Seduta n.338 del 22/05/2007
CCCXXXVIII Seduta
Martedì 22 maggio 2007
Presidenza del Vicepresidente RASSU
indi
del Vicepresidente SECCI
indi
del Vicepresidente RASSU
indi
del Vicepresidente SECCI
INDICE
La seduta è aperta alle ore 10 e 19.
MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di mercoledì 16 maggio 2007 (331), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Atzeri, Pacifico, Salis, Uggias hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana di martedì 22 maggio 2007.
Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. Colleghi, stante l'esigua presenza di Consiglieri in Aula perché è in corso la Commissione Bilancio per l'esame di alcuni emendamenti, sospendo la seduta sino alle ore 10 e 45.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 20, viene ripresa alle ore 10 e 53.)
PRESIDENTE L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del disegno di legge numero 274/S/A. Ieri ci siamo fermati all'articolo 32, dopo la discussione generale al momento in cui era richiesto il parere della Commissione sugli emendamenti.
Ha facoltà di parlare il consigliere Cucca per esprimere il parere della Commissione sugli emendamenti.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Grazie Presidente. Sull'emendamento numero 73 il parere è favorevole, sugli emendamenti numero 817 e 22 è contrario, sull'emendamento numero 927 è favorevole, sull'emendamento numero 842 mi pare fosse stato preannunziato il ritiro. Chiedo scusa, Assessore, rammento che per questo è stato presentato un emendamento unico successivamente. Quindi, di fatto, su questo emendamento si esprimerebbe parere favorevole ma, ovviamente, siccome c'è un emendamento che lo ricomprende, ne era stato preannunciato il ritiro.
Sull'emendamento numero 163 il parere è contrario, l'emendamento numero 983 era stato sospeso, non c'è stata interlocuzione con l'Assessore, quindi per il momento resta sospeso, sull'emendamento numero 984 il parere è contrario, sull'emendamento numero 879 il parere è contrario e se ne chiede il ritiro, sull'emendamento numero 64 il parere è contrario, sull'emendamento numero 27 il parere è contrario e si invita al ritiro perché già vi è la risposta nell'articolo 32 ter, sull'emendamento numero 164 il parere è contrario, sull'emendamento numero 403 il parere è contrario, sull'emendamento numero 966 il parere è favorevole, sull'841… Presidente posso chiedere un minuto di sospensione per una interlocuzione con la Giunta?
Assessore Sanna va bene così, quindi l'emendamento numero 966 copre quei due emendamenti di cui parlavamo prima, pertanto va bene così, possiamo andare avanti…
Sull'emendamento numero 966 il parere è favorevole, l'emendamento numero 841 è assorbito dal 966, sull'emendamento numero 843 il parere è favorevole, sull'emendamento numero 881 il parere è contrario.
PRESIDENTE. Presidente mi scusi, il parere sull'emendamento numero 843?
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Sull'emendamento numero numero 983 che è sostitutivo totale dell'879?
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Presidente, questo emendamento mi pare di non averlo.
PRESIDENTE. Il 983 quindi è sospeso come parere, Presidente?
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Sì.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
DADEA, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, abbiamo necessità di fare un pochettino il punto sugli emendamenti così come sono ordinati nei vari fascicoli. Il parere della Giunta è comunque conforme a quello del Presidente, però un attimino vorremmo fare ordine sugli emendamenti, perché altrimenti non riusciamo a seguire.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per 5 minuti stando in Aula, se no non si inizia oggi.
(La seduta, sospesa alle ore 11 e 02, viene ripresa alle ore 11 e 09)
PRESIDENTE. Bene colleghi si riprendono i lavori, vi prego di prestare attenzione.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
DADEA, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello del Presidente della Commissione.
PRESIDENTE. Grazie Assessore. Quindi pongo in votazione l'emendamento numero 73.
E' stato chiesto il voto elettronico palese.
(Interruzioni)
Onorevole Pittalis prima di lei c'è un'altra prenotazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Sia chiaro Presidente: nessuno pensi di liquidare questi temi con una "sveltina", va bene? Noi ci saremo anche tutta la settimana, perché sono i temi del disagio sociale, della non autosufficienza, del reddito alla cittadinanza, dei precari, e noi vorremmo che su questi temi si procedesse con la dovuta serenità, questo noi chiediamo per essere molto ma molto chiari, nessuno pensi di liquidarli in 30 minuti.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pittalis, comunque sia, le ripeto, ancor prima di a lei hanno chiesto di intervenire altri colleghi, quindi lei può intervenire quando le viene data la parola, abbia pazienza. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Rinuncio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Il comma due è soppresso non perché non abbia rilievo il tema, più che dell' incremento delle nascite, del sostegno all'infanzia e anche alle funzioni genitoriali, alla paternità e alla maternità. Gran parte di queste funzioni e la stessa infanzia sono sostenute al meglio risolvendo i problemi fondamentali della nostra società, cioè introducendo elementi di giustizia. Onorevole Pittalis, credo che lei richiamasse questi elementi di giustizia in una società che progressivamente è ingiusta, che consuma ogni giorno ingiustizia, che è più facile che ascolti chi è nelle condizioni di vantaggio piuttosto che chi è nelle condizioni di svantaggio. Anzi chi è nelle condizioni di svantaggio spesso viene emarginato, escluso, allontanato. Ed è per questa ragione che il comma in argomento contiene il principio non dell'incremento delle nascite, che sembra più orientato al numero che alla qualità e alla condizione della vita, ma del sostegno alle funzioni genitoriali e all'infanzia, per agevolare anche il ripopolamento del nostro territorio ed il contrasto forte allo spopolamento, per la crescita demografica in termini positivi, perché questa è una Regione spopolata che ha bisogno sempre di più di crescere anche sotto questo profilo
PRESIDENTE. Grazie onorevole Uras. Onorevole Pittalis intende intervenire per dichiarazione di voto? Rinuncia.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Sì grazie. Io voterò contro questo emendamento soppressivo del comma 2 dell'articolo 32. Devo confessare che sono sbigottito da questa proposta che fanno i colleghi Pacifico, Uggias e Frau con la quale tendono a sopprimere il comma 2. Fra le iniziative sociali che l'articolo 32 ovviamente propone, credo che il comma 2 abbia una centralità e una importanza notevole. Anch'io non ne faccio una questione terminologica, e cioè che davvero si debba ipotizzare un incremento delle nascite con un programma finanziato dalla Regione. Che tuttavia l'esigenza di favorire seriamente la nascita, soprattutto nei piccoli centri ove lo spopolamento è rilevante, ha un'importanza, a mio giudizio notevole. Posso dire, con grande mia soddisfazione, che ieri è nato un bambino nella frazione di Seui, che è una piccola frazione di Selegas, dopo cinque anni che non nasceva un bambino. Ciò carica di significato questo comma 2, perché sottolinea che è necessario fare qualcosa per incoraggiare la volontà genitoriale, come ha detto Uras, ma per la nascita in senso generale nei piccoli centri, nei borghi. Quindi il comma 2 va conservato, non avrebbe senso sopprimerlo così come i proponenti intendono fare.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pisano. Ha domandato di parlare il consigliere Lai Renato per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LAI RENATO (Gruppo Misto). Chiedo che venga tolta la mia firma da questo emendamento perché è lontano, distante da quella che è la prima configurazione di un emendamento di maggioranza che valorizzava questo comma, modificandone i contenuti con interventi specifici a favore delle giovani coppie e della genitorialità.
Esso è stato firmato nell'ambito di una serie di emendamenti proposti e non discussi; quindi chiedo che venga tolta la mia firma.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Lai. Ha domandato di parlare la consigliera Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COCCO (La Margherita-D.L.). Io voto a favore di questo emendamento perché il comma in argomento non rappresenta il vero problema. Ne abbiamo discusso in Commissione e abbiamo sostenuto che il promuovere l'incremento delle nascite, come programma, non è il modo di rispondere alle esigenze. I problemi della famiglia sono prioritari nel nostro paese, però sappiamo che mancano le politiche sociali, in quanto la famiglia è sempre stata discriminata nel dibattito pubblico e anche a livello politico. Ritengo quindi che tutti gli interventi finanziari siano a favore delle famiglie senza prevedere l'incremento delle nascite, come il secondo comma. Vorrei anche precisare che spesse volte in questa Aula, la stessa Giunta ha usato l'espressione "a favore e a sostegno delle famiglie", quando invece sono mancati realmente gli interventi. Quindi questo è anche un argomento per sollecitare il Presidente Soru e la Giunta, quando parlano di welfare famigliare, ad operare sul serio perché le esigenze sono tante.
PRESIDENTE. E' stato richiesto il voto elettronico palese dall'onorevole Randazzo Alberto, quindi chiedo ai colleghi di prendere posto.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 73.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Manca intende votare a favore e i consiglieri La Spisa e Vargiu contro.
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Balia - Biancu - Caligaris - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai Silvio - Lanzi - Licandro - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Moro - Orrù - Pinna - Pirisi - Porcu - Randazzo Alberto - Sabatini - Sanna Francesco - Sanna Franco - Secci - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Cassano - Floris Mario - La Spisa - Lai Renato - Liori - Lombardo - Marracini - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Pittalis - Rassu - Scarpa - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Gallus - Serra.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 56
Votanti 54
Astenuti 2
Maggioranza 28
Favorevoli 39
Contrari 15
(Il Consiglio approva).
Pongo in votazione l'emendamento numero 817.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Sì Presidente, mi ero prenotato per l'emendamento precedente, ma l'emendamento numero 817, mi consente…
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Capelli, a causa dell'approvazione dell'emendamento numero 73, è decaduto l'emendamento numero 817.
Pongo in votazione l'emendamento numero 22. Intende intervenire? Prego.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Dicevo che mi ero prenotato per l'emendamento numero 73, però probabilmente non ho fatto in tempo a segnalare la mia richiesta di voto nel modo adeguato. Ma anche l'emendamento in questione, l'emendamento 22, per cui esprimo comunque il parere favorevole, mi consente di tornare sull'argomento del comma due, testé soppresso. Perché credo che meriti una motivazione la volontà, espressa con il voto a favore dell'emendamento, di soppressione del comma due. Condivido alcune osservazioni dei colleghi, che mi hanno preceduto, ma vorrei sottolineare che, oltre a provocare una certa ilarità, così come è scritto il comma due, non da contezza di che cosa si tenda esattamente per programma di interventi intesi a promuovere l'incremento delle nascite. Devo constatare che per l'ennesima volta tale programma era delegato, nella volontà della Giunta, alla stesura e alla programmazione della Giunta stessa. Senza invece far intervenire in fase di discussione, perché è un provvedimento, soprattutto un programma, le posizioni che si possono esprimere in Consiglio, attraverso la Commissione competente che è stata completamente cancellata. Così come non credo che un tema come l'articolo 32, politiche sociali, possa essere ridotto in pochi articoli e qualche comma della legge finanziaria. Io credo che un giorno o l'altro, visto che le Commissioni competenti non esaminano le proposte di legge presentate, arriverà il momento in cui questa Aula si dovrà porre seriamente il problema delle politiche per la famiglia, non in termini demagogici, populistici o da campagna elettorale, ma impegnandosi realmente nell'individuare un percorso che ancora non è conosciuto da nessuno, nel senso: quale è il tema fondamentale di intervento per la famiglia? Cos'è la famiglia oggi? E abbiamo tanti altri argomenti da sviluppare, le cui risposte non possono essere affidate sicuramente all'articolo 32 della finanziaria in discussione.
PRESIDENTE. La ringrazio onorevole Capelli. Vorrei pregare i colleghi comunque di prendere posto, perché è abbastanza mortificante il fatto che un collega intervenga e né la Giunta e né i colleghi, lo ascoltino. Grazie.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Sì Presidente. Io voterò a favore dell'emendamento numero 22, che modifica il comma sei dell'articolo 32, nel quale comma sei viene indicata la condizione di un finanziamento alle unioni dei Comuni del Parteolla e del medio Campidano. Io sono convinto che le unioni dei comuni del Parteolla e del medio Campidano abbiano un'importanza notevole, ovviamente non quella che avevano nel dodicesimo e nel tredicesimo secolo, quando davvero il Parteolla diventava quasi la capitale dell'intera Regione sarda. Però restituire a queste due sole unioni di Comuni, un finanziamento per l'attivazione delle funzioni che ovviamente dovranno svolgere, e soprattutto perché possano disporre di un'adeguata sede, mi pare molto limitativo. Io credo che non sia nella logica di questa finanziaria premiare specifiche realtà di unioni di Comuni, ma che si debba estendere il finanziamento in maniera analoga a tutte le unioni dei Comuni esistenti ad oggi. E quindi, naturalmente, fare in modo che non si creino ingiustizie con un comma, che potrebbe essere modificato nel modo in cui noi lo proponiamo con l'emendamento. E cioè estendere l'emendamento a tutte le unioni di Comuni che operano alla data di oggi.
PRESIDENTE. E' in votazione l'emendamento numero 22.
Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
E' in votazione l'emendamento numero 927, per il quale è stato espresso parere favorevole dalla Commissione.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). In quest'emendamento, di un refuso o si tratti di una semplice verità, leggo: l'amministrazione regionale può avvalersi di Commissioni e di gruppi tecnici ai quali sono riconosciuti esclusivamente "i rimorsi", "i rimorsi" delle spese di viaggio e di soggiorno. Forse è una verità. Grazie.
DADEA, Assessore tecnicodel bilancio, credito e assetto del territorio. Onorevole, è un lapsus freudiano.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pittalis, senz'altro si tratta di un refuso.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo il voto elettronico.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 927.
(Segue la votazione)
Prendo atto che la consigliera Barracciu ha inteso votare a favore
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Milia - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisano - Pittalis - Porcu - Sanna Francesco - Sanna Franco - Uras - Vargiu
Rispondono no i consiglieri: Cassano - Cuccu Franco Ignazio - Floris Mario - Liori - Lombardo - Murgioni - Pileri - Randazzo Vittorio - Rassu - Secci.
Si sono astenuti i consiglieri: La Spisa - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 52
votanti 50
astenuti 2
maggioranza 26
favorevoli 40
contrari 10
(Il Consiglio approva).
Dell'emendamento numero 842 è stato proposto il ritiro.
DADEA, Assessore tecnicodel bilancio, credito e assetto del territorio. E' ritirato.
PRESIDENTE. E' ritirato. Grazie.
E' in votazione l'emendamento numero 163.
Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Decadono gli emendamenti numero 984 e numero 879. Pongo in votazione il testo.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Sì Presidente. Perché ho la necessità di porre all'attenzione dei colleghi alcune osservazioni in merito al titolo. In particolare mi soffermerò, anche in seguito, quando arriveremo al comma otto. C'è un emendamento della Giunta regionale che riduce lo stanziamento a 80 milioni di euro per il programma straordinario di edilizia abitativa. Ma vorrei rendere edotti i colleghi su una certa situazione. Noi stiamo andando ad impegnare in un capitolo, che non sarà utilizzato, 80 milioni di euro non 100 milioni come dice il comma, avendo residui non impegnati al 2006, da parte dell'ente in questione, per 44 milioni e 570 mila euro, a cui si aggiungono altre opere non appaltate non impegnate e non andate a residui, ma che sono nella tesoreria dell'ente per 64 milioni di euro, per un totale di 100 milioni di euro, non spesi e non impegnati dal 2005. Poi possiamo anche vedere come sono suddivisi: i 15 milioni di Cagliari, i 40 milioni di Nuoro, i 10 milioni di Sassari con un appunto, invece, di virtuosità su Oristano, che invece è alla pari. E noi stiamo utilizzando ulteriori 100 milioni in proposta e 80 milioni nell'emendamento della Giunta per continuare a finanziarie opere che non potranno vedere la luce, che continuano a incrementare un tesoretto dell'ente non speso e gestito, tra l'altro, udite, udite, nel rinnovamento dell'agenzia, da quelli che in questi anni non hanno speso, non hanno progettato, non hanno impegnato. Che però, come dice il Presidente della Giunta, lui non favorisce gli amici, ma gli amici, in quanto tali, devono essere riconfermati nella loro incapacità manifesta. Ho qui una risposta dell'assessore Mannoni del 2005 a un'interrogazione in cui dice che lo stato di attuazione del programma straordinario di edilizia residenziale pubblica, rappresenta uno stato di avanzamento fisiologico, e non giustifica la revoca eccetera eccetera… può evincersi che i progetti esecutivi del programma straordinario relativi al recupero risultino definiti nella misura del 70 percento. Questa è una chiara e netta falsità, è falso quello che ha risposto all'interpellanza e all'interrogazione, perché i dati di bilancio attuali, facilmente recuperabili dai bilanci allegati degli enti e dal bilancio generale della Regione, dimostrano che 100 milioni di euro giacciono presso l'ex IACP attuale AREA per manifesta incapacità del Commissario prima, del Commissario di quest'anno e del Presidente di oggi, e del Consiglio di amministrazione e dei dirigenti degli enti di tutte le province, il che porta a un buco di 100 milioni di euro che noi stiamo togliendo a chi ne ha bisogno.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Capelli.
(E' approvato)
L'emendamento numero 64 è caduto. Pongo in votazione l'emendamento numero 27, di cui è stato richiesto il ritiro…
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Il Presidente della Commissione, nell'esprimere il parere, ha fatto riferimento, in relazione a questo articolo, che la sede materie sarebbe proprio quella dell'articolo 32 ter. Allora, se i colleghi consentono, trasferiamo questo emendamento all'articolo 32 ter.
PRESIDENTE. C'è stata la proposta di spostare l'emendamento numero 27 all'articolo 32 bis, dove è stato presentato, al numero 942, un emendamento, dello stesso tenore, da parte della Giunta. Bene, se non ci sono problemi spostiamo l'emendamento all'articolo 32 bis.
Pongo in votazione l'emendamento numero 164.
Poiché nessuno ha domandato di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento numero 403.
Poiché nessuno ha domandato di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Poiché nessuno ha domandato di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento numero 843, per il quale è stato espresso parere favorevole dalla Commissione.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo il voto elettronico.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnicodell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Grazie Presidente. Tenuto conto del fatto che è stato segnalato che oltre alla struttura di Villamassargia, ci sono altre strutture che hanno bisogno di opere di completamento o comunque di ristrutturazione, si propone una modifica dell'emendamento che leggo in questa maniera: "E' autorizzata, nell'anno 2007, la spesa di euro 1 milione per la realizzazione di un programma di intervento finalizzato al recupero, alla ristrutturazione e al completamento di strutture destinate ad accogliere soggetti con disabilita mentali, detenuti soggetti a misure alternative o ex detenuti, di cui 600 mila alla cooperativa sociale San Lorenzo di Iglesias per il recupero dell'immobile nel Comune di Villamassargia. Il programma è approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia sociale, ai termini dell'articolo 4 lettera e) della legge regionale numero 1/1977 e successive modifiche e integrazioni". Questo era stato discusso in Commissione bilancio e si era convenuto di riformularlo in questa maniera. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie Assessore. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Mi sembra di capire che ci sia un emendamento orale, verbale, insomma, per chi non era in Commissione e vuole conoscere e valutare un po' meglio la proposta. Chiedo pertanto qualche minuto di sospensione in Aula.
PRESIDENTE. Dispongo 3 minuti di sospensione in Aula. Nel contempo viene distribuito l'emendamento ai colleghi.
(La seduta, sospesa alle ore 11 e 35, viene ripresa alle ore 11 e 40.)
PRESIDENTE. Bene colleghi, riprendiamo i lavori. Ha domandato di parlare il consigliere Cassano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CASSANO (Riformatori Sardi). Grazie signor Presidente. Io non ho niente da eccepire per ciò che riguarda questo emendamento orale, però ricordo all'Assessore Dirindin che la fondazione San Giovanni Battista di Plaghe, che da assistenza a centinaia e centinaia di disabili, le ha chiesto un incontro. Non solo non riesce ad avere le risorse necessarie per pagare gli stipendi arretrati ai dipendenti, ma addirittura le ha chiesto un incontro e non riescono a farsi ricevere. Questa è una cosa veramente vergognosa, caro Assessore alla sanità, lei deve prendersi a cuore questa situazione come sta prendendo a cuore questo problema, e io la rispetto e sono anche favorevole a questo emendamento. Però le ricordo che lei si rifiuta categoricamente di ricevere le maestranze della fondazione San Giovanni Battista che hanno occupato la provincia di Sassari una settimana fa. Quindi la sollecito a prendere provvedimenti. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cassano. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Grazie. La riformulazione dell'emendamento è un passo avanti. Vede Assessore, la mia preoccupazione è quella di creare una sorta di competizione, però in negativo, tra cooperative sociali che si occupano dei problemi del recupero di ex detenuti, di coloro che sono affetti da disabilita mentali. Ne conosciamo tante: potrei citarle il Mandorlo, quella a Ispinigoli, quelle curate da Don Mariani e quant'altre. Il problema qui è evitare che ve ne siano alcune che abbiano un padrino politico di tale autorevolezza che possa aprire le porte per interventi di questa natura, e altre… Io non voglio credere a quello che diceva l'onorevole Cassano, che, invece, forse perché non hanno il padrino politico giusto, debbano appunto sopportare il disagio, ma in questo caso anche l'affronto, di vedersi considerata come cooperativa di serie B, se non di serie C. Ecco perché ritengo che l'emendamento vada nella direzione giusta. Probabilmente se si prevede la sola determinazione dell'importo sulla base di un programma che farà la Giunta e l'Assessore, forse evitiamo di dare un segnale accentuato, di individuazione di soggetti che, ripeto, pone il problema di metterli in competizione fra di loro. Ritengo anche che non sia la cosa giusta per una finanziaria che si dovrebbe caratterizzare per provvedimenti a contenuto generale e non specifico.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pittalis. Ha domandato di parlare il consigliere Calledda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALLEDDA (D.S.). Signor Presidente, sicuramente l'emendamento orale lo considero positivo, però, voglio dire, che ogni qualvolta si parla di situazioni di questa natura scatta l'atavica tendenza legata ai campanili. Io voglio solo ricordare, per quanto riguarda la Cooperativa San Lorenzo che è un problema che stiamo in quest'Aula perseguendo da diverso tempo. Già all'inizio di questa legislatura c'era l'impegno da parte del Presidente, da parte dell'Assessore ad affrontare e risolvere questo problema. Io credo che oggi ci sia una risposta di merito e consiglierei all'Assessore e alla Giunta, relativamente a questi problemi, per evitare che si creino situazioni tipo queste descritte anche dall'onorevole Cassano, che si attui una sorta di programmazione che possa in qualche misura razionalizzare tutte le richieste che vengono portate avanti relativamente a questi temi e a questi problemi. Perché, se non c'è una programmazione di merito, c'è il rischio che si formino decine di cooperative di carattere sociale per poi avere una concorrenza l'una rispetto all'altra. Invece io credo sia utile, proprio perché stiamo parlando di una situazione seria, in una fase in cui la politica viene attaccata da tutti i punti di vista, a livello nazionale e anche a livello regionale, di dare risposte chiare e concrete, che possano consentire a queste persone che soffrono, a queste persone che hanno problemi, a queste persone che in qualche misura vivono una vita diversa rispetto alla nostra, adeguate possibilità di reinserimento, e di prospettare loro una situazione diversa rispetto a quella che vivono quotidianamente.
Allora, ecco, io credo che questo sia sicuramente un passo in avanti positivo, ma credo anche che per ovviare a situazioni di questo genere occorra che venga attuata da parte della Giunta regionale, da parte di chi ha l'obbligo e il dovere morale di affrontare queste questioni una programmazione che possa in qualche misura stabilire che in Sardegna situazioni di questo genere possono essere 10, 15, 3, 4, però in numero in qualche misura programmato. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Calledda. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Sì, io condivido molto le considerazioni che ha fatto adesso, in maniera molto onesta e corretta, l'onorevole Calledda. Effettivamente diventa difficile condividere per intero, invece, l'emendamento numero 843. Circa la cooperativa San Lorenzo - San Lorenzo tra l'altro è un santo martire che morì sulla graticola, poverino -, si può dire che lei, Assessore, attraverso questo emendamento sta mettendo, sulla graticola tutte le cooperative sociali che davvero esistono in Sardegna e che sono tante. Duecento cooperative sociali, delle quali almeno una cinquantina lavorano proprio in questo settore. D'altro canto abbiamo fatto un bando POR: avrà partecipato la cooperativa San Lorenzo al bando POR relativo proprio all'adeguamento di queste strutture? Aspettiamo l'esito di questo bando POR, vedremo esattamente che cosa… Ma se noi andiamo a introdurre principi in maniera chiaramente non adeguata, derogando a quelli che sono i princìpi vostri, come quello di non fare mercificazione dentro la finanziaria, io credo che davvero non si vada da nessuna parte. Abbiamo stabilito dei princìpi che erano inderogabili e adesso voi andate a finanziare delle cose specifiche? Io sono d'accordo, invece, che non si parli di Cooperativa San Lorenzo ma che si parli di un programma che dovrà essere naturalmente valutato in maniera adeguata da una Commissione, ove tutti abbiano pari opportunità, non in questo modo che, davvero, non qualifica nemmeno il vostro operato come Giunta.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pisano. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Grazie, Presidente. L'emendamento numero 843 proprio la dice chiara sulle "marchette" che vengono - scusatemi il termine - passate in questa finanziaria e ci sono figli di un Dio maggiore e figli di un Dio minore. Questo è un Dio maggiore: d'altronde il Dio è l'Assessore in persona, che riesce effettivamente a finanziare anche in modo specifico. Non dico che non sia meritoria questa Cooperativa San Lorenzo di Iglesias, però da parte dei colleghi le sono venute senz'altro segnalazioni molto importanti e poiché il territorio mi spinge a ricordarle ancora una volta l'Opera di San Giovanni Battista e mi meraviglio molto che i colleghi della maggioranza di quel territorio non le abbiano sottoposto con molta forza all'attenzione questo istituto che naviga da tanto tempo in brutte acque, nonostante dia l'assistenza a centinaia e centinaia di disabili anche dal punto di vista mentale, e che non ci sia stata un'attenzione particolare.
Il collega Pisano le ha fatto quasi un'arringa sul problema e le ha suggerito l'iter che bisogna seguire specialmente nel finanziamento di queste opere, che non è un problema specifico perché tutti hanno necessità e meriti, però, diceva Calledda, ci vuole una programmazione generale e in questa programmazione generale la invito effettivamente ad includere anche quegli altri istituti che hanno grande necessità della attenzione regionale perché altrimenti questi disabili, che noi tanto proclamiamo di voler aiutare perché vivono una vita diversa dalla nostra, effettivamente vengono dimenticati. Questo è un problema molto importante per cui forse questo emendamento orale andrebbe riscritto, con un momento di pausa da parte dell'Assemblea, includendo e trovando i finanziamenti necessari per cercare di mettere nella condizione di dare l'assistenza necessaria anche agli altri nosocomi. Grazie.
PRESIDENTE. Ma la sua dichiarazione di voto, onorevole Moro, è favorevole o contraria all'emendamento? Prego.
MORO (A.N.). La mia era una considerazione generale. Ho detto che andava bene l'emendamento a patto che venisse logicamente ricorretto come ho detto nel mio intervento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Sì. Il collega Pisano ha la memoria troppo corta, cortissima e mi dispiace, perché il ragionamento che ha fatto poc'anzi dimentica che neanche cinque minuti fa abbiamo votato gli emendamento numero 984 e 983, da lui firmato, che riguardano un intervento straordinario e specifico per l'Asilo nido Marina Stampace, con nome e cognome, e per di più un intervento straordinario non finalizzato a una ristrutturazione di immobili, e quindi non alla struttura, ma finalizzato a risanare l'asilo infantile. Io l'ho votato perché ho avuto modo di informarmi, so che era un'operazione positiva, meritoria, e l'ho fatto convinto, anche se era mirato e specifico. E non è che dopo cinque minuti si dice: ma chissà quante ce ne sono di queste situazioni. Chissà quante ce ne sono di situazioni come Stampace, però siccome siamo stati informati di Stampace e di una situazione grave, specifica, ad hoc, l'abbiamo votato e l'abbiamo votato nonostante sia firmato da tutti i colleghi del centrodestra, e il collega Pisano è firmatario. Per cui contesta alla Giunta sull'altro punto quanto lui, invece, ha presentato su un punto che abbiamo appena approvato.
Voto a favore perché ritengo che - a parte che se cade l'emendamento comunque rimane la norma per quanto riguarda Villamassargia - sia un'opera meritoria della quale sono convinto vada approvato l'intervento straordinario per completare quella struttura; magari ce ne fossero altre operazioni di spesa di questa natura, come quella del "984" e come quest'emendamento. Alcuni colleghi hanno qui poi sollevato un problema dicendo: ci sono altre situazioni, in un'altra realtà territoriale analoga a questa, e la Giunta ha pensato bene di individuare altri 400 mila euro da destinare a quella funzione. Ma mentre per Villamassargia l'istruttoria è avvenuta e sappiamo tutti, perché è nella legge finanziaria e quindi abbiamo avuto modo di informarci tutti e di istruirla in Commissione di merito e nella Commissione bilancio, e si può già individuare il soggetto, per l'altro è giusto che la Giunta non individui il soggetto perché dovrà fare un'opera di istruttoria per capire, però con le stesse finalità per le quali tuttavia le quali finanziamo l'operazione di Villamassargia.
Quindi, io chiedo ai colleghi di ritirare le opposizioni a quest'emendamento, di far proprio l'emendamento orale che ha presentato la Giunta, perché è un'operazione meritoria e possibilmente va votato con tutto verde, come abbiamo votato altri emendamenti di altra natura, che anche quelli erano finalizzati, come quello che io stesso ho proposto sullo sport. E non avevano nome e cognome? Dinamo, Torres, Olbia, Nuorese, Tempio, Cagliari. E l'abbiamo votato. Perché non votare anche questo all'unanimità dell'Aula, che è un'operazione positiva e meritoria, come altri che abbiamo votato e come abbiamo votato il 983 e il 984?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Gran parte delle cose che avrei voluto dire le ha dette adesso l'onorevole Marrocu. Credo che quest'Aula, nei confronti della quale molti si affannano a trovare difetti, insufficienze, anche - se vogliamo, tra virgolette - "costumi facili", invece, spesso dimostri che è vicina al sentimento popolare, alle condizioni di difficoltà, vicino alle situazioni di vita più difficili. Quando lo fa, a me pare, sarebbe utile che almeno noi lo riconoscessimo e lo valorizzassimo. L'intervento che si vuole attuare a Villamassargia, per una categoria specifica e con una funzione precisa, che è quello del reinserimento di ex detenuti ed è assolutamente necessario; in più si è aggiunta una parte di risorse che può essere destinata ad altre situazioni che saranno istruite e faranno parte di un programma che predisporrà la Giunta. A me pare che in questo senso il Consiglio regionale faccia pienamente il suo dovere e, anzi, direi che questa è una delle partite sulla quale bisognerebbe metterci sotto una bella sottolineatura favorevole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Io voto a favore di quest'emendamento che propone la Giunta, ma per me davvero, credo per tutti noi, non ha e non deve avere una connotazione politica, partitica. Sappiamo, perché è un soggetto conosciuto, che fa un lavoro sociale importante, meritorio, e spero che si moltiplichino in Sardegna realtà di persone che, con iniziative del genere, vengano incontro a problemi reali come la disabilità mentale o il recupero di ex detenuti o ex tossicodipendenti. Direi di recuperare quel minimo di unità sulle cose essenziali, come su questo argomento. La finanziaria da sempre è un provvedimento in cui - anche a prescindere dalle maggioranze o dalle opposizioni del momento - si trova nelle pieghe del fiume di risorse destinate al sistema economico e sociale della Sardegna, qualcosa che va anche alle opere sociali importanti. Questo è il caso; se poi ci sono altre realtà che possono essere in qualche modo prese in considerazione attraverso questo emendamento, gli si dia una mano affidando alla Giunta, tra l'altro, la possibilità anche di individuare - speriamo con criteri oggettivi - quali siano gli altri destinatari, ma facendo salvo questo intervento, che è ben conosciuto e meritorio. Io credo sia utile che su questi argomenti non ci dividiamo, soprattutto che non diamo giudizi troppo facili o etichette o definizioni che non rispettano adeguatamente la realtà di queste iniziative umane, in cui è a rischio anche l'intervento di persone che hanno dedicato tempo e che non mi interessa quale partito votino.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Spisa. Io ho altri due iscritti a parlare per dichiarazione di voto, ma per accordo tra i Capigruppo, a mezzogiorno dobbiamo interrompere i lavori dell'Aula sino alle ore 13 perché c'è un incontro con la Commissione cultura. Per cui, magari, do la parola anche ai colleghi, se riusciamo a chiudere magari un po' prima. Va bene?
Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Molto velocemente, anche perché mi sembra corretto quello che lei ha detto. Io intanto dico che voto a favore dell'emendamento, perché è anche un aspetto che non ha nessuna colorazione politica, è la Giunta che lo propone ed è apprezzabile anche il fatto che abbia incrementato di 400 mila euro l'importo previsto. Vero è, però, che quello che sta emergendo è il fatto che con 400 mila euro non si possono fare molti programmi, stante che 600 mila euro sono già destinati; quindi, non prendiamoci in giro, c'è un messaggio.
Devo dire anche che rimango estremamente perplesso quando vengo a sapere qui che l'Assessore rifiuta un incontro con i rappresentanti del San Giovanni Battista. Io la prego, Assessore, nella replica, di intervenire su questo e magari anche spendendo due parole, perché davvero non è un fatto del centrodestra o del centrosinistra, quella è una realtà importante e condivido con l'onorevole Cassano che ci vuole un'attenzione, che è richiesta da tempo, su una realtà che tutti quanti noi conosciamo, che all'interno di questo Consiglio ci ha portato diverse volte a discutere. C'è difficoltà, ma c'è anche da dire che quella è una realtà che in quel territorio sicuramente rappresenta molto e non credo che sia il caso di liquidarla solo con alcune parole dette in Consiglio all'interno di un argomento di questo genere per poi lasciarlo cadere. Credo che questo impegno debba essere preso dall'Assessore per sentirli, per trovare soluzioni utili a che quella realtà possa davvero esistere, nel senso che svolge un ruolo importante così come l'ha svolto, e sicuramente potrà svolgere nel futuro. La mia sollecitazione, ribadendo il voto favorevole su questo emendamento è che non sia un fatto di campanile, in quanto in quel territorio il San Giovanni Battista di Ploaghe svolge davvero un'attività valida, importante, che non può essere sicuramente abbandonata.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gessa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GESSA (Progetto Sardegna). Intanto sono d'accordo con l'onorevole La Spisa, che non è un problema di partiti questa cosa. Volevo soltanto sottolineare che questa struttura è competente in una disabilità particolare, cioè non è una disabilità qualsiasi: quella dei malati mentali e quella dei malati mentali che alternativamente, anziché in ospedali psichiatrici e giudiziari, possono essere accolti. Quindi, sono assolutamente favorevole a questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Volevo chiedere, oltre alla votazione elettronica, un chiarimento formale perché è scritto a mano: "di cui 600 mila alla cooperativa sociale San Lorenzo di Iglesias per il recupero dell'immobile e nel Comune di Villamassargia", cosa vuol dire: o non c'entra la "e", si toglie la "e"?
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. "dell'immobile nel Comune di Villamassargia".
LA SPISA (F.I.). Perfetto, capito.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Non è per dichiarazione di voto, ma è soltanto per accogliere l'invito che faceva l'onorevole Marrocu, di cui conosco bene l'onestà. Quindi, credo davvero che bisogna riconoscere che un'istruttoria così attenta, così ben definita, non possa che meritare una deroga a questo principio e non si tratta assolutamente, così come tutti i colleghi hanno ribadito, di un indirizzo così specifico da apparire negligente rispetto a princìpi generali.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, sull'ordine dei lavori. Le chiederei cortesemente, prima di sciogliere l'Aula, di essere informati su dove si terrà questo incontro con la Commissione cultura e come sono stati organizzati i lavori della giornata, per evitare che poi succedano incomprensioni e si abbia chiaro il termine dei lavori. Grazie.
PRESIDENTE. L'incontro si terrà presso la seconda Commissione. Per quanto riguarda i lavori, si interrompono subito dopo la votazione di questo emendamento, riprenderanno alle ore 13, fino alle ore 14, si interromperanno, riprenderanno alle ore 16 e poi stasera vediamo come verranno organizzati lavori.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Solo un secondo per una risposta sulla questione di Ploaghe. La fondazione di Ploaghe sta attraversando un periodo estremamente difficile che si è accumulato nel corso degli anni. Ha una situazione debitoria che assomma a quasi 15 milioni di euro del pregresso e ha una situazione corrente che non regge dal punto di vista economico. Vorrei rassicurare, sono mesi che stiamo lavorando con i membri del consiglio di amministrazione e con i membri della fondazione per trovare una soluzione affinché quella fondazione possa continuare a lavorare. Adesso stiamo preparando un progetto di riconversione delle attività perché così com'è non regge, e poi cercheremo di trovare una soluzione per il pregresso. Quindi ce ne stiamo occupando, anche se non ho incontrato ultimamente le maestranze, ma indirettamente abbiamo incontrato i membri del consiglio di amministrazione e dobbiamo incontrare nuovamente i membri della fondazione.
PRESIDENTE. La ringrazio Assessore. Prego i colleghi di prendere posto. Dichiaro aperta la votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 843.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Caligaris - Calledda - Cassano - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cugini - Davoli - Dedoni - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - La Spisa - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Milia - Moro - Murgioni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Serra - Uras - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 57
votanti 57
maggioranza 29
favorevoli 57
(Il Consiglio approva).
(Non è approvato)
Bene colleghi. I lavori dell'Aula si interrompono qui, riprenderanno alle ore 13. La Commissione cultura della Camera è in seconda Commissione. Alle ore 13 si riprende e si chiude alle ore 14. Con i Capigruppo.
(La seduta, sospesa alle ore 12 e 06, viene ripresa alle ore 13 e 21.)
PRESIDENTE. Se i colleghi prendono posto proviamo a riprendere la seduta.
Riprendiamo i nostri lavori. Passiamo all'esame dell'articolo 32 bis.
All'articolo 32 bis sono stati presentati i seguenti emendamenti: il sostitutivo totale numero 943, con gli emendamenti di sintesi numero 986 e presumo di sintesi ulteriore 988, gli aggiuntivi 28, 820, 821, 825, 901, 23, 82, 29, 54, il sostitutivo totale del 942, il 978, l'aggiuntivo al 945, il 992 e il 998, gli emendamenti trasferiti da altri articoli e più precisamente dall'articolo 6, gli emendamenti 33, 916 che hanno un emendamento di sintesi il 955, ancora un emendamento di sintesi sostitutivo totale il 987 e il soppressivo 990, i sostitutivi parziali 997, 989, 991, 993, 996, 994, 995.
All'articolo 8 sono stati presentati gli emendamenti numero 916, 3, 883 e 923. Dall'articolo 14 provengono il 127, il 640 e il 641, abbiamo da votare il comma 7 dell'articolo 14 e l'emendamento all'articolo 14, il 962 aggiuntivo all'emendamento numero 876.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 32 bis e dei relativi emendamenti:
1. La Regione, al fine di accelerare il processo di crescita dell'occupazione e contrastare il disagio sociale, in attesa che le politiche attivate e le riforme approvate producano appieno gli effetti positivi sulla situazione economica ed occupazionale, predispone, con il coinvolgimento del sistema delle autonomie locali e delle forze sociali, un programma di interventi finalizzati all'occupazione stabile ed al superamento del precariato, alle politiche attive del lavoro e ad azioni di contrasto alla povertà.
2. Alla spesa prevista per l'attuazione del presente articolo, valutata in euro 170.000.000 per l'anno 2007, si fa fronte quanto ad euro 115.000.000 mediante la riprogrammazione di fondi comunitari e nazionali, quanto ad euro 55.000.000 con le risorse sussistenti nel conto dei residui pari ad euro 25.000.000 e della competenza pari ad euro 30.000.000 della UPB S02.02.005 - cap. SC02.600
Emendamento all'emendamento numero 986 sostitutivo totale Giunta regionale.
Articolo 32 bis
1. La Regione, nelle more della piena attuazione delle politiche di sviluppo promosse dall'amministrazione regionale, al fine di accelerare il processo di crescita dell'occupazione e contrastare i fenomeni di disagio sociale che ancora permangono, predispone, con il coinvolgimento attivo del sistema delle autonomie locali e delle forze sociali, un programma di interventi finalizzati all'occupazione stabile e al superamento della precarietà del lavoro. La spesa per la realizzazione del predetto programma è valutata in euro 151.352.000 per l'anno 2007 a valere sull'utilizzo e rimodulazione dei fondi comunitari 2000/2006, nazionali e regionali, come di seguito stabilito:
a) intervento di inserimento lavorativo di inoccupati, disoccupati e autoimpiego, prioritariamente destinato a iniziative giovanili, euro 85.900.000 (UU.PP.BB. S02.02.001, S02.02.001 e S02.03.002);
b) interventi a favore di soggetti svantaggiati cosi come definiti dalla relativa disposizione comunitaria, euro 30.600.000 (UU.PP.BB. S02.03.001. S05.03.004 e S02.02.005);
c) interventi di stabilizzazione e di reimpiego a favore di lavoratori socialmente utili, di quelli espulsi dal sistema produttivo, collocati in cassa integrazione e mobilità, euro 20.084.000 (UU.PP.BB. S02.03.001, S02.03.007 e S02.03.001);
d) a sostegno delle donne lavoratici, euro 14.768.000 (U.P.B. S02.03.002).
2. Per quanto riguarda gli interventi destinati alle famiglie e alle persone senza reddito, sulla base di apposito programma che prevede le procedure per la pubblicazione delle misure di intervento, per la selezione e l'accoglimento delle richieste, per la verifica delle condizioni che danno diritto alla prestazione, nonché la possibile integrazione con altri interventi e servizi, i comuni possono assicurare, avuto riguardo ai livelli di reddito ISEE, un sostegno economico alle famiglie e alle persone prive di reddito e in condizioni accertate di povertà per un massimo di 250 euro mensili per un anno.
3. Il programma per l'anno 2007 ha carattere sperimentale, è rivolto a coloro che risultino esclusi da analoghi interventi previsti da altre amministrazioni pubbliche e prevede una compartecipazione nella misura del 50 per cento a carico delle Amministrazioni comunali; a tal fine è autorizzata la spesa di euro 5.000.000 (U.P.B. S05.03.007).
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
U.P.B. S02.02.005 Altri interventi per la formazione
Anno 2007 euro 5.000.000
In aumento
U.P.B. S05.03.007 Provvidenze a favore di soggetti affetti da handicap e loro associazioni
Anno 2007 euro 5.000.000 (988)
Emendamento di sintesi degli emendamenti numero 943 e 28 Giunta regionale
Articolo 32 bis
1. La Regione, nelle more della piena attuazione delle politiche di sviluppo promosse dall'Amministrazione regionale, al fine di accelerare il processo di crescita dell'occupazione e contrastare i fenomeni di disagio sociale che ancora permangono, predispone, con il coinvolgimento attivo del sistema delle autonomie locali e delle forze sociali, un programma di interventi finalizzati all'occupazione stabile e al superamento della precarietà del lavoro. La spesa per la realizzazione del predetto programma è valutata in euro 151.500.000,00 per l'anno 2007 a valere sull'utilizzo e rimodulazione dei fondi comunitari 2000/2006, nazionali e regionali, come di seguito stabilito:
a) intervento di inserimento lavorativo di inoccupati, disoccupati e autoimpiego prioritariamente destinato a iniziative giovanili, euro 85.800.000,00;
b) interventi a favore di soggetti svantaggiati così come definiti dalla relativa disposizione comunitaria, euro 30.000.000,00;
c) interventi di stabilizzazione e di reimpiego a favore di lavoratori socialmente utili, di quelli espulsi dal sistema produttivo, collocati in cassa integrazione mobilità, euro 20.100.000,00;
d) interventi a sostegno delle donne lavoratrici, euro 14.700.000,00.
2. Per quanto riguarda gli interventi destinati alle famiglie e alle persone senza reddito, sulla base di apposito programma che prevede le procedure per la pubblicazione delle misure di intervento, per la selezione e l'accoglimento delle richieste, per la verifica delle condizioni che danno diritto alla prestazione, nonché la possibile integrazione con altri interventi e servizi, i comuni possono assicurare, avuto riguardo ai livelli di reddito ISEE, un sostegno economico alle famiglie e alle persone prive di reddito e in condizioni accertate di povertà per un massimo di 250 euro mensili per un anno. Il programma comunale è finalizzato a coloro che risultino esclusi da analoghi interventi previsti da altre amministrazioni pubbliche; al fine di favorire la sperimentazione possono essere destinati il 6 per cento delle risorse programmabili di cui all'articolo 19 della L.R. n. 37 del 1998 assegnate alle amministrazioni comunali. (986)
Emendamento sostitutivo totale Giunta Regionale
Articolo 32 bis
L'art. 32 bis è così sostituito:
Art 32 bis
Interventi finalizzati all'occupazione, alle politiche attive per il lavoro.
1. La Regione, al fine di accelerare il processo di crescita dell'occupazione e contrastare il disagio sociale, in attesa che le politiche attivate e le riforme approvate producano appieno gli effetti positivi sulla situazione economica ed occupazionale, predispone, con il coinvolgimento del sistema delle autonomie locali e delle forze sociali, un programma di interventi finalizzati all'occupazione stabile ed al superamento del precariato e alle politiche attive del lavoro.
2. Alla spesa prevista per l'attuazione del presente articolo consistente in Euro 151.522.000,00 per l'anno 2007 si fa fronte mediante l'utilizzo e la rimodulazione di fondi comunitari del P.O.R. 2000/2006, nazionali e regionali, come definito nei commi seguenti.
3. Al fine di favorire l'inserimento lavorativo di inoccupati e disoccupati sono previsti:
a) Euro 28.400.000,00 nell'ambito delle misure 3.2 e 3.3 a valere sui residui delle U.P.B. S02.02.001 e S02.02.002 - capp. SC02.0461, SC02.0504 e SC02.0510 e Euro 23.500.000,00 assegnati alle Province per le finalità di cui all'art. 43, L.R. n. 20/2005 a valere sui residui delle U.P.B. S02.02.005 - SC02.0600 per percorsi individualizzati di orientamento, formazione e inserimento lavorativo da sostenere con l'erogazione di indennità di inserimento non superiore a 300,00 euro mensili e sino ad un massimo di 12 mesi. All'individuazione dei beneficiari e alla stipula del patto di inserimento provvedono le Province per il tramite dei Centri servizi per il Lavoro, sulla base delle direttive impartite dall'Assessore competente, sentita la Commissione regionale per il lavoro. L'erogazione dell'indennità di inserimento è subordinata alla sottoscrizione del patto di inserimento e alla frequenza del percorso individuato.
b) Euro 34.000.000,00 per l'erogazione di prestiti d'onore per favorire la creazione e lo sviluppo di nuove imprese (nella forma della ditta individuale) con particolare riferimento ai nuovi bacini di impiego e alle aree e settori economici di attuazione dei progetti integrati di sviluppo nell'ambito delle misure 3.10 e 3.11 a valere sui residui della U.P.B. S02.03.002 - capp. SC02.0770, SC02.0771, SC02.0764 e SC02.0765;
………
d) Euro??.800.000,00 per il cofinanziamento dell'imprenditoria femminile di cui alla L. 215/92 a valere sulla U.P.B. S06.03.026 - SC06.0725.
4. A favore dei soggetti svantaggiati sono previsti:
a) Euro 18.000.000,00 per l'erogazione di piccoli sussidi nell'ambito della misura 3.4 a valere sui residui della U.P.B. S02.03.001 - capp. SC02.0720 e SC02.0721;
b) 9.600.000,00 per progetti di eccellenza, quali interventi integrati per l'ingresso e/o il reinserimento nel mercato del lavoro nell'ambito della misura 3.4 a valere sul residui della U.P.B. S02.03.001 - capp. SC02.0720 e SC02.0721;
c) Euro 1.500.000,00 per finanziare l'occupazione dei disabili di cui al precedente art. 29, comma 9 a valere sulle UPB in esso indicate;
d) Euro 1.500.000,00 per l'ulteriore cofinanziamento del Programma I.C.S. U.P.B. S02.02.005 - SC02.0600.
5. Per favorire la stabilizzazione dei rapporti di lavoro e il reimpiego dei lavoratori collocati in CIG e mobilità:
a) Euro 14.274.000,00 per finanziare la stabilizzazione dei L.S.U. secondo il disposto di cui al precedente articolo 29, comma 12 e a valere sulle U.P.B. in esso indicate;
b) Euro 2.000.000,00 per l'attuazione del progetto di ricollocazione dei lavoratori collocati in C.I.G. secondo l'accordo Montefibre di cui al precedente art 29 comma 13 a valere sull'U.P.B.S02.03.001 - SC02.0729;
c) Euro 2.480.000,00 al fine di incentivare il reimpiego dei lavoratori di cui all'art. 29 della L.R. 20/2005-U.P.B. 02.03.002, SC02.0901;
d) Euro 1.500.000,00 per il cofinanziamento di azioni innovative in base agli accordi Stato - Regione a valere sulla U.P.B. 02.03.001 - cap. SC02.0708.
6. Per la promozione della partecipazione femminile al mercato del lavoro:
a) Euro 10.968.094,00 per il sostegno alle imprese pubbliche e private che attivano servizi di cura per le dipendenti con figli minori a carico o con figli portatori di handicap o con famigliari non autosufficienti e per l'incentivazione nelle aziende pubbliche e private del lavoro a distanza nell'ambito della misura 3.11 U.P.B. S02.03.002 - capp. SC02.0764 e SC02.0765;
b) Euro 1.000.000,00 per progetti per l'integrazione lavorativa e sociale tra donne sarde ed immigrate extracomunitarie nell'ambito della misura 3.11 U.P.B. S02.03.002 -capp. SC02.0764 e SC02.0765. (943)
Emendamento aggiuntivo Pittalis - Marracini - Lai.
Articolo 32 bis
Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:
Al fine di sostenere le iniziative locali per l'occupazione, il fondo di cui all'articolo 32 bis, comma 1, è ulteriormente incrementato per ciascuno degli anni 2007, 2008, 2009 e 2010 di euro 100 milioni.
Dette risorse sono assegnate agli Enti Locali quale cofinanziamento al 60% di progetti finalizzati alla creazione di nuovi occupati a tempo indeterminato.
anno 2007 euro 100.000.000
anno 2008 euro 100.000.000
anno 2009 euro 100.000.000
anno 2010 euro 100.000.000
In Diminuzione
Fondo programmazione negoziata. (28)
Emendamento aggiuntivo Rassu - La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Murgioni - Diana - Artizzu - Farigu.
Articolo 32 bis
Dopo il comma 1, è aggiunto il seguente comma 1 bis:
"Al fine di superare lo stato di grave precarietà degli operai del settore antincendio, cessati dal servizio a decorrere dal 1° gennaio 2002, l'Ente Foreste, allo scopo di coprire le vacanze della pianta organica e ottimizzare la qualità del servizio, è autorizzato ad assumere a tempo indeterminato detto personale attraverso la formulazione di una idonea graduatoria che rispetti l'ordine di anzianità di quanti hanno svolto servizio in precedenza presso l'ex Azienda Foreste Demaniali, gli Ispettorati Ripartimentali e l'Ente Foreste. Fino all'esaurimento della graduatoria del personale di cui al presente comma è sospesa l'assunzione di ulteriori unità operaie nell'Ente Foreste". (820)
Emendamento aggiuntivo Rassu - La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Murgioni - Diana - Artizzu - Farigu.
Articolo 32 bis
Dopo il comma 1, è aggiunto il seguente comma 1 bis:
"Al fine di superare lo stato di grave precarietà degli operai del settore antincendio, cessati dal servizio a decorrere dal 1° gennaio 2002, l'Ente Foreste, allo scopo di coprire le vacanze della pianta organica e ottimizzare la qualità del servizio, è autorizzato ad assumere a tempo indeterminato detto personale attraverso la formulazione di un'apposita graduatoria che rispetti l'ordine di anzianità di quanti hanno svolto servizio in precedenza presso l'ex Azienda Foreste Demaniali, gli Ispettorati Ripartimentali e l'Ente Foreste". (821)
Emendamento aggiuntivo Cappai - Murgioni - La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Rassu - Randazzo Alberto - Diana - Artizzu - Farigu - Liori - Petrini.
Articolo 32 bis
Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente comma 1 bis:
"Nelle more dell'approvazione di uno specifico provvedimento di legge in materia di stabilizzazione dei lavoratori del Policlinico Universitario di Cagliari, del Parco Geominerario e dei Consorzi di Bonifica è autorizzata per il 2007 la prosecuzione dei rapporti di lavoro già in essere". Alla spesa prevista per l'attuazione del presente comma, valutata in Euro 2.000.000, si fa fronte mediante quanto disposto dal comma 2 dello stesso articolo. (825)
Emendamento aggiuntivo Uras - Pisu - Davoli - Lanzi - Fadda - Licheri.
Articolo 32 bis
Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:
"1 bis. Le aziende sanitarie locali e le amministrazioni regionali devono, con esplicita indicazione nei capitolati di gara, nelle convenzioni e nei contratti, invitare le aziende e le cooperative di servizi sanitari e socio-sanitari assistenziali, al fine della ricollocazione di personale espulso per crisi aziendali e occupazionali da altro soggetti aziendali". (901)
Emendamento aggiuntivo Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu.
Articolo 32 bis
Dopo il comma 2 dell'articolo 32 bis è inserita il seguente comma:
2 bis. L'Amministrazione regionale è autorizzata a realizzare un programma di interventi denominato "Siguresa in su traballu" finalizzato alla emersione del lavoro nero, alla effettiva prevenzione degli infortuni sul lavoro e alla tutela dei lavoratori esposti al rischio delle carenze dei sistemi e degli impianti di sicurezza negli ambienti di lavoro.
Per tale finalità è autorizzata per l'anno 2007 la spesa di euro 50.000.000.
Il piano degli interventi predisposto dalla Giunta Regionale, entro novanta giorni dall'approvazione della presente legge, prevede le seguenti iniziative:
a) pubblicazione di un bando straordinario ai sensi della L.R. 23.12.98 n. 36 per la concessione a favore delle piccole imprese di contributi finalizzati all'abbattimento degli oneri previdenziali e assistenziali;
b) predisposizione di un piano di formazione professionale "finalizzato aziendale" rivolto a giovani disoccupati per il conseguimento della qualifica di "esperto della sicurezza" a favore di imprese o di associazioni temporanee dì imprese che si obblighino a garantire la totale assunzione degli allievi che superano il periodo formativo, e alle quali vengono attribuiti i benefici occupazionali previsti dal bando di cui alla lettera precedente;
c) un intervento contributivo a favore delle organizzazioni sindacali e delle associazioni che operano a favore delle imprese nel settore della prevenzione degli infortuni e tutela della sicurezza negli ambienti di lavoro, che realizzino specifici piani di promozione della legalità lavorativa e della emersione del lavoro nero.
COPERTURA FINANZIARIA
In Aumento
UPB -
Anno 2007 euro 50.000.000
In Diminuzione
UPB S08.01.002 -FNOL parte corrente - mediante riduzione della riserva di cui alla voce 8 della tabella A, allegata alla legge finanziaria.
Anno 2007 euro 50.000.000
(23)
Emendamento aggiuntivo Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu.
Articolo 32 bis
Dopo il comma 2 dell'articolo 32 bis è inserito il seguente comma:
2 bis. L'Amministrazione regionale è autorizzata a realizzare nel corso del 2007 un programma straordinario di interventi di politiche attive di lavoro ai sensi dell'articolo 19 della legge n. 37/98 da finanziarsi a favore dei Comuni della Sardegna secondo le modalità di riparto previste dal precedente articolo 10 della presente norma.
COPERTURA FINANZIARIA
In Aumento
UPB S02.03.007 - Politiche attive del lavoro
Anno 2007 euro 210.000.000
In Diminuzione
UPB S08.01.002 - FNOL parte corrente - mediante riduzione della riserva di cui alla voce 8 della tabella A, allegata alla legge finanziaria.
Anno 2007 euro 210.000.000
(82)
Emendamento aggiuntivo Marraccini - Lai - Pittalis - Atzeri - Maninchedda.
Articolo 32 bis
Dopo l'art. 32 bis è aggiunto il seguente:
32 ter. Per sostenere ed incentivare l'attività della Commissione Regionale Pari Opportunità è concesso un contributo di euro 70.000 per l'anno 2007.
In Aumento
UPB SC010467
2007 euro 70.000
In Diminuzione
Tabella A FNOL
(29)
Emendamento aggiuntivo Scarpa.
Articolo 32 bis
Dopo l'art. 32 bis è aggiunto il seguente:
Articolo 32 ter
Primi istituti di democrazia digitale
1. La Regione promuove nuove forme di partecipazione dei cittadini alle scelte effettuate nell'interesse collettivo e nuove forme di consultazione della volontà popolare da parte degli amministratori pubblici mediante l'uso delle nuove tecnologie.
2. La Regione a tal fine allestisce un apposito portale regionale di servizi internet al quale tutti i cittadini aventi diritto di elettorato attivo possono registrarsi ed accedere mediante apposito codice di accesso riservato.
3. La Giunta Regionale, il Consiglio Regionale, i singoli Consiglieri Regionali ed il Consiglio delle Autonomie Locali potranno consultare la comunità dei cittadini registrati sul portale ponendo precise questioni di interesse collettivo.
4. Le modalità della consultazione verranno definite dal Consiglio Regionale.
5. Gli esiti delle consultazioni sono tempestivamente pubblicati sul sito internet della Regione ed hanno efficacia meramente consultiva.
6. La Giunta Regionale fornisce all'iniziativa la massima divulgazione possibile tra i cittadini. (54)
Emendamento all'emendamento numero 942 sostitutivo totale Giunta regionale.
Art. 32 ter
(aggiuntivo)
(Fondo Regionale per la Non Autosufficienza)
1. Al fine di sostenere le persone non autosufficienti e chi vive accanto a loro e se ne prende cura, è istituito il Fondo Regionale per la Non Autosufficienza.
2. Il Fondo è destinato alla realizzazione di un programma di welfare locale e regionale, in coerenza con quanto previsto dalla legge regionale 23/2005, dalla proposta di Piano regionale dei servizi sociali e dal Piano Regionale dei Servizi Sanitari 2006-08, ed è destinato alla concreta realizzazione di un sistema integrato di servizi e interventi a favore delle persone non autosufficienti e dei nuclei di appartenenza.
3. Per non autosufficiente si intende la persona anziana o disabile che non può provvedere alla cura della propria persona e mantenere una normale vita di relazione senza l'aiuto determinante di altri. La valutazione della condizione di non autosufficienza è effettuata con criteri e modalità stabilite dalla Giunta regionale.
4. Il Fondo Regionale per la Non Autosufficienza è alimentato da risorse regionali, statali e comunitarie. Per l'anno 2007 la dotazione del Fondo è pari a euro 120 milioni, da integrare con la quota delle risorse assegnate alla Sardegna del Fondo Nazionale per la non auto sufficienza previsto dalla legge finanziaria n. 296/2006, ed è alimentato dai seguenti stanziamenti:
a. risorse regionali per euro 30 milioni destinate al potenziamento dell'assistenza domiciliare, di cui 2,5 per le cure domiciliari sanitarie (UPB S05.03.007)
b. risorse regionali e statali per euro 6 milioni destinate al sostegno nelle responsabilità di cura di persone non autosufficienti (UPB S05.03.007)
c. risorse regionali e statali per euro 9 milioni destinati al finanziamento delle azioni di integrazione socio-sanitaria (DPCM 14 febbraio 2001; accordo Regione Sardegna - Anci 15.12.2004 di cui allaD.G.R. 52/12 del 15.12.2004); (UPB S05.03.005; UPB S05.03.007)
d. le risorse regionali già destinate al finanziamento dei piani personalizzati per persone con disabilità grave (legge 162/98) per 36 milioni di euro (UPB S05.03.007);
e. le risorse regionali già destinate al programma sperimentale "ritornare a casa" (legge regionale 4/2006, articolo 17, comma 1) per 1 milioni di euro (UPB S05.03.007);
f. le risorse regionali già destinate al programma per le assistenti familiari (legge regionale 4/2006, articolo 17, comma 4) per 1 milioni di euro (UPB S05.03.009);
g. le risorse regionali già destinate al finanziamento di leggi regionali a favore di soggetti con particolari patologie (legge regionale 27/83; legge regionale 11/85; legge regionale 20/97; legge regionale 6/2004) (UPB S05.03.007).
5. Le risorse di cui al punto a) sono destinate a finanziare un programma di interventi di assistenza domiciliare di carattere socio-assistenziale a favore di persone non autosufficienti, sulla base di bisogni certificati e nell'ambito di programmi di assistenza domiciliare personalizzata, comunque integrata con le prestazioni e le attività erogate dalle aziende sanitarie locali. Il programma prevede interventi di carattere socio-assistenziale fino a un massimo di 4.000 euro all'anno per avente diritto, graduati a seconda del livello di compromissione della non autosufficienza, da integrare attraverso il cofinanziamento a carico degli enti locali e del cittadino. Entro 60 giorni dall'entrata in vigore della presente legge la Giunta regionale predispone, sentiti gli enti locali e i soggetti sociali solidali di cui all'art. 10 della legge regionale n. 23/2005, le linee guida per l'attuazione del presente programma, compresi i criteri e le modalità per la valutazione della condizione di non autosufficienza, nonché per il suo raccordo con il sistema integrato dei servizi alla persona ai sensi del comma 2.
6. Le risorse di cui al punto b) sono destinate al finanziamento di un programma sperimentale a sostegno dei nuclei familiari nelle responsabilità di cura di persone non autosufficienti, in particolare di quelle gravi, attraverso l'erogazione di contributi economici pari a 3.000 euro all'anno per avente diritto per l'assistente familiare che opera a domicilio della persona non autosufficiente, purché in regola con la normativa vigente e nel rispetto dei contratti di lavoro. Entro 60 giorni dall'entrata in vigore della presente legge la Giunta regionale predispone, sentiti gli enti locali e i soggetti sociali solidali di cui all'art. 10 della legge regionale n. 23/2005, le linee guida per l'attuazione del presente programma, compresi i criteri e le modalità per la valutazione della condizione di non autosufficienza, nonché per il suo raccordo con il sistema integrato dei servizi alla persona ai sensi del comma 2.
7. Le risorse di cui al punto e) sono destinate alla copertura degli oneri a carico dei comuni per il pagamento della quota sociale per i servizi residenziali e semiresidenziali erogati a favore delle persone non autosufficienti e non abbienti, sulla base di indirizzi predisposti dalla Giunta regionale. Per l'anno 2007, in via transitoria e per i pazienti inseriti in strutture residenziali e semiresidenziali da almeno tre anni, le risorse possono essere erogate alle Aziende Sanitarie Locali per l'integrazione della quota sociale di pertinenza dei Comuni. Delle risorse di cui al presente comma, una somma pari a 100.000 euro è destinata all'ospitalità presso la Casa di accoglienza operante nell'area dell'ospedale Oncologico dell'ASL n. 8.
8. La Regione definisce i criteri di accesso agli interventi, anche prevedendo la valutazione della situazione economica del beneficiario individuata sulla base dell'ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente), nonché modalità di monitoraggio e valutazione dei programmi di intervento anche attraverso un apposito gruppo tecnico regionale.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S05.03.007
2007 euro 36.000.000
In diminuzione
UPB S02.02.005 (Cap. S02.0600)
2007 euro 30.000.000
(Eliminare dalla tabella C)
UPB S05.03.009 (Cap. S05.0731)
2007 euro 6.000.000 (978)
Emendamento aggiuntivo Giunta Regionale.
Articolo 32 bis
Dopo l'art. 32 bis è aggiunto il seguente:
Articolo 32 ter
(Fondo Regionale per la Non Autosufficienza)
1. Al fine di sostenere le persone non autosufficienti e chi vive accanto a loro e se ne prende cura, è istituito il Fondo Regionale per la Non Autosufficienza.
2. Il Fondo è destinato alla realizzazione di un programma di welfare locale e regionale, in coerenza con quanto previsto dalla legge regionale 23/2005, dalla proposta di Piano regionale dei servizi sociali e dal Piano Regionale dei Servizi Sanitari 2006-08, ed è destinato alla concreta realizzazione di un sistema integrato di servizi e interventi a favore delle persone non autosufficienti e dei nuclei di appartenenza.
3. Per non autosufficiente si intende la persona anziana o disabile che non può provvedere alla cura della propria persona e mantenere una normale vita di relazione senza l'aiuto determinante di altri. La valutazione della condizione di non autosufficienza è effettuata con criteri e modalità stabilite dalla Giunta regionale.
4. Il Fondo Regionale per la Non Autosufficienza è alimentato da risorse regionali, statali e comunitarie. Per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009, il Fondo è pari a euro 120 milioni, da integrare con la quota delle risorse assegnate alla Sardegna del Fondo Nazionale per la non auto sufficienza previsto dalla legge finanziaria n. 296/2006, ed è alimentato dai seguenti stanziamenti:
a. risorse regionali per euro 30 milioni destinate al potenziamento dell'assistenza domiciliare (UPB....)
b. risorse regionali e statali per euro 6 milioni destinate al sostegno nelle responsabilità di cura di persone non autosufficienti (UPB....)
c. risorse regionali e statali per euro 9 milioni destinati al finanziamento delle azioni di integrazione socio-sanitaria (DPCM 14 febbraio 2001; accordo Regione Sardegna-Anci 15.12.2004 di cui alla D.G.R. 52/12 del 15.12.2004); (UPB S05.03.005; UPB S05.03.007)
d. le risorse regionali già destinate al finanziamento dei piani personalizzati per persone con disabilità grave (legge 162/98);
e. le risorse regionali già destinate al programma sperimentale "ritornare a casa" (legge regionale 4/2006, articolo 17, comma 1);
f. le risorse regionali già destinate al programma per le assistenti familiari (legge regionale 4/2006, articolo 17, comma 4);
g. le risorse regionali già destinate al finanziamento di leggi regionali a favore di soggetti con particolari patologie (legge regionale 27/83; legge regionale 11/85; legge regionale 20/97; legge regionale 6/2004).
5. Le risorse di cui al punto a) sono destinate a finanziare un programma di interventi di assistenza domiciliare di carattere socio-assistenziale a favore di persone non autosufficienti, sulla base di bisogni certificati dalle aziende sanitarie e nell'ambito di programmi di assistenza domiciliare personalizzata, comunque integrata con le prestazioni e le attività erogate dalle aziende sanitarie locali. Entro 30 giorni dall'entrata in vigore della presente legge la Giunta regionale predispone, sentiti gli enti locali, gli organismi di volontariato, di cooperazione sociale e di promozione sociale, le linee guida per l'attuazione del presente programma nonché per il suo raccordo con il sistema integrato dei servizi alla persona ai sensi del comma 2.
6. Le risorse di cui al punto b) sono destinate al sostegno dei nuclei familiari nelle responsabilità di cura di persone non autosufficienti, in particolare di quelle gravi, anche attraverso l'erogazione di contributi economici per l'assistente familiare che opera a domicilio della persona non autosufficiente purché in regola con la normativa vigente e nel rispetto dei contratti di lavoro.
7. Le risorse di cui al punto c) sono destinate alla copertura degli oneri a carico dei comuni per il pagamento della quota sociale per i servizi residenziali e semiresidenziali erogati a favore delle persone non autosufficienti e non abbienti, sulla base di indirizzi predisposti dalla Giunta regionale. Per l'anno 2007, in via transitoria e per i pazienti inseriti in strutture residenziali e semiresidenziali da almeno tre anni, le risorse possono essere erogate alle Aziende Sanitarie Locali per l'integrazione della quota sociale di pertinenza dei Comuni.
8. La Regione definisce i criteri di accesso agli interventi anche prevedendo la valutazione della situazione economica del beneficiario individuata sulla base dell'ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente). (942)
Emendamento all'emendamento numero 945 aggiuntivo CORDA - Porcu - MARROCU - Cucca.
Articolo 32 bis
Norma transitoria
Prima dell'articolo 31 ter è aggiunto il seguente:
Per il solo anno 2007 le modalità di applicazione delle imposte sulle unità da diporto di cui all'art. 3 comma 3 della presente legge sono le seguenti:
Presupposto dell'imposta sono lo scalo nei porti, negli approdi e nei punti di ormeggio ubicati nel territorio regionale e nei campi di ormeggio attrezzati ubicati nel mare territoriale lungo le coste della Sardegna nel periodo compreso dal 1° luglio al 15 settembre.
L'imposta regionale sulle unità da diporto è dovuta per periodi di sosta da due a sette giorni.
L'imposta è stabilita nella seguente misura:
a) euro 150 per gli aeromobili abilitati fino al trasporto di quattro passeggeri;
b) euro 400 per gli aeromobili abilitati al trasporto da cinque a dodici passeggeri;
c) euro 1.000 per gli aeromobili abilitati al trasporto di oltre dodici passeggeri;
d) euro 700 per le imbarcazioni di lunghezza compresa tra 16 e 19,99 metri;
e) euro 1.000 per le navi di lunghezza compresa tra 20 e 23,99 metri;
f) euro 1.700 per le navi di lunghezza compresa tra 24 e 29,99 metri;
g) euro 3.500 per le navi di lunghezza compresa tra 30 e 60 metri;
h) euro 5.000 per le navi di lunghezza superiore ai 60 metri.
L'imposta non è dovuta nell'arco dello stesso anno dai soggetti che abbiano effettuato nel corso di quell'anno lo scalo con la medesima imbarcazione nei punti di ormeggio ubicati nel territorio regionale per tre periodi come sopra indicati e che abbiano pagato la relativa imposta. (992)
Emendamento all'emendamento numero 945 aggiuntivo PILERI - La Spisa.
Articolo 32 bis
Dopo l'art. 32 bis è aggiunto il seguente:
Art. 32 ter
Entrata in vigore
La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione nel BURAS. (998)
Emendamento aggiuntivo Giunta Regionale
Articolo 32 bis
Dopo l'art. 32 bis è aggiunto il seguente:
"Articolo 32 ter
Entrata in vigore
La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione nel BURAS.". (945)
Emendamento all'emendamento numero 955 sostitutivo totale Giunta regionale.
Articolo 32 bis
L'emendamento numero 955 è sostituito dal seguente:
Dopo l'articolo 32 bis è inserito il seguente:
1. l'amministrazione regionale, gli enti e le. agenzie regionali possono procedere all'assunzione del personale a tempo determinato, esclusivamente per motivate esigenze straordinarie ed entro la misura massima del 5% delle proprie dotazioni organiche; l'assunzione avviene sulla base di forme pubbliche di selezione e non costituisce titolo per l'ingresso nei ruoli dell'amministrazione regionale.
2. entro 90 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, con deliberazione della giunta regionale su proposta dell'assessore competente in materia di personale, in accordo con le organizzazioni sindacali ammesse alla contrattazione collettiva del comparto dei dipendenti regionali, è approvato il piano pluriennale per il superamento del precariato anche attraverso la stabilizzazione dei lavoratori precari assunti con contratto di lavoro a temine, o con forme contrattuali flessibili o atipiche, dall'amministrazione regionale, dagli enti o dalle agenzie regionali rientranti, anche per effetto della presente legge, nel comparto di contrattazione regionale di cui alla LR. n.31/1998. Il piano è predisposto sulla base di una puntuale ricognizione, avuto riguardo al personale non dirigente che abbia svolto attività per almeno 36 mesi, anche non continuativi, nell'ultimo quinquennio o che maturi successivamente tale requisito in virtù dei contratti di lavoro in essere alla data di approvazione della presente legge. Nel predetto personale non è compreso quello impiegato con funzioni di comunicazione esterna o di addetto stampa, o ai sensi della normativa in materia di uffici di gabinetto o strutture ausiliari del Presidente della Regione o dei componenti della Giunta. Nel piano, che ha durata massima di quattro anni, sono definiti i tempi e modalità di esecuzione dello stesso, nel rispetto delle effettive necessità delle amministrazioni e delle relative dotazioni organiche. Il personale, il cui rapporto di lavoro sia stato instaurato sulle base di procedure selettive di natura concorsuale, è stabilizzato a domanda; il restante personale, ivi compreso quello proveniente da progetti socialmente utili regionali e interregionali che abbia prestato servizio presso l'Amministrazione regionale, è sottoposto a prove selettive concorsuali pubbliche, sulla base della legislazione vigente in materia. (987)
Emendamento all'emendamento numero 987 soppressivo parziale PITTALIS - Marracini - Lai Renato.
Articolo 32 bis
Le parole: "delle effettive necessità delle amministrazioni" sono soppresse. (990)
Emendamento all'emendamento numero 987 sostitutivo parziale PISANO - Cassano - Dedoni - VARGIU.
Articolo 32 bis
Alla decima riga del comma 2 dell'emendamento n. 985 le parole "36 mesi" sono sostituite da 24 mesi. (997)
Emendamento all'emendamento numero 987 sostitutivo parziale PITTALIS - Marracini - Lai Renato.
Articolo 32 bis
Il periodo "36 mesi" è sostituito con "18 mesi". (989)
Emendamento all'emendamento numero 987 sostitutivo parziale CAPELLI - Rassu - La Spisa - VARGIU - Ladu - Artizzu.
Articolo 32 bis
Il periodo "36 mesi" è sostituito con "18 mesi". (991)
Emendamento all'emendamento numero 987 aggiuntivo RASSU - La Spisa.
Articolo 32 bis
Nell'emendamento numero 987, dopo le parole: "che abbia svolto attività per almeno" sono aggiunte le parole: "diciotto mesi in modo continuativo". (993)
Emendamento all'emendamento numero 987 aggiuntivo PISANO - Cassano - Dedoni - VARGIU.
Articolo 32 bis
dopo le parole "L.R.n. 31/1998" all'ottava riga del secondo comma dell'emendamento sostitutivo totale n. 987, sono inserite le seguenti parole, prima delle parole "Il Piano è predisposto..."
"Sono altresì ricompresi anche i lavoratori che abbiano prestato attività presso la pubblica amministrazione regionale, con contratto di lavoro atipico o flessibile instaurato con un'agenzìa di rapporto di lavoro interinale, i cui compiti eseguiti e le funzioni assolte prestate sono riferite a funzioni ascrivibili prettamente a quelle degli uffici della pubblica amministrazione regionale." (996)
Emendamento all'emendamento numero 987 aggiuntivo PISANO - Cassano - Dedoni - VARGIU.
Articolo 32 bis
dopo il comma 2 dell'emendamento 987 (sostitutivo totale dell'emendamento 955) è inserito il seguente comma:
l'Amministrazione regionale è autorizzata a realizzare nel corso del 2007 un programma straordinario di interventi di politiche attive di lavoro ai sensi dell'articolo 19 della legge n. 37/98 da finanziarsi a favore dei Comuni della Sardegna che alla data di approvazione della presente legge abbiano provveduto a programmare ed impegnare tutte le risorse assegnate riferentesi alle annualità 1999-2006. I finanziamenti saranno disposti secondo le modalità di riparto previste dal precedente articolo 10 della presente norma.
Copertura finanziaria
In Aumento:
UPB S02.03.007 - Politiche attive del lavoro
Anno 2007 euro 140.000.000
In diminuzione
UPB S08.01.002 - Fondo per la Programmazione negoziata
ANNO 2007 euro 140.000.000 (994)
Emendamento all'emendamento numero 987 aggiuntivo PISANO - Cassano - Dedoni - VARGIU.
Articolo 32 bis
dopo il comma 2 dell'emendamento N. 987 (sostitutivo totale dell'emendamento N. 955) è inserito il seguente comma:
Il personale precario proveniente dal progetto socialmente utile denominato "Parco Geominerario della Sardegna" che ha prestato servizio in maniera continuativa presso la pubblica amministrazione regionale, assolvendo in maniera esclusiva a compiti e funzione della pubblica amministrazione, previa prova selettiva concorsuale pubblica, è stabilizzato entro 90 giorni dalla data di approvazione della presente legge, presso l'organico della pubblica amministrazione regionale. (995).)
PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti.
E' iscritto a parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Grazie. Presidente, signori della Giunta, colleghi, utilizzo l'intervento in discussione generale per illustrare l'emendamento numero 54 a pagina 944. L'emendamento...
PRESIDENTE. Prego onorevole Scarpa.
SCARPA (Gruppo Misto). Grazie Presidente, avrei gradito parlare con un'Aula magari, non dico attenta, ma almeno non scomposta.
PRESIDENTE. Scusate, giustamente il collega richiede da parte dell'Aula un minimo di attenzione, che mi sembra doverosa. Prego onorevole Scarpa.
SCARPA (Gruppo Misto). Illustro l'emendamento numero 54, a pagina 944: l'emendamento è intitolato "Primi istituti di democrazia digitale", e prevede che la Regione promuova nuove forme di partecipazione dei cittadini alle scelte effettuate nell'interesse collettivo e nuove forme di consultazione della volontà popolare da parte degli amministratori pubblici, mediante l'uso delle nuove tecnologie. L'emendamento prevede, inoltre, che la Regione, a tal fine, allestisca un apposito portale regionale di servizi Internet, al quale tutti i cittadini aventi diritto, all'elettorato attivo, possono registrarsi e accedere mediante apposito codice di accesso riservato.
Sempre la norma che viene proposta dispone che: "La Giunta regionale, il Consiglio regionale e i singoli consiglieri regionali e il Consiglio delle autonomie locali possano consultare la Comunità dei cittadini registrati sul portale, ponendo precise questioni di interesse collettivo. Le modalità della consultazione verranno definite dal Consiglio regionale. Gli esiti delle consultazioni sono tempestivamente pubblicati sul sito Internet della Regione e hanno efficacia meramente consultiva. La Giunta regionale fornisce all'iniziativa la massima divulgazione possibile fra i cittadini".
Dopo aver depositato quest'emendamento, con piacere ho letto sul documento strategico regionale, che ci apprestiamo pure ad approvare, nella parte relativa alla società dell'informazione, pagine 71 e 72, che sostanzialmente la proposta dell'emendamento 54 è assolutamente con lo stesso in linea, anzi è prevista quasi letteralmente dalla Giunta regionale, appunto nel documento strategico regionale. Leggo le parti del documento che riportano, in maniera quasi pedissequa, il contenuto dell'emendamento numero 54: "Le tecnologie possono fornire un importante contributo alla qualità dei processi di partecipazione alle decisioni politiche e amministrative; si tratta di organizzare modalità ampie ed efficaci di confronto di opinioni di competenza tra comunità di cittadini ed esperti, tali da stimolare i processi di decisione politica e amministrativa, e sottoporre a verifica l'attuazione e i risultati. Obiettivo non è soltanto quello di promuovere un pieno esercizio dei diritti di cittadinanza digitale, ma anche quello di migliorare la qualità delle decisioni. E sono obiettivi tra gli altri la promozione di strumenti di partecipazione mediante canali tematici ai processi di decisione politica e amministrativa delle assemblee elettive degli organi di governo, la promozione di voti virtuali di confronto telematico, promuovere la partecipazione, la cooperazione e l'espressione certificata delle opinioni, al fine di alimentare processi di decisione politica".
Insomma, la Giunta regionale nel suo documento strategico regionale, nella parte che riguarda la società dell'informazione, delinea una modalità di azione, di intervento, che mi sembra di poter dire che è quasi esattamente quella che è prevista dall'emendamento numero 54, e quindi mi sento di segnalare ai colleghi, appunto, questa corrispondenza fra le iniziative e le intenzioni della Giunta regionale e il contenuto di questo emendamento. Naturalmente mi rendo conto che l'intero articolo che stiamo per valutare affronta ben altre e più importanti questioni, tuttavia era mia intenzione, anche considerate le modalità con cui stiamo affrontando la discussione di questa legge finanziaria, portare la vostra attenzione su questa proposta, anche se naturalmente mi riservo poi di esprimere dichiarazioni di voto sugli emendamenti e sul contenuto dell'articolo 32 bis, man mano che lo affronteremo.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Scarpa.
E' iscritto a parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Presidente e colleghi. Non vorrei esagerare nel dire che questo articolo, anche se ha l'aggiunta "bis", rispetto a tutti gli altri articoli che sino a adesso abbiamo votato, noi lo consideriamo come una pietra miliare di questa finanziaria. E quando diciamo questo non è che vogliamo sottovalutare aspetti altrettanto importanti quali la problematica relativa all'energia, le problematiche relative all'ambiente, le problematiche relative ad altri argomenti che abbiamo affrontato in questa finanziaria, però politicamente abbiamo vincolato in maniera forte e chiara, a più riprese, il nostro voto a questa finanziaria, soprattutto sulle politiche del lavoro, sulle politiche dell'occupazione, sulla stabilizzazione del precariato. Su questo dobbiamo dire che abbiamo già fatto degli importanti passi avanti, abbiamo affrontato alcuni aspetti di settore, ricordo quello di ieri, relativo ai forestali, o quello di qualche giorno fa relativo ai dipendenti dell'IDROCONTROL. Non accetteremo però, e non condivideremo assolutamente che ci possano essere precari di serie A e precari di serie B. Noi riteniamo, e credo che sia una opinione condivisa anche da molti altri colleghi, che il precariato sia un fenomeno che va affrontato complessivamente, per dare una prospettiva di vita e di lavoro a tanti giovani e a tante persone, che sino a adesso non hanno potuto realizzare un loro percorso di vita compiuto. Ecco perché noi ribadiamo l'importanza strategica di questo articolo 32 bis, e come dicevamo anche nel corso di alcuni interventi fatti dall'onorevole Pittalis, su questo argomento, su questa materia del lavoro, in questa finanziaria, vediamo l'anima della finanziaria stessa, vediamo il cuore, così come vediamo le gambe in quelle leggi, in quegli articoli che faremo sul bilancio, relativamente ad alcuni aspetti che riguardano il finanziamento di alcune leggi, sempre per l'incentivazione dell'occupazione e del lavoro. Non può essere esitata una finanziaria, a questo terzo anno di legislatura, che non abbia un contenuto anche concreto. Noi non siamo impresari di termovalorizzatori, non siamo agenti di nessuna "palla" eolica, l'importante per noi, in questo momento, è il lavoro e l'occupazione. Quindi abbiamo la necessità di avere da questa Giunta, da questa finanziaria, risposte concrete su questa materia. Risposte concrete arrivano proprio da quest'articolo, che si pone come tappa dolomitica di questo giro che abbiamo iniziato un mese fa e che ci vede a concludere il nostro lavoro, ma noi siamo pronti a non farlo concludere, nel senso che rimarremo ancora in Aula sino a quando, su questa materia, non avremo risposte concrete e soprattutto risposte positive. Il problema del lavoro, il problema delle famiglie con a carico soggetti non autosufficienti, è un problema che più volte è stato richiamato in queste settimane dai sindacati, da associazioni di volontariato, dalla Chiesa, dalla società civile in genere, e quindi non possiamo noi, Popolari, non avere una sensibilità su questi argomenti. Abbiamo preparato su questa finanziaria degli emendamenti, siamo a conoscenza del fatto che la Giunta su questo si sia impegnata a trovare una soluzione positiva, crediamo e siamo convinti che l'obiettivo di tutta questa maggioranza, e di tutto questo Consiglio, sia di arrivare, su questa materia, ad una soluzione condivisa e condivisibile. Quindi, accetteremo che su questo nostro emendamento si agganci qualche emendamento che possa in qualche modo migliorarlo e completarlo, ma l'importante è che su questo ci sia la possibilità di dare risposte serie, concrete, non aleatorie e non legate a giudizi o a possibilità di interventi che vanifichino, successivamente all'approvazione di questa finanziaria, questo emendamento. Ecco, questo lo dico perché abbiamo avuto modo di vedere, di prendere visione dell'emendamento sul quale la Giunta vuol trovare una condivisione di opinioni, rispetto a quello che avevamo presentato. Su questo emendamento della Giunta c'è la necessità evidentemente di fare una riflessione ulteriore. Io sono convinto che, visto l'impegno che l'Assessore Dadea ha manifestato e ha profuso in questo importante lavoro, in questo mese che l'ha visto protagonista e, anticipando un po' il mio intervento finale sulla finanziaria, intervento che dipenderà molto da questo articolo, quindi non vorrei allargarmi troppo, questa finanziaria ha avuto come protagonista principale l'assessore Dadea e a lui diamo il merito di aver saputo conciliare spesso posizioni difficili e di distacco tra la Giunta e l'Aula consiliare. Non avevo dubbi, non avevamo dubbi su quanto sarebbe stato suo impegno, ma lo ha confermato in questa tornata consiliare. Chiediamo a lui, quindi ancora, a lui perché ha dimostrato di essere un uomo del popolo, un cittadino oltre che un politico, quello che la gente vuole nuovamente, rispetto a una ondata di mal giudizio che sta imperversando in tutto il paese, dove la politica e i politici sono visti sempre più lontani rispetto ai cittadini. Chiediamo, quindi all'assessore Dadea, non è uomo di facili sogni o di grandi imprese fantascientifiche, è uomo di lavoro, uomo che la mattina veste il camice, va in corsia, vede la gente malata, ha a che fare con chi veramente soffre, chiediamo ancora a lui di poter intervenire, ancora una volta, in questa materia, con determinazione, sul Presidente, su chi ancora non capisce che questo è il modo per uscire a testa alta da una situazione di difficoltà, rispetto alla quale noi continuiamo a insistere, perché riteniamo che non solo sia una battaglia dei Popolari UDEUR, ma sia una battaglia che oggi investe tutta la classe politica regionale e soprattutto questa amministrazione e questa Gunta. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marracini.
E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, signor Presidente. Signori Assessori, colleghe e colleghi. Intervengo con riferimento all'emendamento numero 883, e considerando anche gli emendamenti numero 987 e 955. E' chiaro che la Regione deve provvedere, a partire da questa finanziaria, a stabilizzare, con contratti a tempo indeterminato, il personale precario che si trovi in particolari condizioni. Non possiamo però ignorare totalmente gli esternalizzati, che sono attualmente in servizio. Mi risulta che si tratta di un numero irrilevante di persone laureate, una impiegata presso l'Assessorato della sanità, una presso l'Assessorato degli affari generali, tre presso l'Assessorato del lavoro, e prestano attività attraverso agenzie interinali, da oltre due anni, nel rispetto delle mansioni di competenza, con orari in servizio disposti dai dirigenti degli uffici cui sono assegnati. Sono lavoratori deboli, soggetti a contratti precari, che molto spesso, proprio per le condizioni di bisogno in cui si trovano, si rendono addirittura complici di situazioni non tollerabili di sfruttamento. La Regione e gli enti regionali non possono fare finta di nulla, devono vigilare, nel rispetto dei contratti, in modo da non creare presupposti per giuste rivendicazioni di regolarizzazione dei rapporti di dipendenza. Poi, ovviamente, non bisogna utilizzare le agenzie interinali se non in casi eccezionali e senza il dovuto controllo in ogni fase.
Ripropongo quindi, con forza, la necessità, che la Giunta effettuo un'indagine su tutti i contratti atipici in essere nell'Amministrazione regionale e negli enti e nelle agenzie collegati, con particolare riferimento alle modalità e alla durata di applicazione dei contratti. Colgo l'occasione per porre all'attenzione della Giunta e dell'Aula il comportamento delle agenzie interinali e delle società che, in attuazione di bandi pubblici, oppure per chiamata diretta, mettono a disposizione dell'Amministrazione pubblica figure professionali, creando situazioni, diciamo, antipatiche, stante la diffusa discrezionalità, che nasconde il più delle volte aspetti clientelari. Mentre infatti è opportuno, come già più volte ha sottolineato l'assessore Dadea che si svolgano i concorsi, per coprire le esigenze di organico, quando dovesse essere proprio indispensabile ricorrere ad organizzazioni e ad agenzie esterne, per reclutare figure professionali o per svolgere attività che si richiamano all'amministrazione pubblica, bisogna effettuare severi controlli, sulle modalità di assunzione, ma anche sull'attuazione dei contratti di lavoro. In questo caso particolare, a cui mi riferisco, questi lavoratori, se dovessero adire le vie legali, vincerebbero la causa e sarebbero stabilizzati dal giudice del lavoro.
C'è poi da ricordare che i lavoratori del Geoparco, impegnati nel settore dei beni librari dall'Assessorato della pubblica istruzione per garantire la continuità del servizio in cui è compreso il catalogo e per la più generale valorizzazione dei beni culturali, devono anch'essi essere stabilizzati e rientrare a pieno titolo in questo programma di stabilizzazione. Ricordo che si tratta di personale già professionalizzato, con sostanziali investimenti da parte dell'Amministrazione regionale, trattandosi per di più di un servizio che non può subire interruzioni, proprio nell'interesse dell'Amministrazione. In materia è stato altresì sottoscritto un accordo sindacale che prevede l'assunzione di tali impiegati, ed è un accordo che risale al 26 aprile 2007, quindi non stiamo parlando di un atto vecchio nel tempo, peraltro sottoscritto da autorevoli componenti della Giunta e dal Presidente della Regione. Chiedo che sia mantenuta fede alla volontà, più volte manifestata dalla Giunta, anche in quest'Aula, di assumere queste figure. Credo che un verbale sottoscritto con tanta autorevolezza non possa essere disatteso, perché, al di là della situazione degli undici lavoratori della pubblica istruzione, si rischia di compromettere l'immagine della Giunta e della maggioranza.
Ricordo gli accordi per le donne delle pulizie della Regione: anche lì c'è un impegno che mi risulta sia in fase di attuazione, cioè sarà mantenuto l'impegno di riservare il lavoro a queste donne. Lì si parla di 600 posti di lavoro, qui si parla di 11 posti di lavoro. E' comunque importante mantenere fede agli impegni quando vengono assunti, chiedo quindi anche il rispetto di tutto questo. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie a lei, onorevole Caligaris.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.)....mi ha preceduto, Presidente, sottolineando l'importanza dell'articolo 32 bis per quanto riguarda le iniziative per le politiche del lavoro e per le politiche sociali, che è un terreno sul quale la Giunta, la maggioranza, l'intero Consiglio, in questi mesi, io dico in questi anni, si sono più volte cimentati e non sempre con risultati negativi, anzi, in molte circostanze, con risultati positivi.
Questa manovra finanziaria è una manovra ricca, estremamente ricca, ha dotazioni imponenti e nuove risorse, ma anche norme che rimobilitano, riprogrammano e pongono le condizioni per una spesa celere di risorse che fino ad oggi risultavano difficilmente utilizzabili o non utilizzate. Io non ho contato tutte le voci che ci sono nel bilancio e che sono richiamate nella stessa legge finanziaria, ma ne cito alcune: i 500 milioni del fondo unico; adesso bisognerà fare i conti, l'Assessore degli enti locali si occuperà di questo, ma da un primo esame, dagli atti che sono venuti in possesso di questo Consiglio, dagli atti che sono venuti in possesso a noi personalmente, ci sono circa tra i 550 e i 600 milioni di euro riprogrammabili sull'ex articolo 19 della legge 37. Ci sono dotazioni finanziarie importanti a favore delle Province, degli enti locali e dei Comuni per l'inserimento lavorativo, per lo svantaggio, e vengono aggiunte altre risorse, che non sono straordinariamente imponenti ma sono significative per la modalità di spesa a favore del contrasto alla povertà. In sintesi, questa è una manovra finanziaria che si caratterizza prevalentemente sul fronte del trasferimento significativo di risorse al sistema delle autonomie locali e dell'attenzione, proprio attraverso l'impegno delle autonomie locali, verso le politiche del lavoro e le politiche sociali.
Ci sono, l'abbiamo da poco approvato, notevoli risorse destinate ai non autosufficienti, cioè la categoria di quelle persone che più di altre hanno bisogno di sostegno, di assistenza; e c'è una partita che si è avviata, mi piace ricordarlo, nel corso della discussione e poi dell'approvazione del Piano sanitario regionale, cioè la partita più complessiva delle condizioni di lavoro precario. L'Assessore della sanità ci ha notificato oggi lo stato di avanzamento, molto interessante, relativo alla predisposizione del piano di stabilizzazione occupazionale di tutto il sistema sanitario pubblico e privato. C'è, in questa finanziaria, una ipotesi di soluzione per quanto riguarda tutte quelle condizioni di lavoro flessibile e atipico che si sono determinate, non per capriccio ma a causa dell'intrecciarsi di nuove esigenze che divenivano di competenza dell'Amministrazione regionale in ragione del trasferimento di funzioni e di compiti da parte dello Stato, e la concomitanza di ristrettezze di tipo finanziario dovute anche alle norme di contabilità pubblica finalizzate al contenimento della spesa.
Tutto questo ha determinato e originato all'interno delle pubbliche amministrazioni regionali una presenza di lavoro precario al quale si tenta, in via definitiva, di porre rimedio, affermando il principio che all'interno dell'Amministrazione regionale, degli enti e delle agenzie il ricorso alle assunzioni straordinarie deve essere limitato nel tempo, finalizzato a progetti e non deve dare più titolo a pretese di stabilizzazione, perché altrimenti sarebbe un rincorrersi sistematico di ipotesi di stabilizzazione che automaticamente si originano attraverso il ricorso a rapporti di lavoro a termine.
Detto questo, con l'articolo in discussione, in ragione di quello che riusciremo a concludere, con gli emendamenti che sono stati presentati dalla Giunta, daremo a questa manovra finanziaria una portata significativa sul fronte delle politiche del lavoro e delle politiche sociali, ma anche sulle modalità attraverso le quali si è venuta a configurare questa manovra e la legge finanziaria. Vale a dire, con l'interlocuzione tra maggioranza e minoranza, per quanto ancora insufficiente secondo me (in quanto deve essere più ampia, più di contenuto, più di merito) e l'interlocuzione che è avvenuta tra Consiglio e Giunta, partendo da presupposti che non erano questi, stiamo andando verso una soluzione che invece appare sempre di più soddisfacente.
Inoltre, espresso il lato positivo di questa discussione, a me non può non essere affidato il compito, anche complicato, anche difficile, di fare il punto della situazione sulle politiche del lavoro che si sono sviluppate in questo arco di legislatura nella nostra Regione.
Io ritengo che non si sia fatto fino ad oggi quello che era necessario fare, che non si sia prodotto tutto quello che eravamo nelle condizioni di produrre, che non si è posto in essere, anche dal punto di vista operativo, ciò che si sarebbe dovuto porre in essere, attorno ai temi delle politiche del lavoro, della disoccupazione, della destrutturazione del sistema produttivo, dell'espulsione sistematica di lavoratori che operavano in condizioni di instabilità dal sistema privato e dal sistema pubblico. Non si è fatto a sufficienza in questa fase e bisogna recuperare questo terreno; questa manovra finanziaria va verso quella direzione, anche sotto il profilo operativo. Dicevo: noi abbiamo un'Agenzia regionale del lavoro, che nasce per fare le politiche del lavoro in Sardegna e opera con il conflitto permanente effettivo con l'Assessorato il quale, depositario di una burocrazia onnisciente è onnicomprensiva, impedisce al braccio di cui la Regione si è dotata con le leggi, di operare in modo significativo verso quella direzione. Questi vizi e questi vezzi, che sono antichi, che non sono nella politica, che sono anche nella burocrazia e in ciò che di consolidato e negativo esiste, devono essere rimossi e non sono più tollerabili. Perché vengono pagati dalle persone e dalle loro condizioni di vita, non sono più tollerabili, non creano strutture per appenderle ad un muro con un chiodo come se fossero un quadro stabile. Si fanno strutture perché operino, perché realizzino, perché concludano i progetti che gli sono stati affidati. Non si attua una gestione domestica di queste vicende, ma una gestione politica complessiva, avendo attenzione per la nostra società e per i suoi bisogni.
PRESIDENTE. Abbiamo iscritti a parlare altri due colleghi, Pisano e Pileri.
MARRACINI (Gruppo Misto). Io mi sono iscritto mentre parlava il collega Marracini.
PRESIDENTE. No, lei no onorevole Pittalis. L'intervento durante il quale ci si doveva iscrivere era quello di Scarpa, non quello di Marracini. Quindi possiamo sospendere adesso e riprende alle tre e mezza, oppure completare gli interventi. Completiamo i due interventi e poi facciamo parlare il Presidente per i pareri e riprendiamo alle 16 con il voto. La Giunta non interviene, rinuncia al suo intervento per dare un contributo alla celerità dei lavori; se lo desse anche qualche collega non sarebbe male.
E'iscritto a parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Sì grazie Presidente. Quindi questo articolo 32 bis, che porta un titolo abbastanza significativo, per la strategia che si vuole dare alla intera manovra finanziaria, ha detto bene il collega Sergio Marracini, che mi ha preceduto, che diventa un argomento centrale di tutta la finanziaria. E lui ha detto pure, lo ha ribadito anche l'onorevole Uras, che con questo articolo noi intendiamo mettere a fuoco i problemi dell'occupazione e della stabilizzazione, quelli dei precari e, ovviamente, quelli del contrasto alle povertà. Quindi mettere a fuoco tutto ciò in una condizione di centralità, e noi sappiamo che cosa può succedere, qual è il rischio? Il rischio è quello che ci insegna l'ottica: quando il fuoco viene messo al centro della curvatura, l'immagine si proietta all'infinito, cioè non la vediamo più. Il rischio è questo: noi stiamo ponendo l'articolo 32 bis, che dovrebbe avere una grande importanza, ma che quasi emula quello che ha fatto anche il Governo Prodi con la sua finanziaria che, attraverso alcuni commi, a partire dal 519, intendeva dare risposte alla precarizzazione che abbiamo in Italia, ma ha prodotto un gran rumore con nessun risultato. Sembra proprio quella commedia gioiosa di Shakespeare: "Tanto rumore per niente". E perché questo? Perché questo articolo, come noi lo stiamo scrivendo, anche attraverso gli emendamenti che sono stati proposti, rischia di vanificare qualsiasi intento positivo che abbiamo dato al suo titolo, se pure importante. E certo, perché se noi andiamo a parlare di stabilizzazione del precariato, bisogna che lo facciamo senza ipocrisia, e quindi dobbiamo pensare a quale "platea" che noi abbiamo in Sardegna, presso la pubblica amministrazione regionale, di tutto il precariato. Dice bene l'onorevole Uras, quando afferma: siamo di fronte ad un utilizzo probabilmente anomalo delle leggi sulla flessibilità e dei cosiddetti rapporti di lavoro atipici. Perché questo si è fatto, senza andare adesso a cercare nel passato responsabilità, ma questo si è fatto. Molto spesso i contratti non potevano essere stipulati in quel modo, tuttavia lo si è fatto in maniera approssimata, per rispondere soltanto ad esigenze, funzioni e compiti che erano propri dell'Amministrazione regionale, e non avevano il carattere di straordinarietà, come invece avrebbero dovuto avere, affinché potessimo utilizzare adeguatamente quegli strumenti. Questo non è avvenuto. Oggi invece stiamo usando quasi quella parabola evangelica della cruna dell'ago, per capire che nessuno ci passerà davvero in quella cruna, che noi, di precari, ne stabilizzeremo molto pochi, se le cose rimangono in questo modo. E come è possibile fare dei passi indietro e stabilire che questi precari devono avere 36 mesi di lavoro negli ultimi cinque anni? E come è possibile limitare la platea dei lavoratori precari escludendo completamente quelli che hanno lavorato, pur rispondendo alle esigenze di funzioni e compiti dell'Amministrazione, con un rapporto di lavoro interinale? L'ha detto la collega Caligaris, che prima è intervenuta. Attraverso agenzie di lavoro interinale. Però pur sempre radicate dentro la pubblica Amministrazione, e tornando indietro anche rispetto a determinate tesi, avanzate dalla stessa Giunta regionale. Uomo di lavoro dice l'assessore Dadea. Ma l'uomo di lavoro, assessore Dadea, allora si riappropri di quella proposta della Giunta, e che diceva esattamente che in funzione di quell'accordo del 26 aprile, lettera C, dovevano essere stabilizzati tutti i lavoratori che hanno lavorato dentro l'Amministrazione, in quanto era un rapporto di lavoro dipendente a tutti gli effetti, perché aveva tutti i requisiti del rapporto di lavoro dipendente. Se questi lavoratori un domani seguiranno altre vie, non potranno che vincere, perché è evidente che loro timbravano cartellini, avevano, naturalmente, direttive dai superiori. Ma tutto questo non riguarda il nostro ragionamento, se non facciamo in modo che non ci siano ingiustizie. Non bisogna separare il precariato; non l'ha fatto nemmeno il Governo Prodi, che quasi non ha fatto niente, ma almeno da questo punto di vista non ha sbagliato. Oggi noi invece stiamo estromettendo determinati lavoratori che hanno pari diritti, se non addirittura superiori. Noi, attraverso alcuni emendamenti, crediamo che si possa fornire, in maniera equilibrata, una risposta concreta al problema occupazionale in Sardegna. Diceva l'onorevole Uras: noi vogliamo riprogrammare le risorse dell'articolo 19 della legge n. 37 per 600 milioni di euro. Io sono veramente curioso di vedere dove stanno questi 600 milioni di euro di risorse afferenti l'articolo 19 della legge n. 37, che non siano stati impegnati dagli enti locali. Io personalmente sono scettico, non ci credo. Penso probabilmente che siano somme ancora non utilizzate, non spese, ma impegnate di sicuro, che fanno capo a programmi già intrapresi, e che probabilmente sono la quota di cofinanziamento della programmazione negoziata. Non dimentichiamo che siamo stati noi, alla lettera A dell'articolo 19, a mettere come priorità assoluta l'utilizzo di quelle risorse per il cosiddetto cofinanziamento della programmazione negoziata. Noi sappiamo quanto sia stata difficile e in quanti rivoli si sia arenata la programmazione negoziata degli enti locali, e non certo per responsabilità di questi ultimi. Io vorrei vedere un tabulato, e l'ho sollecitato varie volte, perché è semplice tra l'altro da ricavarsi, in quanto tutti i Comuni della Sardegna sono collegati in rete con l'articolo 19, ed è sufficiente avere una stampa on-line che noi tutti abbiamo, per capire subito dove sono le risorse veramente non inutilizzate. Credo che non sia vero: io conosco tanti amici, colleghi sindaci, ma nessuno ha delle somme non impegnate. Quindi, non vorrei che alla fine, davvero, ci sia il miracolo della moltiplicazione dei pani. Ci sarà pure, ovviamente, qualcuno che non li ha utilizzati, ma non in questa misura, onorevole Uras: noi non crediamo a queste dimensioni e a questa misura. Vediamo le tabelle, vediamo esattamente le stampe, vediamo quali sono i comuni che non hanno utilizzato queste risorse, dopodiché possiamo anche riprogrammare. Risposta alle povertà: ho visto alcuni emendamenti e sono sinceramente molto preoccupato, perché quando si chiede di coofinanziare gli enti locali al 50 percento degli interventi a favore dei problemi della povertà locale, io credo che non si vada da nessuna parte. Ma qual è il comune che oggi può coofinanziarie con una misura del 50 percento interventi che sono volti proprio a dare risposte ed esigenze a questi problemi? Quando si dà un contributo che è stato anche indicato nella misura di 250 euro mensili per un massimo di 12 mesi, io non credo che davvero un comune possa poi trovare altre risorse, a meno che non sosteniamo che quei 500 milioni del fondo unico ce li danno in una tasca e poi vengano ripresi, insomma, perché altrimenti non avrebbe nemmeno senso. Cioè, io sono convinto che bisogna riflettere meglio sulle cose che stiamo andando a proporre, su quelli che sono gli obiettivi strategici per superare le difficoltà… grazie.
PRESIDENTE. Grazie a lei onorevole Pisano. E' iscritto a parlare il consigliere Pileri. Ne ha facoltà.
PILERI (F.I.). Sì, grazie Presidente. Per quanto riguarda gli aspetti relativi alle politiche attive del lavoro, i colleghi che mi hanno preceduto sono stati molto attenti e puntuali nel proporre, anche, tra l'altro, con una serie di emendamenti, delle iniziative volte a dare una risposta seria e decisa al precariato, alla stabilizzazione. E' un problema molto serio, è un problema molto importante, è un problema che non può essere affrontato semplicemente con numeri, perché i numeri rappresentano persone, rappresentano persone che hanno dato molto anche agli enti locali e all'Amministrazione, e che, secondo me, meritano molta attenzione per veder riconosciuto un lavoro sicuro che possa dare anche tranquillità e serenità alle famiglie. Sentendo prima l'onorevole Pisano quando parlava della possibilità dei 600 milioni di euro da recuperare per quanto riguarda i fondi della legge numero 37, io voglio ricordare, e ha ragione l'onorevole Pisano, che sarà difficile recuperare questi fondi, anche perché i progetti fermi della legge numero 37, sono fermi molto spesso non per colpe delle amministrazioni comunali, ma, molto spesso, fermi in uffici regionali. Tanto è vero che noi, se non ricordo male, abbiamo approvato con un emendamento, lo spostamento dei termini di utilizzo di questi fondi al 31 dicembre 2007, e quindi dico che il problema in generale dovrebbe essere esaminato con un progetto organico, un piano strategico del lavoro, e mi ricollego, anche perché ho presentato un emendamento, qua non si parla di lavoro, richiamando il tema che riguarda il turismo, perché noi dobbiamo pensare sicuramente a stabilizzare, ed è una delle cose prioritarie che dobbiamo fare, ma dobbiamo stare attenti anche a non perdere i posti di lavoro che ci sono già, perché perdere i posti di lavoro attuali, che non hanno e non ricevono contributi regionali, ma sono autonomi, indeboliscono tutto il sistema del lavoro, e quindi, probabilmente, potrebbero anche impedire di dare risposte serie ai precari che hanno la necessità e devono avere l'aiuto dell'ente regionale. Io ho presentato un emendamento che riguarda l'articolo 3, nella norma transitoria, perché mi è capitato domenica di andare in Corsica e vedere che cosa sta succedendo con le prime avvisaglie della tassa sulle imbarcazioni. In Corsica non ci sono i cartelli, ma ci sono grandi ringraziamenti per i sardi, perché pare che stiano aumentando in maniera incredibile, impressionante, le prenotazioni per le imbarcazioni, prenotazioni significa attività, significa economia, significa posti di lavoro. Mentre, dall'altra parte, noi siamo a maggio con un grave ritardo nell'approvazione della finanziaria e pretendiamo di applicare delle tasse sul turismo che devono scattare dal primo di giugno, quindi fra una settimana, che andranno a danneggiare fortemente i sistemi turistici e la portualità turistica minore della Sardegna, non i grandi porti. E allora l'indebolimento che ne potrà derivare, un indebolimento, appunto, del sistema della nautica, creerà problemi occupativi. Noi, invece, dobbiamo creare nuove prospettive soprattutto per i giovani e nuove possibilità di imprenditoria in settori specializzati e soprattutto in quelli turistici. La norma transitoria è dettata dalla necessità, e quindi anche l'emendamento di cui parlerò, quando ne discuteremo, dalla assoluta necessità di apportare un chiarimento all'articolo 3 che è incompleto, che stabilisce delle imposte e che si dimentica di normarle in maniera corretta, perché a fronte di un periodo annuale, o meglio di un periodo stagionale, si stabilisce un'imposta unica, e non è stato inserito nell'articolato, un comma che possa disciplinare l'ormeggio e la tariffa giornaliera delle imbarcazioni. E' ovvio che questa impostazione, come è stato anche ribadito da tutti gli operatori del settore della nautica, porterà dei gravissimi risvolti negativi, perché buona parte del transito delle imbarcazioni da diporto di una certa dimensione salterà puntualmente i porti sardi. E allora quale è lo scopo di questo emendamento che noi stiamo preparando e che abbiamo presentato? lo scopo è quello di chiarire, prima di tutto, a che cosa deve essere riferita una tassa: chi paga deve sapere per che cosa paga. Se vogliamo pensare all'ambiente pensiamo all'ambiente, se vogliamo pensare ai servizi pensiamo ai servizi, se vogliamo pensare di dotare i nostri porti di sistemi di raccolta delle acque reflue delle imbarcazioni… questa può essere una politica seria; facciamolo, diciamolo, ma, soprattutto, cerchiamo di applicare, se una norma dev'essere applicata, una norma che non sia punitiva, ma che sia giusta, che sia corretta. Io su questo chiedo alla Giunta, al Consiglio una riflessione. Sono stati bocciati, quando abbiamo parlato dell'articolo 3, tutta una serie di emendamenti dove si è cercato, in maniera non strumentale, di fare delle proposte modificative dell'articolo 3, che sono state puntualmente bocciate. Questo potrebbe essere il momento, anche perché mi risulta che ci sia un'altro emendamento presentato dalla maggioranza, per trovare una sintesi che possa mettere a posto questo articolo 3, e scongiurare quel grave pericolo che ho detto prima di indebolimento di un sistema, di un sistema turistico, ma, soprattutto, di un sistema economico, indebolendo quindi le attuali potenzialità, ma togliendo anche nuove prospettive di lavoro per molti giovani.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pileri. Bene, sono finiti gli interventi, la seduta è sospesa ed è aggiornata alle ore 16.
(La seduta, sospesa alle ore 14 e 14, viene ripresa alle ore 16 e 17.)
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RASSU
PRESIDENTE. Bene colleghi, siamo in prosecuzione di seduta dalle ore 14. Nonostante l'esiguo numero di colleghi presenti in Aula, propongo una sospensione dei lavori sino alle 16 e 30. Quindi i lavori avranno inizio alle 16 e 30, grazie.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 18, viene ripresa alle ore 16 e 39.)
PRESIDENTE. Bene colleghi, riprendiamo la seduta. Cortesemente un Segretario, grazie. Collega Manca.
Bene, per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Sì, mi dovrebbe dire da dove vuole che inizi perché il primo emendamento per me è il 986 per il quale è stato presentato un altro emendamento. Il primo emendamento che risulta è quello a pagina 984 bis, il 986…
PRESIDENTE. Un attimo, Presidente. Il numero 986 è la sintesi del 943 e del 28, che a sua volta è stato sintetizzato dal 988.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Sì, sul 988 il parere è favorevole.
Quindi il numero 986 non c'è più, il 943 pure, e il 28 ugualmente.
Assessore Dadea, mi pare ci siano delle modifiche da apportare… quindi il parere è favorevole ma con delle modifiche.
PRESIDENTE. Andiamo all'emendamento numero 820.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 820 il parere è negativo, sull'821 e 825 è negativo, per il 901 c'è un invito al ritiro, posto che la materia era stata già trattata, in quanto c'è un argomento identico nell'articolo 31, cioè l'emendamento numero 814 che però a sua volta era ricompreso nell'emendamento numero 65 che è approvato. Di fatto si chiede che venga ritirato perché la materia è stata già trattata nell'articolo numero 31.
PRESIDENTE. Mi scusi Presidente, quindi la materia è stata trattata con un emendamento a parte?
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Sì è stata trattata con l'emendamento numero 700, che però a sua volta fa riferimento all'emendamento numero 65 già approvato.
Sull'emendamento numero 23 il parere è contrario, sull'82 è contrario, sul 54 è contrario.
PRESIDENTE. Il 29 prima.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. No il numero 29 passa al Bilancio.
Sull'emendamento numero 54 il parere è contrario, sul 978 il parere è favorevole con delle integrazioni e modifiche. Posso andare avanti?
PRESIDENTE. Lo stesso argomento è trattato dall'emendamento numero 27, che di fatto viene assorbito dal numero 978.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Sul 978 il parere è favorevole con integrazioni e modifiche.
Il 942 di fatto è stato sostituito dal 978. Sul 945 il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Scusi un attimo… abbiamo il 992 e il 998.
Comunque sia questi due…
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Ce ne sarebbero anche degli altri, Presidente, perché ci sono emendamenti agli emendamenti.
C'è il numero 989, il 990, ma non so che fine abbiano fatto…
PRESIDENTE. Qui si riferiscono, sono aggiuntivi al 945, ma risultano non ammissibili in quanto trattano argomenti completamente avulsi dal titolo dell'articolo per cui non risultano pertinenti e tanto meno ammissibili.
Il 992 e il 998, sono due emendamenti aggiuntivi, non so se lei se li ritrovi.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Sì, sì, li ho già tolti.
Siamo al 989, sono emendamenti…
PRESIDENTE. Abbiamo prima del 989 un soppressivo parziale che è il 990. Sono tutti emendamenti collegati in origine ai numeri 33, 916 e 987.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Sono collegati al 987…
PRESIDENTE. Abbiamo il soppressivo parziali numero 990.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Sul 990 il parere è negativo, sul 989 è negativo, il 991 è uguale al 989, quindi il parere è negativo anch'esso.
Presidente, se li chiama lei uno ad uno, siccome sono un po' sparsi e soprattutto poi non sono stati ancora distribuiti, verosimilmente…
PRESIDENTE. Abbia pazienza, noi qui li abbiamo elencati chiaramente in ordine, dai sostitutivi sino agli aggiuntivi, per cui se lei a mano a mano li legge…
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Va bene. Quindi sui numeri 990, 997, 989, 991, 993, 996, il parere è negativo.
Sul 994 c'è un invito al ritiro, altrimenti il parere è negativo.
Sul 995 ugualmente c'è un emendamento che ricomprende questa materia, quindi, ove non venisse ritirato, il parere è negativo.
PRESIDENTE. Sul 987, che poi è il sostitutivo totale di quelli che abbiamo…Presidente, ne mancano altri sui quali deve esprimere il parere.
Il 923, sono tutti gli aggiuntivi che provengono dall'articolo 8, mentre ve ne sono altri che provengono dall'articolo 14.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Il numero 923 in effetti è ricompreso nell'emendamento numero 987. Sul 127, 640, 641, 962, il parere è contrario, il 876, a seguito della presentazione del 962, è ricompresso in quest'ultimo emendamento.
PRESIDENTE. Grazie Presidente. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
DADEA, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì Presidente. Il parere della Giunta è conforme a quello del Presidente della Commissione, ci sono alcune integrazioni che la Giunta deve fare e magari le farà in occasione di ciascun singolo emendamento.
PRESIDENTE. Siamo sul numero 998. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Sull'ordine dei lavori Presidente.
PRESIDENTE. Prego.
MARRACINI (Gruppo Misto). Poiché siamo stati sommersi da fogli e lei può capire quanto è difficile adesso mettere in ordine tutto quello che è stato distribuito, stante il suo metodo di lavoro e siccome l'argomento è molto importante, come è stato ribadito più volte, potendo diventare sotto certi aspetti politicamente per certi Gruppi anche strategico sul voto finale, pregherei di analizzare emendamento per emendamento, dando la possibilità a tutti i consiglieri di avere il foglio con l'emendamento e il riferimento. Quindi un po' di pazienza non basta, perché altrimenti bisognerebbe fermarsi completamente, farci dare il gruppo di emendamenti, ma immagino che sia un lavoro più lungo. Invece, come ha detto anche l'Assessore Dadea, chiederei che per ogni emendamento ci fosse un po' di pazienza, rispetto alla quale tutti quanti possiamo capire di che cosa stiamo parlando. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Marracini. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Io credo sia opportuno avere gli emendamenti ordinati per discussione come abbiamo fatto per tutti gli altri articoli, con pazienza, 5 minuti, 10 minuti, ma dateci la possibilità di poter seguire bene i lavori altrimenti così non si riesce proprio a seguirli.
PRESIDENTE. Per conoscenza dei colleghi, tutti gli emendamenti sono rilegati nel fascicolo che abbiamo a disposizione, ad eccezione degli ultimi che sono gli emendamenti soppressivi ed aggiuntivi al 987 che sono stati distribuiti singolarmente. Comunque io chiamerò gli emendamenti uno per uno; è chiaro, su questo non c'è ombra di dubbio. Però se un emendamento è soppressivo di altri due io specificherò che è soppressivo degli emendamenti numero e numero e quindi chiamerò il soppressivo, per esempio ecco. Dando la possibilità ai colleghi di ricercarsi l'emendamento e quindi di poter avere la possibilità di intervenire, va bene?
Ha domandato di parlare il consigliere Uras sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Presidente, siccome ci sono in alcuni emendamenti, che sono adesso all'esame dell'Aula, piccole modifiche che però rilevano, ai fini del raggiungimento dell'obiettivo, io chiederei alcuni minuti per vederli concretamente e fornire una stesura ai consiglieri che non sia quella orale ma quella tradotta in forma scritta, così abbiamo la cognizione esatta di quello che stiamo per discutere e per approvare.
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, intende intervenire sullo stesso argomento… allora sospendiamo i lavori per dieci minuti, che siano dieci minuti affinché ci sia data la possibilità di ordinare gli emendamenti per darne conoscenza a tutti i consiglieri.
I lavori riprenderanno alle 17 e 05.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 55, viene ripresa alle ore 17 e 07.)
PRESIDENTE. Bene colleghi, riprendiamo i lavori. Spero che gli Uffici abbiano provveduto a sistemare e distribuire gli emendamenti, di cui non si aveva completa conoscenza, ai consiglieri. Ricordo che siamo all'emendamento numero 988. Vi prego di prendere posto così iniziamo a dare la parola ai colleghi che intendono intervenire per dichiarazione di voto.
L'emendamento è il numero 988. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
Un attimo soltanto onorevole Pittalis. Ha domandato di parlare l'Assessoretecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
DADEA, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Onorevole Pittalis, forse può esserle utile una integrazione che la Giunta intende proporre al Consiglio. All'emendamento numero 988, al punto numero 3, dopo UPB, quindi all'ultimo punto, all'ultimo capoverso, UPB S0503007, aggiungere che le risorse, si fa riferimento ai 5 milioni stanziati dalla Regione, "saranno ripartite tra i Comuni in base ai criteri previsti dall'articolo 10 della presente Legge".
Quindi individuiamo dei criteri precisi che sono esattamente gli stessi che noi abbiamo adoperato all'interno dell'articolo 10, quello sul fondo unico.
PRESIDENTE. Bene, quindi c'è stato un emendamento orale da parte della Giunta ad integrazione del "988" nella formula che l'assessore Dadea ha precisato.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Sì, mi pare opportuna questa integrazione che sicuramente rende ancora più chiaro il testo. Una considerazione e anche un'ulteriore proposta. La considerazione: è sicuramente un segnale positivo, anche perché fa sintesi quest'emendamento di altri, compreso quello presentato dai popolari UDEUR per iniziative locali per l'occupazione e anche se l'obiettivo era quello di incrementare il fondo con risorse aggiuntive e queste sono risorse, è stato già detto con chiarezza, in parte già esistenti e rivenienti dal POR 2000-2006 e semmai c'è da chiedersi il perché non siano state spese. Ma interessa qui mettere in evidenza un aspetto. C'è la tendenza a minimizzare una situazione che è quella del disagio sociale, c'è addirittura chi - a me dispiace, a noi tutti dispiace se fosse vero - ritiene che non esista la povertà e che, in particolare, non esista povertà in Sardegna. Bene, forse bisogna trovarsi in quella condizione perché non debbono cadere nel vuoto anche gli appelli che spesso vengono dalla Chiesa, ma qui logicamente io faccio riferimento alla Chiesa come laico, dove oggi proprio i quotidiani riportano le dichiarazioni del Presidente della CEI, che addirittura ammonisce: "Badate, cresce la richiesta di aiuto, addirittura con i pacchi viveri". Allora, ecco perché maggiore attenzione. E la proposta: Assessore, la formulazione del comma 1 "nelle more della piena attuazione delle politiche di sviluppo promosse dall'Amministrazione regionale" è una formula troppo vaga e, se mi consente, anche troppo ambigua. Io vorrei e vorremmo che il contrasto alla povertà e alle iniziative per accelerare il processo di crescita dell'occupazione avvenisse con tempi certi. E allora la proposta è questa: la Regione entro 60 giorni predispone il programma. Ecco, quindi al di là di quella formula, perché possono trascorrere anni per l'attuazione delle politiche di sviluppo. Qui il problema è che la Giunta deve darsi…
Ho finito, Presidente.
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Pittalis.
PITTALIS (Gruppo Misto). …deve darsi tempi certi per predisporre un programma. Mi pare che 60 giorni siano sufficienti, secondo il mio parere, ma se la Giunta ritiene che possa essere necessario altro tempo… Però almeno sappiamo con certezza che entro un determinato tempo la Giunta avvia in concreto e attua i provvedimenti di cui all'emendamento che oggi si discute. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pittalis. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Concordo con l'ipotesi di stabilire un termine entro il quale il programma deve essere definito. E' chiaro ed evidente che nella norma il richiamo risulta essere addirittura implicito, nel senso che il programma fa riferimento all'esercizio 2007 e quindi non può che essere predisposto con assoluta urgenza da parte della Giunta, se no non potrebbe avere nell'arco dell'esercizio alcun riscontro di spesa. Io ritengo che questo articolo 32 bis abbia alcuni pregi. Il primo è quello proprio di intervenire in accordo con le organizzazioni sociali, con le parti sociali e con il sistema delle autonomie locali in modo specifico su alcune grandi linee di lavoro, da quella dell'inserimento nel mercato del lavoro degli inoccupati, dei disoccupati, anche attraverso forme di autoimpiego, dando priorità alle iniziative giovanili, a quello dell'inserimento dei soggetti svantaggiati e alla stabilizzazione e al reimpiego dei lavoratori socialmente utili o espulsi dal sistema produttivo, oltre che un intervento specifico a favore delle donne lavoratrici. E soprattutto quest'articolo contiene un primo intervento di contrasto alla povertà. Perché c'è una tesi che afferma che la povertà, o meglio che gli interventi di contrasto alla povertà, quelli destinati alle persone e alle famiglie, possano in qualche misura funzionare come un incentivo a non fare, un incentivo a rimanere ai margini della società, a non contribuire allo sviluppo della propria comunità. Noi crediamo che questo non sia vero, anzi crediamo che la condizione di povertà sia una condizione che determina la marginalità e conseguentemente la mancanza di contributi alla vita ordinata della comunità di appartenenza. E quindi pensiamo che un intervento di contrasto alla povertà possa in qualche misura determinare il recupero proprio alla piena partecipazione alla vita della comunità di appartenenza di soggetti che oggi, invece, di fatto ne sono esclusi.
L'ultima considerazione che intendo fare è questa. Queste sono risorse finanziarie prevalentemente provenienti da fondi comunitari, che hanno avuto difficoltà di spesa, che si è riscontrato essere stati programmati in modo non puntuale, anche attraverso forme di intervento che sono sì utili, ma che in qualche misura hanno bisogno di una regolamentazione, di una modellizzazione. Passare attraverso un programma, rimodulare queste risorse consentirà alla Giunta regionale di rendere più efficace il proprio intervento. Noi riteniamo che attraverso questo emendamento si dia finalmente respiro all'iniziativa della Regione in materia di politiche di lavoro in questa legislatura nella quale qualche passo non proprio accelerato è stato purtroppo segnato.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uras. Ha domandato di parlare il consigliere Vincenzo Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FLORIS VINCENZO (D.S.). Signor Presidente, onorevoli colleghi. Io credo che questo emendamento, il "988", rappresenti una vera e propria svolta nelle politiche sociali e di sviluppo della nostra Regione. Io voterò a favore perché ritengo che con questo emendamento e con la dotazione finanziaria di spesa così importante noi riusciamo ad intervenire in tutte quelle aree di confine che molte volte ignoriamo, ma dove sono collocati i lavoratori in carne ed ossa a cui bisogna dare delle risposte. E' vero, ci troviamo ad affrontare una situazione di emergenza e le situazioni di emergenza si affrontano cercando di individuare le situazioni di disagio sociale e a quelle situazioni è necessario dare delle risposte. E' chiaro che queste azioni vanno collocate in una strategia più ampia, che deve riguardare le politiche di sviluppo da portare avanti a livello regionale, perché concentrare i nostri sforzi solo per rispondere alle situazioni di emergenza è cosa nobile ma non sufficiente per ridefinire una linea di sviluppo della nostra Isola. Io credo che gli impegni che riguardano gli interventi di inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati, il definire la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili, il sostegno alle donne lavoratrici, rappresentano delle risposte importanti. Sinceramente non mi appassiona, a dire la verità, la disquisizione di carattere teologico sul colore delle risorse, se queste sono risorse comunitarie oppure sono risorse ordinarie. Io mi concentrerei, invece, sul valore politico di queste scelte, che sono scelte importanti, concertate con le organizzazioni sindacali e che hanno avuto il consenso delle associazioni del volontariato, che su di esse hanno espresso un parere positivo. Poi dipenderà, naturalmente, dalla politica, dipenderà dalle scelte che noi faremo nel cercare di rendere attuative queste misure che stiamo definendo. Però io credo che la Sardegna si collochi, con queste misure, come Regione leader a livello nazionale, rispetto alle politiche attive del lavoro.
PRESIDENTE. Concluda, onorevole, prego.
FLORIS VINCENZO (D.S.). Io credo che da questo punto di vista questo emendamento rappresenti una vera e propria svolta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Io trovo davvero difficoltà a capire come un collega possa intervenire in questo dibattito e dire che questa manovra costituisce una svolta. Non capisco a che svolta lui si riferisca, perché parlare di svolta significherebbe davvero avere delle novità, delle novità che cambino lo scenario degli interventi che fino a questo momento si sono fatti. Forse l'onorevole Vincenzo Floris non ha capito che il comma 2 e il comma 3 di questo articolo, che con l'adattamento posto adesso dalla Giunta indica che i criteri di riparto saranno quelli, ovviamente, dell'articolo 10 del Fondo unico relativo agli enti locali, va a ripartire un'entità di finanziamenti che è davvero irrisoria. Nel senso che il 50 per cento, stante questi criteri, verrà ripartito a quota fissa per tutti i Comuni: diviso 377 Comuni significa meno di 8 mila euro per Comune, e a questi va aggiunta la quota per abitante che sarà una cosa quasi insignificante. Comuni medi della Sardegna, diciamo che l'80 per cento dei Comuni della Sardegna, riceveranno 10 mila euro per interventi che dovranno essere sostenuti e accompagnati da un 50 per cento di risorse locali. Dove sia la svolta bisogna che ce lo facciate capire, colleghi, perché se questa è la svolta siamo tutti, davvero, dentro il baratro, altro che svolta. Il comma 1, poi, che parla di rimodulazione di risorse, è pure una presa in giro, nel senso che si tratta né più né meno di quello che già è programmato, dentro il POR Sardegna 2000-2006, ciò che i complementi di programmazione hanno già indicato, tutte le azioni che conosciamo bene, quindi non sono assolutamente delle novità! Quindi, questi 157 milioni li attendevamo e siamo ancora in attesa che siano programmati in funzione dei bandi POR che dovranno uscire e speriamo che i soggetti destinatari siano quelli che da sempre sappiamo essere i soggetti destinatari.
Insomma, questa svolta non c'è; fatecela avere, perché davvero i disoccupati della Sardegna, quelli che reclamano misure sensibili per sostenere la situazione di povertà, stanno ancora attendendo. E poi fateci credere che davvero sia questa l'azione giusta, perché voi sapete quant'è difficile fare la cosiddetta assistenza economica nei Comuni. L'assistenza economica significa creare il disagio sociale locale, perché le pressioni sugli amministratori locali, da questo punto di vista, saranno quasi impossibili da gestire e queste cose vanno valutate.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Io annuncio il mio voto favorevole all'emendamento proposto dalla Giunta, ma ci terrei a precisare tre cose. Do un voto favorevole perché - lo dico anche all'onorevole Pisano - quest'emendamento comunque segna una volontà politica di riconoscere che la Sardegna ha bisogno di un welfare regionale. E' stato faticoso affermare questa necessità, ma noi mettiamo un punto sul fatto che si inizi a parlare di una politica di welfare regionale.
Secondo elemento per cui voto a favore: è vero che le risorse sono quelle possibili, però è pur vero che nella crisi dei redditi che la Sardegna sta patendo e che per un lungo periodo è stata negata, anche interventi di questa natura sono comunque utili. Per la prospettiva, peraltro, chiedo alla Giunta di tener conto di due aspetti: che le politiche del lavoro sono un conto, le politiche di impresa sono un'altro; secondo, che il welfare si occupa di diritti e della fase in cui uno è senza lavoro; terzo, che in tutto il mondo non si parla ormai di welfare State, cioè di uno Stato che gestisce questa partita e il più delle volte la gestisce politicamente, talvolta governando la miseria per averne consenso, ma in tutto il mondo si parla o di welfare society o di welfare mix, cioè lo Stato dà le regole, favorisce, mette un po' di risorse, ma favorisce anche i meccanismi di solidarietà e di mutua assistenza, li stabilizza e li valorizza.
Questa impostazione del welfare è lontanissima anni luce da ciò che viene proposto qua, e allora il mio voto favorevole è perché mi auguro che si apra una discussione, non perché questo sia il modo di agire adeguato rispetto a questi problemi. Il problema rimarrà, ma rimarrà ancor più quell'obiettivo che la Giunta dichiara di voler perseguire, cioè la stabilità del lavoro; perché io sono convinto - dai dati che ho - che la misura del precariato che noi stiamo aggredendo, non è quella che poi in realtà colpisce chi è più debole, perché il precario non protetto politicamente, forse ha lavorato sette mesi in tre anni. Quindi, noi dobbiamo avere consapevolezza che non stiamo centrando la parte debole della società, non la stiamo centrando.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Noi avremo sinceramente voluto che ci fosse una programmazione diversa di queste risorse, anche perché mi pare che nella stesura iniziale della legge si parlava di 170 milioni di euro, adesso invece sono diventati 151 milioni di euro, quindi quelle risorse che erano previste inizialmente non ci sono più. Ma soprattutto noi constatiamo che, effettivamente divise per tutti i Comuni della Sardegna, ci sarà una polverizzazione tale di risorse che renderà difficile risolvere i problemi in termini occupazionali. Per quanto riguarda l'utilizzo delle risorse, la Regione non ha impegnato fondi del proprio bilancio, ha impegnato fondi non spesi, è andata a raschiare tutte quelle risorse che non è riuscita a utilizzare nel passato e adesso le mette qui. Io non so se poi questo Governo riuscirà a spendere tali risorse, considerato che non è riuscito a farlo prima. Però il vero problema è che sarà difficile spendere i Fondi comunitari, perché questi devono andare a bando: io non ho capito come potranno essere spesi questi soldi. I Fondi comunitari, fino a prova contraria, devono andare a bando, quindi non ho capito se si andrà veramente nella direzione giusta e i tempi quali saranno per la spendita di queste risorse. Io ho molti dubbi, sinceramente, per come sono state recuperate queste risorse, sulla possibilità di poterle spendere. Ma il vero problema è che noi non stiamo facendo politiche di sviluppo e di occupazione vera, perché ci rendiamo conto che questi 350 mila poveri che ci sono in Sardegna alla fine di questo vostro mandato, praticamente diventeranno molti di più, perché non si stanno creando le condizioni per creare una vera stabilità di lavoro, un lavoro sicuro. Questo è il vero problema: quello che stiamo facendo è un po' di assistenza. Io credo che la gente non vuole assistenza, la gente vuole certezze, vuole posti di lavoro sicuri. Questo è un tipo di politica che non va da nessuna parte. Stiamo rinviando il problema; il problema di chi sta male veramente, e soprattutto questa politica senza strategie, una politica insomma, che non ha una prospettiva di sviluppo per la Sardegna, contribuirà ancora di più a far emigrare i sardi così come stanno emigrando...
PRESIDENTE. Concluda onorevole Ladu.
LADU (Fortza Paris). Io credo che queste risorse purtroppo non riusciranno a risolvere i gravi problemi che oggi ha la Sardegna in quanto a disoccupati e in quanto a povertà. Pertanto il nostro voto sarà un voto di astensione, ma per come vediamo noi le cose credo che meriterebbe sicuramente un trattamento diverso. Comunque, per incoraggiamento nei confronti dei poveri, il nostro è un voto di astensione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). Il collega Ladu ha detto che questo emendamento propone misure di sola assistenza. Ma io vorrei dire al collega Ladu, che noi non ci vergogniamo della parola assistenza, perché se la parola assistenza si accompagna, come si accompagna in questa finanziaria anche a profonde riforme strutturali, a politiche per la conoscenza, a politiche per l'infrastruttura, a politiche per il risanamento ambientale, a politiche per la casa, la parola assistenza a cosa ci serve? Ci serve a far sì che quelle azioni che stiamo facendo a livello macro economico per cambiare i vantaggi competitivi della nostra Regione a lungo termine, si devono accompagnare a misure a breve termine per creare un welfare mix, come ricordava anche l'onorevole Maninchedda, che possa accompagnare le situazioni di disagio in attesa che le politiche di sviluppo di lungo termine che cambiano i fattori strutturali di competizione e di crescita di questa Regione, possano portare i loro frutti. Quindi noi non abbiamo nessun imbarazzo ad usare la parola assistenza perché, anche in accompagnamento a queste politiche, a queste riforme strutturali, occorre riflettere che è più debole chi rimane indietro. Credo quindi che anche il comma 2, con le misure specifiche di contrasto della povertà, sia particolarmente utile, perché accompagna il realizzare e il portare i frutti di queste politiche. Così come credo che la svolta ci sia contrariamente a quanto diceva l'onorevole Pisano, perché non dimentichiamoci che la Sardegna non è mai morta per le poche risorse nelle politiche attive del lavoro, ma spesso è morta per le politiche attive del lavoro non coordinate. La Sardegna ha un investimento pro capite sulle politiche attive del lavoro che è cinque volte quello della Sicilia, dieci volte quello del Molise e della Campania, quindici volte quelle della Calabria, misure che hanno raramente portato risultati. Ecco quindi che inserire tutte queste misure in un programma coordinato di intervento, credo che possa veramente cominciare a rappresentare una svolta, affinché l'insieme di queste politiche di breve termine che guardano all'individuo possano portare i loro frutti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Calledda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALLEDDA (D.S.). Attenzione alla retorica sulla povertà e attenzione anche a chi sostiene che è giusto in questo caso che la Regione debba avere un concetto di assistenza fine a se stesso. Io credo che l'emendamento voglia in qualche misura porre una questione sulla quale noi siamo molto in ritardo, ritardo legato a leggi che, in qualche misura, vedono la Regione sarda all'avanguardia in alcuni casi di interventi presso cassa integrati e disoccupati. Occorre, a mio modo di vedere, non continuare ogni qualvolta si discute una finanziaria, a porre questo o quell'altro emendamento. Io sono dell'idea di prendere tutte le leggi di intervento che esistono in Sardegna e farne una sorta di testo unico. Il collega Maninchedda parlava di welfare, io parlo di Stato sociale sardo. Io, in passato, ma di ciò ancora oggi non si è assolutamente verificato nulla, sostenevo per esempio che il reddito di cittadinanza poteva essere per la nostra Regione un elemento straordinario, un elemento di innovazione rispetto allo Stato sociale. Vari progetti di legge in materia permangono in Commissione, non vengono esaminati e tanto meno portati in Aula, è evidente che poi ci troviamo in questa situazione.
Allora, caro onorevole Pisano, io rispetto le considerazioni e le cose che ha detto, però credo che, da un punto di vista pratico, sia meglio qualcosa che nulla. Perché questo è un elemento che può iniziare a creare in quest'Aula un presupposto diverso e a determinare quelle condizioni che in qualche misura possono far sì che anche la Sardegna sia in grado e capace di innovare e quindi dotarsi di leggi di riferimento che non siano fini a se stesse, che non siano elemento di clientela verso questo o quell'altro ceto sociale, ma che siano un orientamento logico che risponda a una determinata situazione. Io posso dire che le risorse son poche, perché le cose che dobbiamo fare in Sardegna sono sicuramente...
PRESIDENTE. Concluda onorevole Calledda, grazie.
CALLEDDA (D.S.). Presidente, sono molto importanti. Credo che questo sia il presupposto rispetto al quale noi possiamo iniziare a fare un ragionamento, dico anche bipartisan, che possa in qualche misura creare uno Stato sociale con le leggi vigenti in Sardegna capace di risolvere il problema che abbiamo di fronte.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Sarebbe facile tagliare malamente i panni addosso a questo emendamento, ma non intendo farlo nel senso che credo che l'emendamento che avete presentato, colleghi del centrosinistra, dal punto di vista politico, sia la certificazione di un fallimento. Lo è sia nella prima parte in cui stanziate soldi senza sapere come spenderli per motivazioni nobili e senza dare l'indicazione della direzione della spesa diversa rispetto a quella degli anni passati.
Qualcuno ha parlato di una svolta, sì, una svolta a "U" nel senso che tornate indietro, si va verso il passatismo. Ma soprattutto per la seconda parte di quest'emendamento, che io invece trovo inquietante, nel senso che vi vorrei chiedere, colleghi del centrosinistra, una riflessione su questa seconda parte che non ha più niente di politico, ma ha semplicemente il senso della praticità. Perché se una definizione politica dovesse essere fatta, collega Maninchedda, welfare society, e welfare mix, collega Porcu, sembra il metodo "Lauro". Cioè il metodo di quel monarchico che sbarcò in Sardegna negli anni 50 regalando scarpe destre e pacchi di pasta nelle famiglie sarde approfittando della povertà che non aveva creato lui. Allora io vi chiedo: "Ma voi vi immaginate cosa succederà nei paesi della Sardegna, in quelli con maggior sofferenza sociale, dove ci sarà qualcuno, il Sindaco, a Lula, che può decidere a chi dare l'elemosina da 500 euro e a chi negarla?".
E cosa succederà quando, terminato l'anno di elemosina, ci saranno gli esclusi dall'elemosina e quelli che ambiscono ad entrare nella nuova elemosina? Ma voi, collega Pirisi, credimi, stiamo creando, io non sto facendo polemica, penso che stiamo creando un detonatore sociale che aumenterà la dinamite, che aumenterà le auto bruciate, che aumenterà il conflitto sociale. Collega Marrocu, riflettiamoci, vi sto chiedendo di ragionarci, Io ho paura nel senso che preferirei che voi vincolaste dei soldi, collega Marrocu, li date ai Comuni e gli dite di pagare le bollette della luce degli indigenti, che gli dite di portare la pasta agli indigenti, attraverso i servizi sociali; cioè che non date soldi, ma date servizi, perché i soldi creano aspettative di nuovi soldi senza fare niente. E sarà difficile dire di no alle aspettative dei poveri dopo un anno. Io ho paura dell'emendamento che voi avete presentato, e non ve lo sto dicendo con una pregiudiziale di tipo politico, ve lo sto dicendo chiedendovi di riflettere, chiedendovi la cortesia umana di farci un ragionamento sopra, e di fermarvi un istante se ritenete che una parte delle cose che stiamo dicendo sia vera. Non voterò contro questo emendamento, mi astengo, vi lascio tutta la responsabilità…
PRESIDENTE. Concluda onorevole Vargiu.
VARGIU (Riformatori Sardi). Ho concluso Presidente. Hanno capito bene!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Grazie Presidente. La voglia di votare contro è tanta, ma ha ragione l'onorevole Vargiu; in questo caso è meglio lasciare tutta a voi, con il voto di astensione, la paternità di questo emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Marrocu, la prego! Un attimo onorevole Diana. Prego onorevole Diana!
DIANA (A.N.). Mi azzera il tempo per favore Presidente?
Dicevo che questo emendamento intendiamo lasciarvelo tutto per intero, perché ha ragione l'onorevole Vargiu, qui è proprio il caso che l'opposizione, se vuole fare un'opposizione seria, commenti il meno possibile e dia in capo a voi la responsabilità di un fallimento annunciato. Le considerazioni che ho sentito di svolta epocale, onorevole Floris, lei non era in quest'Aula quando nella finanziaria del 2004, l'allora, oggi parlamentare, onorevole Cogodi inchiodò quest'Aula sull'articolo 19 della 37, e alla fine riuscì a spuntare 175 milioni di euro all'anno per tre anni. Stiamo parlando di mille miliardi di vecchie lire. Beh, gran parte di quelle risorse ancora oggi non sono state spese. Era un fallimento quello, questo è un fallimento pari a quello! E' la preoccupazione emersa anche dalle considerazioni dei colleghi: avete certificato qual è la soglia minima della povertà. Per tutto il centrosinistra 250 euro al mese per un anno, a titolo sperimentale, sono la soglia della povertà, con 250 euro intendete risolvere il problema. Onorevole Calledda, questo lo diranno i sardi poi, non è che lo dobbiamo dire noi qua. Io leggo: state facendo fede, con 5 milioni di euro, e a questi 5 milioni di euro, se non ho letto male e non ho capito male, 2 milioni e mezzo di euro vanno aggiunti dalle amministrazioni comunali; su quali risorse? sul fondo indistinto? Ma non facevate prima a dargli una destinazione a quel fondo indistinto, se i Comuni si devono sentire obbligati ad utilizzare 2 milioni e mezzo di euro sulla base della compartecipazione al cinquanta percento di questa misura? Ma, state scherzando veramente? E la responsabilità di andare ad individuare di chi saranno queste condizioni accertate di povertà? La condizione accertata di povertà l'avete certificata voi, dicendo che in Sardegna c'erano 300 mila famiglie povere, questo avete detto voi. Ma, se sono poveri i monoreddito oggi in Sardegna, come si può pensare di risolvere il problema con 250 euro? A carico poi di chi, delle comunità locali? Beh, io credo che veramente se avete impiegato trentasette giorni per partorire questo aborto, io credo che avreste anche potuto farlo molto prima…
PRESIDENTE. Concluda onorevole Diana.
DIANA (A.N.). Concludo Presidente! … perché questo è il quarto emendamento, che modifica l'articolo, scritto male in Commissione, e dal quale certamente non vi potrete mai vantare di aver ottenuto grandi risultati, perché i Sardi lo valuteranno alla fine di quest'anno, forse alla fine dell'anno venturo, ma certamente questo è uno sconcio, questa è una vergogna, perché voi non siete riusciti a mettere in atto ciò che avete detto nel primo capoverso, delle politiche di sviluppo promosse dall'amministrazione regionale, non avete promosso un bel niente, avete annunciato ricchezza e state distribuendo povertà!
PRESIDENTE. Grazie onorevole Diana.
Ha domandato di parlare il consigliere Cherchi Silvio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CHERCHI SILVIO (D.S.). Ma, se sicuramente non è una rivoluzione, credo che non sia neanche la vigilia della guerra civile, insomma, questo emendamento. Io credo che invece si tratti davvero di una novità forte nel dibattito di questa esperienza, che anche personalmente sto facendo, e con grande fatica, va riconosciuto. Non possiamo dimenticare neanche le turbolenze di queste settimane scorse. Abbiamo posto al centro del dibattito, e anche con qualche proposta, le questioni delle condizioni complessive della società sarda, dando parzialmente alcune risposte e anche reintroducendo, è stato detto da alcuni colleghi, lo Stato sociale, che non è assistenza ma una moderna politica di sviluppo, innovativa, di cui il centrosinistra in particolare dovrebbe andare fiero. Per questo io la smetterei di fare paragoni tra noi e altre Regioni, cinque volte, dieci volte. In Sicilia ci sono 30 mila persone che da anni prendono lo stipendio senza far niente, il famoso articolo 31; almeno noi quando abbiamo dato qualche soldo gli abbiamo chiesto anche di lavorare. Credo che questo proprio non sia solo un elemento di giustizia, si tratta proprio di un intervento che deve e può arricchire le altre iniziative che stiamo facendo. Non dimenticando che questo emendamento è un pezzo della manovra finanziaria, e dal un punto di vista di quello che farà, se riuscirà a farlo, nel creare posti di lavoro, non è neanche probabilmente il più importante. Il segno politico è una risposta alla società alle richieste che sono venute. Credo che la cosa più importante, che taglia la testa al toro - se sono soldi pregressi o non sono soldi pregressi, perché i soldi pregressi sono una responsabilità di molti, non soltanto di chi sta governando in questi anni - sia proprio quella di riuscire a trasformare questa iniziativa in interventi veri. E credo che sia necessario non solo che entro settanta giorni sia presentato un programma, ma che si creino assieme al Consiglio regionale, assieme alle Cunoommissioni competenti e con le forze sociali, anche dei momenti di monitoraggio, per verificare se effettivamente questi soldi riescono a raggiungere l'obiettivo. Sulla risposta alla povertà. Adesso non esageriamo: io suppongo che questa sia una prima forma sperimentale di risposta alle forme di maggior indigenza, che per fortuna non riguardano centinaia di migliaia di persone nella nostra Regione, ma credo riguardino un numero abbastanza limitato di famiglie. E' una risposta parziale, forse non adeguata, però è una risposta rispetto al silenzio che c'è stato negli anni passati.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cherchi.
Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. L'emendamento che abbiamo in discussione porrebbe due ordini di problemi. Il primo è nel merito, relativamente a come è distribuito l'intervento ipotizzato. L'altro è nella quantità del finanziamento che è stato posto. Io preferisco richiamare all'attenzione l'arguta osservazione fatta dall'onorevole Maninchedda, il quale, nel suo intervento, ha detto: "Voto a favore, perché è una condizione necessaria, perché è un primo intervento", soprattutto perché è stato difficile far riconoscere a questa maggioranza il proprio fallimento, questo in altre parole, non l'hai detto, ma questa è la mia interpretazione. Il proprio fallimento, nel senso che l'onorevole Soru, mi permetterete per il poco tempo che abbiamo, ha dichiarato, in questa sede e in tutte le sedi tribunizie dove gli è capitato, di aver ottenuto un grande risultato dai finanziamenti dello Stato. Nella discussione in Aula sull'articolo 1, a cui vi riporto, di questa finanziaria, si è detto che c'erano danari in avanzo, poi si scopre che sono così tanti danari, che mettiamo 5 milioni per trovare soddisfacimento alle persone, alle famiglie bisognose. E vorrei ricordare, per chi non sa fare calcoli, che per il 90 percento dei Comuni della Sardegna, cui andrebbero circa 10 mila euro, 250 per 12 fa 3000 euro, e 3000 euro per tre famiglie fanno 9.000 euro, il che vuol dire che in un Comune, nella stragrande maggioranza dei Comuni della Sardegna, solo tre famiglie potrebbero essere soddisfatte da questa esigenza. Ma, avrei voluto avere tempo per poter entrare in quella che è una società di intervento solidale, nel capire cosa vuol dire povertà e non utilizzare il termine povertà per servire a fare politiche non di sviluppo, come qualcuno andava suggerendo poco fa, ma quella di vero assistenzialismo, cercando di recuperare voti ad una causa che è ormai persa. Io vorrei che qualcuno ragionasse su queste cose, perché c'è da affrontare temi di sviluppo, temi che dovrebbero affrancare la gente dalla povertà, dandogli la prima liberazione: quella di avere un lavoro sicuro e di avere prosperità per il futuro. Queste sono le cose che dovrebbe garantire una buona amministrazione, la buona amministrazione che questa Giunta regionale non è stata capace di dare, neanche con le politiche attive del lavoro.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dedoni.
Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Sarò rapidissimo. Io ho apprezzato la decisione di astensione da parte del collega Ladu, e spero che possa essere seguito anche dagli altri colleghi del centrodestra, perché questi quattro emendamenti che affrontano il problema del disagio, della povertà e del lavoro, penso che possano essere sottoscritti anche da parte dell'opposizione e di tutto il Consiglio. Sono quattro emendamenti di cui uno sblocca quasi 600 milioni di euro bloccati in questi anni dall'articolo 19, un emendamento che è stato concordato anche con enti locali, e che consente, nel giro di un anno, di mettere in circolazione nella nostra economia 600 milioni di euro per iniziative occupazionali nei Comuni. L'altro, è questo emendamento che stiamo discutendo in questo momento che, comunque, recupera risorse ingenti non spese e le mette nella disponibilità per avviare politiche del lavoro, come quella dell'auto-impiego e altre proposte. L'altro, riguarda il precariato e infine l'emendamento sulla povertà e il servizio alle persone, soprattutto rivolto agli anziani. Io penso che siano risultati di battaglie politiche del Consiglio e anche dell'opposizione, al di là della discussione nel merito delle diversità di opinione; penso che queste battaglie abbiano comunque prodotto un risultato. Quindi, oltre a votare a favore, mi auguro che anche l'opposizione lasci perdere l'argomento del momento e della propaganda, per cui noi magari siamo tendenti, come dico spesso, a vedere solo la bottiglia mezza piena e voi magari solo quella mezza vuota. E' un risultato comunque importante, il monito che io invece colgo da questi emendamenti, e lo faccio per me, autocriticamente, lo faccio per la Giunta, lo faccio per il Consiglio, non è tanto quello che c'è scritto, è che finalmente queste risorse si spendono. Questa è la sfida per noi tutti, non quanti voti otterremo o cosa potremo dire domani, che entro il 2007, magari entro quel periodo, queste risorse si spendono perché sono risorse che da anni non si sono spese. Ed è la sfida che viene lanciata dal Consiglio alla Giunta, e che ci lanciamo noi stessi, perché è il vero obiettivo: spendere in fretta e la qualità della spesa. Noi gli obiettivi che ci vogliamo porre con questi emendamenti sono: recuperare risorse non spese, dargli una qualità di intervento diverso dal passato e spendere subito, che è quello che ci chiedono i sardi.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marrocu.
Ha domandato di parlare la consigliera Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COCCO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, Assessori e colleghi. Per quanto riguarda l'articolo 32 e tutte le politiche sociali, in particolare questo emendamento, voglio ricordare che la cartina di tornasole della capacità di questo Governo e della coerenza di questa coalizione, si misura proprio sulla sensibilità in questo campo. Non l'abbiamo inventato noi, ma l'abbiamo scritto nel programma Sardegna Insieme, abbiamo visto che ciascuno nomina una serie di welfare eccetera, o Stato sociale come ha precisato qualcuno. Detto in italiano, vorrei dire che abbiamo dichiarato, nel programma di Sardegna Insieme, che questo settore sarebbe stato importante non solo per la nostra credibilità, che ci giochiamo qualora mancassimo di coerenza, ma anche di voler passare da uno Stato sociale e assistenziale a uno Stato sociale partecipativo. Questa distinzione non è stata fatta, partecipativo vuol dire più inclusivo, vuol dire che gli ultimi, o le fasce più deboli, devono stare dentro. La nostra attenzione, la nostra raccomandazione è proprio quella di verificare se quando facciamo delle scelte, abbiamo la certezza che le fasce più deboli siano presenti; perché non si possono prendere determinate decisioni favorendo alcuni, magari quelli che ultimi non sono, magari questo a scapito di altre categorie. Io penso che davvero gli occhi di tutti siano puntati su questi argomenti, sul precariato, sulla situazione della povertà, troppa demagogia è stata in quest'Aula e ci sono slogan a favore dei poveri, come ho detto altre volte utilizzando la frase di Don Milani: "Mi pare che anziché fare strada ai poveri, ci facciamo strada con i poveri". Vorrei che questo non avvenisse più, perché c'è stato un impegno reale in queste politiche sociali, per portare avanti dei discorsi, e quindi voterò chiaramente a favore. La mia preoccupazione è veramente questa: che non ci sia quella sensibilità e quell'apertura, per non prendere nessuna decisione senza partire dalla premura verso le fasce più deboli. Ripartire dagli ultimi, lo slogan che abbiamo utilizzato nella campagna elettorale, non l'hanno scelto i poveri, l'abbiamo scelto noi, e con questo abbiamo fatto anche propaganda. Vorrei anche ricordare che la frase "ripartire dagli ultimi" è una frase della teologia della liberazione, che significa che i poveri devono stare dentro ad una decisione; per cui dico: se scomodiamo la teologia della liberazione, stiamo anche attenti che ci sia anche una ricaduta effettiva. Comunque, il mio voto è favorevole.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cocco.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Il mio voto è di astensione. Volevo riprendere un attimo l'intervento di Marrocu, per sottolineare un aspetto politico: è vero, l'opposizione non sta di fronte a questi emendamenti, a quest'articolo, all'angolo e neanche da spettatore; non siamo spettatori di un'azione che fanno altri, né siamo e vogliamo essere spettatori indifferenti a quello che sta accadendo nella nostra Regione, nella nostra terra. Il nostro voto di astensione è perché con questo voto partecipiamo, in qualche modo, al varo di queste iniziative, non ci vogliamo completamente dissociare in attesa di vedere come vadano. Perché, in una società in cui tutti, bene o male, corrono per produrre, per assistere, per educare, per lavorare, chi non riesce a correre non può essere lasciato per strada. Questo non è un atteggiamento né di destra né di sinistra. Una società matura, una società come la nostra occidentale, cristiana, nella sua radice, anche se non nella sua pratica religiosa, una società profondamente solcata da questa cultura, non può permettere che alcuni possano correre e altri siano per strada a morire. Per questo non diremo mai no a che un Comune possa dare 500 euro, non 250, per chi non può pagare la bolletta della luce, per chi non può pagare i libri per i figli, per chi non può pagare, al limite, anche una pizza a un giovane che vuol stare con gli amici, perché tutto è società. Perché tutto è stare insieme e tutto è crescere. Il dubbio che noi ci poniamo, ed è per questo che la nostra responsabilità politica non può essere accomunata alla vostra, è nella premessa di questo articolo, nelle more della piena attuazione delle politiche di sviluppo promossa dall'amministratore regionale. Noi non vediamo una politica di sviluppo vera in questo Governo regionale, in questo Consiglio regionale. Questo è il vero problema. Questa è un'iniziativa sperimentale, bene si avvii. L'anno venturo, probabilmente, potremo verificare che esito avrà, come i Comuni si troveranno di fronte a questa possibilità, a questa opportunità. Purché però siano soldi che vadano veramente ai poveri, e che non mortifichino però la responsabilità di chi deve cercarlo il lavoro, di chi deve volerlo, di chi deve trovarlo in qualche modo, di chi non si deve sedere aspettando che qualcuno gli dia qualche spicciolo per tirare avanti. Questo è il vero problema di una politica di sviluppo e di una vera civiltà. Ci misureremo ancora su questo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Spisa. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Grazie, Presidente. Collega Marrocu, lei ha chiesto pubblicamente scusa in quest'Aula per i ritardi della finanziaria, ha chiesto scusa ai sardi, ha chiesto scusa anche in nome e per conto del Presidente che ha voluto questi ritardi; io credo, non è un consiglio ma, mi perdoni, è solo una valutazione, credo che debba chiedere scusa anche per il merito e cioè per la formulazione di un piano di assistenza becero come questo.
Io credo che anche i meno abbienti, i cosiddetti poveri, abbiano dignità, e credo che se mai qualcuno riuscirà a ricevere questa elemosina che voi e la Giunta avete programmato in questo emendamento, abbia la dignità di respingerla, di rimandarla al mittente. E vi chiederemo conto di questo l'anno prossimo, perché questa non è la nostra battaglia, questo non è il nostro ideale per attuare le politiche del welfare, le politiche del lavoro, le politiche del precariato, perché un popolo libero è quello che è svincolato da queste politiche, e credo che non siamo sicuramente in presenza di un popolo libero.
Cinque milioni di euro, tra l'altro - per non riprendere gli argomenti già ben riportati da alcuni colleghi - che sono un terzo delle consulenze che voi avete finanziato quest'anno, cinque milioni di euro che sono una briciola rispetto a quanto stamattina ho richiamato in assenza dell'Assessore competente in materia. Cioè dei 100 milioni del programma di edilizia abitativa che non spenderemo nel 2007, che saranno accantonati, a fronte esattamente di 86 milioni di residui e di denari non impegnati giacenti nella tesoreria dell'attuale Agenzia. Lei nel 2005 ha dichiarato - in una risposta ad una mia interpellanza - che fossero la realizzazione del 70 per cento dei progetti: lei ha sottoscritto, purtroppo, fidandosi della dichiarazione falsa di un suo dirigente e ne sono l'esempio gli 86 milioni di euro giacenti, di cui quel dirigente gestisce 40 milioni di euro ad oggi, perciò preferiamo impegnare e non spendere, e l'ha scritto lei il 9 marzo del 2005.
Si continua in quest'Aula ad assumere atteggiamenti demagogici e populistici, dei quali dovrete rendere conto. Ma dovrete renderne conto non elettoralmente ai sardi ma nella coscienza, nella coscienza di chi cerca, arrampicandosi sugli specchi, motivazioni per alzare la mano e dire di sì ma che in coscienza sa benissimo che sta partecipando, si sta rendendo complice di un atto demagogico di grande offesa per chi è meno fortunato.
Ecco perché, con grande difficoltà, annuncio il voto di astensione che l'U.D.C. darà su questo emendamento, un voto di astensione sofferto ma che in coscienza vuol dire un no a queste proposte.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Capelli. Ha domandato di parlare il consigliere Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ORRU' (D.S.). Grazie, Presidente. Per dare invece il mio voto non sofferto ma convinto, favorevole a questo emendamento. Non credo noi dobbiamo ricorrere a definizioni enfatiche o altro; io penso che sia un tentativo corretto che la Regione cerca di fare: non si limita a rivendicare uno stato sociale più moderno, più efficace, comincia a fare la sua parte. Non è un intervento sostitutivo degli interventi previsti su scala nazionale, né di quelli ordinari previsti su scala regionale, ma è un intervento, una serie di interventi, aggiuntivi. Naturalmente si tratta di strumenti che come tutti gli strumenti sono perfettibili, vanno verificati, dopodiché vanno adeguati.
La seconda considerazione. E' un intervento omogeneo, non più disperso in mille rivoli, si cerca cioè di dargli una visione omogenea, unitaria. L'entità non è irrilevante: se si fanno due conti 151 milioni di euro equivalgono, su scala nazionale, a 6 miliardi di euro. C'è un grande dibattito nazionale sul cosiddetto tesoretto, cioè su 2 miliardi e mezzo di euro con cui si dovrebbero coprire tutti i bisogni. Se lo Stato avesse la possibilità di finanziare 6 miliardi di euro per questo tipo di interventi io penso che le organizzazioni sociali, le associazioni e quant'altro esprimerebbero una valutazione molto positiva.
Altra considerazione, e finisco. Non è vero che si tratta solo di assistenza, perché non è così, anzi. La gran parte degli interventi non sono assistenza perché oltre il 60 per cento va per l'inserimento lavorativo e l'autoimpiego, va per interventi di stabilizzazione e reimpiego a favore di lavoratori socialmente utili, di quelli che sono andati in mobilità e quant'altro.
Infine, io non sputerei sopra i 5 milioni di euro che vanno ad integrare i fondi comunali e quant'altro, perché non stiamo parlando di famiglie - e noi lo sappiamo, chi ha fatto il Sindaco lo sa - che sono al di sotto della soglia di povertà, ma di coloro che non hanno nulla, e ci si augura che non abbiano nulla per un breve periodo di tempo, non per un fatto continuativo.
Quindi, io penso che ci sia da considerare con equilibrio il tutto e da valutare ovviamente se il risultato poi sarà efficace; e se non lo sarà, bisognerà migliorare l'intervento.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Orrù. Ha domandato di parlare il consigliere Davoli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DAVOLI (R.C.). Grazie, Presidente. Prima che mi dimentichi chiedo il voto a scrutinio palese, Presidente.
Io, sentendo le argomentazioni portate dall'opposizione, mi viene subito in mente: c'è un voto simile, un voto di astensione, con una completa divaricazione nelle analisi e nella discussione, perché, tra l'intervento dell'onorevole La Spisa e gli interventi degli onorevoli Capelli e Vargiu, consentitemi di dire, c'è un abisso. Nel senso che uno se lo pone, comunque, il problema del degrado sociale, della povertà, della precarietà e in qualche modo acconsente, è disponibile ad un intervento, seppure iniziale, per combattere questa situazione.
Gli altri sono dei Katanga. Addirittura, scusatemi, l'onorevole Vargiu vuole mettere in competizione i poveri, cita addirittura il paese di Lula: ma siamo alla follia! Ma che deve succedere a Lula se per caso dovessimo riuscire ad organizzare questo intervento? E che deve succedere a Lula, punto interrogativo? Nelle parole dette dall'onorevole Vargiu forse qualcuno immagina quello che potrebbe accadere; e lo diciamo qui in quest'Aula? Io sono rimasto davvero, scusatemi, sorpreso, forse è stato un momento particolare dell'intervento dell'onorevole Vargiu ed ha parlato così, senza manco rendersi conto di quello che stava dicendo; ma secondo me è stato un elemento gravissimo.
Vedete, questo intervento è stato deciso a seguito di riunioni, di discussioni. L'altro giorno eravamo con la Pastorale del lavoro (noi siamo la Pastorale del lavoro su questo problema, non siamo per il liberismo sfrenato); abbiamo avuto anche difficoltà, anche contrasti, ma siamo arrivati, insieme a tanti altri interventi, a costruire un percorso, un'ipotesi che ci deve portare poi evidentemente ad approfondire, ad allargare questo intervento. E' un piccolo intervento, ma è significativo, simbolicamente significativo: questa Amministrazione, questa maggioranza, questo Consiglio regionale credo che stia facendo una cosa molto buona, potrebbe aprire un'autostrada del futuro. Naturalmente ci dobbiamo lavorare, dobbiamo mettere da parte le demagogie e i diversi ideologismi perché gli ideologismi non sono solo da una parte, sono da entrambe le parti.
Votiamo a favore e chiedo il voto a scrutinio elettronico. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Davoli. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Presidente, colleghi del Consiglio. Io voterò contro questo emendamento. Mi dispiace, perché anche io come i colleghi del Consiglio capisco benissimo che esiste in Sardegna un disagio sociale. Come è stato detto anche ieri, ci sono i pacchi viveri e ci sono le botteghe che hanno ormai i libretti a pagherò. Ma questo emendamento è la certificazione di tutta una legislazione esistente in Sardegna, che non è stata applicata e che non si vuole applicare. E' l'annullamento di una legislazione in termini di politiche attive del lavoro che noi abbiamo, e che con questo emendamento stiamo condannando a morire. Questo Consiglio regionale ha affrontato il piano straordinario dell'occupazione nel lontano 1988, l'ha portato avanti con la legge 37; oggi, venire a dire che quella legge 37 non può essere applicata e in attesa e nelle more di un'applicazione di questa legge significa far morire quella legge. Il problema, quindi, che cosa è? Perché non diciamo la verità? Qui non esiste un piano e un progetto di crescita e di sviluppo economico, non c'è! Se ce l'ha, ce l'ha in mente il latitante Soru, ma noi non lo abbiamo, non avendo questo. Questo l'ho regalato anche io al Presidente, tutti i Presidenti hanno fatto due anni e mezzo e l'abbiamo dato anche a lui, glielo abbiamo regalato. Si è consolidato quindi un protagonismo populista, che ha invaso anche le istituzioni. Che in un primo momento, colleghi del Consiglio, erano immuni da questo, perché le istituzioni mai piegavano il Regolamento consiliare a beneficio di una parte anziché dell'altra, e quindi si sta andando avanti con questo metodo e con questo sistema anche in questa fase. Noi sappiamo che il disagio sociale aumenta, e che l'economia è alle corde e che si è interrotto un procedimento di programmazione virtuale, se n'è collocato un altro e noi siamo così. Io capisco il disagio anche della maggioranza, a mettere in movimento altri meccanismi che sono sperimentali. Mi ricorda la legge sui matti: una volta qualcuno si è svegliato e dice, come si sta dicendo adesso, diamo una percentuale alle famiglie che hanno handicappati psichici. Alla fine l'abbiamo dovuta eliminare, perché i Sindaci questo certificato lo rilasciavano a tutte le famiglia. E ci siamo accorti che in tutte le famiglie della Sardegna c'era un matto. Quindi stiamo attenti a come legiferare. Ma vi pare che questa sia una materia da mettere in un emendamento alla legge finanziaria? Problemi così importanti vanno affrontati nelle sedi competenti, nelle Commissioni competenti, non facendo queste marchette. Io non sono intervenuto, non credo che la maggioranza si possa lamentare, perché avete fatto veramente una cosa, che io, in trent'anni, non avevo mai visto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Grazie Presidente. Se questo emendamento, a detta della sinistra, dovrebbe sviluppare il processo di crescita dell'occupazione e contrastare i fenomeni di disagio sociale, mi sembra che forse ha la memoria corta, per il semplice motivo che lo stesso Stato, negli anni 2000, aveva in alcune città, dal punto di vista sperimentale, portato all'interno quel reddito minimo di inserimento. Per quanto mi riguarda, Sassari riceveva quest'obolo di 20 miliardi, negli anni 2000, per tre anni. E' stato un fallimento e lo Stato stesso ha denunciato questo fallimento, tanto che dopo tre anni non li ha riproposti più. Quindi tornare sullo stesso argomento, con una proposta leggermente edulcorata da parte di questo Consiglio regionale mi sembra effettivamente avere la memoria corta. Io ricordo l'esperienza di Sassari, quando le famiglie ricevevano non 250 euro, né le corrispondenti 500 mila lire, ma molto di più. Ricordo che a ciascuna di queste famiglie, che tra l'altro erano un bel numero, con 20 miliardi l'anno, si dava un obolo abbastanza consistente: compravano televisori nuovi, compravano anche, a rate, automobili nuove, ma di minimo inserimento nel lavoro non ci pensava nessuno. Quindi io sono convinto che sia perpetuare un errore, che forse sarebbe opportuno rifletterci un po' di più e, come qualche collega ha detto, una materia così importante, e portata in modo così trionfalistico in questa Assemblea, mi sembra effettivamente che abbia bisogno di un ripensamento e di una riflessione maggiore. Io sono convinto che lo slogan di questa maggioranza fosse: guardiamo agli ultimi. Tuttavia ritengo che anche con questo emendamento all'articolo 32 bis gli ultimi rimarranno ultimi, e la povertà rimarrà tale, e credo che non riuscirà a migliorare quella che è la condizione di vita di alcune famiglie, perché dare 250 euro a queste famiglie sta a significare non dare nulla, anzi forse inasprisce gli animi. E' vero che ci sono altre due parti in quest'emendamento, ma io sono convinto che sono marginali e forse una cosa giusta sarebbe non dire ai sardi: aggiustatevi, ma anche questo Consiglio e questa maggioranza pensi veramente ad una soluzione diversa. Noi avremmo dato loro qualsiasi tipo di appoggio, se si fosse portato in una Commissione specifica questo argomento, che non è di secondaria importanza, ma è veramente un argomento che consente ai sardi, forse a molti di loro… il problema è che ritornare su un fallimento, riproporlo allo stesso modo sta a significare sbagliare due volte. Io mi astengo, non voto contro, mi astengo perché vorrei che la responsabilità di questo fallimento ricadesse tutta sulla maggioranza, che l'ha riproposto. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Voterò a favore di quest'emendamento, intanto perché usa una terminologia, che riporta l'impegno della politica al suo ruolo principale, a cui si è riferita l'onorevole Cocco, cioè quello delle riforme per essere al fianco dei cittadini, specialmente di quelli meno attrezzati, socialmente e culturalmente. In attesa di una legge organica, che disciplini il reddito di cittadinanza, a cui i socialisti tengono molto, l'emendamento offre qualche opportunità a chi si trova davvero in difficoltà. Inoccupati, disoccupati ed espulsi dal sistema produttivo, persone spesso in procinto di andare in pensione e con figli senza lavoro potranno avere qualche speranza. E' un primo intervento, non risolutivo, ma certo indicativo della volontà di questo Consiglio. Da socialista sono inoltre fermamente convinta dell'importanza del ruolo degli amministratori comunali che, conoscendo la realtà dei paesi che amministrano, sapranno bene come operare. Questo lo dico in particolare all'onorevole Pisano, che so essere un amministratore attento e sensibile. Voterò quindi a favore, per iniziare un percorso sempre più deciso per risolvere davvero questi problemi. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PIRISI (D.S.). Grazie signor Presidente. Ebbene la piaga della disoccupazione e della povertà è una piaga aperta e profonda, signor Presidente, e la patiscono gli ultimi, e noi lo diciamo chiaramente: stiamo guardando agli ultimi. Però dalle voci che si sono levate qui, dai banchi del centro destra, non ultima quella dell'ex presidente della Regione onorevole Floris che, come suo costume, dopo che interviene abbandona i banchi del Consiglio, quale esempio preclaro avremmo dovuto guardare noi che oggi stiamo al governo? Quale esempio ci avete lasciato colleghi del centro destra, nei cinque anni passati di governo che avete svolto qui in Sardegna? Ma questi sono dei fatti inconfutabili, noi lo diciamo: non è un intervento risolutivo. Però stiamo guardando con attenzione, signori, a quella che è una piaga profondissima della società sarda, lo facciamo con i mezzi di cui oggi possiamo disporre e l'abbiamo fatto dopo una terapia d'urto per cercare di portare la Sardegna a galla, dopo che l'avevate affondata con una quantità di debiti insopportabili. Questa è oggi la situazione. Ebbene, perché soffermarsi soltanto sui 5 milioni di euro quando c'è un investimento per il 2007 di 151 miliardi e 352 milioni di euro? Per quale motivo, di fronte ad una cifra di questa portata ci si limita a guardare soltanto i 5 milioni di euro? Ebbene, anche questo va detto con forza. Sappiamo bene, cari colleghi, che c'è gente oggi che ha bisogno dei 250 euro, perché non ha neanche quelli.
CAPELLI (U.D.C.). State risolvendo i problemi, è tutto merito vostro.
PIRISI (D.S.). Non li risolviamo i problemi, è chiaro, lo stiamo dicendo, i problemi non si risolvono, però voglio dire, caro onorevole Capelli, che se qualcuno avrebbe dovuto chiedere scusa in questa Aula, forse l'avrebbe dovuto fare in altre epoche e non lo ha mai fatto. L'onorevole Marrocu ha detto: chiediamo scusa per il ritardo. Badate, tuttavia, che non abbiamo assolutamente da chiedere scusa, rispetto alla finanziaria che assieme, col vostro contributo, oggi stiamo varando. Quindi io credo che questo sia un primo passo, significativo, non risolutore, che però mette in moto una serie di politiche che tendono a dare una prima risposta…
PRESIDENTE. Concluda onorevole Pirisi.
PIRISI (D.S.). Presidente, la ringrazio… all'annoso problema della disoccupazione e della povertà. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pirisi. Ha domandato di parlare il consigliere Pisu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISU (R.C.). Grazie Presidente. E' emersa oggi, io penso, in maniera chiara e inequivocabile in questa Aula, anche se con sfumature diverse, la divaricazione tra la destra e la sinistra, tra chi difende le classi più deboli e chi no, in questa difficile contingenza in Sardegna. Mi chiedo: è vero o non è vero che ci sono state fornite statistiche serie che dicono che ci sono alte percentuali di povertà in Sardegna? E' vero o non è vero che don Borrotzu, per la pastorale del lavoro, ha chiesto attenzione a queste gravi sofferenze presenti nella nostra Isola? Ci sono state tante marce contro la povertà a cui hanno aderito tutti i sindacati CGIL, CISL, UIL, CSS, ACLI, tutti vogliamo lo sviluppo e ci stiamo lavorando, ma c'è gente che non può aspettare due anni, neanche un anno e neanche un mese, perché sta male oggi. Questi sindacati e quelli della pastorale li abbiamo incontrati e ci siamo impegnati a dare una risposta politica immediata. Noi della maggioranza vogliamo essere coerenti, e cioè, non solo promettere, ma fare, e questi sono fatti. Questo è un provvedimento nuovo, sperimentale, che può essere affinato nel tempo, oltre al fatto che sono previsti nel dispositivo, ruoli e programmi precisi. Abbiamo fatto questo intervento che è limitato, ma da un segnale preciso a chi ha forte bisogno, si aggiunge alle politiche del lavoro, di contrasto alla precarietà e per la stabilizzazione di tanti lavoratori previsti in questa finanziaria. Infine voglio dire, ancora una volta, che la mancata spesa dei fondi del Piano straordinario per il lavoro non è attribuibile alla bontà della legge numero 37, ma alla scarsa volontà di applicarla da parte della Regione e anche, purtroppo, di tanti Comuni. Se ci fosse stato più controllo, fossero stati fissati i termini entro i quali si dovevano impegnare e spendere questi fondi, i risultati della legge numero 37 sarebbero stati ben diversi. Sicuramente questa legge ha creato 9 mila posti di lavoro in questi anni, in cui nessun altro settore è stato capace di creare. Quello che vi dà fastidio, cari colleghi del centrodestra, e a lei in modo particolare onorevole Diana, è che questa legge è stata voluta dal partito della Rifondazione Comunista, che l'ha voluta e sostenuta. Io sono stato impegnato in un'esperienza per creare posti di lavoro con la legge numero 37 e ha dato dei buoni risultati; ma anche interventi contro la povertà col servizio civico locale e comunale, si è dato un contributo a chi ne aveva bisogno con la contropartita di un lavoro socialmente utile. Mi piacerebbe che in questo provvedimento ci fosse questo taglio, anche precisato meglio, che ha contribuito…
PRESIDENTE. Concluda onorevole Pisu.
PISU (R.C.). Questo servizio civico comunale, sia ben chiaro, quando l'abbiamo fatto tanti anni fa, e mi piacerebbe che avesse questo taglio anche questo provvedimento e fosse precisato meglio, è servito a dare non solo un sostegno economico, ma, soprattutto, cari colleghi, a dare autonomia, senso di autostima e di utilità a queste persone che si trovano in difficoltà, ovviamente in attesa di trovare una condizione migliore per il loro futuro. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pisu. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (Federalista-Autonomista Sardo). Presidente, per annunciare il voto favorevole, ma anche per dire che credo che un provvedimento di questa portata, relativo al disagio sociale a vario titolo, non meriti per davvero di essere strumentalizzato né dall'una parte politica né dall'altra. Dovrebbe essere un provvedimento che passa senza troppo clamore, in ogni caso perché tende ad esaminare un problema che purtroppo esiste. E' un problema urgente, e ritengo che l'urgenza del problema non ci fosse altro modo di dare una prima, iniziale, sia pure non totalmente soddisfacente risposta che attraverso la legge finanziaria, proprio perché la finanziaria è lo strumento di immediata applicazione. Concordo poi che una soluzione più ampia, a maglie più larghe debba essere ricercata, una soluzione che dia risposte ottimali e che valga anche per il futuro. In ogni caso, una prima risposta oggi c'è, e credo assuma, tutto sommato, valore sostanzialmente positivo. Le altre dovranno essere studiate, studiate con urgenza e con urgenza portate rapidamente all'esame delle competenti Commissioni e dell'Aula. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Balia. Ha domandato di parlare la consigliera Barracciu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BARRACCIU (D.S.). Grazie Presidente. Per esprimere il voto favorevole all'emendamento, nella consapevolezza che esso non costituisce la panacea di tutti i mali e quindi dei bisogni che sono espressi da coloro i quali vivono situazioni di disagio in Sardegna. Credo che questo emendamento, più che costituire un doppio errore rispetto a ciò che è stato fatto fino adesso, rappresenta invece finalmente il disegno di una nuova politica per aiutare le fasce più deboli che stentano a trovare alternative di lavoro, possibilità di inserimento lavorativo e quindi possibilità di costruire un futuro per se e spesso anche per le proprie famiglie. Cosa succederà nei comuni? nei Comuni succederà, onorevole Vargiu, che i Sindaci, le Amministrazioni comunali, avranno per quest'anno, sperimentalmente, speriamo anche negli anni a venire, la possibilità di rispondere a quelle persone che già oggi vengono a decine a bussare alla porta dell'Amministrazione comunale e a chiedere un minimo di sostegno per problemi gravissimi. Si tratta di persone che davvero non hanno niente e lo sappiamo bene. Succederà che riusciremo a dare qualche risposta in più, seppur per quest'anno, dicevo, e speriamo anche per gli anni a venire. Voto anche a favore, e non comprendo né il voto contrario né il voto di astensione dell'opposizione, perché mi sarei aspettata, anziché critiche sterili e assolutamente superficiali rispetto alla proposta, un minimo di espressione di alternativa a ciò che proponiamo noi oggi in quest'Aula. Le strategie alternative il centrodestra non ce le ha oggi e non ce le aveva neanche quando ha votato, era stato costretto politicamente a votare le politiche di sviluppo, vedi il Piano straordinario per il lavoro, quando era al governo. Quindi l'alternativa non l'ha oggi, non l'aveva allora e chiederei anche a chi sta tra questi banchi da quasi 30 anni, come l'onorevole Floris, o di tacere o di prendere la parola per proporre alternative a ciò che proponiamo noi. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Barracciu. Ha domandato di parlare l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione sicurezza sociale. Ne ha facoltà.
SALERNO, Assessore tecnico del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Signor Presidente, signori consiglieri, io sono fermamente convinta che su problemi così gravosi quali quello della disoccupazione, della povertà e della precarietà il gioco delle parti, quello politico che si tiene in quest'Aula, sia del tutto fuori luogo e che tutti noi dovremmo concorrere insieme alla soluzione di problemi così gravosi. Ed è per questo che ho apprezzato, oltre agli interventi dei consiglieri della maggioranza, anche gli interventi degli onorevoli La Spisa, Moro, Pisano e di quanti altri hanno manifestato la volontà di dare un contributo del tutto costruttivo alla soluzione dei problemi. In questo periodo ci sono state denunce giuste sulle situazioni, ma c'è stata anche molta demagogia e io credo, onorevole Floris, che non possiamo dimenticare da dove siamo partiti come maggioranza che governa questa Regione, da quelli che erano i dati sulla disoccupazione, sulla precarietà, e che dobbiamo anche fare un'analisi più seria sulle cause della povertà, della precarietà e della disoccupazione.
A distanza di tre anni questa maggioranza, a dimostrazione che non partiamo da oggi, ha raggiunto i dati che sono tra i migliori in tutte le Regioni del meridione, sulla disoccupazione, sull'occupazione, sulla emersione del lavoro nero, sulla precarietà, sugli infortuni sul lavoro. E quando parlo delle cause della povertà e di un'analisi più seria io non credo che la povertà l'abbia inventata questa maggioranza, ma nemmeno le Giunte precedenti, perché il problema delle pensioni minime, quello della redistribuzione della ricchezza, quello del potere d'acquisto dei salari sono problemi che attengono al livello nazionale ma anche internazionale. Così come il problema della precarietà, il problema del superamento della legge Biagi a livello nazionale, il problema di una disoccupazione che è strutturale al tipo di sviluppo capitalistico non credo che siano problemi la cui soluzione attiene alla volontà e alla capacità di qualsiasi Giunta regionale. Certamente la Regione ha il dovere di intervenire con diverse politiche, con politiche attive del lavoro, con politiche di sviluppo e con politiche di welfare che diano quel segnale di società matura che guarda anche alla necessità di dare solidarietà a chi sta male. E questo io credo che abbia fatto questa maggioranza, questa Giunta, ma che stia facendo anche tutto il Consiglio. E allora noi stiamo intervenendo perché l'articolo 32 bis, come giustamente hanno detto altri, non venga estrapolato dal contesto complessivo della manovra finanziaria; credo che stiamo intervenendo con politiche di sviluppo, di risanamento ambientale e urbano, con politiche della conoscenza, con politiche industriali, con politiche abitative che danno una risposta in termini di occupazione. E stiamo intervenendo con politiche attive del lavoro, con politiche che creeranno nuova occupazione, ma stiamo intervenendo anche con politiche di welfare e di solidarietà. E, infatti, la scelta di valore che si sta compiendo oggi in questo Consiglio vede cinque direttrici principali. La creazione di nuovi posti di lavoro…
PRESIDENTE. Prego, concluda.
SALERNO, Assessore tecnicodel lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Grazie, Presidente. …di creazione di nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato e subordinato, ma anche di creazione d'impresa, la creazione di nuove opportunità di inserimento lavorativo per i soggetti svantaggiati, la soluzione del problema della precarietà a partire da quelli che sono i precari storici, i lavoratori socialmente utili, i precari della Regione, le politiche attive del lavoro a favore delle donne e, infine, gli interventi per le povertà estreme e gli interventi che poi illustrerà l'assessore Dirindin. Io credo che siano scelte politiche importanti che dobbiamo portare avanti in tempi stretti, e accolgo anche il suggerimento dell'onorevole Pittalis. Credo che siano scelte in parte anche già concordate con le organizzazioni sindacali dei lavoratori e con le parti sociali, e che abbiamo davvero l'opportunità di cambiare e di dare ulteriori segnali concreti e positivi ai problemi di cui si sta discutendo. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
Ha accennato all'intervento dell'onorevole Pittalis; vorremmo capire, assessore Dadea, se l'emendamento orale dell'onorevole Pittalis è accettato e in che punto dell'emendamento stesso viene inserito.
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, Presidente. Se posso interpretare la proposta che è stata fatta dall'onorevole Pittalis, che la Giunta naturalmente accoglie, possiamo inserirlo nel punto 1, alla quarta riga, "predispone con il coinvolgimento attivo del sistema delle autonomie locali e delle forze sociali entro 60 giorni un programma di interventi finalizzati…" e così prosegue.
Ne approfitto per ricordare anche la proposta di integrazione che è stata fatta dalla Giunta sul punto 3, sulle modalità attraverso le quali devono essere ripartite le risorse regionali e per sottoporre anche la necessità che venga modificato il punto 2, dove si fa riferimento ai livelli di reddito ISEE: di togliere "di reddito" perché il concetto è già contenuto in ISEE, quindi dovrebbe diventare "riguardo ai livelli ISEE".
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.
AMADU (Gruppo Misto). Chiedo il voto elettronico palese. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Era già stato chiesto dall'onorevole Davoli. Un Capogruppo che sostenga la richiesta. Grazie.
(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu.)
Bene. E' stato chiesto il voto elettronico palese e quindi voteremo l'emendamento con le integrazioni orali che sono state presentate dalla Giunta.
Prego i colleghi di prendere posto.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 988.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Prendo atto che il consigliere Rassu si è astenuto.
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Renato - Lai Silvio - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Serra - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Cherchi Oscar - Farigu - Floris Mario.
Si sono astenuti i consiglieri: Amadu - Capelli - Cassano - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Gallus - La Spisa - Ladu - Licandro - Lombardo - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Randazzo Alberto - Rassu - Sanjust - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 67
votanti 46
astenuti 21
maggioranza 24
favorevoli 43
contrari 3
(Il Consiglio approva).
Di conseguenza, con l'approvazione dell'emendamento numero 988, che era la sintesi del 943 e del 28, decadono gli emendamenti numero 820, 821, 825, 901, 23 e 82. L'emendamento numero 29 va al bilancio.
Passiamo all'emendamento numero 54.
Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Ho avuto modo di illustrare questo emendamento nella discussione generale e ho fatto presente che coincide quasi integralmente con il contenuto del Documento strategico regionale approvato dalla Giunta regionale a pagina 71, ho letto anche prima i passaggi.
Chiedo la votazione con lo scrutinio elettronico palese.
Chiedo ai colleghi, visto che sono in atto già alcune iniziative che sono simili e si potrebbe anche fare in modo che questa proposta che tende a realizzare la democrazia digitale veda la luce, chiederei ai colleghi di valutare positivamente la possibilità di approvare l'emendamento. Si tratta, per chi non avesse seguito prima l'intervento, di istituire delle modalità di consultazione dei cittadini tramite un portale regionale internet e consentire alle istituzioni, alla Giunta, al Consiglio e ai consiglieri di porre quesiti di carattere generale alla comunità dei cittadini registrati sul portale, rendendo poi pubblici gli esiti di queste consultazioni. Come dicevo prima, la Giunta regionale nel documento che ho citato si pone esattamente gli stessi obiettivi, si tratta di dare a questa procedura il crisma della norma all'interno della legge finanziaria, per questa ragione ne chiedo l'approvazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). Presidente, io condivido il principio di questo emendamento, ma credo che in qualche modo nella descrizione che è stata presentata rischi di essere in qualche modo limitativo, perché si parla di forme di consultazione, quindi in qualche modo predilige una forma di sondaggio on-line prefigurando uno strumento specifico. Io credo che la partecipazione dei cittadini alle decisioni e ai processi decisionali, la possibilità di consultarmi, la possibilità di attivare forum tra esperti, cittadini e decisori politici... capisco che è un argomento, forse, che interessa solo me e il collega Scarpa, però magari se ci fosse un minor brusio, forse riuscirei a articolare meglio il ragionamento. Quindi, dicevo che gli strumenti possono essere molteplici, che vanno molto al di là del semplice sito on-line che in qualche modo è addirittura riduttivo. Tra l'altro oltre a essere diversi gli strumenti, quindi forum tematici e la possibilità di partecipare ai processi decisionali, quindi non soltanto forme di consultazione, credo che sia anche difficile pensare a un unico sito in cui questo avviene, perché probabilmente dovrebbe avvenire ai vari livelli delle amministrazioni e delle assemblee elettive. Quindi, magari, la Regione dovrebbe farsi portatrice, come infatti dice nel Documento strategico regionale, di un supporto alle infrastrutture, creare piattaforme, creare strumenti, affinché i singoli livelli dell'amministrazione pubblica possano attivare queste forme di partecipazione. In questo modo, invece, creiamo una specie di luogo unico, tra l'altro per un aspetto specifico e io credo che fatto salvo il primo paragrafo che invece condivido, gli altri rischiano di dare una versione riduttiva di quella che è la partecipazione democratica.
Quindi, siccome non vorrei votare contro, ma sono favorevole al principio, chiederei alla Giunta di impegnarsi affinché questo principio venga ripreso anche nel Piano regionale di sviluppo - perché non c'è, mentre c'è nel Documento strategico regionale - e se ci fosse questo impegno mi sentirei, magari, di chiedere al collega Scarpa di accettare un eventuale ritiro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Questa è una materia molto delicata, perché attiene al valore della consultazione, ai soggetti che sono consultati, ai soggetti che consultano. Dare valore a forme di consultazione di questo tipo, attraverso una procedura che passa con la definizione delle modalità in capo al Consiglio regionale, significa entrare in quella materia, che poi viene trattata dalla stessa legge statutaria, attorno al referendum. Il referendum consultivo altro non è che una proposta di quesiti che viene fatta e sulla base della quale poi si uniforma o si tende ad uniformare il comportamento delle istituzioni. Questa materia è giusto anche affrontarla, io credo in prospettiva verrà sempre di più affrontata, utilizzando le nuove tecnologie, però allo stato, diciamo, pone un problema serio che richiede un approfondimento, anche di natura tecnica e tecnico-giuridica, su come arrivare a quel tipo di partecipazione, a quel tipo di consultazione. Quindi, cosa farei io? Io non voterò a favore di questo emendamento, chiedo e faccio una istanza alla Giunta, all'assessore Dadea, che peraltro si occupa di questa materia nella sua veste, io dico, principale di Assessore degli affari generali, di Assessore, quindi, alle questioni di natura istituzionale che ha seguito con noi il dibattito, farei una raccomandazione alla Giunta perché si attivi una sessione del Consiglio regionale, su comunicazione della Giunta, attorno a questi temi, da cui far discendere poi una riflessione più approfondita nella Commissione di merito e una iniziativa legislativa specifica. Quindi, pur accogliendo alcuni principi che sono contenuti, il percorso io lo vedrei un pochino più articolato, come ho detto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie, Presidente. Onorevole Scarpa, quello che lei prefigura attraverso questo emendamento è qualcosa che naturalmente, ahimé, per le condizioni in cui si trova la nostra Isola, dovremo ancora costruire. Nel senso che noi siamo impegnati, in questo scorcio di legislatura, a creare le precondizioni perché la nostra Isola potesse diventare un'Isola digitale e quindi creare le condizioni perché ci possa essere una diffusione, la più ampia possibile, della banda larga e quindi fare in modo che si possa modificare quella condizione di difficoltà ché è costituita dal digital divide, cioè quella condizione che impedisce a una parte molto importante della nostra società, a una parte molto importante dei cittadini sardi, di potere utilizzare i servizi a banda larga. Quindi, questo è l'obiettivo minimo che noi ci siamo posti. E' evidente che questa è la precondizione perché poi si possa arrivare anche a potere immaginare e costruire una sorta di consultazione che possa avvenire attraverso gli strumenti dell'era digitale.
Quindi, la preghiera che io mi sento di fare è di prendere atto che in questo momento, questo obiettivo purtroppo c'è precluso, perché siamo impegnati a creare le condizioni affinché tutti i cittadini sardi, le amministrazioni locali sarde, possano utilizzare le nuove tecnologie dell'era digitale. Questo ancora non è possibile, ma noi ci stiamo lavorando e nell'ambito di questo progetto penso possa trovare accoglimento anche una possibilità qual è quella che lei ha adombrato nel suo emendamento. Quindi, io mi sento di accogliere sia l'invito dell'onorevole Porcu, sia quello dell'onorevole Uras, a proposito di una discussione che dovrà coinvolgere l'intero Consiglio regionale su queste tematiche, perché sono tematiche che non possono essere assolutamente eluse, perché riguardano bisogni oramai primari dei cittadini sardi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Nell'attesa che la Giunta convochi questa sessione su quest'argomento, nel precisare al collega Porcu che non credo che la proposta formulata in questa norma escluda altri livelli e altre possibilità, e nel confermare che la proposta che ho formulato è esattamente riportata in un documento approvato dalla Giunta regionale, tuttavia - ripeto - di fronte all'impegno della Giunta regionale di convocare una sessione di lavori su questo tema, ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Scarpa. Quindi, l'emendamento numero 54 è ritirato.
Passiamo all'emendamento numero 978, che è sostitutivo totale dell'emendamento numero 942, che inglobava anche l'emendamento numero 27.
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, Presidente per una necessità di adeguare il contenuto dell'emendamento, in quanto nella stesura che è stata consegnata ai consiglieri regionali, vi sono alcune modifiche che devono essere apportate affinché la somma totale delle risorse, 120 milioni, sia rispettata. Per cui la proposta che viene fatta è di una modifica che riguarda le poste indicate nell'emendamento rispettando però la quantità, la somma totale delle risorse. Nel punto a) risorse regionali invece che per euro 30 milioni, la proposta è di ridurlo a 25 milioni, invece nel punto c) vi è la necessità di cancellare l'UPB S0503005. Per quanto riguarda invece il punto e) risorse regionali già destinate al programma sperimentale "ritornare a casa", quello che era 1 milione diventa 5 milioni, invece nel punto f), risorse regionali già destinate al programma per gli assistenti familiari, quello che era 1 milione diventa 700.000.
PRESIDENTE. Prego assessore Dadea.
DADEA, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Per cui pur rimanendo inalterata la somma totale di 120 milioni, la copertura finanziaria viene così modificata: la copertura finanziaria in aumento rimane inalterata all'UPB però gli euro diventano 31 milioni e invece in diminuzione sull'UPB S0202005 diventa appunto 25 milioni. Mi pare di aver detto tutto sul punto. Le modifiche sono tutte queste, sono modifiche che gli importi, pur mantenendo inalterate le risorse complessive che rimangono appunto di 120 milioni per quanto riguarda il fondo regionale per la non autosufficienza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Io dichiaro il mio voto di astensione sull'emendamento numero 978 e richiamerei la maggioranza del centrosinistra a cercare di evitare un tipo di legiferazione come questo, nel senso che come correttamente poi è scritto dagli uffici, l'emendamento numero 978 è un articolo di legge ed è anche uno degli articoli più significativi, probabilmente più complessi di questa legge finanziaria, per cui avrebbe meritato un ragionamento e anche spiegazioni da parte dell'Assessore che sono ben differenti rispetto a quelle che si possono esprimere durante una mera dichiarazione di voto, quindi c'è il rammarico in questo senso. Mentre una considerazione alla quale comunque si chiederebbe di avere delle risposte in Aula da parte dell'Assessore è quella relativa a una parte che comunque parrebbe poter essere considerata all'interno della proposta della Giunta di cui è oggetto l'emendamento numero 978. Cioè, io vorrei chiedere alla Giunta regionale alcune cose: la prima, se quella famosa ricognizione sulle residenze sanitarie assistite in Sardegna che l'Assessore si era impegnata a fare durante la discussione del piano sanitario regionale è stata fatta, in maniera tale che il Consiglio regionale o la Commissione sanità o entrambi possano rendersi conto di qual è a oggi l'offerta in RSA in essere in Sardegna, se questa è congrua, se questa è eccessiva rispetto alle aspettative, se è ben distribuita territorialmente, e che cosa ha intenzione di fare l'Assessorato regionale alla sanità per eliminare eventuali incongruenze quali quelle che segnalò a suo tempo il direttore generale Zanaroli per quanto riguardava l'area del sassarese. La seconda considerazione: esistono dei pazienti, mi riferisco in particolare, Assessore, ai pazienti che sono portatori di malattie di Alzheimer, per i quali sembrerebbe che sulla base di disposizioni date dalla Giunta regionale non vengano mantenuti stabilmente all'interno delle RSA, ma dopo un periodo di tempo, di tre, sei mesi, durante il quale ovviamente non sono migliorati perché purtroppo conosciamo la prognosi e il decorso dell'Alzheimer, vengono assegnati a strutture che hanno un livello di intensità assistenziale decisamente inferiore. Vorremmo sapere se questo è vero, come è vero purtroppo, lo sappiamo anzi in realtà, vorremmo sapere se all'interno di quest'emendamento sono contenute le risorse e le indicazioni perché questo meccanismo venga interrotto e non si verifichi più. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Per confermare la nostra adesione alla richiesta della Giunta di fare proprio sostanzialmente l'emendamento a firma Pittalis, Marracini, Lai numero 27, che quindi si comprende nell'emendamento della Giunta 978. Questo era uno di quegli altri aspetti che con molta saggezza l'assessore Dadea ha avuto modo di comprendere nella nostra iniziativa di salvaguardare quelle famiglie che hanno a carico persone che non sono autosufficienti e rispetto alle quali oggi si deve avere un occhio di attenzione. Noi popolari Udeur crediamo che la politica sia soprattutto questo, sia anche il termovalorizzatore, sia anche la pubblicità istituzionale, sia anche le pale eoliche, ma sia soprattutto la politica del sociale, la politica che riavvicini le istituzioni alla gente come richiamato anche recentemente dall'onorevole D'Alema, ma con grande forza e con grande significato e responsabilità politica questo distacco può diventare un distacco pericolosissimo. Noi dobbiamo far capire alla gente che le istituzioni, che i politici non sono solo alcuni che purtroppo rendono negativa l'immagine rispetto alla quale invece ci deve essere un rispetto e una doverosa comprensione del lavoro che viene fatto e che quindi noi diamo dei segnali, cominciamo a dare dei segnali affinché questo gap venga sempre più a ridursi e si ritorni ad avere quella giusta considerazione delle istituzioni. Quindi, quest'emendamento va in quella direzione e pertanto lo voteremo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Intanto per dichiarare il voto favorevole e per riprendere un pochino i ragionamenti sugli interventi che questa manovra finanziaria prevede in tema di giustizia sociale, di welfare Stato sociale, di come meglio redistribuire la ricchezza che comunque si produce in questa Regione e in questo Paese in favore di coloro che vivono in condizioni di maggiore disagio, che hanno una vita più difficile, e non lo facciamo in termini altruistici, diciamo solo perché ci piace essere buoni.
Questa è una concezione nobile che in parte ci appartiene anche, però non è quella prioritaria. Noi lo facciamo in termini di solidarietà sociale, di interesse collettivo di questa comunità. E pensare che qualcuno non ha niente, che quel niente non gli consente di vivere neppure al di sotto della dignità, cioè non gli dà la sopravvivenza, e pensare che interveniamo in termini di giustizia sociale, questo non ci fa vergognare! Io questo lo dico a tutti coloro che hanno detto di tutto e di più sugli interventi che sono posti in essere in questa manovra finanziaria, e se noi ci stiamo sgolando da tre anni, ma non ne vogliamo di primati, non ci interessa essere i primi firmatari di questa o di quell'altra proposta di legge, non ci interessa essere sempre in barricata di fronte a questi temi e averne merito e medaglie, non ci interessa! Ci interessa raggiungere l'obiettivo. Qua c'è un programma per i non autosufficienti, è meritorio, perché ci poniamo davanti al problema di famiglie che vivono in una condizione di difficoltà, derivante da una disgrazia che non si sono cercati, che hanno subito. E allora questa manovra finanziaria è finalmente una manovra finanziaria che fa giustizia sociale. Voto a favore dell'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). No, solo per chiedere un chiarimento all'Assessore. Il mio voto sarà favorevole, però chiedo all'Assessore, le risorse imputate alla lettera b) del quarto comma, risorse regionali e statali per 6 milioni di euro destinate al sostegno nelle responsabilità di cura di persone non autosufficienti, poi vengono precisate nel comma 6, e sono destinate ad un finanziamento di un programma sperimentale a sostegno dei nuclei familiari nelle responsabilità di cure di persone non autosufficienti, e prevede l'erogazione di contributi economici, non si legge fino a, ma pari a 3000 euro. Quindi, si immagina di sostenere 2000 famiglie. Io vorrei capire come è stato calcolato questo fabbisogno. Capisco che c'è anche l'aumento della somma, immagino aumento questo non lo so, ma vedo che la lettera c), poi stanzia somme perché i Comuni possano pagare la quota sociale delle residenze, nelle RSA, ed è vero, ciò che diceva l'onorevole Vargiu, che molte AA.SS.LL. hanno dichiarato a bassa intensità i malati di Alzheimer, e quindi o questi sono tornati nelle loro case o in altre strutture, oppure le famiglie stanno sostenendo i costi delle quote sociali, quindi capisco che con quei soldi si trattiene una parte, ma di quelli che sono stati non dichiarati a bassa intensità. Quindi vorrei capire, dicendo che sono a favore, l'origine della stima delle 2000 famiglie che potrebbero percepire il sostegno dei 3000 euro, com'è stata calcolata?
PRESIDENTE. Grazie onorevole Maninchedda.
Ha domandato di parlare l'assessore Diridin. Ne ha facoltà.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Grazie Presidente. Si tratta giustamente di un provvedimento molto importante che sostanzialmente fa due cose. Uno, raggruppa all'interno di un unico intervento, quello che abbiamo chiamato Fondo regionale per la non autosufficienza, interventi che nel corso degli anni si erano sviluppati, potenziati, sempre a favore della non autosufficienza e che adesso li raccoglie all'interno di un sistema unitario. Questi interventi, a tutt'oggi, già di fatto realizzati, assommano a circa 80 milioni di euro. A questi 80 milioni di euro, che adesso vengono inseriti e coordinati, se ne aggiungono altri 40, che sono quelli previsti dalle lettere a), b) e c), che sono nuovi stanziamenti per la non autosufficienza. Questo articolo consente così a questa Regione, insieme a poche altre in Italia, di poter dare avvio a questa politica, e faccio presente che 120 milioni di euro per una regione come la Sardegna costituiscono un investimento importantissimo, se pensiamo che il fondo per la non autosufficienza stabilito a livello nazionale assomma a 200 milioni di euro, che sono stati ridotti a 170, per il livello nazionale, e si sta tentando di riportarli a 200 milioni. Quindi lo sforzo di questa Regione è estremamente importante.
I tre interventi nuovi che sono stati previsti partono da delle stime che abbiamo cercato di rendere il meno imprecise possibili, ma che sicuramente sono difficili da quantificare in modo esatto perché si tratta di una materia ancora poco nota. Noi stimiamo che i non autosufficienti anziani, che hanno bisogno di essere sostenuti all'interno del nucleo familiare, siano grosso modo 15 mila, di questi quattromilacinquecento circa, cioè circa un terzo, sono già sostenuti attraverso gli interventi della legge 162, quindi ne restano circa 10 mila che richiedono un intervento a sostegno della famiglia. Una parte di questi, non più di un migliaio, hanno già la legge 104, ma non possono accedere alla legge 162 perché hanno un punteggio di gravità piuttosto basso, e stante le risorse messe a disposizione, per quanto elevatissime, non accedono all'aiuto della legge 162. Quindi riteniamo, con queste precisazioni che ho fatto e sulle quali abbiamo ancora margine d'incertezza ma l'ordine di grandezza probabilmente è questo, riteniamo che lo sforzo fatto sia relativamente adeguato per rispondere a queste esigenze. In particolare i 25 milioni che sono pensati per l'assistenza domiciliare, integrata con le cure sanitarie, consentono di far fronte…
PRESIDENTE. Prego, concluda Assessore.
DIRINDIN, Assessore tecnicodell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Grazie. …alle richieste di circa 7-8 mila persone non autosufficienti, e quindi 7-8 mila famiglie, immaginiamo che questo possa essere l'ordine di grandezza. Siccome abbiamo previsto un aiuto alle famiglie, attraverso il ricorso a persone che, anche a tempo parziale, non solo a pieno tempo, possono prestare le cure alle persone non autosufficienti, riteniamo che questo intervento possa svolgere un secondo ruolo importantissimo, oltre a quello di dare servizi di cura, ma anche di creare posti di lavoro. E noi pensiamo che, tenuto conto che molti di questi posti di lavoro potrebbero essere a tempo parziale, questo possa corrispondere minimo a 1500, fino anche a 4 mila posti di lavoro a tempo parziale. Con il secondo provvedimento, quello dei 6 milioni, invece, questo fa riferimento alle cosiddette badanti, che qui abbiamo indicato con un termine meno negativo, assistenti familiari, e abbiamo previsto per questo un intervento che consenta, purché sia regolarizzata la posizione della badante e quindi ci sia l'emersione della regolarizzazione della previdenza, sino a 2000 famiglie, quindi due posti di lavoro. Probabilmente si tratta in parte di emersione, in parte di nuove posizioni. Ultimo, solo un secondo, per quello che ha chiesto l'onorevole Vargiu, la ricognizione delle RSA è stata fatta in parte con gli stessi proprietari, o comunque interessati delle RSA; su alcuni territori è chiaro che l'offerta è in esubero, tant'è vero che in accordo con alcune strutture stiamo prevedendo, stanno prevedendo la riconversione. Per quel che riguarda l'Alzheimer, è vero che l'Alzheimer in alcuni casi ha bisogno di ricoveri anche lunghi, in altri casi è possibile che sia gestito a domicilio, e quindi attraverso questi interventi che stiamo prevedendo, salvo nei casi molto gravi in cui probabilmente la famiglia ha almeno bisogno di ricovero e di sollievo, ma non necessariamente di ricoveri di lunghissima durata.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Solo per chiedere che venga indicato nell'emendamento 978, che è di sintesi del 942 e del 27, come d'altronde lo stesso…
PRESIDENTE. E' già annunciato, certo. Il 978 racchiude sia il 942 che il 27.
E' in votazione l'emendamento numero 978.
Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.
AMADU (F.I.). Chiedo il elettronico palese, Presidente!
PRESIDENTE. Io vi prego di chiederlo in tempo, non una volta che è iniziata la votazione. Chi sostiene la richiesta dell'onorevole Amadu?
(Appoggia la richiesta il consigliere Randazzo Alberto.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 978.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Prendo atto che i consiglieri RASSU e SANNA Simonetta hanno votato a favore, RANDAZZO Alberto si è astenuto.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Diana - Fadda - Floris Vincenzo - Ibba - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lai Silvio - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Moro - Murgioni - Orrù - Pileri - Pinna - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo Vittorio - Rassu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Serra - Uras.
Si sono astenuti i consiglieri: Petrini - Randazzo Alberto - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 54
votanti 51
astenuti 3
maggioranza 26
favorevoli 51
(Il Consiglio approva).
Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 945, lo metto in votazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, io le chiedo scusa, voterò a favore dell'emendamento numero 945, però purtroppo mi rendo conto, non per colpa, una volta tanto, dell'assessore Dirindin, ma dell'intera Giunta che presenta un emendamento, il "978", che è un articolo di legge, Assessore, che avrebbe meritato, lo ripeto ancora una volta, un minimo di ragionamento e di discussione. Io purtroppo non ho compreso bene un aspetto, relativo al "978"; avrei chiesto, Assessore, di comprendere se quei pazienti che attualmente… siate cortesi, abbiate un attimo di pazienza, sto ponendo una domanda alla quale vorrei avere una risposta che poi è di interesse generale, se la ascoltate. Ci sono pazienti, tanti, che soffrono di malattia di Alzheimer grave, o di altre demenze senili, cioè pazienti non gestibili dalle famiglie e a volte non ci sono neanche le famiglie, perché magari c'è un paziente di 82 anni che ha Alzheimer e una sorella di 81 che lo assiste. Non c'è quindi una famiglia di supporto che, con una badante o un'assistente familiare, possa creare il supporto. Questo paziente di 82 anni, magari ha anche altre patologie concorrenti, perché purtroppo chi arriva a 82 anni spesso ha anche altre patologie concorrenti, viene ricoverato all'interno di una RSA dove il tipo di assistenza è adeguato, però c'è una delibera regionale che comporta che dopo tre mesi viene rivalutato, se è migliorato; è evidente che non può migliorare, gli vengono dati altri tre mesi, al sesto mese sembra che non sia possibile più la permanenza all'interno del RSA, quindi viene indirizzato verso strutture, che hanno un'intensità potenziale più bassa, dove il paziente è difficilissimamente gestibile. Allora, io volevo chiedere: l'emendamento numero 978 nei confronti di questi casi, e credo di averlo descritto in maniera tale che lei abbia capito di cosa si tratta, agisce consentendo, non ricoveri di sollievo, ma la permanenza di questo tipo di pazienti all'interno della struttura di adeguatezza assistenziale, rispetto alla loro problematica patologica, che avvenga sine die, perché non sono pazienti che possono essere spostati in strutture con intensità assistenziale più bassa? Questo le chiederei, se è possibile una risposta anche veloce, telegrafica o flash.
PRESIDENTE. Onorevole Vargiu, comunque sia, la discussione sul "978" era terminata e siamo già passati all'esame dell'emendamento numero 945.
Ha domandato di parlare l'Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.
DIRINDIN, Assessore tecnicodell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Sì, questo articolo non si occupa di RSA. Se c'è da rivedere le modalità con le quali alcuni pazienti dentro le RSA possono essere trattati, lo possiamo fare in un altro momento, volentieri.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 945, lo metto in votazione. Però, io vi prego di iscrivervi a parlare nei modi e nei tempi dovuti, poiché è la seconda volta che si interviene dopo che è iniziata la votazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Per far rilevare, è probabile che gli Uffici lo abbiano già rilevato, che c'è un emendamento, il "992", che è indicato come emendamento all'emendamento numero 945, ma penso che si tratti di un errore perché è di contenuto completamente differente, altrimenti dovremmo votare prima il "992".
PRESIDENTE. Allora, gli emendamenti numero 992 e 998 non sono stati ammessi poiché non pertinenti all'oggetto dell'articolo. Grazie.
Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PILERI (F.I.). Una breve precisazione su quanto rilevato dall'onorevole Pittalis. Poiché io ero anche presentatore dell'emendamento numero 998, che non viene messo all'attenzione dell'Aula, mi riservo di intervenire sull'argomento in sede di coordinamento finale.
PRESIDENTE. Ho già precisato che i due emendamenti non sono stati ammessi, comunque a fine discussione si vedrà. In ogni caso sia non sono in discussione.
(E' approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 990. Sia il "990" che quelli a seguire, sono emendamenti soppressivi e sostitutivi del "987" che è sostitutivo totale del "33" e del "916". Per essere chiari, se chiari siamo.
Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Presidente, credo che stiamo arrivando, o siamo arrivati all'emendamento sui precari con notevole capacità di comprensione della situazione sarda, anche da parte di questo Consiglio regionale, che quindi, ancora una volta, ha dato dimostrazione che, quando si lavora, si riesce a risolvere i nodi che arrivano al pettine. Siamo arrivati, dicevo, all'emendamento sui precari. Un emendamento sul quale i Popolari UDEUR hanno posto con forza, una questione politica, hanno chiesto alla maggioranza, al presidente Soru, a questa Giunta, di capire che il mondo del precariato è un mondo che ha bisogno di essere ascoltato e che ha bisogno di trovare soluzione definitiva alle loro problematiche. Non è un mondo di serie B, non è un mondo lavorativo rispetto al quale bisogna guardare con distacco e con qualche frase, che si è sentita e si vuole dimenticare, un mondo di raccomandati. Il mondo del precariato è l'anello debole del lavoro che oggi stiamo andando ad affrontare. La risposta su questo emendamento è una risposta che deve arrivare dal profondo di questa maggioranza, rispetto alla quale la maggior parte del mondo del precariato ha guardato con occhio benevolo, dando il consenso a questa coalizione. Perché non può esistere un precariato di destra o un precariato di sinistra. Noi consideriamo il precariato un mondo di giovani che hanno lavorato, ai quali dobbiamo proporre un progetto di vita e rispetto al quale non possiamo mettere, assessore Dadea, mi rivolgo a lei, come sempre, come al più illuminato di questa Giunta, paletti che impediscano le soddisfazioni che stanno aspettando questi lavoratori. Non possiamo accettare condizionamenti, per i quali si rischia veramente un'altra rottura su questa manovra finanziaria. Occorre attendere con pazienza le istanze che arriveranno da quest'Aula su questo emendamento, perché noi riteniamo che sia un emendamento sul quale non bisogna procedere frettolosamente a costo di rimanere anche tutta la notte a discutere.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (Gruppo Misto). Devo dire la verità: l'intervento del collega Marracini mi ha un pochino disorientato, nel senso che se il Gruppo dell'Udeur sta sollevando una questione che vuole affrontare con la Giunta e con la maggioranza prima della conclusione del voto, chieda una sospensione immediata di qualche minuto e poi andiamo alle dichiarazioni di voto su un eventuale testo modificato.
Allora, li chiedo io alcuni minuti di sospensione, Presidente, per questa interlocuzione che è stata richiesta dai colleghi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Presidente, era mia intenzione, dopo l'intervento dei colleghi Marracini e Uras, per doveroso rispetto, chiedere proprio una breve sospensione per valutare la possibilità di una convergenza. E siccome su questi temi c'è anche la convergenza dell'opposizione oltre che della maggioranza, io sono d'accordo con il collega Uras perché possa essere proficua questa interlocuzione.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per dieci minuti di sospensione.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 21, viene ripresa alle ore 19 e 48.)
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SECCI
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i nostri lavori.
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
DADEA, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie, Presidente. Per chiedere alla cortesia del Presidente e dell'Assemblea di poter sospendere l'emendamento numero 987 al fine di trovare una formulazione che possa ottenere il massimo del consenso all'interno dell'Aula. Quindi propongo di sospendere e accantonare momentaneamente l'emendamento 987 e gli emendamenti collegati ed andare avanti con gli articoli che sono rimasti sospesi. Mi pare che ci sia l'articolo 14 ed alcuni emendamenti all'articolo 14.
PRESIDENTE. Se il Consiglio è d'accordo sulla proposta dell'Assessore...
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Volevo parlare su questo, Presidente. Non ho niente da obiettare alla proposta dalla Giunta. Volevo però richiamare l'attenzione su due considerazioni, perché nell'emendamento 987 sono assenti: la prima riguarda - e chiedo che venga presa in seria considerazione - la possibilità di accedere ai rapporti indiretti dell'Amministrazione attualmente in atto, cioè quelli che attualmente sono in atto. L'altro aspetto...
PRESIDENTE. Ne parliamo quando ne discutiamo, onorevole Caligaris.
CALIGARIS (Gruppo Misto). E' nell'emendamento 987, Presidente, siccome c'è stata un'interlocuzione...
PRESIDENTE. L'Assessore ha chiesto, onorevole Caligaris, di sospendere l'esame dell'emendamento numero 987, quindi, quando entreremo nel merito, ne parlerà come vuole.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, ma queste cose io vorrei che fossero incluse, Presidente, anche il chiarimento rispetto ai lavoratori del Catalogo: chiarire se sono inseriti o no, perché altrimenti poi si crea confusione. Grazie.
PRESIDENTE. Quando arriveremo a discutere nel merito, onorevole Caligaris, adesso siamo in una fase diversa.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, per dire che io sono contrario alla richiesta di ulteriore sospensione dell'emendamento che ha già fatto storia nell'andamento della finanziaria. Non vorrei che arrivasse il Presidente per sciogliere nuovamente la seduta su questo emendamento. Per cui ritengo opportuno che, con senso di responsabilità, l'Aula si esprima sui testi a disposizione.
Mi consenta un altro secondo per - e mi permetta con molta umiltà la collega Caligaris - suggerire che non aiuta specificare in questi termini, nei tempi e nei modi con cui lei ha specificato: fa parte dell'interlocuzione che ora dovremo sostenere; non aiuta in questo momento anticipare le possibili intenzioni.
PRESIDENTE. Bene, c'è il parere contrario dell'onorevole Capelli alla sospensione dell'emendamento numero 987 per cui occorre che l'Aula si pronunci.
Se nessuno chiede di parlare, passiamo alla votazione della proposta di sospensione dell'esame dell'emendamento numero 987, proposta dalla Giunta e non condivisa dall'onorevole Capelli.
Un Segretario della minoranza, per gentilezza, se prende posto al banco della Presidenza. Si vota per alzata di mano.
(E' approvata)
Passiamo agli emendamenti provenienti dall'articolo 14, e più precisamente l'emendamento numero 127 che sopprime il comma 7, la pagina è la 361, se i colleghi hanno preso visone negli emendamenti agli articoli 32 e 32 bis, alla pagina 361. Nella parte finale del blocco degli emendamenti.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Chiedo scusa, noi stiamo, adesso, trattando il comma sette dell'articolo 14?
PRESIDENTE. Stiamo trattando l'emendamento numero 127 soppressivo del comma sette dell'articolo 14. Che è stato trasferito al 32 bis a seguito delle note vicende.
URAS (R.C.). Soppressivo dell'articolo…
PRESIDENTE. Del comma, che ha il parere contrario della Commissione e della Giunta. Comma sette dell'articolo 14. Bene. Se siamo pronti metto in votazione… è nel fascicolo degli emendamenti al 32 bis, soppressivo del comma sette; i firmatari sono: Diana, Artizzu, Liori, Moro e Sanna Matteo. Possiamo procedere?
Ha domandato di parlare il consigliere Randazzo Alberto. Ne ha facoltà.
RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Sulle modalità di voto: chiedo, sull'emendamento numero 127, il voto segreto, Presidente. Grazie.
PRESIDENTE. E' stato chiesto il voto segreto sull'emendamento numero 127, quindi non sono possibili dichiarazioni di voto, se non per la dichiarazione di astensione. Onorevole Vargiu? Se tutti i colleghi sono al loro posto, dichiaro aperta la votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 127.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 53
votanti 51
astenuti 2
maggioranza 26
favorevoli 15
contrari 36
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Amadu - Balia - Barracciu - Biancu - Caligaris - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Davoli - Diana - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Ibba - La Spisa - Lai Renato - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Moro - Orrù - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo Alberto - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Uras - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Cuccu Giuseppe - Lai Silvio.)
Passiamo, sempre sull'articolo 14, all'esame dell'emendamento numero 640, soppressivo parziale. Il comma sette: il programma è realizzato… dalle parole "al programma realizzato" alle parole "enti pubblici" è soppresso E' stata chiesta la controprova.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Io voterò a favore dell'emendamento soppressivo parziale, perché il comma sette dell'articolo 14, che si pone come obiettivo quello del rifinanziamento del cosiddetto progetto "Sardegna fatti bella", a mio giudizio riesce a cogliere un aspetto positivo, che è quello di ritenere che il progetto "Sardegna fatti bella" abbia determinato un risultato, che è ancora in atto, ma che è evidente, abbastanza interessante e brillante nei Comuni della Sardegna. Se noi oggi andiamo … non si sente Presidente… e quindi le dicevo, a mio giudizio stiamo andando ad eliminare proprio la parte più qualificante, la parte utile del progetto "Sardegna fatti bella", che era quella di disporre, nell'utilizzo del progetto, le risorse organizzative degli enti locali. Se sarà la Regione a dover d'ora in poi appaltare i servizi, esternalizzandoli verso imprese esterne, io credo che davvero siamo al capolinea, cioè non ha significato alcuno, e per di più non riusciamo ad ottenere quel risultato di territorializzazione occupazionale, che utilmente si è ottenuto con il progetto "Sardegna fatti bella". Io credo che prima di proporre un comma come il comma sette, sarebbe stato utile, interessante, per tutto il Consiglio regionale, andare a fare una verifica su quello che si sta realizzando nei Comuni della Sardegna in termini di recupero e di risanamento ambientale con questi interventi. Noi abbiamo qualcosa come 800 forse 1000 persone oggi occupate e non si capisce questa occupazione, che tra l'altro era stata garantita con una tipologia di almeno 12 mesi, che fine farà. Cioè abbiamo creato degli ulteriori precari, e non stiamo dando loro alcuna possibilità di prosieguo, una volta che hanno acquisito questa professionalità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì Presidente, anche io voto in maniera serena a favore dell'emendamento soppressivo, per vari motivi. Perché una volta che noi avessimo acclarato che "Sardegna fatti bella" ha raggiunto gli obiettivi che si presupponeva dovesse raggiungere, cosa sulla quale abbiamo forti dubbi e significative riserve, dovremmo chiederci se il meccanismo di spesa del denaro e di reclutamento delle professionalità, che "Sardegna fatti bella" ha avuto, era o non era un meccanismo positivo. Nel senso che voi, attraverso la riscrittura del comma sette, sostanzialmente dite che preferite utilizzare dei meccanismi differenti rispetto a quelli avuti in passato. Ora, intanto, noi vi diciamo che preferivamo il meccanismo che avesse i Comuni come punto di riferimento, perché all'interno delle municipalità esiste una valutazione del bisogno, che è tale, che consente di dare risposte più immediate a quelle che sono le esigenze della popolazione e dei cittadini, e che probabilmente valutazioni di questo genere sarebbero state fatte con maggior significato, se noi le avessimo avute bene a mente, quando abbiamo ragionato sui 250 euro di elemosina regionale da distribuire ai 20 mila sardi sfortunati. Oltre a questo, c'è anche il dubbio che il meccanismo stesso che voi proponete all'interno del comma non sia neanche legittimo, nel senso che, nel momento in cui andate ad effettuare l'affidamento dei lavori, ci sono delle normative che comunque comportano che questo affidamento avvenga attraverso selezioni pubbliche, attraverso meccanismi che sono diversi rispetto a quelli previsti l'anno scorso e che comunque comportano una procedura di evidenza pubblica, e le procedure di evidenza pubblica difficilmente possono correre il rischio di limitazioni, quali voi ponete all'interno del comma sette, che sono quelle che vi proponiamo di eliminare sostanzialmente. Perché, voi dite: l'affidamento viene dato a società che abbiano come obiettivo quello della stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili. Il che significa che stiamo riproponendo, per un anno, meccanismi simili a quelli che in passato hanno causato il precariato, di cui oggi ci stiamo occupando. Quindi, quello che dice l'assessore Dadea: mai più precari nella Regione, è esattamente il contrario di quanto voi supponete di fare all'interno di questo comma, di cui vi chiediamo di sopprimere perlomeno la parte che creerebbe danni più significativi.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Vargiu. E' in votazione l'emendamento numero 640.
Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
E' in votazione l'emendamento numero 641.
Poiché nessuno ha domandato di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Dobbiamo votare il comma 7 dell'articolo 14.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sulle modalità di voto, Presidente, chiedo il voto a scrutinio elettronico palese.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
DADEA, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì Presidente, per proporre all'Aula una migliore formulazione dell'ultima parte del comma, quello che è stato oggetto anche di osservazioni da parte degli ultimi intervenuti, e cioè l'ultimo capoverso da "il programma è realizzato attraverso l'affidamento a soggetti privati" per proporre all'Aula una formulazione più aderente e anche più corretta. Quello che si propone all'Aula è questo: "Il programma è realizzato attraverso l'affidamento a soggetti privati che abbiano convenzioni o abbiano posto in essere convenzioni con la Regione, per la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili e/o a soggetti pubblici".
PRESIDENTE. Bene, c'è una proposta di emendamento orale dell'Assessore Dadea. Se non ci sono contrarietà metto in votazione il comma 7 con la nuova formulazione.
Metto in votazione il comma 7. Chi lo approva alzi la mano… è stato chiesto il voto elettronico palese, io non l'avevo percepito. Se i colleghi sono al loro posto dichiaro aperta la votazione… onorevole Pittalis, su che cosa?
PITTALIS (Gruppo Misto). Sul comma che stiamo votando.
PRESIDENTE. Che cosa, onorevole Pittalis, sul comma che stiamo votando?
PITTALIS (Gruppo Misto). Sull'emendamento orale proposto dall'Assessore Dadea.
PRESIDENTE. Abbia pazienza, l'abbiamo anche già votato onorevole Pittalis, poi io mi sono purtroppo distratto e non ho sentito… le dichiarazione di voto erano finite, non si è iscritto nessuno.
PITTALIS (Gruppo Misto). Un chiarimento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Solo per rilevare che siamo d'accordo sull'emendamento orale, ma vedo che nella stabilizzazione di lavoratori precari qui non si indica alcun termine, né i 36 mesi, né i 24, né i 18, ma quelli che ci sono stati anche per un solo giorno. Questo a futura memoria, Assessore.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la votazione.
SALERNO, Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Scusi Presidente…
PRESIDENTE. Su che cosa Assessore?... stiamo votando.
SALERNO, Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Per dare dei chiarimenti.
PRESIDENTE. Va bene Assessore, chiarimenti ne stanno chiedendo continuamente, i chiarimenti si danno nella fase della discussione. E' stato chiarito che cosa contiene l'emendamento orale. Dichiaro aperta la votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del comma 7, articolo 14.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Giagu - Lai Silvio - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Diana - La Spisa - Lombardo - Moro - Petrini - Pileri - Pisano - Rassu - Sanjust - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Lai Renato - Marracini - Pittalis.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 53
Votanti 50
astenuti 3
maggioranza 26
favorevoli 38
contrari 12
(Il Consiglio approva).
Dobbiamo votare l'emendamento numero 962 della Giunta regionale. L'emendamento numero 876 è compreso nell'emendamento numero 962, quindi votando il numero 962 comprendiamo anche il contenuto dell'emendamento numero 876.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Sì, io voterò contro l'emendamento numero 962 della Giunta regionale, che di fatto introduce uno sconto a se stessa, nel senso che dei 15 milioni di euro che sono destinati al progetto "Sardegna fatti bella" e quindi alla riedizione di tale progetto "Sardegna fatti bella", 4 milioni e 550 mila euro vengono scorporati per essere destinati all'esecuzione parziale del progetto del Parco geominerario, quindi i destinatari sono i lavoratori socialmente utili, quelli relativi ovviamente al progetto "Asinara". Pertanto mi pare una riduzione in termini dell'intervento stesso, quando questo finanziamento si sarebbe potuto facilmente recuperare in quello che è il budget già disponibile del progetto relativo al Parco geominerario. Non si riesce a capire quale è l'intendimento, perché questo sconto a se stessi? Che poi si traduce in una diminuzione di occupazione, cosa che non riusciamo veramente ad intendere. Ecco perché voterò contro.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pisano. E' in votazione l'emendamento numero 962.
Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 13 che era rimasto sospeso perché conteneva tutta una serie di elementi che facevano riferimento ad altri articoli. Gli emendamenti sono a partire dalla pagina 342 nel fascicolo dell'articolo 13. All'articolo 13 sono stati presentati i seguenti emendamenti: il soppressivo totale numero 125, il soppressivo parziale numero 909, i sostitutivi parziali numero 622, 623, 624, 625, 626, 627, 618, 619, 620, gli aggiuntivi numero 629, 630, 55, 628 che è uguale al 631, e il 621. Naturalmente, come tutti i colleghi ricordano, essendo questo un articolo che contiene una serie di riferimenti finanziari ad altri articoli ovviamente il testo verrà coordinato per le cifre sulla base delle determinazioni del Consiglio approvate.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 13 e dei relativi emendamenti:
Art. 13
Investimenti nella qualità ambientale, urbana e per l'occupazione
1. La Regione, con una serie integrata di interventi, intende promuovere la qualità ambientale-urbana quale presupposto infrastrutturale di sviluppo del territorio e quale risposta immediata alle esigenze di occupazione. Gli interventi devono essere coerenti con il Piano paesaggistico regionale, con lo sviluppo sostenibile e con progetti integrati di sviluppo locale.
2. A tal fine sono promosse una serie di azioni per un ammontare complessivo, nell'anno 2007, di euro 412.000.000.
3. Concorrono al programma di investimenti i seguenti interventi:
a) euro 50.000.000 di cui all'articolo 10, comma 1 - Fondo di coesione e competitività;
b) euro 5.000.000 di cui all'articolo 11, comma 5 - Informatizzazione catasti;
c) euro 4.000.000 di cui all'articolo 14, comma 1 - Parchi, riserve e monumenti naturali;
e) euro 10.000.000 di cui all'articolo 14, comma 3 - Bonifica e ripristino aree minerarie dismesse;
f) euro 10.000.000 di cui all'articolo 14, comma 6 - Sostenibilità ambientale nel campo energetico;
g) euro 15.000.000 di cui all'articolo 14, comma 7 - Salvaguardia, risanamento e valorizzazione del patrimonio ecologico ambientale;
h) euro 3.000.000 di cui all'articolo 14, comma 8 - Ripristino e valorizzazione compendi lagunari e stagnali;
i) euro 3.000.000 di cui all'articolo 20, comma 8 - Filiera agro-energetica - Biodiesel;
l) euro 15.000.000 di cui all'articolo 22, comma 2, lettera a) - Valorizzazione immobili (Posadas);
m) euro 5.000.000 di cui all'articolo 22, comma 2, lettera b) - Riqualificazione e valorizzazione ricettiva delle seconde case;
n) euro 15.000.000 di cui all'articolo 23, comma 1 - Diffusione dell'energia rinnovabile;
p) euro 100.000.000 di cui all'articolo 32, comma 8 - Programma straordinario di edilizia abitativa;
q) euro 15.000.000 di cui all'articolo 4 della legge regionale n. 29 del 1998 - Centri storici;
t) euro 100.000.000 di cui all'articolo 5 della legge regionale n. 4 del 2006 - Fondo di coesione e competitività.
Emendamento soppressivo totale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 13
L'art. 13 è soppresso. (125)
Emendamento soppressivo parziale Giunta regionale.
Articolo 13
Al comma 3 la lett. r) è soppressa.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB
In diminuzione
UPB (909)
Emendamento sostitutivo parziale CONTU - La Spisa - Ladu - VARGIU - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.
Articolo 13
Nel comma 3 alla lettera d) la somma di Euro 3.000.000 è rideterminata in Euro 6.000.000
Copertura Finanziaria
In Aumento
UPB S04.06.002-cap. SC04.1287 Anno 2007 Euro 3.000.000
In Diminuzione
UPB S08.01.002-cap.080024 Anno 2007 Euro 3.000.000
(mediante riduzione delle voci della Tabella A) della Finanziaria - FNOL). (622)
Emendamento sostitutivo parziale Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini
Articolo 13
Nel comma 3 alla lettera f) la somma di Euro 10.000.000 è rideterminata in Euro 12.000.000
Copertura Finanziaria
In Aumento
UPB S04.07.008-cap. SC04.1621
Anno 2007
Euro 2.000.000
In Diminuzione
UPB S08.01.002-cap. 08.0024
Anno 2007
Euro 2.000.000
(mediante riduzione delle voci della Tabella A) della Finanziaria - FNOL). (623)
Emendamento sostitutivo parziale Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini
Articolo 13
Nel comma 3 alla lettera i) la somma di Euro 3.000.000 è rìdeterminata in Euro 4.000.000
Copertura Finanziaria
In Aumento
UPB S06.02.003-cap. SC06.0212 Anno 2007 Euro 1.000.000
In Diminuzione
UPB S08.01.002-cap. 080024 Anno 2007 Euro 1.000.000
(mediante riduzione delle voci della Tabella A) della Finanziaria - FNOL). (624)
Emendamento sostitutivo parziale Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini
Articolo 13
Nel comma 3 alla lettera m) la somma di Euro 5.000.000 è rideterminata in Euro 6.000.000
Copertura Finanziaria
In Aumento
UPB S06.02.004-cap. SC06.0245 Anno 2007 Euro 1.000.000
In Diminuzione
UPB S08.01.002-cap.08.0024 Anno 2007 Euro 1.000.000
(mediante riduzione delle voci della Tabella A) della Finanziaria - FNOL). (625)
Emendamento sostitutivo parziale Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.
Articolo 13
Nel comma 3 alla lettera n) la somma di Euro 15.000.000 è rideterminata in Euro 18.000.000
Copertura Finanziaria
In Aumento
UPB S04.01.003-cap. SC04.0026 Anno 2007 Euro 3.000.000
In Diminuzione
UPB S08.01.002-cap 08.0024 Anno 2007 Euro 3.000.000
(mediante riduzione delle voci della Tabella A) della Finanziaria - FNOL). (626)
Emendamento sostitutivo parziale Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.
Articolo 13
Nel comma 3 alla lettera o) la somma di Euro 25.000.000 è rideterminata in Euro 35.000.000
Copertura Finanziaria
In Aumento
UPB S05.01.003-capp. SC05.0053/06 Anno 2007 Euro 10.000.000
In Diminuzione
UPB S08.01.002-cap 08.0024 Anno 2007 Euro 10.000.000
(mediante riduzione delle voci della Tabella A) della Finanziaria - FNOL). (627)
Emendamento sostitutivo parziale Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.
Articolo 13
Nel comma 3 alla lettera q) la somma di Euro 15.000.000 è rideterminata in Euro 16.000.000. (618)
Emendamento sostitutivo parziale Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.
Articolo 13
Nel comma 3 alla lettera r) la somma di Euro 30.000.000 è rideterminata in Euro 50.000.000. (619)
Emendamento sostitutivo parziale Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.
Articolo 13
Nel comma 3 alla lettera s) la somma di Euro 4.000.000 è rideterminata in Euro 5.000.000. (620)
Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.
Articolo 13
Nel titolo dell'articolo dopo le parole "investimenti nella qualità ambientale" sono aggiunte le parole "ed identitaria". (629)
Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.
Articolo 13
Nel comma 1 dopo le parole "intende promuovere" sono aggiunte le parole "d'intesa con le amministrazioni locali interessate". (630).
Emendamento aggiuntivo Maninchedda - Balia - Masia - Salis - Serra Salvatore - Pittalis - Lai Renato - Marracini - Atzeri.
Articolo 13
Dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:
2 bis Una quota ulteriore, rispetto alle risorse già previste per gli interventi programmati e in essere nella Provincia di Nuoro, pari almeno al cinque per cento delle disponibilità recate dalla UPB S04.08.007 - capitolo SC04.1918, è destinata ad attività di forestazione nelle aree del Marghine, dell'Alta Valle del Tirso e della Baronia, con l'impiego prioritario di personale proveniente dalle imprese in crisi del territorio. (55)
Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.
Articolo 13
Nel comma 3 alla lettera q) dopo le parole "Centri storici;" sono aggiunte le seguenti parole " Di cui nei centri storici euro 4.000.000 sono indirizzati alla realizzazione della toponomastica in lingua sarda o comunque tutelata dalla legge regionale in materia linguistica. (628)
Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.
Articolo 13
Nel comma 3 alla lettera q) dopo le parole "Centri storici;" sono aggiunte le seguenti parole " Di cui nei centri storici euro 4.000.000 sono indirizzati alla realizzazione della toponomastica in lingua sarda o comunque tutelata dalla legge regionale in materia linguistica". (631)
Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.
Articolo 13
Nel comma 3 alla lettera r) dopo le parole "inoccupate e disoccupate;" sono aggiunte le seguenti parole "Nel programma un terzo della cifra stanziata dovrà essere destinato a sostegno di progetti per scavi archeologici relativi alla cultura nuragica." (621).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Non tedierò il Consiglio utilizzando interamente i minuti a mia disposizione. Voglio soltanto utilizzare questo tempo della discussione generale sull'articolo per illustrare un emendamento a firma mia e dei colleghi Balia, Masia, Salis, Serra, Pittalis, Lai, Marracini e Atzeri.
L'articolo 13 porta il titolo "investimenti nella qualità ambientale, urbana e per l'occupazione". Vorrei richiamare l'attenzione del Consiglio su alcuni dati che talvolta sfuggono al dibattito politico ordinario. Vi sono delle aree dell'alto Oristanese, del Marghine, del basso Goceano fino al retroterra della Baronia che sono state le più depredate, le più disboscate, a fine '800…
Chiedo scusa, Presidente, lei capisca…
PRESIDENTE. Chiedo scusa io a lei, onorevole Maninchedda, ma io oltre il richiamo non riesco a fare… compresi gli Assessori, per gentilezza.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). No, no, capisco perfettamente, non è un problema.
PRESIDENTE. Assessore Mannoni, assessore Broccia, vi chiedo scusa ma giustamente i colleghi richiamano l'attenzione di tutti. Colleghi, per gentilezza. Prego, onorevole Maninchedda.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Dicevo che ci sono zone dell'alto Oristanese, del Marghine, del basso Goceano fino al retroterra della Baronia che sono state le più impegnate quando in Sardegna venne creata, a fine '800, la più importante infrastruttura che è la ferrovia. Queste zone risultavano a quei tempi boscose, i toponimi li riportano integralmente come tali per la presenza continua del cervo, eccetera, eccetera. Bene, queste zone sono anche quelle in cui insistono dei SIC e se andiamo a sommare la superficie dei SIC del Marghine, del Goceano e della Alta Valle del Tirso noi abbiamo la più vasta area che sia dentro i SIC della Sardegna. E il fatto che siano stati qualificati in questo modo dice anche che c'è un pregio. Io non condivido quanto è stato detto nelle polemiche oggi recenti sui giornali che assimilano i SIC ai parchi. Bene ha fatto la Giunta a precisare quest'aspetto e anche a precisare che in attorno ai SIC ci sono poi risorse europee che verranno impegnate nello sviluppo locale e che i piani di gestione nascono da una procedura di concertazione e che c'è un tavolo nazionale che inserisce questa procedura…
Presidente, scusi, quanto tempo ho a disposizione?
PRESIDENTE. Ha a disposizione altri minuti, onorevole Maninchedda.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). No, perché sta lampeggiando. Comunque, sto concludendo.
PRESIDENTE. Sì, c'è stato disguido tecnico.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Questa zona, quindi, riconosciuta come di pregio ambientale, è una zona però dove insistono circa il 35 per cento delle imprese agro-pastorali della Provincia di Nuoro, imprese prevalentemente di piccole dimensioni che chiaramente possono lavorare e possono avere un futuro soltanto affidandosi alla multifunzionalità e in questo senso la Regione le spinge perché non possono continuare solo a fare allevamento, soprattutto anche allevamento con l'intensità con cui lo si fa. Bene, è molto difficile fare multifunzionalità quando non si ha ombra, quando non si ha bosco. Il senso dell'emendamento è impegnare la Regione Sardegna a mantenere una linea programmatica, presa in campagna elettorale, di aumento della superficie boscata nelle zone che tra l'altro lo erano già in precedenza. Il bosco in quella zona è l'unica strada per il recupero effettivo della multifunzionalità. Vorrei ricordare che tra il Marghine e la bassa Baronia, cioè la filiera della vecchia 129, insiste il 70 per cento del patrimonio archeologico della Provincia di Nuoro. Allora, questo patrimonio archeologico oggi non è accessibile, è in campo aperto e non è circondato da un assetto naturale che prima c'era. L'emendamento ha questo intendimento; dice anche che il lavoro che verrà prodotto prevalentemente dà una priorità a chi viene espulso dall'industria. Accetto che la Giunta volesse considerare quest'indicazione come accoglibile in termini programmatici ma non determinando oggi le risorse; accetto anche che l'emendamento possa essere corretto in un emendamento anche programmatico, purché ci sia un chiaro impegno politico che la forestazione in quella zona è un dovere pubblico dello Stato e della Regione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Maninchedda.
E' iscritto a parlare il consigliere Licheri. Ne ha facoltà.
LICHERI (Sinistra Autonomista). Grazie, signor Presidente. Per un chiarimento. Noi abbiamo presentato un emendamento, il numero 75, alla tabella c che corrisponde perfettamente alla lettera s) dell'articolo 13, e riguarda la legge regionale 16 dicembre 2005, numero 22 sulla protezione e decontaminazione dei siti inquinati dall'amianto, e quindi vorremmo sapere se quest'emendamento può essere accorpato all'articolo 13. Perché, chiaramente, se discutiamo prima l'articolo 13, decade automaticamente. Chiedo quindi se possiamo trasportarlo all'articolo 13 perché è la stessa materia; è identico poi alla lettera s) dell'articolo. E' il numero 75 della tabella c. Grazie.
(Si riporta si seguito il testo dell'emendamento:
Emendamento sostitutivo parziale Licheri - Cuccu - Calledda - Corda - Sanna Alberto - Serra - Uggias.
Tabella C)
Nella tabella C) l'importo di 4.000.000 di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008, 2009 e 2010 relativo alla UPB S04.06.003 capitolo SC04.1319 (l.r. 22/05 protezione dell'ambiente da pericoli derivanti dall'amianto) è sostituito dal seguente 10.000.0000.
Copertura finanziaria
Mediante riduzione della UPB S01.03.010
Finanziamenti destinati alla programmazione negoziata e ai PIA. (75).)
PRESIDENTE. Sì, infatti, l'unica parte che rimaneva non definita dell'articolo 13 nei suoi contenuti è, appunto, la lettera s che è modificata dall'emendamento numero 75 alla tabella C, che dobbiamo votare per primo perché all'articolo 13 è stato presentato l'emendamento soppressivo totale numero 125. Tutti i soppressivi parziali decadono perché le materie trattate dai sostitutivi parziali sono state già trattate negli altri articoli a cui si fa riferimento e approvati, e quindi sono decaduti.
Allora, noi dovremo votare prima l'emendamento numero 75, che è modificativo della lettera s, dopodiché votiamo il testo e poi gli aggiuntivi. L'emendamento numero 75 i colleghi lo trovano nel fascicolo degli emendamenti agli articoli 32, 32 bis e tabelle ed è l'ultimo emendamento del fascicolo. Emendamento numero 75, firmatari Licheri, Cuccu, Calledda, Corda, Sanna Alberto, Serra e Uggias, per il quale chiediamo il parere al relatore…
No, chiedo scusa. E' finita la discussione sull'articolo e sugli emendamenti, quindi chiediamo al relatore il parere sull'emendamento numero 75 e su tutti gli emendamenti aggiuntivi a partire dal 629, ma li vediamo dopo. Sul "75", onorevole Cucca. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Il parere sull'emendamento numero 75 è contrario, con invito al ritiro. Il parere è contrario sugli emendamenti numero 629, 630, 55 con invito al ritiro, 628, 631 e 621.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
DADEA, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello del Presidente della Commissione.
PRESIDENTE. Siamo in votazione dell'emendamento numero 75.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Io voterò a favore dell'emendamento numero 75 proposto dal collega Licheri e da altri colleghi, e voglio proprio cogliere l'occasione per fare anche una puntualizzazione. Noi siamo di fronte ad una constatazione quasi amara relativa alla funzionalità della legge che è stata approvata ormai quasi due anni fa, ed è relativa alle bonifiche dell'amianto in Sardegna. Noi allo stato attuale, ad oggi, non siamo riusciti ancora a spendere un euro su questa legge e l'unico atto, mi pare, che sia stato posto in essere dall'Amministrazione regionale - per quel che ho potuto vedere dalle delibere della Giunta - è stato un riparto a favore delle Province. Cioè, a titolo di acconto per l'anno 2007, mi pare di aver letto, è stata devoluta alle Province il finanziamento esistente. Una constatazione amara se si considera che queste cose, è facile anche ripeterlo, noi le avevamo dette; avevamo detto: "In questo modo la legge non potrà funzionare", e l'urgenza che vi era di smaltire l'amianto nei Comuni della Sardegna è rimasta un'urgenza ancora più grave, ancora più grande. Noi siamo di fronte a dei cittadini che oggi non possono utilizzare alcuno strumento per poter essere ottemperanti rispetto alla norma stessa e che quindi devono sottostare a dei costi privati propri, per lo smaltimento, che sono veramente inaccettabili. Ecco, credo che valga la pena di richiamare l'attenzione di tutti per capire che cosa si possa fare, al di là dell'incrementare la dotazione finanziaria, che pure approviamo, portandola da 4 milioni di euro a 10 milioni di euro per anno, ma al di là di questo, il cittadino vuole risposte concrete, quindi l'applicazione della legge.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licheri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICHERI (Sinistra Autonomista). Grazie. Intanto perché c'è il parere contrario, si chiede il ritiro, non abbiamo capito qual è la motivazione. Noi abbiamo presentato questo emendamento che, come ho detto prima, tratta la questione della bonifica dell'amianto ai fini dei pericoli, ai fini della difesa dell'ambiente, in particolar modo anche della salute dei cittadini, è un'emergenza nella nostra Regione. Tra l'altro si potrebbe intervenire anche attraverso gli enti locali con una norma che noi abbiamo approvato nel 2005, che è molto avanzata anche rispetto al panorama nazionale. Quindi sarebbe anche un incentivo ai Comuni, soprattutto per intervenire nei locali pubblici, nelle scuole, negli ospedali e quant'altro. Non abbiamo pertanto capito qual è la motivazione, se è di tipo finanziario, se è esclusivamente di tipo finanziario. Ma vedendo come abbiamo condotto questa finanziaria, proprio in questi ultimi due giorni, in cui abbiamo visto tutta una serie di capannelli e quindi anche di botteghe, che vanno dalle questioni della sanità, sino alle ultime del precariato, stride il fatto che la Giunta non dà una risposta concreta, su una legge approvata appena un anno fa.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Rapidamente, per dire che è singolare che a distanza ormai i due anni abbondanti dall'approvazione della legge, questa legge, di fatto, ancora non viene finanziata. Ricordo che nel dicembre... io vorrei che l'Assessore seguisse la discussione, grazie. Nel dicembre del 2005 tutti fummo d'accordo con l'idea di approvare la legge nonostante ci fossero soltanto 600 mila euro per la redazione del Piano. Eravamo a fine anno, però l'impegno fu già da allora preso da parte della Giunta e del Consiglio, a finanziare quella legge con la prossima legge finanziaria, cioè con quella del 2006, passata però in cavalleria. Adesso siamo nel 2007 e siamo punto e a capo.
C'è stato un convegno importante regionale qualche mese fa, ad Arborea, proprio sui pericoli derivanti dall'amianto per la salute dei cittadini. A questo convegno hanno partecipato anche gli assessori Morittu e Dirindin e in quella occasione proprio gli assessori Morittu e Dirindin hanno assunto l'impegno di far partire questa legge. E' certo però che con 4 milioni di euro questa legge resta al palo. Io dico semplicemente questo: non è accettabile che ci siano leggi finanziate che non ci sono, c'è una legge finanziata da due anni - parlo della legge sui parchi - che non c'è; sono 24 milioni di euro anche quest'anno, l'anno scorso fermi senza spenderli, quest'anno non li spenderemo ugualmente, perché non ci arriveremo entro quest'anno ad avere una legge ed essere in grado di farla partire. Abbiamo viceversa una legge che c'è, che riguarda la salute di tutti i cittadini e che non è finanziata. Io voglio una risposta: chiedo 6 milioni di euro, perché noi proponiamo di passare da 4 a 10 milioni, e chiedo che questi 6 milioni di euro vengano spostati dalla legge sui parchi, che non c'è, alla legge sull'amianto, che c'è e che non ha risorse affinché funzioni, e che tutti i cittadini sardi aspettano che sia messa in pratica. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Calledda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALLEDDA (D.S.). Io credo che dobbiamo fare una riflessione seria in quest'Aula, cari colleghi. E' una delle poche leggi di iniziativa consiliare, approvata in Commissione e in Aula all'unanimità, con qualche astensione, forse, comunque in ogni caso la riflessione che voglio fare è la seguente, stando anche alle considerazioni dell'onorevole Pisano. Io mi chiedo: sull'amianto, essendo un problema ormai noto a tutti i mali che ha creato ai lavoratori che hanno avuto la sfortuna di lavorare in determinate realtà, noi abbiamo una legge che credo sia una legge moderna, che si impone di affrontare soprattutto l'elemento delle bonifiche, e noi siamo qui a discutere ancora oggi, dopo tutta una serie di promesse fatte dalla Giunta regionale, che non ci sono le risorse per mandare avanti questa legge. Io credo che questo sia anacronistico, questa non è una cosa che risolve il problema di questo o di quell'altro territorio, questo è un problema che riguarda l'intera Regione. Allora, io credo che il collega Sanna, quando ha posto questo problema, non l'abbia posto solo ed esclusivamente perché è una cosa che riguarda l'Oristanese o qualche altra realtà della Sardegna, ma che riguarda l'insieme della nostra Regione. Allora, Assessore, mi permetta di fare una riflessione seria, perché diversamente nessuno di noi si permetterà da qui a qualche mese di presentare leggi di iniziativa consiliare, perché sappiamo già da adesso che è inutile lavorare, ragionare e studiare rispetto ai problemi che ci sono in Sardegna. Io credo che la Giunta, rispetto a questo problema, debba risolvere la questione perché è urgente e c'è attesa in tutta la Sardegna. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Io voto a favore di quest'emendamento, ed è un voto che è anche di provocazione, perché i colleghi del centrosinistra dimostrano di avere memoria corta. Noi votammo contro la legge sull'amianto con motivazioni sostanzialmente simili a quelle che oggi porta il collega Sanna nel senso che noi dicemmo a suo tempo: "il problema della Sardegna è che c'è amianto da smaltire perché se l'amianto fa male alla salute dobbiamo smaltirlo". Se voi fate 100 metri, la copertura del cine teatro Nuovo Olimpia, quindi a 100 metri dal Consiglio regionale è una grande tegolata di eternit che sicuramente quando piove rilava fibre d'amianto, che arriveranno probabilmente anche nelle auliche narici dei consiglieri regionali e di chiunque abita nel quartiere. Quindi il problema era smaltire l'amianto. Voi avete utilizzato uno strumento, la legge sull'amianto, che mentre noi l'abbiamo osteggiata perché era una legge che triplicava, moltiplicava le Commissioni, i controlli, i controllati: Commissione provinciale per l'amianto, Commissione regionale per l'amianto, Piano regionale per lo smaltimento dell'amianto, contestualmente vi abbiamo chiesto, collega Sanna, che ci venisse detto quanti metri quadri di amianto di copertura sarebbero stati smaltiti con quella legge. Il sospetto forte che noi abbiamo è che con quella legge, metri quadri d'amianto non ne siano stati smaltiti. Quindi, siccome la legge aveva come obiettivo non quello di coinvolgere il Consiglio e l'attività legislativa, ma di eliminare l'amianto dalle strade, dai tetti, dalle case dei sardi, quella legge non ha raggiunto l'obiettivo. Noi oggi siamo probabilmente in una situazione per cui, se la Giunta venisse a riferirci i metri quadri di amianto smaltiti, dovremmo dire che i Riformatori, quando ponevano il problema che quella legge non poteva funzionare perché oberata di gabbie burocratiche al suo interno che rendevano assai difficile il raggiungimento dell'obiettivo per cui nasceva, purtroppo hanno avuto ragione. Quindi quello che noi dovremmo fare oggi è dire che quel tipo di legge probabilmente, strutturalmente non funziona, e sottolineare che noi mettiamo fondi affinché i privati e anche gli enti pubblici, perché gli enti pubblici hanno un problema analogo, a sportello abbiano i soldi con cui smaltiscono l'amianto. Io ne ho smaltito un metro e mezzo in casa mia, ho speso 1.500 euro perché me lo portassero via. Non so quanti cittadini sardi hanno la stessa possibilità di smaltire l'amianto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì Presidente. Voterò a favore di quest'emendamento per tre ragioni: innanzitutto perché veramente si occupa di una questione di carattere ambientale, con dei risvolti sulla salute molto importanti e anche sul piano sociale. Gli interventi degli onorevoli Licheri, Sanna e Calledda sono stati accurati e accorati, e quindi ritengo che si debba fare uno sforzo, anche perché questa è una legge che abbiamo voluto noi in questa legislatura con un voto del Consiglio. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Grazie Presidente. Voglio innanzitutto dire questo: avrei preferito che quest'emendamento fosse firmato da tutta la Commissione in quanto tutta la Commissione si è espressa favorevolmente in sede di audizione degli Assessori all'ambiente, alla sanità, all'agricoltura, ma principalmente dell'Assessore all'ambiente, sul fatto che era indispensabile e necessario potenziare i fondi destinati alla legge sull'amianto, giustificando il fatto che erano allocati dei fondi, 20 milioni di euro, destinati alla legge sui parchi, dove ancora non esiste né una legge né buona parte di quei parchi. Con questo non voglio dire assolutamente che i fondi allocati per i parchi devono essere tolti. Comunque sia, l'amianto è un'emergenza e se è un'emergenza bisogna affrontarla con tutti i criteri e con tutti i mezzi in cui le emergenze vengono affrontate.
PRESIDENTE. Onorevole Rassu, aspetti che disturbiamo la riunione, onorevole Rassu, aspetti un attimo. Vi sembra normale? Aspettiamo, non c'è problema, non abbiamo fretta. Si può anche uscire fuori per fare le riunioni di tipo diverso da quelle che sono previste dall'Aula. Continuiamo, continuiamo...
RASSU (F.I.). Se vuole, Presidente, io rinuncio all'intervento, magari...
PRESIDENTE. No onorevole Rassu, aspetti... colleghi, per gentilezza, se ci sediamo e non diamo le spalle alla Presidenza possiamo anche riprendere i lavori. E se ci accomodiamo fuori per parlare di altre cose è ancora meglio probabilmente.
Prego onorevole Rassu, continui il suo intervento.
RASSU (F.I.). Dicevo, l'amianto è un'emergenza e in base a questa emergenza è stata esitata una legge da questo Consiglio regionale che ne specificava tutti gli aspetti, sia dell'urgenza, sia dell'emergenza, affinché si potessero giustamente attuare e attivare tutte quelle azioni necessarie per lo smaltimento, specialmente nei siti industriali e in quei luoghi pubblici, parlo di alcune scuole, di alcuni posti pubblici in Sardegna che risultano ancora coperti dai famigerati fogli di eternit. Ma non solo, esistono anche centinaia e centinaia di case di civile abitazione o di aziende agropastorali che purtroppo negli anni scorsi hanno utilizzato questo famigerato materiale. Ed allora, se emergenza è, se esiste la legge, si dica chiaramente se la volontà politica è quella di dare attuazione alla legge, la si doti dei fondi, non dico necessari, ma almeno in parte sufficienti, affinché l'emergenza venga affrontata, oppure si dica chiaramente se anche questa è una legge propaganda, una legge per dare fumo negli occhi alla gente e comunque sta nei cassetti come sta tutt'ora, senza che ne sia data attuazione. Quindi voto a favore dell'emendamento. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Per annunciare il mio voto favorevole e ringraziare i proponenti per aver mantenuto l'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PILERI (F.I.). Sì, anch'io mi associo al voto favorevole di quest'emendamento perché effettivamente, come ha detto il collega Rassu, abbiamo la legge regionale, se non ricordo male la numero 22, che dovrebbe risolvere un problema che è latente, che viene sottovalutato, ma che è una bomba e allora credo che con i fondi stanziati in questa finanziaria e cioè 4 milioni di euro non si riesca...
PRESIDENTE. Per gentilezza, onorevole Calledda, onorevole Marrocu!
PILERI (F.I.). Non si possono ottenere risultati apprezzabili anche perché facendo un conto molto spicciolo è ovvio che quello che diceva prima l'onorevole Vargiu sui costi di smaltimento era riferito a una quantità molto piccola, ma normalmente facendo un conteggio di smaltimento intorno ai 30 euro a metro quadro, si possono smaltire circa 133 mila metri quadri che sono poco più di venti capannoni industriali e ce ne sono a centinaia in Sardegna, e quindi credo che questi fondi e quest'emendamento che prevede 10 milioni di euro, sia da accogliere favorevolmente e probabilmente sono anche insufficienti anche perché ci possono essere diverse procedure, come quella dell'incapsulamento, qualora non sia possibile la demolizione o la rimozione. Quindi il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Per chiedere, Presidente, e tra l'altro abbiamo disturbato la Presidenza, cinque minuti di sospensione, anche stando in Aula, per quest'emendamento, per la parte ovviamente finanziaria.
PRESIDENTE. L'onorevole Marrocu ha chiesto cinque minuti di sospensione anche in Aula.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). No, Presidente, sulla proposta dell'onorevole Marroccu, per la quale mi dichiaro contrario, perché continuiamo a chiedere sospensioni su sospensioni, su emendamenti che ci trasciniamo da mesi, ed è chiaro ed evidente e adesso c'è anche il dato politico, di una qualche difficoltà, ormai all'attenzione di tutti, di una maggioranza che non riesce a fare quadrato. Si continuano a chiedere sospensioni, e in queste sospensioni si raggiunge l'accordo sugli emendamenti, perché magari c'è un tornaconto su altri emendamenti. Allora io credo che tutto questo non possa appartenere ad una continua richiesta di sospensione.
Volevamo approvare entro oggi la finanziaria, volevamo farlo la notte scorsa, credo che sia arrivato il momento di dire basta. Basta, perché c'è qualcuno che aspetta che questa Regione riprenda, quanto meno, a piccoli passi, a camminare.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Capelli.
Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Sull'ordine dei lavori Presidente. No, non mi pronuncio sull'opportunità o meno di sospendere, ma nell'ipotesi in cui si sospendesse, sospendiamo dieci minuti, un quarto d'ora, così mangiamo un panino, ci rifocilliamo un attimo.
PRESIDENTE. Infatti la previsione era che arrivati a questo punto ci saremmo dovuti comunque fermare. Per cui, se non ci sono osservazioni e se il collega Capelli non dichiara la sua contrarietà alla sospensione dei lavori, a questo punto io proporrei che ci fermiamo adesso e riprendiamo i nostri lavori alle 21 e 30. In questo frattempo speriamo che tutte le materie sospese vengano risolte, e quindi possiamo procedere velocemente all'approvazione dei provvedimenti che abbiamo in discussione.
E' stato predisposto un buffet nel transatlantico, i colleghi che volessero si possono accomodare lì.
(La seduta, sospesa alle ore 20 e 46, viene ripresa alle ore 21 e 50.)
PRESIDENTE. Se i colleghi riprendono posto, riprendiamo i lavori.
Siamo in fase di votazione dell'emendamento numero 75. Erano state completate le dichiarazioni di voto.
Ha domandato di parlare l'assessore Morittu. Ne ha facoltà.
MORITTU, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Grazie Presidente. Per dire ai colleghi firmatari dell'emendamento che la Giunta riconosce le ragioni che sono state portate e che naturalmente sottolineavano l'emergenza e comunque l'esigenza forte di dare una risposta ad un problema annoso, che peraltro questo Consiglio ha riconosciuto tale anche approvando una legge apposita. L'onorevole Sanna ricordava che la Giunta, rappresentata dall'Assessore dell'ambiente, dall'Assessore della sanità, ma in altre circostanze anche dallo stesso Presidente, ha assunto impegno, soprattutto nel territorio di Oristano, che notoriamente è tra i territori, non il solo più colpiti dall'emergenza, diciamo così, "rifiuto amianto", dicevo: ha assunto l'impegno di dare, come dire, concretamente attuazione alla legge. Ricordo che la Giunta regionale, a novembre del 2006, ha deliberato la programmazione di una risorsa, rinveniente dalla legge, di circa 3 milioni e 800 mila euro, per le Province e per il risanamento di alcune scuole, una per ogni Provincia della Sardegna, nonché dei danari per il censimento delle vecchie opere in amianto presenti nelle diverse Province. Ci rendiamo anche conto, naturalmente, che lo stanziamento proposto oggi in bilancio, se fossimo in grado di attuare una spesa, non sarebbe certamente sufficiente, ma dobbiamo anche riconoscere che siamo a metà anno, che non si è attivato ancora il circuito di spesa a seguito della programmazione per il risanamento d'amianto. Riteniamo che per quest'anno la posta di 4 milioni di euro possa essere, diciamo così, almeno sufficiente rispetto alla capacità di spesa, e proponiamo più congrue risorse per le annualità 2008 e 2009, naturalmente con l'impegno anche di attivare le Province, che sono state delegate proprio per questa ricognizione territoriale, affinché procedano nelle operazioni di ricognizione e presentino il quadro del fabbisogno necessario per affrontare questa emergenza ambientale e anche sanitaria. Peraltro sappiamo che è necessario, per affrontare compiutamente… Chiedo solo dieci secondi!
PRESIDENTE. Concluda Assessore.
MORITTU, Assessore tecnicodella difesa dell'ambiente. … per affrontare compiutamente il tema è necessario anche avere a valle un terminale o terminali di smaltimento, altrimenti ci troveremo nelle condizioni, sì, di raccogliere l'amianto in Sardegna, ma di non avere la concreta possibilità poi di smaltirlo. E anche gli impianti di smaltimento, uno in particolare ad Oristano, è in una fase assolutamente conclusiva, giusto per entrare in opera. Quindi riteniamo giusta l'esigenza e proponiamo una tensione finanziaria consistente a partire dal 2008, quando saremo in migliori condizioni per attivare una spesa all'uopo. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie a lei, Assessore.
SANNA ALBERTO (D.S.). Non abbiamo capito gli importi.
PRESIDENTE. La proposta dell'importo è: 4 milioni di euro nel 2007 e l'impegno ad aumentarlo nel 2008 e 2009.
Ha domandato di parlare l'Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Allora, la proposta della Giunta è, come diceva l'assessore Morittu, di lasciare l'importo prestabilito per il 2007, di 4 milioni di euro, per quanto riguarda il 2008 aumentare l'importo di altri 4 milioni di euro, imputandoli all'UPB S08.01.002, voce 8, fondi nuovi oneri legislativi; e per quanto riguarda il 2009 altri 4 milioni di euro. Quindi, sarebbero 8 milioni di euro nel 2008 e 8 milioni di euro nel 2009, imputandoli all'UPB S08.01.002, voce 8, fondi nuovi oneri legislativi.
PRESIDENTE. Assessore, se non capiamo male noi, la copertura finanziaria di 4 milioni di euro era solo per il 2007, quindi non c'è per il 2008, il 2009 e il 2010: è tutto a nuovo il finanziamento. Se non ho capito male io dai testi che ho. Quindi noi stiamo stanziando con la lettera s 4 milioni di euro nel 2007. Ho capito male? 8 milioni di euro nel 2008 e 8 milioni di euro nel 2009 a nuovo, con la copertura finanziaria che lei ha indicato. Colleghi, ho sbagliato io, la copertura finanziaria era prevista anche per il 2008, il 2009 e il 2010 nella tabella di 4 milioni di euro ogni anno. Quindi, la proposta è tenere 4 milioni nel 2007. Esatto, l'abbiamo verificato adesso.
Onorevole Alberto Sanna, lei ha fatto già la sua dichiarazione di voto.
SANNA ALBERTO (D.S.). Io non ho fatto nessuna dichiarazione di voto perché non c'erano le condizioni, io non mi sono espresso…
PRESIDENTE. Come no?! Le assicuro che lei è intervenuto per dichiarazione di voto, perché aveva la parola solo a quel titolo.
SCARPA (Gruppo Misto). C'è una proposta di modifica adesso!
PRESIDENTE. Mi scusi onorevole Sanna, ma lei la dichiarazione di voto l'ha già fatta. Abbia pazienza. Se vuole precisare un attimo qualche cosa sì, altrimenti la dichiarazione di voto lei l'ha già fatta.
SANNA ALBERTO (D.S.). Voglio esprimere la mia opinione alla luce della proposta della Giunta, penso che sia lecito.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Voglio dire che è un segnale importante, e io capisco, e non sono certamente insensibile a questa proposta. Voglio anche fare una mia ulteriore proposta, un suggerimento: siccome la legge prevede due azioni, una finalizzata a risanare i siti di proprietà degli enti pubblici, che sono quelli che richiedono risorse più importanti, l'altra finalizzata a indennizzare fino al 60 per cento i privati che provvedono a risanare le proprie abitazioni e i propri immobili, io proporrei alla Giunta che una quota delle risorse del POR, finalizzate ai risanamenti ambientali, sia indirizzata per questa prima azione, che è la più onerosa e la più importante. Quindi, di destinare interamente i 4, gli 8 e gli 8 del triennio, interamente all'azione a favore dei privati. In questo senso io mi ritengo abbastanza soddisfatto. Grazie.
MORITTU, Assessore tecnicodella difesa dell'ambiente. Presidente, posso rispondere?
PRESIDENTE. Assessore, è tutto molto eccezionale, per cui per cortesia la risposta sia molto veloce.
Ha domandato di parlare l'Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Ne ha facoltà.
MORITTU, Assessore tecnicodella difesa dell'ambiente. Sì, grazie Presidente. Solo una battuta per dire che non possiamo naturalmente destinare le risorse, 4, 8, 8, per i privati. Però, naturalmente, riteniamo che la proposta avanzata possa essere poi valutata da parte della Giunta quando opererà con il programma.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
(E' approvato)
Metto ora in votazione il testo dell'articolo 13. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
A seguito di questa votazione decadono tutti gli emendamenti sostitutivi e soppressivi parziali.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 55. E' stato chiesto il ritiro dell'emendamento.
Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Presidente, io sono pronto a ritirare l'emendamento, ma ancora non conosco le ragioni per cui mi si chiede di ritirarlo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore tecnicodella difesa dell'ambiente. Ne ha facoltà.
MORITTU, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Sì, grazie Presidente. L'invito al ritiro dell'emendamento da parte della Giunta è un invito che nasce dalla considerazione che gli argomenti e le motivazioni che sono state portate dall'onorevole consigliere a sostegno dell'emendamento, sono coincidenti con l'azione programmatica che la Giunta regionale sta portando avanti, sin dal suo insediamento, in Sardegna. In particolare, per quanto attiene l'aumento delle superfici forestali, vi è uno sforzo da parte della Giunta per andare in questa direzione, e lo sforzo è dimostrato in tanto dall'approntamento e dall'approvazione del Piano forestale ambientale della Sardegna. Piano forestale che, ricordo, è nella sua fase conclusiva di valutazione ambientale strategica, e nella procedura di valutazione ambientale strategica è stato sottoposto a verifica, a confronto e a discussione con i diversi territori della Sardegna. In ultimo, c'è stata la riunione conclusiva alla facoltà di Agraria di Sassari, dove si è conclusa la fase del confronto della raccolta delle osservazioni rispetto al Piano stesso. Ricordo all'onorevole Maninchedda che il Piano forestale prevede a valle i piani di distretto. L'onorevole Maninchedda sottolineava l'importanza di un territorio, diciamo così, della Sardegna, anche per il suo carattere storico, che aveva assunto la forestazione in quei territori. Io credo che dentro il Piano del distretto di quel territorio, possa essere contemperata l'azione che lo stesso onorevole proponeva alla Giunta. Peraltro, va anche ricordato che la Giunta regionale ha delegato l'ente foreste, per esempio ultimamente, ad una spendita di circa 32 milioni di euro per azioni che vanno dalla difesa del suolo, alla salvaguardia idraulico-forestale dei compendi vasti. Io credo che una parte di questi interventi probabilmente può riguardare anche quei territori, come naturalmente altri territori della Sardegna.
Quindi, l'azione volta ad implementare le superfici forestali dentro un quadro programmatorio complessivo, non più seguendo logiche distinte e a volte anche campanilistiche, sia stata messa in atto dalla Giunta e io credo che quel territorio, così importante nel passato da un punto di vista forestale, possa trovare nel futuro azioni mirate ad una attenzione sull'attività forestale, non solo pubblica, proprio per attivare il ragionamento che sottolineava l'onorevole Maninchedda sulle attività multifunzionali che servono per sostenere - diciamo così - coesione territoriale e attività agricole e agroforestali di quel territorio, come di altri territori della Sardegna. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Io faccio uno sforzo di intendere tutti i "probabilmente" pronunciati dall'Assessore dell'ambiente come un impegno perché nel Piano forestale quella zona trovi realmente uno spazio, anche perché su questo si era pronunciato anche il Presidente della Regione in quel territorio, in occasione della inaugurazione di un reparto sanitario a Macomer.
Se l'intendimento della Giunta è questo - io lo vorrei intendere positivamente in questo senso - l'emendamento è ritirato, però io considero le parole dell'Assessore un impegno perché questo realmente avvenga.
L'emendamento è ritirato, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Maninchedda.
L'emendamento numero 55 è ritirato.
(Non sono approvati)
(Non è approvato)
Ritorniamo all'esame degli emendamenti sospesi, a cominciare dagli emendamenti numero 861 e 862, sospesi all'articolo 6.
Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Siccome su questo argomento c'è bisogno di un'intesa dei Capigruppo (riguarda il personale dei Gruppi) e non c'è l'intesa, li ritiriamo.
PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 861 e 862 sono ritirati.
Torniamo invece agli emendamenti trasferiti all'articolo 32 bis, e più precisamente era stata iniziata la discussione degli emendamenti soppressivi e sostitutivi parziali all'emendamento numero 987 che era a sua volta sostitutivo totale dell'emendamento di sintesi numero 955 che sostituiva a sua volta gli emendamenti numero 33 e 916.
Metto in votazione l'emendamento soppressivo parziale numero 990.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Allora, in relazione all'emendamento 987, che complessivamente pare cogliere nel segno il problema che noi abbiamo - per la verità non solo noi, ma altre forze politiche di maggioranza e di opposizione e la stessa Giunta regionale - posto all'attenzione, con specifico riferimento al problema della stabilizzazione dei precari dell'Amministrazione pubblica regionale.
Noi poniamo due ordini di questioni. La prima attiene... Anzi, una premessa doverosa per capire il senso anche delle nostre proposte emendative.
Noi riteniamo che, se di stabilizzazione si deve parlare, dobbiamo parlare di stabilizzazione in termini seri, non ipotizzare una stabilizzazione come quella che è rappresentata dal testo attuale che, secondo noi, stabilizza sì, ma stabilizza un numero davvero irrisorio. E' per questo che noi riteniamo assolutamente inadeguato quel testo e parlare di stabilizzazione con enfasi non ha senso; stiamo creando e stiamo alimentando una illusoria speranza. Meglio sarebbe a questo punto davvero ritirare quell'emendamento, che non se ne faccia niente e saremmo tutti con la coscienza a posto.
Siccome penso che l'obiettivo di questa Giunta, di questa maggioranza ma io ho trovato anche, ed è positivo su questa materia, convergenza da parte delle forze politiche dell'opposizione, sia fare una cosa seria, allora bisogna che su due aspetti ci intendiamo.
La prima, con riferimento ai 36 mesi. Questi sono per noi davvero eccessivi. Noi abbiamo presentato un emendamento che riduce a 18 mesi; il problema è trovare comunque un punto di mediazione su questo. Ci rendiamo conto che non è questione di mercato - 18, 20, 30 o 60 - è questione di dare una risposta seria al problema...
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pittalis.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Io sono particolarmente contenta della presenza del Presidente Soru, perché stiamo parlando di un argomento che, sotto il profilo dell'impegno assunto dal Presidente, e non solo dal Presidente, è importante.
Mi riferisco, Presidente, a due questioni. La prima riguarda gli 11 lavoratori impegnati al Centro del catalogo, per i quali c'era stato un accordo e volevo avere la certezza dall'Assessore - l'ho chiesto anche prima - che fossero chiaramente inseriti all'interno di questo emendamento e a me sembra che la formula che è stata utilizzata non sia chiara; se però c'è questo chiarimento da parte della Giunta, non ho niente da osservare.
L'altra questione sulla quale va posto l'accento è relativa ai rapporti indiretti che la Regione ha con alcune agenzie interinali rispetto ad un numero esiguo di lavoratori i quali da 36 mesi esercitano un'attività all'interno dell'Assessorato della sanità, dell'Assessorato del lavoro e dell'Assessorato della programmazione. Pur non essendoci un rapporto diretto con la Regione, sono tuttavia soggetti ad attività di lavoro che vengono regolamentate disciplinate dai Direttori di servizio. Di conseguenza svolgono tutte le attività, anziché avere un normale contratto a progetto o a tempo determinato; quindi, sono sempre lavoratori atipici. Se fosse possibile, Presidente, trattandosi di situazioni così particolari, di prevedere, proprio in vista del programma di stabilizzazione dei precari previsto dalla Giunta, un intervento chiaro e netto su questi lavoratori e soprattutto l'esercizio del controllo da parte della Regione affinché non si creino più condizioni che mettono i lavoratori in una condizione di debolezza, favoriscono i rapporti clientelari e creano le condizioni per cui si può adire il giudice del lavoro e avere la certezza di essere assunti. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Siamo in dichiarazione di voto Presidente? Vorrei conoscere il voto della collega Caligaris.
PRESIDENTE. Onorevole Caligaris, dichiari il suo voto, per gentilezza. Grazie.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, sull'emendamento numero 990 mi astengo. Grazie a lei.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Grazie Presidente. Dichiaro il voto favorevole e interverrò su questo emendamento velocissimamente; probabilmente non interverrò sugli altri due che portano la mia firma, perché credo che hanno tutti uno stesso obiettivo, e cioè equilibrare una norma che giustamente è stata proposta per sanare una situazione precaria, ma così come è formulata crea disparità di trattamento tra precari e precari. Io non ho nessuna sollecitazione a favore di nessuno, né mai ho favorito nessuno a lavorare a tempo determinato o indeterminato nella Regione autonoma della Sardegna. Però mi domando questo: di che cosa è necessario farsi una ragione, perché è stata utilizzata la formula 36 mesi anche non continuativi nell'ultimo quinquennio, e non un'altra o non due o tre formule? E' chiaro ed evidente che si vuole andare a favorire determinati precari. Giusto io dico, perché quando si crea un'aspettativa di lavoro nelle persone, è giusto in qualche maniera poi soddisfare quest'aspettativa. Ma gli altri? Non tutti gli altri intendo: ci sono precari che hanno lavorato sino a tre anni fa 18 mesi, 20 mesi, risorse che la Regione ha preparato ed utilizzato, risorse che proprio per questo emendamento hanno un'aspettativa di lavoro. Io dico che è giusto che si dia una possibilità di stabilizzazione a questi lavoratori, più che giusto. Magari potessimo accontentarli tutti, perché, vedete, chi fa questo, o chi ha questo incarico come noi, giorno per giorno riceve sollecitazioni da tutte le parti, che dimostrano la disperazione in cui oggi i nostri giovani, e anche i non più giovani, stanno vivendo, poiché non hanno lavoro. Perché questo è il tipo di società in cui viviamo, perché magari 20-30 anni fa non si è pensato di dare un'impostazione diversa alla politica di stabilizzazione dei lavoratori in Sardegna, o perché si è sbagliato, non lo so. Io dico solo questo: se dobbiamo fare una norma ad hoc, perché questa è una norma ad hoc, e non stiamo assumendo nessuno per concorso pubblico, e cercare di equilibrarla, e se c'è da concretizzare una certezza di lavoro, da far sperare che dei lavoratori possano essere stabilizzati, possano avere la certezza per il futuro della loro vita, della loro famiglia, per loro e per il loro figli, o anche dei giovani, tentiamo di dare una mano a tutti. Quando si propone 18 mesi continuativi o 36 mesi non continuativi, è per dare la possibilità, magari ad un paio di decine di altri giovani, oltre a questi, di poter usufruire di questa opportunità, se la opportunità c'è. Senza fare marchette alcune, ma solo per un criterio di giustizia ed equilibrio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
AMADU (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Avrei preferito rinunciare all'intervento anche vista l'ora tarda e poi perché ci stiamo avviando alla fine di maggio e abbiamo battuto ogni record di salita, discesa o di pianura, e non si capisce quale finale ci aspetti ancora in tema di record. Certamente questo è il record negativo delle finanziarie da ascrivere a questa Giunta e a questa maggioranza. Sull'argomento specifico in discussione è chiaro che io sarei favorevole anche ad una proposta che serva a stabilizzare un precario. Dico però che non so chi abbia formulato questa proposta della Giunta, chi sia il volenteroso o chi l'abbia, come dire, calcolata. Non credo il Presidente Soru perché, essendo un buon calcolatore, avrebbe dovuto stabilire certamente dinamiche diverse, sia per quanto riguarda i tempi da assegnare a chi aspira, a chi è in fila nel precariato in Sardegna, e poi, cosa non secondaria, perché rischieremo, di adottare un principio inattuabile: calcolare anche quali sono le risorse finanziarie per mettere in essere le norme che noi applichiamo. Perché troppe norme approvate rimangono poi inapplicate per via della mancanza di risorse finanziarie. E' vero che ci stiamo avvicinando in modo galoppante alle prossime elezioni, qualcuno pensa che qualche norma sia, come dire, un po' difficile da applicare. Tra l'altro siamo a maggio poi arriverà l'estate, i programmi saranno difficili da mettere in essere, questa massa di denaro potrebbe essere spostata all'anno venturo in vista delle prossime elezioni, per cui avremo l'anno venturo una disponibilità maggiore rispetto agli anni scorsi e anche a quest'anno, quindi una maggiore possibilità di dimostrare, in vista delle elezioni, che qualcosa di più si sta facendo. Ma inganneremo tanta parte dei sardi, soprattutto, delle fasce più deboli, che evidentemente, non più ingannati da chi evidentemente propone cose inattuabili, si sveglierebbe dal sonno, dall'illusione, per andare ad un voto in modo più consapevole. Io credo che la Giunta debba chiarire esattamente cosa vuol fare, quale fascia di precariato vuole andare a risolvere, soprattutto, quali risorse finanziarie vuole stanziare se vuole davvero incidere in qualche modo o comunque far fare un passo avanti a questa problematica. Grazie
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Sull'emendamento numero 990 devo ribadire, come l'avevo già espresso al collega Pittalis, che il riferimento alle effettive necessità delle Amministrazioni, anche se non fosse scritto, vi sarebbe ugualmente, perché l'azione dell'Amministrazione sotto questo profilo è un'azione che guarda l'interesse dell'Amministrazione stessa, e quindi dello Stato nelle sue diverse articolazioni, nel caso specifico della Regione. Ma approfitto di questa cosa per dichiarare il mio voto di astensione rispetto all'emendamento numero 990, per un fatto molto semplice, che ritengo ininfluente rispetto al testo dell'emendamento, che mira a modificare, per sviluppare alcune considerazioni in relazione al tema che ricorre in questa giornata in merito all'emendamento sulla stabilizzazione dei precari. Cioè il tema del termine. Il termine è stato recuperato, o meglio, è un riferimento normativo-oggettivo che sta nella finanziaria dello Stato e riguarda la richiesta di un requisito di servizio di almeno tre anni, anche non continuativi, nel quinquennio anteriore alla data di entrata in vigore della legge finanziaria dello Stato. E' quindi un criterio oggettivo, un criterio che serve ad individuare un punto fermo rispetto alla possibilità di stare dentro un processo di stabilizzazione. Nel caso che noi abbiamo sviluppato, però ci sono due fattispecie distinte: una che è quella della stabilizzazione su domanda; l'altra che è quella del riconoscimento del servizio prestato e quindi del riconoscimento di un punteggio aggiuntivo. In questo caso, per partecipare a concorsi pubblici, mettere il termine dei 36 mesi è assolutamente inutile, perché i concorsi riguardano tutti i soggetti e perché il servizio prestato a 36 mesi vale 10, ma ad un anno può valere un terzo di 10, però ha sempre un valore, e quindi a mio avviso potrebbe essere recepita questa modifica in soddisfazione delle richieste avanzate attorno a queste.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Uras. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Vede signor Presidente, noi abbiamo voluto presentare questo emendamento perché riteniamo che sia giusto, non ci sono molte motivazioni di tipo filosofico, noi riteniamo che sia giusto… quando hanno finito posso continuare, signor Presidente, mi interrompe il tempo per favore?...
PRESIDENTE. Onorevole Marracini…
MARRACINI (Gruppo Misto). Posso ricominciare? Avevo iniziato da 10 secondi. Allora, vede, la forza di un Gruppo piccolo come il nostro, anche modestamente rappresentato (siamo sicuramente dei modesti lavoratori d'Aula) è che abbiamo voluto e cercato di incidere su quello che riteniamo giusto, non abbiamo fatto battaglie su argomenti sui quali avremmo potuto avere ragioni di convenienza, non abbiamo fatto battaglie sul termovalorizzatore, non conosciamo impresari di pale eoliche, non abbiamo nessun interesse specifico e non conosciamo neanche uno di questi poveri diavoli sui quali vogliamo incidere negativamente bocciando questo emendamento, e noi non lo riteniamo giusto, e faremo una battaglia fino in fondo, perché noi riteniamo che questi siano gli ultimi, l'anello debole della catena di tutti i lavoratori, ed è veramente pessimo che su questo noi dobbiamo concludere negativamente questa manovra finanziaria, la riterremo un'indecenza. Questa è gente che merita di essere accolta con un ragionamento serio, non di favoritismo; la nostra forza quale è? Che non ne conosciamo neanche uno personalmente, e per questo possiamo parlare, Presidente, non ne conosciamo neanche uno. Chiediamo però che quanto gli spetta, rispetto a un percorso di vita e di lavoro che hanno già costruito, gli venga garantito. L'emendamento che è stato presentato dalla Giunta questo non lo garantisce, perché è un tranello rispetto al quale rimarrebbero sicuramente poveri lavoratori, dei giovani a terra senza lavoro. Noi non vogliamo termovalorizzatori, vogliamo lavoro!
PRESIDENTE. Grazie onorevole Marracini. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Io, ovviamente, voterò contro l'emendamento che modifica il numero 983 perché voterò a favore dell'emendamento numero 983. Io spero, lo dico con molta franchezza, che sia l'ultima volta, per questo credo che ci debba essere equilibrio e disponibilità, che noi affrontiamo questo tema. L'unico fatto positivo dell'emendamento numero 983 è il primo comma che mette regole certe su come si deve instaurare un rapporto di lavoro tra la pubblica amministrazione, la Regione, gli enti ecc.. Vorrei dire però ai colleghi, che noi, di questo argomento, non ce ne stiamo interessando adesso, in questa finanziaria, lo dico anche al Presidente della Giunta, perché comunque abbiamo già approvato un comma che prevede che chi è dipendente dal 1 gennaio 2007, anche se con un contratto a termine, purché avesse avuto una proroga veniva inquadrato nelle agenzie anche senza avere anzianità di servizio, e l'abbiamo già approvato, perché stiamo inquadrando lavoratori che con la pubblica amministrazione non hanno avuto mai rapporti di nessun tipo; penso all'Hydrocontrol, una società privata acquisita dalla Regione con pacchetto azionario di oggi, prevedendo che con assegnazione pubblica li portiamo dentro l'amministrazione regionale, perché l'abbiamo fatto con la Progemisa, perché lo stiamo facendo con la Sigma Invest eccetera, tutta gente che non ha partecipato ai concorsi, che non sappiamo come è stata selezionata, e aggiungo, non mi pare che abbiano più diritti dei ragazzi che magari lavorano quattro, cinque anni dentro gli Assessorati, che hanno meno diritti di questi che sono dipendenti di queste aziende. Per cui, non sono tra quelli che pensa di fare, attraverso quest'emendamento, una porcheria, penso semplicemente che sia un qualcosa di negativo e di sbagliato che è avvenuto nel passato, dove qualche dirigente poteva disporre senza nessun atto formale il trasferimento di personale assunto per altre funzioni dentro gli uffici, perché si è ricorso a contratti atipici non regolari utilizzando il personale in modo improprio. Però, oggi, è arrivato il momento di chiudere questa vicenda, di chiuderla nel modo più positivo possibile, non lasciando grandi situazioni ancora aperte e d'ora in poi evitare che nella finanziaria, di queste cose, se ne parli. Si applichi il primo comma dell'emendamento numero 983, stabilendo regole certe, con le quali si entra a termine, con contratti atipici o per concorso nella pubblica amministrazione. Quindi io voterò l'emendamento numero 987…
PRESIDENTE. Stiamo votando l'emendamento numero 990.
MARROCU (D.S.). Lo so, per votare l'emendamento numero 990 voto contro questo emendamento, e invito la Giunta a non introdurre molte distinzioni sull'emendamento numero 987, perché è una vicenda che si chiude, ripeto, e non mi pare che questi lavoratori abbiano meno diritti di altri, che sempre in questa finanziaria abbiamo stabilizzato, come quelli previsti dal comma 3 dell'articolo 8, come quelli dell'Hidrocontrol e come quelli della Sigma.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Marrocu. Ha domandato di parlare il consigliere Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ORRU' (D.S.). Sì, grazie Presidente, per esprimere il mio voto contrario all'emendamento numero 990, perché l'emendamento fa venir meno uno dei presupposti della possibilità di raggiungere l'obiettivo ambizioso che non è quello di stabilizzare, è quello di superare il precariato anche attraverso momenti di stabilizzazione. Se uno dei principi viene meno, cioè quello dell'effettiva necessità e il fabbisogno dell'Amministrazione regionale, è evidente che quel fabbisogno si presuppone che non ci fosse in passato, non c'è oggi, non ci sarà in futuro, se viene meno questo principio io penso che sia difficile, appunto, accedere a una possibilità di questo genere. Ciò detto, tuttavia, capisco quale è la ratio di questo, perlomeno cerco di leggerne un riflesso positivo, che è quello di dare una risposta. Penso anch'io che il problema non consiste in una rigidità ideologica attorno ai 30, 36, 38, il termine "ai 36 mesi", mi sto riferendo all'emendamento numero 987, ma ci torneremo più avanti, mi serve solo per chiarire i motivi per i quali voto contro l'emendamento numero 990. Io penso che quel termine, appunto, deciso che si stabilizzano a domanda coloro i quali hanno maturato diritti, e i diritti si maturano quando si passa con la norma costituzionale dell'accesso al pubblico impiego attraverso procedure concorsuali, se si è acceduto anche a un incarico, anche all'assunzione temporanea, ripetuta, per servizi ordinari dell'Amministrazione regionale, per i quali l'amministrazione regionale ha bisogno di ricorrere a queste prestazioni, penso che così come concepito l'emendamento di sintesi della Giunta, il numero 987, risponda a questo tipo di requisito. Dall'altro lato, si accede attraverso concorsi e selezioni pubbliche, per cui, l'avere 36, l'avere 24, l'avere, appunto, 22, significa acquisire una penalità in termini di titoli professionali che credo nessuno possa negare e penso sia anche un dovere dell'Amministrazione pubblica metterlo, semplicemente questo. Allora io penso che non si debba ricorrere a confronti muscolari sul 36, 34, 38 o 40, c'è un termine, valutiamolo in maniera equilibrata, se non è il 36 è il 30 o è il 34, questo deve essere. Questa è la mia opinione, però vedremo...
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Orrù. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Su quest'emendamento il voto è favorevole anche se condivido la valutazione fatta da Uras sul fatto che non cambi sostanzialmente il significato del testo. Però vorrei dire che sul tema del precariato e sulla possibilità o meno di mettere mano per legge a un provvedimento che stabilizza lavoratori precari, non è un argomento facile da affrontare, non è facile decidere di stabilizzare lavoratori precari perché è evidente che i posti che vengono dati a queste persone sono posti che potrebbero essere sottratti ad altri che legittimamente aspirano a poter fare un concorso finalmente per entrare in Regione. Ma se si decide di stabilizzare non si può decidere di stabilizzare in modo parziale, per cui i vincoli che sono stati messi in quest'emendamento sono veramente irrazionali, perché accontentano alcuni e scontentano altri. Se si decide una strada bisogna prenderla e seguirla fino in fondo, lealmente, non lasciando fuori persone che forse hanno semplicemente lo svantaggio di non essere tutelati da tutti o da alcuni. Vi ricordo che questa maggioranza in questa stessa finanziaria ha stabilizzato i lavoratori che sono stati comandati in questa Amministrazione regionale e per quello non avete fatto scandalo. Allora, la coerenza vuole che se si tende a stabilizzare veramente lo si faccia lasciando la possibilità a tutti quelli che sono in determinate condizioni di poter concorrere, magari dando priorità a chi ha più anzianità e non a chi ne ha di meno, ma non si capisce perché mettere questo limite dei 36 mesi, che potrebbe essere o tolto totalmente o addirittura ridotto, così come è stato proposto anche in un nostro emendamento a 18 mesi, per il semplice motivo che poi, se si fanno le selezioni, i titoli potranno essere valutati diversamente, come è stato detto anche mi sembra, da Luciano Uras. Chi ha più anzianità avrà più titoli, quindi avrà più punteggio, ma mettere uno sbarramento è letteralmente un'ingiustizia e questa è una Giunta e una maggioranza che fa della giustizia il suo vessillo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Spisa Ha domandato di parlare il Presidente della Regione per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Sì, è proprio in un tentativo di giustizia che la Giunta ha cercato di fare la sintesi della discussione svolta attraverso questo emendamento. Questo qui non è un emendamento per stabilizzare i precari; è un emendamento, come è stato ricordato, per superare il precariato. Innanzitutto per porre delle regole, e le pone in maniera evidente stabilendo delle norme ancora più stringenti di altre norme che sono state introdotte in questa legge finanziaria, laddove si dice che in consulenze o collaborazioni non si possa spendere più del 50 per cento del bilancio precedente. Con questo primo comma ci diamo una regola ulteriore: ci imponiamo che la flessibilità non sia superiore al 5 per cento, e cioè ogni 100 occupati nella Regione, massimo cinque possono avere dei contratti a tempo determinato. La flessibilità è necessaria o è utile alla Regione? Io credo che sia utile e necessaria alla Regione come in qualsiasi altra organizzazione. Se ci sarà da fare un piano straordinario per fare i catasti dei vigneti o un piano straordinario per l'animazione e per la progettazione integrata, magari può servire utilizzare per un tempo determinato alcune decine di persone e quindi all'interno di questo limite del 5 per cento si possono utilizzare persone a tempo determinato. E' la prima volta che la Regione si dà una norma sull'utilizzo, appunto, dei precari.
Poi dice un'altra cosa: cerca di utilizzare le norme che ci sono anche nell'impiego privato. Oggi nell'impiego privato si possono fare contratti a tempo determinato per un massimo di 36 mesi. Se uno lo fa per 24 mesi, poi dopo due giorni ne fa un altro per altri 18 mesi, poi quando scade dopo tre giorni ne fa un altro ancora per altri 12 mesi. Sta, di fatto, eludendo la norma sulla temporaneità del contratto a tempo determinato, e quindi quel signore lì ha diritto ad una trasformazione a tempo indeterminato. Allora, per questo motivo, se una persona ha lavorato, pur essendo stata assunta a tempo determinato, per oltre 36 mesi, quella necessità della temporaneità è stata elusa dalla pubblica Amministrazione, così come per un datore di lavoro privato è giusto che quel contratto sia trasformato per quello che è, in un contratto di lavoro a tempo indeterminato. 36 mesi è il limite dei contratti di lavoro in campo privato, 36 mesi è lo stesso limite che ha usato il Governo nella recente legge finanziaria, però entrando sempre con giustizia nella pubblica Amministrazione, attraverso un concorso pubblico. Per cui chi c'è entrato per un concorso pubblico…
Posso avere qualche secondo ancora?
PRESIDENTE. Sì. Prego, concluda.
SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Perché è un tema importantissimo, per cui vi chiedo di scusarmi se utilizzerò qualche secondo in più.
Per cui chi ha superato un concorso pubblico, per quanto fosse un concorso pubblico per un posto di lavoro a tempo determinato, e ha superato i 36 mesi, io credo che abbia diritto, l'avrebbe anche nel settore privato, di avere un posto di lavoro a tempo indeterminato, ma chi non ha superato un concorso pubblico anche se avesse lavorato quattro anni, anche cinque, anche sei anni, ma non ha superato un concorso pubblico, deve fare un concorso pubblico, perché ci sia giustizia per tutti quelli che aspirano al lavoro, quelli che hanno già lavorato per qualche mese o per qualche anno e quelli che non hanno ancora lavorato. Quelli poi che non hanno lavorato nemmeno 36 mesi, ma hanno lavorato, nemmeno per concorso pubblico, 18 mesi, 12 mesi, 24 mesi hanno avuto un contratto di lavoro a tempo determinato, flessibile e io credo che giustamente aspirino a un posto di lavoro a tempo indeterminato, ma credo che mia cugina che non ha fatto neanche 18 mesi ha lo stesso diritto di partecipare a un concorso pubblico con la parità di diritti e di doveri di chiunque altro e chiunque avesse lavorato anche solo 12 mesi perché è stato chiamato per 12 mesi non deve fare nemmeno un passettino avanti rispetto a mia cugina.
Per questo credo che l'emendamento che è stato fatto, scritto in questa maniera, risponde a criteri di giustizia e non sono paletti inventati, ma sono dei numeri che vengono mutuati dai contratti di lavoro privati e dall'esperienza anche del Governo nazionale nella recente legge finanziaria.
PRESIDENTE. Grazie, Presidente.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 997.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Sì, grazie Presidente. Io voterò a favore dell'emendamento numero 997 e credo che l'intervento ultimo, sicuramente molto utile, del Presidente abbia anticipato il dibattito relativo all'emendamento numero 987 di cui dovremo ancora parlare, perché il Presidente si è inserito nella discussione dell'emendamento numero 990 e quindi, evidentemente, da questo punto di vista, ci ha già presentato uno scenario relativo a quella che è la proposta dell'emendamento complessivo sulla stabilizzazione.
Io credo che alcune valutazioni sia difficile non condividerle. Però di fatto l'emendamento complessivo che noi andiamo a modificare, che è il 987, attraverso questo emendamento riteniamo abbia davvero alcuni elementi di ingiustizia. Perché ha elementi di ingiustizia? Il primo in assoluto è perché la finalità strategica della stabilizzazione qui in Sardegna, così come naturalmente è avvenuto nel Governo Prodi e quindi nella cosiddetta finanziaria dello Stato, è quella finalmente di sanare una situazione anomala dell'utilizzo di rapporti di lavoro atipici e flessibili dentro delle realtà che sicuramente non era nemmeno possibile utilizzare. Quindi, dobbiamo capire che tutto questo insieme e questa platea di persone che potrebbero essere indirizzate alla stabilizzazione non possono essere la famosa cruna nella quale deve passare questo cammello perché, se noi sappiamo per certo che ad avere il requisito di soglia di 36 mesi, ad avere queste condizioni sono talmente pochi, noi stiamo facendo un rumore enorme per niente, Presidente, cioè noi non andremo a stabilizzare niente. E' inutile che noi introduciamo nel nostro ordinamento regionale una norma che poi, alla fine, la utilizzeremo per poche unità di lavoratori. Il principio deve essere che in questo momento abbia la possibilità di essere utilizzato nella sua massima estensione, ecco perché noi proponiamo che il termine relativo a 36 mesi sia portato a 24 mesi, quanto meno; altri emendamenti però parlano anche di 18 mesi. Poi si vede; d'altro canto, il meccanismo che abbiamo introdotto non è un meccanismo di stabilizzazione immediata, parla di un meccanismo che è di stabilizzazione a tempo, nel senso che si stabilirà una graduatoria e nel corso dei quattro anni, avete indicato, si procederà, naturalmente, all'inquadramento in ruolo di questo personale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Per esprimere il nostro voto a favore di questo emendamento, che è un ripiego rispetto al tentativo di dare un minimo di 18 mesi. Io non credo che faccia bene a questa Giunta questa prova di muscoli, Presidente, non credo, forse è un dispetto per questi quattro ragazzi che aspettavano una risposta positiva. Abbiamo fatto, come lei le ha chiamate, tante altre marchette rispetto a questo problema, eppure questo problema non è stato affrontato complessivamente nella maniera dovuta. Mi sento veramente indignato da non poter dare una risposta a questi ragazzi che hanno dato, comunque, manifestazione di attaccamento all'Amministrazione pubblica, di cui non conosco né un nome né un cognome, però che hanno saputo fare bene, come hanno fatto quelli dell'Hydrocontrol, come hanno fatto quelli della Sigma Invest, come hanno fatto tutti quelli che abbiamo stabilizzato, dell'ente foreste e tutti gli altri. E' un'ingiustizia questa, per quanto lei continui a dire che è una giustizia, è un'ingiustizia e tale rimarrà scritta. Noi, se rimane questa ingiustizia, questa finanziaria non la voteremo a testa alta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Mi asterrò sull'emendamento, però volevo capire una questione che secondo me è rimasta ancora oscura. E' stato sottoscritto un verbale di incontro con 11 lavoratori relativamente alla loro stabilizzazione, e si tratta dei lavoratori impegnati nell'Assessorato regionale della pubblica istruzione. Non pongo la questione dei 36 mesi: ritengo che laddove ci siano accordi sottoscritti che prevedono la stabilizzazione, debbano essere rispettati per evitare che le istituzioni perdano di credibilità. Se 11 lavoratori, che sono annotati in modo specifico all'interno di un accordo, ottengono delle garanzie e si fidano, a chi si devono poi rivolgere? Secondo me, non è possibile che questi lavoratori, dopo essere stati mandati a fare dei corsi di aggiornamento, dopo essere stati professionalizzati, dopo che la Regione ha investito su di loro, debbano ripercorrere tutte le tappe iniziali. A me sembra che anche loro debbano essere sottoposti alle stesse norme. Sto chiedendo questo - continuo a ribattere su questo aspetto, anche se so che questi interventi creano disagio e me ne dispiace - anche per dei lavoratori che per 36 mesi hanno prestato servizio e ancora prestano servizio presso la Regione attraverso le agenzie interinali. Bisogna interrompere questo rapporto. E' vero, assessore Dadea, è vero; ci sono delle persone che lavorano, che seguono esattamente gli stessi orari di lavoro, dei dipendenti regionali, ma sono a progetto e nei loro confronti non si sta attuando nessun indirizzo di quella che abbiamo chiamato giustizia. Grazie, comunque.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Grazie, Presidente. Io ho seguito con attenzione l'intervento del Presidente e l'intervento ha una sua ratio. Però, lo ritengo ammissibile, Presidente, se riguardasse esclusivamente i "36 mesi maturati sino a...", allora va bene. Ma si dice anche che usufruiranno di questo... ecco perché io ho presentato un emendamento in cui si dice ancor prima "che abbiano svolto 18 mesi in maniera continuativa o 36 mesi anche non continuativa". Perché quando si dà la possibilità, giustamente, per essere chiari, a coloro i quali sono stati assunti con contratto anche atipico, dice l'emendamento, e comunque con un concorso ad evidenza pubblica, facciamo due anni fa, un anno e mezzo fa, l'emendamento dà la possibilità di continuare il rapporto di lavoro per arrivare sino ai 36 mesi. Questa è una possibilità che non hanno avuto colori i quali - e sta qui il punto del disequilibrio - magari, sino al 1° gennaio 2005, hanno lavorato 15, 16, 18, 20 mesi. Sta qui il problema; cioè se noi diamo la possibilità, se noi diciamo "Chi ha lavorato sino al 1° gennaio 2007 per 36 mesi", stiamo dicendo una cosa concreta. Se io dico che però i 36 mesi possono essere ancora maturati in questi due anni che hanno a divenire, questa è la marchetta! Ma io sono d'accordo affinché questa formula possa essere usata, perché in quei ragazzi, in quei giovani è stata giustamente stimolata un'aspettativa di lavoro. Ecco perché dico che, se questi hanno la possibilità di arrivare giustamente, perché coloro i quali hanno lavorato magari 18 mesi, o 20 mesi, fino al 18 gennaio del 2005, sono tagliati fuori? Sta qui il problema. Non sono un numero eccessivo, sono poche unità, ecco il motivo del mio emendamento: "18 mesi continuativi o...". Prima ho dato seccamente 18 mesi, per il discorso che lei ha fatto, giustamente: non è ammissibile, è giusto. Allora, però diamo anche un'alternativa a coloro i quali non possono avere la possibilità di completare i 36 mesi in questi due anni di amministrazione. Il mio voto per quest'emendamento è di astensione, perché insisto sulla continuità di 18 mesi e perché ha una ratio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, il mio voto, invece, è convintamente a favore dell'emendamento numero 997. Vorrei fare alcune precisazioni. E' l'articolo 97 della Costituzione che prevede che al pubblico impiego si acceda solo ed esclusivamente attraverso pubblico concorso, pubblica selezione, e non solo concorso, comunque attraverso pubblico concorso, semplifichiamo. Così come c'è una differenza tra il contratto pubblico e il contratto privato, perché nel privato si dovrebbe sapere, un esempio per tutti sono alcuni casi sul precariato del contratto privato, che superati 24 mesi continuativamente, il dipendente ha diritto di richiedere la trasformazione del contratto da tempo determinato a tempo indeterminato: i casi dei call center sono noti a tutta Italia. Ecco perché se nel privato questo è possibile, non si vede perché non possa essere - con un'azione legislativa, ovviamente - equiparato anche il pubblico al privato, soprattutto per quei casi a cui si è dovuti ricorrere necessariamente nella pubblica amministrazione, a causa dei blocchi delle finanziarie, dei blocchi delle assunzioni. Per cui la pubblica amministrazione, spesso e volentieri, ha dovuto ricorrere a contratti atipici o a tempo determinato per sopperire alla carenza di organico e quindi, dall'altra parte, rispettare le indicazioni delle finanziarie nazionali. Ora, l'emendamento proposto, invece, perché di questo stiamo parlando, nonostante anche l'emendamento successivo della Giunta, propone una soluzione a 36 mesi che è alquanto anomala, soprattutto nella parte dove dice: "36 mesi non continuativi nell'ultimo quinquennio maturati al giorno dell'approvazione della presente legge". Come dire che chi ha avuto la sfortuna di avere avantieri un contratto a tempo determinato per 36 mesi saprà già che attraverso sempre, è ovvio, una pubblica selezione o un concorso, ha sicuramente maggiori possibilità di chi precedentemente ha prestato la propria opera per 24 mesi, non avendo ancora sentore che ci potesse essere una sorta di sanatoria, chiamiamola col nome e cognome, e questo sicuramente in passato non era possibile, mentre invece nel presente da sette mesi a questa parte, se non otto, si parla della stabilizzazione del precariato nella pubblica amministrazione anche grazie alla lungaggine a cui è stata sottoposta questa finanziaria. Per cui questa è una bestialità e un'ingiustizia, non dare pari opportunità...
PRESIDENTE. Prego finisca...
CAPELLI (U.D.C.). E' una frase soltanto, parità di condizioni e di opportunità, ovviamente non certezze, a chi ha prestato la propria opera in una situazione particolare per 24 mesi. Con questa motivazione voto a favore dell'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Io voglio ricordare che avevamo presentato l'emendamento numero 33 all'articolo 6 dove, mutuando anche le stesse parole della finanziaria nazionale, avevamo ipotizzato che si avviasse un processo di stabilizzazione dei dipendenti, dei lavoratori del comparto della pubblica amministrazione in Sardegna. Per la verità i 36 mesi che sono previsti nel testo della finanziaria nazionale, abbiamo volutamente previsto diversamente proprio perché la Sardegna ha anche le sue peculiarità, perché non possiamo ritenerci autonomisti, sardi e sardisti a nostro piacimento, ma riflettendo che dobbiamo ragionare tenendo conto della situazione sociale, della situazione occupazionale, della situazione del precariato quale quella esistente in Sardegna. Abbiamo ritenuto che per fare un'azione adeguata, due anni fossero quanto meno due anni. Ecco perché, Presidente, io le riconosco l'onestà, lo dico veramente e convintamente perché lei stasera ha detto una cosa che se non ho capito male, ha riportato i termini della questione forse nella sua dimensione, quella che lei e la sua Giunta hanno inteso, ma che noi non abbiamo inteso così. Noi ritenevamo di poter avviare in questa finanziaria, con questa maggioranza e con questa Giunta un vero processo di stabilizzazione del precariato. Lei ha detto che così non è, io ne prendo atto, su questo evidentemente c'è una divergenza politica non di poco conto, ne prendiamo atto. Vede, non è questione di 36, 24 o 18, la questione è se vogliamo seriamente fotografare la situazione esistente, affrontarla e dare le risposte adeguate. Se riteniamo invece di mettere in piedi un processo solo per dare una parvenza di risposta limitata, noi lo riteniamo non sufficiente. Anche questo è qualcosa, per carità, di positivo che viene fatto e lo apprezziamo, però riteniamo davvero che viene sprecata un'occasione... signor Presidente chiedo di concludere anche io come ha fatto concludere anche ad altri, una occasione davvero unica per questa Giunta, che io sono certo, non per la ricerca del consenso a tutti i costi, ma che avrebbe ancor di più qualificato questa manovra e l'azione sua, Presidente, e dell'intera Giunta e dell'intera maggioranza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, grazie Presidente. Voto a favore dell'emendamento e le chiedo anche la cortesia dello scrutinio elettronico palese.
Voglio dire una cosa, presidente Soru: la discussione che si sta svolgendo in quest'Aula assomiglia per certi versi a una discussione a cui io ho già assistito, ma a cui lei non ha assistito, che si è svolta nella saletta attigua a quella del Consiglio regionale, una settimana, dieci giorni fa, nel momento in cui quest'emendamento venne sospeso. Si parlò anche allora di 36, 24, 18 mesi e devo dire con un criterio estensivo, nel senso che si tendeva ad allargare le maglie per la soluzione al problema precariato così come i colleghi Marracini e Pittalis in questo momento l'hanno identificata. Si parlava anche degli interinali, forse perché qualcuno sa che coloro i quali hanno fatto 24 mesi come dipendenti, magari attraverso selezione o il collocamento e poi sono stati riconfermati dopo due giorni di interruzione di contratto per un altro anno ma attraverso il lavoro interinale facendo però lo stesso tipo di lavoro, con gli stessi orari che svolgevano da dipendenti. Si è parlato degli enti regionali, dello zooprofilattico, insomma si tendeva a cercare di capire quale fosse il mare magnum delle esigenze del precariato in Sardegna. Devo dire che personalmente ho suggerito in quella circostanza all'assessore Dadea di fare una cosa che non si era fatta, che il collega Pittalis ha sostanzialmente ripetuto qualche minuto fa e cioè: "abbiamo un'idea di quale sia il fenomeno dei precari nella Regione Sardegna? Abbiamo un'idea se usiamo 36 mesi quanti siano? Se ne usiamo 24 quanti siano? Se ne usiamo 18 quanti siano? Abbiamo un'idea di quali siano stati interinali e quali no? Di quali provengono dagli enti, di quali da altre forme comunque di partecipazione regionale? Perché se ne abbiamo un'idea possiamo proporre una soluzione che sia coerente, omogenea e che rappresenti davvero il momento in cui si chiude il rubinetto e si decide che quell'acqua che c'è, è quella e su quell'acqua si ragiona. Altrimenti non è possibile, e anche i criteri che noi vogliamo, speriamo che possono essere criteri giusti, altrimenti difficilmente possono evitare la configurazione delle nuove situazioni, lei dice nell'emendamento che c'è il 5 per cento di lavoro che può essere non dipendente.
Beh, il 5 per cento su 6000 dipendenti sono 300 persone, e queste 300 persone fra tre anni, perché non debbono avere delle legittime aspettative nei confronti dell'Amministrazione? Le avranno esattamente come le hanno chi ha 36 mesi prestati ad oggi.
PRESIDENTE. Concluda onorevole Vargiu. Anche se riprendiamo la buona abitudine di completare l'intervento per dichiarazione di voto nei tre minuti.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, ha ragione Presidente. Diciamo che l'argomento è complesso, gli emendamenti sono tanti e io vorrei intervenire una volta sola e completare il pensiero invece di farlo in maniera frammentata. Però il messaggio che volevo dare è che se esistono dei criteri, se esiste una ricognizione, se esiste una proposta complessiva, il Consiglio è più sereno nel fare una legge perché una legge stiamo facendo, altrimenti si ha l'idea della stessa estemporaneità della Sigma Invest, del Sar, dei progetti obiettivo sanati con l'Arpas e delle tante e tante sanatorie che abbiamo visto in anni di presenza in questo Consiglio e che ho paura vedremo anche negli anni a venire.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). Presidente, dalle parole di alcuni colleghi e dalle opinioni espresse in quest'Aula, io non vorrei che apparisse che tra di noi ci fossero delle divisioni tra chi vuole stabilizzare e chi no, tra chi è a favore dei precari e chi no, tra chi è a favore di questi poveri diavoli e chi no, tra chi vuole essere giusto e chi non vuole essere giusto. Io credo che sia importante ricordare che la situazione dei lavori atipici in quest'Amministrazione è una situazione che ci siamo ritrovati e che quello che si vuole fare è esattamente il contrario che perpetuare queste situazioni. Ci si vuole per esempio dare delle regole, ci si vuole dare un limite, si vuole ricondurre la flessibilità alla funzionalità della pubblica Amministrazione, e non ad altri interessi che si possono manifestare attraverso esempi, come ha fatto il collega Uras, con i direttori di servizio che magari assumono senza che siano legati ad un'effettiva esigenza. Quindi credo che quando parliamo di giustizia credo che dobbiamo stare attenti, perché qui in Aula tutti vogliamo giustizia: la giustizia per chi ha avuto un'opportunità di lavoro e la giustizia per chi quella opportunità la cerca e non l'ha avuta e vuole poter concorrere per averla, perché anche questa è giustizia. Io non farò altri interventi, ma vorrei richiamare i colleghi alla misura, perché tutti siamo coinvolti su questo problema, tutti ce ne sentiamo parte, e credo che tutti stiamo cercando di risolverlo ognuno per la propria parte, e tutti vogliamo fare il bene della Sardegna. Ma anche ricordarci, l'abbiamo detto più volte in quest'Aula, che al centro della nostra azione c'è anche una pubblica Amministrazione che funziona, una pubblica Amministrazione che deve dare risposte, perché lo sviluppo, il lavoro e una maggiore occupazione li avremmo proprio con una pubblica Amministrazione che sappia scegliere le persone giuste e sappia quindi dare le risposte ai cittadini, a tutti i cittadini che le aspettano.
PRESIDENTE. Grazie. Onorevole, Porcu il suo voto?
PORCU (Progetto Sardegna). Voterò contro l'emendamento!
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Randazzo Alberto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Sì Presidente. Per dichiarare ovviamente il mio voto a favore dell'emendamento, precisando che la stabilizzazione dei precari è un dato di fatto. Prima non si parlava di stabilizzazione, siccome noi qua stiamo stabilizzando delle situazioni, comprese quelle atipiche, citate dal collega Porcu, che ovviamente punta sempre il dito verso l'altra parte, ma non sa che la sua maggioranza ha rinnovato e ha fatto più contratti atipici della parte che l'ha preceduta in Giunta. Non stiamo facendo polemiche, ma lei conosce i dati che noi non abbiamo. Se le abbiamo chiesto in quest'Aula quanti sono i precari, a oggi ha avuto risposta? A noi va benissimo. Se parliamo di giustizia, onorevole Porcu, visto che dalla vostra bocca esce sempre questa parola bellissima, come la mette con coloro che hanno partecipato a dei concorsi a tempo indeterminato e sono lì a guardare quello che fanno gli altri? Stiamo parlando di straordinarietà. Questo è risolvere il problema di coloro che… ovviamente io sto parlando a favore dei 24 mesi, sarebbe meglio 18, però interveniamo sull'emendamento in discussione per dare le nostre ragioni. Perché i 24 mesi, ovviamente, coprono una fascia più ampia e soprattutto danno risposte e ossigeno a quelle persone, perché sono persone, non sono oggetti di nessuno, sono delle persone che aspirano ad entrare e chiedono un po' di visibilità, per dare loro sbocco lavorativo dopo che hanno sacrificato, hanno portato avanti nel bene o nel male, ma soprattutto nel bene, quella che è l'organizzazione della macchina regionale, e sono persone che hanno, la maggior parte, visto che l'emendamento specifica "tramite selezione iniziale". Poi dopo sono avvenuti i contratti atipici o i rinnovi a tempo determinato, o chi più ne ha più ne metta; però stiamo parlando di gente che ha fatto una selezione, di gente che giustamente deve entrare nel mondo del lavoro e, soprattutto, io chiederei, come ha fatto qualche collega che mi ha preceduto, di sapere, in caso non passasse quest'emendamento, almeno i dati reali dei lavoratori che sarebbero interessati in caso di 36, di 24 e di 18 mesi; almeno di avere un quadro reale a oggi di quella che è la situazione. Perché stiamo parlando di essere umani, stiamo parlando di persone che prestano la loro opera perché si svolga al meglio l'attività della Regione, che noi siamo qua a legiferare per rappresentarli in questa Regione. Grazie
PRESIDENTE. Grazie a lei onorevole Randazzo.
Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PILERI (F.I.). Breve dichiarazione. Io, come hanno detto altri colleghi, ritengo che manca un'analisi attenta del problema e della situazione, e questo deriva forse anche da una finanziaria che si è trascinata in maniera sbagliata in questi ultimi mesi. Forse la Giunta era impegnata troppo a stabilire tasse, gabelle, a individuare percentuali, ed è arrivata alla fine senza avere esaminato attentamente questo serio problema. Io non so se queste percentuali che sono state inserite, del 5 percento, cioè la possibilità della misura massima del 5 percento delle proprie dotazioni organiche, deriva da un problema di fondi. Non credo, visti i soldi che sono stati sperperati anche in questo bilancio, per finalità che non condivido assolutamente. Esubero del personale? Non credo che ci sia esubero del personale, quando tutti noi sappiamo che sono anche notevoli i ritardi di quest'Amministrazione regionale. I ritardi spesso derivano da carenze di organici negli uffici. E allora dico che, probabilmente, si poteva perdere meno tempo a studiare in maniera così attenta l'articolo 3 e queste tasse, probabilmente stabilendo delle percentuali anche più basse per quanto riguarda le tasse, e innalzando queste percentuali, per consentire che tutte queste persone possano avere la possibilità di avere un lavoro sicuro. Quindi, ovviamente, il mio voto, per quanto riguarda quest'emendamento, anche se è un emendamento che probabilmente non risolverà completamente i problemi, è un voto favorevole.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pileri.
Ha domandato di parlare il consigliere Lai Renato per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LAI RENATO (Gruppo Misto). Sì, grazie Presidente. Io, con toni molto pacati, desidero dire all'onorevole Porcu, che con tanta forza e vigore molto spesso, quando noi interveniamo, dà dei connotati che non corrispondono a quella serenità di giudizio che ci si dovrebbe aspettare, che può appassionare per principio a questioni importanti come questa, e non per interesse. E' capitato anche altre volte, quando noi abbiamo sollevato varie questioni, come ad esempio il problema delle scuole non statali, o altro. Le cose in quest'Aula possono essere portate all'attenzione e nella dinamica senza secondi fini. Io ho seguito con molto interesse l'intervento del presidente Soru, e penso che il raffronto possa porsi in termini più forti, ancora più forti, non tra la cugina che ha lavorato 17 mesi e altre configurazioni; ma tra chi non ha lavorato per niente. Quindi, in linea di principio, potrei condividere questa configurazione, però una volta che si segue un percorso e ci si rende conto che questo percorso, in termini di coerenza, non è stato irreprensibile, penso che si debba dedicare una certa attenzione a queste situazioni. E quindi, e mi ricollego all'interessante intervento dell'onorevole …, che mi è piaciuto, perché ha delineato, e ritengo di condividerla, una situazione di attenzione, a prescindere da una configurazione rigida temporale, e in previsione dell'ineluttabile momento del concorso. Mi attenderei pertanto una certa flessibilità, una volta che ci sono state altre situazioni in cui ci si è comportati, appunto, in termini più flessibili.
PRESIDENTE. Il suo voto onorevole Lai!
LAI RENATO (Gruppo Misto). Il mio voto è a favore!
PRESIDENTE. Grazie.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Voterò contro l'emendamento. Voterò contro l'emendamento per aiutare una soluzione del problema che sta nel 987, e che ci sta in modo così visibile e così, direi, necessitato, da superare le discussioni. Basta, voglio dire, applicarsi un attimo a riflettere sul significato della proposizione "il restante personale", ivi compreso, collega Caligaris, quello proveniente da progetti socialmente utili, regionali e interregionali. Qua non è il problema di giustizia o di ingiustizia: l'ingiustizia si è fatta quando si è inventata la flessibilità e si è promossa l'ingiustizia. E' una piaga che ci portiamo dietro, che è frutto della cultura liberista spinta, che è frutto della cultura imprenditorialista applicata in maniera confusa e disastrosa, anche e soprattutto nella precedente legislatura, anche alla pubblica amministrazione. Detto questo, siccome la piaga ce l'abbiamo, abbiamo cercato anche di regolarla. Che sia una piaga che vale il 5 per cento e che non ci causa ferite che ci portano alla morte. Lo diciamo nell'emendamento numero 987: per superare il precariato facciamo anche percorsi di stabilizzazione dei lavoratori, a quelli che hanno 36 mesi e che hanno superato il concorso li stabilizziamo a domanda. Al restante personale qualche cosa dobbiamo riconoscere, perché messo così non gli diamo nulla, non è previsto il restante personale. Perché, scritto così non c'è nulla e allora, se non c'è nulla, non lo dobbiamo proporre. Se c'è qualcosa che sostiene anche gli accordi già firmati, allora bisogna vedere che cos'è. Noi l'abbiamo detto: si preveda una premialità, e la cosa ha un senso compiuto, diversamente non ne ha.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uras.
Ha domandato di parlare il consigliere Soru per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Sì, grazie signor Presidente. Per dichiarare innanzitutto che purtroppo voterò contro questo emendamento e per precisare alcune cose. Innanzitutto alla collega Caligaris: le ha già ricordato il collega Uras, che nel terz'ultimo rigo dell'emendamento numero 987 sono inclusi i lavoratori socialmente utili di cui si è parlato, che peraltro lavorano ininterrottamente credo da sei o sette anni nell'Assessorato della sanità. E per precisare ulteriormente altre cose: l'esempio di scuola che facevo di mia cugina era proprio per chiarire il fatto di una persona non che ha lavorato 17 mesi, ma che non ha mai lavorato neanche un giorno, quindi forse mi ero spiegato male prima. Cioè vogliamo tutti difendere i diritti delle persone, ma non solamente di quelle cento, o duecento, o 250 o trecento, o quelle che sono, ma soprattutto di quelle molte migliaia di persone che vogliono avere lo stesso diritto, di tutti gli altri, a partecipare a un concorso pubblico, e se sono bravi e lo meritano, magari anche di vincerlo. Questa Amministrazione regionale, diversamente da come qualcuno ha ricordato, ha cancellato l'utilizzo del lavoro interinale, ha ridotto di molto, di quasi il 40 per cento, rispetto al 2003, che era l'ultimo anno considerato, il ricorso alle collaborazioni. Ha interrotto una piaga di questa Regione, che era un concorso per la direzione, che doveva assumere 20 dirigenti della Regione, doveva promuovere 20 dirigenti e poi è stata fatta una lista e ne ha promosso 170, per cui non è mai stato assunto dall'esterno un dirigente, dal 1948 a oggi non è mai stato fatto un concorso per dirigenti. Questa Amministrazione ha bloccato quella lista e ha fatto un concorso per dirigenti, finalmente, dove chi ha titolo partecipa e chi ha merito lo vince, e si sta ultimando questi giorni. Così come questa Regione ha bloccato gli scatti automatici, per cui tutti quelli che sono in C passano in D e ha fatto un concorso pubblico aperto all'esterno, dove chi ha i titoli partecipa e chi ha merito vince, per assumere cento laureati, che vanno nella categoria D, immediatamente sotto la dirigenza. E' in questo stesso filone che ci poniamo con quest'emendamento numero 987, quello di considerare che la pubblica Amministrazione è molto importante, che la qualità delle persone che ci lavorano è estremamente importante per l'efficacia delle politiche che poi si vogliono portare avanti, ed è giusto che si entri nell'unico modo possibile, quello che è stato richiamato ed è previsto dall'articolo 97 della Costituzione, cioè il concorso pubblico. Per il resto, chi non ha superato un concorso pubblico innanzitutto obblighiamoci a rimediare definitivamente rispetto al passato, e cioè a non continuare a ricorrere al precariato e mettere delle regole; e per la prima volta, nel primo paragrafo, stiamo introducendo una regola: del 5 per cento. A qualcuno sembra troppo alta, ribassiamola.
PRESIDENTE. Grazie, Presidente. E' stato chiesto, dall'onorevole Vargiu, il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 997.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Sanna Alberto e Cherchi Silvio hanno votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Diana - La Spisa - Lai Renato - Liori - Lombardo - Marracini - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Pittalis - Randazzo Alberto - Sanjust - Scarpa - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - Lai Silvio - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uras.
Si è astenuto il consigliere: Rassu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 59
votanti 58
astenuti 1
maggioranza 30
favorevoli 19
contrari 39
(Il Consiglio non approva).
Metto ora in votazione gli emendamenti numero 989 e 991, che hanno lo stesso testo.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Sì Presidente. A maggior ragione io voterò a favore dell'emendamento, di uno dei quali sono presentatore, ma ancora necessita di un piccolo chiarimento. L'articolo 97 richiamato della Costituzione, dice che si accede all'amministrazione pubblica per pubblico concorso. Ovviamente a tempo indeterminato, non già a tempo determinato, per il quale ci sono regole e tipi di selezioni molto diverse e regolate in maniera diversa. Sul 5 per cento, richiamato poc'anzi, nulla quaestio, anzi, ritengo che sia il comma 1 del "987" successivo, molto importante. Però vorrei comprendere, se sarà possibile (non è fondamentale sicuramente) se le informazioni sono le stesse: pubblici concorsi per dirigenti, con selezione di dirigenti e concorsi interni. Di questi ultimi ce ne sono stati diversi, perché credo che ci sia un diritto sancito che all'interno della pubblica Amministrazione possano svolgersi concorsi riservati agli interni, funzionari, passaggi di qualifica, che abbiano titolo ovviamente, non quelli che non hanno titolo. Ma, mi stupiscono alcune affermazioni, avendo questa Giunta nominato persone senza titoli: parlo di direttori amministrativi delle AA.SS.LL., parlo di direttori sanitari delle AA.SS.LL, parlo di…
DIANA (A.N.). Direttori generali.
CAPELLI (U.D.C.). …direttori generali delle AA.SS.LL., e l'elenco è, per chi ne volesse prendere visione, sempre che senta la responsabilità delle funzioni che ricopre, facilmente verificabile nelle interrogazioni e nelle interpellanze, ma soprattutto nelle interrogazioni senza risposte che sono agli atti del Consiglio. Ancora, si potrebbero fare svariati esempi di altri incarichi dati dalla Giunta, a persone senza nessun titolo di idoneità a ricoprire quel ruolo. Ma soprattutto si potrebbero vedere le discriminazioni che si fanno poi all'interno delle ulteriori nomine degli enti, dove questa Giunta privilegia amici e parenti, amici e parenti anche di segretari regionali dei partiti di maggioranza, discriminando invece ciò che qualcuno va per le piazze a decantare e declamare, contraddicendosi nei fatti. Ma, i fatti sono agli atti, atti a completa disposizione di tutti, per cui a mio avviso basta leggere, basta avere la pazienza di leggere e soprattutto di non cadere troppo spesso in contraddizione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Capelli.
Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Per dichiarare il voto a favore di questo emendamento che vuole essere un riconoscimento di titoli.
Io voglio continuare ad essere in buona fede e credere che chi è entrato con questo meccanismo non concorsuale avesse dei titoli e credo che tutti noi, se crediamo che questo fosse, sicuramente è altrettanto valido di chi è entrato attraverso una prova concorsuale. Io credo che se ognuno di noi fosse stato chiamato a rispondere in maniera onesta, rispetto al pensiero che ha, su chi può essere entrato nell'Amministrazione regionale per titoli o chi per prova concorsuale, se uno potesse rispondere in maniera onesta, non credo che ci potrebbero essere difficoltà rispetto ad una risposta molto, molto difficile.
Allora, almeno i titoli garantiscono una preparazione, questa è gente che ha maturato dei titoli lavorando, probabilmente è entrata anche perché aveva dei titoli, io ci voglio credere. E credo che questi siano svantaggiati rispetto a chi oggi ha la fortuna di avere un percorso con futuro lavorativo consolidato, un percorso di vita quindi anche di fronte a se. Io ritengo anche questa, caro onorevole Porcu, una grande ingiustizia, laddove soprattutto, in maniera onesta, tutti qui dentro eravamo d'accordo - in una riunione dieci giorni fa - che questo meccanismo poteva essere approvato in maniera unanime, maggioranza e opposizione.
Siccome non ho paura e non ho timore di dire il mio pensiero, continuo a dirlo così come lo dissi quella sera in quella sala: io credo che sia più giusto che questo meccanismo si realizzi attraverso la nostra approvazione. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marracini.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Io voto a favore e uso, dal mio punto di vista, in modo utile il tempo che trascorro a quest'ora in quest'Aula, cercando di capire meglio. Nel senso che vorrei capire una cosa: quando si dice che il 5 per cento delle dotazioni organiche possono essere riservate a personale a tempo determinato, e si dice che questo personale deve essere preso con forme pubbliche di selezione, presidente Soru, vorrei capire, alla luce di quello che lei ha detto sulla concorsualità pubblica, se le short list sono una forma pubblica di selezione. Mi interesserebbe sapere quante persone sono in carico oggi all'Amministrazione attraverso short list e non attraverso forme di concorso pubblico garantite dall'articolo 97 della Costituzione. Poi, siccome dite, ancora, che la eventuale assunzione a tempo determinato non deve costituire titolo per l'ingresso nei ruoli dell'Amministrazione regionale, anche qui per comprendere se le assunzioni precedenti a questa finanziaria invece avvenivano con la determinazione che quello costituisse titolo per l'eventuale assunzione successiva presso l'Amministrazione regionale. Io penso che anche le precedenti assunzioni avvenissero senza che costituisse titolo e non penso che basti scriverlo perché questo non costituisca titolo.
Le chiedo questo, presidente Soru, ripeto, non per polemica ma esclusivamente per comprendere, perché è utile capire se quello che si sta realizzando in questo momento nell'Amministrazione regionale è davvero ciò che lei, nel momento dell'annuncio, con convinzione, sta dicendo che è oppure se è una cosa diversa rispetto a quella che lei sostiene che sia. Questo è importante, oltre che per avere un'idea più chiara di quella che è la posizione dell'Amministrazione, anche per comprendere se nei ragionamenti che facciamo, almeno all'interno di quest'Aula, c'è onestà culturale in ciò che ciascuno di noi dice, sia nel momento in cui parla, sia nel momento in cui ascolta.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Preannuncio il mio voto a favore dell'emendamento e insistiamo perché riteniamo davvero che le riflessioni e le considerazioni svolte dal Presidente e dai colleghi che mi hanno preceduto poi, alla fin fine, si pongano lo stesso obiettivo, salvo differenti valutazioni. Noi riteniamo di essere aderenti al dato fattuale che è rappresentato dalla situazione.
Noi abbiamo avuto dei dati: sostanzialmente con questo emendamento si stabilizzano 100 persone, d'accordo? Abbiamo detto che questo è un segnale positivo. Questo è sulla base di dati che bene o male abbiamo avuto; non sono pochi, ma rispetto al problema del precariato così come lo conosciamo... Ma quando parliamo di precari stiamo parlando di lavoratori che sono alle dipendenze di enti come lo erano quelli delle agenzie che abbiamo già stabilizzato, sono laureati che lavorano per gli enti e per l'Amministrazione regionale, che non hanno la fortuna di aver maturato i 36 mesi: alcuni sono a 30 mesi, altri a 29, altri hanno i 24 mesi. Va bene, vorrà dire che si sta selezionando il precario da stabilizzare e il precario invece... Perché nessuno accede all'idea che non si debba fare il concorso, non creiamo questo equivoco, o che non si debba fare la selezione! Qui è stato messo anche, addirittura, "nel rispetto delle relative dotazioni organiche", "nel rispetto delle effettive necessità delle amministrazioni", c'è un filtro. E allora, guardate, noi, siccome siamo stati leali dal primo momento, lo voglio annunciare con serenità: la maggioranza ha i numeri per approvarsi la finanziaria, noi attenderemo il voto su questo emendamento e noi abbandoneremo logicamente i lavori. Era un principio sul quale noi abbiamo detto con lealtà, con onestà quelle che erano le condizioni per...
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pittalis.
(Non sono approvati)
Passiamo all'emendamento numero 993.
Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.
AMADU (U.D.C.). Per chiedere il voto elettronico palese.
(Appoggia la richiesta il consigliere Alberto Randazzo.)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Io voglio cogliere l'occasione del voto di questo emendamento, invece, per chiedere ai colleghi dell'Udeur di evitare su questo tema uno strappo con la maggioranza, di apprezzare quello che si sta facendo in questa finanziaria verso il lavoro e verso la stabilizzazione dei precari - è stato uno sforzo vero -, di apprezzare i risultati ottenuti anche con l'emendamento che voteremo dopo, il 987.
A me addirittura mi sorprende il numero che il collega Pittalis ha detto, che si arrivi ad un numero di quelle dimensioni. Non conosco il fenomeno, anch'io avrei voluto avere il quadro prima di affrontare un tema così delicato, ma se fosse vero è un risultato straordinario e anche positivo. Io credo che i colleghi devono apprezzare questo risultato, che è frutto di battaglie, di discussioni, di confronto al nostro interno. Io non credo veramente che a conclusione di questa finanziaria, che ha un limite: il ritardo con la quale la stiamo affrontando e del quale ci siamo già assunti la responsabilità. Ma ha un grande pregio: è una finanziaria veramente, a mio parere, per come ha affrontato il tema sia delle entrate, ma anche delle risorse messe a disposizione proprio di questi temi del disagio, della disoccupazione, che si può definire una grande manovra. Non penso che ci siano gli elementi per una questione di qualche mese, visto che noi prendiamo a riferimento il dato nazionale come punto di riferimento per dare un segnale che non si fa ad personam: chi 24, chi 32, chi 36. Prendiamo a riferimento il dato nazionale; non penso che questo sia un elemento che giustifichi uno strappo come quello che state annunciando. Quindi io invito i colleghi che fanno parte di questa maggioranza, che devono continuare a farne parte, che è una forza importante per il centrosinistra, e che deve continuare a stare dentro il centrosinistra e dentro questa maggioranza a riflettere, e a non effettuare lo strappo che hanno annunciato adesso.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 993.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Francesco Sanna e Silvio Cherchi hanno inteso votare contro
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Diana - La Spisa - Lai Renato - Lombardo - Marracini - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Pittalis - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Silvio - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uras.
Si è astenuto il consigliere: Randazzo Alberto.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 59
votanti 58
astenuti 1
maggioranza 30
favorevoli 18
contrari 40
(Il Consiglio non approva).
Passiamo all'emendamento numero 996.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Sì Presidente la ringrazio. Io voterò a favore dell'emendamento numero 996, che risulta essere il secondo dei nostri emendamenti, che hanno come finalità quello di migliorare l'emendamento complessivo numero 987. Noi in questo modo tentiamo di dare davvero risposte, finalmente concrete, a quella che è davvero una situazione oggettivamente conosciuta da tutti nella pubblica Amministrazione regionale. E' il problema di un precariato anomalo, nel senso che molti dei nostri precari hanno una tipologia contrattuale instaurata con l'Amministrazione regionale, pur assolvendo a funzioni che sono totalmente quelle della pubblica Amministrazione regionale, ma inquadrata dentro una tipologia contrattuale di rapporto di lavoro con agenzia interinale, e molti hanno tra l'altro cumulato questo requisito sommandolo con un rapporto di lavoro dipendente. Quindi di questo noi oggettivamente, presidente Soru, io la prego se è possibile di dare un attimo di attenzione. Cioè nel senso che questa anomalia è tutta sarda, ancora una volta, e io non voglio assolutamente davvero seguire quello che è stato l'intento prima dell'onorevole Porcu di dividere le responsabilità in ordine alle situazioni che voi avreste trovato. Ormai questa Giunta amministra da tre anni, gran parte di questa situazione permane da tre anni, ma noi non vogliamo fare divisioni così come l'onorevole Porcu: non inseguiamo divisioni tra chi è pro il precariato e chi invece è contro il precariato. Tutti noi vogliamo la stabilizzazione. Ci fosse oggi l'Uras di ieri. Purtroppo l'Uras di oggi non è più uno stabilizzante, perché l'Uras di ieri stabilizzava tutto, ha stabilizzato addirittura i dipendenti dell'agenzia di lavoro che avevano un requisito minimo di rapporto di lavoro. Noi vorremmo il rientro di questo Uras di ieri. Perché l'Uras di oggi si comporta diversamente dal l'Uras di ieri? Questo ci chiediamo.
PRESIDENTE. E' in votazione l'emendamento numero 996.
Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Passiamo all'emendamento numero 994.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Sì grazie Presidente. Questo è un ulteriore emendamento, e questa volta davvero crediamo che si possa dare una risposta concreta, perché intendiamo finalmente far sì che quello che è stato espropriato ai Comuni della Sardegna, il cosiddetto piano del lavoro per intenderci, e che darebbe risposte occupazionali a molti disoccupati locali, potrebbe essere rifinanziato attraverso, ovviamente, il sistema dell'articolo 19 della legge 37. Io sto ancora attendendo con molta ansia l'esito di quella che è la situazione fotografica dell'attuazione dell'articolo 19 della legge 37 qui in Sardegna. Sono certo che i dati non sono quelli che stanno, tra l'altro, lievitando di giorno in giorno, perché nel sito Internet dell'onorevole Uras troviamo che sono 480 milioni di euro quelli non utilizzati per l'articolo 19. Qualcun altro stamattina ha parlato di 550, l'ultimo aggiornamento è stato di 600 milioni di euro e quindi evidentemente non capisco nemmeno che lievito stiano utilizzando per misurare questa crescita. Sono certo invece che gran parte dei Comuni hanno tutte le somme impegnate e questi impegni ovviamente non possono corrispondere alle somme spese, proprio perché si tratta di concreti impegni e di opere, che sono in fase di realizzazione. Molte di queste sono tra l'altro, dei co-finanziamenti a quella che è la programmazione negoziata. Sarebbe opportuno avere questo quadro, che è una cosa immediata; alcuni Assessori posseggono questi dati. Se qualcuno interviene e li sottopone all'intero Consiglio, probabilmente avremo maggiori possibilità anche di fare scelte obiettive in favore dei disoccupati della Sardegna.
PRESIDENTE. E'finito il suo tempo onorevole Pisano. Abbiamo fatto qualche pasticcio noi, ma è finito il suo tempo.
E' in votazione l'emendamento numero 994.
Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'emendamento numero 995.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). No, non posso rinunciare, anche perché è un argomento già portato dalla collega Caligaris in questa sede. Voterò ovviamente a favore di questo emendamento numero 995. Si tratta soltanto di mantenere un impegno, un impegno dell'intera Giunta, sottoscritto da molti Assessori, con la firma dello stesso Presidente, e che corrisponde alla lettera C di quell'accordo sul Parco geominerario. Era stato, tra l'altro, in maniera molto coerente devo dire, presentato già un emendamento da parte della Giunta che stabilizzava gli 11 lavoratori; perché erano inizialmente 13, vero assessore Dadea? portati poi in aumento a 24. E quindi gli 11 lavoratori di cui già si è parlato, che hanno lavorato ovviamente all'interno dell'Assessorato alla pubblica istruzione dentro il progetto "Parco geominerario", e io sono certo che non sono ricompresi in quelle tre righe finali che sono state lette. Non possono essere ricompresi, perché il rapporto di lavoro non era instaurato con l'Amministrazione, assessore Dadea, ma con l'ASSIIFRAS, che è il soggetto stabilizzante. Io credo che ci saranno delle obiettive difficoltà. D'altro canto qualcuno ha parlato di anomalie. Ripresentate quell'emendamento, riformulatelo, diamo giustizia. E' un punto, d'altro canto, sottoscritto; se problemi ci sono a dichiarare che quegli undici lavoratori hanno il diritto al posto di lavoro così come già c'è stato un impegno formale, credo che non ci sia nessuna difficoltà. Questo è un emendamento che può essere approvato all'unanimità e non creiamo ingiustizia alcuna. Si tratta di un impegno, vi ripeto, firmato dal presidente Renato Soru, e quando la firma di Renato Soru rappresenta ovviamente l'intera Regione, non credo che il Presidente voglia tornare indietro rispetto ad un impegno assunto, a discapito naturalmente di undici lavoratori che questo diritto ormai lo debbono necessariamente richiedere in funzione della loro tutela. Chiedo ovviamente il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pisano. Chi si associa alla richiesta?
VARGIU (Riformatori Sardi). Io.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Vargiu. E' in votazione l'emendamento numero 995 per il quale è stato richiesto il voto elettronico palese. Prego i colleghi di accomodarsi. Dichiaro aperta la votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 995.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Pirisi ha votato contro e il consigliere Moro ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Diana - La Spisa - Lombardo - Moro - Murgioni - Pileri - Pisano - Randazzo Alberto - Rassu - Sanjust - Scarpa - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai Silvio - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uras.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 54
votanti 54
maggioranza 28
favorevoli 15
contrari 39
(Il Consiglio non approva).
Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 987.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). No, non vorrei fare dichiarazione di voto, vorrei chiedere 10 minuti di sospensione per l'opposizione.
PRESIDENTE. E' stata chiesta la sospensione della seduta per 10 minuti. Se non ci sono opposizioni, la seduta è sospesa, i lavori riprenderanno alle ore 23 e 56.
(La seduta, sospesa alle ore 23 e 46, viene ripresa alle ore 23 e 59.)
PRESIDENTE. Se possiamo riprendere la seduta continuiamo con le dichiarazione di voto. E' iscritta a parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Caligaris. L'onorevole Caligaris non è in aula, decade. Assessore Dadea, su che cosa intende parlare?
DADEA, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sul testo dell'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
DADEA, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, grazie Presidente. Per proporre all'Aula la possibilità di introdurre delle integrazioni al testo dell'emendamento numero 987, che forse possono servire anche ad accogliere alcune delle istanze che sono venute durante la discussione degli emendamenti precedenti. La proposta che viene fatta riguarda, e coglie anche alcune delle osservazioni che sono state fatte, innanzitutto quella parte dell'emendamento dove si parla, appunto, dei 36 mesi anche non continuativi nell'ultimo quinquennio, o che maturi successivamente, e questo è l'inciso che viene proposto, "e comunque non oltre il 30 settembre 2007 tale requisito in virtù dei contratti di lavoro in essere alla data di approvazione della presente legge". Quindi c'è un ulteriore allungamento del periodo. L'altra integrazione che si propone è che, una volta acquisito che devono essere sottoposti a un concorso pubblico sulla base della legislazione vigente, è opportuno, e anche qui si raccoglie una indicazione venuta dal dibattito, il riconoscimento di una premialità riferita al servizio prestato, sulla base… dico direttamente come viene che forse è meglio, "che abbia prestato servizio presso l'Amministrazione"… queste sono le ultime due righe dell'emendamento, "che abbia prestato servizio presso l'amministrazione regionale e sottoposto a prove selettive concorsuali pubbliche, con il riconoscimento di una premialità riferita al servizio prestato sulla base della legislazione vigente in materia". L'altra integrazione che viene fatta è quella che, nel punto in cui, a metà dell'emendamento, dove si dice "nel predetto personale non è compreso quello impiegato con funzioni di comunicazione esterna", si introduce una limitazione che ci sembra quanto mai opportuna, per cui il testo dovrebbe essere così modificato: "nel predetto personale non è compreso quello impiegato in attività di formazione nei centri regionali di formazione professionale". Questo perché, ripeto, allargherebbe enormemente la fattispecie del personale interessato. Queste sono le integrazioni e le modifiche che la Giunta, anche alla luce del dibattito che si è sviluppato, si sente di proporre all'Aula…
PRESIDENTE. Concluda, prego.
DADEA, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. … mi sia consentito, se ho ancora pochi secondi, rivolgere ancora una volta l'invito al Gruppo dell'UDEUR, perché non faccia mancare, anche durante la discussione di questa fase così importante e su un argomento così importante, quell'apporto che è venuto in tutte queste settimane, ma, soprattutto anche nella giornata odierna, nel migliorare una parte della legge finanziaria così importante in materia di lavoro, di occupazione e anche, per quanto riguarda l'autosufficienza, l'invito che rivolgiamo è a non far mancare ancora una volta questo apporto positivo e quindi di concorrere attivamente e positivamente alla definizione anche di questo aspetto così delicato e così importante.
PRESIDENTE. Grazie assessore Dadea. Comunico ai colleghi che stiamo stendendo l'emendamento come proposto dall'Assessore, lo distribuiamo e nel frattempo procediamo con le dichiarazioni di voto per chi si è prenotato.
Ha domandato di parlare il consigliere Meloni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MELONI (La Margherita-D.L.). Sì, Presidente, io parlo…
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, dichiarazioni di voto su che cosa?
PRESIDENTE. Sull'emendamento numero 987.
VARGIU (Riformatori Sardi). Come modificato?
PRESIDENTE. Come modificato dal...
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, perché sia modificato è indispensabile che lo vediamo e che sia dichiarato ammissibile in Aula!
PRESIDENTE. Lo stiamo fotocopiando e distribuendo.
VARGIU (Riformatori Sardi). Quindi, prima delle dichiarazioni di voto…
PRESIDENTE. E se qualcuno magari ha capito tutto e vuole parlare, perché vogliamo impedirglielo, onorevole Vargiu?
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, perché nessuno di noi ancora sa su che cosa sta parlando!
PRESIDENTE. Sì, voglio dire, capisco la sua esigenza e quindi regoliamo i nostri lavori perché sia soddisfatta. Però se c'è qualche collega che invece ritiene di avere gli elementi per poter fare la sua dichiarazione, perché non consentirglielo e recuperare un po' di tempo?
(Interruzione del consigliere Vargiu)
Va bene. Aspettiamo un attimo, se no finisce che perdiamo più tempo di quello che può essere utile. Aspettiamo che vengano stilati gli emendamenti e poi si fanno le dichiarazioni di voto. Qualche minuto di sospensione in Aula.
(La seduta, sospesa alle ore 0 e 05, viene ripresa alle ore 0 e 14.)
Possiamo riprendere? Colleghi che hanno chiesto di sospendere, possiamo riprendere?
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Meloni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MELONI (La Margherita-D.L.). Grazie, Presidente. Io intervengo per esprimere il mio voto favorevole a quest'emendamento senza…
CAPELLI (U.D.C.). Scusi, Presidente, noi non accettiamo le proposte!
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Meloni.
MELONI (La Margherita-D.L.). E non mi vogliono far parlare!
PRESIDENTE. Scusi, purtroppo è il momento.
MELONI (La Margherita-D.L.). Prego.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Allora, Presidente, per dire che noi non accettiamo le proposte della Giunta di modifica dell'emendamento. Siamo contrari all'emendamento orale proposto dalla Giunta per cui non accediamo alla proposta che riteniamo restrittiva rispetto all'emendamento base e sottolineando che il riconoscimento di una premialità riferita al servizio prestato può essere inserito nel bando di selezione o di pubblico concorso. Perciò rimane così come principio che la Giunta se vorrà applicare applicherà. Per il resto, essendo restrittivo rispetto addirittura all'emendamento originario, non accettiamo le proposte emendative proposte della Giunta.
PRESIDENTE. Bene, naturalmente per Regolamento, se non c'è l'unanimità, gli emendamenti orali non sono ammessi, per cui il testo che si discute e si vota è il testo del "987" così come presentato dalla Giunta originariamente.
Prego, onorevole Meloni.
MELONI (La Margherita-D.L.). Allora, Presidente, sempre per esprimere, come dicevo, il voto favorevole a quest'emendamento, unitamente a delle perplessità che sento di dover esternare in questo momento. Io ho una preoccupazione: che passi il messaggio che si entra a far parte della pubblica Amministrazione regionale in questo modo. Credo che sia sbagliato. Credo che sia sbagliato che si stabilizzi un meccanismo per cui selezioni che, non credo si possa negare, possano essere condizionate anche dalla politica, diventino il modo ordinario di entrare a far parte dell'Amministrazione della Regione. Esprimo anche un auspicio: che questo provvedimento sia davvero straordinario, sia una tantum. Le tante, troppe stabilizzazioni che vi sono state anche in questa finanziaria non mi fanno essere ottimista in questo senso. Avrei preferito che un meccanismo, secondo il quale, attraverso concorsi pubblici, con riserve e premialità, estese a tutti, proporzionali al tempo e alle modalità del servizio prestato, fosse finalizzato a garantire un obiettivo non dissimile. Credo che sarebbe stato possibile. Forse non stabilizzando in questo modo, avremmo stabilizzato anche un meccanismo, facendo diventare ordinarie, normali l'idea e il metodo per cui si entra a far parte dell'Amministrazione della Regione con un concorso pubblico. Entro limiti che devono lasciare libera la determinazione e gli individui, si può anche prestare un lavoro flessibile e atipico, con garanzie e tutele che la legislazione nazionale deve garantire e che credo che il centrosinistra, in questi mesi e spero nelle prossime attività di governo, possa garantire ed estendere.
Per concludere, dobbiamo ricordarci che è necessario conciliare i diritti dei lavoratori temporanei e atipici con gli elementi di giustizia sostanziale nei confronti di chi ha vinto dei concorsi pubblici e con le opportunità di chi vuole concorrervi. Per farlo occorre spezzare questa catena. Occorre che i giovani abbiano la consapevolezza, credano, siano convinti che la Sardegna che stiamo costruendo dia spazio a meccanismi di selezione delle competenze basati su rigore, serietà e trasparenza. Occorre premiare lo studio, la competenza, la fatica. Credo che per fare e garantire questo sia necessario vigilare. Credo che la strada sia ancora lunga e ritengo che da oggi dobbiamo essere tutti attenti ad assicurare che questo risultato sia perseguito. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie a lei, onorevole Meloni.
(Interruzione)
Vota a favore, lo ha detto. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, voglio ringraziare per l'attenzione prestata dal presidente Soru e dall'assessore Dadea e pur esprimendo rammarico per l'esclusione degli interinali, intendo porre l'accento su un fatto che forse è più un auspicio e penso anche un impegno di tutti, poiché si tratta, nel caso specifico, dei lavoratori impegnati nel catalogo e nei beni culturali dell'Assessorato alla cultura, di un lavoro che attiene l'interesse pubblico e che ha bisogno di una continuità. Ecco, esprimo l'auspicio che, in attesa dell'espletamento delle prove concorsuali, che mi auguro avvenga in tempi brevi, non debba essere interrotto il servizio e che quindi questi lavoratori possano continuare a lavorare nell'interesse dei cittadini che apprezzano particolarmente l'attività che la Regione svolge in questo specifico ambito. Ovviamente, il mio voto è a favore dell'emendamento. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Devo dire la verità: la mossa a sorpresa annunziata dall'onorevole Capelli appare una mossa che ha come obiettivo solo ed esclusivo l'eliminazione di una buona parte di lavoratori da questi processi di stabilizzazione, e il disconoscimento del servizio che gli stessi hanno prestato, ivi compresi quei lavoratori provenienti dai progetti socialmente utili regionali e interregionali, a cui l'onorevole Pisano si stava riferendo prima con il suo emendamento.
Allora, dov'è l'onorevole Uras? L'onorevole Uras è qua, a fare le cose migliori possibili, in una finanziaria molto avanzata, molto diversa da quella degli anni precedenti, in cui c'era anche la possibilità di trovare una soluzione per una serie di lavoratori, per un gran numero di lavoratori, che avevano svolto - purtroppo in modo precario - la propria attività di servizio alla Regione. Cosa vogliamo dire? Fino a quando ci facciamo i dispetti, fino a quando riteniamo che i dispetti siano una soluzione ai problemi di relazione tra le coalizioni, credo che non faremo grandi passi in avanti e purtroppo i cadaveri non siamo noi, i cadaveri sono quelli che sono seduti là sopra, che poco o nulla c'entrano con l'attività dispettosa che noi e tra noi esercitiamo.
Io voterò a favore del "987". Avrei votato in maniera più convinta con le modifiche proposte dalla Giunta. Purtroppo devo dire che questo non è possibile: anziché accontentarci di 100, ci accontenteremo di 30 e di 40.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ORRU' (D.S.). Grazie, Presidente. Anch'io esprimo il mio voto favorevole all'emendamento 987, e anch'io penso che sarebbe stato più convinto con le modifiche proposte testé dalla Giunta. Io non credo che facciamo un buon servizio, intendiamoci, nel rispetto dovuto alle posizioni che l'opposizione ritiene di dover assumere. In genere io parto, è una mia considerazione, dal presupposto di migliorare i provvedimenti, pensando agli effetti che essi producono all'esterno e quindi verso la società, soprattutto perché ci stiamo riferendo a categorie certamente non forti, le cosiddette categorie deboli. Poi il provvedimento può essere più o meno perfetto, più o meno adeguato; però un intervento speculativo, di carattere politico - legittimo, per carità - ma che danneggia quei cittadini, non credo sia un qualcosa di utile. Li danneggia, appunto, perché il riconoscimento di una premialità riferita al servizio prestato poteva anche essere ritenuto pleonastico, però non è così, nel senso che affida ai bandi la possibilità o meno per alcune qualifiche di prevederlo, mentre la legge "31" lo prevede per alcune qualifiche funzionali, per altre no; dipenderà dall'Esecutivo poi prevederlo o meno. Il fatto di metterlo come prescrizione di legge significa riconoscere quel servizio, a prescindere dal fatto che la legge non gli dà quel tipo di apertura. Io penso che sia una garanzia, è una possibilità per coloro i quali non sono passati acquisendo il diritto attraverso il concorso, di poter far valere il loro lavoro, il loro tempo trascorso al servizio dell'Amministrazione regionale, attraverso lo strumento della premialità.
Pregherei, inviterei, i colleghi dell'opposizione a valutarla più attentamente. Penso che sia un intervento migliorativo, non peggiorativo, almeno per quanto riguarda questo profilo. L'altro, io penso che sia un fatto che tutti riconosciamo doveroso: chi ha fatto formazione professionale, è stato assunto per fare formazione professionale in quei corsi, non dall'Amministrazione regionale per essere stabilizzato, credo che su questo siamo tutti d'accordo. Quindi, il mio invito è...
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Orrù.
ORRU' (D.S.). Grazie, Presidente. Il mio invito è quello di rivedere, se possibile, questa posizione, alla luce dell'esito che ci prefiggiamo. Ovviamente solo limitatamente a questo aspetto, e non alle considerazioni politiche di carattere generale che, ovviamente, rispetto anche non condividendole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Trenta secondi proprio perché mi ha preceduto il collega Orrù, per invitare il collega Capelli e quelli del centrodestra a ritirare l'obiezione, perché forse c'è un malinteso. Io credo che le proposte orali emendative dell'emendamento siano positive e tendono ad allargare, non a restringere, aldilà di quello... relativo alla formazione professionale, che però mi pare un fatto, comunque, necessario inserire. Il 30 settembre, mantenendo anche l'altro elemento, non restringe, consente comunque di risolvere un problema. Tra l'altro, voglio dire, alcuni lavoratori dipendenti delle agenzie, in particolare delle agenzie agricole, che avevano già avuto la proroga dei contratti, in attesa che fossero banditi i concorsi, in virtù di un emendamento che abbiamo approvato - adesso cercavo il comma e l'articolo - abbiamo già accettato che fossero ulteriormente prorogati, fino a che ci fosse il concorso, perché sono lavoratori che da anni lavorano e, quindi, magari attraverso questa proroga, possono ottenere il raggiungimento dei 36 mesi prima del 30 settembre. Per cui, il mio invito è a ritirare l'obiezione e consentire questa integrazione che la Giunta ha proposto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Grazie, Presidente. Dunque, onorevole Uras, non le fa onore quanto lei ha detto, non le fa onore perché lei sa benissimo che io non escludo nessuno e che il riconoscimento di una premialità riferita al servizio prestato è una direttiva che può essere inserita nel bando e lei, da funzionario regionale, dovrebbe garantire questo nel suo intervento e lo può garantire la Giunta prendendo la parola.
Così come non è assolutamente vero che si escludono i lavoratori dei progetti socialmente utili, che rimane nell'emendamento, perciò lei ha detto una cosa non precisa perché rimane nell'emendamento, e io non sto escludendo nessuno. Sto soltanto facendo chiarezza. Per quanto riguarda il CRFT, è ovvio che questo è una ulteriore restrizione e non è un allargamento. Allora io faccio una controproposta alla Giunta, che accetti anche il nostro emendamento orale e noi accettiamo tutti gli emendamenti orali della Giunta proposti, e cioè il nostro emendamento orale che il piano è predisposto sulla base di una puntuale ricognizione, passiamo al rigo seguente "ad un dirigente che abbia svolto attività per almeno 23 mesi". Per almeno 23 mesi, e deve essere compreso nell'emendamento a cui aggiungiamo il nostro emendamento orale.
MARROCU (D.S.). Ma si vota dopo!
CAPELLI (U.D.C.). Ma che cosa stai dicendo? No, ma deve far parte del testo, così come deve far parte del testo l'emendamento orale proposto dalla Giunta.
Per cui se viene dato accesso all'emendamento orale che prevede i 23 mesi o i 25 mesi, visto che i 24 li abbiamo già bocciati, allora c'è la possibilità di rivedere anche la nostra posizione e accedere alla restrizione che voi state accogliendo escludendo le attività di formazione del CRFT. Allora cediamo, perché dall'altra parte c'è un ulteriore riconoscimento. Quindi, se deve essere la politica a trovare un punto di incontro e non solo dire sì a quello che voi proponete, se c'è un confronto noi siamo disponibili, assolutamente disponibili. Però gli emendamenti orali proposti, se rimangono tali e non viene accettato il nostro, rimane tale la nostra posizione, con l'onestà intellettuale di dire la verità, e la verità è che noi non tendiamo ad escludere anzi, tendiamo ad allargare. Nel pieno rispetto dei lavoratori socialmente utili e con il riconoscimento della premialità, che rimane agli atti di questo Consiglio. Possono essere registrate tali affermazioni da parte della Giunta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Credo che, anzi credevo che l'intervento dell'onorevole Capelli tendesse proprio a ritirare la sua posizione a seguito degli inviti che sono arrivati. Al contrario, questo non è avvenuto e me ne dispiace perché nessuno può negare che questo è un emendamento che ci trasciniamo da diversi giorni a dimostrazione di quanto sia difficile l'argomento di cui stiamo trattando, di quanto sia pesante l'onere di cui naturalmente ci si vuole fare carico, perché, così come è stato detto, se è straordinaria la finanziaria di quest'anno, straordinari sono anche gli interventi che questa finanziaria contiene. Io voto favorevole all'emendamento di cui si sta parlando, ma mi piacerebbe davvero molto se, rinunciando appunto al vincolo che in qualche modo impedisce queste ulteriori aperture che sono state fatte nella correzione di questo emendamento da parte dell'onorevole Capelli, si riuscisse all'unanimità portare in porto un emendamento davvero difficile, che ha dello straordinario. E ciò tenuto conto che davvero la stabilizzazione operata in questo modo, credo che sia qualche cosa che non può diventare una consuetudine, che sicuramente passa attraverso questa finanziaria, perché si vuole far chiudere un capitolo davvero importante. Non credo che sia proprio la Regione la fabbrica della precarietà, e su questo, mi pare, che al punto 1, probabilmente, abbiamo trovato proprio la soluzione che ci consente di evitare queste ulteriori situazioni. L'invito quindi è proprio in questa direzione, perché ritengo che sia davvero un emendamento straordinario, come è appunto straordinario l'atto che si sta portando in porto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, il mio voto favorevole a questo emendamento, che giudico insufficiente, sicuramente non adeguatamente costruito nelle motivazioni tecniche che ne garantiscono il senso di giustizia, che dovrebbe essere fondante, è scontato. Però sulla base di quello che il collega Capelli ha detto all'Aula, mi sembra che sia stato abbastanza chiaro, e non vorrei che venisse travisato il ragionamento da qualcuno in maniera speciosa, che noi consideriamo restrittivi, nell'emendamento verbale da voi proposto, il primo e il secondo punto.
Mentre per quanto riguarda il terzo punto, cioè quello del riconoscimento della premialità riferita al servizio prestato, lo riteniamo semplicemente pleonastico, nel senso che la Giunta, qualora ne abbia la volontà, è in grado di determinare un riconoscimento della premialità riferita al servizio prestato. Ma se voi del centro sinistra ritenete che non vincolando alla legge la Giunta c'è il rischio che la Giunta non mantenga l'impegno che ha preso solennemente in Aula, beh insomma, io non credo che nessuno di noi impedisca soltanto al terzo punto di essere ammesso alla votazione dell'Aula. Sul terzo punto per noi basta che la Giunta abbia detto, come ha detto, che garantirà, quando farà i bandi, la premialità. Se voi sospettate che la Giunta non sia all'altezza di garantire l'impegno solenne preso in Aula, credo che da parte nostra non ci sia nessun impedimento al fatto che il terzo punto sia inserito all'interno dell'emendamento che dovremo votare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Sì grazie Presidente. Per esprimere il voto a favore dell'emendamento numero 987, e mi auguro che nel prosieguo delle dichiarazioni di voto ci possa essere un ripensamento da parte dei colleghi del centrodestra in merito all'accoglimento dell'emendamento orale presentato dalla Giunta. Io credo che l'emendamento numero 987 risponde sufficientemente a quello che è un problema che si è creato in questi anni, relativamente alle assunzioni atipiche all'interno dell'amministrazione regionale e bypassando quella che è la regola del concorso pubblico e della selezione pubblica.
L'emendamento numero 987 definisce, cerca di circoscrivere il ricorso a questo sistema anomalo di reclutamento del personale nel comma 1, e diciamo che, oltre al comma 1, che appunto limita al 5 per cento il ricorso alle assunzioni a tempo determinato, anche nel comma 3 dell'articolo 7, che abbiamo precedentemente approvato, tende a diminuire anche i costi nel 2007 rispetto al 2006.
Per quanto riguarda l'emendamento orale, io credo che il riconoscimento di una premialità riferita al servizio prestato all'interno dell'emendamento che è stato proposto, tende a specificare meglio quello che è il percorso di stabilizzazione del personale, che in qualche modo non viene direttamente stabilizzato, perché ha già affrontato la selezione pubblica. E io credo che anche il mancato accoglimento, per la non previsione, per quanto riguarda il personale del centro regionale di formazione professionale, ci porterà a dover affrontare in un momento diverso la non previsione di questo personale perché, come qualche altro collega ha detto prima di me, hanno avuto, sono stati chiamati per una funzione diversa di quella dell'Amministrazione regionale per cui, se non venisse accolto questo emendamento orale, è evidente che ci dovremo ritornare per sistemare questa partita relativamente a questo personale. Pertanto, io mi appello ancora una volta perché l'emendamento orale della Giunta venga accolto e comunque esprimo il mio voto favorevole all'emendamento numero 987.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Biancu. Non ho altre iscrizioni per dichiarazione di voto. Sospendo la seduta per un minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 0 e 39, viene ripresa alle ore 0 e 50.)
PRESIDENTE. Assessore Dadea, può fare la sintesi delle cose che sono emerse dall'interruzione? Grazie.
Ha domandato di parlare l'Assessore Dadea. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, grazie Presidente. Penso che su un tema così importante, così delicato, così complesso, sia indispensabile ricercare il massimo della condivisione, il massimo dell'unità. Per cui la proposta, che la Giunta si sente di proporre al Consiglio regionale, è quella di modificare la data che era stata individuata inizialmente, per cui, invece dei 36 mesi, la proposta è di portarla a 30 mesi, al 30 di giugno. Va bene? E comunque non oltre il 30 di giugno, e naturalmente con le altre modifiche che sono state introdotte da emendamenti orali.
PRESIDENTE. L'onorevole Capelli dovrebbe ritirare eventualmente la sua proposta, perché altrimenti non possiamo andare avanti
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Ritengo che sia una proposta di buon senso, perciò ritiro la pregiudiziale, l'opposizione alla proposta di emendamento della Giunta.
PRESIDENTE. Quindi è ammesso in votazione l'emendamento numero 867, con le modifiche proposte dall'Assessore.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Solo per chiedere un piccolissimo chiarimento. Penso che l'Assessore Dadea intendesse dire che la dizione relativa al personale in attività nel CRFP si riferisce esclusivamente quello docente, vero?
DADEA, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Lascialo così, dai!
PISANO (Riformatori Sardi). Ci sono alcune unità lavorative, Assessore, ma sono proprio alcune, per le quali si creerebbe un'ingiustizia palese, perché hanno pur sempre lavorato nell'Amministrazione regionale. Non c'entrano niente con i CoCoCo, relativi alla docenza, che sono quasi ottocento, si immagini! E, invece, questi perché devono essere penalizzati per colpa di una dizione? E' una cosa minima, ma quasi insignificante.
DADEA, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.Adesso non siamo in condizione di valutarlo!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Sì, Presidente. Noi apprezziamo questa proposta che viene dalla Giunta regionale. Non avevamo dubbi, tenuto conto del notevole sforzo che si è fatto in queste settimane nel metter mano, da un lato a problemi irrisolti, dall'altro per dare soluzione a… Non ci interessa e non ci deve interessare di chi sono le responsabilità in questa fase, sono problemi che oggi esistono. L'aver dato questo segnale, per quanto ci riguarda, è davvero, riteniamo, significativo. Vuol dire che c'è attenzione, vuol dire che c'è partecipazione e vuol dire anche che c'è collegialità anche all'interno di un consesso come il Consiglio regionale, di una maggioranza. E a noi interessa anche recuperare questo! Presidente Soru, noi gliene diamo atto, così come saremo critici quando dovremo essere critici. L'abbiamo fatto sempre alla luce del sole, ma sappia, sempre per la convergenza e nell'interesse comune di perseguire obiettivi che riteniamo, molte volte anche nella differenza delle posizioni, nell'interesse superiore dei sardi. Quindi l'avere riportato a 30 mesi, con le puntualizzazioni fatte, ci pare davvero un segnale. Mi tocca riandare nella mia stanza, riportare le carte, e continuare a lavorare per vedere finalmente di raggiungere l'obiettivo di approvare questa finanziaria.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Sì, Presidente. Io intervengo, anche a seguito delle considerazioni che ha fatto - beh, non gli do una definizione! -, che ha fatto l'onorevole Pittalis. Onorevole Pittalis, questo che abbiamo raggiunto non è merito della Giunta, perché altrimenti voi passate dalla parte di chi vuole uscire da una porta e rientrare dalla finestra. Non funziona così! Questo è frutto di una mediazione che è stata fatta con tutto il Consiglio e in particolare con l'opposizione. No, onorevole Pittalis, deve essere chiaro questo, ma dev'essere molto chiaro! I 30 mesi li abbiamo spuntati noi, il mese di giugno l'abbiamo spuntato noi, quindi non è un problema. La Giunta ha accettato, ma ha accettato le proposte che noi abbiamo fatto. Non è che adesso voi rientrate in gioco dicendo che la Giunta ha fatto. L'ha fatto l'opposizione, e quindi quello che sarà il voto dell'opposizione, sarà un voto certamente meditato, un voto che noi ovviamente esprimiamo. Perché a questo punto, proprio perché abbiamo spuntato ciò che non è il massimo di quello che volevamo, presidente Soru, siamo portati necessariamente, non dico obbligatoriamente, a votare a favore. Ma votiamo perché siamo convinti d'aver ottenuto un buon risultato, non il migliore di quanto avremmo auspicato, però è certamente un risultato. E di fronte a questo, ovviamente, annunciamo il voto favorevole.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Diana.
Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Onorevole Diana, non penso che il nostro lavoro, qui dentro, fosse uscire da porte o entrare da finestre. Il nostro lavoro era finalizzato al raggiungimento di un obiettivo, che abbiamo cercato di raggiungere, richiamando tutta l'Aula indistintamente a stare unita verso un problema che riguardava il mondo del lavoro. L'onorevole Pittalis ha dato atto alla Giunta e al presidente Soru di aver accolto questa nostra richiesta, che arrivava dal Consiglio, ma non ha dato meriti, rispetto ai quali nessuno si vuol mettere il distintivo. Non l'abbiamo fatto per tutta la seduta di stasera; l'abbiamo fatto in maniera assolutamente asciutta, ricordando sempre quale era il problema e senza attribuzioni di merito, e continuiamo a mantenere questo tono e questo livello di confronto. E quindi non c'era motivo per avere questa interlocuzione, in questi termini. Noi riteniamo di essere soddisfatti anche di quello che è stato fatto, ma di essere soddisfatti di tutto il lavoro che abbiamo svolto. E ricordo anche i nostri interventi nella giornata di oggi, con cui abbiamo richiamato risultati positivi sulla famiglia, risultati positivi sul problema dei non autosufficienti, problema sul quale ci siamo impegnati e abbiamo voluto insistentemente dare il nostro contributo. Così come abbiamo fatto per il problema del lavoro. Il problema dei precari era uno dei problemi che sentivamo come nodali nella nostra battaglia su questa finanziaria, e non l'abbiamo detto nascostamente, l'abbiamo detto apertamente. Quindi, deve essere una conquista di questo Consiglio, a prescindere da chi alla fine, nelle interlocuzioni, ha avuto la fortuna di essere più vicino, rispetto ad altri, alla parola finale data dal Presidente o dalla Giunta. Noi siamo convinti che tutti abbiamo fatto la nostra parte; anche qualcuno della Giunta sicuramente ha dato una mano a che si arrivasse a questo risultato. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marracini.
Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Voterò a favore, Presidente, dell'emendamento, anche se, al contrario di quanto afferma il collega Marracini, io non mi ritengo soddisfatto, poiché se regola era per 36 doveva restare a 36, se la regola non era 36 potevano essere proposti, atti aggiuntivi, così come è stato detto in precedenti interventi, poiché 30 potrebbe anche dire 24, 22, 18 o 20. Appunto, stiamo dando i numeri: numero per numero si poteva venire incontro ad altre esigenze che potevano non essere contro la norma, bensì venire incontro alle esigenze di altri lavoratori. Tutto qui. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Rassu.
Ha domandato di parlare il consigliere Soru per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Anche se è tardi, permettetemi una battuta: a casa ho un quadretto dove c'è scritto: "Le cose nascono dalla necessità e dal caso". L'approvazione di questo emendamento è un chiaro esempio di una cosa che nasce da una necessità e dal caso, senza troppi meriti per nessuno. Nasce dalla necessità comunque di approvare in qualche modo un emendamento, e la situazione era sufficientemente bloccata, anche per dei motivi tecnici. Nasce appunto dal caso, che dai fatti tecnici insuperabili rischiavano, effettivamente, di costringerci ad approvare un abominio, un qualcosa di assolutamente terribile, e magari anche degli aspetti caratteriali che abbiamo, chi ha delle responsabilità ha comunque, l'obbligo di mettere da parte quando si tratta di non penalizzare la pubblica Amministrazione. Quindi, da questa necessità e da questo caso, nasce questo emendamento. Mi preme dirlo, collega Diana, perché non mi voglio prendere nessun merito, anzi voglio anche aggiungere che sono contrario a questo emendamento, non riflette il mio pensiero; voterò a favore, ma sono contrario a quest'emendamento che è esattamente il contrario di quello che vorrei. Vorrei una pubblica Amministrazione dove si entra per la porta principale, per concorsi pubblici, che non abbiano nulla da sanare, dove ci siano parità di regole e di diritti per tutti quanti. Questa è il tipo di pubblica amministrazione, e oggi noi diamo un segnale che è scostante rispetto a questo messaggio nei confronti dell'opinione pubblica. Poi però, fare il Presidente della Regione, fare anche il rappresentante della maggioranza, significa non portare necessariamente la propria opinione, ma qualche volta si deve tenere conto delle opinioni degli altri e nelle opinioni degli altri ci sta questa mediazione che abbiamo trovato, per necessità e per caso, ma non è assolutamente il mio pensiero e non è assolutamente quello che mi aspetto per il futuro di questa Regione.
PRESIDENTE. Grazie, Presidente. Io invito, comunque e sempre, a rispettare una prassi di questo Consiglio, che era sacra, e che da un po' di tempo non è più seguita: che la Giunta parla per ultima, anche nelle dichiarazioni di voto.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Sì, Presidente. Io, così come è formulato, nell'ultima stesura, voterò a favore dell'emendamento, che secondo me rende giustizia di un emendamento precedente, che era stato concordato fra i gruppi di maggioranza e di minoranza e che per improvvisa volontà del presidente è saltato, ha dovuto aspettare giorni e giorni per poter vedere l'approvazione dell'Aula, in forma diversa. Io sono, invece, totalmente favorevole alla soluzione proposta, pur difendendo il concorso pubblico per l'ingresso nei ruoli dell'Amministrazione. Sono tanto convinto di questo che a mio avviso il concorso pubblico e la meritocrazia devono essere sempre presenti nell'Amministratore pubblico, in chi ha responsabilità di governo. Certo, si può saltare il concorso pubblico con delle facili e onerose convenzioni; certo, si può saltare il concorso pubblico saltando anche e mettendo da parte la meritocrazia; certo, si può saltare lo Stato di diritto favorendo, in modo abbastanza discutibile, le aziende preferite, saltando le procedure che garantiscono l'equità nelle gare e nei bandi pubblici, e non dilapidando centinaia di migliaia di euro, perché si ritiene personalmente più attendibile un'azienda rispetto all'altra, favorendo aziende amiche e di cui si sta occupando, oltre che il Consiglio regionale, anche altra istituzione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Capelli.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Presidente, voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 987.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Diana - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Lai Renato - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Moro - Murgioni - Orrù - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo Alberto - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Serra - Uras.
Si è astenuto il consigliere: Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 59
votanti 58
astenuti 1
maggioranza 30
favorevoli 58
(Il Consiglio approva).
Decadono gli emendamenti numero 3 e 833. L'emendamento 923 è stato ritirato. Quindi, abbiamo finito l'esame degli emendamenti, possiamo passare alla votazione delle tabelle.
Metto ora in votazione la tabella A. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
Metto ora in votazione la tabella B. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
Metto ora in votazione la tabella C. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
Metto ora in votazione la tabella D. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
Metto ora in votazione la tabella E. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
Ha domandato di parlare l'Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
DADEA, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, Presidente. Ci sono alcune questioni e alcuni punti che necessitano di un coordinamento. La prima proposta, anche perché possa essere accolta in sede di coordinamento, riguarda l'articolo 6, comma 2, dove si diceva per le finalità del comma "l'Amministrazione regionale, le agenzie" e quello che si chiede, perché era stato fatto un emendamento in Aula, ma poi non era stato recepito per un disguido, anche "gli enti regionali", e se fosse necessaria anche una specificazione per l'AREA, per l'azienda. Questo è il primo coordinamento, c'è poi...
PRESIDENTE. Procediamo con una cosa alla volta, assessore Dadea.
Articolo 6, comma 2, c'è una proposta dell'Assessore di coordinamento del testo, se non ci sono osservazioni la diamo per approvata.
Ha domandato di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.
MORITTU, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente.Articolo 14, comma 17. E' una semplicissima correzione al testo, per una migliore comprensione del testo stesso e anche per una migliore specificazione.
Il comma 17 tratta del trasferimento della competenza sulle attività produttive di pesca dall'Ambiente all'Agricoltura, rimanendo però nella competenza dell'Ambiente la tutela degli stagni e dei laghi salsi.
Allora, la competenza che rimane, per le somme in conto residui eccetera, eccetera, è quella riferita "per le sole finalità", non "per le medesime finalità", ma "per le sole finalità di tutela di cui al comma 16" e poi "... alla data di entrata in vigore della presente legge". Quindi è, come dire, una banalissima correzione, ma una specificazione importante ai fini di separare anche le competenze per quanto riguarda le somme, sia in conto residui che in conto competenze.
Cioè all'Agricoltura va tutto ciò che è attività produttiva, all'Ambiente - non è specificato bene in questo passaggio - naturalmente rimane tutto ciò che è di competenza e di tutela dei laghi di cui al precedente comma...
CAPELLI (U.D.C.). Non è un coordinamento questo, è un emendamento!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri. Ne ha facoltà.
Su che cosa? Una proposta?
PILERI (F.I.). Sì, sul coordinamento finale, una proposta.
Allora, per quanto riguarda l'articolo 3...
PRESIDENTE. Onorevole Pileri, stiamo discutendo dell'articolo 14, comma 17.
PILERI (F.I.). Mi scusi, volevo intervenire in coordinamento finale sull'articolo 3.
PRESIDENTE. Una proposta sua, quindi.
PILERI (F.I.). Sì.
PRESIDENTE. La discuteremo quando avrà finito la Giunta. Grazie.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, io non avrei nessuna difficoltà ad ammettere l'emendamento orale dell'assessore Morittu, ma questo non è un coordinamento, sta cambiando completamente il significato di ciò che abbiamo già votato. Perciò, se lei intende proporre un emendamento va bene, ma non ce lo faccia passare come un coordinamento del testo, perché è una specificazione che cambia il senso del comma, non precisa, lo cambia proprio.
Poi, se vuol proporre un emendamento, non avrei difficoltà ad ammetterlo.
PRESIDENTE. Emendamenti non se ne ammettono a questo punto, onorevole Capelli. O si accetta la correzione per coordinamento, oppure non è accettata e rimane il testo così come approvato dal Consiglio.
CAPELLI (U.D.C.). No, accettiamo, accettiamo tutto.
PRESIDENTE. E' accettata la proposta di coordinamento del testo al comma 17 dell'articolo 14. Se non ci sono osservazioni lo intendiamo approvato ed inserito nel testo.
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
DADEA, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.Presidente, io vorrei sottoporre all'attenzione del Consiglio un problema che è delicato, delicato naturalmente perché investe questioni regolamentari e anche perché si tratta in qualche modo di modificare una prassi che si è instaurata all'interno del Consiglio, anche se risponde, a nostro modo di vedere, ad una precisa norma regolamentare.
Di che cosa si tratta? Si tratta il proponente dell'emendamento, l'onorevole Scarpa, e il Consiglio, possano accettare la possibilità di modificare un voto che c'è stato sull'emendamento numero 44 presentato dall'onorevole Scarpa, che riguardava il "divieto di produzione di energia elettrica per l'esportazione mediante l'utilizzo di combustibili fossili". Io lo dico con molta onestà: c'è stato un errore da parte della Giunta nello scambiare gli emendamenti, forse legato all'ora tarda, perché eravamo molto stanchi abbiamo commesso un errore. Noi pensiamo che il contenuto dell'emendamento in qualche modo si discosti dal contenuto dell'articolo della finanziaria e quindi possa ricadere all'interno dell'articolo 89 del Regolamento, in materia di coordinamento finale. L'articolo 89 del Regolamento dice che "prima della votazione finale, il relatore della Commissione, la Giunta regionale o un consigliere possono richiamare l'attenzione del Consiglio sopra quegli emendamenti già approvati che sembrino inconciliabili con lo scopo della legge o con alcune sue disposizioni e proporre le rettifiche che ritengono opportune. Il Consiglio, sentiti per non più di cinque minuti ciascuno, il presentatore dell'emendamento, il relatore della Commissione e la Giunta regionale, delibera in merito". Ma, al di là del contenuto del Regolamento, noi naturalmente chiediamo che, prima di tutto il presentatore dell'emendamento e poi il Consiglio naturalmente nella sua interezza, possa esprimersi su questo aspetto che, ripeto, è un errore legato ad un momento di stanchezza, all'ora tarda, e che le conseguenze di questo emendamento, in qualche modo, possono creare qualche problema nell'immediato all'azione della Giunta.
Quello che propongo è, naturalmente facendo riferimento all'articolo 89, che si possa rivotare l'emendamento.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Prima di dare la parola al proponente, l'unica possibilità che il nostro Regolamento ci consente, tenuto conto dell'eccezionalità del fatto e di tutte le circostanze che si sono verificate, è che venga annullata e riproposta la votazione sull'emendamento. Su questa base, prego onorevole Scarpa.
Ha facoltà di parlare il consigliere Scarpa.
SCARPA (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Signori della Giunta, colleghi, questa norma è stata votata legittimamente, dal mio punto di vista, con voto elettronico palese, con una larghissima maggioranza e con un numero di presenti elevatissimo, dopo un ampio dibattito sull'argomento dell'energia, con una discussione generale, dopo una mia dichiarazione di voto e qualche minuto dopo che abbiamo approvato il combattutissimo emendamento sull'energia eolica.
Non è una norma anticostituzionale perché, come ho avuto modo di chiarire anche con qualche esponente della Giunta, disciplina la questione della produzione, non della circolazione dell'energia. Dal punto di vista del proponente si trattava delle indicazione del Consiglio alla Giunta sul piano delle politiche energetiche. Un'indicazione importante, perché era una norma generale in un momento in cui ci sono in atto iniziative della Giunta sulle politiche energetiche. Il Piano energetico non è venuto in Consiglio, non ha superato neanche la procedura di VAS ed era soprattutto conforme al programma della maggioranza e del Presidente della Giunta regionale.
Ora, cercherò di fare un intervento positivo. Credo che dire che il Consiglio fosse addormentato in quel momento sia un po' pericoloso, nel senso che da un lato non siamo ora probabilmente le stesse persone che hanno votato in quel momento quella sera, dall'altro dire che dobbiamo rivotare in qualche maniera ci toglie dal clima nel quale abbiamo espresso quel voto. Io ho fatto degli interventi, sono stati fatti una serie di interventi. D'altra parte mi sembra che, se quando un voto non va bene alla Giunta o a una parte della maggioranza, l'opposizione possa aderire all'ipotesi di rivotare, ciò costituisce appunto un precedente pericoloso. In ogni caso, Assessore, io sono naturalmente contrario a rivotare, però siccome non voglio porre problemi formali alla volontà del Consiglio, se fossi l'unico ad essere contrario, non parteciperei alla rivotazione e mi riserverei di fare una dichiarazione di voto e chiedere il voto elettronico palese sul nuovo voto. Questo naturalmente se io fossi l'unico consigliere in questo momento in questa Aula contrario a procedere al nuovo voto. Se invece ci fossero altri colleghi contrari naturalmente rimarrei su questa posizione.
PRESIDENTE. Onorevole Scarpa mi scusi le cose che lei ha detto non consentono di procedere nel modo che abbiamo proposto.
SCARPA (Gruppo Misto). Presidente, allora sono più preciso, lei ha detto che ci vuole l'unanimità, io ho espresso il mio punto...
PRESIDENTE. Soprattutto occorre una manifestazione positiva della sua volontà come proponente. Altrimenti io non sono in condizioni di rimettere in votazione nulla. Un attimo, onorevole Diana.
SCARPA (Gruppo Misto). In che senso, non ho capito Presidente, perché ci vuole la mia volontà? Io sono contrario a che si rivoti, però, ripeto, se c'è un problema di…
MARROCU (D.S.). … Alla precedente riunione eri d'accordo sul rivotarlo…
SCARPA (Gruppo Misto). L'ho detto, l'ho detto dopo che c'era stato il voto, collega Marrocu. L'ho detto dopo che c'era stato il voto.
PRESIDENTE. Onorevole Scarpa, abbia pazienza.
SCARPA (Gruppo Misto). Io sono stato chiaro Presidente, ho detto che non voglio che la mia unica espressione di volontà impedisca al Consiglio di esprimersi all'unanimità sul nuovo voto su questo punto. Questo è quello che dico, quindi, se dipendesse solo dalla mia volontà, io non parteciperei a questa votazione, uscirei dall'Aula. Se invece ci sono altri colleghi che ritengono che non eravamo tutti addormentati nel momento in cui abbiamo votato, naturalmente, allora non credo che sia solo la mia volontà. Non ho capito dall'illustrazione del Presidente. Presidente?
PRESIDENTE. Ho capito, onorevole Scarpa. Sentiamo l'onorevole Diana, e poi prendiamo le nostre decisioni.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.).Presidente, io intendevo intervenire sull'ordine dei lavori. Ritengo che probabilmente anche le considerazioni che ha fatto l'onorevole Scarpa potevano essere fatte dopo, una volta che si è compreso esattamente lo spirito dell'articolo 89. Perché, che il consigliere e collega Scarpa lo voglia o non lo voglia, il problema è stato sollevato abbondantemente prima della votazione finale della legge. Per primo, l'ha sollevato l'onorevole La Spisa nel momento successivo ed immediato alla votazione. Bene, siamo prima della votazione finale. Questo emendamento, a detta di tutti, credo, crea dei problemi che sono i problemi, che vengono rilevati nell'articolo 89. Bene. Una volta che si arriva a questo, il Consiglio, sentiti per non più di cinque minuti, il collega, e lo abbiamo sentito, il presentatore dell'emendamento, che è lo stesso collega, il relatore della Commissione, che non ho sentito, e che gradirei ascoltare; dopodichè, sentita la Giunta regionale, il Consiglio delibera. Non delibera a maggioranza né all'unanimità, non ci dev'essere l'unanimità, si può votare tranquillamente, perché il Consiglio delibera. E' stato sollevato il problema per cui noi dobbiamo deliberare, benissimo, dobbiamo deliberare. E' chiaro che non può essere questa la prassi, colleghi, voglio dire. Questo è un fatto assolutamente straordinario. Io credo che l'articolo 89 ci sia solo per fatti assolutamente straordinari. Non sta scritto da nessuna parte che ci deve essere il parere favorevole di chi lo ritira o di chi lo ha proposto.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Diana. Sospendo i lavori per qualche minuto perché ho bisogno io di sapere come procedere.
(La seduta, sospesa alle ore 1 e 24, viene ripresa alle ore 1 e 26.)
PRESIDENTE. Bene, le decisioni che questa Presidenza assume sono queste: che non sussistono le condizioni per l'applicazione dell'articolo 89 del Regolamento, e che l'unica possibilità concreta che abbiamo, considerata l'eccezionalità dell'argomento di cui si tratta, con l'accordo unanime dell'Aula, compreso il proponente, è che si possa rivotare. Questa condizione al momento non c'è. L'unica altra possibilità che abbiamo è che è stata depositata agli atti del Consiglio una proposta di legge di un articolo, che annulla, che abroga il provvedimento approvato dal Consiglio. Possiamo, prima del voto finale sulla finanziaria, portare in discussione eccezionalmente il provvedimento e votarlo, così come previsto dalle norme regolamentari che lo consentono. E quindi avere lo stesso giorno la pubblicazione della legge finanziaria e della legge che abroga quel particolare che è stato erroneamente votato. Questa è la mia decisione: non è sottoponibile a discussione e non è oggetto di dibattito.
Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Io, siccome il collega Scarpa è ancora lì, gli ripropongo di trasferire quest'emendamento al piano, che rivoltiamo, e di accettare, insieme al resto della maggioranza, di sistemare questo caso, perché non ha senso per nessuno di noi dover presentare un articolo unico per bocciare questa norma. Quindi chiedo al collega Scarpa di autorizzare questo. Poi il collega Scarpa può non partecipare al voto. L'importante è che autorizzi.
SCARPA (Gruppo Misto). Chiedo se il Regolamento lo consente.
MARROCU (D.S.). Sì. Rispettiamo la sua decisione però…
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Lombardo. Ne ha facoltà.
LOMBARDO (F.I.). Presidente io ritengo che lei, con la sua decisione, stia creando un pericoloso precedente. Perché non è possibile rimettere in votazione un atto già votato dal Consiglio, se non in base all'articolo 89, che è una prerogativa di ogni consigliere poter richiamare. La Giunta ha proposto una rettifica in base all'articolo 89, che prevede che su questa proposta si esprimano la Giunta, il consigliere proponente e il relatore della Commissione; e poi è il Consiglio nella sua interezza a dover valutare con il voto se accettare o no questa rettifica. Lei non può impedire a un consigliere di esercitare le prerogative in base all'articolo 89, non è ammessa la sua discrezionalità su questo.
PRESIDENTE. La ringrazio onorevole Lombardo. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Sul regolamento, per dire che sono in perfetta sintonia con quanto ammesso dalla collega Lombardo.
PRESIDENTE. Mi dispiace colleghi, ma io rimango sulla mia decisione. Siccome presiedo io questo Consiglio, si procede in questa maniera. L'unica cosa che possiamo fare è sospendere qualche minuto ancora per capire se è possibile procedere come diceva il collega Marrocu.
(La seduta, sospesa alle ore 01 e 30, viene ripresa alle ore 01 e 32.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Presidente, non credo spetti a me l'interpretazione del Regolamento come consigliere. Non posso che ribadire quello che ho detto poc'anzi, e cioè esprimere le mie opinioni rispetto all'accaduto e dire che mi rimetto all'Aula per la votazione sull'ipotesi di rivotare il testo, oltre questo non mi sento di potervi dire. Ho detto anche prima, Presidente, per essere preciso, che se il Presidente, nell'interpretazione del Regolamento, ritiene che questa votazione debba essere fatta all'unanimità, io, per non compromettere questa unanimità, non parteciperei al voto. Oltre questo non penso di poter dire.
PRESIDENTE. La ringrazio onorevole Scarpa. Bene, se i colleghi prendono posto procediamo alla ripetizione della votazione sull'emendamento numero 44 all'articolo 12.
SCARPA (Gruppo Misto). Se stiamo votando l'emendamento voglio fare dichiarazione di voto. Se state votando sull'annullamento della votazione, non ci sono, altrimenti…
Chi approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non approva alzi la mano.
(E' approvato)
All'unanimità. Bene, ripetiamo la votazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Signor Presidente della Regione, Assessori, Presidente del Consiglio, colleghi. Questa questione non è affatto secondaria. L'emendamento voleva impedire che nella nostra Regione si brucino combustibili fossili per vendere energia elettrica fuori dalla Sardegna. E' una questione che è citata nel programma del Presidente della Regione in maniera esplicita. Ora, io non conosco esattamente tutti i meccanismi per i quali sono state fatte altre scelte, questo Consiglio non ne è a conoscenza. Ho presentato un ordine del giorno perché il Piano energetico regionale venga inviato al Consiglio regionale per essere approvato, perché ritengo che sia indispensabile che il Consiglio partecipi alla definizione della politica energetica regionale. Ci sarebbero tante cose da dire, ma in due minuti non si possono dire, Presidente. La questione energetica è all'ordine del giorno della politica mondiale; ce ne vogliamo occupare anche noi? Questa è la ragione per la quale è indispensabile questo, e quell'emendamento tende ad evitare che in certe località l'uso dei combustibili fossili diventi il futuro per i prossimi 20 anni. Se le collettività invece non si sono espresse e vorrebbero fare altro, di questo dobbiamo parlare. L'emendamento tendeva ad aprire un dibattito su questo tema. Spero che abbia sortito almeno questo effetto, e spero che si possa entrare nel merito, perché sulla questione dell'uso dei combustibili fossili nella nostra Regione, sulle sue conseguenze, ci sono tante cose da dire, ma non le possiamo dire in una legge finanziaria, e neppure nei 2 minuti dichiarazione di voto. Per questa ragione, colleghi, vi chiedo, quando voteremo l'ordine del giorno, di valutare questa cosa con attenzione, perché noi della questione energetica in quest'Aula dobbiamo discutere. Questo emendamento non voleva creare un empasse istituzionale, però voleva portare l'attenzione dell'Aula su questo tema, perché ci sono collettività per le quali è stato già deciso che saranno costruite nuove centrali a carbone. Che cosa significa sviluppare le energie rinnovabili se stiamo aumentando la quantità di energia che produciamo con i combustibili fossili? Che cosa ne dobbiamo fare di tutta quest'energia? Di questo vorrei, Presidente, poter discutere, e possibilmente essere convinto, delle scelte che si stanno facendo, anche perché è sotto gli occhi di tutti, che la produzione di energia elettrica, bruciando combustibili fossili, è un grande business. Presidente, l'ENDESA, a Porto Torres, bruciando carbone, fa 200 milioni di euro l'anno di utili, e la Fiat ha distribuito 250 milioni di euro di dividendi nel 2006. Allora, è un grande business in mano a delle multinazionali e bisogna discutere di questo. Io non avevo intenzione di creare malintesi.
PRESIDENTE. Concluda.
SCARPA (Gruppo Misto). Grazie Presidente, anche vista l'ora tarda…
PRESIDENTE. Grazie onorevole Scarpa. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, io dichiaro il voto di astensione perché sono più stanco della volta scorsa, perciò non vorrei sbagliare. Visto che abbiamo sbagliato, non vorrei risbagliare, perciò, essendo più stanco, dichiaro la mia astensione.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Capelli. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Io, Presidente, dichiaro il voto di astensione, e lo faccio anche perché il collega Scarpa oggi è stato molto più esplicito di quanto non lo fosse stato nelle giornate precedenti. Onorevole Scarpa, è vero che l'ENDESA fa utili, ma non è solo l'ENDESA che fa utili. Riesce a leggerlo a questa distanza? Questa è un'altra azienda che fa molti utili, ma io non me la prendo con le aziende che fanno utili, collega Scarpa. Forse lei avrebbe dovuto dire però a quest'Aula che, oltre agli utili che fa ENDESA, anche a quante persone dà da mangiare.
SCARPA (Gruppo Misto). Duecento.
DIANA (A.N.). Non sono duecento le persone che lavorano in ENDESA, collega Scarpa. Ed in ogni caso noi dobbiamo essere i giudici o dobbiamo essere coloro che in qualche maniera vanno a fare le pulci ad un'azienda che è in Sardegna da tanti anni? Il presidente Soru era contrario al metano in campagna elettorale; poi probabilmente, come tante volte abbiamo detto, ha compreso, si è convertito e ha pensato che era più utile per la Sardegna avere il metano. Benissimo, ha fatto questa scelta e probabilmente nel futuro è corretto e giusto che le centrali di Fiumesanto funzionino a metano piuttosto che a carbone. E' un processo che immagino abbia qualche anno di vita. Io dico che ci vorranno almeno dieci anni. L'assessore Rau dichiara spesso che nell'arco del 2009-2010 il metano scorrerà in tutte le case della Sardegna. Io non ci credo ancora, mi auguro che sia così, però di fronte ad un problema di questo genere deve intervenire la programmazione, e sono d'accordo che possa andare nel programma regionale di sviluppo come ipotesi, ma non come certezza! Perché la certezza io credo che non sia assolutamente ammessa in questo momento, perché non è assolutamente possibile pensare di chiudere quelle centrali o impedirne l'eventuale esportazione, se ci fosse un eccesso di produzione dell'energia.
Quindi, presidente Secci, io rimango del parere che noi avremmo dovuto operare tranquillamente con l'articolo 89 perché rileggendolo attentamente, vede, dice "che sembrino", non dà certezze. Sì, capisco tutti i no di tutti i funzionari del Consiglio, ma l'articolo 89 del Regolamento non dà certezze. E' un articolo che è fatto proprio per questi casi, dice "che sembrino". Beh, io potrei parlare per 22 ore qui per dimostrare che quell'emendamento non sembra, è quasi certo che si scontra con quella che è una manovra finanziaria. Presidente…
PRESIDENTE. Sì, concluda, onorevole Diana.
DIANA (A.N.). Una manovra finanziaria non va interpretata solo per quelli che sono gli articoli così come li leggiamo noi, ma in tutto in suo complesso per quello che è lo scenario economico di una regione e quindi io credo che questo sembra, se non lo vogliamo dare come certezza, sembra certamente inconciliabile con i princìpi della finanziaria.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Diana. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Brevemente per dichiarare il voto favorevole all'emendamento, perché questa è una scelta di linea politica che noi manifestiamo ogni volta che si tratta di impianti che producono emissioni di Co2 e che possono essere evitate.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uras. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Mi sono domandato, Presidente, se per caso avessimo sbagliato e avessimo deliberato la costruzione di una centrale atomica, quindi non avremmo potuto ritornare indietro e rideliberare, ma è chiaro che si può rideliberare; e il Regolamento lo prevede. Io dico questo: il principio può essere probabilmente esatto sulla produzione, sempre che non si dimostri che anche producendo energia elettrica dal carbone si possa anche non inquinare. Ma una volta prodotta l'energia che è immessa in rete, scusate, come si fa a separare l'energia elettrica prodotta dal gassificatore a carbone dall'altra energia? E' una cosa impossibile! Ecco perché l'emendamento, pur rispettando il principio del collega Scarpa, non può essere approvato. Questo è il problema.
Terza riflessione. Attualmente le nuove centrali di gassificazione a carbone non emettono Co2 in atmosfera, perché con le nuove tecnologie che sono all'avanguardia e che stanno costruendo, la Co2, l'anidride carbonica viene immessa nel sottosuolo ad altissime profondità e non esiste nessuna emissione di Co2 in atmosfera. E quelle che stanno operando attualmente, non in Italia, ma in Olanda, ad Edimburgo e che abbiamo potuto visitare, emettono una quantità di Co2 in atmosfera inferiore alle attuali centrali elettriche a combustibile che noi abbiamo in Sardegna. Quindi quando si parla di una cosa è necessario parlarne con cognizione di causa, e non dire cose che possono essere, come principio, esatte e in buona fede, ma possono essere anche leggermente errate. Quindi io dico che se si riesce a produrre energia e ad abbassare il costo delle nostre industrie e delle nostre abitazioni ben venga l'energia prodotta dalla gassificazione del carbone con le nuove tecnologie e nel rispetto assoluto del trattato di Kyoto e norme conseguenti. Per quanto riguarda l'emendamento, per le motivazioni che ho appena detto, il mio parere è contrario.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Rassu. Se non ci sono altri colleghi che intendono fare dichiarazione di voto…
Ha domandato di parlare Presidente della Regione per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Rinuncio a parlare, data l'ora tarda.
PRESIDENTE. Grazie, Presidente.
Siamo in votazione, è stato chiesto il voto elettronico palese. Prego un collega della minoranza di accomodarsi alla Presidenza per gentilezza.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 44.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Fadda - Lai Renato - Lanzi - Licheri - Marracini - Pisu - Pittalis - Scarpa - Serra - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Lai Silvio - Lombardo - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Soru - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Artizzu - Capelli - Diana - Liori - Moro - Murgioni - Randazzo Alberto.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 60
votanti 53
astenuti 7
maggioranza 27
favorevoli 12
contrari 41
(Il Consiglio non approva).
Bene. Assessore Dadea, i coordinamenti che proponeva lei sono conclusi?
DADEA, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, conclusi.
PRESIDENTE. Onorevole Pileri, voleva proporre qualcosa nel coordinamento del testo?
Ha domandato di parlare il consigliere Pileri. Ne ha facoltà.
PILERI (F.I.). Sì, grazie Presidente. Io volevo presentare un coordinamento per quanto riguarda l'articolo 3. In particolare l'articolo 3 è carente per quanto riguarda gli aspetti relativi all'applicazione delle imposte perché si parla di imposta che viene pagata annualmente, ma che è riferita ad un periodo ben determinato, che non è quello annuale, ma è quello compreso tra il 1º giugno e il 30 settembre, e mi sembra che questo articolato crei e possa avere problematiche di applicazione perché non viene introdotta la tariffa giornaliera. E allora io proporrei un chiarimento per quanto riguarda il punto 5 del comma 3 dell'articolo 3, dove dopo la lettera i) sarebbe opportuno inserire la frase: "nel caso di ormeggio giornaliero il calcolo dell'imposta viene effettuato determinando la relativa tariffa sulla base dell'imposta annuale divisa per il numero di giorni relativi al periodo di applicazione della stessa". Questo mi sembra un chiarimento assolutamente necessario perché diversamente ci potrebbero essere, da parte di chi dovrà applicare queste imposte, delle serie problematiche per una corretta applicazione.
Su questo argomento si è cercato di presentare degli emendamenti, i quali non hanno avuto esito. Anche l'ultimo, presentato dalla maggioranza, sul quale abbiamo disquisito anche in queste ultime ore. Ritengo che questo articolato possa avere la sua giusta interpretazione nel momento in cui si inserisce questa frase che consente la possibilità di valutare l'ormeggio giornaliero.
PRESIDENTE. Colleghi, la proposta dell'onorevole Pileri si ravvisa più come un emendamento sostanziale alle norme che abbiamo discusso e approvato, che un chiarimento o un coordinamento di testo. Questa è la mia interpretazione, ovviamente non voglio sindacare la decisione del Consiglio perché siamo ormai... posso procedere con questa interpretazione, quindi non ammetterlo come coordinamento di testo? Onorevole Pileri, mi dispiace.
Ha domandato di parlare il consigliere Pileri. Ne ha facoltà.
PILERI (F.I.). Io credo di aver, come tutti i consiglieri che sono qua a dare il loro contributo, cercato di portare un contributo serio su questo e su tanti altri argomenti. Credo che si siano verificati anche durante i lavori, durante la presentazione degli emendamenti, delle situazioni in cui sono state adottate delle procedure, tra l'altro diversificate, corrette solo stasera, perché io qualche giorno fa avevo provato a presentare un emendamento che non era stato accettato, mentre mi risulta che un altro emendamento, nella stessa situazione, è stato approvato per la maggioranza e stasera è stato, invece, ritirato. Ecco, io prendo e apprendo questa bocciatura, diciamo, della possibilità di attivare la procedura di coordinamento finale e credo che la Giunta si deve assumere tutta la responsabilità di aver fatto certe scelte che sono sbagliate e creeranno dei gravi danni al sistema dell'economia turistica della Sardegna. Ed è sicuramente responsabile la maggioranza e non noi che abbiamo in tutti i modi cercato di apportare delle modifiche e delle correzioni.
PRESIDENTE. Sospendo brevissimamente per due minuti i lavori. Fatemi capire, per gentilezza. Sul coordinamento del testo, colleghi, il Regolamento dice che parla il proponente, parla il relatore e parla la Giunta, dopodiché si decide. Qui, invece, come per tutte le cose, ciascuno si iscrive e vuole parlare di tutto; non è possibile procedere in questa maniera, abbiate pazienza!
MARROCU (D.S.). Allora, per Regolamento, dia la parola al relatore e alla Giunta!
PRESIDENTE. Il Presidente della Commissione mi ha dato un'indicazione e ho detto le cose che ho detto. Poi si iscrivono altri colleghi, io non posso impedire fisicamente alle persone di parlare! O si rispettano le regole oppure non ci capiamo. Il relatore ha fatto intendere che questo non è coordinamento di testo, ma è una proposta emendativa sostanziale. La Giunta che cosa dice?
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Concorda col parere del Presidente della Commissione.
PRESIDENTE. Bene, non è ammessa in coordinamento del testo questa proposta. Grazie, abbiamo finito l'esame della finanziaria, dobbiamo passare alla votazione all'esame degli articoli per il bilancio.
(Interruzioni)
Colleghi, se dovevamo interrompere. Arrivati a questo punto, non è possibile organizzare i lavori per domani mattina.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust. Ne ha facoltà.
SANJUST (F.I.). Io vorrei capire, per quanto riguarda la convocazione delle Commissioni, come ci si deve comportare, perché sono comunque le 2 del mattino.
PRESIDENTE. La cosa più naturale sarebbe che arrivati a questo punto le Commissioni si sconvochino, perché non è pensabile che alle 9 del mattino, alle 10 del mattino sia possibile convocare qualsiasi tipo di Commissione. Mi sembra normale che i commissari non possono stare qui fino alle 4 di stamattina e poi stamattina tornare alle 9 per fare la Commissione. Si troveranno le forme e i modi per comunicare ai colleghi che sono impegnati e che sono tutti qui e a chi deve essere sentito, esterno, in qualche forma per dirgli che è successo questo contrattempo e le riunioni non si fanno, ma decidiamo al momento opportuno, quando abbiamo completato i nostri lavori di stasera.
PRESIDENTE. Procediamo col voto sul passaggio all'esame degli articoli del bilancio.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli del bilancio.
(Segue la votazione)
Prendo atto che la consigliera Barracciu ha votato a favore e il consigliere Artizzu si è astenuto.
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Amadu - Capelli - Cuccu Franco Ignazio - La Spisa - Lombardo - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Rassu - Sanjust - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Artizzu - Diana - Liori - Moro - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 61
votanti 56
astenuti 5
maggioranza 29
favorevoli 44
contrari 12
(Il Consiglio approva).
Passiamo alla votazione della legge di bilancio.
Passiamo all'esame dell'articolo 1.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:
Art. 1
1. Sono autorizzati l'accertamento, la riscossione e il versamento, secondo le leggi in vigore, delle entrate dovute alla Regione per l'anno 2007, dal 1° gennaio al 31 dicembre, giusta lo stato di previsione dell'entrata annesso alla presente legge..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 2.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:
Art. 21. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio è autorizzato, ove occorra, a disporre con propri decreti l'istituzione nello stato di previsione dell'entrata di nuovi capitoli nell'ambito delle corrispondenti unità previsionali di base istituite o da istituire col medesimo provvedimento..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 3.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:
Art. 3
1. Ai sensi dell'articolo 34, comma 3, della legge regionale 2 agosto 2006, n. 11, il limite alla rinuncia alla riscossione di poste in entrata è fissato nell'importo di euro 15..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 4.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4:
Art. 41. E' approvato in euro 8.616.751.000 in termini di competenza, dal 1° gennaio al 31 dicembre, il totale della spesa della Regione per l'anno 2007..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 5.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5:
Art. 51. Sono autorizzati gli impegni, le liquidazioni ed i pagamenti delle spese, secondo le leggi in vigore, per l'anno 2007, dal 1° gennaio al 31 dicembre, giusto lo stato di previsione della spesa annesso alla presente legge entro il limite di stanziamento di competenza in conformità a quanto disposto dagli articoli 38, 40 e 41 della legge regionale n. 11 del 2006..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 6.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6:
Art. 6
1. Per gli effetti di cui all'articolo 19 della legge regionale n. 11 del 2006 sono considerate spese obbligatorie e d'ordine quelle iscritte nell'elenco n. 1 annesso alla presente legge..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 7.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7:
Art. 71. Per gli effetti di cui all'articolo 20 della legge regionale n. 11 del 2006, sono considerate spese occorrenti per restituire tributi indebitamente riscossi, o tasse ed imposte sui prodotti che si esportano, per integrare le assegnazioni relative a stipendi, pensioni ed altri assegni fissi, tassativamente autorizzati e regolati per legge e per integrare la dotazione del fondo speciale per la riassegnazione delle somme perente agli effetti amministrativi (UPB S01.01.003 - cap. SC01.0027), quelle iscritte nell'elenco n. 2 annesso alla presente legge..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 8.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 8:
Art. 81. Per gli effetti di cui all'articolo 21 della legge regionale n. 11 del 2006, sono considerate spese occorrenti per la restituzione di somme avute in deposito o per il pagamento di quote di entrata devolute ad enti ed istituti, o di somme comunque riscosse per conto di terzi, quelle iscritte nell'elenco n. 3 annesso alla presente legge.
2. Si prescinde dalla deliberazione della Giunta regionale per la riassegnazione delle somme di cui all'articolo 21, comma 2, della legge regionale n. 11 del 2006, relative a spese derivanti da obblighi di legge o di contratto, per le spese a destinazione vincolata nonché per le somme erroneamente erogate a terzi non beneficiari.
3. L'applicazione della procedura di cui all'articolo 21, comma 2, della legge regionale n. 11 del 2006, è limitata alle somme di importo superiore a euro 250.000, fatti salvi i casi di cui al comma 2..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 9.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 9:
Art. 91. E' approvato il quadro generale riassuntivo del bilancio della Regione per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 2007..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 10.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 10:
Art. 10
1. L'Assessore regionale della programmazione, credito ed assetto del territorio è autorizzato ad iscrivere, con proprio decreto, previa deliberazione della Giunta regionale, adottata su proposta dell'Assessore medesimo di concerto con gli Assessori competenti, per le assegnazioni a destinazione non vincolata, in appositi capitoli, istituiti o da istituire, nello stato di previsione della spesa nell'ambito delle corrispondenti unità previsionali di base, istituite o da istituire, in corrispondenza con gli accertamenti effettuati in conto dei correlativi capitoli dello stato di previsione dell'entrata, istituiti o da istituire, i fondi assegnati con specifica destinazione dallo Stato, dall'Unione europea, da altri enti, o soggetti pubblici e/o privati, in applicazione di disposizioni di legge.
2. Con il procedimento di cui al comma 1 si provvede alle reiscrizioni di assegnazioni statali di cui sia stata accertata l'economia di stanziamento nell'anno 2006 con contestuale minore accertamento della relativa entrata. Con la medesima procedura si provvede alla reiscrizione di
assegnazioni statali la cui correlativa entrata risulti riscossa o versata, attingendo alle disponibilità del fondo di cui al capitolo SC08.0001 - UPB S08.01.001.
3. Con la procedura di cui al comma 1 sono autorizzate:
a) l'iscrizione delle quote dei mutui contratti dalla Regione, ivi compresi quelli i cui oneri di ammortamento sono assunti a carico del bilancio dello Stato;
b) le variazioni di bilancio necessarie a dare attuazione ai programmi integrati d'area approvati a' termini della legge regionale 26 febbraio 1996, n. 14, agli interventi inclusi nella programmazione negoziata e agli accordi di programma, attingendo, ove occorra, alle disponibilità del fondo di cui al capitolo SC01.0628 (UPB S01.03.010) e, anche mediante le modalità di cui all'articolo 2 della legge regionale 12 marzo 1976, n. 12..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 11.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 11:
Art. 111. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio è autorizzato, con proprio decreto, ad apportare le variazioni di bilancio, anche mediante applicazione della procedura prevista dall'articolo 2 della legge regionale n. 12 del 1976, necessarie per l'attuazione delle ordinanze del Commissario governativo emesse a' termini dell'articolo 6, comma 1, dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri 28 giugno 1995 e dell'articolo 8 dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri 14 dicembre 2004, n. 3387 e successive modifiche ed integrazioni..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 12.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 12:
Art. 121. Ai fini dell'attuazione dei programmi operativi e delle iniziative comunitarie inseriti nella programmazione comunitaria nel rispetto delle disposizioni contenute nei rispettivi regolamenti comunitari e dei vincoli imposti dall'Unione europea, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio è autorizzato ad apportare, con proprio decreto, fermo restando il piano finanziario approvato con decisione della Commissione europea, anche mediante l'applicazione della procedura di cui all'articolo 2 della legge regionale n. 12 del 1976, o attingendo dal fondo di cui all'articolo 19 della legge regionale n. 11 del 2006, per eventuali reiscrizioni di spesa, le necessarie variazioni di bilancio..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 13.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 13:
Art. 13
1. Al fine del recepimento dei programmi finanziati con il concorso dell'Unione europea e delle relative modifiche e sulla base delle autorizzazioni emesse dalla stessa Unione europea, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio è autorizzato a disporre, con proprio decreto da comunicare entro cinque giorni alla competente Commissione consiliare, le necessarie variazioni di bilancio, attingendo, per il cofinanziamento regionale, al fondo di cui all'articolo 25 della legge regionale n. 11 del 2006 (UPB S08.01.001) e, ove occorra, anche con l'applicazione della procedura di cui all'articolo 2 della legge regionale n. 12 del 1976..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 14.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 14:
Art. 141. Per gli obblighi derivanti dall'applicazione del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, modificato dal decreto legislativo 10 aprile 1998, n. 137, relativi all'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP), l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio è autorizzato a disporre, con propri decreti, in corrispondenza con gli accertamenti effettuati in conto dei capitoli d'entrata EC116.015 e EC116.018 (UPB E116.002), l'adeguamento degli stanziamenti dei capitoli di spesa SC08.0171 (UPB S08.01.009) e SC08.0287 (UPB S08.02.001) e SC05.0001 (UPB S05.01.001) anche mediante variazioni compensative tra gli stessi capitoli, ancorché riferiti ad unità previsionali di base differenti..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 15.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 15:
Art. 15
1. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio è autorizzato a disporre, con propri decreti, l'adeguamento degli stanziamenti dei capitoli di spesa relativi alla quota capitale e/o interessi delle rate di ammortamento dei mutui contratti dalla Regione, mediante variazioni compensative tra gli stessi, ancorché riferiti ad unità previsionali di base differenti..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 16.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 16:
Art. 16
1. Ai fini dell'applicazione delle disposizioni di cui al decreto del Ministero dell'economia e delle finanze del 19 febbraio 2005 (Codificazione, modalità e tempi per l'attuazione del SIOPE per le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano), l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, con proprio decreto, provvede alle necessarie variazioni di bilancio nel rispetto dello stanziamento autorizzato dalla legge di bilancio..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 16 bis.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 16 bis:
Art. 16 bis1. Al fine di soddisfare le obbligazioni scaturenti da sentenze, liti, arbitrati ed altre tipologie di spesa analoghe, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio provvede, con proprio decreto, mediante l'utilizzo del fondo di cui all'articolo 19 della legge regionale n. 11 del 2006 (UPB S08.01.004 - cap. SC08.0045) ad incrementare i capitoli di spesa relativi, rispettivamente, all'obbligazione principale e agli oneri correlati..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 17.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 17:
Art. 171. Al fine dell'attuazione dell'articolo 31, comma 3 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, con proprio decreto, provvede all'iscrizione delle somme derivanti dai compensi corrisposti da terzi ai dirigenti dell'Amministrazione regionale in conto del capitolo SC01.0133 (UPB S01.02.001) previo accertamento in conto del capitolo d'entrata EC372.022 (UPB E372.004)..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 18.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 18:
Art. 181. Al fine dell'attuazione dell'articolo 103 del contratto collettivo regionale di lavoro per gli anni 1998-2001, il direttore generale dell'Assessorato della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio provvede, sulla base della determinazione, emessa su conforme deliberazione della Giunta regionale, del direttore del servizio competente dell'Assessorato degli affari generali, personale e riforma della Regione, a ripartire lo stanziamento dei fondi unici di cui ai capitoli SC01.0135, SC01.0134 (UPB S01.02.001) ai vari fondi per la retribuzione di rendimento e di posizione, attribuiti a ciascuna direzione generale.
2. Con la medesima procedura si provvede alle variazioni di bilancio conseguenti all'utilizzo del fondo di cui al capitolo SC01.0134 (UPB S01.02.001)..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 19.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 19:
Art. 191. Ai fini dell'applicazione delle disposizioni contrattuali in materia di fondi di cui agli articoli 102 e 102 bis del contratto collettivo regionale del lavoro 2002-2005, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio è autorizzato, con proprio decreto, su proposta dell'Assessore regionale competente in materia di personale, ad apportare le variazioni di bilancio necessarie per l'utilizzo delle economie di spesa individuate dalle citate disposizioni da destinare ai fondi medesimi.
2. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 10 del contratto collettivo regionale di lavoro del personale con qualifica dirigenziale biennio economico 2000-2001 e con le stesse modalità indicate al comma 1, sono apportate le variazioni di bilancio necessarie per l'utilizzo delle economie di spesa realizzate in conto delle risorse destinate alla copertura degli oneri assicurativi..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 20.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 20:
Art. 20
1. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, con proprio decreto, provvede a trasferire, dai corrispondenti capitoli, le somme relative alle spese di missione destinate all'attuazione di interventi, progetti, programmi cofinanziati dall'Unione europea, dallo Stato o da altri enti pubblici da imputarsi ai capitoli SC01.0237 e SC01.0238(UPB S01.02.004)..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 21.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 21:
Art. 211. I trasferimenti dai fondi di cui all'articolo 24 della legge regionale n. 11 del 2006, relativi alla revisione dei prezzi contrattuali, possono essere disposti a favore dei vari capitoli di spesa compresi nel titolo II, categoria 01, nonché del capitolo di spesa SC05.0061 (UPB S05.01.003).
2. Nel caso in cui i capitoli di provenienza risultino soppressi, i loro corrispondenti sono reistituiti, ai fini di cui al comma 1, con decreto dell'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
3. Si prescinde dalla deliberazione della Giunta regionale per i trasferimenti sino a euro 260.000..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 22.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 22:
Art. 22
1. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, su conforme deliberazione della Giunta regionale adottata su proposta dell'Assessore regionale medesimo, di concerto con gli Assessori rispettivamente interessati, è autorizzato a disporre, con proprio decreto, l'iscrizione ai competenti capitoli di spesa, in corrispondenza con gli accertamenti effettuati in conto dei capitoli d'entrata EC324.003, EC324..04 (UPB E324.001), e EC362.097 (UPB E362.010) degli importi corrispondenti, o delle minori somme effettivamente occorrenti agli interessi attivi maturati sui conti correnti di cui alla legge regionale 7 gennaio 1975, n. 1, articolo 4, comma 5, agli interessi attivi maturati sulle somme erogate agli enti locali con vincolo di destinazione specifica ed alle economie realizzate rispetto ai fondi messi a disposizione degli enti stessi, di cui all'articolo 9, comma 3 della medesima legge, al 31 dicembre 2006.
2. Nel caso in cui gli enti gestori e gli enti locali interessati abbiano richiesto - a' termini rispettivamente dell'articolo 4, comma 6 e dell'articolo 9, comma 3, della legge regionale n. 1 del 1975 - la riassegnazione degli importi degli interessi e delle economie realizzate e l'Amministrazione regionale disponga l'accoglimento di tali richieste prima che siano avvenuti i rispettivi versamenti, alle riassegnazioni stesse può farsi luogo - previa l'adozione di provvedimenti di variazione di bilancio di cui al comma 1 e sulla base dei correlativi accertamenti d'entrata - mediante l'emissione di ordinativi diretti da commutarsi in quietanze di entrata..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 23.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 23:
Art. 231. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, con proprio decreto, è autorizzato ad iscrivere, previo accertamento in conto del capitolo di entrata EC362.083 (UPB E362.009), le somme derivanti dalla vendita delle riproduzioni della Carta tecnica regionale, in conto del capitolo SC04.2492 (UPB S04.09.006) per essere utilizzate ai fini dell'aggiornamento della Carta medesima e della produzione di materiale cartografico..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 24.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 24:
Art. 241. Gli stanziamenti sussistenti in conto competenza e in conto residui sul capitolo SC02.0898 (UPB S02.03.007) di cui all'articolo 19 della legge regionale 24 dicembre 1998, n. 37, e successive modifiche ed integrazioni, sono trasferiti al capitolo SC02.0900 (UPB S02.03.007). Al trasferimento provvede, con proprio decreto, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, su proposta dell'Assessore regionale degli enti locali, finanze e urbanistica, anche mediante l'applicazione della procedura di cui all'articolo 2 della legge regionale n. 12 del 1976..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 25.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 25:
Art. 251. Ai sensi dell'articolo 35, comma 3 della legge regionale 11 ottobre 1985, n. 23, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio è autorizzato a disporre, con propri decreti, in corrispondenza degli accertamenti effettuati in conto del capitolo di entrata EC362.082 (UPB E362.009) l'iscrizione ai capitoli di spesa SC04.2446, SC04.2447 (UPB S04.09.003) e SC04.2775 (UPB S04.10.006) delle somme relative ai rimborsi delle anticipazioni concesse a favore dei comuni per la redazione e l'attuazione dei piani di risanamento urbanistico..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 26.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 26:
Art. 261. Ai fini dell'applicazione del decreto ministeriale 3 settembre 1998, n. 370, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio è autorizzato a disporre, con propri decreti, in corrispondenza degli accertamenti effettuati in conto del capitolo di entrata EC349.004 (UPB E349.001) l'iscrizione al capitolo di spesa SC04.1134 (UPB S04.05.001) delle somme relative alla riscossione delle spese amministrative per le procedure di notifica e di sorveglianza delle spedizioni transfrontaliere..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 27.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 27:
Art. 271. All'utilizzo degli stanziamenti iscritti in conto dei capitoli SC04.1133 (UPB S04.05.001) e SC04.1155 (UPB S04.05.002) si provvede previo accertamento delle correlative entrate in conto del capitolo EC116.013 (UPB E116.002)..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 28.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 28:
Art. 28
1. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, con proprio decreto, è autorizzato a disporre, in corrispondenza degli accertamenti effettuati in conto del capitolo di entrata EC362.031 (UPB E362.004), l'iscrizione al capitolo di spesa SC06.1145 (UPB S06.04.015) delle somme relative alla riscossione delle spese di partecipazione alle fiere agro-alimentari.
2. Le somme iscritte in conto del capitolo SC06.1145 (UPB S06.04.015) possono essere utilizzate anche ai fini di eventuali restituzioni di versamenti per la mancata partecipazione alle fiere..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 29.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 29:
Art. 29
1. Lo stanziamento di cui alla legge regionale 9 agosto 2002, n. 13, (UPB S06.04.006 - capitolo SC06.0970), è trasferito ai competenti centri di responsabilità di cui al capitolo SC06.0972, sulla base dei fabbisogni di pagamento rappresentati dagli stessi; al relativo trasferimento provvede, con proprio decreto, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, su proposta dell'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, secondo le disposizioni previste dalla legge regionale n. 12 del 1976..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 30.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 30:
Art. 301. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 13, lettera f) della legge 5 agosto 1978, n. 457, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio è autorizzato a disporre, con propri decreti, in corrispondenza con gli accertamenti effettuati in conto del capitolo d'entrata EC361.089 (UPB E361.008), l'iscrizione al capitolo di spesa SC04.2677 (UPB S04.10.003) delle somme da versare alla Cassa depositi e prestiti, a seguito dei rimborsi dei contributi erogati per gli interventi di edilizia agevolata.
2. Gli oneri relativi al pagamento delle semestralità di contributo per gli interventi di edilizia rurale, attivati ai sensi dell'articolo 26 della legge n. 457 del 1978, fanno carico allo stanziamento iscritto nel capitolo di spesa SC04.2920 (UPB S04.11.003)..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 31.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 31:
Art. 311. Gli stanziamenti iscritti in conto del capitolo SC08.004 (UPB S08.01.001) possono essere utilizzati, oltre che per i compensi da corrispondere alle imprese esecutrici di opere immobiliari a diretto carico della Regione, per i maggiori oneri dovuti dagli enti delegati dall'Assessorato dei lavori pubblici per l'attuazione degli interventi nelle zone interne previsti dalla delibera del CIPE del 3 agosto 1998, relativi all'azione organica 6.3 - Interventi nelle zone interne..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 32.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 32:
Art. 321. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, con proprio decreto, è autorizzato ad iscrivere in conto del capitolo SC04.2671 (UPB S04.10.003), previo accertamento in conto del capitolo di entrata EC361.089 (UPB E361.008), le somme derivanti da recuperi relativi ai contributi erogati per interventi di edilizia agevolata, ai fini della tenuta, manutenzione e informatizzazione dell'anagrafe dei beneficiari delle agevolazioni in materia di edilizia residenziale..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 33.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 33:
Art. 33
1. Per le finalità previste dall'articolo 164, comma 4, del testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali di cui al decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio è autorizzato a disporre, con proprio decreto, in corrispondenza degli accertamenti effettuati in conto del capitolo d'entrata EC350.034 (UPB E350.002), l'iscrizione in conto dei capitoli di spesa SC04.1370 (UPB S04.06.005), in capo ai rispettivi centri di responsabilità delle somme provenienti dalle sanzioni erogate a' termini dell'articolo 15 della legge 25 giugno 1939, n. 1497..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 34.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 34:
Art. 341. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, su conforme deliberazione della Giunta regionale, adottata su proposta dell'Assessore regionale medesimo di concerto con l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, è autorizzato a disporre, con propri decreti, il trasferimento delle somme iscritte ai fondi da ripartire di cui ai capitoli SC05.005, SC05.002 e SC05.003 (UPB S05.01.001), ai vari capitoli istituiti o da istituire nell'ambito delle corrispondenti unità previsionali di base, istituite o da istituire, per l'applicazione della legge 23 dicembre 1978, n. 833.
2. Con la stessa procedura è autorizzato il ripristino - mediante opportuna riduzione agli stanziamenti portati dai vari capitoli di spesa alimentati dalla quota regionale del Fondo sanitario nazionale - delle disponibilità occorrenti nei fondi da ripartire di cui ai precitati capitoli SC05.005 e SC05.002(UPB S05.01.001)..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 35.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 35:
Art. 35
1. Le articolazioni dei capitoli di spesa, ancora operanti, effettuate ai sensi dell'articolo 17, comma 1della legge regionale 30 maggio 1989, n. 18, nell'anno 1998, per l'utilizzazione degli stanziamenti, relativi agli interventi straordinari affidati alla realizzazione della Regione, ai sensi dei piani annuali di attuazione di cui alla legge 1° marzo 1986, n. 64, restano valide anche per l'anno 2007..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 36.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 36:
Art. 36
1. All'utilizzo delle risorse di cui all'articolo 5 della legge regionale 11 maggio 2006, n. 4, si provvede previo accertamento della correlativa entrata..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 37.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 37:
Art. 371. E' approvato il bilancio pluriennale della Regione per il quadriennio 2007-2008-2009-2010 nel testo allegato alla presente legge..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 38.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 38:
Art. 381. E' approvato il quadro generale riassuntivo del bilancio pluriennale della Regione per il quadriennio 2007-2008-2009-2010..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 39.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 39:
Art. 391. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dello stato di previsione dell'entrata.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dello stato di previsione della spesa. Strategia 1.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. E' stato presentato l'emendamento numero 20 della Giunta regionale.
PRESIDENTE. Onorevole Floris Vincenzo.
FLORIS VINCENZO (D.S.). No, no.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione sull'emendamento numero 20 ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Presidente, per una questione sto rimettendo in ordine rispetto all'ordine che c'è stato dato nel fascicolo che abbiamo esaminato in Commissione. Se mi dà un minuto, Presidente.
PRESIDENTE. Dovrebbe averli già in ordine di votazione, Presidente.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Siccome però stamattina ce li avevamo in un ordine diverso…
PRESIDENTE. Ah ho capito, li sta ordinando...
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Solo un minuto.
PRESIDENTE. Dispongo un minuto di sospensione in Aula.
(La seduta, sospesa alle ore 2, viene ripresa alle ore 2 e 14.)
PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto, riprendiamo i nostri lavori. Allora, alla strategia 1, sono stati presentati gli emendamenti numero 20 e 30.
(Si riporta di seguito il testo degli emendamenti:
Emendamento modificativo Giunta regionale.
STRATEGIA 01 - Istituzionale
In aumento
UPB S01.01.002 Oneri per il funzionamento della Giunta regionale e uffici di supporto
capitolo SC01.0006
2007 euro 50.000
UPB S01.02.004 Spese per il personale effettuate nell'interesse dell'Amministrazione
Regionale
capitolo SC01.0238
2007 euro 40.000
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S08.01.004 Somme per le quali sussiste l'obbligo a pagare
capitolo SC08.0045 CDR 00.03.01.00
2007 euro 90.000. (20)
Emendamento modificativo MARRACINI, LAI, PITTALIS, ATZERI, MANINCHEDDA
STRATEGIA 01
In aumento
UPB S01.01.003 Funzionamento organismi di interesse regionale
2007 Euro 70.000
Per incrementare il capitolo SC01.0467 (Commissione regionale parità fra uomini e donne)
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S08.01.004 (perenzioni). (30).)
PRESIDENTE. Parere della Commissione sugli emendamenti numero 20 e numero 30.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Sì grazie. Sull'emendamento numero 20 il parere è favorevole, sull'emendamento numero 30 il parere è ugualmente favorevole ma a condizione che la cifra sia diminuita a 20 mila euro.
PRESIDENTE. A quanto?
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. 20 mila euro.
PRESIDENTE. Per ogni anno?
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Solo per il 2007, l'emendamento numero 30.
PRESIDENTE. Chiedo scusa io. Il parere della Giunta sugli emendamenti.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del bilancio, credito e assetto del territorio.
DADEA, Assessore tecnicodel bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere è conforme a quello del Presidente della Commissione.
Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
E' in votazione l'emendamento numero 30, per il quale chiedo ai proponenti se accettano la proposta di riduzione dell'importo.
Ha domandato di parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). No, siccome mi pare un'elemosina, ritiriamo l'emendamento.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 30 è ritirato. Strategia 2.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). L'emendamento reca anche la mia firma e colgo quella dell'onorevole Marracini, mio segretario regionale, come una provocazione. Non siamo qui al mercato: 20, 30, 40, 50. E' stata posta dalla Commissione pari opportunità una esigenza che è stata raccolta, che poteva essere proposta anche da qualunque gruppo politico, non capiamo perché si debbano... allora si dica: non ci sono soldi, e allora è un problema oggettivo. Ma siccome sono state messe risorse allocate e qui stiamo parlando di 70 mila euro, non stiamo parlando neanche dei 600.000 euro allocati per la cooperativa X o per altre cose, allora si dica che questo organismo non deve funzionare, ma non si faccia questo mercanteggiare, al quale noi non ci prestiamo.
PRESIDENTE. Non ho capito se l'emendamento è ritirato oppure no.
PITTALIS (Gruppo Misto). Presidente, la sollecitazione è capire se c'è serietà in una proposta oppure no, quindi…
PRESIDENTE. Siccome l'onorevole Marracini ha detto che ritirava l'emendamento, lei lo ripropone?
PITTALIS (Gruppo Misto). Vorrei fare presente che ci sia serietà e noi lo manteniamo per l'importo in cui è. Quindi si voti così, lo si respinga, se si ritiene…
PRESIDENTE. La ringrazio, ho capito.
Ha domandato di parlare il consigliere Cucca. Ne ha facoltà.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. No, perché quando si parla di serietà è necessario un pochino riflettere, perché talvolta si abusa dei termini. Non è una scelta che è stata fatta con l'intento di diventare poco seri o più seri o meno seri di altri. Si è stabilito stamattina, si è detto in Commissione, quando è stato esaminato l'emendamento, che siccome si è arrivati ormai al mese di giugno, si reputava che potessero essere sufficienti i 20 mila euro. La Commissione in questo senso ha espresso parere favorevole, senza nulla togliere all'importanza della Commissione pari opportunità, senza nulla togliere alla legittimità delle pretese. Quindi l'intento della Commissione era quello, evidentemente, di mostrare attenzione all'argomento, ma considerato il fatto che mancano solo sei mesi alla fine dell'anno, in buona sostanza si è reputato che quella somma potesse essere più che sufficiente per farla funzionare. E si è anche detto in Commissione, questo per completezza, che per l'anno venturo, eventualmente, si potrà valutare l'argomento in maniera differente. Ecco lo spirito, non per poca serietà o per poca attenzione nei confronti dell'argomento.
PRESIDENTE. Scusi onorevole Cucca, per completezza, così non parliamo cinquanta volte. L'onorevole Pittalis lo vuole mantenere con l'importo che è nella proposta.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Se dalla Giunta arriva una proposta differente…
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore del bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnicodel bilancio, credito e assetto del territorio. Se il Presidente della Commissione fosse d'accordo, la proposta della Giunta sarebbe quella di incrementare e di portarlo al 50 per cento della proposta che era contenuta, se il Presidente della Commissione è d'accordo: 35.000 euro.
PRESIDENTE. I proponenti?
Ha domandato di parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Se è accolto l'invito della Giunta.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Certo che sì.
PRESIDENTE. E' in votazione l'emendamento numero 30 con la proposta dell'importo a 35.000 euro.
Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame della strategia 2.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Alla strategia 2 sono stati presentati gli emendamenti 14, 17 e 19.
(Si riporta di seguito il testo degli emendamenti:
Emendamento modificativo CALIGARIS - Ibba - Barracciu - Pisu.
STRATEGIA 02 - Conoscenza
UPB S02.01.001 - Politiche a favore dell'istruzione
SC02.0010 - Contributi agli Istituti scolastici per l'organizzazione di gite da effettuarsi con il "trenino verde" (art. 5, comma 10, L.R. 24 aprile 2001, n.6)
ANNO STANZIAMENTO PROPOSTA
2007 0,00 150.000,00
2008 0,00 200.000,00
2009 0,00 200.000,00
2010 0,00 200.000,00. (14)
Emendamento modificativo BIANCU - Cucca - Sabatini - Cuccu Giuseppe.
STRATEGIA 02 - Conoscenza
Il capitolo di spesa SC02.1118 (Contributi alle Università della Sardegna per l'istituzione di borse di studio destinate alla frequenza delle scuole di specializzazione nelle facoltà di medicina e chirurgia e medicina veterinaria) dell'UPB S02.04.010 è incrementato per gli anni 2007, 2008, 2009, 2010 di euro 4.000.000
Copertura finanziaria:
In aumento
UPB S02.04.010 cap. SC02.1118
2007 euro 4.000.000
2008 euro 4.000.000
2009 euro 4.000.000
2010 euro 4.000.000
In diminuzione
UPB S08.01.002 (FNOL)
2007 euro 4.000.000
2008 euro 4.000.000
2009 euro 4.000.000
2010 euro 4.000.000. (19)
2011
Emendamento modificativo Vargiu - La Spisa - Artizzu - Ladu - Randazzo Alberto - Gallus - Liori - Contu - Randazzo Vittorio - Licandro.
STRATEGIA 02 - Conoscenza
In aumento
UPB S02.04.010 Programmi di ricerca e prevenzione nel settore sanitario
Anno 2007 Euro 5.000.000
per incrementare il capitolo SC02.1118 (contributo alle Università per l'istituzione di borse di studio destinate alla frequenza delle scuole di specializzazione nelle facoltà di medicina e chirurgia e medicina veterinaria)
COPERTURA FINANZIARIA
UPB S08.01.002 Fondo per nuovi oneri legislativi di parte corrente.
Anno 2007 Euro 5.000.000
mediante riduzione proporzionale delle voci della tabella A allegata alla legge finanziaria. (17).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore. Sì. Sull'emendamento numero 14 il parere è negativo, con invito al ritiro, perché in effetti le somme ci sono già. Per quanto riguarda il parere della Commissione sull'emendamento 14, è negativo con invito al ritiro, in quanto questo contributo esiste già, ci sono già delle somme di danaro per la medesima funzione, con la medesima destinazione. Sul 19 e sul 17, che sono poi sostanzialmente uguali (cambia solo un problema di annualità), il parere è favorevole, con una modifica anche degli importi, che ci verranno poi riferiti dalla Giunta.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico degli affari generali personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, Presidente. Il parere della Giunta è conforme, per quanto riguarda l'emendamento numero 14, a quello del Presidente della Commissione, e quindi si invita al ritiro. Per quanto concerne invece l'emendamento numero 19, che riguarda le borse di studio destinate alla frequenza delle scuole di specializzazione, la Giunta accoglie la proposta della Commissione, anche alla luce del fatto che c'è indubbiamente, per poter mantenere lo stesso numero di borse di studio per le scuole di specializzazione dell'anno scorso, la necessità di incrementare la dotazione finanziaria. La proposta della Giunta è in questo senso: per mantenere lo stesso numero di borse di studio, si porta la copertura finanziaria in aumento per il 2007, facendo riferimento all'UPB E362.012, più 5 milioni e 400 mila; per quanto riguarda invece i fondi in diminuzione per gli anni 2008, 2009 e 2010, si portano sempre 5 milioni e 400.000, facendo riferimento però all'UPB S08.01.002, fondo per nuovi oneri legislativi di parte corrente, voce 8. Quindi, solo per il 2007, il riferimento in entrata è per l'UPB E362.012, 5 milioni e 400 mila.
PRESIDENTE. Sul 17?
DADEA, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il 17 è unificato, Presidente, sono identici.
PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione dell'emendamento numero 14.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, stiamo parlando dell'emendamento numero 14 firmato da me, dall'onorevole Ibba e anche dagli onorevoli Barracciu e Pisu. Quest'emendamento è stato presentato perché si è verificato un deficit forte nel finanziamento, relativamente alla possibilità per i ragazzi che frequentano le scuole, di poter utilizzare il trenino verde per le gite scolastiche. Siccome è stato un problema segnalato, vorrei anche sapere dove sono finiti questi stanziamenti per il trenino, e se è possibile riflettere un attimo sulla dotazione. Si tratta di valorizzare quella che viene considerata da tutti una risorsa per le zone interne, che favorisce il rapporto diretto tra gli studenti e quelle parti del territorio dell'Isola, che hanno non solo dei panorami straordinari, ma anche endemismi vegetali. Insomma, tutti conosciamo le aree e la funzione del trenino. Per cui credo che se si trovassero dei finanziamenti idonei per accontentare le scuole e i ragazzi che usano questo mezzo, sarebbe un segnale positivo. Tutto qui.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Caligaris, quindi mantiene il suo emendamento? Il relatore la invitava a ritirarlo, non lo ritira?
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, se non c'è nessuna volontà di venire incontro a un problema così rilevante, lo ritiro. Se questa è la volontà della Giunta e di tutta la maggioranza, lo ritiro.
PRESIDENTE. L'emendamento è ritirato! Gli emendamenti 17 e 19 si votano assieme, con il testo di modifica al 19, proposto dall'Assessore.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Soltanto per fare una domanda. Volevo chiedere all'Assessore se la valutazione che è stata fatta con la copertura finanziaria di 5 milioni e 400 mila euro è comprensiva anche del riassestamento dei contratti per gli studenti, per i medici o veterinari, che sono già all'interno del scuole di specializzazione, visto che la normativa comporta che verrà trasformata da borsa in contratto, anche per quelli che sono al secondo, terzo e quarto anno.
DADEA, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì!
VARGIU (Riformatori Sardi). Perfetto. Grazie.
(Sono approvati)
Passiamo all'esame della strategia 3.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Alla strategia tre sono stati presentati gli emendamenti numeri 2, 21, 22 e 23.
(Si riporta di seguito il testo del capitolo e dei relativi emendamenti:
Emendamento sostitutivo parziale Marracini - Lai - Pittalis.
STRATEGIA 03 - (Beni culturali)
In aumento
UPB S03.02.005 Interventi per attività di spettacolo
Anno 2007 euro 250.000
Per incrementare il capitolo SC03.0337
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S08.01.002 FNOL
Anno 2007 euro 250.000 voce 9 tabella A. (2)
Emendamento modificativo Giunta regionale.
STRATEGIA 03 - (Cultura)
In aumento
UPB S03.02.003 Interventi per promuovere l'editoria e l'informazione
Anno 2007 euro 30.000
Per incrementare il capitolo SC03.0277
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S08.01.004 Somme per le quali sussiste l'obbligo di pagare
Anno 2007 euro 30.000
cap. SC08.0045. (21)
Emendamento modificativo Giunta regionale.
STRATEGIA 03
In aumento
UPB S03.01.003 Tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale - spese correnti
Anno 2007 euro 4.250.000
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S01.03.006 Interventi a favore delle biblioteche - spese correnti
Anno 2007 euro 4.250.000 (22)
Emendamento modificativo Giunta regionale.
STRATEGIA 03
In aumento
UPB S03.02.005 Interventi per attività e manifestazioni culturali e di spettacolo
(Cap. SC03.0329) + euro 20.000
(Cap. SC03.0339) + euro 250.000
2007 euro 270.000
2008 euro 270.000
2009 euro 270.000
2010 euro 270.000
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S08.01.004 Somme per le quali sussiste l'obbligo a pagare
(Cap. SC08.0045) CDR 00.03.01.00
2007 euro 270.000
2008 euro 270.000
2009 euro 270.000
2010 euro 270.000. (23).)
2011
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore. Sull'emendamento 2, il parere è contrario con invito al ritiro, sul 23 il parere è favorevole, sul 21 è favorevole, sul 22 è favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico degli affari generali personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello del Presidente della Commissione.
PRESIDENTE. Grazie Assessore. Cominciamo a votare dall'emendamento numero 2, per il quale è stato chiesto dal relatore il ritiro ai proponenti.
Ha domandato di parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). E' ritirato!
PRESIDENTE. L'emendamento è ritirato.
(E' approvato)
(E' approvato)
(E' approvato)
Passiamo all'esame della strategia 4.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Alla strategia 4 sono stati presentati gli emendamenti numeri 4, 24, 25 e 26.
(Si riporta di seguito il testo del capitolo e dei relativi emendamenti:
Emendamento modificativo Giunta regionale.
STRATEGIA 04
In aumento
UPB S04.06.005 Interventi di recupero ambientale e di valorizzazione delle aree minerarie -
Investimenti
(Cap. SC04.1369)
2007 euro 1.500.000
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S08.01.004 Somme per le quali sussiste l'obbligo a pagare
(Cap. SC08.0045) CDR 00.03.01.00
2007 euro 1.500.000 (26)
Emendamento modificativo Giunta regionale.
STRATEGIA 04
In aumento
UPB S04.06.005 Interventi di recupero ambientale e di valorizzazione delle aree minerarie -
Investimenti
(Cap. SC04.1369)
2007 euro 200.000
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S01.05.002 (Cap. SC01.0948) Incremento, valorizzazione e manutenzione del patrimonio e del demanio regionale
2007 euro 200.000 (25)
Emendamento modificativo Giunta regionale.
STRATEGIA 04
In aumento
UPB S04.08.011 Spese per il funzionamento del corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale
(Cap. SC04.2004) 2007 euro 60.000
UPB S04.08.012 D.V.
Investimenti finalizzati alle attività istituzionali del corpo Forestale e di
Vigilanza Ambientale
(Cap. SC04.2223) 2007 euro 250.000
(Cap. SC04.2213) - C.d.R. 00.05.02.01 2007 euro 10.000
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
STRATEGIA 08
UPB S08.01.004 Somme per le quali sussiste l'obbligo a pagare
(Cap. SC08.0045) C.d.R. 00.03.01.00 2007 euro 320.000 (24)
Emendamento modificativo PITTALIS - Marracini - Lai.
STRATEGIA 04 - Ambiente e governo del territorio
Il capitolo di spesa SC04.2774 (Contributi ai comuni per la redazione degli strumenti urbanistici comunali per la formazione di piani di assetto organizzativo dei litorali) dell'UPB S04.10.006 è incentrato per gli anni 2007, 2008, 2009. 2010 di euro 5.000.000.
In aumento
UPB S04.10.006
Cap. SC04.2774
2007 euro 5.000.000
2008 euro 5.000.000
2009 euro 5.000.000
2010 euro 5.000.000
In diminuzione
UPB S08.01.003 (FNOL)
Cap. SC04.2774
2007 euro 5.000.000
2008 euro 5.000.000
2009 euro 5.000.000
2010 euro 5.000.000
voce 2 tab. B allegata alla L.F. (4).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore. Sul 26 il parere è favorevole, sul 25 il parere è favorevole, sul 24 il parere è favorevole, sul 4 il parere è contrario con invito al ritiro, in quanto di fatto è già stato affrontato il problema.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico degli affari generali personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Parere conforme a quello del Presidente della Commissione.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 26. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 25. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 24. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Per l'emendamento numero 4 è stato proposto il ritiro.
Ha domandato di parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). E' ritirato, perché già compresi in un altro contesto.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Marracini. L'emendamento numero 4 è ritirato.
Passiamo all'esame della strategia 5.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Alla strategia 5 sono stati presentati gli emendamenti numeri 3, 8, 16, 27 e 29. Il 13 è inammissibile.
(Si riporta di seguito il testo del capitolo e dei relativi emendamenti:
Emendamento modificativo Marracini - Lai - Pittalis.
STRATEGIA 05 - Sanità e politiche sociali
Contributi forfetari a favore dei sodalizi sportivi dell'Isola che partecipano ai campionati nazionali federali. (artt. 27 e 28. L.R. 17 maggio 1999, n. 17)
In aumento
UPB S05.04.001
Cap. SC05.0848
2007 euro 800.000
In diminuzione
UPB S08.01.003 FNOL - investimenti
Voce 2 tab. B allegata alla L.F. (3)
Emendamento modificativo PITTALIS - Marracini - Lai.
STRATEGIA 05 - Sanità e politiche sociali
Contributo in conto capitale e in conto interessi e per spese accessorie a copertura parziale a mutui a tasso agevolato in favore di comuni e loro consorzi destinati al completamento, ristrutturazione, ampliamento di impianti sportivi di base (artt. 11 e 16, LR 17 maggio 1999, 17)
In aumento
UPB S05.04.002
Cap. SC005.0878
2007 euro 2.500.000
In diminuzione
Tabella A (FNOL)
2007 euro 2.500.000 (8)
Emendamento modificativo PORCU - MARROCU.
STRATEGIA 05 - Sanità e politiche sociali
A valere sulle disponibilità recate dalla UPB S05.04.001 Cap. SC05.0851 del Bilancio della Regione per l'anno 2007, una quota pari ad euro 20.000,00 è destinata al pagamento delle trasferte effettuate nell'anno 2006 in territorio extraregionale per la partecipazione ai campionati e alle singole manifestazioni sportive, ai sensi dell'articolo 28 della Legge Regionale n° 17 del 17 maggio 1999. (13)
Emendamento modificativo Giunta regionale.
STRATEGIA 05 - Sanità e politiche sociali
In aumento
UPB S05.04.003 Interventi per manifestazioni e attività di spettacolo
anno 2007 euro 200.000
per incrementare il capitolo SC05.0909
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S08.01.004 Somme per le quali sussiste l'obbligo di pagare
Anno 2007 euro 200.000
Cap. SC08.0045 (27)
Emendamento modificativo PORCU - MARROCU - Floris.
STRATEGIA 05 - Sanità e politiche sociali
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
11- P.I., BB.CC., INFORMAZIONE, SPETTACOLO E SPORT
UBP S05.04.002
Cap. SC05.0878 Contributo in conto capitale e in conto interessi e per spese accessorie a copertura parziale a mutui a tasso agevolato in favore di comuni e loro consorzi destinati al completamento, ristrutturazione, ampliamento di impianti sportivi (art. 11, LR. 17 maggio 1999, n° 17)
COMPETENZA 2007 Euro 500.000
In dimunuzione
UPB
Cap.
COMPETENZA 2007 Euro 500.000 (29)
Emendamento modificativo DIANA - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
STRATEGIA 05 - Sanità e politiche sociali
Nella UPB S05.03.006 - Investimenti nel settore socio-assistenziale il capitolo SC05.0640 (contributi alle Province ed ai Comuni per la realizzazione di campi sosta e di transito per le popolazioni nomadi) è incrementato di euro 600.000 per ciascuno degli anni 2007, 2008, 2009 e 2010.
COPERTURA FINANZIARIA
UPB S08.01.003 FNOL - investimenti
anno 2007 euro 600.000
anno 2008 euro 600.000
anno 2009 euro 600.000
anno 2010 euro 600.000
mediante riduzione della riserva di cui alla voce 2 della tabella B allegata alla legge finanziaria. (16).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore. Il 3, il parere…
PRESIDENTE. Seguiamo sempre l'ordine del fascicolo, onorevole Cucca. Il 16, sì!
CUCCA (La Margherita-D.L.). Il parere è favorevole per l'emendamento numero 16 a condizione che si diminuisca la somma a 300 mila euro, secondo le indicazioni che poi ci darà la Giunta. L'emendamento numero 13 è inammissibile. Il parere è contrario per l'emendamento numero 3 con invito al ritiro, in quanto si tratta di argomento già affrontato. Il parere è contrario per l'emendamento numero 8, con invito al ritiro.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 29?
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. E' rimesso all'Aula, perché è stato presentato successivamente rispetto alla riunione della Commissione.
PRESIDENTE. L'emendamento 27?
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
DADEA, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, Presidente. Per quanto riguarda l'emendamento numero 16 la Giunta lo accoglie, per quanto riguarda il 2007 però con una riduzione dell'importo di 300 mila euro, facendo riferimento al UPB S08.01.004 per il 2007, poi per gli anni successivi verrà... Sugli altri, il parere è conforme a quello della Commissione.
PRESIDENTE. Chiedo ai proponenti dell'emendamento numero 16 se accettano la proposta della Giunta.
DIANA (A.N.). Sì.
(E' approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 3, di cui è stato chiesto il ritiro.
Ha domandato di parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). E' ritirato, in quanto compreso nell'articolato che abbiamo già approvato.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marracini.
Metto ora in votazione l'emendamento numero 8; c'è sempre la richiesta di ritiro da parte del relatore.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). E' simile al "29", non so se ha espresso il parere sul "29" l'Assessore, perché è simile. Ecco, anche qui, non si capisce perché sul numero 8 il parere è contrario e sul "29"… quando è lo stesso emendamento.
(Interruzioni del consigliere Marrocu)
PRESIDENTE. Sono diversi solo nell'importo, sì.
Ha domandato di parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). Sì, c'è anche un'altra differenza, che si parla, nel "29", di "impianti sportivi" e non "di base". La differenza è importante proprio in coerenza con quanto stava spiegando il collega Marrocu.
PRESIDENTE. Quindi, si vota, se non ho capito male, l'emendamento numero 29 che contiene anche l'emendamento numero 8. va bene per i proponenti?
Ha domandato di parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Si vota l'"8" che comprende il "29".
PRESIDENTE. Mi sembra di capire che c'era un'esigenza differente, di togliere "di base", quindi solo per questo proporrei di votare il "29".
MARRACINI (Gruppo Misto). Presidente, scusi un attimo. Siccome comprendiamo la gaffe di chi ha espresso il parere rispetto a due emendamenti uguali, uno aveva la firma Pittalis, quindi parere contrario, l'altro Porcu favorevole, allora però che si metta in votazione l'emendamento numero 8 con integrato il "29", e togliamo "di base".
PRESIDENTE. Scusate, mi dicono giustamente i miei collaboratori che la norma non può essere modificata. Noi stiamo modificando stanziamenti, la norma prevede "Impianti sportivi di base", e non stiamo modificando la norma perché stiamo applicando uno stanziamento a una norma che vige e che ha quella di dicitura. Quindi, se si deve votare, si deve votare la dicitura "Impianti sportivi di base".
(Interruzioni del consigliere Marrocu)
Vediamo un attimo gli articoli 11 e 16 della legge numero 17 del 99, che cosa dicono. La dicitura corretta è nell'emendamento numero 8.
(Interruzioni del consigliere Marrocu)
Onorevole Marrocu, abbia pazienza, le carte sono in questa maniera. Il riferimento dell'emendamento è un capitolo specifico, che recita nel suo titolo "Impianti sportivi di base". Abbia pazienza, non lo so, l'avete presentato voi l'emendamento, non l'ho presentato io.
(Interruzioni del consigliere Marrocu)
Stampiamo per gentilezza questo capitolo, la dicitura di questo capitolo? Onorevole Marrocu, io non posso far altro che stamparglielo, se lo vede e poi decide se mantenere l'emendamento, oppure se modificarlo. Noi stiamo parlando di emendamenti che riguardano soltanto dotazione finanziaria, non destinazione. Stiamo prevedendo importi per una destinazione che è prevista agli articoli 11 e 16 della legge numero 17 del 1999, così come hanno fatto i proponenti.
La dicitura del capitolo a cui si riferisce è quella che io le ho letto. Siccome non ci crede gliela faccio stampare e gliela do!
(Interruzione del consigliere Marrocu)
Io non le posso dire di più, le do il testo, aspetti un attimo che le do il testo.
Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Questo emendamento è stato presentato in Commissione bilancio. In quell'occasione gli Uffici hanno fatto notare che gli impianti di base, in virtù di una modifica della norma, erano stati trasferiti al fondo unico, ai Comuni, per cui non potevano essere riportati adesso al fondo regionale, e che quelli finanziabili erano gli impianti sovracomunali. Sovracomunali non vuol dire che non insistono poi in un Comune perché un Comune può avere un impianto che è in quel Comune e che ha una funzione sovracomunale, perché quella disciplina e quello sport ha una funzione che va al di là di quel Comune. Quindi noi abbiamo modificato l'emendamento, cogliendo l'occasione, togliendo "di base", perché l'articolo comunque prima era lo stesso articolo 11, che prevedeva sia quelli di base che quelli sovracomunali.
Quindi, l'articolo della legge è lo stesso, abbiamo tolto appositamente "di base" per renderlo ammissibile. Questo era il suggerimento dei funzionari, se poi oggi cambia...
Si tratta di partecipazione della Regione al conto interessi, perché i Comuni contraggono comunque mutui con il credito sportivo, ed è una delle azioni positive perché consente di realizzare strutture sportive nel territorio regionale. E questo capitolo è senza risorse, quindi la Regione non può attivare la partecipazione e stimolare i Comuni ad investire realizzando strutture sportive.
Quindi, si tratta dei campi sovracomunali, se vogliamo finanziarli; se non vogliamo finanziarli non dobbiamo mettere neanche "di base" perché "di base" sono già nel fondo unico.
Vuol dire che si ritirano gli emendamenti se non c'è...
PRESIDENTE. Onorevole Marrocu, se l'emendamento rimane così com'è stato presentato al capitolo SC 005.08.78 la dicitura del capitolo è quella che io le ho detto e quindi non ha l'effetto che i proponenti desiderano, se invece si vuole fare altro occorre cambiare l'imputazione del capitolo di spesa.
Per cui, proporrei, così facciamo una cosa utile, che chi vuole se ne occupa, di sospendere.
MARROCU (D.S.). L'imputazione può essere al capitolo SC 05.08.81 che sono gli impianti di interesse regionale.
PRESIDENTE. Quindi, è proposta una modifica dell'imputazione al capitolo 05.08.81, impianti di interesse regionale.
Siamo d'accordo? I proponenti sono d'accordo?
L'importo eventuale?
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
DADEA, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, siccome ci sono diverse interpretazioni ma mi sembra che l'imputazione del capitolo sia fondamentale, però sul capitolo che è stato individuato dall'onorevole Marrocu c'è già una dotazione finanziaria per quanto riguarda...
MARROCU (D.S.). Per i mutui già in essere, Assessore.
DADEA, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Aspetti, mi faccia finire. Dicevo, una dotazione finanziaria di 1 milione e mezzo di euro; quindi, la cosa che si può fare e che taglierebbe la testa al toro, è che nell'ambito della programmazione di questi fondi...
MARROCU (D.S.). Sono per i mutui in essere.
DADEA, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Quindi non si può, come non detto.
PRESIDENTE. Sospendiamo cinque minuti, andiamo avanti e poi decidiamo.
(Interruzioni)
E allora proponete, non possiamo stare qui aspettando...
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Possiamo anche votare.
PRESIDENTE. E che cosa votiamo? Stiamo parlando di due emendamenti che hanno importi completamente differenti, che importo votiamo?
Sospendo i lavori per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 02 e 47, viene ripresa alle ore 02 e 50.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori, prego assessore Dadea, prego i colleghi di prendere posto per gentilezza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore del bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnico del bilancio, credito e assetto del territorio. Sì Presidente. C'è indubbiamente un errore di imputazione per quanto riguarda i capitoli di spesa, che non raggiungerebbero obiettivamente questa finalità. La Giunta regionale, però, raccoglie lo spirito dell'emendamento, nel senso che ci sarà una particolare attenzione da parte della Giunta regionale per quanto riguarda l'impiantistica sportiva, soprattutto in quelle realtà della nostra Regione che soffrono una condizione di marginalità, e che comunque sono povere di impiantistica sportiva di base, e comunque di natura sovra comunale. Quindi ci sarà una particolare attenzione, e ci sarà un particolare approfondimento nel momento in cui verranno fatti i programmi di spesa per quanto riguarda appunto queste realtà povere di impianti e che vivono una realtà marginale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Mi pare che comunque l'emendamento numero 8 rimanga in piedi perché è quello regolare. Pregherei di mettere in votazione l'emendamento numero 8.
PRESIDENTE. Sì, anche se preferirei che tornassimo un attimo ad esaminare le cose con le formalità che l'Aula richiede.
Ha domandato di parlare l'Assessore del bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnicodel bilancio, credito e assetto del territorio. E questo è ancora peggio. L'emendamento numero 8 è ancora più improponibile, perché si parla di impianti sportivi di base. Gli impianti sportivi di base sono di pertinenza comunale, e quindi questa competenza è stata attribuita attraverso la norma: è andata ai Comuni attraverso la legge regionale n. 9. Quindi vanno nel fondo unico.
PRESIDENTE. Quindi la Giunta chiede che gli emendamenti vengano ritirati, se non ho capito male. La proposta è accolta?
MARRACINI (Gruppo Misto). Sì!
PRESIDENTE. L'emendamento numero 8 e l'emendamento numero 29 sono ritirati.
Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame della strategia 6.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Alla strategia 6 sono stati presentati gli emendamenti numero 1, 6, 7, 9, 10, 11, 12, 15 e 18.
(Si riporta di seguito il testo degli emendamenti:
Emendamento modificativo Pittalis - Marracini - Lai.
STRATEGIA 06 - Sistemi produttivi e occupazione
Contributi alle confederazioni delle imprese commerciali, del turismo e dei servizi.
In aumento
UPB S06.03.007
Capitolo SC06.0462
euro 1.533.000,00
Copertura FNOL. (1)
Emendamento modificativo PITTALIS - Marracini - Lai - Rassu.
STRATEGIA 06 - Sistemi produttivi e occupazione
In aumento
UPB 506.03.001 (Artigianato L.R. 51 c/capitale)
Cap. SC06.0381
euro 25.000.000
copertura FNOL (6)
Emendamento modificativo PITTALIS - Marracini - Lai.
STRATEGIA 06 - Sistemi produttivi e occupazione
In aumento
UPB 506.03.009 (Commercio L.R. 9.)
euro 10.000.000
copertura FNOL (7)
Emendamento modificativo LICHERI - Sanna Alberto - Cuccu Giuseppe - Corda - Serra - Uggias - Calledda - Moro - Rassu - Ladu - Floris Vincenzo.
STRATEGIA 06 - Sistemi produttivi e occupazione
Nello stato di previsione della spesa sono apportate le seguenti modifiche:
In aumento
UPB S06.04.009 Incentivi per il potenziamento della produzione zootecnica - Investimenti
Anno 2007 euro 500.000
Per incrementare il capitolo SC06.1013
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S08.01.003 FNOL investimenti
Anno 2007 euro 500.000
Mediante riduzione della riserva di cui alla voce 2 della tabella B allegata alla legge finanziaria. (9)
Emendamento modificativo DIANA - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
STRATEGIA 06 - Sistemi produttivi e occupazione
In aumento
UPB S06.03.009 Sostegno alle attività commerciali - spese correnti
Anno 207 euro 13.000.000
Per incrementare il capitolo SC06.0496
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S08.01.003 FNOL Investimenti
Anno 2007 euro 13.000.000
Mediante riduzione della voce 2 della tabella B allegata alla legge finanziaria. (10)
Emendamento modificativo DIANA - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
STRATEGIA 06 - Sistemi produttivi e occupazione
In aumento
UPB S06.03.001 Incentivazioni alle attività artigiane
Anno 2007 euro 13.000.000
Per incrementare il capitolo SC06.0381
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S08.01.003 FNOL Investimenti
Anno 2007 euro 13.000.000
Mediante riduzione della voce 2 della tabella B allegata alla legge finanziaria. (11)
Emendamento modificativo DIANA - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
STRATEGIA 06 - Sistemi produttivi e occupazione
In aumento
UPB S06.02.001 Enti turistici - spese di funzionamento
Anno 2007 euro 300.000
Per incrementare il capitolo SC06.0146
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S08.01.003 FNOL Investimenti
Anno 2007 euro 300.000
Mediante riduzione della voce 2 della tabella B allegata alla legge finanziaria. (12)
Emendamento modificativo CALIGARIS - Ibba.
STRATEGIA 06 - Sistemi produttivi e occupazione
UPB S06.03.002 - incentivazioni di parte corrente per le attività artigiane
Capitolo SC06.0417 - Versamento al fondo costituito per la concessione di concorsi interessi sui prestiti concessi alle imprese artigiane con la fideiussione delle cooperative artigiane di garanzia e dei consorzi fidi (art. 12 L.R. 19 ottobre 1993, n. 51)
|
ANNO |
STANZIAMENTO |
PROPOSTA |
|
2007 |
0,00 |
4.000.000,00 |
(15)
Emendamento modificativo BIANCU - Cucca - Sabatini - Cuccu Giuseppe.
STRATEGIA 06 - Sistemi produttivi e occupazione
Il capitolo di spesa SC06.0381 (Versamenti ai fondi costituiti per la concessione di contributi in conto capitale alle imprese artigiane) dell'UPB S06.03.001 è incrementato per gli anni 2007, 2008, 2009, 2010 di euro 10.000.000
Copertura finanziaria:
IN AUMENTO
UPB S06.03.001 cap. SC06.0381
2007 euro 10.000.000
2008 euro 10.000.000
2009 euro 10.000.000
2010 euro 10.000.000
IN DIMINUZIONE
UPB S08.01.003 (FNOL)
2007 euro 10.000.000
2008 euro 10.000.000
2009 euro 10.000.000
2010 euro 10.000.000 (18).)
2011
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Sull'emendamento 12 il parere è contrario, sugli emendamenti 18, 6, 11 e 15, che sono uguali, ci si rimette all'Aula. Sull'emendamento numero 1 il parere è contrario con l'invito al ritiro; sull'emendamento numero 10 il parere è contrario, sull'emendamento numero 7 ci si rimette all'Aula, sull'emendamento numero 9 il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del bilancio, credito e assetto del territorio.
DADEA, Assessore tecnico del bilancio, credito e assetto del territorio. Dunque, per quanto riguarda gli emendamenti che riguardano le leggi di incentivazione, per quanto riguarda la legge 51, ma anche per quanto riguarda la legge sul commercio, la legge 9, la Giunta regionale ha cercato di soddisfare questa esigenza già in Commissione stanziando una quantità di risorse che a nostro modo di vedere sono naturalmente sufficienti. Da parte della Giunta regionale ci sarebbe anche la volontà, naturalmente, di poter venire incontro a questa esigenza di ulteriori risorse sulle leggi di incentivazione, ma dobbiamo ammettere, con molta onestà, che non abbiamo, non ci sono più risorse disponibili per le leggi di incentivazione. Il parere della Giunta è che i presentatori degli emendamenti possano appunto ritirarli. L'invito è al ritiro.
PRESIDENTE. Sugli altri Assessore?
DADEA, Assessore tecnicodel bilancio, credito e assetto del territorio. Conforme.
PRESIDENTE. Siamo in votazione dell'emendamento numero 12.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Grazie Presidente. Questi emendamenti sono stati presentati in Aula, ma erano emendamenti presentati anche in Commissione. Sinceramente non mi aspettavo che l'Assessore potesse invitare al ritiro, ma che in qualche maniera desse un segnale della disponibilità della Giunta ad andare incontro alle necessità di un sistema produttivo. Voglio dire che prendiamo atto, con molta onestà, che è ovvio che l'Assessore dichiari di non avere risorse. Beh, se ci siamo giocati tutto il tesoretto, insomma, siamo arrivati alla frutta…
PRESIDENTE. Siamo all'emendamento numero 12, onorevole Diana.
DIANA (A.N.). Sì, lo so benissimo dove siamo, Presidente. Non parlo del 12, è già stato dato parere negativo, ero andato agli altri emendamenti. Sì, chiedo scusa, era già andato negli altri emendamenti, per i quali è già stato dato il parere… no?
PRESIDENTE. Parere, stiamo votando l'emendamento numero 12.
DIANA (A.N.). Allora niente andiamo avanti … voti.
Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Sugli emendamenti 18, 6, 11 e 15, c'è la richiesta della Giunta di ritiro degli emendamenti. Se non vengono ritirati occorre che, prima della dichiarazione di voto, i proponenti dichiarino se sono d'accordo sulla proposta della Giunta oppure no.
Ha domandato di parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Assolutamente no.
PRESIDENTE. Se gli emendamenti vengono mantenuti occorre fermarsi perché c'è necessità di copertura finanziaria che questi emendamenti non hanno.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Forse anch'io devo dichiarare se lo ritiro o meno.
PRESIDENTE. Sì, certo.
DIANA (A.N.). Ecco, non lo ritiro. E la copertura finanziaria credo che ci sia comunque.
PRESIDENTE. E' vuota quella voce onorevole Diana, mi dicono.
DIANA (A.N.). Anche i fondi nuovi oneri legislativi? Spazzolato via tutto?
PRESIDENTE. Mi dicono così. Lo abbiamo fatto noi, non è che l'abbiano fatto altri. L'abbiamo fatto noi, votando la finanziaria. Gli altri proponenti?
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Sì. A noi dispiace che appunto su questo intervento importante a favore degli artigiani, ci venga chiesto di ritirare l'emendamento perché non ci sono più risorse. Noi ritenevamo che questa categoria meritasse un'attenzione maggiore, anche se dobbiamo prendere atto della non disponibilità di ulteriori fondi, e quindi nostro malgrado procediamo al ritiro di questo emendamento, ritenendo, però, che doveva esserci maggiore attenzione rispetto a questo settore.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 18 è ritirato, l'emendamento numero 6 viene mantenuto… occorre la copertura finanziaria onorevole Marracini… viene mantenuto l'emendamento numero 11 per il quale occorre la copertura finanziaria e chiedo cosa facciamo dell'emendamento numero 15.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, devo ripetere le parole che testé ha pronunciato il Presidente del Gruppo della Margherita. C'è una richiesta di 4 milioni che è più modesta rispetto a tutte le altre che sono state avanzate. Una richiesta sollecitata da una categoria che ha posto proprio un problema su questo settore. Non voglio insistere; se proprio non si riesce a trovare nessuna soluzione. Però, dico la verità, non è possibile che ci troviamo in queste condizioni per settori che diventano determinanti per creare anche posti di lavoro. L'artigianato è un settore troppo importante; chiedo se è possibile trovare una soluzione, se c'è una possibilità, Presidente, Assessori, vi chiederei veramente uno sforzo per questo caso particolare.
PRESIDENTE. Ecco, se questo sforzo non è possibile onorevole Caligaris…
CALIGARIS (Gruppo Misto). Se questo sforzo non è possibile, Presidente, è chiaro che ritiro l'emendamento però c'è una necessità, e la sto ponendo come problema reale.
PRESIDENTE. Abbiamo capito, grazie a lei. Rimane, Assessore, la richiesta dell'onorevole Caligaris se si può fare uno sforzo… non si può fare uno sforzo, non ci sono risorse, quindi è ritirato anche l'emendamento numero 15. Se rimangono gli emendamenti numero 6 e 11, onorevole Cucca, il parere quale diventa?... Aula sempre?
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore. Sì.
PRESIDENTE. Perfetto. La copertura finanziaria, colleghi e presentatori, il sistema non è in condizioni di darla, quindi occorre che la troviate voi riducendo, evidentemente, non fondi … amministrativi, ma riducendo poste in bilancio di altra natura per poterlo votare, altrimenti non lo possiamo votare.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). A noi pare che un segnale bisogna darlo. Ci sono i fondi della programmazione negoziata che in altra occasione sono stati utilizzati non dico a sproposito perché non è questo il termine adeguato. Però riteniamo si debba andare incontro ad una legge che funziona, che ha funzionato, siamo certi che ha creato veramente posti di lavoro, noi ci crediamo. Su questo abbiamo posto già in altre occasioni di riunioni, anche di maggioranza, il problema, per cui manteniamo l'emendamento, disponibili a rivedere l'importo, ma riteniamo che un segnale debba essere dato.
PRESIDENTE. Va bene, formalmente si può creare la copertura che l'onorevole Pittalis propone. Votiamo l'emendamento numero 6; sono diversi per importo, quindi possiamo votarli in modo distinto. Il relatore si rimette all'Aula, la Giunta si dichiara contraria.
Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Grazie colleghi. Voglio innanzitutto apporre la mia firma sull'emendamento, se i colleghi me lo consentono. Ho ascoltato con estrema preoccupazione le dichiarazioni dell'assessore Dadea, quando si afferma che non vi sono possibilità di incentivare le risorse su un settore importantissimo come l'artigianato e come il commercio. Mi chiedo quale sia la strategia che questa Giunta abbia per venire incontro alla piccola impresa, alla piccola e media impresa in Sardegna, dato che proprio questo settore, l'artigianato, che vanta oltre 40 mila imprese, negli ultimi cinque anni ha prodotto 12 mila posti di lavoro, a differenza dell'industria che ne ha perso 20 mila. Ma non voglio dire questo, voglio dire che se si crede in un settore quale può essere l'artigianato artistico e … così come dice in molte occasioni il nostro Presidente, non si possono fare le nozze coi fichi secchi, è necessario dotare i settori delle risorse necessarie affinché da parte delle imprese ci siano investimenti, da parte dei giovani si possa accedere a questo settore importantissimo, che assieme al turismo e all'agroalimentare rappresenta senz'altro, non solo attualmente, una delle fonti più ragguardevoli del nostro prodotto interno lordo, ma rappresenta, anche per il futuro, una certezza di lavoro e di sviluppo socioeconomico della nostra Isola. Per cui, ripeto ancora, mi rammarico moltissimo di questa, la chiamo, tra virgolette, disattenzione, che sta dimostrando la Giunta per questi importantissimi settori. Do il mio voto favorevole nel caso venga votato l'emendamento numero 6 e chiedo di apporre la mia firma all'emendamento stesso. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Rassu. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Sì, Presidente, c'è anche l'emendamento numero 11…
PRESIDENTE. Lo votiamo dopo onorevole Diana.
DIANA (A.N.). Allora non dichiaro il voto, lo dichiaro sul mio.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, per le modalità di voto chiedo lo scrutinio elettronico palese. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie a lei. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Per dichiarare il mio voto favorevole.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Scarpa. Se i colleghi prendono posto, e se i segretari si accomodano alla Presidenza possiamo procedere alla votazione elettronica sull'emendamento numero 6.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 6.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Diana - La Spisa - Lai Renato - Lombardo - Marracini - Moro - Pileri - Pisano - Pittalis - Rassu - Sanjust - Scarpa - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru.
Si sono astenuti i consiglieri: Caligaris - Davoli - Pisu - Uras.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 53
Votanti 49
Astenuti 4
Maggioranza 25
Favorevoli 15
Contrari 34
(Il Consiglio non approva).
Mettiamo in votazione l'emendamento numero 11. Onorevole Diana, insieme alla dichiarazione di voto indichi la copertura, per gentilezza.
DIANA (A.N.). Programmazione negoziata.
PRESIDENTE. Programmazione negoziata. Grazie onorevole Diana.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Grazie Presidente. Io annuncio il voto favorevole a questo emendamento. Ci sono state in Sardegna, il mese scorso, circa 8 assemblee, anzi, 8 assemblee delle organizzazioni artigiane; credo che ciascuno di noi abbia avuto modo di partecipare, di ascoltare queste organizzazioni. Ora, è chiaro che la Giunta ha fatto delle scelte, se le vogliamo considerare scelte di priorità, e può anche essere, per cui siamo arrivati al termine della finanziaria e del bilancio e non ci sono più risorse, colleghi. Su questo, anche il gruppo dell'UDEUR fece una grande battaglia in Commissione, battaglia sostenuta non solo da noi, ma credo anche da qualcuno della maggioranza. Oggi, con rammarico scopriamo che non ci sono risorse. Io le risorse le avrei trovate all'interno del bilancio, era un problema solo di priorità. Bastava bocciare il comma 7 dell'articolo 14; vi assicuro che con quei 15 milioni di euro avremmo potuto dare risposta agli artigiani e anche ai commercianti. E invece l'assessore Morittu, che pensa di trarre chissà quali vantaggi di tipo ambientale con quel comma 7 dell'articolo 14, trasferirà in residui quelle risorse, perché è impossibile che si possano spendere 15 milioni di euro con il comma 7 dell'articolo 14.
E allora, mi chiedo: è un problema di priorità o un problema di scelte politiche? Se è una scelta politica a noi non resta altro che comunicare alle organizzazioni artigiane che non c'è stata sensibilità, così come comunicheremo ai commercianti che non c'è stata sensibilità. Io avevo proposto 13 milioni di euro, così come i colleghi dell'UDEUR ne avevano proposto 25. Probabilmente uno sforzo la Giunta l'avrebbe potuto fare. Credo che l'avrebbe dovuto fare anche la maggioranza; mi ha meravigliato molto che il collega Biancu abbia ritirato l'emendamento, perché in Commissione si è discusso di questo problema e ci si era dati appuntamento in Aula. Non a caso, molto correttamente il Presidente della Commissione, come sempre debbo dire, non ha dato un parere, ma ha rimandato all'Aula. Ora l'Aula si pronuncia contro. Noi abbiamo fatto il nostro dovere, voi probabilmente non state facendo il vostro, la Giunta ha dichiarato di non avere risorse. Questa è la finanziaria di quest'anno. Le altre considerazioni ve le rimando al momento del voto finale.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Diana. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Noi voteremo a favore di questo emendamento. Questo capitolo che noi abbiamo ritenuto tra i più importanti di questa manovra di bilancio arriva, purtroppo, alle 3 e 10 della notte e alle 3 e 10 della notte noi prendiamo gli artigiani per sonno, perché mancano i soldi, mancano molti colleghi e quindi la decisione di questa serata sarebbe quella di bocciare questi emendamenti rispetto ai quali noi ci opporremo con forza e anche su questi noi faremo e continueremo la battaglia tutta la notte perché riteniamo che anche questa sia una questione sostanziale. Non possiamo, colleghi, prendere questo aspetto sottogamba perché su questo c'erano stati impegni presi anche in Commissione; quando noi dichiarammo che avremmo abbandonato i lavori della Commissione c'è stato detto che il segnale sull'emendamento era un primo segnale e che poi tra i lavori della Commissione e i lavori dell'Aula ci sarebbe stato un impegno a venire incontro a questi emendamenti. Ancora una volta la parola è stata disattesa. Ancora una volta riguardo ad impegni presi dalla Giunta su proposte concrete rispetto al mondo del lavoro e in questo caso del mondo dell'artigianato, che in Sardegna è sofferente, ancora una volta impegni verbali presi con il sottoscritto vengono disattesi in Aula e questa è una mancanza di parola. E quindi su questo faremo una riflessione stanotte relativamente al proseguimento dei lavori. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marracini. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). No, io ho già fatto poc'anzi la mia dichiarazione e anche per questo emendamento do il parere favorevole.
Approfitto della presenza del Presidente per una questione. Vorrei segnalare alla sua attenzione, Presidente, una nota che io feci l'altro ieri all'Assessore dell'artigianato, e cioè sulla "51": per importi sino a 70.000 euro si va a sportello, per importi superiori si va a bando. Ho fatto notare all'Assessore il fatto che, a mio modesto parere, sia necessario rivedere questa norma. Le spiego il perché. Poiché non si dovrebbe andare a sportello in base all'importo di investimento, o almeno sino a certi importi; faccio notare che il de minimis, ad esempio, è 100.000 euro e non 70.000 euro, per cui almeno sino a 100 mila euro, ad esempio, si potrebbe andare a sportello e non a bando. Il fatto è che le imprese di prima costituzione, quindi le nuove imprese o le imprese di piccole dimensioni o comunque sia un'impresa che non è ancora considerata sul mercato e che propone un investimento per strutturare la propria azienda, cioè un capannone con un minimo di macchinari poco che spende andrà a spendere 120-150 mila euro. Ora quest'impresa, mandata a una procedura a bando nei confronti di un'altra impresa che è stabilizzata e consolidata sul mercato ma non solo, un'impresa che ha fondi, è chiaro che quest'ultima dispone probabilmente, anzi senz'altro, di mezzi propri, quindi questa prima impresa di nuova costituzione e che vuole comunque misurarsi sul mercato e comunque sia nei parametri che nei bandi che di solito vengono utilizzati, senz'altro supererà l'impresa di nuova costituzione. Per cui l'impresa che si affaccia sul mercato o un'impresa che non è di quelle dimensioni è sempre penalizzata nel bando nei confronti di un'impresa che è consolidata e che chiaramente ha più mezzi propri e ha più capitali, sia immobilizzazioni che capitali circolanti.
Per cui io pongo all'attenzione del Presidente se non sia il caso, almeno sino ad una certa somma, di elevare l'importo di 70.000 euro per le domande di finanziamento a sportello e non puntare tanto sull'importo quanto sulla dimensione dell'impresa. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Rassu.
Colleghi, pregherei, almeno a quest'ora, di parlare delle cose di cui stiamo discutendo e votando perché le cose che ha detto l'onorevole Rassu richiedono norme, richiederebbero di tornare indietro a parlare di altri argomenti. Votiamo gli emendamenti che stiamo discutendo e atteniamoci per cortesia alle cose che sono oggetto delle nostre decisioni in questo momento.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, Presidente, per annunciare il mio voto di astensione, per segnalare proprio il problema di questa categoria e di questo settore. Per ribadire inoltre il concetto che purtroppo questo argomento avrebbe dovuto essere esaminato in un altro momento della giornata e anche per lamentare il fatto che non possiamo sempre arrivare a tarda notte ad assumere delle decisioni e delle responsabilità quando la stanchezza ha il suo peso. Ci troviamo in difficoltà, secondo me, anche per questi motivi.
Comunque mi asterrò su questo emendamento. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Grazie, signor Presidente. Solamente per ricordare che attualmente sono stanziati, per la legge numero 51, 25 milioni. La proposta originaria della Giunta era sensibilmente inferiore e questo stanziamento già risente delle discussioni fatte in Commissione e degli emendamenti presentati dai diversi Gruppi. Voglio ricordare però soprattutto che ci sono altri 36 milioni che riguardano i prestiti d'onore, i piccoli prestiti, che verranno utilizzati massimamente, credo, dalle piccole e piccolissime imprese artigiane. Quindi questi fondi di 25 milioni sono probabilmente più orientati verso i bandi e verso i progetti più ampi, ma ci sono 36 milioni di euro che cercano degli interessi e che sono adatti soprattutto alle nuove imprese, a gruppi di persone che si mettono assieme per iniziare, appunto, una nuova impresa produttiva, una nuova impresa artigiana. Così come ci sono addirittura dei fondi per l'impresa femminile che l'anno scorso non siamo nemmeno riusciti a spendere perché non ci sono sufficienti domande, e quindi anche questi sono fondi che possono essere a disposizione per piccole imprese artigiane e maggiormente di interesse per l'imprenditoria femminile. Quindi credo che sia sbagliato vedere l'attenzione di questa legge finanziaria unicamente con i fondi della "51", ma devono essere visti nel suo complesso e nel suo complesso sono fondi che raggiungono quasi 60 milioni di euro. A questo bisogna richiamare il fatto che nel 2004 è stato fatto un bando incredibilmente alto, uno sforzo enorme è stato fatto da questa Giunta nel 2005 e nel 2006 per porre fine a delle aspettative che avevano riguardato il passato. Quindi, occorre vedere il dato di oggi, del 2007, ma anche da dove veniamo, da un periodo di interventi straordinari in favore degli artigiani.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Per chiedere il voto elettronico, Presidente.
PRESIDENTE. E' stato chiesto il voto elettronico, prego i colleghi di prendere posto.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 11.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Meloni ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Diana - Lai Renato - Lombardo - Marracini - Moro - Pileri - Pisano - Pittalis - Rassu - Sanjust - Sanna Francesco - Scarpa - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uras.
Si è astenuta la consigliera: Caligaris.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 54
votanti 53
astenuti 1
maggioranza 27
favorevoli 15
contrari 38
(Il Consiglio non approva).
Passiamo all'emendamento numero 1, per il quale il relatore e la Giunta hanno chiesto ai presentatori il ritiro, ed eventualmente il parere è negativo.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). L'emendamento rimane.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pittalis. Occorre la copertura finanziaria, la facciamo con la proposta della programmazione negoziata che ha avuto successo negli altri casi, quindi sicuramente è compatibile sul piano tecnico.
(Non è approvato)
Passiamo all'emendamento numero 10, con il parere contrario della Commissione e della Giunta.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Grazie, per annunciare il voto favorevole. Questa è un'altra categoria produttiva, poi il Presidente ci dirà che ci sono anche altre risorse per i commercianti, evidentemente ci sono delle cose che noi non conosciamo, certamente per negligenza e ignoranza nostra. E' evidente, comunque, che tutte le attività produttive sono state fortemente penalizzate da questa finanziaria e quindi non può più essere una carenza di risorse, ma è una scelta ben precisa, e se questa è la scelta, ovviamente, io non la condivido. Non so che cosa sta succedendo sulla legge 9, ancora non sappiamo come è andata a finire tutta la procedura negli anni precedenti, graduatorie aperte, graduatorie chiuse, anche questa incertezza che esiste nel mondo dei commercianti meriterebbe un po' più di attenzione. E' un mondo che conosco troppo bene, ci sono nato e cresciuto, so quali sono le forze, le debolezze, so qual era la forza prima della grande distribuzione, so qual è la debolezza con la grande distribuzione, è un comparto che conosco troppo bene e non prestare attenzione a questo comparto credo che sia un errore straordinariamente importante e se avessi notato da parte del Presidente della Regione non un'attenzione particolare a questo comparto piuttosto che a quello degli artigiani, se avesse capito dov'è che dobbiamo andare a parare negli anni futuri, purtroppo questa strategia non mi convince, ma non mi convince perché segnali di ripresa non ci sono. La Sardegna non è diversa dal 2004, non lo sarà neanche nel 2007, probabilmente neanche nel 2008, allora mi chiedo: forse è necessario che ognuno di noi pensi a qualche strategia diversa. Poi il Presidente una volta mi disse che avrebbe accettato volentieri qualsiasi tipo di suggerimento che fosse venuto dalla minoranza. Può anche essere che noi siamo degli incapaci totali e che non abbiamo saputo veicolare suggerimenti importanti per la Giunta regionale; non credo che sia così, quando avete avuto voglia di misurarvi, di confrontarvi, l'abbiamo fatto diverse volte.
PRESIDENTE. Siamo in votazione dell'emendamento numero 10.
Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Chiedo il voto elettronico, Presidente!
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 10.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Diana - Lai Renato - Marracini - Moro - Pileri - Pisano - Pittalis - Rassu - Sanjust - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uras.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 50
votanti 50
maggioranza 26
favorevoli 12
contrari 38
(Il Consiglio non approva).
Passiamo all'emendamento numero 7. Il relatore si è rimesso all'Aula, la Giunta ha dichiarato parere contrario.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). A noi spiace veramente constatare che leggi che finora hanno funzionato non vengano dotate di adeguate risorse. Io non conosco le notizie che ha il Presidente, ma ho una valutazione e un'idea completamente differenti su questo aspetto, perché sono leggi che hanno funzionato bene nel passato e che sono certo funzionerebbero e funzioneranno bene nel futuro, se sono supportate da adeguate risorse. Non ho capito qual è il privilegio che è stato creato per una categoria come quella dell'artigianato, se consideriamo che la base economica della nostra Isola è rappresentata da una diffusa presenza di piccolissime imprese artigiane. Quindi, se non sosteniamo questo tessuto produttivo, mi chiedo: non ci piacciono i piani straordinari del lavoro, perché c'è l'invadenza dei Comuni e dell'apparato pubblico, non ci piace neppure l'intrapresa privata, quella che funziona, perché sono leggi, così come questa sul commercio; davvero mi riesce difficile - sarà che passano gli anni e anch'io sto iniziando ad invecchiare - però, ritengo assolutamente, a mio modestissimo avviso, sbagliato non investire su questi settori che riteniamo - insieme ad altri, per carità -siano fondamentali per lo sviluppo della nostra economia.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Votazione favorevole, ma approfitto sempre, Presidente, della sua presenza. Non so se lei sia al corrente che dalle provvidenze della legge numero 9 sono stati esclusi i commercianti al minuto, ambulanti di frutta e verdura e il commercio carni al minuto. Questo per una, chiamiamola, distrazione, non tanto dell'Assessorato, quando degli Uffici competenti che hanno comunicato alle banche, per errore, che si trattava di un settore sensibile, confondendolo con la misura 69 del 2001 inerente il settore agricolo. Questo magari, probabilmente, ritarderà la graduatoria della numero 9. Volevo comunque dirle questo affinché in qualche maniera si accelerassero le procedure della graduatoria e nel contempo al più presto potevano essere riammesse quelle pratiche ritenute bancabili, appartenenti ai settori che ho appena citato. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Per annunciare il voto favorevole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Sulle modalità di voto, per chiedere il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Siamo in votazione dell'emendamento numero 7. Se i colleghi prendono posto, dichiaro aperta la votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 7.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Diana - Lai Renato - Marracini - Moro - Petrini - Pisano - Pittalis - Rassu - Sanjust - Scarpa - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Secci - Serra - Soru - Uras.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 52
Votanti 52
Maggioranza 27
Favorevoli 13
Contrari 39
(Il Consiglio non approva).
Siamo in votazione dell'emendamento numero 9 per il quale c'è il parere favorevole della Giunta e della Commissione. Scusate un secondo, c'è il problema di copertura finanziaria.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Per quanto riguarda la copertura finanziaria, per quanto riguarda i 500.000 euro si fa riferimento in entrata alla UPB SC 061014 AS per il 2007. Poi in aumento E 428. 001 e se vuole le do anche il capitolo, capitolo EC 4288003.
PRESIDENTE. Grazie Assessore.
Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Grazie Presidente. Perché essendo un emendamento approvato all'unanimità dalla Commissione agricoltura, manca il mio nome e la pregherei di aggiungere il mio nome e sono soddisfatto anche della soluzione data dalla Giunta, positiva essendo questo un finanziamento che necessita soprattutto del... provinciale per poter andare avanti. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Per esprimere anch'io soddisfazione per l'accoglimento di questo emendamento e chiedere di essere apposta la mia firma sull'emendamento come membro componente della Commissione agricoltura e richiamo pure il Presidente della Commissione sul fatto che quando su determinate problematiche c'è l'unanimità, è giusto e corretto coinvolgere tutta la Commissione. Grazie.
PRESIDEENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 9. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo alla strategia 7.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Alla strategia 7 sono stati presentati gli emendamenti numero 28 e numero 5.
(Si riporta di seguito il testo degli emendamenti:
Emendamento modificativo Giunta regionale.
STRATEGIA 07
In aumento
UPB S07.06.002 Investimenti nel settore dei trasporti
(Cap. SC07.0637)
2007 euro 100.000
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S08.01.004 Somme per le quali sussiste l'obbligo a pagare
(Cap. SC. 08.0045) CDR 00.03.01.00
2007 euro 100.000 (28)
Emendamento modificativo PITTALIS - Marracini - Lai.
STRATEGIA 07 - Reti infrastrutture e viabilità
UPB S07.06.002
S07.0637 - Contributi per la realizzazione delle infrastrutture, officine e sedi a favore delle aziende di trasporto pubbliche e private (Art. 9 L.R. 27/08/82, n. 16, Art. 101, L.R. 04/06/1988, n. 11)
euro 1.000.000
copertura finanziaria
FNOL Investimenti voce 2. (5).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Il parere della Commissione sull'emendamento numero 5 è contrario con l'invito al ritiro, in quanto la materia è trattata poi seppure con diversi importi, dall'emendamento numero 28 della Giunta per il quale si esprime parere favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
DADEA, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì Presidente. Naturalmente il parere della Giunta è conforme a quello del Presidente, ma invito al ritiro i proponenti dell'emendamento numero 5, perché esso è ricompreso nell'emendamento che è stato presentato dalla Giunta regionale.
Metto in votazione l'emendamento numero 5 di cui è stato richiesto.
Ha domandato di parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). E' ritirato.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Marracini. L'emendamento numero 5 è ritirato.
Metto in votazione l'emendamento numero 28. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione lo stato di previsione della spesa. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(E' approvato)
Metto in votazione l'elenco numero 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'elenco numero 3. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Sono stati presentati i seguenti ordini del giorno. Se ne dia lettura.
(Si riportano di seguito i testi degli ordini del giorno:
Ordine del giorno ARTIZZU - Diana - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Il 12 maggio sia anche in Sardegna una ricorrenza dedicata alla famiglia
IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
PREMESSO CHE
E' un dovere civile e morale inserire nelle priorità del nostro calendario civile una giornata dedicata alle politiche dedicate alla Famiglia, istituzione basilare per la società protagonista della vita sociale e determinante nella crescita delle nuove generazioni, che deve essere tutelata anche con un momento di riflessione favorito dalle Istituzioni
PREMESSO CHE
Nella giornata del 12 maggio è prevista una grande manifestazione di piazza, a carattere nazionale, per ribadire l'importanza della famiglia tradizionale e il suo insostituibile ruolo nella società
PREMESSO CHE
E' importante che tutte le Istituzioni siano coinvolte in un momento di riflessione dedicato a migliorare le politiche familiari in base alle vecchie e nuove esigenze che si riscontrano nella società
IMPEGNA IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO E LA Giunta regionale
• A celebrare attraverso specifiche iniziative il 12 maggio come "Giornata della Famiglia"
• A convocare in prossimità di quella data, annualmente, una seduta straordinaria del Consiglio Regionale per celebrare e discutere i temi della famiglia
• A istituire un premio dedicato alle famiglie sarde che si siano distinte per il loro senso di solidarietà, partecipazione alla vita sociale e politica, iniziative benefiche a beneficio dei più deboli. (1)
ORDINE DEL GIORNO CALIGARIS sugli indagati e i detenuti sardi ristretti nelle Case circondariali della Penisola e sulla situazione sanitaria nelle carceri isolane.
IL CONSIGLIO REGIONALE
a conclusione della discussione del programma n. 18/A (Programma regionale di sviluppo 2007-2009) e dei disegni di legge n. 274/S/A "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 2007)" e n. 275/A "Bilancio di previsione per l'anno 2007 e bilancio pluriennale per gli anni 2007-2010";
PREMESSO che molti detenuti sardi stanno scontando pesanti condanne, e alcuni l'ergastolo, in istituti di pena della Penisola;
RILEVATO che la detenzione nelle Case circondariali della Penisola crea rilevanti disagi ai familiari dei reclusi che per le visite e i colloqui impiegano diversi giorni di viaggio con consistenti spese gravanti su situazioni economiche quasi sempre molto difficili, senza dimenticare le ripercussioni psicologiche per i limiti ai rapporti affettivi e di responsabilità nei riguardi dei familiari, soprattutto bambini e anziani;
SOTTOLINEATO che:
- l'articolo 42 della legge n. 354 del 1975 (Norme sull'ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative delle libertà) stabilisce che i trasferimenti dei detenuti devono essere disposti favorendo "il criterio di destinare i soggetti in istituti prossimi alla residenza delle famiglie";
- il protocollo d'intesa tra il Ministero della giustizia e la Regione autonoma della Sardegna, firmato il 7 febbraio 2006, prevede, in attuazione del principio generale di territorializzazione delle pene, l'impegno "a destinare e/o favorire il rientro in istituti della Sardegna dei detenuti di origine, residenza o interessi nel territorio sardo che aspirano a tale rientro, tenendo particolarmente conto del luogo di residenza del nucleo familiare";
EVIDENZIATO che:
- le traduzioni dei detenuti da un carcere all'altro richiedono un ingente impiego di risorse umane e finanziarie;
- nelle Case circondariali della Sardegna sono presenti numerosi detenuti provenienti dalla Penisola ristretti anche nelle sezioni ad elevato indice di vigilanza e di sicurezza,
impegna la Giunta regionale
1) ad effettuare, nel rispetto della legge sull'ordinamento penitenziario e nella concreta attuazione del protocollo d'intesa tra il Ministro della giustizia e la Regione, un deciso intervento nei confronti del Ministero della giustizia per:
a) eliminare la grave discriminazione ai danni dei detenuti sardi;
b) conoscere il numero dei detenuti sardi, in esecuzione di pena o in attesa di giudizio, rinchiusi nelle Case circondariali e mandamentali della Penisola;
c) accertare l'ammontare dei costi annui sostenuti dal Dipartimento per l'amministrazione penitenziaria per le traduzioni dalla Sardegna alla Penisola e viceversa;
2) a riferire in Consiglio sullo stato di attuazione del protocollo d'intesa specificatamente sulla territorializzazione della pena, sulla stipula delle convenzioni con le ASL per migliorare l'assistenza sanitaria alla popolazione ristretta e per concordare le linee-guida alla prevenzione dell'infezione da HIV e la continuazione gratuita dei farmaci. (2)
ORDINE DEL GIORNO SCARPA sulla necessità di procedere con urgenza all'esame ed alla approvazione da parte del Consiglio regionale del Piano energetico ambientale regionale.
IL CONSIGLIO REGIONALE
a conclusione dell'esame del disegno di legge n. 274/S/A (legge finanziaria 2007) contenente disposizioni in materia energetica,
impegna la Giunta regionale
ad inviare al Consiglio regionale in tempi brevi il Piano energetico ambientale regionale approvato dalla stessa Giunta perché il Consiglio regionale proceda al suo esame ed alla sua approvazione. (3)
Ordine del giorno Caligaris, Ibba per un programma di interventi a favore degli emigrati e per il rilancio delle attività dei Circoli e delle Federazioni dei sardi in Italia e nel mondo
Il Consiglio regionale,
a conclusione del dibattito sulla legge finanziaria e sulla manovra di bilancio annuale e triennale 2007-2009,
evidenziato che:
- il principio di equità e di coesione sociale obbliga i legislatori nell'introduzione di qualunque imposta al rispetto della capacità contributiva di ciascun cittadino;
- il mondo dell'emigrazione sarda organizzata in Italia ed all'estero e singoli lavoratori sardi da anni emigrati per mancanza di posti di lavoro nell'isola hanno manifestato profonda amarezza per la tassazione sulle seconde case considerate beni di lusso che li ha coinvolti in modo indiscriminato;
rilevato che:
- la stragrande maggioranza degli emigrati sardi in Italia e nel mondo non ha promosso iniziative di carattere speculativo né con l'acquisto di ville di particolare pregio in zone turistiche né con l'acquisizione di un numero consistente di immobili;
- le case degli emigrati nell'isola, anche se ubicate nella fascia dei tremila metri dal mare, in moltissimi casi sono costruzioni di piccole dimensioni, ubicate nel tessuto del centro urbano dei Comuni e non tutte si trovano nelle zone costiere a rilevante sviluppo turistico;
- il bene casa per la maggioranza dei lavoratori emigrati ha costituito il primo obiettivo dei sacrifici degli anni della diaspora in quanto elemento importante dell'identità e dei legami con la terra di nascita che la vita in Italia e all'estero hanno rafforzato al punto di voler tornare nell'isola per trascorrere gli ultimi anni della vita e per essere sepolti vicini ai loro cari;
sottolineato che:
- soltanto per il fatto di non avere il domicilio fiscale nell'isola, sono costretti a pagare la tassa sulla seconda casa mentre votano in Sardegna con le agevolazioni previste dalle leggi nazionali e regionali per il rinnovo dell'Assemblea sarda e delle amministrazioni locali o anche nei luoghi di lavoro all'estero per eleggere il Parlamento;
- i sardi emigrati risultano discriminati rispetto ai corregionali residenti o con domicilio fiscale nell'isola che sono esenti dall'imposta sulla seconda casa;
ricordato che:
- il Presidente della Regione, nel corso di un incontro con i rappresentanti dell'emigrazione organizzata in Italia e all'estero ha promesso l'individuazione di misure compensative all'ulteriore sacrificio richiesto nell'interesse dalla Sardegna;
- l'Assessore del Lavoro, Formazione professionale,Cooperazione e Sicurezza sociale ha precisato, durante un'audizione in Commissione, che era in corso un monitoraggio sulle secondo case degli emigrati;
- la legge regionale 15 gennaio 1991 n. 7 - la prima del genere approvata in Italia - prevede interventi a favore dell'emigrazione sarda in Italia ed all'estero
impegna la Giunta regionale
- a predisporre un programma straordinario di interventi a favore dei lavoratori sardi in Italia e nel mondo;
- a rilanciare il ruolo e le funzioni dei Circoli e delle Federazioni in Italia e all'estero assegnando loro i compiti di promozione delle produzioni, in particolare agro-alimentari, e dei beni ambientali e paesaggistici dell'isola nonché di tutela e valorizzazione dell'identità, della cultura e della lingua sarde;
- a realizzare in autunno la conferenza regionale dell'emigrazione quale atto preliminare ad una riscrittura della legge 15 gennaio 1991 n. 7, adeguandola alle nuova realtà ed alle crescenti potenzialità socio-economiche dei sardi in Italia e nel mondo;
- a far sì che il mensile "Il Messaggero Sardo", destinato agli emigrati ed allo lor o famiglie, edito da oltre 39 anni dall'omonima cooperativa, riprenda le pubblicazioni interrotte da quattro mesi;
- a completare il monitoraggio delle seconde abitazioni degli emigrati nella fascia costiera dei tremila metri dal mare con riferimento ai Comuni di ubicazione, all'anno di costruzione, allo stato ed all'uso attuale con l'intento di varare, con apposito provvedimento di legge o con la modifica della legge finanziaria, un'applicazione graduale e mirata dell'imposta sul lusso;
impegna altresì la Giunta a riferire in Consiglio entro quattro mesi dall'approvazione del presente ordine del giorno.(4)
ORDINE DEL GIORNO CUCCA - MARROCU - Biancu - Porcu - Masia - Uras - Lanzi sull'individuazione dei disegni di legge da collegare alla manovra economico - finanziaria 2007-2010.
IL CONSIGLIO REGIONALE
a conclusione della discussione del programma n. 18/A (Programma regionale di sviluppo 2007-2009) e dei disegni di legge n. 274/S/A "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 2007)" e n. 275/A "Bilancio di previsione per l'anno 2007 e bilancio pluriennale per gli anni 2007-2010";
CONSIDERATO che:
- ai sensi del comma 8 dell'articolo 34 del Regolamento interno del Consiglio devono essere individuati i disegni di legge, presentati dalla Giunta regionale, da collegare alla manovra economico finanziaria;
- la Giunta regionale ha presentato al Consiglio, ai sensi dell'articolo 5 della legge regionale 2 agosto 2006, n. 11, i seguenti disegni di legge collegati alla manovra economico-finanziaria 2007-2010:
1) DL n. 227 - Principi e norme per l'educazione, l'istruzione e la formazione professionale;
2) DL n. 260 - Ordinamento della struttura organizzativa e della dirigenza della Regione;
RAVVISATA la necessità, in virtù del comma 8 del predetto articolo 34 del Regolamento interno, di individuare i provvedimenti da collegare alla manovra economico-finanziaria 2006-2008,
delibera
di individuare quali disegni di legge da collegare alla manovra economico-finanziaria i seguenti:
1) DL n. 227 - Principi e norme per l'educazione, l'istruzione e la formazione professionale;
2) DL n. 260 - Ordinamento della struttura organizzativa e della dirigenza della Regione. (5)
RISOLUZIONE CUCCA - MARROCU - Biancu - Porcu - Masia - Uras - Lanzi - Marracini - Salis sull'approvazione del Piano regionale di sviluppo.
Il Consiglio regionale,
VISTI gli articoli 2 e 3 della legge regionale 2 agosto 2006, n. 11, relativi rispettivamente alla disciplina del Programma regionale di sviluppo (PRS) ed al Documento annuale di programmazione economica e finanziaria (DAPEF);
ATTESO CHE
- la Giunta regionale ha presentato il Programma regionale di sviluppo contestualmente ai disegni di legge n. 274 e n. 275 relativi rispettivamente al disegno di legge finanziaria per l'anno 2007 e al bilancio per gli anni 2007-2010;
- la finalità del DAPEF è relativa all'aggiornamento annuale del PRS;
- con la presentazione del PRS non sussiste la necessità di presentazione del DAPEF posto che gli intenti della manovra economico finanziaria 2007-2010 sono già esplicitati con la contestuale presentazione del PRS che si pone, ai sensi della legge regionale di contabilità come il documento base che il DAPEF deve annualmente aggiornare;
VISTO l'articolo 33 bis, comma 2, del Regolamento interno del Consiglio;
RITENUTO conseguentemente opportuno utilizzare la disciplina prevista dal suddetto articolo del Regolamento per l'approvazione del PRS;
RITENUTO di condividere i contenuti del PRS, così come predisposti dalla Giunta regionale,
DELIBERA
di approvare il PRS 2007-2009 così come predisposto dalla Giunta regionale, con le seguenti modifiche:
· CAPITOLO 1. Autogoverno e riforma della Regione - Paragrafo 1.2: Il programma per i prossimi tre anni - Titolo: Il sistema delle autonomie locali.
A pagina 19, quinto rigo dopo le parole 2000-2006 è aggiunto: "Tali somme dovranno essere utilizzate attraverso un metodo partecipato, perseguito anche con l'istituzione di una apposita cabina di regia che, in analogia con quanto previsto dalla legge finanziaria nazionale all'articolo 1, comma 864, veda la presenza delle province e di una rappresentanza dei comuni".
A pagina 23 è aggiunto il seguente sottotitolo, con il relativo testo illustrativo:
"Il comparto unico di contrattazione collettiva.
La Regione provvederà a dare attuazione all'articolo 12 della legge regionale n. 9 del 2006, istituendo il Comparto unico del pubblico impiego della Regione e degli enti locali e l'Agenzia per la rappresentanza negoziale della Regione e degli enti locali della Sardegna (ARAN Sardegna)".
· CAPITOLO 2. Identità e cultura - Paragrafo 2.1:
A pagina 33 a conclusione della pagina va aggiunto il seguente paragrafo: "pertanto, la Giunta regionale si impegna a presentare entro 90 giorni dall'approvazione del presente programma un piano di sviluppo per le aree interne e svantaggiate che interessa i due terzi del territorio della Sardegna con particolare riferimento al fenomeno dello spopolamento continuo a quello relativo all'incremento del flusso migratorio e ai fini di attivare un processo di riequilibrio e coesione territoriale in linea con le indicazioni dell'Unione Europea e dello Stato.
• CAPITOLO 2. Identità e cultura - Paragrafo 2.2: Il programma per i prossimi tre anni - Titolo: Lo sviluppo locale - Sottotitolo: I grandi attrattori turistici.
A pagina 33, dopo le parole: "parchi tematici," è aggiunta la parola "terme,".
• CAPITOLO 3. Ambiente e territorio - Paragrafo 3.2: Il programma per i prossimi tre anni - Titolo: Città e centri urbani.
A pagina 48, è soppresso il sottotitolo "Sardegna Architettura" e il relativo testo illustrativo.
• CAPITOLO 3. Ambiente e territorio - Paragrafo 3.2: Il programma per i prossimi tre anni - Titolo: La gestione dei rifiuti.
A pagina 43 sostituire dalla parola "passaggio" fino alla parola "centro sud" con: "riorganizzazione dello smaltimento finale che prevede il progressivo superamento delle discariche nonché l'aggiornamento e l'adeguamento dell'impianto di Macchiareddu per le tre Province del centro sud".
• CAPITOLO 4 - Paragrafo 4.2: Il programma per i prossimi tre anni. Sopprimere il sottotitolo "L'incentivazione dei percorsi formativi" (pag. 60).
• CAPITOLO 5. Sistemi produttivi e politiche del lavoro - Paragrafo 5.2: Il programma per i prossimi tre anni - Titolo: Industria - Sottotitolo: L'efficienza delle infrastrutture produttive.
A pagina 78, la frase che va da "La Giunta regionale ha approvato" a "nel quadro degli strumenti di programmazione economica" è così sostituita:
"Verrà approvata la riforma dei consorzi industriali, prevedendone la loro semplificazione organizzativa e adeguandone le funzioni alle nuove esigenze del comparto industriale".
• CAPITOLO 5. Sistemi produttivi e politiche del lavoro - Paragrafo 5.2: Il programma per i prossimi tre anni - Titolo: Agricoltura e sviluppo rurale - Sottotitolo: La viticoltura.
A pagina 86, dopo la parola "Malvasia," è aggiunta la parola "Semidano,".
• CAPITOLO 5. Sistemi produttivi e politiche del lavoro - Paragrafo 5.2: Il programma per i prossimi tre anni - Titolo: Turismo - Sottotitolo: Il rafforzamento del turismo tematico.
A pagina 92, dopo le parole "servizi per il benessere fisico" sono aggiunte le parole "e in quelli termali".
• CAPITOLO 5. Sistemi produttivi e politiche del lavoro - Paragrafo 5.2: Il programma per i prossimi tre anni - Titolo: politiche del lavoro - Sottotitolo: L'agenzia regionale del lavoro
A pagina 100 prima dei percorsi di assistenza integrati l'Agenzia regionale del lavoro così come istituita dalla legge regionale n. 20 del 2005 costituisce il soggetto regionale a cui è affidata l'attuazione delle politiche regionali del lavoro ivi compresi gli interventi a stanziamento nazionale o comunitario; è inoltre soggetto a cui è affidata l'Assistenza tecnica in materia di lavoro che la Regione garantisce al sistema sociale degli enti locali e degli enti settoriali. L'Agenzia di norma svolge inoltre le funzioni di analisi e monitoraggio sull'efficacia degli interventi regionali di politica del lavoro.
• CAPITOLO 6.- Paragrafo 6.2: Il sistema marittimo - La specializzazione portuale.
a pagina 125, paragrafo: Porto canale, dopo le parole "completamento nuovi banchinamenti lato sud-ovest" aggiungere: "realizzazione del banchinamento e dei piazzali nel lato ovest. Realizzazione della piattaforma logistica al servizio delle attività di deposito, smistamento, composizione e ricomposizione delle merci. Realizzare le infrastrutture della zona franca per il perseguimento dei fini commerciali e industriali da tempo individuati".
• CAPITOLO 7. Paragrafo 7.2: Il programma per i prossimi tre anni. (pag. 153).
Alla fine del sottoparagrafo Politiche sociali, a pag. 154, è aggiunto il seguente sottoparagrafo: Coesione sociale e sviluppo
Lo sviluppo economico e occupazionale della Sardegna inevitabilmente incrocia la necessità di coniugare sviluppo e coesione, sostenibilità e occupazione, ambientale e sociale.
Questo è da un decennio il tema centrale dibattuto nell'unione europea sino alla definizione di alcune linee guida che oggi costituiscono il "fronte minimo" di azione comune.
Queste linee guida possono essere così sintetizzate:
• la crescita economica e la coesione sociale si rafforzano reciprocamente;
• una società con maggiore coesione sociale e meno esclusione è la garanzia di un'economia più efficiente;
• l'attuazione di una strategia per l'occupazione deve contribuire in maniera determinante alla lotta contro l'esclusione.
Le azioni di sviluppo messe in atto, nella Regione, rischiano di perdere di incisività se non supportate da adeguate misure di sostegno sociale. Le misure di sviluppo devono sostenere le reti sociali che costituiscono il tessuto connettivo dei territori.
L'indebolimento di queste reti non solo rallenta lo sviluppo, ma principalmente indebolisce lo stato sociale nella sua essenza, aumentando i rischi di esclusione.
Quindi l'obiettivo principale da perseguire è quello di rafforzare le reti sociali intendendo per esse quell'insieme di soggetti che vanno dalle famiglie al terzo settore e al privato sociale, valorizzando il ruolo essenziale svolto dagli enti locali. Quel sistema che costituisce il tessuto connettivo di ogni società e che sostanzialmente sopporta e veicola i cambiamenti e le trasformazioni.
Si tratta di ricondurre le politiche di sviluppo e coesione sociale ad una azione di sistema che si basa su quattro fattori portanti:
• sostegno alla famiglia;
• lotta all'esclusione sociale;
• politiche per gli anziani;
• politiche per la casa.
L'obiettivo è, in primis, quello di attivare strumenti che, supportando le famiglie nella risoluzione dei problemi quotidiani, permettano di diminuire il disagio sociale e lo stato di precarietà e di insicurezza e consentano di produrre uno sviluppo stabile, duraturo e condiviso. (1).)
PRESIDENTE. Mettiamo in votazione gli ordini del giorno a partire dal numero 1, Artizzu, Diana, Liori, Moro e Sanna.
Per esprimere il parere sull'ordine del giorno numero 1 ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.
CUCCA (La Margherita-D.L.). Ci si rimette all'Aula, Presidente.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
DADEA, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si rimette All'aula.
PRESIDENTE. Onorevole Meloni, si è iscritto su che cosa? Si cancelli.
E' in votazione l'ordine del giorno numero 1.
Impegna il Presidente del Consiglio e della Giunta regionale a celebrare attraverso specifiche iniziative il 12 maggio come giornata della famiglia. A convocare in quella data, in prossimità di quella data ogni anno una seduta del Consiglio regionale.
Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Chiedo il voto elettronico.
PRESIDENTE. E' stato chiesto il voto elettronico. Prego i colleghi di prendere posto. E' in votazione l'ordine del giorno numero 1. Dichiaro aperta la votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero 1.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Diana - La Spisa - Lai Renato - Marracini - Moro - Petrini - Pisano - Pittalis - Rassu - Sanjust - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corrias - Cucca - Fadda - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uras.
Si è astenuto il consigliere: Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 50
votanti 49
astenuti 1
maggioranza 25
favorevoli 13
contrari 36
(Il Consiglio non approva).
Ordine del giorno numero 2 Caligaris, sugli indagati e i detenuti sardi ristretti nelle carceri circondariali della penisola e sulla situazione sanitaria delle carceri isolane.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Beh, veramente si dovrebbe anche poter illustrare l'ordine del giorno, Presidente. Comunque mi limiterò esclusivamente a porre l'accento su una questione che interessa numerosi detenuti sardi che vivono all'interno delle carceri italiane, molti distanti dalle loro famiglie. Abbiamo casi di detenuti che da 15 anni non hanno la possibilità di incontrare i familiari. Questo ordine del giorno chiede che intanto sia chiaro quanti sono i detenuti fuori dall'Isola, laddove, nella nostra Regione, esistono istituti di pena con sezioni ad alta vigilanza e ad alto indice di sicurezza. Cioè, esistono tutte le condizioni per cui i detenuti sardi possano stare in Sardegna e avere diritto a mantenere i rapporti con i propri familiari. La detenzione consiste nella cessazione della libertà e non nel fatto che i detenuti debbano non poter avere dai visitatori il conforto. Abbiamo situazioni di detenuti, ed è stato il caso di tre giovani sardi che sono stati rinchiusi in case circondariali della Penisola, i cui familiari hanno impiegato venticinque ore per poterli visitare. Le traduzioni dei detenuti da un carcere all'altro richiedono inoltre un ingente impiego di risorse umane e finanziarie. Quindi chiedo, attraverso quest'ordine del giorno - e spero che la l'Aula lo accolga -, che venga eliminata la grave discriminazione ai danni dei detenuti sardi, di conoscere il numero dei detenuti sardi, in esecuzione di pena o in attesa di giudizio, rinchiusi nelle case circondariali e mandamentali della Penisola, l'accertamento dell'ammontare dei costi annui che vengono…
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Caligaris.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie... sostenuti dal Dipartimento per l'amministrazione penitenziaria per le traduzioni. Esistono poi un importante protocollo di intesa che riguarda la territorializzazione della pena e una convenzione con le AA.SS.LL. per migliorare l'assistenza sanitaria alla popolazione ristretta. Quindi, anche questo aspetto è importante che venga verificato e che il Consiglio sia informato, anche perché ancora non abbiamo il garante dei diritti dei detenuti. Mi auguro che la Giunta accolga l'ordine del giorno. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie a lei, onorevole Caligaris.
Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore. Anche in questo caso ci si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cucca.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
DADEA, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, penso che il parere della Giunta sia favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Giunta è favorevole.
Ha domandato di parlare il consigliere Cucca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore. Io condivido il contenuto di questo ordine del giorno, però debbo fare delle osservazioni. Non comprendo perché, ogni volta che l'onorevole Caligaris…
(Interruzione del consigliere Marrocu)
… da entrambi… probabilmente conosco un pochino la materia magari, ma non è questo il problema. Però non comprendo perché, quando si tratta di ordini del giorno di questa portata, che sono argomenti, sicuramente, estremamente importanti, ma vengono poi caratterizzati da fatti specifici che dovrebbero venir meno. Pertanto, io chiedo all'onorevole Caligaris che ritiri i due incisi per i motivi che andrò a dire, e cioè chiedo che nella premessa venga levato "da oltre un anno tre giovani sardi sono rinchiusi in tre case circondariali della Penisola", perché il problema dei carcerati nella Penisola non riguarda quei tre giovani sardi che, evidentemente, se sono stati portati nella Penisola, saranno stati portati per gli stessi motivi per i quali molti altri detenuti sardi sono stati trasferiti nella Penisola. Quindi, io chiedo che non venga caratterizzato quest'ordine del giorno, e in questo caso annuncio il mio voto favorevole, in caso contrario mi asterrei, evidentemente. Quindi, chiedo che levi il primo inciso dalla premessa laddove caratterizza con nome e cognome, riferendo quindi quest'ordine del giorno a persone che sono evidentemente identificate con questo inciso, ed egualmente il terzo capoverso "i molti ammalati di HIV", rammentando che il sistema carcerario italiano, grazie al cielo, prevede controlli assolutamente accurati e visite all'esterno e non tocca certamente a noi dire che lo stato di malattia sia incompatibile con uno stato di detenzione, in quanto, all'interno delle carceri, vi sono organi preposti, e anche all'esterno ci sono strutture che sono in condizioni di dire se i detenuti siano in condizioni di rimanere all'interno delle carceri, oppure no.
Quindi, io chiedo all'onorevole Caligaris, condividendo il contenuto dell'ordine del giorno, che ritiri queste due parti. In questo caso, annuncio il voto favorevole.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cucca. Prima di dare la parola all'onorevole Marracini, che l'ha chiesta per dichiarazione di voto, chiedo alla collega Caligaris se intende accogliere o no le osservazioni dell'onorevole Cucca.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Ascolti, Presidente…
PRESIDENTE. Senza fare un intervento, onorevole Caligaris, la prego.
CALIGARIS (Gruppo Misto). No, però mi lasci spiegare, perché sennò sembra che io voglia… allora, l'ordine del giorno non pone - voglio chiarire questo - nessuna questione pregiudiziale, si tratta esclusivamente di un dato oggettivo, quindi sono due dati oggettivi. Per quanto riguarda gli ammalati, io non sto dicendo se debbano o non debbano stare in carcere, sto dando un dato, che ci sono questi ammalati…
PRESIDENTE. Ho capito, onorevole Caligaris, lei mantiene l'ordine del giorno così come l'ha proposto. E' questo che sta dicendo. Grazie.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Io vorrei mantenerlo così com'è.
PRESIDENTE. Grazie. Colleghi, ricordo che sono le 3 e 45 e che l'impegno era di concludere tutta la manovra finanziaria, ovviamente, contenendosi negli interventi, perché sennò non riusciamo ad arrivare al traguardo.
Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Penso che in una manovra finanziaria, che purtroppo arriva a quest'ora di notte, sarebbe stato molto più giusto che gli interventi più pregnanti potessero arrivare durante le ore diurne, e quindi, comunque, non ci esimeremo - e avvertiamo i colleghi - dal fare le dichiarazioni di voto anche sulla manovra finanziaria nel suo complesso. Quindi, relativamente all'ordine del giorno della Caligaris, noi saremmo per accoglierlo con le considerazioni che faceva il Presidente della Commissione Cucca, per due ordini di motivi: primo, perché un ordine del giorno non si nega a nessuno, e abbiamo già fatto la stupidaggine di bocciare l'ordine del giorno di Diana sulla famiglia, cinque minuti fa, che, forse non ve ne siete resi conto, è stato veramente assurdo averlo bocciato. Forse l'onorevole Diana era impegnato…
(Interruzioni)
… no, perché riguardava tutti gli anni, non era solo per il 12 di maggio…
PRESIDENTE. Onorevole Marracini, parli sull'ordine del giorno di cui stiamo discutendo, per gentilezza, abbia pazienza.
MARRACINI (Gruppo Misto). Quindi, il primo motivo è questo. Il secondo è perché, effettivamente, i Popolari-Udeur si stanno impegnando in una battaglia nel merito degli argomenti che sollevava e che ha sollevato l'onorevole Caligaris nell'ordine del giorno, e ha presentato e ha depositato, anche presso il Consiglio regionale, una proposta di legge che riguarda l'istituzione del garante del detenuto. Quindi, noi su questo ci siamo favorevolmente espressi in altre occasioni e, se si riesce ad arrivare a una correzione, così come l'onorevole Cucca consigliava, io credo che anche questo, come quello dell'onorevole Diana sulla famiglia, precedentemente, noi lo potremmo tranquillamente votare. Grazie.
(Interruzione della consigliera Caligaris)
PRESIDENTE. Lo dica al microfono, onorevole Caligaris.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Mi scusi, Presidente. Grazie. Accetto le correzioni del Presidente della Commissione bilancio e dell'onorevole Pittalis, così chiudiamo la discussione e arriviamo a un ordine del giorno unitario del Consiglio che è più importante di qualunque particolare.
PRESIDENTE. Grazie. Questo consente anche di ritirare le dichiarazioni di voto che si devono fare, oppure no, non cambia nulla?
L'onorevole Marrocu si è ritirato, l'onorevole Pisu si è ritirato, l'onorevole Calledda si è ritirato, l'onorevole Pirisi si è ritirato.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). No, Presidente, io non voglio fare una dichiarazione di voto, voglio parlare sull'ordine dei lavori, perché sono le quattro del mattino, abbiamo ancora tre ordini del giorno, abbiamo il Programma regionale di sviluppo, abbiamo le dichiarazioni di voto sulla finanziaria. Le chiedo di andare a domani mattina, perché stiamo lavorando dalle 10 del mattino e sono 18 ore che siamo impegnati nell'attività consiliare, non mi sembra sia serio quello che stiamo facendo.
PRESIDENTE. Io penso che stiamo finendo i lavori e quindi forse vale la pena di fare un piccolo sforzo. Piuttosto, se i colleghi tengono conto della situazione e le dichiarazioni le fanno succinte…
(E' approvato)
Metto ora in votazione l'ordine del giorno numero 3.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'ordine del giorno numero 3 ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Ci rimettiamo all'Aula.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
DADEA, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, Presidente. Per quanto riguarda la Giunta, la Giunta non si sottrae all'impegno che ha preso poc'anzi nella discussione che abbiamo avuto sull'emendamento, che è stato oggetto di attenzione da parte del Consiglio regionale. Quindi si dichiara favorevole affinché in Consiglio regionale si svolga quella discussione e quel confronto sulle questioni energetiche nella nostra Regione. Per quanto riguarda, invece, la proposta che è contenuta nell'ordine del giorno, di rinviare al Consiglio, l'impegno della Giunta è di inviarlo alla Commissione competente e di ribadire la volontà di non sottrarsi a una discussione e a un confronto sulle questioni energetiche nella nostra Regione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giagu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GIAGU (La Margherita-D.L.). Presidente, io mi scuso con i colleghi, però credo che ci sia qualche errore. Voglio ricordare all'onorevole Scarpa, che la Commissione, circa cinque o sei mesi fa, ha preso in esame il Piano energetico e ambientale, ne ha discusso e l'ha anche approvato. Poi, per me può valere come raccomandazione per il futuro, per il prossimo Piano energetico ambientale. Questo senza nulla togliere al collega Scarpa, ma credo che sia inutile ritornare su un argomento che abbiamo già trattato, abbiamo approvato e che ora produce qualche frutto, e ha dato il via ad alcune azioni che la Giunta sta portando avanti.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giagu.
Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Grazie. Io non capisco tutta questa preoccupazione su questo tema. Intanto, voglio dire, apprendiamo adesso che la Commissione, io ne faccio parte, ha svolto questo incarico. Ma io credo che il Consiglio regionale abbia fra le sue prerogative quella di chiedere alla Giunta di poter esaminare e discutere un atto approvato dalla Giunta stessa, pur se già passato anche in Commissione. Mi sembra una prerogativa del Consiglio regionale questa, e l'ordine del giorno tende ad affermare ciò, senza inficiare quello che è già accaduto, compreso il parere della Commissione e compresa la procedura di VAS in corso. Il Consiglio regionale credo che possa molto serenamente chiedere alla Giunta, in esito anche al dibattito che c'è stato sulla finanziaria, di poter discutere del Piano energetico regionale. Questa è una questione di prerogative del Consiglio e di nient'altro. Non mi sembra una procedura scandalosa, ma un fatto assolutamente normale. Se il Consiglio lo riterrà, naturalmente; se il Consiglio deciderà invece di bocciare questa risoluzione, darà carta bianca alla Giunta regionale sulle politiche energetiche regionali per il futuro. E' una scelta ben precisa, che i colleghi lo sappiano; non si tratta qui di dire se esiste o non esiste il Piano energetico regionale, si tratta di dire se il Consiglio se ne deve occupare. Ben se ne sarà occupata la Commissione, tuttavia la richiesta che si propone è ad un altro livello istituzionale. Quindi, la richiesta che si pone è che se ne occupi anche il Consiglio regionale, dopo che se ne sarà ben occupata la Commissione ed essendo in corso la procedura di VAS. Questa è la richiesta, molto semplice, nella quale non c'è nessun giudizio di valore, ma semplicemente auspica che il Consiglio si occupi presto di questa materia. Ripeto, si tratta di una prerogativa del Consiglio regionale e penso che affermare il contrario sia negare una prerogativa di questa istituzione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Scarpa.
Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Credo che la motivazione a sostegno di quest'ordine del giorno sia sostanzialmente, anche qua, duplice: primo, perché un ordine del giorno non si nega a nessuno, forse l'avevo detto prima; secondo, perché su questo argomento ci può essere in Consiglio un dibattito aperto e approfondito, rispetto al quale non credo che ci possano essere problemi di contrarietà, perché l'Aula consiliare è un luogo dove ci si può e ci si deve confrontare, rispetto alle linee strategiche più importanti, che vengono portate avanti da questa Giunta, da questo Consiglio. Quindi, io confermo il voto favorevole dei Popolari UDEUR a questo emendamento dell'onorevole Scarpa e nel contempo auspico che i lavori che proseguiranno nella Commissione competente, possano portare comunque a risultati ottimi, così come noi auspichiamo, che non possono però precludere il lavoro e una discussione in Consiglio regionale.
Per concludere, presidente Secci, condividiamo e suggeriamo di condividere la richiesta dell'onorevole Vargiu di andare a domani mattina. Perché, diversamente, noi continuiamo sino alle 6.
PRESIDENTE. Colleghi, io qua ho quattro iscritti per dichiarazione di voto su quest'ordine del giorno, mi sembra…
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Vorrei soltanto dire questo, cioè quel che ha detto già Pierpaolo Vargiu. Se vogliamo fare una cosa che abbia senso, che abbia dignità anche per quest'Aula, dobbiamo poter discutere, potendo mettere la testa nelle cose che si pensano e che si dicono. Io non so voi, ma personalmente non sono assolutamente disponibile, non ho assolutamente le energie per poter pensare e dire cose sensate. Vi ammiro perché siete capaci di farlo, però abbiate almeno comprensione per chi non è capace di far questo. Siccome dobbiamo affrontare non soltanto gli ordini del giorno, e si potrebbe avere un po' di pazienza, ma anche il voto finale sulla finanziaria e sul bilancio e anche sul Programma regionale di sviluppo, che se voi volete approvare con una lettura di questo ordine del giorno e un'approvazione frettolosa, significa che non volete fare una cosa seria. Allora, credo che si sia dimostrata la più grande disponibilità, andando fino a quest'ora ad approvare tutte le norme. Se vogliamo fare una discussione un po' più realistica, facciamola, ma non così. Si trova un orario più decente, però si discute delle cose, altrimenti si crea, come diceva Vargiu, un precedente pericolosissimo per il Consiglio: che si approvi il Programma regionale di sviluppo in 5 min.
PRESIDENTE. Quindi, la proposta, onorevole La Spisa qual è?
LA SPISA (F.I.). Di andare a domani a un'ora concordata, non so a che ora ma… per gli Uffici, per noi.
PRESIDENTE. C'è una proposta di finire i lavori a questo punto e di andare a domani. Domani è giovedì, e non si può finire alle quattro del mattino e pretendere che si torni qui sta mattina a lavorare. Per cui, chiederei ai colleghi…
Ha domandato di parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.
Prego, onorevole Porcu, magari sintetico, se è possibile.
PORCU (Progetto Sardegna). Sintetico. Io chiederei anche all'onorevole La Spisa, se fosse possibile, almeno completare l'approvazione della finanziaria, visto che la discussione è già avvenuta. Abbiamo gli ordini del giorno che forse, se tutti ci autoregoliamo, possiamo completare in pochi minuti e magari, per quanto riguarda...
PRESIDENTE. Onorevole Porcu, la prima cosa che si vota è il Programma regionale di sviluppo.
PORCU (Progetto Sardegna). E allora ritiro la proposta.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno lo conosciamo tutti, abbiamo deciso di discuterne in modo diverso, però dal punto di vista regolamentare noi quando abbiamo finito dobbiamo votare: il Programma regionale di sviluppo, la finanziaria e il bilancio, e poi il voto finale.
(Interruzioni)
Non è aperta la discussione su questo. Uno a favore e uno contro.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Grazie, Presidente. Per raccogliere la proposta del collega La Spisa di andare a domani mattina alle 10 e 30 per...
PRESIDENTE. Non esiste tecnicamente, onorevole Biancu; se il Consiglio si sospende adesso, va a questo pomeriggio, minimo alle 16.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. No, non è possibile perché non possiamo tenere la gente a lavorare sino a quest'ora e pretendere che tornino stamattina: c'è gente che lavora e ha diritto di riposare e di avere riposo sufficiente per poter...
CUCCU GIUSEPPE (La Margherita-D.L.). Perché noi non stiamo lavorando?
PRESIDENTE. Noi possiamo tornare anche tutte le volte che volete...
BIANCU (La Margherita-D.L.). Presidente, anche noi dobbiamo riposare e dobbiamo tornare. Credo che sia nell'interesse di tutti completare i lavori di questa finanziaria, per cui...
PRESIDENTE. Non ci sono dubbi, onorevole Biancu, però la proposta accoglibile è a partire da questo pomeriggio, stamattina non è possibile. Quindi, proponete orari a partire da questo pomeriggio!
(Interruzioni)
Sospendo i lavori per qualche minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 04 e 02, viene ripresa alle ore 04 e 11.)
PRESIDENTE. Mi sembra che ci sia un'intesa, se non ho capito male, sulla quale io non concordo assolutamente, però, siccome sono rispettoso della volontà dell'Aula, i lavori finiscono qui e riprendono alle 11 domani mattina.
La seduta è tolta alle ore 04 e 13 di mercoledì 23 maggio.
Allegati seduta
CCCXXXVIII Seduta
Martedì 22 maggio 2007
Presidenza del Vicepresidente RASSU
indi
del Vicepresidente SECCI
indi
del Vicepresidente RASSU
indi
del Vicepresidente SECCI
INDICE
La seduta è aperta alle ore 10 e 19.
MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di mercoledì 16 maggio 2007 (331), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Atzeri, Pacifico, Salis, Uggias hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana di martedì 22 maggio 2007.
Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. Colleghi, stante l'esigua presenza di Consiglieri in Aula perché è in corso la Commissione Bilancio per l'esame di alcuni emendamenti, sospendo la seduta sino alle ore 10 e 45.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 20, viene ripresa alle ore 10 e 53.)
PRESIDENTE L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del disegno di legge numero 274/S/A. Ieri ci siamo fermati all'articolo 32, dopo la discussione generale al momento in cui era richiesto il parere della Commissione sugli emendamenti.
Ha facoltà di parlare il consigliere Cucca per esprimere il parere della Commissione sugli emendamenti.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Grazie Presidente. Sull'emendamento numero 73 il parere è favorevole, sugli emendamenti numero 817 e 22 è contrario, sull'emendamento numero 927 è favorevole, sull'emendamento numero 842 mi pare fosse stato preannunziato il ritiro. Chiedo scusa, Assessore, rammento che per questo è stato presentato un emendamento unico successivamente. Quindi, di fatto, su questo emendamento si esprimerebbe parere favorevole ma, ovviamente, siccome c'è un emendamento che lo ricomprende, ne era stato preannunciato il ritiro.
Sull'emendamento numero 163 il parere è contrario, l'emendamento numero 983 era stato sospeso, non c'è stata interlocuzione con l'Assessore, quindi per il momento resta sospeso, sull'emendamento numero 984 il parere è contrario, sull'emendamento numero 879 il parere è contrario e se ne chiede il ritiro, sull'emendamento numero 64 il parere è contrario, sull'emendamento numero 27 il parere è contrario e si invita al ritiro perché già vi è la risposta nell'articolo 32 ter, sull'emendamento numero 164 il parere è contrario, sull'emendamento numero 403 il parere è contrario, sull'emendamento numero 966 il parere è favorevole, sull'841… Presidente posso chiedere un minuto di sospensione per una interlocuzione con la Giunta?
Assessore Sanna va bene così, quindi l'emendamento numero 966 copre quei due emendamenti di cui parlavamo prima, pertanto va bene così, possiamo andare avanti…
Sull'emendamento numero 966 il parere è favorevole, l'emendamento numero 841 è assorbito dal 966, sull'emendamento numero 843 il parere è favorevole, sull'emendamento numero 881 il parere è contrario.
PRESIDENTE. Presidente mi scusi, il parere sull'emendamento numero 843?
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Sull'emendamento numero numero 983 che è sostitutivo totale dell'879?
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Presidente, questo emendamento mi pare di non averlo.
PRESIDENTE. Il 983 quindi è sospeso come parere, Presidente?
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Sì.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
DADEA, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, abbiamo necessità di fare un pochettino il punto sugli emendamenti così come sono ordinati nei vari fascicoli. Il parere della Giunta è comunque conforme a quello del Presidente, però un attimino vorremmo fare ordine sugli emendamenti, perché altrimenti non riusciamo a seguire.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per 5 minuti stando in Aula, se no non si inizia oggi.
(La seduta, sospesa alle ore 11 e 02, viene ripresa alle ore 11 e 09)
PRESIDENTE. Bene colleghi si riprendono i lavori, vi prego di prestare attenzione.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
DADEA, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello del Presidente della Commissione.
PRESIDENTE. Grazie Assessore. Quindi pongo in votazione l'emendamento numero 73.
E' stato chiesto il voto elettronico palese.
(Interruzioni)
Onorevole Pittalis prima di lei c'è un'altra prenotazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Sia chiaro Presidente: nessuno pensi di liquidare questi temi con una "sveltina", va bene? Noi ci saremo anche tutta la settimana, perché sono i temi del disagio sociale, della non autosufficienza, del reddito alla cittadinanza, dei precari, e noi vorremmo che su questi temi si procedesse con la dovuta serenità, questo noi chiediamo per essere molto ma molto chiari, nessuno pensi di liquidarli in 30 minuti.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pittalis, comunque sia, le ripeto, ancor prima di a lei hanno chiesto di intervenire altri colleghi, quindi lei può intervenire quando le viene data la parola, abbia pazienza. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Rinuncio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Il comma due è soppresso non perché non abbia rilievo il tema, più che dell' incremento delle nascite, del sostegno all'infanzia e anche alle funzioni genitoriali, alla paternità e alla maternità. Gran parte di queste funzioni e la stessa infanzia sono sostenute al meglio risolvendo i problemi fondamentali della nostra società, cioè introducendo elementi di giustizia. Onorevole Pittalis, credo che lei richiamasse questi elementi di giustizia in una società che progressivamente è ingiusta, che consuma ogni giorno ingiustizia, che è più facile che ascolti chi è nelle condizioni di vantaggio piuttosto che chi è nelle condizioni di svantaggio. Anzi chi è nelle condizioni di svantaggio spesso viene emarginato, escluso, allontanato. Ed è per questa ragione che il comma in argomento contiene il principio non dell'incremento delle nascite, che sembra più orientato al numero che alla qualità e alla condizione della vita, ma del sostegno alle funzioni genitoriali e all'infanzia, per agevolare anche il ripopolamento del nostro territorio ed il contrasto forte allo spopolamento, per la crescita demografica in termini positivi, perché questa è una Regione spopolata che ha bisogno sempre di più di crescere anche sotto questo profilo
PRESIDENTE. Grazie onorevole Uras. Onorevole Pittalis intende intervenire per dichiarazione di voto? Rinuncia.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Sì grazie. Io voterò contro questo emendamento soppressivo del comma 2 dell'articolo 32. Devo confessare che sono sbigottito da questa proposta che fanno i colleghi Pacifico, Uggias e Frau con la quale tendono a sopprimere il comma 2. Fra le iniziative sociali che l'articolo 32 ovviamente propone, credo che il comma 2 abbia una centralità e una importanza notevole. Anch'io non ne faccio una questione terminologica, e cioè che davvero si debba ipotizzare un incremento delle nascite con un programma finanziato dalla Regione. Che tuttavia l'esigenza di favorire seriamente la nascita, soprattutto nei piccoli centri ove lo spopolamento è rilevante, ha un'importanza, a mio giudizio notevole. Posso dire, con grande mia soddisfazione, che ieri è nato un bambino nella frazione di Seui, che è una piccola frazione di Selegas, dopo cinque anni che non nasceva un bambino. Ciò carica di significato questo comma 2, perché sottolinea che è necessario fare qualcosa per incoraggiare la volontà genitoriale, come ha detto Uras, ma per la nascita in senso generale nei piccoli centri, nei borghi. Quindi il comma 2 va conservato, non avrebbe senso sopprimerlo così come i proponenti intendono fare.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pisano. Ha domandato di parlare il consigliere Lai Renato per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LAI RENATO (Gruppo Misto). Chiedo che venga tolta la mia firma da questo emendamento perché è lontano, distante da quella che è la prima configurazione di un emendamento di maggioranza che valorizzava questo comma, modificandone i contenuti con interventi specifici a favore delle giovani coppie e della genitorialità.
Esso è stato firmato nell'ambito di una serie di emendamenti proposti e non discussi; quindi chiedo che venga tolta la mia firma.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Lai. Ha domandato di parlare la consigliera Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COCCO (La Margherita-D.L.). Io voto a favore di questo emendamento perché il comma in argomento non rappresenta il vero problema. Ne abbiamo discusso in Commissione e abbiamo sostenuto che il promuovere l'incremento delle nascite, come programma, non è il modo di rispondere alle esigenze. I problemi della famiglia sono prioritari nel nostro paese, però sappiamo che mancano le politiche sociali, in quanto la famiglia è sempre stata discriminata nel dibattito pubblico e anche a livello politico. Ritengo quindi che tutti gli interventi finanziari siano a favore delle famiglie senza prevedere l'incremento delle nascite, come il secondo comma. Vorrei anche precisare che spesse volte in questa Aula, la stessa Giunta ha usato l'espressione "a favore e a sostegno delle famiglie", quando invece sono mancati realmente gli interventi. Quindi questo è anche un argomento per sollecitare il Presidente Soru e la Giunta, quando parlano di welfare famigliare, ad operare sul serio perché le esigenze sono tante.
PRESIDENTE. E' stato richiesto il voto elettronico palese dall'onorevole Randazzo Alberto, quindi chiedo ai colleghi di prendere posto.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 73.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Manca intende votare a favore e i consiglieri La Spisa e Vargiu contro.
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Balia - Biancu - Caligaris - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai Silvio - Lanzi - Licandro - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Moro - Orrù - Pinna - Pirisi - Porcu - Randazzo Alberto - Sabatini - Sanna Francesco - Sanna Franco - Secci - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Cassano - Floris Mario - La Spisa - Lai Renato - Liori - Lombardo - Marracini - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Pittalis - Rassu - Scarpa - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Gallus - Serra.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 56
Votanti 54
Astenuti 2
Maggioranza 28
Favorevoli 39
Contrari 15
(Il Consiglio approva).
Pongo in votazione l'emendamento numero 817.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Sì Presidente, mi ero prenotato per l'emendamento precedente, ma l'emendamento numero 817, mi consente…
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Capelli, a causa dell'approvazione dell'emendamento numero 73, è decaduto l'emendamento numero 817.
Pongo in votazione l'emendamento numero 22. Intende intervenire? Prego.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Dicevo che mi ero prenotato per l'emendamento numero 73, però probabilmente non ho fatto in tempo a segnalare la mia richiesta di voto nel modo adeguato. Ma anche l'emendamento in questione, l'emendamento 22, per cui esprimo comunque il parere favorevole, mi consente di tornare sull'argomento del comma due, testé soppresso. Perché credo che meriti una motivazione la volontà, espressa con il voto a favore dell'emendamento, di soppressione del comma due. Condivido alcune osservazioni dei colleghi, che mi hanno preceduto, ma vorrei sottolineare che, oltre a provocare una certa ilarità, così come è scritto il comma due, non da contezza di che cosa si tenda esattamente per programma di interventi intesi a promuovere l'incremento delle nascite. Devo constatare che per l'ennesima volta tale programma era delegato, nella volontà della Giunta, alla stesura e alla programmazione della Giunta stessa. Senza invece far intervenire in fase di discussione, perché è un provvedimento, soprattutto un programma, le posizioni che si possono esprimere in Consiglio, attraverso la Commissione competente che è stata completamente cancellata. Così come non credo che un tema come l'articolo 32, politiche sociali, possa essere ridotto in pochi articoli e qualche comma della legge finanziaria. Io credo che un giorno o l'altro, visto che le Commissioni competenti non esaminano le proposte di legge presentate, arriverà il momento in cui questa Aula si dovrà porre seriamente il problema delle politiche per la famiglia, non in termini demagogici, populistici o da campagna elettorale, ma impegnandosi realmente nell'individuare un percorso che ancora non è conosciuto da nessuno, nel senso: quale è il tema fondamentale di intervento per la famiglia? Cos'è la famiglia oggi? E abbiamo tanti altri argomenti da sviluppare, le cui risposte non possono essere affidate sicuramente all'articolo 32 della finanziaria in discussione.
PRESIDENTE. La ringrazio onorevole Capelli. Vorrei pregare i colleghi comunque di prendere posto, perché è abbastanza mortificante il fatto che un collega intervenga e né la Giunta e né i colleghi, lo ascoltino. Grazie.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Sì Presidente. Io voterò a favore dell'emendamento numero 22, che modifica il comma sei dell'articolo 32, nel quale comma sei viene indicata la condizione di un finanziamento alle unioni dei Comuni del Parteolla e del medio Campidano. Io sono convinto che le unioni dei comuni del Parteolla e del medio Campidano abbiano un'importanza notevole, ovviamente non quella che avevano nel dodicesimo e nel tredicesimo secolo, quando davvero il Parteolla diventava quasi la capitale dell'intera Regione sarda. Però restituire a queste due sole unioni di Comuni, un finanziamento per l'attivazione delle funzioni che ovviamente dovranno svolgere, e soprattutto perché possano disporre di un'adeguata sede, mi pare molto limitativo. Io credo che non sia nella logica di questa finanziaria premiare specifiche realtà di unioni di Comuni, ma che si debba estendere il finanziamento in maniera analoga a tutte le unioni dei Comuni esistenti ad oggi. E quindi, naturalmente, fare in modo che non si creino ingiustizie con un comma, che potrebbe essere modificato nel modo in cui noi lo proponiamo con l'emendamento. E cioè estendere l'emendamento a tutte le unioni di Comuni che operano alla data di oggi.
PRESIDENTE. E' in votazione l'emendamento numero 22.
Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
E' in votazione l'emendamento numero 927, per il quale è stato espresso parere favorevole dalla Commissione.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). In quest'emendamento, di un refuso o si tratti di una semplice verità, leggo: l'amministrazione regionale può avvalersi di Commissioni e di gruppi tecnici ai quali sono riconosciuti esclusivamente "i rimorsi", "i rimorsi" delle spese di viaggio e di soggiorno. Forse è una verità. Grazie.
DADEA, Assessore tecnicodel bilancio, credito e assetto del territorio. Onorevole, è un lapsus freudiano.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pittalis, senz'altro si tratta di un refuso.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo il voto elettronico.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 927.
(Segue la votazione)
Prendo atto che la consigliera Barracciu ha inteso votare a favore
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Milia - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisano - Pittalis - Porcu - Sanna Francesco - Sanna Franco - Uras - Vargiu
Rispondono no i consiglieri: Cassano - Cuccu Franco Ignazio - Floris Mario - Liori - Lombardo - Murgioni - Pileri - Randazzo Vittorio - Rassu - Secci.
Si sono astenuti i consiglieri: La Spisa - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 52
votanti 50
astenuti 2
maggioranza 26
favorevoli 40
contrari 10
(Il Consiglio approva).
Dell'emendamento numero 842 è stato proposto il ritiro.
DADEA, Assessore tecnicodel bilancio, credito e assetto del territorio. E' ritirato.
PRESIDENTE. E' ritirato. Grazie.
E' in votazione l'emendamento numero 163.
Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Decadono gli emendamenti numero 984 e numero 879. Pongo in votazione il testo.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Sì Presidente. Perché ho la necessità di porre all'attenzione dei colleghi alcune osservazioni in merito al titolo. In particolare mi soffermerò, anche in seguito, quando arriveremo al comma otto. C'è un emendamento della Giunta regionale che riduce lo stanziamento a 80 milioni di euro per il programma straordinario di edilizia abitativa. Ma vorrei rendere edotti i colleghi su una certa situazione. Noi stiamo andando ad impegnare in un capitolo, che non sarà utilizzato, 80 milioni di euro non 100 milioni come dice il comma, avendo residui non impegnati al 2006, da parte dell'ente in questione, per 44 milioni e 570 mila euro, a cui si aggiungono altre opere non appaltate non impegnate e non andate a residui, ma che sono nella tesoreria dell'ente per 64 milioni di euro, per un totale di 100 milioni di euro, non spesi e non impegnati dal 2005. Poi possiamo anche vedere come sono suddivisi: i 15 milioni di Cagliari, i 40 milioni di Nuoro, i 10 milioni di Sassari con un appunto, invece, di virtuosità su Oristano, che invece è alla pari. E noi stiamo utilizzando ulteriori 100 milioni in proposta e 80 milioni nell'emendamento della Giunta per continuare a finanziarie opere che non potranno vedere la luce, che continuano a incrementare un tesoretto dell'ente non speso e gestito, tra l'altro, udite, udite, nel rinnovamento dell'agenzia, da quelli che in questi anni non hanno speso, non hanno progettato, non hanno impegnato. Che però, come dice il Presidente della Giunta, lui non favorisce gli amici, ma gli amici, in quanto tali, devono essere riconfermati nella loro incapacità manifesta. Ho qui una risposta dell'assessore Mannoni del 2005 a un'interrogazione in cui dice che lo stato di attuazione del programma straordinario di edilizia residenziale pubblica, rappresenta uno stato di avanzamento fisiologico, e non giustifica la revoca eccetera eccetera… può evincersi che i progetti esecutivi del programma straordinario relativi al recupero risultino definiti nella misura del 70 percento. Questa è una chiara e netta falsità, è falso quello che ha risposto all'interpellanza e all'interrogazione, perché i dati di bilancio attuali, facilmente recuperabili dai bilanci allegati degli enti e dal bilancio generale della Regione, dimostrano che 100 milioni di euro giacciono presso l'ex IACP attuale AREA per manifesta incapacità del Commissario prima, del Commissario di quest'anno e del Presidente di oggi, e del Consiglio di amministrazione e dei dirigenti degli enti di tutte le province, il che porta a un buco di 100 milioni di euro che noi stiamo togliendo a chi ne ha bisogno.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Capelli.
(E' approvato)
L'emendamento numero 64 è caduto. Pongo in votazione l'emendamento numero 27, di cui è stato richiesto il ritiro…
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Il Presidente della Commissione, nell'esprimere il parere, ha fatto riferimento, in relazione a questo articolo, che la sede materie sarebbe proprio quella dell'articolo 32 ter. Allora, se i colleghi consentono, trasferiamo questo emendamento all'articolo 32 ter.
PRESIDENTE. C'è stata la proposta di spostare l'emendamento numero 27 all'articolo 32 bis, dove è stato presentato, al numero 942, un emendamento, dello stesso tenore, da parte della Giunta. Bene, se non ci sono problemi spostiamo l'emendamento all'articolo 32 bis.
Pongo in votazione l'emendamento numero 164.
Poiché nessuno ha domandato di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento numero 403.
Poiché nessuno ha domandato di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Poiché nessuno ha domandato di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento numero 843, per il quale è stato espresso parere favorevole dalla Commissione.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo il voto elettronico.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnicodell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Grazie Presidente. Tenuto conto del fatto che è stato segnalato che oltre alla struttura di Villamassargia, ci sono altre strutture che hanno bisogno di opere di completamento o comunque di ristrutturazione, si propone una modifica dell'emendamento che leggo in questa maniera: "E' autorizzata, nell'anno 2007, la spesa di euro 1 milione per la realizzazione di un programma di intervento finalizzato al recupero, alla ristrutturazione e al completamento di strutture destinate ad accogliere soggetti con disabilita mentali, detenuti soggetti a misure alternative o ex detenuti, di cui 600 mila alla cooperativa sociale San Lorenzo di Iglesias per il recupero dell'immobile nel Comune di Villamassargia. Il programma è approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia sociale, ai termini dell'articolo 4 lettera e) della legge regionale numero 1/1977 e successive modifiche e integrazioni". Questo era stato discusso in Commissione bilancio e si era convenuto di riformularlo in questa maniera. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie Assessore. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Mi sembra di capire che ci sia un emendamento orale, verbale, insomma, per chi non era in Commissione e vuole conoscere e valutare un po' meglio la proposta. Chiedo pertanto qualche minuto di sospensione in Aula.
PRESIDENTE. Dispongo 3 minuti di sospensione in Aula. Nel contempo viene distribuito l'emendamento ai colleghi.
(La seduta, sospesa alle ore 11 e 35, viene ripresa alle ore 11 e 40.)
PRESIDENTE. Bene colleghi, riprendiamo i lavori. Ha domandato di parlare il consigliere Cassano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CASSANO (Riformatori Sardi). Grazie signor Presidente. Io non ho niente da eccepire per ciò che riguarda questo emendamento orale, però ricordo all'Assessore Dirindin che la fondazione San Giovanni Battista di Plaghe, che da assistenza a centinaia e centinaia di disabili, le ha chiesto un incontro. Non solo non riesce ad avere le risorse necessarie per pagare gli stipendi arretrati ai dipendenti, ma addirittura le ha chiesto un incontro e non riescono a farsi ricevere. Questa è una cosa veramente vergognosa, caro Assessore alla sanità, lei deve prendersi a cuore questa situazione come sta prendendo a cuore questo problema, e io la rispetto e sono anche favorevole a questo emendamento. Però le ricordo che lei si rifiuta categoricamente di ricevere le maestranze della fondazione San Giovanni Battista che hanno occupato la provincia di Sassari una settimana fa. Quindi la sollecito a prendere provvedimenti. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cassano. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Grazie. La riformulazione dell'emendamento è un passo avanti. Vede Assessore, la mia preoccupazione è quella di creare una sorta di competizione, però in negativo, tra cooperative sociali che si occupano dei problemi del recupero di ex detenuti, di coloro che sono affetti da disabilita mentali. Ne conosciamo tante: potrei citarle il Mandorlo, quella a Ispinigoli, quelle curate da Don Mariani e quant'altre. Il problema qui è evitare che ve ne siano alcune che abbiano un padrino politico di tale autorevolezza che possa aprire le porte per interventi di questa natura, e altre… Io non voglio credere a quello che diceva l'onorevole Cassano, che, invece, forse perché non hanno il padrino politico giusto, debbano appunto sopportare il disagio, ma in questo caso anche l'affronto, di vedersi considerata come cooperativa di serie B, se non di serie C. Ecco perché ritengo che l'emendamento vada nella direzione giusta. Probabilmente se si prevede la sola determinazione dell'importo sulla base di un programma che farà la Giunta e l'Assessore, forse evitiamo di dare un segnale accentuato, di individuazione di soggetti che, ripeto, pone il problema di metterli in competizione fra di loro. Ritengo anche che non sia la cosa giusta per una finanziaria che si dovrebbe caratterizzare per provvedimenti a contenuto generale e non specifico.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pittalis. Ha domandato di parlare il consigliere Calledda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALLEDDA (D.S.). Signor Presidente, sicuramente l'emendamento orale lo considero positivo, però, voglio dire, che ogni qualvolta si parla di situazioni di questa natura scatta l'atavica tendenza legata ai campanili. Io voglio solo ricordare, per quanto riguarda la Cooperativa San Lorenzo che è un problema che stiamo in quest'Aula perseguendo da diverso tempo. Già all'inizio di questa legislatura c'era l'impegno da parte del Presidente, da parte dell'Assessore ad affrontare e risolvere questo problema. Io credo che oggi ci sia una risposta di merito e consiglierei all'Assessore e alla Giunta, relativamente a questi problemi, per evitare che si creino situazioni tipo queste descritte anche dall'onorevole Cassano, che si attui una sorta di programmazione che possa in qualche misura razionalizzare tutte le richieste che vengono portate avanti relativamente a questi temi e a questi problemi. Perché, se non c'è una programmazione di merito, c'è il rischio che si formino decine di cooperative di carattere sociale per poi avere una concorrenza l'una rispetto all'altra. Invece io credo sia utile, proprio perché stiamo parlando di una situazione seria, in una fase in cui la politica viene attaccata da tutti i punti di vista, a livello nazionale e anche a livello regionale, di dare risposte chiare e concrete, che possano consentire a queste persone che soffrono, a queste persone che hanno problemi, a queste persone che in qualche misura vivono una vita diversa rispetto alla nostra, adeguate possibilità di reinserimento, e di prospettare loro una situazione diversa rispetto a quella che vivono quotidianamente.
Allora, ecco, io credo che questo sia sicuramente un passo in avanti positivo, ma credo anche che per ovviare a situazioni di questo genere occorra che venga attuata da parte della Giunta regionale, da parte di chi ha l'obbligo e il dovere morale di affrontare queste questioni una programmazione che possa in qualche misura stabilire che in Sardegna situazioni di questo genere possono essere 10, 15, 3, 4, però in numero in qualche misura programmato. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Calledda. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Sì, io condivido molto le considerazioni che ha fatto adesso, in maniera molto onesta e corretta, l'onorevole Calledda. Effettivamente diventa difficile condividere per intero, invece, l'emendamento numero 843. Circa la cooperativa San Lorenzo - San Lorenzo tra l'altro è un santo martire che morì sulla graticola, poverino -, si può dire che lei, Assessore, attraverso questo emendamento sta mettendo, sulla graticola tutte le cooperative sociali che davvero esistono in Sardegna e che sono tante. Duecento cooperative sociali, delle quali almeno una cinquantina lavorano proprio in questo settore. D'altro canto abbiamo fatto un bando POR: avrà partecipato la cooperativa San Lorenzo al bando POR relativo proprio all'adeguamento di queste strutture? Aspettiamo l'esito di questo bando POR, vedremo esattamente che cosa… Ma se noi andiamo a introdurre principi in maniera chiaramente non adeguata, derogando a quelli che sono i princìpi vostri, come quello di non fare mercificazione dentro la finanziaria, io credo che davvero non si vada da nessuna parte. Abbiamo stabilito dei princìpi che erano inderogabili e adesso voi andate a finanziare delle cose specifiche? Io sono d'accordo, invece, che non si parli di Cooperativa San Lorenzo ma che si parli di un programma che dovrà essere naturalmente valutato in maniera adeguata da una Commissione, ove tutti abbiano pari opportunità, non in questo modo che, davvero, non qualifica nemmeno il vostro operato come Giunta.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pisano. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Grazie, Presidente. L'emendamento numero 843 proprio la dice chiara sulle "marchette" che vengono - scusatemi il termine - passate in questa finanziaria e ci sono figli di un Dio maggiore e figli di un Dio minore. Questo è un Dio maggiore: d'altronde il Dio è l'Assessore in persona, che riesce effettivamente a finanziare anche in modo specifico. Non dico che non sia meritoria questa Cooperativa San Lorenzo di Iglesias, però da parte dei colleghi le sono venute senz'altro segnalazioni molto importanti e poiché il territorio mi spinge a ricordarle ancora una volta l'Opera di San Giovanni Battista e mi meraviglio molto che i colleghi della maggioranza di quel territorio non le abbiano sottoposto con molta forza all'attenzione questo istituto che naviga da tanto tempo in brutte acque, nonostante dia l'assistenza a centinaia e centinaia di disabili anche dal punto di vista mentale, e che non ci sia stata un'attenzione particolare.
Il collega Pisano le ha fatto quasi un'arringa sul problema e le ha suggerito l'iter che bisogna seguire specialmente nel finanziamento di queste opere, che non è un problema specifico perché tutti hanno necessità e meriti, però, diceva Calledda, ci vuole una programmazione generale e in questa programmazione generale la invito effettivamente ad includere anche quegli altri istituti che hanno grande necessità della attenzione regionale perché altrimenti questi disabili, che noi tanto proclamiamo di voler aiutare perché vivono una vita diversa dalla nostra, effettivamente vengono dimenticati. Questo è un problema molto importante per cui forse questo emendamento orale andrebbe riscritto, con un momento di pausa da parte dell'Assemblea, includendo e trovando i finanziamenti necessari per cercare di mettere nella condizione di dare l'assistenza necessaria anche agli altri nosocomi. Grazie.
PRESIDENTE. Ma la sua dichiarazione di voto, onorevole Moro, è favorevole o contraria all'emendamento? Prego.
MORO (A.N.). La mia era una considerazione generale. Ho detto che andava bene l'emendamento a patto che venisse logicamente ricorretto come ho detto nel mio intervento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Sì. Il collega Pisano ha la memoria troppo corta, cortissima e mi dispiace, perché il ragionamento che ha fatto poc'anzi dimentica che neanche cinque minuti fa abbiamo votato gli emendamento numero 984 e 983, da lui firmato, che riguardano un intervento straordinario e specifico per l'Asilo nido Marina Stampace, con nome e cognome, e per di più un intervento straordinario non finalizzato a una ristrutturazione di immobili, e quindi non alla struttura, ma finalizzato a risanare l'asilo infantile. Io l'ho votato perché ho avuto modo di informarmi, so che era un'operazione positiva, meritoria, e l'ho fatto convinto, anche se era mirato e specifico. E non è che dopo cinque minuti si dice: ma chissà quante ce ne sono di queste situazioni. Chissà quante ce ne sono di situazioni come Stampace, però siccome siamo stati informati di Stampace e di una situazione grave, specifica, ad hoc, l'abbiamo votato e l'abbiamo votato nonostante sia firmato da tutti i colleghi del centrodestra, e il collega Pisano è firmatario. Per cui contesta alla Giunta sull'altro punto quanto lui, invece, ha presentato su un punto che abbiamo appena approvato.
Voto a favore perché ritengo che - a parte che se cade l'emendamento comunque rimane la norma per quanto riguarda Villamassargia - sia un'opera meritoria della quale sono convinto vada approvato l'intervento straordinario per completare quella struttura; magari ce ne fossero altre operazioni di spesa di questa natura, come quella del "984" e come quest'emendamento. Alcuni colleghi hanno qui poi sollevato un problema dicendo: ci sono altre situazioni, in un'altra realtà territoriale analoga a questa, e la Giunta ha pensato bene di individuare altri 400 mila euro da destinare a quella funzione. Ma mentre per Villamassargia l'istruttoria è avvenuta e sappiamo tutti, perché è nella legge finanziaria e quindi abbiamo avuto modo di informarci tutti e di istruirla in Commissione di merito e nella Commissione bilancio, e si può già individuare il soggetto, per l'altro è giusto che la Giunta non individui il soggetto perché dovrà fare un'opera di istruttoria per capire, però con le stesse finalità per le quali tuttavia le quali finanziamo l'operazione di Villamassargia.
Quindi, io chiedo ai colleghi di ritirare le opposizioni a quest'emendamento, di far proprio l'emendamento orale che ha presentato la Giunta, perché è un'operazione meritoria e possibilmente va votato con tutto verde, come abbiamo votato altri emendamenti di altra natura, che anche quelli erano finalizzati, come quello che io stesso ho proposto sullo sport. E non avevano nome e cognome? Dinamo, Torres, Olbia, Nuorese, Tempio, Cagliari. E l'abbiamo votato. Perché non votare anche questo all'unanimità dell'Aula, che è un'operazione positiva e meritoria, come altri che abbiamo votato e come abbiamo votato il 983 e il 984?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Gran parte delle cose che avrei voluto dire le ha dette adesso l'onorevole Marrocu. Credo che quest'Aula, nei confronti della quale molti si affannano a trovare difetti, insufficienze, anche - se vogliamo, tra virgolette - "costumi facili", invece, spesso dimostri che è vicina al sentimento popolare, alle condizioni di difficoltà, vicino alle situazioni di vita più difficili. Quando lo fa, a me pare, sarebbe utile che almeno noi lo riconoscessimo e lo valorizzassimo. L'intervento che si vuole attuare a Villamassargia, per una categoria specifica e con una funzione precisa, che è quello del reinserimento di ex detenuti ed è assolutamente necessario; in più si è aggiunta una parte di risorse che può essere destinata ad altre situazioni che saranno istruite e faranno parte di un programma che predisporrà la Giunta. A me pare che in questo senso il Consiglio regionale faccia pienamente il suo dovere e, anzi, direi che questa è una delle partite sulla quale bisognerebbe metterci sotto una bella sottolineatura favorevole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Io voto a favore di quest'emendamento che propone la Giunta, ma per me davvero, credo per tutti noi, non ha e non deve avere una connotazione politica, partitica. Sappiamo, perché è un soggetto conosciuto, che fa un lavoro sociale importante, meritorio, e spero che si moltiplichino in Sardegna realtà di persone che, con iniziative del genere, vengano incontro a problemi reali come la disabilità mentale o il recupero di ex detenuti o ex tossicodipendenti. Direi di recuperare quel minimo di unità sulle cose essenziali, come su questo argomento. La finanziaria da sempre è un provvedimento in cui - anche a prescindere dalle maggioranze o dalle opposizioni del momento - si trova nelle pieghe del fiume di risorse destinate al sistema economico e sociale della Sardegna, qualcosa che va anche alle opere sociali importanti. Questo è il caso; se poi ci sono altre realtà che possono essere in qualche modo prese in considerazione attraverso questo emendamento, gli si dia una mano affidando alla Giunta, tra l'altro, la possibilità anche di individuare - speriamo con criteri oggettivi - quali siano gli altri destinatari, ma facendo salvo questo intervento, che è ben conosciuto e meritorio. Io credo sia utile che su questi argomenti non ci dividiamo, soprattutto che non diamo giudizi troppo facili o etichette o definizioni che non rispettano adeguatamente la realtà di queste iniziative umane, in cui è a rischio anche l'intervento di persone che hanno dedicato tempo e che non mi interessa quale partito votino.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Spisa. Io ho altri due iscritti a parlare per dichiarazione di voto, ma per accordo tra i Capigruppo, a mezzogiorno dobbiamo interrompere i lavori dell'Aula sino alle ore 13 perché c'è un incontro con la Commissione cultura. Per cui, magari, do la parola anche ai colleghi, se riusciamo a chiudere magari un po' prima. Va bene?
Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Molto velocemente, anche perché mi sembra corretto quello che lei ha detto. Io intanto dico che voto a favore dell'emendamento, perché è anche un aspetto che non ha nessuna colorazione politica, è la Giunta che lo propone ed è apprezzabile anche il fatto che abbia incrementato di 400 mila euro l'importo previsto. Vero è, però, che quello che sta emergendo è il fatto che con 400 mila euro non si possono fare molti programmi, stante che 600 mila euro sono già destinati; quindi, non prendiamoci in giro, c'è un messaggio.
Devo dire anche che rimango estremamente perplesso quando vengo a sapere qui che l'Assessore rifiuta un incontro con i rappresentanti del San Giovanni Battista. Io la prego, Assessore, nella replica, di intervenire su questo e magari anche spendendo due parole, perché davvero non è un fatto del centrodestra o del centrosinistra, quella è una realtà importante e condivido con l'onorevole Cassano che ci vuole un'attenzione, che è richiesta da tempo, su una realtà che tutti quanti noi conosciamo, che all'interno di questo Consiglio ci ha portato diverse volte a discutere. C'è difficoltà, ma c'è anche da dire che quella è una realtà che in quel territorio sicuramente rappresenta molto e non credo che sia il caso di liquidarla solo con alcune parole dette in Consiglio all'interno di un argomento di questo genere per poi lasciarlo cadere. Credo che questo impegno debba essere preso dall'Assessore per sentirli, per trovare soluzioni utili a che quella realtà possa davvero esistere, nel senso che svolge un ruolo importante così come l'ha svolto, e sicuramente potrà svolgere nel futuro. La mia sollecitazione, ribadendo il voto favorevole su questo emendamento è che non sia un fatto di campanile, in quanto in quel territorio il San Giovanni Battista di Ploaghe svolge davvero un'attività valida, importante, che non può essere sicuramente abbandonata.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gessa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GESSA (Progetto Sardegna). Intanto sono d'accordo con l'onorevole La Spisa, che non è un problema di partiti questa cosa. Volevo soltanto sottolineare che questa struttura è competente in una disabilità particolare, cioè non è una disabilità qualsiasi: quella dei malati mentali e quella dei malati mentali che alternativamente, anziché in ospedali psichiatrici e giudiziari, possono essere accolti. Quindi, sono assolutamente favorevole a questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Volevo chiedere, oltre alla votazione elettronica, un chiarimento formale perché è scritto a mano: "di cui 600 mila alla cooperativa sociale San Lorenzo di Iglesias per il recupero dell'immobile e nel Comune di Villamassargia", cosa vuol dire: o non c'entra la "e", si toglie la "e"?
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. "dell'immobile nel Comune di Villamassargia".
LA SPISA (F.I.). Perfetto, capito.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Non è per dichiarazione di voto, ma è soltanto per accogliere l'invito che faceva l'onorevole Marrocu, di cui conosco bene l'onestà. Quindi, credo davvero che bisogna riconoscere che un'istruttoria così attenta, così ben definita, non possa che meritare una deroga a questo principio e non si tratta assolutamente, così come tutti i colleghi hanno ribadito, di un indirizzo così specifico da apparire negligente rispetto a princìpi generali.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, sull'ordine dei lavori. Le chiederei cortesemente, prima di sciogliere l'Aula, di essere informati su dove si terrà questo incontro con la Commissione cultura e come sono stati organizzati i lavori della giornata, per evitare che poi succedano incomprensioni e si abbia chiaro il termine dei lavori. Grazie.
PRESIDENTE. L'incontro si terrà presso la seconda Commissione. Per quanto riguarda i lavori, si interrompono subito dopo la votazione di questo emendamento, riprenderanno alle ore 13, fino alle ore 14, si interromperanno, riprenderanno alle ore 16 e poi stasera vediamo come verranno organizzati lavori.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Solo un secondo per una risposta sulla questione di Ploaghe. La fondazione di Ploaghe sta attraversando un periodo estremamente difficile che si è accumulato nel corso degli anni. Ha una situazione debitoria che assomma a quasi 15 milioni di euro del pregresso e ha una situazione corrente che non regge dal punto di vista economico. Vorrei rassicurare, sono mesi che stiamo lavorando con i membri del consiglio di amministrazione e con i membri della fondazione per trovare una soluzione affinché quella fondazione possa continuare a lavorare. Adesso stiamo preparando un progetto di riconversione delle attività perché così com'è non regge, e poi cercheremo di trovare una soluzione per il pregresso. Quindi ce ne stiamo occupando, anche se non ho incontrato ultimamente le maestranze, ma indirettamente abbiamo incontrato i membri del consiglio di amministrazione e dobbiamo incontrare nuovamente i membri della fondazione.
PRESIDENTE. La ringrazio Assessore. Prego i colleghi di prendere posto. Dichiaro aperta la votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 843.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Caligaris - Calledda - Cassano - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cugini - Davoli - Dedoni - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - La Spisa - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Milia - Moro - Murgioni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Serra - Uras - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 57
votanti 57
maggioranza 29
favorevoli 57
(Il Consiglio approva).
(Non è approvato)
Bene colleghi. I lavori dell'Aula si interrompono qui, riprenderanno alle ore 13. La Commissione cultura della Camera è in seconda Commissione. Alle ore 13 si riprende e si chiude alle ore 14. Con i Capigruppo.
(La seduta, sospesa alle ore 12 e 06, viene ripresa alle ore 13 e 21.)
PRESIDENTE. Se i colleghi prendono posto proviamo a riprendere la seduta.
Riprendiamo i nostri lavori. Passiamo all'esame dell'articolo 32 bis.
All'articolo 32 bis sono stati presentati i seguenti emendamenti: il sostitutivo totale numero 943, con gli emendamenti di sintesi numero 986 e presumo di sintesi ulteriore 988, gli aggiuntivi 28, 820, 821, 825, 901, 23, 82, 29, 54, il sostitutivo totale del 942, il 978, l'aggiuntivo al 945, il 992 e il 998, gli emendamenti trasferiti da altri articoli e più precisamente dall'articolo 6, gli emendamenti 33, 916 che hanno un emendamento di sintesi il 955, ancora un emendamento di sintesi sostitutivo totale il 987 e il soppressivo 990, i sostitutivi parziali 997, 989, 991, 993, 996, 994, 995.
All'articolo 8 sono stati presentati gli emendamenti numero 916, 3, 883 e 923. Dall'articolo 14 provengono il 127, il 640 e il 641, abbiamo da votare il comma 7 dell'articolo 14 e l'emendamento all'articolo 14, il 962 aggiuntivo all'emendamento numero 876.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 32 bis e dei relativi emendamenti:
1. La Regione, al fine di accelerare il processo di crescita dell'occupazione e contrastare il disagio sociale, in attesa che le politiche attivate e le riforme approvate producano appieno gli effetti positivi sulla situazione economica ed occupazionale, predispone, con il coinvolgimento del sistema delle autonomie locali e delle forze sociali, un programma di interventi finalizzati all'occupazione stabile ed al superamento del precariato, alle politiche attive del lavoro e ad azioni di contrasto alla povertà.
2. Alla spesa prevista per l'attuazione del presente articolo, valutata in euro 170.000.000 per l'anno 2007, si fa fronte quanto ad euro 115.000.000 mediante la riprogrammazione di fondi comunitari e nazionali, quanto ad euro 55.000.000 con le risorse sussistenti nel conto dei residui pari ad euro 25.000.000 e della competenza pari ad euro 30.000.000 della UPB S02.02.005 - cap. SC02.600
Emendamento all'emendamento numero 986 sostitutivo totale Giunta regionale.
Articolo 32 bis
1. La Regione, nelle more della piena attuazione delle politiche di sviluppo promosse dall'amministrazione regionale, al fine di accelerare il processo di crescita dell'occupazione e contrastare i fenomeni di disagio sociale che ancora permangono, predispone, con il coinvolgimento attivo del sistema delle autonomie locali e delle forze sociali, un programma di interventi finalizzati all'occupazione stabile e al superamento della precarietà del lavoro. La spesa per la realizzazione del predetto programma è valutata in euro 151.352.000 per l'anno 2007 a valere sull'utilizzo e rimodulazione dei fondi comunitari 2000/2006, nazionali e regionali, come di seguito stabilito:
a) intervento di inserimento lavorativo di inoccupati, disoccupati e autoimpiego, prioritariamente destinato a iniziative giovanili, euro 85.900.000 (UU.PP.BB. S02.02.001, S02.02.001 e S02.03.002);
b) interventi a favore di soggetti svantaggiati cosi come definiti dalla relativa disposizione comunitaria, euro 30.600.000 (UU.PP.BB. S02.03.001. S05.03.004 e S02.02.005);
c) interventi di stabilizzazione e di reimpiego a favore di lavoratori socialmente utili, di quelli espulsi dal sistema produttivo, collocati in cassa integrazione e mobilità, euro 20.084.000 (UU.PP.BB. S02.03.001, S02.03.007 e S02.03.001);
d) a sostegno delle donne lavoratici, euro 14.768.000 (U.P.B. S02.03.002).
2. Per quanto riguarda gli interventi destinati alle famiglie e alle persone senza reddito, sulla base di apposito programma che prevede le procedure per la pubblicazione delle misure di intervento, per la selezione e l'accoglimento delle richieste, per la verifica delle condizioni che danno diritto alla prestazione, nonché la possibile integrazione con altri interventi e servizi, i comuni possono assicurare, avuto riguardo ai livelli di reddito ISEE, un sostegno economico alle famiglie e alle persone prive di reddito e in condizioni accertate di povertà per un massimo di 250 euro mensili per un anno.
3. Il programma per l'anno 2007 ha carattere sperimentale, è rivolto a coloro che risultino esclusi da analoghi interventi previsti da altre amministrazioni pubbliche e prevede una compartecipazione nella misura del 50 per cento a carico delle Amministrazioni comunali; a tal fine è autorizzata la spesa di euro 5.000.000 (U.P.B. S05.03.007).
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
U.P.B. S02.02.005 Altri interventi per la formazione
Anno 2007 euro 5.000.000
In aumento
U.P.B. S05.03.007 Provvidenze a favore di soggetti affetti da handicap e loro associazioni
Anno 2007 euro 5.000.000 (988)
Emendamento di sintesi degli emendamenti numero 943 e 28 Giunta regionale
Articolo 32 bis
1. La Regione, nelle more della piena attuazione delle politiche di sviluppo promosse dall'Amministrazione regionale, al fine di accelerare il processo di crescita dell'occupazione e contrastare i fenomeni di disagio sociale che ancora permangono, predispone, con il coinvolgimento attivo del sistema delle autonomie locali e delle forze sociali, un programma di interventi finalizzati all'occupazione stabile e al superamento della precarietà del lavoro. La spesa per la realizzazione del predetto programma è valutata in euro 151.500.000,00 per l'anno 2007 a valere sull'utilizzo e rimodulazione dei fondi comunitari 2000/2006, nazionali e regionali, come di seguito stabilito:
a) intervento di inserimento lavorativo di inoccupati, disoccupati e autoimpiego prioritariamente destinato a iniziative giovanili, euro 85.800.000,00;
b) interventi a favore di soggetti svantaggiati così come definiti dalla relativa disposizione comunitaria, euro 30.000.000,00;
c) interventi di stabilizzazione e di reimpiego a favore di lavoratori socialmente utili, di quelli espulsi dal sistema produttivo, collocati in cassa integrazione mobilità, euro 20.100.000,00;
d) interventi a sostegno delle donne lavoratrici, euro 14.700.000,00.
2. Per quanto riguarda gli interventi destinati alle famiglie e alle persone senza reddito, sulla base di apposito programma che prevede le procedure per la pubblicazione delle misure di intervento, per la selezione e l'accoglimento delle richieste, per la verifica delle condizioni che danno diritto alla prestazione, nonché la possibile integrazione con altri interventi e servizi, i comuni possono assicurare, avuto riguardo ai livelli di reddito ISEE, un sostegno economico alle famiglie e alle persone prive di reddito e in condizioni accertate di povertà per un massimo di 250 euro mensili per un anno. Il programma comunale è finalizzato a coloro che risultino esclusi da analoghi interventi previsti da altre amministrazioni pubbliche; al fine di favorire la sperimentazione possono essere destinati il 6 per cento delle risorse programmabili di cui all'articolo 19 della L.R. n. 37 del 1998 assegnate alle amministrazioni comunali. (986)
Emendamento sostitutivo totale Giunta Regionale
Articolo 32 bis
L'art. 32 bis è così sostituito:
Art 32 bis
Interventi finalizzati all'occupazione, alle politiche attive per il lavoro.
1. La Regione, al fine di accelerare il processo di crescita dell'occupazione e contrastare il disagio sociale, in attesa che le politiche attivate e le riforme approvate producano appieno gli effetti positivi sulla situazione economica ed occupazionale, predispone, con il coinvolgimento del sistema delle autonomie locali e delle forze sociali, un programma di interventi finalizzati all'occupazione stabile ed al superamento del precariato e alle politiche attive del lavoro.
2. Alla spesa prevista per l'attuazione del presente articolo consistente in Euro 151.522.000,00 per l'anno 2007 si fa fronte mediante l'utilizzo e la rimodulazione di fondi comunitari del P.O.R. 2000/2006, nazionali e regionali, come definito nei commi seguenti.
3. Al fine di favorire l'inserimento lavorativo di inoccupati e disoccupati sono previsti:
a) Euro 28.400.000,00 nell'ambito delle misure 3.2 e 3.3 a valere sui residui delle U.P.B. S02.02.001 e S02.02.002 - capp. SC02.0461, SC02.0504 e SC02.0510 e Euro 23.500.000,00 assegnati alle Province per le finalità di cui all'art. 43, L.R. n. 20/2005 a valere sui residui delle U.P.B. S02.02.005 - SC02.0600 per percorsi individualizzati di orientamento, formazione e inserimento lavorativo da sostenere con l'erogazione di indennità di inserimento non superiore a 300,00 euro mensili e sino ad un massimo di 12 mesi. All'individuazione dei beneficiari e alla stipula del patto di inserimento provvedono le Province per il tramite dei Centri servizi per il Lavoro, sulla base delle direttive impartite dall'Assessore competente, sentita la Commissione regionale per il lavoro. L'erogazione dell'indennità di inserimento è subordinata alla sottoscrizione del patto di inserimento e alla frequenza del percorso individuato.
b) Euro 34.000.000,00 per l'erogazione di prestiti d'onore per favorire la creazione e lo sviluppo di nuove imprese (nella forma della ditta individuale) con particolare riferimento ai nuovi bacini di impiego e alle aree e settori economici di attuazione dei progetti integrati di sviluppo nell'ambito delle misure 3.10 e 3.11 a valere sui residui della U.P.B. S02.03.002 - capp. SC02.0770, SC02.0771, SC02.0764 e SC02.0765;
………
d) Euro??.800.000,00 per il cofinanziamento dell'imprenditoria femminile di cui alla L. 215/92 a valere sulla U.P.B. S06.03.026 - SC06.0725.
4. A favore dei soggetti svantaggiati sono previsti:
a) Euro 18.000.000,00 per l'erogazione di piccoli sussidi nell'ambito della misura 3.4 a valere sui residui della U.P.B. S02.03.001 - capp. SC02.0720 e SC02.0721;
b) 9.600.000,00 per progetti di eccellenza, quali interventi integrati per l'ingresso e/o il reinserimento nel mercato del lavoro nell'ambito della misura 3.4 a valere sul residui della U.P.B. S02.03.001 - capp. SC02.0720 e SC02.0721;
c) Euro 1.500.000,00 per finanziare l'occupazione dei disabili di cui al precedente art. 29, comma 9 a valere sulle UPB in esso indicate;
d) Euro 1.500.000,00 per l'ulteriore cofinanziamento del Programma I.C.S. U.P.B. S02.02.005 - SC02.0600.
5. Per favorire la stabilizzazione dei rapporti di lavoro e il reimpiego dei lavoratori collocati in CIG e mobilità:
a) Euro 14.274.000,00 per finanziare la stabilizzazione dei L.S.U. secondo il disposto di cui al precedente articolo 29, comma 12 e a valere sulle U.P.B. in esso indicate;
b) Euro 2.000.000,00 per l'attuazione del progetto di ricollocazione dei lavoratori collocati in C.I.G. secondo l'accordo Montefibre di cui al precedente art 29 comma 13 a valere sull'U.P.B.S02.03.001 - SC02.0729;
c) Euro 2.480.000,00 al fine di incentivare il reimpiego dei lavoratori di cui all'art. 29 della L.R. 20/2005-U.P.B. 02.03.002, SC02.0901;
d) Euro 1.500.000,00 per il cofinanziamento di azioni innovative in base agli accordi Stato - Regione a valere sulla U.P.B. 02.03.001 - cap. SC02.0708.
6. Per la promozione della partecipazione femminile al mercato del lavoro:
a) Euro 10.968.094,00 per il sostegno alle imprese pubbliche e private che attivano servizi di cura per le dipendenti con figli minori a carico o con figli portatori di handicap o con famigliari non autosufficienti e per l'incentivazione nelle aziende pubbliche e private del lavoro a distanza nell'ambito della misura 3.11 U.P.B. S02.03.002 - capp. SC02.0764 e SC02.0765;
b) Euro 1.000.000,00 per progetti per l'integrazione lavorativa e sociale tra donne sarde ed immigrate extracomunitarie nell'ambito della misura 3.11 U.P.B. S02.03.002 -capp. SC02.0764 e SC02.0765. (943)
Emendamento aggiuntivo Pittalis - Marracini - Lai.
Articolo 32 bis
Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:
Al fine di sostenere le iniziative locali per l'occupazione, il fondo di cui all'articolo 32 bis, comma 1, è ulteriormente incrementato per ciascuno degli anni 2007, 2008, 2009 e 2010 di euro 100 milioni.
Dette risorse sono assegnate agli Enti Locali quale cofinanziamento al 60% di progetti finalizzati alla creazione di nuovi occupati a tempo indeterminato.
anno 2007 euro 100.000.000
anno 2008 euro 100.000.000
anno 2009 euro 100.000.000
anno 2010 euro 100.000.000
In Diminuzione
Fondo programmazione negoziata. (28)
Emendamento aggiuntivo Rassu - La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Murgioni - Diana - Artizzu - Farigu.
Articolo 32 bis
Dopo il comma 1, è aggiunto il seguente comma 1 bis:
"Al fine di superare lo stato di grave precarietà degli operai del settore antincendio, cessati dal servizio a decorrere dal 1° gennaio 2002, l'Ente Foreste, allo scopo di coprire le vacanze della pianta organica e ottimizzare la qualità del servizio, è autorizzato ad assumere a tempo indeterminato detto personale attraverso la formulazione di una idonea graduatoria che rispetti l'ordine di anzianità di quanti hanno svolto servizio in precedenza presso l'ex Azienda Foreste Demaniali, gli Ispettorati Ripartimentali e l'Ente Foreste. Fino all'esaurimento della graduatoria del personale di cui al presente comma è sospesa l'assunzione di ulteriori unità operaie nell'Ente Foreste". (820)
Emendamento aggiuntivo Rassu - La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Murgioni - Diana - Artizzu - Farigu.
Articolo 32 bis
Dopo il comma 1, è aggiunto il seguente comma 1 bis:
"Al fine di superare lo stato di grave precarietà degli operai del settore antincendio, cessati dal servizio a decorrere dal 1° gennaio 2002, l'Ente Foreste, allo scopo di coprire le vacanze della pianta organica e ottimizzare la qualità del servizio, è autorizzato ad assumere a tempo indeterminato detto personale attraverso la formulazione di un'apposita graduatoria che rispetti l'ordine di anzianità di quanti hanno svolto servizio in precedenza presso l'ex Azienda Foreste Demaniali, gli Ispettorati Ripartimentali e l'Ente Foreste". (821)
Emendamento aggiuntivo Cappai - Murgioni - La Spisa - Contu - Ladu - Vargiu - Rassu - Randazzo Alberto - Diana - Artizzu - Farigu - Liori - Petrini.
Articolo 32 bis
Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente comma 1 bis:
"Nelle more dell'approvazione di uno specifico provvedimento di legge in materia di stabilizzazione dei lavoratori del Policlinico Universitario di Cagliari, del Parco Geominerario e dei Consorzi di Bonifica è autorizzata per il 2007 la prosecuzione dei rapporti di lavoro già in essere". Alla spesa prevista per l'attuazione del presente comma, valutata in Euro 2.000.000, si fa fronte mediante quanto disposto dal comma 2 dello stesso articolo. (825)
Emendamento aggiuntivo Uras - Pisu - Davoli - Lanzi - Fadda - Licheri.
Articolo 32 bis
Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:
"1 bis. Le aziende sanitarie locali e le amministrazioni regionali devono, con esplicita indicazione nei capitolati di gara, nelle convenzioni e nei contratti, invitare le aziende e le cooperative di servizi sanitari e socio-sanitari assistenziali, al fine della ricollocazione di personale espulso per crisi aziendali e occupazionali da altro soggetti aziendali". (901)
Emendamento aggiuntivo Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu.
Articolo 32 bis
Dopo il comma 2 dell'articolo 32 bis è inserita il seguente comma:
2 bis. L'Amministrazione regionale è autorizzata a realizzare un programma di interventi denominato "Siguresa in su traballu" finalizzato alla emersione del lavoro nero, alla effettiva prevenzione degli infortuni sul lavoro e alla tutela dei lavoratori esposti al rischio delle carenze dei sistemi e degli impianti di sicurezza negli ambienti di lavoro.
Per tale finalità è autorizzata per l'anno 2007 la spesa di euro 50.000.000.
Il piano degli interventi predisposto dalla Giunta Regionale, entro novanta giorni dall'approvazione della presente legge, prevede le seguenti iniziative:
a) pubblicazione di un bando straordinario ai sensi della L.R. 23.12.98 n. 36 per la concessione a favore delle piccole imprese di contributi finalizzati all'abbattimento degli oneri previdenziali e assistenziali;
b) predisposizione di un piano di formazione professionale "finalizzato aziendale" rivolto a giovani disoccupati per il conseguimento della qualifica di "esperto della sicurezza" a favore di imprese o di associazioni temporanee dì imprese che si obblighino a garantire la totale assunzione degli allievi che superano il periodo formativo, e alle quali vengono attribuiti i benefici occupazionali previsti dal bando di cui alla lettera precedente;
c) un intervento contributivo a favore delle organizzazioni sindacali e delle associazioni che operano a favore delle imprese nel settore della prevenzione degli infortuni e tutela della sicurezza negli ambienti di lavoro, che realizzino specifici piani di promozione della legalità lavorativa e della emersione del lavoro nero.
COPERTURA FINANZIARIA
In Aumento
UPB -
Anno 2007 euro 50.000.000
In Diminuzione
UPB S08.01.002 -FNOL parte corrente - mediante riduzione della riserva di cui alla voce 8 della tabella A, allegata alla legge finanziaria.
Anno 2007 euro 50.000.000
(23)
Emendamento aggiuntivo Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu.
Articolo 32 bis
Dopo il comma 2 dell'articolo 32 bis è inserito il seguente comma:
2 bis. L'Amministrazione regionale è autorizzata a realizzare nel corso del 2007 un programma straordinario di interventi di politiche attive di lavoro ai sensi dell'articolo 19 della legge n. 37/98 da finanziarsi a favore dei Comuni della Sardegna secondo le modalità di riparto previste dal precedente articolo 10 della presente norma.
COPERTURA FINANZIARIA
In Aumento
UPB S02.03.007 - Politiche attive del lavoro
Anno 2007 euro 210.000.000
In Diminuzione
UPB S08.01.002 - FNOL parte corrente - mediante riduzione della riserva di cui alla voce 8 della tabella A, allegata alla legge finanziaria.
Anno 2007 euro 210.000.000
(82)
Emendamento aggiuntivo Marraccini - Lai - Pittalis - Atzeri - Maninchedda.
Articolo 32 bis
Dopo l'art. 32 bis è aggiunto il seguente:
32 ter. Per sostenere ed incentivare l'attività della Commissione Regionale Pari Opportunità è concesso un contributo di euro 70.000 per l'anno 2007.
In Aumento
UPB SC010467
2007 euro 70.000
In Diminuzione
Tabella A FNOL
(29)
Emendamento aggiuntivo Scarpa.
Articolo 32 bis
Dopo l'art. 32 bis è aggiunto il seguente:
Articolo 32 ter
Primi istituti di democrazia digitale
1. La Regione promuove nuove forme di partecipazione dei cittadini alle scelte effettuate nell'interesse collettivo e nuove forme di consultazione della volontà popolare da parte degli amministratori pubblici mediante l'uso delle nuove tecnologie.
2. La Regione a tal fine allestisce un apposito portale regionale di servizi internet al quale tutti i cittadini aventi diritto di elettorato attivo possono registrarsi ed accedere mediante apposito codice di accesso riservato.
3. La Giunta Regionale, il Consiglio Regionale, i singoli Consiglieri Regionali ed il Consiglio delle Autonomie Locali potranno consultare la comunità dei cittadini registrati sul portale ponendo precise questioni di interesse collettivo.
4. Le modalità della consultazione verranno definite dal Consiglio Regionale.
5. Gli esiti delle consultazioni sono tempestivamente pubblicati sul sito internet della Regione ed hanno efficacia meramente consultiva.
6. La Giunta Regionale fornisce all'iniziativa la massima divulgazione possibile tra i cittadini. (54)
Emendamento all'emendamento numero 942 sostitutivo totale Giunta regionale.
Art. 32 ter
(aggiuntivo)
(Fondo Regionale per la Non Autosufficienza)
1. Al fine di sostenere le persone non autosufficienti e chi vive accanto a loro e se ne prende cura, è istituito il Fondo Regionale per la Non Autosufficienza.
2. Il Fondo è destinato alla realizzazione di un programma di welfare locale e regionale, in coerenza con quanto previsto dalla legge regionale 23/2005, dalla proposta di Piano regionale dei servizi sociali e dal Piano Regionale dei Servizi Sanitari 2006-08, ed è destinato alla concreta realizzazione di un sistema integrato di servizi e interventi a favore delle persone non autosufficienti e dei nuclei di appartenenza.
3. Per non autosufficiente si intende la persona anziana o disabile che non può provvedere alla cura della propria persona e mantenere una normale vita di relazione senza l'aiuto determinante di altri. La valutazione della condizione di non autosufficienza è effettuata con criteri e modalità stabilite dalla Giunta regionale.
4. Il Fondo Regionale per la Non Autosufficienza è alimentato da risorse regionali, statali e comunitarie. Per l'anno 2007 la dotazione del Fondo è pari a euro 120 milioni, da integrare con la quota delle risorse assegnate alla Sardegna del Fondo Nazionale per la non auto sufficienza previsto dalla legge finanziaria n. 296/2006, ed è alimentato dai seguenti stanziamenti:
a. risorse regionali per euro 30 milioni destinate al potenziamento dell'assistenza domiciliare, di cui 2,5 per le cure domiciliari sanitarie (UPB S05.03.007)
b. risorse regionali e statali per euro 6 milioni destinate al sostegno nelle responsabilità di cura di persone non autosufficienti (UPB S05.03.007)
c. risorse regionali e statali per euro 9 milioni destinati al finanziamento delle azioni di integrazione socio-sanitaria (DPCM 14 febbraio 2001; accordo Regione Sardegna - Anci 15.12.2004 di cui allaD.G.R. 52/12 del 15.12.2004); (UPB S05.03.005; UPB S05.03.007)
d. le risorse regionali già destinate al finanziamento dei piani personalizzati per persone con disabilità grave (legge 162/98) per 36 milioni di euro (UPB S05.03.007);
e. le risorse regionali già destinate al programma sperimentale "ritornare a casa" (legge regionale 4/2006, articolo 17, comma 1) per 1 milioni di euro (UPB S05.03.007);
f. le risorse regionali già destinate al programma per le assistenti familiari (legge regionale 4/2006, articolo 17, comma 4) per 1 milioni di euro (UPB S05.03.009);
g. le risorse regionali già destinate al finanziamento di leggi regionali a favore di soggetti con particolari patologie (legge regionale 27/83; legge regionale 11/85; legge regionale 20/97; legge regionale 6/2004) (UPB S05.03.007).
5. Le risorse di cui al punto a) sono destinate a finanziare un programma di interventi di assistenza domiciliare di carattere socio-assistenziale a favore di persone non autosufficienti, sulla base di bisogni certificati e nell'ambito di programmi di assistenza domiciliare personalizzata, comunque integrata con le prestazioni e le attività erogate dalle aziende sanitarie locali. Il programma prevede interventi di carattere socio-assistenziale fino a un massimo di 4.000 euro all'anno per avente diritto, graduati a seconda del livello di compromissione della non autosufficienza, da integrare attraverso il cofinanziamento a carico degli enti locali e del cittadino. Entro 60 giorni dall'entrata in vigore della presente legge la Giunta regionale predispone, sentiti gli enti locali e i soggetti sociali solidali di cui all'art. 10 della legge regionale n. 23/2005, le linee guida per l'attuazione del presente programma, compresi i criteri e le modalità per la valutazione della condizione di non autosufficienza, nonché per il suo raccordo con il sistema integrato dei servizi alla persona ai sensi del comma 2.
6. Le risorse di cui al punto b) sono destinate al finanziamento di un programma sperimentale a sostegno dei nuclei familiari nelle responsabilità di cura di persone non autosufficienti, in particolare di quelle gravi, attraverso l'erogazione di contributi economici pari a 3.000 euro all'anno per avente diritto per l'assistente familiare che opera a domicilio della persona non autosufficiente, purché in regola con la normativa vigente e nel rispetto dei contratti di lavoro. Entro 60 giorni dall'entrata in vigore della presente legge la Giunta regionale predispone, sentiti gli enti locali e i soggetti sociali solidali di cui all'art. 10 della legge regionale n. 23/2005, le linee guida per l'attuazione del presente programma, compresi i criteri e le modalità per la valutazione della condizione di non autosufficienza, nonché per il suo raccordo con il sistema integrato dei servizi alla persona ai sensi del comma 2.
7. Le risorse di cui al punto e) sono destinate alla copertura degli oneri a carico dei comuni per il pagamento della quota sociale per i servizi residenziali e semiresidenziali erogati a favore delle persone non autosufficienti e non abbienti, sulla base di indirizzi predisposti dalla Giunta regionale. Per l'anno 2007, in via transitoria e per i pazienti inseriti in strutture residenziali e semiresidenziali da almeno tre anni, le risorse possono essere erogate alle Aziende Sanitarie Locali per l'integrazione della quota sociale di pertinenza dei Comuni. Delle risorse di cui al presente comma, una somma pari a 100.000 euro è destinata all'ospitalità presso la Casa di accoglienza operante nell'area dell'ospedale Oncologico dell'ASL n. 8.
8. La Regione definisce i criteri di accesso agli interventi, anche prevedendo la valutazione della situazione economica del beneficiario individuata sulla base dell'ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente), nonché modalità di monitoraggio e valutazione dei programmi di intervento anche attraverso un apposito gruppo tecnico regionale.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S05.03.007
2007 euro 36.000.000
In diminuzione
UPB S02.02.005 (Cap. S02.0600)
2007 euro 30.000.000
(Eliminare dalla tabella C)
UPB S05.03.009 (Cap. S05.0731)
2007 euro 6.000.000 (978)
Emendamento aggiuntivo Giunta Regionale.
Articolo 32 bis
Dopo l'art. 32 bis è aggiunto il seguente:
Articolo 32 ter
(Fondo Regionale per la Non Autosufficienza)
1. Al fine di sostenere le persone non autosufficienti e chi vive accanto a loro e se ne prende cura, è istituito il Fondo Regionale per la Non Autosufficienza.
2. Il Fondo è destinato alla realizzazione di un programma di welfare locale e regionale, in coerenza con quanto previsto dalla legge regionale 23/2005, dalla proposta di Piano regionale dei servizi sociali e dal Piano Regionale dei Servizi Sanitari 2006-08, ed è destinato alla concreta realizzazione di un sistema integrato di servizi e interventi a favore delle persone non autosufficienti e dei nuclei di appartenenza.
3. Per non autosufficiente si intende la persona anziana o disabile che non può provvedere alla cura della propria persona e mantenere una normale vita di relazione senza l'aiuto determinante di altri. La valutazione della condizione di non autosufficienza è effettuata con criteri e modalità stabilite dalla Giunta regionale.
4. Il Fondo Regionale per la Non Autosufficienza è alimentato da risorse regionali, statali e comunitarie. Per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009, il Fondo è pari a euro 120 milioni, da integrare con la quota delle risorse assegnate alla Sardegna del Fondo Nazionale per la non auto sufficienza previsto dalla legge finanziaria n. 296/2006, ed è alimentato dai seguenti stanziamenti:
a. risorse regionali per euro 30 milioni destinate al potenziamento dell'assistenza domiciliare (UPB....)
b. risorse regionali e statali per euro 6 milioni destinate al sostegno nelle responsabilità di cura di persone non autosufficienti (UPB....)
c. risorse regionali e statali per euro 9 milioni destinati al finanziamento delle azioni di integrazione socio-sanitaria (DPCM 14 febbraio 2001; accordo Regione Sardegna-Anci 15.12.2004 di cui alla D.G.R. 52/12 del 15.12.2004); (UPB S05.03.005; UPB S05.03.007)
d. le risorse regionali già destinate al finanziamento dei piani personalizzati per persone con disabilità grave (legge 162/98);
e. le risorse regionali già destinate al programma sperimentale "ritornare a casa" (legge regionale 4/2006, articolo 17, comma 1);
f. le risorse regionali già destinate al programma per le assistenti familiari (legge regionale 4/2006, articolo 17, comma 4);
g. le risorse regionali già destinate al finanziamento di leggi regionali a favore di soggetti con particolari patologie (legge regionale 27/83; legge regionale 11/85; legge regionale 20/97; legge regionale 6/2004).
5. Le risorse di cui al punto a) sono destinate a finanziare un programma di interventi di assistenza domiciliare di carattere socio-assistenziale a favore di persone non autosufficienti, sulla base di bisogni certificati dalle aziende sanitarie e nell'ambito di programmi di assistenza domiciliare personalizzata, comunque integrata con le prestazioni e le attività erogate dalle aziende sanitarie locali. Entro 30 giorni dall'entrata in vigore della presente legge la Giunta regionale predispone, sentiti gli enti locali, gli organismi di volontariato, di cooperazione sociale e di promozione sociale, le linee guida per l'attuazione del presente programma nonché per il suo raccordo con il sistema integrato dei servizi alla persona ai sensi del comma 2.
6. Le risorse di cui al punto b) sono destinate al sostegno dei nuclei familiari nelle responsabilità di cura di persone non autosufficienti, in particolare di quelle gravi, anche attraverso l'erogazione di contributi economici per l'assistente familiare che opera a domicilio della persona non autosufficiente purché in regola con la normativa vigente e nel rispetto dei contratti di lavoro.
7. Le risorse di cui al punto c) sono destinate alla copertura degli oneri a carico dei comuni per il pagamento della quota sociale per i servizi residenziali e semiresidenziali erogati a favore delle persone non autosufficienti e non abbienti, sulla base di indirizzi predisposti dalla Giunta regionale. Per l'anno 2007, in via transitoria e per i pazienti inseriti in strutture residenziali e semiresidenziali da almeno tre anni, le risorse possono essere erogate alle Aziende Sanitarie Locali per l'integrazione della quota sociale di pertinenza dei Comuni.
8. La Regione definisce i criteri di accesso agli interventi anche prevedendo la valutazione della situazione economica del beneficiario individuata sulla base dell'ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente). (942)
Emendamento all'emendamento numero 945 aggiuntivo CORDA - Porcu - MARROCU - Cucca.
Articolo 32 bis
Norma transitoria
Prima dell'articolo 31 ter è aggiunto il seguente:
Per il solo anno 2007 le modalità di applicazione delle imposte sulle unità da diporto di cui all'art. 3 comma 3 della presente legge sono le seguenti:
Presupposto dell'imposta sono lo scalo nei porti, negli approdi e nei punti di ormeggio ubicati nel territorio regionale e nei campi di ormeggio attrezzati ubicati nel mare territoriale lungo le coste della Sardegna nel periodo compreso dal 1° luglio al 15 settembre.
L'imposta regionale sulle unità da diporto è dovuta per periodi di sosta da due a sette giorni.
L'imposta è stabilita nella seguente misura:
a) euro 150 per gli aeromobili abilitati fino al trasporto di quattro passeggeri;
b) euro 400 per gli aeromobili abilitati al trasporto da cinque a dodici passeggeri;
c) euro 1.000 per gli aeromobili abilitati al trasporto di oltre dodici passeggeri;
d) euro 700 per le imbarcazioni di lunghezza compresa tra 16 e 19,99 metri;
e) euro 1.000 per le navi di lunghezza compresa tra 20 e 23,99 metri;
f) euro 1.700 per le navi di lunghezza compresa tra 24 e 29,99 metri;
g) euro 3.500 per le navi di lunghezza compresa tra 30 e 60 metri;
h) euro 5.000 per le navi di lunghezza superiore ai 60 metri.
L'imposta non è dovuta nell'arco dello stesso anno dai soggetti che abbiano effettuato nel corso di quell'anno lo scalo con la medesima imbarcazione nei punti di ormeggio ubicati nel territorio regionale per tre periodi come sopra indicati e che abbiano pagato la relativa imposta. (992)
Emendamento all'emendamento numero 945 aggiuntivo PILERI - La Spisa.
Articolo 32 bis
Dopo l'art. 32 bis è aggiunto il seguente:
Art. 32 ter
Entrata in vigore
La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione nel BURAS. (998)
Emendamento aggiuntivo Giunta Regionale
Articolo 32 bis
Dopo l'art. 32 bis è aggiunto il seguente:
"Articolo 32 ter
Entrata in vigore
La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione nel BURAS.". (945)
Emendamento all'emendamento numero 955 sostitutivo totale Giunta regionale.
Articolo 32 bis
L'emendamento numero 955 è sostituito dal seguente:
Dopo l'articolo 32 bis è inserito il seguente:
1. l'amministrazione regionale, gli enti e le. agenzie regionali possono procedere all'assunzione del personale a tempo determinato, esclusivamente per motivate esigenze straordinarie ed entro la misura massima del 5% delle proprie dotazioni organiche; l'assunzione avviene sulla base di forme pubbliche di selezione e non costituisce titolo per l'ingresso nei ruoli dell'amministrazione regionale.
2. entro 90 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, con deliberazione della giunta regionale su proposta dell'assessore competente in materia di personale, in accordo con le organizzazioni sindacali ammesse alla contrattazione collettiva del comparto dei dipendenti regionali, è approvato il piano pluriennale per il superamento del precariato anche attraverso la stabilizzazione dei lavoratori precari assunti con contratto di lavoro a temine, o con forme contrattuali flessibili o atipiche, dall'amministrazione regionale, dagli enti o dalle agenzie regionali rientranti, anche per effetto della presente legge, nel comparto di contrattazione regionale di cui alla LR. n.31/1998. Il piano è predisposto sulla base di una puntuale ricognizione, avuto riguardo al personale non dirigente che abbia svolto attività per almeno 36 mesi, anche non continuativi, nell'ultimo quinquennio o che maturi successivamente tale requisito in virtù dei contratti di lavoro in essere alla data di approvazione della presente legge. Nel predetto personale non è compreso quello impiegato con funzioni di comunicazione esterna o di addetto stampa, o ai sensi della normativa in materia di uffici di gabinetto o strutture ausiliari del Presidente della Regione o dei componenti della Giunta. Nel piano, che ha durata massima di quattro anni, sono definiti i tempi e modalità di esecuzione dello stesso, nel rispetto delle effettive necessità delle amministrazioni e delle relative dotazioni organiche. Il personale, il cui rapporto di lavoro sia stato instaurato sulle base di procedure selettive di natura concorsuale, è stabilizzato a domanda; il restante personale, ivi compreso quello proveniente da progetti socialmente utili regionali e interregionali che abbia prestato servizio presso l'Amministrazione regionale, è sottoposto a prove selettive concorsuali pubbliche, sulla base della legislazione vigente in materia. (987)
Emendamento all'emendamento numero 987 soppressivo parziale PITTALIS - Marracini - Lai Renato.
Articolo 32 bis
Le parole: "delle effettive necessità delle amministrazioni" sono soppresse. (990)
Emendamento all'emendamento numero 987 sostitutivo parziale PISANO - Cassano - Dedoni - VARGIU.
Articolo 32 bis
Alla decima riga del comma 2 dell'emendamento n. 985 le parole "36 mesi" sono sostituite da 24 mesi. (997)
Emendamento all'emendamento numero 987 sostitutivo parziale PITTALIS - Marracini - Lai Renato.
Articolo 32 bis
Il periodo "36 mesi" è sostituito con "18 mesi". (989)
Emendamento all'emendamento numero 987 sostitutivo parziale CAPELLI - Rassu - La Spisa - VARGIU - Ladu - Artizzu.
Articolo 32 bis
Il periodo "36 mesi" è sostituito con "18 mesi". (991)
Emendamento all'emendamento numero 987 aggiuntivo RASSU - La Spisa.
Articolo 32 bis
Nell'emendamento numero 987, dopo le parole: "che abbia svolto attività per almeno" sono aggiunte le parole: "diciotto mesi in modo continuativo". (993)
Emendamento all'emendamento numero 987 aggiuntivo PISANO - Cassano - Dedoni - VARGIU.
Articolo 32 bis
dopo le parole "L.R.n. 31/1998" all'ottava riga del secondo comma dell'emendamento sostitutivo totale n. 987, sono inserite le seguenti parole, prima delle parole "Il Piano è predisposto..."
"Sono altresì ricompresi anche i lavoratori che abbiano prestato attività presso la pubblica amministrazione regionale, con contratto di lavoro atipico o flessibile instaurato con un'agenzìa di rapporto di lavoro interinale, i cui compiti eseguiti e le funzioni assolte prestate sono riferite a funzioni ascrivibili prettamente a quelle degli uffici della pubblica amministrazione regionale." (996)
Emendamento all'emendamento numero 987 aggiuntivo PISANO - Cassano - Dedoni - VARGIU.
Articolo 32 bis
dopo il comma 2 dell'emendamento 987 (sostitutivo totale dell'emendamento 955) è inserito il seguente comma:
l'Amministrazione regionale è autorizzata a realizzare nel corso del 2007 un programma straordinario di interventi di politiche attive di lavoro ai sensi dell'articolo 19 della legge n. 37/98 da finanziarsi a favore dei Comuni della Sardegna che alla data di approvazione della presente legge abbiano provveduto a programmare ed impegnare tutte le risorse assegnate riferentesi alle annualità 1999-2006. I finanziamenti saranno disposti secondo le modalità di riparto previste dal precedente articolo 10 della presente norma.
Copertura finanziaria
In Aumento:
UPB S02.03.007 - Politiche attive del lavoro
Anno 2007 euro 140.000.000
In diminuzione
UPB S08.01.002 - Fondo per la Programmazione negoziata
ANNO 2007 euro 140.000.000 (994)
Emendamento all'emendamento numero 987 aggiuntivo PISANO - Cassano - Dedoni - VARGIU.
Articolo 32 bis
dopo il comma 2 dell'emendamento N. 987 (sostitutivo totale dell'emendamento N. 955) è inserito il seguente comma:
Il personale precario proveniente dal progetto socialmente utile denominato "Parco Geominerario della Sardegna" che ha prestato servizio in maniera continuativa presso la pubblica amministrazione regionale, assolvendo in maniera esclusiva a compiti e funzione della pubblica amministrazione, previa prova selettiva concorsuale pubblica, è stabilizzato entro 90 giorni dalla data di approvazione della presente legge, presso l'organico della pubblica amministrazione regionale. (995).)
PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti.
E' iscritto a parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Grazie. Presidente, signori della Giunta, colleghi, utilizzo l'intervento in discussione generale per illustrare l'emendamento numero 54 a pagina 944. L'emendamento...
PRESIDENTE. Prego onorevole Scarpa.
SCARPA (Gruppo Misto). Grazie Presidente, avrei gradito parlare con un'Aula magari, non dico attenta, ma almeno non scomposta.
PRESIDENTE. Scusate, giustamente il collega richiede da parte dell'Aula un minimo di attenzione, che mi sembra doverosa. Prego onorevole Scarpa.
SCARPA (Gruppo Misto). Illustro l'emendamento numero 54, a pagina 944: l'emendamento è intitolato "Primi istituti di democrazia digitale", e prevede che la Regione promuova nuove forme di partecipazione dei cittadini alle scelte effettuate nell'interesse collettivo e nuove forme di consultazione della volontà popolare da parte degli amministratori pubblici, mediante l'uso delle nuove tecnologie. L'emendamento prevede, inoltre, che la Regione, a tal fine, allestisca un apposito portale regionale di servizi Internet, al quale tutti i cittadini aventi diritto, all'elettorato attivo, possono registrarsi e accedere mediante apposito codice di accesso riservato.
Sempre la norma che viene proposta dispone che: "La Giunta regionale, il Consiglio regionale e i singoli consiglieri regionali e il Consiglio delle autonomie locali possano consultare la Comunità dei cittadini registrati sul portale, ponendo precise questioni di interesse collettivo. Le modalità della consultazione verranno definite dal Consiglio regionale. Gli esiti delle consultazioni sono tempestivamente pubblicati sul sito Internet della Regione e hanno efficacia meramente consultiva. La Giunta regionale fornisce all'iniziativa la massima divulgazione possibile fra i cittadini".
Dopo aver depositato quest'emendamento, con piacere ho letto sul documento strategico regionale, che ci apprestiamo pure ad approvare, nella parte relativa alla società dell'informazione, pagine 71 e 72, che sostanzialmente la proposta dell'emendamento 54 è assolutamente con lo stesso in linea, anzi è prevista quasi letteralmente dalla Giunta regionale, appunto nel documento strategico regionale. Leggo le parti del documento che riportano, in maniera quasi pedissequa, il contenuto dell'emendamento numero 54: "Le tecnologie possono fornire un importante contributo alla qualità dei processi di partecipazione alle decisioni politiche e amministrative; si tratta di organizzare modalità ampie ed efficaci di confronto di opinioni di competenza tra comunità di cittadini ed esperti, tali da stimolare i processi di decisione politica e amministrativa, e sottoporre a verifica l'attuazione e i risultati. Obiettivo non è soltanto quello di promuovere un pieno esercizio dei diritti di cittadinanza digitale, ma anche quello di migliorare la qualità delle decisioni. E sono obiettivi tra gli altri la promozione di strumenti di partecipazione mediante canali tematici ai processi di decisione politica e amministrativa delle assemblee elettive degli organi di governo, la promozione di voti virtuali di confronto telematico, promuovere la partecipazione, la cooperazione e l'espressione certificata delle opinioni, al fine di alimentare processi di decisione politica".
Insomma, la Giunta regionale nel suo documento strategico regionale, nella parte che riguarda la società dell'informazione, delinea una modalità di azione, di intervento, che mi sembra di poter dire che è quasi esattamente quella che è prevista dall'emendamento numero 54, e quindi mi sento di segnalare ai colleghi, appunto, questa corrispondenza fra le iniziative e le intenzioni della Giunta regionale e il contenuto di questo emendamento. Naturalmente mi rendo conto che l'intero articolo che stiamo per valutare affronta ben altre e più importanti questioni, tuttavia era mia intenzione, anche considerate le modalità con cui stiamo affrontando la discussione di questa legge finanziaria, portare la vostra attenzione su questa proposta, anche se naturalmente mi riservo poi di esprimere dichiarazioni di voto sugli emendamenti e sul contenuto dell'articolo 32 bis, man mano che lo affronteremo.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Scarpa.
E' iscritto a parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Presidente e colleghi. Non vorrei esagerare nel dire che questo articolo, anche se ha l'aggiunta "bis", rispetto a tutti gli altri articoli che sino a adesso abbiamo votato, noi lo consideriamo come una pietra miliare di questa finanziaria. E quando diciamo questo non è che vogliamo sottovalutare aspetti altrettanto importanti quali la problematica relativa all'energia, le problematiche relative all'ambiente, le problematiche relative ad altri argomenti che abbiamo affrontato in questa finanziaria, però politicamente abbiamo vincolato in maniera forte e chiara, a più riprese, il nostro voto a questa finanziaria, soprattutto sulle politiche del lavoro, sulle politiche dell'occupazione, sulla stabilizzazione del precariato. Su questo dobbiamo dire che abbiamo già fatto degli importanti passi avanti, abbiamo affrontato alcuni aspetti di settore, ricordo quello di ieri, relativo ai forestali, o quello di qualche giorno fa relativo ai dipendenti dell'IDROCONTROL. Non accetteremo però, e non condivideremo assolutamente che ci possano essere precari di serie A e precari di serie B. Noi riteniamo, e credo che sia una opinione condivisa anche da molti altri colleghi, che il precariato sia un fenomeno che va affrontato complessivamente, per dare una prospettiva di vita e di lavoro a tanti giovani e a tante persone, che sino a adesso non hanno potuto realizzare un loro percorso di vita compiuto. Ecco perché noi ribadiamo l'importanza strategica di questo articolo 32 bis, e come dicevamo anche nel corso di alcuni interventi fatti dall'onorevole Pittalis, su questo argomento, su questa materia del lavoro, in questa finanziaria, vediamo l'anima della finanziaria stessa, vediamo il cuore, così come vediamo le gambe in quelle leggi, in quegli articoli che faremo sul bilancio, relativamente ad alcuni aspetti che riguardano il finanziamento di alcune leggi, sempre per l'incentivazione dell'occupazione e del lavoro. Non può essere esitata una finanziaria, a questo terzo anno di legislatura, che non abbia un contenuto anche concreto. Noi non siamo impresari di termovalorizzatori, non siamo agenti di nessuna "palla" eolica, l'importante per noi, in questo momento, è il lavoro e l'occupazione. Quindi abbiamo la necessità di avere da questa Giunta, da questa finanziaria, risposte concrete su questa materia. Risposte concrete arrivano proprio da quest'articolo, che si pone come tappa dolomitica di questo giro che abbiamo iniziato un mese fa e che ci vede a concludere il nostro lavoro, ma noi siamo pronti a non farlo concludere, nel senso che rimarremo ancora in Aula sino a quando, su questa materia, non avremo risposte concrete e soprattutto risposte positive. Il problema del lavoro, il problema delle famiglie con a carico soggetti non autosufficienti, è un problema che più volte è stato richiamato in queste settimane dai sindacati, da associazioni di volontariato, dalla Chiesa, dalla società civile in genere, e quindi non possiamo noi, Popolari, non avere una sensibilità su questi argomenti. Abbiamo preparato su questa finanziaria degli emendamenti, siamo a conoscenza del fatto che la Giunta su questo si sia impegnata a trovare una soluzione positiva, crediamo e siamo convinti che l'obiettivo di tutta questa maggioranza, e di tutto questo Consiglio, sia di arrivare, su questa materia, ad una soluzione condivisa e condivisibile. Quindi, accetteremo che su questo nostro emendamento si agganci qualche emendamento che possa in qualche modo migliorarlo e completarlo, ma l'importante è che su questo ci sia la possibilità di dare risposte serie, concrete, non aleatorie e non legate a giudizi o a possibilità di interventi che vanifichino, successivamente all'approvazione di questa finanziaria, questo emendamento. Ecco, questo lo dico perché abbiamo avuto modo di vedere, di prendere visione dell'emendamento sul quale la Giunta vuol trovare una condivisione di opinioni, rispetto a quello che avevamo presentato. Su questo emendamento della Giunta c'è la necessità evidentemente di fare una riflessione ulteriore. Io sono convinto che, visto l'impegno che l'Assessore Dadea ha manifestato e ha profuso in questo importante lavoro, in questo mese che l'ha visto protagonista e, anticipando un po' il mio intervento finale sulla finanziaria, intervento che dipenderà molto da questo articolo, quindi non vorrei allargarmi troppo, questa finanziaria ha avuto come protagonista principale l'assessore Dadea e a lui diamo il merito di aver saputo conciliare spesso posizioni difficili e di distacco tra la Giunta e l'Aula consiliare. Non avevo dubbi, non avevamo dubbi su quanto sarebbe stato suo impegno, ma lo ha confermato in questa tornata consiliare. Chiediamo a lui, quindi ancora, a lui perché ha dimostrato di essere un uomo del popolo, un cittadino oltre che un politico, quello che la gente vuole nuovamente, rispetto a una ondata di mal giudizio che sta imperversando in tutto il paese, dove la politica e i politici sono visti sempre più lontani rispetto ai cittadini. Chiediamo, quindi all'assessore Dadea, non è uomo di facili sogni o di grandi imprese fantascientifiche, è uomo di lavoro, uomo che la mattina veste il camice, va in corsia, vede la gente malata, ha a che fare con chi veramente soffre, chiediamo ancora a lui di poter intervenire, ancora una volta, in questa materia, con determinazione, sul Presidente, su chi ancora non capisce che questo è il modo per uscire a testa alta da una situazione di difficoltà, rispetto alla quale noi continuiamo a insistere, perché riteniamo che non solo sia una battaglia dei Popolari UDEUR, ma sia una battaglia che oggi investe tutta la classe politica regionale e soprattutto questa amministrazione e questa Gunta. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marracini.
E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, signor Presidente. Signori Assessori, colleghe e colleghi. Intervengo con riferimento all'emendamento numero 883, e considerando anche gli emendamenti numero 987 e 955. E' chiaro che la Regione deve provvedere, a partire da questa finanziaria, a stabilizzare, con contratti a tempo indeterminato, il personale precario che si trovi in particolari condizioni. Non possiamo però ignorare totalmente gli esternalizzati, che sono attualmente in servizio. Mi risulta che si tratta di un numero irrilevante di persone laureate, una impiegata presso l'Assessorato della sanità, una presso l'Assessorato degli affari generali, tre presso l'Assessorato del lavoro, e prestano attività attraverso agenzie interinali, da oltre due anni, nel rispetto delle mansioni di competenza, con orari in servizio disposti dai dirigenti degli uffici cui sono assegnati. Sono lavoratori deboli, soggetti a contratti precari, che molto spesso, proprio per le condizioni di bisogno in cui si trovano, si rendono addirittura complici di situazioni non tollerabili di sfruttamento. La Regione e gli enti regionali non possono fare finta di nulla, devono vigilare, nel rispetto dei contratti, in modo da non creare presupposti per giuste rivendicazioni di regolarizzazione dei rapporti di dipendenza. Poi, ovviamente, non bisogna utilizzare le agenzie interinali se non in casi eccezionali e senza il dovuto controllo in ogni fase.
Ripropongo quindi, con forza, la necessità, che la Giunta effettuo un'indagine su tutti i contratti atipici in essere nell'Amministrazione regionale e negli enti e nelle agenzie collegati, con particolare riferimento alle modalità e alla durata di applicazione dei contratti. Colgo l'occasione per porre all'attenzione della Giunta e dell'Aula il comportamento delle agenzie interinali e delle società che, in attuazione di bandi pubblici, oppure per chiamata diretta, mettono a disposizione dell'Amministrazione pubblica figure professionali, creando situazioni, diciamo, antipatiche, stante la diffusa discrezionalità, che nasconde il più delle volte aspetti clientelari. Mentre infatti è opportuno, come già più volte ha sottolineato l'assessore Dadea che si svolgano i concorsi, per coprire le esigenze di organico, quando dovesse essere proprio indispensabile ricorrere ad organizzazioni e ad agenzie esterne, per reclutare figure professionali o per svolgere attività che si richiamano all'amministrazione pubblica, bisogna effettuare severi controlli, sulle modalità di assunzione, ma anche sull'attuazione dei contratti di lavoro. In questo caso particolare, a cui mi riferisco, questi lavoratori, se dovessero adire le vie legali, vincerebbero la causa e sarebbero stabilizzati dal giudice del lavoro.
C'è poi da ricordare che i lavoratori del Geoparco, impegnati nel settore dei beni librari dall'Assessorato della pubblica istruzione per garantire la continuità del servizio in cui è compreso il catalogo e per la più generale valorizzazione dei beni culturali, devono anch'essi essere stabilizzati e rientrare a pieno titolo in questo programma di stabilizzazione. Ricordo che si tratta di personale già professionalizzato, con sostanziali investimenti da parte dell'Amministrazione regionale, trattandosi per di più di un servizio che non può subire interruzioni, proprio nell'interesse dell'Amministrazione. In materia è stato altresì sottoscritto un accordo sindacale che prevede l'assunzione di tali impiegati, ed è un accordo che risale al 26 aprile 2007, quindi non stiamo parlando di un atto vecchio nel tempo, peraltro sottoscritto da autorevoli componenti della Giunta e dal Presidente della Regione. Chiedo che sia mantenuta fede alla volontà, più volte manifestata dalla Giunta, anche in quest'Aula, di assumere queste figure. Credo che un verbale sottoscritto con tanta autorevolezza non possa essere disatteso, perché, al di là della situazione degli undici lavoratori della pubblica istruzione, si rischia di compromettere l'immagine della Giunta e della maggioranza.
Ricordo gli accordi per le donne delle pulizie della Regione: anche lì c'è un impegno che mi risulta sia in fase di attuazione, cioè sarà mantenuto l'impegno di riservare il lavoro a queste donne. Lì si parla di 600 posti di lavoro, qui si parla di 11 posti di lavoro. E' comunque importante mantenere fede agli impegni quando vengono assunti, chiedo quindi anche il rispetto di tutto questo. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie a lei, onorevole Caligaris.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.)....mi ha preceduto, Presidente, sottolineando l'importanza dell'articolo 32 bis per quanto riguarda le iniziative per le politiche del lavoro e per le politiche sociali, che è un terreno sul quale la Giunta, la maggioranza, l'intero Consiglio, in questi mesi, io dico in questi anni, si sono più volte cimentati e non sempre con risultati negativi, anzi, in molte circostanze, con risultati positivi.
Questa manovra finanziaria è una manovra ricca, estremamente ricca, ha dotazioni imponenti e nuove risorse, ma anche norme che rimobilitano, riprogrammano e pongono le condizioni per una spesa celere di risorse che fino ad oggi risultavano difficilmente utilizzabili o non utilizzate. Io non ho contato tutte le voci che ci sono nel bilancio e che sono richiamate nella stessa legge finanziaria, ma ne cito alcune: i 500 milioni del fondo unico; adesso bisognerà fare i conti, l'Assessore degli enti locali si occuperà di questo, ma da un primo esame, dagli atti che sono venuti in possesso di questo Consiglio, dagli atti che sono venuti in possesso a noi personalmente, ci sono circa tra i 550 e i 600 milioni di euro riprogrammabili sull'ex articolo 19 della legge 37. Ci sono dotazioni finanziarie importanti a favore delle Province, degli enti locali e dei Comuni per l'inserimento lavorativo, per lo svantaggio, e vengono aggiunte altre risorse, che non sono straordinariamente imponenti ma sono significative per la modalità di spesa a favore del contrasto alla povertà. In sintesi, questa è una manovra finanziaria che si caratterizza prevalentemente sul fronte del trasferimento significativo di risorse al sistema delle autonomie locali e dell'attenzione, proprio attraverso l'impegno delle autonomie locali, verso le politiche del lavoro e le politiche sociali.
Ci sono, l'abbiamo da poco approvato, notevoli risorse destinate ai non autosufficienti, cioè la categoria di quelle persone che più di altre hanno bisogno di sostegno, di assistenza; e c'è una partita che si è avviata, mi piace ricordarlo, nel corso della discussione e poi dell'approvazione del Piano sanitario regionale, cioè la partita più complessiva delle condizioni di lavoro precario. L'Assessore della sanità ci ha notificato oggi lo stato di avanzamento, molto interessante, relativo alla predisposizione del piano di stabilizzazione occupazionale di tutto il sistema sanitario pubblico e privato. C'è, in questa finanziaria, una ipotesi di soluzione per quanto riguarda tutte quelle condizioni di lavoro flessibile e atipico che si sono determinate, non per capriccio ma a causa dell'intrecciarsi di nuove esigenze che divenivano di competenza dell'Amministrazione regionale in ragione del trasferimento di funzioni e di compiti da parte dello Stato, e la concomitanza di ristrettezze di tipo finanziario dovute anche alle norme di contabilità pubblica finalizzate al contenimento della spesa.
Tutto questo ha determinato e originato all'interno delle pubbliche amministrazioni regionali una presenza di lavoro precario al quale si tenta, in via definitiva, di porre rimedio, affermando il principio che all'interno dell'Amministrazione regionale, degli enti e delle agenzie il ricorso alle assunzioni straordinarie deve essere limitato nel tempo, finalizzato a progetti e non deve dare più titolo a pretese di stabilizzazione, perché altrimenti sarebbe un rincorrersi sistematico di ipotesi di stabilizzazione che automaticamente si originano attraverso il ricorso a rapporti di lavoro a termine.
Detto questo, con l'articolo in discussione, in ragione di quello che riusciremo a concludere, con gli emendamenti che sono stati presentati dalla Giunta, daremo a questa manovra finanziaria una portata significativa sul fronte delle politiche del lavoro e delle politiche sociali, ma anche sulle modalità attraverso le quali si è venuta a configurare questa manovra e la legge finanziaria. Vale a dire, con l'interlocuzione tra maggioranza e minoranza, per quanto ancora insufficiente secondo me (in quanto deve essere più ampia, più di contenuto, più di merito) e l'interlocuzione che è avvenuta tra Consiglio e Giunta, partendo da presupposti che non erano questi, stiamo andando verso una soluzione che invece appare sempre di più soddisfacente.
Inoltre, espresso il lato positivo di questa discussione, a me non può non essere affidato il compito, anche complicato, anche difficile, di fare il punto della situazione sulle politiche del lavoro che si sono sviluppate in questo arco di legislatura nella nostra Regione.
Io ritengo che non si sia fatto fino ad oggi quello che era necessario fare, che non si sia prodotto tutto quello che eravamo nelle condizioni di produrre, che non si è posto in essere, anche dal punto di vista operativo, ciò che si sarebbe dovuto porre in essere, attorno ai temi delle politiche del lavoro, della disoccupazione, della destrutturazione del sistema produttivo, dell'espulsione sistematica di lavoratori che operavano in condizioni di instabilità dal sistema privato e dal sistema pubblico. Non si è fatto a sufficienza in questa fase e bisogna recuperare questo terreno; questa manovra finanziaria va verso quella direzione, anche sotto il profilo operativo. Dicevo: noi abbiamo un'Agenzia regionale del lavoro, che nasce per fare le politiche del lavoro in Sardegna e opera con il conflitto permanente effettivo con l'Assessorato il quale, depositario di una burocrazia onnisciente è onnicomprensiva, impedisce al braccio di cui la Regione si è dotata con le leggi, di operare in modo significativo verso quella direzione. Questi vizi e questi vezzi, che sono antichi, che non sono nella politica, che sono anche nella burocrazia e in ciò che di consolidato e negativo esiste, devono essere rimossi e non sono più tollerabili. Perché vengono pagati dalle persone e dalle loro condizioni di vita, non sono più tollerabili, non creano strutture per appenderle ad un muro con un chiodo come se fossero un quadro stabile. Si fanno strutture perché operino, perché realizzino, perché concludano i progetti che gli sono stati affidati. Non si attua una gestione domestica di queste vicende, ma una gestione politica complessiva, avendo attenzione per la nostra società e per i suoi bisogni.
PRESIDENTE. Abbiamo iscritti a parlare altri due colleghi, Pisano e Pileri.
MARRACINI (Gruppo Misto). Io mi sono iscritto mentre parlava il collega Marracini.
PRESIDENTE. No, lei no onorevole Pittalis. L'intervento durante il quale ci si doveva iscrivere era quello di Scarpa, non quello di Marracini. Quindi possiamo sospendere adesso e riprende alle tre e mezza, oppure completare gli interventi. Completiamo i due interventi e poi facciamo parlare il Presidente per i pareri e riprendiamo alle 16 con il voto. La Giunta non interviene, rinuncia al suo intervento per dare un contributo alla celerità dei lavori; se lo desse anche qualche collega non sarebbe male.
E'iscritto a parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Sì grazie Presidente. Quindi questo articolo 32 bis, che porta un titolo abbastanza significativo, per la strategia che si vuole dare alla intera manovra finanziaria, ha detto bene il collega Sergio Marracini, che mi ha preceduto, che diventa un argomento centrale di tutta la finanziaria. E lui ha detto pure, lo ha ribadito anche l'onorevole Uras, che con questo articolo noi intendiamo mettere a fuoco i problemi dell'occupazione e della stabilizzazione, quelli dei precari e, ovviamente, quelli del contrasto alle povertà. Quindi mettere a fuoco tutto ciò in una condizione di centralità, e noi sappiamo che cosa può succedere, qual è il rischio? Il rischio è quello che ci insegna l'ottica: quando il fuoco viene messo al centro della curvatura, l'immagine si proietta all'infinito, cioè non la vediamo più. Il rischio è questo: noi stiamo ponendo l'articolo 32 bis, che dovrebbe avere una grande importanza, ma che quasi emula quello che ha fatto anche il Governo Prodi con la sua finanziaria che, attraverso alcuni commi, a partire dal 519, intendeva dare risposte alla precarizzazione che abbiamo in Italia, ma ha prodotto un gran rumore con nessun risultato. Sembra proprio quella commedia gioiosa di Shakespeare: "Tanto rumore per niente". E perché questo? Perché questo articolo, come noi lo stiamo scrivendo, anche attraverso gli emendamenti che sono stati proposti, rischia di vanificare qualsiasi intento positivo che abbiamo dato al suo titolo, se pure importante. E certo, perché se noi andiamo a parlare di stabilizzazione del precariato, bisogna che lo facciamo senza ipocrisia, e quindi dobbiamo pensare a quale "platea" che noi abbiamo in Sardegna, presso la pubblica amministrazione regionale, di tutto il precariato. Dice bene l'onorevole Uras, quando afferma: siamo di fronte ad un utilizzo probabilmente anomalo delle leggi sulla flessibilità e dei cosiddetti rapporti di lavoro atipici. Perché questo si è fatto, senza andare adesso a cercare nel passato responsabilità, ma questo si è fatto. Molto spesso i contratti non potevano essere stipulati in quel modo, tuttavia lo si è fatto in maniera approssimata, per rispondere soltanto ad esigenze, funzioni e compiti che erano propri dell'Amministrazione regionale, e non avevano il carattere di straordinarietà, come invece avrebbero dovuto avere, affinché potessimo utilizzare adeguatamente quegli strumenti. Questo non è avvenuto. Oggi invece stiamo usando quasi quella parabola evangelica della cruna dell'ago, per capire che nessuno ci passerà davvero in quella cruna, che noi, di precari, ne stabilizzeremo molto pochi, se le cose rimangono in questo modo. E come è possibile fare dei passi indietro e stabilire che questi precari devono avere 36 mesi di lavoro negli ultimi cinque anni? E come è possibile limitare la platea dei lavoratori precari escludendo completamente quelli che hanno lavorato, pur rispondendo alle esigenze di funzioni e compiti dell'Amministrazione, con un rapporto di lavoro interinale? L'ha detto la collega Caligaris, che prima è intervenuta. Attraverso agenzie di lavoro interinale. Però pur sempre radicate dentro la pubblica Amministrazione, e tornando indietro anche rispetto a determinate tesi, avanzate dalla stessa Giunta regionale. Uomo di lavoro dice l'assessore Dadea. Ma l'uomo di lavoro, assessore Dadea, allora si riappropri di quella proposta della Giunta, e che diceva esattamente che in funzione di quell'accordo del 26 aprile, lettera C, dovevano essere stabilizzati tutti i lavoratori che hanno lavorato dentro l'Amministrazione, in quanto era un rapporto di lavoro dipendente a tutti gli effetti, perché aveva tutti i requisiti del rapporto di lavoro dipendente. Se questi lavoratori un domani seguiranno altre vie, non potranno che vincere, perché è evidente che loro timbravano cartellini, avevano, naturalmente, direttive dai superiori. Ma tutto questo non riguarda il nostro ragionamento, se non facciamo in modo che non ci siano ingiustizie. Non bisogna separare il precariato; non l'ha fatto nemmeno il Governo Prodi, che quasi non ha fatto niente, ma almeno da questo punto di vista non ha sbagliato. Oggi noi invece stiamo estromettendo determinati lavoratori che hanno pari diritti, se non addirittura superiori. Noi, attraverso alcuni emendamenti, crediamo che si possa fornire, in maniera equilibrata, una risposta concreta al problema occupazionale in Sardegna. Diceva l'onorevole Uras: noi vogliamo riprogrammare le risorse dell'articolo 19 della legge n. 37 per 600 milioni di euro. Io sono veramente curioso di vedere dove stanno questi 600 milioni di euro di risorse afferenti l'articolo 19 della legge n. 37, che non siano stati impegnati dagli enti locali. Io personalmente sono scettico, non ci credo. Penso probabilmente che siano somme ancora non utilizzate, non spese, ma impegnate di sicuro, che fanno capo a programmi già intrapresi, e che probabilmente sono la quota di cofinanziamento della programmazione negoziata. Non dimentichiamo che siamo stati noi, alla lettera A dell'articolo 19, a mettere come priorità assoluta l'utilizzo di quelle risorse per il cosiddetto cofinanziamento della programmazione negoziata. Noi sappiamo quanto sia stata difficile e in quanti rivoli si sia arenata la programmazione negoziata degli enti locali, e non certo per responsabilità di questi ultimi. Io vorrei vedere un tabulato, e l'ho sollecitato varie volte, perché è semplice tra l'altro da ricavarsi, in quanto tutti i Comuni della Sardegna sono collegati in rete con l'articolo 19, ed è sufficiente avere una stampa on-line che noi tutti abbiamo, per capire subito dove sono le risorse veramente non inutilizzate. Credo che non sia vero: io conosco tanti amici, colleghi sindaci, ma nessuno ha delle somme non impegnate. Quindi, non vorrei che alla fine, davvero, ci sia il miracolo della moltiplicazione dei pani. Ci sarà pure, ovviamente, qualcuno che non li ha utilizzati, ma non in questa misura, onorevole Uras: noi non crediamo a queste dimensioni e a questa misura. Vediamo le tabelle, vediamo esattamente le stampe, vediamo quali sono i comuni che non hanno utilizzato queste risorse, dopodiché possiamo anche riprogrammare. Risposta alle povertà: ho visto alcuni emendamenti e sono sinceramente molto preoccupato, perché quando si chiede di coofinanziare gli enti locali al 50 percento degli interventi a favore dei problemi della povertà locale, io credo che non si vada da nessuna parte. Ma qual è il comune che oggi può coofinanziarie con una misura del 50 percento interventi che sono volti proprio a dare risposte ed esigenze a questi problemi? Quando si dà un contributo che è stato anche indicato nella misura di 250 euro mensili per un massimo di 12 mesi, io non credo che davvero un comune possa poi trovare altre risorse, a meno che non sosteniamo che quei 500 milioni del fondo unico ce li danno in una tasca e poi vengano ripresi, insomma, perché altrimenti non avrebbe nemmeno senso. Cioè, io sono convinto che bisogna riflettere meglio sulle cose che stiamo andando a proporre, su quelli che sono gli obiettivi strategici per superare le difficoltà… grazie.
PRESIDENTE. Grazie a lei onorevole Pisano. E' iscritto a parlare il consigliere Pileri. Ne ha facoltà.
PILERI (F.I.). Sì, grazie Presidente. Per quanto riguarda gli aspetti relativi alle politiche attive del lavoro, i colleghi che mi hanno preceduto sono stati molto attenti e puntuali nel proporre, anche, tra l'altro, con una serie di emendamenti, delle iniziative volte a dare una risposta seria e decisa al precariato, alla stabilizzazione. E' un problema molto serio, è un problema molto importante, è un problema che non può essere affrontato semplicemente con numeri, perché i numeri rappresentano persone, rappresentano persone che hanno dato molto anche agli enti locali e all'Amministrazione, e che, secondo me, meritano molta attenzione per veder riconosciuto un lavoro sicuro che possa dare anche tranquillità e serenità alle famiglie. Sentendo prima l'onorevole Pisano quando parlava della possibilità dei 600 milioni di euro da recuperare per quanto riguarda i fondi della legge numero 37, io voglio ricordare, e ha ragione l'onorevole Pisano, che sarà difficile recuperare questi fondi, anche perché i progetti fermi della legge numero 37, sono fermi molto spesso non per colpe delle amministrazioni comunali, ma, molto spesso, fermi in uffici regionali. Tanto è vero che noi, se non ricordo male, abbiamo approvato con un emendamento, lo spostamento dei termini di utilizzo di questi fondi al 31 dicembre 2007, e quindi dico che il problema in generale dovrebbe essere esaminato con un progetto organico, un piano strategico del lavoro, e mi ricollego, anche perché ho presentato un emendamento, qua non si parla di lavoro, richiamando il tema che riguarda il turismo, perché noi dobbiamo pensare sicuramente a stabilizzare, ed è una delle cose prioritarie che dobbiamo fare, ma dobbiamo stare attenti anche a non perdere i posti di lavoro che ci sono già, perché perdere i posti di lavoro attuali, che non hanno e non ricevono contributi regionali, ma sono autonomi, indeboliscono tutto il sistema del lavoro, e quindi, probabilmente, potrebbero anche impedire di dare risposte serie ai precari che hanno la necessità e devono avere l'aiuto dell'ente regionale. Io ho presentato un emendamento che riguarda l'articolo 3, nella norma transitoria, perché mi è capitato domenica di andare in Corsica e vedere che cosa sta succedendo con le prime avvisaglie della tassa sulle imbarcazioni. In Corsica non ci sono i cartelli, ma ci sono grandi ringraziamenti per i sardi, perché pare che stiano aumentando in maniera incredibile, impressionante, le prenotazioni per le imbarcazioni, prenotazioni significa attività, significa economia, significa posti di lavoro. Mentre, dall'altra parte, noi siamo a maggio con un grave ritardo nell'approvazione della finanziaria e pretendiamo di applicare delle tasse sul turismo che devono scattare dal primo di giugno, quindi fra una settimana, che andranno a danneggiare fortemente i sistemi turistici e la portualità turistica minore della Sardegna, non i grandi porti. E allora l'indebolimento che ne potrà derivare, un indebolimento, appunto, del sistema della nautica, creerà problemi occupativi. Noi, invece, dobbiamo creare nuove prospettive soprattutto per i giovani e nuove possibilità di imprenditoria in settori specializzati e soprattutto in quelli turistici. La norma transitoria è dettata dalla necessità, e quindi anche l'emendamento di cui parlerò, quando ne discuteremo, dalla assoluta necessità di apportare un chiarimento all'articolo 3 che è incompleto, che stabilisce delle imposte e che si dimentica di normarle in maniera corretta, perché a fronte di un periodo annuale, o meglio di un periodo stagionale, si stabilisce un'imposta unica, e non è stato inserito nell'articolato, un comma che possa disciplinare l'ormeggio e la tariffa giornaliera delle imbarcazioni. E' ovvio che questa impostazione, come è stato anche ribadito da tutti gli operatori del settore della nautica, porterà dei gravissimi risvolti negativi, perché buona parte del transito delle imbarcazioni da diporto di una certa dimensione salterà puntualmente i porti sardi. E allora quale è lo scopo di questo emendamento che noi stiamo preparando e che abbiamo presentato? lo scopo è quello di chiarire, prima di tutto, a che cosa deve essere riferita una tassa: chi paga deve sapere per che cosa paga. Se vogliamo pensare all'ambiente pensiamo all'ambiente, se vogliamo pensare ai servizi pensiamo ai servizi, se vogliamo pensare di dotare i nostri porti di sistemi di raccolta delle acque reflue delle imbarcazioni… questa può essere una politica seria; facciamolo, diciamolo, ma, soprattutto, cerchiamo di applicare, se una norma dev'essere applicata, una norma che non sia punitiva, ma che sia giusta, che sia corretta. Io su questo chiedo alla Giunta, al Consiglio una riflessione. Sono stati bocciati, quando abbiamo parlato dell'articolo 3, tutta una serie di emendamenti dove si è cercato, in maniera non strumentale, di fare delle proposte modificative dell'articolo 3, che sono state puntualmente bocciate. Questo potrebbe essere il momento, anche perché mi risulta che ci sia un'altro emendamento presentato dalla maggioranza, per trovare una sintesi che possa mettere a posto questo articolo 3, e scongiurare quel grave pericolo che ho detto prima di indebolimento di un sistema, di un sistema turistico, ma, soprattutto, di un sistema economico, indebolendo quindi le attuali potenzialità, ma togliendo anche nuove prospettive di lavoro per molti giovani.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pileri. Bene, sono finiti gli interventi, la seduta è sospesa ed è aggiornata alle ore 16.
(La seduta, sospesa alle ore 14 e 14, viene ripresa alle ore 16 e 17.)
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RASSU
PRESIDENTE. Bene colleghi, siamo in prosecuzione di seduta dalle ore 14. Nonostante l'esiguo numero di colleghi presenti in Aula, propongo una sospensione dei lavori sino alle 16 e 30. Quindi i lavori avranno inizio alle 16 e 30, grazie.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 18, viene ripresa alle ore 16 e 39.)
PRESIDENTE. Bene colleghi, riprendiamo la seduta. Cortesemente un Segretario, grazie. Collega Manca.
Bene, per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Sì, mi dovrebbe dire da dove vuole che inizi perché il primo emendamento per me è il 986 per il quale è stato presentato un altro emendamento. Il primo emendamento che risulta è quello a pagina 984 bis, il 986…
PRESIDENTE. Un attimo, Presidente. Il numero 986 è la sintesi del 943 e del 28, che a sua volta è stato sintetizzato dal 988.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Sì, sul 988 il parere è favorevole.
Quindi il numero 986 non c'è più, il 943 pure, e il 28 ugualmente.
Assessore Dadea, mi pare ci siano delle modifiche da apportare… quindi il parere è favorevole ma con delle modifiche.
PRESIDENTE. Andiamo all'emendamento numero 820.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 820 il parere è negativo, sull'821 e 825 è negativo, per il 901 c'è un invito al ritiro, posto che la materia era stata già trattata, in quanto c'è un argomento identico nell'articolo 31, cioè l'emendamento numero 814 che però a sua volta era ricompreso nell'emendamento numero 65 che è approvato. Di fatto si chiede che venga ritirato perché la materia è stata già trattata nell'articolo numero 31.
PRESIDENTE. Mi scusi Presidente, quindi la materia è stata trattata con un emendamento a parte?
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Sì è stata trattata con l'emendamento numero 700, che però a sua volta fa riferimento all'emendamento numero 65 già approvato.
Sull'emendamento numero 23 il parere è contrario, sull'82 è contrario, sul 54 è contrario.
PRESIDENTE. Il 29 prima.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. No il numero 29 passa al Bilancio.
Sull'emendamento numero 54 il parere è contrario, sul 978 il parere è favorevole con delle integrazioni e modifiche. Posso andare avanti?
PRESIDENTE. Lo stesso argomento è trattato dall'emendamento numero 27, che di fatto viene assorbito dal numero 978.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Sul 978 il parere è favorevole con integrazioni e modifiche.
Il 942 di fatto è stato sostituito dal 978. Sul 945 il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Scusi un attimo… abbiamo il 992 e il 998.
Comunque sia questi due…
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Ce ne sarebbero anche degli altri, Presidente, perché ci sono emendamenti agli emendamenti.
C'è il numero 989, il 990, ma non so che fine abbiano fatto…
PRESIDENTE. Qui si riferiscono, sono aggiuntivi al 945, ma risultano non ammissibili in quanto trattano argomenti completamente avulsi dal titolo dell'articolo per cui non risultano pertinenti e tanto meno ammissibili.
Il 992 e il 998, sono due emendamenti aggiuntivi, non so se lei se li ritrovi.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Sì, sì, li ho già tolti.
Siamo al 989, sono emendamenti…
PRESIDENTE. Abbiamo prima del 989 un soppressivo parziale che è il 990. Sono tutti emendamenti collegati in origine ai numeri 33, 916 e 987.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Sono collegati al 987…
PRESIDENTE. Abbiamo il soppressivo parziali numero 990.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Sul 990 il parere è negativo, sul 989 è negativo, il 991 è uguale al 989, quindi il parere è negativo anch'esso.
Presidente, se li chiama lei uno ad uno, siccome sono un po' sparsi e soprattutto poi non sono stati ancora distribuiti, verosimilmente…
PRESIDENTE. Abbia pazienza, noi qui li abbiamo elencati chiaramente in ordine, dai sostitutivi sino agli aggiuntivi, per cui se lei a mano a mano li legge…
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Va bene. Quindi sui numeri 990, 997, 989, 991, 993, 996, il parere è negativo.
Sul 994 c'è un invito al ritiro, altrimenti il parere è negativo.
Sul 995 ugualmente c'è un emendamento che ricomprende questa materia, quindi, ove non venisse ritirato, il parere è negativo.
PRESIDENTE. Sul 987, che poi è il sostitutivo totale di quelli che abbiamo…Presidente, ne mancano altri sui quali deve esprimere il parere.
Il 923, sono tutti gli aggiuntivi che provengono dall'articolo 8, mentre ve ne sono altri che provengono dall'articolo 14.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Il numero 923 in effetti è ricompreso nell'emendamento numero 987. Sul 127, 640, 641, 962, il parere è contrario, il 876, a seguito della presentazione del 962, è ricompresso in quest'ultimo emendamento.
PRESIDENTE. Grazie Presidente. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
DADEA, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì Presidente. Il parere della Giunta è conforme a quello del Presidente della Commissione, ci sono alcune integrazioni che la Giunta deve fare e magari le farà in occasione di ciascun singolo emendamento.
PRESIDENTE. Siamo sul numero 998. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Sull'ordine dei lavori Presidente.
PRESIDENTE. Prego.
MARRACINI (Gruppo Misto). Poiché siamo stati sommersi da fogli e lei può capire quanto è difficile adesso mettere in ordine tutto quello che è stato distribuito, stante il suo metodo di lavoro e siccome l'argomento è molto importante, come è stato ribadito più volte, potendo diventare sotto certi aspetti politicamente per certi Gruppi anche strategico sul voto finale, pregherei di analizzare emendamento per emendamento, dando la possibilità a tutti i consiglieri di avere il foglio con l'emendamento e il riferimento. Quindi un po' di pazienza non basta, perché altrimenti bisognerebbe fermarsi completamente, farci dare il gruppo di emendamenti, ma immagino che sia un lavoro più lungo. Invece, come ha detto anche l'Assessore Dadea, chiederei che per ogni emendamento ci fosse un po' di pazienza, rispetto alla quale tutti quanti possiamo capire di che cosa stiamo parlando. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Marracini. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Io credo sia opportuno avere gli emendamenti ordinati per discussione come abbiamo fatto per tutti gli altri articoli, con pazienza, 5 minuti, 10 minuti, ma dateci la possibilità di poter seguire bene i lavori altrimenti così non si riesce proprio a seguirli.
PRESIDENTE. Per conoscenza dei colleghi, tutti gli emendamenti sono rilegati nel fascicolo che abbiamo a disposizione, ad eccezione degli ultimi che sono gli emendamenti soppressivi ed aggiuntivi al 987 che sono stati distribuiti singolarmente. Comunque io chiamerò gli emendamenti uno per uno; è chiaro, su questo non c'è ombra di dubbio. Però se un emendamento è soppressivo di altri due io specificherò che è soppressivo degli emendamenti numero e numero e quindi chiamerò il soppressivo, per esempio ecco. Dando la possibilità ai colleghi di ricercarsi l'emendamento e quindi di poter avere la possibilità di intervenire, va bene?
Ha domandato di parlare il consigliere Uras sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Presidente, siccome ci sono in alcuni emendamenti, che sono adesso all'esame dell'Aula, piccole modifiche che però rilevano, ai fini del raggiungimento dell'obiettivo, io chiederei alcuni minuti per vederli concretamente e fornire una stesura ai consiglieri che non sia quella orale ma quella tradotta in forma scritta, così abbiamo la cognizione esatta di quello che stiamo per discutere e per approvare.
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, intende intervenire sullo stesso argomento… allora sospendiamo i lavori per dieci minuti, che siano dieci minuti affinché ci sia data la possibilità di ordinare gli emendamenti per darne conoscenza a tutti i consiglieri.
I lavori riprenderanno alle 17 e 05.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 55, viene ripresa alle ore 17 e 07.)
PRESIDENTE. Bene colleghi, riprendiamo i lavori. Spero che gli Uffici abbiano provveduto a sistemare e distribuire gli emendamenti, di cui non si aveva completa conoscenza, ai consiglieri. Ricordo che siamo all'emendamento numero 988. Vi prego di prendere posto così iniziamo a dare la parola ai colleghi che intendono intervenire per dichiarazione di voto.
L'emendamento è il numero 988. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
Un attimo soltanto onorevole Pittalis. Ha domandato di parlare l'Assessoretecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
DADEA, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Onorevole Pittalis, forse può esserle utile una integrazione che la Giunta intende proporre al Consiglio. All'emendamento numero 988, al punto numero 3, dopo UPB, quindi all'ultimo punto, all'ultimo capoverso, UPB S0503007, aggiungere che le risorse, si fa riferimento ai 5 milioni stanziati dalla Regione, "saranno ripartite tra i Comuni in base ai criteri previsti dall'articolo 10 della presente Legge".
Quindi individuiamo dei criteri precisi che sono esattamente gli stessi che noi abbiamo adoperato all'interno dell'articolo 10, quello sul fondo unico.
PRESIDENTE. Bene, quindi c'è stato un emendamento orale da parte della Giunta ad integrazione del "988" nella formula che l'assessore Dadea ha precisato.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Sì, mi pare opportuna questa integrazione che sicuramente rende ancora più chiaro il testo. Una considerazione e anche un'ulteriore proposta. La considerazione: è sicuramente un segnale positivo, anche perché fa sintesi quest'emendamento di altri, compreso quello presentato dai popolari UDEUR per iniziative locali per l'occupazione e anche se l'obiettivo era quello di incrementare il fondo con risorse aggiuntive e queste sono risorse, è stato già detto con chiarezza, in parte già esistenti e rivenienti dal POR 2000-2006 e semmai c'è da chiedersi il perché non siano state spese. Ma interessa qui mettere in evidenza un aspetto. C'è la tendenza a minimizzare una situazione che è quella del disagio sociale, c'è addirittura chi - a me dispiace, a noi tutti dispiace se fosse vero - ritiene che non esista la povertà e che, in particolare, non esista povertà in Sardegna. Bene, forse bisogna trovarsi in quella condizione perché non debbono cadere nel vuoto anche gli appelli che spesso vengono dalla Chiesa, ma qui logicamente io faccio riferimento alla Chiesa come laico, dove oggi proprio i quotidiani riportano le dichiarazioni del Presidente della CEI, che addirittura ammonisce: "Badate, cresce la richiesta di aiuto, addirittura con i pacchi viveri". Allora, ecco perché maggiore attenzione. E la proposta: Assessore, la formulazione del comma 1 "nelle more della piena attuazione delle politiche di sviluppo promosse dall'Amministrazione regionale" è una formula troppo vaga e, se mi consente, anche troppo ambigua. Io vorrei e vorremmo che il contrasto alla povertà e alle iniziative per accelerare il processo di crescita dell'occupazione avvenisse con tempi certi. E allora la proposta è questa: la Regione entro 60 giorni predispone il programma. Ecco, quindi al di là di quella formula, perché possono trascorrere anni per l'attuazione delle politiche di sviluppo. Qui il problema è che la Giunta deve darsi…
Ho finito, Presidente.
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Pittalis.
PITTALIS (Gruppo Misto). …deve darsi tempi certi per predisporre un programma. Mi pare che 60 giorni siano sufficienti, secondo il mio parere, ma se la Giunta ritiene che possa essere necessario altro tempo… Però almeno sappiamo con certezza che entro un determinato tempo la Giunta avvia in concreto e attua i provvedimenti di cui all'emendamento che oggi si discute. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pittalis. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Concordo con l'ipotesi di stabilire un termine entro il quale il programma deve essere definito. E' chiaro ed evidente che nella norma il richiamo risulta essere addirittura implicito, nel senso che il programma fa riferimento all'esercizio 2007 e quindi non può che essere predisposto con assoluta urgenza da parte della Giunta, se no non potrebbe avere nell'arco dell'esercizio alcun riscontro di spesa. Io ritengo che questo articolo 32 bis abbia alcuni pregi. Il primo è quello proprio di intervenire in accordo con le organizzazioni sociali, con le parti sociali e con il sistema delle autonomie locali in modo specifico su alcune grandi linee di lavoro, da quella dell'inserimento nel mercato del lavoro degli inoccupati, dei disoccupati, anche attraverso forme di autoimpiego, dando priorità alle iniziative giovanili, a quello dell'inserimento dei soggetti svantaggiati e alla stabilizzazione e al reimpiego dei lavoratori socialmente utili o espulsi dal sistema produttivo, oltre che un intervento specifico a favore delle donne lavoratrici. E soprattutto quest'articolo contiene un primo intervento di contrasto alla povertà. Perché c'è una tesi che afferma che la povertà, o meglio che gli interventi di contrasto alla povertà, quelli destinati alle persone e alle famiglie, possano in qualche misura funzionare come un incentivo a non fare, un incentivo a rimanere ai margini della società, a non contribuire allo sviluppo della propria comunità. Noi crediamo che questo non sia vero, anzi crediamo che la condizione di povertà sia una condizione che determina la marginalità e conseguentemente la mancanza di contributi alla vita ordinata della comunità di appartenenza. E quindi pensiamo che un intervento di contrasto alla povertà possa in qualche misura determinare il recupero proprio alla piena partecipazione alla vita della comunità di appartenenza di soggetti che oggi, invece, di fatto ne sono esclusi.
L'ultima considerazione che intendo fare è questa. Queste sono risorse finanziarie prevalentemente provenienti da fondi comunitari, che hanno avuto difficoltà di spesa, che si è riscontrato essere stati programmati in modo non puntuale, anche attraverso forme di intervento che sono sì utili, ma che in qualche misura hanno bisogno di una regolamentazione, di una modellizzazione. Passare attraverso un programma, rimodulare queste risorse consentirà alla Giunta regionale di rendere più efficace il proprio intervento. Noi riteniamo che attraverso questo emendamento si dia finalmente respiro all'iniziativa della Regione in materia di politiche di lavoro in questa legislatura nella quale qualche passo non proprio accelerato è stato purtroppo segnato.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uras. Ha domandato di parlare il consigliere Vincenzo Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FLORIS VINCENZO (D.S.). Signor Presidente, onorevoli colleghi. Io credo che questo emendamento, il "988", rappresenti una vera e propria svolta nelle politiche sociali e di sviluppo della nostra Regione. Io voterò a favore perché ritengo che con questo emendamento e con la dotazione finanziaria di spesa così importante noi riusciamo ad intervenire in tutte quelle aree di confine che molte volte ignoriamo, ma dove sono collocati i lavoratori in carne ed ossa a cui bisogna dare delle risposte. E' vero, ci troviamo ad affrontare una situazione di emergenza e le situazioni di emergenza si affrontano cercando di individuare le situazioni di disagio sociale e a quelle situazioni è necessario dare delle risposte. E' chiaro che queste azioni vanno collocate in una strategia più ampia, che deve riguardare le politiche di sviluppo da portare avanti a livello regionale, perché concentrare i nostri sforzi solo per rispondere alle situazioni di emergenza è cosa nobile ma non sufficiente per ridefinire una linea di sviluppo della nostra Isola. Io credo che gli impegni che riguardano gli interventi di inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati, il definire la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili, il sostegno alle donne lavoratrici, rappresentano delle risposte importanti. Sinceramente non mi appassiona, a dire la verità, la disquisizione di carattere teologico sul colore delle risorse, se queste sono risorse comunitarie oppure sono risorse ordinarie. Io mi concentrerei, invece, sul valore politico di queste scelte, che sono scelte importanti, concertate con le organizzazioni sindacali e che hanno avuto il consenso delle associazioni del volontariato, che su di esse hanno espresso un parere positivo. Poi dipenderà, naturalmente, dalla politica, dipenderà dalle scelte che noi faremo nel cercare di rendere attuative queste misure che stiamo definendo. Però io credo che la Sardegna si collochi, con queste misure, come Regione leader a livello nazionale, rispetto alle politiche attive del lavoro.
PRESIDENTE. Concluda, onorevole, prego.
FLORIS VINCENZO (D.S.). Io credo che da questo punto di vista questo emendamento rappresenti una vera e propria svolta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Io trovo davvero difficoltà a capire come un collega possa intervenire in questo dibattito e dire che questa manovra costituisce una svolta. Non capisco a che svolta lui si riferisca, perché parlare di svolta significherebbe davvero avere delle novità, delle novità che cambino lo scenario degli interventi che fino a questo momento si sono fatti. Forse l'onorevole Vincenzo Floris non ha capito che il comma 2 e il comma 3 di questo articolo, che con l'adattamento posto adesso dalla Giunta indica che i criteri di riparto saranno quelli, ovviamente, dell'articolo 10 del Fondo unico relativo agli enti locali, va a ripartire un'entità di finanziamenti che è davvero irrisoria. Nel senso che il 50 per cento, stante questi criteri, verrà ripartito a quota fissa per tutti i Comuni: diviso 377 Comuni significa meno di 8 mila euro per Comune, e a questi va aggiunta la quota per abitante che sarà una cosa quasi insignificante. Comuni medi della Sardegna, diciamo che l'80 per cento dei Comuni della Sardegna, riceveranno 10 mila euro per interventi che dovranno essere sostenuti e accompagnati da un 50 per cento di risorse locali. Dove sia la svolta bisogna che ce lo facciate capire, colleghi, perché se questa è la svolta siamo tutti, davvero, dentro il baratro, altro che svolta. Il comma 1, poi, che parla di rimodulazione di risorse, è pure una presa in giro, nel senso che si tratta né più né meno di quello che già è programmato, dentro il POR Sardegna 2000-2006, ciò che i complementi di programmazione hanno già indicato, tutte le azioni che conosciamo bene, quindi non sono assolutamente delle novità! Quindi, questi 157 milioni li attendevamo e siamo ancora in attesa che siano programmati in funzione dei bandi POR che dovranno uscire e speriamo che i soggetti destinatari siano quelli che da sempre sappiamo essere i soggetti destinatari.
Insomma, questa svolta non c'è; fatecela avere, perché davvero i disoccupati della Sardegna, quelli che reclamano misure sensibili per sostenere la situazione di povertà, stanno ancora attendendo. E poi fateci credere che davvero sia questa l'azione giusta, perché voi sapete quant'è difficile fare la cosiddetta assistenza economica nei Comuni. L'assistenza economica significa creare il disagio sociale locale, perché le pressioni sugli amministratori locali, da questo punto di vista, saranno quasi impossibili da gestire e queste cose vanno valutate.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Io annuncio il mio voto favorevole all'emendamento proposto dalla Giunta, ma ci terrei a precisare tre cose. Do un voto favorevole perché - lo dico anche all'onorevole Pisano - quest'emendamento comunque segna una volontà politica di riconoscere che la Sardegna ha bisogno di un welfare regionale. E' stato faticoso affermare questa necessità, ma noi mettiamo un punto sul fatto che si inizi a parlare di una politica di welfare regionale.
Secondo elemento per cui voto a favore: è vero che le risorse sono quelle possibili, però è pur vero che nella crisi dei redditi che la Sardegna sta patendo e che per un lungo periodo è stata negata, anche interventi di questa natura sono comunque utili. Per la prospettiva, peraltro, chiedo alla Giunta di tener conto di due aspetti: che le politiche del lavoro sono un conto, le politiche di impresa sono un'altro; secondo, che il welfare si occupa di diritti e della fase in cui uno è senza lavoro; terzo, che in tutto il mondo non si parla ormai di welfare State, cioè di uno Stato che gestisce questa partita e il più delle volte la gestisce politicamente, talvolta governando la miseria per averne consenso, ma in tutto il mondo si parla o di welfare society o di welfare mix, cioè lo Stato dà le regole, favorisce, mette un po' di risorse, ma favorisce anche i meccanismi di solidarietà e di mutua assistenza, li stabilizza e li valorizza.
Questa impostazione del welfare è lontanissima anni luce da ciò che viene proposto qua, e allora il mio voto favorevole è perché mi auguro che si apra una discussione, non perché questo sia il modo di agire adeguato rispetto a questi problemi. Il problema rimarrà, ma rimarrà ancor più quell'obiettivo che la Giunta dichiara di voler perseguire, cioè la stabilità del lavoro; perché io sono convinto - dai dati che ho - che la misura del precariato che noi stiamo aggredendo, non è quella che poi in realtà colpisce chi è più debole, perché il precario non protetto politicamente, forse ha lavorato sette mesi in tre anni. Quindi, noi dobbiamo avere consapevolezza che non stiamo centrando la parte debole della società, non la stiamo centrando.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Noi avremo sinceramente voluto che ci fosse una programmazione diversa di queste risorse, anche perché mi pare che nella stesura iniziale della legge si parlava di 170 milioni di euro, adesso invece sono diventati 151 milioni di euro, quindi quelle risorse che erano previste inizialmente non ci sono più. Ma soprattutto noi constatiamo che, effettivamente divise per tutti i Comuni della Sardegna, ci sarà una polverizzazione tale di risorse che renderà difficile risolvere i problemi in termini occupazionali. Per quanto riguarda l'utilizzo delle risorse, la Regione non ha impegnato fondi del proprio bilancio, ha impegnato fondi non spesi, è andata a raschiare tutte quelle risorse che non è riuscita a utilizzare nel passato e adesso le mette qui. Io non so se poi questo Governo riuscirà a spendere tali risorse, considerato che non è riuscito a farlo prima. Però il vero problema è che sarà difficile spendere i Fondi comunitari, perché questi devono andare a bando: io non ho capito come potranno essere spesi questi soldi. I Fondi comunitari, fino a prova contraria, devono andare a bando, quindi non ho capito se si andrà veramente nella direzione giusta e i tempi quali saranno per la spendita di queste risorse. Io ho molti dubbi, sinceramente, per come sono state recuperate queste risorse, sulla possibilità di poterle spendere. Ma il vero problema è che noi non stiamo facendo politiche di sviluppo e di occupazione vera, perché ci rendiamo conto che questi 350 mila poveri che ci sono in Sardegna alla fine di questo vostro mandato, praticamente diventeranno molti di più, perché non si stanno creando le condizioni per creare una vera stabilità di lavoro, un lavoro sicuro. Questo è il vero problema: quello che stiamo facendo è un po' di assistenza. Io credo che la gente non vuole assistenza, la gente vuole certezze, vuole posti di lavoro sicuri. Questo è un tipo di politica che non va da nessuna parte. Stiamo rinviando il problema; il problema di chi sta male veramente, e soprattutto questa politica senza strategie, una politica insomma, che non ha una prospettiva di sviluppo per la Sardegna, contribuirà ancora di più a far emigrare i sardi così come stanno emigrando...
PRESIDENTE. Concluda onorevole Ladu.
LADU (Fortza Paris). Io credo che queste risorse purtroppo non riusciranno a risolvere i gravi problemi che oggi ha la Sardegna in quanto a disoccupati e in quanto a povertà. Pertanto il nostro voto sarà un voto di astensione, ma per come vediamo noi le cose credo che meriterebbe sicuramente un trattamento diverso. Comunque, per incoraggiamento nei confronti dei poveri, il nostro è un voto di astensione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). Il collega Ladu ha detto che questo emendamento propone misure di sola assistenza. Ma io vorrei dire al collega Ladu, che noi non ci vergogniamo della parola assistenza, perché se la parola assistenza si accompagna, come si accompagna in questa finanziaria anche a profonde riforme strutturali, a politiche per la conoscenza, a politiche per l'infrastruttura, a politiche per il risanamento ambientale, a politiche per la casa, la parola assistenza a cosa ci serve? Ci serve a far sì che quelle azioni che stiamo facendo a livello macro economico per cambiare i vantaggi competitivi della nostra Regione a lungo termine, si devono accompagnare a misure a breve termine per creare un welfare mix, come ricordava anche l'onorevole Maninchedda, che possa accompagnare le situazioni di disagio in attesa che le politiche di sviluppo di lungo termine che cambiano i fattori strutturali di competizione e di crescita di questa Regione, possano portare i loro frutti. Quindi noi non abbiamo nessun imbarazzo ad usare la parola assistenza perché, anche in accompagnamento a queste politiche, a queste riforme strutturali, occorre riflettere che è più debole chi rimane indietro. Credo quindi che anche il comma 2, con le misure specifiche di contrasto della povertà, sia particolarmente utile, perché accompagna il realizzare e il portare i frutti di queste politiche. Così come credo che la svolta ci sia contrariamente a quanto diceva l'onorevole Pisano, perché non dimentichiamoci che la Sardegna non è mai morta per le poche risorse nelle politiche attive del lavoro, ma spesso è morta per le politiche attive del lavoro non coordinate. La Sardegna ha un investimento pro capite sulle politiche attive del lavoro che è cinque volte quello della Sicilia, dieci volte quello del Molise e della Campania, quindici volte quelle della Calabria, misure che hanno raramente portato risultati. Ecco quindi che inserire tutte queste misure in un programma coordinato di intervento, credo che possa veramente cominciare a rappresentare una svolta, affinché l'insieme di queste politiche di breve termine che guardano all'individuo possano portare i loro frutti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Calledda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALLEDDA (D.S.). Attenzione alla retorica sulla povertà e attenzione anche a chi sostiene che è giusto in questo caso che la Regione debba avere un concetto di assistenza fine a se stesso. Io credo che l'emendamento voglia in qualche misura porre una questione sulla quale noi siamo molto in ritardo, ritardo legato a leggi che, in qualche misura, vedono la Regione sarda all'avanguardia in alcuni casi di interventi presso cassa integrati e disoccupati. Occorre, a mio modo di vedere, non continuare ogni qualvolta si discute una finanziaria, a porre questo o quell'altro emendamento. Io sono dell'idea di prendere tutte le leggi di intervento che esistono in Sardegna e farne una sorta di testo unico. Il collega Maninchedda parlava di welfare, io parlo di Stato sociale sardo. Io, in passato, ma di ciò ancora oggi non si è assolutamente verificato nulla, sostenevo per esempio che il reddito di cittadinanza poteva essere per la nostra Regione un elemento straordinario, un elemento di innovazione rispetto allo Stato sociale. Vari progetti di legge in materia permangono in Commissione, non vengono esaminati e tanto meno portati in Aula, è evidente che poi ci troviamo in questa situazione.
Allora, caro onorevole Pisano, io rispetto le considerazioni e le cose che ha detto, però credo che, da un punto di vista pratico, sia meglio qualcosa che nulla. Perché questo è un elemento che può iniziare a creare in quest'Aula un presupposto diverso e a determinare quelle condizioni che in qualche misura possono far sì che anche la Sardegna sia in grado e capace di innovare e quindi dotarsi di leggi di riferimento che non siano fini a se stesse, che non siano elemento di clientela verso questo o quell'altro ceto sociale, ma che siano un orientamento logico che risponda a una determinata situazione. Io posso dire che le risorse son poche, perché le cose che dobbiamo fare in Sardegna sono sicuramente...
PRESIDENTE. Concluda onorevole Calledda, grazie.
CALLEDDA (D.S.). Presidente, sono molto importanti. Credo che questo sia il presupposto rispetto al quale noi possiamo iniziare a fare un ragionamento, dico anche bipartisan, che possa in qualche misura creare uno Stato sociale con le leggi vigenti in Sardegna capace di risolvere il problema che abbiamo di fronte.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Sarebbe facile tagliare malamente i panni addosso a questo emendamento, ma non intendo farlo nel senso che credo che l'emendamento che avete presentato, colleghi del centrosinistra, dal punto di vista politico, sia la certificazione di un fallimento. Lo è sia nella prima parte in cui stanziate soldi senza sapere come spenderli per motivazioni nobili e senza dare l'indicazione della direzione della spesa diversa rispetto a quella degli anni passati.
Qualcuno ha parlato di una svolta, sì, una svolta a "U" nel senso che tornate indietro, si va verso il passatismo. Ma soprattutto per la seconda parte di quest'emendamento, che io invece trovo inquietante, nel senso che vi vorrei chiedere, colleghi del centrosinistra, una riflessione su questa seconda parte che non ha più niente di politico, ma ha semplicemente il senso della praticità. Perché se una definizione politica dovesse essere fatta, collega Maninchedda, welfare society, e welfare mix, collega Porcu, sembra il metodo "Lauro". Cioè il metodo di quel monarchico che sbarcò in Sardegna negli anni 50 regalando scarpe destre e pacchi di pasta nelle famiglie sarde approfittando della povertà che non aveva creato lui. Allora io vi chiedo: "Ma voi vi immaginate cosa succederà nei paesi della Sardegna, in quelli con maggior sofferenza sociale, dove ci sarà qualcuno, il Sindaco, a Lula, che può decidere a chi dare l'elemosina da 500 euro e a chi negarla?".
E cosa succederà quando, terminato l'anno di elemosina, ci saranno gli esclusi dall'elemosina e quelli che ambiscono ad entrare nella nuova elemosina? Ma voi, collega Pirisi, credimi, stiamo creando, io non sto facendo polemica, penso che stiamo creando un detonatore sociale che aumenterà la dinamite, che aumenterà le auto bruciate, che aumenterà il conflitto sociale. Collega Marrocu, riflettiamoci, vi sto chiedendo di ragionarci, Io ho paura nel senso che preferirei che voi vincolaste dei soldi, collega Marrocu, li date ai Comuni e gli dite di pagare le bollette della luce degli indigenti, che gli dite di portare la pasta agli indigenti, attraverso i servizi sociali; cioè che non date soldi, ma date servizi, perché i soldi creano aspettative di nuovi soldi senza fare niente. E sarà difficile dire di no alle aspettative dei poveri dopo un anno. Io ho paura dell'emendamento che voi avete presentato, e non ve lo sto dicendo con una pregiudiziale di tipo politico, ve lo sto dicendo chiedendovi di riflettere, chiedendovi la cortesia umana di farci un ragionamento sopra, e di fermarvi un istante se ritenete che una parte delle cose che stiamo dicendo sia vera. Non voterò contro questo emendamento, mi astengo, vi lascio tutta la responsabilità…
PRESIDENTE. Concluda onorevole Vargiu.
VARGIU (Riformatori Sardi). Ho concluso Presidente. Hanno capito bene!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Grazie Presidente. La voglia di votare contro è tanta, ma ha ragione l'onorevole Vargiu; in questo caso è meglio lasciare tutta a voi, con il voto di astensione, la paternità di questo emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Marrocu, la prego! Un attimo onorevole Diana. Prego onorevole Diana!
DIANA (A.N.). Mi azzera il tempo per favore Presidente?
Dicevo che questo emendamento intendiamo lasciarvelo tutto per intero, perché ha ragione l'onorevole Vargiu, qui è proprio il caso che l'opposizione, se vuole fare un'opposizione seria, commenti il meno possibile e dia in capo a voi la responsabilità di un fallimento annunciato. Le considerazioni che ho sentito di svolta epocale, onorevole Floris, lei non era in quest'Aula quando nella finanziaria del 2004, l'allora, oggi parlamentare, onorevole Cogodi inchiodò quest'Aula sull'articolo 19 della 37, e alla fine riuscì a spuntare 175 milioni di euro all'anno per tre anni. Stiamo parlando di mille miliardi di vecchie lire. Beh, gran parte di quelle risorse ancora oggi non sono state spese. Era un fallimento quello, questo è un fallimento pari a quello! E' la preoccupazione emersa anche dalle considerazioni dei colleghi: avete certificato qual è la soglia minima della povertà. Per tutto il centrosinistra 250 euro al mese per un anno, a titolo sperimentale, sono la soglia della povertà, con 250 euro intendete risolvere il problema. Onorevole Calledda, questo lo diranno i sardi poi, non è che lo dobbiamo dire noi qua. Io leggo: state facendo fede, con 5 milioni di euro, e a questi 5 milioni di euro, se non ho letto male e non ho capito male, 2 milioni e mezzo di euro vanno aggiunti dalle amministrazioni comunali; su quali risorse? sul fondo indistinto? Ma non facevate prima a dargli una destinazione a quel fondo indistinto, se i Comuni si devono sentire obbligati ad utilizzare 2 milioni e mezzo di euro sulla base della compartecipazione al cinquanta percento di questa misura? Ma, state scherzando veramente? E la responsabilità di andare ad individuare di chi saranno queste condizioni accertate di povertà? La condizione accertata di povertà l'avete certificata voi, dicendo che in Sardegna c'erano 300 mila famiglie povere, questo avete detto voi. Ma, se sono poveri i monoreddito oggi in Sardegna, come si può pensare di risolvere il problema con 250 euro? A carico poi di chi, delle comunità locali? Beh, io credo che veramente se avete impiegato trentasette giorni per partorire questo aborto, io credo che avreste anche potuto farlo molto prima…
PRESIDENTE. Concluda onorevole Diana.
DIANA (A.N.). Concludo Presidente! … perché questo è il quarto emendamento, che modifica l'articolo, scritto male in Commissione, e dal quale certamente non vi potrete mai vantare di aver ottenuto grandi risultati, perché i Sardi lo valuteranno alla fine di quest'anno, forse alla fine dell'anno venturo, ma certamente questo è uno sconcio, questa è una vergogna, perché voi non siete riusciti a mettere in atto ciò che avete detto nel primo capoverso, delle politiche di sviluppo promosse dall'amministrazione regionale, non avete promosso un bel niente, avete annunciato ricchezza e state distribuendo povertà!
PRESIDENTE. Grazie onorevole Diana.
Ha domandato di parlare il consigliere Cherchi Silvio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CHERCHI SILVIO (D.S.). Ma, se sicuramente non è una rivoluzione, credo che non sia neanche la vigilia della guerra civile, insomma, questo emendamento. Io credo che invece si tratti davvero di una novità forte nel dibattito di questa esperienza, che anche personalmente sto facendo, e con grande fatica, va riconosciuto. Non possiamo dimenticare neanche le turbolenze di queste settimane scorse. Abbiamo posto al centro del dibattito, e anche con qualche proposta, le questioni delle condizioni complessive della società sarda, dando parzialmente alcune risposte e anche reintroducendo, è stato detto da alcuni colleghi, lo Stato sociale, che non è assistenza ma una moderna politica di sviluppo, innovativa, di cui il centrosinistra in particolare dovrebbe andare fiero. Per questo io la smetterei di fare paragoni tra noi e altre Regioni, cinque volte, dieci volte. In Sicilia ci sono 30 mila persone che da anni prendono lo stipendio senza far niente, il famoso articolo 31; almeno noi quando abbiamo dato qualche soldo gli abbiamo chiesto anche di lavorare. Credo che questo proprio non sia solo un elemento di giustizia, si tratta proprio di un intervento che deve e può arricchire le altre iniziative che stiamo facendo. Non dimenticando che questo emendamento è un pezzo della manovra finanziaria, e dal un punto di vista di quello che farà, se riuscirà a farlo, nel creare posti di lavoro, non è neanche probabilmente il più importante. Il segno politico è una risposta alla società alle richieste che sono venute. Credo che la cosa più importante, che taglia la testa al toro - se sono soldi pregressi o non sono soldi pregressi, perché i soldi pregressi sono una responsabilità di molti, non soltanto di chi sta governando in questi anni - sia proprio quella di riuscire a trasformare questa iniziativa in interventi veri. E credo che sia necessario non solo che entro settanta giorni sia presentato un programma, ma che si creino assieme al Consiglio regionale, assieme alle Cunoommissioni competenti e con le forze sociali, anche dei momenti di monitoraggio, per verificare se effettivamente questi soldi riescono a raggiungere l'obiettivo. Sulla risposta alla povertà. Adesso non esageriamo: io suppongo che questa sia una prima forma sperimentale di risposta alle forme di maggior indigenza, che per fortuna non riguardano centinaia di migliaia di persone nella nostra Regione, ma credo riguardino un numero abbastanza limitato di famiglie. E' una risposta parziale, forse non adeguata, però è una risposta rispetto al silenzio che c'è stato negli anni passati.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cherchi.
Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. L'emendamento che abbiamo in discussione porrebbe due ordini di problemi. Il primo è nel merito, relativamente a come è distribuito l'intervento ipotizzato. L'altro è nella quantità del finanziamento che è stato posto. Io preferisco richiamare all'attenzione l'arguta osservazione fatta dall'onorevole Maninchedda, il quale, nel suo intervento, ha detto: "Voto a favore, perché è una condizione necessaria, perché è un primo intervento", soprattutto perché è stato difficile far riconoscere a questa maggioranza il proprio fallimento, questo in altre parole, non l'hai detto, ma questa è la mia interpretazione. Il proprio fallimento, nel senso che l'onorevole Soru, mi permetterete per il poco tempo che abbiamo, ha dichiarato, in questa sede e in tutte le sedi tribunizie dove gli è capitato, di aver ottenuto un grande risultato dai finanziamenti dello Stato. Nella discussione in Aula sull'articolo 1, a cui vi riporto, di questa finanziaria, si è detto che c'erano danari in avanzo, poi si scopre che sono così tanti danari, che mettiamo 5 milioni per trovare soddisfacimento alle persone, alle famiglie bisognose. E vorrei ricordare, per chi non sa fare calcoli, che per il 90 percento dei Comuni della Sardegna, cui andrebbero circa 10 mila euro, 250 per 12 fa 3000 euro, e 3000 euro per tre famiglie fanno 9.000 euro, il che vuol dire che in un Comune, nella stragrande maggioranza dei Comuni della Sardegna, solo tre famiglie potrebbero essere soddisfatte da questa esigenza. Ma, avrei voluto avere tempo per poter entrare in quella che è una società di intervento solidale, nel capire cosa vuol dire povertà e non utilizzare il termine povertà per servire a fare politiche non di sviluppo, come qualcuno andava suggerendo poco fa, ma quella di vero assistenzialismo, cercando di recuperare voti ad una causa che è ormai persa. Io vorrei che qualcuno ragionasse su queste cose, perché c'è da affrontare temi di sviluppo, temi che dovrebbero affrancare la gente dalla povertà, dandogli la prima liberazione: quella di avere un lavoro sicuro e di avere prosperità per il futuro. Queste sono le cose che dovrebbe garantire una buona amministrazione, la buona amministrazione che questa Giunta regionale non è stata capace di dare, neanche con le politiche attive del lavoro.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dedoni.
Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Sarò rapidissimo. Io ho apprezzato la decisione di astensione da parte del collega Ladu, e spero che possa essere seguito anche dagli altri colleghi del centrodestra, perché questi quattro emendamenti che affrontano il problema del disagio, della povertà e del lavoro, penso che possano essere sottoscritti anche da parte dell'opposizione e di tutto il Consiglio. Sono quattro emendamenti di cui uno sblocca quasi 600 milioni di euro bloccati in questi anni dall'articolo 19, un emendamento che è stato concordato anche con enti locali, e che consente, nel giro di un anno, di mettere in circolazione nella nostra economia 600 milioni di euro per iniziative occupazionali nei Comuni. L'altro, è questo emendamento che stiamo discutendo in questo momento che, comunque, recupera risorse ingenti non spese e le mette nella disponibilità per avviare politiche del lavoro, come quella dell'auto-impiego e altre proposte. L'altro, riguarda il precariato e infine l'emendamento sulla povertà e il servizio alle persone, soprattutto rivolto agli anziani. Io penso che siano risultati di battaglie politiche del Consiglio e anche dell'opposizione, al di là della discussione nel merito delle diversità di opinione; penso che queste battaglie abbiano comunque prodotto un risultato. Quindi, oltre a votare a favore, mi auguro che anche l'opposizione lasci perdere l'argomento del momento e della propaganda, per cui noi magari siamo tendenti, come dico spesso, a vedere solo la bottiglia mezza piena e voi magari solo quella mezza vuota. E' un risultato comunque importante, il monito che io invece colgo da questi emendamenti, e lo faccio per me, autocriticamente, lo faccio per la Giunta, lo faccio per il Consiglio, non è tanto quello che c'è scritto, è che finalmente queste risorse si spendono. Questa è la sfida per noi tutti, non quanti voti otterremo o cosa potremo dire domani, che entro il 2007, magari entro quel periodo, queste risorse si spendono perché sono risorse che da anni non si sono spese. Ed è la sfida che viene lanciata dal Consiglio alla Giunta, e che ci lanciamo noi stessi, perché è il vero obiettivo: spendere in fretta e la qualità della spesa. Noi gli obiettivi che ci vogliamo porre con questi emendamenti sono: recuperare risorse non spese, dargli una qualità di intervento diverso dal passato e spendere subito, che è quello che ci chiedono i sardi.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marrocu.
Ha domandato di parlare la consigliera Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COCCO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, Assessori e colleghi. Per quanto riguarda l'articolo 32 e tutte le politiche sociali, in particolare questo emendamento, voglio ricordare che la cartina di tornasole della capacità di questo Governo e della coerenza di questa coalizione, si misura proprio sulla sensibilità in questo campo. Non l'abbiamo inventato noi, ma l'abbiamo scritto nel programma Sardegna Insieme, abbiamo visto che ciascuno nomina una serie di welfare eccetera, o Stato sociale come ha precisato qualcuno. Detto in italiano, vorrei dire che abbiamo dichiarato, nel programma di Sardegna Insieme, che questo settore sarebbe stato importante non solo per la nostra credibilità, che ci giochiamo qualora mancassimo di coerenza, ma anche di voler passare da uno Stato sociale e assistenziale a uno Stato sociale partecipativo. Questa distinzione non è stata fatta, partecipativo vuol dire più inclusivo, vuol dire che gli ultimi, o le fasce più deboli, devono stare dentro. La nostra attenzione, la nostra raccomandazione è proprio quella di verificare se quando facciamo delle scelte, abbiamo la certezza che le fasce più deboli siano presenti; perché non si possono prendere determinate decisioni favorendo alcuni, magari quelli che ultimi non sono, magari questo a scapito di altre categorie. Io penso che davvero gli occhi di tutti siano puntati su questi argomenti, sul precariato, sulla situazione della povertà, troppa demagogia è stata in quest'Aula e ci sono slogan a favore dei poveri, come ho detto altre volte utilizzando la frase di Don Milani: "Mi pare che anziché fare strada ai poveri, ci facciamo strada con i poveri". Vorrei che questo non avvenisse più, perché c'è stato un impegno reale in queste politiche sociali, per portare avanti dei discorsi, e quindi voterò chiaramente a favore. La mia preoccupazione è veramente questa: che non ci sia quella sensibilità e quell'apertura, per non prendere nessuna decisione senza partire dalla premura verso le fasce più deboli. Ripartire dagli ultimi, lo slogan che abbiamo utilizzato nella campagna elettorale, non l'hanno scelto i poveri, l'abbiamo scelto noi, e con questo abbiamo fatto anche propaganda. Vorrei anche ricordare che la frase "ripartire dagli ultimi" è una frase della teologia della liberazione, che significa che i poveri devono stare dentro ad una decisione; per cui dico: se scomodiamo la teologia della liberazione, stiamo anche attenti che ci sia anche una ricaduta effettiva. Comunque, il mio voto è favorevole.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cocco.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Il mio voto è di astensione. Volevo riprendere un attimo l'intervento di Marrocu, per sottolineare un aspetto politico: è vero, l'opposizione non sta di fronte a questi emendamenti, a quest'articolo, all'angolo e neanche da spettatore; non siamo spettatori di un'azione che fanno altri, né siamo e vogliamo essere spettatori indifferenti a quello che sta accadendo nella nostra Regione, nella nostra terra. Il nostro voto di astensione è perché con questo voto partecipiamo, in qualche modo, al varo di queste iniziative, non ci vogliamo completamente dissociare in attesa di vedere come vadano. Perché, in una società in cui tutti, bene o male, corrono per produrre, per assistere, per educare, per lavorare, chi non riesce a correre non può essere lasciato per strada. Questo non è un atteggiamento né di destra né di sinistra. Una società matura, una società come la nostra occidentale, cristiana, nella sua radice, anche se non nella sua pratica religiosa, una società profondamente solcata da questa cultura, non può permettere che alcuni possano correre e altri siano per strada a morire. Per questo non diremo mai no a che un Comune possa dare 500 euro, non 250, per chi non può pagare la bolletta della luce, per chi non può pagare i libri per i figli, per chi non può pagare, al limite, anche una pizza a un giovane che vuol stare con gli amici, perché tutto è società. Perché tutto è stare insieme e tutto è crescere. Il dubbio che noi ci poniamo, ed è per questo che la nostra responsabilità politica non può essere accomunata alla vostra, è nella premessa di questo articolo, nelle more della piena attuazione delle politiche di sviluppo promossa dall'amministratore regionale. Noi non vediamo una politica di sviluppo vera in questo Governo regionale, in questo Consiglio regionale. Questo è il vero problema. Questa è un'iniziativa sperimentale, bene si avvii. L'anno venturo, probabilmente, potremo verificare che esito avrà, come i Comuni si troveranno di fronte a questa possibilità, a questa opportunità. Purché però siano soldi che vadano veramente ai poveri, e che non mortifichino però la responsabilità di chi deve cercarlo il lavoro, di chi deve volerlo, di chi deve trovarlo in qualche modo, di chi non si deve sedere aspettando che qualcuno gli dia qualche spicciolo per tirare avanti. Questo è il vero problema di una politica di sviluppo e di una vera civiltà. Ci misureremo ancora su questo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Spisa. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Grazie, Presidente. Collega Marrocu, lei ha chiesto pubblicamente scusa in quest'Aula per i ritardi della finanziaria, ha chiesto scusa ai sardi, ha chiesto scusa anche in nome e per conto del Presidente che ha voluto questi ritardi; io credo, non è un consiglio ma, mi perdoni, è solo una valutazione, credo che debba chiedere scusa anche per il merito e cioè per la formulazione di un piano di assistenza becero come questo.
Io credo che anche i meno abbienti, i cosiddetti poveri, abbiano dignità, e credo che se mai qualcuno riuscirà a ricevere questa elemosina che voi e la Giunta avete programmato in questo emendamento, abbia la dignità di respingerla, di rimandarla al mittente. E vi chiederemo conto di questo l'anno prossimo, perché questa non è la nostra battaglia, questo non è il nostro ideale per attuare le politiche del welfare, le politiche del lavoro, le politiche del precariato, perché un popolo libero è quello che è svincolato da queste politiche, e credo che non siamo sicuramente in presenza di un popolo libero.
Cinque milioni di euro, tra l'altro - per non riprendere gli argomenti già ben riportati da alcuni colleghi - che sono un terzo delle consulenze che voi avete finanziato quest'anno, cinque milioni di euro che sono una briciola rispetto a quanto stamattina ho richiamato in assenza dell'Assessore competente in materia. Cioè dei 100 milioni del programma di edilizia abitativa che non spenderemo nel 2007, che saranno accantonati, a fronte esattamente di 86 milioni di residui e di denari non impegnati giacenti nella tesoreria dell'attuale Agenzia. Lei nel 2005 ha dichiarato - in una risposta ad una mia interpellanza - che fossero la realizzazione del 70 per cento dei progetti: lei ha sottoscritto, purtroppo, fidandosi della dichiarazione falsa di un suo dirigente e ne sono l'esempio gli 86 milioni di euro giacenti, di cui quel dirigente gestisce 40 milioni di euro ad oggi, perciò preferiamo impegnare e non spendere, e l'ha scritto lei il 9 marzo del 2005.
Si continua in quest'Aula ad assumere atteggiamenti demagogici e populistici, dei quali dovrete rendere conto. Ma dovrete renderne conto non elettoralmente ai sardi ma nella coscienza, nella coscienza di chi cerca, arrampicandosi sugli specchi, motivazioni per alzare la mano e dire di sì ma che in coscienza sa benissimo che sta partecipando, si sta rendendo complice di un atto demagogico di grande offesa per chi è meno fortunato.
Ecco perché, con grande difficoltà, annuncio il voto di astensione che l'U.D.C. darà su questo emendamento, un voto di astensione sofferto ma che in coscienza vuol dire un no a queste proposte.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Capelli. Ha domandato di parlare il consigliere Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ORRU' (D.S.). Grazie, Presidente. Per dare invece il mio voto non sofferto ma convinto, favorevole a questo emendamento. Non credo noi dobbiamo ricorrere a definizioni enfatiche o altro; io penso che sia un tentativo corretto che la Regione cerca di fare: non si limita a rivendicare uno stato sociale più moderno, più efficace, comincia a fare la sua parte. Non è un intervento sostitutivo degli interventi previsti su scala nazionale, né di quelli ordinari previsti su scala regionale, ma è un intervento, una serie di interventi, aggiuntivi. Naturalmente si tratta di strumenti che come tutti gli strumenti sono perfettibili, vanno verificati, dopodiché vanno adeguati.
La seconda considerazione. E' un intervento omogeneo, non più disperso in mille rivoli, si cerca cioè di dargli una visione omogenea, unitaria. L'entità non è irrilevante: se si fanno due conti 151 milioni di euro equivalgono, su scala nazionale, a 6 miliardi di euro. C'è un grande dibattito nazionale sul cosiddetto tesoretto, cioè su 2 miliardi e mezzo di euro con cui si dovrebbero coprire tutti i bisogni. Se lo Stato avesse la possibilità di finanziare 6 miliardi di euro per questo tipo di interventi io penso che le organizzazioni sociali, le associazioni e quant'altro esprimerebbero una valutazione molto positiva.
Altra considerazione, e finisco. Non è vero che si tratta solo di assistenza, perché non è così, anzi. La gran parte degli interventi non sono assistenza perché oltre il 60 per cento va per l'inserimento lavorativo e l'autoimpiego, va per interventi di stabilizzazione e reimpiego a favore di lavoratori socialmente utili, di quelli che sono andati in mobilità e quant'altro.
Infine, io non sputerei sopra i 5 milioni di euro che vanno ad integrare i fondi comunali e quant'altro, perché non stiamo parlando di famiglie - e noi lo sappiamo, chi ha fatto il Sindaco lo sa - che sono al di sotto della soglia di povertà, ma di coloro che non hanno nulla, e ci si augura che non abbiano nulla per un breve periodo di tempo, non per un fatto continuativo.
Quindi, io penso che ci sia da considerare con equilibrio il tutto e da valutare ovviamente se il risultato poi sarà efficace; e se non lo sarà, bisognerà migliorare l'intervento.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Orrù. Ha domandato di parlare il consigliere Davoli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DAVOLI (R.C.). Grazie, Presidente. Prima che mi dimentichi chiedo il voto a scrutinio palese, Presidente.
Io, sentendo le argomentazioni portate dall'opposizione, mi viene subito in mente: c'è un voto simile, un voto di astensione, con una completa divaricazione nelle analisi e nella discussione, perché, tra l'intervento dell'onorevole La Spisa e gli interventi degli onorevoli Capelli e Vargiu, consentitemi di dire, c'è un abisso. Nel senso che uno se lo pone, comunque, il problema del degrado sociale, della povertà, della precarietà e in qualche modo acconsente, è disponibile ad un intervento, seppure iniziale, per combattere questa situazione.
Gli altri sono dei Katanga. Addirittura, scusatemi, l'onorevole Vargiu vuole mettere in competizione i poveri, cita addirittura il paese di Lula: ma siamo alla follia! Ma che deve succedere a Lula se per caso dovessimo riuscire ad organizzare questo intervento? E che deve succedere a Lula, punto interrogativo? Nelle parole dette dall'onorevole Vargiu forse qualcuno immagina quello che potrebbe accadere; e lo diciamo qui in quest'Aula? Io sono rimasto davvero, scusatemi, sorpreso, forse è stato un momento particolare dell'intervento dell'onorevole Vargiu ed ha parlato così, senza manco rendersi conto di quello che stava dicendo; ma secondo me è stato un elemento gravissimo.
Vedete, questo intervento è stato deciso a seguito di riunioni, di discussioni. L'altro giorno eravamo con la Pastorale del lavoro (noi siamo la Pastorale del lavoro su questo problema, non siamo per il liberismo sfrenato); abbiamo avuto anche difficoltà, anche contrasti, ma siamo arrivati, insieme a tanti altri interventi, a costruire un percorso, un'ipotesi che ci deve portare poi evidentemente ad approfondire, ad allargare questo intervento. E' un piccolo intervento, ma è significativo, simbolicamente significativo: questa Amministrazione, questa maggioranza, questo Consiglio regionale credo che stia facendo una cosa molto buona, potrebbe aprire un'autostrada del futuro. Naturalmente ci dobbiamo lavorare, dobbiamo mettere da parte le demagogie e i diversi ideologismi perché gli ideologismi non sono solo da una parte, sono da entrambe le parti.
Votiamo a favore e chiedo il voto a scrutinio elettronico. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Davoli. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Presidente, colleghi del Consiglio. Io voterò contro questo emendamento. Mi dispiace, perché anche io come i colleghi del Consiglio capisco benissimo che esiste in Sardegna un disagio sociale. Come è stato detto anche ieri, ci sono i pacchi viveri e ci sono le botteghe che hanno ormai i libretti a pagherò. Ma questo emendamento è la certificazione di tutta una legislazione esistente in Sardegna, che non è stata applicata e che non si vuole applicare. E' l'annullamento di una legislazione in termini di politiche attive del lavoro che noi abbiamo, e che con questo emendamento stiamo condannando a morire. Questo Consiglio regionale ha affrontato il piano straordinario dell'occupazione nel lontano 1988, l'ha portato avanti con la legge 37; oggi, venire a dire che quella legge 37 non può essere applicata e in attesa e nelle more di un'applicazione di questa legge significa far morire quella legge. Il problema, quindi, che cosa è? Perché non diciamo la verità? Qui non esiste un piano e un progetto di crescita e di sviluppo economico, non c'è! Se ce l'ha, ce l'ha in mente il latitante Soru, ma noi non lo abbiamo, non avendo questo. Questo l'ho regalato anche io al Presidente, tutti i Presidenti hanno fatto due anni e mezzo e l'abbiamo dato anche a lui, glielo abbiamo regalato. Si è consolidato quindi un protagonismo populista, che ha invaso anche le istituzioni. Che in un primo momento, colleghi del Consiglio, erano immuni da questo, perché le istituzioni mai piegavano il Regolamento consiliare a beneficio di una parte anziché dell'altra, e quindi si sta andando avanti con questo metodo e con questo sistema anche in questa fase. Noi sappiamo che il disagio sociale aumenta, e che l'economia è alle corde e che si è interrotto un procedimento di programmazione virtuale, se n'è collocato un altro e noi siamo così. Io capisco il disagio anche della maggioranza, a mettere in movimento altri meccanismi che sono sperimentali. Mi ricorda la legge sui matti: una volta qualcuno si è svegliato e dice, come si sta dicendo adesso, diamo una percentuale alle famiglie che hanno handicappati psichici. Alla fine l'abbiamo dovuta eliminare, perché i Sindaci questo certificato lo rilasciavano a tutte le famiglia. E ci siamo accorti che in tutte le famiglie della Sardegna c'era un matto. Quindi stiamo attenti a come legiferare. Ma vi pare che questa sia una materia da mettere in un emendamento alla legge finanziaria? Problemi così importanti vanno affrontati nelle sedi competenti, nelle Commissioni competenti, non facendo queste marchette. Io non sono intervenuto, non credo che la maggioranza si possa lamentare, perché avete fatto veramente una cosa, che io, in trent'anni, non avevo mai visto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Grazie Presidente. Se questo emendamento, a detta della sinistra, dovrebbe sviluppare il processo di crescita dell'occupazione e contrastare i fenomeni di disagio sociale, mi sembra che forse ha la memoria corta, per il semplice motivo che lo stesso Stato, negli anni 2000, aveva in alcune città, dal punto di vista sperimentale, portato all'interno quel reddito minimo di inserimento. Per quanto mi riguarda, Sassari riceveva quest'obolo di 20 miliardi, negli anni 2000, per tre anni. E' stato un fallimento e lo Stato stesso ha denunciato questo fallimento, tanto che dopo tre anni non li ha riproposti più. Quindi tornare sullo stesso argomento, con una proposta leggermente edulcorata da parte di questo Consiglio regionale mi sembra effettivamente avere la memoria corta. Io ricordo l'esperienza di Sassari, quando le famiglie ricevevano non 250 euro, né le corrispondenti 500 mila lire, ma molto di più. Ricordo che a ciascuna di queste famiglie, che tra l'altro erano un bel numero, con 20 miliardi l'anno, si dava un obolo abbastanza consistente: compravano televisori nuovi, compravano anche, a rate, automobili nuove, ma di minimo inserimento nel lavoro non ci pensava nessuno. Quindi io sono convinto che sia perpetuare un errore, che forse sarebbe opportuno rifletterci un po' di più e, come qualche collega ha detto, una materia così importante, e portata in modo così trionfalistico in questa Assemblea, mi sembra effettivamente che abbia bisogno di un ripensamento e di una riflessione maggiore. Io sono convinto che lo slogan di questa maggioranza fosse: guardiamo agli ultimi. Tuttavia ritengo che anche con questo emendamento all'articolo 32 bis gli ultimi rimarranno ultimi, e la povertà rimarrà tale, e credo che non riuscirà a migliorare quella che è la condizione di vita di alcune famiglie, perché dare 250 euro a queste famiglie sta a significare non dare nulla, anzi forse inasprisce gli animi. E' vero che ci sono altre due parti in quest'emendamento, ma io sono convinto che sono marginali e forse una cosa giusta sarebbe non dire ai sardi: aggiustatevi, ma anche questo Consiglio e questa maggioranza pensi veramente ad una soluzione diversa. Noi avremmo dato loro qualsiasi tipo di appoggio, se si fosse portato in una Commissione specifica questo argomento, che non è di secondaria importanza, ma è veramente un argomento che consente ai sardi, forse a molti di loro… il problema è che ritornare su un fallimento, riproporlo allo stesso modo sta a significare sbagliare due volte. Io mi astengo, non voto contro, mi astengo perché vorrei che la responsabilità di questo fallimento ricadesse tutta sulla maggioranza, che l'ha riproposto. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Voterò a favore di quest'emendamento, intanto perché usa una terminologia, che riporta l'impegno della politica al suo ruolo principale, a cui si è riferita l'onorevole Cocco, cioè quello delle riforme per essere al fianco dei cittadini, specialmente di quelli meno attrezzati, socialmente e culturalmente. In attesa di una legge organica, che disciplini il reddito di cittadinanza, a cui i socialisti tengono molto, l'emendamento offre qualche opportunità a chi si trova davvero in difficoltà. Inoccupati, disoccupati ed espulsi dal sistema produttivo, persone spesso in procinto di andare in pensione e con figli senza lavoro potranno avere qualche speranza. E' un primo intervento, non risolutivo, ma certo indicativo della volontà di questo Consiglio. Da socialista sono inoltre fermamente convinta dell'importanza del ruolo degli amministratori comunali che, conoscendo la realtà dei paesi che amministrano, sapranno bene come operare. Questo lo dico in particolare all'onorevole Pisano, che so essere un amministratore attento e sensibile. Voterò quindi a favore, per iniziare un percorso sempre più deciso per risolvere davvero questi problemi. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PIRISI (D.S.). Grazie signor Presidente. Ebbene la piaga della disoccupazione e della povertà è una piaga aperta e profonda, signor Presidente, e la patiscono gli ultimi, e noi lo diciamo chiaramente: stiamo guardando agli ultimi. Però dalle voci che si sono levate qui, dai banchi del centro destra, non ultima quella dell'ex presidente della Regione onorevole Floris che, come suo costume, dopo che interviene abbandona i banchi del Consiglio, quale esempio preclaro avremmo dovuto guardare noi che oggi stiamo al governo? Quale esempio ci avete lasciato colleghi del centro destra, nei cinque anni passati di governo che avete svolto qui in Sardegna? Ma questi sono dei fatti inconfutabili, noi lo diciamo: non è un intervento risolutivo. Però stiamo guardando con attenzione, signori, a quella che è una piaga profondissima della società sarda, lo facciamo con i mezzi di cui oggi possiamo disporre e l'abbiamo fatto dopo una terapia d'urto per cercare di portare la Sardegna a galla, dopo che l'avevate affondata con una quantità di debiti insopportabili. Questa è oggi la situazione. Ebbene, perché soffermarsi soltanto sui 5 milioni di euro quando c'è un investimento per il 2007 di 151 miliardi e 352 milioni di euro? Per quale motivo, di fronte ad una cifra di questa portata ci si limita a guardare soltanto i 5 milioni di euro? Ebbene, anche questo va detto con forza. Sappiamo bene, cari colleghi, che c'è gente oggi che ha bisogno dei 250 euro, perché non ha neanche quelli.
CAPELLI (U.D.C.). State risolvendo i problemi, è tutto merito vostro.
PIRISI (D.S.). Non li risolviamo i problemi, è chiaro, lo stiamo dicendo, i problemi non si risolvono, però voglio dire, caro onorevole Capelli, che se qualcuno avrebbe dovuto chiedere scusa in questa Aula, forse l'avrebbe dovuto fare in altre epoche e non lo ha mai fatto. L'onorevole Marrocu ha detto: chiediamo scusa per il ritardo. Badate, tuttavia, che non abbiamo assolutamente da chiedere scusa, rispetto alla finanziaria che assieme, col vostro contributo, oggi stiamo varando. Quindi io credo che questo sia un primo passo, significativo, non risolutore, che però mette in moto una serie di politiche che tendono a dare una prima risposta…
PRESIDENTE. Concluda onorevole Pirisi.
PIRISI (D.S.). Presidente, la ringrazio… all'annoso problema della disoccupazione e della povertà. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pirisi. Ha domandato di parlare il consigliere Pisu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISU (R.C.). Grazie Presidente. E' emersa oggi, io penso, in maniera chiara e inequivocabile in questa Aula, anche se con sfumature diverse, la divaricazione tra la destra e la sinistra, tra chi difende le classi più deboli e chi no, in questa difficile contingenza in Sardegna. Mi chiedo: è vero o non è vero che ci sono state fornite statistiche serie che dicono che ci sono alte percentuali di povertà in Sardegna? E' vero o non è vero che don Borrotzu, per la pastorale del lavoro, ha chiesto attenzione a queste gravi sofferenze presenti nella nostra Isola? Ci sono state tante marce contro la povertà a cui hanno aderito tutti i sindacati CGIL, CISL, UIL, CSS, ACLI, tutti vogliamo lo sviluppo e ci stiamo lavorando, ma c'è gente che non può aspettare due anni, neanche un anno e neanche un mese, perché sta male oggi. Questi sindacati e quelli della pastorale li abbiamo incontrati e ci siamo impegnati a dare una risposta politica immediata. Noi della maggioranza vogliamo essere coerenti, e cioè, non solo promettere, ma fare, e questi sono fatti. Questo è un provvedimento nuovo, sperimentale, che può essere affinato nel tempo, oltre al fatto che sono previsti nel dispositivo, ruoli e programmi precisi. Abbiamo fatto questo intervento che è limitato, ma da un segnale preciso a chi ha forte bisogno, si aggiunge alle politiche del lavoro, di contrasto alla precarietà e per la stabilizzazione di tanti lavoratori previsti in questa finanziaria. Infine voglio dire, ancora una volta, che la mancata spesa dei fondi del Piano straordinario per il lavoro non è attribuibile alla bontà della legge numero 37, ma alla scarsa volontà di applicarla da parte della Regione e anche, purtroppo, di tanti Comuni. Se ci fosse stato più controllo, fossero stati fissati i termini entro i quali si dovevano impegnare e spendere questi fondi, i risultati della legge numero 37 sarebbero stati ben diversi. Sicuramente questa legge ha creato 9 mila posti di lavoro in questi anni, in cui nessun altro settore è stato capace di creare. Quello che vi dà fastidio, cari colleghi del centrodestra, e a lei in modo particolare onorevole Diana, è che questa legge è stata voluta dal partito della Rifondazione Comunista, che l'ha voluta e sostenuta. Io sono stato impegnato in un'esperienza per creare posti di lavoro con la legge numero 37 e ha dato dei buoni risultati; ma anche interventi contro la povertà col servizio civico locale e comunale, si è dato un contributo a chi ne aveva bisogno con la contropartita di un lavoro socialmente utile. Mi piacerebbe che in questo provvedimento ci fosse questo taglio, anche precisato meglio, che ha contribuito…
PRESIDENTE. Concluda onorevole Pisu.
PISU (R.C.). Questo servizio civico comunale, sia ben chiaro, quando l'abbiamo fatto tanti anni fa, e mi piacerebbe che avesse questo taglio anche questo provvedimento e fosse precisato meglio, è servito a dare non solo un sostegno economico, ma, soprattutto, cari colleghi, a dare autonomia, senso di autostima e di utilità a queste persone che si trovano in difficoltà, ovviamente in attesa di trovare una condizione migliore per il loro futuro. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pisu. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (Federalista-Autonomista Sardo). Presidente, per annunciare il voto favorevole, ma anche per dire che credo che un provvedimento di questa portata, relativo al disagio sociale a vario titolo, non meriti per davvero di essere strumentalizzato né dall'una parte politica né dall'altra. Dovrebbe essere un provvedimento che passa senza troppo clamore, in ogni caso perché tende ad esaminare un problema che purtroppo esiste. E' un problema urgente, e ritengo che l'urgenza del problema non ci fosse altro modo di dare una prima, iniziale, sia pure non totalmente soddisfacente risposta che attraverso la legge finanziaria, proprio perché la finanziaria è lo strumento di immediata applicazione. Concordo poi che una soluzione più ampia, a maglie più larghe debba essere ricercata, una soluzione che dia risposte ottimali e che valga anche per il futuro. In ogni caso, una prima risposta oggi c'è, e credo assuma, tutto sommato, valore sostanzialmente positivo. Le altre dovranno essere studiate, studiate con urgenza e con urgenza portate rapidamente all'esame delle competenti Commissioni e dell'Aula. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Balia. Ha domandato di parlare la consigliera Barracciu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BARRACCIU (D.S.). Grazie Presidente. Per esprimere il voto favorevole all'emendamento, nella consapevolezza che esso non costituisce la panacea di tutti i mali e quindi dei bisogni che sono espressi da coloro i quali vivono situazioni di disagio in Sardegna. Credo che questo emendamento, più che costituire un doppio errore rispetto a ciò che è stato fatto fino adesso, rappresenta invece finalmente il disegno di una nuova politica per aiutare le fasce più deboli che stentano a trovare alternative di lavoro, possibilità di inserimento lavorativo e quindi possibilità di costruire un futuro per se e spesso anche per le proprie famiglie. Cosa succederà nei comuni? nei Comuni succederà, onorevole Vargiu, che i Sindaci, le Amministrazioni comunali, avranno per quest'anno, sperimentalmente, speriamo anche negli anni a venire, la possibilità di rispondere a quelle persone che già oggi vengono a decine a bussare alla porta dell'Amministrazione comunale e a chiedere un minimo di sostegno per problemi gravissimi. Si tratta di persone che davvero non hanno niente e lo sappiamo bene. Succederà che riusciremo a dare qualche risposta in più, seppur per quest'anno, dicevo, e speriamo anche per gli anni a venire. Voto anche a favore, e non comprendo né il voto contrario né il voto di astensione dell'opposizione, perché mi sarei aspettata, anziché critiche sterili e assolutamente superficiali rispetto alla proposta, un minimo di espressione di alternativa a ciò che proponiamo noi oggi in quest'Aula. Le strategie alternative il centrodestra non ce le ha oggi e non ce le aveva neanche quando ha votato, era stato costretto politicamente a votare le politiche di sviluppo, vedi il Piano straordinario per il lavoro, quando era al governo. Quindi l'alternativa non l'ha oggi, non l'aveva allora e chiederei anche a chi sta tra questi banchi da quasi 30 anni, come l'onorevole Floris, o di tacere o di prendere la parola per proporre alternative a ciò che proponiamo noi. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Barracciu. Ha domandato di parlare l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione sicurezza sociale. Ne ha facoltà.
SALERNO, Assessore tecnico del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Signor Presidente, signori consiglieri, io sono fermamente convinta che su problemi così gravosi quali quello della disoccupazione, della povertà e della precarietà il gioco delle parti, quello politico che si tiene in quest'Aula, sia del tutto fuori luogo e che tutti noi dovremmo concorrere insieme alla soluzione di problemi così gravosi. Ed è per questo che ho apprezzato, oltre agli interventi dei consiglieri della maggioranza, anche gli interventi degli onorevoli La Spisa, Moro, Pisano e di quanti altri hanno manifestato la volontà di dare un contributo del tutto costruttivo alla soluzione dei problemi. In questo periodo ci sono state denunce giuste sulle situazioni, ma c'è stata anche molta demagogia e io credo, onorevole Floris, che non possiamo dimenticare da dove siamo partiti come maggioranza che governa questa Regione, da quelli che erano i dati sulla disoccupazione, sulla precarietà, e che dobbiamo anche fare un'analisi più seria sulle cause della povertà, della precarietà e della disoccupazione.
A distanza di tre anni questa maggioranza, a dimostrazione che non partiamo da oggi, ha raggiunto i dati che sono tra i migliori in tutte le Regioni del meridione, sulla disoccupazione, sull'occupazione, sulla emersione del lavoro nero, sulla precarietà, sugli infortuni sul lavoro. E quando parlo delle cause della povertà e di un'analisi più seria io non credo che la povertà l'abbia inventata questa maggioranza, ma nemmeno le Giunte precedenti, perché il problema delle pensioni minime, quello della redistribuzione della ricchezza, quello del potere d'acquisto dei salari sono problemi che attengono al livello nazionale ma anche internazionale. Così come il problema della precarietà, il problema del superamento della legge Biagi a livello nazionale, il problema di una disoccupazione che è strutturale al tipo di sviluppo capitalistico non credo che siano problemi la cui soluzione attiene alla volontà e alla capacità di qualsiasi Giunta regionale. Certamente la Regione ha il dovere di intervenire con diverse politiche, con politiche attive del lavoro, con politiche di sviluppo e con politiche di welfare che diano quel segnale di società matura che guarda anche alla necessità di dare solidarietà a chi sta male. E questo io credo che abbia fatto questa maggioranza, questa Giunta, ma che stia facendo anche tutto il Consiglio. E allora noi stiamo intervenendo perché l'articolo 32 bis, come giustamente hanno detto altri, non venga estrapolato dal contesto complessivo della manovra finanziaria; credo che stiamo intervenendo con politiche di sviluppo, di risanamento ambientale e urbano, con politiche della conoscenza, con politiche industriali, con politiche abitative che danno una risposta in termini di occupazione. E stiamo intervenendo con politiche attive del lavoro, con politiche che creeranno nuova occupazione, ma stiamo intervenendo anche con politiche di welfare e di solidarietà. E, infatti, la scelta di valore che si sta compiendo oggi in questo Consiglio vede cinque direttrici principali. La creazione di nuovi posti di lavoro…
PRESIDENTE. Prego, concluda.
SALERNO, Assessore tecnicodel lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Grazie, Presidente. …di creazione di nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato e subordinato, ma anche di creazione d'impresa, la creazione di nuove opportunità di inserimento lavorativo per i soggetti svantaggiati, la soluzione del problema della precarietà a partire da quelli che sono i precari storici, i lavoratori socialmente utili, i precari della Regione, le politiche attive del lavoro a favore delle donne e, infine, gli interventi per le povertà estreme e gli interventi che poi illustrerà l'assessore Dirindin. Io credo che siano scelte politiche importanti che dobbiamo portare avanti in tempi stretti, e accolgo anche il suggerimento dell'onorevole Pittalis. Credo che siano scelte in parte anche già concordate con le organizzazioni sindacali dei lavoratori e con le parti sociali, e che abbiamo davvero l'opportunità di cambiare e di dare ulteriori segnali concreti e positivi ai problemi di cui si sta discutendo. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
Ha accennato all'intervento dell'onorevole Pittalis; vorremmo capire, assessore Dadea, se l'emendamento orale dell'onorevole Pittalis è accettato e in che punto dell'emendamento stesso viene inserito.
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, Presidente. Se posso interpretare la proposta che è stata fatta dall'onorevole Pittalis, che la Giunta naturalmente accoglie, possiamo inserirlo nel punto 1, alla quarta riga, "predispone con il coinvolgimento attivo del sistema delle autonomie locali e delle forze sociali entro 60 giorni un programma di interventi finalizzati…" e così prosegue.
Ne approfitto per ricordare anche la proposta di integrazione che è stata fatta dalla Giunta sul punto 3, sulle modalità attraverso le quali devono essere ripartite le risorse regionali e per sottoporre anche la necessità che venga modificato il punto 2, dove si fa riferimento ai livelli di reddito ISEE: di togliere "di reddito" perché il concetto è già contenuto in ISEE, quindi dovrebbe diventare "riguardo ai livelli ISEE".
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.
AMADU (Gruppo Misto). Chiedo il voto elettronico palese. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Era già stato chiesto dall'onorevole Davoli. Un Capogruppo che sostenga la richiesta. Grazie.
(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu.)
Bene. E' stato chiesto il voto elettronico palese e quindi voteremo l'emendamento con le integrazioni orali che sono state presentate dalla Giunta.
Prego i colleghi di prendere posto.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 988.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Prendo atto che il consigliere Rassu si è astenuto.
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Renato - Lai Silvio - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Serra - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Cherchi Oscar - Farigu - Floris Mario.
Si sono astenuti i consiglieri: Amadu - Capelli - Cassano - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Gallus - La Spisa - Ladu - Licandro - Lombardo - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Randazzo Alberto - Rassu - Sanjust - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 67
votanti 46
astenuti 21
maggioranza 24
favorevoli 43
contrari 3
(Il Consiglio approva).
Di conseguenza, con l'approvazione dell'emendamento numero 988, che era la sintesi del 943 e del 28, decadono gli emendamenti numero 820, 821, 825, 901, 23 e 82. L'emendamento numero 29 va al bilancio.
Passiamo all'emendamento numero 54.
Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Ho avuto modo di illustrare questo emendamento nella discussione generale e ho fatto presente che coincide quasi integralmente con il contenuto del Documento strategico regionale approvato dalla Giunta regionale a pagina 71, ho letto anche prima i passaggi.
Chiedo la votazione con lo scrutinio elettronico palese.
Chiedo ai colleghi, visto che sono in atto già alcune iniziative che sono simili e si potrebbe anche fare in modo che questa proposta che tende a realizzare la democrazia digitale veda la luce, chiederei ai colleghi di valutare positivamente la possibilità di approvare l'emendamento. Si tratta, per chi non avesse seguito prima l'intervento, di istituire delle modalità di consultazione dei cittadini tramite un portale regionale internet e consentire alle istituzioni, alla Giunta, al Consiglio e ai consiglieri di porre quesiti di carattere generale alla comunità dei cittadini registrati sul portale, rendendo poi pubblici gli esiti di queste consultazioni. Come dicevo prima, la Giunta regionale nel documento che ho citato si pone esattamente gli stessi obiettivi, si tratta di dare a questa procedura il crisma della norma all'interno della legge finanziaria, per questa ragione ne chiedo l'approvazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). Presidente, io condivido il principio di questo emendamento, ma credo che in qualche modo nella descrizione che è stata presentata rischi di essere in qualche modo limitativo, perché si parla di forme di consultazione, quindi in qualche modo predilige una forma di sondaggio on-line prefigurando uno strumento specifico. Io credo che la partecipazione dei cittadini alle decisioni e ai processi decisionali, la possibilità di consultarmi, la possibilità di attivare forum tra esperti, cittadini e decisori politici... capisco che è un argomento, forse, che interessa solo me e il collega Scarpa, però magari se ci fosse un minor brusio, forse riuscirei a articolare meglio il ragionamento. Quindi, dicevo che gli strumenti possono essere molteplici, che vanno molto al di là del semplice sito on-line che in qualche modo è addirittura riduttivo. Tra l'altro oltre a essere diversi gli strumenti, quindi forum tematici e la possibilità di partecipare ai processi decisionali, quindi non soltanto forme di consultazione, credo che sia anche difficile pensare a un unico sito in cui questo avviene, perché probabilmente dovrebbe avvenire ai vari livelli delle amministrazioni e delle assemblee elettive. Quindi, magari, la Regione dovrebbe farsi portatrice, come infatti dice nel Documento strategico regionale, di un supporto alle infrastrutture, creare piattaforme, creare strumenti, affinché i singoli livelli dell'amministrazione pubblica possano attivare queste forme di partecipazione. In questo modo, invece, creiamo una specie di luogo unico, tra l'altro per un aspetto specifico e io credo che fatto salvo il primo paragrafo che invece condivido, gli altri rischiano di dare una versione riduttiva di quella che è la partecipazione democratica.
Quindi, siccome non vorrei votare contro, ma sono favorevole al principio, chiederei alla Giunta di impegnarsi affinché questo principio venga ripreso anche nel Piano regionale di sviluppo - perché non c'è, mentre c'è nel Documento strategico regionale - e se ci fosse questo impegno mi sentirei, magari, di chiedere al collega Scarpa di accettare un eventuale ritiro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Questa è una materia molto delicata, perché attiene al valore della consultazione, ai soggetti che sono consultati, ai soggetti che consultano. Dare valore a forme di consultazione di questo tipo, attraverso una procedura che passa con la definizione delle modalità in capo al Consiglio regionale, significa entrare in quella materia, che poi viene trattata dalla stessa legge statutaria, attorno al referendum. Il referendum consultivo altro non è che una proposta di quesiti che viene fatta e sulla base della quale poi si uniforma o si tende ad uniformare il comportamento delle istituzioni. Questa materia è giusto anche affrontarla, io credo in prospettiva verrà sempre di più affrontata, utilizzando le nuove tecnologie, però allo stato, diciamo, pone un problema serio che richiede un approfondimento, anche di natura tecnica e tecnico-giuridica, su come arrivare a quel tipo di partecipazione, a quel tipo di consultazione. Quindi, cosa farei io? Io non voterò a favore di questo emendamento, chiedo e faccio una istanza alla Giunta, all'assessore Dadea, che peraltro si occupa di questa materia nella sua veste, io dico, principale di Assessore degli affari generali, di Assessore, quindi, alle questioni di natura istituzionale che ha seguito con noi il dibattito, farei una raccomandazione alla Giunta perché si attivi una sessione del Consiglio regionale, su comunicazione della Giunta, attorno a questi temi, da cui far discendere poi una riflessione più approfondita nella Commissione di merito e una iniziativa legislativa specifica. Quindi, pur accogliendo alcuni principi che sono contenuti, il percorso io lo vedrei un pochino più articolato, come ho detto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie, Presidente. Onorevole Scarpa, quello che lei prefigura attraverso questo emendamento è qualcosa che naturalmente, ahimé, per le condizioni in cui si trova la nostra Isola, dovremo ancora costruire. Nel senso che noi siamo impegnati, in questo scorcio di legislatura, a creare le precondizioni perché la nostra Isola potesse diventare un'Isola digitale e quindi creare le condizioni perché ci possa essere una diffusione, la più ampia possibile, della banda larga e quindi fare in modo che si possa modificare quella condizione di difficoltà ché è costituita dal digital divide, cioè quella condizione che impedisce a una parte molto importante della nostra società, a una parte molto importante dei cittadini sardi, di potere utilizzare i servizi a banda larga. Quindi, questo è l'obiettivo minimo che noi ci siamo posti. E' evidente che questa è la precondizione perché poi si possa arrivare anche a potere immaginare e costruire una sorta di consultazione che possa avvenire attraverso gli strumenti dell'era digitale.
Quindi, la preghiera che io mi sento di fare è di prendere atto che in questo momento, questo obiettivo purtroppo c'è precluso, perché siamo impegnati a creare le condizioni affinché tutti i cittadini sardi, le amministrazioni locali sarde, possano utilizzare le nuove tecnologie dell'era digitale. Questo ancora non è possibile, ma noi ci stiamo lavorando e nell'ambito di questo progetto penso possa trovare accoglimento anche una possibilità qual è quella che lei ha adombrato nel suo emendamento. Quindi, io mi sento di accogliere sia l'invito dell'onorevole Porcu, sia quello dell'onorevole Uras, a proposito di una discussione che dovrà coinvolgere l'intero Consiglio regionale su queste tematiche, perché sono tematiche che non possono essere assolutamente eluse, perché riguardano bisogni oramai primari dei cittadini sardi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Nell'attesa che la Giunta convochi questa sessione su quest'argomento, nel precisare al collega Porcu che non credo che la proposta formulata in questa norma escluda altri livelli e altre possibilità, e nel confermare che la proposta che ho formulato è esattamente riportata in un documento approvato dalla Giunta regionale, tuttavia - ripeto - di fronte all'impegno della Giunta regionale di convocare una sessione di lavori su questo tema, ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Scarpa. Quindi, l'emendamento numero 54 è ritirato.
Passiamo all'emendamento numero 978, che è sostitutivo totale dell'emendamento numero 942, che inglobava anche l'emendamento numero 27.
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, Presidente per una necessità di adeguare il contenuto dell'emendamento, in quanto nella stesura che è stata consegnata ai consiglieri regionali, vi sono alcune modifiche che devono essere apportate affinché la somma totale delle risorse, 120 milioni, sia rispettata. Per cui la proposta che viene fatta è di una modifica che riguarda le poste indicate nell'emendamento rispettando però la quantità, la somma totale delle risorse. Nel punto a) risorse regionali invece che per euro 30 milioni, la proposta è di ridurlo a 25 milioni, invece nel punto c) vi è la necessità di cancellare l'UPB S0503005. Per quanto riguarda invece il punto e) risorse regionali già destinate al programma sperimentale "ritornare a casa", quello che era 1 milione diventa 5 milioni, invece nel punto f), risorse regionali già destinate al programma per gli assistenti familiari, quello che era 1 milione diventa 700.000.
PRESIDENTE. Prego assessore Dadea.
DADEA, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Per cui pur rimanendo inalterata la somma totale di 120 milioni, la copertura finanziaria viene così modificata: la copertura finanziaria in aumento rimane inalterata all'UPB però gli euro diventano 31 milioni e invece in diminuzione sull'UPB S0202005 diventa appunto 25 milioni. Mi pare di aver detto tutto sul punto. Le modifiche sono tutte queste, sono modifiche che gli importi, pur mantenendo inalterate le risorse complessive che rimangono appunto di 120 milioni per quanto riguarda il fondo regionale per la non autosufficienza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Io dichiaro il mio voto di astensione sull'emendamento numero 978 e richiamerei la maggioranza del centrosinistra a cercare di evitare un tipo di legiferazione come questo, nel senso che come correttamente poi è scritto dagli uffici, l'emendamento numero 978 è un articolo di legge ed è anche uno degli articoli più significativi, probabilmente più complessi di questa legge finanziaria, per cui avrebbe meritato un ragionamento e anche spiegazioni da parte dell'Assessore che sono ben differenti rispetto a quelle che si possono esprimere durante una mera dichiarazione di voto, quindi c'è il rammarico in questo senso. Mentre una considerazione alla quale comunque si chiederebbe di avere delle risposte in Aula da parte dell'Assessore è quella relativa a una parte che comunque parrebbe poter essere considerata all'interno della proposta della Giunta di cui è oggetto l'emendamento numero 978. Cioè, io vorrei chiedere alla Giunta regionale alcune cose: la prima, se quella famosa ricognizione sulle residenze sanitarie assistite in Sardegna che l'Assessore si era impegnata a fare durante la discussione del piano sanitario regionale è stata fatta, in maniera tale che il Consiglio regionale o la Commissione sanità o entrambi possano rendersi conto di qual è a oggi l'offerta in RSA in essere in Sardegna, se questa è congrua, se questa è eccessiva rispetto alle aspettative, se è ben distribuita territorialmente, e che cosa ha intenzione di fare l'Assessorato regionale alla sanità per eliminare eventuali incongruenze quali quelle che segnalò a suo tempo il direttore generale Zanaroli per quanto riguardava l'area del sassarese. La seconda considerazione: esistono dei pazienti, mi riferisco in particolare, Assessore, ai pazienti che sono portatori di malattie di Alzheimer, per i quali sembrerebbe che sulla base di disposizioni date dalla Giunta regionale non vengano mantenuti stabilmente all'interno delle RSA, ma dopo un periodo di tempo, di tre, sei mesi, durante il quale ovviamente non sono migliorati perché purtroppo conosciamo la prognosi e il decorso dell'Alzheimer, vengono assegnati a strutture che hanno un livello di intensità assistenziale decisamente inferiore. Vorremmo sapere se questo è vero, come è vero purtroppo, lo sappiamo anzi in realtà, vorremmo sapere se all'interno di quest'emendamento sono contenute le risorse e le indicazioni perché questo meccanismo venga interrotto e non si verifichi più. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Per confermare la nostra adesione alla richiesta della Giunta di fare proprio sostanzialmente l'emendamento a firma Pittalis, Marracini, Lai numero 27, che quindi si comprende nell'emendamento della Giunta 978. Questo era uno di quegli altri aspetti che con molta saggezza l'assessore Dadea ha avuto modo di comprendere nella nostra iniziativa di salvaguardare quelle famiglie che hanno a carico persone che non sono autosufficienti e rispetto alle quali oggi si deve avere un occhio di attenzione. Noi popolari Udeur crediamo che la politica sia soprattutto questo, sia anche il termovalorizzatore, sia anche la pubblicità istituzionale, sia anche le pale eoliche, ma sia soprattutto la politica del sociale, la politica che riavvicini le istituzioni alla gente come richiamato anche recentemente dall'onorevole D'Alema, ma con grande forza e con grande significato e responsabilità politica questo distacco può diventare un distacco pericolosissimo. Noi dobbiamo far capire alla gente che le istituzioni, che i politici non sono solo alcuni che purtroppo rendono negativa l'immagine rispetto alla quale invece ci deve essere un rispetto e una doverosa comprensione del lavoro che viene fatto e che quindi noi diamo dei segnali, cominciamo a dare dei segnali affinché questo gap venga sempre più a ridursi e si ritorni ad avere quella giusta considerazione delle istituzioni. Quindi, quest'emendamento va in quella direzione e pertanto lo voteremo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Intanto per dichiarare il voto favorevole e per riprendere un pochino i ragionamenti sugli interventi che questa manovra finanziaria prevede in tema di giustizia sociale, di welfare Stato sociale, di come meglio redistribuire la ricchezza che comunque si produce in questa Regione e in questo Paese in favore di coloro che vivono in condizioni di maggiore disagio, che hanno una vita più difficile, e non lo facciamo in termini altruistici, diciamo solo perché ci piace essere buoni.
Questa è una concezione nobile che in parte ci appartiene anche, però non è quella prioritaria. Noi lo facciamo in termini di solidarietà sociale, di interesse collettivo di questa comunità. E pensare che qualcuno non ha niente, che quel niente non gli consente di vivere neppure al di sotto della dignità, cioè non gli dà la sopravvivenza, e pensare che interveniamo in termini di giustizia sociale, questo non ci fa vergognare! Io questo lo dico a tutti coloro che hanno detto di tutto e di più sugli interventi che sono posti in essere in questa manovra finanziaria, e se noi ci stiamo sgolando da tre anni, ma non ne vogliamo di primati, non ci interessa essere i primi firmatari di questa o di quell'altra proposta di legge, non ci interessa essere sempre in barricata di fronte a questi temi e averne merito e medaglie, non ci interessa! Ci interessa raggiungere l'obiettivo. Qua c'è un programma per i non autosufficienti, è meritorio, perché ci poniamo davanti al problema di famiglie che vivono in una condizione di difficoltà, derivante da una disgrazia che non si sono cercati, che hanno subito. E allora questa manovra finanziaria è finalmente una manovra finanziaria che fa giustizia sociale. Voto a favore dell'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). No, solo per chiedere un chiarimento all'Assessore. Il mio voto sarà favorevole, però chiedo all'Assessore, le risorse imputate alla lettera b) del quarto comma, risorse regionali e statali per 6 milioni di euro destinate al sostegno nelle responsabilità di cura di persone non autosufficienti, poi vengono precisate nel comma 6, e sono destinate ad un finanziamento di un programma sperimentale a sostegno dei nuclei familiari nelle responsabilità di cure di persone non autosufficienti, e prevede l'erogazione di contributi economici, non si legge fino a, ma pari a 3000 euro. Quindi, si immagina di sostenere 2000 famiglie. Io vorrei capire come è stato calcolato questo fabbisogno. Capisco che c'è anche l'aumento della somma, immagino aumento questo non lo so, ma vedo che la lettera c), poi stanzia somme perché i Comuni possano pagare la quota sociale delle residenze, nelle RSA, ed è vero, ciò che diceva l'onorevole Vargiu, che molte AA.SS.LL. hanno dichiarato a bassa intensità i malati di Alzheimer, e quindi o questi sono tornati nelle loro case o in altre strutture, oppure le famiglie stanno sostenendo i costi delle quote sociali, quindi capisco che con quei soldi si trattiene una parte, ma di quelli che sono stati non dichiarati a bassa intensità. Quindi vorrei capire, dicendo che sono a favore, l'origine della stima delle 2000 famiglie che potrebbero percepire il sostegno dei 3000 euro, com'è stata calcolata?
PRESIDENTE. Grazie onorevole Maninchedda.
Ha domandato di parlare l'assessore Diridin. Ne ha facoltà.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Grazie Presidente. Si tratta giustamente di un provvedimento molto importante che sostanzialmente fa due cose. Uno, raggruppa all'interno di un unico intervento, quello che abbiamo chiamato Fondo regionale per la non autosufficienza, interventi che nel corso degli anni si erano sviluppati, potenziati, sempre a favore della non autosufficienza e che adesso li raccoglie all'interno di un sistema unitario. Questi interventi, a tutt'oggi, già di fatto realizzati, assommano a circa 80 milioni di euro. A questi 80 milioni di euro, che adesso vengono inseriti e coordinati, se ne aggiungono altri 40, che sono quelli previsti dalle lettere a), b) e c), che sono nuovi stanziamenti per la non autosufficienza. Questo articolo consente così a questa Regione, insieme a poche altre in Italia, di poter dare avvio a questa politica, e faccio presente che 120 milioni di euro per una regione come la Sardegna costituiscono un investimento importantissimo, se pensiamo che il fondo per la non autosufficienza stabilito a livello nazionale assomma a 200 milioni di euro, che sono stati ridotti a 170, per il livello nazionale, e si sta tentando di riportarli a 200 milioni. Quindi lo sforzo di questa Regione è estremamente importante.
I tre interventi nuovi che sono stati previsti partono da delle stime che abbiamo cercato di rendere il meno imprecise possibili, ma che sicuramente sono difficili da quantificare in modo esatto perché si tratta di una materia ancora poco nota. Noi stimiamo che i non autosufficienti anziani, che hanno bisogno di essere sostenuti all'interno del nucleo familiare, siano grosso modo 15 mila, di questi quattromilacinquecento circa, cioè circa un terzo, sono già sostenuti attraverso gli interventi della legge 162, quindi ne restano circa 10 mila che richiedono un intervento a sostegno della famiglia. Una parte di questi, non più di un migliaio, hanno già la legge 104, ma non possono accedere alla legge 162 perché hanno un punteggio di gravità piuttosto basso, e stante le risorse messe a disposizione, per quanto elevatissime, non accedono all'aiuto della legge 162. Quindi riteniamo, con queste precisazioni che ho fatto e sulle quali abbiamo ancora margine d'incertezza ma l'ordine di grandezza probabilmente è questo, riteniamo che lo sforzo fatto sia relativamente adeguato per rispondere a queste esigenze. In particolare i 25 milioni che sono pensati per l'assistenza domiciliare, integrata con le cure sanitarie, consentono di far fronte…
PRESIDENTE. Prego, concluda Assessore.
DIRINDIN, Assessore tecnicodell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Grazie. …alle richieste di circa 7-8 mila persone non autosufficienti, e quindi 7-8 mila famiglie, immaginiamo che questo possa essere l'ordine di grandezza. Siccome abbiamo previsto un aiuto alle famiglie, attraverso il ricorso a persone che, anche a tempo parziale, non solo a pieno tempo, possono prestare le cure alle persone non autosufficienti, riteniamo che questo intervento possa svolgere un secondo ruolo importantissimo, oltre a quello di dare servizi di cura, ma anche di creare posti di lavoro. E noi pensiamo che, tenuto conto che molti di questi posti di lavoro potrebbero essere a tempo parziale, questo possa corrispondere minimo a 1500, fino anche a 4 mila posti di lavoro a tempo parziale. Con il secondo provvedimento, quello dei 6 milioni, invece, questo fa riferimento alle cosiddette badanti, che qui abbiamo indicato con un termine meno negativo, assistenti familiari, e abbiamo previsto per questo un intervento che consenta, purché sia regolarizzata la posizione della badante e quindi ci sia l'emersione della regolarizzazione della previdenza, sino a 2000 famiglie, quindi due posti di lavoro. Probabilmente si tratta in parte di emersione, in parte di nuove posizioni. Ultimo, solo un secondo, per quello che ha chiesto l'onorevole Vargiu, la ricognizione delle RSA è stata fatta in parte con gli stessi proprietari, o comunque interessati delle RSA; su alcuni territori è chiaro che l'offerta è in esubero, tant'è vero che in accordo con alcune strutture stiamo prevedendo, stanno prevedendo la riconversione. Per quel che riguarda l'Alzheimer, è vero che l'Alzheimer in alcuni casi ha bisogno di ricoveri anche lunghi, in altri casi è possibile che sia gestito a domicilio, e quindi attraverso questi interventi che stiamo prevedendo, salvo nei casi molto gravi in cui probabilmente la famiglia ha almeno bisogno di ricovero e di sollievo, ma non necessariamente di ricoveri di lunghissima durata.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Solo per chiedere che venga indicato nell'emendamento 978, che è di sintesi del 942 e del 27, come d'altronde lo stesso…
PRESIDENTE. E' già annunciato, certo. Il 978 racchiude sia il 942 che il 27.
E' in votazione l'emendamento numero 978.
Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.
AMADU (F.I.). Chiedo il elettronico palese, Presidente!
PRESIDENTE. Io vi prego di chiederlo in tempo, non una volta che è iniziata la votazione. Chi sostiene la richiesta dell'onorevole Amadu?
(Appoggia la richiesta il consigliere Randazzo Alberto.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 978.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Prendo atto che i consiglieri RASSU e SANNA Simonetta hanno votato a favore, RANDAZZO Alberto si è astenuto.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Diana - Fadda - Floris Vincenzo - Ibba - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lai Silvio - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Moro - Murgioni - Orrù - Pileri - Pinna - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo Vittorio - Rassu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Serra - Uras.
Si sono astenuti i consiglieri: Petrini - Randazzo Alberto - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 54
votanti 51
astenuti 3
maggioranza 26
favorevoli 51
(Il Consiglio approva).
Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 945, lo metto in votazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, io le chiedo scusa, voterò a favore dell'emendamento numero 945, però purtroppo mi rendo conto, non per colpa, una volta tanto, dell'assessore Dirindin, ma dell'intera Giunta che presenta un emendamento, il "978", che è un articolo di legge, Assessore, che avrebbe meritato, lo ripeto ancora una volta, un minimo di ragionamento e di discussione. Io purtroppo non ho compreso bene un aspetto, relativo al "978"; avrei chiesto, Assessore, di comprendere se quei pazienti che attualmente… siate cortesi, abbiate un attimo di pazienza, sto ponendo una domanda alla quale vorrei avere una risposta che poi è di interesse generale, se la ascoltate. Ci sono pazienti, tanti, che soffrono di malattia di Alzheimer grave, o di altre demenze senili, cioè pazienti non gestibili dalle famiglie e a volte non ci sono neanche le famiglie, perché magari c'è un paziente di 82 anni che ha Alzheimer e una sorella di 81 che lo assiste. Non c'è quindi una famiglia di supporto che, con una badante o un'assistente familiare, possa creare il supporto. Questo paziente di 82 anni, magari ha anche altre patologie concorrenti, perché purtroppo chi arriva a 82 anni spesso ha anche altre patologie concorrenti, viene ricoverato all'interno di una RSA dove il tipo di assistenza è adeguato, però c'è una delibera regionale che comporta che dopo tre mesi viene rivalutato, se è migliorato; è evidente che non può migliorare, gli vengono dati altri tre mesi, al sesto mese sembra che non sia possibile più la permanenza all'interno del RSA, quindi viene indirizzato verso strutture, che hanno un'intensità potenziale più bassa, dove il paziente è difficilissimamente gestibile. Allora, io volevo chiedere: l'emendamento numero 978 nei confronti di questi casi, e credo di averlo descritto in maniera tale che lei abbia capito di cosa si tratta, agisce consentendo, non ricoveri di sollievo, ma la permanenza di questo tipo di pazienti all'interno della struttura di adeguatezza assistenziale, rispetto alla loro problematica patologica, che avvenga sine die, perché non sono pazienti che possono essere spostati in strutture con intensità assistenziale più bassa? Questo le chiederei, se è possibile una risposta anche veloce, telegrafica o flash.
PRESIDENTE. Onorevole Vargiu, comunque sia, la discussione sul "978" era terminata e siamo già passati all'esame dell'emendamento numero 945.
Ha domandato di parlare l'Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.
DIRINDIN, Assessore tecnicodell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Sì, questo articolo non si occupa di RSA. Se c'è da rivedere le modalità con le quali alcuni pazienti dentro le RSA possono essere trattati, lo possiamo fare in un altro momento, volentieri.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 945, lo metto in votazione. Però, io vi prego di iscrivervi a parlare nei modi e nei tempi dovuti, poiché è la seconda volta che si interviene dopo che è iniziata la votazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Per far rilevare, è probabile che gli Uffici lo abbiano già rilevato, che c'è un emendamento, il "992", che è indicato come emendamento all'emendamento numero 945, ma penso che si tratti di un errore perché è di contenuto completamente differente, altrimenti dovremmo votare prima il "992".
PRESIDENTE. Allora, gli emendamenti numero 992 e 998 non sono stati ammessi poiché non pertinenti all'oggetto dell'articolo. Grazie.
Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PILERI (F.I.). Una breve precisazione su quanto rilevato dall'onorevole Pittalis. Poiché io ero anche presentatore dell'emendamento numero 998, che non viene messo all'attenzione dell'Aula, mi riservo di intervenire sull'argomento in sede di coordinamento finale.
PRESIDENTE. Ho già precisato che i due emendamenti non sono stati ammessi, comunque a fine discussione si vedrà. In ogni caso sia non sono in discussione.
(E' approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 990. Sia il "990" che quelli a seguire, sono emendamenti soppressivi e sostitutivi del "987" che è sostitutivo totale del "33" e del "916". Per essere chiari, se chiari siamo.
Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Presidente, credo che stiamo arrivando, o siamo arrivati all'emendamento sui precari con notevole capacità di comprensione della situazione sarda, anche da parte di questo Consiglio regionale, che quindi, ancora una volta, ha dato dimostrazione che, quando si lavora, si riesce a risolvere i nodi che arrivano al pettine. Siamo arrivati, dicevo, all'emendamento sui precari. Un emendamento sul quale i Popolari UDEUR hanno posto con forza, una questione politica, hanno chiesto alla maggioranza, al presidente Soru, a questa Giunta, di capire che il mondo del precariato è un mondo che ha bisogno di essere ascoltato e che ha bisogno di trovare soluzione definitiva alle loro problematiche. Non è un mondo di serie B, non è un mondo lavorativo rispetto al quale bisogna guardare con distacco e con qualche frase, che si è sentita e si vuole dimenticare, un mondo di raccomandati. Il mondo del precariato è l'anello debole del lavoro che oggi stiamo andando ad affrontare. La risposta su questo emendamento è una risposta che deve arrivare dal profondo di questa maggioranza, rispetto alla quale la maggior parte del mondo del precariato ha guardato con occhio benevolo, dando il consenso a questa coalizione. Perché non può esistere un precariato di destra o un precariato di sinistra. Noi consideriamo il precariato un mondo di giovani che hanno lavorato, ai quali dobbiamo proporre un progetto di vita e rispetto al quale non possiamo mettere, assessore Dadea, mi rivolgo a lei, come sempre, come al più illuminato di questa Giunta, paletti che impediscano le soddisfazioni che stanno aspettando questi lavoratori. Non possiamo accettare condizionamenti, per i quali si rischia veramente un'altra rottura su questa manovra finanziaria. Occorre attendere con pazienza le istanze che arriveranno da quest'Aula su questo emendamento, perché noi riteniamo che sia un emendamento sul quale non bisogna procedere frettolosamente a costo di rimanere anche tutta la notte a discutere.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (Gruppo Misto). Devo dire la verità: l'intervento del collega Marracini mi ha un pochino disorientato, nel senso che se il Gruppo dell'Udeur sta sollevando una questione che vuole affrontare con la Giunta e con la maggioranza prima della conclusione del voto, chieda una sospensione immediata di qualche minuto e poi andiamo alle dichiarazioni di voto su un eventuale testo modificato.
Allora, li chiedo io alcuni minuti di sospensione, Presidente, per questa interlocuzione che è stata richiesta dai colleghi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Presidente, era mia intenzione, dopo l'intervento dei colleghi Marracini e Uras, per doveroso rispetto, chiedere proprio una breve sospensione per valutare la possibilità di una convergenza. E siccome su questi temi c'è anche la convergenza dell'opposizione oltre che della maggioranza, io sono d'accordo con il collega Uras perché possa essere proficua questa interlocuzione.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per dieci minuti di sospensione.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 21, viene ripresa alle ore 19 e 48.)
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SECCI
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i nostri lavori.
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
DADEA, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie, Presidente. Per chiedere alla cortesia del Presidente e dell'Assemblea di poter sospendere l'emendamento numero 987 al fine di trovare una formulazione che possa ottenere il massimo del consenso all'interno dell'Aula. Quindi propongo di sospendere e accantonare momentaneamente l'emendamento 987 e gli emendamenti collegati ed andare avanti con gli articoli che sono rimasti sospesi. Mi pare che ci sia l'articolo 14 ed alcuni emendamenti all'articolo 14.
PRESIDENTE. Se il Consiglio è d'accordo sulla proposta dell'Assessore...
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Volevo parlare su questo, Presidente. Non ho niente da obiettare alla proposta dalla Giunta. Volevo però richiamare l'attenzione su due considerazioni, perché nell'emendamento 987 sono assenti: la prima riguarda - e chiedo che venga presa in seria considerazione - la possibilità di accedere ai rapporti indiretti dell'Amministrazione attualmente in atto, cioè quelli che attualmente sono in atto. L'altro aspetto...
PRESIDENTE. Ne parliamo quando ne discutiamo, onorevole Caligaris.
CALIGARIS (Gruppo Misto). E' nell'emendamento 987, Presidente, siccome c'è stata un'interlocuzione...
PRESIDENTE. L'Assessore ha chiesto, onorevole Caligaris, di sospendere l'esame dell'emendamento numero 987, quindi, quando entreremo nel merito, ne parlerà come vuole.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, ma queste cose io vorrei che fossero incluse, Presidente, anche il chiarimento rispetto ai lavoratori del Catalogo: chiarire se sono inseriti o no, perché altrimenti poi si crea confusione. Grazie.
PRESIDENTE. Quando arriveremo a discutere nel merito, onorevole Caligaris, adesso siamo in una fase diversa.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, per dire che io sono contrario alla richiesta di ulteriore sospensione dell'emendamento che ha già fatto storia nell'andamento della finanziaria. Non vorrei che arrivasse il Presidente per sciogliere nuovamente la seduta su questo emendamento. Per cui ritengo opportuno che, con senso di responsabilità, l'Aula si esprima sui testi a disposizione.
Mi consenta un altro secondo per - e mi permetta con molta umiltà la collega Caligaris - suggerire che non aiuta specificare in questi termini, nei tempi e nei modi con cui lei ha specificato: fa parte dell'interlocuzione che ora dovremo sostenere; non aiuta in questo momento anticipare le possibili intenzioni.
PRESIDENTE. Bene, c'è il parere contrario dell'onorevole Capelli alla sospensione dell'emendamento numero 987 per cui occorre che l'Aula si pronunci.
Se nessuno chiede di parlare, passiamo alla votazione della proposta di sospensione dell'esame dell'emendamento numero 987, proposta dalla Giunta e non condivisa dall'onorevole Capelli.
Un Segretario della minoranza, per gentilezza, se prende posto al banco della Presidenza. Si vota per alzata di mano.
(E' approvata)
Passiamo agli emendamenti provenienti dall'articolo 14, e più precisamente l'emendamento numero 127 che sopprime il comma 7, la pagina è la 361, se i colleghi hanno preso visone negli emendamenti agli articoli 32 e 32 bis, alla pagina 361. Nella parte finale del blocco degli emendamenti.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Chiedo scusa, noi stiamo, adesso, trattando il comma sette dell'articolo 14?
PRESIDENTE. Stiamo trattando l'emendamento numero 127 soppressivo del comma sette dell'articolo 14. Che è stato trasferito al 32 bis a seguito delle note vicende.
URAS (R.C.). Soppressivo dell'articolo…
PRESIDENTE. Del comma, che ha il parere contrario della Commissione e della Giunta. Comma sette dell'articolo 14. Bene. Se siamo pronti metto in votazione… è nel fascicolo degli emendamenti al 32 bis, soppressivo del comma sette; i firmatari sono: Diana, Artizzu, Liori, Moro e Sanna Matteo. Possiamo procedere?
Ha domandato di parlare il consigliere Randazzo Alberto. Ne ha facoltà.
RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Sulle modalità di voto: chiedo, sull'emendamento numero 127, il voto segreto, Presidente. Grazie.
PRESIDENTE. E' stato chiesto il voto segreto sull'emendamento numero 127, quindi non sono possibili dichiarazioni di voto, se non per la dichiarazione di astensione. Onorevole Vargiu? Se tutti i colleghi sono al loro posto, dichiaro aperta la votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 127.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 53
votanti 51
astenuti 2
maggioranza 26
favorevoli 15
contrari 36
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Amadu - Balia - Barracciu - Biancu - Caligaris - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Davoli - Diana - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Ibba - La Spisa - Lai Renato - Licheri - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Moro - Orrù - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo Alberto - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Uras - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Cuccu Giuseppe - Lai Silvio.)
Passiamo, sempre sull'articolo 14, all'esame dell'emendamento numero 640, soppressivo parziale. Il comma sette: il programma è realizzato… dalle parole "al programma realizzato" alle parole "enti pubblici" è soppresso E' stata chiesta la controprova.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Io voterò a favore dell'emendamento soppressivo parziale, perché il comma sette dell'articolo 14, che si pone come obiettivo quello del rifinanziamento del cosiddetto progetto "Sardegna fatti bella", a mio giudizio riesce a cogliere un aspetto positivo, che è quello di ritenere che il progetto "Sardegna fatti bella" abbia determinato un risultato, che è ancora in atto, ma che è evidente, abbastanza interessante e brillante nei Comuni della Sardegna. Se noi oggi andiamo … non si sente Presidente… e quindi le dicevo, a mio giudizio stiamo andando ad eliminare proprio la parte più qualificante, la parte utile del progetto "Sardegna fatti bella", che era quella di disporre, nell'utilizzo del progetto, le risorse organizzative degli enti locali. Se sarà la Regione a dover d'ora in poi appaltare i servizi, esternalizzandoli verso imprese esterne, io credo che davvero siamo al capolinea, cioè non ha significato alcuno, e per di più non riusciamo ad ottenere quel risultato di territorializzazione occupazionale, che utilmente si è ottenuto con il progetto "Sardegna fatti bella". Io credo che prima di proporre un comma come il comma sette, sarebbe stato utile, interessante, per tutto il Consiglio regionale, andare a fare una verifica su quello che si sta realizzando nei Comuni della Sardegna in termini di recupero e di risanamento ambientale con questi interventi. Noi abbiamo qualcosa come 800 forse 1000 persone oggi occupate e non si capisce questa occupazione, che tra l'altro era stata garantita con una tipologia di almeno 12 mesi, che fine farà. Cioè abbiamo creato degli ulteriori precari, e non stiamo dando loro alcuna possibilità di prosieguo, una volta che hanno acquisito questa professionalità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì Presidente, anche io voto in maniera serena a favore dell'emendamento soppressivo, per vari motivi. Perché una volta che noi avessimo acclarato che "Sardegna fatti bella" ha raggiunto gli obiettivi che si presupponeva dovesse raggiungere, cosa sulla quale abbiamo forti dubbi e significative riserve, dovremmo chiederci se il meccanismo di spesa del denaro e di reclutamento delle professionalità, che "Sardegna fatti bella" ha avuto, era o non era un meccanismo positivo. Nel senso che voi, attraverso la riscrittura del comma sette, sostanzialmente dite che preferite utilizzare dei meccanismi differenti rispetto a quelli avuti in passato. Ora, intanto, noi vi diciamo che preferivamo il meccanismo che avesse i Comuni come punto di riferimento, perché all'interno delle municipalità esiste una valutazione del bisogno, che è tale, che consente di dare risposte più immediate a quelle che sono le esigenze della popolazione e dei cittadini, e che probabilmente valutazioni di questo genere sarebbero state fatte con maggior significato, se noi le avessimo avute bene a mente, quando abbiamo ragionato sui 250 euro di elemosina regionale da distribuire ai 20 mila sardi sfortunati. Oltre a questo, c'è anche il dubbio che il meccanismo stesso che voi proponete all'interno del comma non sia neanche legittimo, nel senso che, nel momento in cui andate ad effettuare l'affidamento dei lavori, ci sono delle normative che comunque comportano che questo affidamento avvenga attraverso selezioni pubbliche, attraverso meccanismi che sono diversi rispetto a quelli previsti l'anno scorso e che comunque comportano una procedura di evidenza pubblica, e le procedure di evidenza pubblica difficilmente possono correre il rischio di limitazioni, quali voi ponete all'interno del comma sette, che sono quelle che vi proponiamo di eliminare sostanzialmente. Perché, voi dite: l'affidamento viene dato a società che abbiano come obiettivo quello della stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili. Il che significa che stiamo riproponendo, per un anno, meccanismi simili a quelli che in passato hanno causato il precariato, di cui oggi ci stiamo occupando. Quindi, quello che dice l'assessore Dadea: mai più precari nella Regione, è esattamente il contrario di quanto voi supponete di fare all'interno di questo comma, di cui vi chiediamo di sopprimere perlomeno la parte che creerebbe danni più significativi.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Vargiu. E' in votazione l'emendamento numero 640.
Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
E' in votazione l'emendamento numero 641.
Poiché nessuno ha domandato di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Dobbiamo votare il comma 7 dell'articolo 14.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sulle modalità di voto, Presidente, chiedo il voto a scrutinio elettronico palese.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
DADEA, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì Presidente, per proporre all'Aula una migliore formulazione dell'ultima parte del comma, quello che è stato oggetto anche di osservazioni da parte degli ultimi intervenuti, e cioè l'ultimo capoverso da "il programma è realizzato attraverso l'affidamento a soggetti privati" per proporre all'Aula una formulazione più aderente e anche più corretta. Quello che si propone all'Aula è questo: "Il programma è realizzato attraverso l'affidamento a soggetti privati che abbiano convenzioni o abbiano posto in essere convenzioni con la Regione, per la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili e/o a soggetti pubblici".
PRESIDENTE. Bene, c'è una proposta di emendamento orale dell'Assessore Dadea. Se non ci sono contrarietà metto in votazione il comma 7 con la nuova formulazione.
Metto in votazione il comma 7. Chi lo approva alzi la mano… è stato chiesto il voto elettronico palese, io non l'avevo percepito. Se i colleghi sono al loro posto dichiaro aperta la votazione… onorevole Pittalis, su che cosa?
PITTALIS (Gruppo Misto). Sul comma che stiamo votando.
PRESIDENTE. Che cosa, onorevole Pittalis, sul comma che stiamo votando?
PITTALIS (Gruppo Misto). Sull'emendamento orale proposto dall'Assessore Dadea.
PRESIDENTE. Abbia pazienza, l'abbiamo anche già votato onorevole Pittalis, poi io mi sono purtroppo distratto e non ho sentito… le dichiarazione di voto erano finite, non si è iscritto nessuno.
PITTALIS (Gruppo Misto). Un chiarimento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Solo per rilevare che siamo d'accordo sull'emendamento orale, ma vedo che nella stabilizzazione di lavoratori precari qui non si indica alcun termine, né i 36 mesi, né i 24, né i 18, ma quelli che ci sono stati anche per un solo giorno. Questo a futura memoria, Assessore.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la votazione.
SALERNO, Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Scusi Presidente…
PRESIDENTE. Su che cosa Assessore?... stiamo votando.
SALERNO, Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Per dare dei chiarimenti.
PRESIDENTE. Va bene Assessore, chiarimenti ne stanno chiedendo continuamente, i chiarimenti si danno nella fase della discussione. E' stato chiarito che cosa contiene l'emendamento orale. Dichiaro aperta la votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del comma 7, articolo 14.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Giagu - Lai Silvio - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Diana - La Spisa - Lombardo - Moro - Petrini - Pileri - Pisano - Rassu - Sanjust - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Lai Renato - Marracini - Pittalis.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 53
Votanti 50
astenuti 3
maggioranza 26
favorevoli 38
contrari 12
(Il Consiglio approva).
Dobbiamo votare l'emendamento numero 962 della Giunta regionale. L'emendamento numero 876 è compreso nell'emendamento numero 962, quindi votando il numero 962 comprendiamo anche il contenuto dell'emendamento numero 876.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Sì, io voterò contro l'emendamento numero 962 della Giunta regionale, che di fatto introduce uno sconto a se stessa, nel senso che dei 15 milioni di euro che sono destinati al progetto "Sardegna fatti bella" e quindi alla riedizione di tale progetto "Sardegna fatti bella", 4 milioni e 550 mila euro vengono scorporati per essere destinati all'esecuzione parziale del progetto del Parco geominerario, quindi i destinatari sono i lavoratori socialmente utili, quelli relativi ovviamente al progetto "Asinara". Pertanto mi pare una riduzione in termini dell'intervento stesso, quando questo finanziamento si sarebbe potuto facilmente recuperare in quello che è il budget già disponibile del progetto relativo al Parco geominerario. Non si riesce a capire quale è l'intendimento, perché questo sconto a se stessi? Che poi si traduce in una diminuzione di occupazione, cosa che non riusciamo veramente ad intendere. Ecco perché voterò contro.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pisano. E' in votazione l'emendamento numero 962.
Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 13 che era rimasto sospeso perché conteneva tutta una serie di elementi che facevano riferimento ad altri articoli. Gli emendamenti sono a partire dalla pagina 342 nel fascicolo dell'articolo 13. All'articolo 13 sono stati presentati i seguenti emendamenti: il soppressivo totale numero 125, il soppressivo parziale numero 909, i sostitutivi parziali numero 622, 623, 624, 625, 626, 627, 618, 619, 620, gli aggiuntivi numero 629, 630, 55, 628 che è uguale al 631, e il 621. Naturalmente, come tutti i colleghi ricordano, essendo questo un articolo che contiene una serie di riferimenti finanziari ad altri articoli ovviamente il testo verrà coordinato per le cifre sulla base delle determinazioni del Consiglio approvate.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 13 e dei relativi emendamenti:
Art. 13
Investimenti nella qualità ambientale, urbana e per l'occupazione
1. La Regione, con una serie integrata di interventi, intende promuovere la qualità ambientale-urbana quale presupposto infrastrutturale di sviluppo del territorio e quale risposta immediata alle esigenze di occupazione. Gli interventi devono essere coerenti con il Piano paesaggistico regionale, con lo sviluppo sostenibile e con progetti integrati di sviluppo locale.
2. A tal fine sono promosse una serie di azioni per un ammontare complessivo, nell'anno 2007, di euro 412.000.000.
3. Concorrono al programma di investimenti i seguenti interventi:
a) euro 50.000.000 di cui all'articolo 10, comma 1 - Fondo di coesione e competitività;
b) euro 5.000.000 di cui all'articolo 11, comma 5 - Informatizzazione catasti;
c) euro 4.000.000 di cui all'articolo 14, comma 1 - Parchi, riserve e monumenti naturali;
e) euro 10.000.000 di cui all'articolo 14, comma 3 - Bonifica e ripristino aree minerarie dismesse;
f) euro 10.000.000 di cui all'articolo 14, comma 6 - Sostenibilità ambientale nel campo energetico;
g) euro 15.000.000 di cui all'articolo 14, comma 7 - Salvaguardia, risanamento e valorizzazione del patrimonio ecologico ambientale;
h) euro 3.000.000 di cui all'articolo 14, comma 8 - Ripristino e valorizzazione compendi lagunari e stagnali;
i) euro 3.000.000 di cui all'articolo 20, comma 8 - Filiera agro-energetica - Biodiesel;
l) euro 15.000.000 di cui all'articolo 22, comma 2, lettera a) - Valorizzazione immobili (Posadas);
m) euro 5.000.000 di cui all'articolo 22, comma 2, lettera b) - Riqualificazione e valorizzazione ricettiva delle seconde case;
n) euro 15.000.000 di cui all'articolo 23, comma 1 - Diffusione dell'energia rinnovabile;
p) euro 100.000.000 di cui all'articolo 32, comma 8 - Programma straordinario di edilizia abitativa;
q) euro 15.000.000 di cui all'articolo 4 della legge regionale n. 29 del 1998 - Centri storici;
t) euro 100.000.000 di cui all'articolo 5 della legge regionale n. 4 del 2006 - Fondo di coesione e competitività.
Emendamento soppressivo totale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 13
L'art. 13 è soppresso. (125)
Emendamento soppressivo parziale Giunta regionale.
Articolo 13
Al comma 3 la lett. r) è soppressa.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB
In diminuzione
UPB (909)
Emendamento sostitutivo parziale CONTU - La Spisa - Ladu - VARGIU - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.
Articolo 13
Nel comma 3 alla lettera d) la somma di Euro 3.000.000 è rideterminata in Euro 6.000.000
Copertura Finanziaria
In Aumento
UPB S04.06.002-cap. SC04.1287 Anno 2007 Euro 3.000.000
In Diminuzione
UPB S08.01.002-cap.080024 Anno 2007 Euro 3.000.000
(mediante riduzione delle voci della Tabella A) della Finanziaria - FNOL). (622)
Emendamento sostitutivo parziale Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini
Articolo 13
Nel comma 3 alla lettera f) la somma di Euro 10.000.000 è rideterminata in Euro 12.000.000
Copertura Finanziaria
In Aumento
UPB S04.07.008-cap. SC04.1621
Anno 2007
Euro 2.000.000
In Diminuzione
UPB S08.01.002-cap. 08.0024
Anno 2007
Euro 2.000.000
(mediante riduzione delle voci della Tabella A) della Finanziaria - FNOL). (623)
Emendamento sostitutivo parziale Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini
Articolo 13
Nel comma 3 alla lettera i) la somma di Euro 3.000.000 è rìdeterminata in Euro 4.000.000
Copertura Finanziaria
In Aumento
UPB S06.02.003-cap. SC06.0212 Anno 2007 Euro 1.000.000
In Diminuzione
UPB S08.01.002-cap. 080024 Anno 2007 Euro 1.000.000
(mediante riduzione delle voci della Tabella A) della Finanziaria - FNOL). (624)
Emendamento sostitutivo parziale Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini
Articolo 13
Nel comma 3 alla lettera m) la somma di Euro 5.000.000 è rideterminata in Euro 6.000.000
Copertura Finanziaria
In Aumento
UPB S06.02.004-cap. SC06.0245 Anno 2007 Euro 1.000.000
In Diminuzione
UPB S08.01.002-cap.08.0024 Anno 2007 Euro 1.000.000
(mediante riduzione delle voci della Tabella A) della Finanziaria - FNOL). (625)
Emendamento sostitutivo parziale Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.
Articolo 13
Nel comma 3 alla lettera n) la somma di Euro 15.000.000 è rideterminata in Euro 18.000.000
Copertura Finanziaria
In Aumento
UPB S04.01.003-cap. SC04.0026 Anno 2007 Euro 3.000.000
In Diminuzione
UPB S08.01.002-cap 08.0024 Anno 2007 Euro 3.000.000
(mediante riduzione delle voci della Tabella A) della Finanziaria - FNOL). (626)
Emendamento sostitutivo parziale Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.
Articolo 13
Nel comma 3 alla lettera o) la somma di Euro 25.000.000 è rideterminata in Euro 35.000.000
Copertura Finanziaria
In Aumento
UPB S05.01.003-capp. SC05.0053/06 Anno 2007 Euro 10.000.000
In Diminuzione
UPB S08.01.002-cap 08.0024 Anno 2007 Euro 10.000.000
(mediante riduzione delle voci della Tabella A) della Finanziaria - FNOL). (627)
Emendamento sostitutivo parziale Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.
Articolo 13
Nel comma 3 alla lettera q) la somma di Euro 15.000.000 è rideterminata in Euro 16.000.000. (618)
Emendamento sostitutivo parziale Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.
Articolo 13
Nel comma 3 alla lettera r) la somma di Euro 30.000.000 è rideterminata in Euro 50.000.000. (619)
Emendamento sostitutivo parziale Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.
Articolo 13
Nel comma 3 alla lettera s) la somma di Euro 4.000.000 è rideterminata in Euro 5.000.000. (620)
Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.
Articolo 13
Nel titolo dell'articolo dopo le parole "investimenti nella qualità ambientale" sono aggiunte le parole "ed identitaria". (629)
Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.
Articolo 13
Nel comma 1 dopo le parole "intende promuovere" sono aggiunte le parole "d'intesa con le amministrazioni locali interessate". (630).
Emendamento aggiuntivo Maninchedda - Balia - Masia - Salis - Serra Salvatore - Pittalis - Lai Renato - Marracini - Atzeri.
Articolo 13
Dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:
2 bis Una quota ulteriore, rispetto alle risorse già previste per gli interventi programmati e in essere nella Provincia di Nuoro, pari almeno al cinque per cento delle disponibilità recate dalla UPB S04.08.007 - capitolo SC04.1918, è destinata ad attività di forestazione nelle aree del Marghine, dell'Alta Valle del Tirso e della Baronia, con l'impiego prioritario di personale proveniente dalle imprese in crisi del territorio. (55)
Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.
Articolo 13
Nel comma 3 alla lettera q) dopo le parole "Centri storici;" sono aggiunte le seguenti parole " Di cui nei centri storici euro 4.000.000 sono indirizzati alla realizzazione della toponomastica in lingua sarda o comunque tutelata dalla legge regionale in materia linguistica. (628)
Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.
Articolo 13
Nel comma 3 alla lettera q) dopo le parole "Centri storici;" sono aggiunte le seguenti parole " Di cui nei centri storici euro 4.000.000 sono indirizzati alla realizzazione della toponomastica in lingua sarda o comunque tutelata dalla legge regionale in materia linguistica". (631)
Emendamento aggiuntivo Contu - La Spisa - Ladu - Vargiu - Randazzo Alberto - Cappai - Rassu - Diana - Artizzu - Farigu - Murgioni - Sanjust - Pileri - Liori - Petrini.
Articolo 13
Nel comma 3 alla lettera r) dopo le parole "inoccupate e disoccupate;" sono aggiunte le seguenti parole "Nel programma un terzo della cifra stanziata dovrà essere destinato a sostegno di progetti per scavi archeologici relativi alla cultura nuragica." (621).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Non tedierò il Consiglio utilizzando interamente i minuti a mia disposizione. Voglio soltanto utilizzare questo tempo della discussione generale sull'articolo per illustrare un emendamento a firma mia e dei colleghi Balia, Masia, Salis, Serra, Pittalis, Lai, Marracini e Atzeri.
L'articolo 13 porta il titolo "investimenti nella qualità ambientale, urbana e per l'occupazione". Vorrei richiamare l'attenzione del Consiglio su alcuni dati che talvolta sfuggono al dibattito politico ordinario. Vi sono delle aree dell'alto Oristanese, del Marghine, del basso Goceano fino al retroterra della Baronia che sono state le più depredate, le più disboscate, a fine '800…
Chiedo scusa, Presidente, lei capisca…
PRESIDENTE. Chiedo scusa io a lei, onorevole Maninchedda, ma io oltre il richiamo non riesco a fare… compresi gli Assessori, per gentilezza.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). No, no, capisco perfettamente, non è un problema.
PRESIDENTE. Assessore Mannoni, assessore Broccia, vi chiedo scusa ma giustamente i colleghi richiamano l'attenzione di tutti. Colleghi, per gentilezza. Prego, onorevole Maninchedda.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Dicevo che ci sono zone dell'alto Oristanese, del Marghine, del basso Goceano fino al retroterra della Baronia che sono state le più impegnate quando in Sardegna venne creata, a fine '800, la più importante infrastruttura che è la ferrovia. Queste zone risultavano a quei tempi boscose, i toponimi li riportano integralmente come tali per la presenza continua del cervo, eccetera, eccetera. Bene, queste zone sono anche quelle in cui insistono dei SIC e se andiamo a sommare la superficie dei SIC del Marghine, del Goceano e della Alta Valle del Tirso noi abbiamo la più vasta area che sia dentro i SIC della Sardegna. E il fatto che siano stati qualificati in questo modo dice anche che c'è un pregio. Io non condivido quanto è stato detto nelle polemiche oggi recenti sui giornali che assimilano i SIC ai parchi. Bene ha fatto la Giunta a precisare quest'aspetto e anche a precisare che in attorno ai SIC ci sono poi risorse europee che verranno impegnate nello sviluppo locale e che i piani di gestione nascono da una procedura di concertazione e che c'è un tavolo nazionale che inserisce questa procedura…
Presidente, scusi, quanto tempo ho a disposizione?
PRESIDENTE. Ha a disposizione altri minuti, onorevole Maninchedda.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). No, perché sta lampeggiando. Comunque, sto concludendo.
PRESIDENTE. Sì, c'è stato disguido tecnico.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Questa zona, quindi, riconosciuta come di pregio ambientale, è una zona però dove insistono circa il 35 per cento delle imprese agro-pastorali della Provincia di Nuoro, imprese prevalentemente di piccole dimensioni che chiaramente possono lavorare e possono avere un futuro soltanto affidandosi alla multifunzionalità e in questo senso la Regione le spinge perché non possono continuare solo a fare allevamento, soprattutto anche allevamento con l'intensità con cui lo si fa. Bene, è molto difficile fare multifunzionalità quando non si ha ombra, quando non si ha bosco. Il senso dell'emendamento è impegnare la Regione Sardegna a mantenere una linea programmatica, presa in campagna elettorale, di aumento della superficie boscata nelle zone che tra l'altro lo erano già in precedenza. Il bosco in quella zona è l'unica strada per il recupero effettivo della multifunzionalità. Vorrei ricordare che tra il Marghine e la bassa Baronia, cioè la filiera della vecchia 129, insiste il 70 per cento del patrimonio archeologico della Provincia di Nuoro. Allora, questo patrimonio archeologico oggi non è accessibile, è in campo aperto e non è circondato da un assetto naturale che prima c'era. L'emendamento ha questo intendimento; dice anche che il lavoro che verrà prodotto prevalentemente dà una priorità a chi viene espulso dall'industria. Accetto che la Giunta volesse considerare quest'indicazione come accoglibile in termini programmatici ma non determinando oggi le risorse; accetto anche che l'emendamento possa essere corretto in un emendamento anche programmatico, purché ci sia un chiaro impegno politico che la forestazione in quella zona è un dovere pubblico dello Stato e della Regione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Maninchedda.
E' iscritto a parlare il consigliere Licheri. Ne ha facoltà.
LICHERI (Sinistra Autonomista). Grazie, signor Presidente. Per un chiarimento. Noi abbiamo presentato un emendamento, il numero 75, alla tabella c che corrisponde perfettamente alla lettera s) dell'articolo 13, e riguarda la legge regionale 16 dicembre 2005, numero 22 sulla protezione e decontaminazione dei siti inquinati dall'amianto, e quindi vorremmo sapere se quest'emendamento può essere accorpato all'articolo 13. Perché, chiaramente, se discutiamo prima l'articolo 13, decade automaticamente. Chiedo quindi se possiamo trasportarlo all'articolo 13 perché è la stessa materia; è identico poi alla lettera s) dell'articolo. E' il numero 75 della tabella c. Grazie.
(Si riporta si seguito il testo dell'emendamento:
Emendamento sostitutivo parziale Licheri - Cuccu - Calledda - Corda - Sanna Alberto - Serra - Uggias.
Tabella C)
Nella tabella C) l'importo di 4.000.000 di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008, 2009 e 2010 relativo alla UPB S04.06.003 capitolo SC04.1319 (l.r. 22/05 protezione dell'ambiente da pericoli derivanti dall'amianto) è sostituito dal seguente 10.000.0000.
Copertura finanziaria
Mediante riduzione della UPB S01.03.010
Finanziamenti destinati alla programmazione negoziata e ai PIA. (75).)
PRESIDENTE. Sì, infatti, l'unica parte che rimaneva non definita dell'articolo 13 nei suoi contenuti è, appunto, la lettera s che è modificata dall'emendamento numero 75 alla tabella C, che dobbiamo votare per primo perché all'articolo 13 è stato presentato l'emendamento soppressivo totale numero 125. Tutti i soppressivi parziali decadono perché le materie trattate dai sostitutivi parziali sono state già trattate negli altri articoli a cui si fa riferimento e approvati, e quindi sono decaduti.
Allora, noi dovremo votare prima l'emendamento numero 75, che è modificativo della lettera s, dopodiché votiamo il testo e poi gli aggiuntivi. L'emendamento numero 75 i colleghi lo trovano nel fascicolo degli emendamenti agli articoli 32, 32 bis e tabelle ed è l'ultimo emendamento del fascicolo. Emendamento numero 75, firmatari Licheri, Cuccu, Calledda, Corda, Sanna Alberto, Serra e Uggias, per il quale chiediamo il parere al relatore…
No, chiedo scusa. E' finita la discussione sull'articolo e sugli emendamenti, quindi chiediamo al relatore il parere sull'emendamento numero 75 e su tutti gli emendamenti aggiuntivi a partire dal 629, ma li vediamo dopo. Sul "75", onorevole Cucca. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Il parere sull'emendamento numero 75 è contrario, con invito al ritiro. Il parere è contrario sugli emendamenti numero 629, 630, 55 con invito al ritiro, 628, 631 e 621.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
DADEA, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello del Presidente della Commissione.
PRESIDENTE. Siamo in votazione dell'emendamento numero 75.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Io voterò a favore dell'emendamento numero 75 proposto dal collega Licheri e da altri colleghi, e voglio proprio cogliere l'occasione per fare anche una puntualizzazione. Noi siamo di fronte ad una constatazione quasi amara relativa alla funzionalità della legge che è stata approvata ormai quasi due anni fa, ed è relativa alle bonifiche dell'amianto in Sardegna. Noi allo stato attuale, ad oggi, non siamo riusciti ancora a spendere un euro su questa legge e l'unico atto, mi pare, che sia stato posto in essere dall'Amministrazione regionale - per quel che ho potuto vedere dalle delibere della Giunta - è stato un riparto a favore delle Province. Cioè, a titolo di acconto per l'anno 2007, mi pare di aver letto, è stata devoluta alle Province il finanziamento esistente. Una constatazione amara se si considera che queste cose, è facile anche ripeterlo, noi le avevamo dette; avevamo detto: "In questo modo la legge non potrà funzionare", e l'urgenza che vi era di smaltire l'amianto nei Comuni della Sardegna è rimasta un'urgenza ancora più grave, ancora più grande. Noi siamo di fronte a dei cittadini che oggi non possono utilizzare alcuno strumento per poter essere ottemperanti rispetto alla norma stessa e che quindi devono sottostare a dei costi privati propri, per lo smaltimento, che sono veramente inaccettabili. Ecco, credo che valga la pena di richiamare l'attenzione di tutti per capire che cosa si possa fare, al di là dell'incrementare la dotazione finanziaria, che pure approviamo, portandola da 4 milioni di euro a 10 milioni di euro per anno, ma al di là di questo, il cittadino vuole risposte concrete, quindi l'applicazione della legge.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licheri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICHERI (Sinistra Autonomista). Grazie. Intanto perché c'è il parere contrario, si chiede il ritiro, non abbiamo capito qual è la motivazione. Noi abbiamo presentato questo emendamento che, come ho detto prima, tratta la questione della bonifica dell'amianto ai fini dei pericoli, ai fini della difesa dell'ambiente, in particolar modo anche della salute dei cittadini, è un'emergenza nella nostra Regione. Tra l'altro si potrebbe intervenire anche attraverso gli enti locali con una norma che noi abbiamo approvato nel 2005, che è molto avanzata anche rispetto al panorama nazionale. Quindi sarebbe anche un incentivo ai Comuni, soprattutto per intervenire nei locali pubblici, nelle scuole, negli ospedali e quant'altro. Non abbiamo pertanto capito qual è la motivazione, se è di tipo finanziario, se è esclusivamente di tipo finanziario. Ma vedendo come abbiamo condotto questa finanziaria, proprio in questi ultimi due giorni, in cui abbiamo visto tutta una serie di capannelli e quindi anche di botteghe, che vanno dalle questioni della sanità, sino alle ultime del precariato, stride il fatto che la Giunta non dà una risposta concreta, su una legge approvata appena un anno fa.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Rapidamente, per dire che è singolare che a distanza ormai i due anni abbondanti dall'approvazione della legge, questa legge, di fatto, ancora non viene finanziata. Ricordo che nel dicembre... io vorrei che l'Assessore seguisse la discussione, grazie. Nel dicembre del 2005 tutti fummo d'accordo con l'idea di approvare la legge nonostante ci fossero soltanto 600 mila euro per la redazione del Piano. Eravamo a fine anno, però l'impegno fu già da allora preso da parte della Giunta e del Consiglio, a finanziare quella legge con la prossima legge finanziaria, cioè con quella del 2006, passata però in cavalleria. Adesso siamo nel 2007 e siamo punto e a capo.
C'è stato un convegno importante regionale qualche mese fa, ad Arborea, proprio sui pericoli derivanti dall'amianto per la salute dei cittadini. A questo convegno hanno partecipato anche gli assessori Morittu e Dirindin e in quella occasione proprio gli assessori Morittu e Dirindin hanno assunto l'impegno di far partire questa legge. E' certo però che con 4 milioni di euro questa legge resta al palo. Io dico semplicemente questo: non è accettabile che ci siano leggi finanziate che non ci sono, c'è una legge finanziata da due anni - parlo della legge sui parchi - che non c'è; sono 24 milioni di euro anche quest'anno, l'anno scorso fermi senza spenderli, quest'anno non li spenderemo ugualmente, perché non ci arriveremo entro quest'anno ad avere una legge ed essere in grado di farla partire. Abbiamo viceversa una legge che c'è, che riguarda la salute di tutti i cittadini e che non è finanziata. Io voglio una risposta: chiedo 6 milioni di euro, perché noi proponiamo di passare da 4 a 10 milioni, e chiedo che questi 6 milioni di euro vengano spostati dalla legge sui parchi, che non c'è, alla legge sull'amianto, che c'è e che non ha risorse affinché funzioni, e che tutti i cittadini sardi aspettano che sia messa in pratica. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Calledda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALLEDDA (D.S.). Io credo che dobbiamo fare una riflessione seria in quest'Aula, cari colleghi. E' una delle poche leggi di iniziativa consiliare, approvata in Commissione e in Aula all'unanimità, con qualche astensione, forse, comunque in ogni caso la riflessione che voglio fare è la seguente, stando anche alle considerazioni dell'onorevole Pisano. Io mi chiedo: sull'amianto, essendo un problema ormai noto a tutti i mali che ha creato ai lavoratori che hanno avuto la sfortuna di lavorare in determinate realtà, noi abbiamo una legge che credo sia una legge moderna, che si impone di affrontare soprattutto l'elemento delle bonifiche, e noi siamo qui a discutere ancora oggi, dopo tutta una serie di promesse fatte dalla Giunta regionale, che non ci sono le risorse per mandare avanti questa legge. Io credo che questo sia anacronistico, questa non è una cosa che risolve il problema di questo o di quell'altro territorio, questo è un problema che riguarda l'intera Regione. Allora, io credo che il collega Sanna, quando ha posto questo problema, non l'abbia posto solo ed esclusivamente perché è una cosa che riguarda l'Oristanese o qualche altra realtà della Sardegna, ma che riguarda l'insieme della nostra Regione. Allora, Assessore, mi permetta di fare una riflessione seria, perché diversamente nessuno di noi si permetterà da qui a qualche mese di presentare leggi di iniziativa consiliare, perché sappiamo già da adesso che è inutile lavorare, ragionare e studiare rispetto ai problemi che ci sono in Sardegna. Io credo che la Giunta, rispetto a questo problema, debba risolvere la questione perché è urgente e c'è attesa in tutta la Sardegna. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Io voto a favore di quest'emendamento, ed è un voto che è anche di provocazione, perché i colleghi del centrosinistra dimostrano di avere memoria corta. Noi votammo contro la legge sull'amianto con motivazioni sostanzialmente simili a quelle che oggi porta il collega Sanna nel senso che noi dicemmo a suo tempo: "il problema della Sardegna è che c'è amianto da smaltire perché se l'amianto fa male alla salute dobbiamo smaltirlo". Se voi fate 100 metri, la copertura del cine teatro Nuovo Olimpia, quindi a 100 metri dal Consiglio regionale è una grande tegolata di eternit che sicuramente quando piove rilava fibre d'amianto, che arriveranno probabilmente anche nelle auliche narici dei consiglieri regionali e di chiunque abita nel quartiere. Quindi il problema era smaltire l'amianto. Voi avete utilizzato uno strumento, la legge sull'amianto, che mentre noi l'abbiamo osteggiata perché era una legge che triplicava, moltiplicava le Commissioni, i controlli, i controllati: Commissione provinciale per l'amianto, Commissione regionale per l'amianto, Piano regionale per lo smaltimento dell'amianto, contestualmente vi abbiamo chiesto, collega Sanna, che ci venisse detto quanti metri quadri di amianto di copertura sarebbero stati smaltiti con quella legge. Il sospetto forte che noi abbiamo è che con quella legge, metri quadri d'amianto non ne siano stati smaltiti. Quindi, siccome la legge aveva come obiettivo non quello di coinvolgere il Consiglio e l'attività legislativa, ma di eliminare l'amianto dalle strade, dai tetti, dalle case dei sardi, quella legge non ha raggiunto l'obiettivo. Noi oggi siamo probabilmente in una situazione per cui, se la Giunta venisse a riferirci i metri quadri di amianto smaltiti, dovremmo dire che i Riformatori, quando ponevano il problema che quella legge non poteva funzionare perché oberata di gabbie burocratiche al suo interno che rendevano assai difficile il raggiungimento dell'obiettivo per cui nasceva, purtroppo hanno avuto ragione. Quindi quello che noi dovremmo fare oggi è dire che quel tipo di legge probabilmente, strutturalmente non funziona, e sottolineare che noi mettiamo fondi affinché i privati e anche gli enti pubblici, perché gli enti pubblici hanno un problema analogo, a sportello abbiano i soldi con cui smaltiscono l'amianto. Io ne ho smaltito un metro e mezzo in casa mia, ho speso 1.500 euro perché me lo portassero via. Non so quanti cittadini sardi hanno la stessa possibilità di smaltire l'amianto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì Presidente. Voterò a favore di quest'emendamento per tre ragioni: innanzitutto perché veramente si occupa di una questione di carattere ambientale, con dei risvolti sulla salute molto importanti e anche sul piano sociale. Gli interventi degli onorevoli Licheri, Sanna e Calledda sono stati accurati e accorati, e quindi ritengo che si debba fare uno sforzo, anche perché questa è una legge che abbiamo voluto noi in questa legislatura con un voto del Consiglio. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Grazie Presidente. Voglio innanzitutto dire questo: avrei preferito che quest'emendamento fosse firmato da tutta la Commissione in quanto tutta la Commissione si è espressa favorevolmente in sede di audizione degli Assessori all'ambiente, alla sanità, all'agricoltura, ma principalmente dell'Assessore all'ambiente, sul fatto che era indispensabile e necessario potenziare i fondi destinati alla legge sull'amianto, giustificando il fatto che erano allocati dei fondi, 20 milioni di euro, destinati alla legge sui parchi, dove ancora non esiste né una legge né buona parte di quei parchi. Con questo non voglio dire assolutamente che i fondi allocati per i parchi devono essere tolti. Comunque sia, l'amianto è un'emergenza e se è un'emergenza bisogna affrontarla con tutti i criteri e con tutti i mezzi in cui le emergenze vengono affrontate.
PRESIDENTE. Onorevole Rassu, aspetti che disturbiamo la riunione, onorevole Rassu, aspetti un attimo. Vi sembra normale? Aspettiamo, non c'è problema, non abbiamo fretta. Si può anche uscire fuori per fare le riunioni di tipo diverso da quelle che sono previste dall'Aula. Continuiamo, continuiamo...
RASSU (F.I.). Se vuole, Presidente, io rinuncio all'intervento, magari...
PRESIDENTE. No onorevole Rassu, aspetti... colleghi, per gentilezza, se ci sediamo e non diamo le spalle alla Presidenza possiamo anche riprendere i lavori. E se ci accomodiamo fuori per parlare di altre cose è ancora meglio probabilmente.
Prego onorevole Rassu, continui il suo intervento.
RASSU (F.I.). Dicevo, l'amianto è un'emergenza e in base a questa emergenza è stata esitata una legge da questo Consiglio regionale che ne specificava tutti gli aspetti, sia dell'urgenza, sia dell'emergenza, affinché si potessero giustamente attuare e attivare tutte quelle azioni necessarie per lo smaltimento, specialmente nei siti industriali e in quei luoghi pubblici, parlo di alcune scuole, di alcuni posti pubblici in Sardegna che risultano ancora coperti dai famigerati fogli di eternit. Ma non solo, esistono anche centinaia e centinaia di case di civile abitazione o di aziende agropastorali che purtroppo negli anni scorsi hanno utilizzato questo famigerato materiale. Ed allora, se emergenza è, se esiste la legge, si dica chiaramente se la volontà politica è quella di dare attuazione alla legge, la si doti dei fondi, non dico necessari, ma almeno in parte sufficienti, affinché l'emergenza venga affrontata, oppure si dica chiaramente se anche questa è una legge propaganda, una legge per dare fumo negli occhi alla gente e comunque sta nei cassetti come sta tutt'ora, senza che ne sia data attuazione. Quindi voto a favore dell'emendamento. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Per annunciare il mio voto favorevole e ringraziare i proponenti per aver mantenuto l'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PILERI (F.I.). Sì, anch'io mi associo al voto favorevole di quest'emendamento perché effettivamente, come ha detto il collega Rassu, abbiamo la legge regionale, se non ricordo male la numero 22, che dovrebbe risolvere un problema che è latente, che viene sottovalutato, ma che è una bomba e allora credo che con i fondi stanziati in questa finanziaria e cioè 4 milioni di euro non si riesca...
PRESIDENTE. Per gentilezza, onorevole Calledda, onorevole Marrocu!
PILERI (F.I.). Non si possono ottenere risultati apprezzabili anche perché facendo un conto molto spicciolo è ovvio che quello che diceva prima l'onorevole Vargiu sui costi di smaltimento era riferito a una quantità molto piccola, ma normalmente facendo un conteggio di smaltimento intorno ai 30 euro a metro quadro, si possono smaltire circa 133 mila metri quadri che sono poco più di venti capannoni industriali e ce ne sono a centinaia in Sardegna, e quindi credo che questi fondi e quest'emendamento che prevede 10 milioni di euro, sia da accogliere favorevolmente e probabilmente sono anche insufficienti anche perché ci possono essere diverse procedure, come quella dell'incapsulamento, qualora non sia possibile la demolizione o la rimozione. Quindi il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Per chiedere, Presidente, e tra l'altro abbiamo disturbato la Presidenza, cinque minuti di sospensione, anche stando in Aula, per quest'emendamento, per la parte ovviamente finanziaria.
PRESIDENTE. L'onorevole Marrocu ha chiesto cinque minuti di sospensione anche in Aula.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). No, Presidente, sulla proposta dell'onorevole Marroccu, per la quale mi dichiaro contrario, perché continuiamo a chiedere sospensioni su sospensioni, su emendamenti che ci trasciniamo da mesi, ed è chiaro ed evidente e adesso c'è anche il dato politico, di una qualche difficoltà, ormai all'attenzione di tutti, di una maggioranza che non riesce a fare quadrato. Si continuano a chiedere sospensioni, e in queste sospensioni si raggiunge l'accordo sugli emendamenti, perché magari c'è un tornaconto su altri emendamenti. Allora io credo che tutto questo non possa appartenere ad una continua richiesta di sospensione.
Volevamo approvare entro oggi la finanziaria, volevamo farlo la notte scorsa, credo che sia arrivato il momento di dire basta. Basta, perché c'è qualcuno che aspetta che questa Regione riprenda, quanto meno, a piccoli passi, a camminare.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Capelli.
Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Sull'ordine dei lavori Presidente. No, non mi pronuncio sull'opportunità o meno di sospendere, ma nell'ipotesi in cui si sospendesse, sospendiamo dieci minuti, un quarto d'ora, così mangiamo un panino, ci rifocilliamo un attimo.
PRESIDENTE. Infatti la previsione era che arrivati a questo punto ci saremmo dovuti comunque fermare. Per cui, se non ci sono osservazioni e se il collega Capelli non dichiara la sua contrarietà alla sospensione dei lavori, a questo punto io proporrei che ci fermiamo adesso e riprendiamo i nostri lavori alle 21 e 30. In questo frattempo speriamo che tutte le materie sospese vengano risolte, e quindi possiamo procedere velocemente all'approvazione dei provvedimenti che abbiamo in discussione.
E' stato predisposto un buffet nel transatlantico, i colleghi che volessero si possono accomodare lì.
(La seduta, sospesa alle ore 20 e 46, viene ripresa alle ore 21 e 50.)
PRESIDENTE. Se i colleghi riprendono posto, riprendiamo i lavori.
Siamo in fase di votazione dell'emendamento numero 75. Erano state completate le dichiarazioni di voto.
Ha domandato di parlare l'assessore Morittu. Ne ha facoltà.
MORITTU, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Grazie Presidente. Per dire ai colleghi firmatari dell'emendamento che la Giunta riconosce le ragioni che sono state portate e che naturalmente sottolineavano l'emergenza e comunque l'esigenza forte di dare una risposta ad un problema annoso, che peraltro questo Consiglio ha riconosciuto tale anche approvando una legge apposita. L'onorevole Sanna ricordava che la Giunta, rappresentata dall'Assessore dell'ambiente, dall'Assessore della sanità, ma in altre circostanze anche dallo stesso Presidente, ha assunto impegno, soprattutto nel territorio di Oristano, che notoriamente è tra i territori, non il solo più colpiti dall'emergenza, diciamo così, "rifiuto amianto", dicevo: ha assunto l'impegno di dare, come dire, concretamente attuazione alla legge. Ricordo che la Giunta regionale, a novembre del 2006, ha deliberato la programmazione di una risorsa, rinveniente dalla legge, di circa 3 milioni e 800 mila euro, per le Province e per il risanamento di alcune scuole, una per ogni Provincia della Sardegna, nonché dei danari per il censimento delle vecchie opere in amianto presenti nelle diverse Province. Ci rendiamo anche conto, naturalmente, che lo stanziamento proposto oggi in bilancio, se fossimo in grado di attuare una spesa, non sarebbe certamente sufficiente, ma dobbiamo anche riconoscere che siamo a metà anno, che non si è attivato ancora il circuito di spesa a seguito della programmazione per il risanamento d'amianto. Riteniamo che per quest'anno la posta di 4 milioni di euro possa essere, diciamo così, almeno sufficiente rispetto alla capacità di spesa, e proponiamo più congrue risorse per le annualità 2008 e 2009, naturalmente con l'impegno anche di attivare le Province, che sono state delegate proprio per questa ricognizione territoriale, affinché procedano nelle operazioni di ricognizione e presentino il quadro del fabbisogno necessario per affrontare questa emergenza ambientale e anche sanitaria. Peraltro sappiamo che è necessario, per affrontare compiutamente… Chiedo solo dieci secondi!
PRESIDENTE. Concluda Assessore.
MORITTU, Assessore tecnicodella difesa dell'ambiente. … per affrontare compiutamente il tema è necessario anche avere a valle un terminale o terminali di smaltimento, altrimenti ci troveremo nelle condizioni, sì, di raccogliere l'amianto in Sardegna, ma di non avere la concreta possibilità poi di smaltirlo. E anche gli impianti di smaltimento, uno in particolare ad Oristano, è in una fase assolutamente conclusiva, giusto per entrare in opera. Quindi riteniamo giusta l'esigenza e proponiamo una tensione finanziaria consistente a partire dal 2008, quando saremo in migliori condizioni per attivare una spesa all'uopo. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie a lei, Assessore.
SANNA ALBERTO (D.S.). Non abbiamo capito gli importi.
PRESIDENTE. La proposta dell'importo è: 4 milioni di euro nel 2007 e l'impegno ad aumentarlo nel 2008 e 2009.
Ha domandato di parlare l'Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Allora, la proposta della Giunta è, come diceva l'assessore Morittu, di lasciare l'importo prestabilito per il 2007, di 4 milioni di euro, per quanto riguarda il 2008 aumentare l'importo di altri 4 milioni di euro, imputandoli all'UPB S08.01.002, voce 8, fondi nuovi oneri legislativi; e per quanto riguarda il 2009 altri 4 milioni di euro. Quindi, sarebbero 8 milioni di euro nel 2008 e 8 milioni di euro nel 2009, imputandoli all'UPB S08.01.002, voce 8, fondi nuovi oneri legislativi.
PRESIDENTE. Assessore, se non capiamo male noi, la copertura finanziaria di 4 milioni di euro era solo per il 2007, quindi non c'è per il 2008, il 2009 e il 2010: è tutto a nuovo il finanziamento. Se non ho capito male io dai testi che ho. Quindi noi stiamo stanziando con la lettera s 4 milioni di euro nel 2007. Ho capito male? 8 milioni di euro nel 2008 e 8 milioni di euro nel 2009 a nuovo, con la copertura finanziaria che lei ha indicato. Colleghi, ho sbagliato io, la copertura finanziaria era prevista anche per il 2008, il 2009 e il 2010 nella tabella di 4 milioni di euro ogni anno. Quindi, la proposta è tenere 4 milioni nel 2007. Esatto, l'abbiamo verificato adesso.
Onorevole Alberto Sanna, lei ha fatto già la sua dichiarazione di voto.
SANNA ALBERTO (D.S.). Io non ho fatto nessuna dichiarazione di voto perché non c'erano le condizioni, io non mi sono espresso…
PRESIDENTE. Come no?! Le assicuro che lei è intervenuto per dichiarazione di voto, perché aveva la parola solo a quel titolo.
SCARPA (Gruppo Misto). C'è una proposta di modifica adesso!
PRESIDENTE. Mi scusi onorevole Sanna, ma lei la dichiarazione di voto l'ha già fatta. Abbia pazienza. Se vuole precisare un attimo qualche cosa sì, altrimenti la dichiarazione di voto lei l'ha già fatta.
SANNA ALBERTO (D.S.). Voglio esprimere la mia opinione alla luce della proposta della Giunta, penso che sia lecito.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Voglio dire che è un segnale importante, e io capisco, e non sono certamente insensibile a questa proposta. Voglio anche fare una mia ulteriore proposta, un suggerimento: siccome la legge prevede due azioni, una finalizzata a risanare i siti di proprietà degli enti pubblici, che sono quelli che richiedono risorse più importanti, l'altra finalizzata a indennizzare fino al 60 per cento i privati che provvedono a risanare le proprie abitazioni e i propri immobili, io proporrei alla Giunta che una quota delle risorse del POR, finalizzate ai risanamenti ambientali, sia indirizzata per questa prima azione, che è la più onerosa e la più importante. Quindi, di destinare interamente i 4, gli 8 e gli 8 del triennio, interamente all'azione a favore dei privati. In questo senso io mi ritengo abbastanza soddisfatto. Grazie.
MORITTU, Assessore tecnicodella difesa dell'ambiente. Presidente, posso rispondere?
PRESIDENTE. Assessore, è tutto molto eccezionale, per cui per cortesia la risposta sia molto veloce.
Ha domandato di parlare l'Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Ne ha facoltà.
MORITTU, Assessore tecnicodella difesa dell'ambiente. Sì, grazie Presidente. Solo una battuta per dire che non possiamo naturalmente destinare le risorse, 4, 8, 8, per i privati. Però, naturalmente, riteniamo che la proposta avanzata possa essere poi valutata da parte della Giunta quando opererà con il programma.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
(E' approvato)
Metto ora in votazione il testo dell'articolo 13. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
A seguito di questa votazione decadono tutti gli emendamenti sostitutivi e soppressivi parziali.
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 55. E' stato chiesto il ritiro dell'emendamento.
Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Presidente, io sono pronto a ritirare l'emendamento, ma ancora non conosco le ragioni per cui mi si chiede di ritirarlo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore tecnicodella difesa dell'ambiente. Ne ha facoltà.
MORITTU, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Sì, grazie Presidente. L'invito al ritiro dell'emendamento da parte della Giunta è un invito che nasce dalla considerazione che gli argomenti e le motivazioni che sono state portate dall'onorevole consigliere a sostegno dell'emendamento, sono coincidenti con l'azione programmatica che la Giunta regionale sta portando avanti, sin dal suo insediamento, in Sardegna. In particolare, per quanto attiene l'aumento delle superfici forestali, vi è uno sforzo da parte della Giunta per andare in questa direzione, e lo sforzo è dimostrato in tanto dall'approntamento e dall'approvazione del Piano forestale ambientale della Sardegna. Piano forestale che, ricordo, è nella sua fase conclusiva di valutazione ambientale strategica, e nella procedura di valutazione ambientale strategica è stato sottoposto a verifica, a confronto e a discussione con i diversi territori della Sardegna. In ultimo, c'è stata la riunione conclusiva alla facoltà di Agraria di Sassari, dove si è conclusa la fase del confronto della raccolta delle osservazioni rispetto al Piano stesso. Ricordo all'onorevole Maninchedda che il Piano forestale prevede a valle i piani di distretto. L'onorevole Maninchedda sottolineava l'importanza di un territorio, diciamo così, della Sardegna, anche per il suo carattere storico, che aveva assunto la forestazione in quei territori. Io credo che dentro il Piano del distretto di quel territorio, possa essere contemperata l'azione che lo stesso onorevole proponeva alla Giunta. Peraltro, va anche ricordato che la Giunta regionale ha delegato l'ente foreste, per esempio ultimamente, ad una spendita di circa 32 milioni di euro per azioni che vanno dalla difesa del suolo, alla salvaguardia idraulico-forestale dei compendi vasti. Io credo che una parte di questi interventi probabilmente può riguardare anche quei territori, come naturalmente altri territori della Sardegna.
Quindi, l'azione volta ad implementare le superfici forestali dentro un quadro programmatorio complessivo, non più seguendo logiche distinte e a volte anche campanilistiche, sia stata messa in atto dalla Giunta e io credo che quel territorio, così importante nel passato da un punto di vista forestale, possa trovare nel futuro azioni mirate ad una attenzione sull'attività forestale, non solo pubblica, proprio per attivare il ragionamento che sottolineava l'onorevole Maninchedda sulle attività multifunzionali che servono per sostenere - diciamo così - coesione territoriale e attività agricole e agroforestali di quel territorio, come di altri territori della Sardegna. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Federalista-Autonomista Sardo). Io faccio uno sforzo di intendere tutti i "probabilmente" pronunciati dall'Assessore dell'ambiente come un impegno perché nel Piano forestale quella zona trovi realmente uno spazio, anche perché su questo si era pronunciato anche il Presidente della Regione in quel territorio, in occasione della inaugurazione di un reparto sanitario a Macomer.
Se l'intendimento della Giunta è questo - io lo vorrei intendere positivamente in questo senso - l'emendamento è ritirato, però io considero le parole dell'Assessore un impegno perché questo realmente avvenga.
L'emendamento è ritirato, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Maninchedda.
L'emendamento numero 55 è ritirato.
(Non sono approvati)
(Non è approvato)
Ritorniamo all'esame degli emendamenti sospesi, a cominciare dagli emendamenti numero 861 e 862, sospesi all'articolo 6.
Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Siccome su questo argomento c'è bisogno di un'intesa dei Capigruppo (riguarda il personale dei Gruppi) e non c'è l'intesa, li ritiriamo.
PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 861 e 862 sono ritirati.
Torniamo invece agli emendamenti trasferiti all'articolo 32 bis, e più precisamente era stata iniziata la discussione degli emendamenti soppressivi e sostitutivi parziali all'emendamento numero 987 che era a sua volta sostitutivo totale dell'emendamento di sintesi numero 955 che sostituiva a sua volta gli emendamenti numero 33 e 916.
Metto in votazione l'emendamento soppressivo parziale numero 990.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Allora, in relazione all'emendamento 987, che complessivamente pare cogliere nel segno il problema che noi abbiamo - per la verità non solo noi, ma altre forze politiche di maggioranza e di opposizione e la stessa Giunta regionale - posto all'attenzione, con specifico riferimento al problema della stabilizzazione dei precari dell'Amministrazione pubblica regionale.
Noi poniamo due ordini di questioni. La prima attiene... Anzi, una premessa doverosa per capire il senso anche delle nostre proposte emendative.
Noi riteniamo che, se di stabilizzazione si deve parlare, dobbiamo parlare di stabilizzazione in termini seri, non ipotizzare una stabilizzazione come quella che è rappresentata dal testo attuale che, secondo noi, stabilizza sì, ma stabilizza un numero davvero irrisorio. E' per questo che noi riteniamo assolutamente inadeguato quel testo e parlare di stabilizzazione con enfasi non ha senso; stiamo creando e stiamo alimentando una illusoria speranza. Meglio sarebbe a questo punto davvero ritirare quell'emendamento, che non se ne faccia niente e saremmo tutti con la coscienza a posto.
Siccome penso che l'obiettivo di questa Giunta, di questa maggioranza ma io ho trovato anche, ed è positivo su questa materia, convergenza da parte delle forze politiche dell'opposizione, sia fare una cosa seria, allora bisogna che su due aspetti ci intendiamo.
La prima, con riferimento ai 36 mesi. Questi sono per noi davvero eccessivi. Noi abbiamo presentato un emendamento che riduce a 18 mesi; il problema è trovare comunque un punto di mediazione su questo. Ci rendiamo conto che non è questione di mercato - 18, 20, 30 o 60 - è questione di dare una risposta seria al problema...
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pittalis.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Io sono particolarmente contenta della presenza del Presidente Soru, perché stiamo parlando di un argomento che, sotto il profilo dell'impegno assunto dal Presidente, e non solo dal Presidente, è importante.
Mi riferisco, Presidente, a due questioni. La prima riguarda gli 11 lavoratori impegnati al Centro del catalogo, per i quali c'era stato un accordo e volevo avere la certezza dall'Assessore - l'ho chiesto anche prima - che fossero chiaramente inseriti all'interno di questo emendamento e a me sembra che la formula che è stata utilizzata non sia chiara; se però c'è questo chiarimento da parte della Giunta, non ho niente da osservare.
L'altra questione sulla quale va posto l'accento è relativa ai rapporti indiretti che la Regione ha con alcune agenzie interinali rispetto ad un numero esiguo di lavoratori i quali da 36 mesi esercitano un'attività all'interno dell'Assessorato della sanità, dell'Assessorato del lavoro e dell'Assessorato della programmazione. Pur non essendoci un rapporto diretto con la Regione, sono tuttavia soggetti ad attività di lavoro che vengono regolamentate disciplinate dai Direttori di servizio. Di conseguenza svolgono tutte le attività, anziché avere un normale contratto a progetto o a tempo determinato; quindi, sono sempre lavoratori atipici. Se fosse possibile, Presidente, trattandosi di situazioni così particolari, di prevedere, proprio in vista del programma di stabilizzazione dei precari previsto dalla Giunta, un intervento chiaro e netto su questi lavoratori e soprattutto l'esercizio del controllo da parte della Regione affinché non si creino più condizioni che mettono i lavoratori in una condizione di debolezza, favoriscono i rapporti clientelari e creano le condizioni per cui si può adire il giudice del lavoro e avere la certezza di essere assunti. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Siamo in dichiarazione di voto Presidente? Vorrei conoscere il voto della collega Caligaris.
PRESIDENTE. Onorevole Caligaris, dichiari il suo voto, per gentilezza. Grazie.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, sull'emendamento numero 990 mi astengo. Grazie a lei.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Grazie Presidente. Dichiaro il voto favorevole e interverrò su questo emendamento velocissimamente; probabilmente non interverrò sugli altri due che portano la mia firma, perché credo che hanno tutti uno stesso obiettivo, e cioè equilibrare una norma che giustamente è stata proposta per sanare una situazione precaria, ma così come è formulata crea disparità di trattamento tra precari e precari. Io non ho nessuna sollecitazione a favore di nessuno, né mai ho favorito nessuno a lavorare a tempo determinato o indeterminato nella Regione autonoma della Sardegna. Però mi domando questo: di che cosa è necessario farsi una ragione, perché è stata utilizzata la formula 36 mesi anche non continuativi nell'ultimo quinquennio, e non un'altra o non due o tre formule? E' chiaro ed evidente che si vuole andare a favorire determinati precari. Giusto io dico, perché quando si crea un'aspettativa di lavoro nelle persone, è giusto in qualche maniera poi soddisfare quest'aspettativa. Ma gli altri? Non tutti gli altri intendo: ci sono precari che hanno lavorato sino a tre anni fa 18 mesi, 20 mesi, risorse che la Regione ha preparato ed utilizzato, risorse che proprio per questo emendamento hanno un'aspettativa di lavoro. Io dico che è giusto che si dia una possibilità di stabilizzazione a questi lavoratori, più che giusto. Magari potessimo accontentarli tutti, perché, vedete, chi fa questo, o chi ha questo incarico come noi, giorno per giorno riceve sollecitazioni da tutte le parti, che dimostrano la disperazione in cui oggi i nostri giovani, e anche i non più giovani, stanno vivendo, poiché non hanno lavoro. Perché questo è il tipo di società in cui viviamo, perché magari 20-30 anni fa non si è pensato di dare un'impostazione diversa alla politica di stabilizzazione dei lavoratori in Sardegna, o perché si è sbagliato, non lo so. Io dico solo questo: se dobbiamo fare una norma ad hoc, perché questa è una norma ad hoc, e non stiamo assumendo nessuno per concorso pubblico, e cercare di equilibrarla, e se c'è da concretizzare una certezza di lavoro, da far sperare che dei lavoratori possano essere stabilizzati, possano avere la certezza per il futuro della loro vita, della loro famiglia, per loro e per il loro figli, o anche dei giovani, tentiamo di dare una mano a tutti. Quando si propone 18 mesi continuativi o 36 mesi non continuativi, è per dare la possibilità, magari ad un paio di decine di altri giovani, oltre a questi, di poter usufruire di questa opportunità, se la opportunità c'è. Senza fare marchette alcune, ma solo per un criterio di giustizia ed equilibrio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
AMADU (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Avrei preferito rinunciare all'intervento anche vista l'ora tarda e poi perché ci stiamo avviando alla fine di maggio e abbiamo battuto ogni record di salita, discesa o di pianura, e non si capisce quale finale ci aspetti ancora in tema di record. Certamente questo è il record negativo delle finanziarie da ascrivere a questa Giunta e a questa maggioranza. Sull'argomento specifico in discussione è chiaro che io sarei favorevole anche ad una proposta che serva a stabilizzare un precario. Dico però che non so chi abbia formulato questa proposta della Giunta, chi sia il volenteroso o chi l'abbia, come dire, calcolata. Non credo il Presidente Soru perché, essendo un buon calcolatore, avrebbe dovuto stabilire certamente dinamiche diverse, sia per quanto riguarda i tempi da assegnare a chi aspira, a chi è in fila nel precariato in Sardegna, e poi, cosa non secondaria, perché rischieremo, di adottare un principio inattuabile: calcolare anche quali sono le risorse finanziarie per mettere in essere le norme che noi applichiamo. Perché troppe norme approvate rimangono poi inapplicate per via della mancanza di risorse finanziarie. E' vero che ci stiamo avvicinando in modo galoppante alle prossime elezioni, qualcuno pensa che qualche norma sia, come dire, un po' difficile da applicare. Tra l'altro siamo a maggio poi arriverà l'estate, i programmi saranno difficili da mettere in essere, questa massa di denaro potrebbe essere spostata all'anno venturo in vista delle prossime elezioni, per cui avremo l'anno venturo una disponibilità maggiore rispetto agli anni scorsi e anche a quest'anno, quindi una maggiore possibilità di dimostrare, in vista delle elezioni, che qualcosa di più si sta facendo. Ma inganneremo tanta parte dei sardi, soprattutto, delle fasce più deboli, che evidentemente, non più ingannati da chi evidentemente propone cose inattuabili, si sveglierebbe dal sonno, dall'illusione, per andare ad un voto in modo più consapevole. Io credo che la Giunta debba chiarire esattamente cosa vuol fare, quale fascia di precariato vuole andare a risolvere, soprattutto, quali risorse finanziarie vuole stanziare se vuole davvero incidere in qualche modo o comunque far fare un passo avanti a questa problematica. Grazie
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Sull'emendamento numero 990 devo ribadire, come l'avevo già espresso al collega Pittalis, che il riferimento alle effettive necessità delle Amministrazioni, anche se non fosse scritto, vi sarebbe ugualmente, perché l'azione dell'Amministrazione sotto questo profilo è un'azione che guarda l'interesse dell'Amministrazione stessa, e quindi dello Stato nelle sue diverse articolazioni, nel caso specifico della Regione. Ma approfitto di questa cosa per dichiarare il mio voto di astensione rispetto all'emendamento numero 990, per un fatto molto semplice, che ritengo ininfluente rispetto al testo dell'emendamento, che mira a modificare, per sviluppare alcune considerazioni in relazione al tema che ricorre in questa giornata in merito all'emendamento sulla stabilizzazione dei precari. Cioè il tema del termine. Il termine è stato recuperato, o meglio, è un riferimento normativo-oggettivo che sta nella finanziaria dello Stato e riguarda la richiesta di un requisito di servizio di almeno tre anni, anche non continuativi, nel quinquennio anteriore alla data di entrata in vigore della legge finanziaria dello Stato. E' quindi un criterio oggettivo, un criterio che serve ad individuare un punto fermo rispetto alla possibilità di stare dentro un processo di stabilizzazione. Nel caso che noi abbiamo sviluppato, però ci sono due fattispecie distinte: una che è quella della stabilizzazione su domanda; l'altra che è quella del riconoscimento del servizio prestato e quindi del riconoscimento di un punteggio aggiuntivo. In questo caso, per partecipare a concorsi pubblici, mettere il termine dei 36 mesi è assolutamente inutile, perché i concorsi riguardano tutti i soggetti e perché il servizio prestato a 36 mesi vale 10, ma ad un anno può valere un terzo di 10, però ha sempre un valore, e quindi a mio avviso potrebbe essere recepita questa modifica in soddisfazione delle richieste avanzate attorno a queste.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Uras. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Vede signor Presidente, noi abbiamo voluto presentare questo emendamento perché riteniamo che sia giusto, non ci sono molte motivazioni di tipo filosofico, noi riteniamo che sia giusto… quando hanno finito posso continuare, signor Presidente, mi interrompe il tempo per favore?...
PRESIDENTE. Onorevole Marracini…
MARRACINI (Gruppo Misto). Posso ricominciare? Avevo iniziato da 10 secondi. Allora, vede, la forza di un Gruppo piccolo come il nostro, anche modestamente rappresentato (siamo sicuramente dei modesti lavoratori d'Aula) è che abbiamo voluto e cercato di incidere su quello che riteniamo giusto, non abbiamo fatto battaglie su argomenti sui quali avremmo potuto avere ragioni di convenienza, non abbiamo fatto battaglie sul termovalorizzatore, non conosciamo impresari di pale eoliche, non abbiamo nessun interesse specifico e non conosciamo neanche uno di questi poveri diavoli sui quali vogliamo incidere negativamente bocciando questo emendamento, e noi non lo riteniamo giusto, e faremo una battaglia fino in fondo, perché noi riteniamo che questi siano gli ultimi, l'anello debole della catena di tutti i lavoratori, ed è veramente pessimo che su questo noi dobbiamo concludere negativamente questa manovra finanziaria, la riterremo un'indecenza. Questa è gente che merita di essere accolta con un ragionamento serio, non di favoritismo; la nostra forza quale è? Che non ne conosciamo neanche uno personalmente, e per questo possiamo parlare, Presidente, non ne conosciamo neanche uno. Chiediamo però che quanto gli spetta, rispetto a un percorso di vita e di lavoro che hanno già costruito, gli venga garantito. L'emendamento che è stato presentato dalla Giunta questo non lo garantisce, perché è un tranello rispetto al quale rimarrebbero sicuramente poveri lavoratori, dei giovani a terra senza lavoro. Noi non vogliamo termovalorizzatori, vogliamo lavoro!
PRESIDENTE. Grazie onorevole Marracini. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Io, ovviamente, voterò contro l'emendamento che modifica il numero 983 perché voterò a favore dell'emendamento numero 983. Io spero, lo dico con molta franchezza, che sia l'ultima volta, per questo credo che ci debba essere equilibrio e disponibilità, che noi affrontiamo questo tema. L'unico fatto positivo dell'emendamento numero 983 è il primo comma che mette regole certe su come si deve instaurare un rapporto di lavoro tra la pubblica amministrazione, la Regione, gli enti ecc.. Vorrei dire però ai colleghi, che noi, di questo argomento, non ce ne stiamo interessando adesso, in questa finanziaria, lo dico anche al Presidente della Giunta, perché comunque abbiamo già approvato un comma che prevede che chi è dipendente dal 1 gennaio 2007, anche se con un contratto a termine, purché avesse avuto una proroga veniva inquadrato nelle agenzie anche senza avere anzianità di servizio, e l'abbiamo già approvato, perché stiamo inquadrando lavoratori che con la pubblica amministrazione non hanno avuto mai rapporti di nessun tipo; penso all'Hydrocontrol, una società privata acquisita dalla Regione con pacchetto azionario di oggi, prevedendo che con assegnazione pubblica li portiamo dentro l'amministrazione regionale, perché l'abbiamo fatto con la Progemisa, perché lo stiamo facendo con la Sigma Invest eccetera, tutta gente che non ha partecipato ai concorsi, che non sappiamo come è stata selezionata, e aggiungo, non mi pare che abbiano più diritti dei ragazzi che magari lavorano quattro, cinque anni dentro gli Assessorati, che hanno meno diritti di questi che sono dipendenti di queste aziende. Per cui, non sono tra quelli che pensa di fare, attraverso quest'emendamento, una porcheria, penso semplicemente che sia un qualcosa di negativo e di sbagliato che è avvenuto nel passato, dove qualche dirigente poteva disporre senza nessun atto formale il trasferimento di personale assunto per altre funzioni dentro gli uffici, perché si è ricorso a contratti atipici non regolari utilizzando il personale in modo improprio. Però, oggi, è arrivato il momento di chiudere questa vicenda, di chiuderla nel modo più positivo possibile, non lasciando grandi situazioni ancora aperte e d'ora in poi evitare che nella finanziaria, di queste cose, se ne parli. Si applichi il primo comma dell'emendamento numero 983, stabilendo regole certe, con le quali si entra a termine, con contratti atipici o per concorso nella pubblica amministrazione. Quindi io voterò l'emendamento numero 987…
PRESIDENTE. Stiamo votando l'emendamento numero 990.
MARROCU (D.S.). Lo so, per votare l'emendamento numero 990 voto contro questo emendamento, e invito la Giunta a non introdurre molte distinzioni sull'emendamento numero 987, perché è una vicenda che si chiude, ripeto, e non mi pare che questi lavoratori abbiano meno diritti di altri, che sempre in questa finanziaria abbiamo stabilizzato, come quelli previsti dal comma 3 dell'articolo 8, come quelli dell'Hidrocontrol e come quelli della Sigma.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Marrocu. Ha domandato di parlare il consigliere Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ORRU' (D.S.). Sì, grazie Presidente, per esprimere il mio voto contrario all'emendamento numero 990, perché l'emendamento fa venir meno uno dei presupposti della possibilità di raggiungere l'obiettivo ambizioso che non è quello di stabilizzare, è quello di superare il precariato anche attraverso momenti di stabilizzazione. Se uno dei principi viene meno, cioè quello dell'effettiva necessità e il fabbisogno dell'Amministrazione regionale, è evidente che quel fabbisogno si presuppone che non ci fosse in passato, non c'è oggi, non ci sarà in futuro, se viene meno questo principio io penso che sia difficile, appunto, accedere a una possibilità di questo genere. Ciò detto, tuttavia, capisco quale è la ratio di questo, perlomeno cerco di leggerne un riflesso positivo, che è quello di dare una risposta. Penso anch'io che il problema non consiste in una rigidità ideologica attorno ai 30, 36, 38, il termine "ai 36 mesi", mi sto riferendo all'emendamento numero 987, ma ci torneremo più avanti, mi serve solo per chiarire i motivi per i quali voto contro l'emendamento numero 990. Io penso che quel termine, appunto, deciso che si stabilizzano a domanda coloro i quali hanno maturato diritti, e i diritti si maturano quando si passa con la norma costituzionale dell'accesso al pubblico impiego attraverso procedure concorsuali, se si è acceduto anche a un incarico, anche all'assunzione temporanea, ripetuta, per servizi ordinari dell'Amministrazione regionale, per i quali l'amministrazione regionale ha bisogno di ricorrere a queste prestazioni, penso che così come concepito l'emendamento di sintesi della Giunta, il numero 987, risponda a questo tipo di requisito. Dall'altro lato, si accede attraverso concorsi e selezioni pubbliche, per cui, l'avere 36, l'avere 24, l'avere, appunto, 22, significa acquisire una penalità in termini di titoli professionali che credo nessuno possa negare e penso sia anche un dovere dell'Amministrazione pubblica metterlo, semplicemente questo. Allora io penso che non si debba ricorrere a confronti muscolari sul 36, 34, 38 o 40, c'è un termine, valutiamolo in maniera equilibrata, se non è il 36 è il 30 o è il 34, questo deve essere. Questa è la mia opinione, però vedremo...
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Orrù. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Su quest'emendamento il voto è favorevole anche se condivido la valutazione fatta da Uras sul fatto che non cambi sostanzialmente il significato del testo. Però vorrei dire che sul tema del precariato e sulla possibilità o meno di mettere mano per legge a un provvedimento che stabilizza lavoratori precari, non è un argomento facile da affrontare, non è facile decidere di stabilizzare lavoratori precari perché è evidente che i posti che vengono dati a queste persone sono posti che potrebbero essere sottratti ad altri che legittimamente aspirano a poter fare un concorso finalmente per entrare in Regione. Ma se si decide di stabilizzare non si può decidere di stabilizzare in modo parziale, per cui i vincoli che sono stati messi in quest'emendamento sono veramente irrazionali, perché accontentano alcuni e scontentano altri. Se si decide una strada bisogna prenderla e seguirla fino in fondo, lealmente, non lasciando fuori persone che forse hanno semplicemente lo svantaggio di non essere tutelati da tutti o da alcuni. Vi ricordo che questa maggioranza in questa stessa finanziaria ha stabilizzato i lavoratori che sono stati comandati in questa Amministrazione regionale e per quello non avete fatto scandalo. Allora, la coerenza vuole che se si tende a stabilizzare veramente lo si faccia lasciando la possibilità a tutti quelli che sono in determinate condizioni di poter concorrere, magari dando priorità a chi ha più anzianità e non a chi ne ha di meno, ma non si capisce perché mettere questo limite dei 36 mesi, che potrebbe essere o tolto totalmente o addirittura ridotto, così come è stato proposto anche in un nostro emendamento a 18 mesi, per il semplice motivo che poi, se si fanno le selezioni, i titoli potranno essere valutati diversamente, come è stato detto anche mi sembra, da Luciano Uras. Chi ha più anzianità avrà più titoli, quindi avrà più punteggio, ma mettere uno sbarramento è letteralmente un'ingiustizia e questa è una Giunta e una maggioranza che fa della giustizia il suo vessillo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Spisa Ha domandato di parlare il Presidente della Regione per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Sì, è proprio in un tentativo di giustizia che la Giunta ha cercato di fare la sintesi della discussione svolta attraverso questo emendamento. Questo qui non è un emendamento per stabilizzare i precari; è un emendamento, come è stato ricordato, per superare il precariato. Innanzitutto per porre delle regole, e le pone in maniera evidente stabilendo delle norme ancora più stringenti di altre norme che sono state introdotte in questa legge finanziaria, laddove si dice che in consulenze o collaborazioni non si possa spendere più del 50 per cento del bilancio precedente. Con questo primo comma ci diamo una regola ulteriore: ci imponiamo che la flessibilità non sia superiore al 5 per cento, e cioè ogni 100 occupati nella Regione, massimo cinque possono avere dei contratti a tempo determinato. La flessibilità è necessaria o è utile alla Regione? Io credo che sia utile e necessaria alla Regione come in qualsiasi altra organizzazione. Se ci sarà da fare un piano straordinario per fare i catasti dei vigneti o un piano straordinario per l'animazione e per la progettazione integrata, magari può servire utilizzare per un tempo determinato alcune decine di persone e quindi all'interno di questo limite del 5 per cento si possono utilizzare persone a tempo determinato. E' la prima volta che la Regione si dà una norma sull'utilizzo, appunto, dei precari.
Poi dice un'altra cosa: cerca di utilizzare le norme che ci sono anche nell'impiego privato. Oggi nell'impiego privato si possono fare contratti a tempo determinato per un massimo di 36 mesi. Se uno lo fa per 24 mesi, poi dopo due giorni ne fa un altro per altri 18 mesi, poi quando scade dopo tre giorni ne fa un altro ancora per altri 12 mesi. Sta, di fatto, eludendo la norma sulla temporaneità del contratto a tempo determinato, e quindi quel signore lì ha diritto ad una trasformazione a tempo indeterminato. Allora, per questo motivo, se una persona ha lavorato, pur essendo stata assunta a tempo determinato, per oltre 36 mesi, quella necessità della temporaneità è stata elusa dalla pubblica Amministrazione, così come per un datore di lavoro privato è giusto che quel contratto sia trasformato per quello che è, in un contratto di lavoro a tempo indeterminato. 36 mesi è il limite dei contratti di lavoro in campo privato, 36 mesi è lo stesso limite che ha usato il Governo nella recente legge finanziaria, però entrando sempre con giustizia nella pubblica Amministrazione, attraverso un concorso pubblico. Per cui chi c'è entrato per un concorso pubblico…
Posso avere qualche secondo ancora?
PRESIDENTE. Sì. Prego, concluda.
SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Perché è un tema importantissimo, per cui vi chiedo di scusarmi se utilizzerò qualche secondo in più.
Per cui chi ha superato un concorso pubblico, per quanto fosse un concorso pubblico per un posto di lavoro a tempo determinato, e ha superato i 36 mesi, io credo che abbia diritto, l'avrebbe anche nel settore privato, di avere un posto di lavoro a tempo indeterminato, ma chi non ha superato un concorso pubblico anche se avesse lavorato quattro anni, anche cinque, anche sei anni, ma non ha superato un concorso pubblico, deve fare un concorso pubblico, perché ci sia giustizia per tutti quelli che aspirano al lavoro, quelli che hanno già lavorato per qualche mese o per qualche anno e quelli che non hanno ancora lavorato. Quelli poi che non hanno lavorato nemmeno 36 mesi, ma hanno lavorato, nemmeno per concorso pubblico, 18 mesi, 12 mesi, 24 mesi hanno avuto un contratto di lavoro a tempo determinato, flessibile e io credo che giustamente aspirino a un posto di lavoro a tempo indeterminato, ma credo che mia cugina che non ha fatto neanche 18 mesi ha lo stesso diritto di partecipare a un concorso pubblico con la parità di diritti e di doveri di chiunque altro e chiunque avesse lavorato anche solo 12 mesi perché è stato chiamato per 12 mesi non deve fare nemmeno un passettino avanti rispetto a mia cugina.
Per questo credo che l'emendamento che è stato fatto, scritto in questa maniera, risponde a criteri di giustizia e non sono paletti inventati, ma sono dei numeri che vengono mutuati dai contratti di lavoro privati e dall'esperienza anche del Governo nazionale nella recente legge finanziaria.
PRESIDENTE. Grazie, Presidente.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 997.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Sì, grazie Presidente. Io voterò a favore dell'emendamento numero 997 e credo che l'intervento ultimo, sicuramente molto utile, del Presidente abbia anticipato il dibattito relativo all'emendamento numero 987 di cui dovremo ancora parlare, perché il Presidente si è inserito nella discussione dell'emendamento numero 990 e quindi, evidentemente, da questo punto di vista, ci ha già presentato uno scenario relativo a quella che è la proposta dell'emendamento complessivo sulla stabilizzazione.
Io credo che alcune valutazioni sia difficile non condividerle. Però di fatto l'emendamento complessivo che noi andiamo a modificare, che è il 987, attraverso questo emendamento riteniamo abbia davvero alcuni elementi di ingiustizia. Perché ha elementi di ingiustizia? Il primo in assoluto è perché la finalità strategica della stabilizzazione qui in Sardegna, così come naturalmente è avvenuto nel Governo Prodi e quindi nella cosiddetta finanziaria dello Stato, è quella finalmente di sanare una situazione anomala dell'utilizzo di rapporti di lavoro atipici e flessibili dentro delle realtà che sicuramente non era nemmeno possibile utilizzare. Quindi, dobbiamo capire che tutto questo insieme e questa platea di persone che potrebbero essere indirizzate alla stabilizzazione non possono essere la famosa cruna nella quale deve passare questo cammello perché, se noi sappiamo per certo che ad avere il requisito di soglia di 36 mesi, ad avere queste condizioni sono talmente pochi, noi stiamo facendo un rumore enorme per niente, Presidente, cioè noi non andremo a stabilizzare niente. E' inutile che noi introduciamo nel nostro ordinamento regionale una norma che poi, alla fine, la utilizzeremo per poche unità di lavoratori. Il principio deve essere che in questo momento abbia la possibilità di essere utilizzato nella sua massima estensione, ecco perché noi proponiamo che il termine relativo a 36 mesi sia portato a 24 mesi, quanto meno; altri emendamenti però parlano anche di 18 mesi. Poi si vede; d'altro canto, il meccanismo che abbiamo introdotto non è un meccanismo di stabilizzazione immediata, parla di un meccanismo che è di stabilizzazione a tempo, nel senso che si stabilirà una graduatoria e nel corso dei quattro anni, avete indicato, si procederà, naturalmente, all'inquadramento in ruolo di questo personale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Per esprimere il nostro voto a favore di questo emendamento, che è un ripiego rispetto al tentativo di dare un minimo di 18 mesi. Io non credo che faccia bene a questa Giunta questa prova di muscoli, Presidente, non credo, forse è un dispetto per questi quattro ragazzi che aspettavano una risposta positiva. Abbiamo fatto, come lei le ha chiamate, tante altre marchette rispetto a questo problema, eppure questo problema non è stato affrontato complessivamente nella maniera dovuta. Mi sento veramente indignato da non poter dare una risposta a questi ragazzi che hanno dato, comunque, manifestazione di attaccamento all'Amministrazione pubblica, di cui non conosco né un nome né un cognome, però che hanno saputo fare bene, come hanno fatto quelli dell'Hydrocontrol, come hanno fatto quelli della Sigma Invest, come hanno fatto tutti quelli che abbiamo stabilizzato, dell'ente foreste e tutti gli altri. E' un'ingiustizia questa, per quanto lei continui a dire che è una giustizia, è un'ingiustizia e tale rimarrà scritta. Noi, se rimane questa ingiustizia, questa finanziaria non la voteremo a testa alta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Mi asterrò sull'emendamento, però volevo capire una questione che secondo me è rimasta ancora oscura. E' stato sottoscritto un verbale di incontro con 11 lavoratori relativamente alla loro stabilizzazione, e si tratta dei lavoratori impegnati nell'Assessorato regionale della pubblica istruzione. Non pongo la questione dei 36 mesi: ritengo che laddove ci siano accordi sottoscritti che prevedono la stabilizzazione, debbano essere rispettati per evitare che le istituzioni perdano di credibilità. Se 11 lavoratori, che sono annotati in modo specifico all'interno di un accordo, ottengono delle garanzie e si fidano, a chi si devono poi rivolgere? Secondo me, non è possibile che questi lavoratori, dopo essere stati mandati a fare dei corsi di aggiornamento, dopo essere stati professionalizzati, dopo che la Regione ha investito su di loro, debbano ripercorrere tutte le tappe iniziali. A me sembra che anche loro debbano essere sottoposti alle stesse norme. Sto chiedendo questo - continuo a ribattere su questo aspetto, anche se so che questi interventi creano disagio e me ne dispiace - anche per dei lavoratori che per 36 mesi hanno prestato servizio e ancora prestano servizio presso la Regione attraverso le agenzie interinali. Bisogna interrompere questo rapporto. E' vero, assessore Dadea, è vero; ci sono delle persone che lavorano, che seguono esattamente gli stessi orari di lavoro, dei dipendenti regionali, ma sono a progetto e nei loro confronti non si sta attuando nessun indirizzo di quella che abbiamo chiamato giustizia. Grazie, comunque.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Grazie, Presidente. Io ho seguito con attenzione l'intervento del Presidente e l'intervento ha una sua ratio. Però, lo ritengo ammissibile, Presidente, se riguardasse esclusivamente i "36 mesi maturati sino a...", allora va bene. Ma si dice anche che usufruiranno di questo... ecco perché io ho presentato un emendamento in cui si dice ancor prima "che abbiano svolto 18 mesi in maniera continuativa o 36 mesi anche non continuativa". Perché quando si dà la possibilità, giustamente, per essere chiari, a coloro i quali sono stati assunti con contratto anche atipico, dice l'emendamento, e comunque con un concorso ad evidenza pubblica, facciamo due anni fa, un anno e mezzo fa, l'emendamento dà la possibilità di continuare il rapporto di lavoro per arrivare sino ai 36 mesi. Questa è una possibilità che non hanno avuto colori i quali - e sta qui il punto del disequilibrio - magari, sino al 1° gennaio 2005, hanno lavorato 15, 16, 18, 20 mesi. Sta qui il problema; cioè se noi diamo la possibilità, se noi diciamo "Chi ha lavorato sino al 1° gennaio 2007 per 36 mesi", stiamo dicendo una cosa concreta. Se io dico che però i 36 mesi possono essere ancora maturati in questi due anni che hanno a divenire, questa è la marchetta! Ma io sono d'accordo affinché questa formula possa essere usata, perché in quei ragazzi, in quei giovani è stata giustamente stimolata un'aspettativa di lavoro. Ecco perché dico che, se questi hanno la possibilità di arrivare giustamente, perché coloro i quali hanno lavorato magari 18 mesi, o 20 mesi, fino al 18 gennaio del 2005, sono tagliati fuori? Sta qui il problema. Non sono un numero eccessivo, sono poche unità, ecco il motivo del mio emendamento: "18 mesi continuativi o...". Prima ho dato seccamente 18 mesi, per il discorso che lei ha fatto, giustamente: non è ammissibile, è giusto. Allora, però diamo anche un'alternativa a coloro i quali non possono avere la possibilità di completare i 36 mesi in questi due anni di amministrazione. Il mio voto per quest'emendamento è di astensione, perché insisto sulla continuità di 18 mesi e perché ha una ratio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, il mio voto, invece, è convintamente a favore dell'emendamento numero 997. Vorrei fare alcune precisazioni. E' l'articolo 97 della Costituzione che prevede che al pubblico impiego si acceda solo ed esclusivamente attraverso pubblico concorso, pubblica selezione, e non solo concorso, comunque attraverso pubblico concorso, semplifichiamo. Così come c'è una differenza tra il contratto pubblico e il contratto privato, perché nel privato si dovrebbe sapere, un esempio per tutti sono alcuni casi sul precariato del contratto privato, che superati 24 mesi continuativamente, il dipendente ha diritto di richiedere la trasformazione del contratto da tempo determinato a tempo indeterminato: i casi dei call center sono noti a tutta Italia. Ecco perché se nel privato questo è possibile, non si vede perché non possa essere - con un'azione legislativa, ovviamente - equiparato anche il pubblico al privato, soprattutto per quei casi a cui si è dovuti ricorrere necessariamente nella pubblica amministrazione, a causa dei blocchi delle finanziarie, dei blocchi delle assunzioni. Per cui la pubblica amministrazione, spesso e volentieri, ha dovuto ricorrere a contratti atipici o a tempo determinato per sopperire alla carenza di organico e quindi, dall'altra parte, rispettare le indicazioni delle finanziarie nazionali. Ora, l'emendamento proposto, invece, perché di questo stiamo parlando, nonostante anche l'emendamento successivo della Giunta, propone una soluzione a 36 mesi che è alquanto anomala, soprattutto nella parte dove dice: "36 mesi non continuativi nell'ultimo quinquennio maturati al giorno dell'approvazione della presente legge". Come dire che chi ha avuto la sfortuna di avere avantieri un contratto a tempo determinato per 36 mesi saprà già che attraverso sempre, è ovvio, una pubblica selezione o un concorso, ha sicuramente maggiori possibilità di chi precedentemente ha prestato la propria opera per 24 mesi, non avendo ancora sentore che ci potesse essere una sorta di sanatoria, chiamiamola col nome e cognome, e questo sicuramente in passato non era possibile, mentre invece nel presente da sette mesi a questa parte, se non otto, si parla della stabilizzazione del precariato nella pubblica amministrazione anche grazie alla lungaggine a cui è stata sottoposta questa finanziaria. Per cui questa è una bestialità e un'ingiustizia, non dare pari opportunità...
PRESIDENTE. Prego finisca...
CAPELLI (U.D.C.). E' una frase soltanto, parità di condizioni e di opportunità, ovviamente non certezze, a chi ha prestato la propria opera in una situazione particolare per 24 mesi. Con questa motivazione voto a favore dell'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Io voglio ricordare che avevamo presentato l'emendamento numero 33 all'articolo 6 dove, mutuando anche le stesse parole della finanziaria nazionale, avevamo ipotizzato che si avviasse un processo di stabilizzazione dei dipendenti, dei lavoratori del comparto della pubblica amministrazione in Sardegna. Per la verità i 36 mesi che sono previsti nel testo della finanziaria nazionale, abbiamo volutamente previsto diversamente proprio perché la Sardegna ha anche le sue peculiarità, perché non possiamo ritenerci autonomisti, sardi e sardisti a nostro piacimento, ma riflettendo che dobbiamo ragionare tenendo conto della situazione sociale, della situazione occupazionale, della situazione del precariato quale quella esistente in Sardegna. Abbiamo ritenuto che per fare un'azione adeguata, due anni fossero quanto meno due anni. Ecco perché, Presidente, io le riconosco l'onestà, lo dico veramente e convintamente perché lei stasera ha detto una cosa che se non ho capito male, ha riportato i termini della questione forse nella sua dimensione, quella che lei e la sua Giunta hanno inteso, ma che noi non abbiamo inteso così. Noi ritenevamo di poter avviare in questa finanziaria, con questa maggioranza e con questa Giunta un vero processo di stabilizzazione del precariato. Lei ha detto che così non è, io ne prendo atto, su questo evidentemente c'è una divergenza politica non di poco conto, ne prendiamo atto. Vede, non è questione di 36, 24 o 18, la questione è se vogliamo seriamente fotografare la situazione esistente, affrontarla e dare le risposte adeguate. Se riteniamo invece di mettere in piedi un processo solo per dare una parvenza di risposta limitata, noi lo riteniamo non sufficiente. Anche questo è qualcosa, per carità, di positivo che viene fatto e lo apprezziamo, però riteniamo davvero che viene sprecata un'occasione... signor Presidente chiedo di concludere anche io come ha fatto concludere anche ad altri, una occasione davvero unica per questa Giunta, che io sono certo, non per la ricerca del consenso a tutti i costi, ma che avrebbe ancor di più qualificato questa manovra e l'azione sua, Presidente, e dell'intera Giunta e dell'intera maggioranza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, grazie Presidente. Voto a favore dell'emendamento e le chiedo anche la cortesia dello scrutinio elettronico palese.
Voglio dire una cosa, presidente Soru: la discussione che si sta svolgendo in quest'Aula assomiglia per certi versi a una discussione a cui io ho già assistito, ma a cui lei non ha assistito, che si è svolta nella saletta attigua a quella del Consiglio regionale, una settimana, dieci giorni fa, nel momento in cui quest'emendamento venne sospeso. Si parlò anche allora di 36, 24, 18 mesi e devo dire con un criterio estensivo, nel senso che si tendeva ad allargare le maglie per la soluzione al problema precariato così come i colleghi Marracini e Pittalis in questo momento l'hanno identificata. Si parlava anche degli interinali, forse perché qualcuno sa che coloro i quali hanno fatto 24 mesi come dipendenti, magari attraverso selezione o il collocamento e poi sono stati riconfermati dopo due giorni di interruzione di contratto per un altro anno ma attraverso il lavoro interinale facendo però lo stesso tipo di lavoro, con gli stessi orari che svolgevano da dipendenti. Si è parlato degli enti regionali, dello zooprofilattico, insomma si tendeva a cercare di capire quale fosse il mare magnum delle esigenze del precariato in Sardegna. Devo dire che personalmente ho suggerito in quella circostanza all'assessore Dadea di fare una cosa che non si era fatta, che il collega Pittalis ha sostanzialmente ripetuto qualche minuto fa e cioè: "abbiamo un'idea di quale sia il fenomeno dei precari nella Regione Sardegna? Abbiamo un'idea se usiamo 36 mesi quanti siano? Se ne usiamo 24 quanti siano? Se ne usiamo 18 quanti siano? Abbiamo un'idea di quali siano stati interinali e quali no? Di quali provengono dagli enti, di quali da altre forme comunque di partecipazione regionale? Perché se ne abbiamo un'idea possiamo proporre una soluzione che sia coerente, omogenea e che rappresenti davvero il momento in cui si chiude il rubinetto e si decide che quell'acqua che c'è, è quella e su quell'acqua si ragiona. Altrimenti non è possibile, e anche i criteri che noi vogliamo, speriamo che possono essere criteri giusti, altrimenti difficilmente possono evitare la configurazione delle nuove situazioni, lei dice nell'emendamento che c'è il 5 per cento di lavoro che può essere non dipendente.
Beh, il 5 per cento su 6000 dipendenti sono 300 persone, e queste 300 persone fra tre anni, perché non debbono avere delle legittime aspettative nei confronti dell'Amministrazione? Le avranno esattamente come le hanno chi ha 36 mesi prestati ad oggi.
PRESIDENTE. Concluda onorevole Vargiu. Anche se riprendiamo la buona abitudine di completare l'intervento per dichiarazione di voto nei tre minuti.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, ha ragione Presidente. Diciamo che l'argomento è complesso, gli emendamenti sono tanti e io vorrei intervenire una volta sola e completare il pensiero invece di farlo in maniera frammentata. Però il messaggio che volevo dare è che se esistono dei criteri, se esiste una ricognizione, se esiste una proposta complessiva, il Consiglio è più sereno nel fare una legge perché una legge stiamo facendo, altrimenti si ha l'idea della stessa estemporaneità della Sigma Invest, del Sar, dei progetti obiettivo sanati con l'Arpas e delle tante e tante sanatorie che abbiamo visto in anni di presenza in questo Consiglio e che ho paura vedremo anche negli anni a venire.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). Presidente, dalle parole di alcuni colleghi e dalle opinioni espresse in quest'Aula, io non vorrei che apparisse che tra di noi ci fossero delle divisioni tra chi vuole stabilizzare e chi no, tra chi è a favore dei precari e chi no, tra chi è a favore di questi poveri diavoli e chi no, tra chi vuole essere giusto e chi non vuole essere giusto. Io credo che sia importante ricordare che la situazione dei lavori atipici in quest'Amministrazione è una situazione che ci siamo ritrovati e che quello che si vuole fare è esattamente il contrario che perpetuare queste situazioni. Ci si vuole per esempio dare delle regole, ci si vuole dare un limite, si vuole ricondurre la flessibilità alla funzionalità della pubblica Amministrazione, e non ad altri interessi che si possono manifestare attraverso esempi, come ha fatto il collega Uras, con i direttori di servizio che magari assumono senza che siano legati ad un'effettiva esigenza. Quindi credo che quando parliamo di giustizia credo che dobbiamo stare attenti, perché qui in Aula tutti vogliamo giustizia: la giustizia per chi ha avuto un'opportunità di lavoro e la giustizia per chi quella opportunità la cerca e non l'ha avuta e vuole poter concorrere per averla, perché anche questa è giustizia. Io non farò altri interventi, ma vorrei richiamare i colleghi alla misura, perché tutti siamo coinvolti su questo problema, tutti ce ne sentiamo parte, e credo che tutti stiamo cercando di risolverlo ognuno per la propria parte, e tutti vogliamo fare il bene della Sardegna. Ma anche ricordarci, l'abbiamo detto più volte in quest'Aula, che al centro della nostra azione c'è anche una pubblica Amministrazione che funziona, una pubblica Amministrazione che deve dare risposte, perché lo sviluppo, il lavoro e una maggiore occupazione li avremmo proprio con una pubblica Amministrazione che sappia scegliere le persone giuste e sappia quindi dare le risposte ai cittadini, a tutti i cittadini che le aspettano.
PRESIDENTE. Grazie. Onorevole, Porcu il suo voto?
PORCU (Progetto Sardegna). Voterò contro l'emendamento!
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Randazzo Alberto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Sì Presidente. Per dichiarare ovviamente il mio voto a favore dell'emendamento, precisando che la stabilizzazione dei precari è un dato di fatto. Prima non si parlava di stabilizzazione, siccome noi qua stiamo stabilizzando delle situazioni, comprese quelle atipiche, citate dal collega Porcu, che ovviamente punta sempre il dito verso l'altra parte, ma non sa che la sua maggioranza ha rinnovato e ha fatto più contratti atipici della parte che l'ha preceduta in Giunta. Non stiamo facendo polemiche, ma lei conosce i dati che noi non abbiamo. Se le abbiamo chiesto in quest'Aula quanti sono i precari, a oggi ha avuto risposta? A noi va benissimo. Se parliamo di giustizia, onorevole Porcu, visto che dalla vostra bocca esce sempre questa parola bellissima, come la mette con coloro che hanno partecipato a dei concorsi a tempo indeterminato e sono lì a guardare quello che fanno gli altri? Stiamo parlando di straordinarietà. Questo è risolvere il problema di coloro che… ovviamente io sto parlando a favore dei 24 mesi, sarebbe meglio 18, però interveniamo sull'emendamento in discussione per dare le nostre ragioni. Perché i 24 mesi, ovviamente, coprono una fascia più ampia e soprattutto danno risposte e ossigeno a quelle persone, perché sono persone, non sono oggetti di nessuno, sono delle persone che aspirano ad entrare e chiedono un po' di visibilità, per dare loro sbocco lavorativo dopo che hanno sacrificato, hanno portato avanti nel bene o nel male, ma soprattutto nel bene, quella che è l'organizzazione della macchina regionale, e sono persone che hanno, la maggior parte, visto che l'emendamento specifica "tramite selezione iniziale". Poi dopo sono avvenuti i contratti atipici o i rinnovi a tempo determinato, o chi più ne ha più ne metta; però stiamo parlando di gente che ha fatto una selezione, di gente che giustamente deve entrare nel mondo del lavoro e, soprattutto, io chiederei, come ha fatto qualche collega che mi ha preceduto, di sapere, in caso non passasse quest'emendamento, almeno i dati reali dei lavoratori che sarebbero interessati in caso di 36, di 24 e di 18 mesi; almeno di avere un quadro reale a oggi di quella che è la situazione. Perché stiamo parlando di essere umani, stiamo parlando di persone che prestano la loro opera perché si svolga al meglio l'attività della Regione, che noi siamo qua a legiferare per rappresentarli in questa Regione. Grazie
PRESIDENTE. Grazie a lei onorevole Randazzo.
Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PILERI (F.I.). Breve dichiarazione. Io, come hanno detto altri colleghi, ritengo che manca un'analisi attenta del problema e della situazione, e questo deriva forse anche da una finanziaria che si è trascinata in maniera sbagliata in questi ultimi mesi. Forse la Giunta era impegnata troppo a stabilire tasse, gabelle, a individuare percentuali, ed è arrivata alla fine senza avere esaminato attentamente questo serio problema. Io non so se queste percentuali che sono state inserite, del 5 percento, cioè la possibilità della misura massima del 5 percento delle proprie dotazioni organiche, deriva da un problema di fondi. Non credo, visti i soldi che sono stati sperperati anche in questo bilancio, per finalità che non condivido assolutamente. Esubero del personale? Non credo che ci sia esubero del personale, quando tutti noi sappiamo che sono anche notevoli i ritardi di quest'Amministrazione regionale. I ritardi spesso derivano da carenze di organici negli uffici. E allora dico che, probabilmente, si poteva perdere meno tempo a studiare in maniera così attenta l'articolo 3 e queste tasse, probabilmente stabilendo delle percentuali anche più basse per quanto riguarda le tasse, e innalzando queste percentuali, per consentire che tutte queste persone possano avere la possibilità di avere un lavoro sicuro. Quindi, ovviamente, il mio voto, per quanto riguarda quest'emendamento, anche se è un emendamento che probabilmente non risolverà completamente i problemi, è un voto favorevole.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pileri.
Ha domandato di parlare il consigliere Lai Renato per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LAI RENATO (Gruppo Misto). Sì, grazie Presidente. Io, con toni molto pacati, desidero dire all'onorevole Porcu, che con tanta forza e vigore molto spesso, quando noi interveniamo, dà dei connotati che non corrispondono a quella serenità di giudizio che ci si dovrebbe aspettare, che può appassionare per principio a questioni importanti come questa, e non per interesse. E' capitato anche altre volte, quando noi abbiamo sollevato varie questioni, come ad esempio il problema delle scuole non statali, o altro. Le cose in quest'Aula possono essere portate all'attenzione e nella dinamica senza secondi fini. Io ho seguito con molto interesse l'intervento del presidente Soru, e penso che il raffronto possa porsi in termini più forti, ancora più forti, non tra la cugina che ha lavorato 17 mesi e altre configurazioni; ma tra chi non ha lavorato per niente. Quindi, in linea di principio, potrei condividere questa configurazione, però una volta che si segue un percorso e ci si rende conto che questo percorso, in termini di coerenza, non è stato irreprensibile, penso che si debba dedicare una certa attenzione a queste situazioni. E quindi, e mi ricollego all'interessante intervento dell'onorevole …, che mi è piaciuto, perché ha delineato, e ritengo di condividerla, una situazione di attenzione, a prescindere da una configurazione rigida temporale, e in previsione dell'ineluttabile momento del concorso. Mi attenderei pertanto una certa flessibilità, una volta che ci sono state altre situazioni in cui ci si è comportati, appunto, in termini più flessibili.
PRESIDENTE. Il suo voto onorevole Lai!
LAI RENATO (Gruppo Misto). Il mio voto è a favore!
PRESIDENTE. Grazie.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Voterò contro l'emendamento. Voterò contro l'emendamento per aiutare una soluzione del problema che sta nel 987, e che ci sta in modo così visibile e così, direi, necessitato, da superare le discussioni. Basta, voglio dire, applicarsi un attimo a riflettere sul significato della proposizione "il restante personale", ivi compreso, collega Caligaris, quello proveniente da progetti socialmente utili, regionali e interregionali. Qua non è il problema di giustizia o di ingiustizia: l'ingiustizia si è fatta quando si è inventata la flessibilità e si è promossa l'ingiustizia. E' una piaga che ci portiamo dietro, che è frutto della cultura liberista spinta, che è frutto della cultura imprenditorialista applicata in maniera confusa e disastrosa, anche e soprattutto nella precedente legislatura, anche alla pubblica amministrazione. Detto questo, siccome la piaga ce l'abbiamo, abbiamo cercato anche di regolarla. Che sia una piaga che vale il 5 per cento e che non ci causa ferite che ci portano alla morte. Lo diciamo nell'emendamento numero 987: per superare il precariato facciamo anche percorsi di stabilizzazione dei lavoratori, a quelli che hanno 36 mesi e che hanno superato il concorso li stabilizziamo a domanda. Al restante personale qualche cosa dobbiamo riconoscere, perché messo così non gli diamo nulla, non è previsto il restante personale. Perché, scritto così non c'è nulla e allora, se non c'è nulla, non lo dobbiamo proporre. Se c'è qualcosa che sostiene anche gli accordi già firmati, allora bisogna vedere che cos'è. Noi l'abbiamo detto: si preveda una premialità, e la cosa ha un senso compiuto, diversamente non ne ha.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uras.
Ha domandato di parlare il consigliere Soru per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Sì, grazie signor Presidente. Per dichiarare innanzitutto che purtroppo voterò contro questo emendamento e per precisare alcune cose. Innanzitutto alla collega Caligaris: le ha già ricordato il collega Uras, che nel terz'ultimo rigo dell'emendamento numero 987 sono inclusi i lavoratori socialmente utili di cui si è parlato, che peraltro lavorano ininterrottamente credo da sei o sette anni nell'Assessorato della sanità. E per precisare ulteriormente altre cose: l'esempio di scuola che facevo di mia cugina era proprio per chiarire il fatto di una persona non che ha lavorato 17 mesi, ma che non ha mai lavorato neanche un giorno, quindi forse mi ero spiegato male prima. Cioè vogliamo tutti difendere i diritti delle persone, ma non solamente di quelle cento, o duecento, o 250 o trecento, o quelle che sono, ma soprattutto di quelle molte migliaia di persone che vogliono avere lo stesso diritto, di tutti gli altri, a partecipare a un concorso pubblico, e se sono bravi e lo meritano, magari anche di vincerlo. Questa Amministrazione regionale, diversamente da come qualcuno ha ricordato, ha cancellato l'utilizzo del lavoro interinale, ha ridotto di molto, di quasi il 40 per cento, rispetto al 2003, che era l'ultimo anno considerato, il ricorso alle collaborazioni. Ha interrotto una piaga di questa Regione, che era un concorso per la direzione, che doveva assumere 20 dirigenti della Regione, doveva promuovere 20 dirigenti e poi è stata fatta una lista e ne ha promosso 170, per cui non è mai stato assunto dall'esterno un dirigente, dal 1948 a oggi non è mai stato fatto un concorso per dirigenti. Questa Amministrazione ha bloccato quella lista e ha fatto un concorso per dirigenti, finalmente, dove chi ha titolo partecipa e chi ha merito lo vince, e si sta ultimando questi giorni. Così come questa Regione ha bloccato gli scatti automatici, per cui tutti quelli che sono in C passano in D e ha fatto un concorso pubblico aperto all'esterno, dove chi ha i titoli partecipa e chi ha merito vince, per assumere cento laureati, che vanno nella categoria D, immediatamente sotto la dirigenza. E' in questo stesso filone che ci poniamo con quest'emendamento numero 987, quello di considerare che la pubblica Amministrazione è molto importante, che la qualità delle persone che ci lavorano è estremamente importante per l'efficacia delle politiche che poi si vogliono portare avanti, ed è giusto che si entri nell'unico modo possibile, quello che è stato richiamato ed è previsto dall'articolo 97 della Costituzione, cioè il concorso pubblico. Per il resto, chi non ha superato un concorso pubblico innanzitutto obblighiamoci a rimediare definitivamente rispetto al passato, e cioè a non continuare a ricorrere al precariato e mettere delle regole; e per la prima volta, nel primo paragrafo, stiamo introducendo una regola: del 5 per cento. A qualcuno sembra troppo alta, ribassiamola.
PRESIDENTE. Grazie, Presidente. E' stato chiesto, dall'onorevole Vargiu, il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 997.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Sanna Alberto e Cherchi Silvio hanno votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Diana - La Spisa - Lai Renato - Liori - Lombardo - Marracini - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Pittalis - Randazzo Alberto - Sanjust - Scarpa - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - Lai Silvio - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uras.
Si è astenuto il consigliere: Rassu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 59
votanti 58
astenuti 1
maggioranza 30
favorevoli 19
contrari 39
(Il Consiglio non approva).
Metto ora in votazione gli emendamenti numero 989 e 991, che hanno lo stesso testo.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Sì Presidente. A maggior ragione io voterò a favore dell'emendamento, di uno dei quali sono presentatore, ma ancora necessita di un piccolo chiarimento. L'articolo 97 richiamato della Costituzione, dice che si accede all'amministrazione pubblica per pubblico concorso. Ovviamente a tempo indeterminato, non già a tempo determinato, per il quale ci sono regole e tipi di selezioni molto diverse e regolate in maniera diversa. Sul 5 per cento, richiamato poc'anzi, nulla quaestio, anzi, ritengo che sia il comma 1 del "987" successivo, molto importante. Però vorrei comprendere, se sarà possibile (non è fondamentale sicuramente) se le informazioni sono le stesse: pubblici concorsi per dirigenti, con selezione di dirigenti e concorsi interni. Di questi ultimi ce ne sono stati diversi, perché credo che ci sia un diritto sancito che all'interno della pubblica Amministrazione possano svolgersi concorsi riservati agli interni, funzionari, passaggi di qualifica, che abbiano titolo ovviamente, non quelli che non hanno titolo. Ma, mi stupiscono alcune affermazioni, avendo questa Giunta nominato persone senza titoli: parlo di direttori amministrativi delle AA.SS.LL., parlo di direttori sanitari delle AA.SS.LL, parlo di…
DIANA (A.N.). Direttori generali.
CAPELLI (U.D.C.). …direttori generali delle AA.SS.LL., e l'elenco è, per chi ne volesse prendere visione, sempre che senta la responsabilità delle funzioni che ricopre, facilmente verificabile nelle interrogazioni e nelle interpellanze, ma soprattutto nelle interrogazioni senza risposte che sono agli atti del Consiglio. Ancora, si potrebbero fare svariati esempi di altri incarichi dati dalla Giunta, a persone senza nessun titolo di idoneità a ricoprire quel ruolo. Ma soprattutto si potrebbero vedere le discriminazioni che si fanno poi all'interno delle ulteriori nomine degli enti, dove questa Giunta privilegia amici e parenti, amici e parenti anche di segretari regionali dei partiti di maggioranza, discriminando invece ciò che qualcuno va per le piazze a decantare e declamare, contraddicendosi nei fatti. Ma, i fatti sono agli atti, atti a completa disposizione di tutti, per cui a mio avviso basta leggere, basta avere la pazienza di leggere e soprattutto di non cadere troppo spesso in contraddizione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Capelli.
Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Per dichiarare il voto a favore di questo emendamento che vuole essere un riconoscimento di titoli.
Io voglio continuare ad essere in buona fede e credere che chi è entrato con questo meccanismo non concorsuale avesse dei titoli e credo che tutti noi, se crediamo che questo fosse, sicuramente è altrettanto valido di chi è entrato attraverso una prova concorsuale. Io credo che se ognuno di noi fosse stato chiamato a rispondere in maniera onesta, rispetto al pensiero che ha, su chi può essere entrato nell'Amministrazione regionale per titoli o chi per prova concorsuale, se uno potesse rispondere in maniera onesta, non credo che ci potrebbero essere difficoltà rispetto ad una risposta molto, molto difficile.
Allora, almeno i titoli garantiscono una preparazione, questa è gente che ha maturato dei titoli lavorando, probabilmente è entrata anche perché aveva dei titoli, io ci voglio credere. E credo che questi siano svantaggiati rispetto a chi oggi ha la fortuna di avere un percorso con futuro lavorativo consolidato, un percorso di vita quindi anche di fronte a se. Io ritengo anche questa, caro onorevole Porcu, una grande ingiustizia, laddove soprattutto, in maniera onesta, tutti qui dentro eravamo d'accordo - in una riunione dieci giorni fa - che questo meccanismo poteva essere approvato in maniera unanime, maggioranza e opposizione.
Siccome non ho paura e non ho timore di dire il mio pensiero, continuo a dirlo così come lo dissi quella sera in quella sala: io credo che sia più giusto che questo meccanismo si realizzi attraverso la nostra approvazione. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marracini.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Io voto a favore e uso, dal mio punto di vista, in modo utile il tempo che trascorro a quest'ora in quest'Aula, cercando di capire meglio. Nel senso che vorrei capire una cosa: quando si dice che il 5 per cento delle dotazioni organiche possono essere riservate a personale a tempo determinato, e si dice che questo personale deve essere preso con forme pubbliche di selezione, presidente Soru, vorrei capire, alla luce di quello che lei ha detto sulla concorsualità pubblica, se le short list sono una forma pubblica di selezione. Mi interesserebbe sapere quante persone sono in carico oggi all'Amministrazione attraverso short list e non attraverso forme di concorso pubblico garantite dall'articolo 97 della Costituzione. Poi, siccome dite, ancora, che la eventuale assunzione a tempo determinato non deve costituire titolo per l'ingresso nei ruoli dell'Amministrazione regionale, anche qui per comprendere se le assunzioni precedenti a questa finanziaria invece avvenivano con la determinazione che quello costituisse titolo per l'eventuale assunzione successiva presso l'Amministrazione regionale. Io penso che anche le precedenti assunzioni avvenissero senza che costituisse titolo e non penso che basti scriverlo perché questo non costituisca titolo.
Le chiedo questo, presidente Soru, ripeto, non per polemica ma esclusivamente per comprendere, perché è utile capire se quello che si sta realizzando in questo momento nell'Amministrazione regionale è davvero ciò che lei, nel momento dell'annuncio, con convinzione, sta dicendo che è oppure se è una cosa diversa rispetto a quella che lei sostiene che sia. Questo è importante, oltre che per avere un'idea più chiara di quella che è la posizione dell'Amministrazione, anche per comprendere se nei ragionamenti che facciamo, almeno all'interno di quest'Aula, c'è onestà culturale in ciò che ciascuno di noi dice, sia nel momento in cui parla, sia nel momento in cui ascolta.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Preannuncio il mio voto a favore dell'emendamento e insistiamo perché riteniamo davvero che le riflessioni e le considerazioni svolte dal Presidente e dai colleghi che mi hanno preceduto poi, alla fin fine, si pongano lo stesso obiettivo, salvo differenti valutazioni. Noi riteniamo di essere aderenti al dato fattuale che è rappresentato dalla situazione.
Noi abbiamo avuto dei dati: sostanzialmente con questo emendamento si stabilizzano 100 persone, d'accordo? Abbiamo detto che questo è un segnale positivo. Questo è sulla base di dati che bene o male abbiamo avuto; non sono pochi, ma rispetto al problema del precariato così come lo conosciamo... Ma quando parliamo di precari stiamo parlando di lavoratori che sono alle dipendenze di enti come lo erano quelli delle agenzie che abbiamo già stabilizzato, sono laureati che lavorano per gli enti e per l'Amministrazione regionale, che non hanno la fortuna di aver maturato i 36 mesi: alcuni sono a 30 mesi, altri a 29, altri hanno i 24 mesi. Va bene, vorrà dire che si sta selezionando il precario da stabilizzare e il precario invece... Perché nessuno accede all'idea che non si debba fare il concorso, non creiamo questo equivoco, o che non si debba fare la selezione! Qui è stato messo anche, addirittura, "nel rispetto delle relative dotazioni organiche", "nel rispetto delle effettive necessità delle amministrazioni", c'è un filtro. E allora, guardate, noi, siccome siamo stati leali dal primo momento, lo voglio annunciare con serenità: la maggioranza ha i numeri per approvarsi la finanziaria, noi attenderemo il voto su questo emendamento e noi abbandoneremo logicamente i lavori. Era un principio sul quale noi abbiamo detto con lealtà, con onestà quelle che erano le condizioni per...
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pittalis.
(Non sono approvati)
Passiamo all'emendamento numero 993.
Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.
AMADU (U.D.C.). Per chiedere il voto elettronico palese.
(Appoggia la richiesta il consigliere Alberto Randazzo.)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Io voglio cogliere l'occasione del voto di questo emendamento, invece, per chiedere ai colleghi dell'Udeur di evitare su questo tema uno strappo con la maggioranza, di apprezzare quello che si sta facendo in questa finanziaria verso il lavoro e verso la stabilizzazione dei precari - è stato uno sforzo vero -, di apprezzare i risultati ottenuti anche con l'emendamento che voteremo dopo, il 987.
A me addirittura mi sorprende il numero che il collega Pittalis ha detto, che si arrivi ad un numero di quelle dimensioni. Non conosco il fenomeno, anch'io avrei voluto avere il quadro prima di affrontare un tema così delicato, ma se fosse vero è un risultato straordinario e anche positivo. Io credo che i colleghi devono apprezzare questo risultato, che è frutto di battaglie, di discussioni, di confronto al nostro interno. Io non credo veramente che a conclusione di questa finanziaria, che ha un limite: il ritardo con la quale la stiamo affrontando e del quale ci siamo già assunti la responsabilità. Ma ha un grande pregio: è una finanziaria veramente, a mio parere, per come ha affrontato il tema sia delle entrate, ma anche delle risorse messe a disposizione proprio di questi temi del disagio, della disoccupazione, che si può definire una grande manovra. Non penso che ci siano gli elementi per una questione di qualche mese, visto che noi prendiamo a riferimento il dato nazionale come punto di riferimento per dare un segnale che non si fa ad personam: chi 24, chi 32, chi 36. Prendiamo a riferimento il dato nazionale; non penso che questo sia un elemento che giustifichi uno strappo come quello che state annunciando. Quindi io invito i colleghi che fanno parte di questa maggioranza, che devono continuare a farne parte, che è una forza importante per il centrosinistra, e che deve continuare a stare dentro il centrosinistra e dentro questa maggioranza a riflettere, e a non effettuare lo strappo che hanno annunciato adesso.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 993.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Francesco Sanna e Silvio Cherchi hanno inteso votare contro
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Diana - La Spisa - Lai Renato - Lombardo - Marracini - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Pittalis - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Silvio - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uras.
Si è astenuto il consigliere: Randazzo Alberto.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 59
votanti 58
astenuti 1
maggioranza 30
favorevoli 18
contrari 40
(Il Consiglio non approva).
Passiamo all'emendamento numero 996.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Sì Presidente la ringrazio. Io voterò a favore dell'emendamento numero 996, che risulta essere il secondo dei nostri emendamenti, che hanno come finalità quello di migliorare l'emendamento complessivo numero 987. Noi in questo modo tentiamo di dare davvero risposte, finalmente concrete, a quella che è davvero una situazione oggettivamente conosciuta da tutti nella pubblica Amministrazione regionale. E' il problema di un precariato anomalo, nel senso che molti dei nostri precari hanno una tipologia contrattuale instaurata con l'Amministrazione regionale, pur assolvendo a funzioni che sono totalmente quelle della pubblica Amministrazione regionale, ma inquadrata dentro una tipologia contrattuale di rapporto di lavoro con agenzia interinale, e molti hanno tra l'altro cumulato questo requisito sommandolo con un rapporto di lavoro dipendente. Quindi di questo noi oggettivamente, presidente Soru, io la prego se è possibile di dare un attimo di attenzione. Cioè nel senso che questa anomalia è tutta sarda, ancora una volta, e io non voglio assolutamente davvero seguire quello che è stato l'intento prima dell'onorevole Porcu di dividere le responsabilità in ordine alle situazioni che voi avreste trovato. Ormai questa Giunta amministra da tre anni, gran parte di questa situazione permane da tre anni, ma noi non vogliamo fare divisioni così come l'onorevole Porcu: non inseguiamo divisioni tra chi è pro il precariato e chi invece è contro il precariato. Tutti noi vogliamo la stabilizzazione. Ci fosse oggi l'Uras di ieri. Purtroppo l'Uras di oggi non è più uno stabilizzante, perché l'Uras di ieri stabilizzava tutto, ha stabilizzato addirittura i dipendenti dell'agenzia di lavoro che avevano un requisito minimo di rapporto di lavoro. Noi vorremmo il rientro di questo Uras di ieri. Perché l'Uras di oggi si comporta diversamente dal l'Uras di ieri? Questo ci chiediamo.
PRESIDENTE. E' in votazione l'emendamento numero 996.
Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Passiamo all'emendamento numero 994.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Sì grazie Presidente. Questo è un ulteriore emendamento, e questa volta davvero crediamo che si possa dare una risposta concreta, perché intendiamo finalmente far sì che quello che è stato espropriato ai Comuni della Sardegna, il cosiddetto piano del lavoro per intenderci, e che darebbe risposte occupazionali a molti disoccupati locali, potrebbe essere rifinanziato attraverso, ovviamente, il sistema dell'articolo 19 della legge 37. Io sto ancora attendendo con molta ansia l'esito di quella che è la situazione fotografica dell'attuazione dell'articolo 19 della legge 37 qui in Sardegna. Sono certo che i dati non sono quelli che stanno, tra l'altro, lievitando di giorno in giorno, perché nel sito Internet dell'onorevole Uras troviamo che sono 480 milioni di euro quelli non utilizzati per l'articolo 19. Qualcun altro stamattina ha parlato di 550, l'ultimo aggiornamento è stato di 600 milioni di euro e quindi evidentemente non capisco nemmeno che lievito stiano utilizzando per misurare questa crescita. Sono certo invece che gran parte dei Comuni hanno tutte le somme impegnate e questi impegni ovviamente non possono corrispondere alle somme spese, proprio perché si tratta di concreti impegni e di opere, che sono in fase di realizzazione. Molte di queste sono tra l'altro, dei co-finanziamenti a quella che è la programmazione negoziata. Sarebbe opportuno avere questo quadro, che è una cosa immediata; alcuni Assessori posseggono questi dati. Se qualcuno interviene e li sottopone all'intero Consiglio, probabilmente avremo maggiori possibilità anche di fare scelte obiettive in favore dei disoccupati della Sardegna.
PRESIDENTE. E'finito il suo tempo onorevole Pisano. Abbiamo fatto qualche pasticcio noi, ma è finito il suo tempo.
E' in votazione l'emendamento numero 994.
Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'emendamento numero 995.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). No, non posso rinunciare, anche perché è un argomento già portato dalla collega Caligaris in questa sede. Voterò ovviamente a favore di questo emendamento numero 995. Si tratta soltanto di mantenere un impegno, un impegno dell'intera Giunta, sottoscritto da molti Assessori, con la firma dello stesso Presidente, e che corrisponde alla lettera C di quell'accordo sul Parco geominerario. Era stato, tra l'altro, in maniera molto coerente devo dire, presentato già un emendamento da parte della Giunta che stabilizzava gli 11 lavoratori; perché erano inizialmente 13, vero assessore Dadea? portati poi in aumento a 24. E quindi gli 11 lavoratori di cui già si è parlato, che hanno lavorato ovviamente all'interno dell'Assessorato alla pubblica istruzione dentro il progetto "Parco geominerario", e io sono certo che non sono ricompresi in quelle tre righe finali che sono state lette. Non possono essere ricompresi, perché il rapporto di lavoro non era instaurato con l'Amministrazione, assessore Dadea, ma con l'ASSIIFRAS, che è il soggetto stabilizzante. Io credo che ci saranno delle obiettive difficoltà. D'altro canto qualcuno ha parlato di anomalie. Ripresentate quell'emendamento, riformulatelo, diamo giustizia. E' un punto, d'altro canto, sottoscritto; se problemi ci sono a dichiarare che quegli undici lavoratori hanno il diritto al posto di lavoro così come già c'è stato un impegno formale, credo che non ci sia nessuna difficoltà. Questo è un emendamento che può essere approvato all'unanimità e non creiamo ingiustizia alcuna. Si tratta di un impegno, vi ripeto, firmato dal presidente Renato Soru, e quando la firma di Renato Soru rappresenta ovviamente l'intera Regione, non credo che il Presidente voglia tornare indietro rispetto ad un impegno assunto, a discapito naturalmente di undici lavoratori che questo diritto ormai lo debbono necessariamente richiedere in funzione della loro tutela. Chiedo ovviamente il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pisano. Chi si associa alla richiesta?
VARGIU (Riformatori Sardi). Io.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Vargiu. E' in votazione l'emendamento numero 995 per il quale è stato richiesto il voto elettronico palese. Prego i colleghi di accomodarsi. Dichiaro aperta la votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 995.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Pirisi ha votato contro e il consigliere Moro ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Diana - La Spisa - Lombardo - Moro - Murgioni - Pileri - Pisano - Randazzo Alberto - Rassu - Sanjust - Scarpa - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai Silvio - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uras.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 54
votanti 54
maggioranza 28
favorevoli 15
contrari 39
(Il Consiglio non approva).
Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 987.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). No, non vorrei fare dichiarazione di voto, vorrei chiedere 10 minuti di sospensione per l'opposizione.
PRESIDENTE. E' stata chiesta la sospensione della seduta per 10 minuti. Se non ci sono opposizioni, la seduta è sospesa, i lavori riprenderanno alle ore 23 e 56.
(La seduta, sospesa alle ore 23 e 46, viene ripresa alle ore 23 e 59.)
PRESIDENTE. Se possiamo riprendere la seduta continuiamo con le dichiarazione di voto. E' iscritta a parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Caligaris. L'onorevole Caligaris non è in aula, decade. Assessore Dadea, su che cosa intende parlare?
DADEA, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sul testo dell'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
DADEA, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, grazie Presidente. Per proporre all'Aula la possibilità di introdurre delle integrazioni al testo dell'emendamento numero 987, che forse possono servire anche ad accogliere alcune delle istanze che sono venute durante la discussione degli emendamenti precedenti. La proposta che viene fatta riguarda, e coglie anche alcune delle osservazioni che sono state fatte, innanzitutto quella parte dell'emendamento dove si parla, appunto, dei 36 mesi anche non continuativi nell'ultimo quinquennio, o che maturi successivamente, e questo è l'inciso che viene proposto, "e comunque non oltre il 30 settembre 2007 tale requisito in virtù dei contratti di lavoro in essere alla data di approvazione della presente legge". Quindi c'è un ulteriore allungamento del periodo. L'altra integrazione che si propone è che, una volta acquisito che devono essere sottoposti a un concorso pubblico sulla base della legislazione vigente, è opportuno, e anche qui si raccoglie una indicazione venuta dal dibattito, il riconoscimento di una premialità riferita al servizio prestato, sulla base… dico direttamente come viene che forse è meglio, "che abbia prestato servizio presso l'Amministrazione"… queste sono le ultime due righe dell'emendamento, "che abbia prestato servizio presso l'amministrazione regionale e sottoposto a prove selettive concorsuali pubbliche, con il riconoscimento di una premialità riferita al servizio prestato sulla base della legislazione vigente in materia". L'altra integrazione che viene fatta è quella che, nel punto in cui, a metà dell'emendamento, dove si dice "nel predetto personale non è compreso quello impiegato con funzioni di comunicazione esterna", si introduce una limitazione che ci sembra quanto mai opportuna, per cui il testo dovrebbe essere così modificato: "nel predetto personale non è compreso quello impiegato in attività di formazione nei centri regionali di formazione professionale". Questo perché, ripeto, allargherebbe enormemente la fattispecie del personale interessato. Queste sono le integrazioni e le modifiche che la Giunta, anche alla luce del dibattito che si è sviluppato, si sente di proporre all'Aula…
PRESIDENTE. Concluda, prego.
DADEA, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. … mi sia consentito, se ho ancora pochi secondi, rivolgere ancora una volta l'invito al Gruppo dell'UDEUR, perché non faccia mancare, anche durante la discussione di questa fase così importante e su un argomento così importante, quell'apporto che è venuto in tutte queste settimane, ma, soprattutto anche nella giornata odierna, nel migliorare una parte della legge finanziaria così importante in materia di lavoro, di occupazione e anche, per quanto riguarda l'autosufficienza, l'invito che rivolgiamo è a non far mancare ancora una volta questo apporto positivo e quindi di concorrere attivamente e positivamente alla definizione anche di questo aspetto così delicato e così importante.
PRESIDENTE. Grazie assessore Dadea. Comunico ai colleghi che stiamo stendendo l'emendamento come proposto dall'Assessore, lo distribuiamo e nel frattempo procediamo con le dichiarazioni di voto per chi si è prenotato.
Ha domandato di parlare il consigliere Meloni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MELONI (La Margherita-D.L.). Sì, Presidente, io parlo…
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, dichiarazioni di voto su che cosa?
PRESIDENTE. Sull'emendamento numero 987.
VARGIU (Riformatori Sardi). Come modificato?
PRESIDENTE. Come modificato dal...
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, perché sia modificato è indispensabile che lo vediamo e che sia dichiarato ammissibile in Aula!
PRESIDENTE. Lo stiamo fotocopiando e distribuendo.
VARGIU (Riformatori Sardi). Quindi, prima delle dichiarazioni di voto…
PRESIDENTE. E se qualcuno magari ha capito tutto e vuole parlare, perché vogliamo impedirglielo, onorevole Vargiu?
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, perché nessuno di noi ancora sa su che cosa sta parlando!
PRESIDENTE. Sì, voglio dire, capisco la sua esigenza e quindi regoliamo i nostri lavori perché sia soddisfatta. Però se c'è qualche collega che invece ritiene di avere gli elementi per poter fare la sua dichiarazione, perché non consentirglielo e recuperare un po' di tempo?
(Interruzione del consigliere Vargiu)
Va bene. Aspettiamo un attimo, se no finisce che perdiamo più tempo di quello che può essere utile. Aspettiamo che vengano stilati gli emendamenti e poi si fanno le dichiarazioni di voto. Qualche minuto di sospensione in Aula.
(La seduta, sospesa alle ore 0 e 05, viene ripresa alle ore 0 e 14.)
Possiamo riprendere? Colleghi che hanno chiesto di sospendere, possiamo riprendere?
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Meloni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MELONI (La Margherita-D.L.). Grazie, Presidente. Io intervengo per esprimere il mio voto favorevole a quest'emendamento senza…
CAPELLI (U.D.C.). Scusi, Presidente, noi non accettiamo le proposte!
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Meloni.
MELONI (La Margherita-D.L.). E non mi vogliono far parlare!
PRESIDENTE. Scusi, purtroppo è il momento.
MELONI (La Margherita-D.L.). Prego.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Allora, Presidente, per dire che noi non accettiamo le proposte della Giunta di modifica dell'emendamento. Siamo contrari all'emendamento orale proposto dalla Giunta per cui non accediamo alla proposta che riteniamo restrittiva rispetto all'emendamento base e sottolineando che il riconoscimento di una premialità riferita al servizio prestato può essere inserito nel bando di selezione o di pubblico concorso. Perciò rimane così come principio che la Giunta se vorrà applicare applicherà. Per il resto, essendo restrittivo rispetto addirittura all'emendamento originario, non accettiamo le proposte emendative proposte della Giunta.
PRESIDENTE. Bene, naturalmente per Regolamento, se non c'è l'unanimità, gli emendamenti orali non sono ammessi, per cui il testo che si discute e si vota è il testo del "987" così come presentato dalla Giunta originariamente.
Prego, onorevole Meloni.
MELONI (La Margherita-D.L.). Allora, Presidente, sempre per esprimere, come dicevo, il voto favorevole a quest'emendamento, unitamente a delle perplessità che sento di dover esternare in questo momento. Io ho una preoccupazione: che passi il messaggio che si entra a far parte della pubblica Amministrazione regionale in questo modo. Credo che sia sbagliato. Credo che sia sbagliato che si stabilizzi un meccanismo per cui selezioni che, non credo si possa negare, possano essere condizionate anche dalla politica, diventino il modo ordinario di entrare a far parte dell'Amministrazione della Regione. Esprimo anche un auspicio: che questo provvedimento sia davvero straordinario, sia una tantum. Le tante, troppe stabilizzazioni che vi sono state anche in questa finanziaria non mi fanno essere ottimista in questo senso. Avrei preferito che un meccanismo, secondo il quale, attraverso concorsi pubblici, con riserve e premialità, estese a tutti, proporzionali al tempo e alle modalità del servizio prestato, fosse finalizzato a garantire un obiettivo non dissimile. Credo che sarebbe stato possibile. Forse non stabilizzando in questo modo, avremmo stabilizzato anche un meccanismo, facendo diventare ordinarie, normali l'idea e il metodo per cui si entra a far parte dell'Amministrazione della Regione con un concorso pubblico. Entro limiti che devono lasciare libera la determinazione e gli individui, si può anche prestare un lavoro flessibile e atipico, con garanzie e tutele che la legislazione nazionale deve garantire e che credo che il centrosinistra, in questi mesi e spero nelle prossime attività di governo, possa garantire ed estendere.
Per concludere, dobbiamo ricordarci che è necessario conciliare i diritti dei lavoratori temporanei e atipici con gli elementi di giustizia sostanziale nei confronti di chi ha vinto dei concorsi pubblici e con le opportunità di chi vuole concorrervi. Per farlo occorre spezzare questa catena. Occorre che i giovani abbiano la consapevolezza, credano, siano convinti che la Sardegna che stiamo costruendo dia spazio a meccanismi di selezione delle competenze basati su rigore, serietà e trasparenza. Occorre premiare lo studio, la competenza, la fatica. Credo che per fare e garantire questo sia necessario vigilare. Credo che la strada sia ancora lunga e ritengo che da oggi dobbiamo essere tutti attenti ad assicurare che questo risultato sia perseguito. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie a lei, onorevole Meloni.
(Interruzione)
Vota a favore, lo ha detto. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, voglio ringraziare per l'attenzione prestata dal presidente Soru e dall'assessore Dadea e pur esprimendo rammarico per l'esclusione degli interinali, intendo porre l'accento su un fatto che forse è più un auspicio e penso anche un impegno di tutti, poiché si tratta, nel caso specifico, dei lavoratori impegnati nel catalogo e nei beni culturali dell'Assessorato alla cultura, di un lavoro che attiene l'interesse pubblico e che ha bisogno di una continuità. Ecco, esprimo l'auspicio che, in attesa dell'espletamento delle prove concorsuali, che mi auguro avvenga in tempi brevi, non debba essere interrotto il servizio e che quindi questi lavoratori possano continuare a lavorare nell'interesse dei cittadini che apprezzano particolarmente l'attività che la Regione svolge in questo specifico ambito. Ovviamente, il mio voto è a favore dell'emendamento. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Devo dire la verità: la mossa a sorpresa annunziata dall'onorevole Capelli appare una mossa che ha come obiettivo solo ed esclusivo l'eliminazione di una buona parte di lavoratori da questi processi di stabilizzazione, e il disconoscimento del servizio che gli stessi hanno prestato, ivi compresi quei lavoratori provenienti dai progetti socialmente utili regionali e interregionali, a cui l'onorevole Pisano si stava riferendo prima con il suo emendamento.
Allora, dov'è l'onorevole Uras? L'onorevole Uras è qua, a fare le cose migliori possibili, in una finanziaria molto avanzata, molto diversa da quella degli anni precedenti, in cui c'era anche la possibilità di trovare una soluzione per una serie di lavoratori, per un gran numero di lavoratori, che avevano svolto - purtroppo in modo precario - la propria attività di servizio alla Regione. Cosa vogliamo dire? Fino a quando ci facciamo i dispetti, fino a quando riteniamo che i dispetti siano una soluzione ai problemi di relazione tra le coalizioni, credo che non faremo grandi passi in avanti e purtroppo i cadaveri non siamo noi, i cadaveri sono quelli che sono seduti là sopra, che poco o nulla c'entrano con l'attività dispettosa che noi e tra noi esercitiamo.
Io voterò a favore del "987". Avrei votato in maniera più convinta con le modifiche proposte dalla Giunta. Purtroppo devo dire che questo non è possibile: anziché accontentarci di 100, ci accontenteremo di 30 e di 40.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ORRU' (D.S.). Grazie, Presidente. Anch'io esprimo il mio voto favorevole all'emendamento 987, e anch'io penso che sarebbe stato più convinto con le modifiche proposte testé dalla Giunta. Io non credo che facciamo un buon servizio, intendiamoci, nel rispetto dovuto alle posizioni che l'opposizione ritiene di dover assumere. In genere io parto, è una mia considerazione, dal presupposto di migliorare i provvedimenti, pensando agli effetti che essi producono all'esterno e quindi verso la società, soprattutto perché ci stiamo riferendo a categorie certamente non forti, le cosiddette categorie deboli. Poi il provvedimento può essere più o meno perfetto, più o meno adeguato; però un intervento speculativo, di carattere politico - legittimo, per carità - ma che danneggia quei cittadini, non credo sia un qualcosa di utile. Li danneggia, appunto, perché il riconoscimento di una premialità riferita al servizio prestato poteva anche essere ritenuto pleonastico, però non è così, nel senso che affida ai bandi la possibilità o meno per alcune qualifiche di prevederlo, mentre la legge "31" lo prevede per alcune qualifiche funzionali, per altre no; dipenderà dall'Esecutivo poi prevederlo o meno. Il fatto di metterlo come prescrizione di legge significa riconoscere quel servizio, a prescindere dal fatto che la legge non gli dà quel tipo di apertura. Io penso che sia una garanzia, è una possibilità per coloro i quali non sono passati acquisendo il diritto attraverso il concorso, di poter far valere il loro lavoro, il loro tempo trascorso al servizio dell'Amministrazione regionale, attraverso lo strumento della premialità.
Pregherei, inviterei, i colleghi dell'opposizione a valutarla più attentamente. Penso che sia un intervento migliorativo, non peggiorativo, almeno per quanto riguarda questo profilo. L'altro, io penso che sia un fatto che tutti riconosciamo doveroso: chi ha fatto formazione professionale, è stato assunto per fare formazione professionale in quei corsi, non dall'Amministrazione regionale per essere stabilizzato, credo che su questo siamo tutti d'accordo. Quindi, il mio invito è...
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Orrù.
ORRU' (D.S.). Grazie, Presidente. Il mio invito è quello di rivedere, se possibile, questa posizione, alla luce dell'esito che ci prefiggiamo. Ovviamente solo limitatamente a questo aspetto, e non alle considerazioni politiche di carattere generale che, ovviamente, rispetto anche non condividendole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Trenta secondi proprio perché mi ha preceduto il collega Orrù, per invitare il collega Capelli e quelli del centrodestra a ritirare l'obiezione, perché forse c'è un malinteso. Io credo che le proposte orali emendative dell'emendamento siano positive e tendono ad allargare, non a restringere, aldilà di quello... relativo alla formazione professionale, che però mi pare un fatto, comunque, necessario inserire. Il 30 settembre, mantenendo anche l'altro elemento, non restringe, consente comunque di risolvere un problema. Tra l'altro, voglio dire, alcuni lavoratori dipendenti delle agenzie, in particolare delle agenzie agricole, che avevano già avuto la proroga dei contratti, in attesa che fossero banditi i concorsi, in virtù di un emendamento che abbiamo approvato - adesso cercavo il comma e l'articolo - abbiamo già accettato che fossero ulteriormente prorogati, fino a che ci fosse il concorso, perché sono lavoratori che da anni lavorano e, quindi, magari attraverso questa proroga, possono ottenere il raggiungimento dei 36 mesi prima del 30 settembre. Per cui, il mio invito è a ritirare l'obiezione e consentire questa integrazione che la Giunta ha proposto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Grazie, Presidente. Dunque, onorevole Uras, non le fa onore quanto lei ha detto, non le fa onore perché lei sa benissimo che io non escludo nessuno e che il riconoscimento di una premialità riferita al servizio prestato è una direttiva che può essere inserita nel bando e lei, da funzionario regionale, dovrebbe garantire questo nel suo intervento e lo può garantire la Giunta prendendo la parola.
Così come non è assolutamente vero che si escludono i lavoratori dei progetti socialmente utili, che rimane nell'emendamento, perciò lei ha detto una cosa non precisa perché rimane nell'emendamento, e io non sto escludendo nessuno. Sto soltanto facendo chiarezza. Per quanto riguarda il CRFT, è ovvio che questo è una ulteriore restrizione e non è un allargamento. Allora io faccio una controproposta alla Giunta, che accetti anche il nostro emendamento orale e noi accettiamo tutti gli emendamenti orali della Giunta proposti, e cioè il nostro emendamento orale che il piano è predisposto sulla base di una puntuale ricognizione, passiamo al rigo seguente "ad un dirigente che abbia svolto attività per almeno 23 mesi". Per almeno 23 mesi, e deve essere compreso nell'emendamento a cui aggiungiamo il nostro emendamento orale.
MARROCU (D.S.). Ma si vota dopo!
CAPELLI (U.D.C.). Ma che cosa stai dicendo? No, ma deve far parte del testo, così come deve far parte del testo l'emendamento orale proposto dalla Giunta.
Per cui se viene dato accesso all'emendamento orale che prevede i 23 mesi o i 25 mesi, visto che i 24 li abbiamo già bocciati, allora c'è la possibilità di rivedere anche la nostra posizione e accedere alla restrizione che voi state accogliendo escludendo le attività di formazione del CRFT. Allora cediamo, perché dall'altra parte c'è un ulteriore riconoscimento. Quindi, se deve essere la politica a trovare un punto di incontro e non solo dire sì a quello che voi proponete, se c'è un confronto noi siamo disponibili, assolutamente disponibili. Però gli emendamenti orali proposti, se rimangono tali e non viene accettato il nostro, rimane tale la nostra posizione, con l'onestà intellettuale di dire la verità, e la verità è che noi non tendiamo ad escludere anzi, tendiamo ad allargare. Nel pieno rispetto dei lavoratori socialmente utili e con il riconoscimento della premialità, che rimane agli atti di questo Consiglio. Possono essere registrate tali affermazioni da parte della Giunta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Credo che, anzi credevo che l'intervento dell'onorevole Capelli tendesse proprio a ritirare la sua posizione a seguito degli inviti che sono arrivati. Al contrario, questo non è avvenuto e me ne dispiace perché nessuno può negare che questo è un emendamento che ci trasciniamo da diversi giorni a dimostrazione di quanto sia difficile l'argomento di cui stiamo trattando, di quanto sia pesante l'onere di cui naturalmente ci si vuole fare carico, perché, così come è stato detto, se è straordinaria la finanziaria di quest'anno, straordinari sono anche gli interventi che questa finanziaria contiene. Io voto favorevole all'emendamento di cui si sta parlando, ma mi piacerebbe davvero molto se, rinunciando appunto al vincolo che in qualche modo impedisce queste ulteriori aperture che sono state fatte nella correzione di questo emendamento da parte dell'onorevole Capelli, si riuscisse all'unanimità portare in porto un emendamento davvero difficile, che ha dello straordinario. E ciò tenuto conto che davvero la stabilizzazione operata in questo modo, credo che sia qualche cosa che non può diventare una consuetudine, che sicuramente passa attraverso questa finanziaria, perché si vuole far chiudere un capitolo davvero importante. Non credo che sia proprio la Regione la fabbrica della precarietà, e su questo, mi pare, che al punto 1, probabilmente, abbiamo trovato proprio la soluzione che ci consente di evitare queste ulteriori situazioni. L'invito quindi è proprio in questa direzione, perché ritengo che sia davvero un emendamento straordinario, come è appunto straordinario l'atto che si sta portando in porto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, il mio voto favorevole a questo emendamento, che giudico insufficiente, sicuramente non adeguatamente costruito nelle motivazioni tecniche che ne garantiscono il senso di giustizia, che dovrebbe essere fondante, è scontato. Però sulla base di quello che il collega Capelli ha detto all'Aula, mi sembra che sia stato abbastanza chiaro, e non vorrei che venisse travisato il ragionamento da qualcuno in maniera speciosa, che noi consideriamo restrittivi, nell'emendamento verbale da voi proposto, il primo e il secondo punto.
Mentre per quanto riguarda il terzo punto, cioè quello del riconoscimento della premialità riferita al servizio prestato, lo riteniamo semplicemente pleonastico, nel senso che la Giunta, qualora ne abbia la volontà, è in grado di determinare un riconoscimento della premialità riferita al servizio prestato. Ma se voi del centro sinistra ritenete che non vincolando alla legge la Giunta c'è il rischio che la Giunta non mantenga l'impegno che ha preso solennemente in Aula, beh insomma, io non credo che nessuno di noi impedisca soltanto al terzo punto di essere ammesso alla votazione dell'Aula. Sul terzo punto per noi basta che la Giunta abbia detto, come ha detto, che garantirà, quando farà i bandi, la premialità. Se voi sospettate che la Giunta non sia all'altezza di garantire l'impegno solenne preso in Aula, credo che da parte nostra non ci sia nessun impedimento al fatto che il terzo punto sia inserito all'interno dell'emendamento che dovremo votare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Sì grazie Presidente. Per esprimere il voto a favore dell'emendamento numero 987, e mi auguro che nel prosieguo delle dichiarazioni di voto ci possa essere un ripensamento da parte dei colleghi del centrodestra in merito all'accoglimento dell'emendamento orale presentato dalla Giunta. Io credo che l'emendamento numero 987 risponde sufficientemente a quello che è un problema che si è creato in questi anni, relativamente alle assunzioni atipiche all'interno dell'amministrazione regionale e bypassando quella che è la regola del concorso pubblico e della selezione pubblica.
L'emendamento numero 987 definisce, cerca di circoscrivere il ricorso a questo sistema anomalo di reclutamento del personale nel comma 1, e diciamo che, oltre al comma 1, che appunto limita al 5 per cento il ricorso alle assunzioni a tempo determinato, anche nel comma 3 dell'articolo 7, che abbiamo precedentemente approvato, tende a diminuire anche i costi nel 2007 rispetto al 2006.
Per quanto riguarda l'emendamento orale, io credo che il riconoscimento di una premialità riferita al servizio prestato all'interno dell'emendamento che è stato proposto, tende a specificare meglio quello che è il percorso di stabilizzazione del personale, che in qualche modo non viene direttamente stabilizzato, perché ha già affrontato la selezione pubblica. E io credo che anche il mancato accoglimento, per la non previsione, per quanto riguarda il personale del centro regionale di formazione professionale, ci porterà a dover affrontare in un momento diverso la non previsione di questo personale perché, come qualche altro collega ha detto prima di me, hanno avuto, sono stati chiamati per una funzione diversa di quella dell'Amministrazione regionale per cui, se non venisse accolto questo emendamento orale, è evidente che ci dovremo ritornare per sistemare questa partita relativamente a questo personale. Pertanto, io mi appello ancora una volta perché l'emendamento orale della Giunta venga accolto e comunque esprimo il mio voto favorevole all'emendamento numero 987.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Biancu. Non ho altre iscrizioni per dichiarazione di voto. Sospendo la seduta per un minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 0 e 39, viene ripresa alle ore 0 e 50.)
PRESIDENTE. Assessore Dadea, può fare la sintesi delle cose che sono emerse dall'interruzione? Grazie.
Ha domandato di parlare l'Assessore Dadea. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, grazie Presidente. Penso che su un tema così importante, così delicato, così complesso, sia indispensabile ricercare il massimo della condivisione, il massimo dell'unità. Per cui la proposta, che la Giunta si sente di proporre al Consiglio regionale, è quella di modificare la data che era stata individuata inizialmente, per cui, invece dei 36 mesi, la proposta è di portarla a 30 mesi, al 30 di giugno. Va bene? E comunque non oltre il 30 di giugno, e naturalmente con le altre modifiche che sono state introdotte da emendamenti orali.
PRESIDENTE. L'onorevole Capelli dovrebbe ritirare eventualmente la sua proposta, perché altrimenti non possiamo andare avanti
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Ritengo che sia una proposta di buon senso, perciò ritiro la pregiudiziale, l'opposizione alla proposta di emendamento della Giunta.
PRESIDENTE. Quindi è ammesso in votazione l'emendamento numero 867, con le modifiche proposte dall'Assessore.
Ha domandato di parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Solo per chiedere un piccolissimo chiarimento. Penso che l'Assessore Dadea intendesse dire che la dizione relativa al personale in attività nel CRFP si riferisce esclusivamente quello docente, vero?
DADEA, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Lascialo così, dai!
PISANO (Riformatori Sardi). Ci sono alcune unità lavorative, Assessore, ma sono proprio alcune, per le quali si creerebbe un'ingiustizia palese, perché hanno pur sempre lavorato nell'Amministrazione regionale. Non c'entrano niente con i CoCoCo, relativi alla docenza, che sono quasi ottocento, si immagini! E, invece, questi perché devono essere penalizzati per colpa di una dizione? E' una cosa minima, ma quasi insignificante.
DADEA, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.Adesso non siamo in condizione di valutarlo!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Sì, Presidente. Noi apprezziamo questa proposta che viene dalla Giunta regionale. Non avevamo dubbi, tenuto conto del notevole sforzo che si è fatto in queste settimane nel metter mano, da un lato a problemi irrisolti, dall'altro per dare soluzione a… Non ci interessa e non ci deve interessare di chi sono le responsabilità in questa fase, sono problemi che oggi esistono. L'aver dato questo segnale, per quanto ci riguarda, è davvero, riteniamo, significativo. Vuol dire che c'è attenzione, vuol dire che c'è partecipazione e vuol dire anche che c'è collegialità anche all'interno di un consesso come il Consiglio regionale, di una maggioranza. E a noi interessa anche recuperare questo! Presidente Soru, noi gliene diamo atto, così come saremo critici quando dovremo essere critici. L'abbiamo fatto sempre alla luce del sole, ma sappia, sempre per la convergenza e nell'interesse comune di perseguire obiettivi che riteniamo, molte volte anche nella differenza delle posizioni, nell'interesse superiore dei sardi. Quindi l'avere riportato a 30 mesi, con le puntualizzazioni fatte, ci pare davvero un segnale. Mi tocca riandare nella mia stanza, riportare le carte, e continuare a lavorare per vedere finalmente di raggiungere l'obiettivo di approvare questa finanziaria.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Sì, Presidente. Io intervengo, anche a seguito delle considerazioni che ha fatto - beh, non gli do una definizione! -, che ha fatto l'onorevole Pittalis. Onorevole Pittalis, questo che abbiamo raggiunto non è merito della Giunta, perché altrimenti voi passate dalla parte di chi vuole uscire da una porta e rientrare dalla finestra. Non funziona così! Questo è frutto di una mediazione che è stata fatta con tutto il Consiglio e in particolare con l'opposizione. No, onorevole Pittalis, deve essere chiaro questo, ma dev'essere molto chiaro! I 30 mesi li abbiamo spuntati noi, il mese di giugno l'abbiamo spuntato noi, quindi non è un problema. La Giunta ha accettato, ma ha accettato le proposte che noi abbiamo fatto. Non è che adesso voi rientrate in gioco dicendo che la Giunta ha fatto. L'ha fatto l'opposizione, e quindi quello che sarà il voto dell'opposizione, sarà un voto certamente meditato, un voto che noi ovviamente esprimiamo. Perché a questo punto, proprio perché abbiamo spuntato ciò che non è il massimo di quello che volevamo, presidente Soru, siamo portati necessariamente, non dico obbligatoriamente, a votare a favore. Ma votiamo perché siamo convinti d'aver ottenuto un buon risultato, non il migliore di quanto avremmo auspicato, però è certamente un risultato. E di fronte a questo, ovviamente, annunciamo il voto favorevole.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Diana.
Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Onorevole Diana, non penso che il nostro lavoro, qui dentro, fosse uscire da porte o entrare da finestre. Il nostro lavoro era finalizzato al raggiungimento di un obiettivo, che abbiamo cercato di raggiungere, richiamando tutta l'Aula indistintamente a stare unita verso un problema che riguardava il mondo del lavoro. L'onorevole Pittalis ha dato atto alla Giunta e al presidente Soru di aver accolto questa nostra richiesta, che arrivava dal Consiglio, ma non ha dato meriti, rispetto ai quali nessuno si vuol mettere il distintivo. Non l'abbiamo fatto per tutta la seduta di stasera; l'abbiamo fatto in maniera assolutamente asciutta, ricordando sempre quale era il problema e senza attribuzioni di merito, e continuiamo a mantenere questo tono e questo livello di confronto. E quindi non c'era motivo per avere questa interlocuzione, in questi termini. Noi riteniamo di essere soddisfatti anche di quello che è stato fatto, ma di essere soddisfatti di tutto il lavoro che abbiamo svolto. E ricordo anche i nostri interventi nella giornata di oggi, con cui abbiamo richiamato risultati positivi sulla famiglia, risultati positivi sul problema dei non autosufficienti, problema sul quale ci siamo impegnati e abbiamo voluto insistentemente dare il nostro contributo. Così come abbiamo fatto per il problema del lavoro. Il problema dei precari era uno dei problemi che sentivamo come nodali nella nostra battaglia su questa finanziaria, e non l'abbiamo detto nascostamente, l'abbiamo detto apertamente. Quindi, deve essere una conquista di questo Consiglio, a prescindere da chi alla fine, nelle interlocuzioni, ha avuto la fortuna di essere più vicino, rispetto ad altri, alla parola finale data dal Presidente o dalla Giunta. Noi siamo convinti che tutti abbiamo fatto la nostra parte; anche qualcuno della Giunta sicuramente ha dato una mano a che si arrivasse a questo risultato. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marracini.
Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Voterò a favore, Presidente, dell'emendamento, anche se, al contrario di quanto afferma il collega Marracini, io non mi ritengo soddisfatto, poiché se regola era per 36 doveva restare a 36, se la regola non era 36 potevano essere proposti, atti aggiuntivi, così come è stato detto in precedenti interventi, poiché 30 potrebbe anche dire 24, 22, 18 o 20. Appunto, stiamo dando i numeri: numero per numero si poteva venire incontro ad altre esigenze che potevano non essere contro la norma, bensì venire incontro alle esigenze di altri lavoratori. Tutto qui. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Rassu.
Ha domandato di parlare il consigliere Soru per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Anche se è tardi, permettetemi una battuta: a casa ho un quadretto dove c'è scritto: "Le cose nascono dalla necessità e dal caso". L'approvazione di questo emendamento è un chiaro esempio di una cosa che nasce da una necessità e dal caso, senza troppi meriti per nessuno. Nasce dalla necessità comunque di approvare in qualche modo un emendamento, e la situazione era sufficientemente bloccata, anche per dei motivi tecnici. Nasce appunto dal caso, che dai fatti tecnici insuperabili rischiavano, effettivamente, di costringerci ad approvare un abominio, un qualcosa di assolutamente terribile, e magari anche degli aspetti caratteriali che abbiamo, chi ha delle responsabilità ha comunque, l'obbligo di mettere da parte quando si tratta di non penalizzare la pubblica Amministrazione. Quindi, da questa necessità e da questo caso, nasce questo emendamento. Mi preme dirlo, collega Diana, perché non mi voglio prendere nessun merito, anzi voglio anche aggiungere che sono contrario a questo emendamento, non riflette il mio pensiero; voterò a favore, ma sono contrario a quest'emendamento che è esattamente il contrario di quello che vorrei. Vorrei una pubblica Amministrazione dove si entra per la porta principale, per concorsi pubblici, che non abbiano nulla da sanare, dove ci siano parità di regole e di diritti per tutti quanti. Questa è il tipo di pubblica amministrazione, e oggi noi diamo un segnale che è scostante rispetto a questo messaggio nei confronti dell'opinione pubblica. Poi però, fare il Presidente della Regione, fare anche il rappresentante della maggioranza, significa non portare necessariamente la propria opinione, ma qualche volta si deve tenere conto delle opinioni degli altri e nelle opinioni degli altri ci sta questa mediazione che abbiamo trovato, per necessità e per caso, ma non è assolutamente il mio pensiero e non è assolutamente quello che mi aspetto per il futuro di questa Regione.
PRESIDENTE. Grazie, Presidente. Io invito, comunque e sempre, a rispettare una prassi di questo Consiglio, che era sacra, e che da un po' di tempo non è più seguita: che la Giunta parla per ultima, anche nelle dichiarazioni di voto.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Sì, Presidente. Io, così come è formulato, nell'ultima stesura, voterò a favore dell'emendamento, che secondo me rende giustizia di un emendamento precedente, che era stato concordato fra i gruppi di maggioranza e di minoranza e che per improvvisa volontà del presidente è saltato, ha dovuto aspettare giorni e giorni per poter vedere l'approvazione dell'Aula, in forma diversa. Io sono, invece, totalmente favorevole alla soluzione proposta, pur difendendo il concorso pubblico per l'ingresso nei ruoli dell'Amministrazione. Sono tanto convinto di questo che a mio avviso il concorso pubblico e la meritocrazia devono essere sempre presenti nell'Amministratore pubblico, in chi ha responsabilità di governo. Certo, si può saltare il concorso pubblico con delle facili e onerose convenzioni; certo, si può saltare il concorso pubblico saltando anche e mettendo da parte la meritocrazia; certo, si può saltare lo Stato di diritto favorendo, in modo abbastanza discutibile, le aziende preferite, saltando le procedure che garantiscono l'equità nelle gare e nei bandi pubblici, e non dilapidando centinaia di migliaia di euro, perché si ritiene personalmente più attendibile un'azienda rispetto all'altra, favorendo aziende amiche e di cui si sta occupando, oltre che il Consiglio regionale, anche altra istituzione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Capelli.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Presidente, voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 987.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Diana - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Lai Renato - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Moro - Murgioni - Orrù - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo Alberto - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Serra - Uras.
Si è astenuto il consigliere: Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 59
votanti 58
astenuti 1
maggioranza 30
favorevoli 58
(Il Consiglio approva).
Decadono gli emendamenti numero 3 e 833. L'emendamento 923 è stato ritirato. Quindi, abbiamo finito l'esame degli emendamenti, possiamo passare alla votazione delle tabelle.
Metto ora in votazione la tabella A. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
Metto ora in votazione la tabella B. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
Metto ora in votazione la tabella C. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
Metto ora in votazione la tabella D. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
Metto ora in votazione la tabella E. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
Ha domandato di parlare l'Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
DADEA, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, Presidente. Ci sono alcune questioni e alcuni punti che necessitano di un coordinamento. La prima proposta, anche perché possa essere accolta in sede di coordinamento, riguarda l'articolo 6, comma 2, dove si diceva per le finalità del comma "l'Amministrazione regionale, le agenzie" e quello che si chiede, perché era stato fatto un emendamento in Aula, ma poi non era stato recepito per un disguido, anche "gli enti regionali", e se fosse necessaria anche una specificazione per l'AREA, per l'azienda. Questo è il primo coordinamento, c'è poi...
PRESIDENTE. Procediamo con una cosa alla volta, assessore Dadea.
Articolo 6, comma 2, c'è una proposta dell'Assessore di coordinamento del testo, se non ci sono osservazioni la diamo per approvata.
Ha domandato di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.
MORITTU, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente.Articolo 14, comma 17. E' una semplicissima correzione al testo, per una migliore comprensione del testo stesso e anche per una migliore specificazione.
Il comma 17 tratta del trasferimento della competenza sulle attività produttive di pesca dall'Ambiente all'Agricoltura, rimanendo però nella competenza dell'Ambiente la tutela degli stagni e dei laghi salsi.
Allora, la competenza che rimane, per le somme in conto residui eccetera, eccetera, è quella riferita "per le sole finalità", non "per le medesime finalità", ma "per le sole finalità di tutela di cui al comma 16" e poi "... alla data di entrata in vigore della presente legge". Quindi è, come dire, una banalissima correzione, ma una specificazione importante ai fini di separare anche le competenze per quanto riguarda le somme, sia in conto residui che in conto competenze.
Cioè all'Agricoltura va tutto ciò che è attività produttiva, all'Ambiente - non è specificato bene in questo passaggio - naturalmente rimane tutto ciò che è di competenza e di tutela dei laghi di cui al precedente comma...
CAPELLI (U.D.C.). Non è un coordinamento questo, è un emendamento!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri. Ne ha facoltà.
Su che cosa? Una proposta?
PILERI (F.I.). Sì, sul coordinamento finale, una proposta.
Allora, per quanto riguarda l'articolo 3...
PRESIDENTE. Onorevole Pileri, stiamo discutendo dell'articolo 14, comma 17.
PILERI (F.I.). Mi scusi, volevo intervenire in coordinamento finale sull'articolo 3.
PRESIDENTE. Una proposta sua, quindi.
PILERI (F.I.). Sì.
PRESIDENTE. La discuteremo quando avrà finito la Giunta. Grazie.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, io non avrei nessuna difficoltà ad ammettere l'emendamento orale dell'assessore Morittu, ma questo non è un coordinamento, sta cambiando completamente il significato di ciò che abbiamo già votato. Perciò, se lei intende proporre un emendamento va bene, ma non ce lo faccia passare come un coordinamento del testo, perché è una specificazione che cambia il senso del comma, non precisa, lo cambia proprio.
Poi, se vuol proporre un emendamento, non avrei difficoltà ad ammetterlo.
PRESIDENTE. Emendamenti non se ne ammettono a questo punto, onorevole Capelli. O si accetta la correzione per coordinamento, oppure non è accettata e rimane il testo così come approvato dal Consiglio.
CAPELLI (U.D.C.). No, accettiamo, accettiamo tutto.
PRESIDENTE. E' accettata la proposta di coordinamento del testo al comma 17 dell'articolo 14. Se non ci sono osservazioni lo intendiamo approvato ed inserito nel testo.
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
DADEA, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.Presidente, io vorrei sottoporre all'attenzione del Consiglio un problema che è delicato, delicato naturalmente perché investe questioni regolamentari e anche perché si tratta in qualche modo di modificare una prassi che si è instaurata all'interno del Consiglio, anche se risponde, a nostro modo di vedere, ad una precisa norma regolamentare.
Di che cosa si tratta? Si tratta il proponente dell'emendamento, l'onorevole Scarpa, e il Consiglio, possano accettare la possibilità di modificare un voto che c'è stato sull'emendamento numero 44 presentato dall'onorevole Scarpa, che riguardava il "divieto di produzione di energia elettrica per l'esportazione mediante l'utilizzo di combustibili fossili". Io lo dico con molta onestà: c'è stato un errore da parte della Giunta nello scambiare gli emendamenti, forse legato all'ora tarda, perché eravamo molto stanchi abbiamo commesso un errore. Noi pensiamo che il contenuto dell'emendamento in qualche modo si discosti dal contenuto dell'articolo della finanziaria e quindi possa ricadere all'interno dell'articolo 89 del Regolamento, in materia di coordinamento finale. L'articolo 89 del Regolamento dice che "prima della votazione finale, il relatore della Commissione, la Giunta regionale o un consigliere possono richiamare l'attenzione del Consiglio sopra quegli emendamenti già approvati che sembrino inconciliabili con lo scopo della legge o con alcune sue disposizioni e proporre le rettifiche che ritengono opportune. Il Consiglio, sentiti per non più di cinque minuti ciascuno, il presentatore dell'emendamento, il relatore della Commissione e la Giunta regionale, delibera in merito". Ma, al di là del contenuto del Regolamento, noi naturalmente chiediamo che, prima di tutto il presentatore dell'emendamento e poi il Consiglio naturalmente nella sua interezza, possa esprimersi su questo aspetto che, ripeto, è un errore legato ad un momento di stanchezza, all'ora tarda, e che le conseguenze di questo emendamento, in qualche modo, possono creare qualche problema nell'immediato all'azione della Giunta.
Quello che propongo è, naturalmente facendo riferimento all'articolo 89, che si possa rivotare l'emendamento.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Prima di dare la parola al proponente, l'unica possibilità che il nostro Regolamento ci consente, tenuto conto dell'eccezionalità del fatto e di tutte le circostanze che si sono verificate, è che venga annullata e riproposta la votazione sull'emendamento. Su questa base, prego onorevole Scarpa.
Ha facoltà di parlare il consigliere Scarpa.
SCARPA (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Signori della Giunta, colleghi, questa norma è stata votata legittimamente, dal mio punto di vista, con voto elettronico palese, con una larghissima maggioranza e con un numero di presenti elevatissimo, dopo un ampio dibattito sull'argomento dell'energia, con una discussione generale, dopo una mia dichiarazione di voto e qualche minuto dopo che abbiamo approvato il combattutissimo emendamento sull'energia eolica.
Non è una norma anticostituzionale perché, come ho avuto modo di chiarire anche con qualche esponente della Giunta, disciplina la questione della produzione, non della circolazione dell'energia. Dal punto di vista del proponente si trattava delle indicazione del Consiglio alla Giunta sul piano delle politiche energetiche. Un'indicazione importante, perché era una norma generale in un momento in cui ci sono in atto iniziative della Giunta sulle politiche energetiche. Il Piano energetico non è venuto in Consiglio, non ha superato neanche la procedura di VAS ed era soprattutto conforme al programma della maggioranza e del Presidente della Giunta regionale.
Ora, cercherò di fare un intervento positivo. Credo che dire che il Consiglio fosse addormentato in quel momento sia un po' pericoloso, nel senso che da un lato non siamo ora probabilmente le stesse persone che hanno votato in quel momento quella sera, dall'altro dire che dobbiamo rivotare in qualche maniera ci toglie dal clima nel quale abbiamo espresso quel voto. Io ho fatto degli interventi, sono stati fatti una serie di interventi. D'altra parte mi sembra che, se quando un voto non va bene alla Giunta o a una parte della maggioranza, l'opposizione possa aderire all'ipotesi di rivotare, ciò costituisce appunto un precedente pericoloso. In ogni caso, Assessore, io sono naturalmente contrario a rivotare, però siccome non voglio porre problemi formali alla volontà del Consiglio, se fossi l'unico ad essere contrario, non parteciperei alla rivotazione e mi riserverei di fare una dichiarazione di voto e chiedere il voto elettronico palese sul nuovo voto. Questo naturalmente se io fossi l'unico consigliere in questo momento in questa Aula contrario a procedere al nuovo voto. Se invece ci fossero altri colleghi contrari naturalmente rimarrei su questa posizione.
PRESIDENTE. Onorevole Scarpa mi scusi le cose che lei ha detto non consentono di procedere nel modo che abbiamo proposto.
SCARPA (Gruppo Misto). Presidente, allora sono più preciso, lei ha detto che ci vuole l'unanimità, io ho espresso il mio punto...
PRESIDENTE. Soprattutto occorre una manifestazione positiva della sua volontà come proponente. Altrimenti io non sono in condizioni di rimettere in votazione nulla. Un attimo, onorevole Diana.
SCARPA (Gruppo Misto). In che senso, non ho capito Presidente, perché ci vuole la mia volontà? Io sono contrario a che si rivoti, però, ripeto, se c'è un problema di…
MARROCU (D.S.). … Alla precedente riunione eri d'accordo sul rivotarlo…
SCARPA (Gruppo Misto). L'ho detto, l'ho detto dopo che c'era stato il voto, collega Marrocu. L'ho detto dopo che c'era stato il voto.
PRESIDENTE. Onorevole Scarpa, abbia pazienza.
SCARPA (Gruppo Misto). Io sono stato chiaro Presidente, ho detto che non voglio che la mia unica espressione di volontà impedisca al Consiglio di esprimersi all'unanimità sul nuovo voto su questo punto. Questo è quello che dico, quindi, se dipendesse solo dalla mia volontà, io non parteciperei a questa votazione, uscirei dall'Aula. Se invece ci sono altri colleghi che ritengono che non eravamo tutti addormentati nel momento in cui abbiamo votato, naturalmente, allora non credo che sia solo la mia volontà. Non ho capito dall'illustrazione del Presidente. Presidente?
PRESIDENTE. Ho capito, onorevole Scarpa. Sentiamo l'onorevole Diana, e poi prendiamo le nostre decisioni.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.).Presidente, io intendevo intervenire sull'ordine dei lavori. Ritengo che probabilmente anche le considerazioni che ha fatto l'onorevole Scarpa potevano essere fatte dopo, una volta che si è compreso esattamente lo spirito dell'articolo 89. Perché, che il consigliere e collega Scarpa lo voglia o non lo voglia, il problema è stato sollevato abbondantemente prima della votazione finale della legge. Per primo, l'ha sollevato l'onorevole La Spisa nel momento successivo ed immediato alla votazione. Bene, siamo prima della votazione finale. Questo emendamento, a detta di tutti, credo, crea dei problemi che sono i problemi, che vengono rilevati nell'articolo 89. Bene. Una volta che si arriva a questo, il Consiglio, sentiti per non più di cinque minuti, il collega, e lo abbiamo sentito, il presentatore dell'emendamento, che è lo stesso collega, il relatore della Commissione, che non ho sentito, e che gradirei ascoltare; dopodichè, sentita la Giunta regionale, il Consiglio delibera. Non delibera a maggioranza né all'unanimità, non ci dev'essere l'unanimità, si può votare tranquillamente, perché il Consiglio delibera. E' stato sollevato il problema per cui noi dobbiamo deliberare, benissimo, dobbiamo deliberare. E' chiaro che non può essere questa la prassi, colleghi, voglio dire. Questo è un fatto assolutamente straordinario. Io credo che l'articolo 89 ci sia solo per fatti assolutamente straordinari. Non sta scritto da nessuna parte che ci deve essere il parere favorevole di chi lo ritira o di chi lo ha proposto.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Diana. Sospendo i lavori per qualche minuto perché ho bisogno io di sapere come procedere.
(La seduta, sospesa alle ore 1 e 24, viene ripresa alle ore 1 e 26.)
PRESIDENTE. Bene, le decisioni che questa Presidenza assume sono queste: che non sussistono le condizioni per l'applicazione dell'articolo 89 del Regolamento, e che l'unica possibilità concreta che abbiamo, considerata l'eccezionalità dell'argomento di cui si tratta, con l'accordo unanime dell'Aula, compreso il proponente, è che si possa rivotare. Questa condizione al momento non c'è. L'unica altra possibilità che abbiamo è che è stata depositata agli atti del Consiglio una proposta di legge di un articolo, che annulla, che abroga il provvedimento approvato dal Consiglio. Possiamo, prima del voto finale sulla finanziaria, portare in discussione eccezionalmente il provvedimento e votarlo, così come previsto dalle norme regolamentari che lo consentono. E quindi avere lo stesso giorno la pubblicazione della legge finanziaria e della legge che abroga quel particolare che è stato erroneamente votato. Questa è la mia decisione: non è sottoponibile a discussione e non è oggetto di dibattito.
Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Io, siccome il collega Scarpa è ancora lì, gli ripropongo di trasferire quest'emendamento al piano, che rivoltiamo, e di accettare, insieme al resto della maggioranza, di sistemare questo caso, perché non ha senso per nessuno di noi dover presentare un articolo unico per bocciare questa norma. Quindi chiedo al collega Scarpa di autorizzare questo. Poi il collega Scarpa può non partecipare al voto. L'importante è che autorizzi.
SCARPA (Gruppo Misto). Chiedo se il Regolamento lo consente.
MARROCU (D.S.). Sì. Rispettiamo la sua decisione però…
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Lombardo. Ne ha facoltà.
LOMBARDO (F.I.). Presidente io ritengo che lei, con la sua decisione, stia creando un pericoloso precedente. Perché non è possibile rimettere in votazione un atto già votato dal Consiglio, se non in base all'articolo 89, che è una prerogativa di ogni consigliere poter richiamare. La Giunta ha proposto una rettifica in base all'articolo 89, che prevede che su questa proposta si esprimano la Giunta, il consigliere proponente e il relatore della Commissione; e poi è il Consiglio nella sua interezza a dover valutare con il voto se accettare o no questa rettifica. Lei non può impedire a un consigliere di esercitare le prerogative in base all'articolo 89, non è ammessa la sua discrezionalità su questo.
PRESIDENTE. La ringrazio onorevole Lombardo. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Sul regolamento, per dire che sono in perfetta sintonia con quanto ammesso dalla collega Lombardo.
PRESIDENTE. Mi dispiace colleghi, ma io rimango sulla mia decisione. Siccome presiedo io questo Consiglio, si procede in questa maniera. L'unica cosa che possiamo fare è sospendere qualche minuto ancora per capire se è possibile procedere come diceva il collega Marrocu.
(La seduta, sospesa alle ore 01 e 30, viene ripresa alle ore 01 e 32.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Presidente, non credo spetti a me l'interpretazione del Regolamento come consigliere. Non posso che ribadire quello che ho detto poc'anzi, e cioè esprimere le mie opinioni rispetto all'accaduto e dire che mi rimetto all'Aula per la votazione sull'ipotesi di rivotare il testo, oltre questo non mi sento di potervi dire. Ho detto anche prima, Presidente, per essere preciso, che se il Presidente, nell'interpretazione del Regolamento, ritiene che questa votazione debba essere fatta all'unanimità, io, per non compromettere questa unanimità, non parteciperei al voto. Oltre questo non penso di poter dire.
PRESIDENTE. La ringrazio onorevole Scarpa. Bene, se i colleghi prendono posto procediamo alla ripetizione della votazione sull'emendamento numero 44 all'articolo 12.
SCARPA (Gruppo Misto). Se stiamo votando l'emendamento voglio fare dichiarazione di voto. Se state votando sull'annullamento della votazione, non ci sono, altrimenti…
Chi approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non approva alzi la mano.
(E' approvato)
All'unanimità. Bene, ripetiamo la votazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Signor Presidente della Regione, Assessori, Presidente del Consiglio, colleghi. Questa questione non è affatto secondaria. L'emendamento voleva impedire che nella nostra Regione si brucino combustibili fossili per vendere energia elettrica fuori dalla Sardegna. E' una questione che è citata nel programma del Presidente della Regione in maniera esplicita. Ora, io non conosco esattamente tutti i meccanismi per i quali sono state fatte altre scelte, questo Consiglio non ne è a conoscenza. Ho presentato un ordine del giorno perché il Piano energetico regionale venga inviato al Consiglio regionale per essere approvato, perché ritengo che sia indispensabile che il Consiglio partecipi alla definizione della politica energetica regionale. Ci sarebbero tante cose da dire, ma in due minuti non si possono dire, Presidente. La questione energetica è all'ordine del giorno della politica mondiale; ce ne vogliamo occupare anche noi? Questa è la ragione per la quale è indispensabile questo, e quell'emendamento tende ad evitare che in certe località l'uso dei combustibili fossili diventi il futuro per i prossimi 20 anni. Se le collettività invece non si sono espresse e vorrebbero fare altro, di questo dobbiamo parlare. L'emendamento tendeva ad aprire un dibattito su questo tema. Spero che abbia sortito almeno questo effetto, e spero che si possa entrare nel merito, perché sulla questione dell'uso dei combustibili fossili nella nostra Regione, sulle sue conseguenze, ci sono tante cose da dire, ma non le possiamo dire in una legge finanziaria, e neppure nei 2 minuti dichiarazione di voto. Per questa ragione, colleghi, vi chiedo, quando voteremo l'ordine del giorno, di valutare questa cosa con attenzione, perché noi della questione energetica in quest'Aula dobbiamo discutere. Questo emendamento non voleva creare un empasse istituzionale, però voleva portare l'attenzione dell'Aula su questo tema, perché ci sono collettività per le quali è stato già deciso che saranno costruite nuove centrali a carbone. Che cosa significa sviluppare le energie rinnovabili se stiamo aumentando la quantità di energia che produciamo con i combustibili fossili? Che cosa ne dobbiamo fare di tutta quest'energia? Di questo vorrei, Presidente, poter discutere, e possibilmente essere convinto, delle scelte che si stanno facendo, anche perché è sotto gli occhi di tutti, che la produzione di energia elettrica, bruciando combustibili fossili, è un grande business. Presidente, l'ENDESA, a Porto Torres, bruciando carbone, fa 200 milioni di euro l'anno di utili, e la Fiat ha distribuito 250 milioni di euro di dividendi nel 2006. Allora, è un grande business in mano a delle multinazionali e bisogna discutere di questo. Io non avevo intenzione di creare malintesi.
PRESIDENTE. Concluda.
SCARPA (Gruppo Misto). Grazie Presidente, anche vista l'ora tarda…
PRESIDENTE. Grazie onorevole Scarpa. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, io dichiaro il voto di astensione perché sono più stanco della volta scorsa, perciò non vorrei sbagliare. Visto che abbiamo sbagliato, non vorrei risbagliare, perciò, essendo più stanco, dichiaro la mia astensione.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Capelli. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Io, Presidente, dichiaro il voto di astensione, e lo faccio anche perché il collega Scarpa oggi è stato molto più esplicito di quanto non lo fosse stato nelle giornate precedenti. Onorevole Scarpa, è vero che l'ENDESA fa utili, ma non è solo l'ENDESA che fa utili. Riesce a leggerlo a questa distanza? Questa è un'altra azienda che fa molti utili, ma io non me la prendo con le aziende che fanno utili, collega Scarpa. Forse lei avrebbe dovuto dire però a quest'Aula che, oltre agli utili che fa ENDESA, anche a quante persone dà da mangiare.
SCARPA (Gruppo Misto). Duecento.
DIANA (A.N.). Non sono duecento le persone che lavorano in ENDESA, collega Scarpa. Ed in ogni caso noi dobbiamo essere i giudici o dobbiamo essere coloro che in qualche maniera vanno a fare le pulci ad un'azienda che è in Sardegna da tanti anni? Il presidente Soru era contrario al metano in campagna elettorale; poi probabilmente, come tante volte abbiamo detto, ha compreso, si è convertito e ha pensato che era più utile per la Sardegna avere il metano. Benissimo, ha fatto questa scelta e probabilmente nel futuro è corretto e giusto che le centrali di Fiumesanto funzionino a metano piuttosto che a carbone. E' un processo che immagino abbia qualche anno di vita. Io dico che ci vorranno almeno dieci anni. L'assessore Rau dichiara spesso che nell'arco del 2009-2010 il metano scorrerà in tutte le case della Sardegna. Io non ci credo ancora, mi auguro che sia così, però di fronte ad un problema di questo genere deve intervenire la programmazione, e sono d'accordo che possa andare nel programma regionale di sviluppo come ipotesi, ma non come certezza! Perché la certezza io credo che non sia assolutamente ammessa in questo momento, perché non è assolutamente possibile pensare di chiudere quelle centrali o impedirne l'eventuale esportazione, se ci fosse un eccesso di produzione dell'energia.
Quindi, presidente Secci, io rimango del parere che noi avremmo dovuto operare tranquillamente con l'articolo 89 perché rileggendolo attentamente, vede, dice "che sembrino", non dà certezze. Sì, capisco tutti i no di tutti i funzionari del Consiglio, ma l'articolo 89 del Regolamento non dà certezze. E' un articolo che è fatto proprio per questi casi, dice "che sembrino". Beh, io potrei parlare per 22 ore qui per dimostrare che quell'emendamento non sembra, è quasi certo che si scontra con quella che è una manovra finanziaria. Presidente…
PRESIDENTE. Sì, concluda, onorevole Diana.
DIANA (A.N.). Una manovra finanziaria non va interpretata solo per quelli che sono gli articoli così come li leggiamo noi, ma in tutto in suo complesso per quello che è lo scenario economico di una regione e quindi io credo che questo sembra, se non lo vogliamo dare come certezza, sembra certamente inconciliabile con i princìpi della finanziaria.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Diana. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Brevemente per dichiarare il voto favorevole all'emendamento, perché questa è una scelta di linea politica che noi manifestiamo ogni volta che si tratta di impianti che producono emissioni di Co2 e che possono essere evitate.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uras. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Mi sono domandato, Presidente, se per caso avessimo sbagliato e avessimo deliberato la costruzione di una centrale atomica, quindi non avremmo potuto ritornare indietro e rideliberare, ma è chiaro che si può rideliberare; e il Regolamento lo prevede. Io dico questo: il principio può essere probabilmente esatto sulla produzione, sempre che non si dimostri che anche producendo energia elettrica dal carbone si possa anche non inquinare. Ma una volta prodotta l'energia che è immessa in rete, scusate, come si fa a separare l'energia elettrica prodotta dal gassificatore a carbone dall'altra energia? E' una cosa impossibile! Ecco perché l'emendamento, pur rispettando il principio del collega Scarpa, non può essere approvato. Questo è il problema.
Terza riflessione. Attualmente le nuove centrali di gassificazione a carbone non emettono Co2 in atmosfera, perché con le nuove tecnologie che sono all'avanguardia e che stanno costruendo, la Co2, l'anidride carbonica viene immessa nel sottosuolo ad altissime profondità e non esiste nessuna emissione di Co2 in atmosfera. E quelle che stanno operando attualmente, non in Italia, ma in Olanda, ad Edimburgo e che abbiamo potuto visitare, emettono una quantità di Co2 in atmosfera inferiore alle attuali centrali elettriche a combustibile che noi abbiamo in Sardegna. Quindi quando si parla di una cosa è necessario parlarne con cognizione di causa, e non dire cose che possono essere, come principio, esatte e in buona fede, ma possono essere anche leggermente errate. Quindi io dico che se si riesce a produrre energia e ad abbassare il costo delle nostre industrie e delle nostre abitazioni ben venga l'energia prodotta dalla gassificazione del carbone con le nuove tecnologie e nel rispetto assoluto del trattato di Kyoto e norme conseguenti. Per quanto riguarda l'emendamento, per le motivazioni che ho appena detto, il mio parere è contrario.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Rassu. Se non ci sono altri colleghi che intendono fare dichiarazione di voto…
Ha domandato di parlare Presidente della Regione per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Rinuncio a parlare, data l'ora tarda.
PRESIDENTE. Grazie, Presidente.
Siamo in votazione, è stato chiesto il voto elettronico palese. Prego un collega della minoranza di accomodarsi alla Presidenza per gentilezza.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 44.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Cuccu Franco Ignazio - Davoli - Fadda - Lai Renato - Lanzi - Licheri - Marracini - Pisu - Pittalis - Scarpa - Serra - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Lai Silvio - Lombardo - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Porcu - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Soru - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Artizzu - Capelli - Diana - Liori - Moro - Murgioni - Randazzo Alberto.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 60
votanti 53
astenuti 7
maggioranza 27
favorevoli 12
contrari 41
(Il Consiglio non approva).
Bene. Assessore Dadea, i coordinamenti che proponeva lei sono conclusi?
DADEA, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, conclusi.
PRESIDENTE. Onorevole Pileri, voleva proporre qualcosa nel coordinamento del testo?
Ha domandato di parlare il consigliere Pileri. Ne ha facoltà.
PILERI (F.I.). Sì, grazie Presidente. Io volevo presentare un coordinamento per quanto riguarda l'articolo 3. In particolare l'articolo 3 è carente per quanto riguarda gli aspetti relativi all'applicazione delle imposte perché si parla di imposta che viene pagata annualmente, ma che è riferita ad un periodo ben determinato, che non è quello annuale, ma è quello compreso tra il 1º giugno e il 30 settembre, e mi sembra che questo articolato crei e possa avere problematiche di applicazione perché non viene introdotta la tariffa giornaliera. E allora io proporrei un chiarimento per quanto riguarda il punto 5 del comma 3 dell'articolo 3, dove dopo la lettera i) sarebbe opportuno inserire la frase: "nel caso di ormeggio giornaliero il calcolo dell'imposta viene effettuato determinando la relativa tariffa sulla base dell'imposta annuale divisa per il numero di giorni relativi al periodo di applicazione della stessa". Questo mi sembra un chiarimento assolutamente necessario perché diversamente ci potrebbero essere, da parte di chi dovrà applicare queste imposte, delle serie problematiche per una corretta applicazione.
Su questo argomento si è cercato di presentare degli emendamenti, i quali non hanno avuto esito. Anche l'ultimo, presentato dalla maggioranza, sul quale abbiamo disquisito anche in queste ultime ore. Ritengo che questo articolato possa avere la sua giusta interpretazione nel momento in cui si inserisce questa frase che consente la possibilità di valutare l'ormeggio giornaliero.
PRESIDENTE. Colleghi, la proposta dell'onorevole Pileri si ravvisa più come un emendamento sostanziale alle norme che abbiamo discusso e approvato, che un chiarimento o un coordinamento di testo. Questa è la mia interpretazione, ovviamente non voglio sindacare la decisione del Consiglio perché siamo ormai... posso procedere con questa interpretazione, quindi non ammetterlo come coordinamento di testo? Onorevole Pileri, mi dispiace.
Ha domandato di parlare il consigliere Pileri. Ne ha facoltà.
PILERI (F.I.). Io credo di aver, come tutti i consiglieri che sono qua a dare il loro contributo, cercato di portare un contributo serio su questo e su tanti altri argomenti. Credo che si siano verificati anche durante i lavori, durante la presentazione degli emendamenti, delle situazioni in cui sono state adottate delle procedure, tra l'altro diversificate, corrette solo stasera, perché io qualche giorno fa avevo provato a presentare un emendamento che non era stato accettato, mentre mi risulta che un altro emendamento, nella stessa situazione, è stato approvato per la maggioranza e stasera è stato, invece, ritirato. Ecco, io prendo e apprendo questa bocciatura, diciamo, della possibilità di attivare la procedura di coordinamento finale e credo che la Giunta si deve assumere tutta la responsabilità di aver fatto certe scelte che sono sbagliate e creeranno dei gravi danni al sistema dell'economia turistica della Sardegna. Ed è sicuramente responsabile la maggioranza e non noi che abbiamo in tutti i modi cercato di apportare delle modifiche e delle correzioni.
PRESIDENTE. Sospendo brevissimamente per due minuti i lavori. Fatemi capire, per gentilezza. Sul coordinamento del testo, colleghi, il Regolamento dice che parla il proponente, parla il relatore e parla la Giunta, dopodiché si decide. Qui, invece, come per tutte le cose, ciascuno si iscrive e vuole parlare di tutto; non è possibile procedere in questa maniera, abbiate pazienza!
MARROCU (D.S.). Allora, per Regolamento, dia la parola al relatore e alla Giunta!
PRESIDENTE. Il Presidente della Commissione mi ha dato un'indicazione e ho detto le cose che ho detto. Poi si iscrivono altri colleghi, io non posso impedire fisicamente alle persone di parlare! O si rispettano le regole oppure non ci capiamo. Il relatore ha fatto intendere che questo non è coordinamento di testo, ma è una proposta emendativa sostanziale. La Giunta che cosa dice?
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Concorda col parere del Presidente della Commissione.
PRESIDENTE. Bene, non è ammessa in coordinamento del testo questa proposta. Grazie, abbiamo finito l'esame della finanziaria, dobbiamo passare alla votazione all'esame degli articoli per il bilancio.
(Interruzioni)
Colleghi, se dovevamo interrompere. Arrivati a questo punto, non è possibile organizzare i lavori per domani mattina.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust. Ne ha facoltà.
SANJUST (F.I.). Io vorrei capire, per quanto riguarda la convocazione delle Commissioni, come ci si deve comportare, perché sono comunque le 2 del mattino.
PRESIDENTE. La cosa più naturale sarebbe che arrivati a questo punto le Commissioni si sconvochino, perché non è pensabile che alle 9 del mattino, alle 10 del mattino sia possibile convocare qualsiasi tipo di Commissione. Mi sembra normale che i commissari non possono stare qui fino alle 4 di stamattina e poi stamattina tornare alle 9 per fare la Commissione. Si troveranno le forme e i modi per comunicare ai colleghi che sono impegnati e che sono tutti qui e a chi deve essere sentito, esterno, in qualche forma per dirgli che è successo questo contrattempo e le riunioni non si fanno, ma decidiamo al momento opportuno, quando abbiamo completato i nostri lavori di stasera.
PRESIDENTE. Procediamo col voto sul passaggio all'esame degli articoli del bilancio.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli del bilancio.
(Segue la votazione)
Prendo atto che la consigliera Barracciu ha votato a favore e il consigliere Artizzu si è astenuto.
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Amadu - Capelli - Cuccu Franco Ignazio - La Spisa - Lombardo - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Rassu - Sanjust - Vargiu.
Si sono astenuti i consiglieri: Artizzu - Diana - Liori - Moro - Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 61
votanti 56
astenuti 5
maggioranza 29
favorevoli 44
contrari 12
(Il Consiglio approva).
Passiamo alla votazione della legge di bilancio.
Passiamo all'esame dell'articolo 1.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:
Art. 1
1. Sono autorizzati l'accertamento, la riscossione e il versamento, secondo le leggi in vigore, delle entrate dovute alla Regione per l'anno 2007, dal 1° gennaio al 31 dicembre, giusta lo stato di previsione dell'entrata annesso alla presente legge..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 2.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:
Art. 21. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio è autorizzato, ove occorra, a disporre con propri decreti l'istituzione nello stato di previsione dell'entrata di nuovi capitoli nell'ambito delle corrispondenti unità previsionali di base istituite o da istituire col medesimo provvedimento..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 3.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:
Art. 3
1. Ai sensi dell'articolo 34, comma 3, della legge regionale 2 agosto 2006, n. 11, il limite alla rinuncia alla riscossione di poste in entrata è fissato nell'importo di euro 15..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 4.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4:
Art. 41. E' approvato in euro 8.616.751.000 in termini di competenza, dal 1° gennaio al 31 dicembre, il totale della spesa della Regione per l'anno 2007..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 5.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5:
Art. 51. Sono autorizzati gli impegni, le liquidazioni ed i pagamenti delle spese, secondo le leggi in vigore, per l'anno 2007, dal 1° gennaio al 31 dicembre, giusto lo stato di previsione della spesa annesso alla presente legge entro il limite di stanziamento di competenza in conformità a quanto disposto dagli articoli 38, 40 e 41 della legge regionale n. 11 del 2006..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 6.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6:
Art. 6
1. Per gli effetti di cui all'articolo 19 della legge regionale n. 11 del 2006 sono considerate spese obbligatorie e d'ordine quelle iscritte nell'elenco n. 1 annesso alla presente legge..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 7.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7:
Art. 71. Per gli effetti di cui all'articolo 20 della legge regionale n. 11 del 2006, sono considerate spese occorrenti per restituire tributi indebitamente riscossi, o tasse ed imposte sui prodotti che si esportano, per integrare le assegnazioni relative a stipendi, pensioni ed altri assegni fissi, tassativamente autorizzati e regolati per legge e per integrare la dotazione del fondo speciale per la riassegnazione delle somme perente agli effetti amministrativi (UPB S01.01.003 - cap. SC01.0027), quelle iscritte nell'elenco n. 2 annesso alla presente legge..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 8.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 8:
Art. 81. Per gli effetti di cui all'articolo 21 della legge regionale n. 11 del 2006, sono considerate spese occorrenti per la restituzione di somme avute in deposito o per il pagamento di quote di entrata devolute ad enti ed istituti, o di somme comunque riscosse per conto di terzi, quelle iscritte nell'elenco n. 3 annesso alla presente legge.
2. Si prescinde dalla deliberazione della Giunta regionale per la riassegnazione delle somme di cui all'articolo 21, comma 2, della legge regionale n. 11 del 2006, relative a spese derivanti da obblighi di legge o di contratto, per le spese a destinazione vincolata nonché per le somme erroneamente erogate a terzi non beneficiari.
3. L'applicazione della procedura di cui all'articolo 21, comma 2, della legge regionale n. 11 del 2006, è limitata alle somme di importo superiore a euro 250.000, fatti salvi i casi di cui al comma 2..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 9.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 9:
Art. 91. E' approvato il quadro generale riassuntivo del bilancio della Regione per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 2007..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 10.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 10:
Art. 10
1. L'Assessore regionale della programmazione, credito ed assetto del territorio è autorizzato ad iscrivere, con proprio decreto, previa deliberazione della Giunta regionale, adottata su proposta dell'Assessore medesimo di concerto con gli Assessori competenti, per le assegnazioni a destinazione non vincolata, in appositi capitoli, istituiti o da istituire, nello stato di previsione della spesa nell'ambito delle corrispondenti unità previsionali di base, istituite o da istituire, in corrispondenza con gli accertamenti effettuati in conto dei correlativi capitoli dello stato di previsione dell'entrata, istituiti o da istituire, i fondi assegnati con specifica destinazione dallo Stato, dall'Unione europea, da altri enti, o soggetti pubblici e/o privati, in applicazione di disposizioni di legge.
2. Con il procedimento di cui al comma 1 si provvede alle reiscrizioni di assegnazioni statali di cui sia stata accertata l'economia di stanziamento nell'anno 2006 con contestuale minore accertamento della relativa entrata. Con la medesima procedura si provvede alla reiscrizione di
assegnazioni statali la cui correlativa entrata risulti riscossa o versata, attingendo alle disponibilità del fondo di cui al capitolo SC08.0001 - UPB S08.01.001.
3. Con la procedura di cui al comma 1 sono autorizzate:
a) l'iscrizione delle quote dei mutui contratti dalla Regione, ivi compresi quelli i cui oneri di ammortamento sono assunti a carico del bilancio dello Stato;
b) le variazioni di bilancio necessarie a dare attuazione ai programmi integrati d'area approvati a' termini della legge regionale 26 febbraio 1996, n. 14, agli interventi inclusi nella programmazione negoziata e agli accordi di programma, attingendo, ove occorra, alle disponibilità del fondo di cui al capitolo SC01.0628 (UPB S01.03.010) e, anche mediante le modalità di cui all'articolo 2 della legge regionale 12 marzo 1976, n. 12..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 11.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 11:
Art. 111. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio è autorizzato, con proprio decreto, ad apportare le variazioni di bilancio, anche mediante applicazione della procedura prevista dall'articolo 2 della legge regionale n. 12 del 1976, necessarie per l'attuazione delle ordinanze del Commissario governativo emesse a' termini dell'articolo 6, comma 1, dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri 28 giugno 1995 e dell'articolo 8 dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri 14 dicembre 2004, n. 3387 e successive modifiche ed integrazioni..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 12.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 12:
Art. 121. Ai fini dell'attuazione dei programmi operativi e delle iniziative comunitarie inseriti nella programmazione comunitaria nel rispetto delle disposizioni contenute nei rispettivi regolamenti comunitari e dei vincoli imposti dall'Unione europea, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio è autorizzato ad apportare, con proprio decreto, fermo restando il piano finanziario approvato con decisione della Commissione europea, anche mediante l'applicazione della procedura di cui all'articolo 2 della legge regionale n. 12 del 1976, o attingendo dal fondo di cui all'articolo 19 della legge regionale n. 11 del 2006, per eventuali reiscrizioni di spesa, le necessarie variazioni di bilancio..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 13.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 13:
Art. 13
1. Al fine del recepimento dei programmi finanziati con il concorso dell'Unione europea e delle relative modifiche e sulla base delle autorizzazioni emesse dalla stessa Unione europea, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio è autorizzato a disporre, con proprio decreto da comunicare entro cinque giorni alla competente Commissione consiliare, le necessarie variazioni di bilancio, attingendo, per il cofinanziamento regionale, al fondo di cui all'articolo 25 della legge regionale n. 11 del 2006 (UPB S08.01.001) e, ove occorra, anche con l'applicazione della procedura di cui all'articolo 2 della legge regionale n. 12 del 1976..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 14.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 14:
Art. 141. Per gli obblighi derivanti dall'applicazione del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, modificato dal decreto legislativo 10 aprile 1998, n. 137, relativi all'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP), l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio è autorizzato a disporre, con propri decreti, in corrispondenza con gli accertamenti effettuati in conto dei capitoli d'entrata EC116.015 e EC116.018 (UPB E116.002), l'adeguamento degli stanziamenti dei capitoli di spesa SC08.0171 (UPB S08.01.009) e SC08.0287 (UPB S08.02.001) e SC05.0001 (UPB S05.01.001) anche mediante variazioni compensative tra gli stessi capitoli, ancorché riferiti ad unità previsionali di base differenti..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 15.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 15:
Art. 15
1. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio è autorizzato a disporre, con propri decreti, l'adeguamento degli stanziamenti dei capitoli di spesa relativi alla quota capitale e/o interessi delle rate di ammortamento dei mutui contratti dalla Regione, mediante variazioni compensative tra gli stessi, ancorché riferiti ad unità previsionali di base differenti..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 16.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 16:
Art. 16
1. Ai fini dell'applicazione delle disposizioni di cui al decreto del Ministero dell'economia e delle finanze del 19 febbraio 2005 (Codificazione, modalità e tempi per l'attuazione del SIOPE per le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano), l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, con proprio decreto, provvede alle necessarie variazioni di bilancio nel rispetto dello stanziamento autorizzato dalla legge di bilancio..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 16 bis.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 16 bis:
Art. 16 bis1. Al fine di soddisfare le obbligazioni scaturenti da sentenze, liti, arbitrati ed altre tipologie di spesa analoghe, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio provvede, con proprio decreto, mediante l'utilizzo del fondo di cui all'articolo 19 della legge regionale n. 11 del 2006 (UPB S08.01.004 - cap. SC08.0045) ad incrementare i capitoli di spesa relativi, rispettivamente, all'obbligazione principale e agli oneri correlati..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 17.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 17:
Art. 171. Al fine dell'attuazione dell'articolo 31, comma 3 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, con proprio decreto, provvede all'iscrizione delle somme derivanti dai compensi corrisposti da terzi ai dirigenti dell'Amministrazione regionale in conto del capitolo SC01.0133 (UPB S01.02.001) previo accertamento in conto del capitolo d'entrata EC372.022 (UPB E372.004)..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 18.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 18:
Art. 181. Al fine dell'attuazione dell'articolo 103 del contratto collettivo regionale di lavoro per gli anni 1998-2001, il direttore generale dell'Assessorato della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio provvede, sulla base della determinazione, emessa su conforme deliberazione della Giunta regionale, del direttore del servizio competente dell'Assessorato degli affari generali, personale e riforma della Regione, a ripartire lo stanziamento dei fondi unici di cui ai capitoli SC01.0135, SC01.0134 (UPB S01.02.001) ai vari fondi per la retribuzione di rendimento e di posizione, attribuiti a ciascuna direzione generale.
2. Con la medesima procedura si provvede alle variazioni di bilancio conseguenti all'utilizzo del fondo di cui al capitolo SC01.0134 (UPB S01.02.001)..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 19.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 19:
Art. 191. Ai fini dell'applicazione delle disposizioni contrattuali in materia di fondi di cui agli articoli 102 e 102 bis del contratto collettivo regionale del lavoro 2002-2005, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio è autorizzato, con proprio decreto, su proposta dell'Assessore regionale competente in materia di personale, ad apportare le variazioni di bilancio necessarie per l'utilizzo delle economie di spesa individuate dalle citate disposizioni da destinare ai fondi medesimi.
2. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 10 del contratto collettivo regionale di lavoro del personale con qualifica dirigenziale biennio economico 2000-2001 e con le stesse modalità indicate al comma 1, sono apportate le variazioni di bilancio necessarie per l'utilizzo delle economie di spesa realizzate in conto delle risorse destinate alla copertura degli oneri assicurativi..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 20.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 20:
Art. 20
1. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, con proprio decreto, provvede a trasferire, dai corrispondenti capitoli, le somme relative alle spese di missione destinate all'attuazione di interventi, progetti, programmi cofinanziati dall'Unione europea, dallo Stato o da altri enti pubblici da imputarsi ai capitoli SC01.0237 e SC01.0238(UPB S01.02.004)..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 21.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 21:
Art. 211. I trasferimenti dai fondi di cui all'articolo 24 della legge regionale n. 11 del 2006, relativi alla revisione dei prezzi contrattuali, possono essere disposti a favore dei vari capitoli di spesa compresi nel titolo II, categoria 01, nonché del capitolo di spesa SC05.0061 (UPB S05.01.003).
2. Nel caso in cui i capitoli di provenienza risultino soppressi, i loro corrispondenti sono reistituiti, ai fini di cui al comma 1, con decreto dell'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
3. Si prescinde dalla deliberazione della Giunta regionale per i trasferimenti sino a euro 260.000..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 22.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 22:
Art. 22
1. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, su conforme deliberazione della Giunta regionale adottata su proposta dell'Assessore regionale medesimo, di concerto con gli Assessori rispettivamente interessati, è autorizzato a disporre, con proprio decreto, l'iscrizione ai competenti capitoli di spesa, in corrispondenza con gli accertamenti effettuati in conto dei capitoli d'entrata EC324.003, EC324..04 (UPB E324.001), e EC362.097 (UPB E362.010) degli importi corrispondenti, o delle minori somme effettivamente occorrenti agli interessi attivi maturati sui conti correnti di cui alla legge regionale 7 gennaio 1975, n. 1, articolo 4, comma 5, agli interessi attivi maturati sulle somme erogate agli enti locali con vincolo di destinazione specifica ed alle economie realizzate rispetto ai fondi messi a disposizione degli enti stessi, di cui all'articolo 9, comma 3 della medesima legge, al 31 dicembre 2006.
2. Nel caso in cui gli enti gestori e gli enti locali interessati abbiano richiesto - a' termini rispettivamente dell'articolo 4, comma 6 e dell'articolo 9, comma 3, della legge regionale n. 1 del 1975 - la riassegnazione degli importi degli interessi e delle economie realizzate e l'Amministrazione regionale disponga l'accoglimento di tali richieste prima che siano avvenuti i rispettivi versamenti, alle riassegnazioni stesse può farsi luogo - previa l'adozione di provvedimenti di variazione di bilancio di cui al comma 1 e sulla base dei correlativi accertamenti d'entrata - mediante l'emissione di ordinativi diretti da commutarsi in quietanze di entrata..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 23.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 23:
Art. 231. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, con proprio decreto, è autorizzato ad iscrivere, previo accertamento in conto del capitolo di entrata EC362.083 (UPB E362.009), le somme derivanti dalla vendita delle riproduzioni della Carta tecnica regionale, in conto del capitolo SC04.2492 (UPB S04.09.006) per essere utilizzate ai fini dell'aggiornamento della Carta medesima e della produzione di materiale cartografico..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 24.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 24:
Art. 241. Gli stanziamenti sussistenti in conto competenza e in conto residui sul capitolo SC02.0898 (UPB S02.03.007) di cui all'articolo 19 della legge regionale 24 dicembre 1998, n. 37, e successive modifiche ed integrazioni, sono trasferiti al capitolo SC02.0900 (UPB S02.03.007). Al trasferimento provvede, con proprio decreto, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, su proposta dell'Assessore regionale degli enti locali, finanze e urbanistica, anche mediante l'applicazione della procedura di cui all'articolo 2 della legge regionale n. 12 del 1976..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 25.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 25:
Art. 251. Ai sensi dell'articolo 35, comma 3 della legge regionale 11 ottobre 1985, n. 23, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio è autorizzato a disporre, con propri decreti, in corrispondenza degli accertamenti effettuati in conto del capitolo di entrata EC362.082 (UPB E362.009) l'iscrizione ai capitoli di spesa SC04.2446, SC04.2447 (UPB S04.09.003) e SC04.2775 (UPB S04.10.006) delle somme relative ai rimborsi delle anticipazioni concesse a favore dei comuni per la redazione e l'attuazione dei piani di risanamento urbanistico..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 26.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 26:
Art. 261. Ai fini dell'applicazione del decreto ministeriale 3 settembre 1998, n. 370, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio è autorizzato a disporre, con propri decreti, in corrispondenza degli accertamenti effettuati in conto del capitolo di entrata EC349.004 (UPB E349.001) l'iscrizione al capitolo di spesa SC04.1134 (UPB S04.05.001) delle somme relative alla riscossione delle spese amministrative per le procedure di notifica e di sorveglianza delle spedizioni transfrontaliere..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 27.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 27:
Art. 271. All'utilizzo degli stanziamenti iscritti in conto dei capitoli SC04.1133 (UPB S04.05.001) e SC04.1155 (UPB S04.05.002) si provvede previo accertamento delle correlative entrate in conto del capitolo EC116.013 (UPB E116.002)..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 28.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 28:
Art. 28
1. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, con proprio decreto, è autorizzato a disporre, in corrispondenza degli accertamenti effettuati in conto del capitolo di entrata EC362.031 (UPB E362.004), l'iscrizione al capitolo di spesa SC06.1145 (UPB S06.04.015) delle somme relative alla riscossione delle spese di partecipazione alle fiere agro-alimentari.
2. Le somme iscritte in conto del capitolo SC06.1145 (UPB S06.04.015) possono essere utilizzate anche ai fini di eventuali restituzioni di versamenti per la mancata partecipazione alle fiere..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 29.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 29:
Art. 29
1. Lo stanziamento di cui alla legge regionale 9 agosto 2002, n. 13, (UPB S06.04.006 - capitolo SC06.0970), è trasferito ai competenti centri di responsabilità di cui al capitolo SC06.0972, sulla base dei fabbisogni di pagamento rappresentati dagli stessi; al relativo trasferimento provvede, con proprio decreto, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, su proposta dell'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, secondo le disposizioni previste dalla legge regionale n. 12 del 1976..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 30.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 30:
Art. 301. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 13, lettera f) della legge 5 agosto 1978, n. 457, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio è autorizzato a disporre, con propri decreti, in corrispondenza con gli accertamenti effettuati in conto del capitolo d'entrata EC361.089 (UPB E361.008), l'iscrizione al capitolo di spesa SC04.2677 (UPB S04.10.003) delle somme da versare alla Cassa depositi e prestiti, a seguito dei rimborsi dei contributi erogati per gli interventi di edilizia agevolata.
2. Gli oneri relativi al pagamento delle semestralità di contributo per gli interventi di edilizia rurale, attivati ai sensi dell'articolo 26 della legge n. 457 del 1978, fanno carico allo stanziamento iscritto nel capitolo di spesa SC04.2920 (UPB S04.11.003)..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 31.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 31:
Art. 311. Gli stanziamenti iscritti in conto del capitolo SC08.004 (UPB S08.01.001) possono essere utilizzati, oltre che per i compensi da corrispondere alle imprese esecutrici di opere immobiliari a diretto carico della Regione, per i maggiori oneri dovuti dagli enti delegati dall'Assessorato dei lavori pubblici per l'attuazione degli interventi nelle zone interne previsti dalla delibera del CIPE del 3 agosto 1998, relativi all'azione organica 6.3 - Interventi nelle zone interne..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 32.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 32:
Art. 321. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, con proprio decreto, è autorizzato ad iscrivere in conto del capitolo SC04.2671 (UPB S04.10.003), previo accertamento in conto del capitolo di entrata EC361.089 (UPB E361.008), le somme derivanti da recuperi relativi ai contributi erogati per interventi di edilizia agevolata, ai fini della tenuta, manutenzione e informatizzazione dell'anagrafe dei beneficiari delle agevolazioni in materia di edilizia residenziale..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 33.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 33:
Art. 33
1. Per le finalità previste dall'articolo 164, comma 4, del testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali di cui al decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio è autorizzato a disporre, con proprio decreto, in corrispondenza degli accertamenti effettuati in conto del capitolo d'entrata EC350.034 (UPB E350.002), l'iscrizione in conto dei capitoli di spesa SC04.1370 (UPB S04.06.005), in capo ai rispettivi centri di responsabilità delle somme provenienti dalle sanzioni erogate a' termini dell'articolo 15 della legge 25 giugno 1939, n. 1497..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 34.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 34:
Art. 341. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, su conforme deliberazione della Giunta regionale, adottata su proposta dell'Assessore regionale medesimo di concerto con l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, è autorizzato a disporre, con propri decreti, il trasferimento delle somme iscritte ai fondi da ripartire di cui ai capitoli SC05.005, SC05.002 e SC05.003 (UPB S05.01.001), ai vari capitoli istituiti o da istituire nell'ambito delle corrispondenti unità previsionali di base, istituite o da istituire, per l'applicazione della legge 23 dicembre 1978, n. 833.
2. Con la stessa procedura è autorizzato il ripristino - mediante opportuna riduzione agli stanziamenti portati dai vari capitoli di spesa alimentati dalla quota regionale del Fondo sanitario nazionale - delle disponibilità occorrenti nei fondi da ripartire di cui ai precitati capitoli SC05.005 e SC05.002(UPB S05.01.001)..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 35.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 35:
Art. 35
1. Le articolazioni dei capitoli di spesa, ancora operanti, effettuate ai sensi dell'articolo 17, comma 1della legge regionale 30 maggio 1989, n. 18, nell'anno 1998, per l'utilizzazione degli stanziamenti, relativi agli interventi straordinari affidati alla realizzazione della Regione, ai sensi dei piani annuali di attuazione di cui alla legge 1° marzo 1986, n. 64, restano valide anche per l'anno 2007..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 36.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 36:
Art. 36
1. All'utilizzo delle risorse di cui all'articolo 5 della legge regionale 11 maggio 2006, n. 4, si provvede previo accertamento della correlativa entrata..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 37.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 37:
Art. 371. E' approvato il bilancio pluriennale della Regione per il quadriennio 2007-2008-2009-2010 nel testo allegato alla presente legge..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 38.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 38:
Art. 381. E' approvato il quadro generale riassuntivo del bilancio pluriennale della Regione per il quadriennio 2007-2008-2009-2010..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 39.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 39:
Art. 391. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione..)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dello stato di previsione dell'entrata.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dello stato di previsione della spesa. Strategia 1.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. E' stato presentato l'emendamento numero 20 della Giunta regionale.
PRESIDENTE. Onorevole Floris Vincenzo.
FLORIS VINCENZO (D.S.). No, no.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione sull'emendamento numero 20 ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Presidente, per una questione sto rimettendo in ordine rispetto all'ordine che c'è stato dato nel fascicolo che abbiamo esaminato in Commissione. Se mi dà un minuto, Presidente.
PRESIDENTE. Dovrebbe averli già in ordine di votazione, Presidente.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Siccome però stamattina ce li avevamo in un ordine diverso…
PRESIDENTE. Ah ho capito, li sta ordinando...
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Solo un minuto.
PRESIDENTE. Dispongo un minuto di sospensione in Aula.
(La seduta, sospesa alle ore 2, viene ripresa alle ore 2 e 14.)
PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto, riprendiamo i nostri lavori. Allora, alla strategia 1, sono stati presentati gli emendamenti numero 20 e 30.
(Si riporta di seguito il testo degli emendamenti:
Emendamento modificativo Giunta regionale.
STRATEGIA 01 - Istituzionale
In aumento
UPB S01.01.002 Oneri per il funzionamento della Giunta regionale e uffici di supporto
capitolo SC01.0006
2007 euro 50.000
UPB S01.02.004 Spese per il personale effettuate nell'interesse dell'Amministrazione
Regionale
capitolo SC01.0238
2007 euro 40.000
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S08.01.004 Somme per le quali sussiste l'obbligo a pagare
capitolo SC08.0045 CDR 00.03.01.00
2007 euro 90.000. (20)
Emendamento modificativo MARRACINI, LAI, PITTALIS, ATZERI, MANINCHEDDA
STRATEGIA 01
In aumento
UPB S01.01.003 Funzionamento organismi di interesse regionale
2007 Euro 70.000
Per incrementare il capitolo SC01.0467 (Commissione regionale parità fra uomini e donne)
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S08.01.004 (perenzioni). (30).)
PRESIDENTE. Parere della Commissione sugli emendamenti numero 20 e numero 30.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Sì grazie. Sull'emendamento numero 20 il parere è favorevole, sull'emendamento numero 30 il parere è ugualmente favorevole ma a condizione che la cifra sia diminuita a 20 mila euro.
PRESIDENTE. A quanto?
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. 20 mila euro.
PRESIDENTE. Per ogni anno?
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Solo per il 2007, l'emendamento numero 30.
PRESIDENTE. Chiedo scusa io. Il parere della Giunta sugli emendamenti.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del bilancio, credito e assetto del territorio.
DADEA, Assessore tecnicodel bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere è conforme a quello del Presidente della Commissione.
Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
E' in votazione l'emendamento numero 30, per il quale chiedo ai proponenti se accettano la proposta di riduzione dell'importo.
Ha domandato di parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). No, siccome mi pare un'elemosina, ritiriamo l'emendamento.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 30 è ritirato. Strategia 2.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). L'emendamento reca anche la mia firma e colgo quella dell'onorevole Marracini, mio segretario regionale, come una provocazione. Non siamo qui al mercato: 20, 30, 40, 50. E' stata posta dalla Commissione pari opportunità una esigenza che è stata raccolta, che poteva essere proposta anche da qualunque gruppo politico, non capiamo perché si debbano... allora si dica: non ci sono soldi, e allora è un problema oggettivo. Ma siccome sono state messe risorse allocate e qui stiamo parlando di 70 mila euro, non stiamo parlando neanche dei 600.000 euro allocati per la cooperativa X o per altre cose, allora si dica che questo organismo non deve funzionare, ma non si faccia questo mercanteggiare, al quale noi non ci prestiamo.
PRESIDENTE. Non ho capito se l'emendamento è ritirato oppure no.
PITTALIS (Gruppo Misto). Presidente, la sollecitazione è capire se c'è serietà in una proposta oppure no, quindi…
PRESIDENTE. Siccome l'onorevole Marracini ha detto che ritirava l'emendamento, lei lo ripropone?
PITTALIS (Gruppo Misto). Vorrei fare presente che ci sia serietà e noi lo manteniamo per l'importo in cui è. Quindi si voti così, lo si respinga, se si ritiene…
PRESIDENTE. La ringrazio, ho capito.
Ha domandato di parlare il consigliere Cucca. Ne ha facoltà.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. No, perché quando si parla di serietà è necessario un pochino riflettere, perché talvolta si abusa dei termini. Non è una scelta che è stata fatta con l'intento di diventare poco seri o più seri o meno seri di altri. Si è stabilito stamattina, si è detto in Commissione, quando è stato esaminato l'emendamento, che siccome si è arrivati ormai al mese di giugno, si reputava che potessero essere sufficienti i 20 mila euro. La Commissione in questo senso ha espresso parere favorevole, senza nulla togliere all'importanza della Commissione pari opportunità, senza nulla togliere alla legittimità delle pretese. Quindi l'intento della Commissione era quello, evidentemente, di mostrare attenzione all'argomento, ma considerato il fatto che mancano solo sei mesi alla fine dell'anno, in buona sostanza si è reputato che quella somma potesse essere più che sufficiente per farla funzionare. E si è anche detto in Commissione, questo per completezza, che per l'anno venturo, eventualmente, si potrà valutare l'argomento in maniera differente. Ecco lo spirito, non per poca serietà o per poca attenzione nei confronti dell'argomento.
PRESIDENTE. Scusi onorevole Cucca, per completezza, così non parliamo cinquanta volte. L'onorevole Pittalis lo vuole mantenere con l'importo che è nella proposta.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Se dalla Giunta arriva una proposta differente…
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore del bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnicodel bilancio, credito e assetto del territorio. Se il Presidente della Commissione fosse d'accordo, la proposta della Giunta sarebbe quella di incrementare e di portarlo al 50 per cento della proposta che era contenuta, se il Presidente della Commissione è d'accordo: 35.000 euro.
PRESIDENTE. I proponenti?
Ha domandato di parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Se è accolto l'invito della Giunta.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Certo che sì.
PRESIDENTE. E' in votazione l'emendamento numero 30 con la proposta dell'importo a 35.000 euro.
Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame della strategia 2.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Alla strategia 2 sono stati presentati gli emendamenti 14, 17 e 19.
(Si riporta di seguito il testo degli emendamenti:
Emendamento modificativo CALIGARIS - Ibba - Barracciu - Pisu.
STRATEGIA 02 - Conoscenza
UPB S02.01.001 - Politiche a favore dell'istruzione
SC02.0010 - Contributi agli Istituti scolastici per l'organizzazione di gite da effettuarsi con il "trenino verde" (art. 5, comma 10, L.R. 24 aprile 2001, n.6)
ANNO STANZIAMENTO PROPOSTA
2007 0,00 150.000,00
2008 0,00 200.000,00
2009 0,00 200.000,00
2010 0,00 200.000,00. (14)
Emendamento modificativo BIANCU - Cucca - Sabatini - Cuccu Giuseppe.
STRATEGIA 02 - Conoscenza
Il capitolo di spesa SC02.1118 (Contributi alle Università della Sardegna per l'istituzione di borse di studio destinate alla frequenza delle scuole di specializzazione nelle facoltà di medicina e chirurgia e medicina veterinaria) dell'UPB S02.04.010 è incrementato per gli anni 2007, 2008, 2009, 2010 di euro 4.000.000
Copertura finanziaria:
In aumento
UPB S02.04.010 cap. SC02.1118
2007 euro 4.000.000
2008 euro 4.000.000
2009 euro 4.000.000
2010 euro 4.000.000
In diminuzione
UPB S08.01.002 (FNOL)
2007 euro 4.000.000
2008 euro 4.000.000
2009 euro 4.000.000
2010 euro 4.000.000. (19)
2011
Emendamento modificativo Vargiu - La Spisa - Artizzu - Ladu - Randazzo Alberto - Gallus - Liori - Contu - Randazzo Vittorio - Licandro.
STRATEGIA 02 - Conoscenza
In aumento
UPB S02.04.010 Programmi di ricerca e prevenzione nel settore sanitario
Anno 2007 Euro 5.000.000
per incrementare il capitolo SC02.1118 (contributo alle Università per l'istituzione di borse di studio destinate alla frequenza delle scuole di specializzazione nelle facoltà di medicina e chirurgia e medicina veterinaria)
COPERTURA FINANZIARIA
UPB S08.01.002 Fondo per nuovi oneri legislativi di parte corrente.
Anno 2007 Euro 5.000.000
mediante riduzione proporzionale delle voci della tabella A allegata alla legge finanziaria. (17).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore. Sì. Sull'emendamento numero 14 il parere è negativo, con invito al ritiro, perché in effetti le somme ci sono già. Per quanto riguarda il parere della Commissione sull'emendamento 14, è negativo con invito al ritiro, in quanto questo contributo esiste già, ci sono già delle somme di danaro per la medesima funzione, con la medesima destinazione. Sul 19 e sul 17, che sono poi sostanzialmente uguali (cambia solo un problema di annualità), il parere è favorevole, con una modifica anche degli importi, che ci verranno poi riferiti dalla Giunta.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico degli affari generali personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, Presidente. Il parere della Giunta è conforme, per quanto riguarda l'emendamento numero 14, a quello del Presidente della Commissione, e quindi si invita al ritiro. Per quanto concerne invece l'emendamento numero 19, che riguarda le borse di studio destinate alla frequenza delle scuole di specializzazione, la Giunta accoglie la proposta della Commissione, anche alla luce del fatto che c'è indubbiamente, per poter mantenere lo stesso numero di borse di studio per le scuole di specializzazione dell'anno scorso, la necessità di incrementare la dotazione finanziaria. La proposta della Giunta è in questo senso: per mantenere lo stesso numero di borse di studio, si porta la copertura finanziaria in aumento per il 2007, facendo riferimento all'UPB E362.012, più 5 milioni e 400 mila; per quanto riguarda invece i fondi in diminuzione per gli anni 2008, 2009 e 2010, si portano sempre 5 milioni e 400.000, facendo riferimento però all'UPB S08.01.002, fondo per nuovi oneri legislativi di parte corrente, voce 8. Quindi, solo per il 2007, il riferimento in entrata è per l'UPB E362.012, 5 milioni e 400 mila.
PRESIDENTE. Sul 17?
DADEA, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il 17 è unificato, Presidente, sono identici.
PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione dell'emendamento numero 14.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, stiamo parlando dell'emendamento numero 14 firmato da me, dall'onorevole Ibba e anche dagli onorevoli Barracciu e Pisu. Quest'emendamento è stato presentato perché si è verificato un deficit forte nel finanziamento, relativamente alla possibilità per i ragazzi che frequentano le scuole, di poter utilizzare il trenino verde per le gite scolastiche. Siccome è stato un problema segnalato, vorrei anche sapere dove sono finiti questi stanziamenti per il trenino, e se è possibile riflettere un attimo sulla dotazione. Si tratta di valorizzare quella che viene considerata da tutti una risorsa per le zone interne, che favorisce il rapporto diretto tra gli studenti e quelle parti del territorio dell'Isola, che hanno non solo dei panorami straordinari, ma anche endemismi vegetali. Insomma, tutti conosciamo le aree e la funzione del trenino. Per cui credo che se si trovassero dei finanziamenti idonei per accontentare le scuole e i ragazzi che usano questo mezzo, sarebbe un segnale positivo. Tutto qui.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Caligaris, quindi mantiene il suo emendamento? Il relatore la invitava a ritirarlo, non lo ritira?
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, se non c'è nessuna volontà di venire incontro a un problema così rilevante, lo ritiro. Se questa è la volontà della Giunta e di tutta la maggioranza, lo ritiro.
PRESIDENTE. L'emendamento è ritirato! Gli emendamenti 17 e 19 si votano assieme, con il testo di modifica al 19, proposto dall'Assessore.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Soltanto per fare una domanda. Volevo chiedere all'Assessore se la valutazione che è stata fatta con la copertura finanziaria di 5 milioni e 400 mila euro è comprensiva anche del riassestamento dei contratti per gli studenti, per i medici o veterinari, che sono già all'interno del scuole di specializzazione, visto che la normativa comporta che verrà trasformata da borsa in contratto, anche per quelli che sono al secondo, terzo e quarto anno.
DADEA, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì!
VARGIU (Riformatori Sardi). Perfetto. Grazie.
(Sono approvati)
Passiamo all'esame della strategia 3.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Alla strategia tre sono stati presentati gli emendamenti numeri 2, 21, 22 e 23.
(Si riporta di seguito il testo del capitolo e dei relativi emendamenti:
Emendamento sostitutivo parziale Marracini - Lai - Pittalis.
STRATEGIA 03 - (Beni culturali)
In aumento
UPB S03.02.005 Interventi per attività di spettacolo
Anno 2007 euro 250.000
Per incrementare il capitolo SC03.0337
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S08.01.002 FNOL
Anno 2007 euro 250.000 voce 9 tabella A. (2)
Emendamento modificativo Giunta regionale.
STRATEGIA 03 - (Cultura)
In aumento
UPB S03.02.003 Interventi per promuovere l'editoria e l'informazione
Anno 2007 euro 30.000
Per incrementare il capitolo SC03.0277
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S08.01.004 Somme per le quali sussiste l'obbligo di pagare
Anno 2007 euro 30.000
cap. SC08.0045. (21)
Emendamento modificativo Giunta regionale.
STRATEGIA 03
In aumento
UPB S03.01.003 Tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale - spese correnti
Anno 2007 euro 4.250.000
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S01.03.006 Interventi a favore delle biblioteche - spese correnti
Anno 2007 euro 4.250.000 (22)
Emendamento modificativo Giunta regionale.
STRATEGIA 03
In aumento
UPB S03.02.005 Interventi per attività e manifestazioni culturali e di spettacolo
(Cap. SC03.0329) + euro 20.000
(Cap. SC03.0339) + euro 250.000
2007 euro 270.000
2008 euro 270.000
2009 euro 270.000
2010 euro 270.000
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S08.01.004 Somme per le quali sussiste l'obbligo a pagare
(Cap. SC08.0045) CDR 00.03.01.00
2007 euro 270.000
2008 euro 270.000
2009 euro 270.000
2010 euro 270.000. (23).)
2011
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore. Sull'emendamento 2, il parere è contrario con invito al ritiro, sul 23 il parere è favorevole, sul 21 è favorevole, sul 22 è favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico degli affari generali personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello del Presidente della Commissione.
PRESIDENTE. Grazie Assessore. Cominciamo a votare dall'emendamento numero 2, per il quale è stato chiesto dal relatore il ritiro ai proponenti.
Ha domandato di parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). E' ritirato!
PRESIDENTE. L'emendamento è ritirato.
(E' approvato)
(E' approvato)
(E' approvato)
Passiamo all'esame della strategia 4.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Alla strategia 4 sono stati presentati gli emendamenti numeri 4, 24, 25 e 26.
(Si riporta di seguito il testo del capitolo e dei relativi emendamenti:
Emendamento modificativo Giunta regionale.
STRATEGIA 04
In aumento
UPB S04.06.005 Interventi di recupero ambientale e di valorizzazione delle aree minerarie -
Investimenti
(Cap. SC04.1369)
2007 euro 1.500.000
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S08.01.004 Somme per le quali sussiste l'obbligo a pagare
(Cap. SC08.0045) CDR 00.03.01.00
2007 euro 1.500.000 (26)
Emendamento modificativo Giunta regionale.
STRATEGIA 04
In aumento
UPB S04.06.005 Interventi di recupero ambientale e di valorizzazione delle aree minerarie -
Investimenti
(Cap. SC04.1369)
2007 euro 200.000
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S01.05.002 (Cap. SC01.0948) Incremento, valorizzazione e manutenzione del patrimonio e del demanio regionale
2007 euro 200.000 (25)
Emendamento modificativo Giunta regionale.
STRATEGIA 04
In aumento
UPB S04.08.011 Spese per il funzionamento del corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale
(Cap. SC04.2004) 2007 euro 60.000
UPB S04.08.012 D.V.
Investimenti finalizzati alle attività istituzionali del corpo Forestale e di
Vigilanza Ambientale
(Cap. SC04.2223) 2007 euro 250.000
(Cap. SC04.2213) - C.d.R. 00.05.02.01 2007 euro 10.000
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
STRATEGIA 08
UPB S08.01.004 Somme per le quali sussiste l'obbligo a pagare
(Cap. SC08.0045) C.d.R. 00.03.01.00 2007 euro 320.000 (24)
Emendamento modificativo PITTALIS - Marracini - Lai.
STRATEGIA 04 - Ambiente e governo del territorio
Il capitolo di spesa SC04.2774 (Contributi ai comuni per la redazione degli strumenti urbanistici comunali per la formazione di piani di assetto organizzativo dei litorali) dell'UPB S04.10.006 è incentrato per gli anni 2007, 2008, 2009. 2010 di euro 5.000.000.
In aumento
UPB S04.10.006
Cap. SC04.2774
2007 euro 5.000.000
2008 euro 5.000.000
2009 euro 5.000.000
2010 euro 5.000.000
In diminuzione
UPB S08.01.003 (FNOL)
Cap. SC04.2774
2007 euro 5.000.000
2008 euro 5.000.000
2009 euro 5.000.000
2010 euro 5.000.000
voce 2 tab. B allegata alla L.F. (4).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore. Sul 26 il parere è favorevole, sul 25 il parere è favorevole, sul 24 il parere è favorevole, sul 4 il parere è contrario con invito al ritiro, in quanto di fatto è già stato affrontato il problema.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico degli affari generali personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Parere conforme a quello del Presidente della Commissione.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 26. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 25. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 24. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Per l'emendamento numero 4 è stato proposto il ritiro.
Ha domandato di parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). E' ritirato, perché già compresi in un altro contesto.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Marracini. L'emendamento numero 4 è ritirato.
Passiamo all'esame della strategia 5.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Alla strategia 5 sono stati presentati gli emendamenti numeri 3, 8, 16, 27 e 29. Il 13 è inammissibile.
(Si riporta di seguito il testo del capitolo e dei relativi emendamenti:
Emendamento modificativo Marracini - Lai - Pittalis.
STRATEGIA 05 - Sanità e politiche sociali
Contributi forfetari a favore dei sodalizi sportivi dell'Isola che partecipano ai campionati nazionali federali. (artt. 27 e 28. L.R. 17 maggio 1999, n. 17)
In aumento
UPB S05.04.001
Cap. SC05.0848
2007 euro 800.000
In diminuzione
UPB S08.01.003 FNOL - investimenti
Voce 2 tab. B allegata alla L.F. (3)
Emendamento modificativo PITTALIS - Marracini - Lai.
STRATEGIA 05 - Sanità e politiche sociali
Contributo in conto capitale e in conto interessi e per spese accessorie a copertura parziale a mutui a tasso agevolato in favore di comuni e loro consorzi destinati al completamento, ristrutturazione, ampliamento di impianti sportivi di base (artt. 11 e 16, LR 17 maggio 1999, 17)
In aumento
UPB S05.04.002
Cap. SC005.0878
2007 euro 2.500.000
In diminuzione
Tabella A (FNOL)
2007 euro 2.500.000 (8)
Emendamento modificativo PORCU - MARROCU.
STRATEGIA 05 - Sanità e politiche sociali
A valere sulle disponibilità recate dalla UPB S05.04.001 Cap. SC05.0851 del Bilancio della Regione per l'anno 2007, una quota pari ad euro 20.000,00 è destinata al pagamento delle trasferte effettuate nell'anno 2006 in territorio extraregionale per la partecipazione ai campionati e alle singole manifestazioni sportive, ai sensi dell'articolo 28 della Legge Regionale n° 17 del 17 maggio 1999. (13)
Emendamento modificativo Giunta regionale.
STRATEGIA 05 - Sanità e politiche sociali
In aumento
UPB S05.04.003 Interventi per manifestazioni e attività di spettacolo
anno 2007 euro 200.000
per incrementare il capitolo SC05.0909
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S08.01.004 Somme per le quali sussiste l'obbligo di pagare
Anno 2007 euro 200.000
Cap. SC08.0045 (27)
Emendamento modificativo PORCU - MARROCU - Floris.
STRATEGIA 05 - Sanità e politiche sociali
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
11- P.I., BB.CC., INFORMAZIONE, SPETTACOLO E SPORT
UBP S05.04.002
Cap. SC05.0878 Contributo in conto capitale e in conto interessi e per spese accessorie a copertura parziale a mutui a tasso agevolato in favore di comuni e loro consorzi destinati al completamento, ristrutturazione, ampliamento di impianti sportivi (art. 11, LR. 17 maggio 1999, n° 17)
COMPETENZA 2007 Euro 500.000
In dimunuzione
UPB
Cap.
COMPETENZA 2007 Euro 500.000 (29)
Emendamento modificativo DIANA - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
STRATEGIA 05 - Sanità e politiche sociali
Nella UPB S05.03.006 - Investimenti nel settore socio-assistenziale il capitolo SC05.0640 (contributi alle Province ed ai Comuni per la realizzazione di campi sosta e di transito per le popolazioni nomadi) è incrementato di euro 600.000 per ciascuno degli anni 2007, 2008, 2009 e 2010.
COPERTURA FINANZIARIA
UPB S08.01.003 FNOL - investimenti
anno 2007 euro 600.000
anno 2008 euro 600.000
anno 2009 euro 600.000
anno 2010 euro 600.000
mediante riduzione della riserva di cui alla voce 2 della tabella B allegata alla legge finanziaria. (16).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore. Il 3, il parere…
PRESIDENTE. Seguiamo sempre l'ordine del fascicolo, onorevole Cucca. Il 16, sì!
CUCCA (La Margherita-D.L.). Il parere è favorevole per l'emendamento numero 16 a condizione che si diminuisca la somma a 300 mila euro, secondo le indicazioni che poi ci darà la Giunta. L'emendamento numero 13 è inammissibile. Il parere è contrario per l'emendamento numero 3 con invito al ritiro, in quanto si tratta di argomento già affrontato. Il parere è contrario per l'emendamento numero 8, con invito al ritiro.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 29?
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. E' rimesso all'Aula, perché è stato presentato successivamente rispetto alla riunione della Commissione.
PRESIDENTE. L'emendamento 27?
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
DADEA, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, Presidente. Per quanto riguarda l'emendamento numero 16 la Giunta lo accoglie, per quanto riguarda il 2007 però con una riduzione dell'importo di 300 mila euro, facendo riferimento al UPB S08.01.004 per il 2007, poi per gli anni successivi verrà... Sugli altri, il parere è conforme a quello della Commissione.
PRESIDENTE. Chiedo ai proponenti dell'emendamento numero 16 se accettano la proposta della Giunta.
DIANA (A.N.). Sì.
(E' approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 3, di cui è stato chiesto il ritiro.
Ha domandato di parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). E' ritirato, in quanto compreso nell'articolato che abbiamo già approvato.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marracini.
Metto ora in votazione l'emendamento numero 8; c'è sempre la richiesta di ritiro da parte del relatore.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). E' simile al "29", non so se ha espresso il parere sul "29" l'Assessore, perché è simile. Ecco, anche qui, non si capisce perché sul numero 8 il parere è contrario e sul "29"… quando è lo stesso emendamento.
(Interruzioni del consigliere Marrocu)
PRESIDENTE. Sono diversi solo nell'importo, sì.
Ha domandato di parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). Sì, c'è anche un'altra differenza, che si parla, nel "29", di "impianti sportivi" e non "di base". La differenza è importante proprio in coerenza con quanto stava spiegando il collega Marrocu.
PRESIDENTE. Quindi, si vota, se non ho capito male, l'emendamento numero 29 che contiene anche l'emendamento numero 8. va bene per i proponenti?
Ha domandato di parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Si vota l'"8" che comprende il "29".
PRESIDENTE. Mi sembra di capire che c'era un'esigenza differente, di togliere "di base", quindi solo per questo proporrei di votare il "29".
MARRACINI (Gruppo Misto). Presidente, scusi un attimo. Siccome comprendiamo la gaffe di chi ha espresso il parere rispetto a due emendamenti uguali, uno aveva la firma Pittalis, quindi parere contrario, l'altro Porcu favorevole, allora però che si metta in votazione l'emendamento numero 8 con integrato il "29", e togliamo "di base".
PRESIDENTE. Scusate, mi dicono giustamente i miei collaboratori che la norma non può essere modificata. Noi stiamo modificando stanziamenti, la norma prevede "Impianti sportivi di base", e non stiamo modificando la norma perché stiamo applicando uno stanziamento a una norma che vige e che ha quella di dicitura. Quindi, se si deve votare, si deve votare la dicitura "Impianti sportivi di base".
(Interruzioni del consigliere Marrocu)
Vediamo un attimo gli articoli 11 e 16 della legge numero 17 del 99, che cosa dicono. La dicitura corretta è nell'emendamento numero 8.
(Interruzioni del consigliere Marrocu)
Onorevole Marrocu, abbia pazienza, le carte sono in questa maniera. Il riferimento dell'emendamento è un capitolo specifico, che recita nel suo titolo "Impianti sportivi di base". Abbia pazienza, non lo so, l'avete presentato voi l'emendamento, non l'ho presentato io.
(Interruzioni del consigliere Marrocu)
Stampiamo per gentilezza questo capitolo, la dicitura di questo capitolo? Onorevole Marrocu, io non posso far altro che stamparglielo, se lo vede e poi decide se mantenere l'emendamento, oppure se modificarlo. Noi stiamo parlando di emendamenti che riguardano soltanto dotazione finanziaria, non destinazione. Stiamo prevedendo importi per una destinazione che è prevista agli articoli 11 e 16 della legge numero 17 del 1999, così come hanno fatto i proponenti.
La dicitura del capitolo a cui si riferisce è quella che io le ho letto. Siccome non ci crede gliela faccio stampare e gliela do!
(Interruzione del consigliere Marrocu)
Io non le posso dire di più, le do il testo, aspetti un attimo che le do il testo.
Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Questo emendamento è stato presentato in Commissione bilancio. In quell'occasione gli Uffici hanno fatto notare che gli impianti di base, in virtù di una modifica della norma, erano stati trasferiti al fondo unico, ai Comuni, per cui non potevano essere riportati adesso al fondo regionale, e che quelli finanziabili erano gli impianti sovracomunali. Sovracomunali non vuol dire che non insistono poi in un Comune perché un Comune può avere un impianto che è in quel Comune e che ha una funzione sovracomunale, perché quella disciplina e quello sport ha una funzione che va al di là di quel Comune. Quindi noi abbiamo modificato l'emendamento, cogliendo l'occasione, togliendo "di base", perché l'articolo comunque prima era lo stesso articolo 11, che prevedeva sia quelli di base che quelli sovracomunali.
Quindi, l'articolo della legge è lo stesso, abbiamo tolto appositamente "di base" per renderlo ammissibile. Questo era il suggerimento dei funzionari, se poi oggi cambia...
Si tratta di partecipazione della Regione al conto interessi, perché i Comuni contraggono comunque mutui con il credito sportivo, ed è una delle azioni positive perché consente di realizzare strutture sportive nel territorio regionale. E questo capitolo è senza risorse, quindi la Regione non può attivare la partecipazione e stimolare i Comuni ad investire realizzando strutture sportive.
Quindi, si tratta dei campi sovracomunali, se vogliamo finanziarli; se non vogliamo finanziarli non dobbiamo mettere neanche "di base" perché "di base" sono già nel fondo unico.
Vuol dire che si ritirano gli emendamenti se non c'è...
PRESIDENTE. Onorevole Marrocu, se l'emendamento rimane così com'è stato presentato al capitolo SC 005.08.78 la dicitura del capitolo è quella che io le ho detto e quindi non ha l'effetto che i proponenti desiderano, se invece si vuole fare altro occorre cambiare l'imputazione del capitolo di spesa.
Per cui, proporrei, così facciamo una cosa utile, che chi vuole se ne occupa, di sospendere.
MARROCU (D.S.). L'imputazione può essere al capitolo SC 05.08.81 che sono gli impianti di interesse regionale.
PRESIDENTE. Quindi, è proposta una modifica dell'imputazione al capitolo 05.08.81, impianti di interesse regionale.
Siamo d'accordo? I proponenti sono d'accordo?
L'importo eventuale?
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
DADEA, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, siccome ci sono diverse interpretazioni ma mi sembra che l'imputazione del capitolo sia fondamentale, però sul capitolo che è stato individuato dall'onorevole Marrocu c'è già una dotazione finanziaria per quanto riguarda...
MARROCU (D.S.). Per i mutui già in essere, Assessore.
DADEA, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Aspetti, mi faccia finire. Dicevo, una dotazione finanziaria di 1 milione e mezzo di euro; quindi, la cosa che si può fare e che taglierebbe la testa al toro, è che nell'ambito della programmazione di questi fondi...
MARROCU (D.S.). Sono per i mutui in essere.
DADEA, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Quindi non si può, come non detto.
PRESIDENTE. Sospendiamo cinque minuti, andiamo avanti e poi decidiamo.
(Interruzioni)
E allora proponete, non possiamo stare qui aspettando...
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Possiamo anche votare.
PRESIDENTE. E che cosa votiamo? Stiamo parlando di due emendamenti che hanno importi completamente differenti, che importo votiamo?
Sospendo i lavori per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 02 e 47, viene ripresa alle ore 02 e 50.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori, prego assessore Dadea, prego i colleghi di prendere posto per gentilezza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore del bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnico del bilancio, credito e assetto del territorio. Sì Presidente. C'è indubbiamente un errore di imputazione per quanto riguarda i capitoli di spesa, che non raggiungerebbero obiettivamente questa finalità. La Giunta regionale, però, raccoglie lo spirito dell'emendamento, nel senso che ci sarà una particolare attenzione da parte della Giunta regionale per quanto riguarda l'impiantistica sportiva, soprattutto in quelle realtà della nostra Regione che soffrono una condizione di marginalità, e che comunque sono povere di impiantistica sportiva di base, e comunque di natura sovra comunale. Quindi ci sarà una particolare attenzione, e ci sarà un particolare approfondimento nel momento in cui verranno fatti i programmi di spesa per quanto riguarda appunto queste realtà povere di impianti e che vivono una realtà marginale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Mi pare che comunque l'emendamento numero 8 rimanga in piedi perché è quello regolare. Pregherei di mettere in votazione l'emendamento numero 8.
PRESIDENTE. Sì, anche se preferirei che tornassimo un attimo ad esaminare le cose con le formalità che l'Aula richiede.
Ha domandato di parlare l'Assessore del bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnicodel bilancio, credito e assetto del territorio. E questo è ancora peggio. L'emendamento numero 8 è ancora più improponibile, perché si parla di impianti sportivi di base. Gli impianti sportivi di base sono di pertinenza comunale, e quindi questa competenza è stata attribuita attraverso la norma: è andata ai Comuni attraverso la legge regionale n. 9. Quindi vanno nel fondo unico.
PRESIDENTE. Quindi la Giunta chiede che gli emendamenti vengano ritirati, se non ho capito male. La proposta è accolta?
MARRACINI (Gruppo Misto). Sì!
PRESIDENTE. L'emendamento numero 8 e l'emendamento numero 29 sono ritirati.
Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame della strategia 6.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Alla strategia 6 sono stati presentati gli emendamenti numero 1, 6, 7, 9, 10, 11, 12, 15 e 18.
(Si riporta di seguito il testo degli emendamenti:
Emendamento modificativo Pittalis - Marracini - Lai.
STRATEGIA 06 - Sistemi produttivi e occupazione
Contributi alle confederazioni delle imprese commerciali, del turismo e dei servizi.
In aumento
UPB S06.03.007
Capitolo SC06.0462
euro 1.533.000,00
Copertura FNOL. (1)
Emendamento modificativo PITTALIS - Marracini - Lai - Rassu.
STRATEGIA 06 - Sistemi produttivi e occupazione
In aumento
UPB 506.03.001 (Artigianato L.R. 51 c/capitale)
Cap. SC06.0381
euro 25.000.000
copertura FNOL (6)
Emendamento modificativo PITTALIS - Marracini - Lai.
STRATEGIA 06 - Sistemi produttivi e occupazione
In aumento
UPB 506.03.009 (Commercio L.R. 9.)
euro 10.000.000
copertura FNOL (7)
Emendamento modificativo LICHERI - Sanna Alberto - Cuccu Giuseppe - Corda - Serra - Uggias - Calledda - Moro - Rassu - Ladu - Floris Vincenzo.
STRATEGIA 06 - Sistemi produttivi e occupazione
Nello stato di previsione della spesa sono apportate le seguenti modifiche:
In aumento
UPB S06.04.009 Incentivi per il potenziamento della produzione zootecnica - Investimenti
Anno 2007 euro 500.000
Per incrementare il capitolo SC06.1013
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S08.01.003 FNOL investimenti
Anno 2007 euro 500.000
Mediante riduzione della riserva di cui alla voce 2 della tabella B allegata alla legge finanziaria. (9)
Emendamento modificativo DIANA - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
STRATEGIA 06 - Sistemi produttivi e occupazione
In aumento
UPB S06.03.009 Sostegno alle attività commerciali - spese correnti
Anno 207 euro 13.000.000
Per incrementare il capitolo SC06.0496
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S08.01.003 FNOL Investimenti
Anno 2007 euro 13.000.000
Mediante riduzione della voce 2 della tabella B allegata alla legge finanziaria. (10)
Emendamento modificativo DIANA - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
STRATEGIA 06 - Sistemi produttivi e occupazione
In aumento
UPB S06.03.001 Incentivazioni alle attività artigiane
Anno 2007 euro 13.000.000
Per incrementare il capitolo SC06.0381
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S08.01.003 FNOL Investimenti
Anno 2007 euro 13.000.000
Mediante riduzione della voce 2 della tabella B allegata alla legge finanziaria. (11)
Emendamento modificativo DIANA - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
STRATEGIA 06 - Sistemi produttivi e occupazione
In aumento
UPB S06.02.001 Enti turistici - spese di funzionamento
Anno 2007 euro 300.000
Per incrementare il capitolo SC06.0146
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S08.01.003 FNOL Investimenti
Anno 2007 euro 300.000
Mediante riduzione della voce 2 della tabella B allegata alla legge finanziaria. (12)
Emendamento modificativo CALIGARIS - Ibba.
STRATEGIA 06 - Sistemi produttivi e occupazione
UPB S06.03.002 - incentivazioni di parte corrente per le attività artigiane
Capitolo SC06.0417 - Versamento al fondo costituito per la concessione di concorsi interessi sui prestiti concessi alle imprese artigiane con la fideiussione delle cooperative artigiane di garanzia e dei consorzi fidi (art. 12 L.R. 19 ottobre 1993, n. 51)
|
ANNO |
STANZIAMENTO |
PROPOSTA |
|
2007 |
0,00 |
4.000.000,00 |
(15)
Emendamento modificativo BIANCU - Cucca - Sabatini - Cuccu Giuseppe.
STRATEGIA 06 - Sistemi produttivi e occupazione
Il capitolo di spesa SC06.0381 (Versamenti ai fondi costituiti per la concessione di contributi in conto capitale alle imprese artigiane) dell'UPB S06.03.001 è incrementato per gli anni 2007, 2008, 2009, 2010 di euro 10.000.000
Copertura finanziaria:
IN AUMENTO
UPB S06.03.001 cap. SC06.0381
2007 euro 10.000.000
2008 euro 10.000.000
2009 euro 10.000.000
2010 euro 10.000.000
IN DIMINUZIONE
UPB S08.01.003 (FNOL)
2007 euro 10.000.000
2008 euro 10.000.000
2009 euro 10.000.000
2010 euro 10.000.000 (18).)
2011
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Sull'emendamento 12 il parere è contrario, sugli emendamenti 18, 6, 11 e 15, che sono uguali, ci si rimette all'Aula. Sull'emendamento numero 1 il parere è contrario con l'invito al ritiro; sull'emendamento numero 10 il parere è contrario, sull'emendamento numero 7 ci si rimette all'Aula, sull'emendamento numero 9 il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del bilancio, credito e assetto del territorio.
DADEA, Assessore tecnico del bilancio, credito e assetto del territorio. Dunque, per quanto riguarda gli emendamenti che riguardano le leggi di incentivazione, per quanto riguarda la legge 51, ma anche per quanto riguarda la legge sul commercio, la legge 9, la Giunta regionale ha cercato di soddisfare questa esigenza già in Commissione stanziando una quantità di risorse che a nostro modo di vedere sono naturalmente sufficienti. Da parte della Giunta regionale ci sarebbe anche la volontà, naturalmente, di poter venire incontro a questa esigenza di ulteriori risorse sulle leggi di incentivazione, ma dobbiamo ammettere, con molta onestà, che non abbiamo, non ci sono più risorse disponibili per le leggi di incentivazione. Il parere della Giunta è che i presentatori degli emendamenti possano appunto ritirarli. L'invito è al ritiro.
PRESIDENTE. Sugli altri Assessore?
DADEA, Assessore tecnicodel bilancio, credito e assetto del territorio. Conforme.
PRESIDENTE. Siamo in votazione dell'emendamento numero 12.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Grazie Presidente. Questi emendamenti sono stati presentati in Aula, ma erano emendamenti presentati anche in Commissione. Sinceramente non mi aspettavo che l'Assessore potesse invitare al ritiro, ma che in qualche maniera desse un segnale della disponibilità della Giunta ad andare incontro alle necessità di un sistema produttivo. Voglio dire che prendiamo atto, con molta onestà, che è ovvio che l'Assessore dichiari di non avere risorse. Beh, se ci siamo giocati tutto il tesoretto, insomma, siamo arrivati alla frutta…
PRESIDENTE. Siamo all'emendamento numero 12, onorevole Diana.
DIANA (A.N.). Sì, lo so benissimo dove siamo, Presidente. Non parlo del 12, è già stato dato parere negativo, ero andato agli altri emendamenti. Sì, chiedo scusa, era già andato negli altri emendamenti, per i quali è già stato dato il parere… no?
PRESIDENTE. Parere, stiamo votando l'emendamento numero 12.
DIANA (A.N.). Allora niente andiamo avanti … voti.
Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Sugli emendamenti 18, 6, 11 e 15, c'è la richiesta della Giunta di ritiro degli emendamenti. Se non vengono ritirati occorre che, prima della dichiarazione di voto, i proponenti dichiarino se sono d'accordo sulla proposta della Giunta oppure no.
Ha domandato di parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Assolutamente no.
PRESIDENTE. Se gli emendamenti vengono mantenuti occorre fermarsi perché c'è necessità di copertura finanziaria che questi emendamenti non hanno.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Forse anch'io devo dichiarare se lo ritiro o meno.
PRESIDENTE. Sì, certo.
DIANA (A.N.). Ecco, non lo ritiro. E la copertura finanziaria credo che ci sia comunque.
PRESIDENTE. E' vuota quella voce onorevole Diana, mi dicono.
DIANA (A.N.). Anche i fondi nuovi oneri legislativi? Spazzolato via tutto?
PRESIDENTE. Mi dicono così. Lo abbiamo fatto noi, non è che l'abbiano fatto altri. L'abbiamo fatto noi, votando la finanziaria. Gli altri proponenti?
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Sì. A noi dispiace che appunto su questo intervento importante a favore degli artigiani, ci venga chiesto di ritirare l'emendamento perché non ci sono più risorse. Noi ritenevamo che questa categoria meritasse un'attenzione maggiore, anche se dobbiamo prendere atto della non disponibilità di ulteriori fondi, e quindi nostro malgrado procediamo al ritiro di questo emendamento, ritenendo, però, che doveva esserci maggiore attenzione rispetto a questo settore.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 18 è ritirato, l'emendamento numero 6 viene mantenuto… occorre la copertura finanziaria onorevole Marracini… viene mantenuto l'emendamento numero 11 per il quale occorre la copertura finanziaria e chiedo cosa facciamo dell'emendamento numero 15.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, devo ripetere le parole che testé ha pronunciato il Presidente del Gruppo della Margherita. C'è una richiesta di 4 milioni che è più modesta rispetto a tutte le altre che sono state avanzate. Una richiesta sollecitata da una categoria che ha posto proprio un problema su questo settore. Non voglio insistere; se proprio non si riesce a trovare nessuna soluzione. Però, dico la verità, non è possibile che ci troviamo in queste condizioni per settori che diventano determinanti per creare anche posti di lavoro. L'artigianato è un settore troppo importante; chiedo se è possibile trovare una soluzione, se c'è una possibilità, Presidente, Assessori, vi chiederei veramente uno sforzo per questo caso particolare.
PRESIDENTE. Ecco, se questo sforzo non è possibile onorevole Caligaris…
CALIGARIS (Gruppo Misto). Se questo sforzo non è possibile, Presidente, è chiaro che ritiro l'emendamento però c'è una necessità, e la sto ponendo come problema reale.
PRESIDENTE. Abbiamo capito, grazie a lei. Rimane, Assessore, la richiesta dell'onorevole Caligaris se si può fare uno sforzo… non si può fare uno sforzo, non ci sono risorse, quindi è ritirato anche l'emendamento numero 15. Se rimangono gli emendamenti numero 6 e 11, onorevole Cucca, il parere quale diventa?... Aula sempre?
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore. Sì.
PRESIDENTE. Perfetto. La copertura finanziaria, colleghi e presentatori, il sistema non è in condizioni di darla, quindi occorre che la troviate voi riducendo, evidentemente, non fondi … amministrativi, ma riducendo poste in bilancio di altra natura per poterlo votare, altrimenti non lo possiamo votare.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). A noi pare che un segnale bisogna darlo. Ci sono i fondi della programmazione negoziata che in altra occasione sono stati utilizzati non dico a sproposito perché non è questo il termine adeguato. Però riteniamo si debba andare incontro ad una legge che funziona, che ha funzionato, siamo certi che ha creato veramente posti di lavoro, noi ci crediamo. Su questo abbiamo posto già in altre occasioni di riunioni, anche di maggioranza, il problema, per cui manteniamo l'emendamento, disponibili a rivedere l'importo, ma riteniamo che un segnale debba essere dato.
PRESIDENTE. Va bene, formalmente si può creare la copertura che l'onorevole Pittalis propone. Votiamo l'emendamento numero 6; sono diversi per importo, quindi possiamo votarli in modo distinto. Il relatore si rimette all'Aula, la Giunta si dichiara contraria.
Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Grazie colleghi. Voglio innanzitutto apporre la mia firma sull'emendamento, se i colleghi me lo consentono. Ho ascoltato con estrema preoccupazione le dichiarazioni dell'assessore Dadea, quando si afferma che non vi sono possibilità di incentivare le risorse su un settore importantissimo come l'artigianato e come il commercio. Mi chiedo quale sia la strategia che questa Giunta abbia per venire incontro alla piccola impresa, alla piccola e media impresa in Sardegna, dato che proprio questo settore, l'artigianato, che vanta oltre 40 mila imprese, negli ultimi cinque anni ha prodotto 12 mila posti di lavoro, a differenza dell'industria che ne ha perso 20 mila. Ma non voglio dire questo, voglio dire che se si crede in un settore quale può essere l'artigianato artistico e … così come dice in molte occasioni il nostro Presidente, non si possono fare le nozze coi fichi secchi, è necessario dotare i settori delle risorse necessarie affinché da parte delle imprese ci siano investimenti, da parte dei giovani si possa accedere a questo settore importantissimo, che assieme al turismo e all'agroalimentare rappresenta senz'altro, non solo attualmente, una delle fonti più ragguardevoli del nostro prodotto interno lordo, ma rappresenta, anche per il futuro, una certezza di lavoro e di sviluppo socioeconomico della nostra Isola. Per cui, ripeto ancora, mi rammarico moltissimo di questa, la chiamo, tra virgolette, disattenzione, che sta dimostrando la Giunta per questi importantissimi settori. Do il mio voto favorevole nel caso venga votato l'emendamento numero 6 e chiedo di apporre la mia firma all'emendamento stesso. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Rassu. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Sì, Presidente, c'è anche l'emendamento numero 11…
PRESIDENTE. Lo votiamo dopo onorevole Diana.
DIANA (A.N.). Allora non dichiaro il voto, lo dichiaro sul mio.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, per le modalità di voto chiedo lo scrutinio elettronico palese. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie a lei. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Per dichiarare il mio voto favorevole.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Scarpa. Se i colleghi prendono posto, e se i segretari si accomodano alla Presidenza possiamo procedere alla votazione elettronica sull'emendamento numero 6.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 6.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Diana - La Spisa - Lai Renato - Lombardo - Marracini - Moro - Pileri - Pisano - Pittalis - Rassu - Sanjust - Scarpa - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru.
Si sono astenuti i consiglieri: Caligaris - Davoli - Pisu - Uras.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 53
Votanti 49
Astenuti 4
Maggioranza 25
Favorevoli 15
Contrari 34
(Il Consiglio non approva).
Mettiamo in votazione l'emendamento numero 11. Onorevole Diana, insieme alla dichiarazione di voto indichi la copertura, per gentilezza.
DIANA (A.N.). Programmazione negoziata.
PRESIDENTE. Programmazione negoziata. Grazie onorevole Diana.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Grazie Presidente. Io annuncio il voto favorevole a questo emendamento. Ci sono state in Sardegna, il mese scorso, circa 8 assemblee, anzi, 8 assemblee delle organizzazioni artigiane; credo che ciascuno di noi abbia avuto modo di partecipare, di ascoltare queste organizzazioni. Ora, è chiaro che la Giunta ha fatto delle scelte, se le vogliamo considerare scelte di priorità, e può anche essere, per cui siamo arrivati al termine della finanziaria e del bilancio e non ci sono più risorse, colleghi. Su questo, anche il gruppo dell'UDEUR fece una grande battaglia in Commissione, battaglia sostenuta non solo da noi, ma credo anche da qualcuno della maggioranza. Oggi, con rammarico scopriamo che non ci sono risorse. Io le risorse le avrei trovate all'interno del bilancio, era un problema solo di priorità. Bastava bocciare il comma 7 dell'articolo 14; vi assicuro che con quei 15 milioni di euro avremmo potuto dare risposta agli artigiani e anche ai commercianti. E invece l'assessore Morittu, che pensa di trarre chissà quali vantaggi di tipo ambientale con quel comma 7 dell'articolo 14, trasferirà in residui quelle risorse, perché è impossibile che si possano spendere 15 milioni di euro con il comma 7 dell'articolo 14.
E allora, mi chiedo: è un problema di priorità o un problema di scelte politiche? Se è una scelta politica a noi non resta altro che comunicare alle organizzazioni artigiane che non c'è stata sensibilità, così come comunicheremo ai commercianti che non c'è stata sensibilità. Io avevo proposto 13 milioni di euro, così come i colleghi dell'UDEUR ne avevano proposto 25. Probabilmente uno sforzo la Giunta l'avrebbe potuto fare. Credo che l'avrebbe dovuto fare anche la maggioranza; mi ha meravigliato molto che il collega Biancu abbia ritirato l'emendamento, perché in Commissione si è discusso di questo problema e ci si era dati appuntamento in Aula. Non a caso, molto correttamente il Presidente della Commissione, come sempre debbo dire, non ha dato un parere, ma ha rimandato all'Aula. Ora l'Aula si pronuncia contro. Noi abbiamo fatto il nostro dovere, voi probabilmente non state facendo il vostro, la Giunta ha dichiarato di non avere risorse. Questa è la finanziaria di quest'anno. Le altre considerazioni ve le rimando al momento del voto finale.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Diana. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Noi voteremo a favore di questo emendamento. Questo capitolo che noi abbiamo ritenuto tra i più importanti di questa manovra di bilancio arriva, purtroppo, alle 3 e 10 della notte e alle 3 e 10 della notte noi prendiamo gli artigiani per sonno, perché mancano i soldi, mancano molti colleghi e quindi la decisione di questa serata sarebbe quella di bocciare questi emendamenti rispetto ai quali noi ci opporremo con forza e anche su questi noi faremo e continueremo la battaglia tutta la notte perché riteniamo che anche questa sia una questione sostanziale. Non possiamo, colleghi, prendere questo aspetto sottogamba perché su questo c'erano stati impegni presi anche in Commissione; quando noi dichiarammo che avremmo abbandonato i lavori della Commissione c'è stato detto che il segnale sull'emendamento era un primo segnale e che poi tra i lavori della Commissione e i lavori dell'Aula ci sarebbe stato un impegno a venire incontro a questi emendamenti. Ancora una volta la parola è stata disattesa. Ancora una volta riguardo ad impegni presi dalla Giunta su proposte concrete rispetto al mondo del lavoro e in questo caso del mondo dell'artigianato, che in Sardegna è sofferente, ancora una volta impegni verbali presi con il sottoscritto vengono disattesi in Aula e questa è una mancanza di parola. E quindi su questo faremo una riflessione stanotte relativamente al proseguimento dei lavori. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marracini. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). No, io ho già fatto poc'anzi la mia dichiarazione e anche per questo emendamento do il parere favorevole.
Approfitto della presenza del Presidente per una questione. Vorrei segnalare alla sua attenzione, Presidente, una nota che io feci l'altro ieri all'Assessore dell'artigianato, e cioè sulla "51": per importi sino a 70.000 euro si va a sportello, per importi superiori si va a bando. Ho fatto notare all'Assessore il fatto che, a mio modesto parere, sia necessario rivedere questa norma. Le spiego il perché. Poiché non si dovrebbe andare a sportello in base all'importo di investimento, o almeno sino a certi importi; faccio notare che il de minimis, ad esempio, è 100.000 euro e non 70.000 euro, per cui almeno sino a 100 mila euro, ad esempio, si potrebbe andare a sportello e non a bando. Il fatto è che le imprese di prima costituzione, quindi le nuove imprese o le imprese di piccole dimensioni o comunque sia un'impresa che non è ancora considerata sul mercato e che propone un investimento per strutturare la propria azienda, cioè un capannone con un minimo di macchinari poco che spende andrà a spendere 120-150 mila euro. Ora quest'impresa, mandata a una procedura a bando nei confronti di un'altra impresa che è stabilizzata e consolidata sul mercato ma non solo, un'impresa che ha fondi, è chiaro che quest'ultima dispone probabilmente, anzi senz'altro, di mezzi propri, quindi questa prima impresa di nuova costituzione e che vuole comunque misurarsi sul mercato e comunque sia nei parametri che nei bandi che di solito vengono utilizzati, senz'altro supererà l'impresa di nuova costituzione. Per cui l'impresa che si affaccia sul mercato o un'impresa che non è di quelle dimensioni è sempre penalizzata nel bando nei confronti di un'impresa che è consolidata e che chiaramente ha più mezzi propri e ha più capitali, sia immobilizzazioni che capitali circolanti.
Per cui io pongo all'attenzione del Presidente se non sia il caso, almeno sino ad una certa somma, di elevare l'importo di 70.000 euro per le domande di finanziamento a sportello e non puntare tanto sull'importo quanto sulla dimensione dell'impresa. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Rassu.
Colleghi, pregherei, almeno a quest'ora, di parlare delle cose di cui stiamo discutendo e votando perché le cose che ha detto l'onorevole Rassu richiedono norme, richiederebbero di tornare indietro a parlare di altri argomenti. Votiamo gli emendamenti che stiamo discutendo e atteniamoci per cortesia alle cose che sono oggetto delle nostre decisioni in questo momento.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, Presidente, per annunciare il mio voto di astensione, per segnalare proprio il problema di questa categoria e di questo settore. Per ribadire inoltre il concetto che purtroppo questo argomento avrebbe dovuto essere esaminato in un altro momento della giornata e anche per lamentare il fatto che non possiamo sempre arrivare a tarda notte ad assumere delle decisioni e delle responsabilità quando la stanchezza ha il suo peso. Ci troviamo in difficoltà, secondo me, anche per questi motivi.
Comunque mi asterrò su questo emendamento. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Caligaris. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Grazie, signor Presidente. Solamente per ricordare che attualmente sono stanziati, per la legge numero 51, 25 milioni. La proposta originaria della Giunta era sensibilmente inferiore e questo stanziamento già risente delle discussioni fatte in Commissione e degli emendamenti presentati dai diversi Gruppi. Voglio ricordare però soprattutto che ci sono altri 36 milioni che riguardano i prestiti d'onore, i piccoli prestiti, che verranno utilizzati massimamente, credo, dalle piccole e piccolissime imprese artigiane. Quindi questi fondi di 25 milioni sono probabilmente più orientati verso i bandi e verso i progetti più ampi, ma ci sono 36 milioni di euro che cercano degli interessi e che sono adatti soprattutto alle nuove imprese, a gruppi di persone che si mettono assieme per iniziare, appunto, una nuova impresa produttiva, una nuova impresa artigiana. Così come ci sono addirittura dei fondi per l'impresa femminile che l'anno scorso non siamo nemmeno riusciti a spendere perché non ci sono sufficienti domande, e quindi anche questi sono fondi che possono essere a disposizione per piccole imprese artigiane e maggiormente di interesse per l'imprenditoria femminile. Quindi credo che sia sbagliato vedere l'attenzione di questa legge finanziaria unicamente con i fondi della "51", ma devono essere visti nel suo complesso e nel suo complesso sono fondi che raggiungono quasi 60 milioni di euro. A questo bisogna richiamare il fatto che nel 2004 è stato fatto un bando incredibilmente alto, uno sforzo enorme è stato fatto da questa Giunta nel 2005 e nel 2006 per porre fine a delle aspettative che avevano riguardato il passato. Quindi, occorre vedere il dato di oggi, del 2007, ma anche da dove veniamo, da un periodo di interventi straordinari in favore degli artigiani.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Per chiedere il voto elettronico, Presidente.
PRESIDENTE. E' stato chiesto il voto elettronico, prego i colleghi di prendere posto.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 11.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Meloni ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Diana - Lai Renato - Lombardo - Marracini - Moro - Pileri - Pisano - Pittalis - Rassu - Sanjust - Sanna Francesco - Scarpa - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uras.
Si è astenuta la consigliera: Caligaris.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 54
votanti 53
astenuti 1
maggioranza 27
favorevoli 15
contrari 38
(Il Consiglio non approva).
Passiamo all'emendamento numero 1, per il quale il relatore e la Giunta hanno chiesto ai presentatori il ritiro, ed eventualmente il parere è negativo.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). L'emendamento rimane.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pittalis. Occorre la copertura finanziaria, la facciamo con la proposta della programmazione negoziata che ha avuto successo negli altri casi, quindi sicuramente è compatibile sul piano tecnico.
(Non è approvato)
Passiamo all'emendamento numero 10, con il parere contrario della Commissione e della Giunta.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Grazie, per annunciare il voto favorevole. Questa è un'altra categoria produttiva, poi il Presidente ci dirà che ci sono anche altre risorse per i commercianti, evidentemente ci sono delle cose che noi non conosciamo, certamente per negligenza e ignoranza nostra. E' evidente, comunque, che tutte le attività produttive sono state fortemente penalizzate da questa finanziaria e quindi non può più essere una carenza di risorse, ma è una scelta ben precisa, e se questa è la scelta, ovviamente, io non la condivido. Non so che cosa sta succedendo sulla legge 9, ancora non sappiamo come è andata a finire tutta la procedura negli anni precedenti, graduatorie aperte, graduatorie chiuse, anche questa incertezza che esiste nel mondo dei commercianti meriterebbe un po' più di attenzione. E' un mondo che conosco troppo bene, ci sono nato e cresciuto, so quali sono le forze, le debolezze, so qual era la forza prima della grande distribuzione, so qual è la debolezza con la grande distribuzione, è un comparto che conosco troppo bene e non prestare attenzione a questo comparto credo che sia un errore straordinariamente importante e se avessi notato da parte del Presidente della Regione non un'attenzione particolare a questo comparto piuttosto che a quello degli artigiani, se avesse capito dov'è che dobbiamo andare a parare negli anni futuri, purtroppo questa strategia non mi convince, ma non mi convince perché segnali di ripresa non ci sono. La Sardegna non è diversa dal 2004, non lo sarà neanche nel 2007, probabilmente neanche nel 2008, allora mi chiedo: forse è necessario che ognuno di noi pensi a qualche strategia diversa. Poi il Presidente una volta mi disse che avrebbe accettato volentieri qualsiasi tipo di suggerimento che fosse venuto dalla minoranza. Può anche essere che noi siamo degli incapaci totali e che non abbiamo saputo veicolare suggerimenti importanti per la Giunta regionale; non credo che sia così, quando avete avuto voglia di misurarvi, di confrontarvi, l'abbiamo fatto diverse volte.
PRESIDENTE. Siamo in votazione dell'emendamento numero 10.
Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Chiedo il voto elettronico, Presidente!
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 10.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Diana - Lai Renato - Marracini - Moro - Pileri - Pisano - Pittalis - Rassu - Sanjust - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uras.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 50
votanti 50
maggioranza 26
favorevoli 12
contrari 38
(Il Consiglio non approva).
Passiamo all'emendamento numero 7. Il relatore si è rimesso all'Aula, la Giunta ha dichiarato parere contrario.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). A noi spiace veramente constatare che leggi che finora hanno funzionato non vengano dotate di adeguate risorse. Io non conosco le notizie che ha il Presidente, ma ho una valutazione e un'idea completamente differenti su questo aspetto, perché sono leggi che hanno funzionato bene nel passato e che sono certo funzionerebbero e funzioneranno bene nel futuro, se sono supportate da adeguate risorse. Non ho capito qual è il privilegio che è stato creato per una categoria come quella dell'artigianato, se consideriamo che la base economica della nostra Isola è rappresentata da una diffusa presenza di piccolissime imprese artigiane. Quindi, se non sosteniamo questo tessuto produttivo, mi chiedo: non ci piacciono i piani straordinari del lavoro, perché c'è l'invadenza dei Comuni e dell'apparato pubblico, non ci piace neppure l'intrapresa privata, quella che funziona, perché sono leggi, così come questa sul commercio; davvero mi riesce difficile - sarà che passano gli anni e anch'io sto iniziando ad invecchiare - però, ritengo assolutamente, a mio modestissimo avviso, sbagliato non investire su questi settori che riteniamo - insieme ad altri, per carità -siano fondamentali per lo sviluppo della nostra economia.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Votazione favorevole, ma approfitto sempre, Presidente, della sua presenza. Non so se lei sia al corrente che dalle provvidenze della legge numero 9 sono stati esclusi i commercianti al minuto, ambulanti di frutta e verdura e il commercio carni al minuto. Questo per una, chiamiamola, distrazione, non tanto dell'Assessorato, quando degli Uffici competenti che hanno comunicato alle banche, per errore, che si trattava di un settore sensibile, confondendolo con la misura 69 del 2001 inerente il settore agricolo. Questo magari, probabilmente, ritarderà la graduatoria della numero 9. Volevo comunque dirle questo affinché in qualche maniera si accelerassero le procedure della graduatoria e nel contempo al più presto potevano essere riammesse quelle pratiche ritenute bancabili, appartenenti ai settori che ho appena citato. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Per annunciare il voto favorevole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Sulle modalità di voto, per chiedere il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Siamo in votazione dell'emendamento numero 7. Se i colleghi prendono posto, dichiaro aperta la votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 7.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Diana - Lai Renato - Marracini - Moro - Petrini - Pisano - Pittalis - Rassu - Sanjust - Scarpa - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Secci - Serra - Soru - Uras.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 52
Votanti 52
Maggioranza 27
Favorevoli 13
Contrari 39
(Il Consiglio non approva).
Siamo in votazione dell'emendamento numero 9 per il quale c'è il parere favorevole della Giunta e della Commissione. Scusate un secondo, c'è il problema di copertura finanziaria.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Per quanto riguarda la copertura finanziaria, per quanto riguarda i 500.000 euro si fa riferimento in entrata alla UPB SC 061014 AS per il 2007. Poi in aumento E 428. 001 e se vuole le do anche il capitolo, capitolo EC 4288003.
PRESIDENTE. Grazie Assessore.
Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Grazie Presidente. Perché essendo un emendamento approvato all'unanimità dalla Commissione agricoltura, manca il mio nome e la pregherei di aggiungere il mio nome e sono soddisfatto anche della soluzione data dalla Giunta, positiva essendo questo un finanziamento che necessita soprattutto del... provinciale per poter andare avanti. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Per esprimere anch'io soddisfazione per l'accoglimento di questo emendamento e chiedere di essere apposta la mia firma sull'emendamento come membro componente della Commissione agricoltura e richiamo pure il Presidente della Commissione sul fatto che quando su determinate problematiche c'è l'unanimità, è giusto e corretto coinvolgere tutta la Commissione. Grazie.
PRESIDEENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 9. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo alla strategia 7.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Alla strategia 7 sono stati presentati gli emendamenti numero 28 e numero 5.
(Si riporta di seguito il testo degli emendamenti:
Emendamento modificativo Giunta regionale.
STRATEGIA 07
In aumento
UPB S07.06.002 Investimenti nel settore dei trasporti
(Cap. SC07.0637)
2007 euro 100.000
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S08.01.004 Somme per le quali sussiste l'obbligo a pagare
(Cap. SC. 08.0045) CDR 00.03.01.00
2007 euro 100.000 (28)
Emendamento modificativo PITTALIS - Marracini - Lai.
STRATEGIA 07 - Reti infrastrutture e viabilità
UPB S07.06.002
S07.0637 - Contributi per la realizzazione delle infrastrutture, officine e sedi a favore delle aziende di trasporto pubbliche e private (Art. 9 L.R. 27/08/82, n. 16, Art. 101, L.R. 04/06/1988, n. 11)
euro 1.000.000
copertura finanziaria
FNOL Investimenti voce 2. (5).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Il parere della Commissione sull'emendamento numero 5 è contrario con l'invito al ritiro, in quanto la materia è trattata poi seppure con diversi importi, dall'emendamento numero 28 della Giunta per il quale si esprime parere favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
DADEA, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì Presidente. Naturalmente il parere della Giunta è conforme a quello del Presidente, ma invito al ritiro i proponenti dell'emendamento numero 5, perché esso è ricompreso nell'emendamento che è stato presentato dalla Giunta regionale.
Metto in votazione l'emendamento numero 5 di cui è stato richiesto.
Ha domandato di parlare il consigliere Marracini. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). E' ritirato.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Marracini. L'emendamento numero 5 è ritirato.
Metto in votazione l'emendamento numero 28. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione lo stato di previsione della spesa. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(E' approvato)
Metto in votazione l'elenco numero 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'elenco numero 3. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Sono stati presentati i seguenti ordini del giorno. Se ne dia lettura.
(Si riportano di seguito i testi degli ordini del giorno:
Ordine del giorno ARTIZZU - Diana - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Il 12 maggio sia anche in Sardegna una ricorrenza dedicata alla famiglia
IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
PREMESSO CHE
E' un dovere civile e morale inserire nelle priorità del nostro calendario civile una giornata dedicata alle politiche dedicate alla Famiglia, istituzione basilare per la società protagonista della vita sociale e determinante nella crescita delle nuove generazioni, che deve essere tutelata anche con un momento di riflessione favorito dalle Istituzioni
PREMESSO CHE
Nella giornata del 12 maggio è prevista una grande manifestazione di piazza, a carattere nazionale, per ribadire l'importanza della famiglia tradizionale e il suo insostituibile ruolo nella società
PREMESSO CHE
E' importante che tutte le Istituzioni siano coinvolte in un momento di riflessione dedicato a migliorare le politiche familiari in base alle vecchie e nuove esigenze che si riscontrano nella società
IMPEGNA IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO E LA Giunta regionale
• A celebrare attraverso specifiche iniziative il 12 maggio come "Giornata della Famiglia"
• A convocare in prossimità di quella data, annualmente, una seduta straordinaria del Consiglio Regionale per celebrare e discutere i temi della famiglia
• A istituire un premio dedicato alle famiglie sarde che si siano distinte per il loro senso di solidarietà, partecipazione alla vita sociale e politica, iniziative benefiche a beneficio dei più deboli. (1)
ORDINE DEL GIORNO CALIGARIS sugli indagati e i detenuti sardi ristretti nelle Case circondariali della Penisola e sulla situazione sanitaria nelle carceri isolane.
IL CONSIGLIO REGIONALE
a conclusione della discussione del programma n. 18/A (Programma regionale di sviluppo 2007-2009) e dei disegni di legge n. 274/S/A "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 2007)" e n. 275/A "Bilancio di previsione per l'anno 2007 e bilancio pluriennale per gli anni 2007-2010";
PREMESSO che molti detenuti sardi stanno scontando pesanti condanne, e alcuni l'ergastolo, in istituti di pena della Penisola;
RILEVATO che la detenzione nelle Case circondariali della Penisola crea rilevanti disagi ai familiari dei reclusi che per le visite e i colloqui impiegano diversi giorni di viaggio con consistenti spese gravanti su situazioni economiche quasi sempre molto difficili, senza dimenticare le ripercussioni psicologiche per i limiti ai rapporti affettivi e di responsabilità nei riguardi dei familiari, soprattutto bambini e anziani;
SOTTOLINEATO che:
- l'articolo 42 della legge n. 354 del 1975 (Norme sull'ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative delle libertà) stabilisce che i trasferimenti dei detenuti devono essere disposti favorendo "il criterio di destinare i soggetti in istituti prossimi alla residenza delle famiglie";
- il protocollo d'intesa tra il Ministero della giustizia e la Regione autonoma della Sardegna, firmato il 7 febbraio 2006, prevede, in attuazione del principio generale di territorializzazione delle pene, l'impegno "a destinare e/o favorire il rientro in istituti della Sardegna dei detenuti di origine, residenza o interessi nel territorio sardo che aspirano a tale rientro, tenendo particolarmente conto del luogo di residenza del nucleo familiare";
EVIDENZIATO che:
- le traduzioni dei detenuti da un carcere all'altro richiedono un ingente impiego di risorse umane e finanziarie;
- nelle Case circondariali della Sardegna sono presenti numerosi detenuti provenienti dalla Penisola ristretti anche nelle sezioni ad elevato indice di vigilanza e di sicurezza,
impegna la Giunta regionale
1) ad effettuare, nel rispetto della legge sull'ordinamento penitenziario e nella concreta attuazione del protocollo d'intesa tra il Ministro della giustizia e la Regione, un deciso intervento nei confronti del Ministero della giustizia per:
a) eliminare la grave discriminazione ai danni dei detenuti sardi;
b) conoscere il numero dei detenuti sardi, in esecuzione di pena o in attesa di giudizio, rinchiusi nelle Case circondariali e mandamentali della Penisola;
c) accertare l'ammontare dei costi annui sostenuti dal Dipartimento per l'amministrazione penitenziaria per le traduzioni dalla Sardegna alla Penisola e viceversa;
2) a riferire in Consiglio sullo stato di attuazione del protocollo d'intesa specificatamente sulla territorializzazione della pena, sulla stipula delle convenzioni con le ASL per migliorare l'assistenza sanitaria alla popolazione ristretta e per concordare le linee-guida alla prevenzione dell'infezione da HIV e la continuazione gratuita dei farmaci. (2)
ORDINE DEL GIORNO SCARPA sulla necessità di procedere con urgenza all'esame ed alla approvazione da parte del Consiglio regionale del Piano energetico ambientale regionale.
IL CONSIGLIO REGIONALE
a conclusione dell'esame del disegno di legge n. 274/S/A (legge finanziaria 2007) contenente disposizioni in materia energetica,
impegna la Giunta regionale
ad inviare al Consiglio regionale in tempi brevi il Piano energetico ambientale regionale approvato dalla stessa Giunta perché il Consiglio regionale proceda al suo esame ed alla sua approvazione. (3)
Ordine del giorno Caligaris, Ibba per un programma di interventi a favore degli emigrati e per il rilancio delle attività dei Circoli e delle Federazioni dei sardi in Italia e nel mondo
Il Consiglio regionale,
a conclusione del dibattito sulla legge finanziaria e sulla manovra di bilancio annuale e triennale 2007-2009,
evidenziato che:
- il principio di equità e di coesione sociale obbliga i legislatori nell'introduzione di qualunque imposta al rispetto della capacità contributiva di ciascun cittadino;
- il mondo dell'emigrazione sarda organizzata in Italia ed all'estero e singoli lavoratori sardi da anni emigrati per mancanza di posti di lavoro nell'isola hanno manifestato profonda amarezza per la tassazione sulle seconde case considerate beni di lusso che li ha coinvolti in modo indiscriminato;
rilevato che:
- la stragrande maggioranza degli emigrati sardi in Italia e nel mondo non ha promosso iniziative di carattere speculativo né con l'acquisto di ville di particolare pregio in zone turistiche né con l'acquisizione di un numero consistente di immobili;
- le case degli emigrati nell'isola, anche se ubicate nella fascia dei tremila metri dal mare, in moltissimi casi sono costruzioni di piccole dimensioni, ubicate nel tessuto del centro urbano dei Comuni e non tutte si trovano nelle zone costiere a rilevante sviluppo turistico;
- il bene casa per la maggioranza dei lavoratori emigrati ha costituito il primo obiettivo dei sacrifici degli anni della diaspora in quanto elemento importante dell'identità e dei legami con la terra di nascita che la vita in Italia e all'estero hanno rafforzato al punto di voler tornare nell'isola per trascorrere gli ultimi anni della vita e per essere sepolti vicini ai loro cari;
sottolineato che:
- soltanto per il fatto di non avere il domicilio fiscale nell'isola, sono costretti a pagare la tassa sulla seconda casa mentre votano in Sardegna con le agevolazioni previste dalle leggi nazionali e regionali per il rinnovo dell'Assemblea sarda e delle amministrazioni locali o anche nei luoghi di lavoro all'estero per eleggere il Parlamento;
- i sardi emigrati risultano discriminati rispetto ai corregionali residenti o con domicilio fiscale nell'isola che sono esenti dall'imposta sulla seconda casa;
ricordato che:
- il Presidente della Regione, nel corso di un incontro con i rappresentanti dell'emigrazione organizzata in Italia e all'estero ha promesso l'individuazione di misure compensative all'ulteriore sacrificio richiesto nell'interesse dalla Sardegna;
- l'Assessore del Lavoro, Formazione professionale,Cooperazione e Sicurezza sociale ha precisato, durante un'audizione in Commissione, che era in corso un monitoraggio sulle secondo case degli emigrati;
- la legge regionale 15 gennaio 1991 n. 7 - la prima del genere approvata in Italia - prevede interventi a favore dell'emigrazione sarda in Italia ed all'estero
impegna la Giunta regionale
- a predisporre un programma straordinario di interventi a favore dei lavoratori sardi in Italia e nel mondo;
- a rilanciare il ruolo e le funzioni dei Circoli e delle Federazioni in Italia e all'estero assegnando loro i compiti di promozione delle produzioni, in particolare agro-alimentari, e dei beni ambientali e paesaggistici dell'isola nonché di tutela e valorizzazione dell'identità, della cultura e della lingua sarde;
- a realizzare in autunno la conferenza regionale dell'emigrazione quale atto preliminare ad una riscrittura della legge 15 gennaio 1991 n. 7, adeguandola alle nuova realtà ed alle crescenti potenzialità socio-economiche dei sardi in Italia e nel mondo;
- a far sì che il mensile "Il Messaggero Sardo", destinato agli emigrati ed allo lor o famiglie, edito da oltre 39 anni dall'omonima cooperativa, riprenda le pubblicazioni interrotte da quattro mesi;
- a completare il monitoraggio delle seconde abitazioni degli emigrati nella fascia costiera dei tremila metri dal mare con riferimento ai Comuni di ubicazione, all'anno di costruzione, allo stato ed all'uso attuale con l'intento di varare, con apposito provvedimento di legge o con la modifica della legge finanziaria, un'applicazione graduale e mirata dell'imposta sul lusso;
impegna altresì la Giunta a riferire in Consiglio entro quattro mesi dall'approvazione del presente ordine del giorno.(4)
ORDINE DEL GIORNO CUCCA - MARROCU - Biancu - Porcu - Masia - Uras - Lanzi sull'individuazione dei disegni di legge da collegare alla manovra economico - finanziaria 2007-2010.
IL CONSIGLIO REGIONALE
a conclusione della discussione del programma n. 18/A (Programma regionale di sviluppo 2007-2009) e dei disegni di legge n. 274/S/A "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 2007)" e n. 275/A "Bilancio di previsione per l'anno 2007 e bilancio pluriennale per gli anni 2007-2010";
CONSIDERATO che:
- ai sensi del comma 8 dell'articolo 34 del Regolamento interno del Consiglio devono essere individuati i disegni di legge, presentati dalla Giunta regionale, da collegare alla manovra economico finanziaria;
- la Giunta regionale ha presentato al Consiglio, ai sensi dell'articolo 5 della legge regionale 2 agosto 2006, n. 11, i seguenti disegni di legge collegati alla manovra economico-finanziaria 2007-2010:
1) DL n. 227 - Principi e norme per l'educazione, l'istruzione e la formazione professionale;
2) DL n. 260 - Ordinamento della struttura organizzativa e della dirigenza della Regione;
RAVVISATA la necessità, in virtù del comma 8 del predetto articolo 34 del Regolamento interno, di individuare i provvedimenti da collegare alla manovra economico-finanziaria 2006-2008,
delibera
di individuare quali disegni di legge da collegare alla manovra economico-finanziaria i seguenti:
1) DL n. 227 - Principi e norme per l'educazione, l'istruzione e la formazione professionale;
2) DL n. 260 - Ordinamento della struttura organizzativa e della dirigenza della Regione. (5)
RISOLUZIONE CUCCA - MARROCU - Biancu - Porcu - Masia - Uras - Lanzi - Marracini - Salis sull'approvazione del Piano regionale di sviluppo.
Il Consiglio regionale,
VISTI gli articoli 2 e 3 della legge regionale 2 agosto 2006, n. 11, relativi rispettivamente alla disciplina del Programma regionale di sviluppo (PRS) ed al Documento annuale di programmazione economica e finanziaria (DAPEF);
ATTESO CHE
- la Giunta regionale ha presentato il Programma regionale di sviluppo contestualmente ai disegni di legge n. 274 e n. 275 relativi rispettivamente al disegno di legge finanziaria per l'anno 2007 e al bilancio per gli anni 2007-2010;
- la finalità del DAPEF è relativa all'aggiornamento annuale del PRS;
- con la presentazione del PRS non sussiste la necessità di presentazione del DAPEF posto che gli intenti della manovra economico finanziaria 2007-2010 sono già esplicitati con la contestuale presentazione del PRS che si pone, ai sensi della legge regionale di contabilità come il documento base che il DAPEF deve annualmente aggiornare;
VISTO l'articolo 33 bis, comma 2, del Regolamento interno del Consiglio;
RITENUTO conseguentemente opportuno utilizzare la disciplina prevista dal suddetto articolo del Regolamento per l'approvazione del PRS;
RITENUTO di condividere i contenuti del PRS, così come predisposti dalla Giunta regionale,
DELIBERA
di approvare il PRS 2007-2009 così come predisposto dalla Giunta regionale, con le seguenti modifiche:
· CAPITOLO 1. Autogoverno e riforma della Regione - Paragrafo 1.2: Il programma per i prossimi tre anni - Titolo: Il sistema delle autonomie locali.
A pagina 19, quinto rigo dopo le parole 2000-2006 è aggiunto: "Tali somme dovranno essere utilizzate attraverso un metodo partecipato, perseguito anche con l'istituzione di una apposita cabina di regia che, in analogia con quanto previsto dalla legge finanziaria nazionale all'articolo 1, comma 864, veda la presenza delle province e di una rappresentanza dei comuni".
A pagina 23 è aggiunto il seguente sottotitolo, con il relativo testo illustrativo:
"Il comparto unico di contrattazione collettiva.
La Regione provvederà a dare attuazione all'articolo 12 della legge regionale n. 9 del 2006, istituendo il Comparto unico del pubblico impiego della Regione e degli enti locali e l'Agenzia per la rappresentanza negoziale della Regione e degli enti locali della Sardegna (ARAN Sardegna)".
· CAPITOLO 2. Identità e cultura - Paragrafo 2.1:
A pagina 33 a conclusione della pagina va aggiunto il seguente paragrafo: "pertanto, la Giunta regionale si impegna a presentare entro 90 giorni dall'approvazione del presente programma un piano di sviluppo per le aree interne e svantaggiate che interessa i due terzi del territorio della Sardegna con particolare riferimento al fenomeno dello spopolamento continuo a quello relativo all'incremento del flusso migratorio e ai fini di attivare un processo di riequilibrio e coesione territoriale in linea con le indicazioni dell'Unione Europea e dello Stato.
• CAPITOLO 2. Identità e cultura - Paragrafo 2.2: Il programma per i prossimi tre anni - Titolo: Lo sviluppo locale - Sottotitolo: I grandi attrattori turistici.
A pagina 33, dopo le parole: "parchi tematici," è aggiunta la parola "terme,".
• CAPITOLO 3. Ambiente e territorio - Paragrafo 3.2: Il programma per i prossimi tre anni - Titolo: Città e centri urbani.
A pagina 48, è soppresso il sottotitolo "Sardegna Architettura" e il relativo testo illustrativo.
• CAPITOLO 3. Ambiente e territorio - Paragrafo 3.2: Il programma per i prossimi tre anni - Titolo: La gestione dei rifiuti.
A pagina 43 sostituire dalla parola "passaggio" fino alla parola "centro sud" con: "riorganizzazione dello smaltimento finale che prevede il progressivo superamento delle discariche nonché l'aggiornamento e l'adeguamento dell'impianto di Macchiareddu per le tre Province del centro sud".
• CAPITOLO 4 - Paragrafo 4.2: Il programma per i prossimi tre anni. Sopprimere il sottotitolo "L'incentivazione dei percorsi formativi" (pag. 60).
• CAPITOLO 5. Sistemi produttivi e politiche del lavoro - Paragrafo 5.2: Il programma per i prossimi tre anni - Titolo: Industria - Sottotitolo: L'efficienza delle infrastrutture produttive.
A pagina 78, la frase che va da "La Giunta regionale ha approvato" a "nel quadro degli strumenti di programmazione economica" è così sostituita:
"Verrà approvata la riforma dei consorzi industriali, prevedendone la loro semplificazione organizzativa e adeguandone le funzioni alle nuove esigenze del comparto industriale".
• CAPITOLO 5. Sistemi produttivi e politiche del lavoro - Paragrafo 5.2: Il programma per i prossimi tre anni - Titolo: Agricoltura e sviluppo rurale - Sottotitolo: La viticoltura.
A pagina 86, dopo la parola "Malvasia," è aggiunta la parola "Semidano,".
• CAPITOLO 5. Sistemi produttivi e politiche del lavoro - Paragrafo 5.2: Il programma per i prossimi tre anni - Titolo: Turismo - Sottotitolo: Il rafforzamento del turismo tematico.
A pagina 92, dopo le parole "servizi per il benessere fisico" sono aggiunte le parole "e in quelli termali".
• CAPITOLO 5. Sistemi produttivi e politiche del lavoro - Paragrafo 5.2: Il programma per i prossimi tre anni - Titolo: politiche del lavoro - Sottotitolo: L'agenzia regionale del lavoro
A pagina 100 prima dei percorsi di assistenza integrati l'Agenzia regionale del lavoro così come istituita dalla legge regionale n. 20 del 2005 costituisce il soggetto regionale a cui è affidata l'attuazione delle politiche regionali del lavoro ivi compresi gli interventi a stanziamento nazionale o comunitario; è inoltre soggetto a cui è affidata l'Assistenza tecnica in materia di lavoro che la Regione garantisce al sistema sociale degli enti locali e degli enti settoriali. L'Agenzia di norma svolge inoltre le funzioni di analisi e monitoraggio sull'efficacia degli interventi regionali di politica del lavoro.
• CAPITOLO 6.- Paragrafo 6.2: Il sistema marittimo - La specializzazione portuale.
a pagina 125, paragrafo: Porto canale, dopo le parole "completamento nuovi banchinamenti lato sud-ovest" aggiungere: "realizzazione del banchinamento e dei piazzali nel lato ovest. Realizzazione della piattaforma logistica al servizio delle attività di deposito, smistamento, composizione e ricomposizione delle merci. Realizzare le infrastrutture della zona franca per il perseguimento dei fini commerciali e industriali da tempo individuati".
• CAPITOLO 7. Paragrafo 7.2: Il programma per i prossimi tre anni. (pag. 153).
Alla fine del sottoparagrafo Politiche sociali, a pag. 154, è aggiunto il seguente sottoparagrafo: Coesione sociale e sviluppo
Lo sviluppo economico e occupazionale della Sardegna inevitabilmente incrocia la necessità di coniugare sviluppo e coesione, sostenibilità e occupazione, ambientale e sociale.
Questo è da un decennio il tema centrale dibattuto nell'unione europea sino alla definizione di alcune linee guida che oggi costituiscono il "fronte minimo" di azione comune.
Queste linee guida possono essere così sintetizzate:
• la crescita economica e la coesione sociale si rafforzano reciprocamente;
• una società con maggiore coesione sociale e meno esclusione è la garanzia di un'economia più efficiente;
• l'attuazione di una strategia per l'occupazione deve contribuire in maniera determinante alla lotta contro l'esclusione.
Le azioni di sviluppo messe in atto, nella Regione, rischiano di perdere di incisività se non supportate da adeguate misure di sostegno sociale. Le misure di sviluppo devono sostenere le reti sociali che costituiscono il tessuto connettivo dei territori.
L'indebolimento di queste reti non solo rallenta lo sviluppo, ma principalmente indebolisce lo stato sociale nella sua essenza, aumentando i rischi di esclusione.
Quindi l'obiettivo principale da perseguire è quello di rafforzare le reti sociali intendendo per esse quell'insieme di soggetti che vanno dalle famiglie al terzo settore e al privato sociale, valorizzando il ruolo essenziale svolto dagli enti locali. Quel sistema che costituisce il tessuto connettivo di ogni società e che sostanzialmente sopporta e veicola i cambiamenti e le trasformazioni.
Si tratta di ricondurre le politiche di sviluppo e coesione sociale ad una azione di sistema che si basa su quattro fattori portanti:
• sostegno alla famiglia;
• lotta all'esclusione sociale;
• politiche per gli anziani;
• politiche per la casa.
L'obiettivo è, in primis, quello di attivare strumenti che, supportando le famiglie nella risoluzione dei problemi quotidiani, permettano di diminuire il disagio sociale e lo stato di precarietà e di insicurezza e consentano di produrre uno sviluppo stabile, duraturo e condiviso. (1).)
PRESIDENTE. Mettiamo in votazione gli ordini del giorno a partire dal numero 1, Artizzu, Diana, Liori, Moro e Sanna.
Per esprimere il parere sull'ordine del giorno numero 1 ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.
CUCCA (La Margherita-D.L.). Ci si rimette all'Aula, Presidente.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
DADEA, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si rimette All'aula.
PRESIDENTE. Onorevole Meloni, si è iscritto su che cosa? Si cancelli.
E' in votazione l'ordine del giorno numero 1.
Impegna il Presidente del Consiglio e della Giunta regionale a celebrare attraverso specifiche iniziative il 12 maggio come giornata della famiglia. A convocare in quella data, in prossimità di quella data ogni anno una seduta del Consiglio regionale.
Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Chiedo il voto elettronico.
PRESIDENTE. E' stato chiesto il voto elettronico. Prego i colleghi di prendere posto. E' in votazione l'ordine del giorno numero 1. Dichiaro aperta la votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero 1.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Diana - La Spisa - Lai Renato - Marracini - Moro - Petrini - Pisano - Pittalis - Rassu - Sanjust - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corrias - Cucca - Fadda - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Uras.
Si è astenuto il consigliere: Scarpa.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 50
votanti 49
astenuti 1
maggioranza 25
favorevoli 13
contrari 36
(Il Consiglio non approva).
Ordine del giorno numero 2 Caligaris, sugli indagati e i detenuti sardi ristretti nelle carceri circondariali della penisola e sulla situazione sanitaria delle carceri isolane.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Beh, veramente si dovrebbe anche poter illustrare l'ordine del giorno, Presidente. Comunque mi limiterò esclusivamente a porre l'accento su una questione che interessa numerosi detenuti sardi che vivono all'interno delle carceri italiane, molti distanti dalle loro famiglie. Abbiamo casi di detenuti che da 15 anni non hanno la possibilità di incontrare i familiari. Questo ordine del giorno chiede che intanto sia chiaro quanti sono i detenuti fuori dall'Isola, laddove, nella nostra Regione, esistono istituti di pena con sezioni ad alta vigilanza e ad alto indice di sicurezza. Cioè, esistono tutte le condizioni per cui i detenuti sardi possano stare in Sardegna e avere diritto a mantenere i rapporti con i propri familiari. La detenzione consiste nella cessazione della libertà e non nel fatto che i detenuti debbano non poter avere dai visitatori il conforto. Abbiamo situazioni di detenuti, ed è stato il caso di tre giovani sardi che sono stati rinchiusi in case circondariali della Penisola, i cui familiari hanno impiegato venticinque ore per poterli visitare. Le traduzioni dei detenuti da un carcere all'altro richiedono inoltre un ingente impiego di risorse umane e finanziarie. Quindi chiedo, attraverso quest'ordine del giorno - e spero che la l'Aula lo accolga -, che venga eliminata la grave discriminazione ai danni dei detenuti sardi, di conoscere il numero dei detenuti sardi, in esecuzione di pena o in attesa di giudizio, rinchiusi nelle case circondariali e mandamentali della Penisola, l'accertamento dell'ammontare dei costi annui che vengono…
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Caligaris.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie... sostenuti dal Dipartimento per l'amministrazione penitenziaria per le traduzioni. Esistono poi un importante protocollo di intesa che riguarda la territorializzazione della pena e una convenzione con le AA.SS.LL. per migliorare l'assistenza sanitaria alla popolazione ristretta. Quindi, anche questo aspetto è importante che venga verificato e che il Consiglio sia informato, anche perché ancora non abbiamo il garante dei diritti dei detenuti. Mi auguro che la Giunta accolga l'ordine del giorno. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie a lei, onorevole Caligaris.
Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore. Anche in questo caso ci si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cucca.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
DADEA, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, penso che il parere della Giunta sia favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Giunta è favorevole.
Ha domandato di parlare il consigliere Cucca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore. Io condivido il contenuto di questo ordine del giorno, però debbo fare delle osservazioni. Non comprendo perché, ogni volta che l'onorevole Caligaris…
(Interruzione del consigliere Marrocu)
… da entrambi… probabilmente conosco un pochino la materia magari, ma non è questo il problema. Però non comprendo perché, quando si tratta di ordini del giorno di questa portata, che sono argomenti, sicuramente, estremamente importanti, ma vengono poi caratterizzati da fatti specifici che dovrebbero venir meno. Pertanto, io chiedo all'onorevole Caligaris che ritiri i due incisi per i motivi che andrò a dire, e cioè chiedo che nella premessa venga levato "da oltre un anno tre giovani sardi sono rinchiusi in tre case circondariali della Penisola", perché il problema dei carcerati nella Penisola non riguarda quei tre giovani sardi che, evidentemente, se sono stati portati nella Penisola, saranno stati portati per gli stessi motivi per i quali molti altri detenuti sardi sono stati trasferiti nella Penisola. Quindi, io chiedo che non venga caratterizzato quest'ordine del giorno, e in questo caso annuncio il mio voto favorevole, in caso contrario mi asterrei, evidentemente. Quindi, chiedo che levi il primo inciso dalla premessa laddove caratterizza con nome e cognome, riferendo quindi quest'ordine del giorno a persone che sono evidentemente identificate con questo inciso, ed egualmente il terzo capoverso "i molti ammalati di HIV", rammentando che il sistema carcerario italiano, grazie al cielo, prevede controlli assolutamente accurati e visite all'esterno e non tocca certamente a noi dire che lo stato di malattia sia incompatibile con uno stato di detenzione, in quanto, all'interno delle carceri, vi sono organi preposti, e anche all'esterno ci sono strutture che sono in condizioni di dire se i detenuti siano in condizioni di rimanere all'interno delle carceri, oppure no.
Quindi, io chiedo all'onorevole Caligaris, condividendo il contenuto dell'ordine del giorno, che ritiri queste due parti. In questo caso, annuncio il voto favorevole.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cucca. Prima di dare la parola all'onorevole Marracini, che l'ha chiesta per dichiarazione di voto, chiedo alla collega Caligaris se intende accogliere o no le osservazioni dell'onorevole Cucca.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Ascolti, Presidente…
PRESIDENTE. Senza fare un intervento, onorevole Caligaris, la prego.
CALIGARIS (Gruppo Misto). No, però mi lasci spiegare, perché sennò sembra che io voglia… allora, l'ordine del giorno non pone - voglio chiarire questo - nessuna questione pregiudiziale, si tratta esclusivamente di un dato oggettivo, quindi sono due dati oggettivi. Per quanto riguarda gli ammalati, io non sto dicendo se debbano o non debbano stare in carcere, sto dando un dato, che ci sono questi ammalati…
PRESIDENTE. Ho capito, onorevole Caligaris, lei mantiene l'ordine del giorno così come l'ha proposto. E' questo che sta dicendo. Grazie.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Io vorrei mantenerlo così com'è.
PRESIDENTE. Grazie. Colleghi, ricordo che sono le 3 e 45 e che l'impegno era di concludere tutta la manovra finanziaria, ovviamente, contenendosi negli interventi, perché sennò non riusciamo ad arrivare al traguardo.
Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Penso che in una manovra finanziaria, che purtroppo arriva a quest'ora di notte, sarebbe stato molto più giusto che gli interventi più pregnanti potessero arrivare durante le ore diurne, e quindi, comunque, non ci esimeremo - e avvertiamo i colleghi - dal fare le dichiarazioni di voto anche sulla manovra finanziaria nel suo complesso. Quindi, relativamente all'ordine del giorno della Caligaris, noi saremmo per accoglierlo con le considerazioni che faceva il Presidente della Commissione Cucca, per due ordini di motivi: primo, perché un ordine del giorno non si nega a nessuno, e abbiamo già fatto la stupidaggine di bocciare l'ordine del giorno di Diana sulla famiglia, cinque minuti fa, che, forse non ve ne siete resi conto, è stato veramente assurdo averlo bocciato. Forse l'onorevole Diana era impegnato…
(Interruzioni)
… no, perché riguardava tutti gli anni, non era solo per il 12 di maggio…
PRESIDENTE. Onorevole Marracini, parli sull'ordine del giorno di cui stiamo discutendo, per gentilezza, abbia pazienza.
MARRACINI (Gruppo Misto). Quindi, il primo motivo è questo. Il secondo è perché, effettivamente, i Popolari-Udeur si stanno impegnando in una battaglia nel merito degli argomenti che sollevava e che ha sollevato l'onorevole Caligaris nell'ordine del giorno, e ha presentato e ha depositato, anche presso il Consiglio regionale, una proposta di legge che riguarda l'istituzione del garante del detenuto. Quindi, noi su questo ci siamo favorevolmente espressi in altre occasioni e, se si riesce ad arrivare a una correzione, così come l'onorevole Cucca consigliava, io credo che anche questo, come quello dell'onorevole Diana sulla famiglia, precedentemente, noi lo potremmo tranquillamente votare. Grazie.
(Interruzione della consigliera Caligaris)
PRESIDENTE. Lo dica al microfono, onorevole Caligaris.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Mi scusi, Presidente. Grazie. Accetto le correzioni del Presidente della Commissione bilancio e dell'onorevole Pittalis, così chiudiamo la discussione e arriviamo a un ordine del giorno unitario del Consiglio che è più importante di qualunque particolare.
PRESIDENTE. Grazie. Questo consente anche di ritirare le dichiarazioni di voto che si devono fare, oppure no, non cambia nulla?
L'onorevole Marrocu si è ritirato, l'onorevole Pisu si è ritirato, l'onorevole Calledda si è ritirato, l'onorevole Pirisi si è ritirato.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). No, Presidente, io non voglio fare una dichiarazione di voto, voglio parlare sull'ordine dei lavori, perché sono le quattro del mattino, abbiamo ancora tre ordini del giorno, abbiamo il Programma regionale di sviluppo, abbiamo le dichiarazioni di voto sulla finanziaria. Le chiedo di andare a domani mattina, perché stiamo lavorando dalle 10 del mattino e sono 18 ore che siamo impegnati nell'attività consiliare, non mi sembra sia serio quello che stiamo facendo.
PRESIDENTE. Io penso che stiamo finendo i lavori e quindi forse vale la pena di fare un piccolo sforzo. Piuttosto, se i colleghi tengono conto della situazione e le dichiarazioni le fanno succinte…
(E' approvato)
Metto ora in votazione l'ordine del giorno numero 3.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'ordine del giorno numero 3 ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.
CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Ci rimettiamo all'Aula.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
DADEA, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, Presidente. Per quanto riguarda la Giunta, la Giunta non si sottrae all'impegno che ha preso poc'anzi nella discussione che abbiamo avuto sull'emendamento, che è stato oggetto di attenzione da parte del Consiglio regionale. Quindi si dichiara favorevole affinché in Consiglio regionale si svolga quella discussione e quel confronto sulle questioni energetiche nella nostra Regione. Per quanto riguarda, invece, la proposta che è contenuta nell'ordine del giorno, di rinviare al Consiglio, l'impegno della Giunta è di inviarlo alla Commissione competente e di ribadire la volontà di non sottrarsi a una discussione e a un confronto sulle questioni energetiche nella nostra Regione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giagu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GIAGU (La Margherita-D.L.). Presidente, io mi scuso con i colleghi, però credo che ci sia qualche errore. Voglio ricordare all'onorevole Scarpa, che la Commissione, circa cinque o sei mesi fa, ha preso in esame il Piano energetico e ambientale, ne ha discusso e l'ha anche approvato. Poi, per me può valere come raccomandazione per il futuro, per il prossimo Piano energetico ambientale. Questo senza nulla togliere al collega Scarpa, ma credo che sia inutile ritornare su un argomento che abbiamo già trattato, abbiamo approvato e che ora produce qualche frutto, e ha dato il via ad alcune azioni che la Giunta sta portando avanti.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Giagu.
Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Grazie. Io non capisco tutta questa preoccupazione su questo tema. Intanto, voglio dire, apprendiamo adesso che la Commissione, io ne faccio parte, ha svolto questo incarico. Ma io credo che il Consiglio regionale abbia fra le sue prerogative quella di chiedere alla Giunta di poter esaminare e discutere un atto approvato dalla Giunta stessa, pur se già passato anche in Commissione. Mi sembra una prerogativa del Consiglio regionale questa, e l'ordine del giorno tende ad affermare ciò, senza inficiare quello che è già accaduto, compreso il parere della Commissione e compresa la procedura di VAS in corso. Il Consiglio regionale credo che possa molto serenamente chiedere alla Giunta, in esito anche al dibattito che c'è stato sulla finanziaria, di poter discutere del Piano energetico regionale. Questa è una questione di prerogative del Consiglio e di nient'altro. Non mi sembra una procedura scandalosa, ma un fatto assolutamente normale. Se il Consiglio lo riterrà, naturalmente; se il Consiglio deciderà invece di bocciare questa risoluzione, darà carta bianca alla Giunta regionale sulle politiche energetiche regionali per il futuro. E' una scelta ben precisa, che i colleghi lo sappiano; non si tratta qui di dire se esiste o non esiste il Piano energetico regionale, si tratta di dire se il Consiglio se ne deve occupare. Ben se ne sarà occupata la Commissione, tuttavia la richiesta che si propone è ad un altro livello istituzionale. Quindi, la richiesta che si pone è che se ne occupi anche il Consiglio regionale, dopo che se ne sarà ben occupata la Commissione ed essendo in corso la procedura di VAS. Questa è la richiesta, molto semplice, nella quale non c'è nessun giudizio di valore, ma semplicemente auspica che il Consiglio si occupi presto di questa materia. Ripeto, si tratta di una prerogativa del Consiglio regionale e penso che affermare il contrario sia negare una prerogativa di questa istituzione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Scarpa.
Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARRACINI (Gruppo Misto). Credo che la motivazione a sostegno di quest'ordine del giorno sia sostanzialmente, anche qua, duplice: primo, perché un ordine del giorno non si nega a nessuno, forse l'avevo detto prima; secondo, perché su questo argomento ci può essere in Consiglio un dibattito aperto e approfondito, rispetto al quale non credo che ci possano essere problemi di contrarietà, perché l'Aula consiliare è un luogo dove ci si può e ci si deve confrontare, rispetto alle linee strategiche più importanti, che vengono portate avanti da questa Giunta, da questo Consiglio. Quindi, io confermo il voto favorevole dei Popolari UDEUR a questo emendamento dell'onorevole Scarpa e nel contempo auspico che i lavori che proseguiranno nella Commissione competente, possano portare comunque a risultati ottimi, così come noi auspichiamo, che non possono però precludere il lavoro e una discussione in Consiglio regionale.
Per concludere, presidente Secci, condividiamo e suggeriamo di condividere la richiesta dell'onorevole Vargiu di andare a domani mattina. Perché, diversamente, noi continuiamo sino alle 6.
PRESIDENTE. Colleghi, io qua ho quattro iscritti per dichiarazione di voto su quest'ordine del giorno, mi sembra…
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Vorrei soltanto dire questo, cioè quel che ha detto già Pierpaolo Vargiu. Se vogliamo fare una cosa che abbia senso, che abbia dignità anche per quest'Aula, dobbiamo poter discutere, potendo mettere la testa nelle cose che si pensano e che si dicono. Io non so voi, ma personalmente non sono assolutamente disponibile, non ho assolutamente le energie per poter pensare e dire cose sensate. Vi ammiro perché siete capaci di farlo, però abbiate almeno comprensione per chi non è capace di far questo. Siccome dobbiamo affrontare non soltanto gli ordini del giorno, e si potrebbe avere un po' di pazienza, ma anche il voto finale sulla finanziaria e sul bilancio e anche sul Programma regionale di sviluppo, che se voi volete approvare con una lettura di questo ordine del giorno e un'approvazione frettolosa, significa che non volete fare una cosa seria. Allora, credo che si sia dimostrata la più grande disponibilità, andando fino a quest'ora ad approvare tutte le norme. Se vogliamo fare una discussione un po' più realistica, facciamola, ma non così. Si trova un orario più decente, però si discute delle cose, altrimenti si crea, come diceva Vargiu, un precedente pericolosissimo per il Consiglio: che si approvi il Programma regionale di sviluppo in 5 min.
PRESIDENTE. Quindi, la proposta, onorevole La Spisa qual è?
LA SPISA (F.I.). Di andare a domani a un'ora concordata, non so a che ora ma… per gli Uffici, per noi.
PRESIDENTE. C'è una proposta di finire i lavori a questo punto e di andare a domani. Domani è giovedì, e non si può finire alle quattro del mattino e pretendere che si torni qui sta mattina a lavorare. Per cui, chiederei ai colleghi…
Ha domandato di parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.
Prego, onorevole Porcu, magari sintetico, se è possibile.
PORCU (Progetto Sardegna). Sintetico. Io chiederei anche all'onorevole La Spisa, se fosse possibile, almeno completare l'approvazione della finanziaria, visto che la discussione è già avvenuta. Abbiamo gli ordini del giorno che forse, se tutti ci autoregoliamo, possiamo completare in pochi minuti e magari, per quanto riguarda...
PRESIDENTE. Onorevole Porcu, la prima cosa che si vota è il Programma regionale di sviluppo.
PORCU (Progetto Sardegna). E allora ritiro la proposta.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno lo conosciamo tutti, abbiamo deciso di discuterne in modo diverso, però dal punto di vista regolamentare noi quando abbiamo finito dobbiamo votare: il Programma regionale di sviluppo, la finanziaria e il bilancio, e poi il voto finale.
(Interruzioni)
Non è aperta la discussione su questo. Uno a favore e uno contro.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Grazie, Presidente. Per raccogliere la proposta del collega La Spisa di andare a domani mattina alle 10 e 30 per...
PRESIDENTE. Non esiste tecnicamente, onorevole Biancu; se il Consiglio si sospende adesso, va a questo pomeriggio, minimo alle 16.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. No, non è possibile perché non possiamo tenere la gente a lavorare sino a quest'ora e pretendere che tornino stamattina: c'è gente che lavora e ha diritto di riposare e di avere riposo sufficiente per poter...
CUCCU GIUSEPPE (La Margherita-D.L.). Perché noi non stiamo lavorando?
PRESIDENTE. Noi possiamo tornare anche tutte le volte che volete...
BIANCU (La Margherita-D.L.). Presidente, anche noi dobbiamo riposare e dobbiamo tornare. Credo che sia nell'interesse di tutti completare i lavori di questa finanziaria, per cui...
PRESIDENTE. Non ci sono dubbi, onorevole Biancu, però la proposta accoglibile è a partire da questo pomeriggio, stamattina non è possibile. Quindi, proponete orari a partire da questo pomeriggio!
(Interruzioni)
Sospendo i lavori per qualche minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 04 e 02, viene ripresa alle ore 04 e 11.)
PRESIDENTE. Mi sembra che ci sia un'intesa, se non ho capito male, sulla quale io non concordo assolutamente, però, siccome sono rispettoso della volontà dell'Aula, i lavori finiscono qui e riprendono alle 11 domani mattina.
La seduta è tolta alle ore 04 e 13 di mercoledì 23 maggio.
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