provinciali soltanto per mettere un cappello su quello che l'ARPAS vuole fare, un avallo politico a quello che l'ARPAS vorrà davvero realizzare.

Questa legge, questo articolo nella sua specificità, fanno ripiombare la Sardegna nei labirinti della burocrazia dove nessuno avrà contezza del percorso burocratico, dei meandri elefantiaci, e non si riceverà alcun tipo di risposta chiara perché la chiarezza è trasparenza. Quando non si ha la capacità di individuare percorsi certi, organismi funzionali con chiare competenze, con chiare funzionalità allora è evidente che si vuole creare confusione e nella confusione davvero il peso della politica diventa insopportabile.

Quindi, questa non è nessun tipo di riforma, non è un'Agenzia snella, capace di essere testa piuttosto che corpo; è un provvedimento anacronistico e antistorico che appesantirà ancora di più una Regione davvero lontana dalle esigenze dell'ambiente, dall'esigenza che in Sardegna un settore così rilevante ha di essere gestito con grande attenzione, con grande competenza tecnica e non con provvedimenti che lasciano, davvero, il tempo che trovano.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). E' evidente che, quando non si hanno argomenti seri per ipotizzare modelli alternativi rispetto a quello proposto dalla Giunta e da alcuni Gruppi della maggioranza, è facile scadere nel catastrofismo a tutti i costi, così come è facile far scadere la discussione sulle responsabilità politiche del passato, responsabilità che in verità ricadono un po' su tutti, a partire non solo dal 1994, ma anche dal 1999 fino al 2004.

E' evidente che il non essere riusciti sia nel 1994, così come dal 1999 in poi, a portare all'attenzione dell'Aula una proposta sul tema che oggi dibattiamo è un ulteriore ritardo della politica; io penso, quindi, che analizzare le responsabilità potrebbe far emergere anche qualche sorpresa fastidiosa se si considera che sull'argomento, anche nell'ultima legislatura, tensioni sono state determinate proprio dalle discussioni su un aspetto, evocato anche questa mattina, e cioè se fare dell'ARPAS un carrozzone o meno.

Bene, il carrozzone sappiamo che nasce con obiettivi ben precisi e soprattutto con la necessità di salvaguardare situazioni che niente o poco hanno a che vedere con le finalità dell'Agenzia. E chi oggi, ripeto, non ha argomenti convincenti certo evoca i fatti che probabilmente hanno interessato la sua personale gestione del governo di questa Regione. Io mi attengo ai fatti, e devo dare atto che sia nei testi dei proponenti, ma soprattutto nel testo che oggi è all'attenzione dell'Aula, il modello proposto contrasta la logica dei carrozzoni.

Mettiamoci innanzitutto d'accordo perchè nel momento in cui si coinvolge il sistema delle autonomie locali ci si oppone non so in base a quale principio, quindi si fanno le battaglie sul centralismo e si grida allo scandalo perché i comuni o le province non vengono coinvolti sulle scelte urbanistiche. Guarda caso su questo argomento che non è meno importante o rilevante il sistema delle autonomie locali non esiste. Ci sono davvero troppe argomentazioni contraddittorie, se non- scusatemi il termine - fasulle che anche questa mattina vengono proposte.

Ma il fatto stesso che ai soggetti diremo indispensabili componenti il comitato , gli Assessori competenti e tre sindaci espressione appunto del Consiglio delle autonomie locali, vengano rimborsate solo le spese di viaggio, come leggo all'articolo 9, dovrebbe far riflettere perché se di carrozzone si trattasse, come è sempre avvenuto nel passato, la prima preoccupazione sarebbe stata quella di stabilire l'entità degli emolumenti.

Riportiamo allora la discussione sul binario serio del confronto sereno e pacato, quale quello proposto dal collega Vargiu, che pure dissente sul modello organizzativo, e su questo si può anche discutere, ma non possiamo ridurre questo Consiglio ad uno stadio dove ancora lo slogan, la mistificazione sembrano ispirare la condotta politica almeno di alcuni colleghi consiglieri.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uggias. Ne ha facoltà.

UGGIAS (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, io ho ascoltato con attenzione gli interventi dei colleghi dell'opposizione che hanno, così come diceva il presidente della quinta Commissione, Alberto Sanna, finora giocato il ruolo delle parti. Un ruolo che capisco possa essere diverso rispetto a quello che si gioca in Commissione e che il fascino del palcoscenico dell'Aula può sicuramente esaltare. C'è chi fa la maggioranza e c'è chi fa la minoranza.

In Commissione avevamo raggiunto effettivamente un punto di incontro, spogliandoci per un attimo di queste vesti di Orazi e Curiazi, di soggetti contrapposti, in nome di un interesse maggiore, l'interesse di una Regione che a distanza di tredici anni doveva dotarsi di uno strumento necessario per la sua attività. Prendo atto, prendiamo atto che purtroppo le luci del proscenio hanno nuovamente inquinato quell'impostazione iniziale, però cari colleghi est modus in rebus, c'è un limite a tutto!

Bisogna riconoscere che nei primi interventi a nome della minoranza, e di questo ne do atto, il collega La Spisa e il collega Rassu, che ha partecipato ai lavori della Commissione, hanno assunto un atteggiamento critico rispetto ad un operato complessivo, non certamente rispetto all'operato della minoranza stessa in sede di Commissione. Io voglio ricordare, infatti, che il testo così come è formulato, lasciando per un attimo da parte gli emendamenti, è il frutto del lavoro unanime dell'intera Commissione, maggioranza e minoranza in tutte le sue articolazioni, componenti, strutture e quant'altro.

Allora, quando io sento parlare di strumento pesante, di carrozzone, di poltrone, di struttura elefantiaca, di mostro storico, io vi ricordo, cari colleghi, che questo è il frutto del vostro lavoro così come del nostro. L'abbiamo votato tutti insieme. Allora, un minimo di coerenza, nessuna demonizzazione, diciamo le cose come stanno, questo è il lavoro al quale avete contribuito anche voi, che è un ottimo lavoro checché se ne dica adesso. E' un ottimo lavoro! La discussione di ieri l'ha dimostrato, la discussione di ieri e il vostro voto di astensione nella votazione sul passaggio all'articolato l'hanno dimostrato.

La Commissione si è espressa unanimemente. Ma perché non possiamo dire, e non diciamo con sincerità e con onestà intellettuale che le richieste che l'opposizione, la minoranza - mi sembra di definirla meglio in questo modo - ha presentato sono state quasi tutte recepite? Avete chiesto maggiore chiarezza nella designazione del Direttore generale e abbiamo acceduto a che ci fosse un passaggio di evidenza pubblica nella designazione del Direttore generale. Avete chiesto una maggiore precisazione rispetto alla figura di alto profilo del Direttore generale e abbiamo acceduto a questa richiesta. Abbiamo acceduto alle vostre richieste.

Su che cosa non ci siamo trovati d'accordo? Non ci siamo trovati d'accordo forse su gettoni di presenza, sulle poltrone, sui numeri della struttura, sulle articolazioni? No, non ci siamo trovati d'accordo semplicemente sull'organo competente, Consiglio o Giunta, a designare i revisori dei conti, come diceva il collega La Spisa. Nessun mostro, solo una diversità di punti di vista. Una diversità di opinioni che, lo dico io stesso con estrema sincerità, rappresenta per la maggioranza un punto di mediazione rispetto ad un passaggio che, originariamente, vedeva non tutte le sue componenti caratterizzate da armonia.

È stato raggiunto un punto di caduta mediano, a seguito della presentazione di una serie di emendamenti da parte della maggioranza, che lascia in capo alla Giunta la designazione dei revisori dei conti. Ora, cari colleghi io posso esprimere un parere, una valutazione personale su questo aspetto, che va anche oltre il tema dell'ARPAS ora in discussione, nel senso che a mio avviso maggiori poteri di controllo in capo al Consiglio, che non siano di gestione, che non siano di controllo dell'operato, ma comunque una presenza sono da tenere in considerazione nell'ottica di un equilibrio fra i poteri che vedremo quando affronteremo le modifiche istituzionali che segneranno un cambio rispetto al passato.

Sicuramente prima il Consiglio era maggiormente interessato nell'operato complessivo della Regione, perché nominava il Presidente della Giunta regionale, che oggi è eletto direttamente dal popolo, perché votava la fiducia alla Giunta, perché aveva tutta una serie di poteri che oggi non ha e che domani può essere uno strumento, nel momento in cui si parla di raccordo istituzionale, di contrappeso, di bilanciamento dei diversi poteri. Ma non è questa la sede, soprattutto non dobbiamo arrivare a demonizzazioni rispetto ad altre cose.

Ecco perché io credo che sia da recuperare quell'atteggiamento che inizialmente l'intero Consiglio ha avuto, che l'intera Commissione ha avuto e che ci porta a dire che in questo momento stiamo recuperando un ritardo storico di tredici anni; ma io mi auguro che oggi, in maniera unitaria, questo Consiglio regionale seppure il germe della riforma è stato posto da diversi Assessori dell'ambiente, appartenenti a diverse maggioranze, compia questo passaggio significativo nell'interesse dei sardi.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.

MASIA (Federalista Autonomista Sardo). Presidente, inizio il mio discorso dicendo che quando gli interventi non sono strumentali noi siamo sempre pronti ad ascoltare e a recepire i suggerimenti proposti. Mi pare che questo oggi sia avvenuto con l'emendamento orale proposto dall'onorevole Pili, che mi pare sia da accogliere.

Mi pare però che vada anche sottolineato, onorevole Pili, che questo è sempre stato il nostro atteggiamento; ieri quando ci siamo incontrati, e mi pare che di questo ci debba dare atto l'onorevole Vargiu e chi con lui ha sottolineato alcune esigenze, abbiamo fatto nostri addirittura quei suggerimenti sotto forma di emendamenti presentati proprio dai due Presidenti della Commissione. Questo avviene quando le proposte hanno carattere costruttivo; quando hanno carattere strumentale credo che le cose cambino.

Ma voglio sottolineare anche un altro aspetto, non naturalmente per creare chissà quali reazioni,e cioè le obiettive differenze tra gli interventi dell'onorevole Gallus e dell'onorevole Rassu, entrambi componenti delle due Commissioni che hanno portato in porto questa legge importante, e gli interventi dei consiglieri che non hanno partecipato ai lavori delle Commissioni interessate.

Questi ultimi hanno assunto delle posizioni totalmente diverse;per cui mi chiedo se i loro siano stati interventi di carattere strumentale per far capire che, in qualche modo, ci sono, dato che hanno assunto posizioni totalmente diverse rispetto a quelle portate avanti dai loro colleghi in Commissione che hanno consentito che questa legge arrivasse dove è arrivata ampiamente condivisa.

Colleghi, qua si sta parlando di una struttura carrozzone, si sta in particolare puntando ad evidenziare che il carrozzone nasce principalmente per il semplice fatto che abbiamo voluto coinvolgere ciò che è già presente sul territorio e che va coordinato, facendo in modo che i riferimenti siano precisi e allo stesso tempo uguali. Abbiamo appunto coinvolto le province, che si doteranno di un regolamento per il comitato, i componenti avranno a che fare solo ed esclusivamente con eletti nelle province in quei comuni, credo che non sia questo l'elemento che fa diventare un carrozzone questa Agenzia.

Voglio cogliere poi anche l'affermazione dell'onorevole Rassu sulla "opportunità di coordinare tanti soggetti già presenti" questa è la realtà. Sono tanti i soggetti già presenti nel territorio che si interessano di ambiente, che però sono scoordinati e hanno bisogno di essere portati all'interno di questa Agenzia. Non si tratta soltanto di funzioni, perché credo che di questo noi oggi stiamo parlando, ma si tratta anche, se me lo consentite, di professionalità che hanno operato, che stanno operando e che nella loro precarietà, naturalmente, non possono fornire quel servizio che noi vogliamo svolga l'Agenzia.

Colleghi, io ritengo che questa - non per sottolinearlo - sia una legge fortemente voluta, una legge necessaria per recepire, buoni ultimi, quanto previsto dalla legge nazionale, anche se in qualche modo abbiamo scritto delle regole sulla tutela dell'ambiente. Credo di poter dire che questa è una legge innovativa rispetto a quelle varate in altre Regioni d'Italia, non foss'altro perché arrivando buoni ultimi abbiamo utilizzato le esperienze vissute da altre parti.

Ci siamo fatti carico di verificarle con tutti gli strumenti che abbiamo avuto a disposizione. Ritengo quindi che questa legge tutto possa essere tranne che una legge sbagliata che va contro gli interessi della nostra Regione e, perché no, anche contro gli interessi che attraverso questa Agenzia noi vogliamo curare

PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE LOMBARDO

(Segue MASIA.) . Io ritengo di poter ribadire che quell'emendamento è necessario e credo che se altri ne dovessero arrivare, anche di carattere orale, durante il dibattito sarebbero tutti da prendere in considerazione perché il miglioramento della legge è interesse di tutti in questo Consiglio, non solo quando proviene dalla maggioranza ma anche quando proviene dall'opposizione. Questo è stato lo spirito con cui abbiamo portato avanti fino adesso i lavori, almeno nelle due Commissioni che hanno seguito l'iter di questa legge.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Signor Presidente e onorevoli consiglieri, da parte della Giunta regionale c'è la disponibilità ad accogliere qualunque suggerimento e qualunque integrazione che possa servire a migliorare la qualità della norma che è stata portata all'attenzione del Consiglio. Per questo motivo siamo d'accordo sul suggerimento dell'onorevole Pili sulla necessità di un coordinamento tra il comma 2 e il comma 3 dell'articolo 7, nel senso che dove si dice che la votazione avviene con voto limitato a due preferenze, il riferimento è naturalmente al Consiglio delle autonomie locali.

Ma, anche per eliminare qualunque fraintendimento, accogliendo un altro suggerimento emerso dal dibattito del Consiglio (ne hanno fatto menzione l'onorevole Vargiu e l'onorevole Pittalis), io penso che se il Consiglio fosse d'accordo si potrebbe con un emendamento orale aggiungere all'articolo 7 un comma uguale al comma 6 dell'articolo 9 che recita: "Ai componenti il comitato non compete alcun emolumento, salvo il rimborso delle spese di viaggio".

Questa ulteriore specificazione penso possa servire per eliminare qualunque fraintendimento, qualunque perplessità e per essere coerenti allo spirito che la Giunta regionale, la maggioranza, il Consiglio hanno voluto imprimere a questa norma.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Masia, relatore.

MASIA (Federalista Autonomista Sardo), relatore. Sull'emendamento numero 3 il parere è negativo. Rispetto all'emendamento orale proposto dall'onorevole Pili ho già detto che è accolto, ma sono dell'opinione di accogliere anche l'emendamento orale proposto dall'Assessore che prevede di aggiungere all'articolo in discussione un comma uguale al comma 6 dell'articolo 9.

PRESIDENTE. Poniamo quindi in votazione l'articolo 7 collegando i commi 2 e 3 e aggiungendo dopo il comma 8 un comma 8 bis uguale al comma 6 dell'articolo 9.

Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Presidente, chiedo la votazione nominale dell'articolo 7.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'articolo 7 nel testo modificato oralmente.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Diana e Sanjust hanno votato contro, Rassu e Oscar Cherchi si sono astenuti.

Rispondono sì i consiglieri: ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - IBBA - LAI - LANZI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS.

Rispondono no i consiglieri: DIANA - SANJUST - VARGIU.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - CHERCHI Oscar - LIORI - MILIA - RASSU.

Risultato della votazione

Il PRESIDENTE proclama il risultato della votazione:

presenti 48

votanti 43

astenuti 5

maggioranza 22

favorevoli 40

contrari 3

(Il Consiglio approva).

PRESIDENTE. A seguito dell'approvazione dell'articolo l'emendamento numero 3 decade.

Passiamo all'esame dell'articolo 8. All'articolo 8 è stato presentato un emendamento.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 8 e del relativo emendamento:

Art.8

Organi dell'ARPAS

1. Sono organi dell'ARPAS:

a) il comitato regionale di indirizzo;

b) il direttore generale;

c) il collegio dei revisori.

EMENDAMENTO sostitutivo parziale MASIA - SANNA Alberto - CACHIA - CALLEDDA - COCCO - CORDA - CUCCU Giuseppe - FADDA Giuseppe - FRAU - IBBA - LAI - LANZI - PACIFICO - SERRA - UGGIAS

Art. 8

La lettera a) del comma 1 è così sostituita:

"a) il Comitato regionale di coordinamento;". (13)

Poichè non ci sono iscritti a parlare, per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Masia, relatore.

MASIA (Federalista Autonomista Sardo), relatore. Il relatore esprime parere favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. La Giunta esprime parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a sull'emendamento 13, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi lo mano.

(E' approvato)

Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 8, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi lo mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 9. All'articolo 9 sono stati presentati tre emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 9 e dei relativi emendamenti:

Art.9

Comitato regionale di indirizzo

1. Il comitato regionale di indirizzo è l'organo di programmazione, indirizzo e verifica dei risultati dell'attività dell'ARPAS.

2. In particolare il comitato:

a) approva bilanci preventivi annuali e pluriennali ed il conto consuntivo;

b) approva il regolamento interno di organizzazione;

c) approva il programma triennale ed annuale delle attività;

d) verifica l'andamento generale delle attività.

3. Il comitato è composto da:

a) l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, che lo presiede;

b) l'Assessore regionale dell'igiene, sanità e assistenza sociale;

c) tre componenti in rappresentanza degli enti locali eletti dal Consiglio delle autonomie locali, di cui almeno uno in rappresentanza dei comuni o delle province; al fine di favorire il pluralismo la votazione avviene con voto limitato a due preferenze.

4. Alle riunioni del comitato partecipa, senza diritto di voto, il direttore generale.

5. I membri del comitato sono nominati dal Presidente della Regione e restano in carica per il periodo coincidente con la legislatura regionale.

6. Ai componenti il comitato non compete alcun emolumento, salvo il rimborso delle spese di viaggio.

7. Il comitato, su proposta del direttore generale, predispone il rapporto annuale sullo stato dell'ambiente in Sardegna, di cui alla lettera s) del comma 1 dell'articolo 2, contenente l'attività svolta ed i risultati conseguiti; la relazione viene trasmessa alla Giunta regionale ed alle Commissioni consiliari competenti in materia di ambiente e di sanità per eventuali determinazioni.

8. Le determinazioni adottate dal comitato sono affisse per quindici giorni consecutivi in un apposito albo pretorio istituito nella sede centrale dell'Agenzia; le determinazioni relative agli atti di cui alle lettere a), b) e c) del comma 2, dopo la loro esecutività, sono pubblicate nel Bollettino ufficiale della Regione e sul sito internet dell'ARPAS.

EMENDAMENTO soppressivo totale VARGIU

Art. 9

L'articolo 9 è soppresso. (4)

EMENDAMENTO sostitutivo totale MASIA - SANNA Alberto - CACHIA - CALLEDDA - COCCO - CORDA - CUCCU Giuseppe - FADDA Giuseppe - FRAU - IBBA - LAI - LANZI - PACIFICO - SERRA - UGGIAS

L'articolo 9 è così sostituito:

"Art. 9

Comitato regionale di coordinamento

1. Il comitato regionale di coordinamento:

a) verifica l'andamento generale delle attività ed esprime alla Giunta regionale le proprie valutazioni e proposte in merito ai fabbisogni del territorio e raccorda l'attività di gestione dell'ARPAS al sistema delle autonomie locali;

b) esprime parere obbligatorio su:

1) i bilanci preventivi annuali e pluriennali ed il conto consuntivo;

2) il programma triennale ed annuale delle attività;

2. Trascorsi diciotto mesi dalla nomina del direttore generale il comitato di coordinamento può, in caso di manifesta inattuazione del programma di attività, esprimere motivato parere sull'operato del direttore generale.

3. I pareri del comitato sono espressi entro venti giorni dalla data della richiesta, decorsi i quali si intendono comunque espressi in senso favorevole.

4. Il comitato è composto da:

a) l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, che lo presiede;

b) l'Assessore regionale dell'igiene, sanità e assistenza sociale;

c) tre componenti in rappresentanza degli enti locali eletti dal Consiglio delle autonomie locali, di cui almeno uno in rappresentanza dei comuni o delle province; al fine di favorire il pluralismo la votazione avviene con voto limitato a due preferenze.

5. Alle riunioni del comitato partecipa, senza diritto di voto, il direttore generale.

6. I membri del comitato sono nominati dal Presidente della Regione e restano in carica per il periodo coincidente con la legislatura regionale.

7. Ai componenti il comitato non compete alcun emolumento, salvo il rimborso delle spese di viaggio.

8. Il comitato, su proposta del direttore generale, approva il rapporto annuale sullo stato dell'ambiente in Sardegna, di cui alla lettera s) del comma 1 dell'articolo 2, contenente l'attività svolta ed i risultati conseguiti; la relazione viene trasmessa alla Giunta regionale ed alle Commissioni consiliari competenti in materia di ambiente e di sanità per eventuali determinazioni.". (14)

EMENDAMENTO soppressivo parziale VARGIU

Art. 9

Il comma 6 dell'articolo 9 è soppresso. (5).)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente e colleghi del Consiglio, discutendo sull'articolo 9 possiamo riprendere il ragionamento che io apprezzo, poiché mi sembra che la discussione su questa legge stia ribaltando altre discussioni fatte in quest'Aula nel corso delle quali chi aveva proposto la legge procedeva senza soffermarsi a ragionare e a dialogare sulle argomentazioni che l'altra parte portava avanti. Si perseguiva l'idea che era comunque in corso di svolgimento un gioco delle parti, per cui la maggioranza andava avanti su un canale prefissato che era quello dell'approvazione della legge senza modifiche, mentre la minoranza avanzava delle considerazioni di carattere specioso che non erano finalizzate assolutamente né al miglioramento né al confronto né al ragionamento per il futuro, ma esclusivamente ad intralciare o a ritardare di qualche ora l'approvazione della legge.

Mi sembra che su alcuni aspetti di questo provvedimento a non si stia ì procedendo in questo modo; quindi devo esprimere soddisfazione per quella parte di osservazioni che, in qualche misura, vengono riscontrate e fatte proprie dalla maggioranza, questo significa che il lavoro che si sta svolgendo sta producendo qualche risultato.

A differenza di quello che qualche collega della maggioranza ha detto durante i suoi interventi, da parte di chi in questo momento è minoranza non esiste su questa legge un atteggiamento che non sia improntato al ragionamento; noi infatti siamo assolutamente convinti che questa legge serva, lo abbiamo detto in tutte le sedi, abbiamo lamentato più volte il ritardo nell'approvazione dell'ARPAS, siamo assolutamente convinti che sia necessario che la Regione si doti di un'ARPAS.

In sede di votazione per il passaggio all'esame degli articoli, se noi avessimo voluto annunciare un'opposizione a 360 gradi avremmo dichiarato di votare contro il passaggio agli articoli ritenendo questa legge inutile. La nostra astensione indicava invece che non esiste una contrapposizione muro contro muro sull'ARPAS, non può esistere. Quindi, noi siamo d'accordo che voi facciate l'ARPAS, e siamo d'accordo che farete l'ARPAS che voi ritenete più adatta alle esigenze della Sardegna. Quello che noi vi stiamo dicendo è che forse avete preso qualche abbaglio e stiamo cercando di dimostrarvelo.

Su alcune aspetti che sono di filosofia mi dispiace non essere d'accordo con il collega Uggias quando dice che ieri in Commissione sono state esaminate alcune questioni. Certo, ieri in Commissione sono state prese in esame alcune questioni che sembravano tra quelle modificabili; quelle immodificabili perché appartenenti ad una filosofia differente non si sono neanche prese in considerazione, come è normale che sia. La considerazione che noi Riformatori vi abbiamo ripetuto più volte è che noi riteniamo, ma riteniamo che sia anche nella testa di alcuni di voi, di molti di voi forse, che il tipo di organizzazione burocratica che esiste in Sardegna, anche in difformità a quello che è stato fatto in altre regioni italiane dove c'è una cultura differente della burocrazia al servizio del cittadino, ci avrebbe dovuto spingere non a contare gli enti esistenti e aggiungerne, ma a contare gli enti esistenti e ridurli.

Avremmo dovuto cercare, quindi, di dare a questa Agenzia l'articolazione più snella possibile con l'idea che se poi in futuro ci fossimo accorti di averne dimenticato un pezzo lo avremmo aggiunto, se avessimo dimenticato un comitato o quattro direttori li avremmo aggiunti perché è sempre più facile aggiungere quattro direttori, un comitato, un sotto comitato che non dire che il comitato esistente è cancellato, che i quattro direttori che esercitavano funzioni non esistono più e via dicendo.

Qualche volta nel dibattito tra parti in quest'Aula ci siamo fermati di fronte al fatto che l'opposizione smantellasse le proposte della maggioranza; come minoranza non intendiamo smantellare, come minoranza intendiamo proporvi una idea diversa da quella presente in questa legge. Dato che nei prossimi tre anni discuteremo altre leggi di riforma istituzionale in quest'Aula, vi proponiamo come Riformatori di promuovere all'interno delle future leggi lo spirito della snellezza, l'idea della struttura agile che può essere poi implementata se eventualmente ciò serve, ma che non parte già massimamente implementata.

Questa struttura, invece, somiglia ad una tracca di Sant'Efisio, quelle che arrivano lente dai paesi, e sfilano con quella lentezza tipica che noi cagliaritani essendo innamorati della nostra sfilata tanto apprezziamo; però l'ospite che abbiamo a fianco ogni tanto ci chiede il perché di questa lentezza, il perché ci siano tanti tempi morti. Noi rispondiamo che la lentezza fa apprezzare la bellezza dei costumi.

Qualche volta però l'introduzione di elementi di dinamismo aiuta una struttura ad essere più efficiente. Nel caso dell'ARPAS il problema non è quello di apprezzare la bellezza o la perfezione della sua architettura tecnica volta ad evitare al suo interno ogni possibile elemento di frizione, di attrito con le Province, con i PMP preesistenti, con il SAR, con la Progemisa, con le articolazioni del Ministero dell'ambiente e chi più ne ha più ne metta, ma è quello di creare una struttura in grado di funzionare immediatamente. Perché fra sei mesi il presidente Soru ci dirà che non abbiamo certezze sull'inquinamento ambientale a Quirra", e l'ARPAS dovrà rispondere del problema; non si potrà più dire che l'ARPAS non esiste e che le ASL sono un po' carenti dal punto di vista dei controlli. Poi potrà essere l'onorevole Vassallo a dirci che a Porto Torres non esiste (quindi a richiederlo) il monitoraggio della situazione dell'inquinamento ambientale nell'area a rischio industriale, oppure questa richiesta potrebbe venire dal comune di Portoscuso, o potremmo volere noi qualche idea più precisa sull'impatto ambientale dell'inquinamento e sull'eventuale rischio per il cittadino di qualsiasi area industriale.

L'ARPAS c'è, a quel punto l'ARPAS dovrà dare risposte; non potrà dire che siccome c'è un progetto scientifico regionale guidato da un direttore che non va d'accordo col direttore della sede dipartimentale di Sassari, i dati mancano perché è mancato l'accordo su chi dovesse fare le rilevazioni statistiche a Porto Torres, se i dipendenti del regionale o i dipendenti del provinciale.

Questo è il rischio che si corre con questa strutturazione "a tracca di Sant'Efisio" dell'ARPAS, ed è nostro dovere segnalarvelo, perché è una contrapposizione che fa sì che voi siate maggioranza e noi siamo minoranza e che ci sia una differenza di impostazione e di cultura su una legge.

Poi, ci sono degli aspetti tecnici che noi vi stiamo segnalando su cui voi avete manifestato disponibilità, perché abbiamo sottolineato come ci fosse il rischio che i quaranta posti da commissario dei comitati per l'ambiente provinciali venissero accaparrati dai partiti perché retribuiti con un gettone di presenza; quindi la precisazione dell'assessore Dadea che i gettoni di presenza non sono previsti, è una precisazione di ragionevolezza. Quindi significa che se anche restiamo lontani dal punto di vista dell'impostazione culturale complessiva su piccole cose concrete c'è da parte nostra la volontà di essere di aiuto e c'è da parte vostra la capacità di recepire.

Quindi, questo è un elemento positivo, e se su una legge importante come questa si discute in Aula per dodici ore, credo che nessuno possa gridare allo scandalo. Così come credo che nessuno obietti al fatto che un Gruppo, che non è rappresentato nelle Commissioni, avanzi delle proprie considerazioni che rappresentano poi il motivo per cui ciascuno di noi è culturalmente presente in questo Consiglio, nel senso che ciascuno di noi rappresenta una fetta di società, una fetta di sensibilità della società sarda.

Io non ho nessun dubbio che voi siate collegati alla fetta che rappresentate e rispetto una sensibilità diversa dalla mia, è ovvio che lo stesso tipo di rispetto è probabilmente nelle vostre teste, nei vostri cervelli sulle considerazioni che noi vi stiamo facendo e che continuiamo a farvi con serenità, convinti che alcune possono anche essere da voi recepite.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, ovviamente parliamo dell'emendamento numero 14, sostitutivo totale dell'articolo. Questa, alla fine, mi pare che diventi una legge sul direttore generale dell'ARPAS al quale, nell'articolo successivo, viene riservata una serie di poteri di importanza così straordinaria da far apparire le altre figure previste nel testo inutili, per cui forse meglio si sarebbe fatto a nominare un amministratore unico con funzioni anche di direttore generale. Badate bene, colleghi, alla figura del direttore generale si dà una valenza straordinaria ma non fa neanche in tempo ad essere nominato(articolo 10), che già si pensa a come sostituirlo.

Il secondo comma dell'emendamento in discussione,infatti recita: "Trascorsi diciotto mesi dalla nomina del direttore generale il comitato di coordinamento può…", intanto diciotto mesi costituiscono un'enormità, aspettiamo diciotto mesi per capire se un direttore generale è in grado di svolgere queste funzioni o se è un incapace che deve essere immediatamente sostituito. No, bisogna aspettare che si verifichino tutta una serie di circostanze, sfavorevoli per lui e favorevoli per chi l'ha nominato, che giustifichino il modo per mandare a casa questo direttore generale. Riprendo a leggere il testo "Trascorsi diciotto mesi dalla nomina del direttore generale il comitato di coordinamento può", neanche deve, può "in caso di manifesta inattuazione del programma di attività…", frase che non vuol dire niente, perché determinare la manifesta inattuazione del programma è pressoché impossibile con i compiti poi che vengono riservati al direttore generale nel successivo articolo 10.

Ripeto, qui non si mette in discussione l'istituzione dell' ARPAS, ha ragione l'onorevole Vargiu quando dice che "è la filosofia che ci contraddistingue" e non può essere diversamente; poi ci saranno anche altri passaggi nei quali certamente faremo sentire la nostra voce, ma su questo particolare emendamento sostitutivo dell'articolo 9 che è stato sottoposto alla nostra attenzione, tra l'altro mi pare senza le firme dei Capigruppo di maggioranza, se non ho letto male, dai presidenti delle due Commissioni, dall'onorevole Masia e dall'onorevole Sanna, non sappiamo neanche se sia condiviso dalla Giunta, perlomeno io non lo so, immagino che lo sia.

DADEA, assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. E' condiviso!

DIANA (A.N.). E' straordinariamente condiviso, non avevo dubbi che potesse essere così, ma non capisco per quale motivo poi all'articolo 10 (e non ho visto emendamenti in proposito), istitutivo di questa figura di mega manager, che è la sommatoria di tutto lo scibile umano, che sembra raccolga in sé i voti del presidente Soru, i voti del presidente Pili, i voti congiunti di tutti i consiglieri regionali e anche quelli delle ultime elezioni politiche, si dice "Nei casi in cui la gestione evidenzi una situazione di grave disavanzo, in caso di grave violazione, eccetera", l'Assessore, il Presidente della Giunta "tagliano la testa" al direttore generale. Nell'articolo 9, invece, si dice che "Trascorsi diciotto mesi il comitato di coordinamento può…", cioè se non sono trascorsi diciotto mesi questo signore è inamovibile. Mettiamoci d'accordo, se può il comitato di coordinamento o se può il Presidente della Regione, come recita l'articolo 10.. Su questa parte dell'articolo, come ho detto, non sono stati presentati emendamenti, poi nasceranno altri emendamenti orali, dato che questa sta diventando la prassi, Presidente.

L'emendamento orale se non ha il consenso di tutta l'Aula non può essere considerato valido, bisogna che sia chiaro una volta per tutte, non è che tutti i giorni può passare l'emendamento orale di turno. Io voglio capire come si può conciliare il comma 2 dell'emendamento sostitutivo dell'articolo 9 con il comma 9 dell'articolo 10, ma soprattutto come il Consiglio ritiene di conciliare la figura del direttore generale (personaggio, di cui io non conosco né la fotografia, né il nome, nessuno di noi ovviamente, ci mancherebbe altro), al quale si affida una responsabilità e una serie di competenze e di conoscenze straordinarie con questo comitato, che prima avete chiamato di indirizzo e adesso chiamate di coordinamento (secondo me questa definizione è una diminutio rispetto alla precedente), che non ha alcuna veste perché tutto ciò che fa viene sottoposto all'attenzione dal direttore generale.

Io credo che il presidente Soru dovrebbe prendere in mano questa situazione e dire: "Sì, ha ragione l'onorevole Diana, non serve a niente un comitato di indirizzo, l'indirizzo lo dà la Giunta al direttore generale". Ma adesso non si può nominare un comitato di coordinamento per dare che cosa? Indirizzi. A chi, quando poi la Giunta si riserva sempre e comunque il diritto-dovere di poter interferire? Tanto valeva allora che venisse nominato un amministratore unico, anzi forse tanto valeva non fare neanche questo, perché con questa norma secondo me stiamo creando un obbrobrio.

Sì, questo è veramente un mostro, mi suggerisce l'onorevole Artizzu che usa termini un po' più forti dei miei. Ma possiamo parlare veramente di un mostriciattolo! Ripeto, io sto cercando di immaginare la figura del direttore generale, perché sulla testa di questo signore pende la spada dell'articolo 9, o meglio dell'emendamento 14, e dell'articolo 10 che lo riguardano entrambi.

Ripeto che vorrei capire chi decide che questo signore non ha svolto appieno il suo lavoro, e che questo lavoro non ha dato i risultati che tutti quanti ci attendiamo. Lo decide il comitato di coordinamento o lo decide la Giunta regionale sentito l'Assessore dell'ambiente d'intesa con l'Assessore dell'igiene? Questa è la situazione.

Cercate di mettervi d'accordo. Io capisco che voi abbiate necessità di dare validità a questo comitato, ma vi assicuro che questo comitato, di fronte allo strapotere del direttore generale, non avrà nessuna funzione e sarà comunque sottoposto al controllo effettivo e reale della Giunta regionale. Magari è anche opportuno che così sia, ma se è così che necessità c'è di istituire un organismo che noi chiamiamo ARPAS perché in tutta Italia viene chiamato nello stesso modo? Ma che necessità c'è? Istituiamo l'ARPAS. Benissimo, istituiamo l'ARPAS, le competenze sono dell'Assessorato dell'ambiente e dell'Assessorato della sanità, punto e basta!

Ma il coinvolgimento degli enti locali, delle province, dei territori, con i comitati periferici, con tutto ciò che voi avete immaginato, io credo che venga meno con i poteri e i compiti che sono assegnati al direttore generale. Un direttore generale che dal primo giorno è già in bilico, e questo sarebbe ancora accettabile, il guaio è che voi dite che prima dei diciotto mesi questo signore non può essere sottoposto al giudizio da parte di nessuno, salvo la Giunta regionale, come specificate nell'articolo successivo.

Onorevole Masia, forse avrebbe fatto bene ad ascoltare il mio intervento, anche perché sarebbe stato importante, probabilmente, che nella replica qualcuno ci dicesse chi è che decide delle sorti del direttore generale, perché non è assolutamente chiaro. Io ritengo comunque che dare in norma la possibilità ad un direttore generale di prestare la sua opera per almeno diciotto mesi prima di essere messo in discussione, significhi veramente creare non un mostriciattolo ma, ha ragione l'onorevole Artizzu, un mostro giuridico.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Questo articolo è la fotografia dell'incoerenza della maggioranza; vorrei richiamare in proposito l'intervento del collega Uggias, collega puntuale e leale, per ricordargli che il lavoro svolto in Commissione, che ha visto momenti di condivisione e di unità, è stato non solo cancellato, ma è stato totalmente e anche brutalmente disatteso innanzitutto da questo emendamento.

Quando si modifica la funzione sostanziale del regionale comitato da funzione di indirizzo, che era prevista nella proposta della Commissione, quindi un ruolo precipuo, assolutamente fondamentale per il governo d stesso dell'ARPAS, in regionale funzione di coordinamento si sta dicendo semplicemente che gli indirizzi non sono più competenza di quell'organismo che, pur se in minima parte, è costituito anche dagli enti locali. Ci si sottrae, anche lei onorevole Uggias insieme a tutti i suoi colleghi, a quello che avete deciso e approvato in Commissione, state dicendo l'esatto contrario, lo state stravolgendo alla radice.

Passare infatti dall'indirizzo al coordinamento non è un passaggio di poco conto, è un passaggio sostanziale in tutti gli elementi che costituiscono, appunto, l'articolo 9. Si stravolge quello che lo stesso Soru ha proposto e approvato con proprio provvedimento, integrando ll'ordinanza commissariale del settembre del 2002. Quindi, avete la capacità di sostenere con la stessa determinazione tre posizioni, ma sono tre posizioni sostanzialmente diverse, radicalmente contrapposte l'una con l'altra.

E questo vale, mi riferisco ancora all'intervento del collega Uggias, anche per quanto riguarda le funzioni. Provate a comparare le previsioni della Commissione, quelle dell'emendamento e quelle contenute nel provvedimento reiterato da Soru, e cioè l'ordinanza commissariale.

Cito una questione in particolare; in Commissione avevate previsto che il comitato di indirizzo avesse compiti di programmazione, di indirizzo e di verifica dei risultati. Tre punti declamati, richiamati puntualmente. Nell'emendamento che stravolge quel lavoro della Commissione prevedete che questo pseudo comitato regionale di coordinamento si occupi, sentite bene le parole, di verifica dell'andamento generale, di valutazioni, di raccordo di attività. Avete svuotato l'unico organismo che coinvolge i comuni di una funzione politica sostanziale di governo dell'ARPAS e quindi di una funzione di indirizzo sostanziale.

Aggiungo che, nel dettaglio, la Commissione giustamente, non avrei avuto difficoltà, credo nessuno di noi, a votare a favore, attribuiva al comitato regionale di indirizzo competenza per approvare i bilanci preventivi annuali, il regolamento interno di organizzazione, il programma triennale e annuale delle attività, per verificare tutta la gestione dell'ARPAS. Avete stravolto queste quattro previsioni per stabilire che il comitato di coordinamento darà un parere obbligatorio, che non importa se vincolante o meno, per voi questa è una questione davvero insufficiente e inesistente.

Ma, colleghi, in questo emendamento all'articolo c'è una parte più grave. Io vi voglio ricordare che avete abilmente cancellato, con l'emendamento sostitutivo totale dell'articolo, dal testo esitato dalla Commissione il comma 8; avete cancellato il "comma della trasparenza" che recitava: "Le determinazioni adottate dal comitato sono affisse per quindici giorni consecutivi in un apposito albo…, dopo la loro esecutività, sono pubblicate nel Bollettino ufficiale della Regione e…". Avete cancellato la possibilità di verificare tutto quello che succede nell'ARPAS, volete farne uno strumento di potere e, aggiungo io, di pressione politica. Altro che trasparenza millantata! La trasparenza l'avete cancellata dall'ordinamento giuridico di questa Regione. L'avete fatto prima con atteggiamenti e con atti amministrativi davvero discutibili su mille settori, potrei citare per esempio quello sulle aree minerarie, oggi avete l'ardire di mettere questa previsione in legge.

Rispetto al testo della Commissione avete cancellato la pubblicazione degli atti, la trasparenza dell'atto amministrativo, altro che lavoro di Commissione, voi stessi vi siete rimangiati, onorevole Uggias, il lavoro condiviso svolto in Commissione,. E lei sa bene che questi emendamenti, che voi pure avete sottoscritto, ve li ha sottoposti il presidente Soru che ieri in Commissione ha detto chiaramente di non essere d'accordo che il Consiglio esprimesse i revisori dei conti, che voleva una struttura sottratta al controllo politico e sotto il totale dominio della Giunta regionale. E voi avete avuto la capacità di sottoscrivere degli emendamenti che dicono l'esatto contrario di quello che avete approvato in Commissione una settimana fa!

Colleghi, il Consiglio ha una sua autorevolezza che deriva anche dalla maggioranza, ma quando la stessa maggioranza cancella quello che ha deciso dieci giorni prima è evidente che è chiamata a rispondere agli ordini del Presidente della Regione; si vuole fare quindi quello che il "padrone" - mi perdoneranno questa parola i colleghi che rispetto a me utilizzano termini più consoni a quest'Aula - probabilmente sta imponendo. Il lavoro della Commissione noi l'avremmo approvato in toto, la realtà è che con questi emendamenti l'avete totalmente stravolto seguendo non la vostra logica, perché siete in netta e totale contraddizione, ma quegli ordini che sottraggono al popolo e quindi al Consiglio regionale il potere più importante: quello di decidere.

Sulle questioni sostanziali i commissari di maggioranza si sono messi davvero "a servizio" del Governo regionale, abdicando al proprio ruolo di legislatori. Mai avrei pensato che colleghi autorevoli, per i quali nutro anche stima personale, rispetto politico, avrebbero accettato di stravolgere una legge arrivata in quest'Aula con il parere unanime delle opposizioni.

Sostituire il concetto di indirizzo con quello di coordinamento significa che avete dato un'impronta diversa rispetto a quella i condivisa. Colleghi, potrete anche attaccarmi sul piano personale, su quello che riterrete, dalle copiature a quant'altro, come ha fatto qualcuno, ma poco importa, la realtà è che ognuno di voi in questo momento sta abdicando al ruolo che il mandato popolare gli ha attribuito: quello di legiferare nel rispetto della trasparenza.

Quando voi cancellate la possibilità di dare esecutività, con la pubblicazione nel Buras, ai provvedimenti dell'ARPAS state dicendo che quella sarà una "struttura combriccola" che deciderà tutto in casa propria. E di queste decisioni nessuno saprà, compresi noi; non tanto noi esponenti della minoranza che è notoriamente, per sua collocazione, esclusa da molti dei procedimenti amministrativi, quanto voi esponenti della.

Quello che quel direttore generale deciderà su mandato della Giunta voi non lo conoscerete, perché non sarà pubblicato da nessuna parte, né in un albo né tanto meno nel Buras. Se è questa la Regione trasparente che avete voluto disegnare, costruire, regolare per il futuro, se questa è l'alba, colleghi, siamo già arrivati al tramonto!

CUGINI (D.S.). E' anche poetico il fine settimana!

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Masia, relatore.

MASIA (Federalista Autonomista Sardo), relatore. Il relatore esprime parere è negativo sugli emendamenti numero 4 e 5; favorevole sull'emendamento numero 14.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

DESSI', Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore. Vorrei precisare che l'eventuale approvazione dell'emendamento numero 14 provocherebbe la caducazione della lettera c) del comma 2 del testo originario dell'articolo 9, pertanto anche il precedente articolo 5, laddove fa riferimento al programma annuale andrebbe coordinato con la nuova formulazione dell'articolo 9.

Infine, anche se capisco bene che l'argomento non è quello di merito ma giusto per sdrammatizzare, poiché si discute molto sulle dimensioni dell'ARPAS, sulla "gigantezza" della sua articolazione, vorrei dirvi che la direzione generale del Corpo Forestale gestisce 1500 dipendenti, il direttore generale dell'Assessorato ambiente ne gestisce circa 400, il direttore generale dell'Ente Foreste ne gestisce 7500; per l'ARPAS stiamo parlando di scale infinitamente inferiori.

PRESIDENTE. Gli uffici provvederanno naturalmente al coordinamento del testo. Metto in votazione l'emendamento numero 4. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Presidente, per chiedere la votazione nominale 4.

PRESIDENTE. Appoggia la richiesta del consigliere Pisano il consigliere La Spisa, Capogruppo.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Io voterò a favore dell'emendamento numero 4, non fosse altro per la pochezza delle considerazioni che ha portato all'attenzione di quest'Aula l'Assessore dell'ambiente. Mi sarei aspettato veramente considerazioni di diverso tenore, Assessore, non un ridurre le questioni a un puro fatto di numeri. Stiamo parlando di cose completamente diverse. Voi attribuite a questo direttore generale in particolare il potere di indirizzo e di coordinamento della struttura centrale, degli otto dipartimenti, delle stesse dotazioni finanziarie, gli date la possibilità di nominare tutti i direttori di servizio, di predisporre i bilanci e di approvare gli stessi, di conseguenza il comitato di coordinamento non si capisce che cosa debba coordinare, probabilmente fisserà le date delle proprie riunioni perché per il resto questo comitato non ha più nessuna veste, non ha più nessun ruolo, ma decadono anche i ruoli di tutti i soggetti intermedi.

Allora, io mi sarei aspettato da parte dell'Assessore dell'ambiente, e anche dell'Assessore della sanità, motivazioni plausibili del contenuto dell'emendamento 14 che sostituisce l'articolo 9; invece questo non è avvenuto. Non è avvenuto, e credo che non avverrà perché avete preso una strada diversa. Evidentemente avete avuto, forse, modo di meditare su qualche pericolo che il comitato di coordinamento poteva creare e,, probabilmente, questo vi ha spaventato.

Da un lato quindi concedete e da un lato tornate indietro, attribuite poteri al direttore generale ma più che altro svilite il ruolo del comitato; comitato che oggi chiamate di coordinamento e che, invece, aveva un ruolo ben specifico come comitato di indirizzo. Si capiva dal termine utilizzato, comitato di indirizzo, che questo comitato aveva una funzione piuttosto importante. Nel momento in cui assume un ruolo di coordinamento, non effettuerà neanche il controllo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, io voterò a favore dell'emendamento 4 e ritiro l'emendamento numero 5. La Giunta infatti precedentemente ha dato risposte sulle motivazioni che hanno indotto alla presentazione dell'emendamento numero 5; un emendamento che, oltretutto, difficilmente potrebbe rimanere in piedi a seguito della presentazione dell'emendamento numero 14 che sostituisce integralmente l'articolo 9. Con la presentazione di questo emendamento si sono ricreati quei fastidi all'Aula, di cui avevamo parlato in altre circostanze, per evitare i quali il centrosinistra sembrava avesse preso l'impegno di non presentare più, nel corso dei lavori, emendamenti sostitutivi totali degli articoli in quanto inficiano gli emendamenti che eventualmente la minoranza ha presentato sul testo riconosciuto della legge. Colgo l'occasione quindi per ricordare ai colleghi del centrosinistra l'impegno preso e per fare un appello affinché l'impegno preso sia mantenuto in futuro.

La dichiarazione di voto a favore dell'emendamento soppressivo dell'articolo 9 ha le stesse motivazioni che ho addotto nel corso della discussione su altri articoli. Di questo articolo 9 o, meglio, di questo comitato regionale di indirizzo o di coordinamento a mio parere si potrebbe fare tranquillamente a meno, in una struttura che è controllata mille volte dalla Giunta e dove l'indirizzo o il coordinamento sembrano garantiti direttamente dall'Assessore dell'ambiente e dall'Assessore della sanità. .

Mi sembra che si dia vita quindi ad un organo pleonastico privo di interesse, a meno che non si presuma l'esistenza all'interno della Giunta di un livello di conflittualità tale da rendere necessario istituire un comitato per consentire che i due Assessori parlino tra loro. Debbo dire che sarebbe meglio che dialogassero tra loro più di due Assessori, perché alcune problematiche, a mio avviso, rientrano anche nella competenza dell'Assessore degli enti locali e dell'Assessore del personale.

Ribadisco che il compendio del ragionamento all'interno della Giunta sarebbe ampiamente sufficiente a garantire il raccordo tra la nuova struttura e la Giunta stessa, senza ulteriori duplicazioni.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 4

(Segue la votazione.)

Prendo atto che il consigliere Oscar CHERCHI ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: CHERCHI Oscar - DIANA - LA SPISA - LIORI - PILI - PISANO - SANNA Matteo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - LAI - LANZI - MANCA - MARROCU - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

Presenti 46

Votanti 45

Astenuti 1

Maggioranza 23

Favorevoli 8

Contrari 37

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento sostitutivo totale numero 14. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, per ribadire ovviamente il voto contrario su questo emendamento visto il voto favorevole espresso sull'emendamento precedente. Durante la discussione mi chiedevo quale ruolo fosse stato individuato per questa struttura nei confronti di tutte le attività produttive. Probabilmente sfugge ai colleghi che l'ARPAS, nel futuro, si porrà in forte contrapposizione con il mondo imprenditoriale. Non a caso, infatti, tutte le Regioni italiane che hanno legiferato in materia si sono preoccupate di avere una concertazione, termine che mi piace molto, con le associazioni imprenditoriali di categoria.

In questo articolato, questo comitato di coordinamento non ha neanche questa possibilità, ha una filosofia però che nasce dal comma 9 dell'articolo 2; un comma forse oggi non pienamente valutato, ma vi assicuro per un verso intrigante, che provocherà certamente continui conflitti. Nel momento in cui con il comma 9 dell'articolo 2 si inibisce all'ARPAS qualsiasi possibilità di fare sopralluoghi, di interloquire con gli imprenditori, questo comporterà necessariamente un conflitto con l'Associazione degli industriali, con l'Associazione delle piccole e medie imprese, con tutte le organizzazioni, soprattutto con quelle datoriali. Questa norma è stata "vestita" in maniera talmente sottile che nessuno di voi ha sollevato nessun problema per cui non ritengo scorretto riportare a questo punto della discussione il comma 9 dell'articolo 2.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Io esprimo un voto contrario a questo emendamento perché modifica la struttura di governo dell'Agenzia rispetto al testo condiviso esitato dalla Commissione. Parlare di coordinamento e non di indirizzo, quest'ultimo svolto dalla Giunta, non è solo una differenza terminologica, ma significa uno svuotamento della natura di un organo amministrativo che semplicemente, come voi proponete, verifica l'andamento generale delle attività ed esprime alla Giunta regionale le proprie valutazioni e proposte, esprime semplicemente un parere sui bilanci preventivi annuali e pluriennali e sul conto consuntivo e sul programma triennale e annuale delle attività.

Voi, con questo emendamento, voi maggioranza, seguendo chiaramente le indicazioni della Giunta state dando a questa Agenzia un tipo di organizzazione che la rende totalmente funzionale alle scelte effettuate dalla Giunta regionale; in questo caso, come in tanti altri,state cercando di realizzare semplicemente uno strumento operativo della Giunta che concentra su di sé tutte le competenze. Votiamo contro perché è un modello che non condividiamo.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 14. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Ricordo che l'emendamento numero 5 è stato ritirato. Passiamo all'esame dell'articolo 10. All'articolo 10 sono stati presentati cinque emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 10 dei relativi emendamenti:

Art. 10

Direttore generale

1. Il direttore generale è nominato con decreto del Presidente della Regione, previa conforme deliberazione della Giunta regionale, su proposta del comitato regionale di indirizzo e dura in carica da tre a cinque anni, prorogabili una sola volta; in fase di prima attuazione, il direttore generale è nominato entro quarantacinque giorni dall'entrata in vigore della presente legge.

2. Il direttore generale è scelto tra i dirigenti dell'Amministrazione o degli enti regionali di cui al comma 2 dell'articolo 28 della legge regionale n. 31 del 1998, o tra soggetti esterni di cui all'articolo 29 della medesima legge, o tra i dirigenti dell'ARPAS, in possesso di comprovata professionalità ed esperienza acquisita nella direzione di sistemi organizzativi complessi di medie e grandi dimensioni per almeno cinque anni nei dieci anni precedenti, il cui rapporto di lavoro non sia stato risolto per demerito o altro fatto imputabile al medesimo soggetto.

3. L'incarico comporta un rapporto di lavoro a tempo pieno, non è compatibile con attività professionali ed incarichi elettivi e, per i pubblici dipendenti, è subordinato al collocamento in aspettativa o fuori ruolo dall'ente di appartenenza, senza assegni per tutto il periodo dell'incarico.

4. Il direttore generale ha la rappresentanza legale dell'ARPAS ed è responsabile della realizzazione dei compiti istituzionali dell'Agenzia, in coerenza con gli obiettivi e le priorità strategiche fissati dalla Giunta regionale, nonché della corretta gestione amministrativa, contabile ed economico-finanziaria.

5. Il direttore generale in particolare provvede:

a) all'indirizzo ed al coordinamento della struttura centrale, degli otto dipartimenti provinciali e dei dipartimenti specialistici regionali, nonché all'assegnazione agli stessi delle dotazioni finanziarie e strumentali, coerentemente con quanto previsto dal bilancio e dal programma, ed alla verifica del loro utilizzo;

b) alla nomina, con provvedimento motivato, del direttore dell'area tecnico-scientifica, del direttore dell'area amministrativa, dei direttori dei dipartimenti provinciali e specialistici regionali;

c) alla predisposizione dei bilanci di previsione pluriennali ed annuali, dei programmi pluriennali ed annuali di attività, del conto consuntivo;

d) alla redazione, per la presentazione al comitato regionale di indirizzo di una relazione sulle attività svolte, i risultati conseguiti e le criticità emerse nell'anno precedente;

e) alla predisposizione del regolamento interno di organizzazione che definisce in particolare i compiti e le funzioni dell'Agenzia e dei suoi organi, le modalità di funzionamento della struttura centrale, degli otto dipartimenti provinciali e dei dipartimenti specialistici regionali di cui agli articoli 13, 14, 15 e 16; i rapporti con i soggetti esterni; le modalità per garantire i servizi istituzionali alla Regione e agli enti locali, la definizione della pianta organica;

f) alla predisposizione ed approvazione del regolamento di contabilità che prevede una contabilità di tipo economico in applicazione della vigente normativa regionale e nazionale in materia di contabilità delle ASL;

g) alla stipula di convenzioni con soggetti esterni;

h) ad assicurare l'uniformità dei livelli di qualità dei servizi, effettuando le opportune verifiche;

i) a fornire al comitato regionale di indirizzo i dati e l'assistenza necessaria per l'espletamento dei propri compiti, con particolare riferimento alla redazione del rapporto annuale sull'ambiente.

6. La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, d'intesa con il comitato regionale di indirizzo, previa diffida, nomina un commissario ad acta qualora il direttore generale dell'ARPAS non provveda, nei termini stabiliti e secondo le modalità prescritte dalla presente legge, agli atti di sua competenza.

7. Le determinazioni adottate dal direttore generale dell'ARPAS sono affisse per quindici giorni consecutivi in un apposito albo pretorio istituito nella sede centrale dell'Agenzia; le determinazioni relative agli atti di cui alla lettera b) del comma 5, dopo la loro esecutività, sono pubblicate nel Bollettino ufficiale della Regione sarda e sul sito internet dell'ARPAS.

8. Nei casi di assenza o impedimento del direttore generale le relative funzioni sono svolte dal direttore dell'area amministrativa o dal direttore dell'area tecnico-scientifica, su delega del direttore generale o, in mancanza di delega, dal più anziano d'età; decorsi sei mesi dal verificarsi dell'assenza o dell'impedimento si procede alla sostituzione con la contestuale nomina, con decreto del Presidente della Regione, di un commissario straordinario per la gestione del periodo di vacanza.

9. Nei casi in cui la gestione evidenzi una situazione di grave disavanzo, in caso di grave violazione di legge o di mancato raggiungimento degli obiettivi, il Presidente della Regione, su conforme deliberazione della Giunta regionale e su proposta dell'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, d'intesa con l'Assessore regionale dell'igiene, sanità e assistenza sociale, previa contestazione, provvede alla revoca del direttore generale, con conseguente risoluzione del contratto di lavoro, e alla sua sostituzione; per la gestione del periodo di vacanza si applica la stessa procedura di cui al comma 8; al direttore generale si applicano le disposizioni di cui al comma 9 dell'articolo 28 della legge regionale n. 31 del 1998.

10. In fase di prima applicazione il direttore generale, entro sei mesi dalla nomina, provvede:

a) ad una ricognizione che, sulla base di parametri quali la densità di popolazione, la densità di sorgenti inquinanti, la densità di attività produttive e agricole e la presenza di recettori particolarmente sensibili, permetta di definire gli obiettivi dell'attività di prevenzione e controllo ambientale e di strutturare, sulla base di questi, la dotazione organica, strumentale e finanziaria dell'ARPAS;

b) alla ricognizione del personale, dei beni mobili ed immobili, delle attrezzature, delle dotazioni finanziarie e dei rapporti giuridici in essere dei presidi multizonali di prevenzione e dei servizi delle aziende sanitarie locali adibiti all'esercizio delle funzioni di competenza dell'ARPAS;

c) alla ricognizione del personale del contingente del Ministero dell'ambiente preposto alle iniziative di assistenza tecnica per l'avvio dell'Agenzia nell'ambito del Progetto operativo ambiente (PON - ATAS 2000/2006), di quello preposto al Progetto operativo difesa del suolo (PODIS, PON - ATAS 2000/2006) e al progetto PON - ATAS 2000/2006 "Linea autorità ambientale";

d) alla ricognizione del personale, delle attrezzature e delle strutture laboratoristiche di controllo ambientale:

1) di proprietà della Regione e/o dislocate presso gli uffici di enti regionali o di enti locali o di proprietà di questi ultimi;

2) di proprietà di altri enti od organismi pubblici regionali che svolgono le funzioni di cui all'articolo 2 della presente legge;

e) alla ricognizione, finalizzata al trasferimento all'ARPAS, ai sensi e con le modalità di cui agli articoli 18 e 19, del personale in servizio alla data del 31 dicembre 2004, dei beni mobili ed immobili, delle attrezzature, delle dotazioni finanziarie del Consorzio SAR Sardegna Srl, di Progemisa Spa e del personale con contratto di collaborazione coordinata e continuativa operante presso i presidi multizonali di prevenzione della Sardegna; sono inoltre trasferiti all'ARPAS i rapporti giuridici in essere del Consorzio SAR Sardegna Srl e di Progemisa Spa che risultino funzionali alle attività di competenza dell'ARPAS;

f) alla presentazione alla Giunta regionale, che l'approva entro quindici giorni, di una relazione sui risultati della ricognizione contenente la definizione della dotazione organica;

g) alla nomina dei direttori di cui alla lettera b) del comma 5.

11. Il direttore generale, entro i sei mesi successivi alla ricognizione, provvede agli adempimenti di cui alle lettere c), e) ed f) del comma 5.

EMENDAMENTO soppressivo parziale MASIA - SANNA Alberto - CACHIA - CALLEDDA - COCCO - CORDA - CUCCU Giuseppe - FADDA Giuseppe - FRAU - IBBA - LAI - LANZI - PACIFICO - SERRA - UGGIAS

Art. 10

Al comma 1 le parole "su proposta del Comitato regionale di indirizzo" sono soppresse. (15)

EMENDAMENTO soppressivo parziale VARGIU

Art. 10

All'articolo 10, comma 5, la lettera a) è soppressa. (6)

EMENDAMENTO soppressivo parziale VARGIU

Art. 10

All'articolo 10 il comma 6 è soppresso. (8)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale MASIA - SANNA Alberto

Art. 10

Il comma 2 è così sostituito:

"2. Il direttore generale è scelto, con procedura di evidenza pubblica, tra i dirigenti dell'Amministrazione o degli enti regionali di cui al comma 2 dell'articolo 28 della legge regionale n. 31 del 1998, o tra soggetti esterni di cui all'articolo 29 della medesima legge, in possesso di comprovata professionalità ed esperienza acquisita nella direzione di sistemi organizzativi complessi di medie e grandi dimensioni per almeno cinque anni nei dieci anni precedenti, il cui rapporto di lavoro non sia stato risolto per demerito o altro fatto imputabile al medesimo soggetto". (17)

EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU

Art. 10

All'articolo 10, comma 2, dopo le parole "è scelto.." è aggiunto il seguente: "..con procedura di selezione pubblica". (7).)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, io rimango dell'idea che se volessimo svolgere un'azione semplificativa alcune cose le potremmo fare anche adesso in Aula; per esempio l'abolizione del precedente articolo 9 sarebbe stata un'azione semplificativa, assolutamente non snaturante il complesso della legge e direi decisamente utile dal punto di vista del lavoro che poi l'ARPAS dovrà svolgere.

Per quanto riguarda gli emendamenti che sono stati presentati all'articolo 10, questi consentono di introdurre un ragionamento specifico su alcune parti dell'articolo medesimo, fermo restando che per quanto riguarda l'emendamento numero 7 la Commissione, che ne ha discusso nella giornata di ieri, ne accoglie lo spirito. Quindi io penso che, ovviamente adottata la migliore scrittura possibile, una volta che viene colto lo spirito di quanto proposto nell'emendamento da parte mia non ci sia nessun interesse, nessuna volontà al mantenimento dell'emendamento stesso.

Vorrei fare invece qualche riflessione sugli altri due emendamenti che io propongo, il numero 6, che sopprime la lettera ) del comma 5 e il numero 8 che sopprime il comma 6. Parto dall'emendamento numero 8, che abolisce il comma 6, sul quale forse si potrebbe trovare una convergenza. Il comma 6 recita che: "La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, di intesa col comitato regionale di indirizzo", a questo punto non è più di indirizzo ma è di coordinamento, "previa diffida", come l'arbitro di calcio che sventola cartellino giallo, "nomina un commissario ad acta qualora il direttore generale dell'ARPAS non provveda, nei termini stabiliti e secondo le modalità prescritte dalla presente legge, agli atti di sua competenza".

Insomma, voi pensate che questa struttura, che ha non 7500 dipendenti e un direttore, bensì 75 dipendenti e 200 direttori (ovviamente sto estremizzando), abbia una conflittualità al suo interno talmente elevata che il direttore generale dell'Agenzia potrebbe non ottemperare agli atti di sua competenza al punto da dover essere diffidato dalla Giunta che, sentito il comitato di coordinamento, nominerà un commissario ad acta.

Signori, onorevoli consiglieri, siamo veramente sul pianeta Papalla! Ma quale commissario ad acta! Se uno scelto dalla Giunta per fare gli interessi della Giunta e della Sardegna non li fa lo si fa accompagnare all'uscita, non dal Presidente o dall'Assessore ma da un usciere. Chi gestirà gli interessi della Sardegna all'interno dell'ARPAS deve essere un manager efficiente ma, contemporaneamente, un funzionario solerte; deve essere una persona che risponde pienamente alle esigenze del datore di lavoro, che è la Sardegna, non può essere una persona che non fa le cose che deve fare al punto che la Giunta, sentito il comitato, sentiti gli altri cento organismi, è costretta a nominare un commissario ad acta.

Mi sembra quindi che questo emendamento soppressivo del comma 6 potrebbe essere accettato, senza nessun particolare stress, da parte degli architetti di questa legge perché si eliminerebbe un'anomalia che pregiudica il percorso della legge.

In base al mio ragionamento - mi rendo conto che è molto più difficile che possa essere accolto in questo ambiente - il problema è dato dalla lettera a) dal comma 5, dove si dice che il direttore generale provvede all'indirizzo e al coordinamento della struttura centrale, degli otto dipartimenti provinciali, dei dipartimenti specialistici regionali, nonché all'assegnazione eccetera, eccetera. Io vorrei che qualcuno mi spiegasse bene in che modo devono convivere all'interno dell'ARPAS queste due differenti strutture, una organizzata su base provinciale e l'altra su progetti; quale certezza abbiamo che le due strutture, quella che si occupa di servizio aereometereologico e quella che si occupa di Porto Torres vadano d'accordo, cioè dove è l'elemento di equilibrio, dove è l'elemento di garanzia che consente non ci sia conflittualità tra queste due strutture.

Io credo che sarebbe stato senz'altro più ragionevole adottare una strutturazione sulla base dei dipartimenti specialistici regionali, con la formula aben spoke la cui validità l'assessore Dirindin ha tante volte sottolineato relativamente al settore della sanità. Si poteva adottare una strutturazione regionale articolata anche in presidi provinciali, se si riteneva che questi presidi fossero necessari, ma senza che si istituisse una direzione dipartimentale provinciale che alla fine costituirà un elemento di conflittualità insanabile rispetto alle dipartimentalizzazioni regionali.

Colleghi, il motivo per cui ancora continuiamo ad intervenire, sperando di avere da parte vostra un briciolo di attenzione al ragionamento, non è perchè siamo convinti che oggi in Aula si possa sospendere, si possa sanare, si possa riscrivere l'articolazione in vari dipartimenti dell'ARPAS, l'organizzazione dell'ARPAS è questa, anche se vi chiederemo di modificare il trattamento economico riservato ai direttori di dipartimento. Al momento, vi chiediamo soltanto, con forza, in qualunque altra occasione noi arriveremo in quest'Aula a proporre delle leggi di modifica istituzionale dell'esistente, leggi che porteranno alla creazione di nuove strutture in sostituzione delle precedenti, di cercare tutti quanti, anche noi della minoranza, di avere bene in testa che queste leggi devono contribuire alla semplificazione, perché in questa Regione di sovrastrutturazioni, di leggi, di complicanze burocratico-amministrative, di lacci e laccioli che strozzano i cittadini e non garantiscono la certezza del diritto, ce ne sono già a sufficienza.

Il nostro compito di legislatori è quello di semplificare, è quello di creare strutture efficienti e di esitare leggi che siano immediatamente comprensibili al cittadino, che non creino un contenzioso, che non si stratifichino sopra altre cento leggi che si sono occupate, in maniera disomogenea e intrecciata, degli stessi argomenti.

E' necessario che questo Consiglio regionale porti avanti una attività legislativa coerente per avere poche e buone leggi, per consentire ai cittadini sardi di avere un punto di riferimento in questo Consiglio regionale, un punto di riferimento per equilibrio, chiarezza, certezza del diritto, consapevolezza di diritti e di doveri che ciascun cittadino sardo ha nell'ambito della sua Regione.

Credo che questo sia il ragionamento fondamentale che noi dobbiamo fare; ed il motivo per cui alle 13 e 50 di un venerdì continuiamo a proporlo è perché pensiamo che il seme della discussione, del dialogo, che in quest'Aula si sta cercando di lanciare, possa rivelarsi utile nel corso dell'attività legislativa che, comunque, questo Consiglio regionale sarà chiamato a svolgere negli anni futuri.

PRESIDENTE. Colleghi, penso sia necessario sospendere la seduta e convocare una Conferenza dei Capigruppo per stabilire in quale modo proseguire i lavori oggi e la settimana prossima..

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 50, viene ripresa alle ore 14 e 21.)

PRESIDENTE. I lavori riprenderanno questo pomeriggio alle ore 15 e 30.

(La seduta, sospesa alle ore 14 e 22, viene ripresa alle ore 15 e 36.)

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori.

E' iscritto a parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.).Signor Presidente, è in discussione, se non erro, l'articolo 10. Nonostante io sia contrario alla presentazione degli emendamenti orali, nel corso del mio intervento ne proporrò alcuni,

perché credo che il Presidente del Consiglio troverà gli strumenti per dimostrarci come si possano introdurre emendamenti orali in sede di coordinamento. Dovete farlo, senza contravvenire a quello che è successo sino a un quarto d'ora fa (mi riferisco alla chiusura della seduta), perché vi siete dimenticati, colleghi, di presentare almeno quattro emendamenti correttivi dell'articolo 10, almeno quattro, e senza quei quattro emendamenti che non avete presentato questa legge è inattuabile, è inapplicabile.

Alla lettera a) del comma 5 avete scritto infatti che il Direttore generale provvede all'indirizzo e al coordinamento. Però, alla lettera ) c'è scritto che il Direttore generale provvede alla redazione per la presentazione al comitato regionale di indirizzo, che non esiste più! Non esiste più! E non vige e non può vigere la regola secondo la quale si fa un coordinamento della norma, perché precedentemente avete approvato due emendamenti che hanno modificato la norma relativa al comitato attribuendogli la funzione non più di indirizzo ma di coordinamento.

Di fatto, questo elemento costituisce una prima impasse sostanziale, perché questo errore viene ribadito alla lettera i), dove si dice: "a fornire al Comitato regionale di indirizzo", che non esiste più, così come al comma 6, sempre di questo articolo 10, c'è scritto che la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale della difesa dell'ambiente "di intesa col Comitato regionale di indirizzo". Tutta l'impostazione legislativa era funzionale all'esistenza del Comitato regionale di indirizzo che voi avete cancellato; e adesso dovrete inserire qui "il coordinamento della Giunta regionale è coordinato con il coordinamento".

Quanto ho sottolineato credo che sia la dimostrazione della confusione, della superficialità con la quale si è operato nella presentazione dell'emendamento, senz'altro, ma della mancanza di chiarezza propria del legislatore, quindi dei proponenti, rispetto alla definizione della funzione di indirizzo e di coordinamento.

Se è vero, come è vero, che nel disposto del comma 5 dell'articolo 10 vi è la chiara individuazione delle funzioni del Direttore generale come soggetto che provvede all'indirizzo e al coordinamento della struttura centrale, mi dovete spiegare, avendo tolto l'indirizzo da una parte e avendo attribuito il coordinamento al Comitato regionale di coordinamento dall'altra, che cosa ci sta a fare la funzione di "coordinamento" nelle competenze del direttore generale.

Ci saranno due organi che avranno l'analogo compito del coordinamento, e quindi sarà un coordinamento della confusione, un coordinamento che scoordina e che non coordina. Ma sottolineo ancora come sia possibile che un direttore generale, cioè, un funzionario, per precisa indicazione del Consiglio regionale della Sardegna, non abbia un riconoscimento di funzioni inferiori a quelle del Consiglio regionale.

Voi sapete che statutariamente il Consiglio regionale ha potere di indirizzo, ma posto che avete, in qualche modo, abdicato a questo ruolo del Consiglio regionale, lasciatelo in capo al Presidente della Regione e della sua Giunta. Non si spiega come il direttore generale provveda all'indirizzo perché egli dovrebbe attuare le linee di indirizzo del Consiglio regionale e delle azioni esecutive che la Giunta regionale gli propone nell'attuazione e nella gestione di questo strumento. Poichè nella lettera a) del comma 5 c'è un richiamo esplicito all'indirizzo, prendiamo atto allora che la Giunta regionale non dà e non darà nessun tipo di indirizzo, seppure in qualche altra parte del provvedimento sia prevista anche questa funzione, al direttore generale e tanto meno all'ARPAS.

Non succederà, come qualcuno ha pronosticato, che i due soggetti si mettano d'accordo; Giunta regionale e direttore generale sono due organi che, giuridicamente, non possono essere messi sullo stesso piano perché uno è espressione diretta del popolo e l'altro invece viene previsto con legge del Consiglio regionale e nominato dalla Giunta. Io rilevo una assoluta impossibilità di capire dove si vuole andare a parare con questo articolo 10; un articolo che tratta una pluralità di questioni, compresa la previsione del personale.

Ma, quando si istituisce una struttura di questa portata, la prima cosa che si fa è quella di individuare una pianta organica; dopo aver individuato con precisione funzioni e compiti della struttura si individua il numero delle figure professionali necessario e, poi, si fanno le compensazioni con il personale che si ha a disposizione; non si segue la procedura contraria.

Ma questo comma 10, che tratta appunto del personale, consentitemi di dire che è fuori luogo sistemato nella potenzialità del direttore generale; è assolutamente improponibile sia sul piano legislativo che su quello della sostanza; forse sarebbe stato necessario un articolo ad hoc in cui non si parlasse di ricognizione. Nel momento in cui si propone la ricognizione, infatti, si sta dicendo che alcuni dipendenti delle strutture in essere potrebbero restare fuori; ma noi siamo assolutamente contrari a che uno solo di quei dipendenti possa non essere integrato in una struttura regionale che deriva dal punto di vista amministrativo e funzionale da soggetti preesistenti. Mi riferisco al SAR, mi riferisco alla PROGEMISA, mi riferisco a tutti quei presidi multizonali che dovrebbero automaticamente, senza nessun tipo di ricognizione da parte del direttore generale, confluire nella nuova struttura.

Questa responsabilità non deve essere posta in capo al direttore generale, se la deve assumere in maniera puntuale il Consiglio regionale dando direttive certe, chiare e definite sull'inquadramento nel nuovo organismo di tutto il personale in capo ai soggetti che vengono assorbiti dall'ARPAS.

Altro che ricognizione! Per dire che cosa? Che ci sono dipendenti buoni e dipendenti cattivi? Perché sulla base di questa presunta ricognizione che non ha nessuna valenza giuridica, la ricognizione non esiste sul piano amministrativo, si può ipotizzare infatti che qualcuno possa restare escluso.

Non è possibile che dei legislatori demandino questa potenzialità a un signor direttore generale, autorevole quanto si vuole, che non si può in alcun modo sostituire ai compiti e alle funzioni del Consiglio regionale che sulla materia del personale, per quanto riguarda l'indirizzo e i disposti legislativi, ha la competenza primaria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la verifica del numero legale.

Sul Regolamento

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias. Ne ha facoltà.

UGGIAS (La Margherita-D.L.).L'onorevole Pili ha posto la questione relativamente al Regolamento.

PRESIDENTE. Sul problema sollevato dal consigliere Pili, rispondo io. UGGIAS (La Margherita-D.L.). Posso chiedere di intervenire?

PRESIDENTE. Non sul Regolamento. UGGIAS (La Margherita-D.L.). I richiami sul Regolamento hanno la priorità.

Presidente, ai sensi dell'articolo 82 i richiami riguardanti l'ordine del giorno, l'ordine dei lavori, il Regolamento hanno la priorità sulle questioni principali.

PRESIDENTE. Sì, ma su quale punto del Regolamento intende intervenire, onorevole Uggias?

UGGIAS (La Margherita-D.L.). Se mi dà la parola, posso chiarire brevemente, Presidente.

PRESIDENTE. Sì, le do la parola, se ci spiega qual è il punto del Regolamento che intende affrontare...

PILI (F.I.). È stata chiesta la verifica del numero legale, Presidente, si tratta di prendere un po' di tempo.

PRESIDENTE. Onorevole Pili, per cortesia! Ha facoltà di parlare il consigliere Uggias.

UGGIAS (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, l'onorevole Pili ha posto la questione, sollevata in Aula anche precedentemente, sulla prassi seguita in riferimento alla ammissibilità o meno degli emendamenti orali. Siccome è una questione che può inficiare o meno la prosecuzione della discussione e la validità stessa della legge, come lo stesso onorevole Pili ha fatto presente, penso che sia prioritario stabilire se effettivamente siano ammissibili o meno questi emendamenti orali.

Visto che è una prassi che si sta instaurando è bene chiarire, perchè non possiamo adottarla secondo la convenienza.

PRESIDENTE. Colleghi, la questione sollevata dall'onorevole Pili e dall'onorevole Uggias avremo modo di affrontarla in un altro momento.

Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato delle proposte di legge Lai - Marrocu - Barracciu - Calledda - Cherchi Silvio - Corrias - Cugini - Floris Vincenzo - Mattana - Orrù - Pacifico - Pirisi: "Istituzione dell'agenzia regionale per l'ambiente (ARPAS)" (51/A), della proposta di legge Cocco - Addis - Biancu - Cucca - Cuccu Giuseppe - Fadda Paolo - Giagu - Manca - Sanna Simonetta - Secci:"Istituzione dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Sardegna" (101/A) e del disegno di legge "Istituzione dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Sardegna (ARPAS)"(125/A)

PRESIDENTE. Il consigliere La Spisa ha chiesto la verifica del numero legale. La richiesta viene appoggiata dal consigliere Vargiu.

Verifica del numero legale

PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.

(Segue verifica)

Risultato della verifica

PRESIDENTE. Sono presenti 41 consiglieri.

(Risultano presenti i consiglieri: ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CHERCHI Oscar - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUCCU Giuseppe - Cugini - Davoli - FADDA Giuseppe - FLORIS Vincenzo - FRAU - LA SPISA - LAI - LANZI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PORCU - RASSU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Franco - SECCI - SERRA - SORU - SPISSU - UGGIAS - VARGIU)

Constato la presenza del numero legale, quindi possiamo proseguire.

Prima di dare ulteriore corso alla discussione, voglio chiarire ai colleghi che sollevano ripetutamente la questione degli emendamenti orali che questi emendamenti sono di norma dichiarati ammissibili qualora nessuno si opponga; non possono comunque essere ammessi gli emendamenti che modificano il testo. L'adeguamento delle norme alle modifiche introdotte (le questioni che poneva l'onorevole Pili) a seguito degli emendamenti approvati viene attuato dagli uffici, come sempre avviene, in sede di coordinamento finale della legge..

E' iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Intervengo sull'articolo 10 per precisare quanto, nei contenuti dell'articolo in questione, non è rispondente al riconoscimento di alcune prerogative del ruolo del direttore generale. Sinceramente mi sembra si vada ben oltre nell'attribuire funzioni e competenze in capo al direttore generale dell'ARPAS rispetto a quanto previsto dalle consuetudini fino ad oggi attraverso il conferimento di deleghe che, all'atto pratico, sono state deleghe politiche. Io sono convinto che molte delle funzioni attribuite al direttore generale dell'Agenzia travalichino i limiti che queste funzioni debbono avere. Il direttore generale, se è vero che ha la rappresentanza legale dell'ARPAS, non è altrettanto vero che ha in particolare funzioni, contenute appunto nel comma 4, che stravolgono completamente gli indirizzi politici che invece sarebbero attribuibili e da attribuire…Presidente, i colleghi potrebbero manifestare la loro esuberanza in altre occupazioni, anche in fondo all'Aula. Presidente, chiaramente chiedo il recupero dei minuti persi.

PRESIDENTE. Colleghi, provate a stare fermi e in silenzio. Prego, onorevole Contu.

CONTU (F.I.). Alcune attribuzioni sono condivisibili, altre attribuzioni, molto probabilmente, sarebbero da.....Presidente, rinuncio all'intervento perchè sinceramente quest'Aula sta venendo meno al rispetto delle regole che impongono correttezza di comportamento; correttezza che lei non sta garantendo.

PRESIDENTE. Onorevole Contu la prego di svolgere il suo intervento e invito nuovamente i colleghi a rispettare chi interviene.

CONTU (F.I.). Anche io rispetterò gli altri allo stesso modo!

E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Io sicuramente non smetterò di parlare, soprattutto non a causa di quella che definirei una manifestazione di intemperanza giovanile che ci si concede dopo un meritato riposo, una vacanza. Nel merito, sottolineo che l'articolo è il nocciolo di tutta la legge.

Stamattina, nel corso dei miei interventi, ho cercato di far capire quale erano gli aspetti negativi che potevano spingere me, e credo altri, a votare contro questa legge. Ebbene, il voto negativo alla legge è da addebitare quasi ed esclusivamente al contenuto dell'articolo 10. Vedete, l'ARPAS non esiste e nasce commissariata, perché questo sta accadendo. Ora, ciascuno di noi se fosse al posto del presidente Soru probabilmente ispirerebbe comunque una legge di questo genere; se poi questa legge non fosse ispirata dal presidente Soru è ancora più grave che non si sia accorto di che cosa si sta mettendo in piedi. Io credo che in nessuna altra parte del mondo esista un provvedimento di questo genere; ho verificato infatti, Presidente, le diverse esperienze, visto che noi siamo gli ultimi a metter mano ad una norma di questo genere, mentre altri ormai da diversi anni hanno avuto modo di misurarsi con la funzionalità l'utilità di un organismo come questo. Da nessuna parte, neanche in quelle Regioni che vi sono politicamente molto vicine esiste l'articolazione che voi avete previsto; anzi, per ciò che ho potuto vedere, proprio quelle Regioni garantiscono un maggior controllo ai Consigli, ma soprattutto prevedono una maggiore partecipazione. L'Umbria, per esempio, nella legge istitutiva prevede che l'ARPA possa prestare la sua opera anche a favore di iniziative private, delle quali viene stilato un elenco e fornite motivazioni.

Ma l'articolo che istituisce la figura del direttore generale è più complesso di tutta la legge nel suo insieme, ogni volta che lo leggo mi rendo conto sempre di più che contiene una serie di problematiche che mi spinge a chiedermi chi controlla questo signore. Vedete, per questo signore non è previsto neanche un piano esecutivo di gestione che, forse, è l'unico strumento che poteva portare il Consiglio, la Commissione, la Giunta, gli Assessori di riferimento a motivare una eventuale revoca dell'incarico qualora non raggiunga gli obiettivi.

Ma come si può pensare di demandare tutto esclusivamente a questo direttore e di sottoporlo a una "presa visione" e basta. Il Comitato che prima era di indirizzo è diventato di coordinamento, non ho capito che cosa coordini data l'esiguità dei suoi compiti e tenuto conto che non dispone delle risorse.

Chi stabilisce qual è la politica dell'ARPAS? Il direttore generale, perché lui provvede all'indirizzo, al coordinamento, non solo dell'ARPAS come tale ma anche degli otto coordinamenti provinciali, provvede sempre lui a tutto. Ma abbiamo già uno che pensa a tutto e voi non volete certamente creare un doppione perché sarebbe irriverente nei confronti del Presidente! Ma, santa pazienza, non possiamo neanche condividere che si creino situazioni di emulazione.

Io posso anche capire che molti dei colleghi della maggioranza non sentissero la necessità di leggere questa legge: è stata approvata in Commissione rappresenta la Giunta, il Gruppo di maggioranza relativo, il Gruppo de La Margherita, si fa un coordinamento del testo e siamo a posto. L'adozione di questo percorso permetterà che una legge passi sempre e comunque. Nel futuro risulterà però che questa legge è il frutto dei provvedimenti presentati dalla Giunta, da La Margherita e dai D.S. Sta succedendo piuttosto spesso che su questioni importanti, cari colleghi, anche della minoranza, siano guarda caso la Giunta, i D.S. o La Margherita a presentare per primi i progetti di legge.

CUGINI (D.S.). E' reato?

DIANA (A.N.). No, non è un reato, ci mancherebbe altro! Quello che mi preoccupa, e in questo caso il reato c'è, anche se è un reato perseguibile solo politicamente, onorevole Cugini, è il fatto che voi, colleghi della maggioranza, non avete scritto questo articolo, perché questo articolo non è stato scritto dai D.S., e neanche da La Margherita.

CUGINI (D.S.). E' stato scritto dalla Giunta, dove sta il reato?

DIANA (A.N.). Appunto, certo non l'ha scritto manualmente il presidente Soru.

Presidente, benché l'onorevole Cugini non sia fra quelli che interrompono frequentemente, io posso continuare così per giorni, però io sto ragionando su questo articolo e vi invito a leggerlo, siete ancora in tempo, per sventare un complotto che si sta preparando. L'assessore Dessì non può dirci che ci sono direttori generali che hanno poteri più ampi del direttore di questa Agenzia. Non ne esiste neanche uno! Sono comunque sottoposti al controllo di un consiglio di amministrazione che, se si tratta di enti oggi commissariati, ci sarà domani, a meno che non sciogliate anche quelli.

Tutti gli atti degli enti strumentali della Regione devono passare al vaglio e al controllo della Giunta, mentre a questo direttore generale nessuno può dire niente anche perché, in una materia così complessa, vi assicuro che è impossibile dimostrare che non ha raggiunto gli obiettivi. Qualcuno obietterà che lo si può cacciare via quando si vuole; lo so che lo potete fare, l'avete già fatto altre volte, lo farete anche nel futuro di cacciare via uno che avete insediato voi. Ma non sarebbe meglio che questo direttore generale i poteri li abbia, sì, ma sottoposti a controllo o, addirittura, che forse tutti questi compiti non li abbia proprio?

Se voi avete individuato come componenti del Comitato di coordinamento intanto gli Assessori della difesa dell'ambiente e della sanità e i rappresentanti degli enti locali che conoscono il territorio, come si fa a spogliarli di qualsiasi ruolo? Sono diventati dei subalterni, il che può andar bene per gli Assessori che sono già subalterni, ma non per i rappresentanti degli enti locali.

I rappresentanti degli enti locali no, sono eletti, non sono subalterni né al presidente della Regione, né al presidente del Consiglio, né allo stesso Consiglio, rappresentano i loro territori, sono eletti direttamente, hanno la stessa potestà e la stessa autorevolezza che può avere il presidente della Regione. Però voi state mischiando le cose e attribuite ogni competenza ad un direttore generale; allora, onorevole Pili, a che cosa serve il voto limitato a due preferenze? Per avere un rappresentante delle opposizioni all'interno del comitato non più di indirizzo ma di coordinamento? Non determinerà assolutamente nulla soprattutto perché con questa modifica avete spogliato completamente di una qualsiasi operatività soggetti, che sono legittimati a rappresentare il territorio, a favore di questo direttore generale, che io credo sia stato già individuato. È normale che sia già individuato, prima infatti si individua la persona e sulla persona si fa la legge, è chiaro; quindi nessuno lo caccerà mai via.

PRESIDENTEE' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Diceva il collega Diana che questo articolo ha una importanza fondamentale anzi è l'articolo principale di questa legge. Io credo che l'articolo 10 abbia sicuramente una grande importanza, però la questione fondamentale rispetto a questa legge che, comunque, deve essere esitata da questo Consiglio perchè nessuno di noi intende ritardare un adempimento necessario, è un'altra. Attraverso questo provvedimento, infatti, si doveva dotare la nostra Regione di uno strumento agile; in realtà, come è stato segnalato fin dall'inizio della discussione di questa legge, in particolare l'ha fatto il collega Vargiu con la presentazione di una serie di emendamenti, si sta introducendo nell'ordinamento regionale una legge istitutiva dell'Agenzia regionale per l'ambiente farraginosa, che prevede per alcuni aspetti un'articolazione troppo complessa e per altri tendenzialmente semplificata sulla base di una precisa scelta operata, non tanto nei lavori in Commissione quanto nei lavori di quest'Aula, attraverso gli emendamenti presentati formalmente dalla maggioranza ma evidentemente ispirati dalla Giunta.

All'inizio della discussione erano stati posti alcuni problemi (ne abbiamo parlato in Commissione ieri sera) relativi alle forme e alle procedure per la scelta del direttore generale dell'Agenzia, alle norme sulla costituzione e formazione dell'organo di revisione contabile dell'Agenzia e, poi, attraverso l'articolo 9 di cui abbiamo già discusso, relativi alla forma di governo dell'Agenzia stessa.

Su queste tre questioni , alla luce degli emendamenti proposti dalla maggioranza, di intesa evidentemente con la Giunta, si costruisce un impianto normativo che regolerà la vita di questa Agenzia e che in noi desta forti preoccupazioni. Queste preoccupazioni stanno all'origine delle osservazioni, della discussione, del tempo che cerchiamo di dedicare all'approfondimento dei contenuti di questa legge.

Io vorrei incentrare le mie argomentazioni proprio sul confronto tra la proposta contenuta nell'emendamento numero 7 di Vargiu e la proposta contenuta nell'emendamento numero 17, a firma Masia e Sanna Alberto. Noi siamo certi che le modalità di nomina del direttore generale verranno modificate nella direzione voluta dall'emendamento a firma Masia e più che stabilisce che il direttore generale venga scelto non con una procedura abbreviata, diciamo così, diretta, con una scelta totalmente discrezionale della Giunta regionale, così come era previsto nel testo dell'articolo 10 del proponente, esitato dalla Commissione e arrivato in quest'Aula, ma con una indicazione di procedura di evidenza pubblica.

Il collega Vargiu sosteneva che la proposta migliore fosse quella di stabilire in legge l'adozione di una procedura di selezione pubblica. Ieri in Commissione si è discusso su questo argomento e sulla scelta fatta dalla Giunta regionale, già ieri sera, di insistere sulla formulazione centrata non sulla parola "selezione", ma sulla definizione di "procedura di evidenza pubblica". E' emersa infatti la preoccupazione di evitare i rischi di un contenzioso amministrativo, che spesso la procedura della selezione genera. Un contenzioso amministrativo può facilmente frenare l'azione amministrativa della Giunta regionale e, ritardando i tempi di operatività dell'organismo, rischia di vanificare qualunque scelta.

Io credo che nelle motivazioni addotte dalla Giunta sia contenuto un elemento assolutamente non positivo, perché dire che la selezione pubblica, quindi la forma concorsuale vera e propria e non una generica procedura di evidenza pubblica, può generare un contenzioso significa in qualche modo riconoscere che si vuole avere le mani libere, assoluta discrezionalità, nella scelta delle persone da insediare al vertice di questa Agenzia, come ai vertici di tutte le strutture amministrative di questa Regione; di contro scegliere attraverso una forma di selezione ben disciplinata sarebbe un inciampo all'efficienza amministrativa.

Noi crediamo che dietro questo ragionamento ci sia un'ammissione implicita che il metodo scelto da questo governo regionale, avallato da questa maggioranza, consiste nel poter adottare tutte quelle procedure che voi una volta segnalavate come improprie, negative, antidemocratiche, non trasparenti. La nostra impressione è che voi rivendichiate la trasparenza amministrativa pensando agli altri ed eventualmente al dopo; la nostra impressione é che voi agiate continuamente pensando che una difesa della trasparenza amministrativa, della trasparenza delle procedure sia, sì, necessaria ma in qualche modo sia una necessità che non vi riguarda, che riguarda altri: chi vi ha preceduto, chi ci sarà in un tempo futuro.

Voi, in realtà, al momento presente, vi considerate come dei governanti che devono agire, in nome di non so quale ideale, se lo avete, in nome di non so quale esigenza di efficienza e di normalizzazione del sistema, pensando cioè che procedure regolari, trasparenti, debbano venire dopo, per il momento voi state agendo, avete agito in questi ormai lunghi mesi di questo governo, decidendo sempre con una forma di forzatura estrema dei limiti che la discrezionalità amministrativa vi assegnava e in questo modo avete generato contenzioso amministrativo.

Ma, per evitare il contenzioso amministrativo è necessario un unico rimedio, quello di fare scelte motivate veramente trasparenti, mettendo in concorrenza le persone più valide scelte sulla base di criteri oggettivi, non sulla base delle convenienze di vario titolo, di varia origine, che sistematicamente voi tirate fuori per giustificare un'azione sostanzialmente illegittima e posta in essere scavalcando spesso le norme di diritto fino a quando i Tribunali Amministrativi vi daranno ragione.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Masia, relatore.

MASIA (Gruppo Misto), relatore. Il relatore esprime parere favorevole sugli emendamenti numero 15, 8 e 17, contrario sugli emendamenti numero 6 e 7.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

DESSÌ, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 15. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 6. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 6.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CHERCHI Oscar - CONTU - DIANA - FLORIS Mario - LA SPISA - LOMBARDO - PILI - RASSU - SANJUST - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - LAI - LANZI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Franco - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 48

votanti 47

astenuti 1

maggioranza 24

favorevoli 11

contrari 36

(Il Consiglio non approva).

Mettoin votazione l'emendamento numero 8 , sul quale è stato espresso parere favorevole da parte del relatore e della Giunta. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 17.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Annuncio il nostro voto contrario su questo emendamento perché riteniamo, per quanto chiarito precedentemente, non sufficiente l'indicazione della procedura di evidenza pubblica. Anticipo inoltre la richiesta, Presidente, di votazione separata del comma 10 dell'articolo 10.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 17. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico delle due parti dell'articolo 10.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 10, commi dall'1 al 9 e 11.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIs Vincenzo - FRAU - LAI - LANZI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Franco - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS.

Rispondono no i consiglieri: ARTIZZU - CHERCHI Oscar - CONTU - DIANA - FLORIS Mario - LA SPISA - LOMBARDO - PILI - RASSU - SANJUST - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 48

votanti 47

astenuti 1

maggioranza 24

favorevoli 36

contrari 11

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del comma 10 dell'articolo 10.

(Segue la votazione.)

Prendo atto che il consigliere Pili si è astenuto e che il consigliere Oscar Cherchi ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Oscar - CHERCHI Silvio - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - LA SPISA - LANZI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - RASSU - SALIS - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - PILI - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 44

votanti 41

astenuti 3

maggioranza 21

favorevoli 41

(Il Consiglio approva).

Rimane in piedi, nonostante l'approvazione dell'emendamento numero 17, l'emendamento numero 7 che va messo in votazione. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori sardi). Presidente, ritiro l'emendamento numero 7.

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 11. All'articolo 11 è stato presentato un emendamento.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 11 e del relativo emendamento:

Art. 11

Collegio dei revisori dei conti.

1. Il collegio dei revisori è composto da tre membri, iscritti al Registro dei revisori ufficiali, di cui uno svolge le funzioni di presidente; il collegio è eletto dal Consiglio regionale con voto limitato a due, è nominato con decreto del Presidente della Regione e dura in carica cinque anni.

2. Il collegio dei revisori esercita funzioni di controllo e di verifica contabile, con i poteri e secondo le modalità previste per i revisori dei conti delle aziende sanitarie locali.

3. La prima riunione del collegio dei revisori è convocata dal componente più anziano entro trenta giorni dal decreto di nomina dei suoi componenti, per l'elezione del presidente.

EMENDAMENTO sostitutivo parziale Masia - Sanna Alberto - Cachia - Calledda - Cocco - Corda - Cuccu Giuseppe - Fadda Giuseppe - Frau - Ibba - Lai - Lanzi - Pacifico - Serra - Uggias.

Art. 11

Il comma 1 è così sostituto:

"Il collegio dei revisori è composto da tre membri iscritti al Registro dei revisori ufficiali, di cui uno svolge le funzioni di presidente; il collegio è nominato con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale che ne indica anche il presidente e dura in carica cinque anni." (16).)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Qualcuno, in queste ultime ore, ha cercato di trovare un punto di incontro con l'opposizione sostenendo la tesi che il Presidente della Giunta potesse nominare un revisore dei conti su designazione dell'opposizione. Credo che non sfugga a nessuno, alle parti politiche che autorevolmente siedono in questo Consiglio, che il problema di questa legge non si può ridurre alla designazione di un revisore dei conti da parte dell'opposizione. Non è questo che ci interessa, non è certamente un problema di spartizione che non riguarda questa opposizione che vuole tenere una linea assolutamente chiara, netta e franca.

Questo è un problema politico che, ancor prima della stessa opposizione, riguarda la maggioranza, perché i colleghi che hanno approvato in Commissione questa legge, sono i colleghi che hanno firmato un emendamento che sostiene l'esatto contrario rispetto a quanto approvato in Commissione!

Colleghi, questo è un problema di coerenza politica e, passatemi il termine senza avervene a male, anche morale; coerenza morale nei confronti di quei cittadini che ci hanno dato un mandato preciso per tenere alto il ruolo di questo Consiglio regionale! E quando le parti più importanti di questo Consiglio che siedono nella maggioranza accettano, anzi subiscono, l'imposizione che il Presidente della Giunta ha riproposto ieri in termini chiari nella seduta della Commissione, significa che si sta davvero demolendo quel mandato che la Commissione, in termini unanimi, aveva saputo rispettare.

Ma qual è l'oggetto del contendere, colleghi? Non è la nomina di un revisore dei conti! L'oggetto del contendere ruota sulla necessità (su questo punto abbiamo concordato in Commissione) che il Consiglio regionale, che era stato estromesso dalla possibilità di dare un indirizzo, si riappropri dell'unico ruolo che ancora, forse, gli può essere riconosciuto, cioè quello del controllo e, aggiungo, del controllo contabile che è un ruolo marginale rispetto l ruolo e ai poteri attribuiti (attuazione dei programmi e degli indirizzi) al direttore generale.

Riappropriarsi almeno di questo ruolo ha un valore politico che voi stessi riconoscete. Nel pourparler, nei corridoi, ci dite che avete dovuto sopportare in qualche modo il diktat della Giunta; ma lo accettate comunque, perché non si spiegherebbe diversamente questo cambio di rotta così rilevante, così pregnante dell'azione di un Consiglio regionale che vorrebbe riequilibrare il sistema presidenziale, che io dico va assolutamente mantenuto e difeso, attraverso il rispetto di quelle prerogative del Consiglio regionale che sono appunto quelle dell'indirizzo e del controllo. Se voi, colleghi della maggioranza, perdete anche la possibilità di entrare nel merito della funzione di controllo, state davvero abdicando totalmente al ruolo che il Consiglio regionale invece dovrebbe avere.

Io non ho una lunga storia di frequentazione parlamentare di quest'Aula ma, per quel poco che posso ricordare, non mi è mai capitato di vedere che una legge approvata all'unanimità dalla Commissione consiliare competente venisse stravolta da un emendamento. Un emendamento che, in questo caso, esautora totalmente il Consiglio regionale da uno dei suoi compiti importanti. E' un cambio di rotta assolutamente ingiustificato e credo che il vostro silenzio commenti "ad alta voce" lo stato di disagio che vivete e che, credo giustamente, fate di tutto per nascondere. Infatti, se qualche collega della maggioranza interverrà, lo farà soltanto per tentare di demolire, anche sul piano personale, chi sta cercando di fare delle valutazioni e, consentitemelo, dei richiami a quest'Aula perché il significato istituzionale dell'emendamento è assolutamente rilevante per il Consiglio regionale.

L'aver individuato la strada di asseverare alla Giunta regionale il potere di indicare i revisori dei conti in linea di principio non è un fatto disdicevole, potrebbe essere anche nel solco della netta separazione tra i poteri esecutivi e quelli legislativi. Ma c'è un fatto politico dirimente: la Commissione consiliare ha votato all'unanimità una scelta politica e, dopo qualche giorno, questa scelta viene totalmente stravolta in Aula senza alcuna motivazione, senza alcuna argomentazione eccetto quella, l'unica vera, che il Presidente della Regione vi ha obbligato a presentare l'emendamento correttivo, modificativo sostanzialmente di quello che avevate deciso.

Non è una scelta di coerenza, non rispetta il principio secondo il quale questo Consiglio regionale è chiamato a fare leggi, vi è un ricatto, passatemi questo termine che forse è pesante ma che rende meglio il significato di quello che sta succedendo, siete costretti a cedere le armi del rispetto del ruolo del Consiglio regionale per addivenire ad una soluzione che vi viene imposta, ma viene imposta non ai colleghi della maggioranza di oggi, ma viene imposta al ruolo, alla funzione di questo Consiglio regionale.

Auguri, colleghi della maggioranza, perché questa ulteriore azione, il conseguente voto a favore da parte vostra, segneranno davvero una ulteriore devastante limitazione dei poteri propri dell'Assemblea del popolo sardo.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, tenterei di fare un ragionamento appena appena diverso rispetto a quello che ha appena fatto il collega Pili, e tenterei di farlo anche obbligato da motivi di onestà culturale. Condivido integralmente una delle argomentazioni che ha posto il collega Pili, che poi è l'altra faccia della medaglia di una argomentazione proposta in Aula dai colleghi del centrosinistra; cioè se c'è qualcosa che è stato votato all'unanimità all'interno di una Commissione consiliare è difficile, diceva il collega Uggias, che gli stessi consiglieri che si sono trovati d'accordo in Commissione possono poi trovarsi in disaccordo in Aula.

Ne è un esempio, l'atteggiamento corretto del collega Gallus che, avendo partecipato in Commissione alla stesura di un articolato che probabilmente aveva delle mancanze di cui in parte egli stesso poteva anche non essersi reso conto, è stato conseguente in Aula nel dichiarare la propria partecipazione alla stesura del progetto di legge e quindi la condivisione sostanziale di ampia parte delle cose che all'interno del progetto erano scritte. Quindi io concordo su questa argomentazione; se ci sono delle norme che, anche erroneamente, la Commissione all'unanimità ha ritenuto di dover licenziare, i componenti la Commissione sono vincolati tra di loro da un patto, che non è certo un patto di tipo pernicioso, ma è un patto garantito dalla lealtà culturale di ciascuno di noi. Se, rispetto a quello che si è scritto in buona fede in Commissione ci sono un passo avanti e un passo indietro, il passo avanti e il passo indietro si fanno tutti insieme e non separatamente.

Questa credo sia una regola fondamentale e ha fatto bene il collega Pili a sottolinearla. Se per caso noi dovessimo pensare che coloro che in Commissione hanno esitato un provvedimento all'unanimità, e raggiungere l'unanimità non è mai una cosa facile, sono poi liberati dal vincolo della discussione, dall'approfondimento fatto in Commissione e possono iniziare da capo la discussione in Aula, la prima cosa che dovremmo fare sarebbe scrivere nel nostro Regolamento che le Commissioni non esistono più e che i provvedimenti si discutono in maniera esaustiva all'interno dell'Aula, e lì ci fermiamo.

Però finito questo ragionamento devo dare atto sostanzialmente che condivido la scelta che i colleghi propositori dell'emendamento hanno fatto di mettere in capo alla Giunta la nomina dei revisori dei conti, nel senso che una nomina dei revisori dei conti fatta dal Consiglio è impropria. Noi Riformatori abbiamo fatto, e continuiamo a farla, una battaglia per una divisione chiara dei poteri: i poteri esecutivi della Giunta e i poteri legislativi del Consiglio.

Ogni volta che il Consiglio invade spazi che non gli competono noi stiamo svilendo il suo ruolo e verremo criticati. La questione sarebbe semplice se il discorso si chiudesse qui, ma secondo me qui non si chiude. Infatti ci sono degli organismi di carattere tecnico, di diretta emanazione della Giunta che nomina i componenti i quali devono svolgere un compito di revisione contabile. Probabilmente esistono altri organismi di tipo tecnico-politico su cui è necessario non soltanto un controllo tecnico, ma è necessario anche un controllo politico. Mi riferisco, per esempio, a quegli enti dotati di un consiglio di amministrazione; un consiglio di amministrazione non si occupa dei numeri, come invece fa il collegio dei revisori dei conti che, correttamente, deve essere nominato dalla Giunta. Un consiglio di amministrazione eventualmente entra nel merito delle scelte politiche, e può essere legittimo in questo caso che anche la minoranza abbia la possibilità di conoscere, di criticare o condividere le scelte di un organismo di tipo tecnico-politico.

Questa credo sia la linea di demarcazione e, forse, la battaglia non andava incentrata sui revisori dei conti, ma sulla necessità o meno di inserire, tra gli innumerevoli organismi di cui questa Agenzia è dotata, anche un consiglio di amministrazione. La Commissione ha ritenuto, evidentemente, che l'Agenzia non necessitasse di un consiglio di amministrazione ma soltanto di un collegio di revisori dei conti. Poichè mi pare legittimo che la revisione dei conti sia fatta in maniera tecnica ritengo altrettanto legittimo che la scelta dei revisori dei conti sia affidata alla Giunta regionale.

Colleghi, questo significa, se vogliamo continuare a parlare tra di noi con onestà intellettuale, che ogni qualvolta ci sarà da ragionare sulle legittime potestà legislative di questo Consiglio, quindi ogni qualvolta questo Consiglio sarà coinvolto nelle scelte, perché questo è il mandato conferito dai sardi, in tutte quelle circostanze sarà necessario difendere le prerogative del Consiglio.

Questo Consiglio, però, per non discutere più su argomenti di questa natura, dovrebbe varare un provvedimento che sancisca in maniera chiara i confini che la Giunta non deve superare per non invadere il territorio riservato all'attività e alla produzione legislativa del Consiglio. Mi rendo conto che l'introduzione di questa norma può non sembrare urgente perché forse non si traduce in qualcosa di particolarmente tangibile per l'interesse specifico di ciascuno di noi o di ciascuno dei nostri partiti, però è nell'interesse del buon funzionamento di quest'Aula, quindi della qualità della produzione legislativa di questo Consiglio e della dignità personale di ciascuno di noi.

Credo che un'iniziativa di questo genere ovviamente spetti a voi, che siete la maggioranza di questo Consiglio regionale; sarebbe un fatto positivo se, oltre alle aperture formali che tante volte avvengono tra maggioranza e minoranza, su questo argomento si avviasse una iniziativa legislativa seria.

PRESIDENTE E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, io ho ascoltato con attenzione le considerazioni dell'onorevole Vargiu che necessitano sempre di essere meditate e che potremmo sottoscrivere , se oggi ci trovassimo in una situazione completamente diversa. Questo Consiglio regionale infatti ha piena fiducia nell'operato della Giunta, o del Presidente, perché siamo arrivati ad esitare una legge che è frutto dei ragionamenti fatti in quest'Aula. Cosa voglio dire? La figura del Presidente della Regione come giudice monocratico che nomina il direttore generale e i revisori dei conti, sempre lui, non esiste in nessun altro organismo, non può esistere, perché i revisori dei conti esercitano un ruolo di garanzia, e questa garanzia deve essere data a noi che stiamo legiferando, non al Presidente della Regione. E chi ci dà questa garanzia?

Onorevole Vargiu, questo direttore generale non ha compiti di direttore generale di un ente locale qualsiasi, ha un ruolo operativo, ha il maneggio del denaro, stende il bilancio preventivo e il consuntivo, li sottopone all'attenzione del Comitato che non li deve neanche approvare. Il bilancio non viene neanche pubblicato, perché l'unica cosa che si chiede al direttore generale di pubblicare è la nomina dei direttori del servizio, quella deve essere pubblicata sul bollettino ufficiale della Regione, tutto il resto è "robettina da poco".

Vorrei capire che interesse hanno i sardi di sapere il nome dei direttori dei servizi, ma proprio non gliene importa niente. Non sto cambiando articolo, sto cercando di far capire quale può essere la funzione di un collegio dei revisori, revisori che non possono sfuggire non al controllo, ma alla nomina; spesso e volentieri abbiamo votato infatti dei revisori dei conti dei quali non conosciamo neanche la faccia e con i quali non avremo più alcun rapporto, conosciamo la loro professionalità, il loro curriculum, sappiamo che sono persone serie, attente, persone di esperienza a cui il Consiglio si affida: Noi ci affidiamo al Presidente! Siete padronissimi di farlo, io non mi affido, non mi posso affidare.

Delle determinazioni adottate dal direttore solo quella prevista alla lettera b) del comma 5 va pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione, come stabilito nel successivo comma 7. Sapete che cosa tratta questa lettera b) del comma 5? Stabilisce che i direttore generale provvede: "alla nomina con provvedimento motivato del direttore dell'area tecnico-scientifica, del direttore dell'area amministrativa, dei direttori dei dipartimenti provinciali e specialistici regionali". Questo va pubblicato sul Bollettino ufficiale, di tutto il resto non c'è traccia.

Allora perché il collegio dei revisori dei conti non può assumere un ruolo che non può essere, per quanto mi riguarda, quello che ha indicato l'onorevole Vargiu? È auspicabile che un domani sia così, oggi no. Ma non eravate d'accordo neanche voi tant'è che in Commissione non avete detto quello che è scritto nell'emendamento. Onorevole Masia, capisco la sua difficoltà perché la vedo in difficoltà, è chiaro che era più d'accordo con la norma esitata dalla Commissione, non c'è dubbio.

Nella relazione è scritto che alcuni temi hanno costituito i nodi critici della discussione nelle Commissioni congiunte. Uno di questi nodi critici è stato la forma di governo dell'Agenzia. Le Commissioni si sono a lungo soffermate sui possibili modelli di organi da prefigurare per l'Agenzia (direttore generale come organo unico, consiglio di amministrazione, consiglio superiore, comitato di indirizzo)- e hanno adottato come forma di governo, pilatesca dico io, quella che vede un comitato d'indirizzo come organo di programmazione, indirizzo e verifica dei risultati dell'attività dell'ARPAS. Questo comitato di indirizzo non ha più questo compito, avete fatto un'altra cosa!

Onorevole Masia la relazione l'ha scritta lei, e lei ha scritto che si è adottata come forma di governo quella che vede un comitato di indirizzo come organo di programmazione, indirizzo e verifica; ma il comitato di coordinamento non ha più questo ruolo, è un'altra cosa. Perché è successo tutto questo? Presumo che se l'elezione del Presidente della Repubblica fosse durata quindici giorni, come altre volte, forse questi emendamenti non sarebbero stati presentati; qualcuno ha voluto invece che le cose si facessero in fretta e furia e il risultato è stato che abbiamo eletto Napolitano Presidente della Repubblica, e abbiamo esitato due pessime leggi, una ieri sul commercio e una oggi sull'ARPAS.

Onorevole Pili, lei non è l'unico ad aver copiato, anche perché io so benissimo che lei non ha copiato, sono altri che hanno copiato. Nella legge che è stata approvata ieri in questo Consiglio regionale sa quante copiature c'erano? Tante, e poi tante. E' legittimo copiare, ma solo quanto lo fate voi; copiare è sinonimo di incapacità perché i problemi del commercio della Sardegna non sono i problemi del commercio della Toscana, del Veneto, della Lombardia e del Piemonte, le problematiche sono diverse.

Quindi io voterò contro questo articolo e non perché sia interessato alla nomina di qualche revisore dei conti perché non mi interessa minimamente. Quando mi sono trovato a fare il Presidente ho deciso e ho fatto; in quest'Aula c'è un Presidente che decide e fa. Benissimo! Ci sono i presidenti che rispettano le regole e ci sono quelli che non le vogliono rispettare, che aggirano le regole facendone delle nuove. Questa è una nuova regola che nasce in questo Consiglio regionale che prevede che tutti i revisori dei conti d'ora in avanti, di qualsiasi organismo si tratti, vengono nominati dalla Giunta regionale perché da qui si parte e così sarà nel futuro. Siete contenti voi, saranno contenti probabilmente anche i sardi forse per un altra tornata elettorale a breve termine, ma nel prossimo futuro credo che le cose cominceranno a cambiare.

PRESIDENTE E' iscritto parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Consiglierei al collega Diana di non fare previsioni elettorali perché non le hanno azzeccate neanche quelli che fanno i sondaggi per professione

Rimaniamo all'articolo 11 e non carichiamolo di un significato diverso da quella che ha. Io non faccio parte della Commissione però apprezzo l'emendamento che è stato predisposto. Tutt'al più si pone un altro problema, un po' più ampio, che non è risolvibile stasera, ma precisando però che la funzione dei revisori è una funzione prevista dalla legge. Un collegio dei revisori non si comporta in un modo in un ente e in un altro modo in un altro ente, si comporta secondo quanto previsto dalla legge. Aggiungo che non mi è mai capitato - sono consigliere regionale da diversi anni e parlo per me, ma vorrei che questo discorso fosse valido per tutti, di interloquire con un revisore dei conti, di intervenire in un modo o nell'altro nella sua funzione pubblica perché sarebbe anche un reato. C'è da dire anche un'altra cosa: nel bene e nel male, soprattutto nel male quando dovessero sbagliare, rispondono direttamente delle azioni che compiono.

In Aula sono presenti dei commercialisti che saprebbero spiegare tecnicamente, nei particolari, la funzione del revisore; però mi pare di poter dire che si deve esprimere una competenza professionale , che c'è l'obbligo di presenza per alcuni atti, che ci sono responsabilità individuali e collettive, anche responsabilità nuove che sono state poste in capo ai revisori dalle ultime leggi che. Io rimarrei a questo.

Ci sono poi altri aspetti più generali, per cui ci si chiede se è giusto che li nomini il Consiglio, se è giusto che li nomini la Giunta, se è giusto che la funzione sia questa. Su questo io ho un dubbio; può darsi quindi che bisognerà riflettere in futuro, avendo i revisori, i dottori commercialisti, i ragionieri commercialisti degli albi, così come i geometri e tante altre categorie professionali, sulla possibilità di studiare una norma per chiedere ai presidenti degli albi di proporre una rosa all'attenzione di chi deve fare queste nomine, ed io rimango dell'idea che le nomine le debba fare la Giunta.

Vogliamo controllare i conti dell'ARPAS? Esagerati! Non controlliamo neanche ciò dovremmo controllare per responsabilità diretta! Non c'è nessuna volontà - lo dico per il collega Pili che è stato quello più irruento come spesso gli capita - di fare quella operazione che stavamo dicendo. Stiamo parlando di revisori dei conti che vengono nominati dalla Giunta. Se li nomina il Consiglio si comprende che due li nomina la maggioranza e uno lo nomina la minoranza, ma adesso stiamo bisticciando per un revisore dei conti del quale non sappiamo nulla dopo che viene nominato?

DIANA (A.N.). E' per questo che state bisticciando!

CUGINI (D.S.). E allora non accusiamoci di tentativi di frode nei confronti dell'ARPAS! Rispettiamoci un po' di più! Tutto qui!

PILI (F.I.). Lo stai dicendo ancora!

CUGINI (D.S.). Ma è così, Pili, è così! Tutte le volte che prendi la parola sembra che dobbiamo dichiarare guerra all'Unione Sovietica che non c'è più! E togliti questo obiettivo dalla testa!

MARROCU (D.S.). Nonostante i revisori dei conti in questi anni la Ranno ha operato, o te ne sei dimenticato?

(Interruzioni)

CUGINI (D.S.).Voglio far notare al presidente Spissu che l'emendamento numero 16, se l'approviamo, ma l'approveremo, stabilisce che la Giunta indica anche il presidente del collegio dei revisori; il terzo comma dell'articolo 11, nel testo esitato dalla Commissione, prevede invece che sia il collegio dei revisori ad eleggere il presidente nel corso della prima riunione. Quindi direi che l'approvazione dell'emendamento dovrebbe portare a far decadere quel capoverso, ma bisogna trovare una soluzione perché quel capoverso entrerebbe in contraddizione con il testo dell'emendamento. Ma tutto questo facciamolo pacatamente,

PILI (F.I.). Il coordinamento…

CUGINI (D.S.). Lasciamo perdere il coordinamento… facciamolo pacatamente Pili, perché se carichiamo il dibattito di cose che non hanno mai impegnato il pensiero di nessuno di noi, è chiaro che non contribuiamo a migliorare, per quello che si può fare, il testo.

Io ho molto apprezzato l'intervento del collega Vargiu perché, nonostante abbia confermato una posizione diversa sul complesso della legge, ha l'obiettivo di migliorarla. Quindi se, così come è accaduto in Commissione, confermiamo una impostazione di miglioramento collaborativo sul testo ancora da esaminare, secondo me qualche ulteriore aggiustamento si può fare, ma in tempi di pace e non di guerra.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Io vorrei precisare innanzitutto, rispetto a quanto detto dall'onorevole Cugini, che non mi risulta che in Consiglio siano presenti dei commercialisti.

Potrebbero essercene, ma se la salute assiste me, il collega Sanjust e il collega Contu non ce ne saranno. Spero almeno che questo rimanga agli atti quanto meno come augurio.

Sulla questione, invece, della funzione dei revisori dei conti l'onorevole Cugini fa qualche digressione, però dal suo discorso credo emerga chiaramente che il problema di una insufficienza della legislazione regionale e del modello in essa contenuto.

Io condivido le argomentazioni del collega Diana in ordine alla questione di fondo, che rimane e pesa, dell'avere una forma di governo della Regione di tipo presidenzialista a fronte di una divisione di poteri di vecchio tipo. Pur nella distinzione dei ruoli, rimane il fatto che il cuore ma anche le braccia, la parte decisionale ma anche la parte operativa di questa Regione non possono coincidere in un unico organo.

Voi, con pochi ma significativi emendamenti che ne hanno stravolto l'impianto, avete modificato questa legge relativamente non alle funzioni dell'ARPAS, ma riguardo invece al sistema di funzionamento di questa Agenzia, perchè state costruendo o favorendo sempre di più la costruzione di un sistema che ha come unico punto di riferimento la Giunta regionale.

Se a voi questo va bene fate pure; noi non possiamo favorire che si vada in questa direzione che non consente una trasparenza degli atti amministrativi, e cercheremo di impedirlo finché avremo le energie per farlo,. Non è possibile che all'organo di indirizzo, che sulla base dell'articolo 6, svolge anche una forte funzione di vigilanza e di controllo sugli atti amministrativi, sia sotto il profilo della legittimità, sia sotto il profilo del merito, non si contrapponga un organo di controllo contabile che sia quanto meno emanazione del Consiglio regionale.

Crediamo che proprio perché il modello e la forma di governo sono cambiati sia necessario che alcuni elementi di terzietà nella valutazione rimangano, che il collegio dei revisori possa essere nominato da un soggetto che non sia lo stesso che ha la funzione principale di indirizzo addirittura sostanzialmente di approvazione dei bilanci, diceva giustamente Mario Diana. Il bilancio che prepara il direttore generale viene solo sottoposto per un parere al comitato, che voi adesso avete ridefinito come comitato di coordinamento e non di indirizzo, ma non verrà neanche pubblicato. Quindi, è essenziale che la revisione contabile possa essere fatta da un collegio di persone scelte non dallo stesso soggetto che sceglie l'indirizzo politico, che approva i bilanci; ma, in questo modo, voi state impedendo proprio questo. Siete liberi di farlo, fatelo pure, però state consegnando sempre di più alla Giunta regionale il totale controllo e la totale operatività di ogni spazio di azione amministrativa e anche di governo. L'azione di governo e l'azione amministrativa è giusto che siano in capo all'esecutivo, ma la funzione di controllo contabile, no.

Per quanto le riforme istituzionali stiano andando in questa direzione, io credo che nella Regione Sardegna noi potremmo autonomamente esercitare una scelta diversa mantenendo in capo al Consiglio regionale almeno questa funzione essenziale.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Sanjust. Ne ha facoltà.

SANJUST (F.I.). Io avevo deciso, come del resto ho fatto nella giornata di ieri, di non intervenire, non perché ritenga che l'argomento sia di poco conto o estraneo alle mie competenze specifiche, ma perché sono e rimango fermamente convinto che non si debba per forza di cose far sentire la propria voce, molte volte solo ed esclusivamente per partecipare oppure per fare del mero ostruzionismo. Sono però altrettanto convinto che chi è stato demandato dal popolo al compito arduo di governare debba farlo assumendosene completamente tutte le responsabilità, per poi essere nuovamente giudicati dopo cinque anni e raccogliere, eventualmente, i frutti del lavoro svolto.

Il nostro compito, ma mi soffermo a parlare ovviamente del mio in particolare, è quello invece di cercare di dare quel piccolo contributo che, ammetto, ringraziando anche i colleghi, qualche volta ho avuto la possibilità di dare, per poter eventualmente migliorare ciò che voi maggioranza, soprattutto, proponete all'Aula.

Però ciò che mi ha spinto, dopo due giorni, ad intervenire è stata appunto la presentazione dell'emendamento numero 16; un emendamento che nella forma è un sostitutivo parziale, ma che nella sostanza io definisco "emendamento amorale". Mi rivolgo prevalentemente ai colleghi che in Commissione hanno lavorato, nei giorni precedenti, ma anche ieri notte, fianco a fianco per cercare di esitare una legge che ai sardi comunque serve, ma che avrebbe avuto probabilmente la necessità, come quella che è stata esitata ieri, di un accordo quanto più ampio possibile. Vedete, cari colleghi, erano stati presi degli accordi ben precisi, degli accordi che alcuni di noi hanno chiamato accordi politici, ma che a me, forse per l'educazione che ho ricevuto, piace chiamare accordi morali, perché presi da gentiluomini e da gentildonne.

Ciò che è accaduto con la presentazione dell'emendamento numero 16 rilancia, o mette forse ancor di più in evidenza, che all'interno dell'istituzione del Consiglio regionale esiste un vero e proprio problema di difesa delle garanzie. Lei, purtroppo, egregio Presidente della Giunta, sta cercando in ogni modo e ogni giorno di delegittimare sempre di più questa istituzione (magari scusandosi pochi minuti dopo con l'Aula), con il preciso intento, sempre a mio modo di vedere, di far capire a tutti che per tutte le cose a decidere è sempre e solo una persona e non più, come magari si usava qualche anno fa un'Assemblea democraticamente eletta.

PRESIDENTE.. E' iscritto a parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.

MASIA (Federalista-Autonomista Sardo). Signor Presidente, intervengo sull'articolo 11 in particolare sull'emendamento numero 16. Intanto dico subito che ha ragione l'onorevole Cugini in merito al comma 3 dell'articolo 11 che, chiaramente, diventerebbe superfluo a seguito dell'approvazione dell'emendamento. Quindi io chiedo se sia possibile intervenire in fase di coordinamento, oppure, se sia necessaria la votazione per parti..

Però intervengo anche perché, visto il tono direi quasi grave assunto da alcuni interventi , credo che occorra dire qualche parola di "alleggerimento".Io non credo che stiamo discutendo in questo momento l'articolo che è la sostanza della legge, perché di questo mi pare qualcuno si vuole far forte, in particolare quando si viene richiamati ad essere galantuomini, al mantenimento degli impegni presi. Io sono meravigliato, naturalmente, perché non mi sembra questo il tono giusto, né sicuramente mi sembra questo l'articolo più importante.

L'ARPAS è ben altra cosa; attraverso questo articolo stiamo soltanto istituendo un collegio di revisori i cui componenti nella prima stesura del testo erano nominati dal Consiglio; nel nostro emendamento, invece, si prevede che vengano nominati direttamente dalla Giunta.

Io credo sia una argomentazione abbastanza debole quella che sostiene che vada mantenuta in Aula una decisione unanime assunta in Commissione. Figuriamoci, a me hanno insegnato che una legge esitata dalle Commissioni con un voto unanime, normalmente viene totalmente stravolta.. Non è questo il caso; questa legge la stiamo soltanto migliorando rispetto ad alcuni obiettivi, mi pare anche condivisi ma, forse, secondo qualche esponente dell'opposizione neanche raggiunti.

L'onorevole Vargiu, infatti (mi pare che questa fosse la linea che stava portando avanti), probabilmente avrebbe voluto che si snellisse maggiormente questa Agenzia nelle sue articolazioni (noi riteniamo di averlo fatto), e si precisassero meglio le responsabilità dei singoli organismi che la compongono, ed è su questa linea che noi ci siamo mossi.

Nel caso di questo provvedimento, per deformazione professionale parlerei di metodo delle approssimazioni successive per ottenere il risultato migliore. A questo fine si è lavorato anche in Consiglio e si è consentito all'Aula di entrare nel merito, prerogativa che noi solitamente rivendichiamo, anche delle leggi esitate dalla Commissione con il massimo della sintesi e del consenso.

Questo è il percorso che è stato seguito; io ribadisco quindi che certe prese di posizione vengono in particolare da parte di coloro che non hanno partecipato alla discussione all'interno della Commissione e questo, naturalmente, mi fa capire che la strada che stiamo intraprendendo è quella giusta. Se tutta la valenza della legge la dovessimo imputare a questo articolo e, di conseguenza, a questo emendamento, io credo che non si sia capito il valore di questa legge e probabilmente neanche il valore di quello che stiamo facendo con l'istituzione dell'ARPAS.

Ricordo che siamo fortemente in ritardo rispetto ad altre Regioni, ma io credo che con questa legge daremo vita ad un modello di Agenzia, come mi è capitato di dire in un precedente intervento, innovativo rispetto ai tanti altri presenti nel nostro Paese.

Noi abbiamo puntato in particolare alla separazione dei ruoli, ma non abbiamo voluto nemmeno dimenticare, e nella legge questo è fortemente presente, la precisa definizione dei ruoli che devono essere svolti; è ben delineato il ruolo di quel comitato di coordinamento che si sta fortemente criticando e che, invece, mantiene nettamente funzioni di indirizzo, di sintesi, di verifica, di controllo e - perché no? - anche di coordinamento di tutta una serie di istanze provenienti dai territori che, attraverso questo organismo, sicuramente possono trovare voce e risposta.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento numero 16 ha facoltà di parlare il consigliere Masia, relatore.

MASIA (Federalista-Autonomista Sardo), relatore. Il relatore esprime parere favorevole sull'emendamento numero 16, con la precisazione relativa al comma 3 fatta all'inizio del precedente intervento

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

DESSI', Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 16. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE..

Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Il nostro voto è, ovviamente, contrario e, al di là di quello che i colleghi hanno autorevolmente detto da una parte e dall'altra, cioè dalla nostra parte, per evidenziare alcune incongruenze nella, diciamo, mutazione di atteggiamento da parte della maggioranza. A questo proposito ricordo che questo testo , così come erroneamente è stato più volte detto, non è stato approvato all'unanimità in Commissione. In Commissione è stato approvato a maggioranza, è stato approvato dai colleghi della maggioranza, sostanzialmente.

Appare quindi ancora più difficilmente comprensibile quanto è accaduto, e cioè che su un aspetto che attribuiva giustamente, in modo assolutamente incontrovertibile, una determinata competenza al Consiglio regionale, lo stesso Consiglio regionale, o meglio la maggioranza che aveva prima votato quel testo, lo abbia cambiato in un senso che va in direzione diametralmente opposta a quella del rispetto delle competenze, del prestigio e del ruolo del Consiglio stesso, privando il Consiglio regionale della possibilità di effettuare una nomina.

Una nomina che in sé vuol dire veramente molto poco; nessuno di noi sarebbe così ingenuo da pensare che il problema sia la nomina di un revisore dei conti, ben altre nomine abbiamo visto in questo periodo, ben altre spartizioni di posti di potere abbiamo visto in questo periodo, ben altre elargizioni di consulenze ricche, e riccamente retribuite, abbiamo visto effettuare dalla Giunta regionale in questo periodo.

Quindi non è certamente il problema di un revisore dei conti retribuito o meno, il problema ruota attorno al ruolo del Consiglio, alla dignità del Consiglio, ad una espropriazione a danno del Consiglio regionale di una competenza che è tipica del Consiglio regionale nei confronti di un ruolo che non è sicuramente quello di controllore la cui nomina è da attribuire al controllato. Mi pare veramente che si stia andando in una direzione inedita, un percorso sconosciuto a qualunque consiglio di amministrazione di un ente pubblico, ancor più a un ente di questo genere.

Il controllato solitamente è diverso dal controllore, solitamente i revisori dei conti vengono nominati dalle assemblee e non, qui qualcuno mi corregga se sbaglio, dai consigli di amministrazione delle aziende; quindi mi pare veramente che la maggioranza poteva evitare di compiere questo atto, un atto che la Giunta poteva evitare di chiedere.

.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 16.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - LAI - LANZI - MANCA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Franco - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS.

Risponde no il consigliere: ARTIZZU

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - LA SPISA - LIORI - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 40

votanti 37

astenuti 4

maggioranza 19

favorevoli 36

contrari 1

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'articolo 11dal quale viene espunto il comma 3 a seguito dell'approvazione dell'emendamento numero 16.

. Chi lo approva alzi lo mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 12. A questo articolo non sono stati presentati emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 12:

Art. 12

Articolazione e organizzazione dell'ARPAS

1. Per l'esercizio delle funzioni e delle attività di cui alla presente legge, l'ARPAS si articola in una struttura centrale, in otto dipartimenti provinciali e in dipartimenti specialistici a valenza regionale.

2. La struttura centrale è organizzata in una direzione generale e in due direzioni di area denominate:

a) area tecnico-scientifica, che provvede alla promozione, programmazione, progettazione e produzione dei servizi connessi alle attività tecnico-scientifiche dell'ARPAS;

b) area amministrativa, che svolge le attività connesse alla gestione del personale, del bilancio e del patrimonio, nonché ogni altra attività amministrativa di carattere unitario.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 12, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi lo mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 13. A questo articolo è stato presentato un emendamento.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 13 e del relativo emendamento:

Art. 13

Ufficio di direzione e di staff

1. Per l'espletamento delle funzioni di propria competenza il direttore generale si avvale dell'ufficio di direzione e dell'ufficio di staff.

2. L'ufficio di direzione è costituito dai direttori delle aree tecnico-scientifica, amministrativa e dai direttori dei dipartimenti provinciali e dei dipartimenti specialistici regionali; l'ufficio collabora con il direttore generale alla predisposizione degli atti di cui al comma 5 dell'articolo 10.

3. L'ufficio di staff è costituito dal personale di segreteria e da personale di comprovata esperienza nelle specifiche funzioni di competenza della direzione generale, scelto tra i dipendenti dell'ARPAS; la revoca o la scadenza del mandato del direttore generale comporta la decadenza dello staff.

4. Le funzioni dell'ufficio di staff e di direzione sono disciplinate dal regolamento di organizzazione.

Emendamento soppressivo totale Vargiu

Art. 13

L'articolo 13 è soppresso. (9).)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori. Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, anche l'articolo 13 è un esempio dell'inserimento in legge di un qualcosa che la appesantisce e non serve. È un articolo, dal mio e dal nostro punto di vista, non solo inutile ma che io, se fossi in voi, giudicherei pericoloso per la funzione propria dell'ARPAS. E' un articolo inutile perché sembra assolutamente pleonastico dire che una struttura che voi avete dotato di dirigenti e di direttori in abbondanza, deve poi dotarsi di un coordinamento, perché se il coordinamento tra i direttori non venisse fatto, ahinoi, ci si chiede che cosa succederebbe del lavoro dell'ARPAS.

Quello che diventa inquietante, soprattutto, è la presenza dell'ufficio di staff, nel senso che è davvero difficile capire a che cosa serva all'interno di questa Agenzia, che ha tanti pleonasmi, tanti orpelli, tanti pezzi barocchi assolutamente inutili al suo funzionamento, l'ulteriore presenza di un ufficio di staff costituito da personale di segreteria di comprovata esperienza nelle specifiche funzioni di competenza della direzione generale, scelto tra i dipendenti dell'ARPAS e legato al direttore generale.

È ancora più inquietante poi quel comma 4 che dice: "Le funzioni dell'ufficio di staff e di direzione sono disciplinate dal regolamento di organizzazione". E' possibile che mi sbagli, ma leggendo quello che voi avete scritto verrebbe da pensare che, dopo aver dato una trentina di medaglie a direttori e vice direttori, ve ne sia avanzato un piccolo stock con il quale gratificare un'altra mezza dozzina, o dozzina intera, di dipendenti dell'ARPAS che, inseriti all'interno dell'ufficio di staff, avranno la possibilità di avere una gratificazione in più.

Il contenuto dell'articolo è un pericolo per l'ARPAS stessa che sarebbe vincolata ad istituire l'ufficio di staff, che è obbligatorio per legge, anche se per scelta di coloro che la dirigono decidesse di non dotarsi dell'ufficio di staff. Poiché avete previsto in legge l'ufficio di staff, siete costretti ad usare comunque quel piccolo stock di medaglie che, eventualmente, non avevate distribuito nella prima tornata.

Io credo che l'inserimento di questi uffici all'interno di una struttura che ha già tante articolazioni, tanta complessità, tanti intrecci, tanti incroci, come l'Agenzia che voi avete disegnato, rappresenti un'ulteriore ingessatura per l'Agenzia stessa, quindi rischi di diventare invece che uno strumento di ausilio a coloro i quali dovranno gestire la struttura, un ulteriore strumento di incatenamento, un ulteriore ingabbiamento della direzione aziendale che dovrà dotarsi per legge di un ufficio di staff, dovrà dotarsi per legge di un ufficio di direzione e, una volta che la legge gli impone di avere l'uno e l'altro, dovrà ovviamente fare i conti con questi organismi che non sembrano assolutamente finalizzati allo snellimento dell'attività dell'Agenzia, ma anzi sembrano penalizzarla nel suo dinamismo e nella sua snellezza.

Altro sarebbe stato, probabilmente, dire che l'Agenzia regionale per l'ambiente ha la possibilità di dotarsi di un proprio regolamento, per cui fra sei mesi, fra un anno, fra due anni, l'Agenzia si rende conto di avere necessità di un ufficio di direzione, di un ufficio di staff , se lo crea, se lo gestisce e, fintanto che questo è funzionale alle effettive esigenze dell'Agenzia...

LAI (D.S.). Ci arrendiamo!

MASIA (Federalista-Autonomista Sardo). Ci hai convinto!

VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie, allora interrompo. Mi fa piacere, ma io immagino che se vi ho convinto è per la foga dialettica e per la passione che voi vedete trasparire dalle cose che dico.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.). Signor Presidente, io non voglio appesantire una discussione che probabilmente si sta protraendo oltre il dovuto, però credo che le osservazioni portate dal collega Vargiu siano pertinenti e pertanto, poiché le osservazioni tendono a rendere più snella la legge, a togliere gli orpelli che appesantiscono, ad esse si debba dare una considerazione positiva. L'ufficio di staff, e comunque l'ufficio di direzione, è implicito nell'organizzazione dell'Agenzia, tra i doveri che il direttore generale avrà nel momento in cui formulerà l'organizzazione stessa dei propri uffici. Chiedo anche agli altri colleghi di accogliere l'emendamento proposto dal collega Vargiu.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Masia, relatore.

MASIA (Federalista-Autonomista Sardo), relatore. Il relatore esprime parere favorevole, sulla base dell'orientamento che sta emergendo dall'Aula .

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

DESSI', Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. La Giunta esprime parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Ricordo che, essendo l'emendamento numero 9 un soppressivo totale, dobbiamo procedere alla votazione dell'articolo. Metto in votazione l'articolo 13. Chi lo approva alzi lo mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 14.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 14:

Art. 14

Direttore dell'area tecnico-scientifica e direttore dell'area amministrativa

1. Il direttore dell'area tecnico-scientifica ed il direttore dell'area amministrativa coordinano le attività dei direttori dei dipartimenti provinciali e specialistici, collaborano con il direttore generale al quale forniscono pareri obbligatori sugli atti di rispettiva competenza.

2. Il direttore generale può adottare, motivandoli, provvedimenti in difformità ai pareri resi dal direttore dell'area tecnico-scientifica e dal direttore dell'area amministrativa.

3. Il direttore generale, con provvedimento motivato, nomina i due direttori scegliendoli tra i dirigenti dell'amministrazione regionale o degli enti regionali, di cui al comma 2 dell'articolo 28 della legge regionale n. 31 del 1998, tra soggetti esterni di cui all'articolo 29 della medesima legge o tra il personale dipendente dell'ARPAS in possesso dei seguenti requisiti:

a) direttore dell'area tecnico-scientifica: laurea in discipline tecnico-scientifiche e attività di direzione e di responsabilità svolta per almeno cinque anni negli ultimi dieci anni presso enti o strutture pubbliche e private di media o grande dimensione, deputate allo svolgimento di attività di prevalente interesse per la prevenzione e l'ambiente;

b) direttore dell'area amministrativa: laurea in discipline giuridiche o economiche e attività di qualificata direzione amministrativa svolta per almeno cinque anni negli ultimi dieci anni presso enti o strutture pubbliche e private di media o grande dimensione.

4. Il direttore dell'area tecnico-scientifica ed il direttore dell'area amministrativa durano in carica quanto il direttore generale e possono essere riconfermati.

5. L'incarico comporta un rapporto di lavoro a tempo pieno, non è compatibile con attività professionali ed incarichi elettivi e, per i pubblici dipendenti, è subordinato al collocamento in aspettativa o fuori ruolo dall'ente di appartenenza, senza assegni per tutto il periodo dell'incarico.)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu,. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Non approfittare!

VARGIU (Riformatori Sardi). Vista la disponibilità dei colleghi del centrosinistra io provo a infilare qualche altro suggerimento che possa smuovere le loro coscienze e, vista l'ora tarda, magari essere accolto con una maggiore benevolenza irispetto ad altri momenti. Colleghi, in questo clima di collaborazione; io vi chiedo che significato abbia il secondo comma dell'articolo 14, cioè quello che dice che il direttore generale può adottare, motivandoli, provvedimenti in difformità ai pareri resi dal direttore dell'area tecnico-scientifica e dal direttore dell'area amministrativa.

A me parrebbe che un direttore generale, che si sceglie il direttore tecnico-scientifico e il direttore dell'area amministrativa, che restano in carica come nelle AA.SS.LL. esattamente quanto resta in carica lui, faccia una triade, tipo quella della Juventus, con gli altri due indissolubile, nel senso che insieme stanno in piedi, insieme cadono, ma adottano anche provvedimenti assolutamente concordati e consoni. Mi sembra una incongruenza che un direttore di area tecnico-scientifica o un direttore di area amministrativa, che hanno in capo la responsabilità di fornire pareri obbligatori vengano scavalcati dal direttore generale. Se qualcuno mi spiega questa previsione normativa io ritiro la mia obiezione e, serenamente, accolgo quello che voi dite.

PORCU (Progetto Sardegna). Ha ragione anche questa volta.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Brevemente, per evidenziare che le argomentazioni portate dal collega Vargiu colgono nel segno, anche perché è un principio immanente nell'ordinamento giuridico-amministrativo che il direttore generale può adottare provvedimenti in difformità motivandoli. Quindi non c'è la necessità di una norma apposita.

Metto in votazione l'articolo 14 stralciando il comma 2. Chi lo approva alzi lo mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 15. All'articolo 15 è stato presentato un emendamento.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 15 e del relativo emendamento:

Art. 15

Dipartimenti provinciali

1. Il dipartimento provinciale è una struttura unitaria diretta da un direttore di dipartimento, nominato dal direttore generale fra le persone aventi gli stessi requisiti del direttore dell'area tecnico-scientifica. Il direttore di dipartimento dura in carica quanto il direttore generale dal quale può essere rimosso con provvedimento motivato, previa contestazione, nei casi previsti dalla normativa vigente ovvero dal contratto.

2. I dipartimenti provinciali svolgono l'attività ed i servizi essenziali di base, con particolare riferimento all'attività di controllo ambientale, necessari allo svolgimento delle attività secondo criteri di efficienza, efficacia ed economicità e sulla base delle direttive e con le risorse assegnate dal direttore generale, coerentemente con quanto disposto dal programma.

3. La rete dei laboratori e degli uffici di misurazione è al servizio dei dipartimenti provinciali e specialistici.

4. I dipartimenti provinciali per le proprie competenze possono essere incaricati di svolgere compiti specifici, a livello interdipartimentale, ove questo sia necessario al fine di garantire un migliore espletamento del servizio ed una maggiore economia delle risorse.

Emendamento soppressivo totale Vargiu

Art. 15

L'articolo 15 è soppresso. (10).)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Masia, relatore.

MASIA (Federalista-Autonomista Sardo), relatore. Il relatore esprime parere negativo. Presidente, poiché non ho seguito, e mi scuso, le chiedo se il comma 2, che abbiamo stralciato dall'articolo 14 appena votato, va votato a parte o no.

PRESIDENTE. Il comma 2 è stato escluso perché è un principio di ordinamento generale, quindi è una inutile ripetizione.

Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

DESSI', Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 15, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi lo mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 16. A questo articolo non sono stati presentati emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 16:

Art. 16

Dipartimenti specialistici regionali

1. Il dipartimento specialistico regionale è una struttura unitaria diretta da un direttore di dipartimento, nominato dal direttore generale fra le persone aventi gli stessi requisiti del direttore dell'area tecnico-scientifica; il direttore di dipartimento dura in carica quanto il direttore generale dal quale può essere rimosso con provvedimento motivato, previa contestazione, nei casi previsti dalla normativa vigente ovvero dal contratto.

2. I dipartimenti specialistici regionali possono essere istituiti in considerazione della necessità di disporre di particolari competenze, che per le loro caratteristiche debbono assolvere a funzioni applicabili in modo uniforme su tutto o parte del territorio regionale.

3. I dipartimenti specialistici regionali svolgono attività inerenti i propri campi di specializzazione e forniscono le informazioni di competenza alla struttura centrale ed ai dipartimenti provinciali interessati.

4. I dipartimenti specialistici regionali svolgono attività sulla base di criteri di efficienza, efficacia ed economicità, secondo le direttive e con le risorse loro assegnate dal direttore generale, coerentemente con quanto disposto dal programma.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 16, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi lo mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 17.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 17:

Art. 17

Trattamento economico del direttore generale, dei direttori di area, dei direttori dei dipartimenti provinciali e specialistici.

1. Al direttore generale, al direttore dell'area tecnico-scientifica ed a quello dell'area amministrativa si applica, per quanto non disciplinato dalla presente legge, la normativa ed il trattamento giuridico ed economico rispettivamente previsto per il direttore generale, direttore sanitario e direttore amministrativo delle aziende sanitarie locali; ai direttori dei dipartimenti provinciali e specialistici regionali si applica il trattamento giuridico ed economico previsto per il comparto della sanità.)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, sia dall'andamento del dibattito che dalle votazioni sugli ultimi articoli, è emersa un'esigenza di migliore specificazione dell'articolo 17, in particolare del primo comma, rispetto alla formulazione esitata dalla Commissione. Nel testo esitato dalla Commissione si prevede che il trattamento economico del direttore generale, del direttore dell'area tecnico-scientifica e di quello dell'area amministrativa sia equiparato al trattamento rispettivamente del direttore generale, del direttore amministrativo e del direttore sanitario delle Aziende sanitarie locali.

La Giunta, per una esigenza di equiparazione di funzioni e di responsabilità, propone al Consiglio una modifica del trattamento economico; si chiede quindi di attribuire al direttore generale un trattamento pari all'80 per cento di quello assicurato al direttore generale dell'Azienda sanitaria locale, ai direttori dell'area tecnico-scientifica e dell'area amministrativa il trattamento economico riservato al responsabile di struttura complessa (la figura equivalente esistente all'interno dell'organizzazione della Azienda sanitaria locale). Infine i direttori dei dipartimenti provinciali si propone che vengano equiparati dal punto di vista economico al responsabile di struttura semplice.

E' evidente che questa riscrittura del primo comma porta ad un sostanziale ridimensionamento del trattamento economico e ad una migliore equiparazione di funzioni e di responsabilità.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Presidente Soru, lei è qui presente e ci fa fare una proposta così oscena dall'assessore Dadea? Assessore, una volta che vi ci mettete fate le cose per bene! quale 80 per cento? Ma quale 80 per cento! Io vorrei capire quanto prende il direttore generale dell'Ente foreste, visto che il nostro Assessore stamattina, anzi oggi pomeriggio, ci ricordava che questa figura prevista nel testo non è una figura straordinaria: è una figura normale. Allora, se è una figura normale, Assessore, è normale almeno quanto quella del direttore dell'Ente foreste. Il quale direttore dell'Ente foreste mi risulta che non abbia né l'80 né il 70 per cento del trattamento economico del manager della A.S.L.

Io capisco che questo aspetto stia creando problemi, anche perché è già in atto la battaglia per indicare i manager delle A.S.L., salvo che non si intrometta l'assessore Dirindin, che magari decide lei, e voi subite. In questo caso , se diamo un taglio ulteriore, Presidente, fa cosa grata a me, ma credo anche a tutti i sardi. Si parla di iniziare un'opera di potatura e di risanamento, ma iniziamo con dire che questo direttore generale, per poter avere tutte queste competenze, è ormai prossimo alla pensione. Nessuno a trentacinque anni può essere così bravo da occupare un posto come questo, ma deve probabilmente aver maturato già tanti anni di esperienza, visto che per dieci anni deve avere ricoperto comunque incarichi di alto livello.

Ma da dove lo prendiamo questo manager? Se lo prendiamo dai livelli apicali della struttura regionale, è già una gratificazione diventare direttore generale dell'Agenzia regionale della protezione ambientale. Perché dobbiamo gratificarlo ulteriormente? Io credo che l'assessore Dadea questa cifra dell'80 per cento l'ha sparata, è in Aula il presidente Soru, giusto per dire che risparmiamo qualcosa.

Io invece, adesso, vorrei affrontare seriamente il problema. Non discuto il problema della struttura semplice o della struttura complessa, ma il fatto che il direttore generale dell'ARPAS, onorevole Masia, onorevole Alberto Sanna, sconfessati in Aula, doveva avere l'indennità del manager. Ma io dico che bisogna tagliare ulteriormente, perché io so quanto prende un manager della A.S.L. e non è concepibile!

ARTIZZU (A.N.). Una "gigantezza"!

DIANA (A.N.). Sì, come qualcuno ha detto "è una gigantezza". Allora, a fronte dell'emendamento orale dell'assessore Dadea - gli emendamenti orali stanno diventando ormai la prassi in questo Consiglio regionale - emendamento per emendamento, io propongo che un direttore generale di questo organismo abbia un'indennità non superiore a quella dei direttori generali degli assessorati e degli altri enti regionali.. Non è possibile che questo signore abbia prebende di queste dimensioni.

Colleghi, forse sarebbe meglio che vi faceste , o ci facessimo tutti quanti un esame di coscienza, perché poi di conseguenza tutto viene alterato. L'80 per cento quindi secondo me è troppo; io credo che se vogliamo dare più ruolo nel senso che "ti stiamo premiando perché sei bravo", non ti vogliamo dare un riconoscimento eccezionale dal punto di vista finanziario, non è quella la gratificazione; la gratificazione è essere nominato come primo direttore generale dell'Agenzia regionale dell'ambiente. Questo è il premio. Non dico che si debba arrivare a questo, è giusto che sia retribuito adeguatamente, però se lo trovassimo pensionato sarebbe anche meglio.

Io chiederei cinque minuti di sospensione, Presidente, per capire su che livelli ci dobbiamo muovere..

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.

MASIA (Gruppo Misto), relatore. Io credo che l'emendamento orale possa essere preso in considerazione, non sarebbe neanche il primo e credo che siano tutti nati nello spirito di migliorare questa legge in Aula; l'emendamento ha infatti delle valenze che a mio avviso vanno sottolineate. Intanto occorre ricordare le dimensioni delle strutture cui noi stiamo facendo riferimento. Fare un paragone con un direttore generale di una A.S.L., sia Cagliari, oppure Sassari, ma anche le altre, di sicuro non è corretto. I dipendenti della A.S.L. di Sassari sono 5 mila, i dipendenti di quella di Cagliari sono7 mila e passa, ci sono già notevoli differenze sotto il profilo della gestione del personale ma non solo; il numero dei distretti e dei dipartimenti che fanno capo ad ogni A.S.L. comporta ugualmente responsabilità pesanti. Ecco perché io credo che la proposta dell'Assessore sia da prendere in considerazione.

Ritengo che la percentuale dell'80 per cento possa anche essere corretta, ma non trovo nemmeno conveniente pensare ad una grande riduzione come intende lei, onorevole Diana; stiamo pur sempre parlando della direzione generale di una struttura che noi riteniamo molto importante e che allo stesso tempo rappresenta...

DIANA (A.N.). Non è importante!

MASIA (Federalista-Autonomista Sardo). Chi l'ha detto?

DIANA (A.N.). L'ha detto l'assessore Dessì!

MASIA (Gruppo Misto). Probabilmente è stato frainteso. Io ritengo che l'Assessore sia pienamente convinto dell'importanza di questa Agenzia che stiamo istituendo con questa legge. Credo che volesse intendere la dimensione, che è il dato su cui io principalmente poggio i miei ragionamenti.

Un direttore amministrativo, oppure un direttore sanitario in un'Azienda sanitaria credo abbiano davvero quelle responsabilità di cui ho detto e di sicuro non possono essere presi e come punto di riferimento in questo caso, stante il fatto appunto che la direzione generale di un'Agenzia come questa ha in capo tutte le responsabilità di cui abbiamo appena parlato. Lo stesso vale per il direttore di un dipartimento provinciale le cui responsabilità sono più simili a quelle di chi dirige una struttura semplice.

Io ritengo che questo emendamento sia accoglibile perché animato, come gli altri emendamenti orali presentati durante tutto il dibattito e accolti, dallo spirito di migliorare questa legge che, pure tanto discussa, sicuramente è ancora perfettibile.

PRESIDENTE. Colleghi, propongo di sospendere l'articolo 17 e procedere con l'esame degli altri articoli per verificare se sia possibile una condivisione della proposta dell'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Naturalmente anche l'opposizione deve interloquire, dato che si tratta di emendamenti sulla cui ammissione in Aula anche l'opposizione deve concordare.

Passiamo all'esame dell'articolo 18.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 18:

Art. 18

Personale e trattamento giuridico ed economico

1. É assegnato all'ARPAS sin dalla sua costituzione:

a) il personale dei presidi multizonali di prevenzione;

b) il personale del contingente del Ministero dell'ambiente preposto alle iniziative di assistenza tecnica per l'avvio dell'Agenzia, nell'ambito del progetto operativo ambiente PON-ATAS 2000/2006;

c) il personale del contingente del Ministero dell'ambiente preposto al Progetto operativo difesa del suolo (PODIS), PON - ATAS 2000/2006 e al progetto PON - ATAS 2000/2006 "Linea autorità ambientale".

2. Le attività dei presidi multizonali di prevenzione non riconducibili alle competenze dell'ARPAS sono svolte, dalla data di avvio dell'agenzia, dalle aziende sanitarie locali sulla base delle proprie competenze, così come previsto dal decreto legislativo n. 502 del 1992 come modificato dal decreto legislativo n. 229 del 1999.

3. Il direttore generale, ultimata la ricognizione di cui al comma 10 dell'articolo 10, definisce la dotazione organica, predispone il regolamento di organizzazione comprensivo della pianta organica e lo sottopone all'approvazione del comitato regionale di indirizzo, che lo approva entro quindici giorni.

4. entro due mesi dall'approvazione del regolamento di cui al comma 3, il personale delle aziende sanitarie locali ed il personale operante nelle strutture della Regione, degli enti locali e degli enti strumentali della Regione che svolge, alla data di costituzione dell'ARPAS, le attività tecnico-scientifiche di cui all'articolo 2 della presente legge, può chiedere di essere assegnato all'Agenzia nella qualifica equivalente a quella posseduta.

5. Entro i successivi due mesi il direttore generale formula all'Assessore regionale degli affari generali, personale e riforma della Regione, che la approva entro quindici giorni, la proposta di mobilità per il personale di cui al comma 4.

6. Alla mobilità del personale di cui al comma 4 si provvede con decreto dell'Assessore regionale degli affari generali, personale e riforma della Regione, sentiti gli Assessori regionali della difesa dell'ambiente e dell'igiene,sanità e assistenza sociale.

7. L'inquadramento nell'ARPAS del personale di cui alla lettera e) del comma 10 dell'articolo 10 è riservato ai dipendenti in servizio alla data del 31 dicembre 2004 ed è subordinato al superamento di apposite procedure concorsuali nel rispetto delle vigenti disposizioni legislative in materia.

8. I posti in organico non coperti dopo l'attivazione dei provvedimenti di mobilità di cui al comma 6 e di inquadramento di cui al comma 7, sono ricoperti mediante concorsi pubblici; ai trasferimenti di personale, di cui ai commi precedenti, conseguono le riduzioni di organico e finanziarie previste dal comma 2 dell'articolo 3 del decreto legge n. 496 del 1993, così come convertito dalla Legge n. 61 del 1994.

9. Al personale dell'ARPAS si applica il trattamento giuridico ed economico previsto dal contratto della sanità; ad esso è conservata la retribuzione individuale di anzianità in godimento nell'ente di provenienza.

10. In caso di trattamenti economici in godimento superiori a quello conseguente all'inquadramento nell'ARPAS, la differenza stipendiale verrà corrisposta a titolo di assegno ad personam non riassorbibile.

11. Il personale dell'ARPAS non può assumere, a favore di soggetti terzi, incarichi professionali di consulenza, progettazione e direzione dei lavori in campo ambientale.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 18, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 19.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 19:

Art. 19

Assegnazione di beni

1. Sono trasferiti all'ARPAS i beni mobili e immobili, le attrezzature, le strutture laboratoristiche e le dotazioni finanziarie dei presidi multizonali di prevenzione, relativi all'esercizio delle funzioni e delle attività di cui all'articolo 2.

2. A seguito della ricognizione di cui al comma 10 dell'articolo 10 sono altresì assegnati all'ARPAS i beni mobili e immobili, le attrezzature, le strutture laboratoristiche, di progettazione e di monitoraggio e le dotazioni finanziarie riguardanti l'esercizio delle funzioni di cui all'articolo 2:

a) delle aziende sanitarie locali;

b) della Regione, degli enti regionali e degli enti locali se di proprietà della Regione;

c) di altri enti e organismi pubblici regionali.

3. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, la Regione promuove l'attivazione di una procedura diretta all'acquisizione dei beni mobili, immobili, delle attrezzature e delle strutture laboratoristiche, di progettazione e monitoraggio disponibili e delle dotazioni finanziarie del Consorzio SAR Sardegna Srl e di Progemisa Spa, necessarie per lo svolgimento delle funzioni dell'ARPAS.

4. I beni di cui ai commi 2 e 3 sono trasferiti all'Agenzia con decreto del Presidente della Regione su proposta dell'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, d'intesa con l'Assessore regionale dell'igiene, sanità e assistenza sociale.

5. Entro un anno dall'avvio dell'attività dell'Agenzia, in corrispondenza dell'approvazione del primo programma pluriennale ed annuale, il Presidente della Regione, sulla base della relazione del direttore generale di cui alla lettera f) del comma 10 dell'articolo 10, su proposta dell'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, d'intesa con l'Assessore regionale dell'igiene, sanità e assistenza sociale, può disporre, con proprio decreto, il trasferimento all'Agenzia di ulteriori risorse e strutture degli enti e organismi di cui ai commi 1 e 2.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 19, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 20.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 20:

Art. 20

Dotazioni finanziarie

1. Le entrate dell'ARPAS sono costituite da:

a) una quota del fondo sanitario regionale, non inferiore allo 0,4 per cento, destinata al finanziamento della prevenzione e dei controlli ambientali, determinata dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore regionale della difesa dell'ambiente e dall'Assessore regionale dell'igiene, sanità e assistenza sociale in rapporto alle attività attribuite all'ARPAS;

b) un contributo annuale di funzionamento attribuito dalla Regione per l'espletamento delle attività dell'ARPAS;

c) finanziamenti per la realizzazione di attività e progetti specifici commissionati all'ARPAS dagli enti locali;

d) una quota degli introiti derivanti dalle tariffe per prestazioni a favore di privati, stabilite con le modalità di cui al comma 4 dell'articolo 2 del decreto legge n. 496 del 1993, così come convertito dalla Legge n. 61 del 1994, nonché da altri introiti derivanti da leggi istitutive di tributi e tariffe in campo ambientale;

e) introiti derivanti dall'effettuazione di prestazioni erogate a favore di altri enti e organismi pubblici;

f) risorse regionali destinate a finanziare Progemisa Spa e il Consorzio SAR Sardegna Srl;

g) finanziamenti statali e comunitari;

h) eventuali lasciti e donazioni;

i) ogni altro finanziamento acquisito in conformità alle norme che ne disciplinano l'attività.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare suull'articolo 20, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 21.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 21:

Art. 21

Norma transitoria

1. Alla data di istituzione dell'ARPAS sono soppressi i presidi multizonali di prevenzione di cui alla legge regionale 20 giugno 1986, n. 34, e le loro funzioni sono garantite dai dipartimenti di cui all'articolo 15. L'ARPAS subentra ai presidi multizonali di prevenzione, in tutti i rapporti attivi e passivi, ivi compresi i rapporti contrattuali.

2. Nelle more dell'effettivo avvio dell'ARPAS, e comunque per un periodo non superiore ai dodici mesi, tutte le spese relative all'esercizio delle attività di competenza dei presidi multizonali di prevenzione-dipartimenti provinciali continuano a gravare sui fondi di esercizio delle aziende sanitarie locali.

3. In fase di prima applicazione della presente legge vengono istituiti due dipartimenti specialistici a valenza regionale uno a Sassari per le tematiche meteorologiche ed agrometeorologiche ed un altro a Cagliari per le tematiche geologiche.

4. Fino all'adozione dei provvedimenti di inquadramento del personale nell'ARPAS e di trasferimento dei beni, conseguenti alla ricognizione di cui alla lettera e) del comma 10 dell'articolo 10, l'ARPAS si avvale per le proprie funzioni, di Progemisa Spa e del Consorzio SAR Sardegna Srl, sulla base di apposite convenzioni.)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pili . Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Presidente, sono a conoscenza dell'urgenza di concludere i lavori della serata, so che avete una importante riunione per definire il Piano paesaggistico regionale. Volevo consentire alla maggioranza di proseguire in questo puntuale lavoro di esautoramento da parte della maggioranza delle competenze del Consiglio. Mi permetto soltanto di ricordare che la legge regionale sulle norme urgenti di provvisoria pianificazione e salvaguardia sono state approvate il 25 novembre del 2004 e che nella legge, seppure tra mille ritrosie, era stato previsto un parere del Consiglio regionale. So che questo parere sarà espresso in una sala d'albergo nei prossimi giorni, quindi mi permetto semplicemente di ribadire un concetto: per l'approvazione della legge dell'ARPAS che oggi viene varata si mette sostanzialmente a segno l'ennesima azione che commissaria il Consiglio regionale. Un Consiglio regionale che oggi fa partorire alla Regione l'ennesimo fantasma di una riforma che non cambia niente ma che appesantisce tutto e di più, una riforma che non prevede alcun impianto organizzativo e gestionale di un settore importante e decisivo come quello dell'ambiente, una riforma che è semmai la dimostrazione del pressappochismo con il quale ancora una volta si tratta un argomento così delicato come la gestione ambientale.

Anche questo dimostra che l'obiettivo del vostro agire in tema di ambiente è quello di trasformare strumenti utili in centri di potere con l'unica, vera ambizione di poter controllare politicamente tutto, mettere davvero sotto controllo ogni singolo ganglio della società civile. In questa direzione va letta l'azione, assolutamente grave, che voi oggi avete portato avanti: il commissariamento della Commissione.

L'onorevole Masia, che è riconosciuto da tutti come persona equilibrata ed anche autorevole nella conduzione dei lavori della Commissione, ha cercato di mascherare quello che realmente è successo. Vorrei ribadire all'onorevole Masia che tutto il suo lavoro è stato qui stravolto e di questo vi pregherei di non gratificarvene troppo perché davvero è sorprendente come siate riusciti, o come abbiate tentato, non riuscendovi, di nascondere il blitz che la Giunta ha fatto obbligandovi a presentare emendamenti che hanno stravolto un'impostazione condivisa di un tema così rilevante.

Oggi mettete fine al tema dell'ARPAS sul piano legislativo, ma inizia quello della verifica di questo lavoro. Noi saremo qui a constatare che tutto quello che oggi avete sostenuto non si verificherà per grande irresponsabilità politica della maggioranza che ha voluto avvallare un nuovo carrozzone, questo sì, con tanti centri di potere, dimenticando quella impostazione sbandierata ai quattro venti basata sulla cosiddetta concertazione. Vorrei ricordare che è stata diffusa poc'anzi una nota della Confindustria sarda, che so essere schierata a livello nazionale con molte delle tesi del centrosinistra, nella quale si denuncia una totale assenza di concertazione da parte della Giunta regionale, dello stesso Consiglio su un tema così rilevante e, sostanzialmente, si invita a bocciare questo provvedimento giudicato dannoso per la Sardegna.

So che il ghigno col quale l'onorevole Cugini sottolinea questa mia affermazione denota l'irriverenza nei confronti della Confindustria Ognuno è schierato con chi meglio crede, ma è davvero incomprensibile il distacco da quelle associazioni che in qualche modo potevano dare un contributo su un tema così rilevante.

Ho già detto precedentemente che questa legge tra l'altro è inattuabile perché manca la copertura finanziaria; avete approvato un emendamento che stanzia 890 mila euro, io sfido qualsiasi collega a dimostrare che questa legge ha la copertura finanziaria. Voi sapete che vi è una norma scritta e anche di consuetudine in quest'Aula secondo la quale una legge che non ha la copertura finanziaria non può essere approvata. Voi l'approvate con una fantomatica e irrisoria copertura di 890 mila euro, che dimostra la serietà e la scarsa ambizione con le quali questa maggioranza intenderebbe governare seriamente un tema importante come quello dell'ambiente.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 21. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 22. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Presidente, ritengo necessario riprendere l'esame dell'articolo 17 prima di approvare la norma sulla copertura finanziaria.

PRESIDENTE. Sospendiamo i lavori per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 56 , viene ripresa alle ore 18 e 10.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Comunico che l'articolo 17che ora riprendiamo in esame dopo averlo sospeso al fine di consentire alcune precisazioni, è stato così riformulato: "Il trattamento economico del direttore generale è pari al 70 per cento del trattamento economico spettante al direttore generale di una ASL; il trattamento economico del direttore dell'area tecnico - scientifica e di quello dell'area amministrativa è pari al trattamento economico spettante ad un responsabile di struttura complessa di una ASL; il trattamento economico spettante ai direttori dei dipartimenti provinciali e specialistici regionali è pari a quello spettante ad un responsabile di struttura semplice di una ASL. Ai medesimi soggetti di cui al comma precedente si applica altresì, per quanto non disciplinato dalla presente legge, il trattamento giuridico previsto per le succitate posizioni funzionali delle ASL". E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Per una precisazione. Naturalmente stiamo parlando di trattamento giuridico-economico?

PRESIDENTE. E' detto molto esplicitamente e molto chiaramente, onde evitare equivoci e perché si comprendesse meglio, che: "Ai medesimi soggetti di cui al comma precedente si applica altresì, per quanto non disciplinato dalla presente legge, il trattamento giuridico previsto per le succitate posizioni funzionali delle ASL". .

Metto in votazione l'articolo 17 così riformulato. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Riprendiamo l'esame dell'articolo 22. A questo articolo è stato presentato un emendamento.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 22 e del relativo emendamento:

Art.22

Norma finanziaria

1. Agli oneri previsti dall'attuazione della presente legge, valutati in euro 670.000 per l'anno 2006 ed in euro 250.000 per gli anni successivi, si fa fronte con eguale quota delle entrate proprie della Regione del bilancio 2006-2008.

Emendamento sostitutivo totale Giunta regionale

L'articolo 22 è sostituito dal seguente:

Art. 22

Norma finanziaria

1. Le spese previste per l'attuazione della presente legge sono valutate in € 980.000 annui, alle stesse si fa fronte con le disponibilità recate dalla UPB SO5.O14. (19).)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione l'emendamento numero 19. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 23.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 23:

Art.23

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione Sardegna.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 23, lo metto in votazione . Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo alla votazione finale del progetto di legge. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Presidente, il nostro Gruppo, che si era astenuto nella votazione in Commissione, esprimerà un voto favorevole in Aula perchè ritiene importante l'accoglimento di alcuni emendamenti, in particolare l'emendamento 14 all'articolo 9 e l'emendamento 16 all'articolo 11.

Riteniamo che questa sia una buona legge alla quale diamo il nostro sostegno convinto perché riesce, con molta chiarezza, a coniugare, la possibilità di ricondurre la responsabilità dell'Agenzia all'interno dell'Assessorato, e quindi della Giunta, con l'esigenza di partecipazione dei comitati provinciali. Siamo convinti, e ci dispiace che il collega Pili non l'abbia riconosciuto, che il processo legislativo inizia in Commissione ma finisce in Aula. Quindi siamo anche grati a tutti i colleghi delle Commissioni e ai Presidenti delle stesse, nonché ai colleghi della minoranza, per aver fatto sì che una legge già buona abbia potuto essere ancora migliorata in Aula con la partecipazione di tutti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, onorevole Porcu, noi abbiamo cercato di migliorare questa legge, purtroppo credo che non ci siamo riusciti. Non ho potuto, non abbiamo potuto limitare i poteri di questo direttore generale, né abbiamo potuto altresì limitare il trattamento economico, che io dico che è un trattamento equo, adeguato al ruolo che questo direttore generale dovrà svolgere.

A proposito di questo direttore generale e dell'indennità che è stata ridefinita nel 70 per cento di quella del manager delle ASL debbo dire che non ho mai avuto un buon rapporto con i manager delle ASL, quindi purtroppo mi sto portando dietro questa diffidenza anche se sto cercando di convincermi che probabilmente sono delle persone delle quali forse non possiamo fare a meno.

Ma con questo ridimensionamento delle indennità spero, lo dico in questo caso all'Assessore della sanità, che non si debbano cercare appartamenti in locazione per uso abitativo, perché mi risulta che qualche ASL stia procedendo alla definizione di contratti d'affitto per uso abitativo; e io non so se una ASL abbia questo potere! Dico questo per evitare che ciò che è stato portato via dalla porta rientri dalla finestra, tanto per essere chiari, ma credo che l'Assessore avrà capito di che cosa sto parlando, quindi non mi dilungo su questo.

Le altre motivazioni: è proprio sull'emendamento numero 14, onorevole Porcu, che ci siamo misurati, confrontati; non siamo d'accordo su un emendamento che è un emendamento fondamentale, così come è fondamentale l'articolo 10 che riguarda il direttore generale, ed è per questo che noi voteremo contro questa legge. Certo, non votiamo contro la filosofia, votiamo contro nel merito, per come avete voluto concepire l'Agenzia regionale. Continuo a dire, Presidente, che la nomina da parte del Presidente della Regione dei revisori dei conti è un atto illegittimo, verrà dimostrato, se verrà impugnato, non sarò certo io a farlo, però lo dico ai colleghi del Consiglio: il Presidente della Regione sarda, per le notizie che ho, non può nominare revisori dei conti, può fare il decreto.

Nella norma era scritto che il decreto lo doveva fare il Presidente, ed è giusto che sia così, ma credo non sia un atto legittimo che decreti e nomina Lo dico, perché rimanga a futura memoria, che su questo particolare aspetto noi non eravamo d'accordo, non siamo d'accordo e pertanto voteremo contro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Per preannunciare anche il voto favorevole dei Popolari U.D.E.U.R. e per sottolineare come si tratti sicuramente di una buona legge. Sarà valutata pienamente la sua operatività nel momento in cui potrà, appunto con il concorso del sistema delle autonomie locali, diventare operativa e sicuramente se vi sarà necessità di emendarla per migliorarla, come è stato suggerito dai banchi delle opposizioni ma anche da quelli della maggioranza, riteniamo che questo possa essere fatto anche tenendo conto dei primi risultati.

Ma io voglio mettere in evidenza un aspetto politico che mi sembra rilevante. Questa è una legge complessa che colma, come dicevo, un grave ritardo dovuto appunto alla politica, ma che ha reso anche possibile che oggi risultino unificate le differenti posizioni che si erano manifestate in Commissione. C'è davvero compattezza in Aula perché, almeno da parte di tutte le forze della maggioranza questa legge riceve, mi pare, il voto unanime.

Credo che questo sia un buon risultato e, per quanto ci riguarda, lo diciamo al Presidente che stasera è presente, vi è tutta la disponibilità dei Popolari U.D.E.U.R. per riprendere un dialogo ed una proficua collaborazione anche sulle altre questioni che sono nell'agenda politica della Regione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, intendo annunciare il voto favorevole, ma anche osservare che avendo posto durante la discussione generale il problema relativo alle comunicazioni e alle telecomunicazioni, il fatto che nessuno abbia posto l'accento su questo problema mi fa ritenere che diventerà oggetto esclusivo dell'ARCOS, cioè l'Autorità regionale per le comunicazioni.

Credo quindi che su questo punto, su ciò che riguarda l'inquinamento ambientale dovuto a queste emissioni, sarà poi compito della successiva legge trovare un punto di incontro con l'ARPAS per la gestione sia dell'inquinamento, sia della vigilanza sulle emissioni ma anche e soprattutto per dare risposta alla questione dei lavoratori dell'Ispettorato regionale. Con questo accolgo favorevolmente il silenzio su questo tema, ritenendo che la maggioranza e la Giunta attribuiranno a questa autorità un ruolo importante sia a livello regionale, sia nei confronti dell'autorità nazionale che esercita, in modo del tutto autoreferenziale, la gestione di un settore sul quale la Sardegna deve acquisire pieni poteri..

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Sinteticamente, una dichiarazione di voto per esprimere il rammarico di dover votare contro un provvedimento legislativo, dovuto e necessario, che istituisce i un'Agenzia che ha una funzione essenziale e che noi avremmo voluto sicuramente contribuire a far nascere con una legge approvata anche da noi, oggettivamente pensando all'interesse di tutti.

Ma è proprio cercando di avere in mente non solo le funzioni di questo nuovo organismo, ma anche le modalità del suo funzionamento che il nostro voto, come abbiamo detto in tutta la fase di discussione, è contrario perché nella modalità con cui si sono stabilite le norme per il suo funzionamento non si è tenuto conto di una necessaria, sempre più necessaria, distinzione di ruoli fra questo tipo di soggetti e la Giunta regionale. In questo modo, non tenendo conto di questa esigenza, noi abbiamo di fronte un testo che è fortemente squilibrato a vantaggio dell'Esecutivo.

Crediamo di non poter votare a favore, di dover esprimere il voto contrario perché il rispetto di alcune elementari esigenze di gestione democratica, di controllo da parte dell'Assemblea legislativa, per quel che rappresenta, avrebbero dato una maggiore forza e impresso una direzione diversa a tutti i percorsi di riforma amministrativa che riguardano non solo questo ma anche altri settori. Creiamo in questo modo alcuni precedenti che riteniamo ingiusti ed anche pericolosi per il futuro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MASIA (Federalista Autonomista Sardo). Io credo di poter prendere la parola, in qualità di relatore e di presidente di Commissione, perché questa è stata l'indicazione, a nome di tutta la maggioranza, a nome di chi, insieme a tanti altri, si è fatto carico di portare oggi a compimento una legge importante.

Prima ancora di spendere due parole per evidenziare il valore della legge istitutiva di questa importante Agenzia, credo che sia corretto ringraziare oltre che la maggioranza, che ha il dovere di essere rispondente agli impegni presi e al programma, che vede in questa legge un appuntamento importante che arriva a compimento, anche la minoranza. E' un obbligo e diciamo anche un piacere per certi versi, perché lo faccio davvero di cuore, ringraziare la minoranza innanzitutto per il grande contributo che sicuramente ha dato qui in Aula, credo sia da sottolineare, un contributo grazie al quale in maniera palese sono state apportate delle correzioni che danno maggior valore alla legge. Ma intendo ringraziarla anche perché in Commissione ha sostenuto questa legge sia per il recupero dei ritardi ma anche perché insieme a noi ha ritenuto, e qui è stato pure ribadito, di colmare una importante lacuna.

Lo abbiamo detto, lo abbiamo ribadito, io credo che oggi con grande soddisfazione possiamo dire, nonostante la stanchezza, che abbiamo recuperato un ritardo e che abbiamo colmato la distanza della nostra Regione rispetto alle altre Regioni del Paese. Oggi abbiamo l'ARPAS, un'Agenzia che sicuramente possiamo definire snella, contrariamente alle affermazioni di qualcuno, un'Agenzia che ha delle importanti caratteristiche, un'Agenzia che nasce sulla base di alcuni valori che io ci tengo a sottolineare, si ispirano al principio della continuità.

Io credo che sia da sottolineare, prima di tutto, l'adozione anche in questo provvedimento, di scelte volte ad eliminare una serie di situazioni precarie che esiste nella nostra Regione. Mi riferisco a tanti operatori, a tanti lavoratori che, pur avendo grande professionalità, non hanno la certezza del lavoro, non hanno la certezza di poter avere un domani sicuro. Una prima risposta a queste situazioni la dà l'istituzione di questa Agenzia. Un'altra risposta importante, secondo me, viene data alle province nelle quali noi abbiamo creduto; penso infatti che questo importante strumento sia sicuramente a loro disposizione per consentirgli di essere più presenti nel territorio e per avere la tranquillità necessaria per gestire un bene tanto delicato qual è l'ambiente.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del testo unificato delle proposte di legge numero 51/A, 101/A e del disegno di legge numero 125/A.

(Segue la votazione.)

Rispondono sì i consiglieri: ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - IBBA - LAI - LANZI - MANCA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Franco - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS.

Rispondono no i consiglieri: ARTIZZU - DIANA - LA SPISA - LIORI - LOMBARDO - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 45

Votanti 44

Astenuti 1

Maggioranza 23

Favorevoli 38

Contrari 6

(Il Consiglio approva).

Il Consiglio è convocato alle ore 10 di mercoledì 17 maggio. Il primo punto all'ordine del giorno sarà la proposta di legge 78/A.

La seduta è tolta alle ore 18 e 32.



Allegati seduta

CXC Seduta

Venerdì 12 maggio 2006

Presidenza del Presidente Spissu

indi

della Vicepresidente Lombardo

indi

del Presidente Spissu

INDICE

La seduta è aperta alle ore 9 e 42.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di giovedì 4 maggio 2006 (184), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Mario Bruno, Carmelo Cachia, Vincenzo Floris, Gian Luigi Gessa, Giovanni Giagu, Gerolamo Licandro, Paolo Antonio Licheri, Paolo Maninchedda e Simonetta Sanna hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 12 maggio 2006.

Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

Colleghi, dobbiamo mettere in votazione il passaggio all'esame degli articoli quindi, per consentire il decorso dei termini temporali di cui al comma 3 dell'articolo 91 del Regolamento, sospendo la seduta sino alle ore 10 .

(La seduta, sospesa alle ore 9 e 43 , viene ripresa alle ore 10 e 18.)

Discussione dell'articolato del testo unificato delle proposte di legge Lai - Marrocu - Barracciu - Calledda - Cherchi Silvio - Corrias - Cugini - Floris Vincenzo - Mattana - Orrù - Pacifico - Pirisi: "Istituzione dell'agenzia regionale per l'ambiente (ARPAS)" (51/A), della proposta di legge Cocco - Addis - Biancu - Cucca - Cuccu Giuseppe - Fadda Paolo - Giagu - Manca - Sanna Simonetta - Secci:"Istituzione dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Sardegna" (101/A) e del disegno di legge "Istituzione dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Sardegna (ARPAS)" (125/A)

Presidente. Ricordo ai colleghi che è all'ordine del giorno il testo unificato delle proposte di legge numero 51/A e 101/A e del disegno di legge numero 125/A di cui è terminata la discussione generale.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Normalmente la votazione sul passaggio all'esame degli articoli avviene molto rapidamente; ma poiché ieri, a fine serata, si è tenuta una riunione della Commissione che ha affrontato questioni importanti, intendo prima di tutto dichiarare a nome del mio Gruppo il voto di astensione sul passaggio agli articoli, volendo esprimere con questo voto una fortissima delusione e contrarietà sul metodo con cui si è arrivati al confronto prima in Commissione, poi in Aula e poi di nuovo in Commissione ieri sera.

La discussione su questo importante provvedimento è stata affrontata unitariamente e si è conclusa con la stesura di un testo in gran parte condiviso, pur non avendo l'opposizione partecipato alla votazione, perché l'istituzione dell'ARPAS è sicuramente un atto necessario e fin troppo tardivo. Però, su alcune questioni sollevate ieri in Commissione, lo vedremo meglio quando entreremo nel merito degli articoli, la Giunta a nostro parere si è arroccata sulla propria valutazione, e con lei la maggioranza.

Quindi su un testo concordato fino all'ultimo si opera uno strappo su un problema che riguarda il Collegio dei revisori dei conti; un organo che, a nostro parere, non può essere disciplinato come proposto nell'emendamento presentato dalla maggioranza che contraddice un orientamento espresso in Commissione e, in quella sede, chiaramente e ampiamente condiviso.

Nel corso dell'esame degli articoli verificheremo, sulla base della discussione che speriamo possa essere oggettiva, se sarà possibile modificare il nostro voto di astensione. Al momento giudichiamo la posizione della Giunta molto negativamente e direi ancora di più quella della maggioranza. Chiedi la votazione nominale con procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, anch'io dichiaro il voto di astensione a nome del Gruppo dei Riformatori sul passaggio all'esame degli articoli, e lo motivo brevissimamente. Non votiamo contro perché siamo assolutamente d'accordo sulla necessità che in Sardegna, con l'approvazione di questa legge, si istituisca effettivamente l'ARPAS, ma non possiamo certo votare a favore del testo attualmente in discussione perchè contiene una serie di norme che fanno dell'ARPAS un carrozzone burocratico assolutamente inadeguato al conseguimento degli obiettivi, condivisi, di questo Consiglio.

Quindi, per il momento il nostro giudizio si esprime attraverso un voto di astensione affinché il Consiglio possa avere la possibilità di discutere la legge. Esprimeremo il voto finale secondo coscienza, sulla base delle modifiche che riusciremo ad apportare alla legge stessa.

.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame agli articoli.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Porcu ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FRAU - IBBA - MANCA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PISU - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco- SANNA Franco - SECCI - UGGIAS.

Risponde no il consigliere: ARTIZZU.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - CAPELLI - CAPPAI - CONTU - DEDONI - FLORIS Mario - LA SPISA - LOMBARDO - MILIA - OPPI - PETRINI - RANDAZZO - RASSU - SANJUST - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 51

votanti 36

astenuti 15

maggioranza 19

favorevoli 35

contrari 1

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame del Titolo.

(Si riporta di seguito il testo del Titolo:

Titolo

Istituzione dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Sardegna (ARPAS).)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sul Titolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Art. 1

Istituzione, finalità e natura giuridica dell'Agenzia

1. La presente legge istituisce l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Sardegna, di seguito denominata ARPAS o Agenzia, in attuazione dell'articolo 3 del decreto legge 4 dicembre 1993, n. 496, convertito con modificazioni dalla Legge 21 gennaio 1994, n. 61, ne disciplina l'organizzazione ed il funzionamento e provvede alla riorganizzazione delle strutture preposte ai controlli ambientali e alla promozione e prevenzione della salute collettiva.

2. L'attività dell'ARPAS è funzionale al perseguimento dell'obiettivo regionale di promozione dello sviluppo sostenibile e di tutela e promozione della qualità degli ecosistemi naturali e antropizzati, con particolare attenzione a quelli agricoli, ed è finalizzata:

a) al conseguimento della massima efficacia nella previsione, prevenzione e rimozione dei fattori di degrado che hanno o che potrebbero avere conseguenze dirette o indirette sulla salute umana e sull'ambiente, attraverso il monitoraggio, l'analisi e la previsione dell'evoluzione delle componenti ambientali;

b) a fornire assistenza, consulenza tecnico-scientifica ed altre attività di supporto alla Regione, agli enti locali ed agli altri enti pubblici ai fini dell' espletamento delle funzioni loro attribuite nel campo della programmazione dell'uso del territorio e dell'ambiente, della promozione e prevenzione della salute collettiva e del controllo ambientale.

3. L'ARPAS ha personalità giuridica di diritto pubblico, autonomia amministrativa, tecnica, contabile e patrimoniale; è costituita con decreto del Presidente della Regione ed è sottoposta agli indirizzi, alla vigilanza ed al controllo della Giunta regionale.

4. Dalla data di entrata in vigore della presente legge è fatto divieto alla Regione, agli enti locali ed alle aziende sanitarie locali di mantenere o istituire servizi, uffici, unità operative e strutture tecniche e di laboratorio con compiti analoghi a quelli dell'Agenzia.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo,lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 2. All'articolo 2 sono stati presentati tre emendamenti. .

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2 e dei relativi emendamenti:

Art. 2


Funzioni

1. L'ARPAS esercita le funzioni di interesse regionale di cui all'articolo 1 del decreto legge n. 496 del 1993, convertito dalla Legge n. 61 del 1994, e a tal fine provvede:

a) allo studio, analisi e controllo dei fattori fisici, chimici e biologici rilevanti ai fini della prevenzione, della riduzione o della eliminazione dell'inquinamento acustico, dell'aria, delle acque e del suolo, elettromagnetico, radioattivo, da rifiuti solidi e liquidi, da rischi di incidenti rilevanti;

b) allo studio, analisi e controllo sull'igiene dell'ambiente e allo studio, all'analisi e al controllo dei fattori geologici, metereologici, idrologici, nivologici e sismici, nonché allo studio, analisi e controllo dei processi di trasformazione antropica, ai fini della previsione e prevenzione dei rischi naturali e della tutela dell'ambiente; all'organizzazione e alla realizzazione della cartografia geologica di stato;

c) all'organizzazione e alla gestione del sistema informativo ambientale regionale e, in tale ambito, alla raccolta sistematica, alla validazione, all'elaborazione e alla massima divulgazione dei flussi informativi rilevanti sotto il profilo della prevenzione e della protezione ambientale e territoriale;

d) alla realizzazione ed alla gestione delle reti di monitoraggio e di altri sistemi di indagine, anche ai fini della valutazione del rapporto tra ambiente e salute delle popolazioni;

e) all'assistenza tecnico-scientifica agli enti competenti in materia ambientale, territoriale, agricola, industriale, infrastrutturale e nelle altre attività economiche e sociali che producono un impatto con l'ambiente, nonché agli enti di prevenzione e di protezione civile, per l'elaborazione di normative, piani, programmi, relazioni, pareri, provvedimenti amministrativi ed interventi, anche di emergenza, e per il rilascio delle autorizzazioni in materia ambientale e sanitaria;

f) a fornire il necessario supporto tecnico-scientifico agli uffici competenti per le attività istruttorie relative agli studi di valutazione di impatto ambientale (VIA), alla valutazione ambientale strategica (VAS), al rilascio delle autorizzazioni di cui al decreto legislativo 18 febbraio 2005, n. 59 (IPPC), alla determinazione del danno ambientale;

g) alla promozione ed allo sviluppo della ricerca di base, al fine di una più completa conoscenza dell'ambiente e dei processi che lo governano, applicata sugli elementi dell'ambiente fisico, sui fenomeni di inquinamento, sui fenomeni atmosferici intensi e potenzialmente dannosi per l'ambiente, sulle condizioni generali e di rischio, sul corretto utilizzo delle risorse naturali e sulle forme di tutela degli ecosistemi naturali e sulla gestione sostenibile dei sistemi agricoli, sul monitoraggio e tutela della biodiversità e della carta della natura;

h) allo studio, all'analisi, alla promozione ed alla diffusione delle tecnologie e dei sistemi di gestione ambientalmente compatibili, dei prodotti e dei sistemi di produzione a ridotto impatto ambientale, dei sistemi e delle tecnologie di recupero e bonifica ambientale, anche tramite l'attivazione di programmi di assistenza tecnica al sistema delle imprese e alla promozione di indagini epidemiologiche ambientali;

i) alla verifica e controllo di progetti di interventi sull'ambiente;

l) alla formulazione, agli enti pubblici, di proposte sugli aspetti ambientali riguardanti la produzione energetica, la cogenerazione, il risparmio energetico e le forme alternative di produzione energetica;

m) all'elaborazione ed alla promozione di programmi di informazione, di educazione ambientale e di formazione e aggiornamento del personale degli enti ed organismi pubblici operanti in campo ambientale;

n) alla collaborazione, anche mediante la stipula di apposite convenzioni, con l'Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici (APAT), con l'Agenzia europea dell'ambiente (AEA) e con altri enti ed istituzioni nazionali, comunitari e internazionali operanti nel settore della prevenzione collettiva e del controllo ambientale;

o) alla collaborazione con centri di ricerca d'eccellenza, universitari e non, con sede in Sardegna e di rilievo nazionale ed internazionale a partire dal centro di ricerca internazionale contro la desertificazione NRD-UNISS;

p) alla collaborazione con gli organi competenti per gli interventi di protezione civile e ambientale nei casi di emergenza e alla costituzione del Centro funzionale regionale della protezione civile, di cui al decreto legge 11 giugno 1998, n. 180, convertito dalla Legge 3 agosto 1998, n. 267;

q) alla gestione operativa del Centro funzionale del sistema di allertamento nazionale e regionale per il rischio idrogeologico ed idraulico ai fini di protezione civile, di cui al decreto legge n. 180 del 1998, convertito dalla Legge n. 267 del 1998, ed alla direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 27 febbraio 2004;

r) alla segnalazione alle autorità competenti delle violazioni in materia ambientale;

s) alla redazione di un rapporto annuale sullo stato dell'ambiente in Sardegna;

t) ad ogni altro adempimento derivante da successive norme di attuazione della presente legge;

u) all'esercizio delle competenze del Servizio geologico regionale, in linea con quanto previsto dall'APAT e dal Servizio geologico nazionale - Dipartimento difesa del suolo.

2. In particolare, in relazione alle funzioni di cui al comma 1, l'ARPAS deve:

a) effettuare sopralluoghi, ispezioni, rilievi, prelievi, campionamenti, misure, acquisizioni di notizie e documentazioni tecniche ed altre forme di accertamento in loco, al fine di una completa caratterizzazione dell'ambiente e del territorio;

b) effettuare analisi di laboratorio dei materiali campionati ed elaborare le misure effettuate;

c) procedere all'acquisizione di dati, sia attraverso la raccolta diretta e sistematica, la validazione e l'organizzazione in banche dati, sia attraverso l'accesso ad altre banche dati pubbliche;

d) formulare modelli di simulazione per la definizione di modalità di intervento in situazioni critiche, con particolare riferimento ai rischi industriali, ed alle situazioni derivanti da processi naturali o indotti dalle attività antropiche;

e) effettuare i controlli ambientali e le valutazioni dosimetriche relativi alle attività connesse all'uso dell'energia nucleare e in materia di protezione dell'ambiente dalle radiazioni ionizzanti e dai campi elettromagnetici;

f) garantire l'aggiornamento sullo stato delle conoscenze, delle ricerche, delle sperimentazioni e delle innovazioni tecnologiche nei campi di competenza dell'ARPAS, a livello nazionale ed internazionale;

g) gestire il sistema delle reti idro-meteo-pluviometriche della Regione, i radar meteorologici, i modelli meteoclimatici e svolgere attività finalizzate a fornire previsioni, informazioni ed elaborazioni meteorologiche e climatologiche;

h) fornire qualsiasi altra attività connessa alle competenze in materia di promozione e prevenzione della salute collettiva e di controllo ambientale.

3. L'ARPAS garantisce un sistema di pronta reperibilità per interventi tesi a fronteggiare situazioni di emergenza, anche a supporto delle attività di protezione civile.

4. Le attività di cui alle lettere c) e d) del comma 1 sono svolte secondo metodologie concordate e condivise con gli organismi di livello nazionale e comunitario competenti in materia e secondo protocolli operativi uniformi.

5. Restano ferme le attribuzioni tecniche e di controllo e quelle amministrative spettanti, in base alla legislazione vigente, al Servizio sanitario regionale in materia di igiene e sanità pubblica, di servizi veterinari e di prevenzione, di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro, di cui al comma 2 dell'articolo 2 della legge regionale 26 gennaio 1995, n. 5.

6. Nell'espletamento delle attività di controllo e vigilanza di cui alla presente legge, il personale dell'ARPAS accede agli impianti e alle sedi di attività e richiede i dati, le informazioni e i documenti necessari all'espletamento dei suoi compiti; tale personale è munito di documento di riconoscimento rilasciato dall'ARPAS; il segreto industriale non può essere opposto per evitare od ostacolare le attività di verifica e di controllo.

7. Il direttore generale dell'ARPAS con proprio atto individua il personale che, ai fini dell'espletamento delle attività di istituto, deve disporre della qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria e ne fa proposta al competente Prefetto.

8. L'ARPAS si avvale anche del Corpo forestale e di vigilanza ambientale per le attività di vigilanza e controllo ambientale o per altre attività compatibili con le funzioni istituzionali dello stesso Corpo forestale.

9. L'ARPAS fornisce servizi principalmente a soggetti pubblici ed enti di diritto pubblico; l'ARPAS fornisce servizi ai privati nei limiti e nei modi disciplinati dal comitato regionale di indirizzo; sono in ogni caso incompatibili, e quindi vietate, con l'esigenza di imparzialità nell'esercizio delle attività istituzionali, le prestazioni rese a favore di privati che presuppongano sopralluoghi, pareri e valutazioni preventive su tipologie di attività soggette a vigilanza da parte dell'ARPAS

EMENDAMENTO soppressivo parziale VARGIU

Art. 2

All'articolo 2, il comma 2 è soppresso. (1)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale MASIA - SANNA Alberto - ATZERI - CACHIA - CALLEDDA - COCCO - CORDA - CUCCU Giuseppe - FADDA Giuseppe - FRAU - IBBA - LAI - LANZI - PACIFICO - SERRA - UGGIAS

Art. 2

Il comma 9 è così modificato:

"9. L'ARPAS fornisce servizi principalmente a soggetti pubblici ed enti di diritto pubblico; l'ARPAS fornisce servizi ai privati assicurando il rispetto delle norme che regolano i principi di libera e leale concorrenza; sono in ogni caso incompatibili con l'esigenza di imparzialità nell'esercizio delle attività istituzionali, e quindi vietate, le prestazioni rese a favore di privati che presuppongano sopralluoghi, pareri e valutazioni preventive su tipologie di attività soggette a vigilanza da parte dell'ARPAS. (11)

EMENDAMENTO aggiuntivo MASIA - SANNA Alberto

Art. 2

Al comma 2 dell'articolo 2, dopo la lettera h) è aggiunta la seguente lettera:

"h bis) garantire ogni altra attività necessaria al raggiungimento degli scopi istituzionali.". (18)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà..

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente,, colleghi del Consiglio, nel corso dell'intervento, nel quale proporrò qualche riflessione generale sull'articolo 2, illustrerò anche l'emendamento numero 1, di cui sono firmatario.

Nell'articolo 2 che, insieme all'articolo 1, reputo sia l'articolo più importante di questa legge, sono elencate in maniera abbastanza puntuale le funzioni che l'ARPAS è deputata a svolgere. Sono funzioni di importanza fondamentale per lo sviluppo della Sardegna, per il controllo della qualità della vita e della salute ambientale, che in questo momento, in maniera non completamente omogenea e non chiara a tutti i cittadini sardi, vengono svolte da enti preposti, direi, in maniera abbastanza schizofrenica; la stessa identica funzione è svolta infatti da più enti, mentre altre purtroppo non vengono assolutamente esercitate.

Inoltre, quando questo Consiglio ha avuto la necessità di conoscere la situazione relativa a problematiche ambientali o sanitarie di alcuni territori, ci si è resi conto che la vigilanza esercitata sul territorio non era talmente puntuale da consentire la disponibilità delle informazioni.

A titolo di esempio basterebbe ricordare che quando in quest'Aula, sia in questa che nella scorsa legislatura, si è discusso di inquinamento industriale, o di possibile inquinamento da scorie radioattive o comunque da presenze radioattive in Sardegna, o di potenziale inquinamento correlato alla presenza di insediamenti di carattere militare, le informazioni a disposizione di questo Consiglio regionale erano sempre lacunose, non precise, non aggiornate.

Questo a dimostrazione del fatto che se anche la sola attività di monitoraggio, non solo quella di intervento, non è effettuata con strumenti adeguati rispetto agli obiettivi, in maniera organica e puntuale, difficilmente è in grado di raccogliere quella somma di informazioni necessarie a chi esercita il potere legislativo, ma anche a chi esercita il potere esecutivo, per portare nei territori quelle soluzioni puntuali e rapide che spesso gli stessi territori esigono.

Questa era una premessa indispensabile al fine di sottolineare che ogni qualvolta noi ci poniamo il problema di raggiungere un obiettivo in quest'Aula si debbono fare due ragionamenti. Il primo ragionamento va fatto se si persegue un obiettivo di interesse generale, pertanto condiviso dall'intero Consiglio regionale. Ieri, l'ho ricordato in un precedente intervento, abbiamo approvato, la legge sul commercio quasi all'unanimità in quanto vi era condivisione sugli obiettivi ma anche sul metodo, sulla forma e sullo strumento adottato, esattamente come era successo, per fare un altro esempio, nel caso della legge sui servizi alla persona. Ora, quello che noi Riformatori vorremmo fosse chiaro in merito a questa legge che vi state apprestando a licenziare, che emerge anche dal contenuto degli emendamenti che abbiamo presentato, è che noi abbiamo dubbi seri, dubbi assai seri, dubbi serissimi sul fatto che lo strumento che voi state mettendo in campo sia adeguato rispetto agli obiettivi.

Mi spiego meglio (avrò occasione di tornare sull'argomento quando discuteremo alcuni degli emendamenti specifici); noi sappiamo che la burocrazia regionale sarda è diversa da quella veneta, toscana, emiliano-romagnola, lombarda e via dicendo. Sappiamo, per esperienza consolidata, che la nostra ipertrofica burocrazia, purtroppo, non ha gli stessi meccanismi di funzionamento rapido ed efficace delle burocrazie di altre Regioni; i nostri livelli di controllo intermedi che si intrecciano e si intersecano tra di loro rischiano di rendere ingovernabile questo nuovo strumento.

Questo ragionamento, colleghi, lo facemmo anche nella scorsa legislatura quando discutemmo del problema dell'Agenzia regionale per la sanità, problema che se voi ci pensate, mutatis mutandis me ne rendo conto, non è totalmente difforme e lontano rispetto all'argomento in discussione questa mattina. In quella occasione andammo anche a verificare come funzionavano alcune agenzie nel resto dell'Italia e accertammo che in alcune Regioni queste Agenzie che funzionavano - e funzionavano bene - erano delle grosse strutture; quindi erano strutture dotate di dipartimenti tecnici regionali, erano strutture dotate di articolazioni provinciali, erano strutture dotate di una serie di meccanismi di controllo simili a quelli che voi volete istituire all'interno dell'ARPAS.

Però, nella proposta esitata dalla Commissione sanità, sostanzialmente all'unanimità, venne adottato un criterio completamente diverso; si cercò infatti di dare alla struttura la massima snellezza possibile, dotandola di pochissime figure strutturate e di moltissime figure a progetto; si poteva così modularmente allargare e restringere il numero delle persone afferenti all'Agenzia e lavoranti per la stessa, acquisendo caso per caso le professionalità considerate più utili per la risoluzione di problemi specifici, ma soprattutto evitando di creare un doppione dell'Assessorato regionale della sanità che ne riprendesse quei difetti quali l'iper burocratizzazione e l'autoreferenzialità, che vogliamo superare perché, come sappiamo impediscono poi il raggiungimento concreto degli obiettivi.

Questo, probabilmente, sarebbe stato l'indirizzo da dare anche all'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente. Certo, considerando che non si può cancellare l'esistente, mi riferisco ai cinque presidi multizonali di prevenzione (PMP), considerando che esiste l'esigenza di dare una riposta politica, non tecnica, alla Progemisa, al SAR, a coloro che lavorano nei progetti del Ministero dell'ambiente. mi rendo conto che non si può fare a meno della presenza di una struttura articolata della quale. Però, sulla base di questa strutturazione già esistente anziché fare uno sforzo di semplificazione si sta complicando ulteriormente, come vi dimostrerò negli interventi successivi.

Signori, il vecchio centrodestra governava male perché aveva un voto di maggioranza ed era difficilissimo riuscire a portare in questa Aula un provvedimento condiviso. Voi oggi avete venti voti di maggioranza ma vi state incartando negli stessi errori che ha fatto il centrodestra nella scorsa legislatura!

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Signor Presidente, colleghi, signori della Giunta, dopo 14 anni di vacatio credo si possa dire: "Habemus ARPAS".

Io credo che questo vuoto legislativo, quasi incomprensibile data l'importanza di questo strumento, abbia nuociuto alla nostra Regione sotto diversi aspetti. Mi riferisco alle problematiche dell'ambiente, alla razionalizzazione delle politiche volte alla tutela della salute del cittadino e collegate chiaramente alle politiche di tutela del territorio e dell'ambiente; ma mi riferisco anche alla mancata valorizzazione, anzi parlerei di sfruttamento - scusatemi e passatemi questo termine - di molte professionalità che sono presenti in Sardegna e sono allocate in varie realtà, quali SAR, Progemisa e quant'altro..

Una cosa è certa, che essendo questo previsto in legge l'unico strumento che avrà competenza in queste materie, scomparirà tutta quella miriade (PMP e quant'altro), di "entità" che oggi debbono, o dovrebbero, tutelare la salute del cittadino nel territorio. Quindi credo che relativamente a questo aspetto sia scontato il parere positivo da parte dell'opposizione.

E' una struttura che nasce, per quanto abbiamo potuto verificare, già abbastanza burocratizzata, ma poiché non sarà facile distribuire nel territorio capillarmente le strutture necessarie per attuare le vaste competenze di questo nuovo strumento , ritengo che in seguito la struttura organizzativa debba assolutamente essere rivista e completata. Così come ritengo che debba essere rivista la legge stessa, che pure contiene moltissime novità e tanti aspetti positivi; ma questo si vedrà più avanti.

Salta anche agli occhi il fatto che la dotazione finanziaria, nonostante la Giunta abbia presentato un emendamento per implementarla, sia scarsa, è evidente quindi che l'Agenzia di fatto decollerà non nel breve ma nel medio periodo.

Ricordo che noi siamo l'ultima Regione ad istituire, se il provvedimento verrà approvato, l'Agenzia, anche se va detto che in alcune Regioni questo organismo non ha dato gli esiti sperati. La Commissione competente ha lavorato alacremente e attentamente, in tutte le sue componenti, per esitare questo progetto di legge; l'opposizione, che devo dire per onore della verità in molte occasioni ha garantito lo svolgimento dei lavori, ha dato un contributo positivo alla formulazione di un testo concordato.

La positività di questo atteggiamento attualmente viene però in qualche maniera scalfita dalla presentazione, da parte della Giunta, come ha detto nella dichiarazione di voto sul passaggio agli articoli il Capogruppo di Forza Italia, dell'emendamento sui revisori dei conti il cui contenuto, per quanto si vogliano riprodurre modelli propri degli esecutivi di alcuni enti locali, appare in questo momento come l'ennesima espressione di una volontà politica accentratrice e centralistica.

Eppure nel corso di questi mesi di discussione del testo in Commissione si è parlato di tutto, tutti gli articoli sono stati "rivoltati come calzini" per arrivare a un testo condiviso, ed ora si avanza una richiesta non consona a quanto detto finora e politicamente importante. Perché?

Perché il Consiglio superiore - così era chiamato - il Consiglio di amministrazione dell'ARPAS, che poi è diventato ultimamente il Comitato di coordinamento, non approva i bilanci né tanto meno approva la contabilità, quindi tutti gli atti contabili interni della gestione dell'ARPAS stessa, ma bensì esprime un parere obbligatorio; ed è chiaro in questo caso che dovrà essere giustamente la Giunta ad approvare il bilancio e gli atti contabili dell'ARPAS. Contemporaneamente, con l'emendamento che ci è stato proposto, è la Giunta stessa che nomina i revisori che sono giustamente i tecnici che revisionano gli atti contabili, quindi ispezionano, verificano, controllano gli atti contabili dell'ARPAS, cioè il controllore che poi controlla se stesso.

Ecco qual è il punto di criticità;per quanto mi riguarda avrei detto sì a questo emendamento se, così come è stato detto in Commissione ieri notte, fosse stata già in vigore una legge sulla trasparenza degli atti. Ma così non è e il contenuto di questo emendamento, comunque, non ne rispetterebbe assolutamente lo spirito.

L'ARPAS, come è stato detto giustamente in Commissione, ha dei compiti che travalicano le competenze sia dell'Assessorato dell'ambiente che dell'Assessorato della sanità: ha dei compiti relativamente al territorio di un'importanza vitale! Quindi il contenuto di questo emendamento ha creato, giustamente, disagio nell'opposizione perchè sino ad oggi l'organo di controllo sugli atti di tutti gli altri enti è il Consiglio regionale, è il Consiglio regionale che nomina i revisori. Ma non per controllare se la Giunta va bene o va male, se la Giunta fa o no il suo dovere verso l'ARPAS o verso gli altri enti, ma perché è il Consiglio che ha sempre il controllo sugli atti dell'Esecutivo.

Tra l'altro, verrebbe tutelata con la nomina di un revisore la presenza dell'opposizione in un organo così importante, così come era stata previsto nel testo originario approvato all'unanimità. Questo, per quanto mi riguarda, è il dubbio più rilevante che ho sul provvedimento,anche se credo che con l'esperienza, nel corso degli anni a venire, la legge potrà essere modificata e modellata alle reali esigenze del momento.

Io credo, però, che questo dubbio debba e possa essere fugato affinchè il Consiglio possa esprimersi all'unanimità; dispiacerebbe moltissimo infatti concordare sull'importanza e sulla necessità di istituire questo strumento e poi non poter trovare un accordo a causa di un particolare che in questo momento ha un'importanza politica vitale.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Masia, relatore.

MASIA (Federalista Autonomista Misto), relatore. Il relatore esprime parere contrario sull'emendamento numero 1; esprime parere favorevole sugli emendamenti numero 11 e 18.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente..

DESSI', Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 1. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Presidente, chiedo la votazione nominale sull'emendamento numero 1.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, l'emendamento numero 1 è ritirato.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 11. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Presidente, chiedo la votazione nominale dell'emendamento numero 11.

PRESIDENTE. Invito i consiglieri che appoggiano la richiesta ad alzarsi in piedi.

(Appoggia la richiesta il consigliere La Spisa, Capogruppo.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

UGGIAS (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, una breve dichiarazione di voto per illustrare il senso dell'emendamento numero 11. L'ARPAS svolge sostanzialmente una funzione di tutela degli interessi collettivi alla salute e all'ambiente, in questo senso è previsto che fornisca i propri servizi principalmente a soggetti pubblici e a enti di diritto pubblico.

Nello stesso tempo, Presidente, l'emendamento precisa che anche i privati possono essere destinatari dei servizi forniti dall'Arpas; questo aspetto è stato approfondito in Commissione e in quella sede abbiamo trovato un punto di equilibrio sulla base delle esperienze vissute nelle altre Regioni. Abbiamo avuto anche la possibilità di esaminare delle direttive emanate dal garante, dall'Authority, contenenti una censura dell'operato di altre Arpa regionali e una limitazione dei servizi che le Agenzie possono svolgere nei confronti dei privati. Vengono vietate quindi quelle prestazioni a favore dei privati che presuppongono in generale valutazioni su tipologie di attività soggette a vigilanza da parte dell'Agenzia. Il mio voto è chiaramente favorevole all'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Signor Presidente, anche io esprimo il mio voto favorevole sull'emendamento. Mi sembra importante che l'ARPAS, attraverso questo emendamento, non interferisca con l'attività dei privati e limiti invece la sua attività ai compiti strettamente istituzionali. Si evita così di alterare il mercato privato e si garantisce il ruolo terzo dell'Agenzia perché si evita l'inoltro di richieste di tipo preventivo da parte di privati in merito alla scelta dei percorsi atti a, per esempio, a bonificare dei siti o a rientrare nei parametri di legge previsti per molte attività industriali. Confermo il mio voto favorevole all'emendamento 11.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Io dichiaro il voto di astensione anche su questo emendamento, ripetendo che la motivazione è la stessa espressa per il passaggio agli articoli. Siamo cioè in attesa di una risposta politica sui due punti centrali, o comunque molto importanti, di questo provvedimento che noi consideriamo rivelatori di un certo modo di concepire il rapporto fra l'Esecutivo e il Consiglio: il sistema di controllo esterno e la garanzia per la trasparenza amministrativa; mi sto riferendo alla questione del collegio dei revisori e alla questione, sollevata ieri in Commissione, del metodo di scelta della dirigenza che noi crediamo debba essere ad evidenza pubblica. In attesa di questa risposta confermiamo il voto di astensione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 11.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CALLEDDA - CERINA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FRAU - IBBA - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - Scarpa - Secci - Serra - Uggias.

Risponde no il consigliere: MORO.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - AMADU - CONTU - DEDONI - LA SPISA - PETRINI - PILI - RASSU - SANCIU - SANJUST - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 46

votanti 35

astenuti 11

maggioranza 18

favorevoli 34

contrari 1

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 18. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 3. All'articolo 3 è stato presentato un emendamento.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3 e del relativo emendamento:

Art. 3

Funzioni regionali di coordinamento e di indirizzo

1. La Regione persegue l'obiettivo della massima integrazione, della razionalizzazione e del coordinamento delle attività e dei soggetti operanti nel campo della promozione e prevenzione della salute collettiva e del controllo ambientale, al fine di una gestione unitaria e dell'applicazione di protocolli operativi uniformi.

2. A tal fine, la Giunta regionale, su proposta degli Assessori regionali della difesa dell'ambiente e dell'igiene, sanità e assistenza sociale, entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, approva un atto di indirizzo che individua le rispettive specifiche competenze e le modalità per l'esercizio coordinato ed integrato delle funzioni dell'ARPAS e dei dipartimenti di prevenzione delle aziende sanitarie locali in ordine ai controlli che hanno rilevanza ambientale e sanitaria, ai sensi dell'articolo 7 quinquies del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 così come modificato dal decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229.

3. La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, d'intesa con l'Assessore regionale dell'igiene, sanità e assistenza sociale:

a) definisce, nell'ambito degli strumenti di programmazione e pianificazione previsti dalla normativa vigente, gli obiettivi generali e le priorità strategiche delle attività di promozione e prevenzione della salute collettiva, di vigilanza e di controllo ambientale;

b) emana direttive per l'esercizio delle funzioni di vigilanza di cui al comma 1 dell'articolo 3 del decreto legge n. 496 del 1993, convertito con modificazioni dalla Legge n. 61 del 1994, onde assicurare il buon andamento generale e la regolarità dei provvedimenti posti in essere dall'ARPAS.

EMENDAMENTO aggiuntivo Masia - Sanna Alberto - Cachia - Calledda - Cocco - Corda - Cuccu Giuseppe - Fadda Giuseppe - Frau - Ibba - Lai - Lanzi - Pacifico - Serra - Uggias.

Art. 3

Al comma 3, dopo la lettera b) sono aggiunte le seguenti lettere:

"c) approva il programma triennale e annuale delle attività dell'ARPAS;

d) approva il bilancio preventivo pluriennale ed annuale ed il conto consuntivo" (12).)

PRESIDENTE. Poichè nessuno è iscritto a parlare sull'articolo e sull'emendamento, ha facoltà di parlare il consigliere Masia, relatore, per esprimere il parere sull'emendamento.

MASIA (Gruppo Misto), relatore. Il relatore esprime parere favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

DESSI', Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 3. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 12.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 12.

(Segue la votazione)

Rispondono si consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FRAU - IBBA - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Matteo - SECCI - SERRA - SPISSU - UGGIAS.

Risponde no il consigliere :SANNA Matteo

Si è astenuto: il Presidente SPISSU

Risultato della votazione

Il PRESIDENTE proclama il risultato della votazione:

Presenti 36

Votanti 35

Astenuti 1

Maggioranza 18

Favorevoli 34

Contrari 1

Colleghi, poiché non è presente il numero legale dichiaro nulla la votazione e sospendo la seduta per trenta minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 56, viene ripresa alle ore 11 e 26.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare i consigliere La Spisa. Ne ha facoltà. LA SPISA (F.I.). Reitero la richiesta di votazione nominale.

Seconda Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 12.

(Segue la votazione)

Prendo atto che la consigliera Cerina ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU GIUSEPPE - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FRAU - IBBA - LAI - MANCA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - UGGIAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - LA SPISA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 39

votanti 37

astenuti 2

maggioranza 19

favorevoli 37

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 4. All'articolo 4 non sono stati presentati emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4:

Art. 4

Sistema informativo regionale ambientale

1. Per lo svolgimento delle attività di cui alle lettere c) e d) del comma 1 dell'articolo 2, l'ARPAS organizza e gestisce il sistema informativo regionale per il monitoraggio ambientale (SIRA) che comprende:

a) i sistemi informativi e le reti di monitoraggio ambientale esistenti, sia regionali che degli altri enti pubblici, provvedendo, se necessario, alla loro integrazione, potenziamento e adeguamento, anche con la predisposizione e gestione di scenari e modelli numerici di interesse ambientale;

b) i sistemi informativi e le reti di monitoraggio ambientale la cui realizzazione risulti programmata o in corso di realizzazione da parte della Regione e degli altri enti pubblici al momento dell'entrata in vigore della presente legge.

2. L'ARPAS opera, inoltre, in collaborazione con altri sistemi informativi di livello regionale e locale, con il sistema informativo delle aziende sanitarie locali, anche al fine di correlare la mappatura dei siti inquinati, con le banche dati territoriali relative alla prevalenza ed all'incidenza di determinate patologie, con il sistema informativo nazionale ambientale (SINA), con l'Agenzia per la protezione dell'ambiente e dei servizi tecnici (APAT) di cui all'articolo 38 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e con l'Agenzia europea dell'ambiente (AEA).)

PRESIDENTE. Poichè nessuno è iscritto a parlare metto in votazione l'articolo 4. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Presidente,chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 4.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Vargiu si è astenuto.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Oscar - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU GIUSEPPE - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Mario - FRAU - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - UGGIAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - LA SPISA - LIORI - RASSU - SANCIU - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 44

Votanti 38

Astenuti 6

Maggioranza 20

Favorevoli 38

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 5. All'articolo 5 è stato presentato un emendamento.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5 e del relativo emendamento:

Art. 5

Programma delle attività

1. L'ARPAS svolge le proprie attività sulla base di programmi pluriennali ed annuali, coerenti con gli indirizzi impartiti dalla Regione. Il programma pluriennale, con valenza triennale, fornisce un quadro previsionale delle tipologie degli interventi, delle risorse necessarie, dei tempi e dei risultati attesi, con riferimento sia alla struttura centrale, sia ai dipartimenti provinciali ed ai dipartimenti specialistici regionali; il programma annuale indica in modo aggregato a livello regionale e disaggregato a livello dipartimentale, gli obiettivi, gli interventi, le risorse, nonché il sistema di verifica dei risultati; in prima applicazione il programma annuale dell'Agenzia di cui alla lettera c) del comma 2 dell'articolo 9 è approvato, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale della difesa dell'ambiente d'intesa con l'Assessore regionale dell'igiene, sanità e assistenza sociale.

EMENDAMENTO soppressivo totale VARGIU

Art. 5

L'articolo 5 è soppresso. (2).)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, l'articolo 5 consente di riprendere il discorso, che io avevo fatto a margine della discussione sull'articolo 2, sul fatto che la condivisione espressa sugli obiettivi dell'ARPAS, che ci ha consentito di votare con un prudente giudizio di astensione il momento del passaggio agli articoli, si attenua nel momento in cui entriamo nel merito del costrutto tecnico della legge. Un merito che difficilmente può trovare d'accordo chiunque pensa che le esigenze di prevenzione ambientale in Sardegna richiedono in questo momento uno strumento finalizzato alla loro risoluzione.

Nell'articolo 5 si ha già un'idea abbastanza chiara della articolazione complessiva che negli articoli successivi verrà più puntualmente dettagliata dalla Giunta e dal centrosinistra che propone e appoggia questa legge. Un'articolazione pletorica assolutamente ammalata di ipertrofia; una ipertrofia che, tra l'altro, attira l'attenzione anche di coloro i quali sono fuori da quest'Aula, se è vero come è vero che l'associazione degli industriali ha inviato delle considerazioni, purtroppo tardivamente in quanto non è più possibile prenderle in esame, ai consiglieri regionali affinché ne tenessero conto durante l'esame del provvedimento.

L'Associazione degli industriali sottolinea come, laddove l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente ha una configurazione analoga a quella che noi gli vorremmo dare, quella configurazione è tipica di Regioni la cui burocrazia funziona in maniera molto differente dalla nostra. L'Associazione degli industriali infatti, citando esempi di ARPA funzionanti, si ferma alla "linea gotica", cioè alla Lombardia, all'Emilia Romagna, , al Piemonte, per dirci che, normalmente, all'interno delle Agenzie regionali per l'ambiente di queste Regioni è previsto un coinvolgimento delle associazioni imprenditoriali finalizzato ad acquisire il loro importante contributo sui problemi che riguardano l'inquinamento ambientale, il controllo del territorio, l'ottimizzazione del ripristino delle condizioni di partenza di territori degradati. Così come viene sottolineata la presenza dei tecnici perchè le diverse ARPA regionali prevedono molti organismi tecnici di cui anche la legge regionale sarda è ugualmente ben provvista (per esempio nei comitati provinciali per l'ambiente sono presenti i tecnici delle province), ma nel nostro testo è in piena luce la componente politica e non si mette in evidenza la componente tecnica.

Questo credo sia il problema fondamentale di questa legge di cui, negli interventi che avremo occasione di fare come Riformatori durante la discussione in Aula, sottolineeremo l'importanza; la sottolineeremo non tanto perché siamo convinti che voi possiate oggi fare un passo indietro su ciò che avete scritto, approvato e di cui siete probabilmente convinti, ma perché possa rimanere a futura memoria il fatto che le famose riforme istituzionali di cui l'onorevole Lai ha parlato nel suo appassionato intervento di ieri sera altro non sono se non duplicazioni, triplicazioni, moltiplicazioni di Commissioni, sotto Commissioni, dipartimenti di cui oggi non si sente assolutamente la mancanza. Ciò di cui si sente la mancanza è l'azione di controllo, non la moltiplicazione degli organismi, degli enti e delle sottocommissioni all'interno della struttura che è deputata ad effettuare il controllo. Colleghi, valutate il numero di figure direttive che istituisce la nuova legge.

La nuova legge rischia di istituire una quantità di direttori maggiore della somma di tutti i direttori presenti negli Assessorati dell'intera Regione Sardegna; sono previsti infatti otto direttori dipartimentali provinciali, i direttori delle aree tecnico-scientifica e amministrativa, i direttori dei progetti scientifici regionali. Quanti saranno i progetti scientifici regionali? Non si sa. Al momento due sono sicuri, quelli riferiti alla SAR e alla PROGEMISA. Probabilmente ci saranno tanti di questi altri direttori. Poi c'è il direttore generale, poi ci sono i direttori di settore. Sostanzialmente una struttura che prevede duecento dipendenti, più quelli provenienti da SAR e PROGEMISA, avrà venti direttori; i quali venti direttori saranno trattati con i guanti bianchi, perché a parte il direttore generale, il direttore amministrativo e il direttore sanitario ai quali è assegnato un trattamento identico ai pari grado impiegati nelle ASL, tutti gli altri direttori avranno il trattamento previsto dal contratto della sanità per i direttori di dipartimento.

Chiunque vive e conosce il mondo della sanità, sa che cosa significa dire che avranno lo stesso trattamento economico dei direttori di dipartimento della sanità. Questa pletora di direttori, ovviamente, oltre a relazionarsi al proprio interno, dovrà rapportarsi non soltanto con il direttore regionale, con il direttore generale e con il direttore tecnico-scientifico, ma anche con i direttori del progetto scientifico con i quali dovrà stabilire un modo comportamentale per poter andare d'accordo.

Questa struttura è così complessa, così "infarcita" di direttori che voi, prevedendo la possibilità di qualche litigio tra gli stessi, avete stabilito (non ricordo a memoria il comma) che in caso di dissenso prevale l'indicazione del direttore più alto in grado., Avete cercato di dare alla fine voi stessi una soluzione al problema del conflitto tra direttori che, sicuramente, nascerà in un organismo che dovevamo semplificare nella sua articolazione rispetto alla struttura originaria. Invece abbiamo creato una bella batteria, un bel plotone di direttori di dipartimento ai quali applichiamo il contratto della sanità e che sanno a chi devono gratitudine per il loro incarico, anche se ovviamente sarà poi il vostro direttore generale a scegliere chi promuovere e chi no.

Questi direttori, probabilmente, non sanno però quali sono i loro compiti istituzionali, perché non sanno quali sono le loro competenze, non sanno qual è il limite tra le loro competenze e quelle del direttore di pari grado, del direttore sovrapposto e del direttore sottoposto, con una promessa di funzionalità di questo carrozzone, rispetto agli interessi generali della Sardegna, che a nostro avviso sembra abbastanza modesta.

Inoltre questi direttori si dovranno interfacciare con una quarantina di componenti di comitati ambientali provenienti, come lamenta la Confindustria, più dalle fila dei politici che non da quelle dei tecnici e che costituiscono un'altra bella corona di riferimento di questa struttura pletorica assolutamente non pensata rispetto alle connotazioni tipiche della burocrazia sarda. Una burocrazia che, l'avete detto tante volte voi stessi, occorreva aiutare a crescere, ma la burocrazia sarda non si aiuta a crescere nominando tutti direttori.

La burocrazia sarda si aiuta a crescere facendola confrontare con la burocrazia non sarda, facendola confrontare con ciò che cambia nel mondo dal punto di vista burocratico, dandole quelle caratteristiche di snellezza, di capacità di incidere sulle cose. o Questo è ciò che i cittadini sardi si aspettano dalle strutture nuove e vecchie che il Consiglio regionale deputa al funzionamento delle leggi in Sardegna, ma ci sarà l'occasione per continuare la discussione su questo argomento.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Molto brevemente, su questo articolo, per manifestare una valutazione personale molto simile a quella che l'onorevole Vargiu ha proposto più volte negli interventi su questa legge. Ma, mi forniscono uno spunto anche le considerazioni espresse ieri in Commissione da diversi colleghi del mio Gruppo, relativamente al fatto che questa Agenzia, necessaria certamente, viene disegnata da questa legge in maniera in parte contraddittoria e in parte insufficiente.

Vorrei sottolineare, riguardo a questo articolo, un'incongruenza oggettiva che ci induce a porre una domanda. Nell'articolo si dice che l'ARPAS svolge le proprie attività sulla base di un programma annuale che deve indicare in modo aggregato a livello regionale e disaggregato a livello dipartimentale, gli obiettivi, gli interventi, le risorse, nonché il sistema di verifica dei risultati. Questo programma annuale in prima applicazione è approvato, entro tre mesi dalla entrata in vigore della presente legge, dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore della difesa dell'ambiente d'intesa con l'Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale.

La semplice domanda che vorrei fare è quali risorse verranno subito destinate per questo programma, posto che la copertura di questa legge, che in origine era di 670.000 euro per l'anno 2006, secondo un emendamento appena presentato dalla Giunta, con un grande sforzo arriva a 980.000 euro. L'esiguità dello stanziamento indica che l'attuazione di questa legge rischia, come è accaduto per numerosi provvedimenti che questa Giunta e questa maggioranza hanno approvato, di essere procrastinata a un tempo che non è assolutamente calcolabile a causa degli errori di impostazione. Ci sembra che questa nuova Agenzia entrerà in funzione veramente molto, molto tardi. Avrete fatto un'operazione ancora una volta propagandistica, ma in realtà niente crediamo possa cambiare, vista l'indisponibilità ad adottare adeguate risorse o a calcolare almeno quali risorse possano essere destinate a questa istituzione.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Signor Presidente, anch'io intervengo sull'articolo 5 perché mi pare sia, come hanno già detto il collega Vargiu e il collega Capogruppo La Spisa poc'anzi, la fotografia dell'obiettivo che la Giunta regionale si pone rispetto ad un tema così delicato come quello all'attenzione del Consiglio. Mi pare che emerga, in tutti i passaggi di questo testo di legge, una filosofia politica della sinistra: quella di incrementare a più non posso la burocrazia per cercare di trasformare organismi che sono utili, e che dovrebbero essere utili al corretto utilizzo dell'ambiente e alla sua gestione, in strumenti di potere finalizzati al controllo politico.

L'onorevole Vargiu poc'anzi faceva un giusto richiamo ai tanti organismi che vengono costituiti. Questo è davvero nei numeri il più grande carrozzone che la storia autonomistica ricordi se noi prendiamo come elemento di valutazione gli oltre venti centri di potere che vengono costituiti con questa legge.

PACIFICO (D.S.). E le assunzioni al SAR, chi le ha fatte?

PILI (F.I.). Venti centri di potere che hanno tutti un obiettivo puntuale di mancanza di coordinamento con le linee e con le strategie che la Giunta regionale dovrà individuare. Una confusione di ruoli e di competenze con l'obiettivo di far prevalere la logica del controllo politico.

PIRISI (D.S.). Previsioni del tempo!

PILI (F.I.). Io credo che proprio i richiami che voi fate, con sottili allusioni e battute, intanto non riguardino assolutamente il sottoscritto, mentre è

bene che facciate una riflessione più attenta su questo passaggio, un passaggio che è assolutamente aleatorio sul programma delle attività innanzitutto. Perché quando dite che il programma pluriennale fornisce un quadro previsionale, il fatto stesso di richiamare un quadro e quindi non un programma serio, un programma preciso di tutte le attività che l'ARPAS dovrà svolgere, rende concreta la necessità di fare una riflessione su quanto questa Agenzia riuscirà a fare.

Il collega La Spisa richiamava il nocciolo della questione. Infatti, se esaminiamo punto per punto tutte le attività che l'ARPAS per istituto deve compiere e poi esaminiamo l'ultimo articolo, quello relativo alle risorse finanziarie, ci rendiamo conto di quanto sia insufficiente la capacità di intervento, la capacità di incidere di questo organismo sul problema che si vuole affrontare, quello della gestione dell'ambiente e della sua tutela. Si istituisce un'Agenzia regionale per l'ambiente per la quale non si stanzia nemmeno un milione di euro. E' evidente che appare assolutamente improponibile ed inaccettabile una previsione di spesa di questa portata.

Una Giunta regionale che propone un provvedimento di tale importanza avrebbe dovuto fare una previsione di spesa, previsione di spesa che è assolutamente assente. Questa mancanza denota, a mio avviso, la volontà di tentare un'azione, diciamo così, propagandistica su un tema rilevante come quello dell'ambiente, ma certamente si persegue anche un obiettivo politico: quello di mettere in piedi l'ennesimo grande carrozzone che, nelle intenzioni, doveva essere eliminato dalla scena politica e che invece viene riproposto in tutte le sue peggiori manifestazioni che emergono con grande rilevanza in questa proposta all'esame del Consiglio.

È evidente che il passaggio politico che è stato richiamato anche dai colleghi che mi hanno preceduto è sostanziale: questa maggioranza sta abdicando alle decisioni assunte all'unanimità in Commissione, anche col voto dei suoi commissari, in materia di potere di controllo da parte del Consiglio, attraverso lo strumento dei revisori dei conti, sulla gestione della stessa ARPAS. I commissari della maggioranza si sono rimangiati, fatemi passare questo termine, quella decisione. Vi è quindi un arretramento dei poteri del Consiglio regionale determinato dalla posizione assunta dal Presidente della Regione che ieri molto chiaramente ha detto che la Giunta ritiene improponibile che il Consiglio abbia un qualsiasi potere di controllo sulla gestione di un organismo talmente rilevante sul piano operativo, sul piano delle funzioni, sul piano dei settori di competenza. Ma il Consiglio regionale, per Statuto, ha il potere di controllo su tutta l'attività della Regione; e l'Agenzia è un organismo che assomma a sé i poteri dell'Assessorato dell'ambiente, i poteri dell'Assessorato della sanità, per molti versi ha competenza anche nel campo dell'Assessorato dei lavori pubblici per quanto riguarda l'assetto idrogeologico, dell'Assessorato dell'industria e delle attività produttive per quanto riguarda gli aspetti legati alla gestione delle concessioni delle acque.

Quindi di fatto il Consiglio regionale, per vostra assoluta responsabilità, e io dico per colpa, viene eliminato dal controllo sulla gestione di questa imponente competenza. Vorrei sottolineare inoltre che se voi leggete la relazione allegata al testo vi renderete conto che un Gruppo importante della maggioranza non ha partecipato al voto, si è astenuto; , guarda caso, il progetto che è all'attenzione dell'Aula non ha il parere favorevole del partito del Presidente della Regione. Mi pare davvero l'ennesima dimostrazione della confusione che regna su questo tema all'interno della maggioranza e del fatto che ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, si perseguono obiettivi non certo chiari con la giustificazione che si cerca di porre rimedio, così vorrebbe far credere qualcuno, ad un'assenza di provvedimenti legislativi in questa materia.

Vorrei ricordare a quest'Aula che dal 2002 la Sardegna ha l'ARPAS costituita e istituita con organismi gestionali correttamente insediati, che grazie al provvedimento del 2002 l'ARPAS è riuscita a far avere alla Sardegna la parte della premialità europea relativa all'istituzione dell'ARPAS stessa e vorrei dire che l'unica modifica che il Presidente della Regione ha introdotto nel 2004, cioè abbondantemente due anni dopo, riguarda soltanto la possibilità di nominare alla direzione generale un esterno alla macchina amministrativa regionale. Noi oggi, con un nostro emendamento vogliamo ripristinare la procedura di evidenza pubblica per evitare la chiamata diretta di qualche amico, di qualche soggetto che possa rispondere meglio alle esigenze di questo grande castello di potere che si vuole sostanzialmente creare.

Aggiungo che è evidente che nel momento in cui si sia deciso di avvallare nel 2004 l'ordinanza del 30 settembre 2002, vi era la necessità di dare delle risposte compiute, se quell'ordinanza non era riconosciuta come valida probabilmente non avrebbe meritato nemmeno l'attenzione per quel tipo di modifiche. La realtà è tutt'altra; oggi prevale la scelta della burocratizzazione a tutti i costi che fa nascere un nuovo carrozzone, un centro di potere al servizio di pochi, non certo al servizio della comunità della Sardegna.

PRESIDENTE.

Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Masia, relatore.

MASIA (Federalista Autonomista Sardo), relatore. Il relatore esprime parere negativo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

DESSI', Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 2. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale..

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Oscar Cherchi si è astenuto e che il presidente Soru ha votato contro.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FRAU - IBBA - LAI - LANZI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PISU - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - CHERCHI Oscar - LA SPISA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 40

votanti 37

astenuti 3

maggioranza 19

Contrari 37

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'articolo 5. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 6.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6:

Art. 6

Vigilanza e controllo

1. L'ARPAS è sottoposta alla vigilanza ed al controllo della Giunta regionale.

2. Il controllo preventivo viene esercitato dall'Assessorato regionale della difesa dell'ambiente, tramite il competente servizio, dotato del personale necessario allo svolgimento dell'attività di controllo, ai sensi dell'articolo 4 della legge regionale 15 maggio 1995, n. 14, limitatamente agli atti di cui alle lettere a), b), c) del comma 2 dell'articolo 9 e alla lettera f) del comma 5 dell'articolo 10.

3. Il controllo consiste nell'accertamento della conformità dell'atto alle norme legislative e regolamentari, nonché nella valutazione della coerenza dell'atto con gli obiettivi generali e le priorità strategiche definite dalla Giunta regionale nell'ambito degli strumenti di programmazione e pianificazione regionali.

4. Si estende all'ARPAS il controllo di gestione previsto dell'articolo 10 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31.)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Su questo articolo vorrei, brevissimamente, fare una sottolineatura. Questa legge stabilisce un sistema di vigilanza e di controllo sull'azione amministrativa dell'istituenda Agenzia sicuramente molto forte e tale da stabilire una dipendenza continua della stessa Agenzia nei confronti della Giunta regionale, proprio perché l'azione di vigilanza e di controllo viene dettagliatamente indicata sia relativamente al controllo preventivo all'esercizio delle funzioni amministrative, ovviamente secondo le disposizioni previste dalle leggi sui controlli, sia relativamente al controllo di gestione previsto dalla legge numero 31.

Nel terzo comma si stabilisce anche che: "Il controllo consiste nell'accertamento della conformità dell'atto alle norme legislative regolamentari, nonché nella valutazione della coerenza dell'atto con gli obiettivi generali e le priorità strategiche definite dalla Giunta regionale…", stiamo parlando di una vigilanza e di un controllo non eminentemente formali ma sostanziali effettuati sia sulla legittimità degli atti, sia sul merito dell'azione amministrativa perché si esprime una valutazione della rispondenza alle priorità strategiche e agli obiettivi generali. Successivamente poi abbiamo il controllo di gestione.

Io sottolineo questo aspetto per motivare la nostra insistenza sul fatto che almeno il controllo contabile non sia sottoposto alla direzione e alla totale discrezionalità della Giunta regionale che, nominando i componenti del collegio dei revisori, a questo punto opererebbe sia l'azione di controllo sulla legittimità degli atti, sia il controllo sul merito dell'azione amministrativa, cioè sulla coerenza fra obiettivi, indirizzi e gli atti concreti, quindi è un controllo che è pervasivo di tutta l'amministrazione dell'Agenzia.

La configurazione di un organismo di controllo contabile espresso non dal Consiglio regionale, cioè non dall'organo della Regione che rappresenta effettivamente una funzione di bilanciamento dei poteri, rischia, a nostro parere, di inserire in questa legge, ma ancora di più nel sistema regionale, perché questa legge creerà un precedente, la prassi di limitare l'azione di controllo da parte del Consiglio regionale, almeno nell'indicazione dei nomi di coloro che abbiano il compito di vigilare e di controllare la regolarità contabile dell'azione amministrativa di questa Agenzia e di altre.

Un sistema presidenziale, con tutto un percorso legislativo che ha distinto in maniera molto netta le funzioni amministrative da quelle di indirizzo politico, giustamente pone in capo alla Giunta regionale la totalità della responsabilità dell'azione amministrativa; non vedo però perché nell'indicazione degli organi di controllo contabile debba essere emarginato il Consiglio; insisto sul fatto che si tratta solo di un controllo contabile, perché invece il controllo di legittimità e di merito, che sono quelli più importanti, sono comunque di competenza della Giunta regionale, proprio in forza di questo articolo 6.

Chiedo a tutti di ragionare su questo aspetto che ha una grande importanza che travalica anche la materia di cui stiamo trattando che pure è importante: l'istituzione da tempo attesa di questa Agenzia. E' una questione che credo meriti attenzione e ancora riflessione da parte di tutto il Consiglio. Signor Presidente, chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 6.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Corda, Manca e Uggias hanno votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FRAU - IBBA - LAI - LANZI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - LA SPISA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 39

Votanti 37

Astenuti 2

Maggioranza 19

Favorevoli 37

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 7. All'articolo 7 è stato presentato un emendamento.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7 e del relativo emendamento:

Art. 7

Comitato provinciale per l'ambiente

1. Il comitato provinciale per l'ambiente è l'organismo di coordinamento territoriale per il controllo e la valutazione delle problematiche ambientali del territorio ed è istituito e convocato dal presidente della provincia.

2. Il comitato è composto:

a) dal presidente della provincia, che lo presiede;

b) dall'assessore provinciale dell'ambiente;

c) da tre sindaci eletti dal Consiglio delle autonomie locali.

3. Al fine di favorire il pluralismo, la votazione avviene con voto limitato a due preferenze.

4. Alle riunioni del comitato partecipa, senza diritto di voto, il direttore generale dell'ARPAS ovvero il direttore del dipartimento provinciale.

5. Alle riunioni del comitato partecipano, qualora se ne presenti la necessità, i sindaci dei comuni interessati da crisi ambientali in atto o potenziali.

6. Il comitato ha il compito di:

a) definire proposte relative alle esigenze dei rispettivi ambiti territoriali da presentare al direttore generale dell'ARPA per l'elaborazione dei programmi annuali di attività del dipartimento provinciale;

b) effettuare periodici controlli sullo svolgimento delle attività programmate e sui risultati conseguiti che sono comunicati al comitato regionale di indirizzo di cui all'articolo 9.

7. Il comitato esprime parere obbligatorio sul programmi provinciali dell'ARPAS.

8. Il comitato resta in carica per la stessa durata del consiglio provinciale e si riunisce almeno quattro volte l'anno, ovvero quando almeno due dei suoi componenti lo richiedano.

9. Le province adottano un regolamento di disciplina dello svolgimento delle sedute del comitato.

EMENDAMENTO soppressivo totale VARGIU

Art. 7

L'articolo 7 è soppresso. (3).)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, io credo che questo articolo 7 possa rappresentare davvero uno degli articoli più controversi di questa legge; nel senso non che l'articolo in sé sia articolo che desta in qualche maniera problemi, ma perché è un articolo intrecciato con il resto della costruzione che il centrosinistra ha voluto dare a questa legge, cioè con le articolazioni su base provinciale dell'ARPAS.

Prendiamoci ancora qualche minuto di tempo su questa legge per ragionare insieme, se voi ne avete piacere, perché io non riesco a capire quale sia il motivo per cui, durante una fase di semplificazione delle organizzazioni strutturali burocratiche attraverso cui la Sardegna cerca di dare risposte alle esigenze del proprio territorio, ci sia da parte vostra questo cupio dissolvi che vi porta a moltiplicare gli organismi, a moltiplicare le funzioni di controllo, a moltiplicare le strutture che dovrebbero dare risposte e controllarsi e che, nel frattempo, si intersecano tra di loro sui problemi.

Io vorrei rilevare che l'Assessore della sanità, quando ha presentato un disegno di legge di riforma della legge numero 5, in un articolo ha inserito anche l'Agenzia regionale per la sanità, un organismo di cui questo Consiglio e le Commissioni si sono occupati a lungo. Mentre il Consiglio nella passata legislatura, e sembrerebbe anche in questa, si orientava a dare una personalità giuridica all'Agenzia regionale per la sanità, dotandola di una sua articolazione che le consentisse un'indipendenza rispetto alla struttura stessa dell'Assessorato, l'Assessore proponeva un'Agenzia regionale per la sanità come struttura interna all'Assessorato.

L'Assessore infatti, al di là dell'essere d'accordo o meno sulla proposta, ragionava (ragionamento non privo di logica e utile da cogliere) sul fatto che in altre Regioni italiane, dove l'Agenzia regionale per la sanità è organismo dotato di personalità giuridica, indipendenza, autonomia, eccetera, il suo funzionamento diventa farraginoso; quindi anche nelle Regioni più sviluppate dal punto di vista della cultura della burocrazia e cioè la Toscana, l'Emilia Romagna, quelle del nord Italia quali Veneto, Lombardia, Piemonte, si sta ripensando questa struttura per comprendere se sia più utile e dinamica inserita direttamente all'interno dell'Assessorato oppure collocata all'esterno.

Io personalmente sono un sostenitore, lo dico con chiarezza perché non bisogna neanche fare il gioco delle tre carte, dell'Agenzia regionale per la sanità istituita all'esterno dell'Assessorato, però ho seguito il ragionamento e ho compreso il principio che il ragionamento aveva in sé e cioè quello della creazione di strumenti elastici, dinamici, agevoli, snelli, strumenti funzionali alla soluzione del problema. In questo caso invece mi sembra che la scelta vada esattamente in senso contrario, che si stia creando una specie di pachiderma burocratico, una specie di dinosauro come si vede in qualche film di Disney in cui è stata data nuovamente vita a qualche animale morto, ma morto da qualche era e non da qualche giorno o da qualche mese.

Riprende configurazione quindi questo "tartarugone" gigantesco articolato su base provinciale; così cerchiamo di dare alle Province, senza avere i soldi o utilizzando soldi che potrebbero essere impiegati per ben altro, una qualche vocazione, una qualche ragione d'esistenza. Istituiamo questi bei comitati provinciali con cinque persone ciascuno di cui non è detto assolutamente quanto costano, perché che siano comitati ad uso gratuito nella legge, se voi vi leggete l'articolo 7, non c'è mica scritto; allora ha anche ragione chi sostiene che visto che facciamo i comitati, mettiamoci dentro le strutture tecniche di riferimento, cioè mettiamoci dentro l'ufficio tecnico della Provincia, mettiamoci dentro l'ufficio tecnico dei Comuni.

Stiamo facendo una struttura composta da cinque politici, i quali hanno il compito sostanzialmente di segnalare emergenze ambientali-territoriali, quindi sono una specie di vedetta lombarda o vedetta della nostra forestale; questa è l'ennesima commissione che deve interfacciarsi con le sette teste dell'Idra che voi avete costituito come ARPAS. Ma non sarebbe stato più comodo stabilire che il Presidente della Provincia, avendo notizia di un'emergenza ambientale nel proprio territorio, si interfacciasse direttamente con l'ARPAS? Era necessario per forza costituire un comitato di cinque persone (cinque per otto diventano quaranta), che le Province dovranno regolamentare, che pagheranno profumatamente e che poi si divideranno tra opposizione e maggioranza per indicare, o sarà il Consiglio delle autonomie locali che si dividerà tra maggioranza e minoranza, i membri con un ulteriore imbolsimento della Pubblica Amministrazione?

Colleghi, a me non sembra di fare delle valutazioni polemiche, sono soltanto valutazioni di buon senso. Il collega Balia, io lo ascolto sempre con attenzione, ha una grande esperienza e quindi la sua capacità di insegnamento in quest'Aula è riconosciuta credo un po' da tutti, ha definito il mio intervento come un "intervento esasperato", ma io non faccio nessun intervento esasperato, non sono assolutamente esasperato in nessun modo, mi appello al buon senso, non mi appello all'appartenenza alla sinistra, alla destra, al fatto che abbiamo delle divisioni ideologiche, non ci si divide ideologicamente sul comitato provinciale per l'ambiente.

Sul comitato provinciale per l'ambiente si può semplicemente dire che voi, confermando la cultura burocratica che purtroppo continua ad essere presente in maniera assurda in una certa sinistra, continuate a moltiplicare poltrone, seggiole, sediette e sgabellini, dove far accomodare augusti sederi di personaggi di secondo, terzo, sedicesimo piano del mondo della politica, i quali avranno un gettoncino di presenza, perché non sarà un gettone sarà un gettoncino, e consentiranno al Consiglio delle autonomie locali di avere una sessione dedicata in cui litigare per sapere quale sarà la quota pro capite di ciascun partito anche all'interno dei neo-istituiti comitati provinciali per l'ambiente.

Allora io chiedo: "Vogliamo dare ai sardi un segnale che il palazzo della politica raccoglie l'esigenza di cambiamento, di rinnovamento, di innovazione, di semplificazione, che a tutti e due gli schieramenti viene portata dalla gente della strada ogni giorno?" Lo vogliamo fare? Non lo vogliamo fare? La vostra risposta purtroppo è una risposta negativa, della quale non possiamo che prendere atto. E' una risposta che trasforma un obiettivo condiviso, quello di riuscire a far partire l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, in un obiettivo inesistente una volta che si elimina la possibilità di avere una struttura che realmente risponde alle esigenze della gente per farla diventare una struttura nella quale si intrecciano i livelli di decisione, i livelli di scelta, in mille modi differenti.

Voi conoscete meglio di me la burocrazia della Regione Sardegna. Voi sapete meglio di me a che cosa servono i comitati dei politici, servono a parlarsi addosso per ore. Collega Masia, io faccio questo di mestiere in quest'Aula: i cittadini mi chiedono non di governare, perché non sono riuscito a convincerli di avere le capacità per governare, mi chiedono di controllare la vostra azione di governo, quindi questo è il mio lavoro.

Io non sto svolgendo un'azione con la quale cerco di impedirvi di approvare una legge, non avrei né la forza né la capacità e neanche la volontà perché non mi interessa farlo, svolgo un'azione con la quale cerco di convincervi che alcune delle cose che avete inserito in questa legge sono cose malfatte, sono cose insensate, sono cose che non vanno nella direzione che la gente ci chiede. Poi, può darsi che io sia una voce che parla nel deserto, ma insomma il mio ruolo è quello di piantare il seme, poi dal seme certe volte cresce un albero ben più grosso di quanto uno si aspetti.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Onorevoli colleghi, Presidente, io ho chiesto la parola per dire che abbiamo certamente la necessità di accelerare l'approvazione di questo importante provvedimento di legge, ma anche per sottolineare che mi pare si stia esagerando nel voler presentare il testo in esame come un mostro burocratico. L'onorevole Pili parla di venti centri di potere, ma io penso che a tutto ci sia un limite.

Il lavoro che abbiamo fatto, voglio ricordarlo, Giunta, maggioranza e opposizione, perché è stato un lavoro al quale abbiamo partecipato un po' tutti, ha portato ad un risultato a mio parere importante, fondamentale, essenziale: l'istituzione di un'Agenzia che ha un direttore generale, che ha un comitato regionale di coordinamento che svolge la triplice funzione di esercitare il controllo, di avanzare proposte e di assicurare il giusto raccordo con il sistema delle autonomie locali.

L'ARPAS, inoltre, ha una struttura burocratica centrale e otto dipartimenti provinciali, quindi ha un'articolazione amministrativa che prevede un momento gestionale centrale e un momento per ciascuna Provincia. Prima c'erano quattro province e cinque Presidi Multizonali di Prevenzione (P.M.P), oggi ci sono otto province e abbiamo istituito otto dipartimenti provinciali, uno per ciascuna provincia. A capo di ciascun dipartimento c'è un direttore. In ciascuna provincia, inoltre, c'è il comitato provinciale per l'ambiente, anch'esso con funzioni di controllo e di proposta. A chi? Al direttore del dipartimento.

Questo comitato provinciale per l'ambiente è composto dal Presidente della provincia, dall'Assessore provinciale dell'ambiente e da tre sindaci. Non ci sono nomine di partito. Dove sono i centri di potere? Sono organismi essenziali, alcuni sono organismi amministrativi fondamentali che rappresentano l'ossatura amministrativa dell'Agenzia, e altri sono organismi di controllo e di proposta che assicurano la partecipazione delle istituzioni locali alla vita dell'Agenzia, che assicurano la partecipazione dei cittadini e assicurano la democrazia nella vita di questo organismo.

Non ci sono centri di potere, non ci sono interferenze di partiti, non ci sono costi perché nessuno percepisce indennità di carica e quant'altro. Io non capisco, onorevole Vargiu e onorevole Pili, di che cosa stiate parlando. In cinque anni, e mi riferisco alla scorsa legislatura, non siete stati in grado di portare in Consiglio uno straccio di proposta, vi chiamate Riformatori per nome, ma di fatto non avete mai portato una proposta di riforma in quest'Aula, ed è intollerabile questo atteggiamento. Quindi ognuno presenti le sue proposte, le sue posizioni, si discuta pure, però non si può stravolgere la realtà in questo modo.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Se mi consente, Presidente, io tornerei, proprio in relazione alle argomentazioni dell'onorevole Sanna, che se non erro è anche Presidente della Commissione agricoltura, al primo comma del primo articolo di questa legge, per ricordare ai colleghi dell'attuale maggioranza che il decreto legge che obbligava ad istituire l'ARPAS ha una data ben precisa e che non bisogna tentare, furbescamente, di nascondere le proprie, gravi, responsabilità.

Il decreto legge è del 4 dicembre 1993 e la sua conversione in legge è del 21 gennaio del 1994. In quegli anni, vorrei ricordarlo al Presidente della Commissione, avete governato voi ma non siete riusciti a dare alla Sardegna una struttura che, al pari di tutte le altre Regioni italiane, consentisse la gestione della protezione ambientale. Se una responsabilità politica esiste, è tutta della sinistra, è tutta vostra e certamente non può essere imputata a chi nella precedente legislatura ha sopperito al vuoto legislativo con un'ordinanza commissariale che ci ha consentito di recuperare le risorse della premialità e di avviare il processo che ha consentito alla Sardegna di avere l'ARPAS. Questo per fare davvero chiarezza sulla storia dell'ARPAS stessa.

L'articolo 7, entro nel merito, dimostra quanto questa Giunta regionale e questa maggioranza perseguano il costo della burocrazia in sé, quella burocrazia che è un peso per l'impresa, è un peso per le amministrazioni locali, è un peso per il funzionamento di tutto il sistema, anche di quello ambientale. Non ci interessa quanto può prendere un componente, può prendere anche solo il rimborso spese, non è questo il problema, il problema è l'appesantimento della burocrazia, di un sistema che diventa davvero poco funzionale.

Io mi domando se riuscite ad individuare in questo articolo 7 quali siano effettivamente la funzione e le competenze di questo comitato provinciale per l'ambiente. Non si capisce nemmeno quello che avete scritto nel comma 1, il quale comma recita che questo organismo di coordinamento territoriale serve per il controllo e la valutazione delle problematiche ambientali. Il controllo e la valutazione sono competenza di un organismo tecnico non di un organismo politico. Il Presidente della Provincia forse può dare una valutazione e effettuare un controllo sulle problematiche ambientali, o vi deve essere un soggetto tecnico che, invece, su questo si esprime? E, per assurdo, cancellate il potere che effettivamente doveva essere in capo al comitato provinciale, cioè quello di proposta. Il potere di proporre non c'è il Presidente della Provincia, i sindaci non possono avanzare proposte perché avete escluso la parola "proporre" dall'elenco delle funzioni di questo organismo.

Aggiungo che le unità di crisi ambientale, che sono soggetti che funzionano in accordo con tutte le istituzioni, dalla Prefettura ai comuni alle province alla stessa Regione, sono dotate di strutture tecniche che sulle problematiche ambientali possono dare indicazioni ai fini non soltanto di una valutazione e di un controllo ma anche di intervento.

Mi permetto di chiedere al Presidente del Consiglio, e anche agli uffici, di chiarire che cosa si intenda al comma 3 con le parole: "Al fine di favorire il pluralismo" (e mi pare già questa un'affermazione troppo grande per come vi conosciamo) "la votazione avviene con voto limitato a due preferenze". Se il riferimento è al Consiglio delle autonomie dovete scriverlo, perché questa dizione non vuol dire niente, è campata per aria, non ha nessun aggancio legislativo. E' un comma inserito "gratuitamente" dal contenuto puramente demagogico e, per questo, per darvi una mano nell'errore, vi proporrei con un emendamento orale, siete liberi di accoglierlo o non accoglierlo, meglio se non l'accoglierete, di indicare che la limitazione delle due preferenze è riferita ai tre sindaci eletti dal Consiglio delle autonomie locali. se non l'accoglierete ovviamente dimostrerete ancora una volta di non avere a cuore il servizio che volete proporre alla Sardegna.

Inoltre non è possibile dare, come scrivete al comma 6 dell'articolo, il potere di periodici controlli sullo svolgimento dell'attività programmatica; vi chiedo come può un organismo politico diventare un organismo di monitoraggio senza avere alcun tipo di struttura tecnica al suo servizio che gli consenta di verificare davvero l'attuazione dei programmi stessi e dei risultati conseguiti. E' un organismo di vigilanza senza vigili, è un organismo che volete rendere funzionale al potere di controllare e di coprire, volete utilizzare i coordinamenti provinciali e i comitati provinciali soltanto per mettere un cappello su quello che l'ARPAS vuole fare, un avallo politico a quello che l'ARPAS vorrà davvero realizzare.

Questa legge, questo articolo nella sua specificità, fanno ripiombare la Sardegna nei labirinti della burocrazia dove nessuno avrà contezza del percorso burocratico, dei meandri elefantiaci, e non si riceverà alcun tipo di risposta chiara perché la chiarezza è trasparenza. Quando non si ha la capacità di individuare percorsi certi, organismi funzionali con chiare competenze, con chiare funzionalità allora è evidente che si vuole creare confusione e nella confusione davvero il peso della politica diventa insopportabile.

Quindi, questa non è nessun tipo di riforma, non è un'Agenzia snella, capace di essere testa piuttosto che corpo; è un provvedimento anacronistico e antistorico che appesantirà ancora di più una Regione davvero lontana dalle esigenze dell'ambiente, dall'esigenza che in Sardegna un settore così rilevante ha di essere gestito con grande attenzione, con grande competenza tecnica e non con provvedimenti che lasciano, davvero, il tempo che trovano.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). E' evidente che, quando non si hanno argomenti seri per ipotizzare modelli alternativi rispetto a quello proposto dalla Giunta e da alcuni Gruppi della maggioranza, è facile scadere nel catastrofismo a tutti i costi, così come è facile far scadere la discussione sulle responsabilità politiche del passato, responsabilità che in verità ricadono un po' su tutti, a partire non solo dal 1994, ma anche dal 1999 fino al 2004.

E' evidente che il non essere riusciti sia nel 1994, così come dal 1999 in poi, a portare all'attenzione dell'Aula una proposta sul tema che oggi dibattiamo è un ulteriore ritardo della politica; io penso, quindi, che analizzare le responsabilità potrebbe far emergere anche qualche sorpresa fastidiosa se si considera che sull'argomento, anche nell'ultima legislatura, tensioni sono state determinate proprio dalle discussioni su un aspetto, evocato anche questa mattina, e cioè se fare dell'ARPAS un carrozzone o meno.

Bene, il carrozzone sappiamo che nasce con obiettivi ben precisi e soprattutto con la necessità di salvaguardare situazioni che niente o poco hanno a che vedere con le finalità dell'Agenzia. E chi oggi, ripeto, non ha argomenti convincenti certo evoca i fatti che probabilmente hanno interessato la sua personale gestione del governo di questa Regione. Io mi attengo ai fatti, e devo dare atto che sia nei testi dei proponenti, ma soprattutto nel testo che oggi è all'attenzione dell'Aula, il modello proposto contrasta la logica dei carrozzoni.

Mettiamoci innanzitutto d'accordo perchè nel momento in cui si coinvolge il sistema delle autonomie locali ci si oppone non so in base a quale principio, quindi si fanno le battaglie sul centralismo e si grida allo scandalo perché i comuni o le province non vengono coinvolti sulle scelte urbanistiche. Guarda caso su questo argomento che non è meno importante o rilevante il sistema delle autonomie locali non esiste. Ci sono davvero troppe argomentazioni contraddittorie, se non- scusatemi il termine - fasulle che anche questa mattina vengono proposte.

Ma il fatto stesso che ai soggetti diremo indispensabili componenti il comitato , gli Assessori competenti e tre sindaci espressione appunto del Consiglio delle autonomie locali, vengano rimborsate solo le spese di viaggio, come leggo all'articolo 9, dovrebbe far riflettere perché se di carrozzone si trattasse, come è sempre avvenuto nel passato, la prima preoccupazione sarebbe stata quella di stabilire l'entità degli emolumenti.

Riportiamo allora la discussione sul binario serio del confronto sereno e pacato, quale quello proposto dal collega Vargiu, che pure dissente sul modello organizzativo, e su questo si può anche discutere, ma non possiamo ridurre questo Consiglio ad uno stadio dove ancora lo slogan, la mistificazione sembrano ispirare la condotta politica almeno di alcuni colleghi consiglieri.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uggias. Ne ha facoltà.

UGGIAS (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, io ho ascoltato con attenzione gli interventi dei colleghi dell'opposizione che hanno, così come diceva il presidente della quinta Commissione, Alberto Sanna, finora giocato il ruolo delle parti. Un ruolo che capisco possa essere diverso rispetto a quello che si gioca in Commissione e che il fascino del palcoscenico dell'Aula può sicuramente esaltare. C'è chi fa la maggioranza e c'è chi fa la minoranza.

In Commissione avevamo raggiunto effettivamente un punto di incontro, spogliandoci per un attimo di queste vesti di Orazi e Curiazi, di soggetti contrapposti, in nome di un interesse maggiore, l'interesse di una Regione che a distanza di tredici anni doveva dotarsi di uno strumento necessario per la sua attività. Prendo atto, prendiamo atto che purtroppo le luci del proscenio hanno nuovamente inquinato quell'impostazione iniziale, però cari colleghi est modus in rebus, c'è un limite a tutto!

Bisogna riconoscere che nei primi interventi a nome della minoranza, e di questo ne do atto, il collega La Spisa e il collega Rassu, che ha partecipato ai lavori della Commissione, hanno assunto un atteggiamento critico rispetto ad un operato complessivo, non certamente rispetto all'operato della minoranza stessa in sede di Commissione. Io voglio ricordare, infatti, che il testo così come è formulato, lasciando per un attimo da parte gli emendamenti, è il frutto del lavoro unanime dell'intera Commissione, maggioranza e minoranza in tutte le sue articolazioni, componenti, strutture e quant'altro.

Allora, quando io sento parlare di strumento pesante, di carrozzone, di poltrone, di struttura elefantiaca, di mostro storico, io vi ricordo, cari colleghi, che questo è il frutto del vostro lavoro così come del nostro. L'abbiamo votato tutti insieme. Allora, un minimo di coerenza, nessuna demonizzazione, diciamo le cose come stanno, questo è il lavoro al quale avete contribuito anche voi, che è un ottimo lavoro checché se ne dica adesso. E' un ottimo lavoro! La discussione di ieri l'ha dimostrato, la discussione di ieri e il vostro voto di astensione nella votazione sul passaggio all'articolato l'hanno dimostrato.

La Commissione si è espressa unanimemente. Ma perché non possiamo dire, e non diciamo con sincerità e con onestà intellettuale che le richieste che l'opposizione, la minoranza - mi sembra di definirla meglio in questo modo - ha presentato sono state quasi tutte recepite? Avete chiesto maggiore chiarezza nella designazione del Direttore generale e abbiamo acceduto a che ci fosse un passaggio di evidenza pubblica nella designazione del Direttore generale. Avete chiesto una maggiore precisazione rispetto alla figura di alto profilo del Direttore generale e abbiamo acceduto a questa richiesta. Abbiamo acceduto alle vostre richieste.

Su che cosa non ci siamo trovati d'accordo? Non ci siamo trovati d'accordo forse su gettoni di presenza, sulle poltrone, sui numeri della struttura, sulle articolazioni? No, non ci siamo trovati d'accordo semplicemente sull'organo competente, Consiglio o Giunta, a designare i revisori dei conti, come diceva il collega La Spisa. Nessun mostro, solo una diversità di punti di vista. Una diversità di opinioni che, lo dico io stesso con estrema sincerità, rappresenta per la maggioranza un punto di mediazione rispetto ad un passaggio che, originariamente, vedeva non tutte le sue componenti caratterizzate da armonia.

È stato raggiunto un punto di caduta mediano, a seguito della presentazione di una serie di emendamenti da parte della maggioranza, che lascia in capo alla Giunta la designazione dei revisori dei conti. Ora, cari colleghi io posso esprimere un parere, una valutazione personale su questo aspetto, che va anche oltre il tema dell'ARPAS ora in discussione, nel senso che a mio avviso maggiori poteri di controllo in capo al Consiglio, che non siano di gestione, che non siano di controllo dell'operato, ma comunque una presenza sono da tenere in considerazione nell'ottica di un equilibrio fra i poteri che vedremo quando affronteremo le modifiche istituzionali che segneranno un cambio rispetto al passato.

Sicuramente prima il Consiglio era maggiormente interessato nell'operato complessivo della Regione, perché nominava il Presidente della Giunta regionale, che oggi è eletto direttamente dal popolo, perché votava la fiducia alla Giunta, perché aveva tutta una serie di poteri che oggi non ha e che domani può essere uno strumento, nel momento in cui si parla di raccordo istituzionale, di contrappeso, di bilanciamento dei diversi poteri. Ma non è questa la sede, soprattutto non dobbiamo arrivare a demonizzazioni rispetto ad altre cose.

Ecco perché io credo che sia da recuperare quell'atteggiamento che inizialmente l'intero Consiglio ha avuto, che l'intera Commissione ha avuto e che ci porta a dire che in questo momento stiamo recuperando un ritardo storico di tredici anni; ma io mi auguro che oggi, in maniera unitaria, questo Consiglio regionale seppure il germe della riforma è stato posto da diversi Assessori dell'ambiente, appartenenti a diverse maggioranze, compia questo passaggio significativo nell'interesse dei sardi.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.

MASIA (Federalista Autonomista Sardo). Presidente, inizio il mio discorso dicendo che quando gli interventi non sono strumentali noi siamo sempre pronti ad ascoltare e a recepire i suggerimenti proposti. Mi pare che questo oggi sia avvenuto con l'emendamento orale proposto dall'onorevole Pili, che mi pare sia da accogliere.

Mi pare però che vada anche sottolineato, onorevole Pili, che questo è sempre stato il nostro atteggiamento; ieri quando ci siamo incontrati, e mi pare che di questo ci debba dare atto l'onorevole Vargiu e chi con lui ha sottolineato alcune esigenze, abbiamo fatto nostri addirittura quei suggerimenti sotto forma di emendamenti presentati proprio dai due Presidenti della Commissione. Questo avviene quando le proposte hanno carattere costruttivo; quando hanno carattere strumentale credo che le cose cambino.

Ma voglio sottolineare anche un altro aspetto, non naturalmente per creare chissà quali reazioni,e cioè le obiettive differenze tra gli interventi dell'onorevole Gallus e dell'onorevole Rassu, entrambi componenti delle due Commissioni che hanno portato in porto questa legge importante, e gli interventi dei consiglieri che non hanno partecipato ai lavori delle Commissioni interessate.

Questi ultimi hanno assunto delle posizioni totalmente diverse;per cui mi chiedo se i loro siano stati interventi di carattere strumentale per far capire che, in qualche modo, ci sono, dato che hanno assunto posizioni totalmente diverse rispetto a quelle portate avanti dai loro colleghi in Commissione che hanno consentito che questa legge arrivasse dove è arrivata ampiamente condivisa.

Colleghi, qua si sta parlando di una struttura carrozzone, si sta in particolare puntando ad evidenziare che il carrozzone nasce principalmente per il semplice fatto che abbiamo voluto coinvolgere ciò che è già presente sul territorio e che va coordinato, facendo in modo che i riferimenti siano precisi e allo stesso tempo uguali. Abbiamo appunto coinvolto le province, che si doteranno di un regolamento per il comitato, i componenti avranno a che fare solo ed esclusivamente con eletti nelle province in quei comuni, credo che non sia questo l'elemento che fa diventare un carrozzone questa Agenzia.

Voglio cogliere poi anche l'affermazione dell'onorevole Rassu sulla "opportunità di coordinare tanti soggetti già presenti" questa è la realtà. Sono tanti i soggetti già presenti nel territorio che si interessano di ambiente, che però sono scoordinati e hanno bisogno di essere portati all'interno di questa Agenzia. Non si tratta soltanto di funzioni, perché credo che di questo noi oggi stiamo parlando, ma si tratta anche, se me lo consentite, di professionalità che hanno operato, che stanno operando e che nella loro precarietà, naturalmente, non possono fornire quel servizio che noi vogliamo svolga l'Agenzia.

Colleghi, io ritengo che questa - non per sottolinearlo - sia una legge fortemente voluta, una legge necessaria per recepire, buoni ultimi, quanto previsto dalla legge nazionale, anche se in qualche modo abbiamo scritto delle regole sulla tutela dell'ambiente. Credo di poter dire che questa è una legge innovativa rispetto a quelle varate in altre Regioni d'Italia, non foss'altro perché arrivando buoni ultimi abbiamo utilizzato le esperienze vissute da altre parti.

Ci siamo fatti carico di verificarle con tutti gli strumenti che abbiamo avuto a disposizione. Ritengo quindi che questa legge tutto possa essere tranne che una legge sbagliata che va contro gli interessi della nostra Regione e, perché no, anche contro gli interessi che attraverso questa Agenzia noi vogliamo curare

PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE LOMBARDO

(Segue MASIA.) . Io ritengo di poter ribadire che quell'emendamento è necessario e credo che se altri ne dovessero arrivare, anche di carattere orale, durante il dibattito sarebbero tutti da prendere in considerazione perché il miglioramento della legge è interesse di tutti in questo Consiglio, non solo quando proviene dalla maggioranza ma anche quando proviene dall'opposizione. Questo è stato lo spirito con cui abbiamo portato avanti fino adesso i lavori, almeno nelle due Commissioni che hanno seguito l'iter di questa legge.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Signor Presidente e onorevoli consiglieri, da parte della Giunta regionale c'è la disponibilità ad accogliere qualunque suggerimento e qualunque integrazione che possa servire a migliorare la qualità della norma che è stata portata all'attenzione del Consiglio. Per questo motivo siamo d'accordo sul suggerimento dell'onorevole Pili sulla necessità di un coordinamento tra il comma 2 e il comma 3 dell'articolo 7, nel senso che dove si dice che la votazione avviene con voto limitato a due preferenze, il riferimento è naturalmente al Consiglio delle autonomie locali.

Ma, anche per eliminare qualunque fraintendimento, accogliendo un altro suggerimento emerso dal dibattito del Consiglio (ne hanno fatto menzione l'onorevole Vargiu e l'onorevole Pittalis), io penso che se il Consiglio fosse d'accordo si potrebbe con un emendamento orale aggiungere all'articolo 7 un comma uguale al comma 6 dell'articolo 9 che recita: "Ai componenti il comitato non compete alcun emolumento, salvo il rimborso delle spese di viaggio".

Questa ulteriore specificazione penso possa servire per eliminare qualunque fraintendimento, qualunque perplessità e per essere coerenti allo spirito che la Giunta regionale, la maggioranza, il Consiglio hanno voluto imprimere a questa norma.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Masia, relatore.

MASIA (Federalista Autonomista Sardo), relatore. Sull'emendamento numero 3 il parere è negativo. Rispetto all'emendamento orale proposto dall'onorevole Pili ho già detto che è accolto, ma sono dell'opinione di accogliere anche l'emendamento orale proposto dall'Assessore che prevede di aggiungere all'articolo in discussione un comma uguale al comma 6 dell'articolo 9.

PRESIDENTE. Poniamo quindi in votazione l'articolo 7 collegando i commi 2 e 3 e aggiungendo dopo il comma 8 un comma 8 bis uguale al comma 6 dell'articolo 9.

Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Presidente, chiedo la votazione nominale dell'articolo 7.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'articolo 7 nel testo modificato oralmente.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Diana e Sanjust hanno votato contro, Rassu e Oscar Cherchi si sono astenuti.

Rispondono sì i consiglieri: ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - IBBA - LAI - LANZI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS.

Rispondono no i consiglieri: DIANA - SANJUST - VARGIU.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - CHERCHI Oscar - LIORI - MILIA - RASSU.

Risultato della votazione

Il PRESIDENTE proclama il risultato della votazione:

presenti 48

votanti 43

astenuti 5

maggioranza 22

favorevoli 40

contrari 3

(Il Consiglio approva).

PRESIDENTE. A seguito dell'approvazione dell'articolo l'emendamento numero 3 decade.

Passiamo all'esame dell'articolo 8. All'articolo 8 è stato presentato un emendamento.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 8 e del relativo emendamento:

Art.8

Organi dell'ARPAS

1. Sono organi dell'ARPAS:

a) il comitato regionale di indirizzo;

b) il direttore generale;

c) il collegio dei revisori.

EMENDAMENTO sostitutivo parziale MASIA - SANNA Alberto - CACHIA - CALLEDDA - COCCO - CORDA - CUCCU Giuseppe - FADDA Giuseppe - FRAU - IBBA - LAI - LANZI - PACIFICO - SERRA - UGGIAS

Art. 8

La lettera a) del comma 1 è così sostituita:

"a) il Comitato regionale di coordinamento;". (13)

Poichè non ci sono iscritti a parlare, per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Masia, relatore.

MASIA (Federalista Autonomista Sardo), relatore. Il relatore esprime parere favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. La Giunta esprime parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a sull'emendamento 13, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi lo mano.

(E' approvato)

Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 8, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi lo mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 9. All'articolo 9 sono stati presentati tre emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 9 e dei relativi emendamenti:

Art.9

Comitato regionale di indirizzo

1. Il comitato regionale di indirizzo è l'organo di programmazione, indirizzo e verifica dei risultati dell'attività dell'ARPAS.

2. In particolare il comitato:

a) approva bilanci preventivi annuali e pluriennali ed il conto consuntivo;

b) approva il regolamento interno di organizzazione;

c) approva il programma triennale ed annuale delle attività;

d) verifica l'andamento generale delle attività.

3. Il comitato è composto da:

a) l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, che lo presiede;

b) l'Assessore regionale dell'igiene, sanità e assistenza sociale;

c) tre componenti in rappresentanza degli enti locali eletti dal Consiglio delle autonomie locali, di cui almeno uno in rappresentanza dei comuni o delle province; al fine di favorire il pluralismo la votazione avviene con voto limitato a due preferenze.

4. Alle riunioni del comitato partecipa, senza diritto di voto, il direttore generale.

5. I membri del comitato sono nominati dal Presidente della Regione e restano in carica per il periodo coincidente con la legislatura regionale.

6. Ai componenti il comitato non compete alcun emolumento, salvo il rimborso delle spese di viaggio.

7. Il comitato, su proposta del direttore generale, predispone il rapporto annuale sullo stato dell'ambiente in Sardegna, di cui alla lettera s) del comma 1 dell'articolo 2, contenente l'attività svolta ed i risultati conseguiti; la relazione viene trasmessa alla Giunta regionale ed alle Commissioni consiliari competenti in materia di ambiente e di sanità per eventuali determinazioni.

8. Le determinazioni adottate dal comitato sono affisse per quindici giorni consecutivi in un apposito albo pretorio istituito nella sede centrale dell'Agenzia; le determinazioni relative agli atti di cui alle lettere a), b) e c) del comma 2, dopo la loro esecutività, sono pubblicate nel Bollettino ufficiale della Regione e sul sito internet dell'ARPAS.

EMENDAMENTO soppressivo totale VARGIU

Art. 9

L'articolo 9 è soppresso. (4)

EMENDAMENTO sostitutivo totale MASIA - SANNA Alberto - CACHIA - CALLEDDA - COCCO - CORDA - CUCCU Giuseppe - FADDA Giuseppe - FRAU - IBBA - LAI - LANZI - PACIFICO - SERRA - UGGIAS

L'articolo 9 è così sostituito:

"Art. 9

Comitato regionale di coordinamento

1. Il comitato regionale di coordinamento:

a) verifica l'andamento generale delle attività ed esprime alla Giunta regionale le proprie valutazioni e proposte in merito ai fabbisogni del territorio e raccorda l'attività di gestione dell'ARPAS al sistema delle autonomie locali;

b) esprime parere obbligatorio su:

1) i bilanci preventivi annuali e pluriennali ed il conto consuntivo;

2) il programma triennale ed annuale delle attività;

2. Trascorsi diciotto mesi dalla nomina del direttore generale il comitato di coordinamento può, in caso di manifesta inattuazione del programma di attività, esprimere motivato parere sull'operato del direttore generale.

3. I pareri del comitato sono espressi entro venti giorni dalla data della richiesta, decorsi i quali si intendono comunque espressi in senso favorevole.

4. Il comitato è composto da:

a) l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, che lo presiede;

b) l'Assessore regionale dell'igiene, sanità e assistenza sociale;

c) tre componenti in rappresentanza degli enti locali eletti dal Consiglio delle autonomie locali, di cui almeno uno in rappresentanza dei comuni o delle province; al fine di favorire il pluralismo la votazione avviene con voto limitato a due preferenze.

5. Alle riunioni del comitato partecipa, senza diritto di voto, il direttore generale.

6. I membri del comitato sono nominati dal Presidente della Regione e restano in carica per il periodo coincidente con la legislatura regionale.

7. Ai componenti il comitato non compete alcun emolumento, salvo il rimborso delle spese di viaggio.

8. Il comitato, su proposta del direttore generale, approva il rapporto annuale sullo stato dell'ambiente in Sardegna, di cui alla lettera s) del comma 1 dell'articolo 2, contenente l'attività svolta ed i risultati conseguiti; la relazione viene trasmessa alla Giunta regionale ed alle Commissioni consiliari competenti in materia di ambiente e di sanità per eventuali determinazioni.". (14)

EMENDAMENTO soppressivo parziale VARGIU

Art. 9

Il comma 6 dell'articolo 9 è soppresso. (5).)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente e colleghi del Consiglio, discutendo sull'articolo 9 possiamo riprendere il ragionamento che io apprezzo, poiché mi sembra che la discussione su questa legge stia ribaltando altre discussioni fatte in quest'Aula nel corso delle quali chi aveva proposto la legge procedeva senza soffermarsi a ragionare e a dialogare sulle argomentazioni che l'altra parte portava avanti. Si perseguiva l'idea che era comunque in corso di svolgimento un gioco delle parti, per cui la maggioranza andava avanti su un canale prefissato che era quello dell'approvazione della legge senza modifiche, mentre la minoranza avanzava delle considerazioni di carattere specioso che non erano finalizzate assolutamente né al miglioramento né al confronto né al ragionamento per il futuro, ma esclusivamente ad intralciare o a ritardare di qualche ora l'approvazione della legge.

Mi sembra che su alcuni aspetti di questo provvedimento a non si stia ì procedendo in questo modo; quindi devo esprimere soddisfazione per quella parte di osservazioni che, in qualche misura, vengono riscontrate e fatte proprie dalla maggioranza, questo significa che il lavoro che si sta svolgendo sta producendo qualche risultato.

A differenza di quello che qualche collega della maggioranza ha detto durante i suoi interventi, da parte di chi in questo momento è minoranza non esiste su questa legge un atteggiamento che non sia improntato al ragionamento; noi infatti siamo assolutamente convinti che questa legge serva, lo abbiamo detto in tutte le sedi, abbiamo lamentato più volte il ritardo nell'approvazione dell'ARPAS, siamo assolutamente convinti che sia necessario che la Regione si doti di un'ARPAS.

In sede di votazione per il passaggio all'esame degli articoli, se noi avessimo voluto annunciare un'opposizione a 360 gradi avremmo dichiarato di votare contro il passaggio agli articoli ritenendo questa legge inutile. La nostra astensione indicava invece che non esiste una contrapposizione muro contro muro sull'ARPAS, non può esistere. Quindi, noi siamo d'accordo che voi facciate l'ARPAS, e siamo d'accordo che farete l'ARPAS che voi ritenete più adatta alle esigenze della Sardegna. Quello che noi vi stiamo dicendo è che forse avete preso qualche abbaglio e stiamo cercando di dimostrarvelo.

Su alcune aspetti che sono di filosofia mi dispiace non essere d'accordo con il collega Uggias quando dice che ieri in Commissione sono state esaminate alcune questioni. Certo, ieri in Commissione sono state prese in esame alcune questioni che sembravano tra quelle modificabili; quelle immodificabili perché appartenenti ad una filosofia differente non si sono neanche prese in considerazione, come è normale che sia. La considerazione che noi Riformatori vi abbiamo ripetuto più volte è che noi riteniamo, ma riteniamo che sia anche nella testa di alcuni di voi, di molti di voi forse, che il tipo di organizzazione burocratica che esiste in Sardegna, anche in difformità a quello che è stato fatto in altre regioni italiane dove c'è una cultura differente della burocrazia al servizio del cittadino, ci avrebbe dovuto spingere non a contare gli enti esistenti e aggiungerne, ma a contare gli enti esistenti e ridurli.

Avremmo dovuto cercare, quindi, di dare a questa Agenzia l'articolazione più snella possibile con l'idea che se poi in futuro ci fossimo accorti di averne dimenticato un pezzo lo avremmo aggiunto, se avessimo dimenticato un comitato o quattro direttori li avremmo aggiunti perché è sempre più facile aggiungere quattro direttori, un comitato, un sotto comitato che non dire che il comitato esistente è cancellato, che i quattro direttori che esercitavano funzioni non esistono più e via dicendo.

Qualche volta nel dibattito tra parti in quest'Aula ci siamo fermati di fronte al fatto che l'opposizione smantellasse le proposte della maggioranza; come minoranza non intendiamo smantellare, come minoranza intendiamo proporvi una idea diversa da quella presente in questa legge. Dato che nei prossimi tre anni discuteremo altre leggi di riforma istituzionale in quest'Aula, vi proponiamo come Riformatori di promuovere all'interno delle future leggi lo spirito della snellezza, l'idea della struttura agile che può essere poi implementata se eventualmente ciò serve, ma che non parte già massimamente implementata.

Questa struttura, invece, somiglia ad una tracca di Sant'Efisio, quelle che arrivano lente dai paesi, e sfilano con quella lentezza tipica che noi cagliaritani essendo innamorati della nostra sfilata tanto apprezziamo; però l'ospite che abbiamo a fianco ogni tanto ci chiede il perché di questa lentezza, il perché ci siano tanti tempi morti. Noi rispondiamo che la lentezza fa apprezzare la bellezza dei costumi.

Qualche volta però l'introduzione di elementi di dinamismo aiuta una struttura ad essere più efficiente. Nel caso dell'ARPAS il problema non è quello di apprezzare la bellezza o la perfezione della sua architettura tecnica volta ad evitare al suo interno ogni possibile elemento di frizione, di attrito con le Province, con i PMP preesistenti, con il SAR, con la Progemisa, con le articolazioni del Ministero dell'ambiente e chi più ne ha più ne metta, ma è quello di creare una struttura in grado di funzionare immediatamente. Perché fra sei mesi il presidente Soru ci dirà che non abbiamo certezze sull'inquinamento ambientale a Quirra", e l'ARPAS dovrà rispondere del problema; non si potrà più dire che l'ARPAS non esiste e che le ASL sono un po' carenti dal punto di vista dei controlli. Poi potrà essere l'onorevole Vassallo a dirci che a Porto Torres non esiste (quindi a richiederlo) il monitoraggio della situazione dell'inquinamento ambientale nell'area a rischio industriale, oppure questa richiesta potrebbe venire dal comune di Portoscuso, o potremmo volere noi qualche idea più precisa sull'impatto ambientale dell'inquinamento e sull'eventuale rischio per il cittadino di qualsiasi area industriale.

L'ARPAS c'è, a quel punto l'ARPAS dovrà dare risposte; non potrà dire che siccome c'è un progetto scientifico regionale guidato da un direttore che non va d'accordo col direttore della sede dipartimentale di Sassari, i dati mancano perché è mancato l'accordo su chi dovesse fare le rilevazioni statistiche a Porto Torres, se i dipendenti del regionale o i dipendenti del provinciale.

Questo è il rischio che si corre con questa strutturazione "a tracca di Sant'Efisio" dell'ARPAS, ed è nostro dovere segnalarvelo, perché è una contrapposizione che fa sì che voi siate maggioranza e noi siamo minoranza e che ci sia una differenza di impostazione e di cultura su una legge.

Poi, ci sono degli aspetti tecnici che noi vi stiamo segnalando su cui voi avete manifestato disponibilità, perché abbiamo sottolineato come ci fosse il rischio che i quaranta posti da commissario dei comitati per l'ambiente provinciali venissero accaparrati dai partiti perché retribuiti con un gettone di presenza; quindi la precisazione dell'assessore Dadea che i gettoni di presenza non sono previsti, è una precisazione di ragionevolezza. Quindi significa che se anche restiamo lontani dal punto di vista dell'impostazione culturale complessiva su piccole cose concrete c'è da parte nostra la volontà di essere di aiuto e c'è da parte vostra la capacità di recepire.

Quindi, questo è un elemento positivo, e se su una legge importante come questa si discute in Aula per dodici ore, credo che nessuno possa gridare allo scandalo. Così come credo che nessuno obietti al fatto che un Gruppo, che non è rappresentato nelle Commissioni, avanzi delle proprie considerazioni che rappresentano poi il motivo per cui ciascuno di noi è culturalmente presente in questo Consiglio, nel senso che ciascuno di noi rappresenta una fetta di società, una fetta di sensibilità della società sarda.

Io non ho nessun dubbio che voi siate collegati alla fetta che rappresentate e rispetto una sensibilità diversa dalla mia, è ovvio che lo stesso tipo di rispetto è probabilmente nelle vostre teste, nei vostri cervelli sulle considerazioni che noi vi stiamo facendo e che continuiamo a farvi con serenità, convinti che alcune possono anche essere da voi recepite.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, ovviamente parliamo dell'emendamento numero 14, sostitutivo totale dell'articolo. Questa, alla fine, mi pare che diventi una legge sul direttore generale dell'ARPAS al quale, nell'articolo successivo, viene riservata una serie di poteri di importanza così straordinaria da far apparire le altre figure previste nel testo inutili, per cui forse meglio si sarebbe fatto a nominare un amministratore unico con funzioni anche di direttore generale. Badate bene, colleghi, alla figura del direttore generale si dà una valenza straordinaria ma non fa neanche in tempo ad essere nominato(articolo 10), che già si pensa a come sostituirlo.

Il secondo comma dell'emendamento in discussione,infatti recita: "Trascorsi diciotto mesi dalla nomina del direttore generale il comitato di coordinamento può…", intanto diciotto mesi costituiscono un'enormità, aspettiamo diciotto mesi per capire se un direttore generale è in grado di svolgere queste funzioni o se è un incapace che deve essere immediatamente sostituito. No, bisogna aspettare che si verifichino tutta una serie di circostanze, sfavorevoli per lui e favorevoli per chi l'ha nominato, che giustifichino il modo per mandare a casa questo direttore generale. Riprendo a leggere il testo "Trascorsi diciotto mesi dalla nomina del direttore generale il comitato di coordinamento può", neanche deve, può "in caso di manifesta inattuazione del programma di attività…", frase che non vuol dire niente, perché determinare la manifesta inattuazione del programma è pressoché impossibile con i compiti poi che vengono riservati al direttore generale nel successivo articolo 10.

Ripeto, qui non si mette in discussione l'istituzione dell' ARPAS, ha ragione l'onorevole Vargiu quando dice che "è la filosofia che ci contraddistingue" e non può essere diversamente; poi ci saranno anche altri passaggi nei quali certamente faremo sentire la nostra voce, ma su questo particolare emendamento sostitutivo dell'articolo 9 che è stato sottoposto alla nostra attenzione, tra l'altro mi pare senza le firme dei Capigruppo di maggioranza, se non ho letto male, dai presidenti delle due Commissioni, dall'onorevole Masia e dall'onorevole Sanna, non sappiamo neanche se sia condiviso dalla Giunta, perlomeno io non lo so, immagino che lo sia.

DADEA, assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. E' condiviso!

DIANA (A.N.). E' straordinariamente condiviso, non avevo dubbi che potesse essere così, ma non capisco per quale motivo poi all'articolo 10 (e non ho visto emendamenti in proposito), istitutivo di questa figura di mega manager, che è la sommatoria di tutto lo scibile umano, che sembra raccolga in sé i voti del presidente Soru, i voti del presidente Pili, i voti congiunti di tutti i consiglieri regionali e anche quelli delle ultime elezioni politiche, si dice "Nei casi in cui la gestione evidenzi una situazione di grave disavanzo, in caso di grave violazione, eccetera", l'Assessore, il Presidente della Giunta "tagliano la testa" al direttore generale. Nell'articolo 9, invece, si dice che "Trascorsi diciotto mesi il comitato di coordinamento può…", cioè se non sono trascorsi diciotto mesi questo signore è inamovibile. Mettiamoci d'accordo, se può il comitato di coordinamento o se può il Presidente della Regione, come recita l'articolo 10.. Su questa parte dell'articolo, come ho detto, non sono stati presentati emendamenti, poi nasceranno altri emendamenti orali, dato che questa sta diventando la prassi, Presidente.

L'emendamento orale se non ha il consenso di tutta l'Aula non può essere considerato valido, bisogna che sia chiaro una volta per tutte, non è che tutti i giorni può passare l'emendamento orale di turno. Io voglio capire come si può conciliare il comma 2 dell'emendamento sostitutivo dell'articolo 9 con il comma 9 dell'articolo 10, ma soprattutto come il Consiglio ritiene di conciliare la figura del direttore generale (personaggio, di cui io non conosco né la fotografia, né il nome, nessuno di noi ovviamente, ci mancherebbe altro), al quale si affida una responsabilità e una serie di competenze e di conoscenze straordinarie con questo comitato, che prima avete chiamato di indirizzo e adesso chiamate di coordinamento (secondo me questa definizione è una diminutio rispetto alla precedente), che non ha alcuna veste perché tutto ciò che fa viene sottoposto all'attenzione dal direttore generale.

Io credo che il presidente Soru dovrebbe prendere in mano questa situazione e dire: "Sì, ha ragione l'onorevole Diana, non serve a niente un comitato di indirizzo, l'indirizzo lo dà la Giunta al direttore generale". Ma adesso non si può nominare un comitato di coordinamento per dare che cosa? Indirizzi. A chi, quando poi la Giunta si riserva sempre e comunque il diritto-dovere di poter interferire? Tanto valeva allora che venisse nominato un amministratore unico, anzi forse tanto valeva non fare neanche questo, perché con questa norma secondo me stiamo creando un obbrobrio.

Sì, questo è veramente un mostro, mi suggerisce l'onorevole Artizzu che usa termini un po' più forti dei miei. Ma possiamo parlare veramente di un mostriciattolo! Ripeto, io sto cercando di immaginare la figura del direttore generale, perché sulla testa di questo signore pende la spada dell'articolo 9, o meglio dell'emendamento 14, e dell'articolo 10 che lo riguardano entrambi.

Ripeto che vorrei capire chi decide che questo signore non ha svolto appieno il suo lavoro, e che questo lavoro non ha dato i risultati che tutti quanti ci attendiamo. Lo decide il comitato di coordinamento o lo decide la Giunta regionale sentito l'Assessore dell'ambiente d'intesa con l'Assessore dell'igiene? Questa è la situazione.

Cercate di mettervi d'accordo. Io capisco che voi abbiate necessità di dare validità a questo comitato, ma vi assicuro che questo comitato, di fronte allo strapotere del direttore generale, non avrà nessuna funzione e sarà comunque sottoposto al controllo effettivo e reale della Giunta regionale. Magari è anche opportuno che così sia, ma se è così che necessità c'è di istituire un organismo che noi chiamiamo ARPAS perché in tutta Italia viene chiamato nello stesso modo? Ma che necessità c'è? Istituiamo l'ARPAS. Benissimo, istituiamo l'ARPAS, le competenze sono dell'Assessorato dell'ambiente e dell'Assessorato della sanità, punto e basta!

Ma il coinvolgimento degli enti locali, delle province, dei territori, con i comitati periferici, con tutto ciò che voi avete immaginato, io credo che venga meno con i poteri e i compiti che sono assegnati al direttore generale. Un direttore generale che dal primo giorno è già in bilico, e questo sarebbe ancora accettabile, il guaio è che voi dite che prima dei diciotto mesi questo signore non può essere sottoposto al giudizio da parte di nessuno, salvo la Giunta regionale, come specificate nell'articolo successivo.

Onorevole Masia, forse avrebbe fatto bene ad ascoltare il mio intervento, anche perché sarebbe stato importante, probabilmente, che nella replica qualcuno ci dicesse chi è che decide delle sorti del direttore generale, perché non è assolutamente chiaro. Io ritengo comunque che dare in norma la possibilità ad un direttore generale di prestare la sua opera per almeno diciotto mesi prima di essere messo in discussione, significhi veramente creare non un mostriciattolo ma, ha ragione l'onorevole Artizzu, un mostro giuridico.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Questo articolo è la fotografia dell'incoerenza della maggioranza; vorrei richiamare in proposito l'intervento del collega Uggias, collega puntuale e leale, per ricordargli che il lavoro svolto in Commissione, che ha visto momenti di condivisione e di unità, è stato non solo cancellato, ma è stato totalmente e anche brutalmente disatteso innanzitutto da questo emendamento.

Quando si modifica la funzione sostanziale del regionale comitato da funzione di indirizzo, che era prevista nella proposta della Commissione, quindi un ruolo precipuo, assolutamente fondamentale per il governo d stesso dell'ARPAS, in regionale funzione di coordinamento si sta dicendo semplicemente che gli indirizzi non sono più competenza di quell'organismo che, pur se in minima parte, è costituito anche dagli enti locali. Ci si sottrae, anche lei onorevole Uggias insieme a tutti i suoi colleghi, a quello che avete deciso e approvato in Commissione, state dicendo l'esatto contrario, lo state stravolgendo alla radice.

Passare infatti dall'indirizzo al coordinamento non è un passaggio di poco conto, è un passaggio sostanziale in tutti gli elementi che costituiscono, appunto, l'articolo 9. Si stravolge quello che lo stesso Soru ha proposto e approvato con proprio provvedimento, integrando ll'ordinanza commissariale del settembre del 2002. Quindi, avete la capacità di sostenere con la stessa determinazione tre posizioni, ma sono tre posizioni sostanzialmente diverse, radicalmente contrapposte l'una con l'altra.

E questo vale, mi riferisco ancora all'intervento del collega Uggias, anche per quanto riguarda le funzioni. Provate a comparare le previsioni della Commissione, quelle dell'emendamento e quelle contenute nel provvedimento reiterato da Soru, e cioè l'ordinanza commissariale.

Cito una questione in particolare; in Commissione avevate previsto che il comitato di indirizzo avesse compiti di programmazione, di indirizzo e di verifica dei risultati. Tre punti declamati, richiamati puntualmente. Nell'emendamento che stravolge quel lavoro della Commissione prevedete che questo pseudo comitato regionale di coordinamento si occupi, sentite bene le parole, di verifica dell'andamento generale, di valutazioni, di raccordo di attività. Avete svuotato l'unico organismo che coinvolge i comuni di una funzione politica sostanziale di governo dell'ARPAS e quindi di una funzione di indirizzo sostanziale.

Aggiungo che, nel dettaglio, la Commissione giustamente, non avrei avuto difficoltà, credo nessuno di noi, a votare a favore, attribuiva al comitato regionale di indirizzo competenza per approvare i bilanci preventivi annuali, il regolamento interno di organizzazione, il programma triennale e annuale delle attività, per verificare tutta la gestione dell'ARPAS. Avete stravolto queste quattro previsioni per stabilire che il comitato di coordinamento darà un parere obbligatorio, che non importa se vincolante o meno, per voi questa è una questione davvero insufficiente e inesistente.

Ma, colleghi, in questo emendamento all'articolo c'è una parte più grave. Io vi voglio ricordare che avete abilmente cancellato, con l'emendamento sostitutivo totale dell'articolo, dal testo esitato dalla Commissione il comma 8; avete cancellato il "comma della trasparenza" che recitava: "Le determinazioni adottate dal comitato sono affisse per quindici giorni consecutivi in un apposito albo…, dopo la loro esecutività, sono pubblicate nel Bollettino ufficiale della Regione e…". Avete cancellato la possibilità di verificare tutto quello che succede nell'ARPAS, volete farne uno strumento di potere e, aggiungo io, di pressione politica. Altro che trasparenza millantata! La trasparenza l'avete cancellata dall'ordinamento giuridico di questa Regione. L'avete fatto prima con atteggiamenti e con atti amministrativi davvero discutibili su mille settori, potrei citare per esempio quello sulle aree minerarie, oggi avete l'ardire di mettere questa previsione in legge.

Rispetto al testo della Commissione avete cancellato la pubblicazione degli atti, la trasparenza dell'atto amministrativo, altro che lavoro di Commissione, voi stessi vi siete rimangiati, onorevole Uggias, il lavoro condiviso svolto in Commissione,. E lei sa bene che questi emendamenti, che voi pure avete sottoscritto, ve li ha sottoposti il presidente Soru che ieri in Commissione ha detto chiaramente di non essere d'accordo che il Consiglio esprimesse i revisori dei conti, che voleva una struttura sottratta al controllo politico e sotto il totale dominio della Giunta regionale. E voi avete avuto la capacità di sottoscrivere degli emendamenti che dicono l'esatto contrario di quello che avete approvato in Commissione una settimana fa!

Colleghi, il Consiglio ha una sua autorevolezza che deriva anche dalla maggioranza, ma quando la stessa maggioranza cancella quello che ha deciso dieci giorni prima è evidente che è chiamata a rispondere agli ordini del Presidente della Regione; si vuole fare quindi quello che il "padrone" - mi perdoneranno questa parola i colleghi che rispetto a me utilizzano termini più consoni a quest'Aula - probabilmente sta imponendo. Il lavoro della Commissione noi l'avremmo approvato in toto, la realtà è che con questi emendamenti l'avete totalmente stravolto seguendo non la vostra logica, perché siete in netta e totale contraddizione, ma quegli ordini che sottraggono al popolo e quindi al Consiglio regionale il potere più importante: quello di decidere.

Sulle questioni sostanziali i commissari di maggioranza si sono messi davvero "a servizio" del Governo regionale, abdicando al proprio ruolo di legislatori. Mai avrei pensato che colleghi autorevoli, per i quali nutro anche stima personale, rispetto politico, avrebbero accettato di stravolgere una legge arrivata in quest'Aula con il parere unanime delle opposizioni.

Sostituire il concetto di indirizzo con quello di coordinamento significa che avete dato un'impronta diversa rispetto a quella i condivisa. Colleghi, potrete anche attaccarmi sul piano personale, su quello che riterrete, dalle copiature a quant'altro, come ha fatto qualcuno, ma poco importa, la realtà è che ognuno di voi in questo momento sta abdicando al ruolo che il mandato popolare gli ha attribuito: quello di legiferare nel rispetto della trasparenza.

Quando voi cancellate la possibilità di dare esecutività, con la pubblicazione nel Buras, ai provvedimenti dell'ARPAS state dicendo che quella sarà una "struttura combriccola" che deciderà tutto in casa propria. E di queste decisioni nessuno saprà, compresi noi; non tanto noi esponenti della minoranza che è notoriamente, per sua collocazione, esclusa da molti dei procedimenti amministrativi, quanto voi esponenti della.

Quello che quel direttore generale deciderà su mandato della Giunta voi non lo conoscerete, perché non sarà pubblicato da nessuna parte, né in un albo né tanto meno nel Buras. Se è questa la Regione trasparente che avete voluto disegnare, costruire, regolare per il futuro, se questa è l'alba, colleghi, siamo già arrivati al tramonto!

CUGINI (D.S.). E' anche poetico il fine settimana!

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Masia, relatore.

MASIA (Federalista Autonomista Sardo), relatore. Il relatore esprime parere è negativo sugli emendamenti numero 4 e 5; favorevole sull'emendamento numero 14.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

DESSI', Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore. Vorrei precisare che l'eventuale approvazione dell'emendamento numero 14 provocherebbe la caducazione della lettera c) del comma 2 del testo originario dell'articolo 9, pertanto anche il precedente articolo 5, laddove fa riferimento al programma annuale andrebbe coordinato con la nuova formulazione dell'articolo 9.

Infine, anche se capisco bene che l'argomento non è quello di merito ma giusto per sdrammatizzare, poiché si discute molto sulle dimensioni dell'ARPAS, sulla "gigantezza" della sua articolazione, vorrei dirvi che la direzione generale del Corpo Forestale gestisce 1500 dipendenti, il direttore generale dell'Assessorato ambiente ne gestisce circa 400, il direttore generale dell'Ente Foreste ne gestisce 7500; per l'ARPAS stiamo parlando di scale infinitamente inferiori.

PRESIDENTE. Gli uffici provvederanno naturalmente al coordinamento del testo. Metto in votazione l'emendamento numero 4. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Presidente, per chiedere la votazione nominale 4.

PRESIDENTE. Appoggia la richiesta del consigliere Pisano il consigliere La Spisa, Capogruppo.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Io voterò a favore dell'emendamento numero 4, non fosse altro per la pochezza delle considerazioni che ha portato all'attenzione di quest'Aula l'Assessore dell'ambiente. Mi sarei aspettato veramente considerazioni di diverso tenore, Assessore, non un ridurre le questioni a un puro fatto di numeri. Stiamo parlando di cose completamente diverse. Voi attribuite a questo direttore generale in particolare il potere di indirizzo e di coordinamento della struttura centrale, degli otto dipartimenti, delle stesse dotazioni finanziarie, gli date la possibilità di nominare tutti i direttori di servizio, di predisporre i bilanci e di approvare gli stessi, di conseguenza il comitato di coordinamento non si capisce che cosa debba coordinare, probabilmente fisserà le date delle proprie riunioni perché per il resto questo comitato non ha più nessuna veste, non ha più nessun ruolo, ma decadono anche i ruoli di tutti i soggetti intermedi.

Allora, io mi sarei aspettato da parte dell'Assessore dell'ambiente, e anche dell'Assessore della sanità, motivazioni plausibili del contenuto dell'emendamento 14 che sostituisce l'articolo 9; invece questo non è avvenuto. Non è avvenuto, e credo che non avverrà perché avete preso una strada diversa. Evidentemente avete avuto, forse, modo di meditare su qualche pericolo che il comitato di coordinamento poteva creare e,, probabilmente, questo vi ha spaventato.

Da un lato quindi concedete e da un lato tornate indietro, attribuite poteri al direttore generale ma più che altro svilite il ruolo del comitato; comitato che oggi chiamate di coordinamento e che, invece, aveva un ruolo ben specifico come comitato di indirizzo. Si capiva dal termine utilizzato, comitato di indirizzo, che questo comitato aveva una funzione piuttosto importante. Nel momento in cui assume un ruolo di coordinamento, non effettuerà neanche il controllo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, io voterò a favore dell'emendamento 4 e ritiro l'emendamento numero 5. La Giunta infatti precedentemente ha dato risposte sulle motivazioni che hanno indotto alla presentazione dell'emendamento numero 5; un emendamento che, oltretutto, difficilmente potrebbe rimanere in piedi a seguito della presentazione dell'emendamento numero 14 che sostituisce integralmente l'articolo 9. Con la presentazione di questo emendamento si sono ricreati quei fastidi all'Aula, di cui avevamo parlato in altre circostanze, per evitare i quali il centrosinistra sembrava avesse preso l'impegno di non presentare più, nel corso dei lavori, emendamenti sostitutivi totali degli articoli in quanto inficiano gli emendamenti che eventualmente la minoranza ha presentato sul testo riconosciuto della legge. Colgo l'occasione quindi per ricordare ai colleghi del centrosinistra l'impegno preso e per fare un appello affinché l'impegno preso sia mantenuto in futuro.

La dichiarazione di voto a favore dell'emendamento soppressivo dell'articolo 9 ha le stesse motivazioni che ho addotto nel corso della discussione su altri articoli. Di questo articolo 9 o, meglio, di questo comitato regionale di indirizzo o di coordinamento a mio parere si potrebbe fare tranquillamente a meno, in una struttura che è controllata mille volte dalla Giunta e dove l'indirizzo o il coordinamento sembrano garantiti direttamente dall'Assessore dell'ambiente e dall'Assessore della sanità. .

Mi sembra che si dia vita quindi ad un organo pleonastico privo di interesse, a meno che non si presuma l'esistenza all'interno della Giunta di un livello di conflittualità tale da rendere necessario istituire un comitato per consentire che i due Assessori parlino tra loro. Debbo dire che sarebbe meglio che dialogassero tra loro più di due Assessori, perché alcune problematiche, a mio avviso, rientrano anche nella competenza dell'Assessore degli enti locali e dell'Assessore del personale.

Ribadisco che il compendio del ragionamento all'interno della Giunta sarebbe ampiamente sufficiente a garantire il raccordo tra la nuova struttura e la Giunta stessa, senza ulteriori duplicazioni.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 4

(Segue la votazione.)

Prendo atto che il consigliere Oscar CHERCHI ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: CHERCHI Oscar - DIANA - LA SPISA - LIORI - PILI - PISANO - SANNA Matteo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - LAI - LANZI - MANCA - MARROCU - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

Presenti 46

Votanti 45

Astenuti 1

Maggioranza 23

Favorevoli 8

Contrari 37

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento sostitutivo totale numero 14. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, per ribadire ovviamente il voto contrario su questo emendamento visto il voto favorevole espresso sull'emendamento precedente. Durante la discussione mi chiedevo quale ruolo fosse stato individuato per questa struttura nei confronti di tutte le attività produttive. Probabilmente sfugge ai colleghi che l'ARPAS, nel futuro, si porrà in forte contrapposizione con il mondo imprenditoriale. Non a caso, infatti, tutte le Regioni italiane che hanno legiferato in materia si sono preoccupate di avere una concertazione, termine che mi piace molto, con le associazioni imprenditoriali di categoria.

In questo articolato, questo comitato di coordinamento non ha neanche questa possibilità, ha una filosofia però che nasce dal comma 9 dell'articolo 2; un comma forse oggi non pienamente valutato, ma vi assicuro per un verso intrigante, che provocherà certamente continui conflitti. Nel momento in cui con il comma 9 dell'articolo 2 si inibisce all'ARPAS qualsiasi possibilità di fare sopralluoghi, di interloquire con gli imprenditori, questo comporterà necessariamente un conflitto con l'Associazione degli industriali, con l'Associazione delle piccole e medie imprese, con tutte le organizzazioni, soprattutto con quelle datoriali. Questa norma è stata "vestita" in maniera talmente sottile che nessuno di voi ha sollevato nessun problema per cui non ritengo scorretto riportare a questo punto della discussione il comma 9 dell'articolo 2.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Io esprimo un voto contrario a questo emendamento perché modifica la struttura di governo dell'Agenzia rispetto al testo condiviso esitato dalla Commissione. Parlare di coordinamento e non di indirizzo, quest'ultimo svolto dalla Giunta, non è solo una differenza terminologica, ma significa uno svuotamento della natura di un organo amministrativo che semplicemente, come voi proponete, verifica l'andamento generale delle attività ed esprime alla Giunta regionale le proprie valutazioni e proposte, esprime semplicemente un parere sui bilanci preventivi annuali e pluriennali e sul conto consuntivo e sul programma triennale e annuale delle attività.

Voi, con questo emendamento, voi maggioranza, seguendo chiaramente le indicazioni della Giunta state dando a questa Agenzia un tipo di organizzazione che la rende totalmente funzionale alle scelte effettuate dalla Giunta regionale; in questo caso, come in tanti altri,state cercando di realizzare semplicemente uno strumento operativo della Giunta che concentra su di sé tutte le competenze. Votiamo contro perché è un modello che non condividiamo.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 14. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Ricordo che l'emendamento numero 5 è stato ritirato. Passiamo all'esame dell'articolo 10. All'articolo 10 sono stati presentati cinque emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 10 dei relativi emendamenti:

Art. 10

Direttore generale

1. Il direttore generale è nominato con decreto del Presidente della Regione, previa conforme deliberazione della Giunta regionale, su proposta del comitato regionale di indirizzo e dura in carica da tre a cinque anni, prorogabili una sola volta; in fase di prima attuazione, il direttore generale è nominato entro quarantacinque giorni dall'entrata in vigore della presente legge.

2. Il direttore generale è scelto tra i dirigenti dell'Amministrazione o degli enti regionali di cui al comma 2 dell'articolo 28 della legge regionale n. 31 del 1998, o tra soggetti esterni di cui all'articolo 29 della medesima legge, o tra i dirigenti dell'ARPAS, in possesso di comprovata professionalità ed esperienza acquisita nella direzione di sistemi organizzativi complessi di medie e grandi dimensioni per almeno cinque anni nei dieci anni precedenti, il cui rapporto di lavoro non sia stato risolto per demerito o altro fatto imputabile al medesimo soggetto.

3. L'incarico comporta un rapporto di lavoro a tempo pieno, non è compatibile con attività professionali ed incarichi elettivi e, per i pubblici dipendenti, è subordinato al collocamento in aspettativa o fuori ruolo dall'ente di appartenenza, senza assegni per tutto il periodo dell'incarico.

4. Il direttore generale ha la rappresentanza legale dell'ARPAS ed è responsabile della realizzazione dei compiti istituzionali dell'Agenzia, in coerenza con gli obiettivi e le priorità strategiche fissati dalla Giunta regionale, nonché della corretta gestione amministrativa, contabile ed economico-finanziaria.

5. Il direttore generale in particolare provvede:

a) all'indirizzo ed al coordinamento della struttura centrale, degli otto dipartimenti provinciali e dei dipartimenti specialistici regionali, nonché all'assegnazione agli stessi delle dotazioni finanziarie e strumentali, coerentemente con quanto previsto dal bilancio e dal programma, ed alla verifica del loro utilizzo;

b) alla nomina, con provvedimento motivato, del direttore dell'area tecnico-scientifica, del direttore dell'area amministrativa, dei direttori dei dipartimenti provinciali e specialistici regionali;

c) alla predisposizione dei bilanci di previsione pluriennali ed annuali, dei programmi pluriennali ed annuali di attività, del conto consuntivo;

d) alla redazione, per la presentazione al comitato regionale di indirizzo di una relazione sulle attività svolte, i risultati conseguiti e le criticità emerse nell'anno precedente;

e) alla predisposizione del regolamento interno di organizzazione che definisce in particolare i compiti e le funzioni dell'Agenzia e dei suoi organi, le modalità di funzionamento della struttura centrale, degli otto dipartimenti provinciali e dei dipartimenti specialistici regionali di cui agli articoli 13, 14, 15 e 16; i rapporti con i soggetti esterni; le modalità per garantire i servizi istituzionali alla Regione e agli enti locali, la definizione della pianta organica;

f) alla predisposizione ed approvazione del regolamento di contabilità che prevede una contabilità di tipo economico in applicazione della vigente normativa regionale e nazionale in materia di contabilità delle ASL;

g) alla stipula di convenzioni con soggetti esterni;

h) ad assicurare l'uniformità dei livelli di qualità dei servizi, effettuando le opportune verifiche;

i) a fornire al comitato regionale di indirizzo i dati e l'assistenza necessaria per l'espletamento dei propri compiti, con particolare riferimento alla redazione del rapporto annuale sull'ambiente.

6. La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, d'intesa con il comitato regionale di indirizzo, previa diffida, nomina un commissario ad acta qualora il direttore generale dell'ARPAS non provveda, nei termini stabiliti e secondo le modalità prescritte dalla presente legge, agli atti di sua competenza.

7. Le determinazioni adottate dal direttore generale dell'ARPAS sono affisse per quindici giorni consecutivi in un apposito albo pretorio istituito nella sede centrale dell'Agenzia; le determinazioni relative agli atti di cui alla lettera b) del comma 5, dopo la loro esecutività, sono pubblicate nel Bollettino ufficiale della Regione sarda e sul sito internet dell'ARPAS.

8. Nei casi di assenza o impedimento del direttore generale le relative funzioni sono svolte dal direttore dell'area amministrativa o dal direttore dell'area tecnico-scientifica, su delega del direttore generale o, in mancanza di delega, dal più anziano d'età; decorsi sei mesi dal verificarsi dell'assenza o dell'impedimento si procede alla sostituzione con la contestuale nomina, con decreto del Presidente della Regione, di un commissario straordinario per la gestione del periodo di vacanza.

9. Nei casi in cui la gestione evidenzi una situazione di grave disavanzo, in caso di grave violazione di legge o di mancato raggiungimento degli obiettivi, il Presidente della Regione, su conforme deliberazione della Giunta regionale e su proposta dell'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, d'intesa con l'Assessore regionale dell'igiene, sanità e assistenza sociale, previa contestazione, provvede alla revoca del direttore generale, con conseguente risoluzione del contratto di lavoro, e alla sua sostituzione; per la gestione del periodo di vacanza si applica la stessa procedura di cui al comma 8; al direttore generale si applicano le disposizioni di cui al comma 9 dell'articolo 28 della legge regionale n. 31 del 1998.

10. In fase di prima applicazione il direttore generale, entro sei mesi dalla nomina, provvede:

a) ad una ricognizione che, sulla base di parametri quali la densità di popolazione, la densità di sorgenti inquinanti, la densità di attività produttive e agricole e la presenza di recettori particolarmente sensibili, permetta di definire gli obiettivi dell'attività di prevenzione e controllo ambientale e di strutturare, sulla base di questi, la dotazione organica, strumentale e finanziaria dell'ARPAS;

b) alla ricognizione del personale, dei beni mobili ed immobili, delle attrezzature, delle dotazioni finanziarie e dei rapporti giuridici in essere dei presidi multizonali di prevenzione e dei servizi delle aziende sanitarie locali adibiti all'esercizio delle funzioni di competenza dell'ARPAS;

c) alla ricognizione del personale del contingente del Ministero dell'ambiente preposto alle iniziative di assistenza tecnica per l'avvio dell'Agenzia nell'ambito del Progetto operativo ambiente (PON - ATAS 2000/2006), di quello preposto al Progetto operativo difesa del suolo (PODIS, PON - ATAS 2000/2006) e al progetto PON - ATAS 2000/2006 "Linea autorità ambientale";

d) alla ricognizione del personale, delle attrezzature e delle strutture laboratoristiche di controllo ambientale:

1) di proprietà della Regione e/o dislocate presso gli uffici di enti regionali o di enti locali o di proprietà di questi ultimi;

2) di proprietà di altri enti od organismi pubblici regionali che svolgono le funzioni di cui all'articolo 2 della presente legge;

e) alla ricognizione, finalizzata al trasferimento all'ARPAS, ai sensi e con le modalità di cui agli articoli 18 e 19, del personale in servizio alla data del 31 dicembre 2004, dei beni mobili ed immobili, delle attrezzature, delle dotazioni finanziarie del Consorzio SAR Sardegna Srl, di Progemisa Spa e del personale con contratto di collaborazione coordinata e continuativa operante presso i presidi multizonali di prevenzione della Sardegna; sono inoltre trasferiti all'ARPAS i rapporti giuridici in essere del Consorzio SAR Sardegna Srl e di Progemisa Spa che risultino funzionali alle attività di competenza dell'ARPAS;

f) alla presentazione alla Giunta regionale, che l'approva entro quindici giorni, di una relazione sui risultati della ricognizione contenente la definizione della dotazione organica;

g) alla nomina dei direttori di cui alla lettera b) del comma 5.

11. Il direttore generale, entro i sei mesi successivi alla ricognizione, provvede agli adempimenti di cui alle lettere c), e) ed f) del comma 5.

EMENDAMENTO soppressivo parziale MASIA - SANNA Alberto - CACHIA - CALLEDDA - COCCO - CORDA - CUCCU Giuseppe - FADDA Giuseppe - FRAU - IBBA - LAI - LANZI - PACIFICO - SERRA - UGGIAS

Art. 10

Al comma 1 le parole "su proposta del Comitato regionale di indirizzo" sono soppresse. (15)

EMENDAMENTO soppressivo parziale VARGIU

Art. 10

All'articolo 10, comma 5, la lettera a) è soppressa. (6)

EMENDAMENTO soppressivo parziale VARGIU

Art. 10

All'articolo 10 il comma 6 è soppresso. (8)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale MASIA - SANNA Alberto

Art. 10

Il comma 2 è così sostituito:

"2. Il direttore generale è scelto, con procedura di evidenza pubblica, tra i dirigenti dell'Amministrazione o degli enti regionali di cui al comma 2 dell'articolo 28 della legge regionale n. 31 del 1998, o tra soggetti esterni di cui all'articolo 29 della medesima legge, in possesso di comprovata professionalità ed esperienza acquisita nella direzione di sistemi organizzativi complessi di medie e grandi dimensioni per almeno cinque anni nei dieci anni precedenti, il cui rapporto di lavoro non sia stato risolto per demerito o altro fatto imputabile al medesimo soggetto". (17)

EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU

Art. 10

All'articolo 10, comma 2, dopo le parole "è scelto.." è aggiunto il seguente: "..con procedura di selezione pubblica". (7).)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, io rimango dell'idea che se volessimo svolgere un'azione semplificativa alcune cose le potremmo fare anche adesso in Aula; per esempio l'abolizione del precedente articolo 9 sarebbe stata un'azione semplificativa, assolutamente non snaturante il complesso della legge e direi decisamente utile dal punto di vista del lavoro che poi l'ARPAS dovrà svolgere.

Per quanto riguarda gli emendamenti che sono stati presentati all'articolo 10, questi consentono di introdurre un ragionamento specifico su alcune parti dell'articolo medesimo, fermo restando che per quanto riguarda l'emendamento numero 7 la Commissione, che ne ha discusso nella giornata di ieri, ne accoglie lo spirito. Quindi io penso che, ovviamente adottata la migliore scrittura possibile, una volta che viene colto lo spirito di quanto proposto nell'emendamento da parte mia non ci sia nessun interesse, nessuna volontà al mantenimento dell'emendamento stesso.

Vorrei fare invece qualche riflessione sugli altri due emendamenti che io propongo, il numero 6, che sopprime la lettera ) del comma 5 e il numero 8 che sopprime il comma 6. Parto dall'emendamento numero 8, che abolisce il comma 6, sul quale forse si potrebbe trovare una convergenza. Il comma 6 recita che: "La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, di intesa col comitato regionale di indirizzo", a questo punto non è più di indirizzo ma è di coordinamento, "previa diffida", come l'arbitro di calcio che sventola cartellino giallo, "nomina un commissario ad acta qualora il direttore generale dell'ARPAS non provveda, nei termini stabiliti e secondo le modalità prescritte dalla presente legge, agli atti di sua competenza".

Insomma, voi pensate che questa struttura, che ha non 7500 dipendenti e un direttore, bensì 75 dipendenti e 200 direttori (ovviamente sto estremizzando), abbia una conflittualità al suo interno talmente elevata che il direttore generale dell'Agenzia potrebbe non ottemperare agli atti di sua competenza al punto da dover essere diffidato dalla Giunta che, sentito il comitato di coordinamento, nominerà un commissario ad acta.

Signori, onorevoli consiglieri, siamo veramente sul pianeta Papalla! Ma quale commissario ad acta! Se uno scelto dalla Giunta per fare gli interessi della Giunta e della Sardegna non li fa lo si fa accompagnare all'uscita, non dal Presidente o dall'Assessore ma da un usciere. Chi gestirà gli interessi della Sardegna all'interno dell'ARPAS deve essere un manager efficiente ma, contemporaneamente, un funzionario solerte; deve essere una persona che risponde pienamente alle esigenze del datore di lavoro, che è la Sardegna, non può essere una persona che non fa le cose che deve fare al punto che la Giunta, sentito il comitato, sentiti gli altri cento organismi, è costretta a nominare un commissario ad acta.

Mi sembra quindi che questo emendamento soppressivo del comma 6 potrebbe essere accettato, senza nessun particolare stress, da parte degli architetti di questa legge perché si eliminerebbe un'anomalia che pregiudica il percorso della legge.

In base al mio ragionamento - mi rendo conto che è molto più difficile che possa essere accolto in questo ambiente - il problema è dato dalla lettera a) dal comma 5, dove si dice che il direttore generale provvede all'indirizzo e al coordinamento della struttura centrale, degli otto dipartimenti provinciali, dei dipartimenti specialistici regionali, nonché all'assegnazione eccetera, eccetera. Io vorrei che qualcuno mi spiegasse bene in che modo devono convivere all'interno dell'ARPAS queste due differenti strutture, una organizzata su base provinciale e l'altra su progetti; quale certezza abbiamo che le due strutture, quella che si occupa di servizio aereometereologico e quella che si occupa di Porto Torres vadano d'accordo, cioè dove è l'elemento di equilibrio, dove è l'elemento di garanzia che consente non ci sia conflittualità tra queste due strutture.

Io credo che sarebbe stato senz'altro più ragionevole adottare una strutturazione sulla base dei dipartimenti specialistici regionali, con la formula aben spoke la cui validità l'assessore Dirindin ha tante volte sottolineato relativamente al settore della sanità. Si poteva adottare una strutturazione regionale articolata anche in presidi provinciali, se si riteneva che questi presidi fossero necessari, ma senza che si istituisse una direzione dipartimentale provinciale che alla fine costituirà un elemento di conflittualità insanabile rispetto alle dipartimentalizzazioni regionali.

Colleghi, il motivo per cui ancora continuiamo ad intervenire, sperando di avere da parte vostra un briciolo di attenzione al ragionamento, non è perchè siamo convinti che oggi in Aula si possa sospendere, si possa sanare, si possa riscrivere l'articolazione in vari dipartimenti dell'ARPAS, l'organizzazione dell'ARPAS è questa, anche se vi chiederemo di modificare il trattamento economico riservato ai direttori di dipartimento. Al momento, vi chiediamo soltanto, con forza, in qualunque altra occasione noi arriveremo in quest'Aula a proporre delle leggi di modifica istituzionale dell'esistente, leggi che porteranno alla creazione di nuove strutture in sostituzione delle precedenti, di cercare tutti quanti, anche noi della minoranza, di avere bene in testa che queste leggi devono contribuire alla semplificazione, perché in questa Regione di sovrastrutturazioni, di leggi, di complicanze burocratico-amministrative, di lacci e laccioli che strozzano i cittadini e non garantiscono la certezza del diritto, ce ne sono già a sufficienza.

Il nostro compito di legislatori è quello di semplificare, è quello di creare strutture efficienti e di esitare leggi che siano immediatamente comprensibili al cittadino, che non creino un contenzioso, che non si stratifichino sopra altre cento leggi che si sono occupate, in maniera disomogenea e intrecciata, degli stessi argomenti.

E' necessario che questo Consiglio regionale porti avanti una attività legislativa coerente per avere poche e buone leggi, per consentire ai cittadini sardi di avere un punto di riferimento in questo Consiglio regionale, un punto di riferimento per equilibrio, chiarezza, certezza del diritto, consapevolezza di diritti e di doveri che ciascun cittadino sardo ha nell'ambito della sua Regione.

Credo che questo sia il ragionamento fondamentale che noi dobbiamo fare; ed il motivo per cui alle 13 e 50 di un venerdì continuiamo a proporlo è perché pensiamo che il seme della discussione, del dialogo, che in quest'Aula si sta cercando di lanciare, possa rivelarsi utile nel corso dell'attività legislativa che, comunque, questo Consiglio regionale sarà chiamato a svolgere negli anni futuri.

PRESIDENTE. Colleghi, penso sia necessario sospendere la seduta e convocare una Conferenza dei Capigruppo per stabilire in quale modo proseguire i lavori oggi e la settimana prossima..

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 50, viene ripresa alle ore 14 e 21.)

PRESIDENTE. I lavori riprenderanno questo pomeriggio alle ore 15 e 30.

(La seduta, sospesa alle ore 14 e 22, viene ripresa alle ore 15 e 36.)

PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori.

E' iscritto a parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.).Signor Presidente, è in discussione, se non erro, l'articolo 10. Nonostante io sia contrario alla presentazione degli emendamenti orali, nel corso del mio intervento ne proporrò alcuni,

perché credo che il Presidente del Consiglio troverà gli strumenti per dimostrarci come si possano introdurre emendamenti orali in sede di coordinamento. Dovete farlo, senza contravvenire a quello che è successo sino a un quarto d'ora fa (mi riferisco alla chiusura della seduta), perché vi siete dimenticati, colleghi, di presentare almeno quattro emendamenti correttivi dell'articolo 10, almeno quattro, e senza quei quattro emendamenti che non avete presentato questa legge è inattuabile, è inapplicabile.

Alla lettera a) del comma 5 avete scritto infatti che il Direttore generale provvede all'indirizzo e al coordinamento. Però, alla lettera ) c'è scritto che il Direttore generale provvede alla redazione per la presentazione al comitato regionale di indirizzo, che non esiste più! Non esiste più! E non vige e non può vigere la regola secondo la quale si fa un coordinamento della norma, perché precedentemente avete approvato due emendamenti che hanno modificato la norma relativa al comitato attribuendogli la funzione non più di indirizzo ma di coordinamento.

Di fatto, questo elemento costituisce una prima impasse sostanziale, perché questo errore viene ribadito alla lettera i), dove si dice: "a fornire al Comitato regionale di indirizzo", che non esiste più, così come al comma 6, sempre di questo articolo 10, c'è scritto che la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale della difesa dell'ambiente "di intesa col Comitato regionale di indirizzo". Tutta l'impostazione legislativa era funzionale all'esistenza del Comitato regionale di indirizzo che voi avete cancellato; e adesso dovrete inserire qui "il coordinamento della Giunta regionale è coordinato con il coordinamento".

Quanto ho sottolineato credo che sia la dimostrazione della confusione, della superficialità con la quale si è operato nella presentazione dell'emendamento, senz'altro, ma della mancanza di chiarezza propria del legislatore, quindi dei proponenti, rispetto alla definizione della funzione di indirizzo e di coordinamento.

Se è vero, come è vero, che nel disposto del comma 5 dell'articolo 10 vi è la chiara individuazione delle funzioni del Direttore generale come soggetto che provvede all'indirizzo e al coordinamento della struttura centrale, mi dovete spiegare, avendo tolto l'indirizzo da una parte e avendo attribuito il coordinamento al Comitato regionale di coordinamento dall'altra, che cosa ci sta a fare la funzione di "coordinamento" nelle competenze del direttore generale.

Ci saranno due organi che avranno l'analogo compito del coordinamento, e quindi sarà un coordinamento della confusione, un coordinamento che scoordina e che non coordina. Ma sottolineo ancora come sia possibile che un direttore generale, cioè, un funzionario, per precisa indicazione del Consiglio regionale della Sardegna, non abbia un riconoscimento di funzioni inferiori a quelle del Consiglio regionale.

Voi sapete che statutariamente il Consiglio regionale ha potere di indirizzo, ma posto che avete, in qualche modo, abdicato a questo ruolo del Consiglio regionale, lasciatelo in capo al Presidente della Regione e della sua Giunta. Non si spiega come il direttore generale provveda all'indirizzo perché egli dovrebbe attuare le linee di indirizzo del Consiglio regionale e delle azioni esecutive che la Giunta regionale gli propone nell'attuazione e nella gestione di questo strumento. Poichè nella lettera a) del comma 5 c'è un richiamo esplicito all'indirizzo, prendiamo atto allora che la Giunta regionale non dà e non darà nessun tipo di indirizzo, seppure in qualche altra parte del provvedimento sia prevista anche questa funzione, al direttore generale e tanto meno all'ARPAS.

Non succederà, come qualcuno ha pronosticato, che i due soggetti si mettano d'accordo; Giunta regionale e direttore generale sono due organi che, giuridicamente, non possono essere messi sullo stesso piano perché uno è espressione diretta del popolo e l'altro invece viene previsto con legge del Consiglio regionale e nominato dalla Giunta. Io rilevo una assoluta impossibilità di capire dove si vuole andare a parare con questo articolo 10; un articolo che tratta una pluralità di questioni, compresa la previsione del personale.

Ma, quando si istituisce una struttura di questa portata, la prima cosa che si fa è quella di individuare una pianta organica; dopo aver individuato con precisione funzioni e compiti della struttura si individua il numero delle figure professionali necessario e, poi, si fanno le compensazioni con il personale che si ha a disposizione; non si segue la procedura contraria.

Ma questo comma 10, che tratta appunto del personale, consentitemi di dire che è fuori luogo sistemato nella potenzialità del direttore generale; è assolutamente improponibile sia sul piano legislativo che su quello della sostanza; forse sarebbe stato necessario un articolo ad hoc in cui non si parlasse di ricognizione. Nel momento in cui si propone la ricognizione, infatti, si sta dicendo che alcuni dipendenti delle strutture in essere potrebbero restare fuori; ma noi siamo assolutamente contrari a che uno solo di quei dipendenti possa non essere integrato in una struttura regionale che deriva dal punto di vista amministrativo e funzionale da soggetti preesistenti. Mi riferisco al SAR, mi riferisco alla PROGEMISA, mi riferisco a tutti quei presidi multizonali che dovrebbero automaticamente, senza nessun tipo di ricognizione da parte del direttore generale, confluire nella nuova struttura.

Questa responsabilità non deve essere posta in capo al direttore generale, se la deve assumere in maniera puntuale il Consiglio regionale dando direttive certe, chiare e definite sull'inquadramento nel nuovo organismo di tutto il personale in capo ai soggetti che vengono assorbiti dall'ARPAS.

Altro che ricognizione! Per dire che cosa? Che ci sono dipendenti buoni e dipendenti cattivi? Perché sulla base di questa presunta ricognizione che non ha nessuna valenza giuridica, la ricognizione non esiste sul piano amministrativo, si può ipotizzare infatti che qualcuno possa restare escluso.

Non è possibile che dei legislatori demandino questa potenzialità a un signor direttore generale, autorevole quanto si vuole, che non si può in alcun modo sostituire ai compiti e alle funzioni del Consiglio regionale che sulla materia del personale, per quanto riguarda l'indirizzo e i disposti legislativi, ha la competenza primaria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la verifica del numero legale.

Sul Regolamento

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias. Ne ha facoltà.

UGGIAS (La Margherita-D.L.).L'onorevole Pili ha posto la questione relativamente al Regolamento.

PRESIDENTE. Sul problema sollevato dal consigliere Pili, rispondo io. UGGIAS (La Margherita-D.L.). Posso chiedere di intervenire?

PRESIDENTE. Non sul Regolamento. UGGIAS (La Margherita-D.L.). I richiami sul Regolamento hanno la priorità.

Presidente, ai sensi dell'articolo 82 i richiami riguardanti l'ordine del giorno, l'ordine dei lavori, il Regolamento hanno la priorità sulle questioni principali.

PRESIDENTE. Sì, ma su quale punto del Regolamento intende intervenire, onorevole Uggias?

UGGIAS (La Margherita-D.L.). Se mi dà la parola, posso chiarire brevemente, Presidente.

PRESIDENTE. Sì, le do la parola, se ci spiega qual è il punto del Regolamento che intende affrontare...

PILI (F.I.). È stata chiesta la verifica del numero legale, Presidente, si tratta di prendere un po' di tempo.

PRESIDENTE. Onorevole Pili, per cortesia! Ha facoltà di parlare il consigliere Uggias.

UGGIAS (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, l'onorevole Pili ha posto la questione, sollevata in Aula anche precedentemente, sulla prassi seguita in riferimento alla ammissibilità o meno degli emendamenti orali. Siccome è una questione che può inficiare o meno la prosecuzione della discussione e la validità stessa della legge, come lo stesso onorevole Pili ha fatto presente, penso che sia prioritario stabilire se effettivamente siano ammissibili o meno questi emendamenti orali.

Visto che è una prassi che si sta instaurando è bene chiarire, perchè non possiamo adottarla secondo la convenienza.

PRESIDENTE. Colleghi, la questione sollevata dall'onorevole Pili e dall'onorevole Uggias avremo modo di affrontarla in un altro momento.

Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato delle proposte di legge Lai - Marrocu - Barracciu - Calledda - Cherchi Silvio - Corrias - Cugini - Floris Vincenzo - Mattana - Orrù - Pacifico - Pirisi: "Istituzione dell'agenzia regionale per l'ambiente (ARPAS)" (51/A), della proposta di legge Cocco - Addis - Biancu - Cucca - Cuccu Giuseppe - Fadda Paolo - Giagu - Manca - Sanna Simonetta - Secci:"Istituzione dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Sardegna" (101/A) e del disegno di legge "Istituzione dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Sardegna (ARPAS)"(125/A)

PRESIDENTE. Il consigliere La Spisa ha chiesto la verifica del numero legale. La richiesta viene appoggiata dal consigliere Vargiu.

Verifica del numero legale

PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.

(Segue verifica)

Risultato della verifica

PRESIDENTE. Sono presenti 41 consiglieri.

(Risultano presenti i consiglieri: ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CHERCHI Oscar - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUCCU Giuseppe - Cugini - Davoli - FADDA Giuseppe - FLORIS Vincenzo - FRAU - LA SPISA - LAI - LANZI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PORCU - RASSU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Franco - SECCI - SERRA - SORU - SPISSU - UGGIAS - VARGIU)

Constato la presenza del numero legale, quindi possiamo proseguire.

Prima di dare ulteriore corso alla discussione, voglio chiarire ai colleghi che sollevano ripetutamente la questione degli emendamenti orali che questi emendamenti sono di norma dichiarati ammissibili qualora nessuno si opponga; non possono comunque essere ammessi gli emendamenti che modificano il testo. L'adeguamento delle norme alle modifiche introdotte (le questioni che poneva l'onorevole Pili) a seguito degli emendamenti approvati viene attuato dagli uffici, come sempre avviene, in sede di coordinamento finale della legge..

E' iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Intervengo sull'articolo 10 per precisare quanto, nei contenuti dell'articolo in questione, non è rispondente al riconoscimento di alcune prerogative del ruolo del direttore generale. Sinceramente mi sembra si vada ben oltre nell'attribuire funzioni e competenze in capo al direttore generale dell'ARPAS rispetto a quanto previsto dalle consuetudini fino ad oggi attraverso il conferimento di deleghe che, all'atto pratico, sono state deleghe politiche. Io sono convinto che molte delle funzioni attribuite al direttore generale dell'Agenzia travalichino i limiti che queste funzioni debbono avere. Il direttore generale, se è vero che ha la rappresentanza legale dell'ARPAS, non è altrettanto vero che ha in particolare funzioni, contenute appunto nel comma 4, che stravolgono completamente gli indirizzi politici che invece sarebbero attribuibili e da attribuire…Presidente, i colleghi potrebbero manifestare la loro esuberanza in altre occupazioni, anche in fondo all'Aula. Presidente, chiaramente chiedo il recupero dei minuti persi.

PRESIDENTE. Colleghi, provate a stare fermi e in silenzio. Prego, onorevole Contu.

CONTU (F.I.). Alcune attribuzioni sono condivisibili, altre attribuzioni, molto probabilmente, sarebbero da.....Presidente, rinuncio all'intervento perchè sinceramente quest'Aula sta venendo meno al rispetto delle regole che impongono correttezza di comportamento; correttezza che lei non sta garantendo.

PRESIDENTE. Onorevole Contu la prego di svolgere il suo intervento e invito nuovamente i colleghi a rispettare chi interviene.

CONTU (F.I.). Anche io rispetterò gli altri allo stesso modo!

E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Io sicuramente non smetterò di parlare, soprattutto non a causa di quella che definirei una manifestazione di intemperanza giovanile che ci si concede dopo un meritato riposo, una vacanza. Nel merito, sottolineo che l'articolo è il nocciolo di tutta la legge.

Stamattina, nel corso dei miei interventi, ho cercato di far capire quale erano gli aspetti negativi che potevano spingere me, e credo altri, a votare contro questa legge. Ebbene, il voto negativo alla legge è da addebitare quasi ed esclusivamente al contenuto dell'articolo 10. Vedete, l'ARPAS non esiste e nasce commissariata, perché questo sta accadendo. Ora, ciascuno di noi se fosse al posto del presidente Soru probabilmente ispirerebbe comunque una legge di questo genere; se poi questa legge non fosse ispirata dal presidente Soru è ancora più grave che non si sia accorto di che cosa si sta mettendo in piedi. Io credo che in nessuna altra parte del mondo esista un provvedimento di questo genere; ho verificato infatti, Presidente, le diverse esperienze, visto che noi siamo gli ultimi a metter mano ad una norma di questo genere, mentre altri ormai da diversi anni hanno avuto modo di misurarsi con la funzionalità l'utilità di un organismo come questo. Da nessuna parte, neanche in quelle Regioni che vi sono politicamente molto vicine esiste l'articolazione che voi avete previsto; anzi, per ciò che ho potuto vedere, proprio quelle Regioni garantiscono un maggior controllo ai Consigli, ma soprattutto prevedono una maggiore partecipazione. L'Umbria, per esempio, nella legge istitutiva prevede che l'ARPA possa prestare la sua opera anche a favore di iniziative private, delle quali viene stilato un elenco e fornite motivazioni.

Ma l'articolo che istituisce la figura del direttore generale è più complesso di tutta la legge nel suo insieme, ogni volta che lo leggo mi rendo conto sempre di più che contiene una serie di problematiche che mi spinge a chiedermi chi controlla questo signore. Vedete, per questo signore non è previsto neanche un piano esecutivo di gestione che, forse, è l'unico strumento che poteva portare il Consiglio, la Commissione, la Giunta, gli Assessori di riferimento a motivare una eventuale revoca dell'incarico qualora non raggiunga gli obiettivi.

Ma come si può pensare di demandare tutto esclusivamente a questo direttore e di sottoporlo a una "presa visione" e basta. Il Comitato che prima era di indirizzo è diventato di coordinamento, non ho capito che cosa coordini data l'esiguità dei suoi compiti e tenuto conto che non dispone delle risorse.

Chi stabilisce qual è la politica dell'ARPAS? Il direttore generale, perché lui provvede all'indirizzo, al coordinamento, non solo dell'ARPAS come tale ma anche degli otto coordinamenti provinciali, provvede sempre lui a tutto. Ma abbiamo già uno che pensa a tutto e voi non volete certamente creare un doppione perché sarebbe irriverente nei confronti del Presidente! Ma, santa pazienza, non possiamo neanche condividere che si creino situazioni di emulazione.

Io posso anche capire che molti dei colleghi della maggioranza non sentissero la necessità di leggere questa legge: è stata approvata in Commissione rappresenta la Giunta, il Gruppo di maggioranza relativo, il Gruppo de La Margherita, si fa un coordinamento del testo e siamo a posto. L'adozione di questo percorso permetterà che una legge passi sempre e comunque. Nel futuro risulterà però che questa legge è il frutto dei provvedimenti presentati dalla Giunta, da La Margherita e dai D.S. Sta succedendo piuttosto spesso che su questioni importanti, cari colleghi, anche della minoranza, siano guarda caso la Giunta, i D.S. o La Margherita a presentare per primi i progetti di legge.

CUGINI (D.S.). E' reato?

DIANA (A.N.). No, non è un reato, ci mancherebbe altro! Quello che mi preoccupa, e in questo caso il reato c'è, anche se è un reato perseguibile solo politicamente, onorevole Cugini, è il fatto che voi, colleghi della maggioranza, non avete scritto questo articolo, perché questo articolo non è stato scritto dai D.S., e neanche da La Margherita.

CUGINI (D.S.). E' stato scritto dalla Giunta, dove sta il reato?

DIANA (A.N.). Appunto, certo non l'ha scritto manualmente il presidente Soru.

Presidente, benché l'onorevole Cugini non sia fra quelli che interrompono frequentemente, io posso continuare così per giorni, però io sto ragionando su questo articolo e vi invito a leggerlo, siete ancora in tempo, per sventare un complotto che si sta preparando. L'assessore Dessì non può dirci che ci sono direttori generali che hanno poteri più ampi del direttore di questa Agenzia. Non ne esiste neanche uno! Sono comunque sottoposti al controllo di un consiglio di amministrazione che, se si tratta di enti oggi commissariati, ci sarà domani, a meno che non sciogliate anche quelli.

Tutti gli atti degli enti strumentali della Regione devono passare al vaglio e al controllo della Giunta, mentre a questo direttore generale nessuno può dire niente anche perché, in una materia così complessa, vi assicuro che è impossibile dimostrare che non ha raggiunto gli obiettivi. Qualcuno obietterà che lo si può cacciare via quando si vuole; lo so che lo potete fare, l'avete già fatto altre volte, lo farete anche nel futuro di cacciare via uno che avete insediato voi. Ma non sarebbe meglio che questo direttore generale i poteri li abbia, sì, ma sottoposti a controllo o, addirittura, che forse tutti questi compiti non li abbia proprio?

Se voi avete individuato come componenti del Comitato di coordinamento intanto gli Assessori della difesa dell'ambiente e della sanità e i rappresentanti degli enti locali che conoscono il territorio, come si fa a spogliarli di qualsiasi ruolo? Sono diventati dei subalterni, il che può andar bene per gli Assessori che sono già subalterni, ma non per i rappresentanti degli enti locali.

I rappresentanti degli enti locali no, sono eletti, non sono subalterni né al presidente della Regione, né al presidente del Consiglio, né allo stesso Consiglio, rappresentano i loro territori, sono eletti direttamente, hanno la stessa potestà e la stessa autorevolezza che può avere il presidente della Regione. Però voi state mischiando le cose e attribuite ogni competenza ad un direttore generale; allora, onorevole Pili, a che cosa serve il voto limitato a due preferenze? Per avere un rappresentante delle opposizioni all'interno del comitato non più di indirizzo ma di coordinamento? Non determinerà assolutamente nulla soprattutto perché con questa modifica avete spogliato completamente di una qualsiasi operatività soggetti, che sono legittimati a rappresentare il territorio, a favore di questo direttore generale, che io credo sia stato già individuato. È normale che sia già individuato, prima infatti si individua la persona e sulla persona si fa la legge, è chiaro; quindi nessuno lo caccerà mai via.

PRESIDENTEE' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Diceva il collega Diana che questo articolo ha una importanza fondamentale anzi è l'articolo principale di questa legge. Io credo che l'articolo 10 abbia sicuramente una grande importanza, però la questione fondamentale rispetto a questa legge che, comunque, deve essere esitata da questo Consiglio perchè nessuno di noi intende ritardare un adempimento necessario, è un'altra. Attraverso questo provvedimento, infatti, si doveva dotare la nostra Regione di uno strumento agile; in realtà, come è stato segnalato fin dall'inizio della discussione di questa legge, in particolare l'ha fatto il collega Vargiu con la presentazione di una serie di emendamenti, si sta introducendo nell'ordinamento regionale una legge istitutiva dell'Agenzia regionale per l'ambiente farraginosa, che prevede per alcuni aspetti un'articolazione troppo complessa e per altri tendenzialmente semplificata sulla base di una precisa scelta operata, non tanto nei lavori in Commissione quanto nei lavori di quest'Aula, attraverso gli emendamenti presentati formalmente dalla maggioranza ma evidentemente ispirati dalla Giunta.

All'inizio della discussione erano stati posti alcuni problemi (ne abbiamo parlato in Commissione ieri sera) relativi alle forme e alle procedure per la scelta del direttore generale dell'Agenzia, alle norme sulla costituzione e formazione dell'organo di revisione contabile dell'Agenzia e, poi, attraverso l'articolo 9 di cui abbiamo già discusso, relativi alla forma di governo dell'Agenzia stessa.

Su queste tre questioni , alla luce degli emendamenti proposti dalla maggioranza, di intesa evidentemente con la Giunta, si costruisce un impianto normativo che regolerà la vita di questa Agenzia e che in noi desta forti preoccupazioni. Queste preoccupazioni stanno all'origine delle osservazioni, della discussione, del tempo che cerchiamo di dedicare all'approfondimento dei contenuti di questa legge.

Io vorrei incentrare le mie argomentazioni proprio sul confronto tra la proposta contenuta nell'emendamento numero 7 di Vargiu e la proposta contenuta nell'emendamento numero 17, a firma Masia e Sanna Alberto. Noi siamo certi che le modalità di nomina del direttore generale verranno modificate nella direzione voluta dall'emendamento a firma Masia e più che stabilisce che il direttore generale venga scelto non con una procedura abbreviata, diciamo così, diretta, con una scelta totalmente discrezionale della Giunta regionale, così come era previsto nel testo dell'articolo 10 del proponente, esitato dalla Commissione e arrivato in quest'Aula, ma con una indicazione di procedura di evidenza pubblica.

Il collega Vargiu sosteneva che la proposta migliore fosse quella di stabilire in legge l'adozione di una procedura di selezione pubblica. Ieri in Commissione si è discusso su questo argomento e sulla scelta fatta dalla Giunta regionale, già ieri sera, di insistere sulla formulazione centrata non sulla parola "selezione", ma sulla definizione di "procedura di evidenza pubblica". E' emersa infatti la preoccupazione di evitare i rischi di un contenzioso amministrativo, che spesso la procedura della selezione genera. Un contenzioso amministrativo può facilmente frenare l'azione amministrativa della Giunta regionale e, ritardando i tempi di operatività dell'organismo, rischia di vanificare qualunque scelta.

Io credo che nelle motivazioni addotte dalla Giunta sia contenuto un elemento assolutamente non positivo, perché dire che la selezione pubblica, quindi la forma concorsuale vera e propria e non una generica procedura di evidenza pubblica, può generare un contenzioso significa in qualche modo riconoscere che si vuole avere le mani libere, assoluta discrezionalità, nella scelta delle persone da insediare al vertice di questa Agenzia, come ai vertici di tutte le strutture amministrative di questa Regione; di contro scegliere attraverso una forma di selezione ben disciplinata sarebbe un inciampo all'efficienza amministrativa.

Noi crediamo che dietro questo ragionamento ci sia un'ammissione implicita che il metodo scelto da questo governo regionale, avallato da questa maggioranza, consiste nel poter adottare tutte quelle procedure che voi una volta segnalavate come improprie, negative, antidemocratiche, non trasparenti. La nostra impressione è che voi rivendichiate la trasparenza amministrativa pensando agli altri ed eventualmente al dopo; la nostra impressione é che voi agiate continuamente pensando che una difesa della trasparenza amministrativa, della trasparenza delle procedure sia, sì, necessaria ma in qualche modo sia una necessità che non vi riguarda, che riguarda altri: chi vi ha preceduto, chi ci sarà in un tempo futuro.

Voi, in realtà, al momento presente, vi considerate come dei governanti che devono agire, in nome di non so quale ideale, se lo avete, in nome di non so quale esigenza di efficienza e di normalizzazione del sistema, pensando cioè che procedure regolari, trasparenti, debbano venire dopo, per il momento voi state agendo, avete agito in questi ormai lunghi mesi di questo governo, decidendo sempre con una forma di forzatura estrema dei limiti che la discrezionalità amministrativa vi assegnava e in questo modo avete generato contenzioso amministrativo.

Ma, per evitare il contenzioso amministrativo è necessario un unico rimedio, quello di fare scelte motivate veramente trasparenti, mettendo in concorrenza le persone più valide scelte sulla base di criteri oggettivi, non sulla base delle convenienze di vario titolo, di varia origine, che sistematicamente voi tirate fuori per giustificare un'azione sostanzialmente illegittima e posta in essere scavalcando spesso le norme di diritto fino a quando i Tribunali Amministrativi vi daranno ragione.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Masia, relatore.

MASIA (Gruppo Misto), relatore. Il relatore esprime parere favorevole sugli emendamenti numero 15, 8 e 17, contrario sugli emendamenti numero 6 e 7.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

DESSÌ, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 15. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 6. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 6.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CHERCHI Oscar - CONTU - DIANA - FLORIS Mario - LA SPISA - LOMBARDO - PILI - RASSU - SANJUST - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - LAI - LANZI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Franco - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 48

votanti 47

astenuti 1

maggioranza 24

favorevoli 11

contrari 36

(Il Consiglio non approva).

Mettoin votazione l'emendamento numero 8 , sul quale è stato espresso parere favorevole da parte del relatore e della Giunta. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 17.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Annuncio il nostro voto contrario su questo emendamento perché riteniamo, per quanto chiarito precedentemente, non sufficiente l'indicazione della procedura di evidenza pubblica. Anticipo inoltre la richiesta, Presidente, di votazione separata del comma 10 dell'articolo 10.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 17. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico delle due parti dell'articolo 10.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 10, commi dall'1 al 9 e 11.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIs Vincenzo - FRAU - LAI - LANZI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Franco - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS.

Rispondono no i consiglieri: ARTIZZU - CHERCHI Oscar - CONTU - DIANA - FLORIS Mario - LA SPISA - LOMBARDO - PILI - RASSU - SANJUST - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 48

votanti 47

astenuti 1

maggioranza 24

favorevoli 36

contrari 11

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del comma 10 dell'articolo 10.

(Segue la votazione.)

Prendo atto che il consigliere Pili si è astenuto e che il consigliere Oscar Cherchi ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Oscar - CHERCHI Silvio - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - LA SPISA - LANZI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - RASSU - SALIS - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - PILI - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 44

votanti 41

astenuti 3

maggioranza 21

favorevoli 41

(Il Consiglio approva).

Rimane in piedi, nonostante l'approvazione dell'emendamento numero 17, l'emendamento numero 7 che va messo in votazione. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori sardi). Presidente, ritiro l'emendamento numero 7.

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 11. All'articolo 11 è stato presentato un emendamento.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 11 e del relativo emendamento:

Art. 11

Collegio dei revisori dei conti.

1. Il collegio dei revisori è composto da tre membri, iscritti al Registro dei revisori ufficiali, di cui uno svolge le funzioni di presidente; il collegio è eletto dal Consiglio regionale con voto limitato a due, è nominato con decreto del Presidente della Regione e dura in carica cinque anni.

2. Il collegio dei revisori esercita funzioni di controllo e di verifica contabile, con i poteri e secondo le modalità previste per i revisori dei conti delle aziende sanitarie locali.

3. La prima riunione del collegio dei revisori è convocata dal componente più anziano entro trenta giorni dal decreto di nomina dei suoi componenti, per l'elezione del presidente.

EMENDAMENTO sostitutivo parziale Masia - Sanna Alberto - Cachia - Calledda - Cocco - Corda - Cuccu Giuseppe - Fadda Giuseppe - Frau - Ibba - Lai - Lanzi - Pacifico - Serra - Uggias.

Art. 11

Il comma 1 è così sostituto:

"Il collegio dei revisori è composto da tre membri iscritti al Registro dei revisori ufficiali, di cui uno svolge le funzioni di presidente; il collegio è nominato con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale che ne indica anche il presidente e dura in carica cinque anni." (16).)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Qualcuno, in queste ultime ore, ha cercato di trovare un punto di incontro con l'opposizione sostenendo la tesi che il Presidente della Giunta potesse nominare un revisore dei conti su designazione dell'opposizione. Credo che non sfugga a nessuno, alle parti politiche che autorevolmente siedono in questo Consiglio, che il problema di questa legge non si può ridurre alla designazione di un revisore dei conti da parte dell'opposizione. Non è questo che ci interessa, non è certamente un problema di spartizione che non riguarda questa opposizione che vuole tenere una linea assolutamente chiara, netta e franca.

Questo è un problema politico che, ancor prima della stessa opposizione, riguarda la maggioranza, perché i colleghi che hanno approvato in Commissione questa legge, sono i colleghi che hanno firmato un emendamento che sostiene l'esatto contrario rispetto a quanto approvato in Commissione!

Colleghi, questo è un problema di coerenza politica e, passatemi il termine senza avervene a male, anche morale; coerenza morale nei confronti di quei cittadini che ci hanno dato un mandato preciso per tenere alto il ruolo di questo Consiglio regionale! E quando le parti più importanti di questo Consiglio che siedono nella maggioranza accettano, anzi subiscono, l'imposizione che il Presidente della Giunta ha riproposto ieri in termini chiari nella seduta della Commissione, significa che si sta davvero demolendo quel mandato che la Commissione, in termini unanimi, aveva saputo rispettare.

Ma qual è l'oggetto del contendere, colleghi? Non è la nomina di un revisore dei conti! L'oggetto del contendere ruota sulla necessità (su questo punto abbiamo concordato in Commissione) che il Consiglio regionale, che era stato estromesso dalla possibilità di dare un indirizzo, si riappropri dell'unico ruolo che ancora, forse, gli può essere riconosciuto, cioè quello del controllo e, aggiungo, del controllo contabile che è un ruolo marginale rispetto l ruolo e ai poteri attribuiti (attuazione dei programmi e degli indirizzi) al direttore generale.

Riappropriarsi almeno di questo ruolo ha un valore politico che voi stessi riconoscete. Nel pourparler, nei corridoi, ci dite che avete dovuto sopportare in qualche modo il diktat della Giunta; ma lo accettate comunque, perché non si spiegherebbe diversamente questo cambio di rotta così rilevante, così pregnante dell'azione di un Consiglio regionale che vorrebbe riequilibrare il sistema presidenziale, che io dico va assolutamente mantenuto e difeso, attraverso il rispetto di quelle prerogative del Consiglio regionale che sono appunto quelle dell'indirizzo e del controllo. Se voi, colleghi della maggioranza, perdete anche la possibilità di entrare nel merito della funzione di controllo, state davvero abdicando totalmente al ruolo che il Consiglio regionale invece dovrebbe avere.

Io non ho una lunga storia di frequentazione parlamentare di quest'Aula ma, per quel poco che posso ricordare, non mi è mai capitato di vedere che una legge approvata all'unanimità dalla Commissione consiliare competente venisse stravolta da un emendamento. Un emendamento che, in questo caso, esautora totalmente il Consiglio regionale da uno dei suoi compiti importanti. E' un cambio di rotta assolutamente ingiustificato e credo che il vostro silenzio commenti "ad alta voce" lo stato di disagio che vivete e che, credo giustamente, fate di tutto per nascondere. Infatti, se qualche collega della maggioranza interverrà, lo farà soltanto per tentare di demolire, anche sul piano personale, chi sta cercando di fare delle valutazioni e, consentitemelo, dei richiami a quest'Aula perché il significato istituzionale dell'emendamento è assolutamente rilevante per il Consiglio regionale.

L'aver individuato la strada di asseverare alla Giunta regionale il potere di indicare i revisori dei conti in linea di principio non è un fatto disdicevole, potrebbe essere anche nel solco della netta separazione tra i poteri esecutivi e quelli legislativi. Ma c'è un fatto politico dirimente: la Commissione consiliare ha votato all'unanimità una scelta politica e, dopo qualche giorno, questa scelta viene totalmente stravolta in Aula senza alcuna motivazione, senza alcuna argomentazione eccetto quella, l'unica vera, che il Presidente della Regione vi ha obbligato a presentare l'emendamento correttivo, modificativo sostanzialmente di quello che avevate deciso.

Non è una scelta di coerenza, non rispetta il principio secondo il quale questo Consiglio regionale è chiamato a fare leggi, vi è un ricatto, passatemi questo termine che forse è pesante ma che rende meglio il significato di quello che sta succedendo, siete costretti a cedere le armi del rispetto del ruolo del Consiglio regionale per addivenire ad una soluzione che vi viene imposta, ma viene imposta non ai colleghi della maggioranza di oggi, ma viene imposta al ruolo, alla funzione di questo Consiglio regionale.

Auguri, colleghi della maggioranza, perché questa ulteriore azione, il conseguente voto a favore da parte vostra, segneranno davvero una ulteriore devastante limitazione dei poteri propri dell'Assemblea del popolo sardo.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, tenterei di fare un ragionamento appena appena diverso rispetto a quello che ha appena fatto il collega Pili, e tenterei di farlo anche obbligato da motivi di onestà culturale. Condivido integralmente una delle argomentazioni che ha posto il collega Pili, che poi è l'altra faccia della medaglia di una argomentazione proposta in Aula dai colleghi del centrosinistra; cioè se c'è qualcosa che è stato votato all'unanimità all'interno di una Commissione consiliare è difficile, diceva il collega Uggias, che gli stessi consiglieri che si sono trovati d'accordo in Commissione possono poi trovarsi in disaccordo in Aula.

Ne è un esempio, l'atteggiamento corretto del collega Gallus che, avendo partecipato in Commissione alla stesura di un articolato che probabilmente aveva delle mancanze di cui in parte egli stesso poteva anche non essersi reso conto, è stato conseguente in Aula nel dichiarare la propria partecipazione alla stesura del progetto di legge e quindi la condivisione sostanziale di ampia parte delle cose che all'interno del progetto erano scritte. Quindi io concordo su questa argomentazione; se ci sono delle norme che, anche erroneamente, la Commissione all'unanimità ha ritenuto di dover licenziare, i componenti la Commissione sono vincolati tra di loro da un patto, che non è certo un patto di tipo pernicioso, ma è un patto garantito dalla lealtà culturale di ciascuno di noi. Se, rispetto a quello che si è scritto in buona fede in Commissione ci sono un passo avanti e un passo indietro, il passo avanti e il passo indietro si fanno tutti insieme e non separatamente.

Questa credo sia una regola fondamentale e ha fatto bene il collega Pili a sottolinearla. Se per caso noi dovessimo pensare che coloro che in Commissione hanno esitato un provvedimento all'unanimità, e raggiungere l'unanimità non è mai una cosa facile, sono poi liberati dal vincolo della discussione, dall'approfondimento fatto in Commissione e possono iniziare da capo la discussione in Aula, la prima cosa che dovremmo fare sarebbe scrivere nel nostro Regolamento che le Commissioni non esistono più e che i provvedimenti si discutono in maniera esaustiva all'interno dell'Aula, e lì ci fermiamo.

Però finito questo ragionamento devo dare atto sostanzialmente che condivido la scelta che i colleghi propositori dell'emendamento hanno fatto di mettere in capo alla Giunta la nomina dei revisori dei conti, nel senso che una nomina dei revisori dei conti fatta dal Consiglio è impropria. Noi Riformatori abbiamo fatto, e continuiamo a farla, una battaglia per una divisione chiara dei poteri: i poteri esecutivi della Giunta e i poteri legislativi del Consiglio.

Ogni volta che il Consiglio invade spazi che non gli competono noi stiamo svilendo il suo ruolo e verremo criticati. La questione sarebbe semplice se il discorso si chiudesse qui, ma secondo me qui non si chiude. Infatti ci sono degli organismi di carattere tecnico, di diretta emanazione della Giunta che nomina i componenti i quali devono svolgere un compito di revisione contabile. Probabilmente esistono altri organismi di tipo tecnico-politico su cui è necessario non soltanto un controllo tecnico, ma è necessario anche un controllo politico. Mi riferisco, per esempio, a quegli enti dotati di un consiglio di amministrazione; un consiglio di amministrazione non si occupa dei numeri, come invece fa il collegio dei revisori dei conti che, correttamente, deve essere nominato dalla Giunta. Un consiglio di amministrazione eventualmente entra nel merito delle scelte politiche, e può essere legittimo in questo caso che anche la minoranza abbia la possibilità di conoscere, di criticare o condividere le scelte di un organismo di tipo tecnico-politico.

Questa credo sia la linea di demarcazione e, forse, la battaglia non andava incentrata sui revisori dei conti, ma sulla necessità o meno di inserire, tra gli innumerevoli organismi di cui questa Agenzia è dotata, anche un consiglio di amministrazione. La Commissione ha ritenuto, evidentemente, che l'Agenzia non necessitasse di un consiglio di amministrazione ma soltanto di un collegio di revisori dei conti. Poichè mi pare legittimo che la revisione dei conti sia fatta in maniera tecnica ritengo altrettanto legittimo che la scelta dei revisori dei conti sia affidata alla Giunta regionale.

Colleghi, questo significa, se vogliamo continuare a parlare tra di noi con onestà intellettuale, che ogni qualvolta ci sarà da ragionare sulle legittime potestà legislative di questo Consiglio, quindi ogni qualvolta questo Consiglio sarà coinvolto nelle scelte, perché questo è il mandato conferito dai sardi, in tutte quelle circostanze sarà necessario difendere le prerogative del Consiglio.

Questo Consiglio, però, per non discutere più su argomenti di questa natura, dovrebbe varare un provvedimento che sancisca in maniera chiara i confini che la Giunta non deve superare per non invadere il territorio riservato all'attività e alla produzione legislativa del Consiglio. Mi rendo conto che l'introduzione di questa norma può non sembrare urgente perché forse non si traduce in qualcosa di particolarmente tangibile per l'interesse specifico di ciascuno di noi o di ciascuno dei nostri partiti, però è nell'interesse del buon funzionamento di quest'Aula, quindi della qualità della produzione legislativa di questo Consiglio e della dignità personale di ciascuno di noi.

Credo che un'iniziativa di questo genere ovviamente spetti a voi, che siete la maggioranza di questo Consiglio regionale; sarebbe un fatto positivo se, oltre alle aperture formali che tante volte avvengono tra maggioranza e minoranza, su questo argomento si avviasse una iniziativa legislativa seria.

PRESIDENTE E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, io ho ascoltato con attenzione le considerazioni dell'onorevole Vargiu che necessitano sempre di essere meditate e che potremmo sottoscrivere , se oggi ci trovassimo in una situazione completamente diversa. Questo Consiglio regionale infatti ha piena fiducia nell'operato della Giunta, o del Presidente, perché siamo arrivati ad esitare una legge che è frutto dei ragionamenti fatti in quest'Aula. Cosa voglio dire? La figura del Presidente della Regione come giudice monocratico che nomina il direttore generale e i revisori dei conti, sempre lui, non esiste in nessun altro organismo, non può esistere, perché i revisori dei conti esercitano un ruolo di garanzia, e questa garanzia deve essere data a noi che stiamo legiferando, non al Presidente della Regione. E chi ci dà questa garanzia?

Onorevole Vargiu, questo direttore generale non ha compiti di direttore generale di un ente locale qualsiasi, ha un ruolo operativo, ha il maneggio del denaro, stende il bilancio preventivo e il consuntivo, li sottopone all'attenzione del Comitato che non li deve neanche approvare. Il bilancio non viene neanche pubblicato, perché l'unica cosa che si chiede al direttore generale di pubblicare è la nomina dei direttori del servizio, quella deve essere pubblicata sul bollettino ufficiale della Regione, tutto il resto è "robettina da poco".

Vorrei capire che interesse hanno i sardi di sapere il nome dei direttori dei servizi, ma proprio non gliene importa niente. Non sto cambiando articolo, sto cercando di far capire quale può essere la funzione di un collegio dei revisori, revisori che non possono sfuggire non al controllo, ma alla nomina; spesso e volentieri abbiamo votato infatti dei revisori dei conti dei quali non conosciamo neanche la faccia e con i quali non avremo più alcun rapporto, conosciamo la loro professionalità, il loro curriculum, sappiamo che sono persone serie, attente, persone di esperienza a cui il Consiglio si affida: Noi ci affidiamo al Presidente! Siete padronissimi di farlo, io non mi affido, non mi posso affidare.

Delle determinazioni adottate dal direttore solo quella prevista alla lettera b) del comma 5 va pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione, come stabilito nel successivo comma 7. Sapete che cosa tratta questa lettera b) del comma 5? Stabilisce che i direttore generale provvede: "alla nomina con provvedimento motivato del direttore dell'area tecnico-scientifica, del direttore dell'area amministrativa, dei direttori dei dipartimenti provinciali e specialistici regionali". Questo va pubblicato sul Bollettino ufficiale, di tutto il resto non c'è traccia.

Allora perché il collegio dei revisori dei conti non può assumere un ruolo che non può essere, per quanto mi riguarda, quello che ha indicato l'onorevole Vargiu? È auspicabile che un domani sia così, oggi no. Ma non eravate d'accordo neanche voi tant'è che in Commissione non avete detto quello che è scritto nell'emendamento. Onorevole Masia, capisco la sua difficoltà perché la vedo in difficoltà, è chiaro che era più d'accordo con la norma esitata dalla Commissione, non c'è dubbio.

Nella relazione è scritto che alcuni temi hanno costituito i nodi critici della discussione nelle Commissioni congiunte. Uno di questi nodi critici è stato la forma di governo dell'Agenzia. Le Commissioni si sono a lungo soffermate sui possibili modelli di organi da prefigurare per l'Agenzia (direttore generale come organo unico, consiglio di amministrazione, consiglio superiore, comitato di indirizzo)- e hanno adottato come forma di governo, pilatesca dico io, quella che vede un comitato d'indirizzo come organo di programmazione, indirizzo e verifica dei risultati dell'attività dell'ARPAS. Questo comitato di indirizzo non ha più questo compito, avete fatto un'altra cosa!

Onorevole Masia la relazione l'ha scritta lei, e lei ha scritto che si è adottata come forma di governo quella che vede un comitato di indirizzo come organo di programmazione, indirizzo e verifica; ma il comitato di coordinamento non ha più questo ruolo, è un'altra cosa. Perché è successo tutto questo? Presumo che se l'elezione del Presidente della Repubblica fosse durata quindici giorni, come altre volte, forse questi emendamenti non sarebbero stati presentati; qualcuno ha voluto invece che le cose si facessero in fretta e furia e il risultato è stato che abbiamo eletto Napolitano Presidente della Repubblica, e abbiamo esitato due pessime leggi, una ieri sul commercio e una oggi sull'ARPAS.

Onorevole Pili, lei non è l'unico ad aver copiato, anche perché io so benissimo che lei non ha copiato, sono altri che hanno copiato. Nella legge che è stata approvata ieri in questo Consiglio regionale sa quante copiature c'erano? Tante, e poi tante. E' legittimo copiare, ma solo quanto lo fate voi; copiare è sinonimo di incapacità perché i problemi del commercio della Sardegna non sono i problemi del commercio della Toscana, del Veneto, della Lombardia e del Piemonte, le problematiche sono diverse.

Quindi io voterò contro questo articolo e non perché sia interessato alla nomina di qualche revisore dei conti perché non mi interessa minimamente. Quando mi sono trovato a fare il Presidente ho deciso e ho fatto; in quest'Aula c'è un Presidente che decide e fa. Benissimo! Ci sono i presidenti che rispettano le regole e ci sono quelli che non le vogliono rispettare, che aggirano le regole facendone delle nuove. Questa è una nuova regola che nasce in questo Consiglio regionale che prevede che tutti i revisori dei conti d'ora in avanti, di qualsiasi organismo si tratti, vengono nominati dalla Giunta regionale perché da qui si parte e così sarà nel futuro. Siete contenti voi, saranno contenti probabilmente anche i sardi forse per un altra tornata elettorale a breve termine, ma nel prossimo futuro credo che le cose cominceranno a cambiare.

PRESIDENTE E' iscritto parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Consiglierei al collega Diana di non fare previsioni elettorali perché non le hanno azzeccate neanche quelli che fanno i sondaggi per professione

Rimaniamo all'articolo 11 e non carichiamolo di un significato diverso da quella che ha. Io non faccio parte della Commissione però apprezzo l'emendamento che è stato predisposto. Tutt'al più si pone un altro problema, un po' più ampio, che non è risolvibile stasera, ma precisando però che la funzione dei revisori è una funzione prevista dalla legge. Un collegio dei revisori non si comporta in un modo in un ente e in un altro modo in un altro ente, si comporta secondo quanto previsto dalla legge. Aggiungo che non mi è mai capitato - sono consigliere regionale da diversi anni e parlo per me, ma vorrei che questo discorso fosse valido per tutti, di interloquire con un revisore dei conti, di intervenire in un modo o nell'altro nella sua funzione pubblica perché sarebbe anche un reato. C'è da dire anche un'altra cosa: nel bene e nel male, soprattutto nel male quando dovessero sbagliare, rispondono direttamente delle azioni che compiono.

In Aula sono presenti dei commercialisti che saprebbero spiegare tecnicamente, nei particolari, la funzione del revisore; però mi pare di poter dire che si deve esprimere una competenza professionale , che c'è l'obbligo di presenza per alcuni atti, che ci sono responsabilità individuali e collettive, anche responsabilità nuove che sono state poste in capo ai revisori dalle ultime leggi che. Io rimarrei a questo.

Ci sono poi altri aspetti più generali, per cui ci si chiede se è giusto che li nomini il Consiglio, se è giusto che li nomini la Giunta, se è giusto che la funzione sia questa. Su questo io ho un dubbio; può darsi quindi che bisognerà riflettere in futuro, avendo i revisori, i dottori commercialisti, i ragionieri commercialisti degli albi, così come i geometri e tante altre categorie professionali, sulla possibilità di studiare una norma per chiedere ai presidenti degli albi di proporre una rosa all'attenzione di chi deve fare queste nomine, ed io rimango dell'idea che le nomine le debba fare la Giunta.

Vogliamo controllare i conti dell'ARPAS? Esagerati! Non controlliamo neanche ciò dovremmo controllare per responsabilità diretta! Non c'è nessuna volontà - lo dico per il collega Pili che è stato quello più irruento come spesso gli capita - di fare quella operazione che stavamo dicendo. Stiamo parlando di revisori dei conti che vengono nominati dalla Giunta. Se li nomina il Consiglio si comprende che due li nomina la maggioranza e uno lo nomina la minoranza, ma adesso stiamo bisticciando per un revisore dei conti del quale non sappiamo nulla dopo che viene nominato?

DIANA (A.N.). E' per questo che state bisticciando!

CUGINI (D.S.). E allora non accusiamoci di tentativi di frode nei confronti dell'ARPAS! Rispettiamoci un po' di più! Tutto qui!

PILI (F.I.). Lo stai dicendo ancora!

CUGINI (D.S.). Ma è così, Pili, è così! Tutte le volte che prendi la parola sembra che dobbiamo dichiarare guerra all'Unione Sovietica che non c'è più! E togliti questo obiettivo dalla testa!

MARROCU (D.S.). Nonostante i revisori dei conti in questi anni la Ranno ha operato, o te ne sei dimenticato?

(Interruzioni)

CUGINI (D.S.).Voglio far notare al presidente Spissu che l'emendamento numero 16, se l'approviamo, ma l'approveremo, stabilisce che la Giunta indica anche il presidente del collegio dei revisori; il terzo comma dell'articolo 11, nel testo esitato dalla Commissione, prevede invece che sia il collegio dei revisori ad eleggere il presidente nel corso della prima riunione. Quindi direi che l'approvazione dell'emendamento dovrebbe portare a far decadere quel capoverso, ma bisogna trovare una soluzione perché quel capoverso entrerebbe in contraddizione con il testo dell'emendamento. Ma tutto questo facciamolo pacatamente,

PILI (F.I.). Il coordinamento…

CUGINI (D.S.). Lasciamo perdere il coordinamento… facciamolo pacatamente Pili, perché se carichiamo il dibattito di cose che non hanno mai impegnato il pensiero di nessuno di noi, è chiaro che non contribuiamo a migliorare, per quello che si può fare, il testo.

Io ho molto apprezzato l'intervento del collega Vargiu perché, nonostante abbia confermato una posizione diversa sul complesso della legge, ha l'obiettivo di migliorarla. Quindi se, così come è accaduto in Commissione, confermiamo una impostazione di miglioramento collaborativo sul testo ancora da esaminare, secondo me qualche ulteriore aggiustamento si può fare, ma in tempi di pace e non di guerra.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Io vorrei precisare innanzitutto, rispetto a quanto detto dall'onorevole Cugini, che non mi risulta che in Consiglio siano presenti dei commercialisti.

Potrebbero essercene, ma se la salute assiste me, il collega Sanjust e il collega Contu non ce ne saranno. Spero almeno che questo rimanga agli atti quanto meno come augurio.

Sulla questione, invece, della funzione dei revisori dei conti l'onorevole Cugini fa qualche digressione, però dal suo discorso credo emerga chiaramente che il problema di una insufficienza della legislazione regionale e del modello in essa contenuto.

Io condivido le argomentazioni del collega Diana in ordine alla questione di fondo, che rimane e pesa, dell'avere una forma di governo della Regione di tipo presidenzialista a fronte di una divisione di poteri di vecchio tipo. Pur nella distinzione dei ruoli, rimane il fatto che il cuore ma anche le braccia, la parte decisionale ma anche la parte operativa di questa Regione non possono coincidere in un unico organo.

Voi, con pochi ma significativi emendamenti che ne hanno stravolto l'impianto, avete modificato questa legge relativamente non alle funzioni dell'ARPAS, ma riguardo invece al sistema di funzionamento di questa Agenzia, perchè state costruendo o favorendo sempre di più la costruzione di un sistema che ha come unico punto di riferimento la Giunta regionale.

Se a voi questo va bene fate pure; noi non possiamo favorire che si vada in questa direzione che non consente una trasparenza degli atti amministrativi, e cercheremo di impedirlo finché avremo le energie per farlo,. Non è possibile che all'organo di indirizzo, che sulla base dell'articolo 6, svolge anche una forte funzione di vigilanza e di controllo sugli atti amministrativi, sia sotto il profilo della legittimità, sia sotto il profilo del merito, non si contrapponga un organo di controllo contabile che sia quanto meno emanazione del Consiglio regionale.

Crediamo che proprio perché il modello e la forma di governo sono cambiati sia necessario che alcuni elementi di terzietà nella valutazione rimangano, che il collegio dei revisori possa essere nominato da un soggetto che non sia lo stesso che ha la funzione principale di indirizzo addirittura sostanzialmente di approvazione dei bilanci, diceva giustamente Mario Diana. Il bilancio che prepara il direttore generale viene solo sottoposto per un parere al comitato, che voi adesso avete ridefinito come comitato di coordinamento e non di indirizzo, ma non verrà neanche pubblicato. Quindi, è essenziale che la revisione contabile possa essere fatta da un collegio di persone scelte non dallo stesso soggetto che sceglie l'indirizzo politico, che approva i bilanci; ma, in questo modo, voi state impedendo proprio questo. Siete liberi di farlo, fatelo pure, però state consegnando sempre di più alla Giunta regionale il totale controllo e la totale operatività di ogni spazio di azione amministrativa e anche di governo. L'azione di governo e l'azione amministrativa è giusto che siano in capo all'esecutivo, ma la funzione di controllo contabile, no.

Per quanto le riforme istituzionali stiano andando in questa direzione, io credo che nella Regione Sardegna noi potremmo autonomamente esercitare una scelta diversa mantenendo in capo al Consiglio regionale almeno questa funzione essenziale.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Sanjust. Ne ha facoltà.

SANJUST (F.I.). Io avevo deciso, come del resto ho fatto nella giornata di ieri, di non intervenire, non perché ritenga che l'argomento sia di poco conto o estraneo alle mie competenze specifiche, ma perché sono e rimango fermamente convinto che non si debba per forza di cose far sentire la propria voce, molte volte solo ed esclusivamente per partecipare oppure per fare del mero ostruzionismo. Sono però altrettanto convinto che chi è stato demandato dal popolo al compito arduo di governare debba farlo assumendosene completamente tutte le responsabilità, per poi essere nuovamente giudicati dopo cinque anni e raccogliere, eventualmente, i frutti del lavoro svolto.

Il nostro compito, ma mi soffermo a parlare ovviamente del mio in particolare, è quello invece di cercare di dare quel piccolo contributo che, ammetto, ringraziando anche i colleghi, qualche volta ho avuto la possibilità di dare, per poter eventualmente migliorare ciò che voi maggioranza, soprattutto, proponete all'Aula.

Però ciò che mi ha spinto, dopo due giorni, ad intervenire è stata appunto la presentazione dell'emendamento numero 16; un emendamento che nella forma è un sostitutivo parziale, ma che nella sostanza io definisco "emendamento amorale". Mi rivolgo prevalentemente ai colleghi che in Commissione hanno lavorato, nei giorni precedenti, ma anche ieri notte, fianco a fianco per cercare di esitare una legge che ai sardi comunque serve, ma che avrebbe avuto probabilmente la necessità, come quella che è stata esitata ieri, di un accordo quanto più ampio possibile. Vedete, cari colleghi, erano stati presi degli accordi ben precisi, degli accordi che alcuni di noi hanno chiamato accordi politici, ma che a me, forse per l'educazione che ho ricevuto, piace chiamare accordi morali, perché presi da gentiluomini e da gentildonne.

Ciò che è accaduto con la presentazione dell'emendamento numero 16 rilancia, o mette forse ancor di più in evidenza, che all'interno dell'istituzione del Consiglio regionale esiste un vero e proprio problema di difesa delle garanzie. Lei, purtroppo, egregio Presidente della Giunta, sta cercando in ogni modo e ogni giorno di delegittimare sempre di più questa istituzione (magari scusandosi pochi minuti dopo con l'Aula), con il preciso intento, sempre a mio modo di vedere, di far capire a tutti che per tutte le cose a decidere è sempre e solo una persona e non più, come magari si usava qualche anno fa un'Assemblea democraticamente eletta.

PRESIDENTE.. E' iscritto a parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.

MASIA (Federalista-Autonomista Sardo). Signor Presidente, intervengo sull'articolo 11 in particolare sull'emendamento numero 16. Intanto dico subito che ha ragione l'onorevole Cugini in merito al comma 3 dell'articolo 11 che, chiaramente, diventerebbe superfluo a seguito dell'approvazione dell'emendamento. Quindi io chiedo se sia possibile intervenire in fase di coordinamento, oppure, se sia necessaria la votazione per parti..

Però intervengo anche perché, visto il tono direi quasi grave assunto da alcuni interventi , credo che occorra dire qualche parola di "alleggerimento".Io non credo che stiamo discutendo in questo momento l'articolo che è la sostanza della legge, perché di questo mi pare qualcuno si vuole far forte, in particolare quando si viene richiamati ad essere galantuomini, al mantenimento degli impegni presi. Io sono meravigliato, naturalmente, perché non mi sembra questo il tono giusto, né sicuramente mi sembra questo l'articolo più importante.

L'ARPAS è ben altra cosa; attraverso questo articolo stiamo soltanto istituendo un collegio di revisori i cui componenti nella prima stesura del testo erano nominati dal Consiglio; nel nostro emendamento, invece, si prevede che vengano nominati direttamente dalla Giunta.

Io credo sia una argomentazione abbastanza debole quella che sostiene che vada mantenuta in Aula una decisione unanime assunta in Commissione. Figuriamoci, a me hanno insegnato che una legge esitata dalle Commissioni con un voto unanime, normalmente viene totalmente stravolta.. Non è questo il caso; questa legge la stiamo soltanto migliorando rispetto ad alcuni obiettivi, mi pare anche condivisi ma, forse, secondo qualche esponente dell'opposizione neanche raggiunti.

L'onorevole Vargiu, infatti (mi pare che questa fosse la linea che stava portando avanti), probabilmente avrebbe voluto che si snellisse maggiormente questa Agenzia nelle sue articolazioni (noi riteniamo di averlo fatto), e si precisassero meglio le responsabilità dei singoli organismi che la compongono, ed è su questa linea che noi ci siamo mossi.

Nel caso di questo provvedimento, per deformazione professionale parlerei di metodo delle approssimazioni successive per ottenere il risultato migliore. A questo fine si è lavorato anche in Consiglio e si è consentito all'Aula di entrare nel merito, prerogativa che noi solitamente rivendichiamo, anche delle leggi esitate dalla Commissione con il massimo della sintesi e del consenso.

Questo è il percorso che è stato seguito; io ribadisco quindi che certe prese di posizione vengono in particolare da parte di coloro che non hanno partecipato alla discussione all'interno della Commissione e questo, naturalmente, mi fa capire che la strada che stiamo intraprendendo è quella giusta. Se tutta la valenza della legge la dovessimo imputare a questo articolo e, di conseguenza, a questo emendamento, io credo che non si sia capito il valore di questa legge e probabilmente neanche il valore di quello che stiamo facendo con l'istituzione dell'ARPAS.

Ricordo che siamo fortemente in ritardo rispetto ad altre Regioni, ma io credo che con questa legge daremo vita ad un modello di Agenzia, come mi è capitato di dire in un precedente intervento, innovativo rispetto ai tanti altri presenti nel nostro Paese.

Noi abbiamo puntato in particolare alla separazione dei ruoli, ma non abbiamo voluto nemmeno dimenticare, e nella legge questo è fortemente presente, la precisa definizione dei ruoli che devono essere svolti; è ben delineato il ruolo di quel comitato di coordinamento che si sta fortemente criticando e che, invece, mantiene nettamente funzioni di indirizzo, di sintesi, di verifica, di controllo e - perché no? - anche di coordinamento di tutta una serie di istanze provenienti dai territori che, attraverso questo organismo, sicuramente possono trovare voce e risposta.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento numero 16 ha facoltà di parlare il consigliere Masia, relatore.

MASIA (Federalista-Autonomista Sardo), relatore. Il relatore esprime parere favorevole sull'emendamento numero 16, con la precisazione relativa al comma 3 fatta all'inizio del precedente intervento

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

DESSI', Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 16. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE..

Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Il nostro voto è, ovviamente, contrario e, al di là di quello che i colleghi hanno autorevolmente detto da una parte e dall'altra, cioè dalla nostra parte, per evidenziare alcune incongruenze nella, diciamo, mutazione di atteggiamento da parte della maggioranza. A questo proposito ricordo che questo testo , così come erroneamente è stato più volte detto, non è stato approvato all'unanimità in Commissione. In Commissione è stato approvato a maggioranza, è stato approvato dai colleghi della maggioranza, sostanzialmente.

Appare quindi ancora più difficilmente comprensibile quanto è accaduto, e cioè che su un aspetto che attribuiva giustamente, in modo assolutamente incontrovertibile, una determinata competenza al Consiglio regionale, lo stesso Consiglio regionale, o meglio la maggioranza che aveva prima votato quel testo, lo abbia cambiato in un senso che va in direzione diametralmente opposta a quella del rispetto delle competenze, del prestigio e del ruolo del Consiglio stesso, privando il Consiglio regionale della possibilità di effettuare una nomina.

Una nomina che in sé vuol dire veramente molto poco; nessuno di noi sarebbe così ingenuo da pensare che il problema sia la nomina di un revisore dei conti, ben altre nomine abbiamo visto in questo periodo, ben altre spartizioni di posti di potere abbiamo visto in questo periodo, ben altre elargizioni di consulenze ricche, e riccamente retribuite, abbiamo visto effettuare dalla Giunta regionale in questo periodo.

Quindi non è certamente il problema di un revisore dei conti retribuito o meno, il problema ruota attorno al ruolo del Consiglio, alla dignità del Consiglio, ad una espropriazione a danno del Consiglio regionale di una competenza che è tipica del Consiglio regionale nei confronti di un ruolo che non è sicuramente quello di controllore la cui nomina è da attribuire al controllato. Mi pare veramente che si stia andando in una direzione inedita, un percorso sconosciuto a qualunque consiglio di amministrazione di un ente pubblico, ancor più a un ente di questo genere.

Il controllato solitamente è diverso dal controllore, solitamente i revisori dei conti vengono nominati dalle assemblee e non, qui qualcuno mi corregga se sbaglio, dai consigli di amministrazione delle aziende; quindi mi pare veramente che la maggioranza poteva evitare di compiere questo atto, un atto che la Giunta poteva evitare di chiedere.

.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 16.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - LAI - LANZI - MANCA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Franco - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS.

Risponde no il consigliere: ARTIZZU

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - LA SPISA - LIORI - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 40

votanti 37

astenuti 4

maggioranza 19

favorevoli 36

contrari 1

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'articolo 11dal quale viene espunto il comma 3 a seguito dell'approvazione dell'emendamento numero 16.

. Chi lo approva alzi lo mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 12. A questo articolo non sono stati presentati emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 12:

Art. 12

Articolazione e organizzazione dell'ARPAS

1. Per l'esercizio delle funzioni e delle attività di cui alla presente legge, l'ARPAS si articola in una struttura centrale, in otto dipartimenti provinciali e in dipartimenti specialistici a valenza regionale.

2. La struttura centrale è organizzata in una direzione generale e in due direzioni di area denominate:

a) area tecnico-scientifica, che provvede alla promozione, programmazione, progettazione e produzione dei servizi connessi alle attività tecnico-scientifiche dell'ARPAS;

b) area amministrativa, che svolge le attività connesse alla gestione del personale, del bilancio e del patrimonio, nonché ogni altra attività amministrativa di carattere unitario.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 12, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi lo mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 13. A questo articolo è stato presentato un emendamento.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 13 e del relativo emendamento:

Art. 13

Ufficio di direzione e di staff

1. Per l'espletamento delle funzioni di propria competenza il direttore generale si avvale dell'ufficio di direzione e dell'ufficio di staff.

2. L'ufficio di direzione è costituito dai direttori delle aree tecnico-scientifica, amministrativa e dai direttori dei dipartimenti provinciali e dei dipartimenti specialistici regionali; l'ufficio collabora con il direttore generale alla predisposizione degli atti di cui al comma 5 dell'articolo 10.

3. L'ufficio di staff è costituito dal personale di segreteria e da personale di comprovata esperienza nelle specifiche funzioni di competenza della direzione generale, scelto tra i dipendenti dell'ARPAS; la revoca o la scadenza del mandato del direttore generale comporta la decadenza dello staff.

4. Le funzioni dell'ufficio di staff e di direzione sono disciplinate dal regolamento di organizzazione.

Emendamento soppressivo totale Vargiu

Art. 13

L'articolo 13 è soppresso. (9).)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori. Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, anche l'articolo 13 è un esempio dell'inserimento in legge di un qualcosa che la appesantisce e non serve. È un articolo, dal mio e dal nostro punto di vista, non solo inutile ma che io, se fossi in voi, giudicherei pericoloso per la funzione propria dell'ARPAS. E' un articolo inutile perché sembra assolutamente pleonastico dire che una struttura che voi avete dotato di dirigenti e di direttori in abbondanza, deve poi dotarsi di un coordinamento, perché se il coordinamento tra i direttori non venisse fatto, ahinoi, ci si chiede che cosa succederebbe del lavoro dell'ARPAS.

Quello che diventa inquietante, soprattutto, è la presenza dell'ufficio di staff, nel senso che è davvero difficile capire a che cosa serva all'interno di questa Agenzia, che ha tanti pleonasmi, tanti orpelli, tanti pezzi barocchi assolutamente inutili al suo funzionamento, l'ulteriore presenza di un ufficio di staff costituito da personale di segreteria di comprovata esperienza nelle specifiche funzioni di competenza della direzione generale, scelto tra i dipendenti dell'ARPAS e legato al direttore generale.

È ancora più inquietante poi quel comma 4 che dice: "Le funzioni dell'ufficio di staff e di direzione sono disciplinate dal regolamento di organizzazione". E' possibile che mi sbagli, ma leggendo quello che voi avete scritto verrebbe da pensare che, dopo aver dato una trentina di medaglie a direttori e vice direttori, ve ne sia avanzato un piccolo stock con il quale gratificare un'altra mezza dozzina, o dozzina intera, di dipendenti dell'ARPAS che, inseriti all'interno dell'ufficio di staff, avranno la possibilità di avere una gratificazione in più.

Il contenuto dell'articolo è un pericolo per l'ARPAS stessa che sarebbe vincolata ad istituire l'ufficio di staff, che è obbligatorio per legge, anche se per scelta di coloro che la dirigono decidesse di non dotarsi dell'ufficio di staff. Poiché avete previsto in legge l'ufficio di staff, siete costretti ad usare comunque quel piccolo stock di medaglie che, eventualmente, non avevate distribuito nella prima tornata.

Io credo che l'inserimento di questi uffici all'interno di una struttura che ha già tante articolazioni, tanta complessità, tanti intrecci, tanti incroci, come l'Agenzia che voi avete disegnato, rappresenti un'ulteriore ingessatura per l'Agenzia stessa, quindi rischi di diventare invece che uno strumento di ausilio a coloro i quali dovranno gestire la struttura, un ulteriore strumento di incatenamento, un ulteriore ingabbiamento della direzione aziendale che dovrà dotarsi per legge di un ufficio di staff, dovrà dotarsi per legge di un ufficio di direzione e, una volta che la legge gli impone di avere l'uno e l'altro, dovrà ovviamente fare i conti con questi organismi che non sembrano assolutamente finalizzati allo snellimento dell'attività dell'Agenzia, ma anzi sembrano penalizzarla nel suo dinamismo e nella sua snellezza.

Altro sarebbe stato, probabilmente, dire che l'Agenzia regionale per l'ambiente ha la possibilità di dotarsi di un proprio regolamento, per cui fra sei mesi, fra un anno, fra due anni, l'Agenzia si rende conto di avere necessità di un ufficio di direzione, di un ufficio di staff , se lo crea, se lo gestisce e, fintanto che questo è funzionale alle effettive esigenze dell'Agenzia...

LAI (D.S.). Ci arrendiamo!

MASIA (Federalista-Autonomista Sardo). Ci hai convinto!

VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie, allora interrompo. Mi fa piacere, ma io immagino che se vi ho convinto è per la foga dialettica e per la passione che voi vedete trasparire dalle cose che dico.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.). Signor Presidente, io non voglio appesantire una discussione che probabilmente si sta protraendo oltre il dovuto, però credo che le osservazioni portate dal collega Vargiu siano pertinenti e pertanto, poiché le osservazioni tendono a rendere più snella la legge, a togliere gli orpelli che appesantiscono, ad esse si debba dare una considerazione positiva. L'ufficio di staff, e comunque l'ufficio di direzione, è implicito nell'organizzazione dell'Agenzia, tra i doveri che il direttore generale avrà nel momento in cui formulerà l'organizzazione stessa dei propri uffici. Chiedo anche agli altri colleghi di accogliere l'emendamento proposto dal collega Vargiu.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Masia, relatore.

MASIA (Federalista-Autonomista Sardo), relatore. Il relatore esprime parere favorevole, sulla base dell'orientamento che sta emergendo dall'Aula .

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

DESSI', Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. La Giunta esprime parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Ricordo che, essendo l'emendamento numero 9 un soppressivo totale, dobbiamo procedere alla votazione dell'articolo. Metto in votazione l'articolo 13. Chi lo approva alzi lo mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 14.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 14:

Art. 14

Direttore dell'area tecnico-scientifica e direttore dell'area amministrativa

1. Il direttore dell'area tecnico-scientifica ed il direttore dell'area amministrativa coordinano le attività dei direttori dei dipartimenti provinciali e specialistici, collaborano con il direttore generale al quale forniscono pareri obbligatori sugli atti di rispettiva competenza.

2. Il direttore generale può adottare, motivandoli, provvedimenti in difformità ai pareri resi dal direttore dell'area tecnico-scientifica e dal direttore dell'area amministrativa.

3. Il direttore generale, con provvedimento motivato, nomina i due direttori scegliendoli tra i dirigenti dell'amministrazione regionale o degli enti regionali, di cui al comma 2 dell'articolo 28 della legge regionale n. 31 del 1998, tra soggetti esterni di cui all'articolo 29 della medesima legge o tra il personale dipendente dell'ARPAS in possesso dei seguenti requisiti:

a) direttore dell'area tecnico-scientifica: laurea in discipline tecnico-scientifiche e attività di direzione e di responsabilità svolta per almeno cinque anni negli ultimi dieci anni presso enti o strutture pubbliche e private di media o grande dimensione, deputate allo svolgimento di attività di prevalente interesse per la prevenzione e l'ambiente;

b) direttore dell'area amministrativa: laurea in discipline giuridiche o economiche e attività di qualificata direzione amministrativa svolta per almeno cinque anni negli ultimi dieci anni presso enti o strutture pubbliche e private di media o grande dimensione.

4. Il direttore dell'area tecnico-scientifica ed il direttore dell'area amministrativa durano in carica quanto il direttore generale e possono essere riconfermati.

5. L'incarico comporta un rapporto di lavoro a tempo pieno, non è compatibile con attività professionali ed incarichi elettivi e, per i pubblici dipendenti, è subordinato al collocamento in aspettativa o fuori ruolo dall'ente di appartenenza, senza assegni per tutto il periodo dell'incarico.)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu,. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Non approfittare!

VARGIU (Riformatori Sardi). Vista la disponibilità dei colleghi del centrosinistra io provo a infilare qualche altro suggerimento che possa smuovere le loro coscienze e, vista l'ora tarda, magari essere accolto con una maggiore benevolenza irispetto ad altri momenti. Colleghi, in questo clima di collaborazione; io vi chiedo che significato abbia il secondo comma dell'articolo 14, cioè quello che dice che il direttore generale può adottare, motivandoli, provvedimenti in difformità ai pareri resi dal direttore dell'area tecnico-scientifica e dal direttore dell'area amministrativa.

A me parrebbe che un direttore generale, che si sceglie il direttore tecnico-scientifico e il direttore dell'area amministrativa, che restano in carica come nelle AA.SS.LL. esattamente quanto resta in carica lui, faccia una triade, tipo quella della Juventus, con gli altri due indissolubile, nel senso che insieme stanno in piedi, insieme cadono, ma adottano anche provvedimenti assolutamente concordati e consoni. Mi sembra una incongruenza che un direttore di area tecnico-scientifica o un direttore di area amministrativa, che hanno in capo la responsabilità di fornire pareri obbligatori vengano scavalcati dal direttore generale. Se qualcuno mi spiega questa previsione normativa io ritiro la mia obiezione e, serenamente, accolgo quello che voi dite.

PORCU (Progetto Sardegna). Ha ragione anche questa volta.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Brevemente, per evidenziare che le argomentazioni portate dal collega Vargiu colgono nel segno, anche perché è un principio immanente nell'ordinamento giuridico-amministrativo che il direttore generale può adottare provvedimenti in difformità motivandoli. Quindi non c'è la necessità di una norma apposita.

Metto in votazione l'articolo 14 stralciando il comma 2. Chi lo approva alzi lo mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 15. All'articolo 15 è stato presentato un emendamento.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 15 e del relativo emendamento:

Art. 15

Dipartimenti provinciali

1. Il dipartimento provinciale è una struttura unitaria diretta da un direttore di dipartimento, nominato dal direttore generale fra le persone aventi gli stessi requisiti del direttore dell'area tecnico-scientifica. Il direttore di dipartimento dura in carica quanto il direttore generale dal quale può essere rimosso con provvedimento motivato, previa contestazione, nei casi previsti dalla normativa vigente ovvero dal contratto.

2. I dipartimenti provinciali svolgono l'attività ed i servizi essenziali di base, con particolare riferimento all'attività di controllo ambientale, necessari allo svolgimento delle attività secondo criteri di efficienza, efficacia ed economicità e sulla base delle direttive e con le risorse assegnate dal direttore generale, coerentemente con quanto disposto dal programma.

3. La rete dei laboratori e degli uffici di misurazione è al servizio dei dipartimenti provinciali e specialistici.

4. I dipartimenti provinciali per le proprie competenze possono essere incaricati di svolgere compiti specifici, a livello interdipartimentale, ove questo sia necessario al fine di garantire un migliore espletamento del servizio ed una maggiore economia delle risorse.

Emendamento soppressivo totale Vargiu

Art. 15

L'articolo 15 è soppresso. (10).)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Masia, relatore.

MASIA (Federalista-Autonomista Sardo), relatore. Il relatore esprime parere negativo. Presidente, poiché non ho seguito, e mi scuso, le chiedo se il comma 2, che abbiamo stralciato dall'articolo 14 appena votato, va votato a parte o no.

PRESIDENTE. Il comma 2 è stato escluso perché è un principio di ordinamento generale, quindi è una inutile ripetizione.

Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

DESSI', Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 15, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi lo mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 16. A questo articolo non sono stati presentati emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 16:

Art. 16

Dipartimenti specialistici regionali

1. Il dipartimento specialistico regionale è una struttura unitaria diretta da un direttore di dipartimento, nominato dal direttore generale fra le persone aventi gli stessi requisiti del direttore dell'area tecnico-scientifica; il direttore di dipartimento dura in carica quanto il direttore generale dal quale può essere rimosso con provvedimento motivato, previa contestazione, nei casi previsti dalla normativa vigente ovvero dal contratto.

2. I dipartimenti specialistici regionali possono essere istituiti in considerazione della necessità di disporre di particolari competenze, che per le loro caratteristiche debbono assolvere a funzioni applicabili in modo uniforme su tutto o parte del territorio regionale.

3. I dipartimenti specialistici regionali svolgono attività inerenti i propri campi di specializzazione e forniscono le informazioni di competenza alla struttura centrale ed ai dipartimenti provinciali interessati.

4. I dipartimenti specialistici regionali svolgono attività sulla base di criteri di efficienza, efficacia ed economicità, secondo le direttive e con le risorse loro assegnate dal direttore generale, coerentemente con quanto disposto dal programma.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 16, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi lo mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 17.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 17:

Art. 17

Trattamento economico del direttore generale, dei direttori di area, dei direttori dei dipartimenti provinciali e specialistici.

1. Al direttore generale, al direttore dell'area tecnico-scientifica ed a quello dell'area amministrativa si applica, per quanto non disciplinato dalla presente legge, la normativa ed il trattamento giuridico ed economico rispettivamente previsto per il direttore generale, direttore sanitario e direttore amministrativo delle aziende sanitarie locali; ai direttori dei dipartimenti provinciali e specialistici regionali si applica il trattamento giuridico ed economico previsto per il comparto della sanità.)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Signor Presidente, onorevoli consiglieri, sia dall'andamento del dibattito che dalle votazioni sugli ultimi articoli, è emersa un'esigenza di migliore specificazione dell'articolo 17, in particolare del primo comma, rispetto alla formulazione esitata dalla Commissione. Nel testo esitato dalla Commissione si prevede che il trattamento economico del direttore generale, del direttore dell'area tecnico-scientifica e di quello dell'area amministrativa sia equiparato al trattamento rispettivamente del direttore generale, del direttore amministrativo e del direttore sanitario delle Aziende sanitarie locali.

La Giunta, per una esigenza di equiparazione di funzioni e di responsabilità, propone al Consiglio una modifica del trattamento economico; si chiede quindi di attribuire al direttore generale un trattamento pari all'80 per cento di quello assicurato al direttore generale dell'Azienda sanitaria locale, ai direttori dell'area tecnico-scientifica e dell'area amministrativa il trattamento economico riservato al responsabile di struttura complessa (la figura equivalente esistente all'interno dell'organizzazione della Azienda sanitaria locale). Infine i direttori dei dipartimenti provinciali si propone che vengano equiparati dal punto di vista economico al responsabile di struttura semplice.

E' evidente che questa riscrittura del primo comma porta ad un sostanziale ridimensionamento del trattamento economico e ad una migliore equiparazione di funzioni e di responsabilità.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Presidente Soru, lei è qui presente e ci fa fare una proposta così oscena dall'assessore Dadea? Assessore, una volta che vi ci mettete fate le cose per bene! quale 80 per cento? Ma quale 80 per cento! Io vorrei capire quanto prende il direttore generale dell'Ente foreste, visto che il nostro Assessore stamattina, anzi oggi pomeriggio, ci ricordava che questa figura prevista nel testo non è una figura straordinaria: è una figura normale. Allora, se è una figura normale, Assessore, è normale almeno quanto quella del direttore dell'Ente foreste. Il quale direttore dell'Ente foreste mi risulta che non abbia né l'80 né il 70 per cento del trattamento economico del manager della A.S.L.

Io capisco che questo aspetto stia creando problemi, anche perché è già in atto la battaglia per indicare i manager delle A.S.L., salvo che non si intrometta l'assessore Dirindin, che magari decide lei, e voi subite. In questo caso , se diamo un taglio ulteriore, Presidente, fa cosa grata a me, ma credo anche a tutti i sardi. Si parla di iniziare un'opera di potatura e di risanamento, ma iniziamo con dire che questo direttore generale, per poter avere tutte queste competenze, è ormai prossimo alla pensione. Nessuno a trentacinque anni può essere così bravo da occupare un posto come questo, ma deve probabilmente aver maturato già tanti anni di esperienza, visto che per dieci anni deve avere ricoperto comunque incarichi di alto livello.

Ma da dove lo prendiamo questo manager? Se lo prendiamo dai livelli apicali della struttura regionale, è già una gratificazione diventare direttore generale dell'Agenzia regionale della protezione ambientale. Perché dobbiamo gratificarlo ulteriormente? Io credo che l'assessore Dadea questa cifra dell'80 per cento l'ha sparata, è in Aula il presidente Soru, giusto per dire che risparmiamo qualcosa.

Io invece, adesso, vorrei affrontare seriamente il problema. Non discuto il problema della struttura semplice o della struttura complessa, ma il fatto che il direttore generale dell'ARPAS, onorevole Masia, onorevole Alberto Sanna, sconfessati in Aula, doveva avere l'indennità del manager. Ma io dico che bisogna tagliare ulteriormente, perché io so quanto prende un manager della A.S.L. e non è concepibile!

ARTIZZU (A.N.). Una "gigantezza"!

DIANA (A.N.). Sì, come qualcuno ha detto "è una gigantezza". Allora, a fronte dell'emendamento orale dell'assessore Dadea - gli emendamenti orali stanno diventando ormai la prassi in questo Consiglio regionale - emendamento per emendamento, io propongo che un direttore generale di questo organismo abbia un'indennità non superiore a quella dei direttori generali degli assessorati e degli altri enti regionali.. Non è possibile che questo signore abbia prebende di queste dimensioni.

Colleghi, forse sarebbe meglio che vi faceste , o ci facessimo tutti quanti un esame di coscienza, perché poi di conseguenza tutto viene alterato. L'80 per cento quindi secondo me è troppo; io credo che se vogliamo dare più ruolo nel senso che "ti stiamo premiando perché sei bravo", non ti vogliamo dare un riconoscimento eccezionale dal punto di vista finanziario, non è quella la gratificazione; la gratificazione è essere nominato come primo direttore generale dell'Agenzia regionale dell'ambiente. Questo è il premio. Non dico che si debba arrivare a questo, è giusto che sia retribuito adeguatamente, però se lo trovassimo pensionato sarebbe anche meglio.

Io chiederei cinque minuti di sospensione, Presidente, per capire su che livelli ci dobbiamo muovere..

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.

MASIA (Gruppo Misto), relatore. Io credo che l'emendamento orale possa essere preso in considerazione, non sarebbe neanche il primo e credo che siano tutti nati nello spirito di migliorare questa legge in Aula; l'emendamento ha infatti delle valenze che a mio avviso vanno sottolineate. Intanto occorre ricordare le dimensioni delle strutture cui noi stiamo facendo riferimento. Fare un paragone con un direttore generale di una A.S.L., sia Cagliari, oppure Sassari, ma anche le altre, di sicuro non è corretto. I dipendenti della A.S.L. di Sassari sono 5 mila, i dipendenti di quella di Cagliari sono7 mila e passa, ci sono già notevoli differenze sotto il profilo della gestione del personale ma non solo; il numero dei distretti e dei dipartimenti che fanno capo ad ogni A.S.L. comporta ugualmente responsabilità pesanti. Ecco perché io credo che la proposta dell'Assessore sia da prendere in considerazione.

Ritengo che la percentuale dell'80 per cento possa anche essere corretta, ma non trovo nemmeno conveniente pensare ad una grande riduzione come intende lei, onorevole Diana; stiamo pur sempre parlando della direzione generale di una struttura che noi riteniamo molto importante e che allo stesso tempo rappresenta...

DIANA (A.N.). Non è importante!

MASIA (Federalista-Autonomista Sardo). Chi l'ha detto?

DIANA (A.N.). L'ha detto l'assessore Dessì!

MASIA (Gruppo Misto). Probabilmente è stato frainteso. Io ritengo che l'Assessore sia pienamente convinto dell'importanza di questa Agenzia che stiamo istituendo con questa legge. Credo che volesse intendere la dimensione, che è il dato su cui io principalmente poggio i miei ragionamenti.

Un direttore amministrativo, oppure un direttore sanitario in un'Azienda sanitaria credo abbiano davvero quelle responsabilità di cui ho detto e di sicuro non possono essere presi e come punto di riferimento in questo caso, stante il fatto appunto che la direzione generale di un'Agenzia come questa ha in capo tutte le responsabilità di cui abbiamo appena parlato. Lo stesso vale per il direttore di un dipartimento provinciale le cui responsabilità sono più simili a quelle di chi dirige una struttura semplice.

Io ritengo che questo emendamento sia accoglibile perché animato, come gli altri emendamenti orali presentati durante tutto il dibattito e accolti, dallo spirito di migliorare questa legge che, pure tanto discussa, sicuramente è ancora perfettibile.

PRESIDENTE. Colleghi, propongo di sospendere l'articolo 17 e procedere con l'esame degli altri articoli per verificare se sia possibile una condivisione della proposta dell'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Naturalmente anche l'opposizione deve interloquire, dato che si tratta di emendamenti sulla cui ammissione in Aula anche l'opposizione deve concordare.

Passiamo all'esame dell'articolo 18.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 18:

Art. 18

Personale e trattamento giuridico ed economico

1. É assegnato all'ARPAS sin dalla sua costituzione:

a) il personale dei presidi multizonali di prevenzione;

b) il personale del contingente del Ministero dell'ambiente preposto alle iniziative di assistenza tecnica per l'avvio dell'Agenzia, nell'ambito del progetto operativo ambiente PON-ATAS 2000/2006;

c) il personale del contingente del Ministero dell'ambiente preposto al Progetto operativo difesa del suolo (PODIS), PON - ATAS 2000/2006 e al progetto PON - ATAS 2000/2006 "Linea autorità ambientale".

2. Le attività dei presidi multizonali di prevenzione non riconducibili alle competenze dell'ARPAS sono svolte, dalla data di avvio dell'agenzia, dalle aziende sanitarie locali sulla base delle proprie competenze, così come previsto dal decreto legislativo n. 502 del 1992 come modificato dal decreto legislativo n. 229 del 1999.

3. Il direttore generale, ultimata la ricognizione di cui al comma 10 dell'articolo 10, definisce la dotazione organica, predispone il regolamento di organizzazione comprensivo della pianta organica e lo sottopone all'approvazione del comitato regionale di indirizzo, che lo approva entro quindici giorni.

4. entro due mesi dall'approvazione del regolamento di cui al comma 3, il personale delle aziende sanitarie locali ed il personale operante nelle strutture della Regione, degli enti locali e degli enti strumentali della Regione che svolge, alla data di costituzione dell'ARPAS, le attività tecnico-scientifiche di cui all'articolo 2 della presente legge, può chiedere di essere assegnato all'Agenzia nella qualifica equivalente a quella posseduta.

5. Entro i successivi due mesi il direttore generale formula all'Assessore regionale degli affari generali, personale e riforma della Regione, che la approva entro quindici giorni, la proposta di mobilità per il personale di cui al comma 4.

6. Alla mobilità del personale di cui al comma 4 si provvede con decreto dell'Assessore regionale degli affari generali, personale e riforma della Regione, sentiti gli Assessori regionali della difesa dell'ambiente e dell'igiene,sanità e assistenza sociale.

7. L'inquadramento nell'ARPAS del personale di cui alla lettera e) del comma 10 dell'articolo 10 è riservato ai dipendenti in servizio alla data del 31 dicembre 2004 ed è subordinato al superamento di apposite procedure concorsuali nel rispetto delle vigenti disposizioni legislative in materia.

8. I posti in organico non coperti dopo l'attivazione dei provvedimenti di mobilità di cui al comma 6 e di inquadramento di cui al comma 7, sono ricoperti mediante concorsi pubblici; ai trasferimenti di personale, di cui ai commi precedenti, conseguono le riduzioni di organico e finanziarie previste dal comma 2 dell'articolo 3 del decreto legge n. 496 del 1993, così come convertito dalla Legge n. 61 del 1994.

9. Al personale dell'ARPAS si applica il trattamento giuridico ed economico previsto dal contratto della sanità; ad esso è conservata la retribuzione individuale di anzianità in godimento nell'ente di provenienza.

10. In caso di trattamenti economici in godimento superiori a quello conseguente all'inquadramento nell'ARPAS, la differenza stipendiale verrà corrisposta a titolo di assegno ad personam non riassorbibile.

11. Il personale dell'ARPAS non può assumere, a favore di soggetti terzi, incarichi professionali di consulenza, progettazione e direzione dei lavori in campo ambientale.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 18, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 19.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 19:

Art. 19

Assegnazione di beni

1. Sono trasferiti all'ARPAS i beni mobili e immobili, le attrezzature, le strutture laboratoristiche e le dotazioni finanziarie dei presidi multizonali di prevenzione, relativi all'esercizio delle funzioni e delle attività di cui all'articolo 2.

2. A seguito della ricognizione di cui al comma 10 dell'articolo 10 sono altresì assegnati all'ARPAS i beni mobili e immobili, le attrezzature, le strutture laboratoristiche, di progettazione e di monitoraggio e le dotazioni finanziarie riguardanti l'esercizio delle funzioni di cui all'articolo 2:

a) delle aziende sanitarie locali;

b) della Regione, degli enti regionali e degli enti locali se di proprietà della Regione;

c) di altri enti e organismi pubblici regionali.

3. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, la Regione promuove l'attivazione di una procedura diretta all'acquisizione dei beni mobili, immobili, delle attrezzature e delle strutture laboratoristiche, di progettazione e monitoraggio disponibili e delle dotazioni finanziarie del Consorzio SAR Sardegna Srl e di Progemisa Spa, necessarie per lo svolgimento delle funzioni dell'ARPAS.

4. I beni di cui ai commi 2 e 3 sono trasferiti all'Agenzia con decreto del Presidente della Regione su proposta dell'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, d'intesa con l'Assessore regionale dell'igiene, sanità e assistenza sociale.

5. Entro un anno dall'avvio dell'attività dell'Agenzia, in corrispondenza dell'approvazione del primo programma pluriennale ed annuale, il Presidente della Regione, sulla base della relazione del direttore generale di cui alla lettera f) del comma 10 dell'articolo 10, su proposta dell'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, d'intesa con l'Assessore regionale dell'igiene, sanità e assistenza sociale, può disporre, con proprio decreto, il trasferimento all'Agenzia di ulteriori risorse e strutture degli enti e organismi di cui ai commi 1 e 2.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 19, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 20.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 20:

Art. 20

Dotazioni finanziarie

1. Le entrate dell'ARPAS sono costituite da:

a) una quota del fondo sanitario regionale, non inferiore allo 0,4 per cento, destinata al finanziamento della prevenzione e dei controlli ambientali, determinata dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore regionale della difesa dell'ambiente e dall'Assessore regionale dell'igiene, sanità e assistenza sociale in rapporto alle attività attribuite all'ARPAS;

b) un contributo annuale di funzionamento attribuito dalla Regione per l'espletamento delle attività dell'ARPAS;

c) finanziamenti per la realizzazione di attività e progetti specifici commissionati all'ARPAS dagli enti locali;

d) una quota degli introiti derivanti dalle tariffe per prestazioni a favore di privati, stabilite con le modalità di cui al comma 4 dell'articolo 2 del decreto legge n. 496 del 1993, così come convertito dalla Legge n. 61 del 1994, nonché da altri introiti derivanti da leggi istitutive di tributi e tariffe in campo ambientale;

e) introiti derivanti dall'effettuazione di prestazioni erogate a favore di altri enti e organismi pubblici;

f) risorse regionali destinate a finanziare Progemisa Spa e il Consorzio SAR Sardegna Srl;

g) finanziamenti statali e comunitari;

h) eventuali lasciti e donazioni;

i) ogni altro finanziamento acquisito in conformità alle norme che ne disciplinano l'attività.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare suull'articolo 20, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 21.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 21:

Art. 21

Norma transitoria

1. Alla data di istituzione dell'ARPAS sono soppressi i presidi multizonali di prevenzione di cui alla legge regionale 20 giugno 1986, n. 34, e le loro funzioni sono garantite dai dipartimenti di cui all'articolo 15. L'ARPAS subentra ai presidi multizonali di prevenzione, in tutti i rapporti attivi e passivi, ivi compresi i rapporti contrattuali.

2. Nelle more dell'effettivo avvio dell'ARPAS, e comunque per un periodo non superiore ai dodici mesi, tutte le spese relative all'esercizio delle attività di competenza dei presidi multizonali di prevenzione-dipartimenti provinciali continuano a gravare sui fondi di esercizio delle aziende sanitarie locali.

3. In fase di prima applicazione della presente legge vengono istituiti due dipartimenti specialistici a valenza regionale uno a Sassari per le tematiche meteorologiche ed agrometeorologiche ed un altro a Cagliari per le tematiche geologiche.

4. Fino all'adozione dei provvedimenti di inquadramento del personale nell'ARPAS e di trasferimento dei beni, conseguenti alla ricognizione di cui alla lettera e) del comma 10 dell'articolo 10, l'ARPAS si avvale per le proprie funzioni, di Progemisa Spa e del Consorzio SAR Sardegna Srl, sulla base di apposite convenzioni.)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pili . Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Presidente, sono a conoscenza dell'urgenza di concludere i lavori della serata, so che avete una importante riunione per definire il Piano paesaggistico regionale. Volevo consentire alla maggioranza di proseguire in questo puntuale lavoro di esautoramento da parte della maggioranza delle competenze del Consiglio. Mi permetto soltanto di ricordare che la legge regionale sulle norme urgenti di provvisoria pianificazione e salvaguardia sono state approvate il 25 novembre del 2004 e che nella legge, seppure tra mille ritrosie, era stato previsto un parere del Consiglio regionale. So che questo parere sarà espresso in una sala d'albergo nei prossimi giorni, quindi mi permetto semplicemente di ribadire un concetto: per l'approvazione della legge dell'ARPAS che oggi viene varata si mette sostanzialmente a segno l'ennesima azione che commissaria il Consiglio regionale. Un Consiglio regionale che oggi fa partorire alla Regione l'ennesimo fantasma di una riforma che non cambia niente ma che appesantisce tutto e di più, una riforma che non prevede alcun impianto organizzativo e gestionale di un settore importante e decisivo come quello dell'ambiente, una riforma che è semmai la dimostrazione del pressappochismo con il quale ancora una volta si tratta un argomento così delicato come la gestione ambientale.

Anche questo dimostra che l'obiettivo del vostro agire in tema di ambiente è quello di trasformare strumenti utili in centri di potere con l'unica, vera ambizione di poter controllare politicamente tutto, mettere davvero sotto controllo ogni singolo ganglio della società civile. In questa direzione va letta l'azione, assolutamente grave, che voi oggi avete portato avanti: il commissariamento della Commissione.

L'onorevole Masia, che è riconosciuto da tutti come persona equilibrata ed anche autorevole nella conduzione dei lavori della Commissione, ha cercato di mascherare quello che realmente è successo. Vorrei ribadire all'onorevole Masia che tutto il suo lavoro è stato qui stravolto e di questo vi pregherei di non gratificarvene troppo perché davvero è sorprendente come siate riusciti, o come abbiate tentato, non riuscendovi, di nascondere il blitz che la Giunta ha fatto obbligandovi a presentare emendamenti che hanno stravolto un'impostazione condivisa di un tema così rilevante.

Oggi mettete fine al tema dell'ARPAS sul piano legislativo, ma inizia quello della verifica di questo lavoro. Noi saremo qui a constatare che tutto quello che oggi avete sostenuto non si verificherà per grande irresponsabilità politica della maggioranza che ha voluto avvallare un nuovo carrozzone, questo sì, con tanti centri di potere, dimenticando quella impostazione sbandierata ai quattro venti basata sulla cosiddetta concertazione. Vorrei ricordare che è stata diffusa poc'anzi una nota della Confindustria sarda, che so essere schierata a livello nazionale con molte delle tesi del centrosinistra, nella quale si denuncia una totale assenza di concertazione da parte della Giunta regionale, dello stesso Consiglio su un tema così rilevante e, sostanzialmente, si invita a bocciare questo provvedimento giudicato dannoso per la Sardegna.

So che il ghigno col quale l'onorevole Cugini sottolinea questa mia affermazione denota l'irriverenza nei confronti della Confindustria Ognuno è schierato con chi meglio crede, ma è davvero incomprensibile il distacco da quelle associazioni che in qualche modo potevano dare un contributo su un tema così rilevante.

Ho già detto precedentemente che questa legge tra l'altro è inattuabile perché manca la copertura finanziaria; avete approvato un emendamento che stanzia 890 mila euro, io sfido qualsiasi collega a dimostrare che questa legge ha la copertura finanziaria. Voi sapete che vi è una norma scritta e anche di consuetudine in quest'Aula secondo la quale una legge che non ha la copertura finanziaria non può essere approvata. Voi l'approvate con una fantomatica e irrisoria copertura di 890 mila euro, che dimostra la serietà e la scarsa ambizione con le quali questa maggioranza intenderebbe governare seriamente un tema importante come quello dell'ambiente.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 21. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 22. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Presidente, ritengo necessario riprendere l'esame dell'articolo 17 prima di approvare la norma sulla copertura finanziaria.

PRESIDENTE. Sospendiamo i lavori per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 56 , viene ripresa alle ore 18 e 10.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Comunico che l'articolo 17che ora riprendiamo in esame dopo averlo sospeso al fine di consentire alcune precisazioni, è stato così riformulato: "Il trattamento economico del direttore generale è pari al 70 per cento del trattamento economico spettante al direttore generale di una ASL; il trattamento economico del direttore dell'area tecnico - scientifica e di quello dell'area amministrativa è pari al trattamento economico spettante ad un responsabile di struttura complessa di una ASL; il trattamento economico spettante ai direttori dei dipartimenti provinciali e specialistici regionali è pari a quello spettante ad un responsabile di struttura semplice di una ASL. Ai medesimi soggetti di cui al comma precedente si applica altresì, per quanto non disciplinato dalla presente legge, il trattamento giuridico previsto per le succitate posizioni funzionali delle ASL". E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Per una precisazione. Naturalmente stiamo parlando di trattamento giuridico-economico?

PRESIDENTE. E' detto molto esplicitamente e molto chiaramente, onde evitare equivoci e perché si comprendesse meglio, che: "Ai medesimi soggetti di cui al comma precedente si applica altresì, per quanto non disciplinato dalla presente legge, il trattamento giuridico previsto per le succitate posizioni funzionali delle ASL". .

Metto in votazione l'articolo 17 così riformulato. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Riprendiamo l'esame dell'articolo 22. A questo articolo è stato presentato un emendamento.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 22 e del relativo emendamento:

Art.22

Norma finanziaria

1. Agli oneri previsti dall'attuazione della presente legge, valutati in euro 670.000 per l'anno 2006 ed in euro 250.000 per gli anni successivi, si fa fronte con eguale quota delle entrate proprie della Regione del bilancio 2006-2008.

Emendamento sostitutivo totale Giunta regionale

L'articolo 22 è sostituito dal seguente:

Art. 22

Norma finanziaria

1. Le spese previste per l'attuazione della presente legge sono valutate in € 980.000 annui, alle stesse si fa fronte con le disponibilità recate dalla UPB SO5.O14. (19).)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione l'emendamento numero 19. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 23.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 23:

Art.23

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione Sardegna.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 23, lo metto in votazione . Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo alla votazione finale del progetto di legge. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Presidente, il nostro Gruppo, che si era astenuto nella votazione in Commissione, esprimerà un voto favorevole in Aula perchè ritiene importante l'accoglimento di alcuni emendamenti, in particolare l'emendamento 14 all'articolo 9 e l'emendamento 16 all'articolo 11.

Riteniamo che questa sia una buona legge alla quale diamo il nostro sostegno convinto perché riesce, con molta chiarezza, a coniugare, la possibilità di ricondurre la responsabilità dell'Agenzia all'interno dell'Assessorato, e quindi della Giunta, con l'esigenza di partecipazione dei comitati provinciali. Siamo convinti, e ci dispiace che il collega Pili non l'abbia riconosciuto, che il processo legislativo inizia in Commissione ma finisce in Aula. Quindi siamo anche grati a tutti i colleghi delle Commissioni e ai Presidenti delle stesse, nonché ai colleghi della minoranza, per aver fatto sì che una legge già buona abbia potuto essere ancora migliorata in Aula con la partecipazione di tutti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, onorevole Porcu, noi abbiamo cercato di migliorare questa legge, purtroppo credo che non ci siamo riusciti. Non ho potuto, non abbiamo potuto limitare i poteri di questo direttore generale, né abbiamo potuto altresì limitare il trattamento economico, che io dico che è un trattamento equo, adeguato al ruolo che questo direttore generale dovrà svolgere.

A proposito di questo direttore generale e dell'indennità che è stata ridefinita nel 70 per cento di quella del manager delle ASL debbo dire che non ho mai avuto un buon rapporto con i manager delle ASL, quindi purtroppo mi sto portando dietro questa diffidenza anche se sto cercando di convincermi che probabilmente sono delle persone delle quali forse non possiamo fare a meno.

Ma con questo ridimensionamento delle indennità spero, lo dico in questo caso all'Assessore della sanità, che non si debbano cercare appartamenti in locazione per uso abitativo, perché mi risulta che qualche ASL stia procedendo alla definizione di contratti d'affitto per uso abitativo; e io non so se una ASL abbia questo potere! Dico questo per evitare che ciò che è stato portato via dalla porta rientri dalla finestra, tanto per essere chiari, ma credo che l'Assessore avrà capito di che cosa sto parlando, quindi non mi dilungo su questo.

Le altre motivazioni: è proprio sull'emendamento numero 14, onorevole Porcu, che ci siamo misurati, confrontati; non siamo d'accordo su un emendamento che è un emendamento fondamentale, così come è fondamentale l'articolo 10 che riguarda il direttore generale, ed è per questo che noi voteremo contro questa legge. Certo, non votiamo contro la filosofia, votiamo contro nel merito, per come avete voluto concepire l'Agenzia regionale. Continuo a dire, Presidente, che la nomina da parte del Presidente della Regione dei revisori dei conti è un atto illegittimo, verrà dimostrato, se verrà impugnato, non sarò certo io a farlo, però lo dico ai colleghi del Consiglio: il Presidente della Regione sarda, per le notizie che ho, non può nominare revisori dei conti, può fare il decreto.

Nella norma era scritto che il decreto lo doveva fare il Presidente, ed è giusto che sia così, ma credo non sia un atto legittimo che decreti e nomina Lo dico, perché rimanga a futura memoria, che su questo particolare aspetto noi non eravamo d'accordo, non siamo d'accordo e pertanto voteremo contro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Per preannunciare anche il voto favorevole dei Popolari U.D.E.U.R. e per sottolineare come si tratti sicuramente di una buona legge. Sarà valutata pienamente la sua operatività nel momento in cui potrà, appunto con il concorso del sistema delle autonomie locali, diventare operativa e sicuramente se vi sarà necessità di emendarla per migliorarla, come è stato suggerito dai banchi delle opposizioni ma anche da quelli della maggioranza, riteniamo che questo possa essere fatto anche tenendo conto dei primi risultati.

Ma io voglio mettere in evidenza un aspetto politico che mi sembra rilevante. Questa è una legge complessa che colma, come dicevo, un grave ritardo dovuto appunto alla politica, ma che ha reso anche possibile che oggi risultino unificate le differenti posizioni che si erano manifestate in Commissione. C'è davvero compattezza in Aula perché, almeno da parte di tutte le forze della maggioranza questa legge riceve, mi pare, il voto unanime.

Credo che questo sia un buon risultato e, per quanto ci riguarda, lo diciamo al Presidente che stasera è presente, vi è tutta la disponibilità dei Popolari U.D.E.U.R. per riprendere un dialogo ed una proficua collaborazione anche sulle altre questioni che sono nell'agenda politica della Regione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, intendo annunciare il voto favorevole, ma anche osservare che avendo posto durante la discussione generale il problema relativo alle comunicazioni e alle telecomunicazioni, il fatto che nessuno abbia posto l'accento su questo problema mi fa ritenere che diventerà oggetto esclusivo dell'ARCOS, cioè l'Autorità regionale per le comunicazioni.

Credo quindi che su questo punto, su ciò che riguarda l'inquinamento ambientale dovuto a queste emissioni, sarà poi compito della successiva legge trovare un punto di incontro con l'ARPAS per la gestione sia dell'inquinamento, sia della vigilanza sulle emissioni ma anche e soprattutto per dare risposta alla questione dei lavoratori dell'Ispettorato regionale. Con questo accolgo favorevolmente il silenzio su questo tema, ritenendo che la maggioranza e la Giunta attribuiranno a questa autorità un ruolo importante sia a livello regionale, sia nei confronti dell'autorità nazionale che esercita, in modo del tutto autoreferenziale, la gestione di un settore sul quale la Sardegna deve acquisire pieni poteri..

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Sinteticamente, una dichiarazione di voto per esprimere il rammarico di dover votare contro un provvedimento legislativo, dovuto e necessario, che istituisce i un'Agenzia che ha una funzione essenziale e che noi avremmo voluto sicuramente contribuire a far nascere con una legge approvata anche da noi, oggettivamente pensando all'interesse di tutti.

Ma è proprio cercando di avere in mente non solo le funzioni di questo nuovo organismo, ma anche le modalità del suo funzionamento che il nostro voto, come abbiamo detto in tutta la fase di discussione, è contrario perché nella modalità con cui si sono stabilite le norme per il suo funzionamento non si è tenuto conto di una necessaria, sempre più necessaria, distinzione di ruoli fra questo tipo di soggetti e la Giunta regionale. In questo modo, non tenendo conto di questa esigenza, noi abbiamo di fronte un testo che è fortemente squilibrato a vantaggio dell'Esecutivo.

Crediamo di non poter votare a favore, di dover esprimere il voto contrario perché il rispetto di alcune elementari esigenze di gestione democratica, di controllo da parte dell'Assemblea legislativa, per quel che rappresenta, avrebbero dato una maggiore forza e impresso una direzione diversa a tutti i percorsi di riforma amministrativa che riguardano non solo questo ma anche altri settori. Creiamo in questo modo alcuni precedenti che riteniamo ingiusti ed anche pericolosi per il futuro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MASIA (Federalista Autonomista Sardo). Io credo di poter prendere la parola, in qualità di relatore e di presidente di Commissione, perché questa è stata l'indicazione, a nome di tutta la maggioranza, a nome di chi, insieme a tanti altri, si è fatto carico di portare oggi a compimento una legge importante.

Prima ancora di spendere due parole per evidenziare il valore della legge istitutiva di questa importante Agenzia, credo che sia corretto ringraziare oltre che la maggioranza, che ha il dovere di essere rispondente agli impegni presi e al programma, che vede in questa legge un appuntamento importante che arriva a compimento, anche la minoranza. E' un obbligo e diciamo anche un piacere per certi versi, perché lo faccio davvero di cuore, ringraziare la minoranza innanzitutto per il grande contributo che sicuramente ha dato qui in Aula, credo sia da sottolineare, un contributo grazie al quale in maniera palese sono state apportate delle correzioni che danno maggior valore alla legge. Ma intendo ringraziarla anche perché in Commissione ha sostenuto questa legge sia per il recupero dei ritardi ma anche perché insieme a noi ha ritenuto, e qui è stato pure ribadito, di colmare una importante lacuna.

Lo abbiamo detto, lo abbiamo ribadito, io credo che oggi con grande soddisfazione possiamo dire, nonostante la stanchezza, che abbiamo recuperato un ritardo e che abbiamo colmato la distanza della nostra Regione rispetto alle altre Regioni del Paese. Oggi abbiamo l'ARPAS, un'Agenzia che sicuramente possiamo definire snella, contrariamente alle affermazioni di qualcuno, un'Agenzia che ha delle importanti caratteristiche, un'Agenzia che nasce sulla base di alcuni valori che io ci tengo a sottolineare, si ispirano al principio della continuità.

Io credo che sia da sottolineare, prima di tutto, l'adozione anche in questo provvedimento, di scelte volte ad eliminare una serie di situazioni precarie che esiste nella nostra Regione. Mi riferisco a tanti operatori, a tanti lavoratori che, pur avendo grande professionalità, non hanno la certezza del lavoro, non hanno la certezza di poter avere un domani sicuro. Una prima risposta a queste situazioni la dà l'istituzione di questa Agenzia. Un'altra risposta importante, secondo me, viene data alle province nelle quali noi abbiamo creduto; penso infatti che questo importante strumento sia sicuramente a loro disposizione per consentirgli di essere più presenti nel territorio e per avere la tranquillità necessaria per gestire un bene tanto delicato qual è l'ambiente.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del testo unificato delle proposte di legge numero 51/A, 101/A e del disegno di legge numero 125/A.

(Segue la votazione.)

Rispondono sì i consiglieri: ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - IBBA - LAI - LANZI - MANCA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Franco - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS.

Rispondono no i consiglieri: ARTIZZU - DIANA - LA SPISA - LIORI - LOMBARDO - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 45

Votanti 44

Astenuti 1

Maggioranza 23

Favorevoli 38

Contrari 6

(Il Consiglio approva).

Il Consiglio è convocato alle ore 10 di mercoledì 17 maggio. Il primo punto all'ordine del giorno sarà la proposta di legge 78/A.

La seduta è tolta alle ore 18 e 32.