Seduta n.363 del 24/10/2007 

CCCLXIII Seduta

(ANTIMERIDIANA)

Mercoledì 24 ottobre 2007

Presidenza del Presidente SPISSU

indi

del Vicepresidente RASSU

indi

del Presidente SPISSU

INDICE

La seduta è aperta alle ore 10 e 55.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del mercoledì 1° agosto 2007 (356), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Bruno, Marrocu e Francesco Sanna hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana di mercoledì 24 ottobre 2007.

Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di proposta di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente proposta di legge:

"Maninchedda - Atzeri: "Moratoria in cinque anni dell'attività di termovalorizzazione e termodistruzione dei rifiuti". (300)
(Pervenuta il 10 ottobre 2007 e assegnata alla quinta Commissione.)

Annunzio di presentazione di proposta di legge di iniziativa popolare

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente proposta di legge di iniziativa popolare:

"Dai Sindaci dei Comuni di Domusnovas, Santulussurgiu, Teulada, Seui, Serramanna: "Norma in materia di istituzione del servizio idrico integrato, individuazione e organizzazione degli ambiti territoriali ottimali in attuazione della legge 5 gennaio 1994, n. 36". (2)

(Pervenuta il 17 ottobre 2007 e assegnata alla quarta Commissione.)

Risposta scritta ad interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

"Interrogazione Cucca - Sabatini, sul rinvio della nomina del presidente della Camera di commercio di Nuoro". (967)
(Risposta scritta in data 1° ottobre 2007.)

"Interrogazione Amadu, sui finanziamenti ATO-RAS (Autorità d'ambito comparto acque - Regione autonoma della Sardegna) assegnati al Comune di Sassari nell'anno 2004 per realizzare reti idriche e fognarie in diverse borgate e revocati dalla Giunta regionale a seguito della costituzione della società Abbanoa". (924)
(Risposta scritta in data 4 ottobre 2007.)

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

MANCA,Segretario:

"Interrogazione Floris Mario - Cherchi Oscar, con richiesta di risposta scritta, sulle risorse del Fondo unico destinate alle province e ai comuni". (1008)

"Interrogazione Dedoni - Vargiu - Cassano - Pisano, con richiesta di risposta scritta, sui gravi ritardi nell'attuazione della riforma degli enti in agricoltura". (1009)

"Interrogazione Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sulla predisposizione del Piano per il superamento del precariato nell'Amministrazione regionale previsto dall'articolo 36 della legge finanziaria 2007 e sulla stabilizzazione dei lavoratori impegnati al Centro del catalogo dell'Assessorato regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport". (1010)

"Interrogazione Vargiu - La Spisa - Randazzo Alberto - Ladu - Liori - Capelli - Pisano - Gallus - Dedoni - Contu - Cassano, con richiesta di risposta scritta, sulla destinazione di 300 milioni di euro per la realizzazione dei nuovi ospedali della Sardegna". (1011)

"Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sull'assenza di una rappresentanza istituzionale della Regione alla commemorazione dei caduti della Brigata Sassari sul Monte Zebio e sull'uso improprio del gonfalone della Regione". (1012)

"Interrogazione Liori - Diana, con richiesta di risposta scritta, sulla possibile soppressione del Centro per la diagnosi e la terapia delle punture da imenotteri dell'Ospedale Brotzu". (1013)

"Interrogazione Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sulla decisione del Comitato di gestione dei fondi speciali per il volontariato di cancellare il Centro di servizio per il volontariato "Sardegna solidale"". (1014)

"Interrogazione Cherchi Oscar, con richiesta di risposta scritta, sul progetto Phoenix". (1015)

"Interrogazione Pisano, con richiesta di risposta scritta, sui motivi dei ritardi nella pubblicazione del bando per l'erogazione di prestiti d'onore regionali per l'avvio di nuove iniziative imprenditoriali FSE-POR Sardegna 2000/2006, Misura 3.10 - azione A1 e Misura 3.11 - azione A, e la previsione della data di pubblicazione". (1016)

"Interrogazione Maninchedda, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione in cui versa la Rubinetterie sarde Srl di Santa Giusta". (1017)

"Interrogazione Maninchedda, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione in cui versano i dipendenti dell'azienda Isola dolce Srl di Santa Giusta". (1018)

"Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di avanzamento della procedura di cessione dell'azienda agraria di Arborea condotta dalla Società bonifiche sarde Spa". (1019)

"Interrogazione Lombardo, con richiesta di risposta scritta, sulle problematiche esistenti all'interno del Comitato di gestione dei fondi speciali per il volontariato a seguito delle risultanze dell'ultima assemblea regionale del volontariato". (1020)

"Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sull'attuazione della legge regionale 16 dicembre 2005, n. 22 (Norme per l'approvazione del piano regionale di protezione, decontaminazione, smaltimento e bonifica dell'ambiente ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall'amianto)". (1021)

"Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sui mancati adempimenti connessi all'articolo 11 della legge regionale n. 2 del 2007 (legge finanziaria 2007) sul comparto unico Regione - enti locali che prevede miglioramenti economici in favore dei dipendenti degli enti locali della Sardegna". (1022)

"Interrogazione Bruno, con richiesta di risposta scritta, sulla destinazione d'uso dei beni immobili demaniali di Fertilia (Alghero) e sul trasferimento della loro proprietà dallo Stato alla Regione autonoma della Sardegna". (1023)

"Interrogazione Lanzi - Cugini - Fadda - Licheri - Serra, con richiesta di risposta scritta, sulla mobilità degli ex dipendenti delle aziende EDITAR e DICOVISA". (1024)

"Interrogazione Farigu, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata attuazione della nuova disciplina regionale in materia di pesca, sulla mancata erogazione dei rimborsi per il fermo biologico dell'anno 2006, sul ritardo nell'emanazione del decreto sul fermo del 2007, sui danni derivanti ai pescatori operanti nei compendi inibiti alle attività di pesca in conseguenza delle esercitazioni nei poligoni militari, con particolare riferimento alla situazione dei pescatori del compendio di Marceddì in conseguenza delle attività del Poligono di Capo Frasca, nonché sui danni derivanti dall'inquinamento del medesimo compendio". (1025)

"Interrogazione Capelli - Randazzo Alberto - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Randazzo Vittorio, con richiesta di risposta scritta, sui requisiti per le nomine dei direttori amministrativi delle azienda ASL". (1026)

"Interrogazione Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sul licenziamento collettivo per cessazione di attività deciso da Unilever Italia Srl". (1027)

"Interrogazione Cherchi Oscar, con richiesta di risposta scritta, sul disastro ambientale dello stagno di S'Ena Arrubia". (1028)

"Interrogazione Floris Mario - CHERCHI Oscar, con richiesta di risposta scritta, sul ventilato pignoramento di una scuola nel Comune di Carbonia a causa del mancato pagamento della tassa sui rifiuti TARSU". (1029)

"Interrogazione Liori - Diana, con richiesta di risposta scritta, sulle ripetute aggressioni nei confronti del personale medico dell'Azienda sanitaria locale n. 8". (1030)

"Interrogazione Serra, con richiesta di risposta scritta, sull'articolazione in distretti dell'ASL n. 8 di Cagliari". (1031)

"Interrogazione Pisano, con richiesta di risposta scritta, sui motivi che hanno determinato la grave interruzione dei servizi di connettività del Progetto Marte". (1032)

"Interrogazione Cucca - Biancu - Sabatini - Cuccu Giuseppe, con richiesta di risposta scritta, sul mancato pagamento dei premi comunitari relativi al "Miglioramento del benessere animale" e "indennità compensativa" di cui alla Misura FB e Misura E del Piano di sviluppo rurale (PSR) della Regione Sardegna 2000/2006". (1033)

"Interrogazione Cuccu Giuseppe, con richiesta di risposta scritta, sulla riduzione delle tariffe nella tratta ferroviaria San Gavino-Cagliari". (1034)

"Interrogazione Floris Mario, con richiesta di risposta scritta, sulla grave crisi delle aziende agricole della Sardegna". (1035)

"Interrogazione Cuccu Giuseppe - Biancu - Cucca - Sabatini - Uggias, con richiesta di risposta scritta, sull'indebitamento delle aziende agricole". (1036)

"Interrogazione Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di attuazione della legge regionale n. 12 del 2005, e in particolare sul procedimento di ricostituzione di eventuali nuove comunità montane e la definitiva soppressione delle attuali 24 comunità montane". (1037)

"Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sull'obbligo assicurativo contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali delle compagnie barracellari". (1038)

"Interrogazione Dedoni - Vargiu - Cassano - Pisano, con richiesta di risposta scritta, sul programma di interventi ed iniziative per le celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità d'Italia nel prossimo 2011". (1039)

"Interrogazione Lombardo, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata condizione di sicurezza per i lavoratori dipendenti di Sistemi idrici integrati Srl, società appaltatrice di impianti di Abbanoa". (1040)

"Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sui requisiti minimi per il riconoscimento delle organizzazioni di produttori del comparto suinicolo". (1041)

"Interrogazione Vargiu - Dedoni, con richiesta di risposta scritta, sulle incongruenze del bando di gara per la strumentazione scientifica specialistica da laboratorio dell'ARPA Sardegna". (1042)

"Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sulla qualità del servizio e sul livello di sicurezza garantiti ai passeggeri dalle compagnie aeree low-cost operanti in Sardegna". (1043)

"Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sull'attività estrattiva nell'area ex Palmas Cave di Sant'Antioco". (1044)

"Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sul progetto per la fruizione del Colle di Tuvixeddu commissionato dalla Giunta regionale a tale Gilles Clément". (1045)

"Interrogazione Cuccu Giuseppe - Cocco, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di salvaguardare la natura pubblica dell'Istituto dei ciechi di Cagliari". (1046)

"Interrogazione Cherchi Oscar - Dedoni - Licandro - Diana, con richiesta di risposta scritta, sull'impianto per la produzione di biocarburanti". (1047)

"Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sui danneggiamenti alla tomba megalitica di Ena 'e muros nel Comune di Ossi". (1048)

"Interrogazione Floris Mario, con richiesta di risposta scritta, sulle iniziative edilizie regionali nel compendio di Tuvixeddu". (1049)

"Interrogazione Liori - Diana, con richiesta di risposta scritta, sul concorso per l'ammissione al corso triennale di formazione specifica in medicina generale 2007-2010". (1050)

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

MANCA,Segretario:

"Interpellanza Atzeri sui profili di illegittimità relativi al trattamento del personale della Progemisa e del SAR in transito all'ARPAS". (272)

"Interpellanza Diana - Liori - Artizzu - Moro - Sanna Matteo, sulla dismissione dei villaggi ex Enel siti nei Comuni di Oschiri e Ula Tirso". (273)

"Interpellanza Sanna Alberto - Pinna sulla grave crisi occupazionale che riguarda l'azienda Compau Srl (ex Siber) di Marrubiu, la Cwf Italia e l'Isola dolce di Santa Giusta e l'azienda Rubinetterie sarde di Oristano". (274)

"Interpellanza Milia - Capelli - Randazzo Alberto - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Randazzo Vittorio sulla deliberazione del direttore generale dell'Azienda ospedaliero-universitaria di Sassari n. 8 del 26 luglio 2007 di nomina del prof. Antonello Ganau quale direttore sanitario della medesima Azienda". (275)

"Interpellanza Atzeri sui gravi danni conseguenti al trasferimento della sanità penitenziaria al Sistema sanitario nazionale". (276)

"Interpellanza Balia - Masia sulla chiusura della sede della Banca d'Italia di Nuoro". (277)

"Interpellanza Atzeri sui profili di discriminazione nei confronti di candidati alla selezione pubblica di profili giornalistici da parte dell'Assessorato regionale del turismo, artigianato e commercio". (278)

"Interpellanza La Spisa - Contu - Licandro - Lombardo - Petrini - Pileri - Rassu sul futuro della mineraria Silius". (279)

"Interpellanza La Spisa sui disservizi denunciati dai familiari degli utenti inseriti nel servizio di Assistenza domiciliare integrata (ADI) dell'ASL n. 8". (280)

"Interpellanza Pileri - La Spisa - Contu - Licandro - Lombardo - Petrini - Rassu - Sanjust - Murgioni sui termini per l'adozione dei PUC da parte delle amministrazioni comunali in adeguamento al Piano paesaggistico regionale". (281)

"Interpellanza Pittalis - Marracini - Lai Renato - Atzeri - Maninchedda sulle dichiarazioni rese dal segretario regionale dei Democratici di sinistra, Giulio Calvisi, sul distorto utilizzo dei poteri pubblici". (282)

"Interpellanza La Spisa sulla convenzione quale consulente dell'Assessorato regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale dell'avvocato dott. Gianfranco Duranti". (283)

"Interpellanza La Spisa sull'istituzione dell'ufficio preposto alla gestione del programma comunitario ENPI-CBC e sull'adeguamento della struttura amministrativa al ruolo della Regione Sardegna nel processo di attuazione delle politiche comunitarie". (284)

"Interpellanza Diana - Liori - Artizzu - Moro - Sanna Matteo sulle direttive in materia di organizzazioni di produttori agricoli emanate dalla Giunta regionale con delibera n. 27/16 del 17 luglio 2007". (285)

"Interpellanza Balia - Masia sull'allarmante situazione finanziaria dell'Università di Nuoro". (286)

"Interpellanza Atzeri sui gravi pericoli di inquinamento radioattivo causato da materiali che rischiano di essere stoccati in Sardegna". (287)

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

MANCA, segretario:

"Mozione Capelli - La Spisa - Vargiu - Artizzu - Ladu - Randazzo Alberto - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Farigu - Diana - Lombardo - Cherchi Oscar - Gallus - Dedoni - Randazzo Vittorio - Amadu - Floris Mario - Moro - Sanna Matteo - Contu - Licandro - Cappai - Liori - Cassano - Rassu - Sanjust - Murgioni - Pileri sulla deliberazione della Giunta regionale n. 34/15 dell'11 settembre 2007 avente ad oggetto l'"indirizzo interpretativo" dell'articolo 29 della legge regionale n. 31 del 1998 contenente i criteri di nomina dei direttori generali, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento".(141)

"Mozione Cappai - Capelli - Randazzo Alberto sulla grave situazione debitoria delle aziende agricole sarde".(142)

"Mozione Artizzu - Diana - Liori - Moro - Sanna Matteo - Murgioni - Licandro - Pileri - Contu - Cassano - Pisano - Dedoni - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Ladu - Lombardo - Petrini - Farigu - Vargiu - Giorico - La Spisa - Rassu - Gallus - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Floris Mario - Cherchi Oscar - Capelli - Pittalis - Lai Renato sull'applicazione delle regole relative a SIC e ZPS sul territorio regionale, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento". (143)

"Mozione Ladu - La Spisa - Vargiu - Artizzu - Randazzo Alberto - Floris Mario - Farigu - Murgioni - Gallus - Pisano - Dedoni - Liori sulla crisi delle aziende agricole sarde determinata dalla sofferenza sui mutui agevolati per il settore". (144)

"Mozione Rassu - La Spisa - Contu - Petrini - Licandro - Lombardo - Sanjust sulla grave crisi del settore agro-pastorale determinata dalla insostenibilità dei costi della produzione e dal conseguente grave indebitamento col mutuo bancario". (145)

"Mozione Pisano - Sanna Matteo - Gallus - Cassano - Dedoni - Vargiu - Diana - Artizzu - La Spisa - Randazzo Alberto - Ladu - Liori - Moro - Rassu - Lombardo - Contu - Licandro - Sanjust - Pileri - Petrini - Randazzo Vittorio - Cappai - Amadu - Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Murgioni - Floris Mario - Cherchi Oscar - Farigu sul fallimento del modello della programmazione dello sviluppo territoriale attuato attraverso la progettazione integrata, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento". (146)

"Mozione Ladu - La Spisa - Vargiu - Artizzu - Randazzo Alberto - Floris Mario - Farigu - Murgioni - Gallus - Pisano - Dedoni - Cassano - Liori - Cherchi Oscar - Contu - Licandro - Lombardo - Petrini - Pileri - Rassu - Sanjust - Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Randazzo Vittorio - Diana - Moro - Sanna Matteo - Amadu sulla crisi delle aziende agricole sarde determinata dalla sofferenza sui mutui agevolati per il settore, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento". (147)

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Bene colleghi abbiamo concluso le comunicazioni.

Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Sì grazie Presidente, perché alla luce di quello che è avvenuto nelle ultime settimane, sulla base della grave crisi che sta attraversando il comparto agricolo, sfociato nella manifestazione di lunedì, da parte delle organizzazioni agricole, e sulla base delle comunicazioni che ha fatto ieri l'assessore Foddis, in merito allo sblocco di una parte dei pagamenti per quanto riguarda l'indennità compensativa del benessere animale. E poiché è stato depositato un disegno di legge numero 289 per anticipare alla GEA ulteriori 19 milioni di euro, per completare il pagamento di quanto dovuto agli agricoltori, vorrei chiedere una conferenza dei Capigruppo, in modo, ai sensi dell'articolo 102, per poter includere ai sensi dell'articolo 102, la discussione immediata di questo disegno di legge. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Grazie Presidente. Intervengo a norma dell'articolo 55 secondo comma del Regolamento consiliare. Mi rivolgo a lei, Presidente, ai rappresentanti del Presidente della Regione, ai colleghi e alle colleghe. Per chiedere, anche alla luce delle banalità e delle insufficienti motivazioni, che hanno portato l'assessore Foddis a recarsi a Roma per perorare una causa, che secondo noi, ha dell'inverosimile. La situazione dell'agricoltura sarda è talmente drammatica che non ammette nessun tipo di atteggiamento passivo come quello che si sta verificando in questi giorni. Per cui io chiedo, Presidente, che venga inserito immediatamente all'ordine del giorno del Consiglio, la mozione numero 138 presentata il 2 agosto dai gruppi di minoranza ai quali non è stata data, ovviamente, nessuna risposta, le risposte le aspettiamo in quest'Aula. Ma credo che la drammaticità, al di là delle considerazioni molto opportune che ha fatto il collega Biancu, ma credo che qui non sia un problema solo di una parte dei fondi, qui c'è una situazione talmente drammatica che impone al Consiglio di assumere un atteggiamento, io credo unitario, per chiedere lo stato di calamità naturale a tutto il territorio della Regione sarda, per quanto riguarda l'agricoltura in Sardegna. E pertanto io invito i colleghi a pronunciarsi sulla base dell'articolo 55, come lei certamente chiederà, perché venga discussa immediatamente questa mozione. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Diana, come lei sa, abbiamo inserito all'ordine del giorno 3 mozioni che sono simili, di cui discuteremo, e che riguardano il comparto agricolo. C'è stata una richiesta di convocazione della Conferenza dei Capigruppo per inserire eventualmente, con la procedura d'urgenza, questo argomento all'ordine del giorno del Consiglio; se lei è d'accordo, piuttosto che far pronunciare l'Aula, in sede di Conferenza dei Capigruppo possiamo valutare anche se includere la mozione che lei ha proposto. Insieme alle altre, naturalmente, dato che questo è l'argomento che verrà affrontato dall'Aula. Onorevole Diana…

DIANA (A.N.). Presidente, chiedo che si pronunci l'Aula.

PRESIDENTE. Va bene. Onorevole Capelli, di che cosa intende parlare? Prego di limitarsi a richieste veloci e relative all'ordine del giorno.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Sì proprio sull'ordine del giorno, Presidente, nell'accedere alla richiesta del collega Biancu, e comunque anche a quella dell'onorevole Diana, vorrei rilevare che quanto emerge dalle due richieste dimostra l'inadeguatezza e la intempestività dell'ordine del giorno proposto in discussione oggi, all'attenzione dell'Aula. L'Aula che riapre dopo tre mesi, l'Aula che non ha avuto, la stessa lettura delle mozioni, delle interpellanze e delle interrogazioni presentate ne è testimone, l'Aula che probabilmente ha necessità di discutere dei fatti e degli argomenti proposti, ma anche che non può far finta di quello che è successo in queste ultime settimane. Io credo che sia necessario anche richiamare il Presidente a delle urgenti Comunicazioni in Aula, sui fatti politici rilevanti, che sono successi. Anche per rasserenare gli animi e le discussioni. Per cui ritengo che sia quanto più opportuna, sempre più opportuna una convocazione urgente dei Capigruppo perché al limite si possa ridiscutere anche l'ordine del giorno proposto in discussione odierna.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Capelli. Dobbiamo mettere ai voti la richiesta dell'onorevole Diana di inserimento della mozione 138. Presentata dagli onorevoli Diana, Artizzu, La Spisa, Randazzo e più.

CAPELLI (U.D.C.). … scusi, Presidente, in merito alla votazione…

PRESIDENTE. Onorevole Capelli, ho sentito quello che lei ha detto… che…

CAPELLI (U.D.C.). … non ha detto altre… perché non ha letto un'altra…

PRESIDENTE. La votazione avviene a' termini dell'articolo 55 del Regolamento.

CAPELLI (U.D.C.). Soltanto per non intervenire dopo, se è possibile ricollegare le mozioni simili, insomma, a quelle richiamate dal collega Diana. Perché ci sono più mozioni sul tema dell'agricoltura. Perciò se si può richiedere all'Aula anche l'accesso alle mozioni collegate.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Capelli. Forse mi sono spiegato male io, quando prima ho richiamato il fatto che all'ordine del giorno abbiamo già inserito tre mozioni sull'argomento. Quindi questa sera abbiamo già iscritto all'ordine del giorno tre mozioni. Lei è firmatario di due di queste, la 142 e la 147, quindi avevamo già provveduto, anche sulla base di comunicazioni intercorse con i Capigruppo, ad accorpare mozioni simili. All'onorevole Diana ho proposto, come lei ha avuto modo di sentire, di affidare alla Conferenza dei Capigruppo la decisione di aggiungere la mozione 138, come da lui richiesto, l'onorevole Diana insiste perché sia l'Aula a pronunziarsi. L'Aula si può pronunziare con una maggioranza di 4 quinti dei votanti, come sapete. Un consigliere può parlare a favore.

Onorevole Diana, ha cinque minuti.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Sì, grazie, Presidente. Intanto, per chiedere che venga messa in votazione col sistema elettronico. Presidente, non a caso ho chiesto che si pronunciasse l'Aula, perché sono diverse le Conferenze dei Capigruppo nei quali si è deciso l'ordine del giorno, e una mozione - al di là di chi l'ha presentata - rappresenta comunque, in questo momento, un fatto assolutamente importante. Credo che non debbano esserci le sfilate dei trattori o le manifestazioni che si sono ripetute anche nel mese di luglio, le proteste vibrate di tutto un comparto che certamente soffre, magari come soffrono altri comparti, ma questo credo che soffra più degli altri. Peraltro, la stagione climatica si presenta con delle caratteristiche assurde per il periodo: non piove in nessuna parte della Sardegna, le temperature sono scese rigidamente, abbiamo visto le prime nevi sul Gennargentu. Ovviamente, questo determina per il comparto, soprattutto, agro-pastorale una situazione di una drammaticità assurda. Ed ecco perché io dico che non possiamo trascurare. Io ho letto con attenzione il report dell'Assessore più impopolare della Giunta regionale, l'assessore Foddis, che avrebbe ottenuto delle minuzie con delle promesse assolutamente banali, non suffragate e non supportate da nessuna certezza, come sta accadendo, e come è accaduto, per la Legler, per i comparti industriali, per tutto ciò che riguarda l'economia della Sardegna. Ecco perché dico che il Consiglio si deve pronunciare, al di là dei Capigruppo che credo siano tutti quanti disponibili perché questa materia venga affrontata. Allora, se la Conferenza dei Capigruppo, Presidente, dovesse decidere che al primo punto all'ordine del giorno c'è la mozione numero 138, che non è simile alle altre mozioni sull'agricoltura, tratta di argomenti simili, ma tratta materie completamente diverse. Dobbiamo affrontare anche quelle, posso essere d'accordo, ma al primo punto all'ordine del giorno, allora, se siamo tutti d'accordo, parliamo di agricoltura, e, se parliamo di agricoltura, discutiamo questa mozione, le altre mozioni o le interrogazioni che ci sono. Su questo posso essere d'accordo, ma, se non siamo d'accordo su questo, io credo che l'Aula si debba pronunciare con le maggioranze che lei ha annunciato dei 4 quinti dei votanti. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Diana. Io le proponevo di affidare alla Conferenza dei Capigruppo la discussione di questa mozione. Lei ha chiesto che si voti in Aula, e in Aula si vota l'introduzione all'ordine del giorno di questa mozione, non l'ordine della discussione. L'ordine della discussione degli argomenti all'ordine del giorno del Consiglio è quello che è stato deliberato e un'eventuale inversione ha bisogno anche qui di una votazione dell'Aula. Io penso che, poiché l'argomento di cui si parla è un argomento all'attenzione di tutti, e che era intenzione e interesse di tutte le forze del Consiglio portarlo in discussione in Aula, in questa sessione, così come avevamo stabilito, si possa fare una discussione sui problemi dell'agricoltura, includendo anche la mozione che lei ha richiamato. Però, se lei propone un'altra strada, io non posso che assecondarla, ovviamente, sulla base di quanto previsto dal Regolamento.

DIANA (A.N.). Facciamo una Conferenza dei Capigruppo.

PRESIDENTE. Onorevole Diana, a me sembrava più naturale e anche una sede nella quale non c'è difficoltà a cogliere la sua richiesta per quanto mi riguarda, ovviamente, per quanto mi riguarda. Quindi, se siamo d'accordo così, affidiamo la richiesta dell'onorevole Diana alla Conferenza dei Capigruppo, che comunque è convocata per la fine della seduta della mattinata.

Discussione sullo schema di Norme di attuazione dello Statuto speciale della Regione autonoma della Sardegna concernenti il conferimento di funzioni e compiti di programmazione e amministrazione in materia di trasporto pubblico locale. (1/XIII/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione dello Schema di norma di attuazione numero 1/XIII/A: norme di attuazione dello Statuto speciale della Regione autonoma della Sardegna, concernenti il conferimento di funzioni e compiti di programmazione e amministrazione in materia di trasporto pubblico locale.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Orrù, relatore di maggioranza.

ORRU' (D.S.), relatore di maggioranza. Sì, grazie, Presidente, colleghe e colleghi del Consiglio. Lo schema di decreto legislativo che, ai sensi dell'articolo 56 dello Statuto speciale, va sottoposto alla valutazione del Consiglio regionale, prima dell'approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, ha per oggetto, come ricordava lei, Presidente, il conferimento alla Regione da parte dello Stato delle funzioni inerenti alla programmazione e all'amministrazione del trasporto pubblico locale. Il tetto posto all'attenzione del Consiglio è il risultato del lavoro della Commissione paritetica Stato-Regione, che ha ripreso, dopo una pausa duratura, i suoi lavori nel marzo di quest'anno; lavoro che ha certamente risentito favorevolmente, o comunque, che ha subito un'accelerazione in seguito all'approvazione di una norma specifica, inserita nella legge finanziaria 2007, che, come si ricorderà, insieme alla generale ridefinizione delle entrate, della riscrittura complessiva dell'articolo 8 dello Statuto speciale, ha previsto anche il passaggio alla Regione delle competenze in materia di trasporto pubblico locale. Ora, tale passaggio avviene con un ritardo ormai quasi decennale rispetto alle regioni a statuto ordinario, ed in particolare rispetto a quanto previsto dagli articoli 8 e 9 del decreto legislativo numero 422 che, peraltro, è stato ripreso poi nel '99 nell'Intesa istituzionale di programma. Ora, queste norme prevedevano il trasferimento già delle aziende a gestione governativa, all'articolo 8, nonché la gestione dei servizi ferroviari di interesse regionale e locale, ieri Ferrovie dello Stato, e oggi, in seguito alla suddivisione, Rete Ferroviaria Italiana e Trenitalia. Va anche detto che questa norma di attuazione non nasce dal nulla, ma deriva da quanto espressamente previsto dalla legge regionale numero 28 del dicembre 2005, che aveva individuato nell'articolo 56 dello Statuto speciale lo strumento più garantista, o che offriva maggiori garanzie alla Regione nel guidare e sovrintendere il processo di trasferimento di competenze in materia di trasporto pubblico locale dallo Stato alla Regione. Le norme contenute nello schema di decreto si inseriscono quindi nell'ambito di un processo di riforma del trasporto pubblico locale già avviato, e costituisce parte essenziale di un sistema integrato del trasporto regionale. Lo schema prevede in particolare, al Titolo I, agli articoli dall'1 al 3, il trasferimento alla Regione di tutte le funzioni e compiti di programmazione e amministrazione relativamente ai servizi di trasporto, attualmente erogati dalle gestioni governative, ferrovie della Sardegna, FDS, e delle ferrovie meridionali sarde, il trasferimento delle relative aziende e le risorse finanziarie necessarie a garantire l'attuale livello dei servizi erogati. Disciplina, inoltre, il trasferimento a titolo gratuito dal demanio e patrimonio dello Stato a quello regionale dei beni, del materiale rotabile, delle infrastrutture e dei relativi impianti in uso alle ferrovie della Sardegna ed alle ferrovie meridionali sarde indicate nei due elenchi allegati, che sono parte integrante del provvedimento legislativo. Nel Titolo II dagli articoli 4 e 6, il trasferimento alla Regione sarda di tutte le funzioni e compiti di programmazione e di amministrazione relativi ai servizi di trasporto pubblico ferroviario dei passeggeri, di interesse regionale, erogati da Trenitalia S.p.A., e inoltre, solo su richiesta della Regione, il trasferimento al suo patrimonio dei beni, degli impianti e delle infrastrutture della rete ferroviaria italiana esistente sul territorio regionale e non ritenuti di rilevanza per il sistema ferroviario nazionale; quindi quelli di rilevanza regionale, che in Sardegna sono praticamente tutti, o possono essere praticamente tutti. L'acquisizione di queste competenze rappresenta un passaggio obbligato rispetto all'obiettivo di realizzare finalmente un sistema di trasporto locale integrato, attuando quindi l'unificazione delle competenze previste dalla nostra legge di riforma, al fine di assicurare il governo complessivo del settore da parte della Regione sarda. E' evidente, che insieme alla generale condivisione dell'obiettivo vi erano e vi sono preoccupazioni sulle modalità con cui esso avviene, sulle risorse finanziarie necessarie, soprattutto preoccupazioni evidenziate dallo stato attuale dei beni e delle strutture, e dal livello dei servizi erogati, certamente non all'altezza di un moderno ed efficiente servizio di trasporto pubblico. Tuttavia è proprio in virtù di questo stato di cose che bisognerebbe decidere e decidere rapidamente, quanto e proprio per la vetustà del sistema infrastrutturale e si renda necessario un intervento deciso e tempestivo, mentre un ulteriore slittamento del trasferimento delle funzioni non solo non produrrebbe vantaggi, ma, anzi, potrebbe provocare un ulteriore peggioramento in quel trend di segno negativo che ha avuto inizio ormai un decennio fa. Ora, le preoccupazioni emerse in Commissione riguardano principalmente la necessità di ammodernare le strutture e di garantire forti investimenti infrastrutturali che, però, non fanno parte dello schema che si occupa delle funzioni gestionali e delle relative coperture. Per gli strumenti relativi agli investimenti infrastrutturali, sono, come è noto, altri gli strumenti previsti, e la Regione, i soggetti gestori hanno attinto, o meglio, hanno utilizzato tali strumenti, che credo utilizzeranno anche con maggiore forza, acquisendo la responsabilità piena e totale della gestione e del governo del trasporto locale. Ne va sottovalutato, a mio avviso, e mi avvio a concludere, il fatto che al Titolo II dello schema, l'accordo può rappresentare esso stesso un'opportunità nello stabilire un impegno specifico dello Stato nel finanziare interventi strutturali, ed in particolare il secondo comma dell'articolo 5 che prevede la possibilità di incremento delle risorse dedicate, destinate a queste funzioni. In ogni caso, è e rimane, a mio avviso, preminente, centrale l'esigenza di perseguire l'obiettivo di migliorare, modernizzare, rendere efficiente il servizio e, sotto questo profilo, l'acquisizione delle competenze e quindi l'assunzione di governo del trasporto pubblico locale è essenziale; prima avviene, meglio è. E' auspicabile, quindi, che il Consiglio regionale approvando i contenuti dello schema proposto, rafforzi la Regione anche in sede di approvazione finale e dei successivi adempimenti attuativi.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Orrù.

E' iscritto a parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi del consiglio, per inquadrare meglio i problemi oggi in discussione, le ragioni pratiche, di chiarezza, e per comprendere fino in fondo di che cosa stiamo discutendo e per un'assunzione di responsabilità politica da parte di tutti quelli che oggi stanno per compiere in questa aula un vero e proprio misfatto. Non c'è bisogno di fare grandi ricorsi alla storia dei trasporti in Sardegna, ma credo che noi dobbiamo fare almeno un passo indietro, e dobbiamo guardare agli accordi sottoscritti negli anni scorsi tra la Regione e lo Stato che oggi vengono clamorosamente disattesi. Questo modo così superficiale di banalizzare un problema così importante a me, sinceramente e francamente, sembra una cosa non utile. Senza andare molto lontano nel tempo, mi riferisco all'Intesa istituzionale di programma sottoscritta tra il Governo Palomba e il Governo D'Alema e da me confermato e precisato il 21 marzo del 2000 con lo stesso Governo nazionale e con la firma dell'allora Sottosegretario delegato onorevole Macciotta. Io non sto qui a leggere che cosa diceva quell'Intesa istituzionale di programma, mi limito a dirvi che quell'Intesa istituzionale di programma prevedeva il riammodernamento di tutte le strutture che riguardavano il trasporto pubblico, locale, renderle efficienti e competitive al pari delle altre Regioni italiane. A fronte di questo impegno, ma non solo di questo perché c'è tutta la partita dell'insularità, della continuità territoriale aerea e marittima, delle persone e delle merci, la partita dell'energia per la produzione e per i servizi, stiamo cioè parlando del motore del nostro sviluppo, che con i collegamenti esterni e quelli interni poteva e doveva, può, per quanto ci riguarda e deve trovare da parte dello Stato l'attenzione e quelle considerazioni riservate ad altre parti del paese, la cui disattenzione, invece, è mancanza di considerazione da parte del Governo nazionale, e mette la Sardegna in condizioni di non parità rispetto alle altre regioni d'Italia, determina l'attribuzione di risorse in quantità inferiori a quelle dovute, perpetuando un differenziale di sviluppo che rende la Sardegna sempre più povera, sempre più arretrata, e per quanti sforzi si faccia non in grado di coprire e di annullare quel gap che la separa dalle Regioni più evolute d'Italia e porsi con esse in competizione. L'intesa conseguita con il Governo; con la legge finanziaria dello Stato lo scorso anno sulle entrate tributarie proprie della Regione ne è un esempio. È stato sottoscritto un accordo che penalizza la Sardegna non solo rispetto ai debiti che lo stato avrebbe ed ha nei confronti della nostra Regione, ma perpetua una situazione di sudditanza e di sottomissione inaccettabili. Il presidente Soru, la Giunta e la maggioranza, contravvenendo alla volontà espressa a sostegno di questa vertenza da parte dell'Assemblea e del popolo sardo, sta portando avanti anche in questa circostanza. Altra cosa è, signor Presidente e colleghi del Consiglio, per fare un riferimento concreto e per capire che differenza c'è nella trattativa tra le altre regioni e la Sardegna, il risultato ottenuto recentemente dalla Regione Friuli Venezia Giulia con il decreto legislativo 31 luglio 2007 (quindi stiamo parlando di giorni, di ore fa), con il quale sono state riconosciute e disciplinate le modalità di attribuzione delle quote dei proventi erariali spettanti alla Regione, tutte le modifiche portate al sistema informativo dell'Agenzia delle entrate per consentire i trasferimenti diretti delle quote dei proventi erariali spettanti alla Regione e oggetto di versamento unificato e di compensazione nell'ambito territoriale. Non so per qualche collega disattento se queste cose vogliono dire qualcosa o non vogliono dire nulla, oppure stiamo parlando in un linguaggio che non è il nostro. Allo stesso modo affluiranno alla Regione Friuli presso la Tesoreria centrale dello Stato le quote dei proventi diversi riversate dai soggetti ai quali affluiscono, così come affluiranno a quelle casse regionali le ritenute sui redditi da pensione riferite a soggetti passivi residenti nella Regione ancorché riscosse fuori dal territorio regionale. Tutto ciò in attuazione di un protocollo d'intesa, come quello che avevamo firmato noi, del protocollo d'intesa Stato-Regione stipulato nell'ottobre del 2006 e portato avanti col decreto al quale io mi sto richiamando, che detta linee concordate e condivise di sviluppo, rivisita i rapporti finanziari in essere, riconosce i crediti vantati nei confronti dello Stato e tutta una serie di impegni in materia finanziaria di grande vantaggio per la Regione Friuli. Significativo di quell'intesa, colleghi del Consiglio, è l'articolo 4 di quel protocollo in materia di viabilità e trasporti. Con esso le parti hanno convenuto di definire la quantificazione condivisa - condivisa! - delle risorse necessarie a che cosa? A finanziare le funzioni in materia di viabilità e trasporti, di servizi ferroviari interregionali e regionali, riconoscendo congrue tutte le richieste fatte dalla Regione Friuli. Alla Sardegna, invece, si vuole trasferire rottami e bulloni e una quantità di risorse sufficienti solo ad assicurare l'ordinarietà dei servizi, inadeguati per un breve lasso di tempo, ponendo a carico della Regione e dei sardi oneri insostenibili per un servizio, qual è il trasporto pubblico locale, che rientra tra quelli essenziali primari qual è la garanzia della libera circolazione nell'ambito territoriale nazionale costituzionalmente tutelato. Alla Regione Sardegna con le norme che si vorrebbero approvare, con le norme di attuazione che ci vengono proposte, se verranno accettate da questa Assemblea e io mi auguro di no, dietro una parvenza di promesse di garanzia di un servizio autonomo diretto, di una competenza di importanza vitale per i cittadini e per l'economia, di fatto dopo tre anni di un finanziamento esiguo, che serve sì e no a pagare gli stipendi ma neppure, viene sottratta la facoltà materiale di esercitare una funzione essenziale non avendo le risorse per dare e per gestire un servizio sufficientemente moderno perché ci viene oggi trasferito obsoleto, inadeguato e insufficiente nelle strutture, negli strumenti, nei mezzi e nel l'organizzazione. Sono solo alcune delle ragioni per le quali noi riteniamo di non dare il nostro sostegno a questo provvedimento. Come abbiamo sostenuto anche in Commissione avremmo preferito, preferiremmo, abbiamo auspicato una rivisitazione del protocollo d'intesa firmato tra la Regione sarda e lo Stato nazionale, di un protocollo d'intesa generale nel caso di specie dei trasporti, per adeguare strumenti e risorse e far in modo che lo Stato ci trasferisse strutture e mezzi ammodernati ed efficienti in grado di rispondere al meglio alle esigenze dei cittadini e della comunità al pari dei servizi del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, che abbiamo preso a riferimento, e non ferri vecchi e impianti obsoleti. La Regione Sardegna, come è già accaduto con l'accordo per il Titolo III dello Statuto inserito nella finanziaria 2007, anche in questa partita si è accontentata di quello che passa il convento, di giocare al minimo, non rispettando neanche il contenuto della legge finanziaria del 2007, ma surrettiziamente facendosi trasferire altre competenze che non erano previste in quella legge e, anziché andare alla trattativa, accontentandosi di queste norme di attuazione. Ha giocato addirittura al ribasso talché nella stessa relazione dello schema di decreto legislativo si mette in risalto che sotto il profilo finanziario il trasferimento previsto si traduce in un onere per la Regione. Perché poi l'Assessore dice: "Noi abbiamo soldi, abbiamo soldi qua, abbiamo soldi…" …nostri! Soldi nostri! Chi deve mettere i soldi è lo Stato, non siamo noi a mettere i soldi per un servizio del genere in quanto avviene con il semplice passaggio alla Regione e per il solo triennio 2007-2009 della somme attualmente stanziate nel bilancio dello Stato per la gestione dei servizi, senza ulteriori risorse per il risanamento tecnico ed economico delle gestioni. Per di più a partire dal 2010 - e saranno dolori e preoccupazioni per la Regione, per il personale, per le loro organizzazioni di rappresentanza, che ricadranno tutte sugli utenti - tutti gli oneri saranno a carico della Regione, e inglobati nelle risorse che affluiranno attraverso la scellerata modifica all'articolo 8 dello Statuto operata con il comma 835 dell'articolo 1 della suaccennata finanziaria e per le conseguenze nefaste dell'altrettanto scellerata finanza creativa inventata dal presidente Soru, connivente il Governo nazionale, che ha sottratto le entrate in quegli anni previsti, ben 500 milioni annui proprio a partire dal 2010 e fino a 2015, ben 2 miliardi e mezzo di euro per fingere di aver risanato i bilanci del 2006 e del 2007, e che di fatto ha aperto una voragine sui conti pubblici - ci ritorneremo in occasione del bilancio e della finanziaria, se e quando verranno presentati - che turberanno molto e non poco i sonni di chi avrà l'avventura e l'onere di governare la Sardegna nel prossimo futuro.

Un'ulteriore gravame deriva dall'aver accettato di accomunare la gestione delle Ferrovie di Sardegna e Ferrovie meridionali sarde in servizi di trasporto pubblico locale regionale erogate da Trenitalia, classificati anch'essi come trasporto pubblico locale. La salvaguardia prevista dall'articolo 5 dello schema di norme di attuazione che rimanda ad un futuro accordo di programma da stipularsi al di fuori del quadro complessivo dell'intesa istituzionale per individuare ulteriori servizi e risorse e la salvaguardia di cui all'articolo 6 per l'eventuale trasferimento, richiesto dalla Regione, di infrastrutture ferroviarie che fanno capo a Rete ferroviarie italiane SpA che non fossero più ritenuti di rilevanza per il sistema ferroviario italiano rappresenteranno, così concepiti, una vera e propria "Caporetto" per il sistema Sardegna, perché vuol dire che con quattro soldi lo Stato si libera di un dovere civico nei confronti dei sardi ai quali, invece, dovrebbe garantire, come garantisce tutti gli altri cittadini italiani. E questa è l'ulteriore conferma, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che ci troviamo di fronte ad un Governo regionale debole, remissivo, inesistente, che si occupa di tutto tranne che dei problemi della Sardegna, capace solo di fare la voce grossa nell'isola, ma poi di inginocchiarsi al cospetto del Governo nazionale. Ben altro i sardi e la Sardegna si sarebbero attesi da un Presidente governatore, da una vertenza Sardegna che rappresenta l'emblema di un'affermazione di autonomia statuale, di una Sardegna nazione, di una Sardegna proiettata in Italia e in Europa, unite tutte per valorizzare veramente le nostre non comuni capacità e, checché se ne dica, le nostre risorse umane, materiali e immateriali che ne fanno un unicum in grado di attuare interessi e sviluppo economico e sociale. Tutto questo non c'è, ci stiamo assumendo una grave responsabilità nei confronti dei sardi e tutto parte proprio da questa idea che chi va a Roma possa determinare il nostro destino, infischiandosene di tutto quello che avviene anche in Consiglio regionale. Mi meraviglia che la maggioranza e che parti sensibili di questa maggioranza non ritengano di approfondire un argomento così importante per lo sviluppo della Sardegna, così delicato, che non ha tempi, perché non ha tempi, anche questa celerità con la quale la Commissione ha voluto lavorare e portare avanti una cosa che può essere approvata oggi e che può essere approvata quando si vuole, con questa storia di dire "Dobbiamo avere le competenze, deve essere la Sardegna a decidere il nostro destino", ma se la Sardegna non ha le risorse non potrà mai essere in condizioni di farlo! E gravare sempre sul bilancio della Regione e sui poveri sardi non è certamente una politica lungimirante.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, Assessori e colleghi, io spero che prima di approvare questo provvedimento - che riguarda le norme di attuazione del trasporto pubblico locale - questo Consiglio rifletta e legga bene quanto contenuto nel testo, perché io credo che dovrebbe preoccuparsi molto di quello che sta avvenendo in Sardegna e io credo anche che il passaggio di competenze dallo Stato nei confronti della Regione deve essere un passaggio che non veda penalizzata assolutamente la Regione. Io sono molto preoccupato per quello che potrebbe succedere nel prossimo futuro, anche perché se è vero che la finanziaria del 2007 che ha modificato l'articolo 8 dello Statuto e quindi dà competenze alle Regioni in materia di trasporto pubblico locale, è vero che noi forse ci stiamo assumendo un onere eccessivo per quanto riguarda il futuro della gestione di questo servizio. Dico questo non perché io sia contrario che la Regione, alla fine, assuma competenze così come previsto dalla legge in materia di trasporto pubblico locale, ma il vero problema è che noi stiamo assumendo queste competenze senza avere chiesto allo Stato quelle garanzie che sarebbero state assolutamente indispensabili per rendere più agevole e funzionale il servizio del trasporto pubblico locale. Allora, bisogna dire che è scritto già nella norma che la Regione si accontenta di avere il finanziamento da parte dello Stato per il triennio 2007-2009 conteggiando soltanto le spese che in questo momento lo Stato spende per quanto riguarda le ferrovie della Sardegna e le ferrovie meridionali sarde e quindi si tratta di 19 milioni di euro annui. Poi, praticamente, dal 2010, la Regione sarda dovrebbe pagare dal proprio bilancio il funzionamento del servizio del trasporto pubblico locale. Allora io, Assessore, le faccio una domanda a lei: ma le sembra corretto che la Regione accetti una condizione come questa, di 49 milioni di euro, quando si sa come hanno funzionato in questi anni le Ferrovie meridionali sarde e le Ferrovie della Sardegna? Noi stiamo accettando un compromesso al ribasso da parte dello Stato e verrà ulteriormente penalizzata la Regione sarda. In questi ultimi anni sono stati persi moltissimi posti di lavoro, oggi praticamente nelle Ferrovie della Sardegna ci sono circa 1350 dipendenti e 280 ce ne sono nelle Ferrovie meridionali sarde, ma noi abbiamo perso moltissimi posti di lavoro in questi anni, come ci poniamo noi nei confronti della occupazione per quanto riguarda questo settore nei prossimi anni? Non abbiamo contrattato certamente nulla nei confronti dello Stato, ma soprattutto noi non siamo stati in condizione, prima di accettare questo passaggio alla Regione sarda, di mettere a posto la rete ferroviaria, di fare in modo che, effettivamente, questa sia competitiva con le altre reti ferroviarie dell'Italia e dell'Europa. Lo stesso Statuto autonomo della Sardegna dice che deve essere messa in condizioni, la Sardegna stessa, di poter avere un servizio ferroviario adeguato ai tempi che stiamo vivendo, ma mi pare che la Regione sarda, noi - per dire la verità - abbiamo votato da subito contro questo provvedimento, quando la Regione sarda si è accollata, di fatto, questa competenza di gestire in proprio il trasporto pubblico locale, in particolare il passaggio delle Ferrovie della Sardegna con le Ferrovie meridionali sarde, ma il vero problema - io lo dico - è che noi non siamo stati in grado di contrattare col Governo nazionale interventi adeguati, questo passaggio noi lo dovevamo fare una volta che lo Stato metteva a posto queste ferrovie, oggi non ci sono veramente le condizioni per accettare un servizio, per accettare delle strutture che sono delle vere e proprie macerie, oggi, in Sardegna. Questo il vero problema! Non ci stiamo assumendo veramente un grande onere e io credo che questo passaggio sarebbe potuto essere fatto una volta aver contrattato con lo Stato interventi concreti, capaci di mettere in condizioni il sistema ferroviario sardo e di essere competitivo, perché in questi ultimi anni è successo che ormai il trasporto si è spostato tutto su gomma con gravi oneri per la popolazione sarda perché ormai le ferrovie sarde, le Ferrovie dello Stato, non le utilizza quasi più nessuno perché non ci sono stati interventi capaci di renderle più funzionali, di modernizzarle. Allora, invece di fare una battaglia nei confronti dello Stato per far sì che si creino delle infrastrutture che siano adeguate, che siano capaci di spostare il trasporto delle persone e delle merci su gomma e spostarlo verso il tema ferrato, che è molto più economico, molto più efficiente, noi in questi ultimi anni non siamo riusciti ad invertire questa tendenza, questo con gravi danni all'economia della Sardegna e con grave intasamento anche di tutta la viabilità della Sardegna. Basta vedere oggi cosa sta succedendo nella "131" e nelle altre direttrici importanti della Sardegna per renderci conto, effettivamente, qual è il traffico oggi che sopportano queste strade proprio a causa di una inefficiente e di una carente presenza di servizio ferroviario in Sardegna.

Quindi, io credo, Assessore, che questo passaggio può essere fatto, ma noi dobbiamo avere la certezza che oggi il sistema ferroviario deve essere ammodernato e deve essere reso in condizioni di essere agibile. Se noi ereditiamo e prendiamo in carico un sistema come questo sarà veramente un grave problema per il prossimo futuro e la Regione non sarà in condizione di accollarsi queste spese perché noi, praticamente, stiamo accettando il trasferimento delle competenze dallo Stato alla Regione con le stesse spese col quale veniva gestito malissimo il servizio ferroviario. Ma se veniva gestito male - e tutti lo sappiamo - il sistema ferroviario fino ad oggi, non possiamo pensare che con gli stessi soldi la Regione sarda possa migliorare la situazione. Io credo, quindi, Assessore, consiglieri e colleghi, mi riferisco, insomma, vada analizzato bene questo testo perché c'è il pericolo effettivamente che la Regione sarda si accolli delle competenze senza avere risorse adeguate che siano capaci di mettere in funzione un sistema che, di fatto, sta facendo acqua da tutte le parti.

Io voglio sottolineare anche un'altra anomalia che vedo e che è contenuta nel titolo 2 del provvedimento, Assessore, e che riguarda l'articolo 4, e questa è una novità per quanto ci riguarda, l'articolo 4 praticamente dice che non solo le ferrovie della Sardegna, ma anche le ferrovie meridionali sarde passano alla Regione per fare un sistema integrato e su questo possiamo anche discutere a condizione che lo Stato intervenga prima, che è quella la condizione più importante. Ma l'articolo 4 dice che sono trasferite alla Regione le funzioni e i compiti del servizio del trasporto pubblico ferroviario nazionale, quindi la Regione sarda anche per quanto riguarda le Ferrovie dello Stato, si sta assumendo compiti e funzioni, però anche su questo bisogna dire cosa succederà domani per quanto riguarda questo servizio. Lei sa, Assessore, che oggi le Ferrovie dello Stato hanno in Sardegna 1200 dipendenti e che negli ultimi 10 anni abbiamo perso 3000 posti di lavoro? Come si comporta la Regione nei confronti dello Stato per quanto riguarda l'occupazione? Lascerà questi 1200 dipendenti o c'è la possibilità che ci sarà un recupero di tutte quelle 3000 persone che lavoravano nelle Ferrovie dello Stato e che hanno perso il lavoro. Qual è l'accordo che la Regione raggiungerà nei confronti dello Stato per quanto riguarda il funzionamento delle Ferrovie dello Stato? Io ho sentito una dichiarazione del Presidente nazionale delle Ferrovie dello Stato che diceva nel mese di agosto che loro volevano scaricarsi di queste ferrovie in Sardegna perché erano assolutamente antieconomiche e pertanto non avevano interesse a tenerle. Bene, la Regione sarda dopo che il Presidente delle Ferrovie dello Stato nazionale, il dottor Moretti, poi ha rettificato dicendo che non voleva dire quello, ma la realtà è che praticamente ha sostenuto in una dichiarazione che lo Stato si voleva liberare delle ferrovie proprio perché erano antieconomiche.

Ma adesso mi dovete spiegare perché se lo Stato si vuole disfare delle Ferrovie dello Stato in Sardegna, perché noi dovremmo accollarci questo onere per giunta senza risorse aggiuntive! Questo è il vero problema. Allora, secondo noi, noi stiamo facendo un grave errore, questo Consiglio regionale, questa Giunta regionale sta facendo un grave errore perché praticamente noi ci stiamo accollando un servizio che noi non riusciremo a gestire, soprattutto non siamo riusciti a contrattare sia per quanto riguarda la presenza del personale che oggi è impegnato nelle Ferrovie dello Stato, ma sia soprattutto per quanto riguarda la modernizzazione del sistema ferroviario, perché qui ci vuole un intervento forte da parte dello Stato, e io non vedo nessun accordo che in questo momento è stato fatto, qui si dice che le cose che non servono allo Stato se le può prendere la Regione, ma a quali condizioni? Io credo che veramente se dovesse passare il provvedimento così come noi lo stiamo predisponendo, di passaggio anche delle funzioni e dei compiti delle Ferrovie dello Stato alla Sardegna, io credo che la Sardegna senza nulla ottenere in cambio si sta assumendo una grande responsabilità, un grave onere che non riuscirà a onorare nei confronti dei sardi perché è questo il vero problema, Assessore, noi ci stiamo accollando dei compiti e delle competenze senza aver contrattato nei confronti dello Stato, risorse aggiuntive, risorse capaci che ci permettano di garantire un servizio ferroviario adeguato, che ci permettano di mantenere anche livelli occupazionali che fino adesso sono stati importanti e che mi pare che in questi ultimi anni hanno avuto una fortissima riduzione. Ecco, io credo che noi invece di fare questo tipo di interventi penalizzanti per la Regione sarda, io credo che la maggioranza e la Giunta regionale avrebbero dovuto mettere mano seriamente al piano regionale dei trasporti, fare in modo che effettivamente si faccia un discorso più complessivo sui trasporti in Sardegna che sia capace veramente di creare quelle condizioni, quell'integrazione che c'è all'interno del trasporto pubblico locale in Sardegna, ma mi pare che noi così come stiamo andando, camminando a piccoli passi e soprattutto in certe situazioni facendo interventi che sono di dubbia utilità, io credo che noi non risolveremo certamente i problemi dei trasporti in Sardegna. Bene avrebbe fatto questa maggioranza e questa Giunta regionale a fare proposte concrete che riguardano i trasporti complessivamente in Sardegna, che ci sia un piano organico che ci permetta di superare questa situazione di disagio, la situazione di disagio dovuta soprattutto all'insularità e alla difficoltà che c'è praticamente per collegarsi con il continente.

Pertanto, io invito la maggioranza, l'Assessore, i colleghi del Consiglio a vedere bene quanto contenuto in questo provvedimento perché rischia di essere un provvedimento che danneggia ulteriormente le già precarie condizioni economiche e sociali della Sardegna.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Intervengo molto brevemente per esprimere parere favorevole sull'ordine del giorno che è stato illustrato in apertura dall'onorevole Giambattista Orrù e in ragione della conclusione positiva dell'esame avvenuto nelle Commissioni di merito circa la norma di attuazione che trasferisce in via definitiva la competenza in materia di trasporto pubblico interno, di trasporto pubblico locale all'amministrazione regionale con il trasferimento delle ferrovie in concessione. Le osservazioni che venivano fatte sull'idea che la Sardegna sia una sorta di, o sia governata in modo tale che viene gioco facile al Governo nazionale, poi bisognerebbe capire quale Governo nazionale, perché questa lamentela noi ce la trasciniamo da cinquant'anni e quindi abbiamo avuto sempre Governi nazionali che ci hanno trattato da patrigni, non da padri, da soggetti esterni, ci hanno imposto modelli di sviluppo, ci hanno obbligato a vivere in condizioni di difficoltà, ci hanno mantenuto ai margini, io credo che insomma questa tesi sia una tesi ormai trita e ritrita, ormai consumata, ormai anche difficilmente sostenibile. Credo che invece la tesi che oggi noi dobbiamo sostenere, è capire se noi abbiamo la capacità di organizzare noi stessi, e utilizzare tutte le disposizioni legislative, tutte le possibilità che ci vengono date dalla nostra Costituzione, dallo Statuto speciale, dalla legislazione nazionale, anche quella comunitaria e regionale vigente, per fare al meglio le cose che dobbiamo fare. Non per fermarci a guardare e a piangerci addosso, ma per fare le cose che dobbiamo fare. Noi arriviamo con notevole ritardo, questa è la legislatura che sta attuando in Sardegna Bassanini, perché quella precedente l'abbiamo persa e ogni volta che tentiamo di andare avanti sul terreno riformatore, anche affrontando una discussione difficile, spesso anche con tratti durissimi e tiriamo fuori un prodotto, ecco che esce fuori la tesi che abbiamo giocato, fermo gioco, nulla vale e ricominciamo da capo. Questa è la nostra incapacità, in questo sta la nostra difficoltà. Noi dobbiamo andare avanti e dobbiamo assumerci la responsabilità di gestire tutto quello che in questo territorio deve essere organizzato e deve essere realizzato. Il sistema di trasporto pubblico locale deve essere nell'ambito… Il governo del sistema pubblico locale deve essere esercitato integralmente dalla Regione. Ci sono problemi di natura finanziaria? C'è la necessità di recuperare ulteriori risorse? Bisogna attivare con lo Stato un rapporto più stringente su questo terreno e non solo su questo terreno? Lo facciamo. E facciamolo insieme, per dare più forza, ma non fermiamoci, non impediamo a questa Regione di esercitare pienamente le proprie funzioni di governo.

Prima si diceva dell'agricoltura, di un sistema di debiti che a qualcuno è piaciuto, ne ha tratto anche vantaggio, e qualcun altro l'ha invece piegato, gli ha tolto le possibilità di sostentamento, lo caccia ai margini della società, togliendogli lavoro e la possibilità di produrre e di vivere. Su questo terreno la responsabilità è nostra. È possibile che noi facciamo le leggi e, ben sapendo che ci sono le regole, non le notifichiamo neppure all'Unione Europea? È possibile che accettiamo di coprire con fideiussioni pubbliche risorse che si prendono a prestito a tassi di interesse inauditi, del 24 e 25 percento? È possibile che le cose le lasciamo marcire per decenni e poi ci accorgiamo improvvisamente che non funziona nulla? Io credo che questo non possa essere più sostenibile. Ecco perché la regola che ci dobbiamo dare, anche in questa circostanza, è quella che non ci si ferma, che si va avanti, che queste è un popolo in grado di assumersi le responsabilità che deve esercitare. E la sua classe politica, poco, poco, si mette in linea con quello che pensa il suo popolo, non lo contrasta sistematicamente pensando, in maniera presuntuosa, di avere sempre ragione, anche quando ha torto.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Uras.

E' iscritto a parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Grazie signor Presidente, colleghi consiglieri. Il trasporto pubblico locale è uno dei tasselli fondamentali per disegnare il modello di sviluppo regionale. Spero questo sia chiaro a tutti, perché non si fanno discorsi ideologici, ma solo di sano pragmatismo. Il trasporto pubblico, infatti, acquista rilevanza e senso se lo si inquadra nel complesso reticolo della continuità territoriale: persone e merci. La mancata soluzione del problema determina inevitabilmente un deficit strutturale per la Sardegna, in quanto rende ancora più grave il problema dell'insularità, continuità esterna, e quello dei collegamenti interni, continuità interna. Il risultato finora raggiunto, in questa realtà, è fatto di zone interne tagliate fuori dai circuiti sociali e produttivi, e di realtà non costiere soggette a spopolamento, in ciò gravate anche dalla scellerata decisione governativa di tagliare uffici giudiziari, uffici postali. Villagrande Strisaili docet. Una catastrofe che passa nel silenzio e nell'indifferenza più totale e viene surrogata da mirabolanti progetti di riforma che non migliorano la realtà e anzi, spesso, peggiorano la già scarsa qualità esistente. Occorre sgomberare il campo da questi perfidi equivoci in materia di autonomismo. Si sostiene, con superficialità, che avere in gestione il trasporto pubblico locale equivale ad avere allargato la sfera di disponibilità autonomistica della Regione; corollario non logico di tale affermazione: "Chi critichi l'attribuzione autonomistica di competenze e anti-autonomista". Per sfuggire a queste aberrazioni, e tanto più nell'ambito delle politiche sardiste che non hanno atteso di certo le sirene dei nuovi apprendisti stregoni, occorre anche sottolineare che disporre formalmente di competenze senza copertura finanziaria significa gravare i diritti dei cittadini. Vorrei ricordare la legge 144 del '99, che vedeva finalmente il Parlamento italiano sensibile ad assicurare ai Sardi la continuità territoriale. Una bella legge, però senza copertura finanziaria, quindi una beffa per i sardi, l'ennesima. La legge regionale sul conferimento di funzioni e compiti alle autonomie locali è illuminante in proposito. Si è scaricato ai comuni e alle province tante di quelle competenze, senza risorse umane, risorse finanziarie, e alla fine saranno commissariati perché, non essendo in grado di adempiere a questi impegni, si sostituirà la Regione con questo rigurgito neo-centralista. È inutile gestire il trasporto pubblico se non si ha la certezza di poter disporre con continuità di risorse davvero coerenti. Puntare, nel migliore dei casi, ad avere le risorse almeno pari a quelle finora erogate dallo Stato significa non aver compreso due aspetti determinanti. Le risorse statali finora erogate non si sono rivelate neppure lontanamente sufficienti a garantire la mobilità interna. Una partita complessa come il trasporto pubblico locale non solo non doveva essere giocata su basi ragionieristiche calate sul presente, ma avrebbe dovuto essere analizzata in base ai reali bisogni delle popolazioni interessate. Su queste basi, appare evidente, che il trasporto pubblico locale peserà assai più sulle casse regionali perché, come vedremo avanti, occorrono molte più risorse di quelle attese per ripensare il modello di sviluppo che passa per il trasporto, con il rischio assai evidente che per far fronte, nei prossimi anni, ad un tracollo annunciato sarà gioco forza obbligatorio ridurre drasticamente le tratte. E questo è un appello rivolto a quella parte della maggioranza riformista e non radicale.

Avverrà, tutto questo, secondo calcoli ragionieristici che non tengono conto della specialità della Sardegna: articolazione territoriale, condizione economica e sociale delle popolazioni interne, mancanza di ammortizzatori sociali, situazioni di viabilità e della tutela dei diritti delle fasce più deboli. Il trasporto pubblico in Sardegna penalizza, più che in altre realtà industrializzate, chi non ha i mezzi per ovviare a tagli e penalizzazioni varie. "Autonomismo" significa, anche nell'accezione più elementare: aumento dei diritti individuali e collettivi, condizioni economiche e sociali più alte, gestione più efficiente della cosa pubblica, osmosi tra competenze e risorse. Questo è l'unico vero autonomismo. In nome di un pseudo autonomismo lo Stato ha provveduto, nel tempo, a scaricare sulle Regioni tutto ciò che ormai sa di ferrovecchio, senza neppure preoccuparsi di varare una riforma in senso federalistico-fiscale, tale da permettere alle regioni di gestire ancora meglio le nuove competenze scaricate.

Noi siamo stati antesignani di quella politica per l'evoluzione dei trasporti pubblici locali, abbiamo gridato allo scandalo quando il Monarca pro tempore, in perfetta solitudine, e in coerente stile oligarchico, ha tradito il movimento collettivo dei sardi nella vicenda delle entrate, e ha ritenuto opportuno giocarsi la sua partita con il Governo, contro lo spirito della battaglia, e persino all'insaputa della sua maggioranza. Una partita scellerata, attuata in violazione dello Statuto speciale, della prassi giuridico-politica. Mai s'era vista una Regione contrattare una norma del Titolo terzo, senza un coinvolgimento delle istituzioni regionali rappresentative. L'articolo 54 del vigente Statuto dice che: "le disposizioni del Titolo terzo del presente Statuto possono essere modificate con leggi ordinarie della Repubblica, su proposta del Governo o della Regione. In ogni caso sentita la Regione". E ciò non è avvenuto, come tutti sanno. Sempre, questo grido appassionato è rivolto alla parte della maggioranza riformista e non radicale. Nessuno gli ha dato mandato al Governatore di allargare le maglie della battaglia trasversale dei sardi, con conseguente scaricamento sulle già gracili spalle regionali di macigni come: sanità, continuità territoriale, trasporto pubblico locale, senza certezze sulle risorse.

L'esibito trionfalismo mediatico, alla prova dei fatti, rivela la propria intima natura truffaldina, oggi siamo chiamati a pronunciarci sulla completa partita del trasporto pubblico locale e le prime magagne sono già evidenti. Nulla da dire sulla mole straordinaria di terreni, fabbricati, infrastrutture, allegato in quel corposo volume che abbiamo visto con abbondantemente attenzione. Ma come già si sapeva, dai tempi della scellerata riforma dell'articolo 8, i trasferimenti finanziari dallo Stato alla Regione sono limitati al triennio 2007-2009 e riguardano solo ed unicamente le somme attualmente stanziate nel bilancio dello Stato per la gestione dei servizi. Le somme attuali, tuttavia, sono già oggi insufficienti per poter sostenere una situazione complessa come il trasporto pubblico locale isolano. Arriva poi la precisazione davvero scandalosa secondo cui tale stanziamento, limitato al triennio 2007-2009, è da intendersi senza alcuna destinazione di ulteriori risorse per il risanamento tecnico ed economico delle gestioni medesime (articolo 3, comma 2, dello schema di attuazione) tradotto da giuridichese ciò significa che la Regione eredita aziende decotte che hanno bisogno eufemisticamente di essere risanate e che lo Stato non se ne farà carico, ciò significa che sin da oggi la situazione è esplosiva dal punto di vista finanziario dato che è impensabile che la Regione gestisca il trasporto pubblico locale senza pensare di risanare e di innovare tecnologicamente i trasporti, e ciò si deve fare senza avere alcuna copertura finanziaria. Non a caso il comma 3 sancisce con precisione che lo Stato si fa carico dei soli oneri derivanti da fatti anteriori al trasferimento e non siano ricavabili dalla documentazione attuali agli atti, si tratta di una clausola di garanzia a favore dello Stato che si cautela con precisione analitica, quando invece si tratta di diritti dei sardi, talvolta le clausole sono generiche, è un esempio eclatante di tale stile l'articolo 5 dello Schema. Sotto questi profili appare evidente che la riforma, richiesta unilateralmente e subìta collettivamente…

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RASSU

(Segue ATZERI.) oltre ad essere un chiaro esempio di avvelenamento dei pozzi contro chi subentrerà al Governo della Regione, rappresenta un chiaro esempio di sciatteria politica ma anche infatti un serio progetto di gestione del PTL, si naviga a vista non si ha il coraggio di denunciare che lo schema di attuazione disegna un patto …. tutto questo nel quadro di una sostanziale emarginazione della specialità. Se poi andiamo al concreto, vediamo l'articolo 5, comma 1, che rimanda ad un accordo di programma tra Regione e Ministero dei trasporti e dell'economia per individuare i servizi trasferiti e le relative risorse finanziarie atte a garantire un livello di servizi adeguato alle esigenze della popolazione. E si precisa che tale livello non può essere inferiore a quello attuale. Tale disposizione è francamente ridicola! Il livello dei servizi adeguato alle esigenze dei sardi lo può determinare solo chi conosce, o dovrebbe conoscere, la realtà, vale a dire la Regione, ma finora non esiste un piano adeguato che contenga un'analisi reale dei bisogni, non solo attuali, ma anche futuri. Inoltre si ricorda che il livello dei servizi non può essere inferiore all'attuale, ma ciò denuncia un male d'origine, l'attuale situazione infatti è largamente deficitaria e la prospettiva di poter disporre di risorse che nel migliore dei casi saranno pari alle attuali, la dice lunga sulla capacità di governo di questa maggioranza. L'articolo 5 comma 2, assomiglia più ad una dichiarazione programmatica che ad una norma, dispone infatti che il medesimo accordo di programma possa definire eventuali risorse aggiuntive derivanti dall'esercizio delle funzioni conferite, può, non si significa deve, e quindi rimanda alla … dei contraenti, ed in particolare di quello più forte, il quale non avendo vocazione storica al masochismo non ha mai fatta a Carachiri. Infine aleggia lo spettro dell'articolo 6 che riguarda l'eventuale trasferimento alla Regione di eventuali infrastrutture ferroviarie della rete ferroviaria italiana, qui c'è una clausola pericolosa, in bianco tra l'altro: "la Regione può richiedere il trasferimento al proprio patrimonio di beni, impianti ed infrastrutture della RFI, ma solo di quei beni, impianti di infrastrutture che non fossero più ritenuti di rilevanza per il Sistema ferroviario nazionale" Tradotto dal politichese, ciò significa che la Regione rischia di vedersi appioppare materiali decotti, senza neppure clausole di garanzia circa le risorse necessarie per avere in carico anche questo macigno. Ancora una volta la Regione sta avvallando una operazione di becero colonialismo. Le dismissioni statali non sono mai state a costo zero, e sulle generazioni future sarà caricato un fardello avvelenato di una scellerata politica antiautonomistica fatta di spot e di riforme di facciata. Cosa c'entra tutto questo con l'autonomismo? Con l'intento di responsabilità? Con il desiderio di essere adulti, di crescere? Questo è di un'arrendevolezza spaventosa, e siccome la Regione ha toccato una parte dello Statuto speciale, con la figura del Governatore, senza il coinvolgimento di questa Assise, questa la dice lunga anche sul rispetto che ha della stessa maggioranza che spesso è costretta ad accettare macigni, come questi, che incideranno notevolmente nelle asfittiche casse della Regione sarda. Io attenderò con pazienza la replica dell'Assessore perché se dimostrerà che le risorse esistono e convincerà… noi assumeremo un atteggiamento responsabile. Però, queste perplessità, nascono da tante battaglie perse nei confronti di uno Stato che ha dimostrato insensibilità, il fatto stesso che debba ai Sardi quei 10 mila miliardi di vecchie lire e abbia promesso di darcele nel tardissimo 2013, scaricandoci in compenso queste competenze terribili, io credo che debba farci riflettere, perché qui non bisogna fare autarchia, trasfusioni di autonomismo, di facciata, qui bisogna diffidare dall'atteggiamento di uno Stato che, ripeto, anche a fronte di leggi del Parlamento italiano, come quella "144", che finalmente sanciva, anche per i sardi, il diritto di spostarsi in regime di continuità territoriale, ha poi rimangiato tutto dicendo, con spudoratezza, che non poteva onorare la legge dei sardi perché non c'erano le risorse finanziarie. Ecco, se non dobbiamo diffidare di uno Stato disattento e truffaldino, mi dica, nella replica, Assessore quale atteggiamento dobbiamo assumere?

PRESIDENTE. Grazie onorevole Atzeri. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Grazie Presidente, io credo che, anche per le considerazioni che sono state portate dai colleghi, c'è da stare poco allegri, su questo Schema che viene proposto all'Aula. Intanto il primo problema che balza agli occhi, mi rivolgo all'onorevole Orrù che è persona attenta, dice: "servizi di trasporto ferroviario di interesse regionale, trasferimento delle aziende", solitamente quando si arriva ad un trasferimento di aziende, c'è una parte che compra e una parte che vende, comunque ci deve essere un giusto equilibrio fra le due parti, così sembrerebbe, salvo che al primo punto dell'ultimo capoverso dell'articolo uno termina l'articolo uno dicendo senza maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato. Cominciamo a puntualizzare questo, lo stiamo dicendo noi, Assessore Broccia e onorevole Oppi, noi stiamo dicendo: "senza ulteriori oneri e a carico dello Stato". Mi sarei aspettato una formulazione completamente diversa, perché questa, ovviamente, è una cosa che abbiamo già vinto per altri versanti, l'abbiamo visto per la Sanità, l'abbiamo visto..... in nome di che cosa? In nome del fatto che noi vogliamo essere responsabili o corresponsabili nella gestione della ferrovia in Sardegna? Di questa parte delle ferrovie in Sardegna? La cosa è estremamente preoccupante, cioè stiamo già dicendo, nell'articolo 1, badate bene, lo diciamo al Consiglio regionale, la Giunta ne ha già preso nota, e diciamo anche i sardi, ci stiamo prendendo in casa una patata bollente e lo Stato non ci aiuterà più. Peraltro, il tutto viene aggravato dal capoverso precedente, ove si dice: "nonché le relative aziende e le risorse finanziarie necessarie a garantire l'attuale livello dei servizi erogati dalle gestioni stesse". L'attuale livello dei servizi erogati è pessimo! Nessuno può alzarsi qui a difendere l'attuale servizio che viene erogato, è un servizio pessimo! E se è un servizio pessimo noi stiamo già scrivendo che comunque quello è il livello minimo, non lo dice minimo, dice che devono essere garantiti quei livelli a garantire l'attuale livello dei servizi erogati. Sfido uno in Sardegna, ma anche uno di noi, a trovare un livello corretto e giusto del servizio che viene erogato da queste due aziende. Credo che proprio non se ne possa assolutamente discutere. Ci facciamo carico di tutto un malloppo: il trasferimento è compreso in questo librone; pensate che ci sono ancora le vecchie calcolatrici del subito dopoguerra; pensate che ci sono ancora pullman che non sono più in esercizio; pensate che ci sono treni che non sono più in esercizio, che non vengono utilizzati. Io non lo so, è stato quantificato il costo di rottamazione di tutta questa roba, Assessore? Lei lo sa che per rottamare una delle Panda che c'è qui, c'è bisogno di 250 euro per rottamarla?

Mi chiedo: questa ferraglia vecchia la prendiamo in carico noi? Ma non era forse meglio concordare con lo Stato: caro mio, mi cominci intanto a liberare il campo da tutta questa ferraglia e la trasferisci in altri posti e te ne fai carico, non è che me ne devo far carico io. E invece no, ce la dobbiamo prendere in carico tutta quanta: le calcolatrici Olivetti logos 40, chi è che userà più una calcolatrice oggi veramente non lo capisco. Ci sono ancora le vecchie macchinette per obliterare, ci sono ancora tutta una serie di dotazioni che erano in capo al fattorino, quando esisteva, tutta questa roba ce la stiamo prendendo in carico noi. Perché? Quando lo Stato dice che senza maggiori oneri a carico dello Stato, io credo che sia veramente un fatto certamente da criticare si è fatta questa contrattazione? Si è stabilito che tutta questa ferraglia verrà messa in rottamazione col concorso dello Stato? Col totale concorso dello Stato dico io, perché qui ci sono migliaia di tonnellate di ferro vecchio che non hanno più nessuno utilizzo e che tra l'altro deturpano l'ambiente. A proposito di ambiente, caro Assessore, lo sa lei che le aree che sono oggi piazzali, e che lo sono ormai da 50 anni, i piazzali dove stazionano i treni, dove stazionano gli autobus, i pullman e quant'altro sono di un inquinamento straordinario? Chi è che procede alla bonifica di tutti questi siti? E' stato quantificato questo oppure anche qui senza oneri a carico dello Stato?

Si dice qui che si trasferisce anche il personale. Io spero che il personale, che oggi opera in queste società, sia d'accordo per essere trasferito non si capisce a chi perché i soggetti sono ancora da individuare, non sappiamo chi gestirà questa rete ferroviaria regionale e locale. Però i dipendenti verranno trasferiti. Spero che ci sia stata un'adeguata concertazione con le forze sindacali e che quindi siano tutti d'accordo che i dipendenti andranno dove la Regione dirà che devono andare. Spero che anche questo sia stato concordato. Ma non sarebbe stato meglio, e termino perché non devo assolutamente dire altre cose oltre a quelle che invece condivido tutte dette dai colleghi, fare una trattazione e una trattativa diversa con lo Stato? Caro Stato, questo patrimonio che è indisponibile e che tu vuoi far diventare disponibile, tutto questo rottame che tu hai messo in piedi e che non hai manutentato per tanti anni in Sardegna, fai una cosa te lo tieni tutto quanto tu, trasferisci tutto quanto a Trenitalia, dai i soldi a Trenitalia, imponi a Trenitalia di adeguare la rete ferroviaria sarda, e disfiamoci del problema. Mi sarei preso quantomeno il comando forse, ma il sistema rotabile, che creerà certamente tantissimi problemi no. E noi non avremmo mai la soluzione di quel disservizio che ormai da tantissimi anni, forse troppi, attanaglia il trasporto pubblico locale in Sardegna.

Allora, mi chiedo, qui prodest? Se l'è chiesto anche il collega Floris nel suo intervento. Ma qual è l'accelerazione che avete voluto dare per risolvere questo problema? Ma siamo veramente sicuri che questa è la soluzione del problema? O forse non ci siamo presi un'altra patata bollente E lo Stato si è liberato invece di un fardello che certamente non produceva se non di servizi, se non lamentale? E non aiutava certamente i sardi ad uscire dall'isolamento delle zone interne, ad gravare ancora di più la situazione economica della Sardegna, a far sì che i costi di trasporto con il resto della penisola siano insopportabili. Insomma, nessuno di questi problemi è stato affrontato e risolto. Io credo che siamo caduti in un'altra trappola e vorrei capire chi è che questa trappola ha teso. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Diana. E' iscritto a parlare il consigliere Pileri. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Grazie, Presidente. Il mio sarà un intervento breve anche perché molte cose sono state dette dai colleghi. Però, vorrei richiamare alcuni spunti, ad esempio quelli che risultano nel verbale della Commissione dove viene evidenziata la consapevolezza che il trasferimento riguarda beni e strutture obsolete, nonché servizi che vengono erogati in maniera poco efficiente. Questo aspetto e questo rilievo della Commissione, diventa determinante nel momento, come è stato evidenziato dove chi mi ha preceduto, si pone in evidenza che i trasferimenti dei fondi non devono risultare inferiori agli attuali per garantire gli attuali livelli di servizio. Quindi, senza voler allungare il ragionamento, bisogna evidenziare che questi servizi sono assolutamente non all'altezza di un sistema di trasporto locale della Sardegna. In alcuni casi, abbiamo detto, è visto che sono anche pochi sicuri, perché quando si parla di linee ferroviarie interne abbiamo visto anche che ci sono delle situazioni di poca sicurezza. La poca sicurezza spesso viene addebitata ingiustamente all'errore umano, e questo è gravissimo perché mancano le risorse finanziarie per garantire le condizioni di sicurezza, come gli incidenti che si sono verificati da poco in Sardegna.

La norma di attuazione che è prevista dalla finanziaria 2007, dal comma 837, prevede il trasferimento delle funzioni per quanto riguarda le ferrovie Sardegna, le ferrovie meridionali sarde, e viene anche evidenziato un aspetto importante che è quello della continuità territoriale, della quale assolutamente in questa norma di attuazione non si parla. Perché la continuità territoriale è qualcosa che riguarda anche la Sardegna e i trasporti interni della Sardegna, come ad esempio quelli relativi ai trasporti tra le isole minori, per le quali ad esempio io avevo fatto un'interrogazione nel mese di luglio, e per la quale non ho avuto risposta, in riferimento ad esempio la vertenza Saremar che riguarda i trasporti tra l'isola della Maddalena e Palau. Io credo che anche questo sia trasporto locale, trasporto che meriti attenzione, uno perché riguarda problematiche relative all'occupazione, perché sappiamo che c'è, e c'è stata anche, ci sono stati grandissimi problemi di tipo occupativo con licenziamenti; ci sono anche problemi di caro prezzi, il caro prezzi è un aspetto importantissimo della continuità territoriale ma anche del trasporto locale. Voi dovete sapere che per accedere all'isola della Maddalena oggi con un'auto e due persone non bastano 50 euro, quindi ditemi quale continuità territoriale è questa.

E allora io invito la maggioranza, la Giunta a riflettere e a porre rimedio a queste norme di attuazione, che non sono assolutamente idonee, anche perché, e qua mi rivolgo all'Assessore, con una lettera di diversi mesi fa, il Ministero dei trasporti, con particolare riferimento proprio ai trasporti marittimi delle isole minori, aveva chiesto alla Regione dei chiarimenti o degli indirizzi su come risolvere tale tipo di problematica. E la Giunta aveva risposto, leggo testualmente: "Si desidera precisare che la Regione autonoma della Sardegna ha in corso la procedura di approvazione delle norme di attuazione in materia di trasporto con le quali, tra l'altro, si disciplina il trasferimento delle funzioni in materia di collegamenti con le isole minori, e la delega delle funzioni amministrative in materia di continuità territoriale aerea e navale. Si sottolinea, inoltre, che tale orientamento già previsto dalla legge 27 dicembre 2006, la numero 296, cioè la finanziaria, articolo 1 comma 837, concernente il trasferimento alla Regione Sardegna le funzioni relative al trasporto pubblico locale, ferrovie Sardegna e ferrovie meridionali sarde e le funzioni relative alla continuità territoriale."Allora io mi chiedo dove è andata a finire questo aspetto che riguarda la continuità territoriale, grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uggias. Ne ha facoltà.

UGGIAS (La Margherita-D.L.). La ringrazio, Presidente. Non credo che l'intervento oggi in discussione debba rimanere scollegato rispetto ad un sistema più complesso, ma credo che debba essere collegato, quasi attraverso una sorta di centro intermodale di materia, all'intero settore dei trasporti. Non può sfuggire che il nostro sistema dei trasporti, per quanto isolato, debba essere messo in connessione diretta con la rete dei trasporti nel suo insieme. E allora, non credo che a questa Aula debba sfuggire la necessità che affrontando il tema dei trasporti andiamo a toccare anche il sistema nazionale anche al sistema delle reti italiane presenti in Sardegna, quindi i rapporti con lo Stato nazionale, i rapporti con le ferrovie dello Stato, con rete Italia, attraverso le diverse articolazioni. E lo dobbiamo fare, secondo me, uscendo dalla logica del piccolo sistema di rete, guardando in alto e rivendicando con forza la pari dignità del nostro sistema dei trasporti. Lo dobbiamo fare rivendicando la sussistenza della natura transnazionale della rete ferroviaria sarda, che mi sembra sia il discorso di fondo, che può elevare la qualità del servizio. E lo dobbiamo fare guardando la nostra politica, guardando anche nello stesso tempo, però, alle politiche che l'Unione Europea indica, impone, e qua non possiamo non prendere atto che stiamo andando contro corrente. Laddove l'Unione Europea ci invita alla valorizzazione del sistema ferroviario, noi depauperiamo in Sardegna il sistema ferroviario stesso. Però il sistema ferroviario non significa parlare soltanto di rotaie, di macchine, più o meno dismesse, ma significa parlare di mobilità, di cittadini, significa parlare di tutela ambientale, significa parlare di costo delle merci. Ecco perché il discorso va elevato di livello. Ed ecco perché, secondo me, nonostante la attenzione scarsa a questo problema rappresentato dalla Giunta, dal Consiglio stesso, probabilmente se nella scorsa legislatura si fosse affrontato questo tema, immagino che il Presidente, tutti gli Assessori sarebbero stati in Aula a discutere, a sostenere questo tipo di provvedimento. Dico questo perché, secondo me, è necessario che ci sia un intervento forte, sinergico, invece, di tutte le componenti del Consiglio, dell'esecutivo, delle forze politiche, delle componenti sociali, così come è stato fatto per la mobilitazione di tutta la Sardegna nella vertenza delle entrate perché il settore, l'argomento dei trasporti vada a incidere sulla nostra realtà, in maniera più positiva attraverso una nuova vertenza, che dobbiamo aprire con lo Stato. Ma qui inizia la politica.

E qui inizia il lavoro della politica, colleghi, è un momento di scombussolamento, e noi non possiamo essere sordi neanche a ciò che accade fuori dal palazzo. E non è facile, Presidente, mi consenta di dirlo, non è facile attestarsi con fermezza, quando tutto sembra girare intorno a sé stessi, e le vicende di queste ultime settimane lo stanno a testimoniare. In questo senso le comunico che vorrei, avrei voluto e vorrei continuare a lavorare nel Gruppo de La Margherita, ma purtroppo non posso, Presidente, non posso considerato che il Gruppo è destinato a estinguersi, e pertanto confluirò nel Gruppo Misto presieduto dall'amico sardista Giuseppe Atzeri. Lo faccio per scelta, lo faccio per scelta e senza polemiche, con il convincimento, che quando tutto veramente sembra girare vorticosamente è sicuramente giunto il tempo di soffermarsi a riflettere sulle decisioni da prendere. Devo riconoscere che al momento del mio arrivo nel gruppo de La Margherita, 2 anni e mezzo fa, ho trovato in tutti un grande senso di amicizia, stima e affetto, che ho ricambiato, credo con gratitudine, riconoscendo il grande impegno di dedizione, capacità e radicamento nei valori propri del cattolicesimo democratico. Per cui sento di esprimere, per lui, per tutti e al Capogruppo Antonio Bianco un ringraziamento corrispondente. Sono sicuro che i miei amici continueranno a lavorare nello stesso modo. Sono convinto, altresì, che le posizioni espresse dal Gruppo sono servite a qualificare l'azione della maggioranza, il cui stato attuale sarebbe stato sicuramente migliore se l'Esecutivo avesse recepito le varie proposte che sono state elaborate da La Margherita iniziando all'istanza di temperamento della rigidità del piano paesaggistico regionale, dalla inutile richiesta di invertire la trattazione della legge statutaria con la manovra di bilancio del 2007 e tante altre specifiche proposte che sono state avanzate con responsabilità e competenza.

La mia decisione non deve essere interpretata come un rifiuto del Partito Democratico, in quanto ancora gli va riconosciuto il diritto di manifestare la propria identità e anche il diritto-dovere di rivedere alcuni errori, che hanno caratterizzato questa prima fase, come tutti gli uomini, anche gli uomini e le donne del partito democratico sono artefici del proprio destino, e a loro spetterà conseguire il successo di fondare un partito nuovo oppure di constatare la grande delusione di gestire un nuovo partito, fatto solo di una nuova sigla, ma privo di essenziale novità. Purtroppo le premesse delle elezioni primarie sono state deludenti. Già per la decisione di utilizzare il sistema delle liste bloccate, che sono la negazione intrinseca della democrazia. Bisogna riconoscere che le dichiarazioni di impegno formulate da Veltroni e Franceschini sembrano, però, tracciare davvero una rotta di cambiamento positivo. E se davvero il Partito Democratico interpreterà il voto delle primarie come spinta per emarginare una politica autoreferenziale, di mera conservazione del potere, di casta, se viceversa dimostrerà attenzione ai problemi veri dei cittadini, se praticherà l'allontanamento di coloro che finora hanno fatto i propri interessi a danno della collettività, allora sarà un successo. Altrimenti sarà la manifestazione di un cambiamento di facciata destinata a fallire ad essere ridicolizzato dagli elettori, molto più preoccupati dal rincaro del prezzo del pane, e molto indifferenti ai sorrisi di circostanza fatti dai nostri Ministri soddisfatti per aver perso solo tre seggi al Parlamento europeo. Quegli stessi Ministri, accomunati ai Ministri dei precedenti Governi, che restano sordi alle istanze di un'intera Regione, condannata a non poter esprimere un parlamentare europeo da una legge elettorale che schiaccia un milione e mezzo di sardi sotto il peso elettorale di 6 milioni di cittadini siciliani. Ci sarà un partito che democraticamente renderà ai sardi il diritto di essere rappresentati? Ci sarà un partito che sia democratico anche nei fatti? Che lo sia a tutti i livelli istituzionali, iniziando dal proprio ordinamento interno? La società, l'economia, la nostra cultura del rispetto, i sardi ci dicono di sì, e chiedono una Sardegna democratica, rispettata democraticamente dalla Repubblica italiana e dall'Unione Europea.

Certamente, non è in discussione il sostegno alla maggioranza e al programma di governo, la mia posizione sarà sempre quella di sostenere la linea della coalizione, e quando ci dovesse essere un'alternativa interna alla stessa di decidere guardando al programma, ai valori che hanno ispirato la mia azione, salvaguardando primariamente il bene della Sardegna e dei sardi. Ho ben chiaro, Presidente, lo scenario, le prospettive della mia scelta, affidate da oggi molto più alla responsabilità della testimonianza diretta rispetto al passato, ed è chiaro agli occhi di tutti che esprimere la propria opinione all'interno di un Gruppo consiliare organico ha significato affidarla alla posizione del Gruppo e del suo Presidente, come sarà altrettanto evidente che le prossime decisioni non saranno per me vincolanti, ne le mie dichiarazioni potranno riflettere la provenienza dal Gruppo della Margherita. Concludo affermando che, in un contesto di sconquasso ideologico, non ho certamente difficoltà a tenere chiari e presenti i miei riferimenti nel panorama politico. Per me esiste un impegno a testimoniare un'azione politica fatta con spirito di servizio, per costruire la città dell'uomo, guardando ai problemi dei sardi e cercando soluzioni coerenti con i valori che ho sempre individuato nell'insegnamento della dottrina sociale della Chiesa e nella Costituzione italiana.

PRESIDENTE. Grazie, collega Uggias. Prendiamo atto delle sue comunicazioni all'Aula, seppure in maniera inusuale.

E' iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Grazie, Presidente. Credo che l'intervento del collega Uggias, che è stato appena concluso, abbia aperto una nuova pagina nell'ambito del Consiglio regionale, non solo per la definizione di quella che è la sua posizione politica rispetto non solo al partito di appartenenza, ma rispetto alla sua collocazione nell'ambito dell'Aula, sia il motivo per l'apertura di una discussione che, sicuramente, interesserà i Gruppi di maggioranza, interesserà soprattutto i problemi delle segreterie dei Gruppi; non interessa di sicuro, in questo momento, alle forze presenti in Aula, discutere questo schema di decreto legislativo che è stato portato all'attenzione dell'Aula, molto frettolosamente, dico, rispetto all'importanza del tema stesso. Certo che il collega Uggias, al quale mi legano affetto e stima per la sua capacità di proporsi, la sua capacità di elaborazione e di pensiero, ma soprattutto di proposta, io non posso esimermi, in questo momento, dal congratularmi con lui per la sua idealità, che ha avuto coraggio di esprimere, ma soprattutto per avere espresso la non condivisione di alcuni aspetti che hanno caratterizzato la vita politica.

PRESIDENTE. Onorevole Contu, la prego, si attenga all'argomento in discussione, grazie.

CONTU (F.I.). Un attimo, Presidente, voglio concludere questo pensiero perché lo ritengo importante. In questo momento, dicevo, colleghi, c'è la certezza di un fatto, che la libertà individuale di poter operare le scelte anche personali sui temi della politica va rispettata, anzi, va sempre più emulata perché, davvero, noi ci siamo trovati a confliggere soprattutto sul fatto che qui in Consiglio regionale fosse ancora possibile esprimere il proprio pensiero rispetto a certi temi, e sul quale, molto probabilmente, anche discutendo questa proposta di delibera, noi ci stiamo privando della possibilità di poter affrontare un tema strutturale e importante per la nostra Isola, uno dei temi forti, quello del trasporto locale, uno dei temi sul quale, molto probabilmente, la fretta, caro Assessore, non sarà buona maestra neanche in quest'occasione. Molto frettolosamente, il nostro Presidente ha cooptato un disegno del Governo di Roma, che è quello di sbaraccare dall'impegno dello Stato un impegno che, invece, avrebbe avuto bisogno di una valutazione molto più approfondita durante l'esame della finanziaria del 2007, dove, pari pari, si è trasferito dalla finanziaria dello Stato, si è trasferito da quel comma 837 dell'articolo 1 della finanziaria dello Stato, con il passaggio alla Regione delle funzioni e dei compiti in materia di trasporto pubblico locale. Con faciloneria è stato fatto questo passaggio, con molta faciloneria da parte del Presidente che l'ha proposta, ma con molta faciloneria da parte dei nostri consiglieri della maggioranza, che non hanno capito e non si sono messi neanche il problema di capire in che condizioni ci venivano trasferite queste due aziende; queste due aziende che tutti noi sappiamo che nel tempo non hanno mai esercitato la loro funzione di trasporto pubblico locale nel segno dell'efficienza, ma della rispondenza ai bisogni di collegamento tra le zone interne e le zone centrali dell'Amministrazione. Parlo dei capoluoghi di provincia, parlo del capoluogo della Regione, parlo con la possibilità per i nostri cittadini di avere un servizio che sia garante della possibilità o garantista della possibilità di dare, in termini di servizio, la possibilità della mobilità da e per la Sardegna, ma soprattutto rispetto ai territori interni. Io credo che su questo tema sarebbe necessario che i colleghi della maggioranza prendessero una posizione molto forte rispetto quello che è stato fatto in Commissione, molto forte soprattutto perché, peraltro, l'elaborazione di questo schema è un'elaborazione talmente fragile che davvero espone la nostra Isola a un ulteriore indebolimento e impoverimento rispetto a quanto lo Stato si è impegnato, in tante situazioni, a intervenire e mai è intervenuto realmente. Noi sappiamo benissimo che è facilissimo fare il resoconto di quelli che sono gli oneri per la gestione di servizi fatiscenti, obsoleti, spesso dimenticati. Io ho provato, Presidente, pur nel poco tempo che abbiamo avuto a disposizione per l'esame di questo documento, ad analizzare i due elenchi che così vengono consegnati all'articolo 2 del Titolo I per l'esame.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

(Segue CONTU.) Bene, in questi elenchi, ho potuto verificare anche che ci trasferiscono dei beni demaniali che non esistono. Mi auguro che quanto esiste sulla carta rispetto, per esempio, al territorio di provenienza di un nostro consigliere regionale che attualmente disturba l'Assessore, che in questo momento disturba l'Assessore, parlo del collega di Lunamatrona, il collega di Lunamatrona sa benissimo che fino agli anni '60, nel territorio del suo Comune, transitava una rete ferroviaria e soprattutto transitava a un servizio ferroviario che non esiste più dagli anni '60, ed era la cosiddetta rete del Campidano. Ma, dico, forse l'assessore Broccia non si è accorto che sto parlando con lui e mi sto riferendo a lui, e io mi fermo, e poi recuperò il tempo, Presidente…

PRESIDENTE. Onorevole Contu, ha sempre la parola.

~CONTU (F.I.). No, io vorrei l'attenzione del Presidente e del collega che sta in questo momento scambiando con lui, molto probabilmente, cose più importanti rispetto alla discussione. Dicevo al collega di Lunamatrona; il collega di Lunamatrona, che è stato anche sindaco del suo paese, sa benissimo che questo patrimonio che viene descritto per pagine e pagine in questi allegati, non esiste più, non esiste più perché è stato destinato nel tempo a tante altre funzioni che non sono più nelle proprietà delle ferrovie meridionali sarde, ma non da adesso, non lo sono più da anni, da decenni. Io vorrei sapere per quale motivo e come, fanno ancora parte di questo… diciamo che è stato predisposto anche un documento, Assessore, e tutto questo patrimonio delle ferrovie del Campidano non esiste più, perché fa ancora parte di un demanio trasferito al demanio regionale… a me sembra una barzelletta per certi aspetti, non solo lo schema del decreto legislativo, ma anche nei contenuti degli allegati che vanno a descrivere quanto viene trasferito. Oltre a dire che vengono trasferiti le funzioni e i compiti di programmazione, vorrei capire dove e quando verrà definita la programmazione che Trenitalia ha fatto fino ad oggi su queste due aziende. Vorrei capire in quale punto dell'elaborato viene presa in considerazione la programmazione, ma, soprattutto le risorse che su quella programmazione sono arrivate negli anni e sono programmate almeno per i prossimi tre anni. Io non posso, comunque sia, riferendomi all'articolo 3, pensare che nell'articolo 3 non ci siano i contenuti dei finanziamenti già programmati, perché qui, nell'articolo 3, si parla soltanto dei servizi erogati e del mantenimento dei servizi erogati. Ma vorrei capire; sull'aggiornamento tecnologico cosa è stato previsto? Sull'aggiornamento dei servizi, delle reti e delle linee, cosa è stato previsto? Sull'aggiornamento delle macchine, ovvero delle letterine che ancora oggi esercitano una funzione di trasporto cosa è stato previsto? Dobbiamo continuare a tenerci… o ci trasferiscono quelle macchine oppure a Villacidro sono state ordinate nuove vetture che sostituiscano quelle attualmente in funzione? Ma vorrei capire ancora; gli investimenti chi li farà? Su quali risorse si intende fare gli investimenti per ottenere quanto l'amico Diana ha descritto sullo smaltimento delle ferraglie che dovremmo smaltire per ripulire le discariche che sono diventate le sedi, oggi, di queste due aziende? In quali capitoli noi troveremo le risorse per poter arrivare a una programmazione reale e a fare degli investimenti perché nel trasporto pubblico locale-regionale, domani noi possiamo garantire livelli di efficienza, di efficacia, di risposta ai nostri cittadini. Credo che ci sia da ragionare ancora su questa proposta, credo che ci siano gli elementi perché davvero la proposta venga arricchita di altre proposizioni. Io, andando sul Titolo II, per esempio, al comma 2, quando leggiamo che con l'accordo di programma che verrà stipulato tra il Ministero dei trasporti e la Regione sarda possono essere definite eventuali risorse finanziarie aggiuntive… eventuali? Che eventuali? Le risorse necessarie su una programmazione che noi dobbiamo essere in grado di elaborare, non "eventuali", "eventuali" caro Assessore, significa che noi mai ne vedremo, perché i passaggi finora maturati hanno riservato alla Sardegna soltanto briciole in termini di trasporto ferroviario, per non dire il nulla, sulla elettrificazione della dorsale, dove addirittura si sta smontando sul tratto Cagliari-Decimo la rete elettrica che è stata montata qualche mese fa; ma dove vogliamo arrivare? Davvero noi pensiamo di poter abdicare al nostro ruolo con questa faciloneria? Credo, Assessore, che l'attenzione da porre sul trasferimento derivato dalla finanziaria regionale, ma derivato dal famigerato "Decreto Bassanini" del '97, noi dobbiamo riflettere con più intensità, dobbiamo avere una proposta dove trovare soddisfazione a quelle che sono finalmente attenzioni sul trasporto pubblico locale, attenzioni che in passato non sono state mai riservate e approfondite. Credo che in tutto questo noi possiamo trovarci a condividere proposte, ma credo che su questa proposta, la nostra posizione potrà essere soltanto negativa, perché davvero non si intenda assolutamente affrontare il tema, e lo dicevamo anche nella primavera scorsa durante la discussione della finanziaria, che siamo debolucci nella proposta, siamo deboli e vogliamo continuare ad essere deboli. A noi questa politica non interessa, perché non è nell'interesse dei sardi, non è nell'interesse della nostra Isola e non è soprattutto rispondente a quelle che sono le necessità della nostra gente. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie Onorevole Contu. Trattandosi di schema di norma di attuazione, la discussione non avviene come per gli articolati, nel senso che si approva o si respinge attraverso un Ordine del giorno che mi dicono sia in circolazione. Se siete d'accordo io proporrei di sospendere qui la discussione sulla norma di attuazione, di vederci questo pomeriggio, dopo aver dato naturalmente la parola alla Giunta, di vederci questo pomeriggio per l'approvazione dell'ordine del giorno.

Ha domandato di parlare l'Assessore dei trasporti.

BROCCIA, Assessore dei trasporti. Sì, grazie Presidente, grazie ai signori consiglieri. Ricordo subito all'onorevole Contu che quell'elettrificazione che stanno smontando è stata costruita vent'anni fa, si sono spesi 800 miliardi del valore di allora, per una sperimentazione della nostra elettrificazione che è miseramente fallita; sarebbe interessante andare ad indagare di chi sono state le responsabilità anche politiche di quanto avvenuto allora. Io ricordo brevemente tre aspetti; la Regione Sardegna è l'unica Regione italiana che non ha dato attuazione a quanto previsto dal decreto legislativo numero 422 del 1997, che prevede appunto il trasferimento, in questo caso, delle gestioni governative del contratto di servizio di Trenitalia alle Regioni sia a Statuto ordinario che a Statuto speciale. La conseguenza di questo fatto, di questo ritardo di 10 anni, è che più di un terzo dei servizi di trasporto pubblico locale, fatto 100, il 35 percento o 37 percento del totale dei servizi di trasporto pubblico locale effettuati in Sardegna, sfuggono alla pianificazione, alla programmazione, al controllo della Regione e delle autonomie locali, cioè decidono a Roma di quali collegamenti, di quale tipo di servizi abbiamo bisogno per muoverci, per garantire una certa mobilità in Sardegna. Forse c'è un fatto ancora più grave; è vent'anni che in queste due aziende non si effettua un centesimo di euro di investimenti, è vent'anni che in queste due aziende non si effettua un centesimo di euro di investimenti se non per l'acquisto di alcuni pullman il cui numero negli ultimi vent'anni possiamo contare con le dita delle due mani. Ripeto e sottolineo: è vent'anni che in queste due aziende non si effettuano investimenti. E infatti, è stato richiamato, è dal 1988 che lo Stato ha bloccato il turnover del personale: nell'88 erano 2004 i dipendenti dell'azienda ferroviaria, oggi sono 1004, erano 500 in Ferrovie meridionali sarde e oggi sono poco meno o circa 300. E allora io su una cosa sono d'accordo: è vero che la Regione ha giocato al ribasso. Credo sommessamente, dal mio punto di vista, che ha giocato al ribasso fino al 2004, quando ha deciso di abbandonare a se stesse le aziende, le maestranze di quelle aziende, i lavoratori di quelle aziende, e gli stessi servizi messi a disposizione dei cittadini, effettuati da quelle aziende. Fino a lì, fino a luglio del 2004 la Regione ha giocato al ribasso, però forse questo ci va bene o forse questo va bene a qualcuno perché consente a quel qualcuno di dire che i trasporti non funzionano salvo dire anche no anche a chi prova a mettere fine ad una situazione che non esito a definire vergognosa, e cioè il mancato trasferimento delle aziende alla Regione. E' vero che nel '99 è stata firmata l'intesa Stato-Regione, ma io vorrei che si fosse parlato anche del 2000, del 2001, del 2002, del 2003. Cosa è stato fatto in quegli anni per dare attuazione a quell'intesa? Niente! Zero assoluto! Sono seguiti accordi, patti, quant'altro, ma non si è mai parlato di Ferrovie meridionali sarde e di Ferrovie della Sardegna. E' stato firmato l'accordo di programma quadro sulla mobilità che doveva dar seguito a quell'intesa del '99, è stata firmata il 18 di marzo del 2004, cioè due mesi prima delle elezioni regionali, ma cinque anni dopo l'intesa richiamata, firmata da D'Alema e da Palomba, ma per quanto riguarda Ferrovie meridionali sarde e per quanto riguarda Ferrovie della Sardegna anche nell'accordo di programma quadro vengono completamente ignorate, cioè non si capisce anche in quell'accordo, primo protocollo, che fine debbano fare. Allora dobbiamo continuare a denunciare una situazione che non va? Possiamo lavarci la coscienza accusando lo Stato di imbrogliarci, definendolo truffaldino o dobbiamo provare a porre fine a questa situazione? Come lo misuriamo l'essere orgogliosamente autonomisti? Come misuriamo il livello autonomista della istituzione? Denunciando la "truffaldaggine" (non so se si dica così) dello Stato o possiamo provare ad assumerci la responsabilità di far funzionare le cose che non funzionano? Io non ho dubbi: noi abbiamo il compito di assumerci le responsabilità, come hanno ben posto in evidenza il relatore, l'onorevole Orrù, e anche altri interventi che si sono succeduti. Noi dobbiamo assumerci la responsabilità di governare un terzo del nostro sistema della mobilità senza naturalmente perdere di vista - e se ho due minuti spero di riuscire a dimostrarlo - il confronto, anche lo scontro quando serve, con lo Stato per continuare ad ottenere le risorse che sono necessarie per migliorare la dotazione infrastrutturale e del parco rotabile di quelle aziende perché, così come prevede la legge e l'ha previsto per tutte le regioni, dal punto di vista del bilancio, dal punto di vista economico, quelle sono aziende che chiudono i bilanci in pareggio perché a tot spese corrispondono le entrate che determina lo Stato e determinerà fino al 2010.

Io credo che se noi abbiamo uno scarso livello di servizi trasportistici dobbiamo assumerci la responsabilità di farlo funzionare meglio, altri preferiscono forse chiedere allo Stato quanto lo Stato si è rifiutato di fare negli ultimi vent'anni. Abbiamo problemi di sicurezza. Io dico che dobbiamo lavorare per migliorare il sistema della nostra sicurezza nel trasporto pubblico locale, altri ritengono che bisogna chiedere allo Stato quanto lo Stato negli ultimi vent'anni si è rifiutato di fare. Dobbiamo farlo accompagnando questa trasmissione di competenze, questo trasferimento di competenze e di funzioni non perdendo di vista, anzi soprattutto guardando all'aspetto degli investimenti. Il Piano regionale dei trasporti dopo vent'anni di ritardi è a disposizione in questo momento dei cittadini, delle imprese, degli addetti ai lavori, spero fra qualche settimana sarà a disposizione della Commissione e del Consiglio regionale, è a disposizione comunque di chi voglia perdere un minuto del suo tempo, cliccare sul sito della Regione e su Piano regionale dei trasporti. Nel Piano regionale dei trasporti, che mancava e manca in questa Regione da vent'anni, abbiamo elencato (e il conto dobbiamo aggiornarlo settimana per settimana) qual è il livello di investimenti infrastrutturali a cui stiamo lavorando dal luglio del 2004. Noi non ci stiamo solo prendendo FdS sulla gobba, direbbe qualcuno, noi stiamo mettendo circa 350 milioni di risorse e sono risorse che ci sono; in alcuni casi i lavori sono in corso, in altri casi dobbiamo iniziare la progettazione preliminare, in altri casi siamo quasi alla fine dei lavori, ma sono risorse che sono nella disponibilità dell'Assessorato e di questa Regione, quasi 350 milioni sono investimenti che stiamo facendo per ferrovie della Sardegna. Le metropolitane leggere di Cagliari e di Sassari che riguardano anche tratti di trasporto pubblico locale come ben potete capire, l'intervento sulla rete Nuoro-Macomer per ciò che riguarda i 20 milioni per la Nuoro-Macomer a scartamento ridotto, gli 11 milioni per la messa in sicurezza della Cagliari-Isili che ci consentirà, se lavoriamo bene, oltre che metterla in sicurezza, di fare un pezzettino in più di metropolitana leggera oltre Monserrato dove finisce adesso per essere sostituita dal treno. Nel Piano regionale dei trasporti c'è un elenco puntuale degli interventi infrastrutturali che accompagnano la norma che oggi io spero, mi auguro il Consiglio vorrà approvare. La norma che oggi io spero approverete e di cui oggi si sta discutendo non esaurisce il trasferimento di competenze dallo Stato in materia di trasporto pubblico locale; per esempio - credo vi sia noto, ma ne discuterete spero fra qualche settimana - qualche settimana fa la Commissione paritetica Stato-Regione a Sassari ha licenziato la norma attuativa, che credo nei prossimi giorni arriverà ufficialmente in Consiglio, che prevede dal 1 gennaio 2009, cioè quando scade la convenzione con Tirrenia, il trasferimento delle competenze dei collegamenti marittimi con le isole minori, di quelle competenze con le relative risorse finanziarie alla Regione autonoma della Sardegna. Per ciò che riguarda invece Trenitalia, la norma che vi apprestate ad approvare, come io mi auguro, non sta trasferendo alla Regione le competenze sul trasporto pubblico locale che effettua Trenitalia e ricordo e sottolineo sommessamente che il servizio ferroviario è un servizio di trasporto pubblico locale, non è altro. Non sta trasferendo le competenze di organizzazione, sta trasferendo alla Regione, come è avvenuto nelle altre 19 regioni dal '97 in poi, la titolarità del contratto del servizio che in questo momento Trenitalia stipula con lo Stato e che con l'attuazione di questa norma Trenitalia stipulerà con la Regione. Vuol dire sostanzialmente che saremo noi a decidere di quali treni abbiamo bisogno, in quali orari effettuare le corse, con quale livello di pulizia nei treni, con quale livello di puntualità e quali sanzioni evidentemente Trenitalia dovrà pagare nel caso non rispettasse le norme, gli oneri di servizio, si definiscono tecnicamente così, che vengono inserite nell'accordo di programma. Naturalmente, e concludo, proprio in questa tornata dei lavori del Consiglio c'è una mozione che riguarda il sistema ferroviario e allora qualcosa mi riservo di dirla anche lì, per esempio mi riservo di dimostrare che, probabilmente è del tutto casuale, ma sono pronto a dimostrare che così non è, guarda caso, dopo una discesa ininterrotta del numero dei passeggeri che utilizza il treno in Sardegna fino al 2004, guarda caso dal 2005 la linea ha ripreso a salire, nel 2007 più di 100 mila persone usano il treno rispetto a quanti lo usavano nel 2004. Però, su questo torneremo nella discussione della mozione, finisco dicendo una cosa: il fatto che in certi percorsi non esiste più il binario non fa diminuire il fatto che quel tratto di terreno, che quell'area, sia in ogni caso di proprietà delle aziende delle gestioni governative che io spero diventino regionali entro il più breve tempo possibile. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Va bene, colleghi, interrompiamo qui la seduta di questa mattina, riprendiamo questa sera alle ore 17 con l'ordine del giorno sulle norme di attuazione e poi proseguiamo con le interpellanze. Come comunicato all'inizio della seduta è convocata la Conferenza dei Capigruppo nella saletta attigua. La seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 13 e 17.



Allegati seduta

CCCLXIII Seduta

(ANTIMERIDIANA)

Mercoledì 24 ottobre 2007

Presidenza del Presidente SPISSU

indi

del Vicepresidente RASSU

indi

del Presidente SPISSU

INDICE

La seduta è aperta alle ore 10 e 55.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del mercoledì 1° agosto 2007 (356), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Bruno, Marrocu e Francesco Sanna hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana di mercoledì 24 ottobre 2007.

Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di proposta di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente proposta di legge:

"Maninchedda - Atzeri: "Moratoria in cinque anni dell'attività di termovalorizzazione e termodistruzione dei rifiuti". (300)
(Pervenuta il 10 ottobre 2007 e assegnata alla quinta Commissione.)

Annunzio di presentazione di proposta di legge di iniziativa popolare

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente proposta di legge di iniziativa popolare:

"Dai Sindaci dei Comuni di Domusnovas, Santulussurgiu, Teulada, Seui, Serramanna: "Norma in materia di istituzione del servizio idrico integrato, individuazione e organizzazione degli ambiti territoriali ottimali in attuazione della legge 5 gennaio 1994, n. 36". (2)

(Pervenuta il 17 ottobre 2007 e assegnata alla quarta Commissione.)

Risposta scritta ad interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

"Interrogazione Cucca - Sabatini, sul rinvio della nomina del presidente della Camera di commercio di Nuoro". (967)
(Risposta scritta in data 1° ottobre 2007.)

"Interrogazione Amadu, sui finanziamenti ATO-RAS (Autorità d'ambito comparto acque - Regione autonoma della Sardegna) assegnati al Comune di Sassari nell'anno 2004 per realizzare reti idriche e fognarie in diverse borgate e revocati dalla Giunta regionale a seguito della costituzione della società Abbanoa". (924)
(Risposta scritta in data 4 ottobre 2007.)

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

MANCA,Segretario:

"Interrogazione Floris Mario - Cherchi Oscar, con richiesta di risposta scritta, sulle risorse del Fondo unico destinate alle province e ai comuni". (1008)

"Interrogazione Dedoni - Vargiu - Cassano - Pisano, con richiesta di risposta scritta, sui gravi ritardi nell'attuazione della riforma degli enti in agricoltura". (1009)

"Interrogazione Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sulla predisposizione del Piano per il superamento del precariato nell'Amministrazione regionale previsto dall'articolo 36 della legge finanziaria 2007 e sulla stabilizzazione dei lavoratori impegnati al Centro del catalogo dell'Assessorato regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport". (1010)

"Interrogazione Vargiu - La Spisa - Randazzo Alberto - Ladu - Liori - Capelli - Pisano - Gallus - Dedoni - Contu - Cassano, con richiesta di risposta scritta, sulla destinazione di 300 milioni di euro per la realizzazione dei nuovi ospedali della Sardegna". (1011)

"Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sull'assenza di una rappresentanza istituzionale della Regione alla commemorazione dei caduti della Brigata Sassari sul Monte Zebio e sull'uso improprio del gonfalone della Regione". (1012)

"Interrogazione Liori - Diana, con richiesta di risposta scritta, sulla possibile soppressione del Centro per la diagnosi e la terapia delle punture da imenotteri dell'Ospedale Brotzu". (1013)

"Interrogazione Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sulla decisione del Comitato di gestione dei fondi speciali per il volontariato di cancellare il Centro di servizio per il volontariato "Sardegna solidale"". (1014)

"Interrogazione Cherchi Oscar, con richiesta di risposta scritta, sul progetto Phoenix". (1015)

"Interrogazione Pisano, con richiesta di risposta scritta, sui motivi dei ritardi nella pubblicazione del bando per l'erogazione di prestiti d'onore regionali per l'avvio di nuove iniziative imprenditoriali FSE-POR Sardegna 2000/2006, Misura 3.10 - azione A1 e Misura 3.11 - azione A, e la previsione della data di pubblicazione". (1016)

"Interrogazione Maninchedda, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione in cui versa la Rubinetterie sarde Srl di Santa Giusta". (1017)

"Interrogazione Maninchedda, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione in cui versano i dipendenti dell'azienda Isola dolce Srl di Santa Giusta". (1018)

"Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di avanzamento della procedura di cessione dell'azienda agraria di Arborea condotta dalla Società bonifiche sarde Spa". (1019)

"Interrogazione Lombardo, con richiesta di risposta scritta, sulle problematiche esistenti all'interno del Comitato di gestione dei fondi speciali per il volontariato a seguito delle risultanze dell'ultima assemblea regionale del volontariato". (1020)

"Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sull'attuazione della legge regionale 16 dicembre 2005, n. 22 (Norme per l'approvazione del piano regionale di protezione, decontaminazione, smaltimento e bonifica dell'ambiente ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall'amianto)". (1021)

"Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sui mancati adempimenti connessi all'articolo 11 della legge regionale n. 2 del 2007 (legge finanziaria 2007) sul comparto unico Regione - enti locali che prevede miglioramenti economici in favore dei dipendenti degli enti locali della Sardegna". (1022)

"Interrogazione Bruno, con richiesta di risposta scritta, sulla destinazione d'uso dei beni immobili demaniali di Fertilia (Alghero) e sul trasferimento della loro proprietà dallo Stato alla Regione autonoma della Sardegna". (1023)

"Interrogazione Lanzi - Cugini - Fadda - Licheri - Serra, con richiesta di risposta scritta, sulla mobilità degli ex dipendenti delle aziende EDITAR e DICOVISA". (1024)

"Interrogazione Farigu, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata attuazione della nuova disciplina regionale in materia di pesca, sulla mancata erogazione dei rimborsi per il fermo biologico dell'anno 2006, sul ritardo nell'emanazione del decreto sul fermo del 2007, sui danni derivanti ai pescatori operanti nei compendi inibiti alle attività di pesca in conseguenza delle esercitazioni nei poligoni militari, con particolare riferimento alla situazione dei pescatori del compendio di Marceddì in conseguenza delle attività del Poligono di Capo Frasca, nonché sui danni derivanti dall'inquinamento del medesimo compendio". (1025)

"Interrogazione Capelli - Randazzo Alberto - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Randazzo Vittorio, con richiesta di risposta scritta, sui requisiti per le nomine dei direttori amministrativi delle azienda ASL". (1026)

"Interrogazione Caligaris, con richiesta di risposta scritta, sul licenziamento collettivo per cessazione di attività deciso da Unilever Italia Srl". (1027)

"Interrogazione Cherchi Oscar, con richiesta di risposta scritta, sul disastro ambientale dello stagno di S'Ena Arrubia". (1028)

"Interrogazione Floris Mario - CHERCHI Oscar, con richiesta di risposta scritta, sul ventilato pignoramento di una scuola nel Comune di Carbonia a causa del mancato pagamento della tassa sui rifiuti TARSU". (1029)

"Interrogazione Liori - Diana, con richiesta di risposta scritta, sulle ripetute aggressioni nei confronti del personale medico dell'Azienda sanitaria locale n. 8". (1030)

"Interrogazione Serra, con richiesta di risposta scritta, sull'articolazione in distretti dell'ASL n. 8 di Cagliari". (1031)

"Interrogazione Pisano, con richiesta di risposta scritta, sui motivi che hanno determinato la grave interruzione dei servizi di connettività del Progetto Marte". (1032)

"Interrogazione Cucca - Biancu - Sabatini - Cuccu Giuseppe, con richiesta di risposta scritta, sul mancato pagamento dei premi comunitari relativi al "Miglioramento del benessere animale" e "indennità compensativa" di cui alla Misura FB e Misura E del Piano di sviluppo rurale (PSR) della Regione Sardegna 2000/2006". (1033)

"Interrogazione Cuccu Giuseppe, con richiesta di risposta scritta, sulla riduzione delle tariffe nella tratta ferroviaria San Gavino-Cagliari". (1034)

"Interrogazione Floris Mario, con richiesta di risposta scritta, sulla grave crisi delle aziende agricole della Sardegna". (1035)

"Interrogazione Cuccu Giuseppe - Biancu - Cucca - Sabatini - Uggias, con richiesta di risposta scritta, sull'indebitamento delle aziende agricole". (1036)

"Interrogazione Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di attuazione della legge regionale n. 12 del 2005, e in particolare sul procedimento di ricostituzione di eventuali nuove comunità montane e la definitiva soppressione delle attuali 24 comunità montane". (1037)

"Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sull'obbligo assicurativo contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali delle compagnie barracellari". (1038)

"Interrogazione Dedoni - Vargiu - Cassano - Pisano, con richiesta di risposta scritta, sul programma di interventi ed iniziative per le celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità d'Italia nel prossimo 2011". (1039)

"Interrogazione Lombardo, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata condizione di sicurezza per i lavoratori dipendenti di Sistemi idrici integrati Srl, società appaltatrice di impianti di Abbanoa". (1040)

"Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sui requisiti minimi per il riconoscimento delle organizzazioni di produttori del comparto suinicolo". (1041)

"Interrogazione Vargiu - Dedoni, con richiesta di risposta scritta, sulle incongruenze del bando di gara per la strumentazione scientifica specialistica da laboratorio dell'ARPA Sardegna". (1042)

"Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sulla qualità del servizio e sul livello di sicurezza garantiti ai passeggeri dalle compagnie aeree low-cost operanti in Sardegna". (1043)

"Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sull'attività estrattiva nell'area ex Palmas Cave di Sant'Antioco". (1044)

"Interrogazione Diana - Liori, con richiesta di risposta scritta, sul progetto per la fruizione del Colle di Tuvixeddu commissionato dalla Giunta regionale a tale Gilles Clément". (1045)

"Interrogazione Cuccu Giuseppe - Cocco, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di salvaguardare la natura pubblica dell'Istituto dei ciechi di Cagliari". (1046)

"Interrogazione Cherchi Oscar - Dedoni - Licandro - Diana, con richiesta di risposta scritta, sull'impianto per la produzione di biocarburanti". (1047)

"Interrogazione Cassano, con richiesta di risposta scritta, sui danneggiamenti alla tomba megalitica di Ena 'e muros nel Comune di Ossi". (1048)

"Interrogazione Floris Mario, con richiesta di risposta scritta, sulle iniziative edilizie regionali nel compendio di Tuvixeddu". (1049)

"Interrogazione Liori - Diana, con richiesta di risposta scritta, sul concorso per l'ammissione al corso triennale di formazione specifica in medicina generale 2007-2010". (1050)

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

MANCA,Segretario:

"Interpellanza Atzeri sui profili di illegittimità relativi al trattamento del personale della Progemisa e del SAR in transito all'ARPAS". (272)

"Interpellanza Diana - Liori - Artizzu - Moro - Sanna Matteo, sulla dismissione dei villaggi ex Enel siti nei Comuni di Oschiri e Ula Tirso". (273)

"Interpellanza Sanna Alberto - Pinna sulla grave crisi occupazionale che riguarda l'azienda Compau Srl (ex Siber) di Marrubiu, la Cwf Italia e l'Isola dolce di Santa Giusta e l'azienda Rubinetterie sarde di Oristano". (274)

"Interpellanza Milia - Capelli - Randazzo Alberto - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Randazzo Vittorio sulla deliberazione del direttore generale dell'Azienda ospedaliero-universitaria di Sassari n. 8 del 26 luglio 2007 di nomina del prof. Antonello Ganau quale direttore sanitario della medesima Azienda". (275)

"Interpellanza Atzeri sui gravi danni conseguenti al trasferimento della sanità penitenziaria al Sistema sanitario nazionale". (276)

"Interpellanza Balia - Masia sulla chiusura della sede della Banca d'Italia di Nuoro". (277)

"Interpellanza Atzeri sui profili di discriminazione nei confronti di candidati alla selezione pubblica di profili giornalistici da parte dell'Assessorato regionale del turismo, artigianato e commercio". (278)

"Interpellanza La Spisa - Contu - Licandro - Lombardo - Petrini - Pileri - Rassu sul futuro della mineraria Silius". (279)

"Interpellanza La Spisa sui disservizi denunciati dai familiari degli utenti inseriti nel servizio di Assistenza domiciliare integrata (ADI) dell'ASL n. 8". (280)

"Interpellanza Pileri - La Spisa - Contu - Licandro - Lombardo - Petrini - Rassu - Sanjust - Murgioni sui termini per l'adozione dei PUC da parte delle amministrazioni comunali in adeguamento al Piano paesaggistico regionale". (281)

"Interpellanza Pittalis - Marracini - Lai Renato - Atzeri - Maninchedda sulle dichiarazioni rese dal segretario regionale dei Democratici di sinistra, Giulio Calvisi, sul distorto utilizzo dei poteri pubblici". (282)

"Interpellanza La Spisa sulla convenzione quale consulente dell'Assessorato regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale dell'avvocato dott. Gianfranco Duranti". (283)

"Interpellanza La Spisa sull'istituzione dell'ufficio preposto alla gestione del programma comunitario ENPI-CBC e sull'adeguamento della struttura amministrativa al ruolo della Regione Sardegna nel processo di attuazione delle politiche comunitarie". (284)

"Interpellanza Diana - Liori - Artizzu - Moro - Sanna Matteo sulle direttive in materia di organizzazioni di produttori agricoli emanate dalla Giunta regionale con delibera n. 27/16 del 17 luglio 2007". (285)

"Interpellanza Balia - Masia sull'allarmante situazione finanziaria dell'Università di Nuoro". (286)

"Interpellanza Atzeri sui gravi pericoli di inquinamento radioattivo causato da materiali che rischiano di essere stoccati in Sardegna". (287)

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

MANCA, segretario:

"Mozione Capelli - La Spisa - Vargiu - Artizzu - Ladu - Randazzo Alberto - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Farigu - Diana - Lombardo - Cherchi Oscar - Gallus - Dedoni - Randazzo Vittorio - Amadu - Floris Mario - Moro - Sanna Matteo - Contu - Licandro - Cappai - Liori - Cassano - Rassu - Sanjust - Murgioni - Pileri sulla deliberazione della Giunta regionale n. 34/15 dell'11 settembre 2007 avente ad oggetto l'"indirizzo interpretativo" dell'articolo 29 della legge regionale n. 31 del 1998 contenente i criteri di nomina dei direttori generali, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento".(141)

"Mozione Cappai - Capelli - Randazzo Alberto sulla grave situazione debitoria delle aziende agricole sarde".(142)

"Mozione Artizzu - Diana - Liori - Moro - Sanna Matteo - Murgioni - Licandro - Pileri - Contu - Cassano - Pisano - Dedoni - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Ladu - Lombardo - Petrini - Farigu - Vargiu - Giorico - La Spisa - Rassu - Gallus - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Floris Mario - Cherchi Oscar - Capelli - Pittalis - Lai Renato sull'applicazione delle regole relative a SIC e ZPS sul territorio regionale, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento". (143)

"Mozione Ladu - La Spisa - Vargiu - Artizzu - Randazzo Alberto - Floris Mario - Farigu - Murgioni - Gallus - Pisano - Dedoni - Liori sulla crisi delle aziende agricole sarde determinata dalla sofferenza sui mutui agevolati per il settore". (144)

"Mozione Rassu - La Spisa - Contu - Petrini - Licandro - Lombardo - Sanjust sulla grave crisi del settore agro-pastorale determinata dalla insostenibilità dei costi della produzione e dal conseguente grave indebitamento col mutuo bancario". (145)

"Mozione Pisano - Sanna Matteo - Gallus - Cassano - Dedoni - Vargiu - Diana - Artizzu - La Spisa - Randazzo Alberto - Ladu - Liori - Moro - Rassu - Lombardo - Contu - Licandro - Sanjust - Pileri - Petrini - Randazzo Vittorio - Cappai - Amadu - Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Murgioni - Floris Mario - Cherchi Oscar - Farigu sul fallimento del modello della programmazione dello sviluppo territoriale attuato attraverso la progettazione integrata, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento". (146)

"Mozione Ladu - La Spisa - Vargiu - Artizzu - Randazzo Alberto - Floris Mario - Farigu - Murgioni - Gallus - Pisano - Dedoni - Cassano - Liori - Cherchi Oscar - Contu - Licandro - Lombardo - Petrini - Pileri - Rassu - Sanjust - Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Randazzo Vittorio - Diana - Moro - Sanna Matteo - Amadu sulla crisi delle aziende agricole sarde determinata dalla sofferenza sui mutui agevolati per il settore, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento". (147)

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Bene colleghi abbiamo concluso le comunicazioni.

Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Sì grazie Presidente, perché alla luce di quello che è avvenuto nelle ultime settimane, sulla base della grave crisi che sta attraversando il comparto agricolo, sfociato nella manifestazione di lunedì, da parte delle organizzazioni agricole, e sulla base delle comunicazioni che ha fatto ieri l'assessore Foddis, in merito allo sblocco di una parte dei pagamenti per quanto riguarda l'indennità compensativa del benessere animale. E poiché è stato depositato un disegno di legge numero 289 per anticipare alla GEA ulteriori 19 milioni di euro, per completare il pagamento di quanto dovuto agli agricoltori, vorrei chiedere una conferenza dei Capigruppo, in modo, ai sensi dell'articolo 102, per poter includere ai sensi dell'articolo 102, la discussione immediata di questo disegno di legge. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Grazie Presidente. Intervengo a norma dell'articolo 55 secondo comma del Regolamento consiliare. Mi rivolgo a lei, Presidente, ai rappresentanti del Presidente della Regione, ai colleghi e alle colleghe. Per chiedere, anche alla luce delle banalità e delle insufficienti motivazioni, che hanno portato l'assessore Foddis a recarsi a Roma per perorare una causa, che secondo noi, ha dell'inverosimile. La situazione dell'agricoltura sarda è talmente drammatica che non ammette nessun tipo di atteggiamento passivo come quello che si sta verificando in questi giorni. Per cui io chiedo, Presidente, che venga inserito immediatamente all'ordine del giorno del Consiglio, la mozione numero 138 presentata il 2 agosto dai gruppi di minoranza ai quali non è stata data, ovviamente, nessuna risposta, le risposte le aspettiamo in quest'Aula. Ma credo che la drammaticità, al di là delle considerazioni molto opportune che ha fatto il collega Biancu, ma credo che qui non sia un problema solo di una parte dei fondi, qui c'è una situazione talmente drammatica che impone al Consiglio di assumere un atteggiamento, io credo unitario, per chiedere lo stato di calamità naturale a tutto il territorio della Regione sarda, per quanto riguarda l'agricoltura in Sardegna. E pertanto io invito i colleghi a pronunciarsi sulla base dell'articolo 55, come lei certamente chiederà, perché venga discussa immediatamente questa mozione. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Diana, come lei sa, abbiamo inserito all'ordine del giorno 3 mozioni che sono simili, di cui discuteremo, e che riguardano il comparto agricolo. C'è stata una richiesta di convocazione della Conferenza dei Capigruppo per inserire eventualmente, con la procedura d'urgenza, questo argomento all'ordine del giorno del Consiglio; se lei è d'accordo, piuttosto che far pronunciare l'Aula, in sede di Conferenza dei Capigruppo possiamo valutare anche se includere la mozione che lei ha proposto. Insieme alle altre, naturalmente, dato che questo è l'argomento che verrà affrontato dall'Aula. Onorevole Diana…

DIANA (A.N.). Presidente, chiedo che si pronunci l'Aula.

PRESIDENTE. Va bene. Onorevole Capelli, di che cosa intende parlare? Prego di limitarsi a richieste veloci e relative all'ordine del giorno.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Sì proprio sull'ordine del giorno, Presidente, nell'accedere alla richiesta del collega Biancu, e comunque anche a quella dell'onorevole Diana, vorrei rilevare che quanto emerge dalle due richieste dimostra l'inadeguatezza e la intempestività dell'ordine del giorno proposto in discussione oggi, all'attenzione dell'Aula. L'Aula che riapre dopo tre mesi, l'Aula che non ha avuto, la stessa lettura delle mozioni, delle interpellanze e delle interrogazioni presentate ne è testimone, l'Aula che probabilmente ha necessità di discutere dei fatti e degli argomenti proposti, ma anche che non può far finta di quello che è successo in queste ultime settimane. Io credo che sia necessario anche richiamare il Presidente a delle urgenti Comunicazioni in Aula, sui fatti politici rilevanti, che sono successi. Anche per rasserenare gli animi e le discussioni. Per cui ritengo che sia quanto più opportuna, sempre più opportuna una convocazione urgente dei Capigruppo perché al limite si possa ridiscutere anche l'ordine del giorno proposto in discussione odierna.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Capelli. Dobbiamo mettere ai voti la richiesta dell'onorevole Diana di inserimento della mozione 138. Presentata dagli onorevoli Diana, Artizzu, La Spisa, Randazzo e più.

CAPELLI (U.D.C.). … scusi, Presidente, in merito alla votazione…

PRESIDENTE. Onorevole Capelli, ho sentito quello che lei ha detto… che…

CAPELLI (U.D.C.). … non ha detto altre… perché non ha letto un'altra…

PRESIDENTE. La votazione avviene a' termini dell'articolo 55 del Regolamento.

CAPELLI (U.D.C.). Soltanto per non intervenire dopo, se è possibile ricollegare le mozioni simili, insomma, a quelle richiamate dal collega Diana. Perché ci sono più mozioni sul tema dell'agricoltura. Perciò se si può richiedere all'Aula anche l'accesso alle mozioni collegate.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Capelli. Forse mi sono spiegato male io, quando prima ho richiamato il fatto che all'ordine del giorno abbiamo già inserito tre mozioni sull'argomento. Quindi questa sera abbiamo già iscritto all'ordine del giorno tre mozioni. Lei è firmatario di due di queste, la 142 e la 147, quindi avevamo già provveduto, anche sulla base di comunicazioni intercorse con i Capigruppo, ad accorpare mozioni simili. All'onorevole Diana ho proposto, come lei ha avuto modo di sentire, di affidare alla Conferenza dei Capigruppo la decisione di aggiungere la mozione 138, come da lui richiesto, l'onorevole Diana insiste perché sia l'Aula a pronunziarsi. L'Aula si può pronunziare con una maggioranza di 4 quinti dei votanti, come sapete. Un consigliere può parlare a favore.

Onorevole Diana, ha cinque minuti.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Sì, grazie, Presidente. Intanto, per chiedere che venga messa in votazione col sistema elettronico. Presidente, non a caso ho chiesto che si pronunciasse l'Aula, perché sono diverse le Conferenze dei Capigruppo nei quali si è deciso l'ordine del giorno, e una mozione - al di là di chi l'ha presentata - rappresenta comunque, in questo momento, un fatto assolutamente importante. Credo che non debbano esserci le sfilate dei trattori o le manifestazioni che si sono ripetute anche nel mese di luglio, le proteste vibrate di tutto un comparto che certamente soffre, magari come soffrono altri comparti, ma questo credo che soffra più degli altri. Peraltro, la stagione climatica si presenta con delle caratteristiche assurde per il periodo: non piove in nessuna parte della Sardegna, le temperature sono scese rigidamente, abbiamo visto le prime nevi sul Gennargentu. Ovviamente, questo determina per il comparto, soprattutto, agro-pastorale una situazione di una drammaticità assurda. Ed ecco perché io dico che non possiamo trascurare. Io ho letto con attenzione il report dell'Assessore più impopolare della Giunta regionale, l'assessore Foddis, che avrebbe ottenuto delle minuzie con delle promesse assolutamente banali, non suffragate e non supportate da nessuna certezza, come sta accadendo, e come è accaduto, per la Legler, per i comparti industriali, per tutto ciò che riguarda l'economia della Sardegna. Ecco perché dico che il Consiglio si deve pronunciare, al di là dei Capigruppo che credo siano tutti quanti disponibili perché questa materia venga affrontata. Allora, se la Conferenza dei Capigruppo, Presidente, dovesse decidere che al primo punto all'ordine del giorno c'è la mozione numero 138, che non è simile alle altre mozioni sull'agricoltura, tratta di argomenti simili, ma tratta materie completamente diverse. Dobbiamo affrontare anche quelle, posso essere d'accordo, ma al primo punto all'ordine del giorno, allora, se siamo tutti d'accordo, parliamo di agricoltura, e, se parliamo di agricoltura, discutiamo questa mozione, le altre mozioni o le interrogazioni che ci sono. Su questo posso essere d'accordo, ma, se non siamo d'accordo su questo, io credo che l'Aula si debba pronunciare con le maggioranze che lei ha annunciato dei 4 quinti dei votanti. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Diana. Io le proponevo di affidare alla Conferenza dei Capigruppo la discussione di questa mozione. Lei ha chiesto che si voti in Aula, e in Aula si vota l'introduzione all'ordine del giorno di questa mozione, non l'ordine della discussione. L'ordine della discussione degli argomenti all'ordine del giorno del Consiglio è quello che è stato deliberato e un'eventuale inversione ha bisogno anche qui di una votazione dell'Aula. Io penso che, poiché l'argomento di cui si parla è un argomento all'attenzione di tutti, e che era intenzione e interesse di tutte le forze del Consiglio portarlo in discussione in Aula, in questa sessione, così come avevamo stabilito, si possa fare una discussione sui problemi dell'agricoltura, includendo anche la mozione che lei ha richiamato. Però, se lei propone un'altra strada, io non posso che assecondarla, ovviamente, sulla base di quanto previsto dal Regolamento.

DIANA (A.N.). Facciamo una Conferenza dei Capigruppo.

PRESIDENTE. Onorevole Diana, a me sembrava più naturale e anche una sede nella quale non c'è difficoltà a cogliere la sua richiesta per quanto mi riguarda, ovviamente, per quanto mi riguarda. Quindi, se siamo d'accordo così, affidiamo la richiesta dell'onorevole Diana alla Conferenza dei Capigruppo, che comunque è convocata per la fine della seduta della mattinata.

Discussione sullo schema di Norme di attuazione dello Statuto speciale della Regione autonoma della Sardegna concernenti il conferimento di funzioni e compiti di programmazione e amministrazione in materia di trasporto pubblico locale. (1/XIII/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione dello Schema di norma di attuazione numero 1/XIII/A: norme di attuazione dello Statuto speciale della Regione autonoma della Sardegna, concernenti il conferimento di funzioni e compiti di programmazione e amministrazione in materia di trasporto pubblico locale.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Orrù, relatore di maggioranza.

ORRU' (D.S.), relatore di maggioranza. Sì, grazie, Presidente, colleghe e colleghi del Consiglio. Lo schema di decreto legislativo che, ai sensi dell'articolo 56 dello Statuto speciale, va sottoposto alla valutazione del Consiglio regionale, prima dell'approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, ha per oggetto, come ricordava lei, Presidente, il conferimento alla Regione da parte dello Stato delle funzioni inerenti alla programmazione e all'amministrazione del trasporto pubblico locale. Il tetto posto all'attenzione del Consiglio è il risultato del lavoro della Commissione paritetica Stato-Regione, che ha ripreso, dopo una pausa duratura, i suoi lavori nel marzo di quest'anno; lavoro che ha certamente risentito favorevolmente, o comunque, che ha subito un'accelerazione in seguito all'approvazione di una norma specifica, inserita nella legge finanziaria 2007, che, come si ricorderà, insieme alla generale ridefinizione delle entrate, della riscrittura complessiva dell'articolo 8 dello Statuto speciale, ha previsto anche il passaggio alla Regione delle competenze in materia di trasporto pubblico locale. Ora, tale passaggio avviene con un ritardo ormai quasi decennale rispetto alle regioni a statuto ordinario, ed in particolare rispetto a quanto previsto dagli articoli 8 e 9 del decreto legislativo numero 422 che, peraltro, è stato ripreso poi nel '99 nell'Intesa istituzionale di programma. Ora, queste norme prevedevano il trasferimento già delle aziende a gestione governativa, all'articolo 8, nonché la gestione dei servizi ferroviari di interesse regionale e locale, ieri Ferrovie dello Stato, e oggi, in seguito alla suddivisione, Rete Ferroviaria Italiana e Trenitalia. Va anche detto che questa norma di attuazione non nasce dal nulla, ma deriva da quanto espressamente previsto dalla legge regionale numero 28 del dicembre 2005, che aveva individuato nell'articolo 56 dello Statuto speciale lo strumento più garantista, o che offriva maggiori garanzie alla Regione nel guidare e sovrintendere il processo di trasferimento di competenze in materia di trasporto pubblico locale dallo Stato alla Regione. Le norme contenute nello schema di decreto si inseriscono quindi nell'ambito di un processo di riforma del trasporto pubblico locale già avviato, e costituisce parte essenziale di un sistema integrato del trasporto regionale. Lo schema prevede in particolare, al Titolo I, agli articoli dall'1 al 3, il trasferimento alla Regione di tutte le funzioni e compiti di programmazione e amministrazione relativamente ai servizi di trasporto, attualmente erogati dalle gestioni governative, ferrovie della Sardegna, FDS, e delle ferrovie meridionali sarde, il trasferimento delle relative aziende e le risorse finanziarie necessarie a garantire l'attuale livello dei servizi erogati. Disciplina, inoltre, il trasferimento a titolo gratuito dal demanio e patrimonio dello Stato a quello regionale dei beni, del materiale rotabile, delle infrastrutture e dei relativi impianti in uso alle ferrovie della Sardegna ed alle ferrovie meridionali sarde indicate nei due elenchi allegati, che sono parte integrante del provvedimento legislativo. Nel Titolo II dagli articoli 4 e 6, il trasferimento alla Regione sarda di tutte le funzioni e compiti di programmazione e di amministrazione relativi ai servizi di trasporto pubblico ferroviario dei passeggeri, di interesse regionale, erogati da Trenitalia S.p.A., e inoltre, solo su richiesta della Regione, il trasferimento al suo patrimonio dei beni, degli impianti e delle infrastrutture della rete ferroviaria italiana esistente sul territorio regionale e non ritenuti di rilevanza per il sistema ferroviario nazionale; quindi quelli di rilevanza regionale, che in Sardegna sono praticamente tutti, o possono essere praticamente tutti. L'acquisizione di queste competenze rappresenta un passaggio obbligato rispetto all'obiettivo di realizzare finalmente un sistema di trasporto locale integrato, attuando quindi l'unificazione delle competenze previste dalla nostra legge di riforma, al fine di assicurare il governo complessivo del settore da parte della Regione sarda. E' evidente, che insieme alla generale condivisione dell'obiettivo vi erano e vi sono preoccupazioni sulle modalità con cui esso avviene, sulle risorse finanziarie necessarie, soprattutto preoccupazioni evidenziate dallo stato attuale dei beni e delle strutture, e dal livello dei servizi erogati, certamente non all'altezza di un moderno ed efficiente servizio di trasporto pubblico. Tuttavia è proprio in virtù di questo stato di cose che bisognerebbe decidere e decidere rapidamente, quanto e proprio per la vetustà del sistema infrastrutturale e si renda necessario un intervento deciso e tempestivo, mentre un ulteriore slittamento del trasferimento delle funzioni non solo non produrrebbe vantaggi, ma, anzi, potrebbe provocare un ulteriore peggioramento in quel trend di segno negativo che ha avuto inizio ormai un decennio fa. Ora, le preoccupazioni emerse in Commissione riguardano principalmente la necessità di ammodernare le strutture e di garantire forti investimenti infrastrutturali che, però, non fanno parte dello schema che si occupa delle funzioni gestionali e delle relative coperture. Per gli strumenti relativi agli investimenti infrastrutturali, sono, come è noto, altri gli strumenti previsti, e la Regione, i soggetti gestori hanno attinto, o meglio, hanno utilizzato tali strumenti, che credo utilizzeranno anche con maggiore forza, acquisendo la responsabilità piena e totale della gestione e del governo del trasporto locale. Ne va sottovalutato, a mio avviso, e mi avvio a concludere, il fatto che al Titolo II dello schema, l'accordo può rappresentare esso stesso un'opportunità nello stabilire un impegno specifico dello Stato nel finanziare interventi strutturali, ed in particolare il secondo comma dell'articolo 5 che prevede la possibilità di incremento delle risorse dedicate, destinate a queste funzioni. In ogni caso, è e rimane, a mio avviso, preminente, centrale l'esigenza di perseguire l'obiettivo di migliorare, modernizzare, rendere efficiente il servizio e, sotto questo profilo, l'acquisizione delle competenze e quindi l'assunzione di governo del trasporto pubblico locale è essenziale; prima avviene, meglio è. E' auspicabile, quindi, che il Consiglio regionale approvando i contenuti dello schema proposto, rafforzi la Regione anche in sede di approvazione finale e dei successivi adempimenti attuativi.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Orrù.

E' iscritto a parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi del consiglio, per inquadrare meglio i problemi oggi in discussione, le ragioni pratiche, di chiarezza, e per comprendere fino in fondo di che cosa stiamo discutendo e per un'assunzione di responsabilità politica da parte di tutti quelli che oggi stanno per compiere in questa aula un vero e proprio misfatto. Non c'è bisogno di fare grandi ricorsi alla storia dei trasporti in Sardegna, ma credo che noi dobbiamo fare almeno un passo indietro, e dobbiamo guardare agli accordi sottoscritti negli anni scorsi tra la Regione e lo Stato che oggi vengono clamorosamente disattesi. Questo modo così superficiale di banalizzare un problema così importante a me, sinceramente e francamente, sembra una cosa non utile. Senza andare molto lontano nel tempo, mi riferisco all'Intesa istituzionale di programma sottoscritta tra il Governo Palomba e il Governo D'Alema e da me confermato e precisato il 21 marzo del 2000 con lo stesso Governo nazionale e con la firma dell'allora Sottosegretario delegato onorevole Macciotta. Io non sto qui a leggere che cosa diceva quell'Intesa istituzionale di programma, mi limito a dirvi che quell'Intesa istituzionale di programma prevedeva il riammodernamento di tutte le strutture che riguardavano il trasporto pubblico, locale, renderle efficienti e competitive al pari delle altre Regioni italiane. A fronte di questo impegno, ma non solo di questo perché c'è tutta la partita dell'insularità, della continuità territoriale aerea e marittima, delle persone e delle merci, la partita dell'energia per la produzione e per i servizi, stiamo cioè parlando del motore del nostro sviluppo, che con i collegamenti esterni e quelli interni poteva e doveva, può, per quanto ci riguarda e deve trovare da parte dello Stato l'attenzione e quelle considerazioni riservate ad altre parti del paese, la cui disattenzione, invece, è mancanza di considerazione da parte del Governo nazionale, e mette la Sardegna in condizioni di non parità rispetto alle altre regioni d'Italia, determina l'attribuzione di risorse in quantità inferiori a quelle dovute, perpetuando un differenziale di sviluppo che rende la Sardegna sempre più povera, sempre più arretrata, e per quanti sforzi si faccia non in grado di coprire e di annullare quel gap che la separa dalle Regioni più evolute d'Italia e porsi con esse in competizione. L'intesa conseguita con il Governo; con la legge finanziaria dello Stato lo scorso anno sulle entrate tributarie proprie della Regione ne è un esempio. È stato sottoscritto un accordo che penalizza la Sardegna non solo rispetto ai debiti che lo stato avrebbe ed ha nei confronti della nostra Regione, ma perpetua una situazione di sudditanza e di sottomissione inaccettabili. Il presidente Soru, la Giunta e la maggioranza, contravvenendo alla volontà espressa a sostegno di questa vertenza da parte dell'Assemblea e del popolo sardo, sta portando avanti anche in questa circostanza. Altra cosa è, signor Presidente e colleghi del Consiglio, per fare un riferimento concreto e per capire che differenza c'è nella trattativa tra le altre regioni e la Sardegna, il risultato ottenuto recentemente dalla Regione Friuli Venezia Giulia con il decreto legislativo 31 luglio 2007 (quindi stiamo parlando di giorni, di ore fa), con il quale sono state riconosciute e disciplinate le modalità di attribuzione delle quote dei proventi erariali spettanti alla Regione, tutte le modifiche portate al sistema informativo dell'Agenzia delle entrate per consentire i trasferimenti diretti delle quote dei proventi erariali spettanti alla Regione e oggetto di versamento unificato e di compensazione nell'ambito territoriale. Non so per qualche collega disattento se queste cose vogliono dire qualcosa o non vogliono dire nulla, oppure stiamo parlando in un linguaggio che non è il nostro. Allo stesso modo affluiranno alla Regione Friuli presso la Tesoreria centrale dello Stato le quote dei proventi diversi riversate dai soggetti ai quali affluiscono, così come affluiranno a quelle casse regionali le ritenute sui redditi da pensione riferite a soggetti passivi residenti nella Regione ancorché riscosse fuori dal territorio regionale. Tutto ciò in attuazione di un protocollo d'intesa, come quello che avevamo firmato noi, del protocollo d'intesa Stato-Regione stipulato nell'ottobre del 2006 e portato avanti col decreto al quale io mi sto richiamando, che detta linee concordate e condivise di sviluppo, rivisita i rapporti finanziari in essere, riconosce i crediti vantati nei confronti dello Stato e tutta una serie di impegni in materia finanziaria di grande vantaggio per la Regione Friuli. Significativo di quell'intesa, colleghi del Consiglio, è l'articolo 4 di quel protocollo in materia di viabilità e trasporti. Con esso le parti hanno convenuto di definire la quantificazione condivisa - condivisa! - delle risorse necessarie a che cosa? A finanziare le funzioni in materia di viabilità e trasporti, di servizi ferroviari interregionali e regionali, riconoscendo congrue tutte le richieste fatte dalla Regione Friuli. Alla Sardegna, invece, si vuole trasferire rottami e bulloni e una quantità di risorse sufficienti solo ad assicurare l'ordinarietà dei servizi, inadeguati per un breve lasso di tempo, ponendo a carico della Regione e dei sardi oneri insostenibili per un servizio, qual è il trasporto pubblico locale, che rientra tra quelli essenziali primari qual è la garanzia della libera circolazione nell'ambito territoriale nazionale costituzionalmente tutelato. Alla Regione Sardegna con le norme che si vorrebbero approvare, con le norme di attuazione che ci vengono proposte, se verranno accettate da questa Assemblea e io mi auguro di no, dietro una parvenza di promesse di garanzia di un servizio autonomo diretto, di una competenza di importanza vitale per i cittadini e per l'economia, di fatto dopo tre anni di un finanziamento esiguo, che serve sì e no a pagare gli stipendi ma neppure, viene sottratta la facoltà materiale di esercitare una funzione essenziale non avendo le risorse per dare e per gestire un servizio sufficientemente moderno perché ci viene oggi trasferito obsoleto, inadeguato e insufficiente nelle strutture, negli strumenti, nei mezzi e nel l'organizzazione. Sono solo alcune delle ragioni per le quali noi riteniamo di non dare il nostro sostegno a questo provvedimento. Come abbiamo sostenuto anche in Commissione avremmo preferito, preferiremmo, abbiamo auspicato una rivisitazione del protocollo d'intesa firmato tra la Regione sarda e lo Stato nazionale, di un protocollo d'intesa generale nel caso di specie dei trasporti, per adeguare strumenti e risorse e far in modo che lo Stato ci trasferisse strutture e mezzi ammodernati ed efficienti in grado di rispondere al meglio alle esigenze dei cittadini e della comunità al pari dei servizi del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, che abbiamo preso a riferimento, e non ferri vecchi e impianti obsoleti. La Regione Sardegna, come è già accaduto con l'accordo per il Titolo III dello Statuto inserito nella finanziaria 2007, anche in questa partita si è accontentata di quello che passa il convento, di giocare al minimo, non rispettando neanche il contenuto della legge finanziaria del 2007, ma surrettiziamente facendosi trasferire altre competenze che non erano previste in quella legge e, anziché andare alla trattativa, accontentandosi di queste norme di attuazione. Ha giocato addirittura al ribasso talché nella stessa relazione dello schema di decreto legislativo si mette in risalto che sotto il profilo finanziario il trasferimento previsto si traduce in un onere per la Regione. Perché poi l'Assessore dice: "Noi abbiamo soldi, abbiamo soldi qua, abbiamo soldi…" …nostri! Soldi nostri! Chi deve mettere i soldi è lo Stato, non siamo noi a mettere i soldi per un servizio del genere in quanto avviene con il semplice passaggio alla Regione e per il solo triennio 2007-2009 della somme attualmente stanziate nel bilancio dello Stato per la gestione dei servizi, senza ulteriori risorse per il risanamento tecnico ed economico delle gestioni. Per di più a partire dal 2010 - e saranno dolori e preoccupazioni per la Regione, per il personale, per le loro organizzazioni di rappresentanza, che ricadranno tutte sugli utenti - tutti gli oneri saranno a carico della Regione, e inglobati nelle risorse che affluiranno attraverso la scellerata modifica all'articolo 8 dello Statuto operata con il comma 835 dell'articolo 1 della suaccennata finanziaria e per le conseguenze nefaste dell'altrettanto scellerata finanza creativa inventata dal presidente Soru, connivente il Governo nazionale, che ha sottratto le entrate in quegli anni previsti, ben 500 milioni annui proprio a partire dal 2010 e fino a 2015, ben 2 miliardi e mezzo di euro per fingere di aver risanato i bilanci del 2006 e del 2007, e che di fatto ha aperto una voragine sui conti pubblici - ci ritorneremo in occasione del bilancio e della finanziaria, se e quando verranno presentati - che turberanno molto e non poco i sonni di chi avrà l'avventura e l'onere di governare la Sardegna nel prossimo futuro.

Un'ulteriore gravame deriva dall'aver accettato di accomunare la gestione delle Ferrovie di Sardegna e Ferrovie meridionali sarde in servizi di trasporto pubblico locale regionale erogate da Trenitalia, classificati anch'essi come trasporto pubblico locale. La salvaguardia prevista dall'articolo 5 dello schema di norme di attuazione che rimanda ad un futuro accordo di programma da stipularsi al di fuori del quadro complessivo dell'intesa istituzionale per individuare ulteriori servizi e risorse e la salvaguardia di cui all'articolo 6 per l'eventuale trasferimento, richiesto dalla Regione, di infrastrutture ferroviarie che fanno capo a Rete ferroviarie italiane SpA che non fossero più ritenuti di rilevanza per il sistema ferroviario italiano rappresenteranno, così concepiti, una vera e propria "Caporetto" per il sistema Sardegna, perché vuol dire che con quattro soldi lo Stato si libera di un dovere civico nei confronti dei sardi ai quali, invece, dovrebbe garantire, come garantisce tutti gli altri cittadini italiani. E questa è l'ulteriore conferma, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che ci troviamo di fronte ad un Governo regionale debole, remissivo, inesistente, che si occupa di tutto tranne che dei problemi della Sardegna, capace solo di fare la voce grossa nell'isola, ma poi di inginocchiarsi al cospetto del Governo nazionale. Ben altro i sardi e la Sardegna si sarebbero attesi da un Presidente governatore, da una vertenza Sardegna che rappresenta l'emblema di un'affermazione di autonomia statuale, di una Sardegna nazione, di una Sardegna proiettata in Italia e in Europa, unite tutte per valorizzare veramente le nostre non comuni capacità e, checché se ne dica, le nostre risorse umane, materiali e immateriali che ne fanno un unicum in grado di attuare interessi e sviluppo economico e sociale. Tutto questo non c'è, ci stiamo assumendo una grave responsabilità nei confronti dei sardi e tutto parte proprio da questa idea che chi va a Roma possa determinare il nostro destino, infischiandosene di tutto quello che avviene anche in Consiglio regionale. Mi meraviglia che la maggioranza e che parti sensibili di questa maggioranza non ritengano di approfondire un argomento così importante per lo sviluppo della Sardegna, così delicato, che non ha tempi, perché non ha tempi, anche questa celerità con la quale la Commissione ha voluto lavorare e portare avanti una cosa che può essere approvata oggi e che può essere approvata quando si vuole, con questa storia di dire "Dobbiamo avere le competenze, deve essere la Sardegna a decidere il nostro destino", ma se la Sardegna non ha le risorse non potrà mai essere in condizioni di farlo! E gravare sempre sul bilancio della Regione e sui poveri sardi non è certamente una politica lungimirante.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, Assessori e colleghi, io spero che prima di approvare questo provvedimento - che riguarda le norme di attuazione del trasporto pubblico locale - questo Consiglio rifletta e legga bene quanto contenuto nel testo, perché io credo che dovrebbe preoccuparsi molto di quello che sta avvenendo in Sardegna e io credo anche che il passaggio di competenze dallo Stato nei confronti della Regione deve essere un passaggio che non veda penalizzata assolutamente la Regione. Io sono molto preoccupato per quello che potrebbe succedere nel prossimo futuro, anche perché se è vero che la finanziaria del 2007 che ha modificato l'articolo 8 dello Statuto e quindi dà competenze alle Regioni in materia di trasporto pubblico locale, è vero che noi forse ci stiamo assumendo un onere eccessivo per quanto riguarda il futuro della gestione di questo servizio. Dico questo non perché io sia contrario che la Regione, alla fine, assuma competenze così come previsto dalla legge in materia di trasporto pubblico locale, ma il vero problema è che noi stiamo assumendo queste competenze senza avere chiesto allo Stato quelle garanzie che sarebbero state assolutamente indispensabili per rendere più agevole e funzionale il servizio del trasporto pubblico locale. Allora, bisogna dire che è scritto già nella norma che la Regione si accontenta di avere il finanziamento da parte dello Stato per il triennio 2007-2009 conteggiando soltanto le spese che in questo momento lo Stato spende per quanto riguarda le ferrovie della Sardegna e le ferrovie meridionali sarde e quindi si tratta di 19 milioni di euro annui. Poi, praticamente, dal 2010, la Regione sarda dovrebbe pagare dal proprio bilancio il funzionamento del servizio del trasporto pubblico locale. Allora io, Assessore, le faccio una domanda a lei: ma le sembra corretto che la Regione accetti una condizione come questa, di 49 milioni di euro, quando si sa come hanno funzionato in questi anni le Ferrovie meridionali sarde e le Ferrovie della Sardegna? Noi stiamo accettando un compromesso al ribasso da parte dello Stato e verrà ulteriormente penalizzata la Regione sarda. In questi ultimi anni sono stati persi moltissimi posti di lavoro, oggi praticamente nelle Ferrovie della Sardegna ci sono circa 1350 dipendenti e 280 ce ne sono nelle Ferrovie meridionali sarde, ma noi abbiamo perso moltissimi posti di lavoro in questi anni, come ci poniamo noi nei confronti della occupazione per quanto riguarda questo settore nei prossimi anni? Non abbiamo contrattato certamente nulla nei confronti dello Stato, ma soprattutto noi non siamo stati in condizione, prima di accettare questo passaggio alla Regione sarda, di mettere a posto la rete ferroviaria, di fare in modo che, effettivamente, questa sia competitiva con le altre reti ferroviarie dell'Italia e dell'Europa. Lo stesso Statuto autonomo della Sardegna dice che deve essere messa in condizioni, la Sardegna stessa, di poter avere un servizio ferroviario adeguato ai tempi che stiamo vivendo, ma mi pare che la Regione sarda, noi - per dire la verità - abbiamo votato da subito contro questo provvedimento, quando la Regione sarda si è accollata, di fatto, questa competenza di gestire in proprio il trasporto pubblico locale, in particolare il passaggio delle Ferrovie della Sardegna con le Ferrovie meridionali sarde, ma il vero problema - io lo dico - è che noi non siamo stati in grado di contrattare col Governo nazionale interventi adeguati, questo passaggio noi lo dovevamo fare una volta che lo Stato metteva a posto queste ferrovie, oggi non ci sono veramente le condizioni per accettare un servizio, per accettare delle strutture che sono delle vere e proprie macerie, oggi, in Sardegna. Questo il vero problema! Non ci stiamo assumendo veramente un grande onere e io credo che questo passaggio sarebbe potuto essere fatto una volta aver contrattato con lo Stato interventi concreti, capaci di mettere in condizioni il sistema ferroviario sardo e di essere competitivo, perché in questi ultimi anni è successo che ormai il trasporto si è spostato tutto su gomma con gravi oneri per la popolazione sarda perché ormai le ferrovie sarde, le Ferrovie dello Stato, non le utilizza quasi più nessuno perché non ci sono stati interventi capaci di renderle più funzionali, di modernizzarle. Allora, invece di fare una battaglia nei confronti dello Stato per far sì che si creino delle infrastrutture che siano adeguate, che siano capaci di spostare il trasporto delle persone e delle merci su gomma e spostarlo verso il tema ferrato, che è molto più economico, molto più efficiente, noi in questi ultimi anni non siamo riusciti ad invertire questa tendenza, questo con gravi danni all'economia della Sardegna e con grave intasamento anche di tutta la viabilità della Sardegna. Basta vedere oggi cosa sta succedendo nella "131" e nelle altre direttrici importanti della Sardegna per renderci conto, effettivamente, qual è il traffico oggi che sopportano queste strade proprio a causa di una inefficiente e di una carente presenza di servizio ferroviario in Sardegna.

Quindi, io credo, Assessore, che questo passaggio può essere fatto, ma noi dobbiamo avere la certezza che oggi il sistema ferroviario deve essere ammodernato e deve essere reso in condizioni di essere agibile. Se noi ereditiamo e prendiamo in carico un sistema come questo sarà veramente un grave problema per il prossimo futuro e la Regione non sarà in condizione di accollarsi queste spese perché noi, praticamente, stiamo accettando il trasferimento delle competenze dallo Stato alla Regione con le stesse spese col quale veniva gestito malissimo il servizio ferroviario. Ma se veniva gestito male - e tutti lo sappiamo - il sistema ferroviario fino ad oggi, non possiamo pensare che con gli stessi soldi la Regione sarda possa migliorare la situazione. Io credo, quindi, Assessore, consiglieri e colleghi, mi riferisco, insomma, vada analizzato bene questo testo perché c'è il pericolo effettivamente che la Regione sarda si accolli delle competenze senza avere risorse adeguate che siano capaci di mettere in funzione un sistema che, di fatto, sta facendo acqua da tutte le parti.

Io voglio sottolineare anche un'altra anomalia che vedo e che è contenuta nel titolo 2 del provvedimento, Assessore, e che riguarda l'articolo 4, e questa è una novità per quanto ci riguarda, l'articolo 4 praticamente dice che non solo le ferrovie della Sardegna, ma anche le ferrovie meridionali sarde passano alla Regione per fare un sistema integrato e su questo possiamo anche discutere a condizione che lo Stato intervenga prima, che è quella la condizione più importante. Ma l'articolo 4 dice che sono trasferite alla Regione le funzioni e i compiti del servizio del trasporto pubblico ferroviario nazionale, quindi la Regione sarda anche per quanto riguarda le Ferrovie dello Stato, si sta assumendo compiti e funzioni, però anche su questo bisogna dire cosa succederà domani per quanto riguarda questo servizio. Lei sa, Assessore, che oggi le Ferrovie dello Stato hanno in Sardegna 1200 dipendenti e che negli ultimi 10 anni abbiamo perso 3000 posti di lavoro? Come si comporta la Regione nei confronti dello Stato per quanto riguarda l'occupazione? Lascerà questi 1200 dipendenti o c'è la possibilità che ci sarà un recupero di tutte quelle 3000 persone che lavoravano nelle Ferrovie dello Stato e che hanno perso il lavoro. Qual è l'accordo che la Regione raggiungerà nei confronti dello Stato per quanto riguarda il funzionamento delle Ferrovie dello Stato? Io ho sentito una dichiarazione del Presidente nazionale delle Ferrovie dello Stato che diceva nel mese di agosto che loro volevano scaricarsi di queste ferrovie in Sardegna perché erano assolutamente antieconomiche e pertanto non avevano interesse a tenerle. Bene, la Regione sarda dopo che il Presidente delle Ferrovie dello Stato nazionale, il dottor Moretti, poi ha rettificato dicendo che non voleva dire quello, ma la realtà è che praticamente ha sostenuto in una dichiarazione che lo Stato si voleva liberare delle ferrovie proprio perché erano antieconomiche.

Ma adesso mi dovete spiegare perché se lo Stato si vuole disfare delle Ferrovie dello Stato in Sardegna, perché noi dovremmo accollarci questo onere per giunta senza risorse aggiuntive! Questo è il vero problema. Allora, secondo noi, noi stiamo facendo un grave errore, questo Consiglio regionale, questa Giunta regionale sta facendo un grave errore perché praticamente noi ci stiamo accollando un servizio che noi non riusciremo a gestire, soprattutto non siamo riusciti a contrattare sia per quanto riguarda la presenza del personale che oggi è impegnato nelle Ferrovie dello Stato, ma sia soprattutto per quanto riguarda la modernizzazione del sistema ferroviario, perché qui ci vuole un intervento forte da parte dello Stato, e io non vedo nessun accordo che in questo momento è stato fatto, qui si dice che le cose che non servono allo Stato se le può prendere la Regione, ma a quali condizioni? Io credo che veramente se dovesse passare il provvedimento così come noi lo stiamo predisponendo, di passaggio anche delle funzioni e dei compiti delle Ferrovie dello Stato alla Sardegna, io credo che la Sardegna senza nulla ottenere in cambio si sta assumendo una grande responsabilità, un grave onere che non riuscirà a onorare nei confronti dei sardi perché è questo il vero problema, Assessore, noi ci stiamo accollando dei compiti e delle competenze senza aver contrattato nei confronti dello Stato, risorse aggiuntive, risorse capaci che ci permettano di garantire un servizio ferroviario adeguato, che ci permettano di mantenere anche livelli occupazionali che fino adesso sono stati importanti e che mi pare che in questi ultimi anni hanno avuto una fortissima riduzione. Ecco, io credo che noi invece di fare questo tipo di interventi penalizzanti per la Regione sarda, io credo che la maggioranza e la Giunta regionale avrebbero dovuto mettere mano seriamente al piano regionale dei trasporti, fare in modo che effettivamente si faccia un discorso più complessivo sui trasporti in Sardegna che sia capace veramente di creare quelle condizioni, quell'integrazione che c'è all'interno del trasporto pubblico locale in Sardegna, ma mi pare che noi così come stiamo andando, camminando a piccoli passi e soprattutto in certe situazioni facendo interventi che sono di dubbia utilità, io credo che noi non risolveremo certamente i problemi dei trasporti in Sardegna. Bene avrebbe fatto questa maggioranza e questa Giunta regionale a fare proposte concrete che riguardano i trasporti complessivamente in Sardegna, che ci sia un piano organico che ci permetta di superare questa situazione di disagio, la situazione di disagio dovuta soprattutto all'insularità e alla difficoltà che c'è praticamente per collegarsi con il continente.

Pertanto, io invito la maggioranza, l'Assessore, i colleghi del Consiglio a vedere bene quanto contenuto in questo provvedimento perché rischia di essere un provvedimento che danneggia ulteriormente le già precarie condizioni economiche e sociali della Sardegna.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Intervengo molto brevemente per esprimere parere favorevole sull'ordine del giorno che è stato illustrato in apertura dall'onorevole Giambattista Orrù e in ragione della conclusione positiva dell'esame avvenuto nelle Commissioni di merito circa la norma di attuazione che trasferisce in via definitiva la competenza in materia di trasporto pubblico interno, di trasporto pubblico locale all'amministrazione regionale con il trasferimento delle ferrovie in concessione. Le osservazioni che venivano fatte sull'idea che la Sardegna sia una sorta di, o sia governata in modo tale che viene gioco facile al Governo nazionale, poi bisognerebbe capire quale Governo nazionale, perché questa lamentela noi ce la trasciniamo da cinquant'anni e quindi abbiamo avuto sempre Governi nazionali che ci hanno trattato da patrigni, non da padri, da soggetti esterni, ci hanno imposto modelli di sviluppo, ci hanno obbligato a vivere in condizioni di difficoltà, ci hanno mantenuto ai margini, io credo che insomma questa tesi sia una tesi ormai trita e ritrita, ormai consumata, ormai anche difficilmente sostenibile. Credo che invece la tesi che oggi noi dobbiamo sostenere, è capire se noi abbiamo la capacità di organizzare noi stessi, e utilizzare tutte le disposizioni legislative, tutte le possibilità che ci vengono date dalla nostra Costituzione, dallo Statuto speciale, dalla legislazione nazionale, anche quella comunitaria e regionale vigente, per fare al meglio le cose che dobbiamo fare. Non per fermarci a guardare e a piangerci addosso, ma per fare le cose che dobbiamo fare. Noi arriviamo con notevole ritardo, questa è la legislatura che sta attuando in Sardegna Bassanini, perché quella precedente l'abbiamo persa e ogni volta che tentiamo di andare avanti sul terreno riformatore, anche affrontando una discussione difficile, spesso anche con tratti durissimi e tiriamo fuori un prodotto, ecco che esce fuori la tesi che abbiamo giocato, fermo gioco, nulla vale e ricominciamo da capo. Questa è la nostra incapacità, in questo sta la nostra difficoltà. Noi dobbiamo andare avanti e dobbiamo assumerci la responsabilità di gestire tutto quello che in questo territorio deve essere organizzato e deve essere realizzato. Il sistema di trasporto pubblico locale deve essere nell'ambito… Il governo del sistema pubblico locale deve essere esercitato integralmente dalla Regione. Ci sono problemi di natura finanziaria? C'è la necessità di recuperare ulteriori risorse? Bisogna attivare con lo Stato un rapporto più stringente su questo terreno e non solo su questo terreno? Lo facciamo. E facciamolo insieme, per dare più forza, ma non fermiamoci, non impediamo a questa Regione di esercitare pienamente le proprie funzioni di governo.

Prima si diceva dell'agricoltura, di un sistema di debiti che a qualcuno è piaciuto, ne ha tratto anche vantaggio, e qualcun altro l'ha invece piegato, gli ha tolto le possibilità di sostentamento, lo caccia ai margini della società, togliendogli lavoro e la possibilità di produrre e di vivere. Su questo terreno la responsabilità è nostra. È possibile che noi facciamo le leggi e, ben sapendo che ci sono le regole, non le notifichiamo neppure all'Unione Europea? È possibile che accettiamo di coprire con fideiussioni pubbliche risorse che si prendono a prestito a tassi di interesse inauditi, del 24 e 25 percento? È possibile che le cose le lasciamo marcire per decenni e poi ci accorgiamo improvvisamente che non funziona nulla? Io credo che questo non possa essere più sostenibile. Ecco perché la regola che ci dobbiamo dare, anche in questa circostanza, è quella che non ci si ferma, che si va avanti, che queste è un popolo in grado di assumersi le responsabilità che deve esercitare. E la sua classe politica, poco, poco, si mette in linea con quello che pensa il suo popolo, non lo contrasta sistematicamente pensando, in maniera presuntuosa, di avere sempre ragione, anche quando ha torto.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Uras.

E' iscritto a parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Grazie signor Presidente, colleghi consiglieri. Il trasporto pubblico locale è uno dei tasselli fondamentali per disegnare il modello di sviluppo regionale. Spero questo sia chiaro a tutti, perché non si fanno discorsi ideologici, ma solo di sano pragmatismo. Il trasporto pubblico, infatti, acquista rilevanza e senso se lo si inquadra nel complesso reticolo della continuità territoriale: persone e merci. La mancata soluzione del problema determina inevitabilmente un deficit strutturale per la Sardegna, in quanto rende ancora più grave il problema dell'insularità, continuità esterna, e quello dei collegamenti interni, continuità interna. Il risultato finora raggiunto, in questa realtà, è fatto di zone interne tagliate fuori dai circuiti sociali e produttivi, e di realtà non costiere soggette a spopolamento, in ciò gravate anche dalla scellerata decisione governativa di tagliare uffici giudiziari, uffici postali. Villagrande Strisaili docet. Una catastrofe che passa nel silenzio e nell'indifferenza più totale e viene surrogata da mirabolanti progetti di riforma che non migliorano la realtà e anzi, spesso, peggiorano la già scarsa qualità esistente. Occorre sgomberare il campo da questi perfidi equivoci in materia di autonomismo. Si sostiene, con superficialità, che avere in gestione il trasporto pubblico locale equivale ad avere allargato la sfera di disponibilità autonomistica della Regione; corollario non logico di tale affermazione: "Chi critichi l'attribuzione autonomistica di competenze e anti-autonomista". Per sfuggire a queste aberrazioni, e tanto più nell'ambito delle politiche sardiste che non hanno atteso di certo le sirene dei nuovi apprendisti stregoni, occorre anche sottolineare che disporre formalmente di competenze senza copertura finanziaria significa gravare i diritti dei cittadini. Vorrei ricordare la legge 144 del '99, che vedeva finalmente il Parlamento italiano sensibile ad assicurare ai Sardi la continuità territoriale. Una bella legge, però senza copertura finanziaria, quindi una beffa per i sardi, l'ennesima. La legge regionale sul conferimento di funzioni e compiti alle autonomie locali è illuminante in proposito. Si è scaricato ai comuni e alle province tante di quelle competenze, senza risorse umane, risorse finanziarie, e alla fine saranno commissariati perché, non essendo in grado di adempiere a questi impegni, si sostituirà la Regione con questo rigurgito neo-centralista. È inutile gestire il trasporto pubblico se non si ha la certezza di poter disporre con continuità di risorse davvero coerenti. Puntare, nel migliore dei casi, ad avere le risorse almeno pari a quelle finora erogate dallo Stato significa non aver compreso due aspetti determinanti. Le risorse statali finora erogate non si sono rivelate neppure lontanamente sufficienti a garantire la mobilità interna. Una partita complessa come il trasporto pubblico locale non solo non doveva essere giocata su basi ragionieristiche calate sul presente, ma avrebbe dovuto essere analizzata in base ai reali bisogni delle popolazioni interessate. Su queste basi, appare evidente, che il trasporto pubblico locale peserà assai più sulle casse regionali perché, come vedremo avanti, occorrono molte più risorse di quelle attese per ripensare il modello di sviluppo che passa per il trasporto, con il rischio assai evidente che per far fronte, nei prossimi anni, ad un tracollo annunciato sarà gioco forza obbligatorio ridurre drasticamente le tratte. E questo è un appello rivolto a quella parte della maggioranza riformista e non radicale.

Avverrà, tutto questo, secondo calcoli ragionieristici che non tengono conto della specialità della Sardegna: articolazione territoriale, condizione economica e sociale delle popolazioni interne, mancanza di ammortizzatori sociali, situazioni di viabilità e della tutela dei diritti delle fasce più deboli. Il trasporto pubblico in Sardegna penalizza, più che in altre realtà industrializzate, chi non ha i mezzi per ovviare a tagli e penalizzazioni varie. "Autonomismo" significa, anche nell'accezione più elementare: aumento dei diritti individuali e collettivi, condizioni economiche e sociali più alte, gestione più efficiente della cosa pubblica, osmosi tra competenze e risorse. Questo è l'unico vero autonomismo. In nome di un pseudo autonomismo lo Stato ha provveduto, nel tempo, a scaricare sulle Regioni tutto ciò che ormai sa di ferrovecchio, senza neppure preoccuparsi di varare una riforma in senso federalistico-fiscale, tale da permettere alle regioni di gestire ancora meglio le nuove competenze scaricate.

Noi siamo stati antesignani di quella politica per l'evoluzione dei trasporti pubblici locali, abbiamo gridato allo scandalo quando il Monarca pro tempore, in perfetta solitudine, e in coerente stile oligarchico, ha tradito il movimento collettivo dei sardi nella vicenda delle entrate, e ha ritenuto opportuno giocarsi la sua partita con il Governo, contro lo spirito della battaglia, e persino all'insaputa della sua maggioranza. Una partita scellerata, attuata in violazione dello Statuto speciale, della prassi giuridico-politica. Mai s'era vista una Regione contrattare una norma del Titolo terzo, senza un coinvolgimento delle istituzioni regionali rappresentative. L'articolo 54 del vigente Statuto dice che: "le disposizioni del Titolo terzo del presente Statuto possono essere modificate con leggi ordinarie della Repubblica, su proposta del Governo o della Regione. In ogni caso sentita la Regione". E ciò non è avvenuto, come tutti sanno. Sempre, questo grido appassionato è rivolto alla parte della maggioranza riformista e non radicale. Nessuno gli ha dato mandato al Governatore di allargare le maglie della battaglia trasversale dei sardi, con conseguente scaricamento sulle già gracili spalle regionali di macigni come: sanità, continuità territoriale, trasporto pubblico locale, senza certezze sulle risorse.

L'esibito trionfalismo mediatico, alla prova dei fatti, rivela la propria intima natura truffaldina, oggi siamo chiamati a pronunciarci sulla completa partita del trasporto pubblico locale e le prime magagne sono già evidenti. Nulla da dire sulla mole straordinaria di terreni, fabbricati, infrastrutture, allegato in quel corposo volume che abbiamo visto con abbondantemente attenzione. Ma come già si sapeva, dai tempi della scellerata riforma dell'articolo 8, i trasferimenti finanziari dallo Stato alla Regione sono limitati al triennio 2007-2009 e riguardano solo ed unicamente le somme attualmente stanziate nel bilancio dello Stato per la gestione dei servizi. Le somme attuali, tuttavia, sono già oggi insufficienti per poter sostenere una situazione complessa come il trasporto pubblico locale isolano. Arriva poi la precisazione davvero scandalosa secondo cui tale stanziamento, limitato al triennio 2007-2009, è da intendersi senza alcuna destinazione di ulteriori risorse per il risanamento tecnico ed economico delle gestioni medesime (articolo 3, comma 2, dello schema di attuazione) tradotto da giuridichese ciò significa che la Regione eredita aziende decotte che hanno bisogno eufemisticamente di essere risanate e che lo Stato non se ne farà carico, ciò significa che sin da oggi la situazione è esplosiva dal punto di vista finanziario dato che è impensabile che la Regione gestisca il trasporto pubblico locale senza pensare di risanare e di innovare tecnologicamente i trasporti, e ciò si deve fare senza avere alcuna copertura finanziaria. Non a caso il comma 3 sancisce con precisione che lo Stato si fa carico dei soli oneri derivanti da fatti anteriori al trasferimento e non siano ricavabili dalla documentazione attuali agli atti, si tratta di una clausola di garanzia a favore dello Stato che si cautela con precisione analitica, quando invece si tratta di diritti dei sardi, talvolta le clausole sono generiche, è un esempio eclatante di tale stile l'articolo 5 dello Schema. Sotto questi profili appare evidente che la riforma, richiesta unilateralmente e subìta collettivamente…

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RASSU

(Segue ATZERI.) oltre ad essere un chiaro esempio di avvelenamento dei pozzi contro chi subentrerà al Governo della Regione, rappresenta un chiaro esempio di sciatteria politica ma anche infatti un serio progetto di gestione del PTL, si naviga a vista non si ha il coraggio di denunciare che lo schema di attuazione disegna un patto …. tutto questo nel quadro di una sostanziale emarginazione della specialità. Se poi andiamo al concreto, vediamo l'articolo 5, comma 1, che rimanda ad un accordo di programma tra Regione e Ministero dei trasporti e dell'economia per individuare i servizi trasferiti e le relative risorse finanziarie atte a garantire un livello di servizi adeguato alle esigenze della popolazione. E si precisa che tale livello non può essere inferiore a quello attuale. Tale disposizione è francamente ridicola! Il livello dei servizi adeguato alle esigenze dei sardi lo può determinare solo chi conosce, o dovrebbe conoscere, la realtà, vale a dire la Regione, ma finora non esiste un piano adeguato che contenga un'analisi reale dei bisogni, non solo attuali, ma anche futuri. Inoltre si ricorda che il livello dei servizi non può essere inferiore all'attuale, ma ciò denuncia un male d'origine, l'attuale situazione infatti è largamente deficitaria e la prospettiva di poter disporre di risorse che nel migliore dei casi saranno pari alle attuali, la dice lunga sulla capacità di governo di questa maggioranza. L'articolo 5 comma 2, assomiglia più ad una dichiarazione programmatica che ad una norma, dispone infatti che il medesimo accordo di programma possa definire eventuali risorse aggiuntive derivanti dall'esercizio delle funzioni conferite, può, non si significa deve, e quindi rimanda alla … dei contraenti, ed in particolare di quello più forte, il quale non avendo vocazione storica al masochismo non ha mai fatta a Carachiri. Infine aleggia lo spettro dell'articolo 6 che riguarda l'eventuale trasferimento alla Regione di eventuali infrastrutture ferroviarie della rete ferroviaria italiana, qui c'è una clausola pericolosa, in bianco tra l'altro: "la Regione può richiedere il trasferimento al proprio patrimonio di beni, impianti ed infrastrutture della RFI, ma solo di quei beni, impianti di infrastrutture che non fossero più ritenuti di rilevanza per il Sistema ferroviario nazionale" Tradotto dal politichese, ciò significa che la Regione rischia di vedersi appioppare materiali decotti, senza neppure clausole di garanzia circa le risorse necessarie per avere in carico anche questo macigno. Ancora una volta la Regione sta avvallando una operazione di becero colonialismo. Le dismissioni statali non sono mai state a costo zero, e sulle generazioni future sarà caricato un fardello avvelenato di una scellerata politica antiautonomistica fatta di spot e di riforme di facciata. Cosa c'entra tutto questo con l'autonomismo? Con l'intento di responsabilità? Con il desiderio di essere adulti, di crescere? Questo è di un'arrendevolezza spaventosa, e siccome la Regione ha toccato una parte dello Statuto speciale, con la figura del Governatore, senza il coinvolgimento di questa Assise, questa la dice lunga anche sul rispetto che ha della stessa maggioranza che spesso è costretta ad accettare macigni, come questi, che incideranno notevolmente nelle asfittiche casse della Regione sarda. Io attenderò con pazienza la replica dell'Assessore perché se dimostrerà che le risorse esistono e convincerà… noi assumeremo un atteggiamento responsabile. Però, queste perplessità, nascono da tante battaglie perse nei confronti di uno Stato che ha dimostrato insensibilità, il fatto stesso che debba ai Sardi quei 10 mila miliardi di vecchie lire e abbia promesso di darcele nel tardissimo 2013, scaricandoci in compenso queste competenze terribili, io credo che debba farci riflettere, perché qui non bisogna fare autarchia, trasfusioni di autonomismo, di facciata, qui bisogna diffidare dall'atteggiamento di uno Stato che, ripeto, anche a fronte di leggi del Parlamento italiano, come quella "144", che finalmente sanciva, anche per i sardi, il diritto di spostarsi in regime di continuità territoriale, ha poi rimangiato tutto dicendo, con spudoratezza, che non poteva onorare la legge dei sardi perché non c'erano le risorse finanziarie. Ecco, se non dobbiamo diffidare di uno Stato disattento e truffaldino, mi dica, nella replica, Assessore quale atteggiamento dobbiamo assumere?

PRESIDENTE. Grazie onorevole Atzeri. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Grazie Presidente, io credo che, anche per le considerazioni che sono state portate dai colleghi, c'è da stare poco allegri, su questo Schema che viene proposto all'Aula. Intanto il primo problema che balza agli occhi, mi rivolgo all'onorevole Orrù che è persona attenta, dice: "servizi di trasporto ferroviario di interesse regionale, trasferimento delle aziende", solitamente quando si arriva ad un trasferimento di aziende, c'è una parte che compra e una parte che vende, comunque ci deve essere un giusto equilibrio fra le due parti, così sembrerebbe, salvo che al primo punto dell'ultimo capoverso dell'articolo uno termina l'articolo uno dicendo senza maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato. Cominciamo a puntualizzare questo, lo stiamo dicendo noi, Assessore Broccia e onorevole Oppi, noi stiamo dicendo: "senza ulteriori oneri e a carico dello Stato". Mi sarei aspettato una formulazione completamente diversa, perché questa, ovviamente, è una cosa che abbiamo già vinto per altri versanti, l'abbiamo visto per la Sanità, l'abbiamo visto..... in nome di che cosa? In nome del fatto che noi vogliamo essere responsabili o corresponsabili nella gestione della ferrovia in Sardegna? Di questa parte delle ferrovie in Sardegna? La cosa è estremamente preoccupante, cioè stiamo già dicendo, nell'articolo 1, badate bene, lo diciamo al Consiglio regionale, la Giunta ne ha già preso nota, e diciamo anche i sardi, ci stiamo prendendo in casa una patata bollente e lo Stato non ci aiuterà più. Peraltro, il tutto viene aggravato dal capoverso precedente, ove si dice: "nonché le relative aziende e le risorse finanziarie necessarie a garantire l'attuale livello dei servizi erogati dalle gestioni stesse". L'attuale livello dei servizi erogati è pessimo! Nessuno può alzarsi qui a difendere l'attuale servizio che viene erogato, è un servizio pessimo! E se è un servizio pessimo noi stiamo già scrivendo che comunque quello è il livello minimo, non lo dice minimo, dice che devono essere garantiti quei livelli a garantire l'attuale livello dei servizi erogati. Sfido uno in Sardegna, ma anche uno di noi, a trovare un livello corretto e giusto del servizio che viene erogato da queste due aziende. Credo che proprio non se ne possa assolutamente discutere. Ci facciamo carico di tutto un malloppo: il trasferimento è compreso in questo librone; pensate che ci sono ancora le vecchie calcolatrici del subito dopoguerra; pensate che ci sono ancora pullman che non sono più in esercizio; pensate che ci sono treni che non sono più in esercizio, che non vengono utilizzati. Io non lo so, è stato quantificato il costo di rottamazione di tutta questa roba, Assessore? Lei lo sa che per rottamare una delle Panda che c'è qui, c'è bisogno di 250 euro per rottamarla?

Mi chiedo: questa ferraglia vecchia la prendiamo in carico noi? Ma non era forse meglio concordare con lo Stato: caro mio, mi cominci intanto a liberare il campo da tutta questa ferraglia e la trasferisci in altri posti e te ne fai carico, non è che me ne devo far carico io. E invece no, ce la dobbiamo prendere in carico tutta quanta: le calcolatrici Olivetti logos 40, chi è che userà più una calcolatrice oggi veramente non lo capisco. Ci sono ancora le vecchie macchinette per obliterare, ci sono ancora tutta una serie di dotazioni che erano in capo al fattorino, quando esisteva, tutta questa roba ce la stiamo prendendo in carico noi. Perché? Quando lo Stato dice che senza maggiori oneri a carico dello Stato, io credo che sia veramente un fatto certamente da criticare si è fatta questa contrattazione? Si è stabilito che tutta questa ferraglia verrà messa in rottamazione col concorso dello Stato? Col totale concorso dello Stato dico io, perché qui ci sono migliaia di tonnellate di ferro vecchio che non hanno più nessuno utilizzo e che tra l'altro deturpano l'ambiente. A proposito di ambiente, caro Assessore, lo sa lei che le aree che sono oggi piazzali, e che lo sono ormai da 50 anni, i piazzali dove stazionano i treni, dove stazionano gli autobus, i pullman e quant'altro sono di un inquinamento straordinario? Chi è che procede alla bonifica di tutti questi siti? E' stato quantificato questo oppure anche qui senza oneri a carico dello Stato?

Si dice qui che si trasferisce anche il personale. Io spero che il personale, che oggi opera in queste società, sia d'accordo per essere trasferito non si capisce a chi perché i soggetti sono ancora da individuare, non sappiamo chi gestirà questa rete ferroviaria regionale e locale. Però i dipendenti verranno trasferiti. Spero che ci sia stata un'adeguata concertazione con le forze sindacali e che quindi siano tutti d'accordo che i dipendenti andranno dove la Regione dirà che devono andare. Spero che anche questo sia stato concordato. Ma non sarebbe stato meglio, e termino perché non devo assolutamente dire altre cose oltre a quelle che invece condivido tutte dette dai colleghi, fare una trattazione e una trattativa diversa con lo Stato? Caro Stato, questo patrimonio che è indisponibile e che tu vuoi far diventare disponibile, tutto questo rottame che tu hai messo in piedi e che non hai manutentato per tanti anni in Sardegna, fai una cosa te lo tieni tutto quanto tu, trasferisci tutto quanto a Trenitalia, dai i soldi a Trenitalia, imponi a Trenitalia di adeguare la rete ferroviaria sarda, e disfiamoci del problema. Mi sarei preso quantomeno il comando forse, ma il sistema rotabile, che creerà certamente tantissimi problemi no. E noi non avremmo mai la soluzione di quel disservizio che ormai da tantissimi anni, forse troppi, attanaglia il trasporto pubblico locale in Sardegna.

Allora, mi chiedo, qui prodest? Se l'è chiesto anche il collega Floris nel suo intervento. Ma qual è l'accelerazione che avete voluto dare per risolvere questo problema? Ma siamo veramente sicuri che questa è la soluzione del problema? O forse non ci siamo presi un'altra patata bollente E lo Stato si è liberato invece di un fardello che certamente non produceva se non di servizi, se non lamentale? E non aiutava certamente i sardi ad uscire dall'isolamento delle zone interne, ad gravare ancora di più la situazione economica della Sardegna, a far sì che i costi di trasporto con il resto della penisola siano insopportabili. Insomma, nessuno di questi problemi è stato affrontato e risolto. Io credo che siamo caduti in un'altra trappola e vorrei capire chi è che questa trappola ha teso. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Diana. E' iscritto a parlare il consigliere Pileri. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Grazie, Presidente. Il mio sarà un intervento breve anche perché molte cose sono state dette dai colleghi. Però, vorrei richiamare alcuni spunti, ad esempio quelli che risultano nel verbale della Commissione dove viene evidenziata la consapevolezza che il trasferimento riguarda beni e strutture obsolete, nonché servizi che vengono erogati in maniera poco efficiente. Questo aspetto e questo rilievo della Commissione, diventa determinante nel momento, come è stato evidenziato dove chi mi ha preceduto, si pone in evidenza che i trasferimenti dei fondi non devono risultare inferiori agli attuali per garantire gli attuali livelli di servizio. Quindi, senza voler allungare il ragionamento, bisogna evidenziare che questi servizi sono assolutamente non all'altezza di un sistema di trasporto locale della Sardegna. In alcuni casi, abbiamo detto, è visto che sono anche pochi sicuri, perché quando si parla di linee ferroviarie interne abbiamo visto anche che ci sono delle situazioni di poca sicurezza. La poca sicurezza spesso viene addebitata ingiustamente all'errore umano, e questo è gravissimo perché mancano le risorse finanziarie per garantire le condizioni di sicurezza, come gli incidenti che si sono verificati da poco in Sardegna.

La norma di attuazione che è prevista dalla finanziaria 2007, dal comma 837, prevede il trasferimento delle funzioni per quanto riguarda le ferrovie Sardegna, le ferrovie meridionali sarde, e viene anche evidenziato un aspetto importante che è quello della continuità territoriale, della quale assolutamente in questa norma di attuazione non si parla. Perché la continuità territoriale è qualcosa che riguarda anche la Sardegna e i trasporti interni della Sardegna, come ad esempio quelli relativi ai trasporti tra le isole minori, per le quali ad esempio io avevo fatto un'interrogazione nel mese di luglio, e per la quale non ho avuto risposta, in riferimento ad esempio la vertenza Saremar che riguarda i trasporti tra l'isola della Maddalena e Palau. Io credo che anche questo sia trasporto locale, trasporto che meriti attenzione, uno perché riguarda problematiche relative all'occupazione, perché sappiamo che c'è, e c'è stata anche, ci sono stati grandissimi problemi di tipo occupativo con licenziamenti; ci sono anche problemi di caro prezzi, il caro prezzi è un aspetto importantissimo della continuità territoriale ma anche del trasporto locale. Voi dovete sapere che per accedere all'isola della Maddalena oggi con un'auto e due persone non bastano 50 euro, quindi ditemi quale continuità territoriale è questa.

E allora io invito la maggioranza, la Giunta a riflettere e a porre rimedio a queste norme di attuazione, che non sono assolutamente idonee, anche perché, e qua mi rivolgo all'Assessore, con una lettera di diversi mesi fa, il Ministero dei trasporti, con particolare riferimento proprio ai trasporti marittimi delle isole minori, aveva chiesto alla Regione dei chiarimenti o degli indirizzi su come risolvere tale tipo di problematica. E la Giunta aveva risposto, leggo testualmente: "Si desidera precisare che la Regione autonoma della Sardegna ha in corso la procedura di approvazione delle norme di attuazione in materia di trasporto con le quali, tra l'altro, si disciplina il trasferimento delle funzioni in materia di collegamenti con le isole minori, e la delega delle funzioni amministrative in materia di continuità territoriale aerea e navale. Si sottolinea, inoltre, che tale orientamento già previsto dalla legge 27 dicembre 2006, la numero 296, cioè la finanziaria, articolo 1 comma 837, concernente il trasferimento alla Regione Sardegna le funzioni relative al trasporto pubblico locale, ferrovie Sardegna e ferrovie meridionali sarde e le funzioni relative alla continuità territoriale."Allora io mi chiedo dove è andata a finire questo aspetto che riguarda la continuità territoriale, grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uggias. Ne ha facoltà.

UGGIAS (La Margherita-D.L.). La ringrazio, Presidente. Non credo che l'intervento oggi in discussione debba rimanere scollegato rispetto ad un sistema più complesso, ma credo che debba essere collegato, quasi attraverso una sorta di centro intermodale di materia, all'intero settore dei trasporti. Non può sfuggire che il nostro sistema dei trasporti, per quanto isolato, debba essere messo in connessione diretta con la rete dei trasporti nel suo insieme. E allora, non credo che a questa Aula debba sfuggire la necessità che affrontando il tema dei trasporti andiamo a toccare anche il sistema nazionale anche al sistema delle reti italiane presenti in Sardegna, quindi i rapporti con lo Stato nazionale, i rapporti con le ferrovie dello Stato, con rete Italia, attraverso le diverse articolazioni. E lo dobbiamo fare, secondo me, uscendo dalla logica del piccolo sistema di rete, guardando in alto e rivendicando con forza la pari dignità del nostro sistema dei trasporti. Lo dobbiamo fare rivendicando la sussistenza della natura transnazionale della rete ferroviaria sarda, che mi sembra sia il discorso di fondo, che può elevare la qualità del servizio. E lo dobbiamo fare guardando la nostra politica, guardando anche nello stesso tempo, però, alle politiche che l'Unione Europea indica, impone, e qua non possiamo non prendere atto che stiamo andando contro corrente. Laddove l'Unione Europea ci invita alla valorizzazione del sistema ferroviario, noi depauperiamo in Sardegna il sistema ferroviario stesso. Però il sistema ferroviario non significa parlare soltanto di rotaie, di macchine, più o meno dismesse, ma significa parlare di mobilità, di cittadini, significa parlare di tutela ambientale, significa parlare di costo delle merci. Ecco perché il discorso va elevato di livello. Ed ecco perché, secondo me, nonostante la attenzione scarsa a questo problema rappresentato dalla Giunta, dal Consiglio stesso, probabilmente se nella scorsa legislatura si fosse affrontato questo tema, immagino che il Presidente, tutti gli Assessori sarebbero stati in Aula a discutere, a sostenere questo tipo di provvedimento. Dico questo perché, secondo me, è necessario che ci sia un intervento forte, sinergico, invece, di tutte le componenti del Consiglio, dell'esecutivo, delle forze politiche, delle componenti sociali, così come è stato fatto per la mobilitazione di tutta la Sardegna nella vertenza delle entrate perché il settore, l'argomento dei trasporti vada a incidere sulla nostra realtà, in maniera più positiva attraverso una nuova vertenza, che dobbiamo aprire con lo Stato. Ma qui inizia la politica.

E qui inizia il lavoro della politica, colleghi, è un momento di scombussolamento, e noi non possiamo essere sordi neanche a ciò che accade fuori dal palazzo. E non è facile, Presidente, mi consenta di dirlo, non è facile attestarsi con fermezza, quando tutto sembra girare intorno a sé stessi, e le vicende di queste ultime settimane lo stanno a testimoniare. In questo senso le comunico che vorrei, avrei voluto e vorrei continuare a lavorare nel Gruppo de La Margherita, ma purtroppo non posso, Presidente, non posso considerato che il Gruppo è destinato a estinguersi, e pertanto confluirò nel Gruppo Misto presieduto dall'amico sardista Giuseppe Atzeri. Lo faccio per scelta, lo faccio per scelta e senza polemiche, con il convincimento, che quando tutto veramente sembra girare vorticosamente è sicuramente giunto il tempo di soffermarsi a riflettere sulle decisioni da prendere. Devo riconoscere che al momento del mio arrivo nel gruppo de La Margherita, 2 anni e mezzo fa, ho trovato in tutti un grande senso di amicizia, stima e affetto, che ho ricambiato, credo con gratitudine, riconoscendo il grande impegno di dedizione, capacità e radicamento nei valori propri del cattolicesimo democratico. Per cui sento di esprimere, per lui, per tutti e al Capogruppo Antonio Bianco un ringraziamento corrispondente. Sono sicuro che i miei amici continueranno a lavorare nello stesso modo. Sono convinto, altresì, che le posizioni espresse dal Gruppo sono servite a qualificare l'azione della maggioranza, il cui stato attuale sarebbe stato sicuramente migliore se l'Esecutivo avesse recepito le varie proposte che sono state elaborate da La Margherita iniziando all'istanza di temperamento della rigidità del piano paesaggistico regionale, dalla inutile richiesta di invertire la trattazione della legge statutaria con la manovra di bilancio del 2007 e tante altre specifiche proposte che sono state avanzate con responsabilità e competenza.

La mia decisione non deve essere interpretata come un rifiuto del Partito Democratico, in quanto ancora gli va riconosciuto il diritto di manifestare la propria identità e anche il diritto-dovere di rivedere alcuni errori, che hanno caratterizzato questa prima fase, come tutti gli uomini, anche gli uomini e le donne del partito democratico sono artefici del proprio destino, e a loro spetterà conseguire il successo di fondare un partito nuovo oppure di constatare la grande delusione di gestire un nuovo partito, fatto solo di una nuova sigla, ma privo di essenziale novità. Purtroppo le premesse delle elezioni primarie sono state deludenti. Già per la decisione di utilizzare il sistema delle liste bloccate, che sono la negazione intrinseca della democrazia. Bisogna riconoscere che le dichiarazioni di impegno formulate da Veltroni e Franceschini sembrano, però, tracciare davvero una rotta di cambiamento positivo. E se davvero il Partito Democratico interpreterà il voto delle primarie come spinta per emarginare una politica autoreferenziale, di mera conservazione del potere, di casta, se viceversa dimostrerà attenzione ai problemi veri dei cittadini, se praticherà l'allontanamento di coloro che finora hanno fatto i propri interessi a danno della collettività, allora sarà un successo. Altrimenti sarà la manifestazione di un cambiamento di facciata destinata a fallire ad essere ridicolizzato dagli elettori, molto più preoccupati dal rincaro del prezzo del pane, e molto indifferenti ai sorrisi di circostanza fatti dai nostri Ministri soddisfatti per aver perso solo tre seggi al Parlamento europeo. Quegli stessi Ministri, accomunati ai Ministri dei precedenti Governi, che restano sordi alle istanze di un'intera Regione, condannata a non poter esprimere un parlamentare europeo da una legge elettorale che schiaccia un milione e mezzo di sardi sotto il peso elettorale di 6 milioni di cittadini siciliani. Ci sarà un partito che democraticamente renderà ai sardi il diritto di essere rappresentati? Ci sarà un partito che sia democratico anche nei fatti? Che lo sia a tutti i livelli istituzionali, iniziando dal proprio ordinamento interno? La società, l'economia, la nostra cultura del rispetto, i sardi ci dicono di sì, e chiedono una Sardegna democratica, rispettata democraticamente dalla Repubblica italiana e dall'Unione Europea.

Certamente, non è in discussione il sostegno alla maggioranza e al programma di governo, la mia posizione sarà sempre quella di sostenere la linea della coalizione, e quando ci dovesse essere un'alternativa interna alla stessa di decidere guardando al programma, ai valori che hanno ispirato la mia azione, salvaguardando primariamente il bene della Sardegna e dei sardi. Ho ben chiaro, Presidente, lo scenario, le prospettive della mia scelta, affidate da oggi molto più alla responsabilità della testimonianza diretta rispetto al passato, ed è chiaro agli occhi di tutti che esprimere la propria opinione all'interno di un Gruppo consiliare organico ha significato affidarla alla posizione del Gruppo e del suo Presidente, come sarà altrettanto evidente che le prossime decisioni non saranno per me vincolanti, ne le mie dichiarazioni potranno riflettere la provenienza dal Gruppo della Margherita. Concludo affermando che, in un contesto di sconquasso ideologico, non ho certamente difficoltà a tenere chiari e presenti i miei riferimenti nel panorama politico. Per me esiste un impegno a testimoniare un'azione politica fatta con spirito di servizio, per costruire la città dell'uomo, guardando ai problemi dei sardi e cercando soluzioni coerenti con i valori che ho sempre individuato nell'insegnamento della dottrina sociale della Chiesa e nella Costituzione italiana.

PRESIDENTE. Grazie, collega Uggias. Prendiamo atto delle sue comunicazioni all'Aula, seppure in maniera inusuale.

E' iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Grazie, Presidente. Credo che l'intervento del collega Uggias, che è stato appena concluso, abbia aperto una nuova pagina nell'ambito del Consiglio regionale, non solo per la definizione di quella che è la sua posizione politica rispetto non solo al partito di appartenenza, ma rispetto alla sua collocazione nell'ambito dell'Aula, sia il motivo per l'apertura di una discussione che, sicuramente, interesserà i Gruppi di maggioranza, interesserà soprattutto i problemi delle segreterie dei Gruppi; non interessa di sicuro, in questo momento, alle forze presenti in Aula, discutere questo schema di decreto legislativo che è stato portato all'attenzione dell'Aula, molto frettolosamente, dico, rispetto all'importanza del tema stesso. Certo che il collega Uggias, al quale mi legano affetto e stima per la sua capacità di proporsi, la sua capacità di elaborazione e di pensiero, ma soprattutto di proposta, io non posso esimermi, in questo momento, dal congratularmi con lui per la sua idealità, che ha avuto coraggio di esprimere, ma soprattutto per avere espresso la non condivisione di alcuni aspetti che hanno caratterizzato la vita politica.

PRESIDENTE. Onorevole Contu, la prego, si attenga all'argomento in discussione, grazie.

CONTU (F.I.). Un attimo, Presidente, voglio concludere questo pensiero perché lo ritengo importante. In questo momento, dicevo, colleghi, c'è la certezza di un fatto, che la libertà individuale di poter operare le scelte anche personali sui temi della politica va rispettata, anzi, va sempre più emulata perché, davvero, noi ci siamo trovati a confliggere soprattutto sul fatto che qui in Consiglio regionale fosse ancora possibile esprimere il proprio pensiero rispetto a certi temi, e sul quale, molto probabilmente, anche discutendo questa proposta di delibera, noi ci stiamo privando della possibilità di poter affrontare un tema strutturale e importante per la nostra Isola, uno dei temi forti, quello del trasporto locale, uno dei temi sul quale, molto probabilmente, la fretta, caro Assessore, non sarà buona maestra neanche in quest'occasione. Molto frettolosamente, il nostro Presidente ha cooptato un disegno del Governo di Roma, che è quello di sbaraccare dall'impegno dello Stato un impegno che, invece, avrebbe avuto bisogno di una valutazione molto più approfondita durante l'esame della finanziaria del 2007, dove, pari pari, si è trasferito dalla finanziaria dello Stato, si è trasferito da quel comma 837 dell'articolo 1 della finanziaria dello Stato, con il passaggio alla Regione delle funzioni e dei compiti in materia di trasporto pubblico locale. Con faciloneria è stato fatto questo passaggio, con molta faciloneria da parte del Presidente che l'ha proposta, ma con molta faciloneria da parte dei nostri consiglieri della maggioranza, che non hanno capito e non si sono messi neanche il problema di capire in che condizioni ci venivano trasferite queste due aziende; queste due aziende che tutti noi sappiamo che nel tempo non hanno mai esercitato la loro funzione di trasporto pubblico locale nel segno dell'efficienza, ma della rispondenza ai bisogni di collegamento tra le zone interne e le zone centrali dell'Amministrazione. Parlo dei capoluoghi di provincia, parlo del capoluogo della Regione, parlo con la possibilità per i nostri cittadini di avere un servizio che sia garante della possibilità o garantista della possibilità di dare, in termini di servizio, la possibilità della mobilità da e per la Sardegna, ma soprattutto rispetto ai territori interni. Io credo che su questo tema sarebbe necessario che i colleghi della maggioranza prendessero una posizione molto forte rispetto quello che è stato fatto in Commissione, molto forte soprattutto perché, peraltro, l'elaborazione di questo schema è un'elaborazione talmente fragile che davvero espone la nostra Isola a un ulteriore indebolimento e impoverimento rispetto a quanto lo Stato si è impegnato, in tante situazioni, a intervenire e mai è intervenuto realmente. Noi sappiamo benissimo che è facilissimo fare il resoconto di quelli che sono gli oneri per la gestione di servizi fatiscenti, obsoleti, spesso dimenticati. Io ho provato, Presidente, pur nel poco tempo che abbiamo avuto a disposizione per l'esame di questo documento, ad analizzare i due elenchi che così vengono consegnati all'articolo 2 del Titolo I per l'esame.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

(Segue CONTU.) Bene, in questi elenchi, ho potuto verificare anche che ci trasferiscono dei beni demaniali che non esistono. Mi auguro che quanto esiste sulla carta rispetto, per esempio, al territorio di provenienza di un nostro consigliere regionale che attualmente disturba l'Assessore, che in questo momento disturba l'Assessore, parlo del collega di Lunamatrona, il collega di Lunamatrona sa benissimo che fino agli anni '60, nel territorio del suo Comune, transitava una rete ferroviaria e soprattutto transitava a un servizio ferroviario che non esiste più dagli anni '60, ed era la cosiddetta rete del Campidano. Ma, dico, forse l'assessore Broccia non si è accorto che sto parlando con lui e mi sto riferendo a lui, e io mi fermo, e poi recuperò il tempo, Presidente…

PRESIDENTE. Onorevole Contu, ha sempre la parola.

~CONTU (F.I.). No, io vorrei l'attenzione del Presidente e del collega che sta in questo momento scambiando con lui, molto probabilmente, cose più importanti rispetto alla discussione. Dicevo al collega di Lunamatrona; il collega di Lunamatrona, che è stato anche sindaco del suo paese, sa benissimo che questo patrimonio che viene descritto per pagine e pagine in questi allegati, non esiste più, non esiste più perché è stato destinato nel tempo a tante altre funzioni che non sono più nelle proprietà delle ferrovie meridionali sarde, ma non da adesso, non lo sono più da anni, da decenni. Io vorrei sapere per quale motivo e come, fanno ancora parte di questo… diciamo che è stato predisposto anche un documento, Assessore, e tutto questo patrimonio delle ferrovie del Campidano non esiste più, perché fa ancora parte di un demanio trasferito al demanio regionale… a me sembra una barzelletta per certi aspetti, non solo lo schema del decreto legislativo, ma anche nei contenuti degli allegati che vanno a descrivere quanto viene trasferito. Oltre a dire che vengono trasferiti le funzioni e i compiti di programmazione, vorrei capire dove e quando verrà definita la programmazione che Trenitalia ha fatto fino ad oggi su queste due aziende. Vorrei capire in quale punto dell'elaborato viene presa in considerazione la programmazione, ma, soprattutto le risorse che su quella programmazione sono arrivate negli anni e sono programmate almeno per i prossimi tre anni. Io non posso, comunque sia, riferendomi all'articolo 3, pensare che nell'articolo 3 non ci siano i contenuti dei finanziamenti già programmati, perché qui, nell'articolo 3, si parla soltanto dei servizi erogati e del mantenimento dei servizi erogati. Ma vorrei capire; sull'aggiornamento tecnologico cosa è stato previsto? Sull'aggiornamento dei servizi, delle reti e delle linee, cosa è stato previsto? Sull'aggiornamento delle macchine, ovvero delle letterine che ancora oggi esercitano una funzione di trasporto cosa è stato previsto? Dobbiamo continuare a tenerci… o ci trasferiscono quelle macchine oppure a Villacidro sono state ordinate nuove vetture che sostituiscano quelle attualmente in funzione? Ma vorrei capire ancora; gli investimenti chi li farà? Su quali risorse si intende fare gli investimenti per ottenere quanto l'amico Diana ha descritto sullo smaltimento delle ferraglie che dovremmo smaltire per ripulire le discariche che sono diventate le sedi, oggi, di queste due aziende? In quali capitoli noi troveremo le risorse per poter arrivare a una programmazione reale e a fare degli investimenti perché nel trasporto pubblico locale-regionale, domani noi possiamo garantire livelli di efficienza, di efficacia, di risposta ai nostri cittadini. Credo che ci sia da ragionare ancora su questa proposta, credo che ci siano gli elementi perché davvero la proposta venga arricchita di altre proposizioni. Io, andando sul Titolo II, per esempio, al comma 2, quando leggiamo che con l'accordo di programma che verrà stipulato tra il Ministero dei trasporti e la Regione sarda possono essere definite eventuali risorse finanziarie aggiuntive… eventuali? Che eventuali? Le risorse necessarie su una programmazione che noi dobbiamo essere in grado di elaborare, non "eventuali", "eventuali" caro Assessore, significa che noi mai ne vedremo, perché i passaggi finora maturati hanno riservato alla Sardegna soltanto briciole in termini di trasporto ferroviario, per non dire il nulla, sulla elettrificazione della dorsale, dove addirittura si sta smontando sul tratto Cagliari-Decimo la rete elettrica che è stata montata qualche mese fa; ma dove vogliamo arrivare? Davvero noi pensiamo di poter abdicare al nostro ruolo con questa faciloneria? Credo, Assessore, che l'attenzione da porre sul trasferimento derivato dalla finanziaria regionale, ma derivato dal famigerato "Decreto Bassanini" del '97, noi dobbiamo riflettere con più intensità, dobbiamo avere una proposta dove trovare soddisfazione a quelle che sono finalmente attenzioni sul trasporto pubblico locale, attenzioni che in passato non sono state mai riservate e approfondite. Credo che in tutto questo noi possiamo trovarci a condividere proposte, ma credo che su questa proposta, la nostra posizione potrà essere soltanto negativa, perché davvero non si intenda assolutamente affrontare il tema, e lo dicevamo anche nella primavera scorsa durante la discussione della finanziaria, che siamo debolucci nella proposta, siamo deboli e vogliamo continuare ad essere deboli. A noi questa politica non interessa, perché non è nell'interesse dei sardi, non è nell'interesse della nostra Isola e non è soprattutto rispondente a quelle che sono le necessità della nostra gente. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie Onorevole Contu. Trattandosi di schema di norma di attuazione, la discussione non avviene come per gli articolati, nel senso che si approva o si respinge attraverso un Ordine del giorno che mi dicono sia in circolazione. Se siete d'accordo io proporrei di sospendere qui la discussione sulla norma di attuazione, di vederci questo pomeriggio, dopo aver dato naturalmente la parola alla Giunta, di vederci questo pomeriggio per l'approvazione dell'ordine del giorno.

Ha domandato di parlare l'Assessore dei trasporti.

BROCCIA, Assessore dei trasporti. Sì, grazie Presidente, grazie ai signori consiglieri. Ricordo subito all'onorevole Contu che quell'elettrificazione che stanno smontando è stata costruita vent'anni fa, si sono spesi 800 miliardi del valore di allora, per una sperimentazione della nostra elettrificazione che è miseramente fallita; sarebbe interessante andare ad indagare di chi sono state le responsabilità anche politiche di quanto avvenuto allora. Io ricordo brevemente tre aspetti; la Regione Sardegna è l'unica Regione italiana che non ha dato attuazione a quanto previsto dal decreto legislativo numero 422 del 1997, che prevede appunto il trasferimento, in questo caso, delle gestioni governative del contratto di servizio di Trenitalia alle Regioni sia a Statuto ordinario che a Statuto speciale. La conseguenza di questo fatto, di questo ritardo di 10 anni, è che più di un terzo dei servizi di trasporto pubblico locale, fatto 100, il 35 percento o 37 percento del totale dei servizi di trasporto pubblico locale effettuati in Sardegna, sfuggono alla pianificazione, alla programmazione, al controllo della Regione e delle autonomie locali, cioè decidono a Roma di quali collegamenti, di quale tipo di servizi abbiamo bisogno per muoverci, per garantire una certa mobilità in Sardegna. Forse c'è un fatto ancora più grave; è vent'anni che in queste due aziende non si effettua un centesimo di euro di investimenti, è vent'anni che in queste due aziende non si effettua un centesimo di euro di investimenti se non per l'acquisto di alcuni pullman il cui numero negli ultimi vent'anni possiamo contare con le dita delle due mani. Ripeto e sottolineo: è vent'anni che in queste due aziende non si effettuano investimenti. E infatti, è stato richiamato, è dal 1988 che lo Stato ha bloccato il turnover del personale: nell'88 erano 2004 i dipendenti dell'azienda ferroviaria, oggi sono 1004, erano 500 in Ferrovie meridionali sarde e oggi sono poco meno o circa 300. E allora io su una cosa sono d'accordo: è vero che la Regione ha giocato al ribasso. Credo sommessamente, dal mio punto di vista, che ha giocato al ribasso fino al 2004, quando ha deciso di abbandonare a se stesse le aziende, le maestranze di quelle aziende, i lavoratori di quelle aziende, e gli stessi servizi messi a disposizione dei cittadini, effettuati da quelle aziende. Fino a lì, fino a luglio del 2004 la Regione ha giocato al ribasso, però forse questo ci va bene o forse questo va bene a qualcuno perché consente a quel qualcuno di dire che i trasporti non funzionano salvo dire anche no anche a chi prova a mettere fine ad una situazione che non esito a definire vergognosa, e cioè il mancato trasferimento delle aziende alla Regione. E' vero che nel '99 è stata firmata l'intesa Stato-Regione, ma io vorrei che si fosse parlato anche del 2000, del 2001, del 2002, del 2003. Cosa è stato fatto in quegli anni per dare attuazione a quell'intesa? Niente! Zero assoluto! Sono seguiti accordi, patti, quant'altro, ma non si è mai parlato di Ferrovie meridionali sarde e di Ferrovie della Sardegna. E' stato firmato l'accordo di programma quadro sulla mobilità che doveva dar seguito a quell'intesa del '99, è stata firmata il 18 di marzo del 2004, cioè due mesi prima delle elezioni regionali, ma cinque anni dopo l'intesa richiamata, firmata da D'Alema e da Palomba, ma per quanto riguarda Ferrovie meridionali sarde e per quanto riguarda Ferrovie della Sardegna anche nell'accordo di programma quadro vengono completamente ignorate, cioè non si capisce anche in quell'accordo, primo protocollo, che fine debbano fare. Allora dobbiamo continuare a denunciare una situazione che non va? Possiamo lavarci la coscienza accusando lo Stato di imbrogliarci, definendolo truffaldino o dobbiamo provare a porre fine a questa situazione? Come lo misuriamo l'essere orgogliosamente autonomisti? Come misuriamo il livello autonomista della istituzione? Denunciando la "truffaldaggine" (non so se si dica così) dello Stato o possiamo provare ad assumerci la responsabilità di far funzionare le cose che non funzionano? Io non ho dubbi: noi abbiamo il compito di assumerci le responsabilità, come hanno ben posto in evidenza il relatore, l'onorevole Orrù, e anche altri interventi che si sono succeduti. Noi dobbiamo assumerci la responsabilità di governare un terzo del nostro sistema della mobilità senza naturalmente perdere di vista - e se ho due minuti spero di riuscire a dimostrarlo - il confronto, anche lo scontro quando serve, con lo Stato per continuare ad ottenere le risorse che sono necessarie per migliorare la dotazione infrastrutturale e del parco rotabile di quelle aziende perché, così come prevede la legge e l'ha previsto per tutte le regioni, dal punto di vista del bilancio, dal punto di vista economico, quelle sono aziende che chiudono i bilanci in pareggio perché a tot spese corrispondono le entrate che determina lo Stato e determinerà fino al 2010.

Io credo che se noi abbiamo uno scarso livello di servizi trasportistici dobbiamo assumerci la responsabilità di farlo funzionare meglio, altri preferiscono forse chiedere allo Stato quanto lo Stato si è rifiutato di fare negli ultimi vent'anni. Abbiamo problemi di sicurezza. Io dico che dobbiamo lavorare per migliorare il sistema della nostra sicurezza nel trasporto pubblico locale, altri ritengono che bisogna chiedere allo Stato quanto lo Stato negli ultimi vent'anni si è rifiutato di fare. Dobbiamo farlo accompagnando questa trasmissione di competenze, questo trasferimento di competenze e di funzioni non perdendo di vista, anzi soprattutto guardando all'aspetto degli investimenti. Il Piano regionale dei trasporti dopo vent'anni di ritardi è a disposizione in questo momento dei cittadini, delle imprese, degli addetti ai lavori, spero fra qualche settimana sarà a disposizione della Commissione e del Consiglio regionale, è a disposizione comunque di chi voglia perdere un minuto del suo tempo, cliccare sul sito della Regione e su Piano regionale dei trasporti. Nel Piano regionale dei trasporti, che mancava e manca in questa Regione da vent'anni, abbiamo elencato (e il conto dobbiamo aggiornarlo settimana per settimana) qual è il livello di investimenti infrastrutturali a cui stiamo lavorando dal luglio del 2004. Noi non ci stiamo solo prendendo FdS sulla gobba, direbbe qualcuno, noi stiamo mettendo circa 350 milioni di risorse e sono risorse che ci sono; in alcuni casi i lavori sono in corso, in altri casi dobbiamo iniziare la progettazione preliminare, in altri casi siamo quasi alla fine dei lavori, ma sono risorse che sono nella disponibilità dell'Assessorato e di questa Regione, quasi 350 milioni sono investimenti che stiamo facendo per ferrovie della Sardegna. Le metropolitane leggere di Cagliari e di Sassari che riguardano anche tratti di trasporto pubblico locale come ben potete capire, l'intervento sulla rete Nuoro-Macomer per ciò che riguarda i 20 milioni per la Nuoro-Macomer a scartamento ridotto, gli 11 milioni per la messa in sicurezza della Cagliari-Isili che ci consentirà, se lavoriamo bene, oltre che metterla in sicurezza, di fare un pezzettino in più di metropolitana leggera oltre Monserrato dove finisce adesso per essere sostituita dal treno. Nel Piano regionale dei trasporti c'è un elenco puntuale degli interventi infrastrutturali che accompagnano la norma che oggi io spero, mi auguro il Consiglio vorrà approvare. La norma che oggi io spero approverete e di cui oggi si sta discutendo non esaurisce il trasferimento di competenze dallo Stato in materia di trasporto pubblico locale; per esempio - credo vi sia noto, ma ne discuterete spero fra qualche settimana - qualche settimana fa la Commissione paritetica Stato-Regione a Sassari ha licenziato la norma attuativa, che credo nei prossimi giorni arriverà ufficialmente in Consiglio, che prevede dal 1 gennaio 2009, cioè quando scade la convenzione con Tirrenia, il trasferimento delle competenze dei collegamenti marittimi con le isole minori, di quelle competenze con le relative risorse finanziarie alla Regione autonoma della Sardegna. Per ciò che riguarda invece Trenitalia, la norma che vi apprestate ad approvare, come io mi auguro, non sta trasferendo alla Regione le competenze sul trasporto pubblico locale che effettua Trenitalia e ricordo e sottolineo sommessamente che il servizio ferroviario è un servizio di trasporto pubblico locale, non è altro. Non sta trasferendo le competenze di organizzazione, sta trasferendo alla Regione, come è avvenuto nelle altre 19 regioni dal '97 in poi, la titolarità del contratto del servizio che in questo momento Trenitalia stipula con lo Stato e che con l'attuazione di questa norma Trenitalia stipulerà con la Regione. Vuol dire sostanzialmente che saremo noi a decidere di quali treni abbiamo bisogno, in quali orari effettuare le corse, con quale livello di pulizia nei treni, con quale livello di puntualità e quali sanzioni evidentemente Trenitalia dovrà pagare nel caso non rispettasse le norme, gli oneri di servizio, si definiscono tecnicamente così, che vengono inserite nell'accordo di programma. Naturalmente, e concludo, proprio in questa tornata dei lavori del Consiglio c'è una mozione che riguarda il sistema ferroviario e allora qualcosa mi riservo di dirla anche lì, per esempio mi riservo di dimostrare che, probabilmente è del tutto casuale, ma sono pronto a dimostrare che così non è, guarda caso, dopo una discesa ininterrotta del numero dei passeggeri che utilizza il treno in Sardegna fino al 2004, guarda caso dal 2005 la linea ha ripreso a salire, nel 2007 più di 100 mila persone usano il treno rispetto a quanti lo usavano nel 2004. Però, su questo torneremo nella discussione della mozione, finisco dicendo una cosa: il fatto che in certi percorsi non esiste più il binario non fa diminuire il fatto che quel tratto di terreno, che quell'area, sia in ogni caso di proprietà delle aziende delle gestioni governative che io spero diventino regionali entro il più breve tempo possibile. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Va bene, colleghi, interrompiamo qui la seduta di questa mattina, riprendiamo questa sera alle ore 17 con l'ordine del giorno sulle norme di attuazione e poi proseguiamo con le interpellanze. Come comunicato all'inizio della seduta è convocata la Conferenza dei Capigruppo nella saletta attigua. La seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 13 e 17.